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\c, C Terza lettera dell'alfabeto italiano. 
In biochimica con una C (maiuscola) si indica una vitamina (acido ascorbico). 
In chimica la C (maiuscola) è il simbolo del carbonio. 
In fisica C è il simbolo della capacità elettrica e l'abbreviazione di Coulomb; °C è invece l'abbreviazione di grado Celsius o centigrado. La c minuscola è il simbolo della velocità delle radiazioni elettromagnetiche nel vuoto (300000 km/sec). 
In matematica C indica l'insieme dei numeri complessi.
In informatica designa un linguaggio di programmazione sviluppato da Kernighan e Ritchie all'inizio degli anni '70. Permette di scrivere istruzioni ad alto livello e nello stesso tempo di controllare la macchina sottostante. Si distingue per la sua portabilità (è cioè possibile utilizzare un programma su macchine con architetture differenti). 
Nelle lettere di tipo commerciale c. a. significa corrente anno, e c. m. corrente mese
In metrologia, anteposta a un'unità, c ne denota la centesima parte (esempio cm). 
In musica C indica la nota do secondo un'antica intavolatura medievale ancora usata nei paesi anglosassoni e tedeschi (sistema di Oddone di Cluny); in questi paesi può anche indicare la tonalità di do maggiore ed è l'abbreviazione del registro di contralto. 
Nella numerazione romana C equivale al numero 100. 

\c.a. Abbreviazione di corrente anno. 

\c/c Sigla di conto corrente. 

\c/o Abbreviazione usata in Italia per indicare "presso", negli indirizzi; derivante dall'espressione inglese care of, alla cura di (nel senso di "ospitato da" o simili). 

\c/s Sigla di cicli al secondo (unità di misura fisica). 

\C'era una volta in America Film drammatico, americano (1984). Regia di Sergio Leone. Interpreti: Robert De Niro, James Woods, Elizabeth McGovern. Titolo originale: Once upon a Time in America

\Ca Simbolo chimico del calcio. 
CA 
Sigla di Corte d'Appello e di Consorzio Agrario. 
ca 
Sigla di corrente anno e di corrente alternata. 

\ca.   abbreviazione per "circa", usata sia in Italiano che in Inglese (dal latino "circa"). 

\Cà d'Andrèa Comune in provincia di Cremona (623 ab., CAP 26030, TEL. 0375). Centro agricolo (cereali e foraggi) e dell'allevamento (bovini). Vi si trovano reperti archeologici di palafitte del Paleolitico. 

\Cà d'òro Palazzo veneziano tra i più noti. Si affaccia sul Canal Grande. Costruito da maestranze lombarde e veneziane ai primi del XV sec. per Marino Contarini. Il nome deriva dalle dorature sulla decorazione scolpita. 

\ăa ira Canzone della Rivoluzione francese. Sotto questo titolo Carducci pubblicò dodici sonetti nel 1883. 

\Ca Mau, pùnta di Penisola del Viet Nam, sulla costa meridionale della Cocincina. 

\CAAF Sigla di Centro Autorizzato di Assistenza Fiscale. Questi centri offrono i loro servizi alle imprese e ai dipendente. 

\CAAI Sigla di Club Alpino Accademico Italiano. 

\cab Sigla di cablogramma. 
CAB 
Sigla di Codice di Avviamento Bancario. 

\cabal, sf. invar. Termine con il quale in Inghilterra, nel XVII sec., si designavano gruppi extralegali di consiglieri legali. 

\càbala, sf. 1 Dottrina mistica e segreta ebraica. 2 Arte che, per mezzo di numeri, lettere e segni, pretende di indovinare il futuro e specialmente i numeri del lotto. 3 Operazione misteriosa e segreta. Raggiro. ~ imbroglio. 
  ebr. qabbalah, dottrina tradizionale. 

\cabalétta, sf. Aria musicale vivace con cui si chiude un duetto o un assolo. 

\cabalìsmo, sm. Il termine indica la mistica ebraica in tutte le sue possibili manifestazioni e soprattutto nelle varie correnti esoteriche di teosofia. Il cabalismo, attraverso l'interpretazione di numeri e caratteri, lettere e simboli, tentava di svelare l'unione mistica con Dio. Nacque in Provenza nel XII sec., trovando un terreno particolarmente fertile in Spagna, attorno al Libro dello Splendore (Sefer ha-zohar o semplicemente Zohar), scritto verso la fine del XIII sec. dallo spagnolo Mosé de León. Il cabalismo del medioevo spagnolo espresso nello Zohar, era articolato in un linguaggio simbolico, che spiegava i collegamenti occulti con il creato. Il più famoso cabalista è il tedesco Isaac Luria (1534-1572), che agì a Safed, in Galilea. Il cabalismo luriano, ha portato all'estremo l'aspetto cosmico dello Zohar; l'immutabile si contrae in sé lasciando così spazio al mondo nel momento della creazione. Il fine ultimo dell'uomo, diventa in tal modo quello della redenzione del mondo dal male e la ricongiunzione con la divinità; questo è reso possibile con l'osservanza dei comandamenti e la preghiera. 

\cabalìsta, sm. e sf. (pl.-i) 1 Studioso della cabala. 2 Chi fa cabale. 

\cabalisticaménte, avv. 1 In modo cabalistico. 2 Secondo la cabala. 3 Misteriosamente. ~ stranamente. 

\cabalìstico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di cabala. 2 Misterioso, strano. ~ enigmatico. <> evidente. 

\Caballé, Monteserrat (Barcellona 1933-) Soprano spagnolo, nel suo repertorio soprattutto Bellini e Verdi. 

\caballéro, sm. Cavaliere. 

\Caba˝as Dipartimento (137.000 ab.) dell'El Salvador, al confine con l'Honduras. Capoluogo Sensuntepeque. 

\Cabanatuan Città (173.000 ab.) delle Filippine, nell'isola di Luzon. Capoluogo della provincia di Nueva Ecija. 

\Cabanis, Pierre-Jean-Georges (Cosnac 1757-Rueil 1808) Medico e psicologo francese. Fu tra i precursori della moderna psicofisiologia e scrisse Trattato sui rapporti del fisico e del morale nell'uomo (1802). 

\Cabaret Film drammatico, americano (1972). Regia di Bob Fosse. Interpreti: Lisa Minnelli, Michael York, Helmut Griem. Titolo originale: Cabaret 

\cabaret, sm. invar. 1 Spettacolo di varietà con musiche e scenette. ~ varietà. 2 Vassoio. ~ guantiera. 

\cabarettìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Attore o cantante di cabaret. 

\cabarettìstico, agg. (pl. m.-ci) Di cabaret. 

\cabasìte, sf. Alluminosilicato idrato di sodio e calcio, appartenente al gruppo delle zeoliti, che si trova in cristalli pseudotrigonali bianchi, gialli e rosa. 

\Cabell, James Branch (Richmond, Virginia 1879-1958) Romanziere. Tra le opere Jurgen (1919) e Lo stallone d'argento (1926). 

\Cabèlla Lìgure Comune in provincia di Alessandria (754 ab., CAP 15060, TEL. 0143). 

\cabernet, sm. Nome di un vitigno di origine francese e del vino che se ne ricava. 

\caberù, sm. invar. Cane selvatico dell'Etiopia. 

\cabestàno, sm. Argano a motore elettrico impiegato, principalmente, per smistare i vagoni ferroviari. 

\Cabet, Étienne (Digione 1788-St. Louis, Missouri 1856) Rivoluzionario francese. Scrisse Viaggio in Icaria (1840) nel quale trattò di un esperimento di società comunistica effettuato in una colonia negli USA. 

\Cabezón, Antonio de Burgos (Burgos 1510-Madrid 1566) Compositore spagnolo. Autore di musica organistica. 

\Cabiànca, Vincènzo (Verona 1827-Roma 1902) Pittore. Esponente della corrente dei macchiaioli. Tra le opere, Porco nero contro porta bianca (1855) e Studio di donna (Roma, Galleria Nazionale di Arte Moderna). 

\Cabiàte Comune in provincia di Como (6.353 ab., CAP 22060, TEL. 031). 

\cabìla, sf. Tribù nomade di Arabi. 

\cabìldo, sm. 1 Capitolo ecclesiastico. 2 Nell'America del sud è usato a indicare il palazzo e il consiglio comunale. 

\Cabimas Città (165.000 ab.) del Venezuela, nello stato di Zulia, sul lago di Maracaibo. 

\cabìna, sf. 1 Cameretta per passeggeri. 2 Piccolo ambiente chiuso e isolato, adibito a vari usi. cabina telefonica, cabina elettorale. 3 Piccolo spogliatoio per bagnanti. ~ spogliatoio. 
  sf. 1 cabin. 2 (telefonica, elettorale) telephone booth, polling booth. 3 (aereo) cockpit. 
  franc. cabine, dall'ingl. cabin

\cabinàto, agg. e sm. agg. Fornito di cabina. 
sm. Imbarcazione fornita di cabina. 
  sm. cabin cruiser. 

\cabinìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Operaio addetto alla manovra di apparati meccanici che hanno i comandi installati in una cabina apposita oppure alla sorveglianza degli apparecchi di una cabina elettrica. 

\cabinovìa, sf. Funivia con cabine per il trasporto di persone. 

\Cabìria, sf. Film epico-melodrammatico italiano (1914). Regia: Giovanni Pastrone. Interpreti: Letizia Quaranta, Bartolomeo Pagano, Gina Marangoni. 

\cablàggio, sm. Insieme dei cavi elettrici costituenti un'apparecchiatura di comando, di controllo o di protezione di un impianto. 

\cablàre, v. tr. Trasmettere per cablogramma. 
  franc. cabler. 

\cable, sm. invar. Unità di misura inglese di lunghezza che vale 120 braccia, pari a 219.456 m; nel sistema internazionale si intende una lunghezza pari a 185.2 m.

\càblo Abbreviazione di cablogramma. 

\cablografìa, sf. La trasmissione di messaggi telegrafici attraverso cavi sottomarini. 

\cablogràfìco, agg. (pl. m.-ci) Inerente alla cablografia o realizzato per mezzo di essa. 

\cablogràmma, sm. (pl.-i) Telegramma trasmesso per mezzo di cavo sottomarino. ~ radiogramma, marconigramma, cablo. 

\Cabo Delgado Provincia (1.110.000 ab.) del Mozambico, nell'oceano Indiano, al confine con la Tanzania. Capoluogo Pemba. 

\caboclo, sm. invar. In Brasile, termine che indica i meticci tra indios e bianchi. 

\Cabora Bassa, cascàte di Cascate del fiume Zambesi, nel Mozambico; formano un grande lago artificiale (2.800 km2). 

\cabotàggio, sm. Navigazione lungo le coste di porto in porto. 
  franc. cabotage. 

\cabotàre, v. tr. Costeggiare. 

\cabotièro, sm. Piccolo bastimento utilizzato per il cabotaggio. 

\Cabòto, Giovànni (Genova o Gaeta 1450 ca-Londra 1498 ca) Navigatore di origini incerte, più probabilmente genovesi, si trasferì e stabilì a Venezia nel 1461. Qui intraprese le prime navigazioni, dedicandosi al commercio con il Medio Oriente. Nel 1490, si trasferì a Valencia, dove contribuì ai lavori di ampliamento del porto, lavori poi bloccati nel 1493. Convinto che Cristoforo Colombo, di ritorno dal suo viaggo transatlantico, non avesse raggiunto l'Asia, propose a Ferdinando II il Cattolico e Isabella, di effettuare un'esplorazione con una rotta più settentrionale. I reali di Spagna rifiutarono e quindi, Caboto si trasferì nel 1496 in Inghilterra. Sotto la protezione di Enrico VII, re d'Inghilterra, che gli fornì un certo numero di navi per dirigersi in America, partì da Bristol nel 1497, per toccare probabilmente le isole di Capo Bretone, Miquelon e Terranova. Tornato da Enrico VII, ottenne l'appoggio per una nuova esplorazione tesa a raggiungere l'attuale Giappone. Ma, partito con cinque navi (una delle quali a causa di una tempesta dovette rientrare) da Bristol nel maggio del 1498, non fece più ritorno. Alcuni storici ipotizzarono che Caboto avesse raggiunto le coste del Nordamerica. 

\Cabòto, Sebastiàno (Venezia 1476-Londra 1557) Navigatore e cartografo, figlio di Giovanni. Partecipò alle due spedizioni effettuate dal padre nel 1497 e 1498; nel 1508 effettuò su autorizzazione di Enrico VII d'Inghilterra, una spedizione che lo portò, probabilmente, fino alla baia di Hudson. Nel 1512 fu assunto come capitano da Ferdinando il Cattolico, re di Spagna e dopo la sua morte fu al servizio di Carlo V imperatore. Esplorò in modo sistematico le coste dell'attuale Argentina; la regione del Río de la Plata (1526-1530), il Paraguay e l'Uruguay. Ma qui intraprese un'inconcludente esplorazione interna del territorio, alla ricerca di oro e argento. Tornato in Spagna, venne accusato di cattiva amministrazione e confinato in Africa. Nel 1533, venne completamente riabilitato dal re di Spagna. Trasferitosi nuovamente in Inghilterra (1548), fondò nel 1551 una compagnia di commercio (Compagnia della Moscovia) inglese che operava in Russia. 

\Cabral, Amilcar (Isole di Capo Verde 1921-Conakry 1973) Militare. Fu tra i protagonisti della lotta armata per liberare la Guinea-Bissau dal dominio portoghese. 

\Cabral, Luis (1929-) Fratello di Amilcar, fu eletto capo si stato della Guinea-Bissau dal 1973 al 1980. 

\Cabral, Pedro Alvares (Belmonte 1467-Santarém 1526?) Navigatore portoghese. Ripercorse il viaggio di Vasco de Gama, giunse fino alle coste del Brasile e ne prese possesso a nome del Portogallo (1500-1502). 

\cabràre, v. intr. Impennarsi dell'aeroplano nel salire. ~ salire. <> picchiare. 
  franc. cabrer, dal provenz. se cabrar alzarsi come una capra. 

\Càbras Comune in provincia di Oristano (9.000 ab., CAP 09072, TEL. 0783), sulle rive del grande stagno omonimo. Il centro, molto antico, è archeologicamente notevole perché conserva le rovine dell'antica colonia fenicia di Tharros

\cabràta, sf. Manovra di ascesa. <> picchiata. 

\Cabrera, Sierra de la Catena montuosa della Spagna, tra le province di León e di Zamora. Vetta più elevata Monte Trevínca (2.124 m). 

\Cabriel Fiume (263 km) della Spagna, affluente del fiume J˙car. Nasce dai Monti Universali. 

\Cabrìni, Àngiolo (Codogno 1869-Roma 1937) Politico. Fu tra i pionieri del socialismo riformista, oltre che il primo leader della CGDL. 

\Cabrìni, Antònio (Cremona 1957-) Calciatore italiano. Formatosi nella Cremonese, passò alla Juventus nel 1976, squadra con la quale vinse sei scudetti, due Coppe Italia, una Coppa delle Coppe, una Coppa UEFA, una Supercoppa, una Coppa dei Campioni e una Coppa Intercontinentale. Indossò per 74 volte la maglia azzurra, segnando nove reti. Fece parte della squadra azzurra che vinse i campionati del mondo di Spagna nel 1982. 

\cabriolet, sm. invar. 1 Carrozza a due ruote con copertura a soffietto. 2 Tipo di automobile a copertura rovesciabile. ~ decappottabile. 
  sm. (auto) convertible. 
  deriv. dal franc. cabrioler saltellare. 

\cacào, sm. Albero sempreverde (Theobroma cacao) appartenente alla famiglia delle Sterculiacee, alta fino a 10 m, originario delle zone forestali dell'America tropicale; produce frutti dalla forma di bacca ovoidale allungata, che contengono dai venti ai trenta semi. La pianta viene coltivata per la mandorla racchiusa nei semi in quanto, sottoposta a torrefazione e macinazione, produce il cacao usato nell'industria dolciaria; dai semi, inoltre, si ricava il burro di cacao
  sm. cocoa. 
  spagn. cacao, dal'atzeco cacauatl. 

\cacàre, v. v. tr. Espellere dal corpo. 
v. intr. Defecare, andare di corpo. ~ evacuare. 
  lat. cacare. 

\cacarèlla, sf. 1 Diarrea. 2 Paura. 

\cacasénno, sm. invar. Persona saputella che sputa sentenze. ~ presuntuoso, saccente, saputello. 

\cacasótto, sm. invar. Persona paurosa e inetta. 

\cacàta, sf. 1 Atto del cacare. 2 Cosa mal riuscita, spregevole. 

\cacatùa, sm. invar. Nome di diversi pappagalli, in particolare di quelli appartenenti al genere Kakatoe. Sono contraddistinti da un piumaggio bianco, nero, rosa o giallo; sul capo presentano un ciuffo erettile variopinto. In Australia è molto diffusa la specie Kakatoe galerita

\càcca, sf. 1 Escremento. ~ feci. 2 Cosa sudicia, cattiva. ~ lordura, porcheria. 
  deriv. da cacare. 

\Càccamo Comune in provincia di Palermo (8.636 ab., CAP 90012, TEL. 091). 

\càcchio, sm. 1 Getto non fruttifero di piante coltivate. 2 Cazzo. 
  lat. catulus. 

\cacchióne, sm. 1 Uovo di mosca o di altri insetti. 2 Punta delle prime penne dei Gallinacei e di altri Uccelli. 

\càccia, sf. (pl.-ce) 1 Inseguimento di animali selvatici per catturarli o ucciderli. ~ venagione. 2 Selvaggina, cacciagione. ~ preda. 3 Inseguimento. ~ ricerca. 
  sf. 1 hunting. 2 (inseguimento) chase. 
  deriv. da cacciare. 
Nella preistoria lo scopo del cacciatore era solo quello di procurarsi il cibo. Più tardi vennero utilizzate le pelli per l'abbigliamento e le ossa di animali per creare attrezzi e utensili. Due milioni di anni fa gli australopiteci erano onnivori e praticavano in gruppo la caccia di piccole e grosse prede come i babbuini. I pitecantropi crearono le prime trappole a peso per catturare l'ippopotamo, l'elefante e il rinoceronte. Durante l'ultima glaciazione l'uomo di Neanderthal induriva col fuoco la punta dei pali di legno che utilizzava per cacciare i mammut. La lavorazione della selce permise la costruzione di lame molto leggere dotate di grande capacità di penetrazione. La gittata delle armi aumentò oltre i trenta metri e zagaglie e arpioni abbattevano grandi prede. Un'altra arma fu l'arco. I primi a usarlo furono i popoli dell'Africa settentrionale e quelli della penisola iberica. Le frecce erano di legno indurito al fuoco con punte di osso o di corna di cervidi o di pietra. Per catturare i mammiferi più grandi venivano usate frecce con punte avvelenate. 
Gli egizi cacciavano con l'arco o il boomerang le prede minute e con l'ausilio di cani e di reti quelle più grosse. Gli assiri e i persiani cacciavano i grossi erbivori con il lasso e altre piccole prede con l'aiuto del falcone. 
I greci e i romani consideravano la caccia un divertimento. I romani del basso Impero oltre all'arco e alla lancia, usavano la balestra. La caccia con l'utilizzo della balestra risale al sec. XI. 
Nel 643 un editto di Rotari, re dei longobardi, divise le terre della corona e della nobiltà, dove la caccia era stata proibita, da quelle dei privati, dove invece era libera. Carlo il Grosso re di Francia nell'Ottocento vietò ai sudditi la caccia grossa e col falcone, riservandola esclusivamente ai membri della corte reale. A partire dal sec. XIII apparvero i primi trattati venatori. 
Oggi è considerata in tutto il mondo uno sport che viene praticato per mezzo di fucili e con l'aiuto di cani. L'Italia ha emanato una serie di leggi per assicurare il ripopolamento della fauna, per proteggere specie rare e per permettere la sosta della selvaggina in fase migratoria; a tal scopo tempi e luoghi disponibili per i cacciatori rientrano in determinati limiti; il cacciatore, inoltre, deve possedere una licenza di caccia e un porto d'armi. Esistono poi zone protette, come i parchi nazionali, e bandite, nelle quali la caccia è sempre vietata, oltre a riserve, dove solo il concessionario e i suoi ospiti possono praticare (gratuitamente o a pagamento) la caccia. 
In aeronautica si definisce caccia l'operazione offensiva o controffensiva svolta da aeroplani (aerei da caccia o solo caccia) molto veloci e facilmente maneggiabili. 
In musica forma con il testo in rima, nata in Francia nel XIII sec., che ebbe molta fortuna in Italia nel XIV e XV sec. La musica consisteva generalmente in un canone a due voci; a scelta si poteva aggiungere una parte strumentale (tenor) di accompagnamento e supporto alla voce. 

\Caccia a ottobre rosso Film d'avventura, americano (1990). Regia di John McTiernan. Interpreti: Sean Connery, Alec Baldwin, Scott Glenn. Titolo originale: The Hunt for Red October 

\Caccia al ladro Film commedia, americano (1955). Regia di Alfred Hitchcock. Interpreti: Cary Grant, Grace Kelly, Charles Vanel. Titolo originale: To Catch a Thief 

\Caccia alle farfalle Film commedia, francese (1992). Regia di Otar Ioseliani. Interpreti: Narda Blanchet, Pierrette Pompom Bailhache, Alexandre Tcherkassoff. Titolo originale: La chasse aux papillons 

\Caccia di Diana Poema di G. Boccaccio (ca. 1334). 

\Caccia sadica Film drammatico, britannico (1971). Regia di Joseph Losey. Interpreti: Robert Shaw, Malcolm McDowell, Henry Woolf. Titolo originale: Figures in a Landscape 

\Càccia, càpo Promontorio all'estremità del golfo di Alghero. Grotta di Nettuno. 

\Caccia, La Film drammatico, americano (1966). Regia di Arthur Penn. Interpreti: Marlon Brando, Jane Fonda, Robert Redford. Titolo originale: The Chase 

\cacciàbile, agg. Che si può cacciare. 

\cacciabombardière, sm. Aereo militare per azioni di caccia e bombardamento. 
  sm. fighter-bomber. 

\cacciachiòdo, o cacciachiòdi, sm. Arnese d'acciaio a forma di piccolo cuneo, che serve per estrarre i chiodi che hanno perduto la capocchia. 

\cacciadiàvoli, sm. invar. Nome volgare dell'Hypericum perforatum, una specie erbacea appartenente alla famiglia delle Ipericacee alta fino a 50 cm che si trova nei luoghi aridi di tutta Italia. 

\cacciagióne, sf. 1 Animali presi a caccia. 2 Selvaggina, prede di caccia. ~ bottino. 
  sf. game. 

\Cacciaguìda Avo di Dante; secondo lo stesso poeta, morì durante la seconda crociata (1147-1149) al seguito dell'imperatore Corrado III. Dante gli dedica tre canti del Paradiso (XV, XVI e XVII) della Divina Commedia. 

\cacciamìne, sm. invar. Dragamine. 

\cacciàre, v. v. tr. 1 Dare la caccia. ~ inseguire. 2 Tallonare. ~ perseguitare. 3 Mettere in fuga, mandare via. ~ scacciare. <> accogliere. fu cacciato da scuola, a causa di quella bravata. 4 Spingere dentro. ~ conficcare. <> estrarre. gli cacciarono un pugnale nel petto
v. intr. Andare a caccia. 
v. intr. pron. o rifl. Introdursi. ~ ficcarsi. ti sei cacciato proprio in un bel guaio
  v. tr. 1 to hunt. 2 (mandare via) to throw out. 
  lat. captiare, deriv. da capere, prendere. 

\caccia-reattóre, sm. Aereo da caccia propulso da un motore a reazione. 

\Cacciàri, Màssimo (Venezia 1944-) Filosofo. Deputato nelle liste del partito comunista italiano (1976-1983). Nel 1993 è stato eletto sindaco di Venezia e riconfermato nel 1997; nel 1998 ha aderito al movimento dei sindaci Cento cittÓ. Tra le opere Krisis (1977) e Dell'inizio (1990). 

\cacciasommergìbili, sm. invar. Nave veloce e leggera per individuare e distruggere sommergibili nemici. 

\cacciàta, sf. Allontanamento, estromissione. ~ bando. CONTR. accoglienza, invito. 

\cacciatóra, sf. Giacca comoda di velluto o di fustagno, con larghe tasche per mettervi la cacciagione. : :lla cacciatora, al modo dei cacciatori 

\cacciatóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi ama e pratica la caccia. cacciatore di frodo, chi non rispetta le leggi della caccia. 2 Chi cerca di avere con avidità e ostinazione. ~ cercatore. 3 Dongiovanni. ~ donnaiolo. 
  sm. 1 hunter. 2 (di frodo) poacher. 

\Cacciatore bianco, cuore nero Film drammatico, americano (1990). Regia di Clint Eastwood. Interpreti: Clint Eastwood, Jeff Fahey, George Dzundza. Titolo originale: White Hunter, Black Heart 

\Cacciatore, Il Film drammatico, americano (1979). Regia di Michael Cimino. Interpreti: Robert De Niro, Christopher Walken, John Savage, Meryl Streep. Titolo originale: The Deer Hunter 

\Cacciatóri, Benedétto (Carrara 1794-1871) Scultore. Tra le opere Po e Ticino (ca. 1825, Milano, Arco della Pace). 

\cacciatorìno, sm. Piccolo salame di pasta dura. 

\cacciatorpedinière, sm. Nave velocissima e leggera il cui compito specifico è la distruzione delle torpediniere; può essere anche impiegata con funzione di scorta a unità navali più grandi. È dotata di cannoni di medio calibro, armi antiaeree e antimissile, missili antisommergibili, antiaerei e antinave. Prevede anche la possibilità di trasportare elicotteri. Caratterizzata da tonnellaggi compresi tra 3.000 e 8.000 t, è normalmente provvista di motori a turbina con potenze variabili tra i 50.000 e i 100.000 CV e può raggiungere velocità superiori ai trenta nodi. 

\cacciavìte, sm. Strumento di acciaio, inserito in un manico, per stringere o allentare le viti. 
  sm. screwdriver. 
  da caccia-+ vite. 

\Caccìni, Giùlio (Roma 1550-Firenze 1618) Compositore. Tra le opere Euridice (melodramma, ca. 1600). 

\cacciùcco, sm. (pl.-chi) Zuppa di pesce tipica di Livorno e della Versilia. 

\càccola, sf. 1 Muco raggrumato del naso. 2 Cispa degli occhi. 3 Lo sterco che si appiccica alla lana delle pecore. 

\Caccùri Comune in provincia di Crotone (1.851 ab., CAP 88070, TEL. 0984). 

\C´ceres (Brasile) Città (158.000 ab.) del Brasile, nello stato del Mato Grosso, sul fiume Paraguay. 

\C´ceres (Spagna) Provincia (412.000 ab.) della Spagna, attraversata dal fiume Tago. 

\cache, sm. invar. Parte della memoria principale di un computer. 

\cache-col, sm. invar. Fazzoletto da collo che, infilato nella camicia, può sostituire la cravatta. 

\cachemire, sm. invar. Lana pregiata ricavata dalle capre del Kashmir. 

\cache-nez, sm. invar. Sciarpa di seta o di lana che ripara dal freddo naso e bocca. 

\cache-pot, sm. invar. Portavasi. 

\cachessìa, sf. Grave degenerazione delle condizioni di un soggetto dovuta alla mancanza di assunzione di cibo o a una debilitazione dovuta a malattia. 

\cachet, sm. invar. 1 Involucro di ostia. 2 Pastiglia. ~ pillola. 3 Analgesico. ~ antinevralgico. 4 Impronta, carattere di distinzione ~ stile. tono. 5 Forma di rimunerazione di artisti non assunti stabilmente. ~ compenso, tariffa. il cachet di questo artista Ŕ molto elevato. 6 Prodotto colorante usato nella tintura dei capelli. ~ tinta. 
  sm. 1 (antalgico) painkiller. 2 (rimunerazione) fee. 

\cachèttico, agg. (pl. m.-ci) Di cachessia; malato di cachessia. 

\càchi, agg. e sm. agg. Che ha un colore giallo sabbia tipico delle divise coloniali. 
sm. 1 Angiosperma (Diospyrus kaki) della famiglia delle Ebanacee e dell'ordine delle Diospirali. 2 Colore cachi. 
  ingl. khaki, dal persiano khak polvere. 
Albero originario della Cina e del Giappone; è ampiamente coltivato in Europa. Può raggiungere i 10 m di altezza. I frutti sono commestibili e particolarmente dolci e gustosi a maturazione. Il legno, liscio e molto resistente, viene utilizzato nell'industria tessile per la confezione di bobine e spolette e nella costruzione di attrezzature sportive. 

\cachìnno, sm. Scroscio di risa sguaiate. 

\caciafrùsta, sf. In genovese, fionda. 

\caciàia, sf. Luogo dove si mette a stagionare il cacio. 

\caciàra, sf. Baccano, chiasso. ~ schiamazzo. <> quiete. 

\caciaróne, sm. (f.-a) Persona chiassosa o confusionaria. 

\cacìcco, sm. Titolo dei capi indigeni delle Antille e dell'America centro meridionale al tempo dell'occupazione spagnola. 

\càcio, sm. Latte di vacca, pecora o capra cagliato, salato e fatto seccare in forma. ~ formaggio. 
  lat. volg. casius. 

\caciocavàllo, sm. Formaggio tipico dell'Italia meridionale. 
  da cacio + cavallo. 

\caciòtta, sf. Tipo di formaggio tenero dell'Italia centrale. 

\caco- Primo elemento di parole composte. 
  greco kak˛s cattivo. 

\Càco Personaggio mitologico. Figlio di Vulcano, era un mostro con tre teste. Rubò alcuni bovini a Ercole, ma questi lo scoprì e lo uccise. 

\cacodìle, sm. 1 Composto contenente arsenico. 2 Gruppo monovalente. 3 Liquido di odore nauseante, spontaneamente infiammabile all'aria, che bolle a 170° C. 
  greco kakˇdÚs puzzolente. 

\cacofagìa, sf. Deviazione del gusto consistente nella tendenza a mangiare cose non commestibili o repellenti. 

\cacòfago, agg. (pl. m.-gi) Detto di un soggetto che mangia cose non commestibili a seguito della depravazione del gusto. 

\cacofonìa, sf. Suono sgradevole prodotto dalla ripetizione o dall'incontro di certi fonemi. 
  greco kakophonýa, comp. da kak˛s cattivo + deriv. da phonŔ voce. 

\cacofònico, agg. Che produce cacofonia. 

\cacografìa, sf. 1 Modo di scrivere sciatto e confuso. 2 Brutta scrittura. 

\cacologìa, sf. (pl.-gìe) Espressione difettosa o in contrasto con l'abituale logica del discorso. 

\cacosmìa, sf. Percezione di odori sgradevoli che può essere dovuta a lesioni organiche o ad allucinazioni olfattive. 

\cacostomìa, sf. Alito cattivo. 

\Cactìdi Famiglia di Aracnidi a cui appartiene il genere Euscopius, diffuso in Italia. Sono scorpioni con due occhi laterali, spesso distinti, e con due speroni alla base dei tarsi degli arti locomotori. 

\cactifórme, agg. A forma di cactus. 

\càcto, sm. Nome dato comunemente alle piante appartenenti alla famiglia delle Cactacee. 

\cactus, sm. Genere (Cactus) di piante appartenenti alla famiglia delle Cactacee, di cui fanno parte piante grasse dal fusto grosso, tondeggiante e spinoso, che producono piccoli fiori e con aculei che sostituiscono le foglie. L'apparato radicario, si sviluppa appena sotto la superficie del suolo e forma una fitta ragnatela che fa confluire alla pianta il maggior quantitativo possibile di acqua. Nel linguaggio comune con il termine cactus si designano tutte le Cactacee coltivate. Originario dell'America, il cactus è ormai molto diffuso anche in altre regioni della terra. I frutti prodotti da queste piante sono ricchi di acqua e di sostanze nutritive. Negli ultimi anni si sta assistendo a una raccolta indiscriminata di tali piante, tanto da far temere un'eventuale estinzione di alcune specie. La specie più conosciuta e di grandi dimensioni è quella chiamata saguaro. 
  sm. cactus. 

\cacùme, sm. Vetta, cima. 

\cacuminàle, agg. 1 Inerente alla vetta. 2 Detto di suono nella cui articolazione la parte anteriore della lingua batte contro la sommità del palato. 

\CAD In informatica è la sigla di Computer-Aided Design (progettazione assistita da calcolatore). È una tecnica che permette la rappresentazione computerizzata di un oggetto. 

\Cadalòra, Lùca (Modena 1963-) Corridore motociclista. Nel 1986 fu campione del mondo della classe 125, nel 1991 e 1992 nella 250 e nel 1995 nella 500. 

\Cadalso, José (Cadice 1741-Gibilterra 1782) Scrittore. Tra le opere Lettere marocchine (postume, 1789) e Gli eruditi all'acqua di rose (1772). 

\Cadamósto, Alvìse (Venezia 1432-1488) Navigatore veneziano. Al servizio del Portogallo, nel 1456 scoprì insieme ad Antoniotto Usodimare le isole del Capo Verde. 

\cadaùno, agg. e pron. invar. Ciascuno, usato specialmente nella lingua del commercio e della burocrazia. ~ pro capite. 
  agg. e pron. each. 

\cadàvere, sm. Il corpo umano dopo la morte, salma. ~ spoglia. 
  sm. dead body, corpse. 
  lat. cadaver,-eris

\Cadaveri eccellenti Film drammatico, italiano (1975). Regia di Francesco Rosi. Interpreti: Lino Ventura, Fernando Rey, Max von Sydow. 

