indice     (note e aggiornamenti)

\0, 1, …  => "zero", "uno", …, "cifra"

\00 ("doppio zero")  →  "farina"

\007    →  "Agente 007"

\1492: la conquista del Paradiso Film d'avventura, britannico/francese (1992). Regia di Ridley Scott. Interpreti: Gérard Depardieu, Armand Assante, Sigourney Weaver. Titolo originale: 1492: The Conquest of Paradise 

\14a ora Film drammatico, americano (1951). Regia di Henry Hathaway. Interpreti: Paul Douglas, Richard Basehart, Barbara Bel Geddes. Titolo originale: 14 Hours 

\1860 (I mille di Garibaldi) Film drammatico, italiano (1934). Regia di Alessandro Blasetti. Interpreti: Giuseppe Gulino, Aida Bellìa, Gianfranco Giachetti. 

\1925: l'anno della scimmia Film drammatico, americano (1988). Regia di David Greene. Interpreti: Kirk Douglas, Jason Robards, Jean Simmons. Titolo originale: Inherit the Wind 

\1997 (Fuga da New York) Film d'avventura, americano (1981). Regia di John Carpenter. Interpreti: Kurt Russell, Ernest Borgnine, Lee Van Cleef. Titolo originale: Escape from New York 

\20.000 leghe sotto i mari Film d'avventura, americano (1954). Regia di Richard Fleischer. Interpreti: Kirk Douglas, James Mason, Paul Lukas. Titolo originale: 20,000 Leagues under the Sea 

\2001: Odissea nello spazio Film di fantascienza, americano (1968). Regia di Stanley Kubrick. Interpreti: Keir Dullea, Gary Lockwood, William Sylvester. Titolo originale: 2001: A Space Odissey   +  

\2022: i sopravvissuti Film di fantascienza, americano (1973). Regia di Richard Fleischer. Interpreti: Charlton Heston, Leigh Taylor-Young, Churck Connors. Titolo originale: Soylent Green 

\39 scalini, I (Il club dei trentanove) Film spionaggio, britannico (1935). Regia di Alfred Hitchcock. Interpreti: Robert Donat, Madeleine Carroll, Godfrey Tearle. Titolo originale: The Thirty-Nine Steps   +  

\48 ore Film poliziesco, americano (1982). Regia di Walter Hill. Interpreti: Nick Nolte, Eddie Murphy, James Remar. Titolo originale: 48HRS. 

\55 giorni a Pechino Film d'avventura, americano (1963). Regia di Nicholas Ray. Interpreti: Charlton Heston, Ava Gardner, David Niven. Titolo originale: 55 Days at Peking 

\8 1/2 Film drammatico, italiano (1962). Regia di Federico Fellini. Interpreti: Marcello Mastroianni, Anouk Aimée, Sandra Milo, Claudia Cardinale, Mario Pisu, Rossella Falk.   +  

 
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\a, A prep. Indica lo stato in luogo (abito a Milano), il moto a luogo o la direzione (vado a Milano, vado a nord, vado a sinistra, da qui a lì), la distanza (casa sua è a 10 minuti d'auto, o a mezz'ora di bicicletta), il tempo (ci incontriamo alle cinque), l'età (si è laureato a ventitre anni), il fine (andò a caccia), la causa (svenne alla vista del sangue), il modo in cui qualcosa si presenta o è fatta (maglietta a righe, casa a due piani, carne ai ferri, bicchiere a calice) o in cui viene compiuta una azione (faccio alla svelta, pago a rate, vesto alla marinara), la pena (lo condannarono a morte), il prezzo (vendo la macchina a venti milioni), il paragone (sei simile a tuo fratello), la destinazione, il termine, il punto di arrivo di una azione (una lettera a te, un bonifico a mio favore, presta attenzione alle macchine che arrivano), il mezzo (funziona a benzina), la limitazione (è coraggioso solo a parole, la distribuzione (tre volte al giorno), il predicato (l'ho preso ad esempio). Unendosi agli articoli determinativi forma le preposizioni articolate al, allo, alla, ai, agli, alle. Si usa iterata nelle locuzioni a poco a poco, a due a due, … (non sarebbe corretto usare: poco a poco, due a due, …). Può assumere la forma eufonica ad se la parola seguente inizia con vocale, specialmente la stessa vocale "a".  Nel linguaggio comune (specie nella lettura delle scale delle carte geografiche) a viene usato al posto di su per indicare i rapporti ("1 a 1000" sta per "1 su 1000", ovvero 1/1000, come a dire "1 corrisponde a 1000").
 X   prep. 1 to. 2 (stato in luogo) at (at home), in (in Rome). 3 (moto a luogo) to (to go home; to go to school). 4 (tempo, prezzo) at (at five o'clock; to sell sth at 20 euro), in (in the morning), by (paid by the hour).
Prima lettera dell'alfabeto italiano, corrisponde alla prima lettera degli alfabeti semitici; deriva, attraverso l'alfa (α) greco, dalla lettera che i fenici chiamavano aleph (bue), perché la sua forma richiamava la testa e le corna di questo animale. Nella fonetica dell'italiano la lettera a rappresenta il suono vocalico più aperto. In altre lingue indoeuropee può indicare suoni diversi. Spesso è impiegata, a seconda dei casi, maiuscola o minuscola, come simbolo o abbreviazione. 
Come derivazione dell'alfa privativo greco, può indicare mancanza o assenza del termine di cui è prefisso (analcolico, afasia ecc.). 
In astronomia la lettera A distingue una delle dieci classi spettrali individuate dall'osservatorio di Harvard, nella quale vengono classificate le stelle di colore bianco. Esse hanno una temperatura inferiore rispetto a quelle del tipo B e O. Analizzandone lo spettro, si possono individuare, oltre alle righe di idrogeno, anche quelle H e K del calcio e magnesio ionizzati. 
In biochimica con A si contrassegna una vitamina. 
In biologia con una A (maiuscola) si contraddistingue un gruppo sanguigno. 
In chimica la lettera A è il simbolo dell'elemento gassoso argo. 
In fisica A è l'abbreviazione di ampère. 
In meccanica con una a (minuscola) viene indicata l'accelerazione, che esprime la variazione di velocità nell'unità di tempo. 
In metrologia la lettera a rappresenta l'abbreviazione di anno, ara e atto. 
In musica con la lettera A venne designata nella notazione alfabetica medievale la nota la (sistema di Oddone di Cluny). Nei paesi anglosassoni e tedeschi, che per designare le note non hanno adottato le sillabe di Guido d'Arezzo, A equivale tuttora alla nota la

\Å In metrologia è il simbolo  →  dell'"angstrom". 

\a capanna, loc. avv. e agg. invar. Si dice (della costruzione) di un tetto a due spioventi. 

\a cappella, loc. avv. e agg. invar. Si dice di una composizione musicale o di una esecuzione per sole voci senza accompagnamento (molto in uso nel XV sec.) 

\A che punto è la notte Romanzo di C. Fruttero e F. Lucentini (1979). 

\A ciascuno il suo Romanzo di L. Sciascia (1966). Preceduto da Il giorno della civetta (1961), il lavoro si inquadra nel progetto dell'autore per una letteratura impegnata civilmente, la cui attenzione è concentrata sull'amata Sicilia e sui suoi problemi. Tra gli altri romanzi che approfondiscono gli stessi temi, sono da citare Il consiglio d'Egitto, Morte dell'inquisitore, Il contesto, Todo modo, Candido ovvero un sogno fatto in Sicilia, Una storia semplice
Sotto l'aspetto di un romanzo giallo, che ha avuto un notevole successo di critica e di pubblico, l'analisi di Sciascia muove da un delitto di mafia per guidare il lettore a riflettere sulla gestione delle cose politiche. Il libro è sostenuto dalla fede nei valori della ragione, della giustizia e della libertà, e si appoggia su uno stile lucido ed esemplare ispirato a una cultura illuministica che non rifugge dalla denuncia. 
A ciascuno il suo 
Film drammatico, italiano (1967). Regia di Elio Petri. Interpreti: Gian Maria Volonté, Irene Papas, Gabriele Ferzetti. 

\a contràrio, loc. avv. Forma di ragionamento per analogia in cui dal contrario si desume il contrario. 

\a divinis, loc. avv. Locuzione latina che significa "dagli atti divini". La sospensione a divinis è una delle forma di sospensione canonica per cui un sacerdote sospeso non può esercitare nessuna delle funzioni che prima poteva compiere. 

\A Eugenio, vita a Zvanka Opera di poesia di G. R. Derzavin (1807). 

\a fortiori, loc. avv. Locuzione latina che significa "a più forte ragione". Espressione usata spesso quando alla giustificazione di una affermazione, una proprietà, … basata sul fatto che essa è una conseguenza o un caso particolare di una più generale si aggiungono ulteriori argomentazioni specifiche. 

\à gogo, loc. avv. e agg. invar. In abbondanza, a volontà. ~ abbondantemente. 

\à la page, loc. avv. e agg. invar. Al corrente delle ultime novità; alla moda. <> antiquato. 

\a latere, loc. avv. Locuzione latina che significa "a fianco". Espressione utilizzata per indicare un cardinale legato che rappresenta il papa e presiede cerimonie particolari. In modo spesso un po' ironico, viene usata anche per indicare una persona che tratta un'affare per conto di un'altra. 

\A letto con il nemico Film thriller, americano (1990). Regia di Joseph Ruben. Interpreti: Julia Roberts, Patrick Bergin, Kevin Anderson. Titolo originale: Sleeping with the Enemy 

\A letto con Madonna Film musicale, americano (1990). Regia di Alek Keshishian. Interpreti: Madonna. Titolo originale: Truth or Dare: In Bed with Madonna 

\A me la libertà Film commedia, francese (1931). Regia di René Clair. Interpreti: Henri Marchand, Raymond Cordy, Paul Olivier. Titolo originale: A nous la liberté 

\A mezzanotte va la ronda del piacere Film commedia, italiano (1975). Regia di Marcello Fondato. Interpreti: Claudia Cardinale, Monica Vitti, Vittorio Gassman. 

\a pàri, loc. avv. Locuzione, che significa "mediante una ragione uguale", utilizzata in filosofia e in logica quando si invocano a sostegno di una proposizione delle ragioni simili a quelle che ne fondano un'altra. 

\A piedi nudi nel parco Commedia di N. Simon (1963). 
A piedi nudi nel parco Film commedia, americano (1967). Regia di Gene Saks. Interpreti: Robert Redford, Jane Fonda, Charles Boyer. Titolo originale: Barefoot in the Park 

\A porte chiuse Dramma di J. P. Sartre (1944). 

\a posteriori, loc. agg. e avv. (latino: "da quel che viene dopo") loc. agg. 1 Induttivo. ~ empirico. <> a priori. 2 Meditato. ~ ponderato. <> affrettato. 
loc. avv. A fatti già avvenuti. ~ successivamente. <> a caldo. 

\a priori, loc. e avv. loc. agg. invar. Deduttivo. <> a posteriori. 
loc. avv. Senza conoscere o verificare i fatti. ~ prima. <> dopo. 

\A proposito di Henry Film commedia, americano (1991). Regia di Mike Nichols. Interpreti: Harrison Ford, Annette Bening, Bill Nunn. Titolo originale: Regarding Henry 

\A proposito di omicidi ... Film commedia, americano (1978). Regia di Robert Moore. Interpreti: Peter Falk, Ann Margret, Eileen Brennan, Sid Caesar. Titolo originale: The Cheap Detective 

\A proposito di tutte queste ... signore Film commedia, svedese (1962). Regia di Ingmar Bergman. Interpreti: Bibi Andersson, Harriet Andersson, Eva Dahlbeck. Titolo originale: För att inte tala om alla dessa kvinnor 

\A qualcuno piace caldo Film commedia, americano (1959). Regia di Billy Wilder. Interpreti: Marilyn Monroe, Tony Curtis, Jack Lemmon, George Raft, Pat O'Brien. Titolo originale: Some Like it Hot   +  

\a quo, loc. agg. invar. Locuzione latina che significa "dal quale", utilizzata soprattutto nel linguaggio giuridico per indicare il giorno di decorrenza di un termine o il giudice la cui sentenza viene appellata. 

\A rotta di collo Film comico, americano (1962). Regia di Harold Lloyd. Interpreti: Harold Lloyd, Mildred Davis. Titolo originale: Harold Lloyd's World of Comedy 

\a sacris ordinibus, loc. avv. Locuzione latina che significa "dai sacri ordini" e indica alcune forme di sospensione canonica. 

\A sangue freddo Romanzo di T. Capote (1966). 
A sangue freddo Film drammatico, americano (1967). Regia di Richard Brooks. Interpreti: Robert Blake, Scott Wilson, Paul Stewart. Titolo originale: In Cold Blood 

\A spasso con Daisy Film commedia, americano (1989). Regia di Bruce Beresford. Interpreti: Jessica Tandy, Morgan Freeman, Dan Aykroyd. Titolo originale: Driving Miss Daisy 

\'A terra d'u ricorde Opera di poesia di A. Pierro (1960). 

\a. C. Sigla di avanti Cristo. 

\a.m. Abbreviazione del latino ante meridiem, per identificare le ore prima di mezzogiorno. 

\AAAI Sigla di American Association for Artificial Intelligence (associazione americana per l'intelligenza artificiale). 

\aabàm, sm. Nome con cui gli alchimisti chiamavano il piombo. 

\Aaiún, El Città (190.000 ab. nel 2006) del Marocco, capoluogo del Sahara Occidentale e della provincia di Laayoune. 

\Aalesùnd Città della Norvegia costruita su tre isolette collegate fra loro. Danneggiata da un incendio nel 1904 è stata ricostruita con case di pietra. 

\Aalto, Alvar Hugo Henrik (Kuortane 1898-Helsinki 1976) Architetto finlandese, si occupò anche di urbanistica e designer. Principale esponente dell'architettura organica, vi approdò dopo le prime esperienze di razionalismo. Nelle sue opere si dà particolare importanza alla progettazione degli spazi interni e alla relazione con il paesaggio. Tra le principali, si ricordano la biblioteca di Viipuri (1935), il sanatorio di Paimio (1933) l'università di Jyväskyla (1957), il padiglione finlandese all'esposizione universale di New York del 1939, la residenza studentesca del MIT, Cambridge (1948) e la chiesa parrocchiale di Riola di Vergato (Bologna, 1978). 

\Aar Fiume (295 km) principale della Svizzera che nasce nelle Alpi Bernesi orientali. Bagna Aarau, Berna, Olten, Solothurn e forma i laghi di Brienz, Biel e Thun. Termina il suo percorso sfociando nel fiume Reno nei pressi di Waldshut, vicino a Coblenza. 

\Aaràu Città della Svizzera (16000 ab. nel 2006) sulla destra del fiume Aare e capitale dell'Argovia. Fu fondata nel 1241 e fu capitale della Repubblica elvetica dal 1798 al 1803. 

\AAST Sigla di Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo. 

\AAVV Sigla di Autori Vari. 

\ab absurdo, loc. avv. Locuzione che letteralmente significa "da ciò che è assurdo". Viene usata in matematica e in filosofia per indicare un tipo di dimostrazione indiretta, in cui si giunge ad affermare la verità di una certa tesi mettendo in luce le conseguenze assurde che deriverebbero dalla tesi contraria se questa fosse assunta come vera. 

\ab aeterno, loc. avv. Espressione che significa "dall'eternità". Usata in filosofia e in teologia per indicare ciò che non ha alcun inizio. Nel linguaggio comune vale talvolta "da tempi lontanissimi", "da epoca immemorabile". 

\ab antiquo, loc. avv. Espressione latina che significa "fin dal tempo antico". Viene usata per indicare qualcosa la cui origine si perde nella notte dei tempi. 

\ab illo tempore, loc. avv. Locuzione latina che significa "da quel tempo", usata per indicare cosa che è o avviene da tempo lontano. 

\ab imis fundamentis, loc. avv. Locuzione latina che significa "dalle più basse fondamenta". Si usa per indicare la necessità di un rinnovamento radicale. 

\ab immemorabili, loc. avv. Locuzione latina che significa "da [tempo] immemorabile". Si usa in riferimento a uno stato di cose che risulta essere uguale da moltissimo tempo (e, nel linguaggio giuridico, può essere testimoniato da una persona molto avanzata in età). 

\ab imo pectore, loc. avv. Locuzione latina che significa "dal profondo del cuore". 

\ab initio, loc. avv. Locuzione latina che significa "fin dall'inizio". 

\ab intestato, loc. avv. Espressione latina giuridica che significa "senza testamento". Sta a indicare la situazione che si verifica quando mancano disposizioni testamentarie. 

\ab irato, loc. avv. Locuzione latina che significa "da chi è irato". Si usa per indicare un'azione o una frase detta sotto l'impulso dell'ira. 

\ab origine, loc. avv. Originariamente, fin da principio. 

\ab ovo, loc. avv. Locuzione latina usata da Orazio che significa "dall'uovo" ("dall'inizio"); si dice ironicamente di un racconto che prende le mosse dagli antefatti più lontani. 

\ab urbe condita, loc. avv. Locuzione latina (abbreviata anche in: a.U.c.) che significa "dalla fondazione della città". Presso i romani indicava il computo degli anni partendo dalla fondazione di Roma. 

\Ab urbe condita Opera di storia di T. Livio (dal 27 a. C.). 

\Aba Città (circa 500.000 ab. nel 2006) della Nigeria, nello stato di Imo. 

\abacà  →  "canapa di Manila"

\àbaco, sm. 1 Strumento per eseguire calcoli usato nelle civiltà mesopotamica, greca e romana; oggi, in Europa, è usato solo a scopi didattici. 2 Negli ordini architettonici classici, elemento a forma di lastra quadrangolare posto tra il capitello e l'architrave.   +   3 Aritmetica. 
 X  sm. abacus. 
 @   lat. abacus, greco àbax, genitivo àbakos tavoletta. 
Era costituito da una tavoletta intagliata, divisa in colonne, entro le quali si disponevano delle pietre (calculi). Ogni colonna era associata a ordini di grandezza. Alla fine del medioevo fu sostituito da un altro tipo di abaco, nel quale i calculi vennero sostituiti da palline infilate su astine di legno o metallo, che prese il nome di pallottoliere. In Cina e in altre nazioni dell'Estremo Oriente si utilizza ancora oggi una sua variante chiamata abaco cinese. In occidente, invece, viene attualmente chiamata abaco una serie di tavole che consentono di calcolare i valori che assume per alcuni input una funzione di due o più variabili.   +  

\Abacùc (sec. VII a. C.) Ottavo profeta minore della Bibbia. La sua figura viene spesso confusa con un altro profeta biblico, di cui si narra che, trasportato in Babilonia da un angelo, avesse portato cibo e conforto a Daniele prigioniero. 

\Abadan Città dell'Iran (415.000 ab. nel 2005) nella provincia del Khuzistan, situata su un'isola al delta dello Shat-el-arab. Importante nodo marittimo del paese, si sviluppò agli inizi del Novecento grazie allo sfruttamento dei giacimenti petroliferi. Per questo motivo è punto di convergenza degli oleodotti del paese e ospita centri di raffineria. 

\Abadie, Paul (Parigi 1812-Chatou 1884) Architetto francese. Tra le opere Sacré-Coeur a Parigi (1875-1914). 

\Abai Fiume (1.610 km) che nasce dal monte Giesc (Etiopia centro-settentrionale). Principale affluente del Nilo. 

\Abakan Città (165.000 ab. nel 2002) della Russia. Capoluogo della repubblica autonoma della Hakassia. 

\Àbano Tèrme Comune in provincia di Padova (20.000 ab. nel 2009, CAP 35031, TEL. 049). Località dei colli Euganei nota per la presenza di stabilimenti termali (acque e fanghi curativi). Gli abitanti sono detti Aponensi

\Abarth, Càrlo (Vienna 1908-1979) Costruttore di autovetture, specializzato nella rielaborazione sportiva di modelli della Fiat. 

\abasìa, sf. Disturbo di carattere neurologico che rende impossibile la deambulazione. 

\Abatantuòno, Diègo (Milano 1955-) Attore cinematografico italiano. Dopo un esordio come attore comico, ha interpretato ruoli impegnati nei film Regalo di Natale (1986) di P. Avati, Un ragazzo di Calabria(1987) di L. Comencini, Strana la vita (1988) di G. Bertolucci. Con G. Salvatores ha raggiunto il successo con Marrakesh Express (1989), Turnè (1990), Mediterraneo (1991), premiato con l'Oscar, Puerto Escondido (1992). Del 1994 è Il toro, del 1996 Il barbiere di Rio e del 1997, ancora con Salvatores, Nirvana.   +  

\abàte, sm. 1 Superiore di un monastero o di una badia. ~ priore. 2 Nel XVIII sec., chi godeva di un beneficio ecclesiastico e portava l'abito da prete, dopo aver ricevuto i soli ordini minori. 
 X  sm. abbot. 

\Abate, L' Romanzo di W. Scott (1820). 

\abatìno, sm. 1 Diminutivo di abate. 2 Persona debole, inconcludente. 3 Prete giovane mondano e galante. 

\abat-jour, sm. invar. 1 Paralume. 2 Lampada con paralume. 

\abazìa, sf. Forma meno comune di abbazia. 

\Abbà Garimà Gruppo montuoso dell'Etiopia (altezza massima 2.616 m). 

\Àbba, Giusèppe Césare (Cairo Montenotte, Savona 1838-Brescia 1910) Memorialista. Tra le opere Da Quarto al Volturno (1880) e Noterelle di uno dei Mille (1891). I suoi lavori rientrano nella produzione di memorie e racconti legati alle imprese garibaldine, che fiorirono nella seconda metà dell'Ottocento, scritti soprattutto dai personaggi che vi parteciparono direttamente. L'opera di Abba si risolve in una celebrazione retorica e in un'immagine idilliaca e moralistica del mondo garibaldino. 

\Àbba, Màrta (Milano 1900-1988) Attrice drammatica, famosa interprete del teatro di Pirandello. 

\abbacchiaménto, sm. Stato di depressione. ~ avvilimento. 

\abbacchiàre, v. v. tr. 1 Far cascare i frutti da un albero percuotendone i rami con una pertica. ~ bacchiare. 2 Avvilire, deprimere. ~ demoralizzare. <> spronare. 3 Vendere a poco prezzo. 
v. intr. pron. Deprimersi. ~ abbattersi. 

\abbacchiàto, agg. Abbattuto, giù di morale. ~ mortificato. <> baldanzoso. 
 X  agg. downhearted. 

\abbacchiatùra, sf. L'operazione di abbacchiare, di bacchiare. Forma meno comune di bacchiatura. 

\abbàcchio, sm. Agnello macellato ancora lattante. 
 X  sm. lamb. 

\abbacinaménto, sm. 1 Forma di antico supplizio consistente nell'abbacinare. 2 Privazione della vista per una luce troppo intensa. 3 Inganno, illusione. 

\abbacinàre, v. tr. 1 Accecare avvicinando agli occhi un bacino rovente, secondo una forma di antico supplizio. 2 Privare momentaneamente della vista mediante una luce troppo intensa. ~ abbagliare, abbarbagliare. 3 Ingannare. ~ incantare. 

\abbadéssa, sf. Superiora di un monastero di religiose avente titolo di abbazia. Variante antica di badessa. 

\abbadìa, sf. Altra forma di abbazia. 

\Abbadìa Cerréto Comune in provincia di Lodi (290 ab. nel 2008, CAP 20070, TEL. 0371). 

\Abbadìa Lariàna Comune in provincia di Lecco (3.300 ab. nel 2009, CAP 22050, TEL. 0341). 

\Abbadìa San Salvatóre Comune in provincia di Siena, sulle pendici dell'Amiata (6.800 ab. nel 2008, CAP 53021, TEL. 0577). 

\Abbàdo, Clàudio (Milano 1933-) Pianista e direttore d'orchestra, ha guidato le orchestre più prestigiose della musica sinfonica e operistica internazionale. Nel 1968 divenne direttore stabile dell'Orchestra del Teatro alla Scala di Milano, fondando nel 1982 la Filarmonica della Scala. Ha diretto anche i Wiener Philharmoniker e nel 1986 è stato designato direttore del teatro Staatsoper di Vienna. Nel 1989 è divenuto direttore della Berliner Philharmoniker Orchestra, succedendo a Von Karajan. 
Michelangelo (Alba 1890-Gardone 1979) 
Padre di Claudio, violinista fu autore del trattato Tecnica dei suoni armonici, in cui provò l'esistenza degli armonici inferiori. 
Marcello (Milano 1926-) 
Pianista, fratello di Claudio. 

\abbagliaménto, sm. 1 L'abbagliare; diminuzione della capacità visiva dell'occhio per una luce troppo intensa. 2 Turbamento; errore. 

\abbagliànte, agg. agg. Che abbaglia, sfolgorante. ~ accecante. 
sm. Faro alto dell'auto. <> anabbaggliante. 
 X  agg. 1 dazzling. 2 (fari) high-beams. 

\abbagliàre, v. v. tr. Offendere la vista con luce troppo viva. ~ abbacinare. 
v. intr. pron. 1 Confondersi la vista per una luce troppo intensa. 2 Ingannarsi. ~ illudersi <> disingannarsi. 3 Restare sorpreso. 
 X  v. tr. to dazzle. 
 @   lat. volg. balius fulgente. 

\abbaglio, sm. 1 Abbagliamento. 2 Svista, errore. ~ cantonata. 
 X  sm. blunder. 

\Abbagnàle Giuseppe (Pompei 1959-) e Carmine (Pompei 1962-) Fratelli canottieri italiani. Medaglia d'oro nel due con alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984 e di Seul nel 1988 insieme con il timoniere Giuseppe di Capua. Sono stati campioni del mondo nel 1981, 1982, 1985, 1987, 1989, 1990, 1991 e medaglia d'argento nel 1986 conquistando nel contempo moltissimi campionati italiani. Nel 1996 si sono ritirati dall'attività agonistica. 
Agostino (Pompei 1966-) Fratello di Giuseppe e Carmine ha vinto la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Seul nel 1988 nel due di coppia con Poli, Tizzoni e Farina e alle Olimpiadi di Atlanta (1996) nel doppio con Tizzano. 

\Abbagnàno, Nicòla (Salerno 1901-Milano 1990) Filosofo italiano. Allievo di A. Aliotta, docente in varie università, ha lavorato sia come storico (e divulgatore) della filosofia (Storia della filosofia 1946-1950, Dizionario di filosofia 1960) sia come teorico. Ebbe il merito di aver introdotto l'esistenzialismo nella cultura filosofica italiana del suo tempo. Le sue tesi di esistenzialismo positivo (considera l'esistenza una possibilità di essere, che l'uomo realizza, sempre rischiosamente, con l'uso della ragione intesa come capacità di inventare tecniche) si contrappongono all'esistenzialismo negativo di Heidegger. Tra le sue opere principali, La struttura dell'esistenza (1939), Introduzione all'esistenzialismo (1942), Esistenzialismo positivo (1948), La saggezza della vita (1985) e La saggezza della filosofia (1987). 

\abbaiaménto, sm. Modo e atto di abbaiare. 

\abbaiàre, v. intr. Detto del cane, emettere il proprio verso. ~ latrare. 
 X  v. intr. to bark. 

\abbaiàta, sf. 1 Abbaiamento fatto da più cani. 2 Schiamazzo contro qualcuno. 

\abbaìno, sm. 1 Sovrastruttura applicata ai tetti a falde inclinate con finestre di chiusura, per dar luce a stanze o soffitte e permettere l'accesso al tetto. ~ lucernario. 2 Soffitta usata per abitazione. ~ mansarda. 
 X  sm. 1 skylight. 2 (soffitta) garret, attic room. 
 @   genovese abbaén lastra di pietra per chiudere l'apertura del tetto. 

\abbaìo, sm. Abbaiamento forte e prolungato. 
abbàio, sm.  Verso caratteristico del cane. 

\abballàre, v. tr. Imballare. 

\abballinàre, v. tr. Alzare e ripiegare i materassi per dare aria al letto. 

\abballottàrsi, v. rifl. Sballottarsi. 

\abbandonàre, v. v. tr. 1 Lasciare definitivamente. ~ trasferirsi. <> trattenersi. 2 Desistere da qualcosa, lasciar perdere. ~ rinunciare. <> perseverare. 3 Lasciare senza aiuto; trascurare. ~ defilarsi. <> accudire. abbandonare qualcuno a se stesso, non interessarsene più. 
v. rifl. 1 Lasciarsi andare. ~ cedere. <> reagire. 2 Lasciarsi cadere. 3 Avvilirsi. ~ scoraggiarsi. <> rincuorarsi. 
 X   v. tr. 1 to abandon, to leave. 2 (rinunciare) to drop. 3 (trascurare) to neglect. v. rifl. 1 to let oneself go. 2 (lasciarsi cadere) to flop. 
 @   franc. à ban donner mettere a disposizione. 

\abbandonàto, agg. 1 Lasciato senza aiuto. 2 Deserto, incolto. ~ negletto. <> coltivato. 
 X  agg. 1 abandoned, deserted. 2 (trascurato) neglected. 

\abbandóno, sm. 1 Il lasciare definitivamente. ~ distacco. 2 Rilassamento fisico. ~ languore. <> irrequietezza. 3 Trascuratezza. ~ incuria. 4 Scoraggiamento. ~ abbattimento. <> coraggio. 
 X  sm. 1 neglect. 2 (sport) withdrawal. 
Termine utilizzato nel diritto per indicare la rinuncia volontaria del possesso di un bene o degli obblighi e responsabilità verso una persona. Nel primo caso il bene può essere acquistato da altri; l'abbandono di minori di quattordici anni è condizione preliminare per la dichiarazione di adottabilità del minore. 

\abbarbagliaménto, sm. 1 Forte abbagliamento. 2 Errore, sbaglio. 

\abbarbagliàre, v. v. tr. 1 Abbagliare fortemente per eccessiva luminosità. ~ abbacinare, abbagliare. una luce improvvisa, mi abbarbagliò la vista. 2 Turbare, frastornare. 
v. intr. Mandare barbagli. 
v. intr. pron. 1 Rimanere abbagliato. 2 Turbarsi profondamente, confondersi. 
 @   da a-+ barbagliare

\abbarbaglìo, sm. Abbarbagliamento intenso. 

\abbarbicàre, v. intr. e intr. pron. 1 Emettere radici nel terreno, detto di pianta; attaccarsi con un sostegno alle radici. 2 Fissarsi stabilmente; far presa, detto specialmente di passioni o vizi. ~ radicarsi. 3 Attaccarsi con forza. ~ avvinghiarsi. <> staccarsi. 
 @   da a-+ barbicare

\abbarcàre, v. tr. Ammassare. ~ ammucchiare. 

\abbarràre, v. v. tr. Chiudere o impedire il passo con sbarramenti. 
v. rifl. Fortificarsi con barricate. 

\abbaruffàre, v. v. tr. Mettere sottosopra. 
v. rifl. rec. Accapigliarsi. ~ azzuffarsi. 

\Abbas I il Grànde (1571-Nazandaran 1629) Scià di Persia dal 1587 riprese ai turchi il Caucaso e la Mesopotamia e rafforzò il potere statale limitando quello dei feudatari. 

\Abbas, Fahrat (Taher 1899-Algeri 1985) Fu presidente del governo provvisorio della repubblica algerina dal 1958 al 1961 durante la guerra contro la Francia. 

\Abbasànta Comune in provincia di Oristano (2.900 ab. nel 2009, CAP 09071, TEL. 0785). 

\Abbàsidi Dinastia di califfi fondata nel 750 da Abu al-Abbas al-Saffah, zio di Maometto, dopo aver sconfitto gli Omayyadi. La dinastia stabilì la propria sede in Iraq, coprì circa cinque secoli (750-1258) e fu sull'esempio sassanide, l'artefice dello sviluppo e splendore della cultura islamica, sviluppando le arti e le scienze e integrando nella civiltà araba anche quelle persiana, greca, siriana e indiana. Il fratello del capostipite, al-Mansur fondò nel 762 la città di Baghdad che venne eletta a capitale dell'impero. L'apice dello sviluppo della dinastia degli Abbasidi si ebbe con Harun al-Rashid che regnò dal 786 all'809 e con al-Ma'mun che regnò dall'813 all'833. Il potere del califfato arabo degli Abbasidi terminò, dopo le prime disgregazioni del territorio (perdita della Spagna nel 756 che rimase agli omayyadi e del Marocco nel 788 che costituì un califfato a se stante e le autonomie nell'868 della Persia con le dinastie locali dei Saffaridi e dell'Egitto con i Tulunidi), con l'invasione dei mongoli (1258) che uccisero l'ultimo califfo abbaside. Già nel X sec. la città di Baghdad era però stata occupata dai Buwayhidi e nel 1055 conquistata dai turchi che limitarono notevolmente il potere del califfato. 

\abbassalìngua, sm. invar. Strumento per abbassare la lingua nell'esplorazione della cavità orale. 

\abbassaménto, sm. 1 Spostamento di qualcosa più in basso. ~ infossamento. <> elevazione. 2 Diminuzione, calo. ~ riduzione. <> incremento. 3 Scadimento. ~ peggioramento. <> miglioramento. 
 X  sm. lowering, sinking, (di temperatura) fall in temperature

\abbassàre, v. v. tr. 1 Portare, mettere più in basso. ~ calare. 2 Ridurre l'altezza, il valore o l'intensità. ~ attenuare. <> intensificare. 3 Chinare. ~ reclinare. <> drizzare. 4 Degradare, umiliare. ~ disonorare. <> esaltare. 
v. intr. pron. o rifl. 1 Chinarsi. ~ soggiacere. <> disubbidire. 2 Umiliarsi. <> vantarsi. 
 X   v. tr. to lower. v. intr. pron. o rifl. 1 to stoop. 2 (umiliarsi) to lower oneself. 
 @   da a-+ deriv. da basso. 

\abbàsso, avv., inter. e sm. avv. In luogo basso, di sotto. 
inter. Esprime avversione e ostilità. <> evviva. 
sm. invar. Grido di avversione. 
 X  inter. down. 

\abbastànza, agg. e avv. agg. invar. Quanto basta, a sufficienza. 
avv. 1 A sufficienza. ~ sufficientemente. <> scarsamente. Ne ho abbastanza di te, non ti tollero più. 2 Alquanto. ~ piuttosto. <> poco 
 X   avv. 1 enough. 2 (discretamente) quite. 3 (alquanto) rather. 
 @   da a-+ bastanza, deriv. da bastare. 

