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\demagnetizzàre, v. tr. Smagnetizzare. 

\demagogìa, sf. (pl.-gìe) 1 Degenerazione della democrazia. 2 L'accattivarsi il favore delle masse con promesse di miglioramenti difficilmente realizzabili. 
  sf. demagogy. 

\demagògico, agg. (pl. m.-ci) Proprio della demagogia. 

\demagògo, sm. (pl.-ghi) Chi si ispira ai metodi e ai fini della demagogia. 

\Demanda, Sierra de la Massiccio montuoso spagnolo, del Sistema Iberico. Vetta più elevata il Cerro de San Lorenzo (2.265 m). 

\demandàre, v. tr. Affidare, rimettere. ~ delegare. <> avocare. 

\demanganizzazióne, sf. Eliminazione dalle acque potabili o industriali dei sali di manganese. 

\demaniàle, agg. Del demanio. 

\demanialità, sf. L'essere demaniale. 

\demànio, sm. Insieme dei beni dello stato e di enti pubblici. Appartengono al demanio statale il lido del mare, i porti, i fiumi, i torrenti, i laghi, le acque pubbliche e le opere per la difesa nazionale. I beni demaniali godono dell'inalienabilità e dell'incommerciabilità. 
  sm. state property. 
  franc. antico demaine, dal lat. dominium. 

\demantòide, sm. Varietà di granato verde usata per fabbricare gioielli. 

\demarcàre, v. tr. Tracciare. ~ segnare. 

\demarcazióne, sf. Il demarcare, l'essere demarcato. ~ confine. 
  sf. demarcation. 

\demàrco, sm. 1 Nella Grecia antica e in Attica, capo eletto di un demo. 2 Sindaco greco. 
  dal greco dêmos demo e árchein essere a capo. 

\demaschiatùra, sf. Operazione consistente nello staccare per la prima volta il sughero dalla quercia da sughero. 

\d'emblée, loc. avv. Locuzione francese che significa "al primo colpo" e che viene usata per indicare una vittoria ottenuta con facilità in un gioco di carte. 

\demènte, agg. sm. e sf. 1 Che, chi è effetto da demenza. ~ alienato, folle. <> sano. 2 Scemo, incapace, squilibrato. ~ deficiente. <> lucido. 

\demènza, sf. 1 Perdita parziale o totale dell'intelligenza che accompagna certe malattie mentali. ~ follia, pazzia. <> sanità. 2 Stupidità, incapacità. ~ imbecillità. <> lucidità. 
Demenza senile 
Sindrome degenerativa, dovuta a cause sconosciute, che compare molto frequentemente dopo il sesto decennio di vita. I sintomi consistono in perdita di iniziativa, di memoria, di interesse, di coinvolgimento emotivo, ma anche in fenomeni deliranti e allucinatori. 

\demenziàle, agg. Relativo a demente o a demenza. 

\demeritàre, v. tr. e intr. 1 Rendersi immeritevole. 2 Non meritare più. 

\demèrito, sm. Azione che merita biasimo. ~ disonore. <> merito. 

\Demètra Dea greca della fecondità, della Terra. Figlia di Crono e Rea, ebbe da Zeus la figlia Kore. Il centro più importante per la sua venerazione fu Eleusi. I romani la identificarono con Cerere. 

\Demètrio Nome di sovrani. 
Macedonia Demetrio I Poliorcete 
(336?-Apamea sull'Oronte 283 a. C.) Figlio di Antigono Monoftalmo, alla sua morte nel 301, tentò di assumere il controllo della Grecia, allora sotto Cassandro. Alla morte di quest'ultimo nel 297 prese possesso della Macedonia e ne divenne re nel 293. Nel 285 fu sconfitto durante una spedizione in Asia. 
Demetrio II Etolico 
(275?-229 a. C.) Figlio di Antigono Gonata, gli succedette nel 239 come re di Macedonia. Sconfisse gli etoli. 
Russia Demetrio IV Donskoj 
(1350-1389) Figlio di Ivan II, divenne gran principe di Mosca dal 1362. Sconfisse i tartari dell'Orda d'Oro sul Don (1380) ed estese i possessi del suo principato sugli altri stati russi. 
Siria Demetrio I Sotere 
(187-150 a. C.) Figlio di Seleuco IV, fu ostaggio a Roma dal 175 al 162 e in quest'ultimo anno divenne re. Riuscì ad arginare la rivolta giudaica dei Maccabei (161). 
Demetrio II Nicatore 
(161?-125 a. C.) Figlio di Demetrio I Sotere, cacciato l'usurpatore Bala gli succedette al trono nel 145. Nel 140 venne catturato dai parti; riuscì a rientrare in possesso del regno nel 129, ma nel 126 fu battuto e ucciso da un usurpatore. 
Demetrio III Eucairo 
(?-88 a. C.) Figlio di Antioco VIII, fu re di Siria dal 95 insieme al fratello Filippo I. Perì prigioniero dei parti. 

\Demètrio Falerèo (Falero 350 ca.-Egitto 285 a. C.) Politico ateniese. Governatore di Atene dal 317, cercò di instaurare il regime teorizzato dai filosofi. Demetrio Poliorcete lo cacciò nel 307 ed egli morì in Egitto. 

\Demetrio Pianelli Romanzo di E. De Marchi (1890). 

\demilitarizzàre, v. tr. Smilitarizzare. <> militarizzare. 

\demineralizzazióne, sf. Formazione irregolare nel sistema nervoso centrale di aree di distribuzione focale della guaina melica, generalmente seguita da infiammazione. 

\deminerallizzàre, v. tr. Eliminare sostanze minerali da un liquido o da un materiale. 

\demiscelatóre, sm. Circuito con funzioni di filtro che viene posto vicino alle prese di un impianto di antenna televisiva allo scopo di separare i segnali VHF da quelli UHF. 

\demi-sec, agg. invar. Semisecco, detto di vino o liquore. 

\demistificàre, v. tr. Criticare radicalmente l'immagine ufficiale di qualcuno o qualcosa mettendone in evidenza le caratteristiche reali, dissacrare. ~ demitizzare. 

\demistificazióne, sf. Il demistificare, l'essere demistificato. 

\demitizzàre, v. tr. Riconsiderare un evento o un personaggio liberandolo dalle componenti leggendarie. ~ smitizzare. <> mitizzare. 

\demitizzazióne, sf. Il demitizzare, l'essere demitizzato. 

\demiurgìa, sf. Attività del demiurgo. 

\demiùrgico, agg. (pl. m.-ci) Di demiurgo. 

\demiùrgo, sm. (pl.-ghi o-gi) L'ordinatore o l'artefice dell'universo secondo molte religioni. 

\Demme, Jonathan (Long Island 1944-) Regista cinematografico statunitense. Diresse Qualcosa di travolgente (1986), Il silenzio degli innocenti (1991) e Philadelphia (1993). 

\demo- 1 Primo elemento di parole composte. 2 Abbreviazione di democratico. 
  dal greco dêmos popolo. 

\democraticaménte, avv. In modo democratico. 

\democraticità, agg. L'essere democratico. 

\democràtico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Della democrazia. ~ popolare, ugualitario. <> antidemocratico, dittatoriale. 2 Di persona che rispetta le persone di grado inferiore. ~ paritario. <> dispotico, tirannico. aveva un capo dai modi democratici
sm. 1 Che segue i principi della democrazia. 2 Iscritto a un partito democratico. 
  agg. democratic. sm. democrat. 
  greco demokratikòs

\democràtico délla sinìstra, partìto (PDS) Partito sorto nel 1991 dal partito comunista italiano sotto la spinta riformista di A. Occhetto. Una minoranza del PCI non ha aderito all'iniziativa di Occhetto e ha costituito Rifondazione Comunista. La sconfitta elettorale del 1994 ha portato alla segreteria M. D'Alema che ha guidato il partito alla vittoria alle elezioni politiche del 1996 nella coalizione dell'Ulivo guidata da R. Prodi. 

\democratizzàre, v. v. tr. Rendere democratico. 
v. intr. pron. e rifl. Diventare democratico. 

\democratizzazióne, sf. Il rendere democratico. 

\democrazìa, sf. 1 Forma di governo, in cui la sovranità appartiene al popolo, in modo diretto oppure tramite i propri rappresentanti eletti. ~ governo popolare. <> monarchia, assolutismo. 2 Governo, paese democratico. 3 Atteggiamento di chi è rispettoso con le persone di condizione inferiore. 
  sf. democracy. 
Il termine, oggi positivo, originariamente assunse anche sfumature negative, intendendo significare una forma di governo non ottimale, in quanto retta da un popolo ignorante, incapace di promuovere effettivamente il progresso della società. Le prime forme di democrazia risalgono alle colonie greche dell'Asia Minore verso il VII sec. a. C. e alla Grecia, dove il cittadino, intervenuto all'assemblea sovrana, poteva esporre la propria opinione e partecipare alla votazione. Il comune rappresenta la prima forma di autogoverno popolare (medioevo). I padri del concetto attuale di democrazia si possono considerare i giusnaturalisti (Rousseau e Montesquieu in particolare). Le esperienze rivoluzionarie americane e francesi furono le prime espressioni della democrazia moderna. 

\Democrazìa cristiàna Partito fondato da alcuni membri del Partito popolare antifascista, sorto in Italia nel 1943, ispirato alla dottrina sociale della chiesa. Inizialmente la politica della Democrazia cristiana è sempre stata mirata all'allontanamento della sinistra (PCI, PSI) dal governo; in seguito vi fu l'apertura al PSI (centrosinistra) operata da Aldo Moro. Dopo l'uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse, movimento terroristico di estrema sinistra, la segreteria del partito venne affidata a De Mita e in seguito a Forlani. La Democrazia cristiana è stata ridimensionata in modo significativo nel 1992, investita anche da una serie di inchieste giudiziarie sulla corruzione dei partiti (tangentopoli). Nel gennaio del 1994 il partito si divise e nacquero il Partito popolare italiano e il Centro cristiano democratico. 

\Democrazia in America, La Opera di storia di Ch. A. M. de Tocqueville (1835-1840). 

\democristiàno, agg. e sm. agg. Che era della Democrazia Cristiana. 
sm. Chi era iscritto alla Democrazia Cristiana o ne condivideva l'ideologia. 
  agg., sm. e sf. Christian Democrat. 

\Demòcrito (Abdera 460-370 a. C.) Filosofo greco, fu discepolo di Leucippo, del quale riprese ed elaborò la dottrina. Fondò l'atomismo, con il quale cercava di dare un'interpretazione della realtà in termini meccanicistici e materialisti. La figura di Democrito ha tutti i caratteri del freddo uomo di scienza, sostanzialmente non interessato ai problemi religiosi né ai conflitti sociali o politici. Il mondo di Democrito è un mondo dominato dai meccanismi impersonali della materia, del caso e della necessità. Al di là delle speranze e dei progetti umani, c'è la sola realtà degli atomi e del vuoto. L'unico modo in cui l'uomo può controllare questo mondo sta nel conoscerlo. Per Democrito, l'intera realtà è composta di atomi eterni, immutabili, invisibili e indivisibili. Il mondo si forma in seguito al movimento vorticoso degli atomi. Dalle collisioni e dalle aggregazioni degli atomi prendono forma le cose. La sensazione e la conoscenza avvengono sempre per contatto fisico. Sottili pellicole atomiche colpiscono gli organi di senso e poi gli atomi psichici. Di fronte all'impossibilità di controllare il mondo, l'uomo di Democrito persegue una saggezza priva di desideri e di speranze, di progetti e di miti. Le sue virtù saranno quelle dell'autocontrollo e della libertà interiore. Democrito ha scritto oltre sessanta opere, di cui la più importante fu Il piccolo ordinamento dell'universo. Di questa vasta produzione restano solo i titoli e poco più di 200 frammenti, per di più tutti brevi. 

\démodé, agg. invar. Passato di moda. ~ disusato. <> moderno. 

\Demodècidi Famiglia di Aracnidi Acari comprendente specie di piccole dimensioni e dal corpo vermiforme. 

\demodex, sm. invar. Genere di Aracnidi Acari della famiglia dei Demodecidi che comprende specie di dimensioni microscopiche viventi nei follicoli piliferi di uomini e animali. 

\demodossologìa, sf. Disciplina che studia gli elementi sociali, tecnici e psicologici che concorrono a formare l'opinione pubblica. 

\demodulatóre, sm. Circuito elettrico in grado di produrre una demodulazione. 

\demodulazióne, sf. Nelle telecomunicazioni il procedimento con il quale si divide il segnale a bassa frequenza da un'oscillazione portante ad alta frequenza. Viene effettuata mediante un circuito elettronico, chiamato appunto demodulatore, che può essere di due tipi. Quando la portante è modulata in ampiezza, il segnale viene rivelato mediante un raddrizzatore posto in serie a un gruppo resistenza-condensatore. Se invece il segnale è modulato in frequenza, il demodulatore provvede a trasformarlo in modulazione di ampiezza e, quindi, a rivelarlo con un circuito simile a quello descritto in precedenza. 

\demografìa, sf. Disciplina che studia lo stato e il movimento numerico della popolazione. 

\demogràfico, agg. (pl. m.-ci) Riferito alla demografia. 
  agg. demographic. 

\demolìre, v. tr. 1 Buttar giù, smantellare edifici. ~ abbattere. <> costruire. 2 Rovinare, screditare. ~ distruggere. 
  v. tr. to demolish. 
  lat. demoliri, comp. da de-+ moliri abbattere. 

\demolitóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi demolisce. 

\demolizióne, sf. Il demolire, l'essere demolito. ~ smantellamento. <> costruzione. 
  lat. demolitio,-onis. 

\demologìa, sf. Disciplina che studia le tradizioni popolari. 

\demoltìplica, sf. Dispositivo o sistema di trasmissione atto a effettuare una riduzione di velocità, generalmente di rotazione. ~ demoltiplicatore. 

\demoltiplicàre, v. tr. Ridurre una grandezza secondo un determinato rapporto. 

\demoltiplicatóre, sm. Dispositivo tecnico che cambia il rapporto di velocità. ~ demoltiplica. 

\Dèmone Valle della Sicilia nordorientale, tra i Monti Nebrodi e la costa tirrenica. 

\dèmone, sm. 1 Termine derivato dal greco daimon. Già dai tempi antichi, era credenza popolare l'esistenza di forze soprannaturali, capaci di influenzare positivamente o negativamente la vita delle persone. Nelle religioni politeiste, rappresenta un essere intermedio tra la divinità e l'uomo, a volte buono ma il più delle volte cattivo. Nel cristianesimo medievale, i demoni erano considerati degli angeli, sottomessi a Satana, caduti nel peccato. La demonologia, ha portato in molte religioni alla pratica dell'esorcismo (funzioni religiose tendenti a liberare dal maligno l'essere o la cosa invasati) compiuta da religiosi o laici. ~ diavolo. <> angelo. 2 Genio di natura benigna o maligna. 3 Demonio. 4 Passione travolgente. ~ ossessione, impulso.
  sm. demon. 
  lat. daemon,-onis, dal greco dàimon. 

\Demone meschino, Il Romanzo di F. Sologub (1905). 

\Demone, Il Opera di poesia di M. J. Lermontov (postuma 1841). 

\demonetazióne, o demonetizzazióne, sf. Il ritirare una moneta dalla circolazione. 

\demonetizzàre, v. tr. Privare del valore monetario. 

\Demoni, I Romanzo di F. M. Dostoevskij (1871-1872). L'opera concentra la propria attenzione sui nichilisti russi, che equivalgono sostanzialmente a contestatori radicali o rivoluzionari. Nel libro l'autore intende rappresentare la distruzione alla quale va incontro la gioventù sradicata che ha perso Dio e con Dio ha perso anche il contatto con il popolo. In realtà, il romanzo è considerato uno dei più complessi e difficili di Dostoevskij, contraddittorio, tormentato, cupo, con l'incarnazione del male di Nikolaj Stavrogin che dopo aver ispirato demonicamente numerosi delitti si uccide. 
Demoni, I 
Romanzo di H. von Doderer (1956). 

\demonìaco, agg. (pl. m.-ci) Del demonio. ~ diabolico, infernale. <> celestiale. 

\demònico, agg. (pl. m.-ci) Del demonio; di un demone. 

\demònio, sm. 1 Spirito del male e causa del disordine morale e cosmico. ~ diavolo. <> angelo. 2 Di persona, brutta e cattiva, fastidiosa. era brutto come il demonio! 3 Persona sveglia, abile o molto intelligente. avevano un attaccante che era un vero demonio
  sm. demon, devil. 
  lat. daemonium, dal greco daimònion, deriv. da daimòn dio. 

\demonìsmo, sm. Tendenza di alcune religioni a spiegare i fenomeni della natura come manifestazioni demoniache. 

\demonizzàre, v. tr. Far apparire demoniaco, animato da cattive intenzioni. 

\demonologìa, sf. (pl.-gìe) Studio delle credenze religiose sui demoni e sul demonio. 

\demonomanìa, sf. Delirio a sfondo religioso avente per oggetto il terrore per il diavolo o per l'inferno. 

\demonstratio, sf. invar. Parte della formula durante la quale, nel processo formulare romano, l'attore esponeva i fatti. 

\Demónte Comune in provincia di Cuneo (2.134 ab., CAP 12014, TEL. 0171). 

\demoplutocrazìa, sf. Durante il periodo fascista indicava in senso dispregiativo il governo dei paesi democratici dominati dai ceti ricchi. 

\demopsicologìa, sf. Scienza che studia la psicologia di un popolo attraverso i suoi usi e le sue tradizioni. 

\demoralizzànte, agg. Scoraggiante, deprimente. ~ frustrante. 

\demoralizzàre, v. v. tr. Deprimere il morale di qualcuno; scoraggiare. ~ avvilire, frustrare. <> confortare, incoraggiare. 
v. intr. pron. Scoraggiarsi. ~ abbattersi. <> rincuorarsi. 
  v. tr. to demoralize. v. intr. pron. to lose heart. 
  franc. démoraliser. 

\demoralizzàto, agg. Avvilito, scoraggiato. ~ abbattuto. <> rianimato, rincuorato. 

\demoralizzazióne, sf. Il demoralizzare, il demoralizzarsi, lo stato d'animo di chi è demoralizzato. ~ abbattimento, avvilimento. 

\demòrdere, v. intr. Rinunciare, cedere. ~ desistere. 

\demoscopìa, sf. Rilevazione e analisi degli orientamenti dell'opinione pubblica su determinati argomenti. 

\demoscòpico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla demoscopia. 

\Demospònge Classe del regno animale, del tipo dei Poriferi, sottoregno dei Metazoi, denominate anche spugne cornee. Vi appartiene la comune spugna da bagno; sono organismi che vivono in colonia e hanno spicole silicee e cornee. 

\Demòstene (Atene 384-Calauria 322 a. C.) Oratore e uomo politico greco, fu difensore della libertà di Atene e della Grecia. Costituì una coalizione di città greche contro Filippo il Macedone, che fu oggetto delle quattro Filippiche (350-341) e delle tre Olintiache (351-348). Capo del partito dirigente, difese Ctesifonte con l'orazione Per la corona (330). Costretto all'esilio, perché coinvolto nello scandalo di Arpalo, rientrò in patria in seguito alla morte di Alessandro e ricoprì un ruolo importante nella rivolta contro Antipatro. Si uccise per non essere catturato dai nemici, dopo la sconfitta di Atene (322). 
Demostene 
(?-413 a. C.) Generale ateniese. Ebbe un ruolo importante nella guerra del Peloponneso. 

\demòtico, agg. (pl. m.-ci) Popolare. 

\demotìsmo, sm. Voce o locuzione di origine popolare. 

\demotivàre, v. v. tr. Privare di motivazione psicologica. 
v. intr. pron. Perdere la motivazione psicologica. 

\demotivàto, agg. Psicologicamente non motivato. ~ disinteressato. <> motivato. 
  agg. demotivated. 

\Dempsey, William Harrison "Jack" (Manassa, Colorado 1895-New York 1983) Pugile statunitense. Fu campione del mondo assoluto dei pesi massimi dal 1919 al 1926. Disputò 142 incontri vincendone 136 di cui 107 per KO. 

\demuscazióne, sf. Uccisione delle mosche effettuata con insetticidi. 

\Demuth, Charles (Lancaster 1883-New York 1935) Pittore statunitense. Tra le opere Machinery (1920, New York, Metropolitan Museum of Art). 

\dèna, sf. Moneta fiorentina d'argento del valore di 10 lire fiorentine. Fu coniata durante il regno di Ludovico II Borbone mentre era reggente Maria Luisa (1803-1807). 
  dal lat. deni a dieci a dieci. 

\denàrio, sm. Unità monetaria d'argento dell'antica Roma la cui prima emissione risale al 220 a. C. Ufficialmente costituiva anche la denominazione dell'unità monetaria d'oro. 
  dal lat. deni a dieci a dieci. 

\denàro, sm. 1 Moneta in uso presso gli antichi romani. 2 Moneta d'argento coniata da Carlo Magno. Corrisponde alla dodicesima parte del soldo e a 0,5 grammi d'argento. Si diffuse ovunque come mezzo di scambio per le varie merci. 3 Il mezzo di scambio e di misura del valore di tutte le merci. ~ pecunia. 
  sm. 1 money. 2 (contante) ready money, cash. 
Il tempo è denaro. Frase contenuta negli Essays di Francesco Bacone. 

\denaróso vedi "danaroso" 

\denasalizzàre, v. tr. Togliere da un fonema l'elemento nasale. 

\denatalità, sf. Tendenza delle nascite a diminuire nel tempo. 

\denaturànte, agg. e sm. Detto di sostanza usata per la denaturazione. 

\denaturàre, v. tr. 1 Trattare sostanze con additivi che ne impediscano usi diversi da quelli previsti dalla legge. 2 Alterare. ~ snaturare. 

\denaturàto, agg. Sottoposto a denaturazione. 

