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\As Simbolo chimico dell'arsenico. 
AS 
Sigla di Altezza Serenissima. 
AS 
In informatica è la sigla di Autonomous System (sistema autonomo). Indica una porzione di Internet posta sotto il controllo di un singolo gruppo amministrativo (impresa commerciale o istituzione scolastica). 

\ASA Sigla di American Standards Association (associazione americana per la standardizzazione). 

\asado carne cotta lentamente alla maniera dei Gauchos argentini (infilzata in spiedi o distesa su grate inclinate leggermente rispetto alla verticale in modo che il grasso non caschi sul fuoco - generato da legna particolare che produca poca fiamma - o sulla brace, ma bagni la carne durante la cottura; si usano grandi pezzi; particolarmente usata è la scaramella, o biancostato di pancia); è particolarmente usata (specie in sagre di paese) anche in Liguria, dove è stata importata nel XX secolo da persone rientrate nei paesi di origine dopo anni di emigrazione in Argentina. 

\Asahi Monte (2.290 m) del Giappone. Il più elevato dell'isola di Hokkaido. 

\Asahikawa Città (359.000 ab.) del Giappone, nell'isola di Hokkaido. 

\Asama Vulcano (2.542 m) del Giappone, nell'isola di Honshu. 

\Asansol Città (365.000 ab.) dell'India, nel Bengala Occidentale. 

\ASAP Sigla di Associazione Sindacale per le Aziende Petrolchimiche. 

\asbèsto, sm. Sostanza minerale fibrosa flessibile e inalterabile al fuoco. ~ amianto. 

\asbestòsi, sf. Malattia polmonare originata dall'inalazione prolungata di polvere di amianto. Caratterizzata da fibrosi polmonare, ha come sintomi tosse, dispnea e insufficienza respiratoria. Il paziente affetto da asbestosi è fortemente esposto al rischio di tumori pleurici e di carcinomi polmonari. 

\asbùrgico, agg. Degli Asburgo, dell'impero degli Asburgo. 

\Asbùrgo (dinastia) Dinastia di probabili origini alsaziane, il cui nome deriva dal castello svizzero di Habichtsburg; iniziata da Werner II (morto nel 1096), la casata era già famosa e autorevole nel XIII sec. Regnò su Austria, Ungheria, Boemia e Spagna; ebbe possedimenti italiani (linea di Toscana e di Asburgo d'Este) e la corona imperiale. Werner, il primo conte di Habsburg e capostipite della casata, ricevette il titolo nel 1082. 
Rodolfo IV, duca d'Austria, divenne, per primo, re e poi imperatore della Germania (1273); incorporò sotto il dominio della casa i territori di Lucerna, Zug, Unterwalden, Friburgo, Boemia, Austria e Stiria. 
Federico, figlio di Ernesto duca di Stiria, divenuto imperatore con il nome di Federico III (1452-1493), unificò i vari possedimenti distribuiti tra i due rami in cui era divisa la casata, albertino e leopoldino; con lui gli Asburgo acquistarono il titolo di arciduchi (1453). 
Massimiliano I (1493-1519) sposò Maria, erede del duca di Borgogna, estendendo così il potere anche sui Paesi Bassi. 
Filippo il Bello, figlio di Massimiliano I e nipote di Federico III, sposò Giovanna la Pazza d'Aragona e di Castiglia nel 1504, erede della corona spagnola. 
Carlo V, figlio di Filippo il Bello, ereditò i territori asburgici e quelli spagnoli, europei e americani, dando origine a un impero vastissimo, il più grande di tutta la storia della dinastia degli Asburgo. Carlo V, abdicando nel 1556, lasciò Austria e impero al fratello Ferdinando, Spagna e gli altri possedimenti al figlio Filippo II. Il ramo spagnolo si spense nel XVIII sec. con Carlo II (1665-1700); quello austriaco proseguì con le nozze tra Maria Teresa e Francesco Stefano di Lorena (1736), con il nome di Asburgo-Lorena; si estinse con Carlo I che abdicò nel 1819. I rami laterali della dinastia sono costituiti dalla linea di Toscana (iniziata da Ferdinando III, granduca), di Modena (iniziata da Ferdinando Carlo di Brisgovia, linea Asburgo-Este) e ducale di Teschen. 

\Asbùrgo (duchi) Casata di duchi austriaci. 
Asburgo, Alberto d' 
(Wiener Neustadt 1599-Bruxelles 1621) Arciduca d'Austria. Figlio di Massimiliano II, sposò Isabella di Spagna e divenne governatore dei Paesi Bassi. Conclusa una tregua con i protestanti, nel 1609 occupò Ostenda. 
Asburgo, Alberto d' 
(Vienna 1817-Arco 1895) Arciduca d'Austria. Nel 1866, durante la guerra contro Prussia e Italia, sconfisse gli italiani a Custoza. 
Asburgo, Carlo Luigi Giovanni d' 
(Firenze 1771-Vienna 1847) Arciduca d'Austria e duca di Teschen. Figlio dell'imperatore Leopoldo II, fu governatore dei Paesi Bassi; sconfisse Napoleone ad Aspern ma venne da lui battuto a Wagram nel 1809. 
Asburgo, Ranieri Giuseppe d' 
(Pisa 1783-Bolzano 1853) Arciduca d'Austria e viceré del Lombardo-Veneto dal 1818 al 1848. Figlio di Pietro Leopoldo granduca di Toscana, fu padre di Adelaide, che sposò Vittorio Emanuele II. 
Asburgo, Rodolfo d' 
(Vienna 1858-Mayerling 1889) Arciduca d'Austria. Erede unico di Francesco Giuseppe, fu allontanato da corte per le sue idee radicali e filofrancesi. Essendosi compromesso con l'opposizione liberale ungherese, finì per suicidarsi con l'amante Maria Vetzera a Mayerling. 
Asburgo, Francesco Ferdinando d' 
(Graz 1863-Serajevo 1914) Arciduca ereditario d'Austria dal 1896. Nipote di Francesco Giuseppe, venne assassinato il 28 giugno 1914 a Sarajevo, atto che si rivelò innesco della prima guerra mondiale. 

\Asbùrgo, Stéfano Vittòrio d' (Buda 1817-Mentone 1867) Palatino d'Ungheria dal 1847 al 1848, divenne arciduca d'Austria. Formò il primo consiglio dei ministri ungherese con a capo Batthyány. 

\ASCA Sigla di Agenzia Stampa Cattolica Associata. 

\Ascànio Nella mitologia, figlio di Enea detto anche Iulo, dopo la caduta di Troia seguì il padre in Italia, fondò Alba Longa e fu capostipite della gens Iulia

\Ascàri, Albèrto (Milano 1918-Monza 1955) Pilota automobilistico. Con la Ferrari fu campione mondiale della Formula 1 nel 1952 e 1953. Nella sua attività agonistica, conquistò 50 vittorie. Morì in seguito a un incidente avvenuto all'autodromo di Monza. 

\Ascàri, Antònio (Sorgà, Verona 1888-Monthléry 1925) Corridore automobilistico italiano. Iniziò la propria carriera di pilota automobilistico nel 1911, partecipando alla Sei Giorni di Modena con una vettura De Vecchi. Passò quindi alla Fiat e successivamente all'Alfa Romeo, trionfando in numerose competizioni, come il Gran Premio d'Italia del 1924 a Monza e il Gran Premio d'Europa del 1925 a Spa. Perse la vita in un incidente mentre correva al Gran Premio di Francia a Monthléry. 

\àscari, o àscaro, sm. Soldato indigeno delle truppe coloniali italiane arruolato in Eritrea, in Arabia meridionale e in Somalia. 

\ascàride, sm. Genere (Ascaris) di vermi parassiti ascritto al gruppo dei Nematodi. L'Ascaris lumbricoides è il rappresentante più noto; parassita dell'uomo, è lungo circa 30 cm. Le sue uova, espulse con le feci, trovano il loro ambiente di sviluppo nell'acqua e nelle terre umide. L'ascaridiasi è provocata ingerendo le uova, di solito presenti in alcuni alimenti, tra cui le verdure. Giunta nell'intestino, la larva esce dall'uovo, migra nei polmoni per ritornare nell'intestino tenue. L'Ascaride megalocephala è un esempio di ascaride parassita degli equini. 

\ascaridìasi, sf. Infestazione provocata da ascaridi. 

\ascaridiòsi, sf. Malattia causata dalla presenza di ascaridi nell'intestino che può provocare disturbi di diverso genere (gastrointestinali, polmonari, nervosi o allergici). 

\Ascèa Comune in provincia di Salerno (5.186 ab., CAP 84046, TEL. 0974). 

\ascèlla, sf. Cavità sotto il braccio nel punto in cui questo si articola con la spalla. 
 X   sf. armpit. 
 @   lat. axilla. 

\ascellàre, agg. 1 Dell'ascella. 2 Detto di un organo vegetale situato all'ascella di una foglia o di una brattea. 
Arteria ascellare 
Termine anatomico che designa l'arteria passante tra la radice del braccio e il torace. 

\ascendentàle, agg. Che procede dal basso verso l'alto. ~ ascensionale. 

\ascendènte, agg. e sm. agg. 1 Che sale. <> discendente. moto ascendente. 2 Relativo agli antenati. 
sm. 1 Influenza, autorità morale. ~ credito. esercita un grande ascendente su di lui. 2 Progenitore, antenato. ~ avo. 3 Intersezione di un cerchio astratto (quello dell'eclittica) con quello osservabile materialmente (quello dell'orizzonte). 
 X   sm. ancestor, ascendant, influence. 

\ascendènza, sf. 1 L'insieme degli antenati. 2 Il modello a cui risale un prodotto artistico o culturale. 

\ascéndere, v. intr. 1 Salire. ~ montare. <> discendere. 2 Elevarsi. ~ innalzarsi. 
 @   lat. ascendere, comp. da ad-+ scandere salire. 

\ascensionàle, agg. Che sale o tende a salire. 

\ascensióne, sf. 1 L'ascendere. ~ salita. <> discesa. 2 Scalata alpinistica. 3 L'ascesa di Cristo al cielo. 
 X   sf. 1 ascent. 2 (l'ascesa di Cristo) Ascension. 
In astronomia l'ascensione retta di un astro indica la distanza tra il meridiano celeste che passa per la stella e quello che passa per il punto gamma o d'Ariete (coluro); tale distanza si può paragonare alla longitudine terrestre e si misura in senso antiorario in ore, minuti e secondi o in gradi sessagesimali. Insieme alla declinazione, analoga alla latitudine, costituisce il sistema di riferimento delle coordinate celesti. 
Ascensione di Gesù 
Secondo al religione cristiana, salita al cielo di Cristo Redentore, verificatasi quaranta giorni dopo la sua resurrezione e durante un incontro con i suoi discepoli sulla strada di Betania. 
Festa religiosa che viene celebrata quaranta giorni dopo la Pasqua. 

\ascensóre, sm. Impianto di sollevamento usato per trasportare persone tra due livelli di diversa altezza. Le parti fondamentali dell'ascensore sono l'argano, le funi, che sorreggono la cabina e si avvolgono nell'argano dal quale vengono trascinate per attrito, la cabina che accoglie le persone e scorre tra guide d'acciaio a rotaia, il contrappeso, formato da blocchi di ghisa, che bilancia il peso della cabina e il freno di emergenza, che agisce sulle guide. L'americano George Waterman inventò nel 1850 il primo montacarichi azionato a vapore, capostipite dell'ascensore elettrico, realizzato nel 1887 dal tedesco Werner von Siemens. 
 X   sm. elevator, lift. 

\Ascensore per il patibolo Film giallo, francese (1958). Regia di Louis Malle. Interpreti: Jeanne Moreau, Maurice Ronet, Georges Poujouly. Titolo originale: Ascenseur pour l'échafaud 

\ascensorìsta, sm. e sf. Addetto alla manutenzione o al servizio di ascensori. 

\ascésa, sf. 1 Salita. ~ ascensione. <> discesa. 2 Rialzo. ~ impennata. 3 Avanzamento. ~ successo. 
 X   1 ascent. 2 (al trono) accession. 

\Ascesa e caduta della città di Mahagonny Dramma di B. Brecht (1928-1929). 
Ascesa e rovina della città di Mahagonny 
Opera in tre atti di K. Weill, testo di B. Brecht (Lipsia, 1930). 

\ascèsi, sf. Pratica austera di vita che tende all'elevazione spirituale. 

\ascèsso, sm. Infiammazione circoscritta di un tessuto connettivale dell'organismo che si manifesta con una quantità di pus (contenente batteri e globuli bianchi) raccolta in una cavità scavata dal pus stesso e che presenta edema e rossore. Può essere causato dall'azione di agenti infettivi come microbi quali stafilococchi, streptococchi, pneumococchi ecc. e si può formare nelle ossa, nella pelle, nelle gengive e in diversi organi (polmoni, fegato e anche cervello). L'area circostante all'ascesso è abitualmente gonfia, calda e dolente. Quando la parete epiteliale che lo racchiude diventa sufficientemente sottile, l'ascesso si può rompere spontaneamente. In caso contrario, dopo una terapia a base di antibiotici, può essere necessario inciderlo chirurgicamente. 
 X   sm. (med.) abscess. 

\ascèta, sm. e sf. Chi pratica l'ascesi; chi vive con austerità. ~ eremita. 

\ascètica, sf. Dottrina spirituale volta a teorizzare i modi e i risultati dell'ascesi. 

\ascètico, agg. Di asceta, da asceta; che concerne l'ascesi o l'ascetismo. 

\ascetìsmo, sm. Osservanza di alcune regole comportamentali e dettami spirituali che ha come fine la catarsi religiosa. Generalmente si tratta di pratiche volte alla dominazione dell'istinto e al superamento dei piaceri, delle passioni e delle necessità fisiche attraverso azioni esterne quali il digiuno, il ritiro in solitudine, il silenzio, la meditazione e la mortificazione del corpo. Nel buddhismo e nel brahmanesimo è una componente di fondamentale importanza. Nel cristianesimo l'ascetismo è considerato fonte di purificazione spirituale ed è praticato nel monachesimo. 

\Aschelmìnti Gruppo di vermi caratterizzati dalla presenza di una cavità interna del corpo. 

\ASCI Sigla di Associazione Scoutistica Cattolica Italiana. 

\àscia, sf. Utensile costituito da un ferro tagliente inserito su un manico di legno. ~ scure, accetta. 
 X   sf. 1 axe. 2 (accetta) hatchet. 
 @   lat. ascia. 

\ascialìa, sf. Assenza di saliva. ~ aptialismo. 
 @   da a e dal greco síalon saliva. 

\ascialóne, sm. Legno fissato dai muratori alle antenne e su cui poggiano le assi dei ponti delle impalcature. 

\Asciàno Comune in provincia di Siena (6.210 ab., CAP 53041, TEL. 0577). 

\asciàre, v. tr. Sgrossare con l'ascia. 

\asciàta, sf. Colpo d'ascia. 

\ascìdia, sf. Animale marino appartenente alla classe degli Ascidiacei. Ha corpo a tubo prevalentemente costituito dall'intestino, in quanto gli altri sistemi (nervoso e muscolatorio) sono notevolmente ridotti. Comune nel Mediterraneo, l'ascidia di mare presenta un mantello rosso vivo. 

\Ascidiàcei Classe del tipo dei Cordati, sottotipo degli Urocordati, nel sottoregno animale dei Metazoi, gruppo dei Deuterostomi. Hanno corpo a forma di sacco, con due prolungamenti per bocca e cloaca, e vivono in colonia fissati al substrato filtrando l'acqua. Le larve sono libere e munite di corda. 

\ascìdio, sm. Organo di alcune specie di piante carnivore derivato da una foglia e destinato alla cattura e all'ingestione di insetti. 

\ASCII Sigla di American Standard Code for Information Interchange (codifica standard americana per lo scambio di informazioni). 

\asciòlvere, sm. e v. sm. Colazione, merenda. 
v. intr. Fare la prima colazione. 
 @   dal lat. absovere [ieiunia] sciogliere [il digiuno]. 

\ascìssa, sf. Nel piano cartesiano xy, la distanza di un punto dall'intersezione dell'asse y con la retta passante per esso e parallela all'asse x. Nello spazio xyz, dato un punto, lo si proietta sul piano xy parallelamente all'asse z e si prende l'ascissa nel piano xy del punto ottenuto   +  
 X   sm. abscissa. 

\ascìte, sf. Formazione più o meno abbondante di liquido all'interno della cavità addominale. Può avere origine meccanica, cioè insorgere in seguito al ristagno di sangue così come avviene nei casi di cirrosi epatica, oppure origine infiammatoria. Può essere generata anche da malattie cardiache. 

\ascitìzio, agg. Accessorio. ~ aggiunto. 
~ dal lat. adscistere accogliere. 

\asciugacapélli, sm. invar. Apparecchio elettrico che asciuga i capelli per mezzo di un getto di aria calda. ~ fon. 
 X   sm. hairdryer. 

\asciugamàno, sm. Capo di biancheria che serve per asciugarsi dopo essersi lavati. ~ salvietta. 
 X   sm. towel. 

\asciugaménto, sm. L'eliminazione dell'acqua o dell'umidità da una superficie. 

\asciugànte, agg. e sm. agg. Atto a rendere asciutto. 
sm. Essiccatoio. 

\asciugàre, v. v. tr. Rendere asciutto. ~ seccare. <> bagnare. le asciugò le lacrime con il proprio fazzoletto
v. intr. pron. 1 Diventare asciutto. ~ inaridire. gli si asciugò la gola per la fatica e il caldo. 2 Dimagrire. <> ingrassare. 
 X   v. tr. to dry, to wipe. v. intr. pron. to get dry, to dry. 
 @   lat. exsucare, comp. da ex-+ sucus succo. 

\asciugatóio, sm. Essiccatoio. 

\asciugatrìce, sf. Apparecchio per asciugare materiali di tipo diverso. 

\asciugatùra, sf. L'asciugare, l'asciugarsi, l'essere asciugato. 

\asciuttézza, sf. L'essere asciutto. ~ aridità, secchezza. 

\asciùtto, agg. e sm. agg. 1 Privo di umidità; arido, arso. ~ secco. <> bagnato, umido. clima molto asciutto. 2 Di tono, brusco. ~ secco. 3 Di stile, conciso. ~ essenziale. <> verboso. 4 Magro. ~ snello. <> grasso. 5 Di fiume, in secca. 
sm. Terreno non bagnato. appoggiare i piedi sull'asciutto
 X   agg. 1 dry. 2 (magro) lean. sm. dry place. 
 @   lat. exsuctus, p.p. di exsugere

\asclepiadèo, agg. e sm. Relativo a due versi lirici greci e latini. 

\asclepièo, sm. Nella Grecia antica, santuario di Asclepio. Gli asclepieei, per la loro ubicazione, erano usati anche come ospedali. 

\asco- Primo elemento di parole composte. 
 @   dal greco askós atre, sacco. 

\ascocàrpo, sm. Corpo fruttifero dei Funghi Ascomiceti. È costituito dagli aschi e dalle ife ascogene e vegetative. 

\ascogònio, sm. Gametangio femminile che, in seguito alla fecondazione, può diventare un asco o originare le ife ascogene. È caratteristico degli Ascomiceti 

\Àscoli Picèno Città delle Marche (158,09 km2, 53.000 ab., CAP 63100, TEL. 0736), capoluogo di provincia, sorge a 154 m di altezza alla confluenza del torrente Castellano nel fiume Tronto sulla via Solaria. Antica città d'arte e di cultura, sede di vescovado, con industrie tessili, meccaniche, dei laterizi, della ceramica, cartarie, alimentari ecc. Conserva rovine di ponti (ponte romano di Solestà) e mura di epoca romana (Porta Gemina), oltre a monumenti di epoca rinascimentale (loggia dei Mercanti). Fondata dai piceni, venne conquistata dai romani nel 286 a. C. Dopo i goti (544), i longobardi la occuparono nel 587 (ducato di Spoleto); alla fine del XII sec. divenne libero comune (1185). Dal 1502 al 1860 fece parte dello stato pontificio. 
Provincia di Ascoli Piceno 
(2.087 km2, 362.000 ab.) Il territorio, per la maggior parte montuoso e collinare, si protende dai monti Sibillini fino al fiume Tronto e al mare Adriatico. Vi scorrono anche i fiumi Tenna, Tesino e Aso. Molto diffusa l'agricoltura (cereali, ortaggi, patate, vite, ulivi, pomodori e barbabietole); praticata la bachicoltura. Le industrie, condensate soprattutto a San Benedetto del Tronto e Porto San Giorgio, interessano il campo tessile, chimico, meccanico, del cemento, alimentare. Nei pressi di Ascoli sono presenti cave di travertino. Florido il mercato derivante dalla pesca, sviluppato il turismo balneare. 

\Àscoli Satriàno Comune in provincia di Foggia (6.842 ab., CAP 71022, TEL. 0885). 

\Àscoli, Graziadìo Isaìa (Gorizia 1829-Milano 1907) Linguista. Tra le opere Studi orientali e linguistici (1845-1855) e Saggi ladini (1873). 

\ascoltàre, v. tr. 1 Udire con attenzione. ~ sentire. 2 Dar retta, seguire; esaudire. ~ accogliere. 
 X   v. tr. 1 to listen to. 2 (esaudire) to grant, to hear. 
 @   lat. auscultare. 

\ascoltatóre, sm. 1 Chi ascolta una conferenza o una trasmissione radiofonica. ~ spettatore, radioascoltatore. 2 Al plurale, audience. 
 X   sm. listener. 

\ascoltazióne, sf. Auscultazione. 

\ascólto, sm. L'atto, il fatto di ascoltare. ~ gradimento. prestare ascolto a qualcuno, seguirlo attentamente. 
 X   sm. to be listening. 

\Ascolto il tuo cuore, città Prosa di A. Savinio (1944). 

\ASCOM Sigla di Associazione Commercianti. 

\ascon, sm. invar. La più semplice organizzazione di Poriferi, caratteristica di alcune spugne calcaree. Consiste nella presenza nel corpo di tante piccole aperture (pori inalanti) che servono per far entrare l'acqua che poi uscirà dall'osculo (poro esalante). 

\ascóndere, v. tr. Nascondere. ~ celare. <> manifestare. 

\ascòrbico, agg. Di un acido. ~ vitamina C. 

\ascóso, agg. Segreto. ~ nascosto. 

\ascospòra, sf. Spora caratteristica dei Funghi Ascomiceti che si forma in seguito al processo di meiosi all'interno dell'asco. 

\Ascot Centro della Gran Bretagna (5.000 ab.) situato a ovest di Londra, famoso per l'ippodromo, fatto costruire dalla regina Anna nel 1711. Dal 1807 è sede, ogni anno in giugno, di importanti corse ippiche. 

\Ascrèa Comune in provincia di Rieti (318 ab., CAP 02020, TEL. 0765). 

\ascrìtto, agg. Che è scritto accanto. 

\ascrìvere, v. tr. 1 Scrivere nel numero. ~ annoverare. <> escludere. 2 Attribuire. ~ imputare. 

\ascrizióne, sf. 1 Atto ed effetto dell'ascrivere. 2 Iscrizione. 

\asdic, sm. invar. Apparecchio a ultrasuoni, posto a bordo delle navi, in grado di rilevare la presenza di un sottomarino e di localizzarlo. 
 @   iniziali di Allied Submarine Devices Investigation Committee

\Asdrùbale Nome di diversi militari cartaginesi. 
Asdrubale 
Figlio di Magone, conquistò la Sardegna nel V sec. a. C. 
Asdrubale 
(III sec. a. C.) Figlio di Annone, subì sconfitte militari a opera di A. Regolo (Adis, 256 a. C.) e Metello (Panormo, 250 a. C.). 
Asdrubale 
(270 ca-221 a. C.) Genero di Amilcare Barca, ingrandì i possedimenti cartaginesi in Spagna e fondò Cartagena (Carthago Nova). 
Asdrubale 
(245 ca-207 a. C.) Figlio di Amilcare Barca e fratello di Annibale. Sconfisse in Spagna Publio Cornelio Scipione e Cneo e subì successivamente la sconfitta di Becula; perse la vita nella battaglia del Metauro combattendo contro Livio Salinatore e Claudio Nerone. 
Asdrubale 
(III-II sec. a. C.) Figlio di Giscone subì alcune sconfitte in Spagna. 
Asdrubale 
Comandante dei cartaginesi nella terza guerra punica (149-146 a. C.), sconfitto da Massinissa, cadde prigioniero dei romani e come tale morì in Italia. 

\ASE Sigla di Associazione Stampa Europea. 

\asebìa, sf. Infamia. ~ empietà. 

\aseità, sf. Caratteristica di ciò che sussiste per se stesso e trova la giustificazione della propria esistenza nella propria stessa essenza. 

\asemanticità, sf. In linguistica, la mancanza di significato autonomo. 

\asemàntico, agg. Di elemento linguistico privo di significato autonomo. 

\asemìa, sf. Incapacità, derivata da turbe nervose, di esprimersi con i muscoli facciali e con gli arti. 

\asèpsi, sf. 1 Termine medico che designa tutte quelle misure volte a impedire che l'organismo o un materiale venga contaminato da microrganismo. 2 Condizione di non contaminazione da germi. 

\asessuàto, agg. 1 Che non presenta differenziazione di sesso. 2 Non caratterizzato in modo specifico. 

\asetticaménte, avv. In modo asettico. 

\asèttico, agg. 1 Sterilizzato. ~ disinfettato. <> infetto. 2 Impersonale. ~ freddo. <> appassionato. 

\asfaltàre, v. tr. Pavimentare con asfalto. 
 X   v. tr. to asphalt. 

\asfaltatóre, sm. Operaio addetto all'asfaltatura. 

\asfaltatùra, sf. L'operazione dell'asfaltare. 

\asfàlto, sm. 1 Sostanza composta da una miscela di bitume e altri idrocarburi solidi, di colore scuro, che si trova in natura come riempitivo delle rocce calcaree. 2 Strada asfaltata. 
 X   sm. asphalt. 
Estratto dall'asfalto delle cave naturali o prodotto mediante la lavorazione delle scorie di trasformazione del petrolio, l'asfalto viene impiegato nella pavimentazione stradale, nell'impermeabilizzazione di solai, piscine e serbatoi e per la fabbricazione di cartoni catramati. È tuttavia necessario evitare di confondere l'asfalto con il catrame che, pur avendo un aspetto molto simile, viene prodotto con la distillazione secca di legname, carbone e altri combustibili solidi. Abbastanza raro in Italia (solo la Sicilia e l'Abruzzo ne possiedono giacimenti) l'asfalto viene estratto in abbondanza negli Stati Uniti e in Germania, Svizzera e Francia. 

\asfèrico, agg. Di lenti che presentano determinate curvature non sferiche. 

\asfigmìa, sf. Assenza del battito pressorio al polso. 

\asfissìa, sf. Condizione di impossibilità di respirare; la sua protrazione provoca l'arresto cardio-circolatorio. L'asfissia può essere causata da ostacoli meccanici, paralisi dei muscoli respiratori, saturazione dell'aria da parte di gas irrespirabili o tossici, eccessiva rarefazione dell'ossigeno atmosferico. 

\asfissiànte, agg. 1 Che provoca asfissia, che soffoca. 2 Noioso. ~ fastidioso. 

\asfissiàre, v. v. tr. 1 Provocare asfissia. ~ soffocare. 2 Infastidire. ~ opprimere. 
v. intr. Morire per asfissia. ~ soffocare. 
v. rifl. Uccidersi asfissiandosi. 
 X   v. tr. 1 to asphyxiate, to suffocate. 2 (fig.) to bore. 

\asfìttico, agg. 1 Provocato da asfissia. 2 Colpito da asfissia. 3 Privo di vitalità. ~ debole. 

\asfodèlo, sm. Pianta erbacea del bacino del Mediterraneo, appartenente alla famiglia delle Liliacee. Ha un ciuffo di foglie alla base e fiori bianchi in pannocchie. Nota per qualità medicinali e ornamentali. 

\Asgabat Città (398.000 ab.) del Turkmenistan, capitale dello stato. Situata nei pressi del confine con l'Iran lungo il versante settentrionale del Kopet-Dag. Sede di un'università e del Museo delle Belle Arti. Le principali risorse economiche sono le industrie tessili, meccaniche, del legno, del vetro e della lavorazione artigianale di tappeti. 

\Ashanti Regione (2.486.000 ab.) del Ghana, capoluogo Kumasi. 
ashanti, agg., sm. e sf. 
Che, chi appartiene a una popolazione africana del Ghana e della Costa d'Avorio. 

\Ashbee, Charles (Isleworth 1863-Godden Green 1942) Architetto inglese. Tra le opere le case sul Chelsea Embankement (1894) e la casa in Cheyne Walk (1904) a Londra. 

\Ashby, Hal (Ogden 1933-Malibu 1988) Regista cinematografico statunitense. Diresse Harold e Maude (1971), L'ultima corvée (1973), Shampoo (1974) e Oltre il giardino (1980). 

\Ashikaga Città (168.000 ab.) del Giappone, nell'isola di Honshu. 
Ashikaga 
Casata feudale giapponese, resse il governo degli shogun dal 1338 al 1573. 

\Ashoka (274?-232 a. C.) Re indiano della dinastia Maurya. Fervente buddhista, tollerante verso le altre religioni, celebrato come modello di buon re, dominò su quasi tutta l'India e mantenne buoni rapporti con i regni ellenistici. 

\Ashqelon Città (56.000 ab.) di Israele, nel distretto Meridionale. 

\Ashton, Frederick (Guayaquil 1904-Eye 1988) Coreografo inglese. Lavorò tra il 1963 e il 1970 per il Royal Ballet di Londra, e precedentemente per il cinema, in Scarpette rosse (1948). 

\ASI Sigla di Associazione Spaziale Italiana. 

\-asi Suffisso usato in chimica per designare gli enzimi. 

\Asi Nella mitologia nordica, insieme di tutte le divinità, il cui capo era Odino. 

\Àsia È il continente più grande, con una superficie di 44.368.957 km2, corrispondente a circa un terzo delle terre emerse; assieme all'Europa forma il continente euroasiatico. L'Asia, con l'eccezione di qualche isola dell'Insulindia, è tutta compresa nell'emisfero settentrionale (da 77° 40' N a 1° 16'N); confina a nord con il mar Glaciale Artico e con lo stretto di Bering che la divide dall'America, a sud con l'oceano Indiano, a est con l'oceano Pacifico, a ovest è delimitata da mar Rosso, dal mar Mediterraneo, dal mar Nero. La dividono dall'Europa il fiume Ural e i monti Urali e del Caucaso. Inoltre, l'Asia è unita all'Africa dall'istmo di Suez.   +  
Morfologia. Solo un quinto del territorio è costituito da isole e penisole, per un totale di 70.000 km di costa: l'altezza media di 960 m sul livello del mare rende l'Asia il continente più elevato della Terra. Le coste del nord, dove il mar Glaciale Artico è gelato per buona parte dell'anno, sono basse e poco frastagliate. Le coste orientali presentano penisole allungate (Kamcatka, indocinese, malese e indonesiana) e sono orlate da parecchie isole (Curili, arcipelago giapponese, Ryukyu, Taiwan, Filippine, Borneo). A est di questa barriera di isole l'oceano presenta i punti di massima profondità. A sud-est le isole dell'indonesia (Giava, Sumatra e isole minori) danno origine a mari interni come il Mare di Sulu, di Celebes, della Sonda e di Banda. Le coste del sud si affacciano su due vaste insenature, il golfo del Bengala e il mare Arabico. Qui si sviluppano le più grandi penisole dell'Asia, quella anatolica, che si allunga dal Mediterraneo all'Europa, quella arabica, attorniata dal mar Rosso e dal mar Arabico, quella indiana, di forma triangolare e quella indocinese che delimita l'oceano Indiano e l'oceano Pacifico. Infine la costa occidentale, poco articolata, si affaccia sul mar Nero. Dal punto di vista della morfologia, il territorio dell'Asia si può dividere in tre zone all'incirca omogenee: l'area settentrionale, quella centrale e quella sudorientale. La prima zona coincide approssimativamente con il bassopiano Siberiano, che prosegue a sud nel bassopiano Turanico. La zona centrale presenta le catene montuose che sono la prosecuzione dell'arco alpino europeo, con i rilievi del Ponto, l'acrocoro armeno (monte Ararat, 5.165 m), lo Zagros, che delimita l'altopiano iraniano, l'Elburz (5.605 m) e l'Hindukush (7.708 m). Queste catene montuose si riuniscono nel nodo orografico del Pamir (7.495 m), da cui derivano altre due ramificazioni di monti: l'una diretta verso nord-est giunge allo stretto di Bering (Tien Shan, Altaj, Jablonovy, Stanovoj, Anadyr), l'altra porta ai sistemi di Kunlun e dell'Himalaia, che culmina nella vetta più alta del mondo, il monte Everest (8.872 m). Questi due sistemi delimitano l'esteso altopiano del Tibet, dove l'altezza media oltrepassa i 5.000 m, e il deserto del Gobi. Dal Tibet orientale partono altre catene montuose, che costituiscono l'ossatura della penisola indocinese. La terza unità morfologica, quella sudorientale è formata dai tavolati delle penisole dell'Arabia e del Deccan, alture di antichissima origine livellate dall'erosione e più alte nelle zone periferiche. 
Geologia. La zona settentrionale e quella sudorientale sono le più antiche, risalenti all'Archeozoico e interessate da movimenti orogenetici ancora rilevabili oggi. Si suppone che le zone del tavolato del Deccan e dell'Arabia siano i resti di una porzione dell'Africa staccatesi in epoche antiche e saldatesi alle catene himalayane nel corso della orogenesi alpino-himalayana. 
Clima. Varia molto da zona a zona, essendo influenzato dalla dilatazione del continente in latitudine, dall'altitudine, dall'azione dei mari, dai monsoni. Si individuano diverse fasce climatiche; vige un clima equatoriale, con temperatura costante attorno ai 26 °C, caldo umido e alte precipitazioni, in Insulindia, Filippine, penisola malese, coste della Birmania. Il clima tropicale, con escursione termica e forti piogge nel periodo del monsone estivo, investe penisola arabica, Indocina, Deccan, Sri Lanka. Il clima subtropicale, con inverni più temperati ed estati con abbondanti piogge monsoniche, riguarda la pianura indogangetica, il Giappone meridionale e la Cina centrorientale. Il clima mediterraneo, caratterizzato da inverni piovosi e miti, estati calde e secche, è riscontrabile in una limitata fascia costiera nell'Asia Minore e in Siria. Il clima continentale, con notevoli escursioni termiche e piogge limitate, si ha in corrispondenza delle steppe e dei bacini montani di Mongolia, Tibet, Iran e Anatolia. Il clima subartico, tipico di quasi tutta la Siberia, presenta lunghi e gelidi inverni (nella località di Ojmjakon si raggiungono di-70 °C), estati corte ma tiepide e precipitazioni distribuite in modo regolare nel corso dell'anno. 
Idrografia. L'Asia è il continente con il maggior numero di corsi d'acqua di grandi dimensioni. I corsi dei fiumi sono divisi in tre versanti: indiano, pacifico e artico. Sono assenti nella sola zona centrale, dal mar Caspio al deserto di Gobi. Alcuni bacini interni (zone endoreiche) non hanno uno sbocco al mare. I fiumi della Siberia (Ob, Jenisej, Lena) si riversano nel mar Glaciale Artico. Terminano nel Pacifico l'Amur, lo Hwang Ho, lo Yangtze Kiang, il Chiang Jiang (il più lungo dell'Asia con 5.800 km). Nell'oceano Indiano confluiscono invece l'Indo, il Gange, il Godavari, il Tigri, l'Eufrate e il Brahmaputra. Il lago più esteso dell'Asia è il mar Caspio, che è anche il lago più esteso del mondo, con 371.000 km2. Come il lago d'Aral, è quanto rimane di un arcaico mare interno; vi sono anche alcuni laghi di origine tettonica, come il Bajkal e il Mar Morto. 
Vegetazione e flora. Il tipo di vegetazione spontanea cresce in relazione al clima. Alla zona del mar Glaciale Artico corrisponde una striscia di tundra, con muschi, licheni e piccoli arbusti. Procedendo verso sud si incontra la grande foresta boreale (taiga) che ospita conifere, betulle, e pioppi. Si hanno quindi la savana (nelle regioni a regime monsonico) e la macchia a sempreverdi di boscaglie (in quelle subtropicali). La foresta tropicale è tipica delle regioni indiane e malesi dove abbonda la pioggia. Nella zona equatoriale dominano il bambù, le palme, il teak e molti alberi che forniscono legni pregiati, tra cui ebano e mogano. 
Fauna. Tra gli animali che vivono nella tundra, l'orso bianco, la renna, la volpe polare, la pernice, la civetta delle nevi, la lepre bianca, il lemming. La taiga è popolata da orsi bruni, lupi, ermellini, zibellini, volpi argentate, martore, lontre, puzzole, castori e cervi. Nella steppa e nei deserti si trovano, variamente distribuiti, leoni (rari), tigri, struzzi, leopardi, iene, sciacalli, antilopi, gazzelle, pecore, capre, dromedari, cammelli e, solo nelle regioni montane, lo yak e il panda. Foreste tropicali e savana accolgono elefanti, rinoceronti, tigri, pantere, ghepardi, oranghi, gibboni, macachi e moltissime specie di Uccelli. Grande è l'abbondanza di Rettili, Pesci e ragni. 
Popolazione ed etnologia. I più antichi ritrovamenti fossili umani sono stati fatti in alcune regioni sudorientali (Pitecantropo di Giava e Sinantropo di Chukutien, vicino a Pechino) e risalgono al Quaternario antico. In Palestina e a Giava sono stati invece rinvenuti resti fossili di paleantropi, simili alla razza dei neandertaliani europei. Gli abitanti dell'Asia, con oltre 3 miliardi di persone (più di un miliardo solo i cinesi e 800 milioni gli indiani), corrispondono a tre quinti della popolazione mondiale. La densità media è di 70 ab. per km2, ma vi è una grande disparità nella distribuzione delle genti; vi sono zone con un addensamento spropositato, come le pianure alluvionali della Cina e dell'India, il Giappone, Giava, Hong Kong (massima densità, 5.364 ab./km2), e zone praticamente disabitate, come gli altipiani iranico e tibetano, la tundra e la taiga in Siberia. In Cina la densità varia da 1 ab. per km2 in Tibet, a più di 600 ab. per km2 nelle province dello Jiangsu. I gruppi etnici dell'Asia sono molto variegati, il risultato di secoli di migrazioni. Nella razza gialla si distinguono mogolidi, cinesi, tungusi, parte dei malesi e tibetani. I bianchi sono presenti con arabi, armeni, indiani, caucasici, persiani, singalesi e ainu. I neri sono in minoranza e sono rappresentati da dravida (Deccan), negritos (Filippine) e vedda (Sri Lanka). 
Città. Molte le città con oltre un milione di abitanti. La maggioranza si trova in Cina, Giappone e India; tra esse ve ne sono alcune delle più grandi del mondo (Tokyo, Pechino, Osaka, Delhi, Bombay, Calcutta, Shanghai, Tientsin, Wuhan). 
Lingue. I ceppi linguistici diffusi in Asia sono l'uralo-altaico, il sino-tibetano, il paleoasiatico, il polinesiano, il dravidico, il malico e il caucasico, oltre alle lingue indoeurope, semitiche e lingue isolate come il giapponese, il coreano, il burushaski e il lati. 
Religioni. Il buddhismo, con circa 300 milioni di praticanti, è diffuso in tutta l'Asia centrorientale, il brahmanesimo (530 milioni) in India, il confucianesimo (400 milioni) e taoismo (30 milioni) sono praticati in Cina, lo scintoismo in Giappone, il cristianesimo (80 milioni), l'induismo (800 milioni), l'ebraismo (3,5 milioni) e l'animismo. 
Agricoltura. Economicamente il continente è ancora piuttosto arretrato, a causa anche della scarsa disponibilità delle acque in alcune zone, anche se si stanno conducendo immani sforzi in alcuni paesi per passare da una cultura di sussistenza a una produzione moderna. Notevole impulso si è avuto grazie ai miglioramenti apportati nei sistemi d'irrigazione, allo sfruttamento di nuove aree e alla modernizzazione della tecnologia. L'Asia è al primo posto nel mondo per la produzione del riso (Cina, India, Indonesia), del caucciù (Malaysia, Indonesia), del cotone (Kazakistan, Kirghizistan, Turkmenistan, Uzbekistan, Cina, India, Pakistan), zucchero (India, Cina, Thailandia) e tè (Cina, India e Sri Lanka). Le foreste di conifere della Siberia e quelle tropicali (sandalo, teak) corrispondono a un terzo del patrimonio mondiale. Assai importante anche l'allevamento (suini, bufali, caprini, asini, ovini, cavalli, bachi da seta). 
Industria e sottosuolo. I paesi industrialmente più sviluppati sono Giappone, Taiwan e Corea del Sud; anche la Cina sta evolvendosi grazie alle ricchezze del sottosuolo da poco sfruttate (carbone, ferro, petrolio e gas naturale). L'Asia è il primo produttore mondiale di stagno (Cina, Malaysia, Thailandia, Indonesia) e occupa una posizione ragguardevole anche nella produzione di petrolio nel Golfo persico e in Siberia, Cina, Indonesia. Vi sono inoltre giacimenti di argento, cromo, antimonio, magnesite, bauxite e rame. 
Comunicazioni. Prevalentemente sono diffusi i mezzi arcaici come le carovane che percorrono le piste sugli altopiani e i massicci centrali. In Cina, Indocina e India è molto sfruttato il traffico fluviale. Le ferrovie si sono sviluppate solo da pochi decenni (230.000 km di rete ferroviaria); le linee più importanti sono nella Federazione Russa, in Cina e in Giappone (Transiberiana, la Turksib, la ferrovia del Tauro). Il Giappone si avvale di una flotta mercantile di oltre 9.000 navi e di un efficiente collegamento aereo. 
Esplorazioni. Erodoto fu il primo che, nel periodo dell'espansione greca verso oriente (V-IV sec. a. C.), fornì notizie sull'Asia. In epoca romana (V sec.), si ebbero scambi commerciali con i mercanti cinesi. I fratelli veneziani Niccolò e Matteo Polo effettuarono due spedizioni, nel 1261 e nel 1271: alla seconda, che durò ventiquattro anni, partecipò anche il figlio di Niccolò, Marco. Vasco de Gama aprì la strada marittima all'India dopo la circumnavigazione dell'Africa (1497-1498). Magellano sbarcò alle Molucche nel 1521. Solo nel XIII sec. le esplorazioni assunsero un carattere scientifico: Bering (1728) e Celjuskin (1742) si spinsero verso nord. Durante la colonizzazione, nella seconda metà del XIX sec., aumentò notevolmente la conoscenza delle zone interne. 
Storia. La civiltà più antica dell'Estremo Oriente è rappresentata dal regno Shang (Yin) in Cina (XVII sec. a. C.), al quale si sostituì mille anni dopo la dinastia Chou, che vide la diffusione del confucianesimo. Nel vicino oriente i primi insediamenti fissi risalgono al IV millennio (sumeri, elamiti); tra il III e il II millennio prosperarono le civiltà degli accadi, assiri, babilonesi, ittiti, fenici medi e persiani. In India nel III millennio a. C. fiorirono le civiltà di Harappa e Mohenjo-Daro, che gli arii annientarono nel 1500 fondando i regni di Kosala e Magadha. Le regioni vennero unificate da Ciro nel VI sec. a. C., e furono poi occupate da Alessandro Magno (IV sec.), dai romani (dal II sec. a. C. al IV sec. d. C.) e dai bizantini. La diffusione della religione islamica vide la nascita dei grandi imperi omayyade e abbaside in Medio Oriente. I mongoli di Gengis Khan e i suoi successori unificarono quasi tutta l'Asia, dalla Cina alla Persia. Dal XIV sec. nacquero i grandi imperi regionali cinese (dinastia Ming), dei Moghul in India, ottomano in Medio Oriente (Costantinopoli fu conquistata nel 1453). Portoghesi, spagnoli e olandesi iniziarono la conquista coloniale dell'Asia, seguiti nel XVIII sec. da inglesi (Cina) e francesi (Indocina). Dopo la seconda guerra mondiale, l'India conseguì l'indipendenza (1947), la Cina si avviò all'era comunista e tutto il continente fu soggetto all'opera di decolonizzazione non immune da guerre sanguinose. L'opposizione tra fronte comunista e occidente ha generato dure lotte in Corea (1950-1953) e Vietnam (1960-1975), con l'intervento militare statunitense; in Medio Oriente dopo la nascita dello stato d'Israele (1948) vi sono stati conflitti con le nazioni arabe limitrofe. 
 X   Asia. 

\Àsia Minóre Penisola della Turchia, nell'Asia Anteriore, ora conosciuta come Anatolia. Si estende tra il mar Mediterraneo orientale, il mar Egeo e il mar Nero. Si congiunge all'Armenia tramite i gruppi montuosi del Ponto e dell'Antitauro. Territorio prevalentemente stepposo. Vi si trovano tracce risalenti agli ittiti. Questi fondarono un vasto impero che crollò con l'invasione dei popoli del mare intorno al XII sec. a. C.; i diversi popoli colonizzatori (frigi, sciti, cimmeri e greci) fondarono stati molto diversi tra loro. Nel VI sec. a. C. fu annessa all'impero persiano da Ciro II il Grande. Successivamente (IV sec. a. C.) fu conquistata da Alessandro Magno e nel II sec. a. C. fu progressivamente integrata nell'impero romano. Nel VII sec. passò sotto il dominio bizantino. A partire dal XII sec., con la conquista da parte degli ottomani, iniziò il suo graduale assorbimento nella Turchia.   +  

\asiàgo, sm. Formaggio semicotto di latte vaccino. 

\Asiàgo Comune in provincia di Vicenza (6.572 ab., CAP 36012, TEL. 0424). 
Asiago 
Altopiano delle Prealpi Vicentine, tra le valli dei fiumi Astico e Brenta. 

\asialìa, sf. Assenza o la scarsità di saliva. 

\asianésimo, sm. Stile della retorica antica caratterizzato dalla ricerca dell'effetto e dall'enfasi. 

\asiàno, agg. Dell'Asia. ~ asiatico. 

\asiàtico, agg. e sm. agg. Dell'Asia. 
sm. Abitante, nativo dell'Asia. 
 X   agg. e sm. Asiatic, Asian. 

\asiènto, sm. Contratto stipulato dal governo spagnolo con le antiche compagnie commerciali che concedeva loro il monopolio della tratta dei negri nelle colonie spagnole. Il primo di tali contratti risale al 1517. 

\Asigliàno Vèneto Comune in provincia di Vicenza (835 ab., CAP 36020, TEL. 0444). 

\Asigliàno Vercellése Comune in provincia di Vercelli (1.446 ab., CAP 13032, TEL. 0161). 

\Asik Kerib (Storia di un ashug innamorato) Film fiabesco, russo (1988). Regia di Sergej Iosifovic Parazanov e David Abasize. Interpreti: Jurij Mgoian, Veronique Metonize, Levan Natrosvili. Titolo originale: Asik Kerib 

\asillàbico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che non fa sillaba, che non è al centro di sillaba. 2 Si dice di metrica poetica non basata su sillabe. 

\asìlo, sm. 1 Rifugio. ~ protezione. 2 Istituto per bambini in età prescolare. ~ scuola materna. 3 Ospizio. ~ ricovero. 
 X   sm. 1 (rifugio) refuge, shelter, sanctuary. 2 (d'infanzia) nursery school, kindergarten. 3 (politico) political asylum. 
 @   lat. asylum, dal greco àsylon, comp. da a-negativo + sylon violenza. 
Diritto d'asilo 
Diritto all'immunità. Nell'antichità lo conquistava il reo che si rifugiasse presso un luogo sacro. Nel diritto internazionale, il diritto d'asilo politico è la protezione che uno stato ha il potere di accordare a colui che, straniero e perseguitato da altri stati, cerchi rifugio nel territorio o nelle ambasciate estere che si trovino nello stato che effettua la persecuzione. 

\asimbolìa, sf. Disturbo generico dell'utilizzazione di segni, sia nell'esprimere sia nel comprendere idee, concetti ecc. 

\asimmetrìa, sf. Mancanza di simmetria. <> simmetria. 
Coefficiente di asimmetria. In Statistica indica la media dello scarto cubico (dalla media), divisa per il cubo dello scarto quadratico medio (in modo da "astrarre" dalla dispersione dei dati). Se i dati sono simmetrici rispetto alla media l'indice è nullo; se hanno una coda verso destra è positivo; se l'hanno verso sinistra, l'indice è negativo.

\asimmetricaménte, avv. In modo asimmetrico. 

\asimmètrico, agg. Non simmetrico, privo di simmetria. ~ disarmonico. <> proporzionato. 

\Asimov, Isaac (Petrovici 1920-New York 1992) Biochimico russo naturalizzato statunitense. Divulgatore scientifico e narratore di fantascienza; tra le sue opere, Breve storia della chimica (1968), In principio (1981), ma anche Io, robot (1950) e la trilogia Cronache della Galassia (1951-1953). 

\asinàggine, sf. Grande ignoranza. 

\asinàio, sm. Chi conduce un asino; chi custodisce asini. 

\Asinàra Isola (51 km2, 700 ab.) che si estende a nord della punta Falcone nel golfo omonimo della zona nordoccidentale della Sardegna. Fa parte della provincia di Sassari. Il suo territorio è prevalentemente montuoso e sfruttato a pascolo. Vi aveva sede un noto penitenziario chiuso il 28 dicembre 1997 contemporaneamente alla destinazione dell'isola ad area naturale protetta e a parco marino. Per la sua posizione strategica, fu oggetto di disputa tra Pisa, Genova e gli Aragonesi; nel 1721 passò ai Savoia. 

\Asinaria Commedia di T. M. Plauto (205-191 a. C.). 

\asinartèto, agg. e sm. Di verso composto da due membri ritmici diversi uno dall'altro che si possono considerare come due versi indipendenti separati da una dieresi. 

\asinàta, sf. Azione, discorso che rivela ignoranza e grossolanità. 

\asincronìa, sf. Mancata coincidenza di due o più fatti o eventi. <> sincronia. 

\asincronìsmo, sm. Mancanza di sincronismo. 

\asìncrono, agg. Non sincrono, non simultaneo. <> sincrono. 

\asìndeto, sm. Giustapposizione di parole o proposizioni senza congiunzioni coordinanti. 

\asineggiàre, v. intr. 1 Comportarsi da asino. 2 Ragliare come l'asino. 

\asinèllo, sm. Piccolo asino. 

\asinergìa, sf. Incapacità a coordinare i movimenti. 

\asinerìa, sf. Asinaggine. 

\asinésco, agg. Da asino, da persona ignorante, villana. 

\asinino, agg. Di asino o da asino. 

\asinità, sf. Asinaggine. 

\àsino, sm. 1 Quadrupede domestico da tiro, da sella, da soma. ~ ciuco. 2 Persona ignorante. 3 Cocciuto. ~ zuccone. 
 X   sm. donkey, ass. 
Nome comune di alcune specie e sottospecie dei Mammiferi Perissodattili ascritte alla famiglia degli Equidi e al genere Equus. Si distingue dal cavallo per la maggiore lunghezza delle orecchie, gli zoccoli piccoli e stretti e il colore uniforme del mantello. Gli asini sono distinti in due gruppi, selvatici e domestici; quelli selvatici, a loro volta, sono suddivisi in africani (Equus asinus) e asiatici (Equus hemionus). L'asino domestico si ritiene derivato dalla forma selvatica africana e viene impiegato per i lavori pesanti al tiro, alla sella e al basto. L'incrocio con il cavallo produce il mulo e il bardotto. 
Asino selvatico 
Mammifero (Equus asinus) della famiglia degli Equidi e dell'ordine dei Perissodattili. Dotato di lunghe orecchie e di grande testa, vive nelle zone rocciose della Somalia e dell'Etiopia. Si nutre di erbe e e di cespugli. 

\Asino d'oro, L' => "Metamorfosi" di L. Apuleio 

\Asino nero, L' Romanzo di L. Rinser (1974). 

\asintatticaménte, avv. In modo asintattico. <> sintatticamente. 

\asintàttico, agg. Che non rispetta la sintassi. <> sintattico. 

\asintomàtico, agg. Termine medico che designa ciò che è privo di sintomi. 

\asintòtico, agg. Nel linguaggio scientifico, ciò che tende ad avvicinarsi sempre più a qualcosa senza mai raggiungerla o coincidere con essa. 

\asìntoto, sm. Un asintoto di una curva illimitata è una retta tale che la distanza tra un punto su di essa e la curva tende a 0 all'avanzare del punto lungo una delle due direzioni della retta.   +  
 X   asymptote. 

\asismicità, sf. Assenza di fenomeni sismici. 

\asìsmico, agg. 1 Non soggetto a terremoti. 2 Antisismico. 

\asistolìa, sf. Arresto delle contrazioni cardiache. 

\Askanazy, Max (Stallupönen 1865-Ginevra 1940) Medico tedesco. Docente a Ginevra, si è occupato in particolare dell'oncologia e della patologia del sistema osseo. 

\Askenase, Stefan (Leopoli 1896-Colonia 1985) Concertista polacco allievo di E. Sauer, dal 1920 si dedicò con successo alle interpretazioni per pianoforte delle opere di Chopin. 

\Askenazij, Vladimir (Gorki 1937-) Pianista ucraino naturalizzato irlandese. Interprete di Mozart e Beethoven. 

\Askja Vulcano (1.510 m) dell'Islanda. 

\àsma, sf. Affezione morbosa cronica dei bronchi caratterizzata da spasmo, attacchi di forte affanno dovuti a repentini accessi di contrattura della muscolatura liscia delle pareti bronchiali che riduce il passaggio dell'aria e conseguentemente le capacità respiratorie. Non si conosce la causa prima; può essere di natura ereditaria e spesso ha un'origine allergica o da irritazione (fumo, gas). 
 X   sf. asthma. 
Attacco d'asma 
L'attacco d'asma è causato principalmente da infezioni respiratorie (nel bambino piccolo, in età prescolare), da allergie (in età scolare e nell'adolescenza), soprattutto agli acari della polvere, ai pollini, ai peli di animali o infine da sforzi fisici di una certa entità (a tutte le età), come sport e ginnastica in generale. L'attacco può manifestarsi in forma lieve: il soggetto può svolgere qualsiasi normale attività, se dorme non presenta disturbi del sonno, ma emette fischi e sibili nel respirare, senza però presentare dispnea. L'attacco può peggiorare o manifestarsi direttamente in una forma più grave, con dispnea evidente, tendenza a prolungate inspirazioni senza riuscire a svuotare d'aria i polmoni, agitazione, tachicardia, cianosi. In questo caso il soggetto non riesce a dormire, né a stare sdraiato, ma assume una posizione seduta e spesso si appoggia con le mani a un mobile o altro, per facilitare l'espirazione. 
Al soggetto asmatico il medico solitamente prescrive farmaci broncodilatatori in spray o per aerosol. Tali farmaci devono essere tenuti a portata di mano perché in caso di accesso asmatico è sufficiente l'inalazione delle sostanza prescritta dal medico per avere in breve tempo una remissione della sintomatologia. È di somma importanza che il soggetto asmatico si rifornisca di tali farmaci in occasione di viaggi, perché non sempre è facile poterli acquistare all'estero. Se la sintomatologia non regredisce o addirittura peggiora è indispensabile trasferire il soggetto in ambiente ospedaliero. 
La prevenzione è una parte molto importante nella cura dell'asma e delle sue manifestazioni. 
L'asma infettiva si previene evitando di sottovalutare i primi sintomi di infezione delle vie aeree e somministrando regolarmente, su consiglio del medico, farmaci antiinfiammatori e/o broncodilatatori. 
L'asma allergica si previene principalmente identificando il fattore scatenante. Allo scopo esistono test cutanei o specifici esami del sangue cui sottoporre il soggetto asmatico. Una volta isolato l'allergene, occorre prevenire gli accessi eliminando o riducendo al minimo le possibilità di contatto. Un discorso particolare merita la prevenzione dell'allergia da acari della polvere: occorre eliminare tutto ciò che trattiene polvere, come tendaggi, moquette, peluche, tappeti. Preferire materassi in gommapiuma o materiale sintetico, cuscini, trapunte e coperte in dralon, orlon o nylon, facilmente lavabili. Può essere d'aiuto l'impiego di condizionatori d'aria forniti di filtri. La pulizia deve essere scrupolosa. In qualsiasi casa dove viva un soggetto asmatico sono poi da evitare gli irritanti respiratori, quali il fumo di sigaretta, i detergenti per la casa dall'odore acre e intenso, i cosmetici profumati, le vernici fresche. In alcuni casi, su consiglio del medico, si può ricorrere ai vaccini antiallergici, somministrati per via sottocutanea. 
Per quanto riguarda l'attività fisica, che, come già detto, potrebbe rappresentare un fattore scatenante, lo sport maggiormente indicato per l'asmatico è il nuoto, perché l'inalazione di aria umida a pelo d'acqua previene lo scatenarsi dell'accesso. In ogni caso, se si sceglie un altro tipo di sport, è buona regola, prima di iniziare l'attività, effettuare un'erogazione per via aerosol del farmaco prescritto dal proprio medico. 

\Asmara Città (367.000 ab.) dell'Eritrea e capitale dello Stato. Situata a 2.300 m sul livello del mare sull'altopiano etiopico. Situata in una zona fertile, bagnata dai fiumi Barca e Anseba, è collegata mediante rete ferroviaria e stradale al porto di Massaua, sul mar Rosso. Sede di un mercato agricolo e del bestiame, basa la sua attività economica sull'industria tessile, meccanica, alimentare e sulla produzione di calzature e cemento. Vi si trova l'università cattolica. Occupata dalle truppe italiane nel 1889, divenne capitale dell'Eritrea nel 1900 e tale rimase fino al 1962. 

