indice       <<< 

\d, D Quarta lettera dell'alfabeto italiano e latino. La sua origine risale al daleth fenicio, passando dal delta greco. In italiano è un'occlusiva dentale sonora. 
In metrologia d (minuscola) rappresenta l'abbreviazione di deci-o indica il giorno (inglese day). 
In biochimica una D (maiuscola) è una vitamina. 
In chimica la D (maiuscola) è il simbolo del deuterio. 
In fisica indica il coefficiente di diffusione o lo spostamento dielettrico. 
In musica, nei paesi anglosassoni e tedeschi, D equivale alla nota Re secondo un'antica intavolatura musicale, tuttora in uso (sistema di Oddone di Cluny). In questi paesi, la D maiuscola può indicare la tonalità di re maggiore, la d minuscola la tonalità di re minore. 

\d. C. Sigla di dopo Cristo. 

\da, prep. 1 Forma i complementi di moto da, per e verso luogo e gli stati in luogo. arrivava da una riunione sfiancante di lavoro. 2 Esprime allontanamento, separazione o distacco. gli odi familiari mi divisero da lei. 3 Indica provenienza, origine o causa. molti termini italiani derivano dal francese. 4 Esprime una qualità, una caratteristica, una stima, una misura o un prezzo 
sala da pranzo; giovane dal cuore d'oro. 5 Ha significato temporale. è da ieri che ti sto aspettando. 6 Ha valore di mezzo e modale. uscì dalla porta di servizio. 7 Introduce il fine, la destinazione o lo scopo a cui qualcosa è adibito. 8 Può indicare una quantità approssimativa e una limitazione. 9 Concorre alla formazione di locuzioni avverbiali. 10 Con gli articoli determinativi forma le preposizioni articolate. 11 Quando è seguita da un infinito introduce proposizioni consecutive e finali. 12 Sigla di deca-. 13 Primo elemento di composti nominali col valore dieci; preposto al nome delle unità di misura, ne indica il multiplo di ordine dieci. 
 X   prep. 1 (provenienza) from. 2 (destinazione) to. 3 (stato in luogo) at. 4 (moto per luogo) through. 5 (agente, causa) by. 6 (come) like. 7 (con valore consecutivo) as. 8 (durata) for. 9 (decorrenza) since. 10 (limitazione) in. 
 @   lat. de ab; nel significato [12]: dal greco déka dieci. 

\Da Lat Città (105.000 ab.) del Viet Nam, nell'Annam meridionale. Capoluogo della provincia di Lam Dong. 

\Da Nang Città (492.000 ab.) del Viet Nam, nell'Annam, capoluogo della provincia di Quang Nam-Da Nang. Porto del mar Cinese Meridionale, nella baia omonima. Le principali industrie sono alimentari, tessili (filatura del cotone e della seta) e, vicino al porto, si trovano numerosi cantieri navali. Importante base militare costruita dagli Stati Uniti durante la guerra del Viet Nam. Sede di un museo sugli usi e costumi delle antiche popolazioni locali. 

\da pòco => "dappoco" 

\Da Pónte, Lorènzo (Vittorio Veneto 1749-New York 1838) Pseudonimo di Emanuèle Conegliano, librettista e poeta di corte a Vienna, scrisse tre libretti per Mozart (Le nozze di Figaro, Don Giovanni, Così fan tutte). Si trasferì in America nel 1819 ove scrisse le sue Memorie (1823-1827). 

\Da Quarto al Volturno. Noterelle d'uno dei Mille Memorie di G. C. Abba (1880, 1891). 

\Da qui all'eternità vedi "Di qui all'eternità" 
Da qui all'eternità 
Film drammatico, americano (1953). Regia di Fred Zinnemann. Interpreti: Montgomery Clift, Burt Lancaster, Frank Sinatra. Titolo originale: From Here to Eternity 

\Da una casa di morti Opera in tre atti di L. Jan´cek, libretto proprio (Brno, 1930). 

\dabbàsso, avv. Di sotto, in basso. ~ giù. 

\dabbenàggine, sf. Ingenuità, candore che indicano semplicità di mente e facilità a lasciarsi ingannare. ~ semplicioneria, stupidità. <> accortezza, avvedutezza. 
 @   deriv. da dabbene. 

\dabbène, agg. invar. Buono, probo. ~ onesto. <> disonesto. 
 X   agg. invar. decent, honest. 
 @   da da bene. 

\Dabrowa Górnicza Città (132.000 ab.) della Polonia, nel voivodato di Katovice. 

\Dacca (o Dhaka) Capitale del Bangladesh (6.000.000 ab.), situata sul fiume Burhi; porto fluviale a Narayanganj. Importante centro industriale del Paese con industrie alimentari, tessili, chimiche, del vetro, del legno e cantieri navali. Nel 1947, con la divisione della colonia britannica in Unione Indiana e Pakistan, divenne capitale della provincia orientale di quest'ultimo e, dal 1971, del Bangladesh. 

\daccànto, avv. A fianco. ~ vicino. 

\daccàpo, o da càpo, avv. e sm. avv. 1 Da capo, di nuovo, un'altra volta, da principio. ~ ancora. rieccoci daccapo con questa faccenda! 2 In uno scritto o nelle composizioni a stampa indica il cominciare una nuova riga. andare daccapo dopo il punto
sm. Didascalia che prescrive la ripetizione di un brano. 
 X   avv. once again, over again. 

\dacché, cong. 1 Da quando. 2 Poiché, giacché. ~ siccome. 
 X   cong. since. 

\dacèlide, sm. Piccolo uccello coraciiforme australiano della famiglia degli Alcedinidi dal piumaggio bianco e bruno. 

\Dachau Città della Baviera (33.000 ab.) situata nelle vicinanze di Monaco. Nel 1933 vi fu costruito il primo campo di concentramento nazista. Ospitò complessivamente 200.000 prigionieri di cui 70.000 circa morirono. Il lager fu liberato il 28 aprile 1945. 

\dachiardìte, sf. Silicato idrato di sodio, potassio e calcio del gruppo delle zeoliti. Si presenta in piccoli cristalli di colore biancastro. 

\Dachstein Vetta (2.995 m) dell'Austria, nelle Alpi Orientali. La cima più elevata delle Prealpi del Salisburgo. 

\dàcia, sf. (pl.-cie o-ce) Villetta rustica russa. 

\Dàcia Antica regione della Tracia, regno dei daci. Abitata da popolazioni, divise in tribù, dedite alla pastorizia e all'agricoltura, fu ripetutamente invasa da stirpi celtiche. Il re Burebista (60 a. C.) conquistò Tracia e Pannonia. Dopo numerosi scontri con i romani, si giunse a una riappacificazione (89) che segnò l'inizio della colonizzazione romana del Paese. Con la definitiva conquista da parte di Traiano, al termine delle guerre daciche (101-106), fu ridotta a provincia romana. All'arrivo dei goti, nel 271, fu abbandonata da Aureliano. 

\dàcico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla Dacia o ai daci. 
Guerre daciche 
Insieme delle campagne condotte tra il 101 e il 106 a. C. da Traiano contro i daci. Il ricordo di queste guerre è tramandato da numerose opere d'arte in Dacia e a Roma (Colonna traiana). 

\dàco, sm. (f.-a; pl. m.-ci) Chi apparteneva alla popolazione dell'antica Dacia, corrispondente all'attuale Romania. 

\D'Acquìsto, Sàlvo (Napoli 1920-Palidoro, Roma 1943) Carabiniere. Durante la seconda guerra mondiale, in cambio della vita di ventidue ostaggi si fece fucilare dai tedeschi. Fu insignito della medaglia d'oro. 

\dacrioadenìte, sf. Infiammazione delle ghiandole lacrimali. 

\dacriocistìte, sf. Infiammazione del sacculo lacrimale. 

\dactilìte, sf. Infiammazione o l'infezione delle dita. 

\Dad (Papà) Film drammatico, americano (1989). Regia di Gary David Goldberg. Interpreti: Jack Lemmon, Ted Danson, Olympia Dukakis. Titolo originale: Dad 

\dàda, agg. e sm. invar. agg. Dadaista. 
sm. Dadaismo o suo seguace. 

\Dadàglio, Luìgi (Sezzadio, Alessandria 1914-Roma 1990) Cardinale italiano. Fu consacrato vescovo nel 1960 e divenne cardinale nel 1985 per mano di Giovanni Paolo II. Coordinò la conferenza episcopale dell'America Latina. 

\dadaìsmo, sm. Corrente artistica letteraria di avanguardia fondata nel 1916 a Zurigo da Tzara, Arp e altri membri del Cabaret Voltaire. Movimento futurista, esaltava il carattere anarchico dell'individuo, il rifiuto della cultura (il nome del movimento deriva da un nome scelto a caso in un dizionario francese) e della morale. Il movimento fu rigorosamente pacifista, a differenza del futurismo. I dadaisti nella pittura usavano tecniche non convenzionali, a volte stravaganti, mentre nella letteratura rifiutavano ogni vincolo sintattico. Tale rifiuto totale di regole fisse e schemi e la visione della libertà come massima espressione della vita condussero allo scioglimento del movimento nel 1922. Molti esponenti passarono al surrealismo. 
 @   franc. dadaisme, deriv. da dada. 

\dadaìsta, agg. e sm. (pl. m.-i) agg. Relativo al dadaismo. 
sm. Seguace del dadaismo. 

\Dàddi, Bernàrdo (Firenze ca. 1290-ca. 1348) Pittore. Tra le opere Trittico di Ognissanti (1328, Firenze, Uffizi) e Storie dei Santi Lorenzo e Stefano (ca. 1330, Firenze, Santa Croce, Cappella Pulci). 

\Daddy Nostalgie Film drammatico, francese (1990). Regia di Bertrand Tavernier. Interpreti: Dirk Bogarde, Jane Birkin, Odette Laure. Titolo originale: Daddy Nostalgie 

\dàdo, sm. 1 Piccolo cubo di vario materiale (osso, legno, avorio o materiale plastico) con l'incisione, sulle facce, di punti da uno a sei, in modo che le due facce opposte diano sempre sette come somma. Usato per diversi giochi, per lo più d'azzardo, fin dall'antichità. 2 Ogni oggetto di forma cubica. 3 Prisma di forma solitamente esagonale con foro filettato che si avvita sull'estremità della vite   +  . 4 Blocchetto di metallo che nell'arrampicata su roccia viene incastrato sulla roccia e utilizzato come ancoraggio. 5 Base della colonna. 
 X   sm. 1 dice, die. 2 (cuc.) stock cube. 3 (mecc.) screw nut, nut. 
 @   lat. datum, deriv. da datus, p.p. di dare. 
Il dado è tratto. Frase pronunciata da Giulio Cesare mentre passava il Rubicone. 
In meccanica sono chiamati galletti i dadi per il serraggio manuale. Può avere forma esagonale, quadrata, ad alette, a foro cieco, cilindrica e scanalata, a farfalla. Per evitare allentamenti del dado si ricorre al suo bloccaggio usando la copiglia, le rondelle e il controdado. 

\dadòforo, sm. Portatore di fiaccola. 
 @   dal greco dás, dadós fiaccola e phóros che porta. 

\dadolàta, sf. Insieme di piccoli dadi di pane, legumi ecc. usati come guarnizione per le minestre. 

\Dadra e Nagar Haveli Stato (139.000 ab.) federato dell'India, capoluogo Silvassa. 

\dadùco, sm. Nell'antica Grecia, sacerdote che occupava il secondo posto nella gerarchia sacerdotale dopo lo ierofante. Il deduco celebrava Eleusi portando la sacra fiaccola di Demetra. 

\Daedong Fiume (458 km) della Corea del Nord. Nasce dal Monte Nangnimsan e sfocia nel mar Giallo. 

\Daegu Città (2.229.000 ab.) della Corea del Sud, capoluogo della provincia di Gyeongsang Settentrionale. 

\Daejeon Città (1.050.000 ab.) della Corea del Sud, capoluogo della provincia di Chungcheong Meridionale. 

\daemon Nel linguaggio informatico designa un programma che, nel sistema UNIX, viene sempre eseguito in background. 

\daffàre, o da fàre, sm. invar. Insieme di occupazioni varie che richiede un'attività costante. 
 X   sm. toil, work. 

\D'Afflìsio Morèri, Elisabètta Attrice italiana morta intorno al 1760 a Finale Emilia, conosciuta anche con il soprannome di Passalacqua. Appartenente a una famiglia di attori, fece parte anche della compagnia teatrale di G. Imer. Recitò al teatro San Samuele di Venezia, dove conobbe C. Goldoni, con il quale ebbe una tormentata relazione. Per lei, Goldoni scrisse Don Giovanni Tenorio

\dàfne, sf. Genere di arbusti o suffrutici dai fiori rossi e profumati della famiglia delle Timelacee. Numerose specie sono tossiche e vengono utilizzate in farmacia. 

\Dàfne Nella mitologia greca ninfa, figlia di Peneo, dio dei fiumi, e di Gea. Fu amata da Apollo e, per fuggire da lui, chiese aiuto al padre che la tramutò in albero d'alloro. Questa pianta divenne da allora sacra ad Apollo. 

\Dàfni Personaggio mitologico, pastore siciliano figlio di Ermete, inventore del canto bucolico. Una ninfa lo accusò di infedeltà e lo accecò. 

\Dafni e Cloe Romanzo di Longo il Sofista (II-III sec.). 

\dàfnia, sf. Piccolo crostaceo (Daphnia pulex), detto anche pulce d'acqua (per i rapidi movimenti con cui si muove), dell'ordine dei Cladoceri, planctonico, d'acqua dolce. Serve da nutrimento ai pesci. Di forma rotonda è munita di antenne che usa come mezzo di locomozione in acqua. 

\dàga, sf. Spada corta a due tagli. 

\D'Àgata, Màrio (Arezzo 1926-Firenze 2009) Pugile italiano, sordomuto. Fu campione italiano dei pesi gallo nel 1953, europeo nel 1955 e mondiale nel 1956. 

\dagherrotipìa, sm. Antico sistema di fotografia. 

\dagherròtipo, sm. Apparecchio usato per la dagherrotipia; la lastra di rame argentato sulla quale si imprimeva l'immagine ottenuta con la dagherrotipia e l'immagine stessa. 

\Daghestan Centro industriale della Gran Bretagna posto a nord del Tamigi, nato per lo sviluppo di grandi officine automobilistiche. È diviso nei due distretti della Grande Londra di Barking and Dagenham e di Redbridge. 

\dàgli, prep. e inter. prep. Composta da da e gli. 
inter. Si usa per esortare, incitare. 

\Dagobèrto Nome di sovrani. 
Dagoberto I 
(600 ca.-Saint-Denis 639) Figlio di Clotario II, fu re d'Austrasia dal 623 e nel 629 riunì i regni merovingi sottomettendo parte della Britannia. 
Dagoberto II 
(652-679) Santo, re d'Austrasia dal 676 al 679. 
Dagoberto III 
(699-715) Re di Neustria dal 711 al 715, venne in seguito spodestato da Pipino d'Héristal. 

\Daguerre, Louis-Jacques (Cormeilles 1787-Bry-sur-Marne 1851) Pittore e inventore francese. Realizzò a Parigi, nel 1822, il diorama, genere di spettacolo in cui mostrava la visione di ampi paesaggi. Elaborò nel 1839 il procedimento fotografico di dagherrotipia. 

\Dagùri Popolazione mongola della Cina nordorientale costituita da circa settanta migliaia di individui parlanti una propria lingua, il daguro, e praticanti una religione sciamanica di origine siberica. Sono dediti alla caccia, all'agricoltura, all'allevamento e allo sfruttamento delle risorse forestali. 

\Dahlak Gruppo di isole del mar Rosso, davanti alle coste dell'Eritrea. 

\Dahra Regione montuosa dell'Algeria, tra la valle del Chélif e la costa mediterranea. 

\dài, prep. art. m. pl. e inter. prep. Composta da da e i. 
inter. Come dagli, si usa per incitare. 
 X   inter. come on. 

\Daiàno Comune in provincia di Trento (615 ab., CAP 38030, TEL. 0462). 

\Daïas Regione dell'Algeria, tra i monti Oulad Naïl a nord e il Mzab a sud. 

\daily, agg. invar. Nei paesi anglosassoni indica i quotidiani. 

\Daily Express Quotidiano britannico fondato nel 1900 da Arthur Pearson che sperimentò la prima pagina. Durante la seconda guerra mondiale era al primo posto per la tiratura. Nel 1966 passò al secondo posto dopo il Daily Mirror. 

\Daily Herald Quotidiano britannico fondato nel 1912 come organo ufficiale del partito laburista. Fu acquistato dal Daily Mirror nel 1964 e quindi sostituito da The Sun. 

\Daily Mail Quotidiano britannico fondato nel 1896. Tra il 1920 e il 1930 rappresentò il primo quotidiano per tiratura del mondo. 

\Daily Mirror Quotidiano britannico illustrato fondato nel 1903 come giornale femminile e trasformato successivamente in un quotidiano illustrato per aumentarne la tiratura. Fu acquistato nel 1984 da Robert Maxwell assieme al gruppo Mirror a cui appartiene. 

\Daily News Quotidiano britannico di indirizzo liberale fondato nel 1846 da Charles Dickens. Sostenne la causa unionista durante la guerra di secessione americana e le guerre d'indipendenza italiane. Cambiò nome nel 1930 diventando il News Chronicle. 

\Daily Telegraph Quotidiano londinese fondato nel 1855, di tendenza conservatrice. Nel 1937 ha assorbito il Morning Post diventando il Daily Telegraph and Morning Post. 

\dàino, sm. Mammifero Artiodattilo (Dama dama) ruminante della famiglia dei Cervidi. Il maschio, lungo circa 1,50 m e alto quasi un metro, ha grandi corna larghe e appiattite, che si rinnovano ogni anno, mantello rossiccio con macchie bianche d'estate, grigio scuro d'inverno. Ha ottime carni e la pelle conciata è morbida e flessibile. Un tempo molto diffuso in Europa, vive oggi, anche in Italia, nei parchi demaniali e nelle riserve.   +  
Daino, sm. 
(f.-a) Pelle usata per fare guanti e simili. 
 X   sm. 1 fallow deer. 2 (pelle) chamois leather, buckskin. 

\Dairàgo Comune in provincia di Milano (4.337 ab., CAP 20020, TEL. 0331). 

\Dairy Belt Regione degli USA, tra i Grandi Laghi e la Costa Atlantica. 

\daisy-wheel, sf. invar. Tipo di stampante seriale per elaboratore. 

\Dakar Capitale del Senegal (1.382.000 ab.) all'estremità meridionale della penisola di Capo Verde. Principale porto commerciale e peschereccio (pesca del tonno) dell'Africa occidentale. Centro commerciale e sede di industrie chimiche, cantieristiche, petrolchimiche, meccaniche e del cemento. Cresciuta attorno a una roccaforte francese del 1857, divenne capitale dell'Africa occidentale francese nel 1904. 

\dakota Popolazione amerindia della famiglia Sioux, stanziata in origine nella regione dei Grandi Laghi e organizzata in tribù (santee, yankton, teton). I dakota furono sottomessi solo nel 1864. Oggi vivono in riserve assegnate dagli stati del Montana, del Dakota del Sud e del Minnesota. 

\Dakota del Nord Stato degli USA (634.000 ab., 183.119 km2) posto al confine con il Canada. È pianeggiante a est, mentre presenta degli altipiani a ovest, attraversati dal fiume Missouri. La ricchezza economica si fonda sull'agricoltura (cereali) e sull'allevamento del bestiame. È ricco di risorse minerarie (petrolio, lignite e gas naturale) e possiede una notevole attività industriale (alimentare, meccanica ed elettrotecnica). La capitale è Bismarck. 

\Dakota del Sud Stato degli USA (693.000 ab., 199.730 km2), caratterizzato da un vasto altopiano, con vette che raggiungono i 2.207 m, nel gruppo dei Black Hills. La produzione si basa sull'allevamento del bestiame e connesse industrie di trasformazione, affiancate da industrie minerarie (oro, argento, petrolio, ferro). Fino al 1889 costituiva lo stato unico del Dakota con il Dakota del Nord. La capitale è Pierre. 

\dal, prep. art. m. pl. Composta da da e il. 

\Dal Fiume (520 km) della Svezia, formato dall'unione dei fiumi Västerdal e Österdal. Sfocia nel golfo di Botnia. 

\Dal Fèrro, Scipióne (Bologna 1465-Bologna 1526) Matematico. Fornì la regola per risolvere algebricamente le equazioni di terzo grado. La sua opera, andata perduta, conteneva probabilmente problemi di geometria risolti con l'uso del compasso. 

\Dàl Molìn, Tommàso (Altissimo, Vicenza 1902-Desenzano 1930) Aviatore italiano. Fu tra i primi a superare i 500 Km/h. 

\Dàl nuòvo mòndo Titolo della sinfonia numero 5 in mi minore opera 95 di Dvor´k ispirata al poema Il canto di Hiawatha di Longfellow. Composta nel 1893, l'autore la chiamò così perché la scrisse nel "nuovo mondo", ossia in America, dove visse per alcuni anni. 

\Dal Pózzo, Pàolo (Firenze 1397-1482) Astronomo e matematico, aderì al gruppo di astronomi che, nel XV sec. a Firenze, iniziò gli studi di astronomia e geografia; fu collaboratore di Brunelleschi nella realizzazione della cupola del Duomo di Firenze e costruì lo Gnomone solstiziale in Santa Maria del Fiore, molto importante perché gli consentì di stabilire l'inclinazione dell'ellittica. 

\Dal tuo al mio Romanzo di G. Verga (1905). 

\Dal vicolo del trionfo Romanzo di R. Huch (1902). 

\Daladier, Édouard (Carpentras 1884-Parigi 1970) Politico francese. Di ideologia radical-socialista, fu presidente del consiglio nel 1933, nel 1934 e dal 1938 al 1940. Non si oppose all'espansionismo nazista e nel 1938 sottoscrisse gli accordi di Monaco. 

\Dalài Lama Monti della Cina, nel Tibet, tra i Monti Tanglha e Ning Ting. 

\dàlai-lama, sm. invar. Titolo con il quale si indica il capo assoluto del buddhismo tibetano (lamaismo); un tempo sovrano dello stato teocratico tibetano per concessione del Kubylai Khan, imperatore mongolo (XIII sec.), fino all'epoca della conquista del Tibet da parte della Cina (1959). Viene considerato l'incarnazione terrena del bodhisattva Avalokitesvara, dio protettore del Tibet. Il quattordicesimo dàlai-lama Tenzin Gyatso ha ricevuto il premio Nobel per la pace nel 1989. 

\Dalälven Fiume (520 km) della Svezia. Sfocia nel golfo di Botnia. 

\Dale, Henry (Londra 1875-Cambridge 1968) Neurofisiologo inglese. Scoprì e chiarì il ruolo dell'acetilcolina quale mediatore chimico degli impulsi nervosi. Nel 1936 fu insignito del premio Nobel con O. Loewi. 

\D'Alèma, Màssimo (Roma 1949-) Politico. Deputato dal 1987, fu direttore de L'Unità dal 1988 al 1990 e dal 1994 è segretario nazionale del PDS dal 1994, quando sostituì Achille Occhetto. Nel 1997 è diventato presidente della Commissione bicamerale per le riforme istituzionali. Nell'ottobre del 1998 ha sostituito R. Prodi alla guida del governo. 

\D'Alembert, Jean-Baptiste ved. "Alembert, Jean-Baptiste Le Rond d'" 

\Dalen, Gustaf (Stensport 1869-Stoccolma 1937) Fisico svedese. Inventò una valvola solare che consente l'accensione e lo spegnimento automatico dei fari e delle boe. Per questo nel 1912 fu insignito del premio Nobel. 

\Dalí, Salvador Felipe Jacinto (Figueras 1904-1989) Pittore spagnolo. A Madrid frequentò la scuola di belle arti e conobbe F. García Lorca e L. Buñuel. All'inizio della sua carriera, la sua arte era ispirata a quella metafisica di pittori come G. De Chirico e C. Carrà; trasferitosi a Parigi (1928), entrò in contatto con Picasso, Miró, Breton e, di conseguenza, con l'arte surrealista. Allontanatosi dal surrealismo nel 1934, si indirizzò verso il realismo classicheggiante e virtuosistico. Durante la guerra, si trasferì negli Stati Uniti. Specialmente nel dopoguerra, la sua creatività si indirizzò ai settori più diversi, dalle illustrazioni (Don Chisciotte, Bibbia, Divina Commedia) ai gioielli, ai mobili, alla grafica; collaborò con L. Buñuel in alcuni suoi film (L'âge d'or, Le chien andalou). Tra le opere Persistenza della memoria (1931, New York, Museum of Modern Art), La nascita dei desideri liquidi (1932, Venezia, Collezione Guggenheim), Giraffa che brucia (Basilea), Il grande paranoico (Rotterdam, Boymans van Beuningen Museum), Crocefissione (MOMA di New York) e La Venere a cassetti (1936, Parigi, collezione privata). 

\dàlia, sf. Pianta erbacea appartenente al la famiglia delle composite. Originaria del Messico, ha foglie alterne e fiori in capolini. Coltivata per le qualità ornamentali, esistono molte varietà di ibridi dai molti colori appariscenti. 
 X   sf. dahlia. 

\Dalia azzurra, La Film poliziesco, americano (1946). Regia di George Marshall. Interpreti: Veronica Lake, Alan Ladd, William Bendix. Titolo originale: The Blue Dahlia 

\Dàlila Personaggio biblico. Donna filistea, cortigiana di Gaza, divenne l'amante di Sansone al fine di carpirgli il segreto della sua forza e venderlo ai filistei. Saputo che la forza di Sansone risiedeva nella folta chioma non esitò a tagliarla notte tempo. La sua vicenda ha ispirato l'opera francese Sansone e Dalila, di Camille Saint-Saëns, in cui il ruolo di Dalila è affidato a un mezzo soprano. Famoso anche il dipinto Dalila e Sansone di A. Mantegna (National Gallery di Londra). 

\dàlla, prep. art. f. sing. Composta da da e la. 

\Dàlla Chièsa, Càrlo Albèrto (Saluzzo 1920-Palermo 1982) Generale dei carabinieri. Dal 1978 coordinò le indagini sulle Brigate rosse. Dal 1982 fu prefetto di Palermo; venne assassinato lo stesso anno dalla mafia. 

\Dalla mia vita. Poesia e verità Opera autobiografica di J. W. Goethe (1809-1814, 1830). 

\Dalla parte di lei Opera di narrativa di A. De Céspedes (1949). 

\Dàllapòrta, Niccolò (Trieste 1910-Padova 2003) Fisico italiano, professore dell'università di Padova. Ha diretto importanti ricerche nella fisica delle alte energie utilizzando la tecnica delle emulsioni nucleari. Si interessa anche di astrofisica e di cosmogonia. 

\Dalla Russia con amore Romanzo di I. Fleming (1957). 

\Dalla Védova (o Dalla Védoa), Vincènzo (Murano sec. XVIII) Decoratore di vetri. Noto per aver introdotto, verso il 1750, la tecnica dell'incisione del vetro alla rotella. 

\Dàlla, Lùcio (Bologna 1943-) Cantante e cantautore (Piazza grande, L'anno che verrà, Attenti al lupo, Caruso e Canzone). 

\Dallapìccola, Luìgi (Psino 1904-Firenze 1975) Compositore. Autore tra l'altro di Volo di notte (opera, 1940), Il Prigioniero (opera, 1950) e Ulisse (opera, 1968). 

\Dallas Città degli USA (1.010.000 ab., area metropolitana 3.655.000 ab.) nel Texas. Situata al centro di enormi distese di piantagioni di cotone, è sede di numerose industrie per la sua lavorazione. Fondata nel 1841, nel dopoguerra divenne uno dei principali centri dell'industria del petrolio. Sono presenti anche industrie tessili, automobilistiche, aeronautiche e alimentari. Nel 1963 vi fu assassinato il presidente Kennedy. 

\dallàto, avv. Da parte, accanto, di fianco. 

\dàlle, prep. art. f. pl. Composta da da e le. 

\Dalle Dèstre, Vincènzo (Treviso ?-prima del 1543) Pittore. Fu attivo a Treviso e a Venezia (1505-1537), dove, tra l'altro, collaborò con G. Bellini nella decorazione del Palazzo Ducale. Tra le opere, Madonna in trono e Santi e la Sacra famiglia (Treviso, Museo Civico) e Circoncisione (Venezia, Museo Correr). 

\dàllo, prep. art. m. sing. Composta da da e lo. 

\Dall'Óngaro, Francésco (Mansuè, Treviso 1808-Napoli 1873) Commediografo. Tra le opere Il fornaretto di Venezia (1855). 

\dàlmata, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) Della Dalmazia. 
Membro di antiche tribù illiriche stanziate nella penisola balcanica; nel 156 a. C. i dalmati iniziarono un lungo scontro con i romani, terminato con l'assoggettamento del territori all'impero romano. 
In zoologia è una specie di cane, caratterizzato da macchie nere o marroni su un mantello bianco, resa celebre dal noto film della Disney, La carica dei 101

\Dalmati, Margherita (Chalkida 1921-) Scrittrice greca. Tra le opere, Schizzi nella nebbia, pubblicata nel 1952 e Mare di Citera pubblicata nel 1971. Tradusse le principali opere dei poeti italiani in greco in modo estremamente accurato e preciso. 

\dalmàtica, sf. 1 Tunica bianca corta portata dai romani. 2 Paramento liturgico indossato dal diacono e dal vescovo nella messa. 

\Dalmau, Luis (not. 1428-1460) Pittore spagnolo. Tra le opere Madonna dei consiglieri (1445, Barcellona, Museo de Bellas Artes de Cataluña). 

\Dalmàzia Regione storico geografica dei Balcani, divisa tra Croazia, Bosnia Erzegovina e Montenegro. Si estende lungo la costa affacciata sul mar Adriatico, comprendendo numerose isole e isolotti. Notevole è la produzione di vino, olio, tabacco e frutta. Lungo il litorale molto attiva è l'industria del turismo. Più volte invasa da Roma, fu conquistata nel 117 a. C. e divenne provincia romana nell'11 a. C. Suddivisa tra i regni di Croazia e Serbia, fu oggetto di contesa tra Ungheria e Venezia che riuscì a conquistarla nel 1409 e a detenerne il controllo fino all'avventura napoleonica (1797-1814). Passò sotto il controllo austriaco nel 1814; a seguito del trattato di Rapallo divenne iugoslava, tranne Zara e le isole del Quarnaro, italiane fino al 1947. Città principali sono Zara, Spalato, Ragusa, Sebenico. 

\Dàlmine Comune in provincia di Bergamo (18.511 ab., CAP 24044, TEL. 035). Centro industriale (prodotti chimici, tessili, siderurgici, alimentari e metalmeccanici). Gli abitanti sono detti Dalminesi

\Daloa Città (61.000 ab.) della Costa d'Avorio. Capoluogo del dipartimento omonimo. 

\Dalton, John (Eaglesfield 1766-Manchester 1844) Chimico e fisico inglese. Si dedicò allo studio dei gas ed elaborò la legge delle proporzioni multiple e l'ipotesi atomica, ipotizzando l'uguaglianza degli atomi di un determinato elemento e l'invariabilità del loro peso; teorizzò inoltre che il peso atomico di un composto fosse uguale alla somma dei pesi dei suoi componenti. Studiò su se stesso il fenomeno visivo omonimo (daltonismo). 

\daltònico, agg. e sm. (pl. m.-ci) Effetto da daltonismo. 
 X   agg. colour-blind. 

\daltonìsmo, sm. Impossibilità congenita di percepire le differenze tra gli altri colori e il rosso (protanopia) o il verde (deuteranopia). Il termine daltonismo è stato coniato per ricordare il fisico inglese J. Dalton il quale, essendone affetto, già nel 1798 ne descrisse i sintomi. ~ acromatopsia, discromatopsia. 

\d'altrónde, loc. avv. D'altra parte, per altro. 

\Dam, Henrik (Copenaghen 1895-1976) Biochimico danese. Compì importanti studi sulla vitamina E e scoprì la vitamina K. Nel 1943, insieme a E. A. Doisy, fu insignito del premio Nobel per la medicina. 

\dàma, sf. 1 Donna di nobile condizione. ~ nobildonna. <> plebea, popolana. 2 Gioco antichissimo, praticato da due giocatori che, muovendo a turno una delle dodici (versione italiana) o delle venti (versione internazionale) pedine su una scacchiera, devono cercare di eliminare tutte quelle avversarie.   +    3 Nel ballo, la donna che danza in coppia con il ballerino. 
 X   sf. 1 lady. 2 (gioco) draughts. 3 (nel ballo) partner. 
 @   franc. antico dame. 

\Dama di picche, La Opera in tre atti e sette quadri di P. I. Cajkovskij, libretto di M. Cajkovskij (San Pietroburgo, 1890). 
Dama di picche, La 
ved. "Donna di picche, La" 

\damalìsco, sm. (pl.-chi) Nome comune e genere di Mammiferi Ruminanti della famiglia dei Bovidi, Antilopi africane dalle corna che si incurvano all'indietro. 

\Damanhzr Città (226.000 ab.) dell'Egitto, capoluogo del governatorato di Beheira. 

\damàsca o damaschìna, sf. Particolare tipo di susina, nominata cosi da Damasco, da cui ci fu importata (in latino: prunum damascenum).
 X   sf. damson. 

\damascàre, v. tr. Lavorare il panno a damasco, fiorami. 

\damascàto, agg. e sm. Di tessuti realizzati in cotone, lino o fibre miste, sul diritto dei quali appaiono disegni in rilievo. I damascati sono usati soprattutto per tappezzerie, biancheria da tavola e simili. 

\damascatùra, sf. Il damascare. 

\damaschinàre, v. tr. Decorare una superficie metallica con intarsi d'oro e d'argento. 

\damàsco, sm. (pl.-chi) Tessuto di seta di filati diversi ma di un solo colore il cui disegno, in genere a fiorami, risalta per contrasto di lucentezza sul fondo. 
 X   sm. damask. 

\Damàsco Città della Siria (1.326.000 ab.), capitale dello Stato. Sorge sulle pendici dell'Antilibano, tra cui svetta il monte Herbon. Centro di molti traffici commerciali, è un fiorente mercato agricolo (cereali, tabacco, ortaggi e frutta) e sviluppata è anche l'industria tessile, conciaria e alimentare. Non mancano piccole imprese artigiane, continuazione della vecchia tradizione araba (tappeti, damaschi, armi cesellate). Capitale aramaica nel 1000 a. C., fu soggetta a molte dominazioni (assiri, persiani, babilonesi). Divenne possesso romano a opera di Alessandro Magno nel 66 a. C. Fu conquistata dai musulmani nel 635 e venne incorporata nell'impero ottomano nel 1076, rimanendovi fino al 1918, quando entrò a far parte del mandato francese. Dal 1940 è la capitale dello stato indipendente della Siria. Numerosi sono i monumenti islamici conservati, l'Accademia Araba, le moschee, tra le quali quella degli Omayyadi. 
Damàsco 
Distretto (1.363.000 ab.) della Siria, ai confini con il Libano. 

\Damaskinos, Dimitrios Papandreu (Dobritsa 1889-Atene 1949) Arcivescovo di Atene di religione ortodossa. Fu reggente di Grecia dal 1944 al 1946. 

\Dàmaso Nome di papi. 
Damaso I 
(304?-384) Santo, papa dal 366. Si batté in collaborazione con l'imperatore Teodosio e con Sant'Ambrogio contro le eresie ariane e donatiste. 
Damaso II 
(-Roma 1048) Papa per ventiquattro giorni, nel 1048. 

\D'Amàto, Enrìco (Roma 1932-) Attore e regista italiano. Affermatosi come attore al Piccolo Teatro di Milano, ha collaborato con Strehler e con altri importanti registi teatrali. Ha lavorato anche come attore e regista televisivo. Si ricordano Vita è sogno (1980) e Il precettore (1983). 

\Dàmbel Comune in provincia di Trento (432 ab., CAP 38010, TEL. 0463). 

\Dame blanche, La Opera comica in tre atti di F. B. Boileldieu, libretto di E. Scribe (Parigi, 1825). 

\dameggiàre, v. intr. Frequentare compagnie di dame. 

\Damerìni, Massimiliàno (Genova 1951-) Pianista italiano. Ha cominciato molto presto a lavorare nei principali enti e nelle maggiori istituzioni concertistiche italiane. 

\damerìno, sm. Chi è lezioso e ricercato nel vestire. ~ bellimbusto. <> straccione. 

