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\CAR Sigla di Centro Addestramento Reclute. 

\Càra, Màrco (Marchetto) (Venezia ?-Mantova 1527?) Compositore musicale. Attivo alle corti di Mantova e di Venezia, scrisse numerose opere vocali delle quali fu anche un apprezzato interprete. 

\carabàttola, sf. 1 Oggetto, masserizia di poco pregio. 2 Bagatella, argomento di poco valore. ~ cianfrusaglia. 

\Caràbidi Famiglia di Insetti Coleotteri Caraboidi carnivori alla quale appartengono più di quindicimila specie diffuse su ogni parte della terra. 

\carabìna, sf. Fucile di precisione a una canna ad anima rigata per caccia e tiro. ~ doppietta. 
  sf. rifle. 
  franc. carabine, deriv. da carabin soldato di cavalleria leggera. 

\carabinière, sm. 1 Negli eserciti di un tempo, soldato di una specialità della cavalleria pesante. 2 Appartenente al corpo militare dell'esercito italiano fondato nel 1814 dal re Vittorio Emanuele I di Savoia, con la funzione di proteggere i cittadini e le loro proprietà, e di fare osservare le leggi. ~ gendarme. 
  sm. member of Italian military police force. 
  franc. carabinier. 
I carabinieri hanno compiti di polizia giudiziaria e militare. La struttura piramidale dell'arma dei carabinieri ha alla propria base le unità operative denominate stazioni, distribuite capillarmente su tutto il territorio nazionale. Fanno inoltre parte dell'arma numerose unità speciali, addette ai controlli sanitari nei locali pubblici, alla prevenzione delle sofisticazioni alimentari, alla vigilanza contro l'immigrazione clandestina e alle violazioni delle leggi sul lavoro, affiancate da pattuglie radiomobili di pronto intervento e da nuclei antiterrorismo e antisabotaggio. Una delle più prestigiose unità speciali dell'arma dei carabinieri è il reparto dei corazzieri, che svolge la funzione di scorta del presidente della repubblica. L'arruolamento nell'arma dei carabinieri è volontario e può essere richiesto anche in sostituzione del regolare servizio di leva.
Teorema dei carabinieri:

\càrabo, sm. Genere di grandi Insetti Coleotteri carnivori diffusi nell'emisfero settentrionale e assenti nelle regioni tropicali. Appartiene alla famiglia dei Carabidi. 

\Carabobo Stato (1.559.000 ab.) del Venezuela, che comprende un territorio montano, lungo la costa atlantica. Capitale Valencia. 

\Carabòidi Superfamiglia di Insetti Coleotteri cui appartengono i rappresentanti carnivori di molte famiglie quali i Carabidi, i Cicindelidi, i Ditiscidi, i Grinidi e i Paussidi. 

\caràcal, sm. invar. Genere di linci dalle orecchie nere tipiche dell'Africa settentrionale e delle regioni calde dell'Asia. 

\Caracàlla, Màrco Aurélio Antonìno (Lione 188-Carre 217) Imperatore romano eletto, insieme al fratello Geta, alla morte del padre Settimio Severo (211); fu soprannominato Caracalla dal nome della veste gallica che usava indossare. Poco dopo la nomina fece trucidare l'odiato fratello. Promulgò l'Editto di Caracalla, o Costituzione Antonina, con la quale concedeva la cittadinanza romana a tutti gli abitanti dell'impero; tra il 213 e il 216 si scontrò con gli alemanni e con i parti, sconfiggendoli, ma perendo durante la campagna ucciso da un soldato; diede il via alla costruzione delle terme che da lui presero nome. 
Caracalla, terme di 
Volute dall'imperatore romano Caracalla nel 212 d. C., furono completate cinque anni più tardi: con la loro superficie di 11 ettari, potevano accogliere circa 1.500 bagnanti. Le terme rimasero in funzione per circa 300 anni, fino all'invasione dei Goti che distrussero l'acquedotto. Le terme erano il luogo in cui i romani praticavano esercizio fisico, in cui potevano fare bagni turchi, nuotare o, per i più ricchi, rilassarsi con i massaggi con oli profumati, o anche dedicarsi alla lettura nelle biblioteche (greca e latina). Il rito delle terme era complicato: si iniziava facendo una specie di sauna nel Calidarium, un locale a pianta circolare (34 metri di diametro) in cui vasche piene d'acqua bollente mantenevano umido l'ambiente. Poi si passava nel Tiepidarium, per un bagno più tiepido, quindi nel Frigidarium per un bagno in acqua fredda. Uscendo si poteva fare una nuotata nella piscina (Natatio). Gli stupendi giardini erano il punto di incontro per la conversazione tra amici. Completavano le terme i locali degli spogliatoi, le biblioteche e le palestre. Ancora oggi si possono ammirare i pavimenti ornati da marmi policromi di queste vaste sale. La quiete dei pini ispirò il poeta inglese Percy Bysshe Shelley che nelle Terme di Caracalla compose la sua opera Prometeo Liberato. In estate le terme di Caracalla sono oggi utilizzate per la messa in scena di opere o concerti; furono apprezzate in mondovisione in occasione dei campionati di calcio 1990, quando vi si tenne il concerto a tre voci con i tenori P. Domingo, J. Carreras e L. Pavarotti, diretti dal Maestro Z. Mehta. 

\Caracas Capitale del Venezuela (1.247.000 ab., 3.185.000 ab. l'area metropolitana), capoluogo del Distrito Federal (1.930 km2). È situata su un altopiano (922 m) che incombe sulla costa del mare delle Antille, nella valle del fiume Guaire. Sono presenti industrie di trasformazione dei prodotti agricoli (zucchero, cotone, tabacco). Un'autostrada la collega la porto di La Guara, distante 16 km; possiede un moderno aeroporto a Maiquetía, vicino alla costa. Fondata nel 1567 dall'esploratore spagnolo Diego de Losada, nel 1810 si ribellò al giogo della Spagna; divenne capitale del paese nel 1831. 

\Caràcciolo, Albèrto (Livorno 1926-Roma 2002) Storico. Docente all'università di Perugia, si è occupato di storia economica e delle istituzioni. Tra le opere Il parlamento nella formazione dello stato liberale (1960), La formazione dell'Italia industriale (1963), Le istituzioni del nuovo stato nelle dimensioni mondiali (1966). 

\Caràcciolo, Francésco (Napoli 1752-1799) Militare. Ammiraglio di Ferdinando IV, aderì alla Repubblica napoletana; nel giugno 1799 fu arrestato e impiccato. 

\Caràcciolo, Franco (Bari 1920-Napoli 1999) Direttore d'orchestra italiano. Apprezzato per le esecuzioni di musiche classiche e di autori contemporanei, dal 1949 è direttore dell'orchestra Alessandro Scarlatti di Napoli. 

\Caràcciolo, Giovànni détto Sergiànni (?-1431) Siniscalco del Regno di Napoli e amante della regina Giovanna II. Fu assassinato in una congiura. 

\carachìri ved. "harakiri" 

\Caracìdi Famiglia di Pesci Actinopterigi Cipriniformi i cui generi più conosciuti sono l'Alestes, l'Hydrocinus e il Serrasalmo. Sono diffusi in Africa e nell'America centromeridionale. 

\caracollàre, v. intr. 1 Volteggiare, saltellando, a destra e a sinistra. 2 Correre, trotterellare. 3 Eseguire, con la cavalleria, evoluzioni tattiche durante un combattimento. 
  deriv. da caracollo. 

\caracòllo, sm. Movimento del cavallo a mezzo tondo o in tondo. 
  spagn. caracol chiocciola. 

\Caradòsso, Cristòforo Fòppa détto il (Mondonico 1452?-Roma 1527?) Orafo e medaglista. 

\Caràdridi Famiglia di Uccelli, generalmente migratori, provvisti di lunghi arti e ali lunghe e appuntite. Appartiene all'ordine dei Caradriformi. 

\Caradrifórmi Ordine di Uccelli dal piumaggio fitto e opaco. 

\caràffa, sf. 1 Recipiente di vetro, panciuto, con collo stretto e bocca larga, provvisto di manico, usato per acqua, vino e altre bevande. ~ bricco, brocca. 2 Antica misura di capacità per liquidi, in uso nel napoletano, equivalente a ca. 0,7 litri. 
  sf. jug, carafe. 
  arabo gharrafa

\Caràffa dél Biànco Comune in provincia di Reggio Calabria (808 ab., CAP 89030, TEL. 0964). 

\Caràffa di Catanzàro Comune in provincia di Catanzaro (2.189 ab., CAP 88050, TEL. 0961). 

\Caragiale, Ion Luca (Haimanale 1852-Berlino 1912) Commediografo rumeno. Tra le opere Una notte tempestosa (1879) e Cose di carnevale (1885). 

\Caràglio Comune in provincia di Cuneo (5.721 ab., CAP 12023, TEL. 0171). 

\Caràibi, màre déi Detto anche mare Caribico o delle Antille (2.754.000 km2, lungo 3.000 km, largo 1.800 km) è un bacino dell'oceano Atlantico, delimitato a nord e a ovest dall'arcipelago delle Grandi e Piccole Antille, a ovest e a sud dal tratto di costa americana compreso tra la punta Peñas (Venezuela) e il capo Catoche (Yucatán); comunica con il golfo del Messico attraverso il canale di Yucatán. Raggiunge la profondità massima di 7.680 m in corrispondenza della fossa delle Cayman. Cicloni e uragani sono assai frequenti, soprattutto nel periodo agosto-ottobre. 

\caràibo ved. "caribo" 

\caraìti Membri di una setta religiosa ebraica fondata nell'VIII sec. che non riconosce il Talmud, ma ammette solo la Bibbia. 

\Caramàgna Piemónte Comune in provincia di Cuneo (2.406 ab., CAP 12030, TEL. 0172). 

\Caramànico Tèrme Comune in provincia di Pescara (2.213 ab., CAP 65023, TEL. 085). 

\caràmba, inter. Esclamazione di gioia o di stupore. 

\caràmbola, sf. 1 Nel gioco del biliardo, colpo con cui si manda la propria palla a colpire quella dell'avversario e il pallino. 2 Urto, spinta, scontro. 
  sf. pileup. 
  spagn. carambola. 
Gioco praticato su un tavolo da biliardo ridotto e privo di buche; ciascun giocatore ottiene punti colpendo con la propria palla sia il pallino sia la palla dell'avversario, dopo aver colpito la sponda un certo numero di volte. In Italia è diffusa la carambola a tre sponde, in cui vince chi ottiene quindici punti prima degli altri. Si chiama carambola anche un colpo del biliardo con cui si colpiscono il pallino e la palla avversaria. 

\carambolàre, v. intr. Far carambola. 

\caramèlla, sf. 1 Piccolo dolce di zucchero cotto, variamente aromatizzato e colorato, a volte ripieno. ~ bonbon. 2 Monocolo. 
  sf. 1 sweet; (americ.) candy. 2 (dura) drop. 
  spagn. caramel, dal lat. mediev. canna mellis canna da zucchero. 

\caramellàio, sm. Chi fabbrica o vende caramelle. 

\caramellàre, v. tr. 1 Portare lo zucchero a livello del caramello. 2 Ricoprire di caramello. 

\caramèllo, sm. 1 Zucchero liquefatto e brunito mediante cottura. 2 Il colore fulvo dello zucchero bruciato. 

\caramellóso, agg. 1 Che ha le qualità delle caramelle. 2 Sdolcinato, lezioso. ~ languido, mielato. <> brusco, rude. 

\caraménte, avv. Affettuosamente. 

\carampàna, sf. Vecchia brutta e sgraziata. 

\Caràngidi Famiglia di Pesci Teleostei perciformi cui appartengono il sugherello e il pesce pilota. 

\Caràno Comune in provincia di Trento (850 ab., CAP 38033, TEL. 0462). 

\caràpa, sf. Piccolo genere di piante arboree spontanee nelle regioni tropicali. Appartiene alla famiglia delle Meliacee. 

\carapàce, sm. Rivestimento dorsale rigido con funzioni protettive che deriva da una duplicatura dell'esoscheletro. Nei Crostacei (gamberi, granchi ecc.) ha natura chitinosa; di rado può trovarsi sull'addome.  Nei Cheloni (armadilli, tartarughe ecc.) ha natura ossea; è uno scudo dorsale formato da placche. 

\Carapalchi Repubblica (1.274.000 ab.) dell'Uzbekistan, sul bassopiano tra l'Amudarja e il ripiano del Kyzylkum. Capoluogo Nukus. 

\Carapèlle Comune in provincia di Foggia (5.261 ab., CAP 71041, TEL. 0885). 

\Carapèlle Calvìsio Comune in provincia di L'Aquila (125 ab., CAP 67020, TEL. 0862). 

\Carapézza, Pàolo Emìlio (Roma 1937-) Musicologo italiano. Membro della società italiana di musicologia, ha effettuato studi su Wagner, Berg e sulla musica rinascimentale siciliana. 

\Caràpidi Famiglia di Pesci Actinopterigi parassiti di oloturie, stelle, ricci e ostriche perlifere. 

\Caràsco Comune in provincia di Genova (3.161 ab., CAP 16042, TEL. 0185). 

\Carassài Comune in provincia di Ascoli Piceno (1.371 ab., CAP 63030, TEL. 0734). 

\Caras-Severin Distretto (377.000 ab.) della Romania, capoluogo Resita. 

\caratàre, v. tr. 1 Pesare a carati i metalli preziosi. 2 Valutare dei beni ai fini fiscali. 3 Esaminare, con occhio critico, una persona, il suo carattere, la sua personalità. 

\Caràte Briànza Comune in provincia di Milano (15.445 ab., CAP 20048, TEL. 0362). Centro industriale (prodotti alimentari, dell'abbigliamento, delle materie plastiche e del mobile). Gli abitanti sono detti Caratesi

\Caràte Ùrio Comune in provincia di Como (1.257 ab., CAP 22010, TEL. 031). 

\caratèllo, sm. Botticella per vino e liquori. 

\Caratheodory, Costantin (Berlino 1873-Monaco 1950) Matematico tedesco. Assiomatizzò la termodinamica e studiò il calcolo delle variazioni. 

\caratìsta, sm. (pl.-i) Comproprietario di una nave mercantile. 

\caràto, sm. 1 Unità di misura del titolo dell'oro, equivalente alla ventiquattresima parte di contenuto in oro puro. oro a diciotto carati, contiene diciotto parti di oro e sei di altri metalli. 2 Unità di peso per le pietre preziose e le perle, equivalente a quattro grani o a un quinto di grammo. 3 Grado di perfezione, bontà, valore. 4 Ognuna delle ventiquattro quote di comproprietà di una nave. 
  sm. carat. 
  arabo qirat, piccolo peso. 

\caràttere, sm. 1 Segno grafico convenzionale cui si attribuisce un significato. ~ lettera. 2 Piccolo parallelepipedo in una lega di piombo, stagno e antimonio, che porta in rilievo una lettera. ~ piombo, tipo, stampo. 3 Qualità, segno particolare che distingue una cosa dall'altra. ~ caratteristica. 4 Complesso delle qualità costituenti l'impronta individuale di una persona; indole, natura. ~ personalità. 5 Capacità della volontà di operare secondo determinati principi. 6 Segno spirituale che i sacramenti del battesimo, della cresima e ordine imprimono indelebilmente. 
  sm. 1 nature, character. 2 (lettera) letter. 
  lat. character,-eris, dal greco charaktèr impronta. 
In biologia identifica ogni caratteristica fisiologica o morfologica che differenzia un individuo, o un gruppo di individui, da altri. Si chiamano caratteri ereditari le proprietà individuali tramandate dai genitori ai figli, al contrario dei caratteri acquisiti che, invece, si conquistano nel tempo come risultato di fattori esterni o di specifiche attività dell'individuo e non sono trasmissibili alla prole. 
  In informatica i caratteri sono i costituenti simbolici raffiguranti lettere e segni che possono essere letti, catalogati e registrati da un computer o da una periferica; possono essere alfabetici, numerici, alfanumerici e speciali. Appartengono a un alfabeto (set di caratteri), contenente di solito un numero di caratteri pari a una potenza di due, 128 o 256. Il più noto è il codice ASCII. 
  In psicologia il carattere è il complesso delle disposizioni psichiche e affettive individuali, che concorrono alla definizione di un aspetto della personalità e che possono anche essere determinati dalle usanze etiche e morali dell'ambiente in cui si cresce e si vive. 
  In tipografia i caratteri tipografici sono gli elementi di una serie di simboli aventi tutti un certo stile. Sono ragruppati in famiglie (Bodoni, Times ecc.). Il carattere mobile è il parallelepipedo che reca su una delle superfici la riproduzione, in rilievo e rovesciata, di un carattere; veniva usato nella tipografia tradizionale per stampare il carattere corrispondente. L'unità di misura del carattere è il punto, pari a 0,376 mm, che serve per stabilire il corpo, o dimensione. L'unità di misura della giustezza (larghezza della composizione) e delle dimensioni del testo stampato è la riga di dodici punti. 

\Caratteri di Teofrasto, tradotti dal greco con i caratteri o costumi di questo secolo, I Opera moralista di J. de La Bruyère (1688). 

\Caratteri morali Opera di filosofia di Teofrasto (IV-III sec. a. C.). 

\caratteriàle, agg. e sm. agg. 1 Relativo al carattere. 2 Affetto da disturbi del comportamento, detto di bambino o adolescente. 
sm. Bambino o adolescente affetto da disturbi del comportamento. 

\caratterìno, sm. Indole difficile, bisbetica, aggressiva. 

\caratterìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Attore, generalmente. non protagonista, che interpreta un ruolo tipico, prevalentemente comico, con tratti spiccati e vivaci. 
  deriv. da carattere. 

\caratterìstica, sf. 1 Qualità peculiare e distintiva. ~ proprietà, particolarità, requisito. 2 Prerogativa. ~ dote. 3 Parte intera di un logaritmo decimale. 4 Di un anello: il più piccolo intero positivo k tale che kx=0 per ogni x elemento dell'anello; se kx≠0 per ogni x≠0 si dice che la caratteristica è 0. 5 Di una matrice: "rango".
  sf. characteristic, peculiarity. 
  deriv. da caratteristico. 

\caratteristicaménte, avv. In modo unico, peculiare. ~ tipicamente. 

\caratterìstico, agg. (pl. m.-ci) Che è peculiare di qualcosa o qualcuno, che fa parte del suo carattere. ~ particolare, tipico. <> insolito, atipico. 
  agg. typical, characteristic. 

\caratterizzàre, v. tr. 1 Costituire la caratteristica di una persona o di una cosa; distinguere, contrassegnare. ~ qualificare, contraddistinguere. le basse temperature caratterizzano la stagione invernale. 2 Rappresentare o descrivere qualcosa o qualcuno secondo le sue proprie note distintive. ~ definire, individualizzare, personalizzare.  il regista ha caratterizzato bene i personaggi.
  v. tr. to distinguish, to characterize. 
  franc. caracteriser, dal lat. characterizare

\caratterizzazióne, sf. Atto, effetto del caratterizzare. 

\caratterologìa, sf. Studio dei caratteri. 

\caratteròlogo, agg. (pl. m.-gi) Psicologo specializzato nello studio della caratterologia. 

\caratùra, sf. 1 Misurazione di un prezioso in carati. 2 Porzione di una proprietà di una nave espressa in carati. 

\Caravàggio Comune in provincia di Bergamo (13.763 ab., CAP 24043, TEL 0363). Centro agricolo, dell'allevamento e industriale (prodotti alimentari, del vetro e della ceramica). Vi si trovano il santuario della Madonna di Caravaggio, edificato tra il XVI e il XVIII sec. Diede il soprannome al pittore M. Merisi, originario del luogo. Gli abitanti sono detti Caravaggini

\Caravàggio, Michelàngelo Merìsi détto il (Caravaggio, Bergamo 1573-Porto Ercole, Grosseto 1610) Nome con cui è conosciuto il pittore Michelangelo Merisi. FigIio di Fermo Merisi, maestro di casa e architetto del marchese di Caravaggio, il Caravaggio è il più importante pittore italiano del Seicento e uno dei massimi di tutti i tempi. Iniziò a Milano (1584) come allievo del pittore Simone Peterzano (notizie 1573-1596), maestro che aveva accolto ed elaborato esperienze figurative della pittura veneta e di quella lombarda (L. Lotto, il Moretto, G. B. Moroni, G. G. Savoldo), come risulta dai primi lavori del giovane Caravaggio, tra cui la Deposizione (Milano, chiesa di San Fedele) e l'Assunta (Milano, chiesa di S. Maria della Passione). Successivamente, si trasferì a Roma (1593 ca.), prima ospite di monsignor Pandolfo Pucci, al quale assegnò la qualifica di "monsignor insalata", per l'imposizione di una dieta prevalentemente vegetariana, poi ospite del Cavaliere d'Arpino, un pittore allora molto in voga, che gli avrebbe affidato l'incarico di dipingere fiori e frutta. A Roma creò le sue opere principali. Nel 1592 grazie all'interessamento del cardinale F. M. del Monte al quale era stato raccomandato da un mercante d'arte, ricevette varie commissioni, frutto delle quali sono, tra gli altri, i quadri Alcuni giovani che fanno musica; I bari; Giovani che suonano; Giocatori di carte; Zingara che dice la ventura a un giovane; Fanciullo morso da un ramarro, Due fanciulli con canestro di frutta (Roma, Galleria Borghese), Riposo nella fuga in Egitto (Roma, Galleria Doria). Si tratta di opere nelle quali il Caravaggio mise a punto i suoi strumenti artistici e cominciò a saggiare gli effetti della luce e dell'ombra. Infine, nel 1597 ricevette l'importante incarico di eseguire nella chiesa di S. Luigi dei Francesi una serie di dipinti per la cappella Contarelli. Portò a termine il lavoro con tale maestria e originalità, che divenne immediatamente una celebrità, con il seguito di invidie facilmente immaginabile da parte di altri pittori che operavano allora nella città. A intrighi e calunnie, Caravaggio reagì violentemente. Innamorato di una certa Lena, nell'estate del 1605 accoltellò un suo rivale e venne arrestato. Grazie agli aiuti procuratigli dalla sua notorietà artistica, riuscì a fuggire. Dopo esser stato per qualche tempo a Genova, gli fu concesso di tornare a Roma, dove lavorò per Paolo V e per Scipione Borghese. Fondamentale nella sua pittura è l'importanza della luce e quindi dei contrasti, a volte resi in forma drammatica. Già nei primi lavori del Caravaggio sono assenti gli elementi di maniera tipici della pittura del tempo, mentre la realtà è presente in tutta la sua concretezza: Il canestro di frutta (Milano, pinacoteca Ambrosiana), Bacco (Firenze, Uffizi), Il suonatore di liuto (1597, San Pietroburgo, Ermitage). Nelle figurazioni sacre di questa prima fase (Riposo durante la fuga in Egitto, Roma, Galleria Doria; la Maddalena, Roma, Galleria Doria) prevale nettamente l'elemento umano, senza nessuna idealizzazione dei soggetti rappresentati. I dipinti successivi, come la Cena in Emmaus (Londra, National Gallery), La buona ventura (Parigi, Louvre), Storie di San Matteo e in particolare La vocazione di San Matteo e il Martirio di San Matteo (1599-1600, Roma, San Luigi dei Francesi), la Crocifissione di San Pietro e Conversione di San Paolo (1600-1601, Roma, Santa Maria del Popolo) segnano una rivoluzione nel modo di concepire un quadro di soggetto religioso. Altre opere di questo periodo sono la Deposizione (Roma, Pinacoteca Vaticana), la Madonna dei pellegrini (Roma, S. Agostino), la Madonna dei palafrenieri (Roma, Galleria Borghese). I temi religiosi sono quelli tradizionali, ma l'esposizione segue canoni nuovi. Una sorgente di luce viva, drammatica attraversa le composizioni potentemente semplificate e illumina solo alcuni elementi di esse, lasciando gli altri immersi nell'ombra. Il tema dell'opera di Caravaggio è la ricerca della verità, la rappresentazione della realtà senza idealizzazione. Il contrasto di luce ed ombra (il cosiddetto "luminismo caravaggesco") serve al pittore per concentrare l'attenzione dell'osservatore su determinati oggetti. Nel Martirio di San Matteo, il convergere della luce accentua la figura dell'angelo che porge la palma del martirio e la figura del carnefice, ottenendo una chiarezza di rappresentazione di impronta classica. Caravaggio però rifiuta l'identificazione del bello con il buono e del brutto con il cattivo. I contemporanei non erano preparati ad accogliere la novità del suo linguaggio: così la Morte della Vergine (Parigi, Louvre), dipinta originariamente per la chiesa di Santa Maria della Scala a Roma, venne rifiutata dai frati carmelitani che l'avevano commissionata. In queste opere e nelle altre successive, come la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo già citate, il realismo del Caravaggio consiste nel fatto che i soggetti religiosi sono riportati sul piano della vita normale. Il risultato scandalizzò talvolta le commissioni incaricate di esaminare le opere (Caravaggio dipinse la Morte della Vergine servendosi come modello di una prostituta annegata nel Tevere), ma già durante la vita l'artista ebbe una folla di ammiratori. Il suo carattere rissoso portò il Caravaggio, durante il gioco della pallacorda, a commettere un omicidio nella persona di Ranuccio Tommasoni, in seguito al quale fu costretto nuovamente alla fuga (1606), dirigendosi prima a Napoli, poi a Malta (dove offese un magistrato e fu per breve tempo arrestato), Siracusa, Messina e Palermo, poi di nuovo a Napoli. Qui fu sorpreso da sicari e gravemente ferito. Riprese la fuga; arrestato per errore a Porto Ercole, perse tutti i suoi averi, si ammalò di malaria e morì proprio quando a Roma gli veniva concessa la grazia. Nella sua fuga da Roma, ha lasciato una serie di opere di altissimo pregio, tra le quali si citano la Madonna del Rosario (Vienna, Kunsthistorisches Museum), le Sette opere di misericordia (Napoli, chiesa del Pio Monte della Misericordia), la Flagellazione di Cristo (Napoli, San Domenico Maggiore), Ritratto del gran maestro dell'ordine di Malta Olaf di Vignacourt (Parigi, Louvre), S. Girolamo e la Decollazione del Battista (La Valletta, Cattedrale), il Seppellimento di S. Lucia (Siracusa, Santa Lucia), l'Adorazione dei pastori e la Resurrezione di Lazzaro (Messina, Museo Nazionale), l'Adorazione dei pastori (Palermo, Oratorio di S. Lorenzo). L'arte di Caravaggio ha influenzato la pittura europea del tempo (si citano, tra gli altri, Giuseppe Ribera detto lo Spagnoletto, i pittori tenebrosi del Seicento napoletano, G. B. Caracciolo, Orazio Gentileschi e la figlia Artemisia Gentileschi, il ticinese Giovanni Serodine, vari pittori fiamminghi e olandesi tra cui Finson, Rembrandt, Honthorst, Terbrugghen; lo spagnolo Diego Velazquez e i francesi Georges de la Tour e Valentin). 

\càravan, sm. invar. Roulotte. ~ camper. 

\caravana Parola di origine persiana (in italiano divenuta "carovana") che nell'antica Genova venne usata per indicare gli scaricatori del porto che (in genere da Bergamo) venivano stagionalmente, viaggiando tutti insieme, a caricare e scaricare le merci delle navi. Poi la parola è divenuta il nome ufficiale degli scaricatori del porto di Genova.

\Caravanche Zona delle Alpi Orientali, al confine tra l'Austria e la Slovenia. Vetta più elevata il Monte Grintavec (2.258 m). 

\caravanino Pane a pasta dura tipico dei "Caravana", oggi confezionato anche in pezzatura piccola, molto usato a Genova (corrisponde, grosso modo, alle "mantovanine"). 

\caravanserràglio, sm. 1 In Oriente, recinto in cui sostano le carovane. 2 Luogo pieno di rumore e confusione. 

\Caravàte Comune in provincia di Varese (2.471 ab., CAP 21032, TEL. 0332). 

\caravèlla, sf. Nave a vela, veloce e leggera, a un solo ponte, con tre o quattro alberi, usata specialmente da portoghesi e spagnoli durante i secc. XV e XVI. 
  portog. caravela, dal lat. tardo carabus barchetta. 

\Caravìno Comune in provincia di Torino (1.053 ab., CAP 10010, TEL. 0125). 

\Caravònico Comune in provincia d'Imperia (291 ab., CAP 18021, TEL. 0183). 

\Carazo Dipartimento (150.000 ab.) del Nicaragua, capoluogo Jinotepe. 

\carbamazepìna, sf. Analgesico e anticonvulsionante efficace per la nevralgia del trigemino. 

\carbammàto, sm. Sale o estere dell'acido carbammico. 

\carbàmmico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a un acido di formula NH2COOH. Può essere considerato la monoammide dell'acido carbonico. 

\carbammìde, sf. Sinonimo di urea. 

\carbo- Primo elemento di parole composte della terminologia chimica che indica la presenza di carbonio in una molecola. 

\carboazoturazióne, sf. Sinonimo di carbonitrurazione. 

\carbochìmica, sf. Parte della chimica che studia i composti del carbonio. 

\carbògeno, sm. Miscela di gas utilizzata in medicina e nelle ricerche biologiche; contiene 95% di ossigeno e 5% di biossido di carbonio. 

\carbogenoterapìa, sf. Impiego del carbogeno a scopo terapeutico negli stati asfittici. 

\Carbognàno Comune in provincia di Viterbo (2.012 ab., CAP 01030, TEL. 0761). 

\carboidràsi, sf. Enzima catalizzatore della rottura dei legami glucosidici di un glucoside o di un polisaccaride. 

\carboidràti, sm. pl. Detti anche glucidi, sono sostanze organiche costituite da carbonio, idrogeno, ossigeno, con formula generale Cn(H2O)n; impropriamente vengono chiamati anche zuccheri. Sono presenti in modo consistente nei tessuti dei viventi con funzione energetica attraverso il processo di respirazione; inoltre, hanno funzione di riserva (amido, glicogeno); di sostegno (cellulose, emicellulose ecc. dei vegetali, chitina degli Insetti). Si originano nelle piante dall'anidride carbonica dell'aria e dall'acqua del suolo tramite l'energia solare in presenza di clorofilla (fotosintesi). Dal punto di vista chimico sono alcoli polivalenti, cui si collega o una funzione chetonica o una aldeidica. A seconda della complessità costitutiva della loro molecola, si distinguono in monosaccaridi (fruttosio, glucosio), oligosaccaridi (saccarosio, lattosio) e polisaccaridi (glicogeno, amido).
Negli alimenti comuni:

\carbolìsmo, sm. Intossicazione da fenolo. 

\carbonàia, sf. 1 Catasta conica di legna coperta di terra battuta che, per lenta combustione si trasforma in carbone. 2 Luogo dove si conserva il carbone. 3 Luogo sudicio e buio. 
  lat. carbonaria, fornace per produrre il carbone. 

\carbonàio, sm. 1 Chi sorveglia il processo di carbonizzazione della legna nelle carbonaie. 2 Chi vende al minuto carbone, legna o altro simile. 

\Carbonàra al Ticìno Comune in provincia di Pavia (1.264 ab., CAP 27020, TEL. 0382). 

\Carbonàra di Nòla Comune in provincia di Napoli (1.837 ab., CAP 80030, TEL. 081). 

\Carbonàra di Po Comune in provincia di Mantova (1.351 ab., CAP 46020, TEL. 0386). 

\Carbonàra Scrìvia Comune in provincia di Alessandria (1.016 ab., CAP 15050, TEL. 0131). 

\Carbonàra, Cléto (Potenza 1904-Napoli 1979) Studioso di filosofia italiano. Cercò di formulare una filosofia critica dell'esperienza pura che racchiudesse in sé l'esigenza dell'economicità in termini simili a quelli del marxismo. 

\carbonàre, v. tr. Imbarcare il carbone necessario ai consumi di una nave a vapore. 

\carbonarìsmo, sm. 1 L'insieme dei principi ideologici e organizzativi della carboneria. 2 Il fenomeno stesso della carboneria come movimento insurrezionale. 

\carbonàro, agg. e sm. agg. Dei carbonari, della carboneria. i moti carbonari
sm. Membro della carboneria. 
  lat. carbonarius

\carbonàta, sf. 1 Mucchio di carbone. 2 Carne di maiale salata, cotta sul carbone o in padella. 

\carbonatazióne, sf. Trattamento di una sostanza con anidride carbonica. 

\Carbonàte Comune in provincia di Como (2.305 ab., CAP 22070, TEL. 0331). 

\carbonàto, agg. Del colore del carbone. 

\carbonatùra, sf. Serie di chiazze scure sul mantello dei cavalli. 

\carboncèllo, sm. 1 Pezzetto di carbone. 2 Pietra preziosa. 3 Varietà di olivo coltivata nel Lazio. 4 Foruncolo del carbonchio e della peste. 

\carbónchio, sm. 1 Pietra preziosa di colore rosso vivo. ~ rubino, granato. 2 Gravissima malattia infettiva degli erbivori. 3 Malattia del grano. 
Malattia infettiva acuta che può intaccare pelle, intestino o polmoni di alcuni animali domestici (Bovini, Equini, Ovini) e dell'uomo, che la contrae da tali animali o dai loro prodotti. L'agente responsabile della grave infezione è il Bacillus anthracis

\carbonchióso, agg. 1 Si dice di ciò che è stato infettato dal carbonchio. 2 Bruciato. ~ riarso. 

\carboncìno, sm. Bastoncino di carbone morbido usato per disegnare. 

\Carbóne Comune in provincia di Potenza (1.171 ab., CAP 85030, TEL. 0973). 

\carbóne, agg. e sm. agg. invar. Di colore nero intenso. 
sm. 1 Aggregato solido, di colore nero, formato per lo più da carbonio, che deriva dalla naturale decomposizione di sostanze organiche, in maggioranza vegetali. 2 Pezzo di carbone acceso. 3 Colore nero intenso. 4 Malattia fungina di diverse piante. 5 Nelle lampade ad arco, ognuno degli elettrodi. 
  sm. coal. 
  lat. carbo,-onis. 
I carboni fossili, o naturali, sono il prodotto di carbonizzazione (fossilizzazione di vegetali) di vegetazioni conservate negli strati profondi del terreno, con aggiunta di carbonio ed eliminazione di idrogeno e ossigeno. La percentuale di carbonio contenuto e il potere calorico, permettono di classificare i carboni in antracite, lignite, litantrace e torba. Industrialmente si considera il rapporto tra carbonio fisso e sostanze volatili. Si parla di carboni grassi, se producono residui compatti nel processo di distillazione; carboni magri, se i residui sono polverulenti; carboni a fiamma lunga, se riscaldati svolgono molti prodotti gassosi. I carboni artificiali sono ottenuti sottoponendo a elevata temperatura, fuori dal contatto con l'aria, sostanze organiche. Il carbone adsorbente, o attivo, è ottenuto dalla combustione di legno, segatura o lignite, con prodotti ossidanti. È usato nella decolorazione, nella depurazione di zuccheri, commestibili, bevande, acque potabili, per assorbimento di gas e vapori di recupero. Il carbone animale, o carbone d'ossa o nero animale, si ottiene dalla calcinazione di residui animali (ossa, sangue); è poroso, dotato di forte potere decolorante e usato in farmacologia per il suo potere adsorbente. Il carbone colloidale è un carbone molto fine in sospensione nell'olio di antracene. Il carbone di legna, o vegetale, è ottenuto nelle carbonaie boschive o per distillazione secca del legno. Il carbone di storta si forma nel collo delle storte a gas, nelle quali si verifica la distillazione di carbon fossile; è un buon conduttore di calore e di elettricità, si usa infatti per elettrodi, lampade ad arco, pile a secco. 
In patologia vegetale è una malattia delle piante dovuta a funghi parassiti della famiglia delle Ustilaginacee. 

\carbonèlla, sf. Carbone prodotto dalla combustione della legna minuta. 

\Carbonèra Comune in provincia di Treviso (8.982 ab., CAP 31030, TEL. 0422). 

\carbonerìa, sf. Società segreta nazionalistica, deriva il suo nome dai charbonniers (carbonai) della Franca Contea. Fece la sua apparizione nell'Italia meridionale durante il regno di Gioacchino Murat; in seguito si diffuse anche nel centro e nord Italia dove intrecciò rapporti con le sette democratiche di F. Buonarroti; si opponeva all'assolutismo, chiedendo statuti e riforme liberali. I principali moti della carboneria italiana furono quelli di Napoli (1820), del Piemonte (1821), dell'Emilia (1831). La concorrenza della Giovine Italia di Mazzini ne segnò il declino. 

\Carbònia Comune in provincia di Cagliari (33.500 ab., 111 m, CAP 09013, TEL. 0781) istituito nel 1936 per sfruttare le miniere del Sulcis. Il suo territorio è ricco di giacimenti di carbone e barite; sviluppate le industrie meccaniche e del legno. 

\carbònico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che riguarda il carbonio. 2 Lo stesso che carbonifero. 
Anidride carbonica 
Termine usato comunemente per designare il biossido di carbonio CO2. È un gas incolore e inodore, più pesante dell'aria (densità relativa 1,529), che si può ottenere anche allo stato liquido (punto di fusione-56,6 °C), solubile in acqua e alcol. Riveste una notevole importanza nei processi chimici; i vegetali la fissano attraverso la fotosintesi, piante e animali la espellono nel processo di respirazione. La forma solida è detta ghiaccio secco. 

\carbonièra, sf. 1 La nave appositamente attrezzata per il trasporto del carbone. 2 Vagone che contiene la scorta di carbone e che si aggancia alle macchine nelle ferrovie a vapore. 

\carbonière, sm. 1 Industriale del carbone. 2 Minatore che lavora nelle miniere di carbone. 

\carbonièro, agg. Del carbone. 

\carbonìfero, agg. e sm. agg. Che contiene carbone. terreno carbonifero
sm. Periodo geologico appartenente all'era Paleozoica che va da 350 a 280 milioni di anni fa. 
  da carbone +-fero
Deve il suo nome ai ricchi giacimenti di carbone fossile che ebbero origine in questo periodo. Tali formazioni sedimentarie furono originate dai depositi di materiale organico accumulatisi in corrispondenza di fiumi e paludi e in quelle aree dello zoccolo continentale che subirono in questo periodo numerosi fenomeni di emersione e successiva sommersione da parte delle acque marine. Il clima caldo umido contribuì poi a favorire l'eccezionale sviluppo della vita vegetale (felci, equiseti, licopodi, gimnosperme) che, insieme ai resti dell'abbondante fauna marina, fornirono la materia prima per gli attuali giacimenti di carbone, petrolio e gas naturale. Nell'ultima parte del Carbonifero fecero la loro comparsa gli Anfibi Stegocefali e i Rettili, anche se, per quanto riguarda la fauna non acquatica, il periodo è principalmente caratterizzato dallo sviluppo degli Insetti (libellule). 

\carbonìle, sm. 1 Termine con cui si definisce l'ossido di carbonio quando è considerato come un radicale. 2 Locale dove viene immagazzinato il carbone a bordo di una nave. 

\carbònio, sm. Elemento chimico non metallico, di simbolo C, numero atomico 6, peso atomico 12,011. Il carbonio elementare esiste in natura in due modificazioni allotropiche, la grafite (amorfa) e il diamante (cristallino) e costituisce circa l'1% della crosta terrestre. Il carbonio amorfo, o microcristallino, è ottenuto dal riscaldamento dello zucchero o altre sostanze contenenti carbonio. È un elemento tetravalente, stabile a temperatura normale; fonde a 3.500 °C e a temperatura elevata si combina con moltissimi elementi metallici e non metallici (zolfo, ossigeno, silicio, boro). I composti si dividono in organici e inorganici; i primi sono molti perché gli atomi di carbonio possono combinarsi tra loro a formare lunghe catene o strutture ad anello. I composti più importanti sono l'anidride carbonica, o biossido di carbonio (CO2), e l'ossido di carbonio (CO), altamente tossico in quanto la sua affinità con l'emoglobina è 200 volte superiore a quella dell'emoglobina con l'ossigeno; si forma naturalmente nelle combustioni incomplete. Un'importanza particolare riveste l'isotopo 144 del carbonio poiché, grazie al tempo di dimezzamento di 5.730 anni, è usato per datare i reperti archeologici. 
  sm. carbon. 

\carbonizzàre, v. v. tr. Trasformare una sostanza organica in carbone. 2 Bruciare riducendo in carbone. ~ incenerire. 
v. intr. pron. Ridursi in carbone. 

\carbonizzazióne, sf. Fatto, effetto del carbonizzare. 

\carborundum, sm. Nome commerciale del carburo di silicio (SiC). È un solido cristallino di durezza di poco inferiore a quella del diamante con un punto di fusione intorno ai 2.200 °C. È usato per le mole e tele a smeriglio, per le resistenze elettriche, se mescolato a grafite, o come semiconduttore per diodi e transistor. Possiede più di 60 forme allotropiche. 

\carbossilazióne, sf. Addizione di un gruppo carbossilico in un composto organico. 

\carbossìle, sm. Termine attribuito al gruppo monovalente-CO2H. 

\carbossìlico, agg. (pl. m.-ci) Riferito a una sostanza che contiene carbossile. 

\carburànte, sm. Ogni combustibile capace di formare con un gas comburente o con l'aria, una miscela atta a produrre una combustione interna. 
  sm. fuel, motor fuel. 

\carburàre, v. tr. 1 Sottoporre al processo di carburazione. 2 Raggiungere un funzionamento ottimale. ~ rafforzare. la nostra intesa tennistica fatica a carburare
  deriv. da carburo

\carburatóre, sm. Apparato usato nei motori a scoppio per preparare la miscela aria-benzina da introdurre nei cilindri. È essenzialmente costituito da una vaschetta e da una camera di carburazione, nella quale uno spruzzatore immette il carburante prelevato dalla vaschetta e lo miscela con l'aria. Nella parte inferiore è collocata una valvola a farfalla, comandata dal pedale dell'acceleratore, che regola la quantità di miscela che va ad alimentare il motore. La quantità di carburante miscelato all'aria varia automaticamente in relazione al tipo di percorso impegnato. Per la partenza a freddo, il carburatore è dotato di un condotto supplementare (detto starter) che, aperto manualmente o attivato da un automatismo, arricchisce di carburante la miscela. Nei motori alimentati a gasolio (e in alcuni di quelli alimentati a benzina) il carburatore viene sostituito da speciali iniettori. In questi motori (detti a iniezione) la miscelazione viene effettuata direttamente nella camera di combustione o nel condotto di aspirazione. 
  sm. carburettor. 
  deriv. da carburare. 

\carburatorìsta, sm. Addetto alla manutenzione dei carburatori. 

\carburazióne, sf. Preparazione e dosatura della miscela di aria e combustibile per alimentare un motore a scoppio. 

\carbùri, sm. pl. Composti binari del carbonio con metalli o con non metalli. Sono sostanze molto dure, di aspetto cristallino e con alta temperatura di fusione. I carburi ionici reagendo con l'acqua sviluppano idrocarburi (acetilene, allilene); i carburi interstiziali, come quelli di silicio e di boro, trovano impiego come abrasivi e refrattari; i carburi covalenti sono usati per la produzione di utensili dotati di grande resistenza e robustezza (carborundum). 

\carcadè, sm. invar. Bevanda ottenute per infusione dai petali della pianta omonima. 

\carcàme, sm. 1 Le ossa, in parte spolpate, di un animale. ~ carogna. 2 I resti di un'imbarcazione abbandonata. ~ rottame. 

\Càrcare Comune in provincia di Savona (5.684 ab., CAP 17043, TEL. 019). 

\Carcàridi Famiglia di Pesci Selaci Lamniformi il cui unico genere è rappresentato dallo squalo Carcharias

\Carcarìnidi Famiglia di Pesci Selaci Lamniformi con cinque paia di fessure bronchiali e due dorsali e occhi protetti da una membrana nittitante. 

\carcàssa, sf. 1 Complesso delle ossa che racchiudono la cavità toracica di un animale. ~ scheletro. 2 Corpo umano o animale mal ridotto. 3 Ossatura di un natante. ~ intelaiatura. 4 Di costruzione, macchina, oggetto e simili, sconquassato. ~ rottame. 
  sf. 1 (di animale) carcass. 2 (fig., di auto) wreck. 
  da cassa, incrociato con carico e carne

\carceràre, v. tr. Rinchiudere in carcere. 
  lat. tardo carcerare. 

\carceràrio, agg. Relativo alle carceri. 

\carceràto, agg. e sm. agg. Che è rinchiuso in carcere. ~ prigioniero. 
sm. Chi è rinchiuso in carcere. ~ forzato. 
  sm. prisoner, convict. 

\carcerazióne, sf. 1 Reclusione in carcere. ~ detenzione, prigionia. <> scarcerazione, liberazione. carcerazione preventiva, la reclusione dell'imputato prima del processo. 2 Permanenza in carcere, il periodo trascorso. ~ reclusione. 

\càrcere, sm. (pl. le càrceri) 1 Luogo in cui sono custoditi i condannati alla pena della reclusione. ~ galera, penitenziario. essere tradotto in carcere, entrare in carcere. 2 Qualsiasi luogo dove si stia malvolentieri. 3 Pena inflitta. lo condannarono a tre anni di carcere
  sm. 1 (luogo) prison. 2 (condanna) imprisonment. 
  lat. carcer,-eris prigione. 

\Càrceri Comune in provincia di Padova (1.528 ab., CAP 35040, TEL. 0429). 

\carcerière, sm. (f.-a) 1 Custode del carcere. ~ secondino. 2 Chi esercita con eccessivo rigore funzioni di sorveglianza e simili. ~ aguzzino. <> vittima. 
  lat. tardo carcerarius. 

\carchèsio, sm. 1 Parte superiore dell'albero della nave ora chiamata calcese. 2 Lunga coppa a due manici stretta nel mezzo. 

\Carchi Provincia (142.000 ab.) dell'Ecuador, capoluogo Tulcán. 

\carcìno, sm. Genere di Crostacei Decapodi Brachiuri. Appartiene alla famiglia dei Portunidi. 

\carcinòide, sm. Neoplasia epiteliale localizzata all'appendice, al retto o al tenue. 

\carcinologìa, sf. 1 Branca della medicina che studia i tumori maligni. ~ cancerologia. 2 Parte della zoologia che studia i Crostacei. 

\carcinòma, sm. Tumore maligno dei tessuti epiteliali di ricoprimento della superficie corporea. Ha crescita rapida e invasiva. Attacca prevalentemente mammella, polmone, intestino, utero, prostata e stomaco. 

\carcinòsi, sf. Diffusione neoplastica causata dalla penetrazione delle cellule neoplastiche nel sangue. 

\carcìnotron, sm. invar. Tubo termoelettronico amplificatore per microonde. 

\carciofàia, sf. Terreno coltivato a carciofi. 

\carciòfo, sm. 1 Pianta erbacea. 2 Uomo sciocco, incapace. 
  sm. artichoke. 
  arabo kharshuf. 
Angiosperma (Cynara cardunculus scolymus) della famiglia delle Asteracee e dell'ordine delle Sinandre. Pianta perenne con foglie oblunghe diffusa nell'Europa meridionale e in America. 

\Carcòforo Comune in provincia di Vercelli (84 ab., CAP 13026, TEL. 0163). 

\càrda, sf. Macchina fornita di un cilindro rivestito di punte ricurve in ferro, usata per pettinare fibre tessili. 

\Cardamoni Catena montuosa della Cambogia. Altezza massima 1.813 m. 

\cardànico, agg. (pl. m.-ci) Detto di giunto che trasmette il moto rotatorio tra due alberi anche con assi geometrici non coincidenti. 

\càrdano, sm. 1 Giunto cardanico. 2 Sistema di lenti e specchi usato in fotogrammetria per dirigere in una direzione voluta un raggio o un fascio di raggi provenienti da una direzione qualsiasi. 

\Cardàno al Càmpo Comune in provincia di Varese (11.360 ab., CAP 21010, TEL. 0331). Centro industriale (prodotti tessili, meccanici e metallurgici). Gli abitanti sono detti Cardanesi

\Cardàno, Geròlamo (Pavia 1501-Roma 1576) Matematico, medico e filosofo neoplatonico, fu uno dei più forti ed eclettici intelletti del suo tempo. La sua opera più rilevante è il trattato matematico Ars Magna (1545) che contiene la formula per la risoluzione delle equazioni cubiche, già trovata, ma non divulgata, da Dal Ferro. Nel campo delle scienze fisiche ha inventato la sospensione chiamata giunto cardanico

\cardàre, v. tr. Districare e pulire una fibra tessile (tipicamente la lana) passandola in apposite macchine. 

\Cardarèlli, Vincènzo (Corneto, Tarquinia 1887-Roma 1959) Pseudonimo del poeta e scrittore Nazareno Caldarelli. Tra i fondatori della rivista La Ronda (1919) della quale fu l'interprete più battagliero. Dal 1949 al 1955 diresse la Fiera letteraria. Un personale bisogno di equilibrio lo condusse a farsi portabandiera del programma della Ronda che intendeva mettere ordine nella cultura contemporanea con un proposito di rigore quasi poliziesco. Tra le opere, Viaggi nel tempo (1920), Il sole a picco (1930), Poesie (1936), Il cielo sulla città (1938), Lettere non spedite (1946), Poesie nuove (1947) e Solitario in Arcadia (1947). 

\cardàta, sf. 1 Quantità di fibra trattata di volta in volta dal cardatore. 2 Cardatura. 

\cardàto, agg. e sm. Riferito al tessuto ottenuto con fibre corte naturali o con sottoprodotti della carderia. 

\cardatóre, sm. (f.-trìce) Chi esegue la cardatura. 

\cardatrìce, sf. 1 Operaia addetta alla cardatura. 2 Carda. 

\cardatùra, sf. Operazione del cardare. 

\Cardé Comune in provincia di Cuneo (1.068 ab., CAP 12030, TEL. 0172). 

\Cardèdu Comune in provincia di Nuoro (1.426 ab., CAP 08040, TEL. 0782). 

\cardellìno, sm. Uccello (Carduelis carduelis) della famiglia dei Fringillidi e dell'ordine dei Passeriformi. Di colore rosso e giallo, vive nelle zone ricche di vegetazione dell'Eurasia occidentale e dell'Africa settentrionale. Apprezza particolarmente i semi del cardo. Ha un canto particolarmente melodioso. È in pericolo di estinzione poiché non sempre riesce a riprodursi in cattività. 

\Cardenal, Ernesto (Granada 1925-) Poeta nicaraguense. Tra le opere La città disabitata (1946) e Salmi (1964). 

\Cárdenas, Lázaro (Jiquilpan 1895-Città del Messico 1970) Politico messicano. Fu presidente della repubblica dal 1934 al 1940, operò una riforma agraria e nazionalizzò le industrie petrolifere. 

\carderìa, sf. Stabilimento dove si lavorano e producono i filati cardati. 

\cardéto, sm. Luogo piantato a cardi. 

\Cardéto Comune in provincia di Reggio Calabria (2.825 ab., CAP 89060, TEL. 0965). 

\càrdia, o càrdias, sm. invar. Orifizio attraverso il quale l'esofago sbocca nello stomaco. 

\cardìaco, agg. (pl. m.-ci) Del cuore. 
  agg. heart, cardiac. 
  lat. cardiacus, dal greco kardiakòs, deriv. da kardìa cuore. 

\cardialgìa, sf. Dolore localizzato nel cuore o nella regione cardiaca. 

\cardiazòl, sm. invar. Nome commerciale del pentametilentetrazolo utilizzato nella terapia dei collassi e delle intossicazioni da ipnotici. 

\Càrdidi Famiglia di Molluschi Lamellibranchi che vivono nelle acque dolci, salate e salmastre. Appartiene all'ordine degli Eulamellibranchi. 

\Cardiff Città dell'Inghilterra (268.000 ab.) sviluppatasi sul canale di Bristol, nel Galles nord meridionale. Capoluogo del Glamorganshire. Importante porto e centro carbonifero grazie all'abbondanza di carbone che viene estratto dalle vicine colline e alla facilità di trasportarlo via mare. Le industrie sono quelle meccaniche, metallurgiche e della birra. Sede arcivescovile cattolica e di un'università. La città ospita il museo nazionale del Galles, il castello del 1090 e la cattedrale del XII sec. che venne gravemente danneggiata dai bombardamenti aerei durante la seconda guerra mondiale. In epoca romana fu un accampamento militare. Verso la fine dell'XI sec., un nobile normanno fece costruire nell'attuale insediamento un castello e nel 1147 la città ricevette i primi privilegi commerciali e amministrativi che vennero ampliati negli anni successivi. Con Riccardo III passò alla corona britannica e successivamente fu ceduta agli Herbert prima e ai marchesi di Bute poi. 

\càrdigan, sm. invar. Sorta di giacca in maglia di lana, in linea morbida, senza colletto e abbottonata sul davanti. ~ golf. 

\Cardillac Opera in tre atti di P. Hindemith, libretto di F. Lion (Dresda, 1926). 

\Cardin, Pierre (Sant'Andrea di Barbarana 1922-) Sarto e fondatore nel 1948 dell'omonima casa di moda parigina, produttrice di articoli di lusso. 

\cardinalàto, sm. 1 Dignità e ufficio di cardinale. 2 Il periodo di tempo durante il quale si esercita tale ufficio. 

\Cardinàle Comune calabro in provincia di Catanzaro (32 Km2, 3.200 ab.). 

\cardinàle, agg. e sm. agg. Che fa da cardine, da sostegno, principale, fondamentale. ~ basilare. <> accessorio. 
sm. 1 Cardine. 2 Architrave. 3 Porporato. 
  agg. e sm. cardinal. 
  lat. cardinalis, deriv. da cardo,-inis cardine. 
In matematica, il concetto di numero cardinale è una generalizzazione di quello di numero naturale, introdotta per poter distinguere le quantità infinite. Si dice che due quantità (finite o infinite) hanno lo stesso numero (cardinale) di elementi (o hanno la stessa cardinalità) se esiste una relazione biunivoca tra esse. Ad esempio l'insieme dei numeri interi e il suo sottoinsieme dei numeri pari hanno la stessa cardinalità in quanto ad ogni numero intero posso far corrispondere il suo doppio e, viceversa, ad ogni numero pari posso far corrispondere la sua metà (questo numero cardinale viene indicato con 0 - "alef 0").
In fisica, con equazioni cardinali si intendono le equazioni fondamentali che caratterizzano equilibrio e moto dei corpi (equazioni cardinali della statica, della dinamica, della meccanica del continuo, …).
Nella gerarchia della chiesa cattolica il cardinale è il prelato di più alto grado, dopo il papa. L'insieme dei cardinali forma il Sacro Collegio, cui spetta il governo della chiesa e della città del Vaticano durante la vacanza della Santa Sede; dall'XI sec. ha il compito di eleggere il pontefice nel conclave. 
Genere di Uccelli Passeriformi, appartenente alla famiglia dei Fringillidi. La specie più diffusa è il Richmondeana cardinalis, dal piumaggio e dal becco di un bel colore rosso brillante; vive nell'America centrale e settentrionale. La sua alimentazione è fatta di insetti e vegetali. 

\Cardinale Lambertini, Il Commedia di A. Testoni (1905). 

\Cardinàle, Clàudia (Tunisi 1939-) Attrice cinematografica. Interpretò Il gattopardo (1963), La ragazza di Bube (1964), Il giorno della civetta (1967), Fitzcarraldo (1981), Inverno 1954 (1992) e per la televisione Nostromo (1996). 

\cardinalésco, agg. (pl. m.-chi) Di, da cardinale. 

\cardinalìzio, agg. Che è proprio dei cardinali. 

\Cardinàte Comune in provincia di Catanzaro (3.382 ab., CAP 88062, TEL. 0967). 

\càrdine, sm. 1 Ferro su cui si inseriscono i battenti delle porte, delle finestre e simili. ~ ganghero. 2 Fondamento, sostegno. ~ caposaldo. 
  sm. hinge. 
  lat. cardo,-inis. 

\Cardìni, Giancàrlo (Querceta di Seravezza, Lucca, 1940-) Pianista italiano. Attivo concertista in tutto il mondo, nel 1981 ha registrato in disco tutta l'opera pianistica di Erik Satie. 

\cardio- Primo elemento di parole che nella terminologia scientifica significano cuore, dal greco kardía

\cardioangiografìa, sf. Esame radiologico finalizzato a evidenziare le cavità cardiache e i grossi vasi toracici con l'uso di un mezzo di contrasto. 

\cardiocèle, sf. Ernia del cuore. 

\cardiocèntesi, sf. Puntura intracardiaca. 

\cardiochirurgìa, sf. (pl.-gìe) Una delle più recenti conquiste della chirurgia, che è giunta a operare il cuore e i grossi vasi intratoracici (aorta). Ha avuto grande sviluppo affidandosi alla sicurezza dell'anestesia e al potere di fermare il cuore e usufruire della circolazione extracorporea. È efficacemente impiegata per curare cardiopatie congenite, aneurismi dell'aorta toracica, vizi valvolari (protesi), cardiopatie ischemiche (by-pass), cardiopatie dilatative o miocarditi (trapianto). 

\cardiochirùrgico, agg. Che è proprio della cardiochirurgia. 

\cardiochirùrgo, sm. (pl.-ghi o-gi) Chirurgo che opera sul cuore. 

\cardiocinètico, agg. (pl. m.-ci) Si dice di farmaco che aumenta la contrazione cardiaca. 

\cardiocircolatòrio, agg. Che si riferisce al cuore e ai vasi sanguigni. 

\cardiofobìa, sf. Percezione di natura allucinatoria di una malattia cardiaca che in realtà non esiste. 

\cardiografìa, sf. Registrazione grafica dell'attività cardiaca. 

\cardiògrafo, sm. Apparecchio per la cardiografia. 

\cardiogràmma, sm. (pl.-i) Tracciato grafico che riproduce i movimenti del cuore grazie a un rilevatore posto sul pericardio. 

\cardiòide, sf. Curva piana a forma di cuore mediante la quale è possibile eseguire la trisezione dell'angolo. 

\cardiolìsi, sf. Intervento chirurgico per alleviare la sindrome costrittiva che consiste nel rescindere la cartilagine costale. 

\cardiologìa, sf. (pl.-gìe) Scienza che studia la struttura e le patologie del cuore. 

\cardiòlogo, sm. (pl.-gi) Medico specializzato in cardiologia. 

\cardiomegalìa, sf. Aumento del volume cardiaco. 

\cardiopàlmo, sm. 1 Batticuore, tachicardia. ~ palpitazione. <> bradicardia. 2 Angoscia, agitazione. ~ affanno. 

\cardiopatìa, sf. Termine medico che indica le malattie che interessano il cuore. 

\cardiopàtico, agg., sm. e sf. (pl. m.-ci) Affetto da cardiopatia. 

\cardiopericardiopessìa, sf. Intervento chirurgico che consiste nel causare una pericardite per poter migliorare l'irrorazione del miocardio. 

\cardioplegìa, sf. Paralisi cardiaca. 

\cardiopolmonàre, agg. Riferito sia al cuore che ai polmoni. 

\cardioptòsi, sf. Abbassamento del cuore provocato da ipotonia; lo si riscontra in soggetti giovani ed è causato da predisposizione congenita. 

\cardiorenàle, agg. Riferito a individuo che soffre di insufficienza renale e cardiaca. 

\cardiorèssi, sf. Rottura del cuore in genere nel ventricolo sinistro. 

\cardioscleròsi, sf. Restringimento degli orifizi presenti nel cuore. 

\cardioscopìa, sf. Auscultazione delle contrazioni del cuore tramite il cardioscopio. 