\asmàtico, agg. e sm. agg. Relativo all'asma; ansimante. ~ affannoso. 
sm. Chi soffre d'asma. 

\Àso Fiume (75 km) delle Marche. 

\asociàle, agg. 1 Che è privo di coscienza sociale. ~ individualista. 2 Che ha carattere chiuso. ~ introverso. <> estroverso. 

\asocialità, sf. Insensibilità nei confronti delle esigenze e degli obblighi sociali. 

\asocialménte, avv. In modo asociale. 

\àsola, sf. Occhiello. 
 X   sf. buttonhole. 
 @   lat. ansula. 

\Àsola Comune in provincia di Mantova (8.772 ab., CAP 46041, TEL. 0376). 

\asolàia, sf. Lavorante specializzata nel fare asole. ~ occhiellaia. 

\Asolani, Gli Trattato filosofico in poesia e prosa di P. Bembo (1504). 

\asolàre, v. intr. Alitare, soffiare lievemente. 

\àsolo, sm. Alito di vento. 

\Àsolo Comune in provincia di Treviso (6.651 ab., CAP 31011, TEL. 0423). 

\asomatognosìa, sf. Assenza della consapevolezza del proprio corpo. 

\Àsor Ròsa, Albèrto (Roma 1933-) Giornalista, saggista e critico letterario. Docente di letteratura italiana all'università di Roma, ha pubblicato saggi sulla funzione dell'intellettuale nella società. Tra le opere Scrittori e popolo (1965), Thomas Mann o dell'ambiguità borghese (1971), Intellettuali e classe operaia (1973), Il Seicento-La nuova scienza e la crisi del barocco (1974), Storia d'Italia-La cultura (1975), Le due società (1977), La cultura della Controriforma (1982), La repubblica immaginaria (1988). 

\Asp Sigla di amperspira. 

\ASP Abbreviazione di Active Server Pages. Sono pagine web contenenti, oltre al codice HTML, degli script eseguiti dal server per generare "runtime" il codice HTML da inviare al browser dell'utente. In questo modo è possibile mostrare contenuti dinamici (ad esempio estratti da database che risiedono sul server web) e modificarne l'aspetto secondo le regole programmate negli script, il tutto senza dover inviare il codice del programma all'utente finale (a cui viene inviato solo il risultato), con risparmio di tempi e banda. I linguaggi usati sono VBScript e JScript per l'ambiente ASP e VB.NET, C# e J# per l'ambiente ASP.NET. Funziona sul web server Microsoft Internet Information Services (IIS), ma per quanti utilizzano piattaforme GNU/Linux è disponibile un emulatore che consente di eseguire i codici ASP. Principale concorrente di ASP è il  →  PHP.

\àspa, sf. 1 Macchina usata per l'aspatura. 2 Asta metallica o di legno impiegata come leva nella manovra dell'argano. 

\aspalosòma, sm. Malformazione congenita che consiste nell'imperfetta chiusura della parete addominale. 

\asparàgeto, sm. Appezzamento di terra coltivato ad asparagi. 

\aspàrago, sm. Angiosperma (Asparagus officinalis) della famiglia delle Gigliacee e dell'ordine delle Liliiflore. Pianta erbacea perenne, di origine europea, diffusa soprattutto in Francia e in Italia. Predilige i terreni sabbiosi e freschi. Viene coltivato per i suoi germogli, commestibili e ricchi di vitamine A e C, che vengono raccolti dal secondo o terzo anno di vita della pianta. 
 X   sm. asparagus. 

\aspargicoltùra, sf. Coltivazione degli asparagi. 

\aspartàme, sm. Composto dolcificante a basso contenuto calorico. Scoperto nel 1965, ha un effetto dolcificante 200 volte maggiore del saccarosio. 

\aspartilglucosaminurìa, sf. Malattia del metabolismo causata da difetto ereditario dell'enzima glucosidasi. 

\Aspàsia (Mileto sec. V a. C.) Etera greca, originaria di Mileto, nota per bellezza e cultura; visse ad Atene, dove generò con Pericle il figlio Pericle il Giovane. 

\aspatùra, sf. Operazione dell'avvolgimento di un filato in matasse. 

\aspecìfico, agg. Si dice di tutto ciò che non caratterizza in maniera propria qualcosa. ~ generico. 

\aspèrgere, v. tr. Spruzzare, bagnare leggermente, soprattutto d'acqua benedetta. ~ irrorare. 
 @   lat. aspergere, comp. da ad-+ spargere. 

\aspèrges, sm. Aspersorio. 

\aspergìllo, sm. Genere di Funghi Ascomiceti prototipo della famiglia delle Aspergillacee. 

\aspergillòma, sm. Infezione causata dal micete Aspergillus

\aspergillòsi, sf. Malattia causata dal micete Aspergillus che colpisce in particolare gli allevatori di piccioni. 

\asperità, sf. 1 Irregolarità. ~ asprezza. 2 Ostacolo. ~ difficoltà. 
 @   lat. asperitas,-atis. 

\aspermatìsmo, sm. Assenza di spermatozoi nel liquido seminale. 

\aspermìa, sf. 1 In botanica, mancata produzione di semi in un frutto. 2In medicina, assenza di secrezione seminale. ~ sterilità. 

\aspèrrimo, agg. Superlativo di aspro. 

\aspersióne, sf. L'aspergere, l'essere asperso. 

\aspersòrio, sm. Strumento per aspergere con acqua benedetta. 
 @   lat. aspersorium. 

\aspèrula, sf. Genere di piante erbacee della famiglia delle Rubiacee che nascono spontaneamente nei terreni incolti. Comprende l'Asperula odorosa o stellina odorosa, dai fiori bianchi e profumati. 

\Àspesi, Natalìa (Milano 1929-) Scrittrice. Tra le opere Corpo a corpo (Con Lietta Tornabuoni, 1978) e Lui visto da lei (1978). 

\Aspettando Godot Commedia di S. Beckett (1952). L'azione è estremamente semplice. Due derelitti (Vladimir e Estragon) aspettano invano l'arrivo di un enigmatico personaggio di nome Godot. Aspettando Godot i due protagonisti trascorrono sulla strada due giornate, e probabilmente l'intera esistenza, mentre l'arrivo del personaggio è costantemente rimandato all'indomani. Una commedia grottesca e amara, che manca di qualsiasi sviluppo e nella quale non accade assolutamente nulla, cupo specchio dell'esistenza umana disperata. 

\aspettàre, v. tr. 1 Attendere. aspettare un bambino, essere incinta; aspettare la provvidenza, attendere un aiuto. 2 Prevedere. ~ presentire. 3 Prendere tempo. ~ indugiare. <> sbrigarsi. 
 X   v. tr. 1 to wait for. 2 (prevedere) to expect. 
 @   lat. expectare, attendere. 
Poco è mancato che non aspettassi. Pare che Luigi XIV abbia detto questa frase un giorno che qualcuno è stato poco preciso a un appuntamento con lui. 

\aspettatìva, sf. 1 Attesa. l'aspettativa per l'evento era molta. 2 Condizione giuridica di temporanea esenzione dal lavoro. domandare l'aspettativa. 3 Speranza. ~ desiderio. 4 Anticipazione. ~ previsione. 
 X   sf. wait, waiting. 
 @   deriv. da aspettare

\aspettazióne, sf. 1 L'aspettare; lo stato d'ansia in cui si aspetta. 2 Aspettativa. 

\aspètto, sm. 1 Attesa. 2 Punto di vista; prospettiva, ottica, modo di considerare. ~ lato. 3 Componente. ~ particolare. 4 Apparenza esteriore. ~ esteriorità. 5 Presenza, figura. ~ fisico. 
 X   sm. 1 (apparenza) appearance, look, aspect. 2 (prospettiva) point of view. 

\aspic, sm. Vivanda di carne, pesce o verdura, in gelatina, confezionata in piccoli stampi. 

\àspide, sm. Varietà di cobra con dorso bruno, ventre bianco e macchie scure sul corpo. 

\aspidiotus, sm. invar. Genere di Insetti Emitteri Omotteri, cosmopoliti, polifagi della famiglia dei Coccidi che vivono su numerose piante forestali. 

\aspidìstra, sf. Genere di piante erbacee rizomatose prive di fusto, della famiglia delle Gigliacee, originarie dell'Estremo Oriente. 

\aspirànte, agg., sm. e sf. agg. Che aspira un fluido. pompa aspirante
sm. e sf. Chi aspira al conseguimento di qualcosa. ~ candidato, concorrente. la gara presenta molti aspiranti al titolo
 X   agg. aspiring. sm. e sf. applicant, candidate. 

\aspirapólvere, sm. invar. Elettrodomestico che aspira detriti e polvere e li raccoglie in un contenitore. Il primo modello fu inventato dall'inglese Huber Cecil Booth nel 1901. 
 X   sm. vacuum cleaner. 

\aspiràre, v. v. tr. 1 Inspirare. ~ inalare. <> espirare. aspirare il fumo della pipa. 2 Trarre a sé, risucchiare. la pompa aspira l'aria, permettendo di ottenere il vuoto. 3 Pronunciare con aspirazione un suono. i fiorentini aspirano la lettera c
v. intr. Desiderare vivamente. ~ ambire, vagheggiare. <> disdegnare. 
 X   v. tr. to inhale, to breathe in. v. intr. to aspire to. 
 @   lat. aspirare, comp. da ad-+ spirare soffiare. 

\aspiràto, agg. 1 Di motore a scoppio a carburatore, dal quale la miscela esplosiva viene aspirata nel cilindro. 2 Di consonante occlusiva pronunciata con aspirazione, o di attacco vocalico preceduto da aspirazione. 

\aspiratóre, sm. 1 Macchina aspirante per eliminare gas o esalazioni nocive da un ambiente. 2 Strumento chirurgico per aspirare sangue o altri liquidi. 
 X   sm. extractor fan, aspirator. 

\aspirazióne, sf. 1 L'aspirare, l'essere aspirato. ~ inspirazione. <> espirazione. 2 Desiderio di conseguire qualcosa. ~ ambizione, ideale. ha un'aspirazione alla pace universale. 3 Soffio espiratorio che accompagna certi suoni in talune lingue e dialetti. l'aspirazione della lettera c caratterizza il parlato di un fiorentino
 X   sf. breathing in, inhalation. 
 @   lat. aspiratio,-onis

\aspirìna, sf. Nome commerciale dell'acido acetilsalicilico, farmaco ad azione antipiretica, antireumatica e analgesica. Fu sintetizzata nel 1897 da Felix Hoffman. 
 X   sf. aspirin. 

\asplenìa, sf. Assenza della milza per malformazione congenita o per asportazione. 

\asplenium, sm. invar. Genere di Felci a foglie pennate della famiglia delle Polipodiacee comprendente circa ottocento specie distribuite in tutto il pianeta. 

\Asplund, Gunnar (Stoccolma 1885-1940) Architetto svedese. Tra le opere la biblioteca comunale di Stoccolma (1920-1928) e il municipio di Göteborg (1934-1937). 

\àspo, sm. 1 Strumento girevole che avvolge in matassa un filato. 2 Organo della mietitrebbiatrice che raccoglie gli steli sul trasportatore. 3 Nel giardinaggio, asticella in legno su cui è avvolto un gomitolo di spago per tracciare aiuole o vialetti. 
non fare né un aspo né un arcolaio, non combinare nulla. 
 @   gotico haspa

\asportàbile, agg. Che si può trasportare. 

\asportàre, v. tr. 1 Portare via. ~ togliere. <> mettere. 2 Sottrarre. ~ rubare. <> restituire. 3 Togliere chirurgicamente una parte malata del corpo. ~ estirpare. 
 X   v. tr. to remove, to take away. 
 @   lat. asportare, comp. da abs-via da + portare. 

\asportazióne, sf. L'asportare, il rimuovere. ~ amputazione, resezione. 

\aspòrto, sm. L'asportare, il portar via. 

\aspraménte, avv. Con asprezza; bruscamente, crudelmente, duramente, astiosamente, acremente. ~ acerbamente. 2 Accanitamente. ~ ostinatamente. 

\aspreggiàre, v. tr. Trattare con asprezza. ~ tormentare. 

\asprézza, sf. 1 L'essere aspro. 2 Ruvidezza. ~ scortesia. 3 Acutezza stridente, detto di un suono. 4 Rigidezza del clima. l'asprezza di certi inverni in montagna. 5 Difficoltà. le asprezze della vita sono parecchie
 @   deriv. da aspro

\asprì, sm. Ciuffo di penne di airone, usato per ornare cappelli femminili. 

\asprìgno, agg. Di sapore tendente all'aspro. 

\àspro, agg. 1 Di sapore acidulo. ~ agro. <> dolce. 2 Scostante, scontroso. ~ burbero. <> bonario, affabile. 3 Stridente. certi attrezzi come la sega producono dei suoni aspri. 4 Duro, rigido. 5 Di odore, penetrante. ~ pungente. il mosto ha un caratteristico odore aspro. 6 Di tono, secco. ~ risentito. <> tenero. 7 Accidentato, sconnesso. ~ impervio. <> piano, agevole. 8 Di clima, rigido. ~ inclemente. <> mite. 9 Brullo. ~ selvaggio. <> ameno. 
 X   agg. 1 (sapore) sour, tart. 2 (odore) pungent, acrid. 3 (paesaggio) rugged. 4 (clima) harsh. 
 @   lat. asper,-era,-erum

\Aspromónte Parte meridionale del massiccio calabrese. In senso geografico, è quel territorio (1.650 km2) compreso tra il Tirreno, lo stretto di Messina e lo Ionio. Nel suo territorio si distinguono i campi o piani, terrazze formate dalla sedimentazione e attraversate dalle fiumare (Amendolea, Verde e Petrace le più importanti). Ha il suo punto più elevato nel Montalto (1.955 m). La parte alta della regione, dotata di boschi e attrattive naturali, è zona di turismo sia estivo sia invernale; molto fiorenti l'agricoltura (agrumeti, coltivazioni di uva e olive) e la pastorizia. Tra i principali centri si segnala Delianuova (Reggio Calabria). Sulle alture dell'Aspromonte si verificò il combattimento fra reparti dell'esercito del generale Cialdini (con il compito di fermare l'avanzata dei garibaldini su Roma) e circa 2.000 garibaldini; Garibaldi fu ferito al piede destro e fatto prigioniero il 29 agosto 1862. 

\Asquith, Herbert Henry (1852-1928) Politico britannico. Di ideologia liberale, fu primo ministro dal 1908 al 1916; nel 1914 concesse all'Irlanda la Home rule; impegnò la Gran Bretagna nella prima guerra mondiale. È autore del saggio Cinquant'anni di parlamento britannico (1926). 

\asrama, sm. invar. Luogo dove gli adepti si riuniscono in ritiro con un guru per riceverne gli insegnamenti. 

\Assad, Hafiz al- (Latakia 1930-Damasco 2000) Generale e politico siriano, conquistò il potere con un colpo di stato nel 1970. Esponente del Baath, fu eletto presidente della repubblica nel 1971, fu riconfermato nel 1978, nel 1985 e nel 1992. 

\assaettàre, v. v. tr. Ferire di freccia o saetta. ~ fulminare. 
v. intr. Rimanere fulminato. 

\assafètida, sf. Gomma resinosa, di odore sgradevole, usata come medicinale. 

\assaggiàre, v. tr. 1 Provare a gustare un cibo o bevanda. ~ assaporare. 2 Mangiare o bere poco. ~ tastare. 
 X   v. tr. to try, to taste. 
 @   da a-+ saggiare. 

\assaggiatóre, sm. Chi assaggia una cosa per giudicarne le qualità. 

\assaggiatùra, sf. Assaggio, prova di un sapore. 

\assàggio, sm. 1 L'assaggiare. ~ degustazione. 2 Prova. ~ campione. 3 Pezzetto. ~ boccone. 
 X   sm. 1 taste, tasting. 2 (campione) sampling. 

\Assàgo Comune in provincia di Milano (6.332 ab., CAP 20094, TEL. 02). 

\assài, agg. e avv. agg. invar. Molto. <> poco. c'era assai gente in fila per i biglietti
avv. 1 A sufficienza. ~ abbastanza. <> insufficientemente. 2 Molto. ~ parecchio. <> poco. ci sono andato assai, molte volte. 
 X   agg. many, a lot of. avv. much, a lot. 
 @   lat. volg. ad satis. 

\assalìre, v. tr. Assaltare, investire, apostrofare. ~ aggredire. fu assalito da forti dubbi
 X   v. tr. to assail, to attack. 
 @   lat. adsilire, comp. da ad-+ salire saltare. 

\assalitóre, agg. e sm. 1 Che, chi assale. ~ aggressore, attaccante. <> aggredito, vittima. 2 Schermitore impegnato in un assalto. 

\Assalònne Personaggio biblico. Terzo figlio del re Davide, cercò di sostituirsi a lui sul trono ma fu sconfitto da Joab e ucciso. 

\Assalonne, Assalonne! Romanzo di W. Faulkner (1936). 

\assaltàre, v. tr. 1 Assalire. ~ aggredire. 2 Far ressa intorno a qualcosa o qualcuno. 
 X   v. tr. to assault, to attack. 

\assàlto, sm. 1 L'atto dell'assaltare. ~ aggressione. reparti d'assalto, truppe speciali per attaccare; prendere d'assalto un buffet. 2 Azione tattica per l'attacco decisivo. 
 X   sm. attack, assault. 
 @   lat. assaltus,-us

\Assam Stato dell'unione indiana che si estende su una superficie di 78.523 km2, con una popolazione di 19.897.000 ab.; la capitale è Dispur. Il suo territorio pianeggiante è attraversato dal fiume Brahmaputra e dai suoi affluenti Kalni e Kapili; confina con Buthan, Birmania e Bangladesh. Clima di tipo subtropicale. La vegetazione è lussureggiante, con grandi foreste. Il sottosuolo produce carbone, petrolio e corindone, il suolo è coltivato a riso, tè, canna da zucchero, iuta, cotone, cereali. Presenza di industrie; cementifici, prodotti tessili e raffinerie di petrolio. Nel XIII sec. gli ahom vi fondarono il loro regno. Nel 1826 la regione passò sotto il dominio inglese e nel 1947, parte del territorio passò all'India. Centri principali dello stato sono: Silchar, Tinsukia, Nowgong, Gauhati e Dibrugarh. 

\assaporàre, v. tr. Gustare il piacere di qualcosa. ~ degustare, godersi. 
 X   v. tr. to taste, to savour. 

\assaporìre, v. tr. Insaporire. 

\assassinàre, v. tr. 1 Uccidere. ~ ammazzare. 2 Rovinare. ~ danneggiare. <> migliorare. 
 X   v. tr. to assassinate, to murder. 

\assassìni Dall'arabo hashashin, uomini dediti all'hashish. Il termine designa i membri di una setta segreta della Siria, originaria della Persia, sorta all'epoca delle crociate (fine XI sec.). Sprezzanti della morte, furono autori di attentati e violenze contro i musulmani e cristiani. Gli adepti praticavano l'ascetismo e sottostavano agli atroci ordini del loro maestro, il Vecchio della Montagna. 

\Assassini nati (Natural Born Killers) Film drammatico, americano (1994). Regia di Oliver Stone. Interpreti: Woody Harrelson, Juliette Lewis, Robert Downey jr. Titolo originale: Natural Born Killers 

\Assassinii della via Morgue, Gli Racconto di E. A. Poe (1843). 

\assassìnio, sm. L'assassinare, l'essere assassinato. ~ omicidio, eccidio, strage. 
 X   sm. assassination, murder. 

\Assassinio di una donna nella bottega infernale del mercante d'olio Dramma di M. Chikamatsu (1721). 

\Assassinio nella cattedrale Dramma in versi, in tre atti e un interludio, di T. S. Eliot (1935). Come tutte le opere teatrali di Eliot, composte dopo la sua conversione all'anglicanesimo (1927), Assassinio nella cattedrale è basato su un tema religioso. Il lavoro si ispira al fatto storico dell'assassinio dell'arcivescovo primate d'Inghilterra, Thomas Becket, avvenuto nella cattedrale di Canterbury il 29 dicembre del 1170, a opera di quattro cavalieri fedeli al re Enrico II d'Inghilterra (non è dimostrata la responsabilità personale del re, in quanto pare che i quattro avessero agito d'iniziativa, ma il sovrano ne ebbe comunque la responsabilità morale, tanto che nel 1174, dopo la canonizzazione di Thomas Becket, si recò a Canterbury per fare penitenza). Il dramma si svolge in modo rituale con ampio uso di un coro e con il discorso centrale avente la forma di un'omelia pronunciata dall'arcivescovo appena prima del suo assassinio. 
Assassinio nella cattedrale 
Tragedia musicale in due atti di I. Pizzetti, testo di T. S. Eliot (Milano, 1958). 

\Assassinio sul Nilo Film giallo, britannico (1978). Regia di John Guillermin. Interpreti: Peter Ustinov, Jane Birkin, Lois Chiles. Titolo originale: Death on the Nile 

\Assassinio sull'Orient Express Film giallo, britannico (1974). Regia di Sidney Lumet. Interpreti: Albert Finney, Lauren Bacall, Ingrid Bergman, Jacqueline Bisset, Sean Connery. Titolo originale: Murder on the Orient Express 

\Assassinio sull'Eiger Film d'avventura, americano (1975). Regia di Clint Eastwood. Interpreti: Clint Eastwood, George Kennedy, Vonetta McGee. Titolo originale: The Eiger Sanction 

\assassìno, agg. e sm. agg. 1 Criminale. 2 Seducente. ~ provocante. occhi assassini
sm. 1 Chi commette un assassinio. ~ omicida. 2 Chi arreca gravi danni. sei un assassino dell'arte! 
 X   agg. murderous. sm. assassin, murderer. 
 @   arabo hashashin, setta di fanatici che facevano uso di hashish prima delle loro scorrerie. 

\Assassino, speranza delle donne Opera in un atto di P. Hindemith, testo O. Kokoschka (Stoccarda, 1921). 

\assatanàto, agg. 1 Indemoniato. 2 In stato di forte eccitamento. ~ invasato. <> calmo. 

\àsse, sf. e sm. sf. Tavola di legno. 
sm. 1 Luogo geometrico dei punti del piano equidistanti dagli estremi di un segmento. ~ linea. 2 Organo di una macchina che sostiene elementi rotanti. ~ assale. 3 Unità monetaria in bronzo, di epoca romana, divisibile in dodici once e corrispondente in origine alla libbra (unità di peso). 
 X   sf. 1 plank, board. 2 (da stiro) ironing board. sm. 1 (mat.) axis (pl. axes). 2 (tecn.) axle. 
Termine usato in molte discipline per indicare una retta avente particolari proprietà. 
    In matematica sono assi le rette orientate impiegate per definire i sistemi di riferimento; l'asse di simmetria di una figura è una retta tale per cui se si fa ruotare di 180° la figura attorno a essa, il suo aspetto non subisce modifiche; l'asse di un segmento è la perpendicolare passante per il suo punto medio ed è il luogo dei punti equidistanti dagli estremi del segmento stesso.  +  
    In ottica l'asse ottico è la retta passante per il centro e il fuoco delle superfici riflettenti e rifrangenti di un sistema ottico. 
    In aeronautica si dicono assi aerodinamici i tre assi ortogonali dei quali il primo è diretto nel senso della velocità del velivolo, gli altri giacciono nel piano normale al primo. 
    In architettura l'asse architettonico è la linea ideale di mezzeria di un edificio. 
    In botanica, nelle Cormofite, l'asse del germoglio, o asse principale, detto anche caule, è di solito ascendente, e su esso stanno gli assi secondari, o rami. L'asse ipogeo, nelle Cormofite è sinonimo di radice principale, portante radici laterali. L'asse fiorale è la parte di peduncolo con un'infiorescenza terminale. 
    In mineralogia l'asse cristallografico è una delle tre rette non complanari, che delimitano e identificano la faccia di un cristallo. 
Asse celeste 
Retta immaginaria che passa tra i punti nord e sud e che giunge, dopo essere stata prolungata all'infinito, alla sfera celeste, in due punti detti poli nord e sud celesti. La rotazione completa compiuta dalla sfera celeste attorno all'asse celeste avviene in un giorno sidereo. L'asse celeste può variare posizione nel tempo, a causa del fenomeno della precessione. 
Asse terrestre 
Retta che passa per i punti nord e sud della Terra della quale costituisce l'asse di rotazione; pur subendo oscillazioni cicliche nel tempo, si mantiene tendenzialmente parallelo a se stesso, durante il moto di rivoluzione. Allo stato attuale si trova inclinato di 66 ° 33' sul piano dell'eclittica. 

\Àsse Róma-Berlìno Nome che Mussolini attribuì alla politica di alleanza tra Italia e Germania che fu determinata dagli accordi del 23 ottobre 1936. 

\assecondàre, v. tr. 1 Favorire. ~ aiutare. 2 Accontentare. ~ compiacere. <> contrariare. 
 X   v. tr. to support. 

\assediànte, agg., sm. e sf. Che, chi assedia. 

\assediàre, v. tr. 1 Circondare un luogo con truppe per conquistarlo. ~ accerchiare. 2 Attorniare facendo ressa; assillare. ~ importunare. l'acqua assediava i campi coltivati molto da vicino
 X   v. tr. to besiege. 
 @   deriv. da assedio

\assediàto, agg. e sm. 1 Che è stretto d'assedio; attorniato da ogni parte. ~ accerchiato. 2 Infastidito. ~ oppresso. 

\assediatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi assedia. 

\assèdio, sm. 1 L'assediare, l'essere assediato. ~ blocco, accerchiamento. 2 Provvedimento eccezionale con cui si sospendono le garanzie costituzionali, delegando i poteri civili ai militari. 
 X   sm. siege. 
 @   lat. obsedium. 

\Assedio di Corinto, L' Opera seria in tre atti di G. Rossini, libretto di L. Balocchi (Parigi, 1826). 

\assegnàbile, agg. Che può essere assegnato. ~ attribuibile. 

\assegnaménto, sm. 1 Affidamento; contare nell'aiuto di qualcuno o sull'efficacia di qualcosa. ~ fiducia. 2 Assegnazione. ~ conferimento. 

\assegnàre, v. tr. 1 Attribuire qualcosa a qualcuno. ~ dare. <> togliere. 2 Stabilire. ~ deliberare. 3 Destinare. ~ inviare. 4 Affidare. ~ conferire. 
 X   v. tr. to allot, to assign. 
 @   lat. assignare attribuire, comp. da ad-+ deriv. da signum segno. 

\assegnataménte, avv. Particolarmente. 

\assegnatàrio, sm. Persona a cui viene assegnato qualcosa. 

\assegnàto, agg. e sm. agg. Di porto, che deve essere pagato da chi riceve una merce. 
sm. Moneta cartacea emessa durante la rivoluzione Francese. 

\assegnazióne, sf. Atto dell'assegnare. ~ affidamento, conferimento. 
Assegnazione ad una variabile:   +  
 X   sf. assignation, assignment. 

\asségno, sm. Titolo di credito, emesso dall'intestatario di un conto corrente contenente l'ordine di pagare una somma. ~ chèque. 
 X   sm. 1 (bancario) cheque, (americ.) check; (scoperto) uncovered cheque; (circolare) bank draft; (non trasferibile) non negotiable cheque; (contrassegno) cash on delivery. 2 (sussidio) allowance. 3 (assegno familiare) child benefit. 
Assegno bancario 
Ordine di pagamento che un correntista (traente) emette sulla sua banca (trattario) a favore proprio o di terzi (beneficiario). L'assegno bancario, che è un titolo a vista, non garantisce la riscossione della somma indicata in quanto può essere emesso a vuoto; in questo caso la banca non è tenuta a pagare. 
Assegno circolare 
Titolo di credito a vista con il quale una banca si impegna a pagare una determinata somma a un soggetto nominativamente indicato sullo stesso. Poiché questo tipo di assegno è emesso e sottoscritto da una banca previo versamento della somma, risulta sempre coperto. 

\assemblàggio, sm. Fase in cui le varie parti di una macchina e simili vengono montate insieme. ~ unione. 

\assemblàre, v. tr. Sottoporre ad assemblaggio. ~ montare. <> separare. 

\assemblatóre, sm. Operaio addetto all'assemblaggio; imprenditore che monta le parti di un prodotto industriale senza produrle da sé. 

\assemblèa, sf. 1 Riunione organizzata di molte persone per prendere delle decisioni; adunanza, consiglio, collegio, congresso, seminario. ~ raduno. 2 In diritto è il corpo deliberante di un ente, formato da tutti gli appartenenti a tale associazione o società. 
 X   assembly, meeting. 
Assemblea condominiale 
È l'organo collegiale che detiene il potere di deliberare su amministrazione e uso delle parti comuni di un condominio. Perché l'assemblea abbia validità ai sensi della legislazione corrente in materia, la sua convocazione deve essere notificata a tutti i condomini e devono parteciparvi almeno i due terzi dei condomini, in rappresentanza dei due terzi dell'intero valore del condominio. Le deliberazioni dell'assemblea sono valide se approvate da una maggioranza dei presenti che rappresenti almeno la metà del valore del condominio. Se alla prima convocazione di un'assemblea non si riesce a raggiungere il numero legale, è possibile procedere, entro dieci giorni, a una seconda convocazione della stessa assemblea. In questo caso le deliberazioni avranno validità se approvate da una maggioranza dei presenti che rappresenti almeno un terzo del valore totale del condominio. Percentuali diverse sono richieste per l'approvazione di deliberazioni che abbiano carattere straordinario, come la nomina e la revoca dell'amministratore. Al termine dell'assemblea, il relativo verbale deve essere trascritto su un apposito registro custodito dall'amministratore. 
Assemblea Costituente 
Assemblea straordinaria cui viene demandato l'incarico di governare con il compito di apportare modifiche alle disposizioni costituzionali dello stato o di predisporne di nuove, stendendo una nuova costituzione. In Italia l'Assemblea Costituente della Repubblica Italiana venne adunata dopo le elezioni del 2 giugno 1946, iniziò le riunioni il 25 giugno 1946 e approvò la nuova costituzione il 22 dicembre 1947. 
Assemblea di società 
È l'organo a cui possono partecipare tutti i soci per deliberare in merito agli aspetti più importanti della società stessa. Per ciascun tipo di società (di capitali, per azioni, cooperative) la legge prevede diverse discipline giuridiche dell'assemblea. 
Assemblea nazionale 
Nome attribuito al Terzo Stato nel 1789, agli esordi della rivoluzione francese; nel 1791 assunse carattere di Assemblea nazionale costituente. 

\assembleàre, agg. Di un'assemblea. 

\assembler, sm. invar. Assemblatore. 

\assembly In informatica è un linguaggio di programmazione di basso livello, molto vicino al linguaggio macchina. 

\assembraménto, sm. Affollamento disordinato di persone. ~ affollamento, calca. <> dispersione. 
 X   sm. 1 meeting, gathering. 2 (folla) crowd. 

\assembràre, v. v. tr. Adunare. ~ raccogliere. 
v. rifl. Fare ressa. ~ affollarsi. <> sparpagliarsi. 

\Assèmini Comune in provincia di Cagliari (20.491 ab., CAP 09032, TEL. 070). Centro industriale (prodotti alimentari, tessili e della lavorazione del petrolio). Vi si trovano una chiesa in stile gotico-aragonese e l'oratorio di San Giovanni, costruito tra il X e il XI sec. Gli abitanti sono detti Asseminesi

\Assen Città (52.000 ab.) dei Paesi Bassi, capoluogo della provincia della Drenthe. 

\assennatézza, sf. L'essere assennato, senno. ~ buonsenso. <> avventatezza. 

\assennàto, agg. Che dimostra senno. ~ avveduto. <> scriteriato. 
 X   agg. sensible, prudent. 

\assènso, sm. L'assentire. ~ approvazione, consenso. <> dissenso, rifiuto. 
 X   sm. assent, approval, consent. 
 @   lat. adsensus,-us, deriv. da adsentire approvare. 

\assentàre, v. intr. 1 Lusingare, allettare. ~ adulare. 2 Compiacere, condiscendere. ~ acconsentire. 

\assentàrsi, v. intr. pron. Allontanarsi per breve tempo. ~ andarsene. <> tornare. 
 X   v. intr. pron. to go away, to leave a place. 

\assènte, agg., sm. e sf. agg. 1 Che non è presente. ~ mancante. <> presente. 2 Distratto. ~ svagato. <> attento. 3 Lontano. ~ distante. 
sm. e sf. Chi è assente. 
 X   agg. 1 absent, away from. 2 (fig.) distracted. sm. absentee. 

\assènteìsmo, sm. L'assentarsi dal lavoro per leggerezza e disonestà. ~ assenza, astensionismo. <> presenza, partecipazione. 

\assènteìsta, agg., sm. e sf. Che, chi si assenta spesso dal luogo di lavoro senza validi motivi. ~ lavativo. 
 X   sm. e sf. habitual absentee. 

\assentiménto, sm. Approvazione, consenso. 

\assentìre, v. intr. 1 Rendere nota la propria approvazione o consenso. ~ annuire. <> negare. 2 Consentire, approvare. ~ accondiscendere. <> dissentire. 
 X   v. intr. to assent, to approve. 
 @   lat. adsentire, comp. da ad-+ sentire dare un parere. 

\assènto, sm. Specie di contratto di noleggio per marine militari in uso nel XVI-XVII sec. L'uso dell'assento corrispondeva all'uso delle truppe mercenarie a terra. 

\assènza, sf. 1 L'essere assente. ~ lontananza. <> presenza. 2 Mancanza. ~ carenza. <> abbondanza. 
 X   sf. absence. 

\assenziènte, agg. Che assente, che approva. ~ consenziente. 

\assènzio, sm. Pianta erbacea (Artemisia absinthium) delle Composite. Perenne, presenta fiori di colore giallo e foglie grigie, dai quali si ricava un liquore dalle proprietà febbrifughe. 

\Asseréto, Gioacchìno (Genova ca. 1600-1649) Pittore. Tra le opere Cristo deriso (Genova, Palazzo Bianco) e Martirio di San Bartolomeo (Genova, Accademia Ligustica). 

\asserìre, v. tr. L'affermare, sostenere come vero. ~ sostenere. <> negare. 

\asserragliaménto, sm. 1 Concentramento a scopo difensivo in luogo chiuso e sicuro. 2 Sbarramento. ~ barricata. 

\asserragliàre, v. v. tr. 1 Sbarrare. ~ barricare. 2 Chiudere, rinchiudere in un luogo per estremo tentativo di difesa. 
v. rifl. 1 Barricarsi in un luogo chiuso. ~ trincerarsi. 2 Rifugiarsi in un posto riparato. <> effettuare una sortita, uscire. 

\assertìvo, agg. Affermativo. 

\assèrto, sm. Asserzione. ~ affermazione. 

\assertóre, sm. Chi sostiene con vigore qualcosa; sostenitore. ~ fautore. <> oppositore. 
 X   sm. defender. 

\assertòrio, agg. Diretto a enunciare o a confermare un'affermazione. 

\asserviménto, sm. L'asservire, l'asservirsi, l'essere asservito. 

\asservìre, v. v. tr. Rendere soggetto, servo. ~ sottomettere. <> liberare. 
v. rifl. Rendersi soggetto. ~ sottomettersi. 

\asserzióne, sf. L'asserire, l'affermare; la cosa asserita. ~ affermazione. 
 X   sf. affirmation, assertion. 

\assessoràto, sm. 1 Carica di assessore. 2 Gli uffici dipendenti da un assessore. 

\assessóre, sm. Chi fa parte di una giunta comunale, provinciale o regionale. 
 X   sm. chairman, councillor. 

\assestacovóni, sm. Organo della mietitrice-legatrice che allinea gli steli e assesta le spighe di frumento preparandoli per la legatura. 

\assestaménto, sm. 1 L'assestare, l'assestarsi. ~ sistemazione. la situazione è tuttora in fase di assestamento; fenomeni di assestamento tellurico, piccole scosse di terremoto. 2 Nelle costruzioni, fenomeno di cedimento subito da una struttura senza che ne risulti compromesso l'equilibrio. 

\assestàre, v. v. tr. 1 Mettere in sesto, in ordine. ~ sistemare. <> scompigliare. 2 Regolare con cura. 3 Mollare, sferrare. ~ affibbiare. 
v. intr. pron. 1 Sistemarsi. 2 Raggiungere un assetto stabile. 
 X   v. tr. to arrange, to put in order. v. intr. pron. to settle in, to settle down. 
 @   da a-+ deriv. da sesta compasso. 

\assestàto, agg. Che ha raggiunto l'equilibrio, la stabilità. 

\assetàre, v. tr. Far venir sete. 
 @   da a-+ deriv. da sete. 

\assetàto, agg. 1 Che ha sete; asciutto, secco. ~ arido. 2 Desideroso, avido. ~ bramoso. 
 X   agg. parched, thirsty. 

\assettàre, v. v. tr. Mettere in assetto, sistemare con cura. 
v. rifl. Mettersi in assetto, in ordine. 

\assètto, sm. 1 Adeguata disposizione. ~ sistemazione. avere un cattivo assetto negli affari. 2 Equipaggiamento. ~ tenuta. assetto da guerra. 3 Struttura, apparato. ~ ordinamento. 4 Posizione di un natante, di un velivolo o di un veicolo rispetto a un sistema di riferimento. 
 X   sm. arrangement, order, structure. 

\asseveràre, v. tr. Affermare con sicurezza. 

\Àssia Stato confederato della Germania (21.114 km2, 5.661.000 ab., capitale Wiesbaden). Il suo territorio include il gruppo montuoso del Taunus e del Vogelsberg ed è solcato dai fiumi Reno, Fulda, Lahn, Weser e Meno; la vegetazione è varia, con boschi e pascoli. Il ricco sottosuolo (ferro, sali e lignite) è una delle principali fonti economiche, insieme alle industrie metallurgiche, chimiche, meccaniche, elettrotecniche e alimentari. Si pratica la viticultura lungo il corso del Reno. Città importanti sono Francoforte sul Meno, Darmstadt, Kassel, Magonza, Giessen, Fulda. La regione fu abitata dai catti; verso il VII sec. fu evangelizzata da San Bonifacio; fece parte del ducato di Sassonia e del langraviato di Turingia. Grazie a Enrico il Fanciullo conquistò l'indipendenza, divenendo principato, nel 1292. Il principato fu, nel 1604, diviso in due parti da Filippo il Magnanimo: Assia-Kassel, che fu unito alla Prussia insieme al ducato di Nassau nel 1866, e Assia-Darmstadt, che rimase granducato fino al 1918. L'Assia fu in seguito inglobata nell'impero germanico. 

\assiàle, agg. Relativo all'asse; che è in direzione di un asse. 

\assibilàre, v. v. tr. Trasformare in suono sibilante. 
v. intr. Sibilare. 

\assicèlla, sf. Lista di legno di dimensioni ridotte, tavoletta. 

\assicuràbile, agg. Che si può assicurare. 

\assicurànte, agg. Chi stipula un contratto di assicurazione. 

\assicuràre, v. v. tr. 1 Rendere sicuro; cautelare, proteggere. ~ salvaguardare. <> rischiare. assicurare alla giustizia, arrestare. 2 Rassicurare, giurare, garantire. ~ promettere. <> negare. 3 Proteggere un bene da determinati rischi con la stipula di un contratto di assicurazione. 4 Fissare saldamente. ~ ancorare. 
v. rifl. 1 Accertarsi di qualcosa. ~ sincerarsi. 2 Garantirsi con la stipula di un contratto di assicurazione. 3 Attaccarsi. ~ reggersi. assicurarsi a una fune. 4 Cautelarsi. ~ premunirsi. 
 X   v. tr. 1 (legare, fermare) to secure, to fasten, to make fast. 2 (garantire) to insure. v. rifl. to make sure of. 
 @   lat. volg. assecurare, comp. da ad-+ deriv. da securus

\assicuratìvo, agg. Che si riferisce ad assicurazione. 

\assicuràto, agg. e sm. Persona o cosa verso la quale è stato stipulato un contratto assicurativo. 

\assicuratóre, agg. e sm. Che, chi svolge attività assicurativa. 

\assicurazióne, sf. 1 L'assicurare, l'assicurarsi. ~ garanzia, certezza. 2 Contratto in base al quale un assicuratore, dietro pagamento di un premio, garantisce all'assicurato il risarcimento, entro i limiti convenuti, di un danno subito. 3 Società che esercita attività assicurativa; l'ufficio dove ha sede. 4 Conferma. 5 Impegno, parola d'onore. ~ promessa. 
 X   sf. assurance, insurance. 
Contratto che impone all'assicuratore il rimborso (mediante somma capitale o rendita) di danni o perdite causate all'assicurato da fatti accidentali o da forza maggiore, o il versamento di una somma di denaro relativamente agli accadimenti o alla durata della vita delle persone assicurate. L'assicurato, in cambio, provvede al pagamento di un premio a scadenze fisse. Le assicurazioni contro i danni si stipulano in genere contro danneggiamenti originati da furto, incendio e per responsabilità civile (per esempio quelli prodotti dalla circolazione stradale); possono rispondere coprendo tutto o parte del danno, con una somma commisurata a quella stabilita per contratto o massimale. Nelle assicurazioni sulla vita somma e premio vengono calcolati in base a parametri quali l'età, la salute ecc. 

\Assicurazióne di Milàno (Compagnia di) La più antica società per azioni italiana (1825). 

\Assicurazióni Generàli Società per azioni che rappresenta una delle più importanti compagnie europee. Sorse a Trieste nel 1831 per opera di un gruppo di commercianti veneziani e triestini. 

\assideraménto, sm. Insieme degli effetti dannosi dovuti a un freddo intenso. ~ congelamento. 
 X   sm. exposure. 

\assideràre, v. v. tr. Fare intirizzire per il freddo. ~ gelare. 
v. intr. pron. Intorpidire per il freddo intenso, essere colto da assideramento. 

\assideràto, agg. 1 Colpito da assideramento. 2 Intirizzito, gelato. ~ ghiacciato. <> accaldato. 

\assiderazióne, sf. L'assiderare. 

\assìdere, v. rifl. Sedersi, con solennità. 

\assiduaménte, avv. In modo assiduo; continuamente, costantemente. ~ incessantemente. 

\assiduità, sf. L'essere assiduo; costanza, pazienza. ~ perseveranza. <> discontinuità, saltuarietà. 

\assìduo, agg. 1 Fatto in modo continuo e costante. ~ incessante. <> discontinuo. 2 Abituale. ~ fedele. 3 Perseverante. ~ tenace. <> volubile. 
 X   1 diligent, assiduous. 2 (frequentatore, cliente) regular. 
 @   lat. adsiduus, comp. da ad-+ deriv. di sedere. 

\assième, avv. e sm. avv. Insieme. ~ con. 
sm. Gruppo in cui ci sia accordo e coesione. ~ complesso. 
 X   avv. together. 

\assiepaménto, sm. 1 L'assiepare e l'effetto. 2 Calca, affollamento. ~ ressa. 3 Recinto di siepi. 

\assiepàre, v. v. tr. 1 Circondare, chiudere con siepi. 2 Affollare. ~ gremire. 
v. rifl. Affollarsi, stringersi intorno a qualcuno o qualcosa. ~ assembrarsi. <> disperdersi. 

\Assiétta, còlle déll' Valico delle Alpi Cozie (2.470 m) famoso per la vittoria degli austro-piemontesi contro i franco-spagnoli che riuscì a impedire l'invasione del Piemonte il 19 luglio 1747. 

\assillànte, agg. 1 Che assilla, insistente. ~ incessante. 2 Fastidioso. ~ esasperante. 3 Angosciante. ~ ossessionante. 
 X   agg. insistent, tormenting. 

\assillàre, v. tr. Molestare con insistenza; asfissiare, infastidire, tormentare. ~ importunare. 
 X   v. tr. to torment, to pester, to bother. 

\assìllo, sm. 1 Pensiero continuo e molesto. ~ seccatura. 2 Pensiero tormentoso. ~ ossessione. 
 X   sm. 1 worrying thought. 2 (fig.) torment. 

\assimilàbile, agg. Che si può assimilare. ~ digeribile, raffrontabile, riconducibile. <> indigeribile, inconfrontabile. 

\assimilàre, v. v. tr. 1 Trasformare le sostanze nutritive in parti integranti di un organismo vivente. ~ assorbire. assimilare tutto ciò che si mangia. 2 Far propri concetti, idee; afferrare. ~ apprendere. ha assimilato con facilità i vari concetti. 3 Equiparare. ~ accomunare. 
v. rifl. Rendersi, considerarsi simile a qualcuno. i due popoli si assimilarono con il tempo
 X   v. tr. to assimilate. 
 @   lat. adsimilare, comp. da ad-+ deriv. da similis simile. 

\assimilatìvo, agg. In grado di assimilare. 

\assimilazióne, sf. L'assimilare, l'assimilarsi, l'essere assimilato. ~ assorbimento. <> diversificazione. 
 X   sf. assimilation. 

\Assiniboine Fiume (950 km) del Canada. 
Assiniboine 
Monte (3.618 m) delle Montagne Rocciose. 

\Assìno Torrente (40 km) dell'Umbria, affluente del Tevere. 

\assiografìa, sf. Disciplina che studia l'origine e la storia dei titoli e delle dignità ecclesiastiche e nobiliari. 

\assiòlo, sm. Detto anche assiuolo, è un uccello rapace notturno (Otus scops), appartenente alla famiglia degli Strigidi e all'ordine dei Strigiformi; è simile alla civetta, ma più piccolo, con un piumaggio grigio e bruno e un corpo di circa 20 cm di lunghezza. È solito nidificare nelle cavità dei tronchi di parchi e giardini, si ciba di insetti, lucertole e rane. La specie è molto diffusa in Europa e nella parte settentrionale dell'Asia. 

\assiologìa, sf. Qualsiasi teoria filosofica dei valori o dei canoni interpretativi della realtà. 

\assiòma, sm. Nelle scienze moderne è uno degli enunciati iniziali di una teoria, assunti senza dimostrazione, dai quali si ricavano gli altri teoremi. 
Caratteristiche in genere richieste agli assiomi sono l'indipendenza (un assioma non deve derivare da altri assioma) e la coerenza (un assioma non può contraddirne un altro). In matematica, e in genere nell'ambito scientifico e nel linguaggio comune, i termini assioma e postulato sono usati come sinonimi, anche se in filosofia vengono (o, almeno, un tempo venivano) distinti: il primo a indicare una cosa di per sé valida, una verità evidente, il secondo a indicare una affermazione non dimostrata né dimostrabile, ma necessaria e accettatata, anche se di per sé non evidente.    +  
 @  dal greco axioma (cosa degna di stima) 

\assiomàtico, agg. 1 Di assioma, che ha carattere di assioma, ~ evidente, sicuro. <> discutibile. 2 Contrassegnato da assolutezza. 

\assiòmetro, sm. Strumento che indica l'inclinazione del timone di una nave su di un quadrante graduato. 

\assìri Popolazione antica dell'Assiria di origine semitica. La monarchia assira fu fondata sulle rovine dell'impero sumerico nel 2003 a. C. ca. e viene solitamente suddivisa in tre periodi: impero antico (2003-1365 a. C.) durante il quale fiorì sotto Shamshiadad (1749-1717 a. C.) e poi venne conquistata dai babilonesi; impero medio (1365 932 a. C.) durante il quale gli assiri conquistarono Babilonia con Tukultininurta (1243-1207 a. C. ca.) e la costa del Mediterraneo; impero nuovo (936-612 a. C.) che vide la conquista di Damasco, Israele, Fenicia, Babilonia, Egitto fino alla distruzione della capitale Ninive nel 612 a opera dei medi. 
La struttura della monarchia assira era aristocratico-militare, con molti elementi mediati dalla civiltà babilonese: l'economia basata sull'agricoltura e sul commercio fioriva grazie allo sfruttamento dei paesi conquistati. La lingua assira utilizzava caratteri cuneiformi: il babilonese era comunque la lingua dei poeti e letterati, come testimoniato dalla biblioteca di Assurbanipal, ricca di oltre 20.000 tavolette, rinvenuta a Ninive. L'arte assira riprende i temi dell'arte mesopotamica dei sumeri, esemplificata nello Ziqqurat di Ur o tempio torre con sovrapposizione fino a sette piani di bastioni inclinati, aggiungendo motivi realistici di celebrazione del sovrano: scene di caccia e di guerra sono scolpite sulla base della reggia di Assurbanipal a Ninive. La torre di Babele, ziqqurat a pianta circolare con scala di accesso a spirale ordinata da Nabucodonosor, risale al 626 a. C. 

\Assìria Regione storica abitata dagli Assiri. Parte settentrionale della Mesopotamia, sul bacino di Mosul, aveva come città principali Assur, Kalah, Ninive. 

\assiriologìa, sf. Lo studio archeologico o filologico della civiltà assira e in genere delle civiltà antiche caratterizzate da scritture cuneiformi. 

\assìro, agg. e sm. agg. Relativo all'Assiria, regione della Mesopotamia. 
sm. 1 Appartenente all'antica popolazione dell'Assiria. 2 Lingua semitica parlata dagli assiri. 

\assiro-babilonése, agg. Relativo alle manifestazioni della civiltà che nacque in Assiria e Babilonia. 

\Assis, Joaquim Maria Machado de (Rio de Janeiro 1839-1908) Narratore. Tra le opere Storie di mezzanotte (1873) e Memorie dell'al di là (1881). 

\assìsa, sf. Vestito, proprio di un ordine; divisa, uniforme. ~ livrea. 

\assìse, sf. 1 Tribunale penale per delitti di speciale indole o gravità. essere giudicato in assise. 2 Nel Medioevo grande assemblea giudiziale. 3 Oggi, assemblea, riunione di grande importanza. ~ consesso. le assise del partito
 X   sf. pl. assizes; (Corte d'Assise) Court of Assizes. 
 @   lat. assisa, assemblea. 

\Assìsi Comune umbro in provincia di Perugia (25.000 ab., CAP 06081, TEL. 075), posto a 424 m di altezza su uno sperone del monte Subasio. La sua economia si fonda su agricoltura (olivi, viti), commercio e turismo; è prestigioso centro di artigianato di ceramiche e ricami. Conserva resti di edifici e mura di epoca romana (municipio). La quasi totalità dei monumenti medievali sono collegati a San Francesco e al suo ordine; sono la basilica di San Francesco (XIII sec.), che contiene affreschi di Cimabue, Giotto (Storie di San Francesco), Simone Martini, P. Lorenzetti, Andrea da Bologna, con vetrate pregevoli e la tomba del santo stesso, la basilica di Santa Chiara (consacrata nel 1256), il duomo di San Rufino (XIII-XIII secc.), che presenta una facciata romanica e Santa Maria degli Angeli (iniziata nel XVI sec., rifatta nel XIX sec.). Conserva inoltre una fortezza medievale, il convento di San Damiano, il palazzo dei Priori (1337) alcuni musei e una pinacoteca con dipinti umbri, toscani e marchigiani. Fu antica città etrusca e municipio romano (Asisium), subì la distruzione per opera di Totila nel 545, fece parte del ducato di Spoleto fino al XII sec., epoca in cui divenne libero comune (1129). In seguito fu sotto il dominio dei perugini nel 1321, per essere annessa allo stato della chiesa nel 1502. 

\assisiàte, agg., sm. e sf. Di Assisi, cittadina umbra; cittadino, nativo di Assisi. 

\assist, sm. invar. Nel calcio e in altri sport con la palla, passaggio a un giocatore in posizione di far rete o punto. 

\assistentàto, sm. L'ufficio di assistente e la sua durata. 

\assistènte, sm. e sf. 1 Qualifica di chi aiuta il titolare di un'attività. ~ collaboratore. assistente ai lavori. 2 Consigliere ecclesiastico. 3 Nome di professioni sorte nella società attuale: assistente di volo, assistente sociale
 X   sm. e sf. 1 assistant. 2 (di volo) steward. 3 (sociale) social worker. 4 (ai lavori) foreman. 

\Assistente, L' Romanzo di R. Walser (1908). 

\assistènza, sf. 1 L'assistere, l'essere assistito; cura, controllo. ~ sorveglianza. 2 Soccorso. ~ aiuto. 3 Attività svolta da organi o enti a favore di determinate categorie sociali. ~ beneficenza. 4 Servizio di riparazione di prodotti industriali prestato dal produttore o dal rivenditore. assistenza tecnica
 X   sf. 1 assistance, help, aid. 2 (tecnica) service. 3 (sociale) welfare services. 
 @   lat. adsistentia

\assistenziàle, agg. Relativo o diretto a opere o ad attività di pubblica assistenza. ente assistenziale
 X   agg. welfare. 

\assistenzialìsmo, sm. Degenerazioni, in forme clientelari, del sistema di assistenza pubblica e sociale. 

\assistenziàrio, sm. Istituto per l'assistenza ai liberati dal carcere. 

\assìstere, v. v. tr. Stare vicino per dare aiuto materiale o spirituale, difendere. ~ soccorrere. <> abbandonare. 
v. intr. Essere presente. ~ partecipare, intervenire. assistere alla proiezione di un film
 X   v. tr. 1 to assist, to aid, to treat. v. intr. to attend, to be present. 
 @   lat. adsistere, sedere accanto, comp. da ad-+ sistere

\assistìto, sm. Chi gode dell'assistenza. 

\assìto, sm. Struttura di assi affiancate, usata come pavimento, tramezzo o riparo. 

\àsso, sm. 1 Carta da gioco che ha un solo segno, la prima di ogni seme. 2 Persona di straordinaria capacità; genio, mago, campione, fuoriclasse. ~ cannone. <> schiappa, nullità. è un asso nel suo campo
piantare in asso, abbandonare bruscamente. 
 X   sm. ace. 
 @   lat. as, assis uno, unità. 

\Àsso Comune in provincia di Como (2.942 ab., CAP 22033, TEL. 031). 

\Asso di picche, L' Film commedia, cecoslovacco (1963). Regia di Milos Forman. Interpreti: Ladislav Jakim, Pavla Martinkova. Titolo originale: Cerny petr 

\Asso nella manica, L' Film drammatico, americano (1951). Regia di Billy Wilder. Interpreti: Kirk Douglas, Jan Sterling. Titolo originale: The Big Carnival 

\associàbile, agg. Che può essere associato. 

\associabilità, sf. Possibilità, capacità di associarsi. 

\associànte, sm. e sf. Colui che, nel contratto di associazione in partecipazione, attribuisce ad altri una partecipazione alla sua impresa oppure a uno o più dei propri affari. 

\associàre, v. v. tr. 1 Ammettere qualcuno come socio. ~ affiliare. <> espellere. 2 Mettere in relazione. ~ collegare. <> scindere. 
v. rifl. 1 Entrare in società. ~ confederarsi. 2 Iscriversi a un'associazione. 3 Unirsi ai sentimenti o alle idee di qualcuno. ~ condividere, sottoscrivere. <> disapprovare. 4 Prendere parte a un'iniziativa. ~ partecipare. <> astenersi. 
 X   v. tr. 1 to associate. 2 (in affari) to take into partnership. v. rifl. to enter into partnership, to join. 
 @   da a-+ deriv. da socio. 

\Associated Press Agenzia di stampa che rappresenta una delle più grandi agenzie giornalistiche del mondo. Fu fondata nel 1848 come collaborazione di un gruppo di sei quotidiani newyorchesi con il nome di Harbour Press Association

\associatìvo, agg. Che associa, atto ad associare. 
Proprietà associativa 
Proprietà dell'addizione e della moltiplicazione tale per cui la somma o il prodotto di tre numeri può essere calcolato equivalentemente operando prima sui primi due o prima sugli utlimi due: (a+b)+c = a+(b+c), (a·b)·c = a·(b·c). Da qui la possibilità di interpretare a+b+c o a·b·c in entrambi i modi (a-b-c e a/b/c, invece, devono essere interpretati solo come (a-b)-c e (a/b)/c). La proprietà vale anche per altre operazioni, ad esempio per l'intersezione tra insiemi: (A∩B)∩C=A∩(B∩C) e per la concatenzaione di stringhe: ("nu"+"me")+"ro"="nu"+("me"+"ro").

\associàto, agg. e sm. Che, chi fa parte di un'associazione. 

\associazióne, sf. 1 L'atto di associare, associarsi. ~ aggregazione, unione. 2 In diritto è un raggruppamento di più persone che si uniscono volontariamente per raggiungere un fine comune e specifico o svolgere la stessa attività. ~ consorzio. 3 Alleanza. ~ sodalizio. 4 Processo mentale che stabilisce un nesso tra immagini o pensieri. ~ collegamento. 
 X   sf. society, association. 
Per diritto di associazione si intende la possibilità che più persone hanno di riunirsi in associazione i cui scopi siano legali senza dover fare una specifica richiesta di autorizzazione. La Costituzione italiana garantisce tale diritto; sono invece vietate le associazioni militari con scopi politici, le associazioni segrete. Sono inoltre illegali le associazioni per delinquere (per esempio quelle di tipo mafioso). 

\associazionìsmo, sm. La tendenza a riunirsi in associazioni; l'insieme delle associazioni avente un indirizzo ideologico comune. 

\associazionìsta, agg. e sm. agg. 1 Relativo all'associazionismo. 2 Che sostiene l'associazionismo. 
sm. Chi sostiene l'associazionismo. 

\assodaménto, sm. L'assodare, l'assodarsi, l'essere assodato. 

\assodàre, v. v. tr. 1 Rendere sodo. ~ indurire. 2 Accertare. ~ stabilire. <> contraddire, smentire. 
v. intr. pron. 1 Divenire sodo. ~ addensarsi. 2 Prendere vigore. ~ consolidarsi. 

