indice       <<<     (note e aggiornamenti

\AP Sigla di Associated Press (stampa associata).

\apache, agg., sm. e sf. agg. Appartenente a una tribù indiana dell'America settentrionale.
Gruppo di tribù nomadi indigene nordamericane stanziate in passato nel New Mexico, nel Texas e nel Río Grande del Nord. Lottarono ostinatamente e a lungo contro i bianchi fino a che furono da questi sottomessi. Gli attuali discendenti vivono in riserve federali.

\Apache, pàsso Valico (1.559 m) degli USA, nelle Montagne Rocciose.

\apadãna, sm. invar. Nome pali di raccolte di racconti buddhisti di azioni pie.

\apagòge Procedimento giudiziario che vigeva nell'antica Atene, secondo il quale un cittadino poteva arrestare e portare davanti al giudice un individuo colto in flagrante violazione della legge.

\Apàlidi Famiglia di Scimmie Platirrine originarie dell'America centrale e del Brasile.

\Aparajito (L'invitto) Film drammatico, indiano (1957). Regia di Satyajit Ray. Interpreti: Karna Banerjee, Kanu Banerjie. Titolo originale: Aparajito

\apareunìa, sf. Impossibilità di compiere l'atto sessuale a causa di gravi anomalie dei genitali femminili.

\apartheid, sf. invar. Segregazione razziale.
Termine della lingua afrikaans che significa "separazione". Designa il sistema politico e sociale di segregazione razziale imposto dai governi bianchi del Sudafrica per impedire alla maggioranza nera e agli asiatici qualsiasi diritto civile e politico. Mitigato dal 1985, è stato in seguito gradatamente ridotto sul piano civile nel 1990-1991 per essere abolito in seguito al consenso dato dai bianchi con un referendum del marzo 1992.

\apartìtico, agg. Che non ha legami con alcun partito politico. ~ indipendente.

\apatìa, sf. Stato di indifferenza. ~ inerzia. <> vitalità.
 X   sf. indifference, apathy.

\apaticaménte, avv. In modo apatico. ~ abulicamente.

\apàtico, agg. Soggetto ad apatia. ~ abulico, passivo. <> energico, attivo.
 X   agg. listless, apathetic.

\àpe, sf. Insetto (Apis mellifica) della famiglia degli Apidi e dell'ordine degli Imenotteri. Vive in gruppi di circa 50.000 individui (sciame), si nutre di polline e di nettare. Nello sciame, si individua una sola femmina fertile, l'ape regina. Essa ha il compito di riprodurre tutte le api operaie (sterili), gli esemplari maschi (fuchi) e le successive api regine. L'ape regina può decidere se far nascere un'ape operaia o regina oppure un fuco (fecondando o no l'uovo con lo sperma dei fuchi immagazzinato nel suo addome). La sua forma è allungata, l'addome più pronunciato e il pungiglione è liscio e può essere utilizzato più volte. Si nutre della pappa reale prodotta dalle api operaie e può vivere fino a tre anni. L'ape operaia è dotata di ghiandole per la produzione di cera e pappa reale. L'esofago è dotato della borsa melaria e il pungiglione si fissa sulla vittima in modo stabile tanto che per liberarsi, l'insetto si lacera in modo irreparabile l'addome. La vita media è di trenta giorni (tranne quelle riprodotte nei mesi autunnali che riescono a superare l'inverno). Le api operaie nei primi giorni di vita si nutrono di pappa reale, successivamente di miele o polline. Esse devono provvedere alla costruzione e pulizia dell'alveare, al nutrimento delle larve e dell'ape regina e una volta adulte alla raccolta di polline. I fuchi o pecchioni, sono privi di pungiglione, di sacche per la raccolta di polline e di ghiandole per la produzione di cera e pappa reale. La loro funzione è quella di accoppiamento con l'ape regina; quindi muoiono. Nei mesi autunnali vengono espulsi dall'alveare.   +  
 X   sf. 1 bee. 2 (operaia) worker bee. 3 (maschio) drone.
 @   lat. apis.

\Apécchio Comune in provincia di Pesaro (2.314 ab., CAP 61042, TEL. 0722).

\Apeldoorn Città (148.000 ab.) dei Paesi Bassi, nella provincia di Gheldria.

\apèlla, sf. Nome comune di una scimmia platirrina del genere cebo, vivente nelle foreste dell'America tropicale.

\Apèlle (IV sec. a. C.) Pittore greco. Vissuto a Efeso e a Coo, dove venivano custodite le sue opere più importanti, fu ritrattista di Alessandro Magno e lavorò anche alla corte di Tolomeo. Secondo Plinio, fu il più grande pittore dell'antichità, al punto che l'imperatore Augusto acquistò la sua Afrodite per decorare il tempio di Cesare nel Foro. Le sue opere, famose, sono andate tutte perdute.

\apepsìa, sf. Mancata degradazione gastrointestinale dei cibi per difetto degli enzimi digestivi.

\aperèa, sf. Nome comune della Cavia aperea, un roditore selvatico della famiglia dei Caviidi, originario dell'America meridionale, molto simile al porcellino d'India. È provvisto di arti molto lunghi con dita corte dalle unghie simili a zoccoli.

\aperiodicità, sf. Mancanza di periodicità. <> periodicità.

\aperiòdico, agg. Non periodico.

\aperitìvo, sm. Bevanda alcolica o analcolica che si beve prima dei pasti per stimolare l'appetito.
 X   sm. apéritif.

\apertaménte, avv. Con franchezza e risolutezza. ~ schiettamente. <> furtivamente.

\apertis verbis Espressione latina che significa "a chiare parole". Indica un modo di esprimersi schietto e senza perifrasi.

\apèrto, agg. e sm. agg. 1 Non chiuso, esteso, ampio. ~ spalancato. <> chiuso. abitava in aperta campagna. 2 Leale, schietto, sincero. ~ franco. <> ipocrita. accogliere a braccia aperte, calorosamente. 3 Di ampie vedute. ~ flessibile. <> dogmatico. Ŕ una persona molto aperta. 4 Evidente, manifesto. ~ palese. <> oscuro. 5 Passibile di ulteriori sviluppi. questo Ŕ un discorso ancora aperto.
sm. Nella locazione avverbiale all'aperto, in luogo non chiuso.
 X   agg. 1 open. 2 (schietto) frank. 3 (di ampie vedute) broadminded. sm. open; (all'aperto) in the open air.
Insieme aperto:  →  spazio topologico. Intervallo aperto:  → .

\Aperto la notte Racconto di P. Morand (1922).

\aperto libro, loc. avv. Locuzione latina che significa "ad apertura di libro", ossia alla prima lettura, a prima vista.

\apertòmetro, sm. Strumento per misurare l'apertura numerica di un microscopio.

\apertùra, sf. 1 L'aprire, fase iniziale. l'apertura dell'anno scolastico. 2 Ampiezza tra due estremità. ~ larghezza. <> ristrettezza. ha una grande apertura alare. 3 Disponibilità a collaborare con forze politiche avversarie. apertura a forze dell'opposizione. 4 Fenditura che consente il passaggio. ~ breccia.
 X   sf. 1 opening, aperture, mouth, orifice, port. 2 (ampiezza) width. 3 (politica) approach.
 @   lat. apertura, deriv. da aperire aprire.

\apesòrgia, sf. Varietà di uva da tavola della Sardegna meridionale. ~ ambria, tricas, sciamblese.

\apètalo, agg. Senza petali.

\APEX Sigla di Advance Purchase Excursion (tariffa aerea scontata).

\apex, sm. invar. Forma latina di apice usata in linguistica.

\Apgar, Virginia (1909-1974) Anestesista statunitense.

\aphanopus, sm. invar. Genere di Pesci Teleostei.

\aphanus, sm. invar. Genere di Insetti Emitteri eterotteri ematofagi di piccole dimensioni, comprendente parassiti solitamente temporanei.

\aphelinus, sm. invar. Genere di Insetti Imenotteri americani della famiglia dei Calcididi, di piccole dimensioni, parassiti di afidi e coccidi.

\aphillanthes, sf. invar. Genere di Gigliacee cespugliose che crescono a ciuffi nelle zone collinose aride del Mediterraneo.

\aphis, sm. invar. Genere di Insetti Emitteri che parassitano le piante causando gravi danni.

\aphodius, sm. invar. Genere di piccoli Insetti Coleotteri della famiglia degli Scarabeidi, a regime fitofago, coprofago o saprofago.

\aphrocallistes, sf. invar. Genere di Spugne silicee della classe degli Esatinellidi, che vivono prevalentemente sui fondi sassosi.

\APHRODITE Automated Forecasting Refined Outputs for Decision Inputs and Technical Evaluations (previsioni meteorologiche oggettive per finalità decisionali e valutazioni tecniche).

\aphthona, sf. invar. Genere di Insetti Coleotteri della famiglia dei Crisomelidi, comprendente specie parassitarie del lino e di altre piante.

\aphya, sf. invar. Genere di Pesci Teleostei della famiglia dei Gobiidi. Gli aphya hanno corpo semitrasparente di colore roseo punteggiato di nero e comprendono specie commestibili.

\API In informatica è la sigla di Application Program Interface (interfaccia per programmi applicativi). È un insieme di risorse messo a disposizione dei programmatori per creare interfacce utente e per gestire i dati in rete.
API
Sigla di Anonima Petroli Italiana.

\Àpi Nell'antico Egitto, divinità in forma di toro adorata a Menfi, incarnazione del dio Ptah. Quando un Api decedeva, veniva scelto un successore, e il defunto diveniva un Osiri, quindi un Osiri-Api.

\apiàrio, sm. Luogo dove sono raccolti gli alveari, e il complesso di questi.

\apicàle, agg. Dell'apice.

\apicalizzàto, agg. Di consonante che tende a essere realizzata ravvicinando la lingua a livello di denti e alveoli.

\àpice, sm. 1 Punta, estremità, punto culminante. ~ cima. <> fondo. 2 Sommo grado. l'apice della gloria. 3 Segno a forma di accento posizionato in alto a destra di alcune lettere, per dare particolari significati di troncamento o matematici.
 X   sm. 1 peak, summit. 2 (fig.) peak, height; (apice della carriera) height of one's career. 3 (anat. e bot.) apex.
 @   lat. apex,-icis.

\Àpice Comune in provincia di Benevento (5.683 ab., CAP 82021, TEL. 0824).

\apicectomìa, sf. Asportazione chirurgica dell'apice di un dente.

\apicifìsso, agg. Relativo all'antera il cui connettivo è innestato verso l'apice del filamento.

\Apìcio, Màrco Gàvio (sec. I d. C.) Famoso buongustaio romano. Di lui ci pervenne un rifacimento del IV sec. del suo ricettario, il De re coquinaria.

\apicìte, sf. Infiammazione localizzata sull'apice di un organo.

\apicocardiografìa, sf. Metodo diagnostico che si basa sulla registrazione delle curve di spostamento nella parte superiore del cuore.

\apicolisi, sf. Intervento chirurgico che stacca la pleura parietale della fascia endotoracica e riempie con aria la cavità che si è così formata.

\apicoltóre, sm. Chi esercita l'apicoltura.

\apicoltùra, sf. Allevamento di api.

\apigenìna, sf. Sostanza cristallizzata derivata dal flavone. Si isola dall'idrolisi dell'apiina con acido cloridrico bollente.

\apiìna, sf. Glucoside dell'apigenina che si trova nel sedano e nel prezzemolo.

\apìna, sf. Il veleno delle api.

\apiocrinus, sm. invar. Genere di Crinoidi articolati dei terreni giurassici.
 @   dal greco ßpios pera e krÝnon giglio.

\apion, sm. invar. Genere di Coleotteri della famiglia dei Curculionidi.

\apios, sm. invar. Genere di piante erbacee della famiglia delle Papilionacee, originarie dell'America settentrionale e dell'Asia centrale, caratterizzate da fiori disposti in racemi corti, ma densi.

\apiòsio, sm. Pentosio.

\apirène, agg. Relativo ai frutti che non hanno semi per mancata fecondazione oppure a causa di fattori esterni o ereditari.

\apirèno, agg. e sm. Detto di un frutto senza semi.

\apìressìa, sf. Assenza di febbre.

\apìrètico, agg. Stato in cui è assente la febbre.

\Apìro Comune in provincia di Macerata (2.500 ab., CAP 62021, TEL. 0733).

\apirògeno, agg. 1 Che non fa aumentare la temperatura. 2 Che non provoca febbre.

\apiscàmpo, sm. Attrezzo apicolo che consente il passaggio delle api in una sola direzione. Viene posto generalmente tra la camera di covata e il melario per semplificare le operazioni di smelatura. ~ fugapi.

\apium, sm. invar. Genere di piante erbacee che comprende, tra l'altro, anche il sedano.

\APL Sigla di Automatic Programming Language (linguaggio per la programmazione automatica).

\aplacentàli Mammiferi inferiori privi di una vera placenta ~ acoriati.

\Aplacòfori Classe dei Molluschi, sottoregno dei Metazoi; animali marini senza placche e con corpo a forma di verme dotato di spicole calcaree.

\aplanàtico, agg. Termine fisico con il quale si indica qualcosa privo di aberrazioni sferiche.
Sistema aplanatico
Sistema costituito da due o più lenti ottiche, all'interno del quale avviene la compensazione dell'aberrazione sferica.

\aplanatìsmo, sm. Proprietà di un insieme ottico non presentante aberrazione sferica.

\aplasìa, sf. Mancata formazione di un tessuto.

\aplasmocitòsi, sf. Mancata formazione di plasmocellule.

\Aplìsidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi Opistobranchi marini.

\aplìte, sf. Roccia filoniana costituita quasi completamente da quarzo e feldspato di potassio. Ha grana minuta e struttura autallotriomorfa.

\aplo- Primo elemento di parole composte.
 @   dal greco haplűs singolo, semplice.

\aplobiónte, agg. e sm. Di organismo vivente allo stato aploide.

\aplòcero, sm. Nome volgare dell'Oreamnos americanus, un mammifero ruminante dal mantello bianco che vive sulle Montagne Rocciose.

\aplodiplobiónte, agg. e sm. Di organismo il cui ciclo riproduttivo comprende un'aplofase e una diplofase.

\aplodónte, sm. Genere di Roditori Sciuroformi della famiglia degli Aplodontidi, originari dell'America settentrionale.

\aplòfase, sf. 1 Periodo della vita di un organismo in cui esso è aploide. 2 Nei vegetali, fase del ciclo riproduttivo che comincia con la spora e termina con la formazione di gameti.

\aplòfito, sm. Individuo vegetale aploide i nuclei delle cui cellule contengono un solo genoma.

\Aplògini Gruppo di Aracnidi Araneidi, comprendente ragni con sei occhi e privi di cribello.

\aplografìa, sf. Semplificazione grafica di un gruppo di segni uguali o simili.

\aplòide, agg. Relativo a un individuo o a una cellula, in particolare un gamete, avente un solo genoma.

\aplologìa, sf. Semplificazione di una parola ottenuta eliminando, per dissimilazione, una delle due sillabe consecutive uguali o simili.

\aplòma, sf. Tovaglia che viene usata nella chiesa orientale per coprire l'altare.

\aplomb, sm. invar. 1 Caduta a piombo del tessuto di un vestito. 2 Sicurezza di sé, disinvoltura.

\aplòme, sm. Varietà alluminifera di andradite.

\aplomitòsi, sf. Particolare divisione del nucleo i cui caratteri ricordano l'amitosi per strozzamento.

\Aplosclèridi Ordine di Spugne d'acqua dolce che comprende il genere Spontilla.

\aplysia, sf. Genere di Molluschi Gasteropodi della famiglia degli Aplisidi che vivono tra le rocce delle coste marine.

\apnèa, sf. Assenza di atti respiratori. L'apnea può essere volontaria o riflessa. Quest'ultima può essere provocata da diversi stati morbosi, come emorragia cerebrale, uremia e gravi stati tossico-infettivi. Casi particolari sono l'apnea della deglutizione e quella dei neonati, subito dopo la nascita.
 X   sf. (immergersi in apnea) to dive without breathing apparatus.
 @   greco Ópnoia, comp. da a-negativo + pnŔin respirare.

\Apnèumoni 1 Gruppo di Echinodermi della classe delle Oloturie privi di polmoni acquiferi. 2 Anfibi privi di polmoni che respirano per via cutanea.

\apnèustico, agg. (pl. m.-ci) Relativo ad apparato respiratorio, tipico di alcuni Insetti, realizzato con la cuticola o con le branchie.

\apo- 1Prefisso di parole. 2 In chimica, prefisso che indica che un composto è derivato da un altro per eliminazione di una molecola.
 @   dal greco apˇ separazione, perdita, allontanamento.

\Apo Vulcano attivo (2.954 m) delle Filippine, nell'isola di Mindanao.

\apoàstro, sm. Punto dell'orbita ellittica nel quale l'astro secondario si trova alla massima distanza dall'astro principale.

\apocalìsse, sf. Sconvolgimento immane, fine del mondo. ~ catastrofe.

\Apocalisse Il termine, derivato dal greco (apokalypsis, rivelazione), indica uno scritto profetico attribuito all'evangelista Giovanni (ca. 95). L'opera, secondo la tradizione, sarebbe stata scritta nell'isola di Patmos durante l'esilio al quale Giovanni era stato condannato sotto l'imperatore Domiziano. Nell'area culturale ebraica esisteva una letteratura religiosa di tipo catastrofico come emerge soprattutto nel libro di Isaia (24-27) e in Daniele (7-12). Tuttavia l'Apocalisse per stile, prospettiva e genere letterario si stacca dai quattro vangeli e dalle lettere degli apostoli. L'Apocalisse riflette una situazione straordinaria di persecuzione e di pericolo. Nei capitoli 2 e 3 dell'Apocalisse vengono indirizzate sette lettere a comunità cristiane dell'Asia Minore. I cristiani di quella regione sperimentano un pesante clima di oppressione politica e religiosa da parte del potere romano invasore, il mostro che viene dal mare (Apocalisse cap. 13). Avvenimenti e personaggi sono visti come rappresentanti del Bene o del Male. Con un tono profetico nel quale passato e presente sono drammaticamente connessi e con un linguaggio allegorico e immaginoso, l'Apocalisse descrive il ritorno di Cristo e la sua definitiva vittoria sul Male, anche se l'oscurità sostanziale di numerosi passi può autorizzare interpretazioni diverse.

\Apocalisse del nostro tempo L' Prosa di V. V. Rozanov (1918).

\Apocalittici e integrati Saggio di U. Eco (1964).

\apocalìttico, agg. Catastrofico.

\Apocalypse Now Film d'avventura, americano (1979). Regia di Francis Ford Coppola. Interpreti: Marlon Brando, Robert Duvall, Martin Sheen, Dennis Hopper. Titolo originale: Apocalypse Now

\apocàrpo, agg. Relativo a un gineceo i cui carpelli non sono saldati tra di loro cosicché il fiore ha tanti pistilli quante sono le foglie dei carpelli.

\Apocinàcee Famiglia di piante erbacee o erboree, a volte lianose e rampicanti, dell'ordine delle Contorte, originarie delle zone tropicali. Comprende l'oleandro e la pervinca.

\apòcino, sm. Genere di piante erbacee o sublegnose della famiglia delle Apocinacee che possiedono fiori o vasi laticiferi capaci di catturare piccoli insetti.
 @   dal greco apˇ lontano e křon, kynˇs cane.

\apocìzio, sm. Cellula a più nuclei che si può considerare come un insieme di cellule non separate da una parete i cui nuclei si formano da un nucleo unico per successive divisioni.

\apocodeìna, sf. Alcaloide derivato dalla codeina. Il suo cloridrato viene utilizzato come emetico.

\Apocolokyntosis Satira di L. A. Seneca (54).

\apòcopare, v. tr. Far subire un'apocope.

\apòcope, sf. Figura grammaticale,  →  troncamento in fine parola.

\apòcrifo, agg. Non autentico, falso. ~ spurio. <> originale.

\apocrisàrio, sm. Ambasciatore o inviato particolare dell'alto medioevo.

\Apòcriti Sottordine di Insetti Imenotteri aventi un apparato boccale lambente, succhiante o masticatore.

\apocromàtico, agg. Obiettivo soddisfacente alla condizione di aplanatismo per due colori, essendo corretto dall'aberrazione cromatica per tre colori.

\apodèma, sm. Propaggine chitinosa rigida dell'esoscheletro degli Insetti posta a livello del torace, a cui si sorreggono o si attaccano i visceri o i muscoli.

\apòdero, sm. Genere di Coleotteri della famiglia dei Curculionidi di piccole dimensioni dannosi per le piante sia allo stato larvale sia allo stato adulto.

\apodètti Magistrati incaricati di riscuotere le imposte nell'antica Atene.

\apodìa, sf. Mancato sviluppo dei piedi.

\Apòdidi Famiglia di Uccelli Apodiformi, dalle zampe corte con dita incurvate e becco largo e corto.

\Apodifórmi Ordine di Uccelli grandi volatori di medie dimensioni. Sono diffusi in Europa, Asia e Africa.

\apodìssi, sf. Nella logica aristotelica, dimostrazione ottenuta a partire da premesse vere (non da "ipotesi").
 @   dal greco apˇdeixis dimostrazione.

\apodìttica, sf. Parte della logica che studia l'apodissi e i suoi fondamenti.

\apodìttico, agg. Evidente. ~ irrefutabile, logico. <> contraddittorio.

\àpodo, agg. Senza piedi.

\apòdosi, sf. Seconda parte del periodo ipotetico o condizionale, contrapposta alla protasi.

\apofasìmeni Aderenti alla società segreta fondata dal Carlo Bianco da Saint-Jorioz nel 1830.
 @   dal greco apofasismÚnos malato inguaribile.

\apòfige, sf. Arco di cerchio o linea curva che, in un pilastro o in una colonna, unisce il fusto alla base o al capitello.

\apofillìte, sf. Fluorosilicato idrato di calcio e potassio, tetragonale.

\apòfisi, sf. In anatomia è così denominata la parte prominente o sporgente di un osso. Tra le numerose apòfisi presenti nello scheletro umano occorre ricordare quelle vertebrali, che sporgono dalle singole vertebre e vengono distinte in tre tipi (apofisi spinose, trasverse o articolari) in base alla loro forma e collocazione. Altrettanto importanti sono le apofisi presenti nel sistema scheletrico del cranio. Si trovano in corrispondenza della sella turcica e delle piccole ali dello sfenoide (apofisi clinoidea e pterigoidea) e dell'osso mastoide temporale (apofisi mastoidea).

\apofonìa, sf. Alternanza, nella stessa sillaba radicale o suffissale di una parola, di vocali, diverse per qualità o quantità.

\apoftègma, sm. Breve sentenza proverbiale. ~ massima.

\apogèo, sm. 1 Posizione di un corpo celeste nel momento in cui viene a trovarsi alla massima distanza dalla Terra. In questo punto il corpo raggiunge la sua minima velocità orbitale. <> ipogeo. 2 Punto culminante. ~ vertice. <> fondo.
 X   sm. apogee.

\apògrafo, sm. Copia da un manoscritto autografo.

\apòlide, sm. e sf. Chi non ha cittadinanza in nessuno stato.
 X   sm. e sf. stateless person.

\apoliticità, sf. L'essere apolitico.

\apolìtico, agg. Estraneo alla politica. ~ qualunquista. <> politicizzato.

\Apollinaire, Guillaume (Roma 1880-Parigi 1918) Pseudonimo di Wilhelm Apollinaris de Kostrowitzky. Poeta francese. Figlio naturale di un ufficiale italiano e di una nobildonna polacca. Nel 1903 si stabilì a Parigi dove conobbe P. Picasso, G. Braque e H. Matisse. Sostenne i fauves, i cubisti e i futuristi. Combatté nella prima guerra mondiale e fu ferito. Alcool è oggi considerato il capolavoro di Apollinaire, insieme con Calligrammi (1918), raccolta di poesie tra le quali compaiono componimenti con figurazioni tipografiche suggerite dai contenuti del testo poetico. Fra le altre opere in prosa, si ricordano L'eresiarca & C., Il poeta assassinato (1916), ispirato alle esperienze al fronte e il dramma surrealista Le mammelle di Tiresia (1917).

\Apollinàre (sec. II-III) Santo, primo vescovo di Ravenna. Morì martire. A lui sono dedicate due stupende basiliche in Ravenna.
Apollinare detto il Giovine
(Laodicea 310 ca.-390 ca.) Vescovo di Laodicea. Anticipò il monofisismo nella controversia antiariana sulle due nature di Cristo, sostenne cioè che in Cristo fosse presente la natura divina, ma non una umanità completa. Compose anche opere in prosa e in versi che sostituirono i testi pagani proibiti dall'imperatore Giuliano.

\apollinarìsmo, sm. Dottrina eretica di Apollinare di Laodicea per la quale il Verbo si sarebbe unito direttamente al corpo di Gesù Cristo e non alla sua anima umana.

\apollìneo, agg. Di Apollo, degno di Apollo; di forme perfette. ~ armonioso. <> mostruoso.

\apòllo, sm. Uomo di grande bellezza.
Insetto (Parnassius apollo) della famiglia dei Papilionidi e dell'ordine dei Lepidotteri. Raggiunge la lunghezza di 5 cm; ne esistono più di 500 razze differenti.

\Apòllo (astronautica) Programma americano di esplorazioni spaziali, creato nel 1960 dalla NASA, con l'obiettivo di far sbarcare l'uomo sulla Luna. Esso prevedeva capsule per il trasporto degli astronauti, due dei quali avrebbero potuto posare il piede sulla crosta lunare, utilizzando un modulo specifico (LEM). L'obiettivo venne raggiunto, dopo vari tentativi, il 21 luglio del 1969 (Apollo 11).

\Apòllo (mitologia) Dio greco della bellezza, protettore della medicina e ispiratore della poesia, della danza, della musica e della filosofia. Figlio di Zeus e di Latona, fratello di Artemide, fu identificato con il Sole, da cui il nome di Febo, raggiante. Era particolarmente venerato a Delfi, ove profetizzava per bocca della Pizia. Amò Dafne che fu tramutata in alloro per essergli sfuggita.

\Apollo 13 Film drammatico, americano, (1995). Regia di Ron Howard. Interpreti: Tom Hanks, Bill Paxton, Kevin Bacon. Titolo originale: Apollo 13

\Apollo Musagete Balletto in un atto, musica e libretto di I. Stravinskij (Washington, 1928).

\Apollodòro di Damàsco (Prima metà del II sec. d. C.) Architetto e scultore greco. Originario della Siria, lavorò a Roma come architetto civile e militare alle dipendenze degli imperatori Traiano e Adriano. Tra le opere il foro di Traiano, i mercati traianei (108-117) e la colonna traiana (110-113) a Roma.

\Apollònio di Atène (I sec. a. C.) Scultore greco. Tra le opere a lui attribuite Torso del Belvedere (ca. 50, Vaticano, Musei Vaticani) e Pugilatore in riposo (ca. 50, Roma, Museo Nazionale Romano).

\Apollònio di Pèrge (Perge 262?-180 a. C.) Matematico greco. Contemporaneo di Archimede, fu autore di un importantissimo trattato geometrico (Le coniche).

\Apollònio Ròdio (ca. 295-215 a. C.) Poeta greco. Tra le opere Le argonautiche.

\Apollósa Comune in provincia di Benevento (2.563 ab., CAP 82010, TEL. 0824).

\apologèta, sm. 1 Autore di apologie. 2 Chi si atteggia a difensore di un personaggio, di una dottrina. ~ sostenitore. <> detrattore.

\apologètica, sf. 1 L'attività e l'opera degli apologeti cristiani, a difesa e dimostrazione del carattere divino della Rivelazione. 2 Letteratura volta alla difesa o all'esaltazione di una dottrina, di un personaggio.
 @   lat. apologeticus, dal greco apologetikos, deriv. da apologeisthai parlare a propria difesa.

\apologètico, agg. Volto a difendere, a esaltare. ~ elogiativo. <> denigratorio.
 X   agg. apologetic.

\Apologeticum Prosa di Q. S. F. Tertulliano (197).

\Apologia Opera di oratoria di L. Apuleio (ca. 157).

\apologìa, sf. Discorso o scritto in difesa o per esaltazione di sé o di altri. ~ panegirico. <> stroncatura.
 X   sf. apologia.
 @   lat. tardo apologia, dal greco apologýa.

\Apologia di Socrate Opera di filosofia di Platone (ca. 399 a. C.).
Apologia di Socrate
Opera di storia di Senofonte (V-IV sec. a. C.)

\apologìstico, agg. Che mira a difendere o a esaltare.

\apologizzàre, v. intr. Fare un'apologia di una dottrina, una persona o altro.

\apòlogo, sm. Narrazione con intenti morali. ~ parabola.

\apomorfìna, sf. Sostanza derivata dalla morfina che provoca il vomito.

\aponeuròsi, sf. Termine medico che designa organi costituiti da tessuto connettivo fibroso legati all'apparato muscolare.

\aponogèton, sm. invar. Denominazione dell'unico genere di Aponogetonacee, piante erbacee acquatiche perenni, caratterizzare da fiori bianchi profumati e da foglie galleggianti o sommerse. Sono originarie di Australia e Africa tropicale.

\apoplessìa, sf. Improvvisa disfunzione di un organo, dovuta a un disturbo circolatorio. La forma più pericolosa è l'apoplessia cerebrale, che causa perdita di conoscenza, alterazioni della respirazione e delle pulsazioni cardiache. Mentre nelle sue manifestazioni più lievi si ha un miglioramento quasi immediato, nei casi più gravi può comportare emiparesi o anche la morte. Il soggetto colpito da apoplessia deve essere subito disteso in un ambiente aerato e con capo e spalle leggermente rialzati.

\apoplèttico, agg. Che deriva da apoplessia o ne presenta i sintomi.

\apoproteìna, sf. La parte proteica di una proteina che, oltre agli amminoacidi, contiene anche altri gruppi chimici.

\aporèma, sm. Nella logica di Aristotele, sillogismo che si chiude con due proposizioni di uguale valore in contraddizione.

\aporìa, sf. (dal greco απορια: strada impraticabile, e, poi, dubbio) Difficoltà logica di fronte a due argomenti incompatibili entrambi possibili.

\Apòrti, Ferrànte (San Martino dall'Argine 1791-Torino 1858) Pedagogista. Fu fondatore degli asili d'infanzia, nei quali veniva data grande importanza al gioco e al lavoro manuale.

\aposiopèsi, sf. Repentina interruzione di una frase che però lascia intendere ciò che non si dire. ~ reticenza.

\apostasìa, sf. Ripudio pubblico e solenne della propria religione. ~ abiura. <> fedeltà.

\apòstata, sm. e sf. Chi compie apostasia. ~ rinnegato.

\apostatàre, v. intr. 1 Rinnegare la propria religione. 2 Discostarsi da una dottrina di pensiero o da un partito.

\apostolàto, sm. 1 La missione degli apostoli di Gesù. 2 Opera di propaganda di verità di fede. ~ proselitismo.

\apostolicaménte, avv. In modo apostolico.

\apostòlici Denominazione di diverse sette religiose medievali che volevano imitare la vita degli apostoli.

\apostolicità, sf. 1 Tendenza dell'antichità di far derivare una chiesa dagli apostoli e dai lori diretti discendenti. 2 Qualità di ciò che è apostolico.

\apostòlico, agg. 1 Proprio di chi fa opera di apostolo. virt¨ apostoliche. 2 Che deriva la sua autorità direttamente dagli apostoli. 3 Papale. benedizione apostolica.
 X   agg. apostolic.
 @   lat. apostolicus, dal greco apostolikos.

\apòstolo, sm. 1 Ognuno dei dodici discepoli scelti da Gesù Cristo. 2 Chi diffonde con ardore un'idea. ~ divulgatore. <> oppositore.
 X   sm. apostle.
 @   lat. apostulus, dal greco apost˛los inviato.

\apostrofàre, v. tr. 1 Segnare una parola con l'apostrofo. 2 Interpellare con tono di aspro rimprovero o di sdegno. ~ redarguire.
 X   v. tr. 1 (gramm.) to apostrophize. 2 (rivolgersi) to address.

\apòstrofe, sf. Il rivolgersi improvvisamente e in modo concitato a persona o a cosa personificata. ~ invettiva.

\apòstrofo, sm. Segno (') che indica la caduta di una vocale o di una sillaba, sia in casi di "elisione" (come un'arte, cent'anni, quell'uomo) che di "troncamento" (come fa' invece di fai, di' invece di dici, va' invece di vai, be' invece di bene, po' invece di poco). Si usa anche per indicare la caduta di alcune cifre inziali, soprattutto nell'indicazione degli anni ('15-'18 al posto di 1915-1918).  Nota. Quando si va a capo la sequenza di parole io quell'uomo lo conosco Ŕ errato spezzarla in  io quello  e  uomo non lo conosco: va spezzata in  io quell'  e  uomo non lo conosco: Ŕ solo una vecchia regola scolastica il divieto dell'uso dell'apostrofo alla fine di una riga che, in realtÓ, era solo legata ad un vecchio uso tipografico.
 X   sm. apostrophe.

\apotèca, sf. Locale della casa romana che era adibito a deposito dei viveri.

\apotèma, sm. 1 Nei poligoni regolari la distanza del centro dai lati; nella piramide retta, la distanza del vertice da un lato di base; nel cono circolare retto, la distanza del vertice dalla circonferenza di base.  +    2 deposito di colore scuro che compare in infusioni e decotti dopo esposizione allĺaria.

\apoteòsi, sf. 1 Assunzione al cielo di un mortale. ~ deificazione. 2 Celebrazione, glorificazione di una persona o di un evento. ~ esaltazione. 3 Splendore, trionfo. ~ tripudio. <> caduta, crollo.
 X   sf. apotheosis.
 @   lat. tardo apotheosis, dal greco apothŔosis deificazione.

\apotropàico, agg. Che allontana gli influssi malefici.

\app  →  "applicazione", significato 4.

\appaciàre, v. tr. Mettere d'accordo. ~ sedare.

\appacificàre, v. tr. Mettere d'accordo, ridurre in pace.
 @   da a-+ pacificare.

\appagàbile, agg. Che si può appagare.

\appagaménto, sm. L'appagare, l'essere appagato. ~ soddisfazione. <> scontento.
 X   sm. satisfaction, gratification.

\appagàre, v. v. tr. Soddisfare, esaudire. ~ accontentare. <> deludere.
v. intr. pron. Accontentarsi, essere soddisfatto.
 X   v. tr. 1 to satisfy, to gratify. v. intr. pron. to be content, to be satisfied.
 @   da a-+ lat. pacare mettere in pace.

\appaiàre, v. v. tr. Unire insieme due cose o persone; accoppiare. ~ abbinare. <> separare.
v. rifl. Unirsi in coppia.
 X   v. tr. to pair, to match.

\Appalàchi Sistema montuoso nordamericano, che si allunga per circa 2.200 km dalla foce del San Lorenzo fino allo stato dell'Alabama. Si tratta di un sistema molto antico, risalente al Paleozoico, le cui asperità originali sono state erose dagli elementi e che presenta punte massime di circa solo 2.000 m di altezza. La catena, che corre parallela alla costa atlantica, è divisa dal fiume Hudson in due parti: a nord i monti della Nuova Inghilterra, con i massicci arrotondati delle Green Mountains, White Mountains e Berkshire Hills; a sud il complesso sistema dei monti Allegheny e delle Blue Ridge Mountains insieme con altipiani e valli alluvionali colmate di detriti (Great Valley). La regione è ricca di risorse minerarie e coperta da folta vegetazione (foreste latifoglie).

\Appalachiàno Sistema montuoso degli Stati Uniti orientali e del Canada sudorientale che si estende dal golfo di San Lorenzo all'Alabama per circa 2.500 km. I principali rilievi sono i massicci delle Green Mountains ove svetta il monte Washington con 1.917 m e le Berkshire Hills. Il sistema più orientale comprende le Blue Ridge Mountains che raggiungono i 2.037 m con il monte Mitchell. Il sottosuolo di questo sistema montuoso è ricco di minerali, come ferro, zinco, piombo, rame e argento; non mancano anche giacimenti di carbone e petrolio.

\appallottàre, v. v. tr. Ridurre a forma di pallottola. ~ appallottolare.
v. rifl. Raggomitolarsi, rannicchiarsi. ~ appallottolarsi.

\appallottolàre, v. v. tr. Ridurre in pallottola. ~ accartocciare. <> distendere, stirare.
v. intr. pron. o rifl. Avvolgersi formando una pallottola. ~ raggomitolarsi.

\appaloosa, sm. Cavallo da sella dal mantello maculato, originario dell'America settentrionale.

\appaltànte, agg. e sm. Che, chi dà un appalto.

\appaltàre, v. tr. Prendere o dare in appalto.
 X   v. tr. 1 (dare in appalto) to award a contract, to allocate a contract. 2 (prendere in appalto) to contract.

\appaltatóre, agg. e sm. Che, chi prende in appalto.
 X   sm. contractor.

\appàlto, sm. Contratto con cui l'appaltatore assume a proprio rischio l'esercizio di un'attività o l'esecuzione di un'opera in cambio di un corrispettivo in denaro. ~ concessione.
 X   sm. 1 contract. 2 (dare in appalto) to allocate a contract. 3 (prendere in appalto un lavoro) undertake a job on contract.
 @   lat. mediev. apaltus.

\appannàggio, sm. Assegno annuo spettante ai capi di stato. ~ dotazione.

\appannaménto, sm. L'appannare, l'appannarsi, l'essere appannato.

\appannàre, v. v. tr. Rendere opaca una cosa lucida. ~ velare. <> schiarire. il vapore appann˛ i vetri.
v. intr. pron. 1 Velarsi per il vapore. i vetri dell'auto si appannarono. 2 Offuscarsi. la vista gli si appann˛.
 X   v. tr. to mist, to dim. v. intr. pron. to mist up, to mist over, to grow dim.
 @   da a-+ deriv. da panno.

\appannàto, agg. Opaco, offuscato. ~ annebbiato. <> cristallino.

\apparàto, sm. 1 Preparativo appariscente. ~ sfarzo. adornare con grandi apparati. 2 Insieme di congegni o di organi che svolgono una funzione. ~ strumentazione. apparato digerente. 3 L'insieme dei membri dirigenti di un partito.
 X   sm. 1 equipment, machinery. 2 (anat.) apparatus.
 @   lat. apparatus,-us.

\apparatóre, sm. 1 Nell'Ottocento, addetto all'apparato scenico teatrale. 2 Tappezziere che attende alla messa in opera di parati.

\apparecchiàre, v. tr. Preparare. ~ approntare. <> sparecchiare.
 X   v. tr. to set, to lay the table.

\apparecchiatùra, sf. Insieme di apparecchi, impianti e strumenti coordinati per funzioni specifiche. ~ attrezzatura.
 X   sf. 1 (macchina) device, machine. 2 (impianto) equipment.

\apparécchio, sm. 1 Complesso di dispositivi destinati a una certa funzione. ~ dispositivo. 2 Aeroplano. ~ velivolo.
 X   sm. 1 piece of apparatus, device. 2 (congegno) device. 3 (radio, TV, telefono) set. 4 (aeroplano) aircraft, (americ.) airplane.

\apparentaménto, sm. L'apparentare, l'apparentarsi.

\apparentàre, v. v. tr. Legare con vincoli di parentela; collegare, mettere in relazione. ~ equiparare. <> differenziare.
v. rifl. Imparentarsi con qualcuno; collegarsi, associarsi.

\apparènte, agg. 1 Manifesto. ~ evidente. <> nascosto. 2 Che sembra e non è. ~ illusorio. <> effettivo.
 X   agg. 1 apparent. 2 (certo, evidente) clear, evident.
Magnitudine apparente
Luminosità di una stella: dipende dalla distanza da cui viene osservata, pertanto essa indica in realtà la sua luminosità assoluta ridotta di un fattore proporzionale alla distanza.

\apparenteménte, avv. In modo apparente, a prima vista. ~ in apparenza. <> effettivamente.

\apparènza, sf. Manifestazione esteriore di solito non corrispondente alla realtà. ~ parvenza. <> sostanza. giudicare in base alle apparenze; l'apparenza inganna.
 X   sf. appearance.
 @   lat. apparentia, deriv. da apparere apparire.

\apparigliàre, v. tr. Accoppiare, mettere in pariglia.

\apparìre, v. intr. 1 Mostrarsi allo sguardo. ~ comparire, emergere. <> sparire. all'improvviso le apparve la Madonna. 2 Mettersi in vista. 3 Sembrare. ~ parere. appariva molto sicuro di ci˛ che faceva. 4 Risultare in modo chiaro. appare evidente che non possiamo pi¨ metterci d'accordo.
 X   v. intr. to look, to appear, to seem.
 @   lat. apparere.

\appariscènte, agg. 1 Vistoso, chiassoso. ~ spettacolare. <> discreto, sobrio. 2 Pacchiano. ~ pretenzioso. <> modesto.
 X   agg. 1 showy, ostentatious. 2 (colore) gaudy. 3 (bellezza) striking.

\appariscènza, sf. Vistosità. ~ chiassosità.

\apparitóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi prende in appalto.

\apparizióne, sf. L'apparire, soprattutto di cose soprannaturali. ~ comparsa, visione. <> sparizione.
 X   sf. apparition.
 @   lat. apparitio,-onis, deriv. da apparere apparire.

\appartaménto, sm. Insieme di stanze che costituiscono un'abitazione all'interno di un edificio. ~ alloggio.
 X   sm. flat, (americ.) apartment.
 @   spagn. apartamiento, deriv. da apartarse appartarsi.

\Appartamento, L' Film commedia, americano (1960). Regia di Billy Wilder. Interpreti: Jack Lemmon, Shirley MacLaine, Fred MacMurray. Titolo originale: The Apartment

\appartàre, v. v. tr. Mettere in disparte. ~ allontanare.
v. rifl. Mettersi in disparte. ~ appallottolarsi.

\appartàrsi, v. rifl. 1 Isolarsi. ~ estraniarsi. 2 Allontanarsi. ~ ritirarsi.
 X   v. rifl. to withdraw.
 @   da a-+ deriv. da parte.

\appartàto, agg. 1 Di luogo fuori mano; segreto, nascosto, romito, sperduto. ~ isolato. <> frequentato. 2 Di persona, solitario. ~ introverso. <> socievole.
 X   agg. (luogo) secluded.

\appartenènza, sf. L'appartenere, il far parte; attinenza, spettanza, origine. ~ relazione.

\appartenére, v. intr. 1 Essere di proprietà di qualcuno. 2 Far parte. 3 Concernere, spettare, toccare. ~ riguardare.
 X   v. intr. to belong to.
 @   lat. tardo adpertinere.

\appassiménto, sm. L'appassire, l'appassirsi.

\appassionànte, agg. Avvincente, entusiasmante. ~ travolgente.
 X   agg. gripping, riveting.

\appassionàre, v. v. tr. Destare passione; interessare, coinvolgere. ~ prendere. <> annoiare.
v. intr. pron. Essere preso da passione; accalorarsi, infervorarsi, infiammarsi. ~ entusiasmarsi.
 X   v. tr. to thrill. v. intr. pron. to develop a passion for.
 @   da a-+ deriv. da passione.

\appassionataménte, avv. Con passione, con ardore; devotamente, fervorosamente, entusiasticamente, focosamente. ~ passionalmente.

\appassionàto, agg. e sm. agg. Che ha carattere di passione; che esprime una passione. ~ ardente, intenso. <> freddo.
agg. e sm. Chi coltiva un particolare interesse per qualcosa. ~ entusiasta. <> apatico.
 X   agg. 1 passionate. 2 (entusiasta) keen on, fond of.