\cadavèrico, agg. 1 Di cadavere. 2 Simile a un cadavere nell'aspetto. ~ smunto, pallido. <> florido, roseo. 

\cadaverìna, sf. Sostanza organica azotata che per fermentazione batterica si forma durante la putrefazione di organi animali. 

\caddie, sm. invar. Ragazzo che porta le sacche con i bastoni sui campi da golf. 

\cadeau, sm. invar. In francese, regalo. ~ dono. 

\Cadegliàno-Viconàgo Comune in provincia di Varese (1.884 ab., CAP 21031, TEL. 0332). 

\Cadelbòsco di Sópra Comune in provincia di Reggio Emilia (6.861 ab., CAP 42023, TEL. 0522). 

\Cademòsto, Màrco (Lodi sec. XVI) Letterato. Attivo alla corte papale romana durante il regno del papa Leone X, scrisse alcune novelle in stile boccaccesco. 

\cadènte, agg. 1 Che cade, che sta per cadere. ~ diroccato. <> solido. 2 Di persona, vecchio. ~ decrepito. <> arzillo. 
  agg. 1 falling. 2 (casa diroccata) tumbledown. 
Stella cadente 
Meteorite che, nell'atto di cadere, genera una scia luminosa di durata molto limitata. 

\cadènza, sf. 1 Modulazione della voce prima di una pausa. ~ accento. ha una tipica cadenza toscana. 2 Andamento ritmico di un passo, una danza, un canto. ~ ritmo. marciare in cadenza. 3 Passaggio a carattere virtuosistico che un solista esegue mentre tacciono le parti di accompagnamento. 
  sf. 1 cadence. 2 (ritmo) rhythm. 
  lat. cadentia, da cadens,-entis, p.pres. di cadere

\cadenzàre, v. tr. Modulare un ritmo particolare. 

\cadenzàto, agg. Regolato secondo una particolare cadenza. ~ scandito. <> continuo, incessante. 

\Cadèo Comune in provincia di Piacenza (5.396 ab., CAP 29010, TEL. 0523). 

\cadére, v. intr. 1 Andare giù portati dal proprio peso; abbiosciarsi, capitombolare. ~ cascare. <> sollevarsi. 2 Morire. ~ perire. caddero in molti in quella battaglia. 3 Di sole, tramontare. 4 Scendere, piovere. ~ precipitare. 5 Ricorrere. ~ capitare. 6 Precipitare. ~ schiantarsi. nessun colpo cadeva a vuoto. 7 Di edificio, crollare. ~ rovinare. <> sorgere. 8 Di capelli, scendere. ~ pendere. 9 Di vento, diminuire. ~ calare. <> crescere. 10 Di pressione, abbassarsi. 11 Di sguardo, posarsi. 12 Di discorso, vertere. il discorso cadde infine sulla politica. 13 Peccare, fallire. ~ errare. 
  v. intr. to fall, to fall down. 
  lat. cadere

\Caderzóne Comune in provincia di Trento (534 ab., CAP 38080, TEL. 0465). 

\cadétto, agg. e sm. agg. Figlio maschio non primogenito. ~ minore. <> maggiore, primogenito. 
sm. 1 Figlio maschio non primogenito. 2 Allievo di un'accademia militare. 3 Atleta di una squadra nazionale che partecipa a competizioni di minor rilievo. 
  agg. younger. sm. cadet. 
  franc. cadet, deriv. dal lat. caput,-itis capo. 

\cadì, sm. Magistrato che amministra la giustizia nei Paesi musulmani. 

\Cadibóna, còlle di Valico (435 m) della Liguria (detto anche Bocchetta di Altare). Situato tra l'Appennino Ligure e le Alpi Marittime, è considerato il punto di separazione tra le Alpi e l'Appennino settentrionale. 

\Cádice Città della Spagna meridionale (156.000 ab.), capoluogo della provincia omonima, sulla costa atlantica dell'Andalusia. È situata sull'estremità dell'isola di León, con un porto commerciale e perchereccio. Le industrie principali sono quelle chimiche, tessili, meccaniche, alimentari e i cantieri navali. Di origine fenicia, possiede l'università più antica della Spagna. Nome spagnolo Cádiz. 
Provincia di Cadice 
(7.440 km2, 1.047.000 ab.) È la più meridionale delle province di Spagna, gode di clima mediterraneo che favorisce le colture di vite, cereali, olivo e prodotti ortofrutticoli; diffuso l'allevamento; ben avviate le industrie metalmeccaniche, alimentari, petrolchimiche. 
Cßdice, gˇlfo di 
Insenatura dell'oceano Atlantico, compresa tra il Capo di Santa Maria in Portogallo e la baia di C´dice. 

\Cadìno, val Valle delle Dolomiti. Sbocca nella Val di Fiemme presso il Lago di Stramentizzo. 

\cadis, sm. invar. Tessuto in lana non pettinata usata per fare mantelli da pastore. 

\caditóia, sf. 1 Apertura praticata negli sporti delle fortificazioni medievali per gettare proiettili sugli assalitori.  ~ piombatoia. 2 Apertura praticata nelle cunette delle strade urbane per facilitare lo scolo dell'acqua piovana. 

\Cadiz Città (120.000 ab.) delle Filippine, nell'isola di Negros. Porto sul mar di Visayan. 

\càdmia, sf. Fuliggine metallica che si forma nei recipienti o nei forni in cui si fondono i metalli. 

\cadmiàre, v. tr. Rivestire con uno strato di cadmio. 

\cadmiatùra, sf. L'operazione del cadmiare. 

\càdmio, sm. Elemento chimico di numero atomico 48, simbolo Cd, peso atomico 112,41. Appartiene al gruppo dei metalli, insieme allo zinco con cui divide caratteristiche simili. Ha peso specifico 8,65, colore bianco argenteo, buona duttilità: viene usato nell'industria chimica come elemento protettivo antiossidante (cadmiatura) e in lega per le proprietà bassofondenti, con punto di fusione a 767 °C. Altri usi sfruttano il basso coefficiente di attrito e la resistenza a fatica. 

\càdo, sm. 1 Grande vaso con imboccatura larga. 2 Misura di capacità pari a circa 40 l. 

\Cadòneghe Comune in provincia di Padova (13.660 ab., CAP 35010, TEL. 049). 

\Cadoràgo Comune in provincia di Como (5.918 ab., CAP 22071, TEL. 031). 

\Cadóre Regione storica e geografica del Veneto settentrionale, in provincia di Belluno; è costituita dall'alto bacino del Piave, racchiusa tra le Dolomiti e le Alpi Carniche (cima più alta il monte Antelao, 3.263 m). È estremamente pittoresca con i suoi prati, boschi e torrenti. I centri principali sono Pieve di Cadore, Auronzo di Cadore, Agordo, Cortina d'Ampezzo. Nel 1420 cadde in possesso della Serenissima, rimanendo nella Repubblica veneta fino al 1797; il Congresso di Vienna (1815) l'assegnò all'Austria; nel 1866 divenne italiano. 

\Cadorìn, Guìdo (Venezia 1892-1975) Pittore. Tra le opere Decorazione musiva dell'abside di San Giusto (1932) a Trieste. 

\Cadórna Famiglia di militari e politici italiani. 
Raffaele (Milano 1815-Torino 1897) Generale. Prese parte alle guerre risorgimentali del 1859 e del 1866. Nel 1870 era a capo delle truppe italiane che presero Roma. 
Luigi (Pallanza 1850-Bordighera 1928) Figlio di Raffaele, maresciallo d'Italia. Nel 1914, in qualità di capo di stato maggiore, approntò l'esercito per l'entrata nella prima guerra mondiale, guidando le operazioni (attacco austriaco del 1916 e presa di Gorizia nel 1917) fino alla disfatta di Caporetto. Nel 1924 divenne maresciallo d'Italia. 
Raffaele (Pallanza 1889-1973) Figlio di Luigi, fu comandante del Corpo volontari della libertà nel periodo della resistenza italiana (1944-1945). 

\Cadoudal, Georges (Kerléano 1771-Parigi 1804) Politico francese. Di ideologia monarchica, capeggiò la rivolta dei chouans in Bretagna. Tentò di preparare un attentato a Napoleone, ma venne scoperto, arrestato e ghigliottinato. 

\cadreghìno, sm. Carica importante e redditizia nella pubblica amministrazione. 

\Cadrezzàte Comune in provincia di Varese (1.511 ab., CAP 21020, TEL. 0334). 

\caducare, v. tr. Porre nel nulla. ~ annullare. 

\caduceàto, agg. Che porta il caduceo. 

\caducèo, o cadùceo, sm. La verga alata e con due serpenti simmetricamente intrecciati che era attributo di Mercurio. 

\Caduceus In informatica è il nome di un sistema esperto sviluppato verso la metà degli anni '70 per le diagnosi mediche. 

\caducibrànchi Gruppo di Anfibi Urodeli che a cui appartengono le famiglie degli Anfiumedi, dei Salamondroidi, degli Amblistomidi e dei Pletodontidi. Allo stadio adulto perdono le branchie escluso casi eccezionali di neotemia. 

\caducicordàti Gruppo di tunicati che, allo stadio adulto, sono privi di coda e di corda dorsale. 

\caducifòglio, agg. Riferito a legnose che perdono le foglie tutti gli anni. 

\caducità, sf. 1 L'essere caduco. ~ fragilità. <> perennità, eternità. 2 Decadimento da un diritto conseguente al sopravvenire di fatti nuovi che rendono inefficace la precedente disposizione. 

\cadùco, agg. (pl. m.-chi) Destinato a cadere presto. ~ precario, perituro. <> duraturo. 

\cadùta, sf. 1 L'atto del cadere. ~ capitombolo, ruzzolone. 2 Capitolazione. ~ resa. <> trionfo. 3 Cascata. ~ salto. 4 Rovina. ~ fine. <> successo. 5 Cessazione dell'esercizio di un potere politico per crisi interna o destituzione violenta. ~ rovesciamento. 6 Di prezzi, calo. ~ diminuzione. 
  sf. 1 falling, fall. 2 (calo) drop. 3 (capelli) hair loss. 
In fisica è il moto di un corpo sottoposto all'azione del suo peso, a partire da una condizione iniziale di quiete. Si definisce libera se la sola forza operante è la forza peso; in questo caso l'accelerazione è pari a quella di gravità. In prima approssimazione la traiettoria può essere considerata rettilinea, trascurando la forza di Coriolis dovuta alla rotazione terrestre. 

\Caduta degli dei, La Film drammatico, italiano (1969). Regia di Luchino Visconti. Interpreti: Dirk Bogarde, Ingrid Thulin, Helmut Griem, Helmut Berger. Titolo originale: Götterdämmerung 

\Caduta, La Racconto di A. Camus (1956). 

\cadùto, agg. e sm. agg. Proprio di chi cade. 
sm.Ą ĄChi è morto in guerra. <> superstite. 

\CAE Sigla di Computer Aided Engineering (ingegneria assistita da computer). 

\caeli enarrant gloriam Dei, loc. avv. Citazione latina tratta dai Salmi che significa "I cieli celebrano la gloria di Dio" 

\Caen Città (113.000 ab.) della Francia, nella Bassa Normandia. Capoluogo del dipartimento del Calvados. 

\Caeràno di San Màrco Comune in provincia di Treviso (6.641 ab., CAP 31031, TEL. 0423). 

\Caetano, Marcelo (Arganil 1906-Rio de Janeiro 1980) Politico portoghese. Successe a Salazar nel 1968 come primo ministro, ma un colpo di stato il 25 aprile 1974 lo depose. 

\CAF Sigla di Centro di Assistenza Fiscale. 

\Cafaggiòlo Località toscana in provincia di Firenze, presso Barberino del Mugello. Nota per le ceramiche e la Villa medicea, ora Borghese attribuita a Michelozzo. 

\Cafàsse Comune in provincia di Torino (3.545 ab., CAP 10070, TEL. 0123). 

\Café Express Film commedia, italiano (1980). Regia di Nanni Loy. Interpreti: Nino Manfredi, Adolfo Celi, Vittorio Mezzogiorno. 

\café society, loc. sost. f. invar. Espressione indicante la gente frequentatrice dei locali alla moda. 

\café-chantant, sm. invar. Voce usata per indicare il caffè concerto. ~ cabaret. 

\Caffa Regione (2.741.000 ab.) dell'Etiopia, fra il fiume Omo e il confine col Sudan. Capoluogo Gimma. 

\Caffà, Melchiòrre (Malta 1635-Roma ca. 1667) Scultore. Tra le opere Estasi di Santa Caterina da Siena (seconda metà del XVII sec., Roma, Santa Caterina a Magnanapoli). 

\Càffaro (Serra Riccò 1080 ca.-Genova 1166) Militare genovese. Capitano della flotta, batté i pisani a Piombino nel 1125 e i saraceni a Minorca nel 1146. Tra le sue opere, gli Annales Ianuenses (1100-1163). 

\Càffaro, val di Solco vallivo delle Prealpi Lombarde in provincia di Brescia, percorso dal fiume omonimo. 

\caffè, sm. 1 Bevanda aromatica fatta con i chicchi tostati e macinati della pianta omonima. ~ espresso. 2 Locale pubblico dove si consumano caffè e altre bevande affini. ~ bar. 
  sm. 1 (bevanda) coffee. 2 (locale) café, coffee bar. 
Pianta sempreverde, che può raggiungere i 10 m di altezza, della famiglia delle Rubiacee, originaria dell'Africa tropicale (Abissinia). La specie Coffea arabica è quella più diffusa e coltivata. Il frutto, di colore rosso scuro, è prodotto a iniziare dai tre ai cinque anni di vita della pianta; racchiude due noccioli all'interno dei quali si trova un seme (chicco di caffè). I frutti non maturano allo stesso momento (a esclusione delle piantagioni brasiliane dove il clima consente una maturazione contemporanea e quindi una raccolta automatizzata). Il seme viene liberato dalla cuticola che lo avvolge, stagionato e quindi torrefatto. Ogni pianta fornisce circa 2.000 bacche all'anno dalle quali si ricava 0,5 kg ca. di caffè. Il Brasile è il maggior produttore di caffè (un quarto della produzione mondiale). Inizialmente le bacche rosse venivano mangiate intere o spappolate, mischiate con grasso animale; successivamente si passò agli infusi. Fra il XIII e il XIV sec. la bevanda si diffuse in tutto l'oriente islamico. Il caffè arrivò a Venezia con navi turche e già con Clemente VIII si hanno le prime richieste di bandire la bevanda del diavolo. Nel 1637 a Oxford si aprì la prima Coffee House. Dal XVIII sec. gli olandesi a Giava e i francesi nei Caraibi iniziarono la coltivazione, facendo nascere l'industria del caffè. 

\caffè concèrto, loc. sost. m. invar. Locale dove si ascolta musica e si balla. 

\Caffè, Federìco (Pescara 1914-1987?) Economista. Scrisse saggi, manuali ed edizioni critiche (Un'economia in ritardo, 1976 e Lezioni di politica economica, 1978). Nel 1987 scomparve dalla sua abitazione e non se ne seppe più nulla. 

\Caffè, Il Periodico milanese di carattere scientifico e letterario, a cadenza trimestrale, fondato da Pietro Verri con la collaborazione di molti esponenti dell'Accademia dei Pugni, tra i quali il fratello Alessandro, C. Beccaria, L. S. Lambertenghi, G. R. Carli, P. Frisi. Di ispirazione illuminista, fu pubblicato dal 1764 al 1766 con il proposito di diffondere le scienze e opporsi ai preconcetti della cultura ufficiale. 

\caffeàrio, agg. Del caffè. 

\caffèico, agg. (pl. m.-ci) Del caffè. 

\caffeìfero, agg. Che produce caffè. 

\caffeìna, sf. Alcaloide contenuto nel caffè. 

\caffeìsmo, sm. Intossicazione acuta o cronica da caffè. 

\caffelàtte, o caffellàtte, agg. e sm. invar. agg. invar. Del colore del caffelatte. 
sm. invar. Bevanda composta di caffè e latte. ~ cappuccino. 
  sm. white coffee. 

\caffettàno, sm. Abito maschile di lana o di seta lungo quasi fino ai piedi, aperto davanti, con lunghe maniche in uso nei paesi musulmani. 

\caffetterìa, sf. L'insieme dei generi che vengono serviti nei caffè. 

\caffettièra, sf. 1 Bricco in cui si prepara il caffè. ~ cuccuma, napoletana. 2 Vecchia locomotiva. 
  sf. 1 coffee maker. 2 (bricco) coffeepot. 

\caffettière, sm. Chi tiene bottega di caffè. 

\Càffi, Ippòlito (Belluno 1809-Battaglia di Lissa 1866) Pittore. Tra le opere Festa dei moccoletti durante il Carnevale di Roma (1852, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna) e Roma da Monte Mario (1857, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna). 

\càffo, sm. Numero dispari. 

\Cafièro, Càrlo (Barletta 1846-Nocera Inferiore 1892) Anarchico. Fu tra i fondatori della I Internazionale in Italia (1871). 

\cafonàggine, sf. 1 L'essere cafone. ~ maleducazione. <> urbanità. 2 Azione o contegno da cafone. ~ villania. <> gentilezza. 

\cafonàta, sf. Azione da cafone. 

\cafóne, agg. e sm. agg. Zotico, villano. ~ bifolco. <> gentiluomo. 
sm. 1 Voce dell'Italia meridionale, usata per indicare i contadini. 2 Persona villana, zotica. ~ buzzurro. <> signore. 
  sm. lout, boor. 

\cafonerìa, sf. 1 Essere cafone, villano. 2 Azione da cafone. ~ villania. 

\Cagayan Fiume (445 km) delle Filippine che scorre nell'isola di Luzon e sfocia nel canale di Babuyan (oceano Pacifico). 

\Cagayan de Oro Città (227.000 ab.) delle Filippine, nell'isola di Mindanao. Capoluogo della provincia di Misamis Orientale. 

\Cage, John (Los Angeles 1912-1992) Scrittore e compositore statunitense. Tra le opere letterarie Silenzio (1961) e Funghi et variationes (1983). Le opere più importanti come compositore sono Music of Changes (1951, per piano) e Sonatas and interludes (1948, per pianoforte preparato). 

\Caggiàno Comune in provincia di Salerno (3.173 ab., CAP 84030, TEL. 0975). 

\cagionàre, v. tr. Produrre, procurare qualcosa. ~ causare, provocare. <> evitare, scongiurare. 
  v. tr. to be the cause of, to cause. 

\cagióne, sf. Ciò che dà origine a un effetto. ~ causa. <> effetto. 
  lat. volg. accasio,-onis. 

\cagionévole, agg. Che è di costituzione debole. ~ fragile. <> robusto. 
  agg. weak, delicate. 

\cagionevolézza, sf. L'essere debole di complessione. 

\Càgli Comune in provincia di Pesaro (9.473 ab., CAP 61043, TEL. 0721). 

\Càgli, Corràdo (Ancona 1910-Roma 1976) Pittore. Tra le opere I neofiti (1934, Firenze, Fondazione Cagli) e La battaglia di San Martino e di Solferino (1936, Firenze, Uffizi). 

\cagliàre, v. intr. Coagularsi, riprendersi per effetto del caglio, rapprendersi. ~ raggrumarsi. 
  v. intr. to curdle. 
  lat. coagulare. 

\Càgliari Città capoluogo della Sardegna e di provincia (133,51 km2, 219.000 ab., CAP 09100, TEL. 070); sorge sulla costa meridionale dell'isola, nella pianura del Campidano, nella parte più interna del golfo omonimo. Il suo porto è il principale dell'isola, importante per le esportazioni di sale e minerali. Conta diverse industrie, tra le quali primeggiano quelle chimiche, petrolchimiche (impianto Sarroch), cementifere, tessili, della ceramica, alimentari e della lavorazione del sale. Fu colonia cartaginese, quindi fiorente centro romano; caduta in mano di vandali, bizantini e saraceni, attraversò un periodo di decadenza. Conobbe nuovo splendore sotto la Repubblica di Pisa. Gli Aragonesi la conquistarono nel 1326 e nel 1718 fu ceduta ai Savoia. Conserva una bella cattedrale, restaurata in stile barocco del XVII sec., un anfiteatro romano, la più antica chiesa paleocristiana dell'isola (San Saturnino) e, nelle vicinanze, ampie necropoli fenicie. 
Provincia di Cagliari 
(6.895 km2, 773.000 ab.) Il suo territorio è formato dalla fertile pianura del Campidano. La zona sudoccidentale (Sulcis e Iglesiente) abbonda di miniere di argento, antimonio, carbone, piombo e zinco. Praticate la pesca e l'estrazione di salmarino. Principali centri sono Carbonia e Iglesias. Importante il turismo. 

\cagliaritàno, agg. e sm. agg. Relativo a Cagliari e ai suoi abitanti. 
sm. Abitante o nativo di Cagliari. 

\cagliàta, sf. Prodotto della coagulazione del latte per effetto del caglio. 

\cagliatùra, sf. Operazione di coagulatura del latte. 

\càglio, sm. Sostanza acida estratta dall'abomaso dei giovani vitelli e usata come coagulazione del latte. 
  lat. coagulum. 

\Càglio Comune in provincia di Como (371 ab., CAP 22030, TEL. 031). 

\Cagliòstro, Alessàndro (Palermo 1743-San Leo 1795) Nome assunto dall'avventuriero Giuseppe Balsamo. Studioso di medicina e alchimia, conquistò la popolarità come guaritore e mago godendo credito anche presso le corti dei re e sovrani europei. Associatosi alla massoneria, costituì a Londra una loggia di rito egiziano. Compromesso in diversi scandali a Parigi, nel 1786 fu espulso dalla Francia. Nel 1789 subì un processo dal Tribunale dell'Inquisizione di Roma; condannato, venne rinchiuso nella fortezza di San Leo, dove morì. 

\càgna, sf. 1 Donna di facili costumi. 2 Cattiva attrice o cantante. 
  sf. bitch. 
  lat. cania. 

\Cagnàno Amitèrno Comune in provincia di L'Aquila (1.685 ab., CAP 67012, TEL. 0862). 

\Cagnàno Varàno Comune in provincia di Foggia (9.158 ab., CAP 71010, TEL. 0884). 

\cagnàra, sf. 1 L'abbaiare confuso di molti cani. 2 Confusione rumorosa di gente che si diverte oppure sta litigando. ~ chiasso. <> pace. 
  deriv. da cane. 

\cagnésco, agg. (pl. m.-chi) 1 Del cane. 2 Ostile. ~ minaccioso. 

\cagnétto, sm. Cagnolino. 

\Cagney, James (New York 1899-Stanfordville 1986) Attore cinematografico statunitense. Interpretò Nemico pubblico (1931), Gli angeli dalla faccia sporca (1938) e La furia umana (1949). 

\Càgno Comune in provincia di Como (1.711 ab., CAP 22070, TEL. 031). 

\Cagnò Comune in provincia di Trento (346 ab., CAP 38020, TEL. 0463). 

\Càgno, Alessàndro (Torino 1883-1971) Aviatore e corridore automobilistico. Vincitore, tra l'altro, della Targa Florio nel 1906, ottenne il brevetto di pilota di aerei (1910) e fu tra i fondatori della scuola di aviazione civile di Pordenone (la prima in Italia). Progettista di lanciabombe durante la prima guerra mondiale, tornò alle competizioni automobilistiche nel 1923, vincendo diversi premi. 

\Cagnòla, Luìgi (Milano 1762-Inverigo 1833) Architetto. Tra le opere l'arco della Pace a Milano (1807-1838) e la parrocchiale di Ghisalba (1833). 

\cagnolìno, sm. Cane piccolo e in genere mansueto. 

\Cagnóne, Nànni (Altare, Savona 1939-) Poeta italiano della neoavanguardia. Ha esordito con nel 1976 con una raccolta bilingue, What's to Hecuba to him or he to Hecuba. Successivamente, nel 1978, pubblicò un volume sulla poesia, L'orto fantasma. Del 1979 è Andatura, del 1984 Vaticinio

\cagnotte, sf. invar. 1 Vassoio in cui i giocatori raccolgono le somme, solitamente in percentuale alle vincite, da destinare al croupier. 2 La somma raccolta. 

\cagnòtto, sm. 1 Persona prezzolata per compiere prepotenze o vendette, sicario. 2 Larva di mosca carnaria usata nella pesca. 

\cagoulard, sm. invar. Membro della Cagoule. 

\Cagoule Organizzazione terroristica segreta dell'estrema destra francese. 

\Caguas Città (133.000 ab.) del Puerto Rico, nella valle del fiume Cayagua. 

\CAI Sigla di Club Alpino Italiano. 

\caiàcco, sm. (pl.-chi).1 Imbarcazione eschimese da pesca, a un sol posto, sospinta a pagaia. 2 Varietà di canoa da competizione. 

\Caianèllo Comune in provincia di Caserta (1.675 ab., CAP 81040, TEL. 0823). 

\Caiàzzo Comune in provincia di Caserta (5.940 ab., CAP 81013, TEL. 0823). 

\caìcco, sm. (pl.-chi) Imbarcazione a remi. ~ lancia. 

\Caiènna => Cayenne 

\Càifa Soprannome di Giuseppe, personaggio biblico. Quarto successore di Anna, sommo sacerdote ebreo dal 18 al 36, fu presidente del sinedrio che condannò a morte Gesù. Chiamò in giudizio anche gli apostoli dopo la Pentecoste. 

\Caillois, Roger (Reims 1913-Parigi 1978) Saggista. Tra le opere Il mito e l'uomo (1938) e L'uomo e il sacro (1939). 

\caimacàm, o caimacàn, sm. invar. 1 Rappresentante o luogotenente. 2 Funzionario amministrativo dell'Impero ottomano che aveva le mansioni di capo di un distretto; questa carica fu in uso dal 1864 al 1924. 3 Luogotenente del visir. 

\caimàno, sm. Genere di Rettili Coccodrilli ascritto alla famiglia degli Alligatoridi, con particolare riferimento al genere Caiman. Le specie più conosciute sono lo jacarÚ (Caiman latirostri) e il caimano dagli occhiali (Caiman crocodylus); simili agli alligatori, ne differiscono per il muso più corto. 
Caimano dagli occhiali 
Rettile (Caiman crocodylus) della famiglia degli Alligatoridi e dell'ordine dei Coccodrilli. Di colore verde sul dorso e giallastro sul ventre, misura 2,5 m. Vive in Amazzonia. 

\Càines (in ted. Kuens) Comune in provincia di Bolzano (304 ab., CAP 39010, TEL. 0473). 

\caìno, sm. Persona perfida, malvagia, pronta a tradire chiunque. ~ traditore. 

\Caìno (geografia) Comune in provincia di Brescia (1.390 ab., CAP 25070, TEL. 030). 

\Caìno (religione) Personaggio biblico del libro della Genesi. Agricoltore, primo figlio di Adamo, assassinò il fratello Abele per gelosia; fu condannato da Dio a vita errante. La sua figura ispirò artisti di ogni epoca. Tra gli scrittori, Victor Hugo nella sua Leggenda dei secoli, mentre Byron scrisse il mistero in tre atti, Caino. La sua storia ha ispirato molti artisti, come il Tintoretto nel suo dipinto Caino uccide Abele (Venezia, Gallerie dell'Accademia) e Ghiberti lo ritrae nella Porta del Paradiso nel battistero di Firenze. Con la locuzione occhio di Caino si intende la Luna. 

\càio, sm. Una persona qualunque che non si sa o non si vuole nominare. 

\Caiòlo Comune in provincia di Sondrio (903 ab., CAP 23010, TEL. 0342). 

\Cairàno Comune in provincia di Avellino (556 ab., CAP 83040, TEL. 0827). 

\Cairàte Comune in provincia di Varese (6.969 ab., CAP 21050, TEL. 0331). 

\Cairns Città della costa nordorientale dell'Australia, prospiciente il Capo Grafton, sulla sponda del mar dei Coralli. 

\Càiro Montenòtte Comune in provincia di Savona (13.811 ab., CAP 17014, TEL. 019). Centro industriale (prodotti chimici, meccanici, fotografici e della lavorazione del petrolio) sul fiume Bormida. Il 21 settembre 1794 vi si scontrarono le truppe austro-piemontesi e francesi; il 12 aprile 1796 presso la frazione di Montenotte, Napoleone sconfisse per la prima volta i piemontesi. Gli abitanti sono detti Cairesi

\Càiro, Il Capitale dell'Egitto e del governatorato omonimo (6.053.000 ab.; 13.000.000 ab. l'agglomerato urbano; 214 km2 il governatorato). Occupa una felice posizione sulla riva destra del Nilo, dove il grande fiume si separa nei rami di Damietta e Rosetta in prossimità del delta. Conserva praticamente integro, l'antico nucleo urbano, fatto di fortificazioni, moschee e monumenti; a partire dal XIX sec. l'agglomerato si è considerevolmente ampliato in modo disordinato in tutte le direzioni, raggiungendo anche le isole del fiume, che è solcato da quattro ponti; la città, che è la più popolosa dell'Africa, ha oggi un aspetto moderno, con ampli viali alberati, parchi, palazzi e alberghi meta del notevole turismo internazionale. È centro commerciale di primaria importanza, con industrie tessili (cotone, seta), alimentari, chimiche, del tabacco, del vetro. Principale nodo ferroviario e stradale del paese, è anche centro di smistamento del traffico aereo tra Europa, Estremo Oriente e Africa meridionale. Fondamentale sede culturale dell'islamismo, possiede due università e famosi musei. Sorse nel 969 su un insediamento militare arabo del VII sec., a poca distanza dall'antica capitale faraonica di Menfi, per opera dei Fatimidi che la chiamarono Al-Qahirah; con i Mamelucchi (XIII-XV sec.) divenne capitale e toccò i massimi splendori; la conquista turca fu però il principio di un periodo di declino, dal quale risorse solo nel XIX sec. 

\Cairòli Famiglia di patrioti resa illustre da cinque fratelli, protagonisti del risorgimento italiano. 
Carlo (Pavia 1777-Groppello 1849) Il padre, fu podestà di Pavia (1848). 
Benedetto (Pavia 1825-Capodimonte, Napoli 1889) Prese parte alle guerre del 1848, del 1859 e del 1866. Insieme ai fratelli Ernesto ed Enrico combatté valorosamente con i Mille (1860). Eletto deputato della sinistra (1860-1870), divenne poi presidente del consiglio (1878, 1879-1891). Si dimise dopo la firma del trattato del Bardo che assegnava alla Francia il protettorato della Tunisia. 
Ernesto (Pavia 1832-Biumo Inferiore 1859) Morì combattendo nella prima guerra d'indipendenza. 
Luigi (Pavia 1838-Napoli 1860) Ammalatosi di tifo durante la spedizione Cosenz in Sicilia, morì poco dopo a Napoli. 
Enrico (Pavia 1840-Villa Glori 1867) Fu tra i garibaldini che combatterono a Villa Glori (Roma), dove morì in battaglia. 
Giovanni (Pavia 1842-Belgirate 1869) Combatté a Villa Glori riportando gravi ferite. 

\cairòta, agg. e sm. (pl. m.-i) agg. Del Cairo. 
sm. Abitante o nativo del Cairo. 

\Caivàno Comune in provincia di Napoli (35.855 ab., CAP 80023, TEL. 081). Centro agricolo (coltivazione di tabacco e cereali). Vi si trovano resti di mura medievali. Gli abitanti sono detti Caivanesi

\Cajamarca Città (100.000 ab.) del Per˙, nella Cordigliera Centrale. Capoluogo del dipartimento omonimo. 

\Cajkovskij, Pëtr Ilic (Votkinsk, nell'odierna Repubblica autonoma degli Udmurti 1840-San Pietroburgo 1893) Compositore russo. Dopo una precoce iniziazione musicale a opera della madre, per decisione del padre dovette compiere studi di diritto e impiegarsi al ministero della giustizia nel 1859. Due anni dopo tornò definitivamente alla musica, studiando teoria, pianoforte e composizione presso la Società musicale russa. Virtuoso e squisito strumentatore, conciliò la tradizione musicale classica occidentale e quella popolare russa, sempre attento alla perfezione formale del linguaggio musicale. Scrisse sinfonie, tra cui la n. 4 (1877), la n. 5 (1888), la n. 6, o Patetica (1893), concerti, tra cui il n. 1 per pianoforte, il celebre concerto per violino e orchestra op. 35, brani per orchestra, balletti (Il lago dei cigni, 1877; la Bella addormentata, 1889; Lo schiaccianoci, 1892), opere teatrali (Eugenio Oneghin, 1878; La dama di picche, 1890; Mazeppa), musiche di scena (Romeo e Giulietta, 1881). 

\cake, sm. invar. Termine inglese che significa "dolce". ~ torta. 

\cake-walk, sm. invar. Danza sincopata caratterizzata dalla bizzarria del suo passo, in voga intorno al 1900, di origine negro-americana. 

\Cal Sigla di grande caloria. 
cal 
Sigla di (piccola) caloria. 

\càla, sf. 1 Insenatura marina piccola e poco profonda. ~ rada. 2 Fondo della stiva della nave. 
  spagn. cala, dall'arabo kalia; nel significato di fondo della nave, deriv. da calare. 

\Calabar Città (162.000 ab.) della Nigeria, capoluogo dello stato di Cross River. 

\calabàsso, sm. invar. Sulle imbarcazioni, cavo per far discendere le vele, la bandiera ecc. 

\calabràche, sm. invar. 1 Persona remissiva e pavida, sempre pronta a cedere. 2 Gioco di carte che si svolge tra due persone, in cui vince chi riesce a raccogliere il maggior numero di carte. 

\calabrése, agg. e sm. agg. Della Calabria. 
sm. Abitante della Calabria. 

