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\al, prep. art. m. sing. Composta da a e il. 

\Al Simbolo chimico dell'alluminio. 

\Al Battani "Battani, al-" 

\Al centro dell'uragano Film drammatico, americano (1956). Regia di Daniel Taradash. Interpreti: Bette Davis, Brian Keith, Kim Hunter. Titolo originale: Storm Center 

\Al di là del bene e del male "Di là dal bene e dal male" 

\Al di là del principio di piacere Opera di psicologia di S. Freud (1920). 

\Al di là delle forze umane Dramma di B. Bjúrnson (1895). 

\Al fuoco della controversia Opera di poesia di M. Luzi (1978). 

\Al gran sole carico d'amore Opera in due parti di L. Nono, libretto di più autori (Milano, 1975). 

\Al Kuwait (o Kuwait City) Città (circa 310.000 ab. nel 2000) del Kuwait, sulla baia omonima del Golfo Persico. Capitale dello stato. Porto commerciale e centro finanziario. Metropoli del Medio Oriente, l'economia si basa sulla lavorazione dei prodotti petroliferi (raffinerie). Sede dell'università del Kuwait e di vari istituti superiori. Durante la guerra del golfo (1990-1991) fu gravemente danneggiata dalle truppe irachene. 

\àla, sf. 1 Ognuna delle parti mobili, poste ai lati del corpo dei volatili, in grado di permettere il volo. apertura d'ali, distanza fra le due punte delle ali; spiegare le ali, scappare. 2 Ciò la cui forma richiama quella di un'ala, oppure parte laterale di una costruzione. ali di un aeroplano. 3 Estremità laterale di uno schieramento. ~ fazione. 4 Ciò che si estende ai lati. 5 Qualunque cosa che ricordi la forma o la funzione dell'ala. 
  sf. 1 wing. 2 (cappello) brim. 
  lat. ala
Appendice motoria presente in Uccelli, Insetti e in alcuni Mammiferi (Chitotteri), cui è deputata la funzione di volo e sostentamento. Negli Uccelli è il risultato della trasformazione degli arti anteriori. La pelle dell'ala è ricoperta da penne remiganti. Sono remiganti primarie quelle in corrispondenza della mano; remiganti secondarie quelle che coprono l'avambraccio; si dicono copritrici, le numerose e piccole penne che coprono la base delle remiganti. Negli insetti le ali sono espansioni del meso e del metatorace. Nei Chirotteri (pipistrelli) l'ala è formata da una larga membrana cutanea, il patagio, che si estende fra corpo e arti. 
In aeronautica è la parte del velivolo connessa alla fusoliera, con funzione di sostentazione aerodinamica. Le caratteristiche aerodinamiche dell'ala dipendono dall'apertura, dalla superficie portante e dall'allungamento. Un'ala è normalmente dotata di strutture aggiuntive come alettoni, ipersostentatori, o flap, serbatoi, carrelli, gondole carenate. In base alla forma, può essere dritta, a freccia, a delta, a freccia negativa, a diamante e a geometria variabile. 

\Àla (comune) Comune in provincia di Trento (8.550 ab. nel 2007, CAP 38061, TEL. 0464). 

\Àla (punta) Promontorio della Toscana, sul mar Tirreno, lungo la costa grossetana. Chiude a sud il golfo di Follonica. 

\Ala Dag Nome di alcuni massicci montuosi della Turchia. 

\Alà déi Sàrdi Comune in provincia di Sassari (1.950 ab. nel 2001, CAP 07020, TEL. 079). 

\Àla di Stùra Comune in provincia di Torino (475 ab. nel 2009, CAP 10070, TEL. 0123). 

\Alà, mónti di Altopiano granitico della Sardegna centro-settentrionale, con il monte Lerno (1.094 m) e la punta di Senalonga (1.076 m). 

\Alabama (fiume) Fiume (507 km) degli USA. Scende dai monti Appalachi e attraversa lo stato omonimo. Le sue acque sono navigabili dalla foce fino a Montgomery. Sfocia nella baia di Mobile (golfo del Messico) dopo essere confluito nel fiume Tombigbee. 

\Alabama (stato) Stato degli USA sudorientali (4.662.000 ab. nel 2008) con una superficie di 133.915 km²; la sua capitale è Montgomery. Deriva il suo nome dall'omonimo fiume che nasce dai monti Appalachi. Il suo territorio, prevalentemente pianeggiante, confina a nord con il Tennessee, a est con la Georgia, a sud con la Florida, a ovest con il Mississippi. Fu uno dei primi sei stati che costituirono la Costituzione sudista e partecipò energicamente alla guerra civile. Basa la sua economia soprattutto sull'agricoltura; cotone, arachidi, canna da zucchero e mais sono i principali prodotti. Gran parte della ricchezza deriva dalle risorse minerarie di ferro, carbone, bauxite e petrolio. Sviluppate le industrie metallurgica e meccanica. 

\alabandìna, o alabandìte, sf. Solfuro monometrico di manganese. 

\alabàrda, sf. Arma in asta, con una specie di scure da un lato. 

\alabardàto, agg. Armato, munito di alabarda; a forma di alabarda. 

\alabardière, sm. Soldato armato di alabarda. 

\alabastrìno, agg. Di alabastro; del colore dell'alabastro. ~ latteo, opalescente. <> cristallino, trasparente. 

\alabàstro, sm. Nome di due tipi di rocce di origine chimica che si distinguono per la loro struttura raggiata con zone concentriche di colori diversi. L'alabastro gessoso, costituito di gesso, è molto tenero e traslucido; il più noto è quello di Volterra. L'alabastro calcareo, o alabastrite, è più resistente; il suo valore è maggiore se presenta tinte contrastanti, come l'alabastro onice. 
  lat. tardo alabaster (alabastrum), dal greco alÓbastron. 

\alàccia, sf. Nome volgare della sardinella aurita comune nel mar Mediterraneo e nell'oceano Atlantico. 

\alacciàra, sf. Nome siculo della rete scombrera utilizzata dai pescatori. 

\àlacre (o alàcre), agg. 1 Pronto, svelto, volonteroso. ~ sollecito. <> indolente. 2 Vivace. 
  agg. brisk, quick. 

\alacreménte, avv. In modo alacre. ~ operosamente. 

\alacrità, sf. Prontezza e rapidità nell'operare. ~ sollecitudine. 

\Aladdin Film d'animazione, americano (1993). Regia di John Musker e Ron Clements. Titolo originale: Aladdin 

\Aladino Opera di poesia di C. Govoni (1946). 

\Aladino e la lampada fatata Novella di anonimo contenuta nella raccolta Le mille e una notte (fine XV sec.). 

\alàggio, sm. Operazione con la quale si sposta tramite gomene una qualsiasi imbarcazione. 

\Alàgna Comune in provincia di Pavia (900 ab. nel 2007, CAP 27020, TEL. 0382). 

\Alàgna Valsèsia Comune in provincia di Vercelli (457 ab. nel 2001, CAP 13021, TEL. 0163). 

\Alagoas Stato (3.016.000 ab. nel 2005) del Brasile. 

\Alài Catena montuosa dei monti Tien Shan, tra il Kirghizistan e il Tagikistan. 

\Alain-Fournier (La Chapelle d'Angillon 1886-Verdun 1914) Pseudonimo di Henri Alban Fournier. Romanziere. Tra le opere Il grande Meaulnes (1913). 

\Alaknanda Fiume (200 km) dell'India, ramo sorgentifero del Gange. 

\Alakol Lago (2.070 km²) salato del Kazakistan. 

\alalà, sm. Grido di guerra degli antichi greci ripreso nel periodo fascista e utilizzato dai poeti Pascoli e D'Annunzio. 

\alalònga, o alalùnga, sf. Pesce teleosteo tunniforme dalle carni alquanto pregiate. 

\alamànno, agg. e sm. "alemanno" 

\alamàro, sm. Allacciatura ornamentale di divise e uniformi. 

\alambìcco, sm. Apparecchio per la distillazione di liquidi. 
  arabo al'ambiq. 

\Alamein, El Località dell'Egitto a 120 km a ovest di Alessandria. Situata sul mare, fu teatro dal 23 ottobre al 3 novembre 1942 di una battaglia decisiva della seconda guerra mondiale in cui il generale Montgomery sconfisse le forze italo-tedesche guidate da Rommel. 

\Alamogordo Cittadina degli Stati Uniti nel Nuovo Messico. Il 16 luglio 1945, a 70 km nord ovest della città, venne fatta esplodere la prima bomba atomica. 

\alanìna, sf. Acido α-amminopropionico. 

\Alànno Comune in provincia di Pescara (3.670 ab. nel 2007, CAP 65020, TEL. 085). 

\alàno, sm. 1 Razza di cani da guardia e difesa. Il più conosciuto è l'alano tedesco o, impropriamente, grande danese. È un cane di grossa taglia, dal pelo raso e molto lucido, che può essere unicolore, tigrato o arlecchino (a macchie). L'esemplare maschio può superare gli 80 cm d'altezza. 2 Anticamente, nomade degli sciiti sarmatici, rifugiatosi nel Caucaso. Gli Alani poi si estesero alla pianura russa e oltre. Furono sottomessi dagli Unni nel IV sec. e si unirono ai Vandali per espandersi verso l'occidente a partire dal V sec. 
  sm. great dane. 

\Alàno di Piàve Comune in provincia di Belluno (3.030 ab. nel 2008, CAP 32031, TEL. 0439). 

\Alarcón y Ariza, Pedro Antonio de (Guadix, Granada 1833-Madrid 1891) Narratore. Tra le opere Il cappello a tre punte (1874). 

\alàre, agg. e sm. agg. Dell'ala o delle ali. 
sm. Ciascuno dei due arnesi di ferro o pietra o terracotta, che sostengono la legna sul focolare. 
  agg. wing. 

\Alarìco Nome di due re visigoti. 
Alarico I 
(Peuce in Romania 376-Cosenza 410) Condusse azioni militari contro l'impero romano d'oriente e d'occidente. Invase più volte l'Italia riuscendo a saccheggiare Roma nel 410. La morte lo colse improvvisamente presso Cosenza, vicino al fiume Busento dove la leggenda vuole che fosse sepolto dai suoi soldati. 
Alarico II 
(?-Vouillé 507) Re dei visigoti di Spagna dal 487 al 507, di religione ariana. Di lui rimane famoso nella storia il Breviarium alaricianum, o Lex romana visighotorum, codice emesso nel 506, che doveva valere per i sudditi gallo romani di Clodoveo convertitisi al cristianesimo. Clodoveo però sconfisse e uccise Alarico II a Vouillé. 

\Alaska Stato degli USA (686.000 ab. nel 2008) che si estende su una superficie di 1.530.700 km²; la sua capitale è Juneau. È una penisola che costituisce l'estremità nordoccidentale del continente americano. Confina a nord con il mar Glaciale Artico, a sud con l'oceano Pacifico, a ovest con lo stretto di Bering che la separa dall'Asia. La costa artica e quella del mare di Bering sono basse; le coste del Pacifico sono molto frastagliate, alte e piene di isole, tra cui le Aleutine. La regione centrale è occupata da un altopiano che copre i due terzi dell'intero territorio. A sud si snodano le lunghe catene montuose Aleutine, Alaska e Sant'Elia; la loro altezza varia tra i 5.000 e i 6.000 m (il monte McKinley con i suoi 6.194 m è il più alto dell'America settentrionale). A nord vi sono gli imponenti massicci della catena di Brooks (monte Michelson, 2.699 m). Sono presenti ben trentanove vulcani e l'Alaska deve considerarsi zona sismica (terremoto di Anchorage, 1964). Pur rientrando nella zona climatica subartica, il clima della regione varia molto: è mite lungo la zona costiera, continentale, con inverni freddissimi, nell'altopiano centrale, glaciale verso il mar Glaciale Artico. La popolazione è costituita da bianchi immigrati, ma forte è la presenza di minoranze indigene (eschimesi, aleuti). Tra le sue risorse principali, la pesca (salmone), la caccia, l'estrazione di petrolio, gas naturale, oro, argento, piombo e l'allevamento di animali da pelliccia. Le città principali sono Juneau, Anchorage e Fairbanks. Appartiene agli Stati Uniti dal 1867, ma è entrata nella federazione solo nel 1959. 
Alaska, golfo dell' 
Ampia insenatura dell'oceano Pacifico, nella costa meridionale dell'Alaska. 
Alaska, monti dell' 
Catena montuosa degli USA, nell'Alaska meridionale. Si estende dal confine con il Canada per circa 700 km fino alla penisola di Alaska e prosegue nella catena delle Aleutine. Vetta più elevata il monte Mc Kinley (6.194 m). 

\Alàssio Comune ligure in provincia di Savona (11.300 ab. nel 2007, CAP 17021, TEL. 0182), sulla riviera di Ponente. Centro balneare molto frequentato, conserva la bella chiesa romanica di Santa Croce (XI-XII sec.). 

\alastrìm, sm. invar. Malattia simile al vaiolo causata da un virus in forma attenuata. ~ vaiolo bianco. 

\alatèrno, sm. Arbusto sempreverde utilizzato in ebanisteria. È tipico della macchia mediterranea, ma si trova anche nell'Africa settentrionale e nell'Asia sudoccidentale. 

\alàto, agg. Provvisto di ali. 

\Alàtri Comune in provincia di Frosinone (30.000 ab. nel 2007, CAP 03011, TEL. 0775). Centro commerciale (mercato di ortaggi, cereali, olive e uva). Abitata nel VI sec. a. C. dagli ernici che la chiamarono Aletrium, divenne municipio romano ed entrò quindi a far parte dello stato della Chiesa con Bonifacio IX. Vi si trovano le chiese di Santo Stefano e di Santa Maria Maggiore, del XIII sec., i resti dell'acropoli e di mura megalitiche risalenti al IV sec. Gli abitanti sono detti Alatrensi o Alatrini

\Alatri, Paolo (Roma 1928-1995) Saggista, giornalista e uomo politico italiano. Deputato parlamentare nelle file del PCI tra il 1963 e il 1967, è stato redattore capo della rivista Ulisse

\Alàudidi, sf. Famiglia di Uccelli Passeriformi che vivono nei terreni umidi. 

\Alava Provincia (310.000 ab. nel 2008) della Spagna, situata nella cordigliera Cantabrica. 

\àlba, sf. 1 La prima luce del giorno. ~ albore. <> tramonto. 2 Inizio. ~ primordi. <> declino. 
  sf. daybreak, dawn. 
  lat. alba. 
Avendo la Terra atmosfera, il lasso di tempo intercorrente tra la notte e il crepuscolo è caratterizzato da varie trasformazioni luminose, diverse in base alle località. Ciò è provocato dal fenomeno di rifrazione dei raggi solari e dalla loro diffusione nel mezzo aereo, prima che il Sole spunti. 

\Àlba (comune) Comune in provincia di Cuneo (35.600 ab. nel 2009, CAP 12051, TEL. 0173), situato al bordo settentrionale delle Langhe. Municipio romano con il nome di Alba Pompeia, di quest'epoca conserva molti resti. Occupata da longobardi e saraceni, divenne comune della Lega lombarda nel XII sec. Entrò a far parte dello stato sabaudo nel 1631, con il trattato di Cherasco. È ricca di notevoli edifici civili e religiosi, tra cui la chiesa gotica di San Domenico, del XIV sec.; il duomo di San Lorenzo, di stile gotico lombardo, del XV sec. ma ricostruito nel XIX sec., la chiesa barocca di Santa Maria Maddalena, del 1749. Fiorente centro commerciale, vino e tartufi sono tra i suoi prodotti più apprezzati e pregiati. 

\Alba (Romania) Distretto (376.000 ab. nel 2007) della Romania, capoluogo Alba Iulia. 

\Àlba Adriàtica Comune in provincia di Teramo (12.200 ab. nel 2009, CAP 64011, TEL. 0861). 

\Alba di gloria Film biografico, americano (1939). Regia di Jonh Ford. Interpreti: Henry Fonda, Alice Brady, Arleen Whelan. Titolo originale: Young Mr. Lincoln 

\Alba fatale Film western, americano (1943). Regia di William A. Wellman. Interpreti: Henry Fonda, Dana Andrews, Anthony Quinn. Titolo originale: The Ox-Bow Incident 

\Alba Iulia Città (66.800 ab. nel 2007) della Romania, nella Transilvania, capoluogo del distretto di Alba. 

\Àlba Lònga Antichissima città dl Lazio fondata da Ascanio, figlio di Enea. Fu la rivale di Roma agli inizi della sua potenza e fu da essa distrutta nel VII sec. a. C., dopo il combattimento tra gli Orazi e i Curiazi. 

\Alba tragica Film drammatico, francese (1939). Regia di Marcel Carné. Interpreti: Jean Gabin, Arletty, Jules Berry. Titolo originale: Le jour se lève 

\Alba, Fernando Álvarez de Toledo (Piedrahita 1507-Lisbona 1582) Duca, generale e uomo politico spagnolo. Fu a capo della guerra contro Francia e papato che portò al dominio spagnolo in Italia (1558). Antiprotestante, represse la rivolta antispagnola nei Paesi Bassi (1567). 

\Albacete Città (162.000 ab. nel 2006) della Spagna, capoluogo della provincia omonima. 

\Albach-Retty, Rosa (Hanau 1874-Baden 1980) Attrice drammatica austriaca. Figlia di un celebre attore, debuttò nel 1891 a Berlino. Trasferitasi a Vienna (1895), riscosse successi ininterrotti nei teatri più prestigiosi. Fu particolarmente applaudita nelle interpretazioni dei drammi di Henrik Ibsen e di Gerhart Hauptmann. 

\albagìa, sf. Boria. ~ presunzione. 

\Albagiàra Comune in provincia di Oristano (290 ab. nel 2001, CAP 09090, TEL. 0783). 

\albàgio, sm. Rozzo panno di lana usato per rivestimenti e tende. 

\albagióso, agg. Borioso, pieno d'albagia. 

\Albairàte Comune in provincia di Milano (4.150 ab. nel 2001, CAP 20080, TEL. 02). 

\albàna, sf. 1 Vitigno emiliano. 2 Il tipico vino che se ne ricava. 

\Albanèlla Comune in provincia di Salerno (6.440 ab. nel 2009, CAP 84044, TEL. 0828). 

\albanèlla, sf. Uccello (noto anche come albanella reale, Circus cyaneus) della famiglia degli Accipitridi e dell'ordine dei Falconiformi. Di colore grigio i maschi, bruno le femmine. Vive in Europa, Asia e America settentrionale. Alla stessa famiglia appartengono anche l'albanella pallida (Circus macrourus) e l'albanella minore (Circus pygargus). 

\albanèllo, sm. Vitigno siculo a uva bianca da cui si ricava il vino omonimo. 

\albanése, agg., sm. e sf. Dell'Albania; abitante, nativo dell'Albania. 
  agg. e sm. albanian. 

\Albanése, Lìcia (Bari 1913-) Soprano. Allieva di Giuseppina Baldassarre Tedeschi, esordì nel 1935 al teatro Lirico di Milano; lavorò nei principali teatri italiani, passando poi nel 1940 al Metropolitan, dove fu diretta anche da Toscanini. Fu una grande interprete delle opere di Puccini. 

\Albanési, Àlpi Catena montuosa dell'Albania, con vette che superano nella sezione centrale i 2.500 m. 

\Albanési, Piana degli [

\Albàni (colli) Gruppo di colline di origine vulcanica del Lazio dette anche Colli Laziali. Raggiungono l'altezza massima con il monte Faete (956 m). I centri della zona sono noti come Castelli Romani. Le principali risorse sono costituite da vigneti (famoso il vino), oliveti e turismo. 

\Albàni, Alessàndro (Urbino 1692-Roma 1779) Cardinale e mecenate. Dopo una missione diplomatica a Vienna, dove fu inviato nel 1720 per difendere i diritti territoriali della Santa Sede, l'anno successivo venne nominato cardinale da papa Innocenzo XIII. Nel 1727 e nel 1741 partecipò attivamente alle trattative dalle quali scaturirono i concordati tra il Regno di Sardegna e la Santa Sede. Dal 1743 fu molto vicino all'Austria, della quale nel 1744 divenne ambasciatore a Roma. Con le ricchezze accumulate grazie alle sue vaste conoscenze politiche, si dedicò al mecenatismo e riuscì in breve tempo a raccogliere nella sua villa sulla via Salaria (successivamente acquistata dai Torlonia) una vastissima collezione di opere d'arte antiche e contemporanee. 

\Albàni, Èlsa (Genova 1921-2004) Attrice drammatica il cui vero nome è Elsa Lapini. Entrata nel 1954 nella Compagnia dei Giovani, della quale facevano parte anche R. Falk, G. De Lullo, R. Valli, T. Buazzelli e A. M. Guarnieri, interpretò anche personaggi brillanti. Si è esibita al Teatro Stabile di Genova e al Piccolo Teatro di Milano. 

\Albàni, Francésco (Bologna 1578-1660) Pittore. Tra le opere Caduta di Fetonte (1609-1610, Bassano di Sutri, palazzo Giustiniani) e Annunciazione (1633, Bologna, San Bartolomeo). 

\Albanìa Repubblica della regione balcanica sudoccidentale, confina a nord con il Montenegro e la Serbia, a nord-est con la Macedonia, a sud-est con la Grecia e si affaccia sul mar Adriatico per un lungo tratto di costa. 
Il più piccolo stato balcanico è prevalentemente montuoso; le Alpi albanesi al nord si elevano oltre i 2.000 m col monte Jezerces (2.694 m), mentre il massiccio del Korab arriva fino a 2.764 m. Il paesaggio si apre in ampie valli al sud, presso il confine con la Grecia. La parte costiera pianeggiante è spesso paludosa e malsana. 
I fiumi principali sono il Drini, lo Shkumbini, il Semani e la Vjosa. 
Appartengono in parte al territorio albanese i laghi Scutari (356 km²), Ocrida (268 km²) e Prespa (288 km²). 
Il clima è mediterraneo sulla costa, mentre all'interno tende al continentale, con stagioni più differenziate e precipitazioni più copiose (sempre oltre i 1.000 mm). 
La capitale è Tirana (727.000 ab. nel 2008). Altre città sono Scutari (110.000 ab.), Elbasan (140.000 ab.), Berati, Coriza, Durazzo e Valona. Gli schipetari (albanesi) costituiscono la maggioranza della popolazione, ma sono presenti comunità di nomadi e di zingari. 
L'economia del paese è una delle più arretrate d'Europa ed è basata sull'allevamento (ovini e caprini in particolare) e sull'agricoltura: cereali (grano e riso) e coltivazioni tipiche mediterranee, oltre a barbabietola da zucchero, cotone e tabacco. 
Qualche rilevanza hanno l'industria di trasformazione dei prodotti dell'agricoltura, la pesca, sia lungo le coste che nelle acque interne, e l'industria estrattiva (nichel, rame e soprattutto cromo e petrolio). 
STORIA Terra romana, successivamente bizantina, invasa costantemente (slavi, bulgari, serbi), l'antica Illiria riceve il suo nome da Carlo d'Angiò, sbarcato nel 1270. Nel XV sec., la costa è sotto l'influenza veneziana; successivamente il paese cade sotto la dominazione ottomana, malgrado la resistenza dell'eroe nazionale Skanderberg. 
Numerose sono comunque le rivolte contro il sultano, in particolare sotto Alì Pascià di Tebelen (1822). Nel 1912-1913, l'Albania in rivolta ottiene la propria autonomia. Negli anni successivi è indipendente, viene riconosciuta dall'Italia ed entra nella Società delle Nazioni. Negli anni dal 1922 al 1939 è guidata da Hhamed Zogu, prima presidente della repubblica e in seguito re (Zog I). Dal 1939 al 1943, viene occupata dall'Italia. 
Nel 1946 è proclamata la Repubblica popolare. Diretta da Enver Hoxha, rompe con l'URSS (1961) e successivamente con la Cina (1978). Nel 1985 Ramiz Alia succede a Enver Hoxha. Nel 1990 in seguito a forti movimenti di contestazione, il regime deve impegnarsi sulla via del multipartitismo. L'anno successivo, dopo un lungo isolamento, l'Albania normalizza le proprie relazioni con i paesi occidentali. Nello stesso anno si tengono le prime elezioni legislative libere (dal 1946). L'anno successivo, l'opposizione, guidata da Sali Berisha, vince le elezioni legislative. Dopo le dimissioni di Alia, viene eletto alla guida dello stato S. Berisha. In seguito a moti popolari nel 1996 e nel 1997 che creano una forte instabilità interna, la comunità internazionale, e in particolare quella europea, decide un intervento di carattere umanitario in Albania con l'invio di truppe per distribuire aiuti e ristabilire l'ordine. Anche l'Italia partecipa attivamente. Vengono indette nuove elezioni che portano alla nomina di un governo retto da Fatos Nano e all'allontanamento di Sali Berisha. Dall'aprile del 1999 l'Albania viene coinvolta politicamente nel conflitto del Kosovo, essendo meta di migliaia di profughi in fuga dalla pulizia etnica dei serbi. 
Abitanti-3.639.000 nel 2008 
Superficie-28.748 km² 
Densità-127 ab./km² 
Capitale-Tirana 
Governo-Repubblica parlamentare 
Moneta-Lek 
Lingua-Tosco (albanese), ghego 
Religione-Musulmana, ortodossa, cattolica 

\Albàno di Lucania Comune (55,17 km², 1.550 ab. nel 2008) della Basilicata a ca. 900 metri d'altezza. Domina la valle del Basento sul versante sinistro. 

\Albàno Laziàle Comune in provincia di Roma (39.000 ab. nel 2008, CAP 85010, TEL. 0971) sui colli Albani, nelle vicinanze del lago omonimo, la cui origine risale al II sec. Vi sono resti di antiche costruzioni romane e pregevoli chiese monumentali; la chiesa della Rotonda fu costruita sui resti della villa di Domiziano. È rinomata meta turistica. 

\Albàno Sant'Alessàndro Comune in provincia di Bergamo (7.200 ab. nel 2001, CAP 24061, TEL. 035). Centro industriale (salumi, mangimi e prodotti meccanici). Gli abitanti sono detti Albanesi

\Albàno Vercellése Comune in provincia di Vercelli (340 ab. nel 2001, CAP 13030, TEL. 0161). 

\Albàno, làgo di Lago del Lazio, di origine vulcanica, nei colli Albani. Detto anche lago di Castel Gandolfo, è formato da due crateri dell'antico vulcano laziale; ha una superficie di 6 km² e una profondità massima di 170 m. Le sue acque si scaricano nel Tevere attraverso un canale artificiale sotterraneo scavato dai romani intorno al 400 a. C. 

\Albany (Australia) Centro dell'Australia (20.000 ab.), nello stato dell'Australia occidentale. Porto sul canale di Re Giorgio (King George) e stazione balneare. 

\Albany (Canada) Fiume (982 km) del Canada, nello stato dell'Ontario. 

\Albany (USA) Città (96.000 ab. nel 2000) degli USA, capitale dello stato di New York, situata sulla riva destra del fiume Hudson. Importante porto fluviale e mercato di grano, legname e petrolio. Fondata da coloni olandesi nel 1614 venne in seguito ceduta agli inglesi. 

\Albany Stolberg-Gedern, Luisa (Mons, Belgio 1753-Firenze 1824) Principessa di Stolberg e contessa di Albany. Figlia di Gustavo Adolfo di Stolberg-Gedern, andò sposa nel 1772 al pretendente al trono d'Inghilterra, Carlo Edoardo. Separatasi dal marito nel 1780, si ritirò nel convento romano delle Orsoline. Dal 1781 divenne compagna di Vittorio Alfieri e si stabilì con lui in Francia. Allo scoppio della rivoluzione francese, la coppia tornò a Firenze. Alla morte dell'Alfieri nel 1803, Luisa fece erigere per lui un monumento funebre nella chiesa di Santa Croce a Firenze, inoltre curò l'edizione postuma di alcune opere dell'Alfieri. Successivamente, aprì a Firenze un salotto che si guadagnò una fama quasi pari a quella del salotto tenuto da Madame de Staël a Coppet. In esso, ricevette, fra gli altri, A. de Lamartine, R. de Chateaubriand, A. Canova, John Russell, Thomas Moore e Ugo Foscolo. Tenne salotti anche a Roma e a Parigi. Fu sepolta in Santa Croce a Firenze, accanto all'Alfieri. 

\Albarédo Arnabòldi Comune in provincia di Pavia (200 ab. nel 2007, CAP 27040, TEL. 0385). 

\Albarédo d'Àdige Comune in provincia di Verona (5.340 ab. nel 2008, CAP 37041, TEL. 045). 

\Albarédo Per San Màrco Comune in provincia di Sondrio (365 ab. nel 2008, CAP 23010, TEL. 0342). 

\Albaréto Comune in provincia di Parma (2.240 ab. nel 2007, CAP 43051, TEL. 0525). 

\Albarétto délla Tórre Comune in provincia di Cuneo (248 ab. nel 2007, CAP 12050, TEL. 0173). 

\albaròla, sf. Vitigno coltivato sulla riviera ligure di levante. 

\albastrèllo, sm. Uccello caradriforme, tringa stagnatilis, dal becco lungo e diritto. Vive in luoghi paludosi. 

\àlbatra, sf. Frutto dell'albatro o corbezzolo. 

\àlbatro, sm. Nome comune di Uccelli Procellariformi della famiglia dei Diomedeidi, appartenenti alla specie dei generi Diomedea e Phoebetia. È un uccello marino di grandi dimensioni. Abile volatore, si nutre di pesci e molluschi 
Albatro urlatore 
Uccello (Diomedea exulans) della famiglia dei Diomedeidi e dell'ordine dei Procellariformi. Dotato di un'apertura alare di oltre 3 metri, vive nell'emisfero australe. Le uova vengono covate sia dalla femmina che dal maschio. 
  sm. albatross. 

\Albavìlla Comune in provincia di Como (6.070 ab. nel 2004, CAP 22031, TEL. 031). 

\Albay Provincia (1191.000 ab. nel 2007) delle Filippine, nell'isola di Luzon meridionale. 

\albèdo, sf. Luce incidente su un corpo celeste, che viene riflessa nello spazio; quella della Terra è compresa tra 0,35 e 0,45 e significa che la Terra riflette dal 35 al 45 % della luce che riceve dal Sole. Misurandola, si può scoprire la composizione chimica della superficie e dell'atmosfera di un corpo. 

\albeggiaménto, sm. La prima luce dell'alba. 

\albeggiàre, v. intr. Biancheggiare, a proposito della luminosità caratteristica del crepuscolo mattutino. <> annottare. 
  v. intr. to dawn. 

\Albemarle Altro nome dell'isola Isabela nell'Ecuador, la maggiore delle Galápagos. 

\Albénga Comune in provincia di Savona (24.020 ab. nel 2008, CAP 17031, TEL. 0182). Centro commerciale (mercato di fiori, di frutta e ortaggi), industriale (prodotti alimentari e cantieri navali) e turistico (balneazione, arte, monumenti). Vi si stanziarono i liguri ingauni che la chiamarono Albium Ingaunum, divenne quindi romana e nel XIII sec. passò ai genovesi. Vi si trovano il battistero paleocristiano, risalente al V sec., il palazzo Vecchio, del XIV sec., e la cattedrale di San Michele, costruita tra l'XI e il XII sec. Gli abitanti sono detti Albenganesi

\Albéniz, Isaac (Camprodon 1860-Cambo-les-Bains 1909) Compositore spagnolo. Autore di composizioni per pianoforte (tra cui Iberia 1905-1908). 

\Albèra Lìgure Comune in provincia di Alessandria (330 ab. nel 2006, CAP 15060, TEL. 0143). 

\alberàre, v. tr. Piantare ad alberi un terreno. 

\alberàta, sf. 1 Fila di alberi lungo un corso d'acqua o una strada. 2 Alberatura di una nave. 3 Sistema di coltivazione della vite, consistente nell'appoggiarla ad alberi vivi disposti in filari. 

\alberàto, agg. Fornito di alberi. ~ piantumato. <> spoglio. 

\alberatùra, sf. L'insieme degli alberi di una nave. 

\alberèllo, sm., o alberèlla, sf. 1 Pioppo bianco, nero o pioppo tremolo. 2 Piccolo albero. 3 In toscano è il nome volgare del fungo pioppino. 4 L'alberello minimo è un sistema di coltivazione della vite a potatura corta. 

\alberèllo, o albarèllo, sm. Barattolo di vetro o di maiolica dipinta utilizzato un tempo dagli speziali per tenervi i loro prodotti. 

\Albères Catena montuosa della Francia, all'estremità orientale dei Pirenei. 

\alberèta, o alberèto, sm. Terreno piantato ad alberi. 

\alberétto, sm. Sulle navi a vela, l'estremità superiore degli alberi a vele quadre. 

\albergàre, v. v. tr. Dare albergo. ~ ospitare. <> cacciare. 
v. intr. Prendere albergo, alloggio. ~ dimorare. 

\albergatóre, sm. Proprietario o gestore di un albergo. ~ locandiere. 
  sm. hotelkeeper, hotelier. 

\albèrghi della gioventù Centri organizzati per ospitare i giovani turisti con poca spesa. Il primo fu aperto nel 1909 in Vestfalia. 

\alberghièro, agg. Proprio di un albergo. 

\albergo, sm. 1 Abitazione a pagamento in cui i forestieri possono trovare alloggio. albergo della giovent¨, albergo con tariffe ridotte, appositamente per i più giovani. 2 Dimora, casa. 
  sm. hotel. 
  gotico haribergo, alloggiamento per l'esercito. 
Edificio disciplinato da norme di pubblica sicurezza, destinato ad accogliere persone, che in genere sono in transito, fornendo vitto e alloggio a pagamento. Nell'antichità, la stessa funzione era svolta dagli hospitia e dai deversoria. Le hostariae dell'XI e XII sec., davano vitto e alloggio in una stanza comune. Solo nel XIV sec. l'albergo ha acquistato le caratteristiche attuali. 

\Albergo bianco, L' Romanzo di D. M. Thomas (1981). 

\Albergo dei poveri, L' Dramma di M. Gor'kij (1902). 

\Albergo del libero scambio, L' Commedia di G. Feydeau (1894). 

\Albergo della malavita, L' Film drammatico, francese (1946). Regia di Jacques Feyder. Interpreti: Françoise Rosay, Paul Meurisse, Simone Signoret. Titolo originale: Macadam 

\Albergo Nord Film drammatico, francese (1938). Regia di Marcel Carné. Interpreti: Annabella, Arletty, Louis Jouvet, Jean-Pierre Aumont. Titolo originale: Hotel du Nord 

\Alberìco da Barbiàno (Barbiano ca. 1348-Città della Pieve 1409) Capitano di ventura. Organizzò e guidò la compagnia di ventura San Giorgio, composta da soli italiani. Combatté al servizio di papa Urbano VI (1378-1389), del duca Gian Galeazzo Visconti (1351-1402) e del re di Napoli Carlo III di Durazzo (1345-1386). Morì in battaglia. 

\Alberìco di Róma (morto nel 954) Uomo politico. Figlio di Alberico di Spoleto e di Marozia. Governatore di Roma dal 932 al 954, con il titolo di "princeps et senator Romanorum" (principe e senatore dei romani), ottenne l'elezione del figlio al soglio pontificio con il nome di Giovanni XII (955). 

\Alberìco di Spoléto (?-ca. 928) Marchese di Camerino e duca di Spoleto. Occupando il ducato di Spoleto, divenne uno dei principali feudatari italiani. Alleatosi con papa Giovanni X, batté i saraceni al Garigliano nel 915. 

\àlbero, sm. 1 Pianta perenne con fusto legnoso, che a una certa altezza si ramifica. albero da legno, da frutto. 2 Imponente fusto di legno che regge le vele sulle navi. albero maestro, il principale. 3 Organo meccanico che riceve il moto di rotazione del motore e ne effettua una trasmissione ad altre parti. 4 Rappresentazione grafica a forma di albero ~ grafo ad albero.  5 Ogni struttura costituita da un asse principale provvisto di diramazioni. 
  sm. 1 tree. 2 (naut.) mast. 3 (tecn.) shaft. 
  lat. arbor,-oris. 
Pianta con fusto eretto e legnoso e con la parte superiore ramificata e provvista di foglie. Il tronco varia per foggia e dimensioni; la corteccia può essere liscia, rugosa o fessurata. Osservando una sezione del tronco è possibile stabilire l'età della pianta, contando i tipici anelli concentrici; alcune piante (sequoie, cipressi, tassi e abeti) possono superare il migliaio di anni. Si chiamano aghifogli, gli alberi con foglie lunghe e strette come aghi; latifogli quelli con foglie espanse. Non possono vivere oltre certe quote né nelle zone subartiche e subdesertiche perché il clima non lo consente. 
In anatomia si chiama albero bronchiale l'insieme di bronchi e trachea con le relative ramificazioni; si dice invece albero vascolare il complesso delle diramazioni venose e arteriose. 
In elettrotecnica si chiama albero elettrico il dispositivo che permette l'accoppiamento e il movimento sincrono di due motori rotanti con velocità angolari differenti. 
In marina l'albero è un alto fusto, di legno o metallo, fisso allo scafo, che sostiene i pennoni e le vele. 
In meccanica è l'elemento rotante durante il funzionamento della macchina, che ha lo scopo di trasmettere la potenza. L'albero di trasmissione ha normalmente sezione circolare ed è collegato al motore direttamente (albero primario) o tramite un altro albero (albero secondario). Per consentire la rotazione attorno al proprio asse, può essere formato da sezioni coassiali, unite da giunti rigidi, o da sezioni non coassiali, tra cui il moto viene trasmesso per mezzo di giunti flessibili (giunti cardanici). Nei motori a scoppio si chiama albero a camme, o di distribuzione, il dispositivo preposto alla distribuzione della miscela e allo scarico dei gas. Esso ha forma cilindrica e supporta uno o più eccentrici (o camme) che trasformano in moto rettilineo alternato un moto rotatorio. Soprattutto nelle macchine utensili, vengono anche impiegati alberi flessibili, che consentono di trasmettere il moto rotatorio a distanza e angolazione variabile. 

\Albero cresce a Brooklyn, Un Film drammatico, americano (1945). Regia di Elia Kazan. Interpreti: Dorothy McGuire, Joan Blondell, James Dunn. Titolo originale: A Tree Grows in Brooklyn 

\Albero degli zoccoli, L' Film commedia, italiano (1978). Regia di Ermanno Olmi. Interpreti: attori non professionisti. 

\àlbero del pàne, sm. Angiosperma (Arctocarpus communis) della famiglia delle Moracee e dell'ordine delle Urticali. È originario dell'Oceania, i suoi frutti sono utilizzati come nutrimento dagli indigeni. 

\Alberobèllo Comune in provincia di Bari (11.040 ab. nel 2007, CAP 70011, TEL. 080). Centro agricolo (coltivazione di uva, olive e mandorle) e turistico (zona monumentale dei trulli) delle Murge. Gli abitanti sono detti Alberobellesi

\Alberóna Comune in provincia di Foggia (1.050 ab. nel 2008, CAP 71031, TEL. 0881). 

\Alberóni, Francésco (Piacenza 1929-) Sociologo. Tra le sue opere, Innamoramento e amore (1979), L'erotismo (1986), Genesi (1989), Gli invidiosi (1991), Valori (1993), L'ottimismo (1994) e Ti amo (1996). 

\Albers, Joseph (Bottrop, Ruhr 1888-New Haven 1976) Pittore tedesco. Tra le opere Study to told (1960, Milano, Collezione privata) e Omaggio al quadrato (Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna). 

\Albert, Parco nazionale Parco naturale (10.000 km²) nello Zaire e in parte nel Ruanda. 

\Alberta Provincia del Canada (3.183.000 ab. nel 2004) entrata nella confederazione canadese nel 1870. Il suo territorio è formato da un altopiano collinoso che, a sud-ovest, si eleva lentamente fino ai piedi delle Montagne Rocciose, a nord è occupato da vaste foreste e a sud da praterie. La popolazione vive di allevamento e di agricoltura; grano, barbabietole da zucchero e legumi sono i prodotti principali. Importante è anche la produzione mineraria per la presenza di rilevanti giacimenti di carbone, metano e petrolio. Questi ultimi sono collegati ai Grandi Laghi da un oleodotto. Il capoluogo è Edmonton. 

\Albertàzzi, Giórgio (Fiesole, Firenze 1923-) Attore e regista teatrale, cinematografico e televisivo italiano. In teatro, interpretò con successo opere del repertorio contemporaneo (Pirandello, Camus, Miller, Brancati, Moravia) e classico (Amleto, 1963; Riccardo III, 1983; Macbeth, 1988); in televisione, ebbe un notevole successo con gli sceneggiati L'idiota (1959), tratto da Dostoevskij, e Dr. Jekyll e Mr. Hyde (1969), libero adattamento da Stevenson di cui curò anche la regia. 

\Albèrti, Leòn Battìsta (Genova 1406-Roma 1472) Personaggio eclettico, si dedicò ad architettura, pittura, trattatistica. Studiò i classici e si laureò in Diritto economico. Nel 1431 fu a Roma come segretario papale; è di questo periodo il trattato pedagogico Della famiglia (1433-1441). Nel 1434 si recò a Firenze dove conobbe i maggiori esponenti del primo rinascimento (Donatello, Brunelleschi) e scrisse il trattato De pictura (1435), in cui approfondisce il problema della prospettiva. Nel 1443 papa Nicolò V gli affidò il rinnovamento di Roma e la restaurazione dei monumenti della città. A questo pontefice dedicò il De re aedificatoria (terminato nel 1450), un trattato latino in dieci libri che costituisce la prima trattazione organica di un architetto sui problemi della città del rinascimento. Le sue opere architettoniche più famose sono il Tempio Malatestiano a Rimini (1446-1450), Palazzo Rucellai (1447-1451) e parte della facciata di Santa Maria Novella (1456-1470) a Firenze, la chiesa di San Sebastiano a Mantova (1460-1472) e il disegno per la chiesa di Sant'Andrea a Mantova. Il Tempio Malatestiano è forse l'opera più alta e significativa dell'idea albertiana di architettura. Anche se il progetto, voluto da Sigismondo Pandolfo Malatesta, non fu interamente realizzato, l'opera è di valore programmatico e avvia la riflessione umanistica sulla concezione della chiesa come tempio. Rispettando la preesistente chiesa gotica, l'Alberti la rivestì audacemente di un paramento marmoreo, nel quale il puntuale riferimento alle fonti antiche (arco in facciata, arcate sui fianchi) trova la sua monumentale conclusione nel progetto della grande cupola emisferica intesa come elemento accentratore e coordinatore di tutti gli spazi dell'edificio. 

\Alberti, Rafael (Puerto de Santa Maria, Cadice 1902- ibidem 1999) Poeta. Tra le opere Marinaio a terra (1924) e Il poeta nella strada (1935). 

\Albertine scomparsa (o La fuggitiva) Romanzo di M. Proust (1927), sesto del ciclo di 7 romanzi Alla ricerca del tempo perduto (La strada di Swann; All'ombra delle fanciulle in fiore; I Guermantes; Sodoma e Gomorra; La prigioniera; Il tempo ritrovato). Il romanzo è dedicato all'amore del protagonista per Albertine, la quale, per sottrarsi alla segregazione nella quale è tenuta, fugge e muore accidentalmente. Una nuova conoscenza, Gilberte, farà dimenticare anche questo amore appassionato. Il romanzo si conclude con la notizia di due matrimoni: la figlia del sarto del barone di Charlus sposa un nobile; Robert de Saint-Loup sposa Gilberte, la figlia di Swann. Alla luce degli avvenimenti, Marcel è costretto a rivedere tutta la sua immagine statica della società. 

\Albertinèlli, Mariòtto (Firenze 1474-1515) Pittore. Tra le opere Annunciazione (1497, Volterra, Duomo). 

\Albertìni, Albèrto (Ancona 1879-Napoli 1954) Giornalista e narratore. Diresse il Corriere della Sera di Milano dal 1921 al 1925, insieme al fratello Luigi (1871-1941). Si dimise dalla direzione del giornale per il suo dissenso con il fascismo. 

\Albertìni, Luìgi (Ancona 1871-Roma 1941) Giornalista. Tra le opere Le origini della guerra del '14 (1943) e Vent'anni di vita politica (1950-1953 postumo). 

\albertìno, agg. Relativo a un personaggio di nome Alberto, con particolare riferimento a Carlo Alberto di Savoia che promulgò lo statuto albertino

\Alberto (Africa) Lago africano di circa 5.400 km² e 618 m di profondità massima, così chiamato in onore del principe consorte della regina Vittoria. Situato al confine tra Uganda e Zaire, ha come principali immissari i fiumi Semliki e Nilo Vittoria (che lo congiungono rispettivamente con il laghi Edoardo e Vittoria) e come emissario il Nilo Alberto. È circondato da foreste equatoriali al cui interno si trova il Parco Nazionale Alberto. Vi si affacciano i porti di Kasenye (Zaire) e Butiaba (Uganda). 
Alberto, parco nazionale 
Area protetta dell'Africa centrale, si sviluppa per 10.000 km² in due diversi stati africani (Zaire e Ruanda) e comprende il lago Edoardo el'Alberto, il versante ovest del monte Ruwenzori e i monti Virunga. Tra la fauna del parco, sono inclusi elefanti, leopardi, gorilla, antilopi e zebre. 

\Albèrto (santi) Nome di santi. 
Alberto da Trapani 
(Trapani ca. 1212-Messina 1307) Al secolo Alberto degli Abbati, fu frate carmelitano del convento di Trapani. La sua festa viene celebrata il 17 agosto. 
Alberto da Pontida 
(morto ca. 1095) Frate benedettino, fondò il convento di Pontida, del quale fu priore. La sua festa viene celebrata il 5 settembre. 
Alberto di Liegi 
(Liegi 1166-Reims 1192) Figlio del duca di Lorena Goffredo III, divenne vescovo di Liegi nel 1191. Fu fatto assassinare dall'imperatore Enrico VI (1165-1197). La sua festa viene celebrata il 21 novembre. 
Alberto di Quadrellis 
(morto a Lodi nel 1173) Nominato vescovo di Lodi nel 1168. La sua festa viene celebrata il 4 luglio. 
Alberto di Sarteano 
(Sarteano, Siena 1385-Milano 1450) Beato. Al secolo Alberto Berdini, fu frate dei francescani minori (1415) e si dedicò alla predicazione. La sua nomina a vicario generale dell'ordine francescano, effettuata da papa Eugenio IV nel 1441, fu respinta dal capitolo generale dell'ordine. Per incarico del papa, predicò la crociata contro i turchi (1434). La sua festa viene celebrata il 15 agosto. 
Alberto di Vercelli 
(Castel Gualtieri, Parma ca. 1149-San Giovanni d'Acri 1214) Nato da nobile famiglia, fu vescovo di Bobbio (1184), di Vercelli (1185) e patriarca di Gerusalemme (1205). Morì assassinato nel 1214 a San Giovanni d'Acri, ove aveva stabilito la sua sede, dato che Gerusalemme si trovava ancora in mano araba. Fu autore della regola degli eremiti del Monte Carmelo o Carmelitani. La sua festa viene celebrata l'8 aprile. 

\Albèrto (sovrani) Nome di duchi, principi e sovrani. 
Austria Alberto d'Asburgo 
(Vienna 1817-Arco 1895) Arciduca d'Austria. Figlio del duca Carlo, fu governatore militare dell'Austria dal 1845. Fu esonerato dalla carica in seguito ai moti del 1848 per aver fatto sparare sulla folla. Si distinse nelle campagne d'Italia a Novara (1849, prima guerra d'indipendenza italiana) e a Custoza (1866, terza guerra d'indipendenza italiana). 
Alberto I d'Austria 
(Basilea 1255-Brugg 1308) Duca d'Austria, divenne in seguito re di Germania. 
Alberto II d'Austria il Saggio (o lo Sciancato) 
(Vienna 1298-1358) Duca d'Austria dal 1330 al 1358. Figlio del re di Germania Alberto I (1250-1308), combatté contro la confederazione svizzera e conquistò la Carinzia nel 1335. Dal 1339, morti i tre fratelli Leopoldo, Federico e Ottone, si trovò a governare tutti i territori degli Asburgo. 
Alberto III della Treccia 
(Vienna 1349-Laxenburg 1395) Duca d'Austria dal 1365 al 1395. Figlio di Alberto II d'Austria, spartì con il fratello Leopoldo III i possedimenti asburgici (trattato di Neuberg, 1379) dando origine alle linee albertina e leopoldina della casa d'Asburgo. Dal 1386 riottenne il controllo di tutti i possedimenti asburgici, in quanto tutore dei nipoti minorenni. Deve il soprannome al suo particolare modo di portare i capelli. 
Alberto IV d'Asburgo il Meraviglioso o il Paziente 
(Vienna 1377-Klosterneuburg 1404) Duca d'Austria, succedette al padre Alberto III nel 1935. 
Alberto V 
(Vienna 1397-Neszmély 1439) Duca d'Austria dal 1404 al 1437, divenne poi re d'Ungheria come Alberto I (1437) e re di Germania come Alberto II (1438). 
Alberto VI d'Asburgo 
(Innsbruck 1418-Vienna 1463) Duca d'Austria, detto il Prodigo. Figlio del duca di Stiria, Ernesto il Ferreo, governò sull'Austria settentrionale e, dal 1462, anche sull'Austria meridionale. 
Baviera Alberto V di Wittelsbach 
(1528-1579) Duca di Baviera, detto il Magnanimo. Nelle controversie religiose del tempo, prese decisamente posizione a favore della Controriforma cattolica, incoraggiando l'azione dei gesuiti. Appassionato collezionista d'arte, promosse l'istituzione di una biblioteca e di un catalogo delle sue collezioni. 
Alberto IV di Wittelsbach 
(1447-1508) Duca di Baviera, detto il Saggio. Durante il suo regno promulgò varie leggi intese a preservare l'unità della Baviera, continuamente minacciata dalle spartizioni che avvenivano per esigenze dinastiche. 
Belgio Alberto I 
(Bruxelles 1875-Marche-les-Dames 1934) Re dei belgi dal 1909 al 1934, succedette a Leopoldo II. Diresse personalmente la resistenza dell'esercito belga contro l'occupazione tedesca nella prima guerra mondiale (1914), guadagnandosi la riconoscenza dei belgi. Appassionato di alpinismo, morì in un incidente di montagna. 
Alberto II 
(Bruxelles 1934-) Re dei belgi dal 1993, succeduto al fratello Baldovino I. Nel 1959 ha sposato la principessa italiana Paola Ruffo di Calabria, che gli ha dato tre figli (Filippo, Lorenzo e Astrid). 
Brandeburgo, Germania e Prussia Alberto di Ballenstedt 
(Ballenstedt 1100-Stendal 1170) Detto l'Orso, ottenne i territori baltici che avrebbero poi costituito la marca di Brandeburgo dall'imperatore Lotario (1134) e promosse la colonizzazione e l'evangelizzazione delle terre slave. 
Alberto I d'Asburgo 
(Basilea 1255-Brugg 1308) Detto Alberto Tedesco, era figlio dell'imperatore Rodolfo I. Fu duca d'Austria dal 1282, quindi, vinto Adolfo di Nassau nel 1298, fu incoronato re di Germania e dei romani. 
Alberto II di Germania 
(Vienna 1397-Neszmély 1439) Fu duca d'Austria come Alberto V dal 1404, nel 1437 succedette a Sigismondo di Lussemburgo sul trono d'Ungheria e divenne infine re di Germania dal 1438. 
Alberto di Brandeburgo 
(Ansbach 1490-Tapiau 1568) Primo duca di Prussia. Figlio di Federico di Hohenzollern, introdusse il luteranesimo nel ducato di Prussia (costituito nel 1525). Secolarizzò l'ordine teutonico, del quale fu l'ultimo gran maestro. Fondò l'università luterana di Königsberg. 
Meclemburgo Alberto VII di Meclemburgo 
(1486-1547) Duca di Meclemburgo. Condivise il potere sul ducato con i fratelli Erich ed Enrico e lo zio Baldassarre. Nelle controversie religiose del tempo, adottò una politica di equidistanza tra Riforma protestante e Controriforma cattolica. 
Monaco Alberto I 
(Parigi 1848-1922) Principe di Monaco. Succeduto al padre Carlo III nel 1870, ebbe il merito di modernizzare il principato, concedendo la costituzione nel 1911 e riorganizzando l'amministrazione del principato. Studioso di oceanografia compì numerose spedizioni di ricerca con la goletta Hirondelle, appositamente attrezzata (1873, 1887, 1905 e 1906). Grazie ai suoi lavori scientifici, in particolare sulla Corrente del Golfo e sulla cartografia oceanica, nel 1891 venne nominato membro dell'Accademia delle Scienze francese. Fondò il Museo Oceanografico di Monaco (1910), nel quale è stato collocato il numeroso materiale da lui raccolto nelle sue missioni scientifiche. 
Sassonia Alberto Federico Augusto 
(Dresda 1828-Schloss Sibyllenort 1902) Re di Sassonia. Figlio di Giovanni di Sassonia, nel 1853 sposò Carolina di Svezia. Si distinse nelle guerre contro l'Austria del 1866 e contro la Francia del 1870, come comandante delle truppe sassoni. Ottenne la promozione a feldmaresciallo alla fine della campagna di Francia. Salì al trono di Sassonia alla morte del padre (1873). 
Svezia Alberto III di Meclemburgo 
(Kloster 1340-Bad Doberan 1412) Figlio di Alberto II di Meclemburgo. Fu re di Svezia dal 1363 al 1389. Nel 1389 fu battuto a Falköping dai nobili insorti e privato del trono, a favore della regina di Danimarca, Margherita. 

\Albèrto da Campióne (sec. XV) Scultore. Attivo a Milano. Risulta documentata la sua attività nella decorazione del Duomo di Milano: è autore della statua marmorea dell'Homo Selvaticus per la navata sud, realizzata su modello del pittore Paolino da Montorfano. 

\Albèrto da Giussàno (sec. XII) Uomo d'arme lombardo, la cui figura si confonde tra storia e leggenda. Comandò la Compagnia della morte che sconfisse il Barbarossa nella battaglia di Legnano (1176). La sua figura è esaltata da Carducci nella Canzone di Legnano come eroe valoroso al servizio dell'indipendenza dei comuni italiani. 

\Albèrto da Rìpa (Ripa di Suzzara 1480-Parigi 1551) Musicista e compositore. Operò come virtuoso di liuto alla corte del re Francesco I di Francia. Compose anche originali partiture per liuto. 

\Albèrto di Aquisgràna (sec. XII) Cronista francese, canonico di Aquisgrana, conosciuto anche con il nome latino Albertus Aquensis. È autore di una Historia hierosolymitanae expeditionis (Storia della spedizione contro Gerusalemme, 1121-1158), sulla prima crociata. 

\Albèrto di Buxhövden o di Riga (1160-1229) Vescovo. Promosse una crociata per evangelizzare la Livonia e l'Estonia (1200), fondò la città di Riga (1201). 

\Albèrto di Eyb (Schloss Sommerdorf 1420-Eichstätt 1475) Umanista tedesco. Studiò in Italia e fu al servizio di papa Pio II. Tra le opere EhebŘchlein (Libriccino sul matrimonio, 1472) e Spiegel der Sitten (Specchio dei costumi, 1511). 

\Albèrto di Hohenzollern (Tangermünde 1414-Francoforte sul Meno 1486) Elettore di Brandeburgo. Fu principe di Ansbach ed elettore dal 1440 al 1476, anno dell'abdicazione a favore del figlio Giovanni. 
Alberto di Hohenzollern 
(Berlino 1490-Magonza 1545) Arcivescovo di Magonza. Indebitatosi con i banchieri Fugger, promosse la vendita delle indulgenze che determinò la contestazione da parte di Lutero nel 1517. Nominato cardinale nel 1518, aderì alla Controriforma cattolica. 

\Albèrto di Metz (sec. XI) Monaco, cronista tedesco. Tra le opere De episcopis Mettensibus (Sui vescovi di Metz, 1004-1017) e De diversitate temporum (Sulla diversitÓ dei tempi, 1022). 

\Albèrto di Sassònia (Rickmersdorf ca. 1316-1390) Filosofo. Docente a Parigi e rettore dell'università di Vienna, fu vescovo di Helberstadt. Filosofo di ispirazione occamista, fu allievo di Buridano e collega di Nicola d'Oresme. Tra le opere il Tractatus proportionum (Trattato delle proporzioni) e il Tractatus de quadratura circuli (Trattato sulla quadratura del cerchio). 

\Albèrto di Sassònia-Coburgo-Gotha (Rosenau 1819-Londra 1861) Principe consorte di Gran Bretagna e Irlanda. Figlio del duca di Sassonia-Coburgo-Gotha, nel 1840 sposò la regina Vittoria di Gran Bretagna e Irlanda (1819-1901). Seppe superare la diffidenza dovuta alle sue origini straniere, dimostrando intelligenza ed equilibrio. 

\Albèrto di Scharffenberg (sec. XIII) Poeta tedesco. Viene considerato autore della continuazione del Parzival e del Titurel di Wolfram von Eschenbach denominata JŘngerer Titurel (Titurel pi¨ recente, 1270-1278). 

\Albèrto di Stade (fine sec. XII-ca. 1261) Cronista tedesco, frate minore. Abate del monastero benedettino di Santa Maria di Stade, passò successivamente all'ordine dei frati minori francescani. È autore degli Annales Stadenses (Annali di Stade, 1256), ricchi di notizie sulla storia tedesca e sulla storia danese dal 1201 al 1256. 

\Albèrto Gandìno o Albèrto da Gandìno (Crema ca. 1250-dopo il 1310) Giurista. Svolse attività giuridica presso i comuni di Bologna e di Firenze. È autore di due trattati Tractatus de maleficiis (Trattato dei delitti) sulla repressione dei reati e Quaestiones statutorum con cui tenta una sistemazione del diritto processuale e penale. 