\Abbatéggio Comune in provincia di Pescara (400 ab. nel 2008, CAP 65020, TEL. 085). 

\abbàttere, v. v. tr. 1 Gettare giù. ~ buttare. 2 Uccidere. ~ sopprimere. 3 Demolire. ~ sfasciare. <> erigere. 4 Deprimere. ~ avvilire. <> rincuorare. 5 Abolire. 6 Ridurre. ~ contenere. 
v. intr. pron. 1 Cadere. 2 Lasciarsi andare, perdere coraggio, scoraggiarsi. ~ avvilirsi. <> rianimarsi. 
 X   v. tr. 1 to pull down, to knock down. 2 (deprimere) to dishearten. v. intr. pron. 1 to fall. 2 (colpire) to hit. 3 (deprimersi) to get disheartened. 

\abbattifiéno, sm. invar. Apertura praticata nel pavimento del fienile per lo scarico del fieno nella stalla sottostante. 

\abbattiménto, sm. 1 Atto dell'abbattere; distruzione, demolizione; uccisione di animali. 2 Prostrazione di forze, indebolimento fisico; avvilimento, depressione psichica. ~ sconforto. <> euforia. 

\abbattitrìce, sf. Sega circolare a motore impiegata per l'abbattimento dei tronchi. 

\abbattùta, sf. 1 Taglio di alberi su una determinata superficie; la zona di bosco dove è avvenuto il taglio. 2 Nella vela, movimento di rotazione impresso a un'imbarcazione dal vento, dalle onde o dal timoniere. 

\abbattùto, agg. Atterrato; depresso, prostrato. ~ afflitto. <> sollevato. 
 X  agg. depressed, dejected. 

\abbazìa, sf. 1 Casa religiosa di monaci o monache, con possedimenti territoriali, amministrato rispettivamente da un abate e una badessa. ~ monastero, badìa, abbadìa. 2 Titolo e beneficio ecclesiastici. 
 X  sf. abbey. 
 @   lat. tardo abbatia. 
In origine le abbazie erano organizzazioni indipendenti il cui nome derivava dal santo di cui venivano conservate le reliquie, dal luogo in cui veniva edificato o dal fondatore. In età feudale le abbazie divennero centri di potere e la nomina del loro amministratore era conferita dal sovrano. La riforma cluniacense (dal nome dell'abate di Cluny che assunse sotto di sé la direzione di numerose abbazie) abolì l'autonomia di cui le abbazie avevano goduto fino ad allora. La struttura delle abbazie era quella di un villaggio, a volte fortificato, in cui si svolgevano le varie attività lavorative legate ai possedimenti, producendo autonomamente il proprio sostentamento. A partire dal XII sec. iniziò il declino economico delle abbazie. Tra le abbazie italiane più importanti si ricordano Bobbio, Montecassino, Chiaravalle, Nonantola, Pomposa e Monreale; all'estero si segnalano quelle di Mont Saint-Michel, Saint-Denis, Westminster, Canterbury e San Juan de la Pena. 

\abbaziàle, agg. 1 Di abbazia. 2 Di abate o badessa. 

\Abbe, Ernst (Eisenach 1840-Jena 1905) Fisico tedesco. Si occupò prevalentemente di ottica, apportando importanti modifiche al microscopio e alle regole della rifrazione. Assieme a Karl Zeiss fondò nel 1875 una società di produzione di strumenti ottici. Fu sua la realizzazione del primo obiettivo apocromatico (1889) ottenuta grazie alla nuova tecnologia di vetri ottici messa a punto da O. Schott. A lui si deve anche la formulazione della teoria sul funzionamento del microscopio e il calcolo del suo potere risolutivo su un obiettivo a immersione. Scoprì la legge che da lui prende il nome (relazione dei seni di Abbe) sulla aplanaticità dei sistemi ottici. 

\abbecedàrio, sm. Libretto per imparare a leggere. ~ abbiccì, sillabario. 
 X  sm. primer. 
 @   lat. tardo abecedarium. 

\abbelliménto, sm. 1 Atto dell'abbellire. ~ ornamento. <> deturpamento. 2 Nota o gruppo di note che in una melodia sono ornamentali rispetto a un'altra nota. 

\abbellìre, v. tr. Rendere più bello. ~ impreziosire. <> imbruttire. 
 X  v. tr. to embellish. 
 @   da a-+ deriv. da bello. 

\abbeveràggio, sm. Modo e atto dell'abbeverare. 

\abbeveràre, v. v. tr. 1 Fare bere, specialmente il bestiame. ~ dissetare. 2 Imbevere di acqua, irrigare. 
v. rifl. Togliersi la sete. ~ dissetarsi. 
 X   v. tr. to water. v. rifl. to drink. 
 @   lat. volg. adbiberare, comp. da ad-+ biberare, deriv. da bibere bere. 

\abbeveràta, sf. 1 L'abbeverare, l'abbeverarsi, riferito al bestiame. 2 Luogo in cui il bestiame si abbevera. 

\abbeveratóio, sm. Recipiente o luogo in cui le bestie bevono. ~ beverino, truogolo. 

\Abbiategràsso Comune in provincia di Milano (31.000 ab. nel 2008, CAP 20081, TEL. 02). Centro industriale (prodotti alimentari, chimici e fabbriche metalmeccaniche) e zootecnico. Vi si trovano la chiesa di Santa Maria Nuova, risalente al XIV sec., con pronao del 1497 attribuito a D. Bramante e il castello, fatto costruire da Gian Galeazzo Visconti nel XIV sec. Gli abitanti sono detti Abbiatensi

\abbicàre, v. tr. Ammucchiare a forma di bica grano o altri cereali. 

\abbiccì, sm. Insieme delle nozioni elementari di una disciplina. ~ rudimenti. 
 X  sm. alphabet. 

\abbiènte, agg., sm. e sf. Benestante. ~ facoltoso. <> bisognoso. 
 X  agg., sm. e sf. well-off, well-to-do. 

\abbiettézza, sf. Bassezza morale, viltà. 

\abbiètto, agg. Spregevole. 
 X  agg. abject, despicable. 

\abbiezióne, sf. Condizione di avvilimento degradante. 

\abbigliaménto, sm. 1 Gli oggetti usati per vestirsi. ~ vestiario. 2 Modo di vestire. ~ tenuta. 
 X  sm. dress, pl. (indumenti) clothes. 
 @   franc. habillement. 

\abbigliàre, v. v. tr. Vestire in maniera accurata ed elegante; adornare. ~ agghindare. 
v. rifl. Vestirsi e acconciarsi con eleganza. ~ acconciarsi. <> spogliarsi. 
 X  v. tr. to dress. 

\abbinaménto, sm. Atto dell'abbinare. ~ connessione. <> scissione. 
 X  combination, linking. 

\abbinàre, v. tr. 1 Accoppiare due cose affini. ~ assortire. 2 Unire, collegare. ~ affiancare. <> scindere. 
 X  v. tr. to combine, to join. 
 @   lat. bini a due a due. 

\abbinàta, sf. Accoppiata. 

\abbindolaménto, sm. 1 Operazione dell'abbindolare. 2 Inganno, imbroglio. 

\abbindolàre, v. tr. Imbrogliare, mettere nel sacco. ~ raggirare. 
 X  v. tr. to trick, to cheat. 
 @   da a-+ deriv. da bindolo. 

\abbindolatóre, sm. Chi inganna, imbroglia. 

\abbioccàrsi, v. intr. pron. Lasciarsi cadere, accasciarsi; avvilirsi, deprimersi. 

\abbioccàto, agg. Dominato da stanchezza e sonnolenza. 

\abbiosciamènto, sm. L'abbiosciarsi. ~ accasciamento, avvizzimento. 

\abbisciàre, v. tr. Avvolgere un cavo o una catena in ampie spire in modo che ciascuna di esse possa scorrere liberamente. 

\abbisognàre, v. intr. 1 Aver bisogno. ~ necessitare. 2 Essere necessario. ~ occorrere. 
 @   da a-+ bisognare. 

\abbittàre, v. tr. In marina, passare un cavo attorno a una bitta, specialmente allo scopo di ormeggiare un galleggiante. 

\abboccaménto, sm. 1 Colloquio importante di due o più persone. ~ appuntamento. 2 Unione, congiunzione realizzata fra due organi o oggetti per permetterne una comunicazione. 
 X  sm. 1 talk. 2 (colloquio) interview. 
 @   da abboccare 

\abboccàre, v. v. intr. 1 Detto di pesci, afferrare l'esca con la bocca. 2 Farsi ingannare. ~ cascarci. 3 Combaciare, coincidere. i due tubi abboccano bene
v. tr. Riempire un recipiente fino all'orlo. 
v. rifl. rec. Incontrarsi per un colloquio. 
 X   v. intr. to bite. v. tr. to join up, to connect. 
 @   da a-+ deriv. da bocca. 

\abboccàto, agg. 1 Di persona che mangia di tutto. 2 Di vino il cui gusto tende al dolce. ~ amabile. <> amarognolo. 
 X  agg. (vino) medium sweet. 

\abboccatóio, sm. Bocca di fornace. 

\abboccatùra, sf. 1 Collegamento di apparecchiature o tubazioni. 2 Tratto in cui due imposte d'uscio o di finestra combaciano. 3 Imboccatura di un recipiente. 

\abboffàrsi, v. rifl. Riempirsi di cibo, mangiare con avidità ingorda. 

\abbonacciàre, v. v. tr. Rendere calmo. 
v. intr. e intr. pron. Divenire calmo. 

\abbonaménto, sm. 1 Pagamento anticipato di un servizio o di una pubblicazione. ~ canone. 2 Tessera che comprova l'avvenuto pagamento. 3 L'importo da pagare. 
 X  sm. 1 (giornale) subscription. 2 (teatro) season ticket. 

\abbonàre, v. v. tr. 1 Fare un abbonamento per qualcuno. ~ associarsi. 2 Detrarre, cancellare. ~ defalcare. 
v. rifl. Contrarre un abbonamento. ~ iscriversi. 
 X  v. rifl. 1 (giornale) to subscribe. 2 (teatro) to get a season ticket. 
 @   franc. abonner, deriv da borne confine. 

\abbonàto, agg. e sm. Che o chi usufruisce di un abbonamento. 
 X  sm. 1 subscriber; (elenco abbonati) directory. 2 (spettacoli) season-ticket holder. 

\abbondànte, agg. 1 Che è in grande quantità. ~ copioso. <> esiguo. 2 Che ha grande quantità di qualcosa. ~ dovizioso. <> carente. 
 X  agg. plentiful, abundant. 

\abbondanteménte, avv. A palate, largamente. ~ considerevolmente. <> limitatamente. 

\abbondànza, sf. Grande quantità. ~ profusione. <> penuria. 
 X  sf. abundance, plenty. 
Abbondanza cosmica 
Quantità di atomi di un elemento che si può individuare nell'universo; si misura in rapporto alla percentuale di idrogeno e di silicio. 
Abbondanza isotopica 
Rapporto percentuale tra gli atomi presenti in un particolare isotopo e il numero totale individuabile in un elemento. 

\abbondàre, v. intr. 1 Essere abbondante, avere in abbondanza. ~ traboccare. <> scarseggiare. i campi hanno abbondato di frutti, quest'anno i frutti sono abbondati. 2 Eccedere. ~ esorbitare. <> mancare. 3 Largheggiare. ~ prodigare. <> centellinare. abbondare nelle lodi
 X  v. intr. to abound, to be full of, to be plentiful. 
 @   lat. abundare, traboccare. 

\abboniménto, sm. Operazione di abbonire. 

\abbonìre, v. tr. 1 Riferito a persona, calmare, rabbonire. 2 Riferito a cosa, migliorarne la qualità e il rendimento. 
 X  v. tr. 1 to calm, to appease. 2 to improve
 @   da a-+ deriv. dal lat. bonus. 

\abbordàbile, agg. 1 Avvicinabile, affrontabile. ~ accessibile. <> al di là dei propri mezzi. 2 Trattabile, alla mano. ~ disponibile. <> scostante. 
 X  agg. approachable. 

\abbordàggio, sm. 1 Manovra per affiancare la propria nave a un'altra per impadronirsene con la forza. ~ arrembaggio. 2 Ricerca decisa di qualcosa, condotta senza scrupolo e con totale volontà di riuscita. ~ approccio. 

\abbordàre, v. tr. 1 Avvicinarsi con una nave al bordo di un'altra. ~ arrembare. 2 Affrontare con risolutezza. ~ attaccare. <> eludere. 3 Avvicinare qualcuno. ~ agganciare. <> schivare. 
 X  v. tr. to approach, to tackle. 
 @   franc. aborder. 

\abbórdo, sm. 1 Abbordaggio. 2 Atto del farsi incontro a una persona per conoscerla e parlarle. 

\abborracciaménto, sm. 1 Modo e atto dell'abborracciare. 2 Lavoro fatto male e in fretta. 

\abborracciàre, v. tr. Fare qualcosa male, in fretta e senza attenzione. ~ raffazzonare. <> rifinire. 

\abborracciatùra, sf. Lavoro fatto alla meno peggio. 

\abborraccióne, sm. Persona che per la fretta, la mala voglia o mancanza di pratica opera con risultati imperfetti. 

\abborràre, v. v. tr. Riempire di borra. ~ imbottire. 
v. intr. Abborracciare, far confusione parlando o scrivendo. 

\abbottonàre, v. v. tr. Infilare i bottoni negli occhielli. ~ allacciare. <> sganciare. 
v. rifl. Chiudersi in un cauto, guardingo riserbo. ~ tacere. <> confessarsi. 
 X  v. tr. e intr. to button up. 
 @   da a-+ deriv. da bottone. 

\abbottonàto, agg. Riservato, cauto. ~ discreto. <> estroverso. 
 X  agg. 1 closed. 2 (riservato) reticent, reserved. 

\abbottonatùra, sf. Serie di bottoni e occhielli. 

\abbozzàre, v. v. tr. Dare una prima forma approssimativa a un'opera. ~ imbastire. <> perfezionare. 
v. intr. Lasciar correre, pazientare. ~ sopportare. <> spazientirsi. 
 X  v. tr. to sketch. 
 @   da a-+ deriv da bozza. 

\abbozzàta, sf. Esecuzione di un primo abbozzo. 

\abbozzatìccio, agg. e sm. (pl. f.-ce) Abbozzato senz'arte. 

\abbòzzo, sm. 1 Prima forma di un'opera. ~ traccia. 2 Tentativo. ~ accenno. 
 X  sm. 1 outline, sketch. 2 (pitt.) draft. 

\abbozzolàrsi, v. rifl. 1. Fare il bozzolo 2. Agglomerarsi, detto soprattutto della farina immersa in acqua. 

\abbracciàre, v. v. tr. 1 Cingere con le braccia. 2 Dedicarsi a qualcosa, sostenere, caldeggiare, far proprio. • ha abbracciato la causa. 3 Comprendere, contenere, circondare. • il suo studio abbraccia vari settori; • il territorio abbraccia pianure e colline; • le mura abbracciano la città.
v. rifl. rec. Cingersi l'un l'altro con le braccia. 
 X  v. tr. 1 to embrace, to hug, to include. 2 (causa) to espouse. 
 @   da a-+ deriv. da braccio

\abbracciàta, sf. Abbraccio solenne in segno di conclusione di una pace o di conferimento di una dignità. 

\abbracciàto, agg. In araldica è così detto lo scudo diviso da due linee che congiungono il punto medio di un fianco con i due cantoni del fianco opposto, formando un triangolo. 

\abbràccio, sm. Atto dell'abbracciare. ~ stretta. 
 X  sm. embrace, hug. 

\abbrancàre, v. v. tr. Prendere con rapidità. ~ agguantare. <> mollare. 
v. rifl. rec. Appigliarsi con forza. ~ attaccarsi. <> abbandonarsi. 
 @   da a-+ deriv. da branca. 

\abbreviaménto, sm. Modo e atto dell'abbreviare. 

\abbreviàre, v. tr. Rendere più breve. 
 X  v. tr. to shorten, (parola) to abbreviate. 
 @   lat. abbreviare. 

\abbreviatìvo, agg. Atto ad abbreviare. 

\abbreviatóre, agg. e sm. Che o chi abbrevia. 

\abbreviatùra, sf. 1 Abbreviazione. 2 Modo di scrivere per compendio o troncamento. 

\abbreviazióne, sf. 1 Riduzione di qualcosa nella durata e nell'estensione. 2 Riduzione grafica di una parola o una frase mediante una sigla; parola che ha subito tale riduzione. ~ troncamento. 
 X  sf. abbreviation. 

\abbrivàre, v. v. tr. Aumentare gradatamente la velocità di una nave fino a raggiungere quella voluta. 
v. intr. Prendere l'abbrivo, acquistare velocità. 

\abbrìvo, o abbrìvio, sm. 1 Velocità iniziale che un natante prende per effetto dei suoi mezzi di propulsione; moto residuo di un natante quando la propulsione è cessata. prendere l'abbrivo, acquistare la massima velocità possibile. 2 Inizio deciso. ~ slancio. quando prende l'abbrivo a raccontare i suoi affanni, non termina più
 @   deriv. da abbrivàre. 

\abbronzànte, agg. e sm. agg. Che abbronza. 
sm. Cosmetico che favorisce l'abbronzatura. 
 X  sm. suntan lotion. 

\abbronzàre, v. v. tr. Rendere bruna la pelle. ~ abbrunire. <> schiarire. 
v. rifl. intr. pron. Assumere il colore del bronzo esponendosi alla luce del sole. ~ abbrustolirsi. 
 X   v. tr. to bronze, to tan. v. rifl. intr. pron. to get tanned, to get brown. 
 @   da a-+ deriv. da bronzo. 

\abbronzatìccio, agg. Abbronzato in modo sgradevole e ineguale. 

\abbronzàto, agg. Che ha preso il colore del bronzo per esposizione al sole o ai raggi ultravioletti emessi da apposite lampade. ~ scuro. <> pallido. 
 X  agg. brown, tanned. 

\abbronzatùra, sf. L'aspetto di chi è abbronzato. ~ tintarella. 
 X  sf. suntan, tan. 

\abbruciacchiàre, v. tr. Bruciare superficialmente o parzialmente. 

\abbruciaménto, sm. Pratica agricola che consiste nel dar fuoco ai residui delle colture vegetali, alle stoppie ecc. ~ debbio. 

\abbruciàre, v. tr. e intr. Forma meno comune di bruciare. 

\abbrumàre, v. intr. Corrodersi della carena di legno delle navi per effetto di piante e animali marini. 

\abbrunàre, v. v. tr. 1 Fregiare con un segno di lutto. 2 Fare bruno. 
v. rifl. 1 Diventare scuro. ~ imbrunire. 2 Vestirsi a lutto. 

\abbrunàto, agg. Fornito del segno di lutto. 

\abbrunìre, v. tr. 1 Render bruno. 2 Brunire. 

\abbrustoliménto, sm. 1 Operazione dell'abbrustolire. ~ torrefazione. 

\abbrustolìre, v. v. tr. Bruciare leggermente un alimento; tostare. ~ rosolare. 
v. intr. pron. Abbronzarsi. 
 X  v. tr. to toast. 
 @   lat. bustulare. 

\abbrutiménto, sm. Riduzione, degradazione in uno stato simile a un bruto. ~ imbarbarimento 

\abbrutìre, v. v. tr. Rendere simile a un bruto. ~ degradare. <> ingentilire. 
v. intr. pron. Ridursi come un bruto. ~ imbarbarirsi. <> raffinarsi. 
 X  v. tr. to degrade, to exhaust. 

\abbruttìre, v. v. tr. Rendere brutto. Riferito a persona è più comune imbruttire. 
v. intr. Diventare brutto. 

\abbuffàrsi, v. rifl. Mangiare voracemente e in abbondanza. ~ rimpinzarsi. 

\abbuffàta, sf. Pasto abbondante consumato ingordamente. ~ scorpacciata. 

\abbuiàre, v. v. tr. Rendere buio. ~ oscurare. <> illuminare. 
v. rifl. Farsi scuro, rannuvolarsi. ~ oscurare, annottare, offuscare. <> rasserenarsi, albeggiare. 

\abbuonàre  →  "abbonare" 

\abbuòno, sm. 1 Riduzione di un prezzo, di un debito. ~ sconto. Ti faccio un abbuono di tremila lire sul totale da pagare. 2 Condono del debito, in modo totale o parziale. 3 Riduzione del tempo impiegato in una gara concessa ai primi arrivati. 
 X  sm. allowance, discount. 
 @   deriv. da abbuonare 

\abburattaménto, sm. Separazione della farina dalla crusca per mezzo del buratto. 

\abburattàre, v. tr. 1 Cernere la farina dalla crusca col buratto. 2 Scuotere, agitare; strapazzare, malmenare. 3 Prendere in esame col giudizio. 

\abburattatùra, sf. 1 Operazione dell'abburattare. 2 Crusca ottenuta abburattando. ~ stacciatura. 

\abc, sm.  →  "abbiccì" 

\Abd al-Aziz III ibn Saud (Riyadh 1887-Taif 1953) Re dell'Arabia Saudita dal 1932 al 1953. Unificò in un unico regno i territori della penisola arabica e fu tra i promotori della lega araba (1943). 

\Abd al-Rahman Nome di emiri. 
Abd al-Rahman I 
(756-788) Emiro di Cordova, sottomise tutta la Spagna musulmana. Sconfisse in battaglia Carlo Magno a Saragozza e Roncisvalle. 
Abd al-Rahman II 
(822-852) Emiro di Cordova, si operò per riorganizzare l'amministrazione sul modello abbaside e per respingere i pirati normanni. 
Abd al-Rahman III 
(912-961) Emiro di Cordova, si proclamò califfo nel 929, opponendosi agli Abbasidi Fatimidi. 

\Abd el-Kader (Mascara 1808-Damasco 1903) Emiro algerino, fu a capo della resistenza alla colonizzazione francese in Algeria (1832-1847). 

\Abd el-Krim, Muhammad ibn (Ajdir 1882-Il Cairo 1963) Capo nazionalista marocchino; fu a capo dell'insurrezione delle tribù berbere del Rif contro spagnoli e francesi (1920-1926). 

\Abdèra Antica città presso la costa della Tracia greca. Fondata secondo la tradizione da Eracle e quasi subito distrutta dai Traci, fu ricostruita cento anni dopo. Fu sotto il dominio persiano, fece parte della lega delio-attica e del regno macedonico di cui subì le vicende. Presa dal generale romano Ortensio (170 a. C.) fu poi riconosciuta libera dal senato romano. Fu patria dei filosofi Leucippo, Democrito, Protagora e Anassarco. 

\Abdìa (sec. VI a. C.) Nome ricorrente di personaggi biblici. Il più importante è il quarto dei dodici profeti minori della Bibbia e autore del libro omonimo, la cui datazione risulta dubbia (VIII o V sec. a. C.). 

\abdicàre, v. intr. 1 Rinunciare al potere sovrano. ~ dimettersi. 2 Rinunciare a qualcosa. 
 X  v. intr. to abdicate. 
 @   lat. abdicare, franc. abdiquer. 

\abdicatàrio, agg. Che abdica o ha abdicato. 

\abdicazióne, sf. Rinuncia all'autorità sovrana o a un diritto, una carica e simili. 

\abducènte, agg. Che abduce. 
Nervo abducente 
In anatomia è il sesto paio di nervi cranici che innervano i muscoli adibiti alla funzione oculomotoria laterale. Nascono dal ponte di Varolio, raggiungendo le due cavità orbitarie. La degenerazione degli abducenti causa lo strabismo convergente. 
 @   lat. abducens,-entis, p.pres. di abducere, allontanare. 

\Abdülhamit Nome di sultani ottomani. 
Abdülhamit I 
(1725-1789) Sultano ottomano dal 1774. Dovette cedere la Crimea ai russi da sconfitto. 
Abdülhamit II 
(1842-1915) Sultano ottomano dal 1876 al 1909. Dispotico e reazionario, venne deposto nella rivolta dei giovani turchi. 

\abdùrre, v. tr. Allontare una parte del corpo dall'asse mediano. 

\abduttóre, agg. e sm. agg. Che produce abduzione. 
sm. Termine anatomico che designa genericamente ogni muscolo che produce l'effetto di allontare una parte del corpo dall'asse mediano. 

\abduzióne, sf. 1 Atto, effetto dell'abdurre. 2 Sillogismo aristotelico "A, B, quindi C" dove la premessa maggiore A è certa mentre la premessa minore B e la conclusione C sono egualmente probabili. 3 Ragionamento in cui la conclusione è solo verosimile. 

\ABE In informatica indica il nome di un programma MS-DOS che permette di preparare un file binario per l'invio tramite posta elettronica. 

\Abe, Kobo (Tokyo 1924-1993) Pseudonimo di Abe Kimifusa. Romanziere e drammaturgo, sviluppò uno stile peculiare che risente delle suggestioni del teatro dell'assurdo e dell'influsso kafkiano. Nei suoi libri traspare l'esperienza della vita trascorsa da ragazzo nella desolazione della Manciuria e la sua passione per lo studio degli insetti. Tra le opere La parete (1951), La donna di sabbia (1962), La mappa bruciata (1967), Amici (1967) e L'uomo scatola (1973). 

\abecedarium, o abeceturium, sm. Alfabeto greco e latino tracciato dal vescovo con il suo pastorale. 

\Abéché Città (80.000 ab. nel 2008) del Ciad, capoluogo della prefettura di Ouddaï. 

\Abel, Niels Henrik (Findö 1802-Froland 1829) Matematico norvegese cui si devono sviluppi fondamentali sulle funzioni ellittiche, sulle equazioni algebriche e sugli integrali. Per primo (a 19 anni) dimostrò l'impossibilità di trovare una soluzione "algebrica" generale per le equazioni di quinto grado (ossia di esprimere le soluzioni in funzione dei coefficienti mediante formule contenenti solo funzioni algebriche, ossia ottenute componendo quattro operazioni e potenze ad esponente razionale); è considerato uno dei fondatori della teoria dei gruppi. 
• Gruppo abeliano è un sinonimo di  →  gruppo commutativo.

\Abelàrdo, Pietro (Le Pallet, Nantes 1079-Châlon-sur-Saône 1142) Teologo, maestro di dialettica e filosofo francese. In seguito alla relazione con una sua allieva, Eloisa, fu condannato all'evirazione. Dopo la tragica conclusione della vicenda si fece monaco. Allievo di Roscellino, fu tuttavia critico nei confronti del suo maestro e propose, sul problema degli universali, la teoria del concettualismo. Per l'ostilità di molti teologi del suo tempo, tra cui San Bernardo, fu dichiarato eretico due volte (nei concili di Soissons (1121) e di Sens (1141). Tra le sue opere, Dialectica (1121), Sic et non (1121), Theologia christiana (1123), Introductio ad theologiam e il Dialogus inter iudaeum, philosophum et christianum. Di grande interesse per la comprensione della cultura e della società dell'epoca, sono l'autobiografia Historia calamitatum mearum e il carteggio epistolare scambiato con Eloisa. In teologia Abelardo propose la ricerca personale come mezzo di scoperta della verità e per la soluzione di questioni controverse. In etica affermò che il criterio della moralità degli atti non è fissato dalla sola norma esteriore, ma anche dall'intenzione con cui il soggetto compie un'azione. 

\Abèle Personaggio biblico, secondo figlio di Adamo ed Eva, fu assassinato dal fratello Caino geloso perché meno gradito a Dio. La sua morte ispirò molte opere letterarie, come il poema La morte di Abele di Solomon Gessner (1758), l'oratorio del Metastasio La morte d'Abel (1732) e l'Abele di Alfieri. 

\abelmósco, sm. Nome comune dell'Hibiscus abelmoschus, detto anche ambretta. Coltivato nei paesi tropicali per estrarne oli essenziali dal profumo di muschio, viene utilizzato in profumeria e come aromatizzatore di liquori 

\Abeokuta Città (590.000 ab. nel 2005) della Nigeria, capoluogo dello stato di Ogun. 

\Aberdeen Città della Gran Bretagna (202.000 ab. nel 2008) nella regione scozzese di Grampian. Situata alla foce dei fiumi Don e Dee, risulta essere uno dei porti più importanti della Scozia sul Mare del Nord. Particolarmente sviluppata è la pesca di aringhe e non mancano insediamenti industriali con impianti conservieri, alimentari e della lavorazione di carta e granito. Residenza dei re di Scozia per due secoli, conserva una pregevole cattedrale gotica (Saint Machar). 

\Aberdeen, George Hamilton (Edimburgo 1784-Londra 1860) Conte inglese e uomo politico conservatore; fu primo ministro dal 1852 al 1855. 

\aberrànte, agg. Anormale. ~ abnorme. <> regolare. 
 X  agg. aberrant 

\aberrànza, sf. Singolarità rappresentata da un valore che si discosta notevolmente dalla media di un campione osservato. 

\aberràre, v. intr. Sviarsi; deviare dalla norma, dal giusto. 

\aberratio delicti, loc. avv. Divergenza tra il reato voluto e quello commesso. 

\aberratio ictus, loc. avv. Errore nell'attuazione di un proposito criminoso consistente nel commettere l'azione contro una persona che non ha nulla a che vedere con quella cui l'azione era diretta. 

\aberrazióne, sf. 1 Il deviare da ciò che è normale. ~ snaturamento. <> dirittura. 2 Anomalia di organi o funzioni. ~ disfunzione. <> regolarità. 3 Mostruosità. 
 X   aberration 
 @   lat. aberratio,-onis. 
In ottica indica la deformazione di un'immagine dovuta al sistema ottico, e può essere cromatica, se si riferisce a una variazione nel colore dovuta alla decomposizione della luce (prisma ottico), oppure geometrica se si riferisce alla forma dell'oggetto. 
In biologia aberrazione cromosomica è sinonimo di mutazione. 
In astronomia l'aberrazione si riferisce alla variazione della posizione apparente di un oggetto celeste rispetto a quella effettiva. L'aberrazione è dovuta al moto della Terra e si distingue in diurna (dovuta alla rotazione del pianeta) e annua (rivoluzione). 
Aberrazione annua 
Spostamento della posizione di un astro durante un anno, è provocato dal movimento dell'osservatore rispetto all'astro (cioè dal moto di rivoluzione della Terra) e dal fatto che la sua velocità non è trascurabile rispetto a quella della luce. 
Aberrazione diurna 
Differenza di posizione di una stella nel corso di un giorno; è provocata dal movimento di chi osserva, e cioè dalla rotazione della Terra su se stessa. Le conseguenze dell'aberrazione diurna all'equatore è sessantuno volte minore in confronto a quanto accade in caso di aberrazione annua. In presenza del fenomeno dell'aberrazione, le stelle percorrono una piccola ellissi con il semiasse maggiore parallelo all'equatore celeste. 
Aberrazione planetaria 
Fenomeno simile a quello dell'aberrazione annua delle stelle, ma reso più complesso dal moto angolare dei pianeti sulla sfera celeste; mentre la luce raggiunge la Terra, il pianeta si è già spostato nella sua orbita. È molto importante sapere qual è la reale posizione del pianeta, in quanto solo così è possibile determinarne l'orbita. Questo fenomeno riguarda tutti i corpi che posseggono un moto angolare, quindi anche pianetini e comete. 
Aberrazione stellare 
Cambiamento di posizione di una stella per effetto del movimento della Terra intorno al Sole sulla direzione di arrivo della luce. 

\abetàia, sf. Abetina. 

\a-betalipoproteinemìa, sf. Impossibilità da parte delle cellule intestinali di sintetizzare le lipoproteine beta (nota anche come sindrome di Bassen-Kornzweig). 

\abéte, sm. Nome comune di un gruppo di esemplari vegetali della famiglia delle Pinacee. Comprende le conifere dei generi Abies, Picea e Pseudotsuga. L'abete è pregiato per il suo legno, usato per la carta, i mobili e gli strumenti musicali, e per la resina, utilizzata per la produzione di coloranti.   +  
Abete bianco 
Gimnosperma (Abies alba) della famiglia delle Pinacee e della classe delle Conifere. Raggiunge i 45 m e vive fino a 800 anni. 
Abete di Douglas 
Gimnosperma (noto anche come abete odoroso, Pseudotsuga Douglasii) della famiglia delle Pinacee e della classe delle Conifere. Raggiunge i 100 m e vive fino a 1.000 anni. 
Abete rosso 
Gimnosperma (noto anche come peccio, Picea excelsa) della famiglia delle Pinacee e della classe delle Conifere. Diffuso in Europa centrale, nella penisola balcanica e in Siberia. Utilizzato per la produzione di mobili. 
 X  sm. fir. 

\Abéte, Luìgi (Roma 1947-) Presidente della Confindustria dal 1992 al 1996, grande imprenditore nell'editoria. 

\abetèlla, sf. 1 Fusto di abete rimondo, lungo e sottile. 2 Pertica per esercizi di ginnastica. 

\abetìna, sf. Bosco di abeti. 

\Abetóne Comune in provincia di Pistoia (690 ab. nel 2008, CAP 51021, TEL. 0573). 

\Abétti, Giórgio (Padova 1882-Firenze 1982) Astronomo, fu direttore dell'Osservatorio di Arcetri dal 1922. 

\Abhasia Repubblica autonoma della Georgia (500.000 ab. nel 2000) con capitale Suhumi. 

\abhidhàrma Titolo dell'ultimo gruppo di opere che formano il canone buddistico Tripitaka, composto di trattati di metafisica e di dogmatica. 

\ABI Sigla di Associazione Bancaria Italia. 

\abiàtico, sm. (pl.-ci) Figlio del figlio o della figlia. ~ nipote. 

\Abidjan Città della Costa d'avorio (3.700.000 ab. nel 2008) situata nella laguna di Ebrié, sul golfo di Guinea. Collegata con Port-Bouet sull'Atlantico, è nodo marittimo e principale porto del paese. Oltre che centro di commercio per le più importanti esportazioni (caffè, olio, cotone e cacao), è sede di raffinerie e industrie tessili. 

\Abietàcee Famiglia di Conifere. ~ pinacee. 

\abietìnico, agg. Di acido resinico componente di oleoresine naturali. Forma sali ed esteri usati in varie applicazioni come vernici, saponi ecc. In commercio detto anche di miscugli di acidi resinici fra loro simili e difficili da depurare. 

\abietomalèico, agg. Relativo al composto di addizione dell'acido abietinico e dell'anidride maleica. 

\abiettaménte, avv. In modo spregevole. 

\abiettàre, v. v. tr. Rendere abietto. 
v. rifl. Rendersi abietto. 