\Calabrése, Frànco (Palermo 1923-Lucca 1992) Basso italiano. Esordì nel 1950 a Firenze, il suo repertorio comprende sia melodrammi del Settecento e dell'Ottocento che opere contemporanee. 

\calabresèlla, sf. Gioco di carte detto anche terziglio. 

\Calàbria Regione a statuto ordinario dell'Italia meridionale. 
La regione è una penisola all'estremità meridionale dell'Italia continentale, confina a nord e nord-est con la Basilicata ed è bagnata dal mar Tirreno e dal mar Ionio. 
Il territorio è sostanzialmente montuoso e l'Appennino si differenzia in vari complessi montuosi: da nord a sud troviamo il massiccio del Pollino (con la vetta più alta della regione, la serra Dolcedorme, 2.267 m), la Sila (separata dal Pollino dalla valle del Crati), la Catena Costiera, le Serre e il massiccio dell'Aspromonte (1.955 m). 
I fiumi sono spesso a carattere torrentizio (fiumare); i più lunghi sono il Crati e il Neto, che hanno origine nella Sila e tributano allo Ionio. 
Il Savuto, il Mesima e l'Amato sono i maggiori tributari al Tirreno. 
I laghi principali sono quelli di sbarramento artificiale di Cecita, Arvo, Ariamacina e Ampollino, sull'altopiano della Sila. 
Le coste sono alte e pittoresche sul mar Tirreno, rettilinee, basse e a tratti paludose sul mar Ionio. 
Il clima è molto mite, tipicamente marittimo, tranne nelle zone montane dell'interno dove gli inverni sono molto rigidi; la Calabria è zona sismica e in passato è stata teatro di devastanti terremoti. 
Il capoluogo è dal 1971 Catanzaro (95.000 ab.); altri capoluoghi di provincia sono Cosenza (88.000 ab.), Crotone (58.000 ab.), Reggio di Calabria (170.000 ab.) e Vibo Valentia (31.000 ab.). 
È la regione più povera del sud dell'Italia, nonostante gli aiuti avuti da strutture statali come la Cassa per il Mezzogiorno. 
La povertà della regione è evidenziata dal fenomeno dell'emigrazione, sia verso altre regioni italiane che verso l'estero, fenomeno che non accenna ad arrestarsi. 
L'agricoltura mantiene un ruolo fondamentale, favorita anche dalla riforma fondiaria e dalla modernizzazione delle tecniche di coltivazione. 
Si producono principalmente olive, agrumi (ricordiamo il bergamotto), cereali, ortaggi, uva da vino e colture floreali. 
Di qualche interesse è lo sfruttamento delle riserve di legname, mentre secondarie sono le attività zootecniche e della pesca. 
L'industria è essenzialmente quella di trasformazione dei prodotti agricoli; presente qualche impianto chimico. 
Il turismo sembra offrire buone prospettive di sviluppo, ma sono necessari investimenti per migliorare le vie di comunicazione e le infrastrutture. 
Abitanti-2.037.686 
Superficie-15.080 km2 
Densità-135,1 ab./ km2 
Capoluogo-Catanzaro 
Province (fra parentesi il numero di abitanti del capoluogo espresso in migliaia): Catanzaro (93), Cosenza (87), Crotone (62), Reggio di Calabria (179), Vibo Valentia (34) 

\calabriàno, agg. e sm. Relativo al piano inferiore del quaternario marino. I terreni del calabriano sono ben rappresentati in Calabria. 

\Calabrìtto Comune in provincia di Avellino (3.114 ab., CAP 83040, TEL. 0827). 

\càlabro, agg. e sm. agg. 1 Calabrese. 2 Che riguarda un'antica popolazione messapica stanziata nella penisola salentina. 
sm. Chi faceva parte della popolazione calabra. 
  lat. Calaber,-bri. 

\calabróne, sm. Insetto (Vespa crabro) imenottero appartenente alla famiglia dei Vespidi. Il suo corpo massiccio, di colore rosso bruno con striature gialle sull'addome, può raggiungere i 3 cm di lunghezza. Vive in colonie all'interno di nidi sovente costruiti nelle cavità degli alberi. Possiede un pungiglione che provoca dolorose e pericolose punture. 
  sm. hornet. 

\Calabroni, I (o Le vespe) Commedia di Aristofane (422 a. C.). È una delle 11 commedie di Aristofane conservate (delle oltre 40 attribuitegli). I personaggi principali sono il padre Filocleone e il figlio Schifacleone. Il figlio, bloccato il padre in casa per impedirgli di raggiungere il tribunale, riesce a convincerlo che il mestiere del giudice non è esente da loschi fini. Filocleone comincia a cedere. Per offrirgli un sostituto al passatempo abituale, Schifacleone organizza un processo in casa: viene giudicato un cane reo di aver rubato un pezzo di formaggio. Per la prima volta, Filocleone assolve l'imputato; sviene subito dopo per lo choc. In quest'opera, il tema del contrasto generazionale si innesta nella critica all'istituzione ateniese del giudice popolare (i giudici del coro hanno l'aspetto di vespe, che si divertono a pungere gli imputati). 

\calafatàggio, sm. Operazione del calafatare. 

\calafatàre, v. tr. Turare con stoppa incatramata le fessure di una nave e quindi spalmarla di pece per renderla impermeabile. ~ impeciare. 

\calafàto, sm. Operaio specializzato nel calafataggio delle navi. 

\Calais Città della Francia (77.000 ab.) situata nel dipartimento del Pas-de-Calais, con un importante porto sulla Manica. Attivi i cantieri navali, le industrie tessili, cartiarie e metalmeccaniche. È la città francese più vicina all'Inghilterra (38 km) con cui è collegata da un servizio di traghetti. 
Passo di Calais 
Corrisponde alla parte più ristretta (32 km) del canale della Manica, che pone in comunicazione l'oceano Atlantico e il mare del Nord. Gli inglesi lo chiamano Canale di Dover

\Calàlzo di Cadóre Comune in provincia di Belluno (2.416 ab., CAP 32042, TEL. 0435). 

\Calama Città (121.000 ab.) del Cile, nella regione II Antofagasta, sul fiume Loa. 

\Calamài, Clàra (Prato 1915-Rimini 1998) Attrice cinematografica, famosa negli anni '40. Interpretò La cena delle beffe (1941) e Ossessione (1943). 

\calamàio, sm. Piccolo recipiente di varia foggia e materiale, in cui si tiene l'inchiostro e s'intinge la penna per scrivere. 
  sm. inkwell, inkpot. 
  lat. tardo calamarium. 

\Calamandràna Comune in provincia di Asti (1.459 ab., CAP 14042, TEL. 0141). 

\Calamandrèi, Pièro (Firenze 1889-1956) Giurista, politico, pubblicista e autore di saggi giuridici. Fu il fondatore della rivista Il Ponte

\calamarétto, sm. Piccolo calamaro. 

\calamàro, sm. Molluschi del genere Loligo (Cefalopodi dell'ordine dei Decapodi); sono dotati di corpo snello lungo circa 50 cm, che presenta una conchiglia cornea interna, dieci tentacoli, di cui due più lunghi e prensili e una borsa del nero, che contiene liquido scuro, simile all'inchiostro, che l'animale secerne a scopo di difesa. 
  sm. squid. 

\Calàmide (Attivo ca. 480-450 a. C.) Scultore greco, noto soprattutto come bronzista, operò ad Atene, a Olimpia e in Beozia. Tra le opere che ne fanno uno dei principali esponenti del cosiddetto stile severo la cui rigidità viene stemperata da un'umana dolcezza, Afrodite Sosandra (ca. 465, Berlino, Pergamonmuseum, copia antica) e Apollo dell'Omphalos (460-450, Atene, Museo Archeologico Nazionale, copia antica). 

\calamìna, sf. Metasilicato basico idrato di zinco, importante per la produzione di zinco. 

\calamìnta, sf. Erba perenne della famiglia delle Labiate, diffusa nei terreni incolti. ~ nepitella. 

\calamìstro, sm. 1 Strumento per arricciare i capelli. 2 Organo a forma di spazzola situato sul quarto paio di zampe dei ragni. 

\calamità, sf. Disgrazia, sventura specialmente pubblica; sciagura, catastrofe, flagello. ~ cataclisma. <> fortuna, provvidenza. 
  sf. disaster, calamity. 
  lat. calamitas,-atis. 

\calamita, sf. 1 Magnete. 2 Persona o cosa che possiede una grande attrattiva. ~ richiamo. 
  sf. magnet. 
  greco mediev. kalamita ago della bussola. 

\calamitàre, v. tr. 1 Magnetizzare un pezzo di ferro o acciaio. <> smagnetizzare. 2 Attirare, suggestionare. ~ incantare. <> allontanare, respingere. 3 Monopolizzare. ~ polarizzare. 
  deriv. da calamita. 

\calamitóso, agg. Che apporta sventure. 

\Calamity Jane (Princeton, Missouri 1852-Terry, South Dakota 1903) Soprannome della donna di frontiera americana Martha Jane Canary. Rimasta orfana nel 1867, iniziò una vita errabonda nel west, comportandosi come un uomo, frequentando i saloon e raccontando storie sulle sue avventure, diventando famosa nell'area di Deadwood, nel territorio del Dakota. Nel 1891 sposò Clinton Burke, che la lasciò poco dopo le nozze. Fece parte del Wild West Show, sostenendo di aver lavorato per il servizio di pony express e come guida delle forze del generale Custer. Fu sepolta nel cimitero di Mount Moriah, nel Sud Dakota, vicino a Wild Bill Hickok a fianco del quale compare in numerose storie popolari. Sulla derivazione del suo soprannome, si fanno varie ipotesi, tutte legate alla sua vita leggendaria, dalla sua disponibilità ad aiutare quanti si trovassero in difficoltà al destino dei suoi nemici (vittime della sua abilità con la pistola). 

\càlamo, sm. 1 Fusto sottile di alcune piante. 2 Stelo. 3 Parte basale del rachide degli Uccelli piantato nella pelle. 4 Cannuccia o penna di volatile appuntita usata per scrivere. 
  lat. calamus canna, penna da scrivere. 

\Calamònaci Comune in provincia di Agrigento (1.541 ab., CAP 92010, TEL. 0925). 

\calànco, sm. (pl.-chi) Avvallamento stretto e profondo prodotto dall'erosione delle acque su terreni argillosi. 

\calàndo, sm. invar. Diminuendo. <> crescendo. 

\calàndra, sf. 1 Macchina formata da una serie di rulli usata per la laminazione di metalli, materie plastiche, tessuti e carta. 2 Nelle automobili, la parte anteriore cromata della carrozzeria. 

\calandràre, v. tr. Passare, lavorare alla calandra. 

\calandratóre, sm. Operaio addetto alla calandratura. 

\calandratùra, sf. Lavorazione di un materiale con la calandratura. 

\calandrèlla, sf. Piccola allodola con una macchia nera vicino agli occhi. 

\Calandria, La Commedia di B. Dovizi, detto il Bibbiena (1513). 

\calàndro, sm. Uccello appartenente alla famiglia dei Motacillidi, simile all'allodola, dal piumaggio grigio screziato di nero. 

\Calangiànus Comune in provincia di Sassari (4.679 ab., CAP 07023, TEL. 079). 

\Calànidi Famiglia di Crostacei Copepodi marini. 

\Calànna Comune in provincia di Reggio Calabria (1.446 ab., CAP 89050, TEL. 0965). 

\calànte, agg. Che decresce, che diminuisce. ~ declinante. <> crescente. 

\calào, sm. Nome di alcuni Uccelli appartenenti alla famiglia dei Bucerotidi caratteristici per il loro enorme becco. 

\Calapan Città (67.000 ab.) delle Filippine, nell'isola di Mindoro. Capoluogo della provincia di Mindoro Orientale. 

\calàppa, sm. Genere di Crostacei Decapodi che vivono in mari caldi e temperati. Sono granchi commestibili, provvisti di scudo dorsale convesso anteriormente e dentato posteriormente. ~ melagrana. 

\Calàppidi Famiglia di Crostacei Decapodi branchiuri. 

\calàppio, sm. 1 Laccio per acchiappare uccelli o altri animali. 2 Agguato. ~ insidia. 

\calaprànzi, sm. Piccolo montacarichi per far salire e scendere pietanze dalla cucina e la sala da pranzo se situate su piani diversi. 

\Calarasi Città (77.000 ab.) della Romania, capoluogo del distretto omonimo. 

\calàre, v. v. tr. 1 Far scendere, di solito con cautela, pesi o altro. ~ abbassare. <> alzare. calare le vele, ammainarle. 2 Nei lavori a maglia, diminuire il numero delle maglie col crescere dei giri. 3 Nei giochi di carte, gettare la propria carta in tavola senza far presa. 
v. intr.1 Scendere gradatamente. ~ decrescere. <> salire. calare il sipario, terminare la rappresentazione. 2. Diminuire di peso. ~ dimagrire. 3 Tramontare. <> sorgere. 4 Avere un'intonazione più bassa di quella giusta. calare di tono
v. intr. pron. o rifl. 1 Muoversi dall'alto verso il basso usando appoggi. ~ scendere. <> arrampicarsi. i ladri si sono calati dalla finestra con una fune. 2 Immedesimarsi in un ruolo. 
  v. tr. 1 to lower, to let down. 2 (lavoro a maglia) to decrease. v. intr. to go down, to descend. v. intr. pron. to let oneself down. 
  lat. calare, lasciar cadere, deriv. dal greco chalan allentare. 

\calasantìni Nome dato ai componenti della congregazione degli operai cristiani di San Giuseppe Calasanzio, fondata a Vienna nel 1889 per la cura d'anime di operai. 

\Calàsca-Castiglióne Comune in provincia di Verbano-Cusio-Ossola (885 ab., CAP 28030, TEL. 0324). 

\Calascibétta Comune in provincia di Enna (5.014 ab., CAP 94010, TEL. 0935). 

\Calàscio Comune in provincia di L'Aquila (224 ab., CAP 67020, TEL. 0862). 

\Calasètta Comune in provincia di Cagliari (2.681 ab., CAP 09011, TEL. 0781). 

\Calàsso, Robèrto (Firenze 1941-) Scrittore. Tra le opere L'impuro folle (1974), Le nozze di Cadmo e Amore (1988) e Ka (1996). 

\calàstra, sf. 1 Trave di sostegno per botti e tini. 2 Sostegno per le imbarcazioni di salvataggio situato sul ponte delle navi. 

\calàta, sf. 1 Atto, effetto del calare. ~ discesa, diminuzione. <> aumento, rialzo. 2 Luogo per cui ci si cala. 3 Cadenza dialettale. ~ inflessione. 4 Banchina per il carico e lo scarico delle navi. 5 Invasione. 6 China. ~ pendio. 

\Calatabiàno Comune in provincia di Catania (5.713 ab., CAP 95011, TEL. 095). 

\Calatafìmi Comune in provincia di Trapani (7.636 ab., CAP 91013, TEL. 0924). 

\calàtide, sf. Tipo di infiorescenza con il capolino allargato a forma di disco. 

\càlato, sm. 1 Paniere largo di bocca e stretto in fondo, usato in antichità. 2 Capitello a forma di calice che poggia sulla testa di cariatidi. 

\calatóia, sf. Mobile simile a un comò dotato di una copertura inclinata che può essere abbassata e usata come scrittoio. 

\calavèrna, sf. Sottile strato di ghiaccio che si forma di notte su oggetti esposti al freddo. 

\Calavìno Comune in provincia di Trento (1.177 ab., CAP 38072, TEL. 0461). 

\calàza, sf. 1 Nella morfologia vegetale, la base della nocella dell'ovulo. 2 In zoologia, ciascuno dei due ispessimenti dell'albume dell'uovo degli uccelli che tengono in posizione il tuorlo. 

\calàzio, sm. Granuloma di natura infiammatoria che può comparire sull'orlo della palpebra. 

\càlca, sf. Fitta moltitudine di persone. ~ ressa, affollamento. 
  sf. throng, crowd, press. 
  deriv. da calcare. 

\calcàgno, sm. 1 Parte posteriore del piede. ~ tallone. avere qualcuno alle calcagna, essere inseguiti. 2 Parte della calza o della scarpa che ricopre il calcagno. 3 Parte inferiore dei cerchietti delle forbici, nei quali si infilano le dita. 
[plurale: calcagni (di piedi, calze, scarpe), calcagna (in locuzioni del tipo: avere qualcuno alle calcagna)]
  sm. heel. 
  lat. calcaneum

\calcagnòlo, sf. In alcune strutture navali, base posteriore della ruota di poppa. 

\calcaneàre, agg. Che appartiene o ha rapporto con il calcagno. 

\Calcànte Indovino greco. Predisse la durata della guerra di Troia e impose il sacrificio di Ifigenia. 

\calcantìte, sf. Solfato idrato di rame che si trova in concrezioni azzurre che all'aria si trasformano, in superficie, in polvere molto fine. 

\calcàra, sf. Forno rustico da calce. 

\calcàre, v. e sm. v. tr. 1 Premere forte con i piedi. ~ calpestare. 2 Premere, pressare. ~ comprimere. <> alleggerire. 3 Opprimere. ~ conculcare. 4 Passare sui contorni di un disegno con una punta per imprimere una traccia. ~ copiare. 5 Accentuare. ~ esagerare. 6 Evidenziare. ~ sottolineare. 
sm. 1 Roccia sedimentaria. 2 Sperone. 
  v. tr. 1 to tread. 2 (pressare) to cram, to press down. 3 (accentuare) to stress. sm. limestone. 
  lat. calcare, deriv. da calx, calcis calcagno. 
Roccia sedimentaria formata principalmente da carbonato di calcio con minime percentuali di dolomite, bitume o argilla, spesso di origine fossile o derivante da spoglie calcaree di animali e vegetali. I calcari trovano impiego come pietre ornamentali per rivestire pavimenti e interni, da costruzione, per preparare calce e cemento. 

\calcàreo, agg. Che contiene calcare. 
  agg. calcareous, limestone. 
  lat. calcarius, deriv. da calx,-calcis calce. 

\calcaróne, sm. Forno a cielo aperto usato per l'estrazione dello zolfo. 

\calcàta, sf. Il calcare, azione di calcare, pigiata. 

\Calcàta Comune in provincia di Viterbo (886 ab., CAP 01030, TEL. 0761). 

\calcatóio, sm. 1 Strumento appuntito usato per calcare i disegni. 2 Arnese che serve per comprimere la carica di una mina. 3 Asta con testa cilindrica che si usava un tempo per spingere la carica in fondo alle artiglierie ad avancarica. 

\calcatùra, sf. Azione ed effetto del calcare. ~ pigiatura. 

\càlce, sf. 1 Composto inorganico corrispondente a ossido o idrossido di calcio. ~ calcina. 2 Parte bassa di qualcosa. 
  sf. lime. 
  lat. calx, calcis. 
La calce viva è formata da ossido di calcio (CaO), ricavato per riscaldamento del calcare a 800-1.000 °C; amalgamata con acqua fornisce l'idrossido di calcio o calce spenta, con elevata produzione di calore. La calce idraulica fa presa sia all'aria sia sott'acqua; contiene ossido di silicio o alluminio o percentuali di argilla che variano dal 10 al 20%; se il contenuto di argilla è superiore si hanno i cementi. 

\Calcedònia Antica città della Bitinia, situata sulla costa orientale del Bosforo; fu fondata dai megaresi nel VII sec. a. C. Città della lega ateniese cadde in potere dei persiani nel IV sec. Oggi il luogo su cui sorgeva la città è occupato dal villaggio di Kadiköy, di fronte a Bisanzio. 
Concilio di Calcedonia 
Svoltosi nel 451 per iniziativa dell'imperatore d'oriente Marciano, condannò il monofisismo e definì il dogma delle due nature, divina e umana, di Cristo. 

\calcedònio, sm. Varietà di silice fibrosa o raggiata, variamente colorata, usata per scopi ornamentali. 

\calcèfiro, sm. Roccia formatasi per metamorfismo di contatto dovuto al contatto di magmi acidi su rocce calcaree. 

\calcemìa, sf. Tasso di calcio presente nel sangue. 

\càlceo, sm. Calzatura portata nell'antica Roma, simile a uno stivaletto. 

\calceolària, sf. Genere di piante erbacee della famiglia delle Scrofulariacee, di origine americana. Viene coltivata per la bellezza dei fiori, a forma di scarpetta, dal colore giallo, bianco o porporino. 

\Calcerànica al Làgo Comune in provincia di Trento (1.056 ab., CAP 38050, TEL. 0461). 

\calcescìsto, sm. Roccia scistosa grigiastra, calcarea, di origine metamorfica. 

\calcestrùzzo, sm. Conglomerato di materiali, come sabbia, ghiaia e pietrisco, tenuti uniti da materiale legante (cemento, calce, acqua o bitume). Si presenta come una massa fortemente compatta e resistente; è impiegato in edilizia per le costruzioni in cemento armato. Il calcestruzzo è detto normale, magro o grasso in relazione alla maggiore o minore quantità di ghiaia rispetto al legante. Il calcestruzzo bituminoso, contenente bitume, è utilizzato per i manti stradali. 
  sm. concrete. 

\calcétto, sm. 1 Calcio-balilla. 2 Gioco simile al calcio che si gioca con cinque calciatori per squadra su campo ridotto. 

\Càlci Comune in provincia di Pisa (5.504 ab., CAP 56011, TEL. 050). 

\Calciàno Comune in provincia di Matera (1.049 ab., CAP 75010, TEL. 0835). 

\calciàre, v. v. tr. Colpire il pallone con un piede. ~ tirare. 
v. intr. 1 Tirar calci. 2 Scalciare. ~ recalcitrare. 
  v. tr. to kick. 
  deriv. dal lat. calx, calcis. 

\calciatóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi calcia. 2 Giocatore di una squadra di calcio. 
  sm. footballer, football player. 

\càlcico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al calcio. 

\Calcìdica Penisola della Grecia, tra il golfo di Salonicco e il golfo di Orfànion (mar Egeo). 

\Calcìdidi Famiglia di piccoli Insetti Imenotteri Apocriti tenebranti, talvolta privi di ali. 

\calcificàre, v. v. tr. Arricchire di calcio. 
v. intr. pron. L'indurirsi dei tessuti per l'eccessivo depositarsi dei sali di calcio. 
  da calcio +-ficare. 

\calcificazióne, sf. Deposizione di sali di calcio nei tessuti di organismi viventi. 

\calcimetrìa, sf. Analisi per stabilire la percentuale di calcio in una roccia. 

\calcìmetro, sm. Apparecchio per la misurazione della quantità di calcio contenuta nei calcari. 

\calcìna, sf. Malta ottenuta mescolando a sabbia e pietrisco la calce spenta. 
  lat. tardo calcina, deriv. da calcinus di calce. 

\calcinàccio, sm. Pezzo di calcina, frammento di intonaco. 

\Calcinàia Comune in provincia di Pisa (8.103 ab., CAP 56030, TEL. 0587). 

\calcinàio, sm. 1 Vasca per spegnervi con acqua la calce viva; vasca per calcinare le pelli. 2 Addetto alla produzione della calcina

\calcinàre, v. tr. 1 Sottoporre un solido a processo di calcinazione. 2 Spargere polvere di calce sui terreni come fertilizzante. 3 Sottoporre le pelli a calcinatura. 
  deriv. da calcina. 

\Calcinàte Comune in provincia di Bergamo (3.935 ab., CAP 24050, TEL. 035). 

\calcinàto, agg. 1 Che ha subito la calcinazione. 2 Che ha il colore e l'aspetto della calcina. 

\Calcinàto Comune in provincia di Brescia (9.229 ab., CAP 25011, TEL. 030). 

\calcinatùra, sf. Immersione delle pelli da conciare in un bagno di calce. 

\calcinazióne, sf. Riscaldamento a temperatura elevata di sostanze solide per eliminare l'acqua di combinazione e le parti volatili in esse contenute. 

\calcinòsi, sf. Condizione patologica che determina la formazione di depositi calcarei. 

\calcinóso, agg. Che contiene calcina o ne ha l'aspetto. 

\càlcio, sm. 1 Colpo che si dà con il piede. ~ pedata. 2 Percossa data con la zampa di animali forniti di zoccolo. 3 Parte del fucile che si appoggia alla spalla. 4 Gioco che oppone due squadre di undici giocatori l'una, che si contendono un pallone al fine di farlo entrare nella porta avversaria. ~ football. 5 Elemento chimico. 
  sm. 1 kick. 2 (arma) butt. 3 (gioco) soccer, football. 4 (chim.) calcium. 
  deriv. da calciare. 
Elemento chimico di simbolo Ca, numero atomico 20, peso atomico 40,08, peso specifico 1,54, punto di fusione 839 °C; è un metallo alcalino-terroso di colore argenteo. Assai frequente in molti minerali, sotto forma di calcare, fluorite, gesso e apatite (clorofosfato di calcio), tanto da essere il quinto elemento per abbondanza nella crosta terrestre, è presente anche sul Sole e nella composizione delle stelle. Reagisce con l'acqua e si ottiene per elettrolisi del cloruro. Viene utilizzato per preparare metalli come uranio, torio e cromo, o impiegato nella preparazione di molte leghe con alluminio, piombo, berillio, magnesio; serve anche come disossidante, per disidratare l'alcol, per la lavorazione delle benzine. I suoi composti sono importanti sia in natura sia in laboratorio e nell'industria; tra essi, il nitrato e i fosfati sono usati come fertilizzanti, il bromuro e lo ioduro trovano impiego in medicina e in fotografia. Il calcio è un elemento indispensabile alla vita; ha un ruolo fondamentale nella costituzione del tessuto osseo, delle conchiglie e delle corrazze. È presente anche nell'organismo umano, nello scheletro, in una percentuale del 2,5%. Nei Vertebrati lo ione calcio agevola la coagulazione del sangue e il suo metabolismo è facilitato dalla vitamina D. I cibi più ricchi di calcio sono latte, formaggi, tuorlo d'uovo e verdure. La carenza di questo elemento può provocare danni all'organismo. 
Calcio interstellare 
Calcio presente negli spazi dell'universo sotto forma di atomi liberi, diffusi in modo libero o uniti in nubi; la sua presenza è stata provata osservando le righe spettrali, presenti negli spettri delle stelle. 
Sport 
Sport di squadra che si pratica generalmente all'aperto utilizzando un pallone di cuoio con camera d'aria, da guidare esclusivamente con i piedi o con la testa (a eccezione di un giocatore, il portiere, che può usare le mani per parare o rimettere in gioco la palla). Il campo da gioco ha forma rettangolare (90-120 m di lunghezza e 45-90 m di larghezza) ed è definito da linee bianche (in genere di calce bianca o gesso). Si tratta di un incontro disciplinato da precise regole, che si svolge tra due squadre composte ciascuna di undici giocatori sorvegliati nelle loro azioni da un arbitro e da due guardalinee; l'obiettivo fondamentale di ogni squadra è quello di segnare all'avversario un numero maggiore di reti facendo passare la palla nella porta avversaria (larga 7,32 m e alta 2,44 m) per assicurarsi la vittoria. È ammesso anche il pareggio. Qualcosa di simile al calcio si giocava in Cina e Giappone nell'XI sec. a. C.; in seguito si sa che era praticato nell'antica Grecia e a Roma, e ancora nel medioevo. Il gioco ebbe grande successo nella Firenze medicea (calcio fiorentino). In Inghilterra, Giacomo I Stuart promosse la diffusione di questo gioco abrogando, nel 1617, i veti cui era soggetto (Declaration of sports). Il primo regolamento tecnico del calcio moderno fu unificato a Londra nel 1863; nel 1871 ebbe luogo il primo campionato britannico. Nel 1890, fu istituita in Italia la prima società calcistica a Torino e nel 1909 nacque la Federazione italiana gioco calcio (FIGC). Ogni quattro anni hanno luogo i campionati del mondo. 

\Càlcio Comune in provincia di Bergamo (4.773 ab., CAP 24054, TEL. 0363). 

\calcio-antagonìsta, sm. (pl.-i) Gruppo di farmaci utili per il trattamento dell'ipertensione arteriosa e dell'angina. Provocano un abbassamento della concentrazione intracellulare di calcio nelle cellule muscolari lisce dei vasi arteriosi periferici e coronatici. 

\calciobalìlla, sm. invar. Tavolo provvisto di figurine mobili riproducenti i giocatori di due squadre di calcio che, opportunamente manovrate, consentono di effettuare una partita in miniatura. 

\calciomercàto, sm. invar. L'insieme delle operazioni di compravendita dei calciatori. 

\calcioterapìa, sf. Terapia a base di sali di calcio. 

\Calcispònge Classe di organismi animali appartenenti al tipo dei Poriferi, sottoregno dei Metazoi. Sono anche denominate spugne calcaree, vivono in ambiente marino e sono le spugne più semplici, primitive e piccole. 

\calcisticaménte, avv. 1 Dal punto di vista calcistico. 2 Per quanto riguarda il gioco del calcio. 

\calcìstico, agg. (pl. m.-ci) Che si riferisce al gioco del calcio. 

\calcitazióne, sf. 1 Correggere o ammendare i terreni con la calce. 2 Spandere latte di calce su terreno, muri, alberi per eliminare insetti e funghi parassiti. 3 Concia di semi con la calce prima della semina. 

\calcìte, sf. Minerale costituito da carbonato di calcio. 

\calcitonìna Ormone di origine tiroidea che svolge un ruolo importante nell'equilibrio del calcio e del ricambio osseo. 

\calcitràre, v. intr. 1 Sollevare le gambe anteriori facendo forza su quelle anteriori. ~ scalciare. 2 Opporre resistenza. 

\calciùria, sf. Presenza nell'urina, in quantità superiori al normale, di fosfati e carbonati di calcio. 

\càlco, sm. (pl.-chi) 1 Impronta di un rilievo o di una scultura che si ottiene calcando una materia duttile sul modello originale da riprodurre. ~ sagoma. 2 Copia di un disegno ottenuta ripassandone i contorni con una punta. ~ ricalco. 3 Particolare tipo di prestito che imita il significato di una parola o locuzione straniera, non la sua entità fonetica. 
  sm. 1 mould, cast. 2 (arte) casting, moulding. 
  deriv. da calcare

\Càlco Comune in provincia di Lecco (3.660 ab., CAP 22050, TEL. 039). 

\calcocìte, sf. Solfuro di rame dal quale si estrae il rame. ~ calcosina. 

\calcofanìte, sf. Ossido idrato di zinco e manganese, si trova in cristalli tabulari neri o bruni. 

\calcofillìte, sf. Solfato arseniato basico e idrato di rame e alluminio che si trova in lamelle verdi trasparenti. 

\calcòfilo, agg. Indica gli elementi che si trovano nella Terra tra i 1200 e 2900 km di profondità, nella zona dei solfuri. 

\calcografia, sf. 1 Procedimento di stampa a mezzo di matrici in rame incise in incavo. 2 Complesso delle tecniche di incisione in incavo. 3 Luogo dove si stampa e conserva il rame inciso. 

\calcogràfico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla calcografia. 

\calcògrafo, sm. Chi esercita la calcografia, sia come incisore, stampatore o riproduttore di matrici. 

\càlcola, sf. Nei telai a mano, ciascuno dei pedali che, uniti con funicelle ai licci del pattino e mossi dai piedi del tessitore, servono ad aprire e serrare le file dell'ordito mentre passa la spola. 

\calcolàbile, agg. Che si può calcolare. ~ stimabile, valutabile. <> incalcolabile. 

\calcolàre, v. tr. 1 Determinare per mezzo di calcolo. ~ contare. calcolare la velocitÓ di un oggetto. 2 Giudicare, prevedere razionalmente. ~ valutare. calcolava di rientrare entro cena. 3 Considerare in un conto. ~ ponderare. non aveva ancora calcolato le spese di trasporto. 
  v. tr. 1 to calculate (d'uso generale, anche per calcoli teoricamente complessi), to compute (anche per calcoli che possono essere "lunghi"), to reckon (per calcoli semplici), to work out. 2 (prevedere) to weigh up. 3 (tenere conto) to think of. 
  lat. calculÓre

\calcolatóre, agg. e sm. (f.-trìce) agg. 1 Che esegue calcoli. 2 Che, prima di agire, valuta gli elementi della situazione pensando al proprio interesse. ~ interessato. agisci da freddo calcolatore
sm. 1 Chi esegue calcoli. 2 Persona calcolatrice. 3 Macchina per l'elaborazione dei dati. ~ computer. Computer il calcolatore elettronico ha rivoluzionato la nostra societÓ
  agg. calculating. sm. 1 computer. 2 (persona) calculating person. 

\calcolatrìce, sf. Macchina, da tavolo o tascabile, che consente di effettuare calcoli in modo semplice e veloce; è in grado di eseguire le quattro operazioni aritmetiche fondamentali, ma anche quelle più complesse (trigonometriche, logaritmiche e funzioni finanziarie e statistiche). La prima macchina calcolatrice fu progettata e realizzata nel 1641 da Blaise Pascal (pascalina), anche se già nel 1623 il tedesco Wihelm Schickard aveva costruito un prototipo. Nel 1672 Gottfried Wilhelm Leibniz riuscì a realizzare una macchina calcolatrice capace di eseguire anche moltiplicazioni, divisioni ed estrazioni di radici quadrate. Oggi le calcolatrici elettroniche sono in grado di eseguire qualsiasi tipo di operazione e, grazie all'alto livello di integrazione dei loro componenti, hanno raggiunto dimensioni veramente ridotte. 
  sf. calculator, calculating machine. 

\calcolìstico, agg. (pl. m.-ci) che utilizza procedimenti di calcolo   metodo calcolistico (che si basa su tecniche di calcolo invece che su argomentazioni di altro genere).

\calcolitografìa, sf. Procedimento di stampa per cui un'immagine originale ottenuta con calcografia, viene trasportata su pietra litografica e quindi stampata con i metodi della litografia. 