\Dames Anglais Gruppo di cinque vette del massiccio del Monte Bianco. 

\Damiàni, Damiàno (Pasiano 1922-) Regista cinematografico. Diresse Quien sabe? (1967), Il giorno della civetta (1968), L'inchiesta (1987) e L'angelo con la pistola (1991). 

\Damiàno Martire insieme a Cosma a Ciro in Siria durante la persecuzione di Diocleziano del 125 ca. Patrono dei medici. 

\damièra, sf. Scacchiera per il gioco della dama. 

\Damiétta Città (90.000 ab.) dell'Egitto, capoluogo del governatorato omonimo. 

\damigèlla, sf. 1 Fanciulla di nobile famiglia; signorina. ~ fanciulla. 2 Damigella d'onore è la fanciulla che accompagna la sposa nel corteo nuziale. ~ donzella. 

\Damigella di Bard, La Commedia di S. Gotta (1936). 

\damigélla di Numìdia Nome volgare dell'Anthropoides virgo, una grossa gru che vive principalmente in Africa e Asia. 

\damigiàna, sf. Recipiente di vetro a forma di grande fiasco ricoperto in genere di fibre vegetali. 
 X   sf. demijohn. 
 @   franc. dame-jeanne. 

\Damilàno, Maurìzio (Scarnafigi 1957-) Atleta. Nei 20 km di marcia, ottenne la medaglia d'oro alle olimpiadi del 1980 e vinse i mondiali di Roma (1987) e di Tokyo (1991). 

\damìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi gioca a dama. 

\Damma Rilievi montuosi della Svizzera, nelle Alpi Bernesi. Vetta più elevata il Dammastock (3.630 m). 

\Dammàm, Ad Città (128.000 ab.) dell'Arabia Saudita, capoluogo della provincia Orientale. 

\dammar, sm. invar. Voce malese che indica una sorta di residenza fornita da alberi originari della Nuova Zelanda e dell'Indonesia. 

\Dammastock Massiccio (3.630 m) montuoso della Svizzera, tra le Alpi Bernesi e le Alpi di Glarona. 

\damméno, agg. invar. Inferiore per grado o capacità. <> dappiù. 

\damnatio memoriae, loc. sost. f. invar. Locuzione latina che significa "condanna della memoria". Nell'antica Roma era un provvedimento con il quale si dichiarava un detentore del potere supremo dello stato come nemico pubblico e se ne proscriveva ogni forma di ricordo. Tale condanna fu pronunciata anche contro l'imperatore Costantino. 

\dàmo, sm. Giovane amato. ~ fidanzato. 

\Dàmocle (sec. IV a. C.) Cortigiano di Dionigi I il Vecchio, tiranno di Siracusa. Questi per dimostrare la caducità della felicità dei potenti, durante un banchetto gli fece sospendere sul capo una spada appesa a un crine di cavallo. 

\Damodar Fiume (541 km) dell'India, affluente del fiume Hooghly. 

\Damoh Città (77.000 ab.) dell'India, nel Madhya Pradesh. Capoluogo del distretto omonimo. 

\D'amore si muore Dramma di G. Patroni Griffi (1958). 

\damper, sm. invar. Piccolo ammortizzatore installato sulla testa di un albero motore allo scopo di annullare e smorzare le eventuali vibrazioni torsionali. 

\Dampier Penisola dell'Australia, protesa nell'oceano Indiano. 
Dampier 
Arcipelago dell'oceano Indiano, davanti alla costa nordoccidentale dell'Australia. 

\Dampier, William (East Coker 1652-Londra 1715) Navigatore inglese. Tra il 1699 e il 1701 compì un'importante spedizione esplorando le coste nordoccidentali dell'Australia e scoprendo l'omonimo arcipelago in Nuova Guinea. 

\DAMS Sigla di Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo. 

\dan, sm. invar. Nel judo, grado supplementare assegnato ai detentori della cintura nera. 

\Dana, James Dwight (Utica 1813-New Haven 1895) Geologo statunitense. Insieme con il figlio Edward Salisbury compì importanti ricerche di mineralogia e petrografia. 

\danace, sm. 1 Moneta d'argento dei persiani acheminidi del V sec. a. C. 2 In Grecia una di tali monete veniva posta nella bocca dei defunti per pagare il pedaggio del traghetto della palude Acherusia negli Inferi. 

\Dànae Personaggio mitologico, figlia di Acrisio, re di Argo. Zeus la fecondò in forma di pioggia d'oro, generando con lei Perseo. 

\Danàidi Secondo la mitologia antica, le cinquanta figlie di Danao, re della Libia. Per espressa volontà del padre, alla prima notte di nozze, uccisero tutti i loro cinquanta mariti; solo Linceo venne risparmiato da Ipermestra. Per tale delitto, le Danaidi, uccise con il padre da Linceo, vennero condannate nell'Ade al trasporto di acqua con botti senza fondo. 

\Dànao Personaggio mitologico, figlio di Belo. Impose alle cinquanta figlie di uccidere i rispettivi mariti figli di suo fratello Egitto. Ipermestra si rifiutò di ubbidire, tutte le altre furono condannate nell'Ade a riempire una botte senza fondo. 

\danàro => "denaro" 

\danaróso, agg. Che ha molto denaro, agiato. ~ ricco. <> povero. 

\Dance, George il Gióvane (Londra 1741-1825) Architetto. Tra le opere il Royal College of Surgeons a Londra (1806-1813). 

\dancing, sm. invar. Locale da ballo. ~ discoteca. 

\dànda, sf. Ciascuna delle due strisce di tessuto o di cuoio con cui si sorreggono i bambini quando iniziano a camminare. 

\dandìsmo, sm. Ostentazione di eleganza, di ricercatezza. 

\Dàndolo, Andrèa (?-1298) Ammiraglio veneziano. Perì in una battaglia contro i genovesi a Curzola. 
Dàndolo Andrea 
(Venezia 1307-1354) Doge di Venezia dal 1343, lottò contro Genova e contro i turchi, ai quali riconquistò Zara. Fu anche insigne giurista e curò una raccolta di tutti i trattati stipulati tra Venezia e gli stati italiani (Liber blancus) e levantini (Liber albus). 

\Dàndolo, Enrìco (Venezia 1107?-Costantinopoli 1205) Ammiraglio, doge di Venezia dal 1192, fornì le navi (cinquanta galee) per la quarta crociata (1202-1204). Vinse più volte in mare i pisani e, in cambio dell'aiuto offerto durante la crociata, ebbe l'appoggio delle truppe cristiane per riconquistare Zara e per assaltare Costantinopoli (1204). Sotto la sua amministrazione, Venezia conobbe un periodo di splendore economico e culturale. 

\Dàndolo, Francésco (?-1339) Doge di Venezia dal 1329. In battaglia contro gli scaligeri acquisì Bassano, Treviso, Castelfranco e Ceneda (1337-1338). 

\Dàndolo, Giovànni (?-1289) Doge di Venezia dal 1280. 

\Dàndolo, Mìlly (Milano 1895-1946) Scrittrice italiana di numerosi romanzi di vena romantica. Tra le opere, È caduta una donna (1936) e Croce e delizia (1944). 

\Dàndolo, Vincènzo (Venezia 1758-Varese 1819) Chimico. Tra i suoi lavori, sono da ricordare le traduzioni delle opere di A. Lavoisier e C. Berthollet, oltre al manuale Fondamenti della scienza fisico-chimica (1795). 

\Dandong Città (524.000 ab.) della Cina, nella provincia del Liaoning. 

\dandy, sm. invar. 1 Chi segue i dettami della moda più raffinata nel comportamento e soprattutto nell'abbigliamento. ~ elegantone. 2 Tipo di imbarcazione da diporto. 

\danelaw, sm. invar. In Inghilterra, territorio abitato dai danesi invasori, corrispondente alla Northumbria, alla Mancia orientale e all'Anglia orientale. 

\Danelija, Georgij (Tbilisi 1930-) Regista cinematografico russo. Diresse A zonzo per Mosca (1966) e Kin-dza-dza (1987). 

\danése, agg. e sm. e sf. agg. Della Danimarca. 
sm. e sf. 1 Chi è nato in Danimarca. 2 Lingua parlata in Danimarca. 
 X   agg. Danish. sm. e sf. Dane. 

\Danièle Il quarto profeta della Bibbia. Membro della tribù di Giuda, venne deportato da giovane in Babilonia dove fu educato alla corte di Nabucodonosor (605-562 a. C). Il suo libro, scritto in lingue ebraica e aramaica e in greco, narra di visioni avute tramite alcune interpretazioni fornitegli da un messaggero celeste. Tale visione venne interpretata come un presagio dello sterminio dei quattro imperi (persiano, babilonese, medo e greco) per la realizzazione del regno di Dio. 

\Daniele Cortis Romanzo di A. Fogazzaro (1885). 

\Danièle da Voltèrra (Volterra ca. 1509-Roma 1566) Daniele Ricciarelli detto Daniele da Volterra. Pittore manierista. Allievo di B. Peruzzi e di Perin del Vaga (con il quale collaborò nella Cappella del Crocefisso in San Marcello al Corso), fu attivo a Roma, dove divenne seguace di Michelangelo. Tra le opere Vita di Q. Fabio Massimo (prima metà del XVI sec., Roma, Palazzo Massimo alle Colonne), Deposizione (ca. 1545, Roma, Trinità dei Monti, Cappella Orsini) e Busto di Michelangelo (Firenze, Bargello). 

\Danièle, Pìno (Napoli 1955-) Cantante e cantautore rock-blues. Tra le canzoni più note Je so' pazzo, Napule è e l'album Dimmi cosa succede sulla terra (1997). 

\Danimàrca Monarchia costituzionale ereditaria dell'Europa centrosettentrionale, formata dalla penisola dello Jutland (Jylland) e da circa 500 isole; è limitata a nord e a ovest dal Mare del Nord, a est dal Mar Baltico mentre confina a sud con la Germania. 
La penisola dello Jylland può considerarsi la continuazione del bassopiano germanico che si protende verso la Svezia. La massima altitudine è di soli 173 m sul livello del mare (Ejer Bavnehúj). 
Il tratto di mare intermedio è occupato da tre grandi isole (Fionia, Sjælland e Lolland) e circa 500 isole. 
Le isole sono separate tra loro e dalle zone continentali da numerosi bracci di mare; tra i più importanti: il Piccolo Bælt (Lille Bælt), il Grande Bælt (Store Bælt) e Øresund. 
Da ricordare anche lo Skagerrak e il Kattegat che separano la penisola dello Jylland dalla penisola scandinava, separati a loro volta dal Capo Grenen, estrema punta settentrionale del paese. 
Le coste occidentali sono piatte e uniformi, orlate da lagune e con fondali bassi. 
La costa orientale e quella delle isole sono invece molto frastagliate, ricchissime di insenature e porti naturali dalla tipica conformazione (fiordi). 
Il clima è tipicamente oceanico mitigato da correnti umide di origine atlantica (Corrente del Golfo). Caratteristiche sono le fitte nebbie invernali. 
La capitale è Copenaghen (1.367.000 ab.), sulla costa orientale di Sjælland che raccoglie un quarto della popolazione complessiva del paese e che è situata in una posizione ideale per i traffici commerciali tra la Danimarca e la Svezia meridionale e rappresenta un importante centro economico, politico e amministrativo. 
La seconda città per importanza è Ärhus (194.000 ab.), nello Jylland, importante porto e sede di numerose industrie. 
Altre città sono Odense, Älborg, Frederiksberg e Gentofte. 
La Danimarca è uno dei paesi più economicamente avanzati del mondo e secondo solo al Lussemburgo nella Comunità Economica Europea per reddito pro capite. 
L'economia si è basata principalmente fino agli anni recenti sull'agricoltura praticata con l'ausilio delle più moderne tecnologie. Da considerarsi tra le meglio organizzate del mondo, anche se la sua funzione è oggi meno rilevante (partecipa per circa il 5% alla formazione del prodotto nazionale lordo) rimane tuttavia un fattore essenziale del benessere del paese; è tradizionalmente basata sulla coltivazione dei cereali ed è stata dal secolo scorso reindirizzata al servizio dell'allevamento (foraggi e sottoprodotti di altre coltivazioni). 
Si coltivano ortaggi, patate, barbabietole da zucchero con un'organizzazione marcatamente cooperativistica (cooperative di medi e piccoli coltivatori). 
Il patrimonio zootecnico è ingente (bovini, suini e animali da cortile). 
Fiorente la produzione casearia (il burro in particolare, tradizionalmente esportato in Gran Bretagna) e l'industria di trasformazione della carne suina (gli insaccati tradizionalmente esportati in Germania). 
La pesca nel Mare del Nord è molto attiva e alimenta l'industria di trasformazione, rappresentando una voce importante dell'esportazione. 
La Danimarca è povera di risorse energetiche e la produzione di energia elettrica è quasi interamente di origine termica, alimentata da risorse di importazione (petrolio e carbone). 
L'industria più tradizionale è quella legata alla trasformazione dei prodotti dell'agricoltura e della zootecnia, ma attivi sono anche il settore tessile del cotone e della lana e il settore cartario. 
Di tutto rispetto è anche l'industria di base, in particolare quella siderurgica (acciaio e ghisa) e metallurgica (lavorazione di alluminio, piombo e zinco); l'industria metalmeccanica è sostanzialmente di natura navale, con i grandi cantieri di Copenaghen, Helseingúr, Svendborg, ma produce anche macchinari e veicoli. 
Tipica è la produzione di biciclette. 
Ben sviluppate le industrie chimiche, in particolare quelle che producono prodotti destinati all'agricoltura (fertilizzanti); produzioni tipiche del settore manifatturiero, ovunque contraddistinto da un'eccellente qualità dei prodotti, sono le manifatture di tabacco e le celebri porcellane. 
Nota in tutto il mondo è anche la birra di produzione danese. 
STORIA Popolato a partire dal Neolitico, il paese conosce nell'età del bronzo una cultura molto elaborata. Nel IX sec. i danesi e i norvegesi (vichinghi) razziano le coste dell'Europa occidentale e circa cento anni dopo la dinastia Jylland unifica il paese, che progressivamente si cristianizza. Svend I (986-1014) s'impadronisce dell'Inghilterra e il figlio Knud il Grande regna sull'Inghilterra, la Danimarca e una parte della Scandinavia; ma nel 1042 l'Inghilterra si affranca dalla Danimarca. 
Nel XII sec. si sviluppa il regime feudale, mentre l'influenza della Chiesa romana si rafforza, moltiplicando le chiese e i monasteri. Nel 1167 il vescovo Assalonne fonda Copenaghen e l'era dei Valdemar segna l'apogeo della civiltà medioevale della Danimarca. Nel XIII sec. si ha un indebolimento politico ed economico, dovuto alla concorrenza commerciale delle città anseatiche; il risollevamento avviene a opera di Valdemar IV (1340-1375) e soprattutto della figlia Margherita Valdemarsdotter, che realizza l'unione dei tre regni scandinavi sotto il dominio danese (unione di Kalmar, 1397). 
Il XVI sec. è caratterizzato dall'egemonia culturale tedesca e dall'affermazione di una prosperosa borghesia commerciale nei porti. Nel 1523 l'unione di Kalmar viene definitivamente infranta con l'elezione di Gustavo Vasa al trono di Svezia e nel 1536 il luteranesimo diventa religione di stato. La guerra tra Danimarca e Svezia (1563-1570) per il possesso degli stretti (Sund) consacra la Danimarca come guardiano del Baltico e segna la fine della dominazione anseatica. 
La Danimarca partecipa alla guerra dei Trent'Anni (1625-1629), ma è sconfitta. Nel 1645 attaccata e vinta dagli Svedesi, deve rinunciare a percepire dagli Svedesi i pedaggi sugli stretti e nel 1658 la pace di Roskilde assegna la Scania alla Svezia. Nel 1665 la monarchia danese diventa ereditaria, sforzandosi invano di recuperare la Scania. Nel 1720 con il trattato di Frederiksborg, ottiene il sud dello Slesvig. Nel XVIII sec. la Danimarca conosce un periodo di espansione economica e commerciale; nel 1772 Cristiano VII lascia il potere a Struensee, che governa con una forma di dispotismo illuminato e decide importanti riforme. 
All'inizio del XIX sec. la Danimarca aderisce alla lega dei paesi neutrali, ma la pressione inglese (bombardamento di Copenaghen nel 1801 e 1807) la spinge nell'orbita francese. Con la pace di Kiel (1814), la Danimarca perde la Norvegia e riceve in compenso il Lussemburgo. Nel 1849 Federico VII promulga una Costituzione democratica. Nel 1864 a seguito della guerra dei Ducati, la Danimarca deve cedere lo Slesvig, l'Holstein e il Lauenburg alla Prussia e all'Austria. Nel 1866 un emendamento costituzionale crea due camere, il Landsting e il Folketing
Nel 1901 la formazione di una classe operaia fortemente sindacalizzata contribuisce all'ascesa al potere di una maggioranza radicale e socialista. Dopo la prima guerra mondiale l'Islanda diventa indipendente, ma resta unita al regno tramite la persona del re. Nel 1920 un plebiscito restituisce il nord dello Slesvig alla Danimarca, rimasta neutrale durante la prima guerra mondiale. Nel periodo fra le due guerre il potere è quasi costantemente nelle mani dei socialdemocratici, che introducono importanti riforme sociali. Durante la seconda guerra mondiale la Danimarca è occupata dai tedeschi, ma il re Cristiano X resta al potere, favorendo la resistenza. Nel 1944 l'Islanda si distacca completamente dalla Danimarca. 
Nel dopoguerra il partito socialdemocratico, diretto da J. O. Krag, domina la scena politica e restituisce al paese la sua prosperità. Nel 1972 la regina Margherita II succede al padre, Federico IX e un anno dopo la Danimarca entra nel Mercato Comune. Nel 1982 i conservatori arrivano al potere con Poul Schluter; essi vincono le elezioni del 1984, 1987, 1988 e 1990. Nel 1993 dopo le dimissioni di P. Schluter, il leader del partito socialdemocratico, Poul Nyrup Rasmussen, forma un nuovo governo. I danesi approvano la ratifica del trattato di Maastricht, che era stato respinto con un primo referendum nel 1992, ma non entrano nel 1998 nell'Unione europea. Nel marzo 1998 il partito di Rasmussen rivince le elezioni parlamentari. 
Abitanti-5.230.000 
Superficie-43.092 km2 
Densità-121,4 ab./km2 
Capitale-Copenaghen 
Governo-Monarchia costituzionale ereditaria 
Moneta-Corona danese 
Lingua-Danese 
Religione-Protestante (luterana) 

\Daninos, Pierre (Parigi 1913-Parigi 2005) Umorista. Tra le opere Il carnet del maggiore Thompson (1954) e Vacanze a tutti i costi (1958). 

\dannàbile, agg. Condannabile. ~ punibile. 

\dannàre, v. v. tr. Condannare. ~ punire. verrà dannato per i suoi atti peccaminosi
v. rifl. 1 Andare all'inferno. ~ perdersi. <> redimersi. ti dannerai l'anima con questi atteggiamenti. 2 Affaticarsi penosamente intorno a una cosa. ~ affannarsi. 3 Tormentarsi, disperarsi. ~ crucciarsi. <> rasserenarsi. continuo a dannarmi su un progetto che non sembra mai terminare 
 X   v. tr. to damn. v. rifl. to be worried to death. 
 @   lat. damnare condannare, deriv. da damnum danno. 

\dannataménte, avv. In modo forte, intenso. ~ maledettamente. 

\Dannati della terra, I Opera di sociologia di F. Fanon (1961). 

\Dannati di Varsavia, I Film di guerra, polacco (1957). Regia di Andrzej Wajda. Interpreti: Teresa Izewka, Wienczylaw Glinski, Stanislaw Mikulski. Titolo originale: Kanal 

\dannàto, agg. e sm. agg. 1 Condannato all'inferno. <> redento. gridare come un'anima dannata, in modo disperato. 2 Maledetto. ~ disperato. 3 Terribile. ~ insopportabile. questo tempo dannato mi impedisce di fare qualsiasi cosa. 4 Smisurato. ~ enorme. una paura dannata del vuoto. 
sm. 1 Chi è condannato all'inferno. 2 Cattivo, scellerato. ~ sciagurato. <> buono. 

\dannazióne, inter. e sf. inter. Esprime rabbia e disappunto. ~ accidenti. 
sf. 1 Il dannare e l'essere dannato. ~ perdizione, condanna. 2 Tormento, pena. ~ sofferenza. <> gioia. 
 X   sf. damnation. 
 @   lat. damnatio,-onis. 

\Dannazione di Faust, La Leggenda drammatica in quattro parti e un epilogo di H. Berlioz (Parigi, 1846). 

\danneggiaménto, sm. Il danneggiare e l'essere danneggiato. ~ danno. 

\danneggiàre, v. v. tr. 1 Fare danno. 2 Nuocere, ledere. ~ offendere. <> difendere. 3 Deteriorare, mettere fuori uso. ~ sciupare. <> aggiustare. 
v. rifl. Rovinarsi. ~ guastarsi. 
 X   v. tr. 1 to damage. 2 (guastare) to spoil. 
 @   deriv. da danno

\danneggiàto, agg. e sm. Che, chi ha subito un danno. ~ guastato, svantaggiato. <> integro, risarcito. 

\dànno, sm. 1 Pregiudizio a cosa o a persona. ~ nocumento. <> beneficio, giovamento. 2 Somma destinata al risarcimento di un danno. 3 Guasto. ~ lesione. <> riparazione. 
 X   sm. 1 damage. 2 (personale) harm, injury. 
 @   lat. damnum. 
A livello giuridico può essere contrattuale, qualora derivi da violazione di obbligazioni contrattuali; extracontrattuale, se deriva da atto illecito. Esiste poi il danno patrimoniale, consistente nella riduzione del patrimonio o nel mancato guadagno, dovuto a comportamento illecito altrui; il danno alla persona, qualora la persona venga danneggiata a livello fisico; il danno biologico che consiste nella lesione del diritto alla salute, con incidenza su tutte le persone indipendentemente dalla capacità di guadagno. È previsto anche il danno morale, di natura non patrimoniale e suscettibile di valutazione per il risarcimento, solo se l'illecito abbia natura penale. 

\dannosaménte, avv. In modo dannoso. ~ nocivamente. 

\dannosità, sf. L'essere dannoso. ~ nocività. 

\dannóso, agg. Che reca danno. ~ nocivo. <> vantaggioso. 
 X   agg. injurious, harmful. 

\dannunzianèsimo, sm. Atteggiamento letterario e di costume legato alle opere e allo stile di vita di Gabriele D'Annunzio. 

\dannunziàno, agg. e sm. agg. Di D'Annunzio o relativo alla sua opera. 
sm. Chi imita D'Annunzio. 

\D'Annùnzio, Gabrièle (Pescara 1863-Gardone Riviera 1938) Poeta e scrittore italiano; trascorsa l'adolescenza a Prato, studiò dal 1881 a Roma dove incominciò a frequentare l'ambiente mondano dei primi del Novecento. A questo periodo risalgono le prime opere, Primo vere e Canto novo, già piene di quella sensualità e raffinatezza che saranno i caratteri dominanti della sua produzione. Successivamente elaborò la filosofia di Nietzsche e il modello del superuomo, spogliandolo di ogni implicazione di carattere etico: da qui il sensualismo delle sue opere, senza alcuna limitazione di tipo moralistico o psicologico, si afferma sempre più prepotentemente, accompagnato da maestria e sensibilità musicale. A questo periodo risalgono le Laudi, il cui libro terzo viene considerato all'unanimità il suo capolavoro. Dopo l'incontro e l'amore con Eleonora Duse (1897) si avvicinò anche al teatro. Nel 1910 lasciò l'Italia, per problemi economici che sfociarono nel sequestro di tutti i suoi beni, e visse per qualche anno in Francia. Ritornato nel 1915, fu attivo nella vita politica, ponendosi a favore degli interventisti e partecipando direttamente alla guerra; compì anche gesti clamorosi, come la beffa di Buccari e il volo su Vienna, gettando volantini in favore dell'evento bellico. Nel 1919 marciò su Ronchi e fu presente alla conquista di Fiume, divenendo capo della reggenza italiana del Carnaro. La produzione letteraria della maturità si attesta su temi più riflessivi e malinconici, e, dal 1920, lo scrittore si ritira nella splendida villa sul Garda, il Vittoriale, trasformato in mausoleo pieno di cimeli della sua Vita inimitabile. 
Massimo esponente del decadentismo italiano, ebbe un successo enorme presso i contemporanei, riuscendo a superare la prosaicità dell'Italia giolittiana, con una vita che voleva rifarsi al modello del superuomo di Nietzsche. Attualmente la critica ne mette in risalto le enormi capacità formali, nonché l'influenza che ha avuto nel periodo storico in cui operò e in quello immediatamente successivo. La potenza suggestiva del linguaggio dannunziano ha esercitato notevole influenza sullo sviluppo successivo della letteratura italiana. Tra le sue poesie, Primo vere, Canto novo, Poema paradisiaco e i quattro libri (Maia, Elettra, Alcyone, Merope) delle Laudi. Tra i romanzi, Il piacere, L'innocente, Il trionfo della morte, Il fuoco, Forse che sì forse che no. Tra le tragedie, La città morta, Francesca da Rimini, La fiaccola sotto il moggio, La nave, Fedra. Tra le opere autobiografiche, La Leda senza cigno, Notturno, Le faville del maglio. Postumo l'epistolario Solus ad solam

\Dànta di Cadore Comune in provincia di Belluno (603 ab., CAP 32040, TEL. 0435). 

\dànte, sm. Daino. 

\Dànte Alighièri (Firenze 1265-Ravenna 1321) È considerato, grazie alla sua opera maggiore La divina commedia, uno dei fondatori della letteratura italiana. Dante Alighieri nacque a Firenze nel maggio 1265, da Alighiero di Bellincione e da Bella d'ignoto casato. Era una famiglia nobile, non ricca, e schierata con i Guelfi. In quegli anni Firenze stava diventando la città più potente dell'Italia centrale e una delle maggiori per ricchezza e popolazione del mondo occidentale. L'attività manifatturiera e mercantile l'aveva resa indipendente dalle strutture e dai poteri feudali. I Guelfi ritornarono al potere a Firenze nel 1266 e bandirono i Ghibellini che erano al governo da sei anni. Poche le notizie sull'infanzia del poeta. Da alcuni documenti risulta che Dante perse la madre all'età di tredici anni e il padre nei cinque anni successivi. Secondo la narrazione della Vita Nuova nel 1274 all'età di nove anni, ebbe il primo incontro con Beatrice della quale si innamorò. Rivedendola dopo nove anni ne ebbe un dolcissimo salutare e gli sembrò di raggiungere la beatitudine. Da questo momento iniziò per Dante il percorso decisivo che l'avrebbe portato all'affermazione della sua moralità e libertà in mezzo agli impulsi della passione. Dante fece tirocinio letterario con il poeta stilnovista Guido Cavalcanti (ca. 1250-1300) al quale sono ispirate le prime poesie della Vita Nuova (1292-1294). Nel periodo compreso tra il 1283 e il 1290 Dante scrisse le poesie dei primi ventisette capitoli della Vita Nuova e parte di quelle comprese nelle Rime. Nel frattempo sposò Gemma Donati (1285) e cominciò a partecipare attivamente alla vita politica del comune fiorentino. Già dalle prose della Vita Nuova risulta che verso il 1293 la cultura di Dante si estendeva oltre il campo della poesia volgare con la lettura del De consolatione Philosophiae di Boezio e del trattato De amicitia di Cicerone. I segni di questa trasformazione si possono trovare nel Convivio che presenta una versione diversa dell'episodio della donna gentile inserito nella Vita Nuova; traspare la tentazione amorosa, ma Dante cerca di rifarsi una degna reputazione dando rilievo alla sua appassionata competenza in filosofia. La vita politica di Firenze era stata modificata dagli Ordinamenti di Giustizia (1293) che toglievano il diritto di partecipazione a coloro che non fossero iscritti a un'Arte, quindi a tutti i nobili che ritenevano per etica di classe di non dover esercitare un mestiere o una professione. Questa disposizione colpì anche Dante, ma nel 1295 gli Ordinamenti furono rivisti e i nobili riammessi a partecipare alla vita politica con l'impegno di farsi registrare nel libro di una delle Arti. Dante entrò a far parte di quella dei medici e degli speziali. Documenti d'archivio che si riferiscono agli anni dalla fine del 1295 all'autunno del 1301 permettono di seguire la traccia di Dante in molti consigli e uffici del Comune, mentre si acuiva in città la lotta tra le fazioni dei Bianchi e Neri che si erano sostituite ai Guelfi e ai Ghibellini. Al 1296 risale probabilmente l'inizio delle rime petrose. Dante manifestò in queste una visione tormentosa e passionale dell'amore, vissuto e concepito questa volta come forza crudele che ferisce e distrugge. Queste poesie costituiscono un elaboratissimo esperimento di metrica e di stile. Il ciclo delle rime petrose ebbe molta importanza per gli esperimenti tecnici e tematici e ancora più che per l'amplificazione del mondo poetico di Dante. In questa fase della lirica dantesca l'amore non era più una dimensione psicologica in cui il libero arbitrio attuava il destino morale e spirituale dell'uomo, ma un campo di agitazioni tormentose da cui l'impotenza morale era sorta come tentazione. Dante uscì da questa fase quando scrisse la Divina Commedia. Contrario alle mire egemoniche del pontefice Bonifacio VIII, si schierò fra i capi di parte bianca e nel giugno del 1300, facendo parte dei sei priori chiamati a governare la città, tentò con i suoi colleghi di reprimere la lotta tra Bianchi e Neri mandando in esilio sette capi di parte bianca e sette di parte nera. Nel 1301 fu tra quelli che si rifiutarono di mettere a disposizione di papa Bonifacio VIII un reparto di cento soldati. Più tardi si recò a Roma in ambasciata presso il pontefice e si trattenne fino ai primi di novembre, mentre il principe francese Carlo di Valois faceva il suo ingresso a Firenze. Dante fu condannato per baratteria ed esiliato il 27 gennaio 1302. I primi dieci anni del suo esilio furono incerti; Dante scrisse due canzoni probabilmente destinate ad essere commentate nei due ultimi trattati del Convivio. La prima giustamente detta la grande canzone dell'esilio presenta tre donne allegoriche che circondano il cuore innamorato del poeta dicendo di essere state abbandonate dagli uomini (Tre donne intorno al cor mi son venute); l'altra canzone parla degli uomini privi di virtù, specialmente degli uomini avari (Doglia mi reca). Fra il periodo delle poesie liriche e la lunga elaborazione della Divina Commedia sembrò svilupparsi una fase di perfezionamento filosofico-letterario e di lavoro prosastico rappresentata dall'elaborazione del De vulgari eloquentia e del Convivio. Il Convivio venne iniziato verso la fine del 1304 e la sua redazione si protrasse oltre la primavera del 1306 prima di arrestarsi alla conclusione del quarto trattato; il De vulgari eloquentia, scritto in latino e quindi destinato ai dotti, fu interrotto nel mezzo del secondo libro. Dante nel De vulgari eloquentia tratta l'argomento relativo all'esigenza di un volgare illustre, comune a tutte le regioni d'Italia, accanto alla varietà dei quattordici dialetti principali distinti da Dante. Il secondo libro è dedicato alla capacità espressiva e all'uso migliore del volgare nella poesia. L'ampiezza delle notizie filosofiche, letterarie, scientifiche e ancor di più la loro precisione lasciano pensare che Dante avesse a disposizione molti libri e, data la sua condizione di esule, ne deriva la supposizione che egli si trovasse in un attivo centro di studi, forse a Bologna presso l'università. All'età di quarant'anni Dante con un'esperienza di vita intensa, d'amore, di poesia, di cultura e di impegno politico, era stato cacciato dalla città natale, infamato dalle imputazioni della sentenza di bando, con il ricordo di una bella esistenza passata e un futuro politico oscuro. Ci furono tentativi da parte dei fuoriusciti di rientrare a Firenze nel 1302 e nel 1304; entrambi però fallirono. Dante partecipò al convegno dei fuoriusciti tenutosi a San Godenzo in Mugello. La mediazione per rappacificare Bianchi e Neri svolta dal cardinale Niccolò da Prato, inviato a Firenze da papa Benedetto XI, successore di Bonifacio VIII, nella primavera del 1304, fallì. Risale a questo periodo una lettera scritta in latino da Dante a nome degli esuli fiorentini. Niccolò da Prato lasciò Firenze nel giugno 1304 scagliando l'interdizione sulla città; il 7 luglio morì Benedetto XI e tredici giorni più tardi i fuoriusciti fiorentini vennero sconfitti alla Lastra. 
Per quanto riguarda la composizione della Divina Commedia, pare che il poema fosse stato iniziato in latino prima dell'esilio di Dante, interrotto e poi ripreso in volgare quando Dante ricevette da Firenze, tramite il marchese Moroello Malaspina, i canti scritti in precedenza. In questo periodo (1307) Dante si trovava in Lunigiana con un incarico diplomatico affidatogli dallo stesso Moroello Malaspina. La veridicità dell'interruzione sembrerebbe fondata, in quanto si può notare nel racconto una specie di frattura tra il settimo e l'ottavo canto. La Divina Commedia, quasi tutta scritta durante l'esilio, narra l'itinerario che porta il poeta dall'inferno all'empireo, quindi da una estremità dell'universo all'altra, iniziando con la discesa al centro della terra nel mondo della colpa non perdonata. La Commedia è l'unica opera letteraria il cui argomento abbraccia la totalità dell'esistente, l'intero universo contemplato insieme nella sua dimensione integrale, nella sua natura fisica. Il viaggio di Dante si svolge tutto nell'altro mondo, con un dichiarato intento spirituale; fino agli ultimi canti del Paradiso la materia del racconto rimane però ancorata al mondo terreno dal quale né dannati, né penitenti, né beati possono distogliere l'affetto e il pensiero. Iniziata sotto il trinomio dominante della filosofia, dell'amore, della passione politica, la Divina Commedia termina con l'assoluta integrazione del sapere filosofico concordante con l'assunzione dell'amore. La Commedia venne composta negli anni che videro l'elezione di Arrigo VII, la sua discesa in Italia, la sua morte seguita un anno dopo da quelle di papa Clemente V e di Filippo il Bello. Tutti questi avvenimenti furono vissuti in prima persona da Dante che successivamente si rifugiò a Verona presso Cangrande della Scala, vicario per l'Italia del successore di Arrigo VII. Gli ultimi canti dell'Inferno e i primi del Purgatorio risalgono al periodo compreso tra il 1308 e il 1310. Proprio nel 1310, a ottobre, Arrigo VII discese in Italia con il consenso di papa Clemente V; nel frattempo Dante scriveva l'epistola latina Ai principi e popoli d'Italia. Arrigo VII fu incoronato a Milano il 6 gennaio 1311; Cangrande della Scala succedette ad Alboino quale signore di Verona. Dante scrisse le epistole latine Ai Fiorentini e A Arrigo VII. A questi anni risale forse anche il trattato De Monarchia. L'opera, in tre libri, sostiene la necessità di una monarchia universale, al di sopra di tutti i regnanti e con il compito di svolgere la funzione di supremo arbitro delle loro contese. L'autorità imperiale deriva da Dio che nel suo disegno provvidenziale l'ha concessa al popolo romano che ha avuto il compito di unificare il mondo, rendendolo adatto all'accoglimento del messaggio evangelico. Il rapporto dell'autorità imperiale con l'autorità religiosa è descritto dalla metafora dei due soli: nessuna subordinazione, ma autonomia. La rispettiva sfera di azione è distinta. L'Impero deve riverenza alla Chiesa, poiché il fine della Chiesa (la salvezza eterna) e più alto di quello dell'Impero (il benessere sulla terra). Gli ultimi canti del Purgatorio furono scritti negli anni tra il 1311 e il 1313. Nel 1312 fu soppresso l'ordine dei Templari. Arrigo VII, ricevuto da Clemente V l'ordine di desistere dall'impresa contro Roberto d'Angiò re di Napoli, pose l'assedio a Firenze il 19 settembre e lo tolse due mesi dopo. Nel 1313, Arrigo VII fu scomunicato. Scagliatosi contro il re di Napoli, morì poco dopo a Buonconvento. Cangrande della Scala riportò una vittoria sui padovani nei pressi di Vicenza nel 1314; il 20 aprile dello stesso anno, morto Clemente V, Dante scrisse l'epistola Ai cardinali italiani (1314) e un'epistola A un amico fiorentino (1315). Il Ghibellino Uguccione della Faggiola riportò una inutile vittoria sui fiorentini vicino a Montecatini. La sentenza capitale emanata contro Dante venne confermata. A Ravenna diventò signore Guido Novello da Polenta, mentre al pontificato veniva eletto Giovanni XXII (1316). Dante scrisse L'Epistola a Cangrande contenente la dedica del Paradiso al signore di Verona. Si trasferì poi a Ravenna. Nella chiesa di Sant'Elena di Verona lesse la Quaestio de aqua et terra (1320). Al ritorno da Venezia a Ravenna, nel settembre 1321 Dante morì.   +  
La divina commedia 
È stata iniziata nel 1307, negli ultimi anni di vita dal poeta; il termine commedia si contrappone a quello di tragedia, per lo stile adottato e per il finale positivo. Il poema è diviso in tre cantiche (Inferno, Paradiso e Purgatorio) di trentatré canti ciascuna, oltre a un canto introduttivo; consta di 14.233 versi, in endecasillabi in terzine a rima concatenata. Narra di un viaggio immaginario del poeta nell'oltretomba, compiuto nel 1300, anno del giubileo, sotto la guida di Virgilio nei primi due regni e di Beatrice prima e San Bernardo poi, nel paradiso. Il viaggio è la metafora della società, guidata dalla ragione (Virgilio), mirante alla felicità terrena (paradiso terrestre), illuminata dalla rivelazione (Beatrice), per giungere alla massima felicità eterna (Empireo). La Commedia, summa della cultura del tempo e massima espressione delle capacità espressive di Dante, ebbe grande successo e diffusione immediata; dimenticata con il classicismo, fu ripresa dal romanticismo ed è a tutt'oggi una delle manifestazioni culturali più significative di tutti i tempi. 