\assoggettàbile, agg. Che può essere assoggettato. 

\assoggettabilità, sf. L'essere assoggettabile. 

\assoggettaménto, sm. L'assoggettare, l'assoggettarsi, l'essere assoggettato. 

\assoggettàre, v. v. tr. 1 Sottomettere. ~ soggiogare. <> affrancare. 2 Sottoporre a dati obblighi. 
v. rifl. Sottomettersi. ~ sottostare. <> ribellarsi. 
 X   v. tr. to subdue, to subjugate, to subject. 
 @   da a-+ deriv. da soggetto. 
v. rifl. to submit. 

\assolàto, agg. Esposto al sole. ~ soleggiato. <> ombreggiato. 
 X   agg. sunny. 

\assoldàre, v. tr. 1 Pagare qualcuno perché compia un azione illecita. 2 Assumere, reclutare, arruolare. ~ ingaggiare. 
 X   v. tr. to recruit, to engage. 

\Àssolo Comune in provincia di Oristano (544 ab., CAP 09080, TEL. 0783). 

\assólo, sm. invar. 1 Brano musicale eseguito da un solo strumento o da una sola voce. 2 Prestazione individuale di spicco, specialmente sportiva. 

\assòlto, agg. Liberato da un obbligo, da un impegno, da un'accusa ecc. 

\assolutaménte, avv. 1 In modo assoluto. ~ categoricamente. 2 In ogni caso, a ogni costo. ~ necessariamente. 3 Totalmente, completamente. ~ affatto. <> limitatamente. 
 X   avv. absolutely. 

\assolutézza, sf. 1 Caratteristica di ciò che è assoluto. 2 Nella locuzione con assolutezza, in modo assoluto. 

\assolutìsmo, sm. 1 Sistema politico in cui non sono posti limiti al potere dello stato. ~ totalitarismo. <> democrazia. 2 Autoritarismo. ~ dispotismo. 
L'assolutismo è un sistema politico in cui tutto il potere è detenuto dalla figura di un monarca (detto per questo sovrano assoluto); non è soggetto ad alcun obbligo giuridico, ad alcun tipo di controllo da parte del parlamento né a limitazione da parte dei sudditi. Si sviluppò in Europa nel XVII e XVIII sec., in particolare in Francia (Luigi XIV), Austria (Maria Teresa e Giuseppe II) e Prussia (Federico II). Il riconoscimento dell'autorità del parlamento avvenne in Europa dopo la rivoluzione francese del 1789. 

\assolutizzazióne, sf. L'assolutizzare, l'essere assolutizzato. 

\assolùto, agg. e sm. agg. 1 Che non è limitato da nulla. ~ incondizionato. <> relativo. la libertà ha un valore assoluto. 2 Autoritario. ~ dispotico. 3 Generale. ~ totale. 4 Valore assoluto di un numero (reale) x, in matematica è il numero x stesso se esso non è negativo, il suo opposto -x altrimenti; è indicato con |x|. 
in modo assoluto, che non ammette repliche. 
sm. Ciò che esiste di per sé ed è fondamento di tutte le cose, anche come idea di Dio. 
 X   agg. absolute; sm. (matem.: valore assoluto) absolute value 
 @   lat. da absolutus, p.p. di absolvere liberare dai vincoli. 

\assolutòrio, agg. Che assolve. 

\assoluzióne, sf. 1 In diritto, proscioglimento tramite una sentenza che dichiara l'innocenza dell'imputato e pone fine a una fase del processo penale. ~ proscioglimento. 2 Remissione dei peccati. ~ perdono. <> punizione. 
 X   sf. 1 acquittal. 2 (rel.) absolution. 
Il giudice che pronuncia una sentenza di assoluzione può motivarla con una formula codificata (il fatto non sussiste, l'imputato non ha commesso il fatto, l'imputato non è punibile, il fatto non costituisce reato ecc.) oppure con una specifica formula di proscioglimento (non luogo a procedere, estinzione del reato o della pena, insufficienza di prove, ecc.). La formula piena di assoluzione (perché il fatto non sussiste o perché l'imputato non lo ha commesso) viene utilizzata sia quando manca la prova di sussistenza del reato sia quando viene esibita la prova di innocenza dell'imputato stesso. 

\assòlvere, v. tr. 1 Prosciogliere da un'imputazione con una sentenza. <> condannare. 2 Adempiere. ~ compiere. <> disattendere. doveva ancora assolvere il servizio militare. 3 Perdonare. il prete lo assolse dai suoi peccati. 4 Esimere, sollevare. ~ dispensare. 
 X   v. tr. 1 to acquit. 2 (rel.) to absolve. 3 (eseguire) to carry out, to perform. 
 @   lat. absolvere, comp. da ab-+ solvere

\assomigliàre, v. v. intr. Essere simile. ~ rassomigliare. 
v. rifl. rec. Presentare aspetto, caratteri simili. 
 X   v. intr. to look like, to resemble. v. rifl. to be alike, to resemble each other. 

\assommàre, v. v. tr. 1 Mettere insieme, sommare. ~ addizionare. 2 Raccogliere. ~ adunare. 
v. intr. Ammontare. 
v. rifl. Mettersi insieme ad altro. ~ aggiungersi. 

\assonànte, agg. Che presenta assonanza. 

\assonànza, sf. 1 Forma di rima imperfetta in cui si ripetono le vocali finali cominciando dalla vocale accentata, mentre si differiscono le consonanti. 2 Accordo, corrispondenza. ~ armonia. 

\assonàre, v. intr. Rendere un suono simile a un altro. 
 @   dal lat. assonare rispondere a un suono. 

\assóne, sm. Prolungamento del neurone che trasmette impulsi nervosi ad altri neuroni tramite le sinapsi.   +  
 X   sm. axon

\assonnacchiàto, agg. Intorpidito dal sonno. 

\assonnàre, v. v. tr. Indurre al sonno. 
v. intr. Essere preso dal sonno. ~ assopirsi. 

\assonnàto, agg. Sonnolento. ~ insonnolito. <> desto. 
 X   agg. sleepy, drowsy. 

\assonometrìa, sf. Rappresentazione grafica che fa uso della prospettiva per visualizzare figure tridimensionali su un piano bidimensionale; si serve di coordinate cartesiane ortogonali e di una proiezione parallela a una direzione data. Mantiene il parallelismo fra rette; l'immagine F' di una figura F è detta proiezione assonometrica o parallela di F

\assonomètrico, agg. (pl. m.-ci) Di ciò che ha relazione con l'assonometria. 

\assopiménto, sm. Cedimento alla sonnolenza, leggero sopore. 

\assopìre, v. v. tr. 1 Indurre a un sonno leggero, provocare sopore. 2 Calmare, lenire. ~ placare. <> acuire. il tempo non ha ancora assopito i miei disagi
v. intr. pron. 1 Essere preso da sopore. ~ appisolarsi. <> svegliarsi. si assopì dopo l'abbondante pranzo. 2 Calmarsi, attutirsi, attenuarsi. ~ calare. 
 @   lat. adsopire, comp. da ad-+ sopire

\assorbènte, agg. e sm. agg. Che assorbe. ~ idrofilo. <> impermeabile. 
sm. Tampone per l'igiene intima femminile durante il periodo mestruale. ~ pannolino. 
 X   agg. absorbent. sm. (per igiene intima) sanitary towel. 

\assorbiménto, sm. 1 L'assorbire, l'essere assorbito. 2 Assimilazione da parte delle cellule dei prodotti della digestione. 3 In chimica, fenomeno per cui una sostanza si lega alla superficie di un'altra che funge da assorbente. 
In fisica è un fenomeno che comporta la perdita di una quantità di energia da parte di un fascio di radiazioni elettromagnetiche o di particelle che passa attraverso un corpo o una sostanza in seguito all'interazione con le particelle di tale corpo o sostanza. L'energia perduta viene spesso trasformata in calore. L'intensità I di un fascio di radiazioni diminuisce in base alla legge esponenziale I = I0 e-|kd|, dove I0 è l'intensità iniziale, d lo spessore attraversato e k una costante di proporzionalità che dipende dalla lunghezza d'onda, chiamata coefficiente di assorbimento. 
In biologia è quel procedimento che consente a piante e animali di procurarsi le sostanze utili al loro sviluppo. 
Assorbimento atmosferico 
In astronomia indica la capacità dell'atmosfera della Terra di ridurre o assorbire le radiazioni provenienti dal Sole o da altri astri. Questo potere deriva dall'azione di vapore acqueo, ozono e anidride carbonica, oltre che dal pulviscolo dell'atmosfera. 
L'assorbimento avviene in modo totale per le radiazioni che si trovano fuori dallo spettro ottico, ossia i raggi X, quelli ultravioletti e quelli infrarossi; non riguarda minimamente le radioonde e le radiazioni ottiche. Si tratta di un fenomeno tipico degli strati bassi dell'atmosfera, causa principale dell'arrossamento del Sole al tramonto e all'alba. 
Assorbimento interplanetario e interstellare 
Fenomeni dovuti all'azione delle polveri e dei gas che si trovano nello spazio tra pianeti, stelle e galassie. 

\assorbìmetro, sm. Apparecchio che serve a misurare l'assorbimento dei gas da parte dei liquidi. 

\assorbìre, v. tr. 1 Impregnarsi di un liquido. ~ imbevere. la spugna assorbe facilmente i liquidi. 2 Bere, incorporare. ~ inghiottire. 3 Assimilare, acquisire. ~ accogliere. la piccola fabbrica fu assorbita da una multinazionale. 4 Tenere occupato. ~ impegnare. il lavoro assorbe completamente il mio tempo
 X   v. tr. 1 to absorb. 2 (assimilare) to assimilate. 
 @   lat. absorbere, comp. da ab-+ sorbere

\assordaménto, sm. L'assordare, l'essere assordato. 

\assordànte, agg. Che assorda, stordisce. 

\assordàre, v. tr. 1 Far diventare sordo; stordire con un rumore eccessivo o molesto. 2 Frastornare, scombussolare. ~ confondere. 
 X   v. tr. to deafen. 

\assordiménto, sm. Perdita della facoltà dell'udito. 

\assordìre, v. v. tr. Far sordo. 
v. intr. Divenire sordo. 

\assorellàre, v. v. tr. Unire, legare come sorelle. 
v. rifl. rec. Unirsi affettivamente, come sorelle. 

\assórgere, v. intr. Ascendere, innalzarsi. ~ elevarsi. 

\Àssoro Comune in provincia di Enna (5.319 ab., CAP 94010, TEL. 0935). 

\assortiménto, sm. Varietà, gamma di oggetti diversi per forma, dimensione o altre caratteristiche. ~ scelta. 
 X   sm. assortment, stock. 

\assortìre, v. tr. Disporre insieme più cose di uno stesso genere, ma con caratteristiche differenti; abbinare. assortire le merci di vario colore
 @   da a-+ deriv. da sorta

\assortìto, agg. 1 Di varia forma, colore, qualità. 2 Abbondantemente fornito; che offre vasta scelta. 
 X   agg. assorted, matching, stocked. 

\assòrto, agg. Intento, immerso, pensieroso. ~ concentrato. <> disattento. 
 X   agg. engrossed, absorbed. 

\assottigliaménto, sm. L'assottigliare, l'assottigliarsi, l'essere assottigliato. 

\assottigliàre, v. v. tr. 1 Rendere sottile. ~ affilare. <> smussare. assottigliare una lama. 2 Diminuire. ~ ridurre. <> aumentare. 3 Rendere più acuto. LOC: assottigliare l'ingegno
v. intr. pron. 1 Diventare sottile. ~ dimagrire. 2 Diminuire di numero, densità. ~ scemare. le probabilità di successo si assottigliano sempre più
 X   v. tr. 1 to make thin, to thin. 2 (diminuire) to reduce. 3 (affilare) to sharpen. 
 @   da a-+ lat. volg. subtiliare

\Assuàn Città dell'Egitto meridionale (191.000 ab.), capoluogo del governatorato omonimo, anticamente conosciuta con il nome di Syene. È un famoso centro turistico leggermente al di sotto della prima cateratta del Nilo, sulla sua riva destra; buono il suo sviluppo commerciale. Un'efficiente rete ferroviaria la collega a Il Cairo. Nelle vicinanze della città, a circa 6 km, sorge la famosa diga sul Nilo. Vi si trovano centrali idroelettriche e il lago artificiale Nasser, il più grande del mondo. 

\assuefàre, v. v. tr. Abituare. ~ avvezzare. <> disabituare. 
v. intr. pron. o rifl. 1 Prendere l'abitudine. ~ abituarsi. 2 Diventare dipendente. 
 X   v. tr. to accustom. v. rifl. to get accustomed, to get inured. 

\assuefàtto, agg. e sm. 1 Che è in stato di assuefazione, di dipendenza. 2 Abituato, acclimatato. ~ avvezzo. 

\assuefazióne, sf. 1 L'assuefarsi, l'essere assuefatto. 2 Abitudine. ~ uso. assuefazione alla fatica. 3 Abitudine a un farmaco, in seguito a un uso prolungato, che ne vanifica gli effetti. ~ dipendenza. 
 X   sf. 1 custom, habit. 2 (dipendenza) addiction. 

\Assuèro Personaggio biblico. Fu per lo più identificato con il re di Persia Serse I (468-465 a. C.), di cui Ester divenne moglie. 

\assùmere, v. tr. 1 Addossare a sé. ~ addossarsi. <> rifiutare. assumere un obbligo. 2 Prendere alle proprie dipendenze. ~ ingaggiare. <> licenziare. 3 Fare proprio, prendere. 4 Elevare. ~ innalzare. <> deporre. fu assunto al trono
 X   v. tr. 1 (dipendente) to take on, to engage. 2 (obbligo) to assume, to take up. 3 (droga) to consume. 
 @   lat. adsumere, comp. da ad-+ sumere prendere. 

\Assunta Spina Dramma di S. Di Giacomo (1909). 
Assunta Spina Film drammatico, italiano (1948). Regia di Mario Mattoli. Interpreti: Anna Magnani, Eduardo De Filippo, Titina De Filippo, Antonio Centa. 

\assuntìvo, agg. In filosofia, relativo a un giudizio che il pensiero formula e accetta solo per poterne formulare un secondo. 

\assùnto, agg. e sm. agg. 1 Fatto proprio. ~ preso. 2 Preso alle dipendenze. ~ impiegato. 
sm. 1 Ciò che uno si propone di fare o di provare. ~ tesi, ragionamento. 2 Chi è stato immesso in un rapporto di lavoro dipendente. 
 X   sm. 1 employee. 2 (tesi) proposition. 

\assunzióne, sf. 1 L'atto e l'effetto dell'assumere. ~ ingaggio. <> licenziamento. 2 Elevazione di Maria, madre di Gesù, dalla terra al cielo in anima e corpo. 3 Uso. ~ consumo. 
 X   sf. 1 assumption. 2 (dipendente) engagement, employment. 3 (sostanza) taking. 
 @   lat. tardo adsumptio,-onis. 

\Assùr Divinità assira (in assiro Asshur), soppiantò Enlil diventando creatore dell'universo e dio supremo. Diede il nome all'intero paese e alla capitale. Sostituì Margul nelle epopee babilonesi. Le dee Isthtar (Asshuritu) e Ninhil erano le sue spose. 

\Assurbànipal (668-626 a. C.) Ultimo re dell'Assiria, figlio di Asarhaddon; con lui il regno assiro giunse ai più alti livelli di splendore e potere. Condusse una guerra vittoriosa contro l'Elam, che conquistò dopo aver sedato la rivolta capeggiata dal fratello Shamashshumukin, che regnava in Babilonia. Concluse la campagna d'Egitto iniziata dal padre e distrusse Tebe. Assurbanipal ebbe anche molti meriti per aver dato impulso alla cultura e all'organizzazione sociale dell'impero: appassionato di arte, il re collezionò in una biblioteca le testimonianze della cultura assira e di quelle dei popoli che via via assoggettò. La fortuna dell'impero assiro venne meno alla morte di Assurbanipal, in quanto i suoi successori non seppero far fronte ai moti interni e alle rivendicazioni di indipendenza di babilonesi ed egiziani. 

\assurdaménte, avv. In modo assurdo. ~ illogicamente. 

\assurdità, sf. Detto, fatto assurdo; illogicità, paradosso, controsenso, stranezza. ~ pazzia. 
 X   sf. absurdity, preposterousness. 

\assùrdo, agg. e sm. agg. 1 Contrario alla ragione, alla logica. ~ irrazionale. <> logico. 2 Impossibile. ~ inconcepibile. 
sm. Affermazione illogica. 
 X   agg. absurd. 
Dimostrazione per assurdo 
Dimostrazione di un enunciato del tipo "non A" che si sviluppa facendo vedere che dall'ipotesi A segue un enunciato falso, cioè l'"assurdo" (ad es. dimostrare che √2 è irrazionale facendo veder che se fosse razionale, ossia se fosse eguale a M/N con M e N interi, allora M·M=2·N·N, da cui M dovrebbe essere un multiplo di 2 ed anche N, dovendo 2·N·N essere un multiplo di 4, dovrebbe esserlo, cosa falsa nel caso in cui M/N sia stata semplificata in modo da essere irriducibile).  Usando anche il principio del terzo escluso (se l'enunciato "non B" è falso deve essere vero B) si può dimostrare per assurdo A facendo vedere che ipotizzando "non A" si otterrebbe una enunciato falso. A volte si trova scritto che la dimostrazione per assurdo non è ammessa da chi ha un approccio costruttivo (o intuizionista) alla matematica, ma non è affatto vero (basti pensare che la "negazione" di A è cotruttivamente definita come l'implicazione da A di 0=1); ciò che non è ammesso è il loro impiego per ottenere risultati di esistenza.
Teatro dell'assurdo 
Il termine è stato coniato dal critico M. Esslin e indica un tipo di drammaturgia contemporanea che ebbe grande seguito in Francia dopo la seconda guerra mondiale. Rappresenta l'assurdità della vita moderna e l'incomunicabilità tra gli uomini attraverso metodi surrealistici e paradossali. Ebbe i suoi maggiori rappresentanti in E. Ionesco, S. Beckett, A. Adamov, J. Genet, F. Arrabal e J. Tardieu. 

\assùrgere, v. intr. Elevarsi. ~ innalzarsi. <> crollare. 

\àsta, sf. 1 Barra lunga, dritta. ~ sbarra. 2 Vendita pubblica di beni al miglior offerente. ~ incanto. 3 Attrezzo tubolare su cui l'atleta fa leva per effettuare un tipo di salto in alto. 4 Lancia. ~ giavellotto. 
 X   sf. 1 pole. 2 (vendita) auction. 
In diritto è la messa in vendita di un bene sulla base di offerte; se lo aggiudica chi offre la somma maggiore. Nei casi di esecuzione forzata, si può ricorrere all'asta per la vendita pubblica dei beni sequestrati. L'asta è contemplata anche nei casi di redazione di contratti da parte dell'amministrazione pubblica per assegnazione di incarichi. Lo svolgimento di un'asta può avvenire secondo due metodi differenti. Con quello inglese, il banditore stabilisce il prezzo minimo da cui possono partire le offerte dei potenziali acquirenti. Con il metodo olandese, invece, viene indicata la richiesta massima e, qualora non venisse raggiunta per mancanza di offerte, è facoltà del banditore diminuirne l'importo. Vengono definite aste anche le vendite di titoli di stato, come i buoni ordinari del tesoro (BOT). In Italia tali aste vengono attualmente effettuate con il sistema misto, con il quale viene fissato sia il quantitativo di titoli che si desidera collocare sia il prezzo minimo di offerta. 

\astacicoltùra, sf. Settore dell'aquicoltura che si occupa dell'allevamento dei gamberi di acqua dolce. 

\àstaco, sm. Nome volgare dell'Homarus gammarus o Homarus vulgaris, un crostaceo marino presente anche in Europa. 

\astacòide, agg. Eritema che conferisce all'intero corpo un colore rosso vivo. 

\astacus, sm. invar. Genere di Crostacei decapodi d'acqua dolce comprendente il comune gambero d'acqua dolce. 

\Astaire, Fred (Omaha 1899-Los Angeles 1987) Pseudonimo con cui è noto il ballerino e attore statunitense Frederick E. Austerlitz. Fu anche cantante e valido interprete di commedie musicali sia cinematografiche sia teatrali. Tra i suoi film si ricordano Cappello a cilindro (1935), Seguendo la flotta (1936), Papà Gambalunga (1955), Cenerentola a Parigi (1957) e L'inferno di cristallo (1974). 

\Astàldi, Marìa Luìsa (Tricesimo, Udine 1900-Roma 1982) Critica letteraria. Fondatrice della rivista culturale Ulisse, alla quale ha abbinato il premio internazionale Cortina Ulisse. Tra le opere, Tommaseo come era (1966), Manzoni ieri e oggi (1971), Amati libri (1976), Baretti (1977), Metastasio (1979). 

\astànte, agg., sm. e sf. Che, chi è presente in un luogo. ~ spettatore. 

\astanterìa, sf. Sezione di un ospedale dove si prestano i primi soccorsi ai ricoverati. 
 X   sf. casualty department. 

\Astàrte Dea fenicio-cananea dell'amore, della guerra e della fecondità. Identificata con la mesopotamica Ishtar, con l'egizia Iside e Hathor e con la greca Afrodite. 

\astàrte, sm. Genere di Molluschi Lamellibranchi marini caratterizzati da una robusta conchiglia, ornata da solchi concentrici. Gli astarti vivono nei fondi melmosi dei mari boreali. 

\astasìa, sf. Impossibilità di mantenere un posizione eretta. 

\astàtico, agg. (pl. m.-ci) In meccanica, relativo a ciò che è in uno stato di equilibrio indifferente. 
 @   dal greco statos instabile. 

\àstato, agg. e sm. agg. Dotato di asta. 
sm. Elemento chimico radioattivo artificiale, di numero atomico 85, simbolo At, appartenente al gruppo degli alogeni con fluoro e cloro, avente breve periodo di dimezzamento. Il nome significa dal greco instabile. Fu sintetizzato nel 1940 bombardando il bismuto con particelle alfa. 

\asteatòsi, sf. Assenza di grasso. 

\asteggiàre, v. intr. Fare aste scrivendo. 

\astèmio, agg. e sm. Chi non beve mai vino o altre bevande alcoliche. <> bevitore. 
 X   agg. teetotal. sm. teetotaller. 

\Astèmio o Abstemius, Lorènzo (Macerata tra il 1435 e il 1440-Urbino? 1508?) Pseudonimo dell'umanista Lorenzo Bevilacqua. Raffinato ellenista lasciò opere quali Epigrammata quaedam (1505) contenenti le iscrizioni di antichi monumenti e Fabulae opera pubblicata dal 1495 al 1505, ispirata a Esopo, che ebbe notevole diffusione soprattutto in Francia. 

\astemizòlo, sm. Antistaminico a lunga durata che non produce effetti sedativi o ipnotici e anticolinergici. 

\astenére, v. v. tr. Tenere lontano. 
v. rifl. 1 Tenersi lontano da qualcuno. 2 Evitare di fare qualcosa. ~ esimersi. 3 Non pronunciarsi, non votare. <> esprimersi, votare. 
 X   v. rifl. to abstain, to refrain. 
 @   lat. abstinere, comp. da abs-lontano da + tenere tenere. 

\astenìa, sf. Sensazione di debolezza e di inefficienza dell'organismo. L'astenia globale è contraddistinta da diminuzione delle capacità muscolare e intellettuale e può essere anche sintomo di determinati tipi di psiconevrosi. L'astenia muscolare è invece strettamente collegata a specifiche patologie, come miastenie, miopatie e insufficienze ormonali. 

\astenopìa, sf. Sensazione di stanchezza visiva. 

\astenosfèra, sf. Sottile strato fluido-viscoso situato al di sotto della crosta terrestre. 

\astenospermìa, sf. Riduzione della mobilità degli spermatozoi. 

\astensióne, sf. L'astenersi. ~ rinuncia, mortificazione. <> azione, intervento. 
 X   sf. abstention. 
 @   lat. abstentio,-onis, deriv. da abstinere astenersi. 

\astensionìsmo, sm. L'atteggiamento di chi si astiene dall'esprimere il proprio voto. 

\astensionìsta, agg., sm. e sf. Che, chi pratica l'astensionismo. 

\astenùto, sm. Chi non ha votato. 

\aster, sm. invar. Genere di piante erbacee della famiglia delle Composite, coltivate a scopo ornamentale per la bellezza dei fiori. Gli aster nascono spontaneamente nelle regioni temperate. ~ astro, settembrino. 

\astèrgere, v. tr. 1 Detergere. ~ pulire. 2 Cancellare. 

\astèria, sf. Stella di mare. 

\asterias, sf. invar. Genere di stelle di mare dell'ordine dei Forcipulati, famiglia degli Asteridi, con scheletro dorsale reticolato avente forma di stella con braccia lunghe e verrucose. Le asterias sono diffuse nel Mediterraneo e alcune specie provocano danni alle coltivazioni di mitili e ostriche. 

\asterìna, sf. Echinoderma (Asterina gibbosa) della famiglia degli Asterinidi e della classe degli Asteroidei. Misura 5 cm di diametro. Vive in fondali rocciosi poco profondi. 

\astèrion, sm. invar. Punto craniometrico che si trova all'incrocio di occipitale, parietale e temporale. 

\asteriscàre, v. tr. Contrassegnare con un asterisco. 

\asterìsco, sm. Segno tipografico a forma di stella usato convenzionalmente con diverse funzioni. ~ annotazione, richiamo. 
 X   sm. asterisk. 
 @   lat. tardo asteriscus, dal greco asterìskos. 

\asterìsmo, sm. Costellazione. 

\Asterix e Cleopatra Film d'animazione, francese (1970). Regia di Goscinny e Uderzo. Titolo originale: Astérix et Cléopâtre 

\Asterix il Gallico Film d'animazione, francese (1968). Regia di Goscinny e Uderzo. Titolo originale: Astérix le Gaulois 

\asteròide, sm. Nome con cui vengono designati piccoli pianeti, o pianetini, corpi secondari che girano attorno al Sole; sono stimati in un numero di circa 4.000 e la maggior parte è compresa nelle orbite di Marte e Giove. Hanno un aspetto puntiforme, molto simile alle stelle e sono visibili solo utilizzando potenti telescopi. 
In geometria è una curva algebrica piana del sesto ordine con quattro cuspidi.   +  

\Asteròidi Classe di invertebrati degli Echinodermi, meglio noti come stelle marine; questi animali hanno forma di stella o pentagonale, e un numero di braccia (cuspidi) compreso tra cinque e quarantacinque. Lo scheletro è costituito da una serie di piastre articolate fra loro per concedere al corpo una certa flessibilità. Gli Asteroidi sono in grado di estroflettere lo stomaco, riuscendo in tal modo a inghiottire animali (mulluschi o ricci di mare) più grandi di loro. Sono diffusi nell'Atlantico e nel Mediterraneo, ove si trovano i generi Astropecten, Echinaster e Asterina. 

\asteròmetro, sm. Strumento che misura la luminosità degli astri. 

\astersióne, sf. L'astergere. 

\astersìvo, agg. Che serve ad astergere. 

\Àsti Città del Piemonte (74.000 ab., CAP 14100, TEL. 0141), capoluogo dell'omonima provincia, sulla riva sinistra del Tanaro, nella pianura compresa tra il fiume e le ultime propaggini delle colline del Monferrato. È centro di commercio di prodotti agricoli (cereali, ortaggi, uva) e sede di industrie enologiche (importante la produzione di spumante), meccaniche, tessili, cartarie. Conserva monumenti di epoca romanica e gotica, tra cui il battistero, la cattedrale e la collegiata di San Secondo. Le sue origini sono, con tutta probabilità, liguri; fu poi municipio romano, ducato longobardo e comune. Fu proprietà dei marchesi del Monferrato, dei Visconti, degli Orléans, per passare ai Savoia nel 1575. 
Provincia di Asti 
È la meno estesa delle province piemontesi (1.511 km2, 210.000 ab.). Dominata dai rilievi collinari del Monferrato (divise in due dal corso del Tanaro), si estende tra le Langhe a sud e le colline del Po a nord. Il settore di specializzazione agricolo è quello della vite, con produzione di vini pregiati (nebiolo, barbera, moscato, freisa, grignolino e barbaresco). Diffuso l'allevamento bovino; sviluppate le industrie tessili. 

\Àsti, Adriàna (Milano 1933-) Attrice teatrale e cinematografica. Interpretò Rocco e i suoi fratelli (1960), Ti ho sposato per allegria (1964), Come tu mi vuoi (1980), Trovarsi (1981) e per la televisione La famiglia Ricordi (1995). 

\Astìàge (sec. VI a. C.) Ultimo re di Media. Venne battuto dal nipote, futuro Ciro il Grande, a Pasargade. Questi annetté in seguito la Media alla Persia. 

\Astianàtte Figlio di Ettore e Andromaca. Ulisse lo scaraventò dalle mura di Troia. 

\astiàno, agg. e sm. Piano medio del Pliocene compreso tra il piacenziano e il calabriano. 

\àstice, sm. Crostaceo (Homarus gammarus) della famiglia dei Nefropsidi e dell'ordine dei Decapodi. Vive in profondità attaccato alle rocce, procurandosi il cibo di notte.   +  
 X   sm. lobster. 

\asticèlla, sf. Nell'atletica leggera, l'asta che deve essere superata dai saltatori di salto in alto. Di legno o metallo e di lunghezza che varia da 3,64 a 4 m, viene posta orizzontalmente su due ritti che distano tra di loro da 3,66 a 4,02 m. 

\astigiàno, agg. e sm. agg. Relativo ad Asti. 
sm. 1 Abitante o nativo di Asti. 2 Appellativo dato a Vittorio Alfieri. 3 Moneta d'argento coniata ad Asti dal XII al XIV sec. 

\astigmàtico, agg. e sm. 1 Che presenta astigmatismo, affetto da astigmatismo. 2 Che serve per correggere l'astigmatismo. 
 X   agg. astigmatic. 

\astigmatìsmo, sm. Difetto di curvatura della cornea che causa un'imprecisa messa a fuoco dell'immagine. 

\astìle, agg. e sm. agg. Si dice di croce sorretta da un'asta, usata nelle processioni. 
sm. 1 L'asta di legno della lancia; la lancia stessa. 2 Ramo; bacchetta; manico in legno. 

\astinènte, agg. Chi si astiene. 

\astinènza, sf. 1 L'astenersi dal compiere atti sessuali, o dall'assumere determinati cibi o bevande. ~ digiuno. 2 Privazione. ~ rinuncia. giorni di astinenza, sono prescritti dalla Chiesa in determinati periodi dell'anno. 3 Temperanza, castità. ~ continenza. 4 Complesso di disturbi dovuti alla mancata assunzione della dose abituale di droga. 
 X   sf. abstinence. 
 @   lat. abstinentia

\astìnomo, sm. Nell'antica Grecia, magistrato di città che doveva sorvegliare su strade, edifici, costumi ecc. 
 @   dal greco sty città e némein regolare. 

\àstio, sm. Sordo rancore; odio, malanimo, livore, avversione. ~ malevolenza. <> simpatia, affetto. 
 X   sm. resentment, rancour. 

\astiosità, sf. L'essere astioso, carattere astioso. 

\astióso, agg. Pieno di astio. ~ ostile, malevolo. <> amorevole, benevolo. 
 X   agg. resentful, rancorous, bitter. 

\astìsta, sm. Atleta specializzato nel salto con l'asta. 

\ASTM Sigla dell'American Society for Testing Materials, associazione che si occupa della stesura e della pubblicazione delle norme relative agli analisti e alle misure di proprietà dei materiali. 

\Astòlfo (?-756) Re longobardo. Divenuto re nel 749, usò una politica molto aggressiva e riuscì nell'intento fallito da uno dei suoi predecessori, Liutprando, di scacciare i bizantini dall'esarcato di Ravenna (nel 751), giungendo alle porte di Roma, alla quale impose tributi. Il papa Stefano II, allo scopo di scongiurare il pericolo di un re così deciso, lo incontrò a Pavia, ove cercò di convincerlo a una politica più mite. Non fu ascoltato e il papa si rivolse a Pipino, re dei franchi, che intervenne in Italia a più riprese sconfiggendo Astolfo. Quest'ultimo fu obbligato a cedere le terre conquistate, che furono donate (Promissio Carisiaca) da Pipino al papa. Astolfo quindi, con la sua politica aggressiva nel confronti del papato, diede il pretesto a Pipino il breve per riprendere l'espansionismo dei franchi, già iniziato dal suo predecessore Carlo Martello. La decisione di Stefano II di chiedere aiuto ai franchi ebbe conseguenze importantissime: essa infatti diede inizio alla legittimazione dei franchi come difensori della cristianità, concetto che fu ripreso da Carlo Magno e in tutta la storia d'Italia che seguì nel corso del Medioevo. Astolfo aggiunse alcuni articoli al diritto longobardo, sancito nell'editto di Rotari, che si ispiravano chiaramente al diritto romano. Morì per una caduta da cavallo. 

\astomìa, sf. Assenza della bocca. 

\Aston, Francis William (Birmingham 1877-Cambridge 1945) Fisico inglese. Fu inventore dello spettrografo di massa. Fu insignito del premio Nobel per la chimica nel 1922. 

\astóne, sm. 1 Porzione di ramo o di pollone di due o tre anni che viene utilizzata per la riproduzione del salice o del pioppo. 2 Pianta di uno o due anni, ancora dimorante in vivaio, che si presenta vigorosa e diritta. 

\Astor, Mary (Quincy 1906-Los Angeles 1987). Pseudonimo di Lucille Vasconcellos Langhanke. Attrice americana. Esordì nel 1921, poi lavorò con J. Barrymore in Lord Brummell (1924); passò dalle prime esperienze del muto al sonoro con grande facilità. Fra i suoi film migliori, da ricordare Il mistero del falco (regia di J. Houston, 1941) e La grande menzogna (regia di E. Goulding, 1941) per cui ottiene l'Oscar come miglior attrice non protagonista. 

\astóre, sm. Uccello (Accipiter gentilis) della famiglia degli Accipitridi e dell'ordine dei Falconiformi. Vive nei boschi dell'Europa, dell'Asia e dell'America del Nord. Si ciba di uccelli che insegue con grande velocità. 

\astracàn => "astrakan" 

\astragalo- Prefisso che serve per designare in anatomia la presenza dell'astragalo. 

\astràgalo, sm. 1 L'osso più elevato del tarso. 2 Modanatura che separa il fusto della colonna dal capitello o dalla base. 
L'astragalo è un osso di forma cuboidale che costituisce il perno dell'articolazione del piede. Su di esso si connettono in alto la tibia e il perone, in avanti lo scafoide, in basso il calcagno.   +  
Genere (Astragalus) di piante Leguminose (Papilionacee), di origine per lo più asiatica. Gli astragali hanno foglie imparipennate, fiori di colori vari (bianchi, gialli, violetti), disposti a racemi o capolini. In Italia si trovano, tra gli altri, l'Astragalus alpinus, l'Astragalus centralpinus, l'Astragalus siculus. Da alcune specie si ricava gomma e caffè. 

\Astrahan Città (509.000 ab.) della Russia, capoluogo della provincia omonima. 

\astrakan, sm. Pelliccia di agnello karakul, la cui lavorazione è tipica della città di Astrahan. 

\astràle, agg. 1 Degli astri. 2 Eccezionale. ~ smisurato. 

\astràrre, v. v. tr. 1 allontanare, distogliere • la lettura lo astrae da tutto ciò che accade intorno  2 isolare, separare mentalmente alcuni aspetti di un certo contenuto conoscitivo (relativo a un fatto, un fenomeno o un'esperienza, o relativo a una certa area di sapere) da altri di esso, per ricavare una rappresentazione semplificata di tale contenuto o per ottenere un concetto più generale astarre l'universale dal particolare; il concetto di retta è stato astratto da varie fenomeni, come quello di un raggio di luce o quello della traiettoria di un oggetto che cade
v. intr. Trascurare alcune circostanze;  astrarre da …: non tener conto di … . ~ prescindere descrivendo un certo segno tracciato con una matita come un "segmento" astraiamo dal suo spessore.
v. rifl. Essere assenti col pensiero, distogliersi dalla realtà circostante. ~ estraniarsi. <> concentrarsi (sulle cose circostanti). 

\astrattézza, sf. 1 Qualità dell'essere astratto. ~ astrazione, immaterialità. 2 Cosa, concetto astratto. ~ genericità. 3 Stato di chi è astratto. ~ distrazione. 

\astrattìsmo, sm. Movimento artistico che vuole esprimere, attraverso una ricerca di nuove combinazioni di linee, forme e colori, la percezione dell'artista; è completamente slegato da una riproduzione di tipo oggettivo della realtà. Sorse nel 1910 dagli studi di F. Kupka e W. Kandinskij (Lo spirituale nell'arte, 1912), partendo dalle esperienze del cubismo. Attraverso lo studio della psicologia e delle emozioni, giunge alla definizione di un linguaggio basato sulla funzione espressiva del colore, sul ritmo prodotto da forme pure. La ricerca teorica si sviluppa nel gruppo di pittori Der blaue Reiter (1911) e nella scuola del Bauhaus. Tra gli esponenti più significativi vi furono P. Mondrian, C. Malevic, T. Van Doesburg, P. Klee e F. Léger. Diffusosi in tutti i paesi, è stato il punto di partenza di molte correnti d'avanguardia, con notevole influsso sull'architettura; la sua evoluzione portò al concretismo astratto di R. Birolli ed E. Vedova, dal nuclearismo di F. Depero e, dopo la seconda guerra mondiale, all'action painting di J. Pollock, fino a influenzare il surrealismo astratto di Gorky e le opere di A. Burri e A. Tápies. 
 X   sm. abstractionism. 

\astràtto, agg. e sm. agg. 1 Che, rispetto a un certo fenomeno, esperienza o conoscenza, non è immediatamente percepibile; ottenuto con un processo di astrazione. <> concreto.  2 Che non ha diretto contatto con la realtà; incorporeo. ~ immateriale. <> materiale. 3 Detto di un sostantivo che indica una nozione, non un essere o un oggetto percepibile con i sensi. 4 Immaginario, utopistico. ~ ideale. <> effettivo. 5 Di arte, non figurativo. 6 Vago. ~ indefinito. 
sm. 1 Ciò che viene ottenuto per astrazione. lasciare l'astratto e andare al concreto. 2 Persona con la testa fra le nuvole. 
 X   agg. abstract. 
 @   lat. abstractus, p.p. di abstrahere

\astrazióne, sf. 1 Il procedimento o l'effetto dell'astrarre. 2 Idea che non ha rispondenza nella realtà. ~ fantasia, ipotesi, utopia. <> realtà. la tua teoria è solo un'astrazione! 
 X   sf. abstraction. 
 @   lat. abstractio,-onis, deriv. da abstractus

\Astrea (letteratura) Romanzo in poesia e prosa di H. d'Urfé (1607-1624). 

\Astrèa (mitologia) Nella mitologia, anche detta Dike, figlia di Zeus e Temi, dea della giustizia. Scandalizzata dalla corruzione umana, fuggì dalla Terra e apparve nel cielo come costellazione della Vergine. 

\astringènte, agg. e sm. Sostanza che diminuisce l'attività peristaltica dell'intestino. ~ costrittore. <> emolliente, fluidificante. 
 X   agg. e sm. astringent. 

\astrìngere, v. tr. Ridurre certe funzioni dei tessuti organici. 

\àstro, sm. 1 Corpo celeste. ~ stella. 2 Chi eccelle in un campo. ~ star. 
 X   sm. star, planet. 
 @   lat. astrum, dal greco àstron. 

\astro- Primo elemento di parole composte. 
 @   dal greco stron astro. 

\astrobiologìa, sf. Branca della scienza che studia i fenomeni e le problematiche relative a possibili forme di vita nell'universo. Può essere galattica o solare, in relazione allo specifico campo d'indagine. 

\astroblastòma, sm. Tumore maligno del tessuto nervoso. 

\astrobùssola, sf. Strumento usato nella navigazione aerea per controllare la rotta di un aeromobile. 

\astrocaryum, sm. invar. Genere di palme di altezza media, ricoperte di spine nere originarie dell'America tropicale. Dalla polpa dei frutti, di forma ovale e colore giallo-arancio, si ricava un olio. 

\astrochìmica, sf. Lo studio della composizione chimica delle stelle. 

\astrocìta, sm. (pl.-i) Cellula della sostanza grigia del sistema nervoso che presenta ramificazioni disposte a raggio. 

\astrodinàmica, sf. I problemi di meccanica e dinamica connessi col moto nello spazio dei satelliti e dei veicoli spaziali. 

\astròfico, agg. (pl. m.-ci) Di componimento in versi che non è suddiviso in strofe. 

\astròfilo, sm. Chi si diletta di astronomia. 

\astrofìsica, sf. Ramo dell'astronomia che si interessa delle caratteristiche fisiche e naturali dei corpi celesti. L'astrofisica si suddivide sulla base dei diversi settori di studio (astrofisica solare, astrofisica stellare, astrofisica galattica). Gli studi si basano sulle radiazioni emesse studiando lo spettro elettromagnetico di oggetti come stelle, pulsar, buchi neri, quasar e galassie; gli strumenti utilizzati vengono collocati sulla Terra oppure su palloni atmosferici, satelliti, sonde interplanetarie e razzi automatici. Scienza creata nel secolo scorso per studiare la composizione chimica delle varie atmosfere stellari da J. Fraunhofer e A. Sacchi che, utilizzando metodi spettroscopici, ha consentito di tracciare un quadro preciso di tutti i fenomeni che si verificano nell'universo, in tutte le bande dello spettro elettromagnetico. 

\astrofìsico, agg. e sm. agg. Relativo all'astrofisica. 
sm. Studioso di astrofisica. 

\astrofobìa, sf. Ossessivo timore di determinati eventi atmosferici. 

\astrògrafo, sm. Telescopio con ottiche particolari, molto indicato nell'osservazione di pianetini, comete e campi stellari; è un rifrattore a grande campo o riflettore, ma modificato dall'aggiunta di una lente correttrice. 

\astrolàbio, sm. Antico strumento per misurare l'altezza apparente di un astro sull'orizzonte. 

\astrolatrìa, sf. Culto degli astri proprio delle religioni dei popoli antichi, come Egizi, Aztechi, Incas e Maya. 

\astrologàre, v. intr. Fare congetture astrologiche; oroscopi. 

\astrologìa, sf. Disciplina che studia la relazione tra il moto degli astri (stelle e pianeti) e gli avvenimenti del mondo, presupponendo uno stretto legame e influsso tra i fenomeni propri dei corpi celesti e il destino degli uomini. La sua origine è forse da collocare nell'Asia centrale; in Caldea era esercitata fin dal 5000 a. C. Si propagò poi in Mesopotamia, in Egitto e in Grecia. Si conoscono anche un'astrologia indiana e una cinese. 
 X   sf. astrology. 

\astròlogo, sm. Chi studia e pratica l'astrologia; indovino. 

\astrometeorologìa, sf. Scienza che studia l'influenza degli astri sui fenomeni meteorologici terrestri. 

\astrometrìa, sf. Branca dell'astronomia che studia la posizione e i movimenti dei corpi celesti. Lo studio completo della posizione di un astro, anche con il ricorso a nozioni geometriche, viene detto astronomia sferica. 

\astronàuta, sm. e sf. Pilota spaziale. ~ cosmonauta. 
Scienza e tecnica della navigazione spaziale. 
 X   sm. astronaut. 

\astronàutica, sf. Complesso degli studi e delle tecniche relativi alla realizzazione, messa in orbita, sbarco su altri pianeti e ritorno sulla Terra, di un mezzo idoneo a viaggiare nello spazio extraterrestre sia con equipaggio sia senza (veicolo spaziale). I veicoli spaziali si distinguono in satelliti artificiali, qualificati dalla loro funzione, sonde spaziali, adatte per perlustrazioni di grandi distanze, stazioni orbitali, assai grandi e destinate a rimanere nello spazio per molto tempo. Si fa partire la storia dell'astronautica con le teorie pubblicate dal russo K. E. Ziolkovskij (1903) e da H. Oberth (1923), che contribuì alla realizzazione del primo centro missilistico in Germania, diretto da Wernher von Braun (1912-1977). Negli Stati Uniti, tra i primi a occuparsi di astronautica teorica vi fu R. Goddard (1882-1945). Lo Sputnik 1 fu il primo satellite artificiale che i russi lanciarono in orbita attorno alla Terra: era il 4 ottobre 1957. Il lancio dello Sputnik 2, più pesante, seguì dopo circa un mese; trasportava in orbita il primo essere vivente, la cagnetta Laika. Gli americani lanciarono il loro primo satellite, l'Explorer 1, nel gennaio 1958. Fu un sovietico, Jurij Gagarin, il primo uomo nello spazio; vi giunse pilotando il Vostok 1, che partì il 12 aprile 1961. Lo statunitense J. Glenn eseguì il primo volo orbitale a bordo della Mercury 6 (20 febbraio 1962.). La prima Voskhod, pesante 6 t, fu messa in orbita dai sovietici il 12 ottobre 1964; la Sojuz (in grado di trasportare fino a quattro persone, anche se usata, in genere, per due o tre) fu lanciata nel 1967. Il programma statunitense con le Gemini, mezzi biposto pesanti 3,5 t, iniziò il 23 marzo 1965 con la Gemini 3 e terminò con la Gemini 12 nel novembre 1966. Oltre a questi, vennero contemporaneamente sviluppati programmi di esplorazione lunare. Il 3 febbraio 1966, gli statunitensi effettuarono il primo allunaggio morbido con la sonda Lunik 9. Il Lunik 17, partito il 10 novembre 1970, sbarcò sulla Luna un veicolo semovente, il Lunakhod, che si mosse per giorni guidato dalla Terra. I sovietici approntarono, negli anni 1966 e 1967, un programma spaziale che intendeva mettere in orbita una stazione spaziale permanente, la Saljut. Per collegare la stazione alla Terra, fu ideata la navicella Sojuz; la prima di queste navicelle fu messa in orbita il 23 aprile 1967, ma il suo ritorno terminò con la tragica morte del cosmonauta V. Komarov. Nell'ambito del progetto statunitense Apollo, N. Armstrong ed E. Aldrin furono i primi uomini a sbarcare sulla Luna (luglio 1969, Apollo 11). La stazione spaziale statunitense Skylab, fu messa in orbita nel 1973. Gli ultimi anni hanno visto gli americani dedicarsi soprattutto al perfezionamento di un veicolo riutilizzabile, la navetta Space Shuttle, capace di trasportare grossi carichi, riparare satelliti e fare ritorno sulla Terra. La prima missione congiunta USA-URSS si ebbe nel 1975. Il 28 gennaio 1986 il Challenger, uno degli Space Shuttle, andò distrutto con l'equipaggio pochi secondi dopo il lancio, a causa di un cedimento nel booster di destra (uno dei due razzi ausiliari di spinta a propellente solido) che fece esplodere il serbatoio pieno di idrogeno liquido. In seguito a questo grave episodio, tutti i voli dello Shuttle sono stati sospesi per trentadue mesi. Il 15 novembre 1988 i sovietici provarono con un volo automatico la navetta Buran proseguendo comunque negli esperimenti di lunga permanenza di astronauti nelle stazioni spaziali di tipo Mir, rifornite dalle navicelle automatiche Progress. Altri programmi sono stati condotti per esplorare i corpi del sistema solare tramite sonde spaziali automatiche. Molto interessanti le missioni statunitensi condotte su pianeti esterni al sistema solare con le sonde Pioneer 10 e 11 e Mariner 11 e 12, poi chiamate Voyager 1 e 2. Il Voyager 2, dopo essere partito dalla Terra il 20 agosto 1977, si è avvicinato a Giove il 9 luglio 1979, a Saturno il 25 agosto 1981, a Urano il 24 gennaio 1986 e a Nettuno il 24 agosto 1989, mandando precise e puntuali informazioni scientifiche e fotografie. 

\astronàutico, agg. Che riguarda l'astronautica. 

\astronàve, sf. Veicolo per la navigazione nello spazio. 
 X   sf. spacecraft, spaceship. 

\astronomìa, sf. Scienza che si occupa dell'osservazione dei corpi celesti e dei fenomeni a essi legati. Approfondisce, in particolare, gli studi riguardanti la materia presente nell'universo, la sua ripartizione, moto, struttura, composizione ed evoluzione. Si distinguono branche diverse dell'astronomia, in base al soggetto di studio e a metodi e tecniche impiegati nella ricerca. Prende in esame il sistema solare, le stelle fisse, gli ammassi stellari, la materia interstellare, le galassie, l'universo. I radiotelescopi ma soprattutto i telescopi, sia orbitali sia terrestri, sempre più potenti e perfezionati, hanno permesso di compiere grandi avanzamenti nelle ricerche. L'astronomia classica include l'astrometria, o astronomia di posizione, che esamina la posizione angolare degli oggetti celesti considerando solo l'aspetto cinematico del loro moto, e la meccanica celeste, che si occupa dell'aspetto dinamico. La cosmologia guarda all'universo nella sua totalità; la cosmogonia studia l'origine del sistema solare. L'astrofisica considera la natura degli oggetti celesti, determinando corrispondenze con fenomeni generati in laboratorio o approfonditi teoricamente con l'ausilio del calcolatore. Le più recenti branche fanno riferimento alle diverse bande spettrali in cui si possono esaminare gli oggetti celesti e sono costituite dall'astronomia nell'infrarosso, nell'ultravioletto, nei raggi X e nei raggi gamma e dalla radioastronomia. L'astronomia è una scienza di antichissime origini, di cui si hanno notizie sin dall'epoca protostorica. Babilonesi, cinesi, indiani, fenici ed egizi e aztechi avevano addirittura approntato osservatori astronomici. I greci, in particolare, furono i più eccellenti studiosi di questo campo con Talete, Pitagora, Aristotele, Eratostene, Aristarco, Ipparco e Tolomeo (II sec. d. C.), che si preoccupò di archiviare tutti gli studi antecedenti. Nel medioevo la scienza fu consolidata dagli arabi, trasmettitori dell'eredità greca. In occidente, la fase di rinnovamento fu avviata da Copernico e proseguita da Tycho Brahe, Keplero, Galilei e Newton.  Vedi anche  →  astrofisica.
 X   sf. astronomy. 

\astronomicaménte, avv. Dal punto di vista astronomico. 

\astronòmico, agg. 1 Riguardante l'astronomia. ~ spaziale. 2 Smisurato. ~ eccessivo. <> modico. ha un prezzo astronomico
 X   agg. astronomical. 
 @   lat. astronomicus, dal greco astronomikòs

\astrònomo, sm. Studioso di astronomia. 
 X   sm. astronomer. 

\astropecten, sm. invar. Genere di stelle marine dell'ordine dei Fanerozoni, famiglia degli Astropettidi, caratterizzate da braccia molto allargate alla base. 

\Astrophel e Stella Opera di poesia di Ph. Sidney (1580-1584, pubblicata postuma nel 1591). 

\Astruc, Alexandre (Parigi 1923-) Regista cinematografico francese. Antesignano della nouvelle vague, ha realizzato film cerebrali e sofisticati; successivamente, dopo le versioni cinematografiche di alcune opere letterarie, si è occupato di sceneggiati televisivi e documentari. Tra le sue opere, La tenda scarlatta (1952), L'educazione sentimentale (1962, tratto dall'omonimo romanzo di Flaubert) e La lunga marcia (1966). 

\astrusaménte, avv. In modo astruso. ~ incomprensibilmente. 

\astruserìa, sf. 1 L'essere astruso. 2 Ciò che è astruso. 

\astrusità, sf. Astruseria. ~ bizantinismo, stranezza. 

\astrùso, agg. Che è difficile a capirsi; incomprensibile, enigmatico, ostico, ermetico, contorto, complicato. ~ oscuro. <> ovvio. 
 @   lat. abstrusus, p.p. di abstrudere spingere via. 

\astucciàio, sm. Fabbricante o venditore di astucci e affini. 

\astùccio, sm. Custodia di un oggetto. ~ custodia, scatola, fodero. 
 X   sm. holder, case. 

\Astùra Fiume (40 km) del Lazio. 

\Asturias, Miguel Ángel (Città del Guatemala 1899-Madrid 1974) Etnologo guatemalteco. Tra le opere Leggende del Guatemala (1930) e Uomini di mais (1949). 

\Astùrie Regione (10.604 km2, 1.135.000 ab., capoluogo Oviedo) della Spagna settentrionale, situata tra la Cordigliera Cantabrica a sud, la costa del golfo di Biscaglia a nord, la Galizia a ovest. Comprende il principato e la provincia delle Asturie. In gran parte montuosa, fonda la sua economia sui prodotti del sottosuolo (carbone, zinco, ferro, manganese, rame), sull'agricoltura (frutta, cereali e sfruttamento delle foreste), sulle industrie metallurgiche e sul turismo. La regione era anticamente abitata dai celti iberici, fu poi occupata da Augusto nel 22 a. C., entrando a far parte della Spagna Citeriore; divenne provincia autonoma sotto Diocleziano (III sec.). Onorio la consegnò ai visigoti; fu un attivo centro della resistenza cristiana contro gli arabi. Mantenne l'autonomia di regno fino alla morte di Alfonso III il Grande (909), e in seguito venne integrata con il regno León (924). 

\astutaménte, avv. In modo astuto; scaltramente, furbamente, abilmente. ~ avvedutamente. 

\astùto, agg. Furbo, scaltro. ~ accorto. <> ingenuo. 
 X   agg. astute, cunning. 
 @   lat. astutus. 

\astùzia, sf. 1 Scaltrezza. ~ sagacia. <> semplicità. 2 Idea, azione astuta. ~ accorgimento. 
 X   sf. 1 astuteness, shrewdness, cunning. 2 (azione) trick. 
 @   lat. astutia, deriv. da astutus. 

\Astuzie femminili, Le Opera in due atti di D. Cimarosa, libretto di G. Palomba (Napoli, 1794). 

\Asunción Città (502.000 ab.) del Paraguay meridionale, situata alla confluenza del fiume Paraguay con il Pilcomayo, ai confini con l'Argentina. È capoluogo del dipartimento omonimo e capitale dello stato. Principale porto del paese è luogo di importanti traffici commerciali. L'esportazione di carne, cotone e legname, la produzione di sigarette, calzature e mobili sono le principali risorse economiche. Sede di un aeroporto internazionale è collegata con le principali città del sudamerica attraverso la rete ferroviaria e le vie d'acqua. Sede universitaria (statale e cattolica) e di un Museo di Belle Arti. Fondata dagli spagnoli nel 1537 fu punto di partenza per la colonizzazione della Bolivia. 

\Asùni Comune in provincia di Oristano (517 ab., CAP 09080, TEL. 0783). 

\Asvaghosa (II sec.) Poeta indiano. Tra le opere Le gesta del Budda e Nanda il bello

\Asyzt Città (273.000 ab.) dell'Egitto, capoluogo del governatorato omonimo. 

\At Simbolo chimico dell'astato. 
AT 
Sigla di Alta Tensione. 

\ATA Sigla di Associazione Turistica Albergatori. 

\Atacama Altopiano andino (3.000 m). 
Atacama 
Regione III (231.000 ab.) del Cile, capoluogo Copiapó. 
Atacama 
Regione desertica del Cile settentrionale. 
Atacama 
Abisso oceanico dell'oceano Pacifico orientale, nell'America Meridionale. 

\atacamìte, sf. Cloruro basico di rame che viene utilizzato per estrarre il rame. Si trova in agglomerati fibrosi di colore verde smeraldo scuro. 

\Atajo, Sierra de Catena motuosa (3.600 m) dell'Argentina. 

\Atakor Sezione centrale del massiccio montuoso dell'Ahaggar in Algeria. 

\Atakora Provincia (622.000 ab.) del Benin, capoluogo Notitingou. 

\Atala Racconto di F. R. de Chateaubriand (1802). 

\atalamìa, sf. Dilatazione della camera anteriore dell'occhio. 

\Atalànta Nella mitologia, ninfa; stabilì che avrebbe sposato chi fosse stato in grado di superarla nella corsa. Vi riuscì Ippomene, che le gettò innanzi tre mele d'oro che lei si fermò a raccogliere. 

\Atalante, L' Film drammatico, francese (1934). Regia di Jean Vigo. Interpreti: Michel Simon, Dita Parlo, Jean Dasté. Titolo originale: L'Atalante 

\Atalarìco (516?-534) Re degli ostrogoti. Nel 526 succedette al nonno Teodorico sotto la reggenza della madre Amalasunta. 

\Atalìa (sec. IX a. C.) Principessa ebrea. Figlia del re d'Israele Acab e di Gezabele, idolatra e ambiziosa, per regnare da sola (dal 842 al 837 a. C.) fece assassinare tutta la sua famiglia. Ispirò a Racine l'omonima tragedia (1691). 

\atamàno, sm. Presso cosacchi, polacchi e lituani, capo o comandante dell'esercito o di armate oppure carica civile elettiva dei villaggi. 

\Atanàsio (Alessandria 295-373) Santo, padre della chiesa greca e vescovo di Alessandria. Propugnatore dell'ideale monastico, forte sostenitore della piena divinità delle tre persone della Trinità, combatté a lungo l'arianesimo. Scrisse una Vita di Sant'Antonio

\atarassìa, sf. Nella filosofia epicurea e stoica, imperturbabilità dell'animo. 

\ataràttico, agg. Termine medico che designa ciò che crea una condizione di tranquillità. 

\atassìa, sf. Difficoltà o impossibilità di coordinare l'azione muscolare. 