\calcolitogràfico, agg. Che riguarda la calcolitografia. 

\càlcolo, sm. 1 L'esecuzione di operazioni matematiche. ~ conto. 2 Previsione, congettura, ipotesi. ~ giudizio. 3 Tornaconto. ~ vantaggio. 
  sm. 1 calculation. 2 (mat.) calculus. 
  lat. calculus sassolino per fare i conti. 
Insieme di operazioni, procedure e metodi matematici volte alla risoluzione di specifici problemi. In matematica si distingue tra calcolo numerico e calcolo simbolico (o letterale o algebrico). Il calcolo simbolico è il complesso delle attività di trasformazione di termini e formule (ad esso appartengono ad esempio la ricerca e l'impiego di formule per esprime le soluzioni di una equazione polinomiale in funzione dei suoi coefficienti o le antiderivate di una funzione F a partire dalla espressione di F(x)), il calcolo numerico comprende invece i metodi per trovare valori approssimati delle soluzioni di problemi matematici di vario tipo (ad esempio le soluzioni di una equazione o l'integrale di una funzione in un dato intervallo); nel calcolo numerico possono essere fatti rientrare anche i metodi di calcolo rapido e di calcolo approssimato.
Sono aree della matematica (all'interno delle quali si impiegano sia metodi simbolici che metodi numerici) il calcolo delle probabilitÓ, il calcolo combinatorio, il calcolo vettoriale, il calcolo matriciale, il calcolo infinitesimale (detto anche analisi matematica), il calcolo delle variazioni, il calcolo tensoriale, …. 
In medicina concrescenza anomala di sali minerali o composti organici, o di entrambi, che si può formare in alcune aree dell'organismo, particolarmente nelle vie urinarie (vescica, uretere, rene), nelle vie biliari (dotto epatico, dotto cistico, colecisti, coledoco) e in altre vie di secrezione (ghiandole). 

\calcomanìa, sf. Procedimento mediante il quale si possono riportare, su carta o su altra superficie liscia, figure e disegni colorati. 

\calcopirìte, sf. Minerale costituito da solfuro di rame e ferro (CuFeS2); ha colore giallo ottone e lucentezza metallica; cristallizza nel sistema tetragonale. È il più diffuso e comune minerale di rame. I giacimenti più abbondanti di calcopirite si trovano in Cile, negli Stati Uniti, in Cornovaglia, in Spagna e in Transilvania. Per quanto riguarda l'Italia, è possibile trovarne tracce solo nel tratto di Appennino posto tra Liguria e Toscana. 

\calcosiderografìa, sf. Procedimento di riproduzione a stampa simile alla calcografia, con la differenza dell'uso di lastre di acciaio anziché di rame. 

\calcosìna, sf. vedi calcocite

\calcotèca, sf. Raccolta di calchi. 

\calcotipìa, sf. Procedimento di stampa con matrici in rilievo di rame. 

\Calcutta (cinema) Film documentario, francese (1969). Regia di Louis Malle. Titolo originale: Calcutta 

\Calcutta (geografia) Città dell'Unione indiana (3.305.000 ab.; 10.000.000 ab. l'agglomerato urbano), capitale dello stato del Bengala; sorge sul ramo più occidentale del delta del Gange (Hugli). Si divide in cittÓ europea (o coloniale), eretta nel 1696 dalla Compagnia inglese delle Indie orientali, attorno a Fort William, e la megalopoli, che circonda per un raggio di 50 km la parte coloniale, formata da catapecchie in cui gli indigeni vivono in misere condizioni. L'economia è basata sulla lavorazione della iuta, sulle industrie alimentari, chimiche, del legno, meccaniche, siderurgiche, conciarie e cantieristiche. Il porto di Calcutta è il secondo del paese e uno dei più importanti dell'Asia. A lungo disputata da Inghilterra e principato del Bengala, entrò infine in possesso degli inglesi nel 1757; fino al 1912 vi ebbe sede il governo dell'India; perse i territori ceduti al Bangladesh nel 1947. 

\càlda, sf. Operazione per cui si tiene il ferro o l'acciaio nella fornace quanto occorre per lavorarlo. 

\Calda notte dell'ispettore Tibbs, La Film drammatico, americano (1967). Regia di Norman Jewison. Interpreti: Sidney Poitier, Rod Steiger, Warren Oates. Titolo originale: In the Heat of the Night 

\caldàia, sf. 1 Grande recipiente metallico in cui si fa bollire qualche liquido. ~ calderone. 2 Apparecchio in cui si riscalda l'acqua per produrre vapore acqueo sotto pressione. 
  sf. boiler. 
  lat. tardo cal(i)daria, deriv da cal(i)dus caldo. 
Impianto destinato a riscaldare liquidi o emettere vapore avvalendosi del calore derivante dalla combustione di adeguati combustibili o dalla trasformazione di energia. Le caldaie, che possono essere a riscaldamento diretto o indiretto, si classificano in base a determinate misure quali il tipo di impianto (fisso, semifisso, da locomotiva, navale), o in base al combustibile o alla modalità di generazione dell'energia termica (caldaie a carbone, a nafta, a gas, a ricupero, elettriche, nucleari); in base alla capacità, si possono avere caldaie a piccolo, a medio e a grande volume d'acqua. A seconda di come sono costruite si differenziano in caldaie a tubi di fumo o di fiamma, caldaie a tubi d'acqua

\caldàio, sm. Grosso recipiente, generalmente in rame, dove si fa bollire qualcosa. 

\caldaìsta, sm. (pl.-i) Operaio addetto alla sorveglianza e manutenzione delle caldaie. 

\caldaménte, avv. Con calore, vivamente. ~ calorosamente, entusiasticamente. 

\caldàna, sf. 1 Improvvisa vampata di calore al viso, dovute a cause fisiche o psichiche. ~ scalmana. <> brivido. 2 Stanzetta assai calda sopra la volta del forno, dove si mette il pane a lievitare. 
  deriv. da caldo. 

\caldàno, sm. Recipiente per tenervi braci e carboni accesi. 

\Caldàra, Antònio (Venezia 1670-Vienna 1736) Compositore. Autore di melodrammi, oratori e sonate. 

\Caldàro sùlla Stràda dél Vino (in ted. Kaltern An Der Weinstrasse) Comune in provincia di Bolzano (6.337 ab., CAP 39052, TEL. 0471). 

\Caldàro, làgo di Bacino lacustre di sbarramento del Trentino Alto Adige. 

\Caldaròla Comune in provincia di Macerata (1.615 ab., CAP 62020, TEL. 0733). 

\caldarròsta, sf. Castagna arrostita. 

\caldarrostàio, sm. Venditore di castagne arrostite. 

\Caldas Dipartimento (915.000 ab.) della Colombia, capoluogo Manizales. 

\caldeggiàre, v. tr. Favorire, sostenere con calore. ~ raccomandare. <> osteggiare. 
  v. tr. to support. 
  deriv. da caldo. 

\caldeggiàto, agg. Appoggiato. ~ sostenuto. <> avversato. 

\caldèi Popolo semitico di lingua aramaica, stanziato nel territorio (Caldea) compreso tra la Babilonia meridionale e il golfo Arabico. Propagatosi nelle regioni più settentrionali, entrò presto in conflitto con babilonesi e assiri, fino a quando si impose definitivamente con Nabopolassar (620-605 a. C.) dando vita alla dinastia caldea o neobabilonese estinta nel 539 a. C. Il nome di caldei oggi identifica i nestoriani che praticano il rito caldeo

\caldèira, sf. Avvallamento circolare dovuto allo sprofondamento della cima di un vulcano; vi si può trovare un conetto vulcanico oppure un lago. 

\caldelléssa, sf. Ballotta. 

\caldèo, agg. e sm. 1 Che, chi appartiene a una antica popolazione semitica. 2 Che, chi è seguace dell'antica eresia di Nestorio. 

\Calder, Alexander (Filadelfia 1898-New York 1976) Scultore statunitense. Tra le opere Universo (mobile motorizzato, 1934, New York, Museum of Modern Art), Mobile (1958, Parigi, Palazzo UNESCO, Giardini) e Stabile (1958, New York, Solomon R. Guggenheim Museum). 

\caldèra, sf. Depressione a forma d'imbuto, con diametro di almeno 1 km, in corrispondenza di un cono vulcanico, causata solitamente dallo sprofondamento dalle pareti del condotto vulcanico. 

\calderàio, sm. Chi fabbrica caldaie, paioli casseruole e simili. ~ ramaio, stagnino, lattoniere. 

\Calderàra di Rèno Comune in provincia di Bologna (10.800 ab., CAP 40012, TEL. 051). 

\calderàri Appartenenti a un'associazione segreta reazionaria e legittimista del Regno di Napoli, durante la restaurazione. 

\Calderìni, Màrco (Torino 1850-1944) Pittore. Discepolo di A. Fontanesi, divenne ben presto un valente paesaggista. Tra le sue opere, Tristezza invernale e Statue solitarie (Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna). 

\calderìte, sf. Varietà di granato contenente ferro, manganese, calcio. 

\Calderón de la Barca, Pedro (Madrid 1600-1681) Poeta e commediografo spagnolo. Condusse la prima parte della sua vita all'insegna dell'avventura; all'età di cinquant'anni ottenne l'ordinazione sacerdotale dopo gli studi teologici all'università di Salamanca e fu nominato cappellano del re a Madrid. Della sua vasta produzione artistica fanno parte numerosi autos sacramentales, di cui fu il massimo esponente, drammi e commedie teatrali di carattere sacro, allegorico, filosofico, e storico, sulla tradizione del suo connazionale Lope de Vega. Il suo teatro descrive situazioni e ambienti tipicamente spagnoli con un linguaggio originale e spregiudicato, di forte connotazione barocca. L'elenco lunghissimo delle sue opere comprende La donna fantasma (1629), La devozione della croce (1633), Il medico del suo onore (1635), il capolavoro La vita Ŕ sogno (1635), Il mago dei prodigi (1637), L'alcalde di Zalamea (1642), l'auto sacramental Il gran teatro del mondo (1633 ca.) e Il convito di re Baldassarre (1634). 

\calderóne, sm. 1 Grossa caldaia. ~ pentolone. 2 Guazzabuglio. ~ accozzaglia. 

\Calderóne Ghiacciaio dell'Appennino Abruzzese, nel gruppo del Gran Sasso. Altezza massima 2.870 m. 

\Caldès Comune in provincia di Trento (1.028 ab., CAP 38022, TEL. 0463). 

\Caldièro Comune in provincia di Verona (4.798 ab., CAP 37042, TEL. 045). 

\càldo, agg. e sm. agg. 1 Che produce una sensazione contraria a quella del freddo. ~ rovente. <> freddo. 2 Pieno d'ardore. ~ focoso. <> indifferente. 3 Colore intenso, vivace. ~ pieno, vivo. <> crudo, metallico. 4 Cocente. ~ torrido. <> fresco. 5 Affettuoso, cordiale. ~ caloroso. <> distaccato. 6 Di notizia, recente. <> datato. 7 Di suono, gradevole. ~ profondo. 8 Di situazione, difficile. ~ grave. 
sm. 1 Calore, temperatura elevata. ~ arsura. <> gelo. 2 Impeto di passione. 
  agg. 1 warm. 2 (focoso) keen. sm. warmth, heat. 
  lat. volg. caldus. 
L'espressione a caldo si usa per indicare un particolare tipo di lavorazione di metalli che vengono resi malleabili attraverso l'esposizione al fuoco. 

\Caldógno Comune in provincia di Vicenza (9.402 ab., CAP 36030, TEL. 0444). 

\Caldonàzzo Comune in provincia di Trento (2.452 ab., CAP 38052, TEL. 0461). 
CaldonÓzzo 
Lago (5,38 km2) del Trentino. 

\caldùra, sf. Caldo estivo, intenso e afoso. 

\Caldwell, Erskine (White Oak, Georgia 1903-Paradise Valley, Arizona 1987) Scrittore. Tra le opere La via del tabacco (1932) e Racconti di Erskine Caldwell (1953). 

\calebàssa, sf. Oggetto ricavato da gusci di zucca. 

\calèdoni Popolazione dell'antica Caledonia. 

\Caledònia Antico nome della Scozia. 

\caledoniàno, agg. Si dice di catene montuose di età silurica. 

\caledonìte, sf. Solfato e carbonato basico di piombo e rame, si trova in cristalli rombici trasparenti, azzurro-verdastri. 

\calefazióne, sf. Fenomeno per cui un liquido versato su una superficie molto calda forma gocce che corrono su questa senza toccarla, per l'interposto strato di vapore. 

\caleidoscòpico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di, relativo al caleidoscopio. 2 Fantasmagorico. 

\caleidoscòpio, sm. 1 Tubo chiuso a un'estremità da due dischi di vetro, il primo trasparente e l'altro opaco, nell'interno del quale si trovano pezzetti di vetri colorati. La sua rotazione permette di osservare svariati disegni geometrici che risultano simmetrici rispetto a un centro. Fu inventato da Brewster nel 1810. 2 Insieme di cose varie e multicolori. 
  ingl. kaleidoscope. 

\calembour, sm. Gioco di parole. 

\Calènda di Tavàni, Vincènzo (Nocera Inferiore 1830-1910) Giurista. Ministro di Grazia e Giustizia dal 1893 al 1896, lavorò al nuovo Codice penale con G. Zanardelli. 

\calendàggio, sm. Nelle estrazioni minerarie, tramezzo verticale per separare, nei fornelli e nei pozzi, la parte contenente i dispositivi di estrazione del materiale dalle scale di passaggio del personale. 

\calendàrio, sm. 1 Modo di riunire sistematicamente lunghi tratti di tempo definiti prendendo come base di misura dei fenomeni astronomici; il ciclo di base è di solito rappresentato dall'anno. 2 Libretto o tabella in cui sono annotati per ordine tutti i giorni dell'anno. ~ lunario. 3 Programma di manifestazioni cronologicamente ordinate. ~ agenda 
  sm. calendar. 
  lat. calendarium libro per annotare i crediti. 
Esistono calendari solari, che conciliano la durata dell'anno civile o legale con quella dell'anno tropico, cioè lo spazio di tempo intercorrente tra due passaggi successivi del Sole sull'eclittica allo stesso equinozio; calendari lunari, basati sul moto della Luna, i calendari lunisolari, usati da ebrei e cinesi, basati sulla Luna ma con la suddivisione dei mesi in cicli di 19 anni. Il calendario romano era originariamente formato da dieci mesi (marzo, aprile, maggio, giugno, quintile poi divenuto luglio da Julius, sestile indi agosto da Augustus, settembre, ottobre, novembre, dicembre) per un totale di 304 giorni. Nel 708 di Roma (46 a. C.) Cesare modificò il calendario (calendario giuliano) fissando l'anno in 365 giorni e introducendo l'anno bisestile. Il calendario gregoriano, il più diffuso nel mondo, trae il suo nome da papa Gregorio XIII che nel 1582 decretò la rettifica del calendario per colmare la differenza di dieci giorni che si era venuta a creare tra la data civile e quella effettiva relativa al moto del Sole, differenza dovuta a un errore di calcolo del moto del Sole sull'eclittica. Il calendario repubblicano, convalidato a Parigi dalla Convenzione Nazionale (1793), prevedeva che l'anno iniziasse il 22 settembre (equinozio d'autunno e giorno di proclamazione della repubblica francese), si divideva in dodici mesi (vendemmiaio, brumaio, frimaio, nevoso, piovoso, ventoso, germile, fiorile, pratile, messidoro, termidoro, fruttidoro) di trenta giorni ai quali si sommavano cinque giorni supplementari (sei ogni quattro anni). Il calendario repubblicano decadde nel 1806.
Nel calendario gregoriano la numerazione degli anni inizia dall'anno in cui si è ipotizzato sia nato Gesù. Gli anni successivi a tale data sono denominati dopo Cristo, in sigla d.C. (in Italia), AD (Anno Domini, in Inglese) o CE (Common Era). Non esiste l'anno zero: l'1 d.C. segue immediatamente l'anno 1 avanti Cristo (a.C. o BC, Before Christ, o BCE, Before Common Era). Gli astronomi usano tuttavia una numerazione che comprende lo zero (corrispondente all'1 a.C.) e in cui gli anni precedenti sono indicati da numeri negativi.
Nel calendario gregoriano il 1º secolo inzia il giorno 1/1/1 e termina il 31/12/100; il 2º inizia il giorno 1/1/101 e termina il 31/12/200, e così via; il 1º secolo a.C. (o BC o BCE) inzia il giorno 1/1/100 a.C. e termina il 31/12/1 a.C., e così via; non esiste il secolo "zero".

\Calendàsco Comune in provincia di Piacenza (2.170 ab., CAP 29010, TEL. 0523). 

\calènde, sf. pl. Il primo giorno di ogni mese, secondo il calendario romano antico. 
Alle calende greche. Frase usata da Augusto, rivolta a quelli che non pagano mai o non mantengono promesse. 

\calendimàggio, sm. Primo giorno di maggio. 

\calèndula, sf. Genere di piante erbacee delle Composite (Calendula) coltivate a scopi ornamentali per i loro fiorellini color giallo-arancio. 

\calèndula, o calèndola, sf. Genere (Calendula) di piante erbacee delle Composite. Sono utilizzate a scopo ornamentale. 

\calèno, agg. Relativo all'antica città di Cales, in Campania. 
Vasi calieni 
Particolare tipo di ceramica completamente nera e decorata a rilievo con stampi, prodotta nell'antica Cales. 

\Calenzàno Comune in provincia di Firenze (14.959 ab., CAP 50041, TEL. 055). Centro agricolo e industriale (prodotti alimentari, chimici e metalmeccanici). Gli abitanti sono detti Calenzanesi

\calepìna, sf. Genere di piante della famiglia delle Crocifere, con fiori bianchi, molto piccoli. 

\calepìno, sm. 1 Vocabolario, repertorio. 2 Taccuino, libro d'appunti. 

\calére, v. intr. impers. Stare a cuore, interessare. 

\calèsse, sm. Carrozza leggera a due ruote e con un solo sedile, di solito trainata da un solo cavallo. ~ biroccio, carrettino. 
  franc. caleche. 

\calessìna, sf. Piccolo calesse a quattro posti. 

\calessìno, sm. Vettura a due ruote per il trasporto di una o più persona, trainata da un cavallo. 

\Calestàno Comune in provincia di Parma (1.796 ab., CAP 43030, TEL. 0525). 

\calèstro, sm. Terreno di tipo argilloso proprio dell'Appennino tosco-emiliano. 

\calétta, sf. Incastro fatto perché due pezzi di legno o altro materiale combacino perfettamente. 

\calettaménto, sm. Lo stesso che calettatura. 

\calettàre, v. v. tr. Unire due pezzi in modo tale che si incastrino perfettamente. 
v. intr. Combaciare perfettamente. 

\calettatùra, sf. Unione forzata di due pezzi meccanici. 

\Calgary Città (711.000 ab.) del Canada, nella provincia di Alberta, sul fiume Bow, alle pendici delle Montagne Rocciose. Grande centro commerciale e finanziario, ospita numerose compagnie petrolifere e di gas naturale, essendone la regione una forte produttrice. Mercato agricolo e zootecnico. Industrie meccaniche, metallurgiche, petrolchimiche, alimentari e del legno. Sede di un'università, di un famoso college, dell'Istituto Provinciale Tecnologico e Artistico e del museo Glenbow. Nata nel 1875 come avamposto per la polizia a cavallo, si sviluppò rapidamente dopo la costruzione della ferrovia canadese del Pacifico. 

\Cali Città della Colombia (1.324.000 ab.), capoluogo del dipartimento di valle del Cauca. È situata a 1.003 m sulla Cordigliera. È centro agricolo e commerciale di prodotti tropicali, con industrie tessili, chimiche, del tabacco, metallurgiche, cementifere, alimentari e della carta. 

\calìa, sf. Particelle d'oro o d'argento che si staccano dal metallo durante la lavorazione. 

\Caliari Paolo => Veronese 

\calibotipìa, sf. Stampa su lastra di acciaio di un'incisione. 

\calibràre, v. tr. 1 Portare un pezzo cilindrico o una cavità cilindrica a un determinato diametro. 2 Misurare il calibro. 3 Tarare, misurare con esattezza. 4 In tipografia misurare la composizione mediante il calibro. 
  deriv. da calibro

\calibràto, agg. 1 Misurato col calibro. ~ tarato. 2 Calcolato, ponderato. ~ misurato. <> inopportuno. 

\calibratòio, sm. Strumento per verificare l'esatto calibro di un'arma da fuoco. 

\calibratrìce, sf. Sorta di buratto usata nell'industria alimentare per la cernita di frutta e verdura. 

\calibratùra, sf. Atto, effetto del calibrare. 

\calibrazióne, sf. Operazione per rendere uguali diametri di particolari metallici. 

\càlibro, sm. 1 Grossezza del proiettile, ragguagliata alla bocca dell'arma. 2 Diametro interno della canna di un'arma da fuoco. 3 Importanza, autorità. ~ peso. 4 Valore, livello, qualità. ~ levatura. 
  sm. 1 bore, calibre. 2 (strumento di misurazione) callipers. 
  franc. antico calibre, dall'arabo qalib forma da scarpe. 
Per calibro nominale, nei fucili da caccia, si intende il numero delle pallottole sferiche di piombo di diametro uguale a quello della canna necessarie a ottenere il peso di una libbra. 
Nella meccanica è uno strumento di misura di precisione per lunghezze lineari (diametri di parti meccaniche ecc.). 

\Calibro 20 per lo specialista, Una Film poliziesco, americano (1971). Regia di Michael Cimino. Interpreti: Clint Eastwood, Jeff Bridges, Geoffrey Lewis. Titolo originale: Thunderbolt and Lightfoot 

\calicànto, sm. Genere di arbusti della famiglia delle Calicantacee coltivati per l'eleganza e il gradevole profumo. 

\càlice, sm. 1 Bicchiere che va restringendosi verso il fondo. ~ coppa. a calice, a forma di calice. 2 Involucro esteriore del fiore. 3 Vaso d'argento a forma di calice usato dal sacerdote per dire la messa. 
  sm. 1 goblet. 2 (rel.) chalice. 3 (bicchiere) glass. 
  lat. calix,-icis tazza. 

\Càlice al Cornovìglio Comune in provincia di La Spezia (1.290 ab., CAP 19020, TEL. 0187). 

\Càlice Lìgure Comune in provincia di Savona (1.346 ab., CAP 17020, TEL. 019). 

\calicétto, sm. Involucro fiorale situato all'esterno del calice, presente nella malva, nel cotone, nella fragola. 

\calicifórme, agg. A forma di calice. 

\calicìno, agg. Relativo al calice. • Cavità calicina: la depressione che si trova nella parte opposta alla cavità peduncolare, in cui si trovano i resti del calice del fiore. 

\calicò, sm. invar. Stoffa leggera di cotone, di medio spessore, usata principalmente per gli abiti da lavoro. 

\Calicòfori Sottordine di Celenterati Sifonofori coloniali, dal corpo a forma di calice, diffusi nel Mediterraneo. 

\calicòsi, sf. Malattia polmonare causata dall'inalazione di polveri calcaree o silicee. 

\calicot, sm. invar. Tela grezza leggera. 

\Calicut Città (420.000 ab.) dell'India, nello stato del Kerala, sulla costa del Malabar. 

\calidàrio, sm. Nelle antiche terme, locale per i bagni d'acqua calda. 

\càlido, agg. Caldo, che riscalda. 

\Califfa, La Romanzo di A. Bevilacqua (1964). 

\califfàto, sm. 1 Autorità e titolo di califfo. 2 Territorio sottoposto a un califfo. 

\Califfìlidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi Opistobranchi dell'ordine dei Sacoglossi, privi di mantello e conchiglia. 

\calìffo, sm. Termine arabo (che significa "successore del profeta", "vicario") assunto in un primo tempo dai successori di Maometto, poi passato a indicare i capi religiosi e politici musulmani. Inizialmente era elettivo, quindi fu ereditario a partire dal 661. Politicamente, l'impero arabo dopo le dinastie dei califfi abbasidi e omayyadi, si frammentò dando vita a califfati indipendenti da Baghdad; in Siria, Mesopotamia, Persia, nell'Africa settentrionale con i califfi Fatimidi e in Spagna con gli Omayyadi. Nel 1258, a seguito dell'invasione mongola, il titolo di califfo venne momentaneamente sospeso, ma nel 1517, i turchi ottomani conquistarono l'Egitto e, fino al 1924, i sovrani vincitori portarono il titolo di califfo. 
  arabo khalifa successore. 

\California Stato federato degli USA (411.049 km2, 29.279.000 ab., capitale Sacramento). Esteso lungo la costa pacifica, confina a nord con l'Oregon, a est con il Nevada e l'Arizona, a sud con il Messico. Il suo territorio centrale è occupato dalla Central Valley, racchiusa tra un duplice schieramento montuoso: a ovest la Coast Range, che si arresta solo in concomitanza dell'alta fossa del Golden Gate (baia di San Francisco) e a est la Sierra Nevada (monte Whitney, 4.418 m). La California, zona altamente sismica, è solcata dai fiumi Sacramento e San Joaquin che sfociano nella baia di San Francisco. A sud la terra è inospitale, con il deserto di Mojave e la rovente valle della Morte, situata a 86 m sotto il livello del mare. La popolazione ha subito un notevole incremento nell'ultimo sec. (92.000 ab. nel 1850), unita a un rilevante sviluppo economico derivante dallo sfruttamento delle risorse minerarie (il petrolio californiano è il 13% della produzione statunitense), con giacimenti di gas naturale, mercurio e ferro. L'agricoltura produce agrumi, frutta, cereali, uva (fiorente l'industria dei vini), ortaggi, cotone. Le principali industrie sono raffinerie, chimiche, metallurgiche, informatiche, aeronautica, cinematografica. Lo stato è poi una delle principali mete turistiche degli Stati Uniti, grazie all'industria del cinema che richiama ogni anno migliaia di appassionati dei film hollywoodiani. Colonizzata dai missionari francescani spagnoli nel XVIII sec., nel 1822 fece parte dello Stato federale del Messico ma in seguito ai moti popolari di ribellione dei californiani, gli Stati Uniti, in base al trattato di Guadalupe-Hidalgo, si annetterono la California settentrionale (1848). In questo anno venne anche rinvenuto oro nelle sabbie di alcuni fiumi; la scoperta avviò un incessante movimento di pionieri da ogni parte dell'Unione, un'epopea celebrata nei molti film di tipo western. In California ha sede la prestigiosa università di Stanford. 
Corrente della California 
Corrente fredda del Pacifico settentrionale; tocca le coste della California e del Messico. 
Golfo di California 
Braccio del Pacifico situato tra la penisola della Bassa California e la costa occidentale del Messico; è lungo circa 1.100 km per una larghezza media di 150 km. 

\California poker Film commedia, americano (1974). Regia di Robert Altman. Interpreti: George Segal, Elliott Gould, Gwen Welles. Titolo originale: California Split 

\California Suite Film commedia, americano (1978). Regia di Herbert Ross. Jane Fonda, Alan Alda, Maggie Smith. Titolo originale: California Suite 

\californiàno, agg. e sm. agg. Relativo alla California. 
sm. Abitante o nativo della California. 

\califòrnio, sm. Elemento chimico transuranico, simbolo Cf, numero atomico 98, peso atomico 251; il primo isotopo fu ottenuto da Glenn Theodore Seaborg nel 1950. Non esiste in natura e può essere prodotto con il bombardamento di atomi pesanti mediante neutroni o particelle accelerate. Per le sue proprietà chimiche, analoghe a quelle di tutti gli altri elementi transuranici, trova impiego come tracciante nelle ricerche nucleari. 

\càliga, sf. Sorta di scarpa dei soldati romani con una suola di cuoio, chiodi di ferro e strisce. 

\Calìgidi Famiglia di Crostacei Copepodi difficilmente riconoscibili dagli altri per la deformazione derivata dall'adattamento al parassitismo. 

\calìgine, sf. 1 Nebbia o fumo denso. ~ foschia. 2 Fuliggine. 3 Oscuramento della vista. ~ offuscamento. 4 Ottenebrazione della mente. 
  sf. 1 fog. 2 (fuliggine) smog. 
  lat. caligo,-inis. 

\caliginóso, agg. Offuscato da caligine. ~ annebbiato, fosco, nebbioso. <> limpido, sereno, terso. 

\Caligola Dramma di A. Camus (1945). 

\Calìgola, Gàio Césare Augùsto Germànico (Anzio 12-Roma 41) Imperatore romano. Figlio di Germanico e di Agrippina, successe a Tiberio nel 37, governando da sovrano assoluto; si oppose al potere del senato e lo contrastò con confische di beni e condanne per lesa maestà. Fu ben voluto dai suoi soldati che lo soprannominarono Caligula, per le calzature militari che indossava (caliga). Costituì stati vassalli nelle province orientali di Commagene e Palestina e condusse campagne militari poco fortunate sul Reno e in Britannia. Perse la vita nella terza congiura ordita ai suoi danni, quella organizzata da Cassio Cherea. 

\Calimani Catena montuosa della Romania, nei Carpazi Orientali. Vetta più elevata il monte Pietrosu (2.102 m). 

\Calimèra Comune in provincia di Lecce (7.328 ab., CAP 73024, TEL. 0832). 

\Calìndri, Ernèsto (Certaldo 1909-Milano 1999) Attore di commedie brillanti. 

\calìpso, sm. Ballo moderno a coppie originario delle Antille. 

\Calìpso Personaggio mitologico dell'Odissea. Ninfa marina, promise a Ulisse l'eterna giovinezza, trattenendolo così per sette anni nell'isola di Ogigia. 

\Caliptoblastèi Sottordine di Celenterati Idroidi con il calice dilatato a coppa, all'interno del quale ospita un gastrozoide. 

\calìptra, sf. 1 In botanica sinonimo di cuffia. 2 In zoologia, lamina membranosa semicircolare situata posteriormente alla base delle ali sotto il torace dei Ditteri. 

\Caliptrèidi Famiglia di Molluschi dell'ordine dei Mesogasteropodi, dotati di conchiglia conica e spiralata. 

\Calìtri Comune in provincia di Avellino (6.467 ab., CAP 83045, TEL. 0827). 

\Calìtteri Superfamiglia di Insetti Ditteri del gruppo dei Ciclorafi, caratterizzati da occhi molto vicini e fonte compressa, nel maschio. 

\Calizzàno Comune in provincia di Savona (1.574 ab., CAP 17020, TEL. 019). 

\call girl, loc. sost. f. invar. Ragazza squillo. 

\càlla, sf. Angiosperma (Zantedeschia aethiopica) della famiglia delle Aracee e dell'ordine delle Spadiciflore. Erbacea perenne originaria dell'Asia. 

\Callabiàna Comune in provincia di Biella (170 ab., CAP 13060, TEL. 015). 

\callàia, sf. 1 Stretto passaggio. 2 Apertura fatta in una siepe per entrare nei campi. 

\callaiòla, sf. Piccola rete che i cacciatori pongono nelle aperture delle siepi per catturare piccola selvaggina. 

\Callao Città del Per˙ (450.000 ab.) capoluogo di provincia, sorge sulla costa pacifica (penisola La Punta), a 10 km da Lima. È il maggiore porto del paese, con industrie metalmeccaniche, chimiche, tessili e alimentari (conserva del pesce). 

\Callas, Maria (New York 1923-Parigi 1977) Nome d'arte di Maria Kalogeròpoulos, cantante d'opera di origine greca. Considerata la massima cantante lirica nel registro di soprano del nostro secolo, contribuì ad ammodernare l'interpretazione con uno stile personalissimo che prescindeva dalle mode e dai manierismi in voga nei teatri d'opera ed ereditati dall'Ottocento. Vastissimo il suo repertorio, internazionali la sua popolarità e il suo successo grazie all'eccezionale bellezza della sua voce e alla sua originale capacità interpretativa, che raggiungeva i massimi livelli soprattutto nei ruoli drammatici (Norma, Sonnambula, Lucia di Lammermoor). 

\càlle, sm. Strada per lo più stretta. ~ vicolo. 

\Calle Mayor Film drammatico, spagnolo (1956). Regia di Juan Antonio Bardem. Interpreti: Betsy Blair, José Suarez, Dora Doll. Titolo originale: Calle Mayor 

\Callegàri, Giàn Pàolo (Bologna 1912-) Giornalista e scrittore italiano. Corrispondente di guerra e inviato speciale, ha scritto romanzi e sceneggiature cinematografiche. 

\calli- Primo elemento di parole composte. 
  greco kßllos bellezza. 

\Càllia (511? a. C.-?) Nobile ateniese. Strinse con Artaserse I il patto per la pace che prese il suo nome (499), con il quale la Persia rinunciava al Mediterraneo e ai tributi sulle città greche d'Asia. 

\Calliàno (Asti) Comune in provincia di Asti (1.393 ab., CAP 14031, TEL. 0141). 

\Calliàno (Trento) Comune in provincia di Trento (957 ab., CAP 38060, TEL. 0464). 

\callicreìna, sf. Proteasi che libera la chinina, agendo su una specifica alfa-globulina plasmatica. 

\Callìdini Gruppo di Insetti Coleotteri della famiglia dei Cerambici, dalle livree vivaci con riflessi metallici. 

\callidità, sf. Astuzia. ~ scaltrezza. 

\càllido, agg. Astuto. ~ accorto. 

\Callifòridi Famiglia di Insetti Ditteri Brachiceri ciclorafi a cui appartengono molte mosche ovipare o vivipare che allo stato larvale sono carnivore o parassite. 

\callifùgo, o callìfugo, agg. e sm. (pl.-ghi) Si dice di medicamento usato per eliminare i calli dei piedi. 
  sm. corn-plaster. 