\Dànte Alighièri (Società) Associazione culturale fondata nel 1889, ha svolto un'estesa attività culturale nei paesi verso i quali si è rivolta l'emigrazione italiana. Ha istituito, tra l'altro, corsi di italiano per gli emigrati. 

\dante causa, loc. sost. f. invar. Indica il soggetto giuridico che trasmette ad altri un diritto nell'acquisto a titolo derivativo. 

\Dante, Joe (1948-) Regista cinematografico statunitense, collaboratore di Corman e di Spielberg. Diresse Gremlins (1984), Gremlins 2 (1990) e Matinée (1992). 

\dantésca, sf. Sedia cinquecentesca con braccioli a forma di X. 

\dantésco, agg. (pl. m.-chi) Relativo a Dante Alighieri e alla sua opera. 

\Dànti, Vincènzo (Perugia 1530-1576) Architetto e scultore. Tra le opere Onore che vince l'inganno (scultura, ca. 1560, Firenze, Museo del Bargello). 

\dantìsmo, sm. 1 Studio di Dante. 2 Parola o locuzione coniata da Dante. 

\dantìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Studioso di Dante. 

\dantìstica, sf. Studio di Dante e delle sue opere. 

\Danton, Georges-Jacques (Arcis-sue-Aube 1759-Parigi 1794) Uomo politico francese, fu avvocato del re, aderì alla rivoluzione e creò a Parigi il club dei cordiglieri (agosto 1789). Diede inizio alle manifestazioni di massa che condussero alle stragi del Campo di Marte (luglio 1791) e all'arresto di Luigi XVI. Capo dei montagnardi alla convenzione di settembre, istituì il tribunale rivoluzionario e il comitato di salute pubblica, del quale fu anche presidente (1793). Fu arrestato, su ordine di Robespierre, in quanto ritenuto responsabile del fallimento della Compagnia delle Indie e giustiziato con la ghigliottina. 

\D'Antòni, Sèrgio (Caltanissetta 1946-) Sindacalista. Dal 1991 fu segretario generale della CISL. 

\danubiàno, agg. Del fiume Danubio o delle regioni che esso attraversa. 
Culture danubiane 
Culture preistoriche originatesi nella regione dell'alto Danubio, esempi delle prime culture neolitiche europee (5500-4000 a. C.). La fonte di sostentamento era fornita dall'agricoltura e dall'allevamento. 
Principati danubiani 
Formazioni politico territoriali, formatesi nel XIX sec. nella regione balcanica del basso Danubio e sottomesse all'impero ottomano (Bulgaria, Serbia, Moldavia). Nel 1862 Alessandro Giovanni I Cuza venne eletto gospodaro dei due principati, riunitisi nel 1866 nel principato di Romania. 
Scuola danubiana 
Insieme di artisti tedeschi della prima metà del 1500 (A. Altdorfer, W. Huber, H. Leinberger), attivi tra le città di Linz e Ratisbona, che elaborarono delle opere impregnate di una forte passionalità. 

\Danùbio Fiume dell'Europa centrorientale (2.860 km). Nasce dalla Foresta Nera in Germania e sfocia, dopo un lunghissimo tragitto, nel mar Nero, al confine tra Romania e Ucraina. È navigabile dalla città di Ratisbona fino alla foce (2.379 km), presentando dei regimi non uniformi, con correnti pericolose. Rimane una delle principali vie di comunicazione dell'Europa, regolata da una convenzione internazionale, firmata a Belgrado da tutti i paesi attraversati. 
Danubio 
Opera di critica letteraria di C. Magris (1989). 

\dànza, sf. 1 Successione di movimenti eseguiti a ritmo di musica. ~ ballo. 2 Testo di musica scritto per essere danzato. 3 Intrigo. ~ briga. 
 X   sf. dance. 
 @   deriv. da danzare. 
Danza classica 
Stile del balletto classico, caratterizzato da alcuni schemi che prevedono cinque posizioni fisse, da una delle quali partono tutti i movimenti. Venne regolata dall'Académie Royale de Danse di Parigi (1661). 
Danza di società 
Modo di svago e di riunione molto diffuso già dall'VIII sec. Tuttora esiste il ballo delle debuttanti. Danza libera 
Stile di ballo, nato all'inizio del XIX sec., che prevede l'inosservanza dei principi e delle regole fisse della danza classica. 
Danza folclorica 
Rappresentazione spettacolare di balli etnici. 
Danza moderna 
Sviluppo americano della danza, influenzata dal jazz, dalla tradizione popolare e creata da M. Graham negli anni '20. 
Danza nuova 
La ricerca di gesti e movimenti ritmici che si distaccano da quelli convenzionali. 

\Danza del dolore, La Opera di poesia di D. Levertov (1967). 

\Danza delle luci, La Film musicale, americano (1933). Regia di Mervyn Le Roy. Interpreti: Dick Powell, Joan Blondell, Ruby Keeler. Titolo originale: Gold Diggers of 1933 

\Danza di Venere, La Film musicale, americano (1933). Regia di Robert Z. Leonard. Interpreti: Joan Crawford, Clark Gable, Fred Astaire. Titolo originale: Dancing Lady 

\Danza macabra Dramma di A. Strindberg (1901). 

\Danza nella foresta Dramma di W. Soyinka (1960). 

\danzànte, agg. Che danza. 

\danzàre, v. v. tr. Eseguire un ballo. 
v. intr. Ballare. ~ piroettare, volteggiare. 
 X   v. tr. e intr. to dance. 
 @   franc. antico dancier. 

\danzatóre, sm. (f.-trìce) Chi danza. ~ ballerino. 

\Dànzica Città della Polonia (461.000) sulla costa sudoccidentale del golfo omonimo che si affaccia sul mar Baltico. Sorge a ovest della foce del fiume Vistola. Capoluogo del voivodato omonimo è principale sbocco sul mare del Paese. Fu capitale del ducato di Pomerania (XII sec.). Città anseatica si proclamò indipendente sotto la protezione polacca (1454). Divenne un importante sbocco sul mar Baltico, soprattutto per il commercio dei cereali. A seguito della seconda spartizione della Polonia, venne consegnata alla Prussia nel 1793, rimanendo tedesca fino al 1919, quando fu dichiarata città libera dalla Società delle Nazioni. Fu oggetto di dispute tra la Polonia e la Germania che riuscì a occuparla nel 1939. Venne liberata nel 1945 dall'esercito tedesco per essere poi annessa alla Polonia. Il centro storico della città conserva ancora qualche monumento antico, come la cattedrale di Santa Maria, il palazzo del Municipio e la porta della Gru. 
Danzica 
Golfo della Polonia, nel mar Baltico, tra la penisola di Hel e quella russa di Samland. 
Danzica 
Voivodato (1.438.000 ab.) della Polonia, nei pressi del fiume Vistola e della Pomerania orientale. 

\Daóne Comune in provincia di Trento (609 ab., CAP 38080, TEL. 0465). 

\dàpe, sf. (pl. f. dàpe, m. dàpi) 1 Vivanda. ~ vettovaglia. 2 Banchetto. ~ libagione. 3 Nutrimento spirituale. 

\Daphnis et Chloé Sinfonia coreografica in un atto e tre quadri di M. Ravel, libretto di M. Fokine (Parigi, 1812). 

\dappertùtto, avv. In ogni parte, in tutti i luoghi. ~ ovunque. 
 X   avv. everywhere. 

\dappiè, o dappiède, avv. Nella parte inferiore, ai piedi. 

\dappiù, agg. Superiore per grado o capacità. <> dammeno. 

\dappocàggine, sf. L'essere dappoco. ~ inettitudine. 

\dappòco, agg. invar. 1 Che vale poco o nulla. ~ inetto. ~ valente. 2 Che ha poca importanza. 
 X   agg. invar. worthless, inept. 

\dappòi, avv. 1 Più tardi. ~ dopo. 2 Dopo che. 

\dappoiché, avv. Dopo che. ~ poiché. 

\Dappòrto, Càrlo (Sanremo 1911-Roma 1989) Attore cinematografico comico e caratterista. Il suo nome resta legato alla rivista, nella quale esordì nel 1937, e alle commedie musicali (Snob, 1950; Giove in doppiopetto, 1954-56). 

\Dappòrto, Màssimo (Milano 1945-) Attore. Figlio d'arte, dopo un inizio come attore di commedie brillanti, approdò al piccolo schermo per interpretare personaggi drammatici in Storia d'amore e d'amicizia (1982), Diventerò padre (1987), Mignon è partita (1988), Non siamo soli (1992). Ha lavorato anche nelle miniserie televisive Come una mamma (1990) e Amico mio (1994, 1995), in cui interpretò il ruolo del dottor Magri. 

\dapprèsso, o da prèsso, avv. Vicino nello spazio e nel tempo. 

\dapprìma, avv. In un primo momento, prima. ~ inizialmente. <> successivamente. 
 X   avv. at first. 

\dapprincìpio, avv. All'inizio, da principio. 

\Dapuéto Carlo Uno dei redattori di questo dizionario; si occupa di Didattica della Matematica. Vedi il sito   +   MaCoSa.

\Daqahlîya Governatorato (3.889.000 ab.) dell'Egitto. Capoluogo El-Manszra. 

\dàra, sf. Insieme dei pezzi di riserva delle navi a vela. ~ droma. 

\Darbhanga Città (135.000 ab.) dell'India, nel Bihar. 

\Darbo, Gabriele (Udine 1921 - Genova 2003) Matematico italiano. L'Accademia dei Quaranta gli ha conferito nel 1987, la "Medaglia dell'Accademia dei XL per la Matematica, per il 1986". I suoi interessi di ricerca ed i suoi lavori scientifici hanno spaziato in campi molto vari: inizialmente in Analisi Matematica; poi, attraverso problemi di punto fisso, in Topologia algebrica e Algebra omologica; quindi in Teoria delle categorie, con applicazioni alla Teoria dei dispositivi e dei Sistemi; e infine in Teoria dei numeri. In particolare, nel 1955 ha introdotto le alfa-contrazioni (chiamate anche Darbo maps nella letteratura scientifica) e ha provato un teorema di punto fisso che ha avuto un impatto significativo in Analisi Nonlineare.   +  

\Darboux, Gaston (Nîmes 1842-Parigi 1917) Matematico francese. Compì studi di geometria infinitesimale. 

\Dardanèlli Stretto della Turchia (lungo 71 km, largo da 1 a 10 km e profondo 50-90 m) che collega l'Europa e l'Asia Minore e mette in comunicazione il mar Egeo con il mar di Marmara. Di notevole importanza strategica, nel 1915-1916 fu teatro di uno sbarco fallimentare anglofrancese, ideato da Churchill e terminato con una cocente sconfitta. 

\Dàrdano Personaggio mitologico, figlio di Zeus e della ninfa Elettra. Fu capostipite dei dardani o troiani. 

\dardeggiàre, v. v. tr. Colpire con i dardi. 
v. intr. 1 Scoccare dardi. 2 Di sole, di occhiate infiammate e simili. 

\dàrdo, sm. 1 Arma simile alla freccia da lanciare con l'arco. ~ strale. 2 Fulmine, raggio infuocato, sguardo. ~ saetta. 
 X   sm. dart. 
 @   franc. dard, dal francone darod. 

\dàre, v. e sm. v. tr. 1 Trasferire da sé ad altri qualcosa che si possiede, che si conosce. ~ fornire, procurare. <> prendere. gli diedero l'appartamento in affitto. 2 Porgere. ~ offrire. non si deve dare cibo agli animali dello zoo. 3 Regalare, elargire. ~ donare. <> carpire. darebbe se stesso per il prossimo, se potesse. 4 Concedere. ~ accordare. <> rifiutare. dare il passo, farsi da parte. 5 Consegnare, affidare. ~ assegnare. 6 Pagare. ~ sborsare. <> riscuotere. 7 Vendere. 8 Fruttare, rendere. ~ produrre. 9 Fornire. ~ procurare. 10 Comunicare una notizia. 11 Prescrivere e somministrare una medicina. 12 Infliggere, provocare. ~ arrecare. gli diedero tante botte, che passò un mese all'ospedale. 13 Impartire ordini. 14 Considerare, definire (solo al participio passato). 15 Organizzare. questa sera i tuoi vicini danno una festa
Nota.  Io do, tu dai, essi danno non richiedono l'accento, ma questo può essere messo nei casi sia necessario non fare confusione con la nota do o la preposizione dai o il nome danno. In egli dà è richiesto sempre l'accento. Nell'imperativo si può usare o da' ma non da..
v. intr. 1 Imbattersi. ~ inciampare. 2 (solo di case e finestre) Guardare, essere rivolto. 3 Colpire. dare nell'occhio, non passare inosservati. 
v. intr. pron. 1 Verificarsi. ~ accadere. 2 Battersela. ~ svignarsela. darsela a gambe. 
v. rifl. 1 Arrendersi. ~ abbandonarsi. 2 Spacciarsi. 3 Dedicarsi. ~ applicarsi. si diede completamente alla passione politica
sm. 1 Ciò che uno deve, di denaro, ad altri. 2 Il passivo nei bilanci. 
 X   v. tr. 1 to give. 2 (produrre) to produce, to yield. 3 (qualificare) to call.   v. intr. (porta, casa: guardare) to open on, to look on.   v. intr. pron. 1 to devote oneself. 2 (da fare) to bustle about.   sm. (econ.) debt, amount due.
 @   lat. dare

\Darè Comune in provincia di Trento (188 ab., CAP 38080, TEL. 0465). 

\Dare e avere Opera di poesia di S. Quasimodo (1961). 

\Dar-es-Salaam Città della Tanzania (1.488.000 ab.). Situata in un'insenatura del Tanganica, il suo porto, all'imbocco del canale di Zanzibar sull'oceano Indiano, è utilizzato anche per i traffici di Zambia e Zaire. Tra le sue risorse, l'esportazione di caffè, canna da zucchero, tabacco, cotone e piretro. Sono presenti anche industrie alimentari, tessili, metallurgiche, chimiche e meccaniche. 
Città (757.000 ab.) della Tanzania, capoluogo della regione di Pwani. 

\Daret, Jacques (Tournai? ca. 1404-dopo il 1468) Pittore fiammingo. Tra le opere Adorazione dei Magi (1534-1535, Berlino, Gemäldegalerie). 

\Dàrfo Boàrio Tèrme Comune in provincia di Brescia (13.206 ab., CAP 25047, TEL. 0364). Centro industriale (prodotti siderurgici) in Valcamonica. Importanti stabilimenti idrotermali nella frazione di Boario Terme. Gli abitanti sono detti Darfensi

\Darfur Stato (3.094.000 ab.) federato del Sudan, capoluogo El Fasher. Spicca il massiccio vulcanico del Gebel Marra (3.088 m). 

\Darhan Città (89.000 ab.) della Mongolia, costituente un'unità amministrativa. 

\dàrico, o darìco, sm. Moneta d'oro in uso presso i persiani achemenidi che fu creata da Dario I. 

\Dàrio Nome di sovrani. 
Dario I 
=> "Dario I" 
Dario II 
(?-404 a. C.) Re di Persia dal 424. Nella guerra del Peloponneso appoggiò Sparta. 
Dario III 
(380 ca.-Ecatompilo 330 a. C.) Re di Persia dal 336, fu l'ultimo achemenide. Alessandro Magno lo sconfisse tre volte: a Granico (334), Isso (333) e Arbela (331). Venne ucciso dal satrapo della Battiana Besso. 

\Dàrio I (550-486 a. C.) Figlio di Istarpe, divenne re nel 521 a. C. in seguito all'uccisione di Gaumata. Allargò l'impero su tutta la valle dell'Indo, sulla Tracia e impose la sua supremazia sulla Macedonia e sulle isole dell'Egeo. Divise l'impero in satrapie, controllate da satrapi. Combatté contro gli sciti, senza successo e sedò le rivolte nelle città greche dell'Asia Minore e della Tracia (500-493 a. C.), prendendo lo spunto per dichiarare guerra alla Grecia (guerre persiane). Fu sconfitto a Maratona dai greci (490 a. C.). 

\Darío, Rubén (Metapa 1867-Leon 1916) Poeta. Tra le opere Azzurro (1888) e Canti di vita e di speranza (1905). 

\dark music, loc. sost. f. invar. Filone musicale nato alla fine degli anni '60 come prosecuzione dell'ultimo punk. La dark music si collega con una visione pessimistica del mondo e con un abbigliamento di tono mistico-religioso. 

\Darlan, François (Nérac 1881-Algeri 1942) Ammiraglio francese. Durante la seconda guerra mondiale, fu tra i principali esponenti del regime filotedesco di Vichy, ma dopo lo sbarco alleato in Algeria, passò con questi ultimi. Venne ucciso in un attentato. 

\Darling Il fiume (2.720 km) più lungo dell'Australia. Nasce nel Queensland e confluisce nel Murray percorrendo il Nuovo Galles del Sud. 

\Darmstadt Città (140.000 ab.) della Germania, nell'Assia meridionale. 

\Darò un milione Film commedia, italiano (1935). Regia di Mario Camerini. Interpreti: Vittorio De Sica, Assia Noris. 

\D'Arónco, Raimóndo (Gemona del Friuli 1857-Sanremo 1932) Architetto. Tra le opere la loggia e la torre dei Sisli a Istanbul (1899) e i padiglioni dell'Esposizione di Arte Decorativa a Torino (1902). 

\D'Arrìgo, Stéfano (Alì, Messina 1919-Roma 1992) Romanziere. Esordì nel 1957 con la raccolta di poesie Codice siciliano. Tra le altre opere, Horcynus Orca (1975), imperniato sulla storia di un pescatore siciliano che arruolatosi in Marina, torna nella sua terra d'origine dopo aver affrontato numerose disavventure tra cui la lotta contro un'orca, e Cima delle nobildonne (1985). 

\dàrsena, sf. Parte più interna di un porto. ~ approdo. 
 X   sf. dockyard, dock. 

\D'artagnan Uno dei quattro protagonisti della trilogia di Alexandre Dumas padre costituita dai libri I tre moschettieri, Vent'anni dopo e Il viscone di Bragelonne. Il personaggio si ispira a Charles de Batz o de Montesquiou, conte di D'artagnan che fu capitano dei moschettiere durante il regno di Luigi XIV. 

\Daru Città di Papua Nuova Guinea, che si affaccia sul golfo dei Papua, in corrispondenza dello stretto di Torres. 

\darviniàno, o darwiniàno, agg. Che si riferisce a Darwin e alle sue teorie. 

\darvinìsmo, o darwinìsmo, sm. Teoria del naturalista inglese Charles Darwin sull'evoluzione delle specie. 

\Darwin Città (74.000 ab.) dell'Australia, capitale del Territorio del Nord. 

\Darwin, Charles Robert (Shrewsbury 1809-Down 1882) Naturalista inglese. La comprensione della vita e dell'opera di Darwin sono strettamente legate a quelle del nonno. Erasmus Darwin era nato il 12 dicembre 1731 a Helston Hall (Nottingham). Figlio di un avvocato, fu un grande personaggio e le sue opere ebbero notevole influenza sul nipote Charles. Appassionato di poesia arcadica e classicheggiante, Erasmus era in politica giacobino. Dopo aver studiato a Cambridge e a Edimburgo, si laureò nel 1756 in medicina; lo stesso anno si trasferì a Lichfield e vi iniziò l'attività di medico. Nel 1757 sposò Mary Howard, continuando nel frattempo a esercitare la sua professione di medico a Lichfield, cittadina non lontana da Birmingham che risentiva gli influssi e lo svilupparsi dell'attività manifatturiera e il coinvolgimento nello sviluppo della scienza e della tecnica. Erasmus conobbe numerosi protagonisti di questi progressi e insieme a loro organizzò il club Lunar Society nel quale venivano dibattuti problemi sociali e scientifici. Nel 1758 nacque Charles Darwin senior. Laureatosi brillantemente in medicina a Edimburgo, scrisse alcuni saggi, accolti con grande favore dal pubblico scientifico dell'epoca. Morì però giovanissimo di infezione. Il secondo figlio, Erasmus, era di tutt'altro carattere; nato nel 1759 morì suicida a quarant'anni. Il terzo figlio, Robert Warning, nacque nel 1766. Nel 1780 Erasmus si sposò in seconde nozze con Elisabeth Chandos Pole e si trasferì a Derby. Sette anni dopo Robert W. Darwin ottenne la laurea in medicina e si stabilì a Shrewsbury. Il dottor Erasmus Darwin pubblicò nel 1789 la sua prima opera intitolata Gli amori delle piante sul sistema sessuale delle piante. L'opera ottenne un grande successo. Nel 1784 Erasmus pubblicò la sua seconda opera, La zoonomia o leggi della vita organica, su problemi generali di psicologia, biologia, patologia. In essa si incontrano e scontrano le teorie delle correnti illuministiche e romantiche. Quest'opera fu accolta da molti con grande favore, ma venne anche combattuta sul piano scientifico e sul piano teorico. Erasmus Darwin morì nel 1802 a Derby quando aveva poco più di settant'anni. Robert Darwin studiò medicina e la praticò con successo, diventando anche molto ricco. Stabilitosi a Shrewsbury, sposò Susannah Wedgwood dalla quale ebbe sette figli di cui due maschi: Erasmus Alvey, nato nel 1804, e Charles Robert, nato nel 1809. 
Charles Darwin trascorse l'infanzia dorata del figlio di una facoltosa famiglia a Shrewsbury, nella grande e lussuosa casa fatta costruire dal padre sul colle Frankwell. A otto anni morì la madre e le sorelle presero le redini della famiglia e cercando a modo loro di educare il giovane fratello. A sedici anni fu mandato all'università di Edimburgo dove già studiava il fratello maggiore Erasmus. Questa università era la migliore della Gran Bretagna per gli studi scientifici, ma Charles ebbe una brutta impressione dell'insegnamento e provò ripugnanza per la medicina. Il padre gli propose allora di lasciare la medicina e di intraprendere la carriera ecclesiastica (1828). Charles si interrogò sulla propria vocazione religiosa e decise definitivamente di frequentare l'università di Cambridge per studiare teologia. A Cambridge nel 1829 conobbe il reverendo Henslow, giovane botanico e il reverendo Sedgwick, professore di geologia; si appassionò alle scienze naturali e alla Natural Theology del Paley. In questi anni le guerre napoleoniche procurarono all'Inghilterra notevoli problemi ma al tempo stesso portarono al crollo del regno di Spagna che determinò un forte movimento delle colonie sudamericane verso l'indipendenza. I porti del Sudamerica furono aperti al commercio inglese e vennero inviate navi a compiere il rilevamento idrografico delle coste e dei canali del continente. Il capitano King compì una lunga crociera tra il 1826 e il 1830 con due navi attrezzate, l'Adventure e la Beagle. Il servizio idrografico pensò che fosse utile completare il rilevamento della Terra del Fuoco e di condurre una rete di misure geodetiche nei vari continenti e mari. Perciò organizzò una nuova spedizione guidata dal capitano Fitzroy, ottimo cartografo. Fitzroy scelse la Beagle, brigantino di 240 tonnellate. I preparativi durarono quasi un anno e nel frattempo si cercò un naturalista da aggregare alla spedizione. Il compito del naturalista era quello di riportare notizie sui prodotti utili o preziosi delle terre esplorate. Il capitano Fitzroy scelse Charles Darwin perché molto qualificato per l'osservazione e la raccolta di materiali interessanti. La spedizione ebbe inizio il 27 dicembre 1831; la Beagle salpò lasciando un paese in condizioni drammatiche: il governo dei whig si prestava a trasformare le strutture politiche e sociali per le quali la rivoluzione industriale aveva condotto alla miseria molti cittadini, scontrandosi con la Camera dei Lord e con il nuovo sovrano. Fermenti di rivolta serpeggiavano per il paese, alla fame si aggiunse il colera. A bordo della Beagle la situazione era drammatica. Tra il comandante e l'equipaggio si era sviluppata una situazione di forte tensione, a seguito della punizione di alcuni marinai. Charles Darwin, sofferente di mal di mare, doveva stare immobile sulla sua amaca. Alle Canarie fu imposta la quarantena per il colera. La situazione migliorò successivamente e la nave acquistò una grande reputazione per l'efficienza del suo equipaggio e la perizia del capitano. Nel 1832 in Gran Bretagna il progetto di riforma venne approvato anche dalla Camera dei Lord, mentre la Beagle dopo aver esplorato la coste della Patagonia e delle Falkland affrontò i mari della Terra del Fuoco. Nelle vicinanze di Capo Horn restò per settimane in balìa di un uragano. Nonostante avesse un bagaglio di nozioni scientifiche limitato, Charles Darwin riuscì a compiere un ottimo lavoro; questa esperienza di rilevamento della flora, della fauna e geologico di tanti paesi nuovi e remoti risultò molto positiva. Charles era dotato di una eccellente capacità di osservazione e si dedicò all'analisi di tutto quanto veniva trovato, dalla formazione di certe concrezioni minerali al movimento degli stami dei cactus, dal lampeggiare degli insetti luminosi all'orogenesi delle Ande, dallo sviluppo del senso dell'olfatto nei condor al ruolo svolto dalle gigantesche alghe Macrocystis come substrato di una fiorente fauna. Darwin aveva ereditato sicuramente queste doti dal padre ma anche dal nonno Erasmus. Sorprendente fu il suo sforzo metodico di fornire spiegazioni attraverso un paziente lavoro induttivo e una vasta tessitura di ipotesi. Nel 1834 fu abolita la schiavitù nei domini britannici. Una seconda spedizione della Beagle raggiunse le acque della Terra del Fuoco, eseguendo un rilevamento delle coste del Sudamerica. La Beagle rientrò in patria nel 1836 e trovò il paese profondamente rinnovato: il sistema elettorale era stato riformato, erano state emanate le leggi sulle fabbriche e sui poveri, era nata anche l'università di Londra. Londra era nel frattempo diventata un centro scientifico fiorente e vigoroso e Darwin venne accolto con grandi onori. Henslow pubblicò estratti delle sue lettere, fece conoscere le sue teorie geologiche, le collezioni di animali e di fossili sudamericani che destarono vivissimo interesse. Questa improvvisa notorietà lo stupì molto e ancora di più lo sorprese il fatto di essere ricercato da persone come Charles Lyell, Robert Brown e Richard Owen. Nel 1837 dopo un breve soggiorno a Cambridge si stabilì a Londra. Si dedicò subito alla pubblicazione di tre volumi di resoconti redatti da vari naturalisti sui materiali da lui raccolti; compose infine il terzo volume della Narrative of the Surveying Voyages of H.M.S. Adventure and Beagle, lavoro diventato famoso con il nome di Viaggio di un naturalista intorno al mondo. Quest'opera rese illustre Darwin anche al di fuori dell'ambiente accademico e della stessa Inghilterra. Il libro riportava una grande massa di notizie scientifiche attendibili e controllate unite a una particolare vivacità di stile. Nel 1839 Darwin sposò la cugina Emma Wedgwood, donna schiva e gentile che si dedicò esclusivamente alla famiglia. Dopo sei anni di soggiorno a Londra Darwin lasciò la capitale rinunciando a molte cariche e si ritirò a Down nel Kent (1842) per condurre una vita di gentiluomo di campagna. 
Nel 1837 aveva formulato appunti ricchi di elementi nuovi e personali sulla teoria dell'evoluzione; prese in considerazione la variabilità della specie considerando la ripercussione nella trasformazione della specie stessa. Darwin arrivò a concludere che l'agente della selezione era la mortalità differenziata; a completamento della teoria cercò di spiegare anche la divisione in entità separate della specie stessa. Verso la fine del 1844 dopo aver terminato la stesura del Saggio ebbe timore di pubblicarlo temendo il fallimento della sua opera. Nel frattempo si ammalò e scrisse una lettera testamento alla moglie indicandole di affidare il manoscritto a un abile naturalista che lo completasse e lo preparasse per la stampa. Dopo questo episodio si dedicò allo studio sistematico dei Cirripedi, Crostacei marini che vivono attaccati alle rocce o agli oggetti galleggianti; a questo lavoro dedicò otto anni durante i quali pubblicò quattro monografie, le prime due nel 1851, le altre due nel 1854. Terminato il lavoro sui Cirripedi si dedicò assiduamente allo sviluppo della sua teoria, raccolse dati su dati e compilò un grosso trattato. Il 1° luglio 1858 Darwin lesse alla Linnean Society una nota sull'evoluzione mediante selezione naturale e presentò una nota con analogo contenuto speditagli da Alfred Wallace dall'Indonesia. Dopo questo episodio Darwin si decise a redigere l'opera l'Origine della specie che venne pubblicata il 26 novembre 1859. Quest'opera non fu accolta bene, in particolar modo da Owen, invidioso nel vedersi portare via un'idea sulla quale aveva molto riflettuto e scritto. Entusiasmo nei confronti di Darwin fu dimostrato da Thomas Huxley. L'Origine della specie era un'opera concepita in un paese che con la libera concorrenza aveva creato un impero sparso in tutto il mondo. Darwin dovette far fronte a una violenta e inaspettata reazione dei naturalisti delusi e del clero anglicano e, trovandosi impreparato, attese che la situazione si attenuasse da sola; il battagliero Huxley invece usò le sue capacità dialettiche per combattere. Il primo sconfitto fu il vescovo Wilbeforce, il 30 giugno 1860 a Oxford. Successivamente Darwin si dedicò agli studi di botanica e alla fecondazione delle orchidee; arrivò a spiegare i legami tra fiori e insetti dal punto di vista dell'impollinazione. Nel 1862 pubblicò I diversi apparecchi col mezzo dei quali le orchidee vengono fecondate. Nel 1864 gli fu conferita la Copley Medal, il più alto riconoscimento al merito scientifico in Gran Bretagna. In seguito si occupò della rielaborazione dell'opera Le variazioni degli animali e delle piante allo stato domestico (1868) iniziata precedentemente. L'opera portò alla luce la personalità di Darwin; questa volta non venivano più rielaborate le teorie di Buffon e di Erasmus Darwin sulla ereditarietà; le gemmule di Charles Darwin avevano forte analogia con le molecole organiche o con quelle animali ipotizzate dai biologi del Settecento. Darwin indagò sull'origine e sulle basi della variabilità, come logiche conseguenze della sua teoria evolutiva. Nel frattempo venivano pubblicate altre opere sull'evoluzione. Nel 1871 Darwin decise di rompere il silenzio mantenuto per prudenza sul tema relativo all'origine dell'uomo e pubblicò l'Origine dell'uomo e la scelta in rapporto al sesso. L'opera fu un successo grazie alle capacità di osservazione dell'autore che sviluppò nuove idee sulla posizione dell'uomo nell'ordine dei Primati. In quest'opera Darwin inserì alcune considerazioni sulla mimica. Queste idee successivamente rielaborate furono alla base di un altro volume: L'espressione delle emozioni negli uomini e negli animali (1872). Durante gli ultimi anni di vita Darwin seppe rinnovarsi e cominciò a trattare i problemi del movimento e della sessualità nei vegetali mettendo a punto un tipo di logica induttivo-deduttiva sperimentata solo occasionalmente. La sua ultima opera La formazione della terra vegetale per l'azione dei lombrici fu pubblicata nel 1881. Darwin morì il 19 aprile 1882. La società vittoriana in cui visse gli aveva attribuito i massimi onori. Una rappresentanza parlamentare propose la sepoltura nell'abbazia di Westminster: qui fu sepolto il 26 aprile accanto ai grandi artefici del pensiero moderno: Faraday, Lyell, Newton. 

\Darwin, George Howard (Down, Kent 1845-Newnham Grange, Cambridgeshire 1912) Scienziato inglese figlio di Charles Robert. Studiò in special modo il moto terrestre e l'evoluzione geologica. È noto per la teoria del rallentamento della velocità di rotazione dei corpi celesti determinato per attrito della marea. 

\darwinìsta, agg. e sm. agg. Relativo alle teorie di C. R. Darwin. 
sm. Seguace delle teorie di C. R. Darwin. 

\D'Àrzo, Sìlvio (Reggio Emilia 1920-1952) Scrittore. Tra le opere Casa d'altri (postumo, 1953). 

\Dasà Comune in provincia di Vibo Valentia (1.496 ab., CAP 88013, TEL. 0963). 

\Dasiàtidi Famiglia di Pesci Selaci Raiformi dal corpo di forma ovale o quadrangolare aventi uno o più aculei velenosi sul dorso e una coda sottile. 

\Dasipòdidi Famiglia di Mammiferi Sdentati americani. Comprendono specie provviste di un carapace osseo formato da scudi disposti trasversalmente e coperti di squame cornee e capaci di appallottolarsi, come l'armadillo. 

\Dasiùridi, sm. invar. Famiglia di Mammiferi Marsupiali australiani, carnivori e insettivori. 

\Dassault, Marcel (Parigi 1892-Neville-sur-Seine 1986) Costruttore di aerei francese. Fondò una società aeronautica e produsse aerei quali il Mirage e il Mistère-Falcon

\Dassin, Jules (Middletown 1911-Atene 2008) Regista cinematografico statunitense. Diresse Forza bruta (1947), La città nuda (1948), Rififi (1955), Mai di domenica (1960) e Topkapi (1964). 

\Dat Sigla di Digital audio tape. 

\dàta, sf. 1 Indicazione del luogo, giorno, mese e anno. 2 Tempo, epoca. ~ periodo. 3 Termine. ~ scadenza. 
 X   sf. date. 
Linea del cambiamento di data 
Linea introdotta con i fusi orari al congresso di Washington del 1884, tracciata in modo tale da evitare divisioni delle terre (Siberia e alcune isole dell'oceano Pacifico). Attraversando la linea da ovest a est si torna indietro di un giorno sul calendario, da est a ovest si avanza di un giorno. 

\data bus, loc. sost. m. invar. Fascio di collegamenti tra elementi di un sistema di telecomunicazioni o di elaborazione che serve per trasmettere dati. 

\data collection, loc. sost. f. invar. Apparecchiatura ausiliaria per impianti telefonici privati che serve a raccogliere e analizzare i dati che arrivano dalla rete telefonica e a trasferirli in blocco a un computer connesso alla rete. 
 @   in inglese significa raccolta dati. 

\data flow computer, loc. sost. m. invar. Elaboratore in cui la sequenza delle operazioni è guidata dal flusso dei dati. Solo quando tutti i dati di ingresso di un'istruzione sono disponibili questa viene eseguita da un processore libero e atto allo scopo. I dati possono provenire da una precedente operazione, ma anche dall'esterno del sistema. 

\data logger, loc. sost. m. invar. Apparato per eseguire in modo automatico e in successione preordinata misure diverse, fornendo poi i risultati in forma numerica. 

\data plotter, loc. sost. m. invar. Apparecchio che serve per tracciare grafici o disegni in modo automatico. Viene comandato tramite un'unità di comando e può essere collegato a un elaboratore elettronico. ~ diagrammatore. 
 @   in inglese significa tracciatore di dati. 