\atassoparaplegìa, sf. Incoordinamento e la paralisi degli arti inferiori per lesioni midollari. 

\atassoparèsi, sf. Atassia associata a mancanza di forza muscolare. 

\Atatürk Cognome (Padre turco o Gran turco) assunto da Mustafà Kemal. 

\Ataùlfo (?-Barcellona 415) Re dei visigoti. Nel 410 succedette ad Alarico suo cognato, avendo sposato Galla Placidia. Attuò una politica di conciliazione con l'elemento romano. 

\atavicaménte, avv. In tempi molto antichi. 

\atàvico, agg. 1 Ereditato dagli antenati. ~ ancestrale. 2 Innato. ~ istintivo. <> acquisito. 

\atavìsmo, sm. Ricomparsa in un individuo di caratteri fisici o psichici presenti negli antenati. 

\Atbara Fiume (800 km) del Sudan. Nasce dall'Acrocoro etiopico e confluisce nel Nilo. 

\ATC Sigla Air Traffic Control (controllo del traffico aereo). 

\Àte Nella mitologia, dea dell'errore e del castigo divino, figlia di Zeus ed Eris. Venne cacciata dall'Olimpo e fu da allora compagna degli uomini. 

\ateìsmo, sm. Dottrina che nega l'esistenza di Dio. 

\Ateismo nel cristianesimo Opera di filosofia di E. Bloch (1968). 

\atel(o)- Primo elemento di parole composte. Deriva da un termine greco che significa "incompleto". 

\àtele, sm. Mammifero della famiglia dei Cebidi e dell'ordine dei Primati, dotato di arti lunghi e coda prensile. 
Atele dal ventre bianco 
Specie (Ateles belzebuth) di colore scuro sul dorso, chiaro sul ventre. Vive nella bassa Amazzonia, nella Colombia e nel bacino dell'Orinoco. 
Atele nero 
Specie (Ateles maniscus) di colore nero. Vive nelle foreste amazzoniche, nella Guyana e nel Brasile nordorientale. 

\atelencefalìa, sf. Mancanza di una parte del cervello denominata telencefalo. 

\Atelèta Comune in provincia di L'Aquila (1.371 ab., CAP 67030, TEL. 0864). 

\atelettasìa, sf. Mancanza o difetto di astensione o di dilatazione. 

\atelìa, sf. Assenza del capezzolo. 

\atelier, sm. invar. 1 Studio d'artista o per attività di tipo artistico; laboratorio. ~ bottega. 2 Sartoria d'alta moda. 

\ateliòsi, sf. Nanismo in cui il soggetto colpito conserva caratteri somatici infantili. 

\Atèlla Comune in provincia di Potenza (3.519 ab., CAP 85020, TEL. 0972). 

\atellàna, sf. Antica farsa popolare dell'antica Roma a personaggi fissi. 

\ateloprosopìa, sf. Malformazione congenita delle ossa facciali. 

\atemàtico, agg. Relativo a derivazione o flessione di parole, nelle quali la terminazione è aggiunta direttamente al tema o alla radice senza l'intervento di una vocale o sillaba tematica. 

\atemporàle, agg. Che è o è pensato fuori del tempo. 

\atemporalità, sf. Estraneità o trascendenza nei confronti del fattore tempo. 

\Atèna Divinità della mitologia greca, di probabile origine minoica, che la leggenda vuole nata dal cervello di Zeus. Nella mitologia romana corrisponde a Minerva. È la dea guerriera per eccellenza, raffigurata sempre munita di lancia e di oggetti simbolo di giustizia, saggezza e intelligenza. L'animale a lei sacro era la civetta. Protettrice delle arti e delle virtù, a lei fu affidata la protezione delle città (Polias). Al suo culto è legata la fondazione di Atene, che dalla dea prende il nome. Le erano intitolate le più grandiose feste dell'anno, tra cui le famose Panatenee. 

\Àtena Lucàna Comune in provincia di Salerno (2.330 ab., CAP 84030, TEL. 0975). 

\Atenàgora (sec. II d. C.) Apologista ateniese. Si convertì al cristianesimo e scrisse a Marco Aurelio e a Commodo la Supplica per i cristiani (177). 

\Atenàgora I (Tsaraplaná 1886-Istanbul 1972) Prelato greco-ortodosso. Patriarca ecumenico di Costantinopoli dal 1948, promosse l'unità tra tutti i cristiani favorendo le intese con le chiese di Russia e Roma. 

\Atène Capitale della Grecia (886.000 ab.; grande Atene con Pireo e sobborghi 3.207.000 ab.) e capoluogo dell'Attica. Giace nel centro di una pianura adiacente al mare, tra i monti Imetto e Aigaleos e il Golfo di Egina; la città si affaccia sulle insenature del Falero e del Pireo. La pianura è solcata dai due torrenti Cefiso e Ilisso ed è movimentata da prominenze calcaree, tra cui quella dell'Acropoli (156 m) che, insieme al Licabetto (277 m), sovrasta la città a nord. L'odierna città si è accresciuta, da quando è divenuta capitale del nuovo stato (1834), sviluppandosi a partire dall'antico centro e distribuendosi in più direzioni, con la creazione dei moderni quartieri e occupando ben 25 km di costa. Nella zona costiera periferica sorgono le raffinerie di petrolio e gli impianti industriali che interessano i settori tessili, dell'abbigliamento, meccanico, chimico (fertilizzanti), delle materie plastiche, alimentari, del tabacco; Atene, insieme ai sobborghi e al Pireo, il porto più importante del paese, concentra circa il 60% delle attività economiche di tutta la Grecia e il 30% della popolazione e costituisce il principale centro delle reti di comunicazioni stradali, ferroviarie, marittime e aeree. Attira turisti e studiosi da tutto il mondo per la ricchezza del suo patrimonio artistico (resti di epoca micenea, classica e romana), per le collezioni dei suoi musei (Museo Nazionale Archeologico, Museo dell'Acropoli, Museo dell'Agorà, Museo Bizantino, Benaki sono solo alcuni) e per le pregevoli chiese bizantine. Il fulcro della città antica era costituito dall'acropoli; col tempo è andato allargandosi in varie direzioni. In epoca tardo micenea (X sec. a. C.) e nel periodo geometrico (900-700 a. C.) occupava l'acropoli, la necropoli, le colline della Pnice, delle Ninfe, dell'Aeropago, del Museo. In epoca classica, l'acropoli fu adibita al culto e la città si estese nella pianura a nord-ovest dell'acropoli; l'agorà fu riservata alla vita civile e agli scambi commerciali; altri quartieri sorsero in direzione del Pireo. Erode Attico e C. Adriano (I sec. a. C.), contribuirono ad abbellire la città che ormai giungeva fino alle pendici dell'Imetto. La sua origine è incerta e attribuita a personaggi mitologici. Una delle sedi della civiltà micenea (II millennio a. C.), iniziò l'ascesa politica guidata in origine da una monarchia e poi da arconti (XI-VII secc. a. C.), fu provvista di una costituzione democratica da Dracone (624-621), da Solone (594 a. C.) e, dopo l'interruzione della tirannia di Pisistrato (560-528), da Clistene (508 a. C.): questi consolidarono la forma di governo democratico diretto di Atene e la resero il centro cittadino (polis) più significativo di tutta la Grecia. Con Pericle, demagogo o capo del popolo, democraticamente eletto stratega, affrontò e quindi vinse l'impero persiano (500-479). Fu questo per Atene il periodo di massimo splendore e di massima estensione: divenne il centro morale, politico e culturale della Grecia, affermandosi come potenza commerciale e militare, ricca, per il predominio sui mari, di una efficientissima flotta, che le valse la supremazia sulla lega delio-attica. Dopo la guerra del Peloponneso (431-404 a. C.), contro la rivale Sparta, fu insieme a quest'ultima soggiogata dai macedoni (338 a. C.), quindi dai romani (146 a. C.). I crociati, sottrattala ai bizantini dopo la quarta crociata, ne fecero un ducato (1205); risorse economicamente sotto catalani, fiorentini e veneziani. Maometto II la conquistò nel 1456 e rimase sotto il dominio ottomano fino al 1833. Dopo la guerra di indipendenza contro i turchi (1821-1830), diventò capitale del regno di Grecia (1834). 
 X   Athens. 
Scuola di Atene 
Scuola di indirizzo neoplatonico sorta tra IV e V sec. per opera di Plutarco di Atene. Ebbe il più insigne esponente in Proclo che con la sua teoria del mondo come strutturato gerarchicamente, esercitò una notevole influenza sulla cultura araba medievale. 

\atenèo, sm. Università. ~ accademia. 
 X   sm. university, academy. 

\ateniése, agg., sm. e sf. agg. Di Atene. 
sm. e sf. Abitante o nativo di Atene. 

\àteo, agg. e sm. Che, chi professa l'ateismo. ~ agnostico. <> credente. 
 X   agg. atheistic. sm. atheist. 
 @   greco àtheos, comp. da a-negativo + theòs dio. 

\aterballétto Compagnia di balletto italiana che si è affermata come una tra le più prestigiose compagnie italiane al di fuori degli enti lirici. Creata nel 1977 dall'ATER e affidata alla direzione di Vittorio Biagi, è, dal 1979, diretta da Amedeo Amodio. 

\aterìna, sf. Genere di Pesci Teleostei dell'ordine dei Mugiliformi, famiglia degli Aterinidi che vivono nei mari temperati e tropicali e in acqua dolce. ~ latterino. 

\atèrmico, agg. Che non trasmette calore. 

\Atèrno Fiume dell'Abruzzo. Nasce dal Gran Sasso e confluisce nel fiume Sagittario, con il quale forma il fiume Pescara. 

\ateròma, sm. Lesione fondamentale dell'aterosclerosi che rende la parete arteriosa rigida e fragile. 

\ateroscleròsi, sf. Malattia che consiste in una modificazione (degenerazione) della parete interna delle medie e grosse arterie sulle quali si formano sporgenze chiamate ateromi. Tali sporgenze, che prediligono le arterie coronariche e cerebrali, possono dare origine a trombi, infarti e ictus. L'aterosclerosi è una particolare forma di arteriosclerosi e, di conseguenza, deve la sua insorgenza a cause diverse e concomitanti, fra le quali l'accumulo di lipidi nella corrente sanguigna (iperlipemia) è una delle più rilevanti. Altri fattori predisponenti dell'aterosclerosi sono l'ipertensione arteriosa, il tabagismo e il fattore ereditario; queste cause possono aumentare in modo determinante il rischio per i soggetti maschili in età avanzata che sono sottoposti a stress. La migliore terapia preventiva dell'aterosclerosi consiste nella riduzione di lipidi saturi e colesterolo nella dieta quotidiana, accompagnata dall'eliminazione di fumo e alcolici e da un'intensificazione dell'attività fisica. 

\Atesìne Tratto delle Alpi orientali che va dal passo di Resia (1.500 m) al passo di Monte Croce di Comelico (1.640 m) e che comprende l'Adige e i suoi affluenti. 

\atesìno, agg. e sm. agg. 1 Relativo all'Adige. 2 Relativo alla valle dell'Adige. 
sm. Abitante o nativo dell'Alto Adige. ~ altoatesino. 
 @   da Athesis nome lat. dell'Adige. 

\Atéssa Comune in provincia di Chieti (10.215 ab., CAP 66041, TEL. 0872). Centro agricolo (coltivazione di olive) e industriale (prodotti meccanici). Vi si trova la cattedrale del XIV sec. Gli abitanti sono detti Atessani

\atestìno, agg. e sm. agg. Relativo a Este. 
sm. 1 Abitante o nativo di Este. 2 Di una civiltà, durata diversi secoli, che si sviluppò durante l'età del ferro e che aveva come centro principale Este. Suddivisa in quattro periodi, ebbe fine con la dominazione romana. 

\atetèsi, sf. Nell'edizione critica, il rifiuto di comprendere nel testo un passo giudicato spurio. 

\atetòsi, sf. Termine medico che designa movimenti involontari compiuti dal capo e dagli arti. 

\Atget, Eugène (Bordeaux 1857-Parigi 1927) Fotografo francese famoso per aver fissato poeticamente una Parigi oggi scomparsa in 4.600 immagini. 

\Athabasca Fiume (1.231 km) del Canada occidentale. Nasce dal ghiacciaio Athabasca (3700 m) situato sul monte Columbia nelle Montagne Rocciose e sfocia nel lago omonimo nella regione settentrionale della provincia di Alberta. Nel secolo scorso fu un'importante via di comunicazione per il traffico di pellicce. 
Athabasca 
Lago (8.080 km2) del Canada, tra le province di Alberta e Saskatchewan. Principali immissari sono il fiume omonimo e il fiume Peace. 
Athabasca 
Cima (3.491 m) del Canada, nelle Montagne Rocciose, al confine tra le province di Alberta e della Columbia Britannica. 

\Atharvaveda => "Veda" 

\Athos, mónte Repubblica monastica autonoma (2.000 ab.) sotto la sovranità greca, capoluogo Karyaí. Occupa la parte più orientale del Monte Santo, una delle tre penisole calcidiche. È abitata da monaci cenobiti di provenienza varia. 

\ATI Sigla di Aereo Trasporti Italiani. 

\atimìa, sf. Per i Greci, termine legale che indica la privazione dei diritti politici e civili del cittadino. 

\Atìna Comune in provincia di Frosinone (4.692 ab., CAP 03042, TEL. 0776). 

\atipicaménte, avv. In modo atipico. 

\atipicità, sf. Originalità. ~ singolarità. 

\atìpico, agg. Non tipico, che non presenta i caratteri propri del tipo normale. ~ inconsueto. <> tipico, usuale. 
 X   agg. atypical. 

\atireòsi, sf. Mancanza o la scarsità di secrezione tiroidea. 

\Atlanta Città degli Stati Uniti (420.000 ab.), capitale della Georgia. Sede di università e centro commerciale, conta circa tre milioni di abitanti nell'agglomerato urbano. Fu fondata nel 1837 e distrutta durante la guerra di secessione nel 1864. Conta industrie metalmeccaniche, elettroniche e alimentari, tessili e aeronautiche. Sede della Coca Cola Co., vi si sono svolte le olimpiadi del 1996. 

\atlànte, sm. 1 Raccolta di carte geografiche, o più in generale dei grafici di una particolare scienza, rilegate in volume. atlante geografico, atlante storico. 2 Prima vertebra cervicale.   +  
 X   sm. atlas. 
 @   dal greco Atlas,-antos, Atlante, mitico titano che sosteneva il mondo sulle spalle. 
Si distinguono atlanti geografici, storici, anatomici, astronomici ecc. L'atlante geografico è costituito da carte geografiche fisico-politiche, fisiche, politiche di ogni singolo paese della Terra. L'atlante comprende le carte dell'Europa, dell'Asia, dell'Africa, delle Americhe, dell'Oceania e delle Terre Polari. Gli atlanti più recenti e specializzati alternano carte geografiche a carte tematiche economiche, linguistiche e storiche di ogni paese. L'atlante è dotato di un indice con i toponimi di ogni carta. L'impostazione di un atlante è data dalla disposizione delle scale, dai colori delle proiezioni e del modello di rappresentazione e dalla locazione dei toponimi. Tanto più recenti sono gli aggiornamenti politici effettuati, tanto maggiore sarà la qualità dell'atlante. 
Uno dei primi atlanti fu l'antica raccolta di tavole geografiche di Claudio Tolomeo, astronomo vissuto in Egitto nel II sec. d. C. Esse furono ben presto superate a causa delle continue scoperte geografiche. Il termine atlante comparve nella prima raccolta di Gerardo Mercatore Atlas sive cosmographicae meditationes de fabrica mundi (1595). Dopo circa trent'anni, la mitologica figura di Atlante che sostiene il mondo sulle spalle comparve sulla copertina delle raccolte di carte geografiche. Con il passare dei secoli gli atlanti si arricchirono di carte disegnate con nuove proiezioni. Gli atlanti più importanti furono lo Stieler dell'Istituto Perthens di Gotha, pubblicato nel 1823, quelli di Andree e di Debes in lingua tedesca, l'Atlas Universel in francese, Times Atlas of the World e l'Oxford Atlas in inglese e il Mira in lingua russa. In Italia comparvero l'Atlante Internazionale del T.C.I. e il Grande Atlante dell'Istituto Geografico De Agostini di Novara, del 1922. 
Atlante celeste 
Raccolta di carte sulle quali sono riportate le posizioni delle stelle rispetto ai piani di riferimento fondamentali. I primi atlanti celesti furono disegnati a mano. In alcuni atlanti le stelle più splendenti vengono indicate con il nome della costellazione a cui appartengono, preceduto da una lettera greca: α, β, γ; le stelle meno luminose vengono riconosciute in base alla posizione nel sistema di riferimento e non per nome. 

\Atlànte (geografia) Catena montuosa, di origine cenozoica, dell'Africa nordoccidentale, che si dispiega tra la costa mediterranea, la costa atlantica e il Sahara, attraversando i territori del Marocco, della Tunisia e dell'Algeria. Si distingue l'Alto Atlante a sud-ovest con i monti Ighil Mgoun (4.071m) e Toubkal (4.165 m), l'Anti Atlante a sud, il Medio Atlante a nord e l'Atlante del Tell o Piccolo Atlante. La vegetazione varia dalla macchia mediterranea (versanti nord-ovest con clima influenzato dal mare) a quella tipicamente alpina. Zone interne steppose e aride. Attività estrattiva di rame, fosfati, zinco, manganese, stagno, piombo e ferro. 

\Atlànte (mitologia) Gigante mitologico figlio del titano Giapeto e di Climene. Per aver lottato contro gli dei dell'Olimpo, Zeus lo condannò a reggere eternamente il mondo sulle spalle. 

\Atlànte L' Film francese (1934). Regia: Jean Vigo. Interpreti: Jean Dasté, Dita Parlo, Michel Simon, Louis Lebfevre, Gilles Margaritis. 

\Atlante occidentale Romanzo di D. Del Giudice (1985). 

\Atlántico Dipartimento (1.741.000 ab.) della Colombia, capoluogo Barranquilla. 

\atlàntico, agg. 1 Dell'oceano Atlantico. 2 Si dice del patto politico-militare stipulato nel 1949 tra gli Stati Uniti e i paesi dell'Europa occidentale e di ciò che lo concerne. 3 Relativo ad Atlante, il gigante che sorreggeva il peso del mondo sulle sue spalle. 4 Titanico, gigantesco. 
 X   agg. Atlantic. 
 @   lat. Atlanticus, dal greco Atlantikòs, deriv. da Atlas

\Atlàntico, ocèano È l'oceano che si estende tra il nuovo e il vecchio mondo, essendo compreso tra Europa e Africa a est e America settentrionale e meridionale a ovest; a sud è in comunicazione con l'oceano Pacifico, mediante lo stretto di Drake (tra la Terra del Fuoco e le Shetland), e con l'oceano Indiano verso il quale si schiude sotto il Capo delle Aguglie. La sua superficie totale di 106 milioni di km2, che lo pone secondo tra gli oceani, equivale a un quarto di tutta l'estensione delle acque degli oceani. Si distinguono alcuni mari dipendenti come il mar Glaciale Artico, il mar Mediterraneo, il mar Caribico, il golfo del Messico, il mare del Nord, il mare d'Irlanda e il mar Baltico. Ha una profondità massima di 9.212 m (Fossa di Puerto Rico) e una media di 3.314 m. La larghezza minima si ha tra capo São Roque in Brasile e capo Palmas in Liberia con 2.850 km. La rotta di attraversamento seguita da Colombo vede invece una distanza di 6.500 km tra Gibilterra e le Antille. È spartito da nord a sud da una dorsale sottomarina che inizia nel mare Glaciale Artico e arriva all'oceano Indiano. All'altezza dell'Equatore la dorsale curva verso est inabissandosi fino a 7.758 m (Fossa di Romanche); si rialza quindi gradatamente fino a 2.000-2.500 m dal fondo, per affiorare con le isole Ascensione e Tristan da Cunha. Dalle isole San Paolo si genera la dorsale della Guinea. La dorsale atlantica è una catena montuosa sottomarina coincidente con un'imponente frattura della crosta terrestre che divide le placche americana da una parte ed euroasiatica-africana dall'altra. La risalita dei magmi dalla frattura è all'origine della creazione dei fondali oceanici e dell'allontanamento dei continenti. Tra la dorsale e i continenti si collocano profondi bacini che raggiungono anche 7.000 m di profondità. In Atlantico numerose correnti sono originate dalle notevoli differenze di temperatura tra strati profondi e strati superficiali e dalla circolazione atmosferica, specie dai venti alisei. La corrente equatoriale del nord e la corrente equatoriale del sud, indirizzate da est a ovest, si spingono alle latitudini equatoriali e sono separate da una corrente di ritorno, controcorrente equatoriale. La corrente del sud, giunta alla costa americana, si divide in due bracci: l'uno piega verso sud sfiorando le coste del Brasile (Corrente del Brasile), l'altro penetra nel mar Caribico per collegarsi con la corrente equatoriale del nord e dare vita alla Corrente del Golfo, che costituisce il limite settentrionale del mar dei Sargassi. La Corrente del Golfo tocca le coste americane per poi staccarsene e dirigersi verso l'Europa. Al cospetto della penisola iberica, un braccio piega verso sud (Corrente delle Canarie), e si unisce alla corrente equatoriale terminando il circuito oceanico settentrionale, mentre altre diramazioni raggiungono l'Europa del nord. La fredda corrente del Labrador, che proviene dal mar Glaciale Artico, trasporta gli iceberg fino a latitudini basse. Altra corrente gelida è quella che si origina dalla zona antartica e tocca le Falkland. La salinità cambia nelle diverse zone, variando dal 35 all'equatore al 37 nelle vicinanze dei tropici per la forte evaporazione, scendendo sotto il 34 presso i mari polari a causa dello sciogliersi dei ghiacci. I mari dipendenti hanno salinità decisamente più bassa. Nell'area settentrionale, la copiosa fauna è rappresentata da molte famiglie di pesci, con particolare ricchezza e pescosità di merluzzi, aringhe, sardine e acciughe. Nelle vicinanze di tropici ed Equatore la fauna cala invece notevolmente: si incontrano cetacei nei bacini estremi, foche lungo i litorali settentrionali fino al tropico, otarie nel bacino meridionale. L'Atlantico ha una notevole importanza economica; la pesca nell'Atlantico costituisce il 40% dell'intera attività peschereccia mondiale, essendo le acque a basso fondale un'enorme riserva di risorse ittiche: mare del Nord, mar di Norvegia, banchi di Terranova e banchi delle Canarie sono fortemente sfruttati. La rotta fra la Manica e New York vede impegnato un terzo del traffico marittimo mondiale, collegando regioni densamente popolate e altamente sviluppate. I porti su questa direttrice sono tra i più importanti del mondo: da Londra, Liverpool e Amburgo a New York, Boston e Baltimora. 
 X   Atlantic Ocean. 
Battaglia dell'Atlantico 
Offensiva aeronavale, verificatasi durante la seconda guerra mondiale, che vide contrapposte le potenze dell'Asse e gli Alleati che si contendevano il controllo dell'oceano Atlantico. Le vicende della battaglia videro, nel periodo settembre 1941-luglio 1942, la preminenza della Germania, mentre dall'agosto 1942 al maggio 1945 furono gli alleati ad avere il predominio fino alla vittoria. 

\Atlantida Rappresentazione in tre parti di M. De Falla, testo di J. Verdaguer (Milano, 1962). 

\Atlantide (cinema) Film fantastico, tedesco (1932). Regia di Georg Wilhelm Pabst. Interpreti: Brigitte Helm, Pierre Blanchar, Jean Angelo, Odette Florelle. Titolo originale: Die Herrin von Atlantis 

\Atlàntide (mitologia) Mitica isola che secondo gli antichi greci sorgeva nell'oceano Atlantico, dopo le Colonne d'Ercole (Stretto di Gibilterra); Platone ne riferisce nel Crizia, riportandone la leggenda che la racconta come una terra ricca e fertile sprofondata nel mare come punizione per l'empietà dei suoi abitanti. 
Nome attribuito dai geologi a un ipotetico vasto continente, scomparso da migliaia di anni, che, tra il Cambrico e il Terziario, avrebbe occupato gran parte dell'oceano Atlantico; Groenlandia, Canarie e Azzorre sarebbero ciò che ne rimane. 

\atlantìsmo, sm. La politica delle nazioni del Patto Atlantico. 

\atlàntropo, sm. Nome attribuito da C. Arambourg ai resti di uomini fossili, risalenti probabilmente all'inizio del Pleistocene medio, che furono ritrovati a Ternifine, presso Palikao, in Algeria (1954). 

\atlèta, sm. e sf. Chi pratica regolarmente uno sport. ~ sportivo. 
 X   sm. e sf. athlete. 
 @   lat. athleta, dal greco athletès lottatore. 

\atlètica, sf. Complesso di gare sportive, a carattere individuale e di squadra, che derivano parzialmente da quelle antiche. Si divide in atletica leggera e atletica pesante. Della prima fanno parte le gare maschili di corsa piana (100, 200, 400, 800, 1.500, 5.000, 10.000 m; staffette 4 per 100 e 4 per 400), di salto (in lungo, triplo, in alto, con l'asta), di lancio (peso, disco, martello, giavellotto), di corsa a ostacoli (110, 400, 3.000 m siepi), di marcia, la maratona e il decathlon, costituito da dieci diverse specialità. Le gare femminili sono 100, 200, 400, 800, 1.500, 5.000 (ha sostituito la prova sui 3.000 m) e 10.000 m piani, marcia e maratona, staffette 4 per 100 e 4 per 400 m, 100 m a ostacoli, salto in alto e in lungo, lancio del peso, disco e giavellotto ed eptathlon, costituito da sette specialità. Queste gare sono praticate sulle piste atletiche e olimpiche; altre competizioni sono costituite dalle corse campestri, che si tengono su distanze variabili (200 m a ostacoli, 2.000 m, miglio, 100, 220 iarde ecc.). Dell'atletica pesante fanno parte il sollevamento pesi, la lotta greco romana, libera, giapponese (judo). 
 X   sf. athletics. 

\atlètico, agg. 1 Che si riferisce o appartiene all'atletica. 2 Da atleta, proprio di un atleta; robusto, aitante. ~ forte. <> gracile. 
 X   agg. athletic. 

\atletìsmo, sm. 1 Attività sportiva. 2 Spirito sportivo. 

\atm Sigla di atmosfera. 

\atmidometrìa, sf. Misura delle quantità di liquido evaporato. 

\atmidòmetro, sm. Strumento che serve a misurare la quantità di vapore emesso da un liquido in un dato intervallo di tempo. 
 @   dal greco atmís-ídos vapore e métron misura. 

\atmocàusi, sf. Ustione provocata a una parte del corpo da un getto di vapore bollente. 

\atmolìsi, sf. Separazione dei componenti di un miscuglio gassoso ottenuta per diffusione attraverso una parete porosa. 
 @   dal greco atmós gas e lsis decomposizione. 

\atmorinòmetro, sm. Dispositivo che evidenzia un'ostruzione delle narici. 

\atmosfèra, sf. 1 Zona gassosa che avvolge la Terra, il Sole, i pianeti e le stelle in genere. 2 Condizione psicologica che si determina in un ambiente. 3 Unità di misura della pressione. 
 X   sf. atmosphere. 
A quella terrestre viene attribuito uno spessore convenzionale di circa 1.000 km. Essa è composta per il 78% di azoto e per il 20% di ossigeno: componenti secondari sono l'argo, l'anidride carbonica e il vapor acqueo. La pressione esercitata al suolo dalla colonna d'aria è di 1 atm (equivalente a 1.013 mbar o a 760 mm di mercurio) a 0 °C e al livello del mare. L'atmosfera è suddivisa in varie zone a seconda dell'altezza dal suolo: la troposfera, sede dei fenomeni meteorologici (fino ai 15 km dal suolo), in cui la temperatura diminuisce con l'altezza fino a-55 °C; la stratosfera (fino ai 50 km), in cui il vapor acqueo diminuisce a minimi valori e nella cui parte superiore comincia a essere presente l'ozono con temperature intorno a valori di 0 °C; la mesosfera (fino ai 90 km), in cui a un primo aumento della temperatura fa seguito una diminuzione fino ai-70 °C; i raggi cosmici ionizzano questa zona dell'atmosfera creando la ionosfera o strato ionizzato; la termosfera (fino ai 500 km), in cui la temperatura aumenta con l'altezza e scompaiono ozono, vapor acqueo e anidride carbonica: è sede di aurore polari e strati ionizzati; l'esosfera infine è la parte più esterna e rarefatta facente da confine con lo spazio. 
Atmosfera fisica 
Unità di misura della pressione (simbolo atm) non contemplata dal Sistema Internazionale, corrispondente alla pressione esercitata da una colonna di mercurio alta 760 mm a 0 °C, al livello del mare e a 45° di latitudine (è pari a 1.013·105 Pa). 

\atmosfèrico, agg. Dell'atmosfera. 

\-ato Suffisso che nei termini chimici indica i sali e gli esteri inorganici contenenti ossigeno e alcuni acidi organici. Nella nomenclatura ufficiale ha sostituito il suffisso-ico. 

\atòllo, sm. Isola di origine madreporica o corallina, di forma anulare, con una laguna centrale che comunica con il mare circostante per mezzo di uno o più canali. Gli atolli si trovano solo nella zona dei Tropici o subtropicale. Le dimensioni del diametro variano da 2 a 70 km. Secondo una teoria elaborata da Charles Darwin, gli atolli sono formati dall'accumulo di madrepore attorno al cono di un'isola vulcanica che sta sprofondando. Questa ipotesi spiegherebbe anche la forma caratteristica dell'isola e la presenza della laguna, che corrisponderebbe all'antico cratere del vulcano. Tuttavia le formazioni calcaree di tali organismi possono anche depositarsi su zoccoli rocciosi che raggiungono la superficie per effetto dei movimenti tettonici. In entrambi i casi, l'atollo corallino viene lentamente ricoperto da detriti, che permettono poi lo sviluppo della vegetazione, costituita quasi esclusivamente da palme da cocco. Gli atolli sono quasi sempre circondati da un'ampia piattaforma corallina subacquea, che li protegge dall'effetto erosivo del mare. 

\atòmica, sf. Bomba atomica. 
 X   sf. atomic bomb. 

\atòmico, agg. 1 Relativo all'atomo. energia atomica, quella sviluppata dalle trasformazioni che avvengono internamente all'atomo. 2 Nucleare. 3 Incredibile. ~ straordinario. impresa atomica
 X   agg. atomic. 
In logica matematica si usano "atomo" e "formula atomica" per indicare gli elementi costitutivi dei predicati:   +  

\atomìsmo, sm. Teoria filosofica secondo cui l'universo è formato da particelle eterne, immutabili, indivisibili e non percepibili (atomi), che muovendosi nel vuoto si combinano tra loro. I filosofi greci Leucippo e Democrito di Abdera (V sec. a. C.) furono i primi assertori di questa teoria, poi ripresa prima da Epicuro (IV sec. a. C.) e, attraverso di lui, dal poeta latino Lucrezio (I sec. a. C.), e quindi, nel rinascimento, da Cartesio e Gassendi. 

\atomìstica, sf. Parte della scienza che studia gli atomi e le loro proprietà. 

\àtomìstico, agg. Attinente alla dottrina dell'atomismo della filosofia classica. 

\atomizzàre, v. tr. Suddividere un liquido, una soluzione o un sospensione in goccioline infinitesime per mezzo di un atomizzatore. 

\atomizzatóre, sm. Apparecchio atto alla polverizzazione molecolare di liquidi, sospensioni o soluzioni. 

\àtomo, sm. 1 La frazione più piccola di un elemento (da 2·10-7 a 5·10-7 mm), le cui caratteristiche rimangono invariate in seguito a qualsiasi reazione chimica. 2 Briciolo. ~ frammento. 
 X   sm. atom. 
È composto da un nucleo centrale, costituito da protoni, cioè particelle con carica elettrica positiva, e neutroni, particelle neutre; il numero di protoni è detto numero atomico (Z) mentre la somma dei protoni e dei neutroni è detta numero di massa (A). La carica del nucleo è positiva, ma attorno a questa ruotano, distribuiti sugli orbitali, gli elettroni, particelle con carica negativa di valore uguale a quella del protone, in numero uguale a quello dei protoni del nucleo, così da mantenere neutro il sistema. Esistono atomi con stesso Z e diverso A (eccesso o mancanza di neutroni nel nucleo): essi sono detti isotopi. Le proprietà chimiche e fisiche dell'atomo dipendono dal numero atomico, cioè dal numero di elettroni nel guscio esterno, in quanto sono essi a determinare le affinità tra un atomo e l'altro e cioè i legami che portano alla formazione delle molecole. La classificazione degli atomi, o elementi, è stata iniziata da D. I. Mendeleev che elaborò la famosa tabella del sistema periodico degli elementi, o tabella di Mendeleev, nella quale gli elementi sono ordinati per numero atomico crescente (da Z=1 per l'idrogeno a Z=98 per l'uranio oltre agli elementi transuranici e artificiali). J. J. Thomson provò per primo a rappresentare la struttura dell'atomo, figurandolo come una sfera fluida di carica positiva, dentro la quale si muovevano gli elettroni. Rutherford, nel 1911, avanzò l'ipotesi che l'atomo fosse formato da un nucleo centrale di carica positiva, in cui era contenuta la massa, e attorno al quale orbitavano gli elettroni; il suo modello planetario, però, contrastava con l'elettrodinamica classica. Tra le critiche mosse al modello di Rutherford, si inserisce quella di Bohr che, nel 1922, presentò un nuovo modello, sempre basato sulla struttura a nucleo centrale con elettroni sulle zone esterne. Secondo tale modello, l'elettrone può muoversi solo sulle orbite non soggette a perdita di energia per irraggiamento, e l'emissione o l'assorbimento di energia sotto forma di radiazione si verifica quando l'elettrone si muove da un'orbita a un'altra più esterna o più interna. Le orbite concesse sono indicate da un numero intero n, detto numero quantico principale o totale, che può assumere i valori interi positivi. La teoria di Bohr fu ampliata da Sommerfeld, che esaminò il caso di orbite ellittiche; il modello di Bohr-Sommerfeld limitava però la sua validità all'atomo di idrogeno. Gli studi successivi furono rivolti a vincere questo limite; molti degli scienziati che se ne occuparono furono insigniti del premio Nobel perché, con le loro scoperte, impressero un nuovo corso alla fisica (L. de Broglie, E. Schrödinger, P. A. Dirac, M. Born, W. Pauli, W. Heisenberg). Nel 1923 L. de Broglie ipotizzò che ogni particella materiale in movimento potesse avere una natura ondulatoria: ciò portò all'elaborazione di una nuova meccanica efficace a livello atomico e subatomico, la meccanica quantistica. In questa nuova ottica, lo stato di un elettrone è rappresentato con la funzione ψ, chiamata funzione d'onda (Schrödinger). Il quadrato del modulo di tale funzione denota la possibilità dell'elettrone di trovarsi in un certo punto dello spazio. Tale concezione probabilistica non permette una precisa riproduzione schematica spaziale dell'atomo; ci si deve limitare a rappresentarlo come un nucleo attorniato da una nube elettronica. Di semplice soluzione se riferite all'atomo di idrogeno, le equazioni della meccanica quantistica si complicano con l'accrescere del grado di complessità del sistema atomico, tanto che spesso si dimostrano impossibili da risolvere. A tal proposito sono state immesse approssimazioni per agevolare la soluzione; nel 1930 furono ideati speciali modelli atomici quali quello Thomas-Fermi, per gli atomi pesanti con molti elettroni, e di Hartree-Fok, per studiare gli atomi leggeri. Data la complessità dei casi, comunque, solo i potenti calcolatori elettronici di oggi permettono di risolvere le equazioni delle funzioni d'onda e le loro distribuzioni.   +  

\Atomtod Opera in tre atti di G. Manzoni, libretto di E. Jona (Milano, 1965). 

\atonàle, agg. Si dice di musica basata sull'atonalità. 

\atonìa, sf. 1 Incapacità di contrarre organi a struttura muscolare. 2 Mancanza di accento tonico. 

\atonicità, sf. Qualità e natura di una sillaba in quanto mancante, a differenza di altra prossima, di accento tonico. 

\atònico, agg. Affetto da atonia. 

\àtono, agg. 1 Detto di vocale o sillaba priva di accento tonico. ~ muto. <> accentato. 2 Privo di espressione. ~ piatto. <> ricco. 

\atopìa, sf. Forte reattività nei confronti di uno o più antigeni. 

\atòssico, agg. Che non è tossico. <> tossico. 

\atout, sm. invar. 1 Nel bridge e in altri giochi di carte, il seme che domina sugli altri e dà vantaggi nelle prese. ~ asso. 2 Punto di forza, risorsa, possibilità. ~ chance. <> svantaggio. 
 X   (bridge) trump. 

\ATP Sigla con la quale viene indicato l'acido adenosintrifosforico, in cui l'adenina si unisce a tre gruppi fosforici; elemento essenziale per il metabolismo degli esseri viventi come immagazzinatore di energia, la sua formazione ha luogo nel corso della dissoluzione delle molecole alimentari. Si separa con agevolezza in acido adenosindifosforico (ADP) e acido fosforico, producendo abbondante energia, che viene impiegata in tutti i processi vitali. I processi ossidativi della respirazione concorrono a far rinascere ATP da ADP e acido fosforico. Nelle piante verdi l'ATP si forma per via fotochimica (fotosintesi). 

\atrabìle, sf. 1 Nella medicina antica, umore denso e aspro che era considerato causa dell'ipocondria. 2 Malumore. 3 Liquido nerastro che può essere presente nelle capsule surrenali di un cadavere. 

\atrabiliàre, agg. Bilioso. ~ collerico. 

\Atràni Comune in provincia di Salerno (1.029 ab., CAP 84010, TEL. 089). 

\Atrato Fiume (603 km) della Colombia. Nasce dalla Cordigliera occidentale e sfocia nel golfo di Darién. 

\atrazìna, sf. Erbicida usato per diserbare le coltivazioni di mais. 

\Atrek Fiume (670 km) dell'Iran nordorientale. Nasce dal Kopet-Dag e sfocia nel mar Caspio. 

\atremìa, sf. Pseudoparalisi che interessa gli arti inferiori. 

\Atrèo Nella mitologia, re di Micene, padre di Agamennone e Menelao. La moglie Erope fu sedotta dal cognato Tieste a cui consegnò il vello d'oro, simbolo del potere; Atreo si vendicò offrendo in banchetto al fratello la carne dei suoi figli. 

\atrepsìa, sf. Situazione di decadimento che colpisce chi non può nutrirsi. 

\atresìa, sf. Malformazione congenita che consiste nell'assenza di un orifizio. 

\Àtri Comune in provincia di Teramo (11.378 ab., CAP 64032, TEL. 085). Vi si trovano la chiesa di Sant'Andrea, del XIV sec., la cattedrale, costruita tra il XIII e il XIV sec., e il palazzo dei Duchi Acquaviva, del XIII sec. Gli abitanti sono detti Atriani

\atriàle, agg. Relativo agli atri cardiaci. 
Malattia atriale 
Denominazione generica di disturbi cardiaci caratterizzati da una disfunzione del nodo del seno dal quale si irradia ritmicamente il segnale elettrico che precede ogni battito. 

\atrichìa, sf. Assenza di peli, di capelli. 
 @   da a privo e dal greco thíx, trichós pelo. 

\Atrìdi I discendenti di Atreo, figlio di Pelope e Ippodamia e re di Micene (in greco Atrêidai). Tra i più celebri, i figli di Atreo Agamennone, Menelao e Oreste. 

\àtrio, sm. Parte di un edificio che costituisce l'ingresso verso altri locali. Nella tipologia architettonica romana era il luogo centrale della casa (vestibolo); tutte le stanze vi si affacciavano per captare luce. Era rivestito da un tetto a falde che confluivano verso una fenditura centrale; essa aveva il compito di convogliare l'acqua in una vasca interna. Nell'architettura paleocristiana costituiva il quadriportico antistante la facciata della basilica. 
In anatomia l'atrio, o orecchietta, è la cavità, semplice o doppia, del cuore dei Vertebrati, dove confluisce il sangue di ritorno da corpo e polmoni. Alcune valvole lo mettono in comunicazione con il ventricolo situato sotto e che riceve il sangue in seguito alle contrazioni (sistole) dell'atrio. Nell'uomo, nell'atrio destro escono le vene cave con sangue venoso, in quello sinistro le vene polmonari con sangue arterioso. 
 X   sm. entrance hall, lobby. 
 @   lat. atrium. 

\atriomegalìa, sf. Eccessivo ingrandimento dell'atrio cardiaco. 

\atriopeptìde, sm. Peptide prodotto dalle cellule dell'atrio cardiaco dei Mammiferi che influenza il tono della muscolatura liscia, l'escrezione del sodio e il volume urinario. 

\atriosettopessìa, sf. Intervento cardiochirurgico finalizzato a correggere lo sbocco anomalo delle vene polmonari nell'atrio destro. 

\atrioventricolàre, agg. Dell'atrio cardiaco; del ventricolo cardiaco. 

\Atripàlda Comune in provincia di Avellino (11.397 ab., CAP 83042, TEL. 0825). Località nelle cui vicinanze si trovano i resti dell'antica Abellinum. Gli abitanti sono detti Atripaldesi

\àtro, agg. Scuro, nero, tetro. ~ tenebroso. 

\atròce, o atróce, agg. Terribile, orrendo, intenso. ~ crudele. 
 X   agg. 1 (orribile) dreadful. 2 (terribile) terrible, atrocious. 3 (crudele) cruel. 
 @   lat. atrox,-ocis. 

\atroceménte, avv. In modo atroce; barbaramente, orribilmente. ~ crudelmente. 

\atrocità, sf. Ferocia, atto crudele. ~ scellerataggine. 

\atrofìa, sf. Diminuzione del peso e del volume di organi del corpo, legata a disturbi dei loro processi nutritivi e di vascolarizzazione in conseguenza ad alterazioni nei processi di biosintesi o all'immobilità forzata. 
Atrofia cutanea 
Conseguenza di affezioni cutanee, più frequenti in età senile, provoca un diminuzione dello spessore della cute, che si manifesta con perdita di elasticità e colorazione biancastra. 
Atrofia giallo-acuta del fegato 
Reazione immunitaria conseguente all'epatite fulminante, che provoca la necrotizzazione delle cellule del fegato, inducendo un'insufficienza epatica a esito letale. 
Atrofia muscolare (amiotrofia) 
Conseguenza di patologie a carico dei muscoli o dei relativi nervi, si manifesta con riduzione volumetrica e funzionale della massa muscolare interessata. Può essere causata anche da immobilità prolungata nel tempo (come nel caso della frattura di un arto). 

\atròfico, agg. Di atrofia, affetto da atrofia. 

\atrofizzàre, v. v. tr. 1 Rendere atrofico. 2 Privare di capacità, di energia. ~ svigorito. <> vivace. 
v. intr. pron. 1 Divenire atrofico. ~ paralizzarsi. 2 Perdere la capacità di agire. 

\àtropa, sf. Genere di piante erbacee caratterizzate da frutti a bacca e fiori tubolari, comprendente la belladonna. 

\atropìna, sf. Composto organico del gruppo degli alcaloidi. Chimicamente è l'estere della tropina (amminoalcole) e dell'acido tropico racemico. È un potente veleno: in natura è contenuto in varie piante, tra cui la belladonna e lo stramonio. Usato in dosi terapeutiche, serve per dilatare la pupilla; dosi elevate causa coma e delirio. 

\atropinizzazióne, sf. 1 Somministrazione di atropina. 2 Instillazione di atropina nell'occhio al fine dilatare della pupilla. 

\Àtropo Nella mitologia, una delle tre Moire. 

\Atson-Watt, sir Robert Alexandre (Brechin, Angus 1892-Inverness 1973) Fisico scozzese. Laureato in ingegneria elettrotecnica, nel corso della prima guerra mondiale fu al servizio del Ministero della Guerra in qualità di ricercatore. Nel 1935 realizzò e sperimentò la prima applicazione pratica di apparecchiatura radar. 

\Atsugi Città (197.000 ab.) del Giappone, nella prefettura di Kanagawa sull'isola di Honshu. 

\ATT Sigla dell'American Telephone and Telegraph company. 

\attaccàbile, agg. Che si può attaccare; criticabile. ~ discutibile. 

\attaccabottóni, sm. e sf. Chi attacca facilmente discorso. 

\attaccabrìghe, sm. e sf. invar. Persona litigiosa. ~ rissoso. 

\attaccaménto, sm. Vincolo affettivo. ~ dedizione. <> indifferenza. 
 X   sm. affection, attachment. 

\attaccànte, agg. e sm. agg. Che attacca. le squadre attaccanti oltrepassarono i primi sbarramenti
sm. 1 Chi attacca. 2 In giochi di squadra, chi è in prima linea con il compito di attaccare e segnare una rete o i punti. ~ punta. 
 X   sm. forward 

\attaccapànni, sm. invar. Pezzo d'arredamento al quale si appendono indumenti. ~ appendiabiti. 
 X   sm. 1 peg, hook. 2 (gruccia) hanger. 3 (mobile) hall stand. 

\attaccàre, v. v. tr. 1 Unire due o più cose. ~ congiungere. <> separare. LOC: attaccare le bestie al carro. 2 Appendere. ~ agganciare. <> togliere. 3 Incollare. ~ affiggere. <> scollare. 4 Assalire. ~ aggredire. i banditi attaccarono la diligenza. 5 Osteggiare. ~ criticare. <> approvare. 6 Dare inizio. ~ cominciare. <> concludere. attaccare bottone, iniziare a parlare per primo con uno sconosciuto. 7 Trasmettere. ~ contagiare. 8 Accendere. ~ avviare. <> spegnere. 
v. intr. 1 Trovare consenso. 2 Attecchire. ~ allignare. <> appassire. 
v. rifl. 1 Appiccicarsi. 2 Appigliarsi. ~ afferrarsi. 3 Affezionarsi a una persona. ~ legarsi. gli si attaccò come un figlio. <> distaccarsi. 
 X   v. tr. 1 to attach. 2 (appendere) to hang. 3 (incollare) to stick. 4 (assalire) to attack. (contagiare) to pass on. 5 (dare inizio) to begin. v. intr. to stick. v. rifl. (appigliarsi) to cling. 2 (affezionarsi) to become attached. 
 @   da staccare, cambiando s-in a-. 

\attaccatìccio, agg. 1 Appiccicoso. ~ viscoso. 2 Invadente. ~ indiscreto. 
 X   agg. 1 (persona invadente) clinging. 2 (che attacca con facilità) sticky. 

\attaccàto, agg. 1 Unito da affetto, interesse. 2 Ligio, fedele. ~ devoto. 

\attaccatùra, sf. 1 L'attaccare; la cosa attaccata. 2 Punto in cui una cosa si attacca a un'altra. 
 X   sf. joining. 

\attacchinàggio, sm. Nel gergo degli attivisti politici e sindacali, l'operazione di attaccare manifesti. 

\attacchìno, sm. Chi attacca manifesti per mestiere. 

\attàcco, sm. 1 Punto di coniugazione. ~ giuntura. 2 Dispositivo che serve a congiungere due elementi. 3 Dispositivo che collega un apparecchio alla rete di alimentazione. 4 Assalto. ~ offensiva. <> ritirata. 5 Critica aspra. ~ stroncatura. <> difesa. subisce sempre molti attacchi ma procede per la sua strada. 6 Manifestazione improvvisa di una malattia; accesso. ~ crisi. attacco di nervi. 7 Avvio, inizio. ~ esordio. <> conclusione. 
 X   sm. 1 attack. 2 (sci) binding. 3 (elettr.) socket. 
 @   deriv. da attaccare

\attache, sm. invar. Fermaglio per tenere insieme più fogli di carta. ~ graffetta. 

\attaché, sm. invar. Nel linguaggio diplomatico, addetto. 

\attacus, sm. invar. Genere di Insetti Lepidotteri, generalmente notturni, di grandi dimensioni della famiglia dei Saturnidi, diffusi nelle regioni tropicali. 

\attagliàrsi, v. intr. pron. Adattarsi. ~ addirsi. <> stonare. 

\Àttalo Nome di sovrani. 
Attalo I 
(269-Pergamo 197 a. C.) Re di Pergamo. Alleatosi con i romani contro la Macedonia, fondò la famosa biblioteca di Pergamo. Riportò un'importante vittoria sui galati, ricordata nel monumento cui appartiene il noto Galata o Gallo morente
Attalo II 
(220-138 a. C.) Figlio di Attalo I, fu re di Pergamo insieme al fratello Eumene II dal 197 al 159 a. C. e gli succedette dal 159 al 138 come tutore del nipote Attalo III. Fece fiorire le lettere e le arti. 
Attalo III 
(?-133 a. C.) Successore di Attalo II, re di Pergamo dal 138 al 133 a. C., lasciò il regno in eredità ai romani (129) che lo organizzarono nella provincia d'Asia. 

\attanagliaménto, sm. 1 Azione ed effetto dell'attanagliare. 2 Antico supplizio nel quale si utilizzavano le tenaglie. 

\attanagliàre, v. tr. 1 Stringere con tenaglie. 2 Stringere con forza. ~ serrare. 3 Tormentare. ~ torturare. 

\attapiràto, agg. Neologismo riferibile a persona profondamente avvilita in seguito a un evento a lei sfavorevole. 

\attardàrsi, v. intr. pron. Far tardi. ~ indugiare. <> affrettarsi. 

\attardàto, agg. 1 Ritardatario. 2 Arretrato. ~ anacronistico. 

\attecchiménto, sm. L'attecchire. 

\attecchìre, v. intr. 1 Di piante, mettere radici. ~ radicare. <> disseccarsi. 2 Diffondersi. ~ propagarsi. <> sparire. 
 X   v. intr. 1 (piante) to take root. 2 (propagarsi) to catch on. 

\atteggiaménto, sm. 1 Modo di disporsi o presentarsi. ~ portamento. 2 Modo di comportarsi. <> contegno. LOC: ha atteggiamenti signorili
 X   sm. attitude. 
 @   deriv. da atteggiare

\atteggiàre, v. v. tr. Disporre la persona in un dato modo. ~ improntare. atteggiare lo sguardo a compassione
v. rifl. 1 Ostentare un atteggiamento. ~ posare. atteggiarsi a gran signore. 2 Darsi delle arie. ~ pavoneggiarsi. 
 X   v. rifl. to pose as. 
 @   deriv. da atto

\attempàrsi, v. intr. pron. 1 Invecchiare. 2 Differire, indugiare. ~ ritardare. 

\attempàto, agg. Che è avanti negli anni. ~ anziano. <> giovane. 
 X   agg. aged, elderly. 

\Attenborough, Richard (Cambridge 1923-) Attore e regista inglese. Diresse Brighton Road (1947), La grande fuga (1963), Quell'ultimo ponte (1977), Gandhi (1983, premio Oscar per la regia), A Chorus Line (1985), Grido di libertà (1987), Charlot (1993), Viaggio in Inghilterra (1994) e In love and war (1997). 

\attendaménto, sm. Il luogo scelto per l'accampamento, con le tende già montate. ~ campo. 

\attendàrsi, v. intr. pron. Piantare, innalzare una o più tende. ~ accamparsi. <> levare le tende. 

\attendènte, sm. 1 Soldato addetto al personale servizio di un ufficiale, incarico soppresso in tempo di pace. 2 Segretario. ~ factotum. 

\attèndere, v. v. tr. Aspettare. 
v. intr. Dedicarsi, espletare, interessarsi. ~ accudire. 
 X   v. tr. to wait for. v. intr. to attend to. 
 @   lat. attendere, comp. da ad-+ tendere. 

\attendìbile, agg. Credibile. ~ affidabile. <> improbabile. 
 X   agg. 1 (testimone) reliable. 2 (storia) credible. 

\attendibilità, sf. L'essere attendibile. ~ serietà, credito. 

\attendìsmo, sm. Politica o atteggiamento da attendista. 

\attendìsta, sm. e sf. Chi temporeggia nell'assumere una presa di posizione. 

\attenènza, sf. Variante di attinenza. 

\attenére, v. v. intr. Concernere. ~ riguardare. 
v. rifl. Seguire con piena conformità. ~ rispettare. <> trasgredire. 
 X   v. rifl. 1 (seguire) to follow. 2 (rispettare) to keep. 

\attentaménte, avv. In modo attento; accuratamente, approfonditamente. ~ meticolosamente. <> avventatamente. 

\attentàre, v. intr. 1 Compiere un attentato. 2 Danneggiare, minacciare. ~ insidiare. 
 X   v. intr. to make an attempt on. 

\attentàto, sm. 1 Tentativo criminoso di recare offesa alla vita o all'incolumità altrui. 2 Offesa grave. 
 X   sm. attack, outrage. 

\Attentato, L' Film drammatico, francese (1973). Regia di Yves Boisset. Interpreti: Jean-Louis Trintignant, Michel Piccoli, Jean Seberg, Gian Maria Volonté. Titolo originale: L'attentat 

\attentatóre, sm. Chi compie un attentato. 

\attènti, inter. e sm. inter. Si usa come comando rivolto a soldati o ginnasti perché assumano posizione eretta in attesa di ordini, in segno di saluto. 
sm. 1 Il comando stesso. 2 La posizione che si assume. 
 @   lat. attentus, p.p. di attendere tendere verso. 

\attènto, agg. 1 Intensamente concentrato. ~ vigile. <> distratto. stai attento a ciò che ti dicono. 2 Fatto con attenzione. ~ preciso. <> trascurato. ha svolto un'attenta ricerca. 3 Prudente. ~ accorto. <> sventato. 
 X   agg. 1 (vigile) attentive 2 (accurato) careful. 
 @   lat. attentus, p.p. di attendere tendere verso. 

\attenuaménto, sm. L'attenuare, l'attenuarsi. 

\attenuànte, agg. e sf. agg. Che attenua. 
sf. Circostanza che rende meno grave un reato. ~ giustificazione, scusante. <> aggravante. 
 X   sf. circumstance, extenuating. 
In diritto è una circostanza che, rendendo meno grave un reato, consente per legge di diminuire una pena. Le attenuanti possono produrre una riduzione della pena che non superi un terzo di quella prescritta per il reato in questione. L'art. 62 del codice penale descrive nei dettagli le attenuanti ammesse dalla legge. L'art. 62-bis dello stesso codice prevede anche l'applicabilità delle cosiddette attenuanti generiche (buona condotta, buoni precedenti ecc.) che possono deporre a favore del reo. In ogni caso, le attenuanti generiche possono essere calcolate come una sola circostanza. 

\attenuàre, v. v. tr. 1 Rendere più tenue. ~ smorzare. <> intensificare. 2 Diminuire di gravità. ~ mitigare. <> accentuare. 
v. intr. pron. Diminuire di intensità. ~ affievolirsi. <> acutizzarsi. 
 X   v. tr. 1 to attenuate, to mitigate. 2 (dolore, tasse) to alleviate. 
 @   lat. attenuare, comp. da ad-+ tenuare. 

\attenuazióne, sf. L'attenuare, l'attenuarsi. ~ riduzione. 
In microbiologia è il calo di infettività e virulenza di microrganismi patogeni in seguito all'esposizione a trattamenti chimici o fisici, come radiazioni o calore. Il fenomeno fu scoperto nel 1855 da Pasteur che se ne servì contro il virus della rabbia (attenuazione per essiccamento). 
In fisica e nella tecnica si intende la progressiva diminuzione del valore di una grandezza tipica di una particolare forma di energia, durante il suo passaggio da un punto a un altro, in genere lungo una data direzione. Esiste un'attenuazione per assorbimento del mezzo e un'attenuazione geometrica per onde sferiche. 
In elettronica è la relazione tra potenza in entrata e potenza in uscita, che si esprime in unità logaritmiche; si misura in dB. 

\attenzióne, sf. 1 Intensa applicazione dei sensi e della mente. ~ concentrazione. <> distrazione. 2 Applicazione. ~ impegno. <> svogliatezza. 3 Prudenza, riguardo. ~ accortezza. usò tutte le attenzioni per trasportare quel vaso. 4 Precisione, cura, accuratezza. ~ diligenza. <> negligenza. 6 Premura. ~ gentilezza. <> villania. 
 X   sf. care, attention. 
 @   lat. attentio,-onis, deriv. da attendere

\attergàre, v. tr. Scrivere a tergo di un documento. 

\àttero, o àptero, agg. 1 In archeologia, relativo a templi privi di colonne sulle facce laterali oppure relativo alle statue di alcune divinità rappresentate senza ali. 2 In zoologia, di animale privo di ali. 
 @   dal a privo e dal greco pterón ala. 

\atterràggio, sm. Manovra con cui un aeromobile riprende contatto con il terreno. ~ arrivo. <> decollo. 
 X   sm. landing. 

\atterraménto, sm. L'atterrare, l'essere atterrato in seguito ad azione consentita o fallosa nel gioco del calcio e in altri sport. 

\atterràre, v. v. tr. 1 Stendere, far cadere a terra. ~ abbattere. 2 Prostrare. ~ avvilire. 
v. intr. Compiere un atterraggio con un aeromobile. <> decollare. 
 X   v. tr. to bring down. v. intr. to land. 
 @   da a-+ deriv. da terra. 

\atterriménto, sm. L'atterrire, l'essere atterrito. ~ terrore. 

\atterrìre, v. tr. Terrorizzare, essere preso da terrore. ~ spaventare. <> tranquillizzare. 
 X   v. tr. to frighten, to terrify. 

\atterrìto, agg. Terrorizzato. ~ sgomentato. <> tranquillo. 

\attésa, sf. 1 Il tempo che trascorre nell'attendere. 2 Aspettativa. ~ speranza. l'attesa fu molto lunga
 X   sf. 1 wait. 2 (essere in attesa) waiting. 3 (aspettativa) expectation. 