\Calligàris, Novèlla (Padova 1954-) Nuotatrice. Nel 1973 fu campionessa del mondo degli 800 m in 8'52''97. 

\calligrafìa, sf. 1 Arte di scrivere a mano con eleganza e secondo precise regole. 2 Scrittura. ~ grafia. 
  sf. handwriting. 
  da calli-+ grafia. 
I primi studi calligrafici risalgono al rinascimento italiano e all'umanista Felice Feliciano da Verona che, con il suo manoscritto Alphabetum romanum del 1463, partendo da uno studio delle epigrafi romane, permise di dare diagrammi e istruzioni geometriche delle lettere capitali, che corrispondevano alle maiuscole della stampa. 
Damianus Moyllus stampò il primo trattato italiano sulla calligrafia, a Parma nel 1480, seguito nel 1509 dal De Divina Proportione di Luca Pacioli, stampato a Venezia da Paganino de Paganini. Nella seconda metà del XVI sec. la calligrafia ebbe uno stile barocco che reagì alla regolarità del ritmo grafico. L'angolosità del tratto scomparve, le aste superiori si incurvarono a destra con sviluppo delle grazie. La diffusione di questa tendenza venne chiamata bastarda italiana. 
Nel primo trattato francese di calligrafia (Champ Fleury di Geoffroy Tory del 1529) veniva descritta la costruzione geometrica delle lettere capitali. Gli ambienti commerciali e giudiziari erano conservatori; così i successivi manuali dell'Hamon nel 1561 e del De la Rue nel 1569 dovettero tener conto di tali tendenze, dando importanza alla cursive franšoise oltre alla cancelleresca italiana. Il conflitto durò fino alla fine del XVII sec., quando la scrittura italiana finì per imporsi nei ceti più elevati. Il grande calligrafo francese Barbedos e successivi maestri eliminarono lo stile barocco, trasformando la calligrafia in una corsiva più armoniosa, arrotondata ed elegante. Incisa su tavolette di rame era ottima per l'esecuzione di libri. 
Luigi XIV ebbe una notevole influenza sulla calligrafia e i modelli francesi si espansero in tutta Europa. In Olanda fu grande l'influenza italiana, sentita già nel Cinquecento per merito del geografo Mercator e dell'allievo Hondius; agli inizi del XVII sec. si affermò una grande scuola per la calligrafia grazie a Jan van der Velde. Dopo la Francia e l'Olanda la grossa influenza italiana passò all'Inghilterra, ove il divario fra la scrittura cancelleresca (chancery hand), la giudiziaria e amministrativa (court hand), la commerciale (secrety hand) e l'umanistica italica, era ancora più marcato che nel continente. 
In Inghilterra, Cocker, Ayres, Shelley, Bickam, elaborarono una calligrafia originale dal tracciato più veloce e meno pomposo, con aste ochiellate delle lettere b, d, f, h, k. 
In Germania il gusto estetico era piuttosto restio allo spirito innovatore del rinascimento e il contrasto con il mondo latino, legato alla riforma luterana, bloccava ogni influenza italiana. Erano usate vecchie forme gotiche sul modello della Fraktur. Una scrittura corsiva derivata dalla bastarda francese si sviluppò nel XVII sec. fino alla corsiva tedesca del XIX sec. 
Nel XIX sec. la corsiva inglese trionfò in tutta Europa e, unita alla ronde, formò un importante punto di riferimento dell'insegnamento scolastico della calligrafia. 
Con l'introduzione della dattilografia lo studio della calligrafia perse ogni importanza. In Gran Bretagna Cockerell, Cowlishaw, Johnston, Morris, Wardrop tornarono al gusto della scrittura cancelleresca italiana rimodernando i caratteri con forme di grande eleganza. Johnston fu considerato il miglior esperto dello studio calligrafico dei nostri tempi e dedicò alla sua tecnica un libro pubblicato nel 1906, che fu tradotto in tedesco nel 1928. Attualmente gli studi calligrafici sono stati praticamente abbandonati. 

\calligraficaménte, avv. In modo da calligrafo. 

\calligràfico, agg. (pl. m-ci) 1 Di calligrafia. perizia calligrafica, per determinare l'autenticità di una firma, di uno scritto. 2 Si dice di artista che dia particolare importanza alla forma. ~ formalistico. 

\calligrafìsmo, sm. Tendenza artistica caratterizzata da eccessiva preoccupazione formale. 

\callìgrafo, sm. 1 Chi esercita o insegna l'arte della calligrafia. perito calligrafo. 2 Chi ha una bella scrittura. 3 Artista che cura particolarmente la forma. 

\calligràmma, sm. (pl.-i) Poesia in cui la composizione tipografica dei versi concorre a un effetto estetico. 

\Calligrammi Opera di poesia di G. Apollinaire (1918). 

\Callìmaco Scultore greco vissuto nel V sec. a. C. Gli scrittori antichi gli attribuiscono numerose opere, tra cui una statua di Era nel tempio dedicato alla dea a Platea e il ciclo delle Menadi danzanti; secondo Vitruvio sarebbe l'inventore del capitello corinzio. 

\Callìmaco di Cirène (circa 310-240 a. C.) Poeta greco, nato nella colonia di Cirene sulla costa africana, fu il più illustre esponente della poesia dotta alessandrina. Chiamato da Tolomeo Filadelfo tra il 280 e il 270 a. C., ruotò nell'ambito della sua corte, quindi svolse incarichi nella biblioteca di Alessandria e nel museo. All'epica omerica del poema tradizionale greco oppose l'epillio (diminutivo di epos), un ridotto poema epico pieno di vivacità, di stile ricercato e a carattere erudito (Ecale, epillio in esametri che prende il nome da Zeus Ecaleo). Poco è sopravvissuto della sua opera poetica (800 opere secondo alcuni), solo gli Epigrammi e gli Inni ci sono giunti completi, il resto è costituito da pochi frammenti. Celebre è la sua elegia Chioma di Berenice (245 a. C. ca.), della quale Catullo e Foscolo hanno effettuato la traduzione; tra le altre opere, sessanta epigrammi, 1.000 giambi, sei inni (uno in distici elegiaci e cinque in esametri). La fama di Callimaco fu immensa presso gli scrittori romani di elegie (i cosiddetti ne˛teroi) e presso gli scrittori greci delle epoche successive. 

\callionymus, sm. invar. Genere di Pesci Actinopterigi a cui appartiene il callionimo lira. 

\Callìope Personaggio mitologico. Musa della poesia. 

\callìope, sf. Nome volgare di un uccello appartenente alla famiglia dei Turdidi, simile all'usignolo. 

\callipigia callipige, loc. agg. e sost. f. invar. Detto di Venere "dalla belle natiche" 

\callìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi cura o estirpa i calli. 
  sm. chiropodist. 

\Callìsto (astronomia) Satellite di Giove, venne scoperto da Galileo nel 1610; ha un raggio di 2.450 km, un periodo orbitale di 16,69 giorni e dista 1.880.000 km. 

\Callìsto (papi) Nome di papi. 
Callisto I 
(Roma 155?-222) Santo; fu papa dal 217 al 222. 
Callisto II 
(1060 ca.-Roma 1124) Guido di Borgogna, nel 1109 fu eletto papa e depose l'antipapa di parte imperiale Gregorio VIII; riformò il clero e strinse con Enrico V il concordato di Worms (1112). 
Callisto III 
(J´tiva 1378-Roma 1458) Alfonso Borgia. Fu eletto papa nel 1455, e tentò di bandire la crociata contro i turchi che avevano conquistato Costantinopoli nel 1453. 

\Callitricàcee Famiglia di piante acquatiche dell'ordine delle Tricocche, diffusa in tutto il mondo. 

\callìtrice, sf. Genere di Scimmie Platirrine della famiglia dei Callitricidi, note con il nome di uistitì, diffuse nell'America meridionale. 

\callìtriche Genere di piante erbacee appartenenti alla famiglia delle Callitricacee che crescono in acque stagnanti e in zone marittime. 

\Callitrìcidi Famiglia di Scimmie Platirrine dell'America meridionale, di piccola taglia, con pelame molto folto, orecchie pelose, coda lunga e non prensile. 

\callitrìs, sf. invar. Genere di piante arboree o arbustive appartenenti alla famiglia delle Cupressacee, comunemente chiamate cipressi australiani. 

\càllo, sm. 1 Indurimento della pelle. ~ durone. 2 Abitudine. ~ consuetudine. 
  sm. callus, corn. 
  lat. callum (-us). 
In medicina è un ispessimento circoscritto della parte più superficiale della pelle. Viene prodotto dallo strofinamento ripetuto e prolungato di superfici dure o ruvide, soprattutto sull'epidermide delle mani e dei piedi. 
Callo osseo 
Tessuto osseo che si forma nel punto di frattura per ricongiungere in modo solido e duraturo le due parti. Il processo ha luogo naturalmente se i due segmenti dell'osso fratturato sono adeguatamente vicini e allineati e la parte è sufficientemente irrorata dal sangue. Il tempo impiegato dal callo osseo prima di formarsi può variare da venti giorni a sei mesi e dipende dall'età del paziente e dal tipo di frattura. 

\Callorìnchidi Famiglia di Pesci Olocefali. 

\callorìnco, sm. (pl.-chi) Genere di Pesci della famiglia dei Callorinchidi, detti anche pesci elefante per la loro prominenza cartilaginea a forma di proboscide. 

\callòsi, sf. Carboidrato, la cui natura chimica non è ancora certa, che si deposita in grande quantità sulle piastre dei tubi cribrosi delle piante prima dell'inverno. 

\callosità, sf. Qualità di ciò che è calloso. 

\callóso, agg. 1 Pieno di calli. 2 Che presenta una durezza simile a quella dei calli. ~ indurito. <> liscio. 3 Corpo calloso: lamina di sostanza bianca del cervello che unisce i due emisferi cerebrali, costituita da fibre che mettono in rapporto le zone omologhe della corteccia cerebrale. 

\Callot, Jacques (Nancy 1592-1635) Incisore francese. Tra le opere Serie dei Capricci (1617) e Serie degli Zingari (1621, Nancy, Biblioteca). 

\calloviàno, agg. e sm. Di piano inferiore del giurassico superiore, compreso tra il batoniano e l'oxfordiano. 

\callùna, sf. Genere di piante di brughiera della famiglia delle Ericacee, di cui il brugo, Calluna Vulgaris, è l'unica specie. 

\càlma, sf. 1 Mancanza di vento. ~ bonaccia. <> tempesta. calma tropicale, zona priva di venti e umidità che caratterizza i tropici. 2 Silenzio, tranquillità. ~ quiete. <> tumulto. calma politica, periodo in cui non accadono fatti di grande rilievo. 3 Stato di serenità. ~ imperturbabilità. 4 Flemma, tranquillità. ~ placidità. <> agitazione. parlare con calma, senza fretta. 5 Esortazione a non impaurirsi. 
  sf. peace, calm. 
  lat. cauma, dal greco kauma calore ardente. 

\calmànte, agg. e sm. agg. Che calma. 
sm. Rimedio che calma il dolore e placa la tensione nervosa. ~ tranquillante. <> stimolante. 
  sm. tranquillizer, sedative, painkiller. 

\calmàre, v. v. tr. Rendere calmo; placare, ammansire, sedare, attenuare, attutire. ~ quietare. <> eccitare, provocare. 
v. intr. pron. 1 Placarsi, tranquillizzarsi, ammansirsi. ~ quietarsi. <> agitarsi. 2 Attutirsi, diminuire. ~ sopirsi. <> aumentare. 
  v. tr. 1 to calm. 2 (attenuare) to ease, to soothe. v. intr. pron. 1 to calm down, to grow calm. 2 (placarsi) to drop, to ease. 
  deriv. da calma. 

\Calmàzzo Centro delle Marche situato sul Metauro a 154 m di altezza. Nelle vicinanze, nel 1502, Cesare Borgia fu vinto dall'esercito dei congiurati della magione. 

\Calmette, Albert-Léon (Nizza 1862-Parigi 1933) Batteriologo francese. Realizzò una tecnica diagnostica basata sulla reazione allergica alla tubercolina e, in collaborazione con A. Guerin, mise a punto il siero antitubercolare (BCG) per la vaccinazione preventiva. Tra le opere La vaccinazione preventiva contro la tubercolosi (1927). 

\calmieraménto, sm. 1 Il calmierare. 2 Misura o misure atte a calmierare. 

\calmieràre, v. tr. Sottoporre a calmiere. 

\calmieratóre, sm. (f.-trìce) 1 Che impone un calmiere. 2 Che frena l'aumento dei prezzi operando indirettamente come calmiere. 

\calmière, sm. Prezzo massimo, fissato dall'autorità, per la vendita di determinate merci. 
  sm. price control, controlled price. 

\càlmo, agg. 1 Che si trova in uno stato di calma; quieto, sereno, mite, paziente. ~ pacato. <> eccitato. 2 Di mare, tranquillo, quieto, piatto. ~ fermo. <> agitato. 
  agg. 1 quiet, calm. 2 (mare) smooth. 
  deriv. da calmare. 

\Càlmo, Andrèa (Venezia 1509-1571) Attore. Interpretò la commedia classica mescolandola con i dialetti settentrionali: La spagnola (1549) e Il Saltuzza (1551). 

\calmodulìna, sf. In biochimica, proteina che regola la concentrazione di calcio intracellulare e indirettamente molte funzioni cellulari, propria degli eucarioti. 

\Calmùcchi, repùbblica déi Repubblica autonoma (321.000 ab.) della Russia, capoluogo Elista. Situata a sud-ovest del fiume Volga comprende una parte della pianura Sarmatica. L'attività prevalente è l'agricoltura. 

\calmùcco, agg. (pl. m.-chi) Relativo ai calmucchi. 

\càlo, sm. 1 Declino. ~ decadenza. <> ascesa. 2 Perdita di forze. ~ deperimento, indebolimento. <> rafforzamento, rinvigorimento. 3 Diminuzione di volume, peso, prezzo, che si verifica per cause naturali. ~ abbassamento, riduzione. <> crescita. 
  sm. 1 fall, drop. 2 (peso) loss. 3 (volume) shrinkage. 
  deriv. da calare. 

\calògero, sm. Monaco greco dell'ordine di San Basilio. 

\Calolziocórte Comune in provincia di Lecco (14.420 ab., CAP 24032, TEL. 0341). Centro industriale (prodotti tessili, chimici e metalmeccanici) sul lago di Olginate. Gli abitanti sono detti Calolziesi

\calomelàno, sm. Composto chimico usato come purgante e disinfettante intestinale. 

\Calonne, Chales-Alexandre de (Douai 1734-Parigi 1802) Politico francese. Nel 1783 diresse le finanze dello stato per conto di Luigi XVI e propose il progetto di riforma che prevedeva l'imposta fondiaria per clero e nobiltà, che però non fu approvata. 

\Caloocan Città (764.000 ab.) delle Filippine, nell'isola di Luzon (provincia di Rizal). 

\Calopezzàti Comune in provincia di Cosenza (1.525 ab., CAP 87060, TEL. 0983). 

\calóre, sm. 1 Forma di energia della materia dovuta al movimento delle molecole che la costituiscono. 2 Stato di ciò che è caldo. ~ calura. <> freddo. 3 Ardore, entusiasmo. ~ fervore. <> freddezza, distacco, indifferenza. 
  sm. 1 heat. 2 (tepore) warmth. 3 (ardore) eagerness. 
  lat. calor,-oris, deriv. da calere esser caldo. 
Nel Sistema Internazionale (SI) la quantità di calore si misura in unità di energia, o joule (J), anche se la precedente unità di misura, la caloria, è ancora molto usata.  Il calore si trasmette tra i corpi per conduzione, convezione e per irraggiamento.  Le energie meccanica, elettrica e nucleare si possono trasformare interamente in calore, mentre non vale il contrario.  Il calore latente è la quantità di calore, che non si manifesta con variazione di temperatura, che occorre fornire o sottrarre all'unità di massa di una certa sostanza per farla passare da uno stato a un altro dopo che la sostanza in esame abbia già raggiunto la temperatura alla quale tale transizione di stato può avvenire.  Il calore specifico di una sostanza è la quantità di calore necessaria per elevare di 1 °C la temperatura di un'unità di massa della sostanza in questione; è espresso in J/(kg·°C) .
   Il calore terrestre è il calore peculiare della Terra; la temperatura aumenta mediamente di 1 °C ogni 33 m nello strato di crosta terrestre superficiale (entro i 3 km). 
   In campo medico e biologico la formazione di calore negli organismi animali è garantita dai costanti processi ossidativi che si verificano nei tessuti e dal metabolismo. Quotidianamente il calore prodotto da un uomo che svolge un'attività media è pari a circa 3.000 calorie. 
Colpo di calore 
Si verifica quando si resta esposti a lungo a temperature elevate in ambiente molto umido. Possono facilitarne l'insorgenza condizioni quali sforzi fisici, sudorazione profusa, disidratazione, diarrea, vestiti inadeguati, luoghi poco ventilati. Il colpo di calore si presenta con ipertermia (con cute rossa, calda e secca per temporaneo impedimento del meccanismo della sudorazione), tachicardia (anche fino a oltre 160 battiti al minuto), brividi, cefalea; respiro difficoltoso; possibile tendenza alla perdita di coscienza. Occorre portare il soggetto in luogo fresco e ombreggiato, fargli assumere la posizione supina ed eventualmente a gambe sollevate, togliere gli indumenti, applicare impacchi freddi alla nuca, ai polsi, alle zone inguinali e dare da bere liquidi con aggiunta di sale da cucina. Se il quadro tende ad assumere un andamento più grave con perdita di coscienza, richiedere con tempestività l'intervento di mezzi e personale qualificato. Per prevenire il colpo di calore occorre evitare di soggiornare a lungo in ambienti molto caldi e umidi. 

\Calóre, o Calóre Irpìno Fiume campano, lungo 108 km, nasce sul monte Acellica e si getta nel Volturno. 

\Calóre, o Calóre Lucàno Fiume lungo 63 km, nasce nel massiccio del Cilento e si getta nel Sele. 

\calorìa, sf. Unità di misura, indicata con il simbolo cal, della quantità di calore necessaria per elevare da 14,5° a 15,5 °C un grammo di acqua distillata; non rientra nel Sistema Internazionale (SI); viene ricondotta ad esso considerandola equivalente a 4.1868 J. Quando ci si riferisce ai contenuti energetici degli alimenti, si usa a volte la parola caloria (o grande caloria, simboleggiata con Cal) per intendere la chilocaloria, ossia 1000 cal. 
  sf. calory, calorie. 
Valori calorici di alimenti comuni vedi:

\calòrico, agg. (pl. m.-ci) Che si riferisce al calore o alle calorie. 

\calorìfero, sm. Apparecchio formato da tubi in cui circola acqua calda, vapore, aria calda, usato per riscaldare gli ambienti (calorifero significa "che porta calore"). ~ termosifone. 
  sm. radiator. 

\calorìfico, agg. (pl. m.-ci) Che produce calore. 

\calorìfugo, agg. (pl. m.-gi) Detto di sostanza poco conduttrice di calore. 

\calorimetrìa, sf. Parte della termologia che studia la misurazione del calore, nata nei primi decenni dell'Ottocento. 

\calorimètrico, agg. (pl. m.-ci) Inerente alla calorimetria. 

\calorìmetro, sm. Apparecchio usato in calorimetria per misurare la quantità di calore ceduta o assorbita da un corpo durante lo svolgimento di specifici processi fisici e chimici o durante combustione; in modo particolare viene usato per stabilire il calore specifico delle sostanze. 

\calorizzazióne, sf. Processo mediante il quale su una superficie di acciaio si forma uno strato protettivo anticorrosione di lega ferro-alluminio. 

\calorosaménte, avv. Con calore; animatamente, entusiasticamente, vivacemente. ~ cordialmente. 

\calorosità, sf. L'essere caloroso. 

\caloróso, agg. 1 Che produce calore. 2 Che non soffre il freddo. <> freddoloso. sei una persona cosý calorosa da tenere aperte le finestre anche d'inverno? 3 Cordiale, festoso, esuberante, fervido. ~ espansivo. <> freddo, distaccato. un caloroso saluto
  agg. friendly, warm. 

\calòscia, sf. (pl.-sce) Soprascarpa. 
  franc. galoche. 

\calosòma, sm. (pl.-i) Genere di Insetti Coleotteri della famiglia dei Carabidi, attivo distruttore di Insetti dannosi per l'agricoltura. Ha vistose livree verdi, blu o bronzee, chiazzate di nero, con riflessi metallici. 

\Calòsso Comune in provincia di Asti (1.356 ab., CAP 14052, TEL. 0141). 

\calotipìa, sf. Procedimento fotografico nel quale viene si usa come negativo carta sensibile ai sali di ferro e argento. 

\calotìpo, sm. Immagine fotografica ricavata mediante calotipia. 

\calotropis, sf. invar. Genere di arbusti o piccoli sempreverdi della famiglia delle Asclepiadacee, originarie delle regioni tropicali dell'Africa e dell'Asia. 

\calòtta, sf. 1 Ciascuna delle due parti di una superficie sferica.  2 Cupola del berretto o cappello senza tesa. ~ zucchetto. 3 Copertura a forma convessa di un meccanismo o di un motore. 4 Sommità nevosa o ghiacciata, di forma tondeggiante, di una montagna. 
  sf. cap. 
  franc. calotte
In geometria si chiama calotta sferica ognuna delle due parti in cui rimane suddivisa la superficie di una sfera da un piano secante. 
In architettura indica la sfera sovrapposta al tamburo o ai pennacchi di una cupola; nell'abside ha la forma di un quarto di sfera (catino). 
Calotte polari 
Le due zone della superficie della terra, che si trovano attorno ai poli geografici fino ai relativi circoli polari. La calotta che si estende attorno al polo sud viene definita antartica, mentre quella che sta attorno al polo nord è detta artica. 

\Calovéto Comune in provincia di Cosenza (1.621 ab., CAP 87060, TEL. 0983). 

\calpestaménto, sm. Atto, effetto del calpestare. 

\calpestàre, v. tr. 1 Premere con i piedi, camminare sopra qualcosa. ~ pestare. 2 Opprimere, violare, offendere. ~ disprezzare. <> rispettare, onorare. 
  v. tr. to trample on, to tread on; (vietato calpestare l'erba) keep off the grass. 
  da cal(care) + pestare. 

\calpestìo, sm. Il calpestare prolungato. ~ scalpiccio. 

\Caltabellòtta Comune in provincia di Agrigento (5.059 ab., CAP 92010, TEL. 0925). 

\Caltagiróne Comune in provincia di Catania (39.000 ab., 608 m, CAP 95041, TEL. 0933) sorge su un colle tra i monti Erei e Iblei. Il territorio è coltivato a cereali, viti, agrumi, ulivi e tabacco che alimentano il mercato agricolo. Pregiato l'artigianato delle maioliche e della terracotta. La città fu occupata da arabi (IX sec.), normanni (XI sec.) e Aragonesi (1464). Conserva edifici in stile barocco come le chiese di San Giacomo e San Giorgio. 

\Caltanissètta Città della Sicilia (415,94 km2, 63.000 ab., 568 m, CAP 93100, TEL. 0934), capoluogo della provincia omonima. È situata nel cuore dell'isola, su un'altura (monte San Giuliano) che sovrasta la valle del fiume Salso. È importante mercato dei prodotti agricoli della zona (cereali, frutta, olio, vino, agrumi), con industrie alimentari e meccaniche. È sede di un istituto tecnico minerario, un museo mineralogico e dei begli edifici barocchi (palazzo Moncada, chiesa di San Sebastiano, duomo). La città sorge sul luogo dell'antica Nisa o Nissa, centro di origine greca, da cui deriva il nome con cui vengono chiamati gli abitanti di Caltanissetta, nisseni; dal 1087 fu feudo normanno, quindi divenne contea e poi ducato degli Aragonesi. Nel 1407 passò sotto il dominio dei Moncada. 
Provincia di Caltanissetta 
(2.128 km2, 294.000 ab.) È una zona collinosa coltivata a cereali, frutta, vite e olivi; nella pianura di Gela si incontrano molti agrumeti. Il sottosuolo fornisce zolfo e petrolio. Buono il movimento turistico. I centri principali sono Gela, Mazzarino, Niscemi, San Cataldo. 

\Caltavutùro Comune in provincia di Palermo (4.943 ab., CAP 90022, TEL. 0921). 

\Caltignàga Comune in provincia di Novara (2.212 ab., CAP 28010, TEL. 0321). 

\Càlto Comune in provincia di Rovigo (872 ab., CAP 45030, TEL. 0425). 

\Caltràno Comune in provincia di Vicenza (2.329 ab., CAP 36030, TEL. 0445). 

\calùgine, o calùggine, sf. 1 Lanugine bianca che copre foglie, frutti e simili. 2 La prima pelurie degli Uccelli e degli adolescenti. 

\calumàre, v. tr. Far scorrere un cavo o una catena fuori bordo o dall'alto dell'alberatura sul ponte di coperta. 

\calumet, sm. invar. Pipa sacra dei Pellirosse. 

\calùmo, sm. La parte del cavo di ormeggio o di rimorchio, o della catena dell'ancora, che viene a trovarsi fuori bordo. 

\calùnnia, sf. Falsa accusa che si muove a qualcuno pur sapendolo innocente, per danneggiarlo; diffamazione, maldicenza, impostura. ~ denigrazione. <> lode, elogio, encomio. 
  sf. calumny, slander. 
  lat. calumnia. 

\Calunnia, La Film drammatico, americano (1936). Regia di William Wyler. Interpreti: Merle Oberon, Miriam Hopkins, Joel McCrea. Titolo originale: These Three 

\calunniàre, v. tr. Accusare falsamente. ~ screditare. <> elogiare. 
  v. tr. to slander. 
  lat. calumniari. 

\calunniatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi calunnia. 

\calunnióso, agg. Che ha carattere o scopo di calunnia. ~ maldicente, diffamatorio. <> elogiativo, veritiero. 

\calùra, sf. Intenso caldo estivo. ~ canicola. <> freddo, gelo, fresco. 
  lat. calura, deriv. da calere esser caldo. 

\Calùsco d'Àdda Comune in provincia di Bergamo (7.959 ab., CAP 24033, TEL. 035). 

\Calùso Comune in provincia di Torino (7.320 ab., CAP 10014, TEL. 011). 

\calutróne, sm. Apparecchio per la separazione degli isotopi dell'uranio con il metodo dello spettrografo di massa, progettato nel 1941. 

\Calvados Dipartimento (618.000 ab.) della Francia, capoluogo Caen, sulla costa presso la Manica. 
calvados, sm. invar. 
Acquavite di mele. 

\Calvagése délla Rivièra Comune in provincia di Brescia (1.993 ab., CAP 25080, TEL. 030). 

\Calvànico Comune in provincia di Salerno (1.241 ab., CAP 84080, TEL. 089). 

\calvàrio, sm. 1 Via crucis. 2 Serie prolungata di sofferenze. ~ tribolazione. <> felicità, fortuna. 
  sm. cross, affliction. 
  lat. tardo calvarium, deriv. da calvaria teschio. 

\Calvàrio Nome dato alla collina, dove fu crocifisso Gesù, fuori dalle mura di Gerusalemme. 

\Calvatóne Comune in provincia di Cremona (1.304 ab., CAP 26030, TEL. 0375). 

\Calvèllo Comune in provincia di Potenza (2.362 ab., CAP 85010, TEL. 0971). 

\Calvène Comune in provincia di Vicenza (1.243 ab., CAP 36030, TEL. 0445). 

\Calvenzàno Comune in provincia di Bergamo (3.030 ab., CAP 24040, TEL. 0363). 

\Calvèra Comune in provincia di Potenza (662 ab., CAP 85030, TEL. 0973). 

\Càlvi Comune in provincia di Benevento (2.243 ab., CAP 82010, TEL. 0824). 

\Càlvi déll'Ùmbria Comune in provincia di Terni (1.823 ab., CAP 05032, TEL. 0744). 

\Càlvi Risòrta Comune in provincia di Caserta (5.605 ab., CAP 81042, TEL. 0823). 

\Càlvi, Pièr Fortunàto (Briana di Noale 1817-Belfiore, Mantova 1855) Patriota. Fu a capo di un tentativo insurrezionale nel Cadore (1853) che gli costò l'impiccagione per mano austriaca. 

\Calvignàno Comune in provincia di Pavia (152 ab., CAP 27045, TEL. 0383). 

\Calvignàsco Comune in provincia di Milano (735 ab., CAP 20088, TEL. 02). 

\Calvin, Melvin (Saint Paul, Minnesota 1911-Berkeley 1997) Chimico statunitense. Studiò approfonditamente la chimica organica, alcuni composti (chelati) e la fotosintesi vegetale, di cui spiegò il meccanismo della fosforilazione mediante l'impiego di isotopi radioattivi. Fu insignito del premio Nobel per la chimica nel 1961. 

\calvinìsmo, sm. Dottrina religiosa protestante, sviluppata da G. Calvino (Noyon 1509-Ginevra 1564). Centrale nell'ideologia calvinista è il principio della doppia predestinazione (eletti e dannati), secondo cui il destino delle anime è determinato solo dalla volontà divina; il criterio dell'elezione è un mistero che va accettato; la parola di Dio espressa nelle Scritture è l'unica autorità in materia di fede e di morale. Due sono i sacramenti riconosciuti: il battesimo e l'eucaristia (santa cena), nella quale si riconosce la presenza spirituale del Cristo, a differenza della concezione di presenza materiale sostenuta dai luterani. Il rifiuto della gerarchia e dell'autorità ecclesiastica, l'allargamento della partecipazione dei laici alla vita religiosa e la sostenuta supremazia della religione sul potere politico (contro il principe che osteggiasse la chiesa di Dio è lecita la resistenza anche armata) favorirono le aspirazioni della borghesia che aderì fortemente alla dottrina. Fondamentale per il successo del calvinismo fu anche la valorizzazione del lavoro come valore etico: il credente vede nel successo in affari o in politica il segno visibile della predestinazione alla salvezza. La dottrina calvinista fu esposta da Giovanni Calvino nella sua opera fondamentale Istituzioni della religione cristiana (1536-1560) completata dopo circa trent'anni di lavoro. Si tratta della migliore esposizione sistematica dei principi riformatori, che rimarrà come testo base per gran parte del protestantesimo. Secondo Calvino, il credente, uomo peccatore, è una nullità di fronte a Dio, infinita Maestà. Dio è sovrano e tutto dipende da Lui. I piani predisposti dall'Eterno per il tempo, la storia e per i singoli individui non sono noti all'uomo. Servire il regno di Dio è essenziale. Nell'azione a servizio del regno di Dio si risolve ogni dubbio che il credente possa avere per la propria elezione. Solo la Grazia divina opera la liberazione dalla schiavitù e dal male. La vera libertà è identificazione del volere dell'uomo con il volere di Dio, che elegge i credenti come instauratori del suo regno sulla terra. Il calvinismo conta a oggi circa 40 milioni di fedeli sparsi in tutto il globo. 

\calvinísta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) Che, chi segue la dottrina di Calvino. 

\Calvìno, Giovànni (Noyon 1509-Ginevra 1564) Riformatore religioso francese. Studiò filosofia e diritto a Parigi, Orléans e Bourges. Nel 1533 si convertì alla fede riformata; soggiornò per un breve periodo a Basilea, ove pubblicò l'Institutio christianae religionis (1536), opera fondamentale per l'esposizione della sua dottrina. Trasferitosi a Ginevra fu costretto alla fuga, essendo falliti i suoi tentativi di imporre uno stato teocratico. Rientrato nel 1541 nella città svizzera, acquistò grande autorità come predicatore e professore di teologia, tanto da poter imporre le Ordinanze ecclesiastiche (1541), organo politico religioso per l'organizzazione della chiesa di Ginevra. I punti fondamentali della sua dottrina sono la doppia predestinazione (solo gli eletti si salveranno), il ruolo decisivo della grazia divina, il rifiuto della struttura gerarchica della chiesa, il valore simbolico dei sacramenti, fra i quali vengono accettati solo il battesimo e la cena eucaristica. Nome francese Jean Calvin, propriamente Cauvin, latinizzato Calvinus

\Calvìno, Ìtalo (Santiago de Las Vegas, Cuba 1923-Siena 1985) Scrittore che iniziò la sua carriera ispirandosi alla resistenza (Il sentiero dei nidi di ragno, 1948; Ultimo viene il corvo, 1949), per poi calarsi in una narrativa densa di fantasia. Tra le sue opere, la trilogia fantastica I nostri antenati (Il visconte dimezzato, 1952, Il barone rampante, 1957, Il cavaliere inesistente, 1960), Marcovaldo ovvero Le stagioni in cittÓ (1963); Le cosmicomiche (1965); Ti con zero (1968); Le cittÓ invisibili (1972); Se una notte d'inverno un viaggiatore (1979); Lezioni americane (pubblicato postumo nel 1988, raccolta di sei conferenze sulla letteratura tenute da Calvino all'università di Harvard nel 1985-1986). Il barone rampante è il romanzo più noto di Calvino ed è stato tradotto in quindici lingue. È la storia fantastica di un ragazzo che sale su un albero per gioco e decide di non scendere più a terra per nessuna ragione. Saltando da un albero all'altro trascorre tutta la sua vita e riesce anche ad assistere ad avvenimenti storici come la rivoluzione francese e le guerre di Napoleone. Per ricchezza di motivi e costanza di risultati, l'opera di Calvino è probabilmente ineguagliata tra gli scrittori italiani contemporanei. 

\Calvisàno Comune in provincia di Brescia (6.809 ab., CAP 25012, TEL. 030). 