\cardioscòpio, sm. Strumento con cui si esaminano le cavità del cuore. 

\cardiosfigmografìa, sf. Registrazione contemporanea delle pulsazioni cardiache e arteriose periferiche. 

\cardiosfigmogràmma, sm. Tracciato ricavato dalla cardiosfigmografia. 

\cardiospàsmo, sm. Spasmo dello sfintere del cardias che impedisce il passaggio degli alimenti dall'esofago allo stomaco. 

\cardiostimolatóre, sm. Apparecchio capace di trasmettere impulsi elettrici ritmici al cuore in caso di asistolia e di blocco atrioventricolare. 

\cardiotelèfono, sm. Strumento per la trasmissione via telefono dei suoni di origine cardiaca. 

\cardiotocògrafo, sm. Strumento per la registrazione dei battiti cardiaci fetali e delle contrazioni uterine a partire dalla trentesima settimana di gravidanza. Utile anche durante il travaglio per individuare eventuali sofferenze fetali. 

\cardiotònico, agg. e sm. Farmaco capace di aumentare le contrazioni del miocardio. 

\cardiovascolàre, agg. Del cuore e di vasi sanguigni. 
Sistema cardiovascolare 
Apparato formato da tutti quegli organi e condotti che nel loro complesso assicurano l'espletamento della funzione della circolazione sanguigna, grazie al quale tutti gli organi e tessuti del nostro organismo ricevono ininterrottamente gli indispensabili rifornimenti sanguigni; il sistema è responsabile del trasporto di ossigeno, nutrimento, ormoni, allontanamento di anidride carbonica, rifiuti per rene e fegato, diffusione di farmaci ecc. L'organo propulsore è il cuore, che si trova al centro del torace e funge da pompa idraulica. Dal ventricolo sinistro ha origine l'arteria aorta che dapprima si dirige verso l'alto, quindi piega ad arco e poi punta verso il basso originando le arterie iliache. Dall'aorta nascono i vasi diretti al cranio (carotidi) e agli arti superiori (succlavie), i vasi vertebrali, il sistema splancnico e quello renale. Le arterie in seguito si dividono in arterie di grosso, medio e piccolo calibro e arteriole, che portano ai capillari, da cui nasce il sistema di vene seguente a quello delle arterie. 

\cardioversióne, sf. Tecnica utilizzata per ottenere la depolarizzazione delle fibrocellule cardiache che consiste in uno shock elettrico al cuore. 

\cardìte, sf. Infiammazione delle pareti cardiache. 

\Cardìto Comune in provincia di Napoli (20.105 ab., CAP 80024, TEL. 081). Centro agricolo (coltivazione di fragole e asparagi) e industriale (prodotti alimentari). Gli abitanti sono detti Carditesi

\càrdo, sm. 1 Nome di diverse piante spinose appartenenti alle famiglie Composite, Dipsacacee e Ombrellifere. 2 Strumento con denti di ferro a uncino con il quale si carda la lana. 3 Il riccio della castagna. 
  sm. thistle. 
  lat. tardo cardus. 
In Italia i cardi sono spontanei (cardo benedetto, carlina, cardo delle vigne), altre vivono allo stato orticolo (cardo mariano, cardone). Il cardo dei lanaioli è coltivato per i suoi semi che vengono usati come becchime; un tempo con i capolini secchi si cardava la lana. 

\Cardo e la rosa, Il Poema di W. Dunbar (1503). 

\Cardùcci, Giòsue (Val di Castello 1835-Bologna 1907) (o Giosuè) Poeta e critico letterario. Segna, nella nostra letteratura, la reazione al tardo romanticismo a favore di un nuovo classicismo; nel 1865 fondò a Firenze il gruppo degli Amici pedanti, repubblicano e antiromantico; diventò poi monarchico e fu il poeta dei conservatori, esaltatore della monarchia e cantore di una patria guerriera. Fu docente di letteratura italiana all'università di Bologna, nel 1860, esercitando un notevole ascendente sulle nuove generazioni. Malgrado le difficoltà di critica della giovinezza, fu alla fine il poeta ufficiale della nuova nazione. Nel 1890 fu nominato senatore a vita; fu il primo scrittore italiano a ricevere il premio Nobel per la letteratura (1906). Quando dovette lasciare l'insegnamento a causa della salute malferma, gli fu assegnata dal parlamento la stessa pensione che era stata di Alessandro Manzoni. Dopo aver esaltato in tante sue opere i temi del classicismo, dai quali attinse per la sua produzione giovanile, in seguito, nell'età più matura, interiorizzò maggiormente le sue poesie, toccando anche temi intimi e malinconici. In parallelo al poeta si espresse il critico e il pensatore, che lasciava trasparire nelle prose il carattere impetuoso e vivace insieme alla ricchezza del suo temperamento. Tra le sue opere poetiche, Juvenilia (1850-1860), Levia gravia (1861-1871), Rime nuove (1861-1887), Giambi ed epodi (1867-1879), Odi barbare (1877-1889), liberate dall'obbligo della rima, nelle quali Carducci toccò le più alte vette della sua poesia, Rime e ritmi (1898). Tra le opere di prosa, Confessioni e battaglie (1882-1884). Tra le opere di critica, Parini minore (1903), Parini maggiore (1907). 

\Cardzou Città (167.000 ab.) del Turkmenistan, capoluogo della provincia omonima. 

\Care memorie Opera autobiografica di M. Yourcenar contenuta nella trilogia Il labirinto del mondo (1974). 

\care of, loc. avv. Espressione inglese che significa "a cura di". La sua abbreviazione c/o sta a indicare un recapito diverso dal destinatario col significato di "presso". 

\Caréggine Comune in provincia di Lucca (754 ab., CAP 55030, TEL. 0583). 

\Carèlia (regione) Regione geografica dell'Europa settentrionale che occupa l'istmo tra la Finlandia e il mar Bianco. Il suo territorio è di natura morenica, ricoperto da ghiacciai e segnato da numerosi laghi (Ladoga, Onega, Seg e Vyg). Il collegamento tra mar Bianco e mar Baltico è assicurato dai canali artificiali che collegano i vari laghi. La vegetazione è prevalentemente di conifere a sud, mentre a nord prevale la tundra. Politicamente il territorio è diviso tra la Finlandia e l'omonima repubblica russa. 

\Carèlia (repubblica di) Repubblica della Federazione Russa (792.000 ab., 172.400 km2) con capoluogo Petrozavodsk che si estende nella regione geografica omonima. L'economia si basa sullo sfruttamento delle risorse forestali, con industrie della carta, chimiche, meccaniche e metallurgiche. Per secoli contesa tra Russia e Svezia, si proclamò indipendente nel 1918, ma soli due anni dopo fu di nuovo divisa tra Finlandia e URSS. Nel 1923 divenne repubblica autonoma che in seguito alla fine della guerra russo-finlandese (1940) ampliò notevolmente il suo territorio. 

\Carèma Comune in provincia di Torino (883 ab., CAP 10010, TEL. 0125). 

\Carèna Costellazione per lungo tempo considerata la parte più vasta di quella dell'Argo; si trova nell'emisfero celeste australe. 

\carèna, sf. 1 Parte inferiore di una nave, che rimane immersa nell'acqua. 2 Superficie esterna di un dirigibile. 3 Lamina ossea prominente nello sterno degli Uccelli. 4 In architettura, soffitto a carena, a forma di chiglia rovesciata. 
  lat. carina

\carenàggio, sm. L'atto, l'effetto del carenare. 

\carenàre, v. tr. 1 Fornire di carenatura. 2 Scoprire la parte immersa della nave per poterla riparare. 
  deriv. da carena. 

\carenàti Riferito a uccelli con sterno assottigliato davanti come la carena di una nave. 

\carenàto, agg. 1 A forma di carena. 2 Che ha la carena. 3 Provvisto di carenatura. 

\carenatùra, sf. Rivestimento di un veicolo o di una sua parte, la cui forma offre la minima resistenza all'avanzamento nell'aria. 
  deriv. da carenare. 

\Carènno Comune in provincia di Lecco (1.298 ab., CAP 24030, TEL. 0341). 

\carènte, agg. Mancante di elementi comunque necessari. ~ incompleto. <> sufficiente. 
  lat. carens,-entis, p.pres. di carere essere privo. 

\Carentìno Comune in provincia di Alessandria (326 ab., CAP 15022, TEL. 0131). 

\carènza, sf. Mancanza, insufficienza. ~ lacuna. <> profusione. 
  sf. 1 scarcity, lack. 2 (vitamine) deficiency. 
  lat. tardo carentia, deriv. da carere essere privo. 

\carenzàto, agg. Riferito a una dieta cui manca un determinato fattore alimentare. 

\Carèri Comune in provincia di Reggio Calabria (2.536 ab., CAP 89030, TEL. 0964). 

\Carèri, Giórgio (Roma 1922-Roma 2008) Fisico italiano. Autore di lavori di criogenia e biofisica, ha svolto importanti studi sulla separazione isotopica per diffusione, sulla spettrometria di massa e sulle proprietà quantistiche dell'elio3 rotante. 

\Caresàna Comune in provincia di Vercelli (1.159 ab., CAP 13010, TEL. 0161). 

\Caresanablòt Comune in provincia di Vercelli (768 ab., CAP 13030, TEL. 0161). 

\Caresèr Ghiacciaio del gruppo dell'Ortles-Cevedale, nel bacino del torrente Noce. 

\carestìa, sf. 1 Grande scarsezza di cose necessarie alla vita, specialmente prodotti alimentari. ~ miseria. <> prosperità. 2 Penuria. ~ ristrettezza. <> dovizia. 
  sf. 1 famine. 2 (ristrettezza) dearth, scarcity. 

\carézza, sf. 1 Dimostrazione di affetto fatta con atti e parole specialmente lisciando con la mano. ~ affettuosità. 2 Il lambire, lo sfiorare. 
  sf. caress. 
  lat. mediev. caritia, deriv. dal lat. carus caro. 

\Carézza Lago (1609 m s.l.m.) dell'Alto Adige, in provincia di Bolzano. Centro turistico delle Dolomiti, in prossimità del passo di Costalunga. 

\Carezzàno Comune in provincia di Alessandria (494 ab., CAP 15051, TEL. 0131). 

\carezzàre, v. tr. Accarezzare. 
  v. tr. to stroke, to caress. 

\carezzévole, agg. Che accarezza, dolce, soave. ~ suadente. <> burbero. 

\Carfìzzi Comune in provincia di Crotone (1.327 ab., CAP 88070, TEL. 0962). 

\Cargèghe Comune in provincia di Sassari (622 ab., CAP 07030, TEL. 079). 

\càrgo, sm. (pl.-go o ghi) 1 Nave da carico. 2 Aereo da carico. 

\cargoìsmo, sm. Forma di pratica religiosa che si diffuse nella Melanesia in seguito all'incontro delle popolazioni locali con i viaggiatori bianchi. 

\Cària Regione storica e geografica dell'Asia Minore che si estende lungo la costa dell'Egeo. Il territorio, insieme alle isole antistanti (Rodi, Simi, Coo), fu colonizzata dai dori che fondarono importanti città (Alicarnasso, Mileto, Cnido). Con Ciro (546 a. C.) la Caria passò sotto la sovranità della Persia e i re locali diventarono satrapi persiani (fu famoso Mausolo); fu conquistata dai romani nel 129. 

\Cariacica Città (275.000 ab.) del Brasile, nello stato di Espírito Santo. 

\cariàre, v. v. tr. Provocare la carie. 
v. intr. pron. Essere colpito dalla carie. 
  deriv. da carie. 

\Cariàti Comune in provincia di Cosenza (9.221 ab., CAP 87062, TEL. 0983). 

\cariàtide, sf. 1 Statua in forma di donna usata come elemento architettonico portante, per sostenere trabeazioni, mensole, cornicioni e altro. 2 Persona che sta immobile e in silenzio. 

\cariàto, agg. Che è colpito dalla carie. 
  agg. decayed. 

\carìbe, agg. e sm. agg. Riferito o appartenente ai Caribi. 
agg. e sm. Gruppo di lingue parlate dai Caribi. 

\Carìbico (Mare) Altro nome del mar dei Caraibi o mar delle Antille. 

\carìbo, sm. Nel medioevo, sorta di canzone a ballo. 

\Cariboo Massiccio montuoso del Canada, nelle Montagne Rocciose. Altezza massima 3.581 m. 

\caribù, sm. Grande Mammifero artiodattile, simile alla renna, ma di maggiori dimensioni, ruminante, che abita le tundre e le foreste del continente americano settentrionale. Dotato di notevole resistenza e robustezza, si spinge anche a grande latitudine nord, nelle regioni canadesi più inospitali, nutrendosi di licheni. 

\càrica, sf. 1 Operazione del caricare. 2 Impiego onorifico. ~ responsabilità. 3 Il fornire un congegno dell'energia necessaria al suo funzionamento. 4 Si dice di materiali speciali che se uniti a certi prodotti, ne migliorano le proprietà. 5 Forza, spinta, concentrazione di energia psichica. ~ potenza. 6 Movimento impetuoso che viene compiuto da truppe a cavallo o a piedi con la baionetta in canna e con bombe a mano, per concludere un'azione e sopraffare l'avversario. ~ attacco, arrembaggio. 7 Nel calcio e nel rugby, azione consistente nell'urtare con forza l'avversario. 
  sf. 1 (mil.) charge, attack. 2 (impiego) position, office. 
  deriv. da caricare. 
Carica elettrica 
Quantità di elettricità o di massa elettrica. Nei fenomeni elettrici si hanno due tipi di cariche, la carica positiva (+) e la carica negativa (-); due cariche di uguale segno si respingono mentre due cariche di segno opposto si attraggono. La carica più piccola esistente è l'elettrone, o carica elementare, indicata con il simbolo e, che misura 1,602 · 10-19 coulomb. 

\Carica dei 101, La Film d'animazione, americano (1961). Regia di Walt Disney. Titolo originale: One Hundred and One Dalmatians 

\caricabatterìa, sm. invar. Strumento utilizzato per ripristinare l'energia esaurita in congegni e macchinari. 

\caricaforàggi, sm. invar. Macchina a forche mobili, montata su ruote, per raccogliere il foraggio disposto in mucchi nel campo e caricarlo su di un veicolo. 

\caricaménto, sm. 1 Atto, effetto del caricare. il tempo di caricamento di un'arma da fuoco deve essere molto breve. 2 In ginnastica e atletica leggera, la fase di compressione muscolare che precede la spinta o lo stacco. 

\caricàre, v. v. tr. 1 Porre qualcosa o qualcuno sopra un sostegno o un mezzo di trasporto. ~ collocare. <> rimuovere. caricare sulle spalle i bagagli. 2 Aggravare con un peso eccessivo. ~ appesantire. <> sgravare. 3 Esagerare. ~ amplificare. <> attenuare. hai un po' caricato la mano. 4 Disporre qualcosa a scattare, a funzionare, ad agire. caricare l'orologio. 5 Attaccare, con impeto, un nemico a cavallo o a piedi. ~ assalire. 6 Nel calcio e in altri sport, compiere una carica su un avversario. 7 Fornire di elettricità. caricare la batteria elettrica
v. rifl. Coprirsi eccessivamente. 
  v. tr. 1 to load up. 2 (batteria) to charge. 3 (riempire) to fill. 4 (arma) to load. 
  lat. carricare, deriv. da carrus,-us carro. 

\caricàto, agg. 1 Affettato, nelle parole e negli atti. ~ lezioso. <> spontaneo. 2 Detto del campo e delle figure di uno scudo che ne hanno altre sovrapposte. 

\caricatóre, agg. e sm. agg. Che facilita le operazioni di carico. 
sm. 1 Involucro metallico contenente più cartucce pronte per essere introdotte nelle armi a ripetizione e automatiche portatili. 2 Marinaio o soldato addetto al caricamento dei pezzi. 3 Involucro impenetrabile alla luce che contiene la pellicola per gli apparecchi di piccolo formato. 4 Nell'industria siderurgica, operaio addetto alla carica dei forni. 5 Colui che chiede il trasporto marittimo e consegna le cose da trasportare. 

\caricatùra, sf. Ritratto o scritto che, con intenti comici o satirici, accentua fino alla deformazione i tratti caratteristici del modello. ~ parodia. 
  sf. caricature. 
Forme caricaturali erano già presenti nell'arte greca (parodie del mito), nel medioevo (figura umana sostituita con animali, in senso satirico), nel rinascimento (figure grottesche di D. Hopfer; incisioni di Bruegel il Vecchio); ebbe grande fortuna nel manierismo e nel barocco (Carracci, G. L. Bernini, Domenichino), dove acquistò il valore di ritratto assai semplificato, ma riconoscibile, atto ad accentuare particolari caratteristiche della personalità. Il genere si diffuse anche in Inghilterra, con particolare fioritura nella seconda metà del XVIII sec. con W. Hogarth che, in tal modo, espresse la sua critica nei confronti della società aristocratica, imprimendo alla caricatura una connotazione politica. In Francia si diffusero con successo le prime riviste satiriche (La Caricature, 1830-1834; Le Chiarivari, 1832-1926). Tra gli esponenti più illustri si annoverano H. Daumier, G. Doré, P. Gavarni, A. Gill. R. Töpffer (1799-1846) diede vita alla prima storia a fumetti caricaturale, genere con il quale si manifesta maggiormente la caricatura del XX sec., oltre a trovare espressione anche nel campo dell'arte (G. Grosz). 

\caricaturàle, agg. Di o da caricatura. ~ grottesco. 

\caricaturìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi fa caricature. 

\caricazióne, sf. Il complesso delle operazioni per imbarcare merci e materiale su una nave mercantile. 

\càrice, sf. Nome italiano del genere Carex costituito da piante erbacee che vivono nelle zone umide e acquitrinose. Appartiene alla famiglia delle Ciperacee. 

\càrico, agg. e sm. (pl. m.-chi) agg. 1 Aggravato da un peso. ~ oberato. <> libero. 2 Sovraccarico. ~ colmo. <> sgombro. 3 Ricco. 4 Oppresso. 5 Di colore intenso e acceso. ~ forte. <> tenue. 6 Si dice di infusi molto concentrati. 7 Caricato, pronto per funzionare. ~ alimentato. <> esaurito. 
sm. 1 Azione del caricare. le operazioni di carico si protrassero a lungo. 2 Quanto si carica per un trasporto. ~ soma. 3 Peso, gravame. ~ fardello. carico di rottura, il limite oltre il quale si ha un cedimento. 4 Onere, addebito, responsabilità. ~ impegno. assumersi un grave carico. 5 Carica, incombenza. 6 Potenza erogata o assorbita da una macchina elettrica. 7 Nel gioco della briscola, l'asso o il tre. 
  agg. 1 laden with, loaded. 2 (colore) dark, deep. sm. 1 (azione) loading. 2 (peso) load. 
  deriv. da caricare

\Caricyn Città della Federazione russa (1.000.000 ab.) capoluogo della provincia omonima. Situata sulla parte destra del basso corso del Volga, grazie al canale Volga-Don è un importante porto commerciale e fiorente centro industriale con industrie siderurgiche, chimiche, metalmeccaniche, petrolchimiche, alimentari, cantieristiche, della concia, del legno e meccaniche (trattori, materiale ferroviario). Sede di un'università. Sorta nel XVI sec. attorno alla fortezza cosacca (Caricyn), in territorio tartaro, per la sua posizione costituì una delle principali roccaforti, prima di Stenka Razin (1670) e poi di Pugacëv (1773-1775). Durante la guerra civile, fu occupata, per breve tempo, dai bianchi del generale Denikin. Nel 1925 prese il nome di Stalingrado, nel 1961 di Volvograd e nel 1992 il nome originario e attuale di Caricyn. Durante la seconda guerra mondiale fu teatro della battaglia di Stalingrado. 

\Carìddi Personaggio mitologico. Figlia di Poseidone e Gea, poiché tentò di rubare i buoi a Eracle, venne trasformata in divinità marina, che in forma di vortice mortale inghiottiva i naviganti, situata di fronte a Scilla. 

\Carìdidi Famiglia di Crostacei Decapodi natanti. Hanno corpo allungato e provvisto di lunghi arti addominali che permettono il nuoto. 

\càrie, sf. invar. 1 Forma infiammatoria cronica, di carattere erosivo, che colpisce e distrugge il tessuto osseo, cartilagineo o dentario. 2 Malattia che colpisce le cariossidi del grano dovuta a un fungo. 
  sf. caries, decay. 
  lat. caries putredine. 
Quando il processo si sviluppa a carico dei denti si denomina carie dentale e la sua azione distrugge lo smalto e la dentina. 
Nella patologia vegetale indica il processo di corrosione e decomposizione dei tessuti vegetali che porta alla loro polverizzazione; ne sono causa i funghi Basidiomiceti. 

\Carìfe Comune in provincia di Avellino (1.835 ab., CAP 83040, TEL. 0827). 

\Carignàno Comune in provincia di Torino (8.647 ab., CAP 10041, TEL. 011). 

\carillon, sm. invar. 1 Sistema di campane intonate cromaticamente e suonate a mezzo di una tastiera o elettricamente. 2 Meccanismo capace di riprodurre semplici melodie e consistente in un cilindro munito di punte che fa vibrare delle lamelle metalliche. 
  lat. quaternio,-onis gruppo di quattro. 

\Carimàte Comune in provincia di Como (3.469 ab., CAP 22060, TEL. 031). 

\Carinàridi Famiglia di Molluschi Prosobranchi il cui prototipo è il genere Carinaria. Appartiene all'ordine dei Mesogasteropodi. 

\Carinàro Comune in provincia di Caserta (5.490 ab., CAP 81032, TEL. 081). 

\Carìni Comune in provincia di Palermo (21.076 ab., CAP 90044, TEL. 091). Centro agricolo (coltivazione di agrumi, cereali, olive e uva) e industriale (prodotti alimentari e meccanici). Vi si trova il castello costruito tra il XII e il XIV sec. Gli abitanti sono detti Carinesi

\carìno, agg. Leggiadro, piacevole. ~ grazioso. <> scialbo. 
  agg. 1 charming, pretty. 2 (simpatico) nice, lovely. 

\Carìno, Màrco Aurèlio Imperatore romano dal 283 al 285. Succedette al padre Marco Aurelio Caro insieme al fratello Numeriano. Morì assassinato. 

\Carìnola Comune in provincia di Caserta (8.629 ab., CAP 81030, TEL. 0823). 

\Carìnzia Stato federale dell'Austria (9.533 km2, 542.000 ab., capoluogo Klagenfurt) compreso tra gli Alti Tauri e le Alpi Noriche a nord, le Alpi Carniche e le Caravanche a sud; occupa il bacino dell'alta Drava. Le principali risorse economiche sono rappresentate da turismo, energia idroelettrica, produzione di legname, miniere di lignite, ferro, piombo e zinco. Fu conquistata dai romani nel 15 a. C. e dopo le invasioni barbariche divenne ducato nel 976; passò agli Asburgo nel 1335, condividendo le sorti dell'Austria. Nel 1918, dopo la caduta della monarchia, la conca di Tarvisio fu annessa all'Italia, Dravograd alla Iugoslavia. 

\carinziàno, agg. e sm. Abitante o nativo della Carinzia. 

\cario- Primo elemento di parole composte che significa "nucleo, seme", dal greco kárion

\cariòca, sm. e sf. sf. Danza brasiliana simile alla rumba ma più veloce. 
sm. Abitante di Rio de Janeiro; col termine si indicano spesso erroneamente i brasiliani. 

\Carioca, Serra da Catena montuosa della penisola di Rio de Janeiro. 

\cariocinèsi, sf. (o cariocìnesi) ved. "mitòsi" 

\carioclàsico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a una sostanza che altera la cellula attaccando il nucleo e fermando la cariocinesi 

\cariodièresi, sf. Divisione del nucleo cellulare durante la mitosi che da luogo a due lotti cromosomici uguali a quello della cellula madre. 

\Cariofillàcee Famiglia di piante erbacee tipiche delle regioni temperate settentrionali. Appartiene all'ordine delle Centrosperme. 

\cariogamìa, sf. Fusione dei nuclei dei gameti dopo la fecondazione. 

\cariògeno, agg. Che genera o può generare la carie. 

\cariolìnfa, sf. Massa liquida o gelatinosa che costituisce il nucleo della cellula. Al suo interno sono sospesi uno o più corpuscoli detti nucleoli. 

\cariolìsi, sf. Dissoluzione del nucleo della cellula. 

\cariologìa, sf. Branca della citologia che si occupa dei fenomeni relativi ai nuclei cellulari. 

\carioplàsma, sm. Protoplasma del nucleo cellulare. 

\cariorèssi, sf. Forma di degenerazione della cellula durante la quale il reticolo cromatinico si raggruma in bolle che si accumulano sulla faccia interna della membrana cellulare. 

\cariòsside, sf. Frutto secco indeiscente con un unico seme che aderisce al pericarpo. Caratteristico delle Graminacee; può avere forma ovale, allungata o globosa. 

\cariòtipo, sm. Costituzione dal punto di vista morfologico del patrimonio cromosomico di una specie. 

\CARIPLO Sigla della CAssa di RIsparmio delle Provincie LOmbarde. 

\Carìsio Comune in provincia di Vercelli (992 ab., CAP 13040, TEL. 0161). 

\carìsma, sm. (meno usata la pronuncia "càrisma") (pl. m.-i) 1 Dono soprannaturale comunicato dallo Spirito Santo a membri della chiesa per il bene della comunità. 2 Fascino esercitato da una persona, grazie a particolari doti. gli manca il carisma del leader. 
  lat. charisma,-atis, dal greco chàrisma dono. 

\carismàtico, agg. (pl. m. ci) 1 Che è proprio del carisma. 2 Che fonda la legittimità del suo potere in un'innata capacità di comando. ~ autorevole. 

\Carisòlo Comune in provincia di Trento (807 ab., CAP 38080, TEL. 0465). 

\Carìssimi, Giàcomo (Marino 1605-Roma 1674) Compositore. Autore di circa 200 tra cantate e oratori. 

\carità, sf. 1 Una della tre virtù teologali. 2 Disposizione ad aiutare chi ne ha bisogno. ~ altruismo. <> egoismo. 3 Atto concreto di misericordia, elemosina. ~ beneficenza. chiedere la carità. 4 Favore, vantaggio. 5 Amore puro e disinteressato, specialmente per la famiglia e la patria. ~ filantropia. <> egoismo. per carità di, per rispetto di. 
  sf. charity. 
  lat. caritas,-atis. 

\Carità di Alcippe, Le Opera di poesia di M. Yourcenar (1956-1974). 

\caritatévole, agg. Che mostra amore per gli altri. ~ generoso. <> gretto. 

\caritatìvo, agg. Che dimostra carità. 

\Carlantìno Comune in provincia di Foggia (1.449 ab., CAP 71030, TEL. 0881). 

\Carlàzzo Comune in provincia di Como (2.483 ab., CAP 22010, TEL. 0344). 

\Carlentìni Comune in provincia di Siracusa (16.946 ab., CAP 96013, TEL. 095). Centro agricolo (coltivazione di agrumi e mandorle) e industriale (prodotti alimentari). Gli abitanti sono detti Carlentinesi

\Carlevarijs, Lùca (Udine 1663-Venezia 1730) Pittore. Tra le opere Vedute di Venezia (Venezia, Museo Correr). 

\Carli, Ènzo (Pisa 1910-Siena 1999) Storico dell'arte. Esperto dell'epoca medievale e rinascimentale, ha pubblicato studi sulla scultura senese e pisana. È stato insignito del premio Feltrinelli nel 1995. Tra le opere, La pittura senese (1935), Sculture del Duomo di Siena (1941) e Il Duomo di Siena (1980). 

\Càrli, Giàn Rinàldo (Capodistria 1720-Cusano 1795) Economista. Scrisse Delle monete e della istituzione delle zecche d'Italia (1754-1760). 

\Càrli, Guìdo (Brescia 1914-Spoleto 1993) Economista. Dal 1960 al 1975 fu governatore della Banca d'Italia, quindi dal 1976 al 1980 divenne presidente della Confindustria e dal 1989 al 1992 fu ministro del tesoro. 

\carlìna, sf. Genere di piante erbacee, che vivono nelle regioni mediterranee. Appartiene alla famiglia delle Composite. 

\carlìnga, sf. Parte di un aereo per alloggiare il motore o l'equipaggio e il carico. ~ fusoliera. 
  sf. nacelle. 
  franc. carlingue. 

\Carlìni, Pàolo (Sant'Arcangelo di Romagna, Rimini 1922-Roma 1979) Attore. Artista versatile, recitò in teatro e interpretò alcune pellicole per il grande schermo. Ma fu grazie al ruolo di protagonista nello sceneggiato televisivo Romanzo di un giovane povero (1957) che ottenne un grande successo sia di pubblico sia di critica, vincendo il Microfono d'argento. Seguirono Dossier Mata Hari (1967), Le mie prigioni (1968) e Il furto della Gioconda (1978). 

\Carlìno Comune in provincia di Udine (2.688 ab., CAP 33050, TEL. 0431). Centro agricolo (frumento, mais e uva) e dell'artigianato (aziende edili e meccaniche). 

\carlìno, sm. 1 Moneta d'oro e d'argento coniata nel 1278 da Carlo I d'Angiò (al quale è dovuto il nome). Ebbe notevole diffusione con Carlo II d'Angiò (nella versione d'argento cosiddetta "gigliata" dal simbolo rappresentato sul verso, imitata anche in Francia e in Oriente) e successivamente con gli Aragonesi e i Borboni, fino agli inizi del XIX sec. Con questo nome vennero indicate anche le monete d'oro da dieci scudi emesse da Carlo Emanuele I e II di Savoia. 2 Originario della Cina, è un cane da compagnia affettuoso e fedele con corpo robusto, pelo corto e testa rotonda, massiccia con muso rugoso e nero, simile a una maschera. Il nome infatti deriva dall'attore Carlin (Carlo Bertinazzi, 1713-1783) che a Parigi recitava il ruolo d'Arlecchino con una maschera nera. 

\Carlisle Città (73.000 ab.) della Gran Bretagna, capoluogo della contea inglese di Cumbria. 

\carlìsti, sm. pl. Furono così chiamati, in Spagna, i sostenitori, assolutisti e clericali, di don Carlos di Borbone che nel 1833, alla morte del fratello Ferdinando VII di Borbone, fu incoronato re al posto dell'erede legittima, Isabella II, e la reggente Maria Cristina. La loro azione suscitò la prima guerra carlista (1834-1839), conclusasi con la sconfitta a opera dei costituzionalisti, sostenitori di Isabella. Con lo stesso nome vennero definiti i sostenitori di don Carlos Luis e don Juan, successori dell'abusivo Carlo V, che accesero una seconda (1847-1848) e una terza guerra (1870-1875). 

\Càrlo (santi) Nome di santi. 
Carlo Borromeo 
(Borromeo d'Arona 1538-Milano 1584) Cardinale, arcivescovo di Milano, santo. Figlio del conte Gilberto Borromeo e di Margherita de' Medici, sorella di papa Pio IV. Con l'aiuto dello zio papa, iniziò giovanissimo una rapida carriera ecclesiastica. Dopo vari altri incarichi, a Roma e nell'Italia settentrionale, fu nominato cardinale e arcivescovo di Milano nel 1566. Divenne popolare per i suoi interventi a favore della popolazione milanese in occasione della grave carestia del 1570 e della successiva peste del 1576. Fu una delle figure più importanti della Controriforma cattolica. Attuò le iniziative auspicate dalla sessione del concilio di Trento (1545-1563) da poco conclusa. Dedicò un'attenzione speciale all'istruzione del clero e alla catechesi dei laici; inoltre, riorganizzò l'amministrazione della diocesi. Fu canonizzato nel 1610. La sua festa si celebra il 4 novembre. 
Carlo Garnier 
Martire canadese 
Carlo dei conti Guidi di Montegranelli 
(?-Venezia 1417) Fondò nel 1360 un convento di eremiti a Fiesole. 
Carlo da Sezze 
(Sezze Romano 1613-Roma 1670) Mistico francescano, fu canonizzato nel 1959 da Giovanni XXIII. Si festeggia il 6 gennaio. 

\Càrlo (sovrani) Nome di duchi, re e imperatori. 
Austria Carlo I d'Asburgo 
(Persenbeug 1887-Funchal 1922) Imperatore d'Austria e re d'Ungheria dal 1916 e 1918. Durante la prima guerra mondiale succedette a Francesco Giuseppe e tentò di raggiungere una pace con le potenze dell'intesa, ma senza successo; il 12 novembre 1918, proclamata la repubblica austriaca, fu espulso dal paese. 
Borgogna Carlo il Temerario 
(Digione 1433-Nanchy 1477) Duca di Borgogna; succedette nel 1467 al padre Filippo II il Buono. Combatté a lungo contro Luigi XI di Francia e gli svizzeri, ma fu sconfitto a Granson e a Morat (1476). 
Francia Carlo I 
=> "Carlo Magno" 
Carlo II 
ved. Carlo il Calvo 
Carlo III il Semplice 
(879?-Péronne 929) Re di Francia dal 898, era nipote di Carlo il Calvo. I grandi signori feudali però sovrastarono sempre il suo potere e nel 922 lo deposero. 
Carlo IV di Francia 
(1294-Vincennes 1328) Re dal 1322. Ultimo figlio di Filippo IV il Bello, non ebbe eredi maschi; con lui si estinse il primo ramo dei Capetingi. 
Carlo V il Saggio 
(Vincennes 1338-Nogent-sur-Marne 1380) Resse il trono in sostituzione del padre Giovanni II il Buono durante la prigionia di quest'ultimo nella guerra dei cent'anni con l'Inghilterra. Sul fronte interno si trovò ad affrontare gravi disordini sociali come le rivolte nelle campagne (jacquerie) e le sommosse di Parigi capeggiate da Étienne Marcel. 
Carlo VI il Folle 
(Parigi 1368-1422) Succedette nel 1380 al padre Carlo V come re di Francia. Durante il suo regno scoppiarono le battaglie tra armagnacchi e gorgognoni e il paese subì la sconfitta di Azincourt (1915). Gli succedette il futuro re d'Inghilterra, come deciso nel trattato di Troyes (1420). 
Carlo VII 
(Parigi 1403-Meun-sur-Yèvre 1461) Figlio di Carlo VI, fu incoronato nel 1429 dopo la vittoria di Giovanna d'Arco contro gli inglesi. Si ricorda come principale artefice della fine della guerra dei cent'anni, che concluse vittorioso nel 1452, dopo un'alleanza con la Borgogna nella pace di Arras (1435). 
Carlo VIII 
ved. "Carlo VIII di Francia" 
Carlo IX 
(Saint-Germain-en-Laye 1550-Vincennes 1574) Re dal 1560 al 1574, succedette al fratello Francesco II figlio di Enrico II. Assecondò sempre il volere della madre Caterina de' Medici, che resse il trono per lui fino al 1563, e avvallò la strage di San Bartolomeo (1572). 
Carlo X 
(Versailles 1757-Gorizia 1836) Re di Francia dal 1824 al 1830, succedette al fratello Luigi XVIII. Fu detronizzato dall'insurrezione del luglio 1830. 
Germania Carlo I 
=> "Carlo Magno" 
Carlo II il Calvo 
(823-877) Regnò sulla Francia, avuta in eredità dal padre Ludovico il Pio, prima di essere incoronato imperatore a Roma nell'877. Emanò il capitolare di Quiezry che permetteva ai feudatari maggiori la trasmissione ereditaria del titolo. 
Carlo III il Grosso 
(839-888) Re di Germania dall'876, figlio di Ludovico II il Germanico. Nell'881 venne incoronato imperatore; dall'884 ebbe anche la corona di Francia. Nell'887 fu deposto dai feudatari tedeschi a Treviri. 
Inghilterra e Scozia Carlo I Stuart 
(Dunfermline 1600-Londra 1649) Re d'Inghilterra e Scozia. Figlio di Giacomo I Stuart, fu incoronato nel 1625. Contrastò il parlamento, e gli scozzesi che reclamavano la libertà religiosa. Nel 1628 accolse la petizione dei diritti, ma in seguito annullò il parlamento e regnò da monarca assoluto. Nel 1642 i puritani, guidati da Cromwell, lo sconfissero a Naseby e lo decapitarono. 
Mantova e Monferrato Carlo I Gonzaga-Nevers 
(1580-1637) Figlio del duca di Nevers Luigi, nonostante l'appoggio di Vincenzo II riuscì a ottenere il titolo legittimo di duca solo dopo la guerra del Monferrato nel 1631. 
Carlo II di Gonzaga-Nevers 
(1629-1665) Succedette al nonno Carlo I come duca di Mantova e del Monferrato dal 1637 al 1665. Fino al 1647 rimase sotto la reggenza della madre Maria Gonzaga. I suoi domini vennero smembrati con il passaggio del Monferrato ai francesi, nonostante l'appoggio asburgico. 
Napoli e Sicilia Carlo I d'Angiò 
(1226-Foggia 1285) Re di Sicilia, figlio di Luigi VIII, re di Francia, fu dapprima conte della Provenza (1246). Nel 1263 combatté per conto del papato contro gli svevi; sconfisse Manfredi a Benevento (1266), Corradino di Svevia a Tagliacozzo (1268) e conquistò il regno di Sicilia. Con Luigi IX fu alle crociate, conquistando Corfù, Durazzo, Valona; divenne re di Albania, re di Gerusalemme e principe di Acaia (1277). Il suo malgoverno fu causa dei cosiddetti vespri siciliani (1282), in seguito ai quali fu cacciato e il trono passò agli Aragonesi. 
Carlo II lo Zoppo 
(1248-1309) Succedette nel 1285 al padre Carlo I come re di Napoli. Tentò a lungo di impadronirsi della Sicilia, ma fu sconfitto e nel 1302 dovette firmare la pace di Caltabellotta con gli aragonesi. 
Carlo III di Durazzo 
(1345-1386) Succedette nel 1381 alla cugina Giovanna prima come re di Napoli, dopo averla spodestata su invito di papa Urbano VI. Nipote di Carlo II, nel 1385 fu eletto re d'Ungheria, di cui fu l'ultimo sovrano angioino. 
Parma e Piacenza Carlo I 
ved. Carlo III re di Spagna. 
Carlo II Ludovico 
(1799-1883) Duca di Parma e Piacenza dal 1847 al 1849. Figlio di Ludovico I di Borbone-Parma, alla morte di Maria Luisa d'Austria, fu reintegrato nei suoi domini. Concesse la costituzione nel 1848 in seguito ai moti rivoluzionari, e quindi abdicò in favore del figlio. 
Carlo III Ferdinando 
(1823-1854) Duca di Parma e Piacenza dal 1849 al 1854. Sovrano impopolare per i suoi metodi repressivi, fu assassinato da un repubblicano. 
Portogallo Carlo di Portogallo 
(1863-1908) Re dal 1889. Figlio di Luigi di Sassonia-Coburgo e di Maria Pia di Savoia, venne assassinato in un attentato. 
Romania Carlo I di Hohenzollern-Sigmaringen 
(1839-1914) Principe dal 1866 e dal 1881 re di Romania. 
Carlo II di Hohenzollern-Sigmaringen 
(1893-1953) Re di Romania dal 1930 al 1940 con l'appoggio del partito dei contadini. Cadde in discredito poiché impose al paese una dittatura personale e fu costretto dalle guardie di ferro ad abdicare. 
Savoia Carlo III il Buono 
(Chazey 1486-Vercelli 1553) Duca di Savoia dal 1504 al 1553. Sconfitto da Francesco I di Francia perse gran parte dello stato e visse ritirato a Vercelli fino alla morte. 
Carlo Emanuele I 
(Rivoli 1562-Savigliano 1630) Figlio di Emanuele Filiberto, fu duca di Savoia dal 1580. Nella sua politica espansionistica ottenne il Saluzzese (1601) e si alleò con i francesi. Alla sua morte il suo regno era notevolmente provato dalle guerre (del Monferrato) e dalle lotte per il predominio territoriale. 
Carlo Emanuele II 
(Torino 1634-1675) Figlio di Vittorio Amedeo I, fu duca di Savoia dal 1638 al 1675. La madre Cristina resse il trono per lui fino al 1663, e in seguito egli riorganizzò i suoi stati e abbellì Torino con grandiosi edifici. 
Carlo Emanuele III 
(Torino 1701-1773) Re di Sardegna dal 1730 al 1773. Figlio di Vittorio Amedeo II, continuò la sua politica ed estese il suo regno a Novara e Tortona (1738) e fino al Ticino (1748). Rafforzò la propria autorità di monarca, e favorì il commercio e le industrie. 
Carlo Emanuele IV 
(Torino 1751-Roma 1819) Re di Sardegna dal 1796 al 1802. Abbandonò i suoi stati continentali costretto dai francesi, e ritiratosi in Sardegna abdicò in favore del fratello Vittorio Emanuele I. 
Spagna Carlo I 
ved "Carlo V" 
Carlo II 
(1661-1700) Fu re di Spagna dal 1665, succedendo al padre Filippo IV. Ultimo regnante della casa di Asburgo, fece precipitare il paese in una grave crisi, appoggiando i favoritismi e gettando le basi della futura guerra di secessione spagnola; nominò infatti suo erede il nipote di Luigi XIV, Filippo di Borbone. 
Carlo III 
(1716-1788) Ereditò dalla madre Elisabetta Farnese il ducato di Parma nel 1732 e salì al trono di Spagna succedendo al padre Filippo V. Cedette la corona di Napoli e della Sicilia al figlio Ferdinando IV. 
Carlo IV 
(1748-1819) Re dal 1788 al 1808. Durante la rivoluzione si alleò con la Francia e finì per diventare una pedina di Napoleone, che appoggiò nella lotta contro gli inglesi. Fu deposto e sostituito da Giuseppe Bonaparte nel 1808. 
Svezia Carlo VIII 
(1409-1470) Re di Svezia dal 1448. La nobiltà lo contrastò fortemente desiderando l'unione con la Danimarca, e lo costrinse due volte a lasciare il paese (1457 e 1465). 
Carlo IX 
(1550-1611) Re di Svezia dal 1604 al 1611. Figlio cadetto di Gustavo Vasa, sconfisse il legittimo erede al trono di Svezia e re polacco Sigismondo III, inviso alla popolazione perché cattolico. Dapprima reggente (1595), dopo nove anni accettò il titolo di sovrano. 
Carlo X Gustavo 
(1622-1660) Succedette alla regina Cristina nel 1654. Durante il suo regno invase la Polonia giungendo a conquistare la stessa Varsavia. La sua politica espansionistica lo portò a scontrarsi anche con la Danimarca per il predominio del mar Baltico e l'annessione delle province svedesi del sud. 
Carlo XI 
(1655-1697) Re dal 1660, per la giovane età esercitò il potere sotto la tutela di un consiglio di reggenza fino al 1672. La guerra da lui intrapresa contro il Brandeburgo costò alla Svezia la perdita della Pomerania nel 1679. Nella politica interna colpì l'artistocrazia alienandone i beni e accentrando il potere monarchico. 
Carlo XII 
(1682-1718) Figlio di Carlo XI, salì al trono nel 1697. Come il predecessore Carlo X, indirizzò le mire espansionistiche verso la Polonia, occupando Varsavia e imponendo il re di Polonia Stanislao Leszczy¿Õ¿ski. 
Carlo XIII 
(1748-1818) Re di Svezia dal 1809 al 1818 e dal 1814 anche di Norvegia, che tolse alla Danimarca. Nel 1809 dovette cedere la Finlandia alla Russia. 
Carlo XIV 
(1763-1844) Re di Svezia e Norvegia dal 1818 al 1844. Giovanni Bernadotte, maresciallo francese imparentato con Napoleone. Fu designato nel 1810 a succedere a Carlo XIII che non aveva eredi. 
Carlo XV 
(1826-1872) Re di Svezia e Norvegia dal 1859 al 1872. 
Carlo XVI Gustavo 
(Stoccolma 1946-) Succedette al nonno Gustavo VI Adolfo come re di Svezia dal 1973. 

\Càrlo, prìncipe di Galles (Londra 1948-) Figlio della regina Elisabetta II e di Philip Mountbatten. Divenne erede alla corona d'Inghilterra nel 1952 quando la madre salì al trono. Nel 1981 sposò Diana Frances Spencer (Sandringham 1961-Parigi 1997) da cui ebbe due figli, William (1982) e Harry (1984), e dalla quale divorziò nel 1996. 

\Càrlo Albèrto (Torino 1798-Oporto 1849) Re di Sardegna. Figlio di Carlo Emanuele I, principe di Carignano e di Albertina Maria Cristina di Sassonia. Da giovane abbracciò le idee liberali e cercò di ottenere la successione al regno di Sardegna, approfittando della mancanza di eredi maschi dei Savoia. Appoggiò i moti della carboneria piemontese e nella rivoluzione del marzo 1821, divenne reggente dopo l'abdicazione di Vittorio Emanuele I. Dopo i moti del 1821, concesse lo statuto (chiamato albertino). Salito però al trono il reazionario Carlo Felice (abrogò la costituzione), Carlo Alberto venne sconfessato ed espulso in Toscana, alla corte di Ferdinando III. Nel 1823 combatté contro i liberali spagnoli; nel 1831, morto Carlo Felice, divenne re. Reazionario e assolutista, represse mazziniani e carbonari; sventò nel 1833 la cospirazione della Giovine Italia. Attuò però varie riforme tendenti a modernizzare lo stato (riforma dei codici, abolizione dei diritti feudali, rilancio del commercio e dell'agricoltura). Dal 1840 si riavvicinò a posizioni liberali; il 5 marzo 1848 concesse la costituzione e dopo l'insurrezione delle Cinque giornate di Milano, entrò in guerra contro l'Austria. Subì una prima sconfitta a Custoza (25 luglio 1848), a seguito della quale dovette firmare l'armistizio di Salasco e, ripreso il conflitto, venne sconfitto nuovamente a Novara il 23 marzo 1849. Fu così costretto ad abdicare a favore del figlio Vittorio Emanuele II. Morì, in esilio volontario, a Oporto in Portogallo. 

\Carlo Albèrto di Wittelsbach (Bruxelles 1697-Monaco 1745) Principe elettore di Baviera. Re di Boemia nel 1741, fu incoronato imperatore nel 1742 con il nome di Carlo VII. Ma dovette cedere il trono imperiale a Maria Teresa, accontentandosi della Baviera. 

\Càrlo Augùsto (Weimar 1757-Graditz 1828) Duca dal 1775 al 1815 e quindi granduca fino al 1828 di Sassonia-Weimar-Eisenach. Collaborò a rendere il suo stato il centro culturale più importante della Germania del tempo; fu il primo sovrano tedesco a concedere una costituzione nel 1816. 

\Càrlo di Valois (1270-Le Perray 1325) Fratello di Filippo IV di Francia, fu conte d'Angiò dal 1290. Fu sconfitto dagli Aragonesi nella guerra del vespro. Bonifacio VIII lo inviò a Firenze come arbitro tra bianchi e neri ed egli favorì questi ultimi (1301). 

\Càrlo Felìce (Torino 1765-1831) Viceré di Sardegna dal 1799 al 1816, ne fu re dal 1821 al 1831. Figlio di Vittorio Amedeo III, salì al trono dopo l'abdicazione di suo fratello, Vittorio Emanuele I, a seguito dei moti rivoluzionari piemontesi del 1821, che Carlo Felice sedò con l'aiuto degli austriaci. Ritirò la costituzione albertina e attuò una politica assolutista, opponendosi al liberalismo e sostenendo la monarchia per diritto divino. 

\Càrlo Màgno (742-Aquisgrana 814) Carlo Magno nacque nel 742 d. C. dal re dei franchi Pipino il Breve e dalla regina Bertrada. Della nascita, dei suoi primi anni e della sua infanzia sono state tramandate solo poche notizie. Di corporatura robusta e forte, conservava il suo vigore con esercizi fisici continui. Ottimista e intraprendente, amava praticare nuoto, equitazione e soprattutto la caccia, sua grande passione, alla quale dedicava molto del suo tempo. Si muoveva con facilità per vie di terra o d'acqua; in primavera partiva per la guerra e viaggi lontani, mentre in inverno rimaneva nei suoi palazzi dove lavorava, decideva i casi in tribunale, dava udienza, parlava con amici, assisteva alla messa e mangiava con appetito, senza mai eccedere nel bere. Vestiva in modo semplice e solo in occasione di fiere o feste si mostrava in tutto il suo splendore e magnificenza, così come prevedeva la tradizione franca. Aveva contratto un matrimonio benedetto dalla Chiesa, ma secondo la tradizione germanica governava la sua casa come una faccenda privata dove la Chiesa non aveva alcun diritto di intromissione. Carlo Magno seguiva le regole del matrimonio germanico, meno rigido di quello cristiano, per il quale i figli nati da successivi matrimoni del capofamiglia, godevano degli stessi diritti. Sposò Imiltrude in prime nozze ed ebbe un figlio che chiamò Pipino. Successivamente per motivi politici di riconciliazione con i Longobardi ripudiò Imiltrude per sposare Ermengarda, figlia del re Desiderio, che sarebbe stata ripudiata a sua volta per tenere conto della nuova situazione politica. Successivamente sposò Ildegarda, nobile sveva dalla quale ebbe numerosi figli; alla sua morte contrasse un altro matrimonio con Falstrada; quando questa morì sposò Liutgarda. Carlo Magno amava sentirsi il patriarca di una numerosa famiglia e seguiva con grande interesse la vita dei suoi figli. Poco si conosce dei suoi studi. Si sa che si dedicò allo studio delle lingue straniere, imparò molto bene il latino e cercò di apprendere anche il greco. Si interessò di astronomia e si istruì con molta applicazione nelle Sacre Scritture. Si considerò un cristiano sotto ogni punto di vista; durante i suoi numerosi viaggi e spedizioni non dimenticava di fare pellegrinaggi presso le tombe dei santi; osservava il culto delle reliquie che collezionava con il suo tesoro. Concluse con Adriano I e Leone III un patto religioso di adozione spirituale da parte del successore di Pietro. Dimostrava particolare interesse per le funzioni religiose, faceva donazioni alle chiese, soccorreva i cristiani bisognosi, inviava denaro a Roma. 
Carlo Magno fu l'erede legittimo dei Merovingi e il capo unico e assoluto del regno dei Franchi; legislatore e giudice supremo, decideva della pace e della guerra, comandava l'esercito, nominava e revocava i funzionari. Divenuto re con la santa unzione conferitagli da Stefano II nell'abbazia di Saint-Denis, si considerò l'unto del signore. Dichiarò a papa Leone III che la sua missione era quella di fortificare la chiesa con la conoscenza della fede cattolica e di difenderla, se necessario con l'uso della forza ed estendere il proprio dominio sui popoli. Le sue guerre, trasformate dai poeti in epopea, assunsero sotto certi aspetti i caratteri della crociata. Il popolo era convinto che Carlo Magno dovesse stabilire e mantenere la pace e l'unione tra i suoi sudditi. Carlo Magno fu un sovrano assoluto, certo dei suoi diritti e doveri. Il suo carattere, la sua cultura, l'ampiezza di vedute, la sua personalità eccezionale lasciarono un'impronta così importante che spesso il medioevo è visto come diviso in due periodi: dalla caduta dell'impero romano alla proclamazione dell'impero di Carlo Magno e da questo fino al rinascimento del XVI secolo. Il suo avvento determinò una nuova configurazione dell'Occidente in tutte le sue realtà, dall'esercizio del governo, all'amministrazione, all'economia, alla chiesa, all'esercito e alla guerra, alla civiltà e alla vita culturale. 
Negli ultimi anni di regno Pipino il Breve, padre di Carlo Magno, aveva condotto una politica di pace verso i Longobardi d'Italia e di espansione e consolidamento del regno verso gli Aquitani e i Sassoni. Quando morì, lasciò in eredità ai due figli le sue terre: a Carlo Magno quelle più pericolose e a Carlomanno le più tranquille. I due fratelli entrarono in contrasto sull'eredità e dopo la repentina morte di Carlomanno (771 d. C.) Carlo Magno entrò in possesso dell'eredità del fratello e dovette affrontare difficoltà con il re dei Longobardi Desiderio di cui aveva ripudiato la figlia Ermengarda. Quando Desiderio invase lo Stato Pontificio Carlo Magno, oltrepassate le Alpi, lo sconfisse a Pavia (772 d. C.) e si proclamò re dei Longobardi. Con la nuova incoronazione rivestì il duplice ruolo di monarca in Italia e in Gallia. In seguito si trovò a fronteggiare lotte in Sassonia, in Italia, in Spagna dove subì la disfatta della retroguardia a Roncisvalle, poi divenuta leggendaria con la Chanson de Roland. All'assemblea di Paderborn nel 777 d. C. mise a punto l'organizzazione e l'evangelizzazione della Sassonia. L'anno successivo si risposò con Ildegarda e attuò una riforma monetaria per stabilire ed imporre la moneta metallica. In Sassonia dovette fronteggiare dure lotte (772-804 d. C.). Nel frattempo nominò Lodovico re d'Aquitania per averlo fedele alleato. Fu arbitro in Italia del conflitto tra Roma e Bisanzio (781 d. C.) e con Irene, divenuta imperatrice di Bisanzio, scambiò giuramenti e progetti di matrimonio tra i rispettivi figli. In Italia condusse una politica opportunistica e prudente, evitando il conflitto con i Bizantini. L'atto del 774 d. C. stabilì l'autorità dello Stato Pontificio sui territori da Roma a Ravenna (patrimonium Petri) e tagliò in due parti la penisola e impedendo l'unificazione italiana. Dal 782 al 785 d. C. dovette fare fronte alla rivolta dei Sassoni e, dopo la loro annessione al regno dei Franchi, il capo Vitichindo si convertì, si sottomise e fu battezzato. Aquisgrana divenne capitale del regno franco; Carlo Magno invitò presso di sé Alcuino d'Inghilterra che nominerà suo maestro di studi e consigliere. Ad Alcuino si aggiunse Paolo Diacono giunto dall'Italia; l'incontro dei due dotti contribuì alla formazione di un piano destinato a rivitalizzare gli studi. Tra il 784 e il 787 d. C. Carlo Magno pretese un giuramento di fedeltà dagli abitanti dello Stato Pontificio; in Baviera entrò in conflitto con il re Tassilone raggiungendo una prima intesa e in Sassonia creò alcuni vescovadi. Per mantenere il potere sul proprio regno attuò una politica di repressione e fronteggiò i popoli confinanti con ferma decisione. Scese una seconda volta in Italia nel 791 d. C., cedette al papa il sud della Toscana longobarda, condusse operazioni a Benevento e nell'Istria, ruppe con Irene, imperatrice di Bisanzio (787 d. C.). Entrò nuovamente in conflitto con Tassilone, alleatosi agli avari e ai greci, lo sconfisse e lo fece prigioniero, annettendo la Baviera che fu riorganizzata nelle strutture civili ed ecclesiastiche. Nel periodo compreso tra il 792 e il 799 d. C. i Sassoni si ribellarono nuovamente a nord del paese compiendo saccheggi, incendi e massacri, ma furono progressivamente domati con il pugno di ferro e condotti a una riorganizzazione politica e religiosa. Gli arabi in Spagna invasero la Settimania fino a Narbona, dopo che l'emiro di Cordova aveva ripreso Gerona; ma Guglielmo di Tolosa riprese il sopravvento, liberò la Settimania e fortificò i Pirenei. I Franchi penetrarono di nuovo in Spagna avanzando fino a Huesca; la Spagna fu organizzata, le città ripopolate, le sue campagne colonizzate. Nel frattempo Carlo Magno riallacciò i suoi rapporti con Irene, in difficoltà con bulgari e arabi, offrendole un progetto di matrimonio. A Roma (800 d. C.) papa Leone III dovette fronteggiare una cospirazione guidata dall'aristocrazia gelosa dell'amministrazione ecclesiastica; il papa si rifugiò a Spoleto. Più tardi, abbandonati i suoi stati, si recò a Paderborn per perorare la sua causa presso l'imperatore. Carlo Magno lo fece riaccompagnare a Roma e, in seguito alle insistenti preghiere di Alcuino, decise di scendere in Italia. A Roma il 25 dicembre dell'800 d. C. durante la messa di Natale nella basilica vaticana papa Leone III incoronò Carlo Magno imperatore tra l'acclamazione del popolo. Lodovico, figlio di Carlo Magno, riprese Barcellona nell'801 d. C. e completò l'organizzazione della marca di Spagna; Carlo Magno ricevette l'ambasciatore di Harun al Rashid. Nell'802 d. C. Carlo Magno concluse la campagna contro gli avari e inviò a Costantinopoli un'ambasciata, ma Irene di Bisanzio, che nel frattempo era stata deposta, non poté offrire garanzie. Con il suo successore Niceforo I ci fu la rottura. Nell'803 d. C. venne firmata tra Carlo Magno e i Sassoni la pace di Salisburgo; i Sassoni furono deportati nella regione occidentale del regno franco. Nell'804 d. C. venne effettuata una spedizione marittima in Dalmazia e dichiarata guerra a Bisanzio; nello stesso anno morì Alcuino. L'anno successivo i notabili veneziani si riconobbero vassalli di Carlo Magno che intraprese la conquista della Boemia. Preoccupato per l'avvenire del suo impero, Carlo Magno scrisse (806 d. C.) un atto di successione in caso di decesso, la divisio regnorum nel quale l'impero veniva suddiviso tra i suoi tre figli Carlo, Pipino, Lodovico associandoli alla sua autorità con un giuramento a prestarsi mutuo soccorso per tutta la durata della loro vita contro nemici interni e esterni. Un ambasciatore di Harun al Rashid riconobbe ai franchi speciali diritti sui luoghi Santi (807 d. C.). Nell'809 d. C. dopo un anno di armistizio la guerra franco-bizantina riprese. Pipino figlio di Carlo Magno conquistò Venezia. La conquista della marca di Spagna fu completata dall'809 all'812 d. C. Solo Huesca e Saragozza rimanevano in mano agli arabi. Il figlio di Carlo Magno Lodovico domò la rivolta in Aquitania e occupò la Navarra. Pipino, figlio di Carlo Magno, morì nell'810 d. C. L'anno successivo morì il fratello Carlo. Gli ambasciatori bizantini si recarono a porgere omaggio a Carlo Magno con il titolo di imperatore (813 d. C.). Egli convocò un'assemblea generale ad Aquisgrana, nella quale conferì solennemente il titolo imperiale al figlio Lodovico e fece riconoscere Bernardo, figlio dello scomparso Pipino, re d'Italia. Carlo Magno morì nell'814 d. C., lasciando le redini dell'impero a Lodovico. 
Carlo Magno 
Biografia di G. Granzotto (1978). 

\Càrlo Martèllo (685-Quierzy-sur-Oise 741) Succedette al padre Pipino di Héristal nel 716 come maggiordomo d'Austrasia. Sottomise i bavari, i frisoni e gli aramanni, e sconfisse gli arabi a Poitiers (733). 

\Càrlo Martèllo d'Angiò (Napoli 1271-1295) Fu titolare solo nominale della corona ungherese dal 1292 al 1295. Figlio di Carlo II lo Zoppo e di Maria d'Ungheria. 

\Càrlo V (Gand 1500-San Jerónimo de Yuste 1558) Fu Carlo I di Spagna, Carlo II d'Ungheria e Carlo IV di Napoli. Figlio di Giovanna la Pazza, regina di Castiglia, e di Filippo il Bello d'Austria, unì sotto la sua corona, grazie alla politica matrimoniale del nonno, l'imperatore Massimiliano I, un vasto impero che comprendeva le Fiandre, la Contea Franca, gli stati asburgici, i regni di Castiglia e d'Aragona, il regno di Napoli e Sicilia. Fu incoronato imperatore nel 1519, titolo cui aspirava anche Francesco I di Francia, grazie al voto dei grandi elettori che erano stati sostenuti finanziariamente. Dopo la sconfitta di Francesco I a Pavia nel 1525, ebbe a fronteggiare la lega di Cognac, (Francia, Venezia, Firenze e stato pontificio). Il conflitto vide il saccheggio di Roma nel 1527 e, nel 1529, fu concluso con la pace di Cambrai. Fu incoronato re d'Italia e imperatore a Bologna (1530) da Clemente VII. A più riprese si trovò a fronteggiare i turchi, i principi protestanti tedeschi e i francesi, ai quali strappò il ducato di Milano nel 1544. Concesse libertà di culto ai protestanti e la ribadì con la pace di Augusta (1555). Abdicò nel 1556 a favore del figlio Filippo II cui lasciò Italia e Fiandre, e del fratello Ferdinando che divenne imperatore. 

\Càrlo VIII di Frància (Amboise 1470-1498) Figlio di Luigi XI, gli succedette nel 1483, essendo tutelato dalla sorella Anna di Beaujeu. L'unione in matrimonio con Anna di Bretagna portò alla Francia l'importante provincia. Nel 1494 fu chiamato in aiuto da vari principi italiani fra cui lo stesso Ludovico il Moro: sceso in Italia, conquistò Firenze, Roma e il Regno di Napoli, rivendicandone il diritto di successione in virtù della discendenza angioina. La coalizione antifrancese della lega Santa che si formò per opporvisi, cui aderirono Ludovico il Moro, papa Alessandro VI, Venezia, Massimiliano d'Austria e Ferdinando il Cattolico, lo costrinsero alla ritirata precipitosa: riuscì a salvarsi a Fornovo forzando il blocco della lega e rientrando in Francia. 

\Carlofòrte Comune in provincia di Cagliari (6.629 ab., CAP 09014, TEL. 0781). Centro agricolo (frutta, uva), della pesca (aragoste e tonni), della produzione di salmarino, dell'estrazione mineraria (manganese) e turistico. Vi si trova una delle stazioni astronomiche per lo studio della migrazione dei poli terrestri e della variazione delle latitudini, dotata di telescopio zenitale. Gli abitanti sono detti Carlofortini

\Carlomànno (715?-Vienne 754) Succedette al padre Carlo Martello nel 741 come maggiordomo d'Austrasia insieme al fratello Pipino il Breve. Nel 747 lasciò a quest'ultimo il potere e si ritirò in monastero. 
Carlomanno 
(751-Samoussy 771) Figlio di Pipino il Breve, alla morte di quest'ultimo spartì il regno franco con il fratello Carlo Magno, che alla sua morte escluse i figli dalla successione. 

\Carlomànno di Bavièra (828?-Öttingen 880) Re di Baviera dall'876 all'880 e d'Italia dall'877 all'880. Figlio di Ludovico il Germanico. 

\carlóna, avv. In fretta, alla buona. 

\Carlòpoli Comune in provincia di Catanzaro (1.907 ab., CAP 88040, TEL. 0968). Centro agricolo (cereali, ortaggi e frutta) e della pastorizia. 

\Carlos, don (Valladolid 1545-Madrid 1568) Infante di Spagna. Figlio di Filippo II e di Maria di Portogallo, venne imprigionato dal padre nel 1568 poiché infermo di mente. Ispirò Verdi e Schiller. 

\Carlostàdio, Andrèa (Karlstadt 1480-Basilea 1541) Andreas Rudolf Bodenstein, riformatore tedesco. Assunse posizione estremista in contrasto con Lutero, sostenendo l'iconoclastia e la poligamia, e negando la presenza dell'eucarestia. Le sue posizioni furono vicine agli anabattisti e a Zwingli. 

\Carlota Angela Romanzo di Castelo Branco (1858). 

\Carlson, Carolyn (Fresno 1943-) Ballerina e coreografa statunitense. Tra i principali esponenti della nuova danza americana. Creò numerosi balletti: L'or des fous (1975), Trio (1979), Chalk Walk (1983), Agosto e settembre (1992) e La visione di Stone Poems (1995). 

\Carlùccio, Leànte Francésco (Verona 1953-) Compositore italiano. Premio Alte Kirche nel 1975 con Mon Mandarin, ha partecipato alla biennale di Venezia nel 1976 con Orfeo e nel 1979 con Prometeo liberato

\carludovìca, sf. Genere di piante simili alle palme, benché senza fusto, originarie dell'America tropicale. Appartiene alla famiglia delle Ciclantacee. 

\Carlyle, Thomas (Ecclefechan, Scozia 1795-Londra 1881) Romanziere e saggista. Tra le opere Sartor resartus (1833-1834) e Gli eroi, il mito degli eroi e l'eroico nella storia (1841). 

\carmagnòla, sf. 1 Giubba a falde corte che si indossava ai tempi della rivoluzione francese. 2 La canzone che il popolo cantava attorno agli alberi della libertà. 

\Carmagnòla Comune in provincia di Torino (24.725 ab., CAP 10022, TEL. 011). Centro agricolo (coltivazione di cereali, frutta e ortaggi) e industriale (prodotti alimentari, tessili e meccanici). Vi si trova una collegiata in stile gotico. Gli abitanti sono detti Carmagnolesi

\Carmagnòla, Francésco Bussóne détto il (Carmagnola 1380 ca.-Venezia 1432) Condottiero e conte. Il personaggio e protagonista dell'omonima tragedia di Manzoni (1820). Conquistò Genova e molti altri territori per il ducato di Milano (1422). Al servizio di Venezia vinse a Maclodio (1427). Perse a Lodi, Soncino e Cremona e fu accusato di tradimento dai veneti; in seguito venne decapitato. 

\Carmàssi, Artùro (Lucca 1925-) Pittore e scultore italiano. Da un'ispirazione astratto-naturalistica è poi passato a una pittura figurativa con marcati riferimenti al simbolismo e al surrealismo. Negli anni novanta ha inventato i "collage dipinti" su fondi di carte di giornali incollate su tela. 

\Càrme Satellite di Giove, scoperto nel 1938; la distanza di 22.350.000 km, lo colloca al quattordicesimo posto tra tutti i satelliti di Giove; ha un raggio di 15 km e un periodo orbitale di 692 giorni. 

\càrme, sm. 1 Nella poesia greca e latina, componimento poetico lirico. 2 Componimento lirico di elevato contenuto e di tono solenne. 
  lat. carmen,-inis. 

\carmelitàno, agg. e sm. agg. Dell'ordine religioso fondato sul monte Carmelo. 
sm. Frate appartenente all'ordine del Carmelo. 
L'ordine religioso dei carmelitani fu fondato nella seconda metà del XII sec. in Palestina, (eremiti di Nostra Signora del monte Carmelo), con una regola assai severa; ricevette l'approvazione da Onorio III nel 1226. In occidente nel XIII sec. fu un ordine mendicante. I Carmelitani scalzi osservano la regola monastica dei carmelitani riformata da Santa Teresa d'Ávila e da San Giovanni della Croce nel 1568. 

\Carmen Dramma in quattro atti di G. Bizet, libretto di H. Meilhac e L. Halévy (Parigi, 1875). 
Il dramma si svolge a Siviglia dove Don José, guardia dei dragoni, viene attirato dalla provocante Carmen, sigaraia, e quando lei viene arrestata per provocazione egli la fa fuggire. Per questo lui viene imprigionato e una volta libero raggiunge Carmen. Intanto le carte prevedono la morte di entrambi. La donna viene attratta da Escamillo, torero, e rifiuta Don José che in preda alla gelosia uccide l'amante e si costituisce. 
Carmen 
Racconto di P. Mérimée (1845). 

\Carmen de moribus Trattato di M. P. Catone (III-II sec. a. C.). 

\Carmi (Liber Catulli Veronensis) Raccolta poetica di G. V. Catullo (prima metà I sec. a. C.). L'opera comprende 116 carmi, ripartiti in nugae (bagatelle), carmina docta (canti eruditi), poemetti mitologici, tra cui l'Attis e la Chioma di Berenice, ed elegie. I carmi di Catullo rispecchiano la crisi della repubblica: da essi sono assenti i valori politici della civitas romana; come alternativa emerge il privato, con le sue piccole gioie e i suoi drammi che sembrano costituire tutta la sostanza dell'esistenza. In essi Catullo cantò l'amore per la sua donna, che celebrò col nome di Lesbia, il dolore, l'infedeltà. La raffinatezza del suo stile fa pensare che abbia tenuto presenti gli esempi dei greci Callimaco e Saffo. 

\Carmiàno Comune in provincia di Lecce (12.176 ab., CAP 73041, TEL. 0832). Centro agricolo e commerciale (coltivazione della vite e mercato zootecnico) e industriale (prodotti enologici). Gli abitanti sono detti Carmianesi

\Carmignàno Comune in provincia di Prato (9.584 ab., CAP 50042, TEL. 055). 

\Carmignàno di Brènta Comune in provincia di Padova (6.823 ab., CAP 35010, TEL. 049). 

\Carmina Burana Canti in latino e tedesco di autore anonimo (1225 ca.). Così chiamati perché conosciuti la prima volta da un manoscritto della fine del secolo XIII, conservato nell'abbazia di Benediktbeuern (Bura Sancti Benedicti) in Baviera. Sono un esempio importante della poesia goliardica. Sono costituiti da 250 componimenti in latino e circa 50 in tedesco volgare. Temi sono le donne, il vino, il gioco, oltre a parodie di inni, litanie e altri elementi religiosi, satire contro i vizi del clero. Non mancano drammi e canti liturgici. I più famosi sono quelli che invitano al godimento spensierato della vita. Il complesso dei canti lascia intravedere una certa familiarità con i poeti classici latini. Furono musicati nel 1937 da C. Orff (1895-1982). 

\carminatìvo, sm. Medicamento atto a fornire l'espulsione dei gas dell'apparato digerente. 

\carmìnico, agg. (pl. m.-ci) Riferito all'acido omonimo indicato anche con la sigla E120. È usato in dolci, liquori e sciroppi, mentre un tempo serviva per tingere di rosso la lana e la seta. 

\carmìnio, sm. Colorante rosso contenuto nella cocciniglia. 

\Carmóna, António Oscar de Fragoso (Lisbona 1869-1951) Generale e uomo politico portoghese. Nominato generale nel 1922, il 28 maggio 1926 destituì con un colpo di stato il governo repubblicano e instaurò una dittatura militare, nominandosi primo ministro e presidente della repubblica. Represse nel 1927 le rivolte di Oporto e Lisbona, l'anno successivo nominò ministro delle Finanze António de Oliveira Salazar, che nel 1932 divenne presidente del Consiglio e, di fatto, lo sostituì alla guida del paese. Carmona conservò la presidenza della repubblica fino alla morte. 

\carnagióne, sf. Qualità e aspetto della pelle, specialmente dei colori del volto. ~ cera, colore, colorito. 
  sf. complexion. 
  lat. tardo carnatio,-onis. 

\Carnàgo Comune in provincia di Varese (4.999 ab., CAP 21040, TEL. 0331). 

\carnàio, sm. 1 Ammasso di cadaveri. 2 Luogo sovraffollato con esposizione eccessiva di carne umana. 3 Locale in cui si conservano le carni macellate. 
  lat. carnarium dispensa per la carne. 

\Carnàio Colle (776 m) dell'Appennino Tosco-Emiliano. 

\carnàle, agg. 1 Che riguarda il corpo umano, la materia. ~ corporeo. <> trascendente. calore carnale. 2 Lussurioso, sensuale. ~ lascivo. <> casto. amore carnale. 3 Congiunto strettamente da parentela. ~ consanguineo. patto carnale, indissolubile. 
  agg. carnal. 
  lat. carnalis

\carnalità, sf. L'essere carnale, sensualità. ~ lussuria. 

\carnallìte, sf. Cloruro idrato di potassio e magnesio utilizzato in agricoltura come fertilizzante. Prende il nome dal mineralogista prussiano von Carnall. 

\carnàme, sm. Massa di carne putrefatta. 

\Carnap, Rudolf (Ronsdorf, Wuppertal 1891-Santa Monica, California 1970) Filosofo tedesco. Tra le opere La costruzione logica del mondo (1928) e Fondamenti logici della probabilità (1950). 

\Carnarvon Città della costa occidentale dell'Australia, posta alla foce del fiume Gascoyne River. Grande porto di pesca. 

\Carnarvon, George Herbert (Highclere 1866-1923) Egittologo inglese. Fu autore e finanziatore di importanti scavi (1902-1924) nelle vicinanze di Tebe, insieme a H. Carter. La campagna di ricerche si concluse con la scoperta della tomba del re Tutankhamon. Carnarvon morì in quello stesso periodo dando origine alla leggenda della presunta maledizione di Tutankhamon nei confronti dei violatori della sua quiete. 

\carnasciàle, o carnesciàle, sm. Antico termine toscano per indicare il carnevale. In origine indicava il giorno precedente la Quaresima. 

\carnascialésco, agg. (pl. m.-chi) Carnevalesco, proprio del carnevale. 

\Carnàte Comune in provincia di Milano (6.951 ab., CAP 20040, TEL. 039). 

\carnàto, agg. e sm. agg. Del colore della carne. 
sm. Carnagione. 

\carnàuba, sf. invar. Cera fragile, untuosa, che essuda dalle foglie di una palma brasiliana. 

\càrne, sf. 1 Nel corpo dell'uomo e degli animali, la parte costituita dai muscoli. essere in carne, in buone condizioni di salute. 2 Il corpo umano come contrapposto allo spirito. <> spirito. le debolezze della carne, possono spingere al peccato. 3 Carne di alcuni animali usata dall'uomo come alimento. non essere né carne né pesce, non avere caratteri precisi e classificabili. 
  sf. 1 flesh; (in carne e ossa) in the flesh. 2 (alimento) meat. 3 (manzo) beef. 4 (maiale) pork. 5 (pecora) mutton. 
  lat. caro, carnis, dal greco kèirein tagliare. 

\Carne, la morte e il diavolo, La Opera di critica letteraria di M. Praz (1950). 

\Carné, Marcel (Parigi 1906-1996) Regista cinematografico francese. Realizzò insieme a J. Prévert Il porto delle nebbie (1938), Albergo Nord (1938), Alba tragica (1939), Les enfants du Paradis (1943-1945) e Les tricheurs (1958). 

\Carnèade (Cirene 215 ca.-Atene 129 a. C. ca.) Filosofo greco. Rappresentante della media accademica, fu sostenitore del probabilismo. Non lasciò nulla di scritto; il suo pensiero ci è stato trasmesso da Clitomaco. 

\carnèade, sm. Termine con cui si designa una persona a tutti ignota sulla base di una famosa citazione che Manzoni fa dell'omonimo filosofo greco di Cirene, vissuto fra il 213 e il 129 a. C. 

\carnéfice, sm. 1 Chi esegue le condanne a morte. ~ boia. <> condannato, giustiziato. 2 Persecutore, tormentatore. ~ vessatore. <> vittima. 
  sm. executioner, hangman. 

\carneficìna, sf. Uccisione crudele di molte persone. ~ massacro. 

\Carnegie, Andrew (Dunfermline, Scozia 1835-Lenox, Massachusetts 1919) Industriale statunitense. Nel 1848 lasciò la Scozia ed emigrò negli Stati Uniti, dove iniziò a lavorare come operaio in un cotonificio ad Allegheny. Trasferitosi a Pittsburgh, ottenne un posto di fattorino nell'ufficio telegrafico e poi venne assunto come telegrafista nelle ferrovie della Pensylvania. Una rapida carriera lo portò ben presto a incarichi sempre più importanti, consentendogli di diventare azionista della compagnia ferroviaria che attualmente è conosciuta come Pullman Company. Con la Keystone Bridge (primo ponte sull'Ohio) e con la Union Iron Mills (che utilizzò per la prima volta negli USA il convertitore Bessemer) riuscì a controllare l'industria metallurgica di Pittsburgh. Nel 1899 le sue industrie metallurgiche fornivano il 25% della produzione nazionale, ma due anni dopo si ritirò dagli affari e si dedicò alla filantropia, creando numerose fondazioni a fini sociali e culturali. Finanziò il Carnegie Institute of Pittsburgh e la Carnegie Hall di New York. 

\Carnelùtti, Francésco (Udine 1879-Milano 1965) Giurista. Nel 1924 fondò la Rivista di diritto processuale civile

\càrneo, agg. 1 Costituito da carne. 2 Del colore della carne. 

\Carnèra, Prìmo (Sequals 1906-1967) Pugile. Altissimo (2,02 m), fu campione mondiale dei massimi nel 1933 battendo Jack Sharkney, ma nel 1934 perse il titolo contro Max Baer. 

\Carnesécchi, Piètro (Firenze 1508-Roma 1567) Riformatore religioso. Esponente dell'evangelismo, fu condannato dall'inquisizione e giustiziato. 

\carnet, sm. invar. 1 Libretto. ~ agenda, taccuino. 2 Complesso degli ordini acquisiti dalla clientela e non ancora eseguiti. 

\Carnet del maggiore Thompson, Il Opera umoristica di P. Daninos (1954). 

\Carnet di ballo Film drammatico, francese (1937). Regia di Julien Duvivier. Interpreti: Marie Bell, Harry Baur, Pierre Blanchar. Titolo originale: Un carnet de bal 

\carnevalàta, sf. 1 Divertimento, mascherata di carnevale, baccano, gazzarra. ~ arlecchinata. 2 Pagliacciata, buffonata. ~ farsa. 

\carnevàle, sm. 1 Periodo festivo tra il Natale e la quaresima culminante nei balli e nelle maschere dell'ultima settimana. 2 Tempo di baldorie, godimenti, spensieratezza. ~ baccanale. 
  sm. carnival. 
Il carnevale è il periodo antecedente la quaresima che inizia a capodanno o all'Epifania o alla Candelora (2 febbraio). Festa cristiana che trae origine da usanze pagane (saturnali e i lupercali), caratterizzata dall'uso di maschere e travestimenti. Ha la sua massima espressione dal giovedì al martedì precedenti il giorno delle Ceneri, che termina il carnevale; solo nel carnevale ambrosiano il periodo si prolunga fino al sabato successivo. 

\carnevalésco, agg. (pl. m.-chi) Da carnevale. 

\carnevalìno, sm. La prima domenica di Quaresima. 

\carnevalóne, sm. 1 Nel carnevale ambrosiano è il prolungamento sino alla prima domenica di Quaresima esclusa. 2 Festa pubblica che si protrae oltre misura. 

\Càrnia Regione storica e geografica delle Alpi orientali (1.220 km2 ca.) delimitata dall'alto corso del Tagliamento e dalle Alpi Carniche. Il territorio boscoso è ricco di pascoli ove si pratica l'allevamento di bovini e il turismo. Centri principali sono Ampezzo e Tolmezzo. Abitata dai carni, antichi popoli celti, fu conquistata dai romani nel II sec. a. C. Nel 1420 divenne parte dei territori di Venezia. Fu al centro delle operazioni belliche durante la prima guerra mondiale. 

\carnìccio, sm. 1 Residuo della scarnatura delle pelli da conceria. 2 Rimasugli di carne scadente. 

\Càrniche Parte delle Alpi Orientali, tra il Passo Monte Croce di Comelico e la Sella di Camporosso. Cima più elevata il monte Coglians (2.780 m). Le Alpi Càrniche, nella loro parte orientale, presentano un suolo di conformazione carsica ricoperto da foreste di abeti rossi e faggi. Vi si trovano cervi, caprioli e camosci. 
Càrniche 
Sezione delle Prealpi Venete, tra i fiumi Piave e Tagliamento. Vetta più elevata la Cima dei Preti (2.703 m). 

\carnicìno, agg. Di colore roseo incarnato. 

\càrnico, agg. e sm. agg. Relativo alla Carnia. 
agg. e sm. Piano inferiore del Triassico superiore delle Alpi compreso tra il Ladinico e il Norico. 

\carnièra, sf. Tasca posteriore nella giacca del cacciatore e per estensione la giacca stessa. 2 Carniere. 

\carnière, sm. (f. carnièra) 1 Borsa usata dai cacciatori per riporvi la selvaggina. 2 Borsa in genere. 
  deriv. da carne. 

\carnificazióne, sf. Aspetto assunto dal parenchima polmonare nelle polmoniti e nelle congestioni polmonari croniche dei cardiopatici. 

\Carnìti, Pierre (Castelleone 1936-) Sindacalista. Dal 1979 al 1985 fu segretario generale della CISL e nel 1995 fu eletto coordinatore nazionale dei Cristiano sociali. 

\carnitìna, sf. Sostanza organica presente in vari tessuti animali, che a livello della membrana mitocondriale facilita la penetrazione degli acidi grassi e la loro utilizzazione a fini energetici. 

\Carnìvori Ordine di Mammiferi, cosmopolita. Sono animali predatori che vivono cacciando gli altri animali; ma non tutti si cibano solo di carne; alcuni si nutrono di vegetali o insetti. Le specie appartenenti hanno grossezza variabile, canini sviluppati atti a lacerare la carne e molari settati o appuntiti. Gli arti possono essere plantigradi, semiplantigradi o digitigradi. I loro sensi sono assai sviluppati per consentire buoni risultati nella caccia. La classificazione comprende la loro suddivisione nei sottordini Creodonti (estinti), Fissipedi e Pinnipedi. 

\carnìvoro, agg. Che si alimenta di carne. 
  lat. carnivorus. 

\carnosità, sf. 1 Qualità di ciò che è carnoso. 2 Escrescenza carnosa. 

\carnóso, agg. 1 Che è bene in carne. ~ pasciuto. <> scarno. 2 Carneo. ~ turgido. 3 Che ha colore, spessore, morbidezza di carne. ~ polposo. <> magro, ossuto. 
  agg. fleshy. 
  lat. carnosus. 

\Carnot Lazare Nicolas, Marguerite (Nolay 1753-Magdeburgo 1823) Politico, generale e matematico francese, appartenente a una famiglia di fisici, matematici e politici. Si dedicò a studi di calcolo infinitesimale, geometria e meccanica. Sostenne la rivoluzione francese contro gli stati europei e fece parte della Convenzione nazionale nel 1792 e del Comitato di salute pubblica nel 1793. Grande stratega, introdusse nell'organizzazione militare innovazioni tattiche che portarono le truppe francesi alla vittoria nelle battaglie sostenute tra il 1792 e il 1795. Dopo aver collaborato, fino al 1800, con Napoleone, si dedicò successivamente agli studi. Nel 1814, con l'invasione della Francia da parte di prussiani, russi e austriaci, Carnot si mise nuovamente al servizio di Napoleone che, durante i Cento Giorni, lo nominò ministro degli Interni. Fu esiliato, dopo la sconfitta di Waterloo, dalla restaurazione condotta dai Borboni. Tra i suoi scritti, si segnalano il Saggio sulle macchine del 1783, nel quale studiò e formulò i principi matematici dell'urto e dell'energia di un sistema; le Riflessioni sulla metafisica del calcolo infinitesimale del 1797 e il trattato Sulla difesa delle piazzeforti del 1810.
Teorema di Carnot :  

\Carnot, Marie-François-Sadi (Limoges 1837-Lione 1894) Politico francese, nipote di Lazare-Nicolas, fu presidente della repubblica dal 1887 al 1894. L'anarchico italiano S. Caserio lo assassinò nel 1894. 

\Carnot, Sadi-Nicolas Leonard (Parigi 1796-1832) Fisico francese, figlio di Lazare-Nicolas. È considerato uno dei fondatori della termodinamica. Formulò il secondo principio della termodinamica e inventò una macchina denominata di Carnot il cui funzionamento si basa sul ciclo di Carnot
Principio e teorema di Carnot 
Il principio di Carnot (secondo principio della termodinamica) asserisce che una macchina termica può produrre lavoro solo se scambia calore con almeno due sorgenti a temperatura diversa. Il teorema di Carnot dimostra che, tra le macchine termiche cicliche a scambio di calore con due sorgenti a temperatura diversa, quelle con ciclo reversibile hanno rendimento uniforme e maggiore di quelle a ciclo non reversibile. Pertanto, il rendimento delle macchine a ciclo reversibile è funzione unicamente della differenza di temperatura tra le due sorgenti. 

\carnotìte, sf. Vanadato idrato di uranio e potassio contenente anche radio. È utilizzato per l'estrazione dell'uranio. 

\càro, agg. e sm. agg. 1 Che è oggetto d'amore. ~ amato. <> detestato. 2 Che è tale da attirarsi l'affetto o la simpatia altrui. ~ benvoluto. <> antipatico, detestato. rappresenta per me una cara persona. 3 Che merita attenzione. ~ speciale. <> insignificante. 4 Gradito, ben accetto. ~ apprezzato. <> sgradito. 5 Di alto prezzo, che costa molto. ~ costoso. <> economico. le offese prima o poi si pagano care. 6 Prezioso. avere cara la salute
sm. 1 L'uomo amato. 2 Parenti, genitori. 3 Prezzo alto. 4 Carestia, penuria. 
  agg. 1 dear. 2 (costoso) expensive, dear. sm. darling, dear. 
  lat. carus

\Caro bugiardo Opera teatrale di J. Kilty (1960). 

\Caro diario Film commedia, italiano (1993). Regia di Nanni Moretti. Interpreti: Nanni Moretti, Renato Carpentieri, Antonio Neiwiller. 

\Caro estinto, Il Romanzo di E. A. Waugh (1948). 
Caro estinto, Il Film commedia, britannico (1965). Regia di Tony Richardson. Interpreti: Robert Morse, Jonathan Winters, Anjanette Comer. Titolo originale: The Loved One 

\Caro Michele Romanzo di N. Ginzburg (1973). 

\Càro, Annìbal (Civitanova Marche 1507-Roma 1566) Commediografo e traduttore. Studiò a Roma e a Firenze. Dal 1543 entrò al servizio dei Farnese e visse per lo più a Roma. Tra le opere Gli straccioni (1544), le Lettere (circa 800) che documentano la vita italiana nel secolo XVI e la traduzione dell'Eneide (postumo, 1581). La fama di Caro resta legata alla traduzione dell'Eneide di Virgilio in versi sciolti, composta a partire dal 1563. Il pregio dell'opera consiste nell'uso efficace del linguaggio della grande tradizione in volgare. 

\Càro, Màrco Aurèlio (223?-283) Succedette a Probo come imperatore romano nel 282, ma l'anno dopo venne ucciso dal prefetto del pretorio Apro in Persia. 

\Caròbbio dégli Àngeli Comune in provincia di Bergamo (2.902 ab., CAP 24060, TEL. 035). 

\Caròcci, Albèrto (Firenze 1904-Roma 1972) Scrittore e giornalista. Fondatore e condirettore della rivista di letteratura Solaria (1926-1936), passò alla direzione de La riforma letteraria (1936-1938) e poi di Argomenti (1941-1943). 

\carofìcee Classe di Alghe Clorofite a cui fa capo la famiglia delle Caracee. 

\carógna, sf. 1 Corpo di animale morto, ormai in decomposizione. ~ carcassa. 2 Persona vile, perfida. ~ farabutto. <> galantuomo, onestuomo. 
  sf. 1 carrion. 2 (fig., persona) swine. 
  lat. volg. caronia, deriv. da caro, carnis carne. 

\carognàta, sf. Azione vile, perfida. ~ mascalzonata. 

\carognescaménte, avv. In modo vile, perfido. 

\caròla, sf. 1 Antico ballo di più persone che, cantando, giravano in tondo. 2 Il canto che accompagnava questa danza. 

\Carolèi Comune in provincia di Cosenza (3.536 ab., CAP 87030, TEL. 0984). 

\carolìna, sf. 1 Moneta d'oro di Carlo XV di Svezia coniata nel 1868. 2 Nome attribuito ad antiche monete d'oro di alcuni stati tedeschi. 

\Carolina Città (178.000 ab.) del Puerto Rico alla periferia di San Juan. 

\Carolìna Amèlia Elisabètta (Brunswick 1768-Londra 1821) Nel 1795, sposò il principe di Galles. L'anno successivo si separò dal marito, che nel 1811 divenne reggente. Con la figlia Carlotta, nata nel 1796, andò a vivere presso Blackheath, e nel 1814 decise di trasferirsi all'estero. Nel 1820 il marito divenne re Giorgio IV d'Inghilterra; rientrò quindi in patria per far valere i propri diritti al trono. Dovette però rinunciare a ogni pretesa per un processo intentato a suo carico che non fu però mai concluso per non coinvolgere il sovrano. 

\Carolina del Nord Stato federato degli USA (136.413 km2, 6.553.000 ab., capitale Raleigh); confina a ovest con il Tennessee, a sud con la Carolina del Sud e la Georgia, a est con l'oceano Atlantico, a nord con la Virginia. Il territorio è costituito da pianure costiere, zone collinari e dai monti Appalachi. Le risorse principali sono rappresentate da cereali, ortaggi, soia, frutta, cotone, tabacco, foreste; importanti anche l'allevamento di bovini, suini, equini, ovini e la pesca. Il quadro economico è completato dalle risorse minerarie (oro, tungsteno, talco, mica, ferro, stagno, rame) e dalle industrie (chimiche, idroelettriche, metalmeccaniche, siderurgiche, tessili, tipografiche). 

\Carolina del Sud Stato federato degli USA (80.582 km2, 3.407.000 ab., capitale Columbia); confina a est con l'oceano Atlantico a ovest con la Georgia, a nord con la Carolina del Nord. Il territorio è molto simile a quello della Carolina del Nord. Foreste, agricoltura (cereali, cotone, tabacco), pesca e industrie (alimentari, cantieristiche, chimiche, metalmeccaniche, tabacco, tessili) sono le risorse principali. Da ricordare i fosfati e le pietre da costruzione. 

\Carolìna Enrichétta Cristìna Luìsa (Bischwiller 1721-Darmstadt 1774) Moglie di Luigi IX di Assia-Darmstadt (1741). Di grande cultura, protesse artisti e poeti. Fu definita da J. W. Goethe "la grande langravia". 

\Carolìne, ìsole Arcipelago dell'oceano Pacifico (1.194 km2, 116.000 ab.), nella Micronesia, formato da circa 500 isole. L'arcipelago comprende le isole Palau, le Yap e le Caroline orientali (Truk, Kosrae, Ponape ecc.). le risorse principali sono rappresentate da pesca, coltura di banani, palme da cocco e canna da zucchero, madreperla, gusci di tartaruga, foreste e giacimenti di fosfati. Le Caroline orientali e le Yap sono Stati federati di Micronesia associati agli USA. 

\Carolìngi Dinastia franca il cui più noto membro fu Carlo Magno; seguì alla dinastia dei Merovingi, costituì il Sacro Romano Impero, unendo Francia e occidente. Gli imperatori furono: Carlo Magno (figlio di Pipino), Ludovico il Pio, Lotario, Ludovico II, Carlo II il Calvo, Carlo III il grosso, Arnolfo e Berengario. Quando morì Ludovico il Pio l'impero fu suddiviso tra i tre figli: Lotario, cui andò l'Italia, Carlo il Calvo, che prese la Francia, e Ludovico il Germanico, al quale toccò la Germania. L'ultimo re di Francia Carolingio fu Luigi V; dopo di lui si imposero i Capetingi (987). Particolare sviluppo ebbe l'architettura religiosa (San Silvestro a Goldbach, IX-X sec.; abbazie di St.-Denis, Fulda, Ratisbona, San Gallo), chiese a pianta centrale (Cappella Palatina di Aquisgrana, 805). 

\carolus, sm. invar. Nome attribuito a monete emesse da sovrani di nome Carlo. 

\Caron, Leslie (Boulogne-sur-Seine 1931-) Attrice cinematografica francese. Interpretò Un americano a Parigi (1951) e Gigi (1958). 

\Caróna Comune in provincia di Bergamo (431 ab., CAP 24010, TEL. 0345). 

\Caroni Contea (177.000 ab.) dell'isola di Trinidad. 

\Caroní Fiume (925 km) del Venezuela, nello stato di Bolívar. Nasce dal monte Roraima e confluisce nel fiume Orinoco. 

\Caronìa Comune in provincia di Messina (4.116 ab., CAP 98072, TEL. 0924). 

\Carònno Pertusèlla Comune in provincia di Varese (11.723 ab., CAP 21042, TEL. 02). Centro industriale (prodotti alimentari, meccanici, tessili, chimici ed elettronici). Gli abitanti sono detti Caronnesi o Pertusellesi

\Carònno Varesìno Comune in provincia di Varese (4.419 ab., CAP 21040, TEL. 0331). 

\Carónte (astronomia) Il solo satellite del pianeta Plutone, venne scoperto nel 1978 da Christy; dista dal pianeta 19.000 km e la sua scoperta ha consentito di spiegare le irregolarità delle orbite di Plutone e Nettuno rispetto all'intero sistema solare. Ha un raggio di 600 km e un periodo orbitale di 6,39 giorni. Satellite e pianeta sono molto vicini e tale vicinanza, unita alle piccole dimensioni e alla loro rotazione attorno al baricentro del sistema con rivoluzioni e periodi orbitali identici, fa sì che si possa parlare di pianeta doppio, l'unico in tutto il sistema solare. 

\Carónte (mitologia) Personaggio della mitologia classica greca, figlio dell'Erebo e della Notte. Era il nocchiero infernale incaricato di traghettare le anime dei morti al di là dell'Acheronte. Il mito vuole che esigesse in tributo un obolo e per questo i greci erano soliti mettere una moneta in bocca ai defunti. 
Ricordato da Dante nell'Inferno

\caropàne, sm. Termine per indicare l'alto prezzo del pane. 

\carosèllo, sm. 1 Sorta di torneo spettacolare di cavalieri, con esercizi di bravura, evoluzioni e simili. 2 Movimento di oggetti o veicoli, rapido e circolare. ~ turbinio. la processione era un carosello di colori. 3 Piattaforma con animali di legno, barche o vetture, che gira in tondo a suon di musica, per divertimento di bambini che vi stanno sopra. ~ giostra. 
  napolet. carusiello, palla di creta. 

\Carosìno Comune in provincia di Taranto (5.959 ab., CAP 74021, TEL. 099). 

\Caròsio, Margherìta (Genova 1908-Genova 2005) Soprano. La sua carriera artistica ebbe inizio nel 1935, con la partecipazione alla prima del Nerone di Boito. Successivamente entrarono a far parte del suo repertorio le opere Mignon, Il Rigoletto, Elisir d'amore

\Caròsio, Nicolò (Palermo 1907-Milano 1984) Popolare radiocronista di calcio. 

\Caròso, Màrco Fabrìzio (Sermoneta, Latina, 1526-1605?) Maestro di danza. Svolse la propria attività soprattutto a Roma e pubblicò un trattato che riscosse un grande successo (Il Ballarino, 1581). 

\caròta, sf. 1 Pianta erbacea. 2 Campione cilindrico di roccia che si estrae dal sottosuolo per mezzo di opportune sonde (carotiere). 
  sf. carrot. 
Pianta appartenente alla famiglia delle Ombrellifere (Daucus carota) e all'ordine delle Umbelliflore, selvatica o domestica. Quest'ultima ha una radice fittone commestibile, con colori che variano dal rosso, al giallo, al bianco; ha un alto contenuto vitaminico, è ricca di carotene e trova impiego come alimento umano e per animali. 

\carotàggio, sm. Prelievo di cilindretti di roccia per lo studio del sottosuolo. 

\carotàre, v. v. tr. Eseguire un carotaggio. 
v. intr. Raccontare fandonie. 

\carotène, sm. Sostanza organica complessa arancione contenuta nelle foglie e nei frutti di alcune piante. 

\carotenòide, sm. Classe di sostanze contenenti 40 atomi di carbonio e molti legami doppi. 

\Carotenùto, Mèmmo (Roma 1908-1980) Attore italiano. Fratello di Mario, esordì nel cinema nel 952 con Umberto D di De Sica. Tra gli altri film Poveri ma belli (1956), Padri e figli (1957) e I soliti ignoti (1958). 

\Carothers, Wallace (Burlington 1896-Wilmington 1937) Chimico statunitense. Fu tra i realizzatori del nylon. 

\caroticotimpànico, agg. (pl. m.-ci) Riferito al canale carotideo e al timpano. 

\caròtide Arterie localizzate nel collo e nel capo dei Vertebrati e deputate al trasporto di sangue ossigenato al cervello. La carotide destra ha origine direttamente dall'arteria aorta ascendente e la sinistra si diparte dall'arco aortico. Entrambe si ramificano poi in una carotide interna, che alimenta il cervello e l'occhio, e una carotide esterna, che provvede a irrorare i tessuti della zona facciale e termina in corrispondenza della ghiandola parotide. La sua disposizione sul collo la espone facilmente ai traumi.  

\carotidèo, agg. Relativo alla carotide. 

\carotière, sm. Utensile speciale che permette di estrarre una carota dal fondo di un foro durante la trivellazione. 

\carovàna, sf. 1 Complesso di persone con carri e bestie da soma che intraprendono un viaggio in luoghi deserti e malsicuri. ~ convoglio. 2 Moltitudine di persone o di veicoli per di più disposti in fila. ~ colonna, corteo. la carovana del circo. 3 Anglismo con cui si è cercato di sostituire il francese roulotte. 
  sf. caravan. 
  persiano karwan

\Carovana dei Mormoni, La Film d'avventura, americano (1950). Regia di John Ford. Interpreti: Ben Johonson, Joanne Dur, Ward Bond. Titolo originale: Wagon Master 

\carovanièra, sf. Pista delle carovane. 

\carovanière, sm. Chi conduce le bestie da soma di una carovana. 

\carovanièro, agg. Di carovana. 

\Carovìgno Comune in provincia di Brindisi (14.586 ab., CAP 72012, TEL. 0831). Centro agricolo (coltivazione di cereali, olivi e viti) e industriale (prodotti alimentari). Vi si trovano mura megalitiche del V sec. a. C. Gli abitanti sono detti Carovignesi

\Carovìlli Comune in provincia d'Isernia (1.618 ab., CAP 86083, TEL. 0865). 

\carovìta, sm. 1 Situazione derivante dall'aumento dei prezzi, soprattutto dei beni di maggior consumo. 2 Indennità data ai lavoratori quando si verifichi tale situazione. 
  sm. high cost of living. 

\carovìveri, sm. sing. Carovita. 

\càrpa, sf. Pesce teleosteo ciprinodontiforme (Cyprinus carpio) appartenente alla famiglia dei Ciprinidi, dell'ordine dei Cipriniformi, probabilmente originaria della Cina. Con due barbigli per lato sulla bocca. È diffusa in Europa per la sua facilità di adattamento e viene allevata e pescata per la sua carne, molto apprezzata a tavola. Nel periodo della riproduzione, che avviene da maggio a luglio, compie salti fuori dall'acqua. D'inverno, tende a rallentare le normali attività; si rifugia sul fondo e non si nutre più. In casi di siccità, può restare in vita per molto tempo seppellendosi nel fango. Può raggiungere il peso di 20 kg e 1 m di lunghezza. Per la loro forma, si possono distinuere tre tipi di carpa: la carpa comune, il cui corpo è ricoperto in modo uniforme di scaglie; la carpa a specchi, ricoperta da poche scaglie di grandi dimensioni e la carpa cuoio che è quasi completamente senza scaglie. Una specie di carpa, la Ctenopharingodon idella, erbivora è stata diffusa per il controllo biologico della vegetazione acquatica. 

\carpàccio, sm. Pietanza di carne cruda affettata molto sottile e condita con olio e scaglie di formaggio grana. 

\Carpàccio, Vittóre (Venezia 1456?-1525?) Pittore allievo di Gentile Bellini, ma anche influenzato da Antonello da Messina; sviluppò un notevole gusto per la descrizione e il colore. Tra i suoi dipinti, Presentazione al tempio, San Giorgio, Morte di Maria, Miracolo della Croce, Storie di Sant'Orsola, Sangue di Cristo

\Carpanéto Piacentìno Comune in provincia di Piacenza (6.206 ab., CAP 29013, TEL. 0523). 

\Carpanzàno Comune in provincia di Cosenza (522 ab., CAP 87050, TEL. 0984). 

\carpasfòglie, sf. Grande rete conica tenuta aperta da un palo e trainata da una o due barche. 

\Carpàsio Comune in provincia d'Imperia (181 ab., CAP 18010, TEL. 0184). 

\carpàtico, agg. (pl. m.-ci) Relativo ai Carpazi. 

\Carpàzi Sistema montuoso che si sviluppa nell'Europa centrale, per oltre 1.300 km dalla Cecoslovacchia fino alle Porte di Ferro del Danubio, attorno alla Transilvania. Suddivisi in Carpazi occidentali, orientali e meridionali. Interessano Cecoslovacchia, Polonia, Romania e Ucraina. Sono costituiti da arenarie e scisti (Alti Tatra e Bassi Tatra, Maramures, monti Bihor e delle Alpi Transilvaniche). Sono ricchi di oro, petrolio, rame, bauxite e foreste. Massima altitudine il monte Gerlach negli Alti Tatra (2.663 m). 
Carpazi 
Nome di una catena montuosa della superficie lunare; l'altra grande catena montuosa osservabile è costituita dagli Appennini. Vennero osservati per la prima volta da Galileo Galilei negli ultimi anni del Cinquecento. 

\Carpàzia Parte dell'Europa orientale tra i Carpazi e il Danubio. 

\carpe diem, loc. avv. Espressione latina che significa "goditi il giorno". Fu utilizzata da Orazio per esprimere il fatto che la vita è breve e fino a che si può è meglio goderla. 

\Carpégna Comune in provincia di Pesaro (1.592 ab., CAP 61021, TEL. 0722). 

\carpellàre, agg. Relativo al carpello. 

\carpèllo, sm. Particolare foglia florale che reca gli ovuli. 

\Carpenédolo Comune in provincia di Brescia (9.450 ab., CAP 25013, TEL. 030). 

\Carpenéto Comune in provincia di Alessandria (959 ab., CAP 15071, TEL. 0143). 

\Carpenter, John (Carthage 1948-) Regista cinematografico statunitense, specializzato nella realizzazione di thriller fantascientifici. Diresse 1997 Fuga da New York (1981), La cosa (1982), Starman (1984), Essi vivono (1988), Avventure di un uomo invisibile (1992), Il seme della follia (1995), Fuga da Los Angeles (1996). 

\carpenterìa, sf. 1 Arte di preparare e congiungere elementi di uno o più materiali (legno, metallo, ...) per realizzare impalcature o sagome provvisorie che formano l'ossatura iniziale delle costruzioni e ne consentono la realizzazione in calcestruzzo o cemento armato. 2 Parte di un cantiere riservata ai carpentieri e ai loro attrezzi. 

\Carpentier, Alejo (L'Avana 1904-Parigi 1980) Romanziere cubano. Tra le opere Il regno di questa terra (1949) e L'arpa e l'ombra (1979). 

\carpentière, sm. Operaio esperto nell'arte della carpenteria. 
  sm. carpenter. 
  provenz. carpentier, dal lat. carpentarius. 

\carpétta, sf. La cartelletta in cui si conserva un incartamento. 

\Càrpi Comune in provincia di Modena (60.715 ab., CAP 41012, TEL. 059). Centro agricolo (coltivazione di viti e cereali) e industriale (prodotti tessili, dell'abbigliamento, metalmeccanici e delle materie plastiche). Proprietà degli Attoni, fu lasciata alla chiesa nel 1115 da Matilde di Canossa e venne infine ceduta agli Estensi di Modena. Vi si trovano il castello dei Pio, costruito tra il XIV sec. e il XVII sec., la cattedrale, del XVI sec., e la pieve di Santa Maria, del XVI sec. Gli abitanti sono detti Carpigiani

\Càrpi, Àldo (Milano 1886-1973) Pittore. Tra le opere Dopo cena (1914, Firenze, Palazzo Pitti) e La mia famiglia (1930, Milano, Galleria d'Arte Moderna). 

\Càrpi, Cióni (Milano 1923-) Artista italiano. Ha spaziato dagli interessi per l'architettura gli studi musicali, dal mimo al cinema. 

\Carpiàno Comune in provincia di Milano (2.180 ab., CAP 20080, TEL. 02). 

\carpiàto, agg. Di salto in alto o di tuffo eseguito con corpo in posizione di carpio. 

\Carpignàno Salentìno Comune in provincia di Lecce (3.889 ab., CAP 73020, TEL. 0836). 

\Carpignàno Sèsia Comune in provincia di Novara (2.495 ab., CAP 28064, TEL. 0321). 

\Carpinéti Comune in provincia di Reggio Emilia (4.026 ab., CAP 42033, TEL. 0522). 

\carpinéto, sm. Terreno piantato a carpini. 

\Carpinéto délla Nòra Comune in provincia di Pescara (758 ab., CAP 65010, TEL. 085). 

\Carpinéto Romàno Comune in provincia di Roma (5.189 ab., CAP 00032, TEL. 06). 

\Carpinéto Sinèllo Comune in provincia di Chieti (818 ab., CAP 66030, TEL. 0872). 

\carpìno, sm. Genere delle Betulacee (Carpinus) tipico delle regioni fredde. Il legno del carpino rosso (Ostrya carpinifolia), comune in Italia, è usato come legna da ardere. 

\Carpìno Comune in provincia di Foggia (4.845 ab., CAP 71010, TEL. 0884). 

\Carpinóne Comune in provincia d'Isernia (1.296 ab., CAP 86093, TEL. 0865). 

\carpìnus, sm. invar. Genere di piante tipiche dell'emisfero settentrionale cui appartiene il carpino. 

\càrpio, sm. Nello sport posizione della parte superiore del corpo ad angolo retto rispetto al bacino con gli arti tesi. 

\carpionàre, v. tr. Cucinare un pesce in carpione. 

\carpióne, sm. Varietà di trota tipica del lago di Garda (Fario carpio), con carni molto apprezzate. Si riproduce due volte all'anno. 
  lat. mediev. carpio,-onis. 
Pesce in carpione 
Pesce fritto conservato sotto aceto con varie spezie ed erbe. La preparazione prende il nome dal modo di cucinare il carpione. 

\carpìre, v. tr. Riuscire a ottenere, a portar via con violenza e astuzia. ~ sottrarre. 
  v. tr. 1 (prendere) to snatch. 2 (estorcere) to extort. 
  lat. volg. carpire. 

\Carpitèlla, Diègo (Reggio Calabria 1924-Roma 1990) Etnomusicologo. Raccolse e fu editore di migliaia di canti popolari italiani. 

\càrpo- Primo elemento di parole composte che significa "frutto", dal greco karpós

\càrpo, sm. Regione ossea della mano sotto l'avambraccio, tra metacarpo e avambraccio. Nell'uomo forma il polso (con la sua articolazione) e la mano con otto piccoli ossicini. 
Sindrome del tunnel carpale 
È una patologia caratterizzata dall'infiammazione dei tendini posti nel canale carpale, all'interno del polso. Classificata come malattia professionale, viene provocata dalla frequente e continua ripetizione di movimenti di per sé inoffensivi, ma compiuti in particolari condizioni fatiganti. 

\carpocàpsa, sf. Genere di Insetti Lepidotteri rappresentati da piccole farfalle. Appartiene alla famiglia dei Tortricidi. 

\carpocràtico, o carpocaziàno, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Riferito alla dottrina di Carpocrate. 
sm. Seguace di Carpocrate. 

\carpogònio, sm. Apparato sessuale femminile di molte alghe rosse. 

\carpologìa, sf. Studio scientifico dei frutti. 

\carpomanìa, sf. Alterazione delle condizioni fisiologiche della pianta costituita dalla presenza di numerosi frutti che restano piccoli, cadono prima del tempo o non maturano affatto. 

\carpóni, avv. Nella posizione di chi cammina con ginocchia e mani per terra. ~ gattoni. 
  avv. on all fours. 
  deriv. da carpare, con il suffisso-oni. 

\carpoptòsi, sf. Caduta precoce dei frutti. 

\Carrà, Càrlo (Quargnento, Alessandria 1881-Milano 1966) Pittore divisionista, uno dei più insigni in Italia, aderì presto al futurismo e successivamente alla metafisica. In seguito iniziò una profonda rimeditazione sulle più recenti esperienze artistiche e sulla tradizione italiana. Come risultato nacquero, a partire dagli anni '20, le maggiori creazioni del pittore, che hanno per oggetto vedute, prima della Liguria e della Valsesia, poi della Versilia, che diventerà il suo costante soggiorno estivo. I quadri venivano preparati durante l'estate e completati durante l'inverno a Milano. Ogni elemento della realtà viene rielaborato nella memoria e stilizzato. Tra le sue opere, Musa metafisica (1917, Milano, coll. privata), Il pino sul mare (1921, Roma, coll. Casella). 

\Carrà, Raffaèlla (Bellaria 1942-) Raffaella Pelloni, ballerina e conduttrice televisiva. Condusse Canzonissima (1970-1972), Pronto... Raffaella? (1984) e Ricomincio da due (1990). 

\Carrà, Stéfano Architetto vissuto intorno al 1600, famoso a Brescia per la costruzione della chiesa dei santi Faustino e Giovita (1622) e del palazzo Martinengo-Villagena. 

\carràbile, agg. Si dice di strada che può essere percorsa con i carri. passo carrabile, tratto di strada che deve essere lasciato libero da veicoli per consentire il passaggio. 
  agg. suitable for vehicles. 
  da carrare, portare con il carro. 

\Carràcci Famiglia di pittori e incisori bolognesi. 
Agostino (Bologna 1557-Parma 1602) Il più colto e intellettuale. Tra le sue opere, La comunione di San Girolamo (1591-1592, Bologna, Pinacoteca Nazionale) e Galleria Farnese (1597-1599, Roma, palazzo Farnese). 
Annibale (Bologna 1560-Roma 1609) Il più noto, nelle sue opere si percepisce una forte influenza del classicismo. Tra le opere Annunciazione (1585 ca., Bologna, Pinacoteca Nazionale), La Madonna degli Scalzi (1590 ca., Bologna, Pinacoteca Nazionale) e Adorazione dei Magi (1616, Milano, Brera). 
Ludovico (Bologna 1555-1619) Anticipò il naturalismo di Caravaggio. Tra le sue opere, Adorazione dei Magi

\Carradine, David (Hollywood 1936-Bangkok 2009) Attore teatrale e cinematografico statunitense. Interpretò America 1929

\Carradine, John (New York 1906-Milano 1988) Attore teatrale shakespeariano e cinematografico statunitense. Tra le numerosissime interpretazioni (più di 130 film), Ombre rosse (1939) e Furore (1940) di J. Ford. 

\Carradine, Keith (1948-) Attore cinematografico statunitense. Interpretò Nashville (1975) e Pretty Baby (1978). 

\carradóre, sm. Artigiano che costruisce o ripara carri, barrocci e altro. 

\carrageen, sm. invar. Nome dell'alga rossa denominata Chondrus crispus; fornisce una gelatina alimentare utilizzata nella medicina e nell'industria. 

\carragenìna, sf. Polisaccaride presente in alcune alghe rosse diffuse lungo le coste dell'Atlantico settentrionale. 

\carràia, sf. Strada adatta a essere percorsa dai carri. 

\carràio, agg. e sm. agg. Che permette il passaggio di carri o altri autoveicoli. ~ carrozzabile. 
sm. 1 Chi fabbrica o ripara carri. 2 Conducente di carri. 
  agg. drive way, vehicle entrance. 
  lat. tardo carrarius. 

\Carrao Fiume (300 km) del Venezuela, affluente del Caroní. Nasce dai Monti Pakaraima. 

\Carràra Città della Toscana (69.000 ab., 100 m, CAP 54033, TEL. 0585) a 7 km a nord-ovest da Massa, alle falde delle Alpi Apuane. La città è nota per le cave di marmo pregiato. La parte più antica occupa un colle, la parte nuova è cresciuta nella pianura verso il mare (Marina di Carrara). Interessanti le chiese, duomo romanico gotico (XII-XIII sec.); la Rocca Malaspina (XIII sec.) poi palazzo ducale nel XVI sec. 

\Carràra San Giórgio Comune in provincia di Padova (4.126 ab., CAP 35020, TEL 049). Centro agricolo (uva, cereali, frutta e ortaggi) e delle industrie meccaniche, nei Colli Euganei. Gli abitanti sono detti Carraresi. 

\Carràra Sànto Stèfano Comune veneto in provincia di Padova (12.5 km2, 2.000 ab.). 

\Carràra, Francésco (Lucca 1805-1888) Giurista. Fondò la Scuola classica di diritto penale. Fu un acceso avversatore della pena di morte e s'impegnò in politica per evitare l'estensione delle leggi sarde all'Italia intera. Scrisse Programma di diritto criminale (1867-1870). 

\Carràra, Francésco I da (?-1393) Signore di Padova dal 1355 al 1388. 

\Carràra, Francésco II da (?-1406) Signore di Padova dal 1390. Nel 1405 venne spodestato dai veneziani. 

\carraréccia, sf. (pl.-ce) 1 Strada di campagna percorribile da carri. 2 Traccia dei veicoli sulle strade. 

\carrarìno, sm. Moneta d'argento del valore di due soldi in vigore a Padova intorno al XV sec. 

\Carrarìno, Andrèa Bòlgi détto il (Carrara 1605-Napoli 1656) Scultore italiano. Discepolo a Firenze di P. Tacca, partecipò con il suo maestro alla realizzazione dei Quattro Mori alla base del monumento dedicato a Ferdinando I a Livorno. Nel 1625 si spostò a Roma e collaborò con G. L. Bernini ai mausolei di Cristina di Svezia e della contessa Matilde e realizzò l'imponente statua di Sant'Elena (San Pietro in Vaticano). Terminò la propria attività artistica a Napoli, dove realizzò numerose sculture permeate dello stile del Bernini. 

\Carràro, Tìno (Milano 1910-1995) Attore teatrale. Lavorò soprattutto al Piccolo Teatro di Milano. 

\carràta, sf. Quantità di un materiale che può essere portata da un carro. 

\carré, agg. e sm. invar. agg. invar. Si dice di pane preparato in cassetta. pan carré
sm. invar. 1 Sprone. 2 Lombata di maiale. 3 Nella roulette, scommessa su quattro numeri disposti a quadrato. 
  franc. carré, quadrato. 

\Carrè Comune in provincia di Vicenza (2.812 ab., CAP 36010, TEL. 0445). 

\Carréga Lìgure Comune piemontese in provincia di Alessandria (55.5 km2, 150 ab.). 

\carreggiàbile, agg. e sf. Si dice di strada che può essere percorsa con i carri. ~ rotabile. 

\carreggiàre, v. tr. Trasportare con il carro. 

\carreggiàta, sf. 1 Parte della strada destinata alla marcia dei veicoli. strade con carreggiate a due corsie. 2 Via retta, giusto percorso. rimanere in carreggiata, non sbagliare. 3 Solco impresso sul terreno dalle ruote di un veicolo. 4 Strada percorsa da carri. 
  sf. carriageway. 
  deriv. da carreggiare

\carréggio, sm. 1 Trasporto di cose su carri. 2 Insieme di carri o veicoli da trasporto, specialmente al seguito di un esercito. 3 Intenso e continuo transitare di carri. 4 Nel Medioevo, prestazione d'opera che si faceva mettendo gratuitamente a disposizione pubblica il proprio carro, in caso di guerra o per importanti lavori. 

\Carrel, Alexis (Sainte-Foy-Lès-Lyon 1873-Parigi 1944) Chirurgo e fisiologo francese. I suoi studi sui vasi sanguigni e sui trapianti renali gli valsero nel 1912 il premio Nobel. 

\carrellàre, v. intr. Riprendere una scena con la macchina da presa posta su un carrello in movimento. 

\carrellàta, sf. 1 Spostamento in linea orizzontale della telecamera e delle cineprese in qualsiasi direzione. ~ panoramica. 2 Rapida sintesi sugli avvenimenti. ~ scorsa, spaccato. 
  deriv. da carrellare

\carrellàto, agg. Montato su un carrello. 

\carrellìsta, sm. (pl.-i) 1 Nelle stazioni ferroviarie, venditori di merci esposte su un carrello. 2 Macchinista conduttore del carrello cinematografico. 

\carrèllo, sm. 1 Telaio o supporto metallico montato su ruote o guide con forma e disposizione varia secondo l'uso e il carico. 2 Mezzo di trasporto interno ausiliario per le lavorazioni di produzione. carrello ferroviario. 3 Complesso delle ruote e dei loro supporti in un aereo terrestre. 4 Piattaforma che scorre a volte su rotaie sulla quale viene montata la cinepresa per riprese in movimento. 5 Specie di tavolino montato su quattro rotelle e solitamente a ripiani, per trasportare e servire bevande e cibi. 6 Nelle macchine per scrivere, organo sul quale vengono montati fogli di carta. 
  sm. 1 trolley. 2 (aer.) undercarriage, landing gear. 
  deriv. da carro

\Carrera Andrade, Jorge (Quito 1903-Parigi 1978) Poeta ecuadoriano. Tra le opere Registro del mondo (1940) e Uomo planetario (1959). 

\Carrèra Lìgure Comune in provincia di Alessandria (148 ab., CAP 15060, TEL. 0143). 

\Carreras, José (Barcellona 1946-) Tenore spagnolo, tra gli interpreti più apprezzati del repertorio lirico italiano dell''800. 

\Carrère d'Encausse, Hélène (per propria volontà: sconosciuti luogo e data di nascita) Scrittrice francese nata da genitori russi emigrati al tempo della Rivoluzione d'Ottobre. Si annovera tra i massimi conoscitori del mondo sovietico. Ha individuato la causa delle crisi dell'impero sovietico nella contrapposizione tra marxismo e islam (L'impero scoppiato, 1988). Negli scritti successivi, analizzando i meccanismi del governo marxista, riuscì a percepirne la disgregazione (La sciagura russa, 1988). Lo stile elegante e classico le permise di ottenere l'ingresso all'Académie Française nel 1991. 

\Carrero-Blanco, Luis (Santoña, Santander 1903-Madrid 1973) Ammiraglio e politico spagnolo. Di ideologia franchista, divenne capo del governo nel giugno 1973. Fu assassinato dai separatisti baschi dell'ETA. 

\carrétta, sf. 1 Piccolo carro a due ruote per trasporto di roba. tirare la carretta, svolgere un lavoro faticoso e poco gratificante. 2 Nave da carico, in genere vecchia e lenta, non adibita a regolari servizi di linea. 3 Qualsiasi mezzo di trasporto vecchio e malandato. ~ catorcio. 
  dimin. di carro

\carrettàta, sf. Quantità di merce che può essere trasportata su di una carretta o su di un carro. ~ caterva, mucchio. <> manciata, pugno. 

\carrettèlla, sf. Battuta fuori copione che l'attore pronuncia per accattivarsi il pubblico quando entra in scena. 

\carrettière, sm. 1 Chi conduce un carro. ~ birocciaio. 2 Uomo rozzo e volgare. ~ becero. <> raffinato. 
  franc. antico charretier, deriv. da charrette carretto. 

\carrettìno, sm. Piccolo carro a due ruote condotto a mano. 

\carrétto, sm. Piccolo carro a due ruote. 
  dimin. di carro. 

\Carretto delle mule, Il Commedia di G. B. Shaw (1929). 

\carrettóne, sm. 1 Carro funebre dei poveri. 2 Grosso carro a due ruote. 

\Carrey, Jim (1962-) Attore cinematografico statunitense. Interpretò The mask (1994), Batman returns (1995), The Truman Show (1998). 

\carriàggio, sm. 1 Carro per trasporto del bagaglio e delle vettovaglie usato nell'esercito. 2 Il bagaglio, le salmerie appartenenti a un esercito. 

\carrier, sm. invar. In informatica indica un segnale elettrico che viene elaborato da un modem per trasportare informazioni sulla rete telefonica. 

\carrièra, sf. 1 Professione, impiego, corso di studi. ~ curriculum. è una persona in carriera, che si dedica completamente a migliorare il proprio stato di lavoro. 2 Corsa. ~ velocità. <> lentezza. andare di gran carriera
  sf. career. 
  lat. carraria, strada dei carri. 

\Carriera del libertino, La Opera in tre atti di I. Stravinskij, libretto di W. H. Auden e Ch. Kallman (Venezia, 1951). 

\Carrièra, Rosàlba (Venezia 1675-1757) Pittrice. Tra le opere Autoritratto (prima metà del XVIII sec., Venezia, Galleria dell'Accademia) e Augusto III di Polonia (1711-1712, Vienna, Kunsthistorisches Museum). 

\Carrière, Eugène (Gournay-sur-Marne 1849-Parigi 1906) Pittore francese. Tra le opere Ritratto di Verlaine (1891, Parigi, Musée du Luxembourg). 

\carrierìsmo, sm. Smania di far carriera a tutti i costi. 

\carrierìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi cerca con ogni mezzo di far carriera. ~ ambizioso, arrampicatore. 

\Carrillo, Santiago (Gijón 1915-) Politico spagnolo. Fu segretario del Partito comunista dal 1960 al 1982. 

\Carrington, Richard Christopher (Chelsea 1826-Curt 1875) Astronomo inglese. Dimostrò che il Sole ha composizione gassosa studiando il movimento delle sue macchie. 

\carriòla, sf. 1 Piccolo carretto con una ruota e due stanghe che si spinge a mano. 2 Quantità di materiale che una carriola può contenere. 
  sf. wheelbarrow. 
  deriv. da carro. 

\carrìsta, sm. (pl-i) Soldato appartenente alla specialità di fanteria su carri armati. 

\carrìsti Termino polemico con cui vennero designati i socialisti italiano che non condannarono la repressione della rivoluzione ungherese del 1956 da parte dei carri armati sovietici. 

\Càrro Comune in provincia di La Spezia (677 ab., CAP 19012, TEL. 0187). 

\càrro, sm. 1 Veicolo a ruote impiegato per trasportare merci o persone, trainato da animali o con motore. ~ biroccio, calesse. 2 Quantità di materiale trasportato da un carro. 3 Nome delle costellazioni boreali dell'Orsa Maggiore e dell'Orsa Minore. 
  sm. 1 wagon, cart. 2 (armato) tank. 3 (attrezzi) breakdown van. 
  lat. carrus. 
Noti fino dalla civiltà mesopotamica nel IV millennio a. C., i primi carri avevano ruote piene; verso il 2000 a. C. furono introdotte le ruote a raggi e si impiegò il cavallo; in seguito venne utilizzato in guerra. Fu molto diffuso nell'impero romano (biga). 

\càrro armàto, loc. sost. m. Veicolo da guerra corazzato e cingolato, sovrastato da una torretta armata, capace di spostarsi velocemente su tutti i tipi di terreno. Nati in Gran Bretagna (tank), il loro peso varia dalle 15 t dei carri leggeri alle oltre 50 t dei carri pesanti. Venne impiegato per la prima volta nel 1916. 

\Carro fantasma, Il Film drammatico, francese (1939). Regia di Julien Duvivier. Interpreti: Marie Bell, Pierre Fresnay, Louis Jouvet. Titolo originale: La charette fantôme 

\carròbbio, sm. Incrocio di strade. 

\carròccio, sm. Carro da guerra degli antichi comuni italiani, di cui simboleggiava la libertà. 

\Carròdano Comune in provincia di La Spezia (569 ab., CAP 19020, TEL. 0187). 

\Carroll, Lewis (Daresbury, Cheshire 1832-Guildford, Surrey 1898) Pseudonimo dello scrittore inglese Charles Lutwidge Dodgson. Fu matematico, fotografo e pastore anglicano. La fama gli venne dalle opere per ragazzi. Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie (1865) è un classico della non-sense. Il racconto narra le avventure sognate da una bambina. La storia continua in Attraverso lo specchio (1871). 

\Carroll, Paul Vincent (Dundalk 1900-Bromley, Kent 1968) Autore di teatro irlandese. Porta in scena temi di carattere morale. Tra le opere, L'ombra e la sostanza (1937) e Il corsiero bianco (1939). 

\carropónte, sm. (pl. carripónte) Macchina usata negli stabilimenti per sollevare e traslare grossi carichi. 

\Carròsio Comune in provincia di Alessandria (474 ab., CAP 15060, TEL. 0143). 

\carròzza, sf. 1 Vettura per persone a quattro ruote con o senza matrice, trainata da cavalli. ~ cocchio. 2 Veicolo ferroviario destinato al trasporto di persone. ~ vagone. 
  sf. coach, carriage. 
  deriv. da carro. 
Nel Quattrocento si diffusero i primi cocchi in Italia, dove a Ferrara nel 1534 nacquero le prime fabbriche per la loro costruzione, per diffondersi successivamente in tutta l'Europa. Ne furono costruiti vari modelli: a quattro posti, o berlina, a due posti, o coupé, aperti, o landau. 

\carrozzàbile, agg. Che può essere percorso da carrozze o da autoveicoli. ~ rotabile. 

\carrozzàio, sm. Chi fa o ripara carrozze. 

\carrozzàre, v. tr. Fornire di carrozzeria un veicolo. 

\carrozzèlla, sf. 1 Vettura pubblica a cavalli, a Roma e a Napoli. ~ calesse. 2 Piccolo veicolo per invalidi, mosso a mano o da un motore. 

\carrozzerìa, sf. 1 Parte dell'automobile che serve a sostenere e ricoprire le parti meccaniche destinate al moto e alla trazione e a ospitare i viaggiatori. 2 Officina dove vengono costruite o riparate carrozze o carrozzerie. 
  sf. 1 (aut.) bodywork, coachwork. 2 (officina) body shop, coachbuilder's workshop. 
  deriv. da carrozza

\carrozzière, sm. 1 Carrozzaio. 2 Chi costruisce o ripara carrozzerie. 
  sm. coachbuilder. 
  deriv. da carrozza. 

\carrozzìna, sf. Specie di lettino, su due ruote spinto a mano per il trasporto dei neonati. 
  sf. pram. 

\carrozzìno, sm. Vettura leggera a due ruote a uno o due posti. 

\carrozzóne, sm. 1 Grossa vettura trainata da animali o a motore che può anche servire da abitazione. 2 Furgone in dotazione alla polizia per il trasporto di detenuti. 3 Carro funebre. 4 Vettura ferroviaria o tranviaria. 5 Ente o complesso di enti, specie di natura pubblica, gestito in modo da recare vantaggi indebiti a chi partecipa alla gestione o ne gode i favori. 

\Carrù Comune in provincia di Cuneo (3.957 ab., CAP 12061, TEL. 0173). 

\carrùba, sf. 1 Frutto del carrubo. 2 Carabiniere. 

\carrubèto, sm. Terreno coltivato a carrubi. 

\carrùbo, sm. Angiosperma (Ceratonia siliqua) della famiglia delle Papilionacee e dell'ordine delle Rosali. Albero sempreverde originario dell'Asia, i suoi frutti sono ricchi di zuccheri. 

\carrùcola, sf. Macchina elementare adibita al sollevamento di pesi, composta da una ruota lignea o metallica dotata di gola, rotante attorno a un perno centrale, nella quale scorre una corda o una catena per la trazione. Una carrucola può essere fissa, quando la staffa che sostiene il perno è ancorata a un supporto stabile (come una trave, una parete ecc.) e uno dei due capi della fune viene agganciato all'oggetto da sollevare, mobile, se la staffa viene agganciata al peso da sollevare e un'estremità della fune a un supporto stabile, o mista. In quest'ultimo caso, vengono normalmente utilizzate almeno due carrucole, delle quali per lo meno una mobile e l'altra fissa. ~ argano, paranco. 

\carrùggio, sm. Tipico vicolo angusto ligure. 

\Carseolàni Catena montuosa dell'Appennino Abruzzese. Vetta più elevata il Monte Navegna (1.506 m). 

\càrsico, agg. (pl. m.-ci) 1 Del Carso. 2 Si dice di terreni calcarei che, per dissoluzione, assumono caratteristiche forme di erosione, superficiali e sotterranee. 

\carsìsmo, sm. Fenomeno pertinente ad acque che contengono anidride carbonica la quale corrode il carbonato di calcio originando bicarbonato solubile che deposita incrostazioni. È derivato dall'azione delle acque meteoriche che disgregano la roccia calcarea originando stalattiti, stalagmiti e cortine nelle grotte sotterranee. Il carso è arido in superficie, mentre sono frequenti i crepacci e le buche circolari (doline); nel sottosuolo sono spesso presenti dei fiumi. 

\Càrso Altopiano delle Prealpi Giulie, tra Istria, Slovenia e Venezia Giulia. La zona è scoscesa, con varie doline prodotte da corrosione, molte sono le caverne; le più note sono quelle di San Canziano e di Postumia. Sul Carso avvennero cruenti scontri nel corso della prima guerra mondiale tra italiani e austro-tedeschi (battaglie dell'Isonzo). 

\Carsòli Comune in provincia di L'Aquila (5.068 ab., CAP 67061, TEL. 0863). 

\Carson Sink Lago degli USA, nel Nevada occidentale. 

\Carson, Christopher détto Kit (Madison 1809-Fort Lyon 1868) Cacciatore statunitense. Esplorò la California e le Montagne Rocciose. 

\càrta, sf. 1 Sostanza cellulosica fibrosa in forma di pasta riducibile in fogli più o meno sottili. 2 Documento. ~ foglio. 3 Scritto, pagina. 4 Rappresentazione grafica, riprodotta in scala e secondo simboli convenzionali di una parte o tutta la superficie terrestre. 5 Cartoncino rettangolare per giochi da tavolo su cui sono impressi segni e figure convenzionali. 6 Insieme di cambiali. 
  sf. 1 paper. 2 (ristorante) menu. 3 (geogr.) plan, map. 4 (documento) card. 5 (assorbente) blotting paper. 
  lat. charta foglio di papiro, dal greco chàrtes. 
La materia prima da cui si ottiene la carta è ricavata in particolare dal legno. Nota ai cinesi nel II sec. a. C., nel XII sec. fu introdotta in Europa tramite gli arabi. In Italia la prima città in cui fu utilizzata fu Bologna. La produzione fu agevolata dall'invenzione della macchina continua (a opera del francese Louis Robert, 1798) per soddisfare la richiesta da parte dell'industria della stampa. 
Carta autocopiante 
All'interno vi è un liquido che reagisce con le sostanze del foglio per riprodurre lo scritto. 
Carta carbone o cartacarbone 
Foglio sottile, pigmentato da un lato per trasferire il colore al foglio sottostante. 
Carta celeste 
Raffigurazione sul piano di tutta la sfera celeste, attraverso l'utilizzo di tecniche simili a quelle impiegate per la cartografia geografica; vengono raffigurate le stelle, in relazione alla loro magnitudine e le coordinate equatoriali. 
Carta cianografica e carta eliografica 
Carta ricoperta da sostanze fotosensibili impiegata per la riproduzione di disegni. 
Carta da filtro 
È una carta non collata che arrestando i corpi solidi permette il passaggio del liquido. 
Carta fotografica 
Ricoperta di sostanze che ne permettono l'impressione da parte della luce, diventa copia positiva della fotografia. 
Carta logaritmica 
È carta millimetrata ma che riporta scale logaritmiche sul lato verticale e su quello orizzontale. 
Carta millimetrata 
Reca stampati dei quadrati con lato di lato di 1 mm. 
Carta patinata 
Ha un aspetto liscio e uniforme; si impiega per periodici o libri illustrati poiché migliora notevolmente la qualità delle immagini. 
Carta stellare 
Carta che ripropone una parte della sfera celeste, in un modo simile a quello che appare a un osservatore con telescopio; le stelle vengono individuate attraverso le loro coordinate equatoriali, ossia la loro declinazione e l'ascensione retta. 
Originariamente questa carte erano compilate a mano, mentre oggigiorno si ricavano dalle fotografie effettuate direttamente dal cielo attraverso telescopi Schmidt o astronavi. Il moderno Palomar Sky Atlas, realizzato dall'osservatorio di monte Palomar, raggruppa tutti gli oggetti celesti del cielo boreale fino alla ventesima magnitudine. 
Carta velina 
È impiegata nell'imballaggio di oggetti; è sottile ma resistente. 

\Càrta delle Nazióni Unìte Denominazione dello statuto delle Nazioni Unite firmato il 26 giugno 1945 da cinquanta nazioni. 

\Carta è stanca, La Saggio di G. Ceronetti (1976). 

\cartacarbóne, sf. (pl. cartecarbóne) Carta leggera con patina colorata o nera a base di cera, oli vegetali e colori all'anilina, che si interpone tra fogli per ottenere più copie di uno scritto. 
  sf. carbon paper. 

\cartàccia, sf. (pl.-ce) 1 Carta straccia. 2 Carta da gioco senza valore. 
  sf. waste paper. 

\cartàceo, agg. Di carta. 

\Cartagena (Colombia) Città della Colombia (530.000 ab.), capoluogo del dipartimento di Bolívar. Porto fra i più importanti del Sudamerica, sul mar delle Antille. Centro industriale (prodotti elettromeccanici, chimici, alimentari, calzaturifici, industrie petrolchimiche e tessili), punto di arrivo dell'oleodotto esteso all'interno del paese per circa 600 km e dell'esportazione di petrolio, caffè, cotone, tabacco e caucciù. Fondata dagli spagnoli (Pedro de Heredia) che, nel 1533, ne fecero un'importante roccaforte, venne più volte contesa da inglesi e francesi. Ottenne l'indipendenza dalla dominazione spagnola nel 1821 grazie a Simón Bolívar. Vi si trovano resti di mura spagnole, la fortezza di San Felipe de Barajas, il convento della Popa del XVII sec., la chiesa di Santo Domingo costruita tra il XVI e il XVII sec., la chiesa gesuita di San Juan de Dios e una famosa università. 

\Cartagena (Spagna) Città della Spagna (176.000 ab.), nella provincia della Murcia. Base militare è un buon porto commerciale. Centro industriale (prodotti tessili, chimici e metallurgici) e turistico. Fondata nel 211 a. C. da Asdrubale; fu occupata dai romani (Carthago Nova). Scipione l'Africano la conquistò nel 209 a. C. e grazie all'estrazione di oro e argento, diventò un importante porto. Nel 425 venne invasa e saccheggiata dai goti e quindi ricostruita dagli arabi. Entrò a far parte del dominio aragonese nel 1269 e successivamente passò sotto il regno spagnolo. Vi si trova la cattedrale in stile gotico di Santa Maria la Vieja del XIII sec. 

\Cartàgine Colonia fenicia sul golfo di Tunisi, fondata nell'814 a. C., in posizione assai importante al centro dei traffici del Mediterraneo. Si scontrò prima con i greci della Magna Grecia e successivamente con Roma. Nel corso delle guerre puniche fu rasa completamente al suolo nel 146 a. C. Ricostruita, fu colonia romana e paleocristiana. In seguito, fu preda dei barbari (439), poi dei bizantini (533) e degli arabi (698). 

\cartaginése, agg. e sm. agg. e sm. 1 Riferito Cartagine. 2 Abitante o nativo di Cartagine. 
sm. Linguaggio parlato dai punici. 

\cartaglòria, sf. Tabella, che un tempo veniva disposta attorno all'altare di una chiesa, su cui sono riportate alcune parti fisse della messa o altre formule o preghiere (ad es. l'inno Gloria in excelsis Deo). 

\Cartago Provincia (360.000 ab.) del Costa Rica. Territorio montuoso. 

\cartàio, sm. 1 Fabbricante o venditore di carta. 2 Operaio addetto alla fabbricazione a mano della carta. 3 Giocatore che mescola e distribuisce le carte. 

\càrtamo, sm. Nome italiano del Carthamus tinctorium pianta erbacea ornamentale che nasce spontanea dei terreni non coltivati delle zone mediterranee. ~ zafferano bastardo. 

\cartamodèllo, sm. (pl. cartamodèlli) Modello tagliato in carta, per l'esecuzione di un indumento. 

\cartamonéta, sf. (solo sing.) Moneta cartacea. ~ banconota. 
  sf. paper money. 

\Cartan, Elie (Dolomieu 1869-Parigi 1951) Matematico francese. Contribuì alla topologia, alla teoria dei gruppi e alla geometria differenziale. 

\cartapècora, sf. (pl. cartapècora) Pergamena animale. 
  sf. parchment. 

\cartapésta, sf. (pl. cartapéste o cartepéste) Impasto di carta con collanti e gesso, fatto essiccare e colorato, usato per la fabbricazione di bambole, pupazzi e giocattoli in genere. 
  da carta pesta, p.p. apocopato di pestare

\cartàrio, agg. Che riguarda la fabbricazione della carta. 

\cartastràccia, sf. (pl. cartestràcce) 1 Carta di cattiva qualità, utile solo per fare pacchi. 2 Carta usata, da macero.

\cartàta, sf. Quantità di roba che può essere contenuta il un foglio di carta. 

\cartavelìna, sf. Carta sottilissima per incartare e proteggere oggetti delicati. 

\cartavetràre, v. tr. Pulire o lisciare una superficie con cartavetrata; carteggiare. ~ scartavetrare. 

\carteggiàre, v. intr. 1 Tenere corrispondenza con qualcuno. 2 Levigare con carta vetrata. 3 Nel gergo marinaresco eseguire il carteggio. 

\carteggiatùra, sf. Atto, effetto del carteggio. 

\cartéggio, sm. 1 Il corrispondere per lettera. ~ epistolario. 2 Il complesso dei calcoli fatto sulle carte nautiche. 
  sm. correspondence. 
  deriv. da carteggiare. 

\Carteggio Epistole di V. Colonna (postuma 1889-1901). 

\càrtel (teatri del) Gruppo costituito dai teatri diretti dai quattro registi G. Baty, C. Dullin, L. Jouvet e G. Pitoëff nel 1927. 

\cartèlla, sf. 1 Foglio recante scritte, specialmente a stampa, con varie funzioni. ~ fascicolo. cartella clinica, contiene descritto lo stato di salute del paziente. 2 Foglio dattiloscritto su una sola facciata, da mandare in tipografia per la composizione. 3 Documento, certificato di credito. ~ titolo. 4 Tabella variamente incorniciata, inserita in un'opera di architetture, scultura o pittura. 5 Custodia di vario materiale per fogli, libri, fascicoli e simili. ~ raccoglitore. 
  sf. 1 card. 2 (custodia di cartone) folder. 3 (custodia di pelle o cuoio) briefcase, portfolio. 4 (clinica) case history. 5 (scolastica) schoolbag, satchel. 
  dimin. di carta

\cartellìna, sf. Carta robusta o cartone sottile per contenere fogli. 

\cartellìno, sm. 1 Foglietto applicato sulle bottiglie o sui barattoli per indicarne il contenuto. ~ talloncino. 2 Modulo, scheda. ~ etichetta. cartellino di identificazione. 3 Documento fatto firmare agli atleti dai sodalizi sportivi, per vincolarli ai loro colori per una o più stagioni. 
  sm. nameplate, ticket. 
  dimin. di cartello

\cartellìsta, sm. (pl. m.-i) Chi fa parte di un cartello economico o politico. 

\cartèllo, sm. 1 Avviso scritto o stampato a caratteri ben visibili su cartone, legno o metallo, per comunicazioni al pubblico. ~ manifesto. cartello pubblicitario; artista di cartello, famoso per cui in genere il nome viene stampato a grossi caratteri. 2 Insegna posta sopra i negozi per indicare il nome del proprietario e il tipo di merce che si vende. ~ indicazione. 3 Imputazione diffamatoria scritta affissa in pubblico. ~ affisso. 4 Scritta che i condannati alla berlina portavano appesa la collo. 5 Accordo tra le imprese dello stesso ramo produttivo tendente a limitare la concorrenza. ~ convenzione. il cartello delle compagnie petrolifere. 6 Stretta alleanza tra forze affini. cartello dell'opposizione 
  sm. 1 sign. 2 (pubblicitario) poster. 3 (stradale) road sign. 
  deriv. da carta

\cartellóne, sm. 1 Grande e vistoso manifesto pubblicitario. ~ poster. 2 Tabella coi 90 numeri della tombola, per riscontro dei numeri usciti. 3 Programma degli spettacoli rappresentati da una compagnia teatrale durante una stagione. ~ repertorio. tenere il cartellone, di spettacoli che riscuotono un buon successo di pubblico. 
  sm. placard, poster. 
  accresc. di cartello

\cartellonìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi dipinge cartelloni pubblicitari. 

\cartellonìstica, sf. L'arte del cartellonista. 

\carter, sm. Involucro metallico per la protezione di ingranaggi. 

\Carter, Howard (Shaffham 1873-Londra 1939) Egittologo inglese. Esplorò la Valle dei Re in collaborazione con lord Carnarvon e nel 1922 scoprì la tomba di Tutankhamon. 

\Carter, Jimmy (Plains 1924-) Trentanovesimo presidente democratico degli Stati Uniti dal 1976 al 1980. Sostenne i negoziati di pace tra Egitto e Israele (Camp David, 1978). Affrontò l'invasione sovietica dell'Afghanistan, la crisi iraniana e una forte crisi economica statunitense. 

\Cartèri, Rosànna (Verona 1930-) Soprano italiana. Dotata di una voce chiarissima e dolce, ha iniziato la sua carriera a Roma nel 1949 col Lohengrin. Il suo repertorio ha spaziato dalle opere di G. Puccini a quelle di G. Verdi, I. Pizzetti e S. Prokofev. 

\cartesiàno, agg. e sm. agg. 1 Di Cartesio. metodo cartesiano. 2 Razionale, evidente, chiaro. ~ logico. mentalità cartesiana. 3 Detto di un sistema particolare di assi di riferimento ( coordinate). 
sm. Seguace della filosofia di Cartesio. 

\Cartèsio, Renàto (La Haye 1596-Stoccolma 1650) Matematico e filosofo francese (René Descartes). Cartesio (Cartusius) nacque il 31 marzo 1596 a La Haye, in Turenna. Nel 1605 entrò al College Royal Henri IV a La Flèche, retto dai gesuiti, per seguire i corsi di letteratura e di filosofia. Studierà in questo collegio, una delle più celebri scuole d'Europa, sino al 1613. In questa scuola ricevette una duratura formazione intellettuale e morale. La filosofia veniva insegnata secondo gli schemi classici della disputa per sillogismi, stimolando, con interminabili controversie su ogni argomento, l'antagonismo fra gli allievi e l'individualismo. Il giovane Descartes, individuato subito come allievo eccezionale, fu sempre molto libero e molto curato, sia per il suo talento che per la sua debole salute. Nella scuola poté studiare anche dottrine altrove proibite quali la magia, l'alchimia, la mnemotecnica e l'evoluzione dell'astronomia. Questa scuola sviluppò in Descartes l'amore per la scienza e per la libertà individuale, un orgoglioso senso di sé, il rispetto per le autorità protettrici della scienza libera, un notevole senso politico e abilità diplomatica. In anni successivi, Descartes rifiuterà questa educazione, respingendo come inutile tutta la cultura scolastica appresa, ma conserverà sempre una grande devozione verso i suoi maestri. Nel 1616 Descartes si laureò in diritto all'università di Poitiers. Nello stesso anno ci fu il primo scontro tra Galileo e l'Inquisizione. Nel 1618 si arruolò in Olanda nell'esercito di Maurizio di Nassau. Intanto a Breda, conobbe Isaac Beeckman che lo stimolò agli studi di fisica. Proprio a lui Descartes dedicò il suo Compendium musicae che uscirà postumo nel 1859. Nel 1619 fece progetti per opere fisico-matematiche. In questo anno si arruolò nell'esercito di Massimiliano di Baviera. Il 10 novembre a Ulm secondo i suoi racconti ebbe un'illuminazione intellettuale relativa al modo di fondare una scienza universale completamente rinnovata, caratterizzata da un metodo. Tra il 1620 e il 1625, lasciato l'esercito, intraprese una serie di viaggi tra cui uno anche in Italia. Nel 1625 rientrò a Parigi dove rimase fino al 1628. In questi anni divenne molto amico del padre Marin Mersenne, teologo e scienziato, che diffuse l'opera di Galileo in Francia. Nel 1627 conobbe il cardinal Pierre de Bérulle, fondatore della Congregazione dell'Oratorio. Nell'autunno partì per l'Olanda, dove risiederà sino al 1649. Nel 1628 fece un breve viaggio in Bretagna, dove poté rivedere Beeckman.
In questo periodo compose la sua più importante opera metodologica, le Regole per la guida dell'intelligenza (Regulae ad directionem ingenii), scritta in un vasto lasso di tempo (tra il 1619 e il 1628), rimasta incompiuta e pubblicata postuma nel 1671. In questa opera esprime il concetto di unità della scienza, mostrando come tutte le scienze siano collegate tra loro. Il metodo scelto e indicato come più idoneo ad acquisire la scienza totale sta proprio nelle scienze più semplici e più certe quali le matematiche. Nella regola II, sotto l'influenza di Galileo, scrisse che le fonti della nostra conoscenza sono l'esperienza e la deduzione. In seguito, nella regola III, indicò come vie infallibili per il sapere, in primo luogo, l'intuito, cioè la percezione immediata ed evidente di una verità semplice e in seguito la deduzione per passare da una intuizione a un'altra. Il problema era però quello di un metodo per condurre correttamente le deduzioni. Descartes indicò come soluzione l'attenersi alle regole di ogni corretto ragionamento matematico: partire da premesse certe, dividere tutte le questioni nelle parti più elementari, condurre con ordine i propri pensieri fino alla formazione di una catena di deduzioni sicura e immediata come un'intuizione semplice. Il metodo dunque consiste nell'unificare i criteri di ricerca nei diversi campi adeguandoli al modello più perfetto e sicuro delle ricerche matematiche. Nel 1629 Descartes terminò un Trattato di metafisica, a noi non pervenuto, e scrisse Le Monde, un traité de la lumière, un'opera di fisica incompiuta che non pubblicherà per paura di incorrere nella condanna dell'Inquisizione. In questa opera egli espone la propria concezione del mondo fisico. Partendo dal presupposto che il mondo abbia origine da principi assolutamente semplici e che sia intelligibile in base ai concetti più semplici egli presenta la sua teoria del mondo fisico come una pura ipotesi derivante dalla logica stessa della costruzione teorica a modello matematico. Certo rimane il problema di verificare il fondamento esistenziale della costruzione fisica, ma questo appartiene alla metafisica. Nel 1632 ebbe inizio il processo a Galileo in seguito alla pubblicazione del Dialogo sui massimi sistemi. Galileo dovette ritrattare le sue tesi sul movimento della terra. Nel 1635 Descartes ebbe una figlia, Francine. 
Nel 1637 a Leida uscì il Discours de la méthode pour biene conduire sa raison et chercher la veritè dans le sciences, plus la dioptrique, les météores et la géometrie qui sont des essais de cette méthode (Discorso sul metodo..., la Geometria, la Diottrica, le Meteore). Questo libro, redatto in francese perché destinato al grande pubblico, fu il primo dato alle stampe. In questa opera egli respinge tutta la cultura scolastica assimilata nel collegio de La Flèche, attaccando la filosofia, la letteratura, la teologia, l'alchimia, la magia ecc. Il problema principale secondo Cartesio consiste nel saper attingere una solida verità, funzionale alle esigenze del presente e non nell'apprendere discipline raffinate ma di scarsa utilità. Nello stesso anno pubblicò la sua principale opera matematica, la Geometria, insieme al Discorso sul metodo e altri due saggi, la Diottrica e le Meteore. La Geometria è un saggio difficile, molto meno chiaro e nitido di tutte le altre opere, forse proprio perché egli ne volle fare un libro per soli iniziati. L'opera è divisa in tre parti, in ciascuna delle quali vengono distinte le enunciazioni e i risultati teorici dalle dimostrazioni geometriche. Il maggior problema per Cartesio fu quello di liberare l'algebra dalle rappresentazioni geometriche alle quali era legata e legarla a rappresentazioni più semplici. Il primo libro è dedicato alla risoluzione lineare delle equazioni aritmetiche. La seconda parte si occupa delle linee curve e la terza delle sezioni coniche. L'intento di Descartes era quello di mostrare che, disponendo dei primi due o tre termini di una progressione aritmetica o geometrica, è possibile trovare facilmente gli altri, cioè dimostrare tramite le equazioni, l'esistenza di un ordine razionale nella realtà. Ancora nel 1637, Cartesio inviò a Huyghens il suo Traité de mécanique (Trattato di meccanica) e preparò un Compendio di medicina (Abrégé de médecine). Nel 1640 scrisse le Meditazioni. Nello stesso anno, dopo l'attacco del gesuita padre Bourdin contro Descartes, venne proibito nei collegi dei gesuiti in Francia l'insegnamento delle teorie cartesiane. Nel 1641 Cartesio pubblicò le Meditazioni sulla filosofia prima, in cui si dimostrano l'esistenza di Dio e l'immortalità dell'anima. Attorno a quest'opera si accese la più grande disputa del secolo: intervennero con le Obiezioni, che poi andranno ad arricchire l'opera insieme alle Risposte dell'autore, il teologo scolastico olandese Caterus, il gruppo di matematici e fisici di Mersenne, il caposcuola dei giansenisti di Port-Royal, Antoine Arnauld, i due massimi rappresentanti del materialismo seicentesco, Gassendi e Hobbes, e molti altri filosofi e scienziati. Con Gassendi Cartesio ebbe uno scambio di lettere, proprio su questo argomento, che verranno pubblicate nel 1642 a Parigi in francese e in una seconda edizione ad Amsterdam. In questo periodo morì Francine, la figlia di Cartesio. Nel 1643 ebbe inizio l'amicizia tra Cartesio e la principessa Elisabetta del Palatinato.
Nel 1644 vennero pubblicati, ad Amsterdam e nel 1647 in francese a Parigi, i Principia philosophiae, in quattro libri, opera nella quale Cartesio riunì la metafisica, la fisica e tutta la somma del suo sapere. Il pensiero metafisico di Descartes in questa opera non era diverso da quello già esposto nelle Meditazioni. Al centro delle riflessioni sui principi primi della realtà c'è la meditazione solitaria di un uomo su sé stesso. Dei propri studi classici egli salva la morale stoica del dominio sapiente delle passioni e l'invito all'introspezione. Descartes cercò di trovare tra tutte le proprie conoscenze, quelle che fossero completamente esenti da dubbi e trovò che l'unica verità assoluta consiste nell'associazione dell'esistenza al pensiero: cogito ergo sum, "io penso e, in quanto tale, sono". Partendo da questo presupposto e dimostrando l'esistenza di un Dio perfetto (poiché gli uomini possono concepire qualcosa di superiore e perfetto, deve assolutamente esistere un essere perfetto), si può arrivare alla dimostrazione dell'esistenza dei corpi. Descartes definì Dio come ciò di cui non si può pensare nulla di più perfetto e, in quanto tale, Egli non ci può ingannare e quindi tutto ciò che ci viene da Lui mostrato, tramite il criterio dell'evidenza, deve essere vero (visto quel che era successo a Galileo, Cartesio si accinse a dimostrare che il suo sistema poteva provare l'esistenza di Dio persino meglio delle "vecchie" filosofie, aristotelico-tomistiche; e riuscì nell'impresa di far accettare il suo sistema nella cattolicissima Francia!).
Il 23 novembre 1646 Descartes scrisse un'importante lettera sull'intelletto al marchese di Newcastle, nella quale espresse la propria idea sulla differenza uomo-animale: l'unica diversità consiste nel fatto che l'uomo è dotato del linguaggio. Tale argomento era già stato ampiamente trattato da Descartes nel suo Trattato sull'uomo, uscito dopo la morte di Cartesio in latino nel 1662 e in francese due anni dopo. In questa opera egli sviluppò una delle sue teorie destinate ad avere maggiore eco: gli animali sono semplici automi e anche l'uomo, fisicamente considerato, è una macchina, salvo restando il carattere non materiale dell'anima razionale o mente. Cartesio al momento di passare alla descrizione dell'anima razionale distinta dal corpo interruppe la composizione del trattato. Nel 1647 l'università di Leida proibì lo studio delle dottrine di Cartesio. Nel 1649 la regina Cristina di Svezia lo invitò a Stoccolma per elaborare un progetto di istituzioni culturali. Nel novembre di questo anno uscirono a Parigi Les Passions de l'âme (Le passioni dell'anima), ultima opera edita in vita da Cartesio, nella quale egli prende in considerazione la medicina e la morale, discipline per lui intimamente collegate. L'11 febbraio 1650 Réné Descartes morì, a Stoccolma. Nel 1701 venne pubblicato ad Amsterdam il dialogo La recherche de la verité par la lumière naturelle, composto molto probabilmente negli ultimi anni di vita del filosofo. 

\cartevalóri, o carte-valóri, sf. pl. L'insieme dei documenti di carta direttamente rappresentativi di valori: monete, divise, assegni, titoli, ecc. 

\Cartier, Jacques (Saint-Malo 1491-1557) Navigatore francese. Esplorò a lungo il Canada dando inizio alla colonizzazione francese; nel 1535 e 1536 scoprì il fiume e il golfo San Lorenzo. 

\cartièra, sf. Stabilimento dove si fabbrica la carta. 
  sf. paper mill. 

\Cartier-Bresson, Henry (Chanteloup, Seine-et-Marne 1908-L'Isle-sur-la-Sorgue 2004) Fotografo francese. Noto come un maestro della fotografia. Iniziò a fotografare nel 1931, nel 1933 espose la sua prima mostra personale, in seguito, presentò numerose importanti mostre. Nel 1936 fu assistente del regista Jean Renoir. Nel 1947 fondò l'agenzia Magnum insieme all'ungherese Robert Capa, allo svizzero Werner Bischof e all'americano David "Chim" Seymour. Effettuò viaggi fotografici in India, Cina, Unione Sovietica, Stati Uniti d'America, Canada e Giappone. La sua tecnica si basa sulla capacità di visualizzare il risultato dell'immagine stampata e di aspettare il momento decisivo per l'effettuazione della ripresa. Il risultato deve essere un'immagine spontanea e allo stesso tempo accuratamente inquadrata. È considerato un maestro della fotografia di reportage. Ha pubblicato numerosi libri fotografici di grandissimo successo, tra i quali si citano Images à la sauvette (1952), Les Européens (1955), D'une Chine à l'autre (1955), Danses à Bali (1960), Vive la France (1970). Le sue fotografie sono comparse sulle riviste di tutto il mondo. 

\Cartigliàno Comune in provincia di Vicenza (3.396 ab., CAP 36050, TEL. 0424). 

\cartìglio, sm. 1 Raffigurazione di un rotolo di carta, in parte spiegato e recante iscrizioni, usato come elemento decorativo in pittura o scultura. 2 Striscia di carta. 

\Cartignàno Comune in provincia di Cuneo (177 ab., CAP 12020, TEL. 0171). 

\cartilàgine, sf. In medicina è il tessuto connettivale con funzione di sostegno nell'organismo umano; se ne distinguono tre tipi; la cartilagine ialina, senza fibre elastiche (trachea, bronchi, faringe e naso); la cartilagine elastica, ricca di fibre elastiche (padiglione auricolare); la cartilagine fibrosa, ricca di collagene (sinfisi pubica). 
  lat. cartilago,-inis. 

\cartilagìneo, agg. Di cartilagine. 

\cartilaginóso, agg. Cartilagineo. 

\cartìna, sf. 1 Involucro di carta contenente una sostanza medicinale o piccoli oggetti. 2 Foglietto di carta sottile in cui si avvoltola il tabacco trinciato per farne sigarette. 3 Piccola carta geografica. 4 Nel gioco delle carte, carta bassa di poco o nessun valore. 
  sf. (geogr.) map. 
  dimin. di carta

\cartìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) 1 Seguace del cartismo inglese. 2 Sostenitore della Carta di Pietro I in Portogallo. 

\Cartland, Barbara (Birmingham 1901-Hatfield 2000) Scrittrice inglese. Tra le opere Gioco di pazienza (1925) e Tentazione d'amore (1978). 

\cartocciàta, sf. Contenuto di un cartoccio. 

\cartòccio, sm. 1 Foglio di carta ravvolto per mettervi dentro qualcosa. ~ involto. 2 Carica di lancio per artiglieria. 3 Complesso delle brattee che avvolgono la pannocchia del granoturco. 4 Motivo ornamentale tipico dell'arte barocca. 5 Detto di cibo che per la cottura viene avvolto in carta oleata o in foglio di alluminio. 6 Tubo di vetro delle lampade a petrolio. 
  sm. 1 paper bag. 2 (a cono) cornet. 
  deriv. da carta

\Cartocéto Comune in provincia di Pesaro (5.664 ab., CAP 61030, TEL. 0721). 

\cartografìa, sf. Rappresentazione scientifica della superficie terrestre in forma di carte geografiche o simili; i dati per la realizzazione di queste carte provengono prevalentemente dai satelliti. Le metodiche prevedono varie tecniche di rappresentazione dette proiezioni cartografiche

\cartograficaménte, avv. Per mezzo della cartografia. 

\cartogràfico, agg. (pl. m.-ci) Che si riferisce alla cartografia. 

\cartògrafo, sm. Tecnico della cartografia. 

\cartogràmma, sm. (pl.-i) Rappresentazione cartografica che mostra la distribuzione di un dato fenomeno, preso a oggetto di studi. 

\cartolàio, sm. Chi vende oggetti di cancelleria. 
  sm. stationer. 
  lat. mediev. chartularius. 

\cartolàre, agg. e sm. agg. Riferito al diritto alla prestazione inserita in un titolo di credito per cui il possesso del titolo autorizza chiunque a pretendere la prestazione e viceversa la prestazione non è dovuta a chi non esibisce il titolo. 
sm. 1 Libro su cui lo scrivano doveva registrare le cose più importanti inerenti il viaggio della nave. 2 Custodia per fogli. 3 Cartella degli scolari. ~ registro. 

\cartolerìa, sf. Negozio del cartolaio. 
  sf. stationer's shop. 

\cartolibrerìa, sf. Negozio in cui si vendono articoli di cancelleria e anche libri, specialmente scolastici. 

\cartolìna, sf. 1 Cartoncino di varia forma, specialmente rettangolare, su cui si scrive e si invia per posta non chiuso in busta. cartolina precetto, comunica la chiamata alle armi. 2 Cartina per contenere medicinali. 
  sf. 1 postcard. 2 (postale) ready-stamped postcard. 
  dimin. di carta

\cartomànte, sm. e sf. Chi pretende di leggere nel futuro mediante la cartomanzia. 

\cartomanzìa, sf. Pretesa divinazione del futuro per mezzo di carte. 

\cartonàggio, sm. 1 Tutti i prodotti della lavorazione del cartone. 2 In pedagogia, lavoro manuale consistente nel fabbricare figure geometriche col cartone. 

\cartonàio o cartonàro, sm. Chi raccoglie carta e cartoni per rivenderli al macero o a fabbriche che li ricliclano.

\cartonàre, v. tr. Ricoprire o rilegare con cartone. 

\cartonàto, agg. Di cartone, rivestito di cartone. 

\cartoncìno, sm. 1 Sorta di cartone leggero e sottile. 2 Biglietto di cartone leggero, elegante, usato per partecipazioni, biglietti da visita o per corrispondenza. 

\cartóne, sm. 1 Strato spesso di materiale cellulosico o di fogli di carta compressi, che serve per fare scatole, cartelle e simili. 2 In pittura è il disegno preparatorio, eseguito su carta pesante di grandi dimensioni a chiaroscuro o a colori, prima della realizzazione definitiva dell'opera. 3 Scatolone. ~ contenitore. 
  sm. 1 cardboard. 2 (confezione) box, carton. 3 (animati) cartoons. 
Cartone animato 
Traduzione dell'inglese cartoon con significato di disegno animato. Si tratta di cinema di animazione in cui i soggetti vengono ripresi (animati) un fotogramma per volta. Tra i più grandi autori di questo tipo di cinema si rammentano S. Blackton, P. Sullivan, W. Disney. 

\cartonfèltro, sm. (pl. cartonfèltri) Materiale termoisolante per pareti interne costituito da strati di cartone e di feltro. 

\cartongèsso, sm. (pl. cartongèssi) Materiale termoisolante per pareti interne costituito da cartone ricoperto di gesso. 

\cartonifìcio, sm. Stabilimento per la fabbricazione di cartone. 

\cartonìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi disegna cartoni animati. 

\cartoon, sm. invar. 1 Nella tecnica pittorica, cartone. 2 Nella tecnica cinematografica, disegno animato. 

\Cartòsio Comune in provincia di Alessandria (817 ab., CAP 15015, TEL. 0144). 

\cartotèca, sf. 1 Raccolta di carte geografiche conservate in apposite custodie. 2 Schedario in genere. 

\cartotècnica, sf. Industria per la lavorazione della carta e la sua trasformazione in manufatti. 

\cartotècnico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Inerente alla lavorazione della carta e del cartone. 
sm. 1 Chi è addetto alla lavorazione di carte e cartoni particolari. 2 Chi confeziona oggetti di carta e affini. 

\cartùccia, sf. (pl.-ce) 1 Munizione per arma da fuoco portatile, composta dal bossolo di metallo o carta, carica di lancio, pallottola o pallini e capsula. è una mezza cartuccia, è persona di poche qualità. 2 Piccolo contenitore d'inchiostro che si inserisce in alcuni tipi di penne stilografiche per alimentarle. ~ refill. 3 Carta da gioco di valore scarso o nullo. 4 Filtro del carburatore o dell'olio nei motori a scoppio. 
  sf. cartridge. 
  franc. cartouche, dimin. di carte carta. 

\cartuccièra, sf. Tracolla o cintura o tasca di cuoio in cui si tengono le cartucce. 

\Cartùra Comune in provincia di Padova (4.101 ab., CAP 35025, TEL. 049). 

\Cartwright, Edmund (Marnham, Nottinghamshire 1743-Hastings 1823) Inventore britannico. Fu tra i primi costruttori di telai meccanici impiegando una macchina a vapore per il movimento automatico. Inventò nel 1790 una macchina cardatrice per pettinare la lana. 

\Carugàte Comune in provincia di Milano (10.814 ab., CAP 20061, TEL. 02). Centro industriale (prodotti meccanici). Vi si trova la villa Melzi d'Eril, del XV sec. Gli abitanti sono detti Carugatesi

\Carùgo Comune in provincia di Como (4.789 ab., CAP 22060, TEL. 031). 

\Carùnchio Comune in provincia di Chieti (876 ab., CAP 66050, TEL. 0873). 

\Carus, Karl Gustav (Lipsia 1789-Dresda 1869) Pittore. Tra le opere Notturno a Rügen (1820, Dresda, Gemäldegalerie). 

\carùso, sm. Ragazzo; in Sicilia garzone. 

\Carùso Passo (1.120 m) dell'Appennino Abruzzese, tra il Monte Sirente e i Monti Marsicani. 

\Carùso, Enrìco (Napoli 1873-Napoli 1921) Tenore. Si affermò al Metropolitan di New York, con la sua inconfondibile voce mediterranea. Fu eccelso interprete dell'opera verista. 

\Carver, Raymond (Clatskanie, Oregon 1938-Port Angeles 1988) Scrittore. Tra le opere Cattedrale (1983). 

\càrvi, sm. Nome volgare del Carum carvi pianta erbacea che è nota anche col nome di cumino di campo. 

\Càrvico Comune in provincia di Bergamo (3.923 ab., CAP 24030, TEL. 035). 

\Carvoeiro Promontorio del Portogallo, nella penisola di Peniche sull'oceano Atlantico. 

\Cary, Joyce (Londonderry 1888-Oxford 1957) Romanziere irlandese. Tra le opere La bocca della verità (1944) e Tranne il signore (1953). 

\Carzàno Comune in provincia di Trento (450 ab., CAP 38050, TEL. 0461). 

\càsa, sf. 1 Edificio suddiviso in piani e vani, adibito ad abitazione. ~ fabbricato. 2 Edificio con particolari funzioni. ~ palazzo. 3 La famiglia a cui uno appartiene. ~ focolare. 4 Stirpe, casato. ~ dinastia. 5 Ditta. ~ azienda. 6 Ciascuno dei dodici fusi astrologici che contengono, con il rotare della sfera celeste, le successive porzioni della fascia zodiacale. 7 Negli scacchi e nella dama, ciascuno dei sessantaquattro quadrati bianchi e neri, in cui è divisa la scacchiera. 8 Nel gioco del baseball, l'angolo di partenza e di arrivo del campo. 
  sf. 1 house, home; (essere in casa) to be at home. 2 (comm.) house, firm. 3 (famiglia) family. 4 (dinastia) dynasty. 5 (casetta) lodge.
  lat. casa. 
Casa di cura e di custodia 
Istituto che ospita i condannati a pena detentiva ma che sono soggetti a particolari regimi (tossicodipendenti, seminfermi mentali ecc). 
Casa di lavoro 
Istituto che ospita delinquenti abituali, professionali e per tendenza, dopo che hanno già scontato la pena detentiva e che devono sottostare a particolari misure di sicurezza. 

\Càsa Biànca Nome con cui è nota la residenza del presidente degli Stati Uniti. Iniziata nel 1792, terminata nel 1800 solo nel 1902 ha preso il nome attuale. Si identifica con la politica statunitense nel linguaggio diplomatico. 

\Casa Cuorinfranto Commedia di G. B. Shaw (1920). 

\Casa dalle sette torri, La Romanzo di N. Hawthorne (1851). 

\Casa d'altri Racconto di S. D'Arzo (1953). 

\Casa della vita, La Poesia in Ballate e sonetti di D. G. Rossetti (1881). 

\Casa dell'allegria, La Romanzo di E. Wharton (1905). 

\Casa di bambola Dramma di H. Ibsen (1879). L'opera affronta il problema della donna nella società borghese. Protagonisti sono Nora e Torvald Helmer, due estranei sposati da otto anni, secondo l'analisi di Nora, costretta a fare la moglie-bambola per tutto il tempo. Al contrario, la relazione tra Krogstad e Kristine Linde sembra suggerire un diverso modo di intendere il matrimonio, come rapporto tra uguali. L'opera presenta una fine caratterizzazione psicologica dei personaggi e, nonostante la presenza di meccanismi teatrali abbastanza prevedibili (ritrovamenti di lettere ecc.), è uno dei lavori di Ibsen più spesso rappresentati. 

\Casa di Bernarda Alba, La Dramma di F. García Lorca (1936). 

\Casa di tutte le nazioni Romanzo di Ch. Stead (1938). 

\Casa Howard Film drammatico, britannico (1992). Regia di James Ivory. Interpreti: Anthony Hopkins, Vanessa Redgrave, Emma Thompson. Titolo originale: Howards End 

\Casa Tellier, La Novella di G. de Maupassant (1881). 

\Casa verde, La Romanzo di M. Vargas Llosa (1966). 

\Càsa, Giovànni délla (Mugello 1503-Montepulciano 1556) Scrittore. Dopo aver preso gli ordini minori a Roma, divenne vescovo di Benevento nel 1544 e lo stesso anno nunzio a Venezia, dove partecipò all'istituzione del tribunale dell'Inquisizione. Fra le sue opere più famose il Galateo e le Rime

\Casablanca (cinema) Film drammatico, americano (1942). Regia di Michael Curtiz. Interpreti: Humphrey Bogart, Ingrid Bergman, Claude Rains. Titolo originale: Casablanca 

\Casablanca (geografia) Città (2.139.000 ab.) del Marocco, capoluogo della prefettura omonima. Porto, centro commerciale (esportazione di prodotti agricoli, di fosfati, di ferro e manganese) e industriale (prodotti alimentari, tessili, meccanici, chimici, petrolchimici, siderurgici e cementifici) sulla costa dell'oceano Atlantico. Nota nel medioevo con il nome di Anfa, venne distrutta nel 1468 dai portoghesi, che la ricostruirono nel 1515. Nel 1907 venne occupata dai francesi che la rilanciarono economicamente e, tra il 1913 e il 1934, vi costruirono il porto. Vi si trovano una moschea e l'università. 

\Casabòna Comune in provincia di Crotone (3.733 ab., CAP 88070, TEL. 0962). 

\Casacalènda Comune in provincia di Campobasso (2.804 ab., CAP 86043, TEL. 0874). 

\Casacanditèlla Comune in provincia di Chieti (1.415 ab., CAP 66010, TEL. 0871). 

\casàcca, sf. 1 Lunga giacca chiusa fino al collo in certe uniformi militari. 2 Specie di giacca a taglio dritto e piuttosto ampia. 3 Giubba dei fantini. 
  sf. 1 military coat. 2 (giubba) blouse. 

\casàccio, sm. 1 Caso malaugurato. 2 Nella locuzione a casaccio, in modo casuale, senza ordine. ~ a vanvera. 

\Casagiòve Comune in provincia di Caserta (15.250 ab., CAP 81020, TEL. 0823). Centro industriale (prodotti alimentari, metalmeccanici e farmaceutici). Gli abitanti sono detti Casagiovesi

\Casàl Cermèlli Comune in provincia di Alessandria (1.127 ab., CAP 15072, TEL. 0131). 

\Casàl di Prìncipe Comune in provincia di Caserta (18.499 ab., CAP 81033, TEL. 081). Centro agricolo (coltivazione di frutta e ortaggi) e della produzione della canapa. Gli abitanti sono detti Casalesi

\Casàl Velìno Comune in provincia di Salerno (4.464 ab., CAP 84040, TEL. 0974). 

\Casalànguida Comune in provincia di Chieti (1.197 ab., CAP 66031, TEL. 0872). 

\Casalàttico Comune in provincia di Frosinone (720 ab., CAP 03030, TEL. 0776). 

\Casalbeltràme Comune in provincia di Novara (673 ab., CAP 28060, TEL. 0321). 

\Casalbordìno Comune in provincia di Chieti (6.477 ab., CAP 66021, TEL. 0873). 

\Casàlbore Comune in provincia di Avellino (2.254 ab., CAP 83034, TEL. 0825). 

\Casalborgóne Comune in provincia di Torino (1.505 ab., CAP 10020, TEL. 011). 

\Casalbuòno Comune in provincia di Salerno (1.553 ab., CAP 84030, TEL. 0975). 

\Casalbuttàno ed Unìti Comune in provincia di Cremona (4.213 ab., CAP 26011, TEL. 0374). 

\Casalcipràno Comune in provincia di Campobasso (712 ab., CAP 86010, TEL. 0874). 

\Casaldùni Comune in provincia di Benevento (1.595 ab., CAP 82030, TEL. 0824). 

\casàle, sm. 1 Piccolo gruppo di case in campagna. 2 Nella campagna romana, casa rustica, isolata. 
  lat. tardo casalis. 

\Casàle Córte Cèrro Comune in provincia di Verbano-Cusio-Ossola (3.035 ab., CAP 28022, TEL. 0323). 

\Casàle Cremàsco-Vidolàsco Comune in provincia di Cremona (1.148 ab., CAP 26010, TEL. 0373). 

\Casàle di Scodòsia Comune in provincia di Padova (5.040 ab., CAP 35040, TEL. 0429). 

\Casàle Lìtta Comune in provincia di Varese (2.235 ab., CAP 21020, TEL. 0332). 

\Casàle Marìttimo Comune in provincia di Pisa (923 ab., CAP 56040, TEL. 0586). 

\Casàle Monferràto Comune in provincia di Alessandria (40.000 ab., 116 m, CAP 15033, TEL. 0142) sulle rive del fiume Po. Cereali, uva, vigneti; fiorenti le industrie dell'abbigliamento, chimiche, del cemento, dei laterizi, metalmeccaniche. Notevoli sono il castello (XV sec.), il duomo (XI-XII sec.), la chiesa di Santo Stefano (X sec.) e quella di San Domenico. Divenne libero comune per volere di Federico II nel XIII sec. Nel 1559 fu ceduto ai Gonzaga da Carlo I. In seguito fu dei Savoia. 

\Casàle sul Sìle Comune in provincia di Treviso (7.375 ab., CAP 31032, TEL. 0422). 

\Casalécchio di Rèno Comune in provincia di Bologna (34.503 ab., CAP 40033, TEL. 051). Centro agricolo (coltivazione di cereali, ortaggi e barbabietole) e industriale (prodotti alimentari, dei giocattoli, della gomma e meccanici). Gli abitanti sono detti Casalecchiesi

\Casaléggio Bòiro Comune in provincia di Alessandria (339 ab., CAP 15070, TEL. 0143). 

\Casaléggio Novàra Comune in provincia di Novara (766 ab., CAP 28060, TEL. 0321). 

\Casaleóne Comune in provincia di Verona (6.136 ab., CAP 37052, TEL. 0442). 

\Casalétto Ceredàno Comune in provincia di Cremona (974 ab., CAP 26010, TEL. 0373). 

\Casalétto di Sópra Comune in provincia di Cremona (393 ab., CAP 26014, TEL. 0373). 

\Casalétto Lodigiàno Comune in provincia di Lodi (1.668 ab., CAP 20090, TEL. 0371). 

\Casalétto Spartàno Comune in provincia di Salerno (1.905 ab., CAP 84030, TEL. 0973). 

\Casalétto Vàprio Comune in provincia di Cremona (1.071 ab., CAP 26010, TEL. 0373). 

\Casalfiumanése Comune in provincia di Bologna (2.587 ab., CAP 40020, TEL. 0542). 

\Casalgrànde Comune in provincia di Reggio Emilia (13.269 ab., CAP 42013, TEL. 0522). Centro agricolo (coltivazione di viti e grano) e industriale (prodotti alimentari, della ceramica, dell'edilizia e metallurgici). Gli abitanti sono detti Casalgrandesi

\Casalgràsso Comune in provincia di Cuneo (1.412 ab., CAP 12030, TEL. 011). 

\Casalincontràda Comune in provincia di Chieti (2.726 ab., CAP 66012, TEL. 0871). 

\casalìnga, sf. Donna di casa che si occupa solo delle faccende domestiche e familiari. ~ massaia. 
  sf. housewife. 

\casalìngo, agg. e sm. (pl. m.-ghi; f.-ghe) agg. 1 Di casa, domestico. ~ familiare. negozio di articoli casalinghi. 2 Tranquillo. ~ ritirato. <> mondano. non sono un tipo molto casalingo. 3 Semplice, tradizionale. ~ casereccio. 
sm. Al plurale, oggetti per la casa. 
  agg. 1 domestic, homely. 2 (fatto in casa) home-made. sm. pl. household objects, household articles. 
  deriv. da casale, attinente alla casa. 

\Casalìno Comune in provincia di Novara (1.504 ab., CAP 28060, TEL. 0321). 

\Casalmaggióre Comune in provincia di Cremona (13.168 ab., CAP 26041, TEL. 0375). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi, foraggi e cereali), dell'allevamento e industriale (prodotti alimentari, del legno e meccanici). Gli abitanti sono detti Casalaschi

\Casalmaiòcco Comune in provincia di Lodi (1.683 ab., CAP 20070, TEL. 02). 

\Casalmoràno Comune in provincia di Cremona (1.669 ab., CAP 26020, TEL. 0374). 

\Casalmòro Comune in provincia di Mantova (1.690 ab., CAP 46040, TEL. 0376). 

\Casalnocéto Comune in provincia di Alessandria (882 ab., CAP 15052, TEL. 0131). 

\Casalnuòvo di Monterotàro Comune in provincia di Foggia (2.370 ab., CAP 71033, TEL. 0881). 

\Casalnuòvo di Nàpoli Comune in provincia di Napoli (32.134 ab., CAP 80013, TEL. 081). Centro industriale (prodotti alimentari, metalmeccanici e plastici). Gli abitanti sono detti Casalnuovesi

\Casalòldo Comune in provincia di Mantova (1.925 ab., CAP 46040, TEL. 0376). 

\Casalpusterléngo Comune in provincia di Lodi (14.005 ab., CAP 20071, TEL. 0377). Centro agricolo (coltivazione di foraggi, riso e frumento), dell'allevamento e industriale (prodotti alimentari, chimici e del legno). Gli abitanti sono detti Casalesi o Casalini

\Casalromàno Comune in provincia di Mantova (1.276 ab., CAP 46040, TEL. 0376). 

\Casalserùgo Comune in provincia di Padova (4.899 ab., CAP 35020, TEL. 049). 

\Casalùce Comune in provincia di Caserta (8.895 ab., CAP 81030, TEL. 081). 

\Casalvècchio di Pùglia Comune in provincia di Foggia (2.410 ab., CAP 71030, TEL. 0881). 

\Casalvècchio Sìculo Comune in provincia di Messina (1.447 ab., CAP 98032, TEL. 0942). 

\Casalvièri Comune in provincia di Frosinone (3.216 ab., CAP 03034, TEL. 0776). 

\Casalvolóne Comune in provincia di Novara (797 ab., CAP 28060, TEL. 0161). 

\Casalzuìgno Comune in provincia di Varese (1.195 ab., CAP 21030, TEL. 0332). 

\Casamance Regione del Senegal al confine con la Gambia e la Guinea-Bissau. 
Casamance 
Fiume (300 km) del Senegal che sfocia nell'oceano Atlantico. 

\Casamarciàno Comune in provincia di Napoli (3.589 ab., CAP 80032, TEL. 081). 

\Casamàssima Comune in provincia di Bari (14.054 ab., CAP 70010, TEL. 080). Centro agricolo (coltivazione di mandorli, olivi e viti) e industriale (prodotti alimentari). Gli abitanti sono detti Casamassimesi

\casamàtta, sf. (pl. casemàtte) Locale di un'opera di fortificazione, fornito delle cannoniere per il tiro delle artiglierie sistemate all'interno. 
  da casa + matta. 

\casaménto, sm. Casa grande, popolare, suddivisa in molti appartamenti. ~ condominio, stabile. 

\Casamìcciola Tèrme Comune in provincia di Napoli (6.505 ab., CAP 80074, TEL. 081). 

\Casanare Intendencia (182.000 ab.) della Colombia, capoluogo Yopal. 

\Casandrìno Comune in provincia di Napoli (11.617 ab., CAP 80025, TEL. 081). Centro agricolo (coltivazione di cereali e della canapa) e industriale (prodotti alimentari, conciari e dell'abbigliamento). Gli abitanti sono detti Casandrinesi

\casanòva, sm. invar. Grande seduttore (da Giovanni Casanova). ~ dongiovanni. 

\Casanòva Èlvo Comune in provincia di Vercelli (239 ab., CAP 13030, TEL. 0161). 

\Casanòva Lerròne Comune in provincia di Savona (814 ab., CAP 17033, TEL. 0182). 

\Casanòva Lonàti Comune in provincia di Pavia (422 ab., CAP 27041, TEL. 0385). 

\Casanòva, Giovànni Giàcomo (Venezia 1725-Castello di Dux, Boemia 1798) Avventuriero, letterato, occultista e massone, ebbe grande notorietà come amatore e una certa stima da parte dei potenti. Accusato di libertinaggio, fu imprigionato nei Piombi di Venezia, da cui evase. Scrisse le sue Memorie (1791-1798), in francese. 

\Casàpe Comune in provincia di Roma (812 ab., CAP 00010, TEL. 0774). 

\Casapesènna Comune in provincia di Caserta (6.876 ab., CAP 81036, TEL. 081). 

\Casapìnta Comune in provincia di Biella (461 ab., CAP 13060, TEL. 015). 

\Casapròta Comune in provincia di Rieti (695 ab., CAP 02030, TEL. 0765). 

\Casapùlla Comune in provincia di Caserta (6.386 ab., CAP 81020, TEL. 0823). 

\Casaràno Comune in provincia di Lecce (20.164 ab., CAP 73042, TEL. 0833). Centro agricolo (coltivazione di uva, ortaggi e olive) e industriale (calzature). Gli abitanti sono detti Casaranesi

\casàrca, sf. Nome di Uccelli Anseriformi del genere Tadorna. Appartiene alla famiglia degli Anatidi. 

\casaréccio ved. "casereccio" 

\Casàrgo Comune in provincia di Lecco (867 ab., CAP 22050, TEL. 0341). 

\Casarìle Comune in provincia di Milano (2.545 ab., CAP 20080, TEL. 02). 

\casàro, sm. Chi è addetto alla lavorazione dei latticini. 

\Casaròli, Agostìno (Castel San Giovanni 1914-Roma 1998) Cardinale. Dal 1979 al 1990 fu segretario di stato vaticano e iniziò il dialogo con i paesi dell'Est europeo. 

\Casaròtto, Renàto (Vicenza 1940-Nepal 1986) Alpinista. Scalò le più importanti cime del mondo, ma morì nell'ultimo tentativo sul K2. 

\Casàrsa délla Delìzia Comune in provincia di Pordenone (7.625 ab., CAP 33072, TEL. 0434). 

\Casàrza Lìgure Comune in provincia di Genova (5.160 ab., CAP 16030, TEL. 0185). 

\Casas Grandes Fiume (400 km) del Messico, nello stato di Chihuahua. Nasce sulla Sierra Madre Occidentale e sfocia nel Lago Guzmán. 

\Casàsco Comune in provincia di Alessandria (171 ab., CAP 15050, TEL. 0131). 

\Casàsco d'Intèlvi Comune in provincia di Como (375 ab., CAP 22022, TEL. 031). 

\casàta, sf. Tutta la famiglia discendente dallo stesso stipite. ~ discendenza, origine. 

\Casatenòvo Comune in provincia di Lecco (10.725 ab., CAP 22064, TEL. 039). Centro industriale (prodotti chimici, farmaceutici, tessili e alimentari). Vi si trova l'oratorio di Santa Guiscina, con affreschi risalenti al XV e XVI sec. Gli abitanti sono detti Casatesi

\Casàti, Alessàndro (Milano 1881-Arcore, Milano 1955) Letterato e politico. In qualità di collaboratore della rivista Critica di Benedetto Croce, caldeggiò l'intervento dell'Italia nel conflitto europeo del 1915-1918. Nel 1923 fu nominato senatore e un anno dopo divenne ministro della Pubblica Istruzione nel governo Mussolini. Nel 1925 rassegnò le proprie dimissioni e partecipò alla rifondazione del Partito Liberale. Dopo aver partecipato alla preparazione del colpo di stato del 25 luglio 1943, nel mese di settembre dello stesso anno fece parte del Comitato di Liberazione nazionale e nel 1944 fu nominato ministro della Guerra. Dal 1948 al 1953 fu deputato dell'Assemblea Costituente e poi senatore. 

\Casàti, Gàbrio (Milano 1798-1873) Patriota e politico. Fu nominato presidente del governo provvisorio a seguito delle Cinque giornate di Milano, poi presidente del consiglio, nominato dal re Carlo Alberto. Fu ministro della pubblica istruzione (1859) e riformò la scuola (legge Casati). 

\Casatìsma Comune in provincia di Pavia (850 ab., CAP 27040, TEL. 0383). 

\casàto, sm. 1 Stirpe. ~ famiglia, lignaggio. 2 Nome di famiglia, cognome. 
  deriv. da casa. 

\casatórre, o casaturris, sf. Termine attribuito ad alcune case del XII e XIII sec. la cui struttura ricorda una torre. 

\Casavatóre Comune in provincia di Napoli (20.869 ab., CAP 80020, TEL. 081). Centro industriale (prodotti alimentari, del vetro, elettronici e metalmeccanici). Gli abitanti sono detti Casavatoresi

\Casàzza Comune in provincia di Bergamo (3.266 ab., CAP 24060, TEL. 035). 

\càsba, sm. 1 Vecchio quartiere arabo nelle città dell'Africa settentrionale o della Spagna moresca. 2 Quartiere malfamato. 
  arabo qasaba. 

\cascàggine, sf. Rilassamento fisico, fiacchezza. ~ indolenza. 

\cascàme, sm. Residuo della lavorazione industriale di molti materiali. 
  deriv. da cascare. 

\cascamòrto, sm. Chi ostenta svenevolmente una passione amorosa. 

\cascànte, agg. 1 Fiacco, floscio, cadente. 2 Languido e affettato. 

\càscara sagrada, sf. Arbusto americano dalla cui corteccia si estrae una sostanza usata come lassativo. 

\cascàre, v. intr. Andare giù a terra, portato dal proprio peso, cadere. ~ ruzzolare. cascare dal sonno, dalla fatica
  v. intr. to fall down. 
  lat. casicare, deriv. da cadere

\cascàta, sf. 1 Caduta. 2 Salto che fa un corso d'acqua per un gradino del suo letto. ~ cateratta. le cascate del Niagara. 3 Frangia fatta ricadere per ornamento. 
  sf. 1 fall. 2 (acqua) waterfall, cascade. 

\Cascate Catena montuosa che si estende dalla California (USA) alla Columbia Britannica (Canada). Vetta più elevata il Monte Rainier (4.392 m). 

\cascatóre, sm. (f.-trìce) Controfigura che, durante le lavorazioni di un film, sostituisce un attore nelle azioni rischiose. 

\Cascèlla, Piètro (Pescara 1921-Milano 1989) Scultore. Tra le opere Monumento ai martiri di Auschwitz (1967). 

\caschétto, sm. 1 Taglio di capelli corti lisci e uniformi, con frangia. 2 Cervelliera. 

\Càschi blù Nome con cui i designano i soldati appartenenti alla forza militare internazionale che fa capo all'Onu. Nel 1988 è stato attribuito loro il premio Nobel per la pace. 

\caschimpetto, sm. Gioiello fissato a una sottile catena dello stesso metallo. 

\Càscia Comune in provincia di Perugia (3.238 ab., CAP 06043, TEL. 0743). 

\Casciàgo Comune in provincia di Varese (3.752 ab., CAP 21020, TEL. 0332). 

\Càsciàna Tèrme Comune in provincia di Pisa (3.228 ab., CAP 56034, TEL. 0587). 

\cascìna, sf. 1 Il fabbricato in cui si trova la stalla delle vacche da latte e talora anche un piccolo caseificio. ~ fattoria. 2 Recipiente tondo di legno di faggio, dove si lavora il latte per ricavarne il cacio. 
  sf. farmstead. 
  deriv. dal lat. capsa recipiente. 

\Càscina Comune in provincia di Pisa (36.301 ab., CAP 56021, TEL. 050). Centro agricolo (coltivazione di frutta, ortaggi, barbabietole e cereali) e industriale (prodotti alimentari, tessili e del legno). Vi si trova la pieve di Santa Maria, del XII sec. Gli abitanti sono detti Cascinesi

\cascinàio, sm. Proprietario o sovrintendente di cascina. 

\cascinàle, sm. 1 Complesso di più cascine. 2 Casolare o insieme di casolari. 

\Cascinétte d'Ivrèa Comune in provincia di Torino (1.488 ab., CAP 10010, TEL. 0125). 

\càsco, sm. (pl.-chi) 1 Copricapo difensivo o protettivo di metallo o altro materiale resistente, usato da militari, sportivi, motociclisti e simili. casco da palombaro, elmo a tenuta stagna; caschi blu, i soldati delle Nazioni Unite. 2 Dispositivo proprio delle apparecchiature grafiche e telefoniche che copre parzialmente la testa. 3 Apparecchio usato dai parrucchieri per asciugare i capelli. 4 Caratteristico copricapo di piume di alcune tribù di pellerossa. 5 Grappolo di banane. 
  sm. 1 helmet. 2 (asciugacapelli) hair-drier. 3 (banane) bunch. 
  spagn. casco

\Casco d'oro Film drammatico, francese (1952). Regia di Jacques Becker. Interpreti: Simone Signoret, Serge Reggiani, Claude Dauphin. Titolo originale: Casque d'or 

\cascòde, sm. invar. Circuito amplificatore ad alta frequenza per ricevitori televisivi e radio. 

\càscola, sf. Caduta precoce di gemme, fiori o frutti. 

\CASE In informatica è la sigla di Computer Aided Software Engineering (costruzione di software assistita da calcolatore). 

\Case del vedovo, Le Commedia di G. B. Shaw (1892). 

\Case della Vetra, Le Opera di poesia di G. Raboni (1966). 

\caseàrio, agg. Che riguarda la produzione dei formaggi e dei latticini in genere. 
  lat. casearius, deriv. da caseus formaggio. 

\caseggiàto, sm. 1 Gruppo di case. ~ isolato. 2 Casamento di grandi proporzioni. ~ condominio. 

\Casèi Geròla Comune in provincia di Pavia (2.619 ab., CAP 27050, TEL. 0383). 

\caseificazióne, sf. L'insieme delle operazioni con le quali si fa il formaggio. 

\caseifìcio, sm. Stabilimento per la produzione di burro e formaggio. 
  sm. creamery. 

\caseìna, sf. Sostanza proteica del gruppo dei fosfoprotidi che rappresenta il componente fondamentle del latte dei Mammiferi. 

\Caselétte Comune in provincia di Torino (2.717 ab., CAP 10040, TEL. 011). 

\casèlla, sf. 1 Ciascuno dei piccoli scompartimenti di un mobile, di uno scaffale, di un cassetto. ~ scomparto. casella postale, recapito per la corrispondenza presente in un ufficio postale. 2 Ciascuna delle parti di un foglio diviso in quadretti o in rettangoli. ~ riquadro. 3 Recipiente di materiale refrattario usato per cuocervi certi materiali che non devono venire a contatto col fuoco. 4 Celletta di api, vespe, ecc. 5 Ciascuna delle parti in cui è suddiviso, nella salina, il terreno destinato alla concentrazione dell'acqua marina e al deposito del sale. 
  sf. pigeon-hole. 
  lat. casella, dimin. di casa

\Casèlla Comune in provincia di Genova (2.909 ab., CAP 16015, TEL. 010). 

\Casèlla, Albèrto (Prato 1891-Castelfusano, Roma 1957) Autore e regista teatrale. Attivo tra il 1923 e il 1954, è ricordato soprattutto per il lavoro teatrale La morte in vacanza (1923), favola grottesca di grandissimo successo. 

\Casèlla, Alfrédo (Torino 1883-Roma 1947) Musicista neoclassico e impressionistico; influenzato da Schoenberg e Stravinskij, compose, tra le altre opere, La giara (balletto, 1924), La donna serpente (1932), La favola d'Orfeo (atto unico, 1932), Il deserto tentato (1937), oltre a musica sinfonica e vocale strumentale (Serenata, Scarlattiana, Paganiniana). 

\casellànte, sm. e sf. 1 Sorvegliante di ferrovia o strada che abita nel casello. ~ cantoniere. 2 Addetto a un casello autostradale. 

\casellàrio, sm. 1 Mobile a caselle per custodire documenti, lettere o altro. ~ scaffalatura. 2 Ufficio in cui vengono raccolti in schede documenti o dati statistici. ~ schedario. 
  sm. filing cabinet. 
  deriv. da casella. 
Casellario giudiziale 
Archivio nominativo esistente presso la procura della repubblica di ogni tribunale che raccoglie, registra e conserva le notizie relative ai precedenti giudiziari delle persone nate nel circondario. 

\Casèlle in Pìttari Comune in provincia di Salerno (2.402 ab., CAP 84030, TEL. 0974). 

\Casèlle Làndi Comune in provincia di Lodi (1.824 ab., CAP 20070, TEL. 0377). 

\Casèlle Luràni Comune in provincia di Lodi (1.451 ab., CAP 20080, TEL. 0371). 

\Casèlle Torinése Comune in provincia di Torino (13.740 ab., CAP 10072, TEL. 011). Centro industriale (prodotti del cuoio, della carta, dell'abbigliamento e tessili). Vi si trova un aeroporto internazionale. Gli abitanti sono detti Casellesi

\Casèlli, Giàn Càrlo (Alessandria 1939-) Magistrato. Dal 1993 fu procuratore capo a Palermo e avviò inchieste sui rapporti tra massoneria e mafia, coinvolgendo anche politici come G. Andreotti. 

\casellìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi possiede una casella postale. 

\casèllo, sm. Casa cantoniera. 
  sm. (autostradale) toll-house. 
  dimin. di casa. 

\casentinése, agg. Riferito al Casentino. 

\casentìno, sm. Panno di lana prodotto nel Casentino. 

\caseóso, agg. Di aspetto simile al formaggio. 
Necrosi caseosa 
Forma di necrosi tipica della tubercolosi. 

\caseréccio, agg. (pl. f.-ce) Casalingo. ~ artigianale. <> industriale. 

\casèrma, sf. Complesso di edifici, terreni, servizi e infrastrutture dove alloggiano i militari o gli appartenenti a organizzazioni analoghe. 
  sf. pl. barracks. 

\casermàggio, sm. Complesso degli arredi di una caserma. 

\casermésco, agg. (pl. m.-chi) Casermistico in tono dispregiativo. 

\casermìstico, agg. (pl. m.-ci) Tipico delle caserme. 

\casermóne, sm. Edificio grande e disadorno. 

\Casèrta Città della Campania (69.000 ab., 53,83 km2, 68 m, CAP 81100, TEL. 0823), capoluogo della provincia omonima. Le risorse principali sono cereali, olio, vino, tabacco, ortaggi e industrie chimiche, del tabacco, meccaniche, tessili, del vetro. Si è sviluppata attorno alla reggia omonima dei Borboni costruita da Carlo III su progetto del Vanvitelli. È un edificio rettangolare con oltre mille stanze, dotato di un vasto parco, costruito tra il 1751 e il 1774, favolosamente ricco di opere d'arte. La città vecchia (Caserta Vecchia) conserva una bella cattedrale del XII sec. 
Provincia di Caserta 
(2.639 km2, 833.000 ab.) Il suo territorio comprende una zona montuosa e una pianeggiante (Terra di Lavoro). Le risorse principali sono patate, mais, grano e allevamento; presenti industrie alimentari e meccaniche. 

\casertàno, agg. 1 Abitante o nativo di Caserta. 2 Relativo a Caserta. 

\cash, avv. e sm. avv. In contanti. 
sm. invar. Denaro liquido. ~ contante. 

\cash and carry, loc. sost. m. invar. Sistema di vendita all'ingrosso in cui il compratore paga la merce in contanti ed effettua il trasporto a proprie spese. 

\cash flow, loc. sost. m. invar. (ing. flusso di cassa) Termine utilizzato per indicare la differenza tra entrate e uscite correnti in un'azienda, in un dato periodo di tempo. I cash flow in entrata sono costituiti dai ricavi delle vendite, dall'emissione di azioni a pagamento, obbligazioni e da prestiti. I cash flow in uscita sono costituiti dalle spese per costi di produzione, debiti, imposte, dividendi e da investimenti. 

\cashmere, sm. invar. Forma inglese di cachemire. 

\Casièr Comune in provincia di Treviso (6.795 ab., CAP 31030, TEL. 0422). 

\Casies Valle dell'Alto Adige percorsa dall'omonimo torrente. Sbocca nella Val Pusteria. 

\casigliàno, sm. Chi occupa uno degli appartamenti affittati in un casamento. 

\Casìglio, Nìno (San Severo, Foggia 1921-San Severo 1995) Scrittore italiano. Rivelatosi nel 1977 col romanzo Acqua e sale, ha scritto anche il più significativo La strada francesca (1980). 

\Casignàna Comune in provincia di Reggio Calabria (836 ab., CAP 89030, TEL. 0964). 

\casilìna, sf. Nome dell'antica Casilinum, via che conduce da Roma a Capua. È detta anche labicana. 

\Casimìro Nome di duchi e sovrani. 
Casimiro I 
(1016-1058) Duca di Polonia dal 1034. Figlio di Mieszko II, fu autore della nuova organizzazione della chiesa. 
Casimiro II 
(1138-1194) Duca di Polonia dal 1177. Figlio di Boleslao III. 
Casimiro III il Grande 
(Kowal 1310-Cracovia 1370) Re di Polonia dal 1333. Figlio di Ladislao I, gli è attribuita la creazione stessa dello stato polacco. Fondò nel 1364 l'università di Cracovia; gli succedette il nipote Luigi I. 
Casimiro IV 
(Cracovia 1424-Grodno 1492) Re di Polonia dal 1445, succedette al fratello Ladislao III. Figlio di Ladislao II Jagellone, sconfisse l'ordine teutonico nel 1466. 

\Casìna (comune) Comune in provincia di Reggio Emilia (4.055 ab., CAP 42034, TEL. 0522). 

\Casina (letteratura) Commedia di T. M. Plauto (205-191 a. C.). 

\casinàro, sm. Casinista. 

\Casìni, Pièr Ferdinàndo (Bologna 1955-) Politico. Coordinatore nazionale del Centro cristiano democratico fin dalla fondazione (1995). 

\casinìsta, sm. Persona confusionaria, disordinata e chiassosa. 

\casìno, sm. 1 Casa signorile di campagna adibita a luogo di raduno per battute di caccia e di pesca. ~ villino. 2 Luogo di ritrovo, con sale di lettura e da gioco. 3 Casa di malaffare. ~ bordello. 4 Chiasso, confusione, scenata (fare –, piantare un –) ~ bolgia. <> quiete. 5 gran quantità (c'era un – di gente, le voglio un – di bene). 
  1 (bordello) brothel. 2 (chiasso) racket, row. 

\casinó, sm. Casa da gioco. 
  sm. casino. 

\casìpola, sf. Lo stesso che casupola. 

\Casiquiare, Caño Fiume (220 km) del Venezuela, scorre nel Territorio Federale dell'Amazonas. 

\Casiràte d'Àdda Comune in provincia di Bergamo (2.919 ab., CAP 24040, TEL. 0363). 

\casìsta, sm. (pl.-i) Scrittore o studioso di casistica. 

\casìstica, sf. 1 Il procedimento mediante il quale delle norme di carattere generale vengono rese sempre più precise attraverso un'ampia esemplificazione. 2 Applicazione dei principi della morale teorica ai casi concreti della vita. 

\Caslìno d'Èrba Comune in provincia di Como (1.575 ab., CAP 22030, TEL. 031). 

\Casmez Sigla di Cassa per il Mezzogiorno. 

\casmogamìa, sf. Processo attraverso il quale la fecondazione del pistillo avviene dopo l'apertura dei verticilli fiorali. 

\casmogàmo, agg. Relativo a un fiore in cui avviene la casmogamia. 

\Casnàte cón Bernàte Comune in provincia di Como (3.857 ab., CAP 22070, TEL. 031). 

\Casnìgo Comune in provincia di Bergamo (3.612 ab., CAP 24020, TEL. 035). 

\càso, sm. 1 Avvenimento imprevisto, circostanza fortuita. ~ combinazione. 2 Causa misteriosa e remota degli avvenimenti umani. ~ fato, sorte. 3 Fatto, vicenda specialmente dolorosa o di vasta risonanza. ~ accidente. 4 Ipotesi, possibilità. ~ eventualità. 5 Opportunità. 6 In statistica è il complesso di fattori (che determinano un fenomeno fissato) che non riesco a (o non mi è conveniente) valutare.  7 In linguistica è la forma di sostantivi, pronomi e aggettivi nelle lingue provviste di declinazioni (greco classico, latino, russo ecc.). 
  sm. 1 chance. 2 (vicenda) incident, event. 3 (possibilità) possibility. 4 (situazione) case. 

\Caso clinico, Un Dramma di D. Buzzati (1953). 

\Caso del giurato Morestan, Il Film drammatico, francese (1937). Regia di Marc Allégret. Interpreti: Michèle Morgan, Raimu, Gilbert Gil. Titolo originale: Gribouille 

\Caso e la necessità, Il Opera scientifica e filosofica di J. Monod (1971). 

\Caso Oppenheimer, Il Dramma di H. Kipphardt (1964). 

\Càsola di Nàpoli Comune in provincia di Napoli (3.542 ab., CAP 80050, TEL. 081). 

\Càsola in Lunigiàna Comune in provincia di Massa Carrara (1.341 ab., CAP 54014, TEL. 0585). 

\Càsola Valsènio Comune in provincia di Ravenna (2.930 ab., CAP 48010, TEL. 0546). 

\casolàre, sm. Casa rustica piccola e isolata. 
  sm. cottage. 
  lat. mediev. casulare. 

\Càsole Brùzio Comune in provincia di Cosenza (2.099 ab., CAP 87050, TEL. 0984). 

\Càsole d'Élsa Comune in provincia di Siena (2.568 ab., CAP 53031, TEL. 0577). Centro agricolo (cereali, uva) e di attività estrattive (cave di marmo). 

\Càsoli Comune in provincia di Chieti (6.116 ab., CAP 66043, TEL. 0872). 

\casomài, o càso mài, cong. Nel caso che. ~ qualora. 

\casóne, sm. Grande casa. 

\Casoràte Prìmo Comune in provincia di Pavia (5.961 ab., CAP 27022, TEL. 02). 

\Casoràte Sempióne Comune in provincia di Varese (4.510 ab., CAP 21011, TEL. 0331). 

\Casoràti, Felìce (Novara 1886-Torino 1963) Pittore. Tra le opere L'attesa (1921, Torino, Collezione Casorati) e Ritratto di Silvana (1922, Torino, Collezione Casorati). 

\Casorézzo Comune in provincia di Milano (4.307 ab., CAP 20010, TEL. 02). 

\Casòria Comune in provincia di Napoli (79.707 ab., CAP 80026, TEL. 081). Centro industriale (prodotti alimentari, del vetro, chimici, tessili e siderurgici). Gli abitanti sono detti Casoriani

\Casórzo Comune in provincia di Asti (697 ab., CAP 14032, TEL. 0141). 

\casòtto, sm. Capanno usato come ricovero da guardiani e sentinelle o, sulle spiagge, dai bagnanti per spogliarsi e rivestirsi. ~ baracca, gabbiotto. 

\Caspèria Comune in provincia di Rieti (1.032 ab., CAP 02041, TEL. 0765). 

\Càspio, màr Ampio bacino chiuso dell'Europa orientale, è considerato il maggiore lago del mondo. I suoi affluenti sono i fiumi Araks, Kura, Sefid, Terek, Ural, Volga. Le coste orientali e settentrionali sono sabbiose mentre quelle meridionali e occidentali sono alte e ripide. Superficie di circa 371.000 km2, con profondità massima di 995 m. È ricco di giacimenti petroliferi. 

\càspita, inter. Esclamazione di meraviglia o di impazienza. ~ accidenti. 

\Caspòggio Comune in provincia di Sondrio (1.603 ab., CAP 23020, TEL. 0432). 

\casqué, sm. invar. Nel ballo del tango, figura in cui l'uomo si piega in avanti e la donna all'indietro sotto di lui. 

\casquette, sf. invar. Berretto con visiera. 

\càssa, sf. 1 Recipiente, per lo più di legno a forma di parallelepipedo, provvisto di coperchio. 2 Qualsiasi cavità in cui è contenuto qualcosa 3 Mobile a più scompartimenti in cui si conservano denari o preziosi. 4 Istituzione che eroga e raccoglie denaro. ~ tesoreria. 5 Cassetto entro cui sono contenuti i caratteri topografici. 
  sf. 1 chest, box, case. 2 (banca) bank. 3 (bancone) cash desk. 4 (macchina) cash register. 
  lat. capsa. 
Cassa armonica 
Cavità di risonanza negli strumenti a corda e percussione con funzione di amplificare i suoni prodotti; si chiama anche cassa di risonanza
Cassa continua 
Versamento sul proprio conto corrente bancario oltre il normale orario di apertura della banca. 
Cassa di risparmio 
Istituto di credito senza scopo di lucro, per la raccolta del piccolo risparmio. 
Cassa integrazione guadagni 
Deposito gestito dall'INPS (Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale) con la funzione di integrare i salari dei lavoratori in caso di riduzione degli orari lavorativi delle imprese o di licenziamento delle maestranze. 
Cassa per il Mezzogiorno 
Istituto di diritto pubblico, assai discusso, che finanzia opere pubbliche riguardanti il Mezzogiorno d'Italia. Creato nel 1950, nel 1986 è stata sostituita dall'Agenzia per lo sviluppo del Mezzogiorno. 

\Càssa di rispàrmio dèlle provìncie lombàrde Banca fondata nel 1823 per far fronte alla carestia del 1816 distribuendo denari di un fondo appositamente costituito. È nota soprattutto col nome di CARIPLO. 

\Cassàcco Comune in provincia di Udine (2.859 ab., CAP 33010, TEL. 0432). 

\cassafórma, sf. (pl. cassefórme) Forma di legno o di metallo in cui viene gettato il calcestruzzo. 

\cassafòrte, sf. (pl. cassefòrti) Cassa o armadio metallico chiuso con serrature di sicurezza. ~ forziere. 
  sf. strongbox, safe. 
  da cassa + forte. 

\Cassàgo Briànza Comune in provincia di Lecco (3.870 ab., CAP 22065, TEL. 039). 

\cassaintegràto, sm. Lavoratore dipendente posto in cassa integrazione. 

\cassamàdia, sf. (pl. cassemadie) Cassa che ha forma e uso di una madia. 

\cassàndra, sf. Chi fa previsioni catastrofiche senza essere creduto. 

\Cassàndra (Grecia) Penisola della Grecia, che si protende dalla penisola Calcidica. 

\Cassàndra (mitologia) Nella mitologia greca fu figlia di Priamo e di Ecuba. Ricevette il dono della profezia, ma, per non aver corrisposto l'amore di Apollo, fu condannata a non essere mai creduta. Fu ceduta ad Agamennone come schiava e uccisa a Micene da Clitennestra. Ispirò Pindaro, Eschilo, Euripide e Bacchilide. 

\cassandrìno Maschera del teatro romanesco nata verso la metà dell'ottocento. 

\Cassàndro (350 ca.-297 a. C.) Generale macedone. Diadoco, cacciò Poliperconte da Macedonia e Grecia (319-316 a. C.), assumendo nel 306 a. C. il titolo di re. 

\Cassàndro, Giovànni Ìtalo (Barletta 1913-? 1989) Giurista italiano. Di estrazione crociana ha scritto Metodologia storica e toria giuridica (1948) e Vicende storiche della lettera di cambio (1955). 

\Cassàno àllo Iònio Comune in provincia di Cosenza (18.564 ab., CAP 87011, TEL. 0981). Centro agricolo (coltivazione di viti, olivi, agrumi e cereali) e industriale (prodotti alimentari e del legno). Sede di stabilimenti termali di acque solforose. Fu municipio romano con il nome di Cassanum. Vi si trovano i resti di Sibari. Gli abitanti sono detti Cassanesi

\Cassàno d'Àdda Comune in provincia di Milano (16.260 ab., CAP 20062, TEL. 0363). Centro agricolo (coltivazione di cereali e foraggi) e industriale (prodotti alimentari, tessili e del vetro). Sede di varie battaglie tra cui quella del 1158, nella quale Federico Barbarossa venne sconfitto dalla Lega Lombarda, e quella del 1799, nella quale le truppe napoleoniche vennero sconfitte dagli austriaci. Vi si trova il castello che risale al XIII-XV sec. e il palazzo Borromeo, costruito da G. Piermarini nel 1781. Gli abitanti sono detti Cassanesi

\Cassàno délle Mùrge Comune in provincia di Bari (10.460 ab., CAP 70020, TEL. 080). 

\Cassàno Irpìno Comune in provincia di Avellino (1.004 ab., CAP 83040, TEL. 0827). 

\Cassàno Magnàgo Comune in provincia di Varese (20.608 ab., CAP 21012, TEL. 0331). Centro industriale (prodotti alimentari, tessili, chimici, meccanici e dell'abbigliamento). Gli abitanti sono detti Cassanesi

\Cassàno Spìnola Comune in provincia di Alessandria (2.047 ab., CAP 15063, TEL. 0143). 

\Cassàno Valcùvia Comune in provincia di Varese (467 ab., CAP 21030, TEL. 0332). 

\cassapànca, sf. (pl. cassepànche o cassapànche) Mobile rinascimentale italiano costituito da un cassone munito di dorsale e talvolta di braccioli. 
  sf. settle. 
  da cassa + panca. 

\cassàre, v. tr. 1 Annullare uno scritto passandovi sopra un tratto di penna o raschiandolo con un temperino. ~ cancellare. 2 Revocare, abrogare leggi, sentenze e simili. ~ abolire. 
  lat. tardo cassare, deriv. da cassus vano. 

\Cassaria, La Commedia di L. Ariosto (1508). 

\Càssaro Comune in provincia di Siracusa (989 ab., CAP 96010, TEL. 0931). 

\cassàta, sf. 1 Torta siciliana a base di ricotta e guarnita di dadini al cioccolato e di frutta candita. 2 Gelato di panna con frutta candita, che presenta forma analoga alla cassata. 
  lat. caseus, formaggio. 

\cassatùra, sf. Azione ed effetto del cassare. 

\Cassavetes, John (New York 1929-Los Angeles 1989) Attore e regista cinematografico statunitense. Interpretò Ombre (1959), Minnie e Moskowitz (1971), Una moglie (1974) e Gloria (1980). 

\cassazióne, sf. 1 Annullamento, abolizione. 2 Composizione strumentale. 
Corte di Cassazione 
Organo giurisdizionale supremo, con sede a Roma, che controlla le sentenze. Giudica in terzo e ultimo grado, con autorità di cassare, o annullare, una sentenza precedente. Garantisce l'osservanza della legge. Regola i conflitti d'attribuzione e di competenza. 

\cassazionìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Avvocato iscritto all'albo dei patrocinanti dinanzi alle magistrature superiori. 

\casse, sf. invar. Termine francese che indica un'alterazione dei vini detta rottura. 

\Cassegrain, Nicholas (1650-1700) Astronomo e fisico francese, ideò un nuovo sistema ottico per telescopi riflettori, ancora largamente utilizzato; in esso, i raggi subiscono una riflessione da uno specchio primario, concavo in direzione di un secondo specchio, piccolo e convesso, e da questo ritornano in un punto focale, posto dietro al primo, passando per un foro centrale. 

\Cassel, Gustav (Stoccolma 1866-Jönköping 1945) Economista svedese. Diede importanti contributi alla teoria dell'interesse e a quella del cambio estero e scrisse La teoria dell'economia sociale (1918) e Moneta e cambio estero (1922). 

\càssero, sm. 1 Parte superiore della poppa di una nave.  2 Cassaforma. 3 Struttura per costruire fondazioni subacquee. 

\casseruòla, sf. Utensile da cucina di alluminio, rame o altro metallo, simile al tegame, ma più fondo, di solito con un solo manico lungo. 
  sf. saucepan. 
  franc. casserole. 

\cassétta, sf. 1 Cassa di dimensioni ridotte adibita a contenitore di vari tipi di oggetti. cassetta postale, di sicurezza. 2 Ripostiglio per gli incassi giornalieri nei banchi dei negozi. 3 Sedile per il cocchiere. 4 Caricatore per registrazione di suoni o immagini. film di cassetta, che accoglie facilmente il favore del pubblico. 
  sf. 1 box. 2 (nastro per registrazione) cassette. 3 (postale) letterbox. 
  dimin. di cassa

\cassettàta, sf. Quantità che può essere contenuta in una cassetta o in un cassetto. 

\cassettièra, sf. Mobile a cassetti sovrapposti. 

\cassettìno, sm. Nell'industria grafica era il contenitore utilizzato dal compositore per depositarvi i refusi e le lettere guaste riscontrate durante la composizione. 

\cassettìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) 1 Chiunque disponga di una cassetta di sicurezza bancaria. 2 Operatore di borsa che investe in titoli che gli garantiscono il massimo reddito ottenibile. 

\cassétto, sm. 1 Cassetta quadrata o rettangolare fornita di maniglia e incastrata in un mobile ove scorre orizzontalmente. ~ tiretto. 2 Piccola cassetta con maniglia ove il muratore tiene la calcina. 3 Cassetto di distribuzione, nelle locomotive regola il flusso del vapore nel cilindro. 
  sm. drawer. 
  dimin. di cassa

\cassettonàto, agg. e sm. Relativo a un soffitto a cassettoni. 

\cassettóne, sm. 1 Mobile con cassetti per conservare biancheria. ~ canterano, comò. 2 Scomparto quadrato o poligonale incavato nel soffitto, a scopo decorativo. 
  sm. chest of drawers. 

\càssia, sf. Genere di Papilionacee tropicali. Sono oltre quattrocento specie, generalmente arbustacee o erbacee con fiori quasi sempre gialli. Le foglie di alcune specie (Cassia angustifolia, Cassia acutifolia, Cassia obovata ecc.) costituiscono una droga con proprietà lassative (sena). I frutti della Cassia fistula sono usati in medicina come lassativo. 

\Cassiàno, Giovànni (360 ca.-435) Monaco orientale. Sostenne il semipelagianesimo e visse a Marsiglia dal 410. 

\Cassìdidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi prosobranchi cui appartengono i tre generi Cassida, Cassidaria e Lambidum. Appartiene all'ordine dei Mesogasteropodi. 

\cassière, sm. (f.-a) Chi, in amministrazione, ha in consegna la cassa e ne è responsabile. 
  sm. cashier. 

\Cassìglio Comune in provincia di Bergamo (120 ab., CAP 24010, TEL. 0345). 

\Cassìn, Riccàrdo (San Vito al Tagliamento 1909-Lecco 2009) Alpinista. Scalò il Lavaredo (1935), il Badile (1937) e la punta Walker delle Grandes Jorasses (1938). 

\Cassìna de' Pécchi Comune in provincia di Milano (12.881 ab., CAP 20060, TEL. 02). Centro industriale (prodotti chimici, elettrotecnici e grafici). Gli abitanti sono detti Cassinesi

\Cassìna Rizzàrdi Comune in provincia di Como (2.095 ab., CAP 22070, TEL. 031). 

\Cassìna Valsàssina Comune in provincia di Lecco (437 ab., CAP 22040, TEL. 0341). 

\Cassinàri, Brùno (Piacenza 1912-Milano 1992) Pittore. Tra le opere Ritratto della madre (1936, Milano, proprietà dell'artista) e Il ruscello verde (1941, Firenze, Museo d'Arte Contemporanea). 

\Cassinàsco Comune in provincia di Asti (610 ab., CAP 14050, TEL. 0141). 

\Cassìne Comune in provincia di Alessandria (3.130 ab., CAP 15016, TEL. 0144). 

\Cassinèlle Comune in provincia di Alessandria (798 ab., CAP 15070, TEL. 0143). 

\cassinènse, agg. e sm. agg. Relativo all'abbazia o all'ordine religioso benedettino di Montecassino. 
sm. Monaco benedettino. 

\cassinése, agg. e sm. Abitante o nativo di Cassino. 

\Cassinétta di Lugagnàno Comune in provincia di Milano (1.152 ab., CAP 20081, TEL. 02). 

\Cassìni Nome di una grande famiglia di astronomi e fisici italiani. 
Gian Domenico Cassini 
(Perinaldo 1625-Parigi 1712) Astronomo e fisico, costruì la meridiana in San Petronio e fu a lungo direttore dell'osservatorio di Parigi; scoprì i quattro anelli di Saturno, oltre alla divisione degli anelli; a lui vanno ricondotte anche le misurazioni relative alla distanza della Terra dal Sole e da Marte, oltre all'identificazione del periodo di rotazione di Venere, Marte e Giove. Iniziò gli studi dell'arco di meridiano di Parigi, completati qualche anno dopo dal figlio Jacques. 
Jacques 
(Parigi 1677-Beauvaisis 1756) Succedette al padre come direttore dell'Osservatorio di Parigi. 
César-François 
(Thury 1714-Parigi 1784) Direttore dell'osservatorio di Parigi dopo la morte del figlio Jacques, fu il primo a realizzare una moderna topografia, disegnando la cartina della Francia. L'opera venne completata dal figlio Dominique, ultimo esponente di una grande famiglia di osservatori stellari. 
Jacques-Dominique 
(Parigi 1747-Thury-sous-Clermont 1845) Astronomo francese; collaborò con il padre alla realizzazione della prima carta topografica di Francia. 
Divisione di Cassini 
Lacuna, parte priva di materia, presente tra gli anelli di Saturno A e B. 

\cassìno, sm. Cancellino. 

\Cassìno Comune in provincia di Frosinone (35.000 ab., 40 m, CAP 03043, TEL. 0776); in prossimità di esso vi è la famosa abbazia benedettina che nel corso della seconda guerra mondiale (1944) fu completamente distrutta dai bombardamenti. Agricoltura e commercio, industrie alimentari, chimiche, meccaniche, del legno. 

\cassintegràto ved. "cassaintegrato" 

\Càssio Longìno, Gàio (85-42 a. C.) Politico romano. Nella guerra civile fu fedele a Pompeo, quindi si legò a Cesare, ma partecipò in seguito alla congiura del 44 contro di lui. Sconfitto da Antonio a Filippi nel 42, si suicidò. 

\Càssio Spùrio (?-485 a. C.) Politico romano, fu eletto console per tre volte. Concluse un trattato di alleanza tra Roma e i latini (foedus Cassianum, 493 a. C.), poi uno con i volsci e gli ernici (486 a. C.). Terminato il mandato, fu condannato a morte con l'accusa di aver ambito alla tirannide. 

\Cassiodòro, Flàvio Màgno Aurèlio (Squillace ca. 490-583) Prosatore latino. Figlio di un funzionario del re ostrogoto Teodorico, svolse numerosi incarichi politici e, nel 523, divenne segretario di Teodorico (al posto di Boezio) e poi della figlia Amalasunta. Cassiodoro si impegnò per una politica di mediazione. Nel 540, quando i bizantini conquistarono Ravenna, si ritirò dalla vita politica e fondò il monastero di Vivarium, in Calabria, dove si dedicò allo studio e alla scrittura. Tra le opere una raccolta di lettere e documenti sotto il titolo Variae (537), in dodici volumi, scritti mentre era al servizio dei sovrani goti e Institutiones divinarum et humanarum lectionum (Istituzioni delle lettere sacre e profane) in due libri, prontuario enciclopedico dedicato alle lettere sacre e profane, con una bibliografia sui diversi argomenti. Da ricordare anche il trattato De orthographia composto per l'uso dei monaci che trascrivevano i codici antichi nel monastero di Vivarium, che sarebbe servito da modello ai centri scrittorii delle grandi abbazie dei secoli seguenti. 

\Cassiopèa Costellazione circumpolare, le cui cinque stelle danno luogo a una grande W; osservabile durante tutte le notti dell'anno, soprattutto nell'emisfero celeste boreale. 

\Cassirer, Ernst (Breslavia 1874-Princeton 1945) Filosofo tedesco. Tra le opere Filosofia delle forme simboliche (1923-1929) e La filosofia dell'illuminismo (1932). 

\cassiterìte, sm. Minerale costituito da biossido di stagno (SnO2), di colore variante dal giallognolo al nero, con lucentezza metallica e durezza 6,5; cristallizza nel sistema tetragonale. È il principale minerale da cui si estrae stagno. I giacimenti di cassiterite presentano basse concentrazioni di minerale e sono collocati soprattutto nei terreni alluvionali. 

\càsso, sm. Cavità racchiusa tra le costole. ~ busto. 

\cassòla, sf. Tipico piatto milanese a base di carne di maiale tagliata a pezzettini e cotta in una casseruola insieme a sedano, cipolla e cavolo. Di solito è servito con la polenta. 

\Cassòla Comune in provincia di Vicenza (11.050 ab., CAP 36022, TEL. 0424). Centro industriale (mobilifici, calzaturifici e prodotti dell'abbigliamento e della pelletteria). Gli abitanti sono detti Cassolesi

\Cassòla, Càrlo (Roma 1917-Montecarlo, Lucca 1987) Scrittore dallo stile scabro, ha delineato attraverso un crudo realismo i lati più semplici della vita, che ha i suoi luoghi esemplari nei paesaggi della Maremma toscana e in un mondo popolare senza sviluppo e senza ambizioni. La visione idillica di questo mondo contadino sembra per Cassola una sorta di ancora di salvezza dal rovinoso cammino della storia. Negli ultimi anni si è dedicato attivamente alla propaganda antimilitarista. Tra le sue opere, Fausto e Anna (1952), Il taglio del bosco (1959), La ragazza di Bube (1960), Un cuore arido (1961), Il cacciatore (1964), Il ribelle (1980). Il romanzo La Ragazza di Bube, che rappresenta un'interpretazione privata della resistenza antifascista, è stato il maggiore successo di Cassola ed è servito di base anche a un film. 

\Cassolnòvo Comune in provincia di Pavia (5.571 ab., CAP 27023, TEL. 0381). 

\cassóne, sm. 1 Cassa molto capace per conservare o trasportare oggetti vari. 2 Piccola costruzione fissa o mobile, per lo più coperta da vetrate, che serve per l'anticipazione e la protezione di colture ortensi e floricole. 3 Mobile basso di forma rettangolare, decorato con intarsi e dipinti, in uso nel '400 e '500 per riporvi biancheria. 4 Grande recipiente metallico di cui si servono gli operai per condurre lavori sott'acqua. 5 Parte della carrozzeria di un autocarro, che serve a contenere la merce trasportata. 6 Vettura adibita al trasporto delle munizioni da artiglieria. 7 Urna. 
  accresc. di cassa
Malattia dei cassoni 
Questa patologia si verifica quando un soggetto, dopo un'immersione prolungata, risale troppo rapidamente, incamerando azoto nei propri tessuti corporei. Le manifestazioni di questa situazione patologica si presentano in genere dopo 3 ore dall'immersione, ma possono verificarsi tra 1 ora e 48 ore dalla risalita in superficie. Il soggetto presenta dolori articolari e muscolari, comparsa di chiazze sulla pelle che danno prurito, difficoltà respiratoria e possibilità di tosse, turbe dell'umore, aree con diminuita sensibilità e a volte con paralisi; possibile collasso e stato di incoscienza. Occorre avvertire prontamente un presidio ospedaliero: i soggetti colpiti necessitano di somministrazione di ossigeno e di ricovero in camera iperbarica. Nell'attesa dell'arrivo dei soccorsi, mantenere al caldo l'infortunato e, se non presenta lesioni al collo, posizionarlo sul fianco sinistro, con il corpo leggermente inclinato verso il basso in direzione del capo (cioè con i piedi più in alto della testa), facendo sempre attenzione a mantenere libere le vie respiratorie, tutto ciò allo scopo di prevenire che le bolle di gas presenti nel sangue raggiungano il circolo ematico del cervello provocando gravi lesioni. 

\cassonétto, sm. 1 Scatola parallelepipeda, sotto l'architrave delle finestre, per contenere le persiane avvolgibili o celare il meccanismo di scorrimento di una tenda. 2 Contenitore mobile di grande capienza collocato nelle strade per la raccolta di rifiuti. 
  sm. rubbish skip. 
  dimin. di cassone. 

\cast, sm. invar. L'insieme degli attori che prendono parte alla realizzazione di un film o all'interpretazione di un'opera teatrale. 

\càsta, sf. 1 Ciascuno dei gruppi sociali che, rigidamente separati tra loro, inquadrano in un sistema sociale fisso i vari strati della popolazione. ~ ceto. 2 Gruppo di persone che hanno e pretendono di avere gli stessi diritti. ~ classe. 
  sf. caste. 
  spagn. e portog. casta, deriv. dal lat. castus puro. 
Gerarchia alla base della società in India che prevede una rigida suddivisione in gruppi (caste) con divieto assoluto di contatti con individui di altre caste; i matrimoni non possono essere celebrati se non nello stesso ambito sociale. Il sistema è antichissimo ed è stato sacralizzato dall'induismo; tali suddivisioni si riscontrano anche in certe zone dell'Africa. 

\castàgna, sf. 1 Frutto del castagno. ~ marrone. prendere in castagna, cogliere sul fatto. 2 Nel calcio tiro in porta particolarmente secco e violento. 3 Placca cornea, di forma tondeggiante, posta sulla parte interna dell'avambraccio e del garretto degli equini. ETIM: lat. castanea, deriv. dal greco kàstanon castagno. 
  sf. chestnut. 
  lat. castanea, dal greco kàstanon. 

\castagnàccio, sm. Schiacciata di farina di castagne al forno. 

\castagnàio, sm. 1 Chi vende le castagne. 2 Chi raccoglie le castagne. 3 Chi cura un castagneto. 

\Castagnàro Comune in provincia di Verona (4.319 ab., CAP 37043, TEL. 0442). 

\castagnéto, sm. Bosco di castagne. 

\Castagnéto Cardùcci Comune in provincia di Livorno (8.256 ab., CAP 57022, TEL. 0565). 

\Castagnéto Po Comune in provincia di Torino (1.270 ab., CAP 10090, TEL. 011). 

\castagnétta, sf. 1 Al plurale, nacchere. 2 Schiocco prodotto stropicciando il medio con il pollice. 3 Petardo. 

\Castagnìto Comune in provincia di Cuneo (1.519 ab., CAP 12050, TEL. 0173). 

\castàgno, sm. Albero (Castanea sativa) della famiglia delle Fagacee e dell'ordine delle Fagali. È caratterizzato da: grande mole, foglie ovali, frutti dalla buccia marrone incorporati in una copertura spinosa e dalla particolare longevità. Cresce spontaneo o coltivato per i suoi frutti (castagne) e il suo legno trova impiego per la realizzazione di travature e botti. Può raggiungere un'altezza di 20-30 m e il suo tronco può avere 10 m di diametro. Molto sensibile ai funghi patogeni, il castagno può ammalarsi; nel 1904, negli Stati Uniti, la Castanea dentata a causa del mal d'inchiostro è stata quasi sterminata. Le varietà cinese (Castanea mollissima) e giapponese (Castanea crenata) sono invece molto resistenti agli agenti patogeni. 
  sm. chestnut tree. 
Castagno d'India 
Pianta (Aesculus hippocastanum) appartenente alla famiglia delle Ippocastanacee, meglio conosciuta con il nome di ippocastano. Originario del Caucaso e della penisola balcanica, è soprattutto coltivato in giardini e parchi. Ha frutti non commestibili incapsulati in involucri spinosi. Può raggiungere i 20 m di altezza. 

\castagnòla, sf. 1 Petardo di carta con polvere pirica per fuoco artificiale. 2 Frittella dolce. 3 Pesce che nel mediterraneo raggiunge i 16 cm. Gli adulti hanno colore marrone scuro mentre i giovani hanno colore blu elettrico. 

\Castagnòle délle Lànze Comune in provincia di Asti (3.486 ab., CAP 14054, TEL. 0141). 

\Castagnòle Monferràto Comune in provincia di Asti (1.226 ab., CAP 14030, TEL. 0141). 

\Castagnòle Piemónte Comune in provincia di Torino (1.634 ab., CAP 10060, TEL. 011). 

\castaldàto, sm. Nell'Italia longobarda era la circoscrizione governata da un castaldo. 

\Castàldi, Pànfilo (Feltre 1398-Venezia 1479) Medico e stampatore. Nel 1471 Galeazzo Maria Sforza gli concesse il privilegio di stampa a Milano. 

\castàldo, sm. 1 Presso la corte longobarda, amministratore territoriale, nominato dal re, con poteri civili, militari e giudiziari. 2 Amministratore dei beni di un casato o di una comunità. 3 Lavoratore agricolo. 

\castàle, agg. 1 Relativo a una casta. 2 Diviso in caste. 

\castaménte, avv. In modo casto; puramente, innocentemente, onestamente. ~ illibatamente. 

\Castàna Comune in provincia di Pavia (771 ab., CAP 27040, TEL. 0385). 

\castanìcolo, agg. Che concerne la coltivazione del castagno. 

\castanicoltùra, sf. Coltivazione di castagne. 

\castàno, agg. Che ha il colore della scorza della castagna. ~ marrone. 
  agg. chestnut, brown. 
  deriv. da castagno. 

\Càstano Prìmo Comune in provincia di Milano (9.482 ab., CAP 20022, TEL. 0331). 

\Castéggio Comune in provincia di Pavia (7.276 ab., CAP 27045, TEL. 0383). 

\Castegnàto Comune in provincia di Brescia (4.980 ab., CAP 25045, TEL. 030). 

\Castegnèro Comune in provincia di Vicenza (2.169 ab., CAP 36020, TEL. 0444). 

\Castèl Baronìa Comune in provincia di Avellino (1.258 ab., CAP 83040, TEL. 0827). 

\Castèl Bogliòne Comune in provincia di Asti (702 ab., CAP 14040, TEL. 0141). 

\Castèl Bolognése Comune in provincia di Ravenna (7.891 ab., CAP 48014, TEL. 0546). 

\Castèl Campagnàno Comune in provincia di Caserta (1.642 ab., CAP 81010, TEL. 0823). 

\Castèl Castàgna Comune in provincia di Teramo (609 ab., CAP 64030, TEL. 0861). 

\Castèl Colónna Comune in provincia di Ancona (950 ab., CAP 60010, TEL. 071). 

\Castèl Condìno Comune in provincia di Trento (262 ab., CAP 38082, TEL. 0465). 

\Castèl d'Aiàno Comune in provincia di Bologna (1.740 ab., CAP 40034, TEL. 051). 

\Castèl d'Àrio Comune in provincia di Mantova (3.929 ab., CAP 46033, TEL. 0376). 

\Castèl d'Azzàno Comune in provincia di Verona (9.329 ab., CAP 37060, TEL. 045). 

\Castèl dél Giùdice Comune in provincia d'Isernia (412 ab., CAP 86080, TEL. 0865). 

\Castèl dél Mónte Comune in provincia di L'Aquila (707 ab., CAP 67023, TEL. 0862). 

\Castèl dél Piàno Comune in provincia di Grosseto (4.376 ab., CAP 58033, TEL. 0564). 

\Castèl dél Rìo Comune in provincia di Bologna (1.095 ab., CAP 40022, TEL. 0542). 

\Castèl di Càsio Comune in provincia di Bologna (2.833 ab., CAP 40030, TEL. 0534). 

\Castèl di Ièri Comune in provincia di L'Aquila (437 ab., CAP 67020, TEL. 0864). 

\Castèl di Iùdica Comune in provincia di Catania (5.219 ab., CAP 95040, TEL. 095). 

\Castèl di Làma Comune in provincia di Ascoli Piceno (6.475 ab., CAP 63030, TEL. 0736). 

\Castèl di Lùcio Comune in provincia di Messina (1.751 ab., CAP 98070, TEL. 0921). 

\Castèl di Sàngro Comune in provincia di L'Aquila (5.475 ab., CAP 67031, TEL. 0864). 

\Castèl di Sàsso Comune in provincia di Caserta (1.245 ab., CAP 81040, TEL. 0823). 

\Castèl di Tòra Comune in provincia di Rieti (330 ab., CAP 02020, TEL. 0765). 

\Castèl Focognàno Comune in provincia di Arezzo (3.343 ab., CAP 52012, TEL. 0575). 

\Castèl Frentàno Comune in provincia di Chieti (3.917 ab., CAP 66032, TEL. 0872). 

\Castèl Gabbiàno Comune in provincia di Cremona (310 ab., CAP 24058, TEL. 0373). 

\Castèl Gandòlfo Comune in provincia di Roma (6.843 ab., CAP 00040, TEL. 06). 

\Castèl Giórgio Comune in provincia di Terni (2.233 ab., CAP 05013, TEL. 0363). 

\Castèl Giórgio (Terni) Comune in provincia di Terni (2.233 ab.). Centro agricolo (frumento, patate e foraggi), dell'allevamento (bovini e suini) e di soggiorno estivo. 

\Castèl Goffrédo Comune in provincia di Mantova (8.476 ab., CAP 46042, TEL. 0376). 

\Castèl Guèlfo di Bológna Comune in provincia di Bologna (2.789 ab., CAP 40023, TEL. 0542). 

\Castèl Madàma Comune in provincia di Roma (6.407 ab., CAP 00024, TEL. 0774). 

\Castèl Maggióre Comune in provincia di Bologna (14.832 ab., CAP 40013, TEL. 051). Centro agricolo (coltivazione di barbabietole e frumento) e industriale (costruzione di impianti frigoriferi, prodotti del legno e del vetro). Gli abitanti sono detti Castelmaggioresi

\Castèl Mèlla Comune in provincia di Brescia (5.786 ab., CAP 25030, TEL. 030). 

\Castel Mòla Comune in provincia di Messina (1.123 ab., CAP 98030, TEL. 0942). 

\Castèl Morróne Comune in provincia di Caserta (3.879 ab., CAP 81020, TEL. 0823). 

\Castèl Ritàldi Comune in provincia di Perugia (2.521 ab., CAP 06044, TEL. 0743). 

\Castèl Rocchèro Comune in provincia di Asti (464 ab., CAP 14040, TEL. 0141). 

\Castèl Rozzóne Comune in provincia di Bergamo (2.323 ab., CAP 24047, TEL. 0363). 

\Castèl San Giórgio (Salerno) Comune in provincia di Salerno (11.347 ab., CAP 84083, TEL. 081). Centro agricolo (coltivazione di cereali) e industriale (prodotti alimentari). Gli abitanti sono detti Sangiorgesi

\Castèl San Giovànni Comune in provincia di Piacenza (11.741 ab., CAP 29015, TEL. 0523). Centro agricolo (uva, cereali, ortaggi) e industriale (fabbricazione di bottoni, prodotti metalmeccanici e tessili). Gli abitanti sono detti Castellani

\Castèl San Lorènzo Comune in provincia di Salerno (3.229 ab., CAP 84049, TEL. 0828). Centro agricolo (uva, cereali e olive) e di attività artigianali. 

\Castèl San Niccolò Comune in provincia di Arezzo (2.859 ab., CAP 52018, TEL. 0575). 

\Castèl San Piètro Romàno Comune in provincia di Roma (698 ab., CAP 00030, TEL. 06). Centro agricolo (cereali, olive, uva). 

\Castèl San Piètro Tèrme Comune in provincia di Bologna (17.922 ab., CAP 40024, TEL. 051). Centro agricolo (coltivazione di frutta, barbabietole e cereali), dell'allevamento (apicoltura) e turistico (stabilimenti per cure idrotermali). Vi si trova la chiesa di Santa Maria Maggiore, del XIV sec., e la torre dell'orologio. Gli abitanti sono detti Castellani

\Castèl San Vincènzo Comune in provincia di Isernia (591 ab., CAP 86071, TEL. 0865). Centro agricolo (frumento, mais, olive), della pastorizia e turistico. 

\Castèl Sant'Àngelo Comune in provincia di Rieti (1.320 ab., CAP 02010, TEL. 0746). 

\Castèl Sant'Elìa Comune in provincia di Viterbo (1.935 ab., CAP 01030, TEL. 0761). 

\Castèl Viscàrdo Comune in provincia di Terni (2.830 ab., CAP 05014, TEL. 0763). 

\Castèl Vittòrio Comune in provincia di Imperia (458 ab., CAP 18030, TEL. 0184). 

\Castèl Voltùrno Comune in provincia di Caserta (15.140 ab., CAP 81030, TEL. 0823). Centro industriale (prodotti caseari, mozzarelle di bufala) e turistico (balneazione) alla foce del fiume Volturno. Gli abitanti sono detti Castellani

\Castelbàldo Comune in provincia di Padova (1.813 ab., CAP 35040, TEL. 0425). 

\Castelbelfòrte Comune in provincia di Mantova (2.542 ab., CAP 46032, TEL. 0376). 

\Castelbellìno Comune in provincia di Ancona (3.151 ab., CAP 60030, TEL. 0731). 

\Castelbèllo Ciàrdes (in ted. Kastelbell Tschars) Comune in provincia di Bolzano (2.317 ab., CAP 39020, TEL. 0473). 

\Castelbiànco Comune in provincia di Savona (265 ab., CAP 17030, TEL. 0182). 

\Castelbottàccio Comune in provincia di Campobasso (624 ab., CAP 86030, TEL. 0874). 

\Castelbuòno Comune in provincia di Palermo (10.058 ab., CAP 90013, TEL. 0921). Centro agricolo e turistico (balneazione). Vi si trovano la chiesa Matrice Vecchia, del XIV sec., e il castello del XIV sec. Gli abitanti sono detti Castelbuonesi

\Castelcìvita Comune in provincia di Salerno (2.426 ab., CAP 84020, TEL. 0828). 

\Castelcovàti Comune in provincia di Brescia (4.995 ab., CAP 25030, TEL. 030). 

\Castelcùcco Comune in provincia di Treviso (1.693 ab., CAP 31030, TEL. 0423). 

\Casteldàccia Comune in provincia di Palermo (8.098 ab., CAP 90014, TEL. 091). 

\Casteldélci Comune in provincia di Pesaro (585 ab., CAP 61010, TEL. 0541). 

\Casteldelfìno Comune in provincia di Cuneo (296 ab., CAP 12020, TEL. 0175). 

\Casteldidóne Comune in provincia di Cremona (627 ab., CAP 26030, TEL. 0375). 

\Castelfidàrdo Comune in provincia di Ancona (15.321 ab., CAP 60022, TEL. 071). Centro industriale (strumenti musicali, calzaturifici e prodotti metalmeccanici). Sede della battaglia che nel 1860 vide i piemontesi sconfiggere le truppe pontificie. Gli abitanti sono detti Castelfidardesi o Castellani

\Castelfiorentìno Comune in provincia di Firenze (17.155 ab., CAP 50051, TEL. 0571). Centro agricolo (coltivazione di frutta, tabacco, viti e barbabietole), dell'allevamento e industriale (prodotti alimentari, del vetro, del mobile e delle calzature). Vi si trova un'importante pinacoteca. Gli abitanti sono detti Castellani

\Castelfóndo Comune in provincia di Trento (632 ab., CAP 38020, TEL. 0463). 

\Castelfòrte Comune in provincia di Latina (6.344 ab., CAP 04021, TEL. 0771). 

\Castelfrànci Comune in provincia di Avellino (3.034 ab., CAP 83040, TEL. 0827). 

\Castelfrànco di Sópra Comune in provincia di Arezzo (2.657 ab., CAP 52022, TEL. 055). 

\Castelfrànco di Sótto Comune in provincia di Pisa (10.834 ab., CAP 56022, TEL. 0571). Centro industriale (calzaturifici). Vi si trova la collegiata, del XIII sec., e il palazzo Pretorio. Gli abitanti sono detti Castelfranchesi

\Castelfrànco Emìlia Comune in provincia di Modena (21.247 ab., CAP 41013, TEL. 059). Centro agricolo (coltivazione di frutta e uva) e industriale (prodotti alimentari, del legno, di materiali edili e metalmeccanici). Vi si trova la chiesa dell'Assunta, con dipinti del Guercino e di G. Reni. Gli abitanti sono detti Castelfranchesi

\Castelfrànco in Miscàno Comune in provincia di Benevento (1.135 ab., CAP 82022, TEL. 0824). 

\Castelfrànco Vèneto Comune in provincia di Treviso (29.470 ab., CAP 31033, TEL. 0423). Centro commerciale (mercato agricolo e del bestiame) e industriale (prodotti tessili, meccanici e dell'abbigliamento). Vi si trovano il duomo del XVIII sec., contenente una pala del Giorgione, originario del luogo, e il castello, della fine del XII sec. Gli abitanti sono detti Castellani

\Castelgombèrto Comune in provincia di Vicenza (4.697 ab., CAP 36070, TEL. 0445). 

\Castelgrànde Comune in provincia di Potenza (1.358 ab., CAP 85050, TEL. 0976). 

\Castelguglièlmo Comune in provincia di Rovigo (1.965 ab., CAP 45020, TEL. 0425). 

\Castelguidóne Comune in provincia di Chieti (551 ab., CAP 66040, TEL. 0873). 

\Castellabàte Comune in provincia di Salerno (7.414 ab., CAP 84048, TEL. 0974). 

\Castellafiùme Comune in provincia di L'Aquila (987 ab., CAP 67050, TEL. 0863). 

\Castèll'Alfèro Comune in provincia di Asti (2.580 ab., CAP 14033, TEL. 0141). 

\Castellàlto Comune in provincia di Teramo (5.866 ab., CAP 64020, TEL. 0861). 

\Castellammàre dél Gólfo Comune in provincia di Trapani (13.515 ab., CAP 91014, TEL. 0924). Centro agricolo (coltivazione di olivi e viti), della lavorazione del marmo e turistico (balneazione). Anticamente era la sede della città di Segesta. Vi si trova il castello aragonese, edificato tra il XIV e il XV sec. Gli abitanti sono detti Castellammaresi

\Castellammàre di Stàbia Comune in provincia di Napoli (68.500 ab., CAP 80053, TEL. 081). Industrie alimentari, cantieristiche, chimiche, del legno, meccaniche, tessili. Stazione di soggiorno balneare e idrominerale. È l'antica Stabiae, distrutta dall'eruzione del Vesuvio nel 79 d. C. 

\Castellamónte Comune in provincia di Torino (8.976 ab., CAP 10081, TEL. 0124). 

\castellàna, sf. Moglie di un castellano. 

\Castellàna Gròtte Comune in provincia di Bari (17.585 ab., CAP 70013, TEL. 080). Centro industriale (lavorazione del vetro) delle Murge. Nelle vicinanze si trovano grotte di natura carsica, scavate dal corso di un fiume sotterraneo. Scoperte nel 1938, formano il complesso speleologico più grandioso e affascinante d'Italia per l'estensione delle gallerie e delle grotte e per la bellezza delle formazioni. Gli abitanti sono detti Castellanesi

\Castellàna Sìcula Comune in provincia di Palermo (4.164 ab., CAP 90020, TEL. 0921). 

\Castellanéta Comune in provincia di Taranto (17.294 ab., CAP 74011, TEL. 099). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi, cereali, mandorle e olive), dell'allevamento, industriale (prodotti caseari) e turistico (balneazione nelle aree sulla costa). Vi si trova la cattedrale dell'Assunta, costruita tra il XIII e il XIV sec. Gli abitanti sono detti Castellanetani

\Castellanéta, Càrlo (Milano 1930-) Romanziere. Tra le opere Viaggio col padre (1958) e Notti e nebbie (1975). 

\Castellàni, Arrìgo (Livorno 1920-Firenze 2004) Filologo e linguista italiano. Membro dell'Accademia della Crusca, profondo conoscitore della lingua italiana delle origini, ha partecipato attivamente al dibattito sul purismo linguistico. Tra le opere: Nuovi testi fiorentini del Dugento (1952) e Saggi di linguistica e filologia italiana e romanza (1980). 

\Castellàni, Enrìco (Castelmassa, Rovigo 1920-) Pittore italiano. Ispiratosi alle opere di L. Fontana, ha fondata con P. Manzoni la rivista d'avanguardia Azimuth

\Castellàni, Renàto (Varigotti 1913-Roma 1985) Regista cinematografico e televisivo. Diresse Due soldi di speranza (1951) e I sogni nel cassetto. Per la TV Verdi (1982). 

\Castellani, spirochetòsi di Bronchite infettiva causata da uno spirochete trasmesso per via aerogena. 

\Castellània Comune in provincia di Alessandria (105 ab., CAP 15051, TEL. 0131). 

\castellàno, agg. e sm. agg. Che si riferisce a un castello. 
sm. 1 Signore o comandante di uno o più castelli. ~ feudatario. <> contadino. 2 Abitante di un castello. 
  lat. castellanus. 

\Castellàno, Vittòrio (Napoli 1909-) Statistico italiano. Tra le sue opere: Corso di sociologia generale (1960) e Istituzioni di statistica (1962). 

\Castellànza Comune in provincia di Varese (15.586 ab., CAP 21053, TEL. 0331). Centro industriale (prodotti meccanici, tessili e chimici). Gli abitanti sono detti Castellanzesi

\Castellàr Comune in provincia di Cuneo (241 ab., CAP 12030, TEL. 0175). 

\Castellàr Guidobòno Comune in provincia di Alessandria (380 ab., CAP 15050, TEL. 0131). 

\Castellaràno Comune in provincia di Reggio Emilia (8.894 ab., CAP 42014, TEL. 059). 

\Castellàro Comune in provincia d'Imperia (860 ab., CAP 18011, TEL. 0184). 

\Castèll'Arquàto Comune in provincia di Piacenza (4.405 ab., CAP 29014, TEL. 0523). 

\castellàta, sf. Carro agricolo che porta una grossa botte. 

\castellatùra, sf. Ossatura in legno posta a rinforzo dei mobili. 

\Castèll'Azzàra Comune in provincia di Grosseto (2.105 ab., CAP 58034, TEL. 0564). 

\Castellàzzo Bòrmida Comune in provincia di Alessandria (4.254 ab., CAP 15073, TEL. 0131). 

\Castellàzzo Novarése Comune in provincia di Novara (272 ab., CAP 28060, TEL. 0321). 

\Castelleóne Comune in provincia di Cremona (8.755 ab., CAP 26012, TEL. 0374). 

\Castelleóne di Suàsa Comune in provincia di Ancona (1.641 ab., CAP 60010, TEL. 071). 

\Castellèro Comune in provincia di Asti (281 ab., CAP 14011, TEL. 0141). 

\castellétto, sm. 1 Nelle miniere, costruzione in legno, cemento o acciaio che sta sopra i pozzi di estrazione. 2 Nei cantieri edili, il ponte formato da una impalcatura di legname che sale fino al punto in cui si deve eseguire l'opera muraria. 3 Blocchetto con vite d'arresto che, scorrendo lungo il compositoio, determina la lunghezza della riga. 4 Libro riservato, nel quale in passato le banche annotavano i fidi concessi ai loro clienti. 5 Nel gioco del lotto, il registro con cui vengono segnate le somme giocate e le vincite presunte. 

\Castellétto Cèrvo Comune in provincia di Biella (755 ab., CAP 13040, TEL. 0161). 

\Castellétto d'Èrro Comune in provincia di Alessandria (167 ab., CAP 15010, TEL. 0144). 

\Castellétto di Brandùzzo Comune in provincia di Pavia (1.070 ab., CAP 27040, TEL. 0383). 

\Castellétto d'Òrba Comune in provincia di Alessandria (1.849 ab., CAP 15060, TEL. 0143). 

\Castellétto Mèrli Comune in provincia di Alessandria (486 ab., CAP 15020, TEL. 0141). 

\Castellétto Molìna Comune in provincia di Asti (165 ab., CAP 14040, TEL. 0141). 

\Castellétto Monferràto Comune in provincia di Alessandria (1.289 ab., CAP 15040, TEL. 0131). 

\Castellétto Sópra Ticìno Comune in provincia di Novara (7.965 ab., CAP 28053, TEL. 0331). 

\Castellétto Stùra Comune in provincia di Cuneo (1.072 ab., CAP 12040, TEL. 0171). 

\Castellétto Uzzóne Comune in provincia di Cuneo (395 ab., CAP 12070, TEL. 0173). 

\Castèlli (comune) Comune in provincia di Teramo (1.600 ab., CAP 64041, TEL. 0861). 

\Castèlli (Croazia) Baia della Croazia, nella costa dalmata, formata dalle due penisole di Spalato e di Traù. 

\Castèlli Calèpio Comune in provincia di Bergamo (8.402 ab., CAP 24060, TEL. 035). 

\Castèlli Romàni Nome con il quale vengono identificati i seguenti quattordici centri laziali: Albano, Ariccia, Castel Gandolfo, Colonna, Frascati, Genzano, Grottaferrata, Marino, Monte Campatri, Monte Porzio Catone, Nemi, Rocca di Papa, Rocca Priora, Veleltri

\Castèlli, Benedétto (Brescia 1577-Roma 1643) Fisico. Discepolo di Galileo, collaborò con lui allo studio e alla misura delle acque correnti. 

\castellière, sm. Tipo di villaggio preistorico fortificato posta sulla sommità di alture, tipico dell'Istria e delle regioni carsiche. 

\Castèlli-Gattinàra, Enrìco (Torino 1900-Roma 1977) Filosofo italiano. Fu il fondatore dell'Archivio di filosofia. Tra le opere si ricordano Esistenzialismo teologico (1948), Simboli e immagini (1966) e Paradossi del senso comune (1970). 

\Castellìna in Chiànti Comune in provincia di Siena (2.508 ab., CAP 53011, TEL. 0577). 

\Castellìna Marìttima Comune in provincia di Pisa (1.816 ab., CAP 56040, TEL. 050). 

\Castellinàldo Comune in provincia di Cuneo (783 ab., CAP 12050, TEL. 0173). 

\Castellìno dél Bifèrno Comune in provincia di Campobasso (827 ab., CAP 86020, TEL. 0874). 

\Castellìno Tànaro Comune in provincia di Cuneo (343 ab., CAP 12060, TEL. 0174). 

\Castellìri Comune in provincia di Frosinone (3.521 ab., CAP 03030, TEL. 0776). 

\castèllo, sm. 1 Opera fortificata provvista di mura con torri e bastioni, atta alla difesa, circondata da un fossato; nel medioevo era abitazione e riparo dei signori. 2 Gruppo di case cinto di mura, posto per lo più su un'altura. 3 Macchina di legno a forma di torre che veniva accostata alle mura di una città assediata per colpirne i difensori. 4 Nome dato a vari tipi di impalcature. ~ ponteggio. 5 Ponte sopraelevato nella parte prodiera della nave. 
  sm. castle. 
  lat. castellum, dimin. di castrum luogo fortificato. 

\Castèllo Cabiàglio Comune in provincia di Varese (444 ab., CAP 21030, TEL. 0332). 

\Castèllo d'Agógna Comune in provincia di Pavia (861 ab., CAP 27030, TEL. 0384). 

\Castèllo d'Àrgile Comune in provincia di Bologna (3.669 ab., CAP 40050, TEL. 051). 

\Castello dei destini incrociati, Il Opera di narrativa di I. Calvino (1973). 

\Castèllo dél Matése Comune in provincia di Caserta (1.423 ab., CAP 81010, TEL. 0823). 

\Castello del Principe Barbablù, Il Opera in un atto di B. Bartók, libretto di B. Balàsz (Budapest, 1918). 

\Castèllo déll'Àcqua Comune in provincia di Sondrio (740 ab., CAP 23030, TEL. 0342). 

\Castèllo di Annóne Comune in provincia di Asti (1.713 ab., CAP 14034, TEL. 0141). 

\Castèllo di Briànza Comune in provincia di Lecco (1.930 ab., CAP 22040, TEL. 039). 

\Castèllo di Cistèrna Comune in provincia di Napoli (6.416 ab., CAP 80030, TEL. 081). 

\Castèllo di Gòdego Comune in provincia di Treviso (6.023 ab., CAP 31030, TEL. 0423). 

\Castèllo di Serravàlle Comune in provincia di Bologna (2.773 ab., CAP 40050, TEL. 051). 

\Castello di Udine, Il Romanzo di C. E. Gadda (1934). 

\Castello d'Otranto, Il Romanzo di H. Walpole (1764). 

\Castello interiore o Le sette dimore Opera mistica di Santa Teresa d'Ávila (1576-1577). 

\Castèllo Lavàzzo Comune in provincia di Belluno (1.834 ab., CAP 32010, TEL. 0437). 

\Castèllo Tesìno Comune in provincia di Trento (1.521 ab., CAP 38053, TEL. 0461). 

\Castèllo, Giovànni Battìsta (Gandino, Bergamo, 1509?-Madrid 1569) detto il Bergamasco. Architetto e pittore. Tra le opere il palazzo Cataldi (ca. 1558) a Genova e gli affreschi della Cappella Lercari in San Lorenzo a Genova (metà del XVI sec.). 

\Castèllo, Giùlio Cesàre (Genova 1921-) Saggista e critico cinematografico italiano. Autore di numerose piece teatrali e cinematografiche, ha pubblicato l'opera Il divismo, mitologia del cinema (1957). 

\Castello, Il Romanzo di F. Kafka (1926). Opera, non completata da Kafka (secondo la testimonianza dell'amico ed editore Max Brod, mancherebbe l'ultimo capitolo), pubblicata postuma. La vicenda racconta dell'agrimensore K. (K. come Kafka) che giunge in un villaggio ai piedi di un grande castello con l'intenzione di esercitare il suo mestiere nelle terre di quella contea. Le mille difficoltà e le regole assurde ne faranno il compito di una vita. Come per tutti i lavori dello scrittore, sono state proposte interpretazioni di varia natura: metafora del rapporto di un ebreo (come Kafka) con la popolazione o di quello dell'uomo con la comunità. La suggestione del Castello rimane intatta. 

\Castèllo-Molìna di Fièmme Comune in provincia di Trento (1.971 ab., CAP 38030, TEL. 0462). 

\Castellón de la Plana Città (136.000 ab.) della Spagna, nella Comunidad Valenciana, capoluogo della provincia omonima. 
Castellón de la Plana 
Provincia (447.000 ab.) della Spagna, attraversata dal fiume Mijares. 

\Castellùcchio Comune in provincia di Mantova (5.047 ab., CAP 46014, TEL. 0376). 

\Castellùccio déi Sàuri Comune in provincia di Foggia (1.900 ab., CAP 71025, TEL. 0881). 

\Castellùccio Inferióre Comune in provincia di Potenza (2.617 ab., CAP 85040, TEL. 0973). 

\Castellùccio Superióre Comune in provincia di Potenza (1.142 ab., CAP 85040, TEL. 0973). 

\Castellùccio Valmaggióre Comune in provincia di Foggia (1.552 ab., CAP 71020, TEL. 0881). 

\Castèll'Umbèrto Comune in provincia di Messina (3.915 ab., CAP 98070, TEL. 0941). 

\Castelmàgno Comune in provincia di Cuneo (163 ab., CAP 12020, TEL. 0171). 

\Castelmàrte Comune in provincia di Como (1.009 ab., CAP 22030, TEL. 031). 

\Castelmàssa Comune in provincia di Rovigo (4.724 ab., CAP 45035, TEL. 0425). 

\Castelmàuro Comune in provincia di Campobasso (2.829 ab., CAP 86031, TEL. 0874). 

\Castelmezzàno Comune in provincia di Potenza (1.063 ab., CAP 85010, TEL. 0971). 

\Castelmòla Comune siculo in provincia di Messina sui monti Peloritani (16 Km2, 1.150 ab.). 

\Castelnovétto Comune in provincia di Pavia (696 ab., CAP 27030, TEL. 0384). 

\Castelnòvo Bariàno Comune in provincia di Rovigo (3.205 ab., CAP 45030, TEL. 0425). 

\Castelnòvo dél Friùli Comune in provincia di Pordenone (890 ab., CAP 33091, TEL. 0427). 

\Castelnòvo di Sótto Comune in provincia di Reggio Emilia (7.154 ab., CAP 42024, TEL. 0522). 

\Castelnòvo ne' Mónti Comune in provincia di Reggio Emilia (9.635 ab., CAP 42035, TEL. 0522). 

\Castelnuòvo Comune in provincia di Trento (833 ab., CAP 38050, TEL. 0461). 

\Castelnuòvo Bèlbo Comune in provincia di Asti (878 ab., CAP 14043, TEL. 0141). 

\Castelnuòvo Berardènga Comune in provincia di Siena (6.316 ab., CAP 53019, TEL. 0577). 

\Castelnuòvo Bócca d'Àdda Comune in provincia di Lodi (1.753 ab., CAP 20070, TEL. 0377). 

\Castelnuòvo Bòrmida Comune in provincia di Alessandria (702 ab., CAP 15017, TEL. 0144). 

\Castelnuòvo Bozzènte Comune in provincia di Como (633 ab., CAP 22070, TEL. 031). 

\Castelnuòvo Calcèa Comune in provincia di Asti (795 ab., CAP 14040, TEL. 0141). 

\Castelnuòvo Cilènto Comune in provincia di Salerno (2.158 ab., CAP 84040, TEL. 0974). 

\Castelnuòvo dél Gàrda Comune in provincia di Verona (7.911 ab., CAP 37014, TEL. 045). 

\Castelnuòvo délla Dàunia Comune in provincia di Foggia (1.991 ab., CAP 71034, TEL. 0881). 

\Castelnuòvo di Céva Comune in provincia di Cuneo (143 ab., CAP 12070, TEL. 0174). 

\Castelnuòvo di Cónza Comune in provincia di Salerno (1.159 ab., CAP 84020, TEL. 0828). 

\Castelnuòvo di Fàrfa Comune in provincia di Rieti (823 ab., CAP 02031, TEL. 0765). 

\Castelnuòvo di Garfagnàna Comune in provincia di Lucca (6.309 ab., CAP 55032, TEL. 0583). 

\Castelnuòvo di Pòrto Comune in provincia di Roma (5.897 ab., CAP 00060, TEL. 06). 

\Castelnuòvo Dòn Bòsco Comune in provincia di Asti (2.793 ab., CAP 14022, TEL. 011). 

\Castelnuòvo Màgra Comune in provincia di La Spezia (7.912 ab., CAP 19030, TEL. 0187). 

\Castelnuòvo Nìgra Comune in provincia di Torino (492 ab., CAP 10080, TEL. 0124). 

\Castelnuòvo Paràno Comune in provincia di Frosinone (845 ab., CAP 03040, TEL. 0776). 

\Castelnuòvo Rangóne Comune in provincia di Modena (9.683 ab., CAP 41051, TEL. 059). 

\Castelnuòvo Scrìvia Comune in provincia di Alessandria (5.859 ab., CAP 15053, TEL. 0131). 

\Castelnuòvo Val di Cècina Comune in provincia di Pisa (2.678 ab., CAP 56041, TEL. 0588). 

\Castelnuòvo, Emma (Roma 1913-Roma 2014) Docente di matematica, figlia di Guido, innovatrice dei metodi e dei contenuti dell'insegnamento della matematica nella scuola media

\Castelnuòvo, Guìdo (Venezia 1865-Roma 1952) Matematico. Compì studi approfonditi di calcolo della probabilità e, soprattutto, di geometria proiettiva. 

\Castelnuòvo, Nìno (Lecco 1936-) Attore italiano. Dall'esordio televisivo nel 1963 come Renzo Tramaglino nei Promessi Sposi, ha interpretato numerosi film dedicandosi attivamente anche al teatro. 

\Castelo Branco Distretto (215.000 ab.) del Portogallo. Territorio prevalentemente montuoso. 

\Castelo Branco, Camilo (Lisbona 1825-São Miguel de Cede 1890) Scrittore portoghese. Tra le opere Calota Angela (1858) ed Eusebio Macario (1879). 

\Castelpagàno Comune in provincia di Benevento (1.859 ab., CAP 82020, TEL. 0824). 

\Castelpetróso Comune in provincia d'Isernia (1.722 ab., CAP 86090, TEL. 0865). 

\Castelpizzùto Comune in provincia d'Isernia (134 ab., CAP 86090, TEL. 0865). 

\Castelplànio Comune in provincia di Ancona (3.072 ab., CAP 60031, TEL. 0731). 

\Castelpòto Comune in provincia di Benevento (1.630 ab., CAP 82030, TEL. 0824). 

\Castelraimóndo Comune in provincia di Macerata (4.243 ab., CAP 62022, TEL. 0737). 

\Castelrósso Isola della Grecia, nel mar Egeo. Dipende amministrativamente da Rodi. 

\Castelrótto (in ted. Kastelruth) Comune in provincia di Bolzano (5.600 ab., CAP 39040, TEL. 0471). 

\Castelsantàngelo sul Néra Comune in provincia di Macerata (368 ab., CAP 62030, TEL. 0737). 

\Castelsaracèno Comune in provincia di Potenza (2.020 ab., CAP 85031, TEL. 0973). 

\Castelsàrdo Comune in provincia di Sassari (5.236 ab., CAP 07031, TEL. 079). 

\Castelsèprio Comune in provincia di Varese (1.097 ab., CAP 21050, TEL. 0331). 

\Castelsilàno Comune in provincia di Crotone (1.400 ab., CAP 88070, TEL. 0984). 

\Castelspìna Comune in provincia di Alessandria (371 ab., CAP 15070, TEL. 0131). 

\Casteltèrmini Comune in provincia di Agrigento (10.132 ab., CAP 92025, TEL. 0922). Centro minerario (estrazione di salgemma e di zolfo) e industriale (prodotti alimentari e di sali di potassio). Gli abitanti sono detti Castelterminesi

\Castelveccàna Comune in provincia di Varese (1.839 ab., CAP 21010, TEL. 0332). 

\Castelvècchio Calvìsio Comune in provincia di L'Aquila (246 ab., CAP 67020, TEL. 0862). 

\Castelvècchio di Ròcca Barbéna Comune in provincia di Savona (216 ab., CAP 17034, TEL. 0182). 

\Castelvècchio Subèquo Comune in provincia di L'Aquila (1.448 ab., CAP 67024, TEL. 0864). 

\Castelvènere Comune in provincia di Benevento (2.507 ab., CAP 82030, TEL. 0824). 

\Castelvérde Comune in provincia di Cremona (4.367 ab., CAP 26022, TEL. 0372). 

\Castelverrìno Comune in provincia di Isernia (177 ab., CAP 86080, TEL. 0865). 

\Castelvètere in Val Fortóre Comune in provincia di Benevento (2.664 ab., CAP 82023, TEL. 0824). 

\Castelvètere sul Calóre Comune in provincia di Avellino (1.838 ab., CAP 83040, TEL. 0827). 

\Castelvetràno Comune in provincia di Trapani (30.272 ab., CAP 91022, TEL. 0924). Centro agricolo (coltivazione di agrumi, olive e uva) e industriale (prodotti alimentari, meccanici e del legno) della Sicilia occidentale. Vi si trova la chiesa di San Domenico, del XV sec. Gli abitanti sono detti Castelvetranesi

\Castelvètro di Mòdena Comune in provincia di Modena (8.081 ab., CAP 41014, TEL. 059). 

\Castelvètro Piacentìno Comune in provincia di Piacenza (4.874 ab., CAP 29010, TEL. 0523). 

\Castelviscónti Comune in provincia di Cremona (380 ab., CAP 26010, TEL. 0374). 

\Castenàso Comune in provincia di Bologna (13.436 ab., CAP 40055, TEL. 051). Centro agricolo e industriale (derivati degli esplosivi, prodotti metalmeccanici e calzaturieri). Gli abitanti sono detti Castenasini o Castenasensi

\Castenédolo Comune in provincia di Brescia (8.259 ab., CAP 25014, TEL. 030). 

\Castiàdas Comune in provincia di Cagliari (1.226 ab., CAP 09043, TEL. 070). 

\castigàbile, agg. Che può essere castigato. 

\castigamàtti, sm. invar. 1 Bastone con cui anticamente si tenevano a bada i pazzi nei manicomi. 2 Arnese per punire chi si ribella alla ragione. 

\castigàre, v. tr. 1 Dare una punizione, infliggere un castigo. ~ punire. <> premiare. 2 Correggere. ~ emendare. 3 Vincere la durezza di un metallo. 
  v. tr. to chastise, to punish. 
  lat. castigare punire. 

\castigat ridendo mores, loc. avv. Espressione latina che significa "ridendo corregge i costumi". La locuzione si riferisce alla commedia o alla satira. 

\castigatézza, sf. Irreprensibilità e sobrietà di vita. 

\castigàto, agg. 1 Che ha rispetto della morale, modesto, sobrio. ~ morigerato. <> licenzioso. 2 Corretto, emendato da errori. ~ purgato. <> scorretto. 

\castigatóre, sm. (f.-trìce) Chi castiga. 

\Castìglia (in spagnolo Castilla) Regione spagnola, costituita da una vasta meseta (altopiano) arido e brullo, tra la Cordigliera Cantabrica a nord, il Sistema Iberico a est, la Sierra Morena a sud; a ovest si affaccia sull'Atlantico. Divisa in Castiglia León, con le province di Àvila, Burgos, León, Zamora, Palencia, Salamanca, Segovia, Soria e Valladolid, e Castiglia-La Mancha, con le province di Albacete, Ciudad Real, Cuenca, Guadalajara e Toledo. Prevalentemente agricola (cereali); è diffusa la pastorizia. Originariamente celtica, fu poi romana, quindi araba (VIII sec.); dopo alterne vicende nel 1492 fu definitivamente strappata agli arabi. 

\castigliàno, agg. e sm. agg. e sm. Abitante o nativo o riferito alla Castiglia. 
sm. Lingua parlata in Spagna e nei territori da lei colonizzati. 

\Castiglión Fibòcchi Comune in provincia di Arezzo (1.731 ab., CAP 52029, TEL. 0575). 

\Castigliòn Fiorentìno Comune in provincia di Arezzo (11.410 ab., CAP 52043, TEL. 0575). Centro agricolo (coltivazione di cereali, produzione di olio e vino) e industriale (prodotti alimentari e calzaturieri) della Valdichiana. Vi si trovano la pinacoteca civica, la chiesa di San Francesco, del XIII sec., e le mura medievali. Gli abitanti sono detti Castiglionesi

\Castiglióne a Casàuria Comune in provincia di Pescara (902 ab., CAP 65020, TEL. 085). 

\Castiglióne Chiavarése Comune in provincia di Genova (1.386 ab., CAP 16030, TEL. 0185). 

\Castiglióne Cosentìno Comune in provincia di Cosenza (2.703 ab., CAP 87040, TEL. 0984). 

\Castiglióne d'Àdda Comune in provincia di Lodi (4.524 ab., CAP 20072, TEL. 0377). 

\Castiglióne déi Genovési Comune in provincia di Salerno (1.174 ab., CAP 84090, TEL. 089). 

\Castiglióne déi Pèpoli Comune in provincia di Bologna (6.091 ab., CAP 40035, TEL. 0534). 

\Castiglióne dél Làgo Comune in provincia di Perugia (13.409 ab., CAP 06061, TEL. 075). Centro industriale (prodotti alimentari, tessili e meccanici) e turistico sul lago Trasimeno. Vi si trovano il castello di origine medievale e il palazzo del Comune, del XVI sec. Gli abitanti sono detti Castiglionesi

\Castiglióne délla Pescàia Comune in provincia di Grosseto (7.195 ab., CAP 58043, TEL. 0564). 

\Castiglióne délle Stivière Comune in provincia di Mantova (16.647 ab., CAP 46043, TEL. 0376). Centro industriale (prodotti tessili, alimentari, meccanici e chimici). Sede della battaglia che nel 1796 vide Napoleone sconfiggere gli austriaci. Gli abitanti sono detti Castiglionesi

\Castiglióne di Garfagnàna Comune in provincia di Lucca (2.016 ab., CAP 55033, TEL. 0583). 

\Castiglióne di Sicìlia Comune in provincia di Catania (4.551 ab., CAP 95012, TEL. 0942). 

\Castiglióne d'Intèlvi Comune in provincia di Como (661 ab., CAP 22023, TEL. 031). 

\Castiglióne d'Òrcia Comune in provincia di Siena (2.840 ab., CAP 53023, TEL. 0577). 

\Castiglióne Fallétto Comune in provincia di Cuneo (515 ab., CAP 12060, TEL. 0173). 

\Castiglióne in Teverìna Comune in provincia di Viterbo (2.321 ab., CAP 01024, TEL. 0761). 

\Castiglióne Messèr Marìno Comune in provincia di Chieti (2.600 ab., CAP 66033, TEL. 0873). 

\Castiglióne Messèr Raimóndo Comune in provincia di Teramo (2.590 ab., CAP 64034, TEL. 0861). 

\Castiglióne Olóna Comune in provincia di Varese (7.434 ab., CAP 21043, TEL. 0331). 

\Castiglióne Tinèlla Comune in provincia di Cuneo (949 ab., CAP 12053, TEL. 0141). 

\Castiglióne Torinése Comune in provincia di Torino (4.940 ab., CAP 10090, TEL. 011). 

\Castiglióne, Baldesàr (Casatico, Mantova, 1478-Toledo 1529) Letterato. Visse alla corte degli Sforza, dei Gonzaga e dei Montefeltro in Urbino. Fu il cortigiano nel senso più alto della parola, il letterato di eccelsi ideali. Espresse tutte queste sue caratteristiche, nelle quali compendiava lo spirito rinascimentale, anche in forma di trattato, scrivendo Il libro del cortigiano perfetto (1528). Fu diplomatico, poi nunzio pontificio alla corte di Carlo V di Spagna. 

\Castiglióne, Virgìnia Oldoìni contéssa di (Firenze 1837-Parigi 1899) Nobildonna. Nel 1856 Cavour la inviò a Parigi dove esercitò una notevole influenza su Napoleone III. 

\Castiglióni, Enrìco (Busto Arsizio 1914-Busto Arsizio 2000) Architetto italiano. Ha studiato a fondo e realizzato strutture a membrana in cemento armato. 

\Castignàno Comune in provincia di Ascoli Piceno (3.050 ab., CAP 63032, TEL. 0736). 

\castìgo, sm. (pl.-ghi) 1 Punizione data allo scopo di correggere. ~ lezione. <> ricompensa. mettere in castigo, punire. 2 Persona o cosa nociva o molesta. ~ flagello. <> bendizione, consolazione. è proprio un castigo di Dio
  sm. punishment. 
  deriv. da castigare

\Castilènti Comune in provincia di Teramo (1.635 ab., CAP 64035, TEL. 0861). 

\Castillo Rilievo montuoso della Spagna, nella provincia di Santander. 

\casting, sm. invar. Distribuzione delle parti di un film e simili. 

\Càstino Comune in provincia di Cuneo (549 ab., CAP 12050, TEL. 0173). 

\Castióne Andevénno Comune in provincia di Sondrio (1.585 ab., CAP 23012, TEL. 0342). 

\Castióne délla Presolàna Comune in provincia di Bergamo (3.161 ab., CAP 24020, TEL. 0346). 

\Castiòns di Stràda Comune in provincia di Udine (3.795 ab., CAP 33050, TEL. 0432). 

\Castiràga Vidàrdo Comune in provincia di Lodi (1.355 ab., CAP 20079, TEL. 0371). 

\castità, sf. 1 L'essere casto, fisicamente e nello spirito. ~ illibatezza. <> depravazione, lussuria. 2 Purezza e semplicità di lingua, di stile e altro. 
  sf. chastity. 
  lat. castitas,-atis, deriv. da castus puro. 

\Castle, Barbara Anne (Chesterfield 1910-Buckinghamshire 2002) Donna politica britannica. Membro del Comitato nazionale del Labour Party dal 1949. È stata ministro per il commercio estero (1964-1965), ministro per i trasporti (1965-1968) e ministro per l'occupazione (1968-1970). Dal 1979 è stata eletta al parlamento europeo. 

\Castlereagh Distretto (58.000 ab.) della Gran Bretagna, nell'Irlanda del Nord. 

\Castlereagh, Robert Stewart viscónte (1769-1822) Politico britannico. Di parte tory, fu ministro degli esteri dal 1812 al 1822; fu tra i protagonisti della coalizione che abbatté Napoleone tra il 1813 e il 1814 e nel 1815 partecipò attivamente al Congresso di Vienna. 

\càsto, agg. 1 Puro. ~ virtuoso. <> depravato. vita casta, lontana dalla lussuria. 2 Semplice. ~ sobrio. 
  lat. castus

\Càsto Comune in provincia di Brescia (1.659 ab., CAP 25070, TEL. 0365). 

\castóne, sm. Incavo dell'anello in cui è posta la gemma. 

\Castoràno Comune in provincia di Ascoli Piceno (2.016 ab., CAP 63030, TEL. 0736). 

\Càstore Stella della costellazione dei Gemelli, di colore bianco, costituita da un insieme di stelle che orbitano attorno al centro di massa comune; per la sua magnitudine (1,6) è al secondo posto nella costellazione. 
Castore 
Personaggio mitologico. Uno dei Dioscuri. 

\Càstore e Pollùce Coppia di eroi greci divinizzati dalla leggenda. Considerati figli di Giove dal quale derivano l'epiteto di Dioscuri (dal greco Diós kúros ossia figlio di Zeus). 

\castòreo, sm. Liquido secreto dalle ghiandole del prepuzio del castoro. 

\castorìno, sm. Pelliccia fornita dal castoro. 

\castòro, sm. 1 Genere (Castor) di Mammiferi Roditori della famiglia dei Castoridi. 2 La pelliccia del castoro. 3 Tessuto pesante di lana cardata usato per vestiti da uomo. 
  sm. beaver. 
Due sono le specie: il Castor fiber (europeo), e il Castor canadensis (nordamericano), assai apprezzati per il loro mantello. Vive lungo i corsi d'acqua, protegge la sua tana che è in genere formata da una galleria, costruendo dighe e sbarramenti con rami o altro materiale. 

\Castracàni dégli Antelminèlli, Castrùccio (Lucca 1281-1328) Signore di Lucca dal 1316. Appartenente alla fazione dei Bianchi, nel 1300 venne esiliato da Bonturo Dati dei Neri, ma nel 1314, unitosi all'imperatore Enrico VII, fece ritorno. Insieme a Uguccione della Faggiuola, sconfisse i guelfi di Firenze nella battaglia di Montecatini del 1315. L'anno successivo, in seguito a una rivolta popolare, estromise Uguccione dalla signoria di Lucca. Capo e condottiero dei ghibellini di Toscana, vinse i fiorentini ad Altopascio (1325). Nel 1320 Federico III lo nominò vicario imperiale; tale carica gli fu confermata da Ludovico il Bavaro, che nel 1327 lo nominò duca di Lucca. La sua vita ispirò N. Machiavelli che ne scrisse la vita (Vita di Castruccio Castracani da Lucca, 1520). 

\castràre, v. tr. 1 Evirare. castrare le castagne, farvi un taglio trasversale per evitare che scoppino durante la cottura. 2 Togliere vitalità. ~ reprimere. <> spronare, incoraggiare. 
  v. tr. to castrate, to geld. 
  lat. castrare

\castràto, agg. e sm. agg. 1 Privato degli organi della riproduzione. 2 Senza carattere, fiacco. ~ effeminato. 
sm. 1 Carne che si ricava da animali castrati. 2 Cantante evirato. ~ eunuco. 

\castratùra, sf. Operazione del castrare. 

\castrazióne, sf. Estirpazione in un individuo degli organi riproduttivi (testicoli nel maschio, ovaie nella femmina). Viene eseguita a scopo terapeutico per il trattamento di tumori che si sviluppano in presenza di ormoni. 

\castrènse, agg. Che si riferisce al campo militare e all'esercito. 

\Castrezzàto Comune in provincia di Brescia (5.042 ab., CAP 25030, TEL. 030). 

\Càstri di Lécce Comune in provincia di Lecce (3.058 ab., CAP 73020, TEL. 0832). 

\Càstri, Màssimo (Cortona 1943-) Attore e regista teatrale. Passò alla regia dopo alcune esperienze come interprete. Attivo a Brescia (Teatro La Loggetta, poi Centro Teatrale Bresciano), diresse con successo lavori di L. Pirandello e di H. Ibsen e la tragedia greca. 

\Castries Saint Lucia Città (54.000 ab.) dell'isola di Saint Lucia, di cui è capitale. 

\Castrignàno de' Grèci Comune in provincia di Lecce (3.985 ab., CAP 73020, TEL. 0836). 

\Castrignàno dél Càpo Comune in provincia di Lecce (5.314 ab., CAP 73040, TEL. 0833). 

\castrìno, sm. Piccolo coltello utilizzato per incidere le castagne. 2 Colui che castra gli animali. 

\castrìsmo, sm. La politica di Fidel Castro e dei suoi seguaci. 

\castrìsta, sf. e sm. (pl. m.-i) Fautore del castrismo. 

\càstro, sm. Italianizzazione del termine latino castrum. Entra nella composizione di alcuni nomi di luoghi. 

\Càstro (Bergamo) Comune in provincia di Bergamo (1.429 ab., CAP 24063, TEL. 035). 

\Càstro (Lecce) Comune in provincia di Lecce (2.421 ab., CAP 73030, TEL. 0836). 

\Càstro déi Vòlsci Comune in provincia di Frosinone (5.178 ab., CAP 03020, TEL. 0775). 

\Castro Ruz, Fidel (Mayari 1927-) Politico e rivoluzionario cubano. Dopo gli studi di giurisprudenza, intraprese una battaglia contro la dittatura dominicana di Trujillo. All'inizio dei primi anni '50, militò nel Partido Ortodoxo di E. Chibas e organizzò la rivoluzione armata contro la dittatura di F. Batista. Dopo l'attacco fallito del 26 luglio 1953 alla caserma Moncada, fu incarcerato per due anni e costretto all'esilio in Messico. Nel 1956, con un gruppo di uomini, tornò clandestinamente a Cuba e, appoggiato da contadini e intellettuali, costrinse il dittatore a lasciare l'isola (1956-1959). Proclamatosi primo ministro, riorganizzò lo stato su basi nazionalistiche e socialiste (istituzione della previdenza sociale, dell'istruzione popolare, della nazionalizzazione dell'industria e della riforma agraria), facendo di Cuba il primo stato comunista in America. Questa riorganizzazione dello stato, si scontrò con gli interessi economici e politici degli USA, che per reazione annullarono tutti gli accordi commerciali del passato, appoggiando i controrivoluzionari nel tentativo fallito dello sbarco nella Baia dei Porci del 1961. Si avvicinò quindi sempre più all'URSS, ratificando con Mosca una serie di accordi economici e militari. L'Unione Sovietica installò a Cuba nel 1962 una base di missili atomici; gli USA reagirono a questa minaccia nucleare, facendo emergere una delle crisi più gravi del dopoguerra, risoltasi con il ritiro delle testate atomiche, grazie alle trattative condotte da John F. Kennedy e Nikita Kruscev. Dal 1976 è presidente del paese. Nel 1995, con una nuova legge, ha consentito l'ingresso a Cuba dei primi investitori stranieri; ma l'embargo degli USA ha frenato questo sviluppo economico. Nel dicembre del 1996 ha incontrato in Vaticano papa Giovanni Paolo II, a conferma della nuova linea politica di apertura. Nel gennaio 1998 ha ricevuto lo stesso Giovanni Paolo II a Cuba. 

\Castro, Américo (Rio de Janeiro 1885-Lloret de Mar 1972) Critico letterario spagnolo. Tra le opere Lingua, insegnamento e letteratura (1924) e La Spagna nella sua realtà storica (1954). 

\Castro, Guillén de (Valenza 1569-Madrid 1631) Drammaturgo spagnolo. Tra le opere Le gesta del Cid e Il conte Alarcos

\Castro, Rosalia de (Santiago de Compostela 1837-Padrón 1885) Poetessa e narratrice spagnola. Dopo un'infanzia difficile, in quanto figlia illegittima, nel 1858 andò sposa allo scrittore M. Murguía. Esordì con La figlia del mare (1859). Seguirono numerosi altri romanzi tra i quali Rovine (1866), Il cavaliere dagli stivali azzurri (1867). A giudizio dei critici, la parte migliore della sua opera è da individuare nelle raccolte di poesia, scritte in parte in lingua gallega, come Canzoni di Galizia (1863) e in parte in castigliano come Sulle rive del Sar (1884). 

\Castrocàro Tèrme e Tèrra dél Sóle Comune in provincia di Forlì (5.331 ab., CAP 47011, TEL. 0543). 

\Castrocièlo Comune in provincia di Frosinone (3.710 ab., CAP 03030, TEL. 0776). 

\Castrofilìppo Comune in provincia di Agrigento (3.581 ab., CAP 92020, TEL. 0922). 

\Castrolìbero Comune in provincia di Cosenza (10.236 ab., CAP 87040, TEL. 0984). 

\castronàggine, sf. Balordaggine. 

\castróne, sm. Persona sciocca. 

\castronerìa, sf. Atto o detto da castrone, da sciocco. ~ stupidaggine. 
  deriv. da castrone. 

\Castrònno Comune in provincia di Varese (4.593 ab., CAP 21040, TEL. 0332). 

\Castronuòvo di Sant'Andrèa Comune in provincia di Potenza (1.691 ab., CAP 85030, TEL. 0973). Centro agricolo (frutta, olive) e dell'allevamento (bovini, suini). Vi sitrovano alcune necropoli del IV-III sec. a. C. 

\Castronuòvo di Sicìlia Comune in provincia di Palermo (3.604 ab., CAP 90030, TEL. 091). 

\Castropignàno Comune in provincia di Campobasso (1.263 ab., CAP 86010, TEL. 0874). 

\Castroreàle Comune in provincia di Messina (3.126 ab., CAP 98053, TEL. 090). 

\Castrorègio Comune in provincia di Cosenza (631 ab., CAP 87070, TEL. 0981). 

\Castrovìllari Comune in provincia di Cosenza (22.500 ab., 362 m, CAP 87012, TEL. 0981). Centro agricolo e commerciale e sede di industrie alimentari, del legno, meccaniche; castello aragonese (XV sec.): 

\casual, agg. e sm. invar. Detto di genere di abbigliamento sportivo. ~ informale. 

\casuàle, agg. Che dipende dal caso, fortuito, occasionale. ~ accidentale. <> calcolato. • variabile casuale: variabile impiegata per descrivere una grandezza che varia casualmente 
  agg. chance, fortuitous, random. 
  lat. casualis, deriv. da casus,-us caso 

\casualìsmo, sm. Dottrina che attribuisce al caso gli avvenimenti e la loro successione. 

\casualità, sf. 1 Qualità di ciò che è casuale. 2 Caso. 

\casualménte, avv. 1 Accidentalmente, occasionalmente. ~ fortuitamente. <> sistematicamente. 2 Involontariamente. ~ sbadatamente. <> deliberatamente. 

\Casuarinàcee Famiglia di piante dai tratti primitivi appartenente all'ordine delle Verticillate. 

\casuàrio, sm. Uccello (Casuarius casuarius) della famiglia dei Casuaridi e dell'ordine dei Casuariformi. Di colore nero lucente, presenta un collo colorato e un casco corneo. Abile nuotatore, vive nelle foreste dell'Australia 

\casuìsta, sm. (pl. m.-i) Teologo che discute e cerca di risolvere i casi di coscienza. ~ casista. 

\casuìstica, sf. Branca della teologia morale che tratta dei casi di coscienza. 

\càsula, sf. Nome delle antiche pianete a forma di ampio mantello con una sola apertura a un'estremità per introdurvi il capo. 

\casùpola, sf. Casa piccola e povera. ~ catapecchia. <> reggia. 

\casus belli, loc. sost. m. invar. 1 Atto tale da provocare l'inizio di una guerra tra due Stati. 2 Motivo di contrasto, litigio. 

\casus foederis, loc. avv. Espressione latina che significa "caso dell'alleanza". Circostanza per la quale diventa obbligatorio l'intervento armato di uno stato legato a un altro da una precedente alleanza militare. 

\CAT Abbreviazione di Computer Aided Testing, controllo assistito dal calcolatore. Sistema che permette di monitorare la qualità della produzione durante le varie operazioni e di visualizzare i risultati tramite un computer. 

\cat In informatica è il nome di un comando (concatenate) del sistema operativo UNIX che permette di concatenare due file e di visualizzarne il contenuto sul dispositivo standard di output. 

\catabàtico, agg. (pl. m.-ci) Riferito a un vento con componente verticale discendente. 

\catabòlico, agg. (pl. m.-ci) Che concerne il catabolismo. 

\catabolìsmo, sm. Complesso dei fenomeni attraverso i quali gli organismi disintegrano gli alimenti espellendone le parti residue. 

\catabolìto, sm. Prodotto ottenuto dal catabolismo di una sostanza. 

\cataclàsi, sf. Intensa azione di frantumazione delle rocce. 

\cataclìsma, sm. (pl.-i) 1 Inondazione, diluvio, catastrofe naturale. ~ calamità. 2 Grave sconvolgimento. ~ sconquasso. 

\catacómba, sf. 1 Luogo sotterraneo dove, durante le persecuzioni dei primi secoli d. C., i cristiani seppellivano i loro morti. 2 Luogo privo di aria e di luce. 
  sf. catacomb. 
Ve ne sono ovunque nei territori italiani; le più importanti sono quelle rinvenute a Roma e dintorni (Agnese, Callisto, Domitilla, Pretestato ecc.). 

\catacombàle, agg. Di catacomba. 

\catacrèsi, o catàcresi, sf. Figura retorica per cui si usa una parola in senso diverso da quello consueto. 

\catadiòttrico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a un sistema ottico composto da superfici riflettenti e rifrangenti. 

\catadiòttro, sm. Corpo che, utilizzando i fenomeni di riflessione e rifrazione, permette di rinviare un fascio di raggi luminosi paralleli secondo una determinata direzione. 

\catafàlco, sm. (pl.-chi) Sorta di palco funebre, coperto di drappi neri, eretto nel mezzo della chiesa. 

\catafàscio, avv. Sottosopra, alla rinfusa. 

\catafasìa, sf. Disturbo per cui il paziente, di fronte a una domanda, ripete continuamente la stessa risposta. 

\catafìllo, sm. Foglia metamorfosata dei bulbi di molte piante. 

\catàfora, sf. Anticipazione della stessa parola o espressione impiegata in una frase (in genere realizzata attraverso un pronome) •non lo conosco, Luigi 

\cataforèsi, sf. Fenomeno di migrazione verso il catodo delle particelle colloidali in sospensione in un liquido dovuto all'azione di un campo elettrico. 

\catafràtta, sf. Pesante armatura medievale che proteggeva sia il cavallo che il cavaliere e sulla quale vi erano cucite lamine metalliche. 

\catafràtto, agg. e sm. Ben difeso da un'armatura completa.  • Catafratti ordine di pesci dotati di "corazza", a cui appartengono le triglie, gli scorfani, i pesci rondine.

\Catài Nome che gli autori occidentali del medioevo attribuivano alla Cina settentrionale. 

\Catalàni, Alfrédo (Lucca 1854-Milano 1893) Compositore. Autore tra l'altro di Loreley (opera, 1890) e Wally (opera, 1892). 

\catalàno, agg. e sm. agg. Della Catalogna. 
sm. Abitante della Catalogna 

\catalàsi, sf. Enzima normalmente riscontrabile in natura che decompone l'acqua ossigenata in acqua e ossigeno. 

\catalèssi, o catalessìa, sf. 1 Stato di rigidità dei muscoli senza temporaneo movimento attivo. ~ apatia. 2 Nella metrica classica assenza di una o più sillabe dall'ultimo piede del verbo. 

\catalèttico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di catalessia. 2 Detto di verso che presenta catalessi. 

\catalètto, sm. Feretro, bara. 

\catàlisi, sf. Accelerazione o rallentamento di reazioni chimiche, grazie alla presenza di sostanze particolari dette catalizzatori. È detta positiva se la velocità è aumentata e negativa se viene ritardata. I catalizzatori impiegati di solito sono platino, ossido di vanadio, nichel e cobalto. 

\catalìtico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla catalisi. 

\catalizzàre, v. tr. 1 Produrre una catalisi. 2 Accelerare lo studio di un problema. ~ sveltire. <> rallentare. 3 Attirare, polarizzare. ~ monopolizzare. 

\catalizzatóre, sm. (f.-trìce) 1 Sostanza che è in grado di aumentare la velocità di una reazione chimica senza prendervi apparentemente parte. 2 Ciò che produce mutamenti e reazioni dell'opinione pubblica. 3 Marmitta catalitica. 

\catalizzazióne, sf. Fenomeno per cui una sostanza modifica con la sua presenza, pur rimanendo inalterata, la velocità di una reazione. 

\catalogàbile, agg. Che si può catalogare. 

\catalogàre, v. tr. 1 Disporre in un catalogo. ~ archiviare. 2 Enumerare secondo un determinato ordine. ~ classificare. 
  v. tr. to catalogue, to list. 
  deriv. da catalogo. 

\catalogatóre, sm. (f.-trìce) Chi cataloga. 

\catalogazióne, sf. Compilazione di un catalogo. 

\catalògico, agg. (pl. m.-ci) Costituito da un catalogo. 

\Catalógna Regione autonoma e amministrativa della Spagna settentrionale (32.114 km2, 6.099.000 ab., capoluogo Barcellona) suddivisa nelle province di: Barcellona, Gerona, Lérida e Tarragona. Il clima è mediterraneo. Sta tra i Pirenei a nord-ovest e il bacino dell'Ebro a sud, mentre è bagnato dal Mediterraneo a est; fiumi Ebro, Llobregat e Ter. Commercio e industria (industrie cartarie, chimiche, meccaniche e tessili) sono le attività principali. È una delle maggiori regioni turistiche spagnole (Costa Brava). Spagnolo: Cataluña; catalano: Catalunyya
Occupata da fenici, greci e cartaginesi in seguito fu romana, visigotica e araba. Riconquistata dai cristiani nell'VIII sec. (Marca Hispanica), nel 1137 fece parte del regno d'Aragona. Nel XV sec., dopo la fusione dei regni di Castiglia e Aragona iniziò a manifestare le prime tendenze separatiste, che perdurarono fino a quando fu proclamata repubblica (1931). Autonoma dal 1980. 

\catàlogo, sm. (pl.-ghi) 1 Elenco ordinato di nomi od oggetti dello stesso genere accompagnato o no da una descrizione. 2 Lunga enumerazione. ~ lista. 3 Elenco di stelle e costellazioni accompagnate dai dati che ne consentono l'individuazione. 
  sm. catalogue. 
  lat. tardo catalogus, dal greco kàtalogos lista. 
Catalogo astronomico 
Elenco di oggetti celesti, ciascuno classificato in base al proprio numero d'ordine, coordinate celesti, magnitudine e altre caratteristiche della classe di appartenenza. Solitamente le galassie, gli ammassi e le nebulose vengono indicati con il numero del New General Catalogue (NGC). 
Catalogo stellare 
Insieme di informazioni relative alle coordinate delle posizioni delle stelle; indicano anche il colore, lo spettro, la parallasse e la velocità radiale. 

\Catalogo delle donne Poema di Esiodo (VIII-VII sec. a. C.). 

\catàlpa, sf. Genere di piante arboree dell'Asia orientale e dell'America spesso coltivate a scopo ornamentale. Appartiene alla famiglia delle Bignoniacee. 

\catamàrano, sm. 1 Piroga polinesiana costituita da due scafi allungati e affiancati, per consentire maggiore stabilità. 2 Barca da diporto a vela, con o senza motore, e dotata di un ponte che collega i due scafi. 

\Catamarca Città (110.000 ab.) dell'Argentina, capoluogo della provincia omonima. 
Catamarca 
Provincia (265.000 ab.) dell'Argentina. Territorio prevalentemente montuoso. 

\Catanduanes Provincia (175.000 ab.) delle Filippine, capoluogo Virac. 

\catanése, agg. e sm. agg. e sm. Relativo a Catania. 
sm. Il territorio di Catania. 

\Catània Città della Sicilia (180,88 km2, 364.000 ab., CAP 95100, TEL. 095), capoluogo della provincia omonima ai piedi dell'Etna. Distrutta dal disastroso terremoto del 1693; fu ricostruita con un piano urbanistico a scacchiera e un'impronta barocca nei palazzi e nelle chiese. È un mercato agricolo; industrie alimentari, chimiche, meccaniche; esportazione di prodotti agricoli (mandorle, agrumi). 
Fondata nel VII sec., fiorì con i romani che la occuparono nel 263 a. C.; caduto l'impero, fu sotto i bizantini, poi arabi, normanni, svevi e aragonesi. Nel corso del XIX sec. fu attiva nella lotta per l'autonomia (1848-1849). 
Provincia di Catania 
(3.552 km2, 1.087.000 ab.) Comprende a nord l'Etna; a sud gli Iblei. Le risorse principali sono cereali, ortaggi, tabacco, vigneti. Città principali sono Catania, Acireale, Caltagirone, Paternò, Adrano. 

\catanzarése, agg. e sm. agg. e sm. Relativo a Catanzaro. 
sm. Il territorio di Catanzaro. 

\Catanzàro Città della Calabria (111,34 km2, 104.000 ab., CAP 88100, TEL. 0961), capoluogo della provincia omonima; è su un'altura verso lo Ionio, nel golfo di Squillace. Agricoltura, con distillerie, molini, pastifici, oleifici. Fondata nell'800 dai bizantini; conquistata in seguito dai normanni, poi feudo dei Ruffo per poi passare ai Carafa e ai Soriano. Partecipò ai moti carbonari e a quelli del 1848 e 1860. 
Provincia di Catanzaro 
(2.392 km2, 380.000 ab.) Il territorio è principalmente montuoso (Sila Piccola, le Serre) ed è ricco di boschi; le principali risorse sono cereali, barbabietole da zucchero, olive e industrie alimentari, meccaniche e chimiche. Città principali sono Crotone, Vibo Valentia e Lamezia Terme. 

\catapàno, sm. Governatore sovrintendente dei territori bizantini. 

\catapécchia, sf. Casupola cadente, abitazione povera. ~ stamberga. 

\cataplasìa, sf. Formazione di tessuti vegetali indifferenziati dovuta a degenerazione dei meristemi. 

\cataplàsma, sm. (pl.-i) 1 Sostanza medicamentosa ottenuta mescolando farine vegetali con un liquido. 2 Persona inutile e molesta. 

\catapùlta, sf. 1 Antica macchina da guerra, simile a una grossa balista fissa o montata su piattaforma mobile che lanciava sassi e pietre. 2 Macchina che accelera il moto di un aeroplano o di un missile fino alla velocità di volo e che lo guida durante la fase iniziale. 
  lat. catapulta, dal greco katapèltes. 
La catapulta era formata da un braccio provvisto di cucchiaio destinato a contenere il proiettile e un meccanismo di carica elastico. In seguito fu soppiantata dalle artiglierie. 

\catapultaménto, sm. 1 Lancio di un aereo con una catapulta. 2 Atto del catapultare. 

\catapultàre, v. v. tr. 1 Lanciare con la catapulta. 2 Spingere con forza. ~ scagliare. 
v. rifl. Lanciarsi con forza. ~ avventarsi. 
  deriv. da catapulta. 

\cataràtta, sf. In oculistica è l'abbassamento della vista determinato da opacità del cristallino. Può essere congenita o acquisita; quest'ultima può derivare da traumi, diabete, nefrite ecc. o da alterazioni locali. La forma congenita (e quella analoga che si può sviluppare in giovane età) ha carattere ereditario ed è caratterizzata da uno sviluppo inadeguato del cristallino. La cataratta da trauma viene causata da perforazioni della capsula che protegge il cristallino. La cataratta provocata da altre patologie colpisce principalmente soggetti in età matura o avanzata (cinquant'anni o più) e, nel caso di una diagnosi tempestiva, può essere agevolmente curata, soprattutto con la terapia chirurgica. Se non viene curata tempestivamente, la malattia può anche causare la cecità quasi totale del paziente. 

\catarifrangènte, agg. e sm. agg. Che rimanda nella stessa direzione la luce da cui è colpito. 
sm. Gemma di vetro formata da molti catadiottri affiancati, applicata ai veicoli che riflette la luce dei fanali di un veicolo sopraggiungente e avverte il guidatore della presenza di un ostacolo. 
  sm. reflector. 

\catarìsmo, sm. Dottrina eretica che praticava una rigida pratica ascetica. 

\càtaro, agg. e sm. agg. Relativo al catarismo. 
sm. Seguace del catarismo. 
I catari (dal greco kataròs, puro) costituivano una setta eretica medievale europea dell'XI sec. con diffusione nel XIII sec. in Francia (albigesi, da Albi, città nel sud della Francia) e in Italia (patarini). Le loro teorie principali erano: la creazione di un'organizzazione ecclesiastica alternativa rispetto a quella della chiesa di Roma; il rifiuto dei sacramenti, dell'inferno e dell'incarnazione; l'ascetismo, la parità e la soppressione della proprietà privata, il dualismo tra il bene e il male. Ritenuti pericolosi per la loro crescente diffusione, i catari furono sterminati nella crociata indetta da papa Innocenzo III nel 1209 e durata fino al 1229. 

\catarràle, agg. Di catarro. 

\Catarrìne Primati superiori cui appartengono le scimmie delle famiglie degli Ilobatidi, dei Pongidi e dei Cercopitecidi. Vivono in Africa e Asia e sono caratterizzati da narici girate verso il basso, dal setto nasale stretto, dalla bocca dotata di trentadue denti e, quando presente, la loro coda non è prensile. Le natiche, prive di pelo, sono callose. Alcune specie, trascorrono molto tempo a terra. L'alimentazione, non è esclusivamente di tipo vegetale (frutta e germogli); possono nutrirsi anche di larve, rettili, insetti, piccoli animali e molluschi. Come tutte le altre scimmie, sono dotate di vista cromatica binoculare, che consente loro di valutare con precisione la profondità e la distanza. 

\catàrro, sm. Liquido essudativo prodotto dalle mucose infiammate. 
  sm. catarrh. 

\catarróso, agg. 1 Sofferente di catarro. 2 Che rivela la presenza di catarro. 

\catàrsi, sf. 1 Purificazione. 2 Il richiamo alla soglia della coscienza di un'idea o di un ricordo represso, così da renderlo innocuo, avendolo chiarito. 3 Rasserenamento. 4 Termine medico che indica l'evacuazione accelerata di ciò che è contenuto nell'intestino, ottenuta mediante purganti. 
  greco kàtharsis, deriv. da kathàirein purificare. 
Nell'antica Grecia era il rito di purificazione dal male. La catarsi, come fatto morale, veniva conseguita, per esempio, a teatro dopo la visione degli elementi di una tragedia, i quali suscitavano nello spettatore pietà e terrore, portandolo quindi a rifiutare il male. 

\catàrtico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che è proprio della catarsi, che purifica e rassegna. 2 Che aiuta a liberarsi dalle angosce del subcosciente. 3 Un tempo, si diceva di purgante di media energia. 

\Catàrtidi Famiglia di Uccelli falconiformi cui appartengono i generi Cathartes, Sarcorhamphus e Vultur

\catàsta, sf. Mucchio di oggetti posti uno sull'altro alla rinfusa. ~ ammasso. 
  sf. pile, stack, heap. 

\catastàle, agg. Del catasto, relativo al catasto. 

\catàstasi, sf. 1 Indennità che veniva corrisposta nell'antica Atene ai cittadini appartenenti alla classe dei cavalieri per equipaggiare il loro cavallo. 2 Parte dell'orazione in cui venivano esposti i fatti nella retorica classica. 

\catastazióne, sf. Stima dei beni assoggettati al catasto. 

\catàsto, sm. 1 Inventario generale dei beni immobili. ~ estimo. 2 Ufficio che cura tale attività. 
  sm. 1 cadastre, land register. 2 (ufficio) land registry office. 
Operazioni per la registrazione degli immobili, onde appurarne il valore, registrarne i trasferimenti, la rendita ecc. Ogni unità catastale produce una rendita che dipende dalla categoria dell'immobile e delle zone censuali del comune. Gli immobili sono classificati in mappe, tavole e registri. 

\catàstrofe, sf. 1 Nella tragedia greca, scioglimento della situazione che avveniva di solito in modo luttuoso. 2 Esito inaspettato e disastroso di un'impresa; sventura, lutto, sciagura grave. ~ finimondo. 
  sf. disaster, catastrophe. 
  greco katastrophè, deriv. da katastrèphein capovolgere. 

\Catastrofe, La Romanzo di J. Leskovar (1892). 

\catastroficaménte, avv. 1 In modo catastrofico. ~ disastrosamente. 2 Pessimisticamente. 

\catastròfico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di catastrofe. ~ apocalittico. 2 Che vede sempre l'aspetto peggiore delle cose. ~ pessimista. 

\catastrofìsmo, sm. 1 Teoria secondo la quale la Terra e gli esseri viventi sarebbero mutati, nel corso delle ere geologiche, attraverso improvvisi cataclismi e conseguente apparire di forme nuove. 2 Estremo pessimismo. 
  deriv. da catastrofe

\catastrofìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) Di chi ha una visione catastrofica delle cose ed è eccessivamente pessimista. 

\catatermàle, agg. Riferito ai filoni e ai giacimenti che si formano all'inizio dello stadio idrotermale in presenza di temperature e pressioni relativamente elevate. 

\catatermòmetro, sf. Strumento ideato da L. Hill utilizzato in climatologia biologica per misurare il valore di raffreddamento. 

\catatonìa, sf. Disturbo consistente nella conservazione di un determinato atteggiamento per lungo tempo. 

\catatònico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Relativo alla catatonia. 
sm. Persona affetta da catatonia. 

\Catatumbo Fiume (360 km) della Colombia. Nasce in Colombia e sfocia nel lago di Maracaibo. 

\Catbalogan Città (59.000 ab.) delle Filippine, capoluogo della provincia di Samar. 

\catch, sm. invar. Lotta libera all'americana nella quale sono ammessi tutti i colpi. 

\Cateau-Cambrésis Località della Francia settentrionale (8.000 ab.) sul fiume Selle. Anticamente denominata Cateau-Cambrésis è nota per l'omonima pace. 
Pace di Cateau-Cambrésis 
Trattato che Francia e Spagna firmarono il 3 aprile 1559 grazie all'intervento di papa Paolo IV, ponendo fine alla guerra ripresa dopo il trattato di Cambrai del 1529; in base al trattato, la Francia conservava Calais, abbandonando la Savoia, il Lussemburgo e la Corsica. Le terre di Milano, il regno di Napoli e di Sicilia andavano invece al re spagnolo Filippo II. 

\catechèsi, sf. Istruzione delle dottrine elementari del Cristianesimo. 

\catechètico, agg. (pl. m.-ci) Riferito alla catechesi. 
Scuola catetechica 
Scuola cristiana nella quale venivano istruiti i catecumeni. 

\catechìsmo, sm. 1 Insegnamento della dottrina cristiana. ~ catechesi. 2 L'insieme dei principi fondamentali di una dottrina. 
  lat. catechismus, dal greco katechismòs. 
Principi e insegnamenti della religione cristiana. Per estensione è anche il libro che li contiene. La chiesa cattolica pubblicò dei propri catechismi e il concilio di Trento promosse la prima compilazione di un testo ufficiale a causa della larga diffusione dei catechismi luterani nel 1529 (Piccolo catechismo, per i ragazzi, e Grande catechismo, per i parroci), e calvinisti nel 1536, nonché del Catechismo di Heidelberg (1563); il Catechismo per l'uso dei parroci, detto Catechismo romano, fu approvato da papa Pio V e pubblicato nel 1566. Nel 1991 la Santa Sede ha redatto una summa in base a cui la conferenza episcopale dovrà produrre catechismi nazionali. 

\catechìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi insegna la dottrina cristiana. 

\catechìstico, agg. (pl. m.-ci) 1 Del catechismo, che riguarda il catechismo. 2 Qualsiasi insegnamento che è basato sull'apprendimento mnemonico di nozioni. 

\catechizzàre, v. tr. 1 Istruire nel catechismo. ~ evangelizzare. 2 Cercare di fare accettare un'opinione. ~ indottrinare. 

\catechù, o catecù o cattù, sm. invar. Estratto astringente e conciante utilizzato nell'industria del cuoio; è preparato con legno di Acacia catechu, albero che cresce in Birmania e in India. 

\catecumenàto, sm. Periodo di preparazione al battesimo, durante il quale il catecumeno istruisce sulle verità della religione cristiana. 

\catecùmeno, sm. Chi sta ricevendo l'istruzione per essere ammesso al battesimo. ~ neofita. 

\categorìa, sf. 1 Ciascuna delle classi più generali in cui si ordinano e distribuiscono i nostri concetti. ~ tipo. 2 Classe in cui vengono ordinate persone, cose, eventi della medesima natura. ~ ordine. 3 Nello sport, suddivisione degli atleti secondo caratteristiche affini: peso, prestazioni, anni di carriera ecc. ~ gruppo. 
  sf. class, category. 
  lat. tardo categoria, dal greco kategorìa. 
In filosofia, nel pensiero aristotelico, sono le dieci classi che possono definire un oggetto qualsiasi (sostanza, quantità, qualità, relazione, luogo, tempo, situazione, possesso, azione, passività). Kant, invece ne classifica docici suddivise in quattro classi (quantità, qualità, relazione, modalità). 
In matematica è un concetto che consente di studiare strutture apparentemente molto differenti e relazioni tra esse. La teoria delle categorie è stata ideata da S. Eilenberg e S. Mac Lane nel 1945. 

\categoricaménte, avv. In modo preciso, senza dar luogo a dubbi. 

\categoricità, sf. L'essere categorico. 

\categòrico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di proposizione o ragionamento non condizionato da altro. 2 Che non lascia dubbi e non ammette discussioni. ~ perentorio. <> possibilista, elastico. 3 Che si riferisce a una determinata categoria di cose o persone. 
In logica matematica si chiama categorica ogni teoria che abbia un modello unico a meno di isomorfismi [la descrizione assiomatica insiemistica dei numeri naturali è categorica mentre la descrizione con un sistema formale del 1º ordine non lo è:  ]
  agg. categorical. 

\categorizzàre, v. tr. Ordinare per categorie. ~ classificare. 

\caténa, sf. 1 Serie di elementi metallici a forma di anelli, variamente articolati e saldati tra di loro, adibita a scopi ornamentali o altri. ~ collana. 2 Oppressione, schiavitù. ~ giogo. <> autonomia. 3 Serie di cose o persone disposte in continuità. ~ successione. 4 Gruppo di imprese o aziende appartenenti allo stesso proprietario. 5 Tirante in ferro posto a sostegno dei due muri su cui poggia un arco. 6 Sottile striscia di abete che si incolla sotto la tavola armonica degli strumenti ad arco. 7 Antica unità di misura di lunghezza equivalente a 12 m ca. 8 Ostacolo. ~ impedimento. <> agio. 
  sf. chain. 
  lat. catena. 
In chimica è costituita da atomi uguali con legami omeopolari; può essere aperta, ramificata, laterale, chiusa, policiclica se con più anelli ed eterociclica se essi sono diversi. 
In elettrotecnica la catena di conduttori è rappresentata da conduttori collegati in serie in un circuito elettrico; la catena galvanica è composta da conduttori, di cui uno è un elettrolita. 
In meccanica applicata la catena cinematica è costituita da diversi membri collegati con coppie cinematiche.
In matematica, se I è un insieme parzialmente ordinato (ossia su cui è definita una relazione d'ordine che vale tra alcuni elementi di esso, ma non necessariamente tra tutti), un suo sottoinsieme totalmente ordinato (ossia sul quale la relazione d'ordine vale tutti gli elementi) dicesi catena; ad es. l'insieme dei sottoinsiemi di N è parzialmente ordinato rispetto a ⊂ e il suo sottoinsieme che ha come elementi {1}, {1,2}, {1,2,5} e {1,2,5,7} è una catena in quanto {1} ⊂ {1,2} ⊂ {1,2,5} ⊂ {1,2,5,7}.
Catena alimentare 
Designa il ciclo di nutrimento di una comunità biologica. 
Catena automatica 
È rappresentata dalle macchine operatrici dotate di dispositivi che consentono il funzionamento automatico. 
Catena di trazione 
È costituita da anelli ellittici in serie, per sollevare carichi ecc. 
Catena di trasmissione 
È costituita da maglie rettangolari accoppiate toroidalmente o perni cilindrici con margini in successione con due serie di piastrine. 
Catena gangliare 
La successione di gangli che formano il sistema nervoso di Anellidi e Artropodi. 
Catena respiratoria 
In biologia è l'insieme delle ossidoriduzioni dei mitocondri della maggior parte degli esseri viventi. 

\Caténa, Vincènzo (Venezia 1480 ca.-1531) Pittore. Esponente della pittura veneta, rivela lo studio attento delle opere di G. Bellini e di altri artisti. Tra le opere, Conversazione (Venezia, Gallerie dell'Accademia) e Adorazione dei pastori (Firenze, Collezione Contini Bonacossi). 

\catenàccio, agg. e sm. agg. Che blocca, chiude. 
sm. 1 Sbarra di ferro che scorre in anelli infitti nei battenti di porte e simili per chiuderli. ~ chiavistello. 2 Nel calcio, tattica rigidamente difensiva. 3 Oggetto in pessime condizioni. ~ rottame. 
  sm. bolt. 

\Catenanuòva Comune in provincia di Enna (5.073 ab., CAP 94010, TEL. 0935). 

\catenària, agg. e sf. Curva secondo cui si dispone un filo omogeneo, flessibile e inestensibile fissato agli estremi e soggetto soltanto al proprio peso. 

\catenèlla, sf. Monile, collana. 

\catenìna, sf. Piccola e sottile catena d'oro o di altro materiale simile che si porta come ornamento al collo, al polso, alla caviglia. 

\catenòide, sf. Superficie generata da una catenaria ruotandola attorno alla sua base. 

\catepsìna, sf. Enzima proteolitico che può scindere le proteine in sostanze solubili. 

\catera, sf. Nome, utilizzato in alcune regioni italiane, della mandorla in formazione, che risulta commestibile verso la data del 29 aprile (deriva dall'abbreviazione familiare del nome proprio Caterina). 

\cateràtta, sf. 1 Chiusura a saracinesca per regolare la chiusura di un canale. 2 Serie di gradini nel letto del fiume, che provocano salti d'acqua. scorrere a cateratte, in gran quantità. 3 Malattia degli occhi che causa problemi alla vista. ~ cataratta. 
  sf. 1 cataract. 2 (chiusa) sluice-gate. 
  lat. cataracta, chiusa, dal greco katarrhàktes cascata, da katarrkàssein cadere giù. 

\Caterìna Nome di sante. 
Caterina da Bologna 
(Bologna 1413-1463) Caterina Vigri. Santa. Di origini nobili, fu damigella di Margherita d'Este. Lasciò ogni cosa per entrare nel convento delle clarisse di Ferrara. In seguito divenne badessa del convento del Santo Sacramento da lei fondato a Bologna nel 1456. Scrisse Le arme necessarie alla battaglia spirituale e altri trattati mistici. Il suo corpo è rimasto incorrotto. La canonizzazione fu celebrata nel 1712. La sua festa si celebra il 9 marzo. 
Caterina da Genova 
(Genova 1447-1510) Santa. Figlia del viceré di Napoli Giacomo Fieschi. Nonostante fin da bambina avesse manifestato particolare interesse per una vita austera e contemplativa, le fu imposto di sposare Giuliano Adorno. Alcuni anni dopo, convertì il marito alle sue convinzioni e volse tutte le sue fatiche alla cura e al conforto spirituale degli ammalati poveri dell'ospedale di Genova, particolarmente durante le epidemie di peste del 1497 e del 1501. Tradusse le sue visioni mistiche in opere come: Trattato del Purgatorio e Dialogo tra anima, corpo, amor proprio, spirito, umanità e Dio. La canonizzazione fu celebrata nel 1737. La sua festa si celebra il 22 marzo. 
Caterina da Racconigi 
(Racconigi 1486-Caramagna, Cuneo 1547) Santa. Fin da giovane scelse una vita di penitenza entrando nel terz'ordine delle domenicane. In Piemonte, dove il suo culto è molto sentito, è la patrona dei fabbricanti di nastri. La sua festa si celebra il 4 settembre. 
Caterina da Siena 
ved. "Caterina da Siena" 
Caterina d'Alessandria 
(Alessandria ?-307?) Vergine e martire. Santa. Secondo la narrazione tarda e leggendaria contenuta negli Atti dei martiri (cronache risalenti al VI-VII sec.), Caterina sarebbe stata di profonda cultura filosofica, tanto che riuscì a confondere i dotti della corte di Massimino Daia (imperatore romano d'oriente dal 310 al 313) e a confutare il loro politeismo. Sarebbe riuscita a convertire l'imperatrice Faustina. La sua esistenza appartiene piuttosto alla leggenda, in quanto mancano notizie storiche certe. Si sarebbe opposta con tenace fervore alle persecuzioni scatenate da Massenzio contro i cristiani (307), tanto da essere condannata a morte con la tortura della ruota, ma, per miracolo, lo strumento di tortura si ruppe. Pertanto, sarebbe stata poi decapitata e gli angeli avrebbero trasportato il suo corpo sul monte Sinai. Venerata nel medioevo e festeggiata il 25 novembre, nel 1969, in considerazione dell'incertezza delle notizie storiche che la riguardavano, venne omessa dall'elenco dei santi, contenuto nel Calendario universale della Chiesa
Caterina de' Ricci 
(Firenze 1522-Prato 1590) Santa. Sin dall'età di quattordici anni si dedicò alla vita monacale, entrando nel convento delle domenicane di Prato (monastero di San Vincenzo). In seguito ne divenne la priora. Fu ammirata per le sue sublimi doti umanitarie, tanto da essere consultata dai personaggi più famosi del suo tempo: Pio V, Carlo Borromeo e Filippo Neri. Ha lasciato lettere e composizioni in versi. Fu canonizzata nel 1746. La sua festa si celebra il 13 febbraio. 
Caterina di Svezia 
(? 1331?-Vadstena, Linköping 1381). Santa. Secondogenita di Santa Brigida. Giovanissima andò sposa a Edgar di Kürner, con il quale fece voto di castità. Dopo la morte della madre (1373), seguì il processo di canonizzazione, che si sarebbe concluso solo nel 1391. Nel 1373, si ritirò nel monastero di Vadstena e organizzò l'ordine religioso delle brigidine fondato dalla madre. Nel 1375 incontrò Santa Caterina da Siena. La sua festa si celebra il 24 marzo. 
Caterina Labouré 
(Fain-les Moutiers, Côte-d'Or 1806-Parigi 1876) Santa. Nel 1830 entrò a far parte delle suore Figlie della Carità di Parigi. La Madonna le apparve numerose volte e dalle sue visioni nacque il culto della "Medaglia miracolosa" che la Madonna volle recasse la scritta "O Maria concepita senza peccato pregate per noi che ricorriamo a Voi". Fu canonizzata nel 1947. La sua festa si celebra il 31 dicembre. 
Caterina Vuk¿¹¿ic 
(Erzegovina 1424-Roma 1478) Beata. Divenne regina, sposando il penultimo re di Bosnia, Stefano Tommaso Ostojic. Quando il regno fu invaso dai turchi e i suoi due figli furono fatti prigionieri e trasportati a Costantinopoli, si rifugiò a Roma. Qui si rese degna della grazia santificante nella perfetta vita religiosa fra le terziarie francescane. I francescani la venerano come beata. La sua festa si celebra il 25 ottobre. 

\Caterìna (sovrane) Nome di duchesse e sovrane. 
Castiglia Caterina di Lancaster 
(Bayona 1374-Valladolid 1418) Regina di Castiglia. Moglie di Enrico III di Castiglia. Assunse la reggenza per conto del figlio Giovanni II nel 1406, dopo la morte del marito. 
Francia Caterina de' Medici 
=> "Caterina de' Medici" 
Inghilterra Caterina d'Aragona 
=> "Caterina d'Aragona" 
Caterina di Braganza 
(Villa Viçosa 1638-Lisbona 1705). Regina d'Inghilterra. Figlia del re del Portogallo e promessa sposa del re d'Inghilterra Carlo II, divenne regina nel 1662. Il matrimonio sancì l'alleanza tra i due paesi. Nel 1685, dopo la morte del coniuge, depose la corona e visse in un convento per alcuni anni, poi ritornò in Portogallo. Nel 1704, per la malattia del fratello Pedro II, assunse la carica di reggente in sua vece. 
Caterina di Valois 
(Parigi 1401-Bermondsey 1438) Regina d'Inghilterra. Divenne regina nel 1420 sposando Enrico V a Troyes, dove fu stipulato l'omonimo trattato, per cui la successione al trono di Francia sarebbe spettata al primogenito del suddetto matrimonio. Dopo la morte del padre, il figlio di Caterina diventò Enrico VI re di Francia e d'Inghilterra. 
Caterina Howard 
(? 1522?-Londra 1542) Regina d'Inghilterra. Nipote di Thomas Howard duca di Norfolk, sposò il re Enrico VIII nel 1540, quinta delle sue mogli, dopo l'annullamento del suo matrimonio con Anna di Clèves. Il matrimonio ebbe breve durata; perché il re, venuto a conoscenza della condotta immorale tenuta da Caterina prima del matrimonio e probabilmente anche dopo, la fece processare con l'accusa di adulterio; venne condannata a morte e decapitata. 
Mantova Caterina d'Austria 
(1533-1572) Duchessa di Mantova e poi regina di Polonia. Con le nozze con Ferdinando III di Gonzaga diventò duchessa (1549-1550). Rimasta vedova nel 1553, si risposò con Sigismondo II Augusto, re di Polonia. 
Caterina de' Medici 
(1593-1629) Duchessa di Mantova. Nel 1617, acquisì il titolo nobiliare sposando Ferdinando Gonzaga, duca di Mantova. Non avendo avuto figli, alla morte del marito nel 1626, Ferdinando II le assegnò il governo di Siena. 
Milano Caterina Visconti 
(?-Monza 1404) Duchessa di Milano. Moglie di Gian Galeazzo suo cugino, il quale rivestì la carica di Duca di Milano nel 1395. Nel 1402, rimasta vedova, fu nominata reggente per conto dei figli Giovanni Maria e Filippo Maria. Nel 1404, privata di ogni autorità, morì in circostanze oscure. 
Navarra Caterina di Foix 
(1468-1517) Regina di Navarra. Diventò regina nel 1483, dopo la morte del fratello Francesco Febo. L'anno dopo si unì in matrimonio con Giovanni d'Albret. Nel 1512 contrastò, senza successo, l'invasione del nord della Spagna da parte di Ferdinando il Cattolico, a seguito della quale il suo regno rimase limitato alla Navarra francese. 
Portogallo Caterina d'Austria 
(Torquemada 1507-1578) Regina di Portogallo. Figlia di Filippo il Bello e di Giovanna La Pazza regina di Castiglia, divenne regina sposando Giovanni III re di Portogallo nel 1525. Ebbe nove figli. Rimasta vedova, fu nominata reggente per conto del nipote Sebastiano, poiché anche i suoi figli erano tutti deceduti. Nel 1562, lasciato il regno al nipote, si ritirò a vivere in convento. 
Russia Caterina I 
=> "Caterina I di Russia" 
Caterina II 
=> "Caterina II di Russia" 
Savoia Caterina d'Asburgo-Spagna 
(1567-1597) Duchessa di Savoia. Figlia di Filippo II re di Spagna, assunse il titolo di duchessa sposando nel 1585 Carlo Emanuele, duca di Savoia. Il marito, in virtù di questa unione, perseguì una politica antifrancese. 
Svezia Caterina Sforza 
(1526-1583) Regina di Svezia. Figlia del re di Polonia Sigismondo I Iagellone. Sposò Giovanni di Finlandia nel 1562 e diventò regina nel 1568, quando il marito fu eletto re di Svezia col nome di Giovanni III. Ebbe notevole influenza sulle decisioni del re e lo convinse a ripristinare la religione cattolica in Svezia. 
Vestfalia Caterina di Württemberg 
(Pietroburgo 1783-Losanna 1835) Regina di Vestfalia. Acquisì il titolo nel 1807, poiché fu costretta da Napoleone I a sposare Gerolamo Bonaparte, re di Vestfalia. 

\Caterìna da Sièna (Siena 1347-Roma 1380) Santa e mistica italiana. Ventiquattresima figlia di Jacopo Benincasa, tintore di pelli a Fontebranda. Fin dalla più tenera età dimostrò tendenze mistiche. A sei anni sembra abbia avuto la prima visione soprannaturale. A soli sette anni fece voto di verginità. Fu incoraggiata nei suoi propositi dal frate domenicano Tommaso della Fonte, che le suggerì di tagliarsi i capelli quando nel 1362 i genitori avrebbero desiderato che si accasasse. Nel 1363 entrò a far parte dell'ordine delle mantellate domenicane a Siena. Caterina si dedicò completamente alla vita ascetica e fu molto attiva nell'apostolato e nella penitenza. Quando il papa portò la sua sede ad Avignone (1370), Caterina ebbe una visione nella quale Dio le ordinava di lasciare la sua vita contemplativa per dedicarsi a una missione di pace. Incapace di scrivere correttamente, fu costretta a dettare le sue lettere, animata solo dalla sua fede di dover compiere una missione voluta da Dio. Accusata di essere solo una politicante, nel 1374, fu chiamata a Firenze per essere interrogata dal capitolo generale dei domenicani, riunitosi appositamente per giudicare il suo operato. Caterina riuscì a convincere della propria buona fede. Da quel momento ebbe come direttore spirituale frate Raimondo da Capua. Nel 1375 ricevette le stimmate nella chiesa di Santa Cristina di Pisa. Successivamente, venne inviata ad Avignone per mediare gli attriti sorti nel 1376 tra papa Gregorio XI e Firenze. In quell'occasione, ottenne che il papa affrettasse il suo ritorno a Roma; questo avvenne il 17 gennaio 1377. Con l'elezione dell'antipapa Clemente VII (1378) si aprì lo scisma che travagliò la chiesa per circa quarant'anni (1378-1414). Caterina si adoperò per riformare e riunificare la chiesa, battendosi a favore di papa Urbano VI. Per incarico pontificio proseguì la sua missione, poi tornò a Siena, dove per breve tempo poté tornare alle sue meditazioni e dettare il Dialogo della Divina Provvidenza o Libro della divina dottrina (1378). 
È stata canonizzata da papa Pio II nel 1461 e proclamata patrona d'Italia insieme a S. Francesco d'Assisi, da papa Pio XII nel 1939, e dottore della chiesa da papa Paolo VI nel 1970. Tra le opere, oltre al Dialogo citato, si ricordano le 381 Lettere (1370-1380). Le sue spoglie sono conservate a Roma, nella chiesa di Santa Maria sopra Minerva. La sua festa si celebra il 29 aprile. 

\Caterìna d'Aragòna (Alcalà de Henares 1485-Kimbolton, Huntingdon 1536) Regina d'Inghilterra dal 1509 al 1533. Figlia del re di Spagna Ferdinando il Cattolico e di Isabella di Castiglia, nel 1501 andò sposa al figlio del re d'Inghilterra Enrico VII, Arturo, principe di Galles ed erede al trono inglese. Morto Arturo nel 1502, Caterina andò sposa nel 1509 al re Enrico VIII, previa dispensa papale necessaria per il fatto che i due sposi erano cognati. Ebbe sei figli, dei quali sopravvisse solo la figlia Maria nata nel 1516 (sarà la futura regina Maria I Tudor, regina dal 1549 al 1558, nota come Maria la Cattolica o Maria la Sanguinaria per le persecuzioni scatenate contro gli eretici). Vittima del capriccio di Enrico VIII per Anna Bolena, Caterina venne allontanata dalla corte nel 1531, anche se papa Clemente VII si rifiutò di annullare il suo matrimonio. L'opposizione papale irritò Enrico VIII, che decise il distacco della chiesa inglese dalla chiesa di Roma e si autonominò capo della chiesa d'Inghilterra, facendo dichiarare nullo il matrimonio (1533) da T. Cranmer, arcivescovo di Canterbury. Caterina rimase in Inghilterra fino alla morte, ospitata nel castello di Kimbolton in una condizione simile agli arresti domiciliari, ma rifiutò qualsiasi trattativa sui propri diritti di regina. 

\Caterìna de' Medici (Firenze 1519-Blois 1589) Regina di Francia. Figlia di Lorenzo de' Medici duca di Urbino, nel 1533, per interessamento del prozio papa Clemente VII, andò sposa a Enrico di Valois duca di Orléans, secondo figlio di Francesco I, che fu re di Francia col nome di Enrico II. Presto venne però trascurata dal marito che le preferì l'amante Diana di Poitiers. Costei favorì l'affermazione dei duchi di Guisa. Sotto la pressione dei Guisa, vennero perseguitati gli ugonotti (protestanti). Venne, inoltre, dichiarata guerra all'Inghilterra (1548-1550) e organizzata la spedizione in Italia (1548) contro Carlo V. Dopo la breve tregua di Vaucelles, i Guisa spinsero a nuove ostilità per la conquista dell'Italia meridionale, ma gli spagnoli, guidati da Emanuele Filiberto, sconfissero disastrosamente i francesi, guidati da Anne de Montmorency, a San Quintino (1557) e li costrinsero alla pace di Cateau-Cambrésis. Durante le celebrazioni, il re Enrico II venne ferito accidentalmente in un torneo e morì subito dopo (1559). A Enrico II succedettero, uno dopo l'altro, i suoi tre figli: Francesco II, Carlo IX ed Enrico III. Nel 1560, Caterina de' Medici assunse la reggenza per conto del secondogenito minorenne Carlo IX. Per circa vent'anni, esercitò un'influenza sugli affari di stato talvolta giudicata ambigua, in quanto facente leva ora sui cattolici ora sui protestanti, secondo la situazione del momento. In realtà, la sua reggenza coincise con uno dei periodi più travagliati della storia di Francia. Infatti, la diffusione del calvinismo combinata con la tendenza della nobiltà a resistere al potere centralizzatore del re, causò nel 1562 l'inizio di una serie quasi ininterrotta di guerre, dette guerre di religione per la distinzione degli schieramenti in base all'appartenenza a una determinata confessione religiosa. Così, alla vigilia delle nozze della figlia Margherita con il calvinista Enrico di Navarra (futuro re di Francia con il nome di Enrico IV), il 24 agosto 1572 (notte di San Bartolomeo), Caterina ordinò il massacro dei protestanti intervenuti per i festeggiamenti e subito dopo tornò a una politica di equilibrio tra lo schieramento cattolico e quello protestante. Protesse lettere e arti e, in particolare, promosse in Francia gli artisti italiani del tempo. 

\Caterina di Heilbronn o La prova del fuoco Dramma in cinque atti di H. von Kleist. Scritto in prosa e in giambo di cinque versi non rimato (blank verse) nel 1908. Fu portato sulla scena per la prima volta a Vienna nel 1810. Straordinaria fu la rappresentazione del dramma al Deutsches Theater di Berlino, diretta da Max Reinhardt. La trama è incentrata sulla figura di Caterina, eroina romantica, che sospinta dall'amore per il conte Wetter von Strahl, riesce a conquistarlo superando anche la prova del fuoco. Il dramma si apre con una scena di tribunale, dove compaiono Teobaldo, armaiolo a Heilbronn e il conte Wetter von Strahl, accusato dall'armaiolo di avergli stregato la figlia Caterina, irresistibilmente innamoratasi di lui. Il conte afferma di aver fatto numerosi tentativi per togliersela di torno. Ma essi non sono serviti ad altro che ad avvicinargli la ragazza ancora di più. Del resto, il conte è già passato a una nuova avventura con la nobile Cunegonda. Quando i contendenti sono portati davanti al tribunale dell'imperatore, questi ricorda una lontana avventura e scopre che la giovane è la propria figlia. Il dramma si conclude con lieto fine: Caterina sposa il conte del quale è innamorata. Opera dai caratteri romantici (sono presenti i temi del medioevo, il rapimento, la magia, il salvataggio fortunoso, l'assedio di un castello, predizioni, sogni ecc.) ha goduto rapidamente di un notevole successo di pubblico. 

\Caterina figlia di Houlihan Dramma in un atto di W. B. Yeats. Fu rappresentato per la prima volta nel 1902. La protagonista è il simbolo dell'Irlanda sventurata invasa dagli stranieri, ridotta in condizioni miserabili, che racconta le sue sventure ed espone le sue speranze di liberazione. Il dramma è ambientato nel 1798, quando l'Irlanda, aiutata dalla Francia, tenta di scuotersi di dosso il giogo inglese. 

\Caterina Gebel Massiccio (2.637 m) dell'Egitto, nel Sinai. 

\Caterìna I di Courtenay (? 1274?-? 1308) Erede del titolo di imperatrice latina d'Oriente. Fu la figlia dell'imperatore Filippo I e di Beatrice di Angiò-Sicilia. Durante gli anni della sua giovinezza, visse a Napoli presso lo zio Carlo II, re di Sicilia. Nel 1301, sposò Carlo, conte di Valois, portandogli come dote i diritti ereditati sull'Impero di Costantinopoli. Il marito si adoperò invano nel tentativo di formare una lega per riconquistare Costantinopoli. 

\Caterìna I di Russia (Jakobstadt, Curlandia 1683-Pietroburgo 1727) Imperatrice di Russia. Marfa Skavronskaja, la futura Caterina I, fu catturata dai russi nel 1702 durante la guerra condotta da Pietro il Grande contro la Lettonia settentrionale (Livonia). Portata in Russia, prestò servizio in casa del principe Aleksandr D. Mensikov, un ministro collaboratore di Pietro il Grande, che perciò ebbe modo di conoscerla. Innamoratosene, Pietro la fece convertire alla religione ortodossa (in quella occasione venne ribattezzata e assunse il nome di Caterina) e nel 1712 la sposò in seconde nozze. Di spirito energico, volle essere accanto al marito anche nelle campagne militari, e fu per lui compagna e collaboratrice impareggiabile. Nel 1714 venne incoronata solennemente imperatrice a Mosca. Dei numerosi figli avuti, sopravvissero solo Anna (madre del futuro effimero imperatore di Russia Pietro III) ed Elisabetta Petrovna (futura imperatrice di Russia dal 1741 al 1761). Alla morte di Pietro il Grande (1725), nonostante l'opposizione della nobiltà e del clero, l'intervento della guardia imperiale portò Caterina sul trono. Ella si appoggiò ai vecchi collaboratori di Pietro il Grande, tra i quali A. Mensikov, che fu anche il suo favorito, e che finì per instaurare un potere dispotico e J. F. Ostermann. Inaugurò l'Accademia delle Scienze di Pietroburgo, fondata da Pietro il Grande. 

\Caterìna II di Courtenay-Valois (? 1301-Napoli 1346) Erede del titolo di imperatrice latina d'Oriente. Fu la figlia di Caterina I di Courtenay. Col matrimonio celebrato nel 1313, il marito Filippo I di Angiò-Sicilia, principe di Taranto e d'Acacia, acquisì anche il titolo di imperatore latino d'Oriente. Dopo la sua morte, Caterina si dedicò ai possessi del Peloponneso, e il figlio Roberto divenne l'erede. 

\Caterìna II di Russia (Stettino 1729-Pietroburgo 1796) Imperatrice di Russia, conosciuta anche come Caterina la Grande. Nel 1742 l'imperatrice Elisabetta designò quale suo successore al trono di Russia il giovane Pietro duca di Holstein, figlio della sorella Anna (il futuro Pietro III). Qualche anno dopo pensò di dare in moglie al giovane la figlia del principe tedesco Cristiano Augusto di Anhalt-Zerbst e di Giovanna di Holstein-Gottorp, Sofia Federica Amalia. Accompagnata in Russia dalla madre, la giovane, convertitasi alla religione ortodossa, fu ribattezzata col nome di Caterina Alekseevna e nel 1745 andò sposa al cugino Pietro di Holstein-Gottorp. Benché il matrimonio fosse stato combinato per motivi politici, Caterina si comportò con abilità, così da accattivarsi le simpatie di tutta la corte e della stessa imperatrice. La sua cultura, formatasi sulle opere degli enciclopedisti francesi, e la sua intelligenza la ponevano molto al di sopra del marito. Appena salito al potere (gennaio 1762), Pietro III promulgò una serie di provvedimenti, che provocarono un malcontento generalizzato delle classi dirigenti. Nell'estate del 1762, una congiura organizzata da due ufficiali della guardia imperiale, Aleksej e Grigorij Orlov, portò Caterina sul trono. Venne condotta a Pietroburgo e proclamata imperatrice al posto di Pietro III. Pietro preferì abdicare e rimase ucciso poco tempo dopo in circostanze oscure. Caterina volle avere un controllo diretto sull'attività di governo. Si preoccupò di acquisire una conoscenza diretta delle condizioni del paese e a questo scopo compì numerosi viaggi (Rostov, Saratov, Simbirsk, Crimea). Accentrò i poteri; promosse una nuova raccolta generale delle leggi che costituisse un sistema rinnovato e coerente. Ispirandosi soprattutto ai principi teorizzati da Montesquieu (1689-1755) e da C. Beccaria (1738-1794), elaborò nel 1767 un piano di riforme in senso liberale e istituì una commissione per la redazione di un nuovo codice. Di fatto, le divergenze in seno alla commissione legislativa fecero concludere i lavori con un nulla di fatto. Nel 1775 attuò la riforma dell'organizzazione amministrativa, parzialmente ispirata al principio della divisione dei poteri amministrativo, giudiziario e finanziario, istituendo cinquanta governatorati (circoscrizioni territoriali suddivise a loro volta in province, in circoli e in distretti) controllati direttamente dall'imperatrice attraverso i governatorati generali. Nel 1785 promulgò la Carta della nobiltà che stabiliva i privilegi accordati ai nobili (esenzione dalle imposte; inapplicabilità delle pene corporali nei loro confronti; prestazione volontaria del servizio; diritto di possedere terre abitate da contadini, che venivano riconosciuti proprietà personale del nobile). In realtà, questi privilegi fissati per legge ebbero per effetto di annullare di fatto i principi liberali e di aggravare addirittura il peso della servitù della gleba e le condizioni dei contadini. Ne derivò una delusione delle aspettative di quanti avevano riposto grandi speranze nello spirito liberale manifestato dall'imperatrice. Il malcontento popolare e la consapevolezza, sorta nei contadini, che fossero loro ingiustamente negate le più elementari libertà determinarono la rivolta di cosacchi, baskiri e servi della gleba, guidata da E. Pugacev (1773-1774). La pubblicazione del libro di A. N. Radiscev (1749-1802), Viaggio da Pietroburgo a Mosca (1790), violento atto di accusa contro la servitù della gleba, evidenziò la posizione autoritaria assunta ormai dall'imperatrice: Radiscev fu condannato all'esilio in Siberia. Le vicende della rivoluzione francese non fecero che rafforzare le misure repressive nei confronti degli intellettuali e dei dissidenti. Oltre all'attività politica, Caterina svolse, soprattutto nei primi anni, una notevole attività letteraria, dalla quale scaturirono vari lavori (favole, opere storiche, opere pedagogiche, commedie). Tra i suoi lavori teatrali, che costituiscono una testimonianza della vita e dei costumi dell'epoca, si ricordano le commedie O tempo! e L'onomastico della signora Volcalkinaja. Frutto della sua sensibilità per la cultura fu l'istituzione dell'università di Niznij Novgorod e di altre scuole speciali. La mancanza di personale docente ostacolò l'attuazione di numerosi progetti. È anche da ricordare la fondazione dell'Accademia russa di belle arti di Pietroburgo (1765). All'accademia venne affiancata una pinacoteca, che fu allestita nel palazzo dell'Ermitage appositamente costruito e che venne cospicuamente arricchita. Inoltre l'imperatrice tenne una fitta corrispondenza con filosofi e uomini di cultura, quali Voltaire e Diderot, che invitò a Pietroburgo. Quest'attività fece in modo che durante il suo regno si mantenessero vivi i rapporti con la cultura europea e che continuasse la modernizzazione della Russia intrapresa dallo zar Pietro il Grande, anche se non si verificò alcun progresso sul piano sociale. Sul piano territoriale, l'impero russo si estese a sud a spese dell'impero ottomano con l'annessione della Crimea (1783) e a nord ovest con l'inclusione del territorio lituano (1772) e di parte della Polonia. In questo modo, alla fine del regno di Caterina II, i territori russi si trovarono riuniti sotto un'unica sovranità. 

\caterinàti Nato come gruppo di discepoli di Santa Caterina da Siena, tra i quali ecclesiastici, letterati, artisti, ai giorni nostri rappresenta la congregazione di studiosi delle opere della santa, che si propone di diffonderne la conoscenza del pensiero e dell'opera. Operando d'accordo con la Società internazionale di studi cateriniani, la congregazione ottenne l'istituzione di una cattedra di studi all'università di Siena nel 1926. Successivamente riuscì a ottenere la proclamazione della santa patrona d'Italia. 

\caterinétta, sf. Termine di origine francese (catherinette). Nome attribuito alla giovane lavorante della casa di moda. Sartina. Prende origine da Santa Caterina d'Alessandria, patrona delle sarte e giovani modiste. 

\catering, sm. invar. Servizio di approvvigionamento di cibi, bevande e altro a grandi comunità, navi, aerei, treni, alberghi ecc. compiuto da apposite organizzazioni di vendita. 

\caterpillar, sm. invar. Autoveicolo cingolato capace di tenere l'aderenza a qualsiasi tipo di terreno. 

\catèrva, sf. Moltitudine di animali, persone, cose. ~ mucchio. <> scarsità. 

\catetère, sm. Cannula, in materiale plastico o metallico, che viene introdotta asetticamente in una cavità (vescica, intestino, stomaco, pleura) o in un vaso sanguigno al fine di drenarne il contenuto o prelevare campioni. 

\cateterìsmo, sm. In medicina è l'introduzione in un vaso sanguigno, a scopo terapeutico, di un catetere. Il cateterismo cardiaco prevede l'introduzione di cannule che arrivano sino al cuore per rilevare parametri fisiologici o effettuare biopsie. 

\catèto, sm. Ciascuno dei due lati che, nel triangolo rettangolo, comprendono l'angolo retto. 

\catetòmetro, sm. Strumento che permette di misurare la distanza verticale tra due punti. 

\catgut, sm. invar. Tipo di filo preparato dalle viscere di montone o di gatto utilizzato in chirurgia per legare i vasi sanguigni o suturare le ferite. 
  dall'inglese cat gatto e gut viscere. 

\Cather, Willa (Winchester, Virginia 1876-New York 1947) Scrittrice. Tra le opere O pionieri! (1913) e La morte viene per l'arcivescovo (1927). 

\cathode-follower, sm. invar. Circuito amplificatore in cui il collegamento con lo stadio successivo viene effettuato prelevando una tensione dall'impedenza di carico che si trova nel circuito catodico del tubo. 

\Catignàno Comune in provincia di Pescara (1.595 ab., CAP 65011, TEL. 085). 

\Catilìna, Lùcio Sèrgio (Roma 108?-Pistoia 62 a. C.) Politico romano. Ordì una congiura che avrebbe dovuto restaurare il vecchio potere poiché tutti i posti consolari erano stati occupati dai plebei; ottenne l'appoggio di Giulio Cesare e delle popolazioni italiche. Cicerone, pronunciò contro di lui le quattro orazioni dette Catilinarie. Catilina, formò un esercito e marciò su Roma, ma morì presso Pistoia. 

\catilinària, sf. Forma di invettiva violenta sul modello delle orazioni di Cicerone e Catilina. 

\Catilinarie Opera di oratoria di M. T. Cicerone (63 a. C.). 

\Catinàccio Massiccio (2.981 m) montuoso delle Dolomiti, nella Val di Fassa. 

\catinèlla, sf. In abbondanza. 
  sf. 1 basin. 2 (piovere a catinelle) to pour. 

\catìno, sm. 1 Recipiente tondo piuttosto largo, usato per lavarsi o per lavare stoviglie. ~ bacinella. 2 Quantità di liquido che può essere contenuta in un catino. 3 Piccola pianura circondata da alture, conca. 4 Cupola a quarto di sfera che copre l'abside. 
  sm. basin. 
  lat. catinus (-um). 

\catióne, sm. Ione con carica positiva generato dalla cessione di un elettrone da parte di un atomo o di una molecola. I cationi si formano nei processi elettrolitici di acidi, basi e sali in soluzione. Nel corso dell'elettrolisi si spostano verso il catodo o elettrodo negativo. In natura, vengono prodotti da radiazioni con frequenza molto elevata (raggi X o anche luce visibile molto intensa) che vengono chiamate ionizzanti

\catocàla, sf. Genere di Insetti Lepidotteri eteroneuri che vivono nell'emisfero settentrionale. Appartiene alla famiglia delle Nottuidi. 

\Catoche Promontorio del Messico, nella penisola dello Yucatán. 

\catòdico, agg. (pl. m.-ci) Del catodo, annesso al catodo. raggi catodici, flusso costituito da elettroni che scorrono dal catodo all'anodo, in un tubo contenente gas rarefatto. 
  deriv. da catodo

\càtodo, sm. In un generatore chimico (pila) è il polo positivo, sul quale si verifica la riduzione, mentre costituisce l'elettrodo negativo degli accumulatori a celle elettrolitiche (batterie) e di tutte le apparecchiature funzionanti a corrente continua. Nelle celle galvaniche è costituito da un sostegno metallico coperto da ossido (bario) che rilascia elettroni (effetto termoionico). Anche i tubi elettronici (valvole termoioniche) contengono un catodo che, opportunamente riscaldato, svolge il compito di emettere elettroni. 

\catodòfono, sm. Strumento per la misurazione della pressione sonora. 

\catóne, sm. Personaggio rigoroso e inflessibile con se stesso e con gli altri. 

\Catóne, Màrco Pòrcio il Censóre (Tuscolo 234-Roma 149 a. C.) Politico romano, Marcus Porcius Cato, fu un apprezzato scrittore e oratore. Di origini plebee, nel 207 a. C. prese parte alla battaglia di Metauro e all'età di trent'anni fu nominato questore. Rivestì in Sardegna nel 199 a. C. la carica di pretore e nel 195 a. C. fu nominato console, nella cui veste sedò una rivolta in Spagna. Impegnato nella difesa dell'integrità dei costumi nazionali, passò alla storia in qualità di censore (184 a. C.) contro gli Scipioni e a favore dei tribuni della plebe; giurò odio eterno nei confronti di Cartagine e si oppose energicamente alla cultura ellenistica. Tra le opere da lui scritte, si ricordano la storia di Roma da Enea al 151 a. C., nota come le Origines e l'opera enciclopedica di cui si ricorda il trattato latino in prosa sull'agricoltura romana De Agricultura

\Catóne, Màrco Pòrcio l'Uticènse (Roma 95-Utica 46 a. C.) Politico romano, pronipote di Catone il Censore. Fu rappresentante della virtus romana e fervido sostenitore del conservatorismo politico e morale, nonché difensore dell'ideologia repubblicana e oppositore della tirannia. Nominato questore nel 64 a. C., fu un accanito difensore della repubblica e venne nominato nel 63 a. C. tribuno della plebe. Si schierò contro Giulio Cesare durante la guerra civile e fu favorevole a Pompeo. Nel 48 a. C., fu nominato comandante del presidio africano di Utica e quando, a seguito della disfatta di Tapso del 46 a. C., Cesare fu capo di Roma, Catone si suicidò per non dover assistere alla fine della repubblica. Dei suoi scritti è stata ritrovata solo una lettera indirizzata a Cicerone. 

\catoniàno, agg. 1 Riferito a Catone. 2 Rigorosamente severo, di indubbia moralità. 

\catòrcio, sm. 1 Chiavistello. 2 Cosa di poco conto, persona di salute cagionevole. ~ ferrovecchio, macinino. 

\catòrzolo, sm. 1 Tralcio secco della vite. 2 Sporgenza nodosa che si trova sulla superficie di un corpo, soprattutto di legno. 

\catòttrica, sf. Branca dell'ottica che studia i fenomeni di riflessione della luce. 

\catòttrico, agg. Dicesi di sistema ottico, formato da superfici riflettenti, ossia che svolgono una funzione di riflessione. 

\catramàre, v. tr. Impregnare o ricoprire con catrame. 

\catramatóre, sm. Operaio adibito alla catramatura delle strade. 

\catramatrìce, sf. Macchina per stendere il catrame su una superficie stradale. 

\catramatùra, sf. L'operazione, l'effetto del catramare. 

\catràme, sm. Sottoprodotto della distillazione del carbon fossile, dalla distillazione del legno o di altri combustibili. Il catrame di carbon fossile è formato soprattutto da composti ossigenati, composti azotati e idrocarburi aromatici. Il catrame di legno contiene molti costituenti fenolici. Il catrame greggio è impiegato in special modo come impermeabilizzante, ma anche per gli elementi che provengono dalla sua distillazione frazionata (benzene, toluene ecc.). 
  sm. tar. 
  arabo qatran. 

\catramìsta, sm. (pl.-i) Chi è addetto alla catramatura. 

\catramóso, agg. Che contiene catrame. 

\càtta, sf. Nome con cui è noto il lemure del Madagascar Lemur catta. Appartiene alla famiglia dei Lemuridi. 

\Cattàneo, Càrlo (Milano 1801-Castagnola di Lugano 1869) Politico, storico ed economista. Fu federalista e repubblicano e affermò l'importanza delle autonomie locali; attivo durante le Cinque Giornate di Milano. Fondò e diresse Il Politecnico (1839) occupandosi di critica letteraria, economia, filosofia, linguistica, scienza, storia. Tra le sue opere, Notizie naturali e civili sulla Lombardia (1844), L'insurrezione di Milano (1849), Un invito agli amatori della filosofia (1857), Psicologia delle menti associate (1859-1863). 

\Cattàni, Leóne (Rieti 1906-Roma 1980) Politico italiano. Segretario del PLI dopo la liberazione, componente del CLN, ministro dei lavori pubblici tra il 1945 e il 1946 fu segretario del partito radicale nel 1963. 

\càttedra, sf. 1 Seggio, sedile. 2 Seggio riservato all'insegnante nelle scuole. 3 Il posto, l'ufficio del professore di ruolo. 4 Seggio con baldacchino usato dal pontefice, durante le funzioni religiose in chiesa. ~ pulpito. 5 Insegnamento. ~ disciplina. 
  sf. 1 desk. 2 (posto del professore) teacher's desk, teaching post. 3 (universitaria) chair, professorship. 
  lat. cathedra, dal greco kathèdra sedia. 

\Cattedrale Racconto di R. Carver (1983). 

\cattedràle, agg. e sf. agg. Di una cattedrale. 
sm. Chiesa principale di una diocesi, in cui ha sede la cattedra vescovile e dove il vescovo solitamente presiede le celebrazioni liturgiche. ~ duomo. 
  sf. cathedral. 
  lat. tardo cathedralis. 

\cattedràtico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Proprio di chi occupa una cattedra. ~ accademico. 2 Presuntuoso, saccente. ~ sentenzioso. <> dimesso. 
sm. Chi ha una cattedra, professore universitario. 

\Cattel, James (Easton 1860-Lancaster 1944) Psicologo statunitense, ideatore di test mentali, scrisse Concetti e metodi della psicologia (1904). 

\cattiàno, agg. e sm. Piano superiore dell'Oligocene compreso tra il Ruperiano e l'Aquitaniano. 

\cattivàre, v. tr. Conquistarsi l'amicizia di qualcuno. 

\cattivèria, sf. 1 L'essere cattivo. ~ malignità, malvagità. <> bontà. 2 Azione cattiva, dispettosa. ~ canagliata. 
  sf. 1 spite, malice, wickedness. 2 (parole) spiteful remark. 3 (atto) spiteful act. 4 (azione) wicked action. 
  deriv. da cattivo. 

\Cattivi pensieri Saggio di P. Valéry (1943). 

\cattività, sf. Schiavitù, prigionia. ~ servaggio. <> libertà. 
  sf. captivity. 

\cattività avignonése Periodo di resistenza del papato ad Avignone tra il 1309 e il 1376 causato dalle diatribe feudali che agitavano l'Italia. 

\cattività babilonése Periodo in cui i babilonesi di Nabucodonosor II tennero in esilio gli israeliti a partire dal 587 a. C. 

\cattìvo, agg. e sm. agg. 1 Contrario alla legge morale. ~ perverso. <> pio. è un cattivo soggetto, disonesto. 2 Che ha tendenza al male. ~ crudele. <> buono. 3 Maldisposto verso gli altri. ~ egoista, gretto. <> altruista. 4 Indocile, indisciplinato. ~ irrequieto. <> ubbidiente. 5 Vile, codardo, ignavo. 6 Di costumi corrotti, depravato, turpe. ~ immorale. <> morale. 7 Di qualità scadente, di poco valore. ~ dozzinale. si tratta solo di un cattivo rimedio. 8 Piovoso, malsano. ~ opprimente. <> salubre. il cattivo tempo non accennava a smettere. 9 Disonorevole, meschino. 10 Inabile, incapace. ~ mediocre. <> bravo. 11 Inutile, insufficiente, che non adempie al compito cui è stato destinato. ~ insoddisfacente. <> accurato. 12 Che è sintomo di malattia. 13 Che procura sensazioni spiacevoli. 14 Doloroso, infausto, triste. 15 Dannoso, svantaggioso. ~ pericoloso. <> favorevole. la cattiva sorte lo perseguitava
sm. 1 Persona cattiva. i cattivi non la passano mai franca. 2 La parte cattiva o guasta di qualcosa 3 Sapore cattivo. 
  agg. 1 bad. 2 (malvagio) wicked. 3 (spiacevole) harsh, bitter. 4 (sapore) bad, nasty. 
  lat. captivus (diaboli), prigioniero (del diavolo). 

\cattlèya, sf. invar. Genere di orchidee epifite spontanee in America centrale e nelle zone tropicali in genere. 

\Cattòlica Comune in provincia di Rimini (15.115 ab., CAP 47033, TEL. 0541). Centro turistico e balneare della riviera adriatica. Gli abitanti sono detti Cattolicesi o Cattolichini

\Cattòlica Eraclèa Comune in provincia di Agrigento (6.188 ab., CAP 92011, TEL. 0922). 

\cattolicaménte, avv. In modo consono alla religione cattolica. 

\cattolicésimo, sm. Confessione del cristianesimo. La comunità cattolica si differenzia per la funzione guida del papa, o vescovo di Roma, capo della chiesa per mandato e potere conferito da Gesù Cristo a Pietro, con giurisdizione sui vescovi locali, successori degli apostoli e guide delle diocesi. Le sacre funzioni sono compiute dai sacerdoti che hanno ricevuto il sacramento dell'ordine. Il termine "cattolico" deriva dal greco katholikós ("universale") e, attraverso il battesimo, testimonia l'estensione del sacerdozio di Cristo a tutta la comunità senza distinzioni di alcun tipo. Si basa sulla lettura dell'Antico e Nuovo Testamento (potere dottrinale o di magistero), e sul complesso di dogmi e fede determinati nei concili generali e che ogni cattolico deve seguire (il mistero della trinità, il peccato originale, la verginità della Madonna, la natura umana e divina di Cristo, la morte e la resurrezione di Gesù Cristo ecc.). Il cattolicesimo riconosce sette sacramenti che Gesù Cristo istituì per dare all'uomo la grazia sovrannaturale: il battesimo, la cresima, l'eucarestia, la penitenza, l'estrema unzione, l'ordine e il matrimonio. Con circa un miliardo di fedeli, è la confessione cristiana a carattere universalistico e missionario più diffusa. Storicamente si è sviluppato non solo come organizzazione spirituale, ma anche come organizzazione temporale con un proprio diritto canonico (ordinamento giuridico). Nella storia del cattolicesimo, hanno rivestito una notevole importanza i ventuno concili ecumenici; da quello del 325 tenutosi a Nicea, fino al concilio Vaticano II che si tenne dal 1962 al 1965. Queste assemblee riuniscono i vescovi di tutto il mondo al fine di emanare disposizioni e definizioni di fede vincolanti per tutta la chiesa. 

\cattolicità, sf. 1 Proprietà dell'essere cattolico. 2 I cattolici considerati nel loro insieme. 3 Fedeltà, conformità ai principi cattolici. 

\cattòlico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Universale, con riferimento alla chiesa cristiana di Roma. 2 Che è proprio della chiesa di Roma. professa la fede cattolica. 3 Che si ispira ai principi religiosi, morali e sociali propugnati dalla chiesa cattolica. il partito cattolico era molto forte all'epoca
sm. Chi professa la religione cattolica. 
  agg. catholic. sm. roman catholic. 
  lat. catholicus, comune a tutti i cristiani, dal greco katholikòs universale. 

\cattosocialìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Socialista cattolico. 

\cattùra, sf. 1 L'impossessarsi di una persona o di una cosa per atto ostile o in forza della legge. ~ fermo. <> scarcerazione. infine ci fu la cattura dei fuggiaschi. 2 Fenomeno per cui un fiume, arretrando le sue sorgenti per effetto dell'erosione, raggiunge il corso di un altro fiume che si riversa nel primo. 
  sf. 1 capture. 2 (arresto) arrest. 
  lat. captura, deriv. da captus, p.p. di capere prendere. 

\catturàre, v. tr. 1 Far prigioniero. ~ acciuffare. <> rilasciare. 2 Accrescere il proprio bacino erodendo il bacino di altro corso d'acqua, detto di fiume. 3 Impadronirsi di qualcosa. ~ acchiappare, acciuffare. catturò una volpe utilizzando quella trappola
  v. tr. 1 to catch, to capture. 2 (arrestare) to arrest. 
  deriv. da cattura

\Catùllo, Gàio Valèrio (Verona 84 o 87-forse Roma 54 a. C.) Poeta lirico latino. Fu membro del gruppo dei neòteroi, o poetae novi, che si rifacevano alla lirica greca. A Roma conobbe e frequentò personaggi di spicco dell'ambiente politico e letterario ed ebbe una relazione con Clodia, quasi certamente sorella del tribuno P. Clodio Pulcro. Cantò l'amore per la sua donna che celebrò con il nome di Lesbia, il dolore, l'infedeltà. Le note biografiche che lo riguardano sono tratte dai suoi carmi e quindi piuttosto sfuggenti e incerte. È considerato il creatore dell'elegia romana. Il suo Liber Catulli Veronensis, comprende 116 carmi, ripartiti in nugae (carmi facili), carmina docta (canti eruditi), poemetti mitologici, tra cui l'Attis e la Chioma di Berenice, ed elegie. I carmi di Catullo rispecchiano la crisi della repubblica: sono assenti i valori politici della civitas romana mentre come alternativa emerge il privato, con le sue piccole gioie e i suoi drammi che sembrano costituire tutta la sostanza dell'esistenza. 

\Càtulo, Quìnto Lutàzio (150 ca.-87 a. C.) Console romano dal 102 a. C., nel 101 a. C. sconfisse Cimbri ai campi Raudii in collaborazione con Mario. Passato in seguito dalla parte di Silla, venne condannato dai mariani e per questo si uccise. 

\CATV Sigla di Cable Television (televisione via cavo) e di Community Antenna Television (televisione ad antenna centralizzata). 

\Cauca Dipartimento (796.000 ab.) della Colombia, capoluogo Popayán. 
Cauca 
Fiume (1.015 km) della Colombia, affluente del Río Magdalena. 

\Caucàsia (russo Kavkasje) Regione situata tra il mar Nero e il mar Caspio. La catena del Caucaso attraversa la regione da nord-ovest a sud-est dividendola in Ciscaucasia e Transcaucasia. Le principali risorse sono tè, girasole, frumento, cotone, petrolio (a Baku e a Majkop). 
Occupata dai greci già dal VII sec. a. C., nel III sec. venne invasa dagli asiatici poi dei bizantini, che cristianizzarono armeni e georgiani, e infine dai turchi. Nel 1801, iniziò la conquista russa a partire dalla Georgia cui seguì una ferma resistenza da parte delle popolazioni locali. Nel 1936 fu fondata la Repubblica socialista caucasica che alla caduta dell'Unione Sovietica fu ripartita tra Russia, Armenia, Azerbaigian e Georgia. 

\caucàsico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Del Caucaso, della Caucasia. 
sm. Chi appartiene a un popolo autoctono del Caucaso. 

\Càucaso Catena montuosa asiatica, di età alpina, lunga 1.150 km che occupa Georgia, Armenia, Azerbaigian e Russia. La catena principale si allunga da nord-ovest a sud-est dal mar Nero al mar Caspio. La cima più elevata è quella del monte Elbrus (5.642 m). Risorse minerarie: carbone, manganese, petrolio, piombo, zinco. 

\caucciù, sm. invar. Gomma elastica naturale, idrocarburo contenuto nel latice di piante equatoriali e simili. 
  sm. rubber, India rubber. 

\Cauchy, Augustin-Louis (Parigi 1789-Sceaux 1857) Matematico francese. Tra i precursori dell'analisi moderna. Ha formulato il concetto di limite, ha enunciato il criterio di convergenza della serie omonima ed elaborato la teoria delle funzioni di una variabile complessa.  In ottica ha formulato una teoria sulla dispersione della luce, nonché vari criteri sull'elasticità. 

\caudàle, agg. Della coda o che è dalla parte della coda. 
  agg. caudal.

\caudatàrio, sm. 1 Chi regge lo strascico. 2 Chi fa parte del seguito di un personaggio importante e lo ossequia servilmente. 

\Caudàti => "Urodeli" 

\caudàto, agg. Sprovvisto di coda. 

\caudillìsmo, sm. Termine che indica un tipo di regime dittatoriale militare tipico delle regioni ispane-americane. 

\caudìllo, sm. invar. Titolo attribuito a capi politici e militari in Spagna e nell'America latina. 

\caudìne, fórche Giogo imposto come segno di umiliazione all'esercito romano dei consoli Postumio e Calvino sconfitto dai sanniti capeggiati da Telesino nel 321 a. C. Il giogo era formato da una lancia posta orizzontalmente su altre due piantate in terra. 

\caudìno, agg. Di Caudio, antica città del Sannio presso la quale nel 321 a. C. i romani furono accerchiati dai sanniti e costretti a passare sotto le cosiddette forche caudine. 

\caùle, sm. Equivalente di fusto per le piante erbacee. 

\caulescènte, agg. Provvisto di caule. <> acaule. 

\caulìcolo, sm. Ciascuno degli steli che sbocciano dalle foglie d'acanto e si incurvano in volute sotto l'abaco nel capitello corinzio. 

\cauliflòria, sf. Caratteristica di alcune piante di portare i fiori e i frutti direttamente sui rami o sul tronco. 

\cauliflòro, agg. Relativo a una pianta con caulifloria. 

\caulinàre, agg. Che è inserito direttamente sul fusto. 

\Caulobacteràcee Famiglia di Batteri che comprende alcune specie che possono convertire i composti ferrosi dell'acqua in composti ferrici. 

\caulòide, sm. Porzione del tallo di alcune Alghe paragonabile al caule delle piante superiori. 

\Caulònia Comune in provincia di Reggio Calabria (8.259 ab., CAP 89041, TEL. 0964). 

\Caura Fiume (570 km) del Venezuela. Scorre nello stato di Bolívar e sfocia nel fiume Orinoco. 

\càusa, sf. 1 Ciò che è origine, motivo determinante, di qualche avvenimento. ~ cagione. <> conseguenza. 2 Materia sostanziale del contendere, e quindi materia del provvedere per il giudice. ~ denuncia, imputazione. 3 Complesso di progetti ideali, politici, economici connessi all'azione di un'organizzazione o di un gruppo sociale. 
  sf. 1 cause. 2 (dir.) action, lawsuit. 3 (motivo) reason. 
  lat. causa. 
In filosofia l'idea di causa, o di causalità, è un legame tra due fatti naturali, in cui il primo genera sistematicamente il secondo. Aristotele interpretò il concetto in senso metafisico, enunciando quattro cause: materiale, formale, efficiente e finale. La critica empiristica (Hume) ha constatato che la relazione di causalità naturale è ricavabile solo dall'esperienza, perciò ha valore solo come di ipotesi; Kant vide nella causa una forma dell'esperienza, di valore universale. 

\causàle, agg. e sf. agg. Che costituisce, che riguarda la causa di qualcosa. il principio causale, relazione di causa ed effetto. 
sf. 1 Causa. ~ motivo. 2 Motivo di un pagamento. 
  lat. causalis, deriv. da causa

\causalgìa, sf. Bruciore doloroso e localizzato che si riscontra in presenza di lesioni a carico dei nervi. 

\causalità, sf. Relazione di causa ed effetto. Nella fisica classica viene detta determinismo, cioè due sistemi giungono alle stesse situazioni finali, partendo da situazioni iniziali identiche ed essendo sottoposti a cambiamenti uguali. Questa regola soprattutto nel campo atomico e subatomico, trova difficoltà di applicazione per la quasi impossibilità di stabilire con precisione la coincidenza degli elementi che pertengono ai sistemi. 

\causalménte, avv. In modo causale. 

\causàre, v. tr. Fare accadere qualche cosa. ~ provocare. <> impedire. 
  v. tr. to cause. 
  lat. tardo causare, deriv. da causa. 

\causatìvo, agg. 1 Atto del causare, che è causa. 2 Si dice di verbi che esprimono un'azione fatta compiere ad altri. 

\causerie, sf. invar. Discorso senza pretese. 

\causeur, sm. invar. Piacevole conversatore. 

\causìdico, sm. (pl.-ci) 1 Nel medioevo era colui che agiva in giudizio in rappresentanza dei litiganti. 2 Avvocato di scarso valore. 

\Càusio, Frànco (Lecce 1949-) Calciatore italiano. Esordì in serie A nelle file della Juventus nel 1968 e in nazionale nel 1972 divenendo campione del mondo nel 1982 dopo aver vestito 60 volte la casacca azzurra. 

\causse, sm. invar. Altopiano calcareo intagliato da profonde valli e da alcune forme di rilievo carsico come doline e campi carreggiati. 

\Causses, Les Regione della Francia. Territorio calcareo, di tipo carsico. 

\càustica, sf. Dato un fascio di raggi paralleli che si riflette su uno specchio curvo o si rifrange attraverso una lente, è la figura prodotta dall'aberrazione sferica. 

\causticazióne, sf. Lesioni ai tessuti dovuta all'azione di sostanze chimiche che ne alterano l'organizzazione. 

\causticità, sf. 1 Qualità di ciò che è caustico. 2 Spirito pungente, mordacità. 

\càustico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Detto di composto altamente corrosivo per i tessuti organici. ~ acido. 2 Aspro e mordace. ~ sferzante. <> bonario. 
sm. Composto o sostanza caustica. 

\caustificàre, v. tr. Trasformare in idrossido. 

\caustificatóre, sm. Dispositivo utilizzato per caustificare. 

\caustificazióne, sf. Trasformazione per idrossido di calcio di una soluzione acquosa di carbonato alcalino in una soluzione acquosa dell'idrossido corrispondente. 

\Cautàno Comune in provincia di Benevento (2.138 ab., CAP 82030, TEL. 0824). 

\cautèla, sf. 1 L'essere cauto. ~ circospezione. <> leggerezza. 2 Atto di persona cauta. 3 Clausola apposta a un atto che mira a prevenirne la nullità o l'inadempimento. 
  sf. prudence, caution, precaution. 
  lat. cautela, deriv. da cautus. 

\cautelàre, agg. e v. agg. Che tende a evitare il danno. sequestro cautelare, realizzato per ottenere una garanzia materiale. 
v. tr. Difendere, assicurare secondo cautela. ~ salvaguardare. <> esporre. cautelare i propri interessi
v. rifl. Difendersi da qualcosa. ~ premunirsi. <> arrischiarsi. cautelarsi contro i rischi
  v. tr. to protect. v. rifl. to take precautions. 
  deriv. da cautela. 

\cautelarménte, avv. In modo prudente. 

\cautelatìvo, agg. Che tende a cautelare, a proteggere. 

\cautèrio, sm. Strumento per eseguire bruciature terapeutiche. 

\cauterizzàre, v. tr. Fare una cauterizzazione. 

\cauterizzazione, sf. Intervento effettuato sull'organismo da strumenti che, tramite azione termica, provocano necrosi dei tessuti. 

\càuto, agg. Che agisce con cautela. ~ guardingo. <> imprudente. 
  agg. prudent, cautious. 
  lat. cautus, deriv. da cavere guardarsi. 

\Cauvery Fiume (760 km) dell'India. Scorre nel Deccan meridionale. Nasce dai Ghati Occidentali e sfocia nel Golfo del Bengala. 

\cauzionàle, agg. Che concerne la cauzione. 

\cauzióne, sf. Deposito di una somma di denaro di titoli e simili a garanzia di un determinato comportamento. ~ caparra. 
  sf. 1 deposit, caution money, security. 2 (dir.) bail. 
  lat. cautio,-onis, deriv. da cavere. 

\Cav Sigla di Cavaliere. 

\CAV In telecomunicazioni è l'abbreviazione di controllo automatico del volume. 

\Cav. di Gr. Cr. Sigla di Cavaliere di Gran Croce. 

\Cav. Uff. Sigla di Cavaliere Ufficiale. 

\càva, sf. 1 Fossa, bolgia, tana. 2 Scavo a cielo aperto per estrarre materiali rocciosi. ~ miniera. 3 Grande abbondanza, fonte, sorgente. 4 Scanalatura praticata nell'indotto delle macchine elettriche rotanti per alloggiarvi i conduttori elettrici costituenti l'avvolgimento indotto. 
  sf. quarry. 
  lat. volg. cava. 

\Càva de' Tirrèni Comune in provincia di Salerno (52.502 ab., CAP 84013, TEL. 089). Centro commerciale (mercato di frutta e tabacco) e industriale (prodotti della ceramica, poligrafici, tessili e alimentari). Vi si trovano il monastero benedettino, costruito tra l'XI e il XV sec., e l'abbazia della SS. Trinità, dell'XI sec. Gli abitanti sono detti Cavesi

\Càva Manàra Comune in provincia di Pavia (4.718 ab., CAP 27051, TEL. 0382). 

\Cavacùrta Comune in provincia di Lodi (738 ab., CAP 20070, TEL. 0377). 

\cavadènti, sm. 1 Chi, un tempo, esercitava il mestiere di estrarre e curare i denti. 2 Dentista di scarso valore. 

\cavafàngo, sm. (pl. invar. o cavafànghi) Draga galleggiante attrezzata per liberare dal fango e dalla melma. 

\Cavaglià Comune in provincia di Biella (3.612 ab., CAP 13042, TEL. 0161). 

\Cavagliétto Comune in provincia di Novara (407 ab., CAP 28010, TEL. 0322). 

\Cavàglio d'Agógna Comune in provincia di Novara (1.277 ab., CAP 28010, TEL. 0322). 

\Cavàglio-Spòccia Comune in provincia di Verbano-Cusio-Ossola (320 ab., CAP 28052, TEL. 0323). 

\Cavagnòlo Comune in provincia di Torino (3.281 ab., CAP 10020, TEL. 011). 

\Cavaignac, Louis-Eugène (Parigi 1802-Ourne 1857) Generale francese. Quale ministro della guerra, nel giugno 1848 represse l'insurrezione popolare parigina. 

\cavaiòla, sf. Forma drammatica popolare sorta in Italia nel XVI sec. Sembra derivare il nome dalla città di Cava de' Tirreni, i cui abitanti erano portati come esempi di dabbenaggine dagli anonimi autori. 

\cavaiòlo, agg. Riferito a Cava de' Tirreni. 

\Cavaión Veronése Comune in provincia di Verona (3.414 ab., CAP 37010, TEL. 045). 

\Cavàlca, Doménico (Vico Pisano 1270 ca.-Pisa 1342) Predicatore domenicano. Tradusse in volgare alcuni scritti ascetici latini tra cui Vite dei santi padri, modello di stile secondo i puristi. 

\cavalcàbile, agg. Che può essere cavalcato o percorso a cavallo. 

\Cavalcanti, Alberto (Rio de Janeiro 1897-Parigi 1982) Regista cinematografico brasiliano. Attivo in Europa dal 1925 al 1945, fu anche scenografo e produttore; diresse film d'avanguardia come Rien que les heures (1926) e En rade (1928). Tornato in Brasile, vi diresse O canto do mar (1952). 

\Cavalcànti, Guìdo (Firenze 1250 ca.-1300) Poeta. Uno dei più illustri e suggestivi rappresentanti del dolce stil novo. I suoi temi sono l'amore idealizzato e drammatico. Guelfo bianco, fu esiliato a Sarzana. Intimo amico di Dante, a lui l'Alighieri dedicò la Vita Nova. Fu autore di canzoni (tra cui Donna me prega perch'io voglia dire), ballate (famosa quella dell'esilio Perch'i' no spero di tornar giammai), sonetti. Restano di lui in tutto cinquantadue opere. 

\cavalcàre, v. v. tr. 1 Stare a cavalcioni sopra a qualcosa. ~ montare. 2 Attraversare passando sopra. il ponte che cavalca la statale. 3 Percorrere con la cavalleria un paese nemico saccheggiandolo e devastandolo. 
v. intr. Andare a cavallo. cavalcare all'amazzone, con le gambe rivolte solo da una parte. 
  v. tr. to ride. 
  lat. caballicare, deriv. da caballus cavallo. 

\Cavalcarono insieme Film western, americano (1961). Regia di John Ford. Interpreti: James Stewart, Richard Widmark, Linda Cristal. Titolo originale: Two Rode Together 

\Cavalcasèlle, Giovàn Battìsta (Legnano 1819-1897) Storico dell'arte. Fu molto attivo nella salvaguardia del patrimonio artistico. 

\cavalcàta, sf. 1 Passeggiata, viaggio a cavallo. 2 Gruppo di persone a cavallo. 
  sf. 1 ride. 2 (gruppo) riding party. 

\Cavalcata Film commedia, americano (1933). Regia di Frank Lloyd. Interpreti: Clive Brook, Diana Wynyard, Ursula Jeans. Titolo originale: Cavalcade 

\Cavalcata a mare Dramma di J. M. Synge (1904). 

\cavalcatóre, sm. (f.-trìce) Chi cavalca, soprattutto chi è esperto nell'arte del cavalcare. 

\cavalcatùra, sf. Bestia che si cavalca. 

\cavalcavìa, sm. invar. 1 Costruzione ad arco che serve a collegare due edifici o due corpi di un edificio sopra una strada. 2 Ponte che passa sopra una strada, negli incroci con altre strade o con una ferrovia. ~ viadotto. 
  sm. invar. flyover. 

\cavalcióni, avv. Nella posizione di chi va a cavallo. 

\Cavalése Comune in provincia di Trento (3.553 ab., CAP 38033, TEL. 0462). 

\Cavalfirio Comune in provincia di Novara (1.012 ab., CAP 28010, TEL. 0163). 

\Cavalièr d'Arpìno (Arpino, Frosinone 1568-Roma 1640) Giuseppe Cesari detto il Cavalier d'Arpino. Pittore. Tra le opere Affreschi nella Cappella Olgiati (1592, Roma, Santa Prassede) e Affreschi nel Salone del Palazzo dei Conservatori a Roma (1596). 

\cavalieràto, sm. Titolo e dignità di cavaliere. 

\cavalière, sm. 1 Chi va a cavallo. ~ cavallerizzo. 2 Soldato dell'arma della cavalleria. 3 Membro della cavalleria medievale. 4 L'uomo che accompagna una donna in luoghi pubblici e in eventi mondani. ~ accompagnatore. gli feci da cavaliere in quell'occasione. 5 Chi è stato decorato di un'insegna cavalleresca. 6 Elemento dell'antica fortificazione costituito da una sopraelevazione di terra o di muro. 7 Paladino. ~ difensore. 
  sm. 1 horseman, rider. 2 (titolo) knight. 3 (accompagnatore) partner. 4 (gentiluomo) gentleman. 5 (soldato) cavalryman. 
  provenz. cavalier, dal lat. caballarius soldato a cavallo. 
Cavaliere senza macchia e senza paura. Appellativo con cui era conosciuto il condottiero francese Pierre Bayard (1476-1524). 

\Cavaliere dal cavallo bianco, Il Romanzo di H. T. Storm (1888). 

\Cavaliere della rosa, Il Opera musicale in tre atti di R. Strauss, libretto di H. von Hofmannsthal (Dresda, 1911). La storia d'amore tra Sofia e Ottavio fornisce al musicista il pretesto per ricreare l'atmosfera della vecchia Vienna. 
Cavaliere della rosa, Il 
Dramma di H. von Hofmannsthal (1911), noto per aver fornito il soggetto per l'opera teatrale in tre atti musicata da Richard Strauss, rappresentata per la prima volta nel Teatro Reale di Dresda nel 1911. 

\Cavaliere della valle solitaria, Il Film western, americano (1953). Regia di George Stevens. Interpreti: Alan Ladd, Van Heflin, Jean Arthur. Titolo originale: Shane 

\Cavaliere di Olmedo, Il Commedia di L. de Vega (1620-1625). 

\cavalière d'Itàlia, sm. Uccello (Himantopus himantopus) della famiglia dei Recurvirostridi e dell'ordine dei Caradriformi. Di colore bianco con ali nere, è dotato di lunghe zampe e di un becco rosa. Vive ovunque, presso stagni e paludi. 

\Cavaliere inesistente, Il Romanzo di I. Calvino (1959) che fa parte della trilogia I nostri antenati (costituita da Il visconte dimezzato, Il barone rampante, Il cavaliere inesistente). Al servizio di Carlo Magno, nell'epoca classica dei cavalieri, il cavaliere cristiano Agilulfo dalla bianca armatura è il protagonista dell'opera, nella quale si snodano anche le avventure del giovane Rambaldo che vendica il padre e s'innamora di Bradamante, la guerriera bionda dagli occhi di smeraldo vestita di colore pervinca, a sua volta innamorata del cavaliere inesistente. Seguendo con leggerezza e ironia le peripezie degli eroi, il lettore e l'autore si interrogano su sé stessi, sugli altri e sull'esistenza. 

\Cavalieri Commedia di Aristofane (424 a. C.). 

\Cavalieri del Nord-Ovest, I Film western, americano (1949). Regia di John Ford. Interpreti: John Wayne, Joanne Dru, Victor McLaglen. Titolo originale: She Wore a Yellow Ribbon 

\Cavalièri, Bonaventùra (Milano 1598?-Bologna 1647) Matematico. Allievo di Galileo, fu tra i primi a elaborare i concetti del calcolo infinitesimale; scrisse Geometria degli indivisibili. (Il principio di Cavalieri)

\Cavalièri, Emìlio De' (Roma 1550-1602) Compositore. Tra le opere La rappresentazione di anima e corpo (allegoria drammatica, ca. 1600). 

\cavàlla, sf. 1 In falegnameria è l'asse verticale con funzione divisoria o di sostegno utilizzata nelle scaffalature. 2 Femmina del cavallo. 

\cavallàio, sm. 1 Custode di un branco di cavalli. 2 Mercante di cavalli. 

\cavallànte, agg. e sm. Che o chi si occupa dell'allevamento e della custodi degli equini. 

\cavallàro, o cavallàio, sm. 1 Chi commercia cavalli. 2 Chi ha in custodia cavalli. 3 Chi guida cavalli da tiro. 

\Cavallàsca Comune in provincia di Como (2.520 ab., CAP 22020, TEL. 031). 

\cavalleggèro, sm. 1 Anticamente, soldato a cavallo armato alla leggera. 2 Oggi, soldato di cavalleria. 

\cavallerésco, agg. (pl. m.-chi) 1 Della cavalleria, relativo all'istituzione medievale della cavalleria. 2 Di cavalieri, proprio dei cavalieri. 3 Degno di un cavaliere, leale, generoso, nobile. ~ galante. <> scortese. 
  agg. chivalrous. 
Produzione in versi o in prosa del periodo che va dall'XI al XIII sec. che ha come oggetto le gesta dei cavalieri carolingi e bretoni; ebbe origine in Francia. L'amore è ciò che muove il cavaliere all'azione ed è la giusta ricompensa del suo valore. Le canzoni di gesta, iniziate con la Canzone di Rolando, elogiano le imprese guerresche dei singoli e fanno parte del più antico ciclo carolingio. Successivamente si sviluppò il ciclo bretone (come Tristano e Isotta), il canto dei troubadors e il cosiddetto ciclo antico, con protagonisti gli eroi descritti in veste di cavalieri medievali; tra i più famosi narratori si ricorda Chrétien de Troyes. 

\cavallerìa, sf. 1 Milizia a cavallo. 2 Una delle armi costitutiva del nostro esercito montata su mezzi corazzati. 3 Istituzione medievale che si prefiggeva la lotta in difesa dei deboli, della donna e della chiesa cristiana. 4 Garbatezza, galanteria. ~ educazione. <> villania. 
  sf. cavalry, chivalry. 
Nata nel medioevo in modo spontaneo, grazie all'impegno dei cadetti delle nobili famiglie, impegnati nelle arti militaresche, si sviluppò tra il XII e il XIII sec. ed ebbe tra i suoi ideali la difesa della cristianità e dei deboli; già nel XV sec. aveva perso il suo significato precipuo e restò solo come istituto nobiliare feudale, simbolo di signorilità e di decoro. 

\Cavalleria leggera Operetta in tre atti di F. Von Suppé, libretto di K. Costa (Vienna, 1866). 

\Cavalleria rusticana Melodramma in un atto di P. Mascagni, libretto di G. Targioni-Tozzetti e G. Menasci (Roma, 1890). 
La vicenda si svolge in Sicilia, nel XIX sec., il giorno di Pasqua. Turiddu apprende che Lola, sua amata, si è sposata con Alfio. Tenta di consolarsi con Santuzza, ma lei, per gelosia, dice ad Alfio che Lola gli è infedele. Alfio e Turiddu arrivano al duello e quest'ultimo viene ucciso. 
Cavalleria rusticana 
Dramma di G. Verga (1884). 

\cavallerìzza, sf. 1 Luogo adibito all'addestramento dei cavalli e all'equitazione. 2 Arte di ammaestrare o cavalcare i cavalli. 

\cavallerìzzo, sm. 1 Chi abitualmente cavalca. 2 Chi insegna a cavalcare. 3 Chi presenta i cavalli ammaestrati in un circo. 
  sm. 1 riding instructor. 2 (circo) circus rider. 
  spagn. caballerizo. 

\Cavallerleóne Comune in provincia di Cuneo (570 ab., CAP 12030, TEL. 0172). 

\Cavallermaggióre Comune in provincia di Cuneo (4.542 ab., CAP 12030, TEL. 0172). 

\Cavallèro, Ùgo (Casale Monferrato 1880-Frascati 1943) Militare. Dal 1937 al 1939 fu a capo delle forze italiane in Africa e dal 1940 al 1943 fu capo di stato maggiore generale. 

\cavallétta, sf. 1 Insetto. 2 Scialacquatore, avido, divoratore. ~ dissipatore. 3 Vela di stallo tra gli alberi di mezzana e maestra. 
  sf. grasshopper. 
Nome comune con cui si designano gli Insetti Ortotteri alati e muniti di arti posteriori adatti al salto, ascritti alla famiglia dei Tettigonidi; in Italia è molto comune la cavalletta verde (Tettigonia viridissima). Tra le varietà più note la locusta, la cavalletta nana e la cavalletta egizia (Anacridium aegypticum). Quest'ultima può arrecare danni gravissimi alle colture quando si riunisce in sciami di milioni di individui. La sua lunghezza può variare dai 4 ai 10 cm e la colorazione può cambiare in alcuni periodi dell'anno. Gli organi dell'udito sono posizionati sugli arti posteriori o sull'addome. Gli esemplari maschi e alcune femmine producono con lo sfregamento degli arti o delle ali un caratteristico suono. 

\cavallétto, sm. 1 Arnese di legno con tre o quattro gambe e traverse per sostenere pesi e carichi. ~ trespolo. 2 Antico strumento di tortura. 3 Struttura in ferro, o altro, atta a reggere gru, teleferiche e simili. 4 Supporto in funzione di affusto per armi da getto e da fuoco. 5 Supporto di legno o metallo atto a sorreggere le tele dei pittori. 
  sm. 1 trestle. 2 (pittore) easel. 3 (fotog.) tripod. 
  dimin. di cavallo. 

\Cavallétto del Pittóre Costellazione scoperta nel 1752 da N. L. Lacaille, la cui parte settentrionale è visibile dall'Italia nelle notti invernali, sul confine con l'orizzonte; si trova nell'emisfero celeste australe. 

\Cavàlli Sfòrza, Luìgi Lùca (Genova 1922-) Scienziato e ricercatore. Fu direttore del dipartimento di genetica della Stanford University (USA). Si occupò di biometria e in seguito dell'origine e dell'evoluzione dell'uomo attraverso l'analisi genetica. 

\Cavàlli, Francésco (Crema 1602-Venezia 1676) Compositore. Tra le opere Egisto (melodramma, 1643), La Didone (melodramma, 1641) e Missa pro defunctis (1675). 

\Cavàlli, Giovànni (Novara 1808-Torino 1879) Generale e ideatore del cannone rigato a retrocarica. 

\cavallìna, sf. 1 Gioco tra ragazzi in cui uno si china in modo che gli altri possano saltarlo. 2 Ragazza vivace. correre la cavallina, abbandonarsi ai piaceri. 3 Attrezzo ginnico. 
  dimin. di cavalla

\cavallìni Speciali fogli di carta postale bollata emessi dagli stati sardi tra il 1818 e il 1836. Raffiguravano un genio che suona il corno di posta su un cavallo al galoppo. 

\Cavallìni, Piètro (not. 1273-ca. 1321) Pittore. Tra le opere Storie della vita di Maria (1291, Roma, Santa Maria in Trastevere) e Giudizio universale (ca. 1293, Roma, Santa Cecilia). 

\cavallìno, agg. Equino. 

\Cavallìno (comune) Comune in provincia di Lecce (9.314 ab., CAP 73020, TEL. 0832). 

\Cavallìno (costellazione) Piccola costellazione che si trova nell'emisfero celeste boreale; particolarmente visibile nelle notti estive o autunnali, guardando tra Pegaso e il Delfino. 

\Cavallino bianco, Al Operetta in tre atti di R. Benatzky, libretto di H. Müller (Berlino, 1930). 

\Cavallìno, Bernàrdo (Napoli 1616-1654) Pittore. Tra le opere Santa Cecilia (Napoli, Museo e Galleria Nazionale di Capodimonte). 

\Cavallìrio Comune piemontese in provincia di Novara (8 Km2, 1.050 ab.). 

\cavàllo, sm. 1 Grosso mammifero erbivoro. 2 Unità di misura della potenza di un motore  3 Mezzo di difesa campale costituito da un cavalletto a croce avvolto da filo spinato. 4 Attrezzo usato in ginnastica per fare volteggi. 5 Nel gioco degli scacchi pezzo a forma di testa di cavallo. 6 Una delle figure delle carte napoletane. 7 L'inforcatura dei pantaloni in cui le gambe si uniscono. 
  sm. 1 horse; (essere a cavallo) to be safe. 2 (pantaloni) crotch, crutch. 3 (scacchi) knight. 4 (cavallo vapore) horsepower. 
  lat. caballus. 
Il mio regno per un cavallo! Frase tratta dal Riccardo III di Shakespeare. 
Genere (Equus) di Mammiferi Perissodattili della famiglia degli Equidi. Grande mammifero erbivoro, ha testa allungata e collo diritto su cui poggia una folta criniera, coda corta con lunghissimi peli, orecchie corte e diritte, arti lunghi e terminati da un solo dito coperto dallo zoccolo. Il cavallo domestico, di origine assai antica, risale all'Eocene inferiore quando l'Eohippus, progenitore di stazza molto piccola, si evolvette aumentando di mole e originando l'estinto Tarpan. In seguito, la linea evolutiva giunse al Caballus fossilis, scomparso dalle regioni dell'America e passato in Europa, dove ha assunto l'aspetto attuale. Il cavallo ha capo di forma triangolare, dentatura composta da molari e canini a crescita continua, corpo snello e muscoloso, quattro arti che ne lasciano capire la natura di dotato corridore della steppa. Il mantello può essere semplice (bianco, nero, sauro) o composto, come il roano, il baio ecc. Grandemente utilizzato nelle epoche passate negli eserciti, nel lavoro dei campi, nelle comunicazioni e nelle spedizioni, il cavallo ha ceduto il passo nell'era moderna alla meccanizzazione, essendo oggi allevato solo per diletto: l'unico attuale esemplare ancora allo stato selvatico è l'Equus Caballus Przewalskii, abitante le steppe della Siberia. 
Cavallo andaluso 
Cavallo da sella dal mantello grigio, originario della Spagna. 
Cavallo anglo-arabo 
Cavallo da sella di diverso colore, originario della Francia. 
Cavallo anglo-arabo-sardo 
Cavallo da sella di diverso colore, originario dell'Italia. 
Cavallo arabo 
Cavallo da sella di diverso colore, originario dell'Arabia. 
Cavallo berbero 
Cavallo da sella dotato di grande resistenza, originario dell'Africa nordoccidentale. 
Cavallo del Don 
Cavallo da sella di diverso colore originario della Russia. 
Cavallo criollo 
Cavallo da sella adatto al gioco del polo, originario dell'Argentina. 
Cavallo maremmano 
Cavallo da sella dotato di grande resistenza, originario dell'Italia. 
Cavallo przewalskii 
Cavallo di colore giallastro. Vive in gruppi sulla catena dell'Altai. 
Cavallo salernitano 
Cavallo da sella adatto alle competizioni, originario dell'Italia. 
Cavallo da tiro pesante rapido 
Cavallo particolarmente diffuso nella pianura padana, originario dell'Italia. 

\Cavàllo (Alpi Ampezzane) Monte (2.251 m) italiano nelle Alpi Ampezzane. 

\Cavàllo (Alpi Carniche) Monte (2.239 m) italiano nelle Alpi Carniche. 

\Cavàllo (Appennini) Monte (1.500 m) italiano nell'Appennino Umbro-Marchigiano. 

\Cavàllo (Maiella) Monte (2.478 m) italiano nel Massiccio della Maiella. 

\cavallóna, sf. 1 Accrescitivo di cavallo. 2 Donna alta e robusta che si muove senza grazia. 

\cavallóne, sm. 1 Persona irruente dai movimenti continui, sfrenati, incomposti. 2 Grossa onda marina che si accavalla alle altre e si frange con particolare violenza. ~ maroso. 

\Cavallòtti, Felìce (Milano 1842-Roma 1898) Politico, giornalista e letterato. Dal 1843 fu deputato e leader dell'estrema sinistra radicale, e si oppose al trasformismo di Crispi. Morì in duello. 

\Cavallùccio Costellazione (Equuleus) di piccole dimensioni, visibile in estate e in autunno e posta tra il Delfino e Pegaso. 

\cavallùccio, sm. 1 Posizione di chi sta seduto sulle spalle di un altro, con le gambe appoggiate una sulla sua spalla destra, e l'altra sulla sua spalla sinistra. 2 Diminutivo di cavallo. 3 Dolce tipico della Toscana, prodotto a Siena, fatto con il miele e di forma ovale e schiacciata. 
Cavalluccio di mare 
Pesce (Hippocampus) di piccole dimensioni appartenente all'ordine dei Gasterosteiformi. Di colore marrone, misura dai 10 ai 15 cm. La parte superiore, fornita di mascelle allungate, assomiglia al profilo del cavallo. Ha corpo schiacciato e rivestito da un tessuto formato da placche ossee e numerose spine. Nella specie fillotterige (Phyllopterix eques), la particolare forma delle pinne separate e delle spine, fanno sì che possa mimetizzarsi tra le alghe. Vive prevalentemente nelle acque calde e le uova sono portate dagli esemplari maschi, fino alla schiusura, in una borsa incubatrice posta sull'addome. Nel mar Mediterraneo è presente la specie Hippocampus guttulatus e nelle coste nordamericane dell'oceano Atlantico vive la specie di più grandi dimensioni Hippocampus hudsonius

\Cavally Fiume (515 km) dell'Africa Occidentale. Nasce dal monte Nimba in Guinea e sfocia nel golfo di Guinea. 

\cavalòcchi, o cavalòcchio, sm. Nomignolo assegnato un tempo agli esattori. 

\cavaménto, sm. Azione ed effetto dello scavare. 

\Cavan Contea (53.000 ab.) dell'Irlanda. Territorio in prevalenza collinoso. 

\Cavàni, Liliàna (Carpi 1933-) Regista cinematografica. Diresse Francesco d'Assisi (1966), Il portiere di notte (1974), Interno berlinese (1985) e Francesco (1989). 

\cavapiètre, sm. invar. Operaio che lavora nelle cave di pietra. 

\cavàre, v. tr. 1 Trarre fuori in modo più o meno violento. ~ estirpare. <> infilare. cavare sangue da un sasso, fare una cosa impossibile. 2 Togliere. ~ asportare. <> collocare. il dentista gli cavò due denti. 3 Estrarre dal sottosuolo. 4 Sbrigare. sei in grado di cavartela da solo. 6 Ottenere. cavare denari e favori con espedienti
  v. tr. 1 (togliere) to remove, to draw out, to extract. 2 (giacca) to take off. 3 (fame, sete) to satisfy. 4 (cavarsela) to manage, to get on all right. 
  lat. cavare, deriv. da cavus, cavo. 

\Cavarèno Comune in provincia di Trento (854 ab., CAP 38011, TEL. 0463). 

\Cavàrgna Comune in provincia di Como (382 ab., CAP 22010, TEL. 0344). 

\Cavària cón Premézzo Comune in provincia di Varese (4.632 ab., CAP 21044, TEL. 0331). 

\Cavàrzere Comune in provincia di Venezia (16.806 ab., CAP 33014, TEL. 0426). Centro commerciale (mercato di ortaggi e frutta) e industriale (prodotti tessili, alimentari e meccanici). Gli abitanti sono detti Cavarzerani

\Cavàso dél Tòmba Comune in provincia di Treviso (2.390 ab., CAP 31034, TEL. 0423). 

\Cavàsso Nuòvo Comune in provincia di Pordenone (1.423 ab., CAP 33090, TEL. 0427). 

\cavastivàli, sm. Arnese per lo più di legno in cui si conficca il calcagno in modo da esercitare con la gamba la forza necessaria a togliersi lo stivale. 

\cavàta, sf. 1 Estrazione. 2 Forza e limpidezza dei suoni che l'esecutore trae dagli strumenti o dalla voce. 

\cavatàppi, sm. Utensile di varia foggia munito di una punta a spirale con cui si estraggono i tappi di sughero dalle bottiglie. ~ apribottiglie. 
  sm. corkscrew. 

\cavatèlli Pasta dalla forma allungata con una incavatura all'interno, tipica del meridione della penisola italiana. 

\cavatìna, sf. 1 In un melodramma, grande aria in due parti che introduce un nuovo personaggio. 2 Espediente ingegnoso per togliersi da un impiccio. 

\cavatóre, sm. 1 Chi lavora in una cava di marmo o altro materiale. 2 Chi scava valli, fosse o trincee. 

\Cavatóre Comune in provincia di Alessandria (320 ab., CAP 15010, TEL. 0144). 

\cavatùberi, sm. Macchina che esegue l'estrazione dei tuberi dal suolo. 

\cavatùra, sf. 1 Azione del cavare. 2 Incavatura. ~ scavo. 

\cavaturàccioli, sm. Cavatappi. 

\cavazióne, sf. Nella scherma, azione che serve a svincolare la propria arma da quella dell'avversario. 

\Cavàzzo Càrnico Comune in provincia di Udine (1.097 ab., CAP 33020, TEL. 0433). 

\Cavazzóni, Màrco Antònio (Bologna ca. 1490-Venezia ca. 1570) Compositore. Tra le opere Ricercari per organo e clavicembalo. 

\cave, sf. (pl. caves) Cantina adibita a locale tipico per spettacoli musicali o di cabaret. 

\Càve Comune in provincia di Roma (8.584 ab., CAP 00033, TEL. 06). 

\càvea, sf. Nel teatro classico, l'area destinata al pubblico e costituita da gradinate semicircolari. 

\caveau, sm. invar. Luogo in cui la banca custodisce valori. 

\Cavedàgo Comune in provincia di Trento (442 ab., CAP 38010, TEL. 0461). 

\cavédano, sm. Pesce (Leuciscus cephalus) d'acqua dolce della famiglia dei Ciprinidi e dell'ordine dei Cipriniformi. Simile alla carpa, ha pinne rossicce e scaglie dorate. La sua lunghezza arriva a circa 50 cm e può raggiungere il peso di 5 kg. Vive nei fiumi e nei laghi dell'Europa e dell'Asia minore; pregiato in gastronomia. 

\Cavédine Comune in provincia di Trento (2.467 ab., CAP 38073, TEL. 0461). 

\cavèdio, sm. 1 Cortile interno della casa romana. 2 Cortile coperto da un lucernario. 

\Cavenàgo d'Àdda Comune in provincia di Lodi (1.861 ab., CAP 20070, TEL. 0371). 

\Cavenàgo di Briànza Comune in provincia di Milano (5.020 ab., CAP 20040, TEL. 02). 

\Cavendish, Henry (Nizza 1731-Clapham, Londra 1810) Scienziato inglese. Nel 1766 isolò e studiò l'idrogeno e in seguito precisò la composizione dell'aria (1783). Inoltre sintetizzò l'acqua e utilizzò una scarica elettrica per far reagire, combinandoli, azoto e ossigeno. Misurò l'attrazione gravitazionale con una bilancia di torsione, che da lui prende il nome, calcolando di conseguenza la densità media della Terra. 

\cavèrna, sf. 1 Grotta formata da una grande cavità sotterranea. ~ antro. uomo delle caverne, uomo preistorico. 2 Casa sudicia e malsana. ~ spelonca. 3 Cavità formata in un organo da un processo morboso. caverna polmonare, lesione polmonare causata da necrosi dei tessuti. 
  sf. cave. 
  lat. caverna, deriv. da cavus cavo. 

\Cavernàgo Comune in provincia di Bergamo (1.268 ab., CAP 24050, TEL. 035). 

\cavernìcolo, agg. e sm. 1 Che, chi abita nelle caverne, troglodita. ~ primitivo. 2 Si dice di animali che vivono preferibilmente in luoghi bui e umidi. 

\cavernìte, sf. Infiammazione dei corpi cavernosi del pene. 

\cavernosità, sf. L'essere cavernoso. 

\cavernóso, agg. 1 Ricco di caverne. 2 Simile a caverna. 3 Cupo, roco. ~ profondo. <> squillante. 

\cavétto, sm. Conduttore elettrico di solito formato da due fili metallici isolati tra loro e con un involucro in comune. 

\cavézza, sf. 1 Fune o correggia con cui si tiene legata la testa del cavallo o di un altro animale. 2 Tutto ciò che frena o impedisce la libertà della persona. 
  lat. capitium, deriv. da caput,-itis testa. 

\cavezzàle, sm. Sinonimo di cavedano. 

\Cavézzo Comune in provincia di Modena (6.351 ab., CAP 41032, TEL. 0535). 

\càvia, agg. e sf. agg. Sperimentale. 
sf. Persona o animale sottoposto a esperimenti scientifici, indagini sociologiche, e imprese difficili. ~ vittima. 
  sf. guinea pig. 
Genere di Mammiferi Roditori (Cavia) della famiglia dei Cavidi, le cavie sono usate in laboratorio a scopo sperimentale; hanno capo piccolo e allungato, corpo tozzo di taglia media, pelo raso e senza coda. 

\caviàle, sm. Alimento costituito da uova di storione o altri pesci, salate o lavorate. 
  sm. caviar. 

\cavìcchia, sf. 1 Chiavarda. 2 Grosso cavicchio. 

\cavìcchio, sm. 1 Legno corto e appuntito piantato nel terreno allo scopo di trapiantarvi piante. 2 Sporgenza dell'osso frontale dei ruminanti. 

\cavicòrni Gruppo di Mammiferi Ruminanti cui appartengono le antilopi, i buoi, i montoni e le capre. Sia i maschi posseggono corna cave ricoperte da un astuccio corneo. 

\cavicòrno, agg. Detto di corno costituito da un rivestimento che copre come un astuccio le protuberanze dell'osso frontale caratteristico di alcuni animali ruminanti. 

\cavìglia, sf. 1 Parte della gamba al di sopra del tarso. 2 Cavicchio di legno o di metallo destinato a vari usi. 
  sf. ankle. 
  provenz. cavilha, dal lat. clavicula chiave piccola. 
In nautica, nelle imbarcazioni a vela, è il cavicchio metallico o di legno impiegato, per esempio, per fissare le manopole della ruota del timone. 
Un altro massiccio utilizzo di caviglie è stato fatto in passato nella costruzione delle strade ferrate. Infatti l'elemento di giunzione delle rotaie alle traversine è stato per anni una caviglia costituita da una grossa vite da legno con testa quadrata, filettatura triangolare e punta tronco-conica. Attualmente, le traversine in cemento stanno soppiantando quelle in legno, rendendo così obsolete anche le relative caviglie. 

\Cavìglia, Enrìco (Finale Ligure 1862-1945) Generale. Durante al prima guerra mondiale fu al comando dell'VIII armata e nel 1919 fu eletto ministro della guerra. Nel 1920 fu al comando delle truppe che terminarono l'occupazione dannunziana di Fiume. 

\caviglièra, sf. 1 Fascia elastica protettrice delle caviglie. 2 Rastrelliera di caviglie ai piedi degli alberi. 

\caviglière, sm. Parte terminale superiore degli strumenti ad arco che contiene le corde tese dai piroli. 

\Cavìidi Famiglia di Mammiferi Roditori Istricomorfi cui appartiene la cavia. 

\cavillàre, v. intr. Sottilizzare con argomentazioni cavillose ed esageratamente pignole. ~ sofisticare. 

\cavillatóre, sm. (f.-trìce) Chi usa cavilli. 

\cavìllo, sm. Argomento sottile, falso, ma con qualche apparenza di verità. ~ sottigliezza. 
  sm. cavil, quibble. 
  lat. cavillus (-um) scherzo. 

\cavillosaménte, avv. In modo cavilloso. 

\cavillosità, sf. Qualità di cavilloso. 

\cavillóso, agg. 1 Che usa cavilli. ~ pignolo. 2 Che è fondato su cavilli. ~ capzioso. <> lineare. 

\cavità, sf. 1 Parte incavata di qualcosa. ~ incavo. 2 Spazio cavo. ~ alveo. <> protuberanza. 
  sf. cavity. 
  lat. tardo cavitas,-atis. 

\cavitàrio, agg. Che presenta o appartiene a una cavità. 

\cavitazióne, sf. Fenomeno per il quale la pressione di un liquido diventa inferiore alla sua tensione di vapore a causa del rapido movimento. 

\Cavite Provincia (771.000 ab.) delle Filippine, capoluogo Trece Martires. 

\Cavizzàna Comune in provincia di Trento (199 ab., CAP 38022, TEL. 0463). 

\Càvo Monte (949 m) italiano, nei Colli Albani del Lazio. 

\càvo, agg. e sm. agg. Incavato, fondo, vuoto. ~ scavato. <> sporgente. 
sm. 1 Cavità, incavatura. 2 Grossa fune usata specialmente in marineria. ~ corda. 3 Conduttore elettrico rivestito di materiale isolante. 
  agg. hollow. sm. 1 (anat.) cavity. 2 (corda) cable, rope. 3 (telefonico, elettrico) cable. 
Cavi elettrici 
Possono essere impiegati per il trasporto di energia e per le telecomunicazioni. Sono costituiti da un conduttore, generalmente in rame, una guaina esterna detta isolante e un rivestimento, che può essere un tubo coassiale di materiale vario e ricoperto di gomma ecc. 
Cavo coassiale 
Cavo per attraversamenti sottomarini, lunghi centinaia di chilometri impiegati per telefonia e telegrafia, che comprende due conduttori (un filo e un tubo), isolati tra loro. 
Vena cava 
Ognuna delle due vene (inferiore e superiore) che portano il sangue all'atrio destro del cuore. 

\cavolàia, sf. Insetto lepidottero (Pieris brassicae) della famiglia dei Pieridi con ali bianche o giallastre e una macchia nera; è assai diffusa in Italia; le larve si sviluppano sulle foglie di cavolo di cui si nutre. 

\cavolàta, sf. 1 Minestra di cavoli. 2 Stupidaggine. ~ sciocchezza. 

\cavolfióre, sm. Varietà commestibile di cavolo. 
  sm. cauliflower. 

\càvolo, sm. 1 Ortaggio simile alla verza. 2 Nell'espressione Non me ne importa un cavolo: nulla ~ niente. 
  sm. 1 cabbage. 2 (non me ne importa un cavolo) I don't give a damn. 
Erbacea mediterranea commestibile (Brassica oleracea) della famiglia delle Crucifere e dell'ordine delle Readali; ha grosse foglie sessili, fiori bianchi o gialli. Ne esistono oltre 150 specie, tra cui il cavolo verzotto, o verza, e il cavolo di Bruxelles a forma di piccole bolle globose. 

\Cavour (canale) Canale d'irrigazione del Piemonte, tra il Po e il Ticino. 

\Cavour (comune) Comune in provincia di Torino (5.226 ab., CAP 10061, TEL. 0121). 

\Cavour, Camìllo Bènso (Torino 1810-1861) Statista, economista e uomo politico. Nacque il 10 agosto 1810 a Torino dal marchese Michele Benso di Cavour e da Adele De Sellon, della nobiltà protestante ginevrina. Nel 1820, nel rispetto della consuetudine riservata al primogenito, per il piccolo Camillo fu scelta la carriera militare e fu iscritto alla Regia Accademia Militare di Torino. Il contatto con i figli delle altre casate del regno, la vita fuori dall'ovattata atmosfera familiare, la disciplina e gli studi aprirono la mente al giovane Cavour. Si applicò discretamente agli studi, fu abbastanza disciplinato, ma la sua vanità, il carattere allegro ed estroverso gli fecero preferire la realtà della vita esterna all'accademia militare. Cavour dimostrò ben presto una forte personalità indipendente. Nel 1824 Carlo Alberto gli concesse l'ambito onore di vestire la rossa livrea di paggio di corte che offriva, oltre a un cospicuo appannaggio, notevoli agevolazioni e distinzioni sociali. Dimostrò comunque insofferenza, sino a quando il re Carlo Alberto venuto a conoscenza di quell'atteggiamento non esitò a togliergli quell'onore. Dopo questo episodio, a diciassette anni, nel 1826 Camillo lasciò l'Accademia con il grado di luogotenente del Genio e una carriera già compromessa. Durante il tirocinio militare soggiornò a Torino, Ventimiglia, Exilles, Lesseillon e a Genova, dove acquisì il senso di apertura della città alle nuove tendenze europee. Già precedentemente si era nutrito dell'atmosfera di ragione illuminata della città di Ginevra, attraverso la corrispondenza con la zia De Sellon, con il cugino De La Rive e la lettura di Bentham, Guizot e Constant. In quel periodo nella società era in atto un processo evolutivo che il Cavour ebbe la possibilità di cogliere nella casa genovese dei banchieri ginevrini De La Rue. Per comprendere meglio l'uomo Cavour, lo sviluppo della sua personalità e i concetti morali e sociali che avrebbero ispirato la sua futura azione politica è importante tenere a mente la sua formazione nel Piemonte conservatore del 1820. Il regno di Sardegna, steso sui due versanti delle Alpi con l'appendice isolana, inserito tra il lago Lemano, Ginevra e i cantoni elvetici, faceva da cuscinetto fra la Lombardia austriaca e la Francia, con l'arco ligure-nizzardo proiettato sul Mediterraneo, e i suoi capoluoghi regionali erano Torino, Genova, Chambery, Annecy, Cagliari. Si trattava di un paese bilingue, gravitante nell'orbita culturale francese e che doveva la propria esistenza alla secolare politica tra la Francia e Austria, sempre in pericolo di essere schiacciato da parte di uno de due potenti vicini. L'influenza inglese attraverso Genova e le controversie politico-religiose dalle valli svizzere animavano la vita culturale dello Stato. L'Italia vista da Torino era rappresentata dalle valli lombarde oltre il Ticino, dalla pianura padana e dalla lingua che Roma e gli Stati regionali della penisola avevano elaborato nei secoli passati. Oltre la corona degli Appennini la visuale politica dei piemontesi non giungeva: Milano era lontana da Torino più di Lione, Ginevra o Marsiglia; con due giorni di diligenza si poteva raggiungere Parigi dalla Savoia, mentre un viaggio a Napoli non rientrava solo nei programmi di qualche poeta o di qualche avventuroso giramondo. Queste precisazioni di carattere geografico evidenziano come per le persone che nutrivano sentimenti liberali i grandi poli di attrazione non potevano che essere Parigi e l'Inghilterra. 
Cavour in questo contesto si sentì fratello dei liberali francesi nel loro odio verso tutte le aristocrazie e le potenze della Santa Alleanza, gendarme vigile del privilegio nobiliare e di casta. I mesi di Genova furono un periodo febbrile nella vita del Cavour; l'esuberanza dei vent'anni e lo scontento della propria condizione lo portarono all'indisciplina, alla ricerca di evasioni esaltanti, lo attirarono i tavoli da gioco e le belle donne; queste ultime passioni non lo abbandoneranno, formandone un carattere che anche in politica utilizzò con improvvisi azzardi e sottili calcoli di seduzione. A Genova s'innamorò della contessa Anna Corvetto Giustiniani, relazione tanto sofferta da indurlo a pensare al suicidio. La famiglia lo fece allontanare da Genova riportandolo nella più tranquilla Torino; successivamente fu mandato, per alcuni mesi, a meditare nel forte di Bard nel cuore delle Alpi. Si dimise dal Genio nel 1831 dopo essere stato punito per i suoi entusiasmi verso la rivoluzione scoppiata in Francia nel 1830. Entrò in contatto con l'ambasciata di Francia dove poteva discorrere pacificamente di politica con il barone de Barante, con Sesmaison, con d'Haussonville che gli offrivano una ricca esperienza umana. Si sviluppò in lui un costante interesse per i fenomeni sociali, le cose del mondo, la storia degli uomini. Superò nel 1834 una profonda crisi personale dovuta alla ripresa dei rapporti con la Giustiniani. Nel 1835 uscì il suo primo libro, anonimo, riguardante uno studio sull'amministrazione dei fondi provenienti dalla tassa dei poveri in Inghilterra. Il 1835 fu un anno decisivo; Cavour soggiornò lungamente a Parigi, a Londra, dove conobbe Tocqueville e Senior, in molte altre città inglesi e a Bruxelles dove incontrò l'esule Gioberti. Successivamente ritornò a Torino dove il padre era stato nominato vicario di polizia. Si dedicò all'amministrazione della vasta tenuta di Leri per conto del padre e sembrò destinato a condurre una tranquilla vita di signore di campagna. I viaggi nell'Europa occidentale, le numerose persone conosciute, le cose studiate crearono in Cavour un acuto interesse verso lo sviluppo capitalistico moderno. Ebbe occasione di fare frequenti visite in Savoia e Francia, essendo stato nominato curatore dell'eredità della zia sposata con Jules Gaspar de Clermont-Tonnerre, pari di Francia. Ricercò costantemente la propria indipendenza economica, in quanto sentiva l'oppressione di una vita senza sbocchi di libertà personale. Speculò in borsa sulla crisi della Siria e perse una notevole somma. Ritornò a Torino e diventò sempre più un agente subordinato del padre e un diligente esecutore degli affari di famiglia. La sua passione politica fu esercitata nel sindacato di Grinzane, nella Commissione superiore di statistica di cui era membro dal 1836. Nel 1841 fondò a Torino la Societé du Whist, sul modello dei club londinesi. Questo suo associazionismo creò diffidenza nella polizia austriaca. Fece altri viaggi in Svizzera e a Parigi, dove conobbe Sainte-Beuve, Pellegrino Rossi, Quinet, Michelet, Philarète, Chasles, Jules Simon, Ney e Cousin. Il conte Cavour, ormai ultratrentenne, era molto conosciuto e popolare presso i liberali che in lui vedevano un uomo capace di esprimere esperienze progressiste. I conservatori non gradirono che in pubblici consessi, al di fuori della corte e dei consiglieri di Sua Maestà, si discutessero questioni, come quelle agrarie, che investivano da vicino le basi stesse dell'economia (e quindi della politica generale) del paese, fondato principalmente sull'agricoltura. Essi vedevano nell'Associazione Agraria quasi un anticipazione del parlamento. Si formarono i partiti che raggrupparono i partigiani delle diverse tendenze evidenziando la divisione fra moderati e radicali. Nel 1841 pubblicò una memoria Sull'economia rurale del Piemonte e specialmente sull'allevamento dei bachi da seta a domicilio. Nel 1844 scrisse le Considèrations sur l'ètat actuel de l'Irlande et sur son avenir e, nel 1845, il saggio De la question relative à la législation anglaise sur le commerce de céréales. Nel 1846 pubblicò il saggio De chemins de fer en Italie dove esprimeva apertamente concetti politici anti-austriaci. Gli scritti sulla Bibliotèque universelle di Ginevra e sulla Revue nouvelle di Parigi contribuirono a far conoscere Cavour quale economista. Il 6 marzo 1844 i due partiti si scontrarono per l'elezione del presidente dell'Associazione Agraria. Cavour e i suoi favorirono l'elezione del conte Ruggero di Salmour. Cavour scrisse a Gioanetti spiegandogli che il nuovo presidente doveva rappresentare, contro ogni intrigo, le opinioni liberali e progressiste. Contrario a Cavour si manifestò Colobiano che nel 1846, nominato presidente d'autorità regia, lo estromise dal consiglio direttivo. L'Associazione contava tremila membri ed aveva nel paese notevole importanza; si era formata con l'approvazione governativa con lo scopo di perfezionare lo stato dell'agricoltura. Cavour rappresentò il partito moderato nell'Associazione Agraria, fu un saggio agricoltore, uno spericolato uomo d'affari con l'ideologia di un liberalismo nutrito di mentalità europea moderna, fondata sullo sviluppo capitalistico in rapporto con lo Stato. Fu uno scrittore di cose economiche e sociali, un Tocqueville subalpino, meno sistematico nell'esposizione del suo pensiero e più aderente alle situazioni concrete. Nel 1847 pubblicò il saggio Dell'influenza che la nuova politica commerciale inglese deve esercitare sul mondo economico e sull'Italia in particolare. A dicembre uscì la rivista Risorgimento nella quale il Cavour, con una teoria mutuata da Guizot, insistette sulla politica moderata delle riforme, del giusto mezzo e dell'idea nazionale. Il 23 marzo 1848 il Piemonte dichiarò guerra all'Austria: truppe toscane, napoletane e dello Stato Pontificio si unirono a Carlo Alberto. L'8 maggio fu inaugurata la Camera dei deputati subalpina. Cavour non risultò eletto nei quattro collegi nei quali aveva presentato la sua candidatura, ma ebbe successo nelle suppletive di giugno. Appoggiò le leggi Siccardi che abolivano il diritto d'asilo e il Foro Ecclesiastico e spinse D'Azeglio verso un programma di riforme per vincere l'opposizione democratica. Morto Santarosa, ministro dell'Agricoltura, Cavour ne assunse il dicastero in aggiunta a quello della Marina. Dimessosi nel 1851 il Nigra, Cavour ottenne anche le Finanze. 
Cavour rappresentava una nuova figura di aristocratico liberale aperto alle esigenze di progresso civile e sociale della borghesia moderna. Il 10 aprile 1854 Francia e Inghilterra entrarono in guerra contro la Russia dello Zar Nicola I che si era insediato nel mediterraneo meridionale a spese della Turchia. L'Austria apparentemente neutrale entrò in guerra alleata agli occidentali. Cavour si fece invitare nell'alleanza inglese, mandò un comando autonomo piemontese in Crimea che prese parte alla Battaglia della Cernaia (1855). Sebastopoli fu presa e la caduta della fortezza segnò la fine della guerra. La partecipazione alla guerra consentì a Cavour la presenza al Congresso di Parigi del 1856 con parità di diritti dei ministri delle grandi potenze; ottenne di discutere sulla questione italiana e il consenso francese e inglese contro la politica austriaca. Con l'Accordo di Plombières (1858) Cavour ebbe contatti diretti con Napoleone III; escludendo le normali vie diplomatiche, concluse un patto segreto di alleanza franco-piemontese in funzione anti-austriaca. Solo in caso di attacco dell'Austria il Piemonte avrebbe avuto aiuti dalla Francia. Fu concordato un nuovo assetto politico dell'Italia in caso di vittoria. La rottura diplomatica tra Napoleone III e l'Austria portò nel 1859 alla firma del trattato di alleanza militare tra Piemonte e Francia. L'Austria diede un ultimatum al Piemonte chiedendo l'immediato disarmo e il congedo dei volontari. Alla risposta negativa di Cavour Giulay passò il Ticino. Ebbe inizio la seconda guerra d'indipendenza. Con le battaglie di Solferino e San Martino. gli Austriaci furono duramente sconfitti. A Villafranca Francesco Giuseppe e Napoleone III si incontrarono per trattare la pace e Vittorio Emanuele III sottoscrisse l'armistizio (1859) impegnandosi solo per il Piemonte. Cavour sorpreso dall'armistizio fu costretto a dare le dimissioni; gli succedette il ministero Lamarmora-Rattazzi. Nel frattempo in Toscana, a Modena, a Bologna e nelle Legazioni pontificie i governi provvisori chiedevano l'annessione al Piemonte. Napoleone III si oppose alla designazione di Eugenio di Carignano alla guida dei quattro Stati centrali; governatore delle provincie collegate fu nominato Boncompagni. Nel 1860 caduto il ministero Lamarmora-Rattazzi, Cavour formò un nuovo governo assicurandosi oltre alla Presidenza, gli Interni e gli Esteri. Convinto della possibilità di annettersi l'Italia centrale dietro la cessione della Savoia e Nizza alla Francia, fece indire i plebisciti in Emilia e Toscana. Queste due regioni votarono l'annessione al Piemonte; Nizza e Savoia passarono alla Francia. Nonostante le preoccupazioni di Cavour, venne organizzata la spedizione dei Mille capeggiata da Garibaldi e caldeggiata da Vittorio Emanuele II. Con il Proclama di Salemi Garibaldi assunse la dittatura della Sicilia in nome del Re del Piemonte. Garibaldi raggiunse Napoli. Mazzini si adoperò affinché l'assetto della futura Italia fosse affidato a una Costituente italiana. Nonostante la repressione dei moti contadini operata da Bixio, Cavour era preoccupato di un'eventuale rivoluzione repubblicana e sociale e otteneva da Napoleone III il consenso a un intervento piemontese. Truppe piemontesi occuparono Ancona. Con la vittoria del Volturno Garibaldi indisse il plebiscito in Sicilia e a Napoli rimettendo i poteri dittatoriali a Vittorio Emanuele II. L'ex regno delle Due Sicilie fu annesso al Piemonte; successivamente anche l'Umbria e le Marche votarono per l'annessione. Il primo parlamento nazionale, il 17 marzo 1861, proclamò Vittorio Emanuele II re d'Italia. Dopo alcuni giorni Roma veniva proclamata capitale d'Italia. Invano Cavour cercò d'indurre Pio IX a rinunciare al potere temporale. Cavour morì improvvisamente il 6 giugno 1861. 

\Cavriàgo Comune in provincia di Reggio Emilia (8.369 ab., CAP 42025, TEL. 0522). 

\Cavriàna Comune in provincia di Mantova (3.484 ab., CAP 46040, TEL. 0376). 

\Cavrìglia Comune in provincia di Arezzo (6.740 ab., CAP 52022, TEL. 055). 

\Caxias do Sul Città (291.000 ab.) del Brasile, nello stato di Rio Grande do Sul. 

\Cayatte, André (Carcassonne 1909-Parigi 1989) Regista cinematografico francese. Diresse Giustizia è fatta (1950) e Siamo tutti assassini (1952). 

\Cayenne (Caienna) Città della Guayana Francese (41.000 ab.), capoluogo del paese e porto principale sull'isola omonima. È sede di un aeroporto internazionale. Esportazione di prodotti tropicali e oro. Fu sede di colonia penale dal 1854 al 1946. 

\Cayley, Arthur (Richmond 1821-Cambridge 1895) Matematico inglese. Lasciò importanti studi sui gruppi finiti e sulle funzioni ellittiche. 

\Cayman Arcipelago del mar delle Antille a sud di Cuba (259 km2, 25.400 ab.). 
Si compone di tre isole: Grand Cayman, Little Cayman e Cayman Brac. 
Vi si parla la lingua inglese e le principali risorse sono il turismo, l'agricoltura, l'allevamento e la pesca. 
Cayman, fossa delle 
Depressione marina (-7.680 m) del mar delle Antille. 

\Cayo Grande Isola venezuelana, nel mar delle Antille, appartenente all'arcipelago di Los Roques. 

\Cayo Sal Isola venezuelana, nel mar delle Antille, appartenente all'arcipelago di Los Roques. 

\cazuela, sf. Termine con cui il teatro gergale spagnolo identificava la galleria riservata alle donne del popolo. 

\càzza, sf. 1 Recipiente, per lo più di ferro, nel quale si fondono i metalli. 2 Mestolo. 
  lat. tardo cattia. 

\Cazzàgo Bràbbia Comune in provincia di Varese (730 ab., CAP 21020, TEL. 0332). 

\Cazzàgo San Martìno Comune in provincia di Brescia (8.863 ab., CAP 25046, TEL. 030). 

\Cazzàn di Tramìgna Comune in provincia di Verona (1.241 ab., CAP 37030, TEL. 045). 

\Cazzàno Sant'Andrèa Comune in provincia di Bergamo (1.216 ab., CAP 24024, TEL. 035). Centro agricolo (granoturco, patate) e industriale (tappeti). 

\cazzàre, v. tr. Tesare al massimo un cavo. 
  spagn. cazar (las velas). 

\cazzàta, sf. Stupidaggine. ~ balordaggine, cretinata. 

\Cazzàti, Maurìzio (Guastalla 1620-Mantova 1677) Compositore. Tra le opere tre Sonate con tromba (1655). 

\cazzéggio, sm. Discorso grave, o leggero e rarefatto, che si fa usando la parola cazzo. 

\càzzo, sm. Pene pronunciato in modo volgare. ~ asta, fallo, pene, verga. 

\cazzòla, sf. Utensile del muratore a forma di grossa spatola per prendere la malta e distribuirla su una superficie. 

\cazzóne, sm. Sciocco individuo. 

\cazzottàre, v. tr. Prendere a cazzotti, a pugni. 

\cazzottàta, sf. Scambio violento di cazzotti. 

\cazzòtto, sm. 1 Colpo violento dato col pugno chiuso. 2 Tipo di tabacco da masticare formato da foglie attorcigliate e aromatizzata. 
  deriv. da cazza. 

\cazzuòla, sf. Arnese del muratore, di forma triangolare per distendere e costipare la calcina. 
  sf. trowel. 
  dimin. di cazza. 

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