\appassìre, v. v. intr. 1 Detto di fiori, perdere la freschezza, avvizzire. ~ sfiorire. 2 Detto di bellezza, illanguidire. ~ inaridire. <> ringiovanire.
v. intr. pron. Sfiorire. ~ avvizzire.
 X   v. intr. pron. 1 to wither. 2 (fig.) to fade.
 @   da a-+ deriv. da passo vizzo.

\appassìto, agg. Sfiorito. ~ avvizzito.

\appeal, sm. invar. Richiamo, attrazione. ~ fascino.

\appeasement, sm. invar. Politica conciliante che tende a raggiungere accordi e a evitare attriti con l'avversario, anche a prezzo di concessioni.

\Appel, Carel (Amsterdam 1921-Zurigo 2006) Pittore olandese. Tra le opere Personaggio (1958, Colonia, Wallraf-Richartz Museum).

\appellàbile, agg. Che ammette il ricorso in appello. ~ impugnabile.

\appellabilità, sf. Implicita possibilità di ricorso in appello. ~ impugnabilità.

\appellànte, agg., sm. e sf. Che, chi ricorre in appello.

\appellàre, v. v. tr. Chiamare. ~ denominare.
v. intr. pron. 1 Fare appello. ~ ricorrere. 2 Impugnare una sentenza mediante appello.
 X   v. intr. pron. to appeal.

\appellatìvo, agg. e sm. agg. 1 Relativo ad appello. 2 Nome comune. ~ denominazione.
sm. Soprannome. ~ epiteto.
 X   sm. appellation.

\appellatòrio, agg. D'appello.

\appèllo, sm. 1 Il chiamare in ordine alfabetico i componenti di un gruppo, turno di una sessione di esami universitari. ~ chiamata. mancare all'appello, non essere presente. 2 Mezzo di impugnazione contro una sentenza di primo grado. ricorrere in appello. 3 Invocazione o richiesta di aiuto, di solidarietà. ~ preghiera. in molti raccolsero quel disperato appello.
 X   sm. 1 roll-call. 2 (implorazione) call, appeal. 3 (fare appello a) to appeal to. 4 (ricorrere in appello) to appeal.
 @   deriv. da appellare.

\appéna, avv. e cong. avv. 1 A stento, a malapena. avevano viveri per appena un giorno. 2 Da poco. ~ ora. Ŕ appena arrivato. 3 Soltanto. ~ solo. salut˛ appena l'amico.
cong. Subito dopo che, nel momento in cui. ~ quando. appena fu visto, inizio la corsa.
 X   avv. 1 (a stento) hardly, scarcely. 2 (da poco) just. cong. as soon as.
 @   da a-+ pena.

\appèndere, v. v. tr. 1 Fissare in alto qualcosa in modo che rimanga sospesa. ~ agganciare. <> staccare. 2 Impiccare.
v. rifl. Attaccarsi.
 X   v. tr. to hang up.

\appendiàbiti, sm. Attaccapanni, gruccia. ~ ometto.

\appendicalgìa, sf. Stato doloroso che interessa l'appendice.

\appendìce, sf. 1 Parte aggiunta ma non essenziale. ~ supplemento. 2 Prolungamento dell'intestino cieco. Viene detta anche tonsilla addominale.  +   3 Parte del giornale, in cui fare pubblicazioni di opere a puntate. romanzo di appendice.
 X   sf. 1 appendage. 2 (di libro) appendix. 3 (romanzo d'appendice) popular serial.
 @   lat. appendix,-icis, deriv. da ad-+ deriv. da pendere.

\appendicectomìa, sf. Asportazione chirurgica dell'appendice vermiforme dell'intestino cieco.

\appendicìte, sf. Infiammazione dell'appendice del cieco che, a causa del ridotto diametro interno, si ostruisce facilmente, si ulcera e viene infettata dai batteri intestinali. L'appendicite acuta si manifesta con dolori addominali, che diventano sempre più intensi con il progredire dell'infezione, e può evolvere in flemmonosa e quindi in gangrenosa, caratterizzata da necrosi dell'appendice. In questi due ultimi stadi, esiste anche il rischio di perforazione e conseguente peritonite. L'unica terapia possibile è quella chirurgica.
 X   sf. appendicitis.

\appendicolàre, agg. Dell'appendice.

\Appendicolàrie Classe dei Cordati, sottotipo degli Urocordati, nel sottoregno animale dei Metazoi, gruppo dei Deuterostomi. Comprende piccoli animaletti diafani, dal corpo tronco ovoidale dotato di coda e due pinne.

\appendigònne, sm. Tipo di gruccia per appendere le gonne nell'armadio.

\Appendix Virgiliana Opera di poesia attribuita a Virgilio (seconda metà I sec. a. C.).

\appennellàre, v. tr. Affondare un'ancora vicino a un'ancora più grande per rinforzare l'ancoraggio di una nave.

\Appennìni Catena montuosa della penisola italiana, lunga circa 1.300 km dalla Liguria alla Calabria e che continua in Sicilia con i monti Peloritani. La catena forma l'ossatura della penisola: l'Appennino ligure è a ridosso della costa e si svolge in senso est ovest, prolungandosi nell'emiliano-romagnolo fino all'altezza massima di 2.165 m nel monte Cimone; sulla catena principale si innestano rami secondari digradanti e percorsi da fiumi. L'Appennino toscano conta accanto alla formazione delle Alpi Apuane, molti rilievi preappenninici tra cui i monti del Chianti, il Pratomagno e la Garfagnana. L'Appennino centrale si sviluppa in numerose catene in senso longitudinale, i monti Reatini (Terminillo, 2.213 m), i monti Sibillini (Vettore, 2.478 m), i monti della Laga (Gorzano, 2.455 m), i monti Sabini, il gruppo della Maiella (2.795 m) e del Gran Sasso d'Italia (Corno, 2.914 m). Nella parte meridionale la catena si riavvicina alla costa tirrena a partire dalla Campania con i monti Lattari; imponenti sono il massiccio del Cilento, il Matese e le catene dei monti Picentini. Il massiccio del Pollino in Calabria (2.265 m) segna il termine dell'Appennino peninsulare e dà inizio alla serie di formazioni (la catena Costiera, la Sila, l'Aspromonte e le Serre) che compongono il sistema calabro-peloritano connesso con i rilievi montuosi della Sicilia.
 X   Apennines.
Appennini
Nome, di chiara origine terrestre, di una catena montuosa della superficie lunare; un'altra è denominata Carpazi. Anche la faccia oscura della Luna presenta formazioni montuose e crateri da impatto.

\appennìnico, agg. Dell'Appennino.

\Appenzell-Ausser Rhoden Semicantone (54.000 ab.) della Svizzera, a sud-ovest di San Gallo, di religione protestante e lingua tedesca, capitale Herisau. Le risorse economiche sono legate principalmente all'allevamento di bestiame, all'industria tessile (manifatture di pizzi e ricami) e al turismo.

\appercepìre, v. tr. 1 Apprendere nozioni nuove. ~ assimilare. 2 Percepire consapevolmente. ~ avvertire.

\appesantiménto, sm. L'appesantire, l'appesantirsi, l'essere appesantito.

\appesantìre, v. v. tr. 1 Rendere pesante. ~ caricare. <> alleggerire. 2 Rendere più difficile. ~ complicare. <> semplificare.
v. intr. pron. 1 Diventare pesante o più pesante. ~ ingrassare. <> dimagrire. 2 Di palpebre, intorpidirsi.
 X   v. tr. to make heavy. v. intr. pron. to grow stout.
 @   da a-+ deriv. da pesante.

\appéso, agg. Sospeso. ~ attaccato.
 X   agg. hanging on.

\appestàre, v. tr. 1 Riempire di cattivo odore. ~ ammorbare. <> profumare. 2 Corrompere. ~ inquinare. 3 Contagiare. ~ infettare.

\appestàto, agg. e sm. 1 Malato di peste. 2 Reietto. ~ emarginato. 3 Puzzolente, repellente. ~ nauseabondo.

\appetènte, agg. Desideroso. ~ voglioso.

\appetènza, sf. Voglia di mangiare.

\appetìbile, agg. Desiderabile. ~ allettante. <> sgradevole.

\appetìre, v. tr. Desiderare vivamente. ~ bramare. <> disdegnare.

\appetìto, sm. 1 Il desiderio di cibo. ~ fame. 2 Desiderio di soddisfare i sensi. ~ voglia. <> avversione.
 X   sm. appetite.
 @   lat. appetitus,-us deriv. da appetere desiderare.
L'appetito viene mangiando. Citazione attribuita al vescovo de Hangest da Rabelais nel Gargantua.

\appetitóso, agg. 1 Gustoso. ~ stuzzicante. <> insipido, nauseante. 2 Attraente. ~ allettante. <> ripugnate.
 X   agg. 1 appetizing, tasty. 2 (fig.) desirable, attractive.

\appezzaménto, sm. Porzione di terreno agricolo o edificabile.

\appezzàre, v. tr. Mettere insieme pezzo con pezzo.

\appezzatùra, sf. 1 L'appezzare, l'unire più pezzi insieme. 2 Il modo in cui sono congiunti vari pezzi. 3 I punti in cui si uniscono pezzi congiunti.

\Appia, Adolphe (Ginevra 1862-Glérolles 1928) Scenografo svizzero. Teorico del teatro, influenzò la scenografia moderna con la sua messa in scena simbolica e antinaturalistica.

\Àppia, vìa Antica strada romana voluta dal censore Appio Claudio Cieco e iniziata nel 312 a. C. Secondo il progetto originario misurava 132 miglia e collegava Roma a Capua. Successivamente nel II sec. fu prolungata fino a Benevento raggiungendo infine Taranto e Brindisi.

\appianàbile, agg. Che si può appianare.

\appianaménto, sm. L'appianare, l'appianarsi, l'essere appianato.

\appianàre, v. v. tr. 1 Rendere piano. ~ spianare. 2 Rimuovere un ostacolo. ~ agevolare. <> intralciare. 3 Dirimere. ~ risolvere. <> provocare.
v. intr. pron. Risolversi. ~ accomodarsi.
 X   v. tr. to settle, to level.

\Appiàni, Andrèa (Milano 1754-1817) Pittore. Tra le opere Apoteosi di Napoleone (1808, Tremezzo, Villa Carlotta).

\Appiàni, Vincènzo (Monza 1850-Milano 1932) Pianista. Svolse un'intensa attività concertistica. Dal 1874 passò all'insegnamento, prima al Collegio Reale delle Fanciulle e dal 1893 al conservatorio di Milano.

\Appiàno Gentìle Comune in provincia di Como (6.766 ab., CAP 22070, TEL. 031).

\Appiàno sùlla Stràda dél Vìno (in ted. Eppan An Der Weinstrasse) Comune in provincia di Bolzano (10.914 ab., CAP 39057, TEL. 0471). Centro agricolo (coltivazione di frutta e uva). Vi si trovano fortificazioni costruite tra il XII e il XVI sec. Gli abitanti sono detti Appianesi o Eppaner.

\appiattare, v. v. tr. Nascondere. ~ celare. <> mostrare.
v. rifl. Nascondersi. ~ occultarsi. <> svelarsi.

\appiattàrsi, v. rifl. Nascondersi rannicchiandosi.
 X   v. rifl. to flatten, to squat, to crouch down.

\appiattiménto, sm. 1 L'appiattire, l'essere appiattito. 2 Schiacciamento ai poli di un corpo celeste.
 X   sm. flattening.

\appiattìre, v. v. tr. 1 Rendere piatto. ~ schiacciare. 2 Livellare. ~ equiparare. <> diversificare.
v. intr. pron. o rifl. 1 Farsi piatto. ~ schiacciarsi. gli si appiattý il cappello dal colpo ricevuto. 2 Livellarsi, uniformarsi. ~ omogeneizzarsi. <> distinguersi.
 X   v. tr. to flatten, to level.
 @   da a-+ deriv. da piatto.

\appiccàgnolo, sm. Cosa a cui si possa appiccare alcunché; pretesto.

\appiccàre, v. tr. 1 Attaccare, sospendere. ~ impiccare. 2 Dar fuoco. ~ accendere. <> spegnere.
 X   v. tr. to set on fire, to set fire to.

\appiccicàre, v. v. tr. 1 Attaccare con una sostanza vischiosa. ~ incollare. <> scollare. appiccicare con lo sputo, attaccare in malo modo. 2 Attribuire. ~ affibbiare. gli appiccicarono allora quel nomignolo.
v. intr. pron. o rifl. Attaccarsi. gli si appiccic˛ quel tizio e dovette subirlo per tutta la giornata.
 X   v. tr. to stick. v. intr. to be sticky.
 @   da appicciare.

\appiccicatìccio, agg. 1 Viscoso. ~ attaccaticcio. 2 Detto di persona, appiccicoso. ~ fastidioso. <> discreto.

\appiccicatùra, sf. L'appiccicare, l'appiccicarsi; ciò che è appiccicato.

\appiccicóso, agg. 1 Che appiccica. ~ appiccicaticcio. 2 Detto di persona importuna e molesta. ~ molesto.
 X   agg. 1 sticky. 2 (persona) clinging.

\appìcco, sm. Parete di roccia o di ghiaccio perfettamente verticale.

\appiè, o a piè, avv. Nella locazione avverbiale appiŔ di, al piede di. ~ sotto.

\appiedàre, v. tr. Ridurre a piedi, far scendere qualcuno da un veicolo.

\appiedàto, agg. 1 Smontato da cavallo. 2 Nell'ippica, relativo al fantino che viene squalificato o sospeso per aver commesso scorrettezze durante la corsa.

\appièno, avv. Completamente. ~ pienamente. <> parzialmente, limitatamente.
 X   avv. fully.

\appigionàre, v. tr. Dar a pigione, affittare. ~ locare.

\appigliàrsi, v. rifl. 1 Aggrapparsi. ~ afferrarsi. <> staccarsi. 2 Appoggiarsi. ~ appellarsi.
 X   v. rifl. to take hold of, to cling to.

\appìglio, sm. 1 Punto di sostegno. ~ appoggio. 2 Pretesto. ~ scusa.
 X   sm. 1 hold. 2 (pretesto) pretext.
 @   deriv. da appigliare.

\Appignàno Comune in provincia di Macerata (3.726 ab., CAP 62010, TEL. 0733).

\Appignàno dél Trónto Comune in provincia di Ascoli Piceno (1.962 ab., CAP 63042, TEL. 0736).

\appinzàre, v. tr. Pungere, specialmente di insetti.

\appinzatùra, sf. Atto ed effetto dell'appinzare; puntura di insetti.

\àppio, agg. e sm. agg. Di opere pubbliche dell'antica Roma la cui costruzione risale al periodo in cui fu censore Appio Claudio Ceco.
sm. Denominazione di varie Ombrellifere tra le quali vi è anche il sedano.

\Àppio Clàudio Cràsso (sec. V a. C.) Patrizio romano. Fu console nel 471 e 451 a. C. e a capo dei decemviri che redassero le Dodici Tavole; legato all'episodio di Virginia, morì in carcere, forse suicida.

\Àppio Clàudio il Cièco (sec. IV-III a. C.) Romano, censore nel 310 ca. e console nel 307 e 296 a. C. Nel 280 si oppose alla pace con Pirro. Fece costruire il primo acquedotto e l'omonima via. Secondo la leggenda venne accecato dagli dei per le sue riforme religiose.

\appiòmbo, avv. e sm. avv. Perpendicolarmente.
sm. Direzione verticale, come quella del filo a piombo usato dai muratori.

\appioppàre, v. tr. 1 Rifilare, accollare. ~ affibbiare. 2 Dare. ~ mollare. 3 Attribuire. ~ assegnare.
 X   v. tr. to deal, to give, to palm off.

\appisolàrsi, v. intr. pron. Assopirsi. ~ addormentarsi. <> svegliarsi.
 X   v. intr. pron. to snooze off, to doze off.

\applaudìre, v. tr e intr. 1 Esprimere ammirazione con battimani. <> fischiare. 2 Elogiare. ~ acclamare. <> disapprovare.
 X   v. tr. e intr. to clap, to applaud.
 @   lat. applaudere.

\applàuso, sm. 1 Battimani. <> fischio. 2 Plauso. ~ lode. <> biasimo.
 X   sm. applause.
 @   lat. applausus,-us, deriv. da applaudere.

\applausòmetro, sm. Apparecchio che misura l'intensità degli applausi.

\Apple Computer Inc. Società statunitense specializzata nella produzione di personal computer. Fu fondata nel 1976 da Steve Jobs e Steve Wosniak a Copertino in California.

\Appleton, Edward Victor (Bradford 1892-Edimburgo 1965) Fisico inglese. Le sue ricerche sulla ionosfera gli fecero conseguire il premio Nobel nel 1947.

\applicàbile, agg. Che si può applicare.

\applicabilità, sf. L'essere applicabile.

\applicàre, v. v. tr. 1 Far aderire una cosa su un'altra. ~ apporre. <> staccare. 2 Mettere in atto. 3 Assegnare. ~ attribuire.
v. rifl. Dedicarsi intensamente a qualcosa. ~ consacrarsi. <> disinteressarsi.
 X   v. tr. 1 to apply. 2 (legge, regolamento) to enforce. 3 (mettere) to put.
 @   lat. applicare.

\applicatìvo, agg. Che concerne l'applicazione.

\applicàto, agg. e sm. agg. Detto di scienza utilizzata per la soluzione di problemi di carattere pratico.
sm. Impiegato con mansioni esecutive.

\applicatóre, sm. 1 Chi applica. 2 Strumento utilizzato per applicare qualcosa.

\applicazióne, sf. 1 L'applicare, l'applicarsi, l'essere applicato. 2 Concentrazione, impegno. ~ cura. <> disinteresse. per migliorare in questo sport, ci vuole molta applicazione. 3 In matematica, sinonimo di funzione, usato soprattutto quando gli input o gli output non sono numerici.   +   4 Programma che specializza il funzionamento di un computer in una particolare attività. Si usa l'espressione abbreviata app per indicare le versioni semplificate delle applicazioni, che operano anche sui cellulari e su altri piccoli dispositivi mobili, od anche per indicare in generale tutte le applicazioni che operano su un personal computer. 5 Guarnizione applicata ad abiti o biancheria. 6 Impiego. questo arnese ha vari campi di applicazione.
 X   sf. 1 application. 2 (legge, regolamento) enforcement.

\applique, sf. invar. Portalampada fissato alla parete.
 X   sf. wall lamp.

\appoderàre, v. v. tr. 1 Dividere un territorio in poderi. 2 Suddividere un terreno non coltivato in poderi.
v. intr. pron. Stabilirsi in un podere.

\appoggiabràccio, sm. invar. Bracciolo mobile posto su sedili di automobili e vetture ferroviarie.

\appoggiapièdi, sm. invar. Piccolo sgabello per appoggiare i piedi.

\appoggiàre, v. v. tr. 1 Avvicinare una cosa a un'altra per sorreggerla. ~ accostare. appoggi˛ la testa sul cuscino. 2 Sostenere. ~ caldeggiare. <> avversare. la sua candidatura era appoggiata da poteri forti. 3 Favorire. ~ aiutare. <> abbandonare. 4 Posare. ~ deporre. <> alzare.
v. intr. Reggersi.
v. rifl. 1 Sostenersi. ~ reggersi. 2 Basarsi sull'aiuto di qualcuno. ~ contare. appoggiarsi a dei pezzi grossi.
 X   v. tr. 1 (contro) to lean, (sopra) to put. 2 (sostenere) to support, to back. v. rifl. to lean against, to rely upon.
 @   lat. appodiare, comp. da ad-+ deriv. da podium piedistallo.

\appoggiatèsta, sm. invar. Poggiatesta.

\appoggiatùra, sf. Nota che viene eseguita sopra un accordo con funzione di abbellimento.

\appòggio, sm. 1 Sostegno. ~ supporto. cercare un punto di appoggio per la leva. 2 Persona influente in grado di sostenere. 3 Favore, aiuto. ~ protezione. LOC: dare appoggio morale.
 X   sm. support.
 @   deriv. da appoggiare.
Datemi un punto d'appoggio e sollever˛ il mondo. Frase che esprime la fiducia di Archimede nella potenza della leva.

\appollaiàrsi, v. rifl. 1 Detto di uccelli, posarsi su un ramo o su un altro sostegno. 2 Accovacciarsi. ~ accoccolarsi. <> rizzarsi.
 X   v. rifl. to perch.

\appollaiàto, agg. Situato su un'altura. ~ abbarbicato.

\appontàggio, sm. 1 L'appontare. 2 La manovra di un aereo che viene a posarsi sul ponte di una nave.
 @   dal franc. appontage, deriv. da pont ponte.

\appontàre, v. intr. Compiere la manovra di appontaggio.

\appórre, v. tr. Porre accanto, mettere sopra o sotto. ~ aggiungere. <> togliere.
 X   v. tr. to affix.
 @   lat. adponere.

\apportàre, v. tr. 1 Portare. ~ recare. 2 Provocare. ~ causare. 3 Produrre, presentare. ~ citare.
 X   v. tr. to bring about.

\apportatóre, agg. e sm. Che, chi apporta.

\appòrto, sm. 1 L'apportare, contributo. ~ aiuto. 2 Contributo di un socio alla costituzione del capitale di una società.
 X   sm. contribution.

\appositaménte, avv. 1 Apposta. ~ intenzionalmente. 2 Ad arte, opportunamente. ~ appropriatamente.
 X   avv. on purpose, specially.

\appositìvo, agg. 1 Aggiuntivo. ~ supplementare. 2 In grammatica, che ha valore di apposizione. 3 Posticcio. ~ fittizio.

\appòsito, agg. Fatto apposta per uno scopo. ~ idoneo. <> inadatto.
 X   agg. special, appropriate.

\apposizióne, sf. 1 L'apporre. 2 Sostantivo che si unisce a un nome al fine di determinarlo.

\appòsta, avv. e agg. avv. 1 Di proposito. ~ deliberatamente. <> casualmente. neanche a farlo apposta, detto di una situazione che accade casualmente. 2 Per un fine specifico. 3 Per dispetto.
agg. invar. Idoneo. ~ adatto. ti ci vuole una moglie apposta.
 X   avv. on purpose, intentionally.
 @   da a posta.

\appostaménto, sm. Luogo dove ci si apposta. ~ agguato, postazione.

\appostàre, v. v. tr. 1 Spiare una persona o un animale per tendergli un agguato. 2 Mettere in appostamento.
v. rifl. Nascondersi per tendere un agguato. ~ mimetizzarsi.
 X   v. rifl. to lie in wait.

\apprèndere, v. tr. 1 Imparare. ~ assimilare. <> disimparare. 2 Venire a sapere. <> ignorare.
 X   v. tr. 1 to learn. 2 (capire) to grasp. 3 (venire a conoscenza) to get to know.
 @   lat. apprehendere.

\apprendiménto, sm. L'apprendere, il venire a conoscenza.

\apprendìsta, sm. e sf. Chi è all'inizio di un lavoro. ~ praticante, principiante, tirocinante.
 X   sm. e sf. apprentice.
 @   deriv. da apprendere.

\apprendistàto, sm. 1 Rapporto di lavoro di tirocinio. 2 Periodo di addestramento di un apprendista. ~ training.

\apprensióne, sf. Ansia, timore, preoccupazione. ~ inquietudine. <> tranquillità.
 X   sf. apprehension, anxiety.

\apprensìva, sf. Facoltà, capacità di apprendere, conoscere.

\apprensìvo, agg. Ansioso, agitato, inquieto. ~ preoccupato. <> calmo.
 X   agg. apprehensive, anxious.

\appressàre, v. v. tr. Avvicinare. ~ accostare.
v. intr. pron. Avvicinarsi. ~ approssimarsi. <> allontanarsi.

\apprèsso, agg., avv. e prep. agg. invar. Seguente. ~ successivo.
avv. 1 Vicino. ~ accanto. LOC: ci vennero appresso. 2 Di seguito. ~ dietro. 3 In seguito. ~ dopo. lo seppe appresso cosa stava accadendo.
prep. 1 Vicino. ~ accanto. 2 Al seguito. ~ dietro. appresso quelle, giunsero delle buone notizie.
 X   avv. 1 (vicino) near, close by. 2 (più tardi) later, after. 3 (dietro) behind.
 @   lat. ad pressum.

\apprestàre, v. v. tr. 1 Preparare. ~ allestire. 2 Apportare. ~ porgere.
v. rifl. Accingersi, prepararsi. ~ disporsi.
 X   v. tr. to get ready, to prepare. v. rifl. to prepare oneself.

\apprettàre, v. tr. 1 Dare l'appretto. 2 Conciare le pelli da pelliccia.

\apprettatùra, sf. La tecnica o l'operazione dell'apprettare tessuti o pelli.

\apprètto, sm. Sostanza impiegata per conferire ai tessuti particolari proprietà, per migliorare la durata o la consistenza. Per esempio amido, per indurire oppure la cera per impermeabilizzare.
 X   sm. starch.
 @   franc. appret.

\apprezzàbile, agg. 1 Che si può apprezzare; degno di considerazione. ~ pregevole. <> disprezzabile. 2 Notevole, rilevante. ~ interessante. <> insignificante.
 X   agg. significant, valuable, appreciable.

\apprezzabilménte, avv. In modo apprezzabile. ~ parecchio, abbastanza.

\apprezzaménto, sm. 1 Commento o giudizio. ~ valutazione. 2 Stima. ~ considerazione. 3 Aumento del valore di un bene rispetto ad altri. ~ crescita.
 X   sm. appreciation.

\apprezzàre, v. tr. 1 Riconoscere il pregio di una persona o cosa; stimare. ~ ammirare. <> disprezzare. 2 Gradire. <> sdegnare.
 X   v. tr. to appreciate.
 @   lat. tardo appretiare, comp. da ad-+ deriv. da pretium prezzo.

\apprezzàto, agg. Stimato. ~ onorato. <> criticato.

\approbatività, sf. Stato mentale, che di solito è indice di un profondo disturbo del giudizio, nel quale il soggetto tende ad approvare e a rinforzare una qualsiasi opinione espressa in sua presenza.

\approcciàre, v. intr. Avvicinarsi, accostarsi. ~ approssimarsi. <> discostarsi.

\appròccio, sm. 1 Primo contatto con una persona per stabilire un rapporto. ~ avvicinamento. 2 Criterio con cui si affronta un problema, un testo. ~ metodo. 3 Inizio. 4 Profferta. ~ avance.
 X   sm. approach.

\approdàre, v. intr. 1 Giungere a riva. ~ attraccare. <> imbarcarsi. 2 Arrivare. ~ pervenire. 3 Riuscire.
 X   v. intr. to land.
 @   da a-+ deriv. da proda.

\appròdo, sm. 1 L'approdare. ~ attracco. 2 Luogo dove si approda. ~ sbocco.
 X   sm. 1 landing. 2 (posto) landing-place.
 @   deriv. da approdare.

\approfittàre, v. v. intr. Valersi di una particolare condizione a proprio vantaggio. ~ giovarsi.
v. intr. pron. Trarre vantaggio, profitto. ~ abusare.
 X   v. intr. 1 to profit by. 2 (abusare di) to take advantage of.
 @   da a-+ deriv. da profitto.

\approfittatóre, sm. Profittatore.

\approfondiménto, sm. L'approfondire, l'essere approfondito; un esame più minuzioso, più rigoroso, più attento, con un ampliamento dell'analisi.

\approfondìre, v. tr. 1 Rendere profondo o più profondo. approdondiremo il pozzo. In senso figurato, intensificare, acuire. ha approfondito il suo dolore 2 Esaminare a fondo. ~ sviscerare, esaminare dettagliatamente, analizzare, descrivere con abbondanza di particolari.
 X   v. tr. 1 to deepen, to make deeper. 2 (fig.) to study in depth.
 @   da a-+ deriv. da profondo.

\approfonditaménte, avv. In modo approfondito; analiticamente, capillarmente. ~ minuziosamente.

\approfondìto, agg. Condotto in profondità; accurato, rigoroso, dettagliato. ~ attento. <> sommario.
 X   agg. careful, thorough, in depth.

\approntaménto, sm. L'approntare, l'essere approntato. ~ allestimento.

\approntàre, v. tr. Allestire, predisporre. ~ preparare.

\appropinquàre, v. v. tr. Accostare. ~ avvicinare. <> allontanare.
v. intr. Accostarsi. ~ approcciare. <> distaccarsi

\appropinquàrsi, v. rifl. Avvicinarsi. ~ approssimarsi.

\appropriaménto, sm. L'appropriare o l'appropriarsi.

\appropriàre, v. v. tr. 1 Fare proprio; attribuirsi in proprietà. 2 Rendere adatto, conveniente. ha appropriato il comportamento alla situazione.
v. intr. pron. 1 Impadronirsi. ~ impossessarsi. 2 Adattarsi. ~ confarsi. <> stonare. non Ŕ un tipo che si appropria al nostro caso.
 @   lat. appropriare, comp. da ad-+ proprius proprio.

\appropriataménte, avv. In modo appropriato; adeguatamente, precisamente. ~ convenientemente.

\appropriàto, agg. Adatto. ~ ad hoc. <> disadatto.
 X   agg. suitable, appropriate.

\appropriazióne, sf. L'appropriarsi. ~ furto, ladrocinio.
 X   sf. 1 appropriation. 2 (indebita) embezzlement.

\approssimàre, v. v. tr. 1 Rendere prossimo. ~ avvicinare 2 Eseguire una approssimazione numerica.
v. rifl. e intr. pron. Avvicinarsi. ~ accostarsi. <> allontanarsi.
 X   v. rifl. to approach, to draw near  v.tr. to bring near (1), to round (2) (to round up/down: approssimare per eccesso/difetto)
 @   lat. tardo approximare, comp. da ad-+ deriv. di proximus vicino.

\approssimativaménte, avv. 1 A grandi linee, a occhio, a spanne, più o meno; circa, quasi. ~ pressappoco. <> esattamente. 2 Genericamente. ~ indeterminatamente.

\approssimatìvo, agg. 1 Che si avvicina all'esatto. ~ vago, generico. <> puntuale. 2 Superficiale. ~ sbrigativo. <> approfondito.
 X   agg. rough, approximate.

\approssimàto, agg. Che si avvicina alla misura esatta.

\Approssimato per difetto Romanzo di G. Lagorio (1971).

\approssimazióne, sf. 1 L'approssimare o l'approssimarsi. 2 Avvicinamento al valore reale di una grandezza, oppure rappresentazione di un numero o di una grandezza con una quantità inferiore di cifre.   +  
 X   sf. approximation.

\approvàbile, agg. Che si può approvare.

\approvàre, v. tr. 1 Valutare in modo positivo. ~ lodare. <> criticare. 2 Deliberare favorevolmente. ~ annuire. <> dissentire. 3 Riconoscere idoneo. ~ ammettere. <> respingere. 4 Ratificare. ~ convalidare. <> bloccare.
 X   v. tr. 1 to approve of. 2 (legge) to pass, to approve.
 @   lat. approbare, comp. da ad-+ probare provare.

\approvazióne, sf. 1 L'approvare, l'essere approvato. ~ consenso. <> divieto. 2 Lode. ~ plauso. <> riprovazione.
 X   sf. 1 approval. 2 (consenso) assent, approvation.

\approvvigionaménto, sm. L'approvvigionare, l'approvvigionarsi; insieme di viveri di prima necessità. ~ rifornimento.

\approvvigionàre, v. v. tr. 1 Fornire dei viveri di prima necessità. ~ rifornire. 2 Rifornire un esercito di viveri e munizioni. ~ vettovagliare.
v. rifl. Rifornirsi di viveri.
 X   v. tr. to supply.

\appruàre, v. intr. e intr. pron. Immergere la prua oltre al limite definito dall'assetto normale di una nave a causa di allagamento dei locali o di disposizione del carico non corretta.

\Appulèio Saturnìno, Lùcio (sec. II a. C.-Roma 100 a. C.) Politico romano. Fautore di Mario, fece emanare numerose leggi, tra le quali quella per la riduzione dei prezzi granari, quella per la distribuzione di terre ai veterani mariani (103) e quella per la fondazione di colonie destinate a ex soldati (100).

\appuntaménto, sm. Accordo di incontrarsi in un dato luogo e in un dato tempo. ~ incontro.
 X   sm. 1 appointment. 2 (d'amore) date. 3 (darsi appuntamento) to arrange to meet.
 @   franc. appointement.

\Appuntamento al km 424 Film drammatico, francese (1955). Regia di Henri Verneuil. Interpreti: Jean Gabin, Françoise Arnoul, Pierre Mondy. Titolo originale: Des gens sans importance

\Appuntamento coi tedeschi Opera di poesia di P. Éluard (1944).

\appuntàre, v. tr. 1 Fare la punta a qualcosa. ~ aguzzare. 2 Attaccare con un oggetto a punta. ~ fermare. <> staccare. 3 Prendere appunti. ~ annotare. 4 Rivolgere. ~ dirigere. <> distogliere.
 @   da a-+ deriv. da punta.

\appuntàta, sf. Nella scherma, colpo d'arresto eseguito stando a fondo sulla risposta di finta dell'avversario.

\appuntàto, sm. Carabiniere o guardia di finanza di grado corrispondente a quello di caporal maggiore.
 X   sm. (carabiniere) corporal.

\appuntellàre, v. tr. Puntellare.

\appuntellatùra, sf. Puntellatura.

\appuntìno, o a puntìno, avv. Con meticolosa precisione.

\appuntìre, v. tr. Fare la punta. ~ acuminare, affilare. <> arrotondare, smussare.

\appuntìto, agg. Fatto o terminante a punta. ~ aguzzo.
 X   agg. pointed, sharp.

\appùnto, avv. e sm. avv. 1 Proprio, esattamente. ~ precisamente. <> affatto. 2 Certo. ~ già.
sm. 1 Annotazione rapida e concisa. ~ annotazione. 2 Rimprovero. ~ rimbrotto. <> lode.
 X   avv. exactly, precisely, just. sm. 1 (annotazione) note. 2 (rimprovero) reproach, remark.

\appuraménto, sm. Accertamento. ~ verifica.

\appuràre, v. tr. Accertare. ~ assodare. <> contraddire, sfatare.
 X   v. tr. to ascertain, to verify, to check.

\appuzzàre, v. tr. 1 Riempire di puzza. 2 Rendere puzzolente. 3 Ammorbare. ~ infettare.

\aprassìa, sf. Impossibilità di eseguire movimenti.

\aprìbile, agg. Che si può aprire.

\apribòcca, sm. invar. Strumento chirurgico per aprire o tenere aperta la bocca del paziente.

\apribottìglie, sm. invar. Arnese per togliere i tappi a corona dalle bottiglie.
 X   sm. invar. bottle opener.

\Aprica Comune in provincia di Sondrio (1.627 ab., CAP 23031, TEL. 0342). Centro turistico (villeggiatura e stazione sciistica) delle Alpi Orobie, tra la Valtellina e la Valcamonica, a 1172 m sul livello del mare.

\Apricàle Comune in provincia d'Imperia (558 ab., CAP 18030, TEL. 0184).

\Apricéna Comune in provincia di Foggia (13.664 ab., CAP 71011, TEL. 0882).

\aprìco, agg. Esposto all'aria e al sole. ~ solatio.

\Aprigliàno Comune in provincia di Cosenza (3.031 ab., CAP 87051, TEL. 0984).

\aprìle, sm. Quarto mese dell'anno.
 X   sm. April.

\Aprìlia Comune in provincia di Latina (47.037 ab., CAP 04011, TEL. 06). Centro agricolo (coltivazione di cereali) e industriale (prodotti alimentari, farmaceutici, tessili, metalmeccanici ed elettrotecnici). Gli abitanti sono detti Apriliani.

\aprìno, agg. Del cinghiale.

\apriorìsmo, sm. L'atteggiamento di chi giudica in base a schemi precostituiti.

\aprioristico, agg. Non verificato, preconcetto. ~ ipotetico. <> comprovato, verificato.

\apriorità, sf. Carattere di ciò che è anteriore a ogni esperienza.

\apripìsta, sm. invar. 1 Sciatore incaricato di battere la pista prima di una gara. 2 Mezzo cingolato munito di una lama di scavo per lo spianamento del terreno.

\apripòrta, sm. invar. Dispositivo elettronico per aprire a distanza la porta d'ingresso.

\aprìre, v. v. tr. 1 Schiudere. ~ spalancare. <> chiudere. aprire gli occhi, guardare la realtà; non aprir bocca, non dire una parola; aprire le braccia sconsolato, rassegnarsi. 2 Istituire una scuola. ~ fondare. <> chiudere. 3 Praticare un'apertura. aprire un varco. 4 Stappare. ~ sturare. <> tappare. 5 Spaccare. ~ squarciare. 6 Slacciare un vestito. ~ sbottonare. <> allacciare. 7 Iniziare un dialogo. ~ instaurare. 8 Accendere. ~ attaccare. <> spegnere. 9 Allargare. <> stringere.
v. intr. pron. o rifl. 1 Spaccarsi. ~ rompersi. 2 Sbocciare. ~ fiorire. 3 Schiudersi. ~ disserrarsi. mi si apre il cuore, mi intenerisco. 4 Confidarsi. ~ sfogarsi. <> tacere. 5 Rasserenarsi. <> annuvolarsi.
 X   v. tr. e intr. 1 to open. 2 (luce, gas) to turn on. 3 (confidarsi) to confide in.
 @   lat. aperire.

\apriscàtole, sm. invar. Attrezzo per aprire scatole di latta.
 X   sm. invar. can opener, tin opener.

\aproctìa, sf. Mancanza congenita dell'ano.

\apropos In informatica è il nome di un comando del sistema operativo UNIX che permette di cercare una stringa di testo all'interno dei manuali in linea.

\aprosopìa, sf. Grave malformazione delle ossa facciali che determina la mancanza del volto.

\apròtico, agg. (pl. m.-ci) Di sostanza che non assume né libera protoni (solvente apròtico: liquido che non presenta carattere né acido né basico - per es., gli idrocarburi).

\àpside, sm. Ognuno dei due estremi dell'asse maggiore di un'ellisse.

\apsitirìa, sf. Impossibilità di emettere suoni da parte di soggetti in preda all'isteria.

\APT In informatica è la sigla di Automatic Programmed Tool (strumento programmato automatico). È un linguaggio di programmazione creato alla fine degli anni '50 per il controllo numerico.
APT
Sigla di Azienda di Promozione Turistica.

\Apterìgidi Famiglia di Uccelli dell'ordine degli Apterigiformi a cui appartiene il solo genere kiwi, comprendente poche specie viventi in Nuova Zelanda.

\Apterigòti Sottoclasse di Insetti comprendente le forme più primitive, prive di ali. Hanno apparato boccale pungente o masticatore, capo provvisto di un paio di antenne e sviluppo senza metamorfosi.

\aptialìsmo, sm. Assenza o la scarsezza di secrezione salivare.

\aptiàno, agg. e sm. Piano del Cretaceo inferiore, compreso tra il barremiano e l'albiano, formato da depositi calcarei e marnosi, ricchi di Cefalopodi calcarei.
 @   dal nome della città di Apt.

\aptoglobìna, sf. Glicoprotide del siero sanguigno in grado di legare l'emoglobina.

\aptotropìsmo, sm. Movimento di crescita di un organo vegetale secondo una traiettoria curva, causato dal contatto unilaterale con un oggetto solido.

\Apuàne Alpi toscane, comprese tra i territori della Versilia e della Garfagnana (valli dell'Aulella e del Serchio), che si allungano parallelamente all'Appennino tosco-emiliano per circa 60 km. Costituiscono il primo tratto dell'antiappennino tirrenico nella Toscana nordoccidentale (province di Massa, Carrara e Lucca). La punta massima è il monte Pisanino di 1.945 m. Prendono il nome dall'antico popolo degli apuani. La struttura delle rocce è di tipo alpino, dove il basamento di rocce metamorfiche paleozoiche è ricoperto da calcari trasformati per metamorfismo in marmi pregiati. Famosi sono il cipollino e il bardiglio, nonché lo statuario bianco, che convergono nei centri di raccolta e commercio di Massa e Carrara. Sul monte Tambura si trovano giacimenti di ematite.

\apudòma, sm. Tumore delle cellule del sistema APUD.

\Apulèio, Lùcio (Madaura, Algeria, ca. 125-dopo il 170) Scrittore latino. Nato in una famiglia molto benestante, studiò a Cartagine e ad Atene. Nel 158, a Sabrata, in seguito al suo matrimonio con la ricca vedova Pudentilla, madre del suo amico Ponziano, Apuleio si trovò a dover sostenere un processo intentatogli dai parenti della moglie, che lo accusavano di magia. L'Apologia rappresenta la rielaborazione letteraria della sua orazione di difesa, che gli assicurò l'assoluzione. Ciò che più affascina i moderni è l'ombra inquietante, che Apuleio non si cura di fugare, circa le sue vaste competenze proprio in materia di magia. Al di là dell'esito del processo, la fama di Apuleio come mago si è conservata nei secoli. La sua opera più geniale è il romanzo in undici libri intitolato Le metamorfosi (o L'asino d'oro). Insieme al Satyricon di Petronio rappresenta l'unica testimonianza di romanzo antico in lingua latina a noi pervenuta. Vi si narrano le avventure di Lucio che, per la curiosità nei confronti delle pratiche magiche, viene accidentalmente trasformato in asino; come asino viene coinvolto in varie vicende finché la dea Iside lo restituisce a forma umana. All'interno della vicenda principale è inserita la favola di Amore e Psiche. L'opera è simbolica e in gran parte autobiografica. Altre opere, che testimoniano la pluralità di interessi di Apuleio, sono la raccolta Florida di ventitré brani oratori su temi diversi, stralciati dal testo di conferenze e pubbliche letture tenute da Apuleio, i trattati De deo Socratis (Il dio di Socrate), De Platone et eius dogmate (Platone e il suo dogma) e De mundo (Il mondo).

\Apùlia Antica regione geografica situata tra Taranto e il Gargano, ai limiti dei monti del Sannio e della Lucania. Fu conquistata dai romani nel 317 a. C. Fu quindi seconda regione augustea assieme al territorio di Benevento. Originariamente fu abitata dai popoli dei dauni, dei peucezi e degli apuli, da cui il nome.

\apuliènse, sm. Moneta d'argento del valore di un ducato, in uso a Salerno e a Palermo durante il regno del re normanno Guglielmo II (1166-1189).

\Apure Fiume (814 km) del Venezuela.
Apure
Stato federato (305.000 ab.) del Venezuela, capitale San Fernando de Apure.

\Apurímac Fiume (885 km) del Per˙.
Apurimac
Dipartimento (374.000 ab.) del Per˙, capoluogo Abancay.

\àpus, sm. invar. Genere di Crostacei, del gruppo degli Entomostraci Brachiopodi, che vivono nelle acque stagnanti, nelle quali si muovono per mezzo delle loro molte appendici toraciche aventi forma di foglia.
 @   da a privo e dal greco pŘs piede.

\Apuseni Massiccio montuoso della Romania, nella Transilvania. Vetta più elevata il monte Curcubata (1.848 m).

\Aqaba Città (62.500 ab.) della Giordania, nel distretto di Ma'an. Situata all'estremità settentrionale del paese, si affaccia sul golfo omonimo nel mar Rosso. Centro commerciale e unico porto della Giordania. Le principali risorse sono la pesca e il turismo. È sede di un aeroporto internazionale. La sua ubicazione è stata all'origine di conflitti tra arabi e israeliani.

\Aqibah ben Josef (50 ca.-137 d. C.) Dottore ebreo palestinese. Comandò la traduzione orale della Legge ebraica, che costituì poi il materiale più antico della Mishnah; venne martirizzato dai romani.

\aquae haustus, loc. sost. f. invar. Nell'antica Roma, diritto di attingere acqua a una fonte altrui. Costituisce una delle più antiche servitù del diritto romano.
 @   loc. lat. che significa "presa d'acqua".

\aquaplaning, sm. invar. In automobilismo, slittamento dei pneumatici sul velo d'acqua del fondo stradale bagnato.

\Aquàra Comune in provincia di Salerno (1.958 ab., CAP 84020, TEL. 0828).

\aquàrio, sm.  →  "acquario"

\Aquifogliàcee Famiglia di piante arboree o arbustacee dell'ordine delle Celastrali.

\Àquila Costellazione attraversata dalla Via Lattea, situata nell'emisfero boreale; facilmente osservabile nel corso delle notti estive e primaverili, a sud del Cigno. Di questa costellazione, la stella più splendente è Altair.

\àquila, sf. 1 Nome identificativo di alcune specie di Uccelli rapaci (diurni), dotati di artigli e becco molto robusti e vista acuta. 2 Persona molto intelligente. ~ cima. <> idiota.
 X   sf. 1 eagle. 2 (persona intelligente) genius.
Le aquile nidificano in zone rocciose e impervie, si nutrono di mammiferi, uccelli, serpenti e in mancanza d'altro anche di carogne. Oltre all'aquila reale, si possono citare l'Aquila audax che vive in Australia, l'HieraŰtus fasciatus che vive in Spagna e in Grecia, l'HaliaŰtus leococephalus, dalla caratteristica testa bianca che vive in America, e l'HaliaŰtus albicilla o aquila di mare che vive nelle regioni marine e presso fiumi e laghi.
Aquila di mare
Pesce (Myliobatis aquila) della famiglia dei Miliobatidi e dell'ordine dei Rajformi. Di colore marrone e bianco, misura sino a 1,5 m. La coda è dotata di un aculeo velenoso.
Aquila reale
Uccello (Aquila chrysaŰtos) della famiglia degli Accipiditri e dell'ordine dei Falconiformi. Di colore bruno, ha le zampe coperte di piume e un'apertura alare che nella femmina può raggiungere i 2 m. Gli esemplari giovani possiedono una coda di colore bianco che nell'adulto diventa marrone. Vive nelle zone montagnose dell'emisfero boreale.

\Àquila di Arròscia Comune in provincia d'Imperia (230 ab., CAP 18028, TEL. 0183).

\Aquila nera Film d'avventura, americano (1925). Regia di Clarence Brown. Interpreti: Rodolfo Valentino, Vilma Banky. Titolo originale: The Eagle

\Àquila, L' Città capoluogo dell'Abruzzo (67.000 ab., CAP 67100, TEL. 0862). Si trova in una conca dell'Appennino abruzzese, sul fiume Aterno. Particolarmente importante è l'agricoltura (cereali, ortaggi, zafferano e vino) supportata anche da industrie alimentari. Tipico l'artigianato (ceramiche e merletti). Fra le altre industrie sono da ricordare quelle meccaniche e quelle tessili. La città, fondata nel 1254 da Federico II, ebbe il suo apogeo sotto gli Angioini e gli Aragonesi. È di questo periodo l'università (1458). Disastrose calamità naturali (i terremoti del 1458, 1646 e 1703 e la pestilenza del 1477) ne provocarono un decadimento economico e culturale. Fra i monumenti si possono ricordare l'antica fontana delle novantanove cannelle (1272), il duomo e il castello spagnolo (ultimato nel 1549).
Provincia dell'Aquila
(5.034 km2, 300.000 ab.) In un territorio particolarmente montuoso (Gran Sasso d'Italia) si aprono diverse conche (da ricordare quella del Fucino) in cui si pratica l'agricoltura (cereali, ortaggi, frutta, tabacco). Industrie tessili, elettroniche e alimentari e un discreto artigianato completano il quadro economico. Crescente interesse riveste il turismo (parco nazionale d'Abruzzo). Centri principali sono Avezzano e Sulmona.

\aquilàno, agg. e sm. agg. Relativo alla città dell'Aquila.
sm. 1 Abitante o nativo della città dell'Aquila. 2 Territorio o comune dell'Aquila.

\aquilària, sf. Genere di piante arboree o arbustacee della famiglia delle Timeliacee comprendente una decina di specie, alcune delle quali forniscono un legno di aloe aromatico e resinoso.

\aquilègia, sf. Angiosperma (Aquilegia vulgaris) della famiglia delle Ranuncolacee e dell'ordine delle Policarpiche. Pianta erbacea perenne.

\Aquilèia Comune in provincia di Udine (3.385 ab., CAP 33051, TEL. 0431).

\aquiliàna, agg. Responsabilità nata da un fatto illecito. ~ responsabilità extracontrattuale. <> responsabilità contrattuale.

\aquilìfero, sm. Soldato che, nelle legioni romane, portava l'insegna dell'aquila.

\aquilìno, agg. Da aquila. ~ adunco. <> diritto.

\aquilóne, sm. 1 Vento di tramontana, gelido, tagliente. 2 Settentrione. 3 Giocattolo di carta o stoffa leggera, tesa su un telaio; tirato controvento da un filo, si solleva e si libra in aria. 4 Deltaplano.
 X   sm. kite.
 @   deriv. da aquila.

\Aquilònia Comune in provincia di Avellino (2.469 ab., CAP 83041, TEL. 0827).

\aquilòtto, sm. Il piccolo dell'aquila.

\aquinàte, agg. e sm. agg. Relativo ad Aquino.
sm. 1 Abitante o nativo di Aquino. 2 Appellativo di San Tommaso.

\Aquìno Comune in provincia di Frosinone (5.386 ab., CAP 03031, TEL. 0776).

\Aquino, Benigno Simeón (Manila 1931-1983) Politico filippino. Si oppose a Marcos; al suo rientro a Manila dall'esilio venne assassinato.

\Aquino, Corazón (Manila 1933-Manila 2009) Detta Cory, alla morte del marito Benigno Simeón divenne leader dell'opposizione. Di idee di stampo cattolico, venne sostenuta dagli USA; fu presidente delle Filippine dal 1986 al 1992.

\Aquisgrana Città (247.000 ab.) della Germania, nello stato della Renania Settentrionale-Westfalia, al confine con il Belgio e i Paesi Bassi, nella valle formata dal fiume Würm. Centro commerciale, industriale (prodotti alimentari, siderurgici, chimici e tessili) e turistico (stazione termale nota già ai romani). Fondata dai romani con il nome di Acquae Granni, Carlo Magno vi trasferì la propria corte, facendola diventare sede culturale dei carolingi e facendovi costruire una cattedrale (dove si trovano il suo sarcofago e il suo trono) e un palazzo sui cui resti nel XIV sec. è stato costruito il municipio. Fu sede dell'incoronazione di re e imperatori. Nel 1688 la pace di Aquisgrana tra Luigi XIV e Carlo II, pose fine al conflitto tra Francia e Spagna; nel 1748, la seconda pace di Aquisgrana sanciva il diritto alla successione al trono austriaco di Maria Teresa e del coniuge Francesco I. Nel 1818, fu sede del congresso tra gli appartenenti alla Santa alleanza che stabilì la fine dell'occupazione della Francia.

\Aquitània Regione (2.795.800 ab.) della Francia sudoccidentale, estesa tra l'oceano Atlantico, il Poitou, il Limosino, il Massiccio Centrale e i Pirenei. È costituita dai dipartimenti di Dordogne, Gironde, Landes, Lot-et-Garonne e Pyrénées-Atlantiques. Città più importanti Agen, Pau, Bayonne; capoluogo Bordeaux. Le principali attività economiche sono l'agricoltura (coltivazione di viti, frutta, tabacco e cereali), l'allevamento del bestiame, le industrie (alimentari, cantieri navali) e il turismo. Famosi i vini e il cognac. Importante l'utilizzazione delle risorse idriche dei Pirenei che servono ad alimentare le centrali idroelettriche ed elettrochimiche. Nella regione si estrae anche petrolio e gas naturale.

\aquitaniàno, agg. e sm. Piano di passaggio dal sistema oligocenico a quello miocenico.

\aquitàno, agg. e sm. agg. Relativo all'Aquitania.
sm. 1 Abitante o nativo dell'Aquitania. 2 Lingua degli antichi aquitani.

\AR Sigla di Altezza Reale.

\Ar 1 Simbolo chimico dell'argo. 2 Simbolo chimico che serve a indicare un gruppo arile nelle formule dei composti organici.

\AR, DEC Coordinate astronomiche (ascensione retta e declinazione) espresse la prima in ore, minuti e secondi, la seconda in gradi a nord e sud dell'equatore.

\àra, sf. 1 Altare. 2 Misura di superficie corrispondente a 100 m2 (deriva dal latino ara, ossia "aia": un quadrato con 10 m di lato può essere considerata la misura approssimativa di un'aia). 3 Genere di pappagalli (Ara) di grandi dimensioni con livrea intensamente colorata.

\Ara Pacis Augustae Monumento di Roma risalente al 13 a. C., costruito su commissione del Senato, per festeggiare la ritrovata pace che Augusto portò all'Impero Romano dopo anni di guerra civile. L'Ara fu terminata nel 9 a. C.: era collocata nel Campo Marzio (via Flaminia) e venne alla luce in seguito agli scavi nel XVI sec. Parte dei pannelli ritrovati furono inizialmente esposti a Firenze e Parigi e solo in seguito a ulteriori ritrovamenti all'inizio del XIX sec. si capì l'importanza del monumento: si tratta infatti di uno dei più significativi del periodo dell'antica Roma. Nel 1938 iniziarono i lavori di restauro che permisero di assemblare i vari frammenti nella versione che oggi conosciamo. I lavori terminarono nel 1970, anno dell'apertura al pubblico. Non tutte le parti ricostruite sono originali e quelle mancanti sono state sostituite da calchi.
Il monumento è a base quadrata e l'altare centrale è racchiuso da un recinto riccamente decorato. In particolare la parte bassa delle pareti è ornata da fregi d'acanto di notevole delicatezza. Due dei quattro lati si aprono all'esterno mediante due portali, uno riservato ai sacerdoti e l'altro ad assistenti e vittime. Ogni anno, infatti, all'anniversario dell'inaugurazione, si svolgevano riti religiosi e sacrificali. Di questi sono traccia e testimonianza i fregi che ornano la parete nord: il 4 luglio del 13 a. C., giorno dell'inizio dei lavori, partecipò alla cerimonia l'intera famiglia imperiale e nei fregi si possono riconoscere lo stesso Augusto, la cui figura è però incompleta, il genero Agrippa, Livia, moglie di Augusto, Druso, il figliastro di Augusto e sua moglie Antonia. Altri fregi riguardano allegorie che celebrano Roma trionfatrice e la fecondità della sua terra. L'altare, ornato da una coppia di leoni, è ricco di fregi raffiguranti ghirlande, fiori ed elementi del sacrificio. All'esterno dell'edificio si può ammirare una copia dell'incisione del testamento di Augusto, ritrovata in un tempio dedicato all'imperatore romano in Asia Minore.

\Arabella Commedia lirica in tre atti di R. Strauss, libretto di H. von Hofmannsthal (Dresda, 1933).

\arabescàre, v. tr. Ornare con arabeschi; coprire di ghirigori, di figure bizzarre.

\Arabeschi Raccolta di saggi e racconti di N. V. Gogol' (1836).

\arabésco, agg. e sm. agg. Di stile arabo.
sm. Decorazione con complessi motivi geometrici o vegetali; fregio, svolazzo. ~ ghirigoro.

\àrabi Popolazione del ceppo semitico occidentale, originaria forse della parte meridionale della penisola arabica. La divisione in tribù politeistiche, sia stanziali e agricole che nomadi, fu superata con la venuta di Maometto che con la nuova religione diede anche l'unità politica; ciò contribuì al forte impulso all'espansionismo del periodo fra i il VII e il XIII sec., corrispondenti al dilagare dell'espansione araba a nord in Persia, Siria e Palestina, a ovest in Sicilia, Africa settentrionale e Spagna. In seguito l'impero si scisse in territori autonomi, tra cui Siria ed Egitto, indebolendosi e cedendo alle invasioni mongole e turche: il periodo tra il XII e il XIII sec. vide il califfato o titolo di vicario del profeta al centro delle lotte che ne caratterizzarono i tentativi di acquisizione dalle dinastie degli Omayyadi e degli Abbasidi. In Spagna la fine dell'egemonia araba fu segnata dalla sconfitta di Granada nel 1492. Dopo la prima guerra mondiale si assiste alla formazione degli stati di Egitto, Arabia Saudita, Yemen e Iraq mentre dopo la seconda raggiungono l'indipendenza Siria, Libano e stati nordafricani riuniti nella Lega Araba.
Nella civiltà araba sono confluite sia le culture occidentali che orientali, mediando fra la scienza ellenistica, la matematica indiana e l'astronomia persiana; pensatori quali Averroè, medici e grandi matematici hanno di rimando influenzato l'occidente. La lingua araba è oggi parlata da oltre cento milioni di persone, a testimonianza degli antichi splendori; si scrive da destra a sinistra e l'alfabeto conta ventotto segni. La letteratura vede il Corano o testo sacro come prima opera in prosa, assieme alle prime espressioni della tradizione orale raccolte nei Divani, o canzonieri di alcuni poeti. In seguito l'influsso persiano portò la poesia verso accenti più raffinati, mentre in oriente e in Spagna fioriva sulle orme di al-Hariri una prosa satirico-fantastica. Notevoli le produzioni storico-favolistiche de Le mille e una notte coincidenti con il decadentismo arabo. L'arte islamica è unitaria e determinata da esigenze religiose: non essendo rappresentabile la figura umana, si ricorre ai motivi vegetali stilizzati e intrecciati. Sotto i califfi Omayyadi di Damasco (661-750) sono realizzate le grandiose opere della moschea di Damasco e il tempio della Roccia di Gerusalemme, con richiami alle basiliche classiche e alle opere cristiane. Sotto gli Abbasidi (750-1258) di Baghdad furono invece accolte le soluzioni irano-mesopotamiche: notevoli i palazzi-castello costruiti nel deserto con i motivi a mosaico e in pietra traforata e il minareto a spirale di Samarra. In Spagna si segnala la moschea di Cordoba per il doppio ordine di arcate bicolori e lo stile moresco di cui l'Alhambra è esempio principale. La ceramica, la lavorazione del legno e del cristallo di rocca si affermano al Cairo. Con la dominazione turca prevale la mattonella smaltata policroma come elemento decorativo mentre le moschee vedono aprirsi ai loro lati vaste sale cui si accede da un'arcata monumentale.

\Aràbia Saudìta Occupa la maggior parte della penisola arabica, nell'Asia sudoccidentale. Confina a nord con la Giordania e l'Irak, a nord-est con il Kuwait, a est con il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti, a sud con l'Oman e lo Yemen. Si affaccia a est sul golfo Persico e a ovest sul mar Rosso. A ridosso del litorale del mar Rosso si innalza ripidamente una zona montuosa (Higiaz a nord e Asiar a sud) che digrada lentamente verso est in vasti altopiani desertici, deserto sabbioso a nord (Nafud) e pietroso a sud (Neged). L'altopiano scende ulteriormente verso il golfo Persico. A sud-est si estende una delle regioni più aride della terra, il deserto sabbioso Rub'al Khali. Il clima è caratterizzato da temperature elevate e da una forte aridità (precipitazioni sempre inferiori ai 300 mm annui), tranne nelle zone costiere dove il clima è più umido e l'escursione termica più moderata. I fiumi in realtà non esistono, sostituiti dagli uidian, quasi sempre secchi.
Capitale è Riyadh (666.000 ab.), a 577 m di altitudine, in una fertile oasi dei monti Towaiq. È un importante centro amministrativo, commerciale e culturale. Medina (200.000 ab.) e La Mecca (367.000 ab.) sono invece le città più antiche e i principali centri religiosi del culto musulmano. L'economia è quasi interamente legata all'estrazione del petrolio, di cui l'Arabia Saudita possiede enormi giacimenti ed è il più grande esportatore mondiale. Oltre all'industria estrattiva, si è sviluppata l'industria di raffinazione e le attività collaterali. L'attività agricola impegna circa la metà della popolazione, ma offre meno del 5% del reddito interno; è sviluppata solo nelle oasi e lungo le coste.
 X   Saudi Arabia.
STORIA Nel 1932, nasce l'Arabia Saudita dall'unione in un unico regno delle regioni conquistate da Abd al-Aziz III ibn Saud dal 1902. Il re ibn Saud (1932-1953) modernizza il paese grazie ai proventi ottenuti dalla vendita del petrolio, scoperto nel 1930 e sfruttato dal 1945 dagli americani. Nel 1953 il figlio Saud ibn Adb al-Aziz è nominato re; nel 1958 cede la corona reale al fratello Faysal ibn Abd al-Aziz. Faysal diventa promotore del panislamismo e protettore dei regimi conservatori arabi. Dal 1975 al 1982 sul paese regna Khalid ibn Abd al-Aziz. Nel 1982 gli succede Fahd. Nel 1991 una forza multinazionale, spiegata sul territorio saudita, dopo l'invasione del Kuwait da parte degli iracheni, interviene contro l'Iraq (gennaio) e libera il Kuwait (febbraio).
Abitanti-17.880.000
Superficie-2.149.690 km2
Densità-8,3 ab./km2
Capitale-Riyadh
Governo-Monarchia assoluta
Moneta-Riyal saudita
Lingua-Arabo
Religione-Musulmana sunnita

\aràbica, penìsola Penisola asiatica delimitata a sud dall'oceano Indiano, a est dal golfo Persico e dal golfo di Oman, a ovest dal mar Rosso, a nord dal deserto di Siria e dalla piana dell'Eufrate. La superficie è di circa tre milioni di km2 ed è divisa politicamente fra Arabia Saudita, nella parte centrale, Yemen e Oman a sud, Kuwait, Qatar, Bahrein ed Emirati uniti sul golfo Persico, Giordania e in parte Iraq a nord. Il territorio si presenta con un ampio altopiano centrale, il Neged, circondato da un orlo montuoso verso ovest, digradante sul mar Rosso; la catena montuosa è divisa nei monti Higiaz a nord, dell'Asir al centro e dello Yemen a sud, raggiungendo nello Yemen la quota ragguardevole di 3.760 m. Il Neged è arido e accidentato, ed è circondato di deserti quali il Nafud a nord e il deserto sabbioso del Rub al Khali a sud. Altre cime si ergono in Oman fino a 3.017 m di altezza.

\aràbico, agg. Dell'Arabia.

\aràbile, agg. Che si può arare.
 X   agg. arable, tillable.

\arabìsmo, sm. Locuzione o parola araba introdotta in un'altra lingua.

\arabìsta, sm. e sf. Studioso della lingua e della civiltà araba.

\arabizzàre, v. tr. Convertire agli usi e costumi arabi.

\àrabo, agg. e sm. agg. Che si riferisce a una popolazione semitica originaria dell'Arabia. ~ arabico. LOC: araba fenice, uccello leggendario.
sm. 1 Chi è nato, chi abita in Arabia o in uno dei paesi di lingua araba. 2 La lingua degli arabi. parlare in arabo, parlare in modo incomprensibile.
 X   agg. e sm. 1 Arab. 2 (lingua) Arabic. 3 (usi) Arabian.
 @   lat. Arabus, dal greco Araps.

\Aracaju Città (402.000 ab.) del Brasile, capitale dello stato di Sergipe.

\Aràcee Famiglia di piante dell'ordine delle Spadiciflore comprendente un centinaio di generi, per lo più tropicali o subtropicali. Presentano un'infiorescenza vistosa per la quale sono coltivate a scopo ornamentale.

\aràchide, sf. Semi della pianta erbacea annuale omonima. ~ nocciolina americana.
 X   sf. peanut.

\arachidònico, agg. (pl. m.-ci) Di un acido alifatico non saturo presente nel grasso dei Mammiferi in genere (anche dell'uomo), soprattutto nelle capsule surrenali.

\Aràcne Nella mitologia, tessitrice lidia che sfidò e vinse Atena, la quale però, irata, la trasformò in ragno.

\Aràcnidi Classe del tipo degli Artropodi, sottoregno dei Metazoi. Comprende più di 50.000 specie molto differenziate, aventi struttura comune in cui si riconosce il capo saldato al torace, otto zampe e occhi semplici, addome privo di arti. Gli scorpioni ne sono i rappresentanti più antichi insieme con i ragni, dotati di filiera. Altri Aracnidi sono gli acari e le zecche. Comprende i seguenti ordini: Acari, Araneidi, Opilionidi, Scorpioni, Pseudoscorpioni, Palpigradi, Uropigi, Amblipigi, Ricinulei.   +  

\aracnidìsmo, sm. Termine medico che designa gli effetti della puntura di alcuni ragni velenosi.

\aracnodattilìa, sf. Malformazione per la quale gli arti e le dita presentano una lunghezza eccessiva.

\aracnoidèo, agg. 1 Relativo all'aracnoide. 2 Che appartiene all'aracnoide.

\aracnoidìte, sf. Infiammazione della sottile membrana, detta aracnoide, che avvolge l'encefalo e il midollo spinale.

\Aracoeli Romanzo di E. Morante (1982).

\Arad Città (190.000 ab.) della Romania, nel Banato. Capoluogo del distretto omonimo.

\Aradèo Comune in provincia di Lecce (9.688 ab., CAP 73040, TEL. 0836).

\Arafat, Yasir (Gerusalemme 1929-Parigi 2004) Uomo politico palestinese, tra i fondatori del movimento Al Fatah (1965). Divenne presidente dell'organizzazione per la liberazione della Palestina (OLP) nel 1969 e fu nominato nel 1989 presidente dello stato palestinese. Nel 1993 siglò con Y. Rabin l'accordo di pace israelo-palestinese. Premio Nobel per la pace nel 1994.

\Arafura Settore dell'oceano Pacifico, tra l'Australia settentrionale, le isole della Sonda e la Nuova Guinea.

\Arago, ╩tienne-Vincent (Estagel 1803-Parigi 1892) Scrittore francese. Autore prolifico, scrisse un centinaio di commedie. Fu anche critico teatrale del giornale L'avenir national dal 1865 al 1870. Tra le opere, L'amore e la guerra (1825) e Il demone della notte (1836).

\Arago, Jean François Dominique (Estagel 1786-Parigi 1853) Astronomo e fisico francese. Si occupò in particolare di elettromagnetismo e fotografia. Tra le sue opere, Rapporto sulla dagherrotipia.

\Aragon, Louis (Parigi 1897-1982) Scrittore. Tra le opere Fuoco di gioia (1920) e Le donne comuniste (1949-1951).

\Aragóna Comune in provincia di Agrigento (10.416 ab., CAP 92021, TEL. 0922). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi, mandorle e frumento). Gli abitanti sono detti Aragonesi.

\Aragóna, Tùllia d' (Roma 1510-1556) Cortigiana. Tra le sue opere, Dialogo della infinitÓ di amore (1549).

\aragonése, agg. e sm. agg. 1 Dell'Aragona, regione della Spagna settentrionale. 2 Del regno, della dinastia d'Aragona.
sm. Chi è nato o abita nell'Aragona.

\Aragonèsi I membri della dinastia d'Aragona, che regnarono in Italia sulla Sicilia e sul regno di Napoli dal 1282 al 1502. Pietro III il Grande regnò sulla Sicilia dal 1282; Giacomo II, figlio di Pietro, conquistò la Sardegna nel 1323; Alfonso I il Magnanimo regnò su Napoli dal 1442; suoi successori sul trono furono Ferdinando I (1458-1494), Alfonso II (1494-1495), Ferdinando II (1495-1496) e Federico III (1496-1501).

\aragonìte, sf. Modificazione rombica del carbonato di calcio. Fa parte della composizione delle conchiglie dei Molluschi. Il suo nome deriva dal fatto che fu scoperta ad Aragona (1775).

\aragósta, agg. invar. e sf. agg. Del colore rosso aranciato dell'aragosta.
 X   sf. lobster, crayfish.
Crostaceo (Palinurus vulgaris) della famiglia dei Palinuridi e dell'ordine dei Decapodi. Di colore rosso violaceo, vive sulle rive rocciose del mare cibandosi di molluschi. Dotato di grosse chele, è provvisto di antenne che fungono da sensori. L'esemplare femmina è in grado di deporre numerose uova. La sua carne è molto apprezzata. Le specie più comuni sono: l'Homarus gammarus e la Nephrops norvegicus (diffuse soprattutto in Europa) e l'Homarus americanus presente nei mari del Nordamerica.   +  

\Aragua Stato (1.195.000 ab.) del Venezuela, capitale Maracay.

\Araguaia Fiume (2.200 km) del Brasile.

\Araguari Fiume (450 km) del Brasile.

\Arakan Catena montuosa del Myanmar, vetta più alta monte Victoria (3.053 m).
Arakan
Stato (2.046.000 ab.) del Myanmar, capoluogo Sittwe.

\Araks Fiume (1.071 km) che segna i confini tra Turchia, Armenia, Azerbaigian e Iran.

\Aral Lago salato (66.500 km2) nel continente eurasiatico, tra il Kazakistan e l'Uzbekistan. Alimentato dai fiumi Syrdarja e Amadarja, non ha emissari. È largo 275 km e lungo 430 km con una profondità massima di 70 m. Al suo interno vi sono numerose isole.

\Araldi neri, Gli Opera di poesia di C. Valléjo (1918).

\aràldica, sf. Disciplina che studia gli stemmi e gli emblemi nobiliari.

\aràldico, agg. Che si riferisce all'araldica.

\araldìsta, sm. e sf. Studioso, esperto di araldica.

\aràldo, sm. Messaggero, ambasciatore. ~ banditore.
 X   sm. herald.

\aràlia, sf. Genere di piante erbacee o legnose della famiglia delle Araliacee coltivate a scopo ornamentale. Le aralie sono originarie di Asia, Australia e America settentrionale.

\aramàico, agg. e sm. agg. Che appartiene agli Aramei.
sm. Lingua semitica degli Aramei.

\Araméngo Comune in provincia di Asti (522 ab., CAP 14020, TEL. 0141).

\arancèra  →  "aranciera"

\arancéto, sm. Terreno piantato ad aranci.
 X   sm. orange grove.

\Arànci Golfo della Sardegna, nel golfo di Olbia.

\arancia, sf. Il frutto dell'arancio.   +  
 X   sf. orange.

\Arancia a orologeria, Un' Romanzo di A. Burgess (1962).

\Arancia meccanica Film drammatico, britannico (1971). Regia di Stanley Kubrick. Interpreti: Malcolm McDowell, Patrick Magee, Adrienne Corri. Titolo originale: A Clockwork Orange   +  

\aranciàta, sf. Bevanda a base di succo d'arancia.
 X   sf. orange drink, orangeade.

\aranciàto, agg. Che ha il colore dell'arancio. ~ arancione.

\arancièra, sf. Serra in cui si conservano le piante di agrumi in vaso durante i mesi freddi.

\arancìno, sm. 1 Frutto dell'arancio caduto dalla pianta non ancora maturo e seccato al sole. 2 Supplì di riso a forma d'arancia.

\aràncio, sm. 1 Angiosperma (Citrus aurantium) della famiglia delle Rutacee e dell'ordine delle Terebintali. 2 Colore tra il giallo e il rosso.
 X   sm. 1 (albero) orange tree. 2 (colore) orange.
 @   persiano narang.
L'arancio raggiunge i 10 m di altezza. È una pianta sempreverde, originaria della Cina. Produce frutti in varietà amara, dolce e sanguigna. Viene coltivato in molte aree del Mediterraneo (Spagna, Grecia e Italia, dove gli aranceti da secoli caratterizzano il paesaggio dell'isola di Sicilia) nelle quali è stato diffuso dapprima dagli arabi e in seguito dai mercanti genovesi.

\arancióne, agg. e sm. agg. invar. Di colore simile a quello dell'arancia matura.
sm. Il colore arancione.
 X   agg. orange.

\Aranda, Pedro Pablo Abarca y Bolea cónte di (Siétamo 1719-Epila 1798) Politico spagnolo. Primo ministro sotto Carlo III dal 1766 al 1773, si oppose al potere dell'Inquisizione espellendo i gesuiti dal paese (1773).

\Aranèidi Ordine di Aracnidi che comprende i ragni carnivori.

\Aràngi-Lombàrdi, Giannìna (Marigliano 1891-Milano 1951) Soprano italiana. Studiò al Conservatorio di Napoli. Attiva sulle scene dal 1923 al 1935, dal 1936 passò a insegnare al Conservatorio di Milano. Le sue capacità vocali le consentirono di interpretare vari ruoli, soprattutto drammatici, nella tradizione del bel canto.

\Aràngio-Ruiz, Vincènzo (Napoli 1884-Roma 1964) Studioso di diritto romano. Fu presidente dell'Accademia dei Lincei e ripetutamente ministro.

\Arapiraca Città (131.000 ab.) del Brasile, nello stato di Alagoas.

\Araraquara Città (131.000 ab.) del Brasile, nello stato di San Paolo.

\Araràt Massiccio montuoso vulcanico (5.165 m) della Turchia orientale, al confine con l'Armenia e l'Iran. Le sue vette sono coperte da nevi perenni. Considerato un Monte sacro dagli Armeni, è descritto nella Bibbia come il monte sul quale approdò l'arca di Noè al termine del diluvio universale.

\aràre, v. tr. Rivoltare la terra con l'aratro. ~ dissodare.
 X   v. tr. to plough, (americ.) to plow.
 @   lat. arare.

\araròba, sf. Polvere utilizzata nella cura dell'erpete che viene estratta dall'Andira araroba.

\araschnia, sf. Genere di Lepidotteri europei della famiglia dei Ninfalidi, di grandi dimensioni, caratterizzati da livree variopinte e vistoso dimorfismo stagionale.

\aratìvo, agg. Si dice di terreno che si presta all'aratura.

\Aràto di Siciòne (Sicione 271?-213 a. C.) Generale greco. Sconfisse il tiranno Nicocle liberando così la sua città e portandola nella lega achea.

\aratóre, agg. e sm. Che, chi ara.

\aratrìce, agg. e sf. Macchina per arare.

\aràtro, sm. Strumento agricolo atto a dissodare la terra.
 X   sm. plough, (americ.) plow.
 @   lat. aratrum.

\aratùra, sf. L'arare, l'essere arato; il periodo in cui si ara.

\Arauca Fiume (800 km) dell'america Meridionale.

\Araucanía Regione (775.000 ab.) del Cile.

\araucària, sf. Gimnosperma (Araucaria araucana) della famiglia delle Araucariacee e della classe delle Conifere. Diffusa nell'America meridionale, vive fino a 1.000 anni.

\Aravalli Catena montuosa dell'India, nel Rajasthan. Vetta più elevata il monte Guru Sikhar (1.722 m).

\arazzerìa, sf. 1 Arte di fare gli arazzi. 2 Insieme di arazzi.

\arazzière, sm. Chi fabbrica o vende arazzi.

\aràzzo, sm. Tessuto atto a rivestire pareti, eseguito al telaio con fili di seta, lana, oro e argento.
 X   sm. tapestry, arras.
Il nome deriva dalla città francese Arras, centro famoso per le lavorazioni su tessuto. Il metodo risale al medioevo e rimase invariato per molti secoli. Dell'XI sec. è noto un arazzo di più di 70 metri che raffigura cinquantotto scene riguardanti la conquista normanna dell'Inghilterra; il Panno di San Gereone di Colonia, di esemplare bellezza fatto con lane di sette colori e raffigurante un grifo che assale un toro, ma ritrovato a pezzi ora custoditi in vari musei.
Del XII sec. è la serie del Duomo di Halberstadt nella Bassa Sassonia che raffigurava episodi della vita di Abramo e dell'Arcangelo Michele, fatto con lana e lino di colore blu, verde e rosso e ritrovato anch'esso a pezzi. Nel XIII e XIV sec. a Parigi si producevano i migliori arazzi che raffiguravano scene araldiche; verso la metà del XIV sec. vennero utilizzati soggetti mitologici e religiosi. Una serie molto nota fu l'Apocalisse, composta da sette arazzi di circa 20 metri, conservati ora ad Angers, del tessitore Nicolas Betaille su modelli preparati su cartone da Hannequin de Bruges su richiesta di Luigi I d'Angiò.
Gli arazzi di Arras raffiguravano scene d'amore, imprese di eroi e storie di santi. Una splendida manifattura (Dame Ó la Licorne), lavorata nel 1510, detta a millefiori, è custodita al Museo di Cluny a Parigi. Nel XV e XVI sec. grazie alle vendite non più ai soli nobili ma anche ai mercanti e ai borghesi, ci fu un sviluppo notevole nella regione franco-fiamminga. Quelli più richiesti raffiguravano scene di caccia, pastori, fiori. Il centro di maggior lavorazione era Bruxelles, dove fu realizzata dalla bottega di Peter van Aelst la tessitura degli Atti degli Apostoli (in Vaticano), su modello di cartone di Raffaello. Questo arazzo divenne un classico che influenzò la produzione di esperti fiamminghi, su modelli di carta di pittori italiani (Giulio Romano, Garofalo, Dosso Dossi, Andrea Mantegna, Angiolo Bronzino, Cecchino Salviati e Pontormo).
L'arazzo della Cena di Leonardo (in Vaticano), dato in dono da Francesco I a Clemente VII nel 1532, è un esempio creato su cartoni di pittori italiani. In Italia la produzione di arazzi ebbe sviluppo a Mantova, Ferrara e Firenze dove Clemente I aprì l'Arazzeria Medicea, grazie ai cartoni ricevuti da Salviati, Bronzino, Stradano. A Roma nel XVII sec. il Cardinale Barberini favorì la tessitura di arazzi.
Nel XVII sec. Rubens gli diede un aspetto monumentale, usando enormi figure al centro. Un altro famoso tecnico del cartone era Jacques Jordaens, che creò la serie della Vita di Campagna, oggi alla Collezione Nazionale di Vienna. Nel 1662 Luigi XIV acquistò la lavorazione creata dai Gobelins, una manifattura di Parigi. Le richieste della corte francese aumentarono rapidamente, obbligando la corona all'acquisto di altre manifatture come quella di Beauvais, che creò i Divertimenti Campestri e le Commedie di MoliŔre, con l'aiuto dei cartoni di Jean Baptiste Oudry.
In Italia nel XVIII sec. alla manifattura Medicea si aggiunse quella torinese, realizzata con l'aiuto dei cartoni di Claudio Francesco Beaumont e Francesco De Mura, di quella napoletana, sempre con un gusto francese, e di quella romana dell'Ospizio di San Michele a Ripa, raffiguranti soprattutto dipinti sacri. In Spagna la serie di maggior interesse fu realizzata a Madrid con illustrazioni di scene popolari, su cartoni di Goya e Francisco Bayeu. Da qualche decennio in Francia è stata rivalutata la tessitura degli arazzi, con le opere di manifattura dei Gobelins, Beauvais e Aubusson su cartoni di artisti come Mirò, Picasso, Braque, Rouault, Matisse, Sigier, Lucart, Picart e Le Deoux. In Italia la tessitura di arazzi ha luogo a Torino, Nervi, Milano, su cartoni di Prampolini, Cassinari, Magnelli, Paolucci e di molti altri pittori.

\Àrba Comune in provincia di Pordenone (1.249 ab., CAP 33090, TEL. 0427).

\arbanella, sf Termine usato in genovese per indicare particolari barattolo in vetro usati per contenere alimenti di vario genere (in italiano viene raramente usato il termine simile "albarello", ma soprattutto per indicare contenitori in maiolica).

\Arbasìno, Albèrto (Voghera, Pavia 1930-) Scrittore. Fece parte del Gruppo 63. Cronista della società contemporanea curioso e attento, ha lasciato in Fratelli d'Italia (1963) una libera e disinvolta illustrazione della vita sociale dell'Italia del benessere e un percorso di iniziazione intellettuale di un gruppo di giovani, sprofondati in un turbine di nuove esperienze appena sfiorate e abbandonate. Altre opere, considerate dalla critica giochi letterari o divagazioni tra i generi più diversi, Super-Eliogabalo (1969), Il principe costante (1972), La bella di Lodi (1972) e Specchio delle mie brame (1974). Tra i numerosi libri che raccolgono i suoi interventi sulla vita culturale italiana, il più notevole è Fantasmi italiani. Tra le opere recenti, Parigi, o cara (1995).

\Arbatàx Porto del comune di Tortolì, in provincia di Nuoro, posto sulla costa sarda orientale.

\Arber, Werner (Gränichen 1929-) Biochimico svizzero. Scoprì alcuni enzimi in grado di bloccare la crescita dei virus. In collaborazione con H. O. Smith e D. Nathans fu insignito del premio Nobel nel 1978.

\Àrbia Torrente (51 km) della Toscana. Nasce nel Chianti e confluisce nel fiume Ombrone.

\Arbil Città (334.000 ab.) dell'Iraq, capoluogo del governatorato omonimo.

\arbiter elegantiarum, loc. sost. m. invar. Locuzione latina che significa "arbitro dell'eleganza" e viene usata per indicare una persona raffinata e ricercata nel vestire.

\arbitràggio, sm. 1 L'arbitrare. 2 Operazione di acquisto di titoli o valuta ai fini di lucro.

\arbitraggìsta, sm. Colui che esegue un arbitraggio.

\arbitràle, agg. 1 Dell'arbitro, relativo all'arbitro. 2 Composto da arbitri.

\arbitràre, v. v. tr. 1 Dirigere un incontro in qualità di arbitro. 2 Giudicare. ~ decidere.
v. intr. Risolvere una vertenza come arbitro.
 X   v. tr. 1 to arbitrate. 2 (sport) to referee, to umpire.

\arbitrariaménte, avv. 1 In modo arbitrario; illegittimamente, illegalmente. ~ irregolarmente. 2 Infondatamente. ~ ingiustificatamente.

\arbitrarietà, sf. L'essere arbitrario.

\arbitràrio, agg. Fatto o detto ad arbitrio, senza una ragione logica. ~ abusivo, ingiustificato. <> legittimo, imparziale.
 X   agg. arbitrary.

\arbitràto, sm. Decisione arbitrale.
 X   sm. arbitration.

\Arbitrato, L' Commedia di Menandro (ca. 300 a. C.).

\arbìtrio, sm. 1 Facoltà di valutare, scegliere e operare secondo la propria volontà. ~ volere. 2 Sopruso. ~ abuso.
 X   sm. 1 will. 2 (abuso, sopruso) abuse, arbitrary act.
 @   lat. arbitrium giudizio.

\àrbitro, sm. 1 Chi è libero di scegliere e operare a suo piacere. ~ padrone. 2 Chi è ufficialmente designato a dirigere una competizione. ~ direttore di gara.
 X   sm. 1 arbitrator. 2 (sport) referee, umpire. 3 (fig.) arbiter.
 @   lat. arbiter,-tri.

\Àrbore, Rènzo (Foggia 1937-) Musicista, presentatore e show-man. Appassionato jazzista, approdò alla RAI nel 1964, vincendo un concorso per maestri di musica leggera. Nel 1965 raggiunse la popolarità presentando con Gianni Boncompagni la trasmissione radiofonica Bandiera gialla, culto della musica leggera di quegli anni. Nel 1970 ottenne un nuovo successo con la trasmissione Alto gradimento. Passato al piccolo schermo, con trasmissioni come Speciale per voi e L'altra domenica, nel 1995 raggiunse l'apice della notorietà con la trasmissione Quelli della notte, lanciando anche nuovi personaggi nel mondo televisivo.

\Arborèa Comune in provincia di Oristano (3.785 ab., CAP 09092, TEL. 0783).

\arbóreo, agg. Di albero, che ha forma o natura di albero.

\arborescènte, agg. 1 Che ha l'aspetto di rami d'albero. 2 Si dice di arbusto che prende forma d'albero.

\arborescènza, sf. 1 L'essere arborescente. 2 Lo sviluppo complessivo di un albero.

\arboréto, sm. Appezzamento contenente numerose specie arboree coltivate allo scopo di studiarne il comportamento.

\arborìcolo, agg. e sm. Che, chi vive o abita sugli alberi
Pianta arboricola
Pianta epifita che cresce sugli alberi affondando le radici nel terriccio che si trova nelle cavità del tronco o dei rami.

\arboricoltùra, sf. Scienza e tecnica della coltivazione degli alberi.

\Arbòrio Comune in provincia di Vercelli (1.007 ab., CAP 13031, TEL. 0161).

\arboròfila, sf. Genere di Uccelli Galliformi della famiglia dei Fasianidi, originari delle foreste indomalesi, denominati volgarmente pernici di foresta.

\arboscèllo, sm. Albero piccolo o giovane.

\arbovìrus, sm. Termine che designa una famiglia di virus a RNA presenti in particolare nelle zone tropicali e subtropicali.

\Àrbus Comune in provincia di Cagliari (7.596 ab., CAP 09031, TEL. 070).

\Arbus, Diane (New York 1923-1971) Fotografa statunitense. Negli anni '60 si specializzò nei ritratti di emarginati, diversi e gente della strada.

\arbustàceo, agg. Si dice di pianta classificata come arbusto; costituito da arbusti.

\arbustìvo, agg. Di piante che ha natura e dimensioni di arbusto.

\arbùsto, sm. Pianta legnosa, bassa, ramificata fin dalla base. ~ cespuglio.
 X   sm. shrub.

\arbutus, sm. Genere di alberi o arbusti della famiglia delle Ericacee, comprendente una dozzina di specie, delle quali la più nota è il corbezzolo.

\ARC Sigla di AIDS Related Complex (complesso di sintomi correlati all'AIDS).

\àrca, sf. 1 Sarcofago monumentale. ~ tomba. 2 Cassa, scrigno. ~ forziere. arca dell'alleanza, contenitore delle Tavole della Legge ricevute da Mosè. 3 Genere di Molluschi Lamellibranchi marini della famiglia degli Arcidi che possono raggiungere notevoli dimensioni.
 X   sf. sarcophagus.
 @   lat. arca, da arcere contenere.

\àrcade, agg., sm. e sf. agg. Dell'antica Arcadia, regione della Grecia.
sm. e sf. 1 Abitante dell'antica Arcadia. 2 Membro dell'Accademia romana dell'Arcadia. 3 Letterato formalista e lezioso.

\Arcàde (comune) Comune in provincia di Treviso (3.119 ab., CAP 31030, TEL. 0422).

\Àrcade (mitologia) Nella mitologia, figlio di Zeus e Callisto. Fu mutato nella stella Arturo.

\Arcadelt, Jacques (ca. 1504-Parigi 1568) Compositore fiammingo o francese. Autore di madrigali.

\arcàdia, sf. Luogo dove si svolge una vita amena, idillica.

\Arcàdia (geografia) Regione greca, nel Peloponneso centrale, affacciata al golfo di Nauplia. Dominata da Sparta nel VI sec. a. C. aderì alla lega arcadica comandata da Tebe. Quindi fu sottomessa dai macedoni che la inclusero nella lega achea (276 a. C.). Conquistata dai romani nel II sec. a. C. divenne importante feudo dell'impero d'oriente. I turchi la conquistarono nel 1458. Rinomata e cantata dai poeti greci e omerici per essere regione bucolica per eccellenza.

\Arcàdia (letteratura) Accademia letteraria nazionale, fondata a Roma dai poeti del circolo di Cristina di Svezia nel 1690. Mirava alla semplicità nella poesia, in contrapposizione al marinismo, ricco di orpelli e fronzoli inutili nel discorso poetico. Si ispirava alla poesia bucolica e assumendone termini e consuetudini assegnava a ogni socio uno pseudonimo pastorale: il Crescimbeni ne fu primo custode e il Gravina primo legislatore. Influenzò coi suoi temi il gusto poetico fino alla prima metà del Settecento.
Arcadia
Opera di poesia e prosa di Ph. Sidney (postuma 1590).

\Arcadia, L' Opera di poesia di I. Sannazaro (1504).

\arcàdico, agg. 1 Dell'Arcadia. 2 Idillico, agreste. ~ pastorale. 3 Manierato. ~ lezioso.

\Arcàdio (377-408) Imperatore romano d'oriente dal 395 al 408, figlio di Teodosio I il Grande e fratello di Onorio; Durante il suo regno dovette contrastare numerose invasioni dei visigoti (Alarico) e degli unni.

\arcaicaménte, avv. In modo arcaico.

\arcaicità, sf. L'essere arcaico, carattere arcaico.

\arcàico, agg. 1 Di remota antichità. ~ primitivo. <> moderno. 2 Sorpassato. ~ antiquato. <> recente.

\arcaìsmo, sm. Elemento linguistico scomparso dall'uso. <> neologismo.

\arcaizzànte, agg. Che si ispira a uno stile arcaico.

\arcaizzàre, v. intr. Usare volutamente forme o espressioni arcaiche.

\arcàle, sm. 1 La parte curva della muratura che delimita un arco. ~ centina. 2 La bocca dello stomaco.

\arcàngelo, sm. Spirito celeste di grado più elevato dell'angelo.
 X   sm. archangel.

\Arcàngelo Città della Russia (416.000 ab.) capoluogo della provincia omonima (con una superficie di 587.400 km2 e 1.548.000 ab.), situata sulla baia della Dvina (mar Bianco) nel delta della Dvina settentrionale, a nord-est di Mosca. Importante porto della Russia (gelato da novembre a maggio) e base logistica e militare. Sono presenti industrie chimiche e del legno. Fondata nel XII sec. intorno a un convento, fu l'unico porto russo prima della fondazione di San Pietroburgo.

\arcàno, agg. e sm. agg. Misterioso. ~ occulto. <> chiaro.
sm. Mistero. ~ enigma.

\arcaréccio, sm. Trave orizzontale, di legno o metallo, dell'orditura grossa delle coperture.

\arcàta, sf. 1 Apertura ad arco. 2 Formazione disposta ad arco.
 X   sf. 1 arch. 2 (ordine di archi) arcade.

\arcatèlla, sf. Piccola decorazione formata da una serie continua di archi che corre parallelamente al cornicione o alla gronda di un muro.

\arcàto, agg. 1 Incurvato. ~ inarcato. 2 Di cavallo i cui ginocchi sono spostati in avanti rispetto alla linea di appiombo che scende dal centro dell'articolazione omero-radiale.

\arcàvolo, sm. 1 Trisavolo. 2 Antenato. 3 Precursore.

\Àrce Comune in provincia di Frosinone (6.174 ab., CAP 03032, TEL. 0776).

\àrce, sf. Acropoli. ~ rocca.

\arcèlla, sf. 1 Cassone nuziale del Settecento. 2 Vano sottostante l'altare paleocristiano, destinato ad accogliere le reliquie.

\Àrcene Comune in provincia di Bergamo (4.145 ab., CAP 24040, TEL. 035).

\Arcètri Colle della Toscana che domina Firenze, sede di un osservatorio astronomico.

\Arcèvia Comune in provincia di Ancona (5.830 ab., CAP 60011, TEL. 0731).

\archaeopteryx, sm. invar. Vertebrato fossile del Giurassico superiore delle dimensioni di un piccione che presenta caratteristiche intermedie tra i Rettili e gli Uccelli. È stato scoperto nel calcare kimmeridgiano di Solnhofen, in Baviera.

\archè, sf. Per il filosofo Anassimandro, il principio originario di tutte le cose.

\archeàno, agg. e sm. agg. 1 Relativo al periodo geologico omonimo.
sm. Primo periodo dell'era archeozoica. I suoi terreni (scudo baltico e canadese), formati da rocce eruttive e metamorfiche, si prolungano nei continenti al di sotto di formazioni più recenti.

\archeggiàre, v. v. tr. Piegare ad arco. ~ incurvare.
v. intr. Far scorrere l'arco sulle corde di uno strumento.

\archéggio, sm. La tecnica, lo stile con cui si eseguono i movimenti dell'arco su uno strumento.

\archegònio, sm. Organo sessuale femminile delle Archegoniate e delle Gimnosperme.   +  

\archegosàuro, sm. Genere di Anfibi Stegocefali preistorici del sottordine dei Rachitomi. Sono stati ritrovati degli scheletri di archegosauro completi nei terreni permiani di Lebach, in Renania.

\Archelào Nome di sovrani.
Archelao
(413?-399 a. C.) Re di Macedonia. Nella guerra del Peloponneso fu alleato di Atene. Accolse alla sua corte numerosi artisti greci, tra i quali Euripide.
Archelao
(?-17 d. C.) Re di Cappadocia dal 36 a. C. al 14 d. C. combatté contro Ottaviano ad Azio (31 a. C.) e fu in seguito privato da Tiberio del suo regno, che divenne provincia romana.
Archelao Erode
(23? a. C.-18 d. C.) Re di Giudea. Figlio di Erode il Grande, fu deposto nel 6 d. C. da Augusto per la sua crudeltà.

\Archelào di Priène (Attivo nel II-I sec. a. C.) Scultore greco. Tra le opere Apoteosi di Omero (ca. 100, Londra, British Museum).

\archeo- Primo elemento di parole composte.
 @   dal greco archÔios antico, primitivo.

\archeologìa, sf. Scienza che studia le antiche civiltà.
 X   sf. archaeology.

\archeologicaménte, avv. Dal punto di vista archeologico.

\archeològico, agg. Riguardante l'archeologia.
 X   agg. archaeological.

\archeòlogo, sm. Studioso di archeologia.
 X   sm. archaeologist.

\Archeozòico, agg. e sm. Si dice dell'era geologica nella quale si sono trovate le prime tracce di forme viventi; ~ protozoico.

\archespòrio, sm. Tessuto centrale fertile della nocella degli ovuli di Angiosperme e Gimnosperme.

\archetìpico, agg. Che costituisce un archetipo.

\archètipo, agg. e sm. agg. Primordiale. ~ originario.
sm. Modello originale che ha valore esemplare. ~ prototipo. <> copia.

\archétto, sm. Arco per suonare strumenti a corda.
 X   sm. (musica) bow.

\Àrchi Comune in provincia di Chieti (2.392 ab., CAP 66040, TEL. 0872).

\archiacùto, agg. Ad arco acuto.

\Archianéllidi Classe di Invertebrati appartenenti al tipo degli Anellidi, sottoregno dei Metazoi, in cui sono riuniti anellidi acquatici vermiformi che abitano gli interstizi del fondale marino.

\archiàtra, sm. Il medico principale della corte pontificia.

\Archibùgi, Francésca (Roma 1961-) Regista. Diresse Mignon Ŕ partita (1988), Verso sera (1990), Il grande cocomero (1992) e A occhi chiusi (1996).

\archibugiàta, sf. Colpo d'archibugio.

\archibugière, sm. Soldato armato di archibugio.

\archibùgio, sm. Antica arma da fuoco portatile con canna lunga e accensione a miccia o pietra focaia.
 @   franc. hacquebuche, dall'oland. hake-bus cannone a uncino.

\Archìdamo Nome di sovrani.
Archidamo I
(sec. VI a. C.) Re di Sparta della famiglia degli Euripontidi, figlio di Anassidamo.
Archidamo II
(469-427 a. C.) Re di Sparta della famiglia degli Euripontidi. Nella prima fase della guerra del Peloponneso, dal 431 al 428, fu a capo delle invasioni dell'Attica.
Archidamo III
(400 ca.-Mandurio 338 a. C.) Re di Sparta della famiglia degli Euripontidi. Accorse in aiuto dei tarentini contro i lucani, e in Puglia morì, a Manduria.
Archidamo IV
(300-260 ca. a. C.) Re di Sparta della famiglia degli Euripontidi.
Archidamo V
(234?-219? a. C.) Ultimo re di Sparta, della famiglia degli Euripontidi.

\archidiòcesi, sf. Diocesi retta da un arcivescovo.

\Archie Nel linguaggio informatico è il nome di un programma per la scoperta di risorse in Internet.

\archiginnàsio, sm. Denominazione dell'antica università di Bologna, utilizzata a volte anche per indicare l'università di Roma.

\archilochèo, agg. e sm. Relativo o conforme alla poesia di Archiloco.
Verso archilocheo
Verso la cui invenzione è attribuita ad Archiloco.

\Archìloco (VI sec. a. C.) Poeta greco. Tra le opere Elegie, Carmi, Giambi ed Epodi (frammenti).

\archimandrìta, sm. Capo di un ordine religioso o di un monastero di rito cristiano orientale.

\Archimède (Siracusa 287-212 a. C.) Matematico e fisico greco. Ad Archimede si devono importanti contributi, come il calcolo del π e lo studio della rappresentazione dei numeri e della geometria infinitesimale. Studiò la geometria, con il calcolo di aree e volumi di solidi di rotazione. In meccanica, inventò la vite senza fine, la carrucola mobile e le ruote dentate. Sempre ad Archimede si devono gli studi che gettarono le basi dell'idrostatica, con il suo Trattato dei corpi galleggianti. Famoso l'aneddoto secondo il quale, scoprendo durante il bagno il principio sui corpi immersi nei fluidi che da lui prende il nome, cominciò a correre nudo per le vie gridando Eureka! (Ho trovato!). Durante l'attacco di Roma a Siracusa fece costruire catapulte e leggendarie macchine da guerra dotate di una sistema di specchi ustori, con i quali poteva incendiare le navi nemiche. Quando i romani occuparono la città, nonostante l'ordine di Marcello di risparmiare lo scienziato, Archimede fu ucciso per sbaglio da un soldato (212 a. C.).
Principio di Archimede
Principio di idrostatica secondo il quale ogni corpo immerso in un liquido riceve una spinta diretta dal basso verso l'alto uguale al peso del liquido spostato. L'interpretazione di questo principio da parte della fluidodinamica permette di spiegare sia il moto ascensionale in un fluido di un corpo con densità inferiore a quella del fluido stesso, sia la corrispondente condizione di equilibrio. In particolare, il galleggiamento di un corpo in un fluido allo stato liquido si ottiene quando il peso della frazione di fluido spostato equivale al peso del corpo stesso o della sua parte immersa.
Postulato di Archimede
Dati tre punti A, B e C, allineati in modo che B sia compreso tra A e C, esiste sempre un multiplo del segmento AB che comprenda tra i suoi estremi anche il punto C.
Spirale di Archimede
Insieme di punti che si ottiene su di un piano sommando il movimento uniforme di un punto su una semiretta e la rotazione uniforme della semiretta stessa attorno alla sua origine.

\archipèndolo, sm. Squadra a bracci uguali dal cui vertice pende un filo a piombo, serve a verificare l'orizzontalità di un piano.

\Archipenko, Aleksandr (Kiev 1887-New York 1964) Scultore russo. Tra le opere Carrousel Pierrot (1913, New York, Solomon R. Guggenheim Museum), Medrano e Incontro di pugilato (1914, New York, Solomon R. Guggenheim Museum).

\architettàre, v. tr. 1 Ideare un progetto. ~ creare. 2 Macchinare, ordire. ~ tramare. <> sventare.
 X   v. tr. 1 to plan, to plat. 2 (ideare) to devise. 3 (macchinare) to concoct.

\architétto, sm. 1 Chi progetta costruzioni. 2 Ideatore. ~ costruttore. 3 Artefice. ~ autore.
 X   sm. architect.
 @   lat. architectus, dal greco architŔkton, comp. da archi-archi + tŔkton costruttore.

\architettonicaménte, avv. Dal punto di vista architettonico.

\architettònico, agg. 1 Proprio dell'architettura. 2 Armonicamente strutturato.

\architettùra, sf. 1 Arte e tecnica del progettare e realizzare edifici. 2 Complesso di opere architettoniche di un periodo. ~ edificio.
 X   sf. architecture.
Le prime esecuzioni architettoniche si possono individuare nei monumenti megalitici preistorici (dolmen, menhir), mentre l'esordio dell'architettura in senso proprio corrisponde all'epoca in cui il materiale impiegato nelle costruzioni subì prima un processo di lavorazione (pietra, roccia) o di composizione (mattoni in laterizio, terrecotte ecc.), la qual cosa si verificò in Mesopotamia e in Egitto intorno al 3000 a. C. Maestri dell'architettura furono i greci, la cui opera influenzò notevolmente lo sviluppo dell'architettura occidentale. Il modello greco si ripropose in ambiente romano, dove venne liberamente interpretato con aggiunte di elementi originali (volta, arco). L'affermarsi del cristianesimo orientò l'architettura verso l'edificio sacro, prima attraverso lo stile romanico e poi con l'affermazione di quello gotico. Nel rinascimento si assiste al recupero dello stile classico greco e romano e all'incremento dell'architettura civile, con la nascita del palazzo moderno. Successivamente con il barocco si privilegiarono gli effetti scenici in contrapposizione all'armonia rinascimentale. Con l'Ottocento si suole fare iniziare l'arte moderna, caratterizzata da nuove tecniche costruttive, dall'impiego di nuovi materiali (ferro, cemento armato ecc.). L'Art Nouveau, ai primi del Novecento, comprese che con i nuovi materiali si poteva dare anche un'interpretazione nuova alla forma, che si liberò degli schemi fissi per orientarsi verso un deciso decorativismo; il movimento moderno è invece caratterizzato dal funzionalismo, da una concezione dell'arte che cerca di fondere il criterio della bellezza e quello dell'utilità nell'esatta rispondenza allo scopo cui è destinata. L'arte organica vuole integrare le consuete funzioni dell'edificio con altre più complesse, sulla base delle moderne necessità urbanistiche e sociali. Negli anni '80 vengono riproposti eclettismo e ricerca tecnologica (architettura postmoderna).

\Architettura, L' Opera di architettura di L. B. Alberti (1452).

\architravàto, agg. Munito di architrave.

\architràve, sm. Trave orizzontale sostenuta da pilastri.

\Archivi del Nord Autobiografia di M. Yourcenar contenuta nell'opera Il labirinto del mondo (1977).

\archiviàre, v. tr. 1 Porre in archivio. ~ schedare. archiviare una pratica. 2 Mettere da parte, abbandonare. ~ accantonare.
 X   v. tr. to record, to register.
 @   deriv. da archivio.

\archiviazióne, sf. L'archiviare, l'essere archiviato.

\archìvio, sm. 1 Raccolta di documenti pubblici o privati; il luogo ove viene conservata tale raccolta. 2 Insieme di informazioni memorizzate.
 X   sm. 1 archives. 2 (inform.) file.
 @   lat. tardo archivum, dal greco archŔion.
Gli archivi più antichi custodivano copie degli atti ufficiali; sono famosi quelli cinesi di epoca preimperiale e quelli di Ninive; nel IV sec. a. C. in Grecia venne istituito un vero e proprio archivio di stato, il Metroon. A Roma, un importante archivio era collocato nel tempio di Saturno e conteneva raccolte di leggi; ulteriori archivi si trovavano nei templi e in altri edifici del Campidoglio (raccolte di atti internazionali). In Italia, con il sorgere di comuni e signorie, gli archivi iniziarono a contenere anche i documenti ricevuti. Nel 1975 in Italia gli archivi di stato sono passati dal controllo del ministero degli interni a quello dei beni culturali, che ha l'incarico di preservare documenti riguardanti lo stato italiano e gli stati preunitari, oltre a occuparsi della ricerca scientifica del settore e del controllo degli archivi non statali.

\archivìsta, sm. e sf. Funzionario addetto all'amministrazione o alla conservazione di un archivio.

\archivìstica, sf. Il complesso delle norme per la sistemazione e il funzionamento degli archivi.

\archivìstico, agg. Che riguarda il funzionamento degli archivi.

\archivòlto, sm. Fascia decorativa tendente a sottolineare, esteticamente, il valore di un arco.

\arci- Primo elemento di parole composte. Ha il significato di essere superiore, essere a capo e rafforza gli aggettivi attribuendo loro il valore di superlativo.

\ARCI Sigla di Associazione Ricreativa Culturale Italiana.

\arciabàte, sm. Titolo del presidente di alcune congregazioni benedettine.

\arcibasìlica, sf. Basilica maggiore.

\arciconfratèrnita, sf. Confraternita principale alla quale se ne aggregano altre.

\arcicontènto, agg. Più che contento; contentissimo.

\arcidiaconàto, sm. Dignità, ufficio di arcidiacono.

\arcidiàcono, sm. Nel capitolo di una chiesa cattedrale, il primo dei diaconi.

\arcidiàvolo, sm. Capo dei diavoli, gran diavolo.

\arcidiòcesi => "archidiocesi"

\Arcidòsso Comune in provincia di Grosseto (4.135 ab., CAP 58031, TEL. 0564).

\arcidùca, sm. Titolo riservato ai principi della casa d'Austria.

\arciducàle, agg. Pertinente all'arciduca.

\arciducàto, sm. Dignità e dominio di un arciduca.

\arcière, sm. Tiratore d'arco; soldato armato d'arco.
 X   sm. archer.

\arcìgno, agg. Severo, accigliato, duro. ~ scostante. <> bonario, sereno.
 X   agg. severe, grim.

\arciliùto, sm. Varietà di liuto di grandi dimensioni.

\Arcimbòldi, Giusèppe (Milano 1527-1593) Pittore. Tra le opere Estate e Inverno (1563, Vienna, Kunsthistorisches Museum).

\Arcinàzzo Romàno Comune in provincia di Roma (1.379 ab., CAP 00020, TEL. 0774).

\arcióne, sm. Sella.

\arcipèlago, sm. 1 Gruppo di isole vicine tra loro. 2 Gruppo, raggruppamento. ~ complesso.
 X   sm. archipelago.

\Arcipelago Gulag Romanzo di A. I. Solzenitcyn (1973). Raggiunta la celebrità con il romanzo Una giornata di Ivan Denissovi┐╣┐, incoraggiato da un immenso pubblico di lettori, iniziò a rievocare la dura esperienza delle prigioni sovietiche, nelle quali aveva trascorso gli anni dal 1945 al 1953 per aver messo in discussione, in una lettera intercettata dalla censura, le qualità del pi¨ grande stratega di tutti i tempi. Per questo lavoro ricevette materiali da tutti gli ex prigionieri del paese.

\Arcipelago in fiamme Film di guerra, americano (1943). Regia di Howard Hawks. Interpreti: John Garfield, Arthur Kennedy, Harry Carey. Titolo originale: Air Force

\arciprète, sm. 1 Titolo onorifico di un parroco di una chiesa preminente su altre. 2 Nel capitolo di una chiesa cattedrale, il primo dei preti.

\Arcisàte Comune in provincia di Varese (8.954 ab., CAP 21051, TEL. 0332).

\arcivescovàdo, o arcivescovàto, sm. Palazzo in cui risiede l'arcivescovo.

\arcivescovìle, agg. Dell'arcivescovo.

\arcivéscovo, sm. Vescovo titolare di archidiocesi.
 X   sm. archbishop.

\Àrco Comune in provincia di Trento (12.855 ab., CAP 38062, TEL. 0464). Centro agricolo (coltivazione di frutta) e industriale (prodotti dell'abbigliamento, meccanici e chimici). Gli abitanti sono detti Arcensi.

\àrco, sm. 1 Arma usata fin dai tempi antichi (Paleolitico superiore), costituita da una parte in legno flessa a semicerchio, le cui estremità sono congiunte da una corda tesa che imprime il movimento alla freccia. 2 Bacchetta di legno flessibile usata per far vibrare le corde di strumenti musicali. 3 In geometria parte di curva compresa tra due punti che si dicono estremi dell'arco. ~ curva.   +   4 Periodo di tempo. ~ durata. 5 In architettura è una componente curvilinea sostenuta da due elementi verticali (in genere stipiti o colonne). ~ volta.   +  
 X   sm. 1 (mus., arma) bow. 2 (mat.) arc. 3 (arch.) arch.
L'arco architettonico, riguardo alla forma, può essere a tutto sesto (arco di Costantino) o a pieno centro, quando la curva è una semicirconferenza; acuto, quando i due archi di cerchio che si incontrano formano, superiormente, un vertice ad angolo acuto (Notre-Dame a Parigi); rampante, quando si scarica su due elementi di diversa altezza; può essere anche rialzato, a ferro di cavallo e lobato.
Arco di Trionfo
Costruzione monumentale eretta per celebrare le vittorie di condottieri o imperatori romani. I più noti sono quelli di Augusto a Rimini, di Tito, di Settimio Severo e di Costantino a Roma, quello di Traiano a Benevento e quello di Settimio Severo a Leptis Magna. Famosi anche quelli neoclassici di Parigi (arco di Trionfo) e di Milano (arco della Pace).   +  
Tiro con l'arco
Sport di origini antiche che rientra nel programma olimpico; le prove consistono nel lanciare a bersaglio trentasei frecce da 90, 70, 50 e 30 m nel settore maschile, e 70, 60, 50 e 30 m in quello femminile.

\Arco di trionfo Romanzo di E. M. Remarque (1946).

\arcobaléno, sm. Fenomeno ottico atmosferico dovuto alla rifrazione e alla riflessione dei raggi solari, provocato dalle gocce d'acqua in sospensione nell'atmosfera. Si presenta come uno o più archi concentrici e colorati; i sette colori, chiamati colori dell'iride, sono quelli dello spettro solare, con il violetto all'esterno dell'arco e il rosso al suo interno (arcobaleno primario). Talvolta è possibile osservare anche un arcobaleno secondario, posto accanto alla parte esterna di quello primario e con i colori in disposizione inversa (violetto all'interno e rosso all'esterno). La rifrazione della luce solare e la sua conseguente scomposizione nei colori spettrali è visibile solo quando l'angolo formato dai punti coincidenti con il Sole, la goccia e l'osservatore ha un'ampiezza compresa tra i 40° e i 42°. Per questa ragione, l'arcobaleno compare in alto se il Sole è relativamente vicino all'orizzonte e, viceversa, risulta basso quando il Sole è alto. ~ iride.
 X   sm. rainbow.
 @   da arco + baleno.

\arcocèle, sm. Prolasso del retto.

\arcocosecànte, sf. Funzione trigonometrica inversa della cosecante.

\arcocoséno, sm. Funzione trigonometrica inversa del coseno.   +  

\arcocotangènte, sf. Funzione trigonometrica inversa della cotangente.

\arco-gètto, sm. Sistema di propulsione per veicoli spaziali. Nell'arco-getto la spinta del veicolo si ottiene scaldando un gas compresso mediante un arco elettrico (anche fino a 20.000°C) e facendolo quindi uscire da un ugello.

\Àrcola Comune in provincia di La Spezia (9.579 ab., CAP 19021, TEL. 0187).

\arcolàio, sm. Strumento girevole su un perno, serve per dipanare matasse.

\Àrcole Comune in provincia di Verona (4.633 ab., CAP 37040, TEL. 045).

\Arconàte Comune in provincia di Milano (4.474 ab., CAP 20020, TEL. 0331).

\arcontàto, sm. 1 Carica di arconte. 2 Periodo della durata della carica dell'arconte.

\arcónte, sm. Il più alto magistrato della Grecia arcaica.

\Àrcore Comune in provincia di Milano (15.767 ab., CAP 20043, TEL. 039). Centro industriale (prodotti alimentari, dell'abbigliamento, metalmeccanici e tessili). Gli abitanti sono detti Arcoresi.

\arcosecànte, sf. Funzione trigonometrica inversa della secante.

\arcoséno, sm. Funzione trigonometrica inversa del seno.   +  

\arcosòlio, sm. Nicchia ad arco scavata nel tufo delle catacombe e usata come sepolcro.

\arcotangènte, sf. Funzione trigonometrica inversa della tangente.   +  

\arctocyon, sm. invar. Genere di Mammiferi fossili dell'ordine dei Carnivori, sottordine dei Creodonti, con caratteristiche affini al cane e all'orso preistorici. Gli arctocyon vissero nell'Eocene-Oligocene.

\arcuàre, v. v. tr. Curvare, piegare ad arco; inarcare, piegare. ~ flettere. <> raddrizzare.
v. rifl. Piegarsi ad arco. ~ incurvarsi. <> rizzarsi.

\arcuàto, agg. Ricurvo. ~ inarcato. <> ritto.
 X   agg. bent, curved.

\Arcugnàno Comune in provincia di Vicenza (6.023 ab., CAP 36057, TEL. 0444).

\Arda (Bulgaria) Fiume (241 km) della Bulgaria. Nasce dai monti Rodopi e confluisce nel fiume Marizza.

\Àrda (torrente) Torrente (55 km) dell'Emilia. Confluisce nel Po.

\Ardabil Città (282.000 ab.) dell'Iran, nella provincia dell'Azerbaigian Orientale.

\Ardant, Fanny (1949-) Attrice francese cinematografica. Interpretò per F. Truffaut L'ultimo metr˛ (1980), La signora della porta accanto (1981) e Finalmente domenica (1983).

\Àrdara Comune in provincia di Sassari (939 ab., CAP 07010, TEL. 079).

\Ardaùli Comune in provincia di Oristano (1.352 ab., CAP 09081, TEL. 0783).

\Ardèa Comune in provincia di Roma (16.854 ab., CAP 00040, TEL. 06). Centro agricolo (coltivazione di cereali e frutta) e industriale (prodotti della plastica). Fu capitale dei rutuli e quindi colonia romana. Vi si trovano resti del tempio di Giunone e dell'acropoli. Gli abitanti sono detti Ardeatini.

\Ardeatìne, fòsse Cava alle porte di Roma ove furono trucidati, il 24 marzo 1944, 335 prigionieri da parte dei nazisti; l'eccidio fu la rappresaglia in seguito a un attentato partigiano in cui erano morti, il giorno prima, 33 tedeschi.

\ardeatìno, agg. e sm. agg. Relativo ad Ardea, antica città del Lazio.
sm. Che viveva o era nato ad Ardea.

\Ardèche Dipartimento (278.000 ab.) della Francia, capoluogo Privas.

\Ardèidi Famiglia di Uccelli Ardeiformi comprendente una sessantina di specie.

\Ardenne Regione (10.000 km2) compresa fra il Belgio orientale, il Lussemburgo settentrionale e la Francia nordorientale; a nord e a ovest il limite è segnato dal solco Sambre-Mosa, che culmina nel Signal de Botrange (694 m). La zona è costituita da un massiccio ercinico ricoperto da foreste, pascoli e brughiera, con scarso sviluppo agricolo (massima altitudine a 694 m). Sono presenti alcune sorgenti minerali. Storicamente nell'agosto del 1914 i tedeschi sconfissero i francesi durante la prima guerra mondiale. Nella seconda guerra mondiale, dopo lo sbarco in Normandia, le truppe tedesche di Hitler vi sferrarono l'ultima pesante offensiva nel dicembre del 1944; dopo alcuni successi iniziali da parte tedesca, gli alleati al comando del generale Patton riuscirono a contrattaccare vittoriosamente (26 dicembre 1944).

\Ardènnes Dipartimento (297.000 ab.) della Francia, capoluogo Charleville-Mézières. Situato nella parte nord-est del paese al confine con il Belgio. Il territorio, caratterizzato dalle alture delle Ardenne e delle Argonne, è attraversato dal fiume Mosa. Industrie metallurgiche e tessili sorgono lungo le rive del fiume Mosa.

\ardennìte, sf. Silicato basico idrato di alluminio e manganese, contenente arsenico e vanadio.

\Ardènno Comune in provincia di Sondrio (3.018 ab., CAP 23011, TEL. 0342).

\ardènte, agg. 1 Infuocato, bruciante. ~ rovente. <> gelido. camera ardente, stanza in cui viene esposto il cadavere. 2 Impetuoso, appassionato. ~ intenso. <> tiepido. 3 Di sguardo, lucente. ~ espressivo. <> spento. 4 Di tono, accalorato. ~ veemente. 5 Desideroso. era ardente di conoscere quei segreti.
 X   agg. 1 burning. 2 (fig.) ardent.

\ardenteménte, avv. Appassionatamente, fervidamente, violentemente. ~ impetuosamente.

\àrdere, v. v. tr. Bruciare, seccare, cuocere. ~ incendiare. <> spegnere.
v. intr. 1 Essere in fiamme. ~ infiammarsi. 2 Provare un forte sentimento; ribollire. ~ struggersi.
 X   v. tr. e intr. to burn.
 @   lat. ardere.

\ardèsia, sf. Roccia metamorfica di colore grigio o nero, a struttura scistosa, agevolmente divisibile in lastre sottili dotate di notevole resistenza agli agenti atmosferici. Impiegata nella costruzione di lavagne e, per la sua impermeabilità, nella copertura dei tetti e nelle pavimentazioni. L'ardesia è composta principalmente da quarzo e feldspato, con impurità carboniose, ha normalmente un colore grigio piombo ma può anche assumere tonalità blu, verdi, violette o rosse. La sua estrazione avviene soprattutto nel Regno Unito (Galles), in Germania, in Francia e negli Stati Uniti. L'ardesia nera più nota in Italia viene estratta in Liguria, presso Chiavari, ed è chiamata lavagna.
 X   sf. slate.

\Ardèsio Comune in provincia di Bergamo (3.670 ab., CAP 24020, TEL. 0346).

\ardiglióne, sm. 1 Il puntale della fibbia. 2 Il dardo che impedisce all'amo di infilarsi nella bocca del pesce.

\Ardigò, Robèrto (Casteldidone 1828-Mantova 1920) Filosofo e pedagogista, principale rappresentante del positivismo italiano. Sacerdote, lasciò la chiesa nel 1871, un anno dopo la pubblicazione della sua opera Psicologia come arte positiva (1870) nella quale confuta il dualismo soggetto-oggetto. Su queste basi, nella Formazione naturale nel fatto del sistema solare (1877) vede la realtà come un cammino evolutivo che procede da un indistinto originario verso il distinto dei diversi molteplici, per giungere a un monismo metafisico. Morì suicida.

\ardiménto, sm. 1 Coraggio. ~ audacia. <> pavidità, viltà. 2 Atto ardito.

\ardimentosaménte, avv. In modo ardimentoso. ~ intrepidamente.

\ardimentóso, agg. Che richiede coraggio o ne dà la prova; coraggioso. ~ intrepido.

\ardìre, sm. e v. sm. 1 Coraggio. ~ audacia. <> viltà. 2 Sfrontatezza. ~ sfacciataggine. <> timidezza.
v. intr. Aver coraggio, osare. ~ arrischiarsi.
 X   sm. daring. v. intr. to dare.
 @   german. hardjan.

\arditaménte, avv. In modo ardito. ~ audacemente.

\arditézza, sf. Linea di condotta o comportamento che rivelano ardire.

\arditìsmo, sm. 1 Movimento sorto in Italia dopo la prima guerra mondiale per iniziativa dei reduci che avevano militato nel reparto degli arditi. 2 Sprezzo del pericolo che spesso si trasforma in irriverenza, intimidazione nei confronti dei concittadini e degli istituti civili.

\ardìto, agg. e sm. agg. 1 Audace, coraggioso. ~ impavido. <> pauroso. un giovane ardito. 2 Di azione, pericoloso. ~ rischioso. impresa ardita.
sm. 1 Chi mostra ardimento. 2 Soldato dei reparti d'assalto italiani istituiti durante la prima guerra mondiale.
 X   agg. 1 brave, daring. 2 (sfacciato) bold.

\ardòmetro, sm. Tipo di pirometro che viene utilizzato per misurare la temperatura nei forni per ceramica.

\ardóre, sm. 1 Calore intenso. 2 Viva passione, entusiasmo. ~ passione. <> indifferenza. 3 Irruenza, furia. ~ impeto. <> pacatezza.
 X   sm. ardour, fervor, passion.
 @   lat. ardor,-oris, deriv. da ardere.

\Ardóre Comune in provincia di Reggio Calabria (5.037 ab., CAP 89031, TEL. 0964).

\Arduìno (955-Fruttuaria 1014?) Figlio del conte di Pombia Dadone, fu marchese d'Ivrea dal 990 ca. succedendo al cugino Corrado Canone. Fu scomunicato nel 999 e nonostante l'ostilità dell'imperatore Ottone III, con l'appoggio dei signori laici minori e in contrapposizione ai grandi feudatari ecclesiastici e all'imperatore Enrico II, fu incoronato re d'Italia a Pavia (1002). Tradito dalle forze che lo sostenevano e dallo stesso Enrico II, morì nel monastero di Fruttuaria ove si era ritirato a vita monastica.

\Arduìno, Giovànni (Caprino Veronese 1714-Venezia 1795) Geologo. Si dedicò allo studio della mineralogia, geologia e agraria. A lui si deve la classificazione delle rocce della crosta terrestre negli ordini (primario, secondario, terziario e quaternario) in base all'origine e all'età. Fondò la stratigrafia. Diresse alcune miniere in Toscana e nel Veneto.

\àrduo, agg. 1 Che richiede sforzo; difficile, problematico, ostico. ~ difficoltoso. <> facile. 2 Erto, ripido, impervio. ~ scosceso. <> piano.
 X   agg. difficult, arduous.

\àrea, sf. 1 Superficie circoscritta di terreno. ~ zona, territorio. 2 Misura dell'estensione di una superficie. ~ superficie. 3 Settore di un campo di gioco. 4 Schieramento culturale, politico. 5 Ramo, ambito, branca di problemi o argomenti. l'analisi è un'area della matematica molto vasta.
 X   sf. 1 area. 2 (edil.) ground, land.
In fisica è la misura di una superficie espressa in una determinata unità che, nel Sistema Internazionale (SI), è il metro quadrato (m2). La geometria elementare fornisce formule che permettono di calcolare l'area di alcune figure piane. Per esempio, l'area del quadrato si ottiene moltiplicando il suo lato per se stesso (A=l2), quella del rettangolo e del parallelogramma moltiplicando la base per l'altezza (A=b·h), l'area del triangolo si calcola moltiplicando la misura della base per l'altezza e dividendo il risultato per due (A=b·h/2) e quella del cerchio moltiplicando il quadrato del suo raggio per il numero fisso π (A=πr2).   +  

\area manager, loc. sost. m. invar. Direttore di una zona di vendita di una casa produttrice avente il compito di dirigere e coordinare le agenzie di vendita e le filiali di tale azienda.

\Àrea Sàcra Area archeologica di Roma, detta Sacra perché comprende quattro templi, riportati alla luce dagli scavi iniziati nel 1926. Si tratta di quattro tra i più antichi templi mai scoperti a Roma, dei quali però non è stato possibile attribuire il culto a qualche divinità. Per questo motivo sono indicati convenzionalmente con le lettere A, B, C e D. La zona fu spesso inondata dal Tevere e richiese frequenti opere di bonifica e restauro. Si possono così identificare cinque livelli di costruzione che si succedettero dal V sec. fino alla fine dell'epoca imperiale. Il tempio A risale al IV o III sec. a. C., anche se subì numerose modifiche sostanziali. A nord sono visibili i resti di un vasto portico noto come Hecatostylum, risalente al II sec. a. C. Successivamente, sotto l'impero, dietro al tempio A furono costruiti due lavatoi. Nel medioevo il tempio divenne una chiesa (San Nicola), di cui sono ancora rintracciabili la navata principale e una secondaria. Il tempio B, del II sec. a. C., probabilmente era dedicato a Giunone, come testimonia una statua attribuita alla dea e ritrovata al suo interno. Di forma circolare, il podio di tufo fu ricoperto da stucchi e il suo pavimento da mosaici. Il tempio C è il più antico e risale al II sec. a. C., ma probabilmente si fonda su un edificio precedente, del VI o V sec. a. C. La pianta rivela la sua origine latina e lo differenzia notevolmente rispetto al modello greco: il modello etrusco infatti prevede un podio elevato di fronte a un altare senza colonne. Sotto l'impero il tempio fu rialzato e in parte modificato, con rivestimenti di stucchi e mosaici. Il tempio D si trova in parte sotto la via Florida e ne risulta visibile solo un lato.
L'intera area sacra risulta delimitata a est da un portico e a sud dai resti di un podio di tufo appartenuto alla Curia Pompeiana, a base rettangolare, dove fu ucciso Giulio Cesare alle idi di marzo del 44 a. C.

\areàle, agg. agg. Relativo a un'area.
sm. In biogeografia, zona di insediamento e mantenimento di una specie.

\areàre e derivati  →  "aerare" e derivati

\arèca, sf. Palma coltivata in India dai cui semi si ricava il betel.

\Arèchi Nome di duchi.
Arechi I
(591-Benevento 640 ca.) Duca longobardo di Benevento.
Arechi II
(734-Salerno 787) Duca longobardo di Benevento. Alla caduta del regno di Desiderio assunse la guida della nazione longobarda; nel 787 fu costretto a prestare omaggio e a pagar tributo a Carlo Magno.

\arecolìna, sf. Alcaloide presente nelle noci di Areca catechu dalle proprietà vermifughe ed eccitanti dell'apparato secretore. Viene utilizzato in veterinaria.

\areflessìa, sf. Assenza di riflessi.

\areligiòso, agg. 1 Privo di religiosità. 2 Non religioso. ~ ateo.

\arèlla, sf. Graticcio o tavola su cui si allevano i bachi da seta.

\àrem  →  "harem"

\arèna, sf. 1 Spazio coperto di sabbia al centro di anfiteatri; l'edificio stesso. 2 Luogo di competizione e spettacolo. ~ stadio. 3 Disputa. ~ competizione.
 X   sf. 1 arena. 2 (sabbia) sand. 3 (per corride) bullring.

\Aréna Comune in provincia di Vibo Valentia (2.069 ab., CAP 88012, TEL. 0963).

\Aréna Po Comune in provincia di Pavia (1.539 ab., CAP 27040, TEL. 0385).

\arenàceo, agg. Che ha natura o è costituito di sabbia.

\arenaméntio, sm. L'arenare, l'arenarsi. ~ insabbiamento.

\arenàre, v. intr. e intr. pron. 1 Restare incagliato. ~ incagliarsi. 2 Essere impedito. ~ piantarsi.

\arenària, sf. 1 Roccia sedimentaria costituta da granuli di sabbia legati da cemento calcareo, argilloso o siliceo. 2 Pianta erbacea dai petali più corti dei sepali e fiorellini bianchi.
Le più rare sono le arenarie monogeniche, che hanno la stessa composizione chimico mineralogica; le più diffuse sono le arenarie poligeniche, formate da granuli di diversa origine e composizione. Le arenarie cristalline, comuni nelle zone desertiche, hanno granuli accresciuti come cristalli. In Italia è conosciuta con varie denominazioni: pietra simona, molare, pietra serena, macigno.

\arenàrio, agg. Di arenaria.

\arenàrsi, v. intr. pron. 1 Detto di imbarcazioni, incagliarsi su un fondo sabbioso. ~ insabbiarsi. <> districarsi. 2 Non procedere. <> proseguire.
 X   v. intr. pron. to run aground.

\Arend, Max (Deutz, Colonia 1873-Colonia 1944) Musicologo tedesco. È autore di importanti studi su C. W. Gluck. Ha curato l'edizione di alcune opere dello stesso musicista.

\Arendt, Hannah (Hannover 1906-New York 1975) Scrittrice statunitense. Tra le opere Le origini del totalitarismo (1951).

\arengàrio, sm. Edificio lombardo, risalente al Medioevo, adibito alle adunanze del popolo. Dalla forma generalmente rettangolare, è caratterizzato dalla presenza di un portico aperto occupante tutto il piano terreno.

\aréngo, o arèngo, sm. (pl.-ghi) Assemblea dei comuni medievali e luogo in cui si adunava tale assemblea.

\arenìcolo, agg. Che vive nella sabbia.

\arenìle, sm. Distesa di sabbia sulla riva del mare. ~ litorale, spiaggia.

\arenizzazióne, sf. Processo di trasformazione di rocce granitiche o gneissiche causato dall'erosione degli agenti atmosferici e dal quale hanno origine sabbie contenenti quarzo, feldspati e miche.

\arenoblastòma, sm. Tumore ovarico che secerne androgeni provocando virilismo.

\arenóso, agg. Ricco di arena, sabbioso.

\Arenzàno Comune in provincia di Genova (11.181 ab., CAP 16011, TEL. 010). Località climatica e balneare della Riviera di Ponente. Gli abitanti sono detti Arenzanesi.

\areocèle, sm. Rigonfiamento di un organo dovuto ad accumulazione di aria.

\areografìa, sf. Descrizione della superficie del pianeta Marte.

\arèola, sf. 1 Piccola area. 2 Zona circolare di colore bruno che contorna il capezzolo.

\areolàre, agg. Relativo a un'areola o a un'area.

\areòmetro, sm. Strumento graduato utilizzato per determinare la densità di un liquido.

\areopagìta, sm. 1 Ad Atene, membro dell'Areopago. Appellativo di San Dionigi.

\Areopagitico, L' Opera di oratoria di Isocrate (357 a. C.).

\areòpago, o areopàgo, sm. 1 Il tribunale supremo di Atene antica. 2 Autorevole e importante consesso.

\areoplàno  →  "aeroplano"

\Arequipa Città (620.500 ab.) del Per˙, capoluogo del dipartimento omonimo.

\Ares Nella mitologia, dio greco della guerra, figlio di Zeus ed Era, spesso amante di Afrodite. Possedeva un culto particolare ad Atene, in Laconia e a Tebe. I romani lo identificarono con Marte.

\Arése Comune in provincia di Milano (18.612 ab., CAP 20020, TEL. 02). Centro industriale (prodotti meccanici, chimici e sede della casa automobilistica Alfa Romeo). Gli abitanti sono detti Aresini.

\aretìno, agg. e sm. agg. Relativo ad Arezzo.
sm. 1 Abitante o nativo di Arezzo. 2 Territorio di Arezzo.

\Aretìno, Piètro (Arezzo 1492-Venezia 1556) Scrittore e poeta. Figlio di un calzolaio, Luca del Turo, abbandonò presto la famiglia, ripudiando il padre anche nel nome. Si trasferì a Perugia, dove si applicò alla pittura; fu quindi a Roma, dove fece una rapida ascesa e fu spesso temuto dai potenti per la sua abilità nel comporre pasquinate satiriche e licenziose. Dal 1527 si trasferì a Venezia dove rimase sino alla morte e dove trovò un ambiente più consono alla sua attività di autore di libelli diffamatori. Tra le sue opere vi sono cinque commedie: La Cortigiana (1525) Il Marescalco (1527), L'Ipocrito (1542), La Talanta (1542) e Il filosofo (1546). Inoltre scrisse la tragedia Orazia (1546), le Lettere (1537-1557), opera in sei volumi in cui si oppone al classicismo esaltando la fantasia dell'arte, i Ragionamenti (1536), ritenuti al tempo osceni.

\Aretùsa Nella mitologia, ninfa d'Arcadia. Invocò Artemide affinché la aiutasse a sfuggire all'amore del dio fluviale Alfeo: ella la trasformò in fonte e ne condusse le acque fino all'isola Ortigia (Siracusa), ma Alfeo la raggiunse e si unì a lei.

\Arézzo Città della Toscana (92.000 ab., CAP 52100, TEL. 0575), capoluogo della provincia omonima, situata in una conca a nord-est della Val di Chiana. È attivo centro commerciale e agricolo, con industrie tessili, calzaturiere e meccaniche; importante l'artigianato orafo; conserva un notevole patrimonio artistico. Le sue origini sono etrusche (Arretium), passò poi ai romani. Nel medioevo fu un comune libero e rigoglioso, nel 1384 passò sotto il dominio di Firenze. Il suo glorioso passato è testimoniato da monumenti romanici, gotici e rinascimentali: La chiesa di San Domenico (1275), la romanica Pieve di Santa Maria, il duomo gotico con crocefisso di Cimabue, Santa Maria delle Grazie con portico di Benedetto da Maiano, palazzo della Fraternità dei laici, San Francesco (1318, con gli affreschi di Piero della Francesca). È sede di un museo archeologico, un museo d'arte medievale e una pinacoteca.
Provincia di Arezzo
(3.232 km2; 314.000 ab.) Fonda la sua economia soprattutto sull'agricoltura coltivando cereali, viti (Chianti), olivi, ortaggi, frutta, barbabietole e tabacco nelle zone collinari di Valdarno, val Tiberina, val di Chiana; le zone montuose (Casentino, alta valle del Tevere) sono invece rivestite da castagneti, faggeti e pascoli. Diffuso l'allevamento dei bovini e dei suini. A San Giovanni Valdarno si estrae la lignite. Sono presenti industrie alimentari, meccaniche, tessili e dell'abbigliamento e insediamenti artigianali (artigianato orafo e del mobile).

\argàli, sm. invar. Nome comune dell'Ovis ammon, montone della famiglia dei Bovidi di grosse dimensioni, vivente nelle steppe tibetane allo stato selvaggio.

\Argàn, Giùlio Càrlo (Torino 1909-Roma 1992) Storico e critico d'arte, sindaco di Roma dal 1976 al 1979. Tra le sue opere, Gropius e la Bauhaus (1951) e Progetto e destino (1965).

\Argand, Emile (Ginevra 1879-Neuchâtel 1940) Geologo svizzero. Condusse importantissime ricerche e formulò teorie basilari sulla tettonica.

\arganèllo, sm. Argano manuale utilizzato per sollevare piccoli carichi. ~ arganetto, verricello.

\àrgano, sm. Macchina atta al sollevamento o alla trazione di pesi da svolgersi con funi o catene. Consta di un tamburo o di una ruota, sulla quale si avvolge l'elemento di trazione, generalmente un cavo o una catena. La sua rotazione può essere ottenuta a mano o con un motore opportunamente ridotto. È normalmente dotato di un meccanismo di sicurezza che gli impedisce il movimento in direzione contraria a quella di lavoro. La portata di un argano può variare da poche centinaia di chilogrammi, per i piccoli argani ad azionamento manuale, fino a centinaia di tonnellate. ~ carrucola.
 X   sm. winch.
Argano da tonneggio
Strumento impiegato sulle navi per tendere i cavi di tonneggio e salpare le ancore.

\argànte, sm. Chi, nell'antico teatro, era incaricato di far scendere il lampadario nella sala e di accenderne i lumi.

\argàs, sm. invar. Genere di Aracnidi acari della famiglia degli Argasidi, comprendete zecche che parassitano soprattutto i volatili da cortile.

\Argègno Comune in provincia di Como (679 ab., CAP 22010, TEL. 031).

\Argelander, Friedrich (Memel 1799-Bonn 1875) Astronomo tedesco. Fu autore di un importantissimo catalogo stellare.

\Argelàto Comune in provincia di Bologna (7.727 ab., CAP 40050, TEL. 051).

\argèmone, sm. Genere di piante erbacee pelose della famiglia delle Papaveracee, caratterizzate da fiori vistosi e foglie sessili. Originario del Messico, l'argemone viene utilizzato per curare alcune affezioni degli occhi.
 @   dal greco ßrgemon, malattia dell'occhio.

\Argènta Comune in provincia di Ferrara (22.529 ab., CAP 44011, TEL. 0532). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi e frutta e piantagioni di pioppi) e industriale (prodotti alimentari, del legno e meccanici). Gli abitanti sono detti Argentani.

\argentàna, sf. Lega di rame, nichel e zinco, di aspetto simile all'argento.

\argentàre, v. tr. Rivestire d'argento.

\Argentàrio Promontorio di fronte all'isola del Giglio (provincia di Grosseto), sulla costa toscana. Un tempo era un'isola, oggi è unito alla terraferma da due cordoni di sabbia che racchiudono la laguna di Orbetello. Il suolo montuoso culmina nel monte Telegrafo (635 m). Zona agricola (coltivazione di uva e olivi), vi si trovano i centri pescherecci e turistici di Porto Ercole e Porto Santo Stefano.

\Argentàrio, Màrco Poeta latino menzionato da Seneca il Vecchio. Della sua produzione ci sono pervenuti quaranta epigrammi conviviali contenuti nell'Antologia palatina.

\argentàto, agg. 1 Ricoperto di uno strato d'argento. 2 Simile all'argento per lucentezza e colore.
 X   agg. 1 (ricoperto d'argento) silver-plated. 2 (argenteo) silver, silvery.

\argentatùra, sf. 1 Aggiunta a un oggetto metallico o no di un sottile strato di argento; può essere eseguita meccanicamente, chimicamente o elettroliticamente. 2 Rivestimento d'argento.

\argentazióne, sf. Impregnazione di un tessuto effettuata con l'argento.

\argènteo, agg. e sm. agg. 1 Di puro argento. ~ argentato. 2 Che ha il colore e la brillantezza dell'argento. ~ lucente. <> opaco.
sm. Moneta dell'impero romano in lega di argento e rame.

\Argentèra Comune in provincia di Cuneo (97 ab., CAP 12010, TEL. 0171).
Argentera
Monte (3.297 m) più elevato delle Alpi Marittime.

\argenterìa, sf. Insieme di oggetti d'argento.
 X   sf. silverware, silver.

\Argenteuil Città (95.000 ab.) della Francia, nel dipartimento della Val d'Oise.

\argentière, sm. Chi lavora o vende argento.

\argentìfero, agg. Che contiene argento; ricco d'argento.

\argentìna, sf. Maglia sportiva di lana, cotone o altro filato, con maniche lunghe e senza colletto.

\Argentina Repubblica che occupa la parte meridionale dell'America Latina. Confina a ovest con il Cile, a nord con la Bolivia, a nord-est con il Paraguay e il Brasile e a est con l'Uruguay. Si affaccia per un lungo tratto sull'oceano Atlantico. Il territorio è molto vario, partendo dai rilievi montuosi andini lungo il confine con il Cile, per digradare verso est nella grande pianura che conduce all'Atlantico.
Nella parte settentrionale del paese, le montagne racchiudono un grande altopiano desertico (Puna de Atacama oltre 3.000 m). Alle pendici delle montagne (regione di Tucuman) il clima è invece estremamente piovoso (oltre 1.500 mm all'anno).
Nelle Ande centrali le montagne raggiungono le massime altezze (Aconcagua 6.960 m, Tupungato 6.800 m e Mercedario 6.770 m). A causa della scarsità delle piogge il limite delle nevi perenni è molto elevato (fino a 6.000 m).
La punta meridionale è più bassa, ma è ricca di nevi perenni, per la maggior latitudine e la maggiore umidità del clima.
La parte del paese a est della Cordigliera delle Ande è molto varia. Nel nord il Gran Chaco è una vastissima prateria (700.000 km2). La pampa, più a sud, è un'immensa pianura che si può dividere in due zone: quella orientale (con Buenos Aires) umida e quella occidentale più secca. La Mesopotamia Argentina, compresa tra i fiumi Paran´ e Uruguay, è una regione quasi piatta (massima altitudine sui 700 m) e paludosa. Infine la regione Patagonica (oltre 800.000 km2), a sud del Rio Colorado, è stepposa, con precipitazioni molto abbondanti e poco popolata.
Il maggior fiume è il Paran´ (4.400 km), che insieme al suo affluente Paraguay costituisce un'importante via di comunicazione verso l'interno. Il grande estuario del Rio de la Plata è formato oltre che dal Paran´ dai fiumi Pylcomayo e Uruguay (1.600 km2). Ricchi d'acqua (ma non adatti alla navigazione e all'irrigazione poiché scorrono in gole molto profonde e strette) sono i fiumi patagonici, Rio Colorado e Rio Negro.
Data l'ampia estensione del paese, il clima è molto vario: desertico secco nella puna, rigido e arido sui rilievi andini, rigido e desertico in Patagonia, tropicale nel Chaco e subtropicale nella Mesopotamia, temperato nella Pampa.
Capitale dell'Argentina è Buenos Aires, che sorge sulla riva destra del Rio della Plata, importante centro commerciale e amministrativo, la cui area urbana raccoglie più di 11 milioni di abitanti e occupa più di 200 km2.
Altre città sono Cordoba (990.000 ab.), centro industriale, Rosario (1 milione di ab.), porto fluviale sul Paran´, Mendoza, La Plata e San Miguel de Tucuman.
L'agricoltura rappresenta la voce principale dell'economia, in particolare frumento e altri cereali, rilevanti anche le colture di semi di lino e di girasole, cotone e canna da zucchero. Le vaste distese pianeggianti forniscono i pascoli per un'intensa attività di allevamento (bovini e ovini) e fiorente è l'industria della carne e dei latticini a essa collegata.
Territorio ricco di risorse minerarie scarsamente sfruttate, l'Argentina produce discreti quantitativi di petrolio, di carbone e di gas naturale. L'industria è rappresentata da quella siderurgica, meccanica, tessile, chimica e alimentare.
 X   Argentina.
STORIA Nel 1516 lo spagnolo Diaz de Solis penetra nel Rio de la Plata. Nel 1776 la regione, prima compresa nel vicereame di Lima, diventa vicereame de la Plata. Nel 1810 il viceré viene deposto e nel 1816 José de San Martin fa proclamare l'indipendenza dell'Argentina dal congresso di Tucuman.
Fra il 1820 e il 1829 federalisti e centralisti si fanno una lotta accanita, che sfocia nella dittatura del restauratore federalista Juan Manuel de Rosas (1829-1852). Nel 1853 Urquiza dà all'Argentina una Costituzione liberale e federale.
Fino al 1880 si ha l'era del montone, che invade la pampa. Si gettano le basi per le condizioni dello sviluppo economico, contemporaneamente all'eliminazione degli indio con il genocidio contro gli indiani del Paraguay durante la guerra della Triplice Alleanza (Argentina, Brasile, Uruguay, 1865-1870).
Nel 1879 l'Argentina conquista la Patagonia. Fino al 1930 si ha un notevole sviluppo dell'economia, che però è troppo specifica (alimentari) e dipende esclusivamente dai capitali stranieri (soprattutto inglesi). Le crisi che seguono e il carattere dispotico dell'oligarchia dirigente determinano lo sviluppo di un'opposizione popolare (radicalismo). Il presidente Ippolito Yrigoyen (1916-1922 e 1928-1930), radicale, fa adottare una legislazione sociale, ma senza intaccare le strutture agrarie.
La crisi mondiale del 1929 favorisce lo sviluppo di regimi militari conservatori e corrotti. Nel 1943 dopo una serie di crisi, il presidente Ramón Castillo viene deposto da una giunta di ufficiali nazionalisti, di cui fa parte Juan Domingo Perón. Divenuto presidente della repubblica (1946-1955), quest'ultimo applica, con la moglie Eva Duarte, una dottrina detta giustizialismo che mescola nazionalismo, neutralismo e riformismo sociale. Nel 1955 Perón viene deposto da una giunta militare e inizia un periodo di crisi permanente. Nel 1973 Perón diventa di nuovo presidente e alla sua morte gli succede la seconda moglie Isabel. Nel 1976 una giunta militare presieduta dal generale Videla impone un regime eccezionale, ma nel 1982 lo scacco subito dal generale Galtieri con la sconfitta delle Malvine (Falkland) a opera dell'Inghilterra riporta i civili al potere.
Nel 1983 Raul Alfonsín, leader del partito radicale, viene eletto presidente della repubblica. Il paese, che deve far fronte a una grave crisi economica, deve confrontarsi anche con il problema derivante dall'equilibrio precario tra il potere civile e i militari. Nel 1987 le elezioni legislative sono contrassegnate dal ritorno in forze dei peronisti e nel 1989 il peronista Carlos R. Menem è eletto alla presidenza della repubblica. Nel 1995 viene rieletto. Nell'ottobre 1997 l'alleanza di centrosinistra vince le elezioni parlamentari con il 45,6% dei voti.
Abitanti-34.587.000
Superficie-2.766.889 km2
Densità-12,5 ab./km2
Capitale-Buenos Aires
Governo-Repubblica presidenziale federale
Moneta-Peso argentino
Lingua-Spagnolo
Religione-Cattolica

\Argentino Lago (1.415 km2) dell'Argentina, in Patagonia, nella provincia di Santa Cruz.

\argentìno, agg. e sm. agg. 1 Che ha il timbro limpido e squillante dell'argento percosso. ~ cristallino. <> cupo. 2 Relativo all'Argentina.
sm. Nativo, abitante dell'Argentina.
 X   agg. e sm. Argentinian, Argentine.

\argènto, sm. Elemento chimico di simbolo Ag, numero atomico 47, peso atomico 107,87. In natura si trova sia libero che in parecchi minerali (argentite, urargirite). Il sale d'argento più comune è il nitrato d'argento, AgNO3, corrosivo e tossico, usato in fotografia, medicina, nell'industria del vetro, nell'argentatura di specchi, nella preparazione di inchiostri indelebili. Quando è puro, è un metallo morbido, assai malleabile e duttile (si può infatti ridurre in fogli sottilissimi e trasparenti). È tra i migliori conduttori di elettricità e calore ed è molto resistente alla corrosione. Si estrae principalmente per cianurazione e per disargentazione del piombo. La maggior parte dell'argento si ottiene come sottoprodotto della metallurgia del piombo, del rame e dello zinco. Viene usato in lega con il rame; la percentuale dell'argento varia da 800 a 925 millesimi. I principali paesi produttori d'argento sono Canada, Messico, Per˙, USA, Cile e Bolivia. Se assorbiti i sali d'argento possono produrre una patologia (argiria) per la quale la pelle e le mucose assumono una colorazione grigiastra.
 X   sm. silver.
 @   lat. argentum.

\Argènto, Dàrio (Roma 1943-) Regista cinematografico. Diresse numerosi thrilling, tra cui L'uccello dalle piume di cristallo (1969), Opera (1987) e Trauma (1983).

\argentòne, sm. Lega di rame, nichel e zinco simile all'argento.

\Argerich, Martha (Buenos Aires 1941-) Pianista argentina di fama internazionale.

\Arges Distretto (680.000 ab.) della Romania, capoluogo Pitesti.

\Arghandab Fiume (560 km) dell'Afghanistan.

\argìlla, sf. Roccia sedimentaria plasmabile. ~ creta.
 X   sf. clay.
Colosso dai piedi di argilla. Frase pronunciata da Diderot a Pietroburgo dopo che non riuscì a convincere Caterina della necessità di applicare principi e riforme nella legislazione e nella politica.
Minerale a grana finissima che costituisce roccia o depositi sedimentari (peliti); è formata da silice, allume e acqua, eventualmente con quantità variabili di ferro, magnesio, potassio, calcio, sodio; appartiene al gruppo dei fillosilicati. A seconda della composizione chimica, si possono distinguere tre diversi tipi di argilla: caolinite, montmorillonite, sericite. Hanno la proprietà di essere plastiche, di assorbire acqua e mantenere la forma se cotte o essiccate (disidratazione in seguito a riscaldamento). Nel caso di grandi masse, le argille danno luogo a rocce sedimentarie di origine marina, fluviale, lacustre o derivanti dall'alterazione di feldspati. Sono dette marne se contengono carbonato di calcio in quantità elevate; vengono impiegate nella produzione di ceramiche e porcellane quando sono composte di caolinite. Le argille refrattarie, a elevato punto di fusione, sono usate in fonderia, mentre quelle più plastiche, le argille comuni vengono impiegate per laterizi e terrecotte. Le argille smettiche, con grande potere di assorbimento d'acqua, trovano largo impiego (servono per sgrassare lane, vini, decolorare oli).

\argillàceo, agg. Costituito di argilla.

\argillificazióne, sf. Trasformazione di alcuni feldspati e feldspatoidi in minerali argillosi causata dagli agenti atmosferici.

\argilloscìsto, sm. Sisto derivato da rocce argillose mediante un metamorfismo di basso grado. È caratterizzato dall'alta divisibilità delle lastre. ~ argillite.

\argillóso, agg. Che contiene argilla; ricco di argilla.

\arginaménto, sm. Contenimento.

\arginàre, v. tr. 1 Munire di argini. ~ delimitare. 2 Limitare, contenere, moderare. ~ frenare.
 X   v. tr. 1 to embank. 2 (fig.) to stem.

\arginàsi, sf. Enzima del fegato. Catalizza la scissione dell'arginina in urea e ornitina.

\argìnatùra, sf. 1 Allestimento di argini. 2 Complesso di argini.

\àrgine, sm. 1 Rialzo naturale o artificiale che delimita le rive di un corso d'acqua. ~ terrapieno. 2 Riparo, difesa, baluardo. ~ barriera.
 X   sm. 1 bank, embankment. 2 (diga) dike, dyke.
 @   lat. volg. arger,-eris, deriv. da aggerere accumulare.

\arginìna, sf. Aminoacido basico non essenziale per l'organismo umano (lo è solo nell'infanzia) che partecipa alla formazione di proteine. Viene scisso in ornitina e urea ed è importante nel metabolismo dell'azoto.

\argìnnide, sm. Farfalla efemerottera diurna della famiglia dei Ninfalidi, appartenente al genere Argynnis, dalle ali fulve con macchie nere, madreperlacee, argentee e sfumate.

\argìope, sf. Aracnide (Argiope bruenninki) della famiglia degli Argiopidi e dell'ordine degli Araneidi. Vive in Europa, si ciba di cavallette.

\argiràspidi Corpo scelto di fanteria che fu costituito da Alessandro alla vigilia della spedizione in India. Deve il suo nome al fatto che i soldati avevano scudi laminati d'argento.
 @   dal greco ßgiros argento e aspÝs-Ýdos scudo.

\argirìa, sf. Colorazione grigiastra della cute dovuta a intossicazione da sali d'argento.

\argirìsmo, sm. Intossicazione da argento.

\argirodìte, sf. Solfuro di argento e germanio che si presenta in cristalli monometrici di colore grigio acciaio.

\argìvo, agg. e sm. agg. 1 Relativo all'antica città greca di Argo o della sua regione, l'Argolide. 2 Greco antico.
sm. Abitante di Argo, dell'Argolide o della Grecia antica.

\àrgo (chimica), sm. (o argon) Elemento chimico gassoso di simbolo Ar (oppure A), numero atomico 18, peso atomico 39,94; è un gas nobile e inerte. Industrialmente viene ottenuto per distillazione frazionata dell'aria liquida e si recupera nella sintesi dell'ammoniaca. È impiegato per riempire lampadine, nella saldatura dei metalli, nella produzione di titanio e nell'accrescimento del silicio. È presente nell'atmosfera terrestre in una percentuale inferiore all'1%.

\Àrgo (città) Città della Grecia (21.000 ab.) nell'Argolide (Peloponneso). Conserva antiche rovine, come i resti del santuario di Era, l'agorà, un teatro e le mura dell'acropoli. Nel VII sec., sotto il regno di Fidone, raggiunse grande splendore arrivando a dominare su quasi tutta la regione. Fu continuamente in lotta con Sparta, che la sconfisse a metà del VI sec. e nel 494; subì per questo motivo un processo di decadimento. Non prese parte alle guerre persiane e fu avversaria di Sparta durante le guerre del Peloponneso. Nel 229 entrò a far parte della lega achea, nella quale rimase fino a quando si sciolse (146 a. C.). Dopo la dominazione bizantina, fu conquistata dai turchi (1460).

\Àrgo (mitologia) Mitologico gigante dotato di cento occhi. Messo da Giunone a guardia di Io, amata da Giove, fu da questi fatto uccidere da Ermes; Giunone, allora, lo trasformò in pavone, trasferendo i suoi cento occhi sulla coda dell'uccello.
Argo
Devoto cane di Ulisse.

\àrgo (zoologia), sm. Uccello galliforme (Argusianus argus) della famiglia dei Fasianidi. È molto simile al pavone; ha una lunga coda, piumaggio brillante e lunghe ali che, nel maschio, portano le caratteristiche macchie simili a occhi (il nome deriva da Argo, il gigante mitologico con cento occhi). Può superare il metro di lunghezza. Questo uccello vive prevalentemente in India, ma lo si trova anche in Thailandia e Malesia.

\argòlico, agg. 1 Relativo alla regione greca dell'Argolide. 2 Greco.

\argomentàre, v. intr. Addurre argomenti, ragionare. ~ discutere, disputare.

\argomentatóre, sm. 1 Dissertatore o espositore dialettico. 2 Conversatore esercitato e brillante.

\argomentazióne, sf. 1 L'argomentare. ~ dissertazione, esposizione, ragionamento. 2 Insieme di argomenti con cui si dimostra o confuta una tesi. ~ dimostrazione, spiegazione, formulazione.

\argoménto, sm. 1 Ragionamento addotto a sostegno di una tesi. ~ prova, ragione. 2 Tema. ~ soggetto, oggetto, materia. 3 Pretesto, motivo. ~ scusa, occasione. 4 (matem.) Input di una funzione. L'angolo della rappresentazione polare di un numero complesso.   +  
 X   sm. 1 argument. 2 (materia, tema) subject, topic. 3 (motivo) motive. 4 (matem.) input; argument.
 @   lat. argumentum dimostrazione.

\àrgon => "argo"

\argonàuta, sm. 1 Ciascuno dei navigatori della mitica nave Argo con la quale Giasone conquistò il vello d'oro. 2 Mollusco (Argonauta argo) della famiglia degli Argonautidi e della classe dei Cefalopodi. La femmina è dotata di una conchiglia che protegge le uova. Si nutre di prede vive.

\Argonàuti I mitici eroi greci che seguirono Giasone alla conquista del vello d'oro nella Colchide. Erano in 55 a bordo della nave Argo e fra di essi i più famosi erano Castore, Polluce, Orfeo, Teseo, Peleo e Meleagro. La leggenda degli Argonauti è ricordata in molti canti antecedenti a Omero. Al mito si ispirarono Valerio Flacco e Apollonio Rodio nelle opere Argonautiche.

\Argonautiche, Le Poema di Apollonio Rodio (250-240 a. C.).

\Argonàutidi Famiglia di Molluschi Cefalopodi del gruppo dei dibranchiati che vivono nei mari caldi.

\Argonne Regione boscosa e collinosa (massima altezza 250 m) della Francia nordorientale, tra i fiumi Aisne e Mosa e attraversata dal fiume Aire. Si estende nei dipartimenti Marna, Mosa e Ardenne. Le sue foreste forniscono legname; diffuso è l'allevamento. Durante la rivoluzione francese fu sede nel 1792 della battaglia che vide i francesi sconfiggere i prussiani. Le Argonne furono teatro di sanguinosi scontri tra francesi e tedeschi durante la prima guerra mondiale e nel 1918 le truppe americane respinsero l'esercito tedesco al di là del fiume Mosa.

\argot, sm. invar. Gergo. ~ dialetto.

\Arguèllo Comune in provincia di Cuneo (186 ab., CAP 12050, TEL. 0173).

\arguìre, v. tr. Desumere da certi indizi. ~ dedurre.
 X   v. tr. to deduce.

\Argùsto Comune in provincia di Catanzaro (613 ab., CAP 88060, TEL. 0967).

\argutaménte, avv. In modo arguto. ~ acutamente, maliziosamente.

\argutézza, sf. 1 L'essere arguto. 2 Parola, frase arguta. ~ arguzia.

\argùto, agg. 1 Che ha ingegno vivace, acuto, spirito penetrante. ~ intelligente. <> ottuso. 2 Che rivela arguzia, spirito; brioso. ~ faceto. <> grave, noioso.
 X   agg. witty, sharp.

\argùzia, sf. 1 Vivacità d'ingegno. ~ prontezza. 2 Espressione spiritosa. ~ battuta.
 X   sf. 1 wit. 2 (umorismo) humour. 3 (detto arguto) witticism.

\arhant, sm. invar. Termine che venne ripreso dal buddhismo per indicare "colui che ha vinto il nemico" ossia colui che non è più soggetto alla reincarnazione.

\Arhus Città (275.000 ab.) della Danimarca, capoluogo della contea omonima. Centro portuale e commerciale, si affaccia sul golfo omonimo. Industrie siderurgiche, meccaniche e cantieri navali sono la principali risorse economiche. Vi si trovano una cattedrale del XIII secolo e la città vecchia con edifici di epoca medievale.

\Àri Comune in provincia di Chieti (1.413 ab., CAP 66010, TEL. 0871).

\ària, sf. 1 Miscuglio di gas, specialmente azoto e ossigeno, che avvolge la Terra e costituisce l'atmosfera. ~ atmosfera. 2 Clima. 3 Vento. ~ brezza. 4 Motivo musicale. ~ melodia. 5 Aspetto. ~ apparenza. 6 Espressione, atteggiamento. ~ piglio.
 X   sf. 1 air. 2 (aspetto) look, expression. 3 (opera) aria. 4 (melodia) tune, melody.
La sua composizione, variabile in funzione dell'altezza dal suolo, è prevalentemente costituita da azoto (78,1 % in volume), ossigeno (20,9 %), argo (0,93 %) e, in percentuali minime, da gas nobili, anidride carbonica, vapore acqueo e residui di impurità (pulviscolo). Forma l'atmosfera che riveste la Terra ed è un elemento assolutamente necessario alla vita animale e vegetale. Ha un peso molecolare medio di 28,96, una temperatura critica attorno a-140 °C e un peso specifico di 1,297 kg/m3 (a 0 °C e 760 mm di pressione). Nell'atmosfera si verificano un ciclo dell'azoto e uno dell'ossigeno che contribuiscono a mantenere costante il rapporto tra i due gas che vengono di continuo sottratti all'atmosfera e introdotti dagli esseri viventi.
In musica è una forma musicale per voce o strumento caratterizzata da una suddivisione in strofe; con accompagnamento strumentale, è peculiare dell'opera lirica, dell'oratorio e della cantata. Una forma tipica dell'aria è il modello di aria italiana, che presenta la forma col da capo, cioè un'aria tripartita in cui il terzo episodio (A') è la ripetizione, che può essere variata, del primo (A); si schematizza quindi come ABA'. Derivate dall'aria sono le forme dell'Ottocento di cabaletta, romanza e cavatina, proprie dell'opera.
Aria compressa
Aria tenuta a una pressione maggiore di quella dell'aria atmosferica. È impiegata nelle macchine operatrici, nelle operazioni di verniciatura, nelle reti di trasporto pneumatico, in impianti frenanti di veicoli, per gonfiare pneumatici, negli altiforni, negli impianti di ventilazione e nei compressori.
Aria liquida
L'aria liquida, di colore azzurro, può ottenersi se trattata a basse temperature (-140,7 °C) e alte pressioni. I primi a scoprire un modo per generare aria liquida furono Linde e W. Hampson, che trovarono il metodo, quasi contemporaneamente, nel 1895. Viene utilizzata in particolare per produrre azoto industrialmente, portando l'aria liquida alla sua temperatura di ebollizione di-194,4 °C.

\Aria di Parigi Film commedia, francese/italiano (1954). Regia di Marcel Carné. Interpreti: Jean Gabin, Arletty, Roland Lesaffre. Titolo originale: L'air de Paris

\ària-ària, agg. invar. Missili destinati a essere lanciati da un veicolo aereo contro un obiettivo aereo.

\Arialda, L' Commedia di G. Testori (1961).

\Ariana Città (99.000 ab.) della Tunisia, capoluogo del governatorato omonimo.

\Ariane Nome di un sistema di vettori, realizzati a partire dal 1975 dall'ESA (Ente spaziale europeo), il cui primo lancio risale al 24 dicembre 1979. La base di lancio è nella Guyana francese a Kourou.

\arianésimo, sm. Eresia che prende il nome dal suo fondatore Ario. Nega la divinità di Gesù e la sua identità di sostanza con Dio. Diffusasi prepotentemente in tutto l'oriente, subì la condanna da parte del concilio di Nicea (325), che affermò la consustanzialità del Padre e del Figlio. Continuò comunque a diffondersi fino al concilio di Costantinopoli (381), voluto da Teodosio, che impose l'ortodossia.

\Arianna (cinema) Film commedia, americano (1957). Regia di Billy Wilder. Interpreti: Gary Cooper, Audrey Hepburn, Maurice Chevalier. Titolo originale: Love in the Afternoon

\Ariànna (mitologia) Nella mitologia, figlia del re cretese Minosse e di Pasifae. Con l'aiuto del suo filo aiutò Teseo a uscire dal labirinto, fu da lui abbandonata, ma fu trovata e sposata da Dioniso, che la portò sull'Olimpo. Ispirò Omero, Ovidio, Redi e Chaucer.
Filo d'Arianna
 →  "thread"

\Arianna a Nasso Opera in un atto di R. Strauss, libretto di H. von Hofmannsthal (Stoccarda, 1912).

\Arianna e Barbablù Melodramma in tre atti di P. Dukas, testo di M. P. M. B. Maeterlink (Parigi, 1907).

\ariàno, agg. e sm. agg. Indoeuropeo.
sm. Seguace dell'arianesimo.

\Ariàno Irpìno Comune in provincia di Avellino (23.500 ab., CAP 83031, TEL. 0825), su un rilievo montano dell'Appennino Sannita. Sul suo territorio sono presenti fonti minerali che sostengono il turismo. Centro agricolo con coltivazioni di cereali, uva e olivi. Già nota in epoca romana, fu conquistata da longobardi, bizantini e normanni. Vi si trovano i resti di un castello normanno e una cattedrale dell'XI sec.

\Ariàno nél Polèsine Comune in provincia di Rovigo (5.239 ab., CAP 45012, TEL. 0426).

\Arias S´nchez, Oscar (San José 1941-) Presidente del Costa Rica dal 1986 al 1990. Il suo impegno per la pacificazione dell'America centrale gli fruttò il premio Nobel per la pace nel 1987.

\ària-tèrra, agg. invar. Missili destinati a essere lanciati da un veicolo aereo contro un obiettivo terrestre.

\aribàllo, sm. Piccolo vaso di forma tubolare con un piede piatto che veniva usato nell'antica Grecia per contenere profumi o unguenti.

\Aribèrto d'Intimiàno (975?-Milano 1045) Arcivescovo di Milano (1018). Si schierò con l'alta nobiltà contro i feudatari minori; nel 1037-1038 organizzò la cittadinanza per resistere all'assedio dell'imperatore Corrado II il Salico; fu il primo ad adottare il carroccio come insegna.

\Arica Città (170.000 ab.) del Cile, nella regione I Tarapac´.

\Arìccia Comune in provincia di Roma (16.953 ab., CAP 00040, TEL. 06). Località turistica (arte e monumenti). Vi si trovano la Piazza della Repubblica, palazzo Chigi, il santuario di Santa Maria di Galloro e l'importante ponte a tre ordini di archi, ricostruito nel 1854. Gli abitanti sono detti Ariccini.

\Arìci, Césare (Brescia 1782-1836) Formatosi alla scuola del neoclassicismo di Vincenzo Monti, fu celebre traduttore di Virgilio. Tra le sue opere, Inni di Bacchide (1818) e i poemi didascalici La coltivazione degli ulivi (1805), La pastorizia (1814) e L'origine delle fonti (1833).

\Arìcidi Famiglia di Anellidi sedentari della classe dei Policeti aventi il corpo formato da anelli cilindrici corti e ricoperte di setole.

\aricocèle, sm. Raggrinzimento di un testicolo dovuto a infiammazione.

\aridaménte, avv. Con aridità; senza sentimento, senza idee; freddamente, grettamente. ~ indifferentemente.

\aridità, sf. 1 Secchezza. ~ siccità. <> umidità. 2 Povertà di sentimenti. ~ insensibilità. <> calore, sensibilità.

\àrido, agg. 1 Povero di acqua, secco. ~ riarso. <> umido. 2 Privo di sensibilità. ~ gretto. <> sensibile. scrisse un arido discorso di addio. 3 Improduttivo. ~ sterile. <> fertile. 4 Brullo. ~ desolato. 5 Sostanza solida incoerente (sabbia, ghiaia ecc.).
 X   agg. 1 dry, arid. 2 (persona) unfeeling.
 @   lat. aridus, deriv. da arere essere secco.

\aridocoltùra, sf. Tecnica di coltivazione di terreni aridi basata sull'assorbimento e l'accumulo di acqua piovana nel terreno.

\Ariège Dipartimento (136.000 ab.) della Francia, capoluogo Foix. Confina con la Repubblica di Andorra e la Spagna. Comprende in parte le regioni di Linguadoca e Guascogna. Territorio montuoso (Pirenei) è attraversata dal fiume omonimo (175 km). Agricoltura, pascoli, industrie meccaniche e tessili sono le principali risorse economiche.

\arieggiàre, v. tr. 1 Dar aria a qualcosa. ~ ventilare. <> chiudere. 2 Ricordare. ~ ricalcare. <> differenziarsi.
 X   v. tr. to air.

\arieggiàto, agg. Ventilato. ~ aerato.

\ariel, sm. invar. Nell'Antico Testamento, denominazione dell'altare degli olocausti. Nel libro di Isaia, nome simbolico della città di Gerusalemme.

\Ariel (astronomia) Satellite di Urano, ha un periodo orbitale di 2g 12h 29m, un raggio di 300 km e si trova in tredicesima posizione in ordine alla distanza (192.000 km). La sua scoperta risale al 1851, a opera di W. Lassel.

\Ariel (letteratura) Opera di poesia di S. Plath (postuma 1965).

\Arièlli Comune in provincia di Chieti (1.265 ab., CAP 66030, TEL. 0871).

\Ariènzo Comune in provincia di Caserta (4.738 ab., CAP 81021, TEL. 0823).

\Ariès, Philippe (Blois 1914-1964) Storico francese. Tra le opere Padri e figli nell'Europa moderna (1960).

\Ariète Prima costellazione dello zodiaco, situata nell'emisfero celeste boreale. Si può osservare nelle notti di autunno e inverno. Il Sole si trova nel segno dell'Ariete dal 21 marzo al 20 aprile e nella costellazione dal 18 aprile al 15 maggio.

\ariète, sm. 1 Maschio della pecora, montone. 2 Macchina da guerra utilizzata nel passato per sfondare le porte delle città.
 X   sm. ram.
 @   lat. aries,-etis.

\ariétta, sf. 1 Leggera brezza. ~ venticello. 2 Brano musicale melodico, solitamente vocale, più breve dell'aria.

\Ariette e sunette Opera di poesia di S. Di Giacomo (1898).

\Arignàno Comune in provincia di Torino (840 ab., CAP 10020, TEL. 011).

\arìle, sm. Gruppo che deriva da un idrocarburo aromatico mediante la perdita di un atomo di idrogeno legato al nucleo.

\arìllo, sm. Involucro che avvolge il seme di alcune piante del tutto o in parte. Si forma per proliferazione dei tessuti ovulari.

\arillòdio, sm. Escrescenza tipica di certi semi, causata da un ingrossamento del tegumento dell'ovulo. ~ falso arillo.

\arimannìa, sf. 1 Territorio occupato da arimanni. 2 Il complesso degli arimanni abitanti in un determinato luogo.

\arimànno, sm. Militare smobilitato al quale, in epoca longobarda, venivano assegnate delle terre, poste per lo più nella fascia extramuraria delle città o in località di interesse strategico, come corsi d'acqua, valichi ecc., col compito di coltivarle e proteggerle.
 @   dal longobardo hariman guerriero.

\arìnga, sf. Pesce (Clupea harengus) ascritto alla famiglia dei Clupeidi. Il suo corpo slanciato raggiunge i 35 cm di lunghezza, le squame che lo ricoprono sono di colore blu e verde argenteo e il muso è appuntito. Conduce vita di branco nelle acque dei mari dell'Europa settentrionale e dell'Asia. È tra i pesci più pescati e commercializzati.
 X   sf. herring.

\àrio, agg. e sm. Antica denominazione della classe superiore nella società indoeuropea, successivamente rimasta a indicare solamente gli indoeuropei dell'Iran e dell'India e quanto pertinente alle loro civiltà.

\Àrio (Libia 280-Costantinopoli 336) Prete africano, eresiarca fondatore dell'arianesimo. Condannato nel 318 dal concilio di Alessandria, si ritirò a Nicomedia; nuovamente condannato dal concilio di Antiochia (324) e di Nicea (325), venne esiliato dall'imperatore Costantino. Richiamato dopo il 330, morì di lì a poco.

\Arioàldo (?-636) Re dei longobardi dal 626 al 636, detronizzò e si sostituì ad Adaloaldo, dopo aver guidato con successo l'opposizione ariana contro di lui e la madre Teodolinda.

\Ariodante Opera in tre atti di G. F. Händel, libretto anonimo (Londra, 1735).

\Ariofàntidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi polmonati dell'ordine degli Stilommatofori comprendente una ventina di sottofamiglie.

\Ariònidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi polmonati terrestri dell'ordine degli Stilommatofori dalla conchiglia ridotta o assente.

\ariosaménte, avv. In modo arioso.

\arióso, agg. 1 Pieno d'aria. ~ arieggiato. 2 Di ampio respiro; aperto. ~ spazioso. <> chiuso.

\Ariòsto, Ludovico (Reggio Emilia 1474-Ferrara 1533) Maggiore poeta del rinascimento italiano. Figlio di Niccolò, capitano del castello di Reggio, seguì il padre trasferito a Ferrara, dove trascorse la sua vita; qui si dedicò agli studi letterari, dopo una breve parentesi di studi giuridici, avendo come maestro Gregorio da Spoleto. In seguito a necessità di ordine economico, si mise al servizio degli Estensi, prima del cardinale Ippolito d'Este, dal 1503 al 1517 e che seguì nella guerra contro Venezia, poi del duca Alfonso, suo fratello, dal quale ricevette l'incarico di commissario della regione Garfagnana, cui assolse dal 1522 al 1525. Nel 1527 sposò Alessandra Benucci, con la quale si ritirò a vivere in campagna (Mirasole) per curare l'ultima edizione dell'Orlando furioso, cui si dedicò fino alla morte. Quest'opera, suo capolavoro, è un poema in ottava rima in cui, con equilibrio e armonia, situazioni avventurose e fantastiche si svolgono in uno scenario realisticamente descritto. Sulla scia dei poemi epici cavallereschi, ma rivisitata in chiave letteraria classicheggiante per quanto riguarda la forma, l'opera si pone sulla strada del rinnovamento già iniziata da Matteo Boiardo con il suo Orlando innamorato. Fanno da sfondo alla vicenda le guerre tra i franchi di Carlo Magno e i mori di Agramante; in questo contesto rientrano gli avventurosi amori di Orlando, il paladino che perde il senno perché rifiutato dalla bella Angelica, principessa del Catai, nonché l'amore di Ruggiero e Bradamante e molti altri episodi e personaggi. L'ironia di Ariosto avvolge tutta la favola: è un modo per trovare la giusta misura nell'infinita gamma di sentimenti espressi e l'equilibrio tra mondo reale, mondo fantastico e soprannaturale. La struttura narrativa fonde e rende organica tutta la vasta materia, ripresa dai poemi cavallereschi così come dai classici. I diversi temi, l'amore e la tragedia, il fantastico e il reale, trovano giusto equilibrio senza che nessuno prevalga sull'altro. La prima edizione del poema, in quaranta canti, uscì a Venezia nel 1516; la seconda, sempre in quaranta canti ma con mutamenti linguistici, uscì a Ferrara nel 1521. La terza e definitiva, in quarantasei canti, vide la luce a Ferrara nel 1532. Le edizioni successive sono chiara testimonianza della continua ricerca e rifinitura stilistica cui l'autore sottopose la sua opera. Tra le opere minori, i Carmina (1494-1504), in latino, liriche in volgare e in terza rima, che si rifanno ai sermoni oraziani, sette Satire (1517-1525), lettere dal carattere morale, cinque commedie in endecasillabi sciolti, sul modello di Plauto e Terenzio (Cassaria, 1508; Suppositi, 1509; Studenti, 1518-1519; Negromante, 1520; Lena, 1529), che ebbero grande influenza sul teatro del Cinquecento per essere state le prime commedie regolari in volgare.

\Ariovìsto (sec. I a. C.) Capo dei suebi, si attestò nell'attuale Alsazia dopo aver attraversato il Reno nel 71, chiamato dai sequani per combattere gli edui. Dapprima amico dei romani (59), per le sue mire espansionistiche sulla Gallia nel 58 fu sconfitto da Cesare a Besaçon e respinto oltre il Reno.

\arìsta, sf. 1 Prolungamento filiforme della glumetta inferiore di alcune graminacee. 2 Spiga.
Órista, sf.
Schiena del maiale macellato, comprendente la lombata con le costole.

\Aristàgora (?-497 a. C.) Signore di Mileto. Capeggiò l'insurrezione ionica contro Dario I di Persia appoggiato dagli ateniesi. Perì in Tracia.

\Aristàrco di Sàmo (Samo 310 a. C.-Alessandria d'Egitto 230 a. C.) Matematico e astronomo greco, a lui va riconosciuta la misurazione della distanza e dimensione del Sole e della Luna, effettuata con calcoli trigonometrici. Fu tra i primissimi sostenitori della tesi eliocentrica, ossia della centralità occupata dal Sole e non dalla Terra nel Sistema Solare, fatto per il quale venne accusato di empietà. Spiegò il moto diurno apparente della volta celeste e delle stagioni, attraverso l'analisi della rotazione terrestre attorno al proprio asse e dell'inclinazione dell'asse stesso.

\Aristèo Nella mitologia, figlio di Apollo e della ninfa Cirene. Insegnò agli uomini la coltivazione della vite e l'apicoltura.

\Arìstide (Alopece 540 ca.-Ponto Eusino 468? a. C.) Politico ateniese. Figlio di Lisimaco, per la sua rettitudine ottenne l'appellativo di Giusto. Stratego a Maratona (490), fu arconte eponimo negli anni 489-488. Alla prevalsa della politica marittima di Temistocle contro i persiani, venne esiliato. Rientrato in patria nel 480, nel 479 combatté a Salamina e riportò la vittoria di Platea (479). Noto per la sua integrità morale, fu ricordato da Erodoto.

\Aristide, Jean Bertrand (Port-Salut 1953-) Politico haitiano. Si oppose alla dittatura di Duvalier, fu eletto presidente della repubblica nel 1990; nel 1991 fu deposto da un golpe militare e costretto all'esilio; rientrò in patria riprendendo la carica nel 1994, ricoperta fino alla fine del 1995.

\aristocraticaménte, avv. In modo aristocratico. ~ nobilmente, raffinatamente.

\aristocràtico, agg. e sm. agg. 1 Che appartiene all'aristocrazia. 2 Signorile. ~ raffinato. maniere, modi aristocratici. <> rozzo. 3 Superbo, altero. ~ snob. <> modesto.
sm. Membro della nobiltà. ~ patrizio. <> plebeo.
 X   agg. aristocratic. sm. aristocrat.
 @   greco aristokratik˛s.

\aristocrazìa, sf. 1 La classe predominante per diritto ereditario. ~ nobiltà. <> plebe. 2 Forma di governo in cui il potere è esercitato dai nobili.
 X   sf. aristocracy.
Parola di etimologia greca, indica una forma di governo in cui il potere è detenuto da persone che, per origine, ceto, pregi intellettuali e virtù morali, sono considerate le uniche degne di esercitare il potere. Per estensione indica il ceto dei nobili.

\Aristodèmo (sec. VIII a. C.-724 a. C.) Re di Messene, fu il protagonista della prima guerra messenica. Un fallace oracolo gli impose di sacrificare la figlia per la salvezza della patria; resosi conto della vanità del gesto, si suicidò sulla tomba di lei.

\Aristòfane (Atene 445-385 a. C.) Poeta greco esponente della commedia attica antica. Scrisse quarantaquattro commedie e un migliaio di frammenti; solo undici commedie ci sono pervenute per intero: Gli acarnesi (425), che tratta della pace, della guerra e del militarismo, I cavalieri (424), contro Cleone, Le nuvole (423), satira di carattere pedagogico che affronta il problema dell'educazione dei giovani, in polemica soprattutto con il metodo di Socrate, Le vespe (422), contro i tribunali e i processi ateniesi, La pace (421) contro la guerra, Gli uccelli (414), suo capolavoro, in cui contrappone mondo fiabesco e mondo reale, La Lisistrata (411), in cui le donne si negano ai loro mariti per costringerli alla pace, Le Tesmoforiazuse ovvero Le donne alla festa di Demetra (411), contro la misoginia, Le rane (405), Le Ecclesiazuse o Le donne a parlamento (392) che parla di un parlamento di donne, e infine Pluto (388) dio cieco che riacquista la vista. Nelle ultime due propugna una più equa distribuzione delle ricchezze. Le commedie sono scritte secondo una tradizione strutturale determinata, con parti cantate che si alternano alle parti dialogate. Aspra comicità, satira e battute oscene si fondono con la fantasia creatrice di Aristofane che spesso simboleggia i valori della realtà attraverso immagini astratte, parodie e polemiche.

\aristofanésco, agg. (pl. m.-chi) 1 Che appartiene ad Aristofane. 2 Che imita lo stile o la comicità di Aristofane. 3 Caustico, pungente, aggressivo. ~ mordace.

\aristofànio, agg. e sm. Di alcuni versi usati da Aristofane.

\Aristogatti, Gli Film d'animazione, americano (1970). Regia di Wolfgang Reitherman. Produzione di Walt Disney Titolo originale: The Aristocats

\Aristokles (VI sec. a. C.) Scultore greco. Tra le opere Stele di Aristion (ca. 510 a. C., Atene, Museo Archeologico Nazionale).

\aristolòchia, sf. Genere di piante cosmopolite perenni della famiglia delle Aristolochiacee, caratterizzate da grandi fiori irregolari, dall'aroma spesso sgradevole.
 @   dal greco ßristos ottimo e lˇchos parto.

\Aristolochiàcee Famiglia di piante arbustacee, erbacee o rampicanti dell'ordine delle Policarpiche, originarie delle regioni tropicali e subtropicali.

\Aristòtele (Stagira 384-Calcide 322 a. C.) Filosofo greco. Aristotele nacque a Stagira, piccola città della penisola calcidica, nella seconda metà dell'anno 384 a. C. Stagira si trovava in una regione che sarebbe diventata un punto d'incontro tra la civiltà greca e quella macedone. Discendeva da famiglie di medici, da cui forse il suo interesse per la biologia.
Nel 367 a. C. Aristotele si recò ad Atene per entrare all'Accademia, la scuola che Platone aveva fondato nel 387 a. C. In questo periodo Platone si trovava a Siracusa e aveva affidato l'Accademia ad Eudosso di Cnido. Secondo i programmi dell'Accademia gli studenti avrebbero dovuto studiare per i primi dieci anni le discipline matematiche (aritmetica, geometria piana e solida, astronomia e armonica) e in seguito la dialettica. Aristotele avrebbe quindi dovuto terminare i propri studi matematici nel 357 a. C. ma probabilmente esordì prima di questa data con un'opera, oggi perduta, di argomento diverso dalla matematica e dalla dialettica, il Grillo. Nel 362 a. C. nella battaglia di Mantinea era morto Grillo, il figlio di Senofonte, e Aristotele, come molti altri retori del tempo compose per lui un elogio. Questa prima opera era il lavoro di un giovane accademico che stava per iniziare gli studi di dialettica e probabilmente anche la sua professione di fede in una politica ferma e precisa. In seguito Aristotele avrebbe dovuto iniziare gli studi di dialettica. Era comunque un periodo molto delicato per l'Accademia, con Platone al suo secondo e terzo viaggio a Siracusa, intento a scrivere i dialoghi sul fervore delle discussioni sulla dialettica che si svolgevano all'Accademia. Aristotele imparò quindi l'arte del dialogo, la tecnica della dialettica, la tecnica dell'analisi o risoluzione che consisteva nel riportare una questione ai suoi presupposti per saggiarne la validità. Frutto di questi insegnamenti furono le raccolte di tesi, divisioni, termini contrari, dei quali si ritrova traccia negli elenchi antichi delle opere di Aristotele. Sicuramente Aristotele prese parte alle discussioni sulla dialettica che si stavano svolgendo nell'Accademia; espose in una sua opera, Sul bene, gli insegnamenti appresi dalla viva voce dell'anziano Platone e nell'opera Sulle idee espose gli argomenti a favore della dottrina delle idee. Nel frattempo pubblicò come altri suoi colleghi dialoghi di tipo platonico, sui quali non si sa quasi nulla.
Fu probabilmente un accanito lettore e un accurato commentatore dei libri che leggeva; nei cataloghi antichi si trovano i titoli delle sue opere dedicate alla raccolta delle dottrine di medici, di filosofi, di fisici, di trattati di dialettica, di economia, di etica e di studi sui poeti.
Probabilmente tenne alcuni corsi di insegnamento e un corso di retorica pomeridiano all'Accademia, ma è difficile attribuire un esatto riferimento cronologico a questi avvenimenti.
Circa dieci anni dopo il Grillo pubblicò il Protreptico che in un certo senso è la conclusione del suo apprendistato presso l'Accademia e la dichiarazione di fede verso gli ideali della scuola platonica. Il Protreptico è rivolto a un principe cipriota, Temisone, e sembra un saggio di retorica filosofica, contrapposta alla retorica di Isocrate. Probabilmente alla base di questa opera non ci fu solo una disputa scolastica ma anche un gioco politico più complesso legato ai rapporti di Aristotele con la corte macedone.
Nella primavera del 347 a. C. morì Platone, ad Atene il partito antimacedone deteneva il potere e Aristotele si trovava ad Atarneo, nel territorio di Ermia, amico di Filippo di Macedonia e dell'Accademia; inoltre per la direzione dell'Accademia venne preferito ad Aristotele il nipote di Platone, Speusippo. Aristotele, trovando Atene poco sicura, decise di lasciare la città. Si trasferì ad Asso, nei territori di Ermia, dove aprì una scuola nella quale svolse attività filosofica, insieme ai colleghi accademici che lo avevano seguito. Intanto nella vita di Aristotele erano avvenuti mutamenti che avrebbero influito sul suo pensiero. Ad Asso iniziò probabilmente la collaborazione con Teofraso di Ereso, che diventò suo amico e in seguito suo erede.
Nel 345 a. C. Aristotele si trasferì a Mitilene nell'isola di Lesbo e nel 343 a. C. a Mieza come precettore di Alessandro, figlio di Filippo il Macedone. Il patrimonio culturale che Aristotele portò con sé in Asia Minore era ancora ispirato al platonismo, anche se con qualche differenziazione. Aristotele si era formato un nuovo ideale logico della scienza, una nuova filosofia dell'anima, dell'astronomia, una nuova etica della vita contemplativa. La critica che Aristotele rivolgeva alla teoria delle idee era che questa non spiegava la causa delle cose; il compito del sapere autentico era quello di trovare le cause delle cose. Così Aristotele si trovò di fronte al problema di elaborare una scienza suprema che fosse scienza delle cause supreme. La filosofia astronomica soddisfaceva questa esigenza, in quanto studiava l'ordine dei cieli dovuto all'azione dei motori immobili, cause ultime e divine dei movimenti celesti. Ma tutto ciò era limitato solo alla sfera celeste; si doveva cercare una scienza suprema di tutto l'essere, in tutti i suoi aspetti. Durante il soggiorno ad Asso Aristotele si dedicò alla revisione della filosofia astronomica e il primo abbozzo di questo tentativo costituì il I e il II libro della Fisica. In essi, esaminando la natura del movimento, cercò innanzitutto di mettere in luce ciò che rimane costante nel movimento. Egli elaborò la teoria caratteristica della sua filosofia, quella cioè delle quattro cause. Secondo Aristotele quattro sono le cause del movimento: quella formale (la forma), quella materiale (tutto ciò che appartiene alla sostanza), quella finale (ciò che è in atto come termine al quale ciò che è in potenza tende) e quella efficiente (sostanza già in atto che mette in moto ciò che è ancora in potenza).
Nel 340 a. C. sposò Pizia e si stabilì a Stagira, mentre Alessandro assumeva le prime responsabilità politiche. Questo per Aristotele fu un nuovo periodo nel quale, tralasciando le discussioni filosofiche, si dedicò alla biologia, alle osservazioni personali, alla preparazione delle grandi opere biologiche quali la Storia degli animali, le Parti degli animali e la Generazione degli animali, agli scritti psicologici raccolti sotto il titolo collettivo di Parva naturalia che comprendono studi sulla memoria, sui sogni, sulla sensazione. Si può trovare in questo periodo un Aristotele empirico che raccoglie e organizza una grande quantità di materiale, direttamente osservato, oppure derivato da osservazioni altrui. Nelle opere biologiche è presente ancora il tentativo di costruire una scienza fisica autonoma e dimostrativa. Nella concezione dell'universo Aristotele accettò e perfezionò il sistema geocentrico elaborato da Eudosso nel IV sec. a. C. Il mutamento avvenuto in Aristotele si traduce nel fatto che la teoria degli elementi, al centro delle precedenti opere come l'Universo, La nascita e la morte, la Meteorologia, è scomparsa ed emerge il concetto di organismo e della sua struttura interna. Nel I libro delle Parti di animali Aristotele cerca di trovare l'ordine stabilito dalla natura anche nel regno mutevole delle piante e degli animali.
Nel 338 a. C., dopo la vittoria di Filippo a Cheronea, Aristotele e Callistene si stabilirono a Delfi dove iniziarono ricerche negli archivi del santuario sui vincitori delle gare greche, sui giochi panellenici e sulle composizioni letterarie per quelle occasioni. In questo periodo Aristotele rivolse la propria attenzione alle grandi istituzioni culturali della Grecia e in particolare alla storia letteraria e teatrale, accompagnate da un intensa indagine storica. Forse in questo periodo Aristotele iniziò anche ricerche sulla politica delle città greche, sulle loro costituzioni e sulla loro giurisprudenza politica.
Nel 336-335 a. C. Filippo venne assassinato e Alessandro, divenuto re, distrusse Tebe. In questo modo in Grecia si ebbe un periodo di pace e ad Atene il partito antimacedone venne definitivamente sconfitto. Aristotele poté così tornare ad Atene, dove nel 338 a. C. era morto Speusippo ed era stato scelto come successore Senocrate. Aristotele fondò una scuola propria, il Liceo o Peripato, ritenuta da alcuni in opposizione all'Accademia, altri semplicemente separata ma senza essere in contrasto con l'Accademia. Tornato ad Atene Aristotele portava con sé nuovi insegnamenti, completamente differenziati dalla sua formazione platonica e anche una nuova visione della politica. Nel III libro della Politica cercò di individuare un piano oggettivo di indagine politica che non fosse necessariamente la ricerca della miglior forma di governo possibile. Non si deve partire da un concetto ideale di città ma far sì che la città assicuri ai cittadini il vivere bene inteso come vivere secondo virt¨. Le costituzioni possono essere monarchiche, aristocratiche o democratiche; l'aspetto importante è che il potere venga esercitato nell'interesse dei governati. Nei libri IV, V e VI della Politica Aristotele affrontò il problema dell'equilibrio interno di una città, ora che si stava affacciando una nuova classe media.
In questi anni compose opere che mettevano in collegamento la nuova biologia, la fisica astronomica e la filosofia generale. Esempi sono i libri VII, VIII e IX della Metafisica, L'anima e l'Etica Nicomachea. In questi libri della Metafisica egli afferma che l'essere ha molti significati che si distribuiscono in varie categorie, ma tutto l'essere e ogni essere, da quello divino dei cieli all'ultimo essere terrestre, appartengono allo stesso essere e perciò per Aristotele il mondo è pieno di dei.
Nell'Etica Nicomachea Aristotele, trattando le virtù intellettuali, distingue intelligenza, scienza e sapienza. La scienza è la capacità di dedurre dai principi, l'intelligenza è la capacità di cogliere i principi con l'intuizione intellettuale, la sapienza è la capacità di cogliere i principi e di dedurre il corpo delle scienze. Le virtù sono divise in virtù pratiche, che rappresentano il giusto mezzo, cioè l'uso della parte razionale dell'anima per temperare gli eccessi delle emozioni, e le virtù intellettuali che consistono nell'uso retto della ragione.
Nel giugno del 323 a. C. morì Alessandro e ad Atene il partito antimacedone tornò forte. Aristotele restò ad Atene ma l'atmosfera si fece pesante e si profilò per lui un processo per empietà. Partì quindi per la città di Calcide, nell'isola di Eubea, dove la madre gli aveva lasciato una casa. Trascorse questo ultimo periodo della sua vita nella solitudine; morì nell'autunno del 322 a. C.
L'opera di Aristotele, grazie ad Averroè e a San Tommaso che contribuirono alla diffusione, assunse nel medioevo caratteristiche di autorità e verità indiscutibili, per scalfire le quali occorrerà attendere l'affermarsi dell'empirismo galileiano.

\aristotèlico, agg. e sm. agg. Appartenente o riconducibile al filosofo greco Aristotele.
sm. Seguace della filosofia di Aristotele.

\aristotelìsmo, sm. La dottrina di Aristotele e l'indirizzo filosofico originatosi da essa. ~ peripatetismo.

\aritenòide, agg. e sm. Ognuna delle due piccole cartilagini laringee che si trovano sopra le cartilagini cricoidee.
 @   dal greco arřtaina vaso per attingere e dal suffisso-oide.

\aritmètica, sf. Ramo della matematica che studia i numeri interi e le operazioni su di essi.
 X   sf. arithmetic.
 @   lat. arithmetica, dal greco arithmetikŔ scienza dei numeri.

\aritmeticaménte, avv. Dal punto di vista aritmetico. ~ matematicamente, rigorosamente.

\aritmètico, agg. Relativo all'aritmetica.
 X   agg. arithmetical.

\aritmetizzazióne, sf. Riconduzione di aree della matematica a relazioni e funzioni dell'aritmetica.   +  

\aritmìa, sf. 1 Mancanza di ritmo. 2 Battito cardiaco irregolare, causato da anomalia del sistema segnapassi, della propagazione dello stimolo elettrico o da altri fattori stimolanti esterni. Si ha aritmia tachicardica, brachicardica, extrasistolica, da flutter ecc.
 @   comp. da a-+ greco rhytmos ritmo

\aritmicaménte, avv. In modo aritmico.

\arìtmico, agg. 1 Privo di ritmo. 2 In medicina, che non ha il ritmo normale.

\Arìtzo Comune in provincia di Nuoro (1.692 ab., CAP 08031, TEL. 0784).

\Arizaro, Salar de Bacino salato (3.500 km2) dell'Argentina, nella Provincia di Salta.

\Arizona Stato degli USA sudoccidentali (295.260 km2; 3.619.000 ab.; capitale Phoenix) dal 1912 (quarantottesimo stato), confina a sud con il Messico. La zona settentrionale comprende parte dell'altopiano del Colorado, è prevalentemente montuosa, con altezze che variano dai 1.200 ai 2.200 m, e con gole scoscese, dette ca˝on, il più celebre dei quali è il ca˝on del Colorado, scavato dal fiume omonimo; altre attrattive naturali sono la Monument Valley, la Foresta pietrificata e il Deserto dipinto. A sud c'è la valle del fiume Gila. L'agricoltura è sviluppata nei pressi dei fiumi e in corrispondenza delle valli irrigate artificialmente (Salt Valley) e produce cereali, frutta, agrumi e cotone. Fiorente è l'allevamento di bestiame (bovini e ovini). Notevole la produzione mineraria: rame (di cui l'Arizona è il maggiore produttore degli Stati Uniti), piombo, oro, argento, zinco, amianto. A Tucson e a Phoenix sono sviluppate le industrie metallurgiche e del legno. La presenza di parchi nazionali attira molti turisti.

\Arizzàno Comune in provincia di Verbano-Cusio-Ossola (1.868 ab., CAP 28050, TEL. 0323).

\Arkansas (fiume) Fiume degli USA (2.334 km; bacino 469.390 km2). Nasce dai monti Sawatch delle Montagne Rocciose; si snoda attraverso Arkansas, Kansas e Oklahoma per sboccare nel Mississippi presso Memphis. Lungo il suo corso è stato costruito il lago artificiale di Dardanelle Reservoir. Nello stato omonimo bagna la capitale Little Rock. Nel Colorado attraversa le città di Lamar, Rocky Ford e Pueblo mentre nell'Oklahoma attraversa Tulsa, Muskogee e Ponca City. Principali affluenti il Canadian e il Cimarron.

\Arkansas (stato) Stato degli USA centro meridionali (137.754 km2; 2.337.000 ab; capitale Little Rock) situato tra Missouri, Tennessee, Mississippi, Louisiana, Texas, Oklahoma. Il suo territorio è leggermente collinoso verso ovest (massima altezza intorno a 800 m), pianeggiante per la parte restante; è attraversato dai fiumi Mississippi, Arkansas, Little Missouri, Red River, St. Francis, Black, White e dai loro affluenti. Presenti alcuni laghi, tra i quali si ricordano: il Chicot, l'Ouachita, il Catherine, l'Hamilton; il Dardanelle Reservoir, il Bull Shoals e il Beaver. Clima di tipo subtropicale. Molto sviluppata l'agricoltura (cotone, mais, tabacco e riso, di cui è uno dei maggiori produttori degli Stati Uniti) e l'allevamento; è ricco di bauxite, carbone, petrolio, gas naturale, manganese. Negli ultimi anni si è avuto un considerevole sviluppo industriale (prodotti elettronici, tessili, dell'abbigliamento e chimici). Originariamente abitato dai sioux, fu esplorato dagli spagnoli nel XVI sec. e successivamente dai francesi. Passò nel 1803 dalla Francia agli Stati Uniti e nel 1863 è stato riconosciuto come venticinquesimo stato annesso agli USA. Centri principali: Fort Smith, Hot Springs, Fayetteville, Jonesboro e North Little Rock.

\Arkatag Massiccio montuoso della Cina. Vetta più elevata il monte Ulugh Muztagh (7.723 m).

\Arlandes de Salton, François-Laurent marchése di (Anneyron 1742-? 1809) Aeronauta francese. Autore, con Pilâtre de Rozier, del primo volo in pallone aerostatico sopra i cieli di Parigi (1783).

\Arlberg Gruppo montuoso delle Alpi Retiche, in Austria.

\arlecchinàta, sf. Buffonata. ~ farsa.

\arlecchìno, agg. e sm. agg. invar. Di svariati colori.
sm. Buffone, dal nome della famosa maschera.
 X   sm. harlequin.

\Arlecchìno Maschera comica della commedia dell'arte; l'origine del suo nome risale con tutta probabilità a Hellequin, figura diabolica delle rappresentazioni medievali francesi. È un servo burlone, ruffiano e un poco sciocco che riesce a ottenere esiti che gli altri personaggi della commedia, per la loro rispettabilità, non potrebbero mai conseguire. Il suo costume caratteristico, inizialmente bianco, è a rombi colorati. Goldoni lo ha introdotto come personaggio nella commedia classica.
Arlecchino
(ovvero Le finestre) Capriccio scenico in quattro tempi di F. Busoni, libretto proprio (Zurigo, 1917).

\Arlecchino servitore di due padroni => "Servitore di due padroni, Il"

\Arléna di Càstro Comune in provincia di Viterbo (920 ab., CAP 01010, TEL. 0761).

\Arles Città della Francia (50.000 ab.) nel dipartimento delle Bocche del Rodano. Importante per le industrie chimiche e metallurgiche e per il turismo. Fu colonia romana con il nome di Arelate e capitale delle Gallie sotto Costantino. Nel primo medioevo fu invasa più volte dai saraceni. Carlo d'Angiò la conquistò nel 1251 e fu inclusa nella Provenza. Conserva il teatro di Augusto, l'anfiteatro di Adriano e le terme di Costantino.

\Arlesiana, L' Musica di scena di G. Bizet (Parigi, 1872).
Arlesiana, L'
Dramma lirico in tre atti di F. Cilea, libretto di L. Marenco (Milano, 1897).
Arlesiana, L'
Dramma di A. Daudet (1872).

\Arletty (Courbevoie 1898-Parigi 1992) Attrice francese cinematografica e teatrale. Interpretò Albergo Nord (1938), Alba tragica (1939) e Les enfants du paradis (1943-1945).

\Arlington (Texas) Città (160.000 ab.) degli USA, nello stato del Texas.

\Arlington (Virginia) Città (153.000 ab.) degli USA, nello stato della Virginia.

\Arlòtto, Piovàno (Firenze 1396-1484) Prete (A. Mainardi) della campagna mugelliana. Fu autore di burle proverbiali, che furono tramandate da un anonimo: Motti e facezie del Piovano Arlotto (1475 e 1485-1488).

\Arlùno Comune in provincia di Milano (8.922 ab., CAP 20010, TEL. 02).

\àrma, sf. [plurale: armi; un tempo: arme] 1 Oggetto usato per offesa o difesa. 2 Corpo dell'esercito. 3 Qualsiasi mezzo, anche non materiale, di offesa o di difesa. 4 Al plurale, armamenti.
 X   sf. 1 arm, weapon. 2 (da fuoco) firearm; (porto d'armi) firearm license. 3 (corpo dell'esercito) corps, arm.
 @   lat. arma,-orum.
Si definiscono armi bianche quelle che provocano ferite di taglio o di punta costituite da una lama o appuntite (spade, pugnali, baionette ecc.); armi da getto (o da lancio) quelle che scagliano oggetti con particolari dispositivi meccanici (arco, balestra, catapulta ecc.); armi da fuoco quelle che emettono proiettili grazie alla forza propulsiva di una carica esplosiva. Queste ultime, possono essere portatili (pistole, fucili, mitra, fucili mitragliatori, mitragliatrici, bazooka ecc.), e artiglierie (cannoni, obici, mortai); armi chimiche, che utilizzano agenti chimici o batteriologici dannosi, armi nucleari, basate su reazioni nucleari proprie della fissione o fusione di materiale radioattivo.
Il diritto regolamenta la detenzione delle armi. Si possono tenere armi in casa solo se si possiede un'autorizzazione e se ne fa denuncia; non è in alcun modo ammessa la detenzione di armi da guerra (armi da sparo per impiego bellico, bombe, involucri esplosivi ecc.). Per il porto d'armi comuni (caccia, difesa con ridotto volume di fuoco) fuori casa, l'autorità (questura, prefettura) deve concedere un'apposita licenza. Speciali norme regolamentano la detenzione di armi da collezione.
Telearmi
Dotate di autopropulsione e di dispositivi di radioguida (missili), sono armi in grado di raggiungere anche obiettivi molto lontani.

\Arma letale Film poliziesco, americano (1987). Regia di Richard Donner. Interpreti: Mel Gibson, Danny Glover, Gary Busey. Titolo originale: Lethal Weapon

\Arma letale 2 Film poliziesco, americano(1989). Regia di Richard Donner. Interpreti: Mel Gibson, Danny Glover, Patsy Kensit. Titolo originale: Lethal Weapon 2

\armacòllo, sm. Nella locuzione ad armacollo, a tracolla.

\armadillo, sm. Nome con cui si designano i Mammiferi Maldentati della famiglia dei Dasipodidi. Il loro corpo, lungo circa 80 cm, è rivestito da una corazza di piccole placche ossee non saldate che gli consentono di richiudersi a palla se viene attaccato; ha arti cortissimi, provvisti di grosse unghie atte a scavare il terreno. Si nutre di vermi e formiche. Le specie più importanti sono l'armadillo dalle sei fasce (Euphractus sexcinctus) e l'armadillo gigante (Priodontes giganteus), che vivono nelle savane del Sudamerica, e l'armadillo dalle nove fasce (Dasypus novemcinctus), che vive negli USA e in Argentina.

\armàdio, sm. Mobile chiuso da uno o più sportelli atto a contenere oggetti vari. ~ guardaroba.
 X   sm. 1 wardrobe, closet. 2 (per stoviglie in genere) cupboard.
 @   lat. armarium ripostiglio per le armi.

\Armagnac Regione storica della Francia sudorientale compresa tra i dipartimenti di Landes, Lot-et-Garonne e di Gers. Già del regno di Aquitania, fu feudo dei conti d'Armagnac; entrò a far parte del regno di Francia nel 1607 sotto Enrico IV.

\armagnac, sm. 1 Tipo di brandy distillato da vini dell'omonima regione della Francia meridionale. 2 Guascogna.

\armaiòlo, sm. 1 Chi fabbrica, ripara o vende armi. 2 Sottufficiale addetto alla manutenzione delle armi portatili.

\armamentàrio, sm. L'insieme degli oggetti necessari per compiere un lavoro. ~ equipaggiamento, attrezzatura.
 X   sm. equipment.

\armaménti, sm. pl. Insieme dei mezzi necessari per mettere un esercito in grado di combattere. ~ armi.

\Armance Il personaggio che dà il titolo all'opera è Armance di Zohilof, la figura principale in ordine di importanza dopo Octave de Malivert. I due sono cugini tra loro, sono segretamente innamorati l'uno dell'altra, ma per una serie di malintesi e condizionamenti psicologici e sociali, non riescono a dichiararsi il reciproco affetto in modo normale. Armance ha giurato di non rivelare mai l'amore al cugino, mentre Octave ha giurato di non cedere al sentimento per la cugina. Una gabbia di condizionamenti che impediscono lo sviluppo di una relazione serena tra i due. Solo quando Octave viene ferito gravemente in un duello sostenuto per una questione di onore e credendosi vicino alla fine confessa il suo amore alla cugina, l'epilogo felice sembrerebbe vicino. Ma la fortuna improvvisa di un'ingente indennità, che Octave riceve dal governo, allontana ancora Armance, sospettata di cercare un matrimonio per interesse e non per amore. Sposatisi senza che tra loro sussistesse un rapporto di sincerità, il dramma esplode a sorpresa: Octave si convince di essere stato sposato per interesse, parte per prestare il suo aiuto ai greci insorti, invia ad Armance la confessione scritta della sua impotenza e quindi si uccide prima di sbarcare sul suolo greco. Romanzo dagli spiccati temi romantici, è stato a lungo considerato secondario rispetto a La Certosa di Parma e a Il rosso e il nero. Di recente si è avuta una rivalutazione dell'opera.

\Armàni, Giórgio (Piacenza 1934-) Stilista. Il primo a concepire un design specifico per la produzione industriale, ha raggiunto fama internazionale.

\armàre, v. v. tr. 1 Fornire di armi. <> disarmare. 2 Provvedere una nave di quanto le occorra. ~ equipaggiare. <> sguarnire. 3 Caricare.
v. rifl. 1 Fornirsi di armi. 2 Provvedersi di qualcosa. ~ munirsi. armarsi di un buon libro, per le vacanze; armarsi di pazienza.
 X   v. tr. 1 to arm, to load. 2 (arma da fuoco) to cock. 3 (nave) to rig. 4 (edil.) to shore up. v. rifl. 1 to arm oneself. 2 (mil.) to take up arms.
 @   lat. armare, deriv. da arma,-orum armi.

\armaròlo, sm. Nella marina militare, marinaio specializzato addetto alla riparazione e al maneggio di arme portatili ed artiglierie.

\armàta, sf. 1 Esercito. 2 Il complesso delle forze navali o aeree di una nazione. armata aerea, insieme dei velivoli a disposizione.
 X   sf. 1 army. 2 (naut.) fleet.
 @   deriv. da armare.
Addio, mia bella, addio, l'armata se ne va. Prima strofa dell'Addio del volontario che anche oggi è cantata dai coscritti; fu scritta la sera del 20 marzo 1848 da Carlo Alberto Bosi quando il primo battaglione di volontari fiorentini partì per la guerra.

\Armata a cavallo, L' Romanzo di I. E. Babel (1923-1926). È la narrazione di scorci di vita militare ispirati all'esperienza diretta dell'autore impegnato con la cavalleria russa sul fronte polacco negli anni immediatamente successivi alla rivoluzione russa. Il libro è la testimonianza terribile di eccessi compiuti in nome della rivoluzione dai cosacchi dell'armata, per i quali un cavallo vale più di un uomo.
Armata a cavallo, L' Film drammatico, ungherese (1967). Regia di Miklos Jancsó. Interpreti: Andras Kozak, Kristyna Mykolayewska, Tibor Molnar. Titolo originale: Csillagosok katonak

\Armata Brancaleone, L' Film commedia, italiano (1966). Regia di Mario Monicelli. Interpreti: Vittorio Gassman, Catherine Spaak, Enrico Maria Salerno, Gian Maria Volonté, Barbara Steele, Maria Grazia Buccella, Folco Lulli, Carlo Pisacane.

\armata manu, loc. avv. Locuzione latina che significa "a mano armata". Può indicare intenzioni aggressive.

\armàto, agg. e sm. agg. 1 Fornito di armi. rapina a mano armata. 2 Provvisto, fornito di qualcosa. ~ equipaggiato. LOC: era armato di buone intenzioni. 3 Provvisto di un'armatura atta a rendere più resistente una struttura; per esempio cemento armato. 4 Preparato. 5 Agguerrito.
sm. Soldato.
 X   agg. 1 armed. 2 (cemento) reinforced concrete.

\armatóre, sm. La persona o la compagnia che arma una nave per sé o per altri.
 X   sm. shipowner.

\armatùra, sf. 1 Complesso di armi difensive indossate dai guerrieri antichi e medievali. ~ corazza. 2 In edilizia è una struttura o ossatura di ferro che, immersa nel getto di cemento, costituisce lo scheletro delle costruzioni in cemento armato; impalcatura, ossatura, telaio. ~ scheletro. 3 Nell'industria tessile è il modo in cui i fili che costituiscono l'ordito di un tessuto sono intrecciati con i fili detti trame.
 X   sf. 1 (st.) armour. 2 (struttura, impalcatura) framework, scaffolding.
L'armatura nacque con lo scopo di difendere l'uomo; dapprima costruita con pelli e cuoio, poi in metallo. Nell'antichità il guerriero usava come protezione lo scudo, costruito con una piccola pelle di animale distesa su un telaio di legno. Il capo veniva coperto con un elmo di cuoio con una protezione per la nuca. Successivamente lo scudo divenne più piccolo e comparve la prima corazza di bronzo. L'elmo iniziò a essere sempre più grande, con l'aggiunta di un paranuca, un paraguance e una piccola visiera con due fori per gli occhi.
L'armatura dell'esercito romano era costituita da un elmo, una corazza, due cosciali e uno scudo. L'elmo era prima di pelle, poi di metallo e si distingueva da quello greco per l'assenza della visiera. Intorno alVI e V sec. a. C., la corazza serviva per ripararsi petto e dorso ed era di bronzo; successivamente si usò il ferro. La parte anteriore delle gambe veniva protetta con una lamina di metallo chiamata schiniere. Più tardi non si protesse più la gamba sinistra già protetta dallo scudo, che poteva essere rotondo, quadrato, esagonale od ovale. Durante le crociate si utilizzò una maglia di ferro chiamata cotta, con maniche lunghe fino al gomito e brache fin sotto il ginocchio. Nella parte superiore c'era un piccolo cappuccio, il camaglio. Il combattente indossava sotto l'armatura un farsetto imbottito per dare maggiore protezione. L'armatura di difesa aveva come aggiunta un grosso scudo e un elmo, indossato sopra al camaglio. L'elmo non aveva la visiera, ma una piccola lamina per proteggere il naso e dietro un'altra per difendere la nuca. Più avanti, all'armatura venne aggiunta una calzamaglia di metallo con un accorciamento della cotta. Nel Trecento si iniziò a costruire l'armatura con piastre d'acciaio. Nel Quattrocento ricopriva tutto il corpo e pesava all'incirca 25 kg. A volte invece dell'elmo veniva indossata la celata che lasciava intravedere la parte inferiore del viso; mento e gola erano difesi dal barbotto, fermato sul petto della corazza. Anche i cavalli dei combattenti erano protetti da un'armatura chiamata barda o bardatura.
Alla fine del Quattrocento l'armatura divenne sempre più difficile da costruire volendo guarnizioni, incisioni e lavori a cesello. Alla fine del XV sec. il torace era sempre più gonfiato, i guardagoletta divennero più grandi facendo perdere la linea originale. Con l'arrivo delle armi da fuoco, nel XVI sec. gli armaioli tentarono nuove forme per la resistenza e la difesa dell'armatura, ma il peso eccessivo (superiore a 50 kg) ne segnò il declino. Nel XVII sec. l'armatura scomparve: rimasero soltanto l'elmo e la corazza come ornamento, non più come difesa.

\Armavir Città (178.000 ab.) della Russia, nel territorio di Krasnodar.

\àrme, sf. Lo scudo considerato con le pezze araldiche e gli smalti.

\armeggerìa, sf. 1 Il darsi da fare infruttuosamente. ~ armeggio. 2 Nell'antichità, spettacolo con giochi d'arme.

\armeggiaménto, sm. 1 Lavorio confuso, spesso inconcludente. 2 Intrigo, macchinazione. 3 Nel Medioevo, spettacolo, esercizio, gioco d'armi detto anche bagordo.

\armeggiàre, v. intr. 1 Affaccendarsi spesso vanamente; arrabattarsi, ingegnarsi. ~ annaspare. <> ciondolare. 2 Macchinare, intrigare. ~ brigare. 3 Maneggiare le armi, specialmente in giostre o tornei.
 X   v. intr. 1 (armi) to handle weapons. 2 (intorno a) to mess about.
 @   deriv. da arma.

\armeggìo, sm. 1 Il darsi da fare invano. ~ armeggeria. 2 Intrigo. ~ macchinazione.

\armeggióne, sm. Trafficone. ~ intrigante.

\Armellìni, Càrlo (Roma 1777-St.-Josse-ten-Noode 1863) Politico. Nel 1849, insieme a Mazzini e Saffi fu triumviro della Repubblica romana.

\Armenia (città) Città (180.000 ab.) della Colombia, capoluogo del dipartimento di Quindío.

\Armènia (regione) Regione montuosa dell'Asia sudoccidentale; il confine settentrionale è determinato dalla depressione pontico transcaspica, quello meridionale dalla depressione mesopotamica, quello occidentale dall'altopiano anatolico e quello orientale dall'altopiano iranico. È occupata da Armenia, Iran e Turchia. La popolazione di circa 5 milioni di abitanti, è rappresentata soprattutto da armeni (di religione cristiana) e curdi (di religione islamica), con minoranze turche, iraniane, tartare, circasse, russe, georgiane. Fisicamente è composta da un altopiano a vegetazione steppica (massima altezza 1.700 m), attorniato da alte catene montuose (Piccolo Caucaso, Ponto Orientale, Tauro armeno, Karasu-Araks); al centro dell'altopiano si distingue una serie di vulcani la cui cima più elevata è il biblico monte Ararat (5.165 m) a est. Vi scorrono i fiumi Karasu, Aras, Coruh e alcuni affluenti del Tigri e dell'Eufrate; nella zona però, sono tipici i fenomeni di endoreismo (bacini dei laghi Van e Sevan). Tra il X e il VII sec. a. C., l'Armenia fu un regno indipendente abitato da una civiltà indigena autoctona; le invasioni iniziarono per opera di cimmeri e sciti; durante il VI e il IV sec. a. C. subì il dominio dei persiani (Achemenidi), quindi quello di Alessandro Magno. Tigrane la unificò nel I sec. a. C., ma dovette soccombere a Lucullo (69 a. C.) e acconsentire alla protezione romana con Pompeo (66 a. C.). Nel 387 venne spartita tra Bisanzio e la Persia. Gli arabi la conquistarono nel VII sec. (639); attraversò un periodo di indipendenza (IX-XI secc.) che durò fino alla conquista da parte dei turchi selgiuchidi, cui seguirono i mongoli (XIII-XV secc.) e i turchi osmanli (1473). Turchia e Persia si divisero la regione nel XVII e XVIII sec. Nel 1828 l'Armenia persiana passò alla Russia condividendone le sorti. L'Armenia ottomana è stata teatro di tentativi di protesta per ottenere l'indipendenza, ma questo ha scatenato una violenta reazione turca che ha causato la diaspora del popolo armeno (1894, 1895-1896, 1909, 1915-1920). Le spinte indipendentiste sono affiorate di nuovo nel 1988, con la conseguente proclamazione di indipendenza dell'URSS nel 1991. Un anno dopo l'Armenia ha aderito alla CSI. Nel 1998 viene eletto presidente l'ex primo ministro Kocharyan; al suo posto come capo del governo è eletto A. Darbinyan.

\Armènia (stato) Repubblica asiatica del Caucaso meridionale, confina a nord con la Georgia, a est e a sud con l'Azerbaigian e per un breve tratto con l'Iran, a ovest con la Turchia. Il territorio prevalentemente montuoso fa parte del Piccolo Caucaso; rilievi che si spingono fino a 4.000 m sono disseminati su altipiani di origine vulcanica. In una grande fossa di sprofondamento è contenuto il lago Sevan, molto importante per la rete di irrigazione del paese. I fiumi principali sono il Kura e l'Araks, che si gettano nel mar Caspio. Il paesaggio armeno è rappresentato tipicamente dalla steppa.
La capitale è Erevan (1.200.000 ab.), principale centro industriale del paese. Altre città sono Kumayri (già Leninakan) e Karakilis (già Kirovakan). L'irrigazione ha permesso lo sviluppo dell'agricoltura nonostante l'aridità del clima (cereali, barbabietole da zucchero, patate, tabacco, cotone, ortaggi e frutta). Intenso l'allevamento. Attiva anche l'industria mineraria (rame, molibdeno). Industrie importanti sono quelle metallurgiche, meccaniche, chimiche, vinicole e tessili.   +  
STORIA Nel 189 a. C. l'antica Urartu riconquista la sua indipendenza, formando i regni della Piccola e della Grande Armenia. Dopo il brillante regno di Tigrane II (95-54 a. C.), l'Armenia è convertita al cristianesimo a partire dalla fine del III sec. e successivamente focolaio della dottrina monofisita; passa quindi sotto il dominio dei romani e poi dei parti. Nel 640 viene invasa dagli arabi. La dinastia locale dei Bagratidi assicura al paese una relativa prosperità (885-1079).
Nei secoli X-XIV si sviluppa una scuola di architettura e di pittura murale. Dalla metà dell'XI sec. all'inizio del XV sec., la Grande Armenia è devastata dalle invasioni turche e mongole. Negli anni 1080-1375 la Piccola Armenia, creata in Cilicia da Rouben, sostiene le crociate nella loro lotta contro l'Islam. Quindi soccombe sotto i colpi dei mamelucchi.
Nei secoli XIV-XVII gli ottomani sottomettono tutta l'Armenia, con la sola eccezione di qualche kanato annesso all'Iran e pongono gli armeni sotto l'autorità del patriarca armeno di Costantinopoli. Negli anni 1813-1828, i russi conquistano l'Armenia orientale. Nel 1915 il governo dei Giovani Turchi avvia un'azione di genocidio (1.500.000 vittime).
Nel 1918 viene proclamata la Repubblica Indipendente di Armenia. Nel 1920, gli Alleati, si pronunciano per la creazione di una Grande Armenia (trattato di Sèvres, agosto), ma le truppe turche di Kémal e l'Armata Rossa occupano il paese. Nel 1922, la repubblica socialista sovietica, proclamata nel dicembre 1920 viene integrata nella federazione transcaucasica e nell'URSS. Nel 1936 diventa una repubblica federata.
Nel 1988 gli armeni si ribellano e reclamano l'annessione del Karabakh alla repubblica di Armenia. I governi dell'URSS e dell'Azerbaigian si oppongono. I movimenti nazionalisti armeni vincono le prime elezioni repubblicane libere che si tengono nel 1990. L'anno successivo il Soviet Supremo proclama l'indipendenza del paese (settembre), che aderisce alla CSI. Viene eletto presidente della repubblica Levon Ter-Petrossian.
Abitanti-3.750.000
Superficie-29.800 km2
Densità-126 ab./km2
Capitale-Erevan
Governo-Repubblica presidenziale
Moneta-Dram
Lingua-Armeno
Religione-Ortodossa

\armènide, agg. e sm. Di razza appartenente al ramo degli europoidi, simile a quella adriatica. È diffusa in Armenia, Afghanistan, Belucistan, Caucaso, Iran, e Asia minore.

\Armèno Comune in provincia di Novara (2.166 ab., CAP 28011, TEL. 0322).

\armèno, agg. e sm. agg. Relativo all'Armenia, stato dell'Asia Minore.
sm. 1 Chi è nato, chi abita in Armenia. 2 Lingua della famiglia indoeuropea parlata dagli armeni.

\armenòide, agg. e sm. Di razza armenide.

\Arménto Comune in provincia di Potenza (946 ab., CAP 85010, TEL. 0971).

\arménto, sm. Branco di grossi quadrupedi domestici da pascolo.

\armerìa, sf. 1 Luogo dove si custodiscono le armi dei reparti militari. 2 Collezione di armi e i locali in cui si conservano. 3 Negozio che vende armi.
 X   sf. 1 armoury. 2 (negozio) gun-shop.

\armerìsta, sm. Repertorio in cui vengono elencate o riprodotte le armi o stemmi gentilizi. ~ stemmario.

\Armida Tragedia in cinque atti di J. B. Lully, libretto di Ph. Quinault (Parigi, 1686).
Armida
Opera in cinque atti di Ch. W. Gluck, libretto di Ph. Quinault (Parigi, 1777).

\armière, sm. 1 Chi fabbrica o vende armi. ~ armaiolo. 2 Aviere specialista addetto alle armi di bordo.

\armìgero, agg. e sm. agg. Esperto di armi. ~ armato.
sm. Uomo d'armi, soldato. ~ guerriero.

\armìlla, sf. Bracciale portato, nell'antica Roma, come ornamento o come ricompensa militare.

\armillàre, agg. A più anelli concentrici.

\armillària, sf. Genere di Funghi della famiglia delle Agaricacee muniti di anello e aventi gambo e cappello sviluppati.

\armillarièlla, sf. Genere di Funghi commestibili della famiglia delle Tricolomatacee a cui appartengono i chiodini.

\armistiziàle, agg. Relativo all'armistizio; dell'armistizio.

\armistìzio, sm. 1 Accordo per la sospensione delle ostilità tra belligeranti. ~ tregua. 2 Sospensione. ~ interruzione.
 X   sm. armistice.
 @   lat. armistitium.

\àrmo, sm. Equipaggio di una imbarcazione da diporto o da regata.

\Àrmo Comune in provincia d'Imperia (139 ab., CAP 18026, TEL. 0183).

\armoire, sf. Armadio a specchio a un a sola anta, per camera da letto.

\Armoises, Jeanne des (sec. XV) Avventuriera francese. Una delle false Giovanna d'Arco comparse dopo il 1431.

\armonìa, sf. 1 Consonanza di suoni emessi da voci o strumenti che producono un effetto gradevole. ~ accordo. <> dissonanza. 2 Consonanza di idee; sintonia, intesa. ~ affiatamento. <> disaccordo. 3 Accordo di più elementi; equilibrio, simmetria. ~ proporzione. <> discordanza.
 X   sf. harmony.
 @   greco harmonýa accordo.
In campo musicale è la disciplina che esamina gli accordi, la loro natura, forma, regolamentazione e successione. Fu G. Zarlino, nel XVI sec. nell'opera Institutioni harmoniche, a definire con criteri scientifici le basi dell'armonia tonale, rapportando la genesi degli accordi ai suoni euritmici. Antecedentemente il termine veniva usato in un significato più vasto e vago.
Armonia prestabilita
In campo filosofico, secondo gli insegnamenti di Leibniz, è la norma che regola l'universo, determinando l'intesa tra le attività delle monadi, le innumerevoli realtà semplici e indivisibili che costituiscono l'elemento ultimo delle cose.

\Armonìa (mitologia) Nella mitologia, figlia di Ares e Afrodite e sposa del re di Tebe Cadmo. I doni di nozze, un peplo e una collana, portarono sfortuna ai discendenti, i Sette di Tebe.

\armònica, sf. 1 Strumento musicale 2 Frequenza sonora.
 X   sf. 1 harmonica. 2 (a bocca) mouth organ.
In fisica frequenza secondaria multipla di un'altra frequenza (detta fondamentale). In acustica, vengono definite armoniche quelle frequenze che, unitamente alla fondamentale, generano il timbro di un suono. È proprio questa caratteristica che differenzia la sensazione sonora provocata dalla stessa nota, suonata con strumenti diversi.
    In musica nome di diversi strumenti musicali, tra i quali il più conosciuto è l'armonica a bocca, ideata da Buschmann nella sua veste moderna, costituita da una serie di piccole ance allineate libere che, vibrando in seguito alla corrente d'aria emessa dal fiato, producono suoni.

\armonicaménte, avv. Con armonia. ~ armoniosamente.

\armonicìsta, sm. e sf. 1 Sonatore di armonica. 2 Operaio specializzato nella costruzione di strumenti musicali a più voci.

\armònico, agg. Conforme alle leggi dell'armonia. ~ armonioso.
 X   agg. harmonic.
In fisica è detto del movimento compiuto lungo il diametro di una circonferenza dalla proiezione di un punto che si muove lungo la circonferenza stessa (traiettoria) con velocità costante.   +  
In matematica si chiama progressione armonica la progressione in cui gli inversi degli elementi si trovano in progressione aritmetica; la somma dei termini della progressione armonica si chiama serie armonica  +  

\armoniosaménte, avv. In modo armonioso. ~ melodiosamente.

\armonióso, agg. 1 Che produce una piacevole armonia. ~ melodioso. <> stridente. 2 Proporzionato. ~ euritmico. <> squilibrato.
 X   agg. harmonious.

\armonìsta, sm. e sf. 1 Teorico o studioso di armonia. 2 Musicista che dà un'importanza predominante all'armonia.

\armonìstica, sf. Studio che cerca di conciliare i passi evangelici relativi a uno stesso soggetto che sembrano contraddirsi.

\armònium, sm. invar. Strumento a tastiera, con suono simile a quello dell'organo.

\armonizzàre, v. v. tr. 1 Corredare di accordi una melodia. 2 Accordare, abbinare. ~ legare. <> contrastare.
v. intr. pron. Essere in armonia. ~ fondersi. <> stridere.
 X   v. tr. 1 to harmonize. 2 (colori) to match. v. intr. to match, to be in harmony.

\armonizzazióne, sf. 1 L'armonizzare. 2 Proporzione tra le varie parti. 3 In musica, collocazione di una melodia su una base accordale.

\Armòrica Denominazione della regione costiera della Francia compresa tra la Loira e la Senna, corrispondente alla Bretagna e alla Normandia.

\armoricàno, agg. e sm. Dell'Armorica.
Catena armoricana
Parte occidentale della catena che va dall'Irlanda meridionale alla parte occidentale del Massiccio Centrale francese.

\armòsta, sm. Governatore militare spartano che veniva posto a capo delle città alleate o sottomesse per proteggerle e sorvegliarle.

\armòtomo, sm. Alluminosilicato idrato di bario, contenente potassio, del gruppo delle zeoliti.

\Armstrong, Louis Daniel (New Orleans 1900-New York 1971) Detto Satchmo. Trombettista e cantante statunitense di jazz. Con gli Hot Five (poi Hot Seven) si affermò alla fine degli anni Venti. Dagli anni Trenta divenne artista internazionale; storiche le sue interpretazioni con Ella Fitzgerald.

\Armstrong, Neil (Wapakoneta 1930) Astronauta statunitense, fu il primo uomo a sbarcare sulla Luna nella missione Apollo 11, il 21 luglio 1969. Assieme al collega Aldrin, era sbarcato sul nostro satellite naturale a bordo nel modulo lunare Aquila. Lasciata la NASA nel 1971, Armstrong è docente presso l'Università di Cincinnati.

\Armùngia Comune in provincia di Cagliari (668 ab., CAP 09040, TEL. 070).

\Arnad Comune in provincia di Aosta (1.311 ab., CAP 11020, TEL. 0125).

\Arnàldo da Villanòva (1240 ca.-1311) Medico, alchimista e teologo catalano. Fu traduttore in latino di Avicenna e Galeno; in medicina sostenne la fusione di sistematica greca e araba e tradizione empirica occidentale.

\Arnàra Comune in provincia di Frosinone (2.515 ab., CAP 03020, TEL. 0775).

\Arnàsco Comune in provincia di Savona (477 ab., CAP 17032, TEL. 0182).

\Arnauld, Antoine (Parigi 1612-Bruxelles 1694) Detto Le grand Arnauld. Filosofo e teologo francese. Dopo aver studiato teologia e diritto alla Sorbona in qualità di allievo di Jean Duvergier de Hauranne, teologo e abate di Saint-Cyran, ricevette gli ordini sacerdotali nel 1641. Seguace del movimento giansenista, iniziò la propria polemica con i gesuiti pubblicando il trattato Della comunione frequente (1643) e la proseguì nel 1644 con le Apologies de M. JansÚnius e nel 1655 con le sue Lettres Ó un duc et pair, scritte in difesa di Giansenio. A causa della sua appartenenza alla comunità giansenista di Port-Royal, i gesuiti ottennero nel 1656 il suo allontanamento dalla Sorbona e, dopo la pubblicazione di Morale pratique des JÚsuites reprÚsentÚs en plusieurs histoires arrivÚes dans toutes les parties du monde (1669), nel 1679 lo costrinsero a rifugiarsi prima in Olanda e poi in Belgio.

\Arnault, Antoine-Vincent (Parigi 1766-Goderville, Le Havre 1834) Scrittore francese. Autore di tragedie, di ambientazione romana, che riscossero notevole successo durante la rivoluzione francese. Accademico di Francia. Tra le opere, Mario a Minturno (1791) e Lucrezia (1793).

\Arndt, Ernst Moritz (Schoritz 1789-Bonn 1860) Scrittore. Tra le opere Spirito del tempo (1806-1818) e Canti (1808-1814).

\Arnesàno Comune in provincia di Lecce (3.451 ab., CAP 73010, TEL. 0832).

\arnése, sm. 1 Attrezzo, ferro. ~ utensile. 2 Ogni oggetto non meglio specificato. ~ affare.
 X   sm. 1 implement, tool. 2 (da cucina) utensil. 3 (aggeggio generico) thing, gadget, contraption.
 @   franc. antico hernois.

\Arnheim, Rudolf (Berlino 1904-Ann Arbor 2007) Critico d'arte. Tra le opere Il film come arte (1938) e Arte e percezione visiva (1954).

\Arnhem Città (133.000 ab.) dei Paesi Bassi, capoluogo della provincia della Gheldria.

\Arnhem, Terra di Vasta penisola (81.000 km2) dell'Australia.

\àrnia, sf. Cassetta utilizzata nell'allevamento delle api. ~ alveare.
 X   sf. apiary, beehive.

\àrnica, sf. Pianta erbacea (Arnica montana) delle Composite, perenne, che cresce spontanea sopra i 1.000 m su Alpi e Appennini settentrionali. Presenta capolini arancioni e foglie basali a rosetta. In farmacologia è usata come vasodilatatore.

\Arnim, Achim von (Berlino 1781-Wiepersdorf 1831) Filologo. Tra le opere Cornucopia del fanciullo (con Clemens Brentano 1806-1808) e Isabella d'Egitto (1812).

\Arnim, Bettina von (Francoforte 1785-Berlino 1859) Scrittrice tedesca. Sorella di Clemens von Brentano, andò sposa al poeta Ludwig Achim von Arnim nel 1811. Dopo la morte del marito (1832), si dedicò all'attività letteraria, componendo tre romanzi in forma epistolare, tra cui Carteggio di Goethe con una bimba (1835) ispiratole dalle relazioni intercorse tra il 1807 e il 1811 con J. W. Goethe. Altre due opere testimoniano la sua sensibilità per i problemi sociali: Questo libro appartiene al re (1843) e il Libro dei poveri (postumo). Collaboratrice del fratello e del marito, esercitò un'azione di stimolo nel movimento romantico tedesco, tanto da essere definita la Sibilla del romanticismo.

\arnióne, sm. 1 Rene di animale. ~ rognone. 2 Inclusione mineraria solida tondeggiante che si trova negli strati di carbone, negli scisti prossimi al carbone o negli ammassi di minerali metalliferi.

\Arno Fiume toscano (241 km) che scaturisce dal Monte Falterona, nell'Appennino Tosco Emiliano, scorre nel Casentino, nella Valdarno, bagna Firenze e Pisa e sfocia nel mar Tirreno. I suoi affluenti sono i fiumi Greve, Pesa, Elsa, Era, Sieve, Bisenzio. Nel 1966, il suo straripamento provocò l'alluvione che fece tanti danni alla città di Firenze.

\Arnold, Matthew (Laleham 1822-Liverpool 1888) Critico letterario. Tra le opere Saggi critici (1865, 1888) e Cultura e anarchia (1869).

\Arnòldi, Albèrto (sec. XIV) Scultore e architetto. Impegnato dal 1351 al 1358 nei lavori di finitura della cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze e del relativo campanile. A lui sono attribuiti i bassorilievi dei Sacramenti collocati nel campanile. Mancano notizie della sua attività dopo la partenza da Firenze (1364).

\Arnòlfo di Càmbio (Colle di Val d'Elsa 1245 circa-Firenze 1302) Scultore e architetto, fu discepolo di Nicola Pisano con cui collaborò alla creazione del pulpito del duomo di Siena (1266-1268) e nell'Arca di San Domenico di Bologna (1265-1267). Espresse la sua preferenza per i modelli classici realizzando imponenti e solenni figure, tra le quali si ricordano: il monumento di Carlo I d'Angi˛ (1277 circa, Roma, Musei Capitolini), il San Pietro in bronzo della basilica Vaticana, il Presepio che si trova in Santa Maria Maggiore a Roma e la tomba del cardinale de Braye (1282, Orvieto, San Domenico). Tra le opere a lui attribuite, i progetti per la basilica di Santa Croce (1295), per Santa Maria del Fiore (1296), palazzo della Signoria, detto anche palazzo Vecchio, (1299) e le sculture della Madonna col bambino e NativitÓ del duomo a Firenze. Si tratta di opere dal ritmo equilibrato e dal linguaggio solenne e insieme umano, come il resto della sua produzione artistica.

\Arnòlfo di Carìnzia (850 ca.-Ratisbona 899) Imperatore. Duca di Carinzia dall'880, figlio naturale di Carlomanno, fu incoronato re di Germania nell'888, alla morte di Carlo il Grosso. Grazie al suo coinvolgimento nelle vicende italiane di Guido da Spoleto, fu incoronato imperatore da papa Formoso nell'896. Tuttavia il suo regno durò poco più di tre anni, perché nell'899 fu ucciso da una malattia. Il suo regno, seppur breve, fu segnato dai primi conflitti con normanni e ungari, che minacciavano con le loro scorrerie l'intera Europa. Inoltre il suo intervento contro Berengario del Friuli segnò l'inizio dell'influenza dei re di Germania nella storia d'Italia.

\Arnoux, Alexandre (Digne 1884-Boulogne-Billancourt, Hauts-de-Seine 1973) Scrittore francese. Dopo aver iniziato la propria carriera artistica come poeta, si dedicò a una feconda produzione di romanzi e di opere teatrali d'impronta classica. Autore di numerosi saggi e traduzioni, si dedicò anche alla sceneggiatura e alla critica cinematografica. Tra le sue opere, L'usignolo napoletano (1937), L'assedio di Siracusa (1962) e il melodramma L'amore delle tre melarance (1947).

\Àrola Comune in provincia di Verbano-Cusio-Ossola (291 ab., CAP 28010, TEL. 0323).

\Aròldo Nome di sovrani.
Danimarca Aroldo I
(-Frisia 852) Re di Danimarca, fu costretto nella guerra contro i figli del suo predecessore Goffredo, a chiedere aiuto e asilo all'imperatore Ludovico il Pio. Per ottenere il regno, si convertì e favorì l'evangelizzazione del suo stato.
Aroldo II Dente Azzurro
(910 ca.-986) Re di Danimarca dal 936 al 986, e dal 974 al 986 anche di Norvegia. In gioventù pirata secondo costume vichingo, in seguito si convertì insieme alla maggior parte del suo popolo al cristianesimo e nel 965 annesse al dominio danese la Norvegia. Dovette combattere il figlio ribelle Sven, e in questa lotta perì.
Inghilterra Aroldo I
(?-Oxford 1040) Figlio di Canuto il Grande fu re d'Inghilterra per tre anni, durante i quali lottò con il fratello Canuto III di Danimarca per il dominio sul regno.
Aroldo II
(1022-Hastings 1066) Re d'Inghilterra dal 1066. Conte di Wessex dal 1053, divenne re succedendo a Edoardo III il Confessore, ma dopo poco fu battuto e ucciso ad Hastings da Guglielmo il Conquistatore.
Norvegia Aroldo I Bellachioma
(850 ca.-933?) Fu il primo re di Norvegia dall'872 al 933 ca. Celebrato nelle saghe nordiche, ebbe il merito di unificare il paese e di estendere i domini norvegesi alle isole Shetland, alle Orcadi e alle Ebridi.
Aroldo II Pelle grigia
(930 ca.-980 ca.) Nipote di Aroldo I, divenne re nel 971 e morì assassinato in Danimarca.
Aroldo III lo Spietato
(1015?-Stamford Bridge 1066) Re di Norvegia dal 1047, tentò a lungo, ma invano, di conquistare la corona danese.
Aroldo IV Gille
(?-1136) Re dal 1130, fu ucciso da un pretendente al regno, Sigurd Slembe.
Aroldo o Harald V
(Oslo 1937-) Figlio di Olaf V, gli succedette come re di Norvegia dal 1991.

\aròma, sm. 1 Sostanza odorosa di origine vegetale. 2 Profumo emanato da tali sostanze. ~ fragranza. 3 Profumo. ~ effluvio. <> puzzo.
 X   sm. 1 (profumo) aroma, fragrance. 2 (cucina) spice, aromatic herb.
 @   greco Óroma.

\aromaterapìa, sf. Uso terapeutico di essenze aromatiche e oli essenziali derivati dalle piante, consistente nella diffusione aerea di tali sostanze.

\aromaticaménte, avv. In modo aromatico.

\aromaticità, sf. La quantità maggiore o minore di un aroma propria di una sostanza o di un prodotto.

\aromàtico, agg. Che ha un aroma; profumato. ~ odoroso. <> maleodorante.
 X   agg. aromatic.
Sono così chiamati i composti chimici la cui molecola è formata da una catena chiusa di atomi (anello benzoico). Si dicono omociclici se gli atomi sono tutti di carbonio, eterociclici se sono presenti anche atomi di azoto, zolfo od ossigeno. Sono utilizzati nei coloranti e nell'industria farmaceutica. Esistono sotto forma di acidi, idrocarburi, alcoli, aldeidi e chetoni.

\aromatizzànte, sm. Sostanza naturale che si aggiunge a prodotti alimentari per renderli aromatici.

\aromatizzàre, v. tr. Profumare con aromi. ~ speziare.

\aromatizzazióne, sf. 1 L'aromatizzare. 2 In petrolchimica, procedimento chimico che trasforma un idrocarburo paraffinico o idroaromatico in aromatico.

\Aromi di leggenda Opera di poesia di R. M. del Valle-Incl´n (1906).

\Aron, Raymond (Parigi 1905-1983) Filosofo. Tra le opere Introduzione alla filosofia della storia (1938) e La societÓ industriale (1962).

\Aróna Comune in provincia di Novara (15.543 ab., CAP 28041, TEL. 0322). Centro industriale (prodotti meccanici) e turistico sul lago Maggiore. Vi si trova la statua in rame e bronzo chiamata San Carlone, dedicata a San Carlo Borromeo che qui nacque nel 1538. Gli abitanti sono detti Aronesi.

\Arònne (sec. XIII a. C.) Personaggio biblico. Fratello maggiore di Mosè lo seguì nel deserto e sul Sinai. Cedette tuttavia alle richieste idolatre del popolo e concesse la fabbricazione del vitello d'oro e per questo non poté entrare nella terra promessa e perì nel deserto. Fu capostipite della tribù sacerdotale dei Levi.

\Aròsio Comune in provincia di Como (4.271 ab., CAP 22060, TEL. 031).

\Arp, Hans (Strasburgo 1887-Basilea 1966) Scultore e pittore tedesco. Tra le opere Ritratto di Tristan Tzara (1916, Ginevra, Musée d'Art et d'Histoire), Corona di gemme (1947, Venezia Collezione Guggenheim) e Pastore di nuvole (1949-1953, Caracas, Università).

\àrpa, sf. Strumento musicale di antichissima origine orientale; nell'area sumero mesopotamica e presso gli egiziani, era già in uso fin dal 3000 a. C. Ha una struttura triangolare in cui sono comprese corde di diversa lunghezza, che si tendono tra una cassa armonica e una mensola. C. Monteverdi la inserì nell'orchestra nel XVII sec. L'arpa moderna, costruita da S. Erard nel 1812, consta di quarantasette corde e sette pedali che consentono di realizzare scale cromatiche con un'estensione di più di sei ottave.
 X   sf. harp.
 @   german. harpa.

\Arpa birmana, L' Film drammatico, giapponese (1956). Regia di Kon Ichikawa. Interpreti: Shoy Tasui, Tatsuya Mihashi, Yunosyke Ito. Titolo originale: Biruma no tategoto

\Arpa d'erba Romanzo di T. Capote (1951).

\Arpad (?-907) Principe magiaro. Eroe nazionale ungherese, condusse il suo popolo dalle pianure sarmatiche dell'attuale Ungheria (896); fu fondatore della dinastia degli Arpadi, che regnò in Ungheria fino al 1301.

\arpagóne, sm. 1 Ferro uncinato con il quale i vascelli si aggrappavano durante gli arrembaggi. 2 Persona avarissima, dal nome del protagonista della commedia di Molière.

\Arpagóne Protagonista della commedia di Molière L'avaro (1668), di proverbiale avarizia.

\Arpàia Comune in provincia di Benevento (1.754 ab., CAP 82012, TEL. 0823).

\Arpaìse Comune in provincia di Benevento (885 ab., CAP 82010, TEL. 0824).

\Àrpalo (sec. IV a. C.) Tesoriere di Alessandro Magno. Nel 324 rubò parte del tesoro e fuggì ad Atene: qui alcuni uomini politici tra cui Demostene lo aiutarono a riparare a Creta, e per questo furono accusati e processati per corruzione.

\arpeggiaménto, sm. L'arpeggiare.

\arpeggiàre, v. intr. Eseguire arpeggi sull'arpa o altri strumenti a corda.

\arpeggiàto, agg. e sm. agg. Eseguito ad arpeggio.
sm. Didascalia musicale che prescrive l'esecuzione di un accordo o di una serie di accordi ad arpeggio.

\arpeggiatóre, sm. Sonatore di arpa.

\arpéggio, sm. Far sentire gli accordi, uno dopo l'altro, tasteggiando qualunque strumento a corde.
 X   sm. arpeggio.

\arpése, sm. Gancio di ferro usata per tenere unite le pietre nelle costruzioni.

\arpìa, sf. 1 Mostro favoloso. 2 Persona avara, bisbetica. ~ strega, megera.
 X   sf. harpy.
 @   greco HÓrpyiai arraffatrici.
Nella mitologia, mostro con il viso di donna e il corpo di uccello. Le arpie avevano il compito di trascinare le anime dei morti nell'Ade; secondo Virgilio abitavano le isole Strofadi (Eneide).

\arpinàte, agg. e sm. Di Arpino, cittadina laziale in provincia di Frosinone; abitante, nativo di Arpino.

\Arpìno Comune in provincia di Frosinone (8.006 ab., CAP 03033, TEL. 0776).

\Arpìno, Giovànni (Pola 1927-Torino 1987) Narratore e giornalista. Tra le opere, i romanzi La suora giovane (1959), L'ombra delle colline (1962, premio Strega), Randagio Ŕ l'eroe (1969, premio Campiello), Il buio e il miele (1969), Il fratello italiano (1980, premio Campiello). È autore anche di due libri di racconti (L'assalto al treno e altre storie, 1966 e Racconti di vent'anni, 1974) e della raccolta di poesie Il prezzo dell'oro (1958).

\arpionàre, v. tr. Colpire con l'arpione. ~ fiocinare.

\arpióne, sm. 1 Ferro, fissato nel muro, su cui girano le bandelle delle porte e delle finestre. 2 Ferro uncinato, infisso in una parete, per appendere qualcosa. 3 Organo delle macchine che serve per arrestare un altro elemento. 4 Arma usata nella caccia dei mammiferi acquatici e ai grossi pesci, costituita da un'asta terminante in un uncino. ~ fiocina. 5 Attrezzo a punta usato dagli alpinisti per afferrarsi al ghiaccio. ~ rampone.
 X   sm. 1 harpoon. 2 (gancio) hook.
 @   lat. harpigo,-onis.

\arpionìsmo, sm. Meccanismo atto a permettere la rotazione in un solo senso (usato in argani, binde, martinetti, orologi meccanici, …).   +  

\arpìsta, sm. e sf. Sonatore di arpa.

\Arquà Petràrca Comune in provincia di Padova (1.947 ab., CAP 35032, TEL. 0429).

\Arquà Polésine Comune in provincia di Rovigo (2.909 ab., CAP 45031, TEL. 0425).

\Arquàta dél Trónto Comune in provincia di Ascoli Piceno (1.644 ab., CAP 63043, TEL. 0736).

\Arquàta Scrìvia Comune in provincia di Alessandria (6.121 ab., CAP 15061, TEL. 0143).

\arquebuse, sm. Liquore digestivo fortemente aromatizzato.

\àrra, sf. 1 Garanzia. ~ caparra. 2 Anticipazione, previsione.

\Arrabal, Fernando (Melilla, Marocco 1933-) Drammaturgo francese. Tra le opere Il labirinto (1961) e Due opere (1972).

\arrabattàrsi, v. intr. pron. Darsi da fare con scarsi risultati. ~ affannarsi. <> cincischiare.
 X   v. intr. to do all one can.

\arrabbiàre, v. v. intr. 1 Ammalarsi di rabbia, divenire idrofobo. 2 Andare in collera.
v. intr. pron. Irritarsi violentemente; infuriarsi, incollerirsi, inalberarsi, indispettirsi, stizzirsi. ~ adirarsi. <> calmarsi.
 X   v. intr. (cane) to be affected with rabies. v. intr. pron. (persona) to lose one's temper, to get angry; (fare arrabbiare) to make angry.
 @   da a-+ deriv. da rabbia.

\arrabbiàto, agg. 1 Affetto da rabbia. 2 Incollerito, adirato, furibondo. ~ infuriato. <> tranquillo. 3 Accanito. ~ ostinato.
 X   agg. 1 (cane) with rabies, rabid. 2 (persona) angry, furious.

\arrabbiatùra, sf. L'arrabbiarsi; rabbia. ~ collera. <> calma.
 X   sf. rage.

\arraffàre, v. tr. 1 Afferrare con violenza o in fretta. ~ abbrancare. 2 Portar via, rubare. ~ grattare.
 X   v. tr. to seize, to snatch.

\arraffóne, sm. Persona abile e furba nel sottrarre ad altri quanto sia di loro pertinenza, o sfruttare al volo l'occasione propizia per ottenere un utile a loro detrimento.

\Arrah Città (125.000 ab.) dell'India, nello stato del Bihar. Capoluogo del distretto di Shahabad.

\arrampicàrsi, v. intr. pron. 1 Salire aggrappandosi. ~ scalare. <> discendere. arrampicarsi sugli specchi, sostenere ragioni infondate, tentare una cosa impossibile. 2 Salire con fatica. le biciclette si arrampicarono sulla salita.
 X   v. intr. pron. to climb up.
 @   da a-+ rampare.

\arrampicàta, sf. 1 L'arrampicarsi. 2 Salita, ascensione alpinistica su roccia o ghiaccio. ~ scalata.

\arrampicatóre, sm. 1 Scalatore, alpinista, ciclista molto abile nelle salite. ~ rocciatore. 2 Chi cerca di raggiungere con ogni mezzo un'elevata posizione. ~ arrivista.
 @   deriv. da arrampicare.

\arrancàre, v. intr. 1 Procedere con fatica. ~ annaspare. 2 Affannarsi. ~ arrabattarsi.
 X   v. intr. to hobble, to limp.

\arrancàta, sf. Camminata o ascesa stressante.

\arrandellàre, v. tr. 1 Colpire ripetutamente con un randello. 2 Scaraventare come si lancia un randello. 3 Legare stretto.

\arrangiaménto, sm. 1 Accordo, intesa. ~ aggiustamento. giunsero infine a un arrangiamento ragionevole. 2 Rielaborazione di un tema musicale. ~ adattamento. arrangiamento rock della canzone.
 @   deriv. da arrangiare.

\arrangiàre, v. v. tr. 1 Aggiustare alla meglio. ~ rabberciare. 2 Dare una lezione. ~ sistemare, malmenare. 3 Mettere insieme. ~ rimediare.
v. intr. pron. 1 Mettersi d'accordo. ~ intendersi. 2 Darsi da fare come si può. ~ industriarsi, destreggiarsi. 3 Tirare avanti. ~ vivacchiare.
 X   v. tr. to arrange. v. intr. pron. to manage, to get by.
 @   franc. (s')arranger, deriv. da rang rango.

\arrangiatóre, sm. Chi fa arrangiamenti musicali.

\arrapàre, v. v. tr. Eccitare sessualmente.
v. rifl. Eccitarsi.

\Arras Città della Francia (42.000 ab.) capoluogo del dipartimento di Pas-de-Valais. Situata a sud-ovest di Lilla, fu importante centro storico e capoluogo della contea di Artois dal XIII sec. È famosa per aver dato i natali a Robespierre nel 1758. Oggi è centro commerciale di prodotti agricoli (barbabietole e cereali) e sede di industrie alimentari, meccaniche e tessili. Conserva una pregevole abbazia (St. Vaast).

\array, sm.  X  In informatica è una struttura di dati composta da un insieme di componenti dello stesso tipo (numeri, stringhe, ..., altri array) identificati con un nome unico e uno o più indici progressivi.   +  

\Àrre Comune in provincia di Padova (1.977 ab., CAP 35020, TEL. 049).

\arrecàre, v. tr. 1 Recare. ~ portare. 2 Causare. ~ provocare. <> impedire.
 X   v. tr. 1 to bring. 2 (causare) to cause.

\arredaménto, sm. 1 Il modo di arredare. 2 L'insieme dei mobili che arredano un ambiente. ~ mobilio.
 X   sm. 1 furnishing. 2 (studio) interior design.

\arredàre, v. tr. Fornire un ambiente di mobili, suppellettili. ~ ammobiliare.
 X   v. tr. to furnish.

\arredatóre, sm. Chi progetta un arredo e ne cura l'esecuzione.
 X   sm. interior designer, interior decorator.

\arrèdo, sm. 1 Insieme di oggetti che servono per arredare un locale. ~ arredamento. 2 Suppellettile. ~ addobbo. arredi sacri, paramenti utilizzati nel culto.
 X   sm. pl. fittings.
 @   deriv. da arredare.

\arrembàggio, sm. Assalto. ~ abbordaggio.

\arrembàre, v. v. tr. Andare all'arrembaggio.
v. intr. Avanzare a fatica, trascinarsi a stento.

\arrembàto, agg. 1 Di cavallo, colpito da arrembatura. 2 Di persona, che si trascina a stento, vistosamente malandata.

\arrembatùra, sf. Difetto del piede del cavallo, causa di una tipica andatura strisciata e zoppicante.

\arrendaménto, sm. Termine usato soprattutto nell'Italia meridionale per indicare un tributo. ~ gabella.

\arrendatóre, sm. L'esattore o l'appaltatore degli arrendamenti nell'antico linguaggio burocratico napoletano.

\arrèndere, v. v. tr. Consegnare al nemico.
v. rifl. 1 Consegnarsi al nemico. 2 Darsi per vinto. ~ piegarsi. 3 Cedere. ~ flettersi.

\arrèndersi, v. rifl. 1 Darsi vinto, cedere. ~ rinunciare. <> lottare. 2 Consegnarsi al nemico, deporre le armi. ~ capitolare. <> resistere.
 X   v. rifl. to surrender.
 @   da a-+ rendere.

\arrendévole, agg. Che cede facilmente; flessibile, docile, conciliante. ~ accomodante. <> duro, irriducibile.
 X   agg. docile, submissive.

\arrendevolézza, sf. L'essere arrendevole.

\arrendevolménte, avv. In modo arrendevole. ~ remissivamente.

\arrenoblastòma, sm. Tumore maligno dell'ovaia che esplica un'azione virilizzante.

\arréso, agg. e sm. 1 Che, chi si è arreso al nemico. 2 Che, chi non vuole più combattere.

\arrestàre, v. v. tr. 1 Fermare, far smettere. ~ interrompere. 2 Trattenere in arresto dietro mandato dell'autorità giudiziaria. ~ catturare. <> rilasciare.
v. rifl. 1 Fermarsi, bloccarsi. ~ sostare. <> partire. 2 Di meccanismo, incepparsi. ~ bloccarsi. <> funzionare.
 X   v. tr. 1 (fermare) to halt, to stop. 2 (catturare) to arrest. v. rifl. to stop.
 @   da a-+ deriv. da resta.

\arrestàto, agg. e sm. Persona in stato di arresto. ~ incarcerato. <> liberato.

\arrèsto, sm. 1 Provvedimento previsto dalla legge atto a limitare la libertà personale. ~ cattura. <> rilascio. 2 Arresto cardiaco, cessazione improvvisa dei battiti del cuore. 3 Fermata. ~ sosta. <> avvio.
 X   sm. 1 (cessazione) stopping. 2 (fermata) halt, stop.
In diritto penale è la pena prevista per le contravvenzioni alla legge; è distinta dalla reclusione che, invece, è la pena per i delitti. La sua durata varia da cinque giorni a tre anni ed è da scontare in appositi stabilimenti dei penitenziari. Se di breve durata, può essere condotta in semilibertà. Implica il dovere del lavoro diurno e l'isolamento notturno. L'arresto in flagranza è una forma istantanea di privazione della libertà personale. La minore o maggiore gravità del reato comporta l'obbligatorietà o meno dell'arresto in flagranza, che si compie contro chi è sorpreso dalla polizia a commettere un delitto. Gli arresti domiciliari sono concessi imponendo all'imputato di non allontanarsi dal proprio domicilio e di non comunicare con persone non coabitanti.
Arresto cardio-respiratorio
È caratterizzato dalla cessazione improvvisa delle funzioni circolatoria e respiratoria. Come conseguenza si determina una rapida e progressiva diminuzione dell'apporto di ossigeno ai tessuti, primo fra tutti il cervello. Le cause possono essere molteplici: ictus, annegamento, ostruzione delle vie aeree per corpo estraneo, infarto del miocardio, inalazione di fumi, traumi ecc.
Il soggetto è privo di coscienza, non respira e non ha pulsazioni cardiache. La situazione è di pericolo estremo. In queste condizioni il soggetto, lasciato a sé andrebbe incontro a danni organici irreversibili fino alla morte. Ricordare che in situazioni di questo tipo è fondamentale agire con la massima tempestività. I risultati migliori si ottengono se si attuano le manovre rianimatorie nei primi minuti dall'evento. Infatti, già dopo 4 minuti dall'assenza di circolazione iniziano i primi danni alle strutture cerebrali (il cervello, per le sue caratteristiche intrinseche è il tessuto più sensibile alla diminuzione dell'apporto di ossigeno da parte del circolo sanguigno).

\arretraménto, sm. Indietreggiamento. ~ retrocessione.

\arretràre, v. v. tr. Collocare più indietro.
v. intr. Tirarsi indietro; retrocedere. ~ indietreggiare. <> avanzare.
 X   v. tr. e intr. to move back, to withdraw.
 @   da a-+ deriv. da retro.

\arretratézza, sf. Primitività di costumi e condizioni di vita, dovuta a un mancato o insufficiente sviluppo culturale. ~ sottosviluppo. <> progresso.

\arretràto, agg. e sm. agg. 1 Che si trova indietro. ~ retrostante. <> antistante. ha idee arretrate. 2 Sottosviluppato. <> progredito. 3 Anacronistico. ~ antiquato. <> attuale. 4 Copia di un giornale pubblicata in precedenza.
sm. Pagamento non saldato alla scadenza. ~ credito. deve ancora riscuotere gli arretrati.
 X   agg. 1 (indietro) behind. 2 (sottosviluppato) backward. 3 (numero di giornale) back number.

\Arrhenius, Svante A. (Uppsala 1859-Stoccolma 1927) Chimico svedese. Studiò a fondo ed elaborò un'importante teoria sulla dissociazione elettrolitica, che gli fruttò il premio Nobel per la fisica nel 1903.

\arricchiménto, sm. L'arricchire, l'arricchirsi. 2 Processo di concentrazione di una miscela per aumentare la quantità di una sostanza che vi è contenuta.

\arricchìre, v. v. tr. 1 Far diventare ricco. 2 Impreziosire. ~ valorizzare. <> sguarnire. quell'esperienza lo arricchý. 3 Aumentare. ~ accrescere. <> diminuire. arricchire di ornamenti una stanza.
v. intr. Diventare ricco. <> impoverire. c'Ŕ chi arricchisce in poco tempo.
v. intr. pron. o rifl. Diventare ricco. <> impoverirsi.
 X   v. tr. to enrich. v. intr. to get rich.
 @   da a-+ deriv. da ricco.

\arricchìto, agg. 1 Che dal nulla e in breve tempo si è creato una solida posizione finanziaria. 2 Che ha subito un processo di arricchimento.
 X   agg. enriched.

\arricciabùrro, sm. invar. Utensile da cucina che serve per preparare riccioli di burro.

\arricciacapélli, sm. Arnese, usato un tempo, per arricciare e ondulare i capelli.

\arricciaménto, sm. 1 Piegamento a riccio per lo più limitato alle estremità.

\arricciàre, v. v. tr. 1 Piegare in forma di riccio. ~ ondulare. <> lisciare. arricciare i capelli. 2 Di fronte, increspare. ~ corrugare. <> distendere.
v. intr. pron. Farsi riccio. i capelli si arricciano con l'umiditÓ.
 X   v. tr. to curl. v. intr. pron. to become curly.
 @   da a-+ deriv. da riccio.

\arricciàto, agg. e sm. agg. 1 Piegato a forma di riccio. ~ riccioluto. <> liscio. 2 Increspato. ~ corrugato.
sm. Strato preparatorio di intonaco che si dà su un rustico.

\arricciatùra, sf. 1 L'arricciare. 2 Insieme delle ondulazioni naturali presenti in una fibra tessile. 3 In edilizia, come arricciato

\Arridèo (?-317 a. C.) Figlio deficiente di Filippo II (di Macedonia). Nel 323, alla morte di Alessandro Magno, fu proclamato re con il nome di Filippo III; fu in seguito assassinato da Olimpiade.

\arrìdere, v. intr. Essere propizio, favorevole. <> contrastare.

\arrière-pensée, sf. Pensiero inespresso, sottinteso, secondo fine, pensiero diverso da quello manifestato.

\Arrieta, Rafael Alberto (Rauch, Buenos Aires 1889-Buenos Aires 1968) Poeta e critico argentino. Tra le opere le raccolte poetiche, Anima e momento (1910), Le notti d'oro (1917), Estate sulla sierra (1926), Tempo prigioniero (1947) e il saggi critico Studi su tre letterature (1940).

\Arrìghi, Clètto (Milano 1830-1906) Giornalista. Tra le opere La scapigliatura e il 6 febbraio (1862).

\arrìnga, sf. 1 Discorso pronunciato nel processo penale dal difensore dell'imputato o dalla parte civile. ~ requisitoria. 2 Predica. ~ filippica.
 X   sf. harangue, address.

\arringàre, v. tr. Rivolgere un'arringa a qualcuno.

\arrischiàre, v. v. tr. Mettere a repentaglio. ~ azzardare. <> ponderare.
v. rifl. Osare. ~ avventurarsi.
 X   v. tr. to risk, to venture. v. rifl. to dare, to venture.

\arrischiàto, agg. 1 Azzardato. ~ rischioso. <> sicuro. 2 Imprudente. ~ avventato. <> cauto.
 X   agg. 1 risky. 2 (avventato) reckless, rash.

\arrìso, agg. 1 Favorito. ~ aiutato. 2 Sollazzato ~ rallegrato.

\Arriva John Doe Film commedia, americano (1941). Regia di Frank Capra. Interpreti: Gary Cooper, Barbara Stanwyck, Walter Brennan. Titolo originale: Meet John Doe

\Arriva l'uomo del ghiaccio Dramma di E. O'Neill (1946).

\Arriva un cavaliere libero e selvaggio Film western, americano (1979). Regia di Alan J. Pakula. Interpreti: James Caan, Jane Fonda, Jason Robards. Titolo originale: Comes a Horseman

\Arrivabène, Giovànni (Mantova 1787-Roma 1881) Politico. Nel 1821 venne arrestato dagli austriaci e costretto all'esilio: visse così dal 1822 al 1859 tra Inghilterra e Belgio. Nominato senatore nel 1860, scrisse importanti Memorie (1879-1884).

\arrivàre, v. intr. 1 Giungere a un luogo stabilito. ~ venire, pervenire, approdare, sopraggiungere. <> partire. 2 Spuntare. ~ piombare. Ŕ arrivato all'improvviso. 3 Conquistare il successo. ~ Affermarsi, farcela, riuscire. <> fallire. 4 Giungere a un determinato punto o livello. le spese arrivarono a centomila lire a testa. 5 Avere il coraggio, osare, spingersi Ŕ arrivato a dire persino questo 6 Capitare, succedere, manifestarsi (di evento o ricorrenza o stagione).
v. rifl. 1 allungarsi, toccare. 2 capire, comprendere, indovinare, concepire non ci arrivo, non capisco.
 X   v. intr. 1 to arrive. 2 (raggiungere) to reach. 3 (riuscire) to manage to do.
 @   lat. arripare giungere a riva, comp. da ad-+ deriv. da ripa.

\arrivàto, agg. e sm. agg. Che si è affermato.
sm. Pervenu.
 X   agg. successful.

\arrivedérci, inter. e sm. inter. Formula di saluto usata nel congedarsi da qualcuno. ~ a presto, ciao.
sm. Saluto che presuppone o auspica un nuovo incontro.
 X   inter. goodbye.

\arrivìsmo, sm. Atteggiamento di chi vuol raggiungere il successo a tutti i costi.

\arrivìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi vuol raggiungere il successo a tutti i costi. ~ carrierista.
 X   sm. e sf. social climber, careerist.

\arrivìstico, agg. Caratterizzato da arrivismo.

\arrìvo, sm. 1 Il raggiungimento della meta. ~ destinazione. 2 La merce di cui un negozio si è recentemente fornito. ~ novità. 3 Luogo dove termina una gara sportiva. ~ traguardo. 4 Comparsa. ~ venuta. <> partenza.
 X   sm. 1 arrival. 2 (sport) finishing line, finish.

\arroccaménto, sm. 1 L'arroccare, l'arroccarsi; chiudersi in sé stessi. 2 Nel gioco degli scacchi, l'arrocco. 3 Nella tecnica militare, linea di difesa parallela all'andamento del fronte.

\arroccàre, v. v. tr. 1 Nel gioco degli scacchi procedere a un arrocco. 2 Muovere le truppe lungo le linee interne al fronte. 3 Mettere al riparo, al sicuro.
v. rifl. Mettersi in una posizione ben protetta. ~ ripararsi, trincerarsi. <> effettuare una sortita, uscire.

\arròcco, sm. Negli scacchi, spostamento simultaneo della torre e del re.

\arrochiménto, sm. Raucedine. ~ affiochimento.

\arrochìre, v. v. tr. Rendere roco.
v. intr. Divenire roco.

\arrochìto, agg. Fioco per raucedine o per la distanza. ~ rauco, roco. <> limpido, squillante.
 X   agg. hoarse.

\arrogànte, agg., sm. e sf. Che dimostra arroganza; insolente, presuntuoso. ~ sfrontato. <> gentile, modesto.
 X   agg. arrogant.

\arrogànza, sf. Atteggiamento arrogante e presuntuoso. ~ tracotanza. <> modestia.
 X   sf. arrogance.
 @   lat. arrogantia.

\arrogàre, v. v. tr. Rivendicare qualcosa che non spetta.
v. intr. pron. Attribuirsi, usurpare. ~ pretendere.

\arrogazióne, sf. Nel diritto romano, adozione da parte di un pater familias di un altro pater familias che poneva quest'ultimo con i suoi figli e i suoi beni sotto la patria potestà del primo.

\arrolàre e derivati  →  "arruolare" e derivati

\arroncigliàre, v. tr. 1 Torcere, fasciare. ~ avvolgere. 2 Raggrinzire. ~ increspare. 3 Afferrare con il ronciglio.

\arrondissement, sm. invar. Circoscrizione amministrativa della Francia.

\Arróne Comune in provincia di Terni (2.748 ab., CAP 05031, TEL. 0744).

\arronzàrsi, v. intr. pron. Darsi da fare. ~ affaccendarsi.

\arrossaménto, sm. L'arrossare, l'arrossarsi. ~ infiammazione.
 X   sm. reddening.

\arrossàre, v. v. tr. Far diventare rosso. ~ imporporare.
v. intr. pron. Diventare rosso.
 X   v. tr. e intr. pron. to turn red, to redden.

\arrossiménto, sm. Rossore.

\arrossìre, v. intr. 1 Divenire rosso in volto. ~ avvampare. <> impallidire. 2 Vergognarsi.
 X   v. intr. to blush, to flush, to turn red.
 @   da a-+ deriv. da rosso.

\arrostàre, v. v. tr. Agitare.
v. rifl. 1 Difendersi agitando le mani. ~ ripararsi. 2 Agitarsi. ~ dimenarsi.

\arrostìre, v. v. tr. Cuocere cibi a fuoco vivo. ~ rosolare.
v. intr. pron. Prendere la tintarella. ~ abbronzarsi.
 X   v. tr. 1 to toast, to roast. 2 (ai ferri) to grill.

\arròsto, avv. e sm. avv. Mediante arrostimento.
sm. Carne arrostita.
 X   sm. roast.

\arrotaménto, sm. Antico supplizio della ruota che consisteva nello spaccare le membra del condannato, nel legarlo ai raggi di una ruota e lì lasciarlo morire.

\arrotàre, v. tr. 1 Rendere affilata una lama. ~ molare. <> smussare. arrotare un coltello. 2 Investire con un veicolo. 3 Digrignare i denti. 4 Levigare delle pietre.
 X   v. tr. 1 to sharpen, to whet. 2 (investire) to run over.
 @   da a-+ deriv. da ruota.

\arrotatùra, sf. L'arrotare, l'essere arrotato.

\arrotìno, sm. Chi per mestiere arrota lame e ferri taglienti.
 X   sm. knife grinder.

\arròto, sm. 1 Pubblico funzionario che viene chiamato a collaborare con un altro funzionario. 2 Nell'ordinamento comunale fiorentino, cittadino che veniva chiamato a concorrere all'elezione dei priori.

\arrotolàre, v. v. tr. Avvolgere a rotolo. ~ appallottolare. <> srotolare.
v. intr. pron. o rifl. Avvolgersi a forma di rotolo. ~ raggomitolarsi. <> allungarsi.
 X   v. tr. e intr. pron. to roll up.

\arrotondaménto, sm. 1 La curvatura di un qualsiasi oggetto, e il procedimento mediante il quale si ottiene. 2 Sostituzione di un numero con un altro approssimato per semplificare i conteggi in contabilità.   +  

\arrotondàre, v. v. tr. 1 Rendere più rotondo. ~ smussare. <> affilare. 2 Ridurre a cifra tonda; integrare con altri guadagni. • arrotonda lo stipendio facendo un secondo lavoro 3 Eseguire un arrotondamento numerico.
v. intr. pron. 1 Diventare rotondo. il viso le si Ŕ arrotondato. 2 Ingrassare.
 X   v. tr. 1 to round. 2 (stipendio) to add to. 3 (cifra) to round off.
 @   da a-+ deriv. da rotondo.

\arrovellaménto, sm. Contrarietà tormentosa e persistente.

\arrovellàre, v. v. tr. Angustiare. ~ tormentare.
v. rifl. 1 Tormentarsi. ~ rodersi. <> rilassarsi. 2 Accanirsi con puntiglio. 3 Lambiccarsi il cervello. ~ scervellarsi.
 X   v. rifl. (il cervello) to rack one's brains.

\arroventàre, v. tr. Rendere rovente. ~ infocare. <> gelare, raffreddare.

\arroventatùra, sf. Il riscaldamento del ferro al fine di renderlo lavorabile.

\arrovesciaménto, sm. Disposizione all'indietro o a rovescio. ~ capovolgimento.

\arrovesciàre, v. v. tr. 1 Rivoltare, cambiare di verso. ~ rovesciare. 2 Lasciare cadere all'indietro.
v. rifl. Abbandonarsi pesantemente, lasciarsi cadere riverso.

\arrovèscio, avv. A rovescio.

\Arrow, Kenneth J. (New York 1921-) Economista statunitense. Collaborò con F. Hahn alla realizzazione della formulazione rigorosa della teoria dell'equilibrio economico generale (Analisi generale della concorrenza, 1971) e alla conoscenza dei meccanismi di decisione collettiva. Fu insignito del premio Nobel nel 1972.

\Arroyo del Rio, Carlos Alberto (Guayaquil 1894-1969) Presidente dell'Ecuador dal 1940 al 1944. Fu rovesciato da Velasco Ibarra nel 1944, in seguito agli insuccessi della guerra contro il Per˙.

\arruffapòpoli, sm. e sf. invar. Chi sobilla le masse per interesse proprio; sobillatore.

\arruffàre, v. v. tr. 1 Mettere in disordine, scompigliare. ~ disordinare. <> riordinare. lo spavento gli arruff˛ il pelo. 2 Complicare, imbrogliare. ~ confondere. arruffare le idee. 3 Spettinare. ~ scarmigliare. <> pettinare.
v. intr. pron. Divenire disordinato, scompigliato. gli si arruffarono le idee.
 X   v. tr. to ruffle.
 @   da a-+ deriv. da ruffa.

\arruffàto, agg. 1 Scompigliato. ~ disordinato. <> ordinato. 2 Confuso. ~ intricato. 3 Spettinato. ~ scarmigliato. <> pettinato.
 X   agg. ruffled, tousled.

\arruffianàre, v. v. tr. 1 Irretire per conto di altri 2 Rendere più piacevole, impreziosire. ~ abbellire.
v. rifl. Cercare la compiacenza degli altri in ogni modo.

\arruffìo, sm. 1 L'arruffare. 2 Confusione, bolgia. ~ disordine.

\arruffóne, sm. Persona confusionaria. ~ pasticcione. <> precisino.

\arrugginiménto, sm. L'arrugginire, l'arrugginirsi, l'essere arrugginito.

\arrugginìre, v. v. intr. Diventare rugginoso.
v. intr. pron. 1 Prendere la ruggine. i metalli preziosi non si arrugginiscono. 2 Perdere l'agilità fisica o mentale. ~ intorpidirsi.
 X   v. intr. e intr. pron. to rust.
 @   da a-+ deriv. da ruggine.

\arruolaménto, sm. L'arruolamento, l'arruolarsi, l'essere arruolato. ~ reclutamento. <> congedo.

\arruolàre, v. v. tr. 1 Chiamare alle armi. ~ reclutare. <> congedare. 2 Assoldare. ~ ingaggiare.
v. rifl. Entrare a far parte delle forze armate.
 X   v. tr. to enlist, to recruit. v. rifl. to join up, to enlist.

\Ars amatoria Opera di poesia di P. Ovidio Nasone (1 a. C.-1 d. C.).

\Ars grammatica Opera di erudizione linguistica di E. Donato (fine IV sec.).

\Ars magna Opera scientifica di G. Cardano (1545).

\Arsàgo Sèprio Comune in provincia di Varese (4.106 ab., CAP 21010, TEL. 0331).

\arsèlla, sf. Nome comune di Molluschi Bivalvi, soprattutto vongole.

\arsellìna, sf. Piccola susina, molto resistente alle avversità, tipica della Liguria.

\Arsenal Denominazione di una squadra di calcio di Londra dalla quale ha preso il nome lo stadio londinese. Fu fondata da un gruppo di lavoratori dell'arsenale di Woolwich nel 1886.

\arsenàle, sm. 1 Stabilimento militare (darsena, uffici, stabilimenti) che può essere destinato alla fabbricazione di armi e attrezzi per le truppe nonché alla costruzione e alla riparazione di navi da guerra. ~ darsena. 2 Deposito di armi. 3 Armamentario. ~ attrezzatura.
 X   sm. 1 (militare) arsenal. 2 (cantiere navale) dockyard.
In Italia esistono due grandi arsenali marittimi della marina militare, a Taranto (1889) e La Spezia (1869); più antico e famoso è quello di Venezia, che risale al 1104.

\arsenalòtto, sm. 1 Operaio degli arsenali militari. 2 Anticamente, operaio veneziano dell'arsenale che costituiva la guardia del Doge.

\arsènico, sm. Elemento chimico di simbolo As, numero atomico 33, peso atomico 74,92. È presente in natura allo stato libero o come composto. Delle varie forme allotropiche sotto cui di presenta, la più comune è l'arsenico grigio o metallico, di colore grigio ferro, romboedrico, peso specifico 5,72, a pressione ordinaria sublima, senza fondere, alla temperatura di 613 °C; è altamente tossico (valore limite di concentrazione in aria 0,5 mg/cm3) e tra le poche applicazioni che consente, si usa in piccole quantità in lega con il piombo, per indurirlo, o in lega con rame, stagno e antimonio per metalli da specchi, antifrizione e nel drogaggio del silicio e come conservante del legno. Allo stato puro, viene impiegato come semiconduttore; nei composti è usato soprattutto in agricoltura a formare erbicidi e pesticidi.
 X   sm. arsenic.
 @   lat. tardo arsenicum, dal greco arsenik˛n.

\Arsenico e vecchi merletti Film commedia, americano (1944). Regia di Frank Capra. Interpreti: Cary Grant, Jack Carson, Raymond Massey. Titolo originale: Arsenic and Old Lace   +  

\Arsènio Lupin Ladro gentiluomo, personaggio di numerosi romanzi polizieschi della belle Úpoque creato da M. Leblanc nel 1907.

\arsenióso, agg. 1 Dell'acido H3AsO3. 2 Di anidride, l'anidride arseniosa, triossido di diarsenico.

\arsenìti Seguaci del patriarca bizantino Arsenio che non riconobbero i successori che seguirono la sua deposizione (1266) fino alla deposizione del patriarca simoniaco Nifone (1315).

\arseno- Prefisso indicante la presenza di arsenico in un composto organico o in una miscela.

\ARSI Sigla di Associazione per la Ricerca Scientifica Italiana.

\àrsi, sf. Termine metrico che, nell'antica Grecia, indicava un tempo debole del piede corrispondente al tempo in levare indicato dall'alzata del piede. Nell'antica Roma invece corrispondeva all'alzata della voce e quindi era un tempo forte.

\Arsiè Comune in provincia di Belluno (2.920 ab., CAP 32030, TEL. 0439).

\Arsièro Comune in provincia di Vicenza (3.320 ab., CAP 36011, TEL. 0445).

\arsìna, sf. 1 Arseniuro di idrogeno. 2 Denominazione dei composti organici dell'arsenico trivalente ottenuti dall'arsina sostituendo degli idrogeni con gruppi organici.

\arsióne, sf. 1 Arsura. ~ calore. 2 Ardore. ~ passione. 3 Aridità della gola. 4 Incendio.

\Arsìta Comune in provincia di Teramo (1.061 ab., CAP 64031, TEL. 0861).

\àrso, agg. Bruciato, secco. ~ inaridito. <> umido, fresco.
 X   agg. burnt, dry.
 @   lat. arsus, p.p. di ardere bruciare.

\Àrsoli Comune in provincia di Roma (1.582 ab., CAP 00023, TEL. 0774).

\arsùra, sf. 1 Calore insopportabile dell'atmosfera. ~ calura. <> frescura. 2 Sensazione di aridità nella gola. ~ sete.
 X   sf. 1 burning heat, scorching heat. 2 (siccità) drought.

\art director, loc. sost. m. invar. Il responsabile della parte tecnico-grafica in un ufficio o una agenzia di pubblicità.

\Àrta Tèrme Comune in provincia di Udine (2.236 ab., CAP 33022, TEL. 0433).

\Artafèrne (sec. VI-V a. C.) Satrapo della Lidia. Fratello del re persiano Dario I, respinse con moderazione la rivolta ionica del 499 e quindi introdusse riforme amministrative.

\Artasèrse Nome di sovrani di Persia.
Artaserse I Longimano
(465-424 a. C.) Appartenente alla dinastia achemenide, figlio di Serse I e suo successore come re di Persia, lottò a lungo contro egizi e ateniesi; con questi ultimi nel 449 stipulò la pace di Callia. Accolse il fuggiasco Temistocle.
Artaserse II Memnone
(404-358 a. C.) Figlio di Dario II, gli succedette come re di Persia. Il fratello Ciro il Giovane, con l'aiuto di mercenari greci, si ribellò a lui, ma egli lo sconfisse nel 401 a Cunassa. Tra il 387 e il 386 stipulò con Sparta la pace di Antalcida.
Artaserse III Oco
(?-337 a. C.) Figlio di Artaserse II, gli succedette al trono di Persia. Nel 343, con l'aiuto dei greci comandati da Mentore da Rodi, riconquistò l'Egitto. Morì avvelenato.

\artàto, agg. Forzato. ~ artificioso.

\Artaud, Antonin (Marsiglia 1896-Ivry-sur-Seine 1948) Poeta, attore e regista francese. Trasferitosi a Parigi nel 1920, contribuì alla fondazione del Théâtre Alfred Jarry, e nel 1935 divenne direttore del Théâtre des Folies-Wagram, nel quale rappresentò il suo dramma I cenci. Tra le opere, le raccolte di versi Tric-trac del cielo (1922), Ombelico dei limbi (1925) e Il pesa-nervi (1927), il romanzo Eliogabalo o l'anarchico coronato (1934) e i saggi Viaggio nel paese dei Tarahumara (1937), Van Gogh, il suicida della societÓ (1947), Per farla finita con il giudizio di Dio (1948) e Il teatro e il suo doppio (1938).

\àrte, sf. 1 Attività umana volta alla ricerca del bello per creare opere attraverso forme, colori, parole o suoni. 2 Abilità, talento, maestria. ~ capacità. 3 Professione, mestiere. ~ lavoro. 4 Metodo. ~ tecnica. 5 Astuzia. ~ espediente.
 X   sf. 1 art. 2 (destrezza) skill.
 @   lat. ars, artis.
È arte qualsiasi opera umana basata su conoscenza, capacità e genio individuali. In un senso più ristretto si parla di arte per le sole espressioni di alto valore estetico (arti figurative o belle arti: pittura, scultura e architettura). La parola in senso più generale si riferisce sia ad attività prettamente manuali (arti meccaniche), sia ad attività che implicano il lavoro dello spirito e dell'intelletto (arti liberali). Per i greci, fino all'epoca di Platone, l'arte (tÚkne) era sia l'artigianato sia tutte le attività fondate su tecnica, maestria e pratica esecutiva. Per i romani il termine ars rimanda al significato di attività con fini pratici. Aristotele provvide a ridimensionare il significato del termine, non facendovi rientrare le attività scientifiche. Nel medioevo, grammatica, retorica e dialettica rientravano nelle arti del trivio; aritmetica, geometria, musica e astronomia nelle arti del quadrivio; tutte insieme queste arti venivano indicate come liberali, non servili, contrapposte alle arti meccaniche, servili, dal carattere più tecnico che intellettuale. Con lo sviluppo di associazioni artigianali e di laboratori specializzati, si tracciarono con più precisione i confini tra l'artigianato di tipo artistico, proprio delle botteghe, e quello meno elevato dei cantieri. Nel XV sec. si distinsero le arti in maggiori e minori, senza però una rigida gerarchia. Il rinascimento dilatò i confini delle varie distinzioni tra i tipi di arte, ponendo però come principale scopo dell'espressione artistica la ricerca del bello e dell'equilibrio (formale ed estetico). Nel XVIII sec. le arti minori, artigianali, vennero scavalcate dalla fabbricazione industriale; in seguito al barocco si diffuse il concetto di arte bella, di un'arte cioè la cui aspirazione è il puro piacere. Il movimento Arts and Crafts nacque, insieme ad altri, con l'intento di passare oltre la distinzione tra arte bella e tecnica industriale, e avviare un modo nuovo di interpretare ed eseguire opere artistiche. Oggi per arte non si intende più una qualsiasi specie di attività ordinata in quanto questo significato è riassunto nella parola tecnica. Contemporaneamente le arti belle e i loro soggetti sono confluiti nel termine estetica.

\Arte come artificio, L' Opera di critica letteraria di V. B. Sklovskij (1917).

\Arte della fuga, L' Romanzo di G. Pontiggia (1968).

\Arte della guerra, L' => "Dell'arte della guerra"

\Arte di amare, L' Opera di psicologia di E. Fromm (1956).

\Arte e percezione visiva Opera di critica d'arte di R. Arnheim (1962).

\Arte medica Opera di medicina di Galeno (II sec.).

\Arte poetica Saggio di N. Boileau (1674).

\Arteaga, Esteban de (Moraleja de Coca, Segovia 1747-Parigi 1799) Gesuita spagnolo. Studioso di teoria musicale. Tra le opere, lavori filosofici, studi sulla poesia di origine europea e sulla musicale italiana, come Le rivoluzioni del teatro musicale italiano (1783-1785).

\artefàre, v. tr. 1 Falsare con un artificio. 2 Contraffare. ~ mistificare.

\artefàtto, agg. e sm. agg. 1 Fatto con artificio; artificiale, falso. ~ contraffatto. <> vero. 2 Finto. ~ innaturale. <> genuino.
sm. 1 cosa costruita dall'uomo, utile a qualche scopo. 2 Entità materiale (oggetto, segno, grafico, colore, …) o mentale (i concetti di "nome", "moltiplicazione", "frequenza", …) costruita o usata dall'uomo per realizzare vari tipi di compiti (termine introdotto, nelle scienze cognitive, da: Norman, D.A.: 1993, Things that Make us Smart, Wesley Publishing Company, Addison).
 X   agg. 1 artificial. 2 (cibo) adulterated.  sm. artifact

\artéfice, sm. e sf. 1 Chi svolge un lavoro che richiede ingegno e abilità. ~ artista. 2 Autore, creatore. ~ esecutore.
 X   sm. e sf. 1 craftsman, artisan. 2 (autore) author.

\Artégna Comune in provincia di Udine (2.839 ab., CAP 33011, TEL. 0432).

\artèmia, sf. Genere di Crostacei Branchiopodi di piccole dimensioni, dell'ordine degli Anostraci, privi di scudo dorsale.

\Artèmide Divinità greca della caccia, figlia di Latona e Zeus, corrisponde alla dea Diana dei romani. Centri di culto erano diffusi nel Peloponneso (Arcadia, Sparta), dove era venerata come dea dei boschi e della fecondità della natura. Vergine e patrona della castità. Importante il santuario di Efeso a lei dedicato.

\artemìsia, sf. Genere di piante erbacee (Artemisia) tra le quali le più note sono il dragoncello e l'assenzio. Presentano fiori in capolini e foglie aromatiche. Crescono specialmente in terreni aridi.

\Artèna Comune in provincia di Roma (10.731 ab., CAP 00031, TEL. 06). Località sui colli Albani. Vi si trovano il palazzo Borghese e i resti di antiche mura. Gli abitanti sono detti Artenesi.

\artèria, sf. 1 Canale membranoso ramificato, destinato a distribuire il sangue dal cuore alle diverse parti della periferia del corpo. 2 Importante via di comunicazione. ~ strada.
 X   sf. artery.
Nei Vertebrati a doppia circolazione le arterie hanno origine da due grossi tronchi arteriosi: l'arteria polmonare, che si distacca dal ventricolo cardiaco destro e costituisce, con le sue ramificazioni, il sistema arterioso del piccolo circolo, che porta sangue povero di ossigeno agli alveoli polmonari, e l'arteria aorta, che si distacca dal ventricolo sinistro e distribuisce le sue ramificazioni (grande circolo) in tutto il corpo apportando sangue ricco di ossigeno ai tessuti. L'elasticità e la struttura dei tre strati di tessuto connettivo (tunica interna, o endoteliale, tunica media, o muscolare, e tunica esterna) che formano le arterie consentono di sopportatre l'elevata pressione interna.   +  

\arteriectasìa, sf. Dilatazione di un'arteria.

\arterioflebìte, sf. Processo infiammatorio che colpisce contemporaneamente un segmento arterioso e la vena corrispondente.

\arteriografìa, sf. Esame radiologico di una sezione del circolo arterioso mediante l'immissione di un liquido di contrasto.

\arteriola, sf. Termine medico che designa le arterie di diametro inferiore a 0,3 mm.

\arteriopatìa, sf. Termine medico che designa i disturbi che colpiscono l'arteria.

\arterioscleròsi, sf. Complesso di disordini delle arterie che provocano il loro graduale indurimento, la degenerazione e la diminuzione o la perditadi elasticità; la malattia più frequente è l'aterosclerosi, con formazione delle tipiche placche ateromatose nelle arterie muscolari grandi e medie (coronarie, carotidi, femorali) e nelle arterie elastiche (aorta). Può causare fibrosi e arteriopatia. Tra i fattori che portano all'insorgenza del disturbo vi sono l'ipertensione e la colesterolemia.

\arterioscleròtico, agg. e sm. agg. Relativo all'arteriosclerosi.
sm. Che, chi è affetto da arteriosclerosi.

\arterióso, agg. Relativo alle arterie

\arteriospasmo, sm. Contrazione della parete arteriosa.

\arteriostenòsi, sf. Restringimento del lume di un'arteria.

\arterioterapìa, sf. Introduzione di un medicamento nell'organismo per via intrarteriosa.

\arteriotomìa, sf. Incisione della parete dell'arteria.

\artesiàno, agg. Pozzo artificiale.

\arteterapìa, sf. Terapia che si basa sull'uso di tecniche creative come pittura, scultura o disegno. Questa terapia può essere usata sia per sviluppare l'immaginario del paziente sia come strumento diagnostico nei confronti dei pazienti che presentano difficoltà di verbalizzazione.

\àrti, sf. plur. Unioni medievali di artigiani, mercanti e lavoratori che esercitavano lo stesso mestiere. In epoca comunale la loro presenza e attività acquistò un ruolo sociale e politico di primaria importanza; le riforme attuate in epoca moderna hanno portato alla loro abolizione. In base al prestigio, a Firenze si distinsero in Arti Maggiori, costituite da grandi industriali e mercanti (giudici, notai, mercanti, cambiatori, medici e speziali, lanaioli, setaioli, pellicciai), e Arti Minori, costituite da professionisti e artigiani (calzolai, fabbri, maestri di pietre e legnami, fornai, tintori).

\Artibonite Dipartimento (962.000 ab.) di Haiti, capoluogo Gonaïves.
Artibonite
Fiume (250 km) di Haiti, nell'isola di Hispaniola.

\àrtico, agg. e sm. agg. Del Nord; della regione intorno al Polo Nord. ~ settentrionale, boreale. <> meridionale, australe.
sm. Il polo Nord e la zona geografica circostante. <> antartico.
 X   agg. e sm. Arctic.

\Àrtico Americàno Arcipelago del Canada, costituito da isole artiche, pressoché corrispondente al distretto canadese di Franklin, nei Territori del Nord-Ovest.

\Àrtico, mare o mare Glaciale Mare mediterraneo che dipende dall'oceano Atlantico; la sua superficie totale attorno al Polo è di oltre 14 milioni di km2, la profondità massima è di 5.450 m a nord delle isole Svalbard. È delimitato da parecchi mari costieri e insulari: mare di Barents, mar Bianco, mare di Kara, mare dei Laptev, della Siberia orientale, dei Cukci, di Beaufort, il Melville Sound, baia di Baffin, mare di Groenlandia. Comunica con l'oceano Atlantico grazie a una vasta area che si apre tra Norvegia e Groenlandia, e ai molti canali marittimi dell'Arcipelago canadese; comunica anche con l'oceano Pacifico attraverso lo stretto di Bering. La superficie, in seguito alle basse temperature (dovute alle correnti gelide) e alla bassa salinità (inferiore al 2%) è permanentemente ricoperta da uno strato ghiacciato (banchisa) il cui spessore varia tra i 2 e i 4 m.

\articolàre, agg. e v. agg. Delle articolazioni del corpo.
v. tr. 1 Muovere gli arti attorno alle articolazioni. 2 Pronunciare in modo chiaro e distinto. ~ scandire. mio figlio comincia ad articolare qualche parola. 3 Strutturare un discorso. ~ organizzare. 4 Suddividere, scindere. ~ frazionare. articolare una relazione in vari punti.
v. rifl. e intr. pron. 1 Di parti del corpo, congiungersi in un'articolazione. 2 Distinguersi in parti. il discorso si articol˛ in tre parti.
 X   v. tr. to articulate.
 @   lat. articulare.

\articolàto, agg. e sm. agg. 1 Detto di preposizione unita con un articolo; per esempio la preposizione articolata dello è composta da di + lo. 2 Flessibile, snodato. ~ snodabile. 3 Di discorso, ben congegnato. ~ strutturato. 4 Di pronuncia, distinto. ~ chiaro. 5 Complesso. <> semplice.
sm. Autotreno. ~ tir.

\articolazióne, sf. 1 Insieme delle parti che uniscono due o più ossa in modo tale che i segmenti del corpo abbiano un determinato grado di mobilità. 2 Collegamento mobile di due parti meccaniche continue. ~ giuntura. 3 Suddivisione. ~ scansione.
 X   sf. 1 articulation. 2 (tecnica) joint.
Le giunture si distinguono in diartrosi (mobili), sinartrosi (immobili) e anfiartrosi (semimobili). Nelle diartrosi, o articolazioni per contiguitÓ, le superfici articolari con cui terminano le ossa sono rivestite di cartilagine ialina e sono collegate da un piccolo cordone fibroso, il legamento articolare. Un manicotto fibroso (capsula articolare) abbraccia le parti ossee contigue, assottigliandosi verso l'interno (membrana sinoviale). La sinovia è un liquido, prodotto dall'omonima membrana, che bagna la cavità articolare delimitata dalla cartilagine e dalla membrana sinoviale con lo scopo di ridurre l'attrito. Nelle sinartrosi, o articolazioni per continuitÓ (quali le ossa craniche, pubiche ecc.), il tessuto congiungente è di vario tipo; se ossifica (sinostosi) le ossa divengono immobili. Nelle anfiartrosi le ossa sono connesse da un disco fibro cartilagineo.   +  

\articoléssa, sf. Articolo di giornale scritto in fretta oppure di poco interesse.

\articolìsta, sm. e sf. Chi scrive articoli di giornale.

\artìcolo, sm. 1 Parte variabile del discorso premessa al nome per determinarlo. 2 Scritto di vario argomento per un giornale o rivista. ~ servizio. l'articolo gli valse il premio Pulitzer. 3 Ogni suddivisione di un testo normativo. 4 Tipo di oggetto in vendita. ~ pezzo. articolo sanitario, sportivo. 5 Di legge, capitolo. ~ parte.
 X   sm. article (grammatica, giornale, commercio, diritto), story (giornale), entry (voce di un dizionario), item (commercio).
 @   lat. articulus, da artus arto, membro.

\Àrtide Complesso dei mari e delle terre localizzati attorno al Polo Nord, altrimenti detti regioni artiche, e convenzionalmente compresi entro il circolo polare artico oppure, secondo un'altra definizione, entro l'isoterma di 10 °C del mese più caldo e all'interno del 70° parallelo nord. Non si tratta di un continente a se stante, ma di terre aggregate ai continenti adiacenti; al settore euroasiatico appartengono la Lapponia settentrionale, le isole Jan Mayen e Svalbard (norvegesi), la Novaja e la Severnaja Zemlja, la Terra di Francesco Giuseppe, l'Arcipelago della Nuova Siberia, l'isola di Wrangel, la Siberia settentrionale (russa). Al settore americano appartengono la Groenlandia (danese), l'Isola maggiore, l'Arcipelago canadese e alcuni territori continentali del Canada settentrionale e dell'Alaska. Le temperature sono rigide durante tutto l'anno, con medie attorno ai-30 °C e con minime di-60/70 °C. Raramente la temperatura sale al di sopra dello zero. Le precipitazioni, piuttosto scarse, hanno in prevalenza carattere nevoso; i venti spirano forti e freddissimi. Il territorio è solcato dai tratti finali, gelati per buona parte dell'anno, di qualche grande fiume, come l'Ob, lo Jenisej e la Lena, nel settore asiatico, il Mackenzie, in quello americano. Molti i ghiacciai, in particolare in Groenlandia, che spesso si spaccano in giganteschi iceberg. La vegetazione è molto povera (tundra) e presenta solo specie di muschi e licheni; ricca e varia la fauna, rappresentata da Mammiferi (renne, orsi bianchi, foche, trichechi, ermellini, volpi azzurre ecc.), Uccelli, per lo più marini, Crostacei e Pesci. Il sottosuolo è ricco di giacimenti minerari (carbone in Siberia e nelle Svalbard; criolite e grafite in Groenlandia; petrolio, gas naturale, oro e minerali radioattivi nel settore americano; ferro in diverse zone di tutti i settori). La popolazione, assai limitata, è rappresentata da eschimesi (inuit), lapponi, iacuti, che vivono di caccia, pesca e allevamento di renne. I centri abitati stabilmente sono Nordvik in Siberia, Dundas e Thule in Groenlandia, Eureka nell'isola di Ellesmere (Canada), a 80° di latitudine nord.
Esplorazioni. Il primo a esplorare l'Artide fu il greco Pitea di Marsiglia che, nel IV sec. a. C. toccò le terre settentrionali della Norvegia. Tuttavia solo nel XVI sec. si cominciò a esplorare le rotte più sicure per collegare i due oceani, Atlantico e Pacifico. Famosi esploratori e colonizzatori furono Erik il Rosso, il vichingo che colonizzò parte della Groenlandia meridionale, i veneziani Niccolò e Antonio Zeno, l'inglese M. Frobisher, che si spinse fino all'isola di Baffin (1576), l'olandese Barents (1596) che si spinse fino all'Isola degli orsi, Mackenzie, Bering (che diede il nome all'omonimo stretto), Ross (che scoprì il polo magnetico, Sverdrup, Amundsen, Nansen, Peary (il primo a raggiungere in slitta il Polo nel 1909), Luigi di Savoia (si spinse fino alla Terra di Francesco Giuseppe), Cagni, Nobile (che sorvolò il Polo con il dirigibile Italia). Svariate le imprese che si sono avvicendate negli anni scorsi, da quella del sottomarino nucleare Nautilus, che nel 1958 giunse al Polo dopo un viaggio condotto sotto la banchisa, alla prima traversata a piedi per opera di un gruppo britannico (1968-1969), alla marcia con la quale l'inglese D. Hemplemann-Adams raggiunse il Polo Nord magnetico (1984).
 X   Arctic.

\artière, sm. 1 Chi è dedito a un'arte; artigiano laborioso e intelligente. 2 Chi in una scuderia si occupa della cura dei cavalli.

\artificiàle, agg. 1 Fatto, prodotto dall'uomo, non dalla natura. ~ sintetico. <> naturale. 2 Privo di spontaneità. ~ artificioso. <> autentico.
 X   agg. artificial.

\artificialménte, avv. In modo artificiale. ~ innaturalmente, artificiosamente.

\artificière, sm. 1 Militare o tecnico civile addetto alla preparazione o alla custodia di esplosivi o al disinnesco di ordigni inesplosi. 2 Chi prepara fuochi d'artificio.

\artifìcio, sm. 1 Uso dell'arte, maestria, abilità nell'operare. ha compiuto un lavoro di grande artificio. 2 Congegno che produce l'accensione della polvere da sparo. 3 Ricercatezza. ~ affettazione. 4 Accorgimento, trucco, espediente. ~ stratagemma. LOC. fu convinto solo grazie a diversi artifici.
 X   sm. (espediente) artifice, trick, device.
 @   lat. artificium, deriv. da artifex,-icis artefice.

\artificiosaménte, avv. In modo artificioso; innaturalmente, macchinosamente, ingannevolmente. ~ artificialmente.

\artificiosità, sf. L'essere artificioso. ~ innaturalità.

\artificióso, agg. Privo di naturalezza e spontaneità; affettato, artefatto, studiato, innaturale. ~ forzato. <> naturale, genuino.
 X   agg. artificial.

\artifìzio e derivati => "artificio" e derivati

\Artigas, José (Montevideo 1774-Asunción 1850) Generale uruguaiano. Considerato il fondatore della repubblica uruguaiana, combatté contro spagnoli e argentini per ottenere l'indipendenza della Banda Oriental, che divenne poi l'Uruguay.

\artigianàle, agg. 1 Fatto a mano. <> industriale. 2 Alla buona. ~ sofisticato.

\artigianàto, sm. 1 Attività con la quale si producono beni e servizi su scala individuale, familiare o in situazioni che impiegano un numero ridotto di lavoratori. 2 Ceto degli artigiani. 3 Il complesso dei prodotti fatti dagli artigiani.
 X   sm. handicraft, craftsmanship.
In età classica fu la sola forma di produzione, prosperò nel medioevo, quando si formarono le corporazioni di Arti e Mestieri. La lavorazione artigianale iniziò il suo declino dall'epoca della rivoluzione industriale: l'apparizione delle macchine, la grande industria, la produzione in serie, sostituirono il lavoro manuale. Oggi sopravvive, in particolare, l'artigianato di tipo artistico e locale; quello nel campo dei servizi e nei centri in cui lo sviluppo industriale è ai minimi livelli.

\artigiàno, agg. e sm. agg. Relativo a lavorazione artigianale.
sm. Chi esercita un'attività lavorativa a livello famigliare, o con un apporto limitato di operai, per la produzione di pezzi non di serie.
 X   agg. artisan. sm. artisan, craftsman.

\artigliàre, v. tr. Afferrare con gli artigli. ~ agguantare, arpionare.

\artigliàto, agg. Dotato di artigli.

\artiglière, sm. Soldato d'artiglieria.

\artiglierìa, sf. Complesso delle armi da fuoco di grande calibro, non portatili, di cui è fornito un reparto. L'arma di artiglieria italiana, che discende dal Corpo reale d'artiglieria sabaudo (1774), è strutturata in reggimenti e gruppi. Quando in Europa iniziò a circolare la polvere da sparo (XIV sec.), si diffusero anche le prime armi pesanti che erano in ferro e di difficile maneggevolezza. Intorno alla metà del XV sec. il bronzo iniziò a essere impiegato per costruire le bocche da fuoco. Svolte significative si ebbero verso la metà del XIX sec., quando si diffuse la rigatura interna della canna, la retrocarica, l'impiego di proiettili cilindrico-ogivali e delle polveri infumi in sostituzione della polvere nera. Il bronzo fu abbandonato e sostituito da leghe di acciaio speciali (nichel e cromo) per donare al metallo duttilità e resistenza alla corrosione. La costruzione di cannoni a grande gittata risale agli inizi del XX sec. La seconda guerra mondiale fu l'occasione per accentuare gli studi e le ricerche; si svilupparono artiglierie contraeree e controcarro e si costruirono strutture, montate di solito su automezzi, in grado di lanciare molti proiettili razzo per riuscire ad avere una grande massa di fuoco. Gli studi per migliorare le armi convenzionali sono continuati ma, dopo la guerra, i risultati di maggior risalto sono stati ottenuti con le armi atomiche (bombe nucleari).
 X   sf. artillery.

\artìglio, sm. Unghia adunca di animali predatori. ~ grinfia.
 X   sm. 1 slaw. 2 (di uccello rapace) talon.

\Artiodàttili Ordine di Mammiferi, detti anche Paradigitati, il cui carattere distintivo è dato dalla presenza di dita che sono sempre in numero pari (due o quattro). Il terzo e quarto dito sono particolarmente sviluppati (zoccoli). L'unica eccezione è quella dei Taiassuidi che presentano negli arti posteriori solo tre dita utili. Sono unguligradi, eccetto i cammelli che sono digitigradi. La dentatura può essere completa o incompleta, nel primo caso è formata da quarantaquattro denti. Sono animali dal regime alimentare erbivoro; la loro presenza risale agli inizi del Terziario. Gli Artiodattili sono ripartiti nei sottordini dei Suiformi, di cui fanno parte ippopotami, cinghiali, facoceri, babirussa, e Ruminanti, che comprendono tra gli altri cammelli, lama, cervi, renne, giraffe, ovini, bovini.

\artìsta, sm. e sf. 1 Chi si dedica ed esercita abitualmente a un'arte. 2 Chi è abilissimo in un'attività. ~ virtuoso. Ŕ un artista dello sci. 3 Chi si esibisce in spettacoli. 3 Chi ha un forte senso dell'arte pur non esercitandola direttamente. sensibilitÓ da artista.
 X   sm. e sf. artist.
 @   lat. artista maestro in arte, deriv. dal lat. ars, artis arte.

\artisticaménte, avv. 1 Dal punto di vista artistico. 2 In modo artistico. ~ elegantemente, raffinatamente. <> rozzamente.

\artìstico, agg. 1 Che riguarda l'arte, che è fatto con arte. ~ raffinato. <> grossolano. 2 Di film, d'autore. <> commerciale.
 X   agg. artistic, artistical.

\àrto, agg. e sm. agg. Angusto. ~ stretto.
sm. Membro articolato del corpo. ~ braccio, gamba.
 X   sm. (anat.) limb.
 @   lat. artus,-us.

\artocàrpo, sm. Genere di piante arboree della famiglia delle Moracee, originarie delle isole della Sonda, a cui appartiene l'albero del pane.

\Artógne Comune in provincia di Brescia (2.982 ab., CAP 25040, TEL. 0364).

\Artois Regione storica della Francia che oggi fa parte del dipartimento di Pas-de-Calais. Situata a nord, tra la Manica, la Piccardia e le Fiandre, fu dapprima nel regno francese poi divenne contea indipendente (1237). Nel 1384 passò sotto il dominio dei duchi di Borgogna e quindi fu dominata dagli Asburgo (1493). Con la pace dei Pirenei la regione ritornò definitivamente alla Francia (1659).

\Artom, Alessàndro (Asti 1867-Roma 1927) Ingegnere e fisico. Dopo gli studi al Politecnico di Torino, divenne l'assistente di Galileo Ferraris e fondò, presso lo stesso Politecnico, l'Istituto superiore di comunicazioni elettriche. Le sue ricerche nel campo della direzionalità delle onde radio furono fondamentali per l'invenzione del radiogoniometro.

\artralgìa, sf. Dolore di origine articolare.

\artrectomìa, sf. Operazione chirurgica effettuata a seguito di un'artropatia.

\artridìte, sf. Termine medico che designa le lesioni cutanee che compaiono insieme all'artrite.

\artrìte, sf. Processo infiammatorio a carico dei tessuti molli delle articolazioni del corpo umano causato da infezione. Sono dovute all'azione di microrganismi che possono introdursi dall'esterno, attraverso ferite, oppure possono giungere all'articolazione colpita per via circolatoria sanguigna provenendo da un altro punto di infezione. Possono essere suddivise in artriti acute e artriti croniche. Le prime, assai diffuse, sono per lo più causate da batteri piogeni e provocano gonfiore e rigidità di movimento; le seconde includono forme aspecifiche degenerative che costituiscono il processo evolutivo dell'artrite acuta, e forme specifiche, più frequenti, quali quelle da brucellosi, tubercolosi, sifilide ecc.
 X   sf. arthritis.
Artrite reumatoide
Infiammazione cronica a carico del tessuto connettivo, di causa ancora sconosciuta, che può interessare anche il sistema nervoso, l'apparato respiratorio, l'apparato cardiocircolatorio e il sangue.

\artrìtico, agg. e sm. agg. Relativo ad artrite.
sm. Che, chi è affetto da artrite.
 X   agg. arthritic.

\artro- Primo elemento di parole composte.
 @   dal greco ßrthron articolazione.

\artrocèntesi, sf. Estrazione di liquido intrarticolare mediante un ago.

\artrocondrìte, sf. Infiammazione della cartilagine articolare.

\artròdesi, sf. Anchilosi di un'articolazione ottenuta con un intervento chirurgico.

\artrodinìa, sf. Dolore articolare continuo.

\artrofìto, sm. Formazione patologica intrarticolare.

\artrografìa, sf. Esame radiologico di un'articolazione mediante l'immissione di un mezzo di contrasto.

\artrolìsi, sf. Intervento chirurgico volto a correggere l'irrigidimento articolare.

\artrologìa, sf. Branca dell'anatomia che studia le articolazioni.

\artromalacìa, sf. Sindrome caratterizzata da scarsa elasticità dei legamenti.

\artropatìa, sf. Stato morboso dell'articolazione.

\artroplàstica, sf. Ricostruzione mediante intervento chirurgico di un'articolazione danneggiata da una patologia.

\Artròpodi Nella classificazione del regno animale è il tipo più vasto, che conta più di 850.000 specie, nel sottoregno dei Metazoi. Suddiviso nelle classi dei  →  Crostacei, dei  →  Merostomi, degli  →  Aracnidi, dei  →  Picnogonidi, dei  →  Miriapodi e degli  →  Insetti, riunisce animali di caratteristiche assai diverse: basti pensare agli Insetti, unico esempio di invertebrati volanti. Il corpo è rivestito da uno strato di chitina e diviso in segmenti differenziati fra loro e dotati di appendici o zampe per la locomozione; non potendosi accrescere a causa dello scheletro esterno di chitina, gli Artropodi sono soggetti a mute a mano a mano che l'animale cresce di dimensioni con l'età.

\artròrisi, sf. Intervento che fissa un'articolazione mediante un incastro osseo.

\artroscopìa, sf. Esame diretto del cavo articolare. Viene praticata introducendo un sottilissimo endoscopio a fibre ottiche nello spazio articolare, che permette di osservare direttamente le strutture dell'articolazione stessa. È utilizzata principalmente come strumento diagnostico nei casi di lesione delle articolazioni principali (ginocchio e spalla). Nel caso particolare di malattie del menisco, l'artroscopia viene usata sia come metodo di indagine che come strumento terapeutico.

\artròsi, sf. (osteoartrite) Malattia a carico delle articolazioni, soprattutto della colonna vertebrale e delle ginocchia, che colpisce la cartilagine, provocando lesioni degenerative della stessa (osteofiti). È propria dell'età avanzata (colpisce circa l'80% delle persone con più di 65 anni), ma può interessare anche soggetti relativamente più giovani, e si manifesta con una notevole riduzione della funzionalità dell'articolazione anche in seguito a traumi, obesità, menopausa e disturbi circolatori. L'artrosi è inizialmente caratterizzata da dolori lievi, più frequenti nelle ore che seguono il risveglio e in quelle che precedono il riposo. I sintomi si acuiscono con il progredire della malattia, provocando sofferenza ininterrotta e riduzione o inibizione delle capacità motorie. Le terapie variano in relazione all'articolazione interessata e allo stadio raggiunto dalla patologia. I casi più lievi possono trarre giovamento da fisiochinesiterapia e assunzione di farmaci antinfiammatori e analgesici; in quelli più gravi, quando la malattia si trova in uno stadio molto avanzato, può essere necessario ricorrere all'intervento chirurgico, sostituendo una protesi all'articolazione danneggiata.
 X   sf. arthrosis.

\artrosinovìte, sf. Infiammazione della membrana sinoviale dell'articolazione.

\Artù Eroe leggendario capo della vittoriosa resistenza dei celti contro gli anglosassoni alla fine del V sec.
Ciclo di Art¨
Poemi e romanzi in cui re Artù è il protagonista, circondato dai cavalieri della Tavola rotonda (Lancillotto, Parsifal, Ivano). Risalgono al XIII sec. e sono l'esempio tipico della letteratura cavalleresca del periodo.

\Artùro Stella luminosissima della costellazione di Boote, al quinto posto come luminosità in tutto il cielo; ha una magnitudine 0,2. Ha un moto proprio molto ampio ed è di colore giallo arancione.

\Artùsi, Pellegrìno (Forlimpopoli 1820-Firenze 1911) Celebre gastronomo. Scrisse La scienza in cucina o l'arte del mangiar bene (1891).

\Arua Distretto (461.000 ab.) dell'Uganda, capoluogo Arua.

\Aruba Isola del Mar delle Antille, a nord del Venezuela (193 km2, 62.000 ab.), separatasi nel 1986 dalle Antille Olandesi. La capitale è Oranjestad (20.000 ab.). L'attività principale è costituita dal turismo.

\arum, sm. Genere di piante europee della famiglia delle Aracee.

\Arunachal Pradesh Stato (859.000 ab.) dell'India, capoluogo Itanagar.

\Arusha Città (55.000 ab.) della Tanzania, capoluogo della regione omonima.

\arùspice, sm. Presso etruschi e romani, sacerdote che esaminando le viscere degli animali sacrificati prediceva il futuro.

\aruspicìna, sf. Parte dell'antica dottrina divinatoria etrusca, riguardante l'interpretazione di fenomeni naturali e l'esame delle viscere delle vittime immolate.

\Arussi Regione (1.861.000 ab.) dell'Etiopia, capoluogo Aselle.

\Aruwimi Fiume (1.300 km) dello Zaire. Nasce dai monti Azzurri e confluisce nel fiume Congo.

\arvàle, sm. Nell'antica Roma, ciascuno dei dodici membri del collegio sacerdotale addetto al culto della dea Dia e a cerimonie di carattere agreste.

\arvìcola, sf. Genere (Arvicola) di Mammiferi roditori, simili al topo, ascritto alla famiglia dei Cricetidi, definiti anche campagnoli. Tra gli altri, appartiene a questa specie l'arvicola terrestre (Arvicola terrestris), o ratto d'acqua, diffusa prevalentemente nei pressi di corsi d'acqua e dannosa per le coltivazioni.

\Arvier Comune in provincia di Aosta (770 ab., CAP 11011, TEL. 0165).

\Àrvo Fiume della Calabria. Nasce dalla Sila e alimenta il lago artificiale omonimo.

\Arzachèna Comune in provincia di Sassari (9.435 ab., CAP 07021, TEL. 0789).

\Arzàgo d'Àdda Comune in provincia di Bergamo (1.828 ab., CAP 24040, TEL. 0363).

\Àrzana Comune in provincia di Nuoro (2.940 ab., CAP 08040, TEL. 0782).

\Arzàno Comune in provincia di Napoli (40.098 ab., CAP 80022, TEL. 081).

\Àrzene Comune in provincia di Pordenone (1.520 ab., CAP 33090, TEL. 0434).

\Arzergrànde Comune in provincia di Padova (4.040 ab., CAP 35020, TEL. 049).

\Arzignàno Comune in provincia di Vicenza (21.107 ab., CAP 36071, TEL. 0444). Centro commerciale (mercato di pelli) e industriale (prodotti conciari). Gli abitanti sono detti Arzignanesi.

\arzigogolàre, v. intr. 1 Fare arzigogoli, lavorare d'immaginazione; fantasticare. ~ almanaccare. 2 Fare discorsi astrusi. ~ cavillare.

\arzigogolàto, agg. Ricercato, elaborato, complicato. ~ contorto. <> lineare.

\arzigògolo, sm. 1 Fantasticheria. ~ cavillo. 2 Trovata ingegnosa. ~ espediente.

\arzìllo, agg. Vivace, vitale. ~ vispo. <> fiacco.
 X   agg. lively, sprightly.

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