\Attesa di Dio Saggio di S. Weil (postumo 1950). 

\attéso, agg. 1 Aspettato. 2 Calcolato, previsto, auspicato. 3 Atteso che, dato che. 
valore atteso: media (di una variabile casuale).
 X   agg. 1 expected, awaited. 2 (desiderato) eagerly awaited. 
 @   lat. attensus, p.p. di attendere. 

\attestàre, v. v. tr. 1 Rendere testimonianza. ~ testimoniare. <> smentire. 2 Provare chiaramente. ~ dimostrare. poté attestare che quanto diceva era vero. 3 Essere prova di qualcosa. le rovine di Roma attestano la sua passata grandezza. 4 Fermare uno schieramento. 5 Unire per la testa. 
v. rifl. Schierarsi su una data linea per far fronte al nemico. LOC: si attestarono sul campo di battaglia
 @   lat. attestari, deriv. da testis testimonio 

\attestàto, sm. 1 Dichiarazione scritta. ~ certificato. 2 Prova. ~ dimostrazione. 
 X   sm. certificate. 

\attestazióne, sf. 1 Testimonianza. ~ dichiarazione. 2 Dimostrazione. ~ prova. 

\Atti degli Apostoli Narrazione apologetica, attribuita all'evangelista Luca (I secolo). Costituiscono la continuazione del vangelo di Luca. Infatti sia il questo vangelo sia gli Atti degli apostoli sono rivolti a Teofilo (Luca cap. 1, 1; Atti cap. 1, 1), mentre all'inizio l'autore precisa che "nel mio primo libro ho raccontato tutto quello che Gesù ha fatto e insegnato, cominciando dagli inizi della sua attività, fino a quando fu portato in cielo"
Prevalentemente gli Atti sono il racconto dell'attività di alcuni apostoli e della situazione di alcune comunità di cristiani. Il periodo di tempo abbracciato comprende gli anni da circa il 30 a circa il 60 d. C. Il libro contiene informazioni storiche preziose, che consentono la conoscenza di vari aspetti dell'epoca e degli ambienti cristiani nei quali si formarono i vangeli. L'autore non usa un metodo storico: egli si preoccupa di ripercorrere lo sviluppo dell'evangelizzazione nelle varie città. Più che descrivere le vicende storiche, il racconto si occupa della predicazione del vangelo, rafforzata dagli interventi dello Spirito Santo. 
Per rendersi conto dell'articolazione del libro, è utile tracciare uno schema dell'opera: 
1. Dedica a Teofilo; ascensione di Gesù Cristo; scelta di Mattia in sostituzione di Giuda, per ricomporre il gruppo di 12 apostoli (cap. 1, 1-1, 26); 
2. Lo Spirito Santo scende sugli apostoli; la comunità di Gerusalemme: Pietro annunzia la resurrezione di Gesù; i miracoli degli apostoli; arresto, processo e martirio di Stefano (cap. 2, 1-8, 3); 
3. La conversione di Saulo (il futuro Paolo); le comunità di Giudea, Samaria e Siria (cap. 8, 4-16, 23); 
4. Primo viaggio missionario di Paolo (cap. 12, 24-14, 28); 
5. Il concilio di Gerusalemme (cap. 15, 1-15, 35); 
6. Secondo viaggio missionario di Paolo (cap. 15, 36-18, 23); 
7. Terzo viaggio missionario di Paolo (cap. 18, 24-21, 26); 
8. Paolo viene imprigionato a Gerusalemme, trasferito a Cesarea e poi per mare a Roma dove viene tenuto agli arresti domiciliari (cap. 21, 27-28, 31). 

\Àttica Penisola della Grecia circondata a sud-ovest dalle acque del golfo di Egina, a est da quelle del golfo di Petalia; regione storica, estende il suo territorio nell'omonimo nomo (3.381 km2, 342.000 ab., capoluogo Atene), è percorso da massicci e fasci montuosi, con zone a macchia e zone pianeggianti coltivate a vite, olivo e cereali. Clima arido. Fiorente anche l'apicoltura, il turismo e l'estrazione dei minerali (zinco, piombo e ferro). Originariamente abitata da greci e divisa nelle regioni di Paralia, Pedias e Diacria. Nel VI sec. a. C., fu divisa in demi (distretti). Fu quindi annessa politicamente ad Atene e acquistò notevole peso culturale ed economico. 

\atticìsmo, sm. 1 Vocabolo, forma o costrutto tipico del dialetto attico. 2 Corrente puristica della civiltà letteraria ellenistica diretta all'imitazione di forme e costrutti dei grandi prosatori attici. 
 @   lat. Atticismus, dal greco Attikismòs

\àttico, agg. e sm. agg. Dell'Attica. 
sm. 1 Ultimo piano di un edificio, costruito arretrato rispetto alla facciata. 2 Rialzo di un edificio eretto a scopo decorativo.   +   3 Abitante nativo dell'Attica. 4 Il dialetto greco antico parlato nell'Attica. 
 X   attic, penthouse. 

\Àttico, Tìto Pompònio (Roma 109-32 a. C.) Erudito latino, amico di Bruto, Cornelio Nepote, Ortensio e Cicerone. Con quest'ultimo intrattenne una fitta corrispondenza dal 68 al 44 a. C. 

\attidògrafo, sm. 1 Autore di un'attide. 2 Appartenente a un gruppo di antichi storici dell'Attica dei secc. IV e III a. C. che ricostruivano gli eventi storici con un appassionato spirito religioso. 

\Attigliàno Comune in provincia di Terni (1.663 ab., CAP 05012, TEL. 0744). 

\attiguità, sf. Collocazione o posizione prossima o immediata. ~ adiacenza. 

\attìguo, agg. Vicino. ~ contiguo. <> staccato. 
 X   adjacent to, adjoining. 

\Àttila Re degli unni dal 434 al 453, successore di Rua, si preoccupò innanzitutto di unificare le tribù unne sotto il suo comando, riunendo tutte le terre di Russia. Con il suo poderoso esercito compì scorrerie in tutta l'Europa; sconfisse i burgundi e l'imperatore d'oriente Teodosio II, che gli consegnò molte terre sul Danubio; l'imperatore d'Occidente, Valentiniano III, fu costretto a pagargli un tributo. Nel 451 penetrò nella Gallia ma, ai Campi Catalaunici, fu sconfitto e costretto a ritirarsi dal generale romano Ezio. Trovato riparo in Pannonia, nel 450 approntò una spedizione in Italia; giunto sul Mincio, fu convinto a ritirarsi da papa Leone I e dalle malattie che devastavano il suo esercito. 
Attila 
Dramma lirico in tre atti di G. Verdi, libretto di T. Solera (Venezia, 1846). 

\Attìlio Règolo, Màrco Uomo di stato romano vissuto nel III sec. a. C. Fu militare e console (per la prima volta nel 267 a. C. e poi nel 256); comandò la flotta che vinse i cartaginesi a Ecnomo, durante la prima guerra punica. Dopo essere caduto prigioniero in Africa nel 254 a. C., i cartaginesi lo inviarono a Roma per trattare lo scambio di prigionieri; egli, però, colse l'occasione per convincere i suoi cittadini a continuare la guerra. Fedele alla parola data, ritornò a Cartagine dove fu barbaramente ucciso. 
Attilio Regolo 
Melodramma di P. Metastasio (1740). 

\attillàre, v. tr. Dare a un indumento una linea che metta in risalto le forme della persona che lo indosserà. 

\attillàto, agg. Aderente. ~ stretto. <> ampio. 
 X   agg. 1 (abito) tight, close-fitting. 2 (persona) dressed up. 

\Àttimis Comune in provincia di Udine (1.754 ab., CAP 33040, TEL. 0432). 

\àttimo, sm. Brevissimo spazio di tempo. ~ istante. 
 X   instant, moment. 

\Attimo fuggente, L' Film commedia, americano (1989). Regia di Peter Weir. Interpreti: Robin Williams, Ethan Hawke, Norman Lloyd. Titolo originale: Dead Poets Society 

\attinènte, agg. Pertinente. ~ concernente. <> avulso. 
 X   agg. relating to, relevant, pertinent, concerning. 

\attinènza, sf. 1 Relazione. ~ connessione. <> estraneità. 2 Al plurale, accessori. ~ annessi. 
 @   lat. mediev. attinentia. 

\attìngere, v. tr. 1 Detto di acqua o altro liquido, prendere con un recipiente. 2 Ricavare, trarre. ~ derivare. 
 @   lat. attingere, comp. da ad-+ tangere toccare. 

\attìnia, sf. Specie di Celenterati Antozoi dell'ordine degli Attiniari. Si tratta di esemplari solitari, chiamati anche anemoni di mare. Hanno il corpo dalla forma cilindrica; la bocca si apre al centro di una corona formata da tentacoli, spesso urticanti, che sono sempre in un numero multiplo di sei. Nel Mediterraneo sono diffuse le specie Actinia equina, o pomodoro di mare per la forma che assume quando è contratta e per il colore rosso porpora, l'Anemonia sulcata, provvista di lunghi tentacoli, e l'Adamsia palliata, che vive in simbiosi con il paguro bernardo. 

\Attiniàri Ordine di Celenterati Antozoi appartenente alla sottoclasse degli Esacoralli. 

\attinicità, sf. Attitudine di una luce a produrre effetti chimici e in particolare a impressionare emulsioni fotografiche. 

\attìnico, agg. (pl. m.-ci) 1 Detto di radiazione elettromagnetica dotata di particolare azione fotochimica. 2 Arrossamento (eritema attinico) della pelle causato da radiazioni ultraviolette solari e artificiali. 

\attìnidi Gruppo di elementi chimici analoghi all'attinio, comprendente l'uranio e plutonio. 

\attìnio, sm. Elemento radioattivo appartenente al gruppo dei lantanidi, di simbolo Ac, numero atomico 89, peso atomico 227; la sua vita media è di 13,5 anni. Le sue caratteristiche chimiche sono simili a quelle del lantanio. È prodotto dal decadimento dell'uranio 235, il capostipite della famiglia radioattiva dell'attinio. Quando si disintegra, emana raggi beta

\attinometrìa, sf. Strumento atto a misurare l'intensità delle radiazioni luminose. Viene usato soprattutto per misurare le radiazioni solari. 

\Attinomicèti => "Actinomiceti" 

\attinomicòsi, sf. => "actinomicosi" 

\Attinòpodi Sottoclasse di Protozoi sarcodici acquatici dagli pseudopodi rigidi tenuti distesi da un asse. 

\attinoterapìa, sf. Terapia fisica che utilizza parte dei raggi dello spettro solare e specialmente quelli ultravioletti. 

\attiràre, v. tr. 1 Tirare verso di sé. ~ attrarre. <> allontanare, respingere. 2 Invogliare. ~ affascinare. <> ripugnare. 
 X   v. tr. to attract. 
 @   da a-+ tirare. 

\attitudinàle, agg. Che si riferisce all'attitudine. 

\attitùdine, sf. Inclinazione naturale per un'attività fisica o mentale. ~ propensione, vocazione. <> inattitudine. 
 X   sf. 1 (propensione) ability, aptitude. 2 (atteggiamento) attitude. 

\attivaménte, avv. In modo attivo. ~ operosamente, alacremente. <> svogliatamente. 

\attivàre, v. v. tr. Rendere attivo; far funzionare. ~ avviare. <> arrestare. 
v. intr. pron. Darsi da fare. ~ mobilitarsi. 
 X   v. tr. 1 to activate. 2 (rendere attivo) to start, to set going. 

\attivatóre, sm. Sostanza viene mescolata, in piccole proporzioni, a un catalizzatore per aumentarne l'attività. 

\attivazióne, sf. L'attivare, l'essere attivato. 

\attivìsmo, sm. 1 L'essere in continua attività, il vivere attivamente. ~ dinamismo. 2 Partecipazione attiva a un'organizzazione politica o sindacale. ~ militanza. 

\attivìsta, sm. e sf. Chi svolge attività di propaganda in un'organizzazione politica. ~ propagandista, attivista. 
 X   sm. e sf. militant, activist. 

\attivìstico, agg. Dell'attivismo, fondato sull'attivismo. 

\attività, sf. 1 L'essere attivo; l'essere in funzione; vitalità, alacrità, operosità. <> pigrizia. 2 Fase di eruzione di un vulcano. LOC: è un vulcano ancora in piena attività. 3 Lavoro, occupazione, mestiere, impiego, professione, esercizio, funzione, mansione. svolge un'attività commerciale. 4 Insieme di azioni coordinate svolte da un essere vivente o un gruppo di esseri viventi. a. intellettuale, a. di laboratorio, gli alunni sono impegnati in una attività di gruppo. 5 Insieme di trasformazioni o movimenti eseguiti o prodotti da un corpo o una sostanza. a. chimica, a. radioattiva
 X   sf. 1 activity. 2 (commerciale) assets. 3 (lavorativa) work, occupation. 
 @   lat. activitas,-atis, deriv. da activus
Attività solare 
Complesso di fenomeni che si verificano sulla superficie solare (macchie, brillamenti, protuberanze), con frequenza e intensità che cambiano nel corso di un ciclo di undici anni. In relazione alla zona di Sole nelle quali questi fenomeni si verificano, si possono avere attività fotosferiche, cromosferiche o coronali. 

\attivizzàre, v. tr. Rendere attivo. ~ attivare. 

\attìvo, agg. e sm. agg. 1 Efficiente, solerte. ~ operoso. avere parte attiva, avere un ruolo determinante. 2 Che è in funzione. ~ operante. <> bloccato, spento. 3 Che ha funzione specifica e determinante. 4 Che registra un utile. 5 Detto di verbo transitivo quando l'azione è compiuta dal soggetto. 
sm. 1 Parte del bilancio di un'azienda in cui vengono registrati gli utili. ~ utile. <> passivo. hanno registrato un attivo di parecchi miliardi. 2 Insieme costituito dalle forme attive di un verbo. 
 X   agg. 1 active. 2 (comm.) profit-making. 3 (operoso) working. sm. (comm.) assets. 
 @   lat. activus, deriv. da actus, p.p. di agere agire. 

\attizzàre, v. tr. 1 Ravvivare il fuoco accostando i tizzi, smuovendo la brace e soffiandovi aria. <> spegnere. 2 Aizzare, eccitare. ~ istigare. <> placare. 
 X   v. tr. (fuoco) to poke. 

\attizzatòio, sm. Arnese che serve per attizzare. 
 X   sm. poker. 

\attizzatóre, agg. e sm. Chi o che attizza. 

\Attlee, Clement Richard (Putney 1883-Londra 1967) Politico britannico. Appartenente al Partito laburista, fu primo ministro dal 1945 al 1951; iniziò la liquidazione dell'impero coloniale inglese e nazionalizzò varie industrie di base. 

\àtto, agg. e sm. agg. Adatto, acconcio. ~ idoneo. 
sm. 1 Azione. ~ fatto. 2 Manifestazione di un sentimento. ~ prova, segno. 3 Ciascuna delle suddivisioni di un'opera teatrale. 4 Gesto. ~ atteggiamento. 5 Al plurale, insieme dei documenti di un archivio. 6 Documento con valore legale. 
 X   agg. 1 (oggetto adatto a) suitable for, fitted to. 2 (persona idonea a) qualified for. sm. 1 (fatto, gesto) act, action. 2 (documento, certificato) deed, document, certificate. 
In filosofia, in particolare in quella aristotelica, si distingue una realtà in atto, opposta a una realtà in potenza, come realizzazione di quest'ultima che perde le sue caratteristiche di virtualità e possibilità. Dio è considerato atto puro poiché è perfezione e prescinde da ogni tipo di potenzialità. 
In diritto si definiscono atti giuridici quei comportamenti che producono effetti giuridici. Si qualificano in atti leciti, ammessi dalla legge, e atti vietati, cioè azioni che violano la legge. 
Atto amministrativo 
Azione mediante la quale la Pubblica Amministrazione esercita la propria funzione. 
Atti conservativi 
Accorgimenti di cui il creditore si può avvalere nei confronti dei beni del debitore per garantire il proprio credito. 
Atti di emulazione 
Comportamenti che causano danno o molestie, messi in atto dal proprietario di un bene contro terzi, senza che ne consegua un vantaggio, al solo scopo di danneggiare. 
Atto di notorietà 
Deposizione giurata, espressa e sottoscritta da quattro testimoni, accolta da un notaio, un pretore o un cancelliere da questi incaricato, nella quale i dichiaranti affermano la pubblicità e notorietà di specifiche azioni a loro note. 
Atti ostili verso uno stato estero 
Illecito penale operato da chi, senza autorizzazione governativa, si adopera per fare arruolamenti o altri atti ostili nei confronti di uno stato estero, mettendo così il proprio stato in pericolo di guerra. 
Atto pubblico 
Documento stilato da un pubblico ufficiale (o notaio) che vale a tutti gli effetti come prova in sede giudizio, a meno che non venga impugnato e querelato come falso. 

\Atto di forza Film di fantascienza, americano (1990). Regia di Paul Verhoeven. Interpreti: Arnold Schwarzenegger, Rachel Ticotin, Sharon Stone. Titolo originale: Total Recall 

\Atto di violenza Film drammatico, americano (1950). Regia di Fred Zinnemann. Interpreti: Van Heflin, Robert Ryan, Janet Leigh. Titolo originale: Act of Violence 

\attonàre, v. tr. Dar forza. 

\attoniménto, sm. Il restare attonito, stupore. ~ sbalordimento. 

\attònito, agg. 1 Sbalordito, meravigliato, allibito. ~ stupito. <> impassibile, imperturbabile. 2 Muto. 
 X   agg. dumbfounded, amazed, astonished. 

\Attopeu Città (80.000 ab.) del Laos, capoluogo della provincia omonima. 

\attòrcere, v. tr. Avvolgere una cosa in se stessa o più cose tra loro. 

\attorcigliaménto, sm. L'attorcigliare. 

\attorcigliàre, v. v. tr. Torcere e avvolgere più volte una cosa su se stessa. ~ attorcere. <> svolgere. 
v. intr. pron. o rifl. Avvolgersi su se stesso o attorno a un oggetto. 
 X   v. tr. to twist. v. intr. pron. to twist, to twine. 

\attorcigliatùra, sf. Operazione dell'attorcigliamento di due mazzetti di bavelle di seta naturale mentre escono dalla bacinella. 

\attóre, sm. 1 Chi recita interpretando la parte di un personaggio in uno spettacolo. ~ interprete. 2 Chi intraprende un processo civile. 3 Chi prende parte attiva. 4 Simulatore. ~ commediante. 
 X   actor. 
Il ruolo dell'attore fu assunto per la prima volta dal greco Tespi (VI sec. a. C.), che fu anche autore di tragedie. In Grecia la figura dell'attore era molto stimata, al contrario di quanto avveniva a Roma dove gli attori erano generalmente selezionati tra la schiera di schiavi e liberti, anche in considerazione del fatto che certe scene di estrema crudezza venivano rappresentate senza simulazione. Solo gli uomini recitavano, impersonando anche ruoli femminili. Nel medioevo e in epoca umanistica erano le compagnie amatoriali a portare in scena i testi teatrali. Le prime compagnie professionistiche si svilupparono contemporaneamente alla commedia dell'Arte (XVI sec.) e alla nascita di scuole di recitazione per attori professionisti. La funzione sociale dell'attore subì per secoli la discriminazione della chiesa, che la condannava moralmente, e delle autorità civili; fu gradatamente valorizzata dopo la rivoluzione francese. Solo nell'Ottocento iniziò il fenomeno del divismo, proseguito nel Novecento in relazione, soprattutto, al campo cinematografico. 

\attorney, sm. invar. Denominazione con cui venivano indicati negli ordinamenti anglosassoni antichi alcuni organi per l'amministrazione della giustizia. 

\attorniàre, v. v. tr. Circondare, accerchiare. ~ cingere. 
v. rifl. Circondarsi. 

\attórno, avv. In giro; nei pressi; nelle vicinanze. ~ intorno. guardarsi attorno. 
 X   avv. around, about, round. 
 @   comp. da a-+ torno

\attortigliàre, v. v. tr. Attorcigliare più volte. ~ torcere. 
v. intr. Avvolgersi. ~ avvilupparsi. 

\attossicaménto, sm. L'attossicare. 

\attossicàre, v. tr. Avvelenare. 

\attraccàre, v. tr. e intr. Accostarsi col fianco di un'imbarcazione alla banchina o a un altro natante. ~ approdare. 

\attràcco, sm. 1 Manovra per attraccare. 2 Luogo in cui si attracca. ~ scalo. 
 X   sm. docking. 

\attraènte, agg. Che attrae; piacevole, affascinante, bello, piacente. ~ allettante. <> ripugnante, antipatico, brutto. 
 X   agg. charming, fascinating, attractive. 

\attrappìre, v. tr. Rattrappire. 

\attràrre, v. v. tr. 1 Tirare a sé. le calamite attraggono i materiali ferromagnetici. 2 Attirare, avvincere, lusingare. ~ affascinare. <> respingere. era attratto dallo spettacolo
v. rifl. rec. 1 Attirarsi reciprocamente. 2 Piacersi l'un l'altro. 
 X   v. tr. to attract. 
 @   lat. attrahere, comp. da at-+ trahere trarre. 

\attrattìva, sf. 1 Capacità di attrarre su di sé l'interesse. ~ fascino. <> repellenza. 2 Al plurale, qualità che allettano. ~ bellezza. 
 X   sf. appeal, attraction, charm. 

\attrattìvo, agg. Attraente. ~ affascinante. 

\attraversaménto, sm. L'attraversare. 
 X   sm. 1 crossing. 2 (pedonale) pedestrian crossing. 

\attraversàre, v. tr. 1 Passare da una parte all'altra, passare attraverso. ~ trapassare. 2 Varcare; valicare, guadare, sorvolare, traghettare. attraversare la strada a qualcuno. ~ oltrepassare. 3 Trovarsi in. ~ vivere. attraversava un brutto periodo. 4 Conoscere. ~ sperimentare. 
 X   v. tr. 1 to go across, to cross. 2 (in mezzo a, periodo) to pass through, to go through. 
 @   deriv. da attraverso

\attravèrso, avv. e prep. avv. 1 Di traverso. ~ trasversalmente. mandare un boccone di traverso, farselo rimanere in gola. 2 Da parte a parte. 
prep. Per mezzo di, mediante. ~ tramite. l'acqua è passata attraverso il buco della porta
 X   avv. e prep. through, across. 
 @   da a-+ traverso

\Attraverso i villaggi Dramma di P. Handke (1982). 

\Attraverso lo specchio Racconto di L. Carroll (1871). 

\attrazióne, sf. 1 L'attrarre, l'attrarsi, l'essere attratto. 2 Attrattiva. ~ fascino. 3 Numero sensazionale di uno spettacolo. 
 X   attraction. 
 @   lat. attactio,-onis, deriv. da attrahere. 

\Attrazione fatale Film drammatico, americano (1987). Regia di Adrian Lyne. Interpreti: Michael Douglas, Glenn Close, Anne Archer. Titolo originale: Fatal Attraction 

\attrezzàre, v. v. tr. 1 Fornire di attrezzatura. ~ equipaggiare. <> sguarnire. 2 Fornire del necessario. ~ dotare. 
v. rifl. Equipaggiarsi. ~ attrezzare. 
 X   v. tr. to equip. 

\attrezzatùra, sf. 1 L'azione di attrezzare. l'attrezzatura della palestra ha comportato un lungo periodo di lavoro. 2 Insieme di attrezzi, strumenti per svolgere una determinata attività. ~ attrezzi. 
 X   sf. equipment. 

\attrezzerìa, sf. 1 L'insieme degli oggetti portatili necessari sulla scena. 2 Reparto di un'officina o di un'industria indispensabile per un determinato ciclo produttivo. 

\attrezzìsta, sm. e sf. 1 Ginnasta che esegue esercizi agli attrezzi. 2 Operaio addetto all'attrezzeria. 3 Chi procura e dispone sulla scena l'attrezzeria. 

\attrezzìstica, sf. Ginnastica con gli attrezzi. 

\attrézzo, sm. 1 Oggetto adatto a un dato uso. ~ arnese. 2 Strumenti per esercizi ginnici e per l'atletica. 
 X   sm. instrument, tool, utensil. 
 @   franc. attraits. 

\attribuìbile, agg. Che può essere attribuito. 

\attribuìre, v. v. tr. 1 Riconoscere come proprio di qualcuno. ~ assegnare. gli attribuì tutto il merito dell'impresa. 2 Far dipendere. ~ imputare. 
v. intr. pron. 1 Pretendere. ~ arrogarsi. 2 Appropriarsi. ~ impossessarsi. si attribuì il merito della scoperta. 3 Addossarsi. ~ sobbarcarsi. 
 X   v. tr. to ascribe, to attribute. 
 @   lat. attribuere, comp. da ad-+ tribuere assegnare. 

\attributìvo, agg. Che serve ad attribuire; che ha funzione di attributo. complemento attributivo
 @   deriv. da attributo

\attribùto, sm. 1 Qualità propria di qualcuno o qualcosa. ~ caratteristica. gli attributi dei metalli sono la malleabilità e la duttilità. 2 Aggettivo che esprime una qualità del sostantivo a cui si riferisce. 3 Titolo. ~ epiteto. 4 Al plurale, caratteri sessuali. 
 X   sm. attribute. 
 @   lat. attributum, p.p. di attribuere attribuire. 

\attribuzióne, sf. 1 L'attribuire. 2 Al plurale, doveri propri di chi svolge un determinato compito. 
In diritto sono conflitti di attribuzione quelli che si verificano nel momento in cui due autorità, il giudice e la pubblica amministrazione, dichiarano l'incapacità di prendere una decisione riguardo una particolare questione. L'art. 134 della Costituzione della Repubblica italiana stabilisce che i conflitti di attribuzione nati tra i poteri dello stato o tra questi e le regioni devono essere giudicati dalla Corte costituzionale. 
Negozio di attribuzione 
È il negozio giuridico con il quale un soggetto arricchisce la propria sfera patrimoniale a spese di un altro soggetto. Può essere costituito dalla rimozione di un limite, dall'acquisizione di un diritto o dall'esonero da un obbligo. Figura giuridica scarsamente considerata nel nostro ordinamento, ha invece un notevole rilievo nella giurisprudenza germanica. 

\attrìce, sf. Femminile di attore. 
 X   sf. actress. 

\Attrice, L' Film commedia, americano (1954). Regia di George Cukor. Interpreti: Jean Simmons, Spenser Tracy, Teresa Wright. Titolo originale: The Actress 

\attristàre, v. tr. Far triste. ~ rattristare. 

\attristìre, v. tr. Attristare. 

\attrìto, sm. 1 Resistenza che ostacola il moto di un corpo su di un altro provocando dissipazione di energia. ~ sfregamento. 2 Contrasto di idee o sentimenti. ~ dissidio. <> accordo. 
 X   sm. friction. 
Forza che ha luogo tra corpi a contatto attraverso superfici scabre e che si pone come causa della resistenza al moto; si palesa all'inizio e nel corso del moto relativo di due corpi. Si chiamano forze d'attrito statico quelle che sorgono tra superfici di contatto ferme; l'attrito radente, invece, è proprio di un corpo che durante il moto striscia su un altro corpo; se un corpo rotola su di un altro, si parla di attrito volvente che, a sua volta, si può dividere in attrito di rotolamento e attrito di giro

\attrizióne, sf. Dolore del peccato commesso, che nasce dal timore delle pene più che dal pentimento per aver offeso Dio. 

\attruppaménto, sm. L'attrupparsi. 

\attruppàre, v. v. tr. Ammassare confusamente, raccogliere in folla. 
v. rifl. Radunarsi in folla, ammassarsi confusamente. 

\attruppàrsi, v. rifl. Radunarsi in folla, accalcarsi. ~ ammassarsi. 

\attuàbile, agg. Che si può attuare. ~ realizzabile. <> inattuabile. 

\attuàle, agg. Del tempo presente; che ha valore ancora oggi. ~ moderno, corrente. <> superato, obsoleto. 
 X   agg. 1 (presente) current, present. 2 (in atto) actual. 3 (attualità) relevant, topical. 

\attualità, sf. 1 Qualità di ciò che è attuale. ~ contemporaneità. 2 Fatto recente. ~ notizia. è una questione di tremenda attualità
 X   sf. 1 relevance, topicality. 2 (avvenimento) current event. 
 @   lat. actualitas,-atis

\attualizzàre, v. tr. Rendere attuale, moderno. 

\attualizzazióne, sf. L'attualizzare, l'essere attualizzato. 

\attualménte, avv. 1 Al momento, adesso. ~ ora. 2 Oggigiorno. ~ presentemente. 
 X   avv. at the moment, at present. 

\attuàre, v. v. tr. Mettere in atto. ~ realizzare, concretare. <> teorizzare. 
v. intr. pron. Divenire realtà. ~ compiersi, accadere. 
 X   v. tr. to carry out. v. intr. pron. to be realized., to be carried out. 
 @   lat. mediev. actuare. 

\attuariàle, agg. Che studia la tecnica delle assicurazioni su basi statistiche.   +  

\attuàrio, sm. 1 Notaio, archivista. 2 Chi fa i calcoli sui rischi e sui premi nelle società di assicurazione. 

\attuatìvo, agg. Che attua, che mette in atto. 

\attuazióne, sf. Esecuzione. ~ realizzazione. <> progettazione. 

\attuffàre, v. tr. e rifl. Immergere e immergersi, per pochi momenti, nell'acqua. ~ tuffare, sprofondarsi. 

\attutiménto, sm. L'attutire, l'essere attutito. ~ attenuamento. 

\attutìre, v. v. tr. Rendere meno intenso. ~ attenuare. <> intensificare. 
v. intr. pron. Attenuarsi. ~ smorzarsi. <> acuirsi. 
 X   v. tr. to reduce, soften, to deaden. 

\atu, o ate, sf. Unità di misura della pressione relativa a quella atmosferica, espressa in kg/cm2

\Atwood, George (Londra 1746-1807) Scienziato inglese, costruì una macchina per lo studio della caduta dei gravi. 

\Atwood, Margaret (Ottawa 1939-) Poetessa canadese in lingua inglese. Tra le opere Il gioco del cerchio (1964) e Danno fisico (1982). 

\Atzàra Comune in provincia di Nuoro (1.332 ab., CAP 08030, TEL. 0784). 

\Au Simbolo chimico dell'oro. 

\Au Hasard Balthazar Film drammatico, francese (1966). Regia di Robert Bresson. Interpreti: Anne Wiazemsky, Walter Green, François Lafarge. 

\au pair, loc. agg. invar. Locuzione francese che significa "alla pari" e ne assume lo stesso significato. 

\Auasc Fiume (1.200 km) dell'Etiopia. 

\Aub, Max (Parigi 1903-Città del Messico 1972) Scrittore spagnolo. Di madre francese e padre tedesco, si trasferì in Spagna nel 1914. La guerra civile spagnola, che comportò per Aub un lungo soggiorno in un campo di concentramento, ha lasciato tracce profonde sia nei temi che nello stile dei suoi lavori. Tra le opere El laberinto mgico (Il labirinto magico, 1943-1968), una serie di cinque romanzi ambientati nel periodo della guerra civile spagnola e I morti (1956). 

\Aube Dipartimento (289.000 ab.) della Francia, capoluogo Troyes. Territorio prevalentemente collinoso attraversato dai fiumi Aube e Senna. Nella parte nord-ovest è coperta da ampie brughiere e grandi foreste, il sud-est è fertile e coltivato a cereali e barbabietole. Sviluppato l'allevamento dei bovini. Importanti industrie alimentari e tessili. 
Aube 
Fiume (248 km) della Francia che scorre nella regione della Champagne-Ardennes. Inizia il suo corso sull'altopiano di Langres per finire nella Senna nei pressi di Morcilly. Gli ultimi 50 km del suo corso sono navigabili. 

\Auber, Daniel-François-Esprit (Caen 1782-Parigi 1871) Compositore francese. Autore, tra l'altro, de La muta di Portici (opera, 1828) e Fra' Diavolo (opera, 1830). 

\Aubigné, Théodore-Agrippa d' (Pons, Saintonge 1552-Ginevra 1630) Scrittore francese. Tra le opere Le tragiche (1575-1611) e Le avventure del barone di Foeneste (1617-1630). 

\Aubisque Passo montano (1.704 m) della Francia, separa la Valle d'Ossau dalla Valle d'Azun. 

\Auckland Città (855.500 ab.) del nord della Nuova Zelanda, capoluogo della regione omonima. Situata sulla lingua di terra che separa i golfi di Waitemata e di Manukav, unisce la penisola omonima all'Isola del Nord, sull'oceano Pacifico. Porto mercantile e della pesca è centro di fiorenti traffici commerciali. Industrie metalmeccaniche, automobilistiche, tessili e dell'abbigliamento. È sede di un'università, di numerosi musei (tra cui il museo civico d'arte maori) e di una pinacoteca. Vi si trova un aeroporto internazionale che è il più importante di tutto il paese. 
Auckland 
Arcipelago della Nuova Zelanda, nell'oceano Pacifico. 

\auctoritas, sf. invar. Termine che veniva utilizzato dagli antichi romani nel diritto pubblico e privato. 
 @   termine lat. che significa "autorità, potere". 

\aucùba, sf. Genere di piante arbustacee della famiglia delle Cornacee, originarie dell'Asia orientale e del Giappone, coltivate per i frutti rosso corallo e per la bellezza del fogliame. 

\aucùpio, sm. Caccia agli uccelli per mezzo di reti. 

\audàce, agg. 1 Coraggioso. ~ intrepido. <> vile. 2 Provocante. ~ pinto. <> sobrio. abbigliamento audace. 3 Che rivela o richiede audacia. ~ arrischiato. 4 D'avanguardia. ~ innovatore. <> classico. realizzò un progetto molto audace
 X   agg. audacious, daring. 
 @   lat. audax,-acis, deriv. da audere osare. 

\audaceménte, avv. In modo audace; valorosamente, azzardatamente, ardimentosamente. ~ coraggiosamente. 

\audaces fortuna iuvat, loc. avv. Locuzione latina ispirata a un'espressione di Virgilio che significa "la fortuna aiuta gli audaci". 

\audàcia, sf. 1 Ardimento, ardire. ~ coraggio. <> paura. 2 Incoscienza. ~ spericolatezza. ~ temerarietà. <> prudenza. 3 Sfrontatezza. ~ spudoratezza. <> pudore. 
 X   sf. 1 audacity, boldness, daring. 2 (spudoratezza) impudence. 

\Aude Fiume (220 km) della Francia. 

\Auden, Wystan Hugh (York 1907-Vienna 1973) Poeta inglese. Tra le opere Poesie (1932) e Lettera per il nuovo anno (1941). 

\audi(o)- Primo elemento di parole composte. 
 @   dal lat. audire udire. 

\audiatur et altera pars, loc. avv. Locuzione latina che significa "si ascolti anche l'altra parte". Venne utilizzata da Seneca nella Medea

\audience, sf. invar. 1 Insieme di persone che seguono un programma televisivo o radiofonico in un dato momento. ~ pubblico. 2 Indice d'ascolto. 

\audìfono, sm. Apparecchio acustico usato per intensificare i suoni nei casi di sordità di conduzione, dovuta a malattie dell'orecchio medio. 

\àudio, sm. Insieme di congegni che costituiscono un apparato di riproduzione sonora. ~ parlato. 
 X   sm. audio. 

\audiocassétta, sf. Nastro magnetico in cassetta per la registrazione di suoni. 

\audiofrequènza, sf. Frequenza di oscillazione acustica percepibile dall'orecchio umano. 

\audiogràmma, sm. Diagramma che rappresenta la percezione acustica di un soggetto.   +  

\audiolèso, o audioléso, sm. Menomato nell'udito. ~ sordo. 

\audiolìbro, sm. Il caricatore che contiene un nastro magnetico sul quale è inciso il testo di un libro e il testo inciso. 

\audiologìa, sf. Branca della medicina che studia l'orecchio e le sue malattie. 

\audiometrìa, sf. Misurazione della capacità uditiva. 

\audiomètrico, agg. Relativo all'audiometria. 

\audiòmetro, sm. Apparecchio che misura la soglia di udibilità dell'orecchio umano. 

\audion, sm. invar. Denominazione originaria dei tubi elettronici. 

\audioprotesìsta, sm. Tecnico specializzato nella fabbricazione, nella riparazione e nel collaudo delle protesi acustiche. 

\audiotèca, sf. 1 Raccolta ordinata di documenti sonori. 2 Luogo in cui si trova una raccolta di documenti sonori. 

\audiovisìvo, agg. e sm. Che riproduce suoni e immagini. 
 X   agg. audiovisual. 

\Audìsio, Guglièlmo Andrèa (Bra 1802-Roma 1882) Sacerdote e scrittore italiano. Tra le opere, Della società politica e religiosa rispetto al secolo decimonono (1876). 

\Auditel Sigla di Audience televisiva. 

\auditing, sm. invar. Revisione ufficiale dei conti di società quotate in borsa. 

\Auditóre Comune in provincia di Pesaro (1.347 ab., CAP 61020, TEL. 0722). 

\auditòrio, o auditorium, sm. Sala in cui si tengono concerti o conferenze. 

\audizióne, sf. 1 Ascolto ai fini di prova. ~ provino. 2 Ascolto di un testimone. 
 X   sf. 1 hearing. 2 (prova) examination. 3 (mus.) audition. 

\Audubon, John James (Haiti 1785-New York 1851) Pittore statunitense. Tra le opere Gli uccelli d'America (1827-1838, 435 illustrazioni per un'opera scientifica). 

\Auer von Welsbach, Karl (Vienna 1858-1929) Chimico austriaco inventore delle reticelle auer, usate per l'illuminazione. 

\Auerbach, Erich (Berlino 1892-Wailingford 1957) Filologo. Tra le opere Mimesis. Il realismo nella letteratura occidentale (1946). 

\aùf, o aùff o aùffa, inter. Esclamazione che esprime dispetto o noia. ~ uffa. 

\aufklärung, sf. invar. Termine tedesco che significa "illuminismo". 

\àuge, sf. invar. Solo nella locuzione in auge, al culmine del successo. 
 X   sf. popular. 

\Augellin belverde, L' Fiaba teatrale di C. Gozzi (1762-1763). 

\Augereau, Pierre-François-Charles (Parigi 1757-La Houssaye 1816) Generale francese dell'esercito rivoluzionario, prese parte alla campagna d'Italia del 1796-1797 e al colpo di stato del 4 settembre 1797; più tardi aderì al regime napoleonico. 

\augìte, sf. Silicato alluminifero di calcio, magnesio, ferro che appartiene al gruppo dei pirosseni monoclini. 

\augnàre, v. tr. 1 Afferrare con le unghie. ~ agguantare. 2 Tagliare obliquamente. 

\augnàte, sm. Termine medico che designa chi è colpito da una malformazione mandibolare. 

\augnatùra, sf. 1 Taglio obliquo di due pezzi da collegare secondo un certo angolo. ~ unghiatura. 2 Il punto in cui due pezzi si collegano. 

\auguràbile, agg. Che si può augurare, che è da augurarsi. ~ auspicabile. 

\auguràle, agg. 1 Degli àuguri. 2 Che esprime augurio. 

\auguràre, v. v. tr. Esprimere un augurio. ~ auspicare. augurare molta fortuna, ma anche ti auguro un accidente! 
v. intr. pron. Aspettarsi. ~ sperare. si augurava di non ripetere più simili errori
 X   v. tr. to wish. v. intr. (sperare) to hope. 
 @   lat. augurare,-ari

\àugure, sm. Indovino. ~ profeta. 

\augùrio, sm. 1 Desiderio manifestato a qualcuno che si realizzi un evento positivo. ~ felicitazione. <> malaugurio. 2 Presagio. ~ auspicio. gli sembrava che quel segno fosse di cattivo augurio
 X   sm. 1 wish. 2 (presagio) presage, omen. 
 @   lat. augurium, deriv. da augur,-uris augure. 

\auguróso, agg. Che porta buona o cattiva fortuna. 

\Augùsta (comune) Comune in provincia di Siracusa (34.189 ab., CAP 96011, TEL. 0931). Posta su un'isola nel golfo omonimo e collegata alla terraferma da ponti. Centro industriale (prodotti alimentari, meccanici, del cemento) porto petrolifero e base navale. Fondata da Federico II nel 1232. Vi si trovano resti della colonia greca di Megara Iblea, del VI sec. a. C., dei forti spagnoli del XV sec. e del castello di Federico II, del XIII sec. Gli abitanti sono detti Augustanesi

\Augùsta (Germania) Città della Germania (248.000 ab.), nella Baviera, alla confluenza dei fiumi Lech e Wertach. Ha importanza commerciale e industriale, essendo presenti numerose industrie tessili, meccaniche, elettrotecniche, chimiche, cartarie; è anche nodo ferroviario. Tra gli edifici conservati, l'importante duomo romanico-gotico del IX sec., il Rathaus del XVII sec., oltre a vari edifici di epoca tardogotica e rinascimentale. Fondata dai romani nel 15 a. C., fu in seguito invasa dai barbari. Durante la lotta delle investiture rimase fedele all'imperatore; divenne libera città imperiale nel 1276. Nel XV e XVI sec. fu un primario centro commerciale e finanziario, con le importanti famiglie Fugger e Welser (ospita uno dei più antichi cotonifici d'Europa). Fu un punto di riferimento della Riforma e per questo Carlo V, nel 1547, la riportò all'obbedienza a Roma. Nel 1805 fu annessa alla Baviera. 
Confessione di Augusta 
Professione di fede luterana stilata da Melantone nel 1530 e presentata all'imperatore Carlo V in occasione della dieta da questi voluta per risolvere la questione religiosa tedesca. 
Lega di Augusta 
Coalizione contro la Francia di Luigi XIV, formata il 10 luglio 1686 tra impero d'Austria, Spagna, Olanda, Svezia e alcuni stati minori ai quali si aggiunsero poi anche Inghilterra e Savoia. La lega lottò fino al 1697 quando mise fine alle mire espansionistiche del re di Francia sull'Europa. 
Pace di Augusta 
Accordo concluso nel 1555 tra Carlo V e i principi protestanti per porre fine alle lotte religiose in Germania. Fu stabilito che i principi luterani avessero libertà di religione e che i sudditi dovevavo accettare la fede religiosa dei loro principi. 

\augustàle, agg. e sm. Sacerdote e ufficiale dell'antica Roma addetto alla persona dell'imperatore. 

\augustàlie Antiche feste romane istituite che venivano celebrate ogni anno in ricordo del ritorno di Augusto dall'oriente il 12 ottobre del 19 a. C. 

\augustèo, agg. Dell'imperatore Augusto. 

\augùsto, agg. Venerabile, maestoso, soprattutto come titolo onorifico di altissimi personaggi. ~ regale. <> indegno. 

\Augùsto Nome di sovrani. 
Roma Caio Giulio Cesare Ottaviano 
=> "Ottaviano, Caio Giulio Cesare". 
Sassonia e Polonia Augusto I 
(Freiberg 1526-Dresda 1586) Elettore di Sassonia (1553-1586). Succeduto al fratello Maurizio nel 1533, partecipò al negoziato che condusse alla Pace di Augusta (1555), adoperandosi per la pacificazione religiosa in Germania e l'unità luterana. 
Augusto II il Forte 
(Dresda 1670-Varsavia 1733) Principe elettore di Sassonia dal 1694 e re di Polonia dal 1697. Per avere la corona polacca, cui dovette temporaneamente rinunciare dal 1704 al 1709 durante l'invasione di Carlo XII re di Svezia, si convertì al cattolicesimo. 
Augusto III 
(Dresda 1696-1763) Elettore di Sassonia e re di Polonia. Succedette al padre, Augusto II, nel 1733 sostenuto da Prussia, Austria e Russia che lo aiutarono nella lotta contro il pretendente rivale Stanislao Leszczyտski, sostenuto dai francesi (guerra di secessione polacca 1733-1738). 

\àula, sf. 1 Locale in cui si tengono le lezioni scolastiche. ~ classe. 2 Sala in cui si tengono le pubbliche riunioni. l'aula di un tribunale
 X   sf. 1 room. 2 (scuola) classroom. 3 (sala) hall. 
 @   lat. aula, dal greco aulè

\aulènte, agg. Odoroso. ~ profumato. 

\Aulènti, Gàe (Palazzolo dello Stella 1927-) Architetto. Tra le opere la trasformazione in museo della Gare d'Orsay a Parigi (1978-1986). 

\aulèo, sm. Sipario degli antichi teatri romani che durante la rappresentazione veniva nascosto in un'apertura lungo il palcoscenico per poi alzarsi al termine dello spettacolo. 

\aulète, o aulèta, sm. Suonatore di aulós, antico strumento a fiato. 

\Aulétta Comune in provincia di Salerno (2.605 ab., CAP 84031, TEL. 0975). 

\àulico, agg. 1 Di corte. 2 Nobile. ~ illustre. <> modesto. 

\Aùlla Comune in provincia di Massa Carrara (10.164 ab., CAP 54011, TEL. 0187). Località nella valle del fiume Magra. Vi si trovano la fortezza della Brunella e l'abbazia edificata nel IX sec. Gli abitanti sono detti Aullesi

\Aulnoy, Marie Catherine Le Jumel de Barneville contéssa d' (Barneville 1650 ca.-Parigi 1705) Letterata francese. Moglie del conte d'Aulnoy, effettuò numerosi viaggi per l'Europa, dai quali trasse l'ispirazione. Tra le opere, la Relation du voyage d'Espagne (1691), i Mémoires de la Cour d'Angleterre (1965) e i Contes de fées, l'opera certamente più importante, costituita da otto volumi di racconti fantastici pubblicati tra il 1697 e il 1698. 

\aulo- Primo elemento di parole composte che denota una struttura a forma di tubo. 
 @   dal greco aulós antico strumento musicale tubolare. 

\aulós, sm. Strumento musicali degli antichi greci di origine asiatica, della famiglia degli oboi, composto da due tubi aperti e riuniti in un'imboccatura, probabilmente ad ancia doppia. 

\Aulularia Commedia di T. M. Plauto (205-184 a. C.). È una delle 21 commedie pervenute fino a noi. L'opera è nota con il titolo latino originale o come La commedia della pentola. Protagonista è infatti una pentola piena d'oro nascosta dal vecchio Euclione, che è ossessionato dal timore di essere derubato. Tra molte inutili ansie dell'avaro, la pentola finisce davvero per essere rubata; sarà utilizzata dal giovane innamorato Liconide, con l'aiuto del proprio schiavo, per ottenere le nozze con l'amata, che è poi la figlia di Euclione. In fondo, tutto torna nell'ordine stabilito e la proprietà del vecchio è, di fatto, salva. Come nella maggior parte dei lavori di Plauto, anche nell'Aulularia si assiste alla gara tra due antagonisti per il possesso di un tesoro; l'azione di conquista del tesoro viene delegata a uno schiavo ingegnoso. 

\aùm, o om Sillaba sacra dei testi vedici che venne assunta più tardi come manifestazione e simbolo del divino. 

\aumentàbile, agg. Che si può aumentare. 

\aumentàre, v. v. tr. Rendere più grande, più intenso o più numeroso; accrescere, ampliare, ingrandire, incrementare, potenziare, intensificare, acutizzare. ~ moltiplicare. <> diminuire, ridurre, attenuare, impoverire. 
v. intr. Crescere, costare più caro. <> calare. le spese aumentano
 X   v. tr. e intr. to increase. 
 @   lat. augmentare, deriv. da augmentum aumento. 

\aumentazióne, sf. Artificio contrappuntistico consistente nel prolungamento della durata dei valori ritmici di un disegno melodico. 

\auménto, sm. 1 L'aumentare, l'essere aumentato; crescita. ~ accrescimento. <> diminuzione. 2 Ampliamento. ~ espansione. 3 Dei prezzi, rialzo. ~ rincaro. <> calo. 4 Arricchimento. ~ sviluppo. 
 X   sm. increase. 
 @   lat. augmentum, deriv. da augere accrescere. 

\Aung San Suu Kyi, Daw (Rangoon 1945-) Politica birmana. Figlia dell'eroe dell'indipendenza birmana U Aung San, divenne leader del movimento per la democrazia e per i diritti civili. Nel 1991 fu insignita del premio Nobel per la pace. Il regime autoritario, tra il 1989 e il luglio 1995, la arrestò e la costrinse agli arresti domiciliari. Tornata alla vita politica, è stata oggetto di nuove pesanti restrizioni a partire dal 1996. 

\Aupa Torrente (24 km) del Friuli-Venezia Giulia. 

\àura, sf. 1 Aria in lieve movimento. ~ brezza, venticello. 2 Atmosfera spirituale. 

\Aurangabad Città (572.000 ab.) dell'India, nello stato del Maharashtra. 

\Auràno Comune in provincia di Verbano-Cusio-Ossola (133 ab., CAP 28050, TEL. 0323). 

\aurea mediocritas Espressione latina del poeta Orazio che significa "mediocrità dorata". Con essa il poeta designa il proprio ideale di vita che consiste nel giusto mezzo. 

\Aurelia o il sogno e la vita Racconto di G. de Nerval (1855). 

\Aurèlia, vìa Antica strada romana che collegava Arles a Roma passando da Genova. Il nome deriva dal censore C. Aurelio Cotta che sembra abbia voluto la sua costruzione nel 241 a. C. 

\Aureliàno, Lùcio Domìzio (215-275) Imperatore romano dal 270. Si propose di ricostituire l'unità dell'impero, di riordinare l'amministrazione e di cacciare i barbari. Accentrò il potere nelle sue mani, diminuendo quello del senato; istituì i correctores (governatori), equiparando l'Italia alle province, nelle quali ai legati senatoriali sostituì i governatori (praesides). Fu ucciso da un suo segretario nel 275. 

\àureo, agg. 1 D'oro. ~ dorato. riserve auree di uno Stato. 2 Fortunato. ~ felice. <> sfortunato. 3 Eccellente, prezioso. ~ perfetto. <> volgare. secolo aureo, il secolo di maggior splendore di una civiltà. 
 X   agg. 1 gold. 2 (fig.) golden. 
 @   lat. aureus, da aurum oro. 

\aurèola, sf. 1 Cerchio splendente intorno al capo delle immagini dei santi. 2 Alone di luce. 3 Alone splendente che può essere osservato, in presenza di condizioni atmosferiche favorevoli, attorno alla Luna o al Sole. 
 X   sf. halo. 

\Aurès Massiccio montuoso dell'Algeria. monte più elevato il Gebel Chélia (2.326 m). 

\aures habent et non audiunt, loc. avv. Locuzione latina che significa "hanno orecchie e non sentono" e si riferisce a chi, secondo il salmista, confuso dalla passione, non presta orecchio alla voce della ragione. 

\auri- Primo elemento di parole composte. Nei termini chimici indica la presenza in un composto di oro trivalente. 
 @   dal lat. aurum oro. 

\auricalcìte, sf. Carbonato basico di rame e zinco che si presenta in cristalli aciculati di colore azzurro-verdognolo. 

\àurico, agg. (pl. m.-ci) Relativo ai composti dell'oro trivalente. 

\aurìcola, sf. 1 In anatomia, denominazione di ognuna delle due appendici cave che si trovano sopra i due atri cardiaci. ~ orecchietta. 2 In botanica, nome comune della primula di monte. 

\auricolàre, agg. e sm. agg. 1 Dell'orecchio. Testimone auricolare, colui che ha ascoltato l'accadimento di un evento. 
sm. Dispositivo per l'ascolto individuale dei suoni, che viene appoggiato nell'orecchio. 
 X   sm. earphone. 
 @   lat. auricolaris, deriv. da auricola, da auris orecchio. 

\auricolotemporàle, agg. Relativo a un nervo, branca del mascellare inferiore, che innerva l'orecchio esterno, la pelle delle tempie e la ghiandola parotide. 

\aurìfero, agg. Che contiene oro. 

\Aurìga Costellazione visibile nelle notti autunnali e invernali, situata nell'emisfero celeste boreale; è formata da stelle molto luminose, le quali formano un enorme pentagono tra le costellazioni dei Gemelli e del Perseo. 

\aurìga, sm. Cocchiere presso gli antichi. 

\Aurignac Centro del dipartimento dell'Alta Garonna in Francia (1.100 ab.) posto sul fianco orientale del Lannemazan. Nei pressi vi è una grotta, contenente resti preistorici, che ha dato il nome a una delle suddivisioni del Paleolitico. 

\aurignaziàno, agg. Relativo all'industria preistorica del primo stadio del Paleolitico superiore. Risalgono a questo periodo strumenti litici carenati, punte di zagaglia in osso e le prime opere artistiche consistenti in oggetti ornati e pitture rupestri. 

\Aurìgo Comune in provincia d'Imperia (390 ab., CAP 18021, TEL. 0183). 

\aurìna, sf. Colorante giallo ottenuto per sintesi caduto in disuso a causa del colore poco intenso e della bassa solubilità in acqua. 

\Aurìna Valle delle Alpi Aurine nell'Alto Adige, in provincia di Bolzano. 

\Aurìne, Àlpi Gruppo montuoso delle Alpi Noriche tra l'Italia e l'Austria. Cime più elevate il Gran Pilastro (3.510 m) e il Sasso Nero (3.370 m). 

\Aurìno Torrente (55 km) del Trentino-Alto Adige. 

\Auriol, Vincent (Revel, Haute-Garonne 1884-Parigi 1966) Politico francese di idee socialiste. Eletto deputato nel 1914, fu più volte ministro. Durante la seconda guerra mondiale, partecipò alla Resistenza e dal 1943 fu a Londra a fianco di Charles de Gaulle. Presidente dell'Assemblea Costituente nel 1946, fu il primo presidente della quarta repubblica francese (1947-1954). 

\auro- Prefisso che indica la presenza in un composto chimico di oro monovalente. 

\Aurobindo, Ghosh (Calcutta 1872-Pondicherry 1950) Filosofo indiano. Tra le opere La vita divina

\Aurònzo di Cadóre Comune in provincia di Belluno (3.801 ab., CAP 32041, TEL. 0435). 

\auròra, sf. 1 Il chiarore che dopo l'alba precede il sorgere del sole. ~ alba. <> tramonto. 2 Inizio. ~ albori. <> declino. 
 X   sf. dawn. 
 @   lat. aurora. 
Luce visibile nell'atmosfera, poco prima che sorga il sole; ha una luminosità che aumenta in direzione del punto in cui sorge, per effetto della rifrazione della luce solare provocata dal pulviscolo atmosferico e dalle molecole di gas. 
Aurora polare 
Fenomeno che consiste nella produzione di luce da parte dell'alta atmosfera, osservabile di notte a latitudini di 65°, 70°, ossia nelle zone prossime al circolo polare artico (aurora boreale) o antartico (aurora australe). Consiste in chiazze molto grandi, archi, che possono cambiare nel tempo forma e colore e che possono raggiungere altezze di oltre 1000 km. Vengono generate da protoni ed elettroni, a loro volta prodotti dal Sole nel corso di lunghi periodi di intensa attività, che entrano nella ionosfera, causando l'emissione di luce verde o rossa da parte dei gas in essa contenuti. 

\Auròra Nella mitologia romana, divinità identificata con la greca Eos. 

\Aurora nascente Opera mistica di J. Böhme (1612). 

\auroràle, agg. 1 Dell'aurora. 2 Iniziale. 

\auròso, agg. Di uno dei sali dell'oro monovalente. 

\Aurùnci Gruppo montuoso dell'Antiappennino laziale. Cima più elevata il monte Petrella (1.535 m). 

\Auschwitz Nome tedesco della città polacca Oshwieim (37.000 ab.), situata a circa 50 km a ovest di Cracovia. È tristemente famosa perché i nazisti, nel maggio del 1940, vi costruirono ben quattro campi di concentramento destinati alla soppressione di ebrei polacchi e ai lavori forzati presso industrie insediate dai tedeschi. I sopravvissuti vennero liberati dai russi nel 1945. 

\auscultàre, v. tr. Ascoltare i rumori provenienti dai vari organi interni del corpo con l'orecchio o con appositi strumenti. 

\auscultazióne, sf. L'auscultare. 

\ausgleich, sm. invar. Termine tedesco che indica la riforma costituzionale per mezzo della quale l'imperatore Francesco Giuseppe concesse all'Ungheria lo stato di parità con l'Austria (8 febbraio 1867). 
 @   termine tedesco che significa "compromesso". 

\ausiliàre, agg. e sm. agg. 1 Che dà aiuto. ~ accessorio. 2 Verbo ausiliare, verbo che serve a formare i tempi composti e il passivo degli altri verbi. 
sm. 1 Chi collabora. ~ collaboratore. 2 Verbo ausiliare. 
 X   agg. auxiliary. 
 @   lat. auxiliaris, deriv. da auxilium aiuto. 

\ausiliària, sf. Donna arruolata in un esercito, per lo più con mansioni assistenziali o amministrative. 

\ausiliàrio, agg. e sm. agg. Ausiliare, che aiuta. 
sm. Ufficiale non più in servizio che può venir richiamato in caso di bisogno. 

\ausiliatóre, sm. Chi aiuta, chi presta soccorso. 

\Ausiliatrìce, sf. Uno degli appellativi della Madonna. 

\ausìlio, sm. Aiuto. ~ soccorso. 

\Ausòni Gruppo montuoso dell'Antiappennino tirrenico del Lazio. Cima più elevata il monte Calvilli (1.102 m). 

\Ausònia Comune in provincia di Frosinone (2.501 ab., CAP 03040, TEL. 0776). 

\ausònio, agg. 1 Dell'Ausonia, antico nome della Campania, successivamente esteso dai poeti latini a indicare tutta l'Italia. 2 Italico. 