\denaturazióne, sf. 1 In biochimica, alterazione delle proprietà delle proteine, di solito irreversibile. 2 L'aggiunta di sostanze particolari a prodotti sottoposti a un determinato regime fiscale per evitare che vengano usati per fini diversi da quelli per i quali sono venduti. 
Alcol denaturato 
Alcol etilico sottoposto a denaturazione per evitare che sia usato a scopi alimentari. 
Denaturazione delle proteine 
Modifica delle proprietà chimico-fisiche delle proteine conseguente a riscaldamento, a variazione del pH o all'azione di alte concentrazioni di sali. 

\denazionalizzàre, v. tr. 1 Far sì che qualcuno o qualcosa perda del tutto o in parte le tradizioni o i caratteri nazionali. ~ snazionalizzare. 2 Far tornare privata un'azienda precedentemente nazionalizzata. 

\dendri-, o dendro- Primo elemento di vocaboli composti. 
  dal greco déndron albero. 

\dendrìte, sf. 1 Aggregato cristallino di aspetto arborescente, caratterizzato da un colore che lo distingue dalla roccia a cui appartiene. Minerali a cristallizzazione dendritica sono il rame e l'argento nativi. 
2 In biologia ogni ramificazione della cellula nervosa che conduce l'impulso verso il corpo cellulare. 

\dendroaspis, sm. invar. Genere di Rettili Ofidi della famiglia degli Elapidi, serpenti africani velenosi, lunghi più di 2 m, detti comunemente mamba. 

\dendròbate, sm. Genere di Anfibi Anuri della famiglia dei Dendrobatidi, con dita provviste di ventose che utilizzano per muoversi sugli alberi sui quali vivono. 

\Dendrocèlo, sm. Genere di Platelminti Turbellari dell'ordine dei Tricladi, viventi in acqua dolce. 

\Dendrochiròti Ordine di Echinodermi Oloturoidi provvisti di tentacoli a ciuffo arborescente, comuni in tutti i mari. 

\dendroclimatologìa, sf. Metodo di studio dei paleoclimi che si basa sull'osservazione degli anelli di accrescimento annuale degli alberi. 

\dendrocronologìa, sf. Metodo di datazione assoluta fondato sulla determinazione dell'età di una pianta ottenuta mediante l'analisi degli strati di crescita annuale degli alberi 

\dendrografìa, sf. Parte della botanica dedicata allo studio degli alberi. 

\dendròide, agg. 1 Relativo a organismi o a organi che presentano ramificazioni come le Spugne e i Coralli. 2 Si dice della forma della radice delle piante superiori. 

\dendròlago, sm. Nome comune e genere di Mammiferi Marsupiani della famiglia dei Macropodidi. ~ canguro. 
  dal greco déndron albero e legós lepre. 

\dendròmetro, sm. Strumento atto a misurare le dimensioni di un albero. 

\Deneb La stella, appartenente alle giganti bianche, più luminosa della costellazione del Cigno; ha magnitudine 1,3. 

\denegàre, v. tr. Negare con decisione, ricusare. ~ rifiutare. 

\Deneuve, Catherine (1943-) Attrice cinematografica francese. Nome d'arte di Catherine Dorléac. Figlia di attori, giovanissima ebbe ruoli minori in Le collegiali (1958) e Les petits chats (1959) e in due film con protagonista la sorella maggiore Françoise Dorléac, Les portes claquent (1960) e Ce soir ou jamais (1960). Nei primi anni Sessanta, Roger Vadim (ex marito e pigmalione di Brigitte Bardot) cercò di lanciarla in Il vizio e la virtù (1962), ma solo con il successivo Les parapluies de Cherbourg di Jacques Demy raggiunse il successo e con Bella di giorno (1967) di Luis Buñuel si affermò a livello internazionale come una delle figure di riferimento del cinema francese. Bellezza statuaria e provocante, si è affermata per il suo fascino ed eleganza, alimentati dall'attività pubblicitaria per il profumo Chanel e successivamente da una propria società di produzione di profumi e gioielli. Tra i suoi film di successo, Repulsion (1965), Le creature (1966), Bella di giorno (1967), Manon 70 (1967), La mia droga si chiama Julie (1969), Tristana (1970), Non toccare la donna bianca (1973), Fatti di gente per bene (1974), L'ultimo metrò (1980), Speriamo che sia femmina (1984), Indocina (1992) e Il convento (1995). 

\Deng Xiaoping (Guangyan 1904-Pechino 1997) Uomo politico cinese, moderato e pragmatico. Fu stretto collaboratore di Mao Tse-tung. Acquisì in Francia nel 1924 le idee comuniste e dopo aver fatto parte del comitato centrale del Partito comunista cinese (PCC), ne divenne segretario generale nel 1959, restando in carica fino al 1966. All'inizio della rivoluzione culturale, fu attaccato ed escluso nel 1969 dal comitato centrale con l'accusa di essere un deviazionista di destra. All'inizio degli anni '70, appoggiato da Chou En-Lai, riuscì a tornare al governo con la carica di vice primo ministro (1975). Alla morte di Mao (1976) recuperò completamente il potere; le sue aperture economiche e di relazioni con gli occidentali, e soprattutto con gli Stati Uniti, non portarono a una maggiore democrazia interna e sfociarono nei movimenti studenteschi di Tien-An-Men (repressione di Pechino, giugno 1989). 

\dengue, sf. invar. Infezione endemico-epidemica simile all'influenza, trasmessa da alcune zanzare nei paesi tropicali, in oriente e nel Mediterraneo orientale. 

\Dènice Comune in provincia di Alessandria (243 ab., CAP 15010, TEL. 0144). 

\denicotizzàre, v. tr. Togliere o ridurre la nicotina nel tabacco. 

\denigràre, v. tr. 1 Parlare male di una persona o di una cosa, togliendole il merito, la stima e simili. ~ sparlare. <> decantare, incensare. 2 Screditare, calunniare. ~ diffamare. <> lodare. 
  v. tr. to denigrate. 
  lat. denigrare. 

\denigratóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi denigra. ~ diffamatore. <> adulatore. 

\denigratòrio, agg. Che è atto o tende a denigrare. ~ diffamatorio, infamante. <> elogiativo. 

\denigrazióne, sf. Il denigrare e l'essere denigrato. 

\Denikin, Anton Ivanovic (Varsavia 1872-Ann Arbor 1947) Generale russo. Tra il 1918 e il 1920 fu al comando dell'esercito controrivoluzionario che si oppose ai sovietici in Ucraina e nella Russia meridionale. Battuto, andò in esilio. 

\Denis, Maurice (Granville 1870-St-Germain-en-Laye 1943) Pittore francese. Tra le opere Le Muse (Parigi, Musée National d'Art Moderne) e Bagnanti (1899, Parigi, Petit Palais). 

\denitrazióne, sf. 1 Recupero di acido nitrico da una miscela solfonitrica esausta. 2 Reazione chimica che si ottiene togliendo gruppi nitrici a un composto. 

\Denizli Città (203.000 ab.) della Turchia, nell'Anatolia occidentale. Capoluogo della provincia omonima. 

\Dènno Comune in provincia di Trento (1.052 ab., CAP 38010, TEL. 0461). 

\denocciolàto, agg. Privato del nocciolo. ~ snocciolato. 

\denominàle, agg. e sm. Di parola, derivata da un nome. 

\denominàre, v. v. tr. Imporre un nome. ~ chiamare. 
v. intr. pron. Avere per nome, prendere un nome. ~ chiamarsi. 
  v. tr. to name. 
  lat. denominare, comp. da de-+ nominare. 

\denominatìvo, agg. e sm. Di una parola formata con la radice di un nome. 

\denominàto, agg. Che ha nome. ~ chiamato. 

\denominatóre, agg. e sm. (f.-trìce) agg. e sm. Che, chi denomina. 
sm. 1 Il termine della frazione che le dà il nome, indicando in quante parti è divisa l'unità.  denominatore comune, multiplo comune a tutti i denominatori delle frazioni considerate. 2 Elemento comune. tutte quelle situazioni avevano un comune denominatore
  sm. denominator. 
  lat. denominatòr,-oris

\denominazióne, sf. Il denominare e l'essere denominato. vino a denominazione d'origine controllata, a certificazione che la vite utilizzata proviene dalla zona indicata. 
  sf. denomination, name. 
  lat. denominatio,-onis designazione. 

\denotàre, v. tr. 1 Dare a vedere, a conoscere. ~ indicare. 2 Essere elemento identificatore. ~ contrassegnare. 
  v. tr. to show, to denote. 

\denotazióne, sf. Indicazione. ~ indizio. 

\Denpasar Città (261.000 ab.) dell'Indonesia, capoluogo della provincia di Bali. 

\densìmetro, sm. Strumento per determinare la densità dei liquidi o dei gas. 

\densità, sf. 1 L'essere denso. ~ consistenza, concentrazione. <> inconsistenza, rarefazione. 2 Il rapporto tra la massa e il volume di un corpo. Quando viene espressa come rapporto tra la massa del corpo e quella di un egual volume di acqua distillata a 4 °C, si parla di d. relativa; è un numero puro, e coincide con il peso specifico relativo. Più in generale si chiama densità il rapporto tra una data grandezza e l'estensione su cui essa si distribuisce (densità lineare di massa, densità elettrica superficiale, …). 
  sf. density. 
Densità elettrica e densità di corrente 
In elettrologia, misurano, rispettivamente, la quantità di carica elettrica e di corrente che attraversa un conduttore. 
Densità di popolazione 
Il rapporto tra il numero delle persone che popolano un Paese e la sua estensione. 
Densità di un insieme ordinato 
In matematica è la proprietà di un insieme ordinato per cui, per ogni coppia di valori A e B (con A che precede B), esiste un terzo valore C che segue A e precede B. 
Densità di frequenza e di probabilità di una variabile casuale
La densità di frequenza in un certo intervallo è il rapporto tra la frequenza relativa con cui la variabile casuale sperimentalmente assume valori nell'intervallo e l'ampiezza dell'intervallo stesso; la densità di probabilità in x è il limite per Δx → 0 del rapporto tra la probabilità con cui la variabile casuale assume valori in [x, x+Δx] e Δx.

\densitometrìa, sf. 1 Misurazione del grado di opacità del negativo fotografico ottenuta usando un densitometro. 2 In medicina, metodica che serve per determinare la composizione corporea. 

\densitòmetro, sm. Strumento che serve a misurare in modo veloce la densità ottica di un negativo fotografico. 

\dènso, agg. 1 Che ha una gran massa e piccolo volume; compatto. ~ condensato. <> rado. 2 Che contiene qualcosa in grande quantità; pieno. ~ fitto. <> scarso. 
• In matematica l'aggettivo "denso" è usato con vari signficati. I più comuni sono:  una relazione d'ordine su X è densa se per ogni x, y in X tali che x<y esiste z tale che x<z<y (i razionali e reali con gli ordinamenti usuali sono densi, non lo sono gli interi);  un sottoinsieme I di uno spazio topologico X è detto denso se la chiusura di I è X (ovvero se l'unico sottoinsieme chiuso di X contenente I è X stesso, o se ogni punto di X è il limite di una successione contenuta in I, …).
  agg. 1 dense. 2 (fitto) thick. 
  lat. densus. 

\Dent Blanche Monte (4.357 m) della Svizzera, nelle Alpi Pennine. 

\Dent d'Hérens Monte (4.179 m) delle Alpi Pennine, all'inizio della Valtournenche. 

\dentàle, agg., sm. e sf. agg. Del dente. 
agg. e sf. Di consonante, che si pronuncia poggiando la lingua contro i denti anteriori. 
sm. Legno al quale si attacca il vomere dell'aratro. 
  agg. dental. 

\dentàlio, sm. Mollusco (Dentalium vulgare) della famiglia dei Dentalidi e della classe degli Scafopodi. Lungo 8 cm, è protetto da una conchiglia conica. Vive nei fondali sabbiosi del Mediterraneo. 

\dentalium, sm. invar. Genere di Molluschi Scafopodi della famiglia dei Dentalidi, aventi conchiglia a forma di cono. 

\dentària, sf. Genere di piante erbacee rizomatose della famiglia delle Crocifere che presentano grandi fiori bianchi, lilla o viola. Tipiche delle regioni temperate settentrionali, le dentarie vengono anche coltivate nei giardini a scopo ornamentale. 

\dentàrio, agg. Relativo ai denti. 
  agg. dental. 

\dentàta, sf. 1 Colpo dato con i denti. 2 Morso e segno lasciato da un morso. 

\dentàto, agg. 1 Che ha denti. 2 Che ha sporgenze a forma di denti. 
Muscoli dentati 
Termine anatomico che designa i muscoli che uniscono la scapola alle costole (grande dentato) e quelli che uniscono i processi spinosi vertebrali alle singole costole (piccolo dentato). 

\dentatrìce, sf. Macchina utensile che serve a fabbricare i denti degli ingranaggi. 

\dentatùra, sf. Il complesso dei denti e la loro disposizione. 
  sf. set of teeth. 

\dènte, sm. 1 Ciascuno dei piccoli organi presenti nella bocca dei Vertebrati che servono a masticare il cibo. 2 Elemento sporgente di un oggetto o di un meccanismo. 3 Estremità dei bracci dell'ancora. 4 Cima appuntita di un monte. 
  sm. 1 tooth. 2 (ruota) cog. 3 (forchetta) prong. 4 (cima) jagged peak. 
  lat. dens, dentis. 
Il dente è formato da una parte esterna detta smalto, e da una interna, a sua volta distinta in dentina (all'esterno) e polpa dentaria (all'interno). Il dente nasce dalla corona ricoperta di smalto e rimane fissato negli alveoli della mascella tramite la radice. L'uomo adulto ha trentadue denti collocati negli alveoli mascellari e mandibolari. I primi denti, denominati da latte, appaiono verso il sesto mese di vita, per cadere intorno al sesto anno e venire sostituiti da quelli definitivi. 
Il dente di sega, in elettronica, è un segnale formato da una successione di impulsi triangolari; nel caso di una tensione alternata a dente di sega abbiamo che essa varia linearmente in intervalli di tempo di ampiezza pari al periodo. 

\Dènte dél Gigànte Vetta (4.014 m) delle Alpi Graie, nel massiccio del Monte Bianco. 

\dènte di leóne, sm. => "tarassaco" 

\dentellàre, v. tr. Fare dentelli. 

\dentellària, sf. Nome comune della Plumbago europaea, una pianta erbacea perenne della famiglia delle Plumbaginacee, che cresce nei in Europa in luoghi aridi. 

\dentellàto, agg. Fatto a dentelli. 

\dentellatùra, sf. L'insieme dei dentelli e il modo in cui sono composti. 

\dentèllo, sm. 1 Sporgenza a forma di piccolo dente. 2 Piccolo parallelepipedo sporgente che, in serie con altri, forma modanature o cornici. 

\dèntice, sm. Pesce (Dentex vulgaris) della famiglia degli Sparidi e dell'ordine dei Perciformi. Di colore argentato, misura sino a 1 m. Vive nel Mediterraneo e nell'Atlantico. Ha i denti anteriori allungati e forti con cui caccia prede di ogni genere. Viene pescato soprattutto per le sue carni assai pregiate. 
  sm. dentex. 

\Denticéti => "Odontoceti" 

\denticìda, agg. (pl. m.-i) Relativo all'apertura della capsula, quando questa avviene per mezzo di denti situati alla sommità della stessa. 

\denticolàto, agg. Munito di piccoli denti. 

\dentièra, sf. 1 Dentatura artificiale. La prima dentiera fu applicata nel 1770 dal medico francese Alexis Duchateau. ~ protesi. 2 Asta dentata. ~ cremagliera. 
  sf. set of false teeth, dentures. 

\dentifrìcio, agg. e sm. agg. Atto a pulire i denti. 
sm. Di sostanza che serve per la pulizia dei denti. 
  sm. toothpaste. 

\dentìna, sf. Diversamente detta anche avorio, è la sostanza che forma la struttura del dente attorno alla polpa dentaria. 

\dentinàle, agg. Di canali microscopici presenti nella dentina, i quali consentono alla polpa dentaria di penetrare nel dente con ramificazioni fino ad arrivare allo smalto. 

\Dentiròstri Denominazione di un gruppo di Uccelli Passeriformi che veniva utilizzato nelle classificazioni antiche. 

\dentìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Il medico specialista nei denti. ~ odontoiatra. 
  sm. e sf. dentist. 

\dentìstico, agg. (pl. m.-ci) Di dentista. ~ odontoiatrico. 
  agg. dental. 

\dentizióne, sf. Lo spuntare dei denti. 

\dentòma, sm. (pl.-i) Tumore benigno che si sviluppa nel dente adulto a partire da denti in via di sviluppo oppure in embrioni dentari. ~ odontoma. 

\D'Entrecasteaux, Antoine-Raymond-Joseph de Bruni (Entrecasteaux, Var 1737-Mare di Giava 1793) Esploratore francese. Arruolatosi in marina a soli quindici anni, nel 1785 divenne comandante della flotta nelle Indie orientali e poi fu nominato governatore dell'isola Maurizio. Promosso al grado di contrammiraglio, nel 1791 partì alla ricerca dell'esploratore Jean-François La Pérouse, che da tre anni non dava proprie notizie dall'Australia. Pur non portando a compimento la propria missione, Entrecasteaux ebbe la possibilità di perlustrare le coste dell'Australia meridionale, della Tasmania e della Caledonia, eseguendo accurati rilievi geografici di quell'area inesplorata. Scoprì inoltre un gruppo di isole vulcaniche accanto alla costa di Papua-Nuova Guinea che, in suo onore, vennero battezzate isole d'Entrecasteaux

\déntro, avv., prep. e sm. avv. 1 Nella parte interna. ~ internamente. <> esternamente. essere messo dentro, essere incarcerato. 2 Nell'animo. ~ intimamente. <> esteriormente. 
prep. 1 In, nel. essere dentro la politica. 2 Nella parte interna. ~ entro. <> fuori. 
sm. La parte interna. ~ interno. <> esterno. 
  1 inside. 2 (fig.) inwardly. prep. 1 inside. 2 (entro) within. 
  lat. de intro

\denuclearizzàre, v. tr. Sgombrare una zona da installazioni nucleari. 

\denuclearizzàto, agg. Liberato dalla presenza di armi nucleari. 

\denudaménto, sm. Il denudare, il denudarsi. 

\denudàre, v. tr. v. tr. 1 Rendere nudo, snudare, svestire. ~ spogliare. <> vestire. 2 Gettare nella miseria. ~ immiserire. 3 Svelare. ~ palesare. <> mascherare. 
v. rifl. Spogliarsi. ~ svestirsi. <> vestirsi. 

\denudazióne, sf. Il denudare e l'effetto. 

\denùncia, sf. 1 Il denunciare, l'essere denunciato, la cosa che si denuncia. ~ delazione. 2 Dichiarazione spontanea o richiesta per legge. ~ rapporto. 3 Disdetta di un contratto o di un trattato che non si ha intenzione di rinnovare. 
  sf. 1 charge, accusation, denunciation. 2 (dichiarazione) statement, declaration. 3 (redditi) income tax return. 
Atto attraverso cui le autorità giudiziarie vengono a conoscenza di un fatto che può rappresentare un reato perseguibile d'ufficio. È una dichiarazione o comunicazione richiesta dalla legge al fine di ricevere una difesa od ottemperare a un obbligo. 

\denunciànte, agg., sm. e sf. Che, chi denuncia; denunciatore. 

\denunciàre, v. tr. 1 Sporgere denuncia contro qualcuno, dichiarare alle autorità competenti. ~ accusare. 2 Rendere palese, manifestare. ~ rivelare. aveva denunciato per primo il malcostume dilagante delle tangenti. 3 Disdire un contratto o un trattato che non si ha intenzione di rinnovare. 
  v. tr. 1 to report, to denounce. 2 (rivelare) to show. 
  lat. denuntiare

\denunciatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi denuncia. ~ denunciante. 

\denùnzia e derivati => "denuncia e derivati" 

\denutrìto, agg. Nutrito in modo scarso o insufficiente. ~ deperito. <> pasciuto. 
  agg. undernourished. 

\denutrizióne, sf. Nutrizione non sufficiente e deperimento che ne consegue. 
  sf. malnutrition. 

\Denver Città (468.000 ab.) degli USA, sul fiume South Platte, capitale dello stato del Colorado. 

\deo gratias, loc. inter. 1 Espressione di ringraziamento a Dio nella messa in latino. 2 Esclamazione di sollievo o di gioia. 

\deodorànte, agg. e sm. Di sostanza, capace di deodorare. 
  sm. deodorant. 

\deodoràre, v. tr. Correggere o eliminare odori non desiderati o sgradevoli. 

\deontologìa, sf. Il complesso delle norme morali che regolano certe professioni. 

\deontològico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla deontologia. 

\Deoria Città (56.000 ab.) dell'India, nello stato dell'Uttar Pradesh, capoluogo del distretto omonimo. 

\deostruìre, v. tr. Liberare da un'ostruzione. <> ostruire. 

\depacchettizzazióne, sf. Processo di ricomposizione di un messaggio in una rete di trasmissione a pacchetto. Questa operazione è fattibile solo se sono stati ricevuti tutti i pacchetti nei quali era stato suddiviso il messaggio. 

\deparaffinazióne, sf. Operazione di separazione della paraffina da un olio lubrificante. 

\Depardieu, Gérard (Châteauroux 1948-) Attore cinematografico francese. Interpretò Mon oncle d'Amérique (1980), L'ultimo metrò (1980), Danton (1983), Sotto il sole di satana (1987), Cyrano de Bergerac (1990), Una pura formalità (1994), Il collonnello Chabert (1994), Amleto (1996). 

\depauperaménto, sm. Il depauperare e l'essere depauperato. ~ impoverimento. 

\depauperànte, agg. In agricoltura, relativo a specie o coltura che impoverisce il terreno. 

\depauperàre, v. tr. Rendere povero. ~ impoverire. <> arricchire. 

\depenalizzàre, v. tr. Togliere a un atto il carattere di reato che aveva in precedenza. 
  v. tr. to decriminalize. 

\depenalizzazióne, sf. Provvedimento con il quale si trasforma un reato di minore gravità in illeciti amministrativi. Viene regolata da due leggi del 1975 e 1981. La competenza spetta a organi amministrativi (prefetto, sindaco). 