\calvìzie, sf. Scarsità o mancanza totale di capelli. 
  sf. baldness. 
  lat. calvities. 

\Calvizzàno Comune in provincia di Napoli (10.122 ab., CAP 80012, TEL. 081). 

\càlvo, agg. e sm. agg. 1 Privo di capelli. ~ pelato. <> capelluto. 2 Privo di vegetazione. 
sm. Chi è affetto da calvizie. <> capellone. 
  agg. bald. sm. bald man. 
  lat. calvus. 

\Calvo Sotelo, José (Tuy 1893-Madrid 1936) Politico spagnolo. Capo dell'estrema destra monarchica, venne ucciso dagli avversari politici. 

\Càlvo, mónte La vetta più elevata (1.055 m) del Gargano, che domina il centro di San Giovanni Rotondo. 

\calypso vedi calipso

\càlza, sf. 1 Indumento a maglia che riveste la gamba dal piede o dalla caviglia in su, di lunghezza variabile. ~ calzerotto. far la calza, tesserla a mano. 2 Stoppino di cotone, utilizzato nei lumi a petrolio. 
  sf. 1 (femminile) stocking. 2 (maschile) sock. 
  lat. calcea, deriv. da calx, calcis calcagno. 

\Càlza Bìni, Albèrto (Roma 1881-1957) Architetto urbanista. Lavorò ai piani regolatori di Roma, Taranto e Salerno. Presiedette l'Istituto case popolari (1923-1943). 

\Calzabìgi, Ranièri de' (Livorno 1714-Napoli 1795) Librettista. Tra le opere Orfeo e Euridice (1762) e Alceste (1768). 

\calzamàglia, sf. 1 Indumento di maglia che fascia tutto il corpo dal collo ai piedi o dalla vita ai piedi. 2 Nel medioevo italiano, calzoni molto aderenti del costume maschile. 
  sf. leotard. 
  da calza + maglia

\calzànte, agg. e sm. agg. Che calza, che aderisce perfettamente; aderente, confacente, azzeccato. ~ adatto. <> improprio. gli fece allora un esempio calzante, per chiarire meglio il concetto. 
sm. Arnese che serve per infilare le scarpe. ~ calzascarpe. 
  sm. shoehorn. 
  p.pres. di calzare

\calzàre, v. e sm. v. tr. 1 Infilare scarpe, guanti, calze o altri indumenti che aderiscono a una parte del corpo. ~ indossare. <> togliere, levare. 2 Fornire di calzature. vestire e calzare una persona, mantenerla. 3 Avere indosso. ~ portare. <> togliere. calzava un paio di anfibi molto pesanti
v. intr. 1 Di indumenti, andar bene, essere aderenti. il berretto calza bene. 2 Convenire, essere appropriato. ~ confarsi. <> stridere, stonare. calzare a pennello, essere perfetto. 
sm. Stivale, scarpa. ~ calzatura. 
  v. tr. (indumenti in genere) to put on. v. intr. to fit. 
  lat. calceare

\calzascàrpe, sm. invar. Calzatoio. ~ calzante. 

\calzatóia, sf. 1 Pezzetto di legno che si infila sotto un mobile zoppicante per dagli stabilità. 2 Cuneo che si infila sotto le ruote di un veicolo in pendenza per impedirgli di muoversi. 

\calzatóio, sm. Arnese che aiuta a calzare le scarpe. 

\calzatùra, sf. Nome usato per definire, genericamente, ogni tipo di scarpa. ~ scarpa. 
  sf. footwear. 
  deriv. da calzare. 

\calzaturière, sm. Industriale della calzatura. 

\calzaturièro, agg. e sm. agg. Delle calzature. 
sm. Chi lavora nei calzaturifici. 

\calzaturifìcio, sm. Fabbrica di calzature. 

\Calzécchi-Onèsti, Temìstocle (Lapedona 1853-Monterubbiano 1922) Fisico. Progettò e realizzò un rilevatore di onde elettromagnetiche (coherer). 

\calzeròtto, sm. Calza corta specialmente di lana grossa. 

\calzétta, sf. 1 Calza, generalmente di lana. 2 Calza per bambini. 3 Persona mediocre, priva di personalità e di scarse capacità. 

\calzettàio, sm. Chi vende calze o le fabbrica. 

\calzetterìa, sf. Fabbrica di calze. 

\calzettóne, sm. Calza pesante di lana che arriva fino al ginocchio. 
  sm. heavy knee-length sock. 

\calzifìcio, sm. Opificio tessile adibito alla fabbricazione delle calze. 

\calzìno, sm. Calza portata dagli uomini o dai bambini. 
  sm. sock. 
  dimin. di calza. 

\Calzolai, I Commedia di S. I. Witkiewicz (1934). 

\calzolàio, sm. Artigiano che fa o aggiusta calzature. ~ ciabattino. 
  sm. 1 shoemaker. 2 (che aggiusta) cobbler. 
  lat. calceolarius. 

\Calzolaio di Vigevano, Il Romanzo di L. Mastronardi (1959). 

\calzolerìa, sf. 1 Bottega in cui si fabbricano o si vendono scarpe. 2 Arte del calzolaio. 
  sf. shoe shop. 

\calzoncìno, sm. Calzone corto. 

\calzóne, sm. 1 Usato nell'accezione plurale, indumento maschile che copre la persona dalla cintola alla caviglia. ~ pantaloni. Ŕ una donna che porta i calzoni, donna che comanda. 2 Involucro di pasta di pane farcito. 
  sm. trouser leg. 
  deriv. da calza

\CAM In informatica è la sigla di Computer-Aided Manufacturing (produzione assistita da calcolatore). È una tecnica che permette la generazione computerizzata di percorsi utensile per macchine a controllo numerico. 

\Cam Personaggio biblico. Secondo figlio di Noè, diede origine ai camiti e nell'elenco etnografico è considerato il capostipite degli africani e degli abitanti dell'Asia occidentale. Si attirò una maledizione che ricadde sul figlio Canaan e sui discendenti. 

\camàglio, sm. Parte di armatura a protezione del collo e delle spalle, solitamente in maglia di ferro. 

\Camàgna Monferràto Comune in provincia di Alessandria (596 ab., CAP 15030, TEL. 0142). 

\Camagüey Città (287.000 ab.) cubana, capoluogo della provincia omonima. 

\camaïeu, sm. invar. 1 Tecnica per ottenere il chiaroscuro nell'incisione in legno. 2 Particolare tintura, nell'industria tessile, a fondo unico con più gradazioni sul medesimo tono. 

\Camaióre Comune in provincia di Lucca (30.648 ab., CAP 55041, TEL. 0584). Centro industriale (prodotti calzaturieri, metallurgici e della carta) e turistico (balneazione sulla costa presso il Lido di Camaiore). Vi si trovano la chiesa di San Michele e la badia di San Pietro, dell'XI sec. Gli abitanti sono detti Camaioresi

\Camairàgo Comune in provincia di Lodi (513 ab., CAP 20072, TEL. 0377). 

\camaldolése, agg. e sm. agg. Che si riferisce all'ordine dei benedettini eremiti fondato a Camaldoli da San Romualdo. 
sm. Monaco di tale ordine. 

\camaldolési Appartenente alla congregazione di monaci ed eremiti fondata da San Romualdo agli inizi dell'XI sec. 

\Camàldoli Centro del comune di Poppi (Arezzo) in zona collinare (816 m), frequentata meta di villeggiatura. Al centro di un'estesa foresta sorge il celebre monastero dei camaldolesi, costituito dal convento e dall'eremo, a 3 km ca. dal convento. 

\Camaleónte Costellazione situata tra la Carena e il polo celeste S; si può osservare nell'emisfero celeste australe e quindi risulta essere invisibile alle latitudini dell'Italia. Venne scoperta da J. Bayer. 

\camaleónte, sm. 1 Nome dei Rettili Sauri appartenenti alla famiglia dei Camaleonidi, con particolare riferimento a quelli del genere Chamaeleo. 2 Chi, per opportunismo, cambia opinione secondo le circostanze; voltagabbana, banderuola. ~ trasformista. 
Diffusi in Africa, Madagascar e Asia meridionale, i camaleonti vivono in ambienti ove esista vegetazione e abbondino gli insetti, dei quali si nutrono invischiandoli con la loro lunga lingua completamente estroflessibile. Misurano fino a 60 cm di lunghezza, hanno occhi grandi in grado di rotare in modo indipendente l'uno dall'altro, coda, mani e piedi prensili; sono capaci di mutare in modo assai vistoso il colore della pelle. 

\camaleòntico, agg. (pl. m.-ci) Di, da camaleonte. ~ mutevole, opportunistico. 

\camaleontìsmo, sm. Il cambiare, per opportunismo, opinione o partito. 

\camàllo, o camàlo, sm. Facchino portuale. ~ scaricatore. 

\Camandòna Comune in provincia di Biella (435 ab., CAP 13050, TEL. 015). 

\C´mara, Hélder (Fortaleza 1909-Recife 1999) Ecclesiastico brasiliano. Dal 1964 al 1985 fu arcivescovo di Recife e fondò un movimento impegnato nelle riforme politico-sociali. 

\Camargue Regione della Francia meridionale, nella Provenza, sul delta del Rodano. La città più importante della regione è Arles. Una vasta zona della Camargue è stata adibita a parco naturale dove vivono e transitano, nella stagione della migrazione, numerose specie di volatili: fenicotteri, ibis e aironi. Nel territorio pianeggiante della regione, sono sviluppate attività agricole (coltivazione di uva e riso), della pesca e dell'allevamento (equini e bovini). Presenza di saline. Vi si trova, sul mare, la cattedrale di Maguelone in Camargue, che nella tradizione religiosa, rappresenta il luogo dove sbarcò Maria Maddalena, giunta dalla Terra Santa per sfuggire alle persecuzioni. 
camargue, sm. 
Cavallo da sella di colore grigio e baio, originario della Francia. 

\camarìlla, sf. 1 Consiglio privato dei monarchi spagnoli. 2 Congrega di persone che esercitano un'indebita ingerenza politica. ~ cricca. 

\Camarines Nome di due province filippine nell'isola di Luzon: Camarines Norte (308.000 ab.), capoluogo Daet; Camarines Sur (1.099.000 ab.), capoluogo Pili. 

\Camàstra Comune in provincia di Agrigento (3.034 ab., CAP 92020, TEL. 0922). 

\camàuro, sm. Berretto tipico del papa di velluto o raso rosso. 

\Cambacérès, Jean-Jacques Régis del (Montpellier 1753-Parigi 1824) Politico francese. Sotto il regime napoleonico fu il secondo console e coadiuvò l'imperatore nell'elaborazione del codice civile (1804). 

\cambiadìschi, sm. invar. Meccanismo accessorio del grammofono per cambiare i dischi in modo automatico. 

\Cambiàgo Comune in provincia di Milano (3.821 ab., CAP 20040, TEL. 02). 

\cambiàle, sf. 1 Titolo di credito mediante il quale il creditore ottiene il diritto di farsi pagare alla scadenza del titolo. ~ pagherò. 2 Promessa. 
  sf. 1 bill of exchange. 2 (pagherò) promissory note. 
Si distinguono diversi tipi di cambiale; la cambiale tratta, che contiene l'obbligo di far pagare; il cosiddetto pagher˛, che contiene la promessa assoluta del sottoscrittore, altrimenti detto emittente, di provvedere al pagamento; la cambiale in bianco risulta sottoscritta e bollata in modo regolare, ma non contiene alcune condizioni basilari (scadenza, importo, prenditore) che, in base alla legge, devono essere specificate entro tre anni. 

\Cambiale di matrimonio, La Farsa comica in un atto di G. Rossini, libretto di G. Rossi (Venezia, 1810). 

\cambiaménto, sm. 1 Atto, effetto del cambiare; trasformazione, modifica, metamorfosi. ~ cambio. 2 Rinnovamento. ~ riforma. 
  sm. change. 

\cambiamonéte, sm. invar. Cambiavalute. 

\Cambiàno Comune in provincia di Torino (5.769 ab., CAP 10020, TEL. 011). 

\cambiàre, v. v. tr. 1 Sostituire una persona o una cosa con un'altra. ~ rimpiazzare. cambiare dentista, sceglierne un altro; cambiare treno, scendere da un treno per salire su un altro. 2 Rendere diverso, trasformare. ~ mutare. <> mantenere. lo sviluppo edilizio ha cambiato completamente il paesaggio. 3 Far cambio di una cosa con un'altra. ~ barattare. 4 Travisare, snaturare. ~ contraffare. <> rispettare. 5 Far indossare della biancheria o abiti puliti. ha cambiato il bimbo, dopo che si era sporcato tutto
v. intr. pron. Mutare nell'aspetto, nelle abitudini. ~ trasformarsi. 
v. rifl. Togliersi un abito e indossarne un altro. ~ svestirsi. 
  v. tr. 1 to change. 2 (scambiare) to exchange. v. intr. pron. to alter, to change. v. rifl. to change. 
  lat. cambiare

\cambiàrio, agg. Relativo alla cambiale. 

\Cambiàsca Comune in provincia di Verbano-Cusio-Ossola (1.523 ab., CAP 28059, TEL. 0323). 

\Cambiàso, Lùca (Moneglia 1527-Madrid 1585) Pittore. Tra le opere Storie dell'Iliade (Genova, Palazzo Antonio Doria), PietÓ (Genova, Santa Maria Assunta in Carignano) e Adorazione dei pastori (Milano, Brera). 

\cambiavalùte, sf. e sm. invar. Persona o ente che esercita professionalmente l'attività di compra e vendita della valute estere. 

\càmbio, sm. 1 Atto del cambiare. ~ sostituzione. 2 Operazione di scambio tra monete o titoli. 3 Il passare da una velocità a un'altra. 4 Mutamento. ~ cambiamento. 5 Baratto. ~ permuta. 
  sm. 1 change. 2 (modifica) alteration. 3 (scambio) exchange. 4 (mecc.) gear, gear lever. 
  deriv. da cambiare. 
In botanica è lo strato di tessuto meristematico delle piante Gimnosperme e delle Dicotiledoni, costituito da cellule che si moltiplicano accrescendo lo spessore di fusto e radice. 
In economia l'espressione cambio indica lo scambio di una moneta con un'altra, indica cioè la quantità di denaro di un paese che occorre per acquistare un'unità (o un certo numero di unità) di moneta di un paese diverso. 
In meccanica si chiama cambio di velocitÓ il dispositivo meccanico che permette di mutare i rapporti di trasmissione di due organi rotanti. È adottato sugli autoveicoli, sulle automotrici, su alcune macchine utensili e operatrici. I più diffusi tipi di cambio presenti sugli autoveicoli sono a comando manuale; le automobili hanno generalmente un cambio a quattro o cinque marce oltre alla retromarcia. 

\Cambìse Nome di sovrani. 
Cambise I 
(?-559 a. C.) Re achemenide di Persia, sposò Mandane, figlia del re dei medi. 
Cambise II 
(599?-Ecbatana 522 a. C.) Succedette nel 529 al padre Ciro il Grande come re di Persia; consolidò l'impero ed estese i suoi domini fino all'Egitto (525). 

\Cambìssa, Giòrgio (Bodio, Bellinzona 1921-Muravera 1998) Compositore italiano. Ha scritto un balletto (1955) e numerose opere sinfoniche, vocali e da camera. 

\cambìsta, sm. (pl. m.-i) Anticamente chi esercitava il cambio delle monete; oggi forma rara per cambiavalute. 

\Cambital Sigla di Ufficio Italiano dei Cambi. 

\Cambògia Repubblica dell'Asia sudorientale, confina a nord con il Laos, a ovest con il Viet Nam, a nord e a nord-ovest con la Thailandia, si affaccia a sud-ovest sul golfo del Siam (mar Cinese meridionale). 
Il territorio della Cambogia (Kampuchea) è piuttosto uniforme; occupa infatti una vasta depressione che interessa il basso bacino del Mekong ed è compresa tra il prolungamento meridionale della catena Annamitica a est, alcune piccole formazioni (la catena dei Dangrek) a nord-ovest e i monti Cardamomi e il gruppo dell'Elefante a sud-ovest. L'area di maggiore depressione è occupata dal lago Tonle Sap (alimentato da una ramo del Mekong), la cui estensione è variabile secondo le stagioni (da 250 a 10.000 km2). 
Il clima è equatoriale monsonico; le precipitazioni nella stagione estiva sono abbondanti e spesso causano grandi inondazioni; gli inverni sono piuttosto secchi. 
La Cambogia è abitata dai khmer; la maggior parte della popolazione vive in villaggi su palafitte per difendersi dalle inondazioni stagionali. 
L'unica grande città è la capitale Phnom Penh (650.000 ab.) situata sul fiume Mekong e collegata al mare da vie d'acqua. 
Una certa importanza riveste il centro risicolo di Battambang. 
Principale risorsa è l'agricoltura, in particolare per la produzione del riso, che occupa il 45% del territorio coltivabile. Si producono inoltre: mais, cotone e patate dolci, mentre lo sfruttamento delle foreste offre legnami pregiati e caucciù. 
La pesca è una risorsa importante ed è praticata anche nelle acque interne, sia del Mekong che del Tonle Sap. 
L'industria risente della scarsità di risorse energetiche ed è costituita prevalentemente da piccole fabbriche per la lavorazione del riso e per la conservazione dei prodotti della pesca. 
STORIA Tra il I e il VI sec. d. C. si stabilisce sul delta e sul corso medio del Mekong il regno indianizzato del Funan. Esso viene conquistato verso la metà del VI sec. dai Kambuya antenati dei Khmer. 
Jayavarman II (802-836) instaura il culto del dio-re, di ispirazione sivaita. I suoi successori, tra cui Yasóvarman I (889-910), che fonda Angkor, portano avanti una politica di conquista. Al suo apogeo sotto Suryavarman II (1113-1150), la Cambogia perde le sue conquiste dopo il regno di Jayavarman VII (1181-1218). La sua brillante civiltà declina e il buddhismo vi trionfa. Angkor viene abbandonata nel 1432 a vantaggio di Phnom Penh. 
La storia moderna della Cambogia è contrassegnata da una lotta costante per la sua integrità territoriale. Ang Chan (1516-1566) costruisce la nuova capitale Lovek, distrutta nel 1594 dai siamesi. Indebolito dalle lotte tra i suoi principi, il paese perde il delta del Mekong, colonizzato dal XVIII sec. dai vietnamiti e serve, verso la metà del XIX sec., quale terreno di battaglia tra il Siam e il Viet Nam. 
Ang Duong (1845-1859), tenta invano di ottenere la protezione della Francia. Norodom I (1859-1904) accetta il protettorato francese (1863) e si vede imporre un regime amministrativo diretto (convenzioni del 1884 e 1887). La modernizzazione viene portata avanti con Sisovath (1904-1927) e Monivong (1927-1941). 
Dopo il colpo di forza giapponese del marzo 1945, si sviluppa la guerriglia anticoloniale. Norodom Sihanouk, re dal 1941, ottiene, dopo il ristabilimento dell'autorità francese, un'indipendenza limitata (1949), quindi totale ed effettiva (1953). 
Capo di stato dal 1960, Norodom Sihanouk beneficia del sostegno dei paesi socialisti e della Francia e intende mantenere una politica di neutralità. Nel 1970 viene rovesciato da una fazione legata agli Stati Uniti. Il regime filo-americano di Lon Nol dura fino alla presa di Phnom Penh da parte dei khmer rossi (1975). Questi stabiliscono una dittatura diretta da Pol Pot e Khieu Samphan. 
Essi vengono destituiti dall'armata vietnamita, che occupa la Cambogia (a partire dal dicembre 1978). La repubblica popolare di Kampuchea, subito proclamata, lotta contro i khmer rossi. Nel 1982 i fronti dell'opposizione e i khmer rossi costituiscono a Singapore un governo di coalizione. Nel 1989 la repubblica popolare di Kampuchea riprende ufficialmente il nome di stato della Cambogia (aprile). Le truppe vietnamite si ritirano completamente dal paese (settembre). 
Un accordo firmato a Parigi nel 1989 determina la formazione di un Consiglio nazionale supremo (CNS) composto dalle differenti fazioni cambogiane, tra cui i khmer rossi, e presieduto da Norodom Sihanouk. Il CNS, insediato a Phnom Penh è incaricato di amministrare il paese, posto sotto la tutela dell'ONU, fino alle elezioni libere. 
Parallelamente, il governo dello stato della Cambogia, diretto da Hun Sen, resta al suo posto. Nel 1993, dopo le elezioni libere (maggio), organizzate sotto il controllo dell'ONU, una nuova costituzione (settembre) ristabilisce la monarchia parlamentare. Norodom Sihanouk diventa di nuovo re. Viene creato un governo di coalizione, diretto congiuntamente da Norodom Ranariddh figlio di Sihanouk e Hun Sen. La situazione rimane tuttavia molto fragile, per una ribellione dei khmer rossi che il potere si trova a dover contrastare. Nel luglio 1997 gli scontri tra le truppe monarchiche e quelle comuniste assumono le proporzioni di guerra civile. Nel 1998 il partito del popolo si aggiudica le elezioni davanti ai monarchici del Funcinpec. 
Abitanti-10.251.000 
Superficie-181.035 km2 
Densità-56,6 ab./km2 
Capitale-Phnom Penh 
Governo-Monarchia costituzionale 
Moneta-Riel 
Lingua-Khmer, francese, vietnamita, cinese 
Religione-Buddhista 

\cambogiano, agg. e sm. agg. Della Cambogia. 
sm. Abitante o nativo della Cambogia. 

\Cambpell, Donald (1921-1967) Pilota e motonauta inglese, figlio di Malcolm. Nel 1964 stabilì il record di velocità su terra (648,708 km/h) e su acqua (444,180 km/h). 

\càmbra, sf. Pezzo di ferro a forma di U con le estremità appuntite per collegare due parti, due tronchi di legname. 

\Cambrai Città della Francia (40.000 ab.), nel dipartimento del Nord, presso le rive della Schelda, dove si affaccia anche il suo porto. Particolarmente sviluppate le industrie tessili (tela batista). 
Lega di Cambrai 
Fu costituita il 10 dicembre 1508 da Luigi XII di Francia, Massimiliano I, papa Giulio II, il re d'Aragona Ferdinando il Cattolico e i duchi di Ferrara e Mantova, per porre fine all'espansione di Venezia. Dopo la vittoria di Luigi XII ad Agnadello (1509), il papa si staccò dai francesi, creando una lega santa contro di essi. 
Pace di Cambrai o Pace delle due dame 
Fu conclusa il 5 agosto 1529 tra Margherita d'Austria, zia dell'imperatore Carlo V, e Luisa di Savoia, madre del re di Francia Francesco I. Stabiliva che la Francia rinunciasse a Fiandre, Artois, Napoli e alle mire sull'Italia, e Carlo V alla Borgogna. 

\cambrétta, sf. Chiodo ricurvo a due punte. 
  deriv. dal franc. cambrer curvare. 

\cambrì, sm. invar. Tessuto per biancheria intima simile alla batista. 

\Cambrian Catena montuosa della Gran Bretagna, nel Galles. Vetta più elevata Monte Snowdon (1.085 m). 

\cambriano, agg. e sm. agg. Relativo al periodo geologico omonimo. 
sm. Il più antico dei sei periodi geologici che costituiscono l'era Paleozoica, durato da 570 a 500 milioni di anni fa. 
Deve il suo nome al geologo Adam Sedgwick, che ne studiò per primo le formazioni sedimentarie nel Galles (regione anticamente chiamata Cambria). Grazie a un incremento dell'ossigeno sia nell'aria che nell'acqua, il Cambriano è caratterizzato dalla comparsa dei primi esseri viventi dotati di funzioni respiratorie. Le acque dei mari cambriani vennero popolate dapprima da invertebrati sempre più grandi e, successivamente, da organismi muniti di gusci o esoscheletri. Nelle formazioni rocciose che risalgono al periodo cambriano è possibile trovare Invertebrati (Vermi, Spugne, Molluschi, Brachiopodi), forme primitive di Artropodi (Trilobiti) e alcuni Echinodermi; la vita vegetale era invece ancora rappresentata da Alghe. La fine del Cambriano è demarcata da un'estinzione generale di esseri viventi. 

\Cambridge (Gran Bretagna) Città della Gran Bretagna (90.000 ab.), capoluogo della contea omonima, nell'Inghilterra sudorientale, sul fiume Cam. La sua importanza è legata alla sua famosa università, fondata dagli agostiniani nel XIII sec., e ai suoi college; possiede inoltre varie istituzioni culturali (musei, pinacoteche, biblioteche). Il più antico college universitario, Peterhouse, risale al 1284; più recenti il Clare College (1326), il King's College (1441) e il Trinity College (1546). La contea di Cambridge (3.409 km2, 642.000 ab.) è formata dal bacino del fiume Cam e dalla fertilissima regione chiamata Isle of Ely. 
Scuola analitica di Cambridge 
Corrente filosofica del XX sec. che si ispira alla logica di Russel e Wittgenstein che ha come oggetto di studio il linguaggio comune. 
Scuola neoplatonica di Cambridge 
Famosa scuola filosofica sorta intorno al XVII sec. Propugnava la validità dei valori morali e religiosi e della metafisica, contro il casualismo meccanico di Hobbes, ispirandosi alla tematica della filosofia neoplatonica. I principali esponenti furono R. Cudworth, N. Culverwell e H. More. 

\Cambridge (USA) Città (95.000 ab.) degli USA, nello stato del Massachusetts. 

\Cambronne, Pierre-Jacques-Étienne barone di (Nantes 1770-1842) Generale napoleonico. Alla richiesta inglese di resa a Waterloo avrebbe risposto: "Merde!". 

\Camburzàno Comune in provincia di Biella (1.223 ab., CAP 13050, TEL. 015). 

\cambùsa, sf. Sulle navi, deposito di viveri. 
  franc. cambuse, dall'oland. kabuys. 

\cambusière, sm. Custode e distributore dei viveri a bordo delle navi. 

\camèdrio, sm. Nome volgare del Teucrium chamaedrys, una specie erbacea di bassa taglia della famiglia delle Labiate, diffusa in montagna in luoghi soleggiati e sassosi. 

\camèlia, sf. Angiosperma (Camelia japonica) della famiglia delle Teacee e dell'ordine delle Guttifere. Arbusto sempreverde di origine giapponese. Fu introdotta in Europa nel 1600. Può raggiungere un'altezza di circa 10 m nella varietà spontanea con fiori rossi. Apprezzata è la varietà con fiori bianchi, ornamentali, particolarmente profumati. 
  sf. camellia. 

\Camèlidi Famiglia di Mammiferi tilopodi di cui fanno parte i cammelli, i dromedari, i lama. 

\Camèlio, Vittóre (Venezia 1455 ca.-1537) Scultore, medaglista e orefice italiano. Fu tra i primi a coniare le medaglie al posto di fonderle. 

\camelopardalis, sf. invar. Nome specifico della giraffa dell'Abissinia e della Nubia. 

\Camelot Il posto dove Re Artù aveva la corte, nelle leggende arturiane. In base a recenti scavi è stato localizzato a Cadbury Castle, nel Somerset. 

\camelot du roi, loc. sost. m. e f. invar. Espressione usata in Francia tra le due guerre mondiali per indicare i monarchici militanti o chi vendeva giornali monarchici. 

\camembert, sm. invar. Formaggio francese di sapore piccante e dolce insieme. 

\CAMEN Sigla di Centro Applicazioni Militari Energia Nucleare. 

\càmera, sf. 1 La stanza in cui si dorme. 2 Stanza, vano, locale. ~ ambiente. 3 L'insieme dei mobili con cui si arreda una stanza. 4 Assemblea, ente, associazione. ~ corporazione. 5 Ente finanziario. 6 Erario. 7 Indica un determinato spazio destinato a qualche operazione o processo fisico, o un organo o una parte cava contenente qualcosa. 8 Assemblea dei deputati. ~ parlamento. 
  sf. 1 room; (camera da letto) bedroom. 2 (tecn.) chamber; (camera d'aria) inner tube. 
  lat. camera, dal greco kamÓra. 
In acustica si chiama camera anecoica un luogo circoscritto in cui il suono si diffonde senza interferenze e riflessioni. 
In fisica le camere sono parti degli strumenti rivelatori di particelle subnucleari. Le prime camere erano rappresentate dalle camere a nebbia, che visualizzavano le traiettorie delle particelle attraverso la condensazione di un vapore sovrasaturo sugli ioni formati nella camera dal transito delle particelle. Le più attuali sono le camere a bolle, basate sul principio che in un liquido sovrariscaldato il passaggio di una particella origina ioni che muovendosi formano piccole bolle. 
In ottica si chiama camera oscura un ambiente che porta su una parete un piccolo foro. Sulla parete opposta al foro si forma un'immagine capovolta dell'oggetto fuori dalla camera e di fronte al foro. Il fenomeno fu osservato per la prima volta da Alhazin da Basra nell'XI sec. e fu in seguito studiato nel rinascimento da Gian Battista Della Porta (1597). 
In biologia la camera (posteriore o anteriore) è una parte dell'occhio. 
In fotografia la camera oscura è il vano in cui si sviluppa il materiale fotografico. 
In tecnica si chiama camera anecoica una camera, analoga a quella usata in acustica, con pareti, soffitto e pavimento ricoperti da piramidi costituite di materiale idoneo all'assorbimento di onde elettromagnetiche. 
Camera d'aria 
Rivestimento che contiene un gas, come per esempio la camera d'aria degli pneumatici. 
Camera di combustione 
Area di un impianto termico in cui si verifica la reazione di combustione; nei cilindri dei motori a scoppio si chiama camera di scoppio
Camera di decompressione 
Particolare locale a pressione variabile utilizzato per la cura delle embolie dovute a emersioni troppo rapide. 

\Camera chiara, La Opera di critica letteraria di R. Barthes (1980). 

\Camera con vista Romanzo di E. M. Forster (1908). 
Camera con vista Film commedia, britannico (1985). Regia di James Ivory. Interpreti: Helena Bonham Carter, Maggie Smith, Julian Sands. Titolo originale: A Room with a View 

\Camera da letto, La Opera di poesia di A. Bertolucci (1984). 

\Caméra dégli spósi, o Càmera picta Sala, affrescata da Andrea Mantegna, del Palazzo ducale di Mantova, dedicata a Ludovico III Gonzaga e alla moglie Barbara di Brandeburgo. 

\Camera rossa, La Romanzo di A. Strindberg (1879). Il protagonista dell'opera è Arvid Falk che lascia il lavoro per dedicarsi alla letteratura socialmente impegnata, ma l'esperimento delude le sue aspettative al punto che dopo un anno riprende il precedente lavoro. Romanzo realistico di critica sociale, quest'opera segnò l'affermazione di A. Strindberg come scrittore. Dalla pubblicazione di questo libro, l'autore si dedicò unicamente alla letteratura. 

\Camera verde, La Film drammatico, francese (1979). Regia di François Truffaut. Interpreti: François Truffaut, Nathalie Baye. Titolo originale: La chambre vert 

\cameràle, agg. Riferito alla camera, nel senso di erario o fisco, comunemente alla camera di commercio, o del lavoro o dei deputati. 

\cameralìsmo, sm. L'insieme delle dottrine economiche, amministrative politico-economiche della Germania del XVII e XVIII sec. 

\cameraman, sm. invar. Operatore televisivo. 

\Cameraman, Il Film comico, americano (1928). Regia di Edward Sedgwick. Interpreti: Buster Keaton, Harold Goodwin, Marceline Day. Titolo originale: The Cameraman 

\Cameràna Comune in provincia di Cuneo (772 ab., CAP 12072, TEL. 0174). 

\Cameràna, Giovànni (Casale Monferrato 1845-Torino 1905) Poeta. Tra le opere Versi (postumo, 1907). 

\Cameràno Comune in provincia di Ancona (6.618 ab., CAP 60021, TEL. 071). 

\Cameràno Casàsco Comune in provincia di Asti (445 ab., CAP 14020, TEL. 0141). 

\Cameràno, Lorènzo (Biella 1856-Torino 1917) Zoologo. Docente e studioso, si occupò prevalentemente dello studio degli insetti; fu il precursore, in Italia, dell'applicazione del metodo statistico-biometrico alla classificazione degli animali. 

\cameràrio, sm. Nel medioevo, la persona addetta alla custodia e all'amministrazione dei beni di un sovrano o di una comunità. 

\cameràta, sm. e sf. sm. 1 Compagno d'armi, amico, collega, confratello. ~ commilitone. <> nemico. 2 Appellativo usato dai fascisti per chiamarsi. ~ camicia nera. 
sf. 1 Grande stanza in cui dormono i soldati o i collegiali. ~ dormitorio. 2 Il numero di persone che dormono nella stessa camerata. 3 Sodalizio, specialmente con intenti culturali. ~ circolo. 
  sm. mate, companion. sf. 1 (dormitorio) dormitory. 2 (persone della camerata) pl. roommates. 

\Cameràta Cornèllo Comune in provincia di Bergamo (544 ab., CAP 24010, TEL. 0345). 

\Cameràta Nuòva Comune in provincia di Roma (486 ab., CAP 00020, TEL. 0774). 

\Cameràta Picèna Comune in provincia di Ancona (1.353 ab., CAP 60020, TEL. 071). 

\cameratésco, agg. (pl. m.-chi) Di, da camerata. ~ amichevole. <> ostile. 

\cameratìsmo, sm. Solidarietà amichevole che lega tra di loro compagni d'armi, di studio e simili; spirito di corpo, familiarità. ~ amicizia. <> ostilità. 

\cameràto, agg. Nella locuzione artiglieria camerata, bocca di fuoco ad avancarica in cui la camera a polvere aveva diametro inferiore del tubo anima. 

