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\CBC Sigla di Canadian Broadcasting Corporation (ente radiotelevisivo canadese). 

\CBS Sigla di Columbia Broadcasting System (rete radiotelevisiva della Columbia). 

\CBT In informatica sigla di Computer Based Training (addestramento basato sul calcolatore). Insieme di programmi finalizzato all'apprendimento di determinate tecniche o capacità. 

\CC Sigla di Carabinieri. 
CC 
Sigla di Corte Costituzionale, di Corte di Cassazione, di Corte dei Conti e di Codice Civile. 
cc 
Sigla (non facente parte del Sistema Internazionale) di centimetro cubo. 
cc 
Sigla di corrente continua. 

\CCD Sigla di Centro Cristiano Democratico. 

\CCI Sigla di Camera di Commercio Internazionale. 

\CCIAA Sigla di Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato. 

\CCL Sigla di Contratto Collettivo di Lavoro. 

\CCOOPP Sigla di Consorzio di Credito per le Opere Pubbliche. 

\ccp Sigla di conto corrente postale. 

\CCT Sigla di Certificato di Credito del Tesoro. 

\CCTV Sigla di Closed Circuit Television (televisione a circuito chiuso). 

\Cd Simbolo chimico del cadmio. 
CD 
Sigla di Compact Disc. 
CD 
Sigla di Corpo Diplomatico e di Consigliere Delegato. 
cd 
In informatica è il nome di un comando (change directory) del sistema operativo UNIX che permette di cambiare la directory corrente. 
Sigla di candela (unità di misura fisica). 

\CdA Sigla di corte d'Appello e di Consiglio d'Amministrazione. 

\CDC Sigla di Cooperativa Doppiatori Cinematografici. 

\cdd Sigla di come dovevasi dimostrare. 

\CdF Sigla di Consiglio di Fabbrica. 

\CdI Sigla di Consiglio d'Istituto. 

\CdL Sigla di Camera del Lavoro. 

\CdM Sigla di Cassa del Mezzogiorno. 

\CDP Sigla di Cassa Depositi e Prestiti. 

\CdR Sigla di Cassa di Risparmio 

\CD-ROM, sm. invar. Supporto di memorizzazione a sola lettura di informazioni digitali (Compact Disc-Read Only Memory), utilizzato tipicamente nei personal computer. Attualmente la capacità standard è di circa 650 megabyte. La registrazione dei dati sull'anima metallica di un CD-ROM deve avvenire in una camera bianca e viene effettuata con sofisticate apparecchiature laser. Quando i dati sono stati trasformati in una lunga traccia a spirale, costituita da una serie interminabile di microscopici forellini, la lamina viene incapsulata con il vinile. A questo punto il CD-ROM può essere utilizzato mediante appositi lettori (drive), nei quali un altro laser rileva la sequenza di forellini e la converte nuovamente nei dati originali. La praticità di questo supporto, unita alla sua relativa affidabilità, ne hanno decretato un successo tale da convincere le industrie del settore a investire ingenti capitali nella ricerca in questo campo. Il risultato più recente è la nascita di dischi ottici registrabili (CD-R), che possono essere incisi una sola volta con apparecchiature laser (masterizzatori) caratterizzate da dimensioni analoghe a quelle dei lettori, costi abbastanza ridotti ed estrema facilità d'uso, e dei dischi riscrivibili (CD-RW), che consentono fino a un migliaio di operazioni di scrittura e cancellazione dei dati. Tutto questo mentre il mercato sta per essere invaso da nuovi CD-ROM (DVD) che, nella versione ad altissima densità e doppia faccia, raggiungono una capacità massima di 17 gigabyte. 

\CdS Sigla di Codice della Strada, di Consiglio di Stato e di Consiglio di Sicurezza. 

\ce, avv. e pron. avv. Qui, in questo luogo, lì in quel luogo. ce ne erano parecchie. 
pron. pers. A noi. ce le ha date
  avv. there. 
  lat. hice qui. 

\Ce Simbolo chimico del cerio. 
CE 
Sigla di Consiglio Europeo. 

\Cear´ Stato (6.636.000 ab.) del Brasile affacciato all'oceano Atlantico. 

\Ceausescu, Nicolae (Scornicesti 1918-Tirgoviste 1989) Dittatore romeno. Incarcerato da re Carol II, nominato segretario del Partito comunista nel 1965, divenne anche capo dello stato nel 1967 iniziando un regime dittatoriale personale e familiare, politicamente vicino alla Cina, determinando lo sfacelo economico e sociale del paese. Nel corso della sommossa popolare del 1989 venne giustiziato insieme alla moglie Elena. 

\Cèbidi Famiglia di Mammiferi Primati cui appartengono le scimmie americane. Appartiene al sottordine dei Platirrini. 

\cèbo, sm. Mammifero (noto anche come cebo cappuccino, Cebus capucinus) della famiglia dei Cebidi e dell'ordine dei Primati. Di colore nero con le parti superiori bianche, presenta un ciuffo sul capo. Vive nella foresta della Guyana e si nutre di vegetali. 

\Ceboksary Città (420.000 ab.) della Russia, capoluogo della Repubblica autonoma dei Ciuvasci. 

\Cebollatí Fiume (235 km) dell'Uruguay, nasce nei monti Cuchilla Grande e sfocia nella Laguna Merin. 

\Cebriònidi Famiglia di Insetti Coleotteri diversicorni le cui larve vivono sotto terra cibandosi di radici. 

\Cebu Isola delle Filippine (4.422 km2) che fa parte del gruppo centro meridionale delle Visayas; cereali e tabacco, giacimenti di carbone, manganese, petrolio e piombo sono le principali risorse. La città più importante è Cebu (500.000 ab.). 

\Cebyshev, Pafnuty (Borovsk 1821-San Pietroburgo 1894), matematico russo. Ha generalizzato la legge dei grandi numeri e ha introdotto nel calcolo delle probabilità il metodo dei momenti.

\CECA Sigla di Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio. 

\cèca, sf. Stadio giovanile dell'anguilla. 

\Cèca, Repùbblica Stato dell'Europa centrale sorto dalla scissione della Cecoslovacchia in Repubblica Ceca (Boemia e Moravia) e Repubblica Slovacca (Slovacchia) 
Confina a nord-est con la Polonia, a nord-ovest e a ovest con la Germania, a sud con l'Austria e a est con la Repubblica Slovacca. 
Il territorio comprende due regioni distinte: la Boemia e la Moravia-Slesia. La prima occupa il territorio interessato dal bacino superiore del fiume Elba, delimitato dai monti Metalliferi (Ezgebirge), dalla Selva Boema, dai Sudeti (monte Sniezka, 1.602 m) e dalle Alture Morave. 
La parte orientale del paese è occupata dalla Moravia delimitata dal versante orientale delle Alture Morave e dai Carpazi (Piccoli Carpazi, Carpazi Bianchi e monti Javornik). 
La regione costituisce una specie di zona di passaggio tra le basse terre del Danubio a sud e quelle dell'Oder e della Vistola a nord, anche se il territorio è mosso da gruppi collinari e dalla dorsale di Chriby. 
Le acque fluviali della Repubblica Ceca tributano nel mare del Nord attraverso l'Elba e al mar Nero attraverso il Danubio; la Boemia è attraversata da est a ovest dal fiume Elba e da sud a nord dal suo affluente Moldava che bagna Praga, la capitale, e che è il fiume boemo per eccellenza. Numerosi gli affluenti della Moldava o direttamente dell'Elba. 
Il fiume Moravia invece è un affluente di sinistra del Danubio e dà il nome alla regione. 
Il clima è continentale con notevoli escursioni annue, con inverni rigidi secchi ed estati più temperate e piovose. La capitale è Praga (1.250.000 ab.), città ricca di storia e arte, metropoli politica ed economica. Altre città sono Brno (400.000 ab.), Ostrava (350.000 ab.) e Plzen (180.000 ab.). 
Assai estese sono le colture cerealicole di frumento, orzo, segale, mais e avena; pregiata la produzione di luppolo, che alimenta una fiorente produzione di birra, di patate e barbabietole da zucchero. Minore importanza hanno tabacco, canapa e lino e piante da seme (colza e girasole); discretamente diffusa anche la produzione di frutta. 
La Repubblica Ceca è tra i paesi europei più ricchi di foreste (circa il 35% della superficie) che, sfruttate razionalmente, offrono un quantitativo annuo di legname ragguardevole, dando impulso alle industrie dei mobili e della carta. 
L'allevamento ha carattere intensivo, prevalentemente bovini, ma anche suini e animali da cortile. Diffusa anche l'apicoltura. 
Tra le risorse minerarie si trovano carbone e lignite; notevole la produzione di magnesite di cui il paese è il massimo esportatore mondiale. In quantità modeste si estraggono altri minerali quali ferro, grafite, oro, rame, piombo, minerali radioattivi. 
Scarsa è la produzione di petrolio, ma fiorente è l'industria di raffinazione che lavora il greggio proveniente dall'URSS mediante oleodotto. 
Il paese dispone di una solida industria di base, specie nel settore siderurgico e metalmeccanico; diffusa in tutto il paese è l'industria tessile, in particolare per filati e tessuti di cotone e lana; in espansione è l'industria chimica (fertilizzanti, materie plastiche, resine ecc.); attiva è anche la lavorazione del cuoio e della gomma. 
L'industria alimentare produce: zucchero, insaccati e birra. 
Prodotti tipici ben conosciuti anche all'estero sono i cristalli e le porcellane (Boemia) e gli strumenti musicali. 
Il turismo ha ricevuto negli ultimi anni un notevole impulso e continua a essere in forte espansione. 
STORIA La Repubblica di Cecoslovacchia, che riunisce i cechi e gli slovacchi dell'antica Austria-Ungheria, viene creata nel 1918. Nel 1919-1920 viene unita a essa anche la Rutenia subcarpatica; i trattati di Saint Germain e Trianon fissano le frontiere dello stato cecoslovacco, presieduto dal 1918 al 1935 da T. Masaryk. Dal 1935 al 1938 è presidente della repubblica E. Benes. 
Nel 1938 il paese deve accettare le decisioni della conferenza di Monaco e cedere i Sudeti alla Germania. Nel 1939 la Germania occupa la Boemia-Moravia e vi instaura il suo protettorato; la Slovacchia forma uno stato separato. Nel 1940 Benes costituisce a Londra un governo in esilio, che nel 1943 firma un trattato di amicizia con l'URSS. Nel 1945 Praga viene liberata dall'armata sovietica. L'URSS si fa cedere la Rutenia subcarpatica. Benes diventa di nuovo presidente della repubblica. 
Nel 1946 il comunista K. Gottwald diventa presidente del consiglio. L'anno successivo l'URSS obbliga la Cecoslovacchia a rinunciare al piano Marshall. Nel febbraio 1948 i comunisti si impadroniscono del potere (colpo di Praga). Tra il 1948 e 1953 Gottwald allinea il paese all'URSS. Alcuni processi (1952-1954) condannano Sl´nský e i nazionalisti slovacchi. Tra il 1953 e 1957 A. Novotný assume la direzione del partito e A. Z´potocký quella dello stato. Negli anni successivi Novotný riunisce in se stesso le due cariche. 
La fronda degli intellettuali e il malcontento slovacco si sviluppa a partire dal 1962-1963. Nel 1968, durante la cosiddetta primavera di Praga, il partito, guidato da Dubcek, tenta di orientarsi verso un socialismo dal volto umano. L'intervento sovietico in agosto pone termine al corso innovatore. L'anno successivo la Cecoslovacchia diventa uno stato federale formato dalle repubbliche Ceca e Slovacca. Hus´k sostituisce Dubcek alla guida del partito. È l'inizio della cosiddetta normalizzazione
Nel 1975 Hus´k succede a Svoboda alla presidenza della repubblica. Nel 1987 Milos Jakes succede a Hus´k alla guida del partito. Importanti manifestazioni contro il regime (novembre '89) portano alle dimissioni dei principali dirigenti (M. Jakes, G. Hus´k), all'abolizione del ruolo dirigente del partito e alla formazione di un governo di intenti nazionali, guidato da Marian Calfa, nel quale i comunisti sono minoritari. Il dissidente V´clav Havel viene eletto alla presidenza della repubblica. 
Nel 1990 il paese prende ufficialmente il nome di Repubblica Federativa Ceca e Slovacca. Le prime elezioni libere (giugno) sono vinte da movimenti democratici (tra cui il Forum civico). L'anno successivo le truppe sovietiche iniziano la ritirata dal paese. Nel 1992, Havel presenta le dimissioni. Le autorità federali accettano il processo di spartizione della Cecoslovacchia in due stati indipendenti, negoziata dal governo ceco di V. Klaus e il governo slovacco di V. Meciar. Nel 1993 la Cecoslovacchia viene divisa in due stati indipendenti, la Slovacchia e la Repubblica Ceca (1o gennaio). Diventa presidente V. Havel, rieletto nel 1998. Nel 1998 i socialdemocratici vincono le elezioni di giugno e il loro leader M. Zeman diviene primo ministro. 
Abitanti-10.330.000 
Superficie-78.864 km2 
Densità-131 ab./km2 
Capitale-Praga 
Governo-Repubblica parlamentare 
Moneta-Corona ceca 
Lingua-Ceco, moravo, slovacco 
Religione-Cattolica 

\cecàggine, sf. 1 L'indebolimento della vista, anche la pesantezza agli occhi dovuta alla sonnolenza. 2 Balordaggine, mancanza di avvedutezza. 

\cécca, sf. Usato solo nella locuzione far cecca, ossia fare una stecca. 

\Ceccàno Comune in provincia di Frosinone (22.121 ab., CAP 03023, TEL. 0775). Centro agricolo (coltivazione di cereali) e industriale (prodotti del legno, del tabacco, alimentari e chimici). Vi si trovano la chiesa cistercense di San Nicola, del XIII sec., e il castello dei conti di Ceccano, costruito tra l'XI e il XII sec. Gli abitanti sono detti Ceccanesi

\Ceccàto, Àldo (Milano 1934-) Direttore d'orchestra italiano. Esordì al Teatro Nuovo di Milano nel 1964 col Don Giovanni di Mozart. Direttore dell'orchestra della RAI fino al 1992, è stato anche direttore dell'orchestra nazionale spagnola tra il 1991 e il 1994. 

\Ceccherèlli, Albèrto (Firenze 1885-1960) Economista. Insegnò all'università di Firenze. Tra le opere I libri di mercatura della banca Medici e l'applicazione della partita doppia a Firenze nel sec. XIV (1913), Il linguaggio dei bilanci (1939) ed Economia aziendale e amministrazione delle imprese (1948). 

\Cecchétti, Enrìco (Roma 1850-Milano 1928) Maestro di ballo. Dal 1887 al 1902 lavorò in Russia e dal 1910 al 1918 nei Ballets Russes di Diaghilev. Fu tra i fondatori della tecnica del balletto moderno. 

\Cécchi d'Amìco, Sùso (Roma 1914-) Sceneggiatrice cinematografica. Collaborò con Visconti. 

\Cécchi Gòri, Màrio (Brescia 1920-Roma 1993) Produttore cinematografico. 

\Cécchi Gòri, Vittòrio (Firenze 1945-) Figlio di Mario, produttore cinematografico. Possessore inoltre di alcune reti televisive. 

\Cécchi, Albèrto (Roma 1895-1933) Scrittore e critico teatrale. Tra le opere La stella sul pozzo (commedia, 1928) e Cuore d'una volta (prose, pubblicato postumo nel 1935). 

\Cécchi, Càrlo (Firenze 1939-) Regista e attore. Interpretò Morte di un matematico napoletano (1992), La scorta (1993) e Io ballo da sola (1995). 

\Cécchi, Emìlio (Firenze 1884-Roma 1966) Prosatore. Tra le opere Pesci rossi (1920) e Ritratti e profili (1956). 

\Cecchignòla Sobborgo di Roma teatro dei combattimenti tra i tedeschi e gli italiani nel 1943. 

\Cecchina, La (ossia La buona figliola) Opera in tre atti di N. Piccinni, libretto di C. Goldoni (Roma, 1760). 

\cecchìno, sm. Tiratore scelto che, di sorpresa, spara su civili e militari. 

\céce, sf. 1 Frutto di una pianta leguminacea, originaria dell'Abissinia. 2 Escrescenza di carne simile al seme. 3 Si dice di persona vanesia e impertinente, in tono vezzeggiativo anche di bambino. 
  sf. chickpea. 
  lat. cicer,-eris

\cecèno, sm. Lingua del gruppo caucasico parlati dai ceceni. 

\Ceceno-Inguscèzia Repubblica autonoma (1.225.000 ab.) della Russia, capoluogo Grozny. Situata tra la valle del fiume Terek e i monti del Caucaso. Nelle regioni montane è abitata da pastori ceceni e ingusci, nelle regioni più basse e coltivabili, da agricoltori ucraini. Altre risorse economiche sono rappresentate dalle industrie alimentari, meccaniche e petrolchimiche (nella regione si trovano giacimenti di petrolio). Dal 1992 è divisa nelle repubbliche di Cecenia e di Inguscezia. 

\Cechov, Anton Pavlovic (Taganrog 1860-Badenweiler 1904) Narratore e drammaturgo russo. Dopo aver esercitato la professione di medico si diede alla letteratura. I suoi primi racconti furono umoristici. Nel 1890, scrisse una celebre relazione dopo aver visitato i deportati sull'isola di Sahalin. Si dedicò alla causa sociale, ma morì in giovane età affetto da tubercolosi. I suoi racconti e drammi sono pervasi da un'atmosfera di depressione, inettitudine, frustrazione, incomunicabilità. Visione che si ripropone anche nei drammi teatrali. Fanno parte della sua produzioni i Racconti variopinti (1886), La steppa (1888), La corsia n. 6 (1892), La mia vita (1895), Una storia noiosa (1889) e La signora con cagnolino (1898) e i drammi Ivanov (1888), Il gabbiano (1895), Zio Vanja (1899), Le tre sorelle (1901), Il giardino dei ciliegi (1904). 

\cecìdio, sm. Termine generico con cui vengono denominate le galle prodotte sugli organi vegetali da parassiti animali o vegetali. Si formano per reazione della pianta agli stimoli esercitati. 

\Cecidomìidi Famiglia di Insetti Ditteri Nematoceri cui appartengono i moscerini molto piccoli e fragili. Le loro larve sono le responsabili della formazione delle galle o cecidi sulle piante di cui sono parassite. 

\Cecil, William lord Burghley (Bourne 1520-Londra 1598) Politico inglese. Dal 1558 fu segretario di stato e consigliere della regina Elisabetta. Avviò una legislazione sociale per i poveri e favorì il commercio. 

\Cecìlia (?-Roma 232) Santa e martire cristiana. Romana di origine nobile, si fece cristiana e morì decapitata assieme al marito Valeriano e al cognato Tiburzio, che era riuscita a convertire. È considerata la patrona dei musicisti. Venne ritratta da molti artisti di tutte le epoche, dalle catacombe di San Callisto ai mosaici di Sant'Apollinare Nuovo (Ravenna) al dipinto Santa Cecilia di Raffaello (Pinacoteca di Bologna). 

\Cecìlia Metèlla (I sec. a. C.) Figlia di Q. Metello Cretico. 

\Cècima Comune in provincia di Pavia (303 ab., CAP 27050, TEL. 0383). 

\Cècina Comune in provincia di Livorno (25.000 ab., 155 m, CAP 57023, TEL. 0586) sulle rive del fiume omonimo; grano, olive, uva, industrie alimentari, del legno, meccaniche sono le principali risorse. Turismo balneare nella vicina località Marina di Cecina. 
Cecina 
Fiume (74 km) della Toscana. Nasce sulle Colline Metallifere e sfocia nel mar Tirreno. 

\Ceciòni, Adriàno (Firenze 1836-1886) Scultore verista, pittore e scrittore, è considerato il teorico del movimento macchiaiolo. Terminati gli studi all'Accademia di Firenze, nel 1859 partecipò attivamente alla lotta per l'indipendenza italiana. A Napoli, fu tra i fondatori della Scuola di Resina. Dopo il suo ritorno a Firenze, dove partecipò al gruppo dei macchiaioli del Caffè Michelangelo, si recò prima a Parigi e poi a Londra. Nel 1884 tornò definitivamente a Firenze, dove ottenne una cattedra di disegno. Tra le opere Il bambino col gallo (1868, Firenze, Galleria d'Arte Moderna) e La madre (1880, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna). 

\Cecita Lago (13 km2) artificiale della Sila Grande, in provincia di Cosenza. 

\cecità, sf. 1 Perdita completa della facoltà visiva. 2 Ignoranza, incapacità di comprendere. ~ ottusità. <> perspicacia. 
  sf. blindness. 
  lat. caecitas,-atis, deriv. da caecus cieco. 
Mancanza di percezione visiva, può essere totale o parziale, congenita o acquisita e colpire uno o entrambi gli occhi. Si ha cecitÓ sensoriale quando la lesione si trova a livello della retina, cecitÓ corticale quando la lesione interessa il centro corticale della visione. 

\cèco, agg. e sm. (pl. m.-chi) Della Boemia, boemo, usato impropriamente per cecoslovacco. 
  sm. Czech. 

\Cecoslovàcchia Repubblica federale europea dal 1918 al 1992. Dal 1° gennaio 1993 la Repubblica Ceca ha assorbito circa i due terzi del territorio, la Slovacchia il rimanente. L'agricoltura, specialmente sviluppata nella valle dell'Elba, produce grano, mais, barbabietole da zucchero e frutta ed è ancora praticata all'interno di grandi aziende statali e cooperative. Caratteristiche della zona intorno a Plzen sono le coltivazioni di luppolo, impiegato per la produzione di birra. L'allevamento (suini e bovini), favorito dalla presenza di vaste aree di pascolo, è praticato nelle zone montuose del paese. Nelle aree degli altipiani si coltivano la segale e le patate. Boschi e foreste forniscono materie prime all'industria della carta e del legname. Nella Boemia settentrionale sono presenti depositi di lignite, utilizzata come combustibile nelle centrali termoelettriche; nel sottosuolo slovacco si trovano giacimenti di ferro, carbone e rame. Le principali industrie sono: siderurgiche, meccaniche (industria automobilistica Skoda ora Volkswagen), tessili e delle armi. Attività di antiche tradizioni sono la produzione di cristalli (cristalli di Boemia), porcellane, pianoforti e matite. Praga (ex capitale della Cecoslovacchia), ora capitale della Repubblica Ceca, è ricca di testimonianze storiche e artistiche. Bratislava, capitale della Slovacchia, è situata sulla riva sinistra del Danubio. Altre città importanti sono: Brno, Ostrava e Kosice. La religione prevalente è quella cattolica. 
L'attuale territorio dei due stati (Repubblica Ceca e Slovacchia) fu occupato nell'antichità da tribù celtiche e germaniche e, a partire dal V sec. d. C., dai cechi e dagli slovacchi (da cui deriva il nome Cecoslovacchia) che nel IX sec. costituirono il regno della grande Moravia. Nel XV sec. la regione divenne il centro del movimento hussita con l'obbiettivo di riformare la chiesa cattolica. Verso la metà del XIV sec. le regioni della Boemia e Moravia passarono sotto il dominio degli Asburgo, mentre la Slovacchia passò prima sotto il dominio polacco e in seguito al regno d'Ungheria. A questo periodo storico risale la differenziazione degli slovacchi dai cechi che doveva accentuarsi attraverso i secoli. Nel 1515 anche la Slovacchia entrò a far parte dell'impero Asburgico. Nel 1919, caduto l'impero austroungarico, nacque la repubblica di Cecoslovacchia comprendente Boemia, Moravia, Slovacchia, Rutenia subcarpatica e Territorio dei Sudeti. Dopo il secondo conflitto mondiale, il partito comunista prese il potere e proclamò la repubblica popolare (1948); la Cecoslovacchia entrò così nell'aria di influenza sovietica. Nel 1968 Alexander Dubcek, segretario del partito comunista cecoslovacco, diede inizio a un processo di liberalizzazione della vita politica, culturale ed economica del paese (primavera di Praga) ma venne destituito dai russi che intervennero militarmente e ristabilirono il vecchio regime. Nel 1989, dopo una serie di grandi manifestazioni popolari, il governo comunista fu costretto a dimettersi ed ebbe inizio il processo di transizione verso la democrazia. Nel 1990 si svolsero le prime elezioni libere e la Cecoslovacchia si diede una nuova costituzione mutando il proprio nome in Repubblica Federativa Ceca e Slovacca. Da questo momento le differenze di carattere economico, sociale e culturale fra le due regioni del paese emersero in modo sempre più evidente, dando origine a contrasti fra cechi e slovacchi. In seguito all'accordo raggiunto dai due governi nazionali ratificato dal parlamento federale, il 1° gennaio 1993 le due repubbliche si divisero in modo pacifico. 

\cecoslovàcco, agg. e sm. (f.-a; pl. m.-chi) Della ex repubblica della Cecoslovacchia. 

\Cecòtto, Albèrto détto Johnny (Caracas 1956-) Pilota motociclistico venezuelano. Campione mondiale della classe 350 nel 1975. Ha lasciato l'attività sportiva nel 1980. 

\Cècrope Personaggio mitologico, progenitore degli ateniesi, mostro mezzo serpente e mezzo uomo. Sulla sua tomba situata sull'Acropoli di Atene, fu costruito l'Eretteo. 

\cècubo, sm. Vino del Lazio celebre nell'antichità. 

\CED Sigla di Centro Elaborazione Dati e di Capacitance Electronic Disk (videodisco). 

\cedant arma togae, loc. avv. Espressione latina che significa "le armi cedano alla toga". L'espressione di Cicerone afferma il principio che l'autorità militare (le armi) doveva sottostare a quella civile (la toga). 

\Cedégolo Comune in provincia di Brescia (1.334 ab., CAP 25051, TEL. 0364). 

\cedènte, agg. e sm. agg. Che non si oppone. ~ arrendevole. 
sm. Colui che compie una cessione. 

\cèdere, v. v. tr. 1 Mettere qualcosa a disposizione di qualcuno. ~ concedere. <> mantenere, serbare. cedere le armi, arrendersi. 2 Trasferire a qualcuno diritti, titoli, e simili mediante negozi giuridici. ~ accordare. cedere i diritti di sfruttamento del terreno
v. intr. 1 Arretrare, desistere, capitolare, non opporsi. ~ arrendersi. <> resistere. ha ceduto dopo parecchi tentativi. 2 Crollare, rompersi, abbassarsi. ~ franare. <> reggere. 3 Dare luogo, lasciare posto. 
  v. tr. 1 to give up, to make over. 2 (vendere) to sell. 3 (dir.) to transfer. v. intr. 1 (cadere) to subside, to give way. 2 (arrendersi) to surrender. 
  lat. cedere

\Cedèrna, Antònio (Milano 1921-Sondrio 1996) Urbanista e studioso dell'ambiente. Scrisse La distruzione della natura in Italia (1975) e Mussolini urbanista (1980). 

\Cedèrna, Camìlla (Milano 1921-1997) Giornalista e scrittrice. Tra le opere Signore e Signori (1966) e Pinelli, una finestra sulla strage (1971). 

\cedévole, agg. 1 Che cede con facilità. ~ duttile. <> resistente. 2 Che si piega facilmente alla volontà altrui. ~ arrendevole. <> inflessibile. 
  agg. soft, yielding. 

\cedevolézza, sf. 1 Qualità di ciò che è cedevole. 2 Docilità. 

\cedìbile, agg. Che può essere venduto o ceduto. 

\cedibilità, sf. Qualità di ciò che può cedere. 

\cedìglia, sf. Segno ortografico che nella lingua francese e in alcune altre, si pone sotto la lettera c quando si deve pronunciare come una s sorda. 

\cediménto, sm. Crollo, rottura abbassamento di terreno e simili. ~ sprofondamento. 
  sm. 1 sinking. 2 (struttura) collapse. 

\ceditóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che o chi compie una cessione. 

\cèdola, sf. 1 Piccola polizza, scontrino. 2 Tagliando staccabile da titoli obbligazionari per la riscossione dell'interesse. ~ coupon. 3 Contratto con cui si assumeva un'obbligazione. 
  sf. voucher, coupon. 

\cedolàre, agg. e sf. agg. Di cedola. 
sf. Imposta cedolare. 

\cedràia, sf. Pergolato che serve per proteggere gli agrumi d'inverno. 

\Cedràsco Comune in provincia di Sondrio (497 ab., CAP 23010, TEL. 0342). 

\cedràta, sf. 1 Bibita di sciroppo di cedro. 2 Dolce siciliano aromatizzato con buccia di cedro. 

\cedràto, agg. Che ha sapore di cedro; che è stato aromatizzato con buccia di cedro. 

\cedrène, sm. Idrocarburo sesquiterpenico ricavato dal cedro della Virginia. 

\cedréto, sm. Piantagione di cedri. 

\cedrina, sf. Arbusto (anche detto erba Luisa) della famiglia delle Verbenacee, tipico dell'America meridionale, alto da uno a tre metri, con foglie lanceolate, fiori azzurrini in pannocchia. Viene coltivata nei giardini, ma è particolarmente sensibile al freddo. Le foglie sono usate come condimento o in profumeria perché contengono un'essenza che ricorda la melissa. 

\cédro, sm. 1 Genere (Cedrus) di Conifere della famiglia delle Pinacee. Cresce specialmente in Sicilia, sull'Himalaya, sull'Atlante e sull'isola di Cipro.   2 Angiosperma (Citrus medica) della famiglia delle Rutacee e dell'ordine delle Terebintali. Dalla scorza del suo frutto si ottiene l'essenza di cedro, usata in profumeria, liquoreria, medicina. 3 Il frutto della pianta omonima. 
  sm. 1 cedar. 2 (albero) citron tree. 3 (frutto) citron. 
Cedro dell'Atlante 
Gimnosperma (Cedrus Atlantica) della famiglia delle Pinacee e della classe delle Conifere. Cresce spontaneamente nell'Africa nordoccidentale. 
Cedro del Libano 
Gimnosperma (Cedrus Libani) della famiglia delle Pinacee e della classe delle Conifere. Utilizzato anticamente come materiale da costruzione. 

\cedróne, sm. ved. "gallo cedrone" 

\cedronèlla, sf. Nome comune della Melissa officinalis

\cedrus, sm. invar. Genere della famiglia delle Pinacee che comprende quattro specie di cui tre mediterranee. 

\cèduo, agg. e sm. agg. Si dice di pianta o bosco soggetti a taglio periodico. 
sm. Bosco ceduo. 

\CEE Sigla della ComunitÓ Economica Europea. Originariamente era formata da Belgio, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi in base al trattato di Roma del 25 marzo 1957. In seguito si aggiunsero anche Danimarca, Irlanda e Gran Bretagna (1973), Grecia (1981), Spagna e Portogallo (1986). Prevede un parlamento, eletto a suffragio universale, un consiglio dei ministri degli stati membri, la Commissione europea, e un Comitato economico sociale, nonché la Corte di giustizia. Dal 1993, è entrato in funzione il Mercato Unico Europeo. 

\CEEA Sigla di Comunità Europea dell'Energia Atomica. 

\Ceéda Passo (1.369 m) delle Alpi Orientali, tra i torrenti Cismon e Cordevole. 

\Cefalà Diàna Comune in provincia di Palermo (1.031 ab., CAP 90030, TEL. 091). 

\cefalalgìa, sf. Sinonimo di cefalea. 

\cefalèa, sf. Mal di capo. ~ emicrania. 
Vena cefalica 
Termine anatomico che designa una vena presente sul margine esterno del braccio. 

\cefalematocèle, sf. Neoplasia cranica costituita prevalentemente da sangue. 

\cefàlico, agg. (pl. m.-ci) Del capo, che concerne il capo. 
Vena cefalica 
Termine anatomico che designa una vena presente sul margine esterno del braccio. 

\Cèfalo Personaggio mitologico. Figlio di Ermes, fu un mitico cacciatore. Venne rapito da Aurora e con lei concepì Fetonte. In seguito sposò Procri, ma la uccise per errore durante una partita di caccia. 

\cèfalo, sm. Pesce (Mugil cephalus) della famiglia dei Mugilidi e dell'ordine dei Perciformi. Di colore grigio azzurro, misura sino a 90 cm. Vive in tutti i mari caldi e temperati, solitamente nei pressi dei porti e vicino alle isole. Si nutre di microrganismi. Tutte le specie (circa 90) sono commestibili. 

\Cefalocordàti Sottotipo della classificazione animale, tipo dei Cordati, gruppo dei Deuterostomi, sottoregno dei Metazoi. Comprende circa 30 specie, dal corpo diafano, compresso e a forma affusolata. 

\cefaloematòma, o cefalematòma, sm. Tumefazione che compare sul cranio dei neonati in seguito a traumi ostetrici; di solito scompare in un periodo tra gli otto e i dieci giorni. 

\cefalòfo, sm. Genere di piccole antilopi delle foreste dell'Africa equatoriale con corna corte ricurve all'indietro e un piccolo ciuffo di peli erettili sulla fronte per il quale vengono anche denominate antilopi dal ciuffo. 

\cefalometrìa, sf. Misurazione della testa tramite uno strumento opportuno. 

\Cefalònia Cefalonia è il nome italiano di Kefalonia. È la più grande delle isole Ionie, caratterizzata dalla presenza di rilievi, che raggiungono l'altezza massima di 1.628 m (monte Enos). È coperta da boschi di cipressi e olivi e da una particolare varietà d'abete sulle maggiori sommità, ma non presenta una ricchezza di vegetazione pari a quella di Corfù. Ha un'estensione di 781 km2 e conta circa 27.700 abitanti. Gran parte del suo patrimonio architettonico è andato distrutto nei terremoti del 1864 e del 1953, cui non ha fatto seguito una valida opera di ricostruzione. Le principali attività dell'isola sono l'agricoltura, la pastorizia, la pesca, l'artigianato e, solo di recente, il turismo. Argostoli è il capoluogo odierno dell'isola; sorge sulla costa sudoccidentale. La ricostruzione seguita al terremoto del 1953 ha uniformato gli edifici e non ha lasciato tracce dell'origine veneziana della città. Ospita un museo archeologico e uno storico, con i resti delle vecchie case e chiese. Inoltre, è sede della Biblioteca Korghialenos, dove sono conservati tre antichi vangeli e una rara edizione delle opere di Ippocrate. Nelle vicinanze della città si trovano anche le belle spiagge di Makris Gialos (3 km a nord) e di Platis Gialos (4 km a sud). L'isola, citata da Omero, era già popolata in epoca micenea. Entrò prima nella sfera di dominio di Corinto, poi in quella di Atene e al periodo di influsso ateniese risale la fondazione delle sue principali città. Successivamente fu conquistata dai romani. Nel 1085 fu presa dal condottiero normanno Roberto il Guiscardo, che vi morì. Subì quindi il dominio turco, quello veneziano e infine quello inglese. Fu riunita alla Grecia nel 1864. Durante la seconda guerra mondiale fu occupata dalle truppe italiane e fu teatro di un tragico attacco da parte dei tedeschi che costò la vita a migliaia di militari italiani. 

\Cefalòpodi Classe di Molluschi predatori, esclusivamente marini, dotati di sistema nervoso e organi molto sviluppati. Hanno un corpo composto da capo, tronco e tentacoli provvisti di ventose. Si distinguono in Dibranchiati (seppie, calamari, polpi e moscardini) e Tetrabranchiati (Nautilus). Il loro movimento è dovuto all'espulsione dell'acqua da cavità a imbuto. Si conoscono circa 650 specie di Cefalopodi ed esistono alcune specie di calamari giganti che possono raggiungere le due tonnellate di peso. Tracce di Cefalopodi sono presenti già 600 milioni di anni fa. Si nutrono di pesci che afferrano con i tentacoli. Si difendono dagli attacchi dei predatori fuggendo, mimetizzandosi cambiando colore oppure emettendo un liquido nero opaco. La riproduzione avviene per deposizione di uova che vengono protette dalla femmina. 

\cefalorachidiàno, lìquido Detto anche liquor, si trova attorno al cervello e al midollo spinale, tra le due meningi più interne. Si tratta di un liquido prodotto dai ventricoli cerebrali, i quali provvedono anche a riassorbirlo con l'ausilio delle vene della pia madre, delle granulazioni e dei villi aracnoidei. Le disfunzioni dell'equilibrio tra i due processi di formazione e riassorbimento possono creare patologie note con il nome di idrocefalo. Nell'organismo di una persona adulta si trovano circa 150 cm3 di liquido cefalorachidiano, che vengono rinnovati completamente ogni sei ore. Il liquor è trasparente, incolore e non contiene grassi o proteine, essendo essenzialmente costituito da acqua, glucosio, sali minerali, creatina, acido urico e urea. Nella diagnosi di molte patologie (meningite, tumori ecc.) è possibile procedere al prelievo del liquor per mezzo di punture lombari, allo scopo di determinare l'eventuale presenza al suo interno di batteri, cellule ematiche o tumorali. 

\Cefalosporìne Famiglia di beta-lattamine utilizzate come antibiotico ad ampio spettro d'azione. 

\cefalosporiòsi, sf. Micosi provocata da funghi del genere Cephalosporum che colpisce la pelle e le mucose. 

\cefalotomìa, sf. Incisione della scatola cranica. 

\cefalotoràce, sm. Fusione dei segmenti de capo e del torace caratteristica degli Aracnidi e dei Crostacei. ~ prosoma. 

\cefalòttera, sf. Nome volgare dei Pesci selaci raiformi del genere Mobula detti anche diavoli di mare o vacchie marine. 

\cefalòttero, sm. Uccello passeriforme simile al corvo che vive nell'America tropicale. Appartiene alla famiglia dei Cotingidi. 

\Cefalù Comune in provincia di Palermo (14.500 ab., 16 m, CAP 90015, TEL. 0921). Centro dalle risorse agricole, artigianali, commerciali, con industrie alimentari e turismo. L'antica KephaloÝdion, sorge nel periodo preellenico su un rilievo. Annessa nel 254 all'impero romano, venne in seguito occupata dai bizantini e dagli arabi. Nel 1063 venne conquistata dal normanno Ruggero d'Altavilla che la rilanciò economicamente e artisticamente. Vi si trovano resti di mura e ruderi di un tempio megalitico, una cattedrale normanna costruita da Ruggero II nel XII sec., contenente mosaici bizantini, i resti del tempio di Diana, un santuario del IX sec. a. C. e il museo Mandralisca, nel quale sono esposti reperti archeologici e il dipinto di Antonello da Messina Ritratto di ignoto

\cefèidi Tipo di stelle, il cui nome deriva da quello di δ Cephei, caratterizzate da una luminosità variabile, dovuta a cambiamenti di raggio, densità e temperatura; hanno un periodo di variabilità oscillante tra uno e cinquanta giorni, a seconda delle varie pulsazioni che la stella compie. Sono regolate da una legge di proporzionalità scoperta da H. Leavitt nel 1913, che consente di misurare la distanza di queste stelle e delle loro galassie; è sufficiente misurare il loro periodo e la loro magnitudine apparente. Si tratta di stelle giganti o supergiganti di popolazione stellare I e II. 

\Cefèo Costellazione circumpolare, solcata dalla Via Lattea, che si trova nell'emisfero celeste boreale; visibile tutte le notti dell'anno. 

\cèffo, sm. 1 Volto animale. 2 Volto umano brutto e deforme. ~ grugno. 
  sm. 1 (muso) muzzle. 2 (grugno) snout. 3 (fig., brutto, deforme) ugly mug. 
  franc. antico chief capo. 

\ceffóne, sm. Violento schiaffo dato con la mano aperta. ~ manrovescio. <> carezza. 
  sm. smack, slap. 
  deriv. da ceffo. 

\Cèfidi Famiglia di Insetti Imenotteri Sinfiti. 

\Cèfis, Eugènio (Cividale del Friuli 1921-Milano 2004) Imprenditore. Dal 1967 al 1971 fu presidente dell'Eni e dal 1971 al 1977 della Montedison. 

\Cegàni, Elìsa (Torino 1911-Roma 1996) Attrice cinematografica e teatrale specializzata in ruoli pirandelliani. Tra le interpretazioni, La rosa rossa di F. Giraldi del 1973, Al di lÓ del bene e del male di L. Cavani del 1977 e Domani si balla di M. Nichetti del 1982. 

\Cèggia Comune in provincia di Venezia (5.024 ab., CAP 30022, TEL. 0421). 

\Cèglie Messàpico Comune in provincia di Brindisi (20.805 ab., CAP 72013, TEL. 0831). Centro agricolo (coltivazione di fichi, olive, mandorle e cereali). Vi si trovano tombe e mura di origine messapiche, costruite tra il IV e il III sec. a. C. Gli abitanti sono detti Cegliesi

\CEI Sigla di Conferenza Episcopale Italiana, la maggiore istituzione ecclesiastica italiana che raduna tutti i vescovi per deliberazioni a carattere nazionale. 

\cèiba, sf. Genere di piante alte fino a 50 m. della famiglia delle Bombacacee. I frutti di alcune piante forniscono il kapok. ~ eriodendron. 

\Cela, Camilo José (Iria Flavia, Galizia 1916-Madrid 2002) Romanziere spagnolo. Tra le opere La famiglia di Pascual Duarte (1942), L'alveare (1951) e La dama passera (1994). Premio Nobel nel 1989. 

\cèlabro, sm. Cervello. 

\céladon, sm. invar. Tipo di terracotta o porcellana rivestita da una coperta a base di ossido ferroso, cotta in ambiente riducente. 

\Celan, Paul (Czernowitz, Bucovina 1920-Parigi 1970) Pseudonimo di Paul Antschel. Poeta tedesco. Tra le opere Papavero e memoria (1952), La rosa di nessuno (1963). 

\Celàno Comune in provincia di L'Aquila (10.893 ab., CAP 67043, TEL. 0863). Centro agricolo (coltivazione di barbabietole e grano) e industriale (prodotti alimentari). Vi si trovano il castello Piccolomini, del XIV sec., la chiesa di San Giovanni Battista, con affreschi del XIII sec. e scavi archeologici risalenti al XVI e X sec. a. C. Gli abitanti sono detti Celanesi

\celàre, v. v. tr. Tenere nascosto o segreto. ~ occultare. <> mostrare. 
v. rifl. Nascondersi. 
  v. tr. to conceal. v. rifl. to hide. 
  lat. celare. 

\celàta, sf. Elmo senza cimiero e con visiera abbassabile che proteggeva il viso. 

\Celàti, Giànni (Sondrio 1937-) Scrittore. Tra le opere Le avventure di Guizzardi (1973) e Narratori delle pianure (1985). 

\celàto, agg. Che è tenuto nascosto. ~ dissimulato. 

\Celaya Città (316.000 ab.) del Messico, nello stato di Guanajuato. 

\Celaya, Gabriel (Hernani, Guip˙zcoa 1911-Madrid 1991) Pseudonimo di Rafael M˙gica. Poeta spagnolo. Tra le opere Canti iberici (1955) e Iberia sommersa (1978). 

\celebèrrimo, agg. Universalmente noto. 

\Celebes Grande isola dell'arcipelago indonesiano (194.441 km2, 10.508.000 ab.), a est del Borneo e separata dallo stretto di Makasar. La popolazione, in maggioranza di razza malese, è prevalentemente distribuita lungo le zone costiere. Il territorio è montuoso e attraversato da parecchi laghi. Il clima è equatoriale; caffè, cereali, cacao, canna da zucchero, copra, arachidi, sfruttamento forestale e del sottosuolo (ferro) rappresentano le principali risorse. 
Celebes, mare di 
Mare (435.000 km2) dell'oceano Pacifico, situato tra l'isola di Celebes, il Borneo, il gruppo di Sulu e Mindanao. 

\celebràbile, agg. Che può essere celebrato. 

\celebrànte, agg. e sm. agg. Che celebra. 
sm. Sacerdote che celebra la messa o altra funzione sacra. 

\celebràre, v. tr. 1 Rendere celebre, esaltare. ~ incensare. <> vituperare. la giornata celebr˛ quel grand'uomo. 2 Festeggiare con solenni cerimonie un avvenimento. ~ commemorare. 3 Compiere una cerimonia religiosa secondo rito. ~ officiare. celebrare la messa. 4 Eseguire certi atti secondo una procedura ben definita. celebrare un processo
  v. tr. to celebrate. 
  lat. celebrare frequentare, deriv. da celeber frequentato. 

\celebratìvo, agg. Atto a celebrare. 

\celebratóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che o chi celebra. 

\celebrazióne, sf. Atto, effetto del celebrare. 
  sf. celebration. 
  lat. celebratio,-onis. 

\cèlebre, agg. Che è molto conosciuto, rinomato. ~ illustre. <> sconosciuto. 
  agg. famous, renowned, celebrated. 
  lat. celeber,-bris. 

\celebrità, sf. 1 L'essere celebre. ~ notorietà. <> sconosciuto. 2 Persona celebre. ~ vip. <> nullità. 
  sf. 1 fame. 2 (persona) celebrity. 
  lat. celebritas,-atis. 

\Celentàno, Adriàno (Milano 1938-) Cantante e cantautore. Tra le opere Il tuo bacio è come un rock, Il ragazzo della via Gluck e Azzurro. Ha lavorato anche come attore cinematografico e regista. 

\Celenteràti Metazoi di cui fanno parte attinie, idre, meduse e coralli. Il loro sistema muscolare e quello nervoso sono molto elementari; sono costituiti da cellule mioepiteliali e nervose. Animali essenzialmente marini, possono anche unirsi in colonie. Sono suddivisi in Idrozoi, Scifozoi e Antozoi. Strutturalmente sono organismi pluricellulari. A scopo difensivo sono caratterizzati dalla presenza di cellule urticanti (cnidoblasti) sul corpo. Presentano due tipi di organizzazione: polipo e medusa. 

\celènteron, o celentèrio, sm. invar. Altro nome della cavità gastrovascolare dei Celenterati. Corrisponde alle diverse cavità interne dei metazoi. 

\Celènza sul Trìgno Comune in provincia di Chieti (1.246 ab., CAP 66050, TEL. 0873). 

\Celènza Valfortóre Comune in provincia di Foggia (2.299 ab., CAP 71035, TEL. 0881). 

\cèlere, agg. e sf. agg. 1 Rapido, svelto, immediato. ~ veloce. <> lento. andarono con passo celere. 2 Che ha breve durata. 
sf. Nome dei reparti celeri autotrasportati del corpo degli agenti di polizia di stato. 
  agg. swift, fast. 
  lat. celer,-is,-e. 

\celerìfero, sm. Veicolo a due ruote da cui derivarono la draisina e la bicicletta. La persona posizionata sul telaio (sul quale sono imperniate due ruote di ugual diametro) procede puntando i piedi per terra. 

\celerìmetro, sm. Strumento atto alla misurazione istantanea della velocità di un corpo, simile ma meno complesso del tachimetro. 

\celerìno, sm. Agente della celere. 

\celerità, sf. L'essere celere, velocità, prontezza di movimento. 
  lat. celeritas,-atis. 

\celerménte, avv. In modo veloce, immediato. ~ rapidamente, sollecitamente. <> flemmaticamente, lentamente. 

\celèrrimo, agg. Superlativo di celere. 

\celèsta, sf. Strumento a tastiera costituito da lamine di metallo percosse da martelli. 

\celèste, agg. e sm. agg. 1 Del cielo. i corpi celesti, le stelle. 2 Che ha il colore del cielo sereno. ~ turchino. occhi celesti. 3 Del cielo in quanto sede di Dio o dei beati. ~ ultraterreno. 
sm. 1 Il colore azzurro. ~ blu, turchino. 2 Nell'uso plurale, gli spiriti che sono in cielo. 
  agg. e sm. 1 celestial, heavenly. 2 (colore) light blue, sky-blue. 
  lat. caelestis

\Celèsti, Andrèa (Venezia 1637-Toscolano, Brescia 1712?) Pittore italiano. Tra le opere, Consegna delle chiavi a San Pietro (1688, duomo di Toscolano) e Battesimo di Cristo (1695, duomo di Desenzano). 

\celestìàle, agg. Degno del cielo. ~ paradisiaco. 

\celestìna, sf. Minerale in cristalli tabulari costituito da solfato di stronzio. 

\Celestina Dramma di F. de Rojas (?) (1499). 

\celestìno, agg. e sm. agg. Celeste tenue. 
sm. 1 Il colore celestino. 2 Monaco benedettino della regola di Pietro di Isernia, poi Celestino V. 

\Celestìno Nome assunto da cinque papi e un antipapa. 
Celestino I 
(?-432) Salì al pontificato nel 422 succedendo a Bonifacio I; combatté l'eresia di Nestorio condannata dal primo concilio di Efeso (431). 
Celestino II (antipapa) 
Antipapa eletto nel 1124 contro papa Onorio II. 
Celestino II 
(?-1144) Succedette a Innocenzo II nel 1143; morì durante la sommossa romana guidata da Arnaldo da Brescia. 
Celestino III 
(Roma 1106-1198) Succedette a Clemente III nel 1191; incoronò Enrico VI. 
Celestino IV 
(?-1241) Morì dopo solo diciassette giorni di pontificato, fu successore di Gregorio IX. 
Celestino V 
(Isernia 1215?-castello di Fumone, Frosinone 1296) Il celebre Pietro del Morrone che succedette a Nicolò IV nel 1294; rinunciò dopo soli quattro mesi alla carica per sfuggire ai principi e alla curia. Ricordato da Dante nella Divina Commedia

\celèuma, o celèusma, sm. 1 Battuta cadenzata che segnava il ritmo della voga per i rematori. 2 Canto ritmato dei rematori. 

\celèuste, sm. Capo dei rematori che scandiva il ritmo della voga. 

\cèlia, sf. Scherzo, burla, ma in senso mite. ~ canzonatura. 

\celiachìa, sf. Patologia intestinale causata da intolleranza al glutine. 

\celiàre, v. intr. Scherzare, specialmente con parole. ~ motteggiare. 

\celibàto, sm. Condizione di chi è celibe. 

\cèlibe, agg. e sm. Detto di uomo non sposato. ~ single. <> coniugato. 
  agg. unmarried, single. sm. bachelor. 
  lat. caelebs,-libis. 

\Cèlico Comune in provincia di Cosenza (3.154 ab., CAP 87053, TEL. 0984). 

\celidònia, sf. Nome volgare del Chelidonium majus, pianta erbacea eurasiatica a fiori gialli riuniti in ombrelle. 

\Céline, Louis-Ferdinand (Courbevoie, Seine 1894-Meudon, Parigi 1961) Pseudonimo di Louis Ferdinand Destouches. Romanziere. Tra le opere Viaggio al termine della notte (1932) e Bagatelle per un massacro (1937). 

\Celinograd Città (277.000 ab.) del Kazakistan, capoluogo della provincia omonima. 

\Cèlio Il meno abitato dei sette colli di Roma. È situato a sud-est del Palatino e a est dell'Aventino. 

\celioscopìa, sf. Tecnica endoscopica applicata ai visceri della piccola pelvi. ~ laparoscopia. 

\celioscòpio, sm. Sinonimo di laparoscopio. 

\celiotomìa, sf. Apertura chirurgica della cavità addominale. 

\Celjabinsk Città (1.143.000 ab.) della Russia, nella Siberia occidentale. Capoluogo della provincia omonima. 
Celjabinsk 
Provincia (3.617.000 ab.) della Russia, tra gli Urali e i fiumi Iset e Uj. 

\Celjuskin Promontorio russo, nell'estremità settentrionale della Siberia. 

\cèlla, sf. 1 Ambiente ristretto adibito a vari usi. ~ stanzetta. 2 Dispensa. 3 Ciascuno dei piccoli scompartimenti di un alveare. 4 Prigione. 
  sf. cell. 
  lat. cella. 
Cella elettrolitica 
Contenitore, in cui si verificano i processi elettrolitici di ossidazione e riduzione, dotato di elettrodi e soluzione elettrolitica. 
Cella fotovoltaica 
Apparato di trasformazione, in genere montato su pannelli solari, che converte in energia elettrica l'energia solare, mediante l'effetto fotovoltaico. 

\Cèlla Dàti Comune in provincia di Cremona (650 ab., CAP 26040, TEL. 0372). 

\Cèlla Mónte Comune in provincia di Alessandria (516 ab., CAP 15034, TEL. 0142). 

\Cellamàre Comune in provincia di Bari (3.016 ab., CAP 70010, TEL. 080). 

\Cèllara Comune in provincia di Cosenza (551 ab., CAP 87050, TEL. 0984). 

\Cellaréngo Comune in provincia di Asti (508 ab., CAP 14010, TEL. 0141). 

\Cellàridi Famiglia di Briozoi Stelmatopodi marini. Appartiene all'ordine dei Chilostomi. 

\Cellàtica Comune in provincia di Brescia (4.637 ab., CAP 25060, TEL. 030). 

\Cèlle di Bulgherìa Comune in provincia di Salerno (2.240 ab., CAP 84040, TEL. 0974). 

\Cèlle di Màcra Comune in provincia di Cuneo (147 ab., CAP 12020, TEL. 0171). 

\Cèlle di San Vìto Comune in provincia di Foggia (297 ab., CAP 71020, TEL. 0881). 

\Cèlle Enomóndo Comune in provincia di Asti (502 ab., CAP 14010, TEL. 0141). 

\Cèlle Lìgure Comune in provincia di Savona (5.312 ab., CAP 17015, TEL. 019). 

\Cellèno Comune in provincia di Viterbo (1.271 ab., CAP 01020, TEL. 0761). 

\Cèllere Comune in provincia di Viterbo (1.437 ab., CAP 01010, TEL. 0761). 

\cellière, sm. Dispensa dove si conserva il vino. 

\Cellìna Valle delle Prealpi Carniche, percorsa dal torrente omonimo. 

\Cellìni, Benvenùto (Firenze 1500-1571) Orafo, scultore e scrittore. Lavorò per Francesco I, re di Francia, scolpendo la raffinatissima saliera in oro e smalto (Vienna, Kunsthistorisches Museum) e la Ninfa di Fontainebleau (Parigi, Louvre). Dal 1545 a Firenze scolpì, tra l'altro, il Perseo della Loggia dei Lanzi e il busto di Cosimo I (Museo del Bargello). Condusse una vita assai avventurosa descritta nella Vita (1558-1566), pubblicata postuma; scrisse Dell'oreficeria e Della scultura, 1568 e una raccolta di Rime

\Cellìno Attanàsio Comune in provincia di Teramo (2.936 ab., CAP 64036, TEL. 0861). 

\Cellìno San Màrco Comune in provincia di Brindisi (7.367 ab., CAP 72020, TEL. 0831). 

\Cèllio Comune in provincia di Vercelli (851 ab., CAP 13024, TEL. 0163). 

\cellobiòsio, sm. Disaccaride di formula C12H22O11 derivato dall'idrolisi della cellulosa. 

\cèllofan, sm. invar. Materiale trasparente, ottenuto per laminazione dalla viscosa; fu realizzato nel 1904 dallo svizzero Jacques Brandenberger. 

\cellofanàre, v. tr. Avvolgere con il cellofan. 

\cellofanatùra, sf. Atto, effetto del cellofanare. 

\Cèllole Comune in provincia di Caserta (7.058 ab., CAP 81030, TEL. 0823). 

\cellosòlve, sm. Nome commerciale di un gruppo di solventi formati da eteri mono-e dialchilati del glicole mono-e dietilenico. 

\cèllula, sf. 1 La più piccola entità vivente. 2 Dispositivo che permette di trasformare variazioni di intensità luminosa in variazioni di intensità di una corrente elettrica. 3 Raggruppamento minimo dell'organizzazione del Partito comunista. 4 Nucleo, seme. ~ germe. 
  sf. cell. 
  lat. cellula, dimin. di cella. 
È la particella elementare in grado di nutrirsi e riprodursi, che costituisce la struttura di ogni essere vivente, sia vegetale che animale. Le cellule hanno forme e dimensioni molto diverse (da pochi micron, fino ad alcuni centimetri). Gli organismi viventi possono essere composti da una sola cellula (protozoi, batteri) o da più cellule. Gli organismi unicellulari più semplici sono costituiti da cellule procariote, con struttura molto semplice e assenza di nucleo. Gli organismi pluricellulari e quelli unicellulari più evoluti contengono invece cellule eucariote, con nucleo separato e struttura complessa. Le cellule eucariote degli organismi animali sono composte da una sostanza proteica, detta citoplasma, racchiusa in una membrana plasmatica. Il citoplasma contiene numerosi organi e un nucleo, a sua volta circondato da una propria membrana nucleare. Il nucleo ha il compito di sovrintendere a tutte le attività della cellula e contiene una sostanza chiamata carioplasma, la cromatina e i nucleoli. Tra gli organi citoplasmatici è necessario ricordare i centrioli, che hanno un ruolo fondamentale nel processo di separazione dei cromosomi, i mitocondri, che operano la cosiddetta respirazione cellulare, consumando ossigeno e producendo anidride carbonica, i ribosomi, che provvedono a sintetizzare le proteine, i vacuoli e i lisosomi, che contengono sostanze di secrezione ed enzimi. Le cellule si riproducono per suddivisione diretta o indiretta (mitosi). Prima di suddividersi, però, ciascuna cellula accresce le proprie dimensioni e raddoppia il DNA, duplicando ciascun cromosoma. Dopo la mitosi, pertanto, ciascuna cellula figlia viene a contenere uno dei due corredi cromosomici appositamente preparati dalla cellula madre. Fanno eccezione le cellule germinali, che si riproducono per meiosi.  Nelle cellule vegetali, dalla struttura simile a quella appena descritta, la membrana è sostituita da una parete non vivente di notevole consistenza e sono presenti i cloroplasti. Questi organuli hanno notevole importanza per gli organismi vegetali, poiché la loro membrana contiene la clorofilla, sostanza responsabile della fotosintesi clorofilliana. 
In fisica le cellule sono apparecchi che sfruttano l'energia luminosa e le proprietà elettriche della materia (cellule fotoelettriche, il cui primo modello fu inventato nel 1869 dal tedesco Arthur Korn). Se producono energia, si chiamano cellule solari o fotovoltaiche. Il loro uso è circoscritto a campi in cui non è possibile impiegare altre fonti energetiche (boe oceaniche, satelliti artificiali, ripetitori ecc.). 

\cellulàre, agg. e sm. agg. 1 Formato da cellule. 2 Diviso in celle. furgone cellulare, per trasportare i detenuti. 
sm. 1 Furgone cellulare. 2 Telefono cellulare. 
  agg. cellular. sm. 1 police van. 2 (telefono) cellphone. 

\cellulìte, sf. 1 Materiale cementizio per costruzioni. 2 Infiammazione che colpisce i tessuti connettivi cellulari. 
  sf. cellulite. 

\cellulìtico, agg. (pl. m.-ci) Caratterizzato da cellulite. 

\cellulòide, sf. La prima materia plastica prodotta da J. Hyatt nel 1868, impiegando nitrocellulosa con canfora e alcol. Nella sua fabbricazione, gli ingredienti vengono mescolati e impastati a caldo; si procede quindi alla separazione della cellulosa filtrando ed essiccando il composto. La cellulosa grezza è trasparente, lucida, impermeabile e non ha una colorazione propria. Grazie a queste caratteristiche, unite al suo costo ridotto e alla proprietà di diventare malleabile a soli 75 °C, la celluloide è stata impiegata in modo considerevole per la fabbricazione degli oggetti più disparati, dal bottone al giocattolo, ed è stata spodestata dalle materie plastiche derivate dal petrolio solo a causa della sua alta infiammabilità. 

\cellulósa, sf. Polisaccaride (C6H10O5)■n■, con azione di sostegno, comune nelle piante. Deriva dalla policondensazione delle molecole di glucosio. La cellulosa è il componente principale del legno e della parete delle cellule vegetali (il cotone è costituito quasi esclusivamente di cellulosa). Non è invece presente nella quasi totalità degli animali, per i quali è estremamente indigesta. Fanno naturalmente eccezione gli erbivori, che riescono ad assimilarla per mezzo del loro elaborato apparato digerente. La sua estrazione avviene riducendo in pasta il legno e le altre sostanze vegetali; si procede poi alla cottura che elimina le altre sostanze (come l'emicellulosa e la lignina) e quindi alla filtrazione. La cellulosa che deve essere utilizzata per produrre la carta bianca viene poi sbiancata con trattamenti di candeggio. 
  sf. cellulose. 
  deriv. da cellula. 

\cellulòsico, agg. (pl. m.-ci) Che contine o è formato da cellulosa. 

\cellulóso, agg. Che è costituito da cellule, spugnoso. 

\celo- Primo elemento di parole composte che significa "cavo", dal greco k˘ilos

\celòma, sm. (pl.-i.) Cavità embrionale in cui avviene lo sviluppo di organi in Vertebrati, Anellidi ed Echinodermi. Nell'uomo contiene la cavità addominale, quella pleurica e quella pericardica. 

\celomodótto, sm. Condotto presente nei Metazoi celomati che si occupa della fuoriuscita dei prodotti sessuali e mette in comunicazione il celoma con l'esterno. 

\celòsia, sf. Genere di piante erbacee e arbustacee caratteristico delle zone calde africane, americane e asiatiche. Appartiene alla famiglia delle Amarantacee. 

\celòstato, sm. Configurazione ottica che viene utilizzata in astronomia, per effettuare osservazioni spettrografiche e ad alta risoluzione del Sole. È costituita da due specchi piani mobili che riflettono la luce in direzione costante, mentre seguono il moto apparente dell'oggetto celeste considerato; lo specchio mobile si muove attorno a un asse parallelo a quello di rotazione della Terra, accompagnando l'astro nel suo moto. Questo rende possibile osservare l'oggetto fermo, malgrado la rotazione terrestre. 

\celotèle, sm. Tessuto epiteliale pavimentoso che ricopre le cavità celomatiche. 

\cèlotex, sm. invar. Materiale costruito con le fibre della canna da zucchero che serve per insonorizzare e isolare dal suono. 

\Cèlsius, Anders (Uppsala 1701-1744) Astronomo. Inventò il termometro e la scala omonimi, con punti di riferimento la temperatura di fusione del ghiaccio (0 °C) e la temperatura di ebollizione dell'acqua (100 °C). Il grado Celsius è un'unità di misura fondamentale del Sistema Internazionale. 

\cèlta, sm. e sf. Appartenente ad antiche popolazioni indoeuropee diffuse nell'Europa centro occidentale. 

\cèlti Popolazioni stanziatesi nel I millennio a. C. nell'Europa continentale e nelle attuali isole Britanniche, diffondendosi fino alla Spagna, all'Italia settentrionale e oltre il Danubio. Erano organizzati in tribù guerriere, dedite alla pastorizia e all'agricoltura e abili nella lavorazione dell'oro. Particolare importanza avevano gli appartenenti alla casta dei sacerdoti (druidi). 
Lingue celtiche 
Lingue di ceppo indoeuropeo di questi popoli; queste lingue sopravvivono in Irlanda con il gaelico, lingua tuttora parlata attivamente da una piccola parte della popolazione, nel gallese, nel cornovagliese e nel bretone della Francia settentrionale. 
Letteratura celtica 
Della letteratura celtica, fanno parte le letterature più antiche di Britannia, Galles, Cornovaglia, Irlanda, Scozia, isola di Man e della Bretagna. 

\cèltico, agg. (pl. m.-ci) 1 Dei celti, l'antica popolazione di tipo germanico diffusa in Europa occidentale. 2 Che si riferisce alle malattie veneree. 

\celtis, sf. invar. Genere di piante arboree che vivono nell'emisfero settentrionale. Appartiene alla famiglia delle Olmacee. 

\cembalìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi suona il cembalo. 

\cembalìstico, agg. (pl. m.-ci) Sinonimo di clavicembalistico. 

\cèmbalo, sm. 1 Abbreviazione di clavicembalo. 2 Usato nella sua accezione plurale, antico strumento a percussione simile ai moderni piatti suonato dai coribanti nei baccanali. 

\Cémbra Comune in provincia di Trento (1.647 ab., CAP 38034, TEL. 0461). 
Cembra 
Valle delle Alpi Dolomitiche, prosecuzione della Val di Fiemme. 

\cémbro, sm. Gimnosperma (Pinus cembra) della famiglia delle Pinacee e della classe delle Conifere. Diffuso in Siberia e nei Carpazi, produce frutti commestibili. 

\cement gun, loc. sost. m. invar. Traduzione italiana di spruzzatrice. 

\cementànte, sm. Sostanza che serve a cementare. 

\cementàre, v. v. tr. 1 Unire con cemento. ~ murare. 2 Rinsaldare, rendere moralmente forte. ~ rinforzare. <> infrangere. : :uell'atto cement˛ la loro amicizia. 3 Sottoporre un metallo, soprattutto l'acciaio, alla cementazione 
v. intr. pron. 1 Rinsaldarsi per mezzo del cemento. ~ legarsi. 2 Consolidarsi. 
  v. tr. to cement. 

\cementazióne, sf. 1 Atto, effetto del cementare. 2 Operazione termochimica avente lo scopo di indurire i metalli soggetti a usura. 

\cementière, sm. 1 Industriale nel settore del cemento. 2 Operaio adibito alla fabbricazione del cemento. 

\cementièro, agg. e sm. agg. Del cemento. 
sm. Operaio addetto alla produzione del cemento. 

\cementìfero, agg. Che produce cemento. 

\cementificàre, v. tr. Coprire intensivamente un'area di edifici e di altre costruzioni in cemento a danno degli spazi verdi e dell'integrità del paesaggio. 

\cementificazióne, sf. L'atto del cementificare e l'effetto. 

\cementifìcio, sm. Fabbrica di cemento. 

\cementìte, sf. 1 Carburo di ferro presente nelle ferroleghe e specialmente nelle ghise bianche. 2 Vernice opaca adatta per muri, legno, metalli. 

\cementìzio, agg. 1 Del cemento, che concerne il cemento. 2 Si dice di materiali atti alla costruzione di edifici, opere murarie, in particolare a base di cemento. 

\ceménto, sm. Materiale conglomerante, impiegato nella costruzione di edifici, in grado di consolidarsi, unendo tra loro due parti rigide su cui è stato apposto. 
  sm. 1 cement. 2 (armato) reinforced concrete. 
  lat. caementum, deriv. da caedere spezzare. 
Cemento armato 
È il cemento impiegato nella costruzione che ha come struttura scheletrica un'armatura metallica, in genere tondino metallico. 
Cementi idraulici 
Leganti derivati dalla macinazione e cottura di argilla e calcare. Formano il calcestruzzo con aggiunta di sabbia o simile additivo. La rapidità della presa viene influenzata dall'aggiunta di gesso. Nelle costruzioni civili parlando di cemento si intende sempre il cemento idraulico, o cemento Portland

\cementòma, sm. Nodulo di tessuto calcificato posto nelle radici dei denti. 

\cemetèrio, sm. Antico cimitero cristiano. 

\céna, sf. 1 Il pasto della sera e le vivande che lo costituiscono. 2 Banchetto. ~ convito. 
  sf. 1 dinner. 2 (leggera) supper. 
  lat. cena. 

\Cena de le ceneri, La Opera scientifica e filosofica di G. Bruno (1584). 

\Cena delle beffe, La Dramma di S. Benelli (1909). 
Cena delle beffe, La Film drammatico, italiano (1941). Regia di A. Blasetti. Interpreti: A. Nazzari, O. Valenti, C. Calamai. 

\cenàcolo, sm. 1 Anticamente, sala in cui si cenava. 2 Dipinto che rappresenta l'ultima cena di Gesù. il Cenacolo di Leonardo da Vinci. 3 Luogo di riunione di artisti e letterati. 4 Circolo ristretto di amici di un dato indirizzo culturale. ~ accolta. cenacolo letterario
  lat. cenaculum, sala da pranzo. 

\Cenàdi Comune in provincia di Catanzaro (771 ab., CAP 88060, TEL. 0967). 

\cenàre, v. v. tr. Mangiare a cena. 
v. intr. Consumare la cena. 
  v. intr. 1 to dine, to have dinner. 2 (leggero) to have supper. 
  lat. cenare pranzare. 

\cenàta, sf. 1 Abbondante pasto serale. 2 Cena con amici fino a notte inoltrata. 

\Cenàte Sópra Comune in provincia di Bergamo (1.639 ab., CAP 24069, TEL. 035). 

\Cenàte Sótto Comune in provincia di Bergamo (2.181 ab., CAP 24069, TEL. 035). 

\Cencenìghe Agordìno Comune in provincia di Belluno (1.554 ab., CAP 32020, TEL. 0437). 

\Cenci, I Dramma di P. B. Shelley (1819). 
Cenci, I 
Dramma di A. Artaud (1935). 

\cenciàio, sm. Chi compra o rivende cenci. 

\cenciaiòlo, sm. Chi compra o rivende stracci. 

\céncio, sm. 1 Pezzo di stoffa logora o sporca. ~ straccio. andava in giro vestito di cenci; cadere come un cencio, afflosciarsi. 2 Cosa di poco valore. 3 Usato nell'accezione plurale, dolci di pasta all'uovo tagliati in vario modo e fritti. 4 Punto centrale del foruncolo 
  sm. duster, piece of cloth. 
  lat. cincius, incrociato con cento,-onis composto da diverse parti. 

\cencióso, agg. Di persona coperta di stracci, miserabile. ~ sbrindellato. <> integro. 

\Cendrars, Blaise (La Chaux-de-Fonds, Svizzera 1887-Parigi 1961) Pseudonimo di Frédéric Sauser Halle. Poeta e romanziere francese. Tra le opere Pasqua a New York (1912) e La vita pericolosa (1938). 

\Céne Comune in provincia di Bergamo (3.630 ab., CAP 24020, TEL. 035). 

\Cene, Le Novella di A. F. Grazzini (seconda metà del XVI sec., pubblicata postuma 1743-1815). 

\cenenchìma, sm. Deposito calcareo che cementa gli spazi che si creano tra i vari individui in un polipaio. 

\ceneràccio, sm. 1 Cenere per il bucato sulla quale si versava il ranno. 2 Grosso panno sul quale si poneva la cenere per il bucato. 

\ceneràio, o ceneràrio, sm. Parte del focolare nella quale si depositano i residui e le ceneri della combustione. ~ ceneratoio. 

\ceneràta, sf. Concime bollito formato da acqua e cenere mischiate insieme utilizzato per ripulire oggetti o per coprire forme di formaggi. 

\ceneratóio, sm. Vano situato sotto al focolare di stufe o caldaie, o recipiente di metallo in cui si raccoglie la cenere. 

\cénere, sf. 1 Residuo grigio e polveroso della combustione di legna o carbone. ridursi in cenere, consumarsi, sprecarsi; fuoco sotto la cenere, detto di passioni latenti e nascoste. 2 Usato nell'accezione plurale, residui dell'ulivo benedetto arso che il sacerdote pone sulla testa dei fedeli nel primo giorno di quaresima. 3 Usato nell'accezione plurale, resti mortali. 
  sf. cinder, ash. 
  lat. cinis,-eris

\Cenere e diamanti Film drammatico, polacco (1958). Regia di Andrzej Wajda. Interpreti: Zbigniew Cybulski, Ewa Kzryseka, Adam Pawlikowski. Titolo originale: Popiol i diament 

\cenerèntola, sf. Ragazza trascurata dalla famiglia e costretta alle mansioni più umili. 
  deriv. da cenere. 

\Cenerentola Balletto in tre atti, musica di S. S. Prokof'ev, libretto di N. Volkov (Mosca, 1945). 
Cenerentola 
Favola di Ch. Perrault contenuta nella raccolta I racconti di mia madre l'Oca (1697). 
Cenerentola 
Favola di J. L. K. e W. Grimm contenuta nella raccolta Fiabe per bambini e famiglie (1812-1815). 
Cenerentola 
Film d'animazione, americano (1950). Regia di Walt Disney. Titolo originale: Cinderella 

\Cenerentola, La Melodramma giocoso in due atti di G. Rossini, libretto di J. Ferretti (Roma, 1817). 

\Ceneri di Gramsci, Le Poema di P. P. Pasolini (1957). 

\cenerìccio, agg. (pl. f.-ce) Di colore simile a quello della cenere. 

\cenerìno, agg. Di colore grigio simile a quello della cenere. ~ cinereo. 

\cenerógnolo, o cenerògnolo, agg. Che ha colore cenerino con sfumature giallastre. 

\ceneróne, sm. 1 Canovaccio utilizzato per fare il bucato. 2 Ciò che resta della cenere utilizzata per fare il bucato. ~ ceneraccio. 

\cenerùme, sm. Mucchio di cenere. 

\Cenesèlli Comune in provincia di Rovigo (2.097 ab., CAP 45030, TEL. 0425). 

\cenestèsi, sf. Sensazione indistinta dell'esistenza corporea ricavata dalla sensibilità che proviene dagli organi interni. 

\céngia, o cèngia, sf. (pl.-ge) Risalto con andamento quasi orizzontale su una parete di roccia. 

\Céngio Comune in provincia di Savona (4.298 ab., CAP 17010, TEL. 019). 

\Cenìsio (Monte) => "Moncenisio" 

\cennamèlla, sf. Primitivo strumento a fiato ricavato da una canna. 

\cénno, sm. 1 Segno che si fa con una parte del corpo per indicare qualcosa a qualcuno. ~ ammiccamento. intendersi a cenni. 2 Gesto, atto, comportamento. 3 Traccia, spiegazione sommaria. cenni biografici. 4 Indizio, avviso, manifestazione. ~ avvisaglia. non ci fu alcun cenno di tempesta
  sm. 1 signal, sign. 2 (gesto) gesture, wave. 3 (allusione) hint. 4 (accenno) mention. 
  lat. cinnus

\cenobiàrca, sm. Capo di un cenobio. 

\cenòbio, sm. Monastero in cui i religiosi vivono in comunità. 

\cenobìta, sm. (pl.-i) 1 Monaco che vive in una comunità religiosa secondo le proprie regole e riconosciuta dalla chiesa. 2 Persona che vive isolata da tutti. 

\cenobìtico, agg. (pl. m.-ci) Dei cenobiti, proprio dei cenobiti. 

\Cenobìtidi Famiglia di Crostacei Decapodi Anomuri simili ai paguri dai quali si differenziano per la spiccata tendenza alla vita terrestre dallo stadio postlarvale. 

\cenobitìsmo, sm. Tipo di vita proprio dei cenobiti. 

\Cenodoxus Dramma di J. Bidermann (1602). 

\cenofobìa, sf. Ossessione patologica causata dagli spazi aperti. 

\cenogènesi, sf. Produzione di caratteri nuovi caratterizzata dalla presenza di piccole variazioni rispetto al tipo originale di alcuni individui della stessa specie o della stessa famiglia. 

\cenomaniàno, agg. e sm. Piano inferiore del Cretaceo superiore compreso tra l'Albiano e il Turoniano. 

\cenóne, sm. Cena sontuosa in particolare quella di Capodanno o di Natale. 

\cenosàrco, sm. Massa comune viva che riunisce tutti i polipi di una stessa colonia. 

\cenotàfio, sm. Monumento funerario a ricordo di un personaggio morto altrove. 

\Cenozòico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Si dice della quarta delle cinque ere geologiche e di ciò che vi appartiene. 
sm. Epoca geologica detta anche Era Terziaria
Durante questa era riprese l'attività vulcanica e quella che costituì le Alpi, le Cordigliere e le Montagne Rocciose americane, del Caucaso, dell'Himalaya, dei Pirenei, degli Appennini ecc. Dette mutazioni influenzarono anche la flora, con lo sviluppo delle Angiosperme. L'era, che ebbe una durata di 65 milioni di anni, si suddivide nei periodi Eocene e Oligocene (costituenti il Paleogene), e Miocene e Pliocene (Neogene). Si diffusero i Mammiferi (era mesozoica) e gli Uccelli. 

\censiménto, sm. Indagine statistica condotta sugli elementi di un dato insieme di persone o cose (tecnicamente chiamato "popolazione", in quanto in origine, nell'antica Roma, con censimento si indicava un'indagine rivolta ad individuare gli adulti maschi a cui far svolgere il servizio militare).
  sm. census. 
  deriv. da censire. 
Censimento demografico 
Effettuato in Italia per la prima volta nel 1861, serve ad appurare lo stato della popolazione di un paese; è periodico e simultaneo. L'ultimo in Italia risale al 1991. 

\censìre, v. tr. Fare un censimento, iscrivere la popolazione al registro del censo. ~ inventariare. 
  lat. censere registrare i beni. 

\CENSIS Sigla di Centro Studi Investimenti Sociali. 

\cènso, sm. 1 Nell'antica Roma, elenco dei cittadini e dei loro averi. 2 Patrimonio del cittadino sottoponibile a tributi. 3 Ricchezza, patrimonio. ~ sostanze. 

\censoràto, sm. Ufficio, dignità di censore e la durata di questa carica. 

\censóre, sm. 1 Nell'antica Roma, magistrato preposto alla censura. 2 Chi, per incarico dell'autorità, accerta che le opere da pubblicare o rappresentare non offendano lo stato, la religione, la morale. ~ moralizzatore. 3 Nei convitti, sorvegliante della disciplina. 4 Critico abituale e severo. ~ revisore. 
  sm. censor. 
  lat. censor,-oris, deriv. da censere. 

\censòrio, agg. Di, da censore. 

\censuàrio, agg. e sm. agg. Del censo. 
sm. Persona gravata dalla corresponsione di un censo. 

\censùra, sf. 1 Magistratura romana ricoperta da un censore. 2 Provvedimento della pubblica autorità volto alla limitazione dell'impiego di un dato mezzo di comunicazione (cinematografo, stampa ecc.). 3 Critica, disapprovazione. ~ biasimo. <> lode. 4 Riprovazione ufficiale di un pubblico dipendente. 5 Opposizione alla libera espressione degli istinti esercitata dalle esigenze della coscienza morale e sociale dell'individuo. 
  sf. 1 censorship. 2 (critica) censure. 
  lat. censura. 
La proibizione deve essere esercitata, come da carta costituzionale, solo nel caso palese di oltraggio al buon costume. I film e gli spettacoli teatrali sono soggetti a nulla osta dopo la verifica del loro rispetto del comune senso del pudore. 

\censuràbile, agg. Che si può o si deve censurare. 

\censuràre, v. tr. 1 Sottoporre a censura. 2 Criticare, biasimare. ~ deplorare. 3 Vietare, tagliare. ~ epurare. <> autorizzare. 

\cent, sm. invar. Moneta divisionale equivalente alla centesima parte del dollaro. 

\Cénta San Nicolò Comune in provincia di Trento (464 ab., CAP 38040, TEL. 0461). 

\Centàllo Comune in provincia di Cuneo (5.846 ab., CAP 12044, TEL. 0171). 

\Cent'anni di solitudine Romanzo di G. García M´rquez (1967). Il capolavoro di M´rquez racconta una saga famigliare che rispecchia la storia della Colombia. Come altre sue opere, è ambientato nella città di Macondo, luogo immaginario della Colombia, assai simile alla natia Aracataca. Mescolando realtà e fantasia, il romanzo narra la storia della decadenza della città e costituisce una metafora ironica dell'esperienza umana. 

\cènt'ànni, guèrra déi Conflitto tra Inghilterra e Francia e che durò dal 1337al 1453; fu causato da Edoardo III d'Inghilterra che accampava diritti sul trono francese dopo che Filippo di Valois si era sostituito ai Capetingi. 
Cronologia 
1346-La Francia fu duramente sconfitta a Crécy. 
1347-Perdita francese di Calais. 
1356-Sconfitta di Poitiers e trattato di Brétigny con cessione all'Inghilterra di Guascogna, Guienna e Poitou. 
1415-Enrico V d'Inghilterra sconfisse i francesi ad Azincourt con l'aiuto del duca di Borgogna. 
1420-Enrico V salì al trono di Francia come successore di Carlo VI (trattato di Troyes). 
1429-Carlo VII, sostenuto da Giovanna d'Arco, riuscì a diventare re. 
1435-Carlo VII si riappacificò con il duca di Borgogna, che pose fine all'alleanza con l'Inghilterra e alla guerra di successione (trattato di Arras). 
La guerra terminò praticamente con la riconquista dei francesi di Parigi (1436), Champagne (1444), Normandia (1450) e Aquitania (1453). 

\Centaur In informatica è il nome di un sistema esperto sviluppato agli inizi degli anni '70 per la diagnosi delle malattie polmonari. 

\centàurico, agg. (pl. m.-ci) Riferito a un centauro. 

\Centàuro Grande costellazione che comprende Proxima Centauri, la stella più vicina al Sole (4,17 anni luce); si trova nell'emisfero celeste australe. 

\centàuro, sm. 1 Figura mitologica. 2 Corridore, motociclista. 
  lat. centaurus, dal greco kèntauros. 
Essere mitologico figlio di Issione e Nefele con corpo di cavallo, testa, torso e braccia umani. Secondo il mito, i centauri si batterono e furono vinti dai lapiti, a causa di una disputa nel corso del matrimonio di Pirotoo e Ippodamia. 

\centauromachìa, sf. Mitico combattimento tra i lapiti e i centauri spesso rappresentato dall'arte greca. 

\centellàre, v. tr. Bere a centelli. ~ centellinare. 

\centellinàre, v. tr. 1 Bere a piccoli sorsi. ~ sorseggiare. <> tracannare. 2 Gustare qualcosa con intenzionale lentezza. ~ degustare. 

\centellìno, o centèllo, sm. Piccolo sorso di ciò che si beve. 

\centèna, sf. 1 Suddivisione territoriale della contea franca dove il conte si recava per convocare gli uomini liberi al suo tribunale. 2 Antica ripartizione politico amministrativa della popolazione in gruppi di cento famiglie. 

\centenàrio, agg. e sm. agg. 1 Che ha cent'anni. ~ secolare. 2 Che ricorre ogni cento anni. è una tradizione centenaria
sm. 1 Persona che ha raggiunto i cento anni di età. 2 Commemorazione di un evento storico che si celebra ogni cento anni. festeggiarono il centenario della nascita del paese
  agg. 1 (persona) hundred-year-old. 2 (cadenza) centenary, centennial. sm. 1 centenarian. 2 (commemorazione) centennial, centenary. 
  lat. centenarius

\centennàle, agg. 1 Che dura cento anni. 2 Che ricorre ogni cento anni. 

\centènnio, sm. Periodo di cento anni. 

\centèrbe, sm. invar. Liquore distillato da varie erbe aromatiche. 

\centèsima, sf. 1 Tassa sulle compravendite creata da Augusto corrispondente all'1% del prezzo pattuito. 2 La centesima parte di una cosa. 

\centesimàle, agg. Che è di un centesimo. 

\centèsimo, agg. e sm. agg. num. ord. 1 Corrispondente al numero cento in una sequenza. 2 Corrispondente alla centesima parte di un intero. 
sm. 1 Ciascuna delle cento parti uguali di una stessa quantità. 2 Moneta che vale la centesima parte della lira o di altra unità monetaria. ho pagato fino all'ultimo centesimo. 3 Denaro. 
  agg. e sm. 1 hundredth. 2 (dollaro) cent. 
  lat. centesimus, da centum cento. 

\centi- Primo elemento di parole composte che significa "cento o centesima parte". 

\centiàra, sf. La centesima parte dell'ara, equivalente a 1 m2

\centìgrado, agg. Diviso in cento gradi, detto specialmente del termometro Celsius. 
  agg. centigrade. 

\centigràmmo, sm. La centesima parte del grammo. 

\centìlitro, sm. Unità di capacità equivalente a un centesimo di litro. 

\centìmano, agg. Che possiede cento mani. 

\centimetràre, v. tr. Suddividere o misurare col centimetro. 

\centimetràto, agg. Suddiviso in centimetri. 

\centìmetro, sm. Unità di misura equivalente a un centesimo di metro. 
  sm. centimetre. 

\cèntina, sf. 1 Armatura provvisoria a forma di arco che serve a sostenere le volte durante la loro costruzione o riparazione. 2 Armatura di metallo permanente che serve a sostenere le tettoie e simili. 3 Intelaiatura trasversale di un'ala o di una fusoliera, atta a mantenere il profilo richiesto. 4 Leggera curvatura o piegatura di un pezzo di legno o ferro da costruzione. 

\centinàio, sm. (pl. centinàia) 1 Complesso, serie di cento o circa cento, unità. 2 Al plurale, parecchi. ~ tanti. 
  sm. 1 hundred. 2 (parecchi) about a hundred. 

\centinàre, v. tr. 1 Rinforzare con centine. 2 Dare una curvatura più o meno accentuata a una volta, un mobile o a un'asta di ferro. 3 Eseguire ricami a centina, a smerlo. 

\centinatùra, sf. 1 Sagomatura ad arco. 2 struttura provvisoria di centine. 

\centìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Atleta specializzato nella corsa dei cento metri. 

\cènto, agg. e sm. agg. num. card. invar. 1 Indica una unità composta da dieci decine. si fece in cento, si diede molto da fare. 2 Molti, parecchi. 
sm. invar. Il numero cento e il segno che lo rappresenta. cento di questi giorni! è un augurio. 
  agg. e sm. hundred. 
  lat. centum

\Cènto Comune in provincia di Ferrara (29.033 ab., CAP 44042, TEL. 051). Centro agricolo e commerciale (mercato del vino, della frutta e dei cereali) e industriale (prodotti plastici, tessili, alimentari e meccanici). Vi si trovano la Pinacoteca Comunale, contenente opere del Guercino, qui nato nel 1591, e la rocca del XVI sec. Gli abitanti sono detti Centesi

\Cento anni Romanzo di G. Rovani (1857-1858, 1868-1869). 

\Cènto Cróci Passo (1.055 m) dell'Appennino Ligure. 

\centocèlle Sobborgo di Roma sede del campo d'aviazione F. Baracca. 

\Centocinquanta la gallina canta Commedia di A. Campanile (1924). 

\Centocinquanta milioni Opera di poesia di V. V. Majakovskij (1921). 

\Cèntola Comune in provincia di Salerno (4.805 ab., CAP 84051, TEL. 0974). 

\centometrìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Atleta specializzato nella corsa dei cento metri piani. 

\centomìla, agg. num. card. Indica una quantità composta da cento volte mille unità. 

\Centomila gavette di ghiaccio Memorie di G. Bedeschi (1963). 

\centónchio, sm. Nome comune della Stellaria media pianta erbacea che infesta le coltivazioni. Appartiene alla famiglia delle Cariofillacee. 

\centóne, sm. 1 Componimento letterario, o musicale, composto di brani presi da vari autori. 2 Scritto, discorso privo di idee originali. 

\centonovèlle, sm. invar. Libro che contiene cento storie. 

\centotrédici, sm. Numero telefonico con cui, in tutta Italia, si comunica con una squadra di polizia o di pronto intervento. 

\Centoventi giornate di Sodoma, Le Romanzo del marchese di Sade (1782-1785, pubblicato nel 1931-1935). 

\Cèntrache Comune in provincia di Catanzaro (692 ab., CAP 88060, TEL. 0967). 

\Centrafricàna, Repùbblica Stato dell'Africa equatoriale, confina a nord con il Ciad, a est con il Sudan, a sud con lo Zaire e il Congo e a ovest con il Camerun. 
Il territorio occupato prevalentemente da un altopiano (600 m) che digrada a nord verso il Ciad e a sud verso il Congo, mentre a est si eleva con qualche massiccio isolato fino a 1.400 m (monte Bongos). 
Il clima è prevalentemente secco e continentale; l'altitudine attenua sensibilmente le temperature che tuttavia subiscono forti escursioni diurne e stagionali. 
I due fiumi principali ne tracciano i confini, per lunghi tratti, l'Oubangui a sud e il Chari a nord, il paese è quindi attraversato dalla rete dei rispettivi affluenti. 
L'unica vera città è Bangui (386.000 ab.), la capitale, cresciuta in periodo coloniale grazie alla sua posizione sul fiume Oubangui. Altri centri con funzioni commerciali sono Berberati e Bouar. 
Il paese nel suo complesso è tra i più poveri del continente africano e i due terzi della popolazione si dedicano all'agricoltura di autosostentamento (manioca, cereali, patate, banane e agrumi). Tuttavia alcuni prodotti sono destinati all'esportazione (caffè, cotone e arachidi). 
Povero l'allevamento (caprini e bovini). 
Le risorse forestali di per sé discrete sono scarsamente sfruttate per la carenza delle vie di comunicazione; il sottosuolo offre giacimenti di diamanti e di uranio. 
STORIA Popolata da elementi insediatisi anticamente (pigmei, bantu ecc.) e da altri venuti recentemente dal Sudan, Congo, Ciad, il paese è scosso nel XIX sec. dalla tratta degli schiavi. La discesa dal Congo da parte di Stanley nel 1887 apre la via all'esplorazione europea. Nell'intento di aprire le vie del Ciad e del Nilo, la Francia crea l'avamposto di Bangui, rafforza i propri insediamenti con la missione Marchand (1896-1898), costituisce l'Oubangui-Chari in colonia (1905) e lo integra nell'Africa Equatoriale Francese. 
Nel 1946 l'Oubangui-Chari diventa territorio d'oltremare. Nel 1950 il suo primo deputato, Barthelemy Boganda, fonda il movimento per l'evoluzione sociale dell'Africa Nera (MESAN). Nel 1960 la Repubblica Centrafricana proclamata nel 1958 diventa indipendente con David Dacko, presidente alla morte di Boganda (1959). 
Un colpo di stato nel 1965 porta al potere Bokassa presidente a vita (1972), quindi imperatore (1976). Nel 1979 con l'aiuto della Francia, Dacko rovescia Bokassa e ristabilisce la repubblica. Nel 1981 si ha il colpo di stato militare di André Kolingba. Negli anni 1991-1992 il paese si apre al multipartitismo. L'anno successivo, Ange-Félix Patassé viene eletto alla presidenza della repubblica. 
Abitanti-3.310.000 
Superficie-622.980 km2 
Densità-5,3 ab./km2 
Capitale-Bangui 
Governo-Repubblica presidenziale 
Moneta-Franco CFA 
Lingua-Francese e sango; d'uso dialetti sudanesi 
Religione-Protestante, cattolica e animista 

\centrafricàno, agg. Dell'Africa centrale. 

\Central (Gran Bretagna) Regione (273.000 ab.) scozzese della Gran Bretagna, capoluogo Stirling. 

\Central (Kenya) Provincia (3.550.000 ab.) del Kenya, capoluogo Nyeri. 

\Central (Paraguay) Dipartimento (865.000 ab.) del Paraguay, capoluogo Ypacaraí. 

\Central (Zambia) Provincia (726.000 ab.) dello Zambia, capoluogo Kabwe. 

\Central Intelligence Agency => "CIA" 

\Central Lancashire Città (235.000 ab.) della Gran Bretagna, nel Lancashire. 

\centràle, agg. e sf. agg. 1 Del centro, che riguarda il centro. 2 In geografia, si dice della parte mediana di un territorio. <> periferico.3 Si dice di amministrazione o di ufficio principale. <> decentrato. 4 Principale, primario. ~ precipuo. <> secondario. 
sf. Sede degli organi direttivi di un'amministrazione. <> succursale. 
  agg. 1 central. 2 (principale) main. sf. 1 station, plant. 2 (ufficio principale) headquarters. 
  lat. centralis. 
Centrale elettrica 
Centro dedicato alla produzione di energia elettrica, tramite generatori che convertono in tensione le diverse forme di energia. La classificazione delle centrali elettriche viene effettuata proprio in base al tipo di energia impiegata. Esistono pertanto centrali idroelettriche, centrali termoelettriche, centrali termonucleari e anche centrali eoliche, solari, geotermiche e mareomotrici
Centrale idroelettrica 
Utilizza l'energia proveniente da condotte d'acqua forzate. Può essere situata sul corso di un fiume o nel corpo della diga di un bacino artificiale. La forza cinetica dell'acqua viene sfruttata mediante grandi turbine che, facendo ruotare enormi alternatori, la trasformano direttamente in energia elettrica. 
Centrale termoelettrica 
Impiegano l'energia prodotta con motori Diesel, turbine a gas o a vapore (ottenuto dalla combustione di carbone, metano, nafta ecc.) per azionare gli alternatori che generano l'energia elettrica. 
Centrale termonucleare 
Produce energia termica partendo da energia nucleare, tramite fissione in un reattore nucleare contenente uranio arricchito. Il calore prodotto viene ceduto all'acqua di un circuito, che diviene vapore; questo vapore aziona le turbine per la produzione di energia elettrica e rimane disponibile anche per altre applicazioni (come il riscaldamento di complessi abitativi). La prima centrale nucleare entrò in funzione nel 1954 a Obnisk (URSS). 
Centrale eolica 
Trasforma l'energia del vento nelle zone sufficientemente ventilate. La turbolenza eolica aziona dispositivi simili ai tradizionali mulini a vento, chiamati aeromotori, che mettono in funzione delle dinamo. L'energia elettrica prodotta non è quindi alternata ma continua e viene utilizzata per caricare batterie di accumulatori. Questo accorgimento è necessario per garantire l'alimentazione delle utenze servite anche in caso di temporanee cadute del vento. 
Centrale solare 
Può essere composta da un elevato numero di pannelli, composti da celle fotovoltaiche che convertono l'energia irradiata dal sole direttamente in energia elettrica, oppure da forni solari (riscaldati dai raggi del Sole concentrati con un sistema di specchi) che producono energia termica e riscaldano acqua per produrne vapore. Sia le centrali solari che quelle eoliche sono scarsamente utilizzate sia per l'alto costo delle apparecchiature necessarie sia per lo scarso rendimento delle stesse; vengono impiegate principalmente nelle località molto isolate e con un numero di utilizzatori così esiguo da non giustificare la costruzione di centrali di altro tipo. 
Centrale geotermica 
Impiega il vapore che scaturisce da zone del sottosuolo a temperatura elevata. Il suo principio di funzionamento è uguale a quello delle centrali termoelettriche. 
Centrale mareomotrice 
Converte l'energia delle maree, sfruttando l'energia cinetica prodotta dalla massa d'acqua marina sia durante il flusso che nel conseguente riflusso. 

\Centràle (Costa Rica), cordiglièra Sistema montuoso del Costa Rica. Vetta più elevata il vulcano Irazù (3.432 m). 

\Centràle (Filippine), cordiglièra Rilievi montuosi delle Filippine, nell'isola di Luzon. Vetta più elevata il Monte Pulog (2.928 m). 

\Centràle (Ghana) Regione (1.360.000 ab.) del Ghana, capoluogo Cape Coast. 

\Centrale (Israele) Distretto (1.078.000 ab.) di Israele, capoluogo Ramla. 

\Centràle (Mongolia) Provincia (106.000 ab.) della Mongolia, capoluogo Dzun-Mod. Comprende anche la capitale autonoma Ulan-Bator. 

\Centràle (Repubblica Dominicana), cordiglièra Insiemi di rilievi montuosi della Repubblica Dominicana. Vetta più elevata il Pico Duarte (3.175 m). 

\Centràle (Sri Lanka) Provincia (2.220.000 ab.) dello Sri Lanka, capoluogo Kandy. 

\Centràle (Thailandia) Regione (2.823.000 ab.) della Thailandia, comprendente sei province. 

\Centràle (Togo) Regione (310.000 ab.) del Togo, capoluogo Sokodé. Al confine con Ghana e Benin. 

\centralìna, sf. 1 Piccola centrale periferica che serve un settore della zona coperta da una centrale principale. 2 Apparecchiatura in cui sono stati centralizzati dispositivi per l'alimentazione, il funzionamento e la sicurezza di macchine. 

\centralinìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Si dice di persona addetta a un centralino telefonico. ~ telefonista. 
  sm. e sf. operator, switchboard operator. 

\centralìno, sm. Apparecchiatura per i collegamenti dei telefoni interni con l'esterno. 
  sm. 1 telephone exchange. 2 (di albergo) switchboard. 

\centralìsmo, sm. Sistema di governo che tende all'accentramento dei poteri negli organi centrali dello stato. 

\centralità, sf. L'essere centrale. 

\centralizzàre, v. tr. 1 Accentrare, far dipendere da un'autorità o da un organo centrale. ~ concentrare. <> decentrare. 2 Incentrare, riunire. ~ unificare. <> suddividere. 
  franc. centraliser, deriv. da central centrale. 

\centralizzazióne, sf. Accentramento in un unico potere centrale. 

\centramericàno, agg. Dell'America centrale. 

\Centràrchidi Famiglia di Pesci Actinopterigi Perciformi che a differenza dei percidi possiedono, in corrispondenza della pinna natatoria anale, tre spine anziché due. 

\centràre, v. tr. 1 Colpire nel centro. <> mancare. centrò immediatamente il nocciolo del problema. 2 Fissare, mettere nel centro. ~ bilanciare. <> squilibrare. 3 Nel gioco del calcio e in quello del rugby, gettare il pallone dai lati del campo alla linea mediana. 4 Cogliere con precisione. ~ inquadrare. <> divagare.  [attenzione: non confondere "centra", "centro", … con "c'entra", "c'entro", …]
  v. tr. 1 to hit the centre of. 2 (mettere) to centre. 

\centràta, sf. Nel gioco del calcio è il cross verso il centro dell'area. 

\centràto, agg. 1 Colpito nel segno. 2 Fissato nel centro; ben equilibrato. <> squilibrato. 

\centrattàcco, sm. (pl. m.-chi) In una squadra di calcio, il giocatore che occupa il centro della zona d'attacco. 

\centratùra, sf. Operazione con la quale, nel piazzamento di un pezzo cilindrico da lavorare, si fa coincidere il suo asse con l'asse della macchina utensile. 

\centravànti, sm. Centrattacco. 

\Centre Regione (2.371.000 ab.) amministrativa della Francia, capoluogo Orléans. 

\centreuropèo => "centroeuropeo" 

\cèntrico, agg. (pl. m.-ci) 1 Simmetrico rispetto al centro. 2 Che passa nel centro. 

\centrìfuga, sf. Macchina che utilizza gli effetti della forza centrifuga. 
  sf. 1 spin-drier. 2 (forza) centrifuge. 

\centrifugàre, v. tr. Sottoporre all'azione di una centrifuga. 

\centrifugàto, agg. Sottoposto a centrifugazione. 

\centrifugazióne, sf. Atto, effetto del centrifugare. 

\centrìfugo, agg. (pl. m.-ghi) 1 Che tende ad allontanare o ad allontanarsi dal centro. 2 Che mira a sottrarsi a un principio informatore unico per diventare autonomo. 
  agg. centrifugal. 
Forza centrifuga 
In un sistema in moto rotatorio è la forza apparente indirizzata verso l'esterno di una traiettoria; ha intensità uguale alla forza centripeta e direzione opposta. 

\centrìno, sm. Tessuto ricamato, di varia forma, che si pone su mobili per appoggiarvi soprammobili o come semplice motivo ornamentale. 

\centrìolo, sm. Corpuscolo di forma cilindrica presente all'interno della centrosfera, nella cellula. In totale per ogni cellula se ne contano due, disposti perpendicolarmente. Presentano pareti composte da tubuli. 

\centrìpeto, agg. Che tende verso il centro. 
Forza centripeta 
Forza che fa deviare dalla traiettoria rettilinea un corpo in movimento per imprimergli un movimento circolare. La direzione della forza è verso il centro della traiettoria circolare; per esempio la forza d'attrazione esercitata dal Sole sulla Terra. 

\Centrìscidi Famiglia di Pesci Actinopterigi Singnatiformi Centrolofidi. 

\centrìsmo, sm. Tendenza di gruppi politici a formare una coalizione di centro. 

\centrìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) Che o chi ha una posizione di centro nello schieramento parlamentare dei partiti o all'interno dello stesso partito. 

\cèntro, o céntro, sm. 1 Il punto d'intersezione dei diametri di un cerchio. 2 Nel caso di corpi (o di figure, pensate come oggetti di materiale omogeneo) punto ideale di un corpo in cui è applicata la risultante delle forze che ne costituiscono il peso: "baricentro" ~ centro di gravità (corpi) centroide (figure)  3 Zona considerata come il punto mediano o più interno di qualcosa. ~ mezzo. 4 Settore di mezzo di un emiciclo assembleare. 5 Organo o parte di organo che svolge una specifica funzione. 6 Polo che attrae o punto da cui si dipartono energie o iniziative. ~ cuore, fulcro. 7 Raggruppamento in un determinato luogo di edifici e attrezzature utili alla vita e all'attività umana. ~ agglomerato. 8 Istituzione, organo direttivo da cui dipendono organismi periferici. ~ istituto. 9 Complesso organizzato di uomini e mezzi per la distribuzione e la produzione di beni e servizi. 10 In alcuni giochi di squadra, giocatore che si trova nella posizione centrale della linea d'attacco. 
  sm. 1 centre. 2 (agglomerato urbano) town, centre. 3 (commerciale) shopping centre. 
  lat. centrum, dal greco kèntron punta. 
Centro di spinta 
Punto di applicazione delle forze che derivano dalle pressioni che si esercitano sulla superficie di un corpo inserito in una soluzione liquida. 
Centro di gravitÓ 
Punto di applicazione della risultante delle forze peso che agiscono su ogni singola particella di un corpo; in un solido omogeneo, dotato di centro di simmetria, coincide con questo. 

\Cèntro stùdi di investiménti sociàli (CENSIS) Fondazione che effettua ricerche sugli investimenti sociali pubblici e privati. Fondata a Roma nel 1964 è stata riconosciuta con decreto presidenziale nel 1973. 

\centroafricàno ved. "centrafricano" 

\centroamericàno ved. "centramericano" 

\centrocampìsta, sm. (pl.-i) Nel calcio, giocatore che svolge la sua azione a centrocampo. 

\centrocàmpo, sm. Nel calcio, zona centrale del campo di gioco. 

\centrodèstra, o céntro-dèstra, sm. invar. Coalizione tra i partiti di centro e di destra. 

\centroeuropèo, agg. Dell'Europa centrale. ~ mitteleuropeo. 

\Centrolòfidi Famiglia di Pesci Actinopterigi Perciformi cui appartiene il genere Centrolophus

\centroìde "baricentro"

\centromediàno, sm. Nel gioco del calcio, giocatore che sta al centro della linea dei mediani ed ha funzione quasi esclusivamente di difesa. 

\centròmero, sm. Piccolo organo che occupa una posizione costante in ogni cromosoma. Fissa i cromosomi alle fibra del fuso durante la mitosi. 

\Centronics In informatica è il nome dell'interfaccia parallela a trentasei linee per la comunicazione tra un computer e una periferica (in genere una stampante). 

\centropàgina, sm. invar. Articolo che si dispone nella parte centrale della pagina del giornale per richiamare l'attenzione dei lettori. 

\centropus, sm. invar. Genere di Uccelli Cuculiformi che vivono in Africa e in Australia detti anche cuculi dello sperone. Appartiene alla famiglia dei Cuculidi. 

\centrosfèra, sf. Massa arrotondata di citoplasma differenziato che costituisce la parte esterna dell'apparato della sfera. 

\centrosinìstra, o cèntro-sinìstra, sm. invar. Alleanza politica di partiti che appartengono agli schieramenti di sinistra e di centro. 

\centrosòma, sm. Massa arrotondata di citoplasma differenziato che costituisce la parte interna dell'apparato della sfera. 

\Centrospèrme Ordine di piante Dicotiledoni cui appartengono molte famiglie importanti dal punto di vista ornamentale quali le amarantacee, le cactacee, le cariofillacee e le chenopodiacee. 

\centrotàvola, sm. (pl. centritàvola) Oggetto o composizione di oggetti d'argento, cristallo, porcellana, collocato al centro di una tavola con scopi ornamentali. 

\centumviràto, sm. Dignità, ufficio dei centumviri; durata della loro carica. 

\centùmviro, sm. Nell'antica Roma, membro di un collegio composto di cento magistrati. 

\centuplicàre, v. tr. 1 Moltiplicare per cento. 2 Accrescere grandemente. ~ aumentare. <> diminuire. 

\centùplice, agg. Composto di cento parti. 

\cèntuplo, agg. e sm. agg. Che è cento volte maggiore relativamente a cosa analoga. 
sm. Quantità, misura cento volte maggiore. 

\Centuria Racconto di G. Manganelli (1979). 

\centùria, sf. 1 Nell'antica Roma, suddivisione della popolazione attiva maschile in base al censo. 2 Unità della legione romana. 3 Nell'antica Roma ciascuno dei quattro appezzamenti risultanti dalla suddivisione di un territorio tracciando il cardo e il decumano. 4 Insieme di cento persone o di cento cose di ugual genere. 5 Periodo di cento anni; cronistoria di un secolo. 
  lat. centuria. 
L'esercito romano era formato da diciotto centurie di cavalieri (milizia aristocratica), da 170 centurie di fanteria e cinque centurie di nullatenenti
Comizio centuriato 
Il complesso delle 193 centurie, che costituiva la principale assemblea politica. 

\centuriàto, agg. Nell'antica Roma, ordinato per centurie. 

\centuriazióne, sf. Suddivisione dell'agro romano in estensioni di cento iugeri. 

\Centurie Raccolta di profezie di M. Nostradamus (1550, 1556). 

\centurióne, sm. Nell'esercito romano, comandante di una centuria. 
  lat. centurio,-onis. 

\Centùripe Comune in provincia di Enna (6.612 ab., CAP 94010, TEL. 0935). 

\cenùro, sm. Forma larvale della Taenia coenerus che vive nel cervello delle pecore ed è causa della cenurosi. 

\cenuròsi, sf. Malattia parassitaria causata dalla presenza di cenuri negli animali. 

\Cepagàtti Comune in provincia di Pescara (7.870 ab., CAP 65012, TEL. 085). 

\céppa, sf. 1 Cavità che si forma nel ceppo di un albero. 2 Parte sotterranea dell'albero dalla quale si dipartono le radici. 

\ceppàia, sf. 1 Nell'albero, la parte inferiore che rimane nella terra dopo il taglio del fusto. 2 Bosco o pianta cedua. 

\Ceppalóni Comune in provincia di Benevento (3.435 ab., CAP 82014, TEL. 0824). 

\ceppàta, sf. 1 Mucchio di oggetti dello stesso genere. 2 Ceppaia. 

\ceppatèllo, sm. Piccolo ceppo da ardere. 

\céppo, sm. 1 Parte inferiore di una pianta legnosa da cui si diramano le radici e si diparte il tronco. 2 Capostipite di una famiglia o di una popolazione; famiglia, origine, casata. ~ stirpe. popolo di ceppo indoeuropeo. 3 Grosso pezzo di legno da ardere. ~ ciocco. 4 Massiccio blocco di legno adatto a vari usi come quello di poggiare il capo dei condannati a morte. 5 Pesante parte di legno di diversi congegni. 6 Affusto delle antiche artiglierie. 7 Elemento a espansione del freno che, premuto contro un organo di rotazione, ne determina l'arresto. 8 Base della croce. 9 Usato nell'accezione plurale, blocchi di legno utilizzati per immobilizzare i piedi dei prigionieri. 10 Nell'ancora, trave di legno o ferro fissata perpendicolarmente al fusto  11 Usato nell'accezione plurale, attrezzi ginnici. 
  sm. 1 (base dell'albero) stump. 2 (pezzo di legno da bruciare) log. 3 (aut.) wheel clamp. 4 (stirpe) stock. 
  lat. cippus, palo da palizzata. 

\Céppo Morèlli Comune in provincia di Verbano-Cusio-Ossola (410 ab., CAP 28030, TEL. 0324). 

\Cepràno Comune in provincia di Frosinone (8.546 ab., CAP 03024, TEL. 0775). 

\céra, sf. 1 Sostanza plastica, giallastra, fusibile di origine animale, vegetale o sintetica. 2 Tavoletta cosparsa di cera su cui scrivevano gli antichi romani. 3 Materia, anche corpo usato nelle accezioni poetiche. 4 Aspetto, espressione del viso. ~ espressione. 5 Colorito, carnagione. ~ incarnato. 
  sf. 1 wax. 2 (aspetto) look, appearance, air. 
  lat. cera. 
Se animale, in genere deriva della secrezione delle ghiandole delle api e viene impiegata quale costituente dei favi; immergendo i favi in acqua se ne ricava la cera vergine. Questa è usata pura o con addizione di paraffina, anche in campo cosmetico e farmaceutico. Le cere sono esteri di acidi grassi superiori con alcoli monovalenti superiori. 
Musei delle cere 
Raccolta di statue in cera di personaggi famosi della storia e contemporanei; tra i più noti: M.me Tussaud's (Londra) e il Grévin (Parigi). 

\C'era due volte il barone Lamberto Favola di G. Rodari (1978). 

\C'era una volta Racconto di L. N. Andreev (1901). 

\C'era una volta gli americani Racconto di G. Stein (1925). 

\ceràio, sm. 1 Addetto alla lavorazione della cera. 2 Chi venda cera o oggetti in cera. ~ ceraiolo. 

\ceraiòlo, sm. 1 Chi costruisce o vende oggetti fatti di cera. ~ ceraio. 2 Nome attribuito ai portatori dei ceri di Gubbio. 

\ceralàcca, sf. (pl. ceralàcche) Miscuglio di resine, di sostanze minerali e coloranti, usato specialmente per sigillare. 

\Ceram Sezione dell'oceano Pacifico, nell'arcipelago delle Molucche. 
Ceram 
Isola (110.000 ab.) dell'Indonesia, nelle Molucche. Capoluogo Piru. 

\ceràmbice, sm. Insetto (noto anche come cerambicide delle querce, Cerambyx cerdo) della famiglia dei Cerambicidi e dell'ordine dei Coleotteri. Di colore scuro, si nutre della linfa delle querce. 

\Cerambicìdi Insetti appartenenti alla famiglia di Coleotteri. Se ne conoscono circa 20.000 specie, hanno forma allungata con lunghe antenne segmentate, colori vivaci. L'individuo adulto si nutre di vegetali mentre le larve si nutrono del legno di alcuni alberi. Spesso sono nocivi per l'agricoltura. Tra le specie più note vi è il Cerambyx cerdo

\ceramèlla, sf. Altra forma di cennamella. 

\Ceràmi Comune in provincia di Enna (3.100 ab., CAP 94010, TEL. 0935). 

\Ceràmi, Vincènzo (Roma 1940-) Narratore. Tra le opere, Un borghese piccolo piccolo (1976), Tutti cattivi (1981) e La gente (1993). Come sceneggiatore ha elaborato la sceneggiatura dei film di R. Benigni Johnny Stecchino (1991) e Il mostro (1994). 

\ceràmica, sf. 1 Impasto di materiale plastico, argilloso e acqua, modellato, essiccato e cotto in apposito forno, usato per la fabbricazione di porcellane, terrecotte, maioliche, e simili. ~ terraglia. 2 Arte che concerne la fabbricazione e la lavorazione della ceramica. 
  sf. 1 ceramic. 2 (materiale) baked clay. 3 (arte) ceramics. 
Le terrecotte, usate nel V millennio a. C. in India e Oriente, rappresentano il punto di partenza dell'evoluzione della ceramica. Presso gli assiri, babilonesi ed egizi la lavorazione subì un miglioramento qualitativo con l'aggiunta di protezioni a base di piombo o stagno 
La ceramica greca, (VI-V sec. a. C.) si distinse per la raffinatezza delle decorazioni e delle tecniche. Anche gli etruschi, lucani, apuli, campani e romani (vasi aretini) contribuirono al diffondersi del materiale. 
Il lustro metallico (vernice a riflessi metallici) venne impiegato dal X sec. e fu particolarmente usato dai ceramisti islamici. La ceramica si diffuse rapidamente in tutta Europa (Spagna, Francia, Olanda, Inghilterra) e in Italia arrivò nel XIV sec. col nome di maiolica (dall'isola di Maiorca). All'inizio del XVIII sec. a Messein, si fabbricò industrialmente un tipo di porcellana assai dura. A Venezia e in Francia (Sèvres, Limoges) assunse elevate forme artistiche. In Inghilterra venne usata la terraglia. 

\ceràmico, agg. (pl. m.-ci) Della ceramica. 

\ceramìsta, sm. (pl. m.-i) Chi esegue lavori di ceramica. 

\ceramografìa, sf. Arte del decoro con pittura su porcellana. 

\ceramologìa, sf. Lo studio dei prodotti dell'arte ceramica. 

\Cerànesi Comune in provincia di Genova (3.509 ab., CAP 16014, TEL. 010). 

\Ceràno Comune in provincia di Novara (7.070 ab., CAP 28065, TEL. 0321). 

\Ceràno (G. B. Créspi) (Cerano, Novara 1567-Milano 1632) Giovan Battista Crespi detto il Cerano. Pittore, svolse la propria attività soprattutto a Milano e Roma. La sua arte ebbe un decisivo impulso dopo l'incontro con il cardinale Federico Borromeo e fu ispirata a un pietismo religioso legato agli ambienti della controriforma, con aspetti realistici legati alla tradizione naturalistica lombarda. Tra le opere Battesimo di Cristo (1601, Francoforte, Städelsches Kunstinstitut) e Vita del beato Carlo (1602-1604, Milano, Duomo). 

\Ceràno d'Intèlvi Comune in provincia di Como (455 ab., CAP 22020, TEL. 031). 

\Ceranòva Comune in provincia di Pavia (471 ab., CAP 27016, TEL. 0382). 

\ceràre, v. tr. Applicare la paraffina o un prodotto similare alle cimose di una stoffa onde impedirne la sfilacciatura. 

\cerasèlla, sf. Liquore dolce a base di ciliegie o amarene. 

\cerasìfero, agg. Che reca ciliegie o frutti simili. 

\cerasìna, sf. In mineralogia è un sinonimo di fosgenite. 

\ceràso, sm. Ciliegio. 

\Ceràso Comune in provincia di Salerno (3.055 ab., CAP 84052, TEL. 0974). 

\ceràste, sf. Rettile (noto anche come ceraste cornuta, Cerastes cerastes) della famiglia dei Viperidi e dell'ordine degli Squamati. Lunga anche 60 cm, vive nel Sahara. 

\cerastium, sm. invar. Genere di piante erbacee che vivono nell'emisfero settentrionale e sono a volte coltivate nei giardini rocciosi. Appartiene alla famiglia delle Cariofillacee. 

\ceràta, sf. Giaccone, talora con pantaloni, in tessuto impermeabile. 

\ceràto, agg. Spalmato di cera. 

\Ceratodìdi Famiglia di Pesci Dipnoi cui appartiene il solo genere Neoceratodus, tuttora vivente. Appartiene all'ordine dei Ceratodiformi. 

\Ceratofillàcee Famiglia di piante acquatiche sommerse con frutti indeiscenti che contengono un solo seme. Appartiene all'ordine delle Policarpiche. 

\ceratonia carrubo

\Ceratopogonìdi Famiglia di Insetti Ditteri Nematoceri cui appartengono le mosche che succhiano il sangue di altri Insetti e di alcuni vertebrati. 

\Ceratòpsidi Famiglia di Rettili Dinosauri Teropodi dal cranio grosso fino a due metri armato di grosse corna a forma di scudo. Sono detti anche dinosauri cornuti. 

\ceratosàuro, sm. Rettile dinosauro teropodo ritrovato nei terreni del Cretaceo inferiore dell'America del Nord. Lungo fino a 5 metri, possedeva forti e potenti denti aguzzi. 

\ceratùra, sf. Operazione di rivestimento del legno eseguita con cera naturale disciolta in acqua ragia. Serve per proteggere il legno e rifinirlo superficialmente. 

\C'eravamo tanto amati Film commedia, italiano (1974). Regia di Ettore Scola. Interpreti: Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Stefano Satta Flores. 

\Ceraziàcee Famiglia di Alghe Pirrofite Dinoficee. Appartiene all'ordine delle Peridiniali. 

\cèrbero, sm. 1 Arcigno custode. ~ guardiano. 2 Persona arcigna, rabbiosa. ~ iracondo. 
  lat. Cerberus, dal greco Kèrberos. 

\Cèrbero Personaggio mitologico. Cane dalle tre teste, era a guardia dell'Ade. L'ultima fatica di Eracle consistette nel riportarlo incatenato a Euristeo. 

\cerbiàtto, sm. Giovane cervo. 
  sm. fawn. 

\cerbottàna, sf. 1 Arma da getto dei primitivi composta da una canna di legno o di metallo, per lanciare piccole frecce o pallottole soffiandovi dentro. 2 Arma da fuoco simile a un archibugio. 3 Cannuccia di cui ci si serviva per parlare nell'orecchio a qualcuno. 
  spagn. cerbatana, dall'arabo zarbatana

\cérca, sf. 1 Attività atta a ritrovare qualcosa o qualcuno. 2 Questua dei frati degli ordini mendicanti. 3 Azione del cane da caccia diretta a scovare la selvaggina. 
  sf. search. 

\cercafàse, sm. invar. Strumento a forma di cacciavite che serve a individuare le fasi di un circuito elettrico. 

\cercafùghe, sm. invar. Strumento che serve a individuare le fughe di gas. 

\cercamìne, sm. invar. Apparecchio elettromagnetico o a microonde, usato nella ricerca sotterranea di mine nascoste. 

\cercapersóne, sm. invar. Sistema costituito da un apparecchio portatile che, emettendo un segnale acustico, avverte una persona di mettersi in contatto con qualcuno. 
  sm. beeper, bleeper. 

\cercapòli, sm. invar. Strumento che permette di determinare la natura dei poli di una sorgente di corrente continua. 

\cercàre, v. v. tr. 1 Adoperarsi per trovare qualcuno o qualcosa. ~ ricercare. cercare con il lumicino, con molta cura; cercare il pelo nell'uovo, cercare il minimo difetto. 2 Studiarsi di conseguire, desiderare. 3 Visitare, frugare, esaminare attentamente. ~ perlustrare. <> rinvenire. 4 Domandare, chiedere. cercava solo un po' di comprensione. 5 Attirare. te le sei cercate
v. intr. Tentare, adoperarsi. ~ provare. 
  v. tr. to search for, to look for. v. intr. to try. 
  lat. circare andare intorno, deriv. da circa intorno. 

\cercària, sf. Larva dei Platelminti Trematodi. È simile a un girino con due ventose e un canale digerente bifido. ~ distoma. 

\cercatóre, agg. e sm. (f.-trìce) agg. Che cerca. 
sm. 1 Chi va alla ricerca di qualcosa. 2 Frate che fa la cerca. 3 Telescopio ausiliario montato su un telescopio grande, per puntare l'oggetto in studio. 

\Cercatore d'oro, Il Romanzo di B. J. Guimarães (1872). 

\Cercemaggióre Comune in provincia di Campobasso (4.655 ab., CAP 86012, TEL. 0874). 

\Cercenàsco Comune in provincia di Torino (1.632 ab., CAP 10060, TEL. 011). 

\Cercepìccola Comune in provincia di Campobasso (849 ab., CAP 86010, TEL. 0874). 

\cérchia, sf. 1 Riparo naturale o artificiale che cinge qualcosa. le cerchia delle mura difensive. 2 Insieme di persone o di cose. ~ circolo. la cerchia degli amici. 3 Raggio. ~ ambito. 
  sf. 1 circle. 2 (ambito) range. 
  deriv. da cerchio

\Cerchiàra di Calàbria Comune in provincia di Cosenza (3.106 ab., CAP 87070, TEL. 0981). 

\cerchiàre, v. tr. 1 Serrare con uno o più cerchi. 2 Cingere. ~ circondare. 

\cerchiàto, agg. Circondato, avvolto da un cerchio. 

\cerchiatùra, sf. 1 L'operazione di serrare con cerchi. 2 Insieme di cerchi di una botte. 

\cerchiétto, sm. 1 Usato nell'accezione plurale indica gioco che consiste nel lanciare e prendere al volo, in apposite bacchette, un cerchio. 2 Braccialetto. 
  dimin. di cerchio

\Cérchio Comune in provincia di L'Aquila (1.735 ab., CAP 67044, TEL. 0863). 

\cérchio, sm. (pl. m. cérchi; f. cérchia) 1 Linea chiusa i cui punti hanno tutti la stessa distanza (detta raggio) da un punto fissato (detto centro). In alternativa: figura piana i cui punti hanno tutti distanza da un punto fissato (centro) minore o uguale a un valore fissato (raggio); in questa accezione quella definita prima è il suo bordo (e, spesso, viene chiamata circonferenza). 2 Qualsiasi oggetto a forma di cerchio; disco, orecchino, braccialetto, anello. ~ cerchietto. 3 Ciò che ha forma circolare e cinge qualcosa. 4 Gruppo di cose o persone disposte in circolo. ~ crocchio. 
  sm. 1 ring, circle. 2 (gioco) hoop. 
  lat. circulus, dimin. di circus anello. 
Il segmento che unisce due punti qualsiasi (del bordo del) cerchio si chiama corda (i diametri sono le corde massime; passano per il centro). L'area del cerchio è data dall'espressione πr2; la lunghezza del cerchio viene detta circonferenza (o lunghezza della circonferenza, se si usa "circonferenza" per indicare il bordo del cerchio) e è data da 2πr (r è il raggio). 
In astronomia esistono vari strumenti detti cerchio: 
Cerchio azimutale 
Serve per la misura degli angoli orizzontali. 
Cerchio di altezza 
Cerchio che si ottiene intersecando un piano che passa per lo zenit, la sfera celeste e l'osservatore. 
Cerchio meridiano 
Stabilisce le coordinate di un astro, nonché ascensione, retta e declinazione; si tratta di un cannocchiale mobile montato attorno a un asse orizzontale, orientato nella direzione est-ovest. Dato che questa direzione è stabile, il cannocchiale si muove solo lungo il piano verticale del meridiano astronomico; in questo modo si può misurare l'altezza degli astri in riferimento all'orizzonte attraverso un cerchio graduato verticale. 
Cerchio orario 
Cerchio costituito dall'intersezione di un piano passante per i poli celesti, la sfera celeste e un astro. 
Cerchio verticale 
È utilizzato per misurare le distanze zenitali di un astro. 

\Cerchio di gesso del Caucaso, Il Dramma di B. Brecht (1944). 

\Cerchio fiammeggiante, Il Opera di poesia di F. Sologub (1908). 

\cerchiobottìsmo Tendenza politica a non esporsi esplicitamente fra due posizioni o gruppi. 

\cerchióne, sm. Cerchio metallico usato per rinforzare le ruote di un carro o per adattarvi un pneumatico. 
  sm. rim. 

\cèrci 1 Appendici pari che terminano l'ultimo segmento addominale di alcuni Insetti. 2 Ogni appendice del nono segmento addominale delle larve di alcuni Coleotteri. 

\cercidiphyllum, sm. Genere di arbusti comuni in Cina e in Giappone cui appartiene il Cercidiphyllum iaponicum albero coltivato in Europa a scopo ornamentale. Appartiene alla famiglia delle Cercidifillacee. 

\cercinàre, v. tr. Operazione consistente nell'asportare un anello di corteccia dal tronco degli alberi. 

\cercinatùra, sf. Asportazione di un anello di corteccia dal tronco degli alberi. 

\cércine, sm. 1 Involto di panno a foggia di cerchio, usato da chi porta pesi sul capo. 2 Neoformazione di tessuti disposti ad anello a ricoprire lesioni sul fusto e sui rami. 
  circinus compasso, deriv. da circus, cerchio. 

\Cercìno Comune in provincia di Sondrio (647 ab., CAP 23016, TEL. 0342). 

\Cercivènto Comune in provincia di Udine (817 ab., CAP 33020, TEL. 0433). 

\cercocèbo, sm. Genere di Scimmie africane con caratteristiche intermedie tra il cercopiteco e il macaco indiano. Appartiene alla famiglia dei Cercopitecidi e al sottordine dei Catarrini. 

\Cércola Comune in provincia di Napoli (16.901 ab., CAP 80040, TEL. 081). Centro industriale (prodotti alimentari, chimici e metalmeccanici). Gli abitanti sono detti Cercolesi

\cercolètto, sm. Nome volgare di alcuni Mammiferi comuni in America centromeridionale noti anche con il nome di kinkajou. 

\Cercòpidi Famiglia di Insetti Emitteri Omotteri cui appartengono le cicale sputacchine. 

\Cercopitècidi Famiglia di Mammiferi Primati dalle forme agili, ampie callosità delle natiche e coda priva di ciuffo. 

\cercopitèco, sm. Scimmia catarrina (Cercopithecus) africana che dà nome alla famiglia dei Cercopitecidi. I cercopitechi sono animali dal muso piccolo e coda non prensile. Vivono in comunità e in genere sono arboricole. Tra le specie più note, il cercopiteco grigioverde (Cercopithecus aethiops). 

\cercospòra, sf. Genere di Funghi imperfetti per lo più parassiti delle piante di cui attaccano le foglie causando la cercosporiosi. Appartiene alla famiglia delle Demaziacee. 

\Cèrda Comune in provincia di Palermo (5.431 ab., CAP 90010, TEL. 091). 

\cerdocyon, sm. invar. Genere di Canidi come la volpe e il dusicione. 

\Cerèa Comune in provincia di Verona (14.632 ab., CAP 37053, TEL. 0442). Centro industriale (mobilifici). Vi si trova la chiesa di San Zeno, del XII sec. Gli abitanti sono detti Ceresani o Ceretani

\cereàle, sm. 1 I cereali sono piante appartenenti alla famiglia delle graminacee coltivate per ricavarne chicchi e semi ad alto potere nutritivo (frumento, mais, riso, orzo, sorgo, miglio, avena, segale, tricale, …).  2 Il seme già raccolto dei cerali. ~ granaglie.
  sm. grain, cereal. 
  lat. cerealis, da Ceres Cerere, dea del raccolto. 

\cerealìcolo, agg. Che riguarda i cereali. 

\cerealicoltùra, sf. Coltivazione di cereali. 

\cerebellàre, agg. Relativo al cervelletto. 
Sindrome cerebellare 
Serie di sintomi causata da lesioni vascolari, tumorali e infiammatorie del cervelletto. 

\cerebràle, agg. 1 Del cervello. 2 Di persona in cui il raziocinio prevale sul sentimento. ~ raziocinante, contorto. <> spontaneo, semplice. 
  agg. cerebral. 
  deriv. da cerebro. 

\cerebralìsmo, sm. Il prevalere della ragione sul sentimento e sulla spontaneità. 

\cerebralità, sf. Qualità dell'essere cerebrale. 

\cerebratulus, sm. invar. Genere di Nemertini anopli diffusi nel Mediterraneo. Appartiene all'ordine degli Eteronemertini. 

\cèrebro, sm. Cervello. 

\cerebroastenìa, sf. Stato di debolezza mentale (diminuzione della memoria, inerzia decisionale, riduzione della capacità psicomotoria) causata da uno sforzo mentale troppo intenso. 

\cerebroléso, agg. e sm. Che, chi ha subito una lesione cerebrale. 

\cerebropatìa, sf. Affezione generica che colpisce il cervello. 

\cerebropàtico, agg. e sm. (pl. m.-ci) Riferito a un bambino con ritardo mentale neonatale o con sviluppo psichico o psicomotorio rallentato rispetto a un suo coetaneo. 

\cerebroscleròsi, sf. Diminuzione di elasticità dei vasi cerebrali e le conseguenti lesioni parenchimali. 

\cerebròside, sm. Lipide complesso del cervello costituito da sfingosina, acido cerebronico e uno zucchero. ~ glucosfingoside. 

\cerebrospinàle, agg. Che è relativo all'encefalo e al midollo spinale. 

\Ceregnàno Comune in provincia di Rovigo (4.085 ab., CAP 45010, TEL. 0425). 

\Ceremhovo Città (100.000 ab.) russa della Siberia sudorientale, nella provincia di Irkutsk. 

\Cerenkov, Pavel Alekseevic (Novaja Cigla 1904-Mosca 1990) Fisico russo, premio Nobel per la fisica nel 1958, ha scoperto l'emissione luminosa generata da una particella quando attraversa un mezzo a velocità superiore a quella della luce nel mezzo. Tale effetto viene ancora utilizzato negli studi di rivelazione di particelle ad alta velocità. Un esempio di radiazione Cerenkov è la luce azzurrina nell'acqua dei reattori nucleari a piscina. 

\Cerènzia Comune in provincia di Crotone (1.328 ab., CAP 88070, TEL. 0984). 

\cèreo, agg. e sm. agg. 1 Fatto di cera. 2 Del colore della cera. ~ pallido. <> colorito. 
sm. Forma antica e poetica di cero. 
  lat. cereus, agg. di cera cera. 

\Cerepovec Città (316.000 ab.) della Russia, nella provincia di Vologda, sul Lago di Rybinsk. 

\Cèrere (astronomia) Primo asteroide scoperto (1801); ha un periodo di rotazione di 9,1 ore, un periodo di rivoluzione di 4,60 anni, un raggio di 500 km e dista dal Sole 2,77 unità astronomiche. 

\Cèrere (mitologia) Divinità romana protettrice delle messi e della terra. Dal 496 a. C. fu identificata con Demetra e aggregata al culto di Libero. 

\cererìa, sf. Luogo dove si fabbricano e vendono candele. 

\Cères Comune in provincia di Torino (939 ab., CAP 10070, TEL. 0123). 

\Ceresàra Comune in provincia di Mantova (2.434 ab., CAP 46040, TEL. 0376). 

\Cereséto Comune in provincia di Alessandria (426 ab., CAP 15020, TEL. 0142). 

\Ceresòle Àlba Comune in provincia di Cuneo (1.940 ab., CAP 12040, TEL. 0172). 

\Ceresòle Reàle Comune in provincia di Torino (167 ab., CAP 10080, TEL. 0124). 

\Ceréte Comune in provincia di Bergamo (1.174 ab., CAP 24020, TEL. 0346). 

\cerétta, sf. 1 Pomata adesiva per depilazioni. 2 Cera per le scarpe. 3 Pomata usata un tempo dagli uomini per tingere i capelli. 
  sf. 1 (depilatoria) wax. 
  dimin. di cera. 

\Cerétto Lomellìna Comune in provincia di Pavia (237 ab., CAP 27030, TEL. 0384). 

\cereus, sm. invar. Genere di Cactacee. 

\cerfòglio, sm. Pianta annua erbacea (Anthriscus cerefolium) delle Ombrellifere. Presenta fiori bianchi e foglie aromatiche usate in cucina per insalate o per insaporire le salse. Con lo stesso nome spesso si designa anche la cicutaria o il cerfoglio tuberoso che però è velenoso in tutte le sue parti a eccezione delle radici. La sua forma selvatica è l' Anthriscus silvestris. 

\Cergnàgo Comune in provincia di Pavia (730 ab., CAP 27020, TEL. 0384). 

\Cergy-Pontoise Città (159.000 ab.) della Francia, nell'Île-de-France, capoluogo del dipartimento del Val-d'Oise. 

\Ceriàle Comune in provincia di Savona (5.291 ab., CAP 17023, TEL. 0182). 

\Ceriàna Comune in provincia di Imperia (1.290 ab., CAP 18034, TEL. 0184). 

\Ceriàno Laghétto Comune in provincia di Milano (4.828 ab., CAP 20020, TEL. 02). 

\Ceriantàli Ordine di Celenterati Antozoi Esacoralli marini. 

\cerìfero, agg. Che produce cera. 

\Cerignàle Comune in provincia di Piacenza (317 ab., CAP 29020, TEL. 0523). 

\Cerignòla Comune in provincia di Foggia (54.500 ab., 120 m, CAP 71042, TEL. 0885) Agricoltura e industrie alimentari, chimiche, del legno, meccaniche, del tabacco. 

\cèrilo, sm. Maschio dell'uccello marino detto alcione. 

\cerimònia, sf. 1 Insieme di atti di una celebrazione religiosa o pubblica. ~ funzione, rito, manifestazione. cerimonia nuziale. 2 Usato nell'accezione plurale il termine indica complimenti esagerati e superflui. ~ complimenti, formalità. non far tante cerimonie! 
  sf. ceremony. 
  lat. caerimonia rito sacro. 

\cerimoniàle, agg. e sm. agg. Di cerimonia. 
sm. 1 Complesso degli atti propri di una certa cerimonia. ~ rituale. 2 Libro che contiene tali regole. 3 Etichetta. ~ protocollo. 

\cerimonière, sm. Chi nelle Corti o nelle funzioni religiose, cura il cerimoniale. 

\cerimoniosità, sf. Qualità di cerimonioso. 

\cerimonióso, agg. Di persona che ama far cerimonie. ~ affettato. <> naturale, spontaneo. 

\cerinàio, sm. 1 Addetto alla fabbricazione di cerini. 2 Chi vendeva cerini per le strade (ora in disuso). 

\cerìno, sm. 1 Fiammifero di cera. 2 Stoppino incerato per accendere candele. 
  sm. wax match. 
  deriv. da cera. 

\cerinthe, sf. invar. Genere di piante erbacee spontanee nelle regioni mediterranee. Appartiene alla famiglia delle Borraginacee. 

\cèrio, sm. Elemento metallico di simbolo Ce, numero atomico 58, peso atomico 140,12. Di colore grigio, appartiene alle terre rare e fonde a circa 800 °C. Viene impiegato con alluminio e magnesio per la formazione di leghe piroforiche. È duttile e malleabile. I suoi sali trovano impiego nella fabbricazione del vetro. 

\Cerióni, Stèfano (Madrid 1963-) Schermidore italiano. Ha vinto l'oro di fioretto a squadre alle Olimpiadi del 1984 e quello individuale nel 1988 vincendo nello stesso anno anche la coppa del mondo. 

\Cerisàno Comune in provincia di Cosenza (3.138 ab., CAP 87044, TEL. 0984). 

\Cerìtidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi Prosobranchi marini provvisti di una elegante conchiglia. Appartiene all'ordine dei Mesogasteropodi. 

\Cerkasov, Nikolaj Konstantinovic (San Pietroburgo 1903-1966) Attore sovietico. Interpretò in particolare film di Eisenstein. 

\Cerkassy Città (290.000 ab.) dell'Ucraina, sul fiume Dnepr. Capoluogo della provincia omonima. 

\Cerkessk Città (113.000 ab.) della Russia, capoluogo della repubblica autonoma Karacajevo-Cerkessia. 

\Cerlétti, Ùgo (Conegliano Veneto 1877-Roma 1963) Medico e psichiatra. Gli è attribuita l'introduzione della terapia con elettroshock. 

\Cermenàte Comune in provincia di Como (8.119 ab., CAP 22072, TEL. 031). 

\Cèrmes (in ted. Tscherms) Comune in provincia di Bolzano (1.118 ab., CAP 39010, TEL. 0473). 

\cermet, sm. invar. Materiale costituito da composti ceramici uniti da un legante metallico. 
  da cer[amica] e met[allo]. 

\Cermignàno Comune in provincia di Teramo (2.196 ab., CAP 64037, TEL. 0861). 

\CERN Sigla di Comitato Europeo di Ricerche Nucleari. 

\Cerna Fiume (201 km) della Macedonia, nasce dal monte Babuna e sfocia nel fiume Vardar. 

\cernécchio, sm. Ciocca di capelli scompigliati. 

\Cernenko, Kostantin (Bolshaya Tes 1911-Mosca 1985) Politico sovietico. Fu segretario del Partito comunista nel 1984 e 1985. 

\cèrnere, v. tr. (raro il part. pass. cernìto) 1 Separare, distinguere cose diverse. ~ scegliere. <> mischiare. 2 Passare al vaglio. ~ setacciare. 3 Vedere distintamente. 
  lat. cernere, vagliare, vedere. 

\cèrnia, sf. Pesce (Polyprion americanus) della famiglia dei Serranidi e dell'ordine dei Perciformi. Di colore scuro, misura sino a 1,5 m ed è dotata di grandi occhi e potenti mascelle che usa per frantumare gusci e conchiglie di molluschi e crostacei di cui si ciba. Vive in climi tropicali in prossimità di coralli e di vegetazione acquatica. È in grado di cambiare colore, soprattutto nelle specie più piccole. Ha carni assai pregiate e prelibate. 
  sf. stone bass, grouper. 

\cernièra, sf. 1 Unione di due elementi di cui almeno uno è mobile attorno a un asse. ~ collegamento. 2 Specie di serratura a incasso. 3 Luogo di maggior curvatura di una roccia piegata. 4 Lampo. ~ zip. 5 Tela che collega la copertina al libro. 
  sf. 1 hinge. 2 (lampo) zip, zipper. 
  franc. charniere, dal lat. cardinaria, deriv. da cardo,-inis cardine. 

\Cernigov Provincia (1.406.000 ab.) dell'Ucraina. Territorio in prevalenza pianeggiante. 

\cèrnita, sf. Atto, effetto dello scegliere tra cose diverse. ~ scelta. 
  sf. selection. 

\cernitóre, sm. Operaio adibito alla cernita. 

\cernitùra, sf. Cernita. 

\cèrno, sm. Grosso vaso sacro di terracotta utilizzato per riporvi i frutti della terra; era in vigore soprattutto nel culto eleusino. 

\Cernòbbio Comune in provincia di Como (7.233 ab., CAP 22012, TEL. 031). 

\Cernobyl Località dell'Ucraina situata sulla sponda settentrionale del bacino di Kiev. Il suo nome è legato al famoso incidente occorso nella centrale nucleare che ha contaminato gravemente la zona circostante e i cui effetti sono stati rilevati in tutta Europa (26 aprile 1986). 

\cernoforìa, sf. Processione in uso nei misteri eleusini in cui venivano portati i cerni che contenevano i vari prodotti della terra. 

\Cernòtto, Stéfano Pittore italiano di origine dalmata. Attivo in Italia intorno al XVI sec. Tra le opere, Cristo che scaccia i mercanti dal tempio, a Venezia, San Pietro e San Paolo (Venezia, Fondazione G. Cini). 

\Cernovcy Città (259.000 ab.) dell'Ucraina sul fiume Prut. Capoluogo della provincia omonima. 
Cernovcy 
Provincia (939.000 ab.) dell'Ucraina. Si estende tra il fiume Dnestr e il confine romeno. 

\Cernuda, Luis (Siviglia 1904-Città del Messico 1963) Poeta spagnolo. Tra le opere Profilo dell'aria (1927) e Come chi attende l'alba (1947). 

\Cernùschi, Enrìco (Milano 1821-Mentone 1896) Politico ed economista. Fece parte dei militanti delle Cinque giornate di Milano e contribuì alla difesa della Repubblica romana (1849). 

\Cernùsco Lombardóne Comune in provincia di Lecco (3.331 ab., CAP 22052, TEL. 039). 

\Cernùsco sul Navìglio Comune in provincia di Milano (27.160 ab., CAP 20063, TEL. 02). Centro industriale. Vi si trovano ville del XVI sec. Gli abitanti sono detti Cernuschesi

\Cernysevskij, Nikolaj Gavrilovic (Saratov 1828-1889) Scrittore russo. Socialista utopista, fu a favore dell'emancipazione della servitù della gleba. Entrò nella redazione della rivista Il Contemporaneo e in un'organizzazione rivoluzionaria. Venne esiliato in Siberia; scrisse il romanzo Che fare? (1863), che Lenin riprese per diffondere un saggio sul partito. 

\céro, sm. Grossa candela di cera. ~ torcia. accendere un cero in chiesa, per ricevere una grazia. 
  sm. church candle. 
  lat. cereus, da cera

\ceroferàrio, sm. Nella liturgia cattolica è il chierico che reca il cero acceso nelle funzioni solenni. 

\cerografìa, o cereografìa, sf. Procedimento di incisione inventato da Morse nel XVIII sec. Presa una lastra di metallo a caldo vi si spalma sopra la cera, vi i incide il disegno col bulino e si fa penetrare l'acido nelle porzioni rimaste scoperte. 

\Cèroli, Màrio (Castel Frentano, Chieti 1938-) Scultore. Tra le opere Ultima Cena (1965, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna). 

\ceròma, sm. Tumore in degenerazione cerea. 

\ceróne, sm. Cosmetico colorato usato per il trucco degli attori. 
  sm. greasepaint. 

\Ceronétti, Guido (Torino 1927-) Prosatore e saggista. Tra le opere La carta è stanca (1976) e Il silenzio del corpo (1979). 

\ceroplàstica, sf. Arte di modellare la cera confezionando figure e statuette; diffusa nell'antichità, nel corso di medioevo e rinascimento vide l'impiego della fusione a cera persa. In Francia si produssero ritratti a grandezza naturale raccolti in musei (per esempio Chambre du Sublime di Parigi, 1675). Tale impiego è proseguito fino all'epoca contemporanea: tra gli artisti più importanti che utilizzarono questa tecnica si rammenta Medardo Rosso. 

\ceróso, agg. Che contiene cera. 

\ceròtto, sm. 1 Striscia di tela con un lato adesivo che si applica sulle ferite allo scopo di proteggerle. 2 Persona noiosa e malaticcia. 3 Disegno o pittura mal fatta o mal restaurata. 
  sm. plaster, sticking plaster. 
  lat. cerotum, dal greco kerot˛n unguento a base di cera. 

\cerottoreazióne, sf. Altro nome per percutireazione. 

\cerréto, sm. Bosco di cerri. 

\Cerréto Passo (1.261 m) dell'Appennino Tosco-Emiliano. 

\Cerréto Castèllo Comune in provincia di Biella (568 ab., CAP 13060, TEL. 015). 

\Cerréto d'Àsti Comune in provincia di Asti (276 ab., CAP 14020, TEL. 0141). 

\Cerréto d'Èsi Comune in provincia di Ancona (2.819 ab., CAP 60043, TEL. 0732). 

\Cerréto di Spoléto Comune in provincia di Perugia (1.177 ab., CAP 06040, TEL. 0743). 

\Cerréto Grùe Comune in provincia di Alessandria (360 ab., CAP 15050, TEL. 0131). 

\Cerréto Guìdi Comune in provincia di Firenze (8.953 ab., CAP 50050, TEL. 0571). 

\Cerréto Lànghe Comune in provincia di Cuneo (383 ab., CAP 12050, TEL. 0173). 

\Cerréto Laziàle Comune in provincia di Roma (1.077 ab., CAP 00020, TEL. 0774). 

\Cerréto Sannìta Comune in provincia di Benevento (4.468 ab., CAP 82032, TEL. 0824). 

\Cerrìna Monferràto Comune in provincia di Alessandria (1.612 ab., CAP 15020, TEL. 0142). 

\Cerrióne Comune in provincia di Biella (2.628 ab., CAP 13060, TEL. 015). 

\Cerrìto, Fanny (Napoli 1817-Parigi 1909) Coreografa e ballerina, famosa anche in Europa. 

\cèrro, sm. Legno ricavato dall'albero del cerro. 

\Cèrro al Làmbro Comune in provincia di Milano (4.027 ab., CAP 20077, TEL. 02). 

\Cèrro al Voltùrno Comune in provincia di Isernia (1.682 ab., CAP 86072, TEL. 0865). 

\Cerro de Pasco Città (67.000 ab.) del Per˙, capoluogo del dipartimento di Pasco. 

\Cerro Largo Dipartimento (78.000 ab.) dell'Uruguay, capoluogo Melo. Al confine con il Brasile. 

\Cèrro Maggióre Comune in provincia di Milano (14.246 ab., CAP 20023, TEL. 0331). Centro industriale (prodotti meccanici, calzaturieri e tessili). Gli abitanti sono detti Cerresi

\Cèrro Tànaro Comune in provincia di Asti (584 ab., CAP 14030, TEL. 0141). 

\Cèrro Veronése Comune in provincia di Verona (1.495 ab., CAP 37020, TEL. 045). 

\Cerski Catena montuosa della Russia, nella Siberia nordorientale. 

\Cersòsimo Comune in provincia di Potenza (882 ab., CAP 85030, TEL. 0973). 

\Certàldo Comune in provincia di Firenze (15.942 ab., CAP 50042, TEL. 0571). Centro agricolo (coltivazione di viti) e industriale (prodotti alimentari, enologici, calzaturieri, meccanici e conciari) sul fiume Elsa. Vi si trovano il palazzo Pretorio, del XV sec., il castello, la casa del Boccaccio, ricostruita nel 1947, e la chiesa dei Santi Michele e Jacopo del XIII sec. Gli abitanti sono detti Certaldesi

\certàme, sm. 1 Combattimento, duello. ~ contesa. 2 Gara letteraria e poetica. 

\certaménte, avv. 1 Senza dubbio. ~ sicuramente. <> minimamente. 2 Davvero. ~ eccome. 3 Evidentemente, chiaramente. ~ innegabilmente. 
  avv. certainly. 

\certézza, sf. 1 Condizione di ciò che è certo, sicuro, assodato. ~ sicurezza. <> dubbio. 2 Stato mentale di chi è sicuro di essere nel vero. ~ convinzione. <> incertezza. 
  sf. certainty. 

\certificàre, v. tr. 1 Attestare, affermare. ~ precisare. <> negare. 2 Dimostrare. ~ provare. <> smentire. 3 Autenticare, vidimare. ~ legalizzare. <> inficiare, invalidare. 
  lat. tardo certificare, comp. da certus certo +-ficare (facere) fare. 

\certificàto, sm. Dichiarazione scritta rilasciata da chi ne ha autorità, in cui si attesta la verità di un fatto o si esprime una valutazione. ~ documento. 
  sm. certificate. 

\certificazióne, sf. Attestazione della veridicità di qualcosa mediante un certificato. 

\cèrto, agg., avv., pron. e sm. agg. 1 Che è convinto della verità di ciò che afferma. ~ persuaso. <> perplesso. 2 Che non può essere messo in dubbio in quanto dato di fatto storico. ~ assodato. <> incerto. 3 Concreto. ~ reale. è un rimedio certo per il tuo male. 4 Ovvio, evidente. ~ palese. <> oscuro. la vittoria è certa
agg. invar. 1 Qualche. ~ alcuno. avvertiva un certo malessere. 2 Tale. ha chiamato un certo Bianchi
avv. Certamente, sicuramente. <> forse. 
pron. invar. pl. Taluni, certuni. ~ alcuni. 
sm. 1 Cosa certa. <> incerto. 2 Cambio indicante la quantità di moneta estera corrispondente a una unità della nazionale. 
  agg. 1 certain, sure. 2 (qualche) some. 3 (preciso) definite. 4 (simile) such. avv. 1 certainly. 2 (senz'altro) of course. pron. invar. pl. some. sm. (lasciare il certo per l'incerto) to step into the unknown. 
  lat. certus, legato a cernere stabilire. 

\Certo sorriso, Un Romanzo di F. Sagan (1955). 

\certósa, sf. 1 Nome comune di tutti i monasteri certosini. Deriva dalla località di Chartreuse, Grenoble, dato ai monasteri certosini. A Chartreuse, San Bruno (Brunone di Colonia) fondò nel 1084 il primo nucleo dell'ordine. 2 Luogo in cui regnano l'ordine e il silenzio. 3 Nome commerciale dello stracchino (o crescenza) prodotto dalla Galbani. 

\Certosa di Parma, La Romanzo di Stendhal (1839). Un giovane nobile milanese, Fabrizio Del Dongo, figlio di un luogotenente francese dell'esercito napoleonico e di una nobile italiana, marchesa Del Dongo, vissuto in un ambiente familiare chiuso e autoritario, sogna la gloria e la libertà. Durante i Cento giorni di Napoleone, smania di unirsi all'esercito francese. Sua zia Gina Del Dongo Pietranera, anima generosa e romantica, l'aiuta a fuggire di casa per realizzare il progetto. La battaglia di Waterloo conclude bruscamente l'avventura napoleonica. Gli entusiasmi per Napoleone diventano sospetti dopo la sua caduta: anche il padre, filoaustriaco, gli è ormai apertamente ostile. Fabrizio si rifugia alla corte di Parma e inizia gli studi di teologia, senza rinunciare alle avventure amorose. A seguito di un duello nel quale ha ucciso l'attore Gilletti, viene imprigionato; con l'aiuto della zia e di Clelia, figlia del governatore della fortezza, innamoratasi di lui, riesce a evadere. Ma la sventura è in agguato: Clelia muore improvvisamente. Fabrizio si ritira nella Certosa di Parma, dove si spegnerà poco tempo dopo. L'opera è considera il capolavoro di Stendhal. È stata portata sullo schermo da Christian-Jacque nel 1947. 

\Certósa di Pavìa Comune in provincia di Pavia (3.004 ab., CAP 27012, TEL. 0382). 

\certosìna, sf. Tavolino rettangolare intarsiato con oro, avorio e legno colorato appartenente al tardo rinascimento. 

\certosìno, sm. 1 Religioso dell'ordine fondato da San Bruno (Brunone di Colonia) nel 1084 che conduce una vita di studio e di lavoro nelle certose. lavoro da certosino, che richiede molta pazienza. 2 Chi conduce una vita di solitudine e pazienza. 3 Liquore prodotto dai certosini. 4 Nome di una particolare confezione di certosa. 

\certùno, pron. invar. pl. Alcuno, certe persone. ~ taluno. 

\cerùleo, agg. Che ha il colore del cielo, azzurro pallido. 

\Cerùlli, Vincènzo (Teramo 1859-Merate 1927) Astronomo. Fondatore dell'Osservatorio di Collurania, nella sua attività di osservazione celeste scoprì il pianetino Interamnia. 

\cèrulo, agg. Che ha gli occhi azzurri. 

\cerùme, sm. Prodotto di secrezione delle ghiandole sebacee del condotto uditivo. 
Tappo di cerume 
Accumulo di cerume nel condotto uditivo esterno da cui derivano disturbi quali ronzii, fastidio doloroso e anche sordità. 

\ceruminóso, agg. Riferito al cerume. 
Ghiandole ceruminose 
Ghiandole sebacee del condotto uditivo esterno che emettono una sostanza grassa che unita al secreto delle ghiandole sudorifere vicine da luogo al cerume. 

\cerusìa, sf. Chirurgia. 

\cerùsico, sm. (pl.-ci o-chi) Chirurgo. 

\cerussìte, sf. Carbonato di piombo rombico di formula PbCO3. Si trova nell'Iglesiente e a Otavi nell'Africa. 

\Cerùti, Giàcomo (Brescia? ca. 1700-prima del 1768) detto il Pitocchetto. Pittore. Tra le opere La lavandaia (Brescia, Pinacoteca Tosio-Martinengo) e Portarolo (ca. 1736, Milano, Brera). 

\Cèrva Comune in provincia di Catanzaro (1.408 ab., CAP 88050, TEL. 0961). 

\Cerva e la pantera, La Poema di J. Dryden (1687). 

\Cervantes Saavedra, Miguel de (Alcal´ de Henares 1547-Madrid 1616) Narratore, commediografo e poeta spagnolo. Quarto dei 7 figli d'un chirurgo, professione a quel tempo molto meno remunerativa di quella di medico, visse i primi anni nella città natale. Un'importante fonte di notizie sulla sua vita è rappresentata dalle introduzioni premesse alle sue opere letterarie. Da Alcal´ de Henares, la famiglia si trasferì a Salamanca, dove Cervantes studiò presso i Gesuiti fino al 1565. Nel 1566 fu a Madrid. Nel 1568 compose alcune poesie dedicandole alla morta regina Isabella di Valois, moglie del re Filippo II. Nel 1569 entrò al servizio del cardinale Acquaviva e partì per l'Italia. Nel 1570 si arruolò nell'esercito. Combatté nella battaglia di Lepanto (1571), dove fu gravemente ferito alla mano sinistra, che dovette essergli amputata, a Navarino, a Biserta e a Tunisi (1572). Fu sempre orgoglioso della sua invalidità, che testimoniava il suo sincero amore di patria. Nel 1575, durante il ritorno in Spagna per mare, venne catturato dai pirati insieme a tutto l'equipaggio della nave su cui viaggiava e ridotto in schiavitù ad Algeri, dove rimase per cinque anni, essendo falliti ben quattro tentativi di fuga. Nel 1584 si sposò e fino al 1587 si stabilì a Esquivias nella Mancia, regione che avrebbe poi immortalato nel Don Chisciotte. Risalgono a questo periodo le prime commedie, vagamente autobiografiche: I costumi di Algeri, La distruzione di Numanzia, La battaglia navale. Nel 1585 pubblicò il romanzo pastorale La Galatea, senza grande successo. Nel 1587 si trasferì in Andalusia. Iniziarono per lui anni di difficoltà economiche, caratterizzati da continui spostamenti. Per mantenere la famiglia, s'impiegò come esattore. In realtà l'attività non gli era congeniale. Truffato, fu chiamato dalle autorità a discolparsi, senza riuscirci. Venne imprigionato. Solo molti anni dopo, la pubblicazione e il successo delle sue opere gli consentì una maggiore tranquillità economica. Nel 1604 si stabilì a Valladolid, sede della corte. Riunì a sé le sorelle, la figlia Isabella e la nipote Costanza. In questo periodo venne ingiustamente accusato della morte del cavaliere Don Gaspar de Ezpeleta. Venne ancora incarcerato, questa volta insieme ai familiari. Riuscì a provare la sua innocenza. Nello stesso anno, ottenne l'autorizzazione a stampare il primo volume del Don Chisciotte della Mancia (1605-1615), storia tragicomica di un hidalgo spagnolo, che, perduto il senno, diviene cavaliere errante. Il romanzo interpreta la crisi degli ideali rinascimentali in età barocca, e il contrasto è messo ancor più in risalto dalla contrapposizione di amore, giustizia, onore da una parte e il borghese buon senso del servitore e scudiero Sancio Panza, dall'altra. La prima parte fu pubblicata a Madrid all'inizio del 1605 e fu subito un successo, ristampato in sei edizioni nello stesso anno. Il linguaggio scorrevole e di grande efficacia, la presenza di situazioni comiche, la narrazione realistica, la ricchezza di personaggi di ogni condizione sociale resi con verità psicologica furono alla base del successo dell'opera. Il significato universale del protagonista è una conquista dell'analisi critica successiva. Il successo dell'opera portò con sé la comparsa di numerose edizioni clandestine del Don Chisciotte. I protagonisti del libro, Don Chisciotte e Sancio Panza assunsero le caratteristiche di tipi umani esemplari. Il successo del suo libro migliorò poco le condizioni dell'autore, che continuò a trovarsi in ristrettezze economiche, ma proseguì instancabilmente un'intensa attività letteraria. Nel 1609 entrò a far parte di un ordine francescano. Nel 1613 dette alle stampe le Novelle esemplari. Contemporaneamente pubblicò alcuni lavori teatrali. Nel 1614 apparve il più famoso dei suoi poemi, Il viaggio al Parnaso. Nel 1615, pubblicò la seconda parte del Don Chisciotte, accolta con un successo simile alla prima. Ebbe tre edizioni in tre anni (1615-1617). Nelle edizioni successive al 1617, le due parti del Don Chisciotte vennero riunite. L'ultimo lavoro, Le peregrinazioni (I travagli) di Persile e Sigismonda (1616), fu pubblicato postumo. Cervantes morì il 23 aprile 1616 a Madrid. Fu sepolto nel convento delle Suore Trinitarie. La fama del suo capolavoro superò presto i confini della Spagna: a pochi anni dalla sua apparizione, era già stato tradotto in inglese (1612), in francese (1613) e in italiano (1622). Quando Cervantes aveva già quasi completato la seconda parte dell'opera, apparve un Secondo volume del Don Chisciotte scritto da un certo Alonso Fern´ndez de Avellaneda. Quest'opera è oggi nota come Il falso Chisciotte o Il Chisciotte di Avellaneda. Le indagini intese a individuarne meglio l'autore e i particolari della pubblicazione non sono approdate a nulla. Cervantes ne fu molto amareggiato. Il Don Chisciotte può essere letto in numerosi modi, tra i quali quello della satira del romanzo di cavalleria. Qualche studioso considera il libro al pari di numerose altre opere rinascimentali (tra le quali si cita Gargantua e Pantagruel, di François Rabelais, pubblicato nel 1532-1552) espressione del desiderio di libertà e della tolleranza religiosa e politica, che gli autori erano costretti a mascherare da opere comiche e ironiche apparentemente di tutt'altro contenuto, per evitare di incorrere nei rigori delle autorità civili e religiose (come la tristemente famosa Inquisizione). Le avventure di Don Chisciotte costituiscono il veicolo socialmente accettabile della critica sottile dell'autore ai privilegi legati alla nascita e l'elogio della libertà di coscienza. In ultima analisi, il libro può essere inteso come la narrazione della vicenda di un borghese di un piccolo villaggio della Mancia che, esaltato dalle molte letture di libri di cavalleria con i grandi esempi di coraggio e di nobiltà, a cinquant'anni lascia il suo villaggio e percorre la Spagna in cerca, come il suo eroe Amadigi, di grandiose avventure, che, in realtà sono esistite soltanto nei libri. Il suo stesso linguaggio si modella sulla presunta magniloquenza degli eroi cavallereschi descritti nei libri. Dopo aver subito ripetute sconfitte, il protagonista recupererà in punto di morte la coscienza della realtà. Viceversa, Sancio Panza, il contadino-scudiero che troviamo a fianco di Don Chisciotte, sempre con i piedi saldamente radicati a terra, scuote la testa alle pazze imprese del suo padrone, le quali tuttavia spesso riescono a far sognare anche lui. In lui, è stato visto il pícaro che lascia correre le stravaganze di Don Chisciotte, nella speranza di diventare governatore di una fantastica isola. Nei due personaggi principali, molti commentatori hanno voluto vedere due eterni tipi umani o le due eterne facce della vicenda di ogni uomo. L'opera si presta ad essere interpretata come lo specchio di una crisi sociale, economica e di ideali. Le imprese cavalleresche sono cosa del passato; l'uomo del Seicento non ha la preoccupazione di cercare la gloria cavalleresca, ma semplicemente quella di sbarcare il lunario. L'uomo rinascimentale era convinto delle capacità umane di modificare la realtà. Don Chisciotte sogna di farlo, ma troverà sulla sua strada solo una serie di delusioni: la lezione è chiara, il mondo contemporaneo non può essere cambiato. Le avventure di Don Chisciotte sono raggruppate in tre diverse campagne (due descritte nella parte iniziale dell'opera, la terza contenuta nella seconda parte). L'intreccio è multiplo, in quanto nelle numerose avventure del protagonista si innestano o si alternano alcune novelle, talvolta completamente slegate dalla vicenda principale narrata. Nell'opera è stata vista anche la sintesi felice di due generi letterari diffusi, la letteratura cavalleresca (con Don Chisciotte come personaggio chiave) e il romanzo picaresco (con Sancio Panza come figura simbolica). 
Cervantes dedicò molte delle sue energie alle opere destinate al teatro, ma riuscì a raccogliere solo limitate soddisfazioni da questi lavori. Oltre alle commedie già citate, Cervantes raccolse la sua produzione in volume nel 1615 pubblicando Ocho comedias y ocho entremeses (Otto commedie e otto intermezzi). Le otto commedie sono El gallardo espa˝ol (Il baldo spagnolo), La casa de los celos y selvas de Ardenia (La casa della gelosia e le selve di Ardenia), Los ba˝os de Argel (Le prigioni di Algeri), El rufiÓn dichoso (Il magnaccia fortunato), La gran sultana do˝a Catalina de Oviedo (La grande sultana donna Caterina di Oviedo), Laberinto de amor (Labirinto d'amore), La entretenida (La divertita), Pedro de Urdemalas (Pietro di Urdemalas). I titoli degli intermezzi, che non sono altro che commedie in miniatura, sono El juez de los divorcios (Il giudice dei divorzi), El rufiÓn viudo (Il magnaccia vedovo), La elecciˇn de los alcaldes de Daganzo (L'elezione dei giudici di Daganzo), La guarda cuidadosa (La vigile sentinella), El vizcaÝno fingido (Il finto biscaglino), El retablo de las maravillas (Il teatrino delle meraviglie), La cueva de Salamanca (La grotta di Salamanca), El viejo celoso (Il vecchio geloso). La datazione delle commedie rimane incerta. Tra di esse, sono state recentemente fatte oggetto di qualche attenzione Le prigioni di Algeri e I costumi di Algeri rivalutate in quanto documenti autobiografici di una prigionia durata cinque lunghi anni. Gli intermezzi, a differenza delle commedie, ebbero un certo successo tra i contemporanei e sono stati ripresi (tra gli altri, da F. García Lorca) anche in epoca moderna, in particolare La cueva de Salamanca e El viejo celoso

\Cervàra di Róma Comune in provincia di Roma (495 ab., CAP 00020, TEL. 0774). 

\Cervarése Sànta Cróce Comune in provincia di Padova (4.343 ab., CAP 35030, TEL. 049). 

\Cervàro Comune in provincia di Frosinone (6.680 ab., CAP 03044, TEL. 0776). 

\Cervàsca Comune in provincia di Cuneo (3.673 ab., CAP 12010, TEL. 0171). 

\Cervàti Rilievo (1.898 m) montuoso dell'Appennino Lucano, nel Cilento. 

\Cervàtto Comune in provincia di Vercelli (51 ab., CAP 13025, TEL. 0163). 

\cervellàta, sf. Tipo di salsiccia prodotta nel napoletano. 

\cervellétto, sm. Organo nervoso dei Vertebrati, collocato nella parte posteriore dell'encefalo (metencefalo). Il cervelletto è suddiviso in due emisferi, tra i quali è posta una sezione intermedia chiamata verme. Ciascun emisfero è composto da lobi, a loro volta segmentati in numerose pieghe. L'organo è circondato da una sottile membrana, chiamata corteccia cerebellare, composta da tre strati di cellule nervose. La parte interna del cervelletto è costituita da nuclei in collegamento diretto con altre parti del sistema nervoso centrale e periferico. Il cervelletto esplica funzioni di coordinamento e armonizzazione dei movimenti muscolari ordinati dalla corteccia cerebrale. 

\cervellièra, sf. Protezione del capo usata dai fanti nel medioevo. 

\cervèllo, sm. 1 Parte principale dell'encefalo posta nella cavità cranica. ~ cerebro. 2 Senno, intelletto, discernimento. ~ raziocinio. <> ottusità. 3 Mente direttiva di un'organizzazione. 4 L'uomo in quanto essere ragionevole. 5 Elaboratore elettronico. 6 Intelligenza, genialità. ~ acume. 7 Ispiratore. ~ guida.
[plurale: cervelli (menti, ingegni), cervella (materia cerebrale)].
  sm. brain. 
  lat. cerebellum, dimin. di cerebrum. 
Parte anteriore dell'encefalo, avvolto tutto attorno dalle meningi, tra le quali scorre il liquido cefalorachidiano. Costituito di materia grigia, è diviso nei due emisferi cerebrali (destro e sinistro) in parte uniti nella zona basale dal corpo calloso di sostanza bianca. La corteccia cerebrale nell'uomo può essere sensitiva, motrice, associativa. Suddiviso in paleoencefalo, mesencefalo e telencefalo, prevede aree associative inserite fra i centri; queste hanno il compito di presiedere alle sensazioni, alla memoria e alla coscienza. I confini tra le diverse aree comunque non sono ancora del tutto noti. 

\cervellóne, sm. (f.-a) Si dice scherzosamente di persona con smodate qualità intellettuali. 

\cervellòtico, agg. (pl. m.-ci) 1 Bizzarro, strano, illogico. ~ strampalato. <> sensato, logico. 2 Complicato, contorto. ~ tortuoso. <> lineare. 

\Cervèno Comune in provincia di Brescia (617 ab., CAP 25040, TEL. 0364). 

\Cervère Comune in provincia di Cuneo (1.682 ab., CAP 12040, TEL. 0172). 

\Cervesìna Comune in provincia di Pavia (1.234 ab., CAP 27050, TEL. 0383). 

\Cervèteri Comune in provincia di Roma (20.625 ab., CAP 00052, TEL. 06). Città fondata dagli etruschi, che la chiamarono Caere; fu poi colonia romana. Vi si trovano necropoli e tombe risalenti al VII e I sec. a. C. (Tomba dei letti funebri, Tomba dei capitelli e Tomba dei rilievi), resti di teatro e tempio romani e il Museo Nazionale Cerite. Gli abitanti sono detti Cerveterani

\Cèrvi, Alcìde (Campegine, Reggio Emilia 1875-1970) Antifascista, organizzò la lotta partigiana insieme ai figli; i 7 figli maschi furono ficilati dai fascisti il 28/12/1943 nel poligono di tiro di Reggio Emilia (per rappresaglia per l'uccisione del segretario del fascio di un piccolo paese). 

\Cèrvi, Gìno (Bologna 1901-Punta Ala, Grosseto 1974) Attore. Famoso per l'interpretazione del personaggio di Peppone nella serie cinematografica dei film di Don Camillo, s'impose anche al pubblico televisivo con il ciclo di episodi della serie Le inchieste del commissario Maigret (I ciclo 1964). 

\Cèrvia Comune in provincia di Ravenna (25.294 ab., CAP 48015, TEL. 0544). Centro turistico e balneare tra i più frequentati della riviera adriatica. Sede di uno stabilimento termale per la cura dei reumatismi. Gli abitanti sono detti Cervesi o Cerviesi

\Cerviàlto Cima (1.809 m) più elevata dei monti Picentini, nell'Appennino Campano. 

\cervicàle, agg. Che appartiene alla cervice. 

\cervicalgìa, sf. Dolore che interessa la regione del collo. 

\cervicàpra, sf. Nome comune di alcune antilopi africane appartenente al genere Redunca in cui solo i maschi possiedono le corna. 

\Cervicàti Comune in provincia di Cosenza (1.076 ab., CAP 87010, TEL. 0984). 

\cervìce, sf. Parte posteriore del collo. ~ nuca.
Cervice uterina
La cervice uterina (o collo dell'utero) è la porzione inferiore dell'utero. 

\cervicìte, sf. Metrite del collo dell'utero. 

\cervicopessìa, sf. Fissazione del collo dell'utero tramite intervento chirurgico. 

\Cèrvidi Famiglia di Mammiferi Artiodattili diffusi in tutto il mondo tranne che in Australia. Solo i maschi possiedono corna che perdono ogni anno in rapporto all'attività sessuale. 

\cervière, o cervièro, agg. e sm. agg. Riferito alla lince in relazione alla qualità della vista. 
sm. Lince. 

\Cervignàno d'Àdda Comune in provincia di Lodi (1.115 ab., CAP 20060, TEL. 02). 

\Cervignàno dél Friùli Comune in provincia di Udine (11.999 ab., CAP 33052, TEL. 0431). Centro agricolo (coltivazione di cereali e barbabietole) e industriale (prodotti alimentari, meccanici e mobilifici). Gli abitanti sono detti Cervignanesi

\Cervinàra Comune in provincia di Avellino (10.285 ab., CAP 83012, TEL. 0824). Centro industriale (prodotti alimentari, oleifici e della lavorazione del tabacco). Gli abitanti sono detti Cervinaresi

\cervìno, agg. Di cervo; si dice di pelame dal colore simile a quello del cervo. 

\Cervìno (comune) Comune in provincia di Caserta (4.770 ab., CAP 81020, TEL. 0823). 

\Cervìno (monte) Cima delle Alpi Pennine (4.478 m) tra la valle d'Aosta (Valtournenche) e il Vallese, che domina Zermatt e a sud la conca del Breuil. È formato da gneiss e scisti. Il primo a violarne la vetta è stato l'inglese E. Whymper nel 1865. 

\cèrvo, sm. Esemplare dei Mammiferi Ruminanti della famiglia dei Cervidi Cervus elaphus, il Cervus canadensis, Cervus elaphus corsicanus, Cervus porcinus, wapiti ecc. Il cervo europeo ha corna molto ramificate, è alto più di un metro, ha mantello bruno rossiccio e conduce vita di branco. Protetto dalla legge, in Italia è presente soprattutto nel parco dello Stelvio. In Asia vivono specie affini (Cervus hangul). 
  sm. deer, stag. 
Cervo nobile 
Mammifero (Cervus elaphus) della famiglia dei Cervidi e dell'ordine degli Artiodattili. Alto sino a 1,5 m, è dotato di corna vistose. Vive in branchi nei boschi e nelle praterie dell'Eurasia e dell'America settentrionale. 
Cervo porcino 
Mammifero (Axis porcinus) della famiglia dei Cervidi e dell'ordine degli Artiodattili. Di colore marrone chiaro, misura 60 cm di altezza. Vive nelle paludi e nei sottoboschi dell'India e della Thailandia. Si nutre di vegetali. 

\Cèrvo (comune) Comune in provincia di Imperia (1.258 ab., CAP 18010, TEL. 0183). 

\Cèrvo (torrente) Torrente (55 km) del Piemonte. Nasce dal lago della Vecchia e sfocia nel fiume Sesia. 

\cèrvo volànte, sm. Insetto (Lucanus cervus) della famiglia dei Lucanidi e dell'ordine dei Coleotteri. Diffuso in Europa, è di colore bruno e raggiunge la lunghezza di 7 cm. 
  sm. stag beetle. 

\cervògia, sf. Tipo di birra fabbricati dagli antichi con orzo e altri cereali. 

\Cervonograd Città (69.000 ab.) dell'Ucraina, nella provincia di Leopoli. 

\cèrvulo, sm. Genere di piccoli cervi propri dell'Asia. Appartiene all'ordine dei Ruminanti e alla famiglia dei Cervidi. 

\Cerzéto Comune in provincia di Cosenza (2.245 ab., CAP 87040, TEL. 0984). 

\cerzioràre, v. tr. Informare minuziosamente. 

\CESA Sigla di Centro Europeo di Studi Aziendali. 

\Cèsa Comune in provincia di Caserta (6.751 ab., CAP 81030, TEL. 081). 

\Césaire, Aimé (Basse-Pointe, Martinica 1913-Fort-de-France 2008) Poeta e drammaturgo di lingua francese. Tra le opere Diario di un ritorno al paese natale (1939) e Una stagione in Congo (1967). 

\cesalpìnia, sf. Genere di alberi diffusi nelle regioni calde con fiori gialli o rossi disposti in racemi. Appartiene alla famiglia delle Papilionacee. 

\Cesalpìno, Andrèa (Arezzo 1524-Roma 1603) Botanico italiano. Dopo gli studi all'università di Pisa, divenne professore e direttore dell'Orto botanico dello stesso ateneo. Trasferitosi a Roma nel 1592, fu medico di Clemente VIII e insegnò al Collegio della Sapienza. La sua opera più importante è il De plantis (1583), nella quale classificò circa 840 specie vegetali diverse, suddividendole in quindici classi. Fu inoltre tra i primi a ipotizzare l'esistenza di un sistema circolatorio negli organismi animali. 

\Cesàna Briànza Comune in provincia di Lecco (2.205 ab., CAP 22030, TEL. 031). 

\Cesàna Torinése Comune in provincia di Torino (937 ab., CAP 10054, TEL. 0122). 

\Cesàno Boscóne Comune in provincia di Milano (26.260 ab., CAP 20090, TEL. 02). Centro industriale (prodotti elettrotecnici, meccanici e chimici) del milanese. Gli abitanti sono detti Cesanesi

\Cesàno Madèrno Comune in provincia di Milano (31.934 ab., CAP 20031, TEL. 0362). Centro industriale (prodotti chimici e mobilifici). Vi si trova il palazzo Borromeo, del XVII sec. Gli abitanti sono detti Cesanesi

\César (Marsiglia 1921-Parigi 1998) Nome d'arte di César Baldaccini. Scultore francese. Tra le opere La tartaruga (1958, Parigi, Musée National d'Art Moderne) e Il pollice (1966, Parigi, Collezione privata). 

\Cesar (Colombia) Dipartimento (817.000 ab.) della Colombia, capoluogo Valledupar. 

\Césara Comune in provincia di Verbano-Cusio-Ossola (579 ab., CAP 28010, TEL. 0323). 

\césare, sm. Imperatore. ~ sovrano. 

\Cesare e Cleopatra Dramma di G. B. Shaw (1899). 

\Césare, Gàio Giùlio (Roma 100-44 a. C.) Gaio (o spesso Caio) G. Cesare nacque il 12 luglio 102 a. C. da C. Giulio Cesare, patrizio che ricoprirà la carica di pretore. La sua infanzia e la sua giovinezza videro l'onnipotenza di Mario, la guerra sociale, la dittatura di Silla, la grande rivolta servile di Spartaco e il nascere della potenza di Pompeo in un periodo di crisi sociale e imperiale. Roma, a causa degli errori di politica interna e di politica estera commessi in passato si trovava sull'orlo di una grave crisi che solo qualcosa di nuovo avrebbe potuto risolvere. Nel 83 a. C. Cesare sposò Cornelia, figlia di Cinna, suscitando in questo modo l'inimicizia di Silla. Quando Silla si fece proclamare dittatore i suoi avversari vennero proscritti e lo stesso Cesare dovette allontanarsi da Roma. Si recò in Asia dove combatté all'assedio di Mitilene, guadagnandosi una corona civica. Nel 79 a. C. Silla depose la dittatura e nello stesso anno morì. Cesare, che nel frattempo era ritornato in Italia, accusò il console Dolabella di concussione. In questi anni per perfezionarsi nell'arte oratoria si recò a Rodi per frequentare la scuola di Molone. Nel 74 a. C. Cesare venne eletto nel collegio dei pontefici. In questo periodo, riportando alla memoria le imprese di Mario, ottenne l'appoggio del partito popolare. Nel 67 a. C., anno in cui la lex gabinia affidò a Pompeo la guerra contro i pirati, con poteri straordinari, Cesare venne eletto questore. Due anni più tardi venne eletto edile curule e nel 63 a. C. pontefice massimo. Quando Cesare entrò nel mondo della politica il quadro del periodo era già ben delineato ed egli non dovette inventare nulla di nuovo. L'Italia già da tempo era afflitta dal problema agrario e da quello militare. I grandi eserciti, composti da cittadini privi di terre e di beni, premevano con la domanda di ricompensa sui loro comandanti e di riflesso sul senato e sui comizi. I generali erano uomini politici ai quali la potenza militare garantiva l'efficacia dell'azione politica. Fu l'epoca dei grandi eserciti e dei grandi generali-politici, ma anche l'epoca dei grandi affaristi. Questi grandi ricchi, appaltatori, speculatori, usurai e commercianti con la loro influenza potevano determinare il successo di questo o quel nobile. Prestare soldi a un nobile poteva essere un ottimo affare. Cesare, ricco soprattutto di debiti, ma dotato di una grande spregiudicatezza politica, fu un ottimo affare per molti e in particolar modo per Crasso che non riusciva a contrastare l'egemonia di Pompeo. Nel 63-62 a. C. venne sventata dal console Cicerone la congiura di Catilina, uomo di nobilissima famiglia che aveva preparato l'unico vero progetto o tentativo di rivoluzione sociale nella Roma antica. Intorno a questo episodio si intrecciarono i destini politici di Cesare e Catone, di Cicerone e Crasso, di Pompeo. La situazione in senato era assai delicata, particolarmente per Cesare e Crasso, che secondo voci non erano stati completamente estranei alla congiura. Inoltre si doveva decidere sulla sorte da riservare ai congiurati scoperti e catturati. Cesare tenne un lungo discorso attraverso il quale riuscì a discolparsi e soprattutto riuscì a convincere l'assemblea a votare contro la proposta di Silano che chiedeva la condanna a morte dei congiurati. Il discorso di Cesare fu probabilmente la più significativa testimonianza della sua abilità politica al servizio di una visione più ampia e completa. Nel 62 a. C. Cesare venne eletto questore e nello stesso anno ripudiò la moglie Pompeia. Nel 61 a. C. ottenne come propretore la Spagna Ulteriore, ma poté partire solo quando Crasso estinse i suoi debiti presso i debitori. Nel 60 a. C. si ebbe la prima alleanza tra Pompeo, Cesare e Crasso, molto probabilmente dovuta in gran parte all'iniziativa di Cesare. Questo primo triumvirato, tenuto segreto sino all'anno successivo, ebbe lo scopo di assicurare ai triumviri un reciproco appoggio nelle proprie aspirazioni politiche e contro l'opposizione del senato. Nel 59 a. C. il console Cesare fece confermare al senato gli atti di Pompeo in Asia e ottenne per sé per la durata di cinque anni il governo della Gallia Cisalpina, della provincia Narbonese e dell'Illirico. Nello stesso anno Catone e Cicerone, capi del partito senatorio, vennero allontanati da Roma. Nel 58 a. C. Cesare iniziò la propria campagna militare per conquistare la Gallia (58-51 a. C.). Dopo aver sconfitto gli elvezi a Bibracte, costrinse Ariovisto a passare di nuovo il Reno. Si può affermare che Cesare cercò di ottenere il comando delle Gallie perché bisognoso di quella gloria militare necessaria per poter competere con l'amico e genero Pompeo in ambito politico, ma bisogna ricordare che Cesare conquistò queste terre con dieci anni di dura vita passati a combattere nelle foreste galliche. Nel 57 a. C. si diresse contro i belgi e conquistò la Gallia belgica. Nel 56 a. C. fu conquistata anche la Bretagna. Verso la fine dell'anno i triumviri si incontrarono a Lucca con uno scopo ben preciso. Cesare chiese la proroga del suo comando nelle Gallie per un altro quinquennio; Pompeo il governo dell'Africa e della Spagna; Crasso quello della Siria. Inoltre Pompeo e Crasso si candidarono per il consolato dell'anno seguente. Nel 55 a. C. Cesare passò il Reno, sconfisse i germani e devastò i loro territori; nell'estate attraversò la Manica e vinse i britanni. Nel frattempo Pompeo e Crasso vennero eletti consoli. Nel 54 a. C. cesare guidò una nuova spedizione contro i britanni, mentre Crasso combatteva contro i parti raggiungendo la Mesopotamia. Nel 53 a. C. un'insurrezione dei galli guidati dal re degli averni Vercingetorige venne duramente repressa; Vercingetorige si arrese a Cesare l'anno dopo; Crasso venne sconfitto e in seguito ucciso a Carre lungo l'Eufrate dal re dei parti Orode II. Nel 52 a. C., in seguito alla grave situazione e agli scontri interni, Pompeo venne eletto console senza collega. L'avvicinamento di Pompeo al senato aumentò le possibilità di rottura con Cesare. Pompeo intanto si fece prorogare per altri cinque anni il governo della Spagna e dell'Africa e allo scadere del suo consolato fece eleggere console Claudio Marcello. Nel 51 a. C. la Gallia era nuovamente sotto il controllo di Cesare; nello stesso anno pubblicò i Commentari de bello gallico. Nel 49 a. C. il senato ordinò a Cesare di lasciare il comando delle Gallie e affidò a Pompeo l'incarico di difendere la repubblica. Dopo i nove duri anni di guerra gallica Cesare desiderava essere riconosciuto, alla pari di Pompeo, supremo protettore dello stato ed entrare in trionfo a Roma. Opponendosi quindi alle decisioni del senato, passò il Rubicone e occupò le città sulla costa adriatica. Pompeo, con la maggior parte dell'aristocrazia senatoriale, si imbarcò per la Grecia e Cesare rimase unico padrone d'Italia. Affidato a M. Lepido il governo di Roma e a Marco Antonio il comando militare in Italia, Cesare sconfisse in Spagna Afranio e Petreio, luogotenenti di Pompeo, e successivamente anche M. Terenzio Varrone; lo stesso avvenne in Sicilia e in Sardegna. L'Africa restava ancora sotto il controllo dei pompeiani. Nel 48 a. C. Cesare sbarcò in Epiro. Il 9 agosto, dopo la battaglia di Farsalo, Pompeo, sconfitto, si rifugiò in Egitto, ma qui Tolomeo lo fece uccidere. Nel frattempo Cesare aveva terminato i Commentari de bello civili. Nel 48-47 a. C. diede il proprio sostegno a Cleopatra contro il fratello Tolomeo XIII. Dopo la sollevazione della popolazione di Alessandria che mise in difficoltà l'esercito romano, Cesare sconfisse gli egizi sul Nilo e Cleopatra poté salire al trono. Nel luglio del 47 a. C. Cesare partì diretto verso l'Asia minore dove il re del Bosforo Cimmerio aveva occupato l'Armenia minore. Nel 46 a. C. sconfisse a Tapso in Africa i pompeiani che si erano rifugiati presso il re Giuba. La Numidia, divenuta una provincia romana, venne affidata a Sallustio Crispo. A questo punto Cesare poté tornare a Roma e celebrare i trionfi per le proprie vittorie. L'anno successivo tornò ancora a combattere e in Spagna, a Munda, sconfisse i pompeiani guidati da Gneo e Sesto, figli di Pompeo. Divenuto dittatore a vita e assunto, con il titolo di imperatore, il comando militare di tutti gli eserciti, Cesare riunì nella propria persona una serie di poteri che facevano di lui l'unico arbitro dello stato romano. Fu console per dieci anni, pontefice massimo, ottenne la tribunicia potestas a vita ed esercitò i poteri di censore in quanto praefectus morum
Si occupò anche della situazione interna, compiendo alcune riforme come l'aumento dei membri del senato da 600 a 900, il ripristino delle finanze dello stato, la riorganizzazione dei municipi italici e del governo delle province e l'invio di 80.000 cittadini romani nelle varie colonie. Riuscì a incrementare il commercio e l'agricoltura grazie anche ad alcuni interventi quali il prosciugamento delle paludi Pontine, i lavori di uscita al lago Fucino e il taglio dell'istmo di Corinto. Ideò anche un vasto programma di opere pubbliche, soprattutto a Roma, dove vennero aperte anche pubbliche biblioteche. Un'altra opera alla quale si dedicò fu la riforma del calendario. Nel frattempo non trascurò gli affari esteri e iniziò a preparare la guerra contro i parti. Ma il 15 marzo 44 a. C. durante le idi Cesare venne assassinato da una congiura di senatori, capeggiati da C. Crasso e M. Giunio Bruto, i quali si rifugiarono successivamente in Campidoglio. Il più attivo sostenitore di Cesare in questo periodo era Marco Antonio che, dopo essersi impossessato delle carte e del denaro di Cesare, si conquistò il favore popolare distribuendo il denaro ai cittadini e ai soldati. Il senato decretò l'amnistia dei congiurati e sotto la spinta di Antonio confermò gli atti di Cesare. I funerali e la lettura del testamento di Cesare provocarono una sollevazione popolare contro i congiurati che si videro costretti a fuggire. Nel frattempo giunse a Roma C. Ottavio, erede adottato e designato da Cesare nel testamento. L'anno successivo una legge proclamò la divinità di Cesare. 

\cesàreo, agg. 1 Della famiglia Giulia. 2 Imperiale. 3 Detto del parto che avviene mediante l'incisione dell'addome e dell'utero. 
  agg. (med.) caesarean. 

\Cesarétti, Gìno (Lucca 1917-) Scrittore italiano. Esordì con I pipistrelli (1957) nella collana "I gettoni" diretta da E. Vittorini. In seguito pubblicò Il sole scoppia (1960) e Il violino del pilota (1962). 

\Cesariàno, Césare (Milano 1483-1543) Architetto. Tra le opere il portico di Santa Maria presso San Celso a Milano (1513). 

\cesàrie, sf. invar. Capigliatura lunga e folta. 

\Cesariòne (47-30 a. C.) Figlio di Cleopatra, fu associato nel regno alla madre dal 44. Ottaviano lo fece uccidere. 

\cesarìsmo, sm. Dittatura politica personale legittimata da un plebiscito. 

\Cesarò Comune in provincia di Messina (3.280 ab., CAP 98033, TEL. 095). 

\cesaropapìsmo, sm. Sistema di rapporti tra stato e chiesa nel quale lo stato considera la chiesa propria soggetta e si riserva il potere di guidarla. 

\cesaropapìsta, sm. e sf. Sostenitore del cesaropapismo. 

\Cesaròtti, Melchiòrre (Padova 1730-Selvazzano Dentro, Padova 1808) Trattatista. Tra le opere Sopra l'origine e i progressi dell'arte poetica (1762). 

\Cesàte Comune in provincia di Milano (10.831 ab., CAP 20020, TEL. 02). Centro industriale (prodotti dell'abbigliamento, tessili e chimici). Gli abitanti sono detti Cesatesi

\Cesbron, Gilbert (Parigi 1913-1979) Romanziere. Tra le opere Cani sperduti senza collare (1954) ed è mezzanotte dottor Schweitzer (1964). 

\CESDI Sigla di Centro di Studi e di Documentazione sull'Informazione. 

\cesellàre, v. tr. 1 Incidere metalli col cesello. ~ intagliare, bulinare, scalpellare, sbalzare. 2 Scolpire, scrivere o compiere altri lavori con estrema accuratezza. ~ rifinire. <> raffazzonare. 

\cesellàto, agg. Si dice di ciò che ha subito un'opera di cesellatura. 

\cesellatóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi lavora di cesello. 2 Artigiano che lavora ceramiche o rilega libri. 

\cesellatùra, sf. Lavoro eseguito col cesello. 

\cesèllo, sm. 1 Strumento d'acciaio duro, smusso per incidere metalli. 2 L'arte del cesellare. 
  sm. chisel. 
  lat. caesellum, deriv. da caedere tagliare. 

\Cesèna Comune in provincia di Forlì (90.000 ab., 44 m, CAP 47023, TEL. 0547), lungo la via Emilia; ortaggi, frutta, industrie alimentari, chimiche, dell'abbigliamento, del legno. Città romana, poi ostrogota, fu feudo malatestiano nel XIV sec. conoscendo un periodo di splendore; in seguito fu della Santa Sede. Biblioteca Malatestiana e cattedrale (XIV-XV sec.). 

\cesèna, sf. Uccello (Turdus pilaris) della famiglia dei Turdidi e dell'ordine dei Passeriformi. Di colore scuro con la coda nera, vive in Europa e Asia ai margini dei boschi. Cerca il cibo in gruppo. 

\Cesenàtico Comune in provincia di Forlì (20.390 ab., CAP 47042, TEL. 0547). Porto peschereccio, centro industriale (prodotti alimentari) e turistico (balneazione) del litorale adriatico. Vi si trova l'Acquarium dei delfini. Gli abitanti sono detti Cesenaticesi

\CESI Sigla di Centro Elettrotecnico Sperimentale Italiano. 

\Cèsi, Federìco (Roma 1585-Acquasparta 1630) Botanico e naturalista. Nei suoi studi, fu uno dei più importanti precursori di Linneo. Fondò e sostenne finanziariamente l'Accademia dei Lincei. 

\Cesinàli Comune in provincia di Avellino (2.041 ab., CAP 83020, TEL. 0825). 

\cèsio, sm. Elemento metallico di simbolo Cs, numero atomico 55, peso atomico 132,91. Piuttosto diffuso in natura nella lepidolite e nella pollucite, è un metallo alcalino duttile e morbido, di colore bianco argenteo, punto di fusione a 28,6 °C, punto di ebollizione a 670 °C. 

\Cèsio Comune in provincia di Imperia (240 ab., CAP 18020, TEL. 0183). 

\Cesiomaggióre Comune in provincia di Belluno (4.007 ab., CAP 32030, TEL. 0439). 

\CESIS Sigla di Comitato Esecutivo per i Servizi di Informazione e di Sicurezza. 

\Ceske Budejovice Città (100.000 ab.) della Repubblica Ceca, capoluogo della provincia della Boemia Meridionale. 

\cesóia, sf. 1 Utensile a due lame per tagliare lamiere, profilati e simili. 2 Usato nell'accezione plurale, grosse forbici da giardiniere. 
  sf. shears. 
  lat. caesoria, deriv. da caesus, p.p. di caedere tagliare. 

\cesoiatrìce, sf. Macchina per tagliare a freddo lamiere e profilati metallici. 

\CESPE Sigla di Centro Studi di Politica Economica. 

\cèspite, sm. 1 Cespo. 2 Fonte di guadagno e reddito. ~ provento, rendita. 

\cèspo, sm. Ciuffo di erbe nate dalla stessa radice. 

\cespugliàto, agg. 1 Ammassato, avviluppato così da formare un cespuglio. 2 Coperto di cespugli. 

\cespùglio, sm. 1 Insieme di piccole piante nate dalla stessa radice e aggrovigliate. ~ arbusto. un cespuglio di alloro. 2 Folto ciuffo di capelli o barba. ~ groviglio. 
  sm. shrub, bush. 
  deriv. da cespo

\cespuglióso, agg. 1 Pieno di cespugli. 2 A ciuffi molto folti. 

\Cess Fiume (300 km) della Liberia. Nasce sul Nimba e sfocia nell'oceano Atlantico. 

\Cessàlto Comune in provincia di Treviso (3.132 ab., CAP 31040, TEL. 0421). 

\Cessanìti Comune in provincia di Vibo Valentia (4.079 ab., CAP 88010, TEL. 0963). 

\Cessapalómbo Comune in provincia di Macerata (630 ab., CAP 62020, TEL. 0733). 

\cessàre, v. v. tr. 1 Interrompere, far terminare. ~ sospendere. <> continuare. gli assedianti cessarono il fuoco. 2 Tener lontano, allontanare da sé. 
v. intr. 1 Avere fine. ~ terminare. <> cominciare. la pioggia cess˛. 2 Smettere di fare qualcosa. ~ desistere. <> ricominciare. 3 Ritardare. ~ indugiare. 4 Ritirarsi, rinunciare. ~ fuggire. <> continuare, insistere. 
  v. tr. to stop, to cease. 
  lat. cessare, da cedere ritirarsi. 

\cessazióne, sf. Il cessare. 

\cessinàre, v. tr. Concimare con il cessino. 

\cessìno, sm. Concime organico costituito da materiale di spurgo delle latrine. 

\cessio bonorum, loc. sost. f. invar. => "bonorum cessio" 

\cessio in iure, loc. sost. f. invar. ved. "in iure cessio" 

\cessionàrio, sm. Il destinatario di una cessione. 

\cessióne, sf. Trasferimento. ~ passaggio. <> conservazione. 
In diritto è il trasferimento di un bene, un titolo o un diritto da un soggetto a un altro. 
Cessione dei beni ai creditori 
Liquidazione di un debitore dei suoi creditori mediante proprie attività con suddivisione del ricavato a soddisfacimento dei crediti. 
Cessione del contratto 
Ingresso di un terzo nei rapporti contrattuali preesistenti tra due parti, con il consenso di una delle due. 
Cessione del credito 
Trasferimento di un credito a un terzo, effettuabile anche senza il consenso del debitore. 

\cèsso, sm. 1 Luogo appartato. 2 Gabinetto di decenza. ~ bagno, latrina. 
  sm. (gabinetto) bog. 
  deriv. da cessare. 

\Cèssole Comune in provincia di Asti (489 ab., CAP 14050, TEL. 0144). 

\césta, sf. 1 Sorta di canestro o paniere a sponde alte, intessuto di vimini e simili. ~ gerla. 2 Corredo di scena di un attore. 
  sf. basket, large basket. 
  lat. cista. 

\cestàio, sm. 1 Chi fabbrica o vende ceste. 2 Garzone di fornaio che portava il pane a domicilio. 

\cestèlla, sf. 1 Tipo di nassa che serve ai pescatori veneti a pescare i ghiozzi. 2 Cavità allungata situata nelle zampe posteriori delle api operaie per depositarvi il polline raccolto. 

\cestèllo, sm. 1 Contenitore di plastica o ferro per riporvi bottiglie di vino, di birra e simili. 2 Nella lavabiancheria, parte metallica a chiusura ermetica, destinata a contenere la biancheria durante il lavaggio. 3 Piatto che raccoglie la cera di una candela. 
  sm. drum. 
  dimin. di cesto

\Césti, Antònio (Arezzo 1623-Firenze 1669) Compositore. Tra le opere Il pomo d'oro (opera, 1667) e cantate. 

\cestinàre, v. tr. 1 Gettare nel cestino della carta. ~ buttare. 2 Escludere dalle pubblicazioni. ~ rifiutare. <> accettare. 

\cestìno, sm. 1 Piccolo cesto. 2 Sacchetto di grossa carta o altro materiale simile utilizzato da chi viaggia per contenere cibi e vivande. ~ borsina. 3 Recipiente (un tempo di vimini, ora di plastica o metallo) impiegato negli uffici e nei locali pubblici in cui si gettano la carta usata ed altri rifiuti. 4 Girello per neonati. 
  sm. 1 basket. 2 (recipiente per carta straccia) wastepaper basket. 
  dimin. di cesto

\Cèstio, Gàio Epulóne (?-12? a. C.) Politico romano. Fu sepolto nella piramide presso la porta ostiense a Roma. 

\cestìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi pratica lo sport della pallacanestro. 

\césto, sm. 1 Cesta, paniere, gerla. ~ corba. 2 Nella pallacanestro, canestro.
cèsto, sm. 
1 Armatura fatta con strisce di cuoio e metallo con cui gli antichi pugili si fasciavano le mani. 2 Combattimento dei pugili armati di cesto. 
  sm. basket. 

\Cestòdi Platelminti cui appartengono varie specie di vermi parassiti, tra cui le tenie. Il corpo, di forma piatta, ha una lunghezza che può variare da pochi millimetri fino a 10 m. L'individuo adulto ha una testa denominata scolice provvista di ventose uncinate che gli permettono di fissarsi alle pareti dell'intestino dell'ospite. I Cestodi hanno riproduzione asessuata; ogni segmento del corpo (proglottide) ha propri organi riproduttivi (testicoli e ovaie) e le prime proglottidi a svilupparsi sono quelle più lontane dallo scolice; una volta separatesi dal resto del corpo vengono espulse con le feci dell'ospite. Il loro sviluppo si compie in ospiti diversi. Assumono il nutrimento attraverso le pareti del corpo e per questo motivo sono privi di bocca e tubo digerente. Le uova contenenti l'embrione di cestode, quando ingerite, formano, penetrando nei tessuti dell'intestino ospite (in questo caso definito ospite intermedio), delle cisti contenenti le larve di Cestode (cisticerchi). L'infezione da cisticerchi, avviene quindi per assunzione di carne cruda di un ospite intermedio (per esempio lo sviluppo della tenia nell'uomo avviene per ingestione di carne cruda di bovini o suini). Alcuni farmaci vermifughi permettono la rimozione dello scolice dall'intestino dell'ospite. Si conoscono vari tipi di tenie: la Taenia saginata e la Taenia solium che generalmente infettano l'intestino dell'uomo; la Taenia echinococcus che si sviluppa nel fegato dell'uomo e dei cani e la Taenia coenurus che infesta il cervello degli ovini. 

\cestóne, sm. Grossa cesta per trasportare la roba. 

\cèstro, sm. Genere di piante arbustacee diffuse nelle regioni tropicali coltivate in serre a scopo ornamentale. Appartiene alla famiglia delle Solanacee. 

\cesùra, sf. 1 Nella metrica classica è la pausa in un verso alla fine di una parola, contenuta in un piede centrale, mentre la dieresi interessa il piede finale. 2 In musica è un istante di pausa che può verificarsi alla fine di una frase musicale. ~ interruzione. 

\Cetàcei Mammiferi marini comprendenti i Misticeti (balene e balenottere) e gli Odontoceti (focene, delfini, narvali e capodogli). Vivono, si riproducono e muoiono in acqua. Gli studiosi sostengono che questi Mammiferi fossero in origine quadrupedi che vivevano sulla terraferma. L'evoluzione di questa specie ne ha trasformato gli arti anteriori in pinne e quelli posteriori in una coda orizzontale a forma di pinna. Il loro corpo, rivestito da uno strato di grasso per proteggerli dal freddo e per facilitare il galleggiamento, ha sempre più preso, con il trascorrere dei secoli, l'aspetto pisciforme. Sono dotati di grandi polmoni che permettono loro immersioni di notevole durata e la respirazione avviene attraverso narici poste sulla testa dell'animale. La riproduzione dei Cetacei avviene, come per gli altri Mammiferi, per accoppiamento e la gestazione dura dai nove ai sedici mesi. I piccoli partoriti, subito autonomi nei movimenti in acqua, vengono allattati per un periodo che può variare, a seconda della specie, da nove a venticinque mesi. I Cetacei si nutrono essenzialmente di pesci e crostacei, unica eccezione è l'orca marina, che si nutre anche di mammiferi marini e volatili. 

\cetàno, sm. Idrocarburo paraffinico a catena lineare di formula C16H34 che fonde a 19° C. 

\Cetàra Comune in provincia di Salerno (2.509 ab., CAP 84010, TEL. 089). 

\ceteris paribus, loc. avv. Espressione latina che significa "a parità di ogni altra condizione". 

\cetil- Primo elemento di parole composte della terminologia chimica che indica la presenza del gruppo cetile in una molecola. 

\cetìle, sm. Gruppo monovalente di formula C16H33

\cetilìco, agg. (pl. m.-ci) Riferito all'omonimo alcool primario a catena normale. 

\cètnico, agg. e sm. Appartenente alle bande serbo-croate che combattevano nel XIX sec. contro gli ottomani. Dopo la prima guerra mondiale il termine indicò i membri di un'organizzazione nazionalista e durante la seconda guerra mondiale gli appartenenti alle bande filomonarchiche di D. Mihajlovic che si opponevano a Tito. 

\cèto, sm. Ciascuna delle divisioni sociali dei cittadini. ~ classe, casta. 
  sm. rank, class. 
  lat. coetus, deriv. da coire riunirsi. 

\Céto Comune in provincia di Brescia (1.746 ab., CAP 25040, TEL. 0364). 

\cetodónti Sinonimo di Odontoceti. 

\cetologìa, sf. Branca della zoologia che studia i Cetacei. 

\Cetóna Comune in provincia di Siena (3.028 ab., CAP 53040, TEL. 0578). 
Cetˇna 
Monte (1.148 m) calcareo dell'Antiappennino Toscano. 

\cetònia, sf. Insetto (Cetonia aurita) della famiglia degli Scaradeidi e dell'ordine dei Coleotteri. Di colore verde, è diffusa in Europa e in Asia. Si nutre di pollini. 

\cétra, sf. 1 Antico strumento musicale a corde. ~ lira. 2 Facoltà o ispirazione poetica. 
  lat. cithara, dal greco kithÓra. 

\Cétra (quartetto) Complesso vocale italiano fondato da Felice Chiusano, Giovanni Giacobetti, Lucia Mannucci e Virgilio Savona. Dopo gli esordi in stile jazzistico durante la seconda guerra mondiale sono passati alla musica leggera dove hanno mantenuto un costante successo per molti anni. 

\cetràngolo, sm. Varietà di arancio amaro. 

\cetrària, sf. Genere di Licheni terrestri cui appartiene il lichene d'Islanda utilizzato per usi alimentari e medicinali. Appartiene alla famiglia delle Parmeliacee. 

\Cetràro Comune in provincia di Cosenza (11.000 ab., 120 m, CAP 87022, TEL. 0982). Agrumi, specialmente cedri, cave di alabastro. 

\cetriòlo, sm. 1 Erba annua delle Cucurbitacee (Cucumis sativus) con fusto ispido, rampicante, con viticci, foglie ruvide e fiori gialli. Il frutto è verde e bislungo con buccia consistente e polpa incolore. Diventa giallo a maturità. 2 Frutto della pianta omonima. 2 Uomo sciocco, goffo. 3 Giovane aitante ritenuto buon amatore. 
  sm. cucumber 
Cetriolo di mare 
Echinoderma (noto anche come cetriolo tubuloso, Holothuria tubulosa) della famiglia degli Oloturidi e della classe degli Oloturoidei. Di colore scuro, misura 35 cm. Vive su fondali poco profondi. Ha tentacoli ramificati grazie ai quali cattura i microrganismi di cui si nutre. Può ingerire anche sabbia e fango assorbendo il materiale organico in essi contenuto. 

\Ceuta Città portuale dell'Africa spagnola (19 km2, 68.000 ab.) che domina la costa meridionale dello stretto di Gibilterra, a circa 50 km da Tangeri. 
Di origine fenicia, servì agli arabi per l'invasione della Spagna; attualmente dipende da Cadice. 
Le attività si basano sulla pesca, sul commercio e sul turismo. 

\Cèva Comune in provincia di Cuneo (5.568 ab., CAP 12073, TEL. 0174). 

\Ceva Giovanni (Milano 1647 ľ Mantova 1734) Ingegnere idraulico; si occupò anche di economia e di matematica; tra l'altro studiò problemi relativi a configurazioni di rette contribuendo alla messa a punto dei presupposti per lo sviluppo della geometria proiettiva. A lui si deve l'enunciazione del cosiddetto teorema di Ceva (che, era, comunque già noto ai matematici arabi). 

\Cevedàle Passo (3.269 m) nel gruppo alpino dell'Ortles. 

\Cèvo Comune in provincia di Brescia (1.151 ab., CAP 25040, TEL. 0364). 

\Ceyhan Città (117.000 ab.) della Turchia, nella provincia di Adana. 

\Ceylon => "Sri Lanka" 

\Cézanne, Paul (Aix-en-Provence 1839-1906) Pittore francese. Impressionista all'esordio, non si legò profondamente a questo indirizzo, volgendosi a forme di classicismo, in cui il colore assumeva grande importanza. Influenzò Gauguin, Van Gogh e i cubisti. Visse tra la città natale e Parigi. Artista solitario, ottenne il riconoscimento del suo lavoro solo negli ultimi anni. Cézanne volle superare la rappresentazione della natura come qualche cosa di immobile. Per lui il quadro non è altro che il risultato dell'elaborazione operata dal pittore. A differenza degli altri impressionisti, egli ritenne di trovare nella forma geometrica la sintesi dei vari aspetti della natura. Dipinse tra l'altro La casa dell'impiccato (1873), Giocatori di carte (1890-1892), L'Estaque, Bagnanti (1875-1876), Mulino presso Pontoise (1881), La montagna Sainte-Victoire (1904-1906). 

\Cf Simbolo chimico del californio. 
CF 
Sigla di Codice Fiscale. 

\CFC Sigla chimica del CloroFloruroCarburo. 

\CFP Sigla di Centro di Formazione Professionale. 

\cfr Abbreviazione del lat. confer, confronta. 

\CFS Sigla di Corpo Forestale dello Stato. 

\cg Sigla di centigrammo. 

\CGA In informatica è la sigla di Color Graphics Adapter (adattatore per la grafica e il colore). È un tipo di scheda video che supporta la visualizzazione di quattro colori con risoluzione 200 x 300 pixel. 

\CGdL Sigla della Confederazione generale del lavoro, costituitasi il primo ottobre 1906 per volontÓ delle Camere del lavoro, nate nel 1891, e dalle principali federazioni nazionali di categoria (es. FIOM e Federterra) che erano nate nel 1901. Durante il regime fascista il sindacato sopravvisse clandestinamente sotto la guida dell'esule Bruno Buozzi. Dopo la forzata sospensione, il sindacalismo viene ricostituito con il Patto di Roma, del 3 giugno 1944, che costituisce un solo organismo su tutto il territorio nazionale, la Cgil (Confederazione generale italiana del lavoro).

\CGE (Compagnia Generale di Elettricità) Società per azioni italiana fondata nel 1921. Ha sede a Milano e fa parte del gruppo americano della General Electric. 

\CGIL Sigla della Confederazione generale italiana del lavoro, sindacato dei lavoratori. Nacque nel 1944, con il patto di Roma, in sostituzione della disciolta Confederazione Generale del Lavoro (CGdL) nata nel 1906. Nel 1948 si scissero le componenti cattoliche che, formarono la LCGIL, poi CISL (1950); nel 1949 le correnti repubblicana e socialdemocratica costituirono la UIL. 

\cgs Sistema di unità di misura fisiche basato su tre unità fondamentali: centimetro (lunghezza), grammo (massa) e secondo (tempo). 

\CGT Sigla di Confédération Générale du Travail (confederazione generale del lavoro). 

\Chabod, Federico (Aosta 1901-Roma 1960) Storico. Tra le opere L'Italia contemporanea 1918-1948 (1961) e Storia dell'idea d'Europa (1961). 

\Chabrier, Alexis-Emmanuel (Auvergne 1841-Parigi 1894) Compositore francese. Tra le opere Espa˝a per orchestra (1883), pagine liriche e pianistiche. 

\Chabrol, Claude (Parigi 1930-) Regista cinematografico francese. Diresse Le beau Serge (1958), Un affare di donne (1988), Madame Bovary (1990), Betty (1992) e La cerimonia (1995). 

\Chacel, Rosa (Valladolid 1898-Madrid 1994) Scrittrice spagnola. Singolare figura di scrittrice e patriota. A causa delle sue opinioni politiche subì l'esilio in America per tutto il periodo franchista. Rientrata in Spagna, si impose meritatamente all'attenzione dei suoi connazionali e venne insignita, nel 1987, del premio nazionale per la letteratura. Tra le opere Estaciˇn, ida y vuelta (Stazione, andata e ritorno, 1930), Memorias de Leticia Valle (Memorie di Letizia Valle, 1954), Acrˇpolis (Acropoli, 1984) e Ciencias naturales (Scienze naturali, 1988). 

\cha-cha-cha, sm. invar. Ballo sudamericano caratterizzato da tre brevi passi veloci da cui per onomatopeica deriva il nome. 

\Chachani, Nevado Vulcano (6.075 m) spento del Per˙, nelle Ande. 

\Chaco (Argentina) Provincia (799.000 ab.) dell'Argentina, capoluogo Resistencia. 

\Chaco (bassopiano) Bassopiano omogeneo dell'America meridionale (700.000 km2) tra la Cordigliera delle Ande e il fiume Paraguay fino al Río Salado e alle pampas. Suddiviso in Boreal (Paraguay e Bolivia), Central e Austral (Argentina), è bagnato dai fiumi Bermejo e Pilcomayo. Foreste e allevamento sono le risorse. 

\Chaco (Paraguay) Regione (98.000 ab.) del Paraguay, nella pianura alluvionale del Chaco Boreal. Amministrativamente divisa nelle province di Alto Paraguay, Chaco, Nueva Asuncion e Presidente Hayes. L'economia è basata soprattutto sullo sfruttamento delle foreste che si trovano nel Paraguay e nell'Argentina e da cui si ricava un legname molto pregiato. L'allevamento del bestiame, la coltivazione del cotone e lo sfruttamento del sottosuolo con miniere di carbone e giacimenti petroliferi, sono le altre risorse della regione. 

\chador, sm. invar. Lungo velo nero che copre la testa e il volto lasciando scoperti solo gli occhi, indossato dalle donne di religione islamica. 

\Chadwick, James (Manchester 1891-Pinehurst 1974) Fisico inglese. Gli è attribuita la scoperta del neutrone nel nucleo atomico (1932). Nel 1935 fu insignito del premio Nobel. 

\Chadwick, Lynn (Londra 1914-Lypiatt Park, Gloucestershire 2003) Scultore inglese. Tra le opere Figure alate (Venezia, Ca' Pesaro). 

\Chagall, Marc (Vitebsk, Bielorussia 1887-Saint-Paul-de-Vence 1985) Pittore russo. Legato alla cultura popolare russa e al simbolismo, le sue opere sono pervase di elementi onirici e lirici. Potrebbe sembrare vicino al surrealismo, ma diversamente da questo, Chagall insegue la bellezza e la magia dei sogni. Tra le sue opere, Il sabato (1910, New York, Museum of Modern Art), Io e il villaggio (1911, New York, Museum of Modern Art), Autoritratto dalle sette dita (1912-1913, Amsterdam, Stedelijk Museum), Giorno di festa (1914, Düsseldorf, Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen), Le porte del cimitero (1917, Basilea, Coll. I. Meyer Chagall), Il violinista verde (1918), Sogno di una notte d'estate (1938), La caduta dell'angelo (1947, Basilea, Kunstmuseum), e Vetrate della cattedrale di Metz (1958-1968). Fu anche scenografo (allestimento dell'Uccello di fuoco di Stravinskij, 1945) e illustratore (Anime morte di Gogol, 1927; Favole di La Fontaine, 1930-1931). 

\Chain, Ernest Boris (Berlino 1906-Irlanda 1979) Biochimico inglese. Scoprì in collaborazione con A. Fleming e H. W. Florey la penicillina e per questo fu con loro insignito del premio Nobel nel 1945. 

\chaise-longue, sf. invar. Poltrona da riposo con spalliera molto inclinata. 

\Chalatenango Dipartimento (181.000 ab.) dell'El Salvador, tra il confine dell'Honduras e il fiume Lempa. 

\chalet, sm. Villetta, casetta per lo più di legno. ~ baita. 

\Challant-Saint-Anselme Comune in provincia di Aosta (706 ab., CAP 11020, TEL. 0125). 

\Challant-Saint-Victor Comune in provincia di Aosta (536 ab., CAP 11020, TEL. 0125). 

\challenge, sf. invar. Classifica annuale, o comunque periodica, ricavata dai risultati ottenuti in competizioni nazionali o internazionali di particolare importanza. 

\Challenger Corvetta britannica che dal 1872 al 1876 compì un giro scientifico intorno al mondo attraversando i tre oceani. 

\challenger, sm. invar. Pretendente al titolo di campione nel gergo pugilistico. ~ sfidante. 

\Challis, James (Braintree, Essex 1803-Cambridge 1882) Astronomo inglese. Si dedicò allo studio molto laborioso di possibili astri perturbatori di Urano, insieme ai colleghi Adams e Le Verrier. Adams fu il primo a ipotizzare la presenza di un astro che influiva sull'orbita di Urano, ma non fu in grado di individuare la natura dell'oggetto stesso; contemporaneamente in Francia Le Verrier giunse allo stesso risultato. Adams presentò i suoi calcoli a Challis che li considerò inconsistenti, mentre rappresentavano invece una scoperta sensazionale. Quando si resero pubblici i lavori di Le Verrier, che giunse ai medesimi esiti, Challis non poté fare altro che chiedere pubblicamente scusa al collega Adams, sconfitto nella lotta per l'aggiudicazione della paternità della scoperta. 

\chama, sf. invar. Genere di Molluschi Lamellibranchi diffusi nei mari caldi sulle scogliere corallifere. Hanno una conchiglia spessa e rugosa con dentelli aguzzi su ciascuna valva. Rappresentano il prototipo della famiglia dei Camidi. 

\Chamartín de la Rosa Sobborgo di Madrid (65.000 ab.), situato a nord-est della città. Centro industriale (prodotti elettromeccanici). 

\Chambal Fiume (960 km) dell'India. Nasce dai monti Vindhya e confluisce nel fiume Yamuna. 

\Chambave Comune in provincia di Aosta (835 ab., CAP 11023, TEL. 0166). 

\Chamberlain, Arthur Neville (Birmingham 1869-Heckfield 1940) Politico inglese. Fu primo ministro e leader dei conservatori (1937). Nel 1938, a Monaco, stipulò un patto con Italia e Germania onde evitare la seconda guerra mondiale (appeasement). Nel 1939, dichiarò guerra alla Germania dopo l'invasione tedesca della Polonia. 

\Chamberlain, Joseph (Londra 1836-Birmingham 1914) Politico britannico. Ministro delle colonie dal 1895 al 1903, fu tra i principali fautori della guerra anglo-boera. 

\Chamberlain, Owen (San Francisco 1920-Berkeley 2006) Fisico statunitense. Scoprì in collaborazione con E. Segrè l'antiprotone e con lui fu insignito del premio Nobel nel 1959. 

\Chambers, William (Göteborg 1723-Londra 1796) Architetto inglese. Tra le opere la Somerset House a Londra (1776-1786). 

\Chambéry Città (54.000 ab.) della Francia, capoluogo del dipartimento della Savoia. Situata ai piedi delle Alpi occidentali a 270 m sul livello del mare. Importante nodo nei trasporti locali e nelle comunicazioni è un fiorente centro amministrativo e commerciale della regione. Vi si trovano la cattedrale di Saint-François-de-Sales, il castello dei Savoia e la gotica Sainte Chapelle. 

\Chambeshi Fiume (480 km) dello Zambia. Sfocia nel Lago Bangweulu. 

\Chambord, Henri cónte di (Parigi 1920-Frohsdorf 1983) Figlio del duca di Berry, ultimo Borbone di Francia. 

\Chamfort, Nicolas de (Clermont-Ferrand ca. 1740-Parigi 1794) Pseudonimo di Nicolas-Sébastien Roch. Moralista. Tra le opere Quadri della rivoluzione francese (1791-1794) e Massime e pensieri (postumo, 1795). 

\CHAMIL In informatica è la sigla del linguaggio di programmazione Chamelon Micro Implementation Language. 

\Chamisso, Adalbert von (Boncourt, Champagne 1781-Berlino 1838) Romanziere tedesco. Tra le opere La meravigliosa storia di Peter Schlemihl (1814) e Amore e vita di donna (1819). 

\Chamois Comune in provincia di Aosta (122 ab., CAP 11020, TEL. 0166). 

\chamotte, sf. invar. 1 Miscela utilizzata per la fabbricazione di refrattari resistente fino a 1650° C. È composta di polvere di mattoni, argilla e sabbia ricca di silicio. 2 Biscotto di argilla cotta macinato finemente che viene aggiunto a composizioni ceramiche molto grasse per diminuirne la plasticità. 

\Champagne Regione della Francia a est di Parigi. Attraversata dalla Senna. L'economia è incentrata sulla coltivazione della vite, con produzione di vini pregiati. Centri notevoli sono Reims, Troyes, Châlons-sur-Marne. La regione era abitata da tribù galliche; divenne francese dopo il matrimonio di Giovanna di Blois con Filippo il Bello. 

\champagne, agg. e sm. invar. agg. invar. Di colore biondo spento, tipico dello champagne. 
sm. invar. Vino bianco spumante prodotto nella omonima regione della Francia. 

\Champaigne, Philippe de (Bruxelles 1602-Parigi 1674) Pittore. Tra le opere Il cardinale Richelieu (Parigi, Louvre) e Ritratto di Luigi XII di Francia (1655, Madrid, Prado). 

\Champaran Distretto dell'India, diviso nei distretti: East Champaran (1.956.000 ab.), capoluogo Motihari e West Champaran (1.587.000 ab.), capoluogo Bettiah. 

\Champassak Provincia (469.000 ab.) del Laos, capoluogo Paksé. 

\Champdepraz Comune in provincia di Aosta (646 ab., CAP 11929, TEL. 0125). 

\Champignol per forza Commedia di G. Feydeau (1892). 

\Champion, Marge (Los Angeles 1923-) Nome d'arte di Marjorie Celeste Belcher. Danzatrice statunitense. Si esibì con successo, in coppia con il marito Gower, in vari musical, tra i quali Hello Dolly (1963), il più famoso, curato personalmente da Gower e The Happy Times (1968). La coppia interpretò anche film musicali come Mr. Music e Show Boat

\Championnet, Jean-Étienne (Valence 1762-Antibes 1800) Militare francese. In qualità di comandante generale delle armate rivoluzionarie conquistò il regno di Napoli e vi proclamò la Repubblica napoletana (gennaio 1799). 

\Champlain Lago (1.269 km2) degli USA, tra lo stato del Vermont, di New York e quello canadese del Québec. 

\Champlain, Samuel de (Brouage 1570 ca.-Québec 1635) Esploratore e colonizzatore francese. Scoprì i laghi Huron, Ontario e quello situato tra Canada e USA che porta il suo nome. Nel 1608 fondò Quèbec. 

\Champollion, Jean-François (Figeac 1790-Parigi 1832) Egittologo francese. Interpretò la stele bilingue di Rosetta decifrando i geroglifici. 

\Champoluc Stazione climatica in provincia di Aosta (450 ab.), a 1568 m s.l.m. nella Val d'Ayas nel comune di Ayas. Noto centro di villeggiatura, sport invernali e di escursioni verso i gruppi dei Gemelli e del Breithorn. 

\Champorcher Comune in provincia di Aosta (406 ab., CAP 11020, TEL. 0125). 

\Champs-Elysées Famosa via di Parigi lunga 1880 m. che unisce piazza della Concordia con Piazza Charles de Gaulle dove c'è l'Arco di Trionfo. 

\Chamson, André (Nîmes 1900-Parigi 1983) Scrittore francese. Di fede protestante, fece il proprio esordio con i romanzi Roux le bandit (1925), Les hommes de la route (1927) e L'auberge de l'abime (1933). Dopo aver partecipato dal 1930 al 1939 alla resistenza antifascista, pubblicò numerose opere sul tema della guerra di Liberazione, come i romanzi Quatre mois (1940), Le puits des miracles (1945) e La reconquŕte 1944-45 (1975) e i racconti della Suite guerrière (1975). Tra gli altri suoi scritti, da segnalare L'homme qui marchait devant moi (1948), La neige et la fleur (1952), Comme une pierre qui tombe (1964), La Superbe (1967), Castanet, le Camisard de l'Aigoual (1979), Catinat, gardian de la Camargue (1982) e Il faut vivre mieux (pubblicato postumo nel 1984). 

\chance, sf. invar. 1 Probabilità di successo in una gara. 2 Occasione favorevole. ~ opportunità. 

\Chandigarh Città (503.000 ab.) dell'India, capitale degli stati di Haryana e del Punjab. 

\Chandler, Elizabeth Margaret (Centre, Delaware 1807-Lenewee, Michigan 1834) Scrittrice statunitense. Raggiunse una certa notorietà dopo la morte, con la pubblicazione, nel 1836 delle opere Saggi filantropici e morali e Poesie

\Chandler, operazióne di Intervento su pazienti affetti da glaucoma maligno consistente nell'incisione della sclerotica per svuotarla dell'umore acqueo. 

\Chandler, Raymond (Chicago 1888-La Jolla, California 1959) Romanziere. Tra le opere Il grande sonno (1939) e Il lungo addio (1954). 

\Chandrasekhar, Subrahmanyan (Lahore 1910-Chicago 1995) Astrofisico indiano. Teorizzò l'evoluzione stellare e scoprì le stelle nane bianche, nel 1983 fu insignito del premio Nobel con W. Fowler. 

\Chanel, Coco (Saumur 1883-Parigi 1971) Sarta francese. Fu tra i precursori dell'unione di alta moda e confezione in serie. 

\Chaney, Lon (Colorado Springs 1883-New York 1930) Attore cinematografico statunitense. Interpretò Il fantasma dell'opera (1925) e Il club dei tre (1930). 

\Changchun Città (1.679.000 ab.) della Cina, nella Manciuria. Capoluogo della provincia di Jilin. 

\Changde Città (214.000 ab.) della Cina, nella provincia dell'Hunan. 

\Changhua Città (217.000 ab.) di Taiwan, capoluogo della contea omonima. 

\Changsha Città (1.113.000 ab.) della Cina, capoluogo della provincia dell'Hunan. 

\Changzhou Città (531.000 ab.) della Cina, nella provincia di Jiangsu. 

\cha-no-yu, sm. invar. Riunione giapponese in cui una serie di invitati si trova per gustare una tazza di te preparato dall'ospite secondo un preciso rituale legato al buddismo zen. 

\chanson, sf. invar. Composizione profana caratterizzata da polifonia di derivazione franco fiamminga (XV-XVI sec.). Autori noti per la scrittura di chansons polifoniche sono Johannes Ockeghem (1425-1496), Josquin Desprès (1440-1521), Orlando di Lasso (1532-1594), Gabriel Fauré (1845-1924), Claude Debussy (1862-1918) e Maurice Ravel (1875-1937). 

\Chanson de Roland Poema epico francese di autore anonimo (XI sec.). Appartenente al genere noto come chansons de geste (canti di azioni eroiche), celebra il valore del paladino Orlando, caduto in un agguato nel 778 a opera dei baschi. Nel poema, Orlando diviene nipote di Carlo Magno, mentre i baschi diventano saraceni: l'agguato ha luogo al passo Roncisvalle sui Pirenei, per il tradimento di Gano. Seguirà la vendetta esemplare di Carlo Magno. Come nella maggior parte della poesia epica, i personaggi sono caratterizzati in modo sommario. 

\chanteuse, sf. invar. Canzonettista da caffè-concerto. 

\chantilly, sm. 1 Crema leggera simile alla panna montata. 2 Sorta di pizzo molto pregiato. 3 Tipo di stivali da cavallerizzo molto lucidi. 

\Chantilly Centro della Francia settentrionale nel dipartimento dell'Oise con circa 12.000 ab. Oltre che per il castello settecentesco è famosa per le porcellane e per le fabbriche di meccanica di precisione. 

\Chao Mêng-fu (Wu-hsing, Chekiang 1254-1322?) Pittore cinese. Tra le opere Colori autunnali sui monti Chiao e Hua (1295, Pechino, Museo del Palazzo Imperiale). 

\Chao, Shu-li (Shen-shui, Shansi 1906-1970) Romanziere cinese. Tra le opere Il matrimonio di Hsiao Erh-hei (1943) e Il villaggio di San-li-wan (1953). 

\Chaozou Città (162.000 ab.) della Cina, nella provincia di Guangdong. 

\Chapala Il lago (1.650 km2) più esteso del Messico, tra gli stati di Jalisco e di Michoac´n. 

\chaperon, sm. invar. 1 Cappuccio portato dalle dame della nobiltà. 2 Donna anziana che un tempo faceva compagnia a una giovane per evitarle maldicenze. 

\Chaperonìne Famiglia di proteine che utilizzano l'energia liberata dall'idrolisi dell'ATP per sfruttare gli avvolgimenti peptidici di altre proteine, garantendone poi il loro riavvolgimento dopo la denaturazione. 

\Chaplin, Charlie (Londra 1889-Corsier-sur-Vevey 1977) Pseudonimo di Charles Spencer Chaplin. Regista e attore cinematografico. La sua fama imperitura è legata alla maschera di Charlot (in inglese Charlie), un vagabondo astuto con buffi abiti, perennemente nei guai con la legge. Chaplin presto scrisse e diresse i propri film: La bottega dell'usuraio (1916), Vita da cani (1918), Il monello (1921), La donna di Parigi (1923), La febbre dell'oro (1923), Il circo (1928), Luci della cittÓ (1931), Tempi moderni (1936), Il grande dittatore (1940), Monsieur Verdoux (1947), Luci della ribalta (1952), Un re a New York (1957), La contessa di Hong Kong (1967). 

\Chaplin, Geraldine (Santa Monica 1944-) Attrice cinematografica, figlia di Charlie e di Oona O'Neill. Interpretò Nashville (1975), Cria Cuervos (1976), Un matrimonio (1978), Bolero (1980), Un dolce viaggio (1981), Charlot (1992), L'etÓ dell'innocenza (1993) e A casa per le vacanze (1995). 

\Chappe, Claude (Brzlon 1763-Parigi 1803) Fisico francese. Fu l'inventore del telegrafo ottico. 

\chapultepec Altura che si trova a ovest di Città del Messico nel cui parco con castello ebbe domicilio l'imperatore Massimiliano. 

\Char, Réné (L'Isle-sur-la-Sorgue 1907-Parigi 1988) Poeta. Tra le opere Taccuini di Hypnos (1946) e La notte talismanica (1972). 

\Charcot, Jean-Martin (Parigi 1825-Lac des Settons 1893) Neurologo francese. Studiò approfonditamente l'isteria considerata come nevrosi. 
Charcot, malattia di 
Patologia consistente nell'amiotrofia e nella paralisi di tutti i muscoli scheletrici. 

\Chardin, Jean-Baptiste-Siméon (Parigi 1699-1779) Pittore francese. Tra le opere La razza (1725-1726, Parigi, Louvre), La bambina con la trottola (ca. 1735, Parigi, Collezione privata), NÚcessaire per fumatore (ca. 1737, Parigi, Louvre) e Il bambino con la trottola (1738, Parigi, Louvre). 

\Chardonnet, Hilaire de (Besançon 1839-Parigi 1924) Chimico francese. Fu tra gli iniziatori del processo alla nitrocellulosa (1889) che diede il via all'industria delle fibre tessili artificiali. 

\Charente Dipartimento (342.000 ab.) della Francia, capoluogo Angoulême. 
Charente 
Fiume (360 km) della Francia. Nasce dai monti del Limosino e sfocia nell'oceano Atlantico. 

\Charente-Maritime Dipartimento (527.000 ab., 6856 km2) della Francia, capoluogo La Rochelle. Prevalentemente pianeggiante, si sporge sull'oceano Atlantico. È attraversato dal fiume omonimo. Le risorse economiche sono rappresentate dalla coltivazione di vigneti, dall'allevamento e dalle industrie petrolchimiche, meccaniche e alimentari. 

\Chari Fiume (1.450 km) dell'Africa equatoriale. È formato dai fiumi Bamingui e Gribingui. Sfocia nel lago Ciad. 

\Chari-Baguirmi Prefettura (1.252.000 ab.) del Ciad, capoluogo N'djamena. 

\Charisse, Cyd (Amarillo 1922-Los Angeles 2008) Attrice cinematografica e ballerina statunitense. Interpretò Cantando sotto la pioggia (1952) e Brigadoon (1954). 

\Charleroi Città (206.000 ab.) del Belgio, nella provincia dell'Hainaut sulle rive del fiume Sambre. Collegata con un canale artificiale a Bruxelles, basa la sua economia sull'estrazione del carbone (è uno dei centri principali), sull'industria metallurgica e vetraria. Fu distrutta durante la prima guerra mondiale a seguito di una battaglia tra francesi e tedeschi. 

\Charles d'Orléans (Parigi 1394-Amboise 1465) Poeta. Tra le opere Il libro della prigione (1415) e Canto dell'amore

\Charles, Jacques-Alexandre (Beaugency, Orléans 1746-Parigi 1823) Fisico francese. Si occupò prevalentemente della dilatazione dei gas e applicò i suoi studi realizzando la prima ascensione a 3.000 m di quota su aerostato a idrogeno (1783). Studiò l'andamento della pressione nei gas e perfezionò l'eliostato di Gravesande. Fu l'inventore di un idrometro. 

\Charles, Ray (Albany, Florida 1930-Beverly Hills 2004) Cantante e pianista statunitense. Spazia tra diversi generi (rhythm and blues, blues, gospel e soul). Tra le opere What'd I say e Georgia on my mind

\Charleston Città (58.000 ab.) degli USA, capitale dello stato della Virginia Occidentale. Attivo centro commerciale e di distribuzione verso il territorio circostante, dove si estraggono petrolio, carbone e gas naturale. Sede di industrie metallurgiche, chimiche e vetrarie. 

\charleston, sm. invar. Ballo di origine nordamericana di ritmo veloce. 

\Charleville-Mézières Città (57.000 ab.) della Francia, capoluogo del dipartimento delle Ardenne. 

\Charlie Brown Personaggio dei fumetti creato nel 1950 da C. Schulz. Incarna il "bambino senza qualità", l'eterno sconfitto che personifica l'insicurezza degli adulti trasposta nel mondo infantile. 

\Charlie, anche i cani vanno in paradiso Film d'animazione, americano (1989). Regia di Don Bluth. Titolo originale: All Dogs Go to Heaven 

\Charlot Popolare personaggio dello schermo creato da Charlie Chaplin nel 1914. Il simpatico omino con baffetti neri, bombetta e bastone di bambù divenne il simbolo dell'eterno vagabondo sempre in lotta con la vita. 

\charlotte, sf. invar. 1 Dolce a base di savoiardi, crema, panna e ingredienti vari. 2 Cappello femminile rotondo e schiacciato. 

\Charlotte Città (396.000 ab.) degli USA, nella Carolina del Nord, ai piedi dei monti Appalachi. Importante nodo ferroviario e stradale. Fiorente centro manifatturiero e commerciale. Industrie tessili, chimiche e metalmeccaniche. Sede di un importante aeroporto e di università. 

\charme, sm. invar. Grazia. ~ fascino. 

\Charmes Opera di poesia di P. Valéry (1922). 

\Charonton Quarton Enguerrand (Laon ca. 1410-not. fino al 1466) Pittore francese. Tra le opere Madonna della Misericordia (1452, Chantilly, Musée Condé) e Incoronazione della Vergine (1453-1454, Villeneuve-les-Avignon, Hospice). 

\Charpentier, Marc-Antoine (Parigi 1634-1704) Compositore francese. Tra le opere Te Deum (ca. 1690). 

\Charta 77 Manifesto dei dissidenti cecoslovacchi imperniato sulla difesa dei diritti umani reso pubblico nel 1977; fu causa di dure repressioni da parte del governo contro i gruppi di intellettuali. 

\charter, sm. invar. 1 Aereo noleggiato per i percorsi desiderati. 2 Noleggio di una nave. 

\Chartres Città francese della Beauce, sulle rive dell'Eure, capoluogo del dipartimento di Eure-et-Loir. Industrie alimentari, chimiche, del vetro, farmaceutiche, meccaniche, metallurgiche. Splendida è la cattedrale romanica (XI sec.), ma compiuta in gotico (XVI sec.). Particolari sono le sue vetrate. 
Scuola filosofica di Chartres 
Fondata da Fulberto di Chartres, nel 980, fu il centro del rinnovamento teologico e scientifico del XII sec. Tra gli insegnanti vi furono Bernardo di Chartres, Clarembaldo d'Arras, Giovanni di Salisbury, Guglielmo di Conches. 

\chartreuse, sf. invar. Liquore fatto con erbe aromatiche e preparato originariamente dai monaci della Grande Certosa. 

\Charvensod Comune in provincia di Aosta (1.984 ab., CAP 11100, TEL. 0165). 

\Chase, Lucia (Waterbury, Connecticut 1907-New York 1986) Ballerina e impresaria teatrale statunitense. Studiò balletto con Mordkin. Nel 1939 fondò il Ballet Theatre insieme a R. Pleasant, del quale fu condirettrice fino al 1980. 

\Chase, Mary Ellen (Blue Hill, Maine 1887-Northampton 1973) Scrittrice statunitense, si dedicò completamente alla scuola, a opere di carattere scolastico e ai racconti destinati ai bambini. Come narratrice, preferì contesti regionali e si espresse al meglio nel romanzo Mary Peters (1934). 

\Chasles, Michel (Epernon, Chartres 1793-Parigi 1880) Matematico francese. Lavorò soprattutto sulla geometria proiettiva, studiando l'omografia. 

\chassepot, sm. invar. Fucile a ripetizione del tipo ad ago che prese il nome dal suo omonimo inventore. In dotazione nell'esercito francese tra il 1866 e il 1874 permetteva un volume di fuoco elevato per quell'epoca. 

\Chassériau, Théodore (Santa Barbara de Saman´, Santo Domingo 1819-Parigi 1856) Pittore francese. Tra le opere Le due sorelle (1843, Parigi, Louvre) e Tepidarium (1853, Parigi, Louvre). 

\châssis, sm. invar. 1 Telaio dell'automobile. 2 Telaietto per lastre fotografiche. 

\Chastel, André (Parigi 1912-1990) Storico dell'arte francese. Tra le sue opere, Arte e umanesimo a Firenze (1959), La crisi del rinascimento (1968) e Il sacco di Roma (1983). 

\chat line o chat, sost. f. invar. Linea telefonica o collegamento Internet che consente la comunicazione vocale od, anche, video tra più persone. 

\Chateaubriand, François-Réné de (Saint-Malo 1768-Parigi 1848) Prosatore. Divenuto ufficiale nel 1786, assistette con simpatia agli inizi della rivoluzione. Si recò negli Stati Uniti nel 1791. Ritornato in Francia, all'arresto del re nel 1792 si unì alle forze realiste ma, ferito gravemente, si rifugiò a Londra. Tornato in Francia nel 1800, pubblicò Atala (1801) e Il genio del cristianesimo (1802), esaltazione della superiorità della religione cristiana. Il successo delle due opere fece sì che ottenesse l'incarico di segretario di legazione a Roma (1803). Si dimise nel 1804, disgustato per la condanna a morte del duca di Enghien. Nel 1806-1807 viaggiò in Grecia, Palestina, Egitto, Tunisia e Spagna. Nel 1811 venne eletto accademico di Francia. Nel 1814 compose il pamphlet antinapoleonico Buonaparte e i Borboni. Dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo, fu nominato pari di Francia (1815), ambasciatore in Gran Bretagna (1822) e ministro degli esteri (1823-1824). Tra le altre opere sono da ricordare: RenÚ (1802), Viaggio in America (1827) e l'autobiografia Memorie d'oltretomba (1849-1850, postuma). Chateaubriand ebbe una forte influenza sulla letteratura romantica della quale anticipò, soprattutto in Atala e RenÚ, i motivi principali come l'incanto della natura, la magnificenza dei paesaggi esotici e le passioni del cuore umano. 

\Châteauroux Città (51.000 ab.) della Francia, capoluogo del dipartimento dell'Indre. 

\Chatham Isola della Nuova Zelanda, nell'oceano Pacifico. La maggiore dell'arcipelago omonimo. 

\Châtillon Comune in provincia di Aosta (4.632 ab., CAP 11024, TEL. 0166). 

\chat-line vedi "chat". 

\Chat-Noir (Le) Famoso ritrovo di intellettuali sorto a Parigi nel 1881 e chiuso definitivamente nel 1897. 

\Chattanooga Città (170.000 ab.) degli USA, nello stato del Tennessee. Centro industriale e commerciale sulle rive del fiume omonimo. Principale nodo ferroviario del sud degli Stati Uniti. È sede di industrie chimiche, tessili e metallurgiche. Punto strategico durante la guerra di secessione, fu centro di numerose battaglie che sono ricordate, nelle vicinanze della città, nei parchi militari di Chattanooga e Chickamauga. 

\Chatterton Dramma di A. de Vigny (1835). 

\Chaucer, Geoffrey (Londra 1340 ca.-1400) Poeta, è reputato il padre della lingua inglese per averle dato dignità letteraria, impiegando la variante centrorientale. Visse anche in Italia, lesse le opere di Dante, Petrarca e Boccaccio; in particolare, il suo capolavoro I racconti di Canterbury (1386-1400) furono influenzati dal Decameron di Boccaccio. La sua opera è un riconoscimento della nuova società borghese. Altre sue opere sono Il parlamento degli uccelli (1382), Troilo e Criseide (1383-1385 ca.). 

\che, cong., agg., pron. e sm.
cong. 1 Introduce proposizioni dichiarative (oggettive, soggettive e completive in generale). credo che sia stato lui. 2 Introduce proposizioni consecutive. mi implorò tanto che dovetti cedere. 3 Introduce proposizioni causali. prendi l'ombrello che piove. 4 Introduce proposizioni finali. fa' che tutto riesca bene. 5 Introduce proposizioni temporali. sono due mesi che non ho sue notizie. 6 Si usa per introdurre il secondo termine di paragone. 7 Introduce proposizioni comparative. 8 Si usa con valore di comando, di augurio. che ti venga un po' di bene. 9 Si usa con valore limitativo. che io sappia, non si è ancora laureato. 10 introduce prop. eccettuative. non posso fare altro che andarmene. 11 Si usa con valore generico in espressioni enfatiche. 12 Forma numerose congiunzioni composte e locuzioni congiuntive. 
pron. invar. relativo 1 Il quale, la quale, i quali, le quali. un tipo che sa il fatto suo. 2 In cui ( il giorno che sono partito), di cui ( questo è il libro che t'ho detto). 3 La qual cosa ( dal che deduco che non mi vuoi bene
pron. invar. interrog. / esclam. / indef. (solo singolare) che hai detto? a che pensi? che dici! c'è in lei un che di romantico a che (perché) lo ha fatto fatto?
agg. invar. interrog. ed esclam. Quale, quali. che libri compri? che pizza che sei!
sm. Solo nella locuzione il che e il come nel senso di ogni cosa, il tutto. ha voluto sapere il che e il come di quel che mi è capitato
  agg. what, which. cong. 1 that (dich., consec., fin.). 2 (eccettuativa) but, only. 3 than (comp.) pron. that, who, which. 
  lat. quid

\ché "perché"   che che "checché"

\Che bella domenica! Romanzo di J. Semprun (1980). 

\Che cos'è la letteratura? Saggio di J. P. Sartre (1946). 

\Che cos'è la proprietà Opera di filosofia di P. J. Proudhon (1840). 

\Che cos'è l'arte Saggio di L. N. Tolstoj (1897). 

\Che cos'è l'oblomovismo? Opera di critica letteraria di N. Dobroljubov (1859). 

\Che disgrazia l'ingegno! Commedia di A. Griboedov (1822-1823) 

\Che fare? Opera di politica di V. I. Lenin (1902). 

\Che ho fatto io per meritare questo? Film commedia, spagnolo (1985). Regia di Pedro Almodovar. Interpreti: Carmen Maura, Angel De Andrés Lopez, Veronica. Forqué. Titolo originale: Que he hecho yo para mercer esto? 

\Che la festa cominci Film storico, francese (1974). Regia di Bertrand Tavernier. Interpreti: Philippe Noiret, Jean Rochefort, Jean-Pierre Marielle. Titolo originale: Que la fête commence ... 

\Che ve ne sembra dell'America? Racconto di W. Saroyan (1934). 

\Che vita da cani Film commedia, americano (1991). Regia di Mel Brooks. Interpreti: Mel Brooks, Lesley Ann Warrer, Jeffrey Tambor. Titolo originale: Life Stinks 

\chécca, sf. Omosessuale maschile. 

\checché, o che che, pron. invar. rel. Si adopera sia come soggetto che come complemento oggetto nel significato di qualunque cosa che. 

\checchessìa, o che che sìa, pron. invar. 1 Qualsiasi cosa. 2 Nulla. ~ niente. 

\Chécchi, Andrèa (Firenze 1916-Roma 1974) Attore cinematografico italiano. Tra i film interpretati, L'assedio dell'Alcßzar, Malombra, Giacomo l'idealista, Roma cittÓ libera, Achtung banditi! e Italiani brava gente (1964). Ebbe vari ruoli anche in televisione, in Una tragedia americana (1962), La figlia del capitano (1965), La fiera delle vanitÓ (1967), E le stelle stanno a guardare (1971). 

\Chéchi, Yùri (Prato 1969-) Ginnasta italiano. Vinse il titolo europeo nella disciplina degli anelli (1990, 1992 e 1994); primo italiano a ottenere il titolo mondiale (1993), lo riconfermò nel 1994 e 1995. Nel 1996 ha vinto l'oro agli anelli alle olimpiadi di Atlanta. Nel settembre 1997 dopo la quinta vittoria consecutiva del titolo mondiale ha annunciato il ritiro. 

\check, sm. invar. Termine utilizzato nella tecnica dei calcolatori elettronici per identificare un'operazione di verifica o di controllo. 

\check-in, sm. invar. Controllo del biglietto e ritiro dei bagagli dei passeggeri, prima di un viaggio aereo. 

\checksum Letteralmente significa somma di controllo. Nel linguaggio informatico è un metodo per il rilevamento dell'errore in fase di trasmissione dati. 

\check-up, sm. invar. Serie di analisi ed esami clinici miranti a dare un'immagine più completa delle condizioni di salute di una persona. ~ controllo. 

\chedivé, sm. invar. Titolo equivalente a quello di viceré; fu conferito nel 1867 al pascià d'Egitto Ismail e venne abrogato nel 1914 da Husain Kamal che lo sostituì col titolo di sultano. 

\chef, sm. invar Capocuoco di ristorante. 

\Chefren (vissuto intorno al 2570 a. C.) In egizio Khaf-Ra. Faraone egiziano, quarto della IV dinastia menfita. Ordinò la costruzione dell'omonima piramide (la seconda di Gîza) presso la quale sorge la Sfinge con il suo volto rivolto a Gîza. È anche rappresentato in molte statue di alabastro giunte fino a noi. 

\cheilìte, sf. Infiammazione dovuta a cause diverse della parte rossa delle labbra. 

\cheilofagìa, sf. Movimento nervoso che consiste nel mordersi in continuazione le labbra o i baffi. 

\cheilognatopalatoschìsi, sf. Malformazione congenita che si presenta con un contatto tra bocca e naso dovuto alla lacerazione tra il labbro superiore, il mascellare e il palato. 

\cheiloplàstica, sf. Intervento chirurgica volto alla restaurazione anatomica e funzionale di un labbro. 

\cheiloschìsi, sf. Altro nome del labbro leporino. 

\Cheju-do Isola della Corea del Sud, nel mar Cinese Orientale. Con altre isole minori, forma la provincia di Cheju. 

\chèla, sf. Pinza caratteristica dei Crostacei utilizzata come organo di presa, di difesa e di offesa. 

\chelàto, agg. Composto di coordinazione formato da leganti bidentati. 

\chelazióne, sf. Reazione chimica in cui un atomo viene legato da un reagente detto chelante tramite più di un legame coordinativo. Il nome (come quello della "chela" dei granchi) deriva dal greco chelé, che significa artiglio; infatti l'atomo centrale viene circondato a tenaglia dal chelante.

\cheliceràti Sottotipo di artropodi provvisti di un solo paio di appendici preorali detti appunti cheliceri. Si suddividono in tre classi: Aracnidi, merostomi e picnogonidi (o pantopodi). 

\Chelìceri 1 Famiglia di Rettili Cheloni rappresentata da tartarughe d'acqua dolce diffuse soprattutto nelle zone tropicali della Guiana e del Brasile nordorientale. 2 Appendici pari preorali proprie dei Chelicerati. 

\Chelìdridi Famiglia di Rettili Cheloni rappresentata da tartarughe d'acqua dolce del genere Chelydra

\Chéliff Il fiume (725 km) più lungo dell'Algeria. Sfocia nel mar Mediterraneo. 

\chelleàno, agg. e sm. Cultura del Paleolitico inferiore caratterizzata dalle amigdale (strumenti litici grossolani) a tagliente sinuoso e sviluppatasi attorno alla città francese di Chelles. Oggi è detto abbevilliano. 

\chellerìna, sf. Cameriera di una birreria o di un caffè. 

\Chelm Città (68.000 ab.) della Polonia, capoluogo del voivodato omonimo. 

\Chelmsford Città (59.000 ab.) della Gran Bretagna, capoluogo della contea inglese di Essex. 

\chelòide, sm. Cicatrice cutanea ipertrofica che può assumere un aspetto tumorale. 

\Chelóni Ordine dei Rettili comprende specie terrestri, d'acqua dolce o di mare. È suddiviso nelle famiglie Emidi, Testudini, Chelonidi, Dermochelidi e Trionichidi. Gli animali di quest'ordine hanno il corpo racchiuso in un carapace osseo nel quale possono ritrarre testa e zampe. Hanno mascelle prive di denti e ranfoteca tagliente. 

\chelònia, sf. Genere di Rettili Cheloni appartenenti alla famiglia dei Chelonidi. 

\Chelònidi Famiglia di Rettili Cheloni rappresentata da tartarughe marine con gli arti trasformati in pinne natatorie. 

\Chelsea Quartiere residenziale della parte ovest di Londra. Sede di numerosi artisti, conserva ancora le vecchie abitazioni di un tempo. 

\Chelùridi Famiglia di Crostacei Malacostraci cui appartiene la Cheluria terebrans, dannosa agli argini e alle dighe poiché perfora il legno. Appartiene all'ordine degli Anfipodi. 

\chemin-de-fer, sm. invar. Giogo di carte d'azzardo, variante del baccarà. 

\chemio- Primo elemento di parole che nella terminologia scientifica significano chimica o chimico. 

\chemioluminescènza, o chemiluminescenza, sf. Fenomeno di emissione di luce dovuto ad alcune reazioni chimiche principalmente di ossidoriduzione. 

\chemiometrìa, sf. Recente branca della chimica che utilizza le più avanzate tecniche statistiche per risolvere problematiche di interesse chimico quali l'ottimizzazione di processo, la classificazione e il QSAR. 

\chemiotattìsmo, sm. Orientamento degli spostamenti delle cellule dovuto alla differente concentrazione nel mezzo di alcune sostanze chimiche. 

\chemioterapìa, sf. Cura basata su sostanze chimiche in grado di agire contro microorganismi o cellule neoplastiche. 

\chemioteràpico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla chemioterapia. 

\chemiotropìsmo, sm. Orientamento degli spostamenti delle cellule dovuto alla differente concentrazione nel mezzo di alcune sostanze chimiche. È positivo se esercita attrazione, negativo se repulsione. 

\chemisier, sm. invar. Abito femminile che si ispira alle caratteristiche della camicia maschile. 

\Chemnitz Città (278.000 ab.) della Germania, nella Sassonia. Capoluogo del distretto omonimo. 

\chemo- => "chemio-" 

\chemocettóre, sm. Recettore sensibile a stimoli chimici (es. cellule olfattive e calici gustativi). 

\chemosfèra, sf. Regione atmosferica in cui prevale l'attività chimica compresa tra i 20 e i 110 km. 

\chemòsi, sf. Infiltrazione della congiuntiva dell'occhio che può determinare la formazione di un cercine attorno alla cornea. 

\Chen, Kaige (1956-) Regista cinematografico cinese. Diresse La grande parata (1985), Il re dei bambini (1987) e Addio mia concubina (1993). 

\Chenab Fiume (1.100 km) dell'India. Nasce dall'Himalaya e confluisce nell'Indo. 

\Chengde Città (326.000 ab.) della Cina, nella provincia di Hebei. 

\Chengdu Città (1.713.000 ab.) della Cina, capoluogo della provincia dello Sichuan. 

\Chénier, André-Marie de (Costantinopoli 1762-Parigi 1794) Poeta francese. Nato in oriente da una madre che si credeva greca, fin da giovane concepì un vero culto per l'antica Grecia. Alla fine del 1787 partì per Londra come segretario d'ambasciata. Il soggiorno in Inghilterra fu per lui penoso, quasi un esilio. Si consolò scrivendo l'Invenzione, saggio nel quale espose i principi della sua poetica. Tornato in Francia nel 1790, partecipò entusiasta al movimento rivoluzionario, ma restò un moderato e protestò contro gli eccessi dei giacobini. A Versailles collaborò alla difesa di Luigi XVI curata da Malesherbes. Tornato a Parigi dopo l'esecuzione del re, venne arrestato nel marzo del 1794. In prigione scrisse La giovane prigioniera e alcuni Giambi antigiacobini che riuscì a far filtrare all'esterno occultando il manoscritto nei pacchi di biancheria. Condannato come nemico del popolo, venne ghigliottinato il 25 luglio 1794. Le sue opere sono state pubblicate per la prima volta nel 1819. Altre sue opere Elegie (1794), Bucoliche (1794). La poesia di Andrea Chénier rappresenta una delle espressioni più alte del neoclassicismo europeo. 

\Chenopodiàcee Famiglia di piante erbacee cosmopolite proprie dei terreni salini o alcalini come le barbabietole e gli spinaci. Appartiene all'ordine delle Centrosperme. 

\chenopòdio, o chenopodium, sm. Genere di piante erbacee ermafrodite tipiche dei terreni rocciosi. Appartiene alla famiglia delle Chenopodiacee. 

\Chenu, Marie-Dominique (Soisy-sur-Seine 1895-1990) Teologo francese. Appartenente all'ordine domenicano, studiò approfonditamente San Tommaso e scrisse Per una teologia del lavoro (1955). 

\Cheonan Città (212.000 ab.) della Corea del Sud, nella provincia di Chungcheong Meridionale. 

\Cheongjin Città (265.000 ab.) della Corea del Nord, capoluogo della provincia Hamgyeong Settentrionale. 

\Cheongju Città (478.000 ab.) della Corea del Sud, capoluogo della provincia di Chungcheong Settentrionale. 

\Chèope (vissuto intorno al 2600 a. C.) In egizio Khufu. Faraone egiziano. Secondo della IV dinastia menfita (2600 a. C: ca.), ordinò la costruzione della più grande piramide di Gîza. Si stima che la sua costruzione impiegò più di 100.000 uomini. Secondo una tradizione antica, fu invece un tiranno spietato contrapposto a suo padre Snefru. 

\chepì, sm. invar. Copricapo militare rigido con visiera di cuoio portato da diversi eserciti fin dalla prima guerra mondiale. 

\chéppia, sf. Altro nome dell'alosa. 

\cheque, sm. invar. Assegno bancario. 

\Cher Dipartimento (322.000 ab.) della Francia, capoluogo Bourges. Situato nella regione centrale, attraversata dal fiume omonimo, presenta un territorio in prevalenza collinoso e ricco di foreste. L'economia si basa sull'agricoltura (cereali e vigneti), sull'allevamento di ovini e sulle industrie metalmeccaniche, del vetro, della porcellana e dell'estrazione di ferro. 
Cher 
Fiume (350 km) della Francia. Nasce dal massiccio Centrale e confluisce nella Loira poco distante da Tours. 

\chera-, o cherato- Primo elemento di parole che nella terminologia scientifica significano corno, sostanza cornea, dal greco kÚras, kÚratos

\cheralgìa, sf. Dolore riferito alla cornea. 

\Cheràsco Comune in provincia di Cuneo (6.503 ab., CAP 12062, TEL. 0172). 

\cheratìna, sf. Proteina dell'organismo prodotta da cellule epiteliali, particolarmente resistente. È componente principale di unghie e peli. In altri animali partecipa alla formazione di altre appendici epidermiche (scudo dei coleotteri, corna, penne, piume, scaglie). 

\cheratinizzàre, v. v. tr. Sottoporre farmaci alla cheratinizzazione. 
v. intr. pron. Subire un processo di cheratinizzazione. 

\cheratinizzazióne 1 Il rivestire di cheratina sostanze medicinali che devono passare nell'intestino. 2 Trasformazione in cheratina di alcune sostanze. 

\cheratìte, sf. Infiammazione della cornea. 

\cheratocèntesi, sf. Puntura della cornea eseguita nelle ulcere corneali per espellere un eccesso di umore acqueo o di liquidi patologici. 

\cheratocongiuntivìte, sf. Infiammazione dei tessuti corneali e congiuntivali. 

\cheratodermìa, sf. Lesione cutanea riguardante le mani e i piedi. 

\cheratolìsi, sf. 1 Sfaldamento dello strato corneo dell'epidermide. 2 Scioglimento dello stesso a scopo terapeutico. 

\cheratòma, sm. Alterazione cutanea caratterizzata da ispessimento dello strato corneo. 

\cheratomicòsi, sf. Infezione della cornea causata dal fungo Aspergillus fumigatus

\cheratoplàstica, sf. Intervento chirurgico per rimpiazzare un frammento di cornea malata con uno sano e trasparente. 

\cheratoplàstico, agg. (pl. m.-ci) Che indurisce la pelle. 
ProprietÓ cheratoplastica 
Caratteristica che possiedono alcuni agenti terapeutici che consiste nella cicatrizzazione accelerata di lesioni cutanee e nell'attivazione della cheratinizzazione delle cellule epiteliali. 

\cheratòsi, sf. Lesione cutanea caratterizzata da macchie grigiastre con la superficie indurita; può evolvere in neoplasia maligna. 

\cherchez la femme, loc. avv. Espressione francese che significa "cercate la donna". Utilizzata da Dumas padre nella sua commedia I mohicani di Parigi, è stata scherzosamente estesa nel parlare comune per significare di cercare nelle donne la causa di un determinato evento anche se non ne sembrano assolutamente coinvolte. 

\Chérchi, Sàndro (Genova 1911-Torino 1998) Scultore. Trasferitosi a Milano nel 1936, contribuì a fondare il movimento artistico culturale chiamato gruppo di Corrente. Titolare poi della cattedra di scultura presso l'Accademia Albertina di Torino, ha recentemente prodotto alcune originali opere definite sculture-paesaggio

\Chéreau, Patrice (Lézigné 1944-) Regista teatrale e cinematografico francese. Diresse L'homme blessÚ (1983) e La regina Margot (1994). 

\Cherèmule Comune in provincia di Sassari (558 ab., CAP 07040, TEL. 079). 

\Chéri Romanzo di S. G. Colette (1920). 

\Chermèsidi Famiglia di Insetti Emitteri omotteri che comprende gli afidi del genere Chermes

\chèrmisi => "cremisi" 

\Chernètidi Famiglia di Aracnidi pseudoscorpioni cui appartengono specie di piccole dimensioni con corpo appiattito e privo di coda. 

\Chernobyl => "Cernobyl" 

\cherokee, sm. e sf. invar. Appartenente a una delle tribù irochesi che occupavano il versante occidentale degli Allegheni meridionali. La repubblica autonoma dei cherokee fondata nel 1820 fu soppressa nel 1906. 

\cheroséne, sm. Miscela di idrocarburi ottenuta dalla distillazione del petrolio. 

\cherry brandy, loc. sost. m. invar. Acquavite di ciliege. 

\Chersonèso Nome che nell'antica Grecia designava diverse penisole le cui più famose erano il Chersoneso Taurico (odierna Crimea) e il Chersoneso Tracico (odierna penisola di Gallipoli). 

\cherùbico, agg. (pl. m.-ci) Simile a un cherubino. 

\Cherubìni, Luìgi (Firenze 1760-Parigi 1842) Musicista. Esordì ad Alessandria con il Quinto Fabio (1779), poi si trasferì nel 1787 a Parigi dove insegnò al conservatorio. Fu influenzato da Gluck e lodato da Beethoven. Compose musica sacra (Messa in fa, Requiem in do minore), strumentale (Sinfonia in re), teatrale (Demofonte, 1788; Lodo´ska, 1791; Medea, 1797; Il portatore d'acqua, 1800; Anacreonte, 1803). Redasse anche alcuni metodi didattici (Corso di contrappunto e fuga, 1835). 

\cherubìno, sm. Spirito alato dal volto umano che, nella religione cristiana, deve vegliare il trono divino. Appartiene alle gerarchie angeliche (arcangeli, troni, dominazioni, principati, podestà ecc.). ~ angelo. 
  lat. cherubim, dall'ebr. kerubim. 

\Cheshire Contea (937.000 ab.) della Gran Bretagna, capoluogo Chester. 

\Chester Città (59.000 ab.) della Gran Bretagna, capoluogo della contea di Cheshire. 

\Chesterton, Gilbert Keith (Kensington 1874-Londra 1936) Scrittore inglese. Creatore del detective Padre Brown, protagonista dei suoi romanzi gialli. Tra le altre sue opere, L'uomo che fu giovedý (1908), La sfera e la croce (1910), L'osteria volante (1914) e il capolavoro Le avventure di un uomo vivo (1915). 

\chetàre, v. v. tr. Calmare, far stare tranquillo. ~ placare. <> irritare, eccitare. 
v. intr. pron. 1 Calmarsi. ~ tranquillizzarsi. <> agitarsi. 2 Tacere. ~ zittirsi. 
v. rifl. Mettersi calmo, tranquillo. ~ quietarsi. 
  deriv. da cheto. 

\chetichèlla, avv. Di nascosto, senza farsi vedere. 
  avv. (alla chetichella) on the sly, unobtrusively, stealthily. 

\chéto, agg. Fermo, silenzioso, tranquillo. 
  lat. quietus, p.p. di quiescere riposare. 

\chetoàcido, sm. Composto che contiene le funzioni acida e chetonica. 

\Chetodòntidi Famiglia di Pesci Actinopterigi Perciformi detti anche squamipenni per la proprietà del corpo e delle pinne natatorie di essere ricoperti di squame. Sono noti anche col nome di pesci farfalla e vivono presso le scogliere corallifere. 

\Chetognàti Tipo della classificazione del regno animale, sottoregno dei Metazoi, gruppo dei Deuterostomi. Rappresentati da circa 60 specie, componenti del plancton, hanno forma in cui sono distinguibili capo, tronco, coda e rudimentali pinne stabilizzatrici. 

\chetóne, sm. Composto chimico contenente il gruppo = CO (carbonile) cui sono legati due radicali idrocarburici. I chetoni si dicono semplici o simmetrici nel caso in cui i radicali siano uguali, altrimenti sono misti. 

\chetònico, agg. (pl. m.-ci) Che possiede la funzione chetonica. 
Corpi chetonici 
Il termine è riferito ad alcuni metaboliti lipidici ottenuti dalla β-ossidazione degli acidi grassi. 

\Chetòpodi Antica denominazione degli Anellidi Policheti e Oligocheti, degli Archianellidi e dei Mizostomidi; tuttavia oggi il gruppo comprende soli i Policheti e gli Oligocheti. 

\chetòsi, sf. Alterazione del metabolismo contraddistinta da un'elevata concentrazione di corpi chetonici nel sangue e nei tessuti. Un accumulo eccessivo può portare all'acidosi o all'acidochetosi. 

\Chetumal Città (57.000 ab.) del Messico, capitale dello stato di Quintana Roo. 

\cheviot, sm. invar. 1 Razza ovina inglese a lana lunga. 2 Lana fornita da tale razza. 3 Stoffa soffice e leggera ricavata dalla lana omonima. 

\chevreau, sm. invar. Pelle di capretto per fare guanti utilizzata nel mondo della moda. 

\Chevrillon, André (Ruelle Charente 1864-Parigi 1957) Scrittore francese. Tra le opere, Taine, formation de sa pensÚe (1932), ╔tudes anglaises, La pensÚe de Ruskin, Rudyard Kipling, Marrakech dans les palmes (1920) e Dans l'Inde (1891). 

\Chevrolet Motor Company Industria automobilistica americana fondata nel 1911 e fusasi nel 1918 con la General Motors. La sede degli stabilimenti è a Detroit. 

\chewing-gum, sm. Gomma da masticare. ~ cicca. 

\Cheyenne Città (51.000 ab.) degli USA, sul versante orientale delle Montagne Rocciose, capitale dello stato del Wyoming. Sede di un aeroporto, centro commerciale e industriale. Sono presenti industrie alimentari, meccaniche e petrolchimiche. Nella zona circostante è sviluppato l'allevamento di bovini e ovini. In origine terra dei cheyenne (da cui prese il nome). 

\cheyenne Tribù nordamericana algonchina, una volta abitante nell'odierno Minnesota. Opposero una fiera resistenza contro i bianchi che occupavano le loro terre, specialmente contro il generale Custer (1868, 1876). Sconfitti, nel 1886 furono confinati nelle riserve del Montana e nell'Oklahoma. 

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