\abiettézza, sf. Bassezza morale, viltà. 

\abiètto, agg. Spregevole, ignobile. ~ indegno. <> ammirevole. 
 X   despicable, vile, abject. 
 @   lat. abiectus, p.p. di abicere gettar via. 

\abiezióne, sf. Condizione di avvilimento degradante. ~ spregevolezza. <> decoro. 

\Abigail Personaggio biblico, fu moglie di Davide con cui ebbe un figlio. 

\abigeàto, sm. Furto di bestiame. 
 @   lat. abigeatus, deriv. da abigere allontanare spingendo. 

\abìgeo, sm. Chi è colpevole di abigeato. ~ abigeatario. 

\àbile, agg. 1 Idoneo; che ha capacità legalmente riconosciuta. ~ appropriato. <> inadatto. 2 Fatto con astuzia. ~ ingegnoso. <> maldestro. 
 X  agg. 1 capable, able. 2 (idoneo) fit. 3 (intelligente) clever. 

\Abilene Città degli USA., Texas (120.000 ab. nel 2008) a ovest di Dallas. Fra le principali ricchezze i pozzi petroliferi e le raffinerie di petrolio. Sede di industrie tessili e meccaniche. Fiorente mercato dei prodotti agricoli della regione quali grano e cotone. 

\abilità, sf. 1 Capacità acquisita con l'esperienza. ~ predisposizione. <> inettitudine. 2 Destrezza. ~ maestria. 
 X  sf. skill, ability, cleverness. 
 @   lat. habilitas,-atis. 

\abilitànte, agg. Che abilita, che rende idoneo allo svolgimento di una data professione. 

\abilitàre, v. v. tr. Riconoscere legalmente idoneo a una funzione. ~ autorizzare. 
v. rifl. Conseguire un'abilitazione. 

\abilitàto, agg. e sm. Che o chi ha conseguito un'abilitazione. ~ idoneo. 
 X  agg. qualified. 

\abilitazióne, sf. Atto di riconoscimento da parte di un'autorità competente dell'idoneità a esplicare un'attività grazie al possedimento di tutti i requisiti necessari a svolgerla. Può riguardare lo svolgimento di una professione (ingegnere, architetto, notaio medico, farmacista ecc.). In alcuni casi è necessaria per l'iscrizione agli albi professionali. 
~ licenza. 
 X  sf. qualification. 

\abilménte, avv. Con abilità, destrezza, accortezza. ~ efficientemente. 

\abiogènesi, sf.  →  "eterogenesi" 

\abiosfèra, sf. La parte del nostro pianeta ove non è possibile la vita. 

\abiòtico, agg. (pl. m.-ci) In ecologia, di zona, strato del suolo e simili, non popolati da alcun organismo vivente. 

\abiotrofìa, sf. Processo che provoca in particolare la degenerazione precoce dei tessuti nervosi. 

\abissàle, agg. 1 Degli abissi marini. ~ profondo. 2 Enorme, spropositato. ~ incalcolabile. <> esiguo. 3 In geologia rappresenta il magma posto a grande profondità nella crosta terrestre. 
 X  agg. abysmal. 
In geografia, la regione abissale indica le profondità dello spazio marino comprese tra 2.000 e 6.000 m, nelle quali la luce solare non può penetrare. Per questo motivo manca la vegetazione e sono presenti animali in grado di sopportare alte pressioni e basse temperature (prossime a zero gradi centigradi). 
Fauna abissale 
La comunità faunistica che vive negli abissi è costituita da predatori di due specie: la fauna abissale bentonica, così definita perché vive sul fondo del mare, e quella nectonica, così chiamata perché libera di nuotare. Esse hanno adattato la loro struttura fisica all'ambiente abissale privo di luce: organi bioluminescenti, occhi telescopici ecc. 
Piana abissale 
È costituita dalla sezione piana dei fondali marini che unisce la parte della dorsale medio-oceanica alla parte continentale. È posta a una profondità di circa 3.800 m. 

\abissàre, v. tr. e intr. Inabissare, inabissarsi. 

\Abissi Film d'avventura, americano (1977). Regia di Peter Yates. Interpreti: Robert Shaw, Jacqueline Bisset, Nick Nolte. Titolo originale: The Deep 

\Abissìnia Nome con cui viene chiamato il nucleo centrale dell'Etiopia. La zona comprende le regioni di Scioà, Tigré, Goggiam e Amara e comprende l'altopiano etiopico che ha un'altezza media di quasi 2.000 m. Il clima della regione varia secondo l'altitudine, con temperature medie annue che oscillano tra i 22 °C e i 28 °C circa. Ad altitudini superiori ai 2.400 m, si hanno temperature che si attestano sui 16 °C. Le piogge si concentrano nei mesi di giugno e settembre e, con minor frequenza, nei mesi di febbraio e marzo. Di conseguenza la vegetazione varia dalle specie tipiche della savana alla ricca vegetazione delle valli, mentre la zona temperata comprende prati adibiti a pascoli e sui rilievi si ha prevalenza di vegetazione arbustiva. Questa regione, abitata da abissini e da amara, è la più popolata dell'Etiopia. 

\abissìno, agg. e sm. agg. Dell'altopiano etiopico. 
sm. 1 Abitante, nativo dell'Abissinia.  2 Gatto originario dell'Etiopia (un tempo chiamata Abissinia).   +  

\abìsso, sm. 1 Profondità grandissima; baratro. ~ voragine. 2 Enorme differenza. ~ divario. 3 Rovina. ~ perdizione. 
 X  sm. abyss. 
 @   lat. abyssus, greco àbyssos senza fondo. 

\abissus abissum invocat Frase biblica che significa "abisso chiama abisso". Sta a indicare che ogni errore grave produce altri errori non meno gravi. 

\abitàbile, agg. Atto a essere abitato. ~ vivibile. 
 X  agg. habitable. 

\abitabilità, sf. L'insieme delle condizioni previste dalla legge che rendono abitabile un edificio. 

\abitàcolo, sm. Negli autoveicoli, lo spazio destinato alle persone. ~ cabina. 
 X  sm. 1 (automobile) inside. 2 (autocarro) cabin cab. 3 (sport) cockpit. 

\abitànte, sm. e sf. 1 Residente in uno spazio geografico determinato. ~ dimorante. 2 Al plurale, popolazione. ~ cittadinanza. 
 X  sm. inhabitant. 

\abitàre, v. v. tr. Avere come dimora abituale. ~ occupare. abitare una villa molto ampia 
v. intr. Vivere in un luogo, risiedere. ~ alloggiare. abitare in montagna. 
 X   v. tr. to live, to dwell. v. intr. to live in. 
 @   lat. habitare trovarsi, stare. 

\Abitare il vento Romanzo di S. Vassalli (1980). 

\abitatìvo, agg. Concernente gli edifici per abitazione. 

\abitàto, agg. e sm. agg. Stabilmente occupato dall'uomo. ~ popolato. <> deserto. 
sm. Luogo dove si addensano le abitazioni e i relativi servizi. ~ agglomerato. 
 X   agg. lived in, inhabited. sm. built-up area. 

\abitatóre, sm. Abitante. 

\abitazióne, sf. Luogo in cui si vive e che può essere una casa, un appartamento, un edificio. ~ domicilio. 
 X  sf. house, home, residence. 
Le forme e i materiali impiegati nella costruzione variano in relazione all'ambiente geografico, al clima, alla natura del terreno e alle abitudini dei popoli che la costruiscono; le maggiori diversità si registrano per le popolazioni che non impiegano opere in muratura. 
In diritto civile si dice diritto di abitazione il diritto di abitare in una casa di proprietà di terzi limitatamente alle reali necessità del titolare del diritto e della sua famiglia. Tale diritto ha carattere personale e non può essere ceduto né dato in locazione da parte del titolare. 

\Abitibi Lago (956 km2) dell'Ontario, nel Canada al confine con il Québec. 

\abitìno, sm. 1 Piccolo abito. 2 Distintivo di confraternite e associazioni pie formato da due piccoli pezzi di stoffa che pendono sul petto o sul dorso mediante due nastri e spesso comprendenti anche un'immagine sacra. 

\àbito, sm. 1 Vestito; veste religiosa. 2 Atteggiamento. ~ tendenza. 
 X  sm. (da uomo) suit, (da donna) frock, dress, (indumenti) clothes. 
 @   lat. habitus. 

\abituàle, agg. Che si fa per abitudine. ~ consueto. <> insolito. 
 X  agg. habitual, usual; (cliente) regular. 

\abitualità, sf. Condizione di ciò che è abituale. 

\abitualménte, avv. In modo abituale. ~ comunemente. <> eccezionalmente. 

\abituàre, v. v. tr. Far prendere un'abitudine. ~ assuefare. <> disavvezzare. 
v. rifl. Prendere un'abitudine, assuefarsi. ~ familiarizzarsi. <> svezzarsi. 
 X  v. intr. to get accustomed to. 
 @   lat. tardo habituare comportarsi. 

\abituàto, agg. Che ha l'abitudine a qualcosa ~ assuefatto, avvezzo, addestrato, educato, esercitato, solito, uso
 X  agg. used, accustomed. 

\abituazióne, sf. Adattamento provvisorio che può verificarsi in un organismo animale in seguito al ripetersi di uno stimolo e che consiste nell'inibizione progressiva della risposta allo stimolo stesso. 

\abitudinàrio, agg. e sm. Che, chi è attaccato alle proprie abitudini. ~ consuetudinario. <> incostante. 
 X   agg. of fixed habits. sm. creature of habit; (cliente) regular customer. 

\abitùdine, sf. Tendenza acquisita con la ripetizione degli stessi atti. ~ routine. 
 X  sf. 1 habit. 2 (usanza) custom, use. 

\abitùro, sm. Abitazione meschina e povera. ~ catapecchia, tugurio. 

\abiùra, sf. Solenne rinuncia a una religione o dottrina considerata falsa o erronea. ~ apostasia. 

\abiuràre, v. tr. Fare abiura. ~ rinnegare. 
 X   to abjure. 

\ablastìna, sf. Particolare anticorpo che si può ritrovare nel siero sanguigno in seguito a un'immunizzazione. Blocca la riproduzione di microrganismi infettanti senza presentare attività litiche. 

\ablatìvo, sm. Sesto caso della declinazione latina indicante una vasta gamma di complementi tra cui quelli di modo, mezzo, materia, agente, causa, tempo, luogo, compagnia, limitazione. 
In diritto si tratta di un provvedimento che priva di un diritto o di un bene. 
Ablativo assoluto 
Costrutto sintattico latino composto da nome e predicato espressi in forma di ablativo e senza legami con la proposizione reggente. 

\ablazióne, sf. Asportazione. ~ amputazione. 
In geografia, processo che consiste nell'asportare da un terreno lo strato superficiale (erosione effettuata da agenti atmosferici come acqua, vento o ghiaccio) o riduzione di volume degli strati ghiacciati in seguito a cambiamento di stato (fusione o evaporazione). 
In chirurgia indica l'asportazione di un organo. 
In missilistica, asportazione degli strati esterni di un veicolo spaziale per effetto del surriscaldamento per attrito. 

\ablefarìa, sf. Mancanza della palpebra per cause congenite. 

\abluzióne, sf. Lavaggio del corpo o di una parte di esso, anche come atto rituale di molte religioni, a scopo di purificazione. ~ lavacro. 
 X  sf. (abluzioni) ablutions. 

\abnegazióne, sf. Totale rinuncia al proprio bene per dedizione al bene altrui. ~ sacrificio. <> egoismo. 
 X  sf. abnegation. 
 @   lat. tardo abnegatio,-onis. 

\Abner (sec. XI a. C.) Generale del re Davide assassinato dal generale Joab. 

\abnòrme, agg. Che esce dalla norma; anomalo. ~ aberrante. <> proporzionato. 
 X  agg. abnormal. 

\abolìre, v. tr. Annullare; abrogare. ~ sopprimere. <> instaurare. 
 X  v. tr. to abolish, to repeal. 
 @   lat. abolere distruggere. 

\abolizióne, sf. L'abolire; soppressione. ~ abrogazione. <> attivazione. 
 X  sf. 1 suppression, abolition. 2 (dir.) repeal, abrogation. 

\abolizionìsmo, sm. Movimento nato in Francia al tempo della rivoluzione francese (sancito nel 1794 dalla Convenzione) che intendeva abolire la schiavitù. Nel 1802, però, la schiavitù venne nuovamente legalizzata da Napoleone; nel 1848 con la caduta di Luigi Filippo, si ebbe la definitiva abolizione della tratta degli schiavi. Si diffuse in Gran Bretagna (abolizione della tratta e della schiavitù rispettivamente nel 1807 e 1833) e negli Stati Uniti (1839), ove fu oggetto di contesa nazionale per le implicazioni di carattere economico. Verso la fine del XVIII sec., in Pennsylvania sorsero i primi movimenti antischiavisti che trovarono nei quaccheri e nei loro discendenti i sostenitori più accaniti. Il movimento si estese a Boston (1831) e a Filadelfia (1833, fondazione della Società americana contro la schiavitù) dove nacquero le due fazioni di progressisti e radicali. I radicali, sostenitori di una rapida abolizione della schiavitù, mantennero il controllo degli organi antischiavisti, mentre nel 1840 i progressisti, sostenitori del raggiungimento dell'emancipazione attraverso l'intervento politico e religioso, fondarono la Società antischiavista americana e internazionale. La svolta decisiva si ebbe nel 1854 con la fondazione del Partito repubblicano che con un programma decisamente antischiavista, fece eleggere come presidente nel 1860 Abraham Lincoln. La popolarità di questo movimento si estese a tal punto che portò alla guerra di secessione tra il Nord e il Sud (che aveva negli schiavi l'unica fonte di manodopera nelle piantagioni di cotone). La vittoria del Nord (1865) portò all'abolizione della schiavitù, riconosciuta dal XIII emendamento della Costituzione. 

\abolizionìsta, sm. e sf. Chi sostiene l'abolizionismo. 

\abolizionìstico, agg. Dell'abolizionismo. 

\abòmaso, sm. Ultima delle quattro cavità dello stomaco dei ruminanti (le altre, che costituiscono il prestomaco, sono il rumine, il reticolo e l'omaso); costituisce lo stomaco propriamente detto. È rivestito di epitelio cilindrico semplice con ghiandole principali, cardiali e piloriche. 
 @   comp. del lat. ab + omasum, omaso. 

\Abomey Città (66.000 ab. nel 2002) del Benin, capoluogo della provincia di Zou. 

\abominàre, v. tr. Avere in orrore, aborrire, detestare. ~ esecrare. <> adorare. 

\abominazióne, sf. 1 Sentimento di avversione profonda, odio, disprezzo. ~ ripugnanza. <> ammirazione. 2 Cosa, persona abominevole. 

\abominévole, agg. Che merita disprezzo. ~ detestabile. <> ammirevole. 
 X  agg. detestable, disgusting, abominable. 
 @   lat. tardo abominabilis. 

\abomìnio, sm. 1 Avversione, disprezzo. ~ obbrobrio. 2 Condizione moralmente detestabile. ~ nefandezza. 

\aborìgeno, agg. e sm. agg. Indigeno. ~ autoctono. <> straniero. 
sm. 1 Chi è originario della regione in cui vive. 2 Selvaggio, primitivo. 
 X  agg. aboriginal. sm. aborigine. 

\aborriménto, sm. Sentimento di ripugnanza. 

\aborrìre, v. v. tr. Detestare. ~ odiare. <> bramare. 
v. intr. Rifuggire con orrore. 
 X  v. tr. to detest, to abhor. 

\abortìre, v. intr. 1 Avere un aborto, interrompere una gravidanza. la gatta ha abortito 2 Fallire sul nascere. <> riuscire. il tentativo è abortito 
 X  v. intr. to abort; (med. naturale) to miscarry; (procurato) to have an abortion. 

\abortìsta, agg., sm. e sf. 1 Sostenitore, fautore della liberalizzazione dell'aborto. 2 Medico disponibile a effettuare interventi abortivi illegali. 

\abortìvo, agg. e sm. agg. Che provoca aborto. 
sm. Sostanza atta a provocare l'aborto. 

\abòrto, sm. 1 Interruzione della gravidanza prima che il feto sia in grado di sopravvivere autonomamente dalla madre. 2 Cosa fatta male. ~ fallimento. <> successo. 
 X  sm. abortion, (naturale) miscarriage. 
L'aborto può essere spontaneo o provocato. Il primo può essere causato da traumi, malformazioni, infezioni o malattie cardiache e renali della madre, oppure da malformazioni del feto stesso. Con il riposo a letto, prolungato anche a tutta la durata della gravidanza, è spesso possibile evitare una buona percentuale di aborti spontanei. L'aborto provocato, che deve avvenire prima dei tre mesi dal presunto concepimento, può essere attuato se sussiste pericolo fisico o psichico per la salute della madre (aborto terapeutico) o in relazione alle condizioni (economiche, sociali e familiari) e circostanze (incesto o violenza carnale) in cui è avvenuto il concepimento. In quest'ultimo caso l'interruzione di gravidanza viene definita aborto eugenetico. La legge 22 maggio 1978 n. 194 che regola l'aborto in Italia, confermata anche da un referendum popolare, tende a una soluzione di compromesso tra il diritto alla vita del nascituro e l'equilibrio psicofisico e sociale della madre. 

\Abra Regione (230.000 ab. nel 2007) delle Filippine, sull'isola di Luzon. 

\àbra, sm. Piccola moneta d'argento in vigore nel regno di Polonia fino al 1795. 

\abracadàbra, sm. invar. 1 Parola misteriosa cui si attribuivano virtù magiche. 2 Gioco di parole di significato volutamente oscuro. 

\abrachìa, sf. Mancanza degli arti superiori di origine congenita. 

\abrachiocefalìa, sf. Mancanza del capo e degli arti superiori per cause congenite. 

\abràdere, v. tr. 1 Provocare abrasione. 2 Togliere via raschiando. 

\Abraham a Sancta Clara Nome religioso di Johann Ulrich Megerle (Kreenheinstetten, Hegau 1644-Vienna 1709) Prosatore religioso austriaco. Tra le opere Ricordatene, Vienna (1680) e Su, su cristiani (1683). 

\Abraham, Karl (Brema 1877-Berlino 1925) Psicoanalista tedesco fondatore nel 1910 dell'Istituto internazionale di psicoanalisi. Si occupò in particolare di mitologia con il testo Sogno e mito, scritto nel 1909. 

\Abraham, Max (Danzica 1875-Monaco 1922) Fisico tedesco. Studioso di fisica atomica, insegnò a Milano dal 1909 al 1915. Tra le opere Theorie der Elektrizität (Teoria dell'elettricità). 

\Abrahams, Peter (Joannesburg 1919-) Narratore. Tra le opere Una ghirlanda per Udomo (1956). 

\abràmide, sm. Genere di Pesci commestibili simili alle carpe che vivono nell'Europa nordorientale. Appartiene alla famiglia dei Ciprinidi. 

\abramìti 1 Membri di una setta siriaca del IX sec. che negava la divinità di Cristo. 2 Membri di una setta russa del XVII sec. che ripudiava la chiesa e i sacramenti. 3 Contadini di Boemia del XVIII sec. dichiararono di professare la fede del patriarca Abramo prima della circoncisione. 

\Abràmo Secondo la Bibbia, Abramo, vissuto probabilmente nel XX secolo a. C., fu il capostipite del popolo ebraico. Primo patriarca originario di Ur, ebbe da Dio la missione di stabilirsi a Canaan; dalla moglie Sara ebbe il figlio Isacco (tramite il quale Abramo è considerato il capostipite degli ebrei), che dichiarò poi suo erede, e dalla schiava Agar il figlio Ismaele (attraverso il quale è considerato capostipite degli arabi). Padre spirituale dei cristiani, dei musulmani e degli ebrei, Abramo, fu chiamato da Dio al sacrificio del figlio Isacco a prova della sua fedeltà; vista l'ubbidienza, Dio lo fermò, risparmiando Isacco (nell'islamismo si nomina come vittima risparmiata Ismaele e non Isacco). Abramo ebbe altri sei figli da Chetura, divenuta sua moglie dopo la morte di Sara. Morì, secondo la tradizione biblica, all'età di 175 anni e il suo corpo è sepolto, insieme a quello di Sara, in una grotta di Hebron. 
 @   ebr. Abram, eccelso quanto il padre, nobile. 

\Abramov, Fëdor Aleksandrovic (Vercola, Arcangelo 1920-1983) Scrittore sovietico. Fortemente legato alla Siberia, ne ha descritto l'ambiente e l'umanità con un realismo che spesso non fu molto gradito ai dirigenti politici sovietici. Tra le sue opere, Da queste parti, Due inverni e tre estati e Fratelli e sorelle

\Abramovitz, Max (Chicago 1908-2004) Architetto statunitense. Architetto all'avanguardia nell'uso dei nuovi materiali (vetro, cemento, parti prefabbricate) e delle nuove tecnologie costruttive. Tra le opere, realizzate insieme a W. K. Harrison, il palazzo delle Nazioni Unite (1948-1950) a New York; l'Alcoa Building (1952) a Pittsburgh e il Lincoln Center (1956) a New York. 

\abràsiòne, sf. 1 L'effetto del raschiare, del portare via raschiando. ~ erosione. abrasione di un antico manoscritto. 2 Escoriazione, scalfittura della pelle, in seguito a incidente o trauma. ~ graffio, spellatura. riportò delle lievissime abrasioni, nonostante lo spaventoso incidente
 X  sf. abrasion. 
 @   lat. abrasio,-onis deriv. da abrasus
Azione meccanica demolitiva esercitata dallo scorrere dell'acqua sull'alveo e sulle sponde di fiumi e torrenti o sulle coste marine. L'intensità dell'abrasione sulle rocce dipende, oltre che dalla loro natura minerale e dalla situazione geologica, dalla quantità di brecciame sospeso nell'acqua e dalla velocità e turbolenza della corrente (per i corsi d'acqua) o dalla violenza del moto ondoso (per le coste marine). 

\abrasìvo, agg. e sm. agg. Capace di provocare abrasione. 
sm. Sostanza costituita da polveri di estrema durezza, utilizzata per levigare, smerigliare e lucidare superfici. Gli abrasivi possono essere naturali (diamante, quarzo, corindone, silice, pomice e sabbia) o artificiali (alcuni composti di silicio, lana di acciaio e polvere di vetro). La classificazione di un abrasivo viene effettuata in base al grado di durezza, alla struttura cristallina e alla scarsa fragilità. In particolare, dato che durante l'azione abrasiva si verifica la rottura dei granuli della sostanza impiegata, è necessario che gli spigoli dei cristalli si mantengano sufficientemente acuti. È necessario, infine, che i granuli dell'abrasivo siano tanto più piccoli quanto maggiore è la precisione richiesta dalla lavorazione. È possibile utilizzare gli abrasivi direttamente in polvere, eventualmente mescolata a olio o acqua (smerigliatura), o come fogli di carta o tela, sulla cui superficie sono stati opportunamente fissati i granuli, oppure sintetizzati sotto forma di pietre o mole. 
 X  agg. e sm. abrasive. 

\abreazióne, sf. In psichiatria è il processo con cui si scaricano le tensioni affettive rivivendo un'esperienza bloccata nell'inconscio da un meccanismo di difesa. 

\abrégé, sm. invar. Riassunto. 

\abrìna, sf. Tossialbumina irritante per le mucose usata nella cura del tracoma. 

\Abriòla Comune in provincia di Potenza (1.700 ab. nel 2008, CAP 85010, TEL. 0971). 

\àbro, sm. Nome utilizzato per indicare la specie più importante del genere Abrus. Coltivata in tutte le regioni tropicali, nasce spontanea in India. 

\abrogàbile, agg. Che si può abrogare. 

\abrogàre, v. tr. Annullare una legge. ~ abolire. <> promulgare. 
 X  v. tr. to abrogate, to repeal. 
 @   lat. abrogare. 

\abrogatìvo, agg. Che ha il fine di abrogare. 

\abrogazióne, sf. Annullamento di una legge e simili. ~ cassazione. 
Nel diritto può essere tacita, se si riferisce a una norma incompatibile con una nuova norma stabilita nella stessa materia, o espressa, quando la norma viene dichiaratamente annullata da una norma successiva. La norma successiva che annulla quella precedente deve essere dello stesso grado (per esempio una norma costituzionale non può essere abolita da una norma ordinaria). 

\abrogazionìsta, agg., sm. e sf. Fautore, sostenitore dell'abrogazione di una legge. 

\abròstine, sm. Uva dell'arbusto rampicante delle Ramnali, simile alla vite selvatica, originario dell'America. ~ lambrusca. 

\abruptio, sf. Frattura di un osso caratterizzata dalla rima di frattura frastagliata. 

\àbrus, sm. Genere di arbusti striscianti e rampicanti originario dei paesi tropicali. Hanno piccoli fiori rosa, bianchi o porporini riuniti in racemi. Appartiene alla famiglia delle Papilionacee. 

\abruzzése, agg. e sm. Dell'Abruzzo. 

\Abrùzzi, Luìgi Amedèo di Savòia, dùca dégli (Madrid 1873-Villaggio Duca degli Abruzzi 1933) Esploratore e militare. Guidò la spedizione di alpinisti al monte Saint Elias in Alaska (1897). Fu comandante in capo della marina durante la prima guerra mondiale. Fondò in Somalia una colonia agricola dove si trasferì dal 1919. 

\Abrùzzo Regione a statuto ordinario dell'Italia centromeridionale, bagnata a est dall'Adriatico, confina con Marche, Lazio e Molise. 
Il territorio è in gran parte montuoso, occupato dall'Appennino Abruzzese costituito da un altopiano su cui si staccano tre catene di cui quella orientale, più elevata, comprende il massiccio del Gran Sasso (Corno Grande 2.919 m), del Morrone e della Maiella (Monte Amaro 2.795 m); le montagne sfumano in una zona collinare costituita da valli dove scorrono i fiumi Tronto, Tordino, Vomano, Aterno-Pescara, Sangro e Trigno, tutti tributari del mar Adriatico. 
All'interno si aprono vaste conche come quelle dell'Aquila, e di Sulmona. Quella del Fucino era occupata da un lago prosciugato nel secolo scorso (1854-1876). 
Le coste sono basse, sabbiose, senza porti naturali e interrotte dalle frequenti foci dei fiumi. 
Il clima dipende dall'altitudine e dalla vicinanza al mare; la costa ha un clima caldo e secco, mentre l'interno è caratterizzato da inverni freddi ed estati temperate. 
Il capoluogo è l'Aquila (73.000 ab. nel 2008), che sorge negli Appennini a 714 m di altitudine; altri capoluoghi di provincia sono Chieti (55.000 ab.), Pescara (124.000 ab.) e Teramo (55.000 ab.). 
Sulla costa sorgono numerosi centri pescherecci, Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Francavilla al Mare, Ortona, San Vito Chitino che insieme a Pescara vanno assumendo sempre maggiore rilevanza anche come centri turistici. 
Le risorse economiche sono legate all'agricoltura, con la coltivazione di cereali, patate, ortaggi, uva e olive. Tipiche le produzioni di zafferano e liquirizia. 
Praticato anche l'allevamento del bestiame, in particolare ovino. 
Il sottosuolo presenta depositi di bauxite e giacimenti di metano, nonché di scisti bituminosi. 
I principali impianti industriali riguardano l'industria di trasformazione e quella energetica; interessante è la produzione di cemento e carta a Pescara; sono presenti anche stabilimenti chimici e zuccherifici. 
Discreta è l'attività artigianale (pizzi, ceramica e cuoio). 
Nella regione notevole importanza naturalistica ha il Parco Nazionale (400 km2). 
Abitanti-1.335.000 nel 2009 
Superficie-10.794 km2 
Densità-124 ab./km2 
Capoluogo-L'Aquila 
Province: Chieti, L'Aquila, Pescara, Teramo 

\ABS Sigla di Anti-Blokier-System, sistema che impedisce il bloccaggio delle ruote consentendo frenate in spazi ridotti. 

\Absaroka Range Catena montuosa degli USA (altezza massima 4.006 m con il Francis Peak). 

\abscissióne, sf. Distacco delle foglie o di altri organi causato dalla pianta madre in una zona (detta appunto di abscissione) costituita di uno strato di separazione e di uno protettivo. 

\absidàle, agg. Relativo all'abside. 

\absidàto, agg. A forma di abside; dotato di abside. 

\àbside, sf. Costruzione semicircolare, poligonale oppure quadrata munita o priva di finestre, coperta da volta a semicalotta o catino. Può appartenere ad altro edificio; è elemento tipico dell'architettura romana e si è diffusa come struttura finale delle navate maggiori, laterali e del transetto.   +  
 X  sf. apse. 

\absintìsmo, sm. Intossicazione causata dall'assunzione di assenzio. 

\absit iniuria verbis Espressione latina che significa "sia lontana ogni offesa dalle mie parole". Si usa per attenuare una frase che può risultare irriguardosa nei confronti dell'interlocutore. 

\absolutum, sm. invar. Formula che veniva posta alla fine di un'opera importante insieme alla data e al luogo di stampa, per significare che era terminata. 

\abstract, sm. invar. Breve riassunto di articoli scientifici pubblicati in riviste specializzate. 

\Abu Bakr (La Mecca 573-Medina 634) Fu il primo califfo arabo, dal 632 al 634. Suocero e successore di Maometto. 

\Abu Dhabi Città (1465.000 ab. nel 2007) degli Emirati Arabi Uniti. Capoluogo dell'emirato omonimo e capitale dello stato. Importante porto sulla costa sudorientale del golfo Persico e centro per la raffinazione ed esportazione di petrolio. 

\Abu Nuwas (VIII-IX) Poeta arabo. Tra le opere Canzoniere

\Abu Simbel Località della bassa Nubia, sul Nilo, ospita i due splendidi templi fatti edificare dal faraone Ramsete II (1290-1224 a. C.). All'epoca della costruzione della diga di Assuan, per evitare possibili inondazioni, entrambe le costruzioni furono riedificate a un livello superiore. 

\Abu Tamman, Habib ibn Aws (800-ca. 845) Filologo arabo. Tra le opere Hamasa (antologia di poesie antiche). 

\Abukir Località egiziana, vicino alla città di Alessandria, situata sulla baia omonima del Mediterraneo, che vide nel 1798 la distruzione totale della flotta francese a opera di quella comandata da Nelson e nel luglio dell'anno successivo, la sconfitta dell'esercito turco a opera di Napoleone. Abukir venne nuovamente conquistata nel 1801 a opera di R. Abercromby. 

\abulìa, sf. 1 Indebolimento e insufficienza della volontà. ~ svogliatezza. <> energia. 2 Inerzia della volontà. ~ apatia. 
 @   dal greco aboulìa, comp. da a + boùlomai, volere. 
Può originarsi da condizioni fisiopatologiche (affaticamento, emozioni, ecc.) o essere espresione di turbe psichiche (malinconia, schizofrenia ecc.). 

\abùlico, agg. Privo di volontà, pigro. ~ passivo. <> volitivo. 
 X  agg. lacking in will power. 

\Abuña Fiume (750 km) dell'America Meridionale. 

\abùna, sm. invar. 1 Titolo dato in Etiopia al metropolita della chiesa monofisita copta. 2 Monaco etiopico. 

\Abuna Josèf Monte (4190 m) dell'Etiopia. 

\abusàre, v. intr. 1 Fare uso cattivo, illecito, smodato di qualcosa: di cibi. ~ esagerare. <> usare con moderazione. 2 della buona fede altrui. ~ approfittare. 3 di una donna, usarle violenza. ~ stuprare. 
 X  v. intr. 1 to abuse, to misuse. 2 (approfittare) to take advantage. 3 (sessualmente) to rape. 

\abusàto, agg. Usato senza misura né criterio e spesso a sproposito. ~ inflazionato. <> originale. 
 X  agg. abused. 

\abusivaménte, avv. Con abuso; in modo ingiusto, illecito. 

\abusivìsmo, sm. Il generalizzarsi di attività di carattere abusivo. L'abusivismo edilizio è quella pratica che consiste nel costruire o modificare manufatti edilizia, senza avere le necessarie concessioni da parte delle autorità competenti. 

\abusivìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Fautore dell'abolizione della caccia. 

\abusività, sf. L'essere abusivo. 

\abusìvo, agg. e sm. agg. Fatto senza averne diritto, contro il disposto della legge. ~ illecito. <> legale. 
sm. Detto di chi esercita un'attività senza la necessaria autorizzazione. 
 X  agg. illegal, unauthorized. 

\abùso, sm. 1 Uso illecito, smodato di qualcosa. ~ eccesso. <> misura. 2 Uso di un diritto oltre i limiti di legge. ~ illegalità. <> legalità 
 X  sm. 1 (uso illecito) misuse, abuse. 2 (uso eccessivo) overuse. 
 @   lat. abusus. 
In ambito giuridico è l'eccesso nell'uso di una facoltà; costituisce reato punibile, a seconda dei casi, dal codice penale o da quello civile. 
Codice penale 
Gli abusi di competenza del diritto penale comprendono tutti quei casi che danno origine a un reato. Sono tali gli abusi dei mezzi educativi e di correzione (da parte di chiunque sia preposto a tali compiti nei confronti di altre persone), quelli di ufficio e di autorità (da parte di pubblici ufficiali). Esistono poi i casi di abuso di esercizio di professione (per la quale la legge richiede una particolare autorizzazione o abilitazione), di sostanze stupefacenti o alcoliche, di credulità popolare e di strumenti riservati a pubblica certificazione. 
Codice civile 
La competenza del diritto civile è limitata ai casi in cui si verifica l'abuso di un potere non esclusivo al fine di ottenere un interesse esclusivo. Sono compresi, per esempio, l'abuso del rappresentante che stipula un contratto contrario agli interessi del rappresentato, quello di chi esercita un diritto legittimo al solo scopo di nuocere ad altri e quello di chi utilizza l'immagine altrui per scopi non consentiti dalla legge (abuso di immagine). 

\abùta, sf. Genere di arbusti propri dell'America tropicale coltivati a scopo ornamentale. Appartiene alla famiglia delle Menispermacee. 

\abutìlon, sm. Genere di piante erbacee o arbustive con foglie alterne simili a quelle dell'acero. Appartiene alla famiglia delle Malvacee. 

\Abyss, The Film d'avventura, americano (1989). Regia di James Cameron. Interpreti: Ed Harris, Mary Elisabeth Mastrantonio, Michael Biehn. Titolo originale: The Abyss 

\Ac Simbolo chimico dell'attinio. 
AC 
Sigla di Azione Cattolica. 