\Càmeri Comune in provincia di Novara (9.331 ab., CAP 28062, TEL. 0321). 

\Cameriera bella presenza offresi Film commedia, italiano (1951). Regia di Giorgio Pastina. Interpreti: Elsa Merlini, Gino Cervi, Eduardo De Filippo. 

\camerière, sm. 1 Nelle case con più persone di servizio, domestico che serve in casa. ~ servitore. 2 In ristoranti, bar e simili, chi serve i clienti al tavolo. 3 Titolo dato al gentiluomo di corte addetto alle stanze del sovrano. ~ valletto, domestico. 
  sm. 1 servant, man servant. 2 (ristorante, bar) waiter. 
  deriv. da camera. 

\Camerìni, Màrio (Roma 1895-Gardone Riviera 1981) Regista cinematografico. Diresse Gli uomini, che mascalzoni! (1932), Dar˛ un milione (1935) e Il signor Max (1937). 

\camerìno, sm. 1 Nei teatri, piccola stanza dove gli artisti si truccano e si cambiano d'abito.  2 Nelle navi da guerra, alloggio per ufficiali e sottufficiali. 3 Gabinetto di decenza. 
  sm. dressing room. 

\Camerìno Comune in provincia di Macerata (7.320 ab., CAP 62032, TEL. 0737). 

\camerìsta, sf. Cameriera di corte o di grandi case signorili. 

\camerìstico, agg. (pl. m.-ci) Della musica da camera. 

\camerléngo, sm. (pl.-ghi) 1 Titolo del cardinale preposto alla Camera Apostolica e del cardinale amministratore del Sacro Collegio. 2 Prelato che presiede le riunioni del clero. 

\Cameron, James (1954-) Regista cinematografico statunitense fondatore della fantascienza cyberpunk. Diresse Terminator (1984), Aliens (1986), Terminator II (1991), True lies (1994), Titanic (1997, vincitore di undici premi Oscar 1998, fra i quali quello alla regia). 

\Cameron, Julia Margaret (Calcutta 1815-Ceylon 1879) Fotografa inglese. Si specializzò nei ritratti di personalità del suo tempo. 

\Cameron, Verney Lovett (Radipole 1844-Leighton Buzzard 1894) Esploratore britannico. Attraversò tutta l'Africa equatoriale fino a giungere all'Atlantico (1875). 

\Cameròta Comune in provincia di Salerno (7.322 ab., CAP 84040, TEL. 0974). 

\Camerun Repubblica dell'Africa centrooccidentale confina a nord con la Nigeria e il Ciad, a est con la repubblica Centrafricana e la repubblica del Congo, a sud con il Gabon e la Guinea Equatoriale e a ovest si affaccia sull'oceano Atlantico (golfo di Guinea). 
Lungo la costa una fascia pianeggiante è dominata a sud-ovest dal monte Camerun (4.070 m). 
Il resto del territorio è quasi interamente occupato da un altopiano digradante da nord verso sud, attraversato dal fiume Sanaga che sfocia nel golfo di Guinea. L'estrema parte settentrionale è occupata da una pianura alluvionale che arriva fino al lago Ciad e solo al centro si eleva con il massiccio del Mandara (2.000 m). 
Il clima temperato sulla costa diventa più secco e marcatamente continentale verso nord, con grandi escursioni termiche. 
Oltre al bacino del Sanaga, le acque del Camerun interessano il bacino del lago Ciad nella parte settentrionale, bagnata dal fiume Logone, e il bacino del Niger tramite il Benué. 
La popolazione è molto composita, raccogliendo neri bantu a sud, sudanesi, fulbe e haussa al centro, kanuri e kotoko a nord. 
La capitale è Yaoundé (750.000 ab.), posta sull'altopiano a 730 m d'altitudine; la seconda città dopo la capitale è Douala, importante porto sul golfo di Guinea. 
Il Camerun è tra i paesi dell'Africa tropicale quello con reddito pro capite più alto, grazie a un'agricoltura che (soprattutto al sud del paese) ha puntato sulla qualità e sulla varietà dei prodotti. Si coltivano mais, canna da zucchero, miglio, manioca, palma da olio, cacao, caffè, cotone, banane e arachidi. 
Il patrimonio forestale è ricchissimo e offre i legni pregiati quali il mogano e l'ebano. 
Importante l'allevamento dei bovini che ormai ha assunto una certa rilevanza commerciale, mentre la pesca rappresenta un settore non trascurabile per l'alimentazione interna. 
Le risorse del sottosuolo sono tutt'altro che ingenti, ma qualche rilievo hanno i giacimenti di ferro, di petrolio e di bauxite. Si va sviluppando l'industria metallurgica dell'alluminio (a Edea), mentre tradizionale è l'attività di trasformazione dei prodotti alimentari. 
STORIA Dal XIII sec. il nord del paese è abitato dai sao, antenati presunti dei kotoko. Nel XV sec. il portoghese Fernando Poo scopre le coste del paese. Nel secolo successivo il paese è sotto il dominio bornou. Nel XVII i fang e i douala, si stabiliscono nel sud. 
Dal XVIII sec., nel nord-ovest il regno di Mandara (fondato nel XV sec.) si emancipa dalla dominazione bornou. Nel XIX sec. i foulbé (Peuls), conquistano il nord del paese imponendovi l'islam. 
Nel 1860 intervengono gli europei (inglesi e tedeschi); arrivano i missionari e si insediano le prime fattorie. Nel 1884 G. Nachtigal ottiene il primo trattato di protettorato sul Camerun che diventa colonia tedesca. Un trattato franco-tedesco estende i possedimenti tedeschi. Nel 1916 gli Alleati cacciano i tedeschi. 
Tra il 1919 e il 1922 il Camerun è suddiviso in due zone, sotto mandato inglese e francese. Alla fine della guerra i mandati vengono trasformati in tutele. Si sviluppano rivendicazioni nazionali. Nel 1960 l'ex Camerun francese viene proclamato indipendente e Ahmadou Ahidjo diventa presidente della repubblica. 
L'anno successivo, dopo l'annessione del sud dell'ex Camerun britannico (il nord viene unito alla Nigeria), la repubblica diventa federale. Dal 1966 Ahidjo instaura un regime a partito unico. Nel 1972 la federazione diventa una repubblica unitaria. Paul Biya succede a Ahidjo nel 1982. Nel 1990 viene ristabilito il multipartitismo. Il potere, molto contestato, deve far fronte alla crescita dell'opposizione. Nel 1995 il Camerun diventa membro del Commonwealth. 
Abitanti-13.288.000 
Superficie-475.442 km2 
Densità-27,9 ab./km2 
Capitale-Yaoundé 
Governo-Repubblica presidenziale 
Moneta-Franco CFA 
Lingua-Francese e inglese, d'uso lingue indigene, bantu e sudanesi 
Religione-Cattolica, animista, musulmana e protestante 
Camerun 
Massiccio vulcanico del Camerun. Altezza massima nella vetta omonima (4.070 m). 

\Camétti, Albèrto (Roma 1871-1935) Musicologo. Organista in varie chiese di Roma, fu direttore dell'Accademia filarmonica romana (1925-1928). Tra le opere di musicologia, Palestrina (1895), Bellini a Roma (1900), Donizetti a Roma (1907) e Mozart a Roma (1907). 

\càmice, sm. 1 Lunga casacca usata dal personale sanitario e da altre categorie specifiche. ~ grembiule. 2 Veste di lino bianco di tela portata dai sacerdoti sotto i paramenti nelle celebrazioni degli uffici divini. 
  sm. white coat. 
  greco bizantino kÓmasos tunica. 

\camicerìa, sf. Negozio in cui si vendono camicie. 

\camicétta, sf. Indumento simile alla camicia indicato per il genere femminile. ~ blusa. 
  sf. blouse. 

\Camichel Grande specialista di studi planetari, mise in dubbio, nel 1970, l'esistenza dell'uguaglianza tra i periodi di rivoluzione e rotazione di Mercurio e introdusse un nuovo valore per calcolarli; a distanza di pochi anni, nel 1975-1976, grazie alle scoperte fatte da una sonda spaziale, è stato possibile fotografare la superficie del pianeta e scoprire che la rotazione di Mercurio è due terzi del periodo di rivoluzione. 
Scoprì inoltre che l'asse di rotazione del pianeta è perpendicolare al piano dell'orbita solare e, di conseguenza, su Mercurio non esiste il fenomeno dell'alternanza delle stagioni. 

\Càmici, Enrìco (Barbaricina, Pisa 1912-Pisa 1992) Fantino italiano. Ha cavalcato cavalli famosi come Ribot, Orsenigo, Molvedo, Botticelli e Tenerani. 

\camìcia, sf. (pl.-cie) 1 Indumento con colletto e maniche lunghe o corte che arriva fino alle anche. ~ camicetta. camicia da notte, utilizzata per dormire e in genere lunga fino alle ginocchia; essere in maniche di camicia, avere abiti sportivi senza giacca; Ŕ nato con la camicia, è fortunato. 2 Corta giacca senza bottoni tipica dei marinai. 3 Rivestimento di caldaie e simili. camicia di un altoforno. 4 Rivestimento fatto ai muri per combattere l'umidità. ~ intercapedine. 5 La fodera che custodisce i documenti. 
  sf. 1 (maschile) shirt. 2 (femminile) blouse. 3 (da notte maschile) nightshirt. 4 (da notte femminile) nightdress. 
  lat. camisia

\camiciàio, sm. Fabbricante o venditore di camicie. 

\Camìcie nére Denominazione comune di tutti i fascisti italiani. 

\Camìcie rósse Denominazione dei volontari garibaldini. La camicia rossa fu adottata dalle brigate Garibaldi, nella guerra partigiana. 

\camiciòla, sf. 1 Indumento di flanella o lana da portare sulla pelle. 2 Camicia estiva con maniche corte, di tessuto estivo e collo aperto. 3 Corpetto di raso senza falde che copriva il solo torace. 

\camiciòtto, sm. 1 Camicia di tela con collo aperto e tasche da indossare fuori dai pantaloni. 2 Blusa di tela resistente per operai. 
  sm. 1 casual shirt. 2 (da lavoro) smock. 

\Camigliàno Comune in provincia di Caserta (1.741 ab., CAP 81040, TEL. 0823). 

\camilliàne Nome comune delle religiose di alcune congregazioni affini a quella dei camilliani. 

\camilliàni, o camillìni Nome popolare dei "ministri degli infermi", chierici regolari fondati nel 1582 da San Camillo de Lellis, approvati nel 1586. 

\camìllo, sm. 1 Ciascuno dei fanciulli destinati ad assistere i sacerdoti romani nelle cerimonie religiose. 2 Nell'antica Grecia, nome delle divinità cabiriche di Samotracia. 3 Epiteto di Ermete. 

\Camìllo, Màrco Fùrio (morto di peste nel 365 a. C.) Uomo di stato e generale romano. Fu censore nel 403 a. C., tribuno militare e dittatore. Conquistò Veio, cacciò i galli da Roma (390 a. C.), combatté e vinse volsci, equi ed etruschi (389 a. C.). Le sue azioni vittoriose gli valsero l'appellativo di secondo fondatore di Roma

\Caminàta Comune in provincia di Piacenza (319 ab., CAP 29010, TEL. 0523). 

\Caminèr Tùrra, Elisabètta (Venezia 1751-1796) Letterata illuminista italiana. Tradusse numerose opere teatrali e fu la fondatrice dell'Europa Letteraria che nel 1774 divenne il Giornale Enciclopedico. Nel 1783 fondò il Nuovo Giornale Enciclopedico

\caminétto, sm. 1 Piccolo camino elegante posto in una stanza per riscaldarla. 2 Fenditura verticale in parete rocciosa più piccola del camino. 
  sm. fireplace, hearth. 

\Camìni Comune in provincia di Reggio Calabria (859 ab., CAP 89040, TEL. 0964). 

\caminièra, sf. 1 Parafuoco metallico posto di fronte al caminetto. 2 Specchio sopra al camino a scopo ornamentale. 3 Mensola che sporge superiormente dal caminetto. 

\Camìno Comune in provincia di Alessandria (845 ab., CAP 15020, TEL. 0142). 

\camìno, sm. 1 Costruzione sistemata a ridosso del muro su cui si fa fuoco per cucinare o per riscaldarsi collegata, direttamente, alla canna fumaria che sbocca sul tetto. ~ caminetto. 2 Canna fumaria. 3 Parte terminale di una costruzione da cui escono i prodotti della combustione; comignolo. ~ ciminiera. 4 Nell'alpinismo si chiama camino l'incavatura tra due pareti rocciose, sufficientemente larga da permettere all'arrampicatore di introdursi completamente. 5 Condotto naturale da cui fuoriescono i materiali di eruzione. ~ fumaiolo. 
  sm. 1 (caminetto) fireplace. 2 (canna fumaria) chimney. 
  lat. caminus, dal greco kÓminos fornello. 
Il camino, inteso nel senso di canna fumaria, è essenzialmente un condotto verticale costruito allo scopo di disperdere verso l'alto le sostanze volatili prodotte da una combustione. Tale dispersione avviene in virtù del cosiddetto tiraggio naturale, determinato dalla lunghezza del camino stesso moltiplicata per la differenza del peso specifico dell'aria e quello delle sostanze volatili da disperdere. Se il tiraggio naturale non è sufficiente, la dispersione dei gas prodotti dalla combustione può essere favorita con aspiratori (tiraggio forzato). Le recenti leggi promulgate allo scopo di combattere l'inquinamento atmosferico prescrivono che tutti i camini dedicati allo smaltimento di sostanze inquinanti in atmosfera devono essere dotati di filtri attivi o passivi, sufficientemente dimensionati per abbattere tutte le impurità dannose. 

\Camìno al Tagliaménto Comune in provincia di Udine (1.706 ab., CAP 33030, TEL. 0432). 

\Camìno, Gheràrdo da (1240 ca.-1306) Signore di Feltre, Treviso e Belluno. 

\Camìno, Rizzàrdo da (?-1312) Signore di Feltre, Treviso e Belluno. 

\càmion, sm. invar. Autocarro, tir. ~ autotreno. 
  sm. lorry, (americ.) truck. 
  franc. camion. 

\camionàbile, agg. e sf. Strada che può essere percorsa da camion. 

\camionàle, sf. Strada adatta al transito di autoveicoli pesanti da trasporto. 
  deriv. da camion. 

\camioncìno, sm. Piccolo camion usato per trasportare merci. ~ furgone. 
  sm. van. 

\camionétta, sf. Piccolo autocarro veloce in dotazione specialmente alle forze armate e a quelle di polizia. ~ fuoristrada. 

\camionìsta, sm. (pl.-i) Conducente di camion. 
  sm. lorry driver. 

\Camisàno Comune in provincia di Cremona (1.143 ab., CAP 26010, TEL. 0373). 

\Camisàno Vicentìno Comune in provincia di Vicenza (7.620 ab., CAP 36043, TEL. 0444). 

\camìta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi appartiene alla razza camita. 

\camìtico, agg. e sm. (pl. m-ci) agg. Dei discendenti di Cam. 
sm. Lingua camitica. 

\camitosemìtico, agg. e sm. (pl. m.-i) Del gruppo linguistico costituito dall'insieme delle lingue semitiche e camitiche che presentano affinità nel lessico e nella struttura morfologica. 

\càmma, sf. Elemento meccanico di forma arrotondata con il quale si attua la trasformazione del movimento rotatorio in movimento rettilineo alternativo. L'organo a cui la camma trasmette il movimento viene chiamato cedente. Esistono tre tipi fondamentali di camme: a disco, a tamburo e a traslazione. Il primo tipo è costituito da un disco, montato su un albero rotante, nel quale viene ritagliato il profilo necessario per trasmettere il moto voluto al cedente. Il tipo a tamburo è una variante di quello a disco, nella quale il disco è sostituito da un cilindro, sulla cui superficie viene incisa una scanalatura di forma adatta, e il cedente si muove seguendo tale scanalatura. Nella camma a traslazione, infine, il profilo attivo è intagliato in un piatto che compie un movimento lineare, spostando il cedente in senso verticale. La camma ha un numero infinito di applicazioni in qualsiasi tipo di macchina; una delle più diffuse è l'albero a camme presente in quasi tutti i motori a combustione interna con il compito di comandare apertura e chiusura delle valvole di aspirazione e di scarico del cilindro. 

\Cammaràno, Michèle (Napoli 1835-1920) Pittore. Tra le opere Terremoto a Torre del Greco (1862, Napoli, Museo Nazionale di San Martino) e La battaglia di Dogali (1888-1896, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna). 

\Cammaràno, Salvatóre (Napoli 1801-1852) Librettista. Tra le opere Lucia di Lammermoor (1835) e Il trovatore (1853). 

\Cammaràta Comune in provincia di Agrigento (6.332 ab., CAP 92022, TEL. 0922). 

\Cammaròta, Lionèllo (Napoli 1941-) Musicologo italiano. Insegna all'Accademia di Santa Cecilia. Ha scritto saggi su C. Monteverdi e A. Schõnberg. 

\cammellàto, agg. Trasportato su cammelli. 

\cammellière, sm. Conduttore di cammelli. 

\cammèllo, agg. e sm. agg. invar. Di colore nocciola chiaro. 
sm. 1 Mammifero Artiodattilo tilopode (Camelus bactrianus) appartenente alla famiglia dei Camelidi. 2 Tessuto di lana ottenuto, originariamente, dal pelo del cammello. 3 Colore nocciola chiaro. 
  sm. 1 (zool.) camel. 2 (tessuto) camelhair. 
Il cammello può misurare in altezza più di 2 m e pesa circa 500 kg. Animale domestico fin dal X sec. a. C., è diffuso in tutta l'Asia centrale e, allo stato brado, nel deserto dei Gobi e in alcune zone interne della Cina. Si differenzia dall'altra specie congenere, il dromedario, per la presenza sul dorso di due gobbe. È utilizzato come animale da trasporto e fornisce lana, carne, grasso e latte. Sopporta la sete in modo straordinario. 

\cammellòtto, sm. Tessuto fatto con pelo di cammello o di capra. 

\cammèo, sm. Figura scolpita in rilievo su pietra dura o su conchiglie che abbiano due strati di colore diverso per cui la scultura emerga anche grazie ai due diversi colori. 

\camminaménto, sm. Passaggio scavato che immette nelle trincee al riparo dalle offese nemiche. ~ corridoio, strettoia. 

\camminàre, v. intr. 1 Muoversi a piedi; passeggiare, gironzolare, vagabondare. ~ girellare. camminare a testa alta, avere la coscienza a posto. 2 Spostarsi. ~ incedere. <> sostare. 3 Lo spostarsi di veicoli. questa macchina non cammina, è guasta. 4 Mettersi in viaggio, andare. ~ marciare. 5 Fare progressi. ~ progredire. <> arenarsi. dopo quelle rivelazioni, l'indagine riprese finalmente a camminare. 6 Funzionare. <> arrestarsi. 7 Sgambettare. ~ affrettarsi. 
  v. intr. 1 to walk. 2 (funzionare) to go, to work. 
  deriv. da cammino

\camminàta, sf. 1 Passeggiata specialmente prolungata. ~ scarpinata. 2 Modo di camminare. ~ andatura. 3 Portamento. ~ incedere. 
  sf. stroll, walk. 

\camminatóre, sm. (f.-trìce). Chi cammina molto senza stancarsi. 

\cammìno, sm. 1 Atto, effetto del camminare. ~ percorso. essere in cammino, viaggiare. 2 Luogo per dove si cammina. ~ direzione. andare per il proprio cammino, seguire la propria strada. 3 Strada, via. ~ sentiero. 4 Moto degli astri. 5 Modo di comportarsi, condotta. seguire il diritto cammino, essere onesti. 6 Corso, andamento, piega, direzione. ~ sviluppo. 
  sm. 1 walk. 2 (luogo, tragitto) path, journey, way. 
  lat. mediev. camminus

\Cammino della speranza, Il Film drammatico, italiano (1950). Regia di Pietro Germi. Interpreti: Raf Vallone, Elena Varzi, Saro Urzì. 

\Càmo Comune in provincia di Cuneo (253 ab., CAP 12050, TEL. 0141). 

\Camões Opera di poesia di J. B. Garrett (1823). 

\Camões, Luís Vaz de (Lisbona o Coimbra 1524?-Lisbona 1580) È il più grande poeta portoghese. Con l'opera I lusiadi (1572), poema epico in dieci canti, volle narrare e acclamare l'impresa di Vasco de Gama, profondendosi in divagazioni sulla grandezza della sua patria e nelle lodi dei navigatori che portarono la bandiera del piccolo Portogallo in continenti lontani. Ispirate in parte dalla lettura del nostro Petrarca sono le sue Rime (pubblicate postume nel 1580). Compose inoltre una grande quantità di opere minori (sonetti, liriche, odi, canzoni) e gli autos Filodemo, Anfitrione e Il re Seleuco

\Camògli Comune in provincia di Genova (6.033 ab., CAP 16032, TEL. 0185). 

\càmola, sm. Tignola; larva d'insetto. ~ tarlo. 

\camolàto, agg. Rovinato dalle camole. 

\camomìlla, sf. 1 Nome comune di alcune Composite fra cui la Matricaria chamomilla (camomilla comune) dai cui capolini si ricava per infusione l'omonima bevanda. 2 Infuso di fiori di camomilla. 
  sf. 1 (fiore) camomile. 2 (bevanda) camomile tea. 

\Camòn, Ferdinàndo (San Salvano d'Urbana, Padova 1935-) Romanziere. Tra le opere Occidente (1975) e Una malattia chiamata uomo (1981). 

\camòrra, sf. 1 Associazione malavitosa napoletana le cui origini risalgono al periodo della dominazione spagnola. 2 Criminalità organizzata. ~ mafia. 3 Associazione di persone per scopi prettamente personali anche a svantaggio di altri. ~ combriccola. 
  sf. camorra, racket. 
I Borbone affidarono alla camorra addirittura compiti di polizia che le furono tolti solo dopo l'unità d'Italia. Attualmente trae i suoi profitti dal traffico di stupefacenti e dal contrabbando, nonché dal controllo degli appalti pubblici e della pubblica amministrazione in centri della Campania. 

\camorrìsmo, sm. 1 Atteggiamento di chi fa camorra. 2 Il fenomeno stesso della camorra. 

\camorrìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) 1 Chi fa parte della camorra. 2 Chi intende raggiungere guadagni o cariche in modo illecito. 

\camorrìstico, agg. (pl. m.-ci) Proprio della camorra. 

\camosciàre, v. tr. Lavorare le pelli con la concia all'olio perché diventino morbide e vellutate come quelle del camoscio. 

\camòscio, sm. 1 Mammifero della famiglia dei Bovidi (Rupicapra rupicapra) e dell'ordine degli Artiodattili. 2 Pelle del camoscio resa morbida da una concia particolare. 
  sm. 1 (pelle) suede. 2 (animale) chamois. 
Di colore più scuro d'inverno, più chiaro d'estate, è dotato di corna uncinate lunghe 30 cm. Abile arrampicatore, vive sulle montagne dell'Europa e del Vicino Oriente oltre i 1.000 metri. Comune in Italia e sulle Alpi in genere, è presente anche sui Pirenei, sui Carpazi e sui rilievi dell'Asia occidentale. 

\camòzza, sf. Camoscio. 

\campàgna, sf. 1 Il terreno fuori dell'abitato. ~ campi. battere la campagna, esplorarla alla ricerca di qualcosa. 2 La terra coltivata. ~ coltivazione. <> boscaglia. avevano una campagna coltivata a vite. 3 Periodo stagionale di lavoro agricolo. 4 Luogo di villeggiatura. 5 Terreno aperto dove si può guerreggiare. in aperta campagna. 6 Complesso di combattimenti di una guerra svolto in un determinato periodo o luogo. ~ battaglia. la campagna della guerra d'indipendenza. 7 Lunga crociera di una nave a scopo d'istruzione o per rilievi scientifici. 8 Azione per ottenere un particolare risultato politico, morale, economico; propaganda, promozione. ~ lancio. la campagna elettorale Ŕ stata molto combattuta. 9 Pezza onorevole che occupa il terzo inferiore dello scudo. 
  sf. 1 (terreno) countryside, country. 2 (propaganda) campaign. 
  lat. campania, deriv. da campus campo. 

\Campàgna Comune in provincia di Salerno (13.466 ab., CAP 84022, TEL. 0828). Centro agricolo e industriale (prodotti alimentari, edili e dell'abbigliamento). Gli abitanti sono detti Campagnesi

\Campàgna Lùpia Comune in provincia di Venezia (6.065 ab., CAP 30010, TEL. 041). 

\Campàgna, Geròlamo (Verona ca. 1550-Venezia ca. 1626) Scultore. Tra le opere Altare di San Giorgio Maggiore a Venezia (1593). 

\Campagnàno di Róma Comune in provincia di Roma (6.874 ab., CAP 00063, TEL. 06). 

\Campagnàtico Comune in provincia di Grosseto (2.471 ab., CAP 58042, TEL. 0564). 

\campagnòla, sf. Fuoristrada. ~ jeep. 
  sf. cross-country vehicle. 
  deriv. da campagna. 

\Campagnòla Cremàsca Comune in provincia di Cremona (430 ab., CAP 26013, TEL. 0373). 

\Campagnòla Emìlia Comune in provincia di Reggio Emilia (4.445 ab., CAP 42012, TEL. 0522). 

\Campagnòla, Giùlio (Padova 1482-1515?) Incisore. Ideò la maniera punteggiata. 

\campagnòlo, agg. e sm. agg. Di campagna; campestre, contadinesco, rustico. ~ agricolo. <> urbano. 
sm. Chi vive in campagna. ~ contadino. <> cittadino. 
  agg. country. 
Mammifero (noto anche come campagnolo delle nevi, Microtus nivalis) della famiglia dei Cricetidi e dell'ordine dei Roditori. Di colore grigio, vive sulle alte montagne dell'Europa e del Caucaso. Si nutre di radici, alle quali arriva scavando gallerie. 

\Campaldìno Piana alluvionale della Toscana, nella valle dell'Archiano. 

\campàle, agg. 1 Che avviene o si svolge in campo aperto. 2 Del campo di battaglia. 
  agg. field. 

\Campan, Jeanne-Louise Henriette Genet (Parigi 1752-Nantes-sur-Seine 1822) Educatrice francese. Fu posta da Napoleone I alla guida dell'Istituto femminile di Écouen. Tra le opere, De l'Úducation des femmes (Sull'educazione delle donne) che rivela l'influenza delle idee di J.-J. Rousseau. 

\Campàna Comune in provincia di Cosenza (3.244 ab., CAP 87061, TEL. 0983). 

\campàna, sf. 1 Strumento di metallo, solitamente in bronzo, avente forma approssimativamente conica, di bicchiere rovesciato; percosso dal battaglio appeso nel suo interno, o da un martello esterno, produce suoni regolari. 2 In musica le campane sono uno strumento a percussione usato nelle orchestre composto da una serie di tubi in acciaio accordati. 3 Cupola di vetro sottile e trasparente sotto la quale si custodiscono oggetti delicati. 4 Accessorio di vetro opaco o di lamiera che si pone sulle lampade per moderare la luce. 5 La parte interna del capitello corinzio, attorno alla quale sono disposte le foglie d'acanto. 6 La parte terminale, svasata degli strumenti a fiato. 7 Cassone ad aria complessa adottato negli impianti per le fondazioni subacquee o pneumatiche. 8 Gioco di ragazzi detto anche mondo. 9 Versione. ~ opinione. 
  sf. 1 bell. 2 (di vetro) bell jar. 
Voi sonerete le vostre trombe, e noi soneremo le nostre campane. Risposta data da Pier Capponi all'arrogante re di Francia Carlo VIII. 

\Campana, Dino (Marradi, FI 1885 - Castel Pulci, FI - 1932), poeta dalla vita travagliata: non conclude gli studi di chimica intrapresi all'Università di Bologna in seguito all'insorgere di disturbi psichici (con un paio di ricoveri in manicomio); vagabonda in vari paesi europei e sudamericani; nel 1913 consegna a Soffici e Papini il quadernetto dei suoi Canti Orfici (che Soffici perde ed è costretto a riscrivere, e poi far stampare privatamente); poi altri viaggi si alternano a un altro soggiorno in clinica e a una tumultuosa relazione con Sibilla Aleramo nel 1916-17; è ricoverato definitivamente in manicomio nel 1918. Molti suoi scritti usciranno postumi (tra il 1940 e il 1970). Le sue poesie, visionarie e ricche di arditi simbolismi, sono tra le più genuine espressioni del decadentismo italiano, e in parte anticipano le successive esperienze della poetica ermetica. 

\Campa˝a, Pedro Nome assegnato in Spagna a Pieter de Kempeneer (Bruxelles 1503-1580) Pittore fiammingo. Tra le opere Presentazione al tempio (1555, Siviglia, Cattedrale) e Scene della vita di Cristo (1556, Córdoba, Cattedrale). 

\campanàccio, sm. Campana appesa al collo di bovini per facilitarne il ritrovamento durante il pascolo. 

\campanàre, v. tr. Dare la campanatura a un treno di ruote di un autoveicolo. 

\campanàrio, agg. Delle campane. 

\Campanàrio, Cerro Monte (4.049 m) condiviso da Cile e Argentina, nelle Ande meridionali. 

\campanàro, sm. Chi ha il compito di suonare le campane. 

\campanatùra, sf. 1 Forma data a una ruota per assicurare una buona rigidità. 2 Inclinazione delle razze di una ruota o di una puleggia rispetto al cerchio a alla corona. 3 Incurvamento delle pale di un'elica. 

\Campane di Corneville, Le Operetta in tre atti di R. Planquette, libretto di Clairetville e Gabet (Parigi, 1877). 

\campanèlla, sf. 1 Piccola campana. 2 Termine generico che indica oggetti a forma di anello metallico. 3 Orecchino a forma di cerchietto, per lo più, d'oro. 
  sf. small bell. 
  dimin. di campana

\Campanèlla, Tommàso (Stilo 1568-Parigi 1639) Filosofo e scrittore. Entrato nell'ordine dei domenicani, fu processato con l'accusa di eresia e congiura ai danni del potere spagnolo. Rimase in carcere per ventisette anni, quindi si recò a Roma sotto la tutela di Urbano III ma, nel 1633, fu costretto a lasciare la città per rifugiarsi in Francia. Cercò di fondere il sensismo telesiano con la filosofia agostiniana dell'autocoscienza. Nella sua opera La cittÓ del Sole (1602) avanza l'ipotesi utopistica di una repubblica universale in cui si realizzano il bene individuale e quello collettivo. Tra le altre opere, Della Monarchia di Spagna (1601), Philosophia realis (1623), Metaphysica (1638), Theologia (1624). 

\campanellìno, sm. 1 Piccolo campanello. 2 In botanica, nome dato ad alcune erbe della famiglia delle Amarillidacee, simili ai bucaneve. 

\campanèllo, sm. 1 Oggetto che agitato per il manico o, se appeso, tirando un cordone, produce un suono di richiamo o di avvertimento. 2 Suoneria. 3 Pulsante. 
  sm. 1 bell. 2 (porta) doorbell. 
Campanello elettrico 
Tipo di suoneria costituita essenzialmente da un'elettrocalamita che emette un suono attraverso la veloce percussione di un martelletto sulla calotta metallica. Fu inventato nel 1831 dall'americano Joseph Henry. 
In musica i campanelli sono uno strumento a percussione costituito da un serie di lamine o di calotte emisferiche di metallo, percosse da piccoli martelli messi in azione da una tastiera. 

\Campanello di notte, Il Farsa in un atto di D. Donizetti, libretto proprio (Napoli, 1836). 

\Campània Regione a statuto ordinario dell'Italia meridionale; confina con Lazio, Molise, Puglia e Basilicata, ed è affacciata per un lungo tratto al Tirreno. 
L'Appennino Campano è rappresentato dai monti del Matese (monte Miletto, 2.050 m), dai monti Piacentini (monte Cervialto, 1.809 m), dal monte Alburno (1.742 m), dal Cilento (monte Sacro, 1.705 m) e all'estremità sud dal monte Bulgheria (1. 255 m). 
Verso il mare esistono formazioni autonome, di origine vulcanica: i Campi Flegrei e il Vesuvio (1.270 m) nei dintorni di Napoli e il massiccio di Roccamonfina (1.005 m) ai confini col Lazio. Una formazione preappenninica è quella dei monti Lattari nella penisola amalfitana. 
I principali fiumi sono il Volturno (175 km, con il suo affluente, il Calore), il Garigliano e il Sele 
La costa è molto irregolare e comprende i golfi di Gaeta, Napoli, Salerno e Policastro. 
Il clima è prettamente mediterraneo lungo la costa, con inverni miti ed estati non eccessivamente calde; procedendo verso l'interno aumentano i caratteri di continentalità, con maggiori escursioni termiche stagionali. 
Capoluogo della regione è Napoli (1.000.000 ab.); capoluoghi di provincia sono Avellino (55.000 ab.), Benevento (63.000 ab.), Caserta (70.000 ab.) e Salerno (156.000 ab.). 
L'agricoltura è la risorsa principale, in particolare con la coltivazione di ortaggi, tra cui pomodori, piselli, fagioli, peperoni, melanzane, frutta, uva da vino e da tavola, olive. 
Di scarsa importanza la cerealicoltura di montagna e di collina (frumento e mais). 
Non sono sviluppate le attività collaterali all'agricoltura, come l'allevamento, lo sfruttamento forestale e la pesca. 
Anche se la Campania è la regione più industrializzata del sud, la distribuzione delle attività industriali è irregolare e privilegia le zone di Napoli e Salerno, penalizzando pesantemente le zone interne. 
L'industria meccanica, automobilistica ed elettronica sono quelle numericamente più importanti, anche se sono presenti industrie collegate all'agricoltura (alimentari, calzaturifici, pelli). Nella zona di Torre del Greco si lavora il corallo. È presente anche l'industria siderurgica. 
I traffici marittimi (porto di Napoli) sono una notevole fonte di occupazione. 
Una risorsa non trascurabile è infine rappresentata dal turismo, attivo praticamente tutto l'anno. 
Abitanti-5.589.587 
Superficie-13.595 km2 
Densità-411,1 ab./km2 
Capoluogo-Napoli 
Province (fra parentesi il numero di abitanti del capoluogo espresso in migliaia): Avellino (54), Benevento (63), Caserta (69), Napoli (1.054), Salerno (153) 

\campanifórme, agg. A forma di campana. 