\auspicàbile, agg. Augurabile. ~ desiderabile. <> deprecabile. 

\auspicàre, v. tr. Augurare. ~ sperare. <> temere. 

\auspicàto, agg. Bene augurato. 

\àuspice, sm. 1 Presso i romani, sacerdote che traeva gli auspici. ~ augure. 2 Chi promuove, sostiene, favorisce qualche iniziativa. 

\auspìcio, sm. 1 Presagio. 2 Patrocinio. ~ egida. 3 Augurio. 
 X   sm. 1 (presagio) omen. 2 (patrocinio) patronage. 
 @   lat. auspicium. 

\Austen, Jane (Steventon, Hampshire 1775-Winchester 1817) Scrittrice inglese. Figlia di un prete di campagna, la trascorse venticinque anni nel paese natale. Da ragazza scrisse parodie divertenti e spiritose, oltre a racconti sentimentali, come Amore e amicizia (1790). Inoltre compose le redazioni iniziali dei suoi tre romanzi: Elinor e Marianne (1795) divenne Senno e sensibilità (1811), Prime impressioni (1797) divenne Orgoglio e pregiudizio (1813), mentre Susan, una novella in due volumi divenne L'abbazia di Northanger (1799, pubblicato postumo nel 1818). Quando nel 1801 il padre si ritirò dall'attività, la famiglia si trasferì a Bath e poi, per breve tempo, a Southampton. Infine, si stabilì a Chauton, un piccolo paese nel quale la Austen passò il resto della sua vita. Rivelatisi inutili i tentativi di interessare gli editori al suo primo romanzo, la Austen pubblicò Senso e sensibilità a sue spese nel 1811. A Chauton pubblicò due dei suoi primi romanzi e scrisse gli ultimi tre, Mansfield Park (1814), (1816) e Persuasion (postumo, 1818). Un ultimo romanzo, Sanditon, è rimasto incompleto per la morte dell'autrice, avvenuta a Winchester (è sepolta nella cattedrale). La Austen non si sposò mai e condusse una vita assai ritirata, ma al suo occhio osservatore non sfuggì nulla dell'esperienza familiare, della vita di paese e della piccola nobiltà inglese. Le opere della Austen costituiscono satire della vita sociale e domestica di una sfera limitata della società inglese. I suoi intrecci non sono altro che variazioni sul tema delle narratrici della fine del secolo, definitivamente fissato da Fanny Burney (1752-1840) nel suo romanzo Evelina, o la storia dell'ingresso nel mondo di una giovane signora (1778): una giovane fa il suo ingresso in società e alla fine si sposa. Ciascuna delle eroine della Austen segue questa strada, conquistando un marito entro la fine del romanzo. Perfettamente consapevole dei limiti dei suoi lavori, la Austen si paragonava a un pittore di miniature. Tuttavia nel quadro di trame prevedibili, l'autrice esplora accuratamente i compromessi che l'individuo è costretto ad accettare per inserirsi nella famiglia e nella società. L'abbazia di Northanger è una satira del romanzo gotico e sentimentale, mentre Senso e sensibilità mette in ridicolo il culto della sensibilità. Orgoglio e pregiudizio, che rappresenta il primo frutto del suo impegno letterario, viene considerata la sua opera di maggiore successo. Le opere più tarde, Mansfield Park e Persuasion, sono caratterizzate da temi tradizionalmente indicati come vittoriani, in quanto descrivono la solitudine e la repressione di giovani donne costrette dal codice sociale a un comportamento silenzioso e remissivo. Jane Austen ha avuto una notevole influenza nello sviluppo del romanzo inglese. I suoi sei romanzi possiedono un'unità tematica e un livello di coerenza che li rendono uno dei massimi risultati della letteratura inglese. 

\austeraménte, avv. In modo austero. ~ gravemente, solennemente. 

\austerità, sf. 1 L'essere austero. ~ gravità, solennità. 2 Politica economica di restrizione dei consumi. 
 @   lat. austeritas, deriv. da austerus austero. 

\austerity, sf. invar. Austerità, restrizione dei consumi. ~ parsimonia. <> consumismo. 

\Austerlitz Centro della Repubblica ceca, in Moravia che fu sede della celebre battaglia. 

\austèro, agg. 1 Rigoroso nell'osservanza del dovere. ~ severo, rigido. <> indulgente. 2 Morigerato. ~ spartano. <> smodato. 
 X   agg. austere. 
 @   lat. austerus, dal greco austeròs duro. 

\Austin Città (466.000 ab.) degli USA, capitale dello stato del Texas. Centro commerciale, agricolo, dell'allevamento e industriale (calzaturifici, fabbriche di componenti elettronici e computer, prodotti alimentari e tessili) sul fiume Colorado (le cui acque vengono sfruttate per l'irrigazione e la produzione di energia idroelettrica). Fu fondata nel 1838 e venne chiamata Waterloo. Nel 1839 fu designata quale capitale dello Stato e, in onore di S. F. Austin, assunse l'attuale denominazione. Vi si trovano un aeroporto, il Campidoglio del Texas, un museo con annessa una biblioteca e l'università del Texas. 

\Austin, Herbert (Little Missenden, Buckinghamshire 1866-Bromsgrave, Worcestershire 1941) Barone di Longbridge. Industriale automobilistico inglese. Nel 1899 costruì una vettura a quattro ruote con motore da 3,5 CV. Nel 1905 fondò la Austin Motor Company. 

\Austin, Stephen Fuller (Austinville 1793-Columbia 1836) Pioniere statunitense. Nel 1821 iniziò la colonizzazione dei territori messicani del Texas, nel 1836 ne fece uno stato autonomo, la cui capitale ne prese il nome. 

\Aùstis Comune in provincia di Nuoro (1.054 ab., CAP 08030, TEL. 0784). 

\austràle, agg. Dell'emisfero meridionale della Terra. ~ antartico, meridionale. <> boreale. 
 X   agg. southern. 

\Austràle, ocèano Denominazione attribuita degli oceanografi alle zone meridionali degli oceani Atlantico, Indiano e Pacifico. 

\Austràlia Interamente circondata dal mare, si affaccia a nord e a est sull'oceano Pacifico (che assume le denominazione di Mare degli Arafura, Mar dei Coralli e Mar di Tasman) e a sud e a ovest sull'oceano Indiano. Le coste si estendono per oltre 19.000 km e presentano forme variegate, rettilinee e a falesia come nella Gran Baia Australiana a sud o frastagliate, ricche di isole come nella costa settentrionale; la costa orientale si affaccia sulla Gran Barriera Corallina (costituita dallo scheletro calcareo dei madreporari), che la separa per 2.500 km dall'oceano aperto. A ridosso della costa orientale si sviluppa da nord a sud la Gran Catena Divisoria, costituita da una serie di catene montuose (per un totale di oltre 3.000 km) che raggiungono l'altezza massima nel monte Kosciusko (2.228 m) nelle Alpi Australiane. Al centro del continente troviamo il gruppo dei monti Macdonnell (altezza massima 1.510 m) e dei monti Musgrave che sovrastano le sconfinate regioni che a est comprendono il bacino del fiume Murray e il Grande Bacino Artesiano. Il lago Eyre raggiunge la quota di massima depressione con i suoi 12 m sotto il livello del mare. Verso ovest invece si estendono vastissime aree desertiche, (Gran Deserto Sabbioso, deserto Gibson, Gran Deserto Vittoria, Nullaerbor Plain) che si estendono fino ai rilievi a ridosso della costa occidentale. Infine a nord gli altipiani di Kimberley e di Arnhem chiudono verso l'interno altre vaste zone depresse. 
La Tasmania è costituita da un altopiano ricco di laghi e di fiumi (Derwent e Tamar). 
L'Australia è estremamente povera di acque e i fiumi sono per la maggior parte più simili a torrenti. Il fiume principale è il Murray-Darling (2.500 km), nell'area sudorientale. Il principale lago è l'Eyre (da 2.000 a 14.000 km2 secondo i periodi dell'anno). Il sottosuolo è invece molto ricco d'acqua (Gran Bacino Artesiano) e l'acqua salina che viene estratta è utilizzata con profitto nell'allevamento. 
Il clima è prevalentemente desertico, comunque sempre molto arido. Solo lungo la costa orientale le precipitazioni sono abbondanti (clima oceanico) e lungo la costa sudoccidentale sono concentrate prevalentemente in inverno (clima temperato). L'escursione termica annuale e diurna cresce man mano che dalla costa ci si spinge all'interno. 
L'Australia ha una densità di circa 2 abitanti per km2; quasi tutta la popolazione vive in aree urbane ed è quasi interamente di origine anglosassone. L'immigrazione è rigidamente controllata e rappresenta solo un quinto degli abitanti. Circa 200.000 aborigeni abitano le zone meno popolate del paese. Capitale della Confederazione Australiana, nonché capoluogo dell'Australian Capital Territory è Canberra (circa 300.000 ab.), costruita fra il 1913 e il 1927 e sorta con funzioni di centro politico e amministrativo del paese. Le due città più popolose sono Sydney (3.650.000 ab.), massimo centro economico e culturale del paese e Melbourne (3 milioni di ab.), importante porto e centro industriale. Altre città sono Brisbane nel Queensland, Adelaide nell'Australia meridionale, Perth nell'Australia occidentale e Newcastle (vicina a Sydney nel Nuovo Galles del sud). Capoluogo della Tasmania è Hobart. 
L'agricoltura e la zootecnia sono praticate in maniera intensiva. Colture principali sono il frumento e altri cereali destinati all'allevamento del bestiame. Diffuse l'orticoltura, la frutticoltura e la canna da zucchero. L'allevamento è certamente una delle risorse principali dell'economia australiana, in particolare quello tradizionale ovino (l'Australia è il principale produttore di lana nel mondo). In fase di sviluppo anche l'allevamento bovino, quello suino e degli animali da cortile; ovviamente molto attive le industrie connesse all'allevamento (latticini, carne, pellame). Discreto lo sfruttamento delle foreste (eucalipto). Il sottosuolo è ricco di risorse minerarie. Si estraggono tungsteno, molibdeno, zirconio, tantalio, bauxite, oro, stagno, ferro, piombo, zinco, rame ecc. Persino l'uranio e il platino sono presenti. L'industria è invece ben sviluppata nei settori alimentare, siderurgico, metallurgico, chimico, petrolchimico, meccanico e tessile. 
 X   Australia. 
STORIA Parzialmente occupata dalle popolazioni cosiddette australoidi, le cui tracce di attività risalgono a più di 40.000 anni fa, il continente australiano attira, a partire dal XVII sec., i navigatori olandesi e inglesi: A. J. Tasman effettua la circumnavigazione dell'Australia e scopre la Tasmania (1642-1644); l'esplorazione periferica viene effettuata da Bougainville (1768) e Cook (1770). Nel 1788 lo sbarco dei primi convitti inglesi a Port Jackson (Sydney) costituisce il nucleo della colonia del Nuovo Galles del Sud. Nel 1809 il governatore Lachlan Macquarie introduce in Australia il montone merinos e prosegue nell'esplorazione del continente. 
Fra il 1823 e il 1859 vengono create successivamente sei colonie (di fatto stati) e in ciascuna colonia sono nominati governi responsabili di fronte ai parlamenti. La via dell'oro accelera l'immigrazione inglese, vengono sviluppati il sistema ferroviario e l'esportazione del frumento. Alla fine del secolo continua lo sviluppo economico e contemporaneamente si forma un sindacalismo ben strutturato. Il primo gennaio 1901 viene ufficialmente proclamato il Commonwealth d'Australia. Il paese partecipa attivamente alle due guerre mondiali a fianco degli Alleati. 
Dopo il 1945, divenuta una nazione dotata di un'industria potente e moderna, l'Australia si conferma come l'alleata privilegiata degli Stati Uniti nella zona del Pacifico. La sua vita politica è contrassegnata dall'alternanza dei liberali e dei laburisti al potere. Ha mantenuto legami specifici con la Corona britannica fino al 1986. Nel 1998 è stato eletto primo ministro P. Beattie, a capo di un governo laburista. 
Abitanti-18.100.000 
Superficie-7.682.300 km2 
Densità-2,4 ab./km2 
Capitale-Canberra 
Governo-Stato indipendente nell'ambito del Commonwealth 
Moneta-Dollaro australiano 
Lingua-Inglese 
Religione-Cattolica, anglicana, protestante 

\Austràlia Meridionàle Stato federato (1.460.000 ab.) dell'Australia. 

\Australian Capital Territory Territorio federale (298.000 ab.) dell'Australia, capitale Canberra. 

\australiàno, agg. e sm. agg. Dell'Australia. 
sm. Nativo, abitante dell'Australia. 
 X   agg. e sm. Australian. 

\australiàno orientàle, bacìno Depressione dell'oceano Pacifico sudoccidentale (5.000 m. ca. profondità massima) situato tra la costa sudorientale dell'Australia e le isole della Nuova Zelanda. 

\Australiano, L' Film drammatico, britannico (1978). Regia di Jerzy Skolimowski. Interpreti: Alan Bates, Susannah York, John Hurt. Titolo originale: The Shout 

\australòide, agg., sm. e sf. Detto di tipo umano originario del continente australiano, caratterizzato da pelle bruna, naso largo e capelli crespi. 

\australopitèco, sm. Genere di ominidi fossili (Australopithecus) i cui resti sono stati trovati nell'Africa australe. Nel 1924, Raymond Dart, professore di anatomia sudafricano, venne in possesso di un teschio fossile, trovato a Taungs (Botswana), nella provincia sudafricana del Capo. Il reperto apparteneva a un giovane; i denti avevano una forma diversa da quelli delle scimmie e rassomigliavano a quelli umani attuali, ma il cervello benché maturo, non era stato più grande di quello di un gorilla. Dart ritenne di aver trovato i resti di un antico ominide e lo chiamò Australopithecus africanus. Nel 1936, il paleontologo scozzese Robert Broom (1866-1951) scoprì a Sterkfontein in Transvaal, a circa 50 km da Johannesburg, campioni adulti simili al giovane di Taungs. Questi fossili comprendevano parti di ossa pelviche e femorali e dimostravano che l'australopiteco era un bipede eretto, come gli ominidi. Nel 1959, a Olduvai Gorge, in Tanzania, Mary Leakey rinvenne un teschio fossile appartenente a un essere più massiccio degli australopitecidi sudafricani, poi classificato come Australopithecus boisei. Altri reperti di australopitecide sono stati trovati lungo le sponde orientali del lago Turkana, nel nord del Kenya. Nel 1974, ad Hadar in Etiopia sono stati trovati da Donald Johanson i resti dell'australopitecide più antico, denominato Lucy, che, insieme con le ossa fossili trovate a Hadar e a Laetoli in Tanzania, sono stati attribuiti all'Australopithecus afarensis. Con il ritrovamento delle ossa fossili sono state rilevate numerose impronte dei piedi che dimostrano la stazione eretta di questi esseri. Nel 1994, in Etiopia sono stati rinvenuti frammenti di ossa craniche, mascellari e del braccio che fanno risalire l'Australopithecus afarensis a 4,4 milioni di anni fa. Non è noto se questa specie camminasse eretta. 
Il reperimento di ulteriori resti da numerose località sudafricane, ha condotto gli scienziati a ritenere di trovarsi in presenza di più di una specie di ominidi. Oggi vengono riconosciute due specie, l'Australopithecus africanus e l'Australopithecus robustus. La datazione dei reperti indica che essi risalgono da 3 milioni a 1,5 milioni di anni fa. È dubbio se anche l'Australopithecus africanus sia una forma estinta oppure rappresenti un antenato dal quale si sono evoluti i membri più avanzati del genere Homo

\Àustria Situata nel cuore dell'Europa continentale, confina a nord con la Repubblica Ceca, a est con la Repubblica Slovacca e l'Ungheria, a sud con la Slovenia e l'Italia, a ovest con la Svizzera e a nord-ovest con la Germania. È un paese prevalentemente montuoso (altezza media 1.000 m), occupato per più dei due terzi dal versante nordorientale delle Alpi e per il rimanente dal prolungamento della pianura ungherese e dal bacino del Danubio. A nord troviamo, muovendoci da ovest a est, il Reticone, le Alpi Bavaresi, quelle di Salisburgo e le Prealpi Austriache propriamente dette. La parte del paese confinante con l'Italia è attraversata dalle Alpi dell'Otz (Wildspitze, 3.774 m), dalle Alpi Aurine, da quelle Carniche e dagli Alti (Grossglockner, 3.797 m) e Bassi Tauri. 
Il principale fiume, il Danubio, attraversa la regione settentrionale da ovest a est per 360 km ed è navigabile in tutto il territorio austriaco. Suoi affluenti sono l'Inn, il Traun, la Leitha e la Drava. Affluente di sinistra è la Morava, sul confine ceco. I laghi non sono di dimensioni rilevanti, per lo più di origine glaciale; si può ricordare quello di Neusiedl (320 km2). È austriaca la sponda orientale del lago di Costanza. 
Capitale dell'Austria è Vienna (1.500.000 ab., un quinto della popolazione totale). Già capitale dell'Impero austroungarico, è città ricca di storia e d'arte, ma anche capitale economica e amministrativa. Altre città sono Linz nella valle del Danubio, Salisburgo (celebre per l'estrazione del suo salgemma), Innsbruck e Graz. 
L'economia è basata sulle attività industriali, in particolare dei settori siderurgico, metallurgico (alluminio) e meccanico. Inoltre non trascurabile l'industria di lavorazione del legno, l'industria chimica, petrolchimica e tessile. Attività tipiche sono inoltre la produzione di strumenti musicali (pianoforti), del vetro e della birra. Interessante l'artigianato (pizzi a Voralberg e ferro battuto in Stiria) 
L'agricoltura è ostacolata dall'esiguità del territorio coltivabile (meno di un quinto); prevalgono frumento e cereali montani. Diffusissima la patata e la barbabietola da zucchero. Significativo l'allevamento di bestiame, data l'ampia disponibilità di aree destinate a pascolo (circa 24%). Discreto anche lo sfruttamento del patrimonio forestale. Il sottosuolo offre ferro, grafite, magnesite, lignite, piombo e zinco. Estrazione di petrolio e di gas naturale e significative risorse idroelettriche. 
 X   Austria. 
STORIA Centro della civiltà di Hallstatt nel primo millennio a. C., l'Austria è occupata dai romani i cui campi militari formano il nucleo delle principali città (Vienna, Linz ecc.). Nel 796 d. C. Carlo Magno vince i barbari che hanno invaso la regione tra il III e il VII sec. e fonda la marca dell'Est (Osterreich dopo il 996). Nel 1156 la marca diventa un ducato ereditario nelle mani dei Babenberg che ne espandono il territorio annettendo la Stiria e una parte della Carniola. Nel 1253 il ducato è collegato alla Boemia e successivamente conquistato da Rodolfo I di Asburgo, imperatore nel 1273. 
Gli Asburgo, padroni del paese, sono anche i possessori della corona imperiale dopo il 1438. Fra il 1493 e il 1519 Massimiliano I getta le basi della grandezza della casa d'Austria: grazie al suo matrimonio con Maria di Borgogna (1477), egli acquisisce i Paesi Bassi e la Franca Contea; quindi fa sposare al figlio l'erede di Spagna e ai nipoti quelle del re di Boemia e di Ungheria. Nel 1521 Ferdinando I riceve da Carlo V (imperatore dal 1519) i domini austriaci e nel 1526 egli diventa re di Boemia e di Ungheria. Nel XVI e XVII sec. l'Austria è il baluardo dell'Europa contro l'avanzata Ottomana (assedio di Vienna, 1529 e 1683; trattato di Carlowitz, 1699) con il quale l'Austria ottiene la Transilvania). Focolaio della riforma cattolica, non riesce a evitare la suddivisione politica e religiosa della Germania (trattato di Westfalia, 1648). Il XVIII sec. è contrassegnato dal regno illuminato di Maria Teresa (1740-1780) e da quello, accentratore, di Giuseppe II (1780-1790) e dalle guerre contro la Francia (nel 1714, l'Austria ottiene i Paesi Bassi e una parte dell'Italia), di successione d'Austria (perde la Slesia) e dei Sette Anni. Con la prima spartizione della Polonia (1792) ottiene la Galizia. Nel 1804 Francesco II, battuto due volte da Bonaparte (1797-1800), riunisce i suoi stati sotto il nome di impero d'Austria (conservando fino al 1806 il titolo di imperatore germanico). Nel 1814 con il trattato di Vienna, i territori conquistati da Napoleone sono resi all'Austria che domina l'Italia del Nord, presidia la Confederazione Germanica e si presenta come l'arbitro dell'Europa. Nel 1859 davanti ai franco-piemontesi, perde la Lombardia e nel 1866 la vittoria della Prussia a Sadowa segna la fine della Confederazione. L'Austria perde Venezia. Nel 1867 la suddivisione del potere tra Austria e Ungheria (compromesso austro-ungherese) segna l'inizio della monarchia austro-ungherese. Questa non risolve comunque le tensioni nazionaliste. Nel 1879 l'Austria firma con la Germania e l'Italia la Triplice Alleanza. Nel 1908 viene annessa la Bosnia Erzegovina. Nel 1914 l'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando, erede al trono, a Sarajevo (28 giugno), scatena la prima guerra mondiale. Nel 1916 Carlo I succede a Francesco Giuseppe, ma nel 1918 la sconfitta provoca la caduta della monarchia austro-ungherese. 
A partire dal 1919 i trattati di Saint-Germain en Laye e di Trianon riconoscono l'esistenza degli Stati Nazionali nati dalla doppia monarchia e nel 1920 la repubblica d'Austria, proclamata a Vienna, si dà una costituzione federale (9 länder). Nonostante la politica dei cancellieri cristiano-sociali Seipel, Dollfuss e Schuschnigg, l'Austria è assorbita dalla Germania a seguito del colpo di mano nazionalsocialista dell'11 marzo 1938 (Anschluss) e fa parte del Reich fino alla sconfitta tedesca nel 1945. Dopo la guerra l'Austria, diventata di nuovo repubblica federale, è suddivisa in quattro zone di occupazione e nel 1955 il trattato di pace ne fa uno stato neutrale. Nel 1969 viene firmato un accordo con l'Italia relativo alle popolazioni tedesche dell'Alto Adige. Dopo il 1945 si alternano al potere, separatamente o formando una coalizione, il Partito Popolare (cattolico), con il cancelliere L. Figl (1945-1953), e il Partito Socialista, con il presidente K. Renner (1945-1950) e il cancelliere B. Kreisky (1970-1983). Nel 1986, viene eletto presidente della repubblica Kurt Waldheim; il socialista Vranitzky diventa cancelliere. Nel 1989 l'Austria apre le proprie frontiere con l'Ungheria e la Cecoslovacchia. Nel 1992 il popolare Thomas Klestil è eletto alla Presidenza della repubblica e nel 1995 l'Austria aderisce all'Unione Europea. Nel 1998 Klestil è rieletto presidente. 
Abitanti-7.970.000 
Superficie-83.857 km2 
Densità-95 ab./km2 
Capitale-Vienna 
Governo-Repubblica parlamentare 
Moneta-Scellino austriaco 
Lingua-Tedesco 
Religione-Cattolica, protestante 

\Àustria Àlta Stato federato (1.340.000 ab.) dell'Austria, capoluogo Linz. 

\Àustria Bàssa Stato federato (1.481.000 ab.) dell'Austria, capoluogo Sankt Pölten. 

\austriacànte, agg., sm. e sf. Che, chi era fautore della dominazione austriaca in Italia. 

\austrìaco, agg. e sm. agg. Dell'Austria. 
sm. Nativo, abitante dell'Austria. 
 X   agg. e sm. Austrian. 

\Austria-Ungherìa (Impero) Stato dell'Europa centrale sorto nel 1867 in seguito all'Ausgleich e durato fino al 1918. 

\austro- Primo elemento di parole composte, abbreviazione di australe o di austriaco. 

\àustro, sm. Vento caldo che soffia da sud; il sud stesso. 

\austromarxìsmo, sm. Nome della corrente marxista a tendenza revisionistica che sorse in Austria all'inizio del 1900 e i cui rappresentanti maggiori furono Max Adler e Otto Bauer. 

\austronesiàno, agg. Relativo alle lingue indonesiane, malanesiane e polinesiane. 

\austroungàrico, agg. Della formazione statale costituita dall'Impero d'Austria e dal Regno d'Ungheria. 

\aut aut, loc. sost. m. invar. Si usa per indicare una scelta alternativa obbligatoria. ~ ultimatum. 

\Aut Aut Opera di filosofia di S. A. Kierkegaard (1843). 

\aut Caesar aut nihil, loc. avv. Locuzione latina, attribuita a Cesare Borgia, che significa "o Cesare o niente". Viene usata per indicare un'ambizione esagerata. 

\autallotriomòrfo, agg. Relativo a una struttura in cui i minerali, tutti pressoché di uguali dimensioni e idiomorfi, sono disposti a mosaico. Tale struttura è caratteristica delle apliti. 

\Autant, Louise (Martinica 1876-Parigi 1952) Componente della Comédie-Française, allestì, insieme al marito Édouard Autant (Parigi 1872-1965) architetto, un teatro-laboratorio denominato "Art et Action" nel quale vennero rappresentati testi di avanguardia. Figlio della coppia è il noto regista cinematografico Claude Autant-Lara. 

\Autant-Lara, Claude (Luzarches 1901-Antibes 2000) Regista cinematografico francese fortemente polemico. Diresse Il diavolo in corpo (1946) e La traversata di Parigi (1956). 

\autarchìa, sf. Orientamento di politica economica in base al quale un paese è in grado di produrre tutti i beni e i servizi di cui necessita al suo interno. Alcune forme di autarchia furono introdotte nell'Italia fascista dal 1934. ~ autogoverno. <> dipendenza. 
 @   greco autarchìa, comp. da auto-stesso + deriv. da àrchein comandare. 

\autarchicaménte, avv. In modo autarchico. 

\autàrchico, agg. 1 Di autarchia; indipendente dai mercati esteri. ~ autonomo, autosufficiente. <> dipendente. 2 Che gode di autonomia amministrativa. 

\Autari (?-Pavia 590) Re dei longobardi dal 584 al 590. Figlio di Clefi, salì al trono dopo un decennio di anarchia, sposò Teodolinda e cedette alla corona molte terre ottenute dai duchi. 

\autèntica, sf. Autenticazione. 

\autenticaménte, avv. 1 In modo autentico. ~ genuinamente. 2 Realmente. ~ veramente. 

\autenticàre, v. tr. Dichiarare autentico. ~ convalidare. <> invalidare. 
 X   v. tr. to authenticate. 
 @   lat. mediev. authenticare. 

\autenticazióne, sf. L'autenticare; dichiarazione di autenticità di un documento. ~ autentica. 

\autenticità, sf. L'essere autentico. ~ veridicità, originalità, genuinità. <> falsità, contraffazione. 
 X   sf. authenticity. 

\autèntico, agg. 1 Che è vero e dimostrato. ~ veridico. <> falso. 2 Originale. ~ autografo. <> apocrifo. 3 Sincero, genuino, schietto. ~ spontaneo. <> finto. 
 X   agg. 1 (vero) true. 2 (firma, oggetto) authentic, genuine. 
 @   lat. authenticus, dal greco authentikòs. 

\autière, sm. Soldato assegnato alla guida di automezzi. 

\autìgeno, agg. Formato sul posto. Viene utilizzato relativamente ai costituenti di una roccia. 

\autìsmo, sm. Psicosi caratterizzata dal disinteresse dell'individuo verso chi lo circonda. La forma più frequente di autismo è quella infantile, che colpisce in tutto il mondo una media di 5 bambini su 10.000, senza distinzione di razza o di classe sociale. L'autismo infantile si manifesta entro i primi due anni di vita, rendendo impossibile l'apprendimento e, di conseguenza, inducendo privazione o degenerazione del linguaggio. Anche se talvolta può essere originato da deficit neurologico organico, nella maggior parte dei casi i bambini affetti da autismo non manifestano lesioni organiche evidenti. 

\autìsta, sm. e sf. Chi conduce autoveicoli per mestiere. ~ guidatore. 
 X   sm. e sf. driver. 
 @   deriv. da auto. 

\autìstico, agg. Relativo all'autismo. 

\auto- Primo elemento di parole composte equivalente a "di se stesso" o "da sé". 
 @   dal greco autós se stesso. 

\àuto, sf. e sm. invar. sf. Forma abbreviata di automobile. 
sm. Rappresentazione teatrale spagnola. 
 X   sf. car. 
Genere teatrale costituito da rappresentazioni allegoriche in un solo atto, generalmente a carattere religioso, proprio di Spagna e Portogallo, sviluppatosi nel XVI sec. I più antichi sono definiti autos viejos, quelli successivi autos sacramentales; questi ultimi venivano recitati in una piazza, a mezzogiorno, davanti al re e a tutto il popolo. Si misurarono con questo genere eccelsi drammaturghi quali Lope de Vega, Mira de Amescua, Tirso da Molina, Calderón de la Barca. 

\Auto da fé Romanzo di E. Canetti (1935). 

\autoabbronzànte, agg. e sm. Detto di prodotto cosmetico che procura l'abbronzatura senza esposizione ai raggi solari. 

\autoaccensióne, sf. Accensione spontanea di masse combustibili; nei motori a combustione interna, accensione della miscela aria-combustibile. 

\autoadesìvo, agg. e sm. Detto di oggetto provvisto di una superficie ricoperta di materiale adesivo. 
 X   agg. self-adhesive, sticky. sm. sticker. 

\autoaffermazióne, sf. Affermazione di sé, del proprio ruolo. 

\autoaffondaménto, sm. Affondamento di una nave da parte dell'equipaggio stesso, al fine di evitarne la caduta in mani nemiche. 

\autoagglomerazióne, sf. Agglomerazione di materiali vari in cui gli elementi si agglutinano per effetto del calore o della pressione e non per l'aggiunta di leganti. 

\autoalimentazióne, sf. Caratteristica di un tipo di circuito, il circuito ad autoalimentazione, che serve per tenere un relè o un contattore eccitato anche quando cessa l'impulso iniziale. 

\autoallàrme, sm. Radioricevitore che registra il segnale di pericolo che viene emesso secondo un determinato codice e aziona le suonerie di allarme. 

\autoambulànza, sf. Autoveicolo per il trasporto di feriti o ammalati. ~ autolettiga. 
 X   sf. ambulance. 

\autoanàlisi, sf. Analisi introspettiva di se stesso; indagine di se stesso con metodi psicoanalitici. 

\autoarticolàto, sm. Autoveicolo formato da una motrice con solamente la cabina di guida e da un semirimorchio. 

\autoassoluzióne, sf. L'atto di autoassolversi. 

\autoassòlversi, v. intr. pron. Proclamare la legittimità del proprio operato, giustificando azioni e comportamenti scorretti. 

\autoattualizzazióne, o autorealizzazióne, sf. In psicologia, tendenza di ogni uomo a tradurre in atto le proprie potenzialità psichiche o fisiche. 

\Autobiografia Opera autobiografica di G. Vico (1725). 
Autobiografia 
Opera autobiografica di Malcom X (1965). 
Autobiografia 
Opera autobiografica di B. Russell (1968). 

\autobiografìa, sf. Opera in cui l'autore narra la propria vita. ~ memorie. 
 X   sf. autobiography. 
 @   da auto-+ biografia. 

\Autobiografia di Alice B. Toklas Prosa di G. Stein (1933). 

\Autobiografia di tutti, L' Prosa di G. Stein (1937). 

\autobiograficaménte, avv. In modo autobiografico. 

\autobiogràfico, agg. Dell'autobiografia, che ha carattere di autobiografia. 

\Autobiologia Opera di poesia di G. Giudici (1969). 

\autoblìnda, o autoblindàta, sf. Autoblindo. 

\autoblindàto, agg. Si dice di automezzo corazzato e armato. 

\autoblìndo, sm. invar. Autoveicolo gommato, corazzato e armato. 

\autobómba, sf. Autoveicolo nel quale è stata inserita una carica esplosiva che può essere fatta scoppiare a distanza. 

\autobótte, sf. Autocisterna. 
 X   sf. tanker. 

\àutobus, sm. invar. Autoveicolo adibito al trasporto collettivo di persone. ~ pullman. 
 X   sm. invar. bus. 
 @   da auto-+ lat. (omni)bus. 

\autocalùnnia, sf. L'accusarsi di colpe non vere o commesse da altri. 

\autocamionàle, sf. Strada adatta al transito di autoveicoli pesanti. 

\autocannóne, sm. Pezzo d'artiglieria montato su di un autocarro che veniva usato durante la prima guerra mondiale. 

\autocaravàn, sf. invar. Autofurgone sul cui telaio è montata una struttura tipo caravan. ~ camper. 

\autocàrro, sm. Autoveicolo per il trasporto di merci. ~ camion. 
 X   sm. 1 lorry, motor-lorry. 2 (americ.) truck. 

\autocatàlisi, sf. Fenomeno di catalisi nel quale è la reazione stessa a produrre una sostanza che funge da catalizzatore. 

\autocefalìa, sf. Condizione delle chiese e dei vescovi ortodossi non sottoposti ai patriarchi. 

\autocèfalo, agg. 1 Di chiesa o di vescovo metropolitano ortodosso, che è indipendente da ogni altra autorità religiosa. 2 Relativo a una chiesa che, pur rifacendosi alla tradizione della chiesa universale, si rifiuta di riconoscere un unico capo. 

\autocensùra, sf. Controllo esercitato su se stessi o sulla propria opera. 

\autocèntro, sm. Grosso centro di vendita e assistenza di autoveicoli. 

\autocerchiatùra, sf. Processo consistente nella realizzazione a freddo, sotto pressione, della cerchiatura interna di un tubo. 

\autocertificazióne, sf. Dichiarazione del cittadino che certifica, sotto responsabilità penale, i propri dati anagrafici. 

\autocingolàto, sm. Autoveicolo con cingoli. 

\autocistèrna, sf. Autoveicolo per il trasporto di liquidi. 
 X   sf. tanker. 

\autoclàve, sf. Recipiente cilindrico a chiusura ermetica capace di resistere ad alte temperature, usato anche come sterilizzatore. 

\autocollimatóre, agg. e sm. Di strumento ottico munito di reticolo che può essere posto in posizione perpendicolare rispetto alla superficie. 

\autocollimazióne, sf. L'operazione effettuata con un autocollimatore. 

\autocolónna, sf. Colonna di autoveicoli. 

\autocombustióne, sf. Reazione chimica che genera combustione spontanea e che s'innesta da un'ossidazione provocata da catalizzatori. 

\autocommiserazióne, sf. Il fare se stesso oggetto di commiserazione propria. ~ compiangersi. 

\autocommutatóre, sm. Impianto telefonico automatico che ha la funzione di stabilire il collegamento tra gli utenti nel momento in cui essi lo comandino. 

\autocompiaciménto, sm. L'essere soddisfatto e compiaciuto di se stesso. 

\autoconcessionàrio, sm. Concessionario per la vendita di automobili. 

\autocontròllo, sm. Controllo di se stessi. ~ autodisciplina. <> impulsività. 
 X   sm. self-control. 

\autoconvinzióne, sf. Persuasione di se stessi ottenuta con un ragionamento soggettivo e coincidente con ciò che interessa credere. 

\autocopìante, agg. Di una carta speciale che consente di ottenere più copie di un originale senza dover interporre tra i vari fogli la carta a carbone. 

\autocorìa, sf. Disseminazione spontanea, senza l'intervento di agenti esterni. ~ autodisseminazione. 

\autocorrelazióne, sf. In statistica indica la correlazione tra i valori di un processo in differenti istanti. Se Xt è il valore prodotto in una data prova all'istante t, l'autocorrelazione tra due istanti s e t è  M( (XtM(Xt))(XsM(Xs)) ) / ( σ(Xt)σ(Ys) )

\autocorrièra, sf. Autobus interurbano. ~ corriera. 
 X   sf. bus, coach. 

\autocosciènza, sf. 1 Consapevolezza di sé. 2 Esperienza analitica o in generale psicologica del proprio io. 

\autòcrate, sm. Chi esercita la propria autorità in modo assoluto. ~ despota. <> democratico, illuminato. 

\autocràtico, agg. Che è proprio di un autocrate. 

\autòcratore, sm. Chi esercita un potere assoluto. 

\autocrazìa, sf. Governo assoluto. ~ dispotismo. 

\autòcrino, agg. Di secrezione che produce fattori di crescita agenti sulle cellule che li producono per mezzo di recettori funzionali esterni. 

\autocrìtica, sf. Critica di se stessi. 
 X   sf. self-criticism. 

\autocrìtico, agg. Di autocritica. 

\autocromìa, sf. Processo di fotografia a colori, ideato dai fratelli Lumière nel 1906, che si basa sul principio di sintesi additiva. 

\autocròss, sm. invar. Gara automobilistica su un percorso molto accidentato. 

\autoctìsi, sf. Nell'idealismo di Gentile è l'atto dell'autocoscienza come processo interiore e libero con cui l'io pone sé stesso. 

\autoctonìa, sf. L'essere autoctono. 

\autòctono, agg. e sm. agg. Nativo del luogo stesso in cui vive. ~ indigeno. <> allogeno. 
sm. Aborigeno. <> straniero. 

\autodafé, o auto da fé, sm. invar. 1 Durante il periodo dell'Inquisizione, atto d'abiura di un eretico processato e pentito o l'esecuzione sul rogo di un eretico che si fosse rifiutato di pronunciare l'abiura. 2 Rogo con cui si distrugge polemicamente qualcosa. 
 @   portogh. auto da fé atto della fede. 

\autodecisióne, sf. Diritto dell'uomo di disporre liberamente di sé. 

\autodemolitóre, sm. Chi demolisce le vecchie automobili. 

\autodenùncia, sf. Denuncia di se stesso, delle proprie colpe, dei propri errori; l'azione di chi si denuncia a un'autorità per una propria infrazione. 

\autodeterminazióne, sf. Autodecisione. ~ autogestione, indipendenza. <> dipendenza. 

\autodidàtta, sm. e sf. Chi, senza studi regolari, si è istruito da sé. 
 X   sm. autodidact. 

\autodidàttica, sf. Capacità di istruirsi in modo del tutto autonomo. 

\autodidàttico, agg. Di autodidatta, da autodidatta; che serve a far imparare da sé. 

\autodifésa, sf. Difesa di se stesso. 
 X   sf. self-defence. 

\autodisciplìna, sf. Controllo di sé. ~ autocontrollo. 

\autodisseminazióne, sf. Disseminazione spontanea. ~ autocoria. 

\autodistruggènte, agg. Di proiettile di artiglieria che esplode in aria per effetto di un congegno a miccia. 

\autodistruttìvo, agg. Che si distrugge da sé; di comportamento molto dannoso per la persona che lo attua. 

\autodistruzióne, sf. L'effetto di un progetto autodistruggente, l'autodistruggersi. 

\autòdromo, sm. Pista attrezzata per competizioni automobilistiche. ~ circuito. 
 X   sm. circuit. 

\autoeccitatrìce, agg. e sf. Di una dinamo nella quale la corrente di magnetizzazione viene presa da quella prodotta dalla macchina stessa. Si contrappone alla dinamo a eccitazione impedente. 

\autoeccitazióne, sf. Proprietà di macchine o di sistemi autoeccitanti. La reazione corrispondente. 

\autoemoterapìa, sf. Iniezione nei muscoli del paziente del sangue prelevatogli da una vena, effettuata a scopo terapeutico. ~ autotrasfusione. 

\autoepurazióne, sf. Depurazione dell'acqua di laghi e fiumi che avviene per effetto della luce, dei batteri o dell'ossigeno contenuto nell'atmosfera. 

\autoerotìsmo, sm. Erotismo di tipo narcisistico. ~ masturbazione. 

\autoesaltazióne, sf. Esaltazione di sé, dei propri meriti. 

\autoestinguènte, agg. Detto di materiale che a contatto con la fiamma non prende fuoco. 

\autofagìa, sf. Mantenimento della vita per mezzo delle risorse proprie dell'individuo. 

\autofecondazióne, sf. Modalità di fecondazione nella quale il gamete maschile e il gamete femminile appartengono allo stesso soggetto. 

\autoferrotranviàrio, agg. Concernente i servizi pubblici automobilistici, ferroviari e tranviari. 

\autoferrotranvièri, sm. pl. I lavoratori delle aziende autoferrotranviarie. 

\autofertilità, sf. Processo di autoimpollinazione tramite il quale una piante produce frutti dotati di semi. 

\autofficìna, sf. 1 Officina trasportabile, sistemata su autocarri. 2 Officina dove si riparano autoveicoli. 
 X   sf. garage, service station. 

\autofilettànte, agg. Detto di vite d'acciaio per lamiere che filetta il foro della sua sede durante l'avvitamento. 

\autofilotranviàrio, agg. Che concerne i trasporti pubblici su autobus, filovie e tranvie. 

\autofinanziaménto, sm. L'operazione dell'autofinanziarsi. 
 X   sm. autofinancing, self-financing. 

\autofinanziàrsi, v. rifl. Provvedere al finanziamento di un'azienda mediante i suoi stessi utili. 
 @   da auto-+ finanziare

\autofocus, sm. e sf. Dispositivo per la messa a fuoco automatica nelle macchine fotografiche; la macchina fotografica dotata di tale obiettivo. 

\autofurgóne, sm. Autoveicolo attrezzato a furgone chiuso. 
 X   sm. van. 

\autogènesi, sf. Generazione spontanea. 

\autògeno, agg. Che si produce da sé. 

\autogestióne, sf. Conduzione di una qualsiasi attività da parte dei diretti interessati. ~ autoconduzione. <> dipendenza. 

\autogestìre, v. v. tr. Provvedere alla conduzione di un'azienda, organismo o altra attività mediante autogestione. 
v. rifl. Gestirsi autonomamente. 

\autogìro, sm. Aeromobile fornito di rotore libero con funzione di ala, spinto da una normale elica che fornisce la velocità di sostentamento, capace di atterraggi e decolli molto brevi. 

\autogòl, sm. invar. Autorete. 
 X   sm. own goal. 

\autogonìa, sf. Termine usato da Ernst Haeckel per identificare la generazione spontanea di organismi semplici dalla materia bruta. ~ autogenesi. 

\autogovernàrsi, v. rifl. 1 Governarsi in modo autonomo. 2 Detto di un'apparecchiatura meccanica, regolarsi automaticamente. 

\autogovèrno, sm. 1 Il governarsi da sé. 2 Facoltà data a un ente, a un gruppo sociale di provvedere autonomamente al proprio governo. ~ autonomia. 

\autografàre, v. tr. 1 Firmare di mano propria. 2 Riprodurre disegni e manoscritti per mezzo dell'autografia. 

\autografìa, sf. 1 Qualità di una scrittura autografa. 2 Arte di trasferire uno scritto su pietra in modo da poterne fare più copie. 3 Ognuna delle copie così ottenute. 

\autògrafo, agg. e sm. agg. Scritto di propria mano dall'autore. ~ originale. <> apocrifo. manoscritto autografo. 
sm. 1 Qualsiasi documento scritto da una persona di proprio pugno. ~ manoscritto. 2 Firma, dedica. 
 X   agg. e sm. autograph. 
 @   lat. autographus, dal greco autographòs, comp. da auto stesso + deriv. da gràphein scrivere. 

\autogrìll, sm. Posto di ristoro situato sulle autostrade. 
 X   sm. motorway restaurant. 

\autogrù, sf. Autoveicolo su cui è montata la gru. 

\autoguìda, sm. Sistema di guida autonomo che permette a un missile, a un aeromobile o a un proiettile di artiglieria di raggiungere un obiettivo utilizzando esclusivamente le apparecchiature di cui è dotato. 

\autoguidàto, agg. Provvisto di dispositivi di guida automatica. 

\autòico, agg. (pl. m.-ci) Di parassita che compie tutto il suo ciclo vitale sullo stesso ospite. ~ autosseno. 

\autoimmùne, agg. Detto di malattia caratterizzata dalla produzione di anticorpi diretti contro elementi propri dell'organismo, causata da un'anomalia dei meccanismi di immunoregolazione operati dai linfociti T. 

\autoimmunità, sf. Sviluppo in un organismo di una risposta immunologica caratterizzata dalla produzione di anticorpi che agiscono contro i costituenti dell'organismo stesso. 

\autoimmunizzazióne, sf. Situazione patologica di un organismo in cui si ha la produzione di autoanticorpi. 

\autoimpollinazióne, sf. Processo nel quale il polline cade sugli stimmi dello stesso fiore. 

\autoinduttànza, sf. Caratteristica fisica di un circuito elettrico rappresentata dall'entità delle forze elettromotrici che le variazioni di intensità della corrente inducono in esso. 

\autoinduzióne, sf. In fisica fenomeno per il quale in un circuito elettrico a ogni variazione della corrente o del flusso magnetico a essa concatenato si genera una forza elettromotrice indotta che tende a opporsi alla variazione che l'ha generata. Il principio è noto come legge di Faraday-Neumann-Lenz. 

\autoinfezióne, sf. Infezione provocata da germi che si trovano solitamente in un organismo senza provocare alcun disturbo. 

\autoinnaffiatrìce, sf. Autoveicolo fornito di cisterna e pompa centrifuga mossa dalla stesso motore. 

\autointossicazióne, sf. L'insieme dei disturbi provocati in un organismo da veleni prodotti dall'organismo stesso. 

\autoironìa, sf. Ironia su se stessi, sui propri comportamenti. 

\autolàtra, sm. Adoratore di se stesso. 

\autolatrìa, sf. Adorazione di se stesso. 

\autolavàggio, sm. Impianto per il lavaggio di autoveicoli. 
 X   sm. car wash. 

\autolegittimazióne, sf. Affermazione della legittimità e della liceità di un atto giuridicamente o moralmente dubbio da parte della persona che usufruisce dei benefici di quell'atto. 

\autolesióne, sf. Ferita o mutilazione volontaria al proprio corpo. 

\autolesionìsmo, sm. Comportamento di chi volontariamente danneggia se stesso. 

\autolesionìsta, sm. e sf. Chi agisce con autolesionismo. 

\autolettìga, sf. Autoambulanza. 
 X   sf. ambulance. 

\autolìnea, sf. Linea interurbana percorsa da autoveicoli di trasporto pubblico. 
 X   sf. bus company, bus service. 

\autolìsi, sf. Processo di dissoluzione di un organismo per azione dei fermenti litici che appartengono allo stesso organismo. 

\autòma, sm. 1 Chi agisce meccanicamente, per impulso altrui. ~ fantoccio. 2 Figura che si muove da sé per mezzo di un meccanismo. ~ robot. 
 X   sm. automaton. 
 @   lat. tardo automatus, dal greco autòmatos che si muove da sé. 

\automàtica, sf. L'insieme delle metodologie e delle tecniche che riguardano l'automazione. 

\automaticaménte, avv. In modo automatico. ~ meccanicamente, inconsciamente. 

\automaticità, sf. L'essere automatico; il funzionare automaticamente. 

\automàtico, agg. e sm. agg. 1 Che funziona senza il diretto intervento dell'uomo. ~ automatizzato. distributore automatico. 2 Che si compie senza l'intervento della volontà o che avviene come conseguenza di un fatto; istintivo, inconsapevole, involontario, meccanico. ~ spontaneo. <> calcolato. gesto automatico di rifiuto
sm. Bottone formato da due elementi che si incastrano facilmente per pressione. 
 X   agg. automatic. sm. 1 (bottone) snap fastener, press stud. 2 (arma) automatic. 
 @   deriv. da automato, da automa

\automatìsmo, sm. Insieme dei dispositivi che danno luogo a funzionamento automatico. 

\automatizzàre, v. tr. Rendere automatico. 
 X   v. tr. to automate. 

\automatizzazióne, sf. L'automatizzare, l'essere automatizzato. ~ automazione. 

\automazióne, sf. Processo meccanico che sostituisce la figura umana nelle mansioni di servizio, comando o sorveglianza di una macchina e/o di un processo. Ai centri di controllo di una o più macchine pervengono, in qualità di segnali elettrici, elettromagnetici o meccanici, le indicazioni sul modo di procedere di una certa grandezza tipica del processo (per esempio la pressione di una caldaia, la concentrazione di un componente in una miscela una temperatura ecc.); tramite un meccanismo di retroazione i valori della grandezza vengono modificati e mantenuti in un intervallo prefissato al fine di assicurare il corretto funzionamento del sistema. L'automazione industriale, nata negli Stati Uniti per opera di Henry Ford nella produzione dei motori, ha subito un notevole impulso grazie ai progressi in campo elettronico, e in quello della robotica in particolare, e trova largo impiego in molti settori; oggi viene sempre più sfruttata anche in nuovi campi (telecomunicazioni, trasporti, servizi ecc.). 
 X   sf. automation. 

\automedónte, sm. Cocchiere, autista. 

\automèzzo, sm. Autoveicolo. ~ automobile, macchina. 
 X   sm. motor vehicle. 

\automòbile, sf. Veicolo dotato di sistema di propulsione (motore) e di quattro ruote, adibito al trasporto su strada di un limitato numero di persone. ~ autovettura, macchina. 
 X   sf. 1 motor car; (americ.) automobile. 2 (di serie) production motor-car. 3 (da corsa) racing car. 
 @   da auto-+ lat. mobilis. 
Il primo efficiente motore a scoppio venne progettato dai fisici italiani E. Barsanti e F. Matteucci che, nel 1854, costruirono un motore bicilindrico, precursore dei motori a benzina. Beau de Rochas fu l'ideatore del ciclo a quattro tempi (1862), il cui motore relativo venne costruito da N. Otto ed E. Langen nel 1877. Nel 1898 fu introdotto il cambio e nel 1895 furono adottati i pneumatici. Le prime automobili, da cui discendono le attuali, iniziarono a essere prodotte industrialmente agli inizi di questo secolo. La FIAT sorse nel 1899, la Mercedes-Benz nel 1900, la Lancia e l'Alfa nel 1906. Henry Ford, negli Stati Uniti, fabbricò dal 1908 il famoso modello T servendosi, per la prima volta, della catena di montaggio e dell'automazione industriale. I costituenti basilari dell'automobile sono il telaio, o scocca, il motore, l'impianto elettrico, la trasmissione e la carrozzeria. Il telaio rappresenta l'ossatura sulla quale vengono installati tutti gli altri pezzi. La carrozzeria portante rappresenta l'evoluzione del telaio tubolare usato nelle auto da competizione. Il motore dotato di cilindri, a combustione interna, può essere a benzina (ciclo Otto) o a gasolio (ciclo Diesel). Esso ha il compito di trasformare l'energia chimica del carburante in lavoro meccanico e viene qualificato in base alla cilindrata e alla potenza, che si misura in cavalli-vapore. Il carburante transita attraverso una pompa messa in azione dallo stesso motore o per via elettrica. Il carburatore procede al miscelamento di aria e benzina, ma oggi sono sempre più diffusi i motori a iniezione diretta o indiretta, in cui la miscela aria-benzina si predispone nel collettore d'aspirazione attraverso idonei iniettori. I motori diesel a gasolio prevedono un funzionamento simile. Per funzionare alla perfezione il motore necessita di un meccanismo di lubrificazione e raffreddamento. La lubrificazione delle parti soggette a sollecitazione e attrito avviene tramite una pompa a ingranaggi che fa fluire l'olio in speciali condotti. Le impurità dell'olio sono fermate da un apposito filtro. Il raffreddamento più utilizzato è quello ad acqua: l'acqua si diffonde a ciclo chiuso, transitando dai condotti di raffreddamento del motore al radiatore, dove cede il calore acquisito all'aria esterna. L'impianto elettrico è formato da una batteria di accumulatori (ricaricata di continuo da una dinamo o da un alternatore, fatti funzionare tramite trasmissione a cinghia dall'albero motore), che alimenta i sistemi di illuminazione, il circuito del motorino d'avviamento nel ciclo Otto e al preriscaldamento nel ciclo Diesel. La trasmissione è così chiamata perché trasmette alle ruote il lavoro meccanico prodotto dal motore; essa è organizzata da frizione, cambio, albero della trasmissione, differenziale e semiassi, cioè dagli organi meccanici che trasmettono il movimento dal motore alle ruote motrici. La frizione connette, o distacca, l'albero di trasmissione all'albero motore. Il cambio consente di mutare velocità, permettendo al motore di mantenere un regime di giri adeguato; consta di quattro o cinque marce, oltre la retromarcia; è connesso elasticamente all'albero di trasmissione grazie al giunto cardanico. L'albero di trasmissione si introduce nel gruppo del differenziale, il complesso che trasforma il moto rotatorio dell'albero di trasmissione in un moto rotatorio a esso perpendicolare, che i semiassi trasmettono alle ruote motrici. Le ruote sono di solito di lamiera piena stampata a disco; attorno alla ruota c'è il pneumatico, che svolge la funzione di collegamento elastico tra veicolo e terreno, oltre che assicurarne l'aderenza. Nelle automobili i sistemi di frenatura sono sempre due: l'uno, con comando a pedale, che opera sulle ruote; l'altro, con comando a mano, che opera sull'albero di trasmissione generalmente solo sulle rutoe posteriori, come freno di stazionamento. Il circuito frenante è costituito da un sistema idraulico, pneumatico o meccanico; i freni sono generalmente a disco, formato da un disco congiunto alla ruota e da una pinza di serraggio. Le automobili di piccola cilindrata sono dotate di freni a tamburo. Il meccanismo di comando dei freni è idraulico, formato da un serbatoio di liquido (olio), un pistone iniettore e un certo numero di condotti. La carrozzeria è di norma costruita in lamiera stampata, saldata elettricamente; le sue parti sono esposte a metodi protettivi antiossido. Per diminuire la resistenza è molto importante lo studio aerodinamico dell'automobile. Le sospensioni connettono elasticamente le ruote con il telaio o con la carrozzeria portante, per smorzare gli urti derivanti all'automobile durante il moto; ve ne sono a molle elicoidali, o a barre di torsione, a volte accompagnate da molle a balestra. Gli ammortizzatori telescopici perfezionano le sospensioni. Miglioramenti di recente introdotti sono la marmitta catalitica e i sistemi antibloccaggio delle ruote. Gli sforzi per produrre un sistema di trasporto meno inquinante delle automobili con motore a combustione ha portato agli studi dell'automobile elettrica, ancora in fase sperimentale, e alla ricerca di nuovi carburanti. 

\automobilìsmo, sm. 1 Insieme delle attività connesse all'uso dell'automobile. 2 Lo sport delle corse automobilistiche. 
 X   sm. 1 motoring. 2 (sport) motor racing. 
La prima competizione sportiva avvenne nel 1894 da Parigi a Rouen (135 km). Le competizioni possono essere di velocità o di regolarità (su starda, nate dai raid). Le gare si tengono su apposite piste permanenti, gli autodromi, su circuiti stradali, chiusi o aperti al traffico, percorsi piani, misti o in salita. Le principali manifestazioni annuali di questo genere sono il campionato mondiale conduttori per monoposto di Formula 1 e il campionato mondiale dei prototipi, che conferiscono il premio rispettivamente al miglior pilota e alla migliore casa produttrice. 

\automobilìsta, sm. e sf. Chi guida l'automobile. 
 X   sm. e sf. motorist. 

\automobilìstico, agg. Relativo all'automobile. 
 X   agg. motor, car. 

\automodellìsmo, sm. Attività o passatempo consistente nel costruire o collezionare modelli di automobili in scala ridotta. 

\automodellìsta, sm. e sf. Chi si dedica all'automodellismo. 

\automorfìsmo, sm. Teoria di W. Roux che si basa sul concetto che in ogni organismo tutte la parti, a partire dalle particelle che costituiscono una cellula fino ad arrivare ai vari organi, sono in lotta tra di loro. 

\automòrfo, agg. Relativo a un minerale che si è potuto sviluppare in una roccia assumendo la propria forma cristallina. ~ idiomorfo. 

\automotóre, sm. Congegno che si muove da sé. 

\automotrìce, sf. Vettura ferroviaria fornita di motore adibita sia al trasporto di persone sia al traino di vagoni. 
 X   sf. rail car. 

\automutilazióne, sf. Mutilazione che un individuo effettua su se stesso. 

\autonoleggiatóre, sm. Chi possiede o gestisce un noleggio di automobili. 

\autonolèggio, sm. Noleggio di automobili. 
 X   sm. car hire, car rental. 

\autonomaménte, avv. In modo autonomo; indipendentemente, emancipatamente. ~ da solo. 

\autonomìa, sf. 1 Facoltà di governarsi da sé. ~ autosufficienza. <> dipendenza. 2 Durata di funzionamento o distanza percorribile da un mezzo di trasporto senza bisogno di rifornimento. 
 X   sf. autonomy, independence. 
 @   greco autonomìa, comp. da auto-stesso + radice di nèmein governare. 
In diritto è l'autorità di autolegislazione da parte di uno stato o di un ente pubblico senza subire controlli; per quanto concerne la sua efficacia, potere e ampliamento, essa dipende dalle norme e autolimitazioni che lo stato stesso si pone. 
In filosofia, nella visione di Kant espressa nella Critica della ragion pratica, è la capacità della volontà di autodeterminarsi seguendo la ragione; il suo opposto è l'eteronomia, cioè la dipendenza della volontà dagli elementi esterni. 

\autonomìsmo, sm. Movimento tendente all'autonomia politica o amministrativa. 

\autonomìsta, sm. e sf. Chi sostiene o promuove l'autonomia. 

\autònomo, agg. Che gode di autonomia; libero, autosufficiente. ~ indipendente. <> vincolato, asservito. lavoro autonomo, non sottoposto alle dipendenze di alcuno. 
 X   agg. autonomous, independent. 
 @   greco autònomos, comp. da auto-stesso + nèmein governare. 