\data processing, loc. sost. m. invar. Elaborazione elettronica delle informazioni. Viene generalmente abbreviata in DP o in EDP, ossia Electronic DP. 

\database, loc. sost. m. invar. Letteralmente significa base di dati. Nel linguaggio informatico indica un archivio di informazioni che, in genere, può essere consultato da un vasto numero di utenti. 

\datàbile, agg. Che si può datare. 

\datagram, sm. invar. Nel linguaggio informatico indica il formato standard di dati per un pacchetto che viene spedito con il protocollo Internet; è costituito da un mittente, da un destinatario e dai dati. 

\datàre, v. tr. 1 Segnare la data. 2 Attribuire per ipotesi a un determinato periodo. 
 X   v. tr. to date. 
 @   deriv. da data. 

\datàrio, sm. 1 Timbro composto da cilindri mobili che recano in rilievo l'indicazione di giorno, mese e anno e che, fatti ruotare, consentono di comporre la data desiderata per poi imprimerla su lettere, documenti e simili. 2 Indicatore di data in un orologio. 

\datàto, agg. 1 Provvisto di data. 2 Non più attuale. ~ superato. <> attuale. 

\datazióne, sf. Assegnazione di una data e la data assegnata. 

\date In informatica è il nome di un comando del sistema operativo UNIX che permette di modificare o stampare la data nel formato corrente. 

\datio in solutum, loc. sost. f. invar. Locuzione latina che significa "dazione in pagamento". ~ dazione. 

\datìvo, agg. e sm. Del terzo caso della declinazione indoeuropea recante il termine a cui si rivolge l'azione verbale. 

\dàto, agg. e sm. agg. 1 Certo, definito, stabilito. ~ determinato. <> indefinito. in dati casi puoi pure astenerti. 2 Votato, devoto. ~ dedito. 
sm. 1 Elemento accertato o conosciuto. ~ informazione, notizia. <> congettura, ipotesi. dato di fatto, dati sperimentali. 2 In informatica, ogni informazione che può essere trattata da un calcolatore. 
 X   agg. given. sm. datum. 
 @   lat. datum, da datus, p.p. di dare

\datolìte, sf. Borosilicato basico di calcio. Si presenta in cristalli monoclini di colore giallo, verdastro o bianco. 

\Datong Città (798.000 ab.) della Cina, nella provincia dello Shanxi. 

\datóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi dà, chi concede. 2 Datore di lavoro è colui che ha alle proprie dipendenze lavoratori retribuiti. 
 X   sm. employer. 

\dàttero, sm. Pianta molto alta (fino 30 m) con ciuffo apicale di foglie e bacche (datteri) molto ricche di zuccheri, diffusa in Africa del nord e nell'Asia tropicale; in Europa viene coltivata come pianta ornamentale. Il frutto è commestibile. 
 X   sm. date. 
Dàttero di màre, sm. 
Mollusco (Lithophaga lithophaga) della famiglia dei Mitilidi e della classe dei Bivalvi. Di colore marrone, misura fino a 10 cm. Perfora la roccia grazie alla secrezione di un liquido acido. 

\dattìlico, agg. (pl. m.-ci) Verso composto da dattili. 

\dattilo- Primo elemento di parole composte. 
 @   dal greco dáktylos dito. 

\dàttilo, sm. Piede della metrica greca e latina costituito da una sillaba lunga e da due brevi. 

\dattilografàre, v. tr. Scrivere a macchina. 
 X   v. tr. to type. 
 @   deriv. da dattilografo. 

\dattilografìa, sf. La tecnica dello scrivere a macchina. 
 X   sf. typing. 

\dattilogràfico, agg. (pl. m.-ci) Che riguarda la dattilografia. 

\dattilògrafo, sm. 1 Chi sa scrivere a macchina. 2 Addetto alla dattilografia. 
 X   sm. typist. 
 @   da dattilo-+-grafo. 

\dattilopodìte, sm. Settore terminale della zampa dei crostacei.   +  

\dattiloscopìa, sf. Esame delle ceste cutanee dei polpastrelli delle dita (dermatoglifo), dalle quali si ricavano le impronte digitali, uniche per ogni individuo, che ne consentono l'identificazione. 

\dattiloscòpico, agg. (pl. m.-ci) Che riguarda la dattiloscopia. 

\dattiloscrìtto, agg. e sm. Scritto eseguito con la macchina da scrivere. 

\dattiloscrìvere, v. tr. Dattilografare, scrivere a macchina. 

\Dattilòttero, sm. Genere di Pesci Actinopterigi Dattilopteriformi caratterizzati dalla presenza di pinne natatorie pettorali aventi forma di ali con le quali si possono sollevare fino a 1 m sopra al livello del mare. È chiamato anche pesce rondine

\dattórno, o da tórno, avv. Intorno, vicino. ~ dappresso. 

\datùra, sf. Genere di piante arbustacee, erbacee o arboree, proprie delle regioni a clima temperato o tropicale, della famiglia delle Solanacee. 

\Dàua Fiume (580 km) dell'Etiopia. Nasce dall'Acrocoro Etiopico e si unisce al Ganale. 

\Daubigny, Charles-François (Parigi 1817-1878) Pittore francese. Tra le opere Paesaggio presso Pontoise (1866, Brema, Kunsthalle) e Paesaggio o Il prato dei Graves (1875, Parigi, Musée d'Orsay). 

\Daudet, Alphonse (Nîmes 1840-Parigi 1897) Scrittore. Tra le opere Lettere dal mio mulino (1866) e Tartarino di Tarascona (1872). 

\Daugavpils Città (127.000 ab.) della Lettonia, sul fiume Dvina Occidentale. 

\daun, sm. Uno dei tre stadi di ritiro della glaciazione del Würm. 

\Dàunia Monti del Subappennino pugliese, tra Puglia e Campania. Vetta più elevata il Monte Cornacchia (1.152 m). 

\Daunou, Pierre-Claude-François (Boulogne-sur-Mer 1761-Parigi 1840) Politico francese. Sacerdote rivoluzionario, dopo la caduta di Robespierre nel 1794, collaborò attivamente alla costituzione dell'anno III (1795), che inaugurò il direttorio. 

\Dausset, Jean (Tolosa 1916-Palma di Maiorca 2009) Immunologo francese. Compì importanti studi di immunoematologia e nel 1980 insieme a B. Benacerraf e a G. Snell fu insignito del premio Nobel. 

\Dauthendey, Max (Würzburg 1867-Malang, Isola di Giava 1918) Scrittore tedesco. Autore di influenza romantica, ha spesso ambientato le sue narrazioni in un oriente favoloso, ispirato dai suoi viaggi. Tra le opere, le novelle Lingam (1909) e Die acht Gesichter am Biwasee (Le otto visioni sul lago di Biwa, 1911). 

\Davàgna Comune in provincia di Genova (1.696 ab., CAP 16022, TEL. 010). 

\Davangere Città (196.000 ab.) dell'India, nello stato di Karnataka. 

\davànti, avv., prep., sm. e agg. avv. e prep. 1 In presenza, al cospetto di. ~ in faccia. non voleva far scenate davanti ai figli. 2 Di fronte. ~ dinanzi. <> dietro. si sedette davanti a lei per guardarla meglio. 
sm. La parte anteriore. ~ fronte. <> didietro. 
agg. Anteriore. la parte davanti del palazzo
 X   prep. 1 (al cospetto di) before. 2 (innanzi a, di fronte a) in front of, opposite, ahead of. avv. 1 in front. 2 (dirimpetto) opposite. 3 (prima) before. sm. e agg. front. 
 @   lat. de ab ante

\davantìno, sm. Pettorina negli abiti femminili. 

\davanzàle, sm. Soglia della finestra su cui appoggiano gli stipiti. ~ parapetto. 
 X   sm. windowsill. 

\davànzo, o d'avànzo, avv. Più del necessario. ~ molto. 
 X   avv. more than enough. 

\Davao Città (850.000 ab.) delle Filippine, nell'isola di Mindanao. 

\Dave: Presidente per un giorno Film commedia, americano (1993). Regia di Ivan Reitman. Interpreti: Kevin Kline, Sigourney Weaver, Frank Langella. Titolo originale: Dave 

\Davèrio Comune in provincia di Varese (2.060 ab., CAP 21020, TEL. 0332). 

\Daves, Delmer (San Francisco 1904-La Jolla 1977) Regista cinematografico statunitense. Diresse La fuga (1947), L'amante indiana (1950) e Quel treno per Yuma (1957). 

\Davì, Luìgi (Valdigna d'Aosta 1929-) Scrittore italiano. Tra i più noti autori della corrente denominata narrativa industriale, esordì con la raccolta di racconti Gimcana che furono pubblicati nel 1957 da Vittorini. Tra le opera si ricordano anche L'aria che respiri (1964) e Il vello d'oro (1965). 

\Davico, Oskar (Sabac 1909-Belgrado 1989) Romanziere serbo. Tra le opere La poesia (1952) e Titolo provvisorio dell'infinito (1958). 

\David (geografia) Città (51.000 ab.) del Panam´, capoluogo della provincia di Chiriquí. 

\Dàvid (storia) (Betlemme 1075-ivi 993 a. C) Re d'Israele, appartenuto alla tribù di Giuda. Dopo aver ucciso il gigante Golia, fu nominato comandante dell'esercito dal re Saul. Al suo ritorno dopo la cacciata operata dal re stesso per gelosia, venne unto da Samuele re di Giudea e d'Israele. Conquistò Gerusalemme, ponendola come capitale e collocandovi l'arca dell'Alleanza. Sconfisse molti popoli nemici (filistei, framei, moabiti), portando all'unità il suo regno. Neppure la rivolta di Assalonne riuscì a intaccare il prestigio del re, che esercitava il suo potere sul territorio tramite governatori locali. Gli vengono attribuiti cinquantanove dei salmi della Bibbia. 
David 
Opera in cinque atti di D. Milhaud, libretto di A. Lunel (Milano, 1954). 

\David Copperfield Romanzo di Ch. Dickens (1849-1850). Opera parzialmente autobiografica, che segue il protagonista dalla fanciullezza al matrimonio attraverso vari tentativi e insuccessi. È probabilmente il romanzo più noto di Dickens. David è salvato dalla prozia Betsey Trotwood che lo libera da un patrigno crudele, da un padrone depravato e dalle umiliazioni del lavoro. Viene messo a fare pratica presso un legale, Wickfield, della cui figlia Agnes diventa amico. David sposa Dora, irresponsabile e bambina, ma non trova una vera felicità se non quando, morta Dora, si accorge di avere sempre amato Agnes. Conosciuto e apprezzato per la sua ironia di rappresentazione e per l'intreccio, David Copperfield, ispirandosi alle prime esperienze di Dickens porta alla luce i maltrattamenti dei bambini che caratterizzavano l'Inghilterra vittoriana. 
David Copperfield 
Film drammatico, americano (1934). Regia di George Cukor. Interpreti: Freddie Bartholomew, Frank Lawton, W. C. Fields. Titolo originale: David Copperfield 

\David, d'Angers (Angers 1788-Parigi 1856) Nome d'arte di Pierre-Jean David. Scultore francese. Tra le opere Monumento funebre di Botzaris a Missolungi (1827). 

\David, Gérard (Oudewater ca. 1460-Bruges 1523) Pittore fiammingo. Stabilitosi a Bruges nel 1483, subì l'influenza dei migliori pittori della tradizione olandese. Lavorò anche per committenti liguri (Polittico per San Girolamo della Cervara, Genova, Palazzo Bianco). Tra le opere Cristo inchiodato alla croce (ca. 1480, Londra, National Gallery; pannelli ad Anversa, Musée Royal des Beaux-Arts), Giustizia di Cambise (1498-1499, Bruges, Groeningen Museum) e Le nozze di Cana (1503-1505, Parigi, Louvre). 

\David, Jacques-Louis (Parigi 1748-Bruxelles 1825) Pittore francese. Partecipò attivamente alla vita pubblica durante la rivoluzione e nel 1804 divenne primo pittore di Napoleone Bonaparte, le cui gesta rappresentò nei suoi dipinti. Tra le opere Il giuramento degli Orazi (1784, Parigi, Louvre), La morte di Marat (1793, Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts), Le Sabine (1799, Parigi, Louvre) e Napoleone che valica il San Bernardo (1800, Parigi, Malmaison). 

\Davis Stretto tra l'isola di Baffin e la Groenlandia. 

\Davis, Bette (Lowell 1908-Neully-sur-Seine 1989) Attrice cinematografica americana, vinse il premio Oscar con l'interpretazione nei film Paura d'amare (1935) e Jezebel, la figlia del vento (1938). Fra gli altri film, Piccole volpi (1941), Eva contro Eva (1950), per il quale vinse il premio come migliore attrice al Festival di Cannes, Pranzo di nozze (1956), Che fine ha fatto Baby Jane? (1963), Piano piano dolce Carlotta (1964), Le balene d'agosto (1989). 

\Davis, Jefferson Finis (Christian County 1808-New Orleans 1889) Politico statunitense. Durante la guerra di secessione dal 1861 al 1865 fu presidente della Confederazione degli stati del sud. 

\Davis, Stuart (Filadelfia 1894-New York 1964) Pittore statunitense. Tra le opere Lucky Strike (1921, New York, Museum of Modern Art) e Paesaggio ritmico (1938, Bloomington, Indiana University Art Museum). 

\Davisson, Clinton Joseph (Bloomington 1881-Charlottesville 1959) Fisico statunitense. In collaborazione con L. H. Germer scoprì la diffrazione degli elettroni nei cristalli. Nel 1937 fu insignito del premio Nobel con G. P. Thomson. 

\Dàvoli Comune in provincia di Catanzaro (4.954 ab., CAP 88060, TEL. 0967). 

\davvéro, avv. 1 In verità, certamente. ~ effettivamente. <> magari, forse. 2 Esprime incredulità. 3 Molto, veramente. ~ oltremodo. 4 Sul serio. ~ realmente. 
 X   avv. 1 indeed, really. 2 (naturalmente) of course. 

\Davy, Humphrey (Penzance 1778-Ginevra 1829) Chimico inglese. Scoprì e isolò diversi elementi tra cui sodio, potassio e fluoro. Diede il nome a una lampada di sicurezza per minatori da lui realizzata in collaborazione con M. Faraday. 

\Dawes, Charles Gates (Marietta 1865-Evanston 1951) Finanziere e politico statunitense. Nel 1923 fu a capo di un comitato internazionale per le riparazioni di guerra e con l'omonimo piano assicurò un prestito internazionale alla Germania. Nel 1925 fu insignito del premio Nobel per la pace. 

\Dawson Fiume (640 km) dell'Australia, nel Queensland. Nasce dai Monti Carnarvon e confluisce nel Mackenzie. 

\dawsonìte, sf. Carbonato basico d'alluminio e sodio, si presenta in cristalli lamellari rombici o aciculari, incolori o bianchi. 

\day after, loc. sost. m. invar. 1 Il giorno successivo a una guerra nucleare. 2 Il giorno successivo a un avvenimento importante. 

\Day After, The (Il giorno dopo) Film drammatico, americano (1983). Regia di Nicholas Meyer. Interpreti: Jason Robards, Jo Beth Williams, Steve Guttenberg. Titolo originale: The Day After 

\day by day, loc. sost. m. invar. Programmazione di un'impresa a breve termine. Si contrappone alla pianificazione a medio o lungo periodo. 

\day hospital, loc. sost. m. invar. Ospedale attrezzato per praticare terapie ed esami a pazienti che sono ricoverati soltanto per una giornata e servizio effettuato da tali ospedali. 

\Day Lewis, Daniel (Londra 1958-) Attore cinematografico inglese. Interpretò My Beautiful Laundrette (1985), L'insostenibile leggerezza dell'essere (1988), Il mio piede sinistro (1989, premio Oscar per il miglior attore protagonista), L'ultimo dei Mohicani (1992), Nel nome del padre (1993), L'età dell'innocenza (1993) e La seduzione del male (1996). 

\Dayan, Moshe (Degania 1915-Tel Aviv 1981) Militare e politico israeliano. In qualità di capo di stato maggiore nel 1956 e di ministro della difesa nel 1967, riportò importanti vittorie contro gli arabi. 

\Dayton Città (194.000 ab.) degli USA, nello stato dell'Ohio. 

\Daytona Beach Città degli Stati Uniti (182.000 ab.) posta nell'Ohio a nord-est di Cincinnati. Centro commerciale, possiede università, musei, un centro di ricerca aeronautica oltre a industrie meccaniche, della carta e di strumenti di precisione. 

\Dazai, Osamu (Aomori 1909-Tokyo 1948) Romanziere giapponese. Tra le opere La moglie di Villon (1947) e Il sole si spegne (1947). 

\dazebào, sm. invar. Giornale murale manoscritto di origine cinese. 

\D'Azèglio => "Azeglio" 

\daziàre, v. tr. Imporre un dazio sulla merce. 

\daziàrio, agg. Del dazio. 

\dazière, sm. Guardia daziaria. 

\dàzio, sm. Imposta diretta che colpisce i prodotti importati e, raramente, anche quelli esportati. Può essere fiscale, quando mira a procacciare introiti allo stato; il dazio è detto economico qualora sia imposto su prodotti finiti per salvaguardare l'industria nazionale dalla concorrenza estera. I dazi interni (fra città) sono scomparsi nel 1971. ~ dogana, pedaggio. 
 X   sm. tax, duty. 
 @   lat. datio,-onis, deriv. da dare. 

\Dàzio Comune in provincia di Sondrio (319 ab., CAP 23010, TEL. 0342). 

\dazióne, sf. Azione del dare. ~ consegna. 

\DB Sigla di Data Base (banca dati). 
db 
Sigla di decibel. 

\DBA Sigla di Data Base Administration (banca dati amministrativi). 

\DBMS Sigla di Data Base Management System (sistema di gestione di database). È un insieme di componenti hardware e software che permette la gestione dei database. 

\DBS Sigla di Direct Broadcasting Satellite (diffusione diretta da satellite). 

\dc Sigla di direct current (corrente continua). 

\DCC Sigla di Digital Compact Cassette (cassetta compatta digitale). 

\DCE Sigla di Data Circuit-terminating Equipment (dispositivo di terminazione di un circuito dati). In informatica indica quei dispositivi (come i modem) che costituiscono l'interfaccia tra un terminale e una linea di comunicazione. 

\DCS Sigla di Decreto del Capo dello Stato. 

\DD Sigla di Decreti Delegati. 

\DDA Sigla di Direzione Distrettuale Antimafia. 

\DDL Sigla di Disegno di Legge. 

\ddp Sigla di differenza di potenziale. 

\DDT Sigla che indica il diclorodifeniltricloroetano, la cui formula è C14H9Cl5. Si tratta di polvere bianca, amorfa, non solubile in acqua, ma solubile nei solventi organici. La sua funzione insetticida venne scoperta da P. H. Müller; il suo utilizzo è stato di molto ridotto nel mondo perché non biodegradabile e per sospette proprietà cancerogene. 

\de, prep. Forma che assume la preposizione semplice di davanti a un articolo. 

\De Agostìni, Albèrto Marìa (Pollone 1883-Valdocco 1960) Geografo. Missionario nell'America latina, effettuò spedizioni di studio nella Terra del Fuoco, i cui risultati sono raccolti in I miei viaggi nella Terra del Fuoco (1934) e Trenta anni nella Terra del Fuoco (1955). 

\De Agostìni, Giovànni (Pollone Vercelli 1863-Milano 1941) Geografo, cartografo, editore e fondatore dell'omonimo istituto geografico, dapprima con la sede a Como (1895) quindi a Roma nel 1901. L'istituto si trova oggi a Novara. Tra le molte opere, Calendario Atlante De Agostini (dal 1904), Il mondo geografico (1926) e Imago Italiae (1941). Applicò il rigore scientifico agli studi di geografia rinnovando completamente la cartografia italiana. 

\De agricultura Trattato di M. P. Catone (II sec. a. C.). 

\De America Saggio di G. Piovene (1953). 

\De Amìcis Buonsollàzzi, Ànna Lucìa (Napoli 1733?-1816) Cantante d'opera. Figlia di cantanti, debuttò a Bologna 1755. Si esibì nei più importanti teatri europei e fu apprezzata anche dal compositore W. A. Mozart che le destinò la parte di Giunia nella sua opera Lucio Silla (1772). 

\De Amìcis, Edmóndo (Oneglia 1846-Bordighera 1908) Scrittore e poeta italiano. Partecipò alla battaglia di Custoza (1866) e alla presa di Roma, che gli ispirarono i primi racconti militari, riuniti in La vita militare (1868). La fama internazionale giunse con il libro Cuore (1886). Per la poesia va ricordata la raccolta Poesie (1880); altre opere, di carattere ironico e prosaico, anticipatrici del crepuscolarismo, sono Gli amici, Il romanzo di maestro, Amore a ginnastica (riscoperto da I. Calvino), La carrozza di tutti, Primo maggio

\De Amore Trattato di Andrea Cappellano (ca. 1185). 

\De André, Fabrìzio (Genova 1940-Milano 1999) Cantautore. Tra le opere La guerra di Piero e La canzone di Marinella. Fra gli album Creuza de ma (1984, in genovese), Le nuvole (1990) e Anime salve (1996). 

\De anima Opera di filosofia di Aristotele (IV sec. a. C.). 

\De architectura Trattato di Vitruvio Pollione (27-23 a. C.). 

\De Backey, Micheal (Lake Charles 1908-Houston 2008) Medico statunitense. Realizzatore di un cuore artificiale, fu uno dei fondatori della moderna cardiochirurgia. 

\De' Bàrbari, Jàcopo (Venezia? ca. 1445-ca. 1515) Pittore. Tra le opere Veduta prospettica di Venezia (1500, Venezia, Museo Correr). 

\De' Bàrdi, Donàto (Pavia, attivo prima metà del XV sec.) Pittore. Tra le opere Crocifissione (Savona, Pinacoteca). 

\De Bartholomaeis, Vincènzo (Carapelle di Calvisio 1867-Milano 1953) Filologo. Docente a Genova e successivamente a Bologna, si occupò, in particolare, delle letterature romanze. Tra le opere, Origini della poesia drammatica in Italia (1924) e La poesia provenzale in Italia nei secoli XII e XIII (1930). 

\De bello civili Opera di storia di C. G. Cesare (45 a. C.). 

\De bello gallico Opera di storia di C. G. Cesare (52-51 a. C.). 

\De Benedétti, Àldo (Roma 1892-1970) Commediografo. Tra le opere Due dozzine di rose scarlatte (1936). 

\De Benedétti, Pàolo (Asti 1927-) Docente di giudaismo e dirigente editoriale, autore di numerose pubblicazioni di argomento biblico e teologico. 

\De Benedétti, Sèrgio (Firenze 1913 -Sarasota 1994) Fisico italiano. Si è dedicato allo studio della fisica delle particelle elementari e in particolare del positronio e dell'effetto Mössbauer. 

\De Berardìnis, Lèo (Salerno 1939-Roma 2008) Attore e regista teatrale. Allestì l'Amleto, Delirio, Adda passà 'a nuttata e Metamorfosi

\De Bòno, Emìlio (Cassano d'Adda 1866-Verona 1944) Politico e militare fascista. Da generale, fu quadrumviro della marcia su Roma e ministro delle colonie dal 1929 al 1935. Il 25 luglio 1943 si dichiarò contrario a Mussolini e per questo fu processato e fucilato. 

\De Bòsio, Gianfrànco (Verona 1924-) Regista teatrale, cinematografico e televisivo. Dal 1957 al 1968 fu direttore del Teatro Stabile di Torino. 

\De Broglie => "Broglie" 

\De Càrlo, Andrèa (Milano 1952-) Romanziere. Tra le opere Treno di panna (1981), Uccelli da gabbia e da voliera (1982), Arcodamore (1993) e Uto (1995). 

\De Càrlo, Giancàrlo (Genova 1919) Architetto e urbanista. Tra le opere i dormitori per studenti a Urbino (1962) e il quartiere operaio a Terni (1971-1974). 

\De Catilinae coniuratione Opera di politica e storia di C. G. Sallustio (ca. 42 a. C.). 

\De Cerésa, Ferrùccio (Genova 1922-Roma 1993) Attore italiano. Interprete eclettico, rappresentò con efficacia sia ruoli comici che drammatici. Tra le interpretazioni ricordiamo Vecchio mondo di Arbuzov, La tana del lupo di R. Zena e Le tre sorelle di Cechov. 

\De Césare, Raffaèle (Frascati 1920-Città di Castello 2008) Saggista italiano. Autore di numerosi saggi storico-sociali, tra cui segnaliamo Balzac a Roma (1959), Romanticismo italiano e Romanticismo francese (1968), Silvio Spaventa e i suoi tempi (1991). 

\De Céspedes, Àlba (Roma 1911-Parigi 1997) Scrittrice. Tra le opere Dalla parte di lei (1949) e Quaderno proibito (1952). 

\De Chìrico, Giórgio (Volos, Grecia 1888-Roma 1978) Pittore inizialmente metafisico, influenzò notevolmente il movimento surrealista. Compì gli studi a Monaco di Baviera nel 1906; nel 1910 a Parigi conobbe P. Valéry e G. Apollinaire. Dal 1916, con l'incontro con C. Carrà avvenuto a Ferrara, iniziò ufficialmente la teorizzazione della pittura metafisica. Per metafisica De Chirico intende la realtà avulsa dal contesto ambientale consueto (per esempio un guanto di gomma appeso accanto a una testa di gesso, come in Canto d'amore del 1914, oppure una piazza completamente vuota, come nella Malinconia autunnale del 1915). Questo è il mezzo con cui De Chirico cerca di esprimere la realtà interiore, in una ricerca che lo avvicina a tutta la cultura europea degli inizi del secolo. Dal 1918 collaborò con il fratello Andrea (più noto con lo pseudonimo di A. Savinio) e con C. Carrà alla rivista Valori plastici. Con gli artisti di Valori plastici (C. Carrà, R. Melli, G. Morandi e A. Soffici) partecipò alle esposizioni di Berlino (1921) e di Firenze (1922). Nel 1925 partecipò a Parigi alla prima mostra di pittura surrealista. Nel 1935 abbandonò il surrealismo per dedicarsi a dipinti baroccheggianti e spettacolari. Tra le sue opere si ricordano, La torre rossa (1913, Venezia, collezione Guggenheim), Mistero e malinconia di una strada (1914, New Canaan, collezione Resor), La Gare Montparnasse, L'enigma dell'ora, Testa di cavallo, Le muse inquietanti (1918, Milano, collezione privata), Ettore e Andromaca (1917, Milano, collezione Mattioli), Mobili nella valle (1927, Roma, collezione privata), Pesci sacri (1919), Interni metafisici (1916-1918). 

\De civitate Dei Opera di teologia di Sant'Agostino (413-426). 

\De Concìliis, Lorènzo (Avellino 1776-1866) Patriota. Dopo i moti carbonari del 1820, fu eletto deputato al Parlamento. Successivamente esiliato, riparò in Spagna, Gran Bretagna, a Corfù e in Francia. Nel 1848 prese parte ai moti di Napoli e nel 1860 fu l'artefice dell'insurrezione dell'Irpinia. Affidò le terre liberate a Giuseppe Garibaldi e l'anno dopo (1861) venne eletto senatore. 

\De consolatione philosophiae Opera di filosofia di A. M. T. S. Boezio (prima metà VI sec.). 

\De Coubertin => "Coubertin" 

\De Crescènzo, Luciàno (Napoli 1928-) Scrittore. Tra le opere Così parlò Bella vista (1977), Storia della filosofia greca (1983), Il dubbio (1992), Panta rei (1994) e Ordine e disordine (1996). 

\de cuius, loc. avv. Abbreviazione della locuzione latina de cuius bonis agitur, che significa "colui dei cui beni si tratta", usata per indicare una persona defunta in relazione all'apertura della sua successione patrimoniale. 

\De Cùrtis, Antònio => "Totò" 

\De Dion, Albert marchése di (Nantes 1856-Parigi 1946) Pioniere dell'automobilismo francese. Nel 1881 allestì un'officina per la costruzione di autoveicoli; nel 1895 iniziò la produzione di un triciclo con motore a scoppio monocilindrico. Ideò il famoso ponte De Dion per il collegamento dei semiassi posteriori alle ruote motrici. 

\De docta ignorantia Opera di filosofia di Niccolò da Cusa (1440). 

\De doctrina christiana Opera di teologia di Sant'Agostino (IV-V sec.). 

\De Duve, Christian (Thames-Ditton 1917-) Medico belga di origine inglese. Nel 1974 in collaborazione con A. Claude e G. E. Palade scoprì i lisosomi e per questo furono insigniti del premio Nobel. 

\de facto, loc. avv. Espressione latina che significa "di fatto". Viene utilizzata per indicare l'esistenza di una situazione indipendentemente dalla sua configurazione giuridica. ~ effettivamente. 

\De Felìce, Rènzo (Rieti 1929-Roma 1996) Storico. Allievo di F. Chabod e D. Cantimori, ha insegnato nelle università di Torino e di Roma. Tra le opere Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo (1961) e Mussolini (biografia in 7 volumi 1965-1990). Basata su un minuzioso lavoro archivistico, l'opera presenta un'enorme massa di materiali di documentazione. Sul piano ideologico, individua nel fascismo elementi di razionalità e ne sottolinea la diversità dal nazismo, prendendo le distanze dalla storiografia postbellica prevalente, che del fascismo aveva dato un giudizio totalmente negativo. 

\De Fèo, Sàndro (Modugno 1905-Roma 1968) Scrittore. In qualità di giornalista letterario e critico teatrale e cinematografico, è stato collaboratore di numerosi quotidiani e periodici italiani (Corriere della Sera, Il Messaggero, Il Mondo, Omnibus, Oggi e L'Espresso). Ha pubblicato tre romanzi (Gli inganni, 1962, La giudia, 1963, e I cattivi pensieri, 1967). 

\De Ferràri, Giovànni Andrèa (Genova 1598-1669) Pittore italiano. Formatosi alla scuola di B. Castello e dello Strozzi, fu attivo in quasi tutta la Liguria ed ebbe come allievi Valerio Castello e il Grechetto. Tra le opere, permeate di un naturalismo calato nella vita di tutti i giorni, occorre ricordare il Sacrificio di Isacco (Genova, Accademia Ligustica) e L'ebbrezza di Noè (Genova, Palazzo Bianco). 

\De Ferràri, Gregòrio (Porto Maurizio 1647-Genova 1726) Pittore. Tra le opere La Primavera e L'Estate (Genova, Palazzo Rosso). 

\De Filìppo, Eduàrdo (Napoli 1900-Roma 1984) Autore e interprete del teatro italiano e internazionale. Con gli altri fratelli, attori come lui, recitò nella compagnia comica di E. Scarpetta fino al 1945, anno in cui creò il teatro di Eduardo. Le sue opere più importanti sono Natale in casa Cupiello, Napoli milionaria, Questi fantasmi, Filumena Marturano, Le voci di dentro, Sabato, Domenica e Lunedì, Il sindaco del rione Sanità, Gli esami non finiscono mai. Numerosi sono anche i contributi alla cinematografia (L'oro di Napoli di V. De Sica) e la trasposizione su grande schermo delle sue opere teatrali (Filumena Marturano, Napoli milionaria). 

\De Filìppo, Peppìno (Napoli 1903-Roma 1980) Attore e commediografo. Figlio di Eduardo, lavorò nel cinema con Fellini (Luci del varietà, 1951 e Boccaccio '70, 1962) e fu autore di numerose commedie. 

\De Filìppo, Titìna (Napoli 1898-Roma 1963) Attrice e commediografa. Figlia di Eduardo, interpretò numerose commedie dei fratelli o scritte da lei stessa. 

\De Finétti, Brùno (Innsbruck 1906-Roma 1985) Matematico e statistico. Tra le sue opere, Sul significato soggettivo della probabilità (1931), Le vrai et le probable (1949), Matematica logico-intuitiva (1959), La Matematica per le Applicazioni Economiche (1961), Teoria della probabilità (1970) e Probabilità, induzione e statistica (1972), alcuni tradotti anche in varie lingue.   +  

\De finibus bonorum et malorum Opera di filosofia di M. T. Cicerone (ca. 44 a. C.). 

\De Fondùtis, Agostìno (Crema? attivo fine del XV-inizio del XVI sec.) Scultore. Tra le opere Pietà (1483, Milano, Santa Maria presso San Satiro). 

\De Funès, Louis (1914-1983) Attore comico francese. Interpretò Tre uomini in fuga (1966). 

\De Gàsperi, Alcìde (Pieve Tesino 1881-Sella di Valsugana 1954) Statista e uomo politico italiano. Fu membro del parlamento di Vienna e fautore dell'annessione trentina all'Italia. Deputato del partito popolare italiano, nel quale sostituì Sturzo nella carica di presidente dopo la morte, partecipò alla secessione dell'Aventino (1923-1925). Venne incarcerato per la sua opposizione al fascismo; partecipò attivamente nella resistenza, durante la quale risollevò il Partito popolare, trasformandolo in Democrazia cristiana. Fu più volte presidente del consiglio e dedicò tutta la sua vita politica alla ricostruzione dell'Italia postbellica, in un clima fortemente improntato all'opposizione socialcomunista, che cercò di arginare con un partito di centro formato da tutte le forze laiche e moderate. Fervido sostenitore dell'Alleanza atlantica e della Comunità europea, fu il primo presidente della CECA. 

\De Gàsperis, Àngelo (Maggiora 1910-Milano 1962) Chirurgo. Fece della chirurgia toracica una disciplina unitaria. 

\De Gaulle, Charles André Joseph Marie (Lille 1890-Colombey-les-Deux-Églises 1970) Generale e politico francese divenne sottosegretario di stato alla guerra. Fuggito a Londra per l'ascesa al potere di Pétain, sospinse i francesi alla lotta contro il nazismo. Fu presidente della repubblica (1944-1946) e tornò successivamente alla politica vera e propria in occasione dell'acutizzarsi della crisi d'Algeria, rafforzando ulteriormente i poteri del capo dello stato. Risolta la questione algerina, cercò di riportare la Francia a livelli elevati in ambito internazionale, mirando alla ripresa dei rapporti con la Germania e al rafforzamento dell'apparato militare (uscita dalla NATO e force de frappe nucleare). Represse duramente le rivolte del maggio 1968. 

\De' Gràssi, Giovannìno (Attivo a Milano fine del XIV sec.-1398) Miniatore, scultore e pittore. Tra le opere Taccuino di disegni (Bergamo, Biblioteca Civica). 

\De Gregòri, Francésco (Roma 1951-) Cantautore di musica leggera italiano. Tra i suoi successi ricordiamo Pablo, Generale, La donna cannone e Titanic

\de gustibus non est disputandum, loc. avv. Espressione latina che significa "non si deve discutere sui gusti". 

\De Haas, Max (Amsterdam 1903-) Regista olandese. Appartenne alla scuola documentaristica. Tra le opere La ballata del cappello a cilindro (1936). 

\De Havilland, Olivia (Tokyo 1916-) Attrice cinematografica statunitense. Interpretò Via col vento (1939). 

\De immortalitate animae Opera di filosofia di Sant'Agostino (IV-V sec.). 
De immortalitate animae 
Opera di filosofia di P. Pomponazzi (1516). 

\De infelicitate principum Trattato di P. Bracciolini (1440). 

\de iure, loc. avv. Espressione latina che significa "di diritto". Viene utilizzata per indicare la configurazione giuridica di una certa situazione. 

\De iure pacis ac belli Opera giuridica di U. Grozio (1625). 

\De Keersmaeker, Teresa (1960-) Ballerina e coreografa fiamminga. Fondò il gruppo Rosas, che interpretava la danza con aggressività e violenza. 

\De Klerk, Frederik Willem (Johannesburg 1936-) Uomo politico sudafricano, presidente della Repubblica sudafricana dal 1989 fino al 1994, quando l'incarico fu gestito da W. Botha. È stato responsabile, con N. Mandela, dell'avvio del processo di pace e il superamento dell'apartheid. Nel 1993 ha ricevuto con Mandela il premio Nobel per la pace. 

\De Kooning, Willem (Rotterdam 1904-Long Island 1997) Pittore statunitense. Ritenuto tra i più autorevoli esponenti dell'espressionismo astratto e dell'arte informale del cosiddetto Action Painting, con S. Pollock, dal 1950 in avanti la sua arte è caratterizzata da particolare interesse per i paesaggi e le figure femminili. Tra le opere Luce d'agosto (ca. 1946, Scottsdale, Collezione privata) e Donna I (1950-1952, New York, Museum of Modern Art). 