\AC di G. Sigla di Alta Corte di Giustizia. 

\Acab (871-851 a. C.) Settimo re d'Israele, figlio di Omri, citato nella Bibbia per la sua empietà e per la lotta contro il profeta Elia. Sposo di Iezabel, figlia del re di Tiro, introdusse la religione dei fenici in Israele. Combatté e vinse il re di Damasco Ben-Hadad II al termine di tre guerre e sottomise la popolazione dei moabiti. 

\acàcia, sf. Tipo di leguminosa arborea o arbustiva con grande diffusione nelle regioni tropicali e subtropicali. Dalla sua lavorazione si estrae gomma arabica, legno da lavoro, coloranti ed essenze. Una specie particolare usata per ornamenti è detta (impropriamente) mimosa. 
 X  sf. acacia. 

\acaciàni 1 Setta ariana del IV sec. che aveva per capo il vescovo di Cesarea Acacio Monoftalmo. 2 Seguaci dello scisma promosso ne l484 da Acacio di Costantinopoli. 

\Acàdemo Eroe attico che diede il nome all'accademia di Platone. 

\Acàdia Regione costiera del Maine meridionale, sull'Atlantico. 

\acadiàno, agg. e sm. agg. Relativo all'Acadia. 
sm. Piano medio del Cambriano caratterizzato dai trilobiti Paradoxides e Olenoides

\Acàia Nome della Grecia in generale, ai tempi omerici. Regione situata nella parte settentrionale del Peloponneso, con capitale Patrasso. La conformazione del territorio è montuosa e la popolazione vive lungo la costa affacciantesi sul golfo di Corinto. Si narra che in questa zona abbiano avuto origine gli achei; cadde sotto l'impero romano e fu trasformata da Augusto in provincia, prima di cadere sotto il dominio bizantino. 
Principato di Acaia 
Stato dell'impero latino d'oriente del Peloponneso, sorto dalla quarta crociata. Dopo il riconoscimento del papa, il principato passò agli Angioini e divenne oggetto di disputa tra molte famiglie, tra cui i Savoia. In seguito a matrimonio rientrò nell'impero bizantino; fu conquistato dai turchi che lo mantennero, con fasi alterne, dal 1460 fino alla rivoluzione greca (1821-1830). 

\acàico, agg. Dell'Acaia, degli achei, regione e popolo dell'antica Grecia. 

\acajou, sm. Nome attribuito ad alcune piante delle regioni tropicali appartenenti alla famiglia delle Meliacee. Dalla più conosciuta, la Swietenia mahogani, si ricava il mogano. 

\acalculìa, sf. Incapacità di utilizzare la simbologia numerica. 

\Acalèfi Classe di Celenterati più conosciuti con il nome di Scifozoi. 

\Acantàcee Famiglia di piante di cui l'acanto è il genere principale. 

\Acantàri Sottordine di Protozoi Radiolari con scheletro costituito da spicole di celestina (solfato di stronzio). 

\acanthopanax, sm. invar. Genere di piante arboree o cespugliose provenienti dalla Cina e dal Giappone. Appartiene alla famiglia delle Araliacee. 

\acanthophis, sf. invar. Genere di serpenti velenosi con la coda munita di squame spinose. Appartiene alla famiglia dei Colubridi. 

\Acantìdi Famiglia di Insetti Emitteri eterotteri cui appartengono numerose cimici. 

\acànto, sm. Angiosperma (Acanthus mollis) della famiglia delle Acantacee e dell'ordine delle Tubiflore; viene coltivata soprattutto per scopi ornamentali, è tipica dei luoghi poco assolati della zona mediterranea. Le larghe foglie pennate e lobate, suggerirono il motivo ornamentale del capitello corinzio. 

\Acantocèfali Gruppo di vermi riuniti nel tipo omonimo, del sottoregno dei Metazoi, per un totale di circa 500 specie, prive di apparato boccale e parassiti di un artropodo nella vita giovanile e poi di un animale superiore (pesce, uccello, mammifero). Hanno proboscide retrattile uncinata. 

\Acantòdi Ordine di Pesci fossili placodermi vissuti tra il Siluriano superiore e il Permiano. 

\acantolìsi, sf. Perdita di coesione delle cellule dello strato spinoso dell'epidermide. 

\acantopèlvi, sf. Presenza nel bacino di sporgenze ossee causata dal rachitismo. 

\acantòsi, sf. Malattia le cui caratteristiche sono la rugosità della pelle, la pigmentazione anormale e la presenza di vegetazioni papillomatose. 

\acantùro, sm. Genere di Pesci Perciformi; sono anche noti con il nome di "chirurghi" per le spine mobili che posseggono ai lati della pinna caudale. 

\acànzio, sm. Nome volgare dell'Onopordion acanthium, pianta erbacea comune anche in Italia fra le macerie e i luoghi incolti. 

\Acapulco de Ju´rez Città (616.000 ab. nel 2005) in Messico, nello stato di Guerrero. Importante porto nella baia omonima e rinomata stazione balneare che si affaccia sull'oceano Pacifico. Porto coloniale a partire dal XVI sec. 

\acarìasi, sf. Malattia del derma causata dagli acari. 

\Acàridi Famiglia di acari privi di stigmi e di trachee, la cui respirazione avviene per via cutanea. 

\Acarnesi Commedia di Aristofane (425 a. C.). 

\àcaro, sm. Piccolissimo Aracnide con cefalotorace e addome spesso fusi insieme. Gli acari sono parassiti e possono provocare gravi malattie agli animali e alle piante. L'esemplare più noto è la zecca. Alcuni tra gli acari parassiti dell'uomo sono noti con il nome di Sarcoptes scabie e provocano alcune malattie della pelle (scabbia e acariasi generiche). Esistono inoltre acari che vivono in acqua dolce (idracnidi), dove vivono come parassiti su Molluschi e Coleotteri; acari che nidificano sulle piume degli Uccelli (dermanissidi) e acari che attaccano le foglie di molti tipi di piante (tetranichidi). 
 X   mite, tick. 

\acarofìlìa, sf. Adattamento di alcune piante nei confronti degli acari. 

\acàrpo, agg. Relativo a una pianta che non produce frutti. 

\acatâ, v.tr. In genovese, comprare. 

\acatagrafìa, sf. Incapacità di scrivere in modo corretto. 

\acatalessìa, o acatalèssi, sf. Per gli scettici greci era l'impossibilità di conoscere le cose con certezza. <> catalessi. 

\acatalèttico, o acatalètto, agg. Riferito a un verso completo, non mancante cioè di alcuna sillaba nel piede finale. 

\Àcate Comune in provincia di Ragusa (8.960 ab. nel 2008, CAP 97011, TEL. 0932). 

\Acatenango Vulcano inattivo (3.976 m) del Guatemala. 

\acatisìa, sf. Incapacità, di natura psichica o nevralgica, di mantenere la posizione seduta. 

\acàtisto, sm. Inno della chiesa ortodossa sul mistero dell'incarnazione. Veniva letto o cantato in piedi nel quinto sabato di quaresima. 

\acattòlico, agg. e sm. Non cattolico. 

\acàude, agg. Relativo agli animali privi di coda o di coccige causa un'anomalia individuale. 

\acàule, agg. Riferito a piante apparentemente prive di fusto. 

\ACC Sigla di Alta Corte Costituzionale. 

\àcca, sm. e sf. Nome dell'ottava lettera dell'alfabeto italiano. 

\Àcca Larènzia Nella mitologia, divinità romana. Moglie del pastore Faustolo, fu nutrice di Romolo e Remo. 

\Accadde il 20 luglio Film drammatico, tedesco (1955). Regia di Georg Wilhelm Pabst. Interpreti: Bernard Wicki, Karl Ludwig Diehl, Kurt Meisel. Titolo originale: Es geschah am 20. Juli 

\Accadde una notte Film commedia, americano (1934). Regia di Frank Capra. Interpreti: Clark Gable, Claudette Colbert, Walter Connolly. Titolo originale: It Happened One Night   +  

\Accadde una sera Film commedia, americano (1941). Regia di Alexander Hall. Interpreti: Fredric March, Loretta Young, Robert Benchley. Titolo originale: Bedtime Story 

\accadèmia, sf. 1 Scuola filosofica di Platone, cosiddetta dal ginnasio di Atene, ove Platone tenne il suo insegnamento a partire dal 387 a. C. Interesse precipuo era lo studio delle scienze, della matematica, ma soprattutto lo studio dell'uomo, quale abitante della polis. 2 Associazione con scopi culturali, formata da scienziati, letterati, cultori delle arti. Un membro dell'Accademia dei Lincei. 3 Sede, luogo di un'accademia. 4 Istituto di istruzione superiore. 5 In senso negativo, sfoggio dialettico inconcludente. fare dell'accademia, fare delle chiacchiere inutili. 6 Trattenimento di musica, canto o simili specialmente in collegi e scuole. 7 Virtuosismo. 
 X  sf. academy. 
 @   lat. Academia. 
L'origine delle accademie moderne risale agli intrattenimenti occasionali tra uomini di cultura e scienza. Il termine è passato a indicare varie istituzioni scolastiche, tra cui quelle per l'insegnamento delle belle arti e della danza. Degne di rilievo sono quelle della Crusca e dell'Arcadia con fini legati alla linguistica, al teatro e alla musica, dei Lincei e del Cimento. Il termine è anche utilizzato per indicare le scuole militari. La pressione e la censura dell'ambiente ecclesiastico furono freno enorme allo sviluppo delle stesse, diversamente da quanto accadeva in Francia e in Inghilterra, dove acquisirono importanza nazionale ed ebbero una funzione importante per lo sviluppo del progresso scientifico. Per un risorgimento delle accademie italiane occorre attendere il 1800, con la Società Reale di Napoli e la Regia Accademia delle Scienze di Torino. 
Tra le accademie più note, si citano: 
Académie des Beaux-Arts 
Fondata nel 1648, ha lo scopo di promuovere le belle arti e gli studi di estetica. È formata da cinquanta membri. 
Académie des Inscriptions et des Belles-Lettres 
Fondata nel 1663, ha lo scopo di promuovere gli studi su iscrizioni e documenti antichi e sulle lingue antiche e moderne. È formata da quarantacinque membri. 
Académie des Sciences 
Fondata nel 1666, ha lo scopo di promuovere ricerche nell'ambito delle scienze matematiche e fisiche. È formata da 130 membri. 
Académie des Sciences Morales et Politiques 
Fondata nel 1795, ha lo scopo di promuovere gli studi di storia, geografia, giurisprudenza, etica, filosofia ed economia politica. È formata da cinquanta membri. 
Académie Française 
Fondata nel 1635 da Richelieu, ha lo scopo di curare lo sviluppo della lingua francese. Ha pubblicato varie edizioni di un Dizionario. È formata da quaranta membri. Ha sede nel Palais de l'Institut de France a Parigi. 
Accademia aeronautica 
Istituto fondato nel 1923 per la formazione di ufficiali piloti dell'aeronautica italiana, con sede a Pozzuoli dal 1962. Per essere ammessi ai corsi, occorre essere in possesso di diploma di maturità e risultare fisicamente idonei. I corsi durano tre anni. 
Accademia chigiana 
Fondata nel 1932 a Siena dal conte G. Chigi, per valorizzare la tradizione musicale italiana attraverso corsi di perfezionamento e altre iniziative musicali. Ai corsi è ammesso un numero limitato di allievi, dopo una selezione consistente in prove teoriche e pratiche. 
Accademia d'arte drammatica Silvio d'Amico 
Fondata a Roma nel 1937, organizza corsi di recitazione e di regia destinati agli aspiranti attori e registi. Per l'ammissione, subordinata al possesso di un diploma di maturità, deve essere superato un esame teorico e pratico. I corsi durano tre anni. 
Accademia dei Georgofili 
Accademia per lo studio delle scienza naturali e dell'agricoltura fondata a Firenze da U. Montelatici nel 1753. In seguito fu incorporata a essa anche la società botanica con l'Orto dei semplici
Accademia della Crusca 
Fondata a Firenze nel 1583, per rivalutare la lingua fiorentina del Trecento. A questo scopo, ha curato varie edizioni di un Vocabolario. Ha pubblicato importanti opere di linguistica e varie riviste di filologia, grammatica e lessicografia. Dal 1964 ha in cantiere un grande vocabolario storico della lingua italiana. Il nome simbolizza la necessità di separare la crusca (la cattiva lingua) dalla farina (la buona lingua). 
Accademia di belle arti di Brera 
Fondata nel 1776 da Maria Teresa d'Austria, ha sede nel palazzo di Brera a Milano. Ha lo scopo di preparare i futuri artisti. Per essere ammessi, occorre essere in possesso di un diploma di maturità oppure aver concluso da almeno quattro anni la scuola media e aver compiuto diciotto anni. Bisogna, inoltre, superare un esame di ammissione. I corsi durano quattro anni. Il diploma rilasciato dall'accademia di Brera consente di insegnare discipline artistiche negli istituti statali. 
Accademia militare 
Scuola militare per la formazione degli ufficiali dell'esercito e dei servizi, con sede a Modena. Per essere ammessi ai corsi, occorre essere in possesso di diploma di maturità e risultare fisicamente idonei. I corsi durano due anni, con esami equiparati al biennio di ingegneria. La formazione degli allievi si completa con ulteriori due anni di corso specifico presso una delle scuole di fanteria, cavalleria, artiglieria o genio. 
Accademia navale 
Istituto militare fondato nel 1881 per la formazione degli ufficiali di marina con sede a Livorno. Per essere ammessi ai corsi, occorre essere in possesso di diploma di maturità e risultare fisicamente idonei. I corsi durano quattro anni e prevedono, tra l'altro, esercitazioni pratiche e crociere a bordo di navi-scuola. 
Accademia nazionale dei Lincei 
Fondata a Roma nel 1603, per lo sviluppo e il rinnovamento del sapere scientifico, ha subito varie vicende. Si è ricostituita dopo il 1944. Ha sede nel palazzo Corsini a Roma. Il nome richiama l'acutezza degli occhi della lince. 
Accademia nazionale di Santa Cecilia 
Fondata a Roma nel 1584, per diffondere la cultura musicale. Organizza corsi di perfezionamento per giovani musicisti e gestisce l'attività di una grande orchestra sinfonica. Ha avuto tra i suoi membri compositori famosi come Pierluigi da Palestrina, Alessandro Scarlatti e Domenico Scarlatti. 
Royal Society 
Fondata nel 1660 da Carlo II, per la promozione della ricerca scientifica. 

\accademicaménte, avv. 1 Secondo il costume dell'accademia. 2 In modo astratto e retorico. 

\accadèmico, agg. e sm. agg. 1 Che concerne l'Accademia platonica. 2 Che si riferisce a un'accademia. Prolusione accademica. 3 Retorico, inconcludente, astratto. ~ sofistico. <> concreto. LOC: un discorso accademico. 4 Che si riferisce all'università. 
sm. 1 Chi segue le dottrine dell'Accademia. 2 Membro di un'accademia. 
 X   agg. academic. sm. academician. 

\accademìsmo, sm. Fedeltà pedantesca e priva di originalità alle norme tradizionali, specialmente artistiche. ~ formalismo. 

\accadére, v. intr. Capitare, succedere, specialmente per caso. ~ avvenire. 
 X  v. intr. to occur, to happen. 

\accàdi Abitanti semiti dell'antica Mesopotamia settentrionale, insediati dopo la fondazione da parte di Sargon il Grande. Sfruttando la cultura sumera, diedero vita alla prima civiltà mesopotamica. L'accadica è la più antica delle lingue semitiche conosciute tanto da diventare lingua diplomatica nel secondo millennio a. C. Da essa trassero origine il dialetto babilonese e quello assiro. 

\Accadìa Comune in provincia di Foggia (2.500 ab. nel 2008, CAP 71021, TEL. 0881). 

\accàdico, agg. e sm. 1 Appartenente o relativo alla popolazione semitica degli Accadi, che fondò il regno di Agade nella parte meridionale della Mesopotamia. 2 Lingua semitica orientale comprendente le varietà assira e babilonese. 

\accadiménto, sm. Avvenimento. ~ circostanza. 

\accadùto, sm. Fatto avvenuto. ~ episodio. 
 X  sm. happening, event. 

\accagionàre, v. tr. Incolpare. 

\accagliàre, v. v. tr. Fare coagulare il latte e altre sostanze. 
v. intr. e intr. pron. Rapprendersi, coagularsi. 

\accalappiacàni, sm. e sf. Addetto al servizio comunale di cattura per le strade dei cani randagi o privi di museruola. 

\accalappiaménto, sm. 1 Cattura col laccio. 2 Lusinga, inganno. 

\accalappiàre, v. tr. 1 Acchiappare. ~ catturare. 2 Ingannare. ~ abbindolare. 
 X  v. tr. to trick. 
 @   da a-+ deriv. da calappio. 

\accalappiàtóre, sm. Chi accalappia. 

\accalcàre, v. v. tr. Stipare. ~ gremire. 
v. intr. pron. Affollarsi. ~ assieparsi. <> disperdersi. 
 X   v. tr. to crowd, to throng. v. intr. pron. to crowd. 

\accaldàre, v. v. tr. 1 Far sentire calore. ~ riscaldare. 2 Accalorare. ~ infervorare. 
v. intr. pron. 1 Sentire molto caldo. 2 Infervorarsi. ~ accalorarsi. 

\accaldàrsi, v. intr. pron. 1 Riscaldarsi e diventare rosso in volto. Riscaldarsi. <> rinfrescarsi. 2 Accalorarsi. ~ infervorarsi. <> controllarsi. 
 X  v. intr. pron. to grow hot. 

\accaldàto, agg. Che ha preso molto caldo. ~ sudato. <> infreddolito. 
 X  agg. hot. 

\accaloraménto, sm. Infervoramento intenso. 

\accaloràre, v. v. tr. 1 Rendere caldo. ~ riscaldare. <> raffreddare. 2 Infervorare. ~ stimolare. <> acquietare. 
v. rifl. Infervorarsi. ~ appassionarsi. <> chetarsi. 
 X  v. rifl. to get excited. 

\accaloràto, agg. 1 Rosso, acceso in volto. 2 Infervorato, animato, eccitato. ~ infiammato. <> controllato. 

\accampaménto, sm. 1 Alloggiamento all'aperto di truppe al riparo di tende. ~ bivacco. 2 Alloggiamento provvisorio all'aperto. ~ tendopoli. 
 X  sm. camp. 
Gli egizi difendevano gli accampamenti con valli e con la tenda imperiale al centro; ebrei e greci si limitavano a usare difese naturali. Solo con i romani l'accampamento (castrum) assunse un'importanza fondamentale, difeso da fossati o trincee, di forma rettangolare con quattro ingressi, ispiratore delle tipiche città romane. La costruzione divenne una vera e propria tecnica, la castrametazione. Dopo i romani l'interesse per la costruzione ottimale degli accampamenti decadde, tranne presso gli eserciti ottomani. Con lo sviluppo dell'aviazione gli accampamenti divennero molto più estesi per minimizzare gli effetti degli attacchi aerei. 

\accampàre, v. v. tr. 1 Far alloggiare persone sotto tende. ~ acquartierare. 2 Mettere innanzi, addurre. ~ avanzare. 
v. rifl. Disporsi in un accampamento. ~ attendarsi. <> sloggiare. 
 X   v. tr. to encamp. v. rifl. to camp. 
 @   da a-+ deriv. da campo. 

\accaniménto, sm. 1 Applicazione tenace. ~ costanza. <> indolenza. 2 Comportamento ostinato. ~ combattività. <> pacatezza. 
 X  sm. 1 (tenacia) tenacity, doggedness, perseverance; (accanimento terapeutico) over-medication. 2 (furia) fury. 

\accanìrsi, v. intr. pron. 1 Infierire con rabbia. 2 Tener duro. ~ perseverare. <> rinunciare. 
 X  v. intr. pron. 1 to rage, to be ruthless. 2 (ostinarsi) to persevere, to persist. 

\accanìto, agg. 1 Ostinato, tenace. ~ instancabile. <> incostante. 2 Rabbioso, violento. ~ spietato. <> bonario. 
 X  agg. dogged, obstinate. 

\accannellàre, v. tr. In tessitura, avvolgere il filo sui cannelli. 

\accànto, avv. Vicino, di fianco. ~ presso. <> distante. 
 X  avv. nearby, near, beside. 

\accantonaménto, sm. 1 Somma accantonata. ~ risparmio. 2 Alloggiamento temporaneo. ~ accampamento. 3 Sospensione. ~ rinvio. 

\accantonàre, v. tr. 1 Mettere da parte. ~ risparmiare. 2 Lasciare. ~ rinviare. 3 Acquartierare. ~ accasermare. 
 X  v. tr. to put aside, (problema) to shelve. 
 @   da a-+ deriv. da franc. cantonner. 

\accantonàto, agg. 1 Alloggiato (riferito a truppe militari). 2 Messo da parte. 

\accaparraménto, sm. 1 Incetta di merci. ~ requisizione. 2 Conseguimento di un bene o di un vantaggio. 
L'accaparramento è spesso un'azione speculativa, al fine di rivendere le merci a prezzo rincarato. La ragione di fondo sta nell'obiettivo di causare scarsità di prodotti sul mercato, per stabilire così un prezzo più elevato. È azione che costituisce reato. 

\accaparràre, v. v. tr. 1 Fissare un acquisto dando o ricevendo caparra. 2 Assicurarsi, procurarsi. 3 Far incetta di beni prevedendo un aumento di prezzi o una diminuzione della quantità disponibile. ~ monopolizzare. 
v. intr. pron. Procacciarsi. ~ assicurarsi. 
 X  v. tr. 1 to hoard. 2 (conquistarsi) to secure, to gain. 
 @   da a-+ deriv. da caparra. 

\accaparratóre, agg. e sm. 1 Chi accaparra. 2 Chi pretende di avere tutto. 

\accapezzàre, v. tr. Ridurre in forma regolare col martello le pietre per lastricati. 

\accapigliàrsi, v. rifl. rec. 1 Prendersi per i capelli, venire alle mani. ~ picchiarsi. 2 Litigare. ~ azzuffarsi. 
 X  v. rifl. to come to blows. 
 @   da a-+ deriv. da capelli. 

\accàpo, avv. e sm. avv. Al principio di una riga, di uno scritto. 
sm. invar. Capoverso. 
 X  avv. on a new line. 

\accappatóio, sm. Indumento di spugna da indossare dopo il bagno. 
 X  sm. bathrobe. 

\accappiàre, v. tr. Fermare con cappio. 

\accapponàre, v. v. tr. Castrare un gallo. 
v. intr. pron. Detto della pelle umana, diventare ruvida e increspata come quella del cappone, per sensazioni di freddo, paura, orrore e simili. ~ rabbrividire, increspare. 
 X  v. tr. to caponize. 
 @   da a-+ deriv. da cappone. 

\Accàrdo, Salvatóre (Torino 1941-) Violinista. Esecutore versatile, predilige le musiche di Paganini. 

\accarezzaménto, sm. Atto dell'accarezzare. 

\accarezzàre, v. tr. 1 Fare carezze. ~ vezzeggiare. 2 Coltivare nella mente. ~ anelare. 3 Blandire, lisciare. ~ lusingare. 
 X  v. tr. to caress. 
 @   da a-+ deriv. da carezza. 

\Accarìsio, Albèrto (Cento, sec. XVI) Lessicografo e grammatico. Elaborò un Vocabolario della lingua volgare (1513) e una Grammatica volgare (1536), redatti secondo i principi tracciati da Pietro Bembo. 

\accartocciaménto, sm. 1 Piegamento a forma di cartoccio. 2 Fregio ricurvo a forma di cartoccio. 3 Virosi di alcune piante che si manifesta specialmente con l'arrotondamento dei lembi fogliari. 

\accartocciàre, v. v. tr. Piegare a forma di cartoccio. ~ incartare. 
v. intr. pron. Raggrinzirsi. ~ arricciarsi. <> stendersi. 
 @   da a-+ deriv. da cartoccio. 

\accartocciàto, agg. 1 Piegato a forma di cartoccio. 2 Detto di scudo con i lembi arricciati. 

\accasàre, v. v. tr. Collocare in matrimonio. ~ maritare. 
v. rifl. Metter su casa e famiglia. ~ sposarsi. 
 X  v. rifl. to get married. 
 @   da a-+ deriv. da casa. 

\accasàto, agg. 1 Che ha messo su casa; sposato. 2 Detto di corridore ciclista, automobilista o motociclista che gareggia per i colori di una società o di una casa industriale. 

\accasciaménto, sm. Crollo; profonda demoralizzazione. ~ avvilimento, prostrazione. <> animo. 

\accasciàre, v. v. tr. Togliere a qualcuno la forza fisica e spirituale. ~ indebolire, prostrare. <> risollevare. 
v. rifl. 1 Cadere per mancanza di forze, per disperazione. ~ crollare. 2 Avvilirsi, abbattersi. ~ demoralizzarsi. <> rianimarsi. 
 @   lat. volg. adquassiare crollare. 

\accasciàto, agg. Sfinito, abbattuto. 

\accasellàre, v. tr. Ordinare in caselle. ~ incasellare. 

\accasermàre, v. tr. Sistemare le truppe in caserme. 

\accastellàre, v. tr. Sistemare l'uno sull'altro, a castello, i vari oggetti. 

\accastellàto, agg. Riferito a una nave che ha un castello a prua e un cassero a poppa. 

\accatastaménto, sm. 1 Modo e atto dell'accatastare. 2 Mucchio di cose accatastate. 

\accatastàre, v. tr. 1 Iscrivere nei registri catastali. 2 Ammucchiare, accastellare. ~ ammassare. 
 X  v. tr. to stack (up), to pile (up). 
 @   da a-+ deriv. da catasta. 

\accattabrìghe, sm. e sf. Chi cerca brighe. 

\accattàre, v. tr. 1 Cercare di ottenere, in dono o in prestito, chiedendo con insistenza. 2 Chiedere in elemosina; chiedere l'elemosina. ~ elemosinare, mendicare. 
 @   lat. volg. adcaptare. 

\accattàto, agg. Falso, artificioso. 

\accattìno, sm. Questuante che raccoglie le elemosine nelle chiese. 

\accattivànte, agg. 1 Che mira a ottenere benevolenza. <> antipatico, scostante. 2 Allettante. ~ attraente. 
 X  agg. winning, attractive. 

\accattivàre, v. v. tr. Conquistare l'affetto, la stima, la simpatia altrui. ~ cattivare. 
v. rifl. Propiziarsi, conquistarsi. ~ ingraziarsi. 

\accàtto, sm. L'accattare; elemosina. ~ questua. 

\accattonàggio, sm. Pratica di chi vive elemosinando. 
 X  sm. begging. 

\accattóne, sm. Chi va elemosinando più per vizio che per necessità; mendicante. ~ barbone. 
 X  sm. beggar. 

\Accattone Film drammatico, italiano (1961). Regia di Pier Paolo Pasolini. Interpreti: Franco Citti, Franca Pasut, Adriana Asti. 

\accattonerìa, sf. Mendicità, accattonaggio. 

\accavalcàre, v. tr. 1 Far passare una cosa sopra l'altra; scavalcare, sormontare. 2 In tipografia mancare l'allineamento dei caratteri di una riga. 

\accavalcatùra, sf. Difetto della composizione tipografica il cui effetto è che le lettere risultano spostate fuori dalla loro linea. 

\accavalciàre, v. tr. Stare o mettersi a cavalcioni di qualcosa. 

\accavallaménto, sm. Disposizione risultante da una sovrapposizione e da un incrocio. 

\accavallàre, v. v. tr. 1 Sovrapporre, far passare sopra ~ incrociare. accavallare un filo. 2 Mettere una gamba sull'altra, da seduti. 
v. intr. pron. 1 Sovrapporsi in modo violento e disordinato. ~ mescolarsi. gli eventi si accavallarono in modo traumatico. 2 Sovrapporre i muscoli di un arto, in seguito a moto improvviso di trazione o di spostamento. gli si accavallò il muscolo della gamba
 X  v. tr. to overlap, (gambe) to cross. 
 @   da a-+ deriv. da cavallo. 

\accavallatùra, sf. Accavallamento. 

\accavigliàre, v. tr. Avvolgere alle caviglie le cime o il capo morto durante una manovra marittima. 

\accecaménto, sm. 1 Privazione o menomazione della vista. 2 Chiusura, ostruzione. 3 Offuscamento o perdita del raziocinio. ~ obnubilamento. 

\accecànte, agg. Che acceca. 

\accecàre, v. v. tr. 1 Rendere cieco. ~ orbare. 2 Abbagliare. ~ abbacinare. vennero accecati all'improvviso dalla luce. 3 Offuscare. ~ ottenebrare. l'odio può accecare una persona. 4 Chiudere, turare. ~ ostruire. <> sturare. accecare un chiodo, farlo penetrare completamente nel legno. 
v. rifl. Togliersi volontariamente o perdere per disgrazia la luce degli occhi. per punizione, si accecò. 
 X  v. tr. to blind. 
 @   da a-+ deriv. da cieco. 

\accecatóio, sm. Saetta da trapano, atta a incavare un foro in modo che possa ricevere la capocchia di un chiodo o di una vite. 

\accecatùra, sf. 1 Accecamento. 2 In tipografia e dattilografia difetto per cui l'occhio di una lettera risulta completamente nero. 3 Incavo praticato con l'accecatoio. 

\accèdere, v. intr. 1 Entrare, aver accesso. ~ appressarsi. <> andarsene. 2 Accondiscendere. ~ aderire. <> acconsentire. 
 @   lat. accedere andare verso. 

\Accèglio Comune in provincia di Cuneo (167 ab. nel 2008, CAP 12021, TEL. 0171). 

\acceleraménto, sm. Modo e atto dell'accelerare. 

\acceleràndo, sm. Termine musicale per indicare la necessità di accelerare il ritmo di una composizione. 

\accelerànte, agg. e sm. Riferito alle sostanze che aumentano la velocità di una reazione chimica. 

\acceleràre, v. v. tr. Rendere più celere. ~ velocizzare. <> rallentare. 
v. intr. Aumentare la velocità. ~ dare gas. <> decelerare. 
 X   v. tr. to quicken. v. intr. to accelerate. 
 @   lat. accelerare. 

\acceleràta, sf. Accelerazione improvvisa. 

\acceleràto, agg. 1 Affrettato, svelto. ~ rapido. <> lento. 2 Che ha velocità crescente. moto uniformemente accelerato, in cui la velocità cresce a un tasso costante nel tempo 

\acceleratóre, agg. e sm. agg. Che accelera. 
sm. 1 Pedale o manopola che attraverso un sistema di leve, permette di regolare il flusso di carburante in un motore, allo scopo di controllarne la velocità di rotazione. pigiare sull'acceleratore, procedere a velocità elevata. 2 Apparecchio utilizzato in fisica per studiare le particelle elementari componenti la materia. 
 X  sm. accelerator. 
L'acceleratore garantisce l'entrata della miscela aria-benzina nella camera di scoppio, provocando un'alterazione della potenza erogata e del numero dei giri del motore. Agisce a livello della valvola a farfalla del carburatore oppure sugli iniettori (nei motori a iniezione). Esso è a pedali nei motori a scoppio e a manopola nei motocicli. 
Acceleratore di particelle 
Dispositivo adoperato in fisica nucleare per provocare elevatissime energie a particelle subnucleari, tramite campi elettromagnetici o elettrostatici. Strumento fondamentale nello studio della struttura della materia e di ciò che la regola. È formato da un produttore di particelle con carica elettrica e da un tubo nel quale esse vengono accelerate per poi essere studiate nelle loro posizioni grazie al segno lasciato su un apposito bersaglio. Gli acceleratori si differenziano in lineari e circolari, a loro volta distinti a seconda della forma (a spirale-a ciambella). 
In economia indica la variazione reale o prevista della domanda dei prodotti, in relazione agli investimenti fatti per soddisfarla. 

\accelerazióne, sf. 1 L'accelerare. <> decelerazione. 2 Variazione di velocità nell'unità di tempo. 
 X  sf. acceleration. 
In un moto rettilineo l'accelerazione lineare si misura in metri al secondo quadrato (m/s2). L'alterazione della velocità in un moto non rettilineo è caratterizzata da due componenti (vettori): l'accelerazione tangenziale, tangente alla traiettoria, e l'accelerazione centripeta, perpendicolare alla direzione del moto. Il risultato della somma di questi due vettori corrisponde all'accelerazione totale. Poiché l'accelerazione è sempre determinata da una forza applicata a un corpo in movimento, quando tale forza è contraria alla direzione del moto stesso si ottiene un'accelerazione negativa (o decelerazione).   +  
Accelerazione di gravità 
Accelerazione di un corpo che cade sulla superficie terrestre. Assume valori crescenti dall'equatore (9,78 m/s2) ai poli (9,83 m/s2) e diminuisce con l'altitudine in ragione del quadrato della distanza dal centro della terra. Normalmente si utilizza il valore convenzionale di 9,8066 m/s2, che corrisponde all'accelerazione di gravità che si misura al livello del mare a una latitudine di 45°. 

\accelerògrafo, sm. È così detto qualunque strumento che consente la registrazione grafica dell'accelerazione di un movimento. 

\acceleròmetro, sm. Strumento per misurare l'accelerazione. 

\accèndere, v. v. tr. 1 Suscitare la fiamma; dare fuoco a qualcosa. ~ incendiare. 2 Suscitare, eccitare. ~ fomentare. <> smorzare. 3 Trasmettere energia elettrica a un dispositivo per metterlo in funzione. ~ attivare. <> spegnere. 4 Avviare un'operazione contabile o un atto giuridico. 
v. intr. pron. 1 Prendere fuoco. ~ infiammarsi. <> estinguersi. 2 Detto di dispositivo elettrico, cominciare a funzionare. 3 Diventare rosso. 4 Infiammarsi. ~ accalorarsi. <> calmarsi. 
 X   v. tr. 1 to light; (fiammifero) to strike; (luce) to switch on. 2 (suscitare) to inflame. 3 (dispositivo) to switch on, to turn on. 4 (banc.) to open. v. intr. pron. to light up; (prendere fuoco) to catch fire. 
 @   lat. accendere, comp. da ad-+ candere, essere acceso. 

\accendibilità, sf. Facilità nel prendere fuoco riferita in particolare ai combustibili. ~ infiammabilità. 