\autoparchéggio, sm. Parcheggio per autoveicoli. 

\autopàrco, sm. Insieme di autoveicoli adibiti a un servizio. 

\autopìsta, sf. 1 Strada naturale percorsa da automezzi in paese desertico. 2 Nei parchi di divertimento, pista su cui circolano piccole autovetture. 

\autoplàstica, sf. Ricostruzione chirurgica di una parte distrutta effettuata innestando un'altra parte prelevata dallo stesso individuo. 

\autopneumatolìsi, sf. Pneumatolisi di una roccia eruttiva causata dai suoi stessi vapori e gas. 

\autopòdio, sm. Segmento distale dell'arto dei vertebrati tetrapodi. 

\autopolarizzazióne, sf. Polarizzazione della griglia del tubo termoelettronico in uno stadio amplificatore che si ha quando la tensione viene ottenuta attraverso la resistenza che collega il catodo a terra o tramite la corrente anodica del tubo. 

\autopómpa, sf. Autocarro munito di una pompa antincendio. 

\autoportànte, agg. Relativo a una volta la cui stabilità viene assicurata solo dalla rigidità della sua struttura. 

\autopòrto, sm. Grande parcheggio per veicoli in attesa del controllo doganale. 

\autoproduzióne, sf. Produzione di energia elettrica da parte di un'impresa produttiva al fine di utilizzarla nei suoi processi produttivi. 

\autopropulsióne, sf. Azione caratteristica del movimento dei mezzi propulsivi che non hanno bisogno del pilota. 

\autopropulsóre, sm. Propulsore per razzi e missili in grado di funzionare in modo automatico. 

\autopsìa, sf. Insieme di operazioni eseguite da medici specializzati, effettuate su un cadavere per determinare le cause del decesso. Dall'esame sulla parte esterna si ricava l'età, il sesso e i caratteri somatici; si evidenziano le ferite, il grado di temperatura e la rigidità del cadavere per definire l'ora della morte. Successivamente si analizzano gli organi e i tessuti interni. Si aprono la scatola cranica e il canale vertebrale per esaminare il cervello e il midollo spinale. Si procede poi all'apertura della cavità addominale e toracica per esaminarne gli organi interni. In base agli esiti di tutti i referti ottenuti, si possono stabilire le cause del decesso e lo stato di salute in vita del soggetto. Spesso si effettuano esami dei tessuti e dei liquidi presenti all'interno del cadavere, per accertare la presenza di droghe, veleni, alcol ecc. 
 X   sf. autopsy, post mortem examination. 

\Autopsia di un mostro Film drammatico, francese/tedesco (1977). Regia di André Cayatte. Interpreti: Annie Girardot, Bernard Fresson, Hardy Kruger. Titolo originale: À chacun son enfer 

\autòptico, agg. 1 Eseguito mediante autopsia. 2 Relativo ad autopsia. 

\autopùbblica, sf. Automobile in servizio pubblico che viene noleggiata con il conducente. ~ taxi. 

\autopulènte, agg. Di impianto che elimina da sé i residui dei materiali che lavora. 

\autopùllman, sm. invar. Autobus di linea o per gite turistiche. ~ pullman. 

\autopunitìvo, agg. Provocato da autopunizione. 

\autopunizióne, sf. Comportamento che riflette la volontà di punirsi di una colpa, reale o presunta. 

\autoràdio, sf. Apparecchio radiofonico a bordo di autoveicoli. Il primo modello fu inventato nel 1933 dall'americano John Feldman. 
 X   sf. 1 (apparecchio per auto) car radio. 2 (auto con radio) radio car. 

\autoradiografìa, sf. Registrazione delle radiazioni emesse da un elemento radioattivo immesso in un organismo vivente. Tale registrazione viene effettuata su carta sensibile o su lastra fotografica. 

\autoradùno, sm. Raduno automobilistico, a scopo sportivo o di propaganda. 

\autóre, sm. 1 Che è origine di qualcosa. ~ artefice. 2 Chi crea un'opera letteraria, artistica, scientifica. ~ scrittore. 
 X   sm. author. 
 @   lat. auctor,-oris. 
Diritto d'autore 
Complesso dei diritti morali e patrimoniali riconosciuti giuridicamente all'autore di un'opera d'arte o d'ingegno. Il diritto d'autore viene riconosciuto solo quando l'opera ha carattere creativo, è concretamente espressa ed è collocabile in uno dei settori previsti dalla legge. I diritti morali relativi alla paternità e all'integrità dell'opera possono essere fatti valere dall'autore o, dopo la sua morte, dai suoi eredi, senza limite alcuno di tempo. I diritti patrimoniali vengono invece riconosciuti all'autore, per una durata pari a quella della sua vita, e ai suoi eredi per cinquant'anni dopo la morte dell'autore stesso. I diritti d'autore di un'opera pubblicata non precludono la facoltà di un uso personale da parte di chi l'abbia acquistata regolarmente; l'uso personale include anche la possibilità di riprodurre l'opera stessa, escludendo però il diritto alla commercializzazione delle copie senza l'autorizzazione dell'autore stesso o di chi ne tutela legalmente i diritti. 

\autoreattóre, sm. Tipo di reattore in cui la compressione dell'aria avviene per effetto del moto. 

\autoregolamentazióne, sf. Regolamentazione del modo di condursi in determinate attività o circostanze. 
 X   sf. self-regulation. 

\autoregolatóre, agg. Di servomeccanismo o dispositivo che serve a regolare automaticamente il funzionamento di una macchina o di un apparecchio in modo da renderlo indipendente dalle variazioni di regime o di carico. 

\autorespiratóre, sm. Apparecchio che consente la respirazione subacquea. 
 X   sm. aqualung. 

\autoréte, sf. Nel calcio, la rete segnata nella propria porta. 
 X   sf. own goal. 

\autoreverse, sm. invar. Dispositivo di un registratore che permette di cambiare automaticamente il lato d'ascolto della cassetta. 

\autorévole, agg. 1 Che possiede autorità derivante da meriti effettivi. ~ influente. 2 Accreditato, stimato. ~ prestigioso. <> inattendibile. 3 Che proviene da persona autorevole. 
 X   agg. 1 authoritative. 2 (persona influente) influential. 

\autórevolezza, sf. 1 L'essere autorevole. ~ prestigio, importanza. 2 Atteggiamento di chi è autorevole. 

\autorevolménte, avv. In modo autorevole. 

\autoribaltàbile, sm. Autocarro che ha il cassone ribaltabile. 

\autoriduttóre, agg. e sm. Di strumento topografico per l'autoriduzione. 

\autoriméssa, sf. Edificio per il parcheggio di autoveicoli. ~ garage. 
 X   sf. garage. 

\autorità, sf. 1 Facoltà legittima di esercitare un pubblico potere; il potere stesso e la persona, l'ente che lo esercita. 2 Prestigio, stima di cui una persona gode; la persona stessa. ~ credito. 
 X   sf. authority. 
 @   lat. auctoritas,-atis, deriv. da auctor. 
Il concetto di autorità venne approfondito da N. Machiavelli (Il principe) e T. Hobbes, teorici di un'autorità illimitata del potere politico per difendere la società da lotte e divisioni intestine. L'illuminismo pone come prioritarie la libertà e l'uguaglianza delle persone e su questi aspetti fonda il concetto di autorità; J. J. Rousseau affronta il tema affermando che l'autorità politica non deve essere altro che l'espressione della volontà collettiva. K. Marx identifica nella società capitalistica la sola autorità dell'imprenditore sui lavoratori, interprentando l'autorità politica come l'esercizio del potere della borghesia sulla classe del proletariato. H. Marcuse, T. W. Adorno e E. Fromm, nel XX sec., approfondiscono questo atteggiamento, individuando nella società capitalista il passaggio dell'autorità in autoritarismo. Anche la sociologia si è occupata dell'idea di autorità; N. Luhmann la vede come elemento fondamentale nel coordinamento di ogni struttura organizzata. 

\autoritariaménte, avv. In modo autoritario; imperativamente, prepotentemente. ~ imperiosamente. 

\autoritàrio, agg. 1 Che esercita con esagerazione la propria autorità; imperativo. ~ perentorio. <> arrendevole. genitori autoritari. 2 Assolutista, militaresco. ~ poliziesco. <> democratico. 
 X   agg. authoritarian. 
 @   franc. autoritaire, deriv. dal lat. auctoritas,-atis autorità. 

\autoritarìsmo, sm. L'essere autoritario, detto in particolare di sistema o regime politico. 

\autoritràtto, sm. Ritratto che un pittore o scultore fa di se stesso. 
 X   sm. self-portrait. 

\autorizzàre, v. tr. 1 Concedere il permesso, il diritto; permettere, concedere. ~ consentire. <> vietare. 2 Giustificare. ~ legittimare. <> smentire. 
 X   v. tr. 1 to authorize. 2 (giustificare) to allow, to justify. 
 @   franc. autoriser, dal lat. mediev. auctorizare. 

\autorizzazióne, sf. L'autorizzare. ~ permesso, concessione. <> divieto. 
 X   sf. 1 authorization. 2 (documento) licence. 
In diritto è un atto con il quale l'autorità amministrativa concede a una persona il permesso o la concessione di fare una certa attività o esercitare un diritto, dopo aver verificato che l'attività in questione non sia di ostacolo a esigenze di utilità pubblica. 
Autorizzazione a procedere 
Permesso necessario per attivare un'azione penale nei riguardi di persone che rivestono ruoli pubblici o politici (parlamentari, giudici della corte costituzionale ecc.) o per reati particolari (vilipendio alla corte costituzionale o offesa al capo dello stato). La richiesta deve essere fatta dal pubblico ministero, al ministro di grazia e giustizia, al parlamento o alla corte costituzionale, a seconda dei casi. 

\autosalóne, sm. Luogo adibito all'esposizione e alla vendita di autoveicoli. 
 X   sm. car showroom. 

\autoscàfo, sm. Motoscafo. 

\autoscàtto, sm. Dispositivo per ottenere automaticamente l'apertura e la chiusura dell'otturatore di una macchina fotografica. 

\autoscóntro, sm. Nei parchi di divertimento, pista dove piccole autovetture elettriche si scontrano tra loro. 

\autoscooter, sm. invar. 1 Piccola vettura adatta ai trasporti leggeri. 2 Piccola vettura elettrica usata negli autoscontri. 

\autoscuòla, sf. Scuola in cui si insegna a guidare autoveicoli. ~ scuola guida. 
 X   sf. driving school. 

\autoservìzio, sm. Servizio di trasporto pubblico per mezzo di autobus. 

\autosìlo, sm. Edificio a più piani per il parcheggio di autoveicoli. 
 X   sm. multistorey car park. 

\autosnodàto, sm. Autoveicolo per il trasporto di persone o merci, formato da parti collegate fra loro mediante elementi non rigidi. 

\autosoccórso, sm. Autoveicolo attrezzato per il soccorso stradale. 

\autosòma, sm. Cromosoma comune contrapposto al cromosoma sessuale. 

\autossidazióne, sf. Ossidazione di una sostanza causata solitamente dalla luce o dall'ossigeno atmosferico. 

\autostarter, sm. invar. Nell'ippica, veicolo di una barriera che costringe i cavalli a schierarsi sulla stessa linea evitando così le false partenze nelle corse al trotto con partenza lanciata. 

\autostazióne, sf. Stazione per gli autobus di linea. 

\autostèrile, agg. Di pianta il cui polline non può fecondare né i fiori della stessa pianta né i fiori di altre piante della stessa specie. 

\autostòp, sm. invar. Richiesta di trasporto gratuito rivolta ad automobilisti. 
 X   sm. hitchhiking. 

\autostoppìsmo, sm. La pratica dell'autostop. 

\autostoppìsta, sm. e sf. Chi pratica l'autostop. 
 X   sm. e sf. hitchhiker. 

\autostràda, sf. Strada di uso pubblico e di grande comunicazione percorribile solamente da autoveicoli e da motocicli di cilindrata superiore a 150 cc. Generalmente è formata da due carreggiate, separate da uno spartitraffico, una per ciascun senso di marcia, suddivise a loro volta in più corsie. Le autostrade sono dotate unicamente di accessi controllati (caselli) nei quali il personale addetto provvede anche alla riscossione di eventuali pedaggi. Sul territorio italiano, i conducenti che viaggiano in autostrada devono ottemperare agli obblighi e divieti appositamente previsti dal vigente codice della strada e dai suoi regolamenti, che stabiliscono anche quali manovre siano obbligatorie, consigliate e vietate. Le autostrade italiane sono state costruite e vengono gestite con il sistema di concessione a soggetti non statali. 
 X   sf. 1 motorway, (americ.) highway. 2 superhighway. 

\autostradàle, agg. Relativo alle autostrade. 

\autosufficiènte, agg. Che basta a se stesso. ~ autonomo. <> dipendente. 

\autosufficiènza, sf. L'essere autosufficiente. 

\autosuggestionàbile, agg. Che tende ad autosuggestionarsi. 

\autosuggestionàrsi, v. rifl. Suggestionare se stesso. 

\autosuggestióne, sf. Suggestione che si esercita su se stessi. 
 X   sf. autosuggestion. 

\autotassazióne, sf. Versamento da parte del contribuente dell'imposta da lui stesso calcolata in base alla dichiarazione dei redditi. 

\autotelàio, sm. La struttura metallica che costituisce il telaio di un autoveicolo. 

\autotemprànte, agg. Di lega metallica il cui raffreddamento di tempra si ottiene mediante getti d'aria. 

\autotomìa, sf. Caratteristica presente in alcuni animali i quali, generalmente a scopo difensivo, sono in grado di amputarsi una parte del corpo mediante una violenta contrazione muscolare. Di solito la parte eliminata si ricostituisce in seguito. 

\autotrapiànto, sm. Trapianto di un tessuto vivente da un punto a un altro dello stesso organismo. 

\autotrasformatóre, sm. Trasformatore elettrico nel quale le funzioni di primario e di secondario sono svolte da un unico avvolgimento. 

\autotrasportàre, v. tr. Trasportare persone o cose mediante autoveicoli. 

\autotrasportatóre, sm. Imprenditore o lavoratore del settore degli autotrasporti. 

\autotraspòrto, sm. Trasporto di persone o cose mediante autoveicoli. 

\autotrazióne, sf. La trazione degli autoveicoli. 

\autotrèno, sm. Autoveicolo costituito da una motrice con rimorchio per trasporto di merci; autoarticolato, autosnodato, articolato, autocarro, tir. ~ camion. 
 X   sm. articulated lorry; (americ.) semi trailer, truck with trailer. 

\autòtrofo, agg. Di organismo in grado di vivere nutrendosi solo di acqua e di elementi inorganici. 

\autotutèla, sf. Difesa delle proprie ragioni fatta personalmente dal privato. 

\autovaccìno, sm. Vaccino ottenuto dalla coltura del microbo che ha causato l'infezione. 

\autovagóne, sm. Mezzo di trasporto usato nelle miniere. È composto da vagoni mossi da motori ad aria compressa. 

\autovalore, sm. In matematica, gli autovalori di una matrice quadrata sono le radici di una particolare equazione polinomiale associata alla matrice stessa che sono alla base di molti metodi matematici per affrontare problemi (di algebra, geometria, analisi, …) rappresentabili mediante l'uso di matrici.   +  
 X   sm. Eigenvalue. 

\autoveìcolo, sm. Mezzo di trasporto su strada azionato da motore proprio. ~ automezzo. 
 X   sm. motor vehicle. 

\autovelox, sm. invar. Dispositivo radar in grado di rilevare la velocità di un'auto in corsa registrando fotograficamente il passaggio. 

\autovettùra, sf. Autoveicolo destinato al trasporto di persone. ~ automobile. 
 X   sf. motor car, car. 

\autovirànte, agg. Relativo alla carta fotografica ad annerimento diretto caratterizzata dal fatto che la sua emulsione sensibile contiene i sali necessari al viraggio. 

\autunìte, sf. Uranofosfato idrato di calcio che si presenta in cristalli tabulari del sistema tetragonale di colore giallo-verdognolo. 
 @   da Autun città della Francia. 

\autunnàle, agg. Relativo all'autunno. 
 X   agg. autumn, autumnal. 

\Autunnale barocco Opera di poesia di A. M. Ripellino (1977). 

\autùnno, sm. 1 Stagione dell'anno compresa tra l'estate e l'inverno. 2 Tramonto, decadenza. ~ declino. 
 X   sm. autumn. 
 @   lat. autumnus. 
Nell'emisfero boreale inizia il 23 settembre e termina il 21 dicembre; in quello australe inizia il 21 marzo per concludersi il 21 giugno. 

\Autunno del medioevo, L' Opera di storia di J. Huizinga (1919). 

\Autunno del patriarca, L' Romanzo di G. García Márquez (1975). 

\Auvergne, Antoine d' (Moulins 1713-Lione 1797) Compositore francese. È autore di Le troqueurs (opera, 1753). 

\auxanòmetro, sm. Strumento atto a misurare e registrare l'accrescimento in lunghezza di una pianta. 

\Auxerre Città della Francia (39.000 ab.) sul fiume Yonne e capoluogo del dipartimento Yonne. Con il nome di Autessiodurum fu colonia romana e fu sede di un concilio (578) e della firma del trattato di pace tra borgognoni e armagnacchi (1412). È sede di industrie alimentari, metalmeccaniche e dell'artigianato del mobile. Conserva la cattedrale gotica di St. Etienne (XII-XIV sec.) e l'abbazia di St. Germain (XIV-XV sec.). 

\auxo- Primo elemento di parole composte che deriva da un vocabolo greco che significa "accrescimento". 

\auxocròmo, agg. Di un gruppo che, introdotto in una sostanza colorata, la trasforma in sostanza in grado di colorare. 

\auxologìa, sf. Settore della biologia che studia l'accrescimento. 

\auxometrìa, sf. Scienza forestale che studia l'incremento legnoso periodico dei singoli alberi di un bosco o di un soprassuolo forestale. 

\auxonomìa, sf. Scienza forestale che studia le cause dell'incremento degli alberi dei boschi o dei soprassuoli boschivi e le leggi che lo regolano. 

\auxòtrofo, agg. Di microrganismo che necessita per vivere e moltiplicarsi dell'apporto di uno o più fattori di crescita. 

\àva, sf. Nonna. ~ antenata. 

\avadana, sm. invar. Termine sanscrito che indica una raccolta buddhista di apologhi contenenti un insegnamento dogmatico o morale. 

\avallànte, agg. e sm. Chi avalla. 

\avallàre, v. tr. Porre l'avallo. ~ avvalorare. <> negare, smentire. 

\avàllo, sm. 1 Impegno di chi garantisce in proprio il pagamento di una cambiale altrui, sottoscrivendola a questo fine. ~ garanzia. 2 Approvazione. ~ sostegno. 

\Avalon La leggendaria isola, governata dalla fata Morgana e dalle sue otto sorelle, in cui viene portato re Artù per essere curato delle ferite riportate nella sua ultima battaglia. 

\Àvalos, Andrèa d' (Napoli 1615?-1709) Principe di Montesarchio. Dopo aver contribuito a reprimere spietatamente la rivolta di Masaniello, nel 1648 ordì uno sfortunato complotto contro gli spagnoli. Arrestato e condotto in Spagna, rimase in carcere fino al 1652 e poi ottenne la libertà dimostrando la propria fedeltà alla corona spagnola durante la difesa di Gerona. Tornato a Napoli, con la repressione della rivolta di Messina del 1675 ottenne un'importante carica militare. 

\Avalos, Ferdinando Francésco d' (Napoli 1489-Milano 1525) Marchese di Pescara, militare e politico napoletano. Condottiero al servizio della Spagna, riportò numerose vittorie che culminarono in quella di Pavia nel 1525. 

\avambràccio, sm. La parte del braccio tra il gomito e il polso. 
 X   sm. forearm. 

\avampaése, sm. Regione che si trova ai margini di una catena montuosa. ~ avanterra. 

\avampòrto, sm. Rada che precede l'entrata di alcuni porti. 

\avampósto, sm. Posto avanzato di uno schieramento militare. 

\avan- Prefisso che indica una precedenza nel luogo e nel tempo. 
 @   dal lat. ab e ante davanti. 

\avàna, sm. invar. 1 Tipo di sigaro, dal nome della città ove viene fabbricato. 2 Colore nocciola scuro, simile a quello di tali sigari. 

\Avàna, L' Capitale dello stato di Cuba (2.037.000 ab.) e capoluogo della provincia omonima (724 km2). Sorge in una insenatura della costa nordoccidentale ed è lambita dal golfo del Messico. Il suo porto è il più grande dell'isola, fin dal XVI sec.; è centro commerciale dei prodotti agricoli locali; conta molte industrie del tabacco (sigari), alimentari, calzaturiere e petrolchimiche, chimiche e del cemento. È composta di due parti, quella vecchia con le tipiche strade strette e le case basse a patio, e quella moderna, ricca di vie diritte e ampie, giardini, viali alberati e nuovi edifici. Fu fondata da Diego Velázquez nel 1515 con il nome di San Cristóbal de la Habana. Di notevole interesse la cattedrale (1724), il palazzo del governo, oltre alle fortificazioni del XVI sec. (castillos) e chiese in stile coloniale. 

\avancàrica, sf. Solo nella locuzione aggettivale ad avancarica, indicante un'arma che si carica dalla parte anteriore della canna. 

\avance, sf. invar. Proposta, tentativo di approccio, soprattutto in campo amoroso. ~ profferta. 

\avancòrpo, sm. Parte di un edificio che sporge da una facciata. 

\avanguàrdia, sf. 1 Reparto militare che precede il grosso delle truppe. ~ testa di ponte. <> retroguardia. 2 Movimento innovatore. gli scrittori di avanguardia dell'Ottocento
 X   sf. 1 vanguard. 2 (movimento artistico) avant-garde. 
 @   franc. avant-garde

\avanguardìsmo, sm. Atteggiamento artistico o culturale di rinnovamento programmatico. 

\avanguardìsta, sm. 1 Chi fa parte di scuole letterarie o artistiche di avanguardia. 

\avanìa, sf. Imposta onerosa che i turchi imposero in Oriente ai cristiani. 

\avannòtto, sm. Individuo giovane di alcuni pesci d'acqua dolce. 

\avanscopèrta, sf. Ricognizione militare a largo raggio. ~ esplorazione. 

\avanspettàcolo, sm. Spettacolo teatrale di rivista o varietà che si rappresentava prima di una proiezione cinematografica. ~ varietà, rivista. 

\avantàggio => "avvantaggio" 

\avànti, agg., avv., inter., prep. e sm. agg. 1 Prima. <> dopo. 2 Precedente. <> seguente. 
avv. 1 Innanzi. ~ dinnanzi. <> dietro. farsi avanti, mettersi in mostra. flettersi in avanti. 2 Prima, dapprima <> poi. bisogna pensare avanti a certe cose. 3 A buon punto, poi. sono avanti nel lavoro di qui in avanti sono avanti negli anni
inter. Ordine di avanzare o invito rivolto a chi chiede di entrare o esortazione. avanti, entri pure avanti, dimmi che cosa accade
prep. 1 Davanti. 2 Prima. Avanti Cristo
sm. In giochi di squadra, attaccante. 
 X   avv. 1 (prima) before. 2 (in moto) forward. 3 (spazio) ahead. 4 (stato in luogo) in front. prep. 1 (tempo) before. 2 (luogo) in front of. sm. (sport) forward. 
 @   lat. abante, da ab-+ ante
Avanti, Pietro, con giudizio. Raccomandazione che nei Promessi Sposi il gran cancelliere Ferrer, mentre va a liberare il vicario assediato, fa al suo cocchiere imbarazzato nel guidare fra la folla. FRS: Tiremm innanz! (Andiamo avanti!) Frase detta da Amatore Sciesa mentre passava davanti alla propria abitazione, in risposta all'ufficiale austriaco che gli prometteva salva la vita se avesse rivelato i nomi dei suoi complici (1851). 

\avantièri, avv. Il giorno prima di ieri. ~ ieri l'altro. 

\avantrèno, sm. Parte anteriore di un autoveicolo che comprende l'assale, le ruote e le sospensioni anteriori. 

\avanvòmere, sm. Corpo lavorante posto sugli aratri che lavorano nei terreni coperti da una spessa zolla erbosa. 

\avanzaménto, sm. 1 L'avanzare, il procedere innanzi. ~ progresso. <> peggioramento, involuzione. 2 Promozione. 
 X   sm. 1 advancement. 2 (promozione) promotion. 3 (progresso) progress. 

\avanzàre, v. v. tr. 1 Promuovere. 2 Presentare. ~ proporre. 3 Avere da riscuotere. egli avanzava ancora un credito da quella persona
v. intr. 1 Progredire. ~ migliorare. avanzare negli studi. 2 Andare avanti. ~ procedere. <> arretrare. 3 Essere in più, sovrabbondare. ~ rimanere. <> scarseggiare, mancare. avanzarono molte pietanze dal pasto
 X   v. tr. (presentare) to advance. v. intr. 1 (andare avanti) to go forward, to advance. 2 (rimanere) to be left. 
 @   lat. volg. abantiare, deriv. da abante avanti. 

\avanzàta, sf. L'avanzare, il procedere innanzi, il progredire. ~ avanzamento. <> regresso. 
 X   sf. advance. 

\avanzatìccio, sm. Roba avanzata dall'aspetto poco invitante. 

\avanzàto, agg. 1 Che si trova avanti. 2 Che è rimasto, scartato. 3 Inoltrato. ~ maturo. 4 Innovatore, progredito, innovativo, audace. ~ rivoluzionario. <> retrogrado. 

\avànzo, sm. 1 Ciò che rimane di qualcosa; rifiuto, scarto, rimanenza, residuo. ~ resto. avanzo di galera, individuo losco. 2 In matematica, il resto. 3 Scampolo di stoffa. 4 Al plurale, ruderi. ~ rovine. LOC: gli avanzi delle antica mura della città. 5 Movimento in avanti. avanzo dell'elica di un motore. 
 X   sm. 1 (resto) remain, residue. 2 (comm.) surplus. 3 (mat.) remainder. 
 @   deriv. da avanzare

\avaraménte, avv. In modo avaro. 

\àvari Antica popolazione tatara presente dal VI sec. a. C. nella zona compresa fra il mar Caspio e il mar Nero. Conobbero il loro massimo splendore nel VI sec. d. C. quando occuparono parte dei Balcani, la Dalmazia e le Alpi orientali. Furono sconfitti nell'VIII sec. dai franchi e il loro regno fu in seguito preda di unni e bulgari. 

\avarìa, sf. 1 Danno sofferto da una nave durante la navigazione. 2 Guasto meccanico. ~ panne. 
 X   sf. 1 (mecc.) breakdown. 2 (danno) damage. 

\avariàre, v. v. tr. Danneggiare. ~ guastare. <> preservare, conservare. 
v. intr. pron. Andare a male. ~ guastarsi. <> mantenersi. 

\avariàto, agg. Che ha patito avaria. ~ guasto, alterato. ~ intatto. 
 X   agg. 1 (guasto) bad, rotten. 2 (in avaria) damaged. 

\avarìzia, sf. Esagerato attaccamento al denaro. ~ spilorceria. <> prodigalità. 
 X   sf. avarice. 
 @   lat. avaritia, deriv. da avarus avaro. 

\avàro, agg. e sm. 1 Che, chi dimostra avarizia. ~ spilorcio. <> generoso. è una persona troppo avara per prestare del denaro. 2 Che concede con difficoltà. destino avaro
 X   agg. 1 avaricious, mean. 2 miserly. sm. miser. 
 @   lat. avarus, da avere bramare. 

\Avaro, L' Commedia in cinque atti, in prosa, di Molière (1668). Ispirata all'Aulularia di T. M. Plauto (250 a. C. ca.-184 a. C.), ne rielabora autonomamente scene e caratteri. Mentre nell'autore latino tutto il lavoro è finalizzato al puro divertimento dello spettatore senza alcun intento di natura educativa e senza alcuna critica sociale, in Molière la commedia svolge la funzione di critica della concezione autoritaria corrente che faceva sì che fossero i genitori a combinare i matrimoni dei propri figli, spesso contro la volontà di questi. Per Molière, il matrimonio è una cosa santa e sacra (Précieuses ridicules, scena quarta) che deve essere per la donna una scelta di gioia e non di rinuncia. Si tratta di una scelta che determina la felicità o infelicità per tutta la vita. Perciò, gli sposi devono essere assortiti, per età, umore e sentimenti. 
È un pregevole esempio di commedia di carattere, che delinea il comportamento un uomo ossessionato dall'avidità e dall'avarizia. Il protagonista Harpagon, avaro e usuraio spietato quando si tratta dei suoi affari, terrorizza anche i suoi figli Cleante ed Élise, soprattutto combinando matrimoni vantaggiosi per lui, ma completamente male assortiti. La commedia è a lieto fine: gli innamorati si sposano e l'avaro recupera il suo denaro. La commedia rappresenta anche un'immagine della società borghese del XVII secolo in Francia. La comicità si basa essenzialmente su malintesi, doppi sensi e sulla farsa. 
Avaro, L' Film farsa, italiano (1990). Regia di Tonino Cervi. Interpreti: Alberto Sordi, Laura Antonelli, Valerie Allain. 

\avatara, sm. invar. 1 Nel brahmanesimo, discesa in terra di un essere divino. 2 Nelle dottrine induiste, incarnazione divina. 

\Avàti, Pùpi (Bologna 1938-) Regista cinematografico. Esordì nel 1968 con Basamus, l'uomo di Satana. Diresse Jazz Band (telefilm 1977-1978), Noi tre (1984), Regalo di Natale (1986), Storia di ragazzi e di ragazze (1989), Magnificat (1993), Dichiarazioni d'amore (1994) e Festival (1996). 

\àve, sf. 1 Parola iniziale di diverse orazioni cristiane. 2 Preghiera. in men di un'a., in brevissimo tempo. 
 @   dal lat. ave, imperativo del verbo avere star bene. 

\Àve Marìa Preghiera cattolica rivolta alla Madonna. 

\Avégno Comune in provincia di Genova (1.986 ab., CAP 16030, TEL. 0185). 

\Aveléngo (in ted. Hafling) Comune in provincia di Bolzano (623 ab., CAP 39010, TEL. 0473). 

\avelignése, sm. Robusto pony, originario dell'Italia. 

\Avèlla Comune in provincia di Avellino (7.143 ab., CAP 83021, TEL. 081). 

\avellàna, sf. Nocciola, il frutto. 

\Avellaneda Città (347.000 ab.) dell'Argentina, nella periferia di Buenos Aires. 

\avellàno, sm. Nocciolo, la pianta. 

\avèllere, v. tr. Strappare, sradicare. ~ estirpare. 

\Avellìno Città della Campania (56.000 ab., CAP 83100, TEL. 0825) capoluogo dell'omonima provincia; sorge a 348 m di altezza in una conca dell'Appennino Campano, nella valle del fiume Sabato. È attivo centro commerciale, con industrie alimentari, tessili, dei cappelli da feltro, della distillazione e dei dolciumi. La città antica è raggruppata attorno alla cattedrale del XII sec., i quartieri nuovi invece si allungano verso ovest ed est. Fu colonia romana (Abellinum); nel 1820 fu il centro propulsore del moto insurrezionale che costrinse Ferdinando I a emanare la Costituzione. Conserva resti romani e il duomo del XII sec. 
Provincia di Avellino 
Consta di 120 comuni che si estendono su un territorio di 2.792 km2; gli abitanti sono 456.000. Il suolo è prevalentemente boscoso e montuoso; vi si coltivano soprattutto cereali, ortaggi, frutta e vite. Diffuso l'allevamento ovino e suino e l'artigianato (del legno e tessile). 

\avèllo, sm. Sepolcro. ~ loculo, tomba. 

\avemarìa, o àve marìa, sf. 1 Preghiera alla Madonna, che prende il nome dalla prima frase pronunciata dall'Arcangelo Gabriele alla Vergine Maria. 2 La campana che invita i fedeli alla preghiera al mattino e alla sera. 3 Ogni chicco che compone la corona del rosario. 

\avéna, sf. Angiosperma (Avena) della famiglia delle Graminacee e dell'ordine delle Glumiflore, diffusa nelle zone a clima temperato. Il fusto può oltrepassare anche il metro di altezza; il frutto ha forma cilindrica piuttosto allungata e i fiori sono disposti a pannocchia. La specie più diffusa è l'Avena sativa, meglio conosciuta come biada, usata come foraggio (ma questo nome viene usato anche per altri cereali usati come foraggio).   +  
 X   sf. pl. oats. 

\avente causa, loc. sost. m. e f. invar. In diritto, colui che acquista un diritto da un'altra persona. 

\avénte dirìtto, loc. sost. m. e f. invar. In diritto, colui a cui è destinata una prestazione o un servizio per legge o per contratto. 

\aventiniàno, sm. Oppositore politico che manifesta il suo dissenso non partecipando. 

\Aventìno Uno dei sette colli di Roma, posto a 40 m di altezza sulla riva sinistra del Tevere. Tra il Celio e il Palatino, corrisponde all'arcaico Aventinus, incluso nel pomerio della città sotto Claudio ed equivalente alle regioni XII e XIII della Roma imperiale. Si conservano frammenti del muro di cinta e della Porta Naevia. Reputato luogo religioso, sul suo suolo vennero eretti diversi templi (dedicati a Diana, Giunone Regina, Minerva, Cerere.). 
Secessione parlamentare dell'Aventino 
Gesto compiuto dai parlamentari italiani, contrari al governo Mussolini, che, in seguito al delitto Matteotti avvenuto nel giugno 1924, decisero di astenersi dai lavori della camera. Protrattosi fino al gennaio 1925, il gesto non servì a fermare Mussolini nella sua ascesa verso la dittatura; nel novembre 1926 Mussolini dichiarò decaduti dal loro mandato i deputati aventiniani. 

\Averàra Comune in provincia di Bergamo (243 ab., CAP 24010, TEL. 0345). 

\avére, sm. e v. sm. 1 Ricchezza. ~ bene. spese tutti i suoi averi. 2 Ciò che si deve avere. ~ credito. <> dare. 
v. tr. 1 Possedere. ~ detenere. 2 Contenere. ~ racchiudere. 3 Ottenere. ~ ricevere. 4 Tenere. ~ stringere. 5 Acquistare. ~ riscuotere. 6 Indossare. ~ vestire. aveva un nuovo paio di scarpe. 7 Provare. ~ sentire. aveva molta fame. 8 Credere, stimare. avere cara una persona. 9 Seguito da e un infinito significa dovere. aveva da lavorare quella sera.
Note.  Ho, hai, ha, hanno si scrivono con la h davanti per non confonderle con la congiunzione o, con le preposizioni ai ed a, col nome anno.  Il verbo avere è usato anche come "ausiliare", per formare tempi passati di altri verbi: ho detto, aveva mangiato, avendo saputo, …
 X   sm. credit. v. tr. 1 (possedere) to have. 2 (provare) to feel. 
 @   lat. habere

\Avere o essere? Opera di psicologia di E. Fromm (1976). 

\avèrla, sf. Denominazione di Uccelli della famiglia dei Lanidi e dell'ordine dei Passeriformi, dotati di becco adunco. Diffusa in Europa, Asia e Africa si nutre di insetti e piccoli animali. Tra le specie, l'averla maggiore (Lanius excubitur) di colore grigio, bianco e nero, che vive in zone ricche di vegetazione, l'averla piccola (Lanius collurio) di colore grigio e l'averla cinerina (Lanius minor) di colore grigio chiaro, con una mascherina sugli occhi. 

\avèrno, sm. L'oltretomba, l'inferno. 

\Avèrno Lago craterìco (0,55 km2) della Campania. 

\Averroè (Córdoba 1126-Marrakech 1198) Filosofo, medico e astronomo arabo musulmano di Spagna. Tra le sue numerose opere sono rimaste famose il Grande commentario alle opere di Aristotele, dove trattò ampiamente degli elementi materialistici e razionali del pensiero aristotelico, tentando di spogliarli dalle interpretazioni platoniche. Scrisse, per quanto riguarda la medicina, l'insigne opera Colligeto

\Avèrsa Comune in provincia di Caserta (54.032 ab., CAP 81031, TEL. 081). Centro agricolo e commerciale (coltivazione e mercato di canapa, ortaggi e frutta) e industriale (prodotti caseari, tessili, edili ed elettronici). Vi si trovano le chiese di San Lorenzo e dell'Annunciata e il duomo in stile arabo-normanno, del sec. XI. Gli abitanti sono detti Aversani

\Avery, Tex (1907-1980) Regista statunitense. Si specializzò nel cinema d'animazione delirante e sadico-bizzarro, contribuendo a creare personaggi popolarissimi quali il gatto Silvestro e il coniglio Bunny. 

\Avesta Inni e norme religiose, attribuito a Zarathustra (III-VII sec.). 

\avèstico, agg. e sm. agg. Dell'Avesta, insieme dei libri sacri dell'antica religione iranica di Zoroastro. 
sm. Antica lingua iranica usata nell'Avesta. 

\Avetràna Comune in provincia di Taranto (8.442 ab., CAP 74020, TEL. 099). 

\Aveyron Dipartimento (270.000 ab.) della Francia, capoluogo Rodez. 

\Avezzàno Comune in provincia dell'Aquila (36.500 ab., a 695 m, CAP 67051, TEL. 0863), al bordo occidentale della conca dello scomparso lago Fucino, bonificato nel 1875. Diffusa l'agricoltura (cereali, frutta, barbabietole), con industrie alimentari, tessili e della lavorazione della carta. Il suo sviluppo è seguito al prosciugamento del lago (1875). Nel 1915 il centro fu distrutto da un terremoto, per cui dovette essere interamente ricostruito. 

\Aviàno Comune in provincia di Pordenone (8.086 ab., CAP 33081, TEL. 0434). 

\aviàrio, agg. e sm. agg. Di uccelli, che concerne gli uccelli. 
sm. Luogo ove si allevano uccelli. ~ voliera. 

\Aviàtico Comune in provincia di Bergamo (506 ab., CAP 24020, TEL. 035). 

\aviatóre, sm. Chi pilota un aeroplano. ~ aeronauta. 
 X   sm. pilot, aviator. 
 @   franc. aviateur. 

\Aviatore Dro, L' Tragedia in tre atti di F. B. Pratella, libretto proprio (Lugo di Romagna, 1920). 

\aviatòrio, agg. Che si riferisce all'aviazione. 

\aviazióne, sf. Aeronautica. 
 X   sf. 1 aviation. 2 (mil.) Air Force. 
Insieme delle attività inerenti il volo degli aeromobili. L'aviazione civile contempla le attività aeronautiche di natura non militare quali il trasporto di passeggeri, posta e merci, l'uso di aeromobili per scopo privato, per lavoro, per turismo o attività sportive. L'impiego dell'aereo per scopi civili risale al primo dopoguerra, ma l'aviazione commerciale si è sviluppata più recentemente. Nel 1919 era stato fondato un organismo che aveva il compito di coordinare i diversi paesi nell'attuazione di linee di collegamento: era la CINA (Commission Internationale de Navigation Aérienne). La spinta risolutiva venne data tra il 1919 e il 1933 dall'esito positivo di alcune trasvolate e raid che provarono le capacità di questo mezzo. Nel 1929 si provvide a gettare le basi del diritto aeronautico con la Convenzione dell'Aia, si proseguì poi con la Convenzione di Chicago del 1945. Fino agli anni '30 per i trasporti vennero usati di preferenza gli idrovolanti, giudicati più sicuri degli aeroplani; fino al 1937 i dirigibili, che godevano di grande autonomia, vennero impiegati nei lunghi voli transoceanici. Ai dirigibili era affidato il trasporto civile lungo la linea Roma-Napoli fin dagli anni anni '20. Gli aeroplani si affermarono in modo crescente, sostituendo completamente sia gli idrovolanti sia i dirigibili; il primo collegamento con aeroplani in Italia si ebbe tra Torino e Triestre a partire dal 1926. Negli anni '50 si diffusero i velivoli a reazione che comportarono un notevole progresso sia nella qualità sia nella quantità del trasporto. Negli anni '70 furono costruiti aerei capaci di trasportare più di trecento persone, consentendo cali nei costi. Oggi quasi tutte le compagnie aeree mondiali aderiscono alla IATA (International Air Transport Association); la CINA è stata invece rimpiazzata dall'ICAO (International Civil Aviation Organization). Le origini dell'aviazione militare risalgono alla guerra italo-turca del 1911-1912, quando l'aeroplano venne utilizzato dagli italiani in Libia per effettuare ricognizioni e lanciare bombe; durante il primo conflitto mondiale le ricognizioni non vennero più effettuate a vista ma con macchine fotografiche. Le mitragliatrici vennero installate sugli aerei, per i bombardamenti si procedeva dagli aeroplani e dai dirigibili. Gli aerei da caccia venivano usati come mezzo di combattimento. Fu nel corso della seconda guerra mondiale che l'aviazione militare sfruttò in modo massiccio i bombardamenti a tappeto su territorio nemico. Gli aerei potevano sfruttare la potenza dei motori a reazione e dei sistemi radar. Inoltre furono di notevole rilievo nella guerra anfibia dell'oceano Pacifico, determinando una rivoluzione della strategia navale. Lo sviluppo e la produzione di superbombardieri e di agili aerei ricognitori fu contemporaneo a quello di grandi aerei da trasporto e dei caccia. Oggi i missili a testata nucleare hanno un livello di pericolosità molto superiore rispetto ai bombardieri; gran parte dell'attività dei ricognitori è invece stata sostituita dall'uso dei satelliti artificiali. 

\Avicebròn (Malaga ca. 1020-1058) Filosofo. Tra le opere La fonte della vita e Corona regale

\Avicènna (Afshana 980-Hamadan 1037) Illustre filosofo e medico persiano. In entrambi i campi, la sua influenza si fece sentire durante il medioevo; per quanto riguarda la scienza medica, famosissimo è il suo Canone di medicina. Le opere filosofiche sono di carattere enciclopedico (La guarigione) e rivelano un'impronta aristotelica mista a elementi neoplatonici e ad altri aspetti tipici della cultura orientale. Sostenne la contemporanea eternità del mondo e di Dio. 

\avìcolo, agg. Che riguarda l'avicoltura o gli avicoltori. 

\avicoltùra, sf. Allevamento di uccelli, in particolare di pollame. 

\avìcula, sf. Genere di Molluschi Lamellibranchi a cui appartiene l'ostrica alata. ~ pteria. 

\avicultóre, sm. Chi esercita l'avicoltura. 

\avidaménte, avv. Con avidità; voracemente, golosamente. ~ ingordamente. 

\avidità, sf. Desiderio smodato; brama, smania. ~ desiderio. 
 X   sf. greed, eagerness. 
 @   lat. aviditas,-atis, deriv. da avidus avido. 

\àvido, agg. Che desidera qualcosa con eccessiva intensità. ~ ingordo. <> moderato. 
 X   agg. 1 avid. 2 (bramoso) eager. 3 (vorace) greedy. 

\avière, sm. Militare appartenente all'aviazione. 

\avifàuna, sf. L'insieme degli uccelli della regione. 

\Avigliàna Comune in provincia di Torino (10.032 ab., CAP 10051, TEL. 011). Località nella val di Susa. Vi si trovano le chiese di San Pietro e San Giovanni, in stile romanico-gotico, costruite tra il XIII e il XV sec. Gli abitanti sono detti Aviglianesi

\Avigliàno Comune in provincia di Potenza (11.761 ab., CAP 85021, TEL. 0971). Centro industriale (cartiere) e dell'artigianato (lavorazione del legno e del ferro battuto). Vi si trova la chiesa di Santa Maria, del XVII sec., e, nelle vicinanze, il castello di Lagopesole, del XIII sec. Gli abitanti sono detti Aviglianesi

\Avigliàno Ùmbro Comune in provincia di Terni (2.315 ab., CAP 05020, TEL. 0744). 

\Avignóne Città (86.900 ab.) della Francia meridionale, capoluogo del dipartimento di Vaucluse, in Provenza, sulla sinistra del fiume Rodano. È uno dei maggiori centri di produzione di vino in Francia e polo commerciale per frutta e ortaggi. Sono presenti industrie tessili, chimiche, metalmeccaniche e delle calzature. È sede di un'università, di numerosi musei e di un orto botanico. Vi si trova il palazzo dei Papi in stile gotico che risale al periodo della cosidetta cattività avignonese. Importanza notevole ha anche la cattedrale tardo-romanica di Notre-Dame-des-Doms del XII sec. È nota in tutto il mondo per il Festival Teatrale che vi svolge ogni estate. Fondata dai Galli, divenne una colonia romana. Passata sotto diverse dominazioni è stata annessa alla Francia verso la fine del 1700. 
Cattività avignonese 
Periodo (1307-1397) in cui la città fu residenza papale. Il francese Bertrand de Goth, salito al soglio pontificio nel 1304 come Clemente V, prese la decisione di trasportare la sede del papato ad Avignone; questa sede, che inizialmente doveva essere provvisoria, fu adottata anche dai suoi successori, per un periodo di settant'anni. L'intento del papa era quello di rimanere vicino alla corte francese, per evitare che si svolgesse il processo intentato da Filippo il Bello alla memoria di Bonifacio VIII per lo schiaffo di Anagni. 

\Ávila Città della Spagna (47.000 ab.) sul fiume Adaja nella Castiglia-Léon, capoluogo della provincia omonima (174.000 ab., 8.048 km2). Fu colonia romana; dal 714 all'XI sec. fu occupata dai musulmani. 

\Àvio Comune in provincia di Trento (3.752 ab., CAP 38063, TEL. 0464). 

\avio- Prefisso che esprime un rapporto con la navigazione aerea. 

\aviocistèrna, sf. Aereo per il trasporto di carburante, utilizzato per rifornire altri aerei in volo. 

\aviogètto, sm. Aeroplano dotato di motore a reazione. ~ reattore, jet. 

\aviolìnea, sf. Linea percorsa da aerei che effettuano servizio di trasporto civile. 

\aviònica, sf. Settore dell'elettronica relativo alla progettazione e alla produzione di apparecchiature aeronautiche. 

\avioradùno, sm. Raduno aviatorio. 

\avioriméssa, sf. Capannone per il ricovero degli aeromobili. ~ hangar. 

\aviosbàrco, sm. Lancio di paracadutisti e di truppe aerotrasportate in territorio nemico. 

\aviotrasportàre, v. tr. Aerotrasportare. 

\aviotraspòrto, sm. Aerotrasporto. 

\AVIS Sigla di Associazione Volontari Italiani del Sangue. 

\Avìse Comune in provincia di Aosta (322 ab., CAP 11010, TEL. 0165). 

\Avìsio Torrente (87 km) del Trentino-Alto Adige. 

\avitaminòsi, sf. Sindrome causata da mancanza di vitamine. 

\avìto, agg. Degli avi, ereditato dagli avi. ~ ereditario, ancestrale. 

\Avìto, Màrco Mecìlio Epàrchio (?-456) Di origine gallica, imperatore romano d'occidente dal 455 al 456. Deposto dal senato, si oppose ma venne ucciso da Ricimero, un suo generale. 

\àvo, sm. Specialmente al plurale, antenato. ~ progenitore. <> discendente. 
 @   lat. avus. 

\avocàdo, sm. invar. Frutto dell'albero omonimo. 
 X   sm. avocado. 

\avocàre, v. tr. Chiamare a sé. ~ assumere. <> demandare. 

\avocatòrio, agg. Relativo all'avocazione. 

\avocazióne, sf. 1 Assunzione su di sé. 2 Attribuzione di beni, che lo stato si riserva a termini di legge. 

\avocétta, sf. Uccello (Recurvirostra avocetta) della famiglia dei Recurvirostridi e dell'ordine dei Caradriformi. Di colore bianco e nero, è dotata di un becco ricurvo verso l'alto. Vive in Eurasia e in Africa. 

\Avogàdro, Amedèo (Torino 1776-1856) Chimico e fisico. Il suo notevole contributo al progresso della fisica moderna è testimoniato dalla legge (1811) che da lui prende il nome: volumi uguali di gas, alle stesse condizioni di temperatura e pressione, racchiudono lo stesso numero di molecole (detto numero di Avogadro). 
Numero di Avogadro. Numero di molecole contenute in una grammomolecola di una qualsiasi sostanza. Si riferisce anche al numero di atomi contenuti in un  →  grammoatomo di un elemento chimico. Tale numero è pari (arrotondando) a 6,022·1023

\avoirdupois, sm. invar. Sistema di unità di misura per i pesi in uso in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, la cui unità fondamentale è la libbra. 

\Àvola Comune in provincia di Siracusa (42.000 ab., 40 m, CAP 96012, TEL. 0931) presso la costa settentrionale del golfo di Noto. La città odierna fu riedificata dopo essere stata rasa al suolo dal terremoto del 1693. È uno dei maggiori centri siciliani per la produzione ed esportazione delle mandorle. 

\Avolàsca Comune in provincia di Alessandria (329 ab., CAP 15050, TEL. 0131). 

\Avon Contea (973.000 ab.) della Gran Bretagna sudoccidentale, capoluogo Bristol. È attraversata dal fiume omonimo. Divisa in sei distretti, offre luoghi di interesse paesaggistico (la gola di Avon), di villeggiatura lungo la costa, l'elegante località turistica di Bath e vaste zone agricole. Importante e molto trafficato è il porto e il cantiere navale di Avonmouth. Agricoltura, pesca, industrie chimiche, alimentari ed estrazione del carbone sono le principali risorse economiche. 

\avòrio, sm. È la sostanza di cui sono composte le zanne dell'elefante, dell'ippopotamo, del tricheco, e il canino sinistro del narvalo. È composto per il 60% di sali minerali (fosfato tricalcico) e per il 40% di materia organica. Il suo valore dipende dalla durezza, dalla compattezza, dal colore e dalla provenienza. 
Fu usato sin dai tempi più remoti, grazie alla sua resistenza, per la costruzione di oggetti ornamentali e di utilità pratica. Nel periodo storico, nell'antico Egitto, in Siria nei centri di Megiddo e Biblo, vennero prodotti oggetti di ogni genere. Grazie ai fenici fu diffuso in tutto il bacino del Mediterraneo. Sono stati scoperti anche molti cimeli nelle tombe di Micene, di Sparta, di Cnosso. Esempi sono le piccole statue in avorio incastonato d'oro del Saltatore di Cnosso e i Fanciulli di Paleocastro a Creta. Con gli scavi di Nimrud si scoprirono rilievi di decorazione in stile siro-fenicio, che risalgono al IX sec. a. C. In Grecia, oltre a essere usato per ornamenti, veniva unito all'oro per realizzare enormi statue chiamate criselefantine; in questa tecnica s'impegnarono artisti come Fidia. Figure femminili di finissimo intaglio che appartenevano al VII sec. a. C., furono scoperte nel santuario di Artemide a Efeso. Gli Etruschi usavano l'avorio per ornamenti; un esempio sono le tavolette intagliate di Orvieto e Tarquinia, del VI e V sec. a. C. Molti dittici sono vere e proprie opere d'arte per i pregevoli intarsi. I più celebri sono quelli di Esculapio (IV-V sec. d. C.), di Probo (V sec.), i Simmarchi e Nicomachi (IV sec.). Un vero capolavoro è la cattedra del vescovo Massimiano a Ravenna del VI sec., ricoperta da pannelli in avorio intagliato. 
A Costantinopoli era molto apprezzato l'avorio di tricheco e veniva importato da mercati scandinavi; era diffuso maggiormente tra i musulmani che lo ritenevano una sostanza magica che utilizzavano per else di spada e pugnali. Il gusto e lo stile della lavorazione dell'avorio si svilupparono nel periodo gotico; note furono le sculture a tutto tondo di immagini sacre, per esempio le Madonne della Sainte Chapelle di Parigi e di Villeneuve-les-Avignons e i trittici. Un altro capolavoro, ricco di intagli è l'Incoronazione della Vergine di scuola francese del XIII sec. (Louvre). La produzione dei polittici erbunei fu molto diffusa in Germania, Francia e nelle Fiandre. In Italia nel '400 nella celebre bottega Embriachi di Firenze e a Venezia si produssero raffinati cofanetti, dittici, trittici e altaroli per uso sacro e profano. Ricordiamo il dossale d'altare della Certosa di Pavia. Del rinascimento possiamo citare opere come il trittico della scuola fiorentina del Louvre, il reliquiario della cattedrale di Graz in Austria e il Trionfo d'Amore del Museo Nazionale di Firenze. Nell'età barocca veniva usato per la preparazione di vasi, trionfi da tavolo, boccali lavorati a tornio, cornici, piatti, candelabri, strumenti scientifici e per la duplicazione di opere d'arte pittorica come i bassorilievi di Gerhald van Opstal (Museo del Louvre a Parigi), di Lucas Faidherbe (Museo del Prado a Madrid) e quelli di Francis van Bossuit. 
Nel '700 l'avorio venne spesso impiegato con la madreperla per le applicazioni a intarsio per vassoi, suppellettili e in particolare nella mobilia. 
Si produssero oggetti in avorio spesso montati in ebano o argento come tabacchiere, ventagli, posate e ritratti a medaglione. Note le scuole di Ulma, Dresda e Norimberga. I maggiori centri di lavorazione in Francia furono Dieppe e Saint Claude, attivo fino al secolo scorso. Tra i migliori ritrattisti, Michael Hammer e la famiglia francese Rosset de Saint Claude e in Italia Antonio Leoni e Giovan Battista Pozzo. Nell''800 la lavorazione artigianale dell'avorio decadde. Nel nostro secolo i prodotti sintetici hanno sostituito l'avorio imitandone colore, resistenza ed elasticità. 
In Oriente invece è ancora oggi un importante prodotto di artigianato. In India vengono fabbricati pettini, monili, coltelli e piccole statue di divinità talvolta colorate come quelle di Hyderabad. In Birmania, il centro principale di produzione d'avorio è Moulmein e ha come caratteristica l'incisione di motivi ornamentali vegetali e animali sull'intera zanna. L'avorio di tricheco è utilizzato in Cina, dove vengono riprodotte soprattutto immagini sacre e monili. In Giappone con l'avorio si fanno giocattoli, monili istoriati, suppellettili e fermagli (netsuke). La produzione artigianale islamica ebbe sviluppo in Spagna, dove troviamo il cofanetto della cattedrale di Pamplona nel 1005 d. C. e la pisside di Zamora, oggi custodita al Museo Archeologico di Madrid. 
 X   sm. ivory. 
 @   lat. eboreus, deriv. da ebur,-oris. 

\Avril, Jane (Parigi 1868-1943) Nome d'arte della ballerina francese di café-chantant Jeanne Richepin. Immortalata dal pittore Toulouse-Lautrec in numerosi disegni e manifesti, si esibì nel famoso Moulin Rouge ed ebbe una grande notorietà verso la fine del secolo. 

\avulsióne, sf. Estirpazione, asportazione per strappamento. 
Si tratta di un tipo particolare di lesione nella quale viene strappata via o asportata una porzione di cute e di tessuto. Si localizza con maggior frequenza all'orecchio e al naso, quando una parte di essi viene strappata (per esempio in seguito a morsi di animale) o tagliata via (per esempio esiti di traumi). Un particolare tipo di avulsione è rappresentato dalla cosiddetta avulsione del guanto: consiste in un infortunio sul lavoro, nel quale una mano resta incastrata in un cilindro rotante, per cui la cute viene strappata via come un guanto. La parte di cute e tessuti avulsi quasi certamente si troverà sul luogo dell'incidente. Ricercarla e recuperarla, per trasportarla in ospedale insieme all'infortunato. 
In caso di avulsione, innanzi tutto occorre proteggere le proprie mani dal contatto diretto col sangue, quindi, se possibile, indossare i guanti. Esaminare l'infortunato per verificare se necessiti di manovre rianimatorie, nel caso in cui il trauma abbia prodotto danni rilevanti; in tal caso queste assumono la precedenza rispetto al trattamento dell'avulsione. Esaminare quindi la ferita. Se i lembi di tessuto strappato sono ancora attaccati al corpo bisognerà, prima di tutto, eliminare dalla ferita eventuali frammenti; poi, con la massima delicatezza, riportare in posizione la cute e i tessuti strappati. Quindi occorre arrestare o limitare l'emorragia, se si verificasse. 

\avùlso, agg. Staccato, isolato, estraneo. ~ separato. <> pertinente. 

\Avvakum, Petrovic (Grigorovo, Niznij Novgorod 1620-Arcangelo 1682) Memorialista russo. Tra le opere Vita del protopope Avvakum raccontata da lui stesso (1672-1675). 

\avvalérsi, v. intr. pron. Valersi, servirsi. ~ giovarsi. 

\avvallaménto, sm. Abbassamento circoscritto del terreno. ~ depressione. <> dosso. 
 X   sm. 1 sinking. 2 (effetto) depression. 

\avvallàre, v. v. tr. 1 Far scendere a valle. 2 Dirigere verso il basso. 3 Sprofondare. ~ precipitare. 
v. intr. e intr. pron. 1 Scendere a valle. 2 Abbassarsi. ~ digradare. 

\avvallàrsi, v. intr. pron. Abbassarsi, affondarsi. ~ sprofondare. 

\avvallàto, agg. Che presenta avvallamenti. 

\avvaloràre, v. v. tr. Dare più valore o forza. ~ comprovare. <> inficiare. 
v. intr. pron. Acquistare valore, forza. 
 X   v. tr. to confirm. 
 @   da a-+ deriv. da valore. 

\avvampàre, v. intr. 1 Bruciare divampando. ~ accendersi. ~ spegnersi. 2 Risplendere come fiamma. ~ rosseggiare. 3 Arrossire. ~ imporporarsi. <> sbiancare. 
 X   v. intr. to flare up. 
 @   da a-+ deriv. da vampa. 