\De la causa, principio et uno Opera di filosofia di G. Bruno (1584). 

\De Laurèntiis, Dìno (Torre Annunziata 1919-) Produttore cinematografico di film d'autore e celebri kolossal. 

\De legibus Opera di politica di M. T. Cicerone (53-52 a. C.). 

\De libero arbitrio Trattato di L. Valla (1439). 
De libero arbitrio 
Opera di filosofia di Erasmo da Rotterdam (1524). 

\De Lìbero, Lìbero (Fondi, Latina 1906-Roma 1981) Poeta. Tra le opere Il libro del forestiero (1930-1942) e Scempio e lusinga (1930-1956). 

\De libertate christiana Opera di teologia di M. Lutero (1520). 

\De l'infinito universo e mondi Opera di filosofia di G. Bruno (1584). 

\De Lorde, André (Tolosa 1871-Antibes 1942) Autore teatrale francese. Tra le opere, Au téléphone (1901), Le système du docteur Goudron (1903), Dernière torture (1904), La nuit rouge (1905), Terre d'épouvante (1907) e L'homme de la nuit (1921). 

\De Lùllo, Giórgio (Roma 1921-1981) Attore e regista teatrale. Nel 1954 insieme a R. Valli fondò la Compagnia dei Giovani. 

\De magnalibus urbis Mediolani Trattato di Bonvesin de la Riva (1288). 

\De Màrchi, Emìlio (Milano 1851-1901) Romanziere. Tra le opere Il cappello del prete (1887), Demetrio Pianelli (1890) e Giacomo l'idealista (1897). 

\De Martìno, Ernèsto (Napoli 1908-Roma 1965) Etnografo. Tra le opere Il mondo magico (1948) e Sud e magia (1953). 

\De Martìno, Francésco (Napoli 1907-Napoli 2002) Politico. Dal 1964 al 1966 e dal 1972 al 1976 fu segretario del PSI. Tra il 1968 e il 1972 fu vicepresidente del consiglio e dal 1991 è senatore a vita. 

\De Màuro, Tùllio (Torre Annunziata 1932-) Linguista. Tra le opere Storia linguistica dell'Italia unita (1963). 

\De Mille, Agnes (1908-1993) Coreografa e ballerina statunitense. 

\De Mille, Cecil Blount (Ashfield 1881-Hollywood 1959) Regista e produttore statunitense. Diresse I dieci comandamenti (1923), Cleopatra (1934) e Il più grande spettacolo del mondo (1952). 

\de minimis non curat praetor, loc. avv. Espressione latina che significa "il pretore non si cura delle cose di minima importanza" e che viene utilizzata per dire che una persona importante non dà peso alle piccolezze. 

\De Mìta, Cirìaco (Nusco 1928-) Politico democristiano. Dal 1963 al 1994 fu parlamentare e più volte ministro. Fu inoltre presidente del consiglio nel 1988 e 1989, segretario dal 1982 al 1988 e presidente della DC dal 1989 al 1992. Entrato nel PPI (1993), fu riconfermato deputato nel 1996. 

\De monade, numero et figura Opera di poesia di G. Bruno (1591). 

\De Monticèlli, Robèrto (Firenze 1919-Milano 1987) Critico teatrale, giornalista e scrittore italiano. Lavorò come critico teatrale per il Giorno e per il Corriere della Sera. Scrisse il romanzo L'educazione teatrale (1986). 

\De Morgan, Augustus (Madura, India 1806-Londra 1871) Matematico inglese. Fu fondatore insieme a G. Boole dell'algebra della logica. Da lui prende il nome un teorema fondamentale dell'algebra booleana, che mette in relazione gli operatori logici and, or e la negazione. Tra le sue opere, Logica formale o calcolo dell'inferenza (1847).   +  

\De mulieribus claris Opera di erudizione di G. Boccaccio (1361-1362). 

\De natura deorum Opera di filosofia di M. T. Cicerone (45-44 a. C.). 

\De Nicòla, Enrìco (Napoli 1877-Torre del Greco 1959) Giurista e uomo politico. Avvocato penalista ha ricoperto incarichi politici nel periodo prefascista e del primo fascismo (presidente della camera dal 1920 al 1923). Capo dello stato dal 1946, fu il primo presidente della neonata Repubblica italiana in seguito all'entrata in vigore della costituzione (1° gennaio 1948); fu anche presidente del senato e della corte costituzionale. 

\De Niro, Robert (New York 1943-) Attore cinematografico americano. Protagonista dei film Il clan dei Barker, Mean Streets (1974), Il padrino parte seconda (1975) che gli valse l'Oscar per la migliore interpretazione, Taxi driver (1976), Novecento Atto I e Atto II, New York New York (1977), Il cacciatore (1978), Toro scatenato (1980), ancora premiato con l'Oscar, L'assoluzione, premiato come migliore attore con l'Oscar (1981), Re per una notte (1982), C'era una volta in America (1984), Innamorarsi (1984), Mission (1986), Prima di mezzanotte, Risvegli, La notte e la città, Bronx (1993, di cui è stato anche regista), Frankenstein di Mary Shelley (1994), Casinò (1995), Sleepers (1996), La stanza di Marvin (1997), Ronin (1998). 

\De Nìttis, Giusèppe (Barletta 1846-St-Germain-en-Laye 1884) Pittore. Tra le opere Lungo la Senna (Milano, Galleria d'Arte Moderna) e Paesaggio (1866, Napoli, Museo e Galleria Nazionale di Capodimonte). 

\De officiis Opera di filosofia di M. T. Cicerone (44 a. C.). 

\De oratore Opera di retorica di M. T. Cicerone (55 a. C.). 

\De otio religioso Prosa di F. Petrarca (1347). 

\De Palma, Brian (Newark 1940-) Regista cinematografico statunitense. Diresse Il fantasma del palcoscenico (1974), Vestito per uccidere (1980), Gli intoccabili (1987), Doppia personalità (1993), Carlito's Way (1994), Missione impossibile (1996), Omicidio in diretta (1998). 

\De pictura Trattato di pittura di L. B. Alberti (1435). 

\De Pinedo, Francésco (Napoli 1890-New York 1933) Aviatore. In qualità di generale, nel 1925 compì il volo dei tre continenti della durata di 360 ore. Nel 1928 compì la trasvolata atlantica. 

\De Pìsis, Filìppo (Ferrara 1896-Milano 1956) Pseudonimo di Filippo Tibertelli. Pittore e letterato; si accostò da prima al genere metafisico, facendo la conoscenza di De Chirico, Carrà e G. Morandi; elaborò poi il suo stile a Parigi. Famose sono le sue nature morte (Natura morta sulla spiagga) e le vedute di Londra, Parigi, Venezia (Venezia la salute). Tra le altre opere Natura morta romantica (1924-1925, Torino, Galleria d'Arte Moderna) e Natura morta con scultura (1927, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna). 

\De Prèdis, Giovànni Ambrògio (Milano ca. 1455-Milano? dopo il 1508) Pittore. Tra le opere Ritratto dell'imperatore Massimiliano (1502, Vienna, Kunsthistorisches Museum). 

\De primo rerum principio Opera di filosofia e teologia di G. Duns Scoto (XIII-XIV sec.). 

\de profundis È l'inizio di un salmo penitenziale utilizzato nella liturgia dei defunti. Significa "dal profondo" e funge da titolo all'intero salmo. 

\De Quincey, Thomas (Greenheys, Manchester 1785-Edimburgo 1859) Memorialista. Tra le opere Confessioni di un oppiomane inglese (1821) e Suspiria de profundis (1845). 

\De re aedificatoria => "Architettura, L'" 

\De reductione artium ad theologiam Opera di filosofia e teologia di San Bonaventura da Bagnoregio (1254-1255). 

\De republica Opera di politica di M. T. Cicerone (53-52 a. C.). 

\De rerum natura Poema in esametri di T. Lucrezio Caro (I secolo a. C.). L'opera, suddivisa in sei libri, per un totale di 7415 versi, aveva come scopo la divulgazione della teoria epicurea e la liberazione degli uomini dalla paura della morte e degli dei. L'inno a Venere dell'inizio sembra contrapporsi al terrificante quadro della peste di Atene, una sorta di trionfo della morte contro il trionfo della vita, senza conciliazione degli opposti. 
Secondo la fisica epicurea, che recupera le teorie atomistiche di Leucippo e Democrito, l'universo vive del moto incessante di atomi, che si aggregano e disgregano originando le realtà esistenti; nascita e morte sono costituite da questo continuo processo di aggregazione e disgregazione; l'anima è anch'essa una combinazione fortuita di atomi che cessa di vivere contemporaneamente al corpo. Il fondamento del sapere è la sensazione. La morte non deve essere temuta perché pone fine alle sensazioni. Tutti i fenomeni hanno cause naturali: gli dei non devono essere temuti poiché non si preoccupano delle vicende umane. L'atarassia, cioè l'imperturbabilità è il presupposto della felicità. L'uomo felice è colui che riconosce come regola dell'esistenza il piacere, inteso come soppressione del dolore, soddisfazione dei bisogni naturali e limitazione dei desideri. Questo è il motivo per cui il De rerum natura si apre con un'invocazione a Venere, simbolo dell'amore e del piacere cui tendono naturalmente tutti gli esseri viventi. Lucrezio riteneva che il mondo fosse regolato dalle leggi naturali e non dall'intervento degli dei, mentre la civiltà era opera degli uomini e non degli dei. Queste teorie anticipano quelle della scienza e della filosofia moderna. 
Lucrezio si mostra costantemente attento al problema del linguaggio. Il libro, poco apprezzato per la sua posizione antireligiosa, fu rivalutato dagli umanisti per le sue qualità poetiche. Lo stile severo, capace di durezze e di eleganze è sempre nobile e concreto e non cede mai alle ampollosità della retorica. 

\De revolutionibus orbium coelestium Opera scientifica di N. Copernico (1543). 

\De Rìtis, Beniamìno (Ortona a Mare 1889-Roma 1956) Giornalista italiano. Fu collaboratore di diversi giornali italiani ed esteri e corrispondente a New York del Corriere della Sera. Tra le opere, Storia del popolo russo (1919), The Roman Accord (1929) e La terza America (1937). 

\De Robèrtis, Giusèppe (Matera 1888-Firenze 1963) Critico letterario. Tra le opere Scrittori del Novecento (1940) e Saggio sul Leopardi (1944). 

\De Robèrto, Federìco (Napoli 1861-Catania 1927) Scrittore. Tra le opere I viceré (1894) e Documenti umani (1888). 

\De Ròsa, Dàrio (Trieste 1919-) Pianista italiano. Allievo del conservatorio di Trieste, è stato il promotore del Trio di Trieste, composto, oltre che da lui, da R. Zanettovich e L. Lana, prestigioso complesso musicale di livello internazionale. Ha formato con la moglie un duo per pianoforte e si è dedicato anche all'insegnamento. 

\De Ròsa, Fernando (Milano 1908-Cabeza Leja, Madrid 1936) Antifascista italiano. Studente all'università di Torino, noto per il suo attivismo politico contro il regime fascista e contro la monarchia ritenuta sua complice. Fuggì dall'Italia e riparò in Spagna. Nel 1929 compì un attentato contro Umberto di Savoia a Bruxelles. Partecipò alla guerra civile spagnola e morì in battaglia. 

\De Ròsa, Gabrièle (Castellammare di Stabia 1917-) Storico italiano. Docente di storia contemporanea dell'università di Roma. Ha studiato profondamente la storia del movimento cattolico italiano successivo all'unità d'Italia. Dirige la Rivista di storia sociale e religiosa. È stato eletto senatore nel 1987 nelle file della Democrazia cristiana. Tra le opere Storia del movimento cattolico in Italia (1966), L'utopia politica di Luigi Sturzo (1972) e Da Luigi Sturzo ad Aldo Moro (1989). 

\De Róssi, Michèle Stéfano (Roma 1834-Rocca di Papa 1898) Studioso di paleontologia e geologo. Specializzato in vulcanologia, si dedicò anche allo studio dei fenomeni sismici che osservò con strumenti di rilevazione da lui costruiti. 

\De' Róssi, Vincènzo (Fiesole 1525-Firenze 1587) Scultore. Allievo dello scultore B. Bandinelli, lo seguì a Roma, dove fu attivo fino al 1560. Quindi tornò a Firenze. Tra le opere, Sculture per la Cappella Cesi in Santa Maria della Pace (Roma) e Paride ed Elena (Firenze, Giardino di Boboli). 

\De Sànctis, Francésco (Morra Irpina 1817-Napoli 1883) Critico e storico della letteratura, considerò la storia letteraria inscindibile dalla storia civile. Massimo esponente italiano della critica romantica, fu molto apprezzato da Croce. Tra le sue opere, i Saggi critici, Saggio sul Petrarca, Storia della letteratura italiana (suo capolavoro), La letteratura italiana del sec. XIX, opere autobiografiche quali Un viaggio elettorale, La giovinezza, pubblicato postumo. 

\De Sànctis, Gaetàno (Roma 1870-1957) Storico. Tra le opere Storia dei romani (1907-1964) e Storia dei greci (1939). 

\De Sànctis, Sànte (Parrano 1862-Roma 1935) Psicologo e psichiatra. Nel 1905 ebbe la prima cattedra di psicologia sperimentale in Italia. Fu tra i primi a dedicarsi alla neuropsichiatria infantile, occupandosi della cura di bambini con deficit mentali, per i quali fondò anche asili e scuole. Tra le sue opere, I sogni, Studi clinici e psicologici di un alienista (1899), Educazione dei deficienti (1915) e Trattato di psicologia sperimentale (1930). 

\De Sàntis, Giusèppe (Fondi 1917-Roma 1997) Sceneggiatore e regista cinematografico. Diresse Caccia tragica (1948), Riso amaro (1949) e Non c'è pace tra gli ulivi (1950). 

\De secreto conflictu curarum mearum Prosa di F. Petrarca (1342-1358). 

\De sensu rerum et magia Opera di filosofia di T. Campanella (1604). 

\De servo arbitrio Opera di teologia di M. Lutero (1525). 

\De Séta, Vittòrio (Palermo 1923-) Regista cinematografico. Diresse Banditi a Porgosolo (1961) e Un uomo a metà (1966). Per la TV diresse Diario di un maestro (1972). 

\De Sìca, Vittòrio (Sora 1901-Parigi 1974) Regista e attore cinematografico, maestro del neorealismo. Interpretò con successo film e opere teatrali. Ottenne due premi Oscar con Sciuscià (1946) e Ladri di biciclette (1948). Gli altri film sono I bambini ci guardano, Miracolo a Milano, Umberto D, L'oro di Napoli, La ciociara, Matrimonio all'italiana, Il giardino dei Finzi Contini. Tra le sue interpretazioni, Gli uomini che mascalzoni, Il signor Max, Pane, amore e fantasia, Padri e figli, Il generale Della Rovere. 

\De Simóne, Giórgio (Milano 1932-) Scrittore italiano. Tra le opere ricordiamo L'incisione (1981), L'armonista (1984), Il lettore arrabbiato (1976) e L'escluso (1979). 

\De Simóne, Robèrto (Napoli 1933) Regista teatrale. Fondò la Nuova compagnia di canto popolare nel 1966 insieme a Eugenio Bennato. 

\De Sitter, Wilhelm (Sneek 1872-Leida 1934) Astronomo, matematico e fisico olandese, fu nel 1919 direttore dell'osservatorio di Leida; fondò la moderna cosmologia, creando modelli stazionari ed evolutivi dell'universo e mettendo in pratica la teoria della relatività di A. Einstein. 

\De Staël, Nicholas (San Pietroburgo 1914-Antibes 1955) Pittore francese. Tra le opere Rue Gauguet (1949, Boston, Museum of Fine Arts). 

\De Stèfani, Albèrto (Verona 1879-Roma 1969) Politico di ideologia fascista. Fu ministro delle finanze dal 1922 al 1925 e del tesoro dal 1923 al 1925. Nella riunione del Gran consiglio del fascismo del 25 luglio 1943, si pronunciò a favore dell'Ordine del giorno di Dino Grandi che chiedeva le dimissioni di Benito Mussolini. 

\De Stijl (Lo stile) Rivista fondata a Leida nel 1917 da T. Van Doesburg, portavoce del gruppo omonimo, attorno al quale gravitò il neoplasticismo. Tra i membri del gruppo architetti (J. J. P. Oud; G. Rietveld; C. Van Eestern), scultori (Van Tongerloo; Arp) e pittori (Mondrian, Van der Leck). 

\De suis ipsius et multorum ignorantia Epistole di F. Petrarca (1367). 

\De Tìvoli, Serafìno (Livorno 1826-Firenze 1892) Pittore. Tra le opere L'antica pescaia a Bougival (1864, Milano, Galleria d'Arte Moderna). 

\De Trinitate Opera di teologia di Sant'Agostino (399-419). 

\De Valera, Eamon (NewYork 1882-Dublino 1975) Politico irlandese, capo dell'organizzazione rivoluzionaria Sinn Fein (1917) e fondatore del partito Fianna Fail. Eletto presidente del governo, attuò una politica di separazione dalla Gran Bretagna, che portò alla dichiarazione di indipendenza. Dal 1959 al 1973 fu presidente della Repubblica irlandese. 

\De Valois, Ninette (Blessington 1898-Barnes, London 2001) Coreografa e ballerina irlandese. Fu fondatrice e direttrice fino al 1963 del Royal Ballet di Londra. 

\De Vècchi, Césare Marìa (Casal Monferrato 1884-Roma 1959) Politico fascista. Ebbe il titolo di governatore della Somalia, del Dodecanneso e fu ministro dell'educazione nel 1935 e 1936. Il 25 luglio 1943 si oppose a Mussolini. 

\De Vìo, Tommàso détto il Caetàno (Gaeta 1468-Roma 1583) Cardinale. Contribuì a diffondere il tomismo e alla stesura della bolla contro Lutero Exsurge Domine

\De viris illustribus Opera di storia di C. Nepote (34 a. C.). 
De viris illustribus 
Opera di storia di T. C. Svetonio (dopo il 113). 
De viris illustribus 
Prosa di F. Petrarca (1338). 

\de visu, loc. avv. Detto di persona, in modo distratto. 

\De vita Caesarum Opera di storia di T. C. Svetonio (121). 

\De vita solitaria Opera di poesia di F. Petrarca (1346). 

\De Vìti De Màrco, Antònio (Lecce 1858-Roma 1943) Economista. Tra le sue opere, Il carattere teorico dell'economia finanziaria (1888) e Primi principi dell'economia finanziaria (1928). 

\De voluptate Trattato di L. Valla (1431). 
De voluptate 
Opera di filosofia di M. Ficino (1457). 

\De vulgari eloquentia Trattato di Dante Alighieri (1303-1304). 

\De Zòlt, Maurìlio (San Pietro di Cadore 1950-) Sciatore di fondo. Ai mondiali del 1987 fu medaglia d'oro nella 50 km e nel 1994 ottenne l'oro olimpico nella staffetta 4x10 km. 

\DEA Sigla di Drug Enforcement Agency (ente repressione della droga). 

\dèa, sf. 1 Divinità femminile. 2 Donna di grande bellezza. 
 X   sf. goddess. 
 @   lat. dea. 

\Dead, The (Gente di Dublino) Film drammatico, americano (1987). Regia di John Huston. Interpreti: Anjelica Huston, Donal McCann, Dan O'Herlihy. Titolo originale: The Dead 

\deadlock, sm. invar. Letteralmente significa stallo. Nel linguaggio informatico indica quella situazione in cui più processi concorrenti si bloccano perché sono in attesa che venga liberata una risorsa di sistema. 

\deambulàre, v. intr. Passeggiare. ~ camminare. 

\deambulazióne, sf. L'atto del camminare; il camminare. ~ locomozione, camminata. 
 @   lat. tardo deambulatio,-onis, deriv. da deambulare. 

\deamicisiàno, agg. 1 Relativo all'opera di Edmondo De Amicis. 2 Che ha toni patetici e moralistici. 

\Dean, James (Marion 1931-Paso Robles 1955) Attore cinematografico statunitense. Interpretò La valle dell'eden (1954), Gioventù bruciata (1955) e Il gigante (1956). Morì in un incidente d'auto. 

\deaspirazióne, sf. In linguistica, perdita dell'aspirazione o del valore di aspirata. 

\débâcle, sf. invar. Sconfitta rovinosa. ~ disfatta. <> vittoria. 

\débauche, sf. invar. 1 Sregolatezza. ~ dissolutezza. 2 Atto o atteggiamento vizioso. 3 Orgia. ~ baccanale. 

\debbiàre, v. tr. Trattare un terreno mediante il debbio. 

\débbio, sm. Pratica agricola che consiste nel bruciare le stoppie dei cereali dopo la mietitura. 

\debellàre, v. tr. Sconfiggere in modo decisivo. ~ annientare. 
 X   v. tr. 1 to defeat. 2 (malattia) to eradicate. 
 @   lat. debellare terminare la guerra. 

\debellatóre, agg. e sm. Chi, che debella. 

\Debenedétti, Giàcomo (Biella 1901-Roma 1967) Critico letterario. Tra le opere Saggi critici (1929) e Il romanzo del Novecento (postumo, 1971). 

\debilità, sf. 1 Debolezza fisica. ~ gracilità. 2 Debolezza morale. 

\debilitànte, agg. e sm. Di sostanze che debilitano. ~ stancante. <> ricostituente. 

\debilitàre, v. v. tr. 1 Togliere le energie vitali del corpo umano. ~ indebolire. <> irrobustire. 2 Snervare. ~ sfibrare. <> rilassare, tonificare. 
v. intr. pron. Indebolirsi. ~ deperire, consumarsi. <> rimettersi, rifiorire. 
 X   v. tr. to weaken. 
 @   lat. debilitare, deriv. da debilis debole. 

\debilitàto, agg. Che è indebolito. ~ deperito. <> rinforzato. 

\debilitazióne, sf. Il debilitare e il debilitarsi. ~ debolezza, fiacchezza. 

\debitaménte, avv. Secondo il diritto o il dovere; nel modo dovuto. ~ convenientemente. <> indebitamente. 

\débito, agg. e sm. agg. Dovuto, doveroso. ~ appropriato. <> indebito. 
sm. 1 Obbligo di restituire qualcosa a qualcuno e ciò che è dovuto. ~ deficit. <> credito. 2 Dovere, impegno. ~ obbligo. 3 In ambito giuridico è la posizione passiva in un rapporto d'obbligazione. 
 X   agg. proper, due. sm. 1 debt. 2 (comm.) debit. 
 @   lat. debitum, deriv. da debitus, p.p. di debere dovere. 
Debito consolidato 
Insieme di debiti a lunga scadenza dello stato; sono redimibili quando è stabilito l'impegno alla restituzione del capitale o degli interessi; irredimibili qualora lo stato si impegni a pagare solo gli interessi a tempo indefinito. 

\debitóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi ha contratto un debito. <> creditore. 
 X   sm. debtor. 

\debitòrio, agg. Del debito; di debitore. 

\débole, agg. e sm. agg. 1 Che ha forze scarse; gracile, snervato. ~ debilitato. <> forte. si sentiva ancora debole, nonostante la malattia fosse passata. 2 Che manca di energia e di autorità. ~ fiacco. <> gagliardo, aitante. avevano instaurato un governo debole. 3 Che cede facilmente. ~ arrendevole. la difesa era il punto debole dello schieramento. 4 Che procede lentamente. ~ lento. 5 Vago. serbava un debole ricordo di quei momenti. 6 Mediocre. LOC: era debole nelle materie scientifiche. 
sm. 1 Persona priva di forza, di autorità. 2 Inclinazione, disposizione. ~ predisposizione. aveva un debole per le donne dalla folta capigliatura bionda. 3 Il lato più opinabile di un'argomentazione. il debole del tuo discorso. 4 Preferenza, simpatia. ~ inclinazione. <> antipatia. 
 X   agg. 1 feeble, weak. 2 (luce) dim. 3 (suono) faint. sm. weak point. 
 @   lat. debilis

\debolézza, sf. 1 L'essere debole. ~ fragilità. <> forza. 2 Azione da debole. ~ indecisione. 3 Difetto abituale, punto debole. ~ pecca. <> merito. 
 X   sf. weakness. 

\Débora e Jaele Dramma in tre atti di I. Pizzetti, libretto proprio (Milano, 1922). 

\debordàre, v. intr. 1 Uscire dai bordi. ~ traboccare. <> scarseggiare. 2 Eccedere. ~ esagerare. 
 @   franc. deborder

\debosciàto, agg. e sm. Che, chi è sregolato, dedito alle dissolutezze. ~ vizioso. <> perbene. 

\Debré, Michel (Parigi 1912-Montlouis-sur-Loire 1996) Politico francese. Di ideologia gollista, fu più volte ministro e presidente del consiglio dal 1959 al 1962. 

\Debrecen Città (217.000 ab.) dell'Ungheria, capoluogo della contea di Hajdú-Bihar. Importante mercato di prodotti agricoli e del bestiame. Attivo nodo ferroviario di smistamento delle merci, sede di un aeroporto e di due università. Industrie ferroviarie, tessili, meccaniche e del tabacco. Nelle vicinanze della città si trovano giacimenti di gas naturale. Di origine medievale, fu uno dei centri della Riforma e nel 1849 vi fu proclamata l'indipendenza dell'Ungheria. 

\debugging, sm. invar. Letteralmente significa eliminazione dei bachi. Nel linguaggio informatico indica quell'insieme di operazioni che vengono eseguite per rilevare e correggere gli errori di un programma. 

\Debussy, Claude Achille (Saint-Germain-en-Laye 1862-Parigi 1918) Compositore francese, subì l'influsso di R. Wagner e di M. Musorgskij, nonché della musica orientale e dei simbolisti (P. Verlaine). Studiò al conservatorio di Parigi con A. F. Marmontel. Alla magniloquenza wagneriana contrappose la raffinatezza minuta e l'eleganza della scrittura. Amico di pittori e di poeti, tra cui P. Louys e S. Mallarmé, espresse nella sua musica il clima poetico raffinato e decadente di quel tempo. La sua arte intese cogliere le sensazioni sottili, i colori e i profumi della natura. Per queste sue caratteristiche, il linguaggio musicale di alcune opere di Debussy viene indicato con il termine di impressionismo musicale. Tra esse si ricordano il Prélude à l'après-midi d'un faune (1892), ispirato a S. Mallarmé, i Notturni (1897-1899), Cinq poèmes de Baudelaire (1899), Fêtes galantes (1892), Proses lyriques (1893) e le Chansons de Bilitis (1898, su poesie di P. Louys), Pélleas et Mélisande (1902, musiche sul dramma di M. Maeterlinck). In seguito, si orientò verso un modo classico di costruzione richiamandosi alla tradizione clavicembalistica francese. Questo nuovo orientamento si rispecchia negli schizzi sinfonici Il mare (1905), nelle Immagini (1905 e 1907), nel Martirio di San Sebastiano (1911, su testo di G. D'Annunzio) e nelle Sonate (1915-1916). Inoltre, sono da ricordare i lavori per pianoforte attraverso i quali si esprime la raffinata sensibilità dell'autore: le Stampe (1903), i ventiquattro Preludi (1910-1913) e gli Studi (1915). Altre opere: la Piccola suite (1889), la Suite bergamasca, le Maschere (1904), L'isola gioiosa (1904), Due danze per arpa e archi (1904), La scatola dei balocchi (1913) e Sei epigrafi antiche per pianoforte a quattro mani (1914). 

\debuttànte, agg., sm. e sf. Che, chi è principiante. ~ esordiente. <> veterano. 

\debuttàre, v. intr. 1 Esordire sulle scene. ~ muovere i primi passi, iniziare. 2 Dare inizio a un'attività. ~ intraprendere. <> cessare. 
 X   v. intr. 1 to make oneself début. 
 @   franc. debuter. 

\debùtto, sm. 1 Il debuttare. ~ esordio. 2 Prima teatrale. 
 X   sm. début. 
 @   franc. début. 

\Debye, Petrus Josephus (Maastricht 1884-Ithaca 1966) Chimico e fisico olandese. Perfezionò in collaborazione con P. Sherrer un sistema di diffrazione dei raggi X utilizzando polveri cristalline. Fu insignito del premio Nobel nel 1936. 

\deca- Prefisso che nel sistema metrico decimale indica la moltiplicazione per dieci. 
 @   dal greco deka dieci. 

\dèca, sf. e sm. sf. Decade. 
sm. Biglietto da diecimila. 

\decabrìsti Cospiratori russi che organizzarono una congiura contro lo zar Nicola I nel dicembre del 1825. 

\décade, sf. 1 Periodo di dieci giorni. 2 Paga che si corrisponde ogni dieci giorni. 

\decadènte, agg., sm. e sf. agg. 1 Che è in decadenza, in declino. ~ declinante, fatiscente, al tramonto. <> fresco, giovane, nascente, sorgente. 2 Relativo al decadentismo. 
sm. e sf. Esponente del decadentismo. 
 @   franc. décadent. 

\decadentìsmo, sm. Corrente di pensiero e letteraria formatasi in Francia verso il 1880, il cui risultato più noto è il romanzo A ritroso di J. K. Huysmans pubblicato nel 1884. Il decadentismo, come atteggiamento spirituale, si diffuse pressoché in tutta Europa, assumendo connotati differenti a seconda del luogo. Si trattò di un movimento d'opposizione; il decadentismo infatti si oppose al razionalismo classicista, al romanticismo e soprattutto all'ideologia positivista e alla società industriale che ha portato al diffondersi di nazionalismi e a conflitti sociali. Il termine decadentismo è impiegato anche in senso assoluto, come categoria generale dello spirito, per indicare un modo di considerare le cose. In questo senso è definita decadente anche l'opera di certi poeti della tarda latinità. Non è facile trovare elementi comuni alle varie sfumature del movimento. Al centro della sensibilità decadente sta il rifiuto della normale esistenza borghese e la valorizzazione di tutto ciò che pare sottrarsi a essa. Di qui deriva tutta una serie di atteggiamenti che forniscono le coordinate della poetica e sensibilità decadentista. In alcuni esponenti prevale una visione aristocratica della vita (dandismo e estetismo) i cui esempi tipici possono essere individuati sia nell'autore sia nel protagonista di numerosi romanzi di quel periodo, come, per esempio, Des Esseintes di Huysmans, Dorian Gray di Wilde, Andrea Sperelli di D'Annunzio. In altri autori si nota una ricerca dell'esotico o dell'esoterico; in altri infine una volontà trasgressiva che si attua con il rifiuto della morale e con esperienze non convenzionali (allucinazioni, uso di droghe). Questo distacco dalla morale umana porta spesso a posizioni reazionarie, a cui corrisponde a livello artistico una concezione sacrale dell'arte. Avendo come fine la resa immediata del mondo interiore e non la rappresentazione oggettiva del mondo esterno, il decadentismo inventa nuovi procedimenti artistici, quali il monologo interiore, capaci di rendere in letteratura il mondo dell'inconscio scoperto in quegli anni. Quasi tutti i maggiori autori del primo Novecento sono in qualche misura influenzati dal decadentismo (per esempio, M. Proust, J. Joyce, F. Kafka, L. Pirandello) e hanno un rapporto privilegiato con l'analisi psicologica. Tra gli esponenti più significativi, sono da ricordare C. Baudelaire, O. Wilde, P. Verlaine, A. Rimbaud, G. D'Annunzio, G. Pascoli, D. Campana, I. Svevo, E. A. Poe. 

\decadentìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) agg. Decadentistico. 
sm. e sf. Seguace o esponente del decadentismo. 

\decadènza, sf. Il decadere, declino. ~ decadimento. 
 X   sf. 1 decline. 2 (dir.) forfeiture, loss. 
 @   deriv. da decadere. 

\decadére, v. intr. 1 Passare da uno stato di forza o prosperità a una condizione di debolezza o miseria. ~ deperire. <> progredire. molti nobili sono decaduti nel giro dell'ultimo secolo. 2 Perdere giuridicamente un diritto, in seguito a scadenza temporale. ~ cadere in prescrizione, scadere. 
 @   lat. decidere, incrociato con l'italiano cadere

\decadiménto, sm. 1 Il decadere. ~ decadenza. <> ascesa, ripresa. 2 In fisica è il fenomeno per cui particelle nucleari e subnucleari si trasformano; sta alla base del decadimento radioattivo, ossia la perdita di attività di una sorgente radioattiva. 3 Transizione spontanea o indotta di un sistema dinamico e da un livello energetico elevato a uno inferiore con relativa emissione di energia in forma di radiazione o particelle. 
 X   sm. decay. 

\decadràmma, sf. Moneta d'argento usata dagli antichi popoli ellenici. 

\decadùto, agg. Andato in decadenza. ~ degradato. <> prospero. 

\decaèdro, sm. Poliedro con dieci facce. 

\decaffeinàre, v. tr. Eliminare la caffeina. ~ decaffeinizzare. 

\decaffeinàto, agg. e sm. agg. Privato della caffeina. 
sm. Caffè decaffeinato. 
 X   agg. decaffeinated. 

\decaffeinazióne, sf. Operazione del decaffeinare. 

\decaffeinizzàre, v. tr. Decaffeinare. 

\decaffeinizzazióne, sf. Operazione che consiste nell'eliminazione dal caffè della maggior parte della caffeina. 

\decàgono, sm. Poligono con dieci vertici. 

\decagràmmo, sm. Misura di peso equivalente a dieci grammi. 

\decalcàre, v. tr. Ripassare i contorni di un disegno con una punta in modo da ottenerne una copia su una carta che sta sotto. 

\decalcificàre, v. v. tr. Privare del calcio, ridurne il contenuto. 
v. rifl. Perdere calcio. 
 X   v. tr. to decalcify. 
 @   da de-+ calcificare. 

\decalcificatóre, sm. Apparecchio per trattare l'acqua utilizzata per le caldaie e per altri usi industriali. 

\decalcificazióne, sf. Il decalcificarsi. 

\decalcomanìa, sf. Il processo per il quale si trasferiscono su una superficie liscia figure o scritte dipinte con mezzi speciali su carta e l'immagine così ottenuta. 

\decàlitro, sm. Misura di capacità equivalente a dieci litri. 

\decàlogo, sm. (pl.-ghi) 1 I dieci comandamenti dati da Dio a Mosè sul monte Sinai. 2 Insieme di precetti da osservare in una determinata attività. 
 X   sm. decalogue. 
 @   lat. decalogus, dal greco dekàlogos. 

\Decalogo quattro, Il Film drammatico, polacco (1988-1989). Regia di Krzysztof Kieslowski. Interpreti: Adrianna Biedrzynska, Janusz Gajos, Arthur Barcis. Titolo originale: Dekalog Cztery 

\Decameron Raccolta di novelle di G. Boccaccio (1348-1351). La cosiddetta cornice dell'opera è ambientata a Firenze durante la peste del 1348. Mentre la città è in preda alla peste, sette ragazze (Pampinea, Fiammetta, Filomena, Emilia, Lauretta, Neifile ed Elissa) e tre ragazzi (Panfilo, Filostrato e Dioneo) della nobiltà, alla ricerca di aria più salubre, si trasferiscono in un palazzo di campagna a poca distanza da Firenze e decidono di organizzarsi e passare il tempo in modo piacevole, ricreando un'immagine ideale della convivenza civile che la peste stava distruggendo. Tra i dieci verrà eletto, a turno, un re o una regina che regoli la vita di ogni giornata scegliendo un tema al quale ciascuno dovrà attenersi per le novelle da raccontare nella giornata. Il venerdì e il sabato restano liberi da impegni narrativi. Farà eccezione il solo Dioneo, che resterà libero di scegliersi il soggetto indipendentemente dal tema. L'allegra brigata produce così 100 novelle che danno il titolo alla raccolta, dal greco deka (dieci) e emera (giorno). I temi trattati, nell'ordine, sono: 1. Tema libero 2. Fortuna e peripezie 3. Ingegno e abilità 4. Amori tragici 5. Amori a lieto fine 6. Motti di spirito 7. Beffe ai mariti 8. Beffe varie 9. Tema libero 10. Cortesia e liberalità. In generale, si può notare la relativa leggerezza dei temi proposti. Alcuni soggetti tendono a ricorrere con maggiore frequenza di altri: in primo luogo il rapporto amoroso in tutte le sue possibili variazioni (gli sono dedicate ben 3 giornate su 10); l'ingegno, l'astuzia e l'intelligenza (una giornata specifica e varie novelle che esaltano queste qualità); qua e là affiora la satira del mondo religioso; avventure, peripezie, viaggi (una giornata dedicata); le beffe (ben due giornate dedicate al tema). A livello più profondo, l'opera rispecchia anche comportamenti non esemplari, come il cinismo sociale e il realismo economico, diffusi nella società italiana. Considerato un modello di stile classico, il Decamerone fu eletto da P. Bembo (Prose della volgar lingua, 1525) come esempio letterario da imitare insieme a Dante e a Petrarca. La sua influenza è percepibile ancora oggi nell'impronta aulica che caratterizza l'italiano scritto. 
L'opera ha influenzato i Racconti di Canterbury di G. Chaucer (1386-1400). Episodi del Decamerone sono stati portati sullo schermo da P. P. Pasolini nel 1971. 

\Decameron, Il Film commedia, italiano (1971). Regia di Pier Paolo Pasolini. Interpreti: Franco Citti, Ninetto Davoli, Angela Luce, Silvana Mangano. 

\decàmetro, sm. Misura di lunghezza equivalente a dieci metri. 

\decampàre, v. intr. 1 Levare il campo. ~ sloggiare. 2 Recedere dalle proprie opinioni. 

\decanàto, sm. Grado, ufficio di decano. 

\decàno, sm. 1 Cardinale anziano con particolari funzioni nel Sacro Collegio. 2 Chi, per anzianità o per età, occupa il primo posto tra coloro che ricoprono determinati uffici o esercitano certe professioni. 

\decantàre, v. v. tr. 1 Lodare, esaltare, magnificare. ~ celebrare. <> minimizzare, ridimensionare. 2 Sottoporre a decantazione. ~ filtrare. 
v. intr. Subire la decantazione. 
 X   v. tr. to praise. 

\decantatóre, sm. Apparecchio per la separazione tramite decantazione di sostanze non miscibili. 

\decantazióne, sf. 1 Sedimentazione e conseguente separazione di due liquidi non miscibili o di un solido da un liquido. ~ filtraggio, colatura. 2 Liberazione da elementi estranei. 

\decapàggio, sm. 1 Operazione di pulitura mediante sostanze chimiche di una superficie metallica da sali, ossidi ecc. 2 Operazione di preparazione di una superficie metallica allo scopo di semplificare l'applicazione su di essa di una vernice o di una pittura. 

\decapàre, v. tr. 1 Pulire una superficie metallica mediante decapaggio. 2 Eliminare le parti ridipinte di un quadro. 3 Togliere il gesso da una pittura murale. 

\decapitàre, v. tr. Mozzare la testa. ~ ghigliottinare. 
 X   v. intr. to decapitate. 
 @   lat. tardo decapitare, comp. da de-+ deriv. da caput,-itis testa. 

\decapitazióne, sf. 1 Il decapitare. 2 La pena che consiste nell'essere decapitato. 
 @   lat. tardo decapitatio,-onis

\decapòdi. 1 Ordine di crostacei che hanno tre paia di piedi mascellari (che possono essere trasformati in chele) e cinque paia di arti ambulacrali, occhi composti peduncolati, sessi in genere separati; vi appartengono il gambero, l'aragosta, il granchio, il paguro.   +   2 Ordine di molluschi che hanno otto braccia uguali e due tentacolari, provviste di ventose; vi appartengono il calamaro e la seppia.   +  

\decapottàbile, agg. Di automobile, a cui si può mettere e togliere la capotta. 
 X   agg. convertible. 

\decapottàre, v. tr. Togliere la capotta a un'automobile. 

\decarburàre, v. tr. Ridurre il contenuto di carbonio alla superficie di un metallo per riscaldamento. 

\decarburazióne, sf. In siderurgia, trattamento di riduzione del tenore di carbonio nelle leghe del ferro. 

\decartellizzazióne, sf. Politica avente lo scopo di decentrare l'economia tedesca attuata in Germania nel 1945 al termine della Seconda guerra mondiale in seguito agli accordi di Postdam. 

\decasìllabo, agg. e sm. Verso composto da dieci sillabe. 

\decàstilo, agg. Edificio classico che ha dieci colonne sulla facciata. 

\decathlèta, sm. (pl.-i) Nell'atletica leggera, specialista del decathlon. 

\dècathlon, sm. invar. Gara maschile d'atletica leggera comprendente i 100, 400, 1.500 m piani, i 110 m a ostacoli, salto in lungo, in alto e con l'asta, lancio del giavellotto, del peso e del disco. A ogni atleta viene assegnato un punteggio, in base ai risultati ottenuti, e quindi viene stilata una classifica finale. Ottimo interprete ne fu l'inglese Daley Thompson. 

\decatissàggio, sf. Il decatizzare. 

\decatizzàre, v. tr. Bagnare le stoffe e i cappelli di feltro per togliere loro il lustro e per renderli irrestringibili e ingualcibili. 

\decatlèta, sm. Atleta che gareggia nel decathlon. 

\dècatlon => "decathlon" 

\Decauville, Paul (Petit Bourg 1846-Neuilly-sur-Seine 1922) Industriale francese. Progettò una ferrovia a scartamento ridotto con installazioni mobili per lavori di cantiere. 

\Decazes, Élie (Saint-Martin-de-Laye 1780-Decazeville 1860) Politico francese esponente della restaurazione. Di ideologia moderata fu presidente del consiglio nel 1919 e 1920 con Luigi XVIII. 

\dècca, sm. In marine e aeronautica, sistema di radionavigazione senza visibilità che si basa sulla presenza di una rete di stazioni fisse che, emettendo onde elettromagnetiche di grande lunghezza, permettono al pilota di capire la propria posizione confrontando i valori delle ricezioni. 

\Deccan Penisola storica e geografica dell'India, racchiusa dal fiume Narmada, dal golfo del Bengala e dal mare Arabico. Vastissimo altopiano, al centro del quale sono posti sistemi collinari irregolari, tra i quali s'intreccia un reticolato idrografico che spinge le acque fino al golfo del Bengala. A ovest le coste sono strette e alte, mentre a oriente la costa è frammezzata da lagune e acquitrini. La penisola è soggetta alla furia dei monsoni; le coste sono piovose, l'altopiano arido e stepposo, mentre l'area interna è sfruttata a pascolo e colture (cereali e cotone). Altri prodotti sono riso, ananas, ortaggi, tè, spezie e caffè, caucciù, teak e sandalo. Nelle città costiere presenti anche attività industriali. I fiumi principali sono Godavari, Cauveri, Mahanadi. 

\Decèbalo (?-106) Re dei daci dall'86. Perse il regno in seguito alla sconfitta riportata nel 101 e 102 per mano di Traiano. Dopo un tentativo insurrezionale, si uccise. 

\decédere, v. intr. Morire. ~ spirare. <> nascere. 
 @   lat. decedere, comp. da de-+ cedere ritirarsi. 

\decedùto, agg. e sm. Morto. 
 X   agg. deceased, dead. 

\deceleràre, v. tr. e intr. Ridurre la velocità. ~ rallentare. <> accelerare. 

\decelerazióne, sf. Il decelerare. 

\deceleròmetro, sm. Apparecchio atto a misurare la decelerazione di un corpo mobile che rallenta e a indicarla su di un quadrante. 

\decembrìsti 1 Denominazione dei membri dell'associazione bonapartista del Dieci dicembre (1859-1851). Il nome fu esteso anche ai fautori del colpo di stato del 2 dicembre 1851 contro Luigi Napoleone. 2 Altra denominazione dei decabristi. 

\decemviràto, sm. 1 La carica del decemviro. 2 L'insieme dei decemviri. 

\decèmviro, sm. Componente di un collegio di dieci magistrati. 

\decennàle, agg. e sm. agg. Che dura dieci anni; che ricorre ogni dieci anni. 
sm. Decimo anniversario di un avvenimento. 
 X   agg. e sm. decennial. 

\Decennàli Feste dell'antica Roma che furono istituite da Augusto nel 27 a. C., quando il senato rinnovò il suo incarico per altri dieci anni, e in seguito celebrate dagli imperatori per celebrare il decimo anniversario di regno. 

\decènne, agg., sm. e sf. agg. 1 Che ha dieci anni. 2 Che dura da dieci anni o dieci anni. 
sm. e sf. Chi ha dieci anni. 

\decènnio, sm. Spazio di dieci anni. 
 X   sm. decade. 

\decènte, agg. 1 Che è conforme a pudore, dignità, decoro e simili. ~ decoroso, dignitoso. <> indecente. 2 Adeguato. ~ commisurato. 
 X   agg. decent, respectable, proper. 
 @   lat. decens,-entis, p.pres. di decere essere conveniente. 

\decentraménto, sm. 1 Allontanamento dal centro cittadino. ~ frazionamento. <> accentramento. 2 Trasferimento di funzioni a organi periferici. ~ smistamento, scorporo. <> accentramento. 

\decentràre, v. tr. 1 Allontanare dal centro. ~ dislocare. <> accentrare. 2 Delegare funzioni e compiti a uffici periferici. <> centralizzare. 
 X   v. tr. to decentralize. 

\decentràto, agg. Che è stato sottoposto a decentramento. ~ periferico, autonomo. <> centrale, accentrato, centralizzato. 

\decènza, sf. 1 Qualità del decente. ~ decoro, dignità. <> indecenza. 2 Rispetto delle regole del decoro, del pudore e della dignità. ~ buon costume. <> impudicizia. 
 @   lat. decentia, deriv. da decens,-entis. 

\decerebellàre, v. tr. Asportare il cervello. 

\decespugliaménto, sm. Eliminazione dei cespugli che ricoprono un terreno. 

\decespugliatóre, sm. Attrezzo agricolo a motore portatile per tagliare cespugli, arbusti e simili. 

\decèsso, sm. Morte. ~ dipartita. <> nascita. 
 X   sm. death. 
 @   lat. decessus,-us. 

\deci- Prefisso usato nel sistema metrico decimale per indicare le unità di misura che rappresentano la decima parte dell'unità fondamentale. 

\decibèl, sm. invar. Decima parte del bel, simbolo dB, unità di misura del livello d'attenuazione, di guadagno o di potenza di un segnale, che in elettrotecnica e acustica esprime il rapporto fra due potenze. 

\decìdere, v. v. tr. 1 Risolvere una controversia. ~ definire. <> lasciare in sospeso. 2 Prendere una decisione. ~ risolvere, concludere. non poteva decidere da solo. 3 Stabilire. ~ determinare, fissare. decisero che era ora di fissare una data definitiva. 4 Convincere. l'ha deciso a prendere l'automobile nuova 
v. intr. Stabilire, determinare. ~ fissare. 
v. rifl. Risolversi, abbandonare esitazioni e perplessità. <> esitare. si decise che era ora di entrare in azione
 X   v. tr. e intr. to decide. v. intr. pron. 1 to make up one's mind. 2 (risolversi) to bring oneself. 
 @   lat. decidere, comp. da de-+ caedere tagliare. 

\decidìbile, agg. Dato un insieme, un suo sottoinsieme I si dice decidibile se esiste un algoritmo che consente di stabilire se un generico elemento dell'insieme appartiene o no ad I.   +  

\decìdua, sf. La parte superficiale della mucosa uterina che viene espulsa durante il secondamento. ~ caduca. 

\deciduàti Mammiferi Placentati nei quali durante la gravidanza insieme alla placenta si sviluppa una parte della mucosa uterina che viene poi espulsa dopo il parto. Questo termine fu proposto da Th. Huxley. 

\decìduo, agg. Destinato a cadere. 

\decifràbile, agg. Che si può decifrare. ~ comprensibile. <> indecifrabile. 

\decifràre, v. tr. 1 Interpretare una scrittura in cifra. ~ decodificare. <> codificare. l'esercito nemico riuscì a decifrare il dispaccio del corriere che era stato inviato. 2 Rendere chiaro qualcosa di difficile o oscuro. ~ svelare. finalmente era riuscita a decifrare il suo carattere
 X   v. tr. 1 to decode. 2 (fig.) to decipher. 
 @   da de-+ deriv. da cifra

\decifratóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi decifra. 

\decifrazióne, sf. Il decifrare e l'effetto. 

\decìgrado, sm. Misura pari a un decimo di grado. 

\decigràmmo, sm. Misura pari a un decimo di grammo. 

\decìlitro, sm. Misura pari a un decimo di litro. 

\dècima, sf. 1 Offerta di una parte dei redditi alla chiesa per il mantenimento di culto. 2 Imposta del 10%. 3 Intervallo di altezza tra due note, di dieci gradi. 
Tributo pari alla decima parte del raccolto, o rendita, che veniva anticamente pagato al sovrano, al feudatario, alla chiesa. La decima cominciò a essere messa in discussione con la rivolta protestante e soppressa con la rivoluzione francese. In Italia venne abolita nel 1887. 

\decimàle, agg. e sm. agg. Che usa o è riferito alla rappresentazione dei numeri in base dieci. cifra decimale: uno delle cifre 0, 1, … 9 (così come le "cifre binarie" sono 0 e 1); nell'uso comune con cifra decimale si intende una delle cifre scritte a destra della cifra che rappresenta l'unità (ma dovrebbe essere più propriamente chiamata "cifra frazionaria": se il numero 10.011 è scritto in base due, le cifre frazionarie 0, 1 e 1 sono da intendere come binarie, non decinmali). 
sm. La cifra posta a destra della virgola (o del punto, se si usa questo al posto della virgola, come nell'usuale notazione scientifica) in un numero espresso in base dieci ~ decimo. 
 X   agg. e sm. decimal. 
 @   franc. decimal

\decimàre, v. tr. 1 Punire per una colpa molto grave un reparto militare uccidendo un soldato estratto a sorte ogni dieci. ~ sterminare. 2 Ridurre in modo considerevole. la peste ha decimato le popolazioni dell'epoca
 @   lat. decimare, deriv. da decimus decimo. 

\decimazióne, sf. Il decimare e l'essere decimato. 

\decìmetro, sm. Misura pari a un decimo di metro. 

\decimillèssimo, agg. num. ord. Che corrisponde al numero diecimila in una serie. 

\decimilli- Prefisso che indica la decimillesima parte dell'unità fondamentale. 

\decimillìmetro, sm. Decima parte del millimetro. Ha simbolo dmm. 

\dècimo, agg. num. ord., sm. 1 agg. Che occupa il posto numero dieci in una sequenza.  2 sm. La cifra posta a destra della virgola (o del punto) in un numero espresso in base dieci • 2.6 è l'arrotondamento ai decimi della radice quadrata di 7.  3 sm. La decima parte di una cosa • circa due decimi della popolazione sono di età superiore ai 60 anni
 X   agg. e sm. tenth. 

\Decimomànnu Comune in provincia di Cagliari (6.332 ab., CAP 09033, TEL. 070). 

\Decimopùtzu Comune in provincia di Cagliari (4.113 ab., CAP 09010, TEL. 070). 

\Decín Città (55.000 ab.) della repubblica Ceca, nella Boemia Settentrionale. 

\decìna, sf. Dieci unità o una quantità di circa dieci persone o cose simili. 
 X   sf. 1 ten. 2 (una decina) about ten. 

\Dècio (Budalia 200 ca.-Abritto 251) Carlo Messio Quinto Valeriano Traiano. Imperatore romano dal 249, primo degli illirici, fu responsabile della prima sistematica persecuzione contro i cristiani. Nel tentativo di ristabilire il culto della religione romana, emanò nel 250 un editto secondo il quale ogni cittadino doveva possedere un documento che attestava di aver compiuto un sacrificio pubblico agli dei. 

\Dècio Mùre, Pùblio Console romano. Nel 340 a. C. secondo la leggenda, per assicurare la vittoria contro i latini alle falde del Vesuvio, immolò la sua vita agli dei infernali. 
Dècio Mure Publio 
Console romano, nipote dell'omonimo console. Nella guerra contro Taranto venne sconfitto da Pirro ad Ascoli Satriano nel 279 a. C. 

\decisionàle, agg. Di decisione, che si può decidere. 

\decisióne, sf. 1 Deliberazione, scelta. ~ risoluzione. <> indecisione. tutti aspettavano una sua decisione. 2 Energia, risolutezza. ~ fermezza. <> incertezza. la decisione nelle scelte lo contraddistingueva. 3 Determinazione di volontà giudiziaria che definisce la materia oggetto di un processo. ~ provvedimento, decreto. 
 X   sf. decision. 
 @   lat. decisio,-onis, deriv. da decisus, p.p. di decidere. 

\decisionìsmo, sm. Tendenza a privilegiare le decisioni operative di un problema a scapito della discussione o a spostare il compito di prendere decisioni da un organo collegiale a singole persone. 

\decisionìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) Che, chi pratica o sostiene il decisionismo. 

\decisìvo, agg. Determinante, risolutivo. ~ conclusivo. <> incerto. 
 X   agg. decisive. 

\decìso, agg. 1 Deliberato, definito. ~ concluso. <> indefinito. 2 Energico, risoluto. ~ sicuro. <> indeciso. si era innamorata di un uomo molto deciso. 3 Determinato. ~ fissato. <> indeterminato, vago. una risposta decisa fugò ogni suo dubbio
 X   agg. 1 resolute, decisive. 2 (concluso) bold. 
 @   lat. decisus, p.p. di decidere

\decisòrio, agg. Che decide. 

\declamàre, v. tr. Leggere o recitare in tono solenne, con espressione oratoria. ~ recitare. 

\declamàto, sm. Tipo di canto simile al recitativo nel quale la melodia si adatta al testo. 

\declamatóre, sm. (f.-trìce) Chi declama. 

\declamatòrio, agg. Di chi declama, che sa di declamazione. ~ solenne. <> pacato. 

\declamazióne, sf. Il declamare; il modo e la tecnica con cui si declama. 

\declaratòria, sf. Sentenza di carattere dichiarativo. 

\declaratòrio, agg. Dichiarativo. 

\declassaménto, sm. L'essere declassato, il declassare. 
 X   sm. downgrading.

\declassàre, v. tr. Passare da una classe superiore a una inferiore. ~ degradare. 
 X   v. tr. to declass, to downgrade, to lower in status. 

\declinàbile, agg. Che si può declinare. 

\declinàre, v. v. tr. 1 Citare per genere, numero e caso le forme di un nome, di un pronome, di un aggettivo o di un articolo. 2 Rendere noto. declinare le proprie generalità. 3 Evitare, non accettare. ~ rifiutare. <> accettare. declinò ogni invito per quella settimana
v. intr. 1 Tendere gradualmente verso il basso. ~ abbassarsi. <> innalzarsi. 2 Essere in declino, volgere verso la fine. ~ decadere, tramontare. il sole ormai declinava all'orizzonte e loro due non sapevano ancora cosa fare. 3 Venir meno. ~ digradare. 4 Spostarsi da una direzione. declinare dalla retta via
 X   v. tr. to decline. v. intr. 1 to slope down. 2 (fig.) to decline. 
 @   lat. declinare, comp. da de-+ clinare inclinare. 

\declinatóre, sm. Apparecchio formato da un lungo ago calamitato che oscilla su di un perno all'interno di una scatola provvista di punti di riferimento diametralmente opposti. 

\declinatòrio, agg. Aggettivo usato insieme al sostantivo eccezione. 
Eccezione declinatoria 
Mezzo processuale che mira a negare la giurisdizione o la competenza del giudice nel giudicare una determinata controversia. 

\declinazióne, sf. 1 Il declinare e l'essere declinato. 2 Nome di una coordinata utilizzata in sistemi di coordinate celesti; viene misurata in gradi da 0° a 90°, spostandosi dall'equatore al Polo. 3 In linguistica è il complesso di modifiche e flessioni di articoli, nomi, aggettivi, pronomi. 
 X   sf. declension. 
Declinazione astronomica 
Una delle due coordinate celesti (l'altra è l'ascensione retta) di un astro, corrispondente all'arco di meridiano compreso tra l'astro stesso e l'equatore celeste; la sua misurazione viene fatta in gradi sessagesimali (da 0° a 90°) ed è preceduta dal nome dell'emisfero cui appartiene l'astro. 
Declinazione magnetica 
L'angolo formato dal meridiano geografico e da quello magnetico (indicato dalla bussola) in un punto della superficie terrestre. 

\declìno, sm. Decadenza, tramonto. ~ decadimento. <> ascesa. 
 X   sm. decline. 
 @   deriv. da declinare. 

\Declino e caduta Romanzo di E. A. Waugh (1928). 

\Declino e caduta dell'impero romano Opera di storia di E. Gibbon (1776-1788). 

\declinòmetro, sm. Strumento per la misurazione della declinazione magnetica. 

\declìve, agg. 1 Che va abbassandosi in modo graduale. 2 Che è in pendio. 

\declìvio, sm. Pendio. ~ china. <> piano, pianura. 

\decloruràre, v. tr. Eliminare i cloruri. 

\declorurazióne, sf. Procedimento terapeutico atto a eliminare dall'organismo i cloruri in eccesso. 

\DECnet Architettura di rete della società elettronico-informatica Digital Equipment Corporation. 

\déco, agg. invar. Di uno stile decorativo in voga negli anni venti del Novecento. 

\decoder, sm. invar. Decodificatore. 

\decodificàre, v. tr. 1 Nella teoria della comunicazione, riottenere l'informazione originaria del codice in cui era stata trasformata. 2 Decifrare, comprendere. ~ interpretare. 3 Tradurre in un linguaggio chiaro un messaggio scritto in codice. 
 X   v. tr. to decode. 

\decodificatóre, sm. (f.-trìce) 1 Che decodifica un messaggio. 2 Dispositivo o sistema che interpreta messaggi o dati codificati. ~ decoder. 
 X   sm. decoder. 
 @   deriv. da decodificare

\decodificazióne, sf. Risultato e azione dell'interpretazione di un messaggio attraverso un codice. 
In ambito giuridico è il fenomeno che si verifica affidando a leggi speciali numerose riforme con lo scopo di ottenere un miglioramento del sistema giuridico. Particolarmente utilizzata nel campo del diritto civile, la decodificazione ha prodotto numerose leggi speciali che, affiancando il codice, hanno modificato norme come, per esempio, quelle che regolano i rapporti di lavoro, i contratti di locazione e la disciplina del commercio. 

\decokizzazióne, sf. Asportazione, durante la cokizzazione, del coke formato nelle camere di reazione. Di solito viene eseguita utilizzando mezzi idraulici. 

\decollàre, v. v. tr. Decapitare. 
v. intr. 1 Lo staccarsi di un aeromobile da terra o di un idrovolante dall'acqua. ~ prendere il volo. <> atterrare. non potevano decollare a causa del maltempo. 2 Svilupparsi, ottenere successo. ~ sfondare. <> fallire. 
 X   v. intr. to take off. 
 @   lat. decollare decapitare, comp. da de-+ deriv. da collum collo. 

\Decollatùra Comune in provincia di Catanzaro (3.617 ab., CAP 88041, TEL. 0968). 

\decollazióne, sf. L'atto di decapitare. 

\décolleté, agg. e sm. invar. agg Scollato. 
sm. 1 Scollatura di abito femminile. 2 Abito scollato. 3 Parte del corpo lasciata scoperta dalla scollatura. 

\decòllo, sm. 1 Manovra del decollare (di un aeromobile). <> atterraggio. 2 Inizio di un funzionamento completo (di un'attività, di una ditta). 
 X   sm. take-off. 
 @   deriv. da decollare. 
Operazione che consente a un aeromobile di staccarsi da suolo. Durante la fase di decollo un aeroplano normale rulla sulla pista di involo e deve aumentare progressivamente la propria velocità fino a quando non riesce a sostenersi senza l'ausilio del carrello. Nell'operazione di decollo esiste un momento, chiamato punto critico e determinato dalla lunghezza della pista, oltre il quale l'aeroplano non ha più la possibilità di arrestare la propria corsa e deve necessariamente involarsi. Oltre che dalla pista di involo di un aeroporto, è possibile decollare dalla superficie dell'acqua (idrovolante) o dal ponte di una portaerei. Esistono infine velivoli da trasporto che necessitano di un breve tratto per decollare (STOL) e velivoli militari che possono decollare verticalmente (VSTOL). 

\decolonizzàre, v. tr. Liberare dalla dipendenza coloniale. <> colonizzare. 

\decolonizzazióne, sf. L'atto e l'effetto del decolonizzare. <> colonizzazione. 

\decolorànte, agg. e sm. Di sostanza che ha la proprietà di decolorare. 

\decoloràre, v. tr. Eliminare o attenuare il colore. ~ stingere, scolorare, scolorire. <> tingere, colorare, colorire. 
 X   v. tr. to bleach. 

\decolorazióne, sf. Trattamento che rimuove o attenua il colore di un materiale. 

\decombènte, agg. Che pende verso il basso. 

\decomissioning, sm. invar. Smantellamento delle centrali nucleari non più utilizzate. 

\decomponìbile, agg. Che si può decomporre. 

\decomponibilità, sf. L'essere decomponibile. 

\decompórre, v. v. tr. 1 Scindere un composto in altri meno complessi o nei suoi elementi. ~ digradare. 2 Dividere in parti. ~ scomporre. 3 Scomporre un numero nei suoi fattori primi. 4 Sottoporre a disgregazione. 
v. intr. pron. 1 Scindersi di un composto nei suoi elementi costitutivi o in altri composti più semplici. ~ digradarsi. <> conservarsi. 2 Disgregarsi, corrompersi. ~ putrefarsi. <> comporsi. il corpo si stava ormai decomponendo da due giorni
 X   v. tr. to decompose. 
 @   franc. decomposer, incrociato con l'italiano comporre

\decomposizióne, sf. 1 Processo di digradazione delle sostanza biologiche in altre più semplici. ~ scissione. 2 Scomposizione. ~ disfacimento. <> integrità. 

\decompressióne, sf. Passaggio da uno stato di pressione elevata a uno minore. camera di decompressione, ambiente in cui questa diminuzione viene effettuata in modo graduale. 
 @   franc. decompression

\decomprìmere, v. tr. Diminuire la compressione. <> comprimere. 

\deconcentràre, v. v. tr. Far perdere la concentrazione. ~ distrarre. 
v. intr. pron. Perdere la concentrazione. ~ distrarsi. <> concentrarsi. 

\deconcentràto, agg. Privo della concentrazione necessaria. ~ distratto. <> concentrato. 

\deconcentrazióne, sf. Mancanza di concentrazione. ~ distrazione. <> concentrazione. 

\decondizionàre, v. v. tr. Liberare da un condizionamento. 
v. rifl. Liberarsi da un condizionamento. 

\decongelàre, v. tr. Scongelare. <> congelare. 
 X   v. tr. to defrost. 

\decongestionaménto, sm. Il decongestionare, il decongestionarsi, l'essere decongestionato. 

\decongestionànte, agg. e sm. Di farmaco che riduce o elimina una congestione. 

\decongestionàre, v. v. tr. Eliminare o attenuare una congestione. decongestionare i bronchi
v. intr. pron. 1 Cessare d'essere congestionato. <> congestionarsi. 2 Cessare un ingombro. l'incrocio si decongestionò con l'arrivo di due vigili
 X   v. tr. to decongest. 
 @   franc. decongestionner, incrociato con l'italiano congestionare

\decontaminàre, v. tr. Eliminare la contaminazione di qualcosa. ~ depurare, risanare, bonificare. <> contaminare. 
 X   v. tr. to decontaminate. 

\decontaminazióne, sf. Il decontaminare, l'essere decontaminato. ~ contaminazione. la decontaminazione della zona procedette molto lentamente
 @   deriv. da decontaminare

\decontrazióne, sf. Rilasciamento dei muscoli. <> contrazione. 

\decoràre, v. tr. 1 Abbellire, adornare. ~ addobbare. <> deturpare. 2 Insignire di una decorazione, di una onorificenza. ~ fregiare. <> degradare. 
 X   v. tr. to decorate. 
 @   lat. decorare, deriv. da decorus. 

\decorativìmo, sm. In un'opera d'arte o del pensiero, preponderanza di motivi puramente decorativi. 

\decoratìvo, agg. 1 Atto a decorare. ~ ornamentale. <> strutturale, funzionale. arti decorative, arti il cui scopo è quello di ornare e abbellire gli oggetti. 2 Di persona che, anche se intrinsecamente priva di valore, possiede notevoli qualità esteriori. ~ appariscente. <> interiore, reale, vero. era un personaggio molto decorativo, quindi aveva molte possibilità di essere eletto in quella zona
 X   agg. ornamental, decorative. 
 @   franc. decoratif

\decoràto, agg. e sm. agg. Abbellito da decorazioni. ~ abbellito. <> disadorno. 
agg. e sm. Che, chi è stato insignito da una decorazione. ~ fregiato. 

\decoratóre, sm. (f.-trìce) Chi esegue lavori di decorazione. ~ pittore, affrescatore. 

\decorazióne, sf. 1 Lavoro di abbellimento con elementi decorativi. ~ ornamento. 2 Ciò che serve a decorare. ~ guarnizione. <> deturpazione. 3 Onorificenza. ~ medaglia. 
 X   sf. decoration. 
 @   deriv. da decorare. 

\decòro, sm. 1 Coscienza della propria dignità, che si riflette nel comportamento. ~ decenza. 2 Lustro. ~ splendore. 3 Onore. ~ prestigio. 4 Correttezza. ~ educazione. 5 Contegno. ~ compostezza. 
 X   sm. 1 decorum. 2 (contegno) dignity. 
 @   lat. decorum. 

\decoróso, agg. Conforme al decoro. ~ dignitoso. <> indecente. 
 X   agg. dignified, decorous, decent, proper. 

\decorrènza, sf. 1 Il decorrere. 2 Il termine da cui qualcosa comincia ad avere effetto. 

\decórrere, v. intr. 1 Trascorrere. ~ passare. 2 Cominciare ad avere effetto. <> scadere. 
 X   v. intr. 1 to run, to start, to elapse, to pass. 2 (avere effetto) to have effect, to come into force. 
 @   lat. decurrere, comp. da de-verso il basso + currere correre. 

\decórso, agg. e sm. agg. Trascorso, passato. ~ scaduto. <> attuale. 
sm. Svolgimento, evoluzione. ~ andamento. 
 X   sm. course. 
 @   lat. decursus,-us, deriv. da decursus, p.p. di decurrere. 

\decorticàre, v. tr. Togliere la corteccia. 
 @   dal lat. cortix-icis corteccia. 

\decorticazione, sf. Asportazione chirurgica del rivestimento, fisiologico o neoplastico, di un organo. 

\decòtto, sm. Bevanda ottenuta facendo bollire a lungo una sostanza vegetale in acqua a scopo medicamentoso. ~ infuso. 
 X   sm. decoction. 

\decozióne, sf. Il fare i decotti. 

\decreménto, sm. Calo. ~ diminuzione. <> incremento. 

\decrepitézza, sf. L'essere decrepito. ~ senilità 

\decrèpito, agg. 1 Estremamente vecchio. ~ vecchio. <> giovane. 2 Logoro. ~ cadente. 3 Sorpassato. ~ antiquato. <> nuovo. 
 X   agg. decrepit. 
 @   lat. decrepitus, comp. da de-+ deriv. da crepare. 

\decrescèndo, sm. Diminuendo. 

\decrescènte, agg. Che decresce. <> crescente. 

\decrescènza, sf. Il decrescere. ~ diminuzione. 

\decréscere, v. intr. Calare. ~ diminuire. <> crescere. 
 X   v. intr. 1 to diminish, to decrease. 2 (prezzi) to go down. 
 @   lat. decrescere, comp. da de-+ crescere. 

\decresciménto, sm. Modo ed effetto del decrescere. ~ diminuzione. 

\decretàle, agg. e sf. agg. Decreto pontificio redatto in forma di lettera. 
sf. Lettera decretale. 

\decretàre, v. tr. 1 Ordinare per mezzo di un decreto. ~ deliberare. <> revocare. 2 Stabilire. ~ decidere. 
 @   lat. mediev. decretare, deriv. da decretum. 

\decréto, sm. 1 Deliberazione della volontà. ~ ordine. 2 Ciò che è stabilito da una volontà o da una forza superiore all'uomo. 3 Provvedimento giurisprudenziale di solito non motivato. ~ ordinanza. 4 Atto nominativo del governo. 5 Legge emanata dal potere esecutivo senza previa delegazione dell'autorità legislativa. ~ delibera. 
 X   sm. decree. 
 @   lat. decretum, deriv. da decretus, p.p. di decernere decidere. 
Nell'ambito giuridico è il risultato dell'attività legislativa del potere esecutivo, sotto forma di legge (soggetto ad approvazione delle due camere e ratificato dal capo dello stato). Tale attività può essere esercitata solo in casi di necessità e urgenza per il Paese, in quanto l'attività legislativa è di esclusiva competenza del parlamento. Il decreto può avere la forma del decreto legge, quando deve essere sottoposto a presentazione al parlamento per la conversione in legge, o di decreto legislativo, quando è emanato dal governo su delega del parlamento. 

\decretóne, sm. Nel gergo politico indica un decreto che regola sotto un unico titolo numerose materie. 

\decriptàre, o decrittàre, v. tr. Interpretare un crittogramma, decodificare. ~ decifrare. <> cifrare, crittografare. 

\Decroux, Étienne (Parigi 1898-1991) Celebre mimo francese. 

\decùbito, sm. 1 Posizione assunta dal malato a letto. 2 Piaga da decubito, quella che compare durante una lunga degenza a letto nelle parti di cute compresse contro il materasso. 

\decumàno, sm. 1 Nell'antica Roma, ogni soldato della decima legione. 2 Ciascuna delle vie che attraversano la città o l'accampamento dei romani da oriente a occidente. 

\decuplicàre, v. tr. Moltiplicare per dieci. 

\dècuplo, agg. e sm. agg. Dieci volte maggiore. 
sm. Quantità dieci volte più grande. 

\decùria, sf. Ognuna delle dieci divisionidel Senato e della Curia dell'antica Roma. Squadra di dieci soldati. 

\decurióne, sm. Nell'antica Roma comandante di una decuria di cavalieri. I decurioni venivano scelti in base al censo e costituivano l'organo più importante nel governo della città, con carica ereditaria (Curiales). 
Dal medioevo al 1800 fu il membro dell'amministrazione comunale. 

\decurtàre, v. tr. Ridurre, diminuire. ~ tagliare. <> accrescere. 
 @   lat. decurtare, comp. da de-+ curtare accorciare. 

\decurtazióne, sf. 1 Il decurtare e l'effetto. 2 Diminuzione, riduzione. ~ taglio. 

\decussàto, agg. In araldica, che ha forma di X. 
Chiavi decussate 
Stemma della Santa Sede. 
Croce decussata 
Croce di Sant'Andrea. 

\decùsse, sf. 1 In araldica indica la forma a X: in decusse, a forma di croce di Sant'Antonio. 2 Moneta romana di bronzo avente il valore di dieci assi, indicato dal segno X. 

\dedàleo, agg. 1 Relativo a Dedalo. 2 Fatto con abilità. ~ ingegnoso. 3 Molto abile. ~ industrioso. 

\dèdalo, sm. Labirinto, intrigo (dal leggendario Dedalo). ~ meandro. 
 X   sm. maze, labyrinth. 

\Dédalo Mitico artefice ateniese. Dopo aver ucciso il nipote Talo, per gelosia di mestiere, fuggì a Creta presso il re Minosse e per lui costruì il labirinto di Cnosso, dimora del minotauro. Per aver favorito gli amori di Pasifae, fu rinchiuso nel labirinto da dove riuscì a fuggire in volo con il figlio Icaro, grazie a due paia di ali da lui costruite con cera e penne. 

\Dedalus Romanzo di J. Joyce (1917). 

\Dedekind, Richard (Brunswich 1831-1916) Matematico tedesco. Diede importanti contributi alla teoria dei numeri e delle funzioni algebriche. Nel 1872 elaborò la prima definizione rigorosa di numero reale. 

\dèdica, sf. Dedicatoria; atto e parole con cui si offre qualcosa a qualcuno. ~ epigrafe. 
 X   sf. dedication. 
 @   deriv. da dedicare. 

\dedicàre, v. v. tr. 1 Consacrare un tempio, un monumento ecc. a una divinità, a santi o intitolare alla memoria di qualcuno. ~ intitolare. nella piazza misero un monumento dedicato ai caduti. 2 Offrire in atto di omaggio un libro a qualcuno. ~ donare. 3 Volgere le proprie attività a un determinato fine. ~ rivolgere. dedicò parte della sua vita al fratello, senza averne riconoscenza
v. rifl. 1 Consacrarsi a una cosa. ~ votarsi. si dedicò anima e corpo allo studio. 2 Badare. ~ occuparsi. <> disinteressarsi 
 X   v. tr. to dedicate. v. rifl. to devote oneself. 
 @   lat. dedicare, comp. da de-+ dicare consacrare, da dicere dire. 

\dedicatàrio, sm. Persona cui si dedica qualcosa. 

\dedicàto, agg. Consacrato, offerto, votato. 

\dedicatòria, sf. Lettera di dedica. 

\dedicatòrio, agg. Che serve a dedicare. 
Lettera dedicatoria 
Lettera con cui si dedica un'opera del pensiero a qualcuno. 

\dedicazióne, sf. Atto o cerimonia con cui si consacra una chiesa o un altare. 

\dedifferenziazióne, sf. Passaggio di ritorno da processi complessi a processi più semplici. 

\dedìtici Popolazioni antiche che, in seguito alla vittoria su di loro da parte dei romani, si erano sottomesse a Roma in modo volontario tramite una resa a discrezione (deditio). 

\dèdito, agg. Che si dedica con cura costante a qualcuno. ~ devoto. 
 X   agg. devoted, dedicated. 
 @   lat. deditus, p.p. di dedere consegnare. 

\dedizióne, sf. Il dedicarsi completamente a un'attività, a un ideale, a una persona. ~ abnegazione. <> egoismo. 
 X   sf. dedication. 
 @   lat. deditio,-onis. 

\dé-doc, sm. invar. Denominazione antica del comandante delle truppe di una provincia nel Tonchino. 

\dedótto, agg. 1 Derivato. ~ desunto. 2 Sottratto. ~ detratto. 

\deducìbile, agg. Che si può dedurre. ~ detraibile, sottraibile. <> indeducibile, indetraibile. 

\dedùrre, v. tr. 1 Desumere, arguire. ~ capire. <> indurre. 2 Sottrarre. ~ detrarre. <> aggiungere. 
 X   v. tr. 1 (capire) to deduce. 2 (sottrarre) to deduct. 
 @   lat. deducere, comp. da de-+ ducere guidare. 

\deduttìvo, agg. Di deduzione, che si basa su deduzione. 

\deduzióne, sf. 1 Il dedurre e l'effetto. ~ inferenza. <> induzione. 2 Procedimento logico attraverso il quale è possibile dedurre una conclusione partendo da una o più premesse. Nella logica aristotelica è sinonimo di sillogismo. ~ desunzione. 3 Sottrazione. ~ detrazione. 4 Ciò che si deduce. ~ conclusione. 
 X   sf. deduction. 
 @   lat. deductio,-onis. 
In matematica è un procedimento per cui si può ottenere una conclusione da alcune premesse, tramite l'applicazione successiva di regole di trasformazione sintattica.  →  "dimostrazióne".

\dee-jay, sm. invar. Disk-jockey. 

\Deep Purple Gruppo hard rock inglese, operante dagli anni '70 (Deep Purple, 1970, Fireball, 1971) fino a oggi (Live at the Olympia, 1997). 

\deerhound, sm. invar. Cane da corsa inglese appartenente al gruppo dei Levrieri. 

\deetanizzazióne, sf. Separazione, ottenuta per frazionamento e successivo riassorbimento, dell'etano da un prodotto petrolifero. 

\défaillance, sf. invar. Improvvisa debolezza. ~ cedimento. 

\defalcàre, v. tr. Togliere una quantità da un'altra più grande, dedurre. ~ detrarre. <> aggiungere. 
 X   v. tr. to deduct. 

\defalcazióne, sf. Atto ed effetto del defalcare. 

\defàlco, sm. (pl.-chi) Il modo e l'effetto del defalcare. 

\defaticàrsi, v. rifl. Alleviare con opportuni esercizi la sensazione di fatica. 

\defatigànte, agg. Che smaltisce la stanchezza. <> affaticante. 

\defatigàre, v. tr. Smaltire la stanchezza. <> stancare. 

\defatigatòrio, agg. Detto di procedura, eccezione, incidente ecc. volti a prolungare la causa giudiziaria per stancare l'avversario. 

\default, sm. invar. (ingl.) Modalità o valore di un parametro con cui opera automaticamente una macchina o un programma in mancanza di un scelta specifica dell'operatore. il default del programma è la visualizzazione nel font Times di dimensione 12; il valore di default delle variabili è 0; per default i dati sono arrotondati a 3 cifre 

\defecàre, v. v. tr. Purificare un liquido precipitandone le impurezze. 
v. intr. Espellere le feci. ~ evacuare, scaricarsi. 

\defecazióne, sf. 1 Purificazione di un liquido. 2 Espulsione delle feci. 

\defenestràre, v. tr. 1 Buttare dalla finestra. 2 Estromettere qualcuno da una carica o da un impiego. ~ cacciare, licenziare. <> nominare, chiamare, insignire. 

\defenestrazióne, sf. Il defenestrare, l'essere defenestrato. 

\defensionàle, agg. Della difesa. 

\deferènte, agg. 1 Che porta fuori, giù. 2 Che si rimette alla volontà degli altri per rispetto. ~ remissivo. <> arrogante. 3. Ossequioso, pieno di riguardo ~ rispettoso. <> impudente. 
 X   agg. deferential, respectful. 
Circolo deferente 
Con riferimento al sistema tolemaico, è il circolo eccentrico sul quale si muove il centro di un circolo minore (epiciclo), rispetto alla Terra; l'epiciclo viene a sua volta descritto con moto uniforme da un pianeta. In questo modo Tolomeo era in grado di spiegare il moto apparente dei pianeti che, diversamente da Sole e Terra, hanno un movimento in senso retrogrado o diretto rispetto alle stelle. 

\deferènza, sf. L'essere deferente, atteggiamento rispettoso. ~ ossequio, rispetto. <> insolenza. 
 @   deriv. da deferente. 

\deferiménto, sm. Il deferire. 

\deferìre, v. tr. 1 Sottoporre a esame. ~ rimettere. 2 Rinviare. ~ demandare. 
 X   v. tr. 1 (esaminare) to submit. 2 (dir.) to refer. 3 (denunciare) to report. 
 @   lat. deferre, comp. da de-+ ferre portare. 

\defervescènza, sf. Discesa graduale della temperatura che precede la convalescenza, nei malati che hanno malattie acute. 
 @   dal lat. defervescere sbollire. 

\defetàri, sm. pl. In origine denominazione dei registri catastali normanni, ora identifica i registri del catasto in genere. 
 @   dal greco diphthéra pergamena. 

\defettìbile, agg. Che può mancare, venire meno o cadere in colpa. <> indefettibile. 

\defezionàre, v. intr. Abbandonare l'organizzazione per cui si milita. 

\defezióne, sf. Abbandono, rinuncia. ~ ritiro. 
 X   sf. defection, desertion. 
 @   lat. defectio,-onis, deriv. da defectus, p.p. di deficere. 

\Deffand, Marie de Vichy-Champrond marchesa di (Champrond 1697-Parigi 1780) Autrice di un epistolario pubblicato postumo con il titolo Corrispondenza completa (1865). 

\defibrillatóre, sm. Apparecchio usato per arrestare la fibrillazione cardiaca. 

\defibrillazione, sf. Applicazione al cuore di una scarica elettrica in corrente continua allo scopo di depolarizzarne completamente la massa. 

\defibrinazióne, sf. Estrazione, ottenuta mediante sbattitura, dal sangue travasato durante la coagulazione, della fibrina in esso contenuto. 

\deficiènte, agg., sm. e sf. agg. Mancante, lacunoso, difettoso. ~ insufficiente. <> sufficiente. 
agg., sm. e sf. 1 Individuo con limitazioni mentali. ~ ritardato, subnormale. <> normale, sano. 2 Cretino. ~ imbecille. <> intelligente. 
 X   agg. 1 (insufficiente) insufficient. 2 (mancante in) deficient in. sm. e sf. 1 mental defective, mental deficient. 2 (stupido) idiot. 
 @   lat. deficiens,-entis, p.pres. di deficere. 

\deficiènza, sf. 1 Insufficienza, limitatezza. ~ scarsezza. <> sufficienza. 2 Mancanza, difetto. ~ lacuna. <> completezza, sufficienza. 3 Stupidità. ~ inettitudine. <> ingegno. 
 X   sf. shortage, deficiency. 
 @   deriv. da deficiente. 

\dèficit, sm. invar. 1 Eccedenza del passivo sull'attivo. ~ disavanzo, ammanco. <> surplus. 2 Perdita. ~ disavanzo. 3 Insufficienza, deficienza, difetto. ~ carenza. 
 X   sm. invar. deficit. 
Deficit pubblico 
Sproporzione eccessiva tra le uscite e le entrate correnti del settore pubblico, causata da una cattiva gestione del denaro pubblico in concomitanza con una eccessiva tendenza inflazionistica. Viene arginato con l'emissione di titoli del debito pubblico o di carta moneta, con ulteriore aggravio dell'inflazione. Quando il deficit pubblico supera notevolmente e costantemente il prodotto interno lordo (PIL), rappresenta un grave pericolo per la stabilità della moneta nazionale. 
Deficit spending 
Politica di deliberato disavanzo pubblico, operata in fase di recessione; fu teorizzata da J. M. Keynes. Consiste nella sostituzione della domanda privata (carente) con quella pubblica; con tale sistema è possibile fornire nuovo impulso alle attività economiche di una nazione, riducendo drasticamente la disoccupazione. 

\deficitàrio, agg. 1 Che è in passivo, in perdita. 2 Insufficiente. ~ carente. 

\defìggere, v. tr. Staccare. <> affiggere. 

\defilàre, v. v. tr. Sottrarre truppe o mezzi dalla vista del nemico. 
v. rifl. Sottrarsi a un impegno, rendersi irreperibile. ~ imboscarsi. 

\defilàto, agg. Che sta in disparte. ~ appartato. 

\défilé, sm. invar. Sfilata di moda. ~ passerella. 

\definìbile, agg. Che si può definire. ~ determinabile. <> indefinibile. 

\definìre, v. tr. 1 Determinare con le parole la natura e il carattere di qualcosa. ~ precisare. 2 Risolvere una lite. ~ terminare. 3 Determinare segnando dei limiti. ~ delimitare. 
 X   v. tr. 1 to define. 2 (terminare) to settle, to determine. 
 @   lat. definire, comp. da de-+ finire delimitare. 

\definitivaménte, avv. In modo definitivo. 

\definitìvo, agg. 1 Che serve a definire. 2 Che decide in modo conclusivo qualcosa, finale. ~ conclusivo. <> provvisorio. doveva prendere una decisione definitiva questa volta; in definitiva, in conclusione. 3 Che non consente ulteriori ricorsi o sindacazioni. ~ irrevocabile. <> revocabile. atto definitivo
 X   agg. final, definitive. 
 @   lat. definitivus limitato, decisivo. 

\definìto, agg. Determinato, preciso. ~ certo. <> indefinito. 

\definitóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi definisce. 

\definitòrio, agg. Che definisce, che può definire. 

\definizióne, sf. 1 Atto del definire. 2 Insieme delle parole che precisa il significato di un vocabolo. ~ spiegazione, esplicitazione. 3 Decisione. ~ risoluzione, conclusione, composizione, chiarimento. giunsero infine a una definizione della lite. 4 Precisione dei particolari in un'immagine fotografica o televisiva. ~ nitidezza. aveva un obiettivo fotografico ad alta definizione. 5 Delimitazione, demarcazione (di confini). 6 In matematica:   +  
 X   sf. 1 definition. 2 (decisione) settlement. 
 @   lat. definitio,-onis

\defiscalizzazióne, sf. Abolizione della fiscalizzazione. <> fiscalizzazione. 

\deflagrànte, agg. Di sostanza esplosiva che presenta una combustione molto rapida e della combustione stessa. 

\deflagràre, v. intr. 1 Detto degli esplosivi di lancio, bruciare molto rapidamente. ~ esplodere. 2 Manifestarsi all'improvviso e violentemente. ~ scoppiare. 

\deflagrazióne, sf. 1 Esplosione progressiva. ~ scoppio. 2 Manifestazione improvvisa e violenta di un conflitto. 
 X   sf. deflagration. 
 @   lat. deflagratio,-onis. 

\deflazionàre, v. tr. Indurre alla deflazione. 

\deflazióne, sf. Riduzione della carta moneta in circolazione. 

\deflazionìstico, agg. (pl. m.-ci) Proprio della deflazione. 
 X   agg. deflationary. 

\deflessióne, sf. Il deflettere. 

\deflèttere, v. intr. 1 Deviare dalla direzione prefissa, cambiare strada. 2 Recedere da un'opinione. ~ rinunciare. 

\deflettometrìa, sf. Studio e tecnica della deflessione delle radiazioni elettromagnetiche in materiali aventi indici di rifrazione diversi. 

\deflettóre, sm. 1 Elemento meccanico o mobile che serve a orientare i flussi di liquidi o gas. 2 Vetro orientabile del finestrino anteriore di un'automobile. 
 X   sm. quarter light, quarter vent. 

\defloràre, v. tr. Privare della verginità. ~ sverginare. 

\deflorazióne, sf. L'atto del deflorare, l'essere deflorata. 

\defluìre, v. intr. 1 Scorrere verso il basso (detto di fluidi). ~ scendere. <> affluire. 2 Muoversi verso l'esterno. ~ uscire. <> entrare. 
 X   v. intr. to flow. 

\deflùsso, sm. 1 Il defluire. 2 Uscire come una corrente. 3 Volume d'acqua che passa attraverso una sezione di un canale o di un fiume in un tempo determinato. ~ flusso. 
 X   sm. ebb. 
 @   lat. defluxus,-us, deriv. da defluere scorrere via. 

\Defoe, Daniel (Londra 1660-Moorfields 1731) Scrittore inglese. Per nascita e istruzione Defoe fu estraneo alla sfera di gusto raffinato e di cultura classica che dominava la letteratura inglese del suo tempo. Di religione presbiteriana, egli apparteneva al ceto anticonformista del commercio che iniziò ad avere importanza politica verso la fine del secolo. Messosi in affari, si trovò in bancarotta nel 1692. Fu la prima di numerose crisi finanziarie. Si guadagnò la notorietà con i suoi libelli politici e satirici. Per uno di essi, La via più breve con i dissenzienti, fu condannato e imprigionato tre volte. Politicamente si schierò prima con i whig (1700), poi con i tory per seguire il politico R. Harley suo protettore (1710), poi di nuovo con i whig (1714). Fondò The Review (1704), la cui rubrica Scandal Club fu il primo esempio di cronaca giornalistica mondana. A circa sessant'anni lasciò progressivamente l'impegno politico e iniziò una nuova carriera come scrittore.  →  Robinson Crusoe (pubblicato nel 1719) è il primo di una serie di racconti di avventure che hanno reso famoso Defoe anche se suscitano alcune perplessità tra i lettori colti. Le sue narrazioni sono caratterizzate da uno stile vivace e immediato e dalla capacità di osservazione della società e degli esseri umani isolati. Nei suoi protagonisti c'è un po' della vitalità, dell'umanità e talvolta dell'ingegnosità dell'autore. 
Altre opere furono Ulteriori avventure di R. Crusoe (1719), Il capitano Singleton (1720),  →  Moll Flanders (1722) e Lady Roxana (1724). Numerosi anche i saggi (Saggio sui progetti, 1697); scritti polemici e satirici (Il vero inglese, 1701; La via più breve con i dissenzienti, 1702) e narrazioni di viaggio (Giro attraverso tutta l'isola di Gran Bretagna, 1724; Nuovo viaggio intorno al mondo). 

\defogliànte, o defoliànte, agg. e sm. Detto di composto chimico che, versato sulle piante, provoca la caduta delle foglie. 

\deforestàre, v. tr. Tagliare un bosco. ~ diboscare. 

\deforestazióne, sf. Diboscamento. 

\deformàbile, agg. Che si può deformare. ~ sformabile. <> indeformabile. 

\deformànte, agg. Che deforma. ~ deturpante. 

\deformàre, v. v. tr. 1 Rendere deforme; deturpare. ~ sformare. <> abbellire. aveva una grossa cicatrice che gli deformava il viso. 2 Alterare, svisare. ~ falsare. in quelle condizioni era portato a deformare la realtà
v. intr. pron. 1 Perdere forma. gli stivali si deformano con l'umidità. 2 Mutare nei contorni. 
 X   v. tr. 1 to deform. 2 (alterare) to put out of shape. 3 (fig.) to distort. v. intr. pron. to lose its shape. 
 @   lat. deformare, comp. da de-+ deriv. da forma aspetto. 

\deformazióne, sf. 1 Il deformare, il deformarsi, l'effetto e la parte deformata. ~ ammaccatura. aveva una deformazione alla gamba sinistra. 2 Alterazione di una forma. 3 Travisamento. la deformazione della verità è la sua attività preferita
 X   sf. deformation. 
 @   lat. deformatio,-onis

\defórme, agg. Che si allontana dalla sua forma naturale o normale. ~ malformato. <> normale, sano. 
 X   agg. 1 deformed. 2 (sfigurato) disfigured. 

\deformità, sf. L'essere deforme. ~ deformazione. <> regolarità. 
 X   sf. deformity. 

\defosforazióne, sf. Operazione di eliminazione del fosforo da ghisa o acciaio. 

\defraudàre, v. tr. Togliere con la frode; non dare ciò che spetta. ~ frodare. 
 X   v. tr. to defraud. 

\defraudatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che o chi defrauda. 

\defraudazióne, sf. Atto ed effetto del defraudare. 

\defùngere, v. intr. Morire. ~ crepare. 

\defùnto, agg. e sm. Di ottenere da concetti generali, R: vivente. 
 X   agg. late, dead. sm. dead person, deceased. 

\Degas, Edgar Hilaire Germain (Parigi 1834-Saint Valéry-sur-Somme, 1917) Pittore e scultore francese. Nato nell'agiata famiglia di un banchiere, venne principalmente educato dal padre, che lo indirizzò verso i classici. A diciotto anni abbandonò gli studi giuridici per dedicarsi al disegno. Aderì all'impressionismo, grazie all'amicizia con É. Manet e la frequentazione del Café Guerbois, con l'intento di trasmettere l'importanza dell'espressività del disegno rispetto all'insieme dei colori. I suoi soggetti preferiti furono le ballerine, i nudi femminili, le corse ippiche. Partecipò alla prima mostra degli impressionisti nel 1874. Tra le sue opere più importanti, Ballerine alla sbarra, Fantini davanti alle tribune (1869-1872, Parigi, Musée d'Orsay), L'ufficio dei cotoni a New Orleans (1873, Pau, museo), La scuola di danza (1874, Parigi, Louvre), L'assenzio (1876, Parigi, Musée d'Orsay), Caffè concerto, La prova (1877, Glasgow, Art Gallery). 

\degasolinàggio, sm. Operazione di eliminazione dal gas naturale degli idrocarburi che si liquefano facilmente. 

\degassàggio, sm. (pl.-gi) 1 In chimica indica la rapida apertura dello stampo di oggetti di materia plastica che viene eseguita all'inizio della fase di indurimento. 2 In petrolchimica, estrazione degli idrocarburi gassosi da petrolio grezzo, benzine ecc. al fine di ridurre la pressione del vapore. 

\degassaménto, sm. 1 Estrazione dei gas disciolti in un liquido ottenuta mediante assorbimento da parte di una superficie o di un solido. 2 In metallurgia è l'eliminazione del gas presente in un pezzo solido o in un metallo fuso prima della colata. 

\degassatóre, sm. 1 Apparecchio atto a indicare la presenza di idrocarburi gassosi in detriti di perforazione o fanghi. 2 Apparecchio per estrarre i gas disciolti in un liquido. Viene usato specialmente nelle caldaie. 

\degeneràre, v. intr. 1 Cambiare in qualcosa di peggiore; pervertirsi, deteriorarsi. ~ degradare. 2 Di malattia che si complica diventando pericolosa. ~ peggiorare. <> migliorare. il cancro fa degenerare i tessuti. 3 Passare i limiti. la discussione degenerò rapidamente, sfiorando la rissa. 4 Trasformarsi. l'indulgenza può degenerare in debolezza 
 X   v. intr. to degenerate. 
 @   lat. degenerare, comp. da de-+ deriv. da genus,-eris stirpe. 

\degeneràto, agg. e sm. Di persona il cui comportamento degenera; vizioso, corrotto. ~ depravato. <> retto. 

\degenerazióne, sf. 1 Degradazione, decadenza. ~ decadimento. 2 Modificazione, alterazione. ~ corruzione. 
 @   lat. tardo degeneratio,-onis. 

\degènere, agg. 1 Che ha perduto le qualità originarie. ~ degenerato. 2 Corrotto, pervertito. ~ indegno. 
 X   agg. degenerate. 

\degènte, sm. Di persona che giace ammalata in ospedale. ~ paziente. <> dimesso, guarito. 
 X   sm. 1 (ricoverato) in-patient. 2 (persona) bedridden. 
 @   lat. degens,-entis, p.pres. di degere trascorrere. 

\degènza, sf. Periodo di permanenza di un malato in letto o di ricovero in ospedale. ~ ricovero. 
 @   deriv. da degente. 

\degerminàre, v. tr. 1 Rimuovere i germogli dalle patate che sono conservate al buio. 2 Togliere il germoglio dall'orzo che servirà per preparare il malto utilizzato per fabbricare la birra. 

\deglabrazióne, sf. Caduta di peli e capelli tale da rendere glabra la parte del corpo interessata. 

\deglaciazióne, sf. 1 Ritiro dei ghiacciai. 2 Fase tra due glaciazioni. 

\dégli, prep. art. m. pl. Composta da di e gli. 

\Degli eroici furori Opera di filosofia di G. Bruno (1585). 

\Dégli Espòsti, Pièra (Bologna 1939-) Attrice cinematografica e teatrale. Interpretò Storia di Piera (1983). 

\deglutinàre, v. tr. Eseguire una deglutinazione. 

\deglutinazióne, sf. Fenomeno del linguaggio popolare che consiste nell'eliminazione di una parte iniziale e variabile di una parola perché scambiata per un articolo o simile. 

\deglutìre, v. tr. Far passare gli alimenti dalla bocca all'esofago. ~ inghiottire. <> rigettare. 
 X   v. tr. to swallow. 

\deglutizióne, sf. Il deglutire. 

\degnàre, v. v. tr. Giudicare degno. <> disdegnare. 
v. intr. pron. Accondiscendere a fare qualcosa. ~ consentire. <> negare. 
 X   v. tr. e intr. pron. to condescend, to deign. 
 @   lat. dignare (-ari), deriv. da dignus. 

\degnazióne, sf. Il degnare e il degnarsi. ~ condiscendenza, sufficienza. 

\dégno, agg. 1 Che merita qualcosa. ~ meritevole. <> immeritevole. 2 Stimabile, onesto. ~ retto. <> screditato. 3 Idoneo, adeguato. ~ adatto. <> indegno. 
 X   agg. 1 dignified. 2 (onesto) trustworthy. 3 (idoneo) to deserve. 4 (lodevole) praiseworthy. 
 @   lat. dignus. 

\Dègo Comune in provincia di Savona (1.938 ab., CAP 17010, TEL. 019). 

\degradàbile, agg. Che può subire una degradazione. 

\degradànte, agg. Che degrada. 

\degradàre, v. v. tr. 1 Privare del rango per indegnità. ~ declassare. <> promuovere. 2 Umiliare, avvilire. ~ mortificare. è una situazione che degrada l'animo. 3 Svilire. ~ abbassare. <> nobilitare. 4 Erodere. gli agenti atmosferici degradarono nel tempo quelle formazioni rocciose
v. intr. Digradare. ~ scendere. 
v. intr. pron. Subire un degrado. ~ deteriorarsi. i campi coltivati si degradano rapidamente se viene a mancare l'acqua
v. rifl. Abbrutirsi, svilirsi. ~ umiliarsi. 
 X   v. tr. 1 to degrade, to abase. 2 (mil.) to demote. v. intr. pron. to deteriorate. v. rifl. to demean oneself. 
 @   lat. degradare, comp. da de-+ deriv. da gradus scalino. 

\degradazióne, sf. 1 Il degradare. ~ degrado. 2 Abbrutimento morale. ~ abiezione. 3 Abbassamento. 4 Demolizione delle rocce a opera di agenti atmosferici. 

\degràdo, sm. Deterioramento, riferito in special modo a fattori ecologici, urbanistici, sociali e simili. ~ degradazione. 
 X   sm. decay, deterioration. 
 @   deriv. da degradare. 

\degù, sm. invar. Nome volgare dell'Octodon degus, un mammifero roditore della famiglia degli Octodontidi, diffuso soprattutto nell'America meridionale. 

\degustàre, v. tr. Assaggiare qualcosa per riconoscerne le qualità o assaggiarne il sapore. ~ assaporare. 
 X   v. tr. to taste. 

\degustatóre, sm. (f.-trìce) Chi assaggia i cibi per professione. 

\degustazióne, sf. 1 Il degustare. ~ assaggio. 2 Pubblico esercizio con mescita di bevande alcoliche, specialmente vino. ~ enoteca. 
 X   sf. tasting, sampling. 
 @   lat. tardo degustatio,-onis. 

\dèh, inter. Esclamazione che esprime desiderio, preghiera, meraviglia, esortazione ecc. 

\Dehiwala-Mount Lavinia Città (196.000 ab.) dello Sri Lanka, nella Provincia Occidentale. 

\Dehn, Max (Amburgo 1878-Black Mountain, North Carolina 1952) Matematico tedesco. Studiò con D. Hilbert e fu docente a Francoforte fino al 1935. Nel 1936 riparò negli Stati Uniti d'America. Noto per gli studi di topologia (teoria dei nodi). 

\Dehra Dun Città (211.000 ab.) dell'India, nello stato dell'Uttar Pradesh. Capoluogo del distretto omonimo. 

\déi, prep. art. m. pl. Composta da di e i. 

\Dei delitti e delle pene Saggio filosofico di C. Beccaria (1764). L'opera è uno dei trattati di giustizia penale che hanno avuto più influenza. L'autore sostenne che la pena non deve essere superiore a quella sufficiente per il mantenimento dell'ordine pubblico. Per questo motivo, rifiutò le forme barbariche di violenza e di vendetta gestite dallo stato, come la pena capitale e la tortura, e propose l'irrogazione di pene socialmente utili. Le idee di Beccaria vennero riprese dal riformatore inglese Jeremy Bentham e influenzarono le leggi penali di numerosi paesi europei. 

\Dei doveri dell'uomo Opera moralista di G. Mazzini (1861). 

\Dei gratia, loc. avv. Locuzione latina che significa "per grazia di Dio". 

\Dei hanno sete, Gli Romanzo storico di A. France (1912). 

\Dei sepolcri Poemetto di U. Foscolo (1807). Opera poetica (chiamato carme dall'autore) composta di 295 endecasillabi sciolti, nata da un'interpretazione negativa dell'editto napoleonico di Saint-Cloud (emanato nel 1804, esteso all'Italia nel 1806) che imponeva la sepoltura fuori delle mura cittadine. Il poeta sostiene che i monumenti non servono tanto ai morti (All'ombra dei cipressi e dentro l'urne / confortate di pianto è forse il sonno / della morte men duro?), ma sono un invito per i vivi (A egregie cose il forte animo accendono / l'urne dei forti) come insegna il culto dei morti delle antiche civiltà (Dal dì che nozze, tribunali ed are / diero alle umane belve esser pietose / di se stesse e d'altrui). Il carme si conclude con l'esaltazione della poesia (... l'armonia / vince di mille secoli il silenzio) che conserva la memoria degli eroi, ripianando le ingiustizie che possano aver sofferto in vita e rendendo onore sia ai vincitori che ai vinti (E tu onore di pianti, Ettore, avrai / ove fia santo e lagrimato il sangue / per la patria versato, e finché il Sole / risplenderà sulle sciagure umane). Composizione unitaria ed equilibrata nella quale si fondono in armonia ispirazioni romantiche, patriottiche e letterarie, è il lavoro poetico più importante dell'autore. 

\Deianìra Personaggio mitologico, moglie di Eracle, ne causò involontariamente la morte facendogli indossare una veste imbevuta del sangue avvelenato del centauro Nesso, che lei riteneva essere un filtro d'amore. Per questo si suicidò. 

\deicìda, agg. e sm. 1 Che, chi uccide Dio. 2 Che, chi ha ucciso Gesù. 

\Deidamìa Personaggio mitologico, figlia di Licomede, re di Sciro. Dall'amore con Achille, nacque Neottolemo. 

\deidr(o)- Prefisso di termini chimici che serve a indicare l'eliminazione di atomi di idrogeno da un composto chimico. 

\deidràsi, sf. invar. Gruppo di Enzimi che catalizzano l'addizione o il distacco di una molecola d'acqua da altre molecole, organiche o inorganiche. 

\deidratàre, v. tr. Disidratare. <> idratare. 

\deidratazióne, sf. Disidratazione. <> idratazione. 

\deidrocolesteròlo (7-), sm. Precursore della vitamina D2

\deidrocorticosteróne, sm. Ormone secreto dalla corteccia surrenale dotato di attività corticomimetica. 

\deidrogenàre, v. tr. Eliminare da un composto l'idrogeno che vi è presente. 

\deidrogenàsi, sm. Classe di enzimi che intervengono nei processi biologici di ossiriduzione. Hanno un ruolo essenziale negli scambi respiratori della cellula e nei meccanismi di produzione di energia. 

\deidrogenazióne, sf. Azione del deidrogenare. Consente di ottenere sostanze di base dell'industria chimica. È presente anche negli esseri viventi. 

\deiezióne, sf. 1 Deposito di materiale trasportato dalle acque o dal vento nei punti in cui la forza di trascinamento diminuisce. deiezioni fluviali. 2 Attività di un vulcano. 3 Scarica del ventre. 
 @   lat. deiectio,-onis, deriv. da deiectus, p.p. di deicere buttare giù. 

\deificàre, v. tr. Divinizzare. ~ mitizzare. 

\Deimos Satellite più distante (23.500 km) e più piccolo (raggio di 7,5 km) del pianeta Marte; venne scoperto nel 1877 da A. Hall. Il suo periodo orbitale è di 1,26 giorni. 

\deindustrializzazióne, sf. Tendenza di un sistema economico a ridurre l'attività industriale. <> industrializzazione. 

\deinos, sm. invar. Vaso greco risalente ai secc. VII e V a. C. di forma rotonda e privo di piedi e di anse. 

\deionizzàre, v. tr. 1 Rimuovere gli ioni presenti in un mezzo. 2 Eliminare gli ioni presenti nell'acqua utilizzando una resina scambiatrice di ioni. 

\deionizzazióne, sf. Eliminazione degli ioni che si originano tra i due elettrodi di un interruttore a corrente alternata per semplificare l'estinzione dell'arco elettrico che si genera all'apertura del circuito e per impedire un nuovo innesco. 

\deiopèia, sf. Genere di Insetti Lepidotteri Eteroneuri della famiglia degli Arctidi, costituito da farfalle dalle ali bianche con numerose macchie di colore arancione e nero. 

\Deiòtaro I (115?-40 a. C.) Tetrarca dei galati e alleato dei romani. Nel 63 Pompeo lo incoronò re e in cambio egli lo appoggiò nelle guerre civili. Nel 45 cadde in disgrazia presso Cesare, ma fu difeso da Cicerone. 

\Dèir-ez-Zor Città (93.000 ab.) della Siria, sul fiume Eufrate. Capoluogo del distretto omonimo. 

\deiscènte, agg. Di frutto che ha la proprietà della deiscenza. <> indeiscente. 

\deiscènza, sf. Proprietà di un frutto di aprirsi spontaneamente per lasciare uscire il seme. <> indeiscenza. 

\deìsmo, sm. Concezione filosofica che ammette solo l'esistenza di un Dio come causa del mondo e una forma di religione fondata sulla ragione, negando la rivelazione, i dogmi e il culto. Per i deisti, infatti, bisogna distinguere fra religione naturale, fondata sulla ragione, e religioni storiche, non prive di errori e di particolari assurdi. Numerosi deisti sottoposero i testi sacri a una critica rigorosa, che mise in evidenza sia la difficoltà di pervenire a un'interpretazione sicura sia le contraddizioni o le assurdità, come per esempio i miracoli. Nato in Inghilterra e poi diffusosi in Francia e Germania, il deismo combatté ogni settarismo, in nome della ragione, a favore di una religione comune a tutti gli uomini. I maggiori esponenti furono J. Locke (La ragionevolezza del cristianesimo, 1695), M. Tindal (Cristianesimo antico come la creazione, 1730), D. Hume (Storia naturale della religione, 1755, e Dialoghi sulla religione naturale, 1779), Voltaire (Lettere inglesi, 1734; Trattato sulla tolleranza, 1763 e Il dizionario filosofico, 1764), G. E. Lessing (Sulla realtà delle cose fuori di Dio, 1760-1765) e C. Wolff (Pensieri razionali). 

\deìsta, sm. (pl.-i) Fautore del deismo. 

\deità, sf. invar. 1 Natura, essenza divina. 2 L'essere divino. ~ dio. 

\deìttico, agg. e sm. (pl. m.-ci) Elemento linguistico che attribuisce alla frase una specifica connotazione di spazio e di tempo. 

\Dèiva Marìna Comune in provincia di La Spezia (1.546 ab., CAP 19013, TEL. 0187). 

\dél, prep. art. m. sing. Composta da di e il. 

\Del Bòn, Àngelo (Milano 1898-Desio, Milano 1952) Pittore italiano. Autore di numerosi paesaggi e nature morte, tra il 1929 e il 1935 aderì all'antinovecentismo lombardo e piemontese. Le sue opere sono esposte alla Galleria d'arte moderna di Milano. 

\Dél Buòno, Orèste (Isola d'Elba 1923-Roma 2003) Giornalista e scrittore. Tra le opere I peggiori anni della nostra vita (1971), Amori miei (1985), I grandi ladri (1992) e Amici, amici degli amici, maestri... (1994). 

\Dél Càiro, Francésco (Santo Stefano in Brivio, Varese 1607-Milano 1665) Pittore. Tra le opere Il ritrovamento di Mosè (1645, Torino, Galleria Sabauda). 

\Del Cónte, Ròsa (Voghera 1907-) Saggista. Docente di lingua e letteratura romena presso le università di Milano (1949) e di Roma (1967-1982). Ha avuto il pregio di divulgare la letteratura e la cultura romena con originali studi e traduzioni degli autori romeni T. Arghezi, L. Blaga, Eminescu e A. E. Bakonski. Tra le traduzioni Mastro Manole di L. Blaga (1974) e Il borgo di cristallo di T. Arghezi (1983). Tra gli studi critici e gli approfondimenti La lirica di L. Blaga (1971), Mihai Eminescu o dell'Assoluto (1962), Eminescu, poeta metafisico (1982) e Invito alla lettura di Arghezi (1967). 

\Dél Dùca, Jàcopo (Cefalù ca. 1520-Messina ca. 1601) Scultore. Tra le opere Tomba di Elena Savelli (1570, Roma, San Giovanni in Laterano). 

\Dél Giùdice, Danièle (Roma 1949-) Romanziere. Tra le opere Lo stadio di Wimbledon (1983) e Atlante occidentale (1985). 

\Dél Giùdice, Vincènzo (Trani 1884-Roma 1970) Giurista. Esperto di diritto ecclesiastico. Tra le opere, La separazione della chiesa dallo stato come concetto giuridico (1913) e Manuale di diritto ecclesiastico (1962). 

\Del modo di trattare i popoli della Valdichiana ribellati Opera di politica di N. Machiavelli (1503). 

\Del modo tenuto dal duca Valentino nello ammazzare Vitellozzo Vitelli Opera di politica di N. Machiavelli (1503). 

\Del non essere e della natura Opera di filosofia di Gorgia di Lentini (IV sec. a. C.). 

\Dél Pòggio, Càrla (Napoli 1925-) Attrice cinematografica. Interpretò Caccia tragica (1948) e Luci del varietà (1951). 

\Del primato morale e civile degli italiani Opera di politica di V. Gioberti (1843). 

\Del Rio, Dolores (Durango 1905-Newport Beach 1983) Attrice cinematografica messicana. Interpretò Ramona (1928) e La vergine indiana (1946). 

\Del romanzo e in genere dei componimenti misti di storia e invenzione Opera di critica letteraria di A. Manzoni (1845). 

\Del Vaux, Laurent (Gand 1696-Nivelles 1778) Scultore olandese. Amante del classicismo francese che traspose nelle sue opere, lavorò all'abbazia di Westminster e al pulpito della chiesa di Nivelles. 

\delabializzazióne, sf. Articolazione di un fonema con arrotondamento minore delle labbra. 

\Delacroix, Eugène (Charenton-Saint-Maurice 1798-Parigi 1863) Pittore francese, uno dei più importanti esponenti della scuola romantica di Francia. Tutto il suo cammino artistico è commentato nel Journal. Tra le altre opere, La morte di Sardanapalo, La libertà che guida il popolo e Donne di Algeri, esposte al Louvre di Parigi. 

\delanàggio, sm. Asportazione della lana dalle pelli ovine ottenute dallo scuoiamento dell'animale abbattuto, eseguita per utilizzare in modo separato la lana e il cuoio. 

\Deland, Margaret Wade (Allegheny, Pennsylvania 1857-Boston, Massachusset 1945) Scrittrice americana. Nelle sue opere (John Ward, Preacher, 1888; Sydney, 1890; Filippo e sua moglie, 1894)traspose i temi tipici della vita provinciale americana, legati a esperienze autobiografiche. 

\delatìvo, agg. Caso proprio di alcune lingue ugrofinniche. Indica un movimento di discesa da. 

\delatóre, sm. (f.-trìce) Spia. ~ confidente. 
 X   sm. 1 police informer. 2 (dir.) delator. 
 @   lat. delator,-oris. 

\Delaunay Terk, Sonia (Ucraina 1885-Parigi 1979) Pittrice russa. Tra le opere Prisma solare simultaneo n. 31 (1914, Parigi, Collezione Delaunay). 

\Delaunay, Robert (Parigi 1885-Montpellier 1941) Pittore francese. Tra le opere Paesaggio con disco (1906-1907, Parigi, Musée National d'Art Moderne), Città di Parigi (1911-1912, Parigi, Musée National d'Art Moderne) e Una finestra (1912, Parigi, Musée National d'Art Moderne). 

\Delaware Stato (658.000 ab., 5.295 km2) degli USA nordorientali, che si affaccia sull'oceano Atlantico. Confina con gli Stati più importanti dell'est (Maryland, Pennsylvania), con l'oceano e la baia omonima. Per il territorio molto pianeggiante e il clima umido, molto sviluppate sono le colture di cereali (mais e frumento), di frutta e ortaggi. Praticato anche l'allevamento (pollami e bovini) e la miticultura. Sono presenti industrie chimiche, tessili, meccaniche, cantieristiche. Delle vicende storiche rimane qualche edificio, come la Old Swedes Church di Wilmington. Fu una delle tredici colonie che fondarono gli USA. La capitale è Dover. 
Delaware 
Fiume (435 km) degli USA. Nasce nello stato di New York e sfocia nella baia omonima. 

\delazióne, sf. Accusa segreta. ~ denuncia. 
 X   sf. information, delation. 

\Delbrück, Max (Berlino 1906-Pasadena 1981) Fisico e biologo statunitense di origine tedesca. Compì studi approfonditi sulla genetica virale e batterica. Insieme a A. Hershey e S. Luria, nel 1969 fu insignito del premio Nobel per la medicina. 

\Delcassé, Theophile (Pamiers 1852-Nizza 1923) Politico francese. Ministro degli esteri dal 1898 al 1905, promosse l'intesa cordiale con la Gran Bretagna. 

\delèbile, agg. Che si può cancellare. ~ cancellabile. <> indelebile. 

\Delèbio Comune in provincia di Sondrio (2.755 ab., CAP 23014, TEL. 0342). 

\Delèdda, Gràzia (Nuoro 1871-Roma 1936) I pregiudizi e le remore di un ambiente familiare chiuso fecero sì che, nonostante l'ottimo profitto, la Deledda lasciasse l'educazione scolastica subito dopo la scuola elementare. Scrittrice autodidatta e lettrice disorganica ma di straordinaria assiduità, scrisse molti romanzi e racconti impregnati di suggestioni veriste, decadenti e dannunziane. Nel 1900 si trasferì a Roma, dopo aver sposato un impiegato del ministero delle finanze conosciuto a Cagliari. La sua vastissima produzione ottenne un grande successo di pubblico sia in Italia che fuori. Nel 1926 le fu assegnato il premio Nobel per la letteratura, prima scrittrice italiana a ricevere questo alto riconoscimento. Tra le oltre cinquanta opere pubblicate, si ricordano Elias Portolu (1903), Cenere (1904), L'edera (1906), Colombi e sparvieri (1912), Canne al vento (1913), Marianna Sirca (1915), La madre (1920), Il segreto dell'uomo solitario (1921), Cosima (postumo, 1937). La Deledda ha saputo registrare con straordinaria lucidità drammi che non sono solo quelli dell'isola nativa, ma dell'uomo in cerca di libertà e di affermazione. 

\dèlega, sf. 1 Il delegare. 2 Procura con cui si affida un incarico ad altri. ~ incarico. 
 X   sf. (procura) proxy. 

\delegànte, agg. sm. e sf. Che, chi delega. 

\delegàre, v. tr. 1 Autorizzare qualcuno a compiere un atto in propria vece. ~ demandare. 2 Affidare ad altri l'esecuzione di funzioni che di solito sono di propria competenza. ~ incaricare. 
 X   v. tr. to delegate. 

\delegàto, agg. e sm. Che, chi è deputato da altri a svolgere determinate funzioni o a compiere certi atti. ~ inviato. <> delegante. 
rappresentante delegato, delegato apostolico, inviato dal papa in una regione per tutelare gli interessi religiosi. 
 X   sm. delegate, representative. 

\delegazióne, sf. 1 Il delegare. 2 Circoscrizione territoriale e sede in cui un delegato esplica le proprie funzioni. ~ collegio. 3 Commissione di più delegati a cui è stato affidato un incarico di rappresentanza. ~ gruppo. 
 X   sf. delegation. 
 @   lat. delegatio,-onis. 

\delegittimàre, v. tr. Privare di legittimità determinati organi o poteri. <> legittimare. 
 X   v. tr. to delegitimize. 

\delegittimazióne, sf. Il delegittimare, l'essere delegittimato. 

\delenda Carthago, loc. avv. Locuzione latina che significa "bisogna distruggere Cartagine". Deriva dalla frase "Ceterum censeo Carthaginem esse delendam", ossia "Del resto io ritengo che Cartagine debba essere distrutta", con la quale Catone il Vecchio concludeva tutti i suoi discorsi. 

\deletèrio, agg. Che porta grave danno, rovina fisica o morale. ~ dannoso. <> benefico. 
 X   agg. 1 damaging. 2 (salute) harmful. 

\Deleuze, Gilles (Parigi 1925-1995) Critico letterario. Tra le opere Marcel Proust e i segni (1964), Foucault (1986) e Nietzsche e la filosofia (1992, in collaborazione con Guattari). 

\delezióne, sf. Perdita di un frammento di un cromosoma. Può essere comunque compatibile con la vita, ma solo se il frammento è piccolo oppure se la perdita di verifica allo stato eterozigote. 

\Dèlfi Antica città della Grecia (Focide), divenne famosa per la presenza dell'oracolo (VIII sec.), dedicato a Gea e ad Apollo. Subì moltissime dominazioni, saccheggi e distruzioni; anche i romani ne sottrassero le ricchezze, fino a quando il tempio non fu chiuso da Teodosio con l'avvento del cristianesimo. I recenti scavi compiuti dai francesi hanno riportato alla luce i resti del tempio di Apollo, i tesori di molte città, il teatro, lo stadio e il tempio di Atena Pronaia. 

\dèlfico, agg. (pl. m.-i) 1 Di Delfi, antica città della Grecia. 2 Profetico. 

\Delfinàto Regione storica della Francia sudorientale, compresa tra le Alpi e il fiume Rodano. È formato dai dipartimenti dell'Isère, della Drômee e delle Hautes Alpes. È diviso in due zone, una settentrionale poco abitata e una meridionale, costituita da un altopiano coltivato a cereali, foraggi e alberi da frutta. Fu abitato in origine dai galli, prima di venire annesso alla Gallia romana. Divenne regione autonoma nell'XI sec. Le città più importanti sono Grenoble, Valence e Vienne. 

\Delfìni, Antònio (Modena 1908-1963) Scrittore. Tra le opere Il ricordo della Basca (1938). 

\Delfìnidi Famiglia di Mammiferi Cetacei del sottordine degli Odontoceti comprendente numerose specie carnivore munite di mascelle con denti di forma conica tutti uguali tra di loro. 

\delfinièra, sf. 1 Fiocina con alette snodate che serve per catturare i delfini. 2 Rinforzo che viene fatto nella parte del sacco della rete tartana che striscia sul fondo utilizzando reti speciali. 

\Delfìno Piccola costellazione a nord-est dell'Aquila; si trova nell'emisfero celeste boreale ed è osservabile nelle notti estive. 

\delfìno, sm. 1 Mammifero cetaceo marino 2 Stile di nuoto che cerca di simulare l'andatura del delfino, incarnando il corpo con un movimento ritmico e simultaneo di braccia e gambe. 3 Titolo dato al primogenito dei re di Francia. 4 Chi è considerato il probabile successore di un personaggio in una carica importante. 
 X   sm. 1 dolphin. 2 (primogenito) dauphin. 3 (successore) probable successor. 
Cetaceo odontoceto (Delphinus delphis), con corpo allungato e di colore nero verdastro sul dorso, bianco sul ventre. Ha un muso appuntito e pinna dorsale triangolare; vive in mari aperti, in branchi, nutrendosi di pesci e molluschi.   +  

\Delfìno, Giusèppe (Torino 1921-) Schermidore. Campione italiano individuale di spada nel 1959, 1960, 1962, 1963 e campione olimpionico a Roma (1960); campione olimpionico a squadre a Helsinki (1952), Melbourne (1956) e Roma (1960) e campione del mondo a squadre nel 1950, 1953, 1954, 1957, 1958. 

\delgrp In informatica è il nome di un comando del sistema operativo UNIX che permette al superuser di eliminare un gruppo di utenti dal sistema. 

\Delhi Città dell'India (6.000.000 ab.) nel Punjab, sulla riva sinistra del fiume Yamuna. È divisa in due parti, una antica e una moderna, con funzioni amministrative, detta Nuova Delhi. La ricchezza proviene dall'agricoltura (cereali e cotone), dall'artigianato (ricami e lavorazione dell'oro e argento), da poche industrie alimentari, chimiche e tessili. Fu fondata attorno all'anno 1000 da musulmani turchi che ne fecero la capitale di un impero islamico. Venne conquistata nel 1206 dai mamelucchi; nel 1398 da Tamerlano, prima di iniziare una vertiginosa decadenza, interrotta con Moghul che la fece centro dell'impero con il nome di Shahjahanabad. Nel XIX sec. divenne capitale delle Indie britanniche fino al 1974 quando ottenne l'indipendenza. Sono pochi i resti dell'epoca indù, mentre più numerosi sono quelli moghul, ossia la tomba di Humayun, la Grande Moschea, il Forte Rosso. 

\Dèlia Comune in provincia di Caltanissetta (4.537 ab., CAP 93010, TEL. 0922). 

\Delianuòva Comune in provincia di Reggio Calabria (3.718 ab., CAP 89012, TEL. 0966). 

\delibàre, v. tr. 1 Prendere un piccolo assaggio di cibo o di bevanda assaporandolo con gusto. ~ degustare. 2 Trattare una questione superficialmente. 3 Riconoscere efficace una sentenza pronunciata da un tribunale straniero. 

\delibazióne, sf. Procedimento con il quale la corte d'appello dichiara, con sentenza, l'efficacia di una sentenza straniera in Italia. La sentenza non deve essere contraria a sentenze pronunciate in Italia. 

\delìbera, sf. 1 Ponderata decisione presa da persona o da organismo competente. ~ deliberazione. 2 Fermo proposito, decisione. ~ intenzione. 
 @   deriv. da deliberare. 

\deliberànte, agg. Che delibera, atto a deliberare. 

\deliberàre, v. v. tr. 1 Decidere, stabilire (di organismi collegiali e simili). ~ decretare. attendevano che il consiglio deliberasse la questione. 2 Aggiudicare, nelle aste pubbliche. il quadro fu deliberato con un'offerta relativamente bassa rispetto al valore
v. intr. Prendere una decisione che ha valore esecutivo, stabilire. ~ disporre. 
 X   v. tr. to come to a decision on, to deliberate on. v. intr. to decide. 
 @   lat. deliberare, comp. da de-+ deriv. da libra bilancia. 

\deliberataménte, avv. Di proposito. ~ volontariamente. 

\deliberatìvo, agg. Che vale a deliberare. 

\deliberàto, agg. e sm. agg. Voluto, volontario. ~ intenzionale. <> involontario. 
sm. Deliberazione. ~ decisione. 
 X   agg. intentional, deliberate. 

\deliberazióne, sf. Il deliberare e l'effetto. ~ provvedimento. 
 @   lat. deliberatio,-onis. 

\delicatézza, sf. 1 L'essere delicato. <> indelicatezza. aveva una delicatezza della pelle molto piacevole. 2 Azione di un animo delicato; finezza. ~ gentilezza. <> sgarbatezza. 3 Fragilità, deteriorabilità. ~ gracilità. <> solidità. 4 Attenzione. ~ prudenza. serviva delicatezza in quell'affare. 5 Raffinatezza di vita e di modi. ~ squisitezza. preparava molte delicatezze culinarie
 X   sf. 1 delicacy. 2 (tatto) tact, tactfulness. 

\delicàto, agg. 1 Soave, morbido al tatto. ~ gentile. <> indelicato. aveva una mano molto delicata. 2 Facile a guastarsi. ~ fragile. <> solido. è un pacco molto delicato. 3 Difficile, critico. ~ imbarazzante. certe questioni sono molto delicate. 4 Piacevole. ~ raffinato. 5 Di suono, dolce. 6 Di cibo, facile da digerire. ~ leggero. 7 Di colore, gradevole. 8 Gracile. ~ cagionevole. <> robusto 
 X   agg. 1 delicate. 2 (salute) frail. 3 (gentile) considerate, thoughtful. 
 @   lat. delicatus, affine a deliciae piaceri. 

\Delicéto Comune in provincia di Foggia (4.304 ab., CAP 71026, TEL. 0881). 

\delicious, sm. invar. Nome di varietà pregiate di meli dai frutti abbastanza grossi di colore rosso su sfondo giallo. 

\delikatessen, sf. pl. Specialità gastronomiche; delicatezze. 

\delimitàre, v. tr. Chiudere entro limiti precisi; definire. ~ circoscrivere. 

\delimitatóre, sm. Carattere utilizzato per segnalare l'inizio e la fine di una stringa di caratteri. 

\delimitazióne, sf. Il delimitare, l'essere delimita, la cosa che si delimita. 
 @   lat. tardo delimitatio,-onis. 

\delineaménto, sm. Il delineare, il delinearsi. 

\delineàre, v. v. tr. 1 Rappresentare con linee essenziali, abbozzare. ~ schizzare. con pochi tratti essenziali ne aveva delineato il volto. 2 Descrivere sommariamente. ~ tracciare. gli delineò rapidamente il programma politico
v. intr. pron. 1 Essere visibile nelle forme essenziali. 2 Presentarsi in forma ancora indefinita. 3 Prospettarsi. ~ apparire. si delineava ai suoi occhi una situazione difficile
 X   v. tr. to outline. v. intr. pron. 1 to show up. 2 (fig.) to appear. 
 @   lat. delineare, comp. da de-+ deriv. da linea linea. 

\delinquènte, agg., sm. e sf. agg. Colpevole. ~ malfattore. <> onesto. 
sm. e sf. 1 Chi ha commesso azioni illecite o malvagie. ~ fuorilegge. 2 Persona disonesta. ~ farabutto. <> onestuomo. 
 X   sm. e sf. criminal, delinquent. 

\delinquènza, sf. 1 Atto del delinquere. ~ nefandezza. <> onestà. 2 Criminalità. ~ malavita. <> rettitudine. 
 X   sf. delinquency, criminality. 

\delìnquere, v. intr. (antico e raro il part. pass. delinquito) Commettere uno o più delitti. 

\deliquescènte, agg. Detto di sostanza che presenta il fenomeno della deliquescenza. 

\deliquescènza, sf. Fenomeno per cui certe sostanze solide si sciolgono nel vapore acqueo contenuto nell'aria. 

\delìquio, sm. Svenimento. ~ mancamento. 

\delirànte, agg. 1 Che delira. 2 Privo di misura. ~ irragionevole, sfrenato. <> ragionevole, sensato. 
 X   agg. delirious. 

\deliràre, v. intr. Essere fuori di sé, vaneggiare. ~ sragionare. <> ragionare. 
 X   v. intr. 1 to be delirious. 2 (fig.) to rave. 

\delìrio, sm. 1 Esaltazione della mente provocata da malattia o da passione. ~ farneticazione, vaneggiamento. <> lucidità, sanità. 2 Stato di coscienza caratterizzato da convinzioni erronee o illogiche. 3 Entusiasmo collettivo, esaltazione passionale. ~ eccitazione. <> calma. 
 X   sm. 1 delirium. 2 (fig.) frenzy. 
 @   lat. tardo delirium, deriv. da delirare. 
Sintomo psicotico caratterizzato da contenuti di coscienza fantastici e immaginati. È provocato da incapacità di rielaborare le esperienze quotidiane. 

\delirium cordis, loc. sost. m. invar. Fibrillazione dell'atrio cardiaco. 
 @   in lat. significa "delirio del cuore". 

\delìrium trèmens, sm. invar. Grave agitazione psicomotoria conseguente ad alcolismo cronico. 

\Delitàla, Giàcomo (Sassari 1902-Milano 1972) Penalista italiano. Dal 1947 docente di diritto penale all'università di Milano, fu anche autore di varie opere e direttore responsabile della Rivista italiana di diritto o procedura penale

\delìtto, sm. Violazione grave della norma penale, con danno grave ad altra persona, commessa da persona imputabile. ~ crimine, misfatto. I delitti sono la seconda categoria nella quale vengono solitamente distinti i reati (l'altra sono le contravvenzioni). L'appartenenza a questa o a quella categoria dipende dalla gravità del delitto e dalla severità della pena. 
 X   sm. 1 offence, crime. 2 (assassinio) murder. 
 @   lat. delictum, deriv. da delictum, supino di delinquere. 

\Delitto dell'accademico Sylvestre Bonnard, Il Romanzo di A. France (1881). 

\Delitto d'onore, Un Romanzo di G. Arpino (1961). 

\Delitto e castigo Romanzo di F. M. Dostoevskij (1866). Capolavoro psicologico nel quale il tema della critica alla società contemporanea si mescola ai problemi universali del delitto, del rimorso, della colpa e della redenzione. Raskolnikov, povero studente di San Pietroburgo, uccide una vecchia usuraia e sua sorella, per procurasi denaro e poter continuare gli studi, impedendo che la propria sorella Andotja si sacrifichi sposando un ricco pretendente. Questo tema serve all'autore per esplorare la natura e la giustificazione dell'atto delittuoso e la psicologia dell'uomo. In tutta la vicenda, tre sogni angosciosi del protagonista (uno prima del delitto, uno dopo il delitto e uno alla fine del libro) rivestono importanza cruciale. Alla fine, Raskolnikov, attraverso l'amore per la giovane Sonja, decide di accettare la punizione e si costituisce. 

\Delitto in bianco Film giallo, britannico (1946). Regia di Sidney Gilliat. Interpreti: Alastair Sim, Sally Gray, Rosamund John. Titolo originale: Green for Danger 

\Delitto perfetto Film thriller, americano (1998). Regia di A. Davis. Interpreti: M. Douglas, G. Paltrow, V. Mortensen. 

\Delitto perfetto, Il Film giallo, americano (1954). Regia di Alfred Hitchcock. Interpreti: Ray Milland, Grace Kelly, Robert Cummings. Titolo originale: Dial "M" for Murder 

\delittuóso, agg. Che costituisce delitto. ~ criminoso. <> innocente. 

\delìzia, sf. 1 Piacere intenso e raffinato. ~ beatitudine, piacere. 2 Cosa prelibata. ~ leccornia. 
 X   sf. delight. 
 @   lat. deliciae, deriv. da delicere attrarre. 

\deliziàre, v. v. tr. Dare piacere, procurare delizia. ~ dilettare. <> addolorare, rattristare. la sua sola presenza le deliziava l'animo
v. rifl. Trarre piacere da qualcosa. ~ dilettarsi. <> addolorarsi, rattristarsi. si deliziava a praticare sport estremi e pericolosi. 
 @   deriv. da delizia

\deliziósa, agg. e sf. Adattamento dell'inglese delicious

\deliziosaménte, avv. In modo delizioso. ~ gradevolmente. 

\delizióso, agg. 1 Che arreca delizia. ~ gustoso. <> disgustoso. 2 Ricco di grazia e attrattiva. ~ incantevole. <> sgradevole. 
 X   agg. 1 delightful. 2 (gustoso, squisito) delicious. 
 @   lat. tardo deliciosus. 

\délla, prep. art. f. sing. Composta da di e la. 

\Délla Bélla, Stéfano (Firenze 1610-1664) Incisore e pittore toscano. Dopo un'iniziale attività come scultore nel laboratorio del padre, si dedicò in seguito all'incisione e alla pittura. Tra le opere Entrata in Roma dell'ambasciatore di Polonia (Roma, Galleria Nazionale d'Arte Antica, Gabinetto delle Stampe). 

\Délla Càsa, Giovànni (Mugello 1503-Montepulciano 1556) Poeta e letterato, di formazione umanista, intraprese la carriera ecclesiastica, divenendo segretario di stato con Paolo IV. Le sue opere più importanti sono le Rime e il trattato Il Galateo, destinato a guidare un giovane nelle vicissitudini della vita quotidiana. 

\Délla Càsa, Lisa (Burgdorf, Berna 1919-) Soprano, interprete soprattutto di opere di J. Strauss e W. A. Mozart. 

\Délla Còrte, Andrèa (Napoli 1883-Torino 1968) Critico musicale italiano. Dopo aver collaborato con diverse pubblicazioni del settore, nel 1919 divenne critico musicale del quotidiano La Stampa e dal 1926 si dedicò all'insegnamento. Oltre al Dizionario della musica, pubblicato nel 1925 con la collaborazione di G. M. Gatti, ha lasciato numerosi saggi sulla musica italiana del Settecento. Tra le opere, Paisiello (1922), L'opera comica italiana del '700 (1923), Niccolò Piccinni (1928), Pergolesi (1936), Bellini (1936), Storia della musica (1936) e Gluck (1948). 

\Della Germania Prosa di Madame de Staël (1810). 

\Délla Grèca, Vincènzo (Palermo 1600 ca.-Roma 1660) Architetto. Attivo a Roma fino al 1660. Tra le opere, Completamento della facciata dei Santi Domenico e Sisto a Roma, che era stata iniziata da N. Torriani. 

\Della guerra Trattato di K. von Clausewitz (1832). 

\Délla Pòrta, Giàcomo (Genova 1533-Roma 1602) Architetto, allievo di Vignola, fu autore di splendide facciate di chiese romane (chiesa del Gesù, Madonna dei Monti, Sant'Atanasio dei Greci, San Giovanni dei Fiorentini) e di palazzi (palazzo dei Conservatori,1564-1568, su progetto di Michelangelo, palazzo Maffei, palazzo Aldobrandini, palazzi di Piazza Campitelli a Roma, Villa Aldobrandini a Frascati); completò il palazzo del Campidoglio (facciata e scalea del palazzo senatorio) e, rielaborando il progetto di Michelangelo, continuò la costruzione della cupola di San Pietro (1588-1589), opera che lo rese famoso. Attraverso la rielaborazione di alcuni tipi edilizi rinascimentali, contribuì con le sue opere a dare un'impronta nobile a numerosi edifici della capitale. 

\Délla Pòrta, Giambattista (Napoli 1535-1615) Scienziato partenopeo, beneficiò degli studi compiuti alla corte dell'imperatore Carlo V e dopo il 1579 si trasferì prima a Roma e poi a Ferrara, dove fu accolto alla corte di Alfonso II d'Este. Prima di entrare nell'ordine dei gesuiti (1585) fu attivo in molti campi, tra cui la matematica, il magnetismo e l'ottica; scrisse molti trattati, che gli valsero la fama europea e l'accusa di stregoneria. Il suo lavoro più importante (Magia naturalis, 1558) fu infatti posto all'indice dalla Santa Inquisizione. Con l'opera De refractione (1593) spiegò il funzionamento della camera oscura e rivendicò la paternità dell'invenzione del telescopio. 

\Délla Pòrta, Guglièlmo (1490/1500-Roma 1577) Scultore. Tra le opere Monumento a Paolo III Farnese (1549-1575, Roma, San Pietro). 

\Délla Quèrcia, Jàcopo (Siena 1371/74-1438) Scultore. Esponente del classicismo rinascimentale, figlio dell'orafo Pietro d'Agnolo, deve il proprio soprannome al Borgo della Quercia Grossa, località nelle vicinanze di Siena dove ebbe origine la sua famiglia. Tra le opere Tomba di Ilaria del Carretto (1406-1407, Lucca, San Martino), Pala d'altare della famiglia Trenta (1416-1422, Lucca, San Frediano, Cappella Trenta) e Storie della Genesi (1425-1438, incompiuto, Bologna, San Petronio, Portale Maggiore). 

\Della ragion di stato Opera di politica di G. Botero (1589). 

\Délla Ròbbia, Andrèa (Firenze 1435-1528) Scultore. Nipote e allievo di Luca, capostipite della famosa famiglia di scultori e ceramisti, ne proseguì l'opera, arricchendola con una maggiore ricchezza descrittiva e pittorica. Tra le opere Putti (1463-1466, Firenze, Ospedale degli Innocenti, Portico) e Incontro tra i santi Francesco e Domenico (1490-1495, Firenze, Ospedale di San Paolo, Loggia). 

\Délla Róbbia, Giovanni (Firenze 1469-1529) Scultore fiorentino. Lavorò nelle chiese di Santa Croce, San Lorenzo e Santa Maria Novella, ove si conserva un suo pregevole lavabo della sacrestia (1497). A Pistoia è conservata una decorazione dell'Ospedale del Ceppo (1525). 

\Délla Róbbia, Luca (Firenze 1400-1482) Maggiore esponente della famiglia di scultori e ceramisti, fu autore di sculture in marmo a Firenze (prima opera documentata è la Cantoria, 1431-1439, oggi conservata nel museo dell'Opera del duomo) e in bronzo. La sua fama è legata all'uso della terracotta invetriata, di cui gli si attribuisce l'invenzione, ma che certamente fu da lui perfezionata. La possibilità di colorare le superfici con uno smalto lucente aggiungeva alle qualità plastiche, proprie della scultura, quelle cromatiche della pittura. Della Robbia si serve di pochi colori (bianco, azzurro, verde, giallo e viola). L'azzurro funge da sfondo ed esalta le linee delle figure su di esso disposte; il bianco con la riflessione della luce contribuisce all'idealizzazione delle figure. L'equilibrio e la serenità di rappresentazione ottenuti con questa tecnica si adattano perfettamente ai soggetti raffigurati. Famose, tra le sculture in terracotta sono la Madonna della mela, la Madonna del roseto e la Madonna di via dell'Agnolo (tutte conservate a Firenze, nel Museo Nazionale del Bargello). 

\Délla Róvere, Alessàndro (Casale Monferrato 1815-Torino 1864) Generale italiano. Nominato nel 1861 luogotenente del re in Sicilia, in qualità di ministro della Guerra (1861-1864) contribuì all'organizzazione dell'esercito italiano nei primi anni di unità nazionale. 

\Délla Séta, Alessàndro (Roma 1879-Castéggio, Pavia 1944) Archeologo. Professore presso le università di Genova e di Roma, fu incaricato nel 1919 della direzione della Scuola archeologica italiana ad Atene. Pubblicò numerose opere, tra le quali Religione e arte figurata (1912), Italia antica (1922) e I monumenti dell'antichità classica (1926). 

\Délla Vàlle, Federìco (Asti ca. 1560-Milano 1628) Tragediografo. Tra le opere Ester, Judith, La reina di Scotia (tutte del 1627-1628). 

\Délla Vàlle, Filìppo (Firenze 1697-Roma 1768) Scultore. Fu allievo di C. Rusconi e svolse la propria attività a Roma, dove collaborò con P. Bracci all'esecuzione delle statue della fontana di Trevi. Tra le opere Temperanza (ca. 1734, Roma, San Giovanni in Laterano, Cappella Corsini) e Annunciazione (ca. 1750, Roma, Sant'Ignazio). 

\Déll'Abàte, Niccolò (1509/12-ca. 1571) Pittore. Tra le opere Ratto di Proserpina (Parigi, Louvre). 

\Dellannoy, Jean (Noisy-le-Sec, Île-de-France 1908-Guainville, Eure-et-Loir 2008) Regista cinematografico francese. Diresse Sinfonia pastorale (1946) e Dio ha bisogno degli uomini (1950). 

\Dell'Àra, Ùgo (Roma 1921-Marino, Roma 2009) Famoso coreografo e ballerino. 

\Dell'arte della guerra Opera di politica di N. Machiavelli (1519-1520). 

\délle, prep. art. f. pl. Composta da di e le. 

\Délle Fàve, Umbèrto (San Severo, Foggia 1912-Roma 1986) Politico italiano. Eletto deputato nel 1948, fu ministro del lavoro nel secondo governo Moro e presidente della RAI-TV. 

\Délle Maségne, Jacobèllo (not. 1383-1409) Scultore. Tra le opere Iconostasi di San Marco a Venezia (1394). 

\Délle Maségne, Pièr Pàolo (not. 1383-1403) Scultore. Tra le opere Altare di San Francesco a Bologna (1388-1392). 

\Delle navigazioni et viaggi Prosa di G. Ramusio (1550, 1553, 1559). 

\Délle Piàne, Càrlo (Roma 1936-) Attore cinematografico e teatrale. Interpretò Una gita scolastica (1983), Festa di laurea (1985), Regalo di Natale (1986), Condominio (1991), Dichiarazioni d'amore (1994) e Io e il re (1995). 

\Delleàni, Lorènzo (Pollone, Biella 1840-Torino 1908) Pittore. Dopo aver frequentato l'Accademia Albertina di Torino, iniziò a dipingere tele con soggetti storici come l'Assedio di Ancona (1860) e Caterina Cornaro (1880). In seguito si dedicò alla paesaggistica. 

\Dèlli, Dèllo (Firenze 1404-Valencia? 1470) Pittore. Tra le opere Giudizio finale (1445, Salamanca, cattedrale Vecchia). 

\Dell'insurrezione di Milano nel 1848 e della successiva guerra Opera di storia di C. Cattaneo (1849). 

\déllo, prep. art. m. sing. Composta da di e lo. 

\Dèllo Comune in provincia di Brescia (3.662 ab., CAP 25020, TEL. 030). 

\Delluc, Louis (Cadouin 1890-Parigi 1924) Cineasta francese. Promosse la critica cinematografica. 

\Dell'unità della lingua italiana e dei mezzi per diffonderla Opera di critica letteraria di A. Manzoni (1868). 

\Delmarva Penisola degli USA, tra la baia di Delaware e quella di Chesapeake. 

\Dèlo Isola della Grecia dell'arcipelago delle Cicladi. Si dice essere stata luogo di nascita di Artemide e Apollo. Divenne centro religioso e ospitò la lega omonima (478-454 a. C.). Fu sottomessa ai greci fino alla morte di Alessandro Magno; tra il III e II sec. a. C. fu città stato indipendente, prima di essere devastata da Mitridate II re del Ponto. Gli scavi hanno portato alla luce resti antichissimi, tanto da farne il centro archeologico più importante della Grecia (tempio di Apollo, tempio dei Deli, portici). Il quartiere del teatro corrispondeva all'antica zona residenziale, con abitazioni signorili decorate da mosaici policromi tra cui la casa di Dioniso, la casa dei Delfini, la casa delle Maschere. Dietro il quartiere del teatro, sulle pendici del monte Cinto, sorgevano i templi dedicati a divinità straniere, tra le quali quelle dei siriani e degli egizi. Oltre il quartiere del teatro, verso il mare sorgeva il porto commerciale e più oltre il porto Sacro, separati dall'Agorà. Da qui la via delle Processioni, portava verso nord fino alla terrazza dei Leoni, che prende il nome dalle nove statue di leoni, scolpiti in marmo di Naxos. A est della terrazza si trova il lago Sacro, oggi prosciugato, dove secondo il mito Latona partorì Apollo. A sud del lago, oltre l'Agorà degli italici, ha inizio l'area sacra ad Apollo, che comprendeva vari edifici dedicati al dio. Tra i meglio conservati la sala della Nave o dei Tori, la sala dei Nassi, i tre templi di Apollo, il tempio di Artemide. Dietro il santuario di Apollo sorge l'attuale museo. L'importanza di Delo come centro religioso iniziò dopo l'anno 1000 a. C. a seguito della conquista degli Ioni che fondarono il tempio di Apollo. Il via vai dei pellegrini e le celebrazioni annuali in onore del dio consentirono un certo sviluppo del commercio. Dal VI sec. Delo cominciò a entrare nell'ambito dell'influenza di Atene e nel suo santuario veniva conservato il tesoro della Lega Attica. Con il trasferimento del tesoro ad Atene, iniziò un'accentuazione del carattere sacro dell'isola che non poté più essere sede di traffici, ospitare tombe, essere luogo di nascite e morti. Di conseguenza, i suoi abitanti si trasferirono nella vicina isola di Rinia, e Delo, dopo un altro breve periodo di fioritura in epoca ellenistica e romana, iniziò un lento declino. 

\delocalizzàto, agg. Di orbitale molecolare non attribuibile a due soli atomi. 

\Delon, Alain (Sceaux 1935-) Attore e produttore francese. Interpretò Rocco e i suoi fratelli (1960), L'eclisse (1962), Il Gattopardo (1963) e Mister Klein (1976). 

\Delors, Jacques (Parigi 1925-) Politico francese. Di ideologia socialista, fu presidente della Commissione CEE dal 1985 al 1994 ed elaborò il piano per l'integrazione monetaria europea. 

\dèlta, sm. invar. 1 Nome della quarta lettera dell'alfabeto greco. 2 La regione a forma triangolare che un fiume delinea ramificandosi presso la foce. 3 In fisica indica i raggi formati da elettroni secondari prodotti dalla ionizzazione di particelle ad alta energia nella materia. 
Delta padano 
Denominazione del delta formato dal Po nel litorale adriatico. 

\Delta Regione dell'Egitto, presso le foci del Nilo. 

\Delta Amacuro Territorio federale (91.000 ab.) del Venezuela, capoluogo Tucupita. 

\Delta di Venere, Il Racconto di A. Nin (1977). 

\deltaplàno, sm. Apparecchio di volo formato da una struttura rigida a forma di tubo che sorregge due ali. Viene pilotato tramite lo spostamento del corpo dell'uomo. Può essere dotato anche di un piccolo motore. 
 X   sm. hang-glider. 

\deltazióne, sf. Ultimo stadio dell'attività di un corso d'acqua consistente nella formazione di una foce a delta. 

\deltìzio, agg. 1 Riferito a un delta. 2 Avente la forma di un delta. 

\deltòide, sm. Termine anatomico che designa il muscolo della spalla che ricopre l'articolazione scapolo omerale (così detto per la sua somiglianza con la forma della lettera "Δ").   +  

\delùbro, sm. Santuario, tempio pagano. 

\delucidàre, v. tr. Rendere chiaro, comprensibile. ~ spiegare. 

\delucidazióne, sf. Il delucidare; spiegazione. ~ chiarimento. 
 X   sf. clarification, explanation. 

\delùdere, v. tr. 1 Non essere all'altezza delle attese altrui. ~ disattendere. <> soddisfare. 2 Disilludere. ~ scontentare, ingannare. <> illudere. 
 X   v. tr. to disappoint. 
 @   lat. deludere beffare. 

\delurk Nel gergo informatico degli utilizzatori di Internet indica l'azione di un utente che si dichiara apertamente come lettore abituale di un certo gruppo di news (in genere quelle che riguardano stili di comportamento alternativi). 

\delusióne, sf. 1 Il deludere, l'essere deluso. ~ disinganno. <> illusione. 2 Cosa o persona che delude. 
 X   sf. disappointment. 
 @   lat. tardo delusio,-onis. 

\delùso, agg. Che ha subito una delusione. ~ disingannato. <> contento. 

\Delvaux, André (Heverlee 1926-Valencia 2002) Regista cinematografica belga. Diresse Una sera... un treno (1969) e Benvenuta (1983). 

\Delvaux, Paul (Antheit 1897-Veurne 1994) Pittore belga. Tra le opere La nascita del giorno (1937, Venezia, Collezione Guggenheim) e Donne-alberi (1937, Venezia, Collezione Guggenheim). 
  indice     >>>