\Albèrto I di Brunswick (1236-1279) Figlio di Ottone il Fanciullo, nella divisione dei possedimenti ereditati dal padre con il fratello Giovanni (1267) ricevette il ducato di Brunswick. 

\Albèrto Màgno (Lauingen, Svevia ca. 1200-Colonia 1280) Santo. Filosofo e teologo. Nato dalla nobile famiglia dei conti Bollstädt, entrò nell'ordine domenicano. Studiò a Padova (1223). Insegnò teologia a Parigi (1245-1248) e poi a Colonia (1248-1254). A Parigi ebbe San Tommaso d'Aquino (1226-1274) tra gli allievi. Nel 1256 fu ad Anagni per difendere gli ordini mendicanti contro i professori dell'università di Parigi, di cui s'era fatto portavoce Guglielmo di Sant'Amore. Fu nominato vescovo di Ratisbona nel 1260. Nel 1270 si stabilì definitivamente a Colonia, dove morì all'età di 80 anni. Venne canonizzato da Pio XI nel 1931. Nel 1941 Pio XII lo nominò patrono dei cultori di scienze naturali. La sua festa viene celebrata il 15 novembre. 
Ricevette l'appellativo di doctor universalis per l'ampiezza del suo sapere. L'interesse speculativo di Alberto Magno abbraccia tutto il sapere filosofico-scientifico. Per primo introdusse nella cultura medievale lo studio del filosofo pagano Aristotele, riconoscendo che l'intelletto è capace di operare in modo autonomo, anche senza illuminazioni divine. Su questa base ottenne una sempre più netta distinzione tra teologia (fondata sulla rivelazione) e filosofia (fondata sulla ragione). Così l'autorità dei padri della chiesa veniva limitata al campo della rivelazione. 
Gli scritti lasciati da Alberto Magno sono numerosissimi. Oltre a quelli teologici, comprendenti commenti e parafrasi alla Bibbia, a Dionigi l'Areopagita, al Liber Sententiarum (Libro delle Sentenze) del teologo Pietro Lombardo (1100-1160), compì un fondamentale lavoro di commento alle opere di Aristotele (da lui conosciuto nelle traduzioni arabo-latine di Gherardo da Cremona e di Michele Scoto) in grado di far testo in tutte le università medievali. Tra le innumerevoli opere De coelo et mundo (Sul cielo e sul mondo), De proprietatibus elementorum (Sulle proprietÓ degli elementi), De mineralibus (Sui minerali), De anima (Sull'anima), De unitate intellectus contra Averroem (Sull'unitÓ dell'intelletto contro AverroŔ), Summa Theologiae (Compendio di teologia), Summa de creaturis (Trattato sulle creature). 

\Albèrto V d'Este (1343-1393) Signore di Ferrara e Modena dal 1361 al 1388, insieme al fratello Niccolò II. Fondò l'università di Ferrara (1391). 

\Albèrto, canàle (in onore del re Alberto I, 1875-1934) Canale navigabile, lungo 129 km, che attraversa una regione del Belgio ricca di insediamenti industriali e minerari, da Liegi ad Anversa. Navigabile da naviglio fino a 2000 tonnellate di stazza, svolge un intenso traffico. Opera realizzata tra il 1929 e il 1939. 

\Albèrto, làgo di Lago morenico nelle colline della Brianza. 

\Alberton Città (205.000 ab. nel 2007) della repubblica Sudafricana, nel Transvaal. 

\Albése cón Cassàno Comune in provincia di Como (3.990 ab. nel 2001, CAP 22032, TEL. 031). 

\Albettóne Comune in provincia di Vicenza (2.120 ab. nel 2007, CAP 36020, TEL. 0444). 

\Àlbi Comune in provincia di Catanzaro (1.105 ab. nel 2001, CAP 88050, TEL. 0961). 

\Albiàno Comune in provincia di Trento (1.490 ab. nel 2007, CAP 38041, TEL. 0461). 

\albiàno, sm. Piano superiore del Cretaceo inferiore compreso tra l'Aptiano e il Cenomaniano. 

\Albiàno d'Ivrèa Comune in provincia di Torino (1.740 ab. nel 2009, CAP 10010, TEL. 0125). 

\Albiàte Comune in provincia di Monza e della Brianza (6.120 ab. nel 2008, CAP 20042, TEL. 0362). 

\albicòcca, sf. Frutto dell'albicocco. 
  sf. apricot. 

\albicocchéto, sm. Terreno coltivato ad albicocchi. 

\albicòcco, sm. Albero fruttifero della famiglia delle Rosacee (Prunus Armeniaca), importato dalla Cina e caratterizzato da foglie lanceolate e da frutti gustosi e di color arancione. 
  sm. apricot tree. 

\Albidóna Comune in provincia di Cosenza (1.600 ab. nel 2008, CAP 87070, TEL. 0981). 

\albigése, agg. e sm. 1 Della città francese di Albi. 2 Che, chi seguiva l'eresia catara diffusa dalla città di Albi. 

\Albignàsego Comune in provincia di Padova (22.050 ab. nel 2009, CAP 35020, TEL. 049). Centro agricolo (coltivazione di cereali e uva) e industriale (prodotti dell'abbigliamento e industrie meccaniche). Gli abitanti sono detti Albignaseghesi

\albinàggio, sm. Diritto che consentiva al signore feudale di raccogliere l'eredità dello straniero non naturalizzato, albinus, che fosse morto entro il territorio sottoposto alla sua sovranità. 

\Albinèa Comune in provincia di Reggio Emilia (8.270 ab. nel 2007, CAP 42020, TEL. 0522). 

\Albìni, Frànco (Robbiate 1905-Milano 1977) Architetto. Tra le opere il palazzo della Rinascente a Roma (1957-1961). 

\albinìsmo, sm. 1 Fenomeno legato all'assenza di pigmentazione della pelle, capelli, peli o iride nell'uomo. 2 Carenza di clorofilla nelle piante che provoca foglie di colore bianco. 
  deriv. da albino
Malattia costituzionale ereditaria (acromia), caratterizzata dall'assenza, totale o parziale, del pigmento cutaneo e pilifero, o melanina, con conseguente decolorazione della pelle, degli occhi e dei capelli. Negli animali superiori, la pupilla appare di colore rosso, la pelle è sottile e rosea, i peli e i capelli sono molto fini e chiari. Esiste anche un albinismo delle piante, sempre ereditario, causato da un difettoso processo di formazione del pigmento clorofilliano; la pianta affetta, o parti di essa, appare bianca. 

\albìno, agg. e sm. Chi è affetto dalla mancanza di pigmentazione di pelle e peli. 

\Albìno Comune in provincia di Bergamo (17.800 ab. nel 2006, CAP 24021, TEL. 035). Centro industriale (prodotti tessili, cementiferi ed elettromeccanici) della val Seriana. Gli abitanti sono detti Albinesi

\Albinóni, Tommàso (Venezia 1671-1750) Compositore e violinista. Di famiglia agiata, visse e lavorò a Venezia. Dei suoi quarantotto melodrammi, ci sono pervenuti solo i libretti e un certo numero di arie. È conservata la sua produzione strumentale, ancora oggi apprezzata per la grande inventiva e l'ampiezza lirica dei tempi lenti. Autore di concerti, tra cui quelli per uno o due oboi solisti, archi e continuo (Concerti a cinque, op. V e op. IX, 1715 e 1722), di sinfonie a quattro e di sonate. 

\Albiòlo Comune in provincia di Como (2.260 ab. nel 2001, CAP 22070, TEL. 031). 

\albiònico, agg. e sm. Inglese. ~ britannico. 

\Albisòla Superióre Comune in provincia di Savona (10.760 ab. nel 2007, CAP 17013, TEL. 019). Centro agricolo (coltivazione di frutta e ortaggi) e industriale (prodotti ceramici, alimentari e cosmetici). Vi si trova la chiesa di San Nicolò, del XII sec. Gli abitanti sono detti Albisolesi

\Albissòla Marìna Comune in provincia di Savona (5.630 ab. nel 2007, CAP 17012, TEL. 019). 

\albìte, sf. 1 Alluminosilicato di sodio di formula Na[AlSi3O8]. Appartiene ai feldspati triclini plagioclasi. 2 Miscela esplosiva composta di nitrato d'ammonio, nitroguanidina e nitrato di guanidina. 

\albitìte, sf. Roccia intrusiva costituita prevalentemente da albite; si è formata tramite un processo di metasomatosi da sieniti e dioriti. 

\Albizzàte Comune in provincia di Varese (5.010 ab. nel 2008, CAP 21041, TEL. 0331). 

\àlbo, agg. e sm. agg. 1 Bianco. 2 Detto di foglia, frutto o fiore tendente al bianco. 
sm. 1 Quadro per l'affissione di atti o avvisi. ~ bacheca. 2 Elenco ufficiale degli abilitati all'esercizio di una professione. ~ registro. albo dei medici, albo degli avvocati. 3 Fascicolo, giornaletto illustrato. ~ fumetto. albo di Topolino. 
  sm. 1 (registro) register, roll. 2 (affissioni) notice board. 
  lat. album, albus bianco. 

\albo signando lapillo Espressione latina che significa "da segnare con un sassolino bianco". Indica un giorno particolarmente felice che, secondo l'usanza romana, veniva contrassegnato con una pietruzza bianca. 

\Àlbo, mónte Rilievo calcareo della Sardegna, culmina a 1.127 m nella Punta Catirina. 

\Alboìno (?-Verona 572) Re dei longobardi, figlio di Audoino al quale succedette intorno al 560. Guidò il suo popolo nella vittoriosa campagna d'Italia (569) durante la quale solo Pavia gli tenne testa, capitolando solo dopo tre anni di assedio (571); proclamatosi re d'Italia a Milano (settembre 569) si insediò a Verona. Secondo la leggenda, morì assassinato in una congiura ordita dalla moglie Rosmunda, che vendicò così la morte del proprio padre, il re Cunimondo, ucciso dallo stesso Alboino. Si alleò agli avari e lottò e vinse i gepidi. 

\albomicìna, sf. Antibioticoricavato da Actinomyces subtropicus utilizzato per combattere la polmonite lobare, le otiti, la scarlattina e le endocarditi batteriche. 

\Albonése Comune in provincia di Pavia (510 ab. nel 2007, CAP 27020, TEL. 0384). 

\alboràda, sf. Composizione musicale originaria della Galizia eseguita da un rustico oboe e da un tamburello. 

\albóre, sm. 1 Il primo biancheggiare della luce all'alba. 2 Fase iniziale di un periodo o di una vicenda storica. ~ primordi. 

\alborèlla, sf. Genere di Pesci Teleostei ascritto alla famiglia dei Ciprinidi, il suo nome latino è Alburnus. Vive in branchi numerosi; è molto diffuso nelle acque dolci dell'Europa. Il corpo raggiunge i 20 cm di lunghezza, è slanciato e rivestito di esili squame argentee. In Italia sono diffuse l'alborella alpina, o Alburnus alburnus, e l'alborella italica, o Alburnus vutturius

\Alboréto, Michèle (Milano 1956-) Pilota di Formula 1. 

\Alborg Città (122.000 ab. nel 2009) della Danimarca, capoluogo della contea di Nordjylland. 

\Albornoz, Egidio (Cuenca 1310 ca.-Viterbo 1367) Cardinale e diplomatico spagnolo. Preparò il ritorno di Urbano V di Avignone restaurando l'autorità papale nello stato pontificio. 

\Albosàggia Comune in provincia di Sondrio (3.080 ab. nel 2001, CAP 23100, TEL. 0342). 

\Albrìci, Vincènzo (Roma 1631-Praga 1696) Compositore. Maestro di cappella in varie città europee, tra cui Lipsia e Praga, fu autore di apprezzati pezzi sinfonici e sonate. 

\Albrìzzi Teotòchi, Isabèlla (Corfù 1760-Venezia 1836) Famoso fu il suo salotto di Venezia, frequentato da I. Pindemonte, U. Foscolo, G. Byron e V. Alfieri. Scrisse vivaci Ritratti di questi ultimi (1807). 

\albùgine, sf. 1 Muffa bianca che si forma sui vegetali. 2 Distrofia caratterizzata da macchie biancastre sulle unghie e sulla cornea. 

\albugìnee Sottofamiglia di Funghi Ascomiceti oomicetali cui appartiene l'unico genere Albugo. Appartiene alla famiglia delle Peronosporacee. 

\albugìneo, agg. Relativo alle membrane particolarmente bianche. 

\Albugnàno Comune in provincia di Asti (540 ab. nel 2009, CAP 14020, TEL. 011). 

\albùgo, sf. Genere di Albuginee cui appartiene l'Albugo candida, parassita delle Crucifere e delle Capparidacee. Provoca la malattia detta ruggine bianca. 

\Àlbula Passo (2.312 m) della Svizzera, nelle Alpi retiche. 

\àlbula, sf. Genere di Pesci Teleostei con corpo fusiforme e capo ricoperto da piccole scaglie argentee. Appartiene alla famiglia degli Albulidi. 

\àlbum, sm. invar. Quaderno o volume rilegato in cui si raccolgono fotografie, firme, francobolli. ~ raccoglitore. 
  sm. 1 album. 2 (dis.) sketch book. 

\albùme, sm. La parte più chiara in cui si trova immerso il tuorlo rosso dell'uovo. 
  sm. albumen. 
  lat. albumen,-inis, deriv. da albus bianco. 
Membrana che avvolge il tuorlo dell'uovo di Uccelli e rettili; contiene albumina e ha proprietà protettive e nutritive. 
In botanica si chiama albume il tessuto vegetale che riveste il seme delle piante. Ricco di sostanze proteiche, aleurone, amido e grassi, ha la funzione di accumulare sostanze di riserva per quando l'embrione si svilupperà, oltre che di filtrare il materiale nutritivo proveniente da altre parti dell'ovulo. Prende anche il nome di endosperma. Nelle Gimnosperme è detto endosperma primario; nelle Angiosperme è detto endosperma secondario in quanto si forma, dopo la fecondazione, dalla fusione di uno dei due nuclei spermatici con il nucleo secondario femminile. 

\albuminàto, sm. Termine generico che identifica una combinazione di un'albumina con un'altra sostanza. 

\albumìne Gruppo di proteine semplici solubili in acqua, presenti in tutti i tipi di organismi viventi, ma più diffuse nel mondo animale. Vengono impiegate in campo farmaceutico, alimentare, tessile e fotografico. Tra le principali albumine animali, si annoverano la sieroalbumina, contenuta in grande quantità nel plasma sanguigno, l'ovoalbumina, contenuta nell'albume, e la lattoalbumina, sostanza proteica contenuta nel latte. In particolare, la sieroalbumina è una proteina globulare, preposta alla regolazione della pressione osmotica del sangue, che svolge anche la funzione di vettore di varie sostanze (come bilirubina, calcio, acido urico) e farmaci (quali barbiturici, aspirina, anticoagulanti). Nel mondo vegetale, solo i legumi e i cereali hanno un contenuto apprezzabile di albumine. 

\albuminocolìa, sf. Escrezione patologica di albumina attraverso la bile. 

\albuminòide, agg. e sm. Relativo a certi protidi che presentano solo alcune caratteristiche reazioni delle albumine, senza avere la loro struttura. 

\albuminòmetro, sm. Apparecchio utilizzato per dosare l'albumina in un liquido fisiologica come l'urina. 

\albuminóso, agg. 1 Ricco di albumina. 2 Simile all'albumina. 

\albuminurìa, sf. Escrezione patologica di albumina attraverso l'urina. 

\albuminùrico, agg. e sm. 1 Che, chi è affetto da albumina. 2 Relativo all'albuminuria. 

\albumòsa, sf. Polipetide che si forma per idrolisi incompleta di una proteina. 

\albumosùria, sf. Presenza di albumose nelle urine. La si può rilevare con il calore. 

\Albuquerque Città (522.000 ab. nel 2008) degli USA, nello stato del New Mexico, sul fiume Rio Grande. Centro commerciale, industriale e base sperimentale per la ricerca atomica e missilistica. Sede di un'importante università. 

\Albuquerque, Afonso de (Alhandra 1453-Goa 1515) Navigatore portoghese. Occupò Goa, Malacca e Hormuz garantendo così il dominio sull'oceano Indiano. 

\albùrno, sm. La zona più superficiale, e quindi più giovane, del legno in cui si trovano funzionanti i vasi conduttori. 

\Albùrno, mónte Massiccio calcareo (1.742 m), nell'Appennino meridionale. 

\Albuzzàno Comune in provincia di Pavia (3.110 ab. nel 2007, CAP 27010, TEL. 0382). 

\àlca, sf. Genere di Uccelli Caradriformi della famiglia degli Alcidi. 

\alcaìco, agg. e sm. (pl. m.-ci) Relativo ad alcuni versi di una strofe tetrastica utilizzata largamente da Orazio ma che si ritiene inventata da Alceo. 

\Alcalá de Henares Città (204.000 ab. nel 2006) della Spagna, nella provincia di Madrid. 

\Alcalá Zamora y Torres, Niceto (Priego 1877-Buenos Aires 1951) Primo presidente della repubblica spagnola (1931) deposto nel 1936. 

\alcàlde, o álcade, sm. Antico funzionario di giustizia nei paesi spagnoli. Attualmente è il sindaco. 

\alcalescènte, agg. Relativo a una sostanza poco alcalina. 

\àlcali, sm. invar. Nome generico dato agli idrossidi dei metalli alcalini e all'idrossido d'ammonio. 

\alcalimetrìa, sf. Determinazione della quantità di base in una soluzione. 

\alcalinità, sf. Carattere chimico di sostanza con proprietà degli alcali. 

\alcalinizzàre, v. tr. Rendere alcalino. 

\alcalìno, agg. 1 Che ha qualità di alcali. ~ basico. <> acido. 2 Si dice di roccia eruttiva ricca di metalli alcalini. 
Sono alcaline quelle sostanze che, sciogliendosi in acqua, liberano idrossidoioni in numero maggiore rispetto agli idrogenioni; rendeno di colore blu la cartina di tornasole e di colore rosso la fenolftaleina. 
Metalli alcalini 
Metalli leggeri che appartengono al primo gruppo del sistema periodico: comprendono litio, sodio, potassio, rubidio, cesio e francio. In virtù delle loro caratteristiche fisiche e chimiche, sono accomunati da ridotta temperatura di fusione, scarsa durezza, basso potenziale di ionizzazione e reattività chimica elevata. Queste peculiarità facilitano enormemente la loro ossidazione in ioni monovalenti che, reagendo con l'acqua, danno origine ai corrispondenti idrossidi e formano soluzioni molto alcaline. 
Metalli alcalino-terrosi 
Metalli leggeri appartenenti al secondo gruppo del sistema periodico: comprendono berillio, magnesio, calcio, stronzio, bario e radio. Inesistenti in natura allo stato elementare, si differenziano dai metalli alcalini perché la loro ossidazione produce ioni bivalenti. I corrispondenti idrossidi sono mediamente solubili in acqua, a eccezione di quelli derivati da berillio e magnesio, che forniscono soluzioni scarsamente alcaline. 

\alcalòide, sm. Base organica azotata, di origine vegetale, che contiene uno o più gruppi NH2. Gli alcaloidi sono potenti eccitatori e regolatori delle funzioni organiche; sono tutti tossici o velenosi e vengono impiegati, in piccole dosi, in campo medico. Ricavati da specie di famiglie diverse appartenenti alle Dicotiledoni, i più noti alcaloidi vegetali sono caffeina, papaverina, morfina, cocaina, nicotina e atropina; l'eroina è invece uno dei più noti alcaloidi ottenuti per sintesi. 

\alcalòsi, sf. Aumento della riserva alcalina nel sangue. 

\Alcàmene (Seconda metà del V sec. a. C.) Scultore greco. Tra le opere Progne e Iti (ca. 420, Atene, Museo dell'Acropoli) ed Ermete Propileo (Istanbul, Museo delle Antichità). 

\Àlcamo Comune in provincia di Trapani (45.650 ab. nel 2007, CAP 91011, TEL. 0924) che sorge a 258 m di altezza, sulle falde del monte Bonifato, presso il golfo di Castellammare. Fondata dagli arabi nel IX secolo, nel 1233 fu ricostruita da Federico II di Svevia ai piedi del monte. È un centro di produzione vinicola e di lavorazione del travertino. 

\alcàno, sm. Idrocarburo saturo, cioè senza doppi o tripli legami, detto anche paraffina. La sua formula generale è CnH2n+2. Gli alcani contenenti fino a trenta atomi di carbonio, sono i principali componenti della frazione idrocarburica del petrolio. 

\Alcàntara Fiume (48 km) della Sicilia orientale, nasce dai monti Nebrodi e sfocia nel mar Ionio. 

\alcantara, sf. invar. Nome commerciale di un tipo di tessuto artificiale simile al velluto usato specialmente nell'arredamento. 

\alcàntara, òrdine d' Ordine religioso e militare spagnolo. Fondato nel 1156, adottò la regola cistercense. Dopo alterne vicende fu definitivamente ristabilito dal generale Franco nel 1936. 

\alcaptóne, sf. Sinonimo di acido omogentisiaco. 

\alcaptonùria, sf. Presenza di alcaptoni nelle urine. 

\Alcàra Li Fùsi Comune in provincia di Messina (2.470 ab. nel 2001, CAP 98070, TEL. 0941). 

\Alcatraz Isola rocciosa degli USA, nella baia di San Francisco, in California. Fu sede dal 1934 al 1964 di un famoso penitenziario federale. 

\alcàzar, sm. Fortezza spagnola sede del governatore della città. 
  dall'arabo al-qasr, fortezza. 

\àlce, sf. Mammifero (Alces alces) della famiglia dei Cervidi e dell'ordine degli Artiodattili. Vive nelle boscaglie del nord dell'Eurasia e del Nordamerica. Abile nuotatrice, si nutre di vegetali. Il colore del suo pelo può variare dal marrone al nero. L'esemplare maschio è provvisto di ampie corna ramificate che perde e sostituisce una volta all'anno. Può raggiungere e superare i 2 m di altezza e pesare fino a 800 kg circa. 
  sf. elk. 

\Alcèo (Mitilene 630-550 a. C.) Poeta monodico greco di famiglia aristocratica. Partecipò intensamente alla lotta politica contro i tiranni Mirsilo e Pittaco e perciò fu obbligato all'esilio. Lo stesso Pittaco lo richiamò in patria, dove visse fino alla fine dei suoi giorni. Della sua opera in dieci libri, ci sono giunti solo 160 frammenti, in eolico letterario, nei quali, a temi militari si alternano motivi conviviali e amorosi. Utilizza una grande varietà di ritmi, con prevalenza della strofa alcaica, di cui è inventore. 

\Alceste Opera in tre atti di Ch. W. Gluck, libretto di R. de Calzabigi (Vienna, 1767). 
Alceste 
(o Il trionfo di Alcide) Opera in cinque atti di J. B. Lully, libretto di Ph. Quinault (Parigi, 1764). 

\Alcèsti Nella mitologia, moglie di Admeto, re di Tessaglia. Voleva sacrificarsi al posto di lui, ma Eracle la strappò dall'Ade. Fu soggetto di tragedie di Euripide, Racine e Alfieri. 

\Alcesti (letteratura) Tragedia di Euripide (438 a. C.). 

\alchechèngi, sm. Angiosperma (Physalis alchechengi) della famiglia delle Solanacee e dell'ordine delle Tubiflore. Viene coltivato a scopo ornamentale; il suo frutto è commestibile. 

\alchèmico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che riguarda l'alchimia. 2 Che si produce per alchimia. 3 Complicato, misterioso. 

\alchemìlla, sf. Genere di piante erbacee cosmopolite con piccoli fiori riuniti in corimbi. Appartiene alla famiglia delle Rosacee. 

\alchène, sm. Idrocarburo insaturo a doppio legame, detto anche olefina, di formula generale CnH2n. Il nome deriva dall'alcano corrispondente con sostituzione del suffisso-ano in-ene. Si ottengono essenzialmente dal cracking del petrolio e vengono impiegati per produrre plastiche (polietilene, teflon, polistirene) e fibre sintetiche. 

\alchèrmes, sm. invar. Liquore dolce di colore rosso a base di erbe aromatiche. 

\Alchevsk Città (116.000 ab. nel 2006) dell'Ucraina, nella provincia di Lugansk. 

\alchìdico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alle resine sintetiche ricavate per condensazione di un alcool polivalente con un acido poibasico organico o una sua anidride. 

\alchilammìna, sf. Composto organico derivato dall'ammoniaca per sostituzione di uno, due o tre atomi di idrogeno con altrettanti radicali alchilici. 

\alchilaziòne, sf. Reazione mediante la quale si introducono alchili (radicali quali metili, etili ecc.) nelle molecole di un composto organico o inorganico. Grazie a catalizzatori acidi, la reazione avviene generalmente su idrocarburi allo scopo di ottenere combustibili per motori. Gli idrocarburi usati possono essere olefinici o aromatici; nel secondo caso i catalizzatori sono olefine e si ottengono dalla reazione chimica gli alchilobenzeni. 

\alchìle, sm. Radicale chimico instabile. Identifica una molecola che, perso un atomo di idrogeno, reagisce con facilità con altre molecole. 

\alchìlico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a un alchile. 

\alchimìa, sf. 1 Pratica medievale che si proponeva di trasformare i metalli in oro e di trovare l'elisir di lunga vita. 2 Manovra sottile, capziosa, non chiara. ~ espediente. 
  arabo (san 'a) al-kimiya, (arte della) pietra filosofale. 
Disciplina di tipo magico religioso, praticata nell'antichità e nel medioevo, che cercava di individuare le mitiche sostanze aventi le proprietà di trasformare i metalli in oro, di dare all'uomo l'eterna giovinezza e di trovare il rimedio per tutti i mali; queste sostanze erano la pietra filosofale e l'elisir di lunga vita. Sviluppatasi quasi contemporaneamente in Egitto e in Cina verso il V sec. a. C., l'alchimia trasse ispirazione dalle speculazioni dei filosofi greci (come la teoria della perfezione di Aristotele) e si diffuse gradualmente in tutto il Mediterraneo. Nel periodo compreso tra il IX e il XIII sec. si sviluppò una scuola araba di alchimia, che pose le basi della moderna farmacia. Importata in Europa nel XV secolo, la pratica alchemica contribuì alla scoperta di numerosi composti chimici e annoverò seguaci illustri, come Ruggero Bacone, Alberto Magno, Tommaso d'Aquino e Paracelso. L'evoluzione degli studi di alchimisti quali Bacone e Paracelso e la scoperta di nuove sostanze hanno dato un considerevole apporto allo sviluppo della chimica nel XVIII sec. 

\alchimìsta, sm. e sf. Chi esercitava l'alchimia. 

\Alchimista, L' Dramma di B. Jonson (1610). 

\alchimìstico, agg. Chi si riferisce all'alchimia e agli alchimisti. 

\alchimizzàre, v. tr. Trasformare con procedimenti alchimistici. 

\alchìno, sm. Ognuno dei carburi acetilenici insaturi, a triplo legame. Corrisponde alla formula generale CnH2n-2 ed è isomero degli idrocarburi dienici, contenenti cioè due doppi legami. Il nome è determinato dall'alcano relativo, con sostituzione del suffisso-ano in-ino. L'acetilene è un alchino essenziale in campo industriale. 

\Alciàti, Andrèa (Alzate Brianza 1492-Pavia 1550) Giurista e letterato italiano. Dopo aver compiuto i propri studi a Bologna, si trasferì prima a Milano e poi in Francia, dove insegnò diritto civile ad Avignone e a Bourges. Divenne famoso in tutta Europa per le sue opere giuridiche (trattati di diritto canonico e commentari al Digesto) e per l'Emblemata (1531), una raccolta di allegorie morali illustrate. 

\Alcibìade (Atene 450-404 a. C.) Esponente della nobile famiglia degli Eupatridi, discepolo di Socrate, si dedicò presto alla politica assumendo la guida del partito democratico. Nominato stratego, partecipò alla guerra del Peloponneso e spinse Atene ad allearsi con Argo contro Sparta, fino alla sconfitta di Mantinea (418). Nel 415 allestì una spedizione contro Siracusa ma, accusato di aver mutilato le erme sacre, fuggì a Sparta convincendola ad aiutare Siracusa contro la propria patria. Perso presto anche il favore di Sparta, rientrò ad Atene appoggiato dai democratici della flotta di Samo. Dopo le vittorie di Abido (411) e Cizico (410), ripristinò i privilegi di un tempo: eletto nuovamente stratego, divenne, praticamente, dittatore di Atene. Alcune sfortunate spedizioni segnarono il suo declino: costretto all'esilio, fu ucciso dai suoi avversari. 

\àlcidi Famiglia di Uccelli dei Caradriformi, diffusa lungo le coste dei mari artici (Atlantico, Pacifico settentrionale, mar Glaciale Artico). Simili ai pinguini, hanno dimensioni piccole o medie, corpo tozzo, piedi palmati, ali ridotte, becco robusto. Ottimi nuotatori, si nutrono di pesci, plancton, molluschi, crostacei e vermi. Le specie più conosciute sono la pulcinella di mare, la gazza marina, le urie e l'alca, ormai estinta. 

\alcifòrmi Genere di Uccelli marini tuffatori e rapidi volatori. 

\Alcina Opera in tre atti di G. F. Händel, libretto anonimo (Londra, 1735). 

\Alcìnoo Nella mitologia, re dei feaci. Accolse con ospitalità Ulisse naufrago (Odissea). Fu padre di Nausicaa. 

\Alcionàri Ordine di Celenterati Antozoi marini e coloniali, con otto tentacoli e otto setti mesenterici. Appartiene alla sottoclasse degli Ottocoralli. 

\Alcióne (astronomia) Stella di colore blu bianco, nella costellazione del Toro, riscontrabile nell'ammasso aperto delle Pleiadi. Ha magnitudine 3. 

\Alciòne (mitologia) Nella mitologia, figlia di Eolo. Alla notizia del naufragio del marito si gettò in mare e fu trasformata da Zeus in uccello marino. Diede nome a una delle Pleiadi. 

\alciònio, agg. 1 Relativo all'alcione. 2 Riferito dagli antichi greci alla parte orientale del golfo di Corinto. 

\Alciòpidi Famiglia di Anellidi Policheti erranti adatti alla vita pelagica. Prendono nome dal genere Alciopa

\àlclad, sm. Nome attribuito a una lega costituita di duralluminio rivestito di alluminio puro. 

\Alcmàne (VII sec. a. C.) Poeta greco. Tra le opere Parteni, Peani, Inni (frammenti). 

\alcmànio, agg. e sm. Relativo a un verso che si pensa inventato da Alcmane. 

\Alcmèna Nella mitologia fu sposa di Anfitrione. Zeus, invaghitosi della sua bellezza, prese le sembianze del marito e con lei generò Eracle. 

\Alcoforado, Mariana (Beja 1640-1723) Monaca portoghese. Famosa per alcune lettere d'amore attribuitele, notevoli per l'intensità della passione. 

\àlcol, sm. Sostanza organica che contiene ossidrili. alcol etilico, viene ottenuto per distillazione dal vino. Alcol denaturato, reso non commestibile mediante sostanze sgradevoli. 
  sm. alcohol. 
  arabo al-khul, polvere per annerire le sopracciglia. 
Composto organico caratterizzato dalla presenza di uno o più gruppi ossidrilici-OH; deriva dagli idrocarburi per sostituzione di uno o più atomi di idrogeno con altrettanti gruppi ossidrilici. Gli alcoli si dicono primari se l'ossidrile è legato a un atomo di carbonio che porta altri atomi di idrogeno (-CH2OH); secondari se l'ossidrile è legato a un atomo di carbonio che porta un atomo di idrogeno (-CHOH); terziari se non c'è idrogeno legato all'ossidrile (-COH). La riduzione delle aldeidi dà sempre un alcol primario; quella dei chetoni un alcol secondario. Si dicono alcoli superiori quelli che hanno più di sei atomi di carbonio. Gli alcoli vengono impiegati principalmente come solventi.  

\alcòlico, agg. e sm. agg. 1 Di alcol. 2 Che contiene alcol. ~ inebriante. <> analcolico. 
sm. Bevanda contenente alcol. 
  agg. alcoholic. sm. (bevanda alcolica) alcoholic drink. 

\alcolìmetro, sm. Strumento per misurare la percentuale di alcol contenuta in un liquido. 

\alcolìsmo, sm. Abuso continuato di bevande alcoliche tale da causare uno stato patologico. ~ etilismo, sindrome di alcol-dipendenza. 

\alcolìsta, sm. e sf. Persona che abitualmente fa abuso di bevande alcoliche. ~ alcolizzato. <> astemio. 

\alcolizzàre, v. tr. 1 Rendere alcolico. 2 Intossicare con abuso di bevande alcoliche. 

\alcolizzàrsi, v. rifl. Diventare alcolizzato. 

\alcolizzàto, agg. e sm. Chi è affetto da alcolismo. ~ etilista. 
  agg. e sm. alcoholic. 

\àlcool "alcol" 

\alcoolàto, sm. Composto ottenuto per sostituzione dell'idrogeno della funzione alcoolica con un metallo. ~ alcossido. 

\alcoolatùro, sm. Tintura ricavata dalla macerazione di una o più piante fresche con l'alcool. ~ tintura madre. 

\alcoolemìa, sf. Presenza nel sangue di alcool, in particolare etilico. Si rivela dallo stato di ubriachezza ed è causata dall'ingestione di bevande alcoliche. 

\alcoolicità, sf. Percentuale di alcool presente in un liquido. 

\alcoòlisi, sf. Sostituzione del gruppo X di un composto RX con il residuo OR' di un alcool R'OH. 

\alcoolizzazióne, sf. 1 Trasformazione in alcool. 2 Aggiunta di alcool. 3 In medicina l'alcoolizzazione dei nervi è un'iniezione di alcool a90° in una radice o in un ganglio. 

\alcoolometrìa, sf. Misura del tenore di alcool in una soluzione acquosa. 

\alcoolòmetro, sm. Densimetro utilizzato per la misura di alcool nei liquidi. 

\Alcools Opera di poesia di G. Apollinaire (1913). 

\alcooltèst, sm. invar. Misurazione dell'alcoolemia utilizzata per verificare lo stato di ubriachezza degli automobilisti. 

\Alcòr Stella di magnitudine 4,0 presente nella costellazione dell'Orsa maggiore; si trova a soli 11" di arco dalla stella Mizar. Da sempre, riuscire a vedere a occhio nudo entrambe le stelle separatamente è segno di ottima vista. 

\Alcott, Louisa May (Germantown, Pennsylvania 1832-Boston 1888) Autrice di romanzi. Dopo una serie di tentativi con lavori per il teatro e per i ragazzi, con le opere Little Women (Piccole donne, 1868-1869) romanzo autobiografico ispirato alla sua infanzia, trovò la propria vocazione letteraria e si procurò una grande popolarità. Combinazione fortunata di elementi sentimentali e della filosofia ottimista comune a tanti narratori statunitensi, racconta le esperienze quotidiane dell'autrice e delle sue sorelle al tempo della guerra civile americana. Pur essendo meno riusciti del primo, anche i successivi Little Men (Piccoli uomini, 1871), seguito delle vicende di Piccole donne, e Jo's Boys (I ragazzi di Jo, 1886) sono libri considerati tra i classici della letteratura per ragazzi. La Alcott produsse complessivamente circa 40 libri di narrativa, oggi per la maggior parte dimenticati. Tra essi, oltre a quelli già menzionati, è da ricordare almeno Work: A story of experience (Lavoro: storia di un'esperienza, 1873), incentrato sul tema del lavoro come mezzo di emancipazione della donna. 

\alcòva, sf. 1 Parte di una stanza, separata da un arco e chiusa da tendaggi, per lo più destinata al letto. 2 La camera da letto, il letto stesso, come luogo di intimità amorosa. ~ talamo. 

\Alcuìno (York 735-Tours 804) Erudito anglosassone. Organizzò la Scuola palatina (786) su invito di Carlo Magno. Contribuì con carmi latini, opere retoriche, pedagogiche e filosofiche a salvare il patrimonio classico durante il medioevo. 

\alcunché, pron. indef. Qualche cosa. 

\alcùno, agg. pron. indef. 1 Indica una quantità indeterminata ma limitata. c'erano alcuni clienti nel negozio. 2 Qualche. 
  agg. pron. indef. some, a few. 
  lat. alicunus, da aliquis unus

\Alcyone Opera di poesia contenuta in Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi di G. D'Annunzio (1903). 

\Aldan Fiume (2.242 km) della Russia, nella Jacuzia. 

\Aldebaran Stella distante 68,4 anni luce dalla Terra, nella costellazione del Toro; fa parte delle giganti rosse e ha una magnitudine 0,9. 

\aldèide, sf. Composto organico che si ottiene dagli alcoli primari per ossidazione; il nome deriva infatti da alcol deidrogenato. L'ossidazione, eliminando due atomi di idrogeno dalla molecola dell'alcol, provoca la formazione del gruppo-CHO, tipico delle aldeidi. L'alcano corrispondente determina il nome dell'aldeide; per esempio, dall'acido acetico deriva l'acetaldeide, o aldeide acetica o etanale. L'odore delle aldeidi composte da un ridotto numero di atomi di carbonio è acre e pungente; diviene più gradevole nei composti che ne contengono un maggior numero e si trasforma in profumo nelle aldeidi formate da molecole con più di otto atomi di carbonio. Le aldeidi vengono principalmente utilizzate per produrre coloranti e resine di sintesi. La più nota tra le aldeidi, conosciuta con il nome di formaldeide, viene impiegata pura per la fabbricazione di resine sintetiche e, in soluzione al 40% (formalina), come insetticida e disinfettante. Altri composti alifatici del gruppo delle aldeidi sono i carboidrati solubili (zuccheri) conosciuti come glucosio e galattosio. 

\aldèidico, o aldeìdico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alle aldeidi. 

\Aldèno Comune in provincia di Trento (3.000 ab. nel 2007, CAP 38060, TEL. 0461). 

\Alder, Kurt (Königshütte 1902-Colonia 1958) Chimico tedesco. Fu onorato, con O. Diels, del premio Nobel (1950) per la sintesi dei dieni. 

\aldèrman, sm. Titolo attribuito ai membri del consiglio municipale o di contea in vigore in Gran Bretagna, Irlanda e Stati Uniti. 

\aldilà, sm. Vita ultraterrena. ~ oltretomba. 
  sm. the after-life, the hereafter. 

\aldimmìna, sf. Derivato di un'aldeide in cui l'ossigeno carbonilico viene sostituito da un gruppo NH. 

\Aldìno (in ted. Aldein) Comune in provincia di Bolzano (1.680 ab. nel 2006, CAP 39040, TEL. 0462). 

\aldìno, agg. Il carattere da stampa corsivo ideato da Aldo Manuzio il Vecchio, celebre tipografo veneziano. 

\àldio, sm. Nel diritto longobardo nome attribuito a persone viventi in regime di semilibertà. 

\àldo- Primo elemento che nella terminologia chimica sta a indicare la presenza del gruppo aldeidico nella molecola. 

\aldolàsi, sm. Enzima che scinde il fruttosio in aldeide e diossi-acetonmonofasfato. 

\aldòlico, agg. (pl. m.-ci) Relativo agli aldoli. 

\aldòlo, sm. Ossialdeide ottenuto dall'aldeide acetica in presenza di alcali diluiti. 

\aldònico, agg. (pl. m.-ci) Relativo ai poliossimonoacidi che si ottengono per ossidazione degli aldosi con acqua di bromo in ambiente alcalino. 

\aldòso, o aldòsio, sm. Carboidrato contenente una funzione aldeidica (-CHO). Tra i più diffusi in natura ci sono il glucosio, il galattosio e il mannosio. 

\aldossìma, sf. Composto derivato per reazione dell'idrossilammina sulle aldeidi. 

\aldosteróne, sm. Ormone a struttura steroidea usato terapeuticamente nei pazienti affetti da insufficienza corticosurrenale. Viene prodotto dalla corteccia surrenale. 

\aldrey, sm. Marchio depositato che definisce una lega di alluminio che contiene 0,6% di silicio, 0,4% di magnesio e 0,3% di ferro. 

\Aldrich, Robert (Cranston 1918-Los Angeles 1983) Regista statunitense. Diresse film spettacolari, tra psicologismo e analisi sociologica, quali L'ultimo Apache (1954), Il grande coltello (1955), Quella sporca dozzina (1967) e L'imperatore del Nord (1972). 

\Aldrin Edwin Eugene (Montclair, New Jersey, 1930) Astronauta americano. Nel corso della missione "Apollo 11" è stato il secondo uomo a mettere piede sulla luna. 

\aldrovànda, sf. Genere di piante che comprende la sola specie Aldrovanda vesiculosa, pianta carnivora originaria delle regioni più calda dell'Europa, dell'Asia e dell'Australia. Appartiene alla famiglia delle Droseracee. 

\Aldrovàndi, Ulìsse (Bologna 1522-1605) Medico e naturalista famoso per il suo erbario (ca 4.000 piante). Fondò l'orto botanico bolognese. 

\Aldrovandìni, Giusèppe Antònio Vincènzo (Bologna 1673-1707) Compositore. Maestro di cappella a Mantova dal 1702, godette vasta fama tra i contemporanei come autore di numerose opere e di oratori, oggi tutti perduti. 

\alé, inter. Espressione di incoraggiamento e di esortazione. 

\àlea, sf. 1 Sorte incerta, rischio. ~ avventura. <> sicurezza. 2 Gioco d'azzardo. 3 Procedimento compositivo che comprende elementi di indeterminazione e casualità. 

\alea iacta est, loc. avv. Espressione latina che significa "il dado è tratto", attribuita dallo storico Svetonio a Cesare quando questi passò in armi il Rubicone. 

\Aleàndri, Irenèo (San Severino Marche 1795-Macerata 1885) Architetto. Tra le opere lo sferisterio di Macerata (1821-1829). 

\aleàtico, sm. Varietà di uva nera a grossi acini da cui si ricava un vino rosso dolce e liquoroso. 

\aleatorietà, sf. Carattere aleatorio. 

\aleatòrio, agg. Che è soggetto alla sorte; incerto. ~ imprevedibile. <> indubbio. • variabile aleatoria casuale (variabile -) 

\Alechine, Alexandre (Mosca 1892-Estoril, Lisbona 1946) Scacchista russo naturalizzato francese. Fu campione del mondo dal 1927 al 1935 e dal 1937 al 1946. 

\Alechinsky, Pierre (Bruxelles 1927-) Pittore belga. Tra le opere Opera nera (1969, Parigi, Musée National d'Art Moderne). 

\àlef (o aleph), sm. 1 Prima lettera dell'alfabeto ebraico (). 2 Simbolo che (accompagnato dagli indici 0, 1, 2, …) viene usato per indicare la cardinalità di insiemi infiniti (0 è la cardinalità dell'insieme dei numeri naturali). 

\aleggiàre, v. intr. 1 Volare o muovere le ali leggermente. ~ svolazzare. 2 Essere diffuso, manifestarsi in modo indefinibile. ~ incombere. 
  deriv. da ala. 

\Aleijadinho (Ouro Prêto 1738-1814) Antonio Francisco Lisboa detto Aleijadinho. Architetto brasiliano. Tra le opere San Francesco (1766-1794) a Ouro Prêto e il santuario do Senhor Bom Jesus de Matosinhos (1797-1805) a Congonhas do Campo. 

\Aleixandre, Vicente (Siviglia 1898-Madrid 1984) Poeta. Appartenente alla cosiddetta generazione del '27, la sua opera poetica è caratterizzata dalla presenza di temi di avanguardia (in particolare, dell'inconscio) e surrealisti. Nel 1977 è stato insignito del premio Nobel per la letteratura. Tra le opere, Spade come labbra (1932), La distruzione o l'amore (1935), Ombra del Paradiso (1944). 

\Aleksandr Nevski Film storico, russo (1938). Regia di Sergej Mikhailovic Eisenstein. Interpreti: Nicolaj Cerkasov, Nicolaj Ochlopkov, Andrej Abrikosov. Titolo originale: Aleksandr Nevskij 

\Aleksandrija Città (84.000 ab. nel 2009) dell'Ucraina, nella provincia di Kirovograd. 

\Aleksandrov, Aleksandr Vasilevic (Plachino, Rjazan, 1883-Berlino 1946) Compositore e direttore d'orchestra sovietico. Insegnante di canto corale e fondatore del Complesso di canti e danze dell'Armata Rossa, oltre a due opere e a diversi brani corali e orchestrali, compose l'Inno del partito bolscevico, che nel 1944 fu poi adottato come inno nazionale dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. 

\Alemán, Mateo (Siviglia 1547-Chalco ca. 1614) Narratore. Tra le opere Guzmßn de Alfarache o La vita del furfante (1599-1604). 

\alemànni Popolazione germanica nata dall'unione, attuata verso il III sec. a. C., tra suebi e senoni, originariamente stanziata nella regione del Meno. Sconfitti da Caracalla nel 213, raggiunsero il lago di Costanza nel 260. Nel IV sec. tentarono di stabilirsi al di là del Reno ma furono sconfitti da Giuliano ad Argentoratum (attuale Strasburgo). Caduto l'impero, si portarono verso l'alto e medio Reno ma, scontratisi con i franchi, dovettero ripiegare nella Rezia e nella Svizzera. Nel 730 Carlo Martello li sottomise nuovamente, abbattendo il ducato che avevano costituito a oriente del Reno. Solo con la fine del periodo carolingio poterono ricostituire un ducato, tornando a chiamarsi svevi. 

\alemànno, agg. e sm. 1 Appartenente a un'antica popolazione germanica. 2 Tedesco, germanico. 

\Alembert, Jean-Baptiste Le Rond d' (Parigi 1717-1783) Filosofo, matematico e fisico, fu un esponente di rilievo dell'illuminismo francese. Nel 1741 entrò a far parte dell'Accademia delle Scienze e nel 1754 dell'Accademia di Francia. La fama di d'Alembert filosofo e illuminista è affidata principalmente al contributo fornito alla grande impresa dell'Enciclopedia, di cui fu condirettore insieme a Diderot dal 1751 al 1758. Per l'Enciclopedia, oltre a numerose voci (Attrazione, Cartesianismo, Copernico, Cortigiano, Dinamica, Elementi delle scienze, Fortuito, Geometria, Ginevra, Gravitazione, Newtonianismo, Sperimentale ecc.) d'Alembert scrisse il celebre Discorso preliminare che servì da introduzione, nel quale espose i principi informatori della grande opera collettiva e la concezione illuministica dei rapporti tra intellettuali, società e stati, in relazione al formarsi e al progressivo evolversi della società umana. Il Discorso preliminare può considerarsi il manifesto ideologico e programmatico della dottrina illuminista. Importantissimo il contributo dato alla meccanica dei corpi fluidi, di cui è il fondatore; nel Trattato di dinamica (1754) enuncia il principio fondamentale, noto con il suo nome, che consente di risolvere per via statica un problema dinamico. 
Principio di d'Alembert 
Partendo dall'ipotesi che nel caso dinamico i vincoli influiscano in modo analogo a quello statico, è equivalente alla seconda legge della dinamica e stabilisce che le reazioni cinetiche e le forze attive durante il moto di un corpo o di un sistema di corpi vengono equilibrate, istante per istante, proprio grazie ai vincoli. Il principio non tiene ovviamente conto delle differenze che esistono tra le reazioni vincolari in un sistema dinamico e quelle presenti in un sistema statico. 

\Aleph, L' Racconto di J. L. Borges (1949). 

\Alèppo Città della Siria (1.650.000 ab. nel 2007), capoluogo del distretto omonimo (2.700.000 ab. circa). Sorge su un altopiano, in un'oasi fertilissima. Le prime notizie della città, in arabo Halab, sono riportate da documenti assiri, babilonesi ed egizi del II millennio a. C. Oggi è un centro di arte islamica che conserva numerose testimonianze delle diverse dominazioni subite; tra queste, mura che risalgono ai seleucidi; il tempio romano di Zeus, trasformato in cattedrale bizantina durante il V sec. e in scuola coranica nel XII sec., la moschea del Gelso del VII sec., la Grande Moschea e la madrasa del Paradiso, del XIII sec. Grazie alla sua posizione, è sempre stata sede di commerci, in particolare di sete, broccati, lana, pelli, spezie e frutta. Fiorenti le industrie tessili, alimentari e conciarie. 
Bottone di Aleppo 
Lesione cutanea provocata dalla puntura di insetti tropicali che inoculano il protozoo Leishmania. 

\Aleràmo, Sibìlla (Alessandria 1876-Roma 1960) Pseudonimo di Rina Faccio. Giornalista e autrice di romanzi, poesie, lettere e diari. Personalità inquieta, intraprese l'attività di giornalista, intervenendo a favore del femminismo. Lasciò il marito per lo scrittore Giovanni Cena con il quale collaborò attivamente nell'opera di promozione sociale tra i contadini della campagna romana all'inizio del secolo. Nel 1946 si iscrisse al partito comunista, collaborando all'opera di propaganda politica. Tra le opere, i romanzi Una donna (1906), libro ispirato alla sua infelice vicenda autobiografica e impegnato sul fronte della lotta per l'emancipazione femminile, Il passaggio (1919), Amo dunque sono (1927), Il frustino (1932); le opere di poesia Momenti (1921), Poesie (1929), Sý alla terra (1935), Selva d'amore (1947), Aiutatemi a dire (1951), Luci della mia sera (1956); le prose Andando e stando (1921), Gioie d'occasione (1930), Orsa minore (1938), Il mondo Ŕ adolescente (1949); le memorie, Dal mio diario 1940-1944 (1945), Diario di una donna. Inediti 1945-1960 (1978), Un amore insolito. Diario 1940-1944 (1979); le lettere, pubblicate solo parzialmente, D. Campana-S. Aleramo, Lettere (1958). 

\alerióne, sm. Aquilotto privo di artigli e di rostro. 

\aleróne, sm. Ciascuna delle due alette di ferro che formano la freccia della fiocina. 

\Àles Comune in provincia di Oristano (1.630 ab. nel 2001, CAP 09091, TEL. 0783). 

\alesàggio, sm. 1 Diametro interno dei cilindri dei motori a scoppio o della camera dei compressori. 
  franc. alesage. 

\alesàmetro, sm. Strumento di misura del diametro dei fori. 

\alesàre, v. tr. Lavorare la superficie di un foro con l'alesatore, manualmente o con una macchina utensile. 

\alesatóre, sm. 1 Operaio specializzato nell'alesatura. 2 Utensile a taglienti multipli usato per la finitura superficiale di fori. 

\alesatrìce, sf. Macchina utensile per allargare fori già eseguiti, simile al tornio, in cui però non ruota il pezzo, ma l'utensile. 

\alesatùra, sf. La messa a punto del diametro interno di un cilindro. 

\Alessàndria (comune) Città del Piemonte (93.700 ab. nel 2009, CAP 15100, TEL. 0131), capoluogo della provincia omonima, situata nella pianura dove confluiscono i fiumi Tanaro e Bormida. Sul suo territorio sono presenti, in particolare, industrie chimiche, tessili, metalmeccaniche, elettrotecniche, cartarie, alimentari, dei cappelli, dei profumi, dell'oreficieria e dell'argenteria. Fondata nel XII sec. da Guglielmo il Vecchio di Monferrato con il nome di Civitas nova, fu poi chiamata con il nome attuale in onore di papa Alessandro III. Libero comune dal 1198 al 1348, passò poi al ducato di Milano (1348-1524) e agli spagnoli. Nel 1707 passò ai Savoia. Conserva edifici di stile barocco e neoclassico. 
Provincia di Alessandria 
(3.560 km², 438.400 ab. nel 2008) Il territorio è pianeggiante lungo i corsi dei fiumi Tanaro e Bormida, collinare a nord (colline del Po), montuoso a sud (Appennino Ligure); diffusa l'agricoltura (cereali, vite), l'allevamento di bestiame e l'industria (tessile, metalmeccanica). Centri principali sono Acqui Terme, Casale Monferrato, Novi Ligure, Ovada, Valenza Po e Tortona. 

\Alessàndria (Egitto) Città dell'Egitto capoluogo dell'omonimo governatorato (2.679 km², 4.110.000 ab. nel 2006), nella punta occidentale del delta del Nilo. Fondata da Alessandro Magno nel 332 a. C., la città odierna occupa la parte ove un tempo sorgevano gli insediamenti antichi. Importantissimo il porto; attive le industrie del tabacco, della carta, del cemento, petrolchimiche, alimentari. Centro di notevole tradizione culturale, ospita scuole e musei. Divenuta capitale dell'Egitto con Alessandro Magno e i Tolomei. Decadde poi sotto il dominio di Augusto; assunse il ruolo di centro culturale, con il museo e la biblioteca (la più grande e ricca del mondo antico). 

\Alessàndria dél Carrètto Comune in provincia di Cosenza (590 ab. nel 2008, CAP 87070, TEL. 0981). Centro agricolo (cereali) e dell'allevamento. 

\Alessàndria délla Ròcca Comune in provincia di Agrigento (3.181 ab. nel 2008, CAP 92010, TEL. 0922). Centro agricolo (cereali, agrumi, olive) e dell'allevamento (ovini). Gli abitanti sono detti Alessandrini

\Alessandrìni, Goffrédo (Il Cairo 1904-Roma 1978) Regista cinematografico. Diresse commedie d'evasione quali La segretaria privata (1931) e Seconda B (1934), e film di propaganda fascista quali Luciano Serra pilota (1938) e Giarabub (1942). 

\alessandrìno, agg. agg. 1 Di Alessandria d'Egitto, in particolare, della civiltà ellenistica che ebbe come centro Alessandria. 2 Si dice di stile preziosamente ricercato. ~ lezioso. <> lineare. 
sm. Verso francese di dodici sillabe che corrisponde al nostro settenario doppio o martelliano. 

\alessandrìsmo, sm. Indirizzo filosofico di interpretazione del pensiero aristotelico proposto da Alessandro di Afrodisia che venne contrapposto a quello degli averroisti e dei tomisti. 

\alessandrìte, sf. Varietà di crisoberillo utilizzata come gemma. Contiene cromo. 

\alessàndro, sm. Nome con il quale sono noti gli stateri d'oro e i tetradrammi d'argento coniati da Alessandro Magno (da cui il nome), molto diffusi nell'antichità. 

\Alessàndro (papi) Nome di otto papi. 
Alessandro I 
(morto ca. 115) Papa, martire e santo della chiesa. Le notizie sulla sua vita sono estremamente scarse e incerte. Quinto papa dopo San Pietro, fu eletto probabilmente nel 105. La tradizione cattolica fa risalire a questo papa l'istituzione dell'acqua benedetta. 
Alessandro II 
(Baggio ?-Roma 1073) Anselmo da Baggio assunse al pontificato nel 1061 succedendo a Niccolò II. Dovette fronteggiare l'antipapa Onorio II (il vescovo Cadalo di Parma) e avviò la riforma del clero. 
Alessandro III 
(Siena 1110-Civita Castellana 1181) Nome con cui Rolando Bandinelli salì al pontificato nel 1159. Lottò a lungo contro Federico Barbarossa, da lui scomunicato, e contro gli antipapi che gli si contrapposero (Vittore IV e Pasquale III). Impose una pubblica penitenza al re Enrico II d'Inghilterra per aver fatto assassinare l'arcivescovo di Canterbury, Tommaso Becket e canonizzò quest'ultimo nel 1174. 
Alessandro IV 
(?-Viterbo 1261) Nome con cui Rainaldo dei conti di Segni fu eletto papa nel 1254. Lottò contro gli Svevi e, nel 1259, scomunicò Manfredi. Favorì l'Inquisizione istituendo il processo sommario. 
Alessandro V 
(Creta 1340 ca.-Bologna 1410) Pietro di Candia, fu papa dal 1409 al 1410, eletto dal concilio di Pisa, in opposizione a Benedetto XIII e Gregorio XII. 
Alessandro VI 
(Játiva 1431-Roma 1503) Rodrigo Borgia, fu papa dal 1492 al 1503. Spagnolo, fu un politico abile e ambizioso. Nel sostenere il progetto di dominio del figlio Cesare Borgia, si pose in conflitto con l'aristocrazia romana e i vari signori italiani, favorendo gli interessi francesi in Italia. 
Alessandro VII 
(Siena 1599-Roma 1667) Fabio Chigi, fu papa dal 1655 al 1667. Antigiansenista fu mecenate del Bernini. 
Alessandro VIII 
(Venezia 1610-Roma 1691) Pietro Ottoboni, papa dal 1689 al 1691. Abrogò gli articoli gallicani, in opposizione con Luigi XIV, che li difendeva. 