\avvantaggiàre, v. v. tr. Arrecare vantaggio. ~ agevolare. <> ostacolare. 
v. rifl. 1 Trarre vantaggio. ~ beneficiare. 2 Prevalere. ~ predominare. 3 Approfittare. ~ usufruire. 
 X   v. tr. to favour. v. rifl. to profit, to benefit. 
 @   da a-+ deriv. da vantaggio

\avvedérsi, v. intr. pron. Rendersi conto. ~ accorgersi. 

\avvediménto, sm. Prudenza nel comportarsi e nell'operare. ~ senno. 

\avvedutaménte, avv. In modo avveduto. ~ accortamente, oculatamente. 

\avvedutézza, sf. L'essere avveduto. ~ prudenza, accortezza. 

\avvedùto, agg. Assennato, accorto, attento. ~ prudente. <> sventato. 
 X   agg. 1 (prudente) wise. 2 (attento) shrewd. 

\avvelenaménto, sm. Effetto nocivo sull'organismo causato dall'introduzione di una sostanza venefica. L'avvelenamento di acque e sostanze alimentari è un crimine per il quale è prevista una pena che va da quindici anni all'ergastolo, nel caso in cui l'atto abbia causato la morte di una o più persone. 
 X   sm. poisoning. 
Molte sono le sostanze che possono produrre avvelenamento, non solo per ingestione, ma anche per inalazione e per contatto. Parecchie di queste sostanze tossiche sono sistemiche, cioè provocano danni a tutto l'organismo o a un intero apparato. Esse, per lo più, danneggiano il sistema nervoso centrale, oppure impediscono ai globuli rossi di trasportare l'ossigeno (come l'ossido di carbonio), o ancora ostacolano le reazioni chimiche che avvengono all'interno del nostro corpo. Il danno prodotto è più o meno rilevante in dipendenza del tipo di sostanza che l'ha provocato, della quantità della stessa, del modo in cui è stata assunta, del peso e dell'età della vittima ecc. È importante cercare di individuare il più presto possibile l'agente che ha provocato il danno e, nel caso si trattasse di un preparato a uso domestico o industriale o di un farmaco, recuperare l'etichetta dove siano specificati gli ingredienti. Nel frattempo telefonare al più vicino Centro Antiveleni comunicando il nome e gli ingredienti del prodotto che ha indotto l'avvelenamento, per avere indicazioni precise circa il modo di comportarsi. È opportuno anche osservare bene la vittima, le eventuali tracce di bruciature intorno alla bocca o sulla pelle, la presenza di macchie sugli abiti, l'odore dell'alito, la presenza di vomito, per riferire al Centro Antiveleni il maggior numero possibile di informazioni. Durante il trasporto presso un centro specializzato occorre prevedere la possibilità che il soggetto vomiti e dunque bisogna stenderlo su un fianco, mantenendogli il capo voltato lateralmente per facilitare la fuoriuscita del vomito che, se possibile, va raccolto e portato al Centro Antiveleni perché venga analizzato. 
Avvelenamenti per contatto 
Solitamente si distinguono due casi: per contatto cutaneo e per contatto oculare. 
Nel primo caso, bisogna innanzi tutto eliminare gli eventuali indumenti intrisi dell'agente irritante, avendo cura di non esporre le proprie mani al contatto con il prodotto. Proteggersi, quindi, con guanti o avvolgere le mani in panni. Eliminare anche scarpe, gioielli e orologi. Lavare per alcuni minuti le parti lese con acqua corrente. Solo nel caso in cui l'agente irritante sia rappresentato da sostanze oleose è possibile utilizzare del sapone. Consultare comunque il più vicino Centro Antiveleni. 
Nel secondo caso mantenere aperte le palpebre del soggetto e sciacquare il bulbo oculare con acqua, possibilmente corrente, avendo cura che la pressione dell'acqua non sia elevata. Si dovrebbe prelevare l'acqua con un tubo e farla scorrere dall'angolo interno dell'occhio verso quello esterno. Consultare quindi il più vicino Centro Antiveleni, evitando assolutamente, nel frattempo, di applicare colliri o pomate. 
Avvelenamenti per inalazione 
Le sostanze tossiche si presentano sotto forma di gas, vapori, spray. Ricordiamo il monossido di carbonio (gas di scarico delle automobili, di alcune stufe e prodotto, in piccole quantità, anche dal fumo di sigaretta), le esalazioni di alcuni prodotti usati nell'industria, gli insetticidi spray. È indispensabile allontanare il soggetto dal luogo dell'intossicazione, o quanto meno aerare il locale. Non si cerchi di fornire soccorsi a una persona in un ambiente saturo di veleni. Una volta trasportata la vittima in un ambiente non inquinato, se essa è priva di coscienza e necessita di rianimazione, occorre effettuare le opportune manovre, con precedenza rispetto a qualsiasi altro provvedimento. 
Avvelenamenti per ingestione 
Si tratta di infortuni cui vanno particolarmente soggetti i bambini, per cui si raccomanda di riporre sotto chiave i farmaci, i prodotti per la pulizia della casa, gli insetticidi ecc., per prevenire drammatiche conseguenze. Tra le cause più frequenti di avvelenamenti possiamo citare farmaci, antitarme (canfora, naftalina), caustici (detersivi, ammorbidenti, smacchianti, acido muriatico, varecchina, acquaragia ecc.), erbicidi, insetticidi, nicotina (nei mozziconi di sigaretta se succhiati o ingeriti), bacche, foglie, funghi. 
In generale si deve evitare l'assorbimento del tossico eliminandolo nel più breve tempo possibile. In alcuni casi è opportuno stimolare il vomito facendo bere al soggetto 1-2 bicchieri di acqua calda leggermente salata e poi stimolando il faringe con le dita o col manico di una posata. Questa operazione va però evitata in determinati casi: in soggetti privi di coscienza o a rischio di convulsioni; se il prodotto ingerito è una sostanza caustica o corrosiva o un derivato del petrolio, per il pericolo di provocare broncopolmoniti chimiche o ulteriori effetti caustici in altre zone dell'apparato digerente o respiratorio; in caso di ingestione di prodotti schiumogeni, per evitare che il soggetto ne aspiri provocandosi un'asfissia. In ogni caso, prima di tentare le manovre finalizzate alla stimolazione del vomito, sarebbe meglio consultare il Centro Antiveleni più vicino. Nei casi in cui il soggetto abbia ingerito sostanze per le quali sia controindicato stimolare il riflesso del vomito, il Centro Antiveleni indicherà quali antidoti somministrare. 

\avvelenàre, v. v. tr. 1 Uccidere col veleno. ~ assassinare. 2 Amareggiare. ~ turbare. <> rallegrare. 3 Infettare, inquinare. ~ intossicare. <> decontaminare, risanare. 
v. rifl. Ingerire sostanze velenose, uccidersi col veleno. ~ intossicarsi. 
 X   v. tr. to poison. 
 @   da a-+ deriv. da veleno. 

\avvelenàto, agg. 1 Velenoso. 2 Astioso, rancoroso, inviperito. ~ rabbioso. 

\avvelenatóre, sm. Criminale che attenta alla vita altrui col veleno. 

\avvenènte, agg. Bello. ~ attraente. <> brutto. 
 X   agg. charming, attractive. 

\avvenènza, sf. L'essere avvenente. ~ bellezza. 

\avveniménto, sm. 1 Fatto, vicenda. ~ episodio. 2 Evento di particolare rilievo. ~ circostanza, situazione. 
 X   sm. event. 

\avvenìre, sm. e v. sm. invar. Futuro. ~ domani. <> ieri, passato. 
v. intr. Accadere. ~ succedere. 
sm. future. 
v. intr. to occur, to happen. 
 @   da a-+ venire. 

\Avvenìre Quotidiano cattolico italiano. Nacque nel 1968 dalla fusione dell'Italia di Milano e del quotidiano cattolico bolognese l'Avvenire d'Italia

\avvenirìsmo, sm. Fiducia ottimistica nella realizzazione di progetti futuri. 

\avvenirìstico, agg. Che precorre il futuro. ~ futuribile. <> convenzionale, tradizionale. 
 X   agg. futuristic. 

\Avvenne ... domani (Ora x: colpo sensazionale) Film fantastico, americano (1944). Regia di René Clair. Interpreti: Dick Powell, Linda Darnell, Edgar Kennedy. Titolo originale: It Happened Tomorrow 

\avventàre, v. v. tr. 1 Scagliare con violenza. 2 Esprimere senza la dovuta ponderazione. 
v. rifl. Gettarsi con impeto contro qualcuno o qualcosa. ~ scagliarsi. <> trattenersi. 

\avventatàggine, sf. Mancanza di ponderazione nel parlare e nell'agire. 

\avventataménte, avv. In modo avventato. ~ sconsideratamente, incautamente. 

\avventatézza, sf. L'essere avventato. ~ leggerezza, sconsideratezza. 

\avventàto, agg. 1 Chi agisce o parla senza riflettere. 2 Che è fatto o detto senza riflettere. ~ precipitoso. <> riflessivo. 
 X   agg. reckless, rash. 

\avventìsta, agg., sm. e sf. Riferito a membro di una setta protestante che crede nell'imminente ritorno di Cristo sulla terra. 

\avventìzio, agg. e sm. agg. 1 Provvisorio. ~ temporaneo. <> fisso. 2 Venuto da fuori. 
sm. Chi è stato assunto in via temporanea. ~ precario. 
 X   agg. temporary, casual. 

\avvènto, sm. 1 Venuta. ~ arrivo. 2 Periodo iniziale dell'anno liturgico. 3 Ascesa a un'alta carica. 
 X   sm. advent. 
Nella religione cristiana è il periodo della durata di quattro settimane (sei nel rito ambrosiano e nella liturgia greca) che precede il Natale. Il termine deriva dal latino adventus, arrivo. È considerato periodo di penitenza come la Quaresima; in esso non si possono celebrare matrimoni. Contrassegna l'inizio dell'anno ecclesiastico. 

\avventóre, sm. Cliente di un negozio o di un locale pubblico. ~ habitué. 
 X   sm. customer. 

\avventùra, sf. 1 Avvenimento straordinario. abbiamo avuto diverse avventure durante il viaggio. 2 Iniziativa sconsiderata. 3 Breve relazione amorosa. ~ flirt. 4 Imprevisto. ~ traversia. 
 X   sf. 1 adventure. 2 (amorosa) affair, love affair. 
 @   franc. adventure, dal lat. adventura

\Avventura di un povero cristiano, L' Romanzo di I. Silone (1968). 

\Avventura novecentista, L' Saggio di M. Bontempelli (1938). 

\Avventura, L' Film drammatico, italiano (1959). Regia di Michelangelo Antonioni. Interpreti: Monica Vitti, Gabriele Ferzetti, Lea Massari. 

\avventuràre, v. v. tr. 1 Tentare la sorte. ~ azzardare. 2 Dare fortuna. 
v. intr. pron. 1 Mettersi in pericolo. ~ arrischiarsi. 2 Spingersi in luoghi pericolosi o non conosciuti. ~ inoltrarsi. 

\avventuràrsi, v. rifl. 1 Arrischiarsi. ~ osare. 2 Spingersi. ~ inoltrarsi. 
 X   v. rifl. to venture. 

\avventuràto, agg. Fortunato. 

\Avventure del barone di Münchhausen => "Storia dei meravigliosi viaggi e delle campagne di Russia del barone di Münchhausen" 

\Avventure del Capitano Hornblower, il temerario, Le Film d'avventura, americano (1951). Regia di Raoul Walsh. Interpreti: Gregory Peck, Virginia Mayo. Titolo originale: Captain Horatio Hornblower 

\Avventure di Bianca e Bernie, Le Film d'animazione, americano (1977). Regia di Wolfgang Reitherman, John Lounsbery, Art Stevens. Titolo originale: The Rescuers 

\Avventure di caccia del professor De Paperis, Le Film d'animazione, americano (1963). Regia di Wolfgang Reitherman. 

\Avventure di Gordon Pym, Le Romanzo di E. A. Poe (1838). 

\Avventure di Huckleberry Finn, Le Romanzo di M. Twain (1884). Talora indicato come il primo romanzo americano, le Avventure di Huckleberry Finn può essere letto su diversi livelli. In superficie è un romanzo di tipo picaresco nel quale il giovane Huck Finn riferisce le sue avventure mentre discende il corso del fiume Mississippi su una zattera insieme a uno schiavo fuggiasco di nome Jim. A un altro livello rappresenta una satira della società e delle costrizioni della civiltà, alle quali sia Huck sia Jim tentano di sfuggire. Simbolicamente, Huckleberry Finn diventa uno studio dell'indifferenza della natura; il fiume, come la società, ora è benevolo ora è maligno, ma sempre capriccioso. Il libro presenta una sorta di conclusione aperta, perché il protagonista non si adatta alla vita sedentaria, ma medita una nuova fuga dalla civiltà. Un aspetto significativo del libro è la padronanza dell'autore nell'uso del dialetto. 

\Avventure di Oliver Twist, Le Romanzo di Ch. Dickens (1837). 
Avventure di Oliver Twist, Le Film d'avventura, britannico (1947). Regia di David Lean. Interpreti: Robert Newton, Alec Guinness. Titolo originale: Oliver Twist 

\Avventure di Peter Pan, Le Film d'animazione, americano (1952). Regia di Walt Disney. Titolo originale: Peter Pan 

\Avventure di Pinocchio, Le Romanzo di Carlo Collodi (1883). Da sempre un classico della letteratura per ragazzi, Le avventure di Pinocchio furono pubblicate inizialmente nel 1880 a puntate su una rivista e apparvero sotto forma di libro tre anni più tardi. Già nel 1892 ne venne fatta una traduzione in inglese. 
Il nome Pinocchio deriva dal fatto che, per costruire il burattino, il padre falegname Geppetto ha utilizzato un tronco di pino. Il burattino si distingue subito per essere animato e dotato di un naso che ha la proprietà di allungarsi ogni volta che Pinocchio dice una bugia. Dopo innumerevoli peripezie (tra le quali quelle con il Gatto e la Volpe, con il burattinaio Mangiafuoco, il viaggio nel Paese dei Balocchi con l'amico Lucignolo e la trasformazione in asino, la fuga a nuoto e l'incontro del padre nel ventre di un pescecane) alla fine mette la testa a posto e si trasforma in ragazzo. Classificato fin dalla sua pubblicazione come libro per bambini, di recente è stato oggetto di vari studi che ne hanno analizzato tutti gli elementi, compresi il quadro sociale delineato. 

\Avventure di Rocambole, Le Romanzo di P. A. Ponson du Terrail (1859). 

\Avventure di Roderick Random, Le Romanzo di T. Smollet (1748). 

\Avventure di Sherlock Holmes, Le Racconti di A. C. Doyle (1892). Il più famoso investigatore della letteratura fu creato da Sir Arthur Conan Doyle nel racconto Uno studio in rosso del 1887. Le sue imprese, narrate dal dottor John H. Watson, che condivideva le stanze con Sherlock Holmes al numero 221B di Baker Street a Londra, furono continuate in quattro lunghi racconti: Il segno dei quattro del 1890, Le memorie di Sherlock Holmes del 1894, Il mastino dei Baskerville del 1902 e le Avventure di Sherlock Holmes del 1903 e da altri volumi di racconti brevi. I metodi di Holmes sono basati sull'osservazione di particolari minuti e apparentemente insignificanti che gli consentono di risolvere i misteri più ingarbugliati con il ragionamento deduttivo. La figura dell'investigatore che con la sua eccezionale capacità logica riesce a dipanare tutti i casi è una creazione che ha le sue radici nel positivismo ottocentesco e nella fiducia cieca nella forza della scienza. Del resto, Conan Doyle era laureato in medicina, come John Watson, mentre lo stesso Sherlock Holmes mostra notevoli conoscenze mediche. Forse la razionalità e l'asetticità che dominano anche le avventure più complicate, sempre accompagnate da una saggezza che si esprime per aforismi, sono gli elementi che hanno attratto e continuano ad attrarre una folla di lettori a un genere che è ritenuto un figlio minore della letteratura. I romanzi di Sherlock Holmes hanno ispirato un'immensa massa di studi, oltre a numerosi film. 

\Avventure di Sinhue Racconto di anonimo (ca. 2100-1700 a. C.). 

\Avventure di Telemaco, Le Romanzo di F. Fénelon (1699). 

\Avventure di Tom Sawyer, Le Romanzo di M. Twain (1884). Nell'opera aleggia lo spirito di avventura dei ragazzi che vivono in una piccola città lungo il fiume Mississippi. In disaccordo con la zia Polly e la sua amica Becky Thatcher, Tom Sawyer si getta in una serie di avventure, che iniziano quando lui e Huck Finn sono testimoni di un delitto commesso dal meticcio Injun Joe. I ragazzi fuggono su un'isola vicina, e successivamente partecipano al loro funerale, celebrato quando i concittadini li credono morti. Dopo la testimonianza cruciale di Tom al processo contro un innocente, la sua riconciliazione con la zia, Tom e Becky scompaiono in una grotta nella quale Injun Joe è in agguato. Il successo delle Avventure di Tom Sawyer ispirò l'autore a scriverne la continuazione in tre altri libri, dei quali solo Le avventure Huckleberry Finn fu in grado di rinnovare il successo iniziale. 

\Avventure di Ulisse, Le Film d'avventura, italiano (1969). Regia di Franco Rossi. Interpreti: Bekim Fehmiu, Irene Papas, Renaud Verley. 

\Avventure di un giovane, Le Film d'avventura, americano (1962). Regia di Martin Ritt. Interpreti: Richard Beymer, Paul Newman, Jessica Fandy. Titolo originale: Hemingway's Adventures of a Young Man 

\Avventure letterarie d'un giorno Opera di critica letteraria di P. Borsieri (1816). 

\Avventurieri dell'aria (Eroi senza gloria) Film drammatico, americano (1939). Regia di Howard Hawks. Interpreti: Jean Arthur, Cary Grant, Rita Hayworth. Titolo originale: Only Angels Have Wings 

\avventurièro, agg. e sm. Detto di persona priva di scrupoli. ~ imbroglione. <> galantuomo. 
 X   sm. adventurer. 

\avventurìsmo, sm. In politica, la tendenza di chi intraprende azioni spregiudicate e rischiose. 

\avventurìstico, agg. Improntato ad avventurismo. ~ irresponsabile. 

\avventurosaménte, avv. In modo avventuroso. 

\avventuróso, agg. 1 Pieno di avventure. ~ movimentato, interessante. <> monotono. 2 Rischioso. ~ pericoloso. <> sicuro. 3 Travagliato. ~ difficile. <> facile. 
 X   agg. adventurous. 

\avveraménto, sm. L'avverarsi. 

\avveràre, v. v. tr. Rendere vero, reale. 
v. intr. pron. Diventare vero; verificarsi, concretizzarsi. ~ realizzarsi. 
 X   v. intr. pron. to be fulfilled, to come true. 
 @   da a-+ deriv. da vero. 

\avverbiàle, agg. 1 Dell'avverbio. 2 Con funzione di avverbio. 

\avvèrbio, sm. Parte invariabile del discorso che modifica in vario modo il senso di un verbo, un aggettivo o un altro avverbio; per esempio avverbio di modo, attentamente, di tempo, ora, dopo
 X   sm. adverb. 
 @   lat. adverbium, comp. da ad-+ verbum che sta accanto al verbo. 

\avversàre, v. tr. Essere contrario; osteggiare, contrariare. ~ ostacolare. <> agevolare. 
 @   lat. adversari, deriv. da adversus avverso. 

\avversàrio, agg. e sm. agg. Che si oppone. 
sm. La persona o la parte avversa in una contesa; rivale, oppositore, antagonista. ~ nemico. <> amico, alleato. 
 X   agg. opposing. sm. adversary, opponent. 

\avversatìvo, agg. Che serve a contrapporre. 

\avversióne, sf. Forte antipatia; odio, ostilità. ~ idiosincrasia. <> simpatia. 
 X   sf. dislike. 
 @   lat. adversio,-onis. 

\avversità, sf. Evento avverso. ~ sventura, disgrazia. <> fortuna. 
 X   sf. 1 adversity. 2 (sfortuna) misfortune. 

\avvèrso, agg. e prep. agg. 1 Decisamente o chiaramente contrario. ~ ostile. <> favorevole. 2 Che è di fronte. ~ opposto. 
prep. In opposizione. ~ contro. 
 X   agg. 1 adverse. 2 (contrario) contrary, opposed. 3 (sfavorevole) unfavourable. 

\avvertènza, sf. 1 Prudenza. ~ attenzione. <> imprudenza. 2 Al plurale, istruzioni per l'uso. 3 Avviso. ~ avvertimento. 
 X   sf. 1 (avvertimento) caution, warning. 2 (cautela) care, attention. 3 (istruzioni) pl. instructions. 

\avvertìbile, agg. Che può essere avvertito. ~ percepibile. <> inavvertibile, impercepibile. 

\avvertiménto, sm. 1 L'avvertire. ~ avviso. 2 Intimidazione. ~ minaccia. 
 X   sm. warning. 

\avvertìre, v. tr. 1 Avvisare. ~ informare. LOC: furono avvertiti della necessità dell'immediata evacuazione. 2 Sentire, notare, avvedersi, accorgersi. ~ percepire. avvertì quell'aria di cambiamento. 3 Consigliare. ~ ammonire. fu avvertito di non fidarsi di quella persona 
 X   v. tr. 1 (avvisare) to warn. 2 (informare) to inform, to notify. 3 (percepire) to feel. 4 (udire) to hear. 
 @   lat. advertere

\avvertitaménte, avv. Di proposito. ~ intenzionalmente. 

\avvezzàre, v. v. tr. Abituare. ~ educare. <> disabituare. 
v. rifl. Abituarsi. ~ assuefarsi. 

\avvézzo, agg. 1 Assuefatto. ~ abituato. 2 Esperto. ~ allenato. <> digiuno. 
 X   agg. used to, accustomed. 

\avviaménto, sm. 1 Valore di un'azienda calcolato in base al volume degli affari. 2 Fase di messa in moto. ~ accensione. <> arresto. 3 Istruzione. ~ preparazione. 
 X   sm. 1 (azione) starting. 2 (effetto) start. 3 (attività commerciale) goodwill. 

\avviàre, v. v. tr. 1 Mettere su una via, in cammino verso un luogo, o, in senso figurato, verso una professione o una consuetudine. ~ indirizzare. lo avviarono alla pratica delle arti marziali. 2 Mettere in moto, accendere, innestare. ~ attivare. <> arrestare. avviare un motore. 3 Iniziare. ~ cominciare, intraprendere. 
v. intr. pron. 1 Dirigersi, essere prossimo a qualcosa  avviarsi al lavoro  la partita si avvia alla conclusione. 2 Mettersi in moto. ~ incamminarsi. 3 Andare via. ~ andarsene. 4 Prepararsi. ~ formarsi. 
 X   v. tr. 1 to direct. 2 (attività) to start, to begin. 3 (motore) to start. v. intr. pron. (dirigersi) to set out, to set off. 
 @   da a-+ deriv. da via

\avviàto, agg. Detto di impresa commerciale o di esercizio professionale attivo, prospero. 

\avviatóre, agg. e sm. (f.-trìce) 1 Che, chi avvia. 2 Di dispositivo di avviamento di un motore elettrico, a scoppio o a reazione. 

\avvicendaménto, sm. 1 L'avvicendare, l'avvicendarsi. ~ alternanza. 2 Il succedersi ciclico di determinate colture sullo stesso terreno. ~ rotazione. 

\avvicendàre, v. v. tr. Alternare periodicamente. 
v. rifl. rec. Darsi il cambio. ~ succedersi, scambiarsi. 
 X   v. tr. e v. rifl. to alternate. 

\avvicinàbile, agg. Che si può avvicinare. 

\avvicinaménto, sm. L'avvicinare, l'avvicinarsi. 
 X   sm. approach. 

\avvicinàre, v. v. tr. 1 Mettere vicino. ~ accostare. <> intervallare. 2 Equiparare, paragonare. ~ confrontare. 3 Contattare. ~ abbordare. 
v. intr. pron. o rifl. Farsi vicino, accostarsi. ~ approssimarsi. <> allontanarsi. 
 X   v. tr. 1 to bring near, to draw near. 2 (contattare una persona) to approach. v. intr. pron. e rifl. to draw near, to approach. 
 @   da a-+ deriv. da vicino. 

\avvilènte, agg. Che avvilisce, che rattrista o umilia. 
 X   agg. 1 discouraging, disheartening. 2 (umiliante) humiliating. 

\avviliménto, sm. L'avvilire e l'avvilirsi, stato di chi è avvilito. ~ demoralizzazione, sconforto. <> sollievo, ottimismo. 

\avvilìre, v. v. tr. 1 Rendere vile. ~ degradare. 2 Umiliare, mortificare, abbattere, deprimere. ~ demoralizzare. <> incoraggiare. 
v. intr. pron. 1 Abbattersi, disanimarsi, demoralizzarsi. ~ scoraggiarsi. 2 Prostrarsi. ~ umiliarsi. 
 X   v. tr. 1 to discourage, to dishearten. 2 (umiliare) to humiliate. v. intr. to lose heart. 
 @   da a-+ deriv. da vile. 

\avvilìto, agg. Scoraggiato, depresso. ~ abbattuto. <> rinfrancato. 
 X   agg. discouraged, disheartened. 

\avviluppaménto, sm. 1 L'avviluppare, l'avvilupparsi. ~ garbuglio. 2 Intrigo. ~ confusione. 

\avviluppàre, v. v. tr. 1 Aggrovigliare. ~ ingarbugliare. <> sbrogliare. 2 Avvolgere tutt'intorno. ~ fasciare. 
v. intr. pron. o rifl. 1 Avvolgersi. ~ fasciarsi. 2 Aggrovigliarsi. ~ ingarbugliarsi. <> districarsi. 
 X   v. tr. 1 to wrap up. 2 (ingarbugliare) to entangle. 

\avvinàre, v. tr. 1 Versare il vino. ~ mescere. 2 Mescolare con vino. 3 Riempire di vino. 

\avvinazzàre, v. v. tr. Far ubriacare. ~ inebriare. 
v. intr. Diventare rosso come il vino. 
v. rifl. Ubriacarsi. ~ sborniarsi. 

\avvinazzàrsi, v. rifl. Riempirsi di vino. ~ ubriacarsi. 

\avvinazzàto, agg. e sm. agg. Che ha bevuto tanto vino. ~ alticcio. <> sobrio. 
sm. Ubriaco. ~ beone. <> astemio. 
 X   agg. drunk. 

\avvincènte, agg. Affascinante, entusiasmante, trascinante. ~ appassionante. 
 X   agg. 1 fascinating, engaging. 2 (appassionante) captivating. 

\avvìncere, v. tr. 1 Affascinare, interessare, appassionare. ~ attrarre. 2 Abbracciare. ~ stringere. <> sciogliere. 
 X   v. tr. to enthral, to charm. 

\avvincigliàre, v. tr. Legare. ~ stringere. 

\avvinghiàre, v. v. tr. Cingere strettamente. 
v. rifl. e rifl. rec. Stringersi con forza; appigliarsi. ~ avviticchiarsi. <> svincolarsi. 
 X   v. tr. to clasp. v. rifl. to cling to. 

\avvìo, sm. Avviamento. ~ inizio. <> fine. 
 X   sm. beginning, start. 

\avvisàglia, sf. 1 Scontro tra pochi armati. 2 Sintomi iniziali; segnale, indizio, preavviso. ~ sintomo. 

\avvisàre, v. tr. 1 Informare, comunicare, segnalare. ~ avvertire. <> tacere. 2 Mettere in guardia. ~ consigliare. 
 X   v. tr. 1 (informare) to inform. 2 (mettere in guardia) to warn. 

\avvisatóre, sm. 1 Chi avvisa. 2 Qualsiasi apparecchio che dia segnali di avvertimento. 

\avvìso, sm. 1 Avvertimento. ~ monito. dovette considerarlo come un avviso. 2 Informazione, annuncio. ~ notizia. avviso di garanzia, inviato dal tribunale a una persona per informarla che si stanno facendo delle indagini nei suoi confronti. 3 Foglio riportante notizie a carattere ufficiale. ~ comunicato. 4 Affisso, bando, manifesto. ~ cartello. 
 X   sm. 1 warning. 2 (annuncio) announcement, notice. 
 @   franc. avis, dalla locuzione latina mihi est ad visum, è a me di opinione. 

\avvistaménto, sm. L'avvistare, l'essere avvistato. 

\avvistàre, v. tr. Vedere da lontano. ~ scorgere. 
 X   v. tr. to sight. 
 @   da a-+ deriv. da vista. 

\avvitaménto, sm. 1 L'avvitare, l'avvitarsi. 2 Rotazione del corpo intorno al suo asse longitudinale. 3 Rotazione di un aereo in picchiata su se stesso. 

\avvitàre, v. v. tr. 1 Introdurre e serrare una vite. <> svitare. 2 Serrare fortemente. avvitare la serratura. 3 Cucire un abito in modo che presenti una vita molto stretta. 
v. rifl. Di aerei, discendere precipitosamente a vite. 
 X   v. tr. to screw, to screw down. 
 @   da a-+ deriv. da vite

\avvitàto, agg. Stretto, aderente in vita. 

\avvitatrìce, sf. Macchina utensile portatile per avvitare e svitare. 

\avviticchiàre, v. v. tr. Avvolgere, stringere intorno tenacemente a più riprese. 
v. intr. pron. o rifl. Avvinghiarsi. 

\avvitìre, v. tr. Mettere a viti un podere. 

\avvivaménto, sm. L'avvivare. 

\avvivàre, v. tr. Dar vita. ~ ravvivare. 

\avvizziménto, sm. L'avvizzire. 

\avvizzìre, v. intr. Appassire, inaridire, invecchiare. ~ seccare. <> fiorire, sbocciare. 
 X   v. intr. to wither. 

\avvizzìto, agg. Vizzo, appassito. ~ sfiorito. <> rigoglioso, fresco. 

\avvocàta, sf. Colei che protegge, che intercede. 

\avvocatésco, agg. Da avvocato. 

\avvocatéssa, sf. 1 Donna avvocato. 2 donna ciarliera e intrigante. 

\avvocàto, sm. 1 Figura professionale che assiste la parte in giudizio, grazie a un mandato ottenuto dal cliente, producendone le ragioni sia per iscritto sia oralmente. ~ legale. 2 Difensore. ~ paladino. 
 X   sm. lawyer, advocate. 
 @   lat. advocatus, p.p. di advocare chiamare. 
Nelle cause penali si chiama difensore; questa figura si distingue da quella del procuratore che può solo rappresentare i suoi clienti. 

\avvocatùra, sf. 1 La professione dell'avvocato. si diede all'avvocatura. 2 La professione degli avvocati che esercitano in un determinato circondario. avvocatura dello Stato, insieme degli avvocati che difendono gli interessi delle amministrazioni dello Stato. 

\avvolgènte, agg. 1 Che aggira. 2 Avvincente, affascinante. 

\avvòlgere, v. v. tr. 1 Volgere intorno. ~ arrotolare. gli avvolse il fazzoletto attorno alla gola. 2 Circondare. ~ cingere. avvolgere il nemico. 3 Incartare, impacchettare. ~ imballare. <> svolgere. 4 Ammantare. ~ coprire. 
v. rifl. Arrotolarsi. ~ avvilupparsi. il rampicante si avvolgeva all'albero. 
 X   v. tr. 1 to roll up. 2 (avviluppare) to wrap up, to envelop. v. rifl. to wrap oneself up. 
 @   lat. advolvere

\avvolgìbile, sm. Serranda a stecche articolate, che si solleva avvolgendosi su un rullo. ~ tapparella. 
 X   sm. roller blind. 

\avvolgiménto, sm. 1 L'avvolgersi, l'avvolgere, l'essere avvolto. 2 Filo conduttore con rivestimento isolante, avvolto su una bobina. 3 Manovra per sorprendere il nemico alle spalle. 

\avvolgitóre, agg. e sm. agg. Che avvolge. 
sm. Apparecchio per caricare le bobine delle pellicole cinematografiche. 

\avvolgitrìce, sf. Macchina per la costruzione degli avvolgimenti delle macchine elettriche. 

\avvoltàre, v. tr. Avvolgere, avviluppare, incartare. ~ impacchettare. 

\avvolticchiàre, v. tr. Arrotolare in modo fitto e intricato. 

\avvoltóio, sm. 1 Denominazione comune di vari Uccelli dei Falconiformi, caratterizzati da testa e collo nudi. 2 Persona avida e rapace. ~ sciacallo. 
 X   sm. vulture. 
Avvoltoio monaco 
Uccello (Aegypius monachus) della famiglia degli Accipitridi e dell'ordine dei Falconiformi. Di colore scuro, con il collo privo di piumaggio, vive nei paesi mediterranei e nell'Asia Minore. Si nutre di carogne. 

\avvoltolàre, v. v. tr. Avvolgere alla peggio. ~ incartare. 
v. rifl. Rotolarsi. 

\Awaji Isola (200.000 ab.) del Giappone, nella prefettura di Hyogo. 

\Ayacucho Città (115.000 ab.) del Per, capoluogo del dipartimento omonimo. 

\Ayas Comune in provincia di Aosta (1.266 ab., CAP 11020, TEL. 0125). 

\Ayas, val d' Valle delle Alpi Pennine che dal colle della Cima Bianca sbocca a Verrès nella Val d'Aosta. È percorsa dal torrente Evaçon. Il turismo estivo e invernale, concentrato specialmente a Champoluc e Brusson, rappresenta la maggiore risorsa della valle. 

\ayatollah, sm. invar. Interprete del Corano. Rappresenta il secondo grado della gerarchia sciita musulmana. 

\Aydin Città (107.000 ab.) della Turchia, nell'Anatolia, capoluogo della provincia omonima. 

\ayè-ayè, sm. invar. Proscimmia (Daubentonia madagascariensis) appartenente alla famiglia dei Daubentonidi, presente in limitate aree forestali del Madagascar. Grande all'incirca come un gatto, ha muso corto, occhi assai grandi e una lunga coda; conduce vita notturna e si ciba di vegetali. 

\ayllu, sm. invar. Presso le antiche popolazioni andine, insieme di famiglie che condividevano la terra e i suoi prodotti. 

\Aylwin, Patricio (Via del Mar 1918-) Politico cileno, leader della Democrazia cristiana, fu il primo presidente eletto dopo il regime di Pinochet (1990-1994). 

\Aymavilles Comune in provincia di Aosta (1.653 ab., CAP 11010, TEL. 0165). 

\ayuntamiento, sm. invar. 1 Municipalità cittadina spagnola o dell'America spagnola. 2 Luogo di riunione dei magistrati municipali. 

\Ayutthaya Città (58.000 ab.) della Thailandia, capoluogo della provincia di Phra Nakhon Si Ayutthaya. 

\Ayyub Khan, Muhammad (Abbottabad 1908-Islamabad 1974) Divenne con un colpo di stato primo ministro pakistano dal 1958 al 1969. 

\azalèa, sf. Denominazione comune che raggruppa numerose specie di rododendri, sia sempreverdi che a foglia caduca, tra i quali molti ibridi coltivati a scopo ornamentale. Pianta erbacea arbustiva, presenta vistose fioriture per le quali è molto apprezzata. 
 X   sf. azalea. 

\Azaa y Díaz, Manuel (Alcalá 1880-Montauban 1940) Politico spagnolo. Fu presidente del consiglio nel 1931-1933 e presidente della repubblica dal 1936. 

\Azbine Massiccio montuoso al centro del Niger, con il picco di massima altezza che raggiunge 2.022 m. 

\Azèglio Comune in provincia di Torino (1.186 ab., CAP 10010, TEL. 0125). 

\Azèglio, Màssimo Taparèlli (Torino 1798-1866) Uomo politico e letterato. Di inclinazioni politiche liberal-moderate, dopo la sconfitta di Novara del 1849 fu eletto presidente del consiglio; nonostante l'opposizione del parlamento, giunse a stipulare una pace onorevole con l'Austria. Volle che Cavour entrasse a far parte del suo ministero, e fu da questi sostituito nella carica di presidente nel 1852. Famosi i suoi romanzi storici Ettore Fieramosca (1833), Niccolò de' Papi (1841), e l'autobiografia non portata a compimento I miei ricordi; importanti anche alcuni scritti di carattere politico tra cui Degli ultimi casi di Romagna (1846), I lutti di Lombardia (1848). Si produsse anche in pittura evidenziando una vena romantica nel ritrarre paesaggi storici. 

\azelàico, agg. (pl. m.-ci) Di diacido ottenuto per ossidazione dell'acido ricinoleico o dell'acido oleico. 

\azeòtropo, agg. Di un miscuglio di liquidi che bolle a una temperatura fissa conservando una composizione costante. 

\Azerbaigian Occupa la regione asiatica transcaucasica e confina a nord con la Georgia e la Russia, a ovest con l'Armenia e a sud con l'Iran. Si affaccia a est sul mar Caspio. Il territorio può essere diviso in tre zone: il nord con il Grande Caucaso, il centro con le pianure della Kura e il sud con il Piccolo Caucaso. Il litorale sul Caspio è prevalentemente pianeggiante, a eccezione della penisola di Asperon, della baia di Baku e della profonda baia di Kirov a sud della foce del Kura. Il fiume Araks, che ha origine in Turchia, traccia una parte del confine con l'Iran ed è affluente del Kura. L'Azerbaigian comprende il Nahicevan e la regione autonoma del Nagorno-Karabah, in cui nel 1988 scoppiarono violenti scontri fra armeni (la maggioranza) e azerbaigiani. 
Capitale è Baku (1.150.000 abitanti) che sorge sulle rive del mar Caspio.   +  
La principale attività industriale e maggiore ricchezza del paese è l'estrazione petrolifera (giacimenti di Baku e del mar Caspio nella penisola di Apseron) e particolarmente sviluppata è l'industria di raffinazione del petrolio e dei prodotti collaterali. 
L'agricoltura rappresenta un'importante risorsa, favorita dalle opere di irrigazione (ricordiamo la diga di Mingecaur). 
I prodotti principali sono: riso, cotone, cereali, tabacco, frutta, tè, agrumi e mais. 
Diffuso è l'allevamento di bovini, ovini e del baco da seta. 
Ingenti sono anche le riserve di gas naturale. 
Si estraggono inoltre ferro, piombo e zinco. 
STORIA Una repubblica indipendente viene proclamata nel 1918 nella parte settentrionale dell'Azerbaigian, integrata nell'impero russo nel 1828. Nel 1920 essa viene occupata dall'Armata Rossa e sovietizzata. Due anni dopo è integrata nella federazione transcaucasica e nell'URSS. 
Negli anni 1923-1924, vengono istituite la repubblica autonoma del Nakitchevan e la regione autonoma dell'Alto-Karabakh, annesse all'Azerbaigian. Nel 1936 l'Azerbaigian diventa una repubblica federata. Nel 1988 essa si oppone alle rivendicazioni armene sull'Alto-Karabakh. Si diffonde il nazionalismo azero e si producono pogrom antiarmeni. 
Due anni dopo i comunisti vincono le prime elezioni repubblicane libere. L'anno successivo, il Soviet Supremo dichiara l'indipendenza del paese (agosto) che aderisce alla CSI. Nel 1992 l'opposizione nazionalista sale al potere. Nel 1993 le forze armate armene dell'Alto-Karabakh prendono il controllo di tutta la regione autonoma e occupano il sud-est dell'Azerbaigian. I comunisti riprendono il potere. Diventa presidente della repubblica Gueidar Aliev. 
Abitanti-7.500.000 
Superficie-86.600 km2 
Densità-86 ab./km2 
Capitale-Baku 
Governo-Repubblica presidenziale 
Moneta-Manat azerbaigiano 
Lingua-Azerbaigiano, russo 
Religione-Musulmana sciita e sunnita 

\Azerbaigian iraniàno Regione (4.114.000 ab.) dell'Iran, capoluogo Ardabil. 

\azerbaigiàno, agg. e sm. agg. Dell'Azerbaigian, stato asiatico. 
sm. 1 Abitante, nativo dell'Azerbaigian. 2 Lingua affine al turco parlata in Azerbaigian. 

\azèro, sm. Abitante, nativo dell'Azerbaigian. 

\Azevedo, Aluisio (São Luis, Maranhão 1857-Buenos Aires 1913) Romanziere brasiliano. Tra le opere La pensione (1884) e Il falansterio (1890). 

\aziènda, sf. Complesso di beni e forza lavoro organizzati da un imprenditore per un'attività; società, compagnia, fabbrica, industria. ~ ditta. azienda a partecipazione statale
 X   sf. 1 firm, business. 2 (agricola) farm. 
 @   spagn. hacienda, dal lat. facienda, cose da farsi. 

\aziendàle, agg. Che riguarda un'azienda e i suoi dipendenti. 

\aziendalìsmo, sm. Atteggiamento di soddisfazione per i risultati del proprio lavoro e per il successo dell'azienda in cui si lavora. 

\aziendalìsta, sm. e sf. 1 Esperto in economia aziendale. 2 Chi ispira il proprio comportamento ad aziendalismo. 

\àzigos, sf. invar. Vena che convoglia nella vena cava superiore il sangue degli spazi intercostali e della parte toracica della colonna vertebrale. 

\àzima => "azzima" 

\azìmico, agg. (pl. m.-ci) Che non provoca fermentazione. 

\azimìti Denominazione usata dagli ortodossi per indicare i cattolici. Deriva dal fatto che i cattolici per celebrare la messa utilizzano il pane azzimo. 

\àzimo => "azzimo" 

\àzimut, sm. invar. Una delle due coordinate celesti del sistema altazimutale, che corrisponde all'arco di orizzonte compreso tra il piano verticale che passa per l'astro e il piano del meridiano locale di chi osserva. Sull'orizzonte misura da 0° a + 360° partendo dalla direzione sud del luogo verso ovest. 

\azimutàle, agg. Relativo all'azimut. 

\azìna, sf. 1 Composto che deriva dalla reazione di chetoni e aldeidi con l'idrazina. 2 Coloranti simili alle indammine. 

\Azio Piccolo centro della Grecia occidentale situato di fronte a Prevesa sul golfo di Ambracia. Di importanza storica perché vi si svolse la battaglia conclusiva della guerra civile tra Ottaviano e Antonio nel 31 a. C. Nei pressi di Azio, per commemorare la vittoria, Ottaviano fondò la città di Nicopoli. 

\azionàbile, agg. Che si può azionare. 

\azionàre, v. tr. Far funzionare. ~ avviare. <> fermare. 
 X   v. tr. to activate, to start up. 

\azionariàto, sm. L'insieme degli azionisti di una società. 

\azionàrio, agg. Che riguarda le azioni. 
 X   agg. share. 

\azióne, sf. 1 L'agire, l'operare. ~ attività. 2 Attitudine a produrre un effetto. 3 Atto. 4 Movimento. 5 Titolo di credito che rappresenta una quota del capitale nominale di una società. ~ quota. 6 Iniziativa, fase di gioco. 7 Movimento tattico. 
 X   sf. 1 action. 2 (econ.) share. 
 @   lat. actio,-onis, deriv. da agere fare; nel significato di titolo di credito: franc. action. 
In fisica è sinonimo di forza; nel principio di azione e reazione si afferma infatti che a ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. 
In meccanica razionale si definisce azione una grandezza le cui dimensioni siano pari a un'energia per un tempo. 
In tecnica finanziaria si tratta di un titolo di credito che equivale a una quota non divisibile di capitale sociale di una società per azioni (S. p. A.), che assicura al detentore il diritto di voto nelle assemblee e la ripartizione degli utili del patrimonio. 

\Azione. Saggio d'una critica della vita e d'una scienza della pratica, L' Opera di filosofia di M. Blondel (1893 e 1936-1937). 

\azionìsta, sm. e sf. Chi possiede azioni di una società commerciale. 
 X   sm. e sf. shareholder. 

\azo- Primo termine di parole composte indicante la presenza nella molecola di un composto del gruppo cromoforo bivalente. 

\azobenzène, sm. Composto di formula C6H5N=NC6H5 dal quale si ottengono l'azoossibenzene (per ossidazione) e l'idrazobenzene (per riduzione). 

\azòlla, sf. Genere di Pteridofite acquatiche di piccole dimensioni dell'ordine delle Idropteridali, famiglia delle Azollacee. 

\Azorín (Madrid 1874-Monóvar, Alicante 1967) Pseudonimo di José Marinez Ruiz. Critico letterario. Tra le opere Al margine dei classici (1915). 

\azotàto, agg. Contenente azoto. 

\azotemìa, sf. Tasso di azoto non proteico che è presente nel sangue. 

\azotìdrico, agg. (pl. m.-ci) Dell'idracido di formula HN3, un liquido velenoso e incolore che può esplodere con violenza. 

\azòto, sm. Elemento chimico di simbolo N, numero atomico 7, peso atomico 14,008. Si trova libero nell'aria atmosferica, di cui costituisce quasi i quattro quinti, e in molti composti organici e inorganici. Si ottiene per liquefazione dell'aria. Si tratta di un gas con molecola biatomica, inodore, incolore, poco solubile in acqua, con un punto di ebollizione a-195,8 °C e di solidificazione a-210 °C. È impiegato soprattutto per preparare svariati composti tra cui l'ammoniaca, i sali d'ammonio, l'acido nitrico, gli azoturi ecc. Si chiama ciclo dell'ammonio l'insieme delle modificazioni sostenute dall'azoto nell'ambiente, costituito da un continuo scambio di ammonio tra l'aria, il terreno e gli esseri viventi al fine di permettere la costante e uniforme produzione di sostanze ricche di azoto necessarie agli organismi viventi. 
 X   sm. nitrogen. 

\azotobattèrio, sm. Batterio aerobio che riesce a sintetizzare l'azoico proteico a partire dall'azoto elementare. 

\azotofissazióne, sf. Processo biochimico di trasformazione dell'azoto atmosferico in composti organici e inorganici effettuato da alcuni batteri che vivono nel terreno. 

\azotòmetro, sm. Apparecchio atto a dosare l'azoto volumetricamente. 

\azotùria, sf. Eccessiva presenza di azoto nelle urine, soprattutto sotto forma di urea, che è indice di una distruzione dei tessuti. 

\azotùro, sm. Sale instabile dell'acido azotidrico che può esplodere quando viene riscaldato. 

\Azov Mare compreso tra Ucraina, Federazione russa e penisola di Crimea. Comunica a sud col mar Nero tramite lo stretto di Kerc. È poco profondo (massimo-14 m) e pertanto gela da novembre ad aprile. Vi sfocia il Don. 

\aztèchi Nome di una tribù dei Nahua, che deriva da quello del suo mitico paese d'origine, Aztlán (terra degli aironi). Questo popolo si stabilì nella valle del Messico nel XIV sec., dando vita a una civiltà sviluppata. Di origini sconosciute, gli aztechi erano una tribù nomade agli inizi dell'XI sec. nota con il nome di Mexica. La civiltà che viene comunemente definita con il nome di azteca, è quella che fiorì nel centro di Tenochtitlán, l'attuale Città del Messico, che la leggenda vuole fosse sorta verso il 1325 o il 1370 in un'isola del lago Texcoco. Tenochtitlán fu la prima sede della dinastia azteca, che iniziò nel 1375 con Acamipichtli e, dopo le vittorie con le popolazioni vicine dei toltechi e tepanechi, si espanse con l'imperatore Itzcoati (circa 1360-1440) fino al golfo del Messico e all'oceano Pacifico. Nel grande stato organizzato federativamente, rientravano tutte le città conquistate. Gli spagnoli, agli ordini del comandante Cortés, annientarono il popolo azteco (1522), compiendo atroci stragi e uccidendo anche l'ultimo imperatore, Cuauhtémoc (1525). 
Religione. La religione politeista degli aztechi era il perno attorno al quale ruotavano sia la vita individuale sia quella sociale; tutto veniva pensato in chiave religiosa, dal calendario alla costituzione politico-sociale. Tra le centinaia di divinità che facevano parte del mondo spirituale azteco, Tonatiuh era il dio del sole, Metzli la dea della luna, Tlaloc il dio della pioggia, Centeotl la dea del mais, il tremendo Tezcatlipoca dio dell'inverno e vendicatore degli errori umani, Quetzalcoatl, il serpente piumato, il dio della civiltà e della pazienza, esiliato da Tezcatlipoca ma la cui sorte era quella di tornare da oriente; l'imperatore Montezuma credette di identificare in Cortés, il bianco dalla lunga barba, il dio Quetzalcoatl. 
Arte. Anche l'arte azteca è profondamente connessa alla vita religiosa. La scultura conserva sempre un carattere imponente, anche quando si esprime in piccole forme (bassorilievi, ceramiche, mosaici); vi è la tendenza alla drammatizzazione quando si raffigurano divinità, mentre i soggetti animali e umani sono resi con vivo realismo. Copiosa la produzione di oggetti relativi al rito del sacrificio umano, quali urne cinerarie e coltelli in ossidiana; ricchezza anche nel campo dell'oreficeria (monili in oro e argento), che andò perduta nelle razzie operate dagli spagnoli. 

\aztèco, agg. e sm. agg. e sm. Appartenente a un'antica popolazione amerinda stanziata nell'attuale Messico. 
sm. La lingua azteca. 

\Azteco, L' Romanzo di G. Jennings (1980). 

\Azuay Provincia (506.000 ab.) dell'Ecuador, capoluogo Santa Ana de Cuenca. 

\azulejo, sm. invar. Piastrella di maiolica smaltata utilizzata in Spagna e in Portogallo per rivestire pavimenti e muri. Deve il suo nome al fatto che gli arabi, che iniziarono a fabbricarla, la smaltavano di azzurro. 

\azulène, sm. Idrocarburo isomero del naftalene che si trova in tracce nel carbon fossile. I suoi omologhi producono un'intensa colorazione in alcuni oli essenziali. 

\àzza, sf. Antica arma costituita da una parte metallica a forma di accetta, con testa foggiata a martello, e da un manico di legno. 

\Azzanèllo Comune in provincia di Cremona (686 ab., CAP 26010, TEL. 0374). 

\azzannàre, v. tr. Afferrare con le zanne. ~ addentare. <> lasciare. 
 X   v. tr. 1 to sink one's teeth into. 2 (mordere) to bite. 
 @   da a-+ deriv. da zanna. 

\Azzàno d'Àsti Comune in provincia di Asti (327 ab., CAP 14030, TEL. 0141). 

\Azzàno Dècimo Comune in provincia di Pordenone (11.949 ab., CAP 33082, TEL. 0434). Centro agricolo (coltivazione di cereali e foraggi). Gli abitanti sono detti Azzanesi

\Azzàno Mèlla Comune in provincia di Brescia (1.483 ab., CAP 25020, TEL. 030). 

\Azzàno San Pàolo Comune in provincia di Bergamo (6.346 ab., CAP 24052, TEL. 035). Centro agricolo (cereali) e industriale (prodotti meccanici, carta, abbigliamento). 

\azzardàre, v. v. tr. 1 Mettere a rischio, esporsi a rischi. ~ arrischiare. stai azzardando troppo con quella proposta. 2 Proporre. ~ avanzare. osò azzardare un breve giudizio
v. intr. pron. Arrischiarsi, cimentarsi, avventurarsi. ~ osare. non azzardarti a fare cose simili! 
 X   v. tr. to venture, to hazard. v. intr. pron. to venture, to risk. 
 @   deriv. da azzardo

\azzardataménte, avv. In modo azzardato. ~ temerariamente. 

\azzardàto, agg. 1 Avventato. ~ sconsiderato. <> cauto. 2 Pericoloso. ~ rischioso. <> sicuro. 
 X   agg. 1 (avventato) rash. 2 (pericoloso) daring. 3 (impresa) risky. 

\azzàrdo, sm. 1 Avventura pericolosa. ~ rischio. 2 Caso. ~ sorte. 
 X   sm. risk, hazard. 
 @   franc. hasard, dall'arabo azzahr dado. 

\azzardóso, agg. Che si espone facilmente al rischio; che comporta azzardo, rischio. 

\Azzàte Comune in provincia di Varese (3.712 ab., CAP 21022, TEL. 0332). 

\azzeccagarbùgli, sm. Avvocato da strapazzo e disonesto. 

\azzeccàre, v. tr. Indovinare, aver in sorte. ~ imbroccare. <> sbagliare. 
 X   v. tr. to get right. 

\azzeccàto, agg. Ben scelto, ben riuscito. ~ indovinato. 

\azzeraménto, sm. L'azzerare, l'essere azzerato. 

\azzeràre, v. tr. 1 Ridurre a zero una grandezza variabile. 2 Annullare. 
 X   v. tr. to zero. 
 @   da a-+ deriv. da zero

\àzzima, sf. Pane azzimo. 

\azzimàre, v. v. tr. Abbellire, abbigliare, vestire con molta ricercatezza. 
v. rifl. Agghindarsi. 

\azzimàto, agg. Vestito con grande ricercatezza. ~ agghindato. <> trasandato. 

\àzzimo, agg. Detto del pane non lievitato. <> lievitato. 

\Àzzio Comune in provincia di Varese (646 ab., CAP 21030, TEL. 0332). 

\azzittàre, v. tr. Far tacere. 

\azzittìre, v. v. tr. Azzittare. 
v. intr. pron. Smettere di parlare; ammutolire. ~ tacere. 

\Azzolìni, Vincènzo (Napoli 1881-Roma 1967) Economista. Fu governatore della Banca d'Italia dal 1931. Accusato di aver consegnato ai tedeschi l'oro della riserva, venne condannato e poi prosciolto dall'accusa. 

\Azzóne Comune in provincia di Bergamo (530 ab., CAP 24020, TEL. 0346). 

\azzoppaménto, sm. L'azzoppare, l'azzopparsi, l'essere azzoppato. 

\azzoppàre, v. v. tr. Rendere zoppo. 
v. intr. pron. Divenire zoppo. 
 @   da a-+ deriv. da zoppo. 

\azzoppìre, v. tr. Azzoppare. 

\Azzòrre Arcipelago portoghese situato sulla dorsale medio-oceanica dell'oceano Atlantico (2.247 km2, 254.000 ab.); costituisce una regione autonoma del Portogallo. L'origine delle isole è vulcanica; le nove maggiori sono Flores (143 km2) e Corvo (17 km2) a nord-ovest; Faial (172 km2), Pico (433 km2), São Jorge (238 km2), Graciosa (61 km2) e Terceira (396 km2) al centro, São Miguel (747 km2) e Santa Maria (97 km2) a sud-est. Il territorio è piuttosto scosceso, il clima è mite e le precipitazioni abbondanti. Agricoltura (cereali, vite, ortaggi, ananas, banane, canna da zucchero), pesca e allevamento costituiscono le principali fonti di economia. A São Miguel si producono anche tè e tabacco. Notevole l'affluenza turistica. I principali centri sono Angra do Heroísmo (Terceira), Ponta Delgada (São Miguel) e Horta (Faial). 

\azzuffàre, v. v. tr. Condurre alla zuffa. 
v. rifl. rec. 1 Venire alle mani. ~ accapigliarsi. 2 Essere in contrasto. 

\azzuffàrsi, v. rifl. e rifl. rec. Venire alle mani. ~ accapigliarsi. 
 X   v. rifl. to come to blows. 

\azzurràggio, sm. Operazione consistente nel risciacquare la biancheria di cotone e di lino con prodotti coloranti azzurri in modo da ravvivarne il biancore. 

\azzurraménto, sf. Procedimento operato sulle lenti di sistemi ottici al fine di eliminare riflessioni parassite della luce. 

\azzurràre, v. tr. Colorare utilizzando l'azzurro. 

\azzurràto, agg. Colorato d'azzurro. 

\azzurreggiàre, v. intr. Presentare o assumere un colore azzurro. 

\Azzùrri Catena montuosa degli USA. Altezza massima 2.773 m. 

\azzurrìccio, agg. Azzurro sbiadito. 

\azzurrìgno, agg. Tendente all'azzurro, azzurrognolo. 

\azzurrìno, agg. Di colore azzurro chiaro. 

\azzurrità, sf. 1 L'essere azzurro. 2 Distesa di azzurro. 

\Azzurrità Opera di poesia di S. A. Esenin (1918). 

\azzurrìte, sf. Carbonato basico di rame che si presenta in cristalli monoclini o in masse concrezionate di colore azzurro intenso. 

\azzùrro, agg. e sm. agg. Che ha il colore del cielo sereno. ~ celeste, turchino. squadra azzurra, la nazionale italiana nello sport, dal colore delle maglie utilizzate dagli atleti. 
sm. 1 Colore azzurro. 2 Atleta della squadra della nazionale italiana. 3 Sostanza dal colore azzurro. 
 X   agg. blue, azure. sm. blue. 
 @   persiano lazvard

\Azzùrro, fiume Il più grande fiume della Cina e dell'Asia (5.800 km), quarto nel mondo; ha le sorgenti nell'altopiano tibetano dello Tsingai, percorre la Cina occidentale, entra nello Yunnan e nello Sichuan e sfocia nel mar Cinese orientale, con un delta che avanza di ben 25 m ogni anno. Presso la foce il fiume Giallo (Huang He) lo collega a Shangai. Durante il suo corso bagna Chongqing, Wuhan e Nanchino. In cinese Chang Jiang e in wade Yangtze Kiang. Principali affluenti sono: Yalong, Jiang, Min Jiang, Yuan Jiang, Xiang Jiang, Gan Jiang. Fanno parte del bacino anche i laghi Boyang e Dongting. Le piene estive sono controllate attraverso bacini di deflusso, dighe e canali. Il fiume è navigabile per migliaia di chilometri e rappresenta, per la regione cinese, una delle principali vie di comunicazione. 

\azzurrògnolo, agg. Di colore azzurro slavato o grigio tendente all'azzurro. 

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