\campanìle, sm. 1 Costruzione a torre attigua alla chiesa destinata a contenere le campane. 2 Paese natio, città natale. 
  sm. belfry, bell tower. 
rientrare al proprio campanile, tornare al paese di nascita. 3 Nell'alpinismo, formazione dolomitica di forma snella, con pareti verticali e punta aguzza. 
  deriv. da campana

\Campanìle, Achìlle (Roma 1900-Lariano, Roma 1977) Scrittore, giornalista e umorista. Debuttò nel 1925 con le commedie Centocinquanta la gallina canta e L'inventore del cavallo, caratterizzate dal gusto per il paradossale. Tra le opere di narrativa, Agosto, moglie mia non ti conosco (1930), Il povero Piero (1959), Manuale di conversazione (1973), Gli asparagi e l'immortalitÓ dell'anima (1974), Vite degli uomini illustri (1975). Scrittore di stile vivace e piano, viene da taluni critici considerato un precursore del teatro dell'assurdo. 

\campanilìsmo, sm. 1 Amore eccessivo e perfino gretto per la propria città, per i suoi usi e costumi. ~ provincialismo. 2 Partigianeria. 
  sm. parochialism. 

\campanilìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi dà prova di campanilismo. 

\campanilisticaménte, avv. In modo campanilistico. 

\campanilìstico, agg. (pl. m.-ci) Che è proprio dei campanilisti. 

\Campanìni, Càrlo (Torino 1906-Roma 1984) Attore. Artista versatile, lavorò in teatro, nel cinema e in televisione. Per il piccolo schermo svolse il ruolo di spalla, recitando accanto a comici di gran fama, Totò, Macario e soprattutto Walter Chiari, con il quale realizzò le scenette dei fratelli De Rege e del Sarchiapone. 

\campanìno, sm. Sorta di marmo che si estrae a Pietrasanta in Toscana. 

\campàno, agg. e sm. agg. Della Campania. 
sm. 1 Abitante o nativo della Campania. 2 Rozza campana appesa al collo degli animali. ~ campanaccio. 

\Campàno, arcipèlago Gruppo insulare del mar Tirreno, comprendente le isole di Ponza, Ventotene, Ischia, Procida, Capri e altre. 

\campanóne, sm. Uno dei primi mortai con la bocca a campana. 

\campànula, sf. Angiosperma (Campanula) della famiglia delle Campanulacee e dell'ordine delle Sinandre. Genere di pianta erbacea che cresce spontanea nelle zone temperate. 
  sf. bellflower. 

\Campanulàcee Famiglia di piante, dell'ordine delle Sinandre, per lo più erbacee, talora arboree o arbustacee, diffuse nelle zone temperate e subtropicali. 

\campanulàto, agg. 1 Capitello campanulato, a forma di campana rovesciata. ~ campaniforme. 2 Di fiore o corolla che ha l'aspetto di campana. 

\Camparàda Comune in provincia di Milano (1.352 ab., CAP 20050, TEL. 039). 

\campàre, v. v. tr. 1 Salvare da un pericolo. 2 Mantenere in vita. ~ nutrire. 3 Mettere in risalto. 
v. intr. Vivere con riferimento ai mezzi di sostentamento; tirare avanti, vivacchiare, sbarcare il lunario. ~ sopravvivere. <> morire. 
  v. tr. to live; (a stento) to get along. 
  deriv. da campo. 

\Campàri, Dàvide (Milano 1867-Sanremo 1936) Figlio di Gaspare, ampliò l'azienda del padre e affidò la pubblicità e la presentazione dei prodotti ad artisti e designer internazionali. Opera ora con sei unità proprie in Germania, USA, Francia, Brasile, Spagna e Svizzera. 

\Campàri, Gàspare Fondatore nel 1860 a Milano dell'azienda produttrice di liquori tra cui il bitter e il cordial. 

\Campàri, Giusèppe (Lodi 1892-Monza 1933) Pilota automobilistico. Collaudatore dell'Alfa Romeo, vinse il Gran Premio di Europa (1924), le Mille Miglia (1928-1829), la Targa Florio (1929), la Coppa Acerbo (1928-1930), il Gran Premio d'Italia (1931), il Gran Premio di Francia (1933); campione italiano assoluto nel 1928 e nel 1931. Morì in un incidente durante una corsa. 

\campàta, sf. Parte di un ponte o di una linea elettrica compresa tra due sostegni o piedritti consecutivi. ~ arcata. 

\campàto, agg. Senza fondamento. 
  agg. unfounded. 

\Campbell Isola vulcanica (114 km2) della Nuova Zelanda, nell'oceano Pacifico. 

\Campbell, Colin (1676?-Londra 1729) Architetto inglese. Tra le opere il Mereworth Castle nel Kent (1720-1723). 

\Campbell, Malcolm (Chislehurst 1885-Reigate 1948) Pilota e motonauta inglese. Fu primatista su terra e su acqua dal 1924 al 1939. 

\Campbell-Bannermann, Henry (Glasgow 1836-Londra 1908) Politico britannico. Di ideologia liberale, fu primo ministro dal 1905 al 1908. 

\Campeche Città (174.000 ab.) del Messico, capitale dello stato omonimo. 
Campeche 
Stato (535.000 ab.) del Messico che si estende sulla parte sudoccidentale della penisola dello Yucat´n. 

\Campeda Altopiano basaltico della Sardegna nordoccidentale. Vetta più elevata Monte Pedra Lada. 

\Campefàgidi Famiglia di Uccelli Passeriformi per lo più di piccole dimensioni, dal piumaggio talora vivacemente colorato, becco robusto, ali lunghe e appuntite, zampe corti e deboli. Propri delle regioni tropicali, vi appartiene il genere Campephaga

\Campéggi, Lorènzo (Bologna 1474-Roma 1539) Cardinale, diplomatico. Nel 1517, dopo essere stato nominato cardinale, fu inviato in Inghilterra, dove organizzò una crociata contro i turchi. Si occupò della riforma della Chiesa sotto papa Adriano VI. 

\campeggiàre, v. intr. 1 Fronteggiare il nemico dal campo. 2 Stare in un campeggio. ~ accamparsi. 3 Risaltare su uno sfondo. ~ spiccare. 
  v. intr. 1 to camp. 2 (risaltare) to stand out. 

\campeggiatóre, sm. (f-trìce). Chi partecipa a un campeggio. 
  sm. camper. 

\campéggio, sm. 1 Forma di turismo all'aria aperta consistente nel vivere in una tenda, in una roulotte e simili. ~ camping, bivacco. 2 Legno del campeggio, albero delle Cesalpiniacee (Haematoxylon campechianum) da cui si ricava l'ematosillina impiegata come colorante. 
  sm. 1 camping. 2 (luogo) camping ground, campsite. 

\Campègine Comune in provincia di Reggio Emilia (4.077 ab., CAP 42040, TEL. 0522). 

\Campèllo sul Clitùmno Comune in provincia di Perugia (2.273 ab., CAP 06042, TEL. 0743). 

\camper, sm. invar. Furgone o pulmino la cui parte interna è realizzata per essere abitabile. ~ autocaravan. 

\Campertògno Comune in provincia di Vercelli (234 ab., CAP 13023, TEL. 0163). 

\campèstre, agg. 1 Di campo; campagnolo, agricolo, agreste, rurale. ~ rustico. <> urbano, metropolitano. 2 Bucolico. ~ idilliaco. 3 Di campo, selvatico. ~ spontaneo. <> coltivato. 
  agg. rural, country. 
  lat. campester,-stris, deriv. da campus campo. 

\campétto, sm. 1 Piccolo campo. 2 Campo sportivo di ridotte dimensioni usato, solitamente. per allenamenti. 

\Càmpi Bisènzio Comune in provincia di Firenze (34.444 ab., CAP 50013, TEL. 055). Centro industriale (prodotti tessili, conciari, del mobile e dell'abbigliamento) sul fiume Bisenzio. Gli abitanti sono detti Campignani

\Campi di Castiglia Opera di poesia di A. Machado (1912). 

\Campi Elisi Opera di poesia di L. Sinigalli (1939). 

\Càmpi Salentìna Comune in provincia di Lecce (11.594 ab., CAP 73012, TEL. 0832). Centro agricolo (coltivazione di tabacco e frutta) e industriale (prodotti alimentari, tessili e metalmeccanici). Gli abitanti sono detti Campioti

\Càmpi, Antònio (? 1524-? 1587) Pittore italiano. Figlio di Galeazzo, per incarico di Filippo II di Spagna contribuì a decorare il palazzo dell'Escorial di Madrid (1584). Tra le opere, la Morte della Vergine (1577, San Marco, Milano). 

\Càmpi, Giùlio (Cremona ca. 1505-1572) Pittore e architetto. Tra le opere Pentecoste (1557, Cremona, San Sigismondo) e Chiesa di Santa Margherita a Cremona (ca. 1547). 

\campicchiàre, v. intr. Campare alla meglio, stentatamente. 

\campidòglio, sm. Rocca di una città. 

\Campidòglio Uno dei sette colli di Roma. È diviso in due cime, l'antica arx, sede odierna della chiesa di Santa Maria in Aracoeli, e il Capitolium, ove un tempo si innalzava il tempio di Giove, fatto costruire da Tarquinio il Superbo nel 509 a. C.; la sistemazione attuale venne realizzata su progetto di Michelangelo che al palazzo Senatoriale e a quello dei Conservatori, che già esistevano, aggiunse il Museo Capitolino e al centro la statua equestre di Marco Aurelio. 
Campidoglio, piazza del 
In origine il Campidoglio era il centro dell'Antica Roma, ricco di templi e monumenti. Ospitava infatti il tempio di Giove, voluto da Tarquinio il Superbo nel VI sec. a. C. Il tempio, a pianta etrusca, era composto da tre stanze (dedicate a Giove, Giunone e Minerva) dove si svolgevano le cerimonie religiose più importanti. Il Campidoglio affonda la sua storia in quella delle origini di Roma: fu al centro del ratto delle Sabine, quando i sabini, guidati da Tito Tazio, riuscirono a forzare la cittadella del Campidoglio per vendicare il rapimento delle donne sabine. Il Campidoglio fu al centro anche dell'invasione dei Galli (390 a. C.), quando le oche consacrate alla dea Giunone e ospiti del tempio diedero l'allarme della presenza del nemico. Il Campidoglio divenne poi il simbolo della potenza di Roma, come attesta la stessa derivazione della parola capitale da Capitolium, nome latino del Campidoglio. Nel medioevo la piazza del Campidoglio era ridotta a poco più di un pascolo per le capre e solo nel 1536, in occasione della visita di Carlo V a Roma, papa Paolo III si rese conto del degrado della zona e volle far rinnovare la piazza e i palazzi che la circondavano. I lavori iniziarono nel 1546 e terminarono il secolo successivo. Il progetto fu inizialmente affidato a Michelangelo che però non fece in tempo a vederlo terminato. Michelangelo volle la piazza a base trapezoidale, abbellita dai palazzi che si affacciavano e da uno nuovo, fatto costruire per l'occasione (Palazzo Nuovo, appunto). Michelangelo disegnò anche la pavimentazione della piazza che risulta delimitata da tre palazzi: palazzo Senatorio, palazzo dei Conservatori e il già citato palazzo Nuovo. Nel palazzo Senatorio ha sede, fin dal 1143, il comune di Roma. Nel 1582 il palazzo fu ricostruito e la facciata rinascimentale che oggi si può ammirare è dovuta a Giacomo della Porta. Il palazzo dei Conservatori del XV sec. fu modificato da Giacomo della Porta in base al progetto di Michelangelo e ospita i Musei Capitolini, come anche il palazzo Nuovo. 
Da ovest si accede nella piazza del Campidoglio tramite la Cordonata, una scalinata progettata da Michelangelo che sbuca in piazza Venezia. La scala ha alla sua base due sculture di leoni in granito e quella di Cola di Rienzo che ricorda la sua condanna a morte dopo la rivolta del 1347. In cima alla scalinata le due statue dei Dioscuri, risalenti al XVI sec. e successivamente restaurate. 

\campièllo, sm. A Venezia, piazzetta nella quale sboccano le calli. 

\Campiello, Il Commedia di C. Goldoni (1756). 
Campiello, Il 
Opera in tre atti di E. Wolf-Ferrari, libretto di M. Ghisalberti (Milano, 1936). 

\campière, o campièro, sm. In Sicilia, chi è addetto alla sorveglianza di un terreno agricolo. 

\campigiàna, sf. Una sorta di mattone di piccolo spessore usato per pavimentazioni. 

\Campìgli, Màssimo (Firenze 1895-Saint-Tropez 1971) Pittore. Ha filtrato le esperienze futurista e cubista in un impasto personale che risente anche delle influenze dell'arte etrusca ed egizia. Tra le opere Famiglia (1929, Milano, Galleria d'Arte Moderna) e Le spose dei marinai (1934, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna). 

\Campìglia Cèrvo Comune in provincia di Biella (200 ab., CAP 13060, TEL. 015). 

\Campìglia déi Bèrici Comune in provincia di Vicenza (1.742 ab., CAP 36020, TEL. 0444). 

\Campìglia Marìttima Comune in provincia di Livorno (12.513 ab., CAP 57021, TEL. 0565). Centro agricolo, dell'attività mineraria (estrazione di piombo e pirite), con presenza di acque termali nella frazione di Terme di Caldana. Vi si trova la chiesa di San Giovanni, del XII sec. Gli abitanti sono detti Campigliesi

\Campigliòne-Fenìle Comune in provincia di Torino (1.173 ab., CAP 10060, TEL. 0121). 

\càmpila, sf. Curva applicata al problema della duplicazione del cubo da Eudosso di Cnido. 

\campimetrìa, sf. In oculistica, la misurazione del campo visivo. 

\campìmetro, sm. Apparecchio per la misurazione dell'ampiezza del campo visivo. 

\Campina Grande Città (326.000 ab.) del Brasile, nello stato di Paraíba. 

\Campinas Città (846.000 ab.) del Brasile, nello stato di San Paolo. 

\camping, sm. invar. Campeggio. 

\Campion, Jane (Wellington 1954-) Regista cinematografica neozelandese. Laureatasi in Lettere e Antropologia e in Arti Figurative presso il Sidney College of Arts, e dedicatasi al cinema, ha iniziato come autrice di cortometraggi, esordendo nel lungometraggio con Sweetie (1989). Ha raggiunto la notorietà internazionale con il film Lezioni di Piano, premiato con tre premi Oscar e con la Palma d'oro al festival cinematografico di Cannes. Tra i suoi film, Peel (1982, cortometraggio, Palma d'oro per il miglior film breve al Festival di Cannes nel 1986), Two friends (1986, film per la TV), Sweetie (1989, premio George Sadoul per il miglior film straniero), Un angelo alla mia tavola (1990, Leone d'argento al Festival di Venezia), Lezioni di piano (1993, Palma d'oro al festival di Cannes; Oscar come migliore sceneggiatura alla stessa Campion, Oscar come migliore attrice non protagonista a Anne Paquin e Oscar come migliore attrice protagonista a Holly Hunter), Ritratto di signora (1996). 

\campionaménto, sm. 1 L'operazione del campionare. 2 Acquisizione nel tempo di una misura di una certa grandezza fisica. 

\campionàre, v. tr. Estrarre i campioni da una massa di merce, selezionare un campione di una popolazione per un'indagine statistica 

\campionàrio, agg. e sm. agg. Manifestazione economica in cui vengono esposti i campioni di prodotti tipici di un paese, di una regione o di un settore commerciale. 
sm. 1 Raccolta ordinata di campioni di merci. ~ catalogo. 2 Collezione, scelta, repertorio, accozzaglia. ~ miscellanea. 
  sm. set of samples, collection of samples. 

\campionàto, sm. Gara periodica unica o in più prove per l'assegnazione del titolo di campione a un atleta o a una squadra. ~ torneo. 
  sm. championship. 

\campionatóre, sm. 1 Persona addetta alla campionatura. 2 Apparecchi per campionare merci. 

\campionatùra, sf. Prelievo di uno o più oggetti da una numerosa serie per verificarne le caratteristiche. 

\campióne, agg. e sm. (f.-éssa) agg. 1 Vittorioso. 2 Relativo a una parte rappresentativa di un tutto. 
sm. 1 Chi combatteva in difesa propria o altrui. ~ paladino, eroe. i campioni della Fede, per esempio i Crociati. 2 L'atleta, la squadra, il giocatore che eccellono o vincono in una competizione. ~ primatista. 3 Piccola quantità prelevata da un insieme maggiore per accertare o dimostrare le qualità proprie della merce. ~ assaggio. gli mostr˛ un campione di stoffa. 4 Libro di conti. ~ registro. 5 Esponente. ~ rappresentante. In statistica, insieme di elementi che vengono studiati per dedurne informazioni su un insieme più grosso (popolazione) a cui appartengono le rilevazioni statistiche si basano su accurate scelte dei campioni. 6 Esempio, saggio. ~ modello. Ŕ un campione di furbizia. 7 Prototipo. In metrologia, grandezza convenzionalmente accettata come unità di misura 
  sm. 1 sample. 2 (sport) champion. 3 (esempio) specimen. 4 (stoffa) swatch. 
  lat. mediev. campio,-onis, deriv. dal lat. campus campo. 

\Campióne d'Itàlia Comune in provincia di Como (2.181 ab., CAP 22060, TEL. 031). 

\Campione, Il Film drammatico, americano (1931). Regia di King Vidor. Interpreti: Wallace Beery, Jackie Cooper, Irene Rich. Titolo originale: The Champ 

\campionése, agg., sm. e sf. agg. Relativo a Campione. 
sm. Abitante o nativo di Campione. 

\campionìssimo, sm. Atleta notevolmente superiore agli altri per capacità, numero di vittorie e notorietà. 

\campìre, v. tr. In pittura, coprire di un colore uniforme un campo delimitato in precedenza. 

\Campitèllo di Fàssa Comune in provincia di Trento (708 ab., CAP 38031, TEL. 0462). 

\Càmpli Comune in provincia di Teramo (7.356 ab., CAP 64012, TEL. 0861). 

\càmpo, sm. 1 Spazio di terreno destinato alla coltivazione. ~ campagna. 2 Misura di superficie usata in Veneto equivalente a un terzo di ettaro. 3 Giacimento minerario. 4 Luogo di combattimento o di esercitazioni militari. ~ accampamento. 5 Accampamento, zona apprestata a difesa. 6 Zona adibita a particolari servizi. 7 A Venezia, piazza. 8 Sfondo. ~ superficie. 9 L'area dello scudo sulla quale viene disegnata l'arma. 10 Nelle monete, lo spazio tra le figure e le leggende. 11 Ambito, settore circoscritto. ~ area, branca. 12 La parte della scena che entra nell'angolo di presa dell'obiettivo. ~ inquadratura. 13 Pianura, piana. ~ distesa. 14 Combattimento. ~ battaglia. 
  sm. 1 field. 2 (accampamento) camp. 3 (sportivo) ground. 4 (sfondo) background. 
  lat. campus. 
In matematica insieme G all'interno del quale sono definite due operazioni, di addizione (+) e moltiplicazione (*), tale che G è un gruppo commutativo rispetto a +, G privato dello 0 (l'identità rispetto a +) è un gruppo commutativo rispetto a *, e vale la proprietà distributiva (di * rispetto a +). 
In fisica è la parte dello spazio in cui è definita una grandezza fisica. Le grandezze fisiche caratterizzanti il campo possono essere scalari (es. temperatura), vettoriali (es. velocità, una forza) e tensoriali (es. deformazione di un solido), da cui i corrispondenti campi scalari, vettoriali e tensoriali. Ogni campo vettoriale v è caratterizzato da linee vettoriali (o di campo) che godono della proprietà di avere in ogni punto P la tangente diretta come v(P), ossia come il vettore di campo presente nel punto P; i campi vettoriali sono chiamati conservativi, solenoidali e armonici, se il vettore di campo v(P) varia in opportuni modi al variare di P.
C. conservativo: esiste un campo scalare U, detto potenziale, tale che v(P) è il gradiente di U (le linee di campo sono perpendicolari alle superfici equipotenziali; il rotore di v è nullo, ovvero il campo è irrotazionale; nel caso dei campi di forze conservativi il lavoro lungo una linea chiusa è nullo; es.: campo gravitazionale, campo elettrostatico).
C. solenoidale: il flusso del vettore di campo v attarverso una superficie chiusa è nullo (la divergenza di v è nulla; es.: campo di velocità dei fluidi, campo di induzione magnetica).
C. armonico: c. sia conservativo che solenoidale (v ha rotore e divergenza nulli).   
In geologia si chiama campo a coni un fenomeno carsico che si verifica nei rilievi montuosi che presentano strati calcarei orizzontali, forgiati dall'azione delle acque in forme cilindroconiche che possono raggiungere decine di metri di altezza. 
In ottica il campo visivo è il tratto d'orizzonte abbracciato dall'occhio da un punto preciso. 
Campo gravitazionale 
Porzione di spazio attorno a una massa M, nella quale ogni altra massa m subisce la forza attrattiva gravitazionale. 
Campo elettrico 
Porzione di spazio caratterizzata dalla presenza di forze elettriche positive o negative. Esse estendono la loro influenza su tutte le altre cariche presenti nel campo considerato. 
Campo magnetico 
Porzione di spazio caratterizzata dalla presenza di forze magnetiche; esse sono generate da dipoli magnetici, ossia da semplici sbarrette magnetizzate, formate da due poli (uno nord e l'altro sud). In natura non è possibile rintracciare cariche magnetiche simili a quelle elettriche, ossia classificabili come fonti di campi magnetici con una sola polarità (nord o sud). 

\Càmpo Càlabro Comune in provincia di Reggio Calabria (3.801 ab., CAP 89052, TEL. 0965). 

\Càmpo di Giòve Comune in provincia di L'Aquila (926 ab., CAP 67030, TEL. 0864). 

\Càmpo di Trèns (in ted. Freienfeld) Comune in provincia di Bolzano (2.383 ab., CAP 39040, TEL. 0472). 

\Campo Grande Città (526.000 ab.) del Brasile, capitale dello stato del Mato Grosso do Sul, nella Serra de Maracaju. 

\Càmpo Lìgure Comune in provincia di Genova (3.369 ab., CAP 16013, TEL. 010). 

\Càmpo néll'Élba Comune in provincia di Livorno (4.274 ab., CAP 57034, TEL. 0565). 

\Càmpo San Martìno Comune in provincia di Padova (5.100 ab., CAP 35010, TEL. 049). 

\Campo Thiaroye Film drammatico, senegalese/tunisino (1988). Regia di Ousmane Sembene, Thierno Faty Sow. Interpreti: Gabriel Zahon, Ibramina Sane. Titolo originale: Camp Thiaroye 

\Càmpo Tùres (in ted. Sand in Taufers) Comune in provincia di Bolzano (4.436 ab., CAP 39032, TEL. 0474). 

\Campobàsso Capoluogo del Molise (55,65 km2, 51.000 ab., CAP 86100, TEL. 0874) e della provincia omonima, situata tra i bacini dei fiumi Fortore e Biferno. Industrie alimentari e tessili si sono aggiunte a quelle tradizionali della coltelleria. La città è cresciuta attorno a un castello longobardo (XI sec.); è rimasta feudo fino al 1727, dominata prima dai conti di Monforte e poi dagli Aragonesi. Interessanti il castello di Monforte (1549) e le chiese di San Leonardo e di Santa Maria della Strada. 
Provincia di Campobasso 
(2.909 km2, 242.000 ab.) Occupa la parte orientale del Molise ed è bagnata a nord-est dal mar Adriatico. Prevalentemente montuosa, è solcata dai fiumi Trigno, Biferno e Fortore. La zona è essenzialmente agricola; diffuso l'allevamento; presenza di industrie alimentari e meccaniche (stabilimento FIAT). Attivo è il turismo. Oltre al capoluogo, centro importante è Termoli. 

\Campobèlla di Licàta Comune in provincia di Agrigento (12.275 ab., CAP 92023, TEL. 0922). Centro agricolo (coltivazione di mandorle, olive, agrumi e grano), industriale (prodotti alimentari e chimici) e dell'attività mineraria (estrazione di zolfo). Gli abitanti sono detti Campobellesi

\Campobèllo di Mazàra Comune in provincia di Trapani (12.570 ab., CAP 91021, TEL. 0924). Centro agricolo (coltivazione di mandorle, uva e olive). Vi si trovano antiche cave di tufo chiamate Rocche di Cusa. Gli abitanti sono detti Campobellesi

\Campochiàro Comune in provincia di Campobasso (682 ab., CAP 86020, TEL. 0874). 

\Campodàrsego Comune in provincia di Padova (10.462 ab., CAP 35011, TEL. 049). Centro agricolo e industriale (prodotti meccanici e mobilifici). Gli abitanti sono detti Campodarseghesi

\campodèa, sf. Insetto (noto anche come campodea fragile, Campodea fragilis) della famiglia dei Campodeidi e dell'ordine dei Dipluri. Vive in terreni umidi e misura circa 3 cm. 

\Campodènno Comune in provincia di Trento (1.390 ab., CAP 38010, TEL. 0461). 

\Campodimèle Comune in provincia di Latina (762 ab., CAP 04020, TEL. 0771). 

\Campodipiètra Comune in provincia di Campobasso (1.664 ab., CAP 86010, TEL. 0874). 

\Campodolcìno Comune in provincia di Sondrio (1.108 ab., CAP 23021, TEL. 0343). 

\Campodòro Comune in provincia di Padova (1.934 ab., CAP 35010, TEL. 049). 

\Campofelìce di Fitàlia Comune in provincia di Palermo (638 ab., CAP 90030, TEL. 091). 

\Campofelìce di Roccèlla Comune in provincia di Palermo (5.328 ab., CAP 90010, TEL. 0921). 

\Campofilóne Comune in provincia di Ascoli Piceno (1.678 ab., CAP 63010, TEL. 0734). 

\Campofiorìto Comune in provincia di Palermo (1.564 ab., CAP 90030, TEL. 091). 

\Campofòrmido Comune in provincia di Udine (6.728 ab., CAP 33030, TEL. 0432). 
Trattato di Campoformio 
Trattato (il nome deriva dalla forma veneta di Campoformido) firmato il 17 ottobre 1797 tra Francia e Austria dopo la vittoriosa campagna militare di Bonaparte in Italia. La Francia ottenne il Belgio, le isole Ionie e le terre a sinistra del Reno, mentre l'Austria ebbe i territori di Venezia. Veniva inoltre riconosciuta l'indipendenza della Repubblica Cisalpina. 

\Campofrànco Comune in provincia di Caltanissetta (4.150 ab., CAP 93010, TEL. 0934). 

\Campogalliàno Comune in provincia di Modena (6.784 ab., CAP 41011, TEL. 059). 

\Campolattàro Comune in provincia di Benevento (1.191 ab., CAP 82020, TEL. 0824). 

\Càmpoli Appennìno Comune in provincia di Frosinone (1.815 ab., CAP 03030, TEL. 0776). 

\Càmpoli dél Mónte Tabùrno Comune in provincia di Benevento (1.565 ab., CAP 82030, TEL. 0824). 

\Campolièto Comune in provincia di Campobasso (1.167 ab., CAP 86040, TEL. 0874). 

\Campolòngo Passo alpino (1.875 m), tra la Val Badia e quella del Cordevole. 

\Campolòngo al Tórre Comune in provincia di Udine (712 ab., CAP 33040, TEL. 0431). 

\Campolòngo Maggióre Comune in provincia di Venezia (8.952 ab., CAP 30010, TEL. 049). 

\Campolòngo sul Brènta Comune in provincia di Vicenza (826 ab., CAP 36020, TEL. 0424). 

\Campomaggióre Comune in provincia di Potenza (1.109 ab., CAP 85010, TEL. 0971). 

\Campomarìno Comune in provincia di Campobasso (5.818 ab., CAP 86042, TEL. 0875). 

\Campomoróne Comune in provincia di Genova (8.005 ab., CAP 16041, TEL. 010). 

\Camponogàra Comune in provincia di Venezia (9.756 ab., CAP 30010, TEL. 041). 

\Càmpora Comune in provincia di Salerno (721 ab., CAP 84040, TEL. 0974). 

\Camporeàle Comune in provincia di Palermo (4.371 ab., CAP 90043, TEL. 0924). 

\Camporgiàno Comune in provincia di Lucca (2.463 ab., CAP 55031, TEL. 0583). 

\Camporósso Comune in provincia d'Imperia (4.642 ab., CAP 18033, TEL. 0184). 

\Camporósso (sella di) Valico (818 m) tra le Alpi Carniche e Giulie. 

\Camporótondo di Fiastróne Comune in provincia di Macerata (527 ab., CAP 62020, TEL. 0733). 

\Camporotóndo Etnèo Comune in provincia di Catania (2.066 ab., CAP 95040, TEL. 095). 

\Campos Città (174.000 ab.) del Brasile, nello stato di Rio de Janeiro. 

\Camposampièro Comune in provincia di Padova (9.399 ab., CAP 35012, TEL. 049). 

\Camposàno Comune in provincia di Napoli (5.429 ab., CAP 80030, TEL. 081). 

\camposànto, sm. Cimitero. 
  sm. cemetery. 

\Camposànto Comune in provincia di Modena (2.917 ab., CAP 41031, TEL. 0535). 

\Campospinóso Comune in provincia di Pavia (687 ab., CAP 27040, TEL. 0385). 

\Campotòsto Comune in provincia di L'Aquila (865 ab., CAP 67013, TEL. 0862). 

\Campra, André (Aix-en-Provence 1660-Versailles 1744) Compositore francese. Dopo aver studiato nella sua città natale, divenne maestro di cappella ad Aix, Arles e Tolosa. Giunto a Parigi, dal 1694 al 1700 ebbe l'incarico di insegnante di musica a Notre-Dame e poi fu direttore della cappella reale (1723) e dell'Opéra (1730). Tra le opere più significative, L'Europa galante (1697), Tancredi (1702), Le feste veneziane (1710) e Idomeneo (1712). 

\campsosàuro, sm. Rettile acquatico fossile, vissuto dal Cretaceo superiore all'Eocene inferiore, in America settentrionale. 

\camptosàuro, sm. Grosso rettile dinosauro ornitopode vissuto durante il Giurassico superiore e il Cretaceo inferiore. 

\campus, sm. invar. Negli Stati Uniti, l'insieme degli edifici che costituiscono una università e dei terreni che le appartengono. 

\campylobacter, sm. invar. Genere di bacilli gramnegativi, spirillari, microaerofili o anaerobi della famiglia delle Spirillacee, parassiti dell'uomo e di altri Mammiferi. 

\Camuccìni, Vincènzo (Roma 1771-1844) Pittore. Esponente della pittura neoclassica. Tra le opere, La morte di Cesare (1798, Napoli, Museo e Galleria Nazionale di Capodimonte) e Ritratto dello scultore Thorvaldsen (Roma, collezione privata). 

\camuffaménto, sm. Atto, effetto del camuffare. 

\camuffàre, v. v. tr. 1 Travestire. ~ mascherare. <> smascherare. 2 Nascondere. ~ dissimulare. 
v. rifl. 1 Travestirsi, mascherarsi. ~ trasformarsi. 2 Nascondersi. ~ fingersi. <> rivelarsi. 
  v. tr. to camouflage. 

\Camugnàno Comune in provincia di Bologna (2.086 ab., CAP 40032, TEL. 0534). 

\camùni Nome degli antichi abitanti della Valcamonica, di origine retica o euganea. La loro presenza è testimoniata anche da numerose incisioni, particolarmente numerose nei pressi di Luine, dove sono state scoperte le raffigurazioni naturalistiche più arcaiche, e a Capo di Monte (Naquane, Zurla, Cimbergo). 

\camùno, agg. e sm. agg. 1 Della Valcamonica. 2 Dell'antica popolazione che abitava la Valcamonica. 
sm. Abitante, nativo della Valcamonica. 

\Camus, Albert (Mondovi, Algeria 1913-Villeblevin, Yonne 1960) Romanziere e saggista francese. Dopo una infanzia difficile e povera, costretto a interrompere gli studi per malattia, si dedicò al teatro e poi al giornalismo. Partecipò alla resistenza francese collaborando contemporaneamente alla redazione del quotidiano parigino Combat (1943). Attraverso un lungo percorso umano e artistico, elaborò la sua filosofia dell'uomo in rivolta. Scrisse opere di narrativa, come Lo straniero (1942) sul tema dell'assurdo della condizione umana; La peste (1947), romanzo che è un'allegoria della guerra e del nazismo e che segna il passaggio a un nuovo umanesimo; L'esilio e il regno (1957), La caduta (1956); opere teatrali, come Il malinteso (1944), Caligola (1945), Stato d'assedio (1948), I giusti (1950); e saggi, come Il mito di Sisifo (1942) e L'uomo in rivolta (1951). Ricevette il premio Nobel per la letteratura nel 1957. 

\camùso, agg. Si dice di naso schiacciato e, per estensione, di persona con un naso siffatto. ~ rincagnato. <> grande, importante. 

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