\accendigàs, sm. invar. Utensile elettrico o elettronico per accendere con una scintilla i fornelli a gas. 

\accendìno, sm. Accendisigaro. 
 X  sm. lighter. 

\accendisìgaro, o accendisìgari, sm. Accenditore a scintilla, specialmente tascabile, per fumatori. 

\accenditóio, sm. Asta recante a un'estremità uno stoppino atto ad accendere lumi. 

\accennàre, v. v. tr. 1 Indicare, far capire con cenni. accennò un pugno. 2 Fare un segno con la mano, additare. 3 Parlare brevemente di una questione, trattandone i punti essenziali. gli accennò la questione
v. intr. 1 Alludere, trattare di sfuggita. ~ sfiorare. 2 Dire brevemente. 3 Mostrare segni, presentimenti. il tempo accennava a piovere. 
 X   v. tr. 1 to indicate. 2 (un abbozzo) to outline, to sketch. v. intr. 1 (alludere) to allude, to hint. 2 (menzionare) to mention. 
 @   da a-+ deriv. da cenno. 

\accénno, sm. Cenno, allusione. ~ indicazione. 
 X  sm. 1 nod, sign. 2 (menzione) mention. 3 (allusione) hint. 

\accensìbile, agg. Accendibile. 

\accensióne, sf. 1 L'accendere, l'accendersi; fiammata. 2 Atto della costituzione di un debito. ~ costituzione. <> estinzione. 3 Attivazione di un dispositivo elettrico. ~ avviamento. <> spegnimento. 
 X  sf. ignition; (caldaia) lighting, starting. 

\accentàre, v. tr. Segnare l'accento sulla sillaba tonica. 
 X  v. tr. 1 (scrivendo) to accent. 2 (parlando) to stress. 
 @   da a-+ deriv. da accento. 

\accentatùra, sf. Atto, modo di accentare nella scrittura. 

\accentazióne, sf. Modo di pronunziare o segnare gli accenti. 

\accènto, sm. 1 Rafforzamento del tono della voce, nel pronunciare una sillaba di una parola, per enfatizzarla rispetto alle altre. ~ inflessione, intonazione. 2 Simbolo grafico che si sovrappone sulla vocale della sillaba, per suggerire la pronuncia corretta. 3 Tono della voce, che caratterizza gli abitanti di una certa zona. ~ parlata. i sardi hanno un accento inconfondibile
 X  sm. (inflessione) tone, accent. 
 @   lat. accentus, comp. da ad-+ cantus 
L'accento tonico (d'intensità) può cadere dull'ultima sillaba (parole tronche come mangiò), sulla penultima (parole piane come càsa), sulla terzultima (parole sdrucciole come lìbero) e, di solito in forme verbali, su sillabe precedenti (come in àlterano); viene espresso graficamente con un segno collocato proprio sulla sillaba accentata, segno che può variare la pronuncia di una sillaba: aperta qualora sia grave e chiusa nel caso sia acuto. I monosillabi possono avere l'accento sintattico o essere atoni. 
In metrica l'accento segna il ritmo del verso; per esempio nel settenario l'accento ritmico cade sulla prima, quarta e sesta sillaba. 
In musica si hanno accenti metrici (secondo schemi fissati per i vari tipi di battuta), ritmici (originati dal ritmo) e dinamici (usati per fini melodici o armonici). 

\accentor, sm. invar. Genere di Uccelli Passeriformi dal quale la famiglia degli Accentoridi prende il nome. ~ prunella. 

\accentraménto, sm. 1 Riunione in un unico punto o luogo. ~ ammassamento, concentramento. si accentrarono per osservare meglio. 2 Concentrazione di funzioni amministrative, politiche o legislative negli organi centrali dello Stato. <> decentramento. accentramento dei poteri, il sistema dell'accentramento. 

\accentràre, v. v. tr. 1 Radunare in un luogo. 2 Concentrare un potere nelle proprie mani. ~ centralizzare. <> frazionare. 
v. intr. pron. 1 Radunarsi stabilmente. 2 Accumularsi. 
 X  v. tr. to centralize. 
 @   da a-+ deriv. da centro. 

\accentratóre, agg. e sm. Che, chi accentra. ~ egocentrico, assolutista. 
 X  sm. centralizer. 

\accentuàre, v. v. tr. 1 Dare risalto a una parola o frase. ~ sottolineare. <> attenuare. 2 Accrescere, aggravare. <> diminuire. 
v. intr. pron. Accrescersi, aumentare. ~ acutizzarsi. <> ridurre. 
 X   v. tr. to accentuate, to emphasize. v. intr. pron. to grow more marked. 

\accentuataménte, avv. In modo evidente. 

\accentuatìvo, agg. Relativo all'accento delle parole e specialmente all'importanza e alla funzione di questo nella metrica. 

\accentuàto, agg. Evidente. 
 X  agg. marked. 

\accentuazióne, sf. Attribuzione di un particolare rilievo; crescita, aggravamento. ~ risalto. <> attenuazione. 
 X  sf. stress, accentuation. 

\accerchiaménto, sm. 1 Chiusura in un cerchio. 2 Manovra svolta sui fianchi e sul tergo dello schieramento nemico per rinserrarlo completamente e impedirgli di ricevere aiuti esterni o di fuggire. ~ assedio. accerchiamento economico, barriera economica eretta per condizionare le scelte di determinati paesi. 

\accerchiànte, agg. Diretto ad accerchiare e isolare. 

\accerchiàre, v. tr. Chiudere in un cerchio, circondare. ~ assediare. 
 X  v. tr. to surround, to encircle. 
 @   da a-+ deriv. da cerchio. 

\accertàbile, agg. Che si può accertare. 

\accertabilità, sf. Possibilità di essere accertato. 

\accertaménto, sm. 1 L'effetto di accertare, di verificare. accertamento fiscale, indagine condotta dal fisco per controllare che il contribuente abbia pagato le imposte nell'ammontare corretto; accertamento dell'identità. 2 Azione con cui si accerta la situazione giuridica esistente tra le parti. ~ verifica. 
 X  sm. verification, check; (fiscale) assessment. 
Nel diritto tributario, procedimento atto a determinare l'imponibile di ogni individuo. Prevede obblighi per il contribuente (di scrittura, dichiarazione e documentazione) e poteri per le autorità fiscali (ispezione, inquisizione e accesso). 

\accertàre, v. v. tr. Verificare, riconoscere come certo. ~ certificare. 
v. rifl. Rendersi conto. ~ appurare. 
 X   v. tr. to check, to ascertain. v. rifl. to make sure, to check up. 
 @   da a-+ deriv. da certo. 

\accéso, agg. 1 Che brucia, che ha preso fuoco. ~ ardente. <> spento. 2 Di apparecchio elettrico che è in funzione. 3 Eccitato; appassionato, accaldato. ~ infervorato. <> impassibile. Gli si accesero gli occhi, mostrare una forte passione. 
 X  agg. 1 alight, lit, lighted. 2 (colore) bright. 

\accessìbile, agg. 1 Di facile accesso. ~ raggiungibile. <> inaccessibile. 2 Di facile comprensione. ~ semplice. <> complicato. 3 Detto di persona affabile, cordiale. ~ disponibile. <> burbero. 
 X  agg. 1 accessible, approachable. 2 (prezzo) affordable. 

\accessibilità, sf. Qualità di accessibile. 

\accessióne, sf. 1 Aggiunta, accrescimento; ciò che si aggiunge. 2 Adesione di uno Stato a un trattato già concluso tra gli altri Stati. 

\accèssit, sm. invar. Termine latino che significa "si è avvicinato". Distinzione che veniva conferita anticamente a chi si era avvicinato di più al premiato. 

\accèsso, sm. 1 Ingresso. ~ entrata, apertura, varco. 2 Violento impulso. ~ impeto, trasporto. 3 L'insorgere improvviso della manifestazione di una malattia. ~ attacco, crisi. 4 Sistema per accedere alla memoria di un calcolatore. 
 X  sm. access; (entrata) admittance, admission. 
 @   lat. accessus, deriv. da accedere. 

\accessoriaménte, avv. In maniera secondaria. 

\accessoriàto, agg. Fornito di accessori. 

\accessorietà, sf. Rapporto che lega un bene a un altro al servizio del quale quello è durevolmente destinato. 

\accessòrio, agg. e sm. agg. Secondario, marginale, che non ha primaria importanza. ~ collaterale. <> essenziale. LOC: questioni accessorie
sm. Ciò che serve a migliorare l'aspetto o la funzionalità di qualcosa. ~ extra. gli alzacristalli elettrici sono un esempio di accessorio dell'automobile
 X  agg. secondary. sm. accessory. 
 @   lat. accessorius, deriv. da accedere, aggiungersi. 

\accessorìsta, sm. Chi fabbrica o vende accessori per autoveicoli. 

\accessorìstica, sf. 1 Insieme di accessori. 2 Settore industriale specializzato nella produzione degli accessori. 

\accestiménto, sm. Fase di sviluppo di una pianta in cui essa forma cesto. 

\accestìre, v. intr. Far cesto, detto di piante erbacee che mettono rami e foglie nella parte basale del fusto. 

\accétta, sf. Arnese da taglio; piccola scure. ~ mannaia. 
 X  sf. hatchet. 
 @   franc. hachette, dimin. di hache scure da combattimento. 

\accettàbile, agg. Di qualità discreta o sufficiente. ~ passabile. <> indecoroso. 
 X  agg. acceptable. 

\accettànte, agg., sm. e sf. agg. Che accetta. 
sm. e sf. 1 Chi accetta. 2 Chi compie un atto di accettazione. 

\accettàre, v. tr. 1 Acconsentire a ricevere qualcosa o qualcuno, oppure a fare qualcosa. ~ accogliere. <> respingere. accettare una proposta di lavoro. 2 Approvare; sopportare con serenità. <> rifiutare. 
 X  v. tr. to accept, to agree. 
 @   lat. acceptare, comp. da ad-+ captare, prendere. 

\accettàta, sf. Colpo d'accetta. 

\accettazióne, sf. 1 Locale in cui si accettano domande, si ricevono ammalati. 2 L'atto con cui si accetta un determinato rapporto obbligazionario. ~ approvazione. <> contestazione. 
 X  sf. 1 acceptance. 2 (ufficio) reception. 
Termine variamente impiegato in diritto a denotare il consenso dato per costituire, modificare o estinguere dei rapporti giuridici. 
Accettazione della cambiale tratta 
Sottoscrizione di una cambiale da parte del trattario che in questo modo si impegna a pagare la somma indicata nella cambiale stessa. Oltre che con la semplice firma, l'accettazione può essere espressa con le parole accettato, visto o altre equivalenti. 

\accètto, agg. Ricevuto volentieri, gradito. ~ caro. <> sgradito. 
 X  agg. welcome. 

\accettòre, sm. Atomo unito con un legame semipolare che riceve elettroni da un altro atomo detto donatore. 

\Accettùra Comune in provincia di Matera (2.060 ab. nel 2008, CAP 75011, TEL. 0835). 

\accezióne, sf. Significato di un vocabolo. ~ senso. 
 X  sf. meaning. 

\acchetàre, v. tr. Calmare. ~ acquietare. 

\acchiappacàni, sm. e sf. Accalappiacani. 

\acchiappafarfàlle, sm. invar. Retino per catturare farfalle. 

\acchiappamósche, sm. invar. 1 Strumento atto a catturare mosche. 2 Chi perde il proprio tempo senza far niente. 

\acchiappanùvole, sm. Persona inconcludente che rincorre cose inarrivabili proprio come le nuvole. 

\acchiappàre, v. v. tr. 1 Afferrare. ~ catturare. <> mollare. 2 Sorprendere sul fatto. ~ beccare. <> lasciarsi sfuggire. 
v. rifl. Afferrarsi. 
v. rifl. rec. Rincorrersi. ~ prendersi. 
 X  v. tr. to catch. 
 @   da a-+ chiappare. 

\Acchiappatopi, L' Dramma di C. Zuckmayer (1975). 

\acchiocciolàre, v. v. tr. Avvolgere a guisa di chiocciola. 
v. rifl. Ripiegarsi su se stesso. 

\acchitàre, v. tr. Nel gioco del biliardo, mandare la propria palla o il pallino, all'inizio di una partita, in un punto sfavorevole per l'avversario.  d'acchito: subito

\acchìto, sm. Nel gioco del biliardo, posizione d'inizio della palla o del pallino. 

\acchittàrsi, v. rifl. Vestirsi di tutto punto. ~ agghindarsi. 

\acchittàto, agg. Vestito con ricercatezza leziosa. ~ agghindato. <> trasandato. 

\acchiùdere, v. tr. Accludere. 

\àccia, sf. Filo greggio, specialmente di lino o canapa, in matassa. 

\acciabattaménto, sm. Scalpiccio di ciabatte. 

\acciabattàre, v. v. intr. Camminare trascinando le ciabatte. 
v. tr. Lavorare in modo frettoloso e disordinato. 

\acciabattóne, sm. Chi esegue il proprio lavoro in modo trascurato e disordinato. 

\acciaccaménto, sm. Modo e atto dell'acciaccare. 

\acciaccàre, v. tr. 1 Sformare; ammaccare. ~ schiacciare. 2 Infiacchire. 

\acciaccàta, sf. Colpo che acciacca. ~ ammaccatura. 

\acciaccàto, agg. Ammaccato, deformato. 

\acciaccatùra, sf. 1 Deformazione, ammaccatura. 2 Appoggiatura rapida su una nota per passare a legarsi alla nota principale successiva. 

\acciàcco, sm. Disturbo fisico, per lo più cronico. ~ malanno. 
 X  sm. ailment. 
 @   spagn. achaque pena. 

\acciaiàre, v. tr. Ricoprire i metalli con ferro. 

\acciaiatùra, sf. Processo con cui si ricoprono elettroliticamente altri metalli con ferro. 

\acciaierìa, sf. Impianto industriale per la produzione dell'acciaio. 
 X  sf. steelworks. 

\acciàio, sm. Lega metallica di ferro e carbonio, in diverse percentuali, che presenta proprietà di durezza ed elasticità. avere muscoli di acciaio, nervi di acciaio, presentare caratteristiche analoghe all'acciaio. 
 X  sm. steel. 
 @   lat. aciarium, deriv. da acies, lama affilata. 
L'acciaio è ottenuto per decarburazione della ghisa, dalla quale si distingue per un minor contenuto di carbonio (inferiore all'1,8%, contro il 6% circa delle ghise) e per il fatto che si rammollisce prima di fondere. Gli acciai si induriscono mediante la tempera, operazione che consiste nel raffreddare bruscamente il metallo riscaldato, immergendolo in un liquido più freddo (acqua, olio, piombo fuso). L'alta temperatura rende l'acciaio molto fragile; a ciò si rimedia riscaldando il metallo temperato a una temperatura più elevata e nel farlo poi raffreddare lentamente. L'acciaio si diversifica a seconda degli impieghi: da costruzione, inossidabile, per utensili e speciale. La produzione dell'acciaio avviene mediante trattamento della ghisa liquida ottenuta negli altiforni. Uno dei tre diversi procedimenti comunemente utilizzati provvede alla sottrazione della parte eccedente di carbonio mediante l'ossidazione causata da una corrente d'aria sospinta sul metallo fuso (convertitore Thomas). Il secondo processo utilizza il forno Martin-Siemens, nel quale la massa da riscaldare è collocata al di sopra di un materiale speciale, che ne assorbe le impurità, ed è sovrastata dal combustibile ardente. Anche se più costosa a causa dei tempi di produzione che possono arrivare fino a dodici ore, la fabbricazione mediante i forni Martin-Siemens fornisce un prodotto di qualità decisamente superiore, paragonabile solo a quello che si può ottenere con un recente convertitore, direttamente derivato dal Thomas e nel quale la corrente d'aria è stata sostituita con ossigeno puro insufflato ad alta velocità. Più recente è infine il procedimento che utilizza il forno elettrico, sfruttando le elevate temperature prodotte nell'arco voltaico e particolarmente adatto alla produzione degli acciai inossidabili. Le proprietà dell'acciaio, che dipendono dalla percentuale di carbonio, vengono modificate nei cosiddetti acciai speciali dalla presenza di elementi estranei: fosforo e zolfo per renderlo più fragile; silicio per l'elasticità; manganese come disossidante; cromo, vanadio e molibdeno che riducono la deformabilità al caldo e al freddo. Dopo la produzione, l'acciaio fuso viene normalmente colato in stampi, per ritornare allo stato solido sotto forma di lingotti. Questi vengono poi nuovamente riscaldati nelle acciaierie per produrre tubi, laminati, barre, travi ecc. I procedimenti utilizzati in questa fase sono la laminazione a caldo, quella a freddo, il decapaggio, la ricottura e la già citata tempera. I paesi maggiori produttori di acciaio sono USA, Giappone, Unione Sovietica, Germania, Francia, Cina e Italia. 

\acciàio-ceménto, sm. Tipo di pavimentazione stradale utilizzata in zone dove il manto è sottoposto a un logorio particolare. 

\acciaiòlo, sm. 1 Arnese d'acciaio per affilare coltelli da taglio. 2 Acciarino. 

\Acciaiuòli, Niccolò (Monte Gufoni 1310-Napoli 1365) Politico. Fu gran siniscalco di Giovanna I alla corte di Roberto d'Angiò e amico di Boccaccio e Petrarca. 

\acciambellàre, v. v. tr. Avvolgere a guisa di ciambella. <> svolgere. 
v. rifl. Ripiegarsi su se stesso avvolgendosi a guisa di ciambella. ~ raggomitolarsi. <> distendersi. 

\Acciàno Comune in provincia di L'Aquila (380 ab. nel 2007, CAP 67020, TEL. 0864). 

\acciarìno, sm. 1 Piccolo strumento d'acciaio che si batte sulla pietra focaia per accendere il fuoco. 2 Nome generico di strumenti che provocano un'accensione. 3 L'insieme dei congegni di sparo delle pistole o fucili antichi. 
 @   deriv. da acciaro. 

\acciarpàre, v. tr. Lavorare senza diligenza. 

\acciarpóne, sm. Abborraccione. 

\accidèmpoli, inter. Alterazione eufemistica di accidenti

\accidentàle, agg. 1 Dovuto al caso. ~ fortuito. <> deliberato. 2 Marginale. ~ accessorio. <> sostanziale. 
 X  agg. accidental. 

\accidentalità, sf. Qualità di ciò che è accidentale. 

\accidentalménte, avv. Per caso. ~ incidentalmente. <> intenzionalmente. 

\accidentàto, agg. Irregolare; pieno di ostacoli. ~ sconnesso. <> piano. 
 X  agg. uneven, irregular. 

\accidènte, sm. 1 Avvenimento fortuito, imprevisto. mi descrisse gli accidenti capitatigli durante il viaggio. 2 Malanno, malattia. 3 Colpo apoplettico. fu colto da un accidente. 4 Niente. non capisce un accidente. 5 In musica è l'alterazione in ascesa (diesis) o in discesa (bemolle) dei suoni della scala tonale. 6 In grammatica è la modifica di pronuncia di alcune parole all'interno di un discorso. 
 X  sm. 1 (evento) event, accident. 2 (evento non lieto) mishap. 3 (medicina) stroke. 4 (non capire un accidente) not to understand a thing. 5 (musica) accidental.
 @   lat. accidens, accidentis, p.pres. di accidere, accadere 
In filosofia, Aristotele lo considerava una qualità e caratteristica non necessaria (occasionale) di un essere e non sussistente di per sé al di fuori di quello. Accidente è tutto quello che non può sussistere senza la sostanza. Accidentali si dicono i cosiddetti predicati della sostanza: qualità, quantità, relazione, azione, passione ecc. Nella filosofia moderna (Kant, Hegel, Spinoza) gli accidenti sono visti come elementi che determinano proprio tale sostanza. 

\accidènti, inter. Espressione di meraviglia o ira. ~ caspiterina. 

\accidèrba, inter. Interiezione eufemistica di accidenti. 

\accìdia, sf. 1 Avversione all'operare, associata all'idea di tedio, oltre che a quella di neghittosità. ~ ignavia, indolenza. <> alacrità. 2 Nella morale cattolica, la negligenza nell'esercizio della virtù necessaria alla santificazione dell'anima. 

\accidiosiaménte, avv. In modo accidioso. 

\accidióso, agg. Che pecca di accidia; pieno di tedio e di tristezza. ~ apatico. <> zelante. 

\accigliàre, v. v. tr. Corrugare. ~ increspare. 
v. intr. pron. Aggrottare le ciglia, oscurarsi in volto. 

\accigliàrsi, v. intr. pron. Corrugare le sopracciglia per sdegno, ira, meditazione e simili. ~ rabbuiarsi. <> rasserenarsi. 

\accigliàto, agg. Scuro in volto. ~ imbronciato. <> radioso. 
 X  agg. frowning. 

\accìngere, v. v. tr. Cingersi. 
v. intr. pron. Disporsi. ~ apprestarsi. 

\accìngersi, v. rifl. Apprestarsi a fare qualcosa. ~ disporsi. <> cessare. 
 X  v. rifl. to be about to, to set about. 

\acciò, cong. Acciocché, affinché. 

\acciocché, cong. Affinché, perché. 

\acciottolàre, v. tr. 1 Selciare con ciottoli. 2 Battere insieme stoviglie. 

\acciottolàto, sm. Selciato. 

\acciottolìo, sm. Il rumore insistente di stoviglie battute insieme. ~ tintinnìo, trapestìo. 

\accipìcchia, inter. Accidenti. 

\accipigliàrsi, v. intr. pron. Fare il cipiglio. ~ accigliarsi. 

\Accipìtridi Famiglia di Uccelli di piccole e grandi dimensioni che comprende falchi, sparvieri, poiane, aquile e nibbi bianchi. Sono ottimi volatori e rapaci nel procacciarsi il cibo. 

\acciucchìre, v. tr. e intr. Intontire, istupidire. 

\acciuffàre, v. tr. Acchiappare, agguantare. ~ accalappiare. <> liberare. 
 X  v. tr. to catch, to seize. 
 @   da a-+ deriv. da ciuffo. 

\acciùga, sf. 1 Pesce appartenente alla famiglia degli Engraulidi (Engraulis encrasicholus), noto anche come alice. 2 Dicesi di persona alta e magra. 
 X  sf. anchovy. 
Diffusa nel Mediterraneo, nel Baltico e nell'Atlantico, vive in grandi branchi, si nutre di plancton e depone le uova nelle vicinanze della costa. Il suo corpo, allungato e sottile, misura in lunghezza circa 20 cm. Si può gustare fresca, sott'olio o in salamoia.   +  
Acciughe sotto sale   +  

\acciugàta, sf. Salsa d'acciughe. 

\accivettàre, v. tr. 1 Allettare gli uccelli inesperti con la civetta. 2 Allettare. ~ adescare. 

\acclamàre, v. tr. 1 Approvare ad alta voce; applaudire. <> fischiare. 2 Lodare. ~ esaltare. <> denigrare. 3 Eleggere per acclamazione. 
 X  v. tr. to acclaim. 
 @   lat. acclamare, comp. da ad + clamare gridare verso. 

\acclamatóre, agg. e sm. Lodatore entusiasta. 

\acclamazióne, sf. 1 Manifestazione collettiva e clamorosa di consenso. ~ applauso. <> contestazione. 2 Consenso unanime espresso senza votazione. ~ ovazione. 
 X  sf. acclamation. 

\acclaràre, v. tr. Mettere in chiaro. 

\acclimàre, v. tr. Acclimatare. 

\acclimatamènto, sm. Insieme dei processi che permettono agli organismi di vivere e riprodursi in un ambiente diverso da quello abituale. 

\acclimatàre, v. v. tr. Abituare a vivere in ambienti diversi da quelli di origine. ~ assuefare. <> disacclimare. 
v. rifl. 1 Abituarsi a un clima diverso da quello nativo. ~ attecchire. 2 Abituarsi a qualcosa. ~ adattarsi. <> disassuefarsi. 
 X   v. tr. to acclimatize. v. rifl. to become acclimatized. 
 @   franc. acclimater. 

\acclimatazióne, sf. Adattamento a un ambiente geografico diverso da quello originario. ~ ambientamento. 
 X  sf. acclimatization. 

\acclimazióne, sf. Insieme dei processi che permettono agli organismi di adattarsi a un clima e a un ambiente geografico diversi da quelli del paese d'origine. 

\acclìne, agg. 1 Incline. ~ proclive. 2 In discesa. ~ declive. 

\acclìve, agg. Ripido, in salita. ~ erto. 

\acclùdere, v. tr. 1 Chiudere qualcosa insieme a un altro. 2 Unire, includere. ~ allegare. <> escludere. 
 X  v. tr. to enclose. 

\acclùso, agg. Incluso, allegato. ~ unito. <> separato. 
 X  agg. enclosed. 

\accoccàre, v. tr. 1 Adattare la cocca della freccia alla corda dell'arco. 2 Riunire le cocche di un fazzoletto e simili. 3 Assestare con forza. 4 Fermare il filo alla cocca del fuso. 

\accoccolàrsi, v. rifl. Piegarsi sulle ginocchia e sedersi sui calcagni. ~ accovacciarsi. <> drizzarsi. 

\accodaménto, sm. Disposizione all'estremità posteriore. 

\accodàre, v. v. tr. Legare le bestie da soma in modo che la testa di una sia vicina alla coda dell'altra. 
v. rifl. 1 Mettersi in fila dietro ad altri. ~ seguire. <> precedere. si accodarono al corteo. 2 Seguire qualcuno. LOC: nella nebbia, sperava ci fosse qualche auto davanti a cui accodarsi. 
 @   da a-+ deriv. da coda

\accogliènte, agg. 1 Comodo. ~ confortevole. <> scomodo. 2 Ospitale. ~ cordiale. <> freddo. 
 X  agg. comfortable, snug. 

\accogliènza, sf. Modo e atto dell'accogliere. ~ ricevimento. <> congedo. 
 X  sf. welcome. 

\accògliere, v. tr. 1 Ricevere, ospitare. ~ alloggiare. <> accomiatare. 2 Contenere. 3 Esaudire. 4 Accettare, approvare. ~ adottare. <> escludere. 
 X  v. tr. 1 to receive, to welcome. 2 (contenere) to hold. 
 @   lat. accolligere. 

\accogliménto, sm. Accettazione. ~ ammissione. <> rifiuto. 

\accòlita, sf. Variante letterale di accolta

\accolitàto, sm. Un tempo, quarto degli ordini minori della gerarchia cattolica. 

\accòlito, sm. 1 Un tempo, chierico che aveva ricevuto l'ordine dell'accolitato; chi serve il sacerdote all'altare. 2 Seguace, accompagnatore. ~ adepto. 

\accollacciàto, agg. 1 Ben chiuso attorno al collo. 2 Detto di persona, che indossa un abito accollato. 

\accollànte, sm. e sf. In diritto, chi si assume un'obbligazione contratta da altri. 

\accollàre, v. v. tr. Addossare, attribuire. ~ assegnare. <> esonerare. 
v. rifl. Assumersi, attribuirsi. ~ sobbarcarsi. <> esimersi. 
 @   da a-+ deriv. da collo. 

\accollatàrio, sm. 1 Appaltatore. 2 Creditore a vantaggio del quale è stipulato o disposto l'accollo. 

\accollàto, agg. e sm. agg. Detto di abito e simili chiuso fino al collo. <> scollato. 
sm. Debitore il cui obbligo viene assunto mediante accollo. 
 X  agg. (vestito) high-necked. 

\accollatùra, sf. 1 Parte dell'abito accollato che segue la base del collo. 2 Segno del giogo sul collo degli animali da tiro. 

\accòllo, sm. 1 Accordo per l'assunzione di un debito altrui. 2 Parte sporgente, sostenuta da mensole, di un muro o di una costruzione. 3 Parte del carico di un carro gravante sul collo dell'animale. 

\accòlta, sf. Adunata di persone. 

\accoltellaménto, sm. Ferimento a colpi di coltello. 

\accoltellàre, v. tr. Ferire a colpi di coltello. ~ pugnalare. 
 X  v. tr. to stab, to knife. 
 @   da a-+ deriv. da coltello. 

\accoltellàto, agg. e sm. agg. Ferito a colpi di coltello. 
sm. Corso o pavimento di mattoni messi di costa. 

\accoltellatóre, sm. Chi accoltella. 

\accomandànte, agg. e sm. agg. Che accomanda. 
sm. Socio accomandante. 

\accomandàre, v. tr. 1 Affidare, dare in custodia. 2 Raccomandare. 3 (lett.) Attaccare. 
 @   lat. mediev. accommandare, dal lat. ad + commendare, affidare. 

\accomandatàrio, sm. Socio della società in accomandita cui spetta la gestione e che assume la responsabilità illimitata degli affari sociali. 

\accomàndita, sf. 1 Tipo di società commerciale i cui soci si distinguono in accomandanti e accomandatari. 2 Consegna di un'amministrazione. 
 X  (econ.) limited partnership. 

\accomiatàre, v. v. tr. Dare commiato, congedare. ~ salutare. <> ricevere. 
v. rifl. Congedarsi. ~ ritirarsi. <> presentarsi. 
 X   v. tr. to dismiss. v. rifl. to take leave. 

\accomodaménto, sm. Accordo. ~ conciliazione. <> contrasto. 
 X  sm. settlement, agreement. 

\accomodànte, agg. Conciliante, trattabile. ~ arrendevole. <> inflessibile. 
 X  agg. accommodating. 

\accomodàre, v. v. tr. 1 Rimettere in buono stato. ~ aggiustare. <> disfare. accomodare un vestito. 2 Appianare. ~ comporre. 3 Sistemare. ~ ordinare. <> scompigliare. 4 Correggere. accomodare un discorso. 5 Risolvere. accomodare una questione
v. intr. Far comodo. 
v. rifl. 1 Mettersi a sedere. ~ sedersi. 2 Venire a patti, intendersi. ~ accordarsi. <> litigare. 3 Trovare una sistemazione. 
 X   v. tr. 1 (riparare) to repair. 2 (appianare) to settle. 3 (ordinare) to tidy. v. rifl. to sit down. 
 @   lat. accommodare, comp. da ad-+ deriv. da commodus, adatto. 

\accomodatùra, sf. Rimessa in efficienza, accomodazione. ~ aggiustatura. <> guasto. 

\accomodazióne, sf. In fisiologia il processo che consente all'occhio di ottenere la visione a distanze diverse. 

\accompagnaménto, sm. 1 L'effetto di accompagnare. 2 Seguito di persone. 3 Strumenti o voci che si accordano con un suono principale. esibirsi con accompagnamento di pianoforte
 X  sm. (mus.) accompaniment. 

\accompagnàre, v. v. tr. 1 Andare insieme, scortare. ~ condurre. 2 Unire. 3 Seguire-con lo sguardo
v. rifl. 1 Unirsi come compagno. ~ associarsi. <> separarsi. oggi mi accompagno con Luigi 2 Armonizzarsi. 
 X  v. tr. to accompany. v. rifl. to go, to match. 
 @   da a-+ deriv. da compagno. 

\accompagnàto, agg. Che si trova con un'altra persona che fa da guida o da scorta. 

\accompagnatóre, sm. 1 Chi accompagna; guida di gruppi turistici. 2 Chi esegue un accompagnamento. 
 X  sm. companion; (turistico) tourist guide. 

\accompagnatòria, sf. 1 Lettera con cui si accompagna la spedizione di un documento o di un atto. 2 Lettera con cui si accompagna un dono o un omaggio. 

\accompàgno, sm. 1 Accompagnamento. 2 Funerale. 

\accomunàbile, agg. Che si può accomunare. 

\accomunàre, v. tr. 1 Mettere in comune. 2 Rendere simile. ~ apparentare. <> differenziare. 
 X  v. tr. to share, to pool. 
 @   da a-+ deriv. da comune. 

\acconciàre, v. v. tr. 1 Preparare, disporre in modo conveniente. ~ sistemare. <> disordinare. 2 Adornare con cura, abbigliare. ~ pettinare. <> arruffare. 3 Negli scacchi sistemare un pezzo senza l'intenzione di muoverlo. 
v. rifl. 1 Disporsi, prepararsi a qualcosa. 2 Comporsi, specialmente i capelli. ~ abbigliarsi. 3 Conformarsi, adattarsi. 5 Usato a volte al posto di  →  conciare
 @   da a-+ deriv. da conciare. 

\acconciatóre, sm. Parrucchiere. ~ coiffeur. 

\acconciatùra, sf. Pettinatura fatta con arte; ornamento femminile del capo. ~ messa in piega, permanente. 
 X  sf. hairstyle, headdress. 
L'acconciatura dei capelli varia tra i popoli a seconda delle tradizioni e della cultura. Nell'antichità in Africa usavano tagliare i capelli a zero; in occidente si cospargevano il capo con grasso, cenere e argilla; in Papuasia, in occasione di feste importanti, usavano elaborate acconciature alte quasi un metro. Gli indiani d'America per abbellire la loro chioma di capelli sciolti usavano penne colorate che, a seconda della disposizione e del numero, indicavano il ceto sociale; in Estremo Oriente i manciù nel XVII sec. inventarono la treccia che per vari secoli venne usata dagli uomini, solo più tardi anche dalle donne. Questa non venne mai usata in Giappone; in Egitto l'acconciatura distingueva il ceto sociale. 
Mentre i romani non curavano l'acconciatura, i popoli etruschi e greci la consideravano molto importante. Nel 300 a. C., dalla Sicilia per la prima volta i barbieri si spostarono a Roma, diffondendo l'uso del taglio dei capelli e della loro cura. Le donne incominciarono ad annodarsi i capelli facendo piccole trecce; soltanto più avanti, nel primo sec. d. C., usarono grosse parrucche che vennero poi abolite dal cristianesimo. Nel periodo bizantino le donne si coprivano il capo con semplici foulard, abbelliti da piccoli ornamenti. Con l'influsso orientale, diffuso dalle crociate, le acconciature delle donne furono abbellite con pietre e sfiziosi ornamenti d'oro; nel XIV sec. si usò un cuscino (il balzo) sul quale si legavano i capelli. Una forma in cartone, in seguito lo sostituì per sorreggere l'acconciatura alta fino a 70 centimetri. In Italia e in Spagna, verso la fine del Cinquecento, si usarono piccoli feltri, mentre in Toscana i capelli venivano trattenuti e avvolti da piccole reticelle. 
Nel XVI sec. Maria de' Medici lanciò la moda dei capelli corti che contornavano il viso di riccioli, mentre gli uomini continuavano a tenerli molto lunghi. 
Nel XVII sec. si diffuse l'uso di folte e ricercate parrucche sulle teste rasate; fra le varie curiosità va segnalata quella che molte di esse erano fatte con capelli veri di condannati a morte. 
Nel XVIII sec. le parrucche diventarono sempre più elaborate, tanto da mettere in difficoltà le donne che le portavano. Dopo la rivoluzione francese caddero in disuso. 
Nel 1830 si ebbe la moda dell'acconciatura a trecce legate con fili di metallo, abbellite da fiori e piccoli ornamenti. Nell'epoca romantica si ebbero acconciature più semplici, con capelli lisci o qualche boccolo sul viso. 
Nei primi decenni del Novecento si arrivò a pettinature sempre più corte. 
Nel 1920 veniva inventata la permanente che permetteva di arricciare i capelli con un composto chimico. Le donne iniziarono anche a tingersi i capelli, con tinture che variavano di colore. Alla tintura seguirono il metodo dei cachet, che abbelliva il colore naturale senza cambiarlo drasticamente, e il metodo delle mèche, cioè la colorazione di piccole ciocche tra i capelli. Negli ultimi decenni si è diffuso l'uso di lacche o di gel per i capelli. 

\accóncio, agg. Idoneo, conveniente. ~ confacente. <> inopportuno. 

\accondiscendènte, agg. Conciliante. ~ accomodante. <> irremovibile. 
 X  agg. compliant. 

\accondiscendènza, sf. Condiscendenza. ~ disponibilità. <> ostinazione. 

\accondiscéndere, v. intr. Acconsentire. ~ concedere. <> negare. 
 X  v. intr. to consent to, to agree. 
 @   da a-+ deriv. da condiscendere. 

\acconsentìre, v. intr. Dare il consenso, permettere. ~ assentire. <> opporsi. 
 X  v. intr. to agree, to consent. 
 @   da a-+ deriv. da consentire. 

\acconsenziènte, agg. Dichiaratamente d'accordo, a proposito di un certo atteggiamento o di un comportamento. 

\accontentaménto, sm. Soddisfazione temporanea. 

\accontentàre, v. v. tr. Rendere contento; appagare. ~ soddisfare. <> scontentare. 
v. rifl. Ritenersi pago. <> lagnarsi. 
 X  v. tr. to please, to satisfy. v. rifl. to be content with, to be satisfied with. 
 @   da a-+ deriv. da contentare. 

\accónto, sm. Pagamento parziale anticipato. ~ caparra. <> saldo. 
 X  sm. payment on account, part payment, down payment; (americ.) instalment. 

\accoppàre, v. tr. Uccidere. ~ ammazzare. 

\accoppiaménto, sm. 1 L'accoppiare. ~ abbinamento. 2 In biologia, l'unione con scopi riproduttivi di elementi della stessa specie, ma di sesso opposto. ~ copula. 3 In fisica, connessione meccanica o elettrica tra due sistemi mirata a produrre interscambio di energia tra essi. 
 X  sm. pairing off; (tecn.) coupling. 
L'accoppiamento degli animali appartenenti alle specie meno evolute può avvenire esclusivamente in determinati periodi, caratterizzati da mutazioni ormonali negli individui di entrambi i sessi. Gli esseri umani, invece, si differenziano sia per il periodo fecondo della femmina, che in media si ripete ogni ventotto giorni, sia perché caratterizzati da un'attrazione sessuale spesso non collegata all'istinto riproduttivo. 
In fisica si può distinguere tra accoppiamento stabile, quando la connessione elimina totalmente l'individualità dei due sistemi connessi, accoppiamento mobile, se i due sistemi mantengono anche una minima percentuale di indipendenza, e accoppiamento incerto, nel caso in cui non è possibile appurare se la connessione è stabile o mobile. 
Costante di accoppiamento 
Indice adimensionale che misura l'intensità di un'interazione. Per le interazioni forti vale 1, per quelle elettromagnetiche 1/137, per quelle deboli 10-5 e per quelle gravitazionali 2 · 10-39

\accoppiàre, v. v. tr. Congiungere, unire in coppia. ~ connettere. <> separare. 
v. rifl. rec. Detto di animali, unirsi sessualmente. ~ congiungersi. 
 X  v. tr. to pair, to match, to couple. 
 @   da a-+ deriv. da coppia. 

\accoppiàta, sf. Nell'ippica, scommessa che si effettua sui due primi cavalli. 

\accoppiàto, agg. Congiunto, connesso. ~ unito. <> separato. 

\accoppiatóio, sm. Nell'ambiente marittimo, l'accoppiatoio del timone è il collegamento dell'asta col fusto del timone. 

\accoraménto, sm. Stato di profonda tristezza, afflizione e simili. 

\accoràre, v. v. tr. 1 Affliggere, contristare. ~ addolorare. <> rallegrare. 2 Uccidere trafiggendo il cuore, specialmente riferito ai suini. 
v. intr. pron. Affliggersi profondamente. 
 @   provenzale acorar. 

\accorataménte, avv. Con grande tristezza. 

\accoràto, agg. Afflitto, triste. ~ abbattuto. <> gioioso. 
 X  agg. heartfelt. 

\accoratóio, sm. Pugnale o coltello per accorare i suini. 

\accorciàbile, agg. Che si può accorciare. 

\accorciaménto, sm. Riduzione, abbreviazione. <> allungamento. 

\accorciàre, v. v. tr. 1 Rendere più corto. ~ abbreviare. <> estendere. 2 Riassumere. ~ sintetizzare. 
v. intr. pron. Diventare più corto. 
 X  v. tr. to shorten. v. intr. pron. to become shorter. 
 @   lat. volg. adcurtiare, deriv. da curtus corto. 

\accorciatìvo, agg. e sm. agg. Atto ad accorciare. 
sm. Forma abbreviata di una parola. 

\accorciatùra, sf. Atto, effetto dell'accorciare. ~ contrazione. <> prolungamento. 

\accordàbile, agg. Che si può accordare. 

\accordàre, v. v. tr. 1 Mettere d'accordo. ~ conciliare. <> contrapporre. accordare due nemici. 2 Concedere. ~ autorizzare. <> negare. accordare favori. 3 Portare uno strumento all'intonazione esatta. ~ intonare. dovette accordare il pianoforte prima di potersi esibire
v. intr. pron. Armonizzarsi. 
v. rifl. rec. Mettersi d'accordo. ~ intendersi. <> questionare. 
 X   v. tr. 1 (mettere d'accordo) to agree. 2 (concedere) to grant. 3 (mus.) to tune. v. intr. pron. to agree. 
 @   lat. adcordare; nel significato [3]: lat. adchordare deriv. da chorda

\accordàto, agg. 1 Che ha avuto la giusta intonazione. 2 Concordato; concesso. 

\accordatóre, agg. e sm. Che, chi accorda strumenti musicali. 

\accordatùra, sf. Operazione dell'accordare strumenti musicali; giusta intonazione. 

\accordéon, sm. Fisarmonica. 

\accòrdo, sm. 1 Concordia, armonia di volontà, di sentimenti. ~ intesa. <> contrasto. LOC: vivere d'amore e d'accordo. 2 Sonorità derivante dall'unione simultanea di tre o più suoni (o note) aventi differente altezza. ~ assonanza. <> dissonanza. 3 Patto. ~ concordato. mettersi d'accordo
 X  sm. 1 agreement. 2 (mus.) chord, harmony. 
 @   deriv. da accordare. 
L'ordine dei suoni in un accordo e le loro combinazioni musicali sono regolati dalle leggi dell'armonia. Gli accordi vengono classificati in base all'intervallo tra la prima e l'ultima nota. Il tipo più usato è la triade, formata da due terze consecutive. Quando sopra una triade si aggiungono altre terze, si producono accordi di settima, nona, undicesima e altri, così chiamati dall'intervallo tra la prima e l'ultima nota. L'accordo di settima più comune, detto di settima dominante, consiste in una triade maggiore più una terza minore (per esempio sol-si-re-fa); prende questo nome perché è costruito sulla quinta nota, o dominante, di una data tonalità. Sono detti accordi consonanti, per l'armonia tonale, l'ottava, la quinta, la quarta, la terza e la sesta. 
In diritto è l'intesa di due o più volontà per costituire, modificare o estinguere un rapporto giuridico. In particolare, si definisce accordo amichevole quello che può intercorrere tra la pubblica amministrazione e un privato, in occasione di procedimenti di esproprio, allo scopo di determinare l'ammontare dell'indennità di esproprio e altri termini relativi alla cessione. Viene inoltre definito accordo (o cartello) interbancario quello stipulato tra aziende di credito circa garanzie, commissioni, tassi e altre condizioni di offerta dei propri servizi, per limitare la concorrenza. 

\accòrgere, sm. Facoltà di comprendere e capire. 

\accòrgersi, v. intr. pron. 1 Scorgere improvvisamente. ~ avvertire. 2 Cominciare a capire. ~ comprendere. 
 X   v. intr. pron. 1 (notare) to notice. 2 (rendersi conto) to realize. 

\accorgiménto, sm. 1 Prontezza nell'accorgersi. ~ perspicacia. <> avventatezza. 2 Espediente. ~ stratagemma. 
 X  sm. shrewdness, expedient. 

\accorpaménto, sm. Riunione, unificazione. ~ fusione. <> scorporo. 

\accorpàre, v. tr. Riunire cose, strutture separate. ~ unificare. <> dividere. 

\accórrere, v. intr. Correre verso un luogo, specialmente per portare aiuto. ~ precipitarsi. <> andarsene, sciamare. 
 X  v. intr. to rush, to run. 
 @   lat. adcurrere, comp. da ad-+ currere correre. 

\accortézza, sf. Astuzia, cautela. ~ accorgimento. <> disattenzione, sventatezza. 
 X  sf. shrewdness. 

\accòrto, agg. Avveduto, assennato. ~ perspicace. <> sbadato. 
 X  cautious, shrewd. 

\accosciàrsi, v. rifl. Accovacciarsi, piegandosi sulle cosce. In araldica il participio passato (accosciato) indica un animale seduto. 

\accostaménto, sm. 1 Avvicinamento. ~ abbinamento. <> allontanamento. 2 Paragone. ~ raffronto. <> contrapposizione. 

\accostàre, v. v. tr. 1 Avvicinare. ~ approssimare. <> scostare. accostare un tavolo al muro. 2 Accomunare, apparentare. ~ paragonare. <> contrapporre. 
v. intr. 1 Avvicinare il fianco di una nave alla banchina. 2 Combaciare. 
v. intr. pron. 1 Avvicinarsi, approssimarsi. ~ appressarsi. <> allontanarsi. 2 rassomigliare. <> differire. 
 X   v. tr. 1 to approach. 2 (finestre, porte) to half close, to leave ajar. v. intr. (nave) to come alongside. v. intr. pron. to approach, to come near. 
 @   da a-+ deriv. da costa, lato. 

\accostàta, sf. Movimento che la nave esegue verso dritta o verso sinistra per cambiare rotta. 

\accòsto, avv., agg. e sm. avv. Vicino, accanto. ~ presso. <> discosto. 
agg. Accostato, vicino. 
sm. 1 Protezione o appoggio di cui si può usufruire per conseguire un qualsiasi vantaggio. 2 In marina, accostamento, approdo, attracco. 

\accostumàre, v. v. tr. Avvezzare, assuefare. ~ abituare. <> disabituare. 
v. rifl. Abituarsi. 

\accotonàre, v. tr. 1 Nell'industria tessile, arricciare il pelo ai pannilani. 2 Cotonare i capelli. 

\accotonatùra, sf. 1 Nell'industria tessile, operazione dell'accotonare. 2 Cotonatura dei capelli. 

\account, sm. invar. 1 Termine inglese che sta a indicare il conto bancario. 2 Accredito che permette di avere accesso (solitamente a pagamento) a Internet o a un'altra rete di computer. È caratterizzato da un identificativo (username o userid) e da una parola d'ordine (password). 

\account executive, loc. sost. m. Chi amministra il budget pubblicitario di un'azienda. 

\accovacciàrsi, v. rifl. Rannicchiarsi, acquattarsi. ~ accoccolarsi. <> ergersi. 
 X  v. rifl. to crouch. 

\accovonàre, v. tr. Riunire e legare in covoni piante tagliate di cereali. 

\accozzàglia, sf. Insieme disordinato di persone o cose. ~ congerie. 
 X  sf. hotchpotch, jumble. 

\accozzàme, sm. Accozzaglia. 

\accozzaménto, sm. Unione disordinata e senza un criterio preciso di cose o persone. 

\accozzàre, v. v. tr. Mettere insieme cose e persone senza ordine; mettere insieme due o più colori non intonati l'uno con l'altro. 
v. rifl. e rifl. rec. Riunirsi, adunarsi. 
 @   lat. volg. coctionare, deriv. da coctio,-onis mediatore. 

\accòzzo, sm. Accozzamento; complesso delle cose accozzate. 

\Accra Capitale della repubblica del Ghana (1.970.000 ab. nel 2005) situata nel golfo di Guinea. Fondata dai danesi nel 1661 come base commerciale, divenne capoluogo del territorio della Costa d'Oro nel 1877. Nel 1958 ha ospitato la prima conferenza panafricana. La sua economia si fonda su industrie alimentari, tessili, chimiche e metalmeccaniche; il suo porto è molto attivo anche in virtù del fatto di essere collegato con l'interno da reti stradali e ferroviarie efficienti. È sede di università e annovera anche alcune fortezze del periodo danese (fortezza di Christianborg). 

\accreditàbile, agg. Che si può accreditare. 

\accreditaménto, sm. 1 L'accreditare. 2 Operazione contabile con cui si mette a disposizione di qualcuno una somma. 

\accreditànte, sm. e sf. Persona o ente che, mediante un'apertura di credito, si impegna a tenere a disposizione di altri una somma per un tempo stabilito. 

\accreditàre, v. tr. 1 Avvalorare, convalidare. ~ supportare. <> screditare. 2 Scrivere a credito. 3 Provvedere un diplomatico di lettere credenziali. 
 X  v. tr. to accredit, to credit, (notizia) to confirm the truth of. 
 @   da a-+ deriv. da credito. 

\accreditatàrio, sm. Beneficiario di un'apertura di credito eseguita da una banca per conto di un suo cliente. 

\accreditàto, agg. e sm. agg. 1 Che gode di credito. ~ stimato. persona accreditata. 2 Munito di credenziali. diplomatico accreditato. 
sm. Persona a favore della quale è fatta un'apertura di credito. 

\accrédito, sm. Accreditamento. 
 X  sm. (banc.) crediting, credit. 

\accrescènte, agg. Relativo a quelle parti del fiore, escluso l'ovario, che continuano ad aumentare dopo la fecondazione, fino alla maturazione dei frutti. 

\accréscere, v. v. tr. Rendere maggiore, aumentare. ~ arricchire. <> attenuare. 
v. intr. pron. Ingrandirsi. 
 X  v. tr. to increase. v. intr. pron. to grow, to increase. 
 @   lat. adcrescere. 

\accresciménto, sm. 1 Aumento delle dimensioni di qualcosa. <> riduzione. 2 In biologia, incremento di massa o volume corporei, caratteristico di ciascuna specie, conseguente all'aumento del numero di cellule o della loro dimensione. ~ crescita. 
Negli esseri umani è funzione di fattori genetici, ormonali, ambientali e nutrizionali e interessa in misura diversa i vari organi. L'accrescimento embrionale è alimentato dalle riserve nutritive dell'embrione o della placenta materna (Mammiferi placentari). Quello postembrionale ha termine al raggiungimento della maturità sessuale di un individuo. L'alterazione delle ghiandole endocrine, specialmente dell'ipofisi che produce l'ormone della crescita o somatotropo, ne determina la disfunzione (auxopatia) sotto forma di nanismo o gigantismo. 
In diritto l'aumento delle quote ereditarie di altri destinatari nel caso in cui non vi sia destinatario dell'eredità. 

\accrescitìvo, agg. e sm. agg. 1 Atto ad accrescere. 2 Atto a conferire un significato di ulteriore grandezza alla parola. suffissi accrescitivi
sm. Sostantivo o aggettivo alterato formato con l'aggiunta di un suffisso indicante accrescimento. 
 X  agg. e sm. augmentative. 

\accrochage, sm. invar. Collisione fra due imbarcazioni durante una gara. 

\accùbito, sm. 1 Letto conviviale in uso presso i romani. 2 Il distendersi appoggiandosi su un fianco. 

\accucciàrsi, v. rifl. 1 Detto di cani, mettersi a cuccia. 2 Detto di persona, rannicchiarsi. ~ accoccolarsi. <> alzarsi. 
 X  v. rifl. to lie down 

\accudìre, v. v. tr. Assistere. 
v. intr. Attendere con cura a un lavoro. ~ dedicarsi. <> trascurare. 
 X  v. tr. e intr. to attend to. 
 @   spagn. acudir. 

\acculàre, v. v. tr. 1 Far rinculare un animale. 2 Appoggiare all'indietro riferito ai veicoli. 
v. rifl. 1 Accovacciarsi per terra riferito ad animali in genere. 2 Insediarsi. 

\acculàrsi, v. rifl. Detto dei quadrupedi, sedersi sulla parte posteriore del corpo poggiando sulle zampe davanti. 

\acculattàta, sf. Pena infamante inflitta ai debitori insolventi in uso nel medioevo. Spogliati dovevano sedersi ripetutamente su una pietra e dichiarare che ogni loro avere sarebbe stato ceduto ai creditori. 

\acculturaménto, sm. Acculturazione. 

\acculturàre, v. v. tr. Far compiere un processo di acculturazione. 
v. rifl. Adattarsi volontariamente o forzatamente a un processo di acculturazione. 

\acculturazióne, sf. Processo che consente la modifica o l'incremento del patrimonio culturale di una società a seguito di contatti con una società diversa, determinati dall'assimilazione di conoscenze estranee che possono anche produrre il totale o parziale abbandono delle conoscenze tradizionali. Principali cause di esso sono il predominio economico, l'interscambio, le conquiste belliche e le migrazioni. Tali processi non hanno carattere deterministico o univoco, ma sono in genere prodotti da meccanismi di assimilazione reciproca, studiati principalmente dagli statunitensi R. Linton, R. Redfield, M. Herskovits. 

\Accúmoli Comune in provincia di Rieti (712 ab. nel 2008, CAP 02011, TEL. 0746). 

\accumulàbile, agg. Che si può accumulare. 

\accumulàre, v. v. tr. Ammassare, raccogliere in quantità. ~ ammucchiare, accantonare. <> disperdere, dilapidare;  accumulare ricchezze.
v. rifl. Fare cumulo, ammassarsi, aumentare in numero o quantità.  mi si è accumulato molto lavoro;  i sospetti si sono accumulati su di lui.
 X  v. tr. e intr. pron. to accumulate. 
 @   lat. accumulare, comp. da ad-+ cumulare, deriv. da cumulus mucchio. 

\accumulatóre, sm. Dispositivo in grado di immagazzinare energia elettrica, termica o idraulica e di restituirla a richiesta. L'accumulatore elettrico, o pila chimica secondaria, trasforma l'energia elettrica in energia chimica e viceversa ed è formato da un contenitore isolante, o cella, contenente due elettrodi metallici, uno negativo, o catodo, e uno positivo, o anodo, immersi in un liquido detto elettrolita. Nel processo detto di carica, l'energia elettrica fornita da un generatore esterno subisce delle trasformazioni chimiche. Nel corso del processo opposto, o scarica, le sostanze chimiche prodotte reagendo liberano l'energia elettrica somministrata durante la carica. La capacità degli accumulatori ha come unità di misura l'amperora (Ah). Ogni carica e scarica produce la dissipazione di una certa quantità di energia sotto forma di calore. Il collegamento degli accumulatori è, in genere, seriale. I tipi più diffusi sono: accumulatore alcalino a nichel-ferro, con elettrodo negativo in Fe e positivo in idrossido di nichel e idrossido di potassio quale elettrolita; l'accumulatore alcalino a nichel-cadmio in cui il Cd prende il posto del Fe; l'accumulatore acido a piombo, con elettrodi in Pb e acido solforico quale elettrolita. 
Nel linguaggio informatico indica il registro principale di lavoro della CPU di un computer. 
Accumulatore idraulico 
Raccoglie liquido a pressione costante producendo energia che può azionare un motore idraulico. 
Accumulatore termico 
È costituito da sostanze ad alta capacità termica e raccoglie energia sotto forma di calore. Esempi di questo tipo di accumulatore sono lo scaldaacqua domestico, il cui funzionamento è noto a tutti, oppure l'accumulatore a vapore, formato da un contenitore isolato, in cui è posta una quantità d'acqua e nel quale viene introdotto vapore che, condensando, aumenta la temperatura dell'acqua e la pressione interna. Quando occorre vapore, si apre una valvola che diminuisce la pressione facendo sì che l'acqua possa liberare vapore. 
 X  sm. accumulator. 

\accumulaziòne, sf. 1 L'atto di accumulare. accumulazione di energie, ricchezza. 2 Deposito geologico. 
In economia è il processo che consente di sottrarre beni o denaro al consumo per destinarli ad accrescere la produzione futura; specificamente, quota dell'investimento che eccede l'ammortamento e che viene trasferita in conto capitale in una realtà economica. Qualora tutto il prodotto annuale di un sistema economico venisse utilizzato per il reintegro del capitale impiegato e per il consumo, tale sistema resterebbe stazionario. Se invece lo stesso prodotto, detratta la quota necessaria a rifondere il capitale investito, venisse solo in parte dedicato al consumo e in parte investito per espandere la produzione stessa, il sistema tende all'accumulo. Nel marxismo, è il processo che permise di raccogliere i capitali occorrenti a formare il capitalismo industriale moderno a scapito dell'agricoltura feudale e dell'artigianato. 
Accumulazione originaria 
In geologia, sedimentazione di materiali vari sulla superficie terrestre e sul fondo del mare, a seguito di cause meccaniche, organiche o chimiche. I depositi di accumulazione, nei quali i detriti si sono cementati per effetto della pressione e dell'acqua, hanno dato origine alle rocce sedimentarie. Tali formazioni sono caratterizzate da un aspetto stratificato, dovuto al succedersi nei millenni di detriti di natura diversa e di variazioni ambientali e climatiche. 
Punto di accumulazione 
Viene definito punto di accumulazione di un sottoinsieme A di uno  →  spazio topologico un punto (di A o no) in ogni intorno del quale siano contenuti altri punti appartenenti ad A. Viene chiamato derivato di A l'insieme di tutti i suoi punti di accumulazione. Un punto di A che non sia di accumulazione per viene definito punto isolato (possiede un intorno che non contiene altri punti di A). 
Funzione di accumulazione 
Con riferimento a insiemi di funzioni continue all'interno dei quali si definisce una successione, è l'elemento verso il quale si verifica la convergenza uniforme delle successioni. 

\accùmulo, sm. Accumulazione. ~ ammasso. <> dispersione. 
 X  sm. accumulation. 

\accurataménte, avv. Con attenzione. ~ scrupolosamente. <> negligentemente. 

\accuratézza, sf. Attenzione scrupolosa nel compiere qualcosa. ~ applicazione. <> sciatteria. 
 X  sf. accuracy, precision, care. 

\accuràto, agg. 1 Fatto con cura. ~ preciso. <> trasandato. 2 Che opera con diligenza. 
 X  agg. accurate, precise, careful. 
 @   lat. accuratus, p.p. di accurare fare con cura. 

\Accùrsio (Bagnolo, Firenze 1184-Firenze o Bologna 1260) Giurista della scuola di Bologna, ebbe come insegnanti Baldovini e Azzone; elaborò la Magna Glossa, scritto fondamentale del diritto comune, ordinando annotazioni di glossatori precedenti del Corpus iuris civilis. L'imponente opera conta più di 100.000 glosse. Insegnò all'università di Bologna per circa quarant'anni. 

\accùsa, sf. 1 Attribuzione di colpa. ~ denuncia. <> discolpa. accusa pubblica, accusa fatta dal pubblico ministero. 2 Imputazione. ~ rimprovero. 3 Pubblico ministero. 4 Addebito di colpevolezza fatto nei confronti di una persona per biasimarla. LOC: accusa di negligenza
 X  sf. accusation, (dir.) charge, (pubblica accusa) Public Prosecutor. 
 @   deriv. da accusare

\accusàbile, agg. Che si può accusare. 

\accusàre, v. v. tr. 1 Muovere un'accusa a qualcuno. ~ incolpare. <> scagionare. LOC: accusare di omicidio. 2 Manifestare, rivelare. accusare un dolore. 3 Dichiarare. 4 Denunciare. il tuo silenzio ti accusa, ti mostra colpevole. 
v. rifl. Dichiararsi colpevole. <> discolparsi. 
 X  v. tr. to accuse, (dir.) to charge. 
 @   lat. accusare, comp. da ad-+ causare, addurre come causa. 
J'accuse! (Io accuso) Titolo della lettera aperta di Émile Zola al presidente della Repubblica Felice Faure sull'affare Dreyfus. 

\accusatìvo, agg. e sm. agg. Caso accusativo. 
sm. Caso della declinazione indoeuropea indicante il complemento oggetto, l'estensione nello spazio e nel tempo, la direzione, la relazione. 

\accusàto, sm. Chi è in stato di accusa. ~ imputato. 
 X  sm. accused, defendant. 

\accusatóre, sm. Chi accusa; chi denuncia e sostiene un'accusa. 
 X  sm. accuser. 

\accusatòrio, agg. 1 Che contiene un'accusa o che a essa si riferisce. 2 Che serve ad accusare. 
Sistema accusatorio 
Procedimento penale, di stampo anglosassone, le cui caratteristiche primarie sono la pubblicità e l'oralità, e nel corso del quale l'accusa determina sin da principio le caratteristiche del dibattimento per consentire all'imputato di predisporre al meglio la difesa, attribuendo un ruolo paritario ad accusa e accusato, al fine di evitare abusi a carico di quest'ultimo. A esso si contrapponeva il sistema inquisitorio in vigore nei paesi latini. Dal 1989, è stato introdotto il sistema accusatorio anche in Italia. 

\ace, sm. invar. 1 Nel tennis, battuta imprendibile. 2 Bevanda all'arancia-carota-limone 3 Enzima:   +  

\acebutolòlo, sm. Termine che designa un farmaco della categoria beta-bloccante utilizzato nelle terapie antiipertensive. 

\acefalìa, sf. Mancanza totale o parziale della testa. 

\acèfalo, agg. e sm. agg. 1 Che è senza capo; libro acefalo, privo dell'intestazione o delle prime pagine. 2 Nella metrica latina e greca, detto di verso che manca della prima sillaba. 
sm. Ogni appartenente alla classe degli Acefali. 
 @   lat. tardo acephalus, greco akèphalos, comp. da a-+ deriv. da kephalè testa. 

\Aceh Distretto speciale (4.200.000 ab. nel 2000) dell'Indonesia, nell'isola di Sumatra. 

\Acèli 1 Ordine di vermi tubellari marini mancanti del tubo digerente e dell'organo escretore. 2 Ordine di Molluschi Gasteropodi privi della cavità palleale e aventi la conchiglia ridotta. 

\acellulàre, agg. Privo di cellule o di struttura cellulare. 

\acenocumaròlo, sm. Termine che designa un farmaco anticoagulante, inibitore della sintesi della protrombina; viene utilizzato per il trattamento delle trombosi. 

\Aceràcee Famiglia di piante legnose che comprende solo il genere Acer diffuse nelle zone temperate e fredde dell'emisfero boreale. 

\aceràia, o acéreta, sf., o acéreto, sm. Bosco o luogo piantato ad aceri. 

\acerbaménte, avv. In modo acerbo; innanzi tempo, prematuramente. 

\acerbàre, v. v. tr. Inasprire. ~ addolorare. 
v. rifl. Inasprirsi. ~ aggravarsi. 

\acerbità, sf. 1 Qualità di acerbo. 2 Asprezza, durezza d'animo. ~ severità. <> dolcezza. 
 @   lat. acerbitas,-atis. 

\acèrbo, agg. 1 Non maturo. ~ immaturo. <> navigato. 2 Acre, aspro. ~ agro. <> dolce. 
 X  agg. bitter, immature, unripe. 

\Acèrbo, Giàcomo (Loreto Aprutino 1888-Roma 1969) Uomo politico del fascismo. Diede il nome alla legge elettorale maggioritaria approvata nel 1923. 

\Acerènza Comune in provincia di Potenza (2.700 ab. nel 2006, CAP 85011, TEL. 0971). 

\aceréta, o aceréto, sf. o sm. Bosco di aceri. 

\Acèrno Comune in provincia di Salerno (2.900 ab. nel 2008, CAP 84042, TEL. 089). 

\àcero, sm. Genere di piante arboree (Acer), spontanee e non spontanee, della famiglia delle Aceracee e dell'ordine delle Terebintali che annovera circa 120 specie in Europa, Asia e America del nord. Gli aceri presentano foglie in genere lobate e caduche, chiome folte, tronco diritto e corteccia liscia, frutti a disamare. Alcune speci producono legni particolarmente adatti all'ebanisteria. Le varietà di acero presenti in Italia sono l'acero di monte, l'acero campestre, l'acero minore e l'acero a riccio. Nell'America del nord si trovano l'acero dello zucchero e l'acero americano (non spontanei). 
 X  sm. maple. 

\Acero, Vicente (notizie dal 1714 al 1738) Architetto spagnolo. Il suo stile rivela ispirazioni eclettiche, con la combinazione di temi di stile plateresco e mudéjar. Tra le opere, la facciata della cattedrale di Guadix (1714-1720). 

\aceróso, agg. Aghiforme. 

\Acèrra Comune in provincia di Napoli (55.000 ab. nel 2008, CAP 80011, TEL. 081). Centro agricolo e commerciale (coltivazione e mercato di ortaggi, frutta, tabacco e barbabietole) e industriale (prodotti alimentari). Nota già nel IV sec. a. C. con il nome di Acerrae. Gli abitanti sono detti Acerrani

\acèrra, sf. 1 Cofanetto che conteneva l'incenso usato nei sacrifici. 2 Altare portatile sul quale si bruciavano i profumi presso il letto del morto. 

\acerrimaménte, avv. In modo implacabile. 

\acèrrimo, agg. sup.(di acre) Molto fiero, irriducibile, veemente. ~ accanito. 
 X  agg. very fierce. 

\acèrvo, sm. Mucchio di cose adunate insieme. 

\acescènte, agg. Che tende a inacidire. 

\acescènza, sf. Malattia dei vini provocata da batteri che ossidano l'alcol ad acido acetico. 

\acetàbolo, sm. 1 Cavità articolare emisferica dell'osso iliaco che accoglie la testa del femore. ~ cotile. 2 Ampolla per l'aceto in uso presso i Romani. 

\acetabulària, sf. Genere di Alghe verdi marine uninucleate. 

\acetammìde, sf. Ammide dell'acido acetico ottenuto per disidratazione dell'acetato di ammonio. Di odore sgradevole, fonde a 81 °C e bolle a 222 °C. 

\acetàto, sm. 1 Sale dell'acido acetico. 2 Materia plastica e fibra tessile artificiale. 
 X  sm. acetate. 
Denominazione che comprende sali (sostanze solide cristalline, con diversi gradi di solubilità) ed esteri (sostanze allo stato liquido, caratterizzate da una volatilità più o meno accentuata) dell'acido acetico. Gli acetati vengono prodotti facendo reagire un alcol o una base con l'acido acetico e sono impiegati prevalentemente per produrre coloranti, nelle sintesi organiche e in profumeria. L'acetato di piombo basico viene definito acqua vegetominerale, mentre l'acetato di rame, più o meno basico, prende il nome comune di verderame. L'acetato di sodio viene utilizzato in fotografia. L'acetato di piombo viene impiegato nell'industria tessile in qualità di impermeabilizzante e di mordente. L'acetato di alluminio, assieme all'alizarina, trova impiego nelle tinture con funzioni di mordente. L'acetato di cellulosa (generalmente chiamato acetato, senza ulteriori specificazioni) è abitualmente utilizzato per la fabbricazione di pellicole fotografiche e cinematografiche, tessuti e fibre sintetiche. 

\acetazolamìde, sf. Termine che designa un diuretico utilizzato in particolare nella cura del glaucoma. 

\acètico, acido Composto organico, di formula CH3COOH e dal caratteristico odore pungente. Industrialmente si può ottenere per ossidazione dell'aldeide acetica con aria a 50 °C o per distillazione del legno. In natura si forma in modo spontaneo nel vino esposto all'aria per l'azione di microrganismi (Acetobacter). Dopo la produzione, si procede alla concentrazione della soluzione acquosa mediante sostanze in grado di fissare uno dei due componenti (solitamente l'acqua). Specialmente quando è ad alto grado di purezza (superiore al 99%) viene conservato e trasportato in contenitori di alluminio. A tale concentrazione (acido acetico glaciale) può infatti congelare a temperatura ambiente, con incremento del proprio volume. Viene utilizzato per produrre anidride acetica, solventi organici e acetati metallici. 

\acetificàre, v. tr. Trasformare alcol in acido acetico. 

\acetificazióne, sf. Processo di produzione dell'aceto dai liquidi alcolici per ossidazione atmosferica. 

\acetifìcio, sm. Stabilimento per la produzione dell'aceto. 

\acètil- Primo elemento che nella terminologia chimica sta a indicare la sostituzione in una molecola organica di un atomo di idrogeno col gruppo acetile. 

\acetilacètico, agg. Prototipo dei β-chetoacidi, il cui estere etilico è un liquido di odore etereo che bolle a 180 °C ca. 

\acetilbenzène, sm. Sinonimo di acetofenone. 

\acetilcolìna, sf. Composto organico prodotto da alcune terminazioni nervose con funzioni di mediatore nella trasmissione degli impulsi neurologici. Scoperta da Otto Loewi e Henry Hallett Dale negli anni '40, l'acetilcolina (estere acetico della colina) viene generata dai nervi parasimpatici. L'azione dell'acetilcolina si estrinseca nelle sinapsi, attivando la comunicazione tra due neuroni o tra un neurone e una cellula muscolare. Dopo aver adempiuto alla propria missione, viene resa inattiva dalla colinesterasi mediante trasformazione in colina e acido acetico. 

\acetilène, sm. Idrocarburo insaturo caratterizzato da un triplice legame tra i suoi due atomi di carbonio e primo termine della serie degli alchini. Si presenta sotto forma di gas incolore, tossico e soffocante, assai luminoso, di odore ripugnante, facilmente esplosivo se portato allo stato liquido o se compresso. Viene ottenuto idrolizzando il carburo di calcio o ossidando parzialmente il metano. Si impiega per illuminare e per alimentare i cannelli ossiacetilenici nelle saldature e per la preparazione di alcuni composti organici di base (acido acetico) e insaturi per produrre polimeri. 

\acetilsalicìlico, agg. Detto di derivato acetilico dell'acido salicilico. 
Acido acetilsalicilico 
(CH2COOC6H4COOH) Acido organico monobasico noto commercialmente come aspirina, preparato eseguendo l'acetilazione dell'acido 2-idrossibenzoico. Ha proprietà terapeutiche (febbrifughe, antireumatiche, antinevralgiche e analgesiche). 

\acetilùro, sm. Nome assegnato ai sali metallici derivati dall'acetilene. Alcuni, come quelli di rame e di argento, possono essere esplosivi allo stato secco. 

\acetìmetro, sm. Apparecchio atto a determinare il contenuto in acido acetico dell'aceto. 

\acéto, sm. 1 Vino che ha subito una fermentazione acida, utilizzato come condimento o nella conservazione di alcuni prodotti alimentari. mettere sott'aceto, conservare in aceto. 2 Derivato dell'acido acetico. 3 Medicamenti ottenuti da una soluzione con aceto. 
 X  sm. vinegar. 
 @   lat. acetum
La fermentazione acetica viene prodotta da microorganismi del genere Acetobacter che eseguono il fissaggio dell'ossigeno nell'etanolo a temperatura non superiore ai 30 °C, mentre la gradazione alcolica dei vini non deve superare il 12-15%. Viene impiegato nell'alimentazione quale condimento e conservante. 

\acetobàcter, o acetobattèri, sm. Genere di Batteri Schizomiceti della famiglia delle Pseudomonadacee. Si presentano sotto forma di bastoncini microscopici, sono esclusivamente aerobi e possono ossidare vari composti e acidi organici. 

\acetoesamìde, sf. Termine che designa un farmaco della categoria delle sulfaniluree che stimola la produzione di insulina. 

\acetofenóne, sm. Chetone di forma CH3COC6H5; fonde a 21 °C e bolle a 202 °C. È ottenuto tramite il cloruro di acetile sul benzene in presenza di cloruro di alluminio anidro. ~ acetilbenzene, metilfenilchetone. 

\acetòmetro, o acetìmetro, sm. Acidimetro utilizzato per stabilire la concentrazione degli aceti. 

\acetóne, sm. Composto organico di formula CH3COCH3; tra i chetoni è il più semplice e importante. È un liquido incolore, volatile, infiammabile e dall'odore pungente. Si ottiene per deidrogenazione catalitica del 2-propanolo o per demolizione batterica degli idrati di carbonio nella fermentazione di glucosio, maltosio, amido e destrina. Particolarmente usato come solvente di vernici, coloranti, resine e grassi oltre che per la preparazione di molti composti organici e della seta artificiale. Nell'organismo, in condizioni normali, si trova in piccole quantità nel sangue, nelle urine, nel sudore e nell'alito; la sua presenza aumenta in seguito a specifiche patologie. 
 X  sm. (per unghie) nail varnish remover. 

\acetonemìa, sf. Accumulo nel sangue di corpi chetonici causato dal digiuno o dal diabete. 

\acetonùria, sf. Accumulo di corpi chetonici nell'urina causato dal digiuno o dal diabete. 

\acetósa, sf. Angiosperma (Rumex acetosa) della famiglia delle Poligonacee e dell'ordine delle Poligonali. Cresce nei prati delle zone montuose europee. 

\acetosèlla, sf. Nome comune di varie specie di Rulex e di Oxalis. ~ trifoglio acetoso. 

\acetosità, sf. Sapore acido, di aceto. 

\acetóso, agg. Che contiene aceto o sa di aceto. 

\Achab  →  "Moby Dick"

\Achelòo Nella mitologia, divinità fluviale, figlio di Oceano e Teti. Si oppose a Eracle per amore di Deianira, ma fu vinto. 
Acheloo 
Fiume (220 km) della Grecia che sfocia nel mar Ionio. 

\Achemènidi Dinastia persiana in origine affermatasi regnando sulla Susiana, i cui rappresentanti principali furono il capostipite Achemene (VII sec. a. C.), da cui la dinastia prende nome, Ciro il Grande (VI sec. a. C.), Cambise II (figlio di Ciro il Grande, V sec. a. C.), Dario I (IV sec. a. C.) e Serse I (figlio di Dario I, IV sec. a. C.). 

\Achenbach, Andreas (Kassel 1815-Düsseldorf 1910) Pittore tedesco. Tra le opere, una Marina (Milano, Galleria d'Arte Moderna). 

\Acheng Città (240.000 ab. nel 1999) della Cina, nella provincia di Heilongjiang (Manciuria). 

\achènio, sm. Frutto secco indeiscente a un solo ovulo, con il pericarpo sottile e non saldato al seme. 

\Achèo Chiamato in greco Achaiós, nipote del re Elleno e fratello di Ione: era nella mitologia il capostipite degli achei, stirpe dell'epoca leggendaria della Grecia antica. Storicamente, gli achei si stabilirono nel Peloponneso probabilmente intorno al 2000 a. C., e diedero origine alla fiorente civiltà micenea. 

\achèo, agg. e sm. 1 In epoca storica, ogni appartenente alle popolazioni stanziate nell'antica Acaia. 2 Con il termine acheo si designa anche l'antico dialetto greco nordoccidentale della regione dell'Acaia. 
Confederazione achea 
Confederazione di dodici città dell'Acaia (280 a. C.-270 a. C.) con il fine di conservare l'indipendenza da Sparta e dalla Macedonia. Guidata da Arato di Sicione, conseguì la conquista di Corinto (243 a. C.). In seguito alle vittorie spartane, essa si alleò con Antigono Dosone di Macedonia che sconfisse il sovrano di Sparta a Sellasia (222 a. C.). Nel corso della seconda guerra macedonica la lega si alleò con i romani (200 a. C.-197 a. C.) che la ricompensarono con il controllo dell'intero Peloponneso. Successivamente, fu disciolta dai romani in seguito alla vittoria a Leucopetra e alla distruzione di Corinto (146 a. C.) 

\Achernar Stella, di colore blu bianco, individuabile nella costellazione di Eridano per la sua eccezionale luminosità (magnitudine 0,6), per la quale è al nono posto di tutto il cielo. 

\Acherónte Fiume greco della regione dell'Epiro, che attraversa la palude di Acherusia e si getta nel Mar Ionio. Suo affluente è il Cocito. Ha corso parzialmente sotterraneo e per questa caratteristica diede nome nella mitologia greca al fiume infernale coincidente con l'ingresso al regno dei morti. Porta il nome di un figlio di Elio (Sole) e di Gea (Terra) trasformato in fiume da Zeus perché reo di aver fornito acque ai Titani mentre erano in lotta con gli dei. Come l'Ostige, era considerato un fiume che le ombre dei morti attraversavano senza speranza di ritorno. Su di esso le anime dei defunti erano traghettate da Caronte, nota figura mitologica descritta da Dante in un canto dell'Inferno. 

\acherontèo, agg. Dell'Acheronte e quindi dell'Inferno o, più genericamente, dell'oltretomba. 

\acheròntia, sf. Genere di farfalle sfingidi. Vi appartiene l'atropo, detto anche testa di morto per via del teschio giallo che porta sul dorso del torace. 

\acheropìta, sf. Nome attribuito alle immagini che, secondo la tradizione, erano opera miracolosa. 
 @   a privativo + greco chéir mano e poietós fatto. 

\acherùsio, agg. Proprio dell'Acheronte. Per estensione l'Acherusia era quella palude formata alla foce dell'Acheronte. 

\acheuleàno, agg. e sm. Cultura preistorica del Paleolitico inferiore che corrisponde al secondo stadio delle tecniche della pietra scheggiata. 

\achievement, sm. invar. In sociologia e psicologia sociale, il need for achievement è considerato uno dei più importanti impulsi dell'azione per cui gli uomini sono spinti ad agire per conseguire un'affermazione di sé. 
 @   dall'omonima parola inglese il cui significato è riuscita, successo. 

\achilìa, sf. Carenza nel succo gastrico di pepsina e di acido cloridrico causata da malattie dello stomaco. 

\Achìlle (astronomia) In astronomia nome di uno dei moltissimi pianetini o asteroidi, presenti tra le orbite di Giove e Marte; è di piccolissime dimensioni e fa parte degli oggetti Apollo, nome con il quale fu denominato il primo dei trentadue pianetini del gruppo scoperti fino a oggi. Venne scoperto nel 1905 e contribuì a confermare la tesi di Lagrange, secondo cui, se tre corpi si trovano nei vertici di un triangolo equilatero e si attraggono reciprocamente secondo le leggi di Newton, devono orbitare mantenendo la stessa posizione nei vertici del triangolo stesso. 

\Achìlle (mitologia) In mitologia, eroe greco, protagonista dell'Iliade, figlio di Teti e di Peleo, sovrano dei Mirmidoni. Secondo la leggenda, Achille fu reso invulnerabile dalla madre che lo immerse nel fiume Stige trattenendolo per un tallone, che quindi restò vulnerabile. Si distinse nella guerra di Troia ma lasciò il conflitto dopo che Agamennone gli sottrasse la schiava Briseide. Tornò al conflitto solo per vendicare Patroclo, suo amico, ucciso da Ettore. Achille a sua volta uccise quest'ultimo, ma fu poi ferito a morte da un dardo scagliato da Paride che lo colpì nel tallone. 
Tendine d'Achille 
Tendine che unisce la parte inferiore del tricipite del polpaccio al calcagno.
Achille e la tartaruga  +  

\Achìlle, pittóre di (ca. 450-ca. 400 a. C.) Ceramista greco. Tra le opere Anfora con Achille (ca. 440, Vaticano, Musei Vaticani). 

\achillèa, sf. Genere di piante erbacee perenni tipiche delle zone temperate e fredde dell'emisfero settentrionale. Appartiene alla famiglia delle Composite. 

\Achilleide Poema di P. P. Stazio (I sec.). 

\Achillìni, Alessàndro (Bologna 1463-1512) Medico e filosofo. In qualità di anatomista, si collocò in una posizione critica nei confronti di Galeno e utilizzò nuovi metodi d'indagine clinica. A lui si deve la scoperta di martello e incudine nella struttura ossea dell'orecchio e una maggiore conoscenza degli apparati digerente e urinario. Come filosofo, seguì l'interpretazione data da Averroè del pensiero aristotelico. Tra le sue opere, i trattati Humani corporis anatomia e Annotationes anatomiae e il De intelligentiis quodlibeta

\Achmadulina, Bella (Mosca 1937-) Poetessa. Tra le opere La corda (1962) e Lezione di musica (1969). 

\Achmatova, Anna (Odessa 1889-Domodedovo, Mosca 1966) Pseudonimo di Anna Andreevna Gorenko, ripreso dal cognome della nonna. Poetessa. Figlia di un ingegnere meccanico di marina, che, ritiratosi in pensione, si trasferì con la famiglia nei pressi di Pietroburgo. Studiò prima a Kiev, frequentando il ginnasio dal 1905 al 1907, e successivamente frequentò l'università a Pietroburgo seguendo i corsi di storia della letteratura. Scrisse la prima poesia a undici anni. La sua prima poesia pubblicata risale al 1907. Nel 1910 e nel 1911 trascorse alcuni mesi a Parigi, dove conobbe il pittore Amedeo Modigliani, che la ritrasse in numerosi dipinti, dei quali solo uno risulta conservato. Nel 1912 effettuò un viaggio in Italia, visitando Genova, Pisa, Firenze, Bologna, Padova e Venezia. Ne trasse un'impressione profonda. Fece parte del gruppo acmeista guidato dal suo primo marito, il poeta Sergej Gumiliëv, fino alla sua tragica fine (1921). Si era sposata con Gumiliëv nel 1910, divorziarono nel 1918. Il successivo matrimonio con l'archeologo Vladimir Silejko fu di breve durata. La fucilazione di Gumiliëv a opera dei bolscevichi segnò un trauma terribile, del quale sono reperibili tracce nella sua poesia successiva. Per un ventennio si chiuse nel silenzio (In questo terrore non posso più cantare) ma si rifiutò di abbandonare la Russia (Non sto con coloro che abbandonarono ai nemici la terra da straziare. L'esule mi fa una pena eterna. Come un malato o come un detenuto). Preferì condividere le condizioni del popolo russo. Il 13 marzo 1938, il figlio Lev Nikolaevic Gumiliëv venne arrestato come persona sospetta di ostilità al regime e imprigionato nel carcere di Pietroburgo (allora denominata Leningrado). Per diciassette mesi (Sono diciassette mesi che grido, che ti chiamo a casa), in attesa della sentenza, l'Achmatova subì le umiliazioni e i drammi di numerose madri sovietiche (Non riesco a capire ora chi sia la belva o l'uomo e se dovrò attendere a lungo l'esecuzione). Il processo si concluse con la condanna e la deportazione di Lev Gumiliëv in Siberia. La raccolta Requiem è il racconto poetico di questo periodo angoscioso e l'eco del dolore e del vuoto prodotto dalla condanna. Una delle migliaia di vittime del comunismo. Il figlio non era altro che uno dei tanti casi. Il suo dolore era quello di tante madri russe presenti e passate in una storia crudele (Come le mogli degli strelizzi, urlerò sotto le torri del Cremlino). Allo scoppio della guerra, Lev chiese di essere arruolato nell'esercito e partecipò alla conquista di Berlino, ottenendo anche una decorazione sul campo. Durante la guerra, quando Pietroburgo era assediata, l'Achmatova visse a Taskent nell'Uzbekistàn; rientrò a Pietroburgo nel 1944. Alla fine della guerra, il figlio Lev venne ancora rinchiuso in un campo di lavoro nell'Asia centrale. Fu liberato solo nel 1949. In quegli stessi anni sull'Achmatova si abbatté un'ulteriore disgrazia, con l'arresto del terzo marito, Nikolaj Punin, storico dell'arte accusato di filo-occidentalismo, la sua condanna e la successiva deportazione in Siberia, dalla quale non avrebbe più fatto ritorno. Le prime raccolte di poesie dell'Achmatova si muovono palesemente nel solco del programma acmeista di una poesia in grado di rendere l'essenza degli oggetti. Vittima della condanna del regime sovietico, che bollò la sua poesia, come le opere di tanti altri artisti russi, definendola manifestazione di estetismo e di decadentismo estranea allo spirito del popolo sovietico, nel 1946 venne espulsa dall'Unione degli scrittori. Venne riabilitata dieci anni dopo in coincidenza con il XX congresso del partito comunista dell'unione sovietica. Tra le opere Sera (1912), Rosario (un grandissimo successo letterario, 1914), Lo stormo bianco (1917), Piantaggine (1921), Proprio sul mare (1921), Anno Domini MCMXXI (1922), Il salice (1940), Da sei libri (1940), Requiem (1943), Poema senza eroe (1942-1962) e La corsa del tempo (1964). Interessata alla cultura italiana, effettuò un nuovo viaggio in Italia nel 1964, visitando Roma e la Sicilia, dove ricevette il premio letterario Etna-Taormina. Successivamente fu in Inghilterra, dove ricevette all'università di Oxford la laurea honoris causa. e curò la traduzione in russo dei Canti di G. Leopardi. È considerata una delle maggiori esponenti della poesia russa contemporanea. Nelle prime raccolte pubblicate, i temi prevalenti sono di natura sentimentale, comunque trasfigurati da una grande sensibilità poetica unita a un linguaggio straordinariamente semplice ed espressivo. Le drammatiche vicende familiari e gli orrori della rivoluzione hanno spostato l'attenzione dell'Achmatova verso temi religiosi (Al Padre disse: Perché mi hai abbandonato?) ed esistenziali, nei quali il dolore personale è diventato quello di un popolo. 

\Achtung! Banditi Film di guerra, italiano (1951). Regia di Carlo Lizzani. Interpreti: Gina Lollobrigida, Andrea Checchi, Lamberto Maggiorani. 

\Achurch, Janet (Manchester 1864-1916) Attrice inglese. Interprete di ruoli drammatici, impersonò le protagoniste dei drammi di Ibsen, tra cui Casa di Bambola e Il piccolo Eyolf, che, prima in Gran Bretagna, portò al successo. 

\ACI Sigla di Automobile Club d'Italia, di Aereo Club d'Italia e di Azione Cattolica Italiana. 

\Àci Bonaccórsi Comune in provincia di Catania (2.750 ab. nel 2006, CAP 95020, TEL. 095). 

\Àci Castèllo Comune in provincia di Catania (18.000 ab. nel 2006, CAP 95021, TEL. 095). Località turistica. Vi si trova il castello normanno del 1076, ricostruito tra il XII e il XIV sec. Gli abitanti sono detti Castellesi

\Àci Caténa Comune in provincia di Catania (28.000 ab. nel 2008, CAP 95022, TEL. 095). Centro agricolo e turistico. Gli abitanti sono detti Catenoti

\Àci Sant'Antònio Comune in provincia di Catania (17.200 ab. nel 2008, CAP 95025, TEL. 095). 

\acianoblepsìa, sf. Parziale cecità rispetto ai colori giallo e blu. 

\acìclico, agg. 1 Detto di fenomeno privo di carattere di periodicità. 2 Detto di fiore che ha gli elementi disposti a spirale. 3 Detto di composto che non contiene alcuna catena chiusa di atomi. 

\aciculàre, agg. 1 Aghiforme. 2 In mineralogia si riferisce a una sostanza cristallizzata in forme allungate e sottili. 

\Acid music, loc. sost. f. Musica rap con sonorità violente per imitare le sensazioni causate dall'uso di allucinogeni. 

\acidàlia, sf. Genere di Lepidotteri le larve dei quali attaccano diverse piante come la fava, l'origano, il timo, la vite, ecc. 

\acidaménte, avv. Con astio e malevolmente. 

\acidificànte, agg. Che rende acido. 

\acidificàre, v. tr. Rendere acido. 

\acidificazióne, sf. Operazione dell'acidificare. 

\acidimetrìa, sf. Determinazione della quantità di acido contenuto in una soluzione. 

\acidità, sf. 1 Proprietà degli acidi; concentrazione di ioni idrogeno in una soluzione. 2 L'essere acido. ~ acredine. <> gentilezza. 
 X  sf. acidity. 
 @   lat. aciditas,-atis, deriv. da acidus acido. 

\àcido, agg. e sm. agg. 1 Di sapore aspro. ~ pungente. <> dolciastro. 2 Maligno. ~ astioso. <> bonario. 3 Tipico degli acidi. 
sm. 1 Composto che, in reazione con una base, dà un sale. 2 Sapore acre. Il vino ha sapore di acido. 
 X  agg. e sm. acid. 
 @   lat. acidus
In chimica gli acidi sono composti in grado di sciogliere metalli liberando idrogeno e producendo sali, di dissociarsi in soluzione acquosa con produzione di idrogenioni, di reagire con basi e ossidi con produzione di sali, di fungere da accettore di una coppia di elettroni nelle reazioni chimiche, nonché di produrre mutazioni cromatiche in determinati coloranti vegetali in soluzione. Un acido è tanto più forte quanto più è in grado di dissociarsi, ossia si passa da quelli forti, dissociati in soluzione normale oltre il 50% a quelli deboli la cui dissociazione può scendere sotto l'1%. Inoltre, virano dal giallo al rosso il metilarancio e rendono rossa la cartina di tornasole. 
In geologia, relativo a magmi e rocce silicati in misura superiore al 65%. 

\acidofilìa, sf. Sensibilità ai coloranti anilinici delle strutture extracellulari o intracellulari. 

\acidogènesi, sf. Processo di produzione di sostanze acide. 

\acidoresistènza, sf. Proprietà di certi copri di resistere all'azione decolorante degli acidi fatti agire tramite colorazione con fucsina fenicata. 

\acidòsi, sf. Variazione del pH del plasma verso l'acidità; il valore critico è 7,4. 

\acidulàre, v. tr. Rendere leggermente acido un liquido o una pietanza aggiungedovi aceto o limone. 

\acìdulo, agg. 1 Leggermente acido. 2 Un poco pungente. 

\acidùme, sm. Sapore e odore sgradevolmente acido. 

\acìle, sm. Nome del gruppo organico di formula R-CO-che si riscontra negli acidi carbossilici e nei derivati. 

\acìlico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a composti organici che non contengono nuclei aromatici. 

\acìlie, leggi Gruppo di leggi romane. La più famosa è quella promulgata nel 123 a. C. relativa al delitto di concussione e di cui è parzialmente conservata un'iscrizione. 

\acinèsi, o acinesìa, sf. Difficoltà o, nei casi limite, impossibilità di compiere determinati movimenti non legata però a un calo della forza muscolare. È un importante sintomo del morbo di Parkinson

\acinesìa, sf. Sindrome neurologica (acinesia algera) che provoca forte dolore durante l'attività motoria. 

\Acinèti Classe di Protozoi infusori che comprende piccoli animali acquatici. Possiedono piccoli tentacoli con i quali afferrano e succhiano le prede. 

\acinètico, agg. (pl. m.-ci) 1 In medicina è riferito a quei medicamenti o veleni che immobilizzano un muscolo o un organo. 2 In biologia la divisione acinetica è quella divisione riproduttiva che si verifica con modalità differenti da quelle della cariocinesi e della mitosi. 

\acinifórme, agg. Che ha forma di acino. 

\àcino, sm. 1 Comunemente, frutto caratterizzato da piccole dimensioni, di consistenza carnosa (bacca) relativo a ribes, uva e altre piante che si sviluppa in grappoli composti. Nella vite si compone di epicarpo, o involucro esterno, di polpa, mesocarpo ed endocarpo e di semi (vinaccioli). ~ chicco, granello. 2 In anatomia formazione microscopica di forma rotondeggiante che comunica con un dotto escretore (acino ghiandolare, polmonare). 
 X  sm. grape. 
 @   lat. acinus. 

\acinóso, agg. Che è pieno di acini. 

\acipìmox, sm. Farmaco analogo all'acido nicotinico. Serve per ridurre i livelli ematici dei trigliceridi e del colesterolo totale. 

\Acireàle Centro in provincia di Catania (52.900 ab. nel 2008, a. 161 m CAP 95024, TEL. 095) alle pendici meridionali dell'Etna. Cittadina di origine greca e varie volte rasa al suolo dalle eruzioni del vicino vulcano. Fu l'Aquilia romana e a seguito della dominazione di Filippo IV di Spagna assunse la denominazione di Reale (1642). I principali monumenti (di stile barocco) sono il palazzo Comunale, la chiesa di San Sebastiano e la basilica di San Pietro e il duomo. È una stazione balneare e termale; importante la produzione di agrumi. 

\acistìa, sf. Mancata formazione della vescica urinaria di carattere congenito. 

\Ackermann, Louise (Parigi 1813-Nizza 1890) Poetessa francese. Collaboratrice del Parnasse contemporain (1876), è autrice di Contes et Poésies (Racconti e poesie, 1863), Poésies philosophiques (Poesie filosofiche, 1874) e Pensées d'une solitaire (Pensieri di una solitaria, 1882), caratterizzate dalla perfezione formale tipica della scuola parnassiana. 

\Ackermann, Max (Berlino 1887-1975) Pittore tedesco. Studiò a Weimar con H. van der Velde e successivamente insegnò a Stoccarda. Rappresentante della pittura astratta. 

\aclasìa, sf. Impossibilità di cogliere la differenza tra un tessuto colpito da patologia e uno sano. 

\aclassìsmo, sm. Teoria o tendenza politica che non considera determinanti le opposizioni tra le classi sociali. 

\ACLI Sigla di Associazioni cristiane lavoratori italiani, associazioni parasindacali nate nel 1944 per opera di rappresentanti cattolici. Sostennero la fondazione di un sindacato cattolico in seguito allo scioglimento dell'unità sindacale fondando, nel 1950, il sindacato CISL. Appoggiò la Democrazia cristiana fino al convegno di Vallombrosa (1970). Nel 1975, con il congresso di Firenze, vi fu un ritorno a posizioni più moderate e finalmente ottenne nel 1983 il riconoscimento di associazione di ispirazione cristiana da parte del papa. 

\aclìne, agg. Relativo a quei luoghi in cui l'inclinazione del campo magnetico terrestre è nulla. 
 @   dal greco aklines il cui significato è che non è inclinato. 

\acloridrìa, sf. Incapacità da parte delle cellule oxintiche di produrre acido cloridrico. 

\àcme, sf. Punto culminante. ~ apogeo. 

\acmeìsmo, sm. Detto anche adamismo, movimento poetico russo fondato nel 1912 da N. Gumil'ëv e S. Gorodeckij. Auspicava un ritorno alla poesia classica, che potesse rappresentare con chiarezza l'essenza della realtà (l'acme). Il movimento si oppose al simbolismo e i suoi seguaci si riunirono attorno alla rivista Apollon. 

\acmonital Sigla di acciaio monetario italiano. 

\àcne, sf. Malattia della pelle dovuta all'infezione suppurativa delle ghiandole sebacee. L'acne giovanile tipica degli adolescenti si manifesta con pustole spesso purulente o seborroiche al viso e al dorso; l'acne da esposizione si manifesta con lesioni pustolatose e l'acne rosacea (couperose) con chiazze rose superficiali al viso 
 X  sf. acne. 
 @   dal greco akmé, punta. 

\acnèico, agg. Affetto da acne. 

\acoàsma, sm. Percezione illusoria di sensazioni uditive. 

\acoilìa, sm. Mancanza dell'addome nel feto; tale anomalia è incompatibile con la vita. 

\acolìa, sf. Incapacità dell'organismo di produrre la bile. 

\acolùrico, agg. Ittero durante il quale l'urina è priva di pigmenti biliari. 

\Aconcàgua Vulcano spento che si trova al confine tra Cile e Argentina, nella catena delle Ande meridionali. Raggiunge l'altezza di 6.960 m e detiene il primato del continente americano. Si presenta come un massiccio con estesi ghiacciai nelle parti più elevate; il limite delle nevi permanenti è sopra ai 4.800 m. Dall'Aconcàgua nasce il fiume omonimo che scorre verso ovest e si getta nell'oceano Pacifico vicino a Valparaiso. La sua scalata non presenta particolari difficoltà; fu effettuata per la prima volta nel 1897 dalla guida svizzera M. Zurbriggen che la eseguì da solo. L'anno successivo ripeté l'impresa, guidando la spedizione dell'inglese Fitzgerald. Nel 1934 anche gli italiani Bonacossa, Ghiglione, Ceresa scalarono la vetta. La cresta sud, più difficile, fu scalata nel 1953 e la parete sud nel 1954, da una spedizione francese guidata da R. Ferlet, dopo drammatici giorni di arrampicata. 

\acondrìte, sf. Meteorite dall'aspetto basaltico litoide, composta da olivina, plagioclasio e pirosseni. Si differenzia dalle condriti per non possedere condrule. 

\acondrogènesi, sf. Mancata formazione del tessuto cartilagineo durante lo sviluppo del feto. 

\acondroplasìa, sf. Precoce ossificazione delle cartilagini, particolarmente degli arti. 

\aconfessionàle, agg. Indipendente da ogni confessione religiosa. 

\aconitìna, sf. Diestere degli acidi benzoico e acetico ricavato dall'aconina. Particolarmente tossica ha azione analgesica e sedativa. 

\acònito, sm. Angiosperma (Aconitum napellus) della famiglia delle Ranuncolacee e dell'ordine delle Policarpiche. Pianta velenosa con fiori di colore azzurrognolo. 

\Aconquija, Nevadas del Catena montuosa dell'Argentina (altezza massima con il Cerro del Bolsón 5.550 m). 

\acorìa, sf. Assenza della pupilla. 

\Acoriàti Mammiferi privi di placenta. Vi appartengono i Monotremi e alcuni Marsupiali. 

\àcoro, sm. Genere di piante palustri originarie dell'Asia, ma ora diffuse in tutta Europa. Appartiene alla famiglia delle Aracee. 

\acorticalìsmo, sm. Alterazione del metabolismo glicidico e dell'equilibrio elettrolitico provocata dalla mancata produzione di ormoni da parte della corteccia surrenale. 

\acotilèdone, agg. e sf. agg. Di pianta priva di cotiledoni. 
sf. Pianta priva di cotiledone. 

\àcqua, sf. 1 Composto di idrogeno e ossigeno, costituente fondamentale degli organismi. 2 Pioggia. ~ precipitazione, rovescio. 
 X   sf. 1 water; (potabile) drinking water; (minerale) mineral water; (corrente) running water. 2 (pioggia) rain. 
 @   lat. aqua. 
Acqua alle corde. Frase pronunciata durante il trasporto dell'obelisco di piazza San Pietro. Il papa Sisto V aveva pubblicato un editto che imponeva che nessuno parlasse durante l'operazione, ma Bresca di San Remo vedendo che le corde che reggevano il monolito si allungavano, non curandosi della minaccia papale, gridò la famosa frase. L'operazione riuscì felicemente e il papa lo ricompensò. 
In chimica, è il composto formato da due atomi di idrogeno e uno di ossigeno (H2O) che in natura si trova allo stato liquido (nei mari e nei fiumi), solido (ghiacciai e iceberg) e aeriforme (nubi, nebbie).  L'acqua è l'unica sostanza presente simultaneamente nei suoi tre stati di aggregazione alle temperature e pressioni dell'ambiente.  La densità dell'acqua a 0° è 0.99984 g/cm³, a 100° è 0.9584 g/cm³, a −20° è 0.9935 g/cm³.  Anche gli organismi viventi sono fondamentalmente costituiti di acqua, con percentuali che variano tra il 50% e il 90%.  Il corpo di alcuni invertebrati marini, come le meduse, è addirittura composto da un 95% di acqua.  L'organismo umano è formato per il 65% di acqua (dal 99% del liquido oculare al 2% dello smalto dentale).  Anticamente si pensava che l'acqua fosse un elemento; solo alla fine del XVIII sec., grazie alle ricerche di H. Cavendish e A. Lavoisier, fu possibile comprendere la sua natura di composto e nel 1804 J. Gay-Lussac e A. von Humboldt scoprirono che era formata da due volumi di idrogeno e da uno di ossigeno.  Quando è pura, l'acqua è inodore, insapore e incolore.  Quest'ultima proprietà, tuttavia, vale solo per piccole quantità, mentre grandi masse di liquido assumono una colorazione azzurrina.  L'acqua presente allo stato liquido sulla superficie del nostro pianeta contiene quasi sempre quantità variabili di altre sostanze.  L'acqua  →  marina è quella meno pura, con una quantità media di 35 g/l di sali disciolti.  Tuttavia anche le cosiddette acque dolci non sono esenti da impurità disciolte o in sospensione, costituite principalmente da bicarbonati, cloruri, solfati, sodio, calcio, magnesio e potassio.  La percentuale di questi ultimi due elementi ne determinano la durezza.  Per essere potabile, l'acqua deve essere batteriologicamente pura e avere un contenuto di sostanze disciolte compreso tra 0,1 e 0,5 g/l.  Tuttavia alcune acque, definite minerali, possono contenere una concentrazione di sostanze disciolte superiore alla norma e con valenza digestiva e diuretica (le acque vengono classificate in base al residuo fisso, ossia la massa di sali minerali disciolti in 1 litro d'acqua fatto evaporare completamente a 180° - l'ebollizione elimina i bicarbonati; sono minimamente mineralizzate le acque con residuo fisso ≤ 50 mg/l, oligominerali quelle con r.f. ≤ 500 mg/l, mediominerali quelle con r.f. ≥ 1500 mg/l, ricche di sali minerali quelle con r.f. > 1500 mg/l).  Per renderla potabile, è normalmente necessario sottoporre l'acqua naturale a trattamenti di demineralizzazione e sterilizzazione; anche l'acqua marina può divenire potabile, dopo un'adeguata dissalazione.  È inoltre possibile ottenere una purezza praticamente assoluta mediante i procedimenti di distillazione e di deionizzazione.  Le sostanze disciolte e altre caratteristiche particolari di alcune acque (come la temperatura, per le acque termali), vengono talvolta sfruttate a scopi terapeutici.   +  
Acqua borica 
Soluzione contenente acido borico al 3%, impiegata principalmente come disinfettante e decongestionante delle mucose oculari. 
Acqua di calce 
Idrossido di calcio in soluzione, con funzione di antiacido. Satura a temperatura ambiente. 
Acqua di cloro 
Soluzione di cloro, tossica, impiegata come ossidante e satura a temperatura ambientale. 
Acqua di Colonia 
Soluzione alcolica di oli vegetali vari, così denominata in omaggio all'omonima città tedesca. 
Acqua di rose 
Essenza di rosa in soluzione alcolica. 
Acqua dolce 
L'acqua dei fiumi o dei laghi (contrapposta all'acqua del mare). "Tecnicamente" esitono diverse definizioni di "acqua dolce", basate sulla quantità di sali disciolti per litro (alcune dicono che deve essere minore di 0.5 g per litro, altre minore di 1 g per litro, altre di 3 g per litro).
Acqua ossigenata 
(perossido di idrogeno) Prodotta per riduzione fino a ottenere H2O2. Si utilizza come sbiancante, come antisettico e come base per la preparazione di perborati e percarbonati. 
Acqua pesante 
Prodotta per arricchimento tramite elettrolisi dell'acqua naturale, è caratterizzata dalla sostituzione degli atomi di idrogeno con atomi di deuterio (D2O). Trova impiego come refrigerante e come moderatore nelle reazioni nucleari. 
Acqua ragia 
Si distingue in acqua ragia naturale (trementina) e acqua ragia minerale (miscela di idrocarburi separata per distillazione dal petrolio). Attualmente quest'ultima, a causa dei suoi ridotti costi di produzione, ha quasi completamente soppiantato la trementina in quasi tutte le sue utilizzazioni. 
Acqua regia 
Miscela composta da tre volumi di acido cloridico al 37% e un volume di acido nitrico concentrato al 65%. Tra le sue proprietà si ricorda la capacità di sciogliere i metalli nobili (oro, platino ecc.). 
Acque territoriali 
Parte del mare adiacente alla costa compresa nella giurisdizione dello stato che bagna (dodici miglia marine, mentre la zona di sfruttamento è stata fissata in 200 miglia marine). 
Acqua vegetominerale 
Soluzione acquosa all'1% di acetato basico di piombo. Viene utilizzata in medicina per le sue proprietà antiinfiammatorie. 
Ciclo biologico dell'acqua 
Avviene tramite fotosintesi e respirazione animale che trasformano l'energia solare in energia biochimica. 
Ciclo naturale dell'acqua 
Processo per cui le acque evaporanti dalla superficie terrestre precipitano in seguito a condensa e rientrano nella circolazione superficiale o sotterranea. 

\Acqua bruciata Racconto di C. Fuentes (1981). 

\àcqua-ària, agg., invar. Missile che può essere lanciato da un sommergibile in immersione contro un bersaglio aereo. 

\Acquacanìna Comune in provincia di Macerata (130 ab. nel 2009, CAP 62033, TEL. 0737). 

\acquacedràta, sf. Bevanda di zucchero e sciroppo di cedro. 

\acquacoltùra  →  "acquicoltura" 

\Acquafondàta Comune in provincia di Frosinone (290 ab. nel 2008, CAP 03040, TEL. 0776). 

\Acquaformósa Comune in provincia di Cosenza (1.230 ab. nel 2007, CAP 87010, TEL. 0981). 

\acquafòrte, sf. 1 Anticamente, acido nitrico. 2 Tecnica di incisione su lastre di metallo dalle quali si ottengono riproduzioni su carta. ~ acquatinta. 3 Stampa così ottenuta. 
 X  sf. etching. 

\acquafortìsta, sm. e sf. Chi incide all'acquaforte. 

\Acquafrédda Comune in provincia di Brescia (1.400 ab. nel 2001, CAP 25010, TEL. 030). 

\acquàio, sm. 1 Bacino a vasca con scarico dell'acqua, in cui si lavano le stoviglie. ~ lavandino, lavello. 2 Solco nei campi seminati per allontanare l'acqua piovana. 
 X  sm. sink. 

\acquaiòlo, agg. e sm. agg. Che vive nell'acqua. 
sm. 1 Chi vende acqua fresca da bere. 2 Porta borracce, portaacqua. 

\Acqualàgna Comune in provincia di Pesaro (4.430 ab. nel 2009, CAP 61041, TEL. 0721). 

\acquamanìle, sm. Recipiente costruito per contenere acqua. Utilizzato nel medioevo per dare acqua alle mani durante i banchetti, le sacrestie e le abluzioni dei sacerdoti prima della messa. 

\acquamarìna, sf. 1 Varietà di berillo di colore verde azzurrino. 2 Colore azzurro chiaro, caratteristico dell'acqua del mare. 
 X  sf. aquamarine. 

\Acquanégra Cremonése Comune in provincia di Cremona (1.250 ab. nel 2007, CAP 26020, TEL. 0372). 

\Acquanégra sul Chiése Comune in provincia di Mantova (2.940 ab. nel 2001, CAP 46011, TEL. 0376). 

\Acquapendènte Comune in provincia di Viterbo (5.740 ab. nel 2008, CAP 01021, TEL. 0763). 

\acquaplàno, sm. Tavola galleggiante su cui ci si tiene in piedi mentre viene trascinata velocemente da un motoscafo. 

\Acquappésa Comune in provincia di Cosenza (2.020 ab. nel 2007, CAP 87020, TEL. 0982). 

\acquarèllo  →  acquerèllo

\acquaràgia, sf. Essenza di trementina greggia. 
 X  sf. turpentine. 

\Acquàrica dél Càpo Comune in provincia di Lecce (4.940 ab. nel 2008, CAP 73040, TEL. 0833). 

\acquàridi Sciame di meteore con radiante nella costellazione dell'Acquario; considerando la posizione del radiante, si possono distinguere in η Acquaridi Nord (visibili tra il 24 aprile e il 12 maggio), δ Acquaridi Sud (osservabili tra il 12 luglio e il 18 agosto), τ Acquaridi Nord (visibili tra il 2 luglio e l'8 settembre), τ Acquaridi Sud (tra l'11 luglio e il 20 agosto), Acquaridi Semplici (tra il 2 ottobre e il 30 ottobre). 

\acquàrio, sm. 1 Vasca in cui si tengono in vita piante o animali acquatici. 2 L'edificio in cui si trovano tali vasche. 
 X  sm. aquarium. 
 @   lat. aquarium. 

\Acquàrio Undicesima costellazione dello zodiaco, a sud dell'equatore celeste; è facilmente individuabile nelle notti estive e autunnali. Il Sole si trova nella sua costellazione dal 16 febbraio fino al 12 marzo e nel suo segno dal 21 gennaio al 19 febbraio. 
 X  Aquarius. 

\Acquàro Comune in provincia di Vibo Valentia (2.730 ab. nel 2007, CAP 88011, TEL. 0963). 

\acquartieraménto, sm. Sistemazione delle truppe in quartieri. 

\acquartieràre, v. v. tr. Sistemare truppe alloggiandole in quartieri. ~ accampare. 
v. rifl. Prendere sistemazione in quartieri. 

\acquasànta, sf. Acqua benedetta per uso liturgico. 
 X  sf. holy water. 

\Acquasànta Tèrme Comune in provincia di Ascoli Piceno (3.180 ab. nel 2009, CAP 63041, TEL. 0736). 

\acquasantièra, sf. Recipiente nel quale si conserva l'acquasanta. 
 X  sf. stoup. 

\acquascìvolo, sm. Scivolo per bambini che finisce in una piscina. 

\acquascooter, sm. invar. Sorta di moto adatta per percorrere tratti di mare. ~ moto d'acqua. 

\Acquaspàrta Comune in provincia di Terni (4.980 ab. nel 2007, CAP 05021, TEL. 0744). 

\acquàta, sf. 1 Pioggia improvvisa e breve. 2 Rifornimento di acqua dolce a bordo delle antiche navi a vela. 

\àcqua-tèrra, agg. invar. Di missile che può essere lanciato da un sottomarino o un sommergibile in immersione, contro un bersaglio sulla terra ferma. 

\acquaticità, sf. La disposizione di un individuo a trovarsi più o meno a suo agio nell'acqua. 

\acquàtico, agg. Che nasce o vive nell'acqua e nelle sue vicinanze. 
 X  agg. aquatic. 

\acquàtile, o aquatile, agg. Acquatico. 

\acquatìnta, sf. (pl. acquetinte) 1 Tecnica d'incisione per mezzo di un acido che viene applicato sul metallo direttamente con un pennello. 2 Stampa così ottenuta. 

\acquattàrsi, v. rifl. 1 Stare quatto, rannicchiarsi, per non farsi vedere. ~ accovacciarsi. <> rizzarsi. 2 Nascondersi. ~ rimpiattarsi. <> mostrarsi. 

\acquavìte, sf. Nome generico di bevande fortemente alcoliche. ~ grappa. 
 X  sf. brandy. 

\Acquavìva Collecróce Comune in provincia di Campobasso (730 ab. nel 2007, CAP 86030, TEL. 0875). 

\Acquavìva délle Fónti Comune in provincia di Bari (21.320 ab. nel 2007, CAP 70021, TEL. 080). Località delle Murge. Vi si trova il palazzo De Mari, costruito tra il XVII e il XVIII sec. Gli abitanti sono detti Acquavivesi

\Acquavìva d'Isèrnia Comune in provincia d'Isernia (460 ab. nel 2007, CAP 86080, TEL. 0865). 

\Acquavìva Picèna Comune in provincia di Ascoli Piceno (3.710 ab. nel 2009, CAP 63030, TEL. 0735). 

\Acquavìva Plàtani Comune in provincia di Caltanissetta (1.230 ab. nel 2001, CAP 93010, TEL. 0834). 

\acquazzóne, sm. Pioggia improvvisa e impetuosa. ~ scroscio. 
 X  sm. downpour, shower. 

\Acque del Sud Film d'avventura, americano (1945). Regia di Howard Hawks. Interpreti: Humphrey Bogart, Lauren Bacall, Walter Brennan. Titolo originale: To Have and Have not   +  

\Acquedólci Comune in provincia di Messina (5.500 ab. nel 2007, CAP 98070, TEL. 0941). 

\acquedótto, sm. 1 Insieme di opere pubbliche destinate alla raccolta e alla veicolazione di acqua potabile o destinata ad altri usi (agricoli, industriali ecc.). 2 In anatomia, cavità tubiforme che contiene liquidi organici. L'acquedotto del vestibolo presiede al senso della posizione spaziale e all'equilibrio. 
 X  sm. aqueduct. 
L'acquedotto è costituito da opere di presa, o strutture che immettono l'acqua nella conduttura, dalle condotte principali, dimensionate in base alla pressione e alla portata della struttura e che funzionano a gravità (nel caso l'acqua sia a un livello superiore) o a sollevamento meccanico, e dai serbatoi per la raccolta. Le opere di presa si differenziano in base alla tipologia delle acque utilizzate (di sottosuolo, sorgenti o superficiali). Nel caso delle acque sotterranee, è necessaria la costruzione di pozzi e l'installazione di pompe per il sollevamento fino alla superficie; le pompe non sono necessarie solo nel caso di pozzi artesiani con acque che affiorano spontaneamente. Quando viene utilizzata una sorgente, è sufficiente incanalare le acque fino agli impianti di raccolta. Per le acque superficiali, infine, sono necessarie tubazioni munite di filtri. Le acque raccolte con uno dei metodi appena descritti devono poi essere chiarificate, filtrate e sterilizzate per garantirne le caratteristiche di potabilità. Attraverso le condotte principali, le acque vengono poi accumulate in serbatoi di raccolta, che servono per compensare le inevitabili variazioni di consumo, e quindi distribuite in rete. La distribuzione prevede una fornitura media giornaliera per abitante ed è costituita a maglie chiuse per evitare gravi inconvenienti in caso di falle nella rete. Storicamente gli acquedotti erano già presenti presso le civiltà mesopotamiche e raggiunsero il massimo sviluppo tecnico presso i romani (acquedotti di Nimes, Tarragona, Segovia). 
Servitù di acquedotto 
In diritto, l'obbligo da parte di un proprietario terriero a consentire al passaggio di un acquedotto nel proprio fondo dietro pagamento di un'indennità. 

\àcqueo, agg. Di acqua. ~ acquoso. 
 X  agg. (vapore) water vapour. 

\acquerèlla, sf. Pioggerellina. 

\acquerellàre, v. tr. Dipingere all'acqurello. 

\acquerellìsta, sm. e sf. Artista che dipinge all'acquerello. 

\acquerèllo, sm. Tecnica pittorica che usa colori preparati con gomma arabica e acqua. ~ acquatinta. 
 X  sm. watercolour. 

\acquerùgiola, sf. Pioggia leggera e uniforme, a gocce molto minute. ~ pioggerella. 

\acquetàre e deriv, v.  →  "acquietare" e deriv. 

\acquétta, sf. 1 Pioggerella 2 Bevanda insipida allungata con molta acqua. 3 Ruscelletto. 

\Àcqui Tèrme Comune in provincia di Alessandria (20.490 ab. nel 2008, CAP 15011, TEL. 0144) sulle rive del fiume Bormida, sorge sulle colline dell'alto Monferrato a 156 m. Importante stazione termale sin dai tempi antichi, dai romani fu chiamata Aquae Statiellae; conserva i resti di un acquedotto dell'età augustea, di antiche terme e di parecchi edifici romani. Degni di nota sono il Duomo dell'Assunta, databile all'XI sec., la cattedrale di San Pietro e il castello dei Paleologi, sempre dell'XI sec.; è celebre la Bollente, una polla di acque clorurato sodiche sulforose che scaturiscono, a temperature che variano tra i 45 °C e i 75 °C, sotto un'edicola marmorea ottagonale che risale al 1870. 

\acquìcolo, agg. Di piante e animali che stanno, vivono nell'acqua; acquatico. 

\acquicoltùra, sf. Trattamento delle acque dolci, marine e lagunari, onde ricavare un maggiore utile con i prodotti della pesca. ~ idroponica. 

\acquiescènte, agg. Che aderisce a proposte o richieste in modo tacito o passivo; consenziente. ~ arrendevole, docile, remissivo. <> recalcitrante. 
 @   lat. acquiescens,-entis, p.pres. di acquiescere acconsentire. 

\acquiescènza, sf. Qualità di acquiescente. ~ condiscendenza. <> opposizione. 

\acquièscere, v. intr. Acconsentire tacitamente. ~ rassegnarsi. 

\acquietaménto, sm. L'acquietare, l'acquietarsi. 

\acquietàre, v. v. tr. Rendere quieto. ~ sedare. <> irritare. 
v. intr. pron. Calmarsi. ~ placarsi. <> eccitarsi. 

\acquìfero, agg. Che porta l'acqua o ne consente il passaggio. 
In botanica, tessuto composto da cellule a pareti sottili mucillaginose, che consentono, previa imbibizione di acqua, di garantire il rifornimento idrico della pianta durante le siccità. Presente soprattutto nelle piante xerofite. 
In zoologia, canali e pedicelli tipici degli Echinodermi che svolgono funzioni locomotorie, sensitive e respiratorie. 
Stomi acquiferi 
Stomi tramite i quali avviene la guttazione di piante quali le primule. 

\acquirènte, sm. e sf. Chi acquista. ~ compratore. <> venditore. 
 X  sm. e sf. buyer, purchaser. 

\acquisìre, v. tr. 1 Venire in possesso di qualcosa, diventare titolare di un diritto, annettere qualcosa ad altro. <> perdere. acquisire la proprietà di qualcosa; acquisire la cittadinanza; acquisire agli atti del processo2 Fare proprio sul piano intellettuale ~ apprendere, comprendere acquisire conoscenze, acquisire esperienza. 3 Leggere e memorizzare immagini o testi mediante uno scanner
 X  v. tr. to acquire. 

\acquisitìvo, agg. Atto ad acquisire o a far acquisire. 

\acquisìto, agg. 1 Acquistato, fatto proprio. <> perso. 2 In medicina, non congenito. <> ereditario. 3 Diritto a., diritto soggettivo che non può essere modificato da una legge intervenuta in un momento successivo. 

\acquisizióne, sf. Conseguimento del possesso, della disponibilità di qualcosa. ~ acquisto. <> perdita. 
 X  sf. (econ.) buy-out. 

\acquistàbile, agg. Di cosa il cui acquisto è consentito dalla disponibilità del momento. 
 X  agg. purchasable. 

\acquistàre, v. v. tr. 1 Venire in possesso di qualcosa in cambio di denaro. ~ comprare. <> vendere. 2 Ottenere. ~ conseguire. LOC: acquistare credito, acquisire importanza; acquistare tempo, ottenere delle dilazioni di tempo. 
v. intr. Migliorare. ~ progredire. <> peggiorare. acquistare in salute
 X  v. tr. 1 to buy, to purchase. 2 (fig.) to gain. 
 @   lat. acquisitare, deriv. da acquisitus, p.p. di acquirere, acquistare. 

\acquìsto, sm. 1 L'acquistare. ~ compera. <> vendita. 2 La cosa acquistata. 
 X  sm. purchase, buy; (fare acquisti) to go shopping. 

\acquitrìno, sm. Terreno con acqua stagnante ed erbe palustri. ~ pantano. 
 X  sm. marsh, swamp, bog. 

\acquitrinóso, agg. Di acquitrino. ~ fangoso. <> asciutto. 

\acquolìna, sf. Salivazione provocata dalla vista di un cibo appetitoso. ~ desiderio, voglia. 

\acquosità, sf. Qualità di ciò che è acquoso; umore. 

\acquóso, agg. Che contiene acqua; acquitrinoso, paludoso. <> secco. 2 Simile all'acqua. 
 X  agg. watery. 

\acranìa, sf. Assenza parziale o totale del cranio, incompatibile con la vita, provocata dall'arresto dello sviluppo fetale. 

\àcre, agg. 1 Agro. ~ acido. <> delicato. 2 Mordace. ~ caustico. <> affettuoso. 
 X  agg. acrid, pungent. 

\Acre (Brasile) Fiume (740 km) del Brasile. 
Acre 
Stato (152.589 km2, 557.500 ab. nel 2000) del Brasile (dal 1903 in seguito al trattato di Petropolis), nella parte occidentale dell'Amazzonia. Capitale Rio Branco. 

\Acre (Sicilia) Antica città sicula corrispondente all'attuale Palazzolo Acreide. Di rilevanza archeologica sono il teatro del III sec. a. C. e i Santoni, altorilievi scolpiti nella roccia. 

\acrèdine, sf. 1 L'essere acre. 2 Astio. ~ malevolenza. <> affabilità. 

\acreménte, avv. In modo aspro, astioso. 

\acremoniòsi, sf. Malattia provocata da miceti del genere Acremonium che genera stati febbrili e lesioni sottocutanee. 

\ACRI Sigla di Associazione delle Casse di Risparmio Italiane. 

\Àcri Comune in provincia di Cosenza (21.410 ab. nel 2008, CAP 87041, TEL. 0984) situato a 720 m nella parte occidentale della Sila Greca. Conserva resti di un antico castello del XV sec. e della chiesa dei domenicani, risalente al XVI sec. 

\acribìa, sf. Scrupolosa osservanza delle norme proprie di uno studio, una ricerca e simili. 

\Acrìdidi Famiglia di Insetti Ortotteri saltatori che comprende le locuste e le cavallette. Possiedono organi stridulanti e sono voracissimi vegetariani. 

\acridìna, sf. Sostanza a carattere basico che si può trovare nelle frazioni di catrame di carbon fossile a più di 300 °C. 

\acridòfago, agg. (pl. m.-gi) Che si ciba di cavallette. 
 @   dal greco akrìs-idós cavalletta e phagêin mangiare. 

\acrìle Radicale monovalente di formula CH2=CHCO_

\acrìlico, agg. Detto di composto che contiene il radicale acrile o deriva da esso. 
Acido acrilico 
(acido propenoico) In chimica, composto organico insaturo, liquido, incolore, corrosivo, tossico, assai reagente che bolle a 140 °C e possiede un odore somigliante all'acido acetico e che in presenza di luce polimerizza e si solidifica. Viene ottenuto ossidando l'aldeide acrilica corrispettiva o acroleina. 
Trova impiego nella preparazione delle resine acriliche per polimerizzazione degli esteri (lenti, vetrate ecc.), delle gomme acriliche e delle fibre acriliche (orion, darinol, leacril, acrilan). 
 X  agg. acrylic. 

\acrilonitrìle, sm. Sinonimo di nitrile acrilico, è un composto liquido organico, infiammabile, tossico e incolore. Portato a ebollizione (77,83 gradi centigradi) genera polimeri e fibre tessili (orlon e acrilan). Dai copolimeri con derivati vinilici e con il butadiene si ricava invece la gomma nitrile o buna. 

\acrimònia, sf. Asprezza, livore astioso. ~ acredine. <> dolcezza, benevolenza. 

\acrimonióso, agg. Pieno di acrimonia. 

\acrisìa, sf. Mancare di senso critico, essere acritico. 

\acriticaménte, avv. In modo acritico. 

\acrìtico, agg. Privo di senso critico, dogmatico. ~ superficiale. <> critico. 

\àcro, sm. Misura anglosassone di superficie (640 ac = 1 mi2, 1 ac = 4046.9 m2). 

\acroamàtico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alle dottrine che venivano trasmesse oralmente da un maestro, con particolare riferimento alla scuola filosofica di Aristotele. 

\acroasfissìa, sf. Condizione di ipossia provocata dalla non sufficiente irrorazione delle estremità. 

\acròbata, sm. e sf. Chi nei circhi compie esercizi che richiedono agilità e destrezza eccezionali. ~ equilibrista. 
Acrobata pigmeo 
Mammifero (Acrobates pygmaeus) della famiglia dei Falangeridi e dell'ordine dei Marsupiali. Dotato di una membrana che congiunge i fianchi e gli arti, plana da un albero all'altro. Vive nelle foreste di eucalipto del Nuovo Galles del Sud. 
 X  sm. e sf. acrobat. 
 @   franc. acrobate, greco akrobàtes che cammina in punta di piedi. 

\acrobàtica, sf. Arte di fare acrobazie; nella ginnastica, complesso degli esercizi di particolare difficoltà e spettacolarità. 

\acrobaticaménte, avv. In modo spettacolare. 

\acrobàtico, agg. Di, da acrobata. ~ funambolesco. 

\acrobatìsmo, sm. 1 Arte e professione dell'acrobata. 2 Argomentazione sofisticata. 

\acrobazìa, sf. 1 Esercizio di acrobata. 2 Espediente ingegnoso per superare difficoltà. ~ destreggiamento. 
Particolare forma d'acrobazia è quella aerea. Le figure principali dell'acrobazia aerea sono la picchiata, il volo rovescio, l'impennata, la campana, la vite, la spirale, il mulinello, il tonneau. 

\acroblàsto, sm. Nell'embrione è lo strato esterno del mesoblasto. 

\acrobrachicefalìa, sf. Anomalia del cranio in cui si rileva un'esagerata sporgenza del vertice e una riduzione del suo diametro. 

\acrocàrpo, agg. Relativo ai muschi i cui archegoni si formano all'estremità dei fusticini. 

\acrocefalìa, sf. Anomalia del cranio che presenta un eccessivo sviluppo in altezza e una riduzione del diametro. 

\acrocianòsi, sf. Disturbo di carattere circolatorio che colpisce le estremità, in genere le mani, e provoca cianosi. 

\acrocìno, sm. Genere di Insetti Coleotteri che vivono nell'America tropicale. Appartiene alla famiglia dei Cerambicidi. 

\acrocòro, sm. Altopiano circondato da catene montuose. 

\acrocranìa, sf. Termine sinonimo di acrocefalia, usato soltanto parlando di scheletri. 

\acrodermatìte, sf. Morbo, di natura flogistica, che colpisce la cute delle estremità. 

\acrodinìa, sf. Affezione dermatologica che provoca eritemi multipli alle mani e ai piedi. 

\acroeritròsi, sf. Colorazione rossastra delle mani e dei piedi di carattere patologico. 

\acrofobìa, sf. Forma di fobia che consiste nel timore ossessivo, affacciandosi da un luogo elevato, di cadere o di subire la tentazione di lanciarsi nel vuoto. 

\acroleìna, sf. Aldeide etilenica ottenuta disidratando la glicerina tramite l'idrogeno solfato di potassio. ~ propenale. 

\acròlito, sm. Statua con le estremità in pietra, marmo o avorio. Generalmente è in legno o altro materiale poco costoso. 

\acromacrìa, sf. Mancanza di proporzioni tra gli arti, che risultano gracili e allungati, e il resto del corpo. 

\acromasìa, sf. Disturbo visivo acquisito (non ereditario come il daltonismo) che comporta l'incapacità di distinguere i colori e le tonalità degli stessi. 

\acromàtico, agg. Privo di aberrazione cromatica. 

\acromatìna, sf. Protoplasma del nucleo cellulare. 

\acromatìsmo, sm. Proprietà tipica degli strumenti ottici, che consente di fornire immagini senza alcuna frangia iridiscente, ossia scevre di aberrazioni cromatiche. L'effetto acromatico è ottenibile unendo due lenti, una convergente e l'altra divergente, con balsamo del Canada. 

\acromatocìta, sm. Eritrocita privo della normale colorazione a causa del processo di senescenza dello stesso. 

\acromatopsìa, sf. Disturbo della vista che impedisce di distinguere i colori causato da un'alterazione degli elementi retinici. È trasmissibile come carattere recessivo. 

\acromegalìa, sf. Morbo che si manifesta dopo la pubertà con un esagerato sviluppo corporeo a causa della secrezione da parte dell'ipofisi di ormoni somatotropi. 

\acromìa, sf. Riduzione o abolizione della normale pigmentazione cutanea. 

\acromicìna, sf. Sinonimo di tetracicline. 

\acromicrìa, sf. Volume ridotto degli arti causato da un ridotto sviluppo delle cartilagini. 

\acròmion, sm. Apofisi che nell'uomo termina la spina della scapola.   +  

\acromioplàstica, sf. Tecnica chirurgica per correggere situazioni degenerative della spalla impropriamente note col termine di periartrite scapolo-omerale. 

\acrònimo, sm. Nome formato con le iniziali di altre parole. 

\acroparestesìa, sf. Disturbo che provoca sensazioni corporee alterate, anche dolorose. 

\acropatìa, sf. Nome generico per definire affezioni di natura diversa localizzate alle estremità degli arti. 

\acropatologìa, sf. Termine che designa un settore della medicina che studia i disturbi delle estremità. 

\acròpoli, sf. Parte alta e fortificata delle antiche città greche. 

\acrospàsmo, sm. Dolore vascolare localizzato negli arti. 

\acròstico, sm. 1 Componimento poetico che forma un nome o una parola determinata con le lettere iniziali dei versi lette dall'alto verso il basso. 2 Sigla formata dalle iniziali di diverse parole, corrispondente a una parola di senso compiuto. 3 Gioco enigmistico consistente nel trovare parole le cui iniziali danno, se lette di seguito, un nome o un'intera frase. 
 @   greco akrostichon, comp. di akros estremo + stichos verso. 

\acrotèrio, sm. Negli edifici antichi, elemento ornamentale posto sull'apice e sulle estremità laterali del frontone. 

\acrotònico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a ogni vocabolo che porta l'accento sulla prima sillaba. 

\àcta, sm. invar. Termine in uso presso i romani per indicare le cronache e le relazioni scritte di particolare interesse generale. Diffuse pubblicamente a Roma e nelle province. 

\actèa, sf. Genere di Ranuncolacee perenni che comprende due sole specie. 

\ACTH Abbreviazione dell'inglese adrenocorticotropic hormon, ormone adrenocorticotropo o adrenocorticotropina. Si tratta di un ormone elaborato dal lobo anteriore dell'ipofisi in grado di stimolare la parte corticale della ghiandola surrenale a generare i suoi ormoni, tra cui il cortisone. Gli è stato riconosciuto un effetto antinfiammatorio. 

\actìna, sf. Proteina presente nel muscolo che insieme con la miosina determina le contrazioni. 

\acting out, loc. sost. m. invar. Azione a carattere impulsivo che contrasta con il comportamento abituale del soggetto e si manifesta tramite aggressività. 

\actinìa, sf. Nome scientifico di un genere di attinie. 

\Actinomicèti Microrganismi assimilati ai batteri ma simili ai funghi inferiori, poiché presentano un micelio di ife molto sottili (spesse circa 2 micrometri) e ramificate. Molte specie vivono in colonie, nel terreno o nell'apparato respiratorio degli animali. Alcuni provocano gravi malattie: l'Actynomices boves, per esempio, è patogeno per l'uomo e per i bovini; da altre specie, invece, si ricavano antibiotici. 

\actinomicìna, sf. Termine che designa un principio farmacologico di origine vegetale che agisce contro le cellule tumorali. 

\actinomicòsi, sf. Malattia infettiva causata da actinomiceti, ospiti abituali della bocca. In condizioni particolari possono virulentarsi e produrre la malattia, della quale si conoscono due forme, una umana e una bovina. 

\actinostèle, sf. Cilindro centrale o stele che si trova nelle radici e nei fusti di alcune felci. 

\actinoterapìa, sf. Metodo che utilizza, a scopo di cura, raggi infrarossi e ultravioletti. 

\àctio, sf. invar.  →  "azione" 

\Action painting Movimento pittorico innovatore nato negli USA nel secondo dopoguerra. Fu così definito dal critico americano H. Rosenberg in un articolo apparso nel 1952 dal titolo American Action Painters (Pittori americani d'azione). Tra i principali rappresentanti della scuola: J. Pollock, che si servì della tecnica del dripping (colore fatto gocciolare sulla tela), F. Kline e W. de Kooning. L'influenza dell'Action painting si ritrova nelle successive manifestazioni artistiche del new dada e della pop-art. 

\actionàrii Amministratori di complessi patrimoniali di beni di proprietà regia in vigore in epoca longobardo-franca. Erano nominati dal gastaldo e a lui dovevano rispondere della loro amministrazione. 

\actomiosìna, sf. Complesso proteico formato dall'actina e dalla miosina che fornisce ai muscoli le proprietà contrattili. 

\Acton, John Francis Edward (Besançon 1736-Palermo 1811) Uomo politico. Di origine inglese, fu primo ministro del regno di Napoli dal 1789 al 1804. 

\Actor's Studio Scuola d'arte drammatica fondata a New York nel 1947. Basata sul metodo Stanislavskij ha formato diversi attori tra i quali Paul Newman e Marlon Brando. 

\àctus, sm. invar. Misura di lunghezza in uso a Roma ed equivalente a 35,5 metri. 

\acufène, sm. Disturbo sensoriale consistente nella percezione di suoni e rumori (generalmente soffi, fischi e ronzii) in assenza di stimoli sonori esterni, provocati da un'alterazione periferica interna o esterna che può essere congenita o acquisita. Purtroppo la cura degli acufeni non è cosa facile, anzi spesso ottiene scarsi risultati. I motivi sono da ricercare nella difficoltà di determinarne l'esatta causa, nell'irreversibilità del processo che li ha provocati, nell'assenza di farmaci veramente efficaci. Su molti farmaci esistono pareri discordi fra gli stessi specialisti, a riprova dell'estrema diversificazione del fenomeno. Esistono molti studi condotti su numeri limitati di pazienti che sembrano significativi, ma ripetuti su altri campioni non danno gli stessi risultati. Fra le cure impiegate si possono ricordare gli antidepressivi, i tranquillanti (come l'alprazolam), la vinpocetina e la vincamina (per il miglioramento della microcircolazione), la betaistina (disponibile in Europa, ma non ancora approvata dalla FDA americana) e fra i rimedi naturali il gingko. Altre terapie (vasodilatatori, diuretici, antistaminici) sembrano di minore efficacia e spesso in contraddizione fra di loro. 

\acuìre, v. v. tr. Rendere acuto o più acuto. ~ accentuare. <> mitigare. 
v. intr. pron. Diventare più acuto. ~ inasprirsi. <> alleviarsi. 
 X  v. tr. to sharpen. 
 @   lat. acuere. 

\acuità, sf. 1 Acutezza. 2 Sensibilità, perspicacia. 

\Aculeàti Gruppo di Imenotteri apocriti in cui sono marcati lo sviluppo della vita sociale e l'alto grado di polimorfismo di casta. 

\aculeàto, agg. Fornito di aculeo. ~ acuminato. <> smussato. 

\acùleo, sm. 1 In zoologia è la parte utilizzata come organo di difesa o di offesa. 2 In botanica è una sporgenza che cresce su foglie, rami, fusti o frutti atta alla difesa. ~ spina. 
 X  sm. (bot.) prickle, (zool.) sting. 
 @   lat. aculeus. 

\acùme, sm. Intelligenza. ~ perspicacia. <> stupidità. 
 X  sm. perspicacity, acumen. 

\acumetrìa, sf. Esame della funzione uditiva mediante prove con la voce (afona, di conversazione) e con il diapason (di Rinne, di Weber, di Schabach, di Bonnier, di Gellé, di Bing). 

\acuminàre, v. tr. Appuntire. <> smussare. 

\acuminàto, agg. Appuntito. ~ aguzzo. <> tondeggiante. 

\acusmàtici Nome attribuito ai discepoli di Pitagora usi ad ascoltare in silenzio le sue lezioni nascosti dietro una tenda; non erano ammessi ad ascolare la dottrina segreta, riservata agli iniziati (che venivano chiamati "matematici"). 
 @   dal greco ákusma-atos, ciò che si ode. 

\acusmatoamnesìa, sf. Mancanza di memoria relativamente alle sensazioni sonore. 

\acùstica, sf. 1 Parte della fisica che studia la generazione, la propagazione, la ricezione del suono. 2 Proprietà di un ambiente di diffondere i suoni senza alterarli. 
 X  sf. acoustics. 
L'acustica fisica studia fenomeni sonori quali riflessione, diffrazione, interferenza, risonanza, diffusione oltre a ultrasuoni, ipersuoni e infrasuoni. L'acustica fisiologica studia gli organi dell'udito. L'acustica degli strumenti si occupa della costruzione di strumenti, musicali e di altro tipo, atti a produrre suoni. L'acustica architettonica può essere suddivisa in due parti: l'una si occupa di progettare abitazioni che risentano il meno possibile dei rumori esterni; l'altra si occupa della costruzione di locali che, per la loro funzione, devono offrire ottima udibilità (sale cinematografiche, teatri, studi televisivi e radiofonici). 

\acusticaménte, avv. Sul piano della diffusione e ricezione di suoni e rumori. 

\acùstico, agg. Relativo all'acustica; che riguarda l'udito o il suono; cornetto acustico, attrezzo applicato all'orecchio per udire meglio. 
 X  agg. acoustic. 
 @   greco akustikos che riguarda l'udito, deriv. da akùein udire. 

\acutaménte, avv. In modo acuto; con acume. 

\acutàngolo, agg. Di triangolo che ha tre angoli acuti. 

\acutézza, sf. 1 L'essere acuto. 2 Prontezza d'intelligenza. ~ ingegno. <> ottusità. 

\Acutezza e arte dell'ingegno Trattato di B. Graci´n y Morales (1642-1648). 

\acutizzàre, v. v. tr. Rendere acuto. ~ intensificare. <> attenuare. 
v. intr. pron. 1 Passare allo stato acuto, detto di malattia. 2 Diventare acuto, grave. ~ aggravarsi. 
 X  v. intr. e pron. to worsen, (malattia) to become critical. 

\acutizzazióne, sf. Intensificazione, aggravamento. 

\acùto, agg. e sm. agg. 1 Che ha la punta sottile. ~ acuminato. <> smussato. LOC: una spina molto acuta. 2 Intenso, penetrante. ~ lancinante. <> attutito. LOC: dolore acuto. 3 Sottile. 4 Fase acuta, il momento cruciale di una malattia. 4 Angolo inferiore a 90°.   +  
sm. Nota alta. LOC: è un cantante con dei pregevoli acuti
 X   agg. 1 sharp, acute. 2 (appuntito) pointed. 3 (mus.) shrill, high-pitched. 4 (mat. e med.) acute. 5 (intenso) intense. 6 (intelligente) keen. 
 @   lat. acutus, munito di punta, deriv. da acus, ago. 

\Acùto Comune in provincia di Frosinone (1.900 ab. nel 2008, CAP 03010, TEL. 0775). 

\Acùto, Giovànni (Hedingham 1320-Firenze 1394) Condottiero inglese al servizio prima della chiesa e dal 1377 di Firenze. Il suo vero nome era John Hawkwood. 

\acyclovir, sm. Antivirale utilizzato nella profilassi contro le infezioni da herpes simplex e zoster. 

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