\dépendance, sf. invar. Edificio minore annesso a uno principale. 

\depennàre, v. tr. 1 Togliere con un tratto di penna una o più parole. ~ cancellare. 2 Eliminare, escludere. ~ togliere. 3 Radiare. ~ espellere. 
  lat. mediev. depennare, comp. da de-+ deriv. da penna. 

\deperìbile, agg. Soggetto a deterioramento. ~ degradabile. <> indeperibile. 
  agg. perishable. 
  deriv. da deperire. 

\deperibilità, sf. L'essere deperibile. 

\deperiménto, sm. 1 Perdita di forza, di energia. ~ esaurimento. 2 Deterioramento di cose. ~ consunzione. 
  sm. poor state of health. 

\deperìre, v. intr. 1 Perdere forza, salute, bellezza. ~ debilitarsi. <> irrobustirsi. 2 Deteriorarsi, guastarsi. ~ alterarsi. 
  v. intr. to waste away, to lose strength. 
  lat. deperire, comp. da de-+ perire. 

\deperìto, agg. 1 Debilitato, sciupato. ~ patito. 2 Deteriorato, guasto. ~ alterato. 
  agg. run-down. 

\Depèro, Fortunàto (Fondo, Val di Non 1892-Rovereto 1960) Pittore. Tra le opere Figura seduta a un tavolo del caffè (1918, Milano, Galleria d'Arte Moderna) e La casa del mago (1919-1920, Torino, Collezione privata). 

\depersonalizzazióne, sf. In psicologia è l'inibizione di processi emotivi causata da controcariche violente. È tipica delle psicosi. 

\depigmentàto, agg. Che ha subito una depigmentazione. 

\depigmentazióne, sf. Decolorazione della pelle provocata da una malattia. 

\depilàre, v. tr. Rendere privo di peli. ~ radere, rasare. 
  v. tr. to depilate, to remove hair from. 

\depilatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Apparecchio o prodotto che serve a eliminare i peli. 

\depilatòrio, agg. e sm. Di sostanza che serve per depilare. 
  agg. depilatory, hair-removing. 

\depilazióne, sf. Il depilare, il depilarsi e l'essere depilato. 
  deriv. da depilare. 

\depistage, sm. invar. In pedagogia indica soggetti portatori di handicap psicofisico per i quali è necessario attuare un'efficace terapia di recupero nella scuola materna o dell'obbligo. 

\depistàggio, sm. Il depistare, l'essere depistato. 

\depistàre, v. tr. Far uscire dalla giusta pista, fornendo indicazioni fuorvianti. 
  v. tr. to mislead, to sidetrack. 

\dépliant, sm. invar. Pieghevole pubblicitario. ~ opuscolo, pieghevole. 
  sm. invar. brochure, leaflet. 

\deploràbile, agg. Da deplorare. 

\deploràre, v. tr. 1 Compiangere, lamentare. ~ commiserare. <> rallegrarsi. 2 Biasimare. ~ riprovare. <> approvare. 
  v. tr. to disapprove of, to deplore. 
  lat. deplorare, comp. da de-+ plorare piangere. 

\deplorazióne, sf. Il deplorare e l'essere deplorato. ~ disapprovazione, biasimo. <> approvazione, plauso. 
  sf. disapproval. 
  lat. deploratio,-onis pianto. 

\deplorévole, agg. Degno di biasimo, miserevole, riprovevole. ~ biasimevole. <> lodevole. 
  agg. regrettable, deplorable. 

\depolarizzàre, v. tr. Provocare una depolarizzazione. 

\depolarizzazióne, sf. In elettronica, eliminazione dell'idrogeno che si forma sull'elettrodo positivo di una pila durante il suo funzionamento. 
Depolarizzazione della luce 
Fenomeno fisico consistente nella perdita di polarizzazione da parte di un fascio luminoso causata da rifrazioni e riflessioni disordinate. 
Onda di depolarizzazione 
In fisiologia è l'influsso nervoso della superficie del neurone. 

\depolimerizzazióne, sf. Trasformazione di un composto polimero in un composto di forma più semplice. <> polimerizzazione. 

\depoliticizzàre, v. tr. Liberare qualcuno o qualcosa dagli influssi politici. 

\depolverizzatóre, sm. Depuratore che serve per eliminare le particelle presenti, in sospensione, in un gas. 

\depolverizzazióne, sf. Operazione di asporto da un gas delle polveri presenti in esso. ~ depurazione. 

\deponènte, agg. e sm. agg. e sm. Nella grammatica latina, si dice di un verbo con forma passiva e significato attivo. 
sm. Lettera o numero aggiunto sotto la riga. 

\depórre, v. v. tr. 1 Porre, mettere giù. ~ posare. <> sollevare. 2 Rimuovere da un incarico. ~ dimettere. è stato deposto dalla carica di direttore amministrativo. 3 Togliersi di dosso. 4 Abbandonare, desistere. ~ lasciare. 5 Produrre uova. : : pesci depongono molte uova. 
v. tr. e intr. Riferire in giudizio. ~ testimoniare. fu chiamato per deporre al processo in aula. 
v. intr. 1 Fornire elementi utili alla formazione di un giudizio. ~ dichiarare, affermare. i fatti depongono completamente a tuo sfavore. 2 Sedimentare. 
  v. tr. 1 (depositare) to deposit, to put down. 2 (dir., testimoniare) to testify, to give evidence. 3 (destituire da carica) to remove. 
  lat. deponere comp. da de-+ ponere porre incrociato con l'italiano porre

\deportàre, v. tr. Sottoporre a deportazione. ~ confinare. <> rimpatriare. 
  v. tr. to deport. 

\deportàto, agg. Sottoposto a deportazione. ~ esiliato. <> rimpatriato. 

\deportazióne, sf. Pena consistente nel trasferire qualcuno lontano dalla madrepatria. ~ esilio. <> rimpatrio. 

\depositànte, sm. e sf. Chi deposita o dà qualcosa in deposito. 

\depositàre, v. v. tr. 1 Consegnare una cosa ad altri perché la custodiscano, per poi restituirla a richiesta o a una data scadenza. ~ affidare. <> prendere. depositare i cappotti al guardaroba. 2 Di liquidi, lasciar posare sul fondo le particelle solide in sospensione. ~ sedimentare. 3 Posare. ~ deporre. <> sollevare. 4 Registrare. LOC. depositare la firma, per permettere verifiche di autenticità
v. intr. pron. Posarsi sul fondo. ~ decantare. 
  v. tr. 1 to put down. 2 (dare in deposito) to deposit. 3 (lasciare) to leave. 4 (registrare) to register. 5 (immagazzinare) to store. 
  deriv. da deposito

\depositàrio, agg. e sm. 1 Che, chi ha ricevuto qualcosa in deposito. ~ consegnatario. 2 Che, chi custodisce, difende, salvaguarda. ~ custode. 
  sm. depositary. 

\depositàto, agg. 1 Posto. ~ deposto. 2 Affidato. ~ consegnato. 
Marchio depositato 
Marchio industriale registrato e quindi coperto dal diritto di esclusiva. 

\depòsito, sm. 1 Il depositare, il depositarsi, l'essere depositato; ciò che si deposita. 2 Luogo dove si lasciano temporaneamente gli oggetti. ~ magazzino. 3 L'atto con cui si deposita. ~ custodia. 4 In diritto è un contratto reale gratuito, con il quale il depositario riceve dal depositante una cosa mobile con l'obbligo di custodirla e di restituirla. 5 Accumulo di materiale dovuto all'azione di agenti naturali. ~ sedimento. 6 Rimessa di autobus, locomotive ecc. 
  sm. 1 deposit. 2 (accumulo di materiale) sediment, deposit. 3 (locale) warehouse, depot. 4 (merci) storage. 5 (bagagli) left-luggage office. 
Deposito bancario 
Operazione tramite cui la banca riceve una determinata somma di denaro da parte del depositante, con l'obbligo di restituirla (maggiorata degli interessi). Può essere in conto corrente (pagabile a vista e mediante assegni) e a risparmio (pagabile con un certo preavviso). 

\deposizióne, sf. 1 L'atto del deporre, l'essere deposto. 2 Testimonianza davanti a un magistrato. ~ dichiarazione. 3 In arte, opera figurativa che rappresenta Gesù deposto dalla croce. 4 Allontanamento forzato da un potere. ~ rimozione. 
  sf. 1 deposition. 2 (da carica) removal. 3 (testimonianza) testimony, evidence. 
  lat. tardo depositio,-onis. 

\depotenziàre, v. tr. Diminuire la potenza. ~ indebolire. <> potenziare. 

\depravàre, v. tr. Rendere cattivo, viziare, corrompere. ~ pervertire. 

\depravàto, agg. e sm. Corrotto, viziato. ~ pervertito. <> morigerato. 
  agg. corrupt, depraved. sm. e sf. degenerate. 

\depravatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che o chi deprava. 

\depravazióne, sf. 1 Il depravare e l'essere depravato. ~ degenerazione. 2 Pervertimento morale. ~ corruzione. <> rettitudine. 
  lat. depravatio,-onis. 

\deprecàbile, agg. Che sarebbe da deprecare. ~ biasimevole. <> stimabile. 

\deprecàre, v. tr. Biasimare energicamente, disapprovare. ~ riprovare. 
  v. tr. to deprecate, to condemn. 
  lat. deprecari, comp. da de-+ precari pregare. 

\deprecatìvo, agg. Che depreca, atto a deprecare. 

\deprecazióne, sf. Il deprecare. ~ disapprovazione. 
  lat. deprecatio,-onis. 

\depredàre, v. tr. 1 Mettere a sacco, spogliare. ~ saccheggiare. 2 Sottrarre qualcosa con l'inganno o con la violenza. ~ derubare. 
  v. tr. to plunder, to rob. 
  lat. depraedari, comp. da de-+ praedari. 

\depredatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che o chi depreda. 

\depredazióne, sf. 1 Rapina, saccheggio. ~ razzia. 2 Devastazione. ~ rovina. 

\depressionàrio, agg. Che riguarda una depressione. 

\depressióne, sf. 1 Area che si trova sotto al livello del mare o a un livello inferiore rispetto a quello delle regioni circostanti. ~ avvallamento. <> dosso, duna. 2 Abbassamento di livello di una superficie. ~ buca. <> rialzo 3 In economia è sinonimo di recessione, ossia quella fase discendente di un ciclo economico. ~ congiuntura. <> espansione. 4 Alterazione dell'umore caratterizzata da malinconia e scarso interesse per il futuro. 5 Avvilimento, debolezza. ~ sconforto. <> allegria. 6 Zona di bassa pressione atmosferica raffigurata da isobare concentriche con valore decrescente verso l'interno. 
  sf. depression. 
  lat. depressio,-onis, deriv. da depressus, p.p. di deprimere. 
In psichiatria è uno stato mentale evidenziato da riduzione delle attività psichiche e motorie, incapacità di progettare il futuro, ansia. Può essere ereditaria (depressione endogena) oppure derivare da traumi psichici (reattiva), cronica o acuta. Può essere curata con farmaci o con la psicoterapia. 
Depressione sull'orizzonte 
In relazione a un osservatore che si trova a una certa altezza sul livello del mare, è l'angolo compreso tra il piano tangente alla superficie terrestre passante per un punto e quello parallelo alla superficie terrestre in quello stesso punto. La depressione apparente risulta essere molto inferiore a quella vera, per l'effetto della rifrazione atmosferica; in questo modo la superficie terrestre sembra più piatta di quello che è realmente. 

\depressìvo, agg. 1 Atto a deprimere. 2 Di depressione. 
  agg. depressive. 

\deprèsso, agg. e sm. agg. Che si trova in condizione di depressione. ~ abbattuto, demoralizzato. <> rianimato, rincuorato. 
sm. Che si trova in stato di depressione. 
  agg. depressed. sm. depressive. 
  lat. depressus, p.p. di deprimere. 

\depressóre, agg. 1 Di muscolo, che abbassa l'organo a cui è unito. 2 Di nervo che, opportunamente stimolato, determina l'abbassamento della pressione arteriosa. 

\depressurizzàre, v. tr. Portare la pressione dell'aria in un ambiente da valori superiori a quelli dell'esterno. <> pressurizzare. 

\depressurizzazióne, sf. Il depressurizzare, l'essere depressurizzato. <> pressurizzazione. 

\Depretis Canale del Piemonte, le cui acque derivano dalla Dora Baltea. 

\Deprètis, Agostìno (Mezzana Corti, Bressana Bottarone 1813-Stradella 1887) Uomo politico, fino all'età di quarant'anni seguì l'ideologia mazziniana. Nel 1848 fu deputato al parlamento subalpino (collegio di Stradella) con incarichi di amministratore terriero. Cominciò nel 1859 ad avvicinarsi alle idee politiche di Cavour e, dopo aver ricoperto l'incarico di governatore a Brescia, nel 1860 divenne prodittatore di Sicilia. Nel 1862 venne nominato ministro dei lavori pubblici nel governo Rattazzi e quattro anni dopo, ministro delle finanze e della marina con il governo Ricasoli. Nel 1873, dopo la morte di Rattazzi, tornò all'opposizione e guidò la sinistra. Fermo oppositore del governo Minghetti, nel 1876 con la rivoluzione parlamentare, riuscì a formare il suo primo governo di sinistra. Ricoprì quindi l'incarico di presidente del consiglio per circa undici anni. Importanti leggi vennero varate o abolite: varo della legge Coppino sull'istruzione elementare (gratuita e obbligatoria); l'abolizione del corso forzoso della lira; l'abolizione della tassa sul macinato e approvazione della riforma elettorale al fine di aumentare il numero degli aventi diritto. Concluse la Triplice Alleanza con gli imperi dell'Europa centrale (1881) e diede inizio alla politica espansionistica in Africa (1885) che sfociò nella sconfitta di Dogali del 1887. Agevolò l'industria e l'agricoltura italiana fissando dei dazi doganali sui prodotti esteri. Favorì lo sviluppo dei lavori per la costruzione di strade e ferrovie. 

\deprezzaménto, sm. Il deprezzare e l'effetto. 

\deprezzàre, v. v. tr. 1 Fare diminuire di valore, di prezzo. ~ svalutare. <> rivalutare. 2 Stimare meno del giusto. ~ declassare. <> valorizzare. 
v. intr. pron. Diminuire di valore. ~ svalutarsi. 
  v. tr. to depreciate, to lower the price of. v. intr. pron. to depreciate. 
  lat. tardo depretiare, comp. da de-+ deriv. da pretium prezzo. 

\deprimènte, agg. e sm. agg. 1 Che deprime. ~ demoralizzante. <> incoraggiante. 2 Che abbassa la pressione sanguigna. 
sm. Farmaco che abbassa la pressione sanguigna. 

\deprìmere, v. v. tr. Abbattere fisicamente o moralmente. ~ demoralizzare, indebolire. <> rincuorare. 
v. intr. pron. Avvilirsi, abbattersi. ~ demoralizzarsi. 
  v. tr. to depress. 
  lat. deprimere, comp. da de-+ premere premere. 

\deprivazióne, sf. Perdita, carenza. ~ mancanza. 

\deproteinizzazióne, sf. Detrazione di proteine da una sostanza o da un mezzo. 

\depuràre, v. v. tr. 1 Eliminare le impurità. ~ purificare. <> inquinare. 2 Rimuovere errori e imperfezioni. ~ correggere. 3 Liberare da elementi corrotti. ~ epurare. 
v. intr. pron. Diventare puro. ~ purificarsi. 
  v. tr. to purify. 

\depuratìvo, agg. e sm. agg. Atto a depurare. 
sm. Medicamento che serve a depurare. 

\depuratóre, agg. e sm. (f.-trìce) agg. Che depura. 
sm. 1 Chi depura. 2 Apparecchio che serve a depurare. 
  sm. purification plant. 

\depurazióne, sf. Rimozione delle impurità. 

\deputàre, v. tr. Destinare qualcuno allo svolgimento di un compito. ~ incaricare. 

\deputàto, agg. e sm. agg. Designato. ~ destinato. 
sm. Membro della camera eletto dai cittadini come rappresentante in parlamento per esercitarvi il potere legislativo. ~ parlamentare, onorevole. 
  sm. deputy. 
In Italia, il termine designa i membri della camera dei deputati, per la cui elezione, dal 1993, viene adottato il metodo maggioritario uninominale per il 75 % dei seggi, assegnando i rimanenti con il metodo proporzionale. I deputati beneficiano della cosiddetta immunità parlamentare, che garantisce loro la libertà necessaria a svolgere la propria attività politica. Anche questa norma costituzionale è stata modificata nel 1993, abolendo l'obbligo di ottenere l'autorizzazione di un'apposita commissione parlamentare per sottoporre un deputato a procedimento penale. 

\deputazióne, sf. 1 Il compito, il mandato che si assegna al deputato. 2 Commissione di persone incaricate di svolgere particolari funzioni. 3 Delegazione. 
  sf. 1 deputation. 2 (pol.) position of deputy. 

\dequalificàre, v. tr. Abbassare il livello della qualifica professionale. ~ squalificare. 

\dequalificazióne, sf. Perdita o decremento della qualifica professionale di un lavoratore. 

\deragliaménto, sm. Il deragliare e l'effetto. 

\deragliàre, v. intr. L'uscire dalle rotaie di un treno, di un tranvai ecc. 
  v. intr. 1 to be derailed, to go off the rails. 2 (far deragliare) to derail. 

\deragliatore, sm. Dispositivo che serve a spostare la catena nel cambio di velocità delle biciclette. 

\Derain, André (Chatou 1880-Garches 1954) Pittore francese. Tra le opere Il ponte di Westminster (1906, Parigi, Musée d'Orsay) e Paesaggio (1908, Zurigo, Kunsthaus). 

\D'Èramo, Lùce (Roma 1925-Roma 2001) Scrittrice. Tra le opere Deviazione (1979), Nucleo zero (1981), Partiranno (1986), Ultima luna (1993) e Si prega di non disturbare (1995). 

\dérapage, sm. invar. Il derapare. 

\derapàre, v. intr. L'effettuare da parte di un aereo o di un veicolo simile una deviazione, uno spostamento laterale in modo improvviso e rapido. 

\derattizzànte, agg. e sm. Di sostanza velenosa che uccide i topi. 

\derattizzàre, v. tr. Liberare dai topi. 

\derattizzazióne, sf. Il derattizzare e l'effetto. 

\Dèrbidi Famiglia di Insetti Emitteri Omotteri comprendente cicale dalle ali lunghe e dal corpo sottile. 

\Derborence Romanzo di Ch. F. Ramuz (1934). 

\Derby Città (215.000 ab.) della Gran Bretagna, nella contea omonima. 
Derby 
Contea (851.000 ab.) della Gran Bretagna, che si estende fino ai Monti Pennini. 

\derby, sm. invar. 1 Corsa al galoppo per puledri di tre anni. 2 Competizione tra due squadre di calcio della stessa città o regione. 

\Derby, Edward Geoffrey Stanley cónte di (Knowsley 1799-1869) Politico britannico conservatore. Fu primo ministro nel 1852, 1858, 1859 e dal 1866 al 1868. 

\derealizzazióne, sf. In psicologia, processo che porta alla perdita del senso della realtà. 

\deregolamentàre, v. tr. Liberare da regolamenti, sbloccare. ~ liberalizzare. <> regolamentare. 

\deregulation, sm. invar. Deregolamentazione; in particolare, liberalizzazione delle attività economiche dai vincoli imposti dall'autorità pubblica. 

\derelìtto, agg. e sm. agg. Che è lasciato in completo abbandono materiale e morale. ~ solo, trascurato. 
sm. Chi si trova in una condizione di estrema miseria e solitudine. ~ meschino, povero, tapino. 
  agg. derelict. sm. wretch. 
  lat. derelictus, p.p. di derelinquere abbandonare. 

\derelizióne, sf. In diritto, abbandono volontario di cosa propria che può, pertanto, divenire oggetto di occupazione. 

\derequisìre, v. tr. In diritto, restituire un bene precedentemente requisito al proprietario, essendo decaduti i motivi che ne avevano giustificato la requisizione. 

\deresponsabilizzàre, v. v. tr. Esimere da responsabilità. 
v. intr. pron. Perdere la coscienza delle proprie responsabilità. 

\deretàno, sm. 1 La parte posteriore del corpo umano. ~ natiche, glutei. 2 Sedere. ~ posteriore. 
  sm. buttocks, bottom. 

\derìdere, v. tr. Prendere in giro. ~ schernire. 
  v. tr. to deride, to mock, to laugh. 
  lat. deridere, comp. da de-+ ridere. 

\derisióne, sf. Il deridere. ~ dileggio. 
  lat. tardo derisio,-onis, deriv. da derisus, p.p. di deridere. 

\derìso, sm. Derisione. ~ dileggio. 

\derisóre, agg. e sm. Che, chi deride. 

\derisòrio, agg. Che è fatto per deridere. 

\derìva, sf. 1 Corrente marina superficiale prodotta da venti di direzione costante. 2 Deviazione di un natante o di un aereo per azione della corrente. 3 Andare alla deriva: lasciarsi andare al corso degli eventi. 4 Tavola o lama metallica applicata alla chiglia di alcune imbarcazioni per aumentarne la stabilità.  Parte fissa di un velivolo, alla quale è incernierato il timone di direzione. 
  sf. drift. 
  franc. dérive. 
In elettronica è la fluttuazione del livello di zero che si verifica in un circuito privo di segnale. Particolarmente critica è la deriva in uscita di un amplificatore di tensione continua. Viene causata da variazioni di temperatura di particolari componenti (resistori, transistor ecc.) e può essere parzialmente compensata con l'adozione di stabilizzatori chopper o con l'uso di particolari tecniche differenziali. 
Deriva dei continenti 
Teoria geologica formulata da A. Wegener, in relazione alla quale l'attuale disposizione dei continenti sarebbe stata provocata dalla spaccatura di un'unica massa (Pangea), i cui frammenti si sarebbero mossi sotto l'azione della rotazione e delle forze endogene terrestri. 
Piano di deriva 
Negli aerei è il piano stabilizzatore fisso verticale di coda dei veicoli, sul quale è incernierato il timone di direzione. Permette di correggere le imbardate durante le virate e di atterrare anche quando la pista è investita da vento laterale. 
Pinna di deriva 
Nelle navi è la continuazione della chiglia che ne impedisce lo spostamento trasversale (scarroccio). 