\Alessàndro (sovrani) Nome di sovrani. 
Epiro Alessandro I il Molosso 
(342-330 a. C.) Re d'Epiro. Morì durante una spedizione con i tarentini contro i bruzi (330 a. C.). 
Grecia Alessandro I di Grecia 
(Atene 1893-1920) Succedette sul trono al padre Costantino I, che fu costretto ad abdicare dalle potenze dell'intesa a causa delle sue tendenze filotedesche. 
Iugoslavia Alessandro I Karadordevic 
(Cettigne 1888-Marsiglia 1934) Re di Iugoslavia dal 1921 al 1934. Assunse poteri dittatoriali nel 1929 di fronte ai contrasti del nuovo regno iugoslavo. Morì assassinato in Francia da un terrorista ustascia. 
Moldavia e Valacchia Alessandro Giovanni I Cuza 
(Galati 1820-Heidelberg 1873) Principe dei principati uniti di Moldavia e Valacchia dal 1859 al 1866. Unificò la Romania tra il 1861 e il 1862. 
Serbia Alessandro I Obrenovic 
(Belgrado 1876-Belgrado 1903) Re di Serbia dal 1889 al 1903. Monarca autoritario, fu assassinato in una congiura militare. 
Alessandro Karadordevic 
(Topola 1806-Timisoara 1885) Principe dei serbi dal 1842 al 1858, deposto dal parlamento per la sua politica troppo filoaustriaca. 
Russia Alessandro I Romanov 
(San Pietroburgo 1777-Taganrog 1825) Zar di Russia, figlio dello zar Paolo I, cui successe nel 1801. Membro della coalizione antinapoleonica, dopo le sconfitte di Austerlitz, Eylan e Friedland, fu costretto a scendere a patti con Napoleone, firmando l'accordo di Tilsit (1807). Quando Napoleone invase la Russia nel 1812, Alessandro uscì vittorioso dal conflitto e, insieme agli alleati, marciò su Parigi (1814). Nel 1815 concluse, con Austria e Prussia, il trattato della Santa Alleanza. 
Alessandro II 
(Mosca 1818-San Pietroburgo 1881) Zar di Russia, figlio dello zar Nicola I. Concesse durante il suo regno la libertà personale ai servi della gleba e combatté i turchi nei Balcani. Fu ucciso in un attentato dinamitardo da un nichilista. 
Alessandro III Romanov 
(San Pietroburgo 1845-Livadija 1894) Figlio e successore dello zar Alessandro II, salì al trono nel 1881. Fu principe reazionario, con una concezione autoritaria del potere. Si alleò con la Francia formando la Duplice Alleanza (1893). Fece costruire la ferrovia transcaspiana (1881) e iniziare quella transiberiana (1891). 

\Alessàndro de' Mèdici (Firenze 1510-1537) Signore di Firenze. Alla caduta della Repubblica Fiorentina, papa Clemente VII gli affidò nel 1530 il governo della città e due anni dopo Carlo V lo nominò duca di Firenze. Dopo un periodo moderato, tiranneggiò la città e la consegnò agli Asburgo. Fu ucciso dal cugino Lorenzino. 

\Alessàndro d'Epìro (ca. 362 a. C.-330 a. C.) Soprannominato il Molosso, salì al trono nel 357 a. C. e, intenzionato a emulare le gesta del nipote Alessandro Magno, nel 333 a. C. si recò in Italia come alleato di Taranto contro lucani, messapi e iapigi. Sottomessa l'Apulia, strinse un trattato con Roma e sconfisse lucani e sanniti nei pressi di Paestum. Spaventati dalla sua sete di potere, i tarantini lo abbandonarono appena prima della battaglia di Pandosia, dove fu sconfitto dalle forze congiunte di lucani e bruzzi e perse la vita. 

\Alessàndro di Fère (?-358 a. C.) Tiranno di Fere in Tessaglia dal 369 al 358 a. C. Fu sconfitto dai tebani guidati da Pelopida ed Epaminonda a Cinoscefale (364). 

\Alessàndro Màgno (Pella 356 a. C.-Babilonia 323 a. C.) Alessandro III, detto Magno (il Grande), nacque a Pella nel luglio del 356 a. C. da Filippo II, re dei macedoni, e dalla principessa dell'Epiro Olimpiade, donna dalle ambizioni e dal temperamento selvaggio. 
Alessandro era visto dalla tradizione dei re macedoni come un discendente di Eracle e dalla casa reale epirota come un discendente di Achille. Questi due mitici antenati, che rappresentavano l'anima greca e la natura barbara di Alessandro, lo accompagnarono per tutta la vita. 
Dai tredici ai sedici anni Alessandro ebbe come maestro Aristotele, il quale pur non essendo ancora a capo di una scuola filosofica era uno dei principali discepoli di Platone. 
Aristotele oltre a risvegliare in Alessandro l'amore per la poesia e per il mito greco, per il sapere in generale e per la scienza, plasmò la personalità del giovane. 
Nel 338 a. C. Alessandro prese parte alla battaglia di Cheronea. Nello stesso anno venne formata la lega di Corinto. 
Filippo nel 337 si sposò una seconda volta, così Olimpiade e Alessandro furono banditi da corte. Quando nell'agosto del 336. Filippo fu assassinato, Alessandro, benché legittimo principe ereditario, dovette combattere per salire al trono. 
Divenuto re come prima cosa Alessandro consolidò l'opera di Filippo con le campagne in Grecia, Illiria e Tracia. Nel 335 a. C. la città di Tebe che spesso si era schierata dalla parte della Persia venne distrutta, fatta eccezione per la casa di Pindaro. In seguito Alessandro si spinse a nord sino al Danubio, ma ben presto l'idea di una guerra contro la Persia si impadronì del suo l'animo. 
Nella primavera del 334 dopo aver lasciato Antipatro come reggente della Macedonia e della Grecia, Alessandro attraversò l'Ellesponto. Mentre Parmenione si occupava dello sbarco dell'esercito, egli con alcuni compagni si recò a Ilio, piccola città che sorgeva al posto dell'antica Troia, dove offrì sacrifici ad Atena e pose ghirlande sulle tombe di Achille e Patroclo a indicare quanto il mito fosse vivo in lui. 
L'impero persiano non era più il terribile nemico di un tempo ma era pur sempre temibile. Alessandro, sicuro sia della fanteria che della cavalleria del suo esercito macedone, sciolse la propria flotta, unica compagine composta da greci, i quali infatti combattevano da entrambe le parti, come mercenari dei persiani e come seguaci del re macedone. 
Alessandro iniziò la marcia verso l'interno. Il re persiano, visto il pericolo, lasciò la difesa dell'Asia Minore ai satrapi locali che concentrarono le loro truppe sulle rive del fiume Granico. La prima battaglia decisiva fu combattuta qui e la vittoria per la quale Alessandro rischiò la propria vita aprì la strada alla conquista della regione. 
Nei mesi successivi completò l'occupazione dell'Asia Minore Ci furono cambiamenti nell'animo di Alessandro, greci e barbari furono trattati allo stesso modo. Per questo motivo le città greche non ottennero mai una libertà totale, furono sempre legate al sovrano da vincoli politici, legali e religiosi. 
Alessandro riprese lo schema di amministrazione persiano dandogli però una maggiore unità basata sulla totale fedeltà verso la persona del re. Nuovi capi macedoni presero il posto dei satrapi. 
Nell'inverno del 334-333 Alessandro si fermò a Gordio, in attesa di rinforzi. In questa città egli tagliò con la spada il famoso nodo gordiano che secondo un oracolo sarebbe stato sciolto soltanto dal nuovo dominatore dell'Asia. Riprese poi la marcia verso sud e trovò indifeso il passo del Tauro, ma dovette fermarsi parecchi mesi a Tarso perché seriamente malato. In seguito conosciuti gli spostamenti dei persiani, invertì la sua marcia e diede loro battaglia nella pianura di Isso. 
Il re persiano Dario fuggì quasi subito e le sue truppe furono facilmente vinte. Questa vittoria aprì il varco alle zone centrali dell'impero persiano. Alessandro decise di marciare verso sud, in quanto l'inseguimento dell'esercito persiano sconfitto, lo avrebbe portato direttamente a Babilonia e a Susa, senza incontrare resistenza. Alessandro intuì che per consolidare la sua campagna era necessario poter controllare il Mediterraneo orientale e soprattutto la Fenicia e Cipro. 
I fenici avevano un ruolo importante nel Mediterraneo orientale e la loro capitale, Tiro, isola fortificata, era la principale base navale persiana. Nel 332 a. C. dopo sette mesi di lotta Alessandro conquistò la città. Una volta entratovi, sacrificò al dio della città, Melkart, identificato dai greci con Eracle; questo atto simbolico di sottomissione e accettazione lo rese erede dei precedenti re di Tiro: Eracle cominciò a sostituirsi ad Achille, facendo prevalere in Alessandro l'idea di un impero universale su quella di un impero panellenico. 
Alessandro marciò verso la Siria e la Palestina, strinse d'assedio Gaza per due mesi e, nell'autunno del 332 a. C., entrò in Egitto. Davanti a una così grande civiltà, il re capì che doveva conquistare questo popolo e non soggiogarlo. Riconosciuto come nuovo faraone, egli sacrificò agli dei egizi e durante la festa concesse spettacoli e competizioni secondo l'uso greco, come primo tentativo di fondere la civiltà greca a quella orientale. 
Nell'inverno del 332-331 Alessandro visitò l'oracolo di Giove-Ammone nell'oasi di Siwah e qui venne riconosciuto dal sacerdote come il figlio del dio. In questo periodo fondò Alessandria dando così all'Egitto un grande porto sul Mediterraneo. Nel frattempo il mare e le isole erano state liberate da tutte le forze favorevoli ai persiani e Alessandria divenne la capitale del primo impero di Alessandro che aveva il centro nel mare e comprendeva tutte le coste del Mediterraneo orientale. 
Alessandro diede inizio alla definitiva conquista dell'impero persiano. Nella primavera del 331 a. C. dopo aver affidato il governo dell'Egitto al greco, Cleomene da Naucrati, il quale, divenuto esoso nell'esazione dei tributi, fu poi ucciso in una rivolta. 
Alessandro fece ritorno a Tiro. Egli marciò poi a est per affrontare Dario che, forte di un nuovo e numeroso esercito dotato di elefanti e carri falcati, si era accampato in una pianura a est del Tigri. 
Nella battaglia di Arbela (o Gaugamela) Alessandro, grazie al suo genio militare, sconfisse definitivamente Dario che fuggì nella Media. Alessandro fu pubblicamente proclamato re dell'Asia. 
Occupò quindi le città di Susa, Persepoli e Pasargadae. 
In questo stesso periodo Antipatro, viceré di Grecia, dovette affrontare una rivolta guidata dal re di Sparta, Agide, sostenuto da persiani e da ex mercenari di Dario. Alcuni degli stati ribelli appartenevano alla lega di Corinto che così cessò di esistere. Agide fu sconfitto e ucciso nei pressi di Megalopoli in Arcadia. Da allora per tutta la durata del suo regno non ci furono mai più rivolte in Grecia. 
Dopo un periodo di riposo per le sue truppe, Alessandro con i rinforzi giunti dalla Macedonia e dalla Grecia, entrò a Ecbatana, capitale della Media. Qui con gli enormi tesori rinvenuti ordinò di coniare le proprie monete. Nel frattempo Dario in fuga venne assassinato da Besso, satrapo di Battriana. Alessandro diede a Dario solenne sepoltura a Persepoli e decise che avrebbe punito Besso. 
In questo periodo Alessandro adottò gli abiti e le insegne di un re persiano e organizzò la corte sul modello di quella persiana. L'esercito divenne un corpo misto di persiani e macedoni, i quali anche se risentiti rimasero sempre fedeli ad Alessandro. La nobiltà macedone invece non accettò questi cambiamenti e organizzò una congiura. Il re scoprì il tutto e condannò a morte i colpevoli ma anche molti innocenti tra i quali Parmenione e suo figlio. Alessandro divenne spietato e dispotico. 
Dal 329 al 327 a. C. Alessandro combatté contro le tribù dell'Iran e della Battriana guidate da Besso e in seguito da Spitamene. Conquistò vaste province e giustiziò Besso. Fondò parecchie città, tutte con il suo nome; alla fine sottomise gli iranici e trovò come sua regina Rossane, la figlia di un nobile della Battriana. Alessandro con i suoi comportamenti incontrò sempre più opposizione da parte dei macedoni e dei greci, tanto che Callistene, nipote di Aristotele, da entusiastico cronista della imprese del re si trasformò nel portavoce degli oppositori. Accusato di essere implicato in una congiura venne giustiziato. 
Dopo aver marciato sulla Battriana Alessandro dovette attraversare l'alto sistema del Paropamiso (Hindukush). Spinto dal desiderio di ignoto e di raggiungere i confini della terra, marciò verso l'India. Nell'estate del 327 a. C. alla testa del suo più grande esercito composto da macedoni, iranici e mercenari di ogni provenienza, attraversò l'Hindukush. Avanzò verso la vallata dell'Indo e una volta giuntovi accettò la resa del più occidentale dei re locali, Taxila. Più a est oltre il fiume Idaspe il re Poro aspettò invece l'attacco con un imponente esercito. Egli fu sconfitto, ma ciononostante Alessandro lo lasciò sul trono, facendone un amico e alleato. 
Proseguì nella sua conquista nonostante le sue non sempre corrette conoscenze geografiche. Volle andare sempre più avanti sino al più orientale fiume del Punjab, l'Ifasi. Qui le sue truppe, oramai prive di forze, si rifiutarono di seguirlo e così Alessandro dovette abbandonare il progetto di raggiungere il Gange e l'Oceano orientale. 
Alessandro riunì sull'Idaspe una grande flotta di navi da guerra e da trasporto di vario genere, con uomini appena giunti dalle coste del Mediterraneo. Nell'autunno del 326 a. C. la flotta salpò verso sud per completare la conquista del Punjab. La spedizione incontrò resistenze e nella battaglia contro la bellicosa tribù dei malliani Alessandro fu seriamente ferito. La spedizione si rivelò un successo e l'India entrò nell'orizzonte occidentale. Alessandro creò due nuove satrapie, così da coprire tutto il territorio del Punjab. Finalmente nel 325 a. C. Alessandro decise di ritornare in occidente. La marcia del rientro fu però un disastro per le pesantissime perdite subite a causa della sete, della fame e delle malattie. 
Al suo ritorno trovò una situazione non molto stabile, in quanto i vari satrapi, ricchi e potenti, avevano loro eserciti che Alessandro fece immediatamente sciogliere e affidò a Efestione, suo unico amico, il titolo persiano di visir. Questa nomina non fu ben accolta dalla maggior parte dei greci e dei macedoni. In seguito diminuì gli effettivi dei mercenari greci. 
Nell'intento di riunire macedoni e iranici, Alessandro ed Efestione sposarono due delle figlie di Dario e obbligarono migliaia di ufficiali e soldati macedoni a sposare donne iraniche. 
La Grecia era in perpetuo stato di disordine e il modo di governare di Alessandro incontrò sempre maggiori opposizioni. Dopo la morte di Efestione alla fine del 324 a. C. Alessandro si trasferì nel palazzo di Babilonia. L'impero non aveva una solida struttura interna e il re, invece di cercare di riorganizzarlo, preparò una spedizione navale in Arabia per colmare il solco tra Mesopotamia ed Egitto e progettò la conquista del Mediterraneo occidentale. Ancor prima della realizzazione della spedizione in Arabia Alessandro si ammalò gravemente e nel giugno del 323 a. C. all'età di trentatré anni morì. Il suo corpo fu imbalsamato e dopo varie contese fu portato a Menfi da Tolomeo e più tardi sepolto ad Alessandria. 

\Alessàndro Sàuli (Milano 1534-Calosso, Asti 1594) Santo. Paggio di Carlo V, divenne generale dei barnabiti nel 1567; attraverso il suo legame con San Carlo Borromeo si applicò attivamente alla realizzazione della riforma tridentina. Fu vescovo di Aleria e di Pavia, ove insegnò teologia e filosofia all'università. La sua canonizzazione risale al 1904. 

\Alessàndro Sevèro "Sevèro Alessàndro" 

\Alessàno Comune in provincia di Lecce (6.580 ab. nel 2008, CAP 73031, TEL. 0833). 

\Alèssi, Andrèa (Durazzo 1425-Spalato 1505) Scultore e architetto dalmata. Allievo di Giorgio da Sebenico e Niccolò Fiorentino, la sua arte è permeata di elementi tardo gotici. Tra le opere, la cappella di Santa Caterina a Spalato (1448, ora distrutta), il portale di Sant'Andrea dei Benedettini e la chiesa del cimitero di Arbe (1455-1460), il palazzo Cippico e alcuni lavori nella cappella Orsini della cattedrale di Traù (1468-1472) e la facciata di Santa Maria degli Agostiniani nelle isole Tremiti (1473). 

\Alèssi, Galeàzzo (Perugia 1512-1572) Architetto. Tra le opere Santa Maria Assunta in Carignano a Genova (1552-1603), il palazzo Marino a Milano (1553-1560) e Santa Maria degli Angeli ad Assisi (1569-1685). 

\Alèssio Nome di sovrani. 
Bisanzio Alessio I Comneno 
(Costantinopoli 1048-1118) Imperatore di Bisanzio dal 1081, combatté contro i turchi selgiuchidi e contro i normanni di Roberto il Guiscardo; appoggiò i crociati affinché questi gli restituissero i territori bizantini conquistati ai turchi (1096). 
Alessio II Comneno 
(Costantinopoli 1169-1183) Succedette sul trono di Bisanzio al padre Manuele I nel 1180 e fu rovesciato da Andronico I nel 1183. 
Alessio III Angelo 
(?-Nicea 1211) Depose il fratello Isacco II nel 1195 divenendo così imperatore di Bisanzio, cacciato da Costantinopoli dal nipote Alessio IV con i latini della quarta crociata. 
Alessio IV Angelo 
(Costantinopoli 1182-1204) Figlio di Isacco II, assise al trono di Bisanzio con il padre dopo aver conquistato Costantinopoli (1203) con l'aiuto dei veneziani della quarta crociata; venne assassinato in una rivolta capeggiata da Alessio V Ducas (1204). 
Alessio V Ducas 
(?-Costantinopoli 1204) Uccise Alessio IV in una rivolta, ma pochi mesi dopo fu travolto dalla riconquista di Costantinopoli da parte dei crociati, che vi fondarono l'impero latino d'oriente. 
Alessio I Comneno di Trebisonda 
(1182?-1222) Nipote di Andronico I, esule da Costantinopoli dal 1185; quando nel 1204 la città cadde in mano ai latini, impadronitosi di Trebisonda, si autoproclamò imperatore con il titolo di Gran Comneno. 
Alessio II Comneno di Trebisonda 
Imperatore dal 1297 al 1330. 
Alessio III Comneno di Trebisonda 
Imperatore dal 1349 al 1390. 
Russia Alessio I Romanov 
(Mosca 1629-1676) Zar di Russia dal 1645; estese i domini russi in Siberia, combatté Polonia, Ucraina e Smolensk e represse gli scismi religiosi e le rivolte contadine. 

\Aletsch Ghiacciaio delle Alpi Bernesi, il più vasto e lungo della catena alpina. 

\Aletschhorn Monte (4.195 m) della Svizzera, nelle Alpi Bernesi. 

\alétta, sf. 1 Diminutivo di ala. 2 Elemento a forma di ala che sporge dalla superficie di un oggetto. 

\alettatùra, sf. 1 Operazione dell'alettare. 2 L'insieme delle alette disposte intorno a un pezzo meccanico. 

\alettòne, sm. 1 Parte mobile della semiala di un aereo, che serve a variarne l'equilibrio trasversale.  2 Nelle automobili da corsa, elemento fisso sistemato posteriormente e, spesso, anche anteriormente, allo scopo di migliorare la stabilità della vettura. 
  sm. 1 (aviaz.) aileron. 2 (aut.) stabilizer. 
  deriv. da aletta

\aleuròmetro, sm. Strumento utilizzato per determinare la quantità di glutine contenuta nella farina. 

\aleuróne, sm. Incluso cellulare di natura proteica che in molti semi ha valore di sostanza di riserva. 
  dal greco ßleuron, farina. 

\Aleutìne Arcipelago del Pacifico settentrionale (8200 ab. nel 2000, 17.660 km²) che si estende tra il continente asiatico (penisola di Kamcatka) e l'estremità nordoccidentale dell'Alaska; separa il mare di Bering dall'oceano Pacifico. Comprende circa 150 isole di origine vulcanica, distribuite nei cinque gruppi: Fox Islands, Islands of the four Mountains, Andreanof Islands, Rat Islands e Near Islands. Sono isole sterili, dal clima freddo e umido. La popolazione, prevalentemente costituita da indigeni, vive di pesca (salmoni, merluzzi, aringhe), caccia (foche) e allevamento di renne. Sono presenti basi statunitensi utilizzate per esercitazioni militari. 

\Alexander, Franz (Budapest 1891-Los Angeles 1964) Psicoanalista statunitense di origine ungherese, fu tra i principali ideatori della medicina psicosomatica. 

\Alexander, Harold Rupert (Tyrone 1891-Londra 1969) Maresciallo britannico. Diresse la fase finale della campagna del Nordafrica e la campagna d'Italia durante la seconda guerra mondiale; fu a comando delle forze alleate nel Mediterraneo. 

\Alexander, Jeffrey C. (1947-) Sociologo statunitense, allievo di Parsons. Tra le sue opere, Logica teoretica in sociologia (1982-1983) e L'azione e i suoi ambienti (1988). 

\Alexandre, Vincente (Siviglia 1898-Madrid 1984) Poeta. Tra le opere Spade come labbra (1932). 

\Alexandria Città (50.800 ab. nel 2007) della Romania, capoluogo del distretto di Teleorman. 

\Alexandrina, làgo Laguna costiera dell'Australia, separata dall'oceano Indiano da una diga. 

\Alexeieff, Alexandre (Kazan 1901-Parigi 1982) Regista francese. Inventò un cinema d'animazione basato sul suo schermo a spilli (una tavola piena di spilli illuminata da una luce radente). Diresse Une nuit sur le mont Chauve (1933) e Quadri di un'esposizione (1972). 

\Alèzio Comune in provincia di Lecce (5.520 ab. nel 2008, CAP 73011, TEL. 0833). 

\ALFA Sigla di Anonima Lombarda Fabbrica Automobili. 

\alfa, sf. Prima lettera dell'alfabeto greco. dall'alfa all'omega, dall'inizio alla fine. 
  greco alpha
In botanica è una pianta erbacea perenne delle Graminacee, Stipa tenacissima, che cresce spontaneamente nelle regioni subdesertiche dell'Africa settentrionale e nella Spagna. 
In astronomia lettera con la quale si indica la stella più importante di una costellazione. 
Particelle alfa 
Termine con il quale in fisica si indicano i nuclei di elio costituiti da due neutroni e due protoni. Esse vengono emesse spontaneamente da quasi tutti gli elementi radioattivi naturali; possiedono una massa di 4,002794 unità di massa atomica e una carica elettrica positiva +2. Pertanto, quando un nucleo radioattivo emette una particella alfa assume un numero di massa e un numero atomico inferiori di due unità (decadimento alfa). Esse costituiscono l'elemento principale delle radiazioni alfa oltre che della radiazione cosmica primaria, insieme ai protoni. Sono dotati di scarso potere penetrante, ma di un elevato potere ionizzante. La loro emissione avviene anche in gran parte delle reazioni nucleari. Con gli acceleratori di particelle, è possibile ottenere fasci molto intensi di particelle alfa ad alta energia. 

\Alfa Centauri La stella più luminosa della costellazione del Centauro; è un sistema di tre stelle legate gravitazionalmente, con magnitudine compresa tra 0,3 e 10. 
Proxima Centauri 
Stella meno splendente, tra quelle che compongono Alfa Centauri, ma più vicina al Sole, dal quale dista 4,3 anni luce. 

\Alfa Crucis Stella della costellazione Croce del Sud, distante 310 anni luce dalla Terra; ha magnitudine apparente 0,9 e magnitudine assoluta-4. 

\alfa-1-antitripsìna, sf. Componente del siero ematico che inibisce gli enzimi proteolitici; il suo tasso nel siero diminuisce a seguito di gravi patologie epatiche. 

\alfabèta, agg., sm. e sf. Chi sa leggere e scrivere. 

\alfabetàrio, sm. Serie di tavolette che recano stampate le lettere dell'alfabeto. 

\alfabeticaménte, avv. In ordine alfabetico. 

\alfabètico, agg. Dell'alfabeto; conforme all'ordine delle lettere dell'alfabeto. 
  agg. alphabetic, (in ordine alfabetico) alphabetically. 

\alfabetìsmo, sm. 1 Principio e sistema di scrittura alfabetica. 2 Il saper leggere e scrivere. 

\alfabetizzàre, v. tr. 1 Liberare dall'analfabetismo insegnando a leggere e scrivere. 2 Mettere in ordine alfabetico. 

\alfabetizzazióne, sf. Azione dell'alfabetizzare. 

\alfabèto, sm. Sistema di segni usati per rappresentare graficamente i suoni di una lingua. In origine i segni avevano un carattere figurativo e venivano incisi su pietre per esprimere esattamente quello che rappresentavano (animali, armi ecc.). Più tardi, la scrittura divenne ideografica, il segno, cioè, rappresentava non solo la cosa ma anche un concetto più generale; con il tempo è passato a esprimere il suono alla base della parola. I primi segni fonetici, sono stati usati dagli egizi che li interponevano agli ideogrammi. Furono i fenici, nella seconda metà del II millennio a. C., a gettare le basi di un alfabeto come è inteso oggi, organizzandolo sistematicamente in ventidue segni consonantici. Tra il XII e l'VIII sec. a. C., i greci adottarono l'alfabeto fenicio, adattandolo alla loro lingua. Dalla Grecia passò ai popoli italici, ebrei e arabi. Tra gli alfabeti italici, ebbero molta fortuna quello etrusco e quello latino. ~ abicì. 
  sm. alphabet. 
  greco alphÓbetos, comp. dai nomi delle prime due lettere dell'alfabeto greco (Ólpha, bŔta). 

\Alfabeto Cristiano Opera di teologia di J. de Valdés (1546). 

\àlfa-bloccànti Gruppo di sostanze chimiche capaci di bloccare o inibire i recettori alfa del sistema adrenergico. 

\alfàlfa, sf. Nome spagnolo dell'erba medica medicago sativa

\alfàna, sf. Cavallo arabo, grosso, forte e focoso. 

\Alfàni, Giànni Poeta fiorentino del XIII sec., scrisse un sonetto satirico dedicato a G. Cavalcanti e sei ballate. 

\Alfàno (abate) (Salerno 1020 ca-1085) Abate benedettino e poi arcivescovo di Salerno. 

\Alfàno (comune) Comune in provincia di Salerno (1.310 ab. nel 2001, CAP 84040, TEL. 0974). 

\alfanumèrico, agg. In informatica è il sottoinsieme di caratteri che comprende i numeri e le lettere dell'alfabeto. 

\alfaterapìa, sf. Utilizzo dei raggi alfa a scopo terapeutico. 

\Alfedèna Comune in provincia di L'Aquila (800 ab. nel 2007, CAP 67030, TEL. 0864). 

\Alfianèllo Comune in provincia di Brescia (2.350 ab. nel 2001, CAP 25020, TEL. 030). 

\Alfiàno Nàtta Comune in provincia di Alessandria (785 ab. nel 2005, CAP 15021, TEL. 0141). 

\alfière, sm. 1 Portabandiera. ~ gonfaloniere. 2 Chi sostiene per primo o con più impegno una dottrina. ~ antesignano. 3 Uno dei pezzi del gioco degli scacchi. 
  sm. bishop. 
  spagn. alferez, dall'arabo al-faris cavaliere; uno dei pezzi degli scacchi: arabo al-fil elefante. 

\Alfièri, Dìno Orlàndo (Bologna 1886-Milano 1966) Fu ministro della cultura popolare (1936) e dal 1940 ambasciatore in Germania. Nella seduta del gran consiglio del fascismo votò contro Mussolini (24-25 luglio 1943). 

\Alfièri, Vittòrio (Asti 1749-Firenze 1803) Poeta e prosatore di nobili origini e dal carattere esuberante e inquieto; rimasto orfano di padre, entrò a nove anni nell'Accademia militare di Torino e vi rimase per otto anni. Ottenuta licenza dal re, quando uscì compì lunghi viaggi attraverso l'Europa. Rientrato in Italia nel 1772, scrisse la tragedia Cleopatra, che venne rappresentata con successo. A quasi trent'anni riprese gli studi, studiò i classici latini e quelli italiani. Nel 1777 conobbe e si innamorò della duchessa d'Albany, che gli sarà accanto, sostenendolo e incoraggiandolo, per tutta la vita. Anche nelle sue opere, Alfieri esprime il suo spirito d'indipendenza e il suo odio per il dispotismo; vede nella poesia la più alta manifestazione artistica di libertà e consapevolezza. Compose oltre venti tragedie, in endecasillabi, tessute attorno a figure eroiche; tra le altre Filippo (1775-1777), Antigone e Oreste (1776), Agamennone (1776-1778), La congiura de' Pazzi (1777-1789), Saul (1782) e il capolavoro Mirra (1784-1786). Compose inoltre rime, satire, epigrammi, commedie e un'autobiografia, Vita (1790-1803), iniziata a Parigi nel 1790 e finita a Firenze poco prima della sua morte. 

\alfìne, avv. Alla fine. ~ finalmente. 

\alfòl, sm. Isolante termico costituito di lamine sottili di alluminio. 

\alföld Termine ungherese per designare le grandi pianure cerealicole, in contrapposizione a puszta, usato per indicare le pianure non coltivate. 

\Alfonsín, Ra˙l (Chascom˙s 1927- Buenos Aires 2009) Politico argentino. Fu il primo presidente civile (1983-1989) dopo sette anni di governo militare. 

\Alfonsìne Comune in provincia di Ravenna (12.270 ab. nel 2008, CAP 48011, TEL. 0544). Centro agricolo (coltivazione di frutta), dell'estrazione di metano e industriale (prodotti alimentari, meccanici e dell'edilizia). Gli abitanti sono detti Alfonsinesi

\alfonsìno minùto, sm. Moneta di mistura del valore di un denaro coniata a Cagliari sotto Alfonso V d'Aragona. 

\Alfònso Nome di sovrani. 
Aragona Alfonso I il Battagliero 
(1073?-Pole˝ino 1134) Re d'Aragona dal 1104, artefice della riconquista spagnola di Saragozza (1118) contro i musulmani; si spinse oltre Valencia e Granada. 
Alfonso II il Casto 
(1152-Perpignano 1196) Ereditò il trono d'Aragona dalla madre Petronilla e dal padre Raimondo Berengario IV, conte di Barcellona. 
Alfonso III 
(1265-Barcellona 1291) Re dal 1285 al 1291, figlio di Pietro III e di Costanza di Svevia. Combatté al fianco del fratello Giacomo contro gli Angioini in Sicilia. 
Alfonso IV il Bonario 
(1299-Barcellona 1336) Re dal 1327 al 1336. 
Alfonso V 
(1396-Napoli 1458) Figlio di Ferdinando I, nel 1416 salì al trono di Aragona, Sicilia e Sardegna. Fu soprannominato il Magnanimo. Convinse la regina Giovanna II d'Angiò ad adottarlo per tentare di riunire il regno di Napoli e la Sicilia. Una congiura dei signori italiani e l'ostilità della stessa Giovanna lo costrinsero a rinunciare. Morta Giovanna, ritornò in Italia dove si trovò a contrastare la coalizione di Milano, Venezia e Firenze: sconfitto a Ponza (1435), cadde prigioniero del duca di Milano, Filippo Maria Visconti, che poi si alleò con lui aiutandolo a conquistare Napoli (1442) e a diventarne re. Al rinnovamento delle strutture amministrative e alla limitazione del potere della nobiltà fu improntato il suo regno, durante il quale tentò anche, ma invano, di annettere Milano. Fece di Napoli un centro di cultura europeo. 
Ferrara, Modena e Reggio Alfonso I 
(Ferrara 1476-1534) Duca di Ferrara, Modena e Reggio dal 1505 al 1534. Combatté a Ravenna spagnoli e truppe pontificie in seguito alla rottura della Lega di Cambrai. Accolse Tiziano, Ariosto e P. Bembo alla sua corte. 
Alfonso II 
(Ferrara 1533-1597) Duca di Ferrara, Modena e Reggio dal 1559 al 1597. Alla sua morte Ferrara fu devoluta alla Santa Sede. Accolse a corte Tasso. 
Alfonso III 
(Ferrara 1591-Castelnuovo di Garfagnana 1644) Duca di Modena e Reggio dal 1628 al 1629. Gli succedette il figlio Francesco. 
Alfonso IV 
(Modena 1634-1662) Duca di Modena e Reggio dal 1658 al 1662. Ereditato il trono dal padre Francesco, fu generalissimo dei francesi in Italia. Sposò Laura Martinozzi, nipote di Mazzarino. 
Napoli Alfonso I 
=> Alfonso V d'Aragona 
Alfonso II 
(Napoli 1448-Messina 1495) Succedette al padre Ferdinando I come re di Napoli dal 1494. Abdicò in favore del figlio Ferdinando II, travolto da Carlo VIII di Francia. Stroncò la congiura dei baroni (1486). 
Portogallo Alfonso I il Conquistatore 
(Guimarães 1109-Coimbra 1185) Figlio di Enrico di Borgogna, conte di Lusitania, fondò la monarchia portoghese. Dopo la vittoria a Ourique sui musulmani, venne proclamato re nel 1139. Conquistò Lisbona nel 1147. 
Alfonso II 
(Combra 1185-1223) Succedette al padre Sancho I. 
Alfonso III 
(Coimbra 1210-Lisbona 1279) Succedette al fratello Sancho II, figlio di Alfonso II. 
Alfonso IV il Valoroso 
(Coimbra 1291-Lisbona 1357) Sconfisse in collaborazione con il genero Alfonso IX di Castiglia i morì a Tarifa (1340). Fece uccidere la moglie segreta del figlio, futuro Pietro I, Ines di Castro (1355). 
Alfonso V 
(Cintra 1432-1481) Succedette a Edoardo I. Attaccò i musulmani in Marocco e occupò Tangeri e Arzila (1471). Sotto il suo regno si svolsero i viaggi dello zio Enrico il Navigatore. Contrastò la successione al trono di Castiglia di Isabella la Cattolica. 
Alfonso VI 
(Lisbona 1643-Sintra 1683) Succedette a Giovanni IV, garantì l'indipendenza portoghese dalla Spagna. Fu deposto dal fratello Pietro II. 
Spagna Alfonso XII di Borbone 
(Madrid 1857-1885) Re dal 1875 al 1885. Dopo la parentesi del regno di Amedeo di Savoia e dalla repubblica (1868-1874), restaurò la monarchia borbonica. 
Alfonso XIII di Borbone 
(1886-1931) Re dal 1886 al 1931. Appoggiò la dittatura di M. Primo de Rivera (1923-1930). In seguito alla proclamazione della repubblica, abbandonò la Spagna. 
Castiglia, Galizia e León Alfonso VI 
(1030-Toledo 1109) Regnò su León dal 1065 e sette anni dopo estese il suo potere sulla Castiglia e infine sulla Galizia (1073). Riuscì a contrastare gli arabi e a conquistare Toledo dopo un lungo assedio di sette anni (1085). 
Alfonso VII 
(1104-La Fresneda 1157) Dapprima regnò su Castiglia e León (dal 1127), quindi divenne imperatore di Spagna nel 1135. La sua politica di forte espansione del regno lo portò alla conquista di Saragozza e l'annessione di Navarra e Portogallo. 
Alfonso VIII 
(1155-Avila 1214) Regnò sulla Castiglia e ottenne dai possedimenti della moglie Eleonora d'Inghilterra la contea di Guascogna. 
Alfonso IX 
(Zamora 1171-Villanueva de Sarria 1230) Regnò su León e Galizia. Condusse una violenta offensiva contro i Mori. 
Alfonso X 
(Toledo 1221-Siviglia 1284) Soprannominato il Dotto, figlio di Ferdinando III, gli succedette nel 1252. Il suo regno fu continuamente travagliato da guerre contro gli arabi e da rivolte interne, una delle quali capeggiata dallo stesso figlio Sancho. Reclamò il diritto alla corona imperiale tedesca, che gli derivava da parte di madre, ma il papa lo costrinse ad abbondare la pretesa nel convegno di Beaucarie (1274). Diede grande impulso alle arti e alle scienze; fu protettore di scienziati e artisti con i quali collaborò alla compilazione di opere storiche e legislative (Las siete partidas). Proclamò il castigliano lingua ufficiale e favorì la traduzione dall'arabo di opere scientifiche, in particolare astronomiche, e la produzione di nuove leggi (Tavole Alfonsine). 

\Alfònso Marìa de' Liguòri (Marianella, Napoli 1696-Nocera dei Pagani, Salerno 1787). Teologo e predicatore, santo e moralista, sostenitore del probabilismo; fondò la congregazione del Santissimo Redentore (redentoristi). Tra le sue opere, Theologia moralis (1735-1755). 

\Alfonso, Jorge (not. 1508-1540) Pittore portoghese. Tra le opere Resurrezione di Cristo (ca. 1510, Tomar, Convento di Cristo) e Apparizione di Cristo alla Vergine (1515, Lisbona, Chiesa Madre de Deus). 

\Alfragàno Astronomo arabo del IX sec. (al-Farghani), citato da Dante nel Convivio

\Alfrédo il Grànde (Wantage, Berkshire 849-899) Santo, re del Wessex dall'871 all'878 e degli anglosassoni dall'878 all'899. Figlio di Etelvulfo, succedette al fratello Eteldredo I. Sconfiggendo gli scandinavi, di cui respinse l'invasione, e i danesi nell'878 collaborò attivamente alla preparazione dell'unificazione politica dell'Inghilterra. Gettò le basi dell'identità culturale della civiltà anglosassone. 

\Alfrink, Bernhard (Utrecht 1900-1987) Cardinale e primate d'Olanda. Fu tra i protagonisti del concilio Vaticano II. 

\àlga, sf. Nome con cui si identifica un gran numero di organismi vegetali appartenenti al gruppo delle Tallofite autotrofe. Le alghe sono diffuse in tutto il mondo e vivono nelle acque dolci e salate, nei terreni umidi, sulle rocce e sulle cortecce; qualcuna vive in simbiosi con altri organismi. Il corpo è piccolo, se unicellulare, abbastanza grande se pluricellulare. Le cellule hanno struttura simile a quella delle piante superiori e spesso, oltre alla clorofilla, sono presenti altri plastidi di colore bruno (ficofeina), bluastri (ficocianina) o rosso (ficoeritrina). La membrana cellulare può essere mineralizzata (silice) come nelle Diatomee, o calcarizzata (carbonio di calcio) come nelle Sifonocladali. Alcune alghe si riproducono per agamia, altre per via sessuale; in questo caso si può avere l'alternanza tra generazione aploide e generazione diploide. Sono ripartite nelle otto divisioni delle Cianofite (azzurre), Pirrofite, Crisofite, Euglenofite, Bacillariofite, Feofite (brune), Rodofite (rosse) e Clorofite (verdi). Dalle alghe si ricavano molteplici prodotti come fertilizzanti, foraggio, agar-agar; rientrano anche nell'alimentazione dell'uomo. In alcune zone, il fenomeno dell'eutrofizzazione ha recentemente causato la proliferazione delle alghe con conseguente abbassamento del tasso di ossigeno e relativa moria di pesci. 
  sf. seaweed. 

\Algàrdi, Alessàndro (Bologna 1595-Roma 1654) Scultore. Tra le opere Monumento a Leone XI (1634-1652, Vaticano, San Pietro) e Olimpia Pamphili (Roma, Galleria Doria Pamphili). 

\Algaròtti, Francésco (Venezia 1712-Pisa 1764) Saggista. Studiò a Bologna e a Firenze. Nel 1735 partì per Parigi. Entrò in contatto con Voltaire, che apprezzò molto il suo Newtonianesimo per le dame ancora manoscritto (fu stampato nel 1737). Recatosi in Prussia, divenne amico di Federico II che lo nominò conte e gli affidò una missione diplomatica alla corte di Torino. Rimase al servizio di Federico II dal 1740 al 1753. Tra le opere, che sono uno specchio del suo atteggiamento illuminista, sono da ricordare anche le Lettere sulla Russia, il Congresso di Citera, romanzo sui costumi galanti e amorosi in diverse nazioni e i Discorsi (sulla pittura, sull'architettura, sulla musica e sul commercio). 

\Algarve Provincia nella parte meridionale del Portogallo che si identifica con il distretto amministrativo di Faro. Il suo territorio è prevalentemente collinoso e fertile. Le attività principali sono l'agricoltura (cereali, agrumi, viti e olivi), la pesca e il turismo. Antico regno arabo conquistato nel 1249 da Alfonso III. 

\algebra, sf. 1 Branca della matematica che studia il calcolo letterale, le equazioni e le proprietà di insiemi astratti di oggetti dotato di operazioni e relazioni. 2 Concetto astruso e complesso da capire. il tuo pensiero Ŕ un'algebra! 
  sf. algebra. 
  lat. mediev. algebra, deriv. dall'arabo al-giabr (e, probabilmente, in particolare dal libro Algiabar wal-muqabala del matematico arabo al Khuwarizmi). 
Branca della matematica, studia le operazioni definite su un insieme di oggetti. Si distingue un'algebra classica e un'algebra moderna. L'algebra classica riguarda essenzialmente la risoluzione delle equazioni (e, in particolare, delle equazioni algebriche, ossia contenenti solo quattro operazioni e potenze ad esponente razionale). Scienza più recente della geometria, nel cui linguaggio i greci trasportavano ogni problema risolvibile come equazione di secondo grado (algebra geometrica). La dimostrazione del teorema fondamentale dell'algebra, secondo il quale ogni equazione polinomiale a coefficienti reali ha almeno una soluzione nel campo dei numeri complessi, si deve a K. F. Gauss (1799). Ruffini (1799) e Abel (1826) dimostrarono che non c'è modo di esprimere le soluzioni di una generica equazione polinomiale di ordine superiore al quarto mediante una formula costruita a partire dai coeffficienti del polinomio e che impieghi solo quattro operazioni e ed estrazioni di radice. Galois, riducendo lo studio delle equazioni algebriche a quello dei gruppi di permutazioni a esse associati e studiando a fondo la teoria dei gruppi, ha dato l'avvio all'algebra moderna. 
    L'algebra lineare è il settore della matematica che si occupa dei vettori, degli spazi lineari (o vettoriali) e delle trasformazioni lineari. 

\algebricaménte, avv. Con i procedimenti dell'algebra. 

\algèbrico, agg. 1 Proprio dell'algebra 2 di equazione in x ottenuta eguagliando a 0 un polinomio in x; di funzione F tale che esiste un polinomio P(x,y) tale che P(x,y)=0 equivalga a y=F(x); di numero reale che è soluzione di una equazione algebrica a coefficienti interi. 
  agg. algebraical, algebraic. 

\algebrìsta, sm. e sf. Cultore, studioso di algebra. 

\algebròide, agg. e sost. Termine che in matematica avanzata assume vari significati a seconda dei contesti. 

\Algeciras Città (113.000 ab. nel 2006) della Spagna, nella provincia di Cadice in Andalusia. 

\algeoscopìa, sf. Ricerca di zone cutanee ipersensibili. 

\Algèri Capitale dell'Algeria (2.073.000 ab. nel 2007) e dell'omonimo dipartimento, sorge in un'ampia insenatura della costa mediterranea. Sede del governo, è considerata il più importante centro della vita culturale e intellettuale del paese. Analogo primato lo detiene in campo economico: vi hanno infatti sede le principali attività industriali e commerciali (tabacco, alimentari, profumi, lavorazione di metalli preziosi); la popolazione, inoltre, si dedica a pesca e agricoltura (vino, agrumi, cereali, olio). La parte alta conserva il caratteristico centro storico, casbah, del XVI sec., mentre la parte bassa ha assunto un aspetto europeo. Fondata dai berberi nel X sec., subì i diversi domini di almoravidi, almohadi, merindi e spagnoli. Nel 1516, i turchi di Khair ad-Din ne fecero una base fortificata che serviva da partenza per le scorrerie corsare. Nel 1830 fu occupata dai francesi che le conferirono l'aspetto attuale. Notevoli sono la Grande Moschea (1096) e il palazzo del Dey. 

\Algerìa Repubblica dell'Africa settentrionale, confina a est con la Tunisia e la Libia, a sud con il Niger, il Mali e la Mauritania, a ovest con il Marocco e si affaccia a nord sul mar Mediterraneo. 
Il territorio si può distinguere in tre fasce; la più settentrionale è il Tell costiero (circa 1.200 km), ricco d'acqua, molto popolato, con clima mediterraneo. A sud di questa si trovano i territori montuosi dell'Atlante, che comprendono l'Atlante Telliano a nord e l'Atlante Sahariano a sud, separati dall'altopiano di Chott. La terza fascia, più meridionale, è l'immensa regione sahariana (circa due milioni di km²), che si eleva nel monte Tahat nel massiccio dell'Ahaggar fino a 2.918 m. Questa regione è caratterizzata da due paesaggi, il deserto di sabbia (erg) e il deserto roccioso (hammada). 
I fiumi sono presenti solo nella zona settentrionale. Nelle regioni più meridionali sono frequenti gli uidian, fiumi quasi sempre asciutti. 
Originariamente la popolazione era costituita da berberi (ora circa un quinto) a cui si sostituirono gli arabi (attualmente circa il 75%). La presenza di europei è andata nettamente calando dopo l'indipendenza dalla Francia. 
La capitale è Algeri, massimo centro commerciale e industriale del paese. Altre città sono: Orano, Costantina, Annaba, Stif, Sibi Bel-Abbès e Tilimsen. 
Lo sviluppo economico è ancora in fase di espansione e certamente non è stato favorito dalla colonizzazione francese. La politica socialista del governo ha portato a numerose nazionalizzazioni e al controllo diretto dell'economia; in tale ottica si sta cercando di passare a un regime più autarchico dell'agricoltura, incrementando la produzione di colture alimentari, come cereali, destinati al consumo interno. Attualmente l'agricoltura è concentrata sulla fascia costiera, anche se si cerca di bonificare l'interno. Sussistono colture alimentari, come vite (uva e vino rappresentano in valore il 70% dell'esportato), ulivo, agrumi, primizie orticole e piante fruttifere mediterranee, mentre l'agricoltura tradizionale continua a fornire soprattutto frumento, orzo e altri cereali, datteri e fichi. Tradizionale è anche l'allevamento di caprini e ovini. 
L'Algeria dispone di discreti giacimenti di petrolio e gas naturale (ai primi posti nel mondo), di manganese, uranio, ferro, fosfati, zinco, antimonio, rame. 
L'industria dispone di impianti tessili, alimentari, del cemento, chimici, petrolchimici e metalmeccanici. Tuttora fiorente è l'artigianato (oreficeria, ceramiche, tappeti). 
STORIA Popolata dai berberi, l'Algeria è influenzata dalle civiltà fenicia e cartaginese. Massinissa vi fonda il regno di Numidia, che passa sotto il dominio romano dopo la sconfitta di Giugurta (105 a. C.). Il paese forma una provincia prospera e urbanizzata (Timgad, Lambaesis ecc.) turbata spesso da rivolte. Cristianizzata nei secoli II e III, viene devastata dai vandali nel V sec. e riconquistata da Bisanzio nel 533 (Belisario). 
L'arrivo degli arabi (raid di Uqba ibn Nafi negli anni 681-682) alla fine del VII sec. muta le sorti del paese, dal punto di vista politico e religioso (islamizzazione). In seguito la resistenza berbera si esprime con la costituzione dei principati khagiriti nel Maghreb centrale. Nel X sec. l'insediamento dei Fatimidi sciiti pone fine a questi principati: i loro rappresentanti respingono i berberi sulle montagne. Nei secoli XI e XII gli Almoravidi, e successivamente gli Almohadi, dinastie berbere, dominano il Maghreb e la Spagna. Poi a partire dal 1200 il paese si suddivide di nuovo: il regno abdalwadide (1235-1550) trasforma la propria capitale Tlemcen in un centro importante. 
Nel 1518, chiamato dagli algerini, il corsaro turco Barbarossa caccia gli spagnoli che si erano insediati nei porti e nel 1520 pone Algeri sotto la sovranità ottomana. Governata da un bey a partire dal XVII sec., la città diventa capitale di uno stato di fatto autonomo e uno dei principali centri di pirateria del Mediterraneo. 
Nel 1827 a seguito dell'uccisione di un rappresentante francese da parte del bey, ha inizio la conquista da parte dei francesi. Nel 1830 si ha la presa di Algeri, ma le ostilità terminano nel 1839; ma dopo la dichiarazione di guerra di Abd al-Kader la conquista francese diventa definitiva nel 1847 e la dominazione si estende sino alla Cabilia (1857) e ai confini del Sahara. Parigi esita tra il regime militare e il regime civile (che ha il sopravvento); tra l'associazione (regno arabo di Napoleone III) e l'assimilazione (che alla fine trionfa). Numerosi coloni si insediano nelle terre conquistate, soprattutto dopo il 1870 (984.000 piedi-neri nel 1954). 
Sviluppati a partire dal 1930, il nazionalismo e il riformismo musulmani si radicalizzano durante la guerra (insurrezione di Costantina, 1945). Nel 1954 la rivolta scoppia nella Grande Cabilia e negli Auri; Ben Bella fonda il Fronte di Liberazione Nazionale (FLN), dotato di un'Armata di Liberazione Nazionale (ALN) e nel 1959 de Gaulle proclama il diritto degli algerini all'autodeterminazione. Nel 1962 dopo gli accordi di Évian, interviene il cessate il fuoco. 
Nel 1963 Ben Bella, presidente della nuova repubblica, attua una serie di riforme socialiste, ma nel 1965 viene deposto da Boumedienne, che orienta la politica estera, antimperialista, nel senso del non-allineamento. A partire dal 1988 il paese conosce un clima di tensione e di violenza crescenti (moltiplicazione degli attentati islamici, in particolare contro gli stranieri e gli intellettuali). Un nuovo regime di transizione, avviato nel gennaio 1994 e presieduto dal generale Liamine Zéroual, risponde a questa situazione alternando la repressione a tentativi di negoziazione. Nel novembre 1995 le elezioni presidenziali pluraliste confermano Zéroual alla guida dello Stato. Continuano le stragi degli integralisti come quella di Medea in cui (6 aprile 1997) vengono uccise 90 persone. Il 6 giugno 1997 alle elezioni politiche, il partito del presidente Zéroual vince con la maggioranza assoluta contro gli integralisti. 
Abitanti-34,900.000 (2009)
Superficie-2.381.741 km² 
Capitale-Algeri 
Governo-Repubblica presidenziale 
Moneta-Dinar algerino 
Lingua-Arabo (ufficiale), francese e dialetti berberi 
Religione-Musulmana sunnita 

\algérienne, sf. Tessuto a rigature multicolori utilizzato per confezioni femminili o sciarpe. 

\algerìno, agg. e sm. agg. Dell'Algeria o di Algeri. 
sm. Chi è nato nell'Algeria o in Algeri. 
  agg. e sm. Algerian. 

\algesìa, sf. Sensazione di dolore. 

\algesimetrìa, sf. Misura della sensibilità dolorifica. ~ algometria. 

\algesìmetro, sm. Strumento che misura l'intensità di una sensazione di dolore. 

\Alghèro Comune in provincia di Sassari (43.800 ab. nel 2009, CAP 07041, TEL. 079), si affaccia sul golfo omonimo. È famosa località turistica e centro agricolo (coltivazioni ortofrutticole, uva e olivi) e industriale (prodotti alimentari e meccanici). Diffuso è l'artigianato del corallo. Fu dominata da genovesi, pisani e Aragonesi; di questi ultimi serba ancora le tracce nel dialetto locale, simile al catalano, e in monumenti quali i bastioni aragonesi (XVI sec.) e la cattedrale gotico-aragonese. Vi si trovano anche le chiese di San Francesco del XIV sec. e della Misericordia. 

\alghicìda, sm. Preparato chimico che distrugge le alghe. 

\algìa, sf. Sindrome dolorosa. ~ dolenza, male. 

\algidìsmo, sm. Sinonimo di ipotermia. 

\algidità, sf. Raffreddamento del corpo, in particolare delle estremità, causato dalla costrizione del letto vascolare cutaneo. 

\àlgido, agg. Gelido, glaciale. ~ diaccio. <> rovente. 

\algìna, sf. Sinonimo di acido alginico. 

\algìnico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'acido omonimo che ha struttura simile alle sostanze pectiche. È presente nello stato di sale in alcune alghe marine. 

\àlgo- Primo elemento di parole composte derivante dal greco ßlgos che nella terminologia medica significa dolore. 

\algocoltùra, sf. Coltura industriale delle alghe. 

\algodonìte, sf. Arseniuro esagonale di rame di formula Cu6As. 

\algofilìa, sf. Patologia psichica che fa sì che il dolore venga percepito come piacere. 

\algofobìa, sf. Timore ossessivo del dolore. 

\algògeno, agg. Termine medico che designa sostanze o fenomeni che provocano sensazioni dolorose. 

\Àlgol Stella variabile del tipo a eclisse (in un sistema binario, una componente ruotando attorno all'altra la eclissa periodicamente), scoperta da G. Montanari nel 1668, presente nella costellazione di Perseo; ha magnitudine variabile tra 2,2 e 3,5 e la sua luminosità ha un periodo di due giorni, venti ore e quarantanove minuti. 

\ALGOL 60 Sigla di Algorithmic Language 60. Linguaggio di programmazione implementato all'inizio degli anni '60. Introdusse per la prima volta la strutturazione a blocchi dei programmi, la tipizzazione delle variabili e le chiamate ricorsive. 

\algolagnìa, sf. Deviazione sessuale per la quale il soggetto raggiunge l'eccitazione solo con atti che provocano dolore a sé o al compagno. 

\algologìa, sf. Ramo della botanica che studia le alghe. 

\algomanìa, sf. Ricerca delle sensazioni dolorose riscontrabile in certi psicopatici. ~ algofilia. 

\algomenorrèa, sf. Mestruazione dolorosa. 

\algometrìa, sf. Misurazione della sensibilità dolorifica. ~ algesimetria. 

\algonchiàno, agg. e sm. Il periodo superiore dell'era archeozoica secondo i vecchi trattati. 

\algonchìno, agg. e sm. Appartenente o relativo agli algonchini, popolazione composta di varie tribù del Nordamerica, dal Labrador all'Ohio. 

\algoparàlisi, sf. Blocco del movimento, spesso limitato a una parte del corpo, provocato dal dolore. 

\algoparestesìa, sf. Sensazione di dolore indipendente da cause esterne. 

\algòre, sm. Freddo rigidissimo. ~ gelo. 

\algorìtmico, agg. Relativo all'algoritmo. 

\algorìtmo, sm. Procedimento di calcolo, metodo per risolvere un problema, … descritto mediante un elenco finito di istruzioni eseguibili "meccanicamente" e in un ordine prestabilito o stabilito meccanicamente, senza libere scelte da parte dell'esecutore; il nome deriva da quello del matematico arabo al-Khuwarizmi (IX sec.). In informatica, gli algoritmi devono poi essere tradotti in programmi, ossia espressi in un linguaggio formale che gli elaboratori elettronici siano in grado di "comprendere". 
Algoritmo euclideo 
Procedura con la quale si determina il massimo comun divisore (MCD) di numeri interi o di due polinomi. 

\algóso, agg. Ricoperto, pieno di alghe. 

\algospàsmo, sm. Contrattura dei muscoli nella zona colpita da un dolore. 

\algostàsi, sf. Diminuzione o scomparsa della sensibilità dolorifica causata da un grave traumatismo. 

\Algovia Regione montuosa della Germania, nell'altopiano svevo a est di Costanza. 

\Algòvia, Àlpi délla Sezione delle Alpi centrali sul confine austro-tedesco. 

\Algren, Nelson (Detroit, Michigan 1909-Sag Harbor, New York, 1981) Scrittore. Tra le opere Le notti di Chicago (1947) e L'uomo dal braccio d'oro (1949). 

\Àlgua Comune in provincia di Bergamo (750 ab. nel 2007, CAP 24010, TEL. 0345). 

\Alhazen (965?-1038) Scienziato arabo, noto per gli studi e per il trattato sull'ottica. 

\ALI Sigla di Associazione Librai Italiani. 

\Alì (califfo) (La Mecca 602?-Kafa 661) Califfo arabo, genero di Maometto. Gli si ricollega lo scisma degli sciiti; fu sostenitore del rigorismo islamico. 

\Alì (comune) Comune in provincia di Messina (930 ab. nel 2001, CAP 98020, TEL. 0942). 

\Alì Baba e i quaranta ladroni Novella di anonimo contenuta nella raccolta Le mille e una notte (fine XV sec.). 

\Ali della colomba, Le Romanzo di H. James (1902). 

\Alì Pascià (Tepedelen 1742-Giannina 1822) Pascià di Giannina (1788), costituì un regno greco-albanese semiautonomo, ma venne sconfitto dal sultano Mahmud II. 

\Alì Tèrme Comune in provincia di Messina (2.570 ab. nel 2001, CAP 98021, TEL. 0942). 

\Àlia Comune in provincia di Palermo (4.180 ab. nel 2001, CAP 90021, TEL. 091). 

\Aliàno Comune in provincia di Matera (1.150 ab. nel 2008, CAP 75010, TEL. 0835). 

\aliànte, sm. Velivolo senza motore che, dopo essere stato rimorchiato o lanciato in volo, procede utilizzando la sola forza risultante dal proprio peso situato parallelamente alla direzione di moto. Ne consegue che un aliante lanciato in aria ferma ha un'autonomia limitata, proseguendo il proprio moto fino a quando la spinta decade e lo obbliga a perdere quota. Quando invece l'aliante incontra correnti atmosferiche ascensionali con velocità superiore alla sua velocità di discesa, per effetto delle leggi dell'aerodinamica è in grado di prolungare il volo praticamente all'infinito. Ne consegue che l'efficienza delle superfici alari di un aliante è fondamentale per la sua autonomia. Si distinguono alianti veleggiatori, dalle più elevate caratteristiche aerodinamiche e con basso carico alare, usati soprattutto nello sport, e alianti libratori, con grande carico alare, adibiti al trasporto delle merci. 
  sm. glider. 

\aliantìsta, sm. e sf. Pilota di aliante. 

\aliàre, v. intr. 1 Battere le ali, svolazzare. 2 Aggirarsi con insistenza intorno a qualcosa. 

\alias, avv. Letteralmente significa pseudonimo. In informatica indica il nome abbreviato di un comando o di un indirizzo di posta elettronica. ~ ovvero. 

\àlibi, sm. Argomento di difesa con il quale l'accusato prova che al momento del reato si trovava in un luogo diverso da quello in cui veniva consumato il reato stesso. ~ giustificazione. 
  sm. alibi. 
  lat. alibi altrove. 

\Alibi nero Romanzo di C. Woolrich (1942). 

\alicànte, sm. 1 Vino liquoroso originaria dalla zona spagnola di Alicante. 2 Vitigno a frutti rossi di origine spagnola. 

\Alicante Città della Spagna (332.000 ab. nel 2008) capoluogo della provincia omonima (1.150.000 ab., 5.863 km²). Fondata dai greci, fu la romana Lucentum

\Alicarnàsso Antica città dell'Asia Minore, nella Caria. Fu colonia dorica di Trezene e di Argo, ma fu poi conquistata dai persiani; entrata nella lega delio-attica, vi restò fino alla pace di Antalcida (387 a. C.). Nel IV sec. a. C. ebbe il massimo sviluppo, fino alla conquista da parte di Alessandro Magno nel 333 a. C. Riacquistata la libertà, passò poi ai Tolomei e nel 129 a. C. fu conquistata dai romani che la inclusero nella provincia d'Asia. 

\alìce, sf. Denominazione di pesce osseo di cui esistono varie specie, dette anche acciughe o pesce azzurro per la caratteristica colorazione del dorso e per il ventre argenteo. Lungo fino a 20 cm, si riunisce in grandi branchi, nutrendosi di plancton in mare aperto. Si avvicina alle coste per la deposizione delle uova. Diffuso nell'Atlantico e nel Mediterraneo, dove è pescato attivamente. 
  sf. anchovy. 

\Àlice Bèl Còlle Comune in provincia di Alessandria (780 ab. nel 2005, CAP 15010, TEL. 0144). 

\Àlice Castèllo Comune in provincia di Vercelli (2.600 ab. nel 2001, CAP 13040, TEL. 0161). 

\Alice nel paese delle meraviglie Romanzo fantastico di L. Carroll (1865). Scritto da Carroll per la bambina Alice Liddell e illustrato da John Tenniel, è uno dei libri più celebri della letteratura per l'infanzia. Le innumerevoli avventure di Alice iniziano con lei che, seguendo un bianco coniglio, cade in un pozzo e entra nel paese delle meraviglie. Incontra personaggi come un Bruco sapiente che fuma il narghilé, la Regina di cuori, il Cappellaio matto, la Lepre marzolina, il Gatto del Cheshire, il Fante di cuori. L'ultima avventura riguarda il processo contro il Fante di cuori, accusato di furto. Un intervento di Alice provoca le furie della Regina di cuori: tutte le carte da gioco e gli altri personaggi le turbinano intorno. A questo punto, Alice si sveglia, rendendosi conto di avere solo fatto un sogno movimentato. Il libro, interessante anche per gli adulti per le invenzioni verbali e le trovate bizzarre e inaspettate, è stato oggetto di studi e di interpretazioni anche di carattere psicoanalitico. Il successo dell'opera convinse l'autore alla continuazione della storia con il successivo libro Attraverso lo specchio (1871), anch'esso illustrato da Tenniel. 
Alice nel paese delle meraviglie Film d'animazione, americano (1952). Regia di Walt Disney. Titolo originale: Alice in Wonderland

\Àlice Superióre Comune in provincia di Torino (680 ab. nel 2007, CAP 10010, TEL. 0125). 

\Alìce, pùnta Sporgenza della costa ionia della Calabria. 

\alicìclico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla serie non aromatica delle sostanze organiche ad anello omociclico. 

\Alicùdi Piccola isola vulcanica (105 ab. nel 2001, 5,1 km²) delle Eolie nel mar Tirreno. Abbondante la pesca; vi sono coltivazioni agricole, ma la risorsa principale è il turismo. Per le eriche che ne rivestono il territorio, era anticamente chiamata Ericusa

\alidàda, sf. Indice mobile che, scorrendo sul cerchio graduato di un goniometro, permette di misurare l'apertura di un angolo. 

\àlido, agg. e sm. agg. Arido, quasi privo d'umore, specialmente riferito al terreno. ~ disseccato. 
sm. Alidore. 

\alidóre, sm. 1 Aridità del terreno. ~ siccità. 2 L'aspetto desolato della campagna bruciata dal sole. 

\Alien Film di fantascienza, americano (1979). Regia di Ridley Scott. Interpreti: Tom Skerritt, John Hurt, Yaphet Kotto. Titolo originale: Alien

\Alien 3 Film di fantascienza, americano (1992). Regia di David Fincher. Interpreti: Sigourney Weaver, Charles S. Dutton, Charles Dance. Titolo originale: Alien 3 

\alienàbile, agg. Che si può alienare. ~ cedibile, vendibile. <> inalienabile. 

\alienabilità, sf. L'essere alienabile. 

\alienànte, agg. e sm. 1 Nel linguaggio giuridico è colui che aliena. 2 Che, chi conduce all'alienazione. 

\alienàre, v. tr. 1 Vendere. ~ trasferire. <> acquistare. 2 Allontanare, rendere estraneo. ~ distogliere. <> avvicinare. 
v. rifl. pron. 1 Estraniarsi. ~ astrarsi. 2 Subire un processo di alienazione, allontanare da sé. ~ perdere. <> accattivarsi. 
  v. tr. 1 to alienate, to transfer. 2 (inimicare) to alienate. v. rifl. to alienate. 
  lat. alienare, deriv. da alienus estraneo. 

\alienàto, sm. 1 Persona affetta da alienazione mentale. ~ psicotico. 2 Vittima di un processo di alienazione. 
  sm. insane person, lunatic. 

\alienazióne, sf. 1 Trasferimento ad altri della titolarità di un bene o di un diritto. ~ cessione. <> acquisto. 2 Infermità mentale. ~ pazzia. 3 Estraniazione dell'uomo rispetto agli oggetti materiali e ai rapporti sociali. 
  sf. 1 transfer. 2 (pazzia) insanity. 3 (estraniazione) alienation. 
In diritto è la vendita di un diritto effettuata dal possessore a una seconda persona, previo accordo delle parti. 
In filosofia designa quella situazione ontologica in cui non ci si appartiene più. Hegel usa il termine per indicare l'estraniazione della coscienza da sé; in Marx indica lo stato dell'uomo, oggettivato e alienato da se stesso, nella società capitalista. Anche Marcuse lo usa per esprimere il processo di estraniazione dell'uomo dalle realtà materiali che lo circondano. 

\alieni iuris, loc. avv. Locuzione latina che significa "di diritto altrui". Così Gaio designava le persone che erano prive di piena capacità, sottoposte perciò alla potestà di altri. 

\alienìsta, sm. e sf. Medico specialista di malattie mentali. ~ psicoterapeuta. 

\alièno, agg. e sm. agg. 1 Contrario, avverso. ~ sfavorevole. <> propenso. 2 Estraneo, lontano. ~ avulso. <> pertinente. 
sm. Extraterrestre. ~ ufo. 
  agg. (avverso) averse, opposed. sm. alien. 

\Aliens (Scontro finale) Film di fantascienza, americano (1986). Regia di James Cameron. Interpreti: Sigourney Weaver, Michael Biehn, Paul Reiser. Titolo originale: Aliens 

\alièutica, sf. L'arte, e per estensione, tutto ciò che concerne la pesca. 

\alifàtico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alle sostanze organiche a catena aperta. 

\Alìfe Comune in provincia di Caserta (7.360 ab. nel 2006, CAP 81011, TEL. 0823). 

\alifòrme, agg. Che ha forma di un'ala. 

\Aligarh Città (668.000 ab. nel 2001) dell'India, nello stato dell'Uttar Pradesh. 

\Aliger, Margarita Iosifovna (Odessa 1915-Mosca 1992) Poetessa e scrittrice sovietica. Inizialmente le sue opere liriche furono improntate al canto dell'amore infelice e delle gioie della maternità (La via ferrata, L'inverno di quest'anno). Raggiunse la notorietà nel dopoguerra con il poema Zoja, pubblicato nel 1942, nel quale, come nelle opere successive, si ritrovano le tematiche della letteratura socialista: I monti di Lenin (1953), Alcuni passi (1962), L'ora azzurra (1972). Scrisse anche una commedia, La bella valletta (1951) e saggi di critica letteraria (Sulla poesia e sui poeti e Il sentiero fra la segale)

\alìgero, agg. Che ha le ali, alato. 

\Alighièri, Dànte "Dante Alighieri" 

\alighièro, sm. Asta di legno fornita di un gancio per l'attracco manuale delle imbarcazioni. 

\Alima Fiume (500 km) del Congo. 

\Alimèna Comune in provincia di Palermo (2.490 ab. nel 2001, CAP 90020, TEL. 0921). 

\alimentàre, agg. e v. agg. 1 Che serve al nutrimento. ~ commestibile. 2 Relativo agli alimenti. 3 Al plurale, generi di alimentazione. ~ cibarie. generi alimentari
v. tr. 1 Nutrire; tenere vivo. ~ sostentare. <> affamare. 2 Fornire a una macchina l'energia, il combustibile. ~ caricare. 3 Fomentare. alimentare le passioni
v. rifl. Nutrirsi. ~ sfamarsi. 
  agg. food, alimentary. v. tr. 1 (cibare) to feed, to nourish. 2 (fornire) to supply, (fig.) to sustain. v. rifl. to feed. 
  deriv. da alimento

\alimentàrio, agg. 1 Relativo agli alimenti. 2 Il legato alimentario è la disposizione testamentaria con cui si assegnano i mezzi di sussistenza. 

\alimentarìsta, sm. e sf. 1 Commerciante di generi alimentari. 2 Studioso dell'alimentazione. 

\alimentatóre, agg. e sm. agg. Che alimenta. 
sm. Dispositivo che regola l'afflusso di combustibile, energia o di altro materiale a caldaie, motori, macchine operatrici. 

\alimentazióne, sf. 1 Il procurare a un organismo gli alimenti; gli alimenti stessi. alimentazione vegetariana, esclusione completa delle carni. ~ nutrizione. 2 Meccanismo che permette al carburante di giungere nel motore. alimentazione diesel
  sf. 1 feeding, sustaining. 2 (corrente elettrica) supply. 
Processo di assunzione di cibi o alimenti mediante i quali l'organismo ricostruisce i propri tessuti, regola le funzioni e ricava energia. In base alla loro utilizzazione, si distinguono alimenti plastici, quelli cioè che forniscono materiali per la ricostruzione dei tessuti, e alimenti dinamogeni, quelli usati dall'organismo per produrre energia termica o calore. Nell'uomo gli alimenti vengono introdotti per via orale per giungere nell'apparato digerente dove, attraverso processi chimici e fisico chimici, vengono resi assimilabili dall'organismo. Il valore energetico degli alimenti è calcolato in calorie (); il fabbisogno giornaliero alimentare di un organismo è determinato dal sesso, dall'età, dalle condizioni ambientali e di lavoro. 
Alimentazione enterale 
Alimentazione effettuata attraverso un sondino che raggiunge direttamente lo stomaco o l'intestino. 
Alimentazione parenterale 
Alimentazione effettuata attraverso la via venosa con soluzioni acquose. 

\aliménto, sm. 1 Cibo, ciò che vivifica, che dà forza. ~ nutrimento. 2 Al plurale, mezzi di sussistenza dovuti per legge. passare gli alimenti al coniuge
  sm. 1 (cibo) food. 2 (dir.) alimony. 
  lat. alimentum, deriv. da alere nutrire. 

\Alìmini Nome di due piccoli laghi costieri in provincia di Lecce. 

\Aliminùsa Comune in provincia di Palermo (1.360 ab. nel 2001, CAP 90020, TEL. 091). 

\alimìssile, sm. Missile dotato di ali che entra in funzione al momento della partenza. È alimentato da un motore a reazione. 

\Alinàri, Leopòldo (Firenze 1832-1865) Fotografo ed editore fiorentino, fondatore dell'omonima casa editrice. 

\alìnea, sm. invar. Capoverso di un articolo di legge, comma. 

\alinfocitòsi, sf. Sindrome caratterizzata da alterazioni del sistema immunologico. 

\alinfoplasìa, sf. Mancanza di sviluppo delle strutture linfatiche. 

\aliònza, sf. Vitigno di vino bianco coltivato nel bolognese. 

\aliòsso, sm. Nome dato a pezzi di osso, metallo o materie plastiche utilizzati dai ragazzi per giocare. Imitano la forma degli astragali di capra e pecora. 

\aliòtide, sf. Genere di grossi Molluschi Gasteropodi dalla conchiglia a forma di orecchio con uno strato madreperlaceo iridescente e alquanto spesso. 

\alìpede, agg. e sm. agg. Che ha le ali ai piedi. ~ velocissimo. 
sm. Veloce cavallo alato della mitologia. 

\alìquota, sf. 1 Una delle porzioni in cui è stata divisa una quantità. ~ quota. pagare l'aliquota. 2 Misura dell'imposta espressa in percentuale dell'imponibile. ~ tasso. aliquota progressiva
  sf. 1 share, quota. 2 (imposta) rate. 
  da aliquota parte, dal lat. aliquotus, deriv. da aliquot, alquanti. 

\aliscàfo, sm. Imbarcazione a motore dotata di ali portanti immerse che la sollevano sull'acqua. I primi modelli furono sperimentati da Enrico Forlanini sul lago Maggiore (1902). 
  sm. hydrofoil, (americ.) hydroplane. 

\alisèo, sm. (spec. al pl.) Vento regolare e costante che spira nelle regioni tropicali a una latitudine compresa tra i 30° nord e i 30° sud. Le temperature alte dei Tropici provocano un movimento ascendente dell'aria; di conseguenza quella che si trova a contatto del suolo affluisce incessantemente verso l'equatore con direzione nord-est-sud-ovest nell'emisfero settentrionale e sud-est-nord-ovest nell'emisfero meridionale. La deviazione a ovest è causata dalla rotazione terrestre. 

\alìsma, sf. Genere di piante acquatiche coltivate a scopo ornamentale. Appartiene alla famiglia delle Alismatacee. 

\alisòide, sf. "catenoide" 

\alìsso, sm. Genere di piante erbacee coltivate nei giardini a scopo ornamentale. Vivono in luoghi aridi e incolti. 

\alisteròsi, sf. Perdita di calcio che colpisce l'osso. 

\alitàre, v. intr. 1 Emettere l'alito, il fiato. ~ esalare. 2 Detto del vento che soffia lievemente. 

\àlite, sm. Genere di Anfibi anuri tipici dell'Europa occidentale che comprende il rospo ostetrico. Appartiene alla famiglia dei Discoglossidi. 

\àlito, sm. 1 Fiato, respiro. ~ anelito. 2 Lieve soffiare del vento. ~ refolo. 
  sm. breath. 
  lat. halitus, deriv. di halare soffiare. 

\alitòsi, sf. Cattivo odore dell'alito originato da diverse patologie. Le cause più comuni sono l'assunzione di particolari alimenti (alcol, aglio, cipolla), il tabagismo, le affezioni dentarie o gengivali, la fermentazione di cibo nel cavo orale o le rino-sinusiti. Talvolta l'alitosi è sintomo di patologie più serie, come l'uremia e la chetoacidosi diabetica. È invece errato pensare che l'alitosi sia causata da problemi digestivi o intestinali. 

\alitùrgico, agg. (pl. m.-ci) Riferito al giorno in cui non si celebra la messa. 

\alizarìna, sf. Colorante rosso, il primo ottenuto anche per sintesi. In natura si estrae dalle radici della robbia. 

\aljamìa, sf. Lingua romanza spagnola trascritta in caratteri arabi. 

\alkànna, sf. invar. Genere di piante erbacee tipiche della regione mediterranea. Appartiene alla famiglia delle Boraginacee. 

\alkèrmes, sm. invar. Liquore rosso scuro ottenuto come distillato della cannella di Ceylon, dell'ambretta e del garofano macerati nell'alcool; alla fine viene colorato con la cocciniglia. 

\All' inseguimento della pietra verde Film d'avventura, americano (1984). Regia di Robert Zemeckis. Interpreti: Kathleen Turner, Michael Douglas, Danny De Vito. Titolo originale: Romancing the Stone 

\all right, loc. avv. Locuzione inglese che significa "tutto a posto, d'accordo". ~ okay. 

\all risks, loc. avv. Locuzione inglese che significa "tutti i rischi". Definisce una clausola di copertura nelle assicurazioni marittime. 

\All'Ovest niente di nuovo Film di guerra, americano (1930). Regia di Lewis Milestone. Interpreti: Lew Ayres, Louis Wolheim, John Wray. Titolo originale: All Quiet on the Western Front 

\àlla, prep. art. f. sing. Composta da a e la. 

\Alla deriva Romanzo di J. K. Huysmans (1882). 

\Alla nobiltà cristiana di stirpe tedesca Opera di teologia di M. Lutero (1520). 

\Alla ricerca del tempo perduto Titolo del ciclo di 7 romanzi (La strada di Swann, 1914; All'ombra delle fanciulle in fiore, 1919; I Guermantes, 1920-1921; Sodoma e Gomorra, 1921-1922; La prigioniera, 1923; La fuggitiva, intitolata nella prima edizione Albertine scomparsa, 1925; Il tempo ritrovato, 1927) di M. Proust. La monumentale opera, che nella versione definitiva si estende per circa 3500 pagine, venne inizialmente disegnata dall'autore come bipartita in modo simmetrico, con una prima parte Tempo perduto e una seconda Tempo ritrovato, da realizzare in tempi relativamente brevi. Il progetto iniziale si arricchì e complicò sempre più nel corso della stesura. Nel 1914 a spese dell'autore che aveva interpellato invano vari altri editori, il giovane editore Grasset pubblicò il primo volume intitolato La strada di Swann. Il libro, scritto, come sarà tutta l'opera, in prima persona nella forma di un monologo interiore, ottenne un successo di stima. Con lo scoppio della guerra mondiale, l'attività delle tipografie si interruppe. Proust approfittando della stasi forzata modificò radicalmente il progetto dell'opera. Il secondo volume All'ombra delle fanciulle in fiore uscì alla fine della guerra, nel 1919, e vinse il premio Goncourt. Il premio costituì la consacrazione ufficiale di Proust tra i romanzieri più importanti del suo tempo. Già nel 1922, La strada di Swann venne tradotto in inglese e fatto oggetto di studi critici. Accusata dai surrealisti di non essere altro che un romanzo tradizionale e liquidata da J. P. Sartre come borghese, la Ricerca del tempo perduto ha avuto una fortuna fatta di alti e bassi, ma l'interesse del pubblico ha continuato a svilupparsi, alimentato da studi critici che hanno analizzato tutti gli aspetti dell'opera. 

\allacciaménto, sm. 1 L'allacciare. 2 Collegamento alla rete di un servizio pubblico. ~ raccordo. 
  sm. 1 tying, fastening. 2 (collegamento) link, connection. 

\allacciàre, v. tr. 1 Stringere con lacci; abbottonare; legare insieme. ~ agganciare. <> slacciare. allacciare una vena. 2 Riferito a relazioni umane, stringere. ~ stabilire. <> troncare. allacciare una nuova amicizia. 3 Compiere un allacciamento. ~ connettere. <> disgiungere. allacciare con il telefono i paesi montani
  v. tr. 1 (lacci) to tie, to lace up. 2 (cintura) to buckle, to fasten. 3 (relazioni) to establish, to form. 4 (collegare) to link up, to connect. 
  da a-+ deriv. da laccio

\allacciatùra, sf. 1 L'allacciare. 2 Chiusura di un abito con lacci, bottoni o fermagli di altro genere. ~ abbottonatura. 

\allàccio, sm. Allacciamento di linee telefoniche, condutture e altri servizi pubblici. 

\allactìte, sf. Arseniato idrato di manganese in forma di cristalli prismatici monoclini. 

\allagaménto, sm. L'allagare, l'essere allagato. ~ inondazione. <> prosciugamento. 
  sm. flooding. 

\allagàre, v. v. tr. Coprire d'acqua. ~ inondare. <> prosciugare. 
v. intr. pron. Riempirsi d'acqua. 
  v. tr. to flood. v. intr. e pron. to be flooded. 
  da a-+ deriv. da lago. 

\Allah Dio unico dell'islamismo. La concezione monoteistica è anteriore a Maometto, anche se solo il Corano precisò il concetto. Per l'islam il Corano è infatti la parola di Dio rivelata agli uomini per mezzo di Maometto. 

\Allahabad Città (990.000 ab. nel 2001) dell'India, nello stato dell'Uttar Pradesh. 

\Àllai Comune in provincia di Oristano (410 ab. nel 2001, CAP 09080, TEL. 0783). 

\allamàre, v. tr. 1 Rendere paludoso un terreno per attirarvi gli uccelli acquatici di passo. 2 Prendere all'amo. 

\allampanàre, v. intr. Diventare magro e smunto. 

\allampanàto, agg. Si dice di persona alta e magrissima. ~ segaligno. <> corpulento. 
  agg. lanky. 

\Allan-Despréaux, Louise-Rosalie Ross détta Madame (Mons, Belgio 1810-Parigi 1856) Attrice teatrale francese. Esordì giovanissima nel 1820. A soli 16 anni, nel 1826 entrò nella Comédie-Française. Dal 1836 al 1846 lavorò a Pietroburgo, insieme al marito Auguste Allan. Tra le sue interpretazioni, si ricordano quelle delle opere teatrali di A. De Musset. 

\allanìte, sf. Silicato monoclino appartenente al gruppo degli epidoti. Contiene alluminio, calcio, magnesio, manganese, sodio e terre rare come cerio, lantanio, neodimio e praseodimio. ~ ortite. 

\allantìasi, sf. Sinonimo di botulismo. 

\allantocòrion, sm. invar. Porzione esterna dell'allantoide che si è sviluppato col corion nella regione dove avvengono gli scambi nutritizi e respiratori col sangue materno. In seguito darà luogo alla placenta. 

\allantòide, sm. Annesso embrionale tipico degli amnioti. Funziona da organo respiratorio embrionale e nella sua cavità raccoglie i prodotti di scarto degli organi renali. 

\allantoìna, sf. Diureide gliossilico che si trova nel liquido amniotico e nell'urina dei neonati. 

\allappàre, v. tr. Di frutti aspri o acerbi, allegare i denti, la lingua e il palato. ~ legare. 

\allargaménto, sm. L'allargare, l'allargarsi; ampliamento. ~ espansione. <> restringimento. 

\allargàre, v. v. tr. 1 Rendere più largo. ~ ingrandire. <> ridurre. 2 Aprire, dilatare. ~ distanziare. <> avvicinare. 3 Ampliare, estendere. ~ espandere. <> limitare. 
v. intr. pron. o rifl. 1 Divenire più largo. il percorso si allargava improvvisamente. 2 Estendere gli spazi a propria disposizione. la tua attivitÓ si Ŕ molto allargata
  v. tr. 1 to widen, to broaden. 2 (abito) to let out. 3 (ampliare) to extend, to enlarge. 
  da a-+ deriv. da largo

\allargàta, sf. L'allargare rapido. 

\allargatóio, sm. Utensile per allargare fori già praticati in un pezzo metallico. 

\allargatùbi, sm. Attrezzo usato per allargare l'imboccatura di tubi metallici. 

\allargatùra, sf. L'allargare; allargamento eseguito in un determinato punto. 

\allarmànte, agg. Che desta apprensione. ~ preoccupante. <> rassicurante. 
  agg. alarming. 

\allarmàre, v. v. tr. Mettere in allarme. ~ impaurire. <> tranquillizzare. 
v. rifl. Mettersi in ansia. ~ spaventarsi. <> calmarsi. 
  v. tr. to alarm. 
  franc. alarmer. 

\allàrme, sm. 1 Ordine di prendere le armi. suonare l'allarme. 2 Segnalazione di pericolo. LOC: allarme aereo. 3 Spavento, ansia. ~ apprensione. <> impassibilità. 4 Stato di tensione o timore provocato dall'esistenza di un pericolo. LOC: un allarme potrebbe provocare gravi disordini
  sm. alarm, alert. 
  da all'arme

\allarmìsmo, sm. Tendenza anche non fondata ad allarmarsi. ~ pessimismo. 
  sm. alarmism, scaremongering. 

\allarmìsta, sm. e sf. Chi diffonde notizie allarmanti. ~ ansioso, apprensivo. <> sereno, tranquillo. 

\allarmìstico, agg. Che allarma, che mira ad allarmare. 

\allascàre, v. tr. Allentare un cavo, una corda o altro che sia teso. 

\allàto, o a làto, avv. Accanto, di fianco. 

\allattaménto, sm. Alimentazione lattea dei neonati dei Mammiferi. Durante i primi mesi di vita il piccolo dell'uomo viene nutrito con latte umano o animale; il latte materno è il più indicato perché, oltre a fornire anticorpi, contiene nelle proporzioni migliori tutti gli elementi di cui il neonato ha bisogno (grassi, proteine, zuccheri, calcio, fosforo, vitamina D ecc.). 
  sm. feeding, (latte materno) breast-feeding. 

\allattàre, v. v. tr. Nutrire con latte. 
v. intr. Prendere il latte. ~ poppare. 
  v. tr. 1 (in genere) to feed. 2 (con latte materno) to breast-feed. 
  lat. tardo allactare, comp. da ad-+ deriv. di lac, lactis latte. 

\àlle, prep. art. f. pl. Composta da a e le. 

\Alle soglie della vita Film drammatico, svedese (1958). Regia di Ingmar Bergman. Interpreti: Max von Sydow, Ingrid Thulin, Bibi Andersson. Titolo originale: Nära Livet 

\allèa, sf. Viale alberato. 

\alleànza, sf. 1 Patto con cui più stati si impegnano a prestarsi l'un l'altro aiuto per fini bellici o politici. ~ intesa. 2 Coalizione, accordo. ~ partnership. <> ostilità. 
  sf. alliance. 
  franc. alliance. 

\Alleànza nazionale Movimento fondato da G. Fini nel 1994, orientato alla costruzione di una destra democratica ed europeista. Il partito si Ŕ sciolto nel marzo 2009 per entrare a far parte del Popolo della Libertà. 

\alleàre, v. v. tr. Unire in alleanza. 
v. rifl. Concludere un'alleanza, stringere un patto. ~ associarsi. 

\alleàrsi, v. rifl. o rifl. rec. Unirsi in alleanza. ~ coalizzarsi. <> combattersi. 
  v. rifl. to form an alliance. 

\alleàto, agg. e sm. Che, chi ha stretto l'alleanza. ~ coalizzato. <> avversario. flotta alleata, gli alleati si riunirono per prendere una decisione. 
  agg. allied. sm. ally. 

\Allecùlidi Famiglia di Insetti Coleotteri eteromeri. Vivono sui fiori e sulle piante. 

\allées couvertes, loc. avv. Locuzione francese che significa "corridoi coperti". Monumenti megalitici preistorici aventi funzione sepolcrale. Erano costituiti di un corridoio coperto suddiviso in vani. Si trovano sia nell'area mediterranea che nelle zone scandinave. 

\allegagióne, sf. Caduta degli organi fiorali dopo la fecondazione con conseguente scopertura dell'ovario ormai trasformatosi in frutto. 

\allegaménto, sm. L'allegare dei frutti o l'allegarsi dei denti. 

\allegàre, v. tr. 1 Unire, accludere. ~ aggiungere. LOC: gli alleg˛ una lettera di spiegazione. 2 Allappare, dare la sensazione di legare i denti, specialmente provocata da certa frutta. le prugne acerbe allegano i denti
  v. tr. 1 (accludere) to enclose. 2 (i denti) to set on edge. 3 (dir.) to adduce, to cite. 
  lat. alligare congiungere, comp. da ad-+ ligare, legare. 

\allegàto, agg. e sm. agg. Accluso. ~ annesso. <> escluso. 
sm. Documento accluso a una pratica. 
  agg. enclosed. sm. enclosure. 

\allegazióne, sf. Scritto che contiene le ragioni di una delle part in causa e la serie delle motivazioni giuridiche che le sostengono. 

\alleggeriménto, sm. L'alleggerire, l'essere alleggerito. ~ attenuamento. <> inasprimento. 

\alleggerìre, v. v. tr. 1 Rendere più leggero. ~ alleviare. <> appesantire. alleggerire una pena. 2 Sollevare in parte da un compito gravoso. ~ sgravare. fu alleggerito del lavoro
v. rifl. 1 Svestirsi degli indumenti più pesanti. 2 Sgravarsi di un peso. ~ liberarsi. <> addossarsi. 
  v. tr. 1 to lighten, to make lighter. 2 (imposte) to reduce. 3 (alleviare) to alleviate. 
  da a-+ deriv. da leggero

\alleggiàre, v. tr. 1 Munire di galleggianti un qualsiasi oggetto per non farlo affondare. 2 Alleggerire. ~ alleviare. 

\Àlleghe Comune in provincia di Belluno (1.360 ab. nel 2007, CAP 32022, TEL. 0437). 

\Allegheny (fiume) Fiume (523 km) degli USA, negli stati di Pennsylvania e New York. 

\Allegheny (monti) Catena montuosa degli USA, facente parte degli Appalachi centro-orientali, separata dalle Blue Ridge Mountains tramite la Great Valley e culminante a 1.482 m nello Spruce Knob. La regione è ricca di foreste di latifoglie, di giacimenti petroliferi, di gas naturale e carbone. 

\allegorìa, sf. 1 Procedimento retorico con il quale si esprime un concetto mediante un'immagine simbolica. ~ metafora. 2 Quadro o statua che raffigura un'idea astratta. ~ rappresentazione. 
Figura retorica per mezzo della quale si parla di una cosa e s'intende significarne un'altra; il significato al di là di quello letterale è spesso astratto o ideale. Ampiamente sfruttata nell'antichità, il medioevo, in particolare, fu ricchissimo di studi, romanzi e trattati allegorici. Anche le arti figurative, specie pittura e scultura, offrono esempi di allegoria giungendo a dare forma umana a concetti ed espressioni astratte e cerebrali. 

\allegoricaménte, avv. In modo allegorico. 

\allegòrico, agg. Relativo all'allegoria, contenente un'allegoria. ~ simbolico. <> letterale. 

\allegorìsmo, sm. 1 Il sistema delle allegorie presenti in un'opera. 2 Uso frequente dell'allegoria. 

\allegorizzàre, v. v. tr. Esprimere, rappresentare attraverso allegoria 
v. intr. Usare allegorie. 

\Allegra compagnia, L' Film d'animazione, americano (1950) 

\Allegra parata di Walt Disney, L' Film d'animazione, americano (1931/1952). Regia di Walt Disney. Titolo originale: Short program n. 11 

\allegraménte, avv. 1 In modo allegro. ~ festosamente. <> malinconicamente. 2 Alla leggera, spensieratamente. ~ disinvoltamente. <> seriamente. 

\allegràre, v. v. tr. Rallegrare. ~ allietare. 2 Dare sollievo. ~ confortare. 3 Far prendere un aspetto felice. ~ rischiarare. 
v. rifl. Provare gioia. ~ rallegrarsi. 

\Allegre comari di Windsor, Le Commedia in cinque atti di W. Shakespeare (1600-1601). Il protagonista Sir John Falstaff per bisogno di denaro fa la corte contemporaneamente a due ricche donne borghesi sposate, di Windsor, indirizzando loro identiche lettere appassionate. Scoperto l'inganno, le due donne aiutate da una terza, si prenderanno gioco di lui dandogli una severa lezione, prima buttandolo nel Tamigi e poi bastonandolo per bene. Da questa divertente commedia, Arrigo Boito ricavò un libretto dal titolo di Falstaff, che venne musicato da Giuseppe Verdi (1893). 

\allegrétto, sm. Movimento un po' più lento dell'allegro, ma più rapido dell'andante. 

\allegrézza, sf. Sentimento di letizia manifestato esternamente. 

\Allégri, Gregòrio (Roma 1582-1652) Compositore. Tra le opere Miserere per due cori a nove voci

\Allégri, Lorènzo (? 1573-Firenze 1648) Liutista e compositore. Si esibì alle feste della famiglia Medici di Firenze (dal 1604) per le quali compose le opere contenute ne Il primo libro delle musiche (1618). 

\allegrìa, sf. 1 Vivace allegrezza. 2 Festosa manifestazione di gioia. ~ contentezza. <> mestizia. 
  sf. gaiety, cheerfulness. 

\Allegria di naufragi Opera di poesia di G. Ungaretti (1919). 

\allègro, agg. e sm. agg. 1 Che ha allegria. ~ lieto. <> afflitto. 2 Leggero, superficiale. 3 Vivace, che dà allegria. ~ spassoso. <> deprimente. colori allegri, musica allegra
sm. Ritmo musicale piuttosto veloce, ma non rapido. allegro con brio
  agg. 1 cheerful, merry. 2 (colore) bright. 3 (alticcio) tipsy, merry. 
  lat. volg. alecrus, da alacer, alacre. 

\allegróne, sm. Persona abitualmente allegra e che infonde allegria negli altri. ~ giovialone, buontempone, mattacchione. <> orso, musone. 

\Allèin Comune in provincia di Aosta (250 ab. nel 2007, CAP 11010, TEL. 0165). 

\allèle o allelomorfo sm.: nelle piante e negli animali superiori in un individuo ogni carattere è specificato da due geni, detti alleli, presenti nella stessa posizione, responsabili di forme eventualmente alternative del carattere. Quando i due alleli sono identici si dice che l'individuo è omozigote per quel carattere. Quando sono diversi, il fenotipo può assumere la forma relativa a uno dei due alleli, che viene detto dominante; l'altro viene detto recessivo; l'individuo viene detto eterozigote per quel carattere. Esistono vari gradi di dominanza, da quella "completa" (descritta sopra; ad es. per i piselli ornamentali nel colore dei fiori il rosso domina il bianco, nel colore del seme il giallo domina il verde, nel colore del bacello il verde domina il giallo, nella forma del seme il liscio domina il rugoso, …; per il sangue, gli alleli A e B sono entrambi dominanti sull'allele 0) fino alla "codominanza" (come nel caso del gruppo sanguigno AB, in cui sono copresenti gli alleli A e B senza che uno prevalga sull'altro: entrambi manifestano i loro effetti, e a una persona del gruppo AB può essere trasfuso sia sangue del gruppo che A che del gruppo B), attraverso varie modalitÓ di dominanza "incompleta" o "intermedia" (come nel caso delle bocche di leone e delle belle di notte, in cui da piante a fiori rossi e piante a fiori bianchi nascono piante a fiori rosa: gli alleli rosso e bianco non si manifestano nessuno dei due pienamente nel nuovo individuo, che ha un fenotipo intermedio). 

\allelognatìa, sf. Combaciamento tra mandibola e mascella. 

\allelotropìa, sf. Sinonimo di desmotropia e di tautomeria. 

\allelòtropo, agg. Sinonimo di desmotropo e di tautomero. 

\allelùia, inter. e sm. inter. Espressione di giubilo, di gioia. 
sm. invar. Esclamazione o canto di gioia, di lode a Dio. 

\Alleluja Film musicale, americano (1929). Regia di King Vidor. Interpreti: Daniel L. Haynes, Nina Mae McKinney, William Fountaine. Titolo originale: Hallelujah! 

\allemànda, sf. Danza che faceva parte dei pezzi che componevano le suites o le sonate strumentali. 

\allemontìte, sf. Minerale di arsenico e antimonio di color bianco stagno. 

\Allen, Roy George Douglas (Worcester 1906-1983) Economista e statistico inglese. Tra le sue opere, Analisi matematica per economisti (1938) e Teoria macroeconomica (1967). 

\Allen, Woody (New York 1935-) Pseudonimo di Allen Stuart Konigsberg, attore e regista cinematografico, esponente della scuola ebraica newyorkese che propugna una comicità in cui il paradosso e il nonsense vengono privilegiati. Ha lavorato nel cabaret, nella televisione e nel teatro; spesso è protagonista dei suoi film che, in genere, hanno sempre riscontrato il favore del pubblico ottenendo ampi successi. Tra gli altri, Ciao Pussycat (1965), Il dittatore dello stato libero di Bananas (1971), Provaci ancora, Sam (1972), Tutto quello che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere (1972), Io & Annie (Oscar 1978 per la migliore regia, sceneggiatura e miglior film), Manhattan (1979), Zelig (1983), Hannah e le sue sorelle (1985), La rosa purpurea del Cairo (1985), Radio Days (1987), Crimini e misfatti (1989), Mariti e mogli (1992), Misterioso omicidio a Manhattan (1993), La dea dell'amore (1996), Tutti dicono I love you (1997), Harry a pezzi (1997). 

\allenaménto, sm. L'allenare, l'allenarsi. ~ training. 
  sm. training. 

\allenàre, v. v. tr. 1 Rendere adatto, con l'esercizio, a certe prove. ~ impratichire. 2 Preparare a una gara con un programma di esercizi progressivi. allenare alla corsa
v. rifl. 1 Tenersi in esercizio. ~ addestrarsi. 2 Prepararsi fisicamente e tecnicamente in vista di una competizione sportiva. 
  v. tr. e rifl. to train. 
  da a-+ deriv. da lena

\allenatóre, sm. Chi per professione allena atleti o animali da competizione. ~ istruttore. 
  sm. coach, trainer. 

\Allende Gossens, Salvador (Valparaíso 1908-Santiago 1973) Politico e statista cileno. Tra i fondatori del Partito socialista e capo del movimento FRAP (Fronte di azione popolare, 1952), con l'appoggio di Unidad Popular (socialisti, comunisti, radicali e cattolici di sinistra), fu eletto presidente della repubblica nel 1970. In seguito a una grave crisi economica e sociale, con l'intento di garantire l'ordine e la legalità, nel 1973 permise l'ingresso dei militari al governo, ma l'11 settembre dello stesso anno fu ucciso durante il colpo di stato del generale Pinochet. 

\Allende, Isabel (Lima 1942-) Scrittrice e giornalista cilena. Esiliata all'indomani del colpo di stato del generale A. Pinochet che depose il presidente cileno Salvador Allende, suo zio, si rifugiò a Caracas in Venezuela nel 1973. Debuttò in letteratura con La casa degli spiriti (romanzo, 1982), una cronaca familiare presentata sullo sfondo delle vicende politiche, proseguita nelle opere successive D'amore e d'ombra (romanzo, 1984), Eva Luna (romanzo, 1987) e Eva Luna racconta (novelle, 1992). 

\allène, sm. Idrocarburo prototipo dei dieni vicinali. ~ propadiene. 

\allentaménto, sm. L'allentare, l'allentarsi. 

\allentàre, v. v. tr. 1 Rendere meno teso e stretto. ~ allascare. <> serrare. allentare la presa. 2 Mitigare. ~ attenuare. <> acutizzare. 3 Aprire, allargare. ~ sciogliere. <> chiudere. 
v. intr. pron. 1 Diventare meno stretto. ~ affievolirsi. <> acuirsi. 2 Mitigarsi. la sua rabbia si allent˛
  v. tr. 1 to loosen, to slacken. 2 (disciplina) to relax. 3 (diminuire) to reduce. v. intr. pron. 1 to become slack, to become loose. 2 (ingranaggio) to work loose. 
  da a-+ deriv. da lento

\allentatùra, sf. Ernia inguinale. 

\allergène, sm. Sostanza che può stimolare una reazione allergica da parte dell'organismo. 

\allergìa, sf. 1 Ipersensibilità (che si manifesta con varie reazioni) di un individuo verso sostanze che normalmente, ossia nella grande maggioranza dei soggetti, non provocano alcuna reazione irritante o stimolante. È interpretabile come una risposta difensiva esagerata del sistema immunitario nei confronti di sostanze di per sé essenzialmente innocue. ~ intolleranza. 2 Insofferenza. ~ idiosincrasia. <> simpatia. 
  sf. allergy. 
Condizione morbosa dell'organismo, umano o animale, caratterizzata da uno stato biologico di alterata sensibilità e reattività organica verso determinate sostanze dette allergeni. L'allergene, introdotto una prima volta nell'organismo, rimane latente ma induce formazione di anticorpi specifici. A una seconda introduzione, l'organismo, ormai allergizzato, risponde con l'immediata, o quasi, attuazione di fenomeni clinici evidenti. I casi più diffusi di allergia sono imputabili a pollini, polvere, alimenti, farmaci. Si classificano quattro tipi di ipersensibilità allergica, in funzione della velocità e del tipo di reazione; alla base dei processi infiammatori vi è la formazione di istamina favorita dal contatto dell'allergene con gli anticorpi. 
La forma più grave di reazione allergica è lo shock anafilattico, che, senza un immediato intervento curativo, può portare il soggetto alla morte. Si determina quando un individuo sviluppa una particolare ipersensibilità verso un determinato allergene. Gli allergeni possono essere di varia natura: alimenti, veleni d'insetti, sostanze inalate o assorbite, farmaci. Come conseguenza dell'esposizione dell'organismo all'allergene si può determinare una brusca e improvvisa caduta della pressione cardiaca a causa di una massiva vasodilatazione; a livello delle vie respiratorie, inoltre, si può determinare un rigonfiamento delle mucose che le rivestono con possibilità d'impedimento del passaggio dell'aria. 
È in sostanza impossibile prevedere l'evoluzione di uno shock anafilattico. Infatti una reazione allergica all'apparenza molto lieve può, nel giro di pochissimi minuti, trasformarsi in una situazione di massima gravità. I segni e i sintomi di uno shock anafilattico possono comprendere: alterazioni dello stato comportamentale, difficoltà nella respirazione, ipotensione, cute arrossata con bolle evidenti come nell'orticaria, gonfiore alle caviglie e ai polsi, prurito, bruciore, vertigini, cefalea, vomito. Trattandosi di un'emergenza molto grave, bisogna mettere in atto tutte le misure di rianimazione di base. 

\allergicaménte, avv. In modo allergico. 

\allèrgico, agg. e sm. agg. 1 Che ha attinenza con l'allergia. reazione allergica. 2 Intollerante. ~ refrattario. LOC: Ŕ allergico alle critiche
sm. Chi soffre d'allergia. 
  agg. allergic. 

\allèrgide, sf. Alterazione cutanea causata a fenomeni allergici o di sensibilizzazione. 

\allergografìa, sf. Rappresentazione in grafico dei risultati ottenuti in termini di intensità e di durata da test cutanei allergologici. 

\allergologìa, sf. Termine che designa la disciplina medica che studia i fenomeni allergici. 

\allergòlogo, sm. Specialista in allergologia. 
  sm. allergist. 

\allergopatìa, sf. Patologia causata da un fenomeno allergico. 

\Alleróna Comune in provincia di Terni (1.870 ab. nel 2007, CAP 05011, TEL. 0763). 

\allèrta, o allérta o all'èrta, avv. e inter. avv. In condizione di vigilanza. 
inter. Grido di allarme o di reciproco controllo delle sentinelle tra di loro. 

\allertaménto, sm. L'allertare, la messa in stato di allerta. 

\allertàre, v. tr. Mettere in stato di all'erta. 
  v. tr. to alert. 

\allésso, agg., avv. e sm. agg. Cotto a lesso. ~ lessato. 
avv. Tramite cottura in acqua bollente. 
sm. Carne lessata. 

\allestiménto, sm. L'operazione di allestire e il suo risultato. ~ approntamento. 
  sm. 1 setting up, preparation. 2 (vetrine) window dressing. 

\allestìre, v. tr. Preparare, mettere a punto. ~ acconciare. <> disfare. 
  v. tr. 1 (approntare) to prepare, to get ready. 2 (esercito) to equip. 3 (spettacolo) to stage. 
  da a-+ deriv. da lesto. 

\allettaménto, sm. Stimolo o invito lusinghiero. ~ seduzione. 

\allettànte, agg. Che alletta. ~ invitante. <> stomachevole. 
  agg. alluring, tempting. 

\allettàre, v. tr. Invogliare, sedurre. ~ attrarre. <> ripugnare. 
  v. tr. (tentare) to lure, to entice, to tempt. 
  lat. allectare, intensivo di allicere. 

\allevaménto, sm. 1 L'allevare. 2 L'insieme delle operazioni con cui si allevano gli animali. ha un moderno sistema di allevamento. 3 L'insieme degli animali allevati. ~ vivaio. 4 Il complesso delle cure necessarie per far crescere un bambino. ~ nutrizione. 
  sm. 1 raising, rearing, breeding. 2 (luogo) farm, stock farm. 

\allevàre, v. tr. 1 Prestare a un bambino le cure necessarie alla crescita. ~ crescere. 2 Curare la crescita di vegetali o animali. 3 Educare. 
  v. tr. 1 (bambino) to bring up. 2 (animale) to raise, to breed, to rear. 
  lat. allevare tirare su, comp. da ad-+ levare. 

\allevatóre, sm. Chi alleva bestiame. 
  sm. 1 breeder. 2 (animali) farmer. 

\alleviaménto, sm. Alleggerimento, attenuazione. ~ mitigazione. <> aggravamento. 

\alleviàre, v. tr. Rendere più lieve, attenuare. ~ alleggerire. <> appesantire. 
  v. tr. 1 to alleviate, to relieve. 2 (attenuare) to mitigate. 

\allibàre, v. tr. Alleggerire una nave mercantile del suo carico. 

\allibìre, v. intr. Impallidire per paura, stupore. ~ sbigottirsi. 
  v. intr. to be astounded. 
  lat. allivere diventare livido, comp. da ad-+ livere. 

\allibìto, agg. Sbalordito, sconcertato. ~ pietrificato. <> impassibile. 
  agg. stupefied, astonished. 

\allibraménto, sm. Registrazione su un libro di un'operazione finanziaria. <> cancellazione. 

\allibràre, v. tr. Registrare su un libro di conti. 

\allibratóre, sm. Chi, negli ippodromi, accetta scommesse sul risultato delle corse, registrandole. ~ bookmaker. 
  sm. bookmaker. 

\allicciàre, v. tr. 1 Far passare l'ordito della tela attraverso i licci. 2 Dare ai denti della sega una leggera ripiegatura in fuori in modo che la sega penetri meglio nel legno da segare. 

\allicciatùra, sf. L'operazione dell'allicciare. 

\Allier Dipartimento (342.000 ab. nel 2005) della Francia, nell'Alvernia a nord del Massiccio Centrale. 

\allietàre, v. v. tr. Rendere lieto. ~ deliziare. <> rattristare. 
v. intr. pron. o rifl. Divenire lieto. ~ rallegrarsi. <> intristirsi. 
  v. tr. to gladden, to cheer up. 
  da a-+ deriv. da lieto. 

\Allièvi, Antònio (Segrano 1824-Roma 1896) Uomo politico, patriota di ideologia liberale fu seguace di Mazzini nei moti del 1848-1849; collaborò con Cavour e in seguito fu eletto deputato e senatore (1881). Fu anche capace giornalista e finanziere, distinguendosi nella direzione della Banca generale di Roma. 

\Allièvi, Lorènzo (Milano 1856-Roma 1942) Ingegnere elettrotecnico. Applicò il suo talento all'industria idroelettrica, analizzando i problemi connessi alle condotte idrauliche forzate. Elaborò la teoria del colpo d'ariete (1913). Da lui prendono il nome il Numero di Allievi (che caratterizza lo stato di regime di una condotta idraulica forzata)) e la Sinossi di Allievi (diagramma che fornisce il valore della sovrapressione massima delle condotte forzate). 

\allièvo, sm. 1 Chi è educato, ammaestrato in una disciplina o in un'arte. ~ scolaro, seguace. <> caposcuola. 2 Apprendista. ~ principiante. <> maestro. 
  sm. 1 pupil. 2 (apprendista) apprentice. 3 (mil.) cadet. 4 (scuola) student. 
  deriv. da allevare. 

\alligatóre, sm. Genere di rettili della famiglia degli Alligatoridi ascritta all'ordine dei Coccodrilli. Nel complesso assomiglia ai coccodrilli, ne differisce per il muso dalla forma larga, appiattita e arrotondata all'estremità, e per la dentatura. Il rappresentante più noto del genere Alligator è il mississippiensis, o alligatore del Mississippi, diffuso negli stati meridionali degli USA, i cui esemplari arrivano a 5 m di lunghezza. Di dimensioni più modeste è l'altra specie del genere Alligator sinensis, o alligatore della Cina; di colore verdastro con il ventre chiaro, misura 2 m; si ciba di rettili e pesci. 
  sm. alligator. 

\alligazióne, sf. 1 Fusione di vari metalli per ottenere una lega. 2 Miscelazione di varie qualità di una stessa sostanza per ottenere uno specifico complesso omogeneo. 

\allignàre, v. intr. Mettere le radici. ~ attecchire. <> avvizzire. 

\àllil- Primo elemento che nella terminologia chimica sta a indicare la presenza del gruppo allile in una molecola. 

\allìle, sm. Gruppo non saturo monovalente. 

\allilène, sm. Idrocarburo acetilenico. 

\allìlico, agg. (pl. m.-ci) Che contiene o è in rapporto con il gruppo allilico. 

\allineaménto, sm. L'allineare, l'allinearsi, l'essere allineato; l'insieme degli elementi allineati. ~ schieramento. 

\allineàre, v. v. tr. 1 Disporre in fila sulla stessa linea. ~ schierare. <> sparpagliare. 2 Fare un allineamento. 
v. intr. pron. 1 Schierarsi. 2 Conformarsi a una tendenza prevalente. ~ uniformarsi. 
  v. tr. 1 (persone o cose) to line up. 2 (tip.) to align, to justify. v. intr. pron. to come into line with. 
  da a-+ deriv. da linea. 

\allineataménte, avv. In modo allineato. 

\allineàto, agg. 1 Che è in linea, in fila. 2 Obbediente, ortodosso. ~ conformista. <> ribelle. 

\Allìste Comune in provincia di Lecce (6.670 ab. nel 2008, CAP 73040, TEL. 0833). 

\allìte, sf. Termine con cui sono indicati i minerali che hanno composizione chimica corrispondente a idrossidi o a ossidi di alluminio (come l'idrargillite, il diasporo, ...).

\allìtico, agg. (pl. m.-ci) In geologia ci si riferisce al suolo allitico come quello che contiene una forte proporzione d'ossido d'alluminio e di ferro. 

\allitterazióne, sf. Nel discorso ripetizione spontanea o ricercata di lettere o sillabe in una serie di due o più vocaboli. 

\allìum, sm. invar. Genere di piante bulbose e aromatiche che nascono spontaneamente nelle regioni temperate. 

\allividìre, v. intr. Divenire livido, illividire. 

\allô, inter. Espressione usata al telefono per richiamare l'attenzione dell'altro interlocutore. 

\àllo, prep. art. m. sing. Composta da a e lo

\allobiòsi, sf. Sopravvivenza di elementi cellulari avulsi dal loro ambiente consueto. 

\allòbrogo, agg. e sm. agg. Dell'antico popolo celtico stanziato nella Gallia Narbonese. 
sm. Appartenente alla popolazione allobroga. 

\allocàre, v. tr. Assegnare, ripartire. 

\allocazióne, sf. 1 Ripartizione e assegnazione di beni e servizi. 2 In informatica assegnazione di risorse a programmi o a variabili. 3 Negli sport equestri è l'entità del premio da ripartire tra il vincente e i piazzati. 

\allocchìre, o allocchìrsi, v. intr. pron. Rimanere attonito. 

\allòcco, sm. Persona stupida. ~ babbeo. <> smaliziato. 
  sm. oaf, tawny owl. 
Uccello (Strix aluco) della famiglia degli Strigidi e dell'ordine degli Strigiformi. Di colore marrone, è diffuso in Europa e Asia, non solo nelle foreste, ma anche negli spazi verdi delle città. 

\allocentrìsmo, sm. Tendenza psicologica a fare degli altri il centro dell'universo. 

\allocinesìa, sf. Alterazione del movimento per la quale alla decisione di muovere un arto segue il movimento dell'arto controlaterale. 

\allocromasìa, sf. Alterazione visiva, provocata anche dall'assunzione di stupefacenti, per la quale gli oggetti assumono un colore diverso da quello reale. 

\allocromàtico, agg. (pl. m.-ci) Relativo ai minerali il cui colore è causato da impurezze anche minime. 

\allòctono, agg. Si dice di rocce e depositi minerali che non si sono formati nel luogo ove si trovano, ma vi sono stati trasportati da agenti esterni. 

\allocutìvo, agg. Proprio dell'allocuzione. 

\allocutòrio, agg. Allocutivo. 

\allocuzióne, sf. Discorso solenne. ~ orazione. 
  sf. solemn speech, address. 
  lat. allocutio,-onis, deriv. da alloqui rivolgere la parola. 

\allodiàle, agg. Incluso nell'allodio. 

\allòdio, sm. Nel Medioevo, proprietà libera da vincoli e tributi feudali. 

\allòdola, sf. Piccolo uccello (Alauda arvensis) dei Passeriformi, famiglia degli Alaudidi, famoso per la bellezza del suo canto. Lungo circa 20 cm, si muove sul terreno con saltelli a zampe unite. Costruisce il nido nelle depressioni dei terreni (non si posa mai sugli alberi) e la femmina può effettuare fino a tre covate annue. È un uccello gregario, d'inverno compie voli migratori stagionali verso i paesi più caldi ed è molto diffuso in Italia dove staziona quasi ovunque. 
  sf. lark. 

\allofanàto, sm. Sale o estere dell'acido allofanico. 

\allofànico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'acido omonimo, di cui si conoscono solo i derivati (sali metallici, esteri, ...). 

\allòfono, sm. Cariante contestuale combinatoria di un fonema. 

\alloftalmìa, sf. Colorazione dell'iride degli occhi diversa nello stesso soggetto. 

\allogamìa, sf. Impollinazione incrociata tra fiori della medesima pianta (geitonogamia) o di piante della stessa specie (xenogamia). 

\allogàre, v. v. tr. 1 Collocare in un luogo adatto. ~ sistemare. 2 Collocare a servizio. 
v. rifl. 1 Prendere posto. ~ collocarsi. 2 Mettersi a servizio. 

\allogènico, agg. Organo o un tessuto che presentano caratteristiche differenti da quelle dell'organismo sul quale vengono trapiantati. 

\allògeno, agg. e sm. Che, chi appartiene a un diverso gruppo etnico. ~ straniero. <> autoctono. 

\alloggiaménto, sm. 1 Apprestamento di un alloggio. 2 Qualsiasi costruzione atta a ospitare soldati, secondo le necessità del momento. 3 Incavo, foro, scanalatura entro cui deve trovare posto un pezzo. 

\alloggiàre, v. v. tr. Dar alloggio a qualcuno. ~ ospitare. <> sloggiare. 
v. intr. Aver alloggio. ~ dimorare. 
  v. tr. to house, to accommodate. v. intr. to live, to stay. 
  da a-+ deriv. da loggia. 

\allòggio, sm. Abitazione, casa. ~ dimora. 
  sm. 1 lodging, accommodation, (americ.) accommodations. 2 (appartamento) flat, apartment. 

\alloglòtto, agg. e sm. agg. Di lingua diversa da quella ufficiale o prevalente in un paese. 
sm. Chi è alloglotto. 

\All'ombra delle fanciulle in fiore Romanzo di M. Proust (1918), secondo del ciclo di sette romanzi intitolato Alla ricerca del tempo perduto (La strada di Swann; All'ombra delle fanciulle in fiore; I Guermantes; Sodoma e Gomorra; La prigioniera; Albertine scomparsa; Il tempo ritrovato). È una delle opere più note del ciclo. Deve parte del suo fascino al titolo di grande effetto. Insignito del Premio Goncourt nel 1919, segnò il successo di Proust, che ne ricevette incoraggiamento per la continuazione dell'ampio progetto. È diviso in due parti: Nel giro della signora Swann e Nomi di paese: il paese. Racconta le esperienze giovanili dell'autore. Nella prima parte c'è Swann che dopo il matrimonio con Odette de Crécy compare raramente nell'ambiente dei Guermantes. L'autore vive due esperienze deludenti (la rappresentazione teatrale di PhŔdre impersonata dalla celebre attrice Berma e la conoscenza dello scrittore Bergotte da lui profondamente ammirato). In entrambe le situazioni, l'autore scopre che la realtà non corrisponde all'immagine che si era creata nell'attesa. Nella seconda parte, vengono narrate le esperienze dell'autore durante i soggiorni marini a Balbec in Normandia. Nella grande spiaggia alla moda, Marcel conosce il giovane Robert de Saint-Loup, imparentato con i Guermantes, che lo presenta allo zio, il barone di Charlus. Robert diventerà l'amico più caro di Marcel, che è affascinato dalle fanciulle in fiore Andrée, Gisèle, Rosamonde e, soprattutto, da Albertine Simonet. Le tele del pittore Elstir aiuteranno Marcel a comprendere la complessità dei rapporti tra la realtà e la fantasia, tra la Balbec selvaggia dei suoi sogni e a quella affollata della realtà. 

\All'ombra di mio padre Romanzo di A. Vigevani (1984). 

\allometrìa, sf. Modalità di accrescimento contraddistinta dalla differenza tra lo sviluppo di un organo e quello dell'intero corpo. 

\allomètrico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a un organo il cui sviluppo è diverso da quello del resto del corpo. 

\allomorfìte, sf. Varietà di baritina. 

\allomòrfo, sm. Variante contestuale combinatoria di un morfema. 

\allomorfòsi, sf. Differenza nelle dimensioni degli organi omologhi in stadi di sviluppo in specie diverse. 

\allònimo, agg. e sm. agg. Relativo a un'opera letteraria pubblicata con un nome diverso da quello del vero autore. 
sm. La persona che presta il suo nome all'opera stessa. 

\allontanaménto, sm. L'allontanare, l'allontanarsi, l'essere allontanato. ~ distacco. <> riavvicinamento. 
  sm. removal, (licenziamento) dismissal. 

\allontanàre, v. v. tr. 1 Mandare via, tenere distante. ~ scostare. <> avvicinare. allontanare sospetti, timori. 2 Esonerare da un incarico. ~ licenziare. <> assumere. 3 Tenere a distanza. il suo atteggiamento allontana ogni persona
v. intr. pron. 1 Andare lontano. ~ emigrare. 2 Distaccarsi. ~ disamorarsi. 
  v. tr. 1 to move away, to send off. 2 (incarico) to dismiss. 3 (pericolo) to avert, to remove. v. intr. pron. 1 to go away. 2 (isolarsi) to become estranged. 
  da a-+ deriv. da lontano

\allopatìa, sf. Terapia che utilizza principi che svolgono un'azione opposta alle cause della malattia che viene curata. 

\allopàtico, agg. e sm. agg. Relativo all'allopatia. ~ chimico, sintetico. <> omeopatico, naturale. 
sm. Chi pratica cure allopatiche. 

\alloppiàre, v. v. tr. 1 Mettere oppio o un altro narcotico in una bevanda. 2 Addormentare con bevande oppiate. 3 Trarre in inganno. 
v. rifl. Essere sopraffatto dalla sonnolenza. 

\allopsicòsi, sf. Manifestazione propria delle crisi psicotiche consistente nella percezione alterata dei fenomeni circostanti. 

\allóra, agg., avv. e cong. agg. invar. Di quel tempo, di quell'epoca. l'allora presidente della commissione
avv. In quel momento. <> adesso. fu allora che mi accorsi dello sbaglio
cong. 1 In tal caso. ~ sicché 2 Dunque. ~ pertanto. LOC: conosci la situazione, allora prendi una decisione
  avv. 1 (in quel momento) then. 2 (perciò) co, therefore. cong. (dunque, in questo caso) well then. 
  lat. ad illam horam, a quel tempo. 

\allorché, cong. Quando, nel momento in cui. ~ non appena. 
  cong. as soon as, when. 

\alloritmìa, sf. Ritmo cardiaco caratterizzato da sequenze di battiti irregolari. 

\allòro, sm. 1 Pianta aromatica delle lauracee, utilizzata in cucina per aromatizzare i cibi.  2 Simbolo di trionfo, vittoria. ~ successo. dormire sugli allori, restare inattivo dopo aver riportato dei successi
  sm. laurel, bay. 
  lat. laurus
Specie arborea (Laurus nobilis) delle Lauracee, popolarmente chiamata lauro. In Italia è molto diffuso nelle zone temperate del bacino mediterraneo. Il fusto raggiunge i 15 m d'altezza; le foglie, robuste e provviste di ghiandole che esalano un caratteristico profumo, sono impiegate in cucina per aromatizzare i cibi; dai frutti, si ricava un olio usato in medicina. Pianta sacra ad Apollo, era dagli antichi considerata simbolo di sapienza e di gloria. La corona d'alloro veniva usata per incoronare i vincitori di agoni sportivi e i poeti. 

\allorquàndo, cong. Allorché. 

\allosàuro, sm. Gigantesco dinosauro del Giurassico superiore. Appartenne all'ordine Saurischia e al sottordine Theropoda

\allòsio, sm. Zucchero aldeidico, isomero del glucosio, a sei atomi di carbonio. 

\allossàna, sf. Ureide dell'acido mesossalico che si forma per ossidazione dell'acido urico e dell'acido barbiturico. 

\allotèrii Gruppo di piccoli Mammiferi Monotremi risalenti al Trias e al Terziario inferiore. 

\allotrapiànto, sm. Trapianto di un organo o di un tessuto su un organismo della stessa specie, ma geneticamente differente. 

\allòtri(o)- Primo elemento di parole composte derivante dal greco allˇtrios che significa "diverso, estraneo". 

\allotriodontìa, sf. Collocazione irregolare dei denti sull'arcata dentaria. 

\allotriomòrfo, agg. Relativo ai minerali che hanno dovuto adattarsi alla forma dei cristalli già esistenti causa la loro formazione tardiva. ~ xenomorfo. 

\allotriosmìa, sf. Percezione distorta degli odori. 

\allotropìa, sf. 1 La proprietà di alcuni elementi di presentarsi con aspetti e proprietà fisiche e chimiche diverse. 2 Presenza nella lingua di parole che sono diverse per forma o significato, ma hanno lo stesso etimo. 
In chimica è il polimorfismo di alcuni elementi che si presentano in due o più forme che differiscono per le proprietà chimiche o fisiche. 
In linguistica viene così denominata la coesistenza di parole di origine simile ma che presentano, in genere, diversità semantica o morfologica. 

\allòtropo, sm. 1 Elemento o composto che può assumere forme diverse e manifestare differenti proprietà fisiche e chimiche. 2 Parola che dà luogo a un'allotropia. 

\allottàre, v. tr. Sorteggiare un oggetto tra più persone che lo vinceranno se in possesso del primo numero estratto. 

\Allport, Gordon Willard (Montezuma 1897-Cambridge 1967) Psicologo statunitense. Si occupò in particolare delle motivazioni coscienti del comportamento; tra le sue opere La personalitÓ: una interpretazione psicologica (1937). 

\àlluce, sm. Il primo e più grosso dito del piede. 
  sm. big toe. 
Alluce valgo 
Deviazione dell'alluce verso l'esterno. 
Alluce varo 
Deviazione dell'alluce verso l'interno. 

\allucinànte, agg. 1 Che abbaglia. ~ accecante. 2 Che suscita impressione. ~ incredibile. 
  agg. awful. 

\allucinàre, v. tr. 1 Abbagliare, alterare la facoltà visiva fino a far vedere ciò che non è. ~ abbacinare. 2 Indurre in errore. ~ ingannare. 
  lat. alucinari dormire in piedi. 

\allucinàto, sm. Chi soffre di allucinazioni. ~ visionario. 

\allucinatòrio, agg. Di allucinazione, che dà luogo ad allucinazione. 

\allucinazióne, sf. Percezione di oggetti non esistenti, ma ritenuti reali dal soggetto. ~ illusione, miraggio. 
  sf. hallucination. 

\allucinògeno, sm. Sostanza naturale o sintetica, che provoca disturbi del sistema nervoso centrale con conseguente comparsa di allucinazioni. ~ stupefacente. In Asia e nelle Americhe, le popolazioni autoctone utilizzano fin dall'antichità allucinogeni di origine vegetale (come la mescalina) a scopo rituale durante le cerimonie religiose. I conquistatori e i mercanti europei li diffusero anche nel vecchio continente a partire dal XVII sec. Tali sostanze, utilizzate in medicina a scopo psicoterapeutico, si sono in seguito diffuse con fini esclusivamente voluttuari. Attualmente gli allucinogeni più diffusi sono le anfetamine e il potentissimo LSD (composto dell'acido lisergico, derivato dalla segale cornuta). 

\allucinòsi, sf. Stato mentale contraddistinto da disturbi psicosensoriali a carattere allucinatorio. 

\allùdere, v. intr. Riferirsi a qualcosa o qualcuno in modo indiretto o velato. ~ sottintendere. <> precisare. 
  v. intr. to allude to, to hint at. 
  lat. alludere toccare appena. 

\All'ultimo respiro Film drammatico, americano (1983). Regia di Jim McBride. Interpreti: Richard Gerre, Valerie Kaprisky, William Tepper. Titolo originale: Breathless 

\allumacàre, v. tr. Lasciare la striscia, come fa la lumaca con la propria bava. 

\allumacatùra, sf. 1 L'allumacare. 2 Striscia lucida che rimane su un panno dopo una stiratura difettosa. 

\allumàre, v. tr. 1 Dar l'allume alle pelli, prima di tingerle, per conciarle. 2 Accendere, illuminare. 3 Adocchiare. 

\allùme, sm. Sale costituito da solfati doppi di metalli monovalenti e trivalenti. I metalli trivalenti possono essere alluminio, cromo, manganese, ferro, cobalto, titanio, vanadio, rodio, gallio, indio, iridio. Il più noto e tipico degli allumi è l'allume di rocca o potassico, che è il solfato doppio di alluminio e potassio; viene utilizzato in tintoria, per fissare le sostanze coloranti sulle fibre, e nella concia delle pelli. In medicina si usa come astringente, emostatico e caustico. 
  lat. alumen,-inis. 

\Allumière Comune in provincia di Roma (4.250 ab. nel 2008, CAP 00051, TEL. 0766). 

\alluminàre, v. tr. 1 Rivestire una superficie con uno strato di alluminio. 2 Impregnare un tessuto con allumina. 

\alluminìco, agg. (pl. m.-ci) Relativo ai sali e agli acidi di alluminio. 

\allumìnio, sm. Elemento chimico di simbolo Al, numero atomico 13, peso atomico 26,98154. Il danese H. Oersted lo isolò per la prima volta nel 1825. È uno dei più importanti metalli industriali per le sue numerose applicazioni. Non esiste in natura allo stato libero, ma è il più diffuso sotto forma di composti e costituisce l'8,2% della litosfera. I principali minerali d'alluminio sono la bauxite, la criolite, l'allume e i silicati. Si trova nei graniti e nei feldspati. È un metallo leggero, di peso specifico 2,7, malleabile, di colore bianco argenteo, punto di fusione 660 °C, discreto conduttore di calore ed elettricità. All'aria si ricopre di un leggero strato di ossido che lo preserva dagli agenti atmosferici. Reagisce sia con gli acidi (acido cloridrico, cloruri, acidi organici) sia con gli alcali che sciolgono l'ossido superficiale sviluppando ossigeno. Innumerevoli le leghe d'alluminio, molto usate nella produzione moderna, formate in particolare con silicio, magnesio, rame, zinco e manganese. Puro, è impiegato per la fabbricazione di conduttori elettrici leggeri. 
  sm. aluminium, (americ.) aluminum. 

\allumìno- Primo elemento che nella terminologia chimica sta a indicare la presenza di alluminio in una molecola. 

\alluminósi, sf. Termine medico che designa le lesioni polmonari provocate dall'inalazione di polveri contenenti alluminio. 

\alluminóso, agg. Che contiene allumina o un altro composto dell'alluminio. 

\alluminotermìa, sf. Uso dell'alluminio per la preparazione di alcuni metalli e per la produzione di alte temperature. Viene utilizzata per saldare parti massicce di ferro. 

\allunàggio, sm. Discesa sul suolo lunare. 

\allunaménto, sm. Inarcamento dato ai ponti delle navi in senso trasversale per facilitare il reflusso delle acque. 

\allunàre, v. v. tr. Tagliare o curvare a forma di mezzaluna. 
v. intr. Scendere sul suolo lunare. 

\allùnga, sf. Tubo di vetro che serve per condensare vapori adattandosi a un pallone di distillazione. 

\allungàbile, agg. Che si può allungare. ~ estensibile. 
  agg. extendable. 

\allungaménto, sm. 1 L'allungare, l'allungarsi, estensione. ~ prolungamento. <> accorciamento. 2 Diluizione di un liquido con acqua o altro liquido. 3 Accrescimento della durata di un suono. 

\allungàre, v. v. tr. 1 Rendere più lungo. ~ aumentare. <> abbreviare. 2 Porgere. ~ dare. 3 Stendere. 4 Annacquare. ~ diluire. <> concentrare. 5 Prolungare la durata. ~ procrastinare. <> velocizzare. allungare un discorso. 6 allungare il collo, tendere il collo per curiosità; allungare gli orecchi, fare più attenzione. 
v. intr. pron. 1 Diventare più lungo. ~ crescere. 2 Dilungarsi. non voleva pi¨ allungarsi sull'argomento
  v. tr. 1 to lengthen, to prolong, to extend. 2 (gambe) to stretch out. 3 (porgere) to hand, to pass. 4 (diluire) to dilute, to water down. v. intr. 1 to lengthen. 2 (crescere) to stretch, to grow taller. 3 (distendersi) to lie down. 
  da a-+ deriv. da lungo

\allungàto, agg. Fatto più lungo. 

\allungatùra, sf. L'operazione dell'allungare; la parte che si aggiunge per allungare. 

\allùngo, sm. 1 Nelle competizioni sportive, graduale e progressivo aumento di andatura di un atleta; nella scherma, affondo; nel calcio, passaggio della palla in avanti; nel pugilato, massima distensione del braccio col pugno rivolto all'interno per colpire l'avversario. 2 Nel linguaggio bancario, lo stesso che foglio di allungamento, che si applica alle cambiali o ai titoli finanziari quando lo spazio per le girate non è più sufficiente. 
  deriv. da allungare

\allupàre, v. intr. pron. Avere una fame da lupo. 

\allupàto, agg. Affamato di cibo o di sesso. ~ famelico. <> satollo. 

\allusióne, sf. Detto con cui si allude, insinuazione, cattiveria. ~ malignità. 
  sf. hint, allusion. 

\allusivaménte, avv. In modo allusivo. 

\allusività, sf. 1 L'essere allusivo. 2 Carattere simbolico, analogico. 

\allusìvo, agg. Che allude, che contiene allusione. ~ velato. <> esplicito. 
  agg. allusive. 

\alluvionàle, agg. Formato dai depositi lasciati dai fiumi. 

\alluvionaménto, sm. Processo di formazione di alluvioni come conseguenza del calo della forza viva di un corso d'acqua. 

\alluvionàto, agg. e sm. Vittima di un'alluvione. 

\alluvióne, sf. 1 Allagamento prodotto dallo straripamento di acque. ~ inondazione. 2 Quantità sovrabbondante. 
  sf. inundation, flood. 
  lat. alluvio,-onis, deriv. da adluere bagnare. 

\Alluvióni Cambiò Comune in provincia di Alessandria (1.010 ab. nel 2005, CAP 15040, TEL. 0131). 

\àlma, sf. Anima. 

\alma mater, loc. avv. Locuzione latina che significa "madre che nutre". Espressione utilizzata dai poeti latini per identificare la patria. 

\Alma-Ata Città capitale del Kazakistan (1.421.000 ab. nel 2009) e capoluogo della provincia omonima. Dal 1992 detta anche Almaty, è centro universitario e annovera industrie metalmeccaniche, tessili, chimiche, del tabacco e del cuoio. Nel 1991 ha ospitato la conferenza delle repubbliche sovietiche da cui è nata la CSI o Comunità degli stati indipendenti. 

\Almagesto " Collezione Matematica" 

\Almagro, Diego de (1475-Cuzco 1538) Conquistatore spagnolo. In collaborazione con Pizzarro occupò il Perù, ma in seguito entrò in contrasto con lui e fu ucciso. Il figlio Diego el Mozo (1520-1542) vendicò suo padre facendo assassinare Pizzarro, venne così proclamato capitano generale del Perù, ma fu giustiziato poco dopo. 

\Almalyk Città (138.000 ab. nel 2004) dell'Uzbekistan, nella provincia di Taskent. 

\almanaccàre, v. intr. Lambiccarsi il cervello. ~ fantasticare. <> ragionare. 

\almanàcco, sm. 1 Libro che indica i giorni, i mesi, le lunazioni, le feste dell'anno, con varie altre notizie utili ai consultatori. ~ lunario. almanacco di Barbanera. 2 Pubblicazione annuale contenente notizie statistiche e di cronaca su di una data materia; annuario. almanacco di Gotha, annuario araldico e genealogico della nobiltà. 
  arabo al-manakh

\almandìno, sm. 1 Granato ferroalluminifero cristallizzato in rombododecaedri rossi. 2 Varietà violetta di spinello. 

\almansóre, o almansor o almansur, sm. Capo militare musulmano. 
  per estensione dell'espressione araba Al-Mansur, colui che è stato fatto vincitore da Dio. 

\almatùro, sm. Nome di alcuni canguri di media grandezza che vivono in Australia e Nuova Zelanda. 

\Almè Comune in provincia di Bergamo (5.750 ab. nel 2009, CAP 24011, TEL. 035). 

\Almeida, Francisco de (Lisbona 1450 ca.-capo di Buona Speranza 1510) Primo governatore portoghese delle Indie (1505). Venne ucciso dagli arabi e dagli ottentotti, con i quali era in guerra. 

\Almeida, Lorènzo de (?-? 1508) Navigatore portoghese. Figlio di Francisco de Almeida, seguì le orme paterne aggregandosi alla spedizione di Fernando Soares, nel viaggio che portò alla scoperta dell'isola di Ceylon. 

\Almènno San Bartolomèo Comune in provincia di Bergamo (5.760 ab. nel 2008, CAP 24030, TEL. 035). 

\Almènno San Salvatóre Comune in provincia di Bergamo (5.860 ab. nel 2008, CAP 24031, TEL. 035). 

\alméno, avv. 1 Se non altro, per lo meno, come minimo, a dir poco, piuttosto che niente <> al massimo.  2 per quanto sia, comunque
  avv. at least. 

\Almería Città della Spagna meridionale (190.000 ab. nel 2007), situata nella regione dell'Andalusia. Ha un attivo porto sul Mediterraneo, importante per il commercio di ferro, piombo, rame. Subì le dominazioni fenicia, cartaginese e romana; il periodo del suo massimo splendore fu quello corrispondente alla dominazione musulmana (VIII sec.). Conserva una fortezza araba, le rovine del castello di San Cristobal e una cattedrale del XVI sec. 

\Almése Comune in provincia di Torino (6.190 ab. nel 2007, CAP 10040, TEL. 011). 

\Almirante Brown In Argentina, circondario (515.000 ab. nel 2001) di Buenos Aires. 

\Almirànte, Giórgio (Salsomaggiore 1914-Roma 1988) Uomo politico, fu segretario dell'MSI dal 1969 al 1987. 

\àlmo, agg. 1 Che da vita, che nutre. 2 Nobile. ~ eccelso. 

\Almodóvar, Pedro (Calzara de Calatrova 1949-) Regista spagnolo. Diresse commedie erotico-sociali provocatorie e aggressive, tra cui La legge del desiderio (1986), Donne sull'orlo di una crisi di nervi (1986), LŔgami (1990), Tacchi a spillo (1991), Kika (1994), Il fiore del mio segreto (1995) e Carne tremula (1998). 

\Almohadi Dinastia berbera che regnò sul Marocco, sull'Africa settentrionale e sulla Spagna musulmana dopo aver sconfitto gli Almoravidi. Il loro regnò iniziò verso la metà del XII sec. (conquista del Marocco nel 1146 da parte di Abd al-Mumin) e durò fino all'uccisione dell'ultimo califfo almohade nel 1269 da parte dei Marinidi. 

\Almoravìdi Confraternita di guerrieri berberi islamizzati che sotto la guida di Abd Allah ibn Yasin conquistarono il Marocco nell'XI sec. Dal 1056 al 1147 estesero il loro dominio su parte dell'Africa settentrionale e sulla Spagna araba. Furono sconfitti dagli Almohadi che nel 1147 conquistarono Marrakech e uccisero il loro ultimo principe. 

\almucàntarat, sm. invar. Termine creato da H. von Reichenau nell'XI secolo, con il quale si indicano i cerchi minori della sfera celeste, paralleli all'orizzonte. 
In un sistema di coordinate altazimutali, indica il luogo dei punti che possiedono una particolare altezza sull'orizzonte. 

\almùzia, sf. Mantelletta di pelliccia che ricopriva il capo e le spalle dei religiosi come protezione durante gli uffici. 

\àlnico, sm. invar. Tipo di leghe impiegate per la fabbricazione dei magneti permanenti. 
  dai simboli chimici Al, Ni, Co alluminio, nichel e cobalto. 

\àlno, sm. Altro nome dell'ontano. 

\alnoìte, sf. Roccia filoniana lamprofirica appartenente alla famiglia dei Gabbri alcalini. 

\àlo- Primo elemento di parole composte derivante dal greco hßls, halˇs che significa "sale o mare". 

\alò, inter. Indica esortazione o invito. 

\alòbate, sm. Genere di Insetti Eterotteri tipico delle zone tropicali e australi. Vivono in alto mare correndo sulla superficie delle acque. 

\alobattèrio, sm. Batterio che può crescere in condizioni estreme di salinità e di pressione osmotica. 

\alobènthos, sm. L'insieme degli organismi che vivono negli abissi marini. 

\alòbio, agg. Riferito a un organismo che vive in ambiente marino. 

\alocàsia, sf. Genere di piante ad aspetto arborescente originarie dell'Asia tropicale. 

\àloe, sm. invar. 1 Pianta delle Liliacee. 2 Il succo amaro ricavato dalle foglie di alcune di queste piante, usato come medicinale. 

\alofàuna, sf. Il complesso degli animali viventi nelle acque salate. 

\alòfilo, agg. Relativo a quelle piante che crescono spontaneamente in prossimità di terreni ricchi di sale. 

\alòfita, sf. Termine generico per identificare quelle piante che vivono nei terreni salati. 

\aloflòra, sf. Il complesso dei vegetali viventi nelle acque salate. 

\alogenazióne, sf. Reazione che consiste nell'introduzione di alogeni in una molecola organica. 

\alogenidrìco, agg. (pl. m.-ci) Relativo a un composto organico che deriva da un idracido alogenato. 

\alògeno, agg. Elemento del settimo gruppo del sistema periodico; gli alogeni sono fluoro, cloro, bromo, iodio, astato; quest'ultimo è l'elemento chimico artificiale del gruppo degli alogeni. Reagiscono con i metalli per formare sali. 
  agg. (lampada) halogen lamp. 
  da alo-+-geno. 
Lampada alogena 
Tipo di lampada in cui sono contenuti vapori di iodio, che irradia luce intensa e uniforme. 

\alogenùro, sm. 1 Sale o estere di un idracido alogenato. 2 Combinazione di un alogeno con un altro elemento. 

\alògico, agg. Estraneo, ma non necessariamente contrario, alle determinazioni logiche. 

\alogotrofìa, sf. Asimmetria del corpo provocata dall'eccessivo sviluppo di una parte. 

\alòide, agg. Relativo ai sali ricavati dall'unione di un alogeno con un metallo. 

\Aloìsi, Màssimiliano (Firenze 1907-Roma 1999) Medico e biologo. Docente presso l'università di Padova, si è occupato, in particolare, di embriologia, istologia e fisiopatologia dell'apparato muscolare. 

\alóne, sm. 1 Figura luminosa (anelli, raggi, archi) che appare intorno al Sole e alla Luna; è leggermente iridata ed è provocata da fenomeni di riflessione e rifrazione della luce in cristalli ghiacciati, presenti nell'atmosfera. 2 Contorno sfumato di una sorgente luminosa. l'alone del fanale. 3 Area di tessuto sbiadita da una smacchiatura. 
  sm. halo. 
  lat. halo,-onis, deriv. da halos cerchio attorno al sole, dal greco halos

\Alonso, Dámaso (Madrid 1898-1990) Critico. Tra le opere Il linguaggio poetico di Gˇngora (1927) e Uomo e Dio (1955). 

\Alónte Comune in provincia di Vicenza (1.560 ab. nel 2007, CAP 36040, TEL. 0444). 

\alopecìa, sf. (o alopècia alla latina) Caduta di capelli o di peli causata da stati morbosi o da trattamenti chemioterapici. Un caso molto comune di alopecia è quella che viene definita seborroica. Tale forma colpisce principalmente gli individui di sesso maschile e si manifesta in età precoce (attorno ai 20 anni) con una desquamazione del cuoio capelluto, seguita dalla perdita dei capelli. La patologia ha origine nella parte frontale e superiore del capo e, normalmente, risparmia le regioni temporali e la nuca. 

\alopecùrus, sm. invar. Genere di piante erbacee con spighe compatte e allungate. Appartiene alla famiglia delle Graminacee. 

\alòpex, sf. invar. Genere di Mammiferi Carnivori cui appartengono diverse specie di volpi. Appartiene alla famiglia dei Canidi. 

\Alor Setar Città (217.000 ab. nel 2005) della Malaysia, capoluogo dello stato di Kedah nella penisola di Malacca. 

\alòsa, sf. Pesce (Alosa ficta lacustris) della famiglia dei Clupeidi e dell'ordine dei Clupeiformi. Di colore argentato, misura fino a 50 cm. Si riproduce di notte. 

\Alost o Aalst Città (77.000 ab. nel 2005) del Belgio, nella Fiandra Orientale. 

\alotrichìte, sf. Solfato idrato di ferro e alluminio che si presenta in masse ferrose. 

\àlpaca, sm. Tessuto di lana ottenuto dall'animale omonimo. 
  sm. alpaca. 

\alpàcca, sf. Lega di rame, zinco e nichel, di aspetto simile all'argento. ~ argentone. 

\Alpàgo-Novèllo, Albèrto (Feltre 1889-Milano 1895). Architetto e urbanista. Noto per i progetti presentati per il concorso per il piano regolatore della città di Milano e per i piani regolatori di altre città, che sono considerati contributi originali alla pianificazione urbana. 

\alpargàta, sf. Calzatura spagnola di canapa utilizzata nelle feste popolari. 

\àlpax, sm. invar. Lega di alluminio contenente circa il 12% di silicio, affinata mediante composti del sodio. 

\àlpe, sf. Alpeggio, zona alpina destinata al pascolo. ~ alpeggio. 

\Àlpe délla Lùna Dorsale dell'Appennino Tosco-Emiliano, culmina a 1.453 m nel monte dei Frati. 

\Àlpe Dévero Conca alpina dell'Ossola, dominata dal monte Cervandone (3.211 m). 

\Àlpe di Catenàia Settore dell'Appennino Tosco-Emiliano, a nord-est di Arezzo. 

\Àlpe di Siùsi Altopiano dell'Alto Adige (altezza media 2.000 m), tra lo Scillar e la Val Gardena. Area turistica di soggiorno e sport invernali. 

\alpeggiàre, v. v. tr. Condurre il gregge all'alpeggio. 
v. intr. Stare all'alpeggio. 

\alpéggio, sm. Pascolo estivo in alta montagna. ~ alpe 

\alpenglühen, sm. invar. Colorazione rosso fuoco che assume il tramonto in prossimità delle vette alpine. 

\alpenstock, sm. invar. Lungo bastone da montagna con punta di ferro e manico ricurvo. 

\Alpes de-Haute-Provence Dipartimento (140.000 ab. nel 2000) della Francia, capoluogo Digne. 

\Alpes-Maritimes Dipartimento (1.073.000 ab. nel 2006) della Francia sudorientale, in Provence-Alpes-Côte d'Azur, al confine tra l'Italia e il Principato di Monaco. Il territorio, interamente montuoso, è attraversato dal fiume Var. Città principali: Cannes, Antibes, Mentone e Nizza che è il capoluogo del dipartimento. Molto sviluppato il turismo, prevalentemente sulla Costa Azzurra. Industrie di profumi, elettrotecniche, floricoltura, agricoltura e allevamento sono le principali risorse economiche. 

\alpèstre, agg. e sm. agg. 1 Proprio dell'alpe. ~ montano. 2 Scosceso, ripido. 
sm. Liquore a base di erbe aromatiche. 

\Alpétte Comune in provincia di Torino (300 ab. nel 2007, CAP 10080, TEL. 0124). 

\alphorn, sm. invar. Strumento aerofono della famiglia dei corni, con imboccatura a bocchino e lunga anche fino a 4 m, in uso presso i pastori delle Alpi svizzere e austriache. 

\Àlpi Principale catena montuosa dell'Europa centromeridionale. Si snoda su un'area di circa 260.000 km² (dai 43° ai 48° di latitudine nord e dai 5° ai 17° di longitudine est), attraversando Italia, Francia, Svizzera, Austria e, in minor parte, Germania e Slovenia. Il sistema si protrae per oltre 1.300 km, è largo da un minimo di 60 km (Col di Tenda) a un massimo di 360 km (linea Fiume-Vienna); l'altezza media è di circa 1.300 m, la vetta più alta è quella del monte Bianco (4.810 m). Originate dall'orogenesi alpino-himalaiana (cenozoica), la catena fa parte di quella fascia di corrugamento della crosta terrestre che si stende dall'Africa settentrionale alla Cina. Si distinguono quattro unità tettoniche: Elvetidi, che sono la parte esterna della catena e comprendono imponenti massicci granitici avvolti da gneiss, Pennidi, che costituiscono il versante interno dei massicci cristallini elvetici, Austridi, presenti soprattutto nelle Alpi occidentali, delimitate a sud da una serie di grandi faglie che le separano dalle Alpi meridionali. Nel complesso, la zona mediana è costituita di rocce cristalline; le parti degli archi esterni, invece, sono zone calcaree con rocce sedimentarie e morfologia più mite: si tratta delle Prealpi che a nord tracciano un arco continuo, mentre a sud si trovano solo a est del lago Maggiore. Le Alpi vengono divise nei tre settori delle Alpi occidentali, Alpi centrali e Alpi orientali. Questa è la suddivisione ufficializzata in Italia nel 1926. Attualmente si usano altre suddivisoni (vedi sotto). I ghiacciai, che sono circa 2.500, di cui più di 1.000 in Italia, per una superficie complessiva di 3.500 km², costituiscono un inesauribile serbatoio di acque che si riversano nei bacini idrici dei fiumi. I più grandi sono quelli di Aletsch, di Gonner, della Mer de Glace e dell'Argentière. I fiumi più importanti che nascono nelle Alpi sono il Reno, il Rodano e il Po. I circa 400 laghi alpini sono in genere di dimensioni modeste; i più estesi sono nelle zone prealpine (Ginevra, Costanza, Neuchâtel, Lucerna, Garda, Maggiore, Como). Il versante meridionale, aperto ai venti tiepidi del Mediterraneo, ha un clima più dolce rispetto a quello settentrionale e orientale. Le precipitazioni sono più abbondanti in estate sul versante esterno e in inverno sul versante interno. Il limite delle nevi perenni è di 2.400 m sul versante nord, e di 2.800-3.000 m sul versante sud. 
Suddivisione delle Alpi.
Le Alpi un tempo, nella scuola elementare italiana, venivano memorizzate con flistraocche come:  MA COn GRAn PEna LE RE-CA GIÙ  che stava a ricordare:  Marittime, Cozie, Graie, Pennine, Lepontine, Retiche, Carniche, Giulie.  Alternativamente era studiata la frase pi¨ lunga, sempre di richiamo mnemonico:  MA LÌ COn GRAn PEna LE RETI AnTonio CAla GIÙ  che richiamava anche le Liguri e le Atesine.  Ne esistevano anche altre versioni. Era una ripartizione parziale, che non era corretta neanche allora. Attualmente esistono varie suddivisioni, la più usata delle quali è la seguente (messa a punto nel 2005 e chiamata SOIUSA: Suddivisione Orografica Internazionale Unificata del Sistema Alpino):
Le Alpi Occidentali sono suddivise in:
- Alpi Sud-occidentali:  Alpi Liguri, Alpi Marittime e Prealpi di Nizza, Alpi e Prealpi di Provenza, Alpi Cozie, Alpi del Delfinato, Prealpi del Delfinato.
- Alpi Nord-occidentali:  Alpi Graie, Prealpi di Savoia, Alpi Pennine, Alpi Lepontine, Prealpi Luganesi, Alpi Bernesi, Alpi Glaronesi, Prealpi Svizzere. Le Alpi Orientali sono suddivise in:
- Alpi Centro-orientali:  Alpi Retiche occidentali, Alpi Retiche orientali, Alpi dei Tauri occidentali, Alpi dei Tauri orientali, Alpi di Stiria e Carinzia, Prealpi di Stiria.
- Alpi Nord-orientali:  Alpi Calcaree Nordtirolesi, Alpi Bavaresi, Alpi Scistose Tirolesi, Alpi Settentrionali Salisburghesi, Alpi del Salzkammergut e dell'Alta Austria, Alpi Settentrionali di Stiria, Alpi della Bassa Austria.
- Alpi Sud-orientali:  Alpi Retiche meridionali, Alpi e Prealpi Bergamasche, Prealpi Bresciane e Gardesane, Dolomiti, Prealpi Venete, Alpi Carniche e della Gail, Alpi e Prealpi Giulie, Alpi di Carinzia e di Slovenia, Prealpi Slovene. 
  Alps. 

\Àlpi Australiàne Catena montuosa dell'Australia, situata tra il Nuovo Galles del Sud e il Victoria, facente parte della Grande Catena Divisoria meridionale. Tra i fiumi principali che da esse hanno origine il Murray e il Murrumbidgee. Importante centro turistico invernale, ha la sua cima più elevata nel monte Kosciusko (2.230 m). 

\Àlpi Dinàriche Catena montuosa della Penisola Balcanica. Le vette più elevate sono il monte Dinara (1.831 m) e il monte Troglav (1.913 m). 

\Àlpi Meridionàli Catena montuosa della Nuova Zelanda che si estende per tutta la costa occidentale dell'isola del Sud. La vetta più alta è il monte Cook (3.764 m); sono presenti altre cime oltre i 3.000 m ed estesi ghiacciai. 

\alpicoltùra, sf. Studio dello sfruttamento razionale delle zone di alta montagna per il pascolo e la coltivazione. 

\alpigiàno, agg. e sm. agg. Proprio di chi abita le regioni alpine. 
sm. Montanaro. 

\Alpignàno Comune in provincia di Torino (17.200 ab. nel 2007, CAP 10091, TEL. 011). Centro industriale (prodotti metalmeccanici, grafici e tessili). Gli abitanti sono detti Alpignanesi

\alpinìsmo, sm. Pratica di scalare montagne e tecnica richiesta per attuarla. Non praticato dagli antichi che, anzi, temevano o consideravano la montagna un luogo sacro, l'alpinismo nacque con il ritorno alla natura tipico del preromanticismo. Con la scalata del monte Bianco (4.810 m) da parte di M. Paccard e J. Balmat, nel 1786, inizia l'alpinismo moderno; lo svizzero H. B. De Saussure ripeté l'impresa un anno dopo. Da allora, l'interesse per le ascensioni alpinistiche aumentò progressivamente; le maggiori vette delle Alpi vennero affrontate una dopo l'altra (il Cervino da Whymper nel 1865, il monte Rosa da Zumstein nel 1819 e da Gnifetti nel 1842). Questi pionieri dell'alpinismo utilizzavano strumenti elementari e spesso si servivano di guide locali. Alla fine della prima guerra mondiale, l'alpinismo ebbe grande diffusione e fu anche stabilita una scala per misurare le difficoltà delle scalate (scala Welzenbach o scala di Monaco, in sei gradi); fecero la loro comparsa piccozze e ramponi e si andò alla ricerca delle difficoltà massime (sesto grado). Intanto, si moltiplicavano le ascensioni anche sulle montagne di altri continenti (Everest, da parte di Hillary e Tenzing, nel 1953 e K2, da parte di Lacedelli e Compagnoni, nel 1954). Dagli anni '50, si sono diffusi l'uso di mezzi artificiali e la ricerca di vie di salita più dirette alla vetta, anche se più difficili. Da circa un ventennio, Messner (il primo uomo ad aver scalato i quattordici 8.000 metri della Terra) ha aperto la via dell'alpinismo senza bombole di ossigeno e con il minor numero di mezzi possibile. Ultimamente, è molto in voga l'arrampicata libera (free climbing), effettuata su falesie e pareti di fondovalle. 
  sm. climbing, mountaineering. 

\alpinìsta, sm. e sf. Chi pratica l'alpinismo. ~ rocciatore. 
  sm. e sf. climber, mountaineer. 

\alpinìstico, agg. Relativo all'alpinismo. 

\alpìno, agg. e sm. agg. 1 Che appartiene alle Alpi. 2 D'alta montagna. ~ alpestre. 
sm. Militare appartenente al corpo dell'esercito italiano addestrato per operazioni in alta montagna. gli alpini si sono distinti per diversi atti eroici
  agg. alpine. 
  deriv. da Alpi

\Alpujarrus Regione montuosa della Spagna. 

\alquànto, agg., avv. e pron. agg. indef. Che è più di poco e meno di parecchio. 
avv. In misura più che sufficiente. ~ abbastanza. 
pron. indef. Al plurale, un certo numero, diversi. 
  avv. 1 rather, a little, somewhat. 2 quite a lot. pron. indef. some, a certain amount. 

\alrùna, sf. 1 Donna dotata di virtù divinatorie. 2 Statuetta utilizzata come amuleto presso gli antichi germani. 

\Alsàzia Regione della Francia nordorientale formata dai dipartimenti dell'Haut e Bas-Rhin, compresa tra i Vosgi e il Reno al confine con la Germania. È una vasta pianura alluvionale, con coltivazioni di cereali, lino e barbabietole; prospero è l'allevamento del bestiame. Il sottosuolo fornisce ferro, rame, argento, potassio, carbone e petrolio. Buona la presenza di industrie tessili, metallurgiche e alimentari, concentrate in particolare nelle città più importanti (Strasburgo, Mulhouse, Belfort, Colmar, Saverne). Abitata da popolazioni celtiche (rauraci, sequani), nel 50 a. C. venne conquistata dai romani che la dominarono per circa 500 anni. Nel medioevo, le signorie autonome che la componevano si allearono con le principali città e formarono la Decalopoli alsaziana (1354). A conclusione della guerra dei trent'anni (1618-1648), con il trattato di Westfalia (1648) la regione passò alla Francia, a eccezione di Strasburgo che venne annessa pacificamente da Luigi XIV nel 1681. Nel 1871 venne incorporata, con la Lorena, nell'impero germanico; fu restituita alla Francia solo alla fine della prima guerra mondiale, con il trattato di Versailles. 

\Alsèno Comune in provincia di Piacenza (4.880 ab. nel 2008, CAP 29040, TEL. 0523). 

\Alsèrio Comune in provincia di Como (1110 ab. nel 2001, CAP 22040, TEL. 031). 

\alsine, sf. Genere di Cariofillacee che comprende più di duecento specie. Crescono spontanee anche in Italia. 

\alsophìla, sf. Genere di Felci dalle grandi foglie ornamentali e utilizzate per estrarne un amido. Appartiene alla famiglia delle Ciateacee. 

\alstònia, sf. Genere di piante arboree tropicali utilizzate per il legname e per costruire vari prodotti industriali. 

\alt, sm. Ordine di fermarsi. ~ fermo là. <> avanti. 
  sm. halt, stop. 

\Àlta còrte di giustìzia Nome dell'organo previsto dall'articolo 36 dello statuto albertino per la persecuzione di alcuni reati di particolare gravità. 

\àlta fedeltà, loc. sost. f. L'insieme delle apparecchiature che consentono la registrazione e la riproduzione del suono riducendo al minimo le distorsioni. 

\Altafini, José (San Paolo 1938-) Calciatore italo-brasiliano. Giocò nel Milan, nel Napoli e nella Juventus; vinse i mondiali del 1958 con il Brasile. 

\altàico, agg. e sm. agg. Dei monti Altai. 
sm. Nativo, abitante della regione degli Altai. 

\Altair La stella più luminosa della costellazione dell'Aquila; possiede una magnitudine 0,9 ed è di colore bianco. 

\Altaj Sistema montuoso situato tra Siberia e Mongolia, diviso nelle due sezioni dell'Altaj russo, la cui cima più alta è quella del monte Beluha (4.506 m) e dell'Altaj mongolo, lungo 1.700 km, chiamato anche con il nome cinese Kinshan, che si connette al deserto dei Gobi. Conserva tracce delle culture di popolazioni vissute tra il 1200 e il 300 a. C. Di grande interesse archeologico sono le tombe a tumulo e i corredi funebri della valle di Pazyryk, risalenti al V sec. a. C. 

\altàlena, sf. 1 Gioco che si fa seduti su una tavola attaccata a due funi sospese in alto; gioco tra due persone sedute alle estremità di un'asse in bilico su di un fulcro. 2 L'attrezzo usato per tale gioco. ~ dondolo. 3 L'alternarsi di condizioni e stati contrastanti. ~ instabilità. 
  sf. 1 (a funi) swing. 2 (in bilico) seesaw. 

\altalenàre, v. intr. Oscillare tra stati d'animo o comportamenti contrastanti. 

\altalenìo, sm. 1 Movimento come quello dell'altalena. ~ dondolio. 2 Stato di incertezza. 

\altaménte, avv. Sommamente. ~ notevolmente. <> scarsamente. 

\Altamira Località della Spagna, nella provincia di Santander, famosa per le grotte risalenti all'epoca paleolitica superiore (XII millennio a. C.). 

\Altamùra Comune in provincia di Bari (68.970 ab. nel 2009, CAP 70022, TEL. 080) nella parte più elevata delle Murge. Tra i suoi edifici monumentali, vanta la cattedrale romanica dell'Assunta (XIII sec.), ricostruita dopo il terremoto del 1316. Nel suo territorio si producono e commerciano cereali, ortaggi e vino. 

\altàna, sf. Terrazza coperta al di sopra di un tetto. 

\altàno, agg. e sm. agg. e sm. Riferito al falco addestrato a volare per catturare gli uccelli in volo. 
sm. Vento che soffia sul mare da oriente. 

\altàre, sm. Anticamente era il luogo di offerta e sacrificio a Dio, oggi è una tavola sulla quale viene officiata la messa. Quasi tutte le religioni si servono dell'altare per celebrare il loro culto. Nell'antica Grecia e a Roma, si avevano altari domestici e altari per il culto pubblico, in genere collocati nei templi o nei recinti sacri. Gli ebrei lo destinavano al sacrificio mediante combustione. Gli altari cristiani più antichi erano semplici tavole lignee posate su uno o più piedi, forse derivanti dalle mense eucaristiche attorno alle quali si radunavano i fedeli. Dopo il concilio di Trento il tabernacolo trovò posto sull'altare. In seguito alla riforma del concilio vaticano II, nel rito cattolico l'altare è orientato in modo che il sacerdote sia rivolto verso i fedeli. 
  sm. altar. 

\Altàre (comune) Comune in provincia di Savona (2.160 ab. nel 2007, CAP 17041, TEL. 019). 

\Altàre (costellazione) Costellazione, scoperta da Tolomeo, che si trova nell'emisfero celeste australe, a sud dello Scorpione. Non è possibile osservarla dall'Italia, in quanto nascosta completamente dall'orizzonte. 

\Altare per la madre, Un Romanzo di F. Camon (1978). 

\altarìno, sm. Piccolo altare in una casa privata. 

\altarìsta, sm. Canonico addetto all'addobbo dell'altare. 

\Altavìlla Irpìna Comune in provincia di Avellino (4.230 ab. nel 2005, CAP 83011, TEL. 0825). 

\Altavìlla Milìcia Comune in provincia di Palermo (5.260 ab. nel 2007, CAP 90010, TEL. 091). 

\Altavìlla Monferràto Comune in provincia di Alessandria (490 ab. nel 2007, CAP 15041, TEL. 0142). 

\Altavìlla Silentìna Comune in provincia di Salerno (6.840 ab. nel 2009, CAP 84045, TEL. 0828). 

\Altavìlla Vicentìna Comune in provincia di Vicenza (11.540 ab. nel 2008, CAP 36077, TEL. 0444). 

\AltaVista È il nome di un motore di ricerca delle risorse presenti in Internet. 

\altàzimut, sm. invar. Strumento con montatura azimutale, impiegato nella misurazione dell'altezza e dell'azimut di un astro rispetto all'orizzonte. Risulta essere molto simile al teodolite, ossia è formato da un asse di rotazione orizzontale e uno verticale. La misurazione viene effettuata in gradi e questi possono variare nel tempo e nello spazio, in relazione alla posizione geografica di chi osserva. 

\altazimutàle, agg. Sistema di coordinate che utilizza come cerchi di riferimento il meridiano locale e l'orizzonte. Il termine, usato come sostantivo, indica anche la montatura dell'altazimut (teodolite), strumento usato in astronomia per determinare l'altezza e l'azimut di una stella. 

\Altdorfer, Albrecht (ca. 1480-Ratisbona 1538) Pittore tedesco. Tra le opere Adorazione dei Magi (1521-ca. 1525, Francoforte, Städelsches Kunstinstitut), Storia di Susanna (1526, Monaco, Alte Pinakothek) e La battaglia di Isso (1528, Monaco, Alte Pinakothek). 

\altèa, sf. Genere di piante erbacee con grosse radici e fiori appariscenti. Appartiene alla famiglia delle Malvacee. 

\alter ego, loc. sost. m. invar. Espressione latina che significa "un altro me stesso ". Designa una persona che, in base a un rapporto di fiducia, può sostituire completamente un'altra. ~ sostituto. 

\altera pars Petri, loc. avv. Locuzione latina che significa "la seconda parte di Pietro". Espressione usata per identificare l'intelligenza. 

\alteràbile, agg. 1 Soggetto ad alterazione. ~ trasformabile. <> immutabile. 2 Irritabile. ~ irascibile. <> pacifico. 

\alterabilità, sf. L'essere facilmente alterabile. 

\alteràre, v. v. tr. 1 Rendere diversa una cosa, peggiorandola. ~ modificare. <> ripristinare. alterare una bevanda. 2 Contraffare. ~ snaturare. alterare una firma
v. intr. pron. 1 Cambiare aspetto peggiorando. ~ guastarsi. i cibi si alterano con il passare del tempo. 2 Turbarsi. ~ irritarsi. <> acquietarsi. Ŕ una persona che si altera facilmente
  v. tr. 1 to change, to alter. 2 (cibo) to adulterate. 3 (distorcere) to misrepresent, to distort. 4 (falsificare) to falsify. 5 (persona) to irritate. v. intr. pron. 1 to alter. 2 (cibo) to go bad. 3 (turbarsi) to get worked up. 
  lat. alterare rendere altro, deriv. da alter altro, diverso. 

\alterataménte, avv. In modo alterato. 

\alteràto, agg. e sm. agg. 1 Parzialmente mutato. ~ trasformato. 2 Turbato, eccitato, irritato. ~ sconvolto. aveva un viso alterato. <> tranquillo. 3 In grammatica, si dice di sostantivo o aggettivo derivato da un altro sostantivo o aggettivo per mezzo di un suffisso che ne modifica il significato; per esempio vecchia e vecchietta
sm. Nome o aggettivo alterato. 

\alterazióne, sf. 1 L'alterare. alterazione del vino. 2 Stato fisico o psichico anormale. 3 Falsificazione. ~ trasformazione, contraffazione. alterazione di una firma. 4 Modificazione di un termine con l'aggiunta di suffissi; per esempio diminutivi o vezzeggiativi. 5 Corrosione di metalli. 
  sf. change, alteration. 

\altercàre, v. intr. Litigare scambiandosi parole offensive. ~ bisticciare. 

\altercazióne, sf. Alterco. 

\altèrco, sm. Discussione animata. ~ litigio, diverbio. <> conciliazione. 
  sm. quarrel, wrangle, altercation. 

\altère, sf. pl. 1 Attrezzi utilizzati in pesistica e per alcuni esercizi di ginnastica. 2 Pesi che i greci utilizzavano per aumentare la spinta nei salti. 

\alterézza, sf. Alto sentimento di sé, manifestato già nel portamento e negli atti, prima che nelle parole. ~ orgoglio, alterigia. 

\alterìgia, sf. Manifestazione di superbia con odioso contegno sostenuto e sprezzante. ~ sussiego, burbanza. 

\Alterman, Nathan (Varsavia 1910-Tel Aviv 1970) Poeta israeliano. Tra le opere La cittÓ della colomba (1957). 

\alternànte, agg. Relativo alla riproduzione e alle generazioni biologiche che si alternano. 

\alternànza, sf. 1 L'alternare, l'alternarsi. ~ avvicendamento. <> continuità, regolarità. 2 La rotazione delle colture sullo stesso terreno in un dato periodo di anni. 

\alternàre, v. v. tr. 1 Disporre più cose in modo che l'una succeda all'altra secondo un certo ordine. ~ intervallare. 
v. rifl. rec. Susseguirsi. ~ avvicendarsi. 
  v. tr. e v. rifl. to alternate. 
  lat. alternare, deriv. da alternus. 

\alternària, sf. Genere di Funghi pluricellulari imperfetti che possiedono setti longitudinali e trasversali. Appartiene all'ordine delle Moniliali. 

\alternariòsi, sf. Malattie delle piante generate dai funghi Alternaria

\alternataménte, avv. In modo alternato. 

\alternatìva, sf. 1 L'alternarsi. ~ avvicendamento. 2 Scelta tra due possibili soluzioni. ~ opzione. 
  sf. alternative. 

\alternativaménte, avv. In modo alternativo. 

\alternatìvo, agg. 1 Che si alterna; alternato. 2 Che risponde a libere scelte in contrapposizione a quanto è comunemente accettato o addirittura imposto. ~ controcorrente, anticonformista, eterodosso, diverso. <> tradizionale ufficiale, conformista, dominante, convenzionale. Ŕ un gruppo che suona musica alternativa. 3 Che pone un'alternativa, una scelta. Ŕ una soluzione alternativa
  agg. alternative. 
  deriv. da alternare

\alternàto, agg. Che si alterna, che si avvicenda. 
  agg. 1 alternate. 2 (elettr.) alternating. 

\alternatóre, sm. Macchina elettrica rotante che trasforma l'energia meccanica in energia elettrica a tensione alternata. La potenza fornita da un motore primario viene trasformata nell'alternatore da due parti fondamentali, delle quali una, esterna, è fissa e viene chiamata statore e l'altra, interna, ruota attorno al proprio asse e viene detta rotore. È proprio la rotazione del campo magnetico prodotto dal rotore che induce nello statore la forza elettromotrice alternata, caratterizzata da una frequenza connessa al numero di coppie di poli magnetici del rotore e alla velocità di rotazione del rotore stesso. Gli alternatori possono essere fondamentalmente di due tipi: a poli salienti oppure a rotore liscio. Ciascun alternatore può essere utilizzato in modo indipendente, alimentando con un solo apparato una rete di distribuzione, oppure in parallelo, quando a una rete vengono collegati diversi alternatori in sincronia. Un alternatore può anche essere impiegato per ottenere il cosiddetto rifasamento di reti (compensatore sincrono). 
  sm. alternator. 

\altèrno, agg. 1 Che si ripete a intervalli regolari. ~ vicendevole. 2 Variabile. 
  agg. alternate. 

\altèro, agg. Che ha alterezza. ~ superbo, orgoglioso. <> umile. 

\altézza, sf. 1 Dimensione di un corpo dalla base o dal punto di appoggio al vertice. ~ statura. 2 Grandezza, nobiltà. ~ levatura. <> bassezza. 3 Luogo alto. ~ cima. 
  sf. 1 height, width, pitch. 2 (titolo) highness. 3 (nobiltà) greatness. 
In geometria, nel caso di un triangolo, fissato un lato come base, è la distanza tra la retta su cui sta essa e il vertice opposto; nel caso di una piramide, fissata una faccia come base, è la distanza tra il piano in cui sta essa e il vertice opposto; nel caso di un trapezio, scelto come base uno dei lati tra loro paralleli, è la distanza tra le rette su cui stanno questi; in generale, nei solidi che hanno una faccia piana, l'altezza relativa a questa presa come base è la distanza tra il piano in cui sta questa e il punto della figura più lontano da esso. 
  In acustica si chiama altezza di suono la qualità distintiva di un suono determinata dalla sua frequenza. 
  In astronomia è l'angolo compreso tra la direzione di un astro e l'orizzonte astronomico dell'osservatore; viene indicata con la lettera h e si misura partendo dall'orizzonte da 0° a-90° verso il nadir e da 0° a + 90° verso lo zenit. 
Altezza meridiana 
Angolo che si osserva quando un astro passa sul meridiano locale. 
Altezza osservata 
Angolo strumentale che si osserva prima che venga modificato per ottenere quello vero. 

\Altezza reale Romanzo di T. Mann (1909). 

\altezzosaménte, avv. Con altezzosità. ~ superbamente. 

\altezzosità, sf. L'essere altezzoso. 

\altezzóso, agg. Superbo. ~ borioso. <> semplice. 
  agg. haughty, lofty. 

\Althusius, Johannes Nome latinizzato di Johann Althaus (Diedenshausen 1557-Emden 1638) Filosofo tedesco. Tra le opere Politica methodice digesta atque exemplis sacris et profanis illustrata (1603). 

\Althusser, Louis (Algeri 1918-Parigi 1990) Filosofo. Tra le opere Per Marx (1965) e Leggere il Capitale (1965). 

\àltica, sf. invar. Genere di Coleotteri Crisomelidi fitofagi noti anche col nome di pulci di terra. 

\altìccio, agg. Si dice di persona che ha bevuto un po' troppo. ~ brillo. <> sobrio. 
  agg. tipsy, tight. 

\Altichièro da Zèvio (not. 1369-1384) Pittore. Tra le opere Crocifissione (ca. 1379, Padova, Sant'Antonio, Cappella di San Felice) e Crocifissione (ca. 1384, Padova, Oratorio di San Giorgio). 

\Altidóna Comune in provincia di Ascoli Piceno (3.080 ab. nel 2008, CAP 63030, TEL. 0734). 

\Altièri Biàgi, Marìa Luiìa (Venezia 1930-) Studiosa della lingua italiana. Allieva di Giacomo Devoto, docente presso l'università di Bologna. Ha studiato la lingua scientifica del Seicento e la lingua italiana contemporanea. Tra le opere, Galileo e la terminologia tecnico-scientifica (1965), Lingua e cultura di Francesco Redi, medico (1968), Scienziati del Seicento (1969), La lingua italiana. Storia e problemi attuali (1968), Didattica dell'italiano (1978), La lingua in scena (1980), Linguistica essenziale (1985), Come si legge un testo. Da Dante a Montale (1989). 

\Altìlia Comune in provincia di Cosenza (780 ab. nel 2007, CAP 87040, TEL. 0984). 

\altimetrìa, sf. Parte della topografia che studia la conformazione del suolo e i metodi per determinare la quota di un punto del terreno rispetto a un livello stabilito. 

\altimètrico, agg. Relativo all'altimetria o all'altimetro. 

\altìmetro, sm. Strumento usato per determinare l'altezza di un luogo rispetto al livello del mare. 

\Altìno Comune in provincia di Chieti (2.670 ab. nel 2007, CAP 66040, TEL. 0872). 

\altipiano "altopiano" 

\altipòrto, sm. Zona di montagna dove possono atterrare gli aerei leggeri. 

\altisonànte, agg. Che ha suono forte e solenne. ~ reboante. <> ovattato. 

\altìssimo, agg. e sm. Attributo cristiano di Dio. 

\Altìssimo (Alpi Apuane) Vetta (1.589 m) delle Alpi Apuane. 

\Altìssimo (comune) Comune in provincia di Vicenza (2.330 ab. nel 2003, CAP 36070, TEL. 0444). 

\Altìssimo (Prealpi Venete) Vetta (2.078 m) del massiccio del monte Baldo, nelle Prealpi Venete. 

\altitonànte, agg. Che risuona con forza. 

\altitùdine, sf. Altezza di un luogo rispetto al livello del mare. ~ quota. 
  sf. altitude. 
  lat. altitudo,-inis. 

\Altìvole Comune in provincia di Treviso (6.380 ab. nel 2004, CAP 31030, TEL. 0423). 

\Altizer, Thomas (1930-) Teologo statunitense, esponente della secolarizzazione e della teologia della morte di Dio. Tra le sue opere, Il Vangelo dell'ateismo cristiano (1966). 

\Altman, Robert (Kansas City 1925-Los Angeles 2006) Regista statunitense. Diresse M.A.S.H. (1969, Palma d'oro al festival di Cannes), Anche gli uccelli uccidono (1970), I compari (1971), Gang (1973), California Poker (1974), Nashville (1975), Tre donne (1977), Un matrimonio (1978), I protagonisti (1992, premio per la miglior regia a Cannes), America Oggi (1993, Leone d'oro a Venezia). 

\Altmühl Fiume (230 km) della Germania. 

\àlto, agg., avv. e sm. (il comparativo è superiore o più alto; il superlativo è supremo o sommo o altissimo) agg. 1 Che si eleva a notevole altezza o che si trova in posizione elevata. <> basso. 2 Elevato, acuto. 3 Grande, ingente. non aveva uno stipendio molto alto. 4 Profondo, soprattutto di mare. 5 Di importanza, di classe. 6 Sito a settentrione. ~ nordico. <> meridionale. alta Italia, Italia settentrionale. 7 Nobile, sublime. 8 Avanzato nel tempo. 9 Nobile, importante. uomo di alto rango
avv. 1 In su. Nella locuzione avverbiale in a., verso l'alto. 2 Con forza. parlare alto
sm. La parte più alta. 
  agg. 1 high, tall. 2 (acqua) deep. 3 (mus.) loud, high-pitched. avv. high. sm. top. 
  lat. altus, p.p. di alere nutrire, crescere. 

\Àlto Comune in provincia di Cuneo (118 ab., CAP 12070, TEL. 0174). 

\Àlto Àdige Area geografica che comprende l'alto bacino dell'Adige e del suo affluente Isarco. In tedesco Südtirol. Gli abitanti (altoatesini) sono in gran parte di lingua tedesca. Attualmente costituisce la provincia di Bolzano e fa parte della regione del Trentino Alto Adige. 

\altoatesìno, agg. e sm. agg. Dell'Alto Adige. 
sm. Chi abita, chi è nato in Alto Adige. 

\Altobèlli, Alessàndro (Sonnino, Latina, 1955-) Calciatore. Acquistato nel 1977 dall'Internazionale, dopo uno scudetto (1980) e due Coppe Italia (1978 e 1982) passò prima alla Juventus e poi al Brescia. Ha giocato sessantuno partite nella Nazionale italiana, segnando 25 reti, e partecipando anche alla finale del Campionato mondiale in Spagna nel 1982. 

\altobollènte, agg. Riferito a quei componenti chimici che presentano i più alti punti di ebollizione. 

\altocùmulo, sm. Nube chiara a forma di strato fioccoso, che dà al cielo l'aspetto a pecorelle. 

\Altofónte Comune in provincia di Palermo (8.276 ab., CAP 90030, TEL. 091). 

\altofórno, sm. Forno a tino per la produzione della ghisa. 
  sm. furnace, blast. 

\altolà, inter. e sm. inter. Intimazione di arresto da parte di una sentinella. 
sm. invar. L'ordine stesso di arresto. 

\altolocàto, agg. Che occupa un'alta posizione sociale. ~ autorevole. <> insignificante, umile. 
  agg. of high rank. 

\Altomónte Comune in provincia di Cosenza (4.569 ab., CAP 87042, TEL. 0981). 

\altoparlànte, sm. Apparecchio elettromagnetico che amplifica voci e suoni, il cui primo modello fu realizato dall'inglese Oliver Lodge nel 1898. ~ amplificatore. 
  sm. loudspeaker. 

\Altopàscio Comune in provincia di Lucca (9.976 ab., CAP 55011, TEL. 0583). 

\altopiàno, sm. Regione pianeggiante situata a notevole altezza. ~ pianoro. <> depressione. 
  sm. plateau, upland plain. 

\altorilièvo, sm. Tecnica e opera scultorea nella quale le figure si distaccano dal fondo, con cui però fanno blocco unico. 

\altostràto, sm. Nube scura stratificata di aspetto fibroso. 

\Altra faccia dell'amore, L' Film biografico, britannico (1970). Regia di Ken Russel. Interpreti: Glenda Jackson, Richard Chamberlain, Christopher Gable. Titolo originale: The Music Lovers 

\Altra faccia dello specchio, L' Opera di etologia di K. Z. Lorenz (1973). 

\Altre inquisizioni Saggio di J. L. Borges (1960). 

\Altre voci, altre stanze Romanzo di T. Capote (1948). 

\altresì, avv. Anche, inoltre. ~ ancora. 

\altrettàle, agg. Tale e quale, uguale. 

\altrettànto, agg., avv. e pron. agg. indef. Quanto l'altro, nella stessa misura. il biglietto di andata costa tredicimila lire e altrettanto quello di ritorno
avv. Nello stesso modo, nella stessa misura. ~ ugualmente. 
pron. indef. 1 La stessa misura, la stessa quantità. 2 La stessa cosa. 
  agg. indef. as much (pl. as many). avv. equally. pron. 1 as much (pl. as many). 2 (la stessa cosa) the same. 
  comp. da altro + tanto

\àltri, pron. indef. sing. invar. 1 Un'altra persona. chi altri manca? 2 Qualcuno. non vorrei che altri mi vedano in questo stato
  pron. indef. sing. inv. 1 (generico) others. 2 (qualcuno) somebody. 
  lat. volg. alteri, deriv. da alter

\Altri esercizi Opera di critica letteraria di G. Contini (1972). 

\Altri libertini Romanzo di P. V. Tondelli (1980). 

\altrièri, sm. L'altro ieri. 

\Altrieri-nero su bianco, L' Romanzo di C. Dossi (1868). 

\altriménti, avv. 1 In altro modo, diversamente. ~ differentemente. 2 In caso contrario. ~ se no. 
  avv. otherwise. 

\Altrimenti ci arrabbiamo Film commedia, italiano (1974). Regia di Marcello Fondato. Interpreti: Terence Hill, Bud Spencer, Paty Shepart. 

\àltro, agg., pron. e sm. agg. indef. 1 Diverso. ~ differente, distinto, separato. <> stesso, medesimo, uguale. avere altri pensieri diversi dai soliti. 2 Che è successivo. ~ nuovo, ulteriore, secondo. 3 Scorso, precedente. ~ passato, appena trascorso, anteriore, antetecedente. l'altro giorno. 4 Che rimane. ~ rimanente, restante l'altra metÓ del guadagno
pron. indef. 1 Un'altra persona o cosa. era atteso da un giorno all'altro2 la seconda tra due alternative. non voglio nÚ l'uno nÚ l'altro; una mano lava l'altra
sm. 1 Altra cosa. 2 Al plurale, l'altra gente, il prossimo. 
agg. indef. 1 (diverso) other, different. 2 (in più) more. 3 (d'altra parte) on the other hand. 
pron. indef. another; (qualcun'altro) someone else. 
sm. (altra cosa) something else. 
  lat. alter

\Altro lato, L' Romanzo di A. Kubin (1907). 

\Altro uomo, L' (Delitto per delitto) Film giallo, americano (1952). Regia di Alfred Hitchcock. Interpreti: Farley Granger, Ruth Roman, Robert Walker. Titolo originale: Strangers on a Train 

\altroché, avv. Certamente sì. 
  avv. sure, certainly. 

\altrónde, loc. avv. D'altronde, d'altra parte. 
  avv. on the other hand, besides. 

\altróve, avv. In altro luogo. 
  avv. somewhere else, elsewhere. 
  lat. aliter ubi. 

\altrùi, agg. poss. Di altri, degli altri. 
  agg. other people's. 

\altruìsmo, sm. Amore per il prossimo, dedizione per gli altri. ~ filantropia. <> egoismo. 
  sm. unselfishness, altruism. 

\altruìsta, agg. e sm. Che, chi opera con altruismo. ~ magnanimo. <> egocentrico. 
  agg. altruist. 

\altruisticaménte, avv. In modo altruistico. 

\altruìstico, agg. Che è proprio dell'altruista, dell'altruismo. 

\altùra, sf. Luogo elevato; colle. ~ elevazione. 
  sf. high ground, height. 

\altus, sm. invar. Abbrezione dell'espressione musicale contratenor altus che nella musica polifonica del XV sec. rappresentava la voce intermedia tra tenor e superius. In seguito ha dato origine al contralto, la più grave delle voci femminili. 

\Altùsio, Giovànni (Diedenshausen 1557-Emden 1638) Giurista tedesco. Fu tra i primi teorizzatori della sovranità popolare fondata sui principi del giusnaturalismo. 

\aluàtta, sf. Genere di scimmie urlatrici che vivono nell'America Centrale. Come caratteristica particolare hanno folti peli sulle guance e sul mento. 

\alùcita, sf. Genere di Lepidotteri dalle ali divise in frange. Appartiene alla famiglia degli Pteroforidi. 

\aludèlla, sm. Recipiente di argilla a forma di pera aperto in alto e in basso. 

\Alula (1847-Adua 1897) Ras etiopico. Combatté e sconfisse gli italiani a Dogali (1887) e ad Adua (1896). 

\alumbrados Membri di una setta cristiana sorta in Spagna tra il XVI e il XVII sec. Furono sciolti dall'autorità ecclesiastica. 

\alunìte, sf. Solfato basico d'alluminio naturale. ~ allumite. 

\alunnàtico, o alunnaticum, sm. Tassa imposta su benefici ecclesiastici a favore del seminario. 

\Alunni del sole, Gli Racconto di G. Marotta (1952). 

\alùnno, sm. Scolaro. ~ allievo. <> maestro. 
  sm. pupil, student, schoolboy. 
  lat. alumnus, deriv. da alere nutrire. 

\alunògeno, sm. Solfato d'alluminio idrato. 

\alurgìte, sf. Varietà di mica muscovitica con presenza anche di manganese. 

\Alvarez, Luis (San Francisco 1911-Berkeley 1988) Fisico statunitense. Fu insignito del premio Nobel per la fisica nel 1968 per i suoi fondamentali contributi al perfezionamento dei rivelatori di particelle elementari. 

\Alvàro, Corràdo (San Luca, Reggio Calabria 1895-Roma 1956) Scrittore e giornalista di grande sensibilità lirica e acutezza psicologica. Combatté nella prima guerra mondiale; da quell'amara esperienza nacquero le Poesie grigioverdi (1917). Collaborò al Mondo di G. Amendola e tra il 1930 e il 1935 viaggiò all'estero come inviato speciale di grandi quotidiani. Nel 1946-1947 diresse il quotidiano Risorgimento e fece le sue prime esperienze narrative con i suggestivi racconti L'amata alla finestra (1929) ispirati alla sua terra d'origine e ai suoi antichi miti. Nell'opera successiva Gente in Aspromonte (1930) si rivela una maggiore originalità di temi e di linguaggio. Nelle sue opere l'ispirazione regionale e l'attaccamento alla terra natale si arricchiscono dei problemi che nascono dal contrasto tra antiche abitudini contadine e nuove esigenze della vita moderna. Oltre alle opere già citate, sono da ricordare L'uomo Ŕ forte (1938), Incontri d'amore (1940), L'etÓ breve (1946), Mastrangelina (1960) e Tutto Ŕ accaduto (1961). 

\alveàre, sm. 1 Nido naturale delle api o cassetta per il loro allevamento. ~ arnia. 2 Grande caseggiato popolare molto affollato. 
  sm. hive, beehive. 
  lat. alvearia, deriv. da alveus. 

\àlveo, sm. Solco naturale o artificiale in cui scorre un corso d'acqua. ~ letto. 
  sm. riverbed. 

\alveolàre, agg. 1 Relativo all'alveolo. 2 Si dice di suono articolato avvicinando e appoggiando la lingua all'arcata degli alveoli degli incisivi superiori. 
Cancro alveolare del polmone 
Neoplasia consistente nella proliferazione di elementi cilindrici che provocano insufficienza respiratoria. 

\alveolàto, agg. Dotato di alveoli. 

\alveolatùra, sf. Procedimento al quale è sottoposta l'argentatura di alcuni tipi di bronzine d'acciaio o di bronzo. 

\alveolìna, sf. Genere di Protozoi tipici dei mari tropicali con guscio solcato da strie longitudinali. 

\alveolìsi, sf. Distruzione fisiologica o patologica del tessuto alveolare dei denti. 

\alveolìte, sf. 1 Lesione infiammatoria degli alveoli polmonari. 2 In odontoiatria è sinonimo di periodontite. 

\alvèolo, sm. Piccola cavità. 
Gli alveoli dentari sono fori, scavati sul bordo alveolare del mascellare superiore e di quello inferiore (mandibola), nei quali sono infisse le radici dei denti.   Gli alveoli polmonari sono piccole cavità in cui sfociano le estreme diramazioni dell'alberatura bronchiale intrapolmonare. Attraverso la loro parete (membrana alveolare) avvengono gli scambi gassosi tra l'aria, che penetra all'interno attraverso le vie respiratorie, e il sangue. 

\Alver, Betti (Jogeva 1906-Tartu 1989) Poetessa. Nata in Estonia, iniziò la propria carriera nel 1927 con il romanzo L'amante del vento. Dedicatasi quindi alla poesia, in particolare a quella epica e lirica, fece parte del gruppo Arbujad. Tra le opere, il poema Lo specchio rotto (1962) e le raccolte Polvere e fuoco (1936), L'ora delle stelle (1966) e Fiocchi di vita (1971). 

\Alvèrnia Regione della Francia centrale (Auvergne) compresa nel Massiccio Centrale. Zona prospera e attiva, il suo fertile terreno produce cereali, vite e frutta; diffuso è l'allevamento bovino; si praticano attività estrattive (carbone, uranio). Importanti centri sono Clermont-Ferrand, Riom, Thiers e Aurillac. 

\Alviàno Comune in provincia di Terni (1.398 ab., CAP 05020, TEL. 0744). 

\Alviàno, Bartolomeo d' (Todi 1455-Bergamo 1515) Condottiero veneziano. Imprigionato dai francesi ad Agnadello nel 1509 e liberato nel 1513, contribuì alla vittoria di Francesco I a Marignano (Melegnano) (1515). 

\Alvignàno Comune in provincia di Caserta (5.063 ab., CAP 81012, TEL. 0823). 

\Alvìto Comune in provincia di Frosinone (3.151 ab., CAP 03041, TEL. 0776). 

\àlvo, sm. 1 Ventre, utero. 2 Canale intestinale. 

\─lvsborg Contea (445.000 ab.) della Svezia. 

\alysia, sf. Genere di Insetti Imenotteri parassiti endofagi di Ditteri. 

\alzabandièra, sm. invar. La cerimonia dell'alzare la bandiera. 

\alzacristàllo, sm. Dispositivo per alzare o abbassare i vetri dei finestrini di un autoveicolo. 
  sm. winder. 

\alzàia, sf. Grossa fune con la quale è possibile rimorchiare battelli o barconi. 

\alzaménto, sm. 1 Nelle estrazioni minerarie è l'inizio di uno scavo per raggiungere la quota della corona del nuovo gradino a partire da un punto periferico della corona del gradino precedente. 2 Azione ed effetto dell'alzare. 

\alzàna, sf. Cavo utilizzato per tonneggiare e per ormeggiare. Può variare dai 3 ai 12 pollici di diametro. 

\Alzàno Lombàrdo Comune in provincia di Bergamo (11.864 ab., CAP 24022, TEL. 035). Centro industriale (prodotti tessili, della carta e meccanici) della Val Seriana. Vi si trovano, nella chiesa di San Martino, del XVII sec., dipinti di G. B. Piazzetta, L. Lotto e Tintoretto. Gli abitanti sono detti Alzanesi

\Alzàno Scrìvia Comune in provincia di Alessandria (374 ab., CAP 15050, TEL. 0131). 

\alzàre, v. v. tr. 1 Portare, levare in alto, innalzare. ~ sollevare. <> abbassare. alzare i tacchi, andarsene; alzare le braccia, arrendersi. 2 Incrementare di intensità, rendere più alto. ~ accrescere. <> diminuire. 3 Edificare. ~ fabbricare. <> demolire. 
v. intr. pron. 1 Divenire più alto, crescere. il livello del lago si alz˛. 2 Levarsi, sorgere. domani il sole si alza alle 6.43, sorge. 
v. rifl. 1 Tirarsi su, mettersi in piedi. <> sdraiarsi. 2 Levarsi in volo. al passare del cane, i piccioni si alzarono in volo
  v. tr. 1 to raise, to lift. 2 (costruire) to build. v. intr. pron. 1 to raise. 2 (crescere) to grow tall. 3 (in piedi) to stand up. 4 (sorgere) to rise. 
  lat. volg. altiare, deriv. da altus alto. 

\alzàta, sf. 1 L'alzare o il suo risultato. alzata di scudi, sommossa di ribellione. 2 Parte rialzata di un mobile. ~ mensola. 
  sf. raising, lifting. 
  deriv. da alzare

\alzatàccia, sf. Faticosa levata di buon'ora dal letto; levataccia. 

\Alzàte Briànza Comune in provincia di Como (3.989 ab., CAP 22040, TEL. 031). 

\alzàto, sm. Rappresentazione verticale della facciata di un edificio; prospetto. 

\alzatùra, sf. Innalzamento. ~ elevazione. 

\alzavìno, sm. Tubo in gomma, vetro o alluminio che serve per prelevare piccole quantità di vino dalle botti. 

\alzàvola, sf. Uccello (Anas crecca) di curca 35 cm di lunghezza, appartenente alla famiglia degli Anseriformi. Ricercato per le ottime carni, ha capo e collo di color castano e una caratteristica fascia oculare verde. Diffuso in Italia come migratore, è presente sia in Asia che in Europa. 

\Alzheimer, Alois (Marktbrei 1864-Breslavia 1915) Neuropsichiatra tedesco che compì studi notevoli sulle manifestazioni neurologiche. Da lui prende il nome la malattia di Alzheimer-Perusini, una forma di degenerazione delle capacità mentali, che sfocia nella demenza; si manifesta tra i quarantacinque e i sessant'anni e si aggrava con l'avanzare dell'età fino a ridurre il malato in uno stato di vita vegetativa. La malattia, i cui sintomi iniziali sono decadimento mnemonico, turbe dell'orientamento e perdita delle capacità cognitive, è caratterizzata da una progressiva necrotizzazione delle cellule cerebrali corticali, con lesione dei centri preposti al pensiero e al raziocinio. La ricerca scientifica non è ancora riuscita a individuare le cause della malattia, permettendo però di scoprire nei soggetti colpiti una grave deficienza di neurotrasmettitori (soprattutto acetilcolina) nelle sinapsi cerebrali e una sovrabbondanza di proteine amiloidi. Anche se in alcuni casi la malattia presenta caratteri di ereditarietà, la loro percentuale non è sufficiente per ascrivere i fattori genetici tra le sue cause principali. I pazienti affetti dalla malattia di Alzheimer hanno una prospettiva vitale che varia da cinque a dieci anni e possono attualmente contare solo su una terapia basata sull'attenuazione dei sintomi. 

\alzìno, sm. Termine per definire tutti gli allettamenti sul suolo visibili dagli uccelli di passo. 

\àlzo, sm. Parte mobile del dispositivo di puntamento delle armi da fuoco, che può assumere diverse altezze determinando una diversa inclinazione dell'arma. 

\Am Simbolo chimico dell'americio. 
AM 
Sigla di Aeronautica Militare e di Amplitude Modulation (modulazione d'ampiezza). 

\àma, sf. Monaca buddista giapponese. 

\amàbile, agg. 1 Degno di essere amato. 2 Che ispira simpatia. ~ gradevole. <> burbero. 3 Detto di vino, dal gusto leggermente dolce. ~ abboccato. <> asprigno. 
  agg. 1 lovable. 2 (vino) sweet, medium sweet. 

\amabilità, sf. Affabilità. ~ cordialità. <> scortesia. 

\amabilménte, avv. Con amabilità. ~ cortesemente. 

\AMAC Sigla di Aeronautica Militare-Aviazione Civile. 

\amàca, sf. Giaciglio pensile costituito da una rete o da un telo che rimane sospeso tra due alberi. 
  sf. hammock. 

\amacofobìa, sf. Timore ossessivo provocato dal transito ravvicinato di grossi veicoli. 

\amacrìno, agg. Relativo alle cellule nervose, prive di neurite, della retina dei vertebrati. 

\Amadèo, Giovànni Antònio (Pavia 1447-Milano 1522) Scultore e architetto, fu tra i maggiori protagonisti del rinascimento. Riuscì a imporre un singolare gusto lombardo, nato dall'elaborazione di spunti veneti, umbri e toscani. Ornò parte della facciata della Certosa di Pavia (1491-1498) Lavorò poi al duomo di Milano (di cui divenne, dal 1481, l'architetto) alla cappella Colleoni di Bergamo (1470-1475) che viene considerata il suo capolavoro. Nella cappella Colleoni, che è anche la sua opera più nota, la struttura e i moduli rinascimentali dello schema a pianta centrale sono quasi annullati dalla ricchissima decorazione scultorea e policroma della facciata. 

\Amadeus Film drammatico, americano (1984). Regia di Milos Forman. Interpreti: Tom Hulce, F. Murray Abraham, Roy Dotrice. Titolo originale: Amadeus

\Amadigi di Gaula "I quattro libri del virtuoso cavaliere Amadigi di Gaula" 

\amadìna, sf. Genere di Uccelli africani noti col nome di bengalini. Appartiene alla famiglia dei Ploceidi. 

\Amadìo, Andrèa (Venezia, sec. XV) Pittore e miniatore italiano. Tra le opere, le illustrazioni del Libro dei semplici di Niccolò Roccabonella (1415-1449, noto come Herbarium di Bernardino Rinio, Venezia, Biblioteca Marciana). 

\Amado, Jorge (Pirangi, Bahia 1912-Salvador de Bahia 2001) Romanziere brasiliano. Tra le opere Gabriella, garofano e cannella (1958), Donna Flor e i suoi due mariti (1966), Navigar di cabotaggio (1992). 

\amadrìade, sf. 1 Ninfa dei boschi. 2 Scimmia africana con lunga criniera, muso canino, corta coda terminante in un pennacchio. 

\Amagasaki Città (499.000 ab.) del Giappone, nell'isola di Honshu. 

\Amakusa Arcipelago (134.000 ab.) del Giappone, nel mar Cinese Orientale. 

\Amalarìco (502-531) Figlio di Alarico II. Fu proclamato re dei visigoti in Spagna nel 507, ma rimase sotto la tutela del nonno materno Teodorico, re degli ostrogoti, fino al 526. Fu sconfitto dai franchi a Narbona. 

\Amalasùnta (498?-Bolsena 535) Figlia di Teodorico. Resse il trono per il figlio Atalarico dal 526, e alla morte di quest'ultimo, nel 534, divenne regina degli ostrogoti e sposò il cugino Teodato, associandolo al trono. Teodato però la rinchiuse sull'isola Martana e la fece uccidere, fornendo così a Giustiniano il pretesto per la guerra gotica. Si avvicinò ai romani, e fu per questo poco amata tra gli ostrogoti. 

\Amàldi, Edoàrdo (Carpaneto Piacentino 1908-Roma 1989) Figlio di Ugo Amaldi, fisico nucleare. Collaborò con Fermi nel periodo della Scuola di Roma. Fu tra i fondatori del CERN. 

\Amàldi, Ùgo (Verona 1875-Roma 1957) Matematico. Fornì importanti contributi nel campo dell'analisi matematica. 

\Amàlfi Comune in provincia di Salerno (5.900 ab., CAP 84011, TEL. 089) sulla penisola sorrentina; rinomata località turistica. Antica repubblica marinara, raggiunse la massima floridezza commerciale ed economica nei X e XI sec., quando codificò anche le famose Tavole amalfitane, un codice nautico formato da sessantasei capitoli in latino e volgare, rimasto in vigore fino al XVII sec. Cadde in rovina in seguito ai saccheggi operati dai pisani nel 1135. Notevole la sua importanza artistica, in particolare per il duomo arabo-normanno, costruito nel 1203 su un edificio del IX sec., con campanile del 1180 e chiostro del Paradiso della seconda metà del 1200. 

\amalgama, sm. 1 Lega a freddo di più metalli con mercurio. 2 Miscuglio. ~ impasto. 
  lat. mediev.amalgama, dal greco mÓlagma impasto. 

\amalgamàre, v. v. tr. 1 Fare un amalgama. 2 Mettere insieme persone o cose diverse. ~ mischiare. 3 Impastare. ~ mescolare. 
v. intr. pron. o rifl. 1 Impastarsi. 2 Fondersi. 
  v. tr. to amalgamate. 
  deriv. da amalgama. 

\amalgamazióne, sf. Processo utilizzato per separare metalli quali oro e argento da sabbie o minerali polverizzati trattandoli con mercurio (con cui formano un amalgama) e recuperandoli poi per distillazione. 

\Amalrik, Andrej Alekseevic (Mosca 1938-Madrid 1980) Narratore e drammaturgo dissidente sovietico. Tra le opere, Viaggio involontario in Siberia (1970) e SopravviverÓ l'Unione Sovietica fino al 1984? (1969). 

\amaltèa, sf. Genere di Molluschi Gasteropodi che vivono nel mar delle Antille. 

\Amaltèa (mitologia) Figura duplice: la capra che allattò Zeus, o la ninfa che fece allattare Zeus da una capra. 

\Amaltèa (satellite) Satellite di Giove, occupa la terza posizione per la sua distanza (131.300 km) e la quinta per la grandezza (raggio di 120 km). La sua scoperta risale al 1892 ed è stata effettuata da E. E. Barnard. Il suo periodo orbitale è di 11h e 47m

\amalthèus, sm. Ammonite tipica dei terreni del Domeriano nel Giurassico inferiore. 

\Amambay Dipartimento (97.000 ab.) del Paraguay, capoluogo Pedro Juan Caballero. 

\Amamelidàcee Famiglia di piante arboree o arbustacee delle regioni calde e temperate. Appartiene all'ordine delle Rosali. 

\amamèlide, sf. Arbusto a fiori gialli utilizzato in medicina per le proprietà astringenti ed emostatiche. 

\Amami Gruppo di isole (160.000 ab.) del Giappone, nell'arcipelago di Ryukyu. 

\Amami stanotte Film musicale, americano (1932). Regia di Rouben Mamoulian. Interpreti: Maurice Chevalier, Jeanette MacDonald, Charles Butterworth. Titolo originale: Love Me Tonight 

\amàn, sm. invar. Garanzia della vita e dei beni accordata nei paesi musulmani a un nemico vinto. 

\Aman Allah (Kabul 1892-Zurigo 1960) Emiro (dal 1919) e poi re dell'Afghanistan dal 1926 al 1929. Conquistò l'indipendenza dall'Inghilterra; il suo tentativo di modernizzazione del paese suscitò l'ostilità degli ambienti di corte, e fu così costretto ad abdicare. 

\Amàndola Comune in provincia di Ascoli Piceno (4.012 ab., CAP 63021, TEL. 0736). 

\amanìta, sf. Fungo (Amanita virosa) della famiglia delle Amanitacee e della classe dei Basidiomiceti. Letale. 

\amanitìco, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla tossina omonima contenuta nel veleno di alcuni funghi. 

\amantadìna, sf. Sostanza sintetica per la profilassi contro l'influenza da virus A2

\amànte, agg. e sm. agg. Che ama, che ha passione per qualcosa. ~ appassionato. 
sm. Chi ha una relazione amorosa, specialmente extraconiugale. ~ partner. 
  agg. fond of, keen on. sm. lover. 

\Amante di Lady Chatterley, L' Romanzo di D. H. Lawrence (1928). L'opera fu scritta a Firenze, dove Lawrence si trovava in convalescenza, e ivi pubblicata. Il libro fece scalpore fin dalla sua prima edizione e scatenò dibattiti e polemiche violente. Vi si narra, con stile verista, l'avventura del guardiacaccia Oliver Mellors con Lady Chatterley, delineando l'amore e la sensualità come unica forma di rivolta contro la società industriale, esemplificata dallo squallore di un distretto del nord dell'Inghilterra, dove vivono minatori abbrutiti dalla vita in miniera. Per la sua violenza, il romanzo ottenne il visto della censura inglese solo trent'anni dopo la pubblicazione, nel 1960. 

\Amante indiana, L' Film western, americano (1950). Regia di Delmer Daves. Interpreti: James Stewart, Jeff Chandler, Debra Paget. Titolo originale: Broken Arrow 

\Amante, L' Film drammatico, francese (1970). Regia di Claude Sautet. Interpreti: Michel Piccoli, Romy Schneider, Gèrard Lartigau. Titolo originale: Les choses de la vie 
Amante, L' Romanzo di M. Duras (1984). 

\Amantèa Comune in provincia di Cosenza (11.913 ab., CAP 87032, TEL. 0982). Centro agricolo (coltivazione di olive, frutta e cereali), industriale (prodotti alimentari) e turistico (balneazione). Appartenne anticamente ai bruzi che la chiamarono Clampetia. Gli abitanti sono detti Amanteani o Amanteoti

\Amanti del Pont-Neuf, Gli Film drammatico, francese (1991). Regia di Leos Carax. Interpreti: Juliette Binoche, Denis Lavant, Klaus Michael Gruber. Titolo originale: Les Amants du Pont-Neuf 

\Amanti di Teruel, Gli Dramma di J. Pérez de Montálban (1633). 

\Amanti perduti Film drammatico, francese (1945). Regia di Marcel Carné. Interpreti: Jean-Louis Barrault, Arletty, Pierre Brasseur. Titolo originale: Les enfants du paradis 

\Amants, Les Film drammatico, francese (1958). Regia di Louis Malle. Interpreti: Jeanne Moreau, Jean-Marc Bory, Alain Cuny. 

\amanuènse, sm. 1 Chi copiava libri. 2 Impiegato che scrive a mano documenti o atti. ~ scrivano. 
Colui che trascriveva libri, codici e pergamene, copiandoli a manu. Nel medioevo questa attività veniva tipicamente svolta da monaci che spesso arricchivano i testi con miniature. 

\Amanus Daglari Catena montuosa della Turchia, nel Tauro orientale. Vetta più elevata il monte Migir Tepe (2.262 m). 

\Amapá Stato (288.000 ab.) del Brasile, capitale Macapá. 

\Amara Città (132.000 ab.) dell'Iraq, sul fiume Tigri. 

\amaràcus, sm. Genere di Labiate che comprende cinque specie tra cui l'origano di Creta. 

\amaraménte, avv. In modo amaro. ~ tristemente. 

\Amarantàcee Famiglia di piante dell'ordine delle Centrosperme diffuse nelle regioni tropicali. 

\amarantìte, sf. Solfato basico idrato di ferro. 

\amarànto, sm. 1 Pianta con infiorescenze rosso porpora. 2 Colore rosso scuro. 

\amaràsca "marasca" 

\amarascàto, agg. Si dice di bevanda con aroma di marasca. 

\Amarcord Film commedia, italiano (1976). Regia di Federico Fellini. Interpreti: Magali Nöel, Bruno Zanin, Pupella Maggio, Ciccio Ingrassia. 

\amàre, v. v. tr. 1 Nutrire profondo affetto, volere bene. amava moglie e figli. 2 Provare amore, attrazione fisica per qualcuno. ~ piacere. 3 Seguito da infinito o da prop. oggettiva, desiderare, volere. 4 Nutrire un sentimento religioso di amore, di carità. 5 Provare profondo interesse per qualcosa. 6 Avere caro, preferire. amare la quiete della campagna
v. rifl. rec. 1 Volersi bene. 2 Avere una relazione amorosa. 
  v. tr. 1 to love, to be in love. 2 (apprezzare) to like. 
  lat. amare

\Amare lacrime di Petra von Kant, Le Dramma di R. W. Fassbinder (1971). 

\amàreggiàre, v. v. tr. Rattristare. ~ affliggere. <> allietare. 
v. rifl. Provare amarezza, rattristarsi. <> rallegrarsi. 
  lat. tardo amarizare, deriv. da amarus amaro. 

\amàreggiàto, agg. Rattristato, in pena. ~ angustiato. <> rasserenato. 
  agg. upset, saddened, embittered. 

\amarèlo, sm. Legno pregiato dell'Euxylophora paraensis, rutacea del Brasile. 

\amarèna, sf. Frutto del marasco. 
  sf. sour black cherry. 

\amarétto, sm. 1 Pasticcino a base di mandorle, dalla forma circolare, tipo Saronno (croccante e friabile) o tipo Sassello (morbido). 2 Liquore di sapore simile a quello del pasticcino. 
  sm. macaroon. 

\amarézza, sf. Tristezza profonda. ~ mestizia. <> contentezza. 
  sf. 1 bitterness. 2 (tristezza) sadness. 3 (risentimento) resentment. 

\Amàri, Michèle (Palermo 1806-Firenze 1889) Storico e orientalista. Partecipò al governo antiborbonico siciliano del 1848 e fu per questo costretto all'esilio. Dopo l'unità d'Italia fu ministro dell'istruzione dal 1862 al 1864. Tra le sue opere, fondamentale è Storia dei musulmani in Sicilia (1854-1872). 

\amaricànte, agg. Che da sapore amaro. 

\amàrico, sm. Lingua del ceppo semitico parlata in quasi tutta l'Etiopia. 

\amarillìco, agg. (pl. m.-ci) Riferito alla febbre gialla. 

\Amarillidàcee Famiglia di piante perenni diffuse nelle steppe e nelle pianure delle regioni tropicali e subtropicali. Appartiene all'ordine delle Liliflore. 

\amarìllide, sf. Genere di piante bulbose molto eleganti tipiche dei paesi tropicali americani. Appartiene alla famiglia delle Amarillidacee. 

\amarìllite, sf. Solfato idrato di ferro e di sodio. 

\amàro, agg. e sm. agg. 1 Di sapore contrario al dolce. <> zuccherino. amaro come il veleno, disgustoso. 2 Che provoca dolore. ~ penoso. <> piacevole. gli fece degli amari rimproveri
sm. 1 Sapore amaro. 2 Liquore aromatico. ~ digestivo. 3 Ruggine, rancore. c'era dell'amaro fra i due
  agg. bitter. sm. 1 Bitterness. 2 (liquore) Bitters. 
  lat. amarus

\Amàro (comune) Comune in provincia di Udine (752 ab., CAP 33020, TEL. 0433). 

\Amàro (monte) Monte (2.795 m) del massiccio della Maiella, negli Abruzzi. 

\Amaro sapore del potere, L' Film drammatico, americano (1963). Regia di Franklyn J. Schaffner. Interpreti: Henry Fonda, Cliff Robertson, Margaret Leighton, Lee Tracy. Titolo originale: The Best Man 

\amarógnolo, agg. e sm. Si dice di sapore tendente all'amaro, ma non spiacevole. ~ aspro. <> dolciastro. 
  agg. bitterish. 

\Amàroni Comune in provincia di Catanzaro (2.533 ab., CAP 88050, TEL. 0961). 

\amaróre, sm. 1 Sapore deteriorato. 2 Amarezza. ~ dolore. 

\amàrra, sf. Corda per ormeggiare. 

\amarràggio, sm. Sistema di fissaggio degli avvolgimenti nelle macchine elettriche per impedirne gli spostamenti. 

\amarràre, o ammarràre, v. tr. Ormeggiare una nave. 

\amartìa, sf. Collocazione e lo sviluppo anormale dei tessuti costituenti un organo. 

\Amasèno Comune in provincia di Frosinone (4.110 ab., CAP 03021, TEL. 0775). 

\Amàsi Faraone d'Egitto dal 568 al 526 a. C., della XXVI dinastia saitica. Strinse buoni rapporti con i greci e un'alleanza con Creso contro i persiani. 

\Amàsi, pittore di (not. 560-525 a. C.) Ceramista greco. Tra le opere Brocca da vino con Perseo e la Gorgone (Londra, British Museum). 

\amastìa, sf. Mancata organogenesi, monolaterale o bilaterale, della ghiandola mammaria. 

\Amàstridi, sm. Famiglia di Molluschi Gasteropodi terrestri che vivono nelle isole Hawaii. 

\Amasya Città (56.000 ab.) della Turchia. 

\Amata alla finestra, L' Racconto di C. Alvaro (1929). 

\amateur, sm. invar. Dilettante, amatore. 

\Amatitlán Città (150.000 ab.) del Guatemala. 

\amàto, agg. e sm. Che, chi è amato. ~ adorato. <> odiato. 
  agg. dear, beloved. 

\Amàto Comune in provincia di Catanzaro (1.039 ab., CAP 88040, TEL. 0961). 

\Amàto, Giuliàno (Torino 1938-) Politico e giurista, esponente del PSI. Fu ministro del tesoro (1988-1989), presidente del consiglio (1992-1993) e dal 1994 presidente dell'autorità antitrust. Nel 1998 è diventato ministro per le riforme istituzionali del governo D'Alema. 

\amatóre, sm. 1 Appassionato, intenditore, collezionista. ~ cultore. <> dilettante. 2 Seduttore, rubacuori. ~ donnaiolo. 

\amatoriàle, agg. Da amatore, dilettantistico. 

\amatòrio, agg. Che riguarda l'amore, che lo stimola. ~ afrodisiaco. 

\Amatrìce Comune in provincia di Rieti (3.042 ab., CAP 02012, TEL. 0746). 

\amatriciàno, agg. Di Amatrice, cittadina in provincia di Rieti. 

\amauròbius, sm. invar. Genere di ragni bruni con gli arti corti. Appartiene alla classe degli Aracnidi. 

\amauròsi, sf. Termine medico sinonimo di cecità non correggibile con mezzi ottici e con cause non riscontrabili con un esame del globo oculare. 

\amàzona, sf. Genere di grossi pappagalli a colori vivaci che vivono dall'Argentina al Messico. Appartiene alla famiglia degli Psittacidi. 

\Amazonas (Brasile) Stato (2.100.000 ab.) del Brasile, capitale Manaus. 

\Amazonas (Colombia) Commissariato (55.000 ab.) della Colombia, capoluogo Leticia. 

\Amazonas (Per˙) Dipartimento (330.000 ab.) del Per˙, capoluogo Chachapoyas. 

\Amazonas (Venezuela) Territorio federale (60.000 ab.) del Venezuela, capoluogo Puerto Ayacucho. 

\amàzzone, agg. e sf. agg. Riferito alla formica che rende schiave le altre per sfruttarne il lavoro. 
sf. 1 Nome di mitiche donne guerriere dell'Asia Minore. 2 Donna che pratica l'equitazione. ~ cavallerizza. 
Nella mitologia greca, donna guerriera che combatteva a cavallo e viveva nella regione del Termodonte, in Cappadocia, sulla costa meridionale del Mar Nero. Le amazzoni erano governate da una regina (la più nota fu Pentesilea). La leggenda vuole che queste donne si amputassero uno o entrambi i seni (amazˇs = senza mammella) per non essere impedite nel maneggiare l'arco. 

\Amàzzoni, Rio delle Fiume dell'America meridionale che, insieme ai suoi affluenti, costituisce il bacino idrografico più grande del mondo (7.050.000 km²) con una portata che varia da 60.000 a 200.000 m3/s; per lunghezza (insieme al fiume Ucayali 6.280 km) è al secondo posto. È formato dalla confluenza dei fiumi Mara˝ón e Ucayali, che sorgono sulle Ande peruviane e si uniscono presso Iquitos; prosegue verso est, attraversa il Brasile (dove viene chiamato Rio Solimôes) e termina con un estuario largo 250 km (nel quale emergono alcune isole) che si divide in un ramo principale (lunghezza 200 km circa) e in un ramo secondario chiamato Rio Pará. Il terreno intorno al letto del fiume, presenta tre livelli: il più basso viene chiamato igapˇ (zona paludosa); quello centrale viene chiamato varzea e quello più in alto viene chiamato terra firme (ricca vegetazione equatoriale). Insieme agli affluenti (Napo, Putumayo, Japurá, Rio Negro, Rio Bianco, Juruá, Purus, Madira, Tapajós, Xing˙) costituisce un'importantissima via di comunicazione per navigare nella fitta foresta pluviale. Fu esplorato per la prima volta da Francisco de Orellana nel 1541. 

\Amazzònia Grande regione dell'America meridionale il cui territorio (3.000.000 km²), che si propaga dalle Ande all'oceano Atlantico (Brasile, Per˙, Colombia, Ecuador, Guyane, Suriname, Venezuela e Bolivia), coincide con il bacino del Rio delle Amazzoni. La foresta tropicale (la più vasta al mondo) che la copre quasi interamente, è oggi in pericolosa diminuzione a causa del costante disboscamento. Clima equatoriale con piogge abbondanti che causano allagamenti e straripamenti. Ospita moltissime specie di insetti, uccelli, rettili, scimmie e farfalle; fornisce ferro, petrolio e caucciù oltre a legni pregiati (pino, cedro, mogano, palissandro). La regione venne occupata, soprattutto lungo i fiumi, a partire dal XIX sec. È attraversata dalla grande via di comunicazione stradale Transamazzonica. 

\amazzònico, agg. Del Rio delle Amazzoni e proprio dei territori da esso attraversati. 

\amazzonìte, sf. Varietà verde di microclino usata come gemma. 

\àmba, loc. sost. m. invar. Termine utilizzato in Etiopia per denominare elevazioni con pendii molto ripidi. 

\Amba Alagi Monte (3.439 m) dell'Etiopia, situato nel Tigré a nord del lago Ascianghi Toselli. Il passo Alagi (3.020 m), dove nel 1895 le truppe italiane del maggiore Toselli furono sconfitte da quelle abissine, unisce Asmara ad Addis Abeba. 

\Amba Aradàm Massiccio montuoso (2.756 m) dell'Etiopia. 

\ambàge, sf. 1 Percorso tortuoso. 2 Giro di parole oscuro. 

\Ambala Città (201.000 ab.) dell'India, nello stato di Haryana. 

\Ambarcumjan, Viktor (Tbilisi 1908-Mosca 1971) Astrofisico georgiano, studiò a fondo l'evoluzione stellare. Tra le sue opere Astrofisica teorica (1958). 

\ambascerìa, sf. L'incarico di compiere una missione diplomatica; le persone incaricate di compierlo. ~ delegazione. 

\ambàscia, sf. Dolore morale, angoscia. ~ apprensione. <> serenità. 

\ambasciàre, v. v. tr. Addolorare, angosciare. 
v. intr. pron. Provare ambascia. 

\ambasciàta, sf. 1 Rappresentanza diplomatica di uno stato presso un altro; la residenza stessa. ~ deputazione. 2 L'incarico di portare un messaggio. 
  sf. 1 embassy. 2 (messaggio) message. 

\ambasciatóre, sm. Rappresentante diplomatico di uno stato presso un altro. ~ messaggero. 
  sm. ambassador. 
  provenzale ambaisador, deriv. da ambaisar servire. 

\ambasciatrìce, sf. La moglie dell'ambasciatore. Il termine è spesso usato erroneamente per indicare un ambasciatore di sesso femminile. 

\ambàsso, o ambàssi, sm. Nel gioco dei dadi, il doppio asso. 

\ambàta, sf. Nel lotto, giocata di una serie di ambi in cui uno dei due numeri è fisso. 

\Ambato (Argentina) Catena montuosa dell'Argentina, vetta più elevata monte Alto de Crucecita (2.910 m). 

\Ambato (Ecuador) Città (124.000 ab.) dell'Ecuador, capoluogo della provincia di Tungurahua. 

\ambedùe, agg. e pron. agg. num. invar. Tutti e due, entrambi. 
pron. invar. Tutti e due. 
  agg. num. invar. both. 

\àmbi- Primo elemento di parole composte derivante dal latino ambo che significa "tutti e due". 

\ambidestrìsmo, sm. L'essere ambidestro. 

\ambidèstro, agg. Che utilizza ambedue le mani o i piedi con uguale abilità. 

\ambientàle, agg. Dell'ambiente. ~ ecologico. 
  agg. environmental. 

\ambientalìsmo, sm. Ecologismo. 
  sm. ecology. 

\ambientalìsta, agg., sm. e sf. Che, chi opera per la difesa dell'ambiente. ~ verde. 
  agg., sm. e sf. environmentalist, ecologist. 

\ambientaménto, sm. L'ambientare, l'ambientarsi. ~ adattamento. 

\ambientàre, v. v. tr. Adattare all'ambiente, collocare in un ambiente. ~ inquadrare. 
v. rifl. Adattarsi a un ambiente. ~ integrarsi. 
  v. tr. 1 to acclimatize. 2 (una storia) to set. v. rifl. to acclimatize. 
  deriv. da ambiente. 

\ambientazióne, sf. 1 Ambientamento. 2 Allestimento scenico che ricrea un dato ambiente. 

\ambiènte, sm. 1 Il luogo, lo spazio fisico, le condizioni in cui un organismo vive. ~ habitat. 2 Il complesso delle condizioni sociali, culturali, morali in cui una persona vive. ~ ambito. 3 Locale, stanza. ~ vano. 
  sm. 1 habitat, environment. 2 (stanza) room. 
  lat. ambiens,-entis, p.pres. di ambire andare attorno. 
Insieme delle condizioni fisiche, chimiche e biologiche che favoriscono la vita degli organismi. I fattori fisici sono rappresentati da temperatura, pressione, gravità, venti, radiazione solare. I fattori chimici che influiscono sulla vita sono aria, acqua, sali. Quelli biologici dipendono dagli organismi e spesso sono fattori di interdipendenza fra i diversi esseri viventi. 

\ambientìsta, sm. e sf. Pittore o fotografo di ambienti. 

\ambigènere, agg. Detto di sostantivo che può essere sia maschile sia femminile. 

\ambiguaménte, avv. In modo ambiguo. 

\ambigu-comique, loc. sost. m. invar. Tipo di spettacolo che conteneva drammi, commedie, satire, danze e canti, in voga nel teatro francese del XVIII sec. 

\ambiguità, sf. L'essere ambiguo. ~ equivocità. <> chiarezza. 
  lat. ambiguitas,-atis. 

\ambìguo, agg. 1 Che non ha un unico significato. ~ ambivalente. 2 Che dà luogo a dubbi e sospetti. ~ equivoco. <> cristallino. 
  agg. 1 (generico) ambiguous. 2 (persona) shady. 

\ambilìano, agg. Relativo al matrimonio in cui il marito abbandona il proprio gruppo familiare per entrare in quello della moglie. 

\àmbio, sm. Andatura dei quadrupedi quando muovono contemporaneamente gli arti dello stesso lato. 
  deriv. da ambiare

\ambìre, v. tr. e intr. Desiderare ardentemente. ~ agognare. <> esecrare. 
  v. tr. to aspire to. 
  lat. ambire (ambi-+ ire) andare attorno. 

\ambìto, agg. Desiderato. 
Ómbito, sm. 
Ambiente circoscritto in cui si svolge un fatto. ~ sfera. 
  sm. sphere, area, field. 

\ambivalènte, agg. Che presenta duplicità di aspetti, valori, significati. ~ ambiguo. <> univoco. 
  agg. ambivalent. 

\ambivalènza, sf. 1 Avere due valori o due significati nello stesso tempo. 2 In psicologia è la facoltà di percepire due sentimenti opposti nella stessa circostanza. 

\Ambìvere Comune in provincia di Bergamo (2.052 ab., CAP 24030, TEL. 035). 

\ambiversióne, sf. In psicologia è la presenza contemporanea di estroversione e introversione in uno stesso individuo. 

\ambizióne, sf. 1 Volontà di ottenere qualcosa che si desidera ardentemente. ~ brama. 2 Viva aspirazione ad affermarsi, a eccellere. ~ smania. 
  sf. ambition. 

\ambizióso, agg. e sm. 1 Che, chi ha ambizione o agisce per ambizione. ~ vanitoso. <> modesto. 2 Folle, avventato, temerario. ~ utopistico. <> fattibile. 
  agg. ambitious 

\Amblàr Comune in provincia di Trento (219 ab., CAP 38010, TEL. 0463). 

\Ambleto, L' Dramma di G. Testori (1972). 

\Amblìceri Sottordine di Insetti mallofagi dalle antenne clavate. 

\ambligonìte, sf. Fluorofosfato di litio e alluminio. ~ hebronite. 

\ambliopìa, sf. Alterazione della vista con diminuzione dell'acutezza visiva. 

\ambliòrnite, sm. Genere di Uccelli della Nuova Guinea. Sono detti anche giardinieri per le costruzioni che i maschi erigono per mettersi in mostra. 

\amblioscòpio, sm. Apparecchio per la rieducazione degli occhi strabici. 

\Amblìpigi Sottordine di Aracnidi pedipalpi con caratteristico opistosoma. 

\Amblìpodi Ordine di Mammiferi ungulati vissuti nell'Eocene. 

\àmbo, agg. e sm. agg. num. (pl. invar.; ma anche m. ambi f. ambe)Tutti e due, entrambi. 
sm. Nel gioco del lotto, due numeri estratti sulla stessa ruota. 
  agg. both. sf. amber. 

\ambocettòre, sm. Anticorpi complessi incapaci di svolgere un'azione citolitica in assenza di complemento. 

\ambòina, sf. Legno pregiato ricavato dalla Flindersia amboinensis, meliacea che vive nell'arcipelago delle Molucche. 

\Ambon Città (209.000 ab.) dell'Indonesia, capoluogo della provincia delle Molucche. 

\ambóne, sm. Tribuna rialzata posta a lato dell'altare, destinata alla lettura liturgica e alla predica. ~ pulpito. 

\ambosèssi, o ambosèsso, agg. invar. Di entrambi i sessi. 

\àmbra, sf. Denominazione di varie resine fossili, costituite da carbonio, idrogeno, ossigeno e acido succinico. Le sue tonalità variano dal giallo al rosso bruno. Nell'ambra sono spesso inglobati resti di vegetali e insetti fossili, piccoli pezzi di legno o bolle d'aria. La civiltà egizia e quella minoica la utilizzavano per produrre oggetti decorativi; in Italia si diffuse con l'età del bronzo. Gli etruschi costruivano con l'ambra monili e ornamenti; praticamente sparita in epoca greca, tornò in auge in età romano imperiale. Importanti giacimenti di ambra si trovano in Germania, Romania, Birmania e Sicilia. 
  sf. amber. 

\ambràto, agg. Che ha il colore o il profumo dell'ambra. ~ abbronzato. 

\Ambre, càpo d' Promontorio roccioso del Madagascar. 

\ambrétta, sf. Nome delle seguenti specie: abelmosco, Knautia arvensis e Centaurea

\ambrogétta, sf. Mattonella di terracotta smaltata o di marmo usata per rivestimento di pavimenti e pareti. 

\Ambrògio (Treviri 334 o 339-Milano 397) Santo e dottore della chiesa. Di origine romana, compì i suoi studi di magistratura a Roma. Governatore della Liguria e dell'Emilia, con sede a Milano, nel 374, benché laico e non battezzato, fu eletto vescovo per acclamazione popolare. Donati tutti i suoi averi alla chiesa, si dedicò alla divulgazione della religione. Godette di grande autorità presso gli imperatori dell'epoca e di questa autorità si servì, in particolare, per lottare contro l'eresia ariana. Introdusse nel repertorio liturgico salmi antifonali e Inni di cui fu anche autore. Compose opere notevoli, come l'ExaŰmeron, sui sei giorni della creazione, il De officiis ministrorum, sui doveri dei sacerdoti, oltre a un gran numero di scritti di carattere ascetico, etico ed esegetico. Patrono di Milano, si festeggia il 7 dicembre. 

\ambròsia, sf. 1 Il cibo degli dei, che rendeva immortali. 2 Pianta erbacea aromatica simile alla ruta. 3 Cibo o bevanda prelibata o squisita. ~ delizia, nettare. 

\ambrosiàno, agg. 1 Di Sant'Ambrogio, vescovo di Milano. 2 Milanese. ~ meneghino. 

\ambròsio, agg. Che ha sapore d'ambrosia. ~ soave. 

\Ambròsio, Vittòrio (Torino 1879-Alassio 1958) Durante la seconda guerra mondiale, fu capo di stato maggiore dell'esercito (1942) e capo di stato maggiore generale (1943-1944). Garantì il sostegno dell'esercito al colpo di stato monarchico (25 luglio 1943), che destituì Mussolini e avviò le trattative segrete di armistizio con gli alleati. 

\ambulacràle, agg. Relativo al sistema acquifero e ai canali radiali degli Echinodermi. 

\ambulàcro, sm. 1 Corridoio coperto a portico. ~ deambulatorio. 2 Negli Echinodermi, appendice retrattile che serve da organo di tatto e di locomozione. 
  lat. ambulacrum, deriv. da ambulare camminare. 

\ambulànte, agg., sm. e sf. agg. Che si sposta di continuo, privo di sede fissa. ~ itinerante. 
sm. e sf. Chi esercita il commercio senza sede o bottega fissa. 
  agg. itinerant, travelling. 

\Ambulanti, Gli Opera di poesia di N. A. Nekrasov (1861). 

\ambulànza, sf. Veicolo per il trasporto di malati o feriti. ~ autolettiga. 
  sf. ambulance. 

\ambulàre, v. intr. Andare in giro camminando. ~ passeggiare. 

\ambulatoriàle, agg. Che si pratica in ambulatorio. 

\ambulatorialménte, avv. In modo ambulatoriale. 

\ambulatòrio, agg. e sm. agg. Che concerne il camminare. 
sm. Luogo adibito a consultazione medica, a interventi di pronto soccorso. ~ consultorio. 
  sm. 1 (studio medico) surgery. 2 (ospedale) outpatients' department. 

\Ambùrgo Città della Germania (1.620.000 ab.), capoluogo del Land omonimo sulla destra dell'Elba a 100 km dal mare del Nord. Il suo porto è uno dei maggiori in Europa per vastità e traffico (importazione di carbone e prodotti petroliferi grezzi; esportazione di potassa, cemento, prodotti della raffinazione e siderurgia). È sede di cantieri navali, raffinerie e fiorenti industrie dei prodotti più diversi (tessili, grafiche, chimiche, elettriche, meccaniche, del tabacco). Il nucleo originario della città si è sviluppato attorno alla fortezza fatta costruire da Carlo Magno nell'808; nel XIII sec. fu il più importante emporio marittimo della Lega Anseatica. Toccò i massimi livelli di splendore durante i XIV e XV sec. quando divenne cittÓ libera emancipandosi dalle altre città. L'occupazione francese e l'assedio russo-danese la rovinarono completamente; si risollevò quando, nel 1815, divenne stato sovrano. 

\AMDI Sigla di Associazione Medici Dentisti Italiani. 

\AME Sigla di Accordo Monetario Europeo. 

\amèba, sf. Nome di specie del genere Amoeba e di specie di Protozoi Rizopodi. È un organismo unicellulare che non ha una forma costante in quanto emette speciali propaggini protoplasmatiche (pseudopodi) che utilizza per muoversi e per inglobare particelle nutritive. Si trova, libera, nelle acque stagnanti, come l'Amoeba proteus; può essere parassita dell'uomo e di animali, innocuo, come l'Entamoeba coli, ospite dell'intestino umano, oppure patogeno, come l'Entamoeba histolytica, agente della dissenteria amebica nelle zone tropicali. 

\amebèo, agg. Si dice di componimento poetico formato da versi alterni, a dialogo. 

\amebìasi, sf. Sindrome causata dall'introduzione nell'organismo umano di un protozoo che provoca una violenta dissenteria. 

\amèbico, agg. (pl. m.-ci) Riferito a una malattia provocata dalle amebe. 

\Amebìni Ordine di Protozoi Rizopodi che comprende gimnamebe e tecamebe. 

\ameboidìsmo, sm. Caratteristica di alcune cellule isolate di spostarsi aderendo a un supporto. 

\amebòma, sf. Infiammazione in diverse parti del corpo provocata dall'ameba. 

\Amedèo Nome di conti di Savoia. 
Amedeo I 
(?-1051) Primogenito di Umberto Biancamano, conte di Moriana-Savoia (1047). 
Amedeo II 
(1050 ca.-1080) Figlio di Oddone I e di Adelaide, conte di Moriana-Savoia (1060). 
Amedeo III 
(1095?-Nicosia 1148) Succedette al padre Umberto II nel 1103 come conte di Moriana-Savoia. Morì in viaggio per la crociata. 
Amedeo IV 
(1195?-Montmélian, Chambéry 1253) Succedette al padre Tommaso I come conte di Savoia (1233). Appoggiò l'imperatore Federico II nella battaglia contro il papato. 
Amedeo V il Grande 
=> "Amedeo V" 
Amedeo VI 
(Chambéry 1334-Santo Stefano di Campobasso 1383) Conte di Savoia succeduto al padre Aimone nel 1343, combatté i turchi e i Visconti. Morì di peste nei pressi di Napoli durante la campagna in favore di Luigi d'Angiò. 
Amedeo VII il conte Rosso 
(Chambéry 1360-Ripaglia, lago di Ginevra 1391) Succedette al padre Amedeo VI dal 1383. Nel 1388 acquisì Nizza. 
Amedeo VIII 
=> "Amedeo VIII" 
Amedeo IX 
(Thonon-les-Bains, Alta Savoia, 1435-Vercelli 1472) Duca di Savoia dal 1465. Innocenzo XI lo beatificò nel 1677. 

\amedèo, sm. Moneta d'oro da 10 scudi coniata in onore del duca Vittorio Amedeo I di Savoia. 

\Amedèo Ferdinàndo di Savòia (Torino 1845-1890) Duca d'Aosta e re di Spagna (1870-1873). Terzo figlio di Vittorio Emanuele II; gli fu offerta la corona spagnola dai monarchici costituzionali dopo la rivoluzione antiborbonica del 1868: egli la accettò, ma abdicò poco dopo. 

\Amedèo V (Bourget 1252/53-Avignone 1323) Conte di Savoia, detto il Conte Grande. Figlio secondogenito di Tommaso, ebbe la contea nel 1285. Sostenne aspre lotte contro gli Asburgo, contro Ivrea e, aiutato da Filippo il Bello, contro i Delfini di Grenoble che vantavano diritti sulla Savoia; conquistò Ginevra. Stabilì la trasmissione del potere nella linea primogenita maschile, escludendo le donne dalla successione (legge salica). Arrigo VII gli concesse il vicariato imperiale in Lombardia e il titolo di principe dell'impero. 

\Amedèo VIII (Chambéry 1383-Ginevra 1451) Figlio di Amedeo VII, venne insignito del titolo di duca dall'imperatore Sigismondo nel 1416. Estese la sovranità sabauda sul Piemonte approfittando dell'estinzione del ramo Savoia-Acacia (1418) e sottrasse Vercelli ai Visconti (1427); contribuì allo sviluppo della legislazione sabauda (Decreta seu statuta, 1423-1430). Lasciato il potere al figlio Federico, fondò l'ordine dei cavalieri di San Maurizio e si ritirò a vita monastica. Elevato alla tiara dal concilio di Basilea nel 1439 (Felice V), vi rinunciò nel 1449. 

\Amèglia Comune in provincia di La Spezia (4.259 ab., CAP 19031, TEL. 0187). 

\Amèlia Comune in provincia di Terni (11.207 ab., CAP 05022, TEL. 0744). Centro agricolo (coltivazione di cereali, viti e fichi) e dell'allevamento dei suini. Vi si trovano le chiese di San Francesco e Sant'Agostino, del XIII sec., il duomo del XVII sec. e le mura megalitiche, costruite tra il IV e il VI sec. a. C. Gli abitanti sono detti Amerini

\amelìa, sf. Assenza dalla nascita degli arti superiori e inferiori. 

\Amelia al ballo Opera buffa in un atto, musica e libretto di G. C. Menotti (Filadelfia, 1937). 

\Amèlio, Giànni (Catanzaro 1945-) Regista cinematografico e televisivo. Diresse Il piccolo Archimede (1979), Colpire al cuore (1982), Porte aperte (1990), Il ladro di bambini (1992) e Lamerica (1994). 

\àmen, inter. e sm. inter. 1 Espressione liturgica che conclude una preghiera. 2 Esprime scherzosa rassegnazione. 
sm. invar. Attimo, momento. ~ istante. 

\amenaménte, avv. In modo ameno. ~ piacevolmente. 

\Améndola, Giovànni (Napoli 1882-Cannes 1926) Uomo politico e giornalista. Scrisse sulle colonne del Corriere della Sera e del Resto del Carlino. Fu deputato dal 1919 e ministro delle colonie nel 1922. Convinto antifascista, capeggiò la secessione dell'Aventino e morì in seguito alle conseguenze di un'aggressione fascista. 

\Amendolàra Comune in provincia di Cosenza (3.190 ab., CAP 87071, TEL. 0981). 

\amenità, sf. 1 L'essere ameno. ~ gaiezza. <> tristezza. 2 Facezia; sciocchezza. ~ spiritosaggine. 

\amèno, agg. Piacevole, che diverte. ~ spiritoso. <> serio. 
  agg. 1 pleasant. 2 (strano) strange, funny. 

\Amèno Comune in provincia di Novara (891 ab., CAP 28010, TEL. 0322). 

\Amenòfi Nome di faraoni. 
Amenofi I 
(1550-1528 a. C.) Faraone della XVIII dinastia, fu il primo a farsi costruire la tomba nella valle dei Re a Tebe. 
Amenofi II 
(1436-1413 a. C.) Faraone della XVIII dinastia artefice di spedizioni in Siria. 
Amenofi III 
(1405-1367 a. C.) Faraone della XVIII dinastia sancì la supremazia politica egiziana in Asia Minore, portando l'Egitto al massimo splendore. Fu identificato dai greci con Memnone, il mitico re etiopico caduto a Troia. 
Amenofi IV 
(1367-1350 a. C.) Faraone della XVIII dinastia, sposò Nefertiti, lasciò Tebe e fondò la nuova capitale ad Amarna. Sostituì completamente il culto di Ammone con quello del sole, Aton, e cambiò il proprio nome in Ekhnaton. Le sue riforme furono abrogate alla sua morte. 

\amenôkal, o amanôkal, sm. invar. Nome berbero del capo della famiglia degli Imanân. ~ sultano. 

\amenorrèa, sf. Mancanza delle mestruazioni. Le amenorree primarie sono proprie della donna che in vita sua non ha mai avuto mestruazioni, pur avendo superato l'epoca della maturazione puberale; sono da imputarsi a cause morbose che incidono sull'organismo, quali malformazioni anatomiche, deperimento organico, cause ormonali. Le amenorree secondarie sono proprie della donna che improvvisamente perde i ricorsi mestruali, senza essere rimasta incinta; sono dovute a malattie di ordine generale e a disfunzioni ormonali. L'amenorrea fisiologica si manifesta nella donna in menopausa, gravida o puerpera. 

\amensalìsmo, sm. Interazione tra individui di specie diverse che abitano nello stesso ambiente. 

\amènto, sm. Cinghia fissata all'asta del giavellotto romano per poterlo lanciare con maggior forza e precisione. 

\aménza, sf. Disturbo caratterizzato da confusione mentale, deliri e allucinazioni. 

\amenziàle, agg. Stato di confusione mentale. 

\Amèri, Enrìco (Lucca 1926-Albano Laziale 2004) Radiocronista sportivo. Esordì nel 1951 nella RAI, come commentatore delle gare ciclistiche, e si dedicò quindi dal 1955 (fino al ritiro avvenuto nel 1991) alle cronache televisive degli incontri di calcio. Fu l'animatore della trasmissione radiofonica Tutto il calcio minuto per minuto (dal 1960), della quale fu una delle voci più caratteristiche. Fu il primo conduttore del Processo del Lunedý (1980). Partecipò, inoltre, al programma Italiani (1992). 

\Amèrica Zona del mondo formata da due masse continentali diverse (America settentrionale e America meridionale), in comunicazione tra loro attraverso una regione istmica piuttosto lunga che, con i festoni meridionali delle Antille, rappresenta l'America centrale. Le coordinate che limitano astronomicamente il continente sono 71° 58' nord (penisola di Boothia) e 53° 54' sud (capo Froward nella penisola di Brunswick), 168° 5' ovest (capo Principe di Galles) e 34° 47' ovest (Cabo Branco). Tenendo conto anche delle isole, le estremità sono 83° 39' nord (capo Morris Jesup in Groenlandia) e 55° 59' sud (capo Horn), 172 °25' ovest (Aleutine) e 11° 39' ovest (Groenlandia). A est è bagnata dall'oceano Atlantico, a ovest dal Pacifico, a nord dal mar Glaciale Artico e da propaggini dell'oceano Atlantico, la più grande delle quali è la baia di Hudson. Nella zona centrale l'oceano Atlantico è strutturato in modo da formare quello che è chiamato il Mediterraneo americano (golfo del Messico e mare Caribico, o delle Antille). L'area complessiva dell'America è di oltre 42 milioni di km² (Nord e Centro America circa 24.217.000 km², Sudamerica 17.842.000 km²); la sua popolazione è di circa 700 milioni di abitanti. La scoperta del Nuovo Mondo risale al 12 ottobre 1492; fu Cristoforo Colombo che, ai servigi del re di Spagna per trovare nuove rotte d'accesso alle Indie orientali, sbarcò per primo nelle Bahama, poi a Cuba e quindi ad Haiti (che battezzò Hispaniola). Nel 1497 e 1498 Giovanni Caboto navigò lungo le coste dell'isola di Terranova e della Nuova Scozia; Colombo si spinse fino alla foce dell'Orinoco nel 1498. Le coste sudamericane, da capo San Rocco al golfo di Maracaibo, furono perlustrate da Alonso de Ojeda e Amerigo Vespucci nel 1499. 
Morfologia e rilievo 
L'America settentrionale è formata dalla regione canadese (con l'Alaska), da quella statunitense e da quella messicana. Ben il 50% del territorio canadese è occupato dal cosiddetto Scudo Canadese; si tratta di una vastissima zona delimitata a sud dal fiume San Lorenzo a ovest dalle Montagne Rocciose e che si estende dalla regione dei laghi a sud fino al mar Glaciale Artico a nord. 
Si tratta di un penepiano di origine antichissima dove è evidentissima l'origine glaciale. La parte più bassa attorno alla baia Hudson si eleva gradualmente dai 200-300 m fino ai 500-1000 m dei Plains, verso ovest. Il territorio è caratterizzato da alture moreniche e depressioni ricolme di acque. Nella sua parte orientale invece lo Scudo Canadese raggiunge anche i 1.500 metri nella penisola del Labrador. La valle del San Lorenzo è di origine tettonica, e costituisce un solco dai bordi montagnosi percorso dalle acque della regione dei grandi laghi che si gettano nel golfo di San Lorenzo in un grandissimo estuario. A sud della valle del San Lorenzo si estendono il New Brunswick, la penisola della Nuova Scozia e l'isola di Terranova, dalle coste tipicamente frastagliate e rocciose. A ovest dei Plains si innalza una vasta regione montuosa nella quale si possono distinguere due catene principali, quella più interna delle Montagne Rocciose comprende i monti Selkirk, Cariboo, Stikine e Tawson Range, che continuano nel gruppo isolato dei monti Mackenzie, le cime più alte sono il monte Robson (3.954 m) e il monte Columbia (3.747 m). A ovest delle Montagne Rocciose si estende un vasto altopiano attraversato da profonde valli percorse da numerosi fiumi (Yukon e i suoi affluenti) e ricco di laghi. A occidente si innalza la Catena Costiera, con numerose cime oltre i 5.000 m (monte Logan, 6.010 m; monte Saint Elias 5.489 m; monte Lucania 5.227 m) e in parte sommersa, a determinare il tipico aspetto frastagliato e impervio della costa assai ricca di fiordi e fronteggiata da numerose isole (isola di Vancouver, isole della Regina Carlotta e l'arcipelago di Alessandro, politicamente appartenente all'Alaska). Il territorio statunitense include tutti i principali tratti morfologici dell'America settentrionale; si tratta, procedendo da est a ovest, dei monti Appalachi, delle pianure Centrali, delle Montagne Rocciose, con gli altipiani interconnessi e delle catene costiere prospicenti l'oceano Pacifico. La pianura costiera orientale, affacciata all'Atlantico e al golfo del Messico, è una fascia che va dalla foce dell'Hudson al corso del Río Bravo del Norte/Río Grande, più stretta nella parte settentrionale e a mano a mano più ampia verso sud. La costa è più articolata a nord, incisa profondamente dagli estuari di numerosi fiumi, e si fa più bassa, orlata da cordoni sabbiosi nella parte meridionale, in particolare quella che si affaccia sul golfo del Messico, dominata dal delta del Mississippi; la piattezza dell'entroterra rende il deflusso delle acque molto lento e favorisce la formazione di zone acquitrinose. A ridosso delle costa orientale, in direzione nord-est sud-ovest, si snoda il sistema degli Appalachi; esso è costituito, dal Maine all'Alabama, da una serie di rilievi di modesta altitudine; più a sud, oltre la valle del fiume Hudson, si estendono i monti Adirondack (monte Marcy, 1.629 m) e le catene parallele degli Allegheny e della Blue Ridge (monte Mitchell, 2.037 m), digradante verso l'interno con una serie di altipiani (monti Catskill, altopiano del Cumberland). Fra il sistema appalachiano e le Montagne Rocciose si allarga la vasta regione delle pianure interne (Interior Plains), che si spinge a nord fino alla regione dei grandi laghi, con il cosiddetto bassopiano Centrale; la gigantesca pianura alluvionale del Mississippi è mossa soltanto dalla regione montuosa degli Ozark e degli Ouachita. Le pianure interne si elevano gradualmente verso ovest in una fascia di altipiani che giungono fino ai piedi delle Montagne Rocciose; si tratta di un grande sistema montuoso formato da una serie di catene e da altipiani elevati, che si frappongono e ostacolano le comunicazioni tra le due coste. La parte più compatta coincide con la Front Range, in Colorado, in prossimità della quale sorge il picco più alto (monte Elbert, 4.399 m), e le Sangre de Cristo Mountains; verso nord i rilievi si aprono in uno dei più vasti altopiani, quello del Wyoming, dominato da grandiosi dorsali: i monti Uinta a sud-ovest, la catena del Wyoming a nord-ovest, Telon Range a nord, che si prolunga ulteriormente nella Bitteroot Range. Il versante occidentale delle Montagne Rocciose digrada verso una serie di altipiani, orlati a loro volta a ovest da una lunga serie di catene a ridosso della costa del Pacifico. I tre principali altipiani sono quelli del Columbia, del Colorado, dal nome dei fiumi che li solcano, e il Gran Bacino, caratterizzato da profonde depressioni (valle della Morte, 86 m sotto il livello del mare) e dalla presenza dei laghi salati (Gran Lago Salato, lago Utah, lago Lahontan). La regione dei bacini interni è chiusa a ovest da una serie di catene parallele: la catena delle Cascate a nord, la Sierra Nevada, dove si erge il monte Whitney (4.418 m) e la catena Costiera lungo la costa, divisa in due dalla valle del Sacramento. A sud degli Stati Uniti il territorio messicano si articola in un'alternanza di catene montuose, a tratti anche imponenti, e di vasti altipiani, di altitudine media superiore ai 1.000 m. Lungo la costa del Pacifico, fronteggiata dalla penisola di California, si eleva la Sierra Madre occidentale (lunga 1.300 km, larga in media 300 km), con altitudine media di 2.000 m, con picchi che raggiungono i 3.500 m. A est della Sierra Madre occidentale si estende un'ampia regione arida (altitudine media 1.500 m) leggermente movimentata da dossi e depressioni, e racchiusa a est dalla Sierra Madre orientale. Questa nel suo complesso è meno elevata della Sierra Madre occidentale, pur raggiungendo con la Pena Nevada i 4.054 metri. L'altopiano messicano è infine chiuso a sud da una serie di coni vulcanici, disposti da ovest a est, di cui alcuni tuttora attivi; i principali sono il Citlaltepetl (5.700 m), il Popocatepetl (5.452 m), l'Ixtacihuatl (5.286 m). La valle del Río Balsas separa la Sierra Madre Central dalla parte più meridionale del paese, dove i rilievi (Sierra Madre del Sur, Sierra Madre de Chiapas) si alternano a regioni pianeggianti e che si protende tra il Golfo del Messico il Mar delle Antille con la penisola della Yucatán, piatta distesa di origine calcarea. Isolate dal nucleo centrale sono le penisole di California, separata dalla parte continentale del paese dal Golfo di California, prevalentemente arida e percorsa da una serie di catene (Cerro de la Encantada, 3.088 m). 
L'America centrale funge da raccordo fra l'America settentrionale e quella meridionale. Essa è attraversata senza sosta da rilievi montuosi, spesso di origine vulcanica, che sono la continuazione degli apparati vulcanici del Messico, con la sola esclusione del tavolato calcareo dello Yucatán che, per natura litologica e morfologia, ricorda la penisola della Florida, Cuba e l'arcipelago delle Bahama. L'America centrale insulare è formata da isole che in parte si trovano sulla piattaforma continentale nordamericana (Bahama), in parte su quella sudamericana (Curaçao, Trinidad, Tobago); per lo più compongono un festone di isole montuose che sono ciò che rimane di una terra che una volta era tutta emersa. 
L'America meridionale ha una struttura morfologica abbastanza semplice, molto simile a quella dell'America settentrionale, di forma triangolare con base diretta a nord, verso il mare delle Antille e all'oceano Atlantico, e il vertice a sud, verso le terre antartiche. Le coste sono meno articolate, senza grandi penisole e senza insenature interessanti, tranne quella del Río de la Plata. Le isole maggiori, poche, sono la Terra del Fuoco a sud, le isole dell'arcipelago cileno lungo la costa pacifica meridionale, Trinidad a nord. Nell'America meridionale si individuano pochi elementi fondamentali: la Cordigliera delle Ande, le pianure centrali e gli altipiani orientali. Le Ande in Bolivia sono rappresentate dalle due catene della Cordigliera orientale e della Cordigliera occidentale. Esse racchiudono un vasto altopiano (altitudine 3.700 metri) ricco di laghi (Titicaca e Poopó i più grandi), spesso salati per il mancato deflusso al mare. La Cordigliera occidentale, formata per lo più da vulcani spenti, ha la sua altitudine massima nel Nevado di Sajama (6.544 metri), mentre la Cordigliera orientale comprende le cime più alte, l'Illimani (6.682 m) e l'Illamp˙ (6.485 m), appartenenti alla cosiddetta Cordigliera Reale che domina il lago Titicaca. I rilievi scendono poi verso le pianure orientali con la Cordigliera di Cochabamba, solcata da profonde valli (yungas). In Per˙ le Ande si articolano nella successione, in senso longitudinale, da est a ovest, di tre catene: la Cordigliera orientale, la Cordigliera centrale e la Cordigliera occidentale, assai differenziate tra loro. La Cordigliera orientale è imponente a sud, dove si innalzano tra gli altri i monti Auzangate (6.384 m) e Salcantay (6.271 m), mentre verso nord si suddivide in una serie di dorsali minori. Anche la Cordigliera centrale è a sua volta piuttosto irregolare, tranne che nella parte più settentrionale, ed è comunque la catena meno imponente. La Cordigliera occidentale è la più imponente, e costituisce un notevole ostacolo alle comunicazioni tra la costa e l'interno; anche i passi infatti sono situati a quote elevatissime: valga l'esempio del passo di Ticlio, raggiunto dalla ferrovia Lima-La Oroya, la più alta del mondo, posto a 4.829 metri di quota. Infine in Cile le Ande occupano una lunghissima fascia (4.300 km) larga mediamente soltanto 150 km; il territorio è prevalentemente montuoso e comprende alcune delle massime cime dell'America Latina (Aconcagua 6.960 m, Ojos del Salado 6.863 m, Cerro Tupungato 6.550 m). Le alteterre orientali sono costituite dagli altipiani della Guayana e del Brasile, divisi dal bacino del Rio delle Amazzoni. Le basseterre centrali si snodano nei tre grandi bacini dell'Orinoco, situato tra le Ande settentrionali e il massiccio della Guayana, del Rio delle Amazzoni, compreso tra Ande centrosettentrionali e altipiani del Brasile e della Guayana, e del Paraná-Uruguay, connesso a sud con la Pampa e con le terre della Patagonia. 
Clima 
Nell'America settentrionale è determinato da diversi fattori, tra cui latitudine, collocazione dei rilievi, distanza dalle coste, circolazione atmosferica che provoca repentini temporali e cicloni di grande intensità. I rilievi costieri costituiscono una barriera che non permette agli influssi mitigatori del mare di arrivare all'interno, dove le regioni hanno quindi un clima di tipo continentale, con escursioni termiche stagionali considerevoli, fino a 55 °C. Le zone costiere poste a latitudini medie possiedono un clima mite; quelle del golfo del Messico un clima di tipo tropicale. Le regioni all'estremo nord (Canada settentrionale e Groenlandia) hanno invece un clima polare. Le isole dell'America centrale godono di clima tropicale; la zona dell'istmo presenta invece una chiara distinzione in tre zone in cui il clima è influenzato dall'altezza: tierras calientes (terre calde), fino a 600 m, tierras templadas (terre temperate), da 600 a 1.800 m, e tierras frÝas (terre fredde), oltre i 1.800 m. Nell'America meridionale il clima è determinato dalla posizione della regione che per due terzi è inclusa nella fascia tropicale e per un terzo nella zona temperata australe. La fascia torrida è caratterizzata da un clima caldo umido, con abbondanti piogge lungo le coste caraibiche e nell'Amazzonia; meno frequenti le piogge nel bacino dell'Orinoco e nelle regioni interne dell'altopiano brasiliano. Nella zona delle Ande è l'altezza a definire le zone climatiche e anche a livello dell'equatore consente l'insediamento umano. Al sud la temperatura diminuisce fino ad assumere caratteri subpolari nella Terra del Fuoco. 
Idrografia 
Il Canada è un paese ricco di acque, le grandi conche moreniche costituiscono il bacino di numerosissimi laghi; oltre a quelli che costellano lo Scudo Canadese, numerosi e vasti laghi lungo il confine meridionale con gli Stati Uniti (lago Superiore, Huron, Erie, Ontario) che appartengono in parte anche al Canada. Numerosi anche i fiumi tributari del Pacifico: lo Yukon, il Fraser e il Columbia; il Saskatchewan è immissario del lago Winnipeg, tributari della baia Hudson sono il Churchill e il Nelson. Il San Lorenzo, emissario del lago Ontario, si getta nell'oceano Atlantico in un grande estuario. I fiumi principali degli Stati Uniti si snodano nella zona delle grandi pianure. Il bacino più rilevante è costituito dal sistema Mississippi-Missouri, che porta al golfo del Messico anche le acque di numerosi affluenti, fra i quali il Wisconsin, l'Illinois, l'Ohio, il Tennessee da sinistra, il Platte, il Kansas, l'Arkansas e il Red River da destra. Al Golfo del Messico scendono anche, tra gli altri, il Rio Grande, il Brazos, il Trinity, l'Alabama. I fiumi del versante atlantico hanno sviluppo assai inferiore (Hudson, Potomac, Savannah), ma assumono tuttavia grande importanza economica, sia per la produzione di energia elettrica, che per la navigazione. All'oceano Pacifico scendono il Columbia (cui confluiscono le acque dello Snake e del Willamette), il Sacramento e infine il Colorado, che scorre nel Gran Canyon, spettacolare solco scavato dal fiume, e sfocia nel golfo di California. I laghi sono numerosi; i più estesi sono il Michigan, l'Huron, l'Erie, l'Ontario e il lago Superiore, situati nella sezione nordorientale del paese, dei quali tuttavia solo il primo appartiene interamente agli USA, mentre gli altri appartengono in parte al Canada. In Messico il fiume maggiore è il Río Bravo, lungo più di 3.000 km, che segna gran parte del confine con gli USA; riceve le acque del Río Conchos, del Río Salado e del San Juan, sfociando nel golfo del Messico; l'altopiano è privo di sbocchi e le acque dei fiumi che scendono dai versanti interni delle Sierre formano lagune salate. Dall'Altopiano centrale, dove ci sono numerosi laghi (tra cui quelli di Chapala e di Cuitzco) scendono alle coste del Pacifico il Río Grande di Santiago e il Río Balsas. All'oceano Pacifico tributano inoltre il Magdalena, il Sonora, lo Yaqui, il Río del Fuerte, il Culiacán, il Mezquital, il Tehuantepec. All'oceano Atlantico tributano, oltre il Río Bravo, il Pánuco e l'Usumacinta. 
Nell'America centrale degno di nota è il lago di Nicaragua. 
Anche nell'America meridionale la presenza della Cordigliera delle Ande vicino alla costa pacifica definisce alcune differenze nelle caratteristiche dei fiumi che si dirigono ai due versanti. Quelli che scendono al Pacifico sono corti e di minima importanza; quelli che scorrono verso l'Atlantico, invece, sono molto lunghi e di grande portata, conglobando le acque di oltre 16 milioni di km². Il fiume maggiore è il Rio delle Amazzoni (6.280 km, con un bacino di 6.120.000 km²) che attraversa la grande pianura alluvionale del Brasile con un corso lento per la debole pendenza (a Manaus a 4.000 km dal mare l'altitudine è inferiore ai 100 m) e sfocia nell'oceano Atlantico con un grande delta. Riceve le acque di molti affluenti sia provenienti da nord, dalla Cordigliera Andina e dal Massiccio della Guayana (Río Negro), sia da sud i corsi d'acqua provenienti ancora dalle Ande e dall'altopiano del Mato Grosso (Purus, Madeira, Tapajós). Il Tocantins ha in comune con il Rio delle Amazzoni soltanto il delta. Nasce invece dall'altopiano del Brasile il San Francisco (2.900 km), navigabile per un lungo tratto, che si getta sulla costa orientale dell'Atlantico e che rappresenta un'importante via di comunicazione; è il fiume più lungo che scorre interamente in territorio brasiliano. Al nord fluiscono il Magdalena e l'Orinoco. L'Orinoco nasce presso il confine meridionale del Venezuela e attraversa interamente il territorio di questo stato disegnando un vasto arco; riceve l'apporto di numerosi affluenti, come il Caura, il Caroni, l'Arauca, l'Apure, e sfocia nell'Atlantico attraverso un vastissimo delta (25.000 kmq²). Il fiume Magdalena (1.550 km) è il più lungo fiume interamente andino dell'intero continente e con il suo affluente Cauca rappresenta la parte principale della struttura idrica della Colombia. Nel sud del continente scorrono l'Uruguay e il Paraná. L'Uruguay traccia il confine fra Uruguay e Argentina; a lui tributano il Cuareim, che segna per un tratto il confine con il Brasile, l'Arapey, il Quenguay, che nascono dalla Cuchilla de Haedo, e il Rio Negro; uno sbarramento a metà circa del suo percorso ha dato origine a un notevole lago artificiale. Il Paraná (4.400 kmq) insieme al suo affluente Paraguay costituisce un'importante via di comunicazione verso l'interno dell'Argentina. Il grande estuario del Rio de la Plata è formato oltre che dal Paraná dai fiumi Pylcomayo e Uruguay (1.600 kmq). Ricchi d'acqua (ma non adatti alla navigazione e all'irrigazione poiché scorrono in gole molto profonde e strette) sono i fiumi patagonici, Río Colorado e Río Negro. Pochissimi sono i bacini lacustri, i principali dei quali sono situati nelle zone intermontane delle Ande, cioè il Titicaca e il Poopó. 
Flora 
La flora dell'America settentrionale ha subito notevoli modificazioni in seguito all'intervento umano. La Groenlandia meridionale e la zona del Circolo polare sono coperte dalla tundra, con la caratteristica presenza di muschi, licheni, erbacee e suffruciti nani; più a sud, in Canada, particolarmente verso il Pacifico, vi sono ampie distese di conifere (pini e abeti), mescolate spesso a latifoglie (betulle, pioppi, faggi americani). Al centro, dove la piovosità è minore, si trovano ampie praterie a Graminacee e steppe in cui sono presenti piante cespugliose e spinose. Nelle zone desertiche, come nelle vicinanze del Lago Salato, la vegetazione è misera, con Xerofile e Succulente nel sud del Messico e Cactacee nell'Arizona. La sponda atlantica è ricca di foreste di aghifoglie (anche sequoie) e latifoglie che cessano negli altipiani intermontani; i canyon sono praticamente privi di vegetazione. Verso il Golfo del Messico la vegetazione diventa tropicale e subtropicale e si riallaccia, verso nord, a quella dell'America settentrionale che, gradualmente, attraverso le Valli del Río San Juan e le isole di Managua e Nicaragua, assume le caratteristiche della vegetazione sudamericana. Questa si presenta molto varia: la zona tropicale, equivalente al bassopiano amazzonico e a parte della Guayana, è caratterizzata dalle selvas, che si estendono a ovest lungo la costa atlantica, tra le foci dell'Orinoco e la zona del Rio delle Amazzoni, e lungo i lati orientali delle Ande, dalla Colombia al Brasile. L'altopiano brasiliano presenta piogge meno abbondanti, mentre il bacino dell'Orinoco è occupato dalla savana a Graminacee e Ciperacee (llanos); le pampas (savane ad alte Graminacee) sono invece presenti in Argentina, Uruguay meridionale e parte del Chaco, e l'arida steppa della Patagonia ospita le araucarie. Una zona più meridionale, in corrispondenza dello stretto di Magellano, presenta foreste di faggi americani, mentre la zona meridionale estrema, collegata alla Terra del Fuoco, ospita solo regioni desertiche a muschi, licheni e piante erbacee igrofile. 
Fauna 
Nell'America settentrionale si trovano bisonti, cervi, alci, orsi e altre specie che vivono anche in Europa, Asia settentrionale e Africa settentrionale. Animali che vivono solo in America sono invece il bue muschiato, il Castor canadensis, alcuni roditori, molti Anfibi tra cui la salamandra-tigre, alcuni Pesci tra cui l'Amia e il Lepidosteus. Nella regione neotropica, cioè America centrale e meridionale, vivono invece scimmie Platirrine, vampiri, Sdentati (armadillo, formichiere), Carnivori (puma, giaguaro), Chinchilla e tapiri. Sulle Ande sono comuni i Camelidi (lama, alpaca, vigogna). Tra i rettili sono comuni talune lucertole velenose; tra gli Uccelli i tucani, i colibrì e gli uccelli mosca. Di caimani e piranha sono ricche le acque. 
Popolazione 
Quando l'America venne scoperta, la popolazione indigena era poca e insediata soprattutto nel Messico, nella regione istmica e sulle alteterre andine. Le popolazioni amerindie del Nordamerica si sono praticamente estinte in seguito alla colonizzazione del paese; gli individui sopravvissuti si sono mescolati con la restante popolazione o sono stati confinati in riserve. Nel sud e nella zona istmica, invece, gli autoctoni sono presenti in numero consistente, in Bolivia costituiscono addirittura la maggioranza della popolazione. Gli europei si insediarono gradualmente fino alla metà del XIX sec., poi il flusso migratorio assunse caratteri più consistenti che si protrassero per circa un secolo: agli americani di origine anglosassone e iberica, andarono ad aggiungersi italiani, francesi, tedeschi e slavi. Grandi masse di persone di colore erano state trasferite dall'Africa, come schiavi, sin dal XVIII sec. Oggi la popolazione dell'America Settentrionale e Centrale è di circa 409 milioni di abitanti, con una densità di 17 ab. per km². Le condizioni fisiche, climatiche ed economiche determinano la distribuzione della popolazione che risulta piuttosto eterogenea. Groenlandia, Canada e Alaska sono abitate da un numero esiguo di persone, un poco più ragguardevole in Canada con 2 ab. per km². Vi è un'alta concentrazione nelle isole delle Antille (Trinidad, Tobago, Curaçao), nelle regioni continentali che vivono sull'agricoltura (Puerto Rico, El Salvador, Giamaica, Haiti, Martinica e Guadalupa), negli stati atlantici degli USA caratterizzati da sviluppo agricolo e industriale (Massachusetts, Rhode Island, Connecticut, New York, New Jersey, Maryland). L'urbanesimo è un altro dei fattori che provocano un'alta concentrazione di popolazione; tra le città che con i loro sobborghi raggiungono numeri altissimi di abitanti, vi sono Città del Messico (19 milioni), New York (18 milioni), Chicago (8 milioni), Los Angeles (8 milioni), Detroit (5 milioni), Boston (3 milioni). Il Sudamerica è meno popolato con i suoi 296 milioni di abitanti e una densità di 17 ab. per km². La ripartizione è più uniforme, con l'eccezione di alcune zone che sono pressoché disabitate (Amazzonia e Mato Grosso in Brasile, Pampa, Patagonia e Terra del Fuoco in Argentina e deserto di Antofagasta in Cile). Gli stati maggiormente abitati, oltre alle Antille, sono Ecuador, Colombia e Uruguay. 
Economia 
I prodotti agricoli principali del centro nord sono costituiti da cereali, di cui USA e Canada sono i maggiori esportatori mondiali, cotone e tabacco, coltivati soprattutto nel bacino inferiore del Mississippi, barbabietole, canna da zucchero, agrumi, mele, pesche e uva. Anche le estese foreste vengono sfruttate, ma solo il Canada è esportatore. Nell'America meridionale l'agricoltura è basata su colture di piantagione, specie caffè e cacao, seguiti da canna da zucchero, tabacco, cotone, banane. Anche qui le foreste sono intensamente sfruttate. L'allevamento è molto diffuso e con un alto livello di specializzazione. In alcune zone dell'America meridionale (Chaco, Pampa, Patagonia) l'allevamento costituisce la principale fonte economica. Il sottosuolo nordamericano è molto ricco di risorse minerarie: il petrolio che ogni anno si estrae, è pari circa a un quarto del totale mondiale; anche ferro (18%), carbone (27%), rame (30%), piombo, zolfo, oro, argento e altri minerali occupano le prime posizioni mondiali. L'industria nordamericana si colloca tra i più alti livelli mondiali. Il settore delle costruzioni aeree e del trasporto aereo è particolarmente florido; l'industria automobilistica, pur attraversando una fase di regressione, continua a mantenere un ruolo preponderante nell'economia americana (30% della produzione mondiale). L'industria metalmeccanica si concentra a sud dei Grandi Laghi; quella alimentare prospera nel bacino del Mississippi; nelle cordigliere occidentali, la ricchezza del sottosuolo ha determinato lo sviluppo dell'industria metallurgica; sul versante del Pacifico prevale invece l'industria legnaria. In Canada prosperano le industrie del legno, della carta e minerarie. Nel Sudamerica l'industria è scarsamente sviluppata e in settori limitati (lavorazione dei metalli, chimico, della trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici). 

\America (letteratura) (o Il disperso) Romanzo di F. Kafka (1927). Ultimo in ordine cronologico tra i tre romanzi di Kafka (gli altri due sono Il castello e Il processo), fu pubblicato postumo, prima con il titolo America, poi con il titolo Il disperso (Der Verschollene), quando da uno dei Diari di Kafka si è desunta la volontà precisa dell'autore di attribuire quest'ultimo titolo. Il romanzo, incompiuto, narra le avventure americane del diciassettenne Karl Rossman, costretto dai genitori a emigrare per una storia di amore ancillare seguito da gravidanza. Secondo Max Brod, amico, esecutore testamentario ed editore delle opere di Kafka, il romanzo è l'espressione della nostalgia di libertÓ e di terre lontane. L'America di Kafka può essere definita fantastica, considerato che l'autore non ebbe mai l'occasione di farne l'esperienza diretta. I temi ricorrenti nell'opera sono quelli classici di Kafka dell'inspiegabilità del reale e dell'incomunicabilità. Le vicende si sviluppano in un'atmosfera allucinata e onirica, costantemente permeata dal senso di una colpa ignota. Talvolta si ha l'impressione di una realtà della quale il protagonista non è in grado di decifrare le regole. In tutto il romanzo aleggia una malinconia profonda. 

\America 1929: sterminateli senza pietà Film drammatico, americano (1973). Regia di Martin Scorsese. Interpreti: David Carradine, Barbara Hershey, Barry Primus. Titolo originale: Box Car Bertha 

\America America (Il ribelle dell'Anatolia) Film drammatico, americano (1963). Regia di Elia Kazan. Interpreti: Stathis Giallelis, Frank Wolff, John Marley. Titolo originale: America, America 

\America oggi Film drammatico, americano (1993). Regia di Robert Altman. Interpreti: Jack Lemmon, Lily Tomlin, Tim Robbins. Titolo originale: Short Cuts 

\America primo amore Romanzo di M. Soldati (1935). 

\America, America, dove vai? Film drammatico, americano (1969). Regia di Haskell Wexler. Interpreti: Robert Forster, Verna Bloom, Marianna Hill. Titolo originale: Medium Cool 

\America's Cup Competizione velica che si svolge dal 1851. 

\American Airlines Incorporated (AAI) Compagnia aerea americana fondata nel 1930. 

\American gigolò Film drammatico, americano (1980). Regia di Paul Schrader. Interpreti: Richard Gere, Lauren Hutton, Hector Elizondo. Titolo originale: American Gigolo 

\American graffiti Film commedia, americano (1973). Regia di George Lucas. Interpreti: Richard Dreyfuss, Ronny Howard, Paul Le Mat. Titolo originale: American Graffiti

\American Graffiti 2 Film commedia, americano (1979). Regia di Bill W. L. Norton. Interpreti: Paul Le Mat, Ron Howard, Bob Hopkins. Titolo originale: More American Graffiti 

\American Highland Altopiano (massima altezza 2.285 m) all'interno della Costa del Territorio Antartico Australiano. 

\americàna, sf. Gara ciclistica su pista a coppie, consistente nella disputa di più traguardi. 

\Americana (città) Città (122.000 ab.) del Brasile, nello stato di San Paolo. 

\Americana (letteratura) Antologia di narrativa tradotta da E. Vittorini (1941). 

\americanàta, sf. Comportamento o manifestazione ingenuamente grandiosi, tipici del costume americano. ~ esagerazione. 

\americanìsmo, sm. 1 Parola o espressione propria dell'inglese degli Stati Uniti d'America. 2 Adesione alla politica, allo stile di vita propri degli Stati Uniti d'America; imitazione di usanze americane. 

\americanìsta, sm. e sf. 1 Studioso di americanistica. 2 Ciclista che partecipa a un'americana. 

\americanìstica, sf. 1 Studio storico ed etnologico del continente americano. 2 Studio della lingua e della letteratura degli Stati Uniti. 

\americanizzàre, v. v. tr. Improntare ai costumi americani. 
v. intr. pron. Assumere i gusti e i costumi degli americani. 

\americàno, agg. e sm. agg. 1 Delle Americhe. 2 Statunitense. 
sm. 1 Abitante, nativo delle Americhe, soprattutto degli Stati Uniti d'America. 2 L'inglese parlato e scritto in America. 
agg. e sm. American. 

\Americano a Parigi, Un Film musicale, americano (1951). Regia di Vincente Minnelli. Interpreti: Gene Kelly, Leslie Caron, Oscar Levant. Titolo originale: An American in Paris

\Americano a Roma, Un Film commedia, italiano (1954). Regia di Steno. Interpreti: Alberto Sordi, Maria Pia Casilio, Rocco d'Assunta. 

\Americano, L' Romanzo di H. James (1877). 

\amerìcio, sm. Elemento chimico artificiale di simbolo Am e numero atomico 95. Si ottiene per trasformazione del plutonio, ha colore argenteo, punto di fusione a 850 °C, densità di 11,7 g/cm3 ed è altamente radioattivo. Fu G. Seaborg che, insieme alla propria équipe dell'università di Chicago, ne scoprì l'isotopo 241 bombardando con neutroni il plutonio 239. Gli isotopi di americio attualmente conosciuti hanno tempi di dimezzamento che variano tra 0,9 minuti e 7.400 anni. L'americio 241 viene abitualmente utilizzato in medicina per la produzione di particelle alfa. 

\amerìndio, agg. e sm. agg. Degli indiani d'America. 
sm. Indigeno delle Americhe. 

\Amèrio, Alessàndro (Nizza Monferrato 1876-Milano 1965) Fisico. Insegnante di fisica sperimentale, ha studiato la fotosfera del Sole e le radiazioni ottiche e termiche nell'atmosfera terrestre. È stato anche socio corrispondente dell'Accademia dei Lincei. 

\ametàbolo, agg. Detto degli Insetti che nascono dall'uovo con caratteri simili a quelli dell'adulto. 

\ametìsta, sf. Pietra preziosa di colore violetto; varietà di quarzo. 
  sf. amethyst. 

\ametopterìna, sf. Derivato metilato dell'amminopterina con proprietà antileucemiche. 

\ametrìa, sf. Mancata formazione dell'utero. 

\ametropìa, sf. Difetto della rifrazione per il quale è inibita la messa a fuoco precisa dell'immagine sulla fovea retinica. 

\amfetamìna, sf. (o anfetammina o meno propriamente anfetamina, dall'inglese amphetamine) Derivato sintetico dell'efedrina appartenente al gruppo dei farmaci simpaticomimetici, stimolanti del sistema nervoso centrale. L'assunzione provoca senso di benessere e invulnerabilità, riduce l'appetito, facilita il rendimento fisico. Usata in medicina come terapia sintomatologica della narcolessia e del morbo di Parkinson, provoca assuefazione ed effetti collaterali (aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca, insonnia e allucinazioni). L'abuso di anfetamina viene classificato tra le tossicodipendenze e può causare psicosi acute e collasso cardiocircolatorio o respiratorio. La sua mancata somministrazione può portare invece a uno stato depressivo, accompagnato da ipersonnia. 

\amfimìxi, sf. Fecondazione dell'uovo da parte dello spermatozoo. 

\Amfiteatrov, Aleksandr Valentinovic (Kaluga 1862-Levanto 1938) Scrittore e giornalista russo. Dopo numerose peregrinazioni in Russia e all'estero dovute al suo lavoro di giornalista, finì per stabilirsi in Italia. Tra i suoi romanzi, specchio della società russa del XIX secolo, Gli uomini degli anni Ottanta, Gli uomini degli anni Novanta, Viktorija Pavlovna, Marija Lus'eva, La belva dell'abisso e La steppa incantata

\Amfiteatrov, Màssimo (Parigi 1907-Levanto 1990) Violoncellista di origine russa, naturalizzato italiano. Dopo gli studi compiuti prima a Parigi e poi a Milano, si è dedicato all'attività concertistica. 

\Amgun Fiume (725 km) della Russia, nel Territorio di Habarovsk. 

\amìa, sf. Genere di Pesci con scheletro ossificato. Appartiene alla famiglia degli Amiidi. 

\amiantìte, sf. Materiale costituito di fibre di amianto pressate e vulcanizzate, impastate con gomma. 

\amiànto, sm. Silicato fibroso derivante dalla trasformazione di serpentino o actinolite. Ha proprietà che lo rendono idoneo a essere impiegato come isolante e come protettivo contro il fuoco e gli agenti chimici. Mescolato con il cemento, dà prodotti usati nell'edilizia per le proprietà isolanti (eternit). L'amianto di serpentino, o asbesto, ha lunghe fibre flessibili che possono essere tessute; l'amianto di actinolite, invece, è un anfibolo dalle fibre più rigide. Il suo uso è stato ridotto dopo la conferma che il contatto con la polvere d'amianto ha effetti cancerogeni. 
  sm. asbestos. 

\amiantòsi, sf. Sinonimo di asbestosi. 

\Amiàta Monte dell'Antiappennino toscano (1.738 m) che si erge tra le valli Ombrone e Paglia. È un antico vulcano di forma elevata, con miniere di mercurio e antimonio. Apprezzata meta turistica. 

\amicàle, agg. Amichevole. 

\amicaménte, avv. Con amicizia. 

\amicàre, v. v. tr. Affezionare, rendere amico. 
v. rifl. Rendersi amico qualcuno. ~ accattivarsi, conquistarsi. <> alienarsi, inimicarsi. 

\Amiche, Le Film drammatico, italiano (1955). Regia di Michelangelo Antonioni. Interpreti: Eleonora Rossi Drago, Valentina Cortese, Gabriele Ferzetti. 

\amichévole, agg. 1 Da amico, confidenziale. ~ fraterno. <> ostile. saluto amichevole. 2 Incontro sportivo che non ha validità per la classifica di un campionato o torneo. 
  agg. friendly. 

\amichevolménte, avv. In modo amichevole. 

\Amici miei Film commedia, italiano (1975). Regia di Mario Monicelli. Interpreti: Ugo Tognazzi, Philippe Noiret, Adolfo Celi, Gastone Moschin. 

\Amici miei atto II Film commedia, italiano (1982). Regia di Mario Monicelli. Interpreti: Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Adolfo Celi. 

\Amici miei atto III Film commedia, italiano (1985). Regia di Nanni Loy. Interpreti: Ugo Tognazzi, Gastone Moschin, Adolfo Celi. 

\Amìci, Giovànni Battìsti (Modena 1786-Firenze 1863) Fisico. Fu ideatore di strumenti ottici per le ricerche biologiche e per l'astronomia. 

\amicìzia, sf. 1 Legame tra persone basato su affinità. ~ familiarità. <> avversione. in tutta amicizia, in modo disinteressato. 2 Specialmente al plurale, persone con cui si ha un legame di amicizia. Ŕ una persona con molte amicizie. 
  sf. friendship. 
  lat. amicitia, deriv. da amicus amico. 

\Amicizie particolari, Le Romanzo di R. Peyrefitte (1944). 

\amìco, agg. e sm. agg. 1 Animato da amicizia. ~ affettuoso. <> malevolo. nazione amica, alleato. 2 Amante, incline. Ŕ amico della poesia e del teatro
sm. 1 Chi intrattiene legami di amicizia con un'altra persona. ~ compagno. 2 Chi è legato a un'altra persona da una relazione illecita. farsi l'amica, l'amante. 3 Compare, compagno, che non si vuole nominare. l'amico non Ŕ mai d'accordo
  agg. friendly. sm. friend. 
  lat. amicus
Numeri amici (o amicabili)
Due numeri naturali che siano uno uguale alla somma dei divisori propri dell'altro. Esempi: 220 (1+2+4+5+10+11+20+22+44+55+110 = 284) e 284 (1+2+4+71+142 = 220). Altri esempi: 1184 e 1210, 2620 e 2924, 5020 e 5564, 17296 e 18416, 9363584 e 9437056. Se ne conoscono alcune decine di milioni di coppie però non si sa ancora (nel 2009) se esse siano infinite.

\Amico americano, L' Romanzo di P. Highsmith (1974). 
Film tedesco (1997). Regia: Win Wenders. Interpreti: Bruno Ganz, Dennis Hopper, Lisa Kreuzer, Gerard Blain, Nicolas Ray, Samuel Fuller (Der amerikanische Freund).

\Amico delle donne, L' Romanzo di A. Dumas figlio (1864). 

\Amico Fritz, L' Commedia lirica in tre atti di P. Mascagni, libretto di P. Suardon (Roma, 1891). 

\Amico Manso, L' Romanzo di B. Pérez Galdós (1882). 

\Amico ritrovato, L' Romanzo di F. Uhlman (1971). 

\amicòsi, sf. Assenza di contaminazione da funghi. 

\Amicus Plato, sed magis amica veritas, loc. avv. Locuzione latina che significa "Platone mi è amico, ma ancor di più lo è la verità". L'espressione, tradotta da Aristotele, serve a enfatizzare la preminenza assoluta della verità. 

\amidàceo "amilaceo" 

\amidatùra, sf. Procedimento consistente nell'impregnare di sostanze amidacee o gommose i tessuti di cotone per aumentare rigidità e resistenza. 

\Amidèi, Sèrgio (Trieste 1904-Roma 1981) Sceneggiatore. Collaborò con De Sica (SciusciÓ, 1946), Emmer (Domenica d'Agosto, 1950), Rossellini (Roma cittÓ aperta, 1945; PaisÓ, 1947; Stromboli, 1951) e Scola (Il mondo nuovo, 1982). 

\amidifìcio, sm. Fabbrica nella quale si produce l'amido. 

\amidinopenicillìna, sf. Penicillina semisintetica che agisce positivamente su alcuni gramnegativi. 

\amidìsmo, sm. Culto di Amida o Amitabha. 

\àmido, sm. Il più importante idrato di carbonio vegetale di riserva, di formula (C6H10O5)n. Formato da due polisaccaridi, l'amilosio, che ne costituisce il 20% circa ed è solubile in acqua, e l'amilopectina, insolubile, è il prodotto finale dell'attività clorofilliana, ottenuto dalla policondensazione di D-glucosio; dal cloroplasto che lo ha prodotto, emigra negli organi di riserva (radici, tuberi, semi ecc.) e costituisce la principale scorta di cibo delle piante. L'amido è una delle principali fonti energetiche nell'alimentazione umana. La trasformazione dell'amido all'interno del corpo umano si realizza in fasi successive. La prima avviene nel cavo orale a opera della diastasi (enzima della ptialina contenuta nella saliva) che trasforma l'amilosio in maltosio e l'amilopectina in parti uguali di maltosio e destrina. Quando quest'ultima raggiunge lo stomaco, viene anch'essa trasformata in maltosio dai succhi gastrici e, insieme a quello prodotto dall'idrolisi con la diastasi, subisce un'ulteriore trasformazione in glucosio, che viene in parte inviato al fegato sotto forma di glicogeno. È quest'ultima sostanza che, analogamente all'amido per gli organismi vegetali, svolge la funzione di scorta alimentare nel corpo umano. Nell'industria, l'amido estratto da tuberi (soprattutto patate, dalle quali si ottiene la fecola) e da semi (come mais e riso), viene trasformato con procedimenti analoghi a quelli naturali per produrre destrina (utilizzata come collante) e glucosio. 
  sm. starch. 

\amidùro, o ammiduro, sm. Composto chimico derivato dall'ammoniaca sostituendo con un metallo un atomo di idrogeno. 

\amielìa, sf. Assenza di sviluppo del midollo spinale. 

\amieloencefalìa, sf. Assenza di sviluppo del midollo spinale e del cervello. 

\Amiens Città della Francia (131.000 ab.) capoluogo del dipartimento della Somme, nel cuore della Piccardia. Centro commerciale di prodotti agricoli, possiede industrie tessili, alimentari, dell'abbigliamento, calzaturiere, meccaniche e chimiche. Fu importante capoluogo della Gallia, città romana, floridissima nel commercio durante il medioevo. Tra le sue opere d'arte, si distingue la famosa cattedrale gotica del XII sec. 
Pace di Amiens 
Conclusa tra la Francia di Napoleone e la Gran Bretagna nel 1802, per un anno garantì la cessazione delle guerre seguite alla rivoluzione francese. 

\amìgdala, sf. 1 Ghiandola del retrobocca a forma di mandorla; tonsilla. 2 Arma a forma di mandorla dell'età della pietra. 

\amigdalectomìa, sf. Asportazione delle tonsille. 

\amigdalìte, sf. Infiammazione delle tonsille. 

\amigdaloglòsso, sm. Piccolo fascio muscolare della lingua. 

\amilàceo, agg. Di sostanza che contiene amido o che ha natura di amido. 

\amilasemìa, sf. Tasso di amilasi nel sangue. Aumenta quando si soffre di affezioni pancreatiche acute, nell'ulcera gastrica perforata e nelle occlusioni intestinali. 

\amilàsi, sf. Gruppo di enzimi che causano l'idrolisi dei legami alfa-glucosidici dei polisaccaridi. 

\amilasurìa, sf. Processo di eliminazioni di amilasi mediante le urine. 

\Amìlcare Nome di alcuni generali cartaginesi: Amilcare, figlio di Annone, morì nella battaglia di Imera (480 a. C.) combattendo contro Terone d'Agrigento. Amilcare, generale nella prima guerra punica, fu sconfitto da Attilio Regolo nel 256 a. C. 

\Amìlcare Bàrca (290 ca.-Elche 229 a. C.) Padre di Annibale, fu comandante delle forze cartaginesi in Sicilia nella prima guerra punica, ove si distinse per valore e strategia militare. Il soprannome (Barca) significa infatti fulmine, in riferimento alle rapide incursioni che compiva sulle coste dell'Italia meridionale. Dopo la sconfitta delle Egadi (241 a. C.) stipulò una pace decorosa con Roma. Diede vita a una campagna iberica, conquistando parte della Spagna centrale e meridionale dove riuscì a formare un esercito forte e compatto del quale si avvalse Annibale. Morì in un'imboscata durante l'assedio di Elche. 

\amilène, sm. Miscela di idrocarburi etilenici isomeri ottenuta per disidratazione dell'alcool amilico con acido solforico e cloruro di zinco. 

\amìlico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a uno qualunque degli alcoli di formula C5H11OH. 

\amilìfero, agg. Relativo alle cellule e ai tessuti che contengono amido. 

\amìlo- Primo elemento che nella terminologia scientifica sta a indicare la presenza o la relazione con un amido. 

\amilodestrìna, sf. Composto intermedio di idrolisi dell'amido. 

\amiloidòsi, sf. Malattia che si verifica a seguito di un'infiltrazione particolare dei tessuti. 

\amilolìsi, sf. Degradazione idrolitica dell'amido e del glicogeno. 

\amilolìtico, agg. (pl. m.-ci) Che possiede le proprietà dell'amilasi. 

\amiloplàsto, sm. Particolare tipo di plastidio incolore all'interno del quale si depositano i granuli di amido di riserva. 

\amilopsìna, sf. Enzima del gruppo delle amilasi che si trova nel succo pancreatico. 

\amilòsio, sm. Uno dei due costituenti dell'amido dal quale è causata la caratteristica colorazione blu con lo iodio. 

\amimìa, sf. Assenza di quei gesti che esprimono idee e sentimenti dell'uomo. 

\Amin Dada, Idi (Koboko 1925-Jedda 2003) Comandante delle forza armate ugandesi, instaurò una sanguinosa dittatura con un colpo di stato nel 1971; i suoi oppositori appoggiati dalla Tanzania lo deposero nel 1979. 

\aminoacidemìa, sf. Presenza di aminoacidi liberi nel sangue. 

\aminopterìnico, agg. Relativo agli episodi emorragici causati dalla diminuzione delle piastrine indotta dall'uso terapeutico dell'aminopterina. 

\Aminta Favola pastorale di T. Tasso (1573). 

\amiodaróne, sm. Vasodilatatore coronarico applicato nel trattamento dell'angina pectoris

\amiostasìa, sf. Assenza del controllo della tensione muscolare dalla quale dipende l'esattezza dei movimenti. 

\amiostenìa, sf. Incapacità di contrarre i muscoli volontari. 

\amiotassìa, sf. Mancanza di coordinazione dei movimenti nei soggetti affetti da tabe dorsale. 

\amiotrofìa, sf. Diminuzione della consistenza della muscolatura dello scheletro. 

\Amis, Kingsley (Londra 1922-1995) Romanziere. Tra le opere Jim il fortunato (1954) e Il colonnello Sun (1968). 

\amish, sm. invar. Membro di un gruppo mennonita americano che si fonda sull'austerità di vita e contesta la civiltà moderna. 

\amissìa, sf. Impossinilità di incrocio tra due specie. 

\amistà, sf. Amicizia. 

\amitòsi, sf. Divisione diretta del nucleo cellulare senza sviluppo di strutture filamentose. 

\amitòtico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla divisione cellulare diretta. 

\amìttico, agg. (pl. m.-ci) Riferito ai laghi solitamente gelati. 

\amìtto, sm. Panno di lino che il sacerdote indossa sulle spalle sotto il camice. 

\amiùro, sm. Genere di Pesci Teleostei dalle carni molto gustose. Comprende, tra gli altri, il pesce gatto nordamericano. 

\amixìa, sf. Cessazione della secrezione di muco. 

\amleticaménte, avv. In modo amletico. 

\amlètico, agg. Di Amleto, protagonista dell'omonima tragedia di Shakespeare; irresoluto, contraddittorio. ~ tentennante. <> risoluto. 

\Amleto Tragedia in cinque atti di W. Shakespeare (1600-1601) ispirata alla cronaca di Saxo Gramaticus (XII sec). Si tratta di una delle tragedie più note e più rappresentate, tanto che il protagonista è diventato una sorta di metafora del dubbio e dell'indecisione. 
Amleto è l'erede al trono di Danimarca, al quale lo spettro del padre ha chiesto vendetta contro il proprio fratello Claudio che l'ha assassinato. Amleto giura vendetta, poi simula follia per poter scoprire tutti i complici dello zio. Le esigenze della vendetta gli faranno respingere l'amata Ofelia, che poi si annegherà, e uccidere il di lei padre Polonio. Nello scontro decisivo, Amleto ucciderà l'assassino del padre, ma, ferito con la spada avvelenata, morirà anche lui, dopo aver affidato all'amico Orazio l'incarico di raccontare la sua storia. 
Nel corso del tempo sono state date infinite e spesso contrastanti definizioni dell'enigmatico personaggio. Alla varietà delle interpretazioni critiche non poteva che corrispondere la varietà delle interpretazioni sceniche. Celeberrimo il monologo di Amleto: Essere o non essere: questo Ŕ il problema, se sia pi¨ nobile tollerare le percosse e gli strali di una sorte oltraggiosa, oppure levarci a combattere tutti i nostri dolori e risolutamente finirli? Morire, dormire ... null'altro ...
Amleto Film drammatico, britannico (1948). Regia di Laurence Oliver. Interpreti: Laurence Oliver, Jean Simmons, Basil Sidney. Titolo originale: Hamlet 
Amleto Film drammatico, russo (1964). Regia di Grigori Kosintzev. Interpreti: Kenti Inno, Innokentij Smoktunovskij, Anastasia Vertinskaia. Titolo originale: Gamblet 
Amleto Film drammatico, americano/italiano (1990). Regia di Franco Zeffirelli. Interpreti: Mel Gibson, Glenn Close, Alan Bates. Titolo originale: Hamlet 

\am-lira, sf. Banconota introdotta in Italia durante il governo militare alleato in vigore tra il 1943 e il 1950. 

\AMMA Sigla di Associazione Metallurgici Meccanici e Affini. 

\ammaccaménto, sm. Schiacciamento deformante circoscritto ad alcune zone di una superficie. 

\ammaccàre, v. v. tr. Deformare una superficie, colpendola. ~ gualcire. <> spianare. 
v. intr. pron. Ricevere un'ammaccatura, prendere una botta. 
  v. tr. 1 (oggetto) to dent. 2 (persona) to bruise. v. intr. to bruise. 
  da a-+ lat. maccare. 

\ammaccàto, agg. Pesto. ~ acciaccato. 
  agg. 1 (in genere) dented. 2 (persona) bruised. 

\ammaccatùra, sf. 1 Deformazione prodotta su una superficie da un colpo. ~ infossatura. <> rilievo. 2 Contusione. ~ livido. 

\ammaestràbile, agg. Che si può ammaestrare. 

\ammaestraménto, sm. 1 L'ammaestrare, l'essere ammaestrato. ~ ammaestramento. 2 Ciò che si insegna, precetto. ~ regola. 3 Addestramento di animali. 

\ammaestràre, v. tr. 1 Istruire, erudire, formare. ~ insegnare. 2 Addestrare un animale a compiere esercizi. ~ addomesticare. ammaestrare un cane alla caccia. 3 Digrossare. ~ dirozzare. 
  v. tr. 1 (persona) to teach. 2 (animale) to train. 
  da a-+ deriv. da maestro

\ammaestràto, agg. Addestrato, detto di animali. 

\ammaestràtóre, sm. Chi ammaestra. 

\ammagliàre, v. tr. 1 Fare il bordo a un materasso. 2 Legare casse o balle con funi incrociate a forma di rete. 
  da a-+ deriv. da maglia. 

\ammagliàto, agg. Relativo alla lettera assicurata legata con una cordicella per impedirne l'apertura. 

\ammainabandièra, sm. invar. La cerimonia di ammainare la bandiera. ~ calare. <> alzare. 

\ammainàre, v. tr. Far scendere una vela, una bandiera. ~ abbassare, calare. <> alzare, issare. 
  v. tr. to lower, to haul down. 

\ammalàrsi, v. intr. pron. Contrarre una malattia. <> guarire. 
  v. intr. pron. to fall ill, to become ill. 
  da a-+ deriv. da male. 

\ammalàto, agg. e sm. Malato. ~ indisposto. <> sano. 
  agg. ill, sick, unwell. sm. 1 sick person. 2 (paziente) patient. 

\ammalazzàto, agg. Malazzato. 

\ammaliànte, agg. Affascinante. ~ seducente. 

\ammaliàre, v. tr. 1 Far la malia a qualcuno. ~ affatturare. 2 Affascinare. ~ sedurre. 
  v. tr. to charm, to enchant. 
  da a-+ deriv. da malia. 

\ammaliàto, agg. Colpito da malia. ~ incantato, affascinato. 

\ammaliatóre, agg. e sm. Che o chi ammalia; seducente. ~ incantatore. 

\Ammaliatrice, L' Film commedia, americano (1941). Regia di René Clair. Interpreti: Marlene Dietrich, Bruce Cabot, Mischa Auer. Titolo originale: The Flame of New Orleans 

\ammalinconìre, v. v. tr. Rendere malinconico. 
v. intr. pron. Diventare malinconico. 

\ammaliziàre, v. tr. Disporre alla malizia nell'intendere e nell'operare. 

\ammalizzìre, v. v. tr. Rendere scaltro, malizioso. 
v. intr. Diventare malizioso, scaltrirsi. 

\ammammolàrsi, v. intr. pron. 1 Di occhi, velarsi di lacrime. ~ inumidirsi. 2 Di occhi, chiudersi per il sonno. 

\ammammolàto, agg. Dell'occhio velato, umido per la commozione, oppure quasi chiuso per la sonnolenza. 

\amman, sm. Titolo attribuito ad alcuni magistrati della Svizzera e della Lorena. 

\Amman Capitale della Giordania (2 milioni di ab. nel 2007) capoluogo del distretto omonimo, sorge a 758 m di altezza presso l'Uadi Zerqa; in età ellenistica era conosciuta come Philadelphia, dal nome di Tolomeo II Filadelfo. Nel I sec. a. C. divenne capoluogo di Arabia (provincia romana) e nel 635 fu conquistata dagli arabi. Nel 1946 divenne capitale della Giordania. Durante la guerra tra arabi e israeliani (1948-1949), accolse numerosi profughi palestinesi. Nel 1967, Israele conquistò i territori occupati dai palestinesi, facendo aumentare il numero dei profughi verso Amman. Nel 1970 fu danneggiata dagli scontri tra il governo giordano e l'OLP (Organizzazione per la liberazione della Palestina). Principale centro dello stato, possiede industrie tessili, alimentari, cementifere, per la lavorazione del cuoio, del tabacco e dei fosfati. 

\ammànco, sm. Somma di denaro mancante per errore contabile o appropriazione indebita. ~ disavanzo. 
  sm. deficit. 
  deriv. da ammancare, comp. da a-+ mancare. 

\ammandorlàto, agg. e sm. agg. A mandorla. 
sm. 1 Transenna, balaustra di mattoni posti per coltello a formare tanti rombi. 2 Inferriata a sbarre diagonali. 

\ammanettàre, v. tr. Bloccare con le manette; arrestare. ~ catturare. <> liberare. 
  v. tr. to handcuff. 

\ammanicàrsi, v. intr. pron. Ammanigliarsi. 

\ammanicàto, agg. Ammanigliato. 

\ammanieràre, v. tr. Rendere artificioso o affettato. 

\ammanigliàre, v. v. tr. Congiungere o agganciare, cavi o catene, mediante una maniglia di metallo. 
v. intr. pron. Stringere relazioni con persone importanti a vista di raccomandazioni e appoggi. ~ ammanicarsi. 

\ammanigliàto, agg. Che ha una rete di rapporti influenti; protetto. ~ ammanicato. 

\ammannàre, v. tr. Riunire in covoni. 

\Ammannàti, Bartolomèo (Settignano 1511-Firenze 1592) Architetto. Tra le opere la biblioteca Laurenziana (1525-1578), il cortile di Palazzo Pitti (1560-1568) e il ponte di Santa Trinità (1567-1570) a Firenze. 

\ammannìre, v. tr. 1 Allestire, preparare soprattutto cibi; cucinare. ~ apparecchiare. 2 Propinare. ~ dare. 

\ammansìre, v. v. tr. 1 Rendere mansueto. ~ domare. 2 Placare, rabbonire. ~ calmare. <> istigare. 
v. intr. pron. Divenire mansueto, calmarsi. <> irritarsi. 
  v. tr. 1 to domesticate, (domare) to tame. 2 (placare) to placate, to calm. 
  da a-+ deriv. da manso. 

\ammantàre, v. v. tr. 1 Avvolgere con un manto; ricoprire. ~ vestire. <> spogliare. 2 Celare. ~ occultare. 
v. rifl. 1 Avvolgersi in un manto. ~ rivestirsi. 2 Ostentare qualcosa che non si possiede. 

\ammànto, sm. Veste che esprime dignità. 

\ammaràggio, sm. Discesa di un aeromobile su di uno specchio d'acqua. 
  sm. 1 landing. 2 (navicella spaziale) splashdown. 

\ammaràre, v. intr. Compiere una manovra di ammaraggio. 

\ammarràre, v. tr. Ormeggiare. 

\ammassaménto, sm. 1 Accumulo, ammasso. 2 Raggruppamento, assembramento di persone; concentramento di forze e mezzi. 

\ammassàre, v. v. tr. 1 Radunare in massa. ~ riunire. 2 Raccogliere in grande quantità. ~ ammucchiare. 3 Accumulare. ~ risparmiare. 
v. intr. pron. Affollarsi in gran numero. ~ radunarsi. <> disperdersi. 
  v. tr. (ammucchiare) to amass, to heap up. v. intr. pron. to mass, to pile up, to gather. 
  da a-+ deriv. da massa. 

\ammassicciàre, v. tr. Ridurre in massa dura e compatta. 

\ammàsso, sm. 1 Insieme disordinato di cose sovrapposte o ammucchiate. ~ accozzaglia. 2 Raccolta di prodotti agricoli amministrata dallo stato. 
  sm. mass, pile, heap. 
Limite imposto dalla legge al diritto di proprietà, soprattutto su generi agricoli. Il produttore ha l'obbligo di cedere allo stato i prodotti di cui è vietato il libero commercio, tranne la parte che occorre per il suo bisogno personale. I prodotti, ammassati in magazzini, vengono amministrati dal ministero competente. 
Amasso regolare 
Insieme di galassie ellittiche, distribuite in modo simmetrico. 
Ammasso stellare 
Agglomerato di stelle dall'origine comune e con caratteri fisico chimici analoghi. Gli ammassi aperti, collocati all'interno delle galassie, sono composti da un migliaio di stelle; quelle più conosciute sono le Pleiadi e le Iadi nella costellazione del Toro e il Presepe nella costellazione del Cancro. Gli ammassi globulari sono composti anche da un milione di stelle, contenute in un volume limitato. Nella nostra galassia sono distribuiti in una grande sfera attorno al centro galattico e hanno un raggio di 40.000 parsec; ne sono stati individuati più di 100; quello maggiormente visibile è M13. Anche le galassie si raggruppano in ammassi di galassie e superammassi; questi ultimi sono costituiti da gruppi di ammassi di galassie. Tra gli ammassi più conosciuti, quello della Vergine, della Chioma di Berenice, dell'Orsa Maggiore e del Centauro. 

\ammatassàre, v. tr. Avvolgere in matassa. 

\ammattiménto, sm. Cosa che fa ammattire, rompicapo. 

\ammattìre, v. v. intr. Diventare matto. ~ impazzire. <> rinsavire. 
v. intr. pron. 1 Impazzire. 2 Spazientirsi, scervellarsi. ~ arrovellarsi. 
  v. intr. to go mad. 
  da a-+ deriv. da matto. 

\ammattonàre, v. tr. Pavimentare con mattoni, mattonare. 

\ammattonàto, agg. e sm. Si dice di pavimento lastricato a mattoni. 

\ammazzacaffè, sm. invar. Bevanda alcolica che si beve a fine pasto, dopo il caffè. 

\ammazzaménto, sm. 1 L'ammazzare, uccisione. 2 Grande fatica. 

\ammazzàre, v. v. tr. 1 Uccidere in modo violento, provocare la morte. ~ assassinare. ammazz˛ i polli tirandogli il collo. 2 Stremare. ~ logorare. LOC: Ŕ un test attitudinale che ammazza
v. intr. pron. o rifl. 1 Suicidarsi. ~ sopprimersi. 2 Caricarsi eccessivamente. ~ sfiancarsi. non ammazzarti di lavoro! 3 Perdere la vita accidentalmente. ~ uccidersi. 
  v. tr. to kill. v. intr. pron. 1 (uccidersi) to kill oneself. 2 (rimanere ucciso) to get killed, to be killed. 3 (fig., di lavoro) to work oneself to death. 
  da a-+ deriv. da mazza, uccidere a colpi di mazza. 

\ammazzasètte, sm. invar. Smargiasso, fanfarone. 

\ammazzàta, sf. Sfacchinata. ~ sgobbata. 

\ammazzàto, agg. Assassinato. ~ ucciso. 

\ammazzatóio, sm. Mattatoio. ~ macello. 

\Ammazzatoio, L' Romanzo di É. Zola contenuto nel ciclo I Rougon-Macquart (1877). 

\ammènda, sf. 1 Pena pecuniaria fissata per le contravvenzioni. ~ multa, contravvenzione. 2 Riconoscimento e riparazione di un male commesso. ~ riparazione. 3 Scusa. ~ perdono. 
  sf. amends. 
Fino la 1979, la pena dell'ammenda non eseguita per insolvibilità del condannato, veniva convertita in pena detentiva. 

\ammendaménto, sm. Operazione di miglioramento dello stato del terreno; il fertilizzante usato in tale operazione. 

\ammendàre, v. tr. 1 Risanare un terreno. 2 Riparare. ~ correggere. 

\ammennìcolo, sm. 1 Pretesto. ~ cavillo. 2 Accessorio, cosa di poco conto. ~ fronzolo. 

\ammèsso, sm. Chi può accedere, chi è riconosciuto idoneo. 

\ammettènza, sf. In un circuito a corrente alternata, grandezza elettrica inversa all'impedenza. 

\amméttere, v. tr. 1 Lasciar entrare. ~ accogliere, ricevere. <> allontanare. 2 Supporre. ~ ipotizzare. ammettendo il tuo ragionamento, rimane pur sempre una questione da discutere. 3 Permettere. ~ autorizzare. <> respingere. non ammetto interferenze. 4 Riconoscere idoneo. ~ accettare. <> escludere. fu ammesso in collegio 5 Approvare. ~ riconoscere. <> contestare. 
  v. tr. 1 to admit. 2 (permettere) to accept, to allow. 3 (supporre) to suppose, to assume. 
  lat. admittere, comp. da ad-verso + mittere mandare. 

\ammezzàre, v. tr. Dividere a metà; dividere o riempire un recipiente a metà. 

\ammezzàto, sm. Piano situato tra il piano terreno e il primo piano. ~ mezzanino. 
  sm. mezzanine, entresol. 

\ammezziménto, sm. Processo di maturazione della frutta che comporta l'imbrunimento della polpa. 

\ammezzìre, v. v. intr. Infradiciare. 
v. intr. pron. Diventare mezzo, quasi marcio. 

\Ammiàno Marcellìno (Antiochia ca. 330-Roma ca. 400) Storico latino. Tra le opere Rerum gestarum libri XXXI

\ammiccaménto, sm. 1 L'ammiccare. 2 Il battito delle palpebre. 

\ammiccàre, v. intr. Fare cenni, per lo più di soppiatto; dare segni d'intesa. ~ segnalare. 
  v. intr. to wink. 

\ammìcco, sm. Cenno d'intesa, di complicità. 

\ammìde, sf. Composti organici azotati che si possono considerare ottenuti sostituendo uno o più idrogeni dell'ammoniaca con altrettanti radicali acidi RCO. Sono primarie, secondarie o terziarie a seconda che siano stati sostituiti uno, due o tre atomi di idrogeno. 

\ammidìna, sf. Terminologia chimica per indicare i composti derivati dalle ammidi per sostituzione dell'ossigeno col gruppo bivalente immidico =NH. 

\ammìdo- Primo elemento che nella terminologia chimica sta a indicare la presenza di un gruppo-NH2 legato a un carbonio carbonilico. 

\ammidossìma, sf. Termine attribuito ai composti instabili derivati per azione dell'idrossilammina su ammidine, nitrili o tioammidi. 

\ammìna, sf. Composti organici derivati dall'ammoniaca per sostituzione di uno, due o tre atomi di idrogeno con altrettanti radicali alchilici (ammine alifatiche, alchilamine) o con radicali arilici (ammine aromatiche, dette anche arilamine). Secondo il numero dei radicali si dicono primarie, secondarie e terziarie. 

\amminazióne, sf. Inserimento del gruppo NH2 nella molecola di un composto organico. 

\ammìnico, o amìnico, agg. (pl. m.-ci) Riferito al gruppo monovalente di formula NH2

\amministràre, v. tr. 1 Prendersi cura della gestione di un ente, un'attività, un bene. ~ gestire. 2 Disciplinare, controllare. ~ regolare. 3 Somministrare. ~ impartire. 
  v. tr. 1 to run, to manage. 2 (econ.) to administer. 
  lat. administrare, comp. da ad-+ ministrare, deriv. da minister servitore, aiutante. 

\amministrativaménte, avv. Dal punto di vista amministrativo. 

\amministrativìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Studioso di diritto amministrativo. 

\amministratìvo, agg. e sm. agg. Che riguarda l'amministrazione. ~ burocratico. elezioni amministrative, per il rinnovo delle amministrazioni locali. 
sm. Impiegato. ~ burocrate. 
  agg. administrative. 

\amministràto, agg. e sm. agg. Amministrativamente disciplinato. 
sm. Il subordinato rispetto al superiore di una gerarchia amministrativa. 

\amministratóre, sm. Chi amministra beni, società; responsabile, intendente, agente, procuratore, gestore. ~ fattore. 
  sm. 1 administrator, director, manager. 2 (condominio) flats manager. 3 (delegato) managing director. 
  lat. administrator,-oris. 

\amministrazióne, sf. 1 L'attività di chi amministra. ~ gestione. 2 Ente o azienda che gestisce un'attività. ~ ufficio. 3 La sede in cui si svolge l'attività di chi amministra. 4 Attività che regola, organizza e controlla un'azienda o un ente. 
  sf. management, administration. 
In diritto pubblico è il complesso degli organi cui sono affidate le attività funzionali amministrative dello stato e degli enti pubblici finalizzati a scopi di interesse generale. Ha un'organizzazione gerarchica entro la quale si ha una ripartizione delle competenze. Gli organi centrali hanno competenze nazionali, quelli locali operano nell'ambito del territorio regionale, provinciale, comunale e sono alle dipendenze del potere centrale. 
In diritto privato l'amministrazione controllata è un istituto introdotto nella procedura fallimentare. Stabilisce il controllo e l'amministrazione da parte di un commissario nominato dal Tribunale, di un'azienda che si trovi in stato di temporanea insolvenza. La durata dell'amministrazione controllata è limitata e, se entro i termini stabiliti l'azienda non ha superato la crisi, il giudice può promuovere azione di fallimento e il debitore può ricorrere al concordato preventivo. 
Amministrazione straordinaria 
Procedura introdotta nel 1979 volta al risanamento di grandi imprese in crisi. Tale risanamento viene attuato da un commissario straordinario nominato per ordine del ministro dell'industria. 

\ammìno-, o amìno-, o ammònio- Primo elemento che nella terminologia chimica sta a indicare la presenza di una funzione amminica in un composto organico. 

\amminoàcido, sm. Composto organico che contiene contemporaneamente uno o più gruppi amminici-NH2 e uno o più gruppi carbossilici-COOH. È il componente essenziale delle proteine; ha grande importanza nella costituzione biochimica dei tessuti dell'organismo umano e, di conseguenza, nell'alimentazione. Viene prodotto alla fine del processo di digestione delle proteine grazie ai fermenti pepsina, tripsina ed erepsina. Gli otto amminoacidi essenziali che l'organismo non può sintetizzare, e che deve ricevere dalla digestione, sono triptofano, fenilalanina, lisina, treonina, valina, leucina, isoleucina e metionina. Dei ventuno amminoacidi naturali principali si possono ricordare l'alanina, l'argirina, l'acido aspartico, la cisteina, la cistina, l'acido glutammico, la glicocolla, l'istidina e la tirosina. L'organismo sintetizza anche altri amminoacidi che si dicono non essenziali

\amminoacidùria, sf. Presenza di amminoacidi nelle urine. 

\amminoàlcool, sm. Termine generico con cui sono indicati i composti che hanno sia la funzione amminica che quella alcolica. 

\amminoazobenzène, sm. Termine attribuito a uno qualsiasi dei tre composti di formula C6H5N=NC6H4NH2. ~ giallo di anilina. 

\amminobattàmico, agg. (pl. m.-ci) Riferito all'amido omonimo che rappresenta il nucleo fondamentale degli antibiotici monobattamici. 

\amminobenzène, sm. Sinonimo di anilina. 

\amminocatióne, sm. Catione complesso in cui un catione metallico coordina un certo numero di molecole di ammoniaca. 

\amminopenicillànico, agg. (pl. m.-ci) Riferito all'acido omonimo che rappresenta il nucleo fondamentale delle penicilline. 

\amminopiridìna, sf. Termine che indica le basi risultanti dall'introduzione di un gruppo amminico nel nucleo della piridina. 

\amminoplàsto, sm. Resina termoindurente ottenuta in presenza di opportuni catalizzatori per condensazione sulla formaldeide di sostanze che contengono gruppi amminici. 

\ammiràbile, agg. Ammirevole. ~ apprezzabile, lodevole. 

\ammiràglia, sf. Nave principale di una flotta militare o di una compagnia di navigazione. 

\ammiragliàto, sm. 1 Grado e ufficio di ammiraglio. 2 Sede degli uffici di un ammiraglio. 
  sm. admiralty. 

\ammiràglio, sm. 1 Il grado più elevato di una Marina militare. 2 Capo di stato maggiore della Marina. 
  sm. admiral. 

\ammiràre, v. tr. 1 Guardare con meraviglia. ~ contemplare. 2 Considerare con stima. ~ apprezzare. <> disprezzare. 3 Lodare. ~ venerare. 
  v. tr. to admire. 
  lat. admirari, comp. da ad-+ mirari ammirare. 

\ammiratìvo, agg. Che manifesta ammirazione. 

\ammiràto, agg. 1 Pieno di ammirazione, di meraviglia. 2 Stimato. ~ lodato. 3 Visto. ~ contemplato. 
  agg. full of admiration. 

\ammiratóre, sm. 1 Chi ammira. ~ corteggiatore. 2 Sostenitore, seguace, tifoso. ~ fan. 
  sm. admirer. 

\ammirazióne, sf. 1 L'ammirare. ~ apprezzamento. <> deplorazione. 2 Sentimento di stima, entusiasmo. <> disprezzo. 3 Venerazione. ~ adorazione. 
  sf. admiration. 

\ammirévole, agg. Degno di ammirazione. ~ ammirabile. <> biasimevole. 
  agg. admirable. 

\ammirevolménte, avv. In modo ammirevole. 

\ammissìbile, agg. 1 Che si può ammettere. ~ accettabile. <> inammissibile. 2 Plausibile. ~ credibile. <> inconcepibile. 
  agg. acceptable, admissible. 

\ammissibilità, sf. L'essere ammissibile. 

\ammissióne, sf. 1 L'ammettere, l'essere ammesso. ~ accettazione. 2 Riconoscimento. ~ confessione. 
  sf. 1 admission. 2 (approvazione) acknowledgement. 

\ammobiliaménto, sm. Fornitura di mobili, arredamento. 

\ammobiliàre, v. tr. Fornire dei mobili necessari. ~ arredare. 
  v. tr. to furnish. 

\ammobiliàto, agg. Fornito di mobili. ~ arredato. 
  agg. furnished. 

\ammocète, sf. Nome della larva delle lamprede. 

\ammodernaménto, sm. L'ammodernare. ~ rinnovo. 

\ammodernàre, v. tr. Rendere moderno, rimodernare. ~ svecchiare. 

\ammòdite, sm. Genere di Pesci Teleostei caratterizzati da corpo allungato e assenza di pinne ventrali. 

\ammòdo, agg. e avv. agg. invar. Corretto, educato. ~ costumato. <> screanzato. 
avv. Per bene, come si deve. ~ correttamente. <> male. 
  agg. invar. nice, respectable. avv. properly. 

\ammogliàre, v. v. tr. Far sposare, dare moglie. 
v. rifl. Prendere moglie. ~ accasarsi. 

\ammogliàto, agg. e sm. Coniugato. ~ sposato. <> single. 

\ammollaménto, sm. L'ammollare, l'ammollarsi; il diventare molle, umido. 

\ammollàre, v. v. tr. 1 Rendere molle immergendo in un liquido. ~ inzuppare. <> asciugare, seccare. 2 Allentare, mollare. 3 Appioppare. ~ affibbiare. 
v. intr. pron. Ammorbidirsi, divenire molle, umido. 
  da a-+ deriv. da molle. 

\ammolliménto, sm. Ammorbidimento, rammollimento. 

\ammollìre, v. v. tr. Rendere molle; infiacchire. 
v. intr. pron. Diventare molle, ammorbidirsi. ~ rammollirsi. 

\ammòllo, sm. Prolungata immersione della biancheria in acqua saponata. 
  sm. (lasciare in ammollo) to leave to soak. 

\Ammóne Dio dell'antico Egitto (Tebe), adorato in particolar modo a Tebe con il nome di Amon-Ra. Identificato con il dio solare Ra e con il dio greco Zeus. Al tempo della XII dinastia, per il suo culto gli fu santificato il tempio al centro del poderoso complesso di Karnak. Fu adorato fino alla tarda epoca greco-romana. 

\ammonìaca, sf. Composto chimico gassoso, di formula NH3, incolore, di odore pungente, irritante, tossico. Ha numerosissimi impieghi; l'ammoniaca liquida anidrica è usata come solvente in molte sostanze. Elemento a carattere basico, si combina direttamente con i sali a formare i sali d'ammonio. Viene utilizzata per produrre acido nitrico, concimi chimici, urea, fibre tessili, sostanze coloranti; viene impiegata nelle macchine frigorifere in quanto la sua evaporazione provoca un forte abbassamento della temperatura; inoltre, trova impiego in medicina (preparati contro le punture d'insetti, per stimolare i centri respiratori). 
  sf. ammonia. 

\ammoniacàle, agg. Di ammoniaca. 

\ammoniacàto, sm. Termine generico con cui sono indicati i composti di addizione che l'ammoniaca forma con molte sostanze. 

\ammoniàco, agg. 1 Di ammoniaca. 2 Di ammonio. 

\ammònico, agg. (pl. m.-ci) Riferito ai sali di ammonio. 

\ammoniemìa, sf. Quantità di ammoniaca presente nel sangue. 

\ammoniménto, sm. 1 L'ammonire. ~ avvertimento. 2 Rimprovero. ~ richiamo. 
  sm. 1 warning, admonishment. 2 (rimprovero) reprimand. 
  deriv. da ammonire. 

\ammònio- "ammino"- 

\ammònio, sm. Gruppo monovalente NH4+ che si forma in soluzioni acquose di ammoniaca, dissociate in NH4+ e OH-. Si comporta come uno ione positivo e, come un metallo, può sostituire l'idrogeno degli acidi. Forma molti sali (cloruro di ammonio, solfato di ammonio, nitrato di ammonio ecc.); viene impiegato nei settori più diversi (per le pile a secco, negli esplosivi, nei concimi, come conservante di bevande, come lievito). 

\ammoniofanerèsi, sf. Eliminazione dell'ammoniaca a livello renale. 

\ammoniogènesi, sf. Processo biochimico di produzione dell'ammoniaca. 

\ammonìre, v. tr. 1 Avvertire con autorità, mettere in guardia. 2 Riprendere, rimproverare. ~ redarguire. <> elogiare. fu ammonito pi¨ volte per i suoi atteggiamenti. 3 Servire da monito per ammaestrare. considerati ammonito per il futuro
  v. tr. 1 (avvertire) to warn, to caution. 2 (rimproverare) to admonish, to reprimand. 3 (sport) to book. 
  lat. admonere, comp. da ad-+ monere, rammentare. 

\ammonìte, sf. Polvere propulsiva dall'innescamento alquanto complicato. 

\Ammonìti (storia) Uno dei popoli antichi di origine semitica che abitarono la Palestina, stanziati a est del fiume Giordano e del mar Morto. Vissero sempre in lotta con gli ebrei fino a quando furono sottomessi da David. La loro religione prevedeva il culto fondamentale del dio Melek. 

\Ammonìti (zoologia) Gruppo di Molluschi Cefalopodi. Importanti fossili guida dalle conchiglie calcaree, di forma prima piana poi di cono che si avvolge a spirale; ebbero grande sviluppo nel Mesozoico e si estinsero nel Cretaceo. Rivestono grande importanza in stratigrafia per la loro diffusione geografica e per la rapidissima evoluzione. 

\ammonìto, agg. e sm. Che, chi ha subito un'ammonizione. 

\ammonitòre, agg. e sm. (f.-trìce) Che o chi ammonisce. 

\ammoniurìa, sf. Presenza di ammoniaca nell'urina. 

\ammonizióne, sf. 1 Richiamo, rimprovero. ~ monito. 2 Nel pubblico impiego, sanzione disciplinare non grave inflitta al dipendente che abbia trascurato l'osservanza di un dovere; analogo provvedimento preso dall'arbitro verso un atleta che abbia commesso un'infrazione. 3 Critica, rimprovero. ~ appunto. <> lode. 4 Provvedimento giuridico, per imporre a individui pericolosi una forma di vita più controllata. 
  sf. 1 reprimand. 2 (avvertimento) warning. 
  lat. admonitio,-onis

\ammonizzazióne, sf. Processo di trasformazione della materia organica azotata in composti ammoniacali. 

\ammonolìsi, sf. Reazione di sostituzione degli alogenuri organici a opera dell'ammoniaca. 

\ammontàre, sm. e v. sm. Il totale. ~ importo. 
v. intr. Raggiungere una certa cifra complessiva. ~ assommare. 
  sm. amount. v. intr. to amount to, to come to. 

\ammonticchiàre, v. tr. Raccogliere in monticelli. ~ ammucchiare. 

\ammorbàre, v. tr. Rendere infetto. ~ appestare, inquinare. <> purificare. 

\ammorbidènte, agg. e sm. agg. Che ammorbidisce. 
sm. Additivo usato nel bucato a macchina per ammorbidire i tessuti. 
  sm. softener, fabric conditioner. 

\ammorbidiménto, sm. L'ammorbidire, l'ammorbidirsi. 

\ammorbidìre, v. v. tr. 1 Rendere morbido. <> indurire. ammorbidire la pelle. 2 Addolcire. ~ temperare. <> inasprire. ammorbidý il suo carattere, lo ha ingentilito. 
v. intr. pron. 1 Diventare morbido. <> indurirsi. 2 Mitigarsi, addolcirsi. ~ intenerirsi. <> irrigidirsi. 
  v. tr. e intr. pron. to soften. 
  da a-+ deriv. da morbido

\ammorsàre, v. tr. 1 Chiudere nella morsa. 2 Fornire di morse un muro, addentellare. 

\ammorsatùra, sf. La fila delle pietre o dei mattoni che si lasciano sporgenti dai lati di un muro per continuarne eventualmente la costruzione. 

\ammortaménto, sm. 1 Estinzione rateale di un debito. 2 Procedimento contabile per recuperare una spesa in esercizi finanziari successivi. 
  sm. amortization (o amortisation).
Procedimento contabile con cui le spese per l'acquisto di beni capitali a lento ciclo di sfruttamento (impianti, fabbricati, macchinari) vengono ripartite sul bilancio di diversi esercizi, in rapporto al loro utilizzo e al graduale deterioramento. 
Ammortamento finanziario 
Restituzione graduale di un prestito, mediante successive quote di capitale dovuto e relativi interessi, secondo modalità convenute. 

\ammortàre, v. tr. Eseguire un ammortamento. 

\ammortìre, v. tr. 1 Rendere come morto. ~ intorpidire. 2 Attenuare, smorzare. ~ attutire. 

\ammortizzàbile, agg. Che si può ammortizzare. 

\ammortizzaménto, sm. L'ammortizzare, l'essere ammortizzato. 

\ammortizzàre, v. tr. 1 Ammortare. 2 Smorzare, attutire urti, colpi, vibrazioni. ~ neutralizzare. 
  v. tr. 1 to amortize, to pay off. 2 (spese) to write off. 3 (aut.) to deaden, to absorb. 

\ammortizzatóre, sm. Dispositivo che attutisce gli urti. ~ sospensione. 
  sm. 1 (aut.) shock absorber. 2 (società) welfare. 
Dispositivo destinato ad assorbire e moderare l'ampiezza delle oscillazioni derivanti da urti e vibrazioni generati in macchine, strumenti e impianti. Esistono due tipi di ammortizzatori: quelli detti dinamici, che utilizzano forze adatte a controbilanciare le sollecitazioni, e quelli ad attrito, che assorbono l'energia dinamica e la trasformano in energia termica. Nelle motociclette e negli autoveicoli si usano ammortizzatori ad attrito, oppure una loro variante, detti ad attrito fluido. Questi ultimi possono essere ulteriormente suddivisi in idraulici, pneumatici e oleopneumatici, e sono fondamentalmente composti da uno stantuffo inserito in un doppio cilindro. L'urto sollecita lo stantuffo, che comprime una massa di consistenza oleosa e la obbliga a filtrare attraverso piccole aperture. Tale passaggio genera attrito, producendo calore e compensando la forza di eccitazione. Gli ammortizzatori più sofisticati sono a doppia azione (lavorando sia in estensione che in compressione dei cilindri) e montano un controllo elettronico che ne ottimizza le caratteristiche in base alla velocità del veicolo e alle condizioni del fondo stradale. 

\ammortizzazióne, sf. Ammortizzamento. 

\ammorzaménto, sm. L'azione e l'effetto dell'ammorzare. 

\ammorzàre, v. v. tr. Spegnere, smorzare. ~ attenuare. 
v. intr. pron. Spegnersi. ~ attenuarsi. 

\ammosciàre, v. v. tr. 1 Rendere moscio, floscio. 2 Deprimere. ~ annoiare. 
v. intr. pron. 1 Divenire moscio. 2 Annoiarsi. ~ deprimersi. 

\ammosciàto, agg. 1 Divenuto moscio. 2 Annoiato, depresso. ~ abbattuto. 

\ammostàre, v. v. tr. Pigiare l'uva per ricavarne il mosto. 
v. intr. Diventare mosto. 

\ammostatóio, sm. Strumento di legno che serve per rimestare e ammostare l'uva nel tino. 

\ammostatùra, sf. Operazione con cui si separa il mosto dalle parti solide del grappolo d'uva. 

\ammòtrago, sm. Genere di pecore diffuso in Africa. Hanno folta criniera, corna lunghe e ricurve e forma massiccia. 

\ammucchiaménto, sm. Ammassamento alla rinfusa. 

\ammucchiàre, v. v. tr. Riunire in mucchio. ~ accumulare. <> sparpagliare. 
v. intr. pron. Affollarsi, ammassarsi. ~ accalcarsi. <> disperdersi. 
  v. tr. to accumulate, to pile up, to heap. v. intr. pron. 1 (persone) to mass, to crowd. 2 (cose) to pile up. 
  da a-+ deriv. da mucchio. 

\ammucchiàta, sf. 1 Ammassamento di cose o persone diverse. 2 Incontro erotico di gruppo. ~ orgia. 

\ammuffìre, v. intr. 1 Fare la muffa; guastarsi per muffa. ~ marcire. 2 Vivere isolato. 3 Invecchiare, sciuparsi. ~ fossilizzarsi. <> rifiorire. 
  v. intr. to grow mouldy. 
  da a-+ deriv. da muffa. 

\ammuffìto, agg. 1 Guasto, coperto di muffa. ~ avariato. 2 Sorpassato, invecchiato. ~ antiquato. <> moderno. 
  agg. mouldy. 

\ammusàre, v. tr. Toccare col muso. 

\ammutinaménto, sm. 1 Reato di insubordinazione da parte di militari. 2 Rifiuto collettivo di obbedire a un ordine. ~ sedizione. 
  sm. mutiny. 

\Ammutinamento del Caine, L' Film drammatico, americano (1954). Regia di Edward Dmytryk. Interpreti: Humphrey Bogart, José Ferrer, Van Johnson. Titolo originale: The Caine Mutiny

\ammutinàrsi, v. intr. pron. Fare un ammutinamento. ~ insorgere, rivoltarsi. <> ubbidire. 
v. intr. to mutiny. 

\Ammutinati del Bounty, Gli Film d'avventura, americano (1962). Regia di Lewis Milestone. Interpreti: Marlon Brando, Trevor Howard, Richard Harris. Titolo originale: Mutiny on the Bounty
Nome alternativo del film del 1935 La tragedia del Bounty

\ammutinàto, agg. e sm. Che, chi partecipa a un ammutinamento. 

\ammutolìre, v. v. intr. Perdere la voce, divenire muto. <> parlare. 
v. intr. pron. Divenire muto; tacere improvvisamente. ~ zittirsi. 
  v. intr. to become silent, to be struck dumb. 
  da a-+ deriv. da mutolo. 

\amnesìa, sf. 1 Perdita parziale o totale della memoria. 2 Dimenticanza momentanea. 
  sf. 1 loss of memory. 2. (med.) amnesia. 
  greco amnesýa, comp. da a-negativo + radice di mimnŔskein fare ricordare. 

\amniocèntesi, sf. Termine che designa un prelievo diagnostico dal sacco amniotico. 

\amniografìa, sf. Esame radiografico del sacco amniotico. 

\amniorèssi, sf. Rottura della sola membrana amniotica. 

\amnioscopìa, sf. Esame del liquido amniotico. 

\amniòti, sm. Vertebrati che nello stadio embrionale presentano annessi utilizzati per la respirazione, l'escrezione e la protezione. 

\amniòtico, agg. (pl. m.-ci) Relativo o appartenente all'amnios. 

\amnistìa, sf. Provvedimento legislativo con cui lo stato rinuncia ad applicare una pena. A differenza della grazia (che è prerogativa del capo dello Stato), è deliberato dal parlamento. ~ indulto. 
  sf. amnesty. 
  greco amnestýa condono, comp. da a-negativo + deriv. da mnŔstis menzione. 

\amnistiàre, v. tr. Applicare un'amnistia. ~ condonare. <> far scontare. 
  v. tr. to give amnesty to. 
  deriv. da amnistia. 

\amnistiàto, agg. e sm. Relativo a una persona o a un reato per i quali è intervenuta un'amnistia. 

\àmo, sm. Strumento per pescare a forma di piccolo uncino. 
  sm. 1 (pesca) hook. 2 (fig.) bait. 
  lat. hamus. 

\Amodìo, Amedèo (Milano 1940-) Ballerino e coreografo. Fu direttore artistico dell'Aterballetto (Reggio Emilia, 1979). 

\àmok, sm. Specie di follia omicida tipica della Malesia. 

\amòmo, sm. Sinonimo di cardamomo. 

\Amor di zingaro Operetta in tre atti di F. Lehar, libretto di A. M. Willner e R. Bodanzky (Vienna, 1910). 

\amoràle, agg., sm. e sf. agg. Che è estraneo alla legge morale. 
sm. e sf. Persona priva del senso morale. 

\amoralìsmo, sm. Carattere amorale; atteggiamento di amoralità. 

\amoralità, sf. L'essere amorale. 

\amoralménte, avv. In modo amorale. 

\amoràzzo, sm. Amore superficiale, volgare. ~ tresca. 

\amóre, sm. 1 Affetto intenso, sentimento di profonda tenerezza. ~ attaccamento. <> indifferenza. amor proprio, forte stima di sé stessi. 2 La persona amata; persona graziosa. 3 Inclinazione affettiva, forte ed esclusiva per una persona, caratterizzata da attrazione sessuale. amore ardente, passionale. 4 Senso di carità, solidarietà. 5 Interesse vivo, passione. ~ predilezione. <> disamore. amore per la musica classica. 6 Al plurale, vicende amorose. 
  sm. 1 love. 2 (affetto) affection. 3 (personificato) cupid. 
  lat. amor,-oris
Amor che a nullo amato amar perdona. Verso del commovente racconto di Francesca da Rimini (Divina Commedia, Inferno, c. V). FRS: Il matrimonio Ŕ il sepolcro dell'amore. Dall'Epistolario di Francesco Domenico Guerrazzi, lettera inviata ad Antonio Mangini. 

\Amore ai tempi del colera, L' Romanzo di G. García Márquez (1986). 

\Amore dei tre re, L' Poema tragico in tre atti di I. Montemezzi, testo di Benelli (Milano, 1913). 

\Amore delle tre melarance, L' Opera in tre atti di S. S. Prokof'ev, libretto proprio (Chicago, 1921). 
Amore delle tre melarance, L' 
Fiaba teatrale di C. Gozzi (1761). 

\Amore e ginnastica Romanzo di E. De Amicis (1892). 

\Amore e guerra Film commedia, americano (1975). Regia di Woody Allen. Interpreti: Woody Allen, Diane Keaton, Harold Gould. Titolo originale: Love and Death 

\Amore e il diavolo, L' Film fantastico, francese (1942). Regia di Marcel Carné. Interpreti: Arletty, Alain Cuny, Marie Déa, Jules Berry. Titolo originale: Les visiteurs du soir 

\Amore e Psiche Fiaba di L. Apuleio contenuta nelle Metamorfosi (II sec.). 

\Amore è una cosa meravigliosa, L' Film commedia, americano (1955). Regia di Henry King. Interpreti: William Holden, Jennifer Jones, Torin Thatcher. Titolo originale: Love is a Many Splendored Thing 

\Amore fra le rovine Film commedia, americano (1975). Regia di George Cukor. Interpreti: Katharine Hepburn, Laurence Olivier. Titolo originale: Love Amoung the Ruins 

\Amore in città Film drammatico, italiano (1953). Regia di Carlo Lizzani, Alberto Lattuada, Dino Risi, Federico Fellini, Francesco Maselli, Michelangelo Antonioni. Interpreti: attori non professionisti 

\Amore per amore Commedia di W. Congreve (1695). 

\Amore stregone, L' Balletto gitano in un atto di G. Martinez Sierra, musica di M. De Falla (Madrid, 1915). 

\Amore tra cannibali Romanzo di W. Morris (1957). 

\Amore, L' Film drammatico, italiano (1948). Regia di Roberto Rossellini. Interpreti: Anna Magnani, Federico Fellini. 

\Amore, Un Romanzo di D. Buzzati (1963). 

\amoreggiaménto, sm. L'amoreggiare; relazione amorosa. 

\amoreggiàre, v. intr. Intrecciare rapporti amorosi non impegnativi. ~ flirtare. 
  v. intr. to flirt. 

\amorèi Nome attribuito ai commentatori della Mishna che, tra il III e il VI sec., redassero la Ghemara formando così il Talmud. 

\Amores Opera di poesia di P. Ovidio Nasone (23-14 a. C.). 

\amorévole, agg. Che prova o dimostra amore. ~ affettuoso. <> distaccato. 
  agg. loving, affectionate. 

\amorevolézza, sf. L'essere amorevole. 

\amorevolménte, avv. In modo amorevole. 

\amòrfa, sf. Genere di arbusti o suffrutici tipici dell'America. Appartiene alla famiglia delle Papilionacee. 

\amorfìsmo, sm. 1 Proprietà di una sostanza amorfa. 2 L'essere amorfo, privo di personalità. 

\amòrfo, agg. 1 Privo di forma. ~ informe. 2 Privo di personalità. ~ insignificante. <> interessante. 
  agg. 1 (generico) amorphous. 2 (persona) lifeless. 

\amorfognosìa, sf. Incapacità di riconoscere gli oggetti e le loro forme. 

\Amorgo Isola della Grecia, nel mar Egeo. 

\Amori Opera di poesia di P. de Ronsard (1552). 

\Amori ridicoli Racconto di M. Kundera (1963-1964). 

\amorìno, sm. 1 Bambino alato che rappresenta l'amore. ~ putto. 2 Reseda. 

\Amorosa visione Poema di G. Boccaccio (1342). 

\amorosaménte, avv. In modo amoroso. ~ amorevolmente. 

\Amorósi Comune in provincia di Benevento (2.808 ab., CAP 82031, TEL. 0824). 

\amoróso, agg. e sm. agg. 1 Che prova amore. 2 Che riguarda l'amore. relazione amorosa. 3 Ispirato da amore. ~ premuroso. sguardo amoroso
sm. Fidanzato, amante. ~ innamorato. 
  agg. 1 (sguardo) amorous. 2 (affettuoso) affectionate, loving. 
  lat. amorusus

\Amos (sec. VIII a. C.) Terzo profeta minore della Bibbia, predisse la rovina d'Israele criticandone i costumi dediti al lusso e il culto formale privo di una vera ispirazione religiosa. Visse intorno alla metà dell'VIII sec. a. C e i suoi scritti sono la raccolta più antica della letteratura profetica d'Israele. 

\amovìbile, agg. Che non si può rimuovere, trasferibile. 

\amovibilità, sf. L'essere amovibile. 

\amoxicillìna, sf. Farmaco simile all'ampicillina dal quale si differenzia per un più rapido e sicuro assorbimento. 

\Amoy Città (250.000 ab.) della Cina. 

\amozióne, sf. Rimozione di un ecclesiastico dal suo compito. 

\Amparai Distretto (482.000 ab.) dello Sri Lanka. 

\Ampato Gruppo montuoso del Per˙, nelle Ande. Vetta più elevata Nudo de Ampato (6.310 m), vulcano attualmento inattivo. 

\ampelìte, sf. Scisto argilloso nero ricco di pirite e di sostanze carboniose. 

\ampèlo- Primo elemento di parole composte derivante dal greco ßmpelos che nella terminologia scientifica medica significa vite. 

\ampelocìsso, sm. Genere di piante che appartiene alla famiglia delle Vitacee. 

\ampelodèsma, sf. Genere di erbe tipiche della regione mediterranea. Appartiene alla famiglia delle Graminacee. 

\ampelòfago, agg. Relativo ad alcuni Insetti, come la Phylossera, l'Haltica, e l'Eudemis che hanno in comune la loro presenza sulle viti. 

\ampelologìa, sf. L'insieme delle scienze i cui studi si concentrano sulle viti coltivate e le loro applicazioni. 

\amperàggio, sm. Valore dell'intensità di una corrente elettrica. 

\ampere, sm. invar. Unità di misura dell'intensità della corrente elettrica, si abbrevia in A. Viene definito come un'intensità di corrente costante che, passando attraverso due conduttori rettilinei e paralleli, di sezione circolare e diametro infinitesimo, posti nel vuoto alla distanza di un metro, genera una forza uguale a 2 x 10-7 newton per metro di lunghezza. È una grandezza fondamentale del Sistema Internazionale (SI). 

\Ampère, André-Marie (Poleymieux 1775-Marsiglia 1836) Matematico e fisico francese. Personaggio eclettico, si occupò di fisica, matematica e scienze naturali. Tra le sue ricerche più importanti vi sono quelle riguardanti l'elettromagnetismo e l'elettrodinamica, campi nei quali formulò leggi e regole che da lui prendono il nome. 
Principio di equivalenza 
È il principio fondamentale che sta alla base del funzionamento degli strumenti di misura elettrica (galvanometri) e descrive gli effetti magnetici ed elettrici del passaggio di una corrente elettrica in una spira circolare con dimensioni infinitamente piccole. 
Regola di AmpŔre 
È una regola utile per ricordare il verso del campo magnetico generato da una corrente elettrica. In pratica, una persona distesa lungo un conduttore rettilineo, in posizione tale da far scorrere la corrente dai piedi verso la testa, vede un ago magnetico disporsi con il polo sud alla sua destra e il nord alla sua sinistra. 

\ampergìro, sm. Sinonimo di amperspira. 

\amperòmetro, sm. Strumento che misura, in ampere, l'intensità della corrente elettrica. Gli amperometri a bobina mobile misurano le correnti continue e sfruttano l'effetto elettromagnetico della corrente su un magnete. Per la corrente alternata si usano strumenti a raddrizzatore al silicio e strumenti di tipo quadratico, usati in elettronica per correnti ad alta frequenza e in elettrotecnica. L'amperometro viene inserito in serie nel circuito da misurare; elementi caratteristici sono la precisione e la portata, in base alla quale si distinguono galvanometri, microamperometri, milliamperometri. 

\amperòra, sm. invar. Quantità di elettricità che attraversa un circuito nel tempo di un'ora con un'intensità di corrente pari a 1 ampere. Ha come simbolo Ah. 

\amperspìra, sm. Termine un tempo attribuito nel sistema MKSA alla forza magnetomotrice. As è il suo simbolo. ~ ampergiro. 

\ampex, sm. invar. Sistema di registrazione di immagini su nastro magnetico, registrazione videomagnetica televisiva. 

\Ampezzane, Alpi Parte settentrionale delle Dolomiti orientali. 

\Ampézzo Comune in provincia di Udine (1.287 ab., CAP 33021, TEL. 0433). 

\Ampézzo, vàlle d' Valle del Veneto nelle Alpi orientali, dominata dal monte Cristallo, tra le Dolomiti e il Cadore. È attraversata dal torrente Boite affluente di destra del fiume Piave. Vi si trova il famoso centro turistico di Cortina d'Ampezzo. 

\Amphitruo Commedia di T. M. Plauto (190 a. C.). Si tratta di una delle 21 commedie pervenuteci integre e attribuitegli con sicurezza già da Marco Terenzio Varrone (116 a. C.-27 a. C.). È l'unica opera di Plauto con un soggetto di carattere mitologico. Giove arriva a Tebe per conquistare la bella Alcmena di cui si è invaghito. Il dio impersona Anfitrione, il marito della bella. Aiutato da Mercurio, che impersona Sosia, servo di Anfitrione, Giove approfitta dell'assenza di Anfitrione per entrare nel letto dell'ignara Alcmena. Ecco che all'improvviso tornano a casa i due personaggi dei quali gli dei hanno assunto le sembianze. Dopo una spassosa serie di equivoci, Anfitrione si calma, onorato di aver avuto un dio per rivale. Il tema è stato rielaborato, tra gli altri, anche da Molière (Amphithryon, 1667). 

\ampiaménte, avv. Abbondantemente. 

\ampicillìna, sf. Farmaco che appartiene al gruppo delle penicilline sintetiche atto a combattere batteri gramnegativi e grampositivi. 

\ampiézza, sf. 1 Estensione in larghezza e lunghezza. 2 Larghezza, vastità. 
  sf. width, wideness, breadth. 
In fisica è la deviazione massima di una grandezza periodicamente variabile dal suo valore centrale (ossia è la semidifferenza tra valore massimo e valore minimo). 

\àmpio, agg. (come superl. si usa amplissimo più frequentemente di ampissimo1 Largo e lungo, spazioso. ~ esteso. <> stretto. aveva una giacca molto ampia. 2 Abbondante. ~ copioso. <> insufficiente. le fece ampie promesse
  agg. 1 wide, broad. 2 (spazioso) spacious. 3 (vestito) loose. 4 (vasto) ample. 
  lat. amplus

\amplessicaùle, agg. Relativo a quei peduncoli o piccioli che avvolgono il fusto con porzione inferiore. 

\amplèsso, sm. 1 Abbraccio. ~ stretta. 2 Rapporto sessuale, coito. ~ accoppiamento. 
  sm. embrace. 

\ampliaménto, sm. L'ampliare, l'ampliarsi, l'essere ampliato. 
  sm. expansion, enlargement. 

\ampliàre, v. v. tr. Rendere più ampio. ~ accrescere, aumentare. <> diminuire. 
v. intr. pron. Ingrandirsi. ~ estendersi. <> rimpicciolirsi. 
  v. tr. to extend, to enlarge, to widen. 
  lat. ampliare, deriv. da amplus ampio. 

\ampliàto, agg. Relativo alle elitre abnormemente grandi alle estremità. 

\amplidìna, sf., o amplidìnamo, sm. Metadinamo che genera corrente continua utilizzata come amplificatrice di potenza. 

\amplificànte, agg. Relativo all'induzione logica, ragionamento che consiste nel passare dal particolare all'universale per tutti i casi dello stesso genere. 

\amplificàre, v. tr. 1 Rendere più esteso. 2 Esagerare, ingigantire con le parole. ~ magnificare. <> ridimensionare. 
  v. tr. to amplify. 

\amplificatìvo, agg. Che serve ad amplificare. 

\amplificatóre, sm. Dispositivo atto ad accrescere il valore di una grandezza fisica. 
  sm. amplifier. 
A seconda della natura della grandezza fisica amplificata si parla di amplificatori elettrici (o più propriamente elettronici), meccanici, ottici ecc. Nell'amplificatore elettronico il segnale d'uscita ha forma analoga a quello d'entrata. L'amplificatore elettronico è costituito da più elementi connessi in serie (stadi di amplificazione) in modo da ottenere un opportuno guadagno (rapporto fra potenza del segnale in uscita e segnale in ingresso) senza alterare la forma del segnale in ingresso. Esistono diverse tipologie costruttive di amplificatori elettronici, che si possono raggruppare in amplificatori a tubi, che utilizzano come elementi attivi le valvole termoioniche e sono ormai utilizzati per applicazioni molto particolari, amplificatori a FET, nei quali vengono sfruttate le proprietà dei semiconduttori a effetto di campo (detti appunto FET), e amplificatori a transistor, che impiegano le giunzioni in silicio dell'omonimo semiconduttore e tra i quali è possibile comprendere anche i moderni amplificatori a circuiti integrati (elementi costituiti da una piastrina di silicio, sulla quale vengono appunto integrate un grande numero di giunzioni simili a quelle dei transistor). Indipendente dalla classificazione costruttiva è la modalità di accoppiamento tra i vari stadi di un amplificatore, che può essere a resistenza e capacitÓ, a trasformatore o in continua. Quando all'ingresso di un amplificatore viene applicato un segnale sinusoidale, il guadagno non è costante per tutte le frequenze del segnale ma tende a variare notevolmente al di fuori di un determinato intervallo di frequenze. Questo intervallo è chiamato banda passante e viene fortemente influenzato, per le basse frequenze, dal tipo di accoppiamento e, per le alte frequenze, dalle capacità parassite del circuito di amplificazione. 

\amplificazióne, sf. L'amplificare, l'essere amplificato. 

\amplitùdine, sf. Angolo dell'orizzonte, misurato tra il punto in cui l'astro sorge oppure tramonta e quello effettivo dell'est e dell'ovest. 

\ampólla, sf. Boccetta a collo stretto e ventre largo, con piccolo manico. 
  sf. 1 small bottle. 2 (vasetto) cruet. 
  lat. ampulla

\ampollièra, sf. Sostegno che unisce le ampolle per l'olio e per l'aceto sulla tavola. 

\ampollìna, sf. Ciascuna delle due piccole ampolle che contengono l'acqua e il vino per la messa. 

\Ampollìno Fiume (28 km) della Calabria, nella Sila. 

\ampollosaménte, avv. In modo ampolloso. ~ pomposamente. 

\ampollosità, sf. L'essere ampolloso. 

\ampollóso, agg. Retoricamente gonfio, magniloquente. ~ pomposo. <> essenziale. 

\ampullària, sf. Genere di Molluschi Gasteropodi prosobranchi che vivono nelle zone lacustri e fluviali delle regioni tropicali. Appartiene alla famiglia degli Ampullaridi. 

\amputàre, v. tr. Asportare chirurgicamente un arto, un organo. ~ recidere. 
  v. tr. to amputate. 

\amputazióne, sf. 1 L'amputare, l'essere amputato. 2 Distacco completo di un segmento corporeo. ~ asportazione, resezione. 
  lat. amputatio,-onis. 
Di norma riguarda gli arti: dita, mano, piede, arto completo. Avviene in seguito a trauma, prevalentemente a causa di incidenti stradali o sul lavoro. I segmenti corporei possono essere tagliati oppure strappati. Nel primo caso i margini della ferita e del moncone sono di norma netti, nel secondo caso i margini sono frastagliati e possono esservi spuntoni ossei. Può essere in corso una massiccia emorragia, ma non sempre; infatti in alcuni casi i vasi sanguigni traumatizzati collassano o si ritirano fino a chiudersi, limitando così l'entità dell'emorragia. Il moncone amputato può trovarsi più o meno vicino all'infortunato, secondo la meccanica del trauma. Occorre ricercare sempre il moncone, che deve essere trasportato insieme al soggetto colpito. L'infortunato può presentare segni di shock. In questo caso occorre prima di tutto attuare le manovre di rianimazione cardio-respiratorie e preoccuparsi dell'amputazione in un secondo tempo. In questa situazione ci sarà molto sanguinamento, quindi, nel prestare i primi soccorsi, si abbia cura, se possibile, di proteggere le proprie mani con guanti per evitare il contatto diretto col sangue e prevenire il rischio di infezioni. Innanzi tutto bisogna limitare o, se possibile, arrestare l'emorragia. A tale scopo applicare al moncherino una medicazione compressiva, cioè uno o più tamponi realizzati con garze sterili piegate più volte, assicurate con una benda piuttosto stretta, che fornisca un certo grado di compressione. Non è consigliabile l'uso del laccio emostatico, a meno che non abbia funzionato nessun altro metodo di arresto dell'emorragia e l'infortunato corra il rischio di shock per perdita di una grande quantità di sangue. Se possibile, una volta arrestata l'emorragia, avvolgere interamente il moncone in medicazioni sterili. Recuperare poi la parte amputata, avvolgendola in garze sterili o in un sacchetto, e trasportarla, insieme all'infortunato, presso un centro ospedaliero. Durante il trasporto conservare la parte amputata al freddo, possibilmente in un contenitore frigorifero. La temperatura non dovrebbe però scendere sotto lo zero. Non immergere la parte amputata direttamente in acqua o in ghiaccio o in soluzioni saline. Più rapido sarà il reimpianto, maggiori saranno le possibilità di riuscita dell'intervento. 

\Amravat Città (261.000 ab.) dell'India, nello stato di Maharashtra. 

\amraziàno, agg. e sm. Relativo a una delle culture eneolitiche fiorite nel medio e alto Egitto nel periodo predinastico. 

\Amreli Città (58.000 ab.) dell'India, nello stato di Gujarat, capoluogo del distretto omonimo. 

\Amritsar Città (709.000 ab.) dell'India, nel Punjab. 

\Amrouche, Marguerite (Tunisi 1913-Parigi 1976) Scrittrice. Tra le opere Il chicco magico (1966). 

\amrta, sm. Liquore che nella mitologia indiana da la vita o l'immortalità. ~ ambrosia. 

\Amsterdam Capitale dei Paesi Bassi (697.000 ab.) situata sul corso canalizzato del fiume Amstel, nell'Olanda settentrionale, alla confluenza con l'Ij, nell'Ijsselmeer. Costruita su novanta isole collegate tra loro da circa 500 ponti, caratteristica per la quale è detta la Venezia del nord, ha un porto molto attivo, secondo del paese dopo Rotterdam, accessibile a navi oceaniche. L'aeroporto di Schipol è uno dei maggiori d'Europa. È sede di parecchie industrie (taglio dei diamanti, costruzioni meccaniche, raffinerie di petrolio, tessili, cantieri navali e lavorazione di zucchero, canfora e birra) e fiorente centro commerciale (cacao, tabacco, caffè). Inizialmente piccolo centro di pesca, l'importanza della città crebbe a partire dal XIV sec., quando divenne città libera; si ampliò, intrattenne traffici commerciali con tutti i centri d'Europa, fece parte dell'Hansa nel 1358 e divenne il maggior porto del mondo nella seconda metà del XVII sec. Al suo sviluppo contribuì notevolmente l'espansione coloniale e l'istituzione della Compagnia delle Indie orientali, cui facevano capo i traffici commerciali con le numerose colonie olandesi d'oltremare. Attraversò un periodo di decadenza dal quale si risollevò dopo l'apertura, nel 1876, di un secondo canale che, collegandola direttamente al Mare del Nord, ha favorito il movimento marittimo per il mercato internazionale. Possiede un'antica università (1632) ed è importante mercato di opere d'arte, oltre che sede di musei di rilevanza internazionale come il Rijksmuseum (1877-1885), che conserva i capolavori dell'arte olandese, e lo Stedelijk Museum, che ospita opere di arte moderna e contemporanea. 

\amt, sm. Ognuna delle circoscrizioni amministrative in cui è suddivisa la Danimarca. 

\amu Sigla di atomic mass unit (unità di massa atomica). 

\Amudarja Fiume dell'Asia centrale, in origine detto Oxus, che sviluppa il suo corso di circa 2.600 km di lunghezza lungo il confine tra Tagikistan e Afghanistan. Le sorgenti sono nel massiccio montuoso del Pamir. Sfocia nel lago d'Aral con un ampio delta. Il corso del fiume è in parte navigabile e le sue acque alimentano numerosi canali di irrigazione. 

\amuléto, o amulèto, sm. Oggetto al quale si attribuisce per superstizione il potere di tenere lontani mali o pericoli. ~ talismano. 
  sm. amulet, lucky charm. 
  lat. amuletum. 

\Amùlio Secondo la tradizione, strappò al fratello Numitore, padre di Rea Silvia, il trono di Alba Longa e fu ucciso da Romolo e Remo. 

\Amund Ringnes Isola del Canada, nel mar Glaciale Artico. 

\Amundsen, Roald Engelberth (Borge 1872-Mare Artico 1928) Esploratore norvegese. Dopo una spedizione in Antartide nel 1897, nel 1907 intraprese la sua prima grande spedizione che durò tre anni: a bordo della nave Gjöa compì il passaggio di nord-ovest, dalla baia di Baffin allo stretto di Bering, raggiungendo il polo magnetico boreale. Nel 1911, giunto con la nave Fram fino alla barriera di Ross, per primo, dopo una lunga marcia, arrivò al Polo Sud. Dal 1918 al 1920 compì il passaggio di nord-est, a nord della Siberia. Nel 1926, con il dirigibile Norge pilotato da Umberto Nobile, sorvolò il Polo Nord. Morì nel 1928, mentre si recava a soccorrere Nobile e i suoi compagni, sopraffatti dai ghiacci dell'Artide con il loro dirigibile Italia. 
Golfo di Amundsen 
Parte del Mar Glaciale Artico tra le coste nordoccidentali del Canada e le isole canadesi di Banks e Victoria. 
Mare di Amundsen 
Zona dell'oceano Pacifico compresa tra l'isola di Thurston e il capo Dart. 

\Amur Fiume dell'Asia orientale (4.416 km; bacino 1.855.000 km²) che si origina dalla confluenza del Silka e dell'Argun; segna, per lunghissimo tratto, il confine tra CSI (già URSS) e Cina, dove viene chiamato Heilong Jiang, e sfocia nel Pacifico. È ricco di acque per il contributo dei suoi affluenti (Zeja, Bureja e Amgun a sinistra, Sungari e Ussuri a destra). Nel periodo estivo costituisce un'importante via di comunicazione. 
Amur 
Provincia della Russia (1.060.000 ab., 363.700 km²), al confine con la Cina. Cospicue le risorse del sottosuolo (ferro, carbone). 

\Amùrri, Antònio (Ancona 1925-Roma 1992) Autore radiofonico e televisivo. Approdato in televisione con la rivista Il telecipede (1955), si affermò come uno dei principali autori di varietà con le trasmissioni Sabato sera (1967), Delia Scala story (1968), Canzonissima (1960), La prova del nove (1965), Fantastico 10 (1989). 

\amusìa, sf. Disturbo delle facoltà musicali. 

\AMZ Sigla di Association Mondiale de Zootechnie (associazione mondiale di zootecnia). 

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