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\clearance, sf. invar. Metodo di valutazione delle capacità funzionali del rene. 

\Cleàrco (450 ca.-401 a. C.) Generale spartano. Collaborò con Ciro il Giovane nella lotta contro Artaserse; venne ucciso da Tissaferne. 

\clearing, sm. invar. Procedura effettuata tra operatori che agiscono in rapporti reciproci, al fine di pareggiare il valore delle importazioni e delle esportazioni, senza ricorrere a scambi di moneta. La stipula di accordi di clearing tra due o più paesi (molto comuni prima e dopo l'ultimo conflitto mondiale) consente che gli importatori effettuino i pagamenti presso un istituto di credito del proprio paese (normalmente la banca centrale). È poi compito di questo ufficio regolare i conti con il proprio corrispondente all'estero e con gli esportatori nazionali, realizzando così movimenti valutari esclusivamente contabili come contropartita di spostamenti reali delle merci. 

\Clebsch, Rudolf Friedrich A. (Königsberg 1833-Gottinga 1872) Matematico tedesco. Si occupò della teoria degli invarianti, dello studio delle funzioni abeliane ed ellittiche e della teoria generale delle curve, contribuendo al passaggio tra la geometria proiettiva e la geometria algebrica.

\clèfta, sm. Montanaro, che spesso vive di brigantaggio, della regione dell'Olimpo e del Pindo. 

\cleistogamìa, sf. Fenomeno per il quale si ha autofecondazione non verificandosi l'apertura dei fiori. 

\cleistotècio, agg. Inerente ai muschi le cui capsule si aprono per rottura della parete. ~ cleistocarpo. 

\Clèlia Eroina leggendaria romana. Fuggì dalla schiavitù di Porsenna passando a nuoto il Tevere; fu catturata, ma il re la liberò ammirandone il coraggio. 

\clemàtide, sf. Genere di piante rampicanti delle Ranuncolacee, diffuse nelle zone temperate, molto apprezzate come piante ornamentali per i colori vivi dei loro fiori. 

\Clemenceau, Georges (Mouilleron-en-Pareds 1841-Parigi 1929) Politico francese, deputato di estrema sinistra, è stato anche sindaco di Montmartre. Difese A. Dreyfus pubblicando sul giornale L'Aurore, il J'accuse di É. Zola. Fu senatore, ministro degli interni e presidente del consiglio. Fu fautore delle repressioni degli scioperi operai, prima di tornare all'opposizione. Rieletto presidente del consiglio nel 1917, condusse la Francia alla vittoria durante la prima guerra mondiale e fu tra i protagonisti della conferenza di pace di Versailles. 

\Clemens non Papa (Middelburg? 1510-Diksmulde 1555) Pseudonimo di Jacobus Clement. Compositore fiammingo. Autore di composizioni di musica sacra. 

\Clément, René (Bordeaux 1913-Montecarlo 1996) Regista cinematografico francese. Diresse Operazione Apfelkern (1946), Giochi proibiti (1952), Gervaise (1956), L'uomo venuto dalla pioggia (1969), La baby-sitter (1975). 

\clemènte, agg. 1 Che è facile al perdono e poco severo nel punire. ~ indulgente. <> duro. 2 Temperato, riferito al clima. ~ mite, tiepido, dolce. <> freddo, rigido. 
 X   agg.1 merciful, lenient. 2 (clima) clement, mild. 
 @   lat. clemens,-entis. 

\Clemènte (papi) Nome di papi e antipapi. 
Clemente I 
Santo. Terzo successore di Pietro, papa dall'89 ca. al 97. 
Clemente II 
(?-Pesaro 1047) Suitgero di Morsleben, papa nel 1046 e 1047, fatto eleggere da Enrico III; operò per la riforma ecclesiastica. 
Clemente III (antipapa) 
(Parma 1023-Civita Castellana 1100) Guiberto di Ravenna, eletto antipapa nel 1080 in opposizione a Gregorio VII per volontà di Enrico IV. 
Clemente III 
(?-Roma 1191) Paolo Scolari, papa dal 1187. Si oppose alla terza crociata. 
Clemente IV 
(Saint Gilles inizio sec. XIII-Vigerbo 1268) Guy Folques, papa dal 1265. Incoronò Carlo d'Angiò di Sicilia e lo appoggiò nel combattimento contro Manfredi e Corradino di Svevia. 
Clemente V 
(?-Requemaure 1314) Bertrand de Got, papa dal 1305. Sottomesso dal re francese Filippo il Bello, nel 1309 trasferì la sede papale ad Avignone. Soppresse l'ordine dei templari. 
Clemente VI 
(Maumont 1291-Avignone 1352) Pierre Roger, quarto papa avignonese, eletto nel 1342. 
Clemente VII (antipapa) 
(Ginevra 1342-Avignone 1394) Roberto di Ginevra, antipapa. Fu eletto nel 1378 a Fondi in opposizione a Urbano VI, elezione che scatenò lo scisma d'occidente. 
Clemente VIII (antipapa) 
(?-Maiorca 1446) Egidio Mu˝oz, antipapa nel 1443 in contrapposizione a Martino V. Fu in carica fino al 1429. 
Clemente VIII 
(Fano 1535-Roma 1605) Ippolito Aldobrandini, papa dal 1592. Riconobbe Enrico IV re di Francia e ampliò i suoi territori avocando Ferrara alla Santa Sede (1597). 
Clemente IX 
(Pistoia 1600-Roma 1669) Giulio Rospigliosi, papa dal 1667. Nel 1668 fu promotore ad Aquisgrana della pace franco-spagnola; in seguito cercò di porre fine alle controversie sul giansenismo e tentò di organizzare una crociata con l'unione di tutte le forze cristiane contro i turchi. 
Clemente X 
(Roma 1590-1676) Emilio Bonaventura Altieri, papa dal 1670. Eletto già anziano, affidò il potere al cardinale Paluzzi degli Albertoni. 
Clemente XI 
(Urbino 1649-Roma 1721) Giovan Francesco Albani, papa dal 1700. Emanò due bolle di condanna del giansenismo, Vineam domini (1705) e Unigenitus (1713). 
Clemente XII 
(Firenze 1652-Roma 1740) Lorenzo Corsini, papa dal 1730. Mentre cercava di annettere ai suoi territori il ducato di Parma, fu costretto a riconoscere la successione di Carlo di Borbone (1731). Sette anni più tardi promulgò la prima condanna della massoneria. 
Clemente XIII 
(Venezia 1693-Roma 1769) Carlo Rezzonico, papa dal 1758. Contrario all'illuminismo mise all'indice L'enciclopŔdie e le opere di J.-J. Rousseau. 
Clemente XIV 
(Sant'Arcangelo di Romagna 1705-Roma 1774) Giovanni Vincenzo Ganganelli, papa dal 1769. Con il breve Dominus ac Redemptor noster (Il nostro Signore e Redentore, 1773) decretò la soppressione della Compagnia di Gesù, oggetto di attacchi violenti perché coinvolta nelle vicende politiche del tempo (sarebbe stata ricostituita solo nel 1814). 

\Clemènte Alessandrìno (Atene 150-Asia Minore 212) Santo e padre della chiesa greca. Cercò di conciliare il cristianesimo con il platonismo. Tra le sue opere, Protreptico ai greci, Pedagogo e Strˇmata. 

\Clemènti, Mùzio (Roma 1752-Evesham 1832) Pianista e compositore romano. Fu tra i migliori concertisti del suo tempo, tanto da risultare fondamentale per lo sviluppo della tecnica pianistica. Costruì pianoforti, fu editore musicale e direttore d'orchestra. La sua opera più importante è il Gradus ad Parnassum, raccolta di esercizi di tecnica. Notevoli anche le Sonate per pianoforte. 

\clementìna, sf. Mandarancio. 

\clementìno, agg. Relativo a uno dei papi di nome Clemente. 

\clemènza, sf. 1 L'essere clemente. ~ bontà, magnanimità. <> severità. 2 Mitezza, detto di clima. 
 X   sf. clemency, mercy, mildness. 
 @   lat. clementia. 

\Clemenza di Tito, La Opera seria in due atti di W. A. Mozart, libretto di C. Mazzolà (Praga, 1791). 

\Cleòbulo (sec. VI a. C.) Originario di Lindo (Rodi), fu uno dei sette sapienti. 

\Cleòmbroto Re di Sparta dal 380 al 371 a. C. Epaminonda lo sconfisse e lo uccise a Leuttra. 

\Cleòmene Nome di sovrani. 
Cleomene I 
(?-487 a. C.) Re di Sparta dal 520 a. C. Nel 510 esiliò Ippia lontano da Atene; nel 487, non sano di mente, morì suicida. 
Cleomene II 
Re di Sparta dal 370 al 309 a. C. 
Cleomene III 
(260 ca.-219 a. C.) Re di Sparta dal 235 al 222. In contrasto con la lega achea, introdusse riforme sociali. Nel 222 Antigono Dosone lo sconfisse a Sellasia, lo costrinse a fuggire in Egitto, lì lo imprigionò ed egli si uccise. 

\Cleòne (?-Anfipoli 422 a. C.) Politico ateniese. Di ideologia democratico-radicale, appoggiò a oltranza la guerra contro Sparta. Nella battaglia contro Brasida presso Anfipoli perì. 

\Cleopàtra (storia) Tipico nome delle regine d'Egitto della dinastia tolemaica. 
Cleopatra VII 
(Alessandria 68-30 a. C.) Figlia di Tolomeo XII Aulete, re d'Egitto, gli succedette prima sposando il fratello Tolomeo XIII e poi il fratello Tolomeo XIV. Avversata da costui e dal partito di corte, salì al trono per volere di Cesare. Divenne amante e sposa di Cesare, che seguì a Roma. Alla sua morte, sposò Antonio e coltivò l'ambizioso sogno di divenire la regina di una monarchia orientale, da contrapporre a quella romana. Ottaviano le mosse guerra e, con la vittoria riportata ad Azio, occupò l'Egitto. Ritenuta responsabile per la sconfitta del marito, si suicidò facendosi mordere da un aspide secondo la tradizione. 

\Cleopatra (cinema) Film storico, americano (1963). Regia di Joseph Leo Mankiewicz. Interpreti: Elizabeth Taylor, Richard Burton, Rex Harrison. Titolo originale: Cleopatra 

\clèps, sm. invar. Tacheometro di Porro a piccoli cerchi graduati nascosti in una scatola parallelepipeda di bronzo. 

\cleptocrazìa, sf. Variante di tangentocrazia; significa governo dei ladri. 

\cleptofobìa, sf. Disturbo psichico consistente nell'ossessiva paura di commettere un furto. 

\cleptòmane, agg., sm. e sf. Si dice di persona affetta da cleptomania. 

\cleptomanìa, sf. Disturbo psichico consistente nell'insopprimibile pulsione a impadronirsi di oggetti senza averne la minima necessità. La cleptomania può essere una manifestazione tipica di alcune psicosi e viene collocata dalla psicoanalisi tra le nevrosi impulsive, analogamente a gioco d'azzardo, fughe impulsive, piromania ecc. 
 @   greco klŔptes ladro +-mania. 

\clergyman, sm. invar. Vestito maschile nero, chiuso al collo che i preti cattolici portano in America. 

\clericàle, agg., sm. e sf. agg. Del clero. ~ ecclesiastico. <> laico. 
sm. e sf. Chi è favorevole all'intervento del papa nella vita politica. 
 @   lat. clericalis, deriv. da clericus chierico. 

\clericalìsmo, sm. L'atteggiamento di chi è clericale o favorevole ai clericali. 

\Clèridi Famiglia di Insetti Coleotteri diversicorni a cui appartengono molte specie. 

\Clermont-Ferrand (150.000 ab.-256.000 ab. con agglomerato urbano) Città della Francia, capoluogo del dipartimento Puy-de-Dôme. Importante per il mercato agricolo (vino, grano), per l'industria della gomma (pneumatici), chimica e meccanica. Tra i monumenti principali la chiesa Notre-Dame du Port, il museo archeologico, il palazzo Savaron e la fontana d'Amboise. Fu sede nel 1095 di un concilio, in cui Urbano II bandì la prima crociata. 

\clèro, sm. Il corpo ecclesiastico in generale. ~ chiesa, preti. <> laicato, laici. 
 X   sm. clergy. 
 @   lat. clerus, dal greco klŔros. 
Clero secolare 
Parte del clero organizzato gerarchicamente, al vertice del quale è il papa; seguono i cardinali, i vescovi e i parroci. 
Clero regolare 
Insieme delle congregazioni quali i gesuiti, i barnabiti, i teatini, i camilliani, dedite a diverse forme di apostolato (insegnamento, missioni, assistenza). 

\cleromanzìa, sf. Arte di predire il futuro secondo una specie di tiro a sorte. 

\cleruchìa, sf. Nell'Antica Grecia, colonia con compiti militari. 

\Clès Comune in provincia di Trento (6.239 ab., CAP 38023, TEL. 0463). 

\clesiàno, agg. e sm. Relativo a Cles; abitante o nativo di Cles. 

\clessìdra, sf. Orologio ad acqua o a sabbia, costituito da due coni comunicanti tra loro da un foro, attraverso il quale il contenuto passa da un recipiente all'altro, misurando così il tempo. 
 @   lat. clepsydra, dal greco klepsydra. 

\Clessidre dell'ignoto Opera di poesia di O. Elitis (1937). 

\Clèto Comune in provincia di Cosenza (1.469 ab., CAP 87030, TEL. 0982). 

\Cleveland (Gran Bretagna) Contea (559.000 ab.) della Gran Bretagna, capoluogo Middlesborough. 

\Cleveland (USA) Città (600.000 ab. ma circa 2.000.000 nell'area metropolitana) degli Stati Uniti, nell'Ohio, sulla sponda meridionale del lago Erie. Punto d'incontro di molte linee di comunicazione, è sede di importanti industrie metallurgiche e meccaniche (auto, aerei). Sede di diversi istituti universitari; da ricordare la sinagoga e il centro della comunità ebraica. 

\Cleveland, Stephen Grover (Caldwell 1837-Princeton 1908) Uomo politico americano, democratico, presidente degli Stati Uniti dal 1885 al 1889 e successivamente dal 1893 al 1897. Mise in atto una politica fiscale molto rigida; progettò una riduzione della spesa pubblica e tagli alle tariffe doganali, rendendosi però alquanto impopolare. Questo gli costò le elezioni del 1888, mentre vinse quelle del 1893. Durante la crisi economica del 1893, cercò di penalizzare gli interessi dei finanzieri e agì con violenza contro gli scioperi sindacali. 

\clic, inter. e sm. inter. Imita un rumore breve, secco e metallico. 
sm. Altra denominazione del suono fatto da un pulsante quando viene premuto. 

\cliccàre, v. tr. 1 Schiacciare col pulsante facendo clic. 2 Termine che in informatica indica la pressione di uno dei tasti del mouse. 

\cliché, sm. invar. 1 Lastra di zinco incisa fotomeccanicamente per la stampa tipografica di disegni e di fotografie. ~ matrice. 2 Luogo comune, motivo obbligato, ripetuto troppo spesso. 

\client, sm. invar. In informatica indica un elaboratore che riceve servizi da un altro computer chiamato server. 

\cliènte, sm. 1 Chi, con regolarità, si vale di uno stesso fornitore o professionista. ~ compratore, avventore. <> venditore. la lotta per mantenere i propri clienti si fece sempre pi¨ aspra. 2 Nell'antica Roma, chi si poneva al servizio di un cittadino potente contraccambiandone i favori in vari modi, facendo propaganda elettorale e votando per lui in occasione delle elezioni. 3 Chi, per interesse o altro, si pone al servizio di qualcuno. 
 X   sm. client, customer. 
 @   lat. cliens,-entis

\clientèla, sf. 1 L'insieme dei clienti. quel negozio serve una clientela molto raffinata. 2 L'istituto tradizionale dell'antica Roma di avere o essere dei clienti. 3 Gruppo di persone che, per interesse, sostengono una persona importante. 
 X   sf. clients, customers, clientèle. 
 @   lat. clientela

\clientelàre, agg. Fondato sul clientelismo. 

\clientelìsmo, sm. Rapporti tra persone basati unicamente su interessi e prospettive di vantaggi futuri. ~ favoritismo. 

\clientelìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al clientelismo. 

\cliff-dwellings, sf. invar. Abitazioni tipiche degli indiani Pueblo costruite su pareti rocciose negli Stati Uniti sudoccidentali. 

\Cliffhanger Film d'avventura, americano (1993). Regia di Renny Harlin. Interpreti: Sylvester Stallone, John Lithgow, Michael Rooker. Titolo originale: Cliffhanger 

\Clift, Montgomery (Omaha 1920-New York 1966) Attore cinematografico statunitense. Interpretò Il fiume rosso (1948), Da qui all'eternitÓ (1953) e Gli spodestati (1960). 

\clìma, sm. (pl.-i) 1 Insieme delle condizioni atmosferiche di un ambiente da cui dipende la vita in quello stesso ambiente. ~ tempo, temperatura. 2 Complesso di condizioni culturali, spirituali, politiche proprie di un'epoca. 3 Secondo gli antichi geografi, ciascuna delle sette zone orizzontali in cui suddividevano la Terra a cominciare dall'Equatore verso nord. 
 X   sm. climate. 
 @   lat. tardo clima,-atis, dal greco klýma. 
La risultante delle condizioni meteorologiche caratteristiche di una località. Gli elementi principali sono la temperatura, i venti, le precipitazioni, la pressione, l'insolazione; sono influenzate da fattori quali la latitudine, l'altitudine, le correnti marine e atmosferiche, la distanza dal mare e l'esposizione al sole. Esistono vari climi a seconda delle varie zone, ossia quello caldo umido nelle zone equatoriali con temperature alte (oltre 20 °C), abbondanza di precipitazioni e senza alcuna differenza tra le stagioni; il clima caldo secco con grande escursione termica diurna e notturna, nella zona dei tropici (deserto del Sahara e asiatico); clima temperato secco o umido nelle zone temperate e clima glaciale, con temperature perennemente sotto lo zero, tipico delle zone artiche e antartiche. Il clima ha subito molte modificazioni (le glaciazioni) nel corso della storia del pianeta e continua a subirne a causa delle attività dell'uomo (inquinamento, effetto serra). 

\climatèrico, agg. (pl. m.-ci) 1 Pericoloso. ~ infausto. 2 Relativo al climaterio femminile. 

\climatèrio, sm. Quadro di modificazioni neuro-endocrine legate a menopausa e andropausa. Il climaterio fisiologico femminile inizia con l'ultima mestruazione regolare e termina con l'inizio della menopausa (scomparsa definitiva dei cicli mestruali). Con climaterio maschile, per analogia, si definisce il periodo di declino delle funzioni sessuali maschili per il quale, a differenza di quello femminile, non è possibile delimitare né il periodo di manifestazione né la durata. Il climaterio viene di norma accompagnato da anomalie nervose, endocrine e vasomotorie. <> pubertà, sviluppo. 
 @   greco klimaktŔr punto critico. 

\climaticaménte, avv. Dal punto di vista climatico. 

\climàtico, agg. (pl. m.-ci) Del clima. 
 X   agg. climatic. 
 @   greco klimatik˛s. 

\climatizzàre, v. tr. Condizionare l'aria in locali chiusi. 

\climatizzatóre, sm. Impianto che mantiene a valori prefissati la temperatura in un luogo. 

\climatizzazióne, sf. Il condizionare l'aria in ambienti chiusi. 
 X   sf. air conditioning. 

\climatologìa, sf. Scienza che studia i vari climi, la loro ripartizione geografica e le loro influenze sulle condizioni di vita. 

\climatològico, agg. (pl. m.-ci) Che concerne la climatologia. 

\climatòlogo, sm. Specialista in climatologia. 

\climatoterapìa, sf. Terapia basata sull'azione di alcuni climi sull'organismo umano. 

\clìmax, sm. invar. 1 Gradazione. 2 Figura retorica nella quale il discorso aumenta gradatamente di tono, forza e intensità. 3 Stadio di equilibrio che permane in una comunità biologica finché non mutano le condizioni ambientali. 

\clinamen, sm. invar. Possibilità degli atomi di deviare durante la caduta dal loro percorso in linea retta. 

\clinch, sm. invar. Fase passiva del corpo a corpo, nel pugilato. 

\clìnica, sf. 1 Parte della medicina che ha per oggetto lo studio delle malattie. clinica pediatrica. 2 Settore ospedaliero diretto da un clinico. 3 Casa di cura privata. ~ ospedale, policlinico, casa di salute. 
 X   sf. 1 clinic, clinical medicine. 2 (casa di cura) nursing home, clinic. 
 @   greco klinik˛s, deriv. da kline letto. 

\clinicaménte, avv. Dal punto di vista clinico. 

\clìnico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Che riguarda la clinica come scienza. il medico gli fece un rapido quadro clinico della situazione
sm. Medico o docente universitario di clinica medica. ~ dottore. essere operato da un illustre clinico
 X   agg. clinical. sm. clinician. 
 @   greco klinik˛s, deriv. da kline letto. 

\Clìnidi Famiglia di Pesci Actinopterigi Perciformi, diffusi nei mari subtropicali e temperati, per lo più piccoli. 

\clinkerizzazióne, sf. Fabbricazione del clinker. 

\clino- Primo elemento di parole composte, dal greco klinein, piegare, inclinare. 

\clinoclàsio, o clinoclasìte, sm. o sf. Arseniato basico di rame, si trova in cristalli monoclini di colore verde. 

\clinoclòro, sm. Silicato idrato di alluminio e di magnesio appartenente al gruppo delle cloriti. 

\clinogràfico, agg. (pl. m.-ci) Riferito al grafico della curva omonima rappresentante, in un sistema di assi cartesiani, la variazione con l'altezza della pendenza di una regione. 

\clinòmetro, sm. Strumento in grado di stabilire l'inclinazione di una superficie rispetto a un piano orizzontale. È costituito da una livella e da un pendolo orizzontale. 

\clinoscòpio, sm. Apparecchio utilizzato in oculistica per misurare la deviazione dei bulbi oculari. 

\clinozoisìte, sf. Silicato di alluminio e di calcio che si presenta in cristalli monoclini incolori o giallastri, appartiene al gruppo degli epidoti. 

\Clinton, William Jefferson Blite IV (Hope 1946-) detto Bill. Politico statunitense. Nelle file del partito democratico fu eletto governatore dell'Arkansas nel 1982 e dieci anni dopo sconfisse G. Bush e divenne il quarantatreesimo presidente degli Stati Uniti. In politica estera si è impegnato nella difesa della pace, mentre in quella interna ha difeso lo stato sociale dall'attacco dei conservatori. Nel 1996 è stato rieletto. Coinvolto in diversi scandali a sfondo sessuale, ha evitato l'impeachment (incriminazione) richiesto dai suoi avversari politici. 

\clintonìte, sf. Silicato di alluminio, magnesio e calcio. 

\clìo, sf. Genere di Molluschi Gasteropodi Opistobranchi appartenenti alla famiglia dei Clionidi, sono presenti nel mar Mediterraneo, oceano Indiano e oceano Atlantico. 

\Clìo Personaggio mitologico (in greco Kleio', da kleos, fama). Musa della storia e della poesia epica, la prima delle nove Muse. Da questo personaggio prende il nome il genere dei Molluschi Gasteropodi clio che vivono in molti mari, da quelli freddi del Nord all'oceano Indiano. 

\cliòna, sf. Genere di poriferi demosponge, spugne perforatrici appartenenti all'ordine delle Adromeridi, famiglia dei Clionidi. 

\clip, sf. invar. 1 Fermaglio specialmente per fogli di carta. 2 Fermaglio a molla che si applica agli orecchini per tenerli stretti al lobo dell'orecchio. 3 Asticciola con cui si assicura alla giacca o al taschino la penna o la matita. 
 @   ingl. clip molletta. 

\clìpeo, sm. 1 Piccolo scudo rotondo di cuoio, usato dai romani. 2 Parte anteriore del tegumento degli insetti. 

\clipper, sm. invar. 1 Grande e veloce veliero usato in America nell'Ottocento. 2 Aereo transoceanico. 
 @   ingl. clipper

\clisìmetro, sm. Apparecchio che serve per la valutazione delle pendenze del terreno, dei diversi strati o delle fratture del suolo. 

\clìsma, sm. Introduzione nel retto-colon di mezzi di contrasto utili nello studio radiologico del grosso intestino. ~ enteroclisma, lavativo, serviziale. 
Clisma opaco 
Somministrazione una sostanza opaca (solfato di bario) ai raggi X per verificare lesioni malformative. 
Clisma a doppio mezzo di contrasto 
Si basa sull'introduzione di aria associata al solfato di bario per una valutazione dello stato di salute di tutto l'intestino crasso. 

\Clìstene (Atene 565-492 a. C.) Legislatore ateniese della famiglia degli Alcmeonidi, introdusse nella sua città una riforma democratica, ossia la parificazione dei diritti di tutti i cittadini, divisi in dieci tribù. Inoltre abbassò i limiti del censo, stabiliti da Solone. Aristotele fa risalire a Clistene l'introduzione dell'ostracismo (esilio). 

\clistère, sm. 1 Somministrazione rettale di liquido contenente farmaci a scopo di stimolare e favorire l'evacuazione di feci o di applicare localmente terapie. ~ clisma, enteroclisma, lavativo, serviziale. 2 Soluzione di farmaci che viene così introdotta. 3 Apparecchio per tale trattamento. 

\clitèllo, sm. Ispessimento cutaneo ghiandolare che si osserva nei primi segmenti del corpo dei lombrichi. 

\Clitennèstra Personaggio mitologico, figlia di Leda e di Pindaro (o di Zeus). Uccise il marito Agamennone in collaborazione con l'amante Egisto, ma venne poi uccisa con lui dal figlio Oreste. 

\clitòride, sf. o sm. Organo erettile dell'apparato genitale femminile, situato nella parte anteriore della vulva.   +  

\clitoridectomìa, sf. Asportazione del clitoride per motivi rituali. 

\Clitùnno Fiume (40 km) dell'Umbria. Nasce dal Monte Campello e confluisce nel Tevere. 

\Clive, Robert (Styche 1725-Londra 1774) Politico e militare inglese. Difese eroicamente Fort Acroit nel 1749. Eletto governatore di Madras, nel 1757 sconfisse a Plassey il viceré del Bengala. 

\clìvia, sf. Genere di piante bulbose appartenenti alla famiglia delle Amarillidacee, con foglie sempreverdi e ombrelle di fiori colorati; originaria dell'Africa meridionale. 

\Clìvio Comune in provincia di Varese (1.802 ab., CAP 21050, TEL. 0332). 

\clìvo, sm. Pendio. ~ collinetta. 
 @   lat. clivus. 

\clìzia, sf. Girasole. ~ eliotropio. 

\Clizia (letteratura) Commedia di N. Machiavelli (1524). 

\Clìzia (pittura) (VI sec. a. C.) Pittore e ceramista greco. La sua arte è caratterizzata da uno stile narrativo, con tendenze miniaturistiche, esemplificato nel grande cratere (altezza cm 66, circonferenza m 1,81) sul quale sono dipinte, a figure nere, scene mitologiche ed eroiche. Tra le opere Vaso Franšois (ca. 570, Firenze, Museo Archeologico). 

\CLN Sigla di Comitato di Liberazione Nazionale. 

\cloàca, sf. 1 Grande fogna destinata a raccogliere e scaricare le acque luride di una città. ~ chiavica, fognatura, pozzo nero. 2 Luogo dove regnano la corruzione e il vizio. 3 Tratto terminale dell'intestino degli Anfibi, Rettili, Uccelli, dove sboccano i condotti degli apparati urinali e genitali. 
 X   sf. sewer. 
 @   lat. cloaca. 

\Cloàca màssima Nell'antica Roma, grande fogna che raccoglieva gli scarichi del Foro. Iniziata sotto il regno di Tarquinio Prisco, fu terminata da Tarquinio il Superbo. 

\cloàsma, sm. Termine medico che designa macchie scure che possono comparire sul volto delle gestanti. 

\clochard, sm. invar. Vagabondo. ~ barbone. 

\cloche, sf. invar. 1 Barra con la quale il pilota aziona gli alettoni e il timone di profondità. 2 Tipo di comando del cambio di velocità con leva sul pavimento dell'autovettura. 3 Cappello da donna con tesa a campana. 
 X   sf. 1 (aer.) control column. 2 (cambio di velocità a cloche) floor-mounted gear shift. 
 @   franc. cloche campana. 

\clock, sm. invar. Letteralmente significa orologio. In informatica indica l'oscillatore al quarzo che invia segnali periodici per sincronizzare il processore. 

\Clòdia Strada romana che collegava Roma con l'Etruria; iniziava sulla Cassia Antica (decimo miglio) e terminava sull'Aurelia (tra Orbetello e Grosseto). 

\Clòdio Albìno, Dècimo (?-Lugdunum 197) Imperatore romano dal 193 al 197, anno in cui fu sconfitto da Settimio Severo a Lugdunum. 

\Clòdio Pùlcro, Pùblio (?-Roma 53 a. C.) Patrizio romano. Fu responsabile nel 58 dell'esilio di Cicerone. Durante i disordini con i seguaci di Milone, venne ucciso. 

\Clodovèo Nome di sovrani. 
Clodoveo I 
(466?-Parigi 511) Re dei franchi salii dal 481, fondò la dinastia dei merovingi. Riportò numerose vittorie militari (contro Siagro, Soissons 486; contro gli alemanni, 497 e contro i visigoti, Vouille, 507); riunite le tribù franche, fondò il suo regno con capitale Parigi, si convertì al cattolicesimo e lo diffuse tra i suoi cittadini. 
Clodoveo II 
(?-657) Succedette al padre Dagoberto I come re di Neustria e Borgogna dal 639. Durante il suo regno cominciarono a prevalere i maggiordomi. 
Clodoveo III 
(?-695) Incoronato re di Neustria e Borgogna nel 691, regnò sotto la tutela di Pipino di Héristal. 

\cloisonné, agg. invar. Detto dello smalto fuso entro cellette formate da piccole pareti verticali di filo metallico saldate sul fondo. 

\clomiféne, sm. Nome commerciale di un estrogeno di sintesi non steroideo induttore dell'ovulazione. 

\clonàre, v. tr. Riprodurre una copia identica a qualcuno. 
 @   deriv. da clone. 

\clonazióne, sf. In biologia è la tecnica tramite la quale si creano, da una singola cellula, cellule identiche anche per quel che riguarda i geni. Può avvenire per frammentazione, gemmazione (vermi, vegetali) o artificialmente, ricorrendo all'ingegneria genetica (trapianto di cellule somatiche in cellule uovo prive di nucleo). Il DNA trasferito genera un individuo geneticamente uguale al donatore. La clonazione viene già da tempo utilizzata dai ricercatori su organismi unicellulari per studiare le mutazioni all'origine delle malattie genetiche. A questo scopo, il materiale genetico di un organismo viene segmentato e introdotto in più microrganismi, creando colture che permettono poi di isolare il gene interessato. 
Nel febbraio 1997 nell'istituto di biotecnologie Roslin di Edimburgo i ricercatori Ian Wilmut e S. Campbell hanno ottenuto il primo clone di un mammifero, una pecora (battezzata Dolly). I ricercatori scozzesi hanno prelevato alcune cellule dalla ghiandola mammaria di una pecora e da questa hanno tolto il nucleo. Quest'ultimo è stato immesso in una cellula uovo (ovocita) di un'altra pecora, che impiantata in una pecora portatrice, ha dato origine a un embrione dal quale è nato Dolly. La tecnica di impiantare il nucleo di una cellula adulta, cioè già differenziata, fa in modo che la pecora nata (Dolly) abbia lo stesso patrimonio genetico della pecora che ha "donato" il nucleo, risultandone quindi un clone. L'importanza dell'esperimento è dovuta al fatto che per la prima volta è stato clonato un mammifero, molto più vicino nella catena evolutiva all'uomo. In passato infatti esperimenti di clonazione erano già stati fatti negli anni cinquanta dagli americani Briggs e King e successivamente, nel 1967, dall'inglese John Gurden, che riuscì a impiantare il nucleo di una cellula dell'intestino di una rana in una cellula ovulo di un anfibio della stessa specie. 
Le polemiche scaturite dalla clonazione di Dolly sono culminate in una decisione del G7 che, nella riunione tenutasi a Denver nel mese di luglio 1997, ha vietato qualsiasi esperimento di clonazione umana. 

\clóne, sm. Insieme di cellule o organismi omogenei derivati da una sola cellula senza fecondazione. 
 @   greco kl˛n germoglio. 

\clònico, agg. (pl. m.-ci) Detto delle contrazioni ritmiche dei muscoli degli arti. 

\clòno, sm. Contrazioni muscolari irregolari e riflesse che si ripetono ritmicamente. 

\cloqué, sm. invar. Tessuto goffrato in cotone o seta e a disegni ottenuti con appropriata armatura. 

\clor(o)- 1 Primo elemento di parole composte, dal greco chloros, giallo verdastro. 2 In chimica prefisso indicante la presenza di cloro in una molecola. 

\clorambucìle, sm. Nome commerciale di una mostarda azotata, utilizzata nei trattamenti della leucemia linfatica cronica. 

\clorammìna, o cloroammìna, sf. Derivato clorurato dell'ammoniaca. 

\cloràre, v. tr. Rendere potabile l'acqua mediante cloro. 

\cloràto, sm. Sale dell'acido clorico. I clorati sono energici ossidanti. Si preparano tramite elettrolisi dei corrispondenti cloruri in celle prive di divisioni. Ve ne sono di vario genere, come il clorato di sodio, impiegato nel processo di sbiancaggio della carta, come diserbante e defoliante, o il clorato di potassio, usato nella fabbricazione dei fiammiferi. 

\clorazióne, sf. Operazione consistente nell'immettere piccole dosi di cloro nell'acqua per le piscine, allo scopo di sterilizzarla. 

\clordiazepòssido, sm. Sostanza appartenente al gruppo delle benzodiazepine ad azione ansiolitica e miorilassante. 

\cloremìa, sf. Presenza di cloro nel sangue. 

\clòrico, agg. (pl. m.-ci) Detto dell'acido HClO3

\cloridrato, sm. Sale derivante dall'acido cloridrico e da una base generalmente azotata. 

\clorìdrico, agg. Relativo all'acido cloridrico. 
Acido cloridrico 
Acido formato da idrogeno e cloro (HCl). Gas incolore, di odore molto irritante, si ottiene sintetizzando gli elementi e come prodotto nell'industria delle clorurazioni organiche. L'acido venduto in commercio, di colore giallo a causa dei sali ferrosi in esso contenuti, è noto come acido muriatico (37%). Viene impiegato industrialmente nella sintesi di prodotti organici (cloruro di vinile, PVC), inorganici (cloruro di ammonio), nel controllo del pH di effluenti. Si trova anche nel succo gastrico. 

\cloridrìna, sf. Nome dato alle sostanze che contengono nella molecola un atomo di cloro e un ossidrile sullo stesso atomo o su atomi adiacenti. 

\clorìte, sf. Gruppo di silicati di magnesio, alluminio e ferro in cristalli lamellari o in aggregati scagliosi di color verde e facilmente staccabili. 

\clorìti Fillosilicati complessi, verdastri, diffusi in alcune rocce metamorfiche. Si tratta per lo più di alluminosilicati di magnesio e di alcuni tipi di ametiste costituenti appunto il cosiddetto gruppo delle cloriti. Un esempio è la pennina, ricchissima di magnesio. 

\clorìto, sm. Sale dell'acido cloroso. 

\cloritòide, sf. Silicato di alluminio, magnesio, ferro; si trova in laminette verdastre monocline, in marmi saccaroidi e in certi scisti cristallini. 

\clòro, sm. Elemento chimico con formula Cl. Il suo peso atomico è di 34,45; il numero atomico è 17. 
Venne scoperto da K. W. Scheele nel 1774 e viene classificato come appartenente al gruppo degli alogeni. In natura si trova sotto forma di cloruro di sodio, di potassio, cloruro doppio di potassio e sodio. Si ottiene dai cloruri attraverso l'azione di ossidanti e per elettrolisi. È un gas diatomico che si combina facilmente con quasi tutti gli elementi, tranne l'azoto, l'idrogeno, il carbonio e i gas. Viene impiegato per rendere potabile l'acqua, per sbiancare e per la formazione di tanti prodotti di consumo, quali coloranti, prodotti medicinali, insetticidi, antisettici. È molto tossico e il gas può irritare le mucose. L'odore non deve superare i 3 ppm e il cloro non deve superare il livello di 1 ppm nell'ambiente di lavoro; al valore di 1.000 ppm è letale. È molto importante a livello biologico, in quanto è presente nei tessuti animali e vegetali; contribuisce nelle funzioni vitali quali la regolamentazione della pressione osmotica, i procedimenti di termoregolazione e nella digestione gastrica. 
 X   sm. chlorine. 
 @   greco chlor˛s. 

\Clorobatteriàcee Famiglia di Batteri verdi contenenti un pigmento molto simile alla clorofilla delle piante superiori. 

\clorocalcìte, sf. Cloruro di calcio, che si trova nelle rocce del Vesuvio, contenente anche potassio, rombico. 

\clorofìlla, sf. Insieme di sostanze organiche sintetizzate dai vegetali e presenti nei cloroplasti sotto forma di un pigmento verde. Svolge la funzione di assorbimento dei raggi luminosi e dell'energia a essi associata, mettendola a disposizione in un secondo momento come energia chimica per la fotosintesi. 
 X   sf. chlorophyll. 

\clorofilliàno, agg. Relativo alla clorofilla. • sintesi clorofilliana  →  "fotosintesi"

\clorofòrmio, sm. (triclorometano) Liquido incolore (CHCl3), di sapore dolciastro, odore caratteristico e capacità anestetiche. Proprio per questa sua peculiarità, il cloroformio è stato utilizzato come anestetico nelle operazioni chirurgiche già dalla seconda metà dell'Ottocento. Tuttavia, non essendo privo di rischi per il paziente (può talvolta generare carbonilcloruro, un composto estremamente tossico), attualmente è stato sostituito con farmaci altrettanto efficaci ma molto meno pericolosi. È usato anche come solvente di grassi, cere, resine, iodio e indaco. 
 X   sm. chloroform. 
 @   franc. chloroforme. 

\cloroformizzàre, v. tr. Provocare anestesia per mezzo di cloroformio. 

\cloròma, sm. Nome dato a tumefazioni sottoperiostee, di colore verdastro, associate a un quadro ematico di tipo leucemico. 

\clorometrìa, sf. Termine che indica i vari metodi per la determinazione quantitativa del cloro attivo e del cloro libero. 

\cloronaftalène, sm. Derivato monoclorurato del naftalene di formula C10H2Cl. 

\cloropicrìna, sf. Nome dato al tricloronitrometano di formula CCl3NO2. ~ nitrocloroformio. 

\cloroplàsto, sm. Organulo presente nelle cellule delle piante verdi e contenente i pigmenti della clorofilla. È la sede della fotosintesi in presenza di luce.   +  

\cloropromazìna, sf. Sostanza che ha un'azione ganglioplegica e neuroplegica sul sistema nuerovegetativo. 

\cloròsi, sf. Rara anemia caratterizzata da una tipica colorazione verdastra della pelle. 
 @   lat. chlorosis, deriv. dal greco chlor˛s. 

\cloròso, agg. Detto dell'acido HClO2

\cloròtico, agg. e sm. agg. Relativo alla clorosi. 
(pl. m.-ci) agg. e sm. Affetto da clorosi. 

\clorotrianisène, sm. Estrogeno di sintesi con un'azione più lunga e migliore tolleranza rispetto ai comuni estrogeni sintetici. 

\cloruraziòne, sf. Reazione mediante la quale si introducono atomi di cloro in molecole organiche. 

\cloruremìa, sf. Sinonimo di cloremia. 

\clorùria, sf. Tasso di cloro nell'urina. 

\clorùro, sm. Sale dell'acido cloridrico, nel quale si forma sostituendo all'idrogeno un metallo, un non metallo o un radicale di acido organico. È usato come sbiancante e come disinfettante. 
Cloruro di calce 
Polvere bianca, igroscopica, che libera in modo spontaneo del cloro attivo. Si ottiene attraverso l'azione diretta del cloro su calce spenta. In ambiente acido, esso sviluppa cloro; in ambiente alcalino, ossigeno. 
Cloruro di sodio 
Sale comune. 

\closterium, sm. invar. Genere di Alghe Clorofite coniugate, unicellulari, della famiglia delle Desmidiacee, a forma di falce, prive della strozzatura mediana. 

\Clotàrio Nome di sovrani. 
Clotario I 
(497-Compiègne 561) Re franco, succedette al padre Clodoveo I nel 511 su un quarto del regno paterno. Alla morte dei fratelli nel 558 riunificò l'intero regno. 
Clotario II 
(584-629?) Re di Neustria, figlio di Chilperico I. Prevalse su Brunechilde e Teodorico II unificando così il regno franco nel 613. 
Clotario III 
(652?-673) Re di Neustria e Borgogna, figlio di Clodoveo II. Regnò sotto il controllo del maggiordomo Ebroino. 
Clotario IV 
(?-719) Re d'Austrasia dal 717. Fu nominato dal maggiordomo Carlo Martello. 

\Clotìlde (Lione 475-Tours 545) Santa e regina dei franchi. Figlia del re Childerico, nel 493 sposò Clodoveo convincendolo nel 496 alla conversione di Reims. 

\Clotìlde di Savòia (Torino 1843-Moncalieri 1911) Figlia di Vittorio Emanuele II di Savoia e moglie nel 1859 di Girolamo Napoleone Bonaparte. 

\Clòto Personaggio mitologico. Una delle tre Moire. 

\clotòide, sf. Curva piana la cui curvatura in un punto generico è direttamente proporzionale alla lunghezza dell'arco di curva formato con un'origine fissa. 

\clou, agg. e sm. invar. agg. invar. Di maggior interesse. 
sm. invar. 1 Ciò che attira l'attenzione, punto culminante. 2 Gara di maggior interesse in una competizione sportiva. 

\Clouet, François (Tours ca. 1510-Parigi 1572) Pittore francese. Tra le opere Pierre Outhe (1562, Parigi, Louvre) e Carlo IX di Francia (1563 o 1569, Vienna, Kunsthistorisches Museum). 

\Clouet, Jean (Bruxelles ca. 1475/1480-Parigi 1541) Pittore francese. Tra le opere Ritratto di Francesco I (prima metà del XVI sec., Parigi, Louvre). 

\Clouzot, Henri-Georges (Niort 1907-Parigi 1977) Regista cinematografico francese. Diresse Il corvo (1943), Vite vendute (1953) e I diabolici (1955). 

\clown, sm. invar. Pagliaccio dei circhi equestri, tipico per i suoi comportamenti e costumi particolari. È figura importante del circo dalla fine del Settecento e viene impiegato per intrattenere il pubblico tra un'attrazione e l'altra o come numero proprio. Si distingue in vari tipi: il clown bianco (faccia infarinata e cappello a cono); augusto (scarpe enormi e trucco grottesco) e clown nero, esecutore di esercizi acrobatici. ~ buffone, giullare, macchietta. 

\clownésco, agg. (pl. m.-chi) Che ricorda la mimica dei clown. 

\Clòz Comune in provincia di Trento (713 ab., CAP 38020, TEL. 0463). 

\club, sm. invar. Circolo, società, sodalizio di persone con stessi scopi e interessi. ~ ritrovo. 

\Club Alpino Italiano ved. "CAI" 

\Cluj Distretto (744.000 ab.) della Romania, capoluogo Cluj-Napoca. 

\Cluj-Napoca Città (329.000 ab.) della Romania, nella Transilvania. Capoluogo del distretto di Cluj. 

\clùne, sf. o sm. Natica. 

\cluniacènse, agg. e sm. Appartenente all'abbazia di Cluny. 
Ordine religioso fondato a Cluny nel 910 da San Bernone. Fu la prima riforma dell'ordine benedettino. I benedettini cluniacensi furono i responsabili della riforma monastica in occidente, anche per la loro indipendenza da vescovi, signori feudali, ma subordinati solo all'autorità papale. Lo sviluppo dell'ordine fu merito dell'abate Oddone e di Pietro il Venerabile, che lo portarono a raggiungere il massimo livello nel XII sec. L'ordine fu soppresso alla vigilia della rivoluzione francese e l'abbazia di Cluny fu quasi interamente distrutta. 

\Cluny Cittadina francese (4.000 ab.) situata nel dipartimento di Saône-et-Loire. Venne fondata nel X sec. e divenne famosa per l'abbazia costruita da Bernone, abate di Baume, grazie alle concessioni delle terre da parte del duca di Aquitania Guglielmo III il Pio. L'abbazia fu distrutta all'inizio del 1800. 

\Clupeifòrmi Ordine di Pesci Teleostei, a cui appartengono varie famligie, tra cui quella dei Clupèidi (bocca rivolta verso l'alto; sardina, aringa, alaccia, papalina, alosa, cheppia), quella degli Engraulidi (bocca rivolta verso il basso; acciuga, coilia) e quella dei Salmonidi (salmone, trota). 

\Clusóne Comune in provincia di Bergamo (7.976 ab., CAP 24023, TEL. 0346). 

\cluster, sm. invar. 1 Classe di composti che hanno gruppi di tre o più atomi metallici. 2 Gruppo di unità di memoria collegate serialmente ad un'unica unità di controllo. 3 In statistica, i cluster sono degli opportuni raggruppamenti di osservazioni basati su qualche criterio di similitudine, o, meglio, sulla vicinanza definita sulla base di opportune definizioni di distanza.   +  

\Clwyd Contea (416.000 ab.) della Gran Bretagna, nel Galles. Capoluogo Mold. 

\Cm Simbolo chimico del curio (numero atomico 96). 
CM 
Sigla di Circolare Ministeriale. 

\CMOS Sigla per Complementary Metal Oxide Semiconductor. Tecnologia per la produzione di circuiti integrati su silicio. 

\CMOT In informatica è la sigla di Common Management information services and protocol Over TCP/IP (servizi informativi per la gestione comune e protocollo TCP/IP). Si tratta di un protocollo per la gestione dei dispositivi di rete. 

\CNA Sigla di Confederazione Nazionale dell'Artigianato. 

\CNEL Sigla di Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro. 

\CNEN Sigla fino al 1982 per Comitato Nazionale per l'Energia Nucleare, oggi Enea. 

\cnidàri Dal greco knÝdÚ, ortica. ~ Celenterati. 

\cnidoblàsto, sm. Cellula urticante propria dei Celenterati o Cnidari. ~ nematoblasto. 

\cnidosporìdii, sm. Sottoclasse di Protozoi Sporozoi parassiti. Vi appartengono gli ordini dei Missoproridi, Microporidi e Attinomissidi. 

\CNN Sigla per Cable Nets Network, emittente televisiva americana che trasmette telegiornali e servizi giornalistici 24 ore al giorno. 

\Cnòsso Anticamente città dell'isola di Creta, centro della civiltà minoica. Fu al culmine dell'importanza nel periodo tra il XVII e il XV sec. a. C. Intorno al 2000-1900 a. C. vennero costruiti a Creta tre palazzi: a Cnosso, a Festo e a Mallia. Quello di Cnosso è il più imponente dei tre. Si tratta, in realtà, di città-palazzi, perché in essi doveva abitare una collettività piuttosto numerosa. Intorno al 1700 a. C. i tre palazzi vennero distrutti, non si sa bene se da un terremoto o da invasori, e poi ricostruiti. Non erano difesi da mura. Oggi il vasto complesso archeologico, i cui scavi iniziarono nel 1900 a opera di A. Evans, ha fornito testimonianze di affreschi, suppellettili e ceramiche (tra le quali, la celebre Brocchetta di GurniÓ) rinvenute nelle piazze, nei magazzini ed edifici riportati alla luce. Il palazzo di Cnosso, di pianta estremamente complessa, copriva una superficie di circa 10.000 m2. Forse da questo dato obiettivo è sorta la leggenda di un labirinto, costruito da Dedalo su commissione del re Minosse per rinchiudervi il mitico Minotauro, che poi l'eroe greco Teseo uccise grazie al filo di Arianna che gli consentì di entrare e uscire dal labirinto. Tipiche del palazzo di Cnosso sono le colonne di forma cilindrica rastremate verso il basso e con capitelli a disco senza fregi. Le ricerche archeologiche, che proseguono tuttora, hanno permesso di stabilire che fra il 1440 e il 1350, dopo l'eruzione vulcanica del Santorini, il palazzo venne definitivamente distrutto. 

\CNR Sigla di Consiglio Nazionale delle Ricerche. 

\CNUCE Sigla di Centro Nazionale Universitario di Calcolo Elettronico. 

\co- Prefisso, dal lat. cum, con; indica compagnia, comunione. 

\co, sm. invar. Capo, estremità, cima. 

\Co Simbolo chimico del cobalto. 

\coabitàre, v. intr. Abitare insieme. ~ convivere. 
 X   v. intr. to live under the same roof, to live together. 
 @   lat. tardo cohabitare. 

\coabitazióne, sf. L'abitare insieme. 

\coacervàre, v. intr. Ammassare, raggruppare senza distinzione. 

\coacervàto, sm. Sostanza rigonfiata da un solvente. 

\coacervazióne, sf. Formazione di un coacervato. 

\coacèrvo, sm. 1 Mucchio. ~ miscuglio, groviglio. 2 Accumulazione. ~ ammasso, accumulo. 

\coach, sm. invar. Allenatore di squadra sportiva. 

\coaderìre, v. intr. Aderire insieme ad altre persone o cose. 
 @   da co-+ aderire. 

\coadesióne, sf. Il coaderire. 
 @   da co-+ adesione. 

\coadiutóre, sm. (f.-trìce) 1 Che aiuta qualcuno o ne fa le veci in una determinata attività. ~ aiutante, aiuto, assitente. 2 Sacerdote che aiuta o supplisce il parroco o il vescovo. 
 @   lat. tardo coadiutor,-oris, deriv. da coadiutus, p.p. di coadiuvare. 

\coadiuvànte, agg. e sm. 1 Si dice di chi apporta un aiuto di lavoro senza ricevere una retribuzione. 2 Farmaco che aiuta l'azione di un altro. 

\coadiuvàre, v. tr. Prestare aiuto; collaborare, cooperare, assistere. ~ aiutare. 
 @   lat. tardo coadiuvare. 

\coagulàbile, agg. Che si può coagulare. 

\coagulabilità, sf. Qualità del coagulare. 

\coagulaménto, sm. Il coagulare. 

\coagulànte, agg. e sm. agg. Detto di sostanza che può coagulare. 
sm. Sostanza coagulante. 

\coagulàre, v. v. tr. 1 Effettuare la coagulazione, raggrumare, rapprendere detto di sostanza liquida che assume consistenza gelatinosa. ~ solidificare. <> disciogliere, liquefare. 2 Cagliare. ~ rapprendere. <> squagliare. 
v. intr. e intr. pron. 1 Rapprendersi. ~ rassodarsi. <> diluirsi. aspett˛ che il sangue della ferita si coagulasse. 2 Cagliarsi. 
 X   v. tr. to coagulate. v. intr. e intr. pron. 1 to coagulate. 2 (latte) to curdle. 
 @   lat. coagulare

\coagulazióne, sf. Trasformazione di sostanze colloidi in gelatina, con mantenimento minimo del mezzo disperdente. Tale procedimento può avvenire o per raffreddamento, oppure aggiungendo coagulanti. 
 @   lat. coagulatio,-onis. 
Coagulazione del latte 
Procedimento con il quale la caseina precipita per intervento dei succhi gastrici o di fermenti. 
Coagulazione del sangue 
Processo di solidificazione del sangue, una volta fuoriuscito dai vasi sanguigni, per chiudere le lesioni e arrestare l'emorragia. Può avvenire naturalmente, oppure ricorrendo a farmaci. 

\coàgulo, sm. 1 Grumo solido o rappreso di un liquido coagulato. 2 Cagliata. 
 @   lat. coagulum. 

\Coahuila Stato (1.972.000 ab.) del Messico, al confine con gli USA. Capitale Saltillo. 

\coalescènza, sf. 1 Unione reciproca in gocce più grandi delle minutissime gocce disperse di un'emulsione con conseguente accentuazione della torbidità. 2 Saldatura di due organi. 
 @   lat. coalescentia, da coalescens,-entis, p.pres. di coalescere unirsi insieme. 

\coalizióne, sf. Alleanza di persone, enti o partiti per la realizzazione di scopi comuni. ~ lega. <> scissione. 
 X   sf. coalition. 
 @   franc. coalition. 

\coalizzàre, v. v. tr. Unire in una coalizione. ~ associare. 
v. rifl. Unirsi in una coalizione. ~ allearsi. <> separarsi. 
 X   v. rifl. to unite, to form a coalition. 
 @   franc. coaliser. 

\coalizzàto, agg. e sm. Detto di fazioni o stati stretti in una coalizione. 

\coàna, sf. Ognuna delle due aperture interne delle fosse nasali. 

\coanocìta, sm. Piccola cellula flagellata, provvista di un collaretto, copre la parete interna delle e provvede al ricambio dell'acqua. 

\Coanoflagellàti Ordine di Protozoi Flagellati di piccole dimensioni, vivono liberi o fissi al substrato per mezzo di un peduncolo. 

\coartàre, v. tr. 1 Costringere, forzare. ~ obbligare. 2 Rendere più stretto. ~ restringere. 

\coartazióne, sf. Imposizione ad agire contro la propria volontà. 

\coassiàle, agg. Che ha lo stesso asse di rotazione. 

\coassicurazióne, sf. Assicurazione assunta in comune da più assicuratori per diminuire la percentuale di rischio. 

\Coassòlo Torinése Comune in provincia di Torino (1.313 ab., CAP 10070, TEL. 0123). 

\Coast Provincia (2.065.000 ab.) del Kenya, capoluogo Mombasa. 

\coàti, sm. Nome volgare dei Nasua rufa, Mammiferi carnivori appartenenti alla famiglia dei Procionidi. 

\Coatsworth, Elizabeth Jane (1893-1986) Scrittrice statunitense. La sua notorietà è legata ai suoi libri per l'infanzia. Tra le opere, Il gatto che and˛ in cielo (1930) e Sotto il salice verde (1971). 

\coattività, sf. Carattere della norma giuridica in quanto la sua osservanza viene imposta coattivamente dallo stato mediante la forza. 

\coattìvo, agg. 1 Che costringe a forza. 2 Imposto per legge. 

\coàtto, agg. e sm. 1 Forzato. ~ obbligato. <> libero. domicilio coatto, provvedimento restrittivo preso per persone socialmente pericolose. 2 Come sostantivo, chi è obbligato al domicilio coatto. 
 X   agg. 1 forced. 2 (dir.) compulsory. 
 @   lat. coactus, p.p. di cogere costringere, comp. da co-con + agere condurre. 

\coautóre, sm. (f.-trìce) Chi, insieme ad altri, collabora a un'opera. 

\coazióne, sf. Violenza esercitata sulla volontà altrui. 

\Coàzze Comune in provincia di Torino (2.547 ab., CAP 10050, TEL. 011). 

\Coazzòlo Comune in provincia di Asti (282 ab., CAP 14050, TEL. 0141). 

\cobaltìte, sf. Solfoarseniuro di cobalto, estratto come minerale utile di cobalto, si presenta in cristalli monometrici rosa. ~ cobaltina. 

\cobàlto, sm. Elemento chimico, con simbolo Co, numero atomico 27, peso atomico 58,93. Metallo bianco, tenero, debolmente magnetico, fragile, inalterabile all'aria, attaccabile dagli acidi minerali. È presente in alcuni minerali, quali la cobaltite, la smaltite e la linnite e nelle meteoriti. Simile nell'aspetto a ferro e nichel, insieme all'alluminio forma la lega alnico, con ottime proprietà magnetiche. I suoi sali sono adoperati nella colorazione di porcellane, vetri e smalti. Alcuni suoi composti vengono impiegati in processi organici industriali, quali quelli di deidrogenazione, idrogenazione e nelle reazioni di idroformilazione (OXO). È presente nella vitamina B12. Non ha isotopi radioattivi, ma si può ottenere l'isotopo 60Co con bombardamento di neutroni; esso è molto radioattivo e viene usato nella terapia antitumori (cobaltoterapia). Fonde a 1495 °C e a temperatura ambiente è molto più duro di ferro e nichel. 

\cobaltóso, agg. Detto dei composti di cobalto bivalente. 

\cobaltoterapìa, sf. Terapia utilizzante cobalto radioattivo (60Co) per il trattamento locale di tumori. 

\còbas, sm. invar. Organismo sindacale autonomo rispetto ai sindacati nazionali e di categoria. 

\còbbola, sf. Nei poeti romanzi indica una strofa bipartita da due membri e da una coda. 

\Cobden, Richard (Heyshott 1804-Londra 1865) Politico inglese. Di ideologia liberista, si oppose ai dazi doganali sull'importazione del grano. 

\cobèa, sf. Genere di arbusti rampicanti appartenenti alla famiglia delle Polemoniacee, tipica della flora tropicale americana con fusto alto fino a 20 metri, fiori a corolla campanulata e foglie composte. 

\Cobèlli, Giancàrlo (Milano 1933-) Attore e regista. Creò messinscene di opere di Tasso, Giraudoux, Pirandello, Büchner, Shakespeare, Goldoni: Aminta (1974), La locandiera (1980), Sei personaggi in cerca d'autore (1981), Antonio e Cleopatra (1988). Per la lirica, Rigoletto (1993), Edoardo II (1995) e Il turco in Italia (1997). 

\cobelligerànte, agg. e sm. Si dice di nazione che, senza godere di uguaglianza giuridica con gli alleati, combatte con questi contro lo stesso nemico. 

\cobelligerànza, sf. Condizione di stato che partecipa a una guerra al fianco di uno o più altri senza essere vincolato da alcun patto. 

\Coblènza Città della Germania (110.000 ab.) situata nella Renania Palatinato, alla confluenza dei fiumi Mosella e Reno. Venne fondata nel 9 a. C. dai romani, in quanto punto strategico; fu per lungo tempo residenza dei principi elettori di Treviri, dopo essere stata a lungo di proprietà degli arcivescovi della città. In seguito al congresso di Vienna venne concessa alla Prussia dalla Francia, che l'aveva occupata nel 1794. È sede di industrie del vetro, chimiche, enologiche, oltre che di un importante centro commerciale e porto fluviale. Del suo passato conserva poco, ossia la Liebfrauenkirche, la chiesa di St Castor e di St Florin. 

\Coblenziàno, agg. e sm. Piano superiore del Devoniano inferiore. 

\còbo, sm. Mammifero (Kobus ellipsyprimnus) della famiglia dei Bovidi e dell'ordine degli Artiodattili. Di altezza superiore a 1 m, presenta un fitto pelo grigio e rossiccio. Diffuso nelle savane dell'Africa centrale e meridionale, mangia e rumina in continuazione. 

\COBOL In informatica è la sigla di Common Business Oriented Language (linguaggio orientato alle applicazioni commerciali). Linguaggio di programmazione nato alla fine degli anni '50 che permette l'implementazione di semplici algoritmi per la gestione di grandi quantità di dati. 

\cobòldo, sm. Nella mitologia germanica, spiritello allegro e malizioso appartenente alla categoria degli Elfi. 

\còbra, sm. Denominazione comune di serpenti velenosi della famiglia degli Elapidi e dell'ordine degli Squamati. Il loro morso può provocare la morte di un uomo in pochi minuti. 
Cobra comune 
Serpente velenoso (Naja haje), diffuso nell'Africa settentrionale, noto anche come aspide di Cleopatra, dal nome della regina egiziana Cleopatra, che si uccise con il suo morso. 
Cobra dagli occhiali 
Serpente velenoso (Naja naja), diffuso nell'Asia sudorientale; di colore giallastro, misura 1,5 m. Presenta sul collo macchie a forma di occhiali, da cui il nome. 

\Coburn, Langdon Alvin (Boston 1882-Colwyn Bay 1966) Fotografo statunitense. Inventò delle foto astratte ottenute attraverso un gioco di specchi che frantumano e moltiplicano l'immagine, chiamate vortografie

\còca, sf. 1 Angiosperma (Erytroxylon coca) della famiglia delle Eritroxilacee e dell'ordine delle Gruinali. 2 Termine utilizzato al posto di coca cola. 3 Termine utilizzato al posto di cocaina. 
 @   spagn. coca. 
È una pianticella arbustiva originaria della Bolivia e del Perù, dalle cui foglie ovali si estrae la cocaina (alcaloide utilizzato come anestetico ma anche come stupefacente). Può raggiungere i 2 m di altezza. Già nei secoli scorsi le foglie di coca venivano masticate per sopire la stanchezza e la fame. 

\Coca Cola Company Società con sede ad Atlanta negli Stati Uniti, fondata nel 1892 per la produzione e la commercializzazione della tipica bevanda gasata i cui componenti principali sono caffeina, zucchero e caramello. La sua formula, ancora segreta, è stata inventata nel 1886 dal farmacista John Styth Pemberton come uno sciroppo medicinale. 

\còca-còla, sf. Nome commerciale di una bibita gassata e zuccherata, preparata con caffeina, caramello e acido ortofosforico, il cui nome deriva dall'omonima società produttrice con sede negli USA. ~ coca. 

\cocaìna, sf. Alcaloide stupefacente (C17 H21 NO4), estratto dalle foglie della coca (Erythroxylon coca). Si presenta a forma di cristalli o polvere bianca e amara. La sua produzione e vendita sono soggette a severi controlli. Si usa in medicina come anestetico locale, ma può essere utilizzata come stupefacente, per ingestione, per iniezione ipodermica o per il fiuto della polvere; dà eccitamento euforico, seguito da profonda depressione; produce effetti di dipendenza. 
 X   sf. cocaine, coke. 
Sindrome da overdose 
Si verifica in conseguenza di un'intossicazione acuta per una somministrazione eccessiva di cocaina. L'overdose da cocaina può presentarsi con euforia, stato di allucinazione visiva, delirio, tachicardia, respiro accelerato, tremori ed evolvere verso uno stato di depressione respiratoria. Come primo intervento occorre controllare le funzioni vitali della vittima (stato di coscienza, pervietà delle vie aeree, funzione circolatoria) e nel frattempo chiamare i mezzi di soccorso. 

\cocainìsmo, sm. Intossicazione cronica dovuta all'abuso di cocaina. 

\cocainizzazióne, sf. Iniezione di cocaina al fine di produrre anestesia. 

\cocainòmane, agg., sm. e sf. Chi assume cocaina come stupefacente. 

\còcca, sf. 1 Intaccatura all'estremità della freccia, in cui si adatta la corda dell'arco. 2 Angolo, estremità di un fazzoletto, un tovagliolo e simili. 

\Coccàglio Comune in provincia di Brescia (6.501 ab., CAP 25030, TEL. 030). 

\coccàrda, sf. Rosetta di nastro pieghettato di uno o più colori portata come emblema, simbolo di appartenenza a qualche gruppo o società. 
 @   franc. cocard. 

\Cocchiàra, Giusèppe (Mistretta, Messina 1904-Palermo 1965) Studioso del folclore. Tra le opere Il mondo alla rovescia (1963). 

\cocchière, sm. Chi, per salario, guida carrozze a cavalli. ~ auriga, vetturino, postiglione. 
 @   deriv. da cocchio. 

\Cocchière Nome italiano della costellazione di Auriga, situata nell'emisfero celeste boreale; facilmente osservabile nelle notti autunnali e invernali, è formata da stelle che creano un pentagono tra i Gemelli e Perseo. 

\còcchio, sm. 1 Carrozza signorile trainata da due o quattro cavalli. 2 Antico carro a due ruote. ~ biga. 
 @   incerta. 

\cocchiumatóio, sm. Trivella conica usata per praticare il cocchiume nei fusti, dai bottai. 

\cocchiùme, sm. Il foro situato sul diametro massimo della botte e il tappo che serve a chiuderlo. 

\cocci-, o cocco- Primo elemento di parole composte; derivante dal greco kˇkkos, granulo o insetto. 

\còccia, sf. (pl.-ce) 1 Nell'impugnatura della sciabola, del fioretto o della spada, la parte che protegge la mano. 2 Scorza, guscio, specialmente di crostaceo. 3 Testa. 4 Calotta usata dagli attori per simulare la calvizie. 
 @   lat. volg. coclia chiocciola. 

\cocciàio, sm. Chi fabbrica o vende cocci. ~ vasaio. 

\Còccidi Famiglia di Insetti Emitteri Omotteri di cui fanno parte le cocciniglie. 

\coccidiòide, sm. Genere di Funghi ficomiceti, parassiti dell'uomo. 

\coccidioidomicòsi, sf. Malattia parassitaria dell'uomo e dei bovini causata da un fungo. 

\coccidiòsi, sf. Dissenteria mortale causata dai coccidi, specie parassite degli animali da cortile. Gli agenti responsabili della coccidiosi si moltiplicano per spore nelle feci dell'animale ospite. Nell'uomo possono provocare una diarrea secondaria. 

\còccige, sm. Termine anatomico che designa l'osso che costituisce la parte terminale della colonna vertebrale. È un rudimento della coda.   +  

\coccìgeo, agg. Del coccige. 

\coccinèlla, sf. Insetto (Coccinella septem punctata) della famiglia dei Cocinellidi e dell'ordine dei Coleotteri. Di colore rosso picchiettato di nero, vive nella vegetazione delle regioni temperate e tropicali. Ha corpo semisferico arrotondato nella parte superiore e piatto nella parte inferiore. È utile all'agricoltura poiché si nutre di insetti dannosi per le piante. 
 X   sf. ladybird. 

\Coccinèllidi Famiglia di Insetti Coleotteri diversicorni di cui fanno parte molte specie carnivore che vivono allo stato larvale e adulto. 

\coccinìglia, sf. 1 Nome comune di Insetti Omotteri della famiglia dei Coccidi. 2 Colore rosso intenso simile al carminio ottenuto dall'essiccamento di una cocciniglia. 
 @   spagn. cochinilla, dimin. di cochino porco. 
I maschi sono alati e le femmine attere e ninfali. Sono parassiti di piante che aggrediscono in massa, cagionandone la morte e per questa ragione sono dannosissime all'agricoltura. Vengono cacciate con nemici naturali (Coleotteri, Imenotteri e Lepidotteri) oppure con insetticidi. Dall'essiccazione e polverizzazione delle femmine, si ottiene una sostanza colorante rossa (carminio). 

\còccio, sm. 1 Terracotta di scarso valore. ~ terraglia. 2 Frammento di vaso o oggetto rotto. ~ rottame. 3 Persona malaticcia. 
 X   sm. 1 earthenware. 2 (frammenti di vaso) fragments of pottery. 
 @   deriv. da coccia. 

\cocciòla, sf. 1 Gonfiore sulla pelle, causato da punture di insetto. 2 Rigonfiamento sull'intonaco dei muri. 

\cocciutàggine, sf. 1 L'essere cocciuto; caparbietà, ostinazione. ~ testardaggine. <> docilità, arrendevolezza. 2 Atto di persona cocciuta. 

\cocciùto, agg. e sm. Ostinato nel pensare e nell'agire a suo modo. ~ ostinato, testardo. <> remissivo. 
 X   agg. obstinate, stubborn, pigheaded. 
 @   deriv. da coccia. 

\còcco, sm. (pl. m.-chi) 1 Palma da frutto commestibile, di 40 m di altezza, con foglie a ciuffi e fiori a spadice. È tipica delle zone costiere tropicali.   +   2 Uovo di gallina nell'accezione familiare. 3 Ovolo buono. 4 Batterio a forma sferica o sferoidale. 5 Persona prediletta, specialmente bambino. ~ favorito, pupillo. 6 Colore rosso scarlatto. 
 X   sm. 1 (frutto) coconut. 2 (albero) coconut palm. 
 @   portog. coco. 
Noce di cocco 
Seme del cocco (è il frutto privato della buccia), contenente latte zuccherino da gustare come bevanda, e con polpa commestibile. Da essa si ricavano due oli (di cocco e copra), impiegati nella produzione di saponi, cosmetici, farmaci e alimenti. Dall'infiorescenza recisa si ricava un succo utilizzabile per la produzione del vino di palma, mentre le fibre sono usate per produrre cordami e stuoie. 

\coccodè, inter. e sm. inter. Riproduce il suono della gallina quando fa l'uovo. 
sm. Voce onomatopeica che indica il verso della gallina quando fa l'uovo. 

\coccodrìllo, sm. 1 Grosso e vorace rettile anfibio. 2 Tipo di carrello adibito al trasporto dei carri su strada. 3 Nel linguaggio giornalistico, biografia di personalità vivente preparata in modo che in caso di morte possa subito essere pubblicata. 4 Pelle conciata dell'animale omonimo. 5 Pinzetta per collegamenti elettrici provvisori. 
 X   sm. crocodile. 
Nome dei Rettili della famiglia dei Crocodilidi, del genere Crocodylus. Sono Rettili acquatici molto grossi (da 1 m a 10 m), rivestiti di squame e provvisti di rilievi su dorso e coda. Gli arti presentano cinque dita davanti e quattro dietro, tutte unite da una membrana. Ottimi nuotatori e voracissimi, sono ovipari, ossia la femmina depone le uova (fino a 100) che vengono covate dal caldo naturale della sabbia. Vivono in gruppi numerosi nei fiumi e paludi tropicali. Le principali specie sono quello del Nilo (Crocodylus niloticus), tipico dell'Africa; quello marino (Crocodylus porosus), tipico dell'India e della Cina; quello palustre (Crocodylus palustris), molto feroce, dell'Asia meridionale; quello americano (Crocodylus acutus), tipico dell'America centrale. Vengono catturati da piccoli per la loro pelle pregiata. 

\coccoìna, sf. Nome commerciale di un tipo di colla per ufficio. 
 @   deriv. da cocco. 

\còccola, sf. 1 Testa. 2 Tenerezza affettuosa. ~ affezione. 

\coccolàre, v. v. tr. Usare modi teneri e dolci con qualcuno. ~ carezzare, vezzeggiare. <> maltrattare. 
v. rifl. Crogiolarsi. ~ godersela. 
 X   v. tr. to fondle, to cuddle. 
 @   deriv. da cocco. 

\coccolìte, sf. Nome dato a piastre calcaree, molto piccole, che rivestono certe alghe pelagiche. Danno origine a depositi sedimentari marini. 

\còccolo, sm. Bimbo grazioso, paffuto. ~ cocco. 

\coccolóne, sm. Persona adulta a cui piace farsi coccolare, vezzeggiare. 

\coccolóni, avv. Nella posizione di chi siede sui calcagni. 

\Cocconàto Comune in provincia di Asti (1.548 ab., CAP 14023, TEL. 0141). 

\cocènte, agg. 1 Che scotta. ~ ardente, bruciante. <> freddo. 2 Veemente, acuto. ~ violento. <> blando. 
 X   agg. burning. 

\COCER Sigla di Consiglio Centrale di Rappresentanza. 

\Cochabamba Dipartimento (1.093.000 ab.) della Bolivia, sulla Cordigliera. 
Cochabamba 
Città (404.000 ab.) della Bolivia, capoluogo del dipartimento omonimo. 

\Còchi (Milano 1941-) Pseudonimo di Aurelio Ponzoni. Debuttò nel cabaret nel 1964 insieme a R. Pozzetto. In seguito si occupò di televisione e teatro. 

\Cochin Città (564.000 ab.) dell'India, nello stato del Kerala. 

\Cocincìna Regione storica della penisola indocinese (Vietnam), affacciantesi sul mar Cinese meridionale e il golfo del Siam. Comprende quasi tutta la vasta pianura del delta del fiume Mekong. Appartenne all'impero Khmer, venne governata nel 1600 e 1700 dalla dinastia dei Nguyen. Fu colonia francese dal 1863, prima di divenire repubblica indipendente dell'Unione Francese (1946); nel 1947 venne aggregata allo stato del Vietnam del Sud. 

\cocincìna, sf. Gioco di carte simile alla scopa che si pratica tra due giocatori con due mazzi di quaranta carte. 

\cocitóre, sm. 1 Chi cuoce. 2 Operaio addetto alla cottura di minerali o altro. 3 Apparecchio per cuocere prodotti alimentari, spesso automatico o a ciclo continuo. 

\Cockcroft, John Douglas (Todmorden 1897-Cambridge 1967) Fisico inglese. Ideò un acceleratore di particelle mediante il quale si ebbe per la prima volta una reazione nucleare e per questo, nel 1951, con E. T. Walton, fu insignito del premio Nobel. 

\cocker, sm. Cane da caccia di piccola taglia con pelo lungo, ondulato e muso schiacciato. 

\cocker spaniel inglèse Cane originario dell'Inghilterra, presenta un pelo setoso lungo e folto di diversi colori, con frangiature agli arti, e orecchie molto lunghe. Allevato per la caccia, è diffuso anche come cane da compagnia. 

\Cocker, Joe (Sheffield 1944-) Cantante inglese di rock, caratterizzato dalla voce roca, che ben si adatta al genere blues delle sue canzoni. Tra le opere Mad dogs & Englishmen (album, 1970). 

\cockney, sm. invar. 1 Nome dato ai londinesi. 2 dialetto parlato a Londra. 

\cocktail, sm. invar. 1 Miscela di bevande a base alcolica. 2 Cocktail-party. ~ rinfresco. 

\Cocktail party Dramma di Th. S. Eliot (1950). 

\cocktail-party, sm. invar. Ricevimento in cui si servono bevande alcoliche, sandwich e simili. 

\Coclé Provincia (177.000 ab.) del Panam´, capoluogo Penonomé. 

\còclea, sf. 1 Superficie elicoidale che ruota nell'interno di un tubo cilindrico; serve a elevare liquidi e a trasportare materiali granulosi. È detta anche vite di Archimede. 2 In anatomia indica quella parte dell'orecchio, a forma di elica, fondamentale per mantenere l'equilibrio. 
 @   lat. cochlea chiocciola. 

\cocleàre, agg. 1 A forma di cucchiaio. 2 In anatomia, il condotto cocleare è l'organo acustico propriamente detto. 

\cocleària, sf. Pianta erbacea a fiori bianchi con un odore acre e pungente, appartenente alla famiglia delle Crocifere. 

\cocleòide, sf. Curva ricavata dalla proiezione di un'elica cilindrica da un suo punto sopra un piano perpendicolare all'asse dell'elica. 

\còclide, agg. Si dice di colonna che ha all'interno una scala a chiocciola o che è decorata con un rilievo a spirale. 

\Coco Fiume (750 km) dell'America Centrale, tra l'Honduras e il Nicaragua. Sfocia nel mar delle Antille. 

\cocoibìte, sf. Materiale a base di fibra di cocco, termoisolante. 

\cocoliche, sm. invar. Linguaggio parlato da oriundi italiani in Argentina, misto di italiano e spagnolo. 

\cocólla, sf. 1 Sopravveste con cappuccio che portano i monaci. 2 In senso spregiativo, frate. 

\cocomeràio, sm. 1 Zona di terreno coltivata a cocomeri. 2 Chi vende o coltiva cocomeri. 

\cocómero, sm. 1 Pianta annua delle Cucurbitacee (Citrullus lanatus) con fusto prostrato, foglie cuoriformi e fiori a corolla gialli, originaria dell'Africa. Il frutto è una falsa bacca verde, a volte con striature, che può raggiungere anche i 20 kg di peso; la polpa, di solito di un colore rosso vivo, è gradevole e rinfrescante. 2 Il frutto del cocomero. ~ anguria. 3 Altro nome del cetriolo. 3 Persona sciocca. ~ allocco. 
 X   sm. watermelon. 
 @   lat. cucumis,-eris. 

\cocorìta, sf. Nome generico di piccoli pappagalli domestici. 

\cocotte, sf. invar. 1 Donna frivola e di facili costumi. ~ prostituta. 2 Recipiente di ghisa di varia grandezza dai bordi alti, per cuocervi vivande al forno o a bagnomaria. 

\Còcquio-Trevisàgo Comune in provincia di Varese (4.599 ab., CAP 21034, TEL. 0332). 

\Cocteau, Jean (Maison-Laffitte 1889-Milly-la-Forêt 1963) Scrittore, poeta e regista cinematografico francese. Seguì le più diverse esperienze artistiche, dal futurismo al dadaismo, passando attraverso il cubismo, adattandone gli aspetti più importanti alla letteratura, alla poesia, alla pittura e al cinema. Tra le poesie vanno ricordate Poesie, Canto fermo, con le quali ritornò alla poesia classica; tra i romanzi Ragazzi terribili, Tommaso l'impostore; per il teatro Orfeo, La voce umana, I parenti terribili, Macchina per scrivere. Nel cinema i ricordi vanno a La bella e la bestia (1946) e Il testamento di Orfeo. 

\Cocùllo Comune in provincia di L'Aquila (416 ab., CAP 67030, TEL. 0864). 

\cocùzza, sf. 1 Testa. 2 Usato nel significato plurale, denari. ~ monete. 

\cocùzzolo, sm. 1 La parte più alta della testa o altro. ~ apice, culmine. 2 Sommità di un monte. ~ cima. <> pendice. 
 X   sm. 1 crown. 2 (anche fig.) top. 
 @   lat. tardo cucutium. 

\Cod. Civ. Sigla di Codice Civile. 

\Cod. Comm. Sigla di Codice Commerciale. 

\Cod. Dir. Can. Sigla di Codice di Diritto Canonico. 

\Cod. Pen. Sigla di Codice Penale. 

\Cod. Proc. Civ. Sigla di Codice di Procedura Civile. 

\Cod. Proc. Pen. Sigla di Codice di Procedura Penale. 

\códa, sf. 1 Estremità posteriore del corpo dei Vertebrati, formata, nei Mammiferi e nei Rettili, da un prolungamento della colonna vertebrale, al quale si attaccano i muscoli. Svolge una funzione diversa, a seconda delle classi, ordini e specie di Vertebrati. 2 Parte posteriore o terminale di qualcosa. ~ estremità. <> testa. 3 Appendice, prolungamento. ~ continuazione. 4 Fila ordinata di persone che aspettano il loro turno. ~ colonna. 5 Conseguenza. ~ strascico. 
 X   sf. 1 tail. 2 (fila) queue. 
 @   lat. volg. coda. 
Coda di cane, topo, volpe 
Pianta erbacea delle Graminacee, ottima foraggera, presente in pascoli montani, boschi e prati. 
Coda sonora 
Prolungamento del suono all'interno di un ambiente chiuso, provocato dalle riflessioni contro le pareti. 
Teoria delle code 
Studio che si occupa dei problemi di attesa che possono sorgere qualora un servizio riguardi una pluralità di utenti. Fu elaborata per la determinazione matematica dello stato di attesa. Originariamente fu applicata ai servizi telefonici, prima di essere usata anche per gli aeroporti e la manutenzione dei macchinari. 

\coda di cane, sf. Nome volgare del Cynosurus cristatus, comune nei pascoli montani soleggiati. 

\còda di tòpo, sf. Nome volgare delle piante appartenenti al genere Phleum

\còda di vólpe, sf. Nome volgare dell'Alopecurus pratensis

\codardaménte, avv. In modo codardo. ~ vigliaccamente, paurosamente. <> coraggiosamente. 

\Codardi, I Romanzo di J. Skvorecký (1958). 

\codardìa, sf. L'essere codardo, vile, pusillanime; azione da codardo. ~ vigliaccheria. 
 @   deriv. da codardo. 

\codàrdo, agg. e sm. agg. Che fugge ai pericoli e viene meno ai suoi doveri. ~ vigliacco, pusillanime. <> ardito, coraggioso. 
sm. Persona codarda. ~ vile. <> ardito, coraggioso. 
 X   agg. cowardly. sm. coward. 
 @   franc. couard, deriv. dal lat. cauda coda. 

\Codàzzi, pìcco Vetta (2.426 m) del Venezuela, nella Cordigliera della Costa. 

\codàzzo, sm. Gruppo disordinato di persone che accompagnano qualcuno. ~ seguito, processione, corteo. 

\codeìna, sf. Uno degli alcaloidi contenuti nell'oppio. 

\Codèmo, Luìgia (Treviso 1828-Venezia 1898) Scrittrice. Autrice di romanzi nei quali il tema patriottico è unito a quello sociale e socialisteggiante. Tra le opere, Le memorie di un contadino (1856), Miserie e splendori della povera gente (1865), La rivoluzione in casa (1872), I nuovi ricchi (1876). 

\codésto, agg. e pron. dimostr. agg. Persona o cosa vicino a chi ascolta. codeste azioni non sono proprio piacevoli
pron. 1 Indica cosa vicina a chi ascolta. 2 Codesta cosa con valore neutro. 
 @   lat. volg. eccum tibi iste

\codetilìna, sf. Denominazione comune dell'etilmorfina, corrisponde alla codeina. 

\codétta, sf. 1 Estremità della frusta alla quale viene attaccato lo sverzino. 2 Piccolo segno simile a una virgola rovesciata usato nei manoscritti antichi. 3 Nella corrispondenza commerciale, indicazione della persona a cui è indirizzata la lettera. 4 Grano dal chicco piccolo. 5 Nella scarpa, ciascuna delle estremità inferiori del tomaio. 6 Cavo fissato alla poppa delle imbarcazioni. 
 @   dimin. di coda

\Codevìgo Comune in provincia di Padova (5.384 ab., CAP 35020, TEL. 049). 

\Codevìlla Comune in provincia di Pavia (974 ab., CAP 27050, TEL. 0383). 

\codiaeum, sm. Genere di piante delle regioni calde dell'Asia e dell'Oceania. 

\codibùgnolo, sm. Nome volgare di un piccolo uccello passeriforme, Aegithalos caudatus, con piumaggio opaco e coda molto lunga; appartenente alla famiglia dei Paridi. 

\còdice, sm. 1 Libro manoscritto, costituito da molti fogli, che si distingue dal rotolo manoscritto e dal libro stampato. ~ papiro, palinsesto. 2 In ambito giuridico è l'insieme delle disposizioni legislative che regolano un certo settore del diritto. 3 Insieme di norme scritte o consuetudinarie che regolano una determinata attività. ~ normativa. 4 Cifrario in cui a ogni parola o frase corrispondono determinate lettere, segni o cifre convenzionali. 5 In linguistica codice è il sistema linguistico convenuto con cui si trascrive o traduce un messaggio. 6 In informatica è la successione di dati e simboli usati per identificare o trasmettere un messaggio.   +  
 X   sm. 1 code. 2 (fiscale) tax number. 3 (postale) postcode. 
 @   lat. codex,-icis. 
Anticamente stava a indicare il complesso di tavole cerate e dei fogli di papiro o pergamena, uniti a guisa di libro. Dal II sec. venne usato per testi sacri e giuridici e finì per sostituirsi ai rotoli delle biblioteche (il codice, come il libro attuale, comporta l'azione dello sfogliare, in sostituzione dello srotolamento del rotolo manoscritto). Per i codici in carta, sostituti di quelli in pergamena, occorre attendere il 1500. 
Codice a barre 
Insieme di caratteri (costituito da raggruppamenti di linee di spessore variabile) stampati sulla confezione di qualsiasi prodotto commerciale, del quale permette, per mezzo di un lettore elettronico, la visualizzazione di informazioni utili. Fu inventato da J. Lemelson. 
Codice civile 
Insieme di norme che regolano i rapporti civili e commerciali tra privati e tra i privati e lo stato. È in vigore dal 1942. Il codice civile è diviso in sei libri, ciascuno dei quali è dedicato a uno specifico settore del diritto privato: delle persone e della famiglia, delle successioni, della proprietÓ, delle obbligazioni, del lavoro, della tutela dei diritti
Codice del diritto canonico 
Complesso di norme emanate dalla chiesa cattolica nel 1983, con l'intento di disciplinare la vita dei fedeli e amministrare il clero e i suoi beni. Sostituisce il precedente codice emanato da Benedetto XV nel 1917. È costituito da 1.752 canoni divisi in sette libri. 
Codice della navigazione 
Entrato in vigore nel 1942, regolamenta la navigazione marittima interna, quella aerea, per i privati e per il lato pubblicistico. Comprende 1.331 articoli ed è suddiviso in quattro parti, delle quali la prima si occupa della navigazione marittima e fluviale e la seconda della navigazione aerea. La terza e la quarta parte contengono invece disposizioni di carattere generale. 
Codice della strada 
Insieme di norme relative alla disciplina della circolazione stradale. Le modifiche finali al testo del 1959 risalgono al 1996. 
Codice di avviamento postale 
Insieme di cinque cifre che serve per identificare una località; va scritto prima del nome della località stessa. 
Codice di procedura civile 
Insieme di norme che riguardano il processo civile. In vigore dal 1942, ha subito molte modifiche al fine di rendere più veloce il processo e introdurre la figura del giudice di pace. 
Codice di procedura penale 
Testo legislativo in vigore dal 1989, riguardante il processo penale. Prevede forme di garanzia per l'imputato e l'obbligo per il pubblico ministero di promuovere le forme abbreviate di definizione del giudizio. 
Codice fiscale 
Insieme di lettere e cifre associato a una persona fisica. 
Codice genetico 
Meccanismo con il quale vengono trasmesse le informazioni genetiche, ossia la quantità e il tipo di proteine indispensabili per la cellula. È formato dalla successione delle quattro basi azotate (adenina, guanina, timina, citosina) dei nucleotidi che formano la catena del DNA. 
Codice napoleonico 
Codice civile promulgato da Napoleone nel 1804 ed entrato in vigore qualche anno dopo (1807). I suoi principi vennero adottati come elementi fondamentali della cultura giuridica di tutto il 1800; in Italia tale adozione avvenne nel 1865. Venne abrogato ai tempi della restaurazione. Si basa su concetti di uguaglianza dei cittadini, sull'autonomia dell'iniziativa privata in campo economico e della proprietà come sua massima espressione. 
Codice penale 
Insieme di disposizioni riguardanti il reato in genere, i delitti e le contravvenzioni. Venne introdotto da Rocco nel 1931, in pieno regime fascista. A seguito di sentenze della corte costituzionale, vennero apportate sostanziali riforme. 
Codici penali militari (di pace e di guerra) 
Costituiscono le raccolte di disposizioni relative al diritto penale militare. Contengono entrambi una parte normativa e una procedurale e vengono applicati ai militari e agli obiettori di coscienza. 
Codice postale e delle telecomunicazioni 
Norme che disciplinano l'attività degli addetti ai servizi postali, alla fabbricazione di carte valori postali e, in genere, la gestione dei servizi di corrispondenza ordinaria e telegrafica. 

\Còdice albertìno Codice emanato da Carlo Alberto il 20 giugno 1837; nel 1838 entrò in vigore in Piemonte e Liguria, nel 1848 in Sardegna. 

\Codice d'onore Film drammatico, americano (1992). Regia di Rob Reiner. Interpreti: Jack Nicholson, Tom Cruise, Demi Moore. Titolo originale: A Few Good Men 

\Codice di Hammurabi Opera giuridica di Hammurabi (XVIII sec. a. C.). 

\Codice di Perelà, Il Romanzo di A. Palazzeschi (1911). 

\codicillàre, agg. Relativo al codicillo. 

\codicìllo, sm. 1 Nel diritto romano, disposizione di ultima volontà redatta al di fuori del testamento. 2 Aggiunta che si fa a uno scritto. ~ postilla, aggiunta, nota. 

\codicologìa, sf. Scienza che studia i codici antichi, la loro valenza storica e culturale, le loro caratteristiche filologiche e simili. 

\codìfica, sf. Codificazione. 

\codificàre, v. tr. 1 Riunire in un codice. ~ catalogare, classificare. 2 Attribuire un codice, un cifrario. ~ cifrare, crittografare. <> decodificare, decrittare. il messaggio venne codificato per impedire che fosse facilmente interpretabile dal nemico
 @   lat. codex,-icis +-ficare

\codificatóre, sm. (f.-trìce) Chi codifica. 

\codificazióne, sf. Atto del codificare. 

\Codignòla, Ernèsto (Genova 1885-Firenze 1965) Pedagogista. Tra le opere Il problema dell'educazione (1935-1936). 

\Codigòro Comune in provincia di Ferrara (13.895 ab., CAP 44021, TEL. 0533). Centro agricolo (pioppeti, coltivazione di barbabietole, foraggi e cereali) e industriale (prodotti della carta e del vetro). Vi si trova l'abbazia di Pomposa, fondata dai monaci benedettini nel VII sec. Gli abitanti sono detti Codigoresi

\codinìsmo, sm. Atteggiamento retrogrado e conservatore. 

\codìno, sm. 1 Treccia di capelli stretta dietro alla nuca, usata dai gentiluomini europei nel XVIII secolo e dai cinesi fino alla fine del XIX secolo. 2 Retrogrado, reazionario, conformista. 

\codirósso, sm. Uccello (Phoenicurus ochruros) della famiglia dei Turdidi e dell'ordine dei Passeriformi. Di colore grigio e rosso, vive in Europa, Asia e Africa settentrionale. Si ciba di insetti. 
Codirosso spazzacamino 
Uccello (Phoenicurus phoenicurus) della famiglia dei Turdidi e dell'ordine dei Passeriformi. Di colore grigio con la coda rossa, vive in Europa, Asia e Africa settentrionale a quote molto elevate. 

\codirossóne, sm. Nome volgare del Monticola saxatilis, uccello passeriforme grosso come un merlo. 

\Codivìlla, Alessàndro (Bologna 1861-1912) Chirurgo e ortopedico. Ideò numerose tecniche operatorie innovative sia nel campo dell'ortopedia che in quello della chirurgia gastro-duodenale. Fu direttore dell'Istituto Rizzoli di Bologna e poi dell'Istituto dei rachitici di Milano. 

\Codogné Comune in provincia di Treviso (4.846 ab., CAP 31013, TEL. 0438). 

\Codógno Comune in provincia di Lodi (14.136 ab., CAP 20073, TEL. 0377). Centro agricolo, dell'allevamento e industriale (prodotti caseari, tessili, del mobile e meccanici). Gli abitanti sono detti Codognesi

\códolo, sm. 1 In un attrezzo, la parte sottile che entra nel manico. 2 Nel violino e in strumenti affini, la parte terminale del manico. 

\codominànza, sf.  →  "allele"

\codomìnio, sm. L'insieme dei valori assunti da una funzione al variare del valore della variabile indipendente, o l'insieme di tutti i potenziali output.   +  
 X   sm. 1 image, range. 2 target set, codomain.

\codóne, sm. 1 Uccello degli Anseriformi della famiglia degli Anatidi. Presenta piumaggio di color ruggine o grigio solcato da striature vistose bianche e nere. Il suo habitat è costituito da terreni paludosi, stagni e laghi. Si ciba di vegetali, insetti, rane e vermi. In Italia è specie cacciabile e di passo. 2 Sequenza di tre nucleotidi dell'RNA messaggero. Nella sintesi proteica costituisce un'unità del codice genetico per la determinazione degli amminoacidi. 
 X   sm. 1 pintail. 2 (DNA) codon.

\Codreanu, Corneliu Zelea (Iasi 1899-Jilava 1938) Politico romeno. Nel 1931 fu fondatore del movimento filofascista delle Guardie di ferro. Nel 1933 venne incarcerato e ucciso per ordine governativo. 

\codrióne, sm. Negli Uccelli, la parte inferiore della colonna vertebrale che sostiene la coda. 

\Codròipo Comune in provincia di Udine (14.234 ab., CAP 33033, TEL. 0432). Centro agricolo (coltivazione di cereali e vigneti) e industriale (prodotti del legno, chimici, tessili e meccanici). Gli abitanti sono detti Codroipesi

\Codrongiànos Comune in provincia di Sassari (1.291 ab., CAP 07040, TEL. 079). 

\Codùssi Coducci Mauro (Lenna, Bergamo, ca. 1440-Venezia 1504) Architetto. Tra le opere San Michele in Isola (1468-1479), il palazzo Vendramin-Calergi (1481-1509) e Santa Maria Formosa (1492) a Venezia. 

\Cody, William Frederick ved. "Buffalo Bill" 

\còe, sf. Festa "delle brocche" che si celebrava il secondo giorno delle antesterie ateniesi, il dodici di antesterione, febbraio-marzo, in onore di Dionisio. 

\coeditóre, sm. Chi pubblica una o più opere in collaborazione con altri. 

\coedizióne, sf. Edizione comune di un opera da parte di più editori. 

\coeducazióne, sf. Educazione comune tra ragazzi e ragazze. 

\coefficiènte, sm. 1 Moltiplicatore numerico o letterale di un termine.   +   2 Quantità numerica che definisce proprietà e relazioni meccaniche, fisiche e simili. 3 Fattore che contribuisce al verificarsi di un effetto. 
 @   da co-+ efficiente. 
Coefficiente angolare 
In un sistema di riferimento cartesiano, individua la pendenza di una retta rispetto all'asse delle ascisse. 

\coefficiènza, sf. Proprietà dell'essere coefficiente. 
 @   deriv. da coefficiente. 

\coèfora, sf. Nell'antica Grecia, donna che portava libagioni ai sepolcri. 

\Coefore Tragedia in Oresteia di Eschilo (458 a. C.). 

\coeguàle, agg. Riferito alle tre persone della Trinità. 

\Coello, Claudio (Madrid 1642-1693) Pittore spagnolo. Tra le opere L'adorazione della sacra ostia (1685, Escorial, Sacrestia). 

\coemptio, sf. invar. Nel diritto romano, acquisto reciproco. 

\coenzìma, sm. (pl.-i) Sostanza chimica essenziale per l'attività di alcuni enzimi e per il corretto espletamento di reazioni biochimiche. Sono coenzimi molte vitamine. 

\coercìbile, agg. Che si può costringere. 

\coercibilità, sf. Qualità di coercibile. 

\coercitivaménte, avv. In modo coercitivo. ~ forzatamente, coattivamente. <> liberamente. 

\coercitìvo, agg. Che ha forza di costringere. ~ forzato. <> volontario. 
 @   franc. coercitif, deriv. dal lat. coercitus, p.p. di coercere. 

\coercizióne, sf. Il costringere qualcuno a compiere atti contro la sua volontà. ~ costrizione, imposizione. <> libertà. 
 @   franc. coercition, dal lat. coercitio,-onis. 

\coerède, sm. Chi è erede insieme con altri. 

\coerènte, agg. 1 Detto di roccia cementata e compatta. ~ saldo. <> friabile. 2 Che è saldamente connesso in ogni sua parte. ~ omogeneo. 3 Che è privo di contraddizioni. ~ congruente, consono. <> incoerente. (in logica matematica:   +  4 Detto di fenomeni periodici che hanno uguale frequenza e fasi coincidenti. 5 Organico. ~ sistematico. 6 Equilibrato. ~ armonioso. <> incoerente, discordante. 
 X   agg. coherent, consistent. 
 @   lat. cohaerens,-entis, p.pres. cohaerere stare unito. 

\coerenteménte, avv. Con coerenza. ~ congruentemente. 

\coerènza, sf. 1 L'essere coerente. ~ coesione, omogeneità, armonia, rigore, logica. <> incoerenza. 2 Indicazione delle proprietà o dei beni pubblici confinanti rispetto a un determinato fondo. 
 X   sf. coherence. 
 @   lat. cohaerentia. 

\coesióne, sf. 1 Forza che agisce fra le molecole di un corpo, opponendosi al loro distacco e determinando lo stato di aggregazione (solido, liquido o aeriforme). ~ aderenza. 2 Accordo, unione. ~ affiatamento. <> divisione. 3 Coerenza. ~ consequenzialità. <> contraddizione. 
 @   deriv. dal lat. cohaesus, p.p. di cohaerere. 
La forza di coesione viene influenzata, oltre che dalla natura chimica, anche da temperatura e pressione; generalmente, infatti, accresce con la diminuzione della temperatura e l'aumento della pressione e viceversa. Mentre il termine "coesione" fa riferimento all'azione di attrazione tra molecole di tipo eguale, il termine "adesione" fa riferimento all'azione di attrazione tra molecole di tipo differente. 

\coesistènte, agg. Che esiste insieme ad altri. 

\coesistènza, sf. Il coesistere. 

\coesìstere, v. intr. Esistere contemporaneamente, detto di più cose. 
 @   da co-+ esistere. 

\coesìvo, agg. Che serve a tenere unito. 

\coèso, agg. Dotato di coesione. 

\coetàneo, agg. e sm. 1 Che, chi ha la medesima età. 2 Contemporaneo. ~ coevo. 
 X   agg. e sm. contemporary. 
 @   lat. tardo coaetaneus. 

\coetèrno, agg. Che è insieme ed egualmente eterno, detto delle persone divine e dei loro attributi. 

\Coetzee, John Michael (Città del Capo 1940-) Romanziere. Tra le opere La vita ai tempi di Michele K (1983). 

\coèvo, agg. Della stessa epoca, secolo, periodo. 

\cofanétto, sm. 1 Cassetta di vario materiale usata per custodire preziosi. 2 In editoria, custodia che contiene due o più volumi di una stessa opera. 

\còfano, sm. 1 Cassa munita di coperchio. ~ baule, cassettone. 2 Parte della carrozzeria di un'automobile che racchiude il motore. 3 Cassa per il trasporto della munizioni. 
 X   sm. 1 (aut.) bonnet. 2 (cassaforte) chest. 
 @   lat. cophinus, dal greco k˛phinos cesta. 

\cofattóre, sm. In algebra sinonimo di  →  complemento algebrico. 

\coferménto, sm. Sinonimo di coenzima. 

\còffa, sf. 1 Piattaforma semicircolare a mezz'altezza sugli alberi delle navi per vedetta o per manovra della nave. 2 Sorta di paniere. ~ cesta. 

\Cofferàti, Sèrgio (Sesto ed Uniti, Cremona 1948-) Sindacalista. Dal 1994 fu segretario generale della CGIL. 

\cofferdam, sm. invar. Ognuna delle intercapedini trasversali stagne che separano i serbatoi di liquido nelle petroliere e nelle navi cisterne. 

\cofirmatàrio, agg. e sm. Che, chi firma o ha firmato insieme con altri. 

\cogarànte, sm. Chi garantisce insieme con altri. 

\cogenerazióne, sf. Generazione contemporanea di energia elettrica e di calore, da parte di un solo impianto. 

\cogerènte, agg., sm. e sf. Che, chi gestisce qualcosa insieme ad altri. 

\cogestióne, sf. Gestione in comune con altri. 

\Còggiola Comune in provincia di Biella (2.579 ab., CAP 13013, TEL. 015). 

\Coghìnas Fiume (123 km) della Sardegna. Nasce dalla confluenza del rio Mannu d'Orzieri e del rio Mannu di Berchidda. Sfocia nel golfo dell'Asinara. 

\cogitabóndo, agg. Pensieroso. ~ assorto. <> assente, deconcentrato. 

\cogitàre, v. tr. e v. intr. Pensare. ~ meditare. 
 @   lat. cogitare. 

\cogitatìvo, agg. Che si riferisce ai pensieri. 

\cogitazióne, sf. Meditazione. 

\cogito, sm. Nella filosofia cartesiana rappresenta l'attività del pensiero. 

\cogito ergo sum, loc. avv. Locuzione latina che significa "penso, dunque esisto". Formula con la quale Cartesio esprime la certezza alla quale è arrivato dopo il dubbio metodico

\cógli, prep. art. m. pl. Composta da con e da gli. 

\Cogliàns Cima (2.780 m) più elevata delle Alpi Carniche, al confine austriaco. 

\Cogliàte Comune in provincia di Milano (6.970 ab., CAP 20020, TEL. 02). 

\cògliere, v. tr. 1 Staccare dal terreno. ~ prendere. 2 Staccare da un albero. ~ raccogliere. passarono la mattinata a cogliere more. 3 Afferrare, prendere. ~ acchiappare. : :ogliere con le mani nel sacco. 4 Colpire. ~ centrare. fu colto da un sasso alla testa. 5 Intendere, capire, indovinare. ~ intuire. non riusciva a cogliere ci˛ che lei diceva. 6 Sorprendere. ~ beccare. 7 Riscuotere. finalmente hai colto ci˛ che meritavi. 8 Intercettare. ~ captare. 9 Acquistarsi. ~ procurarsi 
 X   v. tr. 1 to gather, to pick. 2 (sorprendere) to surprise, to catch. 3 (bersaglio) to hit. 
 @   lat. colligere, comp. da co-con + legere raccogliere. 

\coglionàta, sf. Grossa sciocchezza. 

\coglióne, sm. (f.-a) 1 Testicolo. ~ pop. palla. 2 Persona sciocca. ~ idiota. 
 @   lat. tardo coleo,-onis, deriv. da coleus testicolo. 

\coglionerìa, sm. Schiocchezza. 

\coglitóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi coglie. 2 Esattore. 

\coglitùra, sf. Il cogliere piante, fiori o frutti. 

\cognac, sm. invar. 1 Acquavite che si ottiene dalla distillazione del vino della Charente. 2 Bicchiere di cognac. 

\Cognac Città della Francia (22.000 ab.) a nord di Bordeaux, in zona collinare coltivata a vigneti che producono vini rinomati e il famoso distillato che prende il nome dalla città stessa. 
Lega di Cognac 
Promossa da Francesco I di Francia con Clemente VII, Venezia, Genova, Milano e Firenze contro Carlo V (1526). Nonostante l'alleanza, l'anno successivo Carlo V saccheggiò Roma e segnò la fine dell'indipendenza fiorentina. 

\cognàta, sf. Moglie del fratello, sorella del marito o della moglie. 
 X   sf. sister-in-law. 

\cognatio legalis, loc. avv. Vincolo di parentela nascente per legge con l'adozione, che costituisce un impedimento del matrimonio. 

\cognatio spiritualis, loc. avv. Parentela spirituale tra il padrino e il bambino che ha tenuto alla fonte battesimale. 

\cognàto, agg. e sm. agg. Congiunto per origine o per somiglianza. 
sm. 1 Marito della sorella, fratello del marito o della moglie. 2 Consanguineo. 
 X   sm. brother-in-law. 
 @   lat. cognatus consanguineo. 

\cognazióne, sf. 1 Vincolo di parentela. 2 Parentela. 

\Cògne Comune in provincia di Aosta (1.440 ab., CAP 11012, TEL. 0165). 

\cognitio extra ordinem, loc. avv. Sistema processuale nel quale le controversie erano decise dal magistrato senza il ricorso al giudice, nel diritto giustinianeo. 

\cognitivìsmo, sm. Filone della psicologia sperimentale, sorta negli anni '60 in Gran Bretagna, che prende il nome dalla psicologia cognitivista di U. Neisser, uno dei maggiori esponenti della dottrina. Esponenti importanti furono G. A. Miller, E. Galanter e K. H. Pribram. Essi studiarono i processi mentali partendo dall'analisi delle percezioni della memoria, del linguaggio, dall'elaborazione di informazioni, libertà decisionale, riportando al centro della psicologia lo studio delle attività mentali dalle cui regole derivano i comportamenti. In netta antitesi con i comportamentisti che trascurano lo studio dei processi mentali, privilegiando solo le risposte agli stimoli ambientali. 

\cognitìvo, agg. Conoscitivo. 

\cògnito, agg. Conosciuto. ~ noto. 

\cognizióne, sf. 1 Atto, effetto del conoscere. ~ informazione. avere cognizione di causa, essere perfettamente a conoscenza. 2 Facoltà di conoscere. ~ conoscenza. <> ignoranza. non aveva cognizioni al riguardo. 3 Notizia acquisita con l'esperienza. ~ nozione. 4 Esame di una causa civile o penale. 5 Intelligenza. 
 X   sf. knowledge. 
 @   lat. cognitio,-onis, deriv. da cognitus, p.p. di cognoscere conoscere. 

\Cognizione del dolore, La Romanzo di C. E. Gadda (1963). 

\cognóme, sm. Nome di famiglia, viene aggiunto al nome proprio per indicare l'appartenenza di una persona a un gruppo. È buona regola posporlo al nome. 
 X   sm. family name, surname. 
 @   lat. cognomen,-inis. 
Nell'antica Roma veniva aggiunto al prenome e al nome per designare i membri di una stessa famiglia. Nel medioevo, scomparso l'uso del prenome, si aggiunse al nome come ulteriore indicazione, ricorrendo al luogo di provenienza, al mestiere o al patronimico. Nelle lingue neolatine e germaniche non si declina, nelle lingue slave sì. 

\Cognome e nome: Lacombe Lucien Film drammatico, francese (1973). Regia di Louis Malle. Interpreti: Pierre Blaise, Aurore Clément, Holger Lawenadler. Titolo originale: Lacombe Lucien 

\cogolària, sf. Nella pesca, rete da posta costituita da un sacco a coda tenuto aperto da cerchietti e munito di aghi. 

\Cogoléto Comune in provincia di Genova (9.432 ab., CAP 16016, TEL. 010). 

\Cogóllo dél Céngio Comune in provincia di Vicenza (3.123 ab., CAP 36010, TEL. 0445). 

\Cogórno Comune in provincia di Genova (5.351 ab., CAP 16030, TEL. 0185). 

\coguàro, sm. ved. "puma" 

\Cohen, Albert (Corfù 1895-Ginevra 1981) Romanziere svizzero. Figlio di ebrei greci, riparò in Inghilterra durante la seconda guerra mondiale. Tra le opere Mangeclous (Mangiachiodi, 1938) e Belle du Seigneur (Bella del Signore, 1968). 

\Còhen, Gabrièlla (Torino 1954-) Ballerina italiana. Si è formata a Milano (scuola di ballo della Scala) e a Mosca (Bolscioi). 

\Cohen, Leonard (Montréal 1934-) Poeta e romanziere. Tra le opere Belli e perdenti (1966). 

\cohenìte, sf. Carburo di ferro, nichel e cobalto, trovato solamente nelle meteoriti ricche di ferro. 

\coherer, sm. invar. Rivelatore di onde elettromagnetiche usato nei primi apparecchi radio. 

\Cohn-Vossen, Stéfan (Breslavia 1902-Leningrado 1936) Matematico tedesco. Trasferitosi nel 1934 a Leningrado, sviluppò importanti ricerche sulla geometria delle superfici. Nel 1927 pubblicò un trattato sulla teoria degli invarianti correlati alla fisica matematica. Nel 1932, con D. Hilbert, scrisse il trattato Geometria intuitiva

\cói, prep. art. m. pl. Composta da con e da i. 

\coibentàre, v. tr. Rivestire con materiale coibente. 

\coibènte, agg. e sm. Si dice di sostanza che è cattiva conduttrice di elettricità e di calore. 

\coibènza, agg. Proprietà dei coibenti. 

\coiffeur, sm. invar. Parrucchiere per signore. 

\coiffeuse, sf. invar. Pettiniera di stile impero. 

\Coimbatore Città (854.000 ab.) dell'India, nello stato del Tamil Madu. 

\Coimbra Città (96.000 ab.) del Portogallo, nella regione di Beira, situata sul fiume Mondego, capoluogo del distretto omonimo. L'agricoltura (viti e agrumi) e le industrie tessili, conciarie e della ceramica sono le principali risorse economiche. Sede di un'importante università, di una cattedrale romanica del XII sec. e del museo Machado de Castro (dove sono raccolte numerose sculture rinascimentali). La città è situata sulle rovine di un'antica città romana e per circa un secolo fu capitale del Portogallo. 
Coimbra 
Distretto (428.000 ab.) del Portogallo. Comprende il bacino del fiume Mondego. 

\coimputàto, agg. e sm. Che, chi è imputato insieme con altri. ~ complice, corresponsabile, correo. 

\coincidènte, agg. Che coincide. 

\coincidentia oppositorum, loc. avv. Coincidenza degli opposti, indica la sintesi che avviene nell'infinitudine divina tra le possibili opposizioni. 

\coincidènza, sf. 1 Avvenimento simultaneo. ~ fatalità. 2 Uguaglianza. ~ identità. 3 Nei servizi ferroviari, automobilistici o aerei, ora di arrivo o di partenza di due o più mezzi di trasporto, stabilita in modo da permettere ai viaggiatori provenienti con l'uno di passare all'altro. ancora qualche minuto e avrebbe perso la coincidenza. 4 Caso fortuito. ~ combinazione. una sfortunata coincidenza li fece incontrare. 5 Consonanza, corrispondenza. ~ armonia. erano accomunati da coincidenza di sentimenti. <> differenza. 
 X   sf. 1 coincidence. 2 (servizi) connexion, connection. 
 @   franc. coincidence

\coincìdere, v. intr. 1 Corrispondere esattamente. ~ collimare. <> divergere. : : risultati ottenuti dai due gruppi di lavoro non coincidono. 2 Accadere contemporaneamente. ~ corrispondere. <> discordare. il suo anno di nascita coincide con lo scoppio del conflitto mondiale. 3 Essere identico. ~ distinguersi 
 X   v. intr. to coincide. 
 @   franc. coincider, comp. da co-+ lat. incidere accadere. 

\coinquilìno, sm. Chi abita in una casa nei confronti degli altri inquilini. 
 X   sm. co-resident. 

\cointeressàre, v. tr. Far partecipare qualcuno agli utili di un affare o di un'azienda. 

\cointeressàto, agg. e sm. Che o chi partecipa agli utili e alle perdite di un'impresa. 

\cointeressènza, sf. Partecipazione agli utili e alla perdite di un'impresa. 

\coinvolgènte, agg. Convincente, esaltante. ~ trascinante. 

\coinvòlgere, v. tr. Implicare, trascinare in una data situazione, specialmente sgradevole, o pericolosa. Far partecipare ad una inziativa ~ compromettere. 
 X   v. tr. to involve in. 
 @   da co-+ involgere. 

\coinvolgiménto, sm. Il fatto, il risultato del coinvolgere o del farsi coinvolgere in una determinata situazione. 

\Coipasa, Salar de Bacino (3.400 km2) salato, della Bolivia, nel dipartimento di Oruro. 

\còito, sm. Accoppiamento sessuale, specialmente riferito alla specie umana. ~ amplesso. 

\Cojedes Stato (197.000 ab.) del Venezuela, capitale San Carlos. 

\coke, sm. invar. Carbone poroso, grigio, ottenuto dalla distillazione del litantrace e come residuo della fabbricazione del gas illuminante. 

\cokefazióne, sf. Procedimento industriale consistente nel riscaldare un carbon fossile in speciali storte che escludono il contatto con l'aria, così da ottenere coke. 

\cokerìa, sf. Stabilimento per la produzione del carbone coke. 

\cokizzazióne, sf. 1 Trasformazione del carbon fossile in carbon coke. 2 Trasformazione mediante processo termico di residuo petrolifero pesante in coke e in gas, benzina, gasolio. 

\cól, prep. art. m. sing. Composta da con e da il. 
c˛l, sm. 
Termine utilizzato al posto del più completo colle. 

\Col di Lana Monte (2.462 m) delle Dolomiti, nell'Agordino. 

\colà, avv. Là, in quel luogo. 

\cóla, sf. Tipo di setaccio con il quale si cola la calcina spenta. 

\Còla dell'Amatrìce (Amatrice 1489-1559) Nicola Filotesio detto Cola dell'Amatrice. Architetto. Tra le opere San Bernardino (1524-1540) a L'Aquila. 

\Còla di Riènzo (Roma 1313-1354) Soprannome di Nicola di Rienzo. Uomo politico di Roma, di origine popolana, si dedicò allo studio classico prima di divenire notaio. Avuto incarichi importanti da papa Clemente VI e sostenuto da F. Petrarca, si fece proclamare tribuno di Roma e invitò le città italiane a inviare legati per eleggere un imperatore. Cacciato per ordine del papa e scomunicato, fu accolto a Praga dall'imperatore Carlo IV che in seguito lo fece arrestare come eretico e imprigionare ad Avignone. Fu poi liberato e inviato da papa Innocente VI a Roma per restaurarvi il potere pontificio ma, dopo due mesi di governo dispotico e stravagante, fu ucciso sul Campidoglio in una sommossa. 

\colabilità, sf. Capacità di un metallo o di una lega versati allo stato liquido in una forma, di riempire questa in tutti i dettagli. 

\colabròdo, sm. invar. Arnese di cucina con fondo bucherellato, per filtrare specialmente il brodo. 
 X   sm. invar. strainer. 
 @   da cola + brodo. 

\colàcreti, sm. pl. Nell'Antica Grecia, una delle più antiche magistrature finanziarie di Atene. 

\colàggio, sm. Diminuzione delle merci liquide, per spargimento dovuto a cattiva chiusura dei recipienti. 

\colaggiù, avv. Laggiù. <> colassù. 

\colagògo, sm. (pl.-ghi) Medicamento che eccita la secrezione biliare del fegato. 

\Colajànni, Napoleóne (Enna 1847-1921) Politico, sociologo e meridionalista. Di ideologia repubblicana, scrisse La sociologia criminale (1889) e Settentrionali e meridionali (1898). 

\colalemìa, sf. Presenza nel sangue di acidi biliari. 

\colaménto, sm. Il colare. ~ gocciolamento. 

\colangiografìa, sf. Sinonimo di angiocolecistografia. 

\Colantònio (Attivo a Napoli 1440-ca. 1470) Pittore. Tra le opere San Gerolamo nello studio (1445-1450, Napoli, Museo e Galleria Nazionale di Capodimonte) e Polittico di San Vincenzo Ferrer (ca. 1465, Napoli, San Pietro Martire). 

\Colantuòni, Albèrto (Trieste 1880-Milano 1959) Scrittore. Attivo come capocomico (Compagnia Lombarda; Compagnia del Teatro di Venezia), è noto per il lavoro teatrale I fratelli Castiglioni (1930). 

\colapàsta, sm. invar. Utensile da cucina bucherellato, per scolare l'acqua della pasta. 
 X   sm. invar. colander, pasta strainer. 

\colàre, v. v. tr. 1 Far passare un liquido attraverso un filtro perché ne esca chiaro e privo di materie eterogenee. ~ filtrare, distillare. : :olarono in fretta e furia la pasta per non perdere altro tempo prezioso; colare a picco, affondare. 2 Versare una sostanza fluida. 3 Riferito ai metalli, fondere. ~ liquefare. fecero colare l'oro nelle forme, per ottenere i lingotti 
v. intr. 1 Scendere a goccia a goccia. ~ gocciolare, stillare. 2 Andare a fondo. ~ inabissarsi. 3 Struggersi al fuoco. ~ fondersi, sciogliersi, liquefarsi. 4 Avere una imperfetta tenuta. 
 X   v. tr. 1 (liquido) to drain, to strain. 2 (filtrare) to filter. 3 (fondere) to pour, to cast. v. intr. 1 to trickle, to drip. 2 (a picco) to sink. 
 @   lat. colare, deriv. da colum filtro. 

\colascionàta, sf. Sorta di poesia triviale. 

\colascióne, sm. Antico strumento a corde, di uso popolare, dal suono piuttosto aspro. 

\colassù, avv. Lassù. <> colaggiù. 

\colàta, sf. 1 Flusso di lava che, fuoriuscita da un vulcano, si espande sul terreno sottostante. A essa segue la formazione di roccia dovuta al raffreddamento della massa lavica. 2 Massa di ghiaccio, fango o acqua, che scivola lungo un pendio. 3 Fusione. 
 X   sf. 1 flow. 2 (fusione) casting. 
 @   deriv. da colare. 
In fonderia è l'operazione con cui si versa il metallo fuso nelle forme predisposte. Vengono impiegate varie tecniche (per gravità, a sorgente, sottovuoto, in sabbia, centrifuga e colata continua). 

\colatìccio, sm. 1 Materia colata e raffreddata. 2 In fonderia, metallo fuso traboccato dalla forma. 3 Il liquame che defluisce dalla porcilaia. 

\colatitùdine, sf. Angolo complementare della latitudine, ottenuto dalla distanza angolare tra l'asse terrestre e un punto. 
In geografia astronomica indica la distanza angolare tra il polo celeste e lo zenit; viene denominata anche distanza zenitale. 

\colatóio, sm. 1 Arnese col quale si cola un liquido. 2 Nel linguaggio degli alpinisti, canalone molto ripido dal quale cadono di frequente pietre. 

\colatóre, sm. (f.-trìce) 1 In fonderia, operaio addetto alla colata. 2 Canale di smaltimento delle acque di irrigazione. 

\colatùra, sf. L'operazione del colare. 

\colazióne, sf. 1 Pasto leggero del mattino. ~ prima colazione. 2 Pasto del mezzogiorno, secondo pasto della giornata. colazione al sacco, pasto veloce consumato all'aperto, con cibi preparati a casa. 
 X   sf. 1 (prima) breakfast. 2 (seconda) lunch. 
 @   franc. colation, pasto serale dei monaci, dal lat. collatio,-onis deriv. da collatus, p.p. di conferre portare insieme. 

\Colazione da Tiffany Romanzo di T. Capote (1958). 
Colazione da Tiffany 
Film commedia, americano (1961). Regia di Blake Edwards. Interpreti: Audrey Hepburn, George Peppard, Patricia Neal. Titolo originale: Breakfast at Tiffany's 

\Colàzza Comune in provincia di Novara (417 ab., CAP 28010, TEL. 0322). 

\colbàcco, sm. (pl.-chi) Copricapo di pelo caratteristico di armeni, turchi, russi. 

\Colbert, Claudette (Parigi 1905-Bridgetown 1996) Attrice cinematografica statunitense, nome d'arte di Claudette Cauchion. Interpretò L'allegro tenente (1931), Accadde una notte (1934), Ritrovarsi (1942) e Le due signore Grenvilles (1987) 

\Colbert, Jean-Baptiste (Reims 1619-Parigi 1683) Ministro e uomo politico di Luigi XIV, riordinò l'amministrazione dello stato in senso accentratore e assolutista. Organizzò una politica (colbertismo) per la protezione delle industrie francesi, basata sull'elargizione di sovvenzioni statali e l'applicazione di alti dazi d'entrata sulle merci straniere (1667). Promosse lo sviluppo della marina mercantile e agevolò l'espansione coloniale, favorendo la nascita di compagnie commerciali private (Compagnia delle Indie occidentali e orientali). Fece aprire il Canal du Midi, fondò l'accademia delle Scienze, di architettura e di musica. 

\Colbórdolo Comune in provincia di Pesaro (4.077 ab., CAP 61022, TEL. 0721). 

\Colbran, Isabella Angela (Madrid 1785-Catenaso 1845) Cantante lirica spagnola. Debuttò nel 1801 a Parigi. Dal 1811 si esibì al teatro San Carlo di Napoli, diretto dall'impresario Barbaja, e per oltre dieci anni fu interprete acclamata per la sua voce brillante di soprano e il grande talento interpretativo. Nel 1822 sposò il compositore Gioacchino Rossini, dal quale si separò nel 1837. Tra le sue interpretazioni, Elisabetta regina d'Inghilterra (1815), Armida (1817), La donna del lago (1819), Otello (1816) e Semiramide (1823) di G. Rossini. 

\Colbricón Vetta (2.603 m) delle Dolomiti, nella catena dei Lagorai. 

\Colcavàgno Comune in provincia di Asti (147 ab., CAP 14020, TEL. 0141). 

\còlchico, agg. e sm. agg. Della Colchide. 
sm. Genere di piante.(Colchicum
Angiosperma (Colchicum autumnale) della famiglia delle Gigliacee e dell'ordine delle Liliiflore. Pianta erbacea perenne originaria dell'Europa. I semi e tutta la pianta contengono l'alcaloide colchicina. 

\còlcos ved. "kolchoz" 

\colcosiàno, agg. e sm. agg. Concernente i kolchoz. 
sm. Chi lavora in un kolchoz. 

\cold cream, loc. sost. f. invar. Crema per cosmesi, emolliente e protettiva. 

\COLDIRETTI Sigla di Confederazione nazionale dei Coltivatori Diretti. 

\Cole, Thomas (Bolton-le-Moors, Inghilterra 1801-Catskill, New York 1848) Pittore statunitense. Tra le opere Paesaggio con tronchi d'albero (ca. 1827-1828, Providence, Museum of Art). 

\colecistectomìa, sf. Intervento chirurgico con il quale viene completamente asportata la colecisti. 

\colecìsti, sf. Detta anche cistifellea, è un organo a forma di sacco, collocato sulla via biliare extraepatica, nella parte inferiore del fegato. Svolge la funzione di raccoglitore della bile prodotta in continuazione dal fegato. La patologia più comune della colecisti è la calcolosi, che può provocare colecistiti acute o croniche. La forma cronica non presenta sintomi particolarmente evidenti e, in mancanza di complicanze, può consentire una vita quasi normale al paziente che adotta un'alimentazione priva di grassi. Tuttavia, quando degenera in forme più gravi, rende necessario il ricorso alla terapia chirurgica. La colecistite acuta viene normalmente causata dall'ostruzione del dotto biliare da parte di un calcolo che impedisce il deflusso della bile nel duodeno. Caratterizzata da forti dolori addominali, può abitualmente essere risolta con una terapia a base di antispastici e analgesici; quando però la calcolosi è tanto diffusa da provocare l'insorgenza di complicazioni, è necessario ricorrere all'intervento chirurgico, procedendo anche all'asportazione dell'organo (colecistectomia). 

\colecistìte, sf. Infiammazione della colecisti. 

\colecistocinètico, agg. (pl. m.-ci) Riferito ai medicinali che facilitano la fuoriuscita della bile contenuta nella cistifellea. 

\colecistografìa, sf. Radiografia della cistifellea. 

\colecistostomìa, sf. Intervento chirurgico di collegamento della cistifellea alla parete addominale, per drenare un infezione biliare facendo derivare la bile all'esterno. 

\colectomìa, sf. Asportazione chirurgica del colon. 

\coledocìte, sf. Infiammazione del dotto coledoco. 

\colèdoco, sm. Condotto che serve al versamento della bile nel duodeno, nel momento del passaggio del chimo. Si diparte dalla confluenza dei dotti epatico e cistico. 

\coledocotomìa, sf. Incisione del coledoco mediante intervento chirurgico, generalmente per estrarre calcoli. 

\colèi, pron. dimostr. f. sing. Femminile di colui. 

\colendìssimo, agg. Degno di molta onorevolezza. 

\colèndo, agg. Degno di riverenza. 

\coleorìza, sf. Specie di guaina che avvolge la radichetta dell'embrione di alcune piante. 

\Coleòtteri Ordine di Insetti Pterigoti di cui si conoscono circa 300.000 specie. Hanno un corpo indurito da chitina, ali anteriori che svolgono funzioni protettive (elitre) e quelle posteriori predisposte per il volo. Hanno un apparato boccale, masticatore e ciclo evolutivo completo (larva, ninfa, adulto). Depongono le uova. Tra i più diffusi la cetonia, il cervo volante, la cicindela, il maggiolino, lo scarabeo, la coccinella e la cerambice. 

\coleòttile, sm. Guaina membranosa che ricopre le giovani foglioline delle plantule delle graminacee.   +  

\coleperitonèo, sm. Travaso di bile, conseguente alla rottura delle vie biliari, nella cavità peritoneale. 

\colèra, sm. invar. Malattia epidemica originaria dell'India, dovuta a un bacillo (Vibro cholerae), scoperto da R. Koch in Egitto nel 1882. Si trasmette con acqua e alimenti. È caratterizzata da diarrea, vomito e ipotermia ed è spesso mortale a causa della totale perdita di acqua. 
 X   sm. cholera. 
 @   lat. cholera, dal greco cholŔra, deriv. da cholŔ bile. 
Colera animale 
Alcune forme infettive acute, causate da germi diversi dal vibrione del colera. 

\còlere, v. tr. Ossequiare. ~ onorare. 

\Còlere Comune in provincia di Bergamo (1.110 ab., CAP 24020, TEL. 0346). 

\colerètico, agg. e sm. (pl. m.-ci) Si dice di farmaco che favorisce l'afflusso di bile all'intestino. 

\colèrico, agg. (pl. m.-ci) Di colera. 

\Coleridge, Samuel Taylor (Ottery Saint Mary 1772-Highgate 1834) Poeta, critico e pensatore, tra i massimi esponenti del romanticismo inglese, realizzò la sua preparazione a Cambridge. Ebbe una vita infelice, funestata dall'uso di oppio. In collaborazione con Wordsworth scrisse le Ballate liriche. Pubblicò molte opere critiche e filosofiche influenzate dall'idealismo tedesco e di Cambridge; importanti le conferenze su Shakespeare e Milton. Tra le poesie, Ballata del vecchio marinaio, Foglie sibilline, Kubla Khan, Christabel; per la prosa, Manuale dello statista, Biographia letteraria, Costituzione della Chiesa e dello Stato. 

\coleróso, agg. e sm. Affetto da colera. 

\colestàsi, sf. Arresto o rallentamento del flusso della bile provocato da un ostacolo nelle vie biliari. 

\colesteatòma, sm. Malformazione neoplastica che si forma nei plessi corioidei del cervello dei cavalli vecchi. 

\colesteròlo, sm. Molecola lipidica sterolica, tipica degli organismi animali, soprattutto dei vertebrati. È presente in tutti i tessuti e in maggior quantità nel cervello, nella bile e nel sangue. L'intestino lo assorbe grazie ai sali biliari. È presente in forma libera (35-40% del totale), sia esterificato con acidi grassi a catena lunga. Costituisce la placca ateromatosa nell'arteriosclerosi. Il colesterolo, che è di colore bianco ed ha una consistenza come la cera, viene trasportato nel sangue attraverso le lipoproteine, degli aggregati costituiti da fosfolipidi, apolipoproteine, trigliceridi, acidi grassi e colesterolo. Quello che viene comunemente chiamato colesterolo sono queste lipoproteine; la loro concentrazione si chiama colesterolemia. Ci sono tre tipi principali di lipoproteine, i cui valori sommati danno la colesterolemia totale: VLDL (Very Low Density Lipoproteins), LDL (Low Density Lipoproteins), HDL (High Density Lipoproteins). Le HDL (colesterolo "buono") hanno la capacitÓ di rimuovere l'eccesso di colesterolo depositato in placche sulle arterie (rimandandolo al fegato dove viene trasformato in sostanze che hanno una funzione positiva). Le LDL (cosiddetto colesterolo "cattivo"), mentre liberano il colesterolo distribuendolo alle cellule (facendo in questo una buona azione), a volte ne depositano placche sulle pareti interne delle arterie. Un utile elemento di riferimento è l'IRC (indice di rischio cardiovascolare), pari al rapporto colesterolo_totale/HDL, che è bene sia per gli uomini inferiore a 5, per le donne inferiore a 4.5. Si noti che non è il colesterolo genericamente introdotto con l'alimentazione ad aumentare questo indice. Per mantenerlo basso occorre, oltre a mangiare sano (e poco "grasso"), fare attività fisica, non fumare (e ridurre lo stress). Si noti che da analisi statistiche risulta che basse concentrazioni di HDL (inferiori a 40 mg/dl per gli uomini, 50 mg/dl per le donne) aumentano il rischio cardiovascolare.

\colesterolemìa, o colesterinemìa, sf. Presenza di colesterolo nel sangue. 

\colesterolùria, sf. Eliminazione, mediante le urine, di colesterolo. 

\Colet, Louise Revoil (Aix-en-Provence 1810-Parigi 1876) Amica dello scrittore Gustave Flaubert e del filosofo Victor Cousin, ha lasciato composizioni poetiche e prose: PoÚsies (Poesie, 1842), Les coeurs brisÚs (I cuori spezzati, 1843, romanzo), L'Italie des Italiens (L'Italia degli italiani, 1862-1864, saggio). 

\Colette, Sidonie-Gabrielle (Saint-Sauveur-en-Puisaye, Yonne 1873-Parigi 1954) Scrittrice. Tra le opere Claudine (1900-1903) e ChÚri (1920). 

\colettìna, sf. Religiosa delle clarisse povere, ordine riformato da santa Coletta. 

\coleus, sm. invar. Genere di Labiate che si trovano in Europa e in Australia. 

\còlf, sf. invar. Collaboratrice familiare. ~ domestica. 

\Colfelice Comune in provincia di Frosinone (1.917 ab., CAP 03030, TEL. 0776). 

\Colhué Huapí Lago (803 km2) dell'Argentina, nella provincia di Chubut, in Patagonia. 

\Còli Comune in provincia di Piacenza (1.187 ab., CAP 29020, TEL. 0523). 

\coliàmbico, agg. (pl. m.-ci) Si dice dei coliambi o dei componimenti poetici in cui entrano i coliambi. 

\coliàmbo, sm. Nella metrica greca e latina, verso formato da cinque giambi chiusi o da uno trocheo o da uno spondeo, che rompendo il ritmo dell'ultimo piede, rende zoppicante la cadenza giambica del verso. 

\colibacìllo, sm. Sinonimo di bacterium o escherichia coli. 

\colibrì, sm. Nome di Uccelli Apodiformi della famiglia dei Trochilidi. Ne esistono 400 specie, diffuse nella zona dell'America tropicale. Noti come uccelli mosca, per le dimensioni ridotte (sono grossi quanto un calabrone) e per il caratteristico ronzio emesso durante il volo. Hanno colori iridescenti, coda forcuta, ali lunghe e strette; si cibano di minuscoli insetti e nettare, che suggono rimanendo in volo. Raggiunge una frequenza di 1.000 battiti d'ala al minuto. Fra i più diffusi il colibrì Elena (Calypte helenae), il colibrì Calliope (Stellula calliope) e quello gigante (Patagonia gigas). 

\còlica, sf. Spasmo della muscolatura liscia talvolta particolarmente doloroso. Le forme patologiche più comuni sono la colica gassosa, la colica biliare e la colica renale. La colica gassosa è un malessere che può affliggere i lattanti nelle prime settimane di vita e che si manifesta con crisi di pianto e gonfiore addominale. Può essere causata da un'aerofagia o da intolleranza al latte, sia esso vaccino che materno. La colica biliare è causata da un blocco del dotto cistico e provoca forti dolori nella sezione superiore destra dell'addome; può essere curata con una terapia a base di analgesici e antispastici. La colica renale, infine, è caratterizzata da dolori intensi alla parte bassa della schiena, agli organi genitali e alla radice delle cosce. È normalmente causata da un calcolo renale che, dopo il distacco, non riesce a scendere nella vescica. 
 X   sf. colic. 

\Còlico Comune in provincia di Lecco (5.934 ab., CAP 22050, TEL. 0341). 

\còlico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di colica. 2 Del colon. 

\Coligny, Louise de Figlia dell'ammiraglio calvinista (ugonotto) Gaspard II de Coligny (1519-1572), visse in uno dei periodi più agitati della storia di Francia, durante le guerre di religione. Nel 1571 sposò Charles de Télégny. Quando Enrico IV (1553-1610) divenne re di Navarra e sposò Margherita di Valois (figlia della regina Caterina de' Medici), Caterina de' Medici approfittò delle feste di nozze per sbarazzarsi degli ugonotti organizzando il massacro della notte di San Bartolomeo (24 agosto 1572). In quella occasione, sia il marito che il padre di Louise vennero assassinati. Costretta a riparare in Svizzera, vi restò fino al 1576. Tornata in Francia, nel 1583 sposò Guglielmo d'Orange detto il Taciturno, che venne assassinato l'anno seguente. In seguito, ottenne incarichi diplomatici. 

\Colima Città (107.000 ab.) del Messico, capitale dello stato omonimo. 
Colima 
Stato (429.000 ab.) del Messico occidentale che si estende tra la Sierra Madre e l'oceano Pacifico. 

\Colima, Nevado de Vulcano (4.265 m) spento del Messico, nella Cordigliera Neovulcanica. 

\colìna, sf. Amminoalcool presente in natura sia allo stato libero, sia combinato. 

\colinèrgico, agg. (pl. m.-ci) Detto dei nervi parasimpatici e delle fibre preglandiari, cioè dei nervi che agiscono con la mediazione dell'acetolina. 

\colinesteràsi, sf. Enzima idrolizzante che scinde l'acetilcolina. 

\colìno, sm. Utensile da cucina, a fori fitti e piccoli, per colare bevande, minestre e altri alimenti affini. 
 X   sm. colander, strainer. 

\colìo, sm. Un colare continuato. 

\colìte, sf. Infiammazione del colon caratterizzata da diarrea, febbre, nausea e, talvolta, vomito. La colite acuta è originata da virus, batteri, tossine o farmaci (principalmente antibiotici). La colite cronica è invece causata sia da microrganismi che da motivi attualmente sconosciuti. Oltre a curare la patologia che ne è all'origine, la terapia della colite prevede riposo assoluto del paziente e reintegrazione dei liquidi e dei sali minerali persi a causa della diarrea. 
 X   sf. colitis. 

\colìtico, agg. (pl. m.-ci) Della colite. 

\cólla (1), prep. art. f. sing. Composta da con e da la. 

\còlla (2), sf. 1 Sostanza glutinosa adesiva, ottenuta facendo bollire in acqua sostanze collagene. Impiegata per unire oggetti separati. 2 Ogni sostanza a forte potere adesivo. 3 Materia attaccaticcia. 4 Corda usata per torturare. 5 Corda con cui si ammainavano e si tiravano le vele. 
 X   sf. glue. 
 @   lat. colla, dal greco k˛lla. 
Colla di pesce 
Gelatina di pesce ottenuta dalla vescica natatoria dello storione, utilizzata in cucina. 

\Còlla, Èttore (Parma 1896-Roma 1978) Scultore. Tra le opere Officina solare (1964, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna). 

\Còlla, Giusèppe (Milano 1805-Soresina 1861) Capostipite di una famiglia di marionettisti, iniziò l'attività prima del 1835. 

\collaboràre, v. intr. 1 Lavorare insieme con altri. ~ coadiuvare, cooperare, dare il proprio contributo. <> intralciare, impacciare. collaborare alla stesura del progetto. 2 Concorrere. ~ partecipare. 3 Praticare il collaborazionismo. 
 X   v. intr. 1 to work together, to collaborate. 2 (contribuire) to contribute to. 
 @   lat. collaborare, comp. da co-+ laborare lavorare. 

\collaboratìvo, agg. Di collaborazione. 

\collaboratóre, sm. (f.-trìce) Chi collabora. ~ assistente, aiutante. : :i circondava di valenti collaboratori 
 X   sm. 1 collaborator. 2 (esterno) free lance. 3 (di giornali) contributor. 

\collaboratrìce, sf. Donna che collabora. 

\collaborazióne, sf. 1 Effettuazione di un lavoro insieme con altri. ~ cooperazione. 2 Contributo dato a chi collabora. ~ aiuto, partecipazione. 
 X   sf. 1 collaboration. 2 (a un giornale) contribution. 

\collaborazionìsmo, sm. Qualunque forma spontanea di collaborazione con il nemico invasore, specialmente durante l'occupazione nazista in Italia. 

\collaborazionìsta, agg., sm. e sf. (pl. m-i) Chi collabora con il nemico. 

\collage, sm. invar. 1 Tecnica di composizione artistica consistente nell'incollare su di un piano materiali diversi. 2 L'opera ottenuta con questa tecnica. 
 @   franc. collage incollatura. 

\collàgeno, o collàgene, agg. e sm. agg. Che appartiene al collageno. 
sm. Sostanza proteica costituente della pelle, dei tendini, delle ossa, e dei tessuti connettivi in genere. 
Elemento ricco di proteine, presente nella sostanza intercellulare dei vari tipi di tessuto connettivo. Ha forma di fibre intrecciate, non soggette a digestione, resistenti e inestensibili. Si ottiene tramite ebollizione. 

\collagenopatìa, o collagenòsi, sf. Denominazione indicante le affezioni nelle quali viene riscontrata una formazione anormale di collagene nel tessuto connettivo. 

\collàggio, sm. Italianizzazione di collage. 

\Collàgna Comune in provincia di Reggio Emilia (1.112 ab., CAP 42037, TEL. 0522). 

\Collàlto Sabìno Comune in provincia di Rieti (539 ab., CAP 02022, TEL. 0765). 

\collàna, sf. 1 Monile da portarsi al collo. ~ vezzo. 2 Collana distintiva dell'ordine cavalleresco. 3 Serie di opere con caratteristiche comuni, pubblicate con la medesima veste tipografica dallo stesso editore. ~ raccolta. 
 X   sf. 1 necklace. 2 (raccolta, collezione) series, collection. 
 @   deriv. da collo. 

\Collana della regina, La Romanzo di A. Dumas padre (1848-1850). 

\collant, agg. e sm. invar. agg. invar. Detto di abito, manica e simili attillato. ~ aderente. 
sm. invar. Indumento femminile formato da due calze unite da mutandina. 
 X   sm. invar. tights. 

\collànte, agg. e sm. Adesivo specialmente per legno. 

\collàre, sm. e v. sm. 1 Anello di peli, squame, piume di colore diverso da quello del corpo, che contorna il collo di alcuni animali. 2 Striscia di cuoio che si mette attorno al collo di alcuni animali come il cane o le mucche. 3 Ornamento femminile da portarsi al collo. ~ collana. 4 Striscia di stoffa, con ricami, per le funzioni. 5 Catena d'oro, di altro materiale a cui si appende il simbolo e l'insegna di un ordine. 6 Collarino. 7 Colletto bianco rigido, che caratterizza l'abbigliamento dei preti. mettersi il collare, diventare prete. 8 Ogni fenomeno medico morboso che riguarda il collo. 
v. tr. 1 Abbassare o innalzare qualcosa o qualcuno con la fune. 2 Sottoporre al tormento della colla. 
 X   sm. collar. 
 @   come sm. lat. collaris, agg. di collum collo. 

\collarétto, sm. 1 Parte di camicia o veste femminile intorno al collo. 2 Colletto di abito abbottonato dietro. 

\collarìna, sf. Striscia di tela bianca appuntata al collare del sacerdote. 

\collarìno, sm. Piccola modanatura, lievemente sporgente, interposta tra il fuso di una colonna e il capitello. 

\Collarmèle Comune in provincia di L'Aquila (1.051 ab., CAP 67040, TEL. 0863). 

\collassàre, v. v. tr. Provocare un collasso. collassarono la struttura, facendo esplodere delle cariche di dinamite
v. intr. 1 Subire un collasso. 2 Subire un collasso gravitazionale. 
 @   ingl. to collapse crollare. 

\collàsso, sm. 1 Forte caduta della pressione arteriosa. ~ malore, mancamento, svenimento. 2 Fase conclusiva dell'evoluzione di una stella. 
 X   sm. collapse. 
 @   lat. collapsus, p.p. di collabi. 
Stato di debolezza cardiaca spesso in concomitanza con stati tossici, emorragie, infarto o scottature estese. I sintomi sono l'abbassamento della pressione, sudorazione, incoscienza. 
Collasso gravitazionale 
In astronomia è la diminuzione veloce del volume stellare e relativo aumento della densità. È provocato dalla cessazione delle reazioni termonucleari e dall'impossibilità per la pressione dei gas di equilibrare quella gravitazionale, favorendo la caduta della materia verso il centro. Ciò avviene nelle ultime fasi dell'evoluzione di una stella. La stella che resta viene chiamata collapsar. 

\collassoterapìa, sf. Insieme dei sistemi di terapia medica o chirurgica che hanno lo scopo di mettere il polmone a riposo. 

\collateràle, agg., sm. e sf. agg. 1 Che sta a lato. ~ laterale. 2 Rapporto genealogico che intercorre tra persone discendenti da un capostipite comune ma non l'una dall'altra. aveva un'infinitÓ di parenti collaterali. 3 Secondario. <> principale. cercarono di mantenere attiva la circolazione collaterale
sm. e sf. Che è parente in linea collaterale. 
 X   agg. secondary. 
 @   lat. collateralis, comp. da co-+ deriv. da latus,-eris lato. 

\collateralménte, avv. Di fianco. ~ parallelamente. 

\collatìno, agg. e sm. Relativo all'antica Collazia; abitante o nativo di questa città. 

\Collatìno, Lùcio Tarquìnio (sec. VI a. C.) Personaggio romano. Secondo la tradizione Sesto, figlio del re Tarquinio il Superbo, violentò la moglie Lucrezia, la quale si uccise. Per questo Collatino capeggiò insieme a L. Giunio Bruto la rivolta contro i dominatori etruschi. 

\collatìvo, agg. Soggetto a collazione. 

\collatóre, sm. Colui che conferisce un ufficio ecclesiastico. 

\collaudàre, v. tr. 1 Fare il collaudo di qualcosa. ~ sperimentare. 2 Lodare sentitamente. 
 X   v. tr. to try out, to test. 
 @   lat. collaudare lodare. 

\collaudàto, agg. 1 Sperimentato. ~ provato. 2 Conosciuto. ~ noto. 3 Classico. 

\collaudatóre, sm. (f.-trìce) Chi è addetto alle operazioni di collaudo. 

\collàudo, sm. Verifica sperimentale, conforme a determinate forme, di un'opera, di un veicolo, di una macchina, per stabilirne l'idoneità d'uso. 
 X   sm. test, testing. 
 @   deriv. da collaudare. 

\collazionàre, v. tr. Fare la collazione delle diverse copie di un testo. ~ confrontare, raffrontare. 

\collazionatóre, sm. (f.-trìce) Correttore di bozze. 

\collazióne, sf. 1 Confronto di diverse copie di un testo al fine di stabilire il testo per un'edizione critica. 2 Comune conferimento degli eredi, alla massa da dividere delle donazioni ricevute dal defunto, prima della sua morte. 3 Atto con cui l'autorità ecclesiastica provvede ad assegnare un titolare a un ufficio vacante. 4 Confronto. ~ comparazione. 

\Collazzóne Comune in provincia di Perugia (3.060 ab., CAP 06050, TEL. 075). 

\còlle, sm. 1 Valico in una catena montuosa. 2 Piccola altura. ~ collina, dosso. 
cˇlle, prep. art. f. pl. Composta da con e da le
 X   sm. hill. 
 @   lat. collis. 

\Còlle, il  Modo in cui viene spesso indicato il Quirinale (il colle più alto di Roma) in espressioni in cui ci si riferisce al Presidente della Repubblica Italiana, che ha ivi la sua residenza.

\Còlle Brìanza Comune in provincia di Lecco (1.221 ab., CAP 22050, TEL. 039). 

\Còlle d'Anchìse Comune in provincia di Campobasso (868 ab., CAP 86020, TEL. 0874). 

\Còlle di Tòra Comune in provincia di Rieti (412 ab., CAP 02020, TEL. 0765). 

\Còlle di Val d'Élsa Comune in provincia di Siena (17.040 ab., CAP 53044, TEL. 0577). Centro industriale (prodotti della ceramica, del mobile, del vetro e dell'abbigliamento) e commerciale, di origine medievale. Vi si trovano il palazzo Pretorio, del XIV sec., il palazzo Campana, del XVI sec., e il duomo del XVII sec. Gli abitanti sono detti Colligiani

\Còlle San Màgno Comune in provincia di Frosinone (895 ab., CAP 03030, TEL. 0776). 

\Còlle Sannìta Comune in provincia di Benevento (3.571 ab., CAP 82024, TEL. 0824). 

\Còlle Sànta Lucìa Comune in provincia di Belluno (480 ab., CAP 32020, TEL. 0437). Centro di attività della pastorizia e turistico. 

\Còlle Umbèrto Comune in provincia di Treviso (4.369 ab., CAP 31014, TEL. 0438). 

\Collebeàto Comune in provincia di Brescia (4.193 ab., CAP 25060, TEL. 030). 

\Collécchio Comune in provincia di Parma (11.190 ab., CAP 43044, TEL. 0521). Centro industriale (prodotti alimentari, meccanici e della ceramica). Vi si trova la parrocchia di San Prospero, in stile romanico, del XII sec. Gli abitanti sono detti Collecchiesi

\Collecorvìno Comune in provincia di Pescara (4.823 ab., CAP 65010, TEL. 085). 

\Colledàra Comune in provincia di Teramo (2.155 ab., CAP 64042, TEL. 0861). 

\Colledimàcine Comune in provincia di Chieti (370 ab., CAP 66010, TEL. 0872). 

\Colledimèzzo Comune in provincia di Chieti (628 ab., CAP 66040, TEL. 0872). 

\Collefèrro Comune in provincia di Roma (20.392 ab., CAP 00034, TEL. 06). Centro industriale (prodotti alimentari, chimici, dei materiali edili e meccanici). Gli abitanti sono detti Colleferrini

\collèga, sm. e sf. (pl. m.-ghi) 1 Compagno di lavoro. 2 Chi collabora con qualcuno o si trova nelle stesse condizioni lavorative. ~ socio. 3 Compagno nelle azioni disoneste. ~ complice. 
 X   sm. e sf. colleague. 
 @   lat. collega, comp. da cum con + deriv. da legare delegare. 

\collegaménto, sm. 1 Atto, effetto del collegare. ~ rapporto, connessione. 2 Contatto elettrico stabilito con una catena di conduttori. collegamento in parallelo di due cavi. 3 Comunicazione tra reparti per la trasmissione di ordini e altro. ufficiale di collegamento, preposto a questa attività nell'esercito. 4 Congiunzione. ~ unione. 5 Svincolo. 6 Comunicazione geografica fra le zone di un territorio. 6 Mezzo di comunicazione e trasporto. i collegamenti ferroviari con la cittadina lasciavano a desiderare
 X   sm. 1 link, connection. 2 (mil.) liaison. 
 @   deriv. da collegare

\collegantia, sf. In età medievale, contratto marittimo veneto. 

\collegànza, sf. 1 Connessione tra due o più cose. 2 L'essere colleghi. 3 Lega. ~ alleanza. 

\collegàre, v. v. tr. 1 Legare insieme, congiungere. ~ unire. <> separare. 2 Porre in connessione. ~ installare. <> sconnettere, staccare. 3 Mettere in comunicazione. il traghetto collegava con numerose corse l'isola alla terraferma
v. intr. pron. Essere unito. 
v. rifl. 1 Unirsi in lega. ~ allearsi. 2 Congiungersi, unirsi. ~ appaiarsi. 3 Mettersi in contatto telefonico o altro. 
 X   v. tr. to link up, to connect, to join. v. intr. pron. to link up. 
 @   lat. colligare, comp. da co-+ ligare unire. 

\collegatàrio, agg. e sm. Che o chi riceve un legato insieme con altri. 

\college, sm. invar. In Inghilterra, istituto d'istruzione superiore annesso all'Università o scuola secondaria. 

\collegiàle, agg., sm. e sf. agg. 1 Di un collegio di persone. ~ collettivo. <> individuale. sono decisioni che spettano all'organo collegiale. 2 Costituito da molti componenti. 3 Di, da collegio. sm. e sf. 1 Convittore di un collegio. si erano affezionati alla divisa da collegiale. 2 Giovane inesperto e impacciato. ~ sprovveduto. 
 X   agg. joint, collective. 

\collegialità, sf. 1 L'essere collegiale. 2 Privilegio di una chiesa collegiata. 

\collegialménte, avv. In forma collegiale, collettiva. ~ insieme, collettivamente. 

\collegiàta, sf. Chiesa che ha un capitolo di canonici senza essere cattedrale. 

\collegiàto, agg. 1 Appartenente a un collegio. 2 Di chiesa collegiata. 

\collègio, sm. 1 Corpo di persone che hanno ugual titolo e dignità con interessi e funzioni comuni. ~ associazione. 2 Circoscrizione elettorale. 3 Istituto di educazione e istruzione ove i giovani convivono sotto una disciplina comune. ~ convitto, educandato, seminario. 
 X   sm. 1 board, body. 2 (istituto) boarding school. 3 (pol.) constituency. 
 @   lat. collegium. 
Collegio elettorale uninominale 
Suddivisione del territorio nazionale i cui elettori vengono chiamati a eleggere un solo membro del senato e della camera. Il numero dei collegi è pari a tre quarti dei seggi spettanti a ciascuna regione (senato) o circoscrizione (camera). 

\Collegiòve Comune in provincia di Rieti (201 ab., CAP 02020, TEL. 0765). 

\Collégno Comune in provincia di Torino (47.161 ab., CAP 10093, TEL. 011). Centro industriale (prodotti dolciari, meccanici, metallurgici, plastici e tessili). Gli abitanti sono detti Collegnesi

\Collégno, Giacìnto Provàna di (Torino 1794-Baveno 1856) Politico. Prese parte ai moti del 1821 in Piemonte e dal 1848 fu ministro della guerra nel governo provvisorio lombardo. 

\Collelòngo Comune in provincia di L'Aquila (1.596 ab., CAP 67050, TEL. 0863). 

\Collèmboli, sm. Ordine di Insetti apterigoti privi di ali, hanno caratteri primitivi e piccole dimensioni. 

\collenchìma, sm. Nome di un tessuto meccanico vivo, costituito da cellule con pareti cellulosiche ispessite non uniformemente. 

\Colleóni, Bartolomèo (Solza 1400-Malpaga 1476) Condottiero al servizio di Venezia per la maggior parte della sua carriera; combatté contro i Visconti, partecipò alla difesa della città scaligera. Venne nominato capo dell'esercito delle Repubbliche ambrosiane e a fianco di F. Sforza ritornò a combattere per Venezia (1448). È ancora presente il suo monumento equestre in campo San Giovanni e Paolo a Venezia, realizzazione del Verrocchio. 
Cappella Colleoni 
Costruzione edificata a Bergamo da G. A. Amadeo nel 1470-1475. Di natura rinascimentale, presenta una pianta centrale con copertura a cupola, molto ricca di decorazioni plastiche e cromatiche. All'interno sono conservati monumenti funebri in onore di Bartolomeo e della figlia Medea, con affreschi del Tiepolo. 

\Collepàrdo Comune in provincia di Frosinone (867 ab., CAP 03010, TEL. 0775). 

\Collepàsso Comune in provincia di Lecce (6.874 ab., CAP 73040, TEL. 0833). 

\Collepiètro Comune in provincia di L'Aquila (364 ab., CAP 67020, TEL. 0862). 

\còllera, sf. 1 Sentimento di sdegno che si manifesta in atti e parole violente e improvvise. ~ rabbia, furore. <> calma. 2 Manifestazione violenta. 
 X   sf. 1 anger. 2 (rabbia) rage. 

\Collerétto Castelnuòvo Comune in provincia di Torino (311 ab., CAP 10080, TEL. 0124). 

\Collerétto Giacósa Comune in provincia di Torino (572 ab., CAP 10010, TEL. 0125). 

\collérico, agg. (pl. m.-ci) Facile alla collera. ~ irascibile. <> placido. 

\Collesalvétti Comune in provincia di Livorno (15.087 ab., CAP 57014, TEL. 050). Centro agricolo (coltivazione della vite) e industriale (prodotti meccanici e raffinerie). Gli abitanti sono detti Colligiani

\Collesàno Comune in provincia di Palermo (4.589 ab., CAP 90016, TEL. 0921). 

\Colletòrto Comune in provincia di Campobasso (2.911 ab., CAP 86044, TEL. 0874). 

\collètta, sf. 1 Raccolta di denaro o altro da devolvere specie in beneficenza. 2 Ciascuna delle orazioni invocate per chiedere la grazia divina sulla comunità. 
 X   sf. collection. 
 @   lat. collecta, f. di collectus, p.p. di colligere raccogliere. 

\Collètta, Piètro (Napoli 1775-Firenze 1831) Politico e storico. Nel 1820 fu comandante generale in Sicilia e in seguito, durante la rivoluzione napoletana, ministro della guerra. Venne esiliato e scrisse Storia del reame di Napoli 1734-1825

\collettàme, sm. Mercanzia varia spedita con un unico veicolo per destinazioni diverse. 

\collettàrio, sm. Libro liturgico che contiene le collette. 

\Colletti bianchi Opera di sociologia di Ch. W. Mills (1951). 

\collettivaménte, avv. Tutti insieme. ~ collegialmente, globalmente, coralmente. <> individualmente. 

\collettivìsmo, sm. Sistema economico fondato sull'abolizione della proprietà privata e sulla gestione dei mezzi di produzione da parte della collettività. Sistema tipico del movimento anarchico socialista del 1800, ebbe grande applicazione nella Russia di inizio secolo, ove portò a un forte autoritarismo burocratico. 

\collettivìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) agg. Collettivistico. 
sm. e sf. Sostenitore del collettivismo. 

\collettivìstico, agg. (pl. m.-ci) Conforme al collettivismo. 

\collettività, sf. Comunità sociale. 
 X   sf. community. 

\collettivizzàre, v. tr. Ridurre da proprietà individuale a proprietà collettiva. 

\collettivizzazióne, sf. Il collettivizzare. 

\collettìvo, agg. e sm. agg. 1 Che è comune a un numero indeterminato di individui. ~ generale. <> individuale. in Italia esiste una passione collettiva per il calcio. 2 Di una collettività. fu rinnovato il contratto collettivo di lavoro. 3 Che indica un gruppo di esseri o cose. 
sm. 1 Nella terminologia politica, insieme di persone che lavorano in una organizzazione sindacale o di partito. organizzarono una riunione del collettivo del partito. 2 Nel gergo jazzistico, improvvisazione estemporanea collettiva di più strumenti. 
 X   agg. collective. sm. (pol.) political group. 
 @   lat. collectivus, deriv. da collectus, p.p. di colligere raccogliere. 

\collétto, sm. 1 Particolare della camicia o dell'abito che sta intorno al collo. ~ bavero, bavarino. colletto alla marinara, che presenta un ampio risvolto sulle spalle; colletti bianchi, gli impiegati. 2 Solco tra la corona e la radice del dente.   +   3 Regione di passaggio tra radice e fusto. 4 Parte superiore del bossolo che stringe il proiettile. 
 X   sm. collar. 
 @   dimin. di collo

\collettóre, agg. e sm. (f.-trìce) agg. Che raccoglie. canale collettore
sm. 1 Chi raccoglie o riscuote denaro o altro. 2 Fiume, torrente che raccoglie le acque da un bacino imbrifero. 3 Condotto atto a raccogliere e distribuire fluidi. ~ canale, tubo. 4 Organo, solidale con il rotore, di una macchina elettrica, su cui strisciano le spazzole di adduzione o di prelievo della corrente continua. 
 @   lat. collector,-oris, deriv. da collectus, p.p. di colligere raccogliere. 

\collettorìa, sf. Ufficio del collettore. 

\Collevècchio Comune in provincia di Rieti (1.462 ab., CAP 02042, TEL. 0765). 

\collezionàre, v. tr. 1 Riunire vari oggetti in una collezione. ~ raccogliere. 2 Riunire. ~ radunare. 
 X   v. tr. to collect. 

\collezióne, sf. 1 Raccolta di oggetti della stessa specie, interessanti anche solo per un valore soggettivo. ~ serie. le volle mostrare la sua collezione di monete antiche. 2 Collana editoriale. ~ biblioteca. 3 Insieme dei modelli presentati ogni stagione dalle grandi sartorie. fu presentata la collezione autunno-inverno dello stilista
 X   sf. collection. 
 @   lat. collecto,-onis, deriv. da collectus, p.p. di colligere raccogliere. 

\Collezione di sabbia Prosa di I. Calvino (1984). 

\Collezione matematica Opera di astronomia di C. Tolomeo (II sec.). 

\collezionìsmo, sm. Tendenza al collezionare. 

\collezionìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi fa collezione di qualcosa. 
 X   sm. e sf. collector. 

\collezionìstico, agg. (pl. m.-ci) Da collezionista; del collezionismo. 

\Còlli a Voltùrno Comune in provincia di Isernia (1.374 ab., CAP 86073, TEL. 0865). 

\Còlli dél Trónto Comune in provincia di Ascoli Piceno (2.721 ab., CAP 63030, TEL. 0736). 

\Còlli sul Velìno Comune in provincia di Rieti (462 ab., CAP 02010, TEL. 0746). 

\Còlli, Giàcomo (Brescia 1928-Desenzano del Garda 1994) Regista italiano. È considerato uno dei registi più originali dell'ultimo periodo. 

\Colliàno Comune in provincia di Salerno (3.997 ab., CAP 84020, TEL. 0828). 

\collibèrto, sm. Nel medioevo, nome dato a una categoria di persone di classe sociale infima e di condizione giuridica varia. 

\collìdere, v. intr. e v. intr. pron. Urtare contro qualcosa. ~ scontrarsi. 

\collie, sm. invar. Cane da pastore scozzese con muso allungato e affilato. 

\collier, sm. invar. Collana di materia preziosa. 

\colligiàno, agg. e sm. agg. Di colle. 
sm. Chi abita in collina. 

\collimàre, v. v. tr. Orientare uno strumento tanto da determinare una linea di mira. 
v. intr. 1 Coincidere, combaciare. ~ corrispondere. <> divergere. 2 Essere d'accordo. ~ concordare. <> scontrarsi. 
 X   v. intr. to coincide, to correspond. 

\collimatóre, sm. 1 Strumento topografico che permette di stabilire un allineamento tra un punto del terreno e lo strumento stesso. 2 Dispositivo che trasforma i raggi provenienti da una sorgente luminosa in un fascio di raggi paralleli. collimatore giroscopico a radar, per il tiro aereo. 
 @   deriv. da collimare

\collimazióne, sf. Atto, effetto del collimare. 

\collìna, sf. 1 Modesto rilievo di terreno. ~ altura, dosso. 2 Il terreno o la regione che presenta tale rilievo. 
 X   sf. hill. 
 @   lat. tardo collina, da collinus, agg. di collis. 

\Collina dei conigli, La Film d'animazione, americano (1978). Regia di Martin Rosen. Animazione di Tony Guy. 

\Collina ispirata, La Romanzo di M. Barrés (1913). 

\collinàre, agg. Di collina. 

\Collìnas Comune in provincia di Cagliari (1.076 ab., CAP 09050, TEL. 070). 

\Collìne Metallìfere Rilievi montuosi, della Toscana. Vetta più elevata il Monte Le Cornate (1.060 m). 

\collineazióne, sf. Sinonimo di proiettività. 

\collinóso, agg. Sparso di colline. <> pianeggiante. 

\Collins, Michael (1930-) Astronauta statunitense. Nel 1969 fece parte della prima spedizione sulla Luna con l'Apollo 11. 

\Còllio Comune in provincia di Brescia (2.271 ab., CAP 25060, TEL. 030). 

\colliquàre, v. tr. Liquefare. 

\colliquazióne, sf. Degenerazione determinante la necrosi e la liquefazione di un tessuto. 

\collìrio, sm. Medicamento per la cura degli occhi. 
 X   sm. eyewash. 

\collisióne, sf. 1 Urto di due o più corpi in movimento. ~ scontro. i due corpi sono entrati in collisione. 2 Contrasto. <> accordo. collisione di interessi. 3 Scambio di energia fra corpi. 
 X   sf. collision. 
 @   lat. collisio,-onis, deriv. da collisus, p.p. di collidere. 

\collìso, agg. Urtato. ~ cozzato. 

\cóllo (1), prep. art. m. sing. Composta da con e da lo. 

\còllo (2), sm. 1 Parte del capo che unisce la testa al torace, a forma cilindrica, la cui estremità posteriore è detta nuca. In esso sono contenuti il condotto aerifero (trachea), la tiroide, il condotto alimentare (esofago), le vene giugulari e le arterie (carotide). 2 Involto di merce. ~ balla. 3 In nautica è il giro completo di una cima attorno a qualcosa. 4 Taglio bovino   +  
 X   sm. 1 neck. 2 (colletto) collar, neck. 3 (pacco) parcel, package.
 @   lat. collum. 

\Collobiàno Comune in provincia di Vercelli (135 ab., CAP 13030, TEL. 0161). 

\collocàbile, agg. Che si può collocare. 

\collocaménto, sm. 1 Sistemazione in un dato luogo. collocamento a riposo, pensionamento. 2 Impiego. ~ lavoro. ufficio di collocamento. 3 Distribuzione di prodotti sul mercato. 
 X   sm. 1 (sistemazione) arrangement, placing. 2 (impiego) employment. 

\collocàre, v. v. tr. 1 Mettere a posto, porre in un luogo. ~ disporre. <> spostare. 2 Trovare una sistemazione, un lavoro a qualcuno. ~ sistemare, accasare. collocare a riposo, mettere in pensione. 3 Vendere. ~ piazzare. riuscý a collocare la merce sul mercato entro i termini prestabiliti. 4 Inquadrare. il personaggio fu collocato in un preciso momento storico
v. rifl. Mettersi in una data posizione. ~ disporsi. si colloc˛ temporaneamente in un piccolo appartamento. 
 X   v. tr. 1 to place. 2 (lavoro) to find a job for. 
 @   lat. collocare, comp. da co-con + deriv. da locus luogo. 

\collocatóre, sm. Persona preposta al collocamento dei lavoratori in luoghi che non sono sede degli uffici di lavoro; è nominata dal ministro del lavoro. 

\collocazióne, sf. 1 Atto, effetto del collocare. ~ disposizione, sistemazione. i libri di saggistica hanno una precisa collocazione bibliotecaria. 2 Installazione. ~ posa. 
 X   sf. location.
 @   lat. collocatio,-onis

\Collòdi, Càrlo (Firenze 1826-1890) Pseudonimo di Carlo Lorenzini. Scrittore e giornalista, impostosi nel mondo come maestro della letteratura infantile, per la ricerca di elementi educativi all'interno del racconto, accompagnato dallo svolgimento di favole umane e suggestive. Tra le sue opere più importanti, alcuni libri per ragazzi (Racconti delle Fate, Giannettino, Minuzzolo, Storie allegre) tra cui il più famoso fu Le avventure di Pinocchio, storia di un burattino (pubblicato a puntate sul Giornale dei piccoli nel 1880 e in volume qualche anno dopo). 

\collòdio, sm. Soluzione (nella proporzione di 3/2) di esteri nitrici della cellulosa in una miscela di etere etilico-alcol etilico. Esposta all'aria forma una pellicola trasparente ed elastica. Si utilizza come protezione dei medicamenti, nella preparazione di lacche e in fotografia. 

\colloidàle, agg. Di sostanza che ha la consistenza gelatinosa di una colla. 

\collòide, agg. e sm. Sistema a più fasi, ottenuto facendo disperdere una sostanza in un'altra. Può essere allo stato sol (aerosol, idrosol) qualora non ci sia affinità tra la sostanza disperdente e quella dispersa; allo stato di gel, qualora le sostanze siano aggregate tra loro in modo da formare un reticolo, in cui penetra la fase disperdente. 

\colloidoclasìa, sf. Termine indicante genericamente la rottura dell'equilibrio dei colloidi plasmatici o cellulari. 

\colloidoterapìa, sf. Terapia mediante colloidi. 

\Colloqui con Goethe negli ultimi anni della sua vita Memorie di J. P. Eckermann (1836-1848). 

\Colloqui, I Opera di poesia di G. Gozzano (1911). 

\colloquiàle, agg. Di, da colloquio. ~ familiare, informale. <> formale. 

\colloquialità, sf. Qualità dell'essere colloquiale. 

\colloquiàre, v. intr. Stare a colloquio, discorrere. ~ conversare. <> tacere. 

\collòquio, sm. 1 Conversazione piuttosto importante tra due o più persone su argomenti professionali o simili. ~ dialogo. 2 Esame universitario preliminare limitato ad alcune parti del programma. ~ prova. 
 X   sm. 1 talk, conversation. 2 (di lavoro) interview. 
 @   lat. colloquium, deriv. da colloqui parlare con. 

\Collorédo di Mónte Albàno Comune in provincia di Udine (2.251 ab., CAP 33010, TEL. 0432). 

\collosità, sf. L'essere colloso. 

\collóso, agg. Appiccicoso e viscoso come la colla. ~ appiccicaticcio. <> liquido, scorrevole. 

\collotipìa, sf. Procedimento tipografico fondato sull'impiego di matrici coperte di colla. 

\collotòrto, o còllo tòrto, sm. (pl. collitòrti o colli torti) Ipocrita, bacchettone. ~ bigotto. 

\Collòtti, Ènzo (Messina 1929-) Storico. Docente a Firenze, ha condotto studi su temi di storia contemporanea. Tra le opere, Sinistra radicale e spartachisti nella socialdemocrazia tedesca (1961), L'amministrazione tedesca nell'Italia occupata (1963) e Fascismo, fascismi (1989). 

\collòttola, sf. La parte posteriore del collo. 

\collùdere, v. intr. Concludere un accordo collusivo. 

\collusióne, sf. 1 Accordo fraudolento di due parti in danno di una terza. collusioni fra mafia e politica, ai danni dello Stato. 2 Tacito accordo politico in cui le parti in causa sono nettamente in contrasto con le loro posizioni ufficiali. 
 @   lat. collusio,-onis, deriv. da colludere colludere. 

\collusìvo, agg. Relativo alla collusione. 

\collutòrio, sm. Liquido medicamentoso usato per sciacqui curativi della bocca. 
 X   sm. gargle, mouthwash. 

\colluttàre, v. intr. Venire alle mani e combattere corpo a corpo. ~ azzuffarsi. 

\colluttazióne, sf. Zuffa, disputa verbale. ~ rissa. 
 @   lat. colluctatio,-onis. 

\colluviàle, agg. Detto di deposito continentale di cui parte è stata trasportata dalle acque. 

\collùvie, sf. invar. 1 Insieme di cose putride e viscide per lo più liquide. 2 Gran quantità di cose o di persone spregevoli. 

\cólma, sf. Livello massimo raggiunto dall'acqua durante l'alta marea. 

\Colmar Città (64.000 ab.) della Francia, nell'Alsazia, capoluogo del dipartimento dell'Haut Rhin. 

\colmàre, v. v. tr. 1 Far colmo, riempire fino all'orlo. ~ rimpinzare, gremire. <> vuotare. : :olmare di attenzioni, dedicare parecchie attenzioni. 2 Sistemare il fondo stradale in modo da ottenere un unico piano. ~ livellare 
v. intr. pron. Riempirsi fino all'orlo. 
 X   v. tr. 1 to fill. 2 (in abbondanza) to load. 
 @   deriv. da colmo

\colmàta, sf. 1 Atto del colmare. 2 Accumulo di rena trasportata dalle correnti che impedisce la navigazione. 

\colmatóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi riempie fino all'orlo. 2 Canale che porta acqua torbida alla colmata di bonifica. 

\colmatùra, sf. 1 Operazione del colmare. 2 Parte di contenuto che supera l'orlo di un recipiente colmo. 3 Aggiunta di vino alle botti che durante la fermentazione perdono prodotto. 

\cólmo, agg. e sm. agg. 1 Riempito fino all'orlo. ~ pieno, zeppo. <> vuoto. aveva l'animo colmo di gioia in quei momenti. 2 Rilevato. ~ convesso. 3 Gremito. ~ affollato. <> deserto. 
 X   agg. full of. 
 @   da colmato, p.p. di colmare. 
sm. 1 Il punto più alto. ~ culmine, apice. il colmo della sfortuna fu raggiunto in quella serata. 2 Sommità, vetta. ~ cima. <> base. il colmo della vita, l'età matura. 3 Il massimo grado. 4 Trave che forma la sommità del tetto. 
 X   sm. top, summit. 
 @   lat. culmen,-inis

\Colmuràno Comune in provincia di Macerata (1.259 ab., CAP 62020, TEL. 0733). 

\Colò, Zèno (Abetone 1920-San Marcello Pistoiese 1993) Sciatore. Nel 1950 fu campione mondiale di discesa libera e di slalom gigante e nel 1952 fu campione olimpico di discesa libera. 

\colòbio, sm. Tunica, senza maniche o maniche molto corte, in uso tra i Romani in epoca repubblicana e che, adottata dai primi monaci e poi dai vescovi divenne la dalmatica

\còlobo, sm. Genere di Scimmie Catarrine appartenenti alla famiglia dei Cercopitecidi, con arti anteriori privi di pollici. Presenti in Africa equatoriale. 

\colobòma, sm. Malformazione dell'occhio manifestata da una perdita di sostanza da parte delle membrane e degli annessi oculari. 

\Colobràro Comune in provincia di Matera (1.756 ab., CAP 75021, TEL. 0835). 

\colocasìa, sf. Genere di piante dell'Asia tropicale con una decina di specie, appartenenti alla famiglia delle Arancee. 

\colofóne, sm. 1 Indicazione che si trova alla fine dei libri antichi con il nome dello stampatore e l'anno dell'edizione. 2 Disposizione delle ultime righe di un libro a forma di trapezio con la base minore verso il basso. 
 @   greco koloph˛n, culmine, parte finale. 

\colofonìa, sf. Residuo giallastro della distillazione delle oleoresine per la produzione di trementina. 

\cologarìtmo, sm. Rispetto a un numero, il logaritmo dell'inverso di esso. 

\Cológna Vèneta Comune in provincia di Verona (7.446 ab., CAP 37044, TEL. 0442). 

\Cológne Comune in provincia di Brescia (5.683 ab., CAP 25033, TEL. 030). 

\Cológno al Sèrio Comune in provincia di Bergamo (8.836 ab., CAP 24055, TEL. 035). 

\Cológno Monzése Comune in provincia di Milano (51.343 ab., CAP 20093, TEL. 02). Centro industriale (prodotti della gomma, plastici, chimici, meccanici e poligrafici) del milanese. Gli abitanti sono detti Colognesi

\Colognòla ai Còlli Comune in provincia di Verona (6.606 ab., CAP 37030, TEL. 045). 

\colómba, sf. 1 Persona dolce e innocente. ha un'aria da colomba, quella ragazza. 2 Dolce pasquale a forma di colomba. 3 In politica, moderato. <> falco. 
 X   sf. dove. 
 @   lat. columba

\Colómba Costellazione, scoperta da Plancius e Bayer, situata nell'emisfero celeste australe. 

\colombàccio, sm. Uccello dei Colombiformi, estivo e di passaggio anche in Italia. Robusto e buon volatore, può raggiungere lunghezze pari a quasi mezzo metro. Il colore delle piume è grigio, con striature verde rosso. Si trova nei boschi, giardini e campi; si nutre di germogli e semi. 

\colombàia, sf. Nella casa colonica, torretta per colombi. 

\colombàna, agg. Si dice di una varietà di uva bianca da tavola. 

\Colombàno (West Leinster 540 ca.-Bobbio 615) Santo e monaco irlandese. Visse a lungo in Borgogna, dove fondò tre monasteri, e nel 612 si spostò in Italia, dove fondò il monastero di Bobbio. 

\colombàrio, sm. Costruzione funeraria che comprende gruppi di loculi affiancati nei quali si pongono le bare o le cassette con le ossa di salme esumate. 

\Colombe, Jean (Attivo 1463-1493) Miniatore francese. Tra le opere TrŔs riches heures du duc de Berry (1482-1489, Chantilly, Musée Condé). 

\Colombe, Michel (ca.1430-Tours 1512) Scultore francese. Tra le opere la tomba di Francesco II duca di Bretagna e della moglie Margherita di Foix (1507, Nantes, Cattedrale). 

\colombèlla, sf. In direzione verticale. 

\Colombia Repubblica dell'America meridionale, confina a est con il Venezuela e il Brasile, a sud con il Per˙ e l'Equador, a ovest con Panam´; si affaccia a ovest sull'oceano Pacifico e a nord sul Mar delle Antille. 
La Colombia è attraversata in direzione nord sud dalla parte più settentrionale della Cordigliera delle Ande che si articola in tre catene all'incirca parallele. 
La catena costiera pacifica (Cordigliera Occidentale), scarsamente elevata è separata dalla Cordigliera Centrale dalla lunga valle del fiume Cauca. 
La Cordigliera Centrale è sensibilmente più elevata e culmina nella cima del monte Nevado del Huila (5.750 m). 
La catena più interna è la Cordigliera Orientale. Molto più articolata delle altre, presenta vari altipiani a circa 2.500 m di altitudine, come quello di Cundinamarca dove sorge Bogotà. 
La Cordigliera Centrale e la Cordigliera Orientale sono separate dalla profonda valle del Magdalena. 
Nel nord del paese, in prossimità del mar delle Antille, si trova la Sierra Nevada de Santa Marta imponente massiccio granitico che raggiunge i 5.770 m. 
La parte più orientale è invece occupata da una zona pianeggiante, pochissimo perturbata, che digrada dolcemente verso le bassure alluvionali, solcata dagli affluenti dell'Orinoco e del Rio delle Amazzoni. 
I due elementi che caratterizzano il clima sono la posizione equatoriale del paese e l'imponenza dei rilievi, che determinano un clima caldo per le terre a livello del mare, temperato sugli altipiani, rigido nelle zone montuose. 
Il Magdalena (1.550 km) è il più lungo fiume interamente andino non solo del paese, ma dell'intero continente e con il suo affluente Cauca rappresenta la parte principale della struttura idrica della Colombia. 
Il versante occidentale delle Ande presenta brevi corsi che si gettano nel Pacifico, il versante orientale presenta una ricca rete idrica che interessa il bacino dell'Orinoco e del Rio delle Amazzoni. 
Gli altipiani sono le zone più popolate e vi sorgono la capitale Santa Fé de Bogot´ (4.000.000 di ab. ca.), Medellìn (2.200.000 ab.) e Cali (1.325.000 ab.). 
Barranquilla sorge alla foce del Magdalena e rappresenta il principale porto del paese; sulla costa pacifica sorge Buenaventura. 
L'agricoltura presenta sia l'aspetto tipicamente poco produttivo dell'agricoltura di sussistenza sia quello moderno e razionale delle piantagioni meccanizzate che costituiscono un determinante contributo alle esportazioni. Il consumo locale riguarda mais e altri cereali come il sorgo e l'orzo, patate, manioca, ortaggi. 
Le piantagioni invece producono in netta prevalenza caffè di ottima qualità che fa della Colombia il secondo produttore mondiale. Il calo del prezzo del caffè negli ultimi anni ha creato serissimi problemi al paese. 
Altri prodotti da esportazione sono il cotone, le banane, il tabacco, il cacao e lo zucchero destinati prevalentemente all'America settentrionale; un accenno particolare va riservato al narcotraffico, settore particolare e illegale delle attività agricole. La produzione di cocaina e canapa indiana producono proventi illegali che superano il valore complessivo delle esportazioni legali del paese. 
L'allevamento di bovini è particolarmente praticato nelle pianure dell'Orinoco. 
Anche le risorse minerarie (argento, oro e platino nonché smeraldi) sono ingenti, ma scarsamente sfruttate. 
Si estraggono minerali di ferro, rame, piombo, zinco, mercurio; estesissimi sono i giacimenti di salgemma e notevoli anche i giacimenti di petrolio (in mano a compagnie statunitensi e inglesi), gas naturale, uranio e carbone. 
Le foreste costituiscono un ricchissimo patrimonio, sfruttato solo in minima parte. Oltre al legname forniscono sostanze chimiche concianti e coloranti, caucciù e altre gomme, fibre tessili e sostanze medicinali. 
Notevole il patrimonio idroelettrico dell'area andina, sfruttato solo in parte. 
L'industria si è sviluppata nei settori siderurgico, metallurgico, chimico e del cemento. Resistono i settori più tradizionali, in particolare quello tessile (cotone, lana e fibre artificiali), calzaturiero, dell'abbigliamento, della trasformazione alimentare e della manifattura del tabacco. 
STORIA Nel 1500 gli spagnoli intraprendono la conquista del paese, abitato allora dagli indiani muisca (chibcha). Nel 1538, Gonzalo Jiménez de Quesada fonda Bogot´. Nel 1717 viene creato il vicereame di Nuova Grenada. La colonia conosce una certa prosperità grazie all'esportazione dei prodotti minerari verso la metropoli. 
L'insurrezione del 1810-1815 per l'indipendenza viene repressa dagli spagnoli. Nel 1817-1819 Bolívar riprende la lotta e ottiene la vittoria di Boyac´ (1819) che gli permette, al congresso di Angostura (dicembre), di proclamare la repubblica di Grande Colombia (Nuova Grenada, Venezuela, Ecuador). Alla morte di Bolívar, nel 1830, il Venezuela e l'Ecuador si separano. Dopo la presidenza autoritaria di Santander (1833-1837), i conservatori, centralisti, esercitano il potere. Tra il 1849 e il 1852 i liberali, federalisti e anticlericali, realizzano un certo numero di riforme. Sotto la presidenza di T. C. Mosquera (1861-1864) i beni del clero vengono confiscati e viene adottata una costituzione federale (1863). Tra il 1880 e il 1888 il presidente Nunez si riconcilia con la chiesa, (concordato del 1883) e dona al paese una costituzione unitaria (1886). Negli anni 1899-1903 la guerra dei mille giorni travaglia il paese. 
Nel 1903 la Colombia abbandona Panam´ sotto la pressione degli Stati Uniti. Negli anni dal 1904 al 1930 la stabilità politica si accompagna all'espansione economica (caffè, petrolio). Nel 1930 i liberali tornano al potere e avviano una politica riformista. Tra il 1948 e il 1958, l'assassinio del liberale Gaitan è seguito da una guerra civile. Dal 1958 al 1970, liberali e conservatori costituiscono un fronte nazionale e si alternano al potere, mentre compare una guerriglia di ispirazione castrista. Nel 1978 l'aggravarsi della situazione provoca l'adozione di leggi eccezionali. Nel 1982 Belisario Betancur, eletto presidente, promulga una legge di amnistia. I suoi successori Virgilio Barco Vargas (1986-1990), César Gaviria Trujillo (1990-1994) e Ernesto Samper Pizano (dal 1994) devono far fronte al crescere della violenza legata alle tensioni politiche e al traffico della droga. Nell'agosto 1998 viene eletto presidente il conservatore P. Arango 
Abitanti-35.101.000 
Superficie-1.138.914 km2 
Densità-30,8 ab./km2 
Capitale-Santa Fé de Bogotà 
Governo-Repubblica presidenziale 
Moneta-Peso colombiano 
Lingua-Spagnolo, d'uso nell'altopiano il chibca, nel bassopiano idiomi amazzonici 
Religione-Cattolica 

\colombiàno, agg. e sm. agg. Della Colombia. 
sm. Abitante o nativo della Colombia. 

\colombicoltóre, sm. Allevatore di colombi. 

\colombicultùra, sf. Allevamento di colombi. 

\Colómbidi, o Colùmbidi, sm. Famiglia di Uccelli colombiformi comprendente colombi, piccioni e tortore. 

\Colombifórmi, o Columbifórmi, sm. Ordine di Uccelli al quale appartengono le famiglie dei Rafidi, dei Colombidi, e degli Pteroclidi. 

\colombìna, sf. 1 Razzo a forma di colomba usato per accendere i fuochi d'artificio. 2 Sterco di piccione usato come concime. 
Fungo (noto anche come colombina maggiore, Russula cyanoxantha) della famiglia delle Russulacee e della classe dei Basidiomiceti. Commestibile. 

\colombìno, agg. Di colombo. 

\colómbo, sm. Nome di alcuni Uccelli Colombiformi, tra cui il colombaccio, la colombella e il colombo terraiolo. Gli esemplari raggiungono solitamente una lunghezza di 30 cm e sono di colore bianco sulla groppa e parte inferiore delle ali. Vivono in stuoli numerosi e si nutrono di semi e frutti secchi. Sono noti per la capacità sorprendente di resistere al volo e per lo spiccato senso d'orientamento. ~ piccione. 
 X   sm. pigeon. 
 @   lat. columbus. 

\Colombo (città) Capitale dello Sri Lanka (664.000 ab.) situata alla foce del fiume Kelani, ove è costruito un importante porto. Venne fondata nel 543 a. C. con il nome di Kalam-Totta e subì varie dominazioni, da quella portoghese a quella olandese e inglese. Fu sede di varie conferenze dei ministri del Commonwealth, ove si stabilì un piano di aiuti ai paesi del Sud-est Asiatico (Piano di Colombo). Sono presenti industrie tessili, chimiche e alimentari e conserva ancora resti di templi indù e buddhisti. 

\Colómbo, Cristòforo (Genova 1451-Valladolid 1506) Esploratore. Nacque a Genova tra il 26 agosto e il 31 ottobre 1451 da Domenico Colombo e Susanna Fontanarosa. Nei primi anni della giovinezza seguì la professione paterna esercitando l'arte della lana. Parallelamente si dedicò al piccolo commercio, cosa che gli diede l'occasione per intraprendere i suoi primi viaggi per mare. Studiò per imparare a leggere e scrivere e per apprendere gli elementi di cartografia e di geometria utili per diventare disegnatore di carte geografiche. Nel 1470 la sua famiglia si trasferì a Savona; il padre aprì uno spaccio di vino pur esercitando sempre il vecchio mestiere. Colombo iniziò la carriera di marinaio (1473) dedicandosi ad operazioni commerciali nel Mediterraneo orientale. Dal Mediterraneo passò al Mar Oceano e risiedette per dieci anni in Portogallo. In questa terra il giovane Colombo entrò in contatto con navigatori abituati a operare in spazi più ampi di quelli mediterranei. Protesi da tempo verso scoperte terrestri e marinare in Africa e affascinati dall'immensità oceaniche, i portoghesi erano forniti di buone basi cartografiche e muniti di strumenti di navigazione, scafi e velature idonee alle grandi imprese. Elementi di notevole stimolo per Colombo che personalmente era dotato di buone conoscenze marinare. Nel 1477 navigò verso l'Inghilterra e raggiunse l'Islanda e forse anche la Groenlandia, acquisì esperienza nelle tecniche marinare prima di averne una cultura teorica. Dal nord si spinse sino all'estremo sud, compiendo viaggi nei possedimenti africani del re del Portogallo. Nel 1480 sposò Felipa Moniz Perestrello e si trasferì nell'isola di Porto Santo vicino a Madera; l'anno dopo nacque suo figlio Diego. In questo periodo Colombo si fece una preparazione teorica sulle cose di mare; non potendo attingere a fonti latine, greche, arabe consultò i libri e le annotazioni del suocero Bartolomeo Perestrello, scopritore dell'isola di Porto Santo. In particolare Colombo prese in considerazione due opere: l'Imago mundi del cardinale Pietro d'Ailly (1483) e la Historia rerum ubique gestarum di Pio II Piccolomini. Incominciò a maturare in Colombo l'idea di raggiungere le Indie da occidente. Ritornato in Portogallo nel 1483, incontrò il fratello Bartolomeo che lavorava come cartografo. Per Colombo questo incontro rappresentò la possibilità di affinare le tecniche di navigazione, di orientamento, di misurazioni navali. Intorno al 1485 Colombo presentò al re Giovanni II del Portogallo il suo progetto di giungere alle Indie orientali navigando verso occidente; la corte portoghese era tendenzialmente favorevole ad accogliere progetti di esplorazione, ma il programma di Colombo fu respinto. Le ragioni di questo rifiuto erano dovute a una situazione di momentanea difficoltà economica e al fatto che la corona portoghese era impegnata nell'impresa relativa all'occupazione della costa africana, oltre probabilmente al timore di intraprendere una navigazione esplorativa di tipo nuovo. Successivamente Colombo inviò il fratello Bartolomeo in Inghilterra a illustrare il suo progetto al re, ma non ottenne alcuna risposta concreta. Deluso, ma sempre convinto delle sue idee, Colombo si stabilì in Castiglia nel 1486 al servizio dei re spagnoli. Conobbe numerose persone e si procurò alleati e amici per la realizzazione della sua impresa. Pose le basi di relazioni sociali per arrivare a esporre i suoi progetti direttamente alla corte; purtroppo i due giovani sovrani Isabella e Ferdinando lasciarono trascorrere sei anni, perché la Spagna era impegnata nella guerra per la liberazione di Granada. Durante questa lunga attesa Colombo fu consolato affettuosamente da Beatrice Enriquez de Arana dalla quale nacque il figlio Ferdinando. Le esitazioni spagnole spinsero Colombo a riprendere contatti con la corona portoghese nel 1488, ma quando le trattative sembravano bene avviate, a Lisbona giunse la notizia della scoperta del passaggio del Capo di Buona Speranza effettuata da Bartolomeo Diaz nel 1487; l'interesse portoghese per raggiungere l'India viaggiando verso Occidente venne meno. A Colombo non rimase che rivolgersi nuovamente alla Spagna. Tornato in Spagna illustrò il suo progetto al padre Juan Pérez, confessore della regina Isabella. Dopo numerose insistenze da parte di Colombo, il 7 aprile 1492 fu firmato l'accordo tra i sovrani e il navigatore con la promessa, in caso di riuscita, dei titoli di Almirante del Mar Oceano, di viceré e di governatore, nonché diritti vari su tutte le ricchezze future e il diritto di ereditarietà su titoli e diritti. Iniziarono i preparativi per la spedizione. Colombo dovette trovare i mezzi di trasporto: due caravelle (Ni˝a e Pinta) e una nao (Santa Maria). L'armamento delle tre unità richiese un mese e mezzo. A questo punto si dovette reclutare l'equipaggio. I fratelli Martino e Vincenzo Pinzon assunsero il comando delle due caravelle; Colombo prese il comando della Santa Maria, la più grande. L'equipaggio era composto da ottantasette marinai spagnoli in prevalenza andalusi. Il 3 agosto 1492 la spedizione partì da Palos e le navi si diressero alla volta delle Canarie. Colombo mostrò grande sicurezza nel trovare la rotta e notevoli capacità decisionali. La flottiglia giunse alle Canarie il 12 agosto e riparti il 6 settembre. All'inizio la navigazione fu favorita dai venti. Purtroppo nel Mar dei Sargassi le cose cambiarono; il tempo trascorso in alto mare sembrò eccessivo e così negli equipaggi incominciò a serpeggiare un certo nervosismo. 
Il 12 ottobre 1492 raggiunsero la terra ferma e sbarcarono nell'isola di Guanahani, battezzata da Colombo San Salvador; ci furono manifestazioni d'ammirazione e di fedeltà da parte di tutti i gli uomini dell'equipaggio, ma Colombo non sembrò soddisfatto, cercava le Indie e sapeva che avrebbe dovuto incontrare il Giappone. Il viaggio proseguì verso le isole Bahamas e quindi verso le coste settentrionali di Cuba; il 28 ottobre giunse a Cuba, battezzata Fernandina e il 6 dicembre all'isola di Haiti, ribattezzata Espa˝ola. Il 3 gennaio 1493 Colombo intraprese il viaggio di ritorno con la sola Ni˝a, ma anziché ripetere la rotta del viaggio d'andata, con la quale non avrebbe incontrato venti favorevoli, prese la rotta nord est controvento, per poter sfruttare il flusso dei venti dell'Ovest che spinsero la caravella sulle coste del Portogallo. Il 15 marzo la Ni˝a approdò a Huelva in Portogallo e in aprile Colombo fu ricevuto dai re cattolici a Barcellona. Le due geniali rotte d'andata e ritorno del suo viaggio costituirono per quattro secoli la via di navigazione percorsa tra Spagna e America. Colombo aveva portato una certa quantità di oro, qualche indiano, alcuni pappagalli e alcune piante secondo lui sconosciute in Europa. Non era riuscito a toccare le Indie e a trovare la magnifica isola di Cipango, come avrebbe voluto, e questo fatto l'avrebbe spinto ancora a riprendere il mare. In questo periodo Colombo raggiunse l'apice della gloria. I sovrani si intrattennero con lui, fu ascoltato e trovò tutto a sua disposizione, tanto che si organizzò e preparò una nuova spedizione. Questa volta non ci furono difficoltà a formare l'equipaggio. Il 25 settembre 1493 diciassette unità con 1200-1500 uomini ai suoi ordini partirono da Cadice. Il 3 novembre approdarono nell'isola di Deseada e quindi poi nella Mariagalante; successivamente raggiunsero l'isola di Guadalupa e proseguirono fino a San Juan Bautista (Porto Rico), infine arrivarono in Giamaica. Nel 1494 venne scoperto il lato meridionale di Cuba ma non fu possibile spingersi oltre per mancanza di approvvigionamenti. In questo viaggio Colombo non trovò né oro né prodotti preziosi e il suo rapporto con i marinai divenne difficile. L'11 luglio 1496 Colombo fece ritorno in Spagna, riacquistò il favore della corte e ottenne la conferma dei suoi privilegi. Questo secondo viaggio diede un'ulteriore prova della grandezza marinara di Colombo. Isolandosi dal grosso della flotta che lasciò all'isola Isabella, con tre sole caravelle partì alla ricerca delle Indias. Era un'idea che lo ossessionava ma che lo portò a esplorare tutto lo spazio compreso fra la costa occidentale di Cuba fino a El Jardin de la Reyna, gruppo d'isole e isolotti che si estendeva per molte miglia dal golfo di Guanacaybo fino a Trinidad e arrivava al largo della costa meridionale di Cuba. La via delle Antille e Santo Domingo permetteranno per lungo tempo la penetrazione spagnola in America. Nonostante tutto l'idea fissa di Colombo restava quella di trovare le Indie. La terza spedizione fu organizzata in due anni e iniziò il 25 maggio 1498. Colombo scoprì Trinidad e la costa del continente americano. Tuttavia neppure questa volta si convinse di essere in presenza di un continente nuovo. Riprese il cammino verso Santo Domingo e dovette affrontare una situazione difficile: la rivolta degli indiani sfruttati dagli spagnoli. Purtroppo in questa occasione Colombo dimostrò che i titoli di viceré e di governatore guadagnati con le sue indiscusse qualità marinare non erano sufficienti per governare. Dopo essere più di una volta sceso a compromessi, si rivolse alla corte chiedendo di mandare qualcuno ad aiutarlo. I sovrani inviarono Francisco de Bobadilla con la facoltà di assumere le funzioni di governatore. Egli risolse il problema in modo radicale: Colombo e i suoi fratelli Bartolomeo e Diego vennero arrestati e rispediti in Spagna. Il doloroso viaggio di ritorno terminò a Cadice nell'ottobre del 1500. Al ritorno in Spagna venne liberato. Nel frattempo il Portogallo si assicurava il dominio del Brasile con il viaggio di Amerigo Vespucci, effettuato nel 1502-1503. Colombo intraprese il suo quarto e ultimo viaggio il 9 maggio 1502. La spedizione era composta da quattro caravelle. Navigando con la solita grande perizia, in soli ventuno giorni veniva portata a termine la traversata. Il programma prevedeva l'esplorazione a ovest dei Caraibi per cercare la rotta per le Indie. In realtà Colombo riuscì solamente a effettuare una ricognizione della zona dell'istmo di Panama. Colombo rientrò in Spagna il 7 gennaio 1504 come semplice marinaio. Troppo vecchio per un mondo che lui stesso aveva contribuito a rinnovare, rifiutò fino alla morte di riconoscere di aver scoperto un nuovo continente frapposto tra le Indie e l'Europa. Nel 1504 moriva la regina Isabella e la corte si dimostrò decisamente ostile a Colombo che si preoccupò solamente di mantenere per i suoi discendenti i diritti e i privilegi acquisiti. Tormentato dalla gotta, avvilito e dimenticato, Cristoforo Colombo morì a Valladolid il 20 maggio 1506. 

\Colómbo, Diègo (Lisbona 1480-Puebla de Montalb´n 1526) Figlio di Cristoforo, fu viceré spagnolo nelle Indie occidentali. 

\Colómbo, Emìlio (Potenza 1920-) Politico democristiano. Tra il 1963 e il 1993 fu più volte ministro e anche presidente del consiglio, dal 1970 al 1972. 

\Colómbo, Ferdinàndo (Córdoba 1488-Siviglia 1539) Figlio di Cristoforo, ne scrisse una biografia e fu con lui durante la sua ultima spedizione. 

\Colómbo, Fùrio (Châtillon 1931-) Giornalista. Tra le opere L'America di Kennedy (1963), Ipertelevisione (1972), Per Israele (1991), Confucio nel computer (1995). Nel 1996 è stato eletto senatore nelle file dell'Ulivo. 

\Colómbo, Giusèppe (Padova 1920-1984) Astronomo. In qualità di consulente della NASA, propose e calcolò la traiettoria che permise al Mariner 10 di avvicinarsi a Mercurio e a Venere. 

\Colombo, Vera (Milano 1931-Milano 1999) Ballerina italiana. Diplomatasi nel 1952 alla scuola di ballo della Scala, nel 1965 venne nominata prima ballerina assoluta. Ha insegnato alla Scala fino al 1991. 

\colombofilìa, sf. Amore per i colombi. 

\Colón Dipartimento (164.000 ab.) dell'Honduras, capoluogo Trujillo. 
Colˇn 
Città (60.000 ab.) del Panamà, nel mar delle Antille. 
Colˇn 
Provincia (188.000 ab.) del Panamà, affacciata sul mar delle Antille. 

\còlon, sm. 1 Porzione dell'intestino. 2 Nella metrica latina e greca, serie metrica che non si chiude con la sillaba ancipite, e non determina iato con la vocale iniziale del colon seguente. 
Il colon si estende dal cieco al retto; è divisibile in quattro segmenti, quello ascendente (dalla fossa iliaca destra verso l'alto), quello traverso (sotto il diaframma), quello discendente (verso il basso e posteriormente nel lato sinistro dell'addome) e quello ileopelvico (posteriore vicino al retto). Nel colon avviene il riassorbimento dell'acqua e la formazione delle feci.   +  
colˇn, sm. 
Unità monetaria di El Salvador e Costarica. 

\colònia, sf. 1 Persone di una comune origine che risiedono lontano dalla patria. 2 Insieme di organismi viventi. 3 Territorio d'oltremare sottoposto alla sovranità di uno stato. 4 Istituzione che provvede al soggiorno di ragazzi in luoghi di villeggiatura e l'edificio che li ospita. 5 Stabilimento carcerario per l'espiazione delle pene. 
colonýa, sf. 
Contratto agrario. 
 X   sf. 1 colony. 2 (per bambini) holiday camp. 
 @   lat. colonia, deriv. da colonus colono. 
Il rapporto tra la madrepatria e i territori colonizzati, ha subito dei cambiamenti in relazione alle varie epoche storiche; si è passati da rapporti commerciali per fenici e cartaginesi, allo svolgimento di funzioni di spopolamento delle città e relativa creazione di nuove città stato per i greci; per i romani le colonie avevano carattere militare. 
In biologia è il complesso di cellule o individui, creati da un progenitore per via agamica, che vivono associati e a contatto pur mantenendo la loro individualità. Sono previste colonie di batteri, protozoi, alghe, spugne. 
In zoologia è l'insieme di individui della stessa specie, con rapporti anatomici e fisiologici comuni tali da permettere di vivere in modo associato. Tali colonie possono essere omeomorfe, ossia consentire all'individuo di vivere sia isolato che in gruppo, oppure eteromorfe, qualora l'individuo riesca a vivere solo in società per la diversità di forme e funzioni. 
Colonia agricola 
Istituto al quale vengono affidati soggetti pericolosi, dopo che è stata scontata la pena detentiva, al fine di osservare la relativa misura di sicurezza. 
Colonia microbica 
Gruppo di microrganismi, derivanti da un'unica cellula iniziale, che crescono su un terreno di cultura. 

\Colònia Città della Germania (946.000 ab.) nella Renania settentrionale Westfalia. Porto fluviale sul Reno, è ricca di industrie di acciaio, chimiche e meccaniche (automobili) per la vicinanza del bacino della Ruhr; ci sono inoltre fabbriche tessili, dei profumi (acqua di Colonia) della gomma ed elettrotecniche. L'università fu fondata nel 1388. Venne fondata dai romani nel I sec. a. C. e denominata Colonia Agrippinensis, in onore di Agrippina, consorte dell'imperatore Claudio. Fu un ricco centro mercantile medievale, caduto in decadenza a partire dal 1500 per rivedere antichi fasti nella seconda metà del 1800. Subì gravi distruzioni nel corso della seconda guerra mondiale. Tra i monumenti, la cattedrale gotica, il municipio, il Wallrof-Richartz Museum e l'importante pinacoteca. 

\coloniàle, agg. e sm. agg. Di, da colonia. generi coloniali, prodotti dalle colonie. 
sm. 1 Chi abita una colonia. 2 Usato al plurale, derrate e spezie provenienti da paesi extraeuropei un tempo colonie. 
 X   agg. colonial. sm. colonist. 

\colonialìsmo, sm. 1 Politica attuata dai principali paesi europei e consistita nell'infiltrazione in territori stranieri, soprattutto di Africa, America e Asia, teoricamente per ragioni commerciali e civilizzatrici, in realtà tendenti a espandere il proprio controllo su una porzione di mondo sempre maggiore. 2 Vocabolo o espressione di origine coloniale. 
Il fenomeno iniziò nel XV sec., epoca di grandi esplorazioni geografiche, con la conquista delle zone costiere e via via con la penetrazione verso l'interno dei territori e con imposizione di leggi e strutture tipiche europee. L'originale motivazione commerciale si trasformò ben presto in teoria razziale e religiosa che arrivò a legittimare massacri e distruzioni in nome di una superiorità della razza europea sulle altre. Ben presto le pretese espansionistiche dei vari stati entrarono in conflitto tra loro, portando a guerre sanguinose. Il colonialismo raggiunge i massimi livelli nel secolo scorso, motivato da concrete esigenze commerciali, quali il reperimento di materie prime, le ricerche di nuovi mercati e la necessità di creare spazi nuovi per l'eccedenza della popolazione. 
Neocolonialismo 
In seguito a presa di coscienza, al desiderio di autonomia dei paesi colonizzati e alla crisi dei nazionalismi europei, all'antico colonialismo se ne è sostituito uno nuovo, moderno, caratterizzato da rapporti economici, politici e dalla creazione di organizzazioni multinazionali (Commonwealth) o di protettorati. 

\colonialìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) agg. Colonialistico. 
sm. e sf. 1 Assertore della politica del colonialismo. 2 Competente in questioni coloniali. 

\colonialìstico, agg. (pl. m.-ci) Che riguarda il colonialismo. 

\colònico, agg. (pl. m.-ci) Del colono. 

\colonizzàbile, agg. Che si può colonizzare. 

\colonizzàre, v. tr. 1 Fondare colonie in un paese. 2 Ridurre a colonia un territorio. 
 @   franc. coloniser, deriv da colonie colonia. 

\colonizzatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Chi svolge opera di colonizzazione. 

\colonizzazióne, sf. In età antica fondazione di una colonia, operata da uno stato o da una città, che prevede rapporti più o meno stretti con la madrepatria. In età moderna è il trasferimento di grandi comunità europee in territori disabitati e indigeni. Questo fenomeno si verificò inizialmente a seguito delle grandi scoperte geografiche avvenute dal 1400 al 1800. Una ragione sostanziale per spiegare la colonizzazione è il desiderio di molte comunità di abbandonare le società nelle quali vivevano in modo disagiato, per costruire una realtà nella quale sperare di trovare modi di vita migliori. 

\colònna, sf. 1 Elemento portante verticale. ~ pilastro, appoggio. 2 Appoggio. ~ sostegno. 3 Quantità di materia fluida o gassosa disposta verticalmente. 4 Tubazione o insieme di tubazioni verticali usato per far passare, raccogliere, contenere, materiali o fluidi vari. 5 Serie di elementi disposti verticalmente, specialmente l'uno sotto l'altro. 6 Suddivisione verticale, specialmente della pagina di giornale o di un libro. 7 Insieme di cose o persone disposte l'una dietro l'altra. 8 Parte della pellicola cinematografica dove sono registrati i suoni. 9 In ambito militare è l'insieme di più reparti che percorrono uno stesso itinerario e compiono la stessa azione. 
 X   sf. 1 pillar, column. 2 (vertebrale) spinal column, spine. 3 (fila) line. 
 @   lat. columna. 
In architettura, elemento verticale a forma cilindrica costituito da base, fusto, capitello, usato come sostegno di elementi sovrastanti oppure in funzione ornamentale e decorativa. Le prime colonne furono in legno, in epoca protostorica. In Grecia le varie forme della colonna e del capitello contraddistinguono i vari ordini architettonici.   +  
In cinematografia la colonna visiva è la pellicola cinematografica che contiene i fotogrammi girati. La colonna sonora è la registrazione ottica o magnetica del suono; è sfasata, rispetto alla colonna visiva, di diciannove fotogrammi per avere una riproduzione uniforme e continua del suono. 
Nell'industria chimica è uno strumento impiegato per mettere in contatto un gas con un liquido o due liquidi, per ottenere la separazione di uno o più componenti di una miscela. Le operazioni chimiche attuate tramite colonna sono la distillazione o rettificazione, l'assorbimento, lo strappamento e l'estrazione con solvente. 
Colonna celebrativa 
Tipica della Roma imperiale, colonna a base circolare con il fusto decorato da sculture rappresentanti, per lo più, episodi epici (colonna traiana, colonna antoniana, colonna aureliana). 
Colonna corinzia 
Con base circolare, fusto slanciato e scanalato, capitello adornato di foglie di acanto. In età romana si assiste alla fusione di elementi ionici e corinzi, che danno origine alla colonna composita. 
Colonna dorica 
Senza base, con fusto robusto e scanalato, capitello semplice. 
Colonna ionica 
Con base circolare, fusto slanciato e scanalato, capitello a volute. 
Colonna vertebrale 
Complesso di ossa che forniscono il sostegno mediano e posteriore del corpo. È divisa in colonna cervicale (sette vertebre), dorsale (dodici vertebre), lombare (cinque vertebre), sacrale (cinque vertebre) e coccige. Nel canale vertebrale, situato al suo interno, scorre il midollo spinale. Possibili deviazioni della colonna vertebrale sono definite lordosi e cifosi (in senso anteroposteriore) e scoliosi (in senso laterale).   +  
Traumi alla colonna vertebrale 
L'infortunato può essere o no cosciente. Nel primo caso può riferire dolori, sia durante i tentativi di movimento sia restando immobile, può accusare formicolii o avere aree corporee con limitata sensibilità, può presentare debolezza o paralisi degli arti e può manifestare difficoltà respiratorie. Il soggetto privo di coscienza può presentarsi in grave stato di shock (shock neurogeno) e assumere particolari posizioni corporee; per esempio potrebbe avere le braccia aperte o sollevate sopra la testa. In attesa dell'arrivo di personale qualificato, l'unica cosa da fare è quella di evitare di muovere l'infortunato. Qualsiasi rotazione o spostamento delle vertebre o dei frammenti di frattura potrebbe infatti peggiorare la situazione. 

\Colónna Comune in provincia di Roma (3.059 ab., CAP 00030, TEL. 06). 

\Colonna infame, La ved. "Storia della colonna infame" 

\Colònna, Marcantònio, dùca di Paliàno (Lanuvio 1535-Medinaceli, Spagna 1584) Ammiraglio della flotta pontificia. Durante la battaglia di Lepanto (1571) fu luogotenente di don Giovanni d'Austria. 

\Colònna, Pompèo (Roma 1479-Napoli 1532) Ecclesiastico. Nel 1517 divenne cardinale e contrastò l'elezione di Clemente VII. Nel 1527 partecipò al sacco di Roma, ma in seguito si adoprò per la liberazione del papa. 

\Colònna, Pròspero (Lanuvio 1452-Milano 1523) Condottiero. Fino al 1494 appoggiò Carlo VIII nella sua conquista del regno di Napoli, quindi passò dalla parte degli aragonesi. Nel 1521 come comandante supremo dell'esercito imperiale sconfisse i francesi alla Bicocca riconquistando così il milanese e occupò Genova. 

\Colònna, Stéfano il Vécchio Militare italiano vissuto intorno alla fine del 1200. Nel 1290, divenne conte di Romagna e nel 1292 fu nominato senatore di Roma. Nel 1297 fu autore del rapimento del tesoro di Bonifacio VIII durante il trasporto da Anagni a Roma, per il quale venne scomunicato e dovette rifugiarsi in Francia. Rientrato in Italia, sostenne la venuta in Italia di Enrico VII, ma si schierò successivamente con i guelfi. Nel 1347, formò una spedizione di cinquemila uomini contro Cola di Rienzo ma venne sconfitto a Porta San Lorenzo. Morì intorno al 1350. 

\Colònna, Vittòria (Marino 1490-Roma 1547) Poetessa. Tra le opere Rime (postumo, 1558). 

\colonnàre, agg. In forma di colonna. 

\colonnàto, sm. Serie di colonne collegate fra loro da architravi o arcate. 

\Colonnèlla Comune in provincia di Teramo (3.098 ab., CAP 64010, TEL. 0861). 

\colonnèllo, sm. Ufficiale superiore che ha il comando di un reggimento. 
 X   sm. colonel. 

\colonnìna, sf. Segnale colorato luminoso a forma di colonna posto all'estremità di isole pedonali, salvagente e simili. 
 X   sf. 1 column. 2 (di emergenza) emergency telephone. 

\Colònno Comune in provincia di Como (583 ab., CAP 22010, TEL. 031). 

\colòno, sm. 1 Chi coltiva la terra per conto di altri. ~ fattore, mezzadro. 2 Lavoratore dei campi. ~ contadino. 3 Abitatore di una colonia. 
 X   sm. tenant farmer. 
 @   lat. colonus. 

\colonscopìa, sf. Esame del colon con un endoscopio a fibre ottiche. 

\colopatìa, sf. Termine medico che designa generici disturbi del tratto colico. 

\coloquìntide, sf. Pianta erbacea con fusti gracili e rampicanti e frutti glabri con polpa amara dotata di proprietà medicinali. 

\coloràbile, agg. Che si può colorare. 

\Colorado (altopiano) Altopiano degli USA, tra le Montagne Rocciose, i Monti Uinta, i Monti San Francisco e il Gran Bacino. Arido tavolato roccioso, è attraversato dal fiume omonimo e dai suoi affluenti. Alto mediamente 2.000-3.000 m presenta pittoreschi canyon. Il clima è molto secco. La principale risorsa è rappresentata dall'allevamento degli ovini. Il territorio è ricco di giacimenti d'oro, argento e uranio. 

\Colorado (fiume) Nome di alcuni fiumi americani. 
Colorado occidentale 
(2.334 km) Fiume che nasce dalle Montagne Rocciose nell'Arizona; sono famosi i solchi e le gole profonde (canyon), che scava al suo passaggio, sull'altopiano omonimo. Dopo aver attraversato molti stati dell'Unione, sfocia in Messico, nel golfo della California. Viene molto sfruttato nella produzione di energia idroelettrica e per l'irrigazione. Tra gli affluenti, i fiumi Green, San Juan, Gunnison. 
Colorado orientale 
(1.580 km) Fiume del Texas. Nasce nel Llano Estacado e scorre, interamente navigabile dalla foce fino a Austin, verso il golfo del Messico. 
Altopiano del Colorado 
Regione naturale degli USA sudoccidentali, di quasi 500.000 km2. Si trova tra molti stati, quali lo Utah, l'Arizona, e il Messico. Ha un'altezza media di 3.000 m; è molto roccioso, arido e solcato quasi interamente dai due fiumi omonimi. 

\Colorado (stato) Stato degli USA centroccidentali, con capitale Denver. È attraversato verticalmente dal complesso delle Montagne Rocciose, presentando cime molto elevate. A est il territorio è occupato da una parte dell'altopiano del Missouri, mentre a ovest da quello del Colorado. Ha un clima arido, cui si cerca di far fronte con grandi opere irrigue che consentano colture foraggere, di barbabietole da zucchero e di alberi da frutta. È tra i maggiori produttori di uranio, vanadio e molibdeno; viene estratto petrolio, gas naturale, oro, argento, rame, zinco e piombo. Le principali città sono Denver, Pueblo, Colorado Springs. Originariamente era popolato da amerindi, prima di essere conquistato da spagnoli, francesi e coloni americani. Accrebbe il territorio per la cessione di parte del fiume Arkansas dal Messico. Dal 1876 appartiene per intero agli USA. 

\Colorado Springs Città (281.000 ab.) degli USA, nello stato del Colorado. 

\colorànte, agg. e sm. Prodotto che ha la proprietà di colorare penetrando e fissandosi da solo o con l'aggiunta di mordente. I coloranti di natura organica sono solubili e conferiscono alle fibre tessili una colorazione diversa da quella originale. I coloranti artificiali (creati nel 1856 dall'inglese William Henry Perkin) sono tantissimi e sono usati in molti campi quali alimentare, cosmetico, tessile, inchiostro, materie plastiche ecc. L'uso, in questi campi, è regolato da precise norme di legge. Il colore che danno alle fibre tessili è associato alla presenza di particolari gruppi di atomi (cromofori), mentre la capacità di fissarsi nelle fibre tessili è associata alla presenza di altri gruppi (auxocromi). 
 X   sm. colouring. 

\coloràre, v. v. tr. 1 Coprire, cospargere di colore. ~ tingere, pitturare. ho colorato il vestito; si è colorata i capelli di rosso. 2 Mascherare. ~ camuffare. per avere maggiore attenzione, color˛ un po' il resoconto dei fatti. 3 Rendere più vivace, gioioso. ~ animare
v. intr. pron. 1 Prendere colore, tingersi, acquisire un colore pi¨ luminoso. ~ dipingersi. 2 Arrossire. ~ imporporarsi. <> sbiancare. in certe situazioni, il suo viso si colorava per la vergogna. 3 Assumere una certa connotazione. la situazione si sta colorando di mistero.
 X   v. tr. to colour. 
 @   lat. colorare

\coloràto, agg. Che ha un dato colore, generalmente vivace. 

\coloratùra, sf. Abbellimento di una melodia, vocale o strumentale, solitamente con intenzione a carattere virtuosistico. 

\colorazióne, sf. Atto, effetto del colorare. ~ tinta, colore. 

\colóre, sm. 1 Impressione che la luce variamente riflessa dalla superficie dei corpi produce sull'occhio dipendente dalla lunghezza d'onda della luce riflessa. 2 Sostanza usata per dipingere, verniciare e simili. ~ tinta. 3 Colorazione della pelle di animali o di esseri umani. ~ colorito. 4 Aspetto. ~ apparenza. 5 Tinta distintiva di una bandiera, stemma e simili. 6 Complesso di tendenze e opinioni, specialmente politiche. 7 Nelle carte da gioco i quattro semi; nel poker l'insieme di cinque carte dello stesso seme. 8 Articolo di giornale che rende più simpatici i fatti descritti, attraverso l'aggiunta di elementi di ambiente. 
 X   sm. 1 colour. 2 (a olio) oil paints. 3 (a carte) flush. 
 @   lat. color,-oris. 
Il colore viene percepito grazie ad alcuni fotorecettori (coni), che si trovano nella retina umana. La radiazione può essere scomposta in colori fondamentali, di lunghezza variabile dal violetto al rosso (spettro). Il colore di un corpo è il complesso di lunghezze d'onda non assimilate; se il corpo le assorbe tutte risulta di colore nero; se le respinge tutte appare bianco. Il colore viene classificato in base a tre elementi: la brillantezza, la purezza e il tono. 
Indice di colore 
Differenza che intercorre tra le magnitudini di una stella, misurate su lunghezze d'onda diverse; facendo riferimento alla fotometria fotoelettrica a più colori, è possibile scoprire due o più indici di colore che dipendono dalla temperatura della stella stessa. Tale indice dei colori è importante perché consente di ricavare il tipo di spettro di stelle poco luminose, difficilmente calcolabile ricorrendo a un esame spettrografico diretto. 
Teorema dei quattro colori 
Questione relativa alla possibilità di colorare una superficie suddivisa in varie aree, usando solo quattro colori, in modo che non si abbiano due aree adiacenti con lo stesso colore. Tale principio venne dimostrato nel 1976.   +  
Triangolo del colore 
Diagramma a tre colori, in base al quale si stabilì che ogni colore può essere ottenuto sottraendo porzioni dei tre colori fondamentali (rosso, giallo, blu) per la stampa; oppure aggiungendo rosso, verde e blu, per la generazione elettronica.   +  

\Colore dei soldi, Il Film commedia, americano (1986). Regia di Martin Scorsese. Interpreti: Paul Newman, Tom Cruise, Mary Elizabeth Mastrantonio. Titolo originale: The Color of the Money 

\Colore viola Film drammatico, americano (1985). Regia di Steven Spielberg. Interpreti: Whoopi Goldberg, Danny Glover, Rae Dawn Chong. Titolo originale: The color Purple 

\colorerìa, sf. Negozio in cui si vendono colori. 

\colorifìcio, sm. Fabbrica di coloranti. 

\colorimetrìa, sf. 1 Metodo per misurare le grandezze che caratterizzano il colore basato sul confronto con campioni di riferimento. 2 Metodo per la determinazione della concentrazione di soluzioni basato sulla legge di Lambert-Beer che esprime la capacità di assorbimento della luce. 

\colorìmetro, sm. Apparecchio che misura l'intensità di colore di determinate soluzioni. 

\Colorìna Comune in provincia di Sondrio (1.480 ab., CAP 23010, TEL. 0342). 

\colorìre, v. v. tr. 1 Dare il colore. ~ tingere. 2 Descrivere qualcosa con vivacità. ~ abbellire, vivacizzare. <> appiattire. 3 Mascherare la realtà con toni fantastici. 
v. intr. pron. 1 Acquistare colore. ~ arrossire. <> impallidire. 2 Ravvivarsi. ~ animarsi. 3 Dorarsi. 

\colorìsmo, sm. In arte, la ricerca del colore. 

\colorìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) 1 Operaio addetto alla preparazione dei colori. 2 Pittore molto esperto nell'uso del colore, capace di fare risaltare particolari effetti cromatici. 3 Scrittore o musicista dotato di stile particolarmente espressivo. 

\colorìstico, agg. (pl. m.-ci) Proprio del colorismo. 

\coloritaménte, avv. In modo colorito. 

\colorìto, agg. e sm. agg. 1 Tinto di colore. ~ colorato. <> incolore. 2 Espressivo. ~ vivace. <> piatto. utilizzava un linguaggio molto colorito. 3 Simulato. ~ artificioso. 4 Rubicondo. ~ roseo. <> smorto. 
sm. 1 Colore della carnagione. ~ cera. aveva un colorito pallido. 2 Il colore delle cose naturali. 3 Arte del colorire. 4 L'insieme delle sfumature risultanti dall'interpretazione di un brano musicale. 5 Espressione, vivezza dello scritto o di un discorso. scrisse un'opera priva di colorito artistico. 6 Timbro di una vocale. 
 X   agg. 1 (viso) pink, rosy. 2 (colorato) colourful. sm. 1 (pelle) complexion. 2 (tinta) colour. 
 @   p.p. di colorire

\coloritóre, agg. e sm. (f.-trìce) Chi colorisce. 

\coloritùra, sf. Atto, effetto del colorire. 

\Colórno Comune in provincia di Parma (7.492 ab., CAP 43052, TEL. 0521). 

\colóro, pron. dimostr. pl. Forma plurale di colui e colei. 

\Colors (Colori di guerra) Film poliziesco, americano (1988). Regia di Dennis Hopper. Interpreti: Sean Penn, Robert Duvall, Maria Conchita Alonso. Titolo originale: Colors 

\Colòsimi Comune in provincia di Cosenza (1.507 ab., CAP 87050, TEL. 0984). 

\colossal ved. "kolossal" 

\colossàle, agg. Di colosso, di straordinariamente grande. ~ gigantesco. <> minuscolo. 

\Colossèo L'imperatore romano Vespasiano, primo dei Flavi, nel 72 d. C. decise di trasformare il laghetto adiacente alla Domus aurea di Nerone in un luogo destinato al divertimento dei romani: fece così costruire il Colosseo, il più grande anfiteatro della città di Roma, con 527 m di circonferenza e 57 m di altezza. I lavori durarono otto anni e nell'80 d. C. il Colosseo fu inaugurato da Tito, figlio e successore di Vespasiano. Al suo interno si svolgevano i giochi, spettacoli offerti dall'imperatore per lo svago dei cittadini. Inizialmente i giochi avevano un significato religioso, per propiziarsi il favore degli dei. In seguito assunsero sempre più importanza: iniziavano con gli animali che eseguivano numeri da circo, poi seguivano i combattimenti dei gladiatori (prigionieri di guerra o schiavi). Se un gladiatore cadeva ferito, la sua sorte era affidata al volere dell'imperatore che, con un semplice gesto, decretava la salvezza o la morte. I primi giochi che inaugurarono il Colosseo durarono cento giorni, mentre quelli che si tennero nel 248 d. C., per celebrare i mille anni di Roma, videro il Colosseo invaso da leoni, elefanti, ippopotami e altri animali africani. I combattimenti tra gladiatori durarono fino al 404 d. C., anno in cui furono vietati dall'imperatore Onofrio, mentre i combattimenti tra bestie feroci scomparvero un secolo dopo. Il nome Colosseo deriva dalla statua (Colosso) di bronzo di Nerone che si ergeva nelle vicinanze, della quale l'unica traccia rimasta sono alcune lastre di travertino che segnano il punto in cui si ergeva. L'anfiteatro aveva forma ellittica ed era prevista un'entrata e un palco (podium) riservati all'imperatore, mentre i cittadini entravano dagli 80 archi di ingresso, numerati per permettere un afflusso ordinato. Si calcola che la capienza fosse di 55.000 spettatori. Gli ampi corridoi interni (vomitorium) consentivano alla folla di entrare senza problemi fino a pochi minuti prima dello spettacolo. I posti erano disposti per rango sociale su tre gradinate, mentre la quarta e ultima era riservata alle donne, coperta da una terrazza e dotata di sedie in legno. Sotto il Colosseo era un brulicare di passaggi, corridoi e stanze, dove venivano tenuti gli animali. Questi ultimi erano rinchiusi in gabbie che venivano sollevate al livello terreno da argani. Questa parte sotterranea fu messa in luce dagli scavi di fine Ottocento. Nel medioevo la famiglia Frangipane trasformò il Colosseo in una fortificazione, ma il periodo peggiore per questo monumento furono i secoli XV e XVI, durante i quali le pietre di travertino furono tolte dalla facciata per costruire i monumenti rinascimentali. Il Colosseo divenne praticamente una cava e solo nel 1749, anno in cui papa Benedetto XIV lo dedicò alla Passione di Cristo, il saccheggio ebbe termine. Tuttavia il decadimento del Colosseo continuò fino al XIX sec., quando fu completamente ricoperto da erbe di moltissime specie selvatiche (i botanici dell'epoca ne contarono più di 400). Solo nel 1870 ebbero inizio i lavori per restituire il Colosseo ai romani e nell'ultima decade del secolo scorso si scoprì anche la zona sotterranea. Oggi, del Colosseo, si possono ammirare in parte le tre arcate di colonne, negli stili dorico (quelle alla base), ionico (al centro) e corinzio (l'ultima), e la zona sotterranea (nella parte interna al centro dell'arena). Il Colosseo, monumento simbolo di Roma, ha lasciato un ricordo vivo in molti artisti e letterati: ritratto in molti dipinti (si ricorda la veduta settecentesca di Antonio Canaletto), ha ispirato anche Lord Byron nella sua permanenza a Roma: alcuni suoi versi prendono ispirazione da una vista notturna del Colosseo. La tradizione inoltre suggerisce, dinanzi al Colosseo, di citare la profezia del Venerabile Beda, storico inglese, secondo il quale quando cadrÓ il Colosseo cadrÓ anche Roma, ma quando cadrÓ Roma, finirÓ il mondo

\colòsso, sm. 1 Statua di dimensioni gigantesche. il colosso di Rodi era una delle sette meraviglie del mondo antico. 2 Persona di statura e corporatura eccezionali. ~ omaccione, marcantonio. <> nano. 3 Genio. ~ talento. Ŕ un colosso dell'industria dei computer. 4 Opera cinematografica con elevato bilancio di spesa e numerosi attori partecipanti. 
 X   sm. giant, colossus. 
 @   lat. colossus, dal greco koloss˛s statua gigantesca. 
Colosso dai piedi di argilla. Frase pronunciata da Diderot a Pietroburgo dopo che non riuscì a convincere Caterina della necessità di applicare principi e riforme nella legislazione e nella politica. 

\Colosso d'argilla, Il Film drammatico, americano (1956). Regia di Mark Robson. Interpreti: Humphrey Bogart, Rod Steiger, Jan Sterling. Titolo originale: The Harder They Fall 

\Colosso, Il Opera di poesia di S. Plath (1960). 

\colostomìa, sf. Abboccamento del colon alla pelle per creare un ano artificiale. 

\colòstro, sm. Il primo liquido che fuoriesce dalle mammelle dopo il parto e serve a purgare il neonato. 

\colp(o)- Primo elemento di parole composte, derivante dal greco kolpos, vagina. 

\cólpa, sf. 1 Imprudenza, negligenza da cui discende la violazione di un dovere giuridico. ~ responsabilità, causa. 2 Azione che contravviene alla norma etica e religiosa. ~ errore, fallo. 3 Responsabilità conseguente a un'azione colpevole. 4 Azione che produce un effetto negativo. ~ mancanza. 
 X   sf. 1 misdeed, wrong. 2 (responsabilità) fault. 3 (colpevolezza) guilt. 4 (biasimo) blame. 
 @   lat. culpa. 
Nell'ambito civile è un comportamento imprudente, negligente che cagiona danni ad altri. La colpa rilevante può essere ordinaria, media e, solo in casi particolari, grave. 
Nell'ambito del diritto penale è l'atteggiamento psicologico di colui che commette un reato, in base a un errore non scusabile. Anche questo atteggiamento si basa su imperizia, negligenza, imprudenza, inosservanza delle leggi e regolamenti. In relazione alla gravità del reato e dell'intenzione, può essere colposa o dolosa. La colpa cosciente è un'aggravante del semplice delitto colposo. 
Senso di colpa 
Sensazione di disagio, di afflizione, che si prova dopo aver commesso qualcosa ritenuto proibito. A seguito di ciò, spesso scatta nell'individuo, l'autopunizione. 

\Colpa di padre Amaro, La Romanzo di J. M. de Queirós (1875). 

\colpabilità, sf. L'essere colpevole. 

\colpàccio, sm. Impresa difficile portata a termine in modo favorevole. 

\colpévole, agg., sm. e sf. agg. 1 Che ha commesso colpa. ~ reo. <> innocente. si era reso colpevole di negligenza. 2 Che costituisce colpa. aveva sostenuto un'azione colpevole
sm. e sf. Chi ha commesso una colpa. ~ reo. <> innocente. 
 X   agg. guilty. sm. e sf. offender, culprit. 
 @   lat. culpabilis

\colpevolézza, sf. Stato di colpa. ~ reità. <> innocenza. 

\colpevolìsmo, sm. Atteggiamento di chi è colpevolista. 

\colpevolìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi sostiene in un processo indiziario, la colpevolezza di un imputato prima dell'emanazione della sentenza. 

\colpevolizzàre, v. v. tr. Far sentire qualcuno responsabile di una colpa. 
v. rifl. Attribuirsi una colpa, sentirsi colpevole. 

\colpevolménte, avv. Con propria colpa. 

\colpìre, v. tr. 1 Percuotere, battere. ~ picchiare. 2 Impressionare. ~ toccare. era colpito dalla sua bellezza. 3 Cogliere, centrare. ~ ferire. colpire nel vivo, nel punto più debole. 4 Ingiuriare. ~ offendere. 5 Avventarsi. <> cozzare. 6 Danneggiare. ~ ledere. 
 X   v. tr. 1 to strike, to hit. 2 (sparare) to shoot. 
 @   deriv. da colpo

\colpitóre, sm. (f.-trìce) Chi colpisce. 

\cólpo, sm. 1 Movimento rapido e violento per cui un corpo viene a contatto con un altro. ~ urto. gli aggiust˛ all'improvviso un colpo sul viso; colpo da maestro, azione di grande abilità; ribattere colpo su colpo, rispondere con grande abilità. 2 Rumore prodotto da un colpo o sparo. ~ scoppio. si sentirono due colpi quella notte. 3 Pugno, schiaffo, botta. ~ percossa. ha preso un colpo in testa, inciampando sul marciapiede. 4 Spostamento di congegni, attrezzi e simili. 5 Manifestazione improvvisa e violenta di fatti o fenomeni. 6 Stato morboso improvviso, spesso con perdita di coscienza. ~ apoplessia. 7 Avvenimento improvviso che comporta forti emozioni. ~ turbamento. 8 Impresa audace e decisa, per un fine non lecito. ha fallito per un nulla il colpo della sua vita
 X   sm. 1 stroke, blow, (colpetto) rap. 2 (urto) knock. 3 (giornalistico) scoop. 4 (arma da fuoco) shot. 5 (rapina) raid. 
 @   lat. colpus, dal greco kolaphos schiaffo. 

\Colpo di dadi non abolirà mai il caso, Un Poema di S. Mallarmé (1897). 

\Colpo di grazia, Il Romanzo di M. Yourcenar (1939). 

\colpocèle, sm. Prolasso vaginale. ~ elitrocele. 

\colpoceliotomìa, sf. Apertura della cavità peritoneale mediante intervento chirurgico. 

\colpoperineoplàstica, sf. Intervento chirurgico per ridurre l'orifizio vulvare al fine di ovviare al prolasso uterino. 

\colpoperineorrafìa, sf. Ricostruzione chirurgica del perineo, praticata nella cura del prolasso degli organi genitali femminili. 

\colposaménte, avv. In modo colposo, con colpa. 

\colposcopìa, sf. Esame del collo uterino per la diagnosi precoce del cancro e altre affezioni del collo stesso. 

\colpóso, agg. Commesso con colpa. 

\colt, sf. invar. Tipo di pistola a tamburo rotante. ~ rivoltella. 

\Colt, Samuel (Hartford 1814-1862) Fabbricante di armi statunitense. Nel 1835 inventò il noto revolver a sei colpi. 

\còlta, sf. Raccolta. 

\coltèlla, sf. 1 Grosso coltello con lama larga usato in cucina e in macelleria. 2 Interruttore a levetta terminante in una manopola. 

\coltellàccio, sm. 1 Grosso coltello da punta e da taglio. 2 Leggera vela che si può attrezzare a fianco delle vele quadre o sotto per aumentarne la superficie e prendere più vento. 

\coltellàme, sm. Assortimento di coltelli. 

\coltellàta, sf. 1 Colpo, ferita di coltello. 2 Impressione che provoca dolore e sofferenza. 
 X   sf. stab. 

\coltellerìa, sf. 1 Assortimento di coltelli. 2 Negozio di coltelli. 3 Fabbrica di coltelli. 

\coltellièra, sf. Scomparto o cassetto in cui si ripongono i coltelli. 

\coltellinàio, sm. Chi fabbrica o vende coltelli, forbici e simili. 

\Coltellìni, Màrco (Livorno 1719-Pietroburgo 1777) Editore e librettista. Nella sua tipografia livornese furono stampate opere di notevole interesse culturale, come Dei delitti e delle pene del Beccaria e la traduzione dell'Enciclopedia Francese. Poeta teatrale presso le corti di Vienna e di Pietroburgo, pubblicò numerosi libretti d'opera, tra i quali Ifigenia in Tauride (1763), Armida (1771) e Antigone (1772). 

\coltèllo, sm. 1 Strumento costituito da una lama affilata fissata in un manico. coltello da pesce, poco affilato. 2 La parte della bilancia su cui poggia il giogo. 3 Nome generico dato a oggetti che presentano forma di coltello oppure sono utilizzati per dividere. il coltello dell'aratro
 X   sm. 1 knife. 2 (a serramanico) flick knife, clasp knife. 
 @   lat. cultellus, dimin. di culter,-tri

\coltellóne, sm. Grossa posata, di forma analoga al coltello per tagliare e servire dolci. 

\coltivàbile, agg. Che si può coltivare. 

\coltivàre, v. v. tr. 1 Lavorare il terreno affinché produca piante e frutti. ~ arare, bonificare, seminare. 2 Sfruttare un giacimento minerario. 3 Esercitare. ~ educare. devi coltivare questa tua passione per la matematica. 4 Nutrire un pensiero, fomentare una passione. ~ promuovere, incitare. coltivava ormai solo vane speranze
v. rifl. Avere cura di migliorare la propria educazione culturale. 
 X   to till, to cultivate. 
 @   lat. mediev. cultivare, deriv. da cultus, p.p. di colere coltivare. 

\coltivàto, agg. e sm. agg. 1 Sottoposto a coltura. 2 Non spontaneo. 
sm. Luogo a coltura. 

\coltivatóre, sm. (f.-trìce) Chi coltiva. ~ agricoltore, contadino, fattore, mezzadro. 
 X   sm. farmer. 

\coltivazióne, sf. 1 Attività del coltivare. 2 Coltura di piante erbacee e arboree. ~ piantagione. 3 Complesso dei lavori per l'utilizzazione dei minerali e delle rocce, in cave e miniere. 
 X   sf. growing, cultivation. 

\coltìvo, agg. Si dice di terreno che può essere coltivato. 

\cólto, agg. 1 Coltivato. ~ lavorato. <> abbandonato, incolto. 2 Che possiede cultura. ~ dotto, erudito. <> analfabeta, ignorante. 3 Onorato. ~ venerato. 4 Afferrato. ~ colpito. 
 X   agg. cultured, learned, educated. 
 @   lat. cultus, p.p. di colere coltivare. 

\cóltre, sf. 1 Coperta da letto. 2 Drappo funebre che ricopre la bara. 3 Strato di materiale che forma una copertura. 
 X   sf. blanket. 

\cóltrice, sf. Materasso imbottito di lana o piume. 

\cóltro, sm. Lama dell'aratro che sta davanti al vomere. 

\coltróne, sm. 1 Coperta imbottita da letto. 2 Portiera imbottita posta agli usci delle chiese per riparare dal freddo. 

\coltùra, sf. 1 Il complesso dei lavori necessari per coltivare. ~ agricoltura. 2 Allevamento di animali per ragioni scientifiche o altro. 3 Usato talora in luogo di cultura. 
 X   sf. cultivation. 
Coltura batterica 
Tecnica impiegata per l'allevamento artificiale di batteri e il complesso di microrganismi moltiplicatisi in terreni adatti. 
Coltura idropanica 
Tecnica di coltivazione in serra di piante, le cui radici sono immerse in soluzione d'acqua e sali minerali 
Coltura istologica 
Metodo atto al mantenimento in vita di frammenti di tessuto o cellule, isolate in appositi contenitori sterili di vetro, per effettuare un'indagine biomedica. 
Coltura microbiologica 
Tecnica di crescita e riproduzione di organismi per fini sperimentali, diagnostici, oppure per la preparazione di vaccini, su terreni di coltura liquidi (brodo o siero) o solidi (gelatine). 

\colturàle, agg. Di coltura. 

\colturaménto, sm. L'insieme dei lavori a cui viene sottoposto un terreno durante il periodo vegetativo delle colture per mantenerlo il più possibile nelle condizioni adatte. 

\Colturàno Comune in provincia di Milano (1.285 ab., CAP 20060, TEL. 02). 

\Colubrìdi Famiglia di serpenti caratterizzati dall'occhio con pupilla rotonda a cui appartengono specie sia innocue che velenose. 

\colubrìna, sf. Antica bocca da fuoco, di piccolo calibro, con forte portata. 

\colùbro, sm. Serpente. 

\colùi, pron. dimostr. m. sing. (f. colèi; pl. colóro) Quello. ~ quegli. 
 X   pron. the one. 

\Colui che deve morire Film drammatico, francese (1957). Regia di Jules Dassin. Interpreti: Jean Servais, Pierre Vaneck, Melina Mercouri. Titolo originale: Celui qui doit mourir 

\Colui che prende gli schiaffi Dramma di L. N. Andreev (1915). 

\Columbia (Carolina del Sud) Città (98.000 ab.) degli USA, capitale dello stato della Carolina del Sud. 

\Columbia (distretto) Distretto federale (607.000 ab.) degli USA, tra gli stati della Virginia e Maryland, con capitale Washington. È bagnato dal fiume Potomac. 

\Colùmbia Britànnica Provincia del Canada sudoccidentale (3.138.000 ab.). Si affaccia sull'oceano Pacifico e confina con gli Stati Uniti. Il suo territorio è percorso dai sistemi montuosi delle Montagne Rocciose e delle Montagne Costiere, che racchiudono al loro interno una vasta zona di fiumi e laghi (Fraser, Columbia). Comprende anche le isole di Vancouver e della Regina Carlotta. È ricca di foreste, il cui legname esporta in tutto il mondo, viti e alberi da frutta. Le risorse economiche consistono nella lavorazione dell'alluminio, nei giacimenti di lignite, zinco, piombo e carbone; nell'esportazione di oro, pesce, argento e rame. Venne scoperta nel 1578 da F. Drake; appartenne con il nome di Nuova Caledonia, ai territori inglesi dal 1858, prima di diventare territorio canadese nel 1871. Il capoluogo della regione è Victoria. 

\Columbifórmi, sm. ved. "Colombiformi" 

\columbìte, sf. Minerale rombico costituito da ossido di ferro, manganese, niobio e tantalio; di colore nero o bruno, raro allo stato puro. 

\Columbus (Georgia) Città (170.000 ab.) degli USA, nello stato della Georgia. 

\Columbus (Ohio) Città (624.000 ab.) degli USA, capitale dello stato dell'Ohio. Importante porto sul fiume Scioto è sede di industrie siderurgiche, aeronautiche, automobilistiche, chimiche, alimentari e della carta. La città ospita un'università, un museo d'arte e di storia. Fondata nel 1812, il nome le fu assegnato in onore di Cristoforo Colombo. 

\Columna Monte più alto (5.007 m) del Venezuela, nella Cordigliera andina di Mérida. 

\columnist, sm. e sf. invar. Giornalista che cura una rubrica fissa. 

\colùro, sm. Circolo massimo della sfera celeste passante per i poli e per i punti equinoziali. 

\colùtea, sf. Genere di piante arbustive alte da 1 a 4 metri, appartenenti alla famiglia delle Papilionacee. 

\còlza, sf. Pianta erbacea originaria dell'area mediterranea, appartenente alla famiglia delle Crocifere. Raggiunge anche un metro di altezza, ha fiori bianchi e gialli con quattro petali in croce, frutti a siliqua dai cui semi si estrae olio. Anche utilizzata come foraggio. 

\Colzàte Comune in provincia di Bergamo (1.676 ab., CAP 24029, TEL. 035). 

\com In informatica è il nome di dominio che viene assegnato a una società commerciale in Internet. 

\Com'era verde la mia valle Film drammatico, americano (1941). Regia di John Ford. Interpreti: Maureen O'Hara, Walter Pidgeon, Donald Crisp. Titolo originale: How Green Was my Valley 

\còma, sm. Stato di limitata capacità di risposta alle stimolazioni esterne, dovuto alla distruzione traumatica di particolari aree della corteccia cerebrale o del tronco encefalico. Le condizioni che possono determinarlo sono le più varie (traumi, malattie metaboliche come il diabete, patologie cardiovascolari, stati infettivi, overdose da oppiacei, sostanze tossiche come l'ossido di carbonio ecc.). Esistono diverse forme di coma, in relazione alle rimanenti capacità di reazione e al livello di coscienza; c'è il coma vigile, che precede una riduzione di responsività agli stimoli; il coma normale e semicoma, caratterizzato da perdita di coscienza; il coma profondo che precede la perdita totale di risposta agli stimoli con inizio dell'alterazione delle funzioni vegetative; coma depaséé (morte celebrale) con totale e irreversibile compromissione delle funzioni. La situazione può presentarsi molto grave con il soggetto incosciente e in arresto cardio-respiratorio. Occorre richiedere immediatamente l'invio di mezzi di soccorso e nel frattempo controllare lo stato di coscienza del soggetto e la pervietà delle vie aeree. Se vi sono le condizioni, si devono mettere in atto le manovre di rianimazione cardio-polmonare. 
In ottica è l'aberrazione di un sistema ottico, a causa della quale un punto al di fuori dell'asse ottico viene ad assumere una coda simile a quella di una cometa. 
 X   sm. coma. 
 @   greco k˛ma sonno profondo. 
Coma diabetico 
Aggravamento del diabete mellito che porta a perdita di coscienza, difficoltà respiratorie e intossicazione. 

\Coma profondo Film giallo, americano (1978). Regia di Michael Crichton. Interpreti: Geneviève Bujold, Michael Douglas, Richard Widmark. Titolo originale: Coma 

\Comàbbio Comune in provincia di Varese (849 ab., CAP 21020, TEL. 0331). 

\Comàcchio Comune di Ferrara (21.250 ab., CAP 44022, TEL. 0533) situato al limite delle valli omonime, molto vicino al mare. È formato da tredici isolette, collegate tra loro da ponticelli. 
Fonti di ricchezza economica sono agricoltura (cereali, foraggi, frutta, vino), allevamento, pesca (anguille); turismo balneare nei lidi ferraresi. Comune importante nel medioevo, venne rasa al suolo dai veneziani nell'854 e nel 946; fu oggetto di contese tra Ravenna e Ferrara che riuscì a vincere e a incorporarla nello stato della chiesa. Tra le costruzioni, i Trepponti, la torre dell'Orologio, il duomo, il Granaio. 
Valle di Comacchio 
Ampia zona lagunare a sud del delta del Po, diviso dal mare da cordoni di sabbia. È quel che resta di un vecchio avvallamento non colmato dalle alluvioni del Po. Gran parte dei 500.000 ettari di terreno venne bonificato per favorire l'agricoltura. Oggi, interrotta l'opera di bonifica territoriale, si è intensificato l'allevamento della anguille e dei cefali. 

\Comacina Isola del Lago di Como, di fronte a Sala Comacina. 

\comacìno, agg. Relativo al territorio di Como. ~ comasco. 

\Comanceros, I Film western, americano (1961). Regia di Michael Curtiz. Interpreti: John Wayne, Stuart Whitman, Lee Marvin. Titolo originale: The Comancheros 

\comanche, sm. e f. invar. Appartenente a una tribù dell'America settentrionale originaria del Wyoming meridionale e spostatasi nell'Oklahoma e nel Kansas dopo i contrasti con le tribù dei sioux. Di lingua shoshone, fu sterminata in una guerra con i coloni americani nel 1875. 

\comandaménto, sm. 1 Comando. 2 Precetto imposto da Dio nella rivelazione. 
 X   sm. commandment. 

\comandànte, sm. Titolo dato a chi ricopre un comando militare. ~ capo, generale. 
 X   sm. 1 (mar., aer.) captain. 2 (mil.) commander. 3 (reggimento) commanding officer. 

\comandàre, v. v. tr. 1 Chiedere con autorità esigendo obbedienza. ~ ordinare, imporre, dominare. <> ubbidire. era una donna autoritaria, abituata a comandare sul lavoro. 2 Destinare un impiegato e simili a un nuovo incarico in una nuova località. ~ trasferire. 3 Determinare il funzionamento di una macchina. : :l pilota stava attento a comandare correttamente la posizione del velivolo. 4 Capeggiare. ~ capitanare. <> sottostare 
v. intr. Imporre autorevolmente la propria volontà. la civiltÓ di Roma comand˛ sulle genti grazie alla sua organizzazione capillare
 X   v. tr. 1 to command, to order. 2 (mecc.) to control. v. intr. to be in command. 
 @   lat. commandare, comp. da con-+ mandare dare in incarico, affidare. 
Divide et impera. (Dividi e comanda) Seminando l'odio fra i nemici, li si rende deboli (Filippo II di Macedonia). 

\comandàta, sf. 1 Obbligo di prestazioni personali richieste da un principe, da una comunità cittadina e altro. 2 In marina e nell'esercito, incarico, ordine di servizio. 

\comandàto, agg. 1 Che ha ricevuto un comando. 2 Detto di militare destinato a prestare servizio fuori del corpo di appartenenza, o di impiegato assegnato a ufficio diverso da quello abituale. 

\comàndo, sm. 1 Atto del comandare. ~ ordine, imposizione, decreto. 2 Facoltà del comandare. ~ potere, autorità. era una persona in grado di tenere il comando della situazione. 3 Gruppo costituito dal comandante e dai suoi collaboratori. 4 Congegno che serve a regolare il funzionamento di parti meccaniche. attraverso i comandi di volo il pilota controlla l'aereo. 5 Provvedimento con cui un dipendente viene destinato a ufficio diverso da quello abituale. 6 Ciò che viene ordinato di svolgere. ~ disposizione. : :gni suo comando doveva essere eseguito con celeritÓ 
 X   sm. 1 command, order. 2 (luogo) headquarters. 3 (mecc.) control. 
 @   deriv. da comandare

\comàndolo, sm. Filo che si avvolge attorno al rocchetto del telaio e serve per annodare le fila che si strappano durante la tessitura. 

\Comaneci, Nadia (Georghe Georgiu Dei 1961-) Ginnasta rumena. Nel 1976 alle olimpiadi di Montreal vinse tre ori, ne vinse due a Mosca nel 1980 e fu per due volte (1978 e 1979) campionessa del mondo. 

\Comàno Comune in provincia di Massa Carrara (860 ab., CAP 54015, TEL. 0187). 

\comàrca, sf. Suddivisione amministrativa, nell'ordinamento amministrativo dello stato Pontificio nell'Ottocento. 

\comàre, sf. 1 Donna che tiene a battesimo o a cresima un bambino. 2 Madre del battezzato o del cresimato rispetto al padrino o alla madrina. 3 Vecchia amica, vicina di casa spesso anche pettegola. ~ pop. portinaia. 
 X   sf. godmother. 

\comàsco, agg. e sm. agg. Di Como. 
sm. Abitante o nativo di Como. 

\comatóso, agg. Di coma. 

\comàtula, sf. Echinoderma (Antedon mediterranea) della famiglia dei Comatulidi e della classe dei Crinoidei. Dotata di braccia lunghe sino a 12 cm, vive nel Mediterraneo. 

\Comatùlidi Sottordine di Echinodermi Crinoidi articolati, vivono a grandi profondità nei mari caldi, conosciuti come gigli di mare. 

\Comayagua Dipartimento (257.000 ab.) dell'Honduras, nella parte centro-occidentale del paese. 

\Comàzzo Comune in provincia di Lodi (1.173 ab., CAP 20060, TEL. 02). 

\cómba, sf. Valle montana lunga e stretta, caratteristica dei monti del Giura. 

\combaciaménto, sm. Il combaciare; il punto in cui due corpi si congiungono. 

\combaciàre, v. intr. 1 Essere congiunto e aderire al punto giusto. ~ connettersi. <> divergere. 2 Corrispondere, coincidere. ~ collimare. <> discostarsi. 
 X   v. intr. 1 to fit together, to meet. 2 (coincidere) to coincide. 

\combattènte, agg. e sm. agg. 1 Che combatte. 2 Detto di due animali raffigurati l'uno di fronte all'altro in atto di combattersi. 
sm. Chi combatte. ~ guerriero, militare, soldato. <> civile. 
In zoologia è un uccello della famiglia dei Caradrii (Philomecus pugnax), con piume grigio brune, collare di piume erigibili e piedi rossi. È di circa 30 cm di lunghezza e si trova in stagni, torbiere, luoghi umidi, ove trova nutrimento, costituito da insetti, lumache, alghe marine. Per conquistare la femmina, i maschi ricorrono a spettacolari danze nuziali. Sono uccelli migratori, diffusi nell'Europa centrosettentrionale. 

\combattentìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al combattentismo. 

\combàttere, v. v. tr. 1 Affrontare, attaccare in battaglia. ~ assalire. Germania e Italia combatterono insieme nel secondo conflitto mondiale. 2 Contrastare. ~ osteggiare. <> rappacificarsi. stava cercando con tutte le sue forze di combattere quel terribile male
v. intr. 1 Prendere parte a uno scontro. ~ guerreggiare. 2 Opporsi attivamente. ~ osteggiare. combattere contro il razzismo. 3 Lottare per una causa. 4 Dibattersi. ~ affannarsi. 
v. rifl. rec. Essere in lotta, in guerra. ~ battersi. <> rappacificarsi. 
 X   v. tr. e intr. to fight. 
 @   lat. volg. combattere, comp. da cum con + battere battere. 

\combattimentìsmo, sm. Nel primo dopoguerra, stato d'animo che presiedeva alla costituzione di associazioni di reduci. 

\combattimentìstico, agg. (pl. m.-ci) Di combattenti o ex combattenti. 

\combattiménto, sm. 1 Il combattere. ~ battaglia, duello, lotta. 2 Competizione. ~ gara, incontro. 
 X   sm. 1 fight. 2 (sport) match. 3 (mil.) action. 

\Combattimento di Tancredi e Clorinda, Il Madrigale in forma rappresentativa di C. Monteverdi (Venezia, 1624). 

\combattività, sf. Qualità di chi è combattivo. 

\combattìvo, agg. Aggressivo. ~ battagliero. ~ tranquillo, calmo. 
 @   franc. combatif. 

\combattùto, agg. Agitato. ~ travagliato. 

\Cómbi, Giampièro (Torino 1902-Imperia 1956) Calciatore italiano. Tra i più abili portieri italiani, passò tutta la sua carriera nella Juventus; fu convocato 47 volte in nazionale e vinse i campionati del mondo del 1934 e fu sei volte campione d'Italia. 

\Combin, Grand Cima (4.314 m) della Svizzera, nelle Alpi Pennine. 

\combinàbile, agg. Che si può combinare, accordare. 

\combinàre, v. v. tr. 1 Mettere insieme più cose. ~ concordare, comporre. <> scombinare. 2 Unire due o più sostanze tra loro in modo che reagiscano. ~ fondere, mescolare. 3 Organizzare. ~ stabilire. combinarono una gita per il fine settimana. 4 Fare. ~ concludere. non combinerai nulla nella vita se non diventi pi¨ realista. 5 Contrattare 
v. intr. Corrispondere. 
v. intr. pron. 1 Trovarsi d'accordo. ~ intendersi. i loro caratteri si combinano perfettamente. 2 Capitare, essere fortunato e non. 3 Amalgamarsi. ~ unirsi. i colori di giacca e pantaloni si combinavano bene. 
 X   v. tr. 1 to combine. 2 (mescolare colori) to match up. 3 (organizzare) to arrange. 4 (fare, concludere) to do, to conclude. v. intr. pron. to get oneself up. 
 @   lat. combinare, comp. da cum con + deriv. da bini due a due. 

\combinat, sm. invar. Forma italianizzata della parola russa kombinat. 

\combinàta, sf. Nello sci, competizione che comprende diverse specie di prove. 

\combinàto, agg. 1 Messo insieme. 2 Fatto, concluso d'accordo con altri. 

\combinatóre, agg. e sm. (f.-trìce) agg. Che combina. 
sm. 1 Chi combina. 2 Apparecchio per mezzo del quale si possono effettuare collegamenti di varie specie. 

\combinatòrio, agg. Che è basato sulla combinazione di vari elementi. 

\combinazióne, sf. 1 Unione di cose diverse. 2 Serie di numeri che, ordinata nel modo giusto, garantisce l'apertura di lucchetti, casseforti e simili. 3 Reazione. ~ sintesi. 4 Ciascuno dei raggruppamenti che si possono fare con un certo numero di oggetti. 5 Caso fortuito. 6 Tipo di sottoveste femminile. 7 Tuta a chiusura lampo, indossata da aviatori e operai. 
 X   sf. 1 coincidence, combination. 2 (cassaforte) combination. 3 (caso) chance, coincidence. 
In spettroscopia è il principio in relazione al quale le frequenze presenti negli spettri di sostanze sono date dalla differenza di altre due dello stesso spettro. 
In matematica è un raggruppamento di k elementi, tra n disponibili.   +  
Combinazione chimica 
Composto chimico regolato da una serie di leggi, fondamentale nella teoria atomica della chimica, quale la legge delle combinazioni chimiche di Proust (ogni composto chimico contiene elementi disposti secondo rapporti definiti); la legge di Dalton delle proporzioni multiple (elementi che si combinano tra loro in base a rapporti diversi, ma con la stessa quantità); la legge di Gay-Lussac sulle combinazioni gassose (due gas si combinano e il rapporto dei loro volumi è uguale a quello del composto formatosi); il principio di Avogadro (volumi uguali di gas contengono lo stesso numero di molecole). 
Combinazione genetica 
Insieme di geni, localizzabili in una generazione, derivanti dalla stessa coppia, differenti da un individuo all'altro. 
Combinazione lineare 
Espressione ottenuta sommando algebricamente più espressioni, ciascuna delle quali moltiplicabile a sua volta per un coefficiente numerico. 

\combine, sf. invar. Accordo illecito con il quale viene stabilito in anticipo il risultato di un incontro sportivo. 

\combìno, sm. Accordo, stratagemma segreto mirante a combinare un incontro amoroso. 

\cómbo, sm. invar. 1 Riunione di due o più fotografie in una. ~ fotomontaggio. 2 Complesso jazz di quattro o cinque elementi. 

\Combretàcee Famiglia tropicale di piante legnose dell'ordine delle Mirtali. 

\combrìccola, sf. 1 Gruppo di persone che si riuniscono per compiere azioni poco chiare e lecite. ~ congrega, cricca. 2 Gruppo di amici, specialmente allegri. ~ ghenga. 

\comburènte, agg. e sm. Chi, che permette o mantiene la combustione. 

\combùrere, v. tr. Bruciare. ~ ardere. 

\combustìbile, agg. e sm. Sostanza liquida, solida o gassosa che produce reazioni di combustione, associandosi con l'ossigeno. 
 X   agg. combustible. sm. fuel. 
I combustibili si differenziano in artificiali (coke, carbone da legna); liquidi naturali (petrolio, bitume); liquidi artificiali (benzina e distillati del petrolio); gassosi naturali (metano); gassosi artificiali (gas illuminanti, gas d'acqua). Il grado di combustione varia in relazione alla mescolanza con l'aria; molto buona è quella dei gas. I combustibili liquidi vengono impiegati nei motori a combustione interna; quelli solidi vengono trasformati in gassosi e liquidi. 
Combustibile nucleare 
Materiale formato da isotopi di elementi naturali o artificiali che, in una reazione nucleare, rilasciano notevoli quantità di energia, divenendo isotopi di elementi più leggeri (reazione di fissione) o più pesanti (reazione di fusione). 

\combustibilità, sf. Attitudine di un corpo a bruciare. 

\combustióne, sf. 1 Fenomeno chimico in cui un corpo reagisce con una sostanza ossidante. 2 Incendio. 3 Agitazione trambusto. mettere in combustione, creare subbuglio. 
 @   lat. combustio,-onis, deriv. da combustus, p.p. di comburere bruciare. 

\combùsto, agg. Bruciato. ~ arso. <> bagnato. 

\combustóre, sm. Vano in cui avviene la combustione negli endoreattori. 

\combùtta, sf. Gruppo di persone aventi gli stessi scopi, specialmente illeciti ed equivoci. 
 X   sf. in league. 

\come, avv., cong. e sm. avv. 1 Nel modo che, alla maniera di  faccio come faresti tu;  dorme come un ghiro. 2 In qualità di.  ti parlo come amico 3 In qual modo, in qual maniera.  come dobbiamo fare? 4 Il modo, la maniera in cui.  ecco come devi fare. 5 Quanto, in proposizioni esclamative e interrogative.  come sei brutto! 6 Per esprimere meraviglia o sdegno.  come?!
cong. 1 Che, in quale modo.  dimmi come devo fare. 2 Introduce una preposizione comparativa.  ha sofferto come hai sofferto tu. 3 Quando, appena che.  come me ne sono accorto sono andato via.
sm. Modo. ~ maniera. voleva sapere tutti i come e tutti i perchÚ del caso
 X   avv. 1 as. 2 (interrogativo) how. 3 (somiglianza) like. 4 (somigliante a) such as, like. cong. 1 (se) as if. 2 (appena) as soon as. 
 @   lat. quomo, da quomodo in quel modo. 

\Come eravamo Film commedia, americano (1973). Regia di Sydney Pollack. Interpreti: Barbra Streisand, Robert Redford, Viveca Lindfors. Titolo originale: The Way We Were 

\Come in uno specchio Film drammatico, svedese (1961). Regia di Ingmar Bergman. Interpreti: Harriet Andersson, Gunnar Björnstrand, Max von Sydow. Titolo originale: Sasom i en spegel 

\Come le foglie Commedia di G. Giacosa (1900). 

\Come nasce un sogno d'amore Saggio di M. Melandri (1988). 

\Come prima, meglio di prima Dramma di L. Pirandello (1920). 

\Come sposare un milionario Film commedia, americano (1953). Regia di Jean Negulesco. Interpreti Marilyn Monroe, Lauren Bacall, Betty Grable. Titolo originale: How to Marry a Millionaire 

\Come tu mi vuoi Dramma di L. Pirandello (1930). 

\Come vi piace Commedia in cinque atti di W. Shakespeare (1599-1600). Il duca Federico mette al bando il governatore legittimo, che si rifugia nella foresta di Arden, una sorta di mondo pastorale separato dalla reltà consueta, nel quale trovano asilo i perseguitati come Orlando, Rosalind, Celia, il buffone Touchstone, Jacques. Solo Jaques con il suo umore malinconico getta un'ombra sulla serenità pastorale della commedia. La conclusione è lieta: l'usurpatore si pente, il duca legittimo ritorna sul trono. La fonte della vicenda è il romanzo pastorale Rosalynde (1590) di Thomas Lodge. 

\comecché, o cóme che o comeché, cong. Benché. ~ sebbene. 

\Comecon Organizzazione, costituita nel 1946 da URSS, Bulgaria, Cecoslovacchia, Romania, Ungheria e Albania, per favorire la collaborazione economica tra gli stati membri e lo sviluppo per gli stati a economia pianificata. A questi stati originari, si aggiunsero altri paesi, quali il Viet Nam, Cuba, la Mongolia, la ex RDT. Venne sciolta, in seguito alla crisi politica di molti stati socialisti, nel 1991. La sede ufficiale era a Mosca. 

\comedie-ballet, sf. invar. Genere teatrale francese creato da Molière, caratterizzato da intermezzi musicali e parti danzate. 

\comedóne, sm. Cisti cornea contenente stafilococchi e acnobacilli che si forma nello sbocco di una ghiandola sebacea e appare sulla pelle specialmente sul viso come un punto nero. 

\Comegliàns Comune in provincia di Udine (738 ab., CAP 33023, TEL. 0433). 

\Comèlico Superióre Comune in provincia di Belluno (2.854 ab., CAP 32040, TEL. 0435). 

\Comencìni, Luìgi (Salò 1916-Roma 2007) Regista italiano. Esordì nel 1949 con Proibito rubare. Nel 1953 girò in Svizzera Heidi e si affermò definitivamente con Pane, amore e fantasia. Altre opere Pane, amore e gelosia (1954), La ragazza di Bube (1963), Incompreso (1966), Le avventure di Pinocchio (1972), Cercasi Ges¨ (1981) e Marcellino pane e vino (1991). 

\Comènio (Nivnice, Moravia 1592-Amsterdam 1670) Jan Amos Komensky detto Comenio. Pedagogista ceco in lingua latina. Allo scoppio della guerra dei trent'anni, venne esiliato e condusse una vita errante per l'Europa (Polonia, Svezia, Ungheria e Amsterdam). Tra le opere Scuola materna (1628-1632), Didactica magna (1627), Janua linguarum reserata (1631), Methodus linguarum novissima (1643-1648) e Orbis sensualium pictus (1654). Gli interessi di Comenio sono concentrati sull'educazione, dalla pedagogia dell'infanzia allo studio delle lingue e alla riforma generale dell'educazione. Comenio mosse da due principi fondamentali: la perfettibilità dell'uomo e il valore di una retta educazione. Con una visione lungimirante, egli ipotizzò una formazione articolata in quattro cicli da sei a venticinque anni, con lo scopo di realizzare il più alto grado di umanità. 

\Comèrio Comune in provincia di Varese (2.353 ab., CAP 21025, TEL. 0332). 

\cométa, sf. 1 Corpo celeste ruotante attorno al Sole. 2 Aquilone. 
 X   sf. comet. 
 @   lat. cometes, dal greco kometŔs, deriv. da k˛me chioma. 
La cometa differisce dai pianeti per la dimensione, per le caratteristiche fisiche e per l'orbita che descrive; queste ultime possono essere ellittiche, paraboliche o iperboliche. È formata da un nucleo, di circa 10 km di diametro, di ammoniaca, ossido di carbonio, anidride carbonica allo stadio solido, mischiati a polveri che, a causa delle radiazioni solari, sublimano conferendo alla cometa la caratteristica coda. Prima che si formi la coda, la sublimazione degli elementi cometari forma la chioma luminosa e globulare. La coda si sviluppa in prossimità del Sole a causa della pressione del vento solare sulle particelle e i gas dispersi dalla cometa: la coda è diretta sempre in senso opposto al Sole. La cometa si muove intorno al Sole, disegnando orbite ellittiche tali da avere perielio vicino al Sole (meno di 1 ua) e afelio lontano; il periodo di rivoluzione può variare da qualche anno a milioni di anni. Si parla di comete a lungo periodo proprio perché il tempo di rivoluzione è superiore a 200 anni; esse possono trasformarsi in comete a breve periodo per la cattura da parte di un pianeta, che trasforma con le proprie perturbazioni gravitazionali un'orbita ellittica allungata in una a bassa eccentricità. Le comete si originano da una regione sferica, lontana tra 50.000 e 100.000 ua (nube di Oort), contenente 1012 comete, alcune delle quali verrebbero spinte nell'orbita solare per la forza impressa dalle stelle vicine. La cometa più nota è quella di Halley (periodo settantasei anni; prossimo passaggio al perielio 2062). 

\cometàrio, agg. Che si riferisce alle comete. 

\Comezzàno-Cizzàgo Comune in provincia di Brescia (2.266 ab., CAP 25030, TEL. 030). 

\comfort, sm. invar. L'insieme delle comodità offerte agli occupanti di un'abitazione o di un mezzo di trasporto. ~ agio, comodità. <> disagio, scomodità. 

\Comfort, Alexander (Londra 1920-South Northamptonshire 2000) Scrittore inglese. Oltre alla propria professione di insegnante di fisiologia e ricercatore scientifico presso il London Hospital, si è attivamente dedicato alla produzione letteraria. I suoi interessi spaziano dall'analisi delle problematiche sociali contemporanee (Arte e responsabilitÓ sociale, 1946, e Lo schema del futuro, 1949), alla poesia (Una ghirlanda per i vivi, 1942, e Insieme, 1974), alla narrativa (Il fiume d'argento, 1936, L'albero delle mandorle: una leggenda, 1942, La centrale elettrica, 1945, Niente da questo lato, 1952, e Vieni fuori a giocare, 1961). 

\Comi Repubblica autonoma (1.228.000 ab.) della Russia, capoluogo Syktyvkar. 

\comiàagi, o comitàci Nome dato, all'inizio del XX sec., ai membri dei comitati di agitazione macedoni in lotta a favore della causa nazionale contro il dominio turco. 

\comic, sm. invar. Fumetto. 

\còmica, sf. Breve film di carattere comico o farsesco tipico del cinema muto. 

\comicaménte, avv. In modo comico. ~ umoristicamente, ridicolmente. 

\Comiche 2, Le Film commedia, italiano (1991). Regia di Neri Parenti. Interpreti: Paolo Villaggio, Renato Pozzetto. 

\Comiche, Le Film commedia, italiano (1990). Regia di Neri Parenti. Interpreti: Paolo Villaggio, Renato Pozzetto, Fabio Traversa. 

\Còmici, Emìlio (Trieste 1901-Selva di Val Gardena 1940) Alpinista. Scalò la Sorella di Mezzo del Sorapiss (1929) e la parete N della Cima Grande di Lavaredo (1933). 

\comicità, sf. Qualità di comico. ~ umorismo, spirito. 

\còmico, agg. e sm. agg. 1 Che è proprio della commedia. ~ buffo, burlesco. dirigeva una compagnia comica, di attori di commedia. 2 Che fa ridere. ~ divertente, umoristico, ridicolo. <> serio, impegnato. interpreta un personaggio comico
sm. 1 Attore che interpreta parti comiche. ~ maschera, mimo. Tot˛ Ŕ stato un grande comico del nostro cinema. 2 Scrittore di commedie. ~ umorista. 3 Comicità. 4 Aspetto esilarante. il comico della situazione stava nella sua espressione buffa e meravigliata. 
 X   agg. funny, comical. sm. (attore) comic actor, comedian. 
 @   lat. comicus, dal greco komik˛s

\comics, sm. invar. ved. "fumetto" 

\Comignàgo Comune in provincia di Novara (765 ab., CAP 28060, TEL. 0322). 

\comìgnolo, sm. 1 Parte della canna fumaria che esce dallo spiovente del tetto. ~ fumaiolo, ciminiera, camino. 2 Linea più alta del tetto, spiovente da due o più parti. 
 X   sm. chimneypot, chimney top, chimney-stack. 
 @   lat. culmineum, deriv. da culmen,-inis sommità. 

\Comilla Città (126.000 ab.) del Bangladesh, nella divisione di Dhaka. 

\cominciaménto, sm. Atto, effetto del cominciare, inizio. 

\cominciàre, v. v. tr. Dare principio, inizio. ~ avviare. <> concludere. 
v. intr. Avere inizio. ~ iniziare. <> finire. 
 X   v. tr. e intr. to start, to begin. 
 @   lat. cominitiare, comp. da cum + initiare. 

\comìno, sm. Altra denominazione del cumino. 

\Còmiso Comune di Ragusa (28.000 ab., CAP 97013, TEL. 0932) alle pendici dei monti Iblei. Sviluppata è l'agricoltura (viti, olivi, mandorli) e l'industria alimentare, cartaria e del legno. Sono presenti alcuni resti di terme romane, la chiesa di San Francesco e il castello. 

\Comìsso, Giovànni (Treviso 1895-1969) Scrittore. Tra le opere Gente di mare (1928) e Giorni di guerra (1930). 

\COMIT Sigla di Banca Commerciale Italiana. 

\comitàle, agg. Di, da conte. 

\comitàto, sm. Cerchia ristretta di persone, investite da altre della responsabilità di tutelare alcuni interessi e svolgere alcune funzioni, prestare soccorso, fare beneficenza o promuovere opere pubbliche (feste, mostre). ~ collegio, commissione. 
 X   sm. board, committee. 
Comitato civile 
Organizzazione politica e propagandistica cattolica. Raggiunse il livello politico più elevato sotto la guida di L. Gedda e l'azione di propaganda di padre Lombardi, durante la campagna elettorale per le elezioni politiche del 1948, che videro il successo della Democrazia Cristiana. 
Comitato di liberazione nazionale 
Organizzazione politica italiana fondata dalle forze antifasciste per combattere i fascisti a fianco dei partigiani e liberare l'Italia dall'occupazione nazista. Il primo CLN fu costituito a Milano nel 1943 da esponenti del partito comunista, socialista, democristiano e liberale. Venne guidato da Parri e fu investito dal comitato centrale dei poteri di governo straordinario dell'alta Italia (CLNAI). 
Comitato di salute pubblica 
Durante la rivoluzione francese, organo creato dalla Convenzione (1793) su proposta dei montagnardi, per svolgere funzioni militari e di controllo sull'operato del consiglio esecutivo. Composto da dodici membri, divenne alla fine organo dittatoriale dell'assemblea. Organizzò la rivolta generale, la leva di massa e assunse il controllo dell'economia grazie alla requisizione e al dominio esercitato sul territorio. Fu guidato fin dal luglio del 1793 da C. J. Danton e in seguito da M. de Robespierre, G. Conthon e L. A. L. Saint Just. Dopo la promulgazione della legge del Grande Terrore (1794), si verificarono alcune scissioni interne che, guidate da Carnot, avallarono la reazione del nono termidoro 1794. L'anno seguente venne sciolto. 
Comitato di sicurezza generale 
Organo creato dalla Convenzione (1792) durante la rivoluzione francese, composto da dodici membri; esso doveva svolgere compiti politici e di organizzazione della giustizia. Importante fu il suo ruolo nella caduta di Robespierre. 
Comitato interministeriale 
Organo formato da vari ministri per coordinare e svolgere funzioni governative relative alle responsabilità dei vari dicasteri. Tra i più importanti il CIP (Comitato Interministeriale Prezzi), creato nel 1944 per fissare i prezzi massimi di beni e servizi e stabilire i prezzi amministrativi; il CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) istituito nel 1967 per coordinare le scelte di politica economica tra i ministri e le autorità competenti italiane e i rapporti economici tra l'Italia e gli altri paesi della CEE; il CIPI (Comitato Interministeriale per il coordinamento della Politica Industriale), istituito nel 1977 all'interno del CIPE al fine di consentire una gestione generale della politica economica nazionale e agevolare l'ammodernamento del sistema industriale italiano. 

\Comitìni Comune in provincia di Agrigento (1.046 ab., CAP 92020, TEL. 0922). 

\comitìva, sf. 1 Gruppo di persone che si riuniscono per una gita o per una festa. ~ combriccola, compagnia. 2 Seguito di un personaggio. 
 X   sf. group, party. 
 @   deriv. dal lat. tardo comitivus. 

\comiziàle, agg. Di, da comizio. 

\Comiziàno Comune in provincia di Napoli (2.009 ab., CAP 80030, TEL. 081). 

\comiziànte, sm. e sf. Chi partecipa a un comizio. 

\comìzio, sm. 1 Nell'antica Roma, assemblea popolare convocata dai supremi magistrati. 2 Riunione pubblica, specialmente all'aperto, in cui uno o più oratori espongono i programmi di un partito, di un sindacato, e simili. ~ convegno, raduno. 
 X   sm. assembly, meeting. 
 @   lat. comitium assemblea. 

\Comm Sigla di Commendatore. 

\còmma, sm. (pl.-i) 1 Capoverso di un articolo di legge, di un contratto o altro redatto in articoli. 2 Misura acustica corrispondente a un piccolo intervallo tra una nota e l'altra. 3 Parte di un periodo compreso tra due virgole. 
In musica è l'intervallo molto piccolo in eccesso nella frequenza di due suoni quasi uguali, ottenibile nella sovrapposizione di dodici quinte naturali; serve per ricondurre il sistema pitagorico a quello tonale. 

\Comma 22 Romanzo di J. Heller (1961). 
Comma 22 
Film commedia, americano (1970) . Regia di Mike Nichols. Interpreti: Alan Arkin, Martin Balsam, Orson Welles. Titolo originale: Catch 22 

\commàndo, sm. invar. Reparto di pochi soldati incaricato di missioni speciali e di sorpresa. 
 X   sm. invar. commando. 

\Commando Film d'avventura, americano (1985). Regia di Mark L. Lester. Interpreti: Arnold Schwarzenegger, Rae Dawn Chong, James Olson. Titolo originale: Commando 

\commèdia, sf. 1 Componimento teatrale a lieto fine. 2 Finzione. ~ ipocrisia. 3 Scena comica. <> tragedia. 4 Nel medioevo, componimento letterario di stile tra il tragico e l'elegiaco. 
 X   sf. 1 comedy. 2 (teatrale) play. 
Rappresentazione teatrale, caratterizzata dal lieto fine, personaggi comuni e socialmente modesti o, se di alto rango, derisi e analizzati nella loro quotidianità. Per tali elementi, la commedia si differenzia dalla tragedia. La sua origine va ricercata nell'antica Grecia, alle feste celebrate in onore di Dioniso (486 a. C.). Le sue caratteristiche fondamentali, rappresentate da Aristofane, sono la satira di personaggi e di avvenimenti sociali, politici, letterari e filosofici. Molto importante è il coro, formato da voce guida solista e gruppo di voci (canti fallici). La prima forma di commedia è la farsa, scambio di battute improvvisate, che si sviluppò in Grecia e dalla quale, alla fine del 500 a. C., derivò la commedia attica antica, ritenuta di second'ordine. La sua struttura le venne data prendendo modelli dalla tragedia e dal dramma satiresco. In essa coesistono motivi narrativi e agoni dialogici farseschi; il coro si rivolge direttamente al pubblico. L'esempio più importante è costituito dalle undici commedie di Aristofane, i cui elementi più importanti sono l'improvvisazione, l'invenzione di un personaggio opposto alla comunità, comicità totale, trame fantastiche. A partire dalle commedie di Menandro, si scopre una nuova comicità, che sarà la base per il teatro d'élite latino ed europeo. La satira diventa parodia, i personaggi sono fissi così come la trama, si pone attenzione all'assetto psicologico, sparisce il coro e la vicenda si struttura in atti. Le rappresentazioni non avvengono più nell'agorà ma in casa. Si tratta di un'evoluzione radicale, accompagnata agli stravolgimenti storici verificatisi con la crisi della polis greca e la fine della sua libertà politica (IV sec. a. C.). Il teatro diventa luogo di divertimento e di riflessione dell'individuo su se stesso. 
La commedia latina è di derivazione greca, anche se a Roma era già presente con qualche spettacolo comico (l'atellana); si divideva in palliata (argomenti greci) e togata (situazioni italiche). Gli esponenti principali dell'uno e dell'altro tipo di commedia furono Afranio, Plauto e Terenzio. Mentre Plauto concepiva il teatro ancora come genere popolare, Terenzio lo considerava attività di riflessione e di diffusione di messaggi di comprensione per gli uomini. Con il passare degli anni l'elemento comico si ridusse sempre di più a elemento popolaresco e improvvisazione, fino a essere osteggiato dalla chiesa. Sopravvisse solo nelle piazze e nelle strade, ove si possono rintracciare le origini della commedia dell'arte. 
Come forma teatrale, sorta in Italia nella seconda metà del Cinquecento, diffusasi poi in tutta Europa fino al Settecento, fu caratterizzata da attori professionisti che improvvisavano su un canovaccio concordato (scenario). Per la mancanza del testo scritto, l'attenzione del pubblico era catturata dalla tecnica di recitazione e dalla capacità degli attori; l'azione comica divenne fondamentale, mentre i personaggi venivano caratterizzati da maschere (il servo Arlecchino; il dottor Balanzone e il vecchio Pantalone). Ciascuna commedia assunse caratteristiche nazionali, con esiti diversi, arricchendosi di elementi avventurosi e fiabeschi (Shakespeare) e realistico sociali (Molière). In Italia massimo esponente fu Goldoni. Nel Settecento nacque il teatro comico realistico (commedia di costume), che determinò lentamente la scomparsa della differenza tra teatro comico e tragico. Le pièces dei romantici e dei veristi non hanno più nulla di comico; il teatro diventa, con il verismo, rappresentazione della vita quotidiana, spesso spietata (L. Pirandello, S. Beckett, G. B. Shaw, A. P. Cechov). 

\Commedia degli errori, La Commedia di W. Shakespeare (1592-1593). 

\Commedia delle Ninfe ved. "Ninfale d'Ameto" 

\Commedia umana, La Ciclo di romanzi di H. de Balzac (1830-1847). La Commedia umana è il titolo collettivo dato nel 1841 all'insieme dei romanzi che l'autore si proponeva di scrivere per descrivere compiutamente la società del suo tempo. Una trovata geniale di Balzac fu quella di collegare unitariamente le varie opere facendo ricomparire gli stessi personaggi e ambienti in libri successivi. I volumi scritti da Balzac sono più di 90 suddivisi in Studi di costume (Scene della vita privata, di provincia, parigina, politica, militare e di campagna), Studi filosofici e Studi analitici. Lo scopo dell'autore, illustrato nella prefazione dell'opera, era quello di presentare l'umanità come una specie sociale influenzata dall'ambiente e riaffermare la necessità di ordine spirituale e politico. Balzac morì a soli 51 anni, esaurito da un'attività prodigiosa, senza aver potuto completare il suo progetto grandioso. Il romanziere aveva vissuto tanto intensamente nell'universo creato dalla sua immaginazione che si dice che sul letto di morte abbia chiamato Horace Blanchon, l'illustre medico della Commedia umana. Due dei più noti romanzi della serie sono EugÚnie Grandet (1833) e PapÓ Goriot (1834-35). Le opere di Balzac sono ritenute modelli di realismo, anche se contengono elementi romantici e melodrammatici. 

\commediànte, sm. e sf. 1 Attore di commedie e drammi. ~ teatrante. 2 Persona simulatrice. ~ ipocrita. 
 X   sm. third-rate actor. sf. 1 third-rate actress. 2 (persona che simula) sham. 

\Commediette di Ponza Opera di poesia di I. L. de Mendoza marchese di Santillana (1444). 

\commediògrafo, sm. Autore di commedie. 

\Commelinàcee Famiglia di piante appartenenti all'ordine delle Enantioblaste, si trova nei paesi caldi. 

\commemoràbile, agg. Degno di commemorazione. 

\commemoràre, v. tr. Ricordare solennemente una persona o un avvenimento. ~ rievocare. 
 X   v. tr. to commemorate. 
 @   lat. commemorare. 

\commemoratìvo, agg. Fatto per commemorare. 

\commemorazióne, sf. 1 Atto, effetto del commemorare. 2 Ricordo di una festa legata a Santi, che si introduce nella Messa. 
 @   lat. commemoratio,-onis. 

\commènda, sf. 1 Donazione dell'uso di un beneficio ecclesiastico vacante a sacerdote o laico, che non ne divengono titolari e lo conservano a vita. 2 Titolo di commendatore. 

\commendàbile, agg. Degno di essere commendato. 

\commendàre, v. tr. 1 Lodare. ~ approvare. 2 Raccomandare. 

\commendatàrio, agg. e sm. Che, chi è titolare di una commenda ecclesiastica. 

\commendatìzio, agg. Che raccomanda. 

\commendatóre, sm. 1 Grado di alcuni ordini cavallereschi. 2 Chi commenda, chi loda. 

\commendévole, agg. Degno di lode. 

\commensàle, sm. e sf. Chi mangia alla stessa tavola. ~ convitato, convittore. 
 @   lat. mediev commensalis, comp. da cum con + deriv. da mensa tavola. 

\commensalìsmo, sf. Associazione tra animali in cui uno ricava benefici mentre l'altro non viene né danneggiato né avvantaggiato. 

\commensuràbile, agg. Detto di due grandezze omogenee, tali che esista un sottomultiplo dell'una che sia sottomultiplo anche dell'altra. ~ confrontabile. <> incommensurabile. 

\commensurabitità, agg. Qualità dell'essere commensurabile. <> incommensurabilità. 

\commensuràre, v. tr. Commisurare. 

\commentàre, v. tr. 1 Esprimere giudizi su qualcosa. ~ criticare. 2 Spiegare, illustrare per mezzo di un commento. ~ delucidare, chiarire. 
 X   v. tr. 1 to comment on. 2 (testo) to annotate. 
 @   lat. commentari, comp. da com-+ deriv. da mens,-entis mente. 

\Commentari Opera di filosofia e teologia di G. Duns Scoto (XIII-XIV sec.). 

\commentàrio, sm. 1 Commento erudito a opera letteraria. 2 Memoria storica o letteraria di persona che ebbe parte negli avvenimenti narrati o scritti. 

\commentatóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi commenta alla radio o sui giornali avvenimenti di attualità. ~ speaker, opinionista. 2 Chi annota un testo. ~ critico. 
 X   sm. commentator. 

\comménto, sm. 1 Esposizione riassuntiva, correlata da giudizi critici, di un avvenimento. ~ considerazione. stava esponendo con chiarezza un commento critico al testo. 2 Insieme delle note esegetiche che spesso corredano un testo. ~ spiegazione. 3 Nota di lunghezza variabile nella quale un giornale esprime la propria opinione su certi fatti. ~ opinione. 4 Parere individuale. i commenti negativi sul fatto si sprecavano
 X   sm. 1 comment, commentary. 2 (opinione) remark, comment. 
 @   lat. commentum

\commerciàbile, agg. Idoneo a essere messo in commercio. 

\commerciabilità, sf. L'essere commerciabile, l'essere utilizzabile in campo commerciale. 

\commerciàle, agg. 1 Del commercio. la ditta disponeva di un ufficio commerciale che si sarebbe occupato della faccenda. 2 Di qualità comune. 3 Di opera che non presenta velleità artistiche, ma solo interessi di botteghino. Ŕ un autore che produce ormai solo musica commerciale
 X   agg. trade, trading, commercial, business. 

\commercialìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) 1 Laureato in scienze economiche ed esercita la libera professione. ~ fiscalista. 2 Avvocato specialista in diritto commerciale. 
 X   sm. business consultant. 

\commercializzàre, v. tr. Rendere più facilmente vendibile una merce anche rischiando di diminuirne il valore. 
 X   v. tr. to market. 

\commercializzazióne, sf. Il commercializzare, l'essere commercializzato. 

\commercialménte, avv. Da un punto di vista commerciale. 

\commerciànte, sm. e sf. Chi, professionalmente, esercita il commercio. ~ negoziante. <> cliente. 
 X   sm. trader, dealer. 

\commerciàre, v. v. tr. Mettere in commercio. ~ vendere. 
v. intr. Esercitare il commercio. ~ barattare, smerciare. 
 X   v. intr. to deal, to trade. 
 @   lat. tardo commerciari, deriv. da commercium. 

\commèrcio, sm. 1 Attività economica fondata sullo scambio di merce con altra merce di valore equivalente o con denaro. ~ compravendita, traffico. 2 Relazione. ~ rapporto. 
 X   sm. trade, commerce. 
 @   lat. commercium mercanzia. 
Grazie al commercio si ha lo scambio delle merci dalla produzione al dettaglio attraverso i canali di distribuzione. Si chiama commercio interno se si svolge tra soggetti operanti all'interno di uno stato, o commercio estero se si svolge fra più stati. Il commercio interno si divide in commercio al dettaglio e all'ingrosso. 
Commercio al dettaglio 
Vendita al consumatore finale di prodotti di largo consumo da parte di grossisti e rivenditori. 
Commercio all'ingrosso 
Acquisto di merci da produttori o agricoltori e rivendute ad altre aziende o commercianti. Il commercio estero si divide in commercio d'importazione e d'esportazione. Le importazioni nascono dalla domanda di merci estere da parte di operatori nazionali. Le esportazioni nascono dalla domanda di merci nazionali da parte di operatori stranieri. 
Ministero del commercio con l'estero. 
Ministero costituito nel 1847 che si occupa del controllo delle attività internazionali del commercio italiano e promuove gli scambi con l'estero. 

\commèssa, sf. 1 Chi è addetta alla vendita in un negozio. 2 Ordinazione di un insieme di beni da produrre o procurare e il valore di tali beni. 
 X   sf. 1 shop assistant. 2 (ordinazione) order. 

\Commessàggio Comune in provincia di Mantova (1.160 ab., CAP 46010, TEL. 0376). 

\commésso, agg. e sm. agg. Fatto. ~ compiuto. 
sm. 1 Addetto a una bottega, a un negozio. ~ dipendente. <> padrone, proprietario. 2 Impiegato subalterno di amministrazione pubblica o privata, specialmente avente commissioni di fiducia. ~ garzone. 
 X   sm. 1 shop assistant. 2 (viaggiatore) travelling salesman, commercial traveller. 
 @   lat. commissus, p.p. di committere commettere. 

\commessùra, sf. 1 Atto, effetto del mettere insieme più parti. 2 Nel sistema nervoso il termine indica un fascio di fibre che uniscono due centri nervosi attraversando la linea mediana. 

\commestìbile, agg. e sm. agg. Che si può mangiare. ~ alimentare, mangiabile. <> incommestibile. 
sm. Al plurale, generi alimentari. ~ cibi, derrate. 
 X   agg. eatable, edible. sm. pl. foodstuffs. 
 @   lat. tardo commestibilis, deriv. da comedere mangiare. 

\comméttere, v. v. tr. 1 Mettere insieme due o più cose in modo che combacino. ~ congiungere. 2 Fare, compiere azioni specialmente non buone. ~ perpetrare. 3 Affidare. ~ delegare. 4 Dare ordine di fare qualcosa. ~ richiedere, commissionare. 
v. intr. Combaciare. ~ collimare. 
v. rifl. Affidarsi. ~ rimettersi. 
 X   v. tr. to commit. 
 @   lat. committere. 

\commettitùra, sf. Atto, effetto del mettere insieme più parti. 

\Commezzadùra Comune in provincia di Trento (906 ab., CAP 38020, TEL. 0463). 

\commiàto, sm. 1 Permesso di allontanarsi, partire. ~ congedo. <> accoglienza. 2 Parte finale della canzone nella quale il poeta presenta o manda il suo componimento. ~ congedo. 
 X   sm. leave-taking. 
 @   lat. commeatus,-us, deriv. da commeare partire. 

\commilitóne, sm. Compagno d'armi. ~ camerata. 

\comminàre, v. tr. Stabilire una sanzione per i trasgressori di una legge. 
 X   v. tr. to threaten, to inflict. 
 @   lat. comminari, comp. da com-+ minari minacciare. 

\comminatòria, sf. Condanna pecuniaria data a un debitore, moroso, di una prestazione consistente nella sua attività. 

\comminatòrio, agg. Che minaccia una pena. 

\comminazióne, sf. Atto, effetto del comminare. 
 @   lat. comminatio,-onis. 

\comminùto, agg. Detto di frattura con più di due frammenti ossei. 

\comminuzióne, sf. 1 Frantumazione del minerale grezzo per arricchirlo della parte utile. 2 Frattura di un osso in più frammenti. 

\commiphora, sf. Genere di alberi o arbusti della famiglia delle Burseracee, comprendente la Commiphora myrra, dalla quale si ricava la mirra. Presente in Asia tropicale e Africa. 

\commiseràbile, agg. Che si può o si deve commiserare. 

\commiseràndo, agg. Che merita commiserazione. 

\commiseràre, v. tr. Provare compassione per qualcuno o qualcosa. ~ compatire. 

\commiseratóre, sm. Chi commisera. 

\commiserazióne, sf. Sentimento di chi commisera. ~ compassione. 

\commiserévole, agg. Che si può o si deve commiserare. 

\commissariàle, agg. Di commissario. 

\commissariaménto, sm. Il commissariare, l'essere commissariato. 

\commissariàre, v. tr. Preporre un commissario all'amministrazione di un ente o di un'impresa. 

\commissariàto, sm. 1 Ufficio del commissario. 2 Complesso di commissari istituto per competenze speciali. 
 X   sm. police station. 

\commissàrio, sm. 1 Chi, specialmente in durata temporanea, è delegato di svolgere funzioni che spetterebbero a un organo collegiale. il commissario prefettizio gestiva l'amministrazione comunale, in attesa delle elezioni. 2 Incaricato di determinate funzioni. 3 Membro di una commissione. il commissario di matematica era solito porre delle domande impegnative ai candidati
 X   sm. 1 commissioner. 2 (di pubblica sicurezza) police superintendent. 3 (membro di una commissione) member of a committee. 
 @   lat. commissarius, deriv. da commissus, p.p. di committere affidare. 

\commissionàre, v. tr. Commettere. ~ ordinare. 

\commissionàrio, agg. e sm. agg. Che esegue operazioni per conto del committente. 
sm. Chi pratica la compravendita di titoli su commissione. 
 X   sm. agent, broker. 
 @   deriv. da commissione. 

\commissióne, sf. 1 Incarico da svolgere per conto di terzi. ~ compito. 2 Ordinazione di merce. ~ ordine. 3 Al plurale, acquisti, incombenze varie. 4 Gruppo di persone qualificate alle quali è affidato un incarico pubblico. ~ delegazione. 5 Provvigione. ~ percentuale. 
 X   sf. 1 errand. 2 (compito, incarico) commission. 3 (provvigione) fee, commission. 4 (comitato) committee. 5 (ordinazione) order. 
 @   lat. tardo commissio,-onis incarico. 
Mandato senza rappresentanza, nel quale chi agisce lo fa in nome suo, ma ha l'obbligo di procurare vantaggio a colui per il quale lavora. È previsto il pagamento di una provvigione, oltre al compenso nel caso di buona riuscita dell'affare. 
Commissione bicamerale 
Commissione formata da un numero paritario di membri delle due camere, con il compito di indagare su particolari fenomeni oppure elaborare proposte di riforma su materie specifiche. 
Commissione interna 
Organo collegiale eletto dai lavoratori di un'impresa, affinché vengano garantiti i loro interessi. 
Commissione parlamentare 
Organo parlamentare, presente in ogni camera, che svolge compiti di preparazione dei dibattiti generali su proposte di legge, in sede referente, oppure di approvazione delle proposte di legge già formulate in sede legislativa. 

\commissòrio, agg. Si dice del patto col quale il creditore convenga di acquisire la proprietà del bene del debitore che già sia in suo possesso. 

\commissùra, sf. 1 Incastro. 2 In anatomia struttura anatomica che collega i bordi di una fessura. 3 Fascio nervoso che collega due parti simmetriche dei centri nervosi encefalici. 

\commissuràle, agg. Che determina l'unione mediante commisura. 

\commissurotomìa, sf. Incisione chirurgica di una qualsiasi commisura. 

\commistióne, sf. Mescolanza. ~ unione. 

\commìsto, agg. Mescolato insieme. ~ unito. <> separato. 

\commistùra, sf. Mescolanza. 

\commisuràre, v. tr. Misurare qualcosa in base a un'altra. 

\commisurazióne, sf. Atto, effetto del commisurare. 

\committènte, sm. e sf. 1 Chi affida qualcosa a qualcuno. 2 Chi incarica il commissionario di vendere o comprare. 
 X   sm. e sf. customer, purchaser. 
 @   lat. committens,-entis, p.pres. di committere affidare. 

\committènza, sf. Commissione. ~ ordinazione. 

\còmmo, sm. Canto di dolore, nella tragedia greca, sotto forma di dialogo lirico tra uno o più attori e il coro. 

\commode, sf. Cassettone usato per l'arredamento delle camere dal letto che ebbe un grande sviluppo nel XVIII sec. 

\Còmmodo, Màrco Aurèlio (Lanuvio 161-Roma 192) Imperatore romano dal 180, figlio e successore di Marco Aurelio del quale portò a termine la campagna contro i quadi e i marcomanni al confine danubiano. Morì in una congiura. 

\commodòro, sm. In Inghilterra, ufficiale che, senza avere il grado di ammiraglio, era il comandante indipendente di una piccola squadra. 

\Commodoro Arcipelago (1.848 km2) della Russia, nel mar di Bering. 

\common law, loc. sost. f. invar. Diritto comune anglosassone, elaborato dagli organi giudiziari, in mancanza di una costituzione scritta. Originariamente sorse nelle corti londinesi ai tempi delle conquiste normanne, al fine di trovare una norma comune che si contrapponesse alle miriadi di disposizioni locali. Si fonda sul principio del precedente, ossia ogni decisione viene presa in relazione a quella già adottata per casi analoghi. Tutti i precedenti vengono catalogati in apposite raccolte che rendono più agevole la consultazione. Il precedente è vincolante per i giudici successivi, che riescono ad adattarli alle nuove e differenti necessità. 

\Commoner, Barry (New York 1917-) Biologo statunitense. Tra le opere Il cerchio da chiudere (1971) e Far pace col pianeta (1990). 

\Commonwealth of Nations Libera associazione degli stati del Regno Unito e di numerosi stati sovrani sottoposti a dominio britannico. L'espressione venne coniata nel 1926 durante una conferenza di primi ministri nella quale alcuni stati (Canada, Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica e Terranova) vennero dichiarati comunità autonome, non subordinate, unite da un vincolo di fedeltà alla corona. Con lo statuto di Westminster (1931) il Regno Unito riconobbe la sovranità di queste comunità, mantenendo con esse solo rapporti economici e culturali. Dopo la seconda guerra mondiale e la concessione d'indipendenza alla maggior parte delle colonie, il Commonwealth ha assunto caratteristiche di libera associazione per il coordinamento e la reciproca assistenza in campo economico, politico e culturale. Il sovrano britannico è riconosciuto come capo da metà degli stati membri, mentre altri non lo riconoscono o sono repubbliche. Le decisioni collettive non sono vincolanti per gli stati membri. 

\commoriènza, sf. Presunzione legislativa di morte contemporanea, in caso di incertezza circa la sopravvivenza di una persona a un'altra. 

\commòsso, agg. Preso da commozione. ~ turbato. <> impassibile. 

\commotìvo, agg. Che riguarda la commozione. 

\commovènte, agg. Che commuove. ~ emozionante, patetico. 
 X   agg. moving. 

\commozióne, sf. 1 Atto, effetto del commuovere. 2 Movimento violento. ~ scossa. 
 X   sf. 1 deep feeling, emotion. 2 (med.) concussion. 
 @   lat. commotio,-onis. 
Commozione cerebrale 
Si tratta di una lesione chiusa (cioè in assenza di fratture) del cranio. Comporta una lieve sofferenza al cervello, ma non un vero e proprio danno. La prognosi è buona. 
La commozione insorge in seguito a un evento traumatico a carico del cranio: l'infortunato ha battuto la testa oppure è stato colpito al capo da un oggetto contundente. Soggettivamente, una persona può anche non avvertire sintomi di commozione, se essa è molto lieve. La maggior parte degli infortunati resta cosciente ed è in grado di riferire un leggero stato di stordimento. In rari casi si può avere una temporanea perdita di coscienza che si caratterizza per la durata molto breve e per il fatto che non si ripete. È abbastanza frequente un'amnesia di breve durata che di solito interessa i momenti immediatamente precedenti o successivi all'evento traumatico. Frequente è anche un moderato mal di testa. La commozione non procura danni rilevanti al cervello, quindi si risolve spontaneamente nella maggior parte dei casi. L'unica preoccupazione da porsi è quella di controllare l'infortunato per alcune ore in modo da trasferirlo in un centro ospedaliero se comparissero nuovi sintomi, quali nausea, vomito, dilatazione disuguale delle pupille, fuoriuscita di liquidi o sangue dal naso o dall'orecchio ecc. In questo caso non si tratterebbe più di commozione, ma di patologie più gravi che richiedono l'immediato ricovero. 

\commuòvere, v. v. tr. 1 Produrre sentimenti; turbare, appassionare, impietosire, agitare, eccitare. ~ toccare. si fece commuovere dalle sue lacrime. 2 Agitare. ~ turbare. 
v. intr. pron. 1 Essere preso da un vivo senso di pietà, ammirazione, affetto e simili. ~ intenerirsi. si commosse in seguito a quella dimostrazione di fedeltÓ. 2 Cedere. ~ convincersi. 
 X   v. tr. to touch, to affect, to move. v. intr. pron. to be touched, to be moved. 
 @   lat. commovere

\commutàbile, agg. Che si può commutare. 

\commutabilità, sf. Qualità di ciò che si può commutare. 

\commutàre, v. v. tr. 1 Scambiare una cosa con un'altra. ~ invertire. gli commutarono la pena in arresti domiciliari. 2 Cambiare il verso di una corrente elettrica. 3 Cambiare, mutare. ~ trasformare. 
v. rifl. Invertirsi. ~ scambiarsi. 
 X   v. tr. 1 to commute. 2 (energia elettrica) to switch over, to change. 
 @   lat. commutare, comp. da com-+ mutare cambiare. 

\commutatìvo, agg. 1 Che serve a commutare. 2 Detto della proprietà di un'operazione il cui risultato non dipende dall'ordine dei termini.   +  
 X   agg. commutative

\commutatóre, agg. e sm. (f.-trìce) agg. Che muta. 
sm. 1 Dispositivo che dirige l'apertura, la chiusura o modifica il collegamento tra due circuiti elettrici, con i quali si accende o si spegne un dispositivo elettrico. 2 Apparecchiatura di una centrale telefonica, che collega un apparecchio con un altro, in base al numero fatto dal chiamante. 3 In macchine elettriche a corrente continua è un dispositivo che dirige nello stesso senso correnti variabili indotte. 
 X   sm. commutator. 
Il commutatore più semplice è costituito da due lamine metalliche che, per mezzo di un pulsante elettricamente isolato, possono essere accostate o distanziate manualmente (interruttore). Quando le lamine del dispositivo sono accostate, consentono alla corrente elettrica di fluire dal generatore al circuito utilizzatore (interruttore chiuso); quando invece vengono distanziate, impediscono il flusso elettrico e bloccano il funzionamento del circuito stesso (interruttore aperto). Esistono poi altri tipi più complessi di commutatore, come il deviatore (che invia alternativamente la corrente elettrica a due circuiti separati) e l'interruttore multipolare (che controlla contemporaneamente il funzionamento di più circuiti). Un commutatore può essere inoltre controllato da un altro circuito elettrico o elettronico e i suoi contatti meccanici possono essere sostituiti da semiconduttori (diodi, transistori e circuiti integrati). 

\commutatrìce, sf. Convertitore elettrico rotante. 

\commutazióne, sf. 1 Atto, effetto del commutare. 2 Insieme delle operazioni per permettere la comunicazione tra due abbonati. 3 Inversione del verso di corrente in un circuito elettrico. 

\Commynes, Philippe de (Hazebrouck 1447-Argenton-sur-Creuse 1511) Storico francese. Tra le opere Memorie (1489-1498). 

\comò, sm. Cassettone a due o più cassetti sovrapposti. ~ cassettiera, canterano. 
 X   sm. chest of drawers. 

\Còmo Città della Lombardia (86.000 ab., CAP 22100, TEL. 031) a sud del ramo occidentale del lago omonimo. Importante centro commerciale, sulla linea che congiunge la pianura padana all'Europa centrale attraverso i passi svizzeri del San Gottardo e del San Bernardino, ricco di industrie tessili (seta), dell'abbigliamento, meccaniche, del mobile. 
Città gallica, nel 196 a. C. passò sotto il controllo romano, prima di essere distrutta da unni e goti e essere conquistata dai longobardi. Nel 1100, libero comune, fu rasa al suolo dai milanesi perché accusata di essersi alleata con Federico Barbarossa. Appartenne poi ai Rusca e nel XIV sec. ai Visconti, rimanendo soggetta alle varie vicende storiche di Milano. Nel 1400 iniziò la tradizionale attività dei setifici. Tra gli edifici storici il Broletto, il duomo, le chiese di Sant'Abbondio, San Fedele, Sant'Agostino. 
Provincia di Como 
(519.300 ab., 1.251 km2) Territorio montano o collinare (maggior parte della Brianza), molto ricco di laghi quali il lago di Como, di Mezzola, di Alserio, Pusiano, Garlate e parte di quello di Lugano. I principali centri sono Erba, Cantù, Cernobbio, Campione d'Italia, Bellagio, Menaggio e Lecco. Turismo, agricoltura e industria tessile le principali fonti economiche. 
Lago di Como 
Lago della Lombardia, terzo a livello nazionale. Ha la forma di una Y rovesciata, con i tre rami di Colico, Como e Lecco. Il principale immissario è l'Adda; molto frequentato per il clima mite e per le bellissime ville e i giardini che lo circondano. È interamente navigabile. 

\còmoda, sf. Sedia o poltrona per uso di vecchi e malati. 

\comodaménte, avv. 1 Con comodo, tranquillamente, facilmente. ~ agevolmente. <> a malapena. 2 Agiatamente. ~ confortevolmente. <> scomodamente. 

\comodànte, agg., sm. e sf. Che o chi dà un bene in comodato. 

\comodàre, v. v. tr. Dare in comodato. 
v. intr. Far comodo, riuscire opportuno. 

\comodatàrio, sm. (f.-trìce) Chi riceve beni in comodato. 

\comodàto, sm. Prestito d'uso di una cosa con l'obbligo della resa. 
 @   lat. tardo commodatum contratto. 

\comodìno, sm. 1 Mobiletto a cassettini che sta accanto al letto. 2 Chi sostituisce un attore all'ultimo momento. 3 Piccolo sipario di tela dipinta. 
 X   sm. bedside table. 

\comodità, sf. 1 Qualità di ciò che è comodo. ~ comfort. <> disagio. 2 Ciò che procura benessere. ~ agiatezza. <> scomodità. 3 Funzionalità. ~ praticità. <> inutilità. 4 Opportunità. ~ occasione. <> svantaggio. 
 X   sf. 1 comfort. 2 (opportunità, convenienza) convenience. 

\còmodo, agg. e sm. agg. 1 Che dà agio, benessere. ~ accogliente, ospitale. <> scomodo. prendersela comoda, agire con calma. 2 Che si trova a suo agio. <> disagiato. si trovava comodo in quella posizione, con lei al suo fianco. 3 Agevole. ~ facile. <> difficile. un lavoretto comodo, comodo, di poco impegno. 4 Utile, adatto, opportuno. ~ conveniente. <> inadatto, svantaggioso. 
sm. 1 Ciò che dà agio, benessere. <> difficoltà. 2 Convenienza, vantaggio. ~ interesse. 
 X   agg. 1 comfortable. 2 (agevole) easy. 3 (utile) useful. 4 (opportuno) convenient. sm. comfort, convenience. 
 @   lat. commodus, commodum

\Comodoro Rivadavia Città dell'Argentina meridionale (97.000 ab.) sul golfo di San Jorge. Importanti industrie petrolchimiche. 

\Comoé Fiume (765 km) nell'Africa centro-occidentale. Nasce nel Burkina Faso e sfocia nel golfo di Guinea. 
ComoÚ 
Provincia (251.000 ab.) del Burkina Faso, capoluogo Banfora. 

\Comòre Arcipelago africano dell'oceano Indiano all'imboccatura settentrionale del canale di Mozambico, comprende quattro isole principali: Grande Comore (Njazidja), Anjouan (Nzwani), Mohèli (Mwali) e Mayotte, oltre a numerosi isolotti. 
Le prime tre costituiscono dal 1975 una repubblica indipendente, Mayotte invece è una collettività territoriale della Francia. 
Sono isole di origine vulcanica quasi interamente ricoperte da foreste; la cima più alta è il vulcano Karthala che raggiunge 2.361 m. 
Il paese è quasi totalmente privo di infrastrutture e di risorse naturali e costante è l'emigrazione della popolazione verso i paesi arabi. 
L'agricoltura pur rappresentando l'attività principale, non copre nemmeno il fabbisogno interno, le sole risorse esportate sono vaniglia, sisal, noce di cocco e spezie; in via di potenziamento l'allevamento e la pesca. 
Unico centro è la capitale Moroni (22.000 ab.). 
Protettorato francese dal 1886, le Comore formano un territorio francese d'oltremare dal 1958 al 1975. Nel 1978 viene proclamata la repubblica federale islamica. 
Abitanti-653.000 
Superficie-2.170 km2 
Densità-300,9 ab./km2 
Capitale-Moroni 
Governo-Repubblica presidenziale 
Moneta-Franco CFA 
Lingua-Francese e arabo, diffusi malgascio e swahili 
Religione-Musulmana 

\Comorin, càpo Promontorio dell'India, che si estende nell'oceano Indiano. Il punto più meridionale del Deccan. 

\compact disc, loc. sost. m. invar. Disco metallico, ricoperto da materiale plastico, utilizzato per memorizzare informazioni in modo digitale, leggibili mediante strumenti appositi (lettori ottici). Il primo modello risale al 1979, realizzato da Philips e da Sony. Le informazioni contenute vengono trasformate in segnali audio video (videodisco) oppure in dati per calcolatori elettronici (CD-ROM). La registrazione dei dati sull'anima metallica di un CD può avvenire soltanto in dispositivi chiamati camere bianche (ambienti completamente privi di pulviscolo atmosferico) e viene effettuata con sofisticate apparecchiature laser. Quando i dati sono stati trasformati in una traccia concentrica a spirale, costituita da una serie interminabile di microscopici forellini del diametro inferiore a un micrometro, la lamina viene incapsulata con una lacca vinilica. A questo punto il CD-ROM può essere utilizzato mediante appositi lettori (drive), nei quali un rivelatore ottico (costituito da un diodo laser e da un circuito elettronico di decodificazione) rileva la sequenza di forellini e la converte nuovamente nei dati originali. I CD sono migliori, più resistenti e affidabili dei supporti in vinile o magnetici, hanno qualità di riproduzione ottima ed elevata capacità (74 minuti di suono stereo o 650 megabyte di dati in dischi da 12 cm, con tracce da 1,5 μm). 

\compactata, sm. pl. Convenzioni, patti. 

\compact-stereo, sm. invar. Impianto stereo con lettore laser di compact disc. 

\compadróne, sm. Chi è proprietario di qualcosa insieme con qualcuno. 

\compaesàno, sm. Chi è dello stesso paese o regione di altri. ~ conterraneo, compatriota. <> straniero. 
 X   sm. fellow countryman. 

\compaginàre, v. tr. Unire più parti a formare un tutto. 

\compàgine, sf. 1 Congiungimento di più parti tra di loro. ~ insieme, complesso. <> divisione. 2 Squadra sportiva. 
 X   sf. team. 

\Compàgni, Dìno (Firenze ca. 1255-1324) Cronachista. Tra le opere Cronache delle cose occorrenti nei tempi suoi (ca. 1310-1312). 

\compagnìa, sf. 1 Condizione di chi si intrattiene con altri. 2 Complesso di persone che si uniscono per divertirsi. ~ comitiva, gruppo. 3 Ordine religioso. ~ confraternita. 4 Corporazione di lavoratori. ~ cooperativa. 5 Nome di alcune società commerciali. 6 Reparto militare al comando di un capitano. 7 Familiarità. ~ dimestichezza. 
 X   sf. 1 company. 2 (gruppo) gathering. 3 (aerea di bandiera) national airline. 
Compagnia di disciplina 
Reparto speciale militare destinato ad accogliere i militari di leva indisciplinati o politicamente pericolosi. Venne abolito nel 1957. 
Compagnia di Ges¨  => gesuita 
Compagnia delle Indie orientali 
Compagnia nata (1600) con lo scopo di organizzare gli scambi commerciali dell'Inghilterra con i mercati d'oriente e delle colonie, in particolare quelli con le Indie: in questo modo l'Inghilterra poteva escludere dai suoi commerci il Portogallo e la Spagna. Alla fine del XVI e nel corso di tutto il XVII sec. l'impero coloniale inglese si espanse, grazie alle avventurose conquiste dei corsari inglesi, come Hawkins e Francis Drake: la prima colonia sul continente americano fu la Virginia, fondata da Sir Walter Raleigh, nel 1587. In seguito tutta la regione di Terranova fu sottomessa a Elisabetta I. 
Compagnia di ventura 
Insieme di soldati mercenari, assoldati da re, città o principi. La prima compagnia italiana fu quella di Alberico da Barbiano (1376). Sopravvissero fino alla formazione di eserciti nazionali. 
Compagnie commerciali 
Associazioni mercantili che cercavano di agevolare e sviluppare il commercio con i paesi lontani, al fine di esportare i propri prodotti e per acquistare le materie prime a un costo inferiore. L'esempio più significativo fu quello della Compagnia delle Indie, che aprì il commercio con i Paesi orientali. 

\compàgno, agg. e sm. (pl. f.-gne) agg. Simile. ~ corrispondente. 
sm. 1 Chi sta abitualmente insieme ad altri svolgendo un'attività comune. ~ collega, socio. compagno di lavoro, d'armi. 2 Chi ha familiarità, pratica di convivenza con qualcuno. ~ convivente. compagni per la vita, i due coniugi. 3 Nome con cui si chiamano gli appartenenti ai partiti di ispirazione marxista. 4 Chi gioca o corre nella stessa squadra. 
 X   agg. 1 mate, fellow. 2 (di classe) companion. 3 (convivente) partner. 4 (pol.) comrade. 
 @   lat. companio,-onis chi mangia lo stesso pane, comp. da com-, da cum con + deriv. da panis pane. 

\Compagno don Camillo, Il Romanzo di G. Guareschi (1963). 
Compagno Don Camillo, Il 
Film commedia, italiano (1965). Regia di Luigi Comencini. Interpreti: Fernandel, Gino Cervi, Graziella Granata. 

\Compagno, Il Romanzo di C. Pavese (1947). 

\compagnóne, sm. (f.-a) Persona gioviale che sta volentieri in compagnia. 

\Compagnóni, Achìlle (Santa Caterina di Valfurva 1914-Aosta 2009) Alpinista. Il 31 luglio 1974 insieme a Lino Lacedelli, scalò il K2. 

\Compagnoni, Arìstide (Santa Caterina Valfurva 1910-Aosta 2009) Fondista italiano. Fu campione italiano nella 18 km di fondo nel 1939 e di gran fondo nel 1941. Vincitore per nove volte del campionato nazionale di staffetta. 

\Compagnóni, Deborah (Bormio 1970-) Sciatrice. Nel 1992 fu campionessa olimpica di supergigante e nel 1994 di slalom gigante. Nel 1997 ha vinto l'oro nello speciale e nel gigante ai mondiali del Sestriere. Nel 1998 a Nagano ha conquistato l'argento olimpico in slalom e l'oro in gigante, ritirandosi dalle competizioni nel marzo dell'anno successivo. 

\companàtico, sm. Ciò che si mangia col pane. 
 @   lat. companaticum, comp. da com-+ deriv. da panis pane. 

\compandor, sm. Dispositivo per ridurre la dinamica dei segnali da trasmettere in linea e riportarli alla dinamica normale al termine della linea stessa, composto da un compressore e da un espansore. 

\comparàbile, agg. Che si può comparare. ~ confrontabile. <> incomparabile. 
 @   lat. comparabilis. 

\comparabilità, agg. Qualità di ciò che può essere paragonato. 

\comparàggio, sm. Illecito accordo fra medici e aziende farmaceutiche per cui i primi si impegnano dietro compenso ad agevolare la diffusione dei medicinali da queste prodotti. 

\comparàre, v. tr. Mettere a confronto. ~ confrontare, paragonare. 
 X   v. tr. to compare. 
 @   lat. comparare. 

\comparàtico, sm. (pl.-ci) Ufficio e condizione di compare o di comare. 

\comparatio compendiaria, loc. avv. Locuzione latina che significa "comparazione abbreviata"; indica una frase comparativa nella quale un elemento del secondo termine di paragone sia sottinteso. 

\comparatìsta, sm. Chi applica il metodo comparativo. 

\comparatìvo, agg. e sm. agg. 1 Che stabilisce un confronto. analisi comparativa dei due progetti. 2 Grado comparativo in grammatica. 
sm. Il grado comparativo dell'aggettivo e dell'avverbio. 
 X   agg. e sm. comparative. 
 @   lat. comparativus, deriv. da comparare paragonare. 

\comparàto, agg. Paragonato. ~ equiparato. 

\comparatóre, sm. Strumento utilizzato nella misurazione di variazioni piccolissime di dimensioni, rispetto a una stessa specie, presa come modello. I comparatori possono utilizzare tecnologie diverse (esistono strumenti meccanici, ottici ed elettronici), ma sono tutti essenzialmente composti da tre elementi: tastatore, amplificatore e indicatore. La precisione e la sensibilità di un comparatore è determinata principalmente dalla qualità dell'amplificatore. Prima di utilizzare lo strumento è necessario procedere alla misurazione di un pezzo campione e azzerare l'indicatore. Questa operazione, chiamata taratura, deve essere ripetuta con una frequenza direttamente proporzionale alla precisione. Per i modelli caratterizzati da una sensibilità elevata è molto importante, oltre all'accuratezza della taratura, che la misura avvenga in condizioni ambientali costanti. 
Operatore algebrico che confronta l'ordine tra due operandi. 
Circuito elettronico, composto da un amplificatore operazionale e da componenti discreti di controreazione, caratterizzato da un funzionamento bistabile. Viene usato per confrontare due tensioni in ingresso, una delle quali normalmente utilizzata come riferimento. 

\comparazióne, sf. 1 Paragone. ~ raffronto. 2 Similitudine. 

\compàre, sm. 1 Colui che tiene a battesimo o alla cresima un bambino. ~ padrino. 2 Appellativo con cui ci si può rivolgere a un amico. ~ compagno. 3 Chi aiuta un altro in azioni illecite e poco oneste. ~ complice. 

\comparènte, sm. Chi compare in giudizio. 

\Compari, I Film western, americano (1971). Regia di Robert Altman. Interpreti: Warren Beatty, Julie Christie, William Devane. Titolo originale: McCabe and Mrs. Miller 

\comparìre, v. intr. 1 Mostrarsi. ~ presentarsi. <> sparire. le comparve davanti un angelo. 2 Presentarsi in giudizio. fu chiamato per comparire come testimone in tribunale. 3 Uscire. ~ apparire. <> dileguarsi, eclissarsi. 4 Sembrare. ~ parere. cercava di comparire a tutti i costi interessante. 5 Fare bella mostra di sé. l'obiettivo era quello di ben comparire nel confronto annuale
 X   v. intr. to appear. 
 @   lat. comparere, comp. da com-+ parere apparire. 

\comparizióne, sf. 1 Il comparire. ~ comparsa. 2 Nel processo civile, atto attraverso il quale le parti si presentano al giudice istruttore, non direttamente ma per mezzo dei loro procuratori. 
Mandato e ordine di comparizione 
Provvedimenti rispettivamente del giudice istruttore e pubblico ministero, con i quali l'imputato veniva chiamato a comparire innanzi a loro per essere interrogato. Con la riforma del codice di procedura penale del 1988, sono stati sostituiti dall'invito a presentarsi davanti al giudice delle indagini preliminari o al pubblico ministero. 

\compàrsa, sf. 1 Atto, effetto del comparire. ~ apparizione. l'attore fece una breve comparsa al ristorante per poi ripartire immediatamente. 2 Persona che appare sulla scena di un film o di uno spettacolo teatrale senza mai parlare. un kolossal Ŕ un film che impiega parecchie comparse. 3 Nel processo civile, atto scritto dall'avvocato di parte contenente l'esposizione di fatti, ragioni e simili. 
 X   sf. 1 appearance. 2 (teatro, cinema) walk-on, extra. 
 @   deriv. da comparso, p.p. di comparire

\comparsàta, sf. Parte di una comparsa sostenuta occasionalmente da attore non professionista. 

\compàrso, agg. Apparso. <> scomparso. 

\compartecipàre, v. intr. Partecipare con altri a qualcosa. 

\compartecipazióne, sf. 1 Partecipazione a qualche attività con altri. 2 Quota spettante a che partecipa con qualcuno a qualche progetto o attività. 
 X   sf. 1 sharing. 2 (parte) share. 
 @   lat. tardo compartecipatio,-onis. 

\compartécipe, agg. Che prende parte a qualcosa con qualcuno. ~ solidale. 

\compartimentàle, agg. Di compartimento. 

\compartimentazióne, sf. Divisione in compartimenti. 

\compartiménto, sm. 1 Ognuna delle parti in cui è diviso un locale. ~ reparto, settore. avere il cervello a compartimenti stagni, avere parti che lavorano male indipendentemente fra loro. 2 Ognuna delle parti in cui è divisa una carrozza ferroviaria. ~ scomparto, scompartimento. 3 Circoscrizione in cui viene diviso il territorio per fini amministrativi. compartimento ferroviario, marittimo
 X   sm. 1 compartment. 2 (circoscrizione) district. 
 @   deriv. da compartire

\compartìre, v. v. tr. Dividere in parti. ~ ripartire. 
v. rifl. Suddividersi. 

\compartitùra, sf. 1 Il compartire; distribuzione. 2 Ognuna delle parti in cui una superficie o un oggetto sono compartiti. 

\compartizióne, sf. 1 Atto del compartire. 2 Suddivisione. ~ ripartizione. 

\compàrto, sm. 1 Spazio limitato. ~ ripartizione. 2 Particolare settore o ramo di attività economica. 

\compàscolo, sm. Diritto di far pascolare il proprio bestiame nel fondo di un altro riconoscendo a questi il diritto di fare altrettanto. 

\compàscuo, o compàscolo, sm. Diritto di pascolo su determinati beni spettanti in comune a più persone. 

\compassàre, v. tr. Misurare con precisione. 

\compassataménte, avv. In modo compassato. ~ contegnosamente, distaccatamente. 

\compassatézza, sf. Qualità di ciò che è compassato. 

\compassàto, agg. Detto di persona assai controllata nell'agire. ~ composto, distaccato. <> disinvolto, impetuoso. 
 X   agg. composed. 

\compassionàre, v. tr. Mostrare compassione per qualcuno. ~ commiserare. 

\compassióne, sf. 1 Atteggiamento di compartecipazione affettiva ai problemi altrui. ~ pietà, compatimento. <> indifferenza, durezza. le lacrime la mossero a compassione. 2 Sentimento di insofferenza simile a disprezzo. dopo quel gesto, ci˛ che provava per lui era solo compassione
 X   sf. pity, sympathy, compassion. 
 @   lat. compassio,-onis, deriv. da compassus, p.p. di compati compatire. 

\compassionévole, agg. 1 Che sente o esprime compassione. ~ caritatevole, misericordioso. <> duro. 2 Che desta compassione. ~ commovente. 

\compassionevolménte, avv. In modo da provare o esprimere compassione. ~ pietosamente, miserevolmente, umanamente. 

\Compàsso Costellazione di piccole dimensioni, scoperta da N. L. Lacaille; si trova nell'emisfero celeste australe. 

\compàsso, sm. Strumento costituito da due aste collegate da uno snodo, una delle quali porta una punta mentre l'altra porta un mezzo scrivente. 
 X   sm. compasses. 
 @   deriv. da compassare. 

\compatìbile, agg. 1 Che si può compatire. ~ giustificabile. <> imperdonabile. un simile atteggiamento Ŕ anche compatibile, se si tiene conto dell'intera situazione. 2 Che si può conciliare. ~ accordabile. <> incompatibile. le due attivitÓ non erano decisamente compatibili. 3 In informatica, di apparecchiatura in grado di funzionare secondo un determinato standard. PC IBM compatibile
 X   agg. 1 compatible. 2 (giustificabile) excusable. 

\compatibilità, sf. 1 Qualità di ciò che è compatibile. 2 Possibilità di conciliare due o più cose tra di loro. <> incompatibilità. 

\compatibilménte, avv. Per quanto è consentito da. 

\compatiménto, sm. 1 Compassione. ~ commiserazione. 2 Indulgenza più o meno benevola. ~ tolleranza. <> rigidezza. 

\compatìre, v. v. tr. 1 Sentire o manifestare compassione. ~ compiangere. 2 Trattare con indulgenza. ~ tollerare. <> criticare. 3 Trattare con disprezzo. 
v. intr. Provare compassione. 
v. rifl. Provare compassione per sé stessi. ~ compassionarsi. 
 X   v. tr. 1 to pity, to sympathize with. 2 (giustificare) to make allowances for. 

\compatriòta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi è della stessa patria. ~ connazionale. <> straniero. 

\compatròno, sm. Santo patrono insieme con un altro. 

\compattaménto, sm. Il compattare, il compattarsi. ~ consolidamento. 

\compattàre, v. v. tr. 1 Rendere qualcosa ben unito. ~ concentrare, condensare, rinsaldare. <> diluire, frazionare. 2 Pigiare, calcare, stipare. ~ comprimere. <> sparpagliare. 
v. intr. pron. Consolidarsi. ~ cementarsi. 
 @   deriv. dal lat. compactum, p.p. di compingere unire saldamente. 

\compattazióne, sf. Atto, effetto del compattare. 

\compattézza, sf. Qualità di ciò che è compatto. ~ durezza, consistenza, coesione, intesa. <> mollezza, fragilità, discordia. 

\compàtto, agg. 1 Unito strettamente nelle sue parti. ~ serrato. <> rado, rarefatto. il terreno molto compatto rendeva poco agevole piantare le tende. 2 Denso, sodo, fitto. ~ consistente. <> molle, fragile. 3 Concorde nelle idee e nei sentimenti. ~ solidale. <> discorde. il partito si rivel˛ molto compatto in quella occasione
 X   agg. 1 close, compact. 2 (fig.) united. 3 (roccia) solid. 
 @   lat. compactus, p.p. di compingere collegare, comp. da com-, da cum con + pangere fissare. 
• Uno spazio metrico si dice compatto se ogni successione di punti di esso possiede una sottosuccessione che converge ad un punto di esso. R non è compatto ma lo diventa se aggiungiamo i punti ∞ e −∞. Per approfondimenti:   +  .

\compendiàre, v. v. tr. Ridurre in compendio. ~ riassumere, sintetizzare. 
v. intr. pron. Riassumersi. 

\compendiàrio, agg. Riassuntivo. 

\compendiatóre, sm. (f.-trìce) Che fa un compendio. 

\compèndio, sm. 1 Riduzione in forma breve di uno scritto o di un discorso. ~ sommario, riassunto. 2 Sintesi di cose diverse. ~ estratto, sunto. 
 X   sm. 1 compendium. 2 (sintesi) summary. 
 @   lat. compendium atto del pesare assieme. 

\compendiosaménte, avv. In modo riassuntivo, breve. ~ succintamente. <> prolissamente. 

\compendiosità, sf. L'essere compendioso, riassuntivo. 

\compendióso, agg. Breve, stringato. ~ conciso. <> lungo. 

\compenetràbile, agg. Che si può compenetrare. 

\compenetrabilità, sf. Qualità di ciò che è compenetrabile. 

\compenetràre, v. v. tr. 1 Detto di materia, penetrare fino a fondersi in qualcosa. ~ invadere, infiltrare. : :a sostanza chimica ha compenetrato la stoffa. 2 Pervadere. ~ colmare. fu compenetrato dal dolore 
v. intr. pron. Essere pervaso da un sentimento. si compenetra tutte le preoccupazioni della sua compagna
v. rifl. rec. Penetrarsi a vicenda. 
 @   da con-+ penetrare

\compenetrazióne, sf. Atto, effetto del compenetrare. 

\compensàbile, agg. Che si può compensare. 

\compensaménto, sm. Compenso, compensazione. 

\compensàre, v. v. tr. 1 Pagare, gratificare, rimunerare. ~ retribuire. fu compensato per tutto ci˛ che aveva fatto. 2 Risarcire. ~ indennizzare. 3 Bilanciare, pareggiare, equilibrare. ~ supplire. <> scompensare. cercarono innanzitutto di compensare i guadagni alle spese
v. rifl. rec. Detto di due o più cose e persone, bilanciarsi a vicenda. ~ equilibrarsi. sono due aspetti opposti che tendono a compersarsi
 X   v. tr. 1 to compensate, to make up for. 2 (rimunerare) to pay compensation to. 3 (pagare) to pay. 
 @   lat. compensare, pesare insieme, comp. da com-, da cum con + pensare pesare. 

\compensatìvo, agg. Che serve a compensare. 

\compensàto, agg. e sm. agg. 1 Rimunerato. ~ pagato. 2 Indennizzato. ~ risarcito. 3 Pareggiato. ~ equilibrato. 4 Detto di legno costituito da fogli compressi a forte pressione con l'aggiunta di fibre perpendicolari. 
sm. Legno compensato. 
 X   sm. plywood. 
Materiale da costruzione formato da più fogli di legno (piallacci) di una o più essenze (pioppo, faggio), molto sottili e incollati tra loro con fibre alternativamente ortogonali affinché si raggiunga una buona resistenza meccanica a ogni sollecitazione e una riduzione delle deformazioni a causa delle variazioni di temperatura e umidità. 

\compensatóre, agg. e sm. (f.-trìce) agg. Che compensa, che stabilisce un equilibrio. 
sm. Parte del cronometro in cui si trova il bilanciere. 

\compensazióne, sf. 1 Determinazione di una situazione di equilibrio. ~ bilanciamento. <> squilibrio. 2 Estinzione di debiti e crediti reciproci. ~ pareggio. 
In biologia è il meccanismo per cui la funzione di un organo viene sostituita dall'iperfunzione di parte di esso o di altri organi per mantenere l'omeostasi. 
In psicologia è il superamento di un'incapacità frustrante, attraverso la concentrazione delle proprie energie verso attività collegate a mete raggiungibili. 
In ambito giuridico metodo per estinguere delle obbligazioni attraverso il pagamento, effettuato da due persone con obblighi reciproci, di somme o quantità di cose fungibili dello stesso genere. 
Nelle immersioni subacquee operazione atta a pareggiare la pressione interna a quella esterna dell'acqua sul timpano; si effettua espirando fortemente, tenendo naso e glottide chiusi. 
In fisica operazione che tende a ricondurre un sistema fisico ai valori di riferimento desiderati, eliminando possibili variazioni dei suoi parametri. 
Compensazione magnetica 
In una bussola magnetica, correzione degli errori di deviazione provocate da masse ferrose presenti nelle vicinanze. 

\compènso, sm. 1 Corrispettiva retribuzione. ~ paga. 2 Ricompensa, gratifica. ~ riconoscimento. 3 Vantaggio che si contrappone a uno svantaggio in modo da riequilibrare il tutto. 4 Risarcimento, riparazione. 
~ indennizzo. <> danno. 
 X   sm. compensation, payment, fee, remuneration, payoff. 
 @   deriv. da compensare. 

\cómpera, sf. 1 Atto, effetto del comprare. ~ spesa. 2 Cosa comprata. ~ acquisto. 
 X   sf. shopping, purchase. 

\comperàre e derivati ved. "comprare e derivati" 

\competènte, agg. 1 Che ha competenza. ~ esperto, ferrato. <> incompetente. 2 Che ha la capacità di svolgere una data attività. ~ capace, abile. <> inetto. 3 Adeguato. ~ adatto. <> inadatto. 
 X   agg. qualified, competent. 

\competenteménte, avv. In modo competente. ~ espertamente. 

\competènza, sf. 1 Qualità di chi è competente. ~ capacità, pratica, perizia, cognizione. <> incompetenza, incapacità. 2 Misura della potestà d'azione spettante per legge a ciascun organo giurisdizionale o amministrativo. ~ pertinenza. 3 Attinenza. ~ spettanza. 4 Compenso, specialmente usato al plurale. ~ onorario. 
 X   sf. 1 competence. 2 (compenso) fee. 
 @   lat. tardo competentia. 
In diritto è l'insieme delle attribuzioni che spettano a ogni organo giudiziario. 
Competenza per territorio 
Territorio entro il quale l'organo può legittimamente operare. 
Competenza per materia 
Ambito qualitativo di questioni che possono divenire oggetto d'intervento dell'organo. Ogni giudice ha quindi un limite territoriale e di materie sulle quali può decidere, costituito dalla competenza di un altro giudice che agisce nello stesso territorio. 

\compètere, v. intr. (verbo difettivo: manca il part. pass.) 1 Gareggiare, concorrere. ~ disputare. <> ritirarsi. entrambi cercavano di competere per lo stesso premio. 2 Discutere, questionare. ~ litigare. 3 Spettare, concernere. ~ riguardare. 
la questione non ti compete affatto
 X   v. intr. 1 to compete, to vie. 2 (concernere) to be due. 
 @   lat. competere andare, chiedere insieme, comp. da com-, da cum con + petere andare, chiedere. 

\competitività, sf. L'essere competitivo. 

\competitìvo, agg. Che riguarda una competizione. 
 X   agg. competitive. 

\competitóre, sm. (f.-trìce) Chi compete con altri. ~ concorrente, oppositore. <> compagno. 

\competizióne, sf. Il competere. ~ gara. 
 X   sf. competition. 
 @   lat. tardo competitio,-onis. 

\compiacènte, agg. 1 Che compiace. 2 Accomodante, cortese. ~ condiscendente. 3 Che accorda facilmente lavori di carattere equivoco. 
 X   agg. obliging, courteous. 

\compiacenteménte, avv. Per compiacenza; in modo condiscendente. ~ arrendevolmente. 

\compiacènza, sf. 1 Soddisfazione. ~ piacere. 2 Desiderio di fare cosa grata agli altri. ~ cortesia. 3 Condiscendenza. ~ arrendevolezza. 
 X   sf. courtesy. 

\compiacére, v. v. tr. Appagare, accontentare, accondiscendere. ~ assecondare. cercava di compiacerlo a tutti i costi
v. intr. Far piacere, far cosa grata. ~ assecondare, favorire. 
v. intr. pron. 1 Provare piacere per qualcuno. ~ rallegrarsi, felicitarsi. <> condolersi. si compiaceva per il suo avanzamento di carriera. 2 Divertirsi, spassarsi. ~ sollazzarsi. <> dolersi. 
 X   v. tr. to please. v. intr. to gratify, to please. 
 @   lat. compiacere, comp. da com-+ piacere

\compiaciménto, sm. 1 Il piacere che si prova per un bene proprio o altrui. ~ soddisfazione. <> rincrescimento. 2 Congratulazione. ~ rallegramento. <> disappunto. 3 Approvazione. ~ consenso. <> deplorazione. 
 X   sm. satisfaction. 

\compiaciùto, agg. Soddisfatto. ~ pago. <> dispiaciuto. 

\compiàngere, v. v. tr. Provare dolore per l'infelicità di qualcuno. ~ commiserare. 
v. intr. pron. Rammaricarsi. ~ dolersi. 
 X   v. tr. to feel sorry for, to sympathize with. 
 @   lat. volg. complangere, comp. da com-+ plangere. 

\Compiàno Comune in provincia di Parma (1.080 ab., CAP 43053, TEL. 0525). 

\compiànto, agg. e sm. agg. Si dice di un defunto, in quanto pianto universalmente. 
sm. 1 Lutto. ~ cordoglio. 2 Pianto, lamento collettivo. 3 Componimento poetico in lode di una nota persona. 

\cómpiere, v. v. tr. 1 Portare a fine, realizzare. ~ concludere. <> iniziare. ha compiuto i suoi studi universitari in cinque anni esatti. 2 Fare. ~ eseguire. <> trascurare, omettere. 3 Perfezionare. l'artista prese ci˛ che aveva abbozzato per compierlo definitivamente
v. intr. Arrivare a una conclusione. 
v. intr. pron. Giungere a termine. ~ concludersi. si compiva ormai l'anno della sua scomparsa
 X   v. tr. 1 to complete, to finish. 2 (fare) to perform, to do. 
 @   lat. complere, riempire completamente. 

\compièta, sf. Ultima delle ore canoniche nell'ufficio. 

\compilàre, v. tr. 1 Comporre uno scritto di varia natura utilizzando dati di altre opere con limitato apporto personale. ~ redigere. si diede allora da fare per compilare il bilancio; compilare un manuale di elettronica. 2 Riempire con i dati richiesti ha compilato il modulo 3 Tradurre un programma da un linguaggio evoluto in linguaggio macchina. 
 X   v. tr. 1 to compile. 2 (modulo, documento) to fill in, to draw up. 
 @   lat. compilare, saccheggiare, comp. da com-+ pilare ammucchiare. 

\compilation, sf. invar. Raccolte in un unico disco o musicassetta, di brani musicali. 

\compilatóre, sm. (f.-trìce) Chi esegue l'azione di compilare. 
In informatica è un programma per computer che svolge la funzione di tradurre le istruzioni di un programma, scritto in un linguaggio di programmazione evoluto (codice sorgente), in un codice eseguibile per una specifica macchina (codice oggetto). Esistono compilatori più semplici, che eseguono la trasposizione di programmi scritti in assembler (linguaggio simbolico elementare specifico di un particolare tipo di microprocessore), e compilatori più complessi, che permettono di tradurre in linguaggio macchina linguaggi più evoluti (BASIC, PASCAL, C). I primi, pur essendo caratterizzati da una maggiore rapidità e affidabilità rispetto ai secondi, non permettono l'eventuale emigrazione dei sorgenti verso macchine dotate di altri microprocessori. L'unica alternativa ai compilatori è costituita dai programmi interprete. Questi non creano alcun codice oggetto e agiscono durante l'esecuzione del sorgente stesso, traducendolo in linguaggio macchina in tempo reale. Pur essendo relativamente più affidabili, gli interpreti sono stati da tempo accantonati per la loro lentezza.   +  

\compilazióne, sf. 1 Atto, effetto del compilare. 2 Opera compilata. 3 In informatica indica l'atto di tradurre un programma scritto in un determinato linguaggio in codice direttamente eseguibile dal calcolatore. 

\compiménto, sm. 1 Atto, effetto del compiere. ~ conclusione. <> inizio. 2 Attuazione. ~ realizzazione. 

\compìre, v. v. tr. Compiere. 
v. intr. e intr. pron. Arrivare a una conclusione. 

\compitaménte, avv. In modo compito. ~ educatamente, cortesemente. <> villanamente. 

\compitàre, v. tr. Pronunciare le parole separandone le lettere e le sillabe. 
 X   v. tr. to spell out. 

\compitazióne, sf. Atto, effetto del compitare. 

\compitézza, sf. 1 Qualità di chi è compito. 2 Compiutezza. 

\compìto (1), agg. 1 Portato a compimento. 2 Pieno di garbo, ben educato. ~ ammodo. <> sgarbato. 
 X   agg. polite, well-mannered. 

\cómpito (2), sm. 1 Parte di lavoro che uno assegna ad altri. ~ mansione, incarico, incombenza. 2 L'esercizio scolastico scritto che l'insegnante assegna agli alunni. ~ tema. verifica. 3 Conto. 
INGL: sm. 1 (lavoro) job. 2 (incarico) duty, task. 3 (scuola) exercise. 
 @   lat. tardo computus computo. 

\compiutaménte, avv. In modo completo, del tutto; pienamente, integralmente, esaurientemente. ~ completamente. 

\compiutézza, sf. L'essere completo, compiuto. ~ completezza, perfezione. 

\compiùto, agg. Giunto a compimento; concluso, finito, eseguito. ~ terminato. <> incompiuto. 

\complanàre, agg. Si dice di figure geometriche che giacciono sullo stesso piano. 

\compleànno, sm. Giorno, anniversario della nascita. ~ genetliaco. 
 X   sm. birthday. 
 @   spagn. cumplea˝os, comp. da cumplir compiere + a˝o anno. 

\complementàre, agg. e sm. agg. Che serve a completare. ~ accessorio, extra. <> basilare. 
sm. Imposta di complemento. 
 X   agg. complementary. 
In matematica due angoli si dicono complementari quando la somma delle loro ampiezze vale 90°; due insiemi A e B si dicono complementari rispetto ad un insieme U quando la loro unione forma U senza che essi abbiano elementi in comune.
Imposta complementare 
Imposta personale progressiva che tassava il reddito delle persone fisiche prodotto nello stato. Venne introdotta nel 1927 per poi essere abolita nel 1974, venendo sostituita dall'IRPEF. 

\complementarità, o complementarietà, sf. Qualità di ciò che è complementare. 

\compleménto, sm. 1 Ciò che si aggiunge a una cosa per completarla. 2 Ogni elemento di una proposizione che serve ad arricchire la proposizione stessa. 
 X   sm.1 complement. 2 (mil.) reserve troops. 3 (oggetto) direct object. 
Un numero è complemento di un altro rispetto ad un numero fissato, quando, sommato ad esso dà il numero fissato (il complemento a 100 di 24 è 76). 
In biochimica sostanza la cui scomparsa dal circolo indica una reazione immunitaria in atto nell'organismo. 
Complemento algebrico 
In una matrice A di ordine n, il complemento dell'elemento ai,j è il determinante della matrice di ordine n-1 ottenuta da A togliendo la riga i-esima e la colonna j-esima moltiplicato per (-1)i+j 

\complemése, sm. Neologismo, derivato da "compleanno", usato per indicare, nel caso di bambini con meno di un anno, un giorno che segue di alcuni mesi il giorno della nascita. • è nato il 5 aprile, il 5 maggio è il suo primo complemese.

\complessàre, v. v. tr. 1 Far insorgere in qualcuno dei complessi. il precedente fallimento lo ha complessato nel fare certe attivitÓ. 2 Formare un complesso chimico. 
v. rifl. Crearsi dei problemi, degli imbarazzi eccessivi. tu stai rischiando di complessarti in modo eccessivo! 
 @   deriv. da complesso

\complessàto, agg. 1 Afflitto da complessi psichici. ~ represso, inibito. <> disinibito. 2 Timido. ~ insicuro. <> estroverso. 
 X   agg. full of complexes. 

\complessióne, sf. Costituzione fisica. ~ personale. 

\complessità, sf. L'essere complesso. ~ varietà, difficoltà. <> semplicità, facilità. 
 X   sf. complexity. 

\complessivaménte, avv. Nell'insieme, in generale, in tutto. ~ globalmente, cumulativamente, collettivamente. 
 X   avv. altogether. 

\complessìvo, agg. Si dice di cosa considerata nel suo complesso o di più cose considerate insieme. ~ generale. <> particolare. 
 X   agg. 1 comprehensive, overall. 2 (cifra totale) total. 

\complèsso, agg. e sm. agg. 1 Che risulta dall'unione di varie parti. ~ composito, molteplice. <> semplice. 2 Che si manifesta sotto molteplici e contrastanti aspetti. ~ complicato, contorto. <> lineare. 3 Detto di numero costituito da una parte reale e da una immaginaria. 
sm. 1 Insieme di più parti ed elementi. ~ insieme. <> particolare. 2 Grande organizzazione industriale. ~ gruppo. 3 Gruppo di cantanti e musicisti. ~ band, gruppo. 4 Insieme di desideri, ricordi, idee, che possono determinare conflitti psicologici anche inconsci. 5 Ossessione, idea fissa. ~ mania. 
 X   agg. complicated, complex. sm. 1 whole. 2 (aziendale) complex. 3 (gruppo aziendale) group. 4 (mus.) band, ensemble. 
Numero dalla forma a + i b dove a e b sono una coppia di numeri reali e i è l'unità immaginaria; è rappresentabile sul piano cartesiano col punto avente a come ascissa (parte reale) e b come ordinata (parte immaginaria). Se b = 0 come caso particolare si ha un numero reale.   +  
 X   complex number. 
In psicologia è l'insieme di ricordi e pensieri affettivi che durante l'infanzia formano una struttura psichica. Se vengono repressi nell'inconscio, nella vita possono diventare morbosi. 
Piano complesso 
Estensione del piano cartesiano, nel quale è possibile raffigurare qualsiasi numero complesso, associando a ogni punto (x,y) il numero x+iy: i due assi coordinati vengono detti asse reale e asse immaginario. 

\completàbile, agg. Che può essere completato. 

\completaménte, avv. In modo totale, completo. ~ totalmente, assolutamente, pienamente. <> limitatamente, incompletamente. 

\completaménto, sm. 1 Atto, effetto del completare. ~ fine, conclusione. <> inizio. 2 Finitura. ~ perfezionamento. <> abbozzo. 

\completàre, v. v. tr. Aggiungere ciò che manca; integrare, terminare, ultimare, arricchire. ~ perfezionare. <> avviare. 
v. rifl. rec. Integrarsi. 
 X   v. tr. to complete. 
 @   deriv. da completo. 

\completézza, sf. L'essere completo in tutte le sue parti. ~ totalità. <> parzialità. 
• Assioma della completezza:   +  

\completìvo, agg. Che serve a completare  • proposizione completiva, proposizione che svolge la funzione di soggetto, complemento oggetto, attributo o apposizione (esempio: Giorgio pensa che tu sia arrabbiata, ma è meglio che pensi ad altro; la prima proposizione assume la funzione di oggetto, la seconda di soggetto).

\complèto, agg. e sm. agg. 1 Che ha tutti gli elementi necessari. ~ integrale. <> incompleto, parziale. dispose di un servizio completo, gentilmente predisposto dal suo ospite. 2 Dotato di tutte le virtù, di tutte le qualità. ~ finito. <> incompiuto. al gran completo, senza che manchi nessun componente. 3 Detto di luogo o posto pubblico che non possiede più posti liberi. il cinema era ormai completo, senza pi¨ posti a sedere. 4 Assoluto. ~ incondizionato. 5 Detto di un sistema formale matematico che gode di particolari condizioni   +  . 6 Uno spazio metrico S è completo se ogni successione di Cauchy di elementi di S converge in S.
sm. 1 Condizione di luogo o mezzo pubblico che ha tutti i posti occupati o di un gruppo di persone in cui tutti sono presenti. 2 Insieme di capi di abbigliamento della stessa stoffa o di accessori dello stesso materiale e colore. ~ mise. 
 X   agg. 1 complete. 2 (pieno, esaurito) full. sm. 1 full. 2 (abito) suit. 
 @   lat. completus, p.p. di complere compiere. 

\compliance, sf. invar. Corretta applicazione delle prescrizioni mediche. 

\complicànza, sf. Qualità di ciò che è complicato. 

\complicàre, v. v. tr. 1 Rendere difficile. ~ aggravare. <> facilitare. 2 Confondere, imbrogliare. ~ intricare. <> semplificare. 3 Unire insieme. 
v. intr. pron. Divenire difficile e problematico. ~ aggravarsi, imbrogliarsi. <> agevolarsi. 
 X   v. tr. to complicate. v. intr. pron. to get complicated. 
 @   lat. complicare piegare assieme. 

\complicatézza, sf. L'essere complicato. 

\complicàto, agg. Complesso. ~ difficile. <> semplice. 
 X   agg. complex, complicated. 

\complicazióne, sf. 1 Atto, effetto del complicare. ~ difficoltà, intralcio. <> semplificazione. 2 L'essere complicato. 3 Aggravamento nel decorso di qualche evento. ~ complicanza. <> facilitazione. 
 X   sf. complication. 
 @   lat. tardo complicatio,-onis. 

\còmplice, agg., sm. e sf. agg. 1 Che favorisce un'azione riprovevole. 2 Che rivela intesa, connivenza. 
sm. e sf. 1 Chi prende parte con altri ad azioni disoneste e illecite. ~ correo. 2 Compagno di una burla, di uno scherzo. ~ socio. 
 X   agg. conspiratorial. sm. accomplice. 

\complicità, sf. L'essere complice di altri nell'eseguire qualche azione. ~ connivenza. 
 X   sf. complicity. 

\complimentàre, v. v. tr. Fare dei complimenti a qualcuno. ~ encomiare. <> biasimare. 
v. intr. pron. Rallegrarsi. ~ congratularsi. <> dispiacersi. 
 X   v. intr. pron. to congratulate. 

\compliménto, sm. 1 Atto, parola di ammirazione, rispetto, cortesia e simili. ~ lode. <> insulto. per tutta la sera il suo accompagnatore non fece altro che farle i complimenti per il risultato raggiunto. 2 Parole e atti improntati a una cortesia convenzionale e affettata, specialmente se usato al plurale. ~ congratulazioni, cerimonie. <> critica senza complimenti, in modo franco; fare complimenti, essere eccessivamente timido o cortese. 3 Discorso di commiato teatrale. 
 X   sm. 1 compliment. 2 (cortesia affettata) ceremony. 
 @   spagn. cumplimiento, deriv. da cumplir, dal lat. complere compiere. 

\complimentóso, agg. 1 Cerimonioso, che fa molti complimenti. 2 Che contiene molti complimenti. 

\complottàre, v. intr. 1 Fare un complotto. ~ cospirare. 2 Parlare con qualcuno con voce bassa e concitata. ~ confabulare. 
 X   v. intr. to conspire, to plot. 

\complòtto, sm. Il complottare. ~ congiura, combutta. 
 X   sm. conspiracy, plot. 
 @   franc. complot. 

\complùvio, sm. 1 Linea d'incontro di due falde del tetto, in cui confluiscono le acque piovane. 2 Nella casa romana, apertura nel soffitto dell'atrio, per la quale entrava la luce. 

\componèndo, sm. Proprietà delle proporzioni secondo cui la somma dei due primi termini sta al secondo come la somma degli ultimi sta all'ultimo. 

\componènte, agg., sm. e sf. agg. Che fa parte di un insieme. 
sf. Elemento che concorre alla formazione di un insieme (specie se non materiale) le componenti dello stile letterario 
sm. 1 Sostanza che entra a far parte di un miscuglio. ~ ingrediente. 2 Ciascuna delle grandezze o delle parti che formano un tutto organizzato  i componenti del consiglio di amministrazione  i (ma anche le) componenti di un vettore 3 Elemento con particolare funzione in un circuito elettrico o elettronico. i componenti digitali erano decisamente aumentati in questo ultimo prototipo
 X   sm. member, component. sf. element, member. 

\componentìstica, sf. L'attività industriale che prepara componenti per altre industrie che produrranno il prodotto finito. 

\componentìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla componentistica. 

\componìbile, agg. Si dice di elemento che può essere unito ad altri in una struttura più complessa. ha acquistato una cucina componibile
 X   agg. modular. 

\componiménto, sm. 1 Il mettere d'accordo parti tra loro in contrasto. 2 Atto, effetto del comporre. 3 Lavoro letterario o musicale. ~ opera, elaborato. 4 Esercitazione scolastica in cui l'alunno si dedica alla stesura di un tema. ~ tema, testo. 
 X   sm. 1 composition. 2 (teatrale) work. 

\componitóre, sm. (f.-trìce) Chi compone. 

\compórre, v. v. tr. 1 Mettere insieme varie cose così da formare un tutto. ~ combinare, unire. <> smontare, scomporre. compose allora il marchingegno, formato da quelle strane parti. 2 Costruire. ~ formare. <> disfare. le ossa compongono l'apparato scheletrico. 3 Concepire e produrre un'opera letteraria o musicale. ~ scrivere. in una sola notte compose quella mirabile opera. 4 Mettere in ordine. ~ accomodare. 5 Atteggiare. 6 Mettere d'accordo. ~ conciliare. 7 Combinare i caratteri mobili in parole e cose. 8 Formare. comporre un numero telefonico
v. intr. pron. 1 Assumere un atteggiamento di compostezza e correttezza. ~ atteggiarsi. si compose immediatamente dopo quello sfogo. 2 Essere formato. ~ consistere. la casa si componeva di vari piani. 3 Accomodarsi. ~ rassettarsi. 
 X   v. tr. 1 to make up, to compose. 2 (ordinare) to arrange. 3 (telefono) to dial. 4 (scrivere) to write. 
 @   lat. componere mettere insieme comp. da com-, da cum con + ponere porre. 

\comportàbile, agg. Che si può comportare. ~ tollerabile. 

\comportamentàle, agg. Relativo al comportamento. 

\comportamentìsmo, sm. Branca della psicologia americana, introdotta alla fine del secolo scorso e sistematizzata da J. B. Watson, nota anche con il nome di behaviorismo. Spiega i comportamenti umani basandosi sui meccanismi di stimolo e risposta. Tra i maggiori esponenti, C. L. Hull, E. C. Tolman, B. F. Skinner. 
In linguistica ha dato origine alla teoria secondo cui gli atti linguistici non sono altro che risposte a stimoli provenienti dall'esterno (L. Bloomfield). 

\comportaménto, sm. 1 Maniera di comportarsi. ~ condotta. 2 L'insieme delle manifestazioni esteriori di un individuo corrispondenti a determinate situazioni psicologiche. ~ atteggiamento. 
 X   sm. behaviour. 

\comportàre, v. v. tr. 1 Consentire. ~ permettere. 2 Portare con sé. ~ includere, contemplare. 
v. intr. pron. Agire, contenersi, muoversi. ~ atteggiarsi. 
 X   v. tr. to imply, to involve. v. intr. pron. to behave. 
 @   lat. comportare portare insieme. 

\compòrto, sm. 1 Lasso di tempo che il creditore tollera d'indugio verso il debitore. 2 Periodo di tempo che un treno ha l'obbligo di rispettare per l'attesa di un treno coincidente. 

\compos sui Espressione latina che significa "padrone di sé". Indica una persona che è nel pieno delle sue facoltà mentali. 

\Compòsite Piante erbacee conosciute anche con il nome di Asteracee, appartenenti all'ordine delle Asterali, arbustive con fiori raggruppati in capolini e acheni piumosi che producono un solo seme. Si possono distinguere vari tipi di fiori; a forma tubolare (per esempio nel cardo), a forma raggiata (per esempio nelle margherite) e a forma bilabiata (per esempio nella cicoria). Alcuni esemplari, presenti in quasi tutto il mondo, sono usati come alimento (cicoria, carciofo, lattuga, indivia, girasole) oppure in medicina (camomilla, tarassaco) o come ornamento (dalie, crisantemi, margherite). 

\compositìvo, agg. 1 Che entra nella composizione di qualcosa. 2 Relativo alla composizione letteraria e artistica. 

\compòsito, agg. Composto di diversi elementi. 
 @   lat. compositus, p.p. di componere comporre. 

\compositòio, sm. Arnese di metallo nel quale il compositore pone i caratteri mobili in modo da formare righe e parole. 

\compositóre, sm. 1 Chi compone. 2 Operaio tipografo addetto alla composizione. 
 X   sm. 1 composer. 2 (tipografo) typesetter, compositor. 
 @   lat. compositor,-oris. 

\compositrìce, sf. Macchina che esegue automaticamente la composizione. 

\composizióne, sf. 1 Formazione. ~ costituzione. la composizione chimica della sostanza rivelava delle tracce di anabolizzanti. 2 In tipografia, operazione di accostare lettere e segni per formare parole e linee. 3 Testo scritto, per esercizio scolastico. 4 Struttura caratteristica di qualcosa. 5 Attività legata alla produzione di un'opera. studiare composizione, studio della tecnica per brani musicali. 6 Conciliazione di due o più persone in contrasto tra loro. ~ accordo. 7 In matematica, l'operazione con cui a due funzioni F e G, tali che gli output delle prima sono input della seconda, si associa la funzione G(F(.))   +  
 X   sf. composition. 
 @   lat. compositio,-onis, deriv. da compositus, p.p. di componere comporre. 

\compossèsso, sm. Possesso in comune con altre persone. 

\compossessóre, sm. Chi possiede insieme ad altri qualcosa. 

\compost, sm. invar. Prodotto ottenuto dalla degradazione batterica dei rifiuti solidi urbani. 

\compósta, sf. 1 Conserva o marmellata di frutta cotta con zucchero. 2 Materiale fertilizzante. 
 X   sf. 1 stewed fruit. 2 (fertilizzante) compost. 

\compostàggio, sm. Smaltimento dei prodotti solidi urbani con produzione di compost. 

\Compostela Santiago de ved. "Santiago de Compostela" 

\compostézza, sf. L'essere composto. ~ contegno, decoro. <> scompostezza, volgarità. 
 X   sf. composure, decorum. 

\compostièra, sf. Coppa per servire in tavola la composta. 

\compósto, o compòsto, agg. e sm. agg. 1 Formato da varie parti. ~ composito. <> semplice. 2 Che ha un atteggiamento ordinato, educato. ~ decoroso. <> scomposto. 
sm. Ciò che risulta dall'unione di due o più elementi. ~ amalgama, miscuglio. 
 X   agg. 1 compound. 2 (persona) composed. 3 (decoroso) dignified. 4 (ordinato) neat, tidy. sm. 1 compound. 2 (amalgama) mixture. 
In chimica indica una sostanza che, attraverso varie trasformazioni, può essere suddivisa in altre sostanze, dette elementi, con peso inferiore a quello della sostanza originaria. Ogni composto chimico è costituito da elementi qualitativamente e quantitativamente definiti e può quindi essere espresso con una formula specifica. I composti chimici possono essere inorganici od organici. Questi ultimi sono caratterizzati dalla presenza nella loro formula dell'elemento carbonio e vengono ulteriormente distinti in composti alifatici (acidi carbossilici, alcoli, aldeidi e chetoni, ammine e idrocarburi) e aromatici (profumi, ormoni, vitamine, coloranti ecc.). 

\cómpra, sf. 1 Il comprare. 2 La cosa comprata. 

\compràbile, agg. Che si può comprare. 

\compràre, v. tr. 1 Ottenere dietro pagamento. ~ acquistare, comperare. <> vendere. 2 Corrompere con denaro. ~ prezzolare. 
 X   v. tr. 1 to buy. 2 (corrompere) to bribe. 
 @   lat. comparare procurare, comp. da com-+ parare. 

\compratóre, sm. (f.-trìce) Chi compra. ~ acquirente. <> venditore. 
 X   sm. purchaser, buyer. 

\compravéndere, v. tr. Fare la compravendita di qualcosa. 

\compravéndita, sf. Contratto con cui si trasferisce la proprietà di una cosa in cambio di una somma di denaro. 
 X   sf. sale. 

\comprèndere, v. tr. 1 Contenere. ~ racchiudere, includere, abbracciare. <> escludere. non sono comprese le spese di trasporto nella cifra indicata. 2 Capire, afferrare con la mente, rendersi ragione di qualcosa. ~ intendere. solo allora comprese il malinteso che era accaduto. 3 Giustificare, scusare umanamente ~ perdonare. <> condannare. comprendeva la sua esigenza di attendere ancora altro tempo. 4 Sorpendere, sopraffare (detto di sentimenti o passioni). ~ invadere. quella vista lo comprese di orrore.
 X   v. tr. 1 to comprise, to include, to consist of. 2 (capire) to understand, to get. 
 @   lat. comprendere prendere con il pensiero, capire. 

\comprendiménto, sm. Il comprendere. ~ comprensione. 

\comprendònio, sm. Capacità di comprendere. 

\comprensìbile, agg. Che può essere compreso. ~ intelligibile, chiaro, evidente. <> complicato, oscuro. 
 X   agg. 1 comprehensible. 2 (ammissibile) understandable. 

\comprensibilità, sf. Qualità di ciò che è comprensibile. 

\comprensibilménte, avv. 1 In modo comprensibile. ~ logicamente. <> incomprensibilmente. 2 Evidentemente. ~ nettamente. 

\comprensióne, sf. 1 Atto e facoltà di comprendere. ~ intelligenza, penetrazione, cognizione. <> incomprensione, ottusitÓ. 2 Capacità di considerare con animo benevolo i problemi altrui. ~ condiscendenza, indulgenza, tolleranza, disponibilitÓ. <> intransigenza, incomprensione, intolleranza. 3 L'insieme delle note o degli attributi costitutivi della definizione di un concetto. In logica il principio di comprensione stabilisce che per ogni proprietà definita su determinati oggetti esiste la classe corrispondente (G. Frege, B. Russel). 
 X   sf. understanding, comprehension. 
 @   lat. comprehensio,-onis. 

\comprensìvo, agg. 1 Che comprende, raccoglie in sé più cose (• il prezzo è comprensivo della prima colazione). ~ inclusivo. <> incomprensivo. 2 Che possiede comprensione (• è comprensivo con chi ha difficoltà). ~ indulgente. <> intollerante. 
 X   agg. 1 inclusive, comprehensive. 2 (indulgente) understanding, sympathetic. 

\comprensoriàle, agg. Di comprensorio. 

\comprensòrio, sm. 1 Territorio soggetto a bonifica. 2 Regione. ~ zona. 

\compréso, agg. 1 Contenuto. ~ incluso. <> escluso. 2 Inteso. ~ capito. 3 Sopraffatto. 4 Interamente occupato. ~ compenetrato. 
 X   agg. inclusive, including. 

\comprèssa, sf. 1 Pezza di garza ripiegata usata per ricoprire le ferite. 2 Pastiglia di medicamento polverizzato e pressato. ~ pillola, capsula. 
 X   sf. 1 compress. 2 (pastiglia) tablet, pill. 

\compressìbile, agg. Lo stesso che comprimibile. 

\compressibilità, sf. Proprietà dei corpi compressibili. 

\compressióne, sf. L'azione, l'effetto del comprimere. 
 X   sf. compression. 
 @   lat. compressio,-onis, deriv. da compressus, p.p. di comprimere. 
In fisica è la trasformazione termodinamica con la quale si verifica una diminuzione del volume a causa di un aumento della pressione. 
Nei motori a scoppio a quattro tempi, indica il momento in cui il pistone comprime la miscela aria-combustibile all'interno del cilindro. 
Rapporto di compressione 
Rapporto tra le pressioni d'entrata e d'uscita in un compressore. In un motore a combustione interna alternativo è il rapporto tra il volume massimo e minimo della camera del cilindro. 
In informatica indica il processo di riduzione del numero di bit per rappresentare un'informazione (compattazione). A seconda dei casi la compressione può comportare o meno la perdita d'informazione. Gli algoritmi utilizzati variano in base al tipo di dati da comprimere: per i file di programma o i database vengono usati algoritmi che si limitano a comprimere lo spazio vuoto e codificano le parole più ricorrenti utilizzandone altre più corte. Per i file grafici, invece, si ricorre sovente ad algoritmi (GIF, TIFF, JPEG, MPEG) che, pur mantenendo l'aspetto generale dell'immagine contenuta nel file, sacrificano i particolari meno significativi; la compattazione di questi file si traduce, di norma, in un'impercettibile perdita di definizione. 

\compressìvo, agg. Che serve a comprimere. 

\comprèsso, agg. Premuto. ~ calcato. 
 X   agg. pressed, compressed, repressed. 

\compressóre, agg. e sm. agg. Che comprime. 
sm. Macchina che tramite un motore comprime un aeriforme aumentandone pressione e temperatura. 
 X   sm. compressor. 
Il fluido compresso può essere utilizzato per la produzione di energia propulsiva (turbine) o per il funzionamento di utensili pneumatici (trapani, avvitatori, impianti di verniciatura e sabbiatura). L'incremento di temperatura viene principalmente usato negli impianti di refrigerazione. I compressori possono essere a ciclo chiuso (con successivi cicli di compressione e decompressione della stessa quantità di fluido) o a ciclo aperto (con fuoriuscita continua del fluido compresso). In base al loro funzionamento meccanico, è inoltre possibile distinguere i compressori in alternativi e rotativi (o centrifughi). Il compressore alternativo è una macchina che utilizza le variazioni di volume prodotte dal movimento di uno stantuffo in un cilindro o di lobi rotanti in una camera di apposito disegno. Il compressore rotativo o centrifugo utilizza la forza centrifuga prodotta da una girante. 
Compressore di volume 
Amplificatore non lineare che amplifica i bassi livelli di segnale. Usato in telefonia e nella registrazione magnetica dei suoni per scindere il segnale dal rumore. Il segnale trasmesso o registrato per mezzo di un compressore deve essere ricevuto o riprodotto con un amplificatore di caratteristiche opposte. 
Compressore stradale 
Macchina composta da uno o più rulli di peso rilevante che viene utilizzata per comprimere e livellare pietrisco o bitume durante la costruzione di una sede stradale. Può essere azionata da un proprio motore o rimorchiata da un altro automezzo. 

\comprimàrio, sm. 1 Medico primario insieme con un altro. 2 Ruolo teatrale comprendente le parti che vengono per importanza subito dopo quelle dei protagonisti. 

\comprìmere, v. tr. 1 Esercitare una forte pressione su qualcosa. ~ premere. <> allentare. il liquido era compresso da una pompa. 2 Sottoporre a compressione. 3 Reprimere. ~ soffocare. <> liberare. comprimere i propri sentimenti di sdegno
 X   v. tr. 1 to press, to compress. 2 (reprimere) to repress. 
 @   lat. comprimere, comp. da com-+ premere premere. 

\comprimìbile, agg. Che si può comprendere. 

\comprimibilità, sf. Proprietà dei corpi di ridurre il volume sotto l'azione di agenti esterni. 

\compromésso, agg. e sm. agg. Che è messo in una situazione difficile. l'accordo Ŕ ormai compromesso dagli ultimi eventi accaduti
sm. 1 Accordo. compromesso di vendita. 2 Deviazione del comportamento pratico rispetto ai principi morali. non voleva accettare compromessi, almeno in questa occasione. 3 Negozio con cui le parti rimettono ad arbitri la decisione della controversia. 
 X   sm. 1 compromise. 2 (dir.) preliminary agreement. 

\compromésso stòrico La collaborazione al governo in Italia tra le forze cattoliche e quelle comuniste, teorizzata verso la metà degli anni Settanta. 

\compromettènte, agg. Che compromette. 

\comprométtere, v. v. tr. 1 Mettere a repentaglio. ~ pregiudicare, danneggiare. <> salvaguardare. 2 Affidare una questione alla decisione di un arbitro. 3 Coinvolgere. ~ implicare. <> tutelare, salvaguardare. 
v. rifl. 1 Entrare in una situazione; rischiare, impegnarsi. ~ esporsi. 2 Insudiciarsi, disonorarsi. ~ insozzarsi. 
 X   v. tr. to compromise. 

\compromissàrio, sm. Chi viene nominato arbitro in una controversia. 

\Compromissione, La Romanzo di M. Pomilio (1965). 

\compromissòrio, agg. Relativo a compromesso. 

\comproprietà, sf. Diritto di proprietà spettante in comune a più persone. 

\comproprietàrio, sm. Contitolare di un diritto di proprietà. 

\compròva, sf. Conferma. ~ convalida. 

\comprovàbile, agg. Che si può comprovare. 

\comprovàre, v. tr. Provare con nuovi argomenti una cosa che i fatti hanno già dimostrato essere vera. ~ avvalorare, confermare. 
 X   v. tr. to confirm. 
 @   lat. comprobare, comp. da com-+ probare approvare. 

\comptometer, sm. invar. Nome commerciale di un'addizionatrice in cui, premendo i tasti, si agisce direttamente sul totalizzatore. 

\comptometrìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi opera col comptometer. 

\Compton, Arthur Holly (Wooster 1892-Berkeley 1962) Fisico statunitense. Compì studi sulla rotazione della terra, sui raggi X, in particolare sui raggi cosmici. Ebbe il premio Nobel con C. T. R. Wilson nel 1927 per la scoperta del fenomeno omonimo. 
Effetto Compton 
Fenomeno per cui, dopo l'interazione tra un fotone incidente e un elettrone della sostanza attraversata, il fotone perde energia e viene così modificata la sua lunghezza d'onda. Confermò la teoria dei quanti di luce ipotizzata da Max Planck. 

\Compton-Burnett, Ivy (Londra 1892-1969) Romanziere. Tra le opere Fratelli e sorelle (1929) e Mariti e mogli (1931). 

\compulsàre, v. tr. Leggere, consultare libri specialmente a scopo di studio. 

\compùngere, v. tr. Turbare. ~ affliggere. 

\compùnto, agg. Che mostra afflizione, mortificazione. ~ dispiaciuto, avvilito, contrito. <> spensierato. 
 X   agg. contrite. 

\compunzióne, sf. Atteggiamento di dolore e di pentimento anche non sincero. 

\computàbile, agg. Che si può computare. 

\computàre, v. tr. 1 Fissare una quantità. 2 Mettere in conto. 
 X   v. tr. 1 to calculate. 2 (mettere in conto) to debit. 
 @   lat. computare. 

\computazionàle, agg. Che si riferisce alla computazione elettronica. 

\computazióne, sf. Computo. 

\computer, sm. invar. Termine generico usato per designare qualsiasi tipo di elaboratore elettronico. Vengono comunemente distinti in microcomputer (o personal computer), minicomputer e mainframe. Il primo comprende tutti gli elaboratori di piccole e medie dimensioni, progettati per funzionare in modo autonomo o come terminali intelligenti di reti locali o territoriali. Il secondo indica invece le macchine utilizzate come unità centrali (server) di reti aziendali con un numero limitato di terminali. I mainframe computer, infine, sono elaboratori di grande potenza che possono supportare centinaia di terminali. Ogni computer è composto da un'unitÓ centrale, dalle unitÓ di memorizzazione e dai dispositivi di ingresso e uscita. L'unità centrale è costituita da un microprocessore (Central Processing Unit o CPU), che rappresenta il cuore dell'intero sistema, e da un bus di comunicazione. Nei minicomputer e nei mainframe è molto frequente trovare anche più di una CPU (sistemi multiprocessore). Le unità di memorizzazione sono normalmente distinte in memorie allo stato solido e memorie di massa. Alla prima categoria appartengono la ROM (memoria a sola lettura) e la RAM (memoria ad accesso casuale, volatile); della seconda fanno parte dischi floppy, dischi rigidi, unitÓ a nastro e magneto-ottiche. I dispositivi di ingresso, oltre alla tradizionale tastiera, annoverano anche mouse, penna ottica, scanner e tavoletta grafica. Quelli di uscita sono il monitor e la stampante. Esistono poi altre periferiche che consentono sia l'uscita che l'ingresso dei dati, come la scheda di rete e il modem. Quest'ultimo, a causa dell'enorme diffusione del fenomeno Internet, è recentemente balzato al ruolo di accessorio essenziale di ogni personal computer. ~ calcolatore, elaboratore, cervello elettronico.   +  
 X   sm. invar. computer. 
Computer art 
Arte visiva realizzata per mezzo del calcolatore elettronico. 
Computer music 
Genere di musica elettronica originata da un calcolatore collegato a dispositivi per la creazione del suono. I primi tentativi furono fatti negli studi dei Bell Laboratories, del CCRMA di Stanford e dell'IRCAM di Parigi. 

\computer game, sm. invar. Videogioco che si esegue con il computer. 

\computer graphic, loc. sost. f. invar. Insieme di tecniche, strumenti matematici e programmi, usati per realizzazioni grafiche tramite calcolatore. Queste tecniche, apparse dagli anni '60 in poi, servono anche per l'utilizzo di calcolatori nel disegno industriale (CAD) e nella produzione tramite macchine a controllo numerico (CAM). 

\computer music, loc. sost. f. invar. Musica informatica. 

\computerizzàbile, agg. Che può essere tradotto nel linguaggio del computer. 

\computerizzàre, v. tr. Effettuare per mezzo del computer. 
 X   v. tr. to computerize. 

\computerizzàto, agg. Si dice di ciò che è effettuato per mezzo del computer. 

\computìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi pratica la computisteria. 

\computisterìa, sf. Applicazione dell'aritmetica a calcoli commerciali. 
 X   sf. book-keeping 

\computìstico, agg. (pl. m.-ci) Proprio della computisteria. 

\còmputo, sm. Calcolo specialmente complicato. 
 X   sm. calculation. 

\COMSAT Sigla di Communications Satellite Corporation (società per le comunicazioni via satellite). 

\Comte, Auguste (Montpellier 1798-Parigi 1857) Filosofo. Tra le opere Corso di filosofia positiva (1830-1842) e Sistema di filosofia positiva (1851-1854). 

\Comùn Nuòvo Comune in provincia di Bergamo (2.658 ab., CAP 24040, TEL. 035). 

\comunàle, agg. 1 Che è di proprietà della comunità. 2 Ordinario, solito. ~ usuale. 3 Che si riferisce o appartiene al comune. 
 X   agg. town, municipal, city. 

\comunànza, sf. 1 Condizione dell'essere comune a più cose o più persone. ~ comunione. <> divisione. 2 Somiglianza. ~ affinità. <> diversità. 

\Comunànza Comune in provincia di Ascoli Piceno (3.026 ab., CAP 63044, TEL. 0736). 

\comunardo, sm. Partigiano della comune di Parigi del 1871 

\comùne, agg., sm. e sf. agg. 1 Che è di tutti o si riferisce a tutti. ~ generale, collettivo, pubblico. <> individuale, privato. 2 Proprio della maggioranza. ~ collegiale, generale. <> individuale, singolo. 3 Che riguarda un gruppo stretto di persone o cose. 4 Usuale. ~ abituale. <> anomalo. 5 Cordiale, imparziale. 6 Dozzinale. ~ ordinario. <> fine. 
sm. 1 Ente territoriale autonomo nella cerchia dei principi stabiliti dalle leggi generali della repubblica, che ne regolano le funzioni. 2 Normalità. ~ regola. 3 Marinaio semplice della marina da guerra. 
sf. In un ambiente scenico chiuso, la porta che si finge comunichi con l'esterno. 
 X   agg. 1 common. 2 (medio) average. 3 (ordinario) ordinary. sm. 1 (amm.) town council, municipality. 2 (normalità) common run. 
Organi del comune sono il consiglio, la giunta e il sindaco che è capo dell'amministrazione comunale, ufficiale di governo ed è eletto dal consiglio a scrutinio segreto. La sua carica dura quattro anni, salvo motivi di cessazione. I comuni si costituirono anticamente come governo di cittadini autonomi nei confronti delle signorie feudali. Questo fenomeno si diffuse in tutta Europa e, in particolare, nell'Italia del nord e centrale, ove i comuni acquisirono caratteri istituzionali e indipendenti (pace di Costanza 1183). All'interno del comune italiano la vita si svolgeva nelle corporazioni professionali, che forgiavano la nuova classe borghese. Assunse diverse forme governative: consolare tra l'XI e il XII sec., podestarile (XIII sec.) e capitano del popolo (XIV sec.). L'evoluzione del comune nella signoria fece perdere il carattere elettivo dell'istituzione, poiché la signoria divenne ben presto una forma di governo dinastica. 

\Comùne di Parìgi Governo rivoluzionario formatosi a Parigi dal 18 marzo al 28 maggio 1871. In seguito alla sconfitta nella guerra con la Prussia e all'incapacità del governo di controllare la situazione politica, militare ed economica nel Paese, si scatenarono forze rivoluzionarie contrarie al governo di A. Thiers e all'assemblea nazionale. Il governo si rifugiò a Versailles, lasciando la città al controllo del comitato centrale della guardia nazionale che fu affiancato dal consiglio generale della Comune, proclamato il 28 marzo. L'esperienza durò poco; a causa delle divergenze interne e dell'isolamento dal resto del paese, si verificarono sanguinosi scontri (20.000 comunardi rimasero uccisi), poi le truppe governative guidate da E. P. Mac-Mahon riuscirono a ristabilire l'ordine nel giro di una settimana. Seguì una repressione sanguinosissima con deportazioni, condanne a morte e fucilazioni. 

\comunèlla, sf. 1 Accordo tra persone aventi lo stesso chiaro scopo. 2 Chiave che apre tutte le porte di un albergo. 

\comuneménte, avv. 1 Generalmente, di solito. ~ abitualmente. 2 In comune. ~ insieme. 3 Banalmente. ~ ordinariamente. 

\comunicàbile, agg. Che può essere comunicato. 

\comunicabilità, sf. L'essere comunicabile. 

\comunicàndo, sm. Chi sta per ricevere l'Eucarestia. 

\comunicànte, agg., sm. e sf. agg. Che comunica. 
sm. Chi amministra l'Eucarestia. 
sm. e sf. Chi si comunica. 

\comunicàre, v. v. tr. 1 Far sapere. ~ divulgare. <> celare, tacere. riuscý pur con grande fatica a comunicarle ci˛ che stava provando in quei momenti felici. 2 Amministrare la comunione. il sacerdote comunica i fedeli presenti alla Messa
v. intr. 1 Essere in rapporto con qualcuno. 2 Essere in comunicazione. ~ corrispondere. non aveva alcuna possibilitÓ di comunicare in quello stato di isolamento
v. intr. pron. 1 Propagarsi. ~ trasmettersi. un senso di frustrazione si comunic˛ fra i reparti pi¨ avanzati. 2 Ricevere l'eucarestia. 
 X   v. tr. e intr. 1 to communicate. 2 (notizia) to pass on. 3 (rel.) to administer communion. 
 @   lat. communicare, deriv. da communis comune. 

\comunicatìva, sf. Naturale facilità a comunicare con gli altri. ~ espansività. <> chiusura. 
 X   sf. communicativeness. 

\comunicatìvo, agg. 1 Atto a comunicarsi. 2 Che ha o dimostra buona comunicativa. ~ affabile, espansivo. <> chiuso, riservato. 

\comunicàto, sm. Notizia, informazione ufficiale variamente divulgata. ~ avviso. 
 X   sm. 1 communiqué, bulletin. 2 (stampa) press release. 

\comunicatóre, sm. Chi comunica con una certa padronanza. 

\comunicazióne, sf. 1 Atto, effetto del comunicare. ~ messaggio, notizia, trasmissione. 2 Accomunamento. 
 X   sf. 1 communication. 2 (annuncio) announcement. 3 (collegamento) connection, line. 
 @   lat. communicatio,-onis. 
La teoria della comunicazione studia il fenomeno di trasmissione di segnali tra sistemi di uguale o diversa natura (tra macchine, tra uomini, tra uomo e macchina, tra animali). 
R. Jakobson individuò, nell'ambito della comunicazione linguistica, il mittente, il messaggio, il canale, il codice, il destinatario, il contesto e il contratto. 
Comunicazione giudiziaria 
Notifica all'imputato o all'indiziato di un reato che si sta procedendo a indagini sul suo conto; venne sostituita dall'informazione di garanzia a seguito della riforma del codice di procedura penale. 
Comunicazione di massa 
Processo di produzione, trasmissione e diffusione di immagini e notizie in breve tempo verso individui non in rapporto tra loro. I mezzi utilizzati (cinema, stampa, radio, televisione) vengono detti mass media. 

\comunióne, sf. 1 Comunanza di interessi o altro. ~ condivisione, partecipazione. <> separazione. 2 Sacramento dell'eucarestia. 3 Il dividere con altri il diritto di proprietà di un bene. 
 X   sf. 1 communion. 2 (di beni) joint ownership of property. 
 @   lat. communio,-onis, deriv. da communis comune. 
In diritto situazione giuridica che si verifica quando più titolari hanno lo stesso diritto su un bene. Può riguardare il diritto di proprietà (comproprietà), il possesso (compossesso), l'usufrutto e qualsiasi altro diritto reale. Ogni contitolare ha una quota astratta (ideale) del bene o del godimento del bene, senza però considerare il bene di sua materiale e determinata appartenenza. 
Comunione dei beni 
Regime patrimoniale legale familiare, che viene automaticamente applicato in assenza di contrarie disposizioni matrimoniali. Ogni coniuge è comproprietario dei beni acquistati durante il matrimonio e degli utili delle aziende gestite congiuntamente prima dello stesso. 

\Comunìsmo Vetta (7.495 m) del Tagikistan, la più elevata nel massiccio del Pamir. 

\comunìsmo, sm. Sistema politico, sociale ed economico basato sull'abolizione della proprietà privata dei mezzi di produzione e dei prodotti del lavoro. Ha assunto caratteristiche diverse nei tempi, da Platone a Tommaso Moro a Campanella; è passato da una concezione utopistica e di esaltazione della natura a un significato più storico e rivoluzionario, a seguito della rivoluzione industriale del XVIII sec. I primi teorici furono i socialisti utopisti come Babeuf, Saint-Simon, Fourier, Proudhon, Owen; il pensiero comunista fu poi precisato ed enfatizzato dall'opera di K. Marx e F. Engels, con un'analisi critica del sistema di produzione e sociale del capitalismo. Con l'opera Il Manifesto del Partito comunista (1848) venne esposta una prima strategia politica mirante, nel tempo, alla creazione di una società senza classi. In questa società, non esistendo più classi sociali distinte, lo stato stesso deve cessare di esistere, a favore della dittatura del proletariato e per mezzo della salita al potere della classe operaia. Tale strategia fu accettata nel 1871 dalla Prima Internazionale. La Seconda Internazionale (1889) riorganizzò partiti e sindacati europei in modo riformista. Fu dominata dal pensiero di Marx e si proponeva di abbattere il sistema capitalistico così come di migliorare le condizioni del lavoro e di promulgarne una legislazione internazionale. Nel 1919 la corrente rivoluzionaria, guidata da Lenin, si separò formando la Terza Internazionale cui aderirono sessanta partiti rivoluzionari. Essa fu fortemente accentratrice e si oppose con forza ai partiti socialdemocratici e riformisti. Fu sciolta da Stalin nel 1943. La Quarta Internazionale fu fondata a Parigi da Trockij dopo il distacco da Stalin, ma ebbe scarso successo. Il comunismo è stato quindi adattato e modificato, secondo le varie situazioni storiche, dal leninismo e dal maoismo in Russia e in Cina, nonché nei numerosi tentativi di socialismo reale fatti in Europa orientale, Africa e Asia nel XX sec. Il fallimento dell'esperienza sovietica ha prodotto una crisi del comunismo, culminata alla fine degli anni '80 nella dissoluzione del blocco comunista legato all'Unione Sovietica. 
 X   sm. communism. 
 @   franc. communisme. 

\comunìsta, agg., sf. e sm. (pl. m.-i) agg. Del comunismo. ~ marxista. <> capitalista. 
sm. e sf. 1 Seguace del comunismo. ~ bolscevico. 2 Relativo o appartenente a un partito comunista. ~ compagno. 
 X   agg., sm. e sf. communist. 

\comunìstico, agg. (pl. m.-ci) Del comunismo. 

\comunistizzàre, v. tr. Conquistare o ridurre al comunismo. 

\comunità, sf. 1 Gruppo di persone che hanno notevoli cose da condividere. 2 Organizzazione operante come collettività. ~ associazione. 3 Comunanza. 
 X   sf. community. 
 @   lat. communitas,-atis, deriv. da communis comune. 
ComunitÓ montana 
Ente preposto alla pianificazione e alla programmazione dello sviluppo del territorio, prevalentemente in campo agricolo e forestale, appartenente alla medesima area montana. Costituite nel 1971, le comunità montane sono obbligatorie nei territori ubicati sopra i 600 m. 

\Comunità dégli Stàti Indipendènti => CSI 

\comunitàrio, agg. Della comunità. ~ comune, collettivo, pubblico. <> personale, privato. 
 X   agg. community. 

\comùnque, avv. e cong. avv. In ogni modo, in ogni caso. 
cong. 1 In qualunque, in qualsiasi modo. comunque vada a finire sono felice di questa esperienza. 2 Tuttavia. ~ però. Ŕ andata cosý, comunque non mi sembra il caso di drammatizzare
 X   avv. 1 in any case, anyway, anyhow. 2 (tuttavia) however. cong. no matter how, however, all the same. 
 @   da come + deriv. dal lat. unquam mai. 

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