\derivàbile, agg. 1 Che si può derivare. 2 Che ammette almeno una derivata (di funzione matematica). 

\derivàre, v. v. tr. 1 Far provenire, trarre. ~ dedurre, ricavare. 2 Deviare (in particolare un corso d'acqua, ad es. per usi agricoli). 3 calcolare la derivata di una funzione.  
v. intr. Trarre origine; scaturire. ~ sgorgare. 
  v. tr. e intr. to derive 
  franc. dériver, dall'oland. drijven trascinare. 

\derivàta, sf. Concetto matematico che esprime la rapidità con cui una funzione F varia al variare dell'input. Viene indicata con F'. Al posto di F'(x) si scrive anche dF(x)/dx. Questa seconda notazione richiama il fatto che la derivata F'(p) di F in p può essere definita come il limite per Δx che tende a 0 del rapporto tra la differenza dei valori che assume F al passare dell'input da p a p+Δx e la differenza Δx dei valori dell'input. Se F(t) è lo spazio in metri percorso da un oggetto dopo t secondi, F'(t) esprime la velocità in m/s dell'oggetto all'istante t (se prendo Δt = 10 calcolando (F(t+Δt)-F(t))/Δt ottengo la velocità media misurata su un intervallo di 10 sec; se prendo man mano Δt più piccoli ottengo valori che approssimano sempre meglio il valore della velocità all'istante t. Se F è una funzione continua F'(x), se esiste, rappresenta la pendenza del grafico della funzione nel punto P = (x, F(x)), ovvero la pendenza della tangente nel punto P al grafico di F. Le derivate di funzioni a più variabili possono essere parziali, ossia calcolate rispetto a una variabile alla volta: se F: x,y F(x,y) è a 2 input, con F'x o con F'1 o con ∂F(x,y)/∂x viene indicata la derivata parziale rispetto alla prima variabile. 
  sf. derivative 

\derivatìvo, agg. 1 Dovuto a derivazione. ~ derivato. 2 Che produce derivazione. 

\derivàto, agg. e sm. agg. Che deriva da qualcosa. 
agg. e sm. 1 Voce che deriva da un'altra lingua o da un altro vocabolo. 2 Sostanza ricavata da un'altra. 

\derivatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Di ciò che serve a derivare. 

\derivazióne, sf. 1 Il derivare e l'essere derivato. ~ discendenza. 2 Processo di formazione di una parola da un'altra già esistente. ~ etimologia. 3 Diramazione di un conduttore elettrico in più conduttori. ~ ramo. 4 Prelievo da un bacino naturale o artificiale di acque da utilizzare per la produzione di energia elettrica o per irrigazione. 5 Origine. ~ provenienza. 6 Nel calcolo è il procedimento per ottenere la derivata di una funzione. 
  sf. derivation (anche in matem.), diversion. 
  lat. derivatio,-onis. 
Derivazione d'acqua 
Prelievo di acqua da un corso o da uno specchio d'acqua al fine di consentire l'irrigazione o per svolgere attività industriali. 

\derivòmetro, sm. Apparecchio che misura la deriva rispetto al suolo degli aeromobili. 

\dèrma, sm. Strato intermedio della cute, fondamentalmente costituito da tessuto connettivo riccamente vascolarizzato e con fibre nervose e muscolari. Dal derma si evidenziano una serie di papille i cui capillari nutrono lo strato germinativo dell'epidermide e i peli. 
  greco dèrma pelle. 

\derma-, dermato-, dermo- Primi elementi di vocaboli composti. 
  dal greco dérma-atos pelle. 

\dermaschèletro, sm. Aggregato di piastre ossee e calcaree presente in alcuni Vertebrati e negli Echinodermi che si forma in corrispondenza dei connettivi cutanei o sottocutanei. 

\dermatìte, sf. Infiammazione della cute, che può essere limitata a zone circoscritte o estesa a tutto il corpo. La sintomatologia della dermatite è strettamente collegata al grado di irritazione dell'area interessata: nei casi più lievi può limitarsi al semplice arrossamento accompagnato da prurito. Nelle forme più gravi, è invece possibile che il derma desquami e dia origine alla formazione di croste. È dovuta a molti fattori, quali microbi, parassiti, allergia e sostanze tossiche. 

\dermatocaliptrògeno, sm. Tessuto meristematico dal quale, nelle gimnosperme e nei dicotiledoni, si originano la cuffia e l'epidermide. È posto nell'apice radicale. 

\dermatofìta, sm. Nome generico di Funghi patogeni, parassiti dell'epidermide, che provocano alterazioni di vario genere. 

\dermatògeno, sm. Tessuto meristematico situato nell'apice vegetativo da cui si origina l'epidermide. 

\dermatologìa Branca della medicina che si occupa della pelle. 

\dermatològico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla dermatologia. 

\dermatòlogo, sm. (pl. m.-gi) Medico specialista in dermatologia. 
  sm. dermatologist. 

\dermatomicòsi, sf. Malattia della pelle provocata da funghi parassiti. 

\dermatomiòma, sm. (pl.-i) Tumore benigno che si sviluppa sui muscoli lisci della cute. Provoca dolore e, a volte, contrazione dei muscoli interessati. 

\dermatomiosìte, sf. Malattia caratterizzata da un processo infiammatorio localizzato alla pelle e ai muscoli scheletrici, dove si formano accumuli di cellule infiammatorie che portano alla distruzione dei tessuti. Spesso si manifesta in associazione ad altre malattie. Si ritiene che possa essere una malattia su base autoimmune. 

\dermàtomo, sm. Dermatotomo. 

\dermatoneuròsi, sf. Malattia della pelle di origine nervosa. 

\dermatosclèrosi, o dermatoscleròsi, sf. => "sclerodermia" 

\dermatoscopìa, sf. Esame microscopico in vivo della cute per definire la natura delle lesioni osservate sulla stessa. 

\dermatòsi, sf. Termine medico che designa genericamente qualsiasi affezione della cute. 

\dermatòtomo, sm. Apparecchio utilizzato in chirurgia per tagliare lamine cutanee di piccolo spessore che verranno innestate su ustioni o piaghe non cicatrizzanti. ~ dermatomo. 

\Dermatozòi Parassiti cutanei di uomini e animali. 

\Dermàtteri Ordine di Insetti Pterigoti Ortotteri, con corpo appiattito e apparato masticatore molto sviluppato. Sono muniti di elitre rudimentali e cerci terminali che finiscono con una grossa pinza. Hanno corpo scuro, sono notturni e molte specie, pur essendo provviste di ali, si muovono a terra. Subiscono metamorfosi parziale e vivono in ambienti umidi. Si nutrono di frutta e vegetali anche se esistono alcune specie carnivore. Questi insetti, possono infettare le piante, ma non procurano danni all'uomo. Esemplare è la forbicina (Forficula auricularia). 

\Dermèstidi Famiglia di Insetti Coleotteri Diversicorni che presentano antenne clavate. 

\dèrmico, agg. (pl. m.-ci) Del derma. 

\dermochèlide, sf. Rettile (Dermochelys coriacea) della famiglia delle Dermochelidi e dell'ordine dei Testudinati. Lunga 2 m, pesa 50 kg. Vive nei mari caldi, ma si riproduce sulla terraferma. 

\Dermochelìdi Famiglia di Rettili Cheloni comprendente tartarughe dalle zampe atte al nuoto e corazza indipendente. 

\dermogènesi, sf. Formazione di derma ed epidermide a partire dal foglietto esterno dell'embrione. 

\dermografìsmo, sm. Reazione cutanea che alcuni soggetti presentano in presenza di un'irritazione meccanica della pelle. 

\dermòide, sf. Sostanza che ha l'aspetto e la consistenza della pelle conciata. 

\dermosifilopatìa, sf. Branca della medicina che studia le malattie veneree (in particolare leutiche) e della cute. 

\dermosifilopàtico, agg. (pl. m.-ci, f.-che) Relativo alle malattie veneree e della cute. 

\dermotropìsmo, sm. Proprietà che hanno certe sostanze e taluni microbi e che consiste nel fissarsi elettivamente sui tessuti cutanei. 

\Dermòtteri Ordine di Mammiferi comprendente la sola famiglia dei Cinocefalidi con l'unico genere Cynocephalus

\Dernìce Comune in provincia di Alessandria (292 ab., CAP 15056, TEL. 0131). 

\dernier cri, loc. sost. m. invar. Locuzione francese corrispondente all'italiana ultimo grido che indica l'ultima novità nel campo della moda. 

\dèroga, sf. 1 Il derogare e l'effetto. ~ eccezione. 2 Eccezione a una disposizione. ~ dispensa. 
  sf. dispensation. 
  deriv. da derogare. 

\derogàbile, agg. Che si può derogare. 

\derogàre, v. intr. 1 Togliere, in parte o del tutto, autorità a una legge o simili. 2 Non osservare quanto stabilito in precedenza. ~ contravvenire. 
  lat. derogare, comp. da de-+ rogare. 

\derogatìvo, agg. Che ha la forza di derogare. 

\derogatòrio, agg. 1 Che permette di derogare. 2 Che contiene una deroga. 
Clausola derogatoria 
Clausola posta in un testamento con la quale si annullano tutti i testamenti antecedenti. 

\derogazióne, sf. Deroga. 

\Deróvere Comune in provincia di Cremona (396 ab., CAP 26040, TEL. 0372). 

\derràta, sf. Prodotto agricolo di uso alimentare solo in quanto posto in vendita. ~ merce. 
  sf. pl. foodstuffs. 

\derrick, sm. invar. Torre metallica piramidale per sostenere e manovrare le attrezzature per la perforazione petrolifera. 

\Derrida, Jacques (El-Biar, Algeria 1930-Parigi 2004) Filosofo francese. Tra le opere La voce e il fenomeno (1967), La scrittura e la differenza (1967), La grammatologia (1967), I limiti della filosofia (1972), Gli stili di Nietzsche (1978), La cartolina da Socrate a Freud e oltre (1980), Essere giusti con Freud (1994) e Donare il tempo (1996). 

\derrìsta, sm. (pl.-i) Operaio preposto alla manovra dei derrick. 

\Dersu Uzala, il piccolo uomo delle grandi pianure Film d'avventura, giapponese (1975). Regia di Akira Kurosawa. Interpreti: Juri Solomin, Maksim Munzuk. Titolo originale: Dersu Uzala 

\derubàre, v. tr. Appropriarsi di qualcosa che appartiene ad altri. ~ rubare. 
  v. tr. to rob. 
  da de-+ rubare. 

\derubàto, agg. e sm. Che, chi ha subito un furto. 

\derubricàre, v. tr. Qualificare in un processo penale un fatto come reato di gravità minore rispetto a una precedente configurazione giuridica. 

\derubricazióne, sf. 1 Modificazione di un reato da più grave a meno grave. 2 Abrogazione di una norma o di un suo paragrafo. 

\Deruta Comune in provincia di Perugia (7.640 ab., CAP 06053, TEL. 075). 

\Dèrvio Comune in provincia di Lecco (2.782 ab., CAP 22050, TEL. 0341). 

\dervìscio, sm. Monaco musulmano di vita austera. 

\Derzavin, Gravil Romanovic (Sokura, Kazan 1743-Zvanka, Novgorod 1816) Poeta russo. Tra le opere A Eugenio, vita a Zvanka (1807) e Ode sulla mortalità (1816). 

\DES Sigla di Data Encryption Standard (standard per la codifica dei dati). È un metodo, utilizzato in informatica, per la codifica di informazioni riservate. 

\Des Moines Città (193.000 ab.) degli USA sul fiume omonimo, capitale dello stato di Iowa. Nelle sue vicinanze si trovano miniere di carbone. Le risorse economiche principali si basano sulle industrie alimentari, meccaniche, chimiche, tessili, della gomma, editoriali e di cosmetici. Sede di un'università e di un importante museo di arte moderna e contemporanea. 

\desacralizzàre, v. tr. 1 Ridurre un tempio, una cosa o una persona alla condizione profana tramite un rito. 2 Smitizzare. ~ demitizzare. 

\Desaguadero Fiume andino (325 km) della Bolivia, che nasce dal lago Titicaca. Sfocia nel lago Poopo. 

\Desai, Shri Morarji Ranchodji (Bhadeli 1896-Bombay 1995) Politico indiano del Partito Janata. Fu primo ministro dal 1977 al 1979. 

\desalificazióne, sf. Asportazione dal petrolio grezzo dei sali in emulsione acquosa (soprattutto cloruro di sodio). 

\desametasóne, sm. Corticosteroide di sintesi che esercita una forte azione antiflogistica e antiallergica, presentando un potere di ritenzione di acqua e sodio particolarmente ridotto. 

\Desàna Comune in provincia di Vercelli (1.053 ab., CAP 13034, TEL. 0161). 

\desaparecido, agg. e sm. (pl. m.-dos) Di persona scomparsa, in realtà rapita e uccisa per motivi politici. 

\Desargues, Girard (Lione 1591-1661) Matematico francese. Compì importanti studi di geometria proiettiva. 

\desattellizzazióne, sf. Distaccamento politico dei paesi satelliti dall'Unione Sovietica. 

\descamisados 1 Nome dato dai conservatori spagnoli ai liberali fautori della rivoluzione del 1820. 2 Denominazione dei sostenitori del generale Perón in Argentina. 

\Descartes "Cartesio" 

\deschétto, sm. Il tavolo di lavoro dei calzolai. ~ bischetto. 

\désco, sm. (pl.-chi) 1 Tavola su cui si mangia; mensa. 2 Pancone, banco (desco del macellaio). 

\descolarizzazióne, sf. Teoria che si oppone alla scolarizzazione, in quanto strumento che limita le capacità e le valenze culturali. 

\descrittivìsmo, sm. Tendenza all'uso, da parte di artisti e scrittori, di descrizioni oltremodo particolareggiate. 

\descrittìvo, agg. 1 Che descrive. 2 Che descrive l'aspetto morfologico di un oggetto studiato. 3 Che rappresenta solo aspetti esteriori. stile molto descrittivo
  lat. descriptivus, deriv. da descriptus, p.p. di describere descrivere. 

\descrittóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi descrive. 

\descrìvere, v. tr. 1 Rappresentare con parole le caratteristiche di un oggetto, una persona o un evento. ~ raffigurare. 2 Tracciare il percorso di un oggetto in movimento. ~ segnare. : :l proiettile descrive una traiettoria parabolica. 3 Manifestare. cercava di descriverle la gioia che gli aveva procurato, con quel semplice gesto 
  v. tr. to describe. 
  lat. describere, comp. da de-+ scribere scrivere. 

\descrivìbile, agg. Che si può descrivere. <> indescrivibile. 

\descrizióne, sf. Il descrivere e le parole con cui si descrive. ~ narrazione, relazione, illustrazione. 
  sf. description. 
  lat. descriptio,-onis, deriv. da descriptus, p.p. di describere. 

\Descrizione dell'India Opera di erudizione di Abu'l Raihan al-Biruni (X-XI sec.). 

\Desdèmona Protagonista del dramma Otello di Shakespeare. Moglie di Otello che la uccide a causa della sua furiosa gelosia, scatenata dall'inganno di Jago. 

\desensibilizzànte, agg. Si dice di un tipo di inchiostro trasparente che servono a inibire la capacità di ricalco di certe zone del lato trasmittente di carte fisiche o della superficie ricevente di carte chimiche. 

\desensibilizzàre, v. Sottoporre a desensibilizzazione. <> sensibilizzare. 

\desensibilizzazióne, sf. 1 Riduzione di sensibilità di un'emulsione di luce. 2 Attenuazione o rimozione della sensibilità di un organo. 3 Riduzione o eliminazione di un'allergia mediante l'utilizzo di piccole dosi di antigene. <> sensibilizzazione. 
  deriv. da desensibilizzare

\Desenzàno dél Gàrda Comune in provincia di Brescia (21.183 ab., CAP 25015, TEL. 030). Centro agricolo (coltivazione di frutta e viti) e stazione climatica del lago di Garda. Vi si trovano resti di villa romana, risalenti al IV sec. Gli abitanti sono detti Desenzanesi

\desèrtico, agg. (pl. m.-ci) Proprio del deserto; simile al deserto. 

\desertìcolo, agg. Che vive nel deserto. 

\desertificàre, v. tr. 1 Trasformare in deserto. 2 Eliminare ogni attività umana ed economica di una regione. 

\desertificazióne, sf. Progressiva trasformazione di un terreno fertile in deserto a causa di degenerazione geologica e climatica. 

\desèrto, agg. e sm. agg. 1 Di luogo, incolto o inabitato; vuoto. ~ disabitato. <> popolato, abitato. 2 Di persona, derelitta. ~ abbandonato. 
sm. 1 Vasta regione con scarsissime precipitazioni, vita animale ridotta e vegetazione precaria, di solito stepposa o coperta di sabbia. ~ landa. 2 Luogo privo di vita, disabitato. ~ desolato. <> ameno. 
  agg. deserted, desert. sm. desert. 
Nei deserti l'escursione termica è la causa della disgregazione delle rocce in ciottoli e sabbie. Esistono deserti caldi (tipici della fascia tropicale e caratterizzati da temperature diurne molto elevate e da notevoli escursioni termiche) e deserti freddi (tipici delle aree continentali, in cui la temperatura massima non è elevata). Le condizioni di vita, a causa dell'assenza d'acqua, sono comunque difficili. La vegetazione è molto ridotta (piante xerofile) se non del tutto inesistente, così come la fauna, limitata a qualche esemplare di ragno, scorpione, rettili e roditori. Qualche zona verde è riscontrabile nei pressi di falde acquifere (oasi). Il deserto più vasto è il Sahara (Africa). 

\Deserto dei tartari, Il Romanzo di D. Buzzati (1940). Il romanzo rappresenta la trasposizione in libro del sentimento dell'autore che, in servizio nella fortezza del Corriere della Sera, ha l'impressione che il tempo passi nella vana attesa della gloria. Il titolo doveva essere La fortezza, poi l'autore preferì il titolo attuale, perché il deserto ha un valore simbolico, mentre i tartari conferiscono un profumo di epopea con la loro stessa assenza. Mancano indicazioni precise di tempo e di luogo: il tenente Drogo si trova in un posto di frontiera, tra montagne e deserto. È considerato il romanzo dell'attesa, nel quale i personaggi vivono unicamente nell'attesa di un avvenimento mitico che potrà procurare la gloria o la morte. 

\desessualizzazióne, sf. Processo psichico nel quale vengono annullati i contenuti sessuali da conflitti, vissuti emozionali e altro. 

\Desgrazi de Giovannin Bongee, I Opera di poesia di C. Porta (1812-1813). 

\déshabillé, sm. invar. 1 Vestaglia di donna. 2 Essere in deshabillè, non essere ancora vestito. 

\desiàre, v. tr Desiderare. 

\desideràbile, agg. Che si può desiderare, che è degno di essere desiderato. ~ allettante, attraente. <> indesiderabile. 

\desideràre, v. tr. 1 Aspirare alla soddisfazione di un bisogno, di un piacere o a possedere qualcosa. ~ ambire. lasciare a desiderare, non soddisfare per nulla. 2 Volere, bramare. ~ agognare. desiderava comunicare con lei. 3 Sentire la mancanza. ~ sognare. desiderava solo riposare
  v. tr. 1 to want, to wish for. 2 (bramare) to desire, to long for. 
  lat. desiderare rimpiangere, avere mancanza di. 

\desideràta, sm. pl. Cose desiderate; richieste. 

\desideràto, agg. e sm. agg. Aspettato, bramato; auspicato. ~ ambito. 
sm. Ciò che si desidera. 

\desidèrio, sm. 1 Il desiderare. ~ cupidigia. <> avversione. 2 Ciò che si desidera. ~ sogno, aspirazione. 3 Voglia sessuale. ~ brama. 4 Nostalgia. ~ rimpianto. 
  sm. 1 wish. 2 (brama) desire. 
  lat. desiderium, deriv. da desiderare. 

\Desidèrio Duca di Tuscia, succedette al re Astolfo nel regno longobardo con l'appoggio di papa Stefano II. Cercò anche di avvicinarsi alle famiglie dei franchi facendo sposare le sue figlie Ermengarda e Gerberga agli eredi di Pipino, Carlo Magno e Carlomanno. Questa sua politica di intreccio tra interessi politici e privati non diede i risultati sperati: morto Carlomanno, la vedova Gerberga tornò a Pavia presso Desiderio, mentre Ermengarda fu ripudiata da Carlo Magno. Anche per Desiderio, così come era successo per Astolfo, la minaccia longobarda costrinse il papa Adriano I a chiamare in aiuto Carlo Magno, allorché Desiderio riprese a marciare verso Roma (772). La sorte di Desiderio era segnata: dopo la sconfitta di Susa (773) e aver resistito all'assedio di Pavia, fu fatto prigioniero e mandato in esilio in Francia. Con la sua morte terminò il regno dei longobardi, iniziato circa duecento anni prima. 

\Desiderio (Canaglie di lusso) Film commedia, americano (1936). Regia di Frank Borzage. Interpreti: Marlene Dietrich, Gary Cooper, John Halliday. Titolo originale: Desire 

\Desidèrio da Settignàno (Settignano ca. 1430-Firenze 1464) Scultore. Tra le opere Ritratto femminile (ca. 1450, Firenze, Museo del Bargello) e Monumento funebre di Carlo Marsuppini (1455, Firenze, Santa Croce). 

\desideróso, agg. Che desidera qualcosa. ~ bramoso, desioso. <> appagato, sazio. 
  agg. longing for, eager. 

\desidìa, sf. Negligenza, pigrizia. ~ accidia. 

\design, sm. invar. 1 Progettazione di manufatti che concilia le esigenze funzionali e tecniche con quelle estetiche. 2 La linea di un oggetto prodotto industrialmente. 

\designàre, v. tr. 1 Indicare in modo determinato. ~ additare. 2 Proporre a un incarico, a un ufficio. ~ destinare. 
  v. tr. to designate. 
  lat. designare, comp. da de-+ deriv. da signum segno. 

\designàto, agg. e sm. Che, chi è stato destinato a un certo incarico. 

\designatóre, sm. (f.-trìce) Chi designa. 

\designazióne, sf. Il designare, l'essere designato. ~ indicazione. 
  lat. designatio,-onis. 

\designer, sm. e sf. invar. Chi si occupa professionalmente di design. 

\desinàre, v. intr. e sm. v. intr. Fare il pasto principale della giornata, alla mattina o alla sera. 
  franc. antico disner, dal lat. volg. disiunare. 
sm. Il pasto principale della giornata. 
  da desinare. 

\desinènza, sf. Elemento mobile che si aggiunge alla radice della parola per formare una forma flessa. 
  sf. inflexion, ending. 

\desinenziàle, agg. Relativo alla desinenza. 

\desinit in piscem Espressione latina utilizzata dal poeta Orazio che significa "finisce a forma di pesce", riferito alla sirena. Si usa per indicare cose che hanno un finale deludente rispetto alle premesse. 

\desìo, sm. Desiderio. ~ anelito. 

\Dèsio Comune in provincia di Milano (34.085 ab., CAP 20033, TEL. 0362). Centro industriale (prodotti tessili, meccanici e mobilifici). Gli abitanti sono detti Desiani

\Dèsio, Ardìto (Palmanova, Udine 1897-Roma 2001) Geologo e alpinista. Nel 1929 prese parte alla spedizione alpinistica sul Karakorum e nel 1954 guidò la spedizione italiana che conquistò il K2. Scrisse Geologia applicata all'ingegneria (1958) e Sulle vie delle sete, dei ghiacci e dell'oro (1988). 

\desióso, agg. Desideroso. ~ bramoso. 

\desipiènte, agg. 1 Ignorante. ~ incolto. 2 Sciocco. ~ fesso. 

\desipiènza, sf. 1 L'essere incolto. ~ ignoranza. 2 L'essere sciocco. ~ stupidità. 

\desìstere, v. intr. Non continuare. ~ smettere. <> continuare, insistere. 
  v. intr. to desist, to give up. 
  lat. desistere, comp. da de-+ sistere stare fermo. 

\desjatìna, sf. Unità di misura russa di aree. Equivale a 10.925 m2

\desktop computer, loc. sost. m. invar. Elaboratore da tavolo, costituito da un'unità centrale di dimensioni ridotte, video e tastiera. 

\desktop publishing, loc. sost. m. invar. Sistema integrato di elaborazione e stampa, formato generalmente da un personal computer e di una stampante a esso collegata, rivolto alle aziende. 

\desman, sm. invar. Nome volgare della Desmana moschata, un mammifero insettivoro appartenente alla famiglia dei Talpidi. ~ talpa acquatica. 

\Desmarestiàli Ordine di Alghe Feoficee brune caratterizzate da riproduzione sessuale oogama. Vivono nelle acque marine fredde. 

\Desmidiàcee Famiglia di Alghe Clorofite dell'ordine delle Desmidiali. 

\Desmidiàli Ordine di Alghe Clorofite comprendente forme microscopiche di acqua dolce. Si trovano nelle acque ferme e trasparenti. 

\desmo- Primo elemento di parole composte. 
  dal greco desmós legame, legamento. 

\Desmoceras, sm. invar. Genere di Ammoniti della famiglia dei Desmoceratidi vissuto nel Cretaceo. Presentava una conghiglia a forma di piccolo ombelico decorata da un intreccio di grossi cercini e coste sottili. 

\desmòdio, sm. Genere di piante arbustacee, arboree o erbacee della famiglia delle Papilionacee, caratteristiche delle zone tropicali e subtropicali. 

\desmodròmico, agg. (pl. m. ci, f.-che) Di collegamento tra due organi meccanici dei quali uno trascina l'altro a velocità fissata. 

\desmodus, sm. invar. Genere di Mammiferi Chirotteri della famiglia dei Desmodontidi comprendente pipistrelli originari dell'America tropicale. 

\desmognàto, agg. Del cranio degli Uccelli nel quale i mascellari sono a contatto tra di loro seguendo la linea mediana e dinanzi al vomere. 

\desmolàsi, sf. Denominazione data agli enzimi che scindono i legami carbonio-carbonio delle molecole organiche producendo acqua, biossido di carbonio e residui azotati. 

\desmologìa, sf. Branca dell'anatomia che studia i legamenti dei tendini. 

\Desmomiàri Ordine di Tunicati Taliacei comprendente la sola famiglia dei Salpidi. 

\Desmoscolècidi Famiglia di Nematodi marini della famiglia dei Desmoscolecoidei che presentano una cuticola anellata rivestita di setole. 

\Desna Fiume (1.130 km) della parte europea dell'ex URSS. Confluisce nel Dnepr. 

\desolànte, agg. Che sconforta. ~ sconfortante. 

\desolàre, v. tr. 1 Affliggere. ~ angosciare. 2 Devastare. ~ distruggere. 

\desolàto, agg. 1 Sconsolato, afflitto. ~ angosciato. <> contento, soddisfatto. 2 Devastato. ~ distrutto. 
  agg. 1 (persona) sorry. 2 (paesaggio) desolate. 

\desolazióne, sf. 1 Afflizione, sconforto. ~ costernazione. <> fiducia, ottimismo. 2 Stato di abbandono. ~ squallore. 
  lat. tardo desolatio,-onis. 

\desolforàre, v. tr. Eliminare lo zolfo presente in una lega, in una miscela o in un composto. 

\desossi- Prefisso indicante la sostituzione di un atomo di ossigeno con uno di idrogeno all'interno di una molecola. 

\desossicorticosteróne, sm. Ormone corticosurrenale appartenente al gruppo degli steroidi. 

\desossiribonucleàsi, sf. Denominazione di due enzimi in grado di idrolizzare il DNA. 

\desossiribonuclèico, agg. => "DNA" 

\Despiau, Charles (Mont-de-Marsan 1874-Parigi 1946) Scultore francese. Tra le opere Nudo di giovinetta (1925, Parigi, Musée National d'Art Moderne). 

\dèspota, sm. (pl.-i) 1 Monarca assoluto. ~ tiranno. 2 Chi esercita la propria autorità con arbitrii e tirannie. ~ dittatore, assolutista. 

\despotàto, sm. Nome attribuito ad alcuni regni governati da principi con dignità di despoti. 

\Desprès, Josquin (Beaurevoir ca. 1440-Valenciennes 1521) Compositore franco-fiammingo. Autore di messe, mottetti e chansons polifoniche. 

\desquamàre, v. v. tr. Provocare desquamazione. 
v. intr. pron. Subire desquamazione. 

\desquamazióne, sf. 1 Alterazione superficiale delle rocce con distacco di frammenti in forma di squame. 2 Perdita fisiologica di frammenti della superficie cutanea. 

\dessert, sm. invar. L'ultima portata di un pasto, in genere frutta o dolce. 

\Dessì, Giusèppe (Villacidro, Cagliari 1909-Roma 1977) Romanziere. Tra le opere San Silvano (1939) e Paese d'ombre (1972). 

\Dessiè Città (69.000 ab.) dell'Etiopia, capoluogo della regione dell'Uollò. 

\désso, pron. dimost. Forma rafforzativo di esso. 

\destabilizzànte, agg. Che tende a destabilizzare. 

\destabilizzàre, v. tr. Rendere instabile. ~ squilibrare. <> consolidare. 
  v. tr. to destabilize. 

\destabilizzazióne, sf. Il destabilizzare, l'essere destabilizzato. 

\destalinizzàre, v. tr. Togliere il carattere staliniano a uno stato, a una politica o a un partito. 

\destalinizzazióne, sf. Il destalinizzare. 

\destàre, v. v. tr. 1 Svegliare, risvegliare. ~ ridestare. <> addormentare. 2 Suscitare. ~ provocare. <> sopire, spegnere. 3 Stimolare. ~ indurre. 
v. intr. pron. 1 Svegliarsi. ~ ridestarsi. 2 Nascere. 
  v. tr. 1 to wake up. 2 (fig.) to awaken. 
  lat. deexcitare, comp. da de-+ excitare. 

\destinàre, v. tr. 1 Assegnare. ~ affidare. : :'edificio fu destinata a usi civili. 2 Dirigere una lettera. ~ indirizzare, mandare. 3 Stabilire in modo irrevocabile. ~ fissare. ormai era tutto destinato ad accadere come aveva voluto lui 
  v. tr. 1 to assign. 2 (stabilire) to fix. 
  lat. destinare assicurare, comp. da de-+ stare stare. 

\destinatàrio, sm. Persona a cui è destinato qualcosa. 
  sm. 1 consignee. 2 (postale) addressee. 

\destinazióne, sf. 1 Il destinare, l'essere destinato. ~ destino. 2 Il fine a cui una cosa è destinata. ~ scopo. tutto ciò che verrà devoluto avrà per destinazione i paesi del terzo mondo. 3 Residenza o ufficio assegnati a un impiegato. 4 Meta di un viaggio. la destinazione della missione era ancora ignota. 5 Indirizzo. ~ recapito. non è mai giunto a destinazione
  sf. 1 destination. 2 (ufficio assegnato) posting. 
  lat. destinatio,-onis

\Destini, I Opera di poesia di A. de Vigny (postuma 1864). 

\destìno, sm. 1 Potenza superiore all'umana volontà che opera secondo leggi arcane e inalterabili. ~ provvidenza. 2 Destinazione. 3 Fato. ~ sorte. 
  sm. fate, destiny. 
  deriv. da destinare. 

\destituìre, v. tr. Esonerare da un ufficio. ~ deporre. <> assegnare, incaricare. 
  v. tr. to remove, to dismiss. 
  lat. destituere, comp. da de-+ statuere stabilire. 

\destituìto, agg. 1 Deposto, esonerato ~ rimosso. 2 Sprovvisto. ~ privo. 

\destituzióne, sf. Il destituire, l'essere destituito. ~ rimozione, allontanamento. <> assegnazione, designazione. 
  lat. destitutio,-onis abbandono. 

\désto, agg. Che non dorme. ~ sveglio. 
  agg. wide awake. 
  deriv. da destare. 

\destoricizzàre, v. tr. Descrivere e valutare un evento, un'idea o un personaggio al di fuori del suo contesto storico. 

\Destouches, André Cardinal (Parigi 1672-1749) Compositore francese. Tra le opere, Issé (1697), Amadis de Grèce (1699) e Le carnaval et la folie (1704). 

\dèstra, sf. 1 La mano che si trova dalla stessa parte del fegato, opposta alla sinistra. ~ dritta, diritta. <> sinistra. 2 Parte che è dallo stesso lato della mano destra. 3 L'insieme dei partiti conservatori, i cui deputati in genere in parlamento si siedono alla destra del presidente. 4 La parte conservatrice di un partito. <> sinistra. 
  sf. 1 right. 2 (pol.) the Right. 3 (mano) right hand. 
Destra storica 
Partito liberale moderato, formato da Cavour, capo del regno di Sardegna e d'Italia fino al 1876. Pose in atto una forte pressione fiscale e una politica di accentramento amministrativo. 

\destraménte, avv. Con destrezza. ~ abilmente. 

\destràno, sm. 1 Denominazione generica di polisaccaridi prodotti da microrganismi cresciuti in soluzione di saccarosio. 2 In farmaceutica la soluzione al 6% di esso presenta le proprietà fisiche di densità e viscosità del plasma sanguigno. 

\destreggiaménto, sm. Il destreggiarsi. 

\destreggiàre, v. intr. e intr. pron. Procedere con accortezza superando situazioni difficili; sapersela cavare. ~ barcamenarsi. 
  deriv. da destro, nel senso di abile. 

\destreggiàrsi, v. intr. pron. Agire con la destrezza necessaria per riuscire nel proprio intento. 

\destrézza, sf. 1 Prontezza nell'operare. ~ agilità. <> farraginosità. 2 Accortezza, astuzia. ~ sagacia. <> dabbenaggine. 3 Abilità ~ ingegnosità. 
  sf. dexterity, skill. 

\destrièro, sm. 1 Cavallo da battaglia. 2 Cavallo da sella di buona qualità. 

\destrìna, sf. Denominazione generica di sostanze amorfe risultanti dalla degradazione della fecola o dell'amido. 

\destrìsmo, sm. 1 Tendenza a usare prevalentemente gli arti posti nella parte destra del corpo. <> mancinismo. 2 Tendenza politica e culturale verso posizioni ideologiche di destra. 

\dèstro, agg. e sm. agg. 1 Che, in una persona, si trova nella parte del fegato; che si trova nella direzione corrispondente. ~ dritto. <> sinistro. 2 Sciolto, pronto. ~ abile. <> maldestro. era destro nei movimenti. 3 Corretto. 
sm. 1 Opportunità favorevole. ~ occasione. colse il destro per avviare la sua iniziativa. 2 La mano destra. <> sinistra. 3 La parte corrispondente alla posizione di questa mano. 
  agg. 1 right. 2 (abile) adroit, skilful. 
  lat. dexter,-tera,-terum

\destrocardìa, sf. Posizione anomala del cuore che si presenta con il tronco vascolare a sinistra e la punta a destra. 

\destrogìro, agg. Rivolto verso destra. ~ destrorso. <> levogiro. 

\destròrso, agg. Che gira da sinistra verso destra. <> sinistrorso. 

\destròsio, sm. Sinonimo di glucosio. 

\destrutturàre, v. tr. Disorganizzare un insieme strutturato. ~ scomporre. 

\Destutt de Tracy, Antoine-Louis-Claude (Parigi 1754-1836) Filosofo. Tra le opere Elementi d'ideologia (1801-1817) e Commentario allo "Spirito delle leggi" (1811). 

\desuèto, agg. Caduto in disuso, non consueto. ~ abbandonato, obsoleto. <> consueto. 
  lat. desuetus, p.p. di desuescere disabituare. 

\desuetùdine, sf. Il cessare di una consuetudine; dissuetudine. ~ disuso. <> consuetudine. 

\Dèsulo Comune in provincia di Nuoro (3.213 ab., CAP 08032, TEL. 0784). 

\desultóre, sm. Cavallerizzo che faceva esercizi di volteggio da un cavallo all'altro tenendoli con le briglie contemporaneamente. 

\desùmere, v. tr. 1 Dedurre, arguire. ~ congetturare. 2 Trarre, ricavare. ~ derivare. 
  v. tr. to deduce, to infer. 
  lat. desumere, comp. da de-+ sumere prendere. 

\desumìbile, agg. Che si può desumere. 

\desùnto, agg. 1 Dedotto. ~ arguito. 2 Ricavato. ~ tratto. 

\desurriscaldaménto, sm. Operazione che riduce la temperatura di surriscaldamento di un vapore permettendogli di tornare allo stato saturo per poter essere utilizzato negli impianti di riscaldamento. 

\detective, sm. invar. Poliziotto privato. ~ investigatore. 

\Detective's story Film giallo, americano (1966). Regia di Jack Smight. Interpreti: Paul Newman, Lauren Bacall, Julie Harris. Titolo originale: Harper 

\detector, sm. invar. Strumento atto a rilevare varie grandezze. 

\deteinàto, agg. Privato del tutto o in parte della teina. 
  agg. decaffeinated. 

\detenére, v. tr. 1 Tenere in proprio possesso. ~ possedere. <> cedere. 2 Tenere in prigione, imprigionare. ~ incarcerare. 3 Avere in detenzione qualcosa, senza avere intenzione di possederla. ~ conservare. <> lasciare. 
  v. tr. 1 to possess, to have. 2 (incarico) to hold. 3 (incarcerare) to hold, to detain. 
  lat. detinere, comp. da de-+ tenere. 

\detentìvo, agg. Restrittivo della libertà personale. 
  agg. prison. 

\detentóre, sm. (f.-trìce) Chi detiene. 
  sm. holder. 

\detenùto, agg. e sm. Che, chi è carcerato. ~ galeotto, recluso, prigioniero. 
  sm. prisoner. 

\detenzióne, sf. 1 Il detenere una cosa. ~ possesso. 2 Pena restrittiva della libertà personale, diversa dall'arresto e dalla reclusione. ~ carcerazione. <> scarcerazione. 
  sf. 1 (dir.) detention, holding. 2 (possesso) possession. 
  lat. tardo detentio,-onis, deriv. da detentus, p.p. di detinere arrestare. 

\detergènte, agg. e sm. Di prodotto che serve a detergere. 
  agg. e sm. 1 detergent. 2 (latte) cleansing, cleanser. 

\detèrgere, v. tr. 1 Pulire. ~ nettare. <> insudiciare, insozzare. 2 Togliere via. ~ asciugare. 
  lat. detergere, comp. da de-+ tergere. 

\deterioràbile, agg. Che si può deteriorare. ~ deperibile, delicato. <> indeteriorabile, indeperibile. 

\deterioraménto, sm. Il deteriorare, il deteriorarsi e l'effetto. ~ degrado. <> conservazione, mantenimento. 

\deterioràre, v. v. tr. Ridurre in cattivo stato. ~ guastare. <> accomodare, aggiustare. 
v. intr. pron. Divenire peggiore. ~ alterarsi. <> conservarsi, durare. 
  v. tr. to damage, to make worse. v. intr. pron. 1 to deteriorate. 2 (guastarsi) to perish. 
  lat. tardo deteriorare, deriv. da deterior peggiore. 

\deterióre, agg. Peggiore. 

\determinàbile, agg. Da potersi o da doversi determinare. ~ definibile, quantificabile. <> indeterminabile, imprecisabile. 

\determinànte, agg., sm. e sf. agg. Che determina. ~ decisivo, risolutivo. <> indeterminante. 
sm. e sf. 1 Elemento determinante. <> irrilevante. 2 In matematica il determinante di una matrice quadrata è un valore (calcolato a partire dagli elementi della matrice stessa) che permette di "determinare" alcune caratteristiche della matrice (ad es. se esso è 0 si ha che la matrice non è invertibile). 
  agg. determining, decisive.  sm. determinant. 

\determinàre, v. v. tr. 1 Stabilire esattamente i termini di qualcosa, fissare. ~ indicare. 2 Prendere una risoluzione. ~ decidere. 3 Produrre. 4 Specificare, definire. ~ chiarire. 5 Influire, provocare. ~ causare. 
v. rifl. Risolversi. ~ decidersi. 
  v. tr. to determine. 
  lat. determinare, comp. da de-+ terminare delimitare. 

\determinatézza, sf. L'essere determinato; esattezza. ~ precisione. 

\determinatìvo, agg. Che serve a determinare. <> indeterminativo. 

\determinàto, agg. 1 Definito, convenuto. ~ stabilito. <> imprecisato. 2 Speciale, singolare. ~ particolare. <> generico. 3 Deciso, risoluto. ~ fissato. <> vago. 4 Quantità di valore certo. ~ preciso. <> indeterminato. 
  agg. 1 stated, given. 2 (singolare) particular. 3 (deciso) resolute. 

\determinazióne, sf. 1 Il determinare e l'essere determinato. ~ risolutezza. <> esitazione. 2 Proposito. ~ risoluzione. <> indeterminazione. 
  sf. determination. 
  lat. determinatio,-onis. 

\determinìsmo, sm. Teoria filosofica che afferma l'universalità del principio causale e la concatenazione necessaria di tutti i fenomeni secondo il rapporto di causa-effetto. La prima formulazione del determinismo era già presente nell'atomismo di Democrito (460-370 a. C.), poi ripresa da Epicuro (341-270 a. C.). Ha influenzato pensatori quali R. Cartesio, T. Hobbes, B. Spinoza. Sul piano scientifico, la più rigorosa definizione del determinismo è opera dell'astronomo e matematico P.-S. Laplace (1749-1827): "Dobbiamo raffigurarci lo stato presente dell'universo come l'effetto del suo stato anteriore e come causa di quello che seguirà". La teoria determinista influenzò parecchio le teorie materialista (J. De La Mettrie, D. Holbach) e positivista (C. H. de Saint-Simon, 1760-1825, A. Comte, 1798-1857, H. Spencer, 1820-1903), fino a quando nel Novecento venne messo in crisi dalla termodinamica e dalla fisica quantistica (principio di indeterminazione di W. Heisenberg). 

\determinìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Seguace del determinismo. 

\determinìstico, agg. (pl. m.-ci) Che è proprio del determinismo. 

\deterrènte, agg. e sm. 1 Di arma che può scoraggiare eventuali aggressioni. ~ scoraggiante. <> incentivante. 2 Di mezzo che può distogliere dall'eseguire una determinata azione. ~ freno. <> pungolo. 
  agg. e sm. deterrent. 

\detersióne, sf. Il detergere e l'essere deterso. 

\detersìvo, agg. e sm. agg. Atto a detergere. 
sm. Prodotto che provoca la scomparsa delle particelle di sporco dalla superficie di ogni oggetto, con l'azione dell'acqua. 
  agg. e sm. detergent. 
Ai saponi originari, si sono affiancati prodotti sintetici, ottimi per prestazioni ma dannosi per l'ambiente e spesso causa di reazioni allergiche sulla pelle. 

\detestàbile, agg. Degno d'essere detestato. ~ esecrabile. <> ammirevole, apprezzabile. 

\detestàre, v. tr. Avere in odio, esecrare. ~ odiare. <> ammirare, stimare. 
  v. tr. to hate, to detest. 
  lat. detestari, comp. da de-+ testari. 

\detonànte, agg. e sm. Di sostanza che provoca la detonazione degli esplosivi. ~ deflagrante, esplosivo. <> antidetonante, antideflagrante. 

\detonàre, v. intr. Scoppiare con fragore. ~ deflagrare, esplodere. 
  lat. detonare, comp. da de-+ tonare. 

\detonatóre, sm. Dispositivo che innesca la carica di scoppio di un proiettile o di un ordigno qualora il dispositivo d'accensione risulti essere insufficiente. Consiste in un involucro metallico al cui interno si trovano una sostanza esplosiva innescante (primario) e una dirompente. Vengono usati detonatori anche per gli esplosivi impiegati nell'industria estrattiva e delle costruzioni. Possono essere a miccia oppure elettrici e permettono di brillare un certo numero di ordigni esplosivi contemporaneamente oppure con ritardi programmati. I detonatori elettrici possono essere collegati tra loro in serie, in parallelo o in serie-parallelo. Il ritardo tra le diverse esplosioni di una volata di mine può essere utilizzato per ottenere una riduzione delle vibrazioni (come nel caso dell'abbattimento di un edificio senza danneggiare quelli circostanti) o una frantumazione mirata della roccia (nel caso delle miniere). 

\detonazióne, sf. 1 Il detonare e il suo effetto. 2 Esplosione fragorosa. ~ scoppio. 
  deriv. da detonare. 

\detonòmetro, sm. Dispositivo applicato a un motore standard Cfr per il rilevamento della detonazione provocata dalla benzina in esame. 

\detractus, sm. Detrazione fatta al patrimonio di cittadini o di stranieri in vigore nell'epoca medievale. 

\detraìbile, agg. Che si può detrarre. ~ sottraibile. <> indetraibile, indeducibile. 

\detraibilità, sf. Il detrarre e l'effetto. 

\detràrre, v. tr. e intr. 1 Togliere via, decurtare, sottrarre. ~ levare. <> aggiungere, addizionare. 2 Nuocere al buon nome di qualcuno sparlandone. ~ denigrare. 
  v. tr. to take away, to deduct. 
  lat. detrahere, comp. da de-+ trahere. 

\detrattóre, sm. (f.-trìce) Chi nuoce al buon nome di qualcuno o di qualcosa. ~ denigratore, ammiratore. 

\detrazióne, sf. 1 Sottrazione. ~ defalco. <> maggiorazione. 2 Calunnia. ~ diffamazione. 3 Diminuzione. ~ riduzione. <> aumento. 
  sf. 1 deduction. 2 (d'imposta) tax allowance. 
  lat. detractio,-onis, deriv. da detractus. 

\detriménto, sm. Pregiudizio, danno. ~ svantaggio. <> beneficio. 

\detrìtico, agg. (pl. m.-ci) Di detrito, formato dai detriti. 

\detrìto, sm. Residuo di una sostanza distrutta o ridotta in frantumi. ~ avanzo, resto, scoria. 
  sm. detritus. 
  lat. detritum, da detritus, p.p. di deterere frantumare. 

\Detroit Città degli USA (1.090.000 ab.) nello stato del Michigan, vicino al confine con il Canada. È stata a lungo capitale dell'automobile, per la presenza delle industrie della Ford, General Motors, Chrysler; è sede anche di importanti industrie chimiche, aeronautiche, farmaceutiche, nonché importante porto del sistema dei Grandi Laghi. Venne fondata dal francese Cadillac nel 1701; fa parte degli USA dal 1796. 

\detronizzàre, v. tr. 1 Deporre dal trono. ~ spodestare. <> incoronare. 2 Privare di una carica. ~ destituire. 

\detrusóre, sm. Strato muscolare contrattile della vescica urinaria. 

\détta, sf. Usato solo nella locuzione a detta di
  sf. according to. 

\dettagliànte, sm. e sf. Venditore al minuto. ~ rivenditore. <> grossista. 
  sm. retailer. 

\dettagliàre, v. tr. Circostanziare. ~ descrivere, particolareggiare. <> riassumere, schematizzare. 
  v. tr. to give full details of, to detail. 

\dettagliataménte, avv. In modo dettagliato. ~ minuziosamente. 

\dettagliàto, agg. Particolareggiato, circostanziato. ~ minuzioso. <> abbozzato, generico. 
  agg. in detail, detailed. 

\dettàglio, sm. 1 Particolare, circostanza. ~ minuzia. <> sostanza, succo. in dettaglio, in modo molto particolareggiato; vendita al dettaglio, al minuto. 2 Coordinamento fra i servizi a bordo di una nave militare, di cui è responsabile l'ufficiale di dettaglio
  sm. 1 detail. 2 (comm.) retail • nuts and bolts dettagli, aspetti pratici (letteralmente: dadi e bulloni) 
  franc. detail

\dettàme, sm. 1 Precetto, legge. ~ norma. 2 Suggerimento, avvertimento. ~ consiglio. 

\dettàre, v. tr. 1 Dire parola per parola quello che un altro deve scrivere. ~ scandire. 2 Consigliare, avvertire. ~ suggerire. si era fatto dettare tutta la soluzione del problema. 3 Imporre, ordinare. ~ prescrivere. furono dettate le condizioni della resa
  v. tr. 1 to dictate. 2 (consigliare) to tell. 3 (legge) to lay down the law. 
  lat. dictare, da dicere dire. 

\dettàto, agg. e sm. agg. Pronunciato ad alta voce perché sia scritto. 
sm. 1 Ciò che viene scritto sotto dettatura. 2 Modo di scrivere relativo a lingua e stile. 
  sm. dictation. 

\dettatóre, sm. (f.-trice) 1 Chi parla, chi scrive. 2 Colui che detta. 

\dettatùra, sf. Il dettare. 
  sf. dictation. 

\Detti Opera di poesia di Iacopone da Todi (XIII-XIV sec.). 

\Detti e contraddetti Prosa di K. Kraus (1909). 

\détto, agg. e sm. agg. 1 Enunciato per mezzo di parole. ~ parola. <> sottaciuto. 2 Che è già stato nominato. ~ sopraddetto. 3 Soprannominato. 
  lat. dictus, p.p. di dicere. 
sm. 1 Parola. ~ discorso. 2 Facezia. ~ arguzia. 3 Motto, proverbio. ~ sentenza. 
  agg. named, called, know as. sm. saying. 
  lat. dictum, s. da dictus. 

\detumescènza, sf. Riduzione di una tumefazione. 

\deturpaménto, sm. Il deturpare e lo stato della cosa deturpata. 

\deturpàre, v. tr. Rendere turpe, sfigurare. ~ deformare. <> abbellire, migliorare. 
  v. tr. to disfigure. 
  lat. deturpare, comp. da de-+ turpare. 

\deturpatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi deturpa. 

\deturpazióne, sf. Il deturpare e l'effetto; la cosa che deturpa. 

\Deucalióne Figlio di Prometeo sopravvisse con la moglie Pirra al diluvio provocato da Zeus per distruggere l'umanità, grazie all'arca costruita su consiglio del padre. Giunti a Parnaso, secondo l'oracolo di Delfi, gettarono dietro di loro delle pietre, simbolo delle ossa della madre Terra, dalle quali nacquero uomini e donne. 

\deumidificàre, v. tr. Ridurre il tasso d'umidità dell'aria. 

\deumidificatóre, sm. Dispositivo per deumidificare. 

\deus ex machina, loc. sost. m. invar. 1 Espressione latina che significa "una divinità da un macchinario". Nelle tragedie la divinità veniva calata sulla scena da una macchina. L'espressione è usata per indicare un intervento inatteso e risolutorio di una situazione critica. 2 Persona o evento che risolve una situazione difficile. il deus ex machina della situazione

\deuteranopìa, sf. Incapacità di vedere il verde. 

\deutèrio, sm. Isotopo dell'idrogeno con simbolo D o 2H, detto anche idrogeno pesante. Il suo nucleo è formato da un protone e da un neutrone. Le sue caratteristiche fisiche, a eccezione della temperatura di ebollizione, sono simili a quelle dell'idrogeno. Il suo ossido, detto acqua pesante, è impiegato con l'ossigeno nei reattori atomici per rallentare i neutroni. 

\deutero- Primo elemento di parole composte derivato dal greco déuteros, che significa "secondo". 

\deuterocanònico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a quei libri dell'Antico e Nuovo Testamento ricevuto dalla Chiesa nel canone ufficiale dei libri sacri solo dopo alcune contestazioni. 

\deuteromicèti Sinonimo di Funghi imperfetti. 

\deuteróne, sm. Sinonimo di deutone. 

\Deuteronòmio Quinto libro del Pentateuco. Si tratta di una nuova edizione dei precetti dati da Mosè nei libri precedenti al popolo ebraico. 

\Deuterostòmi Gruppo della classificazione del regno animale appartenente al sottoregno dei Metazoi e comprendente gli animali più evoluti e differenziati. Comprende i seguenti tipi: Chetognati, Pogonofori, Pterobranchi, Enteropneusti, Echinodermi e Cordati. 

\deutóne, sm. Nucleo dell'atomo di deuterio o idrogeno pesante formato da un protone e da un neutrone. 

\deutoplàsma, sf. L'insieme delle sostanze di riserva incluse nel citoplasma dell'uovo e costituite da piccole sfere di sostanze albuminoidi. 

\Deutsch, Helene (Przemysl, Polonia 1884-Cambridge, Massachusetts 1982) Psicanalista, allieva di S. Freud, fu la prima donna ad assumere nel 1923 la direzione dell'Istituto Psicoanalitico di Vienna. Emigrata negli Stati Uniti d'America, si occupò quasi esclusivamente degli aspetti della psicologia femminile, mettendone in risalto, come tratti fondamentali, la passività, il masochismo e il narcisismo. Identificò e descrisse il concetto di personalità tipo "come se", attualmente di grande interesse. Tra i suoi saggi, Psicologia della donna

\Deux-Sèvres Dipartimento (346.000 ab.) della Francia centro-occidentale, capoluogo Niort. 

\Deva Città (79.000 ab.) della Romania, nella Transilvania. 

\devalutazióne, sf. Abbassamento ufficiale della moneta di un paese. ~ svalutazione. 

\devanagàrico, agg. e sm. (pl. m.-ci) Alfabeto usato per la lingua sanscrita e per un certo numero di lingue indiane moderne. 

\devastàre, v. tr. 1 Rovinare con impeto e saccheggiando. ~ depredare. 2 Deturpare. ~ distruggere. 3 Imbruttire. ~ sfigurare. 
  v. tr. to ravage, to devastate. 
  lat. devastare, comp. da de-+ vastare rendere vuoto. 

\devastatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi devasta. 

\devastazióne, sf. 1 Distruzione, desolazione. ~ rovina. 2 Saccheggio, sterminio. ~ depredazione. 
  lat. tardo devastatio,-onis. 

\développé, sm. Voce francese che identifica un movimento d'adagio nella danza accademica. 

\deverbàle, agg. e sm. Di nome che deriva da un verbo. 

\Dèvero Valle delle Alpi Lepontine, in provincia di Novara. 

\devetrificazióne, sf. 1 Difetto di un rivestimento ceramico consistente nell'opacità della vetrina. 2 Difetto dei vetri dovuto a un processo di cristallizzazione. 

\deviaménto, sm. Atto del deviare. 

\deviànte, agg., sm. e sf. agg. 1 Che va o porta fuori strada. ~ fuorviante. 2 Che manifesta devianza. ~ anomalo. 
sm. e sf. Chi manifesta devianza. 

\deviànza, sf. 1 In sociologia è il comportamento sociale individuale o di un gruppo, caratterizzato da aspettative diverse da quelle condivise dalla società o dalla violazione di norme sociali prestabilite. 2 Somma dei quadrati degli scarti di una variabile. 

\deviàre, v. v. intr. 1 Uscire dalla propria via per prenderne un'altra. ~ dirottare, sviare. <> incanalare, instradare. 2 Discostarsi dalla norma, uscire dall'usanza, dalla regola. ~ fuorviare. 3 Allontanarsi. ~ discostarsi. <> attenersi a, seguire. deviare dall'argomento, fare una digressione. 
v. tr. Far deviare, far cambiare direzione. ~ sviare. deviarono la corrente del fiume, per potere effettuare i lavori sulla sponda
  v. intr. to deviate, to turn off. v. tr. to divert. 
  lat. deviare, comp. da de-+ deriv. da via strada. 

\deviàto, agg. e sm. Che, chi ha comportamenti devianti. 

\deviatóio, sm. Scambio ferroviario. 

\deviatóre, sm. Ferroviere addetto alla manovra di uno scambio ferroviario. 

\deviazióne, sf. 1 Il deviare e l'effetto. ~ digressione. 2 Modificazione rispetto alla posizione naturale, normale. ~ degenerazione. 
  sf. 1 deviation. 2 (stradale) diversion, detour. 
  lat. tardo deviatio,-onis. 
Deviazione magnetica 
Angolo formato dall'ago magnetico con il meridiano magnetico del luogo. 
Deviazione standard 
In statistica è la media quadratica degli scarti dalla media aritmetica di un insieme di determinazioni sperimentali. Viene usato come indice dell'errore commesso usando il valore medio invece dei valori osservati. 

\deviazionìsmo, sm. Tendenza a deviare dall'ortodossia di un partito. 

\deviazionìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi pratica il deviazionismo. 

\devisceràto, agg. Che è stato privato delle viscere. 

\devitalizzàre, v. tr. Togliere l'attività vitale di un organo. 

\devmo Sigla di devotissimo. 

\devoltóre, sm. Generatore elettrico collegato in maniera che la forza elettromotrice prodotta si sottragga alla tensione erogata da un'altra sorgente. 

\devolutìvo, agg. Relativo alla devoluzione. 

\devoluzióne, sf. 1 Destinazione di una somma a un determinato uso. 2 Trasferimento di beni o diritti. 
  sf. transfer, devolution. 
  lat. tardo devolutio,-onis, deriv. da devolutus, p.p. di devolvere
Guerra di devoluzione 
Guerra combattuta tra Spagna e Francia negli anni 1667-1668 per la rivendicazione del possesso dei Paesi Bassi spagnoli da parte del re Luigi XIV di Francia in nome della moglie Maria Teresa, figlia del defunto re di Spagna Filippo IV. La Francia si opponeva a Carlo II di Spagna, figlio di secondo letto di Filippo IV. La guerra si concluse con la pace di Aquisgrana (1668) in cui la Francia rinunciò ai territori che aveva invaso della Franca Contea, conservando però le Fiandre. 

\devòlvere, v. tr. 1 Trasmettere, destinare ad altri o a un uso diverso un bene o un diritto; dare, destinare. ~ donare, elargire. 2 Far scendere giù. ~ varare. 
  v. tr. to give, to assign, to devolve, to transfer. 
  lat. devolvere, comp. da de-+ volvere volgere. 

\Devon (Canada) Isola del Canada, nell'Arcipelago Artico. 

\Devon (Gran Bretagna) Contea (1.049.000 ab.) della Gran Bretagna, capoluogo Exeter. 

\devoniàno, agg. e sm. agg. Relativo al terzo periodo del Paleozoico. 
sm. Periodo dell'era Paleozoica seguito al Siluriano e precedente al Carbonifero. 
È caratterizzato da calcari madreporici e arenarie rosse. Prende il nome dalla contea di Devon in Gran Bretagna, luogo in cui si depositarono coltri sedimentarie, terrestri e marine. I primi esseri viventi furono i branchiopodi che affiancarono le ammoniti. Solo in seguito si diffusero i plocodermi e Pesci cartilaginei e ossei. Sulla terraferma apparvero ragni, insetti e i primi anfibi; tra le piante le felci e le spermatofiti. 

\devotio moderna Movimento di riforma religiosa di carattere mistico e ascetico nato nei Paesi Bassi verso la fine del XIV sec. 

\devòto, agg. e sm. agg. 1 Che è pronto a far sacrificio di sé a Dio, lo prega abitualmente e ne segue i precetti. ~ credente. animo devoto. 2 Che si dedica interamente a un ideale. ~ dedicato. era devoto al principio della libertà. 3 Affezionato, fedele. ~ fidato. un amico devoto
sm. 1 Che frequenta assiduamente le sacre funzioni. ~ credente. <> ateo, irreligioso. 2 Persona affezionata e fedele. ~ rispettoso. 
  agg. 1 devout, pious. 2 (fedele) devoted. 
  lat. devotus, p.p. di devovere offrire in voto. 

\Devòto, Giàcomo (Genova 1897-Firenze 1974) Linguista. Tra le opere I fondamenti della storia linguistica (1951) e Dizionario della lingua italiana (con G. C. Oli, 1971). 

\devozionale, agg. Di devozione. 

\devozióne, sf. 1 Vivo sentimento religioso. la devozione della popolazione era veramente molto radicata. 2 Venerazione speciale verso qualche santo. 3 Deferenza affettuosa verso una persona; dedizione, rispetto. ~ fedeltà. con devozione, formula di chiusura utilizzata nelle lettere. 
  sf. devoutness, devotion. 
  lat. devotio,-onis, deriv. da devotus, p.p. di devovere

\Dewar, James (Kincardine-on-Forth 1842-Londra 1923) Fisico inglese. Compì importanti studi sulle basse temperature. 

\Dewey, John (Burlington 1859-New York 1952) Filosofo e pedagogista americano, fondò lo strumentalismo, dottrina secondo cui l'intelligenza è un prodotto dell'evoluzione biologica, mezzo per adattarsi all'ambiente. Tra le sue opere, Scuola e società, Scuola ed educazione, Logica e Teoria dell'immagine

\dextrarum iunctio, loc. avv. Presso i Romani era l'atto di stringersi la mano destra da parte degli sposi durante il rito nuziale 

\Dezful Città (181.000 ab.) dell'Iran, nel Khuzistan. 

\Dezzo Fiume (36 km) che nasce dalle Alpi Orobie in Lombardia. Confluisce nell'Oglio. 

\DG Sigla di Direzione Generale. 

\dg Simbolo del decigrammo. 

\DGV Sigla di Direzione Generale delle Valute. 

\Dhaka Città (6.105.000 ab.) del Bangladesh, capitale dello stato. 

\dharma, sm. Voce sanscrita che nella civiltà indiana indica la legge sotto tutti i suoi aspetti: civile, metafisico, politico, religioso e sociale. 

\dharmasutra, sm. Voce sanscrita che nell'antica India designava le raccolte di precetti di diritto sia profano che religioso relativi ai doveri tipici delle varie caste e di ciascuno dei quattro periodi della vita dell'uomo. 

\Dhaulagiri Cima (8.172 m) del Nepal, nel gruppo dell'Himalaya. 

\D'hok Regione (293.000 ab.) dell'Iraq, che confina a nord con la Turchia. 

\Dhôtel, André (Attigny 1900-Parigi 1991) Romanziere francese. Dopo la pubblicazione di una raccolta di versi intitolata Le petit livre clair (1927) e del saggio L'oeuvre logique de Rimbaud (1933), si dedicò all'insegnamento della filosofia prima in Grecia e poi in Francia. Raggiunse il successo solo nel 1955, con la pubblicazione del romanzo Le pays où l'on n'arrive jamais. Altre sue opere degne di nota sono i romanzi Les rues de l'aurore (1947), La nouvelle chronique fabuleuse (1984) e Histoire d'un fonctionnaire (1984), oltre al volume di poesie La vie passagère (1978). 

\Dhulia Città (210.000 ab.) dell'India, nello stato del Maharashtra. 

\di, prep. e sm. prep. 1 Indica la proprietà, l'autore (con valore di specificazione oggettiva: l'amore della lettura; o soggettiva: l'amore di Giovanni verso Maria). 2 Indica un moto da luogo (uscire di casa). 3 Esprime l'origine, la denominazione, il luogo di nascita (è di Genova; la città di Palermo). 4 Indica un insieme di cui si considera solo una parte (un po' di astuzia, alcuni di noi, sono venuti degli amici; ma è meglio l'ho detto ad amici piuttosto che l'ho detto a degli amici). 5 Si riferisce all'oggetto o al soggetto di un sentimento (l'amore dei genitori). 6 Assume valore appositivo (un tesoro di ragazzo). 7 Indica la materia, il contenuto, lo strumento, il mezzo, il modo, lo scopo o la causa (vaso di vetro, bicchiere di latte, vivere di rendita, venire di corsa, muro di cinta, teatro di prosa, sporco di grasso, morto di fame). 8 Introduce una colpa (lo accusano di truffa). 9 Introduce una specificazione di tempo determinato (d'estate). 10 Indica una limitazione (bello di faccia; lo conosco di vista). 11 Esprime una misura, una stima, un prezzo (bambino di 6 anni, pesce di 2 kg. 12 Introduce l'argomento di uno scritto o una conversazione (parlano di politica, libro di matematica). 13 Concorre alla formazione di locuzioni preposizionali e avverbiali (prima di pranzo, andare di sotto). 14 Si fonde con l'articolo determinativo, formando le preposizioni articolate del, dello, dei, degli, della, delle. 15 Può esprimere una funzione distributiva (di dieci in dieci). 16 Può introdurre il secondo termine di paragone in una comparazione (più veloce di me, più di un'ora). 
sm. Nome della lettera d. 
  prep.  1  of,  by (solo quando indica una specificazione soggettiva).  2 (causa, mezzo) with. 3 (una certa quantità) some. 4 (provenienza) from, out of. 5 (tempo) in. 6 (argomento) about. 7 (negazione) any. 8 (comparazione) than (better than you), of (the best of all), in (the biggest hotel in the town). 

\dì, sm. Giorno. 
  sm. day. 

\Di Cènta, Manuèla (Paluzza, Udine 1964-) Sciatrice di fondo. Alle olimpiadi del 1994 vinse l'oro nella 15 e nella 30 km, l'argento nella 5 km e nella staffetta. Fu vincitrice della Coppa del mondo nel 1994 e nel 1996. 

\Di chi è la colpa? Romanzo di A. Herzen (1846). 

\Di Giàcomo, Salvatóre (Napoli 1860-1934) Poeta e scrittore, la sua produzione è ricca di riferimenti realistici e popolari e presenta un verismo limitato dal gusto per i toni patetici. La sua poesia fu malinconica e intrisa di intensa musicalità. Tra le sue opere, le commedie 'O voto, Mese mariano, Assunta Spina. Tra le poesie, Ariette e sonette, Poesie. Scrisse le parole della famosa canzone Marechiaro

\Di Giovànni, Vincènzo (Salaparuta, Trapani) 1832-1903) Filologo e filosofo. Sacerdote, ha lasciato l'importante opera Storia della filosofia in Sicilia dai tempi antichi al secolo XIX (1872). 

\Di là dal bene e dal male Opera di filosofia di F. W. Nietzsche (1886). 

\Di là del fiume e tra gli alberi Romanzo di E. Hemingway (1950). 

\Di Piètro, Antònio (Montenero di Bisaccia 1950-) Magistrato e uomo politico. Attivo dal 1985 a Milano, nel 1992 ha partecipato all'inchiesta Mani pulite, combattendo la corruzione politica. Nel 1995 ha lasciato la magistratura e nel maggio 1996 è entrato a far parte del governo Prodi come ministro dei lavori pubblici. Coinvolto a sua volta in inchieste giudiziarie, si è dimesso. Nel 1997 è diventato senatore nelle file dell'Ulivo. Nel marzo 1998 a Sansepolcro (Arezzo), ha proclamato la nascita di una nuova formazione politica italiana, battezzata Italia dei valori

\Di qua dal paradiso Romanzo di F. S. Fitzgerald (1920). 

\Di qui all'eternità Romanzo di J. Jones (1951). 

\Di Stefano, Alfredo (Buenos Aires 1926-) Calciatore argentino. Dal 1953 al 1964 giocò con il Real Madrid conquistando la Coppa dei Campioni ben cinque volte. 

\Di Stéfano, Giusèppe (Motta Sant'Anastasia 1921-Santa Maria Hoè 2008) Tenore con predilezione per i ruoli lirico-drammatici. 

\Di Vittòrio, Giusèppe (Cerignola 1892-Lecco 1957) Sindacalista e uomo politico, fu deputato socialista nel 1921 e comunista nel 1924. Venne condannato a dodici anni di carcere, che scampò fuggendo in Francia ove continuò la sua attività politica. Organizzò le barricate internazionali in Spagna, fu arrestato in Francia nel 1941 ed estradato in Italia dove fu esiliato a Ventotene. Dal 1943 riorganizzò il sindacato, divenendo segretario della CGIL negli anni della rottura dell'unità sindacale. Dal 1949 fu presidente della Federazione sindacale mondiale (FSM) e deputato alla costituente. 

\dia- Primo elemento di parole composte derivato dal greco dià, ossia attraverso. 

\DIA Sigla di Direzione Investigativa Antimafia. 

\diabase, sf. Roccia effusiva di colore verde la cui composizione è la stessa dei gabbri, ma con giacitura filoniana e struttura ofitica. 

\diabète, sm. Malattia del ricambio (diabete mellito), consistente nell'alterazione permanente del metabolismo degli zuccheri, dovuta a insufficiente produzione d'insulina. Può essere ereditaria; nel diabetico è riscontrabile un'elevata quantità di zucchero nelle urine e glicemia alta. Nel caso venga trascurata, la malattia può portare al coma iperglicemico o ipoglicemico. I pazienti affetti da diabete mellito vengono suddivisi in due classi: gli insulinodipendenti (IDDM) e i non-insulinodipendenti (NIDDM). I primi devono sottoporsi costantemente alla terapia insulinica e comprendono generalmente soggetti giovani, nei quali la malattia insorge bruscamente a causa di un'infezione virale pancreatica. I secondi possono invece essere curati con farmaci antidiabetici più blandi e includono tutti quei pazienti, generalmente di media età e con parenti di primo grado già affetti da diabete mellito, in cui la patologia ha uno sviluppo graduale. Nella terapia del diabete mellito, i farmaci antidiabetici e l'insulina devono essere associati a una dieta molto rigida, caratterizzata dalla quasi totale assenza di zuccheri e bevande alcoliche. 
  sm. diabetes. 
Diabete bronzino 
Diabete mellito associato alla cirrosi epatica. 
Diabete insipido 
Malattia caratterizzata da una grande emissione di urina molto diluita, a causa di un assorbimento ridotto dell'acqua da parte dei tubuli renali. 

\diabètico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Di diabete. 
sm. Malato di diabete. 

\Diaboliche, Le Racconto di J. A. Barbey d'Aurevilly (1874). 

\Diabolici, I Film drammatico, francese (1954). Regia di Henri-Georges Clouzot. Interpreti: Simone Signoret, Vera Clouzot, Charles Vanel. Titolo originale: Les diaboliques 

\diabòlico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di diavolo. ~ demoniaco. <> angelico. 2 Maligno, perfido. ~ infernale. <> celestiale. 
Errare è umano, ma perseverare è diabolico. Sentenza citata nei Sermoni di San Bernardo. 

\diac, sm. Semiconduttore al silicio a due elettrodi a conduzione bidirezionale. 

\diacciàre, v. tr. Far divenire freddo come il ghiaccio. 

\diàccio, agg. Freddo, gelato come il ghiaccio. 

\diachènio, sm. Frutto secco, costituito da due acheni. 

\diacinèsi, sf. Quinto e ultimo stadio della profase della meiosi. In questa fase diminuisce il numero dei chiasmi, aumenta la spiralizzazione dei cromosomi, si spostano e scompaiono nucleolo e membrana nucleare. 

\diàclasi, sf. Frattura che si produce in una massa rocciosa in seguito a movimenti tellurici o ad altre cause meccaniche. 

\diaconàle, agg. Relativo al diacono o al diaconato. 

\diaconàto, sm. Secondo degli ordini maggiori che attribuisce al chierico la facoltà di assistere il sacerdote durante le funzioni liturgiche. 

\diaconéssa, sf. Nella chiesa cristiana primitiva e in varie chiese protestanti, donna addetta a determinati riti. 

\diaconìa, sf. 1 Ufficio di diacono nelle comunità cristiane primitive. 2 Operazione per le opere assistenziali in alcune chiese protestanti. 3 Titolo attribuito ai cardinali. 

\diàcono, sm. Chierico che ha ricevuto l'ordine del diaconato. 
  sm. deacon. 
  lat. diaconus, dal greco diàkonos ministro del tempio. 

\diacrìtico, agg. (pl. m.-i) Di segno grafico che modifica un altro segno (per esempio la cediglia in francese). 

\diacronìa, sf. Prospettiva storica, evolutiva nell'osservazione degli eventi e dei fenomeni, specie linguistici. 

\diacrònico, agg. (pl. m.-ci) Della diacronia. 

\dìade, sf. 1 Unità di due elementi che si integrano reciprocamente. 2 Coppia di cromosomi omologhi uniti allo stadio zigotene della profase della meiosi. 

\diadèlfo, agg. Si dice degli stami saldati per i filamenti in due gruppi. 

\diadèma, sm. (pl.-i) 1 Nell'antichità classica e presso i popoli orientali, fascia di tela o cerchio d'oro portato sul capo. 2 Ornamento del capo, con gemme, che portano le signore nei ricevimenti di gala. 3 Corona reale. 
  sm. 1 diadem. 2 (femminile) tiara. 
  lat. diadema,-atis, dal greco diàdema, deriv da diadèin legare. 
Di origine incerta, era usato dai greci e aveva significato religioso o civile; per i sacerdoti era un simbolo di consacrazione agli dei mentre per i sovrani asiatici era simbolo di potenza civile. Alessandro Magno usò come diadema reale una fascia bianca piena di preziose decorazioni che fu indossata da tutti i suoi successori. Per i romani aveva un significato negativo in quanto simboleggiava una dominazione di tipo tirannico; fu usato per la prima volta da Diocleziano. Dal IV sec. acquistò prestigio fino a diventare un'opera di oreficeria; un cerchio d'oro veniva sormontato di pietre preziose, perle e opali. I mosaici di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna, testimoniano come il diadema fosse utilizzato da molti imperatori d'Oriente. Nel medioevo in occidente venne chiamato corona, frontale e ghirlanda acquisendo un significato regale e religioso; nel rinascimento il suo scopo fu solo decorativo. Questo prezioso gioiello oggi è usato solo da principesse o regine. 

\diàdico, agg. Che concerne la diade, che è duplice. 

\diàdoco, sm. (pl.-chi) 1 Ciascuno dei successori di Alessandro Magno. 2 Titolo del principe ereditario in Grecia. 

\diadococinesìa, sf. Facoltà di eseguire rapidamente una successione di movimenti antagonisti. 

\diadùmeno Una delle statue più importanti di Policleto raffigurante un giovane atleta. 

\diafanimetrìa, sf. In metrologia è la misurazione del grado di visibilità e trasparenza dell'atmosfera. 

\diafanìmetro, sm. Strumento ottico. 

\diafanità, sf. Proprietà dei corpi diafani. 

\diàfano, agg. 1 Che lascia passare la luce. ~ trasparente. <> opaco. 2 Pallido, delicato, gracile. ~ esile. <> robusto, forte. 

\diafanoscopìa, sf. Illuminazione attraverso le ossa di cavità naturali del corpo per studiarne la trasparenza. 

\diàfisi, sf. Corpo di un osso lungo. 

\diafonìa, sf. Dissonanza, discordanza. 

\diafònico, agg. (pl. m.-ci) Discordante. 

\diàfora, agg. e sf. In meteorologia è la linea che unisce i punti della Terra con uguale escursione termica annuale. 

\diaforèsi, sf. Sudorazione abbondante. 

\diaforètico, agg. (pl. m.-ci) Di rimedio che favorisce la sudorazione. 

\diafràmma, sm. (pl.-i) 1 Elemento divisorio, che serve a separare. 2 Muscolo del torace. 3 Nelle macchine fotografiche, disco provvisto di un foro ad apertura regolabile che serve a limitare la luce trasmessa alla pellicola dall'obiettivo. 4 La laminetta vibrante degli apparecchi acustici. 5 In medicina è un contraccettivo di barriera che consiste in un cappuccio di gomma con bordo arrotolato, che la donna inserisce, attraverso la vagina, sul collo dell'utero prima del rapporto sessuale. 
  sm. 1 (divisorio) screen. 2 (anat., fotog.) diaphragm. 
Muscolo dei Mammiferi che separa la cavità toracica da quella addominale; è collegato allo sterno, alle costole e alle vertebre lombari. Facilita l'inspirazione poiché, abbassandosi, consente la dilatazione della cavità toracica e dei polmoni. Il suo controllo è molto importante nelle tecniche di canto, specie di quello lirico. 
Diaframma di apertura limitata 
In fotografia è il dispositivo che regola il fascio di luce che attraversa un obiettivo per raggiungere la pellicola. Tale apertura è indicata da un numero, ottenuto dividendo la lunghezza focale dell'obiettivo per il diametro dell'apertura. 

\diaframmàre, v. tr. Limitare l'ampiezza del fascio di raggi che attraversa un sistema ottico. 

\diaframmàtico, agg. Relativo al diaframma. 

\diaftorèsi, sf. Metamorfismo regressivo o retrogrado che, nell'epizona, subiscono le rocce che sono già state sottoposte a un metamorfismo di grado maggiore nella mesozona o nella catazona. 

\diagènesi, sf. Trasformazione subita da un deposito sedimentario a opera di organismi che lo consolidano attraverso processi di cementazione e di cristallizzazione o a opera di acque di infiltrazione. 

\diaginico, agg. (pl. m.-ci) Relativo ai caratteri ereditari legati al sesso che si trasmettono attraverso le femmine e si presentano nei maschi. 

\diàgnosi, sf. invar. 1 Determinazione della natura e dei caratteri di una malattia, dedotta dagli esami analitici e dai sintomi. 2 Analisi di un fenomeno. la diagnosi della situazione economica non lascia molto da sperare
  sf. diagnosis. 
  greco diagnosis, deriv. da diagignòskein distinguere. 

\diagnòsta, sm. Medico particolarmente abile nel formulare diagnosi. 

\diagnòstica, sf. Branca della medicina relativa alla formulazione della diagnosi. 

\diagnosticàre, v. tr. Riconoscere mediante diagnosi. 

\diagnòstico, agg. e sm. (pl. m.-i) agg. Di diagnosi. 
sm. Medico che fa la diagnosi. 

\diagonàle, agg., sm. e sf. agg. Trasversale, obliquo. ~ trasverso. 
sm. Stoffa tessuta obliquamente rispetto all'ordito. 
sf. 1 Segmento tracciato fra due vertici non consecutivi di un poligono. 2 Ogni linea che passa di traverso in uno spazio. 
  agg. e sf. diagonal. 
  lat. diagonalis, dal greco diagonios, comp. di dia-, da dia attraverso + deriv. da gonìa angolo. 

\diagràmma, sm. (pl.-i) 1 Rappresentazione grafica di una funzioni o altri tipi di relazioni matematiche. 2 Disegno che rappresenta un fenomeno. 
  sm. diagram. 
Diagramma di flusso 
Rappresentazione grafica di un algoritmo. È usato in informatica nell'analisi dei problemi di stesura di programmi. 
Diagramma C-L (colore-luminosità) 
È la rappresentazione grafica, elaborata da Hertzsprung-Russel, della magnitudine assoluta delle stelle in funzione del loro tipo spettrale o colore. È normalmente detto diagramma H-R. 

\diagrammàtico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al diagramma. 

\dialèfe, sf. Iato tra due vocali consecutive, la seconda all'inizio della parola seguente. 

\dialettàle, agg. Che è proprio del dialetto; che si riferisce al dialetto. 

\dialettalìsmo, sm. Vocabolo o espressione di origine dialettale. 

\dialèttica, sf. 1 Arte della discussione e del dialogo e della ricerca della verità attraverso discussioni e argomenti esposti secondo rapporti logici ed efficaci. 2 Capacità di sostenere un discorso logico e convincente; abilità nel discutere. ~ loquacità. 
  lat. dialectica (ars), dal greco dialektikè (tèchne). 
Iniziata da Zenone di Elea, con i sofisti e Platone coincide con l'indagine filosofica circa il rapporto tra l'uno e la molteplicità. Per Aristotele è una parte della logica; per Kant, quella trascendentale è l'errore della ragione che supera i limiti dell'esperienza. L'idealismo postkantiano e il pensiero di Hegel si occupano del concetto di dialettica come logica del divenire, come rapporto tra l'infinito e il finito. Per Hegel in particolare essa è il movimento della realtà razionale che si basa su tesi, antitesi, sintesi, in cui ogni momento finito s'invera nel rapporto con l'assoluto. Tale concezione resiste tutt'oggi. 

\Dialettica dell'illuminismo Opera di filosofia di M. Horkheimer con T. Adorno (1944). 

\dialèttico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Proprio della dialettica. 2 Convincente. aveva una grande abilità dialettica
sm. Che è abile nella discussione. 
  lat. dialecticus, dal greco dialektikos, deriv. da dialegein parlare. 

\dialètto, sm. Sistema linguistico, caratteristico di una determinata zona geografica, più o meno simile alla lingua ufficiale nazionale, ma che non ha acquisito lo statuto sociale e culturale di tale lingua. Se in un'area linguistica, in cui sono parlate numerose lingue affini, una di queste viene elevata a lingua ufficiale e viene appresa da tutti i parlanti che vivono in quell'area, tutte le altre diventano dialetti. È quanto è accaduto in Italia fra il Duecento e il Cinquecento, quando il toscano ha assunto un ruolo dominante tra i tanti volgari italiani. La distinzione tra lingua e dialetto non è strettamente linguistica, ma piuttosto sociopolitica: la lingua è sostenuta da istituzioni come la scuola, la letteratura, il giornalismo e serve a una comunicazione più vasta, talvolta anche internazionale. Il dialetto riguarda solo istituzioni culturali locali e viene impiegato soprattutto per le comunicazioni orali in ambiti geograficamente ristretti, generalmente come strumento alternativo rispetto alla lingua ufficiale. Tuttavia, i dialetti hanno costituito il serbatoio linguistico che ha arricchito l'italiano moderno. Dal punto di vista storico, l'uso letterario del dialetto si trova già nel Rinascimento (Ruzante), fra Settecento e Ottocento viene assunto come strumento realistico (C. Goldoni, G. G. Belli, C. Porta). Il ricorso al dialetto, da C. Porta in poi, si fa più frequente (Eduardo, S. Di Giacomo, G. Verga, P. P. Pasolini, C. E. Gadda), utilizzato sia per arricchire l'italiano sia in modo esclusivo. In Italia sono distinguibili molti dialetti, con caratteri distintivi spesso risalenti a fattori storici e sociali. ~ gergo, parlata, vernacolo. <> lingua. 
  sm. dialect. 
  lat. dialectos (-us), dal greco diàlektos. 

\dialettòfono, agg. e sm. Che, chi parla un dialetto. 

\dialettologìa, sf. Ramo della linguistica che studia i dialetti. 

\dialettòlogo, sm. (pl.-gi) Esperto, studioso di dialettologia. 

\dialipètalo, agg. e sf. agg. Si dice del fiore con corolla formata da petali non concresciuti. 
sf. pl. Gruppo di piante coripetale caratterizzate dalla corolla dialipetala. 

\diàlisi, sf. 1 Procedimento impiegato al fine di separare sostanze colloidi da quelle cristalline, tramite opportune membrane. 2 In medicina è l'eliminazione, ottenuta con appositi strumenti, dell'urea contenuta in eccesso nel sangue. Trattamento indispensabile nell'insufficienza renale cronica per scongiurare l'autointossicazione dell'organismo e quindi la morte. 

\dializzàre, v. tr. Sottoporre a dialisi. 

\dializzatóre, sm. Apparecchio con cui si effettua la dialisi. 

\diàllage, sf. Figura retorica per cui molti argomenti convergono alla stessa conclusione. 

\diallàgio, sm. Silicato alluminifero di calcio, ferro e magnesio appartenente al gruppo dei pirosseni monoclini. Si trova in natura in cristalli verdi e bruni. 

\diallèlo, sm. Nella logica antica è il tipo di ragionamento che si sforza di dare per dimostrato ciò che in realtà è proprio da dimostrare. 

\dialogàre, v. v. tr. Scrivere, ridurre in dialogo. 
v. intr. 1 Aprire un dialogo. ~ comunicare, colloquiare. cercava di non dialogare con l'opposizione. 2 Conversare, discorrere. ~ parlare. 

\dialogàto, agg. e sm. agg. Che ha forma di dialogo. 
sm. Testo scritto o ridotto in forma di dialogo. 

\Dialoghi Titolo sotto cui vengono comunemente riuniti i 35 dialoghi attribuiti al filosofo greco Platone (Atene 417 a. C.-347 a. C.). I dialoghi, importanti dal punto di vista concettuale e artistico, sono: l'Apologia di Socrate, Critone, Lachete, Eutifrone, Carmide, Liside, Ione, Ippia maggiore, Ippia minore, Protagora, Menone, Menesseno, Cratilo, Eutidemo, Simposio, Fedone, Repubblica, Fedro, Parmedide, Teeteto, Sofista, Politico, Filebo, Timeo, Crizia, Ermocrate. Dal punto di vista stilistico, il dialogo è un genere letterario che Platone ha elaborato in modo originale e portato a livelli altissimi di perfezione. L'ampiezza della sua produzione e la molteplicità degli interessi teorici dell'autore fanno ritenere Platone il più grande personaggio della storia della filosofia. L'influsso delle teorie platoniche è sensibile ancor oggi, a distanza di 2400 anni. 

\Dialoghi con Leucò Romanzo di C. Pavese (1947). 

\Dialoghi d'amore Opera di Leone Ebreo (postuma 1535). 

\Dialoghi degli dei Prosa di Luciano (seconda metà II sec.). 

\Dialoghi dei morti Opera di filosofia di Luciano (seconda metà II sec.). 
Dialoghi dei morti 
Opera di filosofia di B. de Fontenelle (1683). 

\Dialoghi delle carmelitane Dramma di G. Bernanos (postumo 1952). 

\Dialoghi delle carmelitane, I Opera in tre atti e dodici quadri di F. Poulenc, testo di G. Bernanos (Milano, 1957). 

\Dialoghi delle cortigiane Dialoghi di Luciano (seconda metà II sec.). 

\dialoghìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi scrive dialoghi. 

\dialògico, agg. (pl. m.-ci) Di dialogo. 

\dialogìsmo, sm. Forma dialogica. 

\dialogìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Scrittore di dialoghi. 

\dialogìstico, agg. (pl. m.-ci) Dialogico. 

\dialogizzàre, v. tr. Ridurre in forma di dialogo. 

\diàlogo, sm. (pl.-ghi) 1 Discorso alterno di due o più persone; conversazione. ~ colloquio. 2 Componimento di un brano che usa la forma dialogica. 3 Componimento per due o più voci o per due o più strumenti. 
  sm. dialogue. 
  lat. dialogus, dal greco diàlogos, deriv. da dialègesthai conversare. 
Nell'antica filosofia è il trattato che tende alla verità, tramite l'esposizione di concetti opposti. Sorse con Platone, che nei Dialoghi ripropone i temi di Socrate. Nella letteratura cristiana è diventato il mezzo apologetico per trattare temi morali e filosofici. Il primo esempio di prosa scientifica in volgare è stato il Dialogo sopra i due massimi sistemi di Galileo Galilei. 
In poesia è tipico dell'epica e della lirica corale greca, connotata da elementi fortemente drammatici. 

\Dialogo della divina provvidenza Prosa religiosa di santa Caterina da Siena (1378). Testo dettato da santa Caterina ad alcuni discepoli. Conosciuto anche con titoli diversi, come Trattato della divina provvidenza, Libro della divina rivelazione, o Dialogo della divina dottrina. Fu diffuso in vari manoscritti, con numerose varianti. La prima edizione a stampa si ebbe nel 1472. Attualmente, reca la suddivisione in trattati e capitoli che era assente nei codici manoscritti. Comprende 167 capitoli, con un primo gruppo di otto costituenti una sorta di introduzione. Il resto dell'opera è suddiviso in Trattato della discrezione (capitoli dal IX al LVIV) sulla conoscenza di Dio e di sé stessi, Trattato dell'orazione (LXV al LXXXIV) sulla comunicazione personale con Dio, Trattato della provvidenza (LXXXV-CLIII) sulla salvezza delle anime e Trattato dell'obbedienza (CLIV-CLXVII). I titoli sono parzialmente indicativi, in quanto non sempre corrispondono al contenuto, che tocca diversi argomenti. L'obiettivo che si propone l'opera è quello di condurre il cristiano all'amore di Dio anche attraverso il timore dei castighi. 

\Dialogo della lingua Saggio di J. de Valdés (1535, pubblicato postumo nel 1737). 

\Dialogo sopra i due massimi sistemi Opera scientifica di G. Galilei (1632). 

\Dialogo sopra la nobiltà Prosa di G. Parini (1757). 

\Dialogus de oratoribus Opera di storia di C. Tacito (68-96). 

\diamagnètico, agg. (pl. m.-ci) Di diamagnetismo. 

\diamagnetìsmo, sm. Proprietà per cui una sostanza (argento, bismuto, oro ecc.) con permeabilità magnetica inferiore all'unità ha magnetizzazione indotta in senso opposto a quella del campo inducente. I corpi diamagnetici vengono respinti da un magnete. 

\Diamànte Comune in provincia di Cosenza (4.953 ab., CAP 87023, TEL. 0985). 

\diamànte, sm. 1 Carbonio puro cristallizzato, il più duro dei minerali. 2 Strumento avente una piccola punta di diamante che viene usato dai vetrai per tagliare il vetro. ~ tagliavetro. 3 Carattere tipografico di corpo molto piccolo. 4 Nel baseball, il quadrato centrale del campo da gioco. 5 Punto dell'ancora in cui si aprono i due bracci 
  sm. diamond. 
  lat. tardo diamas,-antis. 
Materiale formato da carbonio cristallizzato nel sistema cubico, con forma di ottagono o esacisottaedro. Ha una durezza di 10 nella scala di Mohs e un caratteristico splendore. Risulta inattaccabile dagli acidi, ha peso specifico di 3,52 g/cm3 e brucia a 800 °C. I principali giacimenti si trovano in Zaire e nella Repubblica sudafricana. Sono generalmente di dimensioni non adatte alla creazione di gemme, per le quali devono essere sottoposti a lavorazioni di tagli (a rosetta, a brillante). Il diamante più celebre fu il Cullinan, trovato a Pretoria nel 1905, con peso grezzo di 3.106 carati. Viene, per la maggior parte, usato nella lavorazione tecnica e industriale (seghe, abrasivi, perforatrici); solo una minima parte viene destinata alla produzione di oggetti preziosi. 

\diamantìfero, agg. Che contiene diamanti. 

\diametràle, agg. Relativo al diametro. 

\diametralménte, avv. 1 Lungo la linea del diametro. 2 In opposizione diretta. 

\diàmetro, sm. Ogni corda che passa per il centro di un cerchio o di una sfera; è di lunghezza doppia rispetto a un raggio. Più in generale, dato un sottoinsieme I di uno spazio metrico, il suo diametro è l'estremo superiore delle distanze tra punti di I (I si dice limitato se il su odiametro è finito). Esitono altre accezioni del termine. 
  sm. diameter. 
Diametro apparente 
Angolo dal quale, dal centro della Terra, viene visto il diametro lineare di un oggetto celeste esteso. Per la Luna, esso varia in relazione alla distanza dalla Terra; per il Sole, esso cambia durante l'anno per effetto dell'orbita ellittica della Terra. 

\diàmine, inter. Esprime stupore, riprovazione, impazienza. 

\diammìde, sf. Composto chimico che contiene due volte il radicale tipico delle amminidi. 

\diammìna, sf. Composto chimico, aromatico o alifatico, che contiene due gruppi amminici. 

\diàna, sf. 1 Stella che appare in cielo all'alba prima del sorgere del Sole (il pianeta Venere). 2 Segnale della sveglia nelle caserme. 3 Incitamento all'azione. 4 Termine con cui gli alchimisti indicavano l'argento. 5 Scimmia africana della famiglia dei Cercopitecidi con sottogola bianco e caratteristica barba. 

\Diàna Personaggio mitologico, dea romana. Identificazione della greca Artemide. 

\diandrico, agg. (pl. m.-ci) Si dice di caratteri ereditari legati al sesso che si trasmettono attraverso i maschi e si presentano nelle femmine. 

\diàndro, agg. Riferito a un fiore che porta due soli stami. 

\dianètica, sf. Secondo la definizione data dalla chiesa di Scientologia che ne ha depositato il marchio è la tecnologia del risanamento spirituale basata sulle opere di Ron Hubbard e anche i relativi servizi e prodotti offerti da tale chiesa e dalle associazioni affiliate. 

\dianisidìna, sf. Base di formula (CH3O)(NH2)C6H3-C6H3(NH2)(OCH3) che fonde a 131°. Utilizzata per la preparazione di coloranti azoici sostantivi. 

\Diàno Arentìno Comune in provincia di Imperia (518 ab., CAP 18010, TEL. 0183). 

\Diàno Castèllo Comune in provincia di Imperia (1.506 ab., CAP 18010, TEL. 0183). 

\Diàno d'Àlba Comune in provincia di Cuneo (2.734 ab., CAP 12055, TEL. 0173). 

\Diàno Marìna Comune in provincia di Imperia (6.067 ab., CAP 18013, TEL. 0183). 

\Diàno San Piètro Comune in provincia di Imperia (991 ab., CAP 18010, TEL. 0183). Centro agricolo (olive, ortaggi, frutta) e della floricoltura. 

\dianoètico, agg. (pl. m.-ci) Proprio della dianoia. ~ discorsivo. 

\diànoia, sf. Per i filosofi greci antichi, in particolare Platone e Aristotele, era la conoscenza discorsiva, che procede cioè per gradi, in contrapposizione con quella intuitiva. 

\dianthus, sm. Genere di piante erbacee perenni o annue note soprattutto con il nome di garofani. Ne esistono trecento specie. 

\diànzi, avv. Poco fa. 

\diàpason, sm. 1 Registro di una voce o di uno strumento. ~ tessitura. 2 Strumento mediante il quale è possibile creare un suono con una determinata frequenza. 3 Culmine. ~ apice. 
Il diapason è formato da un'asta d'acciaio a forma di U. Fatto vibrare, percuotendo una delle estremità (rebbi), produce onde acustiche con frequenza diversa a seconda del diapason stesso. Viene usato nella pratica musicale. 
Diapason elettromagnetico 
Diapason usato per il controllo dei circuiti elettrici. 

\diapedèsi, sf. Migrazioni dei leucociti fuori dalle pareti vasali. 

\diapènte, sf. Termine musicale impiegato dai teorici greci e del Rinascimento per indicare l'intervallo di quinta giusto. 

\diapirìsmo, sm. Fenomeno che porta alla formazione dei diapiri. 

\diàpiro, sm. Massa di rocce plastiche e leggere risalite attraverso le rocce sovrastanti più pesanti e più recenti. 

\diapositìva, sf. Copia fotografica positiva su mezzo trasparente, usata soprattutto per proiezioni. 
  sf. slide, transparency. 

\diaproiettóre, sm. Proiettore per diapositive. 

\diarchìa, sf. Sistema di governo in cui il potere viene esercitato da due persone o da due organi politici. 

\diarco, agg. (pl. m.-chi) riferito alla radice che ha due arche legnose. 

\Diari intimi Prosa di Ch. Baudelaire (postuma 1909). 

\diària, sf. Compenso giornaliero corrisposto all'impiegato in trasferta come rimborso forfetario delle spese di viaggio e di soggiorno. ~ indennità. 
  sf. daily allowance. 

\diàrio, sm. 1 Cronaca giornaliera degli avvenimenti visti o vissuti. 2 Registro giornaliero. ~ agenda. diario di classe, in cui a scuola vengono scritti gli argomenti trattati nelle lezioni. 3 Libro in cui si annotano gli avvenimenti che accadono giorno per giorno. 4 Calendario. diario degli esami
  sm. journal, diary. 
  lat. diarium giornale, deriv. da dies, diei giorno. 

\Diario Diario di E. e J. de Goncourt (1887-1896). 
Diario 
Diario di J. Renard (postumo 1926). 
Diario 
Diario di K. Mansfield (postumo 1927). 
Diario 
Diario di A. Nin (1966-1976). 

\Diario a Stella Epistole di J. Swift (postuma 1766-1768). 

\Diario d'Algeria Opera di poesia di V. Sereni (1947). 

\Diario del 1835 Diario di H. M´cha (1835). 

\Diario del ladro Romanzo di J. Genet (1949). 

\Diario del seduttore, Il Opera di filosofia di S. A. Kierkegaard contenuta in Aut Aut (1843). 

\Diario di Anna Frank (o Diario) Memorie di A. Frank (1946). L'autrice, nata il 12 giugno 1929 e morta nel marzo del 1945, era una giovane ebrea di Amsterdam che, per due anni, mentre si nascondeva dalle persecuzioni naziste durante la seconda guerra mondiale, tenne un commovente diario, che è stato pubblicato subito dopo la fine della guerra. Dopo la scoperta del nascondiglio segreto della famiglia, tutti i componenti di essa, compresa Anna, vennero deportati, per il fatto di essere ebrei. Anna venne deportata nel campo di concentramento di Bergen-Belsen e in esso morì. La casa di Anna Frank ad Amsterdam è oggi diventata un museo in ricordo della sfortunata famiglia e delle persecuzioni antiebraiche. 

\Diario di un curato di campagna Romanzo di G. Bernanos (1936). Il romanzo è costituito dal diario del curato di Ambricourt, parrocchia dell'Artois, e dalla lettera che invia al curato di Torcy il suo amico Louis Dufréty, prete spretato, per riferire della sua morte. Il diario copre tre mesi, che vanno dal trasferimento del giovane curato ad Ambricourt alla morte. Il prete non conosce la propria malattia né la sua gravità. Le sofferenze fisiche rappresentano la manifestazione concreta del demonio e il male spirituale di un'epoca tendente al materialismo. 

\Diario di un curato di campagna, Il Film drammatico, francese (1950). Regia di Robert Bresson. Interpreti: Claude Laydu, Jean Rivière, Jean Danet. Titolo originale: Journal d'un curé de campagne 

\Diario di un parroco di campagna Romanzo di N. Lisi (1942). 

\Diario di un poeta appena sposato Opera di poesia di J. R. Jiménez (1917). 

\Diario di un ritorno al paese natale Dramma di A. Césaire (1939). 

\Diario di un sognatore Prosa di L. Malerba (1981). 

\Diario di una cameriera => "Memorie di una cameriera, Le" 

\Diario intimo Diario di H. F. Amiel (postumo 1884). 

\Diario minimo Saggio di U. Eco (1963). 

\Diario spirituale Trattato di religione di Sant'Ignazio di Loyola (1544-1545). 

\diarìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Scrittore di diari. 

\diarrèa, sf. Emissione reiterata di feci nel corso della giornata per cause diverse (infezioni, malattie epatiche, neoplasie, uso eccessivo di antibiotici). Le diarree possono essere acute, dovute a intossicazioni e infezioni, e croniche, causate da infiammazioni intestinali, da intolleranze alimentari o da tumori. Conseguenza comune a tutti i tipi di diarrea è un'eccessiva disidratazione, causata dall'abnorme eliminazione di liquidi con le feci. Oltre a curarne le cause, la terapia deve anche combattere l'impoverimento idrico dell'organismo che, soprattutto in tenera età, può comportare conseguenze molto gravi. 
Insieme con il vomito, compare frequentemente nei bambini, complicando il quadro di malattie o infezioni intercorrenti. Il rischio più grave cui va incontro un bambino in caso di vomito e diarrea è quello della disidratazione, che potrebbe addirittura mettere in pericolo la vita del piccolo paziente. Per questo motivo bisogna portare in ospedale i bambini colpiti da diarrea e vomito consistenti, dove sarà possibile combattere la disidratazione per via endovenosa. ~ dissenteria. <> stipsi, costipazione. 
  sf. diarrhoea. 

\diarròico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla diarrea. 

\diartròsi, sf. Tipo di articolazione caratterizzata da una grande mobilità. 

\diascopìa, sf. Proiezione, spesso ingrandita, su uno schermo di un'immagine trasferita su un supporto trasparente. 

\diascòpio, sm. Apparecchio per la proiezione ottica di un oggetto illuminato in trasparenza. 

\diàspora, sf. Dispersione di un popolo nel mondo dopo l'abbandono delle sue sedi di origine. ~ emigrazione. la diaspora degli Ebrei
  greco diaspora dispersione, deriv. da diaspeirein disseminare. 

\diasporàmetro, sm. Coppia di prismi diastimometrici suscettibili di rotazione reciproca automatica comandata dal tacheometro-teodolite. 

\diàsporo, sm. Idrossido d'alluminio, AlOOH, contenuto nelle bauxiti che si presenta in cristalli prismatici rombici. 

\diasprìgno, agg. Riferito al diaspro. 

\diàspro, sm. Varietà compatta di quarzo usata come pietra ornamentale. 

\diastàsi, sf. Nome di un enzima estratto dall'orzo germogliato, che trasforma l'amido in maltosio. 

\diastèma, sm. Spazio che si osserva tra due denti consecutivi si alcune scimmie. 

\diasteroisomerìa, sf. Tipo di isomeria presentata da alcuni composti organici che contengono almeno due atomi di carbonio asimmetrici. 

\diàstilo, agg. Secondo Vitruvio era un tempio in cui l'intercolumnio aveva una larghezza corrispondente a tre diametri della colonna. 

\diàstole Movimento di dilatazione delle cavità del cuore, conseguente al rilassamento della corrispondente muscolatura. Nel ciclo cardiaco, la diastole contemporanea dei ventricoli destro e sinistro segue quella dei due atri e coincide con il riempimento delle corrispondenti cavità; viene poi seguita dalla loro contrazione (sistole) che provvede a spingere il sangue nel piccolo e grande circolo. 
Nella metrica italiana è lo spostamento dell'accento, per motivi di ritmica, verso la fine della parola. 

\diastòlico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla diastole. 

\diastrofìsmo, sm. Insieme delle deformazioni e dei corrugamenti subiti da zone della crosta terrestre sotto l'azione di forze interne. 

\diatermanità, sf. Proprietà che hanno i corpi diatermani. 

\diatermàno, agg. Di corpo, che ha la proprietà di lasciare passare il calore. 

\diatermìa, sf. Metodo terapeutico che utilizza le correnti ad alta frequenza per sviluppare effetti termici nei tessuti. 

\diatèrmico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla diatermia. 

\diatermocoagulazióne, sf. Metodo terapeutica che sfrutta la diatermia per distruggere tessuti organici. 

\diàtesi, sf. 1 Funzione del verbo che riguarda il rapporto che intercorre tra l'azione espressa e il soggetto. 2 Insieme di diverse manifestazioni morbose che possono essere riportate tutte alla stessa causa. 
  greco diathesis disposizione, deriv. da diatithenai disporre, comp. da dià-, da dià attraverso + tithenai, porre. 

\Diatomèe Classe di Alghe unicellulari molto diffuse nel fitoplancton di acqua dolce e di mare. Possiedono membrane cellulari ricche di silicio che costituiscono gusci rigidi a due valve; il loro deposito sui fondali dà origine a vasti giacimenti (diatomiti). 

\diatonìa, sf. Disposizione dei suoni secondo l'ordine della scala naturale. 

\diatònico, agg. (pl. m.-ci) Che procede per toni e semitoni naturali e per grandi congiunti. 

\diàtono, sm. Tipo di muro formato da un unico filare di blocchi, usato in particolare in Grecia dall'età classica fino a tutto il IV sec. a. C. 

\diatrèto, sm. Nome attuale di un tipo di calice diffuso in età imperiale romana. 

\diàtriba, o diatrìba, sf. 1 Discussione intorno a un argomento filosofico. 2 Discorso violento di accusa, critica o rimprovero nei confronti di qualcuno. ~ diverbio. 3 Disputa, rissa. ~ discussione. 

\Diatribe Opera di filosofia di Epitteto (I-II sec.). 

\diatryma, sf. Genere di uccello corridore preistorico, alto più di due metri, con becco possente, testa enorme e forse piumaggio nero, diffuso nei depositi eocenici. 

\diàvola, sf. 1 Donna brutta e cattiva. 2 Donna dinamica, energica. 3 Detto di un modo di cucinare il pollo. 

\diavolàccio, sm. 1 Persona mite, incapace di fare del male. 2 Specie di trappola che serve per catturare gli uccelli di notte. 

\diavolerìa, sf. 1 Azione diabolica, malvagia. ~ malizia, perfidia. 2 Stravaganza, bizzarria. ~ stranezza. 
  deriv. da diavolo. 

\diavoléto, sm. Scompiglio, baccano. ~ fracasso. 

\diavolétto, sm. 1 Diminutivo di diavolo. 2 Fanciullo vispo e vivace. 3 Bigodino.  • diavoletto di Maxwell 

\Diavoli di Loudun, I Opera in tre atti di K. Penderecki, libretto proprio (Amburgo, 1969). 

\diavolìo, sm. Confusione. ~ strepito. 

\diàvolo, inter. e sm. inter. Esprime meraviglia, dispetto, impazienza, ira e simili. 
sm. (f.-a,-essa) 1 Lo spirito del male, l'angelo ribelle, l'abitante e signore dell'inferno. ~ demonio. <> angelo. 2 Si usa nelle esclamazioni per esprimere meraviglia, stizza, impazienza e simili. 3 Persona sgradevole o malvagia. 4 Persona vivace, irrequieta. 5 Viene usato con funzione rafforzativa nelle frasi interrogative o esclamative. 6 Persona mite e bonaria (buon diavolo). 7 Persona perseguitata dalla sfortuna (povero diavolo). 8 Nome di una figura nel gioco dei tarocchi. 9 Arnese di ferro che aiuta l'accensione dei fornelli. 
loc. agg. e avv. alla diavola 1 Alla disperata, alla peggio. 2 Un modo di cucinare il pollo. 
  sm. devil. 
  lat. diabolus, dal greco diàbolos, deriv. da diabàllein calunniare. 
Nel cristianesimo è la creatura infernale che spinge l'uomo verso il compimento di atti malvagi e al peccato. Nella religione cristiana, il diavolo è impersonificato in Lucifero, guida degli angeli caduti nel peccato e opposti a Dio. La teologia lo individua come l'origine del male e la venuta di Gesù Cristo sulla terra, rappresenta la lotta per sconfiggere la malvagità. Già nei tempi antichi, l'immaginazione popolare cercava di rappresentare il malvagio come un'orribile creatura a metà tra l'uomo e l'animale. Il diavolo è presente in ogni religione, con nomi diversi, ma tutti indicanti una figura negativa e malvagia (Iblis nell'islamismo, Ahiman nello zoroastrismo). 
Diavolo di mare 
Pesce conosciuto anche con il nome di cefalottera, appartenente alla famiglia dei Selaci. Ha il corpo a forma di rombo, pinne sulla testa e si nutre prevalentemente di molluschi. Predilige le acque marine calde. 
Diavolo di Tasmania 
Mammifero marsupiale, conosciuto anche con il nome di diavolo orsino, appartenente alla famiglia dei Dasiuridi. Ha mantello nero, predatore, voracissimo e aggressivo, preferisce cacciare uccelli e mammiferi di ridotte dimensioni nella notte. 

\Diavolo al Pontelungo, Il Romanzo di R. Bacchelli (1927). 

\diàvolo di màre, sm. Nome volgare del Mobula mobular, pesce raiforme detto anche mobula o cefalottera. 

\Diàvolo di Tènda, pìzzo dél Cima (2.914 m) tra le valli Brembana e Seriana, nelle Alpi Orobie. 

\Diavolo è femmina, Il Film commedia, americano (1935). Regia di George Cukor. Interpreti: Katharine Hepburn, Cary Grant. Titolo originale: Sylvia Scarlett 

\Diavolo in corpo, Il Romanzo di R. Radiguet (1923). L'autore iniziò la composizione di quest'opera, che rientra nel genere dei romanzi psicologici, all'età di soli sedici anni. Il romanzo racconta una storia d'amore proibito, senza lieto fine: durante la prima guerra mondiale un adolescente, Jacques, diviene l'amante di Marthe, una giovane donna sposata il cui marito è al fronte. Come dirà l'autore, il libro rappresenta la libertà e la mancanza di attività, dovute alla guerra, che formano un giovane e uccidono una giovane. Davanti alle responsabilità che dovrebbe assumersi, appare chiaro che l'eroe non è ancora maturo, mentre Marthe si ammala e muore. Il marito tornato dal fronte alleverà il bambino che non è il suo. La vicenda è raccontata in prima persona dal protagonista e il tono, in bilico tra innocenza e trasgressione, rispecchia i turbamenti di un'età ingrata. Claude Autant-Lara ne ricavò un film nel 1947. 
Diavolo in corpo, Il 
Film drammatico, francese (1947). Regia di Claude Autant-Lara. Interpreti: Gérard Philipe, Micheline Presle, Denise Grey. Titolo originale: Le diable au corps 

\diàvolo orsìno, sm. Nome volgare del cophylus harrisi, marsupiale comune in Tasmania e per questo detto anche diavolo di Tasmania. 

\Diavolo probabilmente, Il Film drammatico, francese (1977). Regia di Robert Bresson. Interpreti: Antoine Monnier, Tina Irissari, Laetitia Carfano. Titolo originale: Le diable probablement 

\diàvolo spinóso, sm. Nome volgare del moloch horridus, piccolo rettile lacertile che vive nei deserti sabbiosi dell'Australia occidentale e meridionale con una lunghezza che va dai 18 ai 22 cm e corpo ricoperto di grosse spine. 

\Diavolo zoppo, Il Romanzo di A. R. Lesage (1707). 

\Diaz del Castillo, Bernal (Medina del Campo 1492-Città del Messico 1581?) Cronachista. Tra le opere Vera storia della conquista della Nuova Spagna (1632). 

\Dìaz, Armàndo (Napoli 1861-Roma 1928) Militare, capo dell'ufficio operazioni del comando supremo. Durante la prima guerra mondiale sostituì L. Cadorna in seguito alla disfatta di Caporetto (1917), conducendo l'esercito alle vittorie di Piave e di Vittorio Veneto. Fu nominato ministro della guerra nel primo ministero di Mussolini (1922-1924) e fu insignito del titolo di Duca della Vittoria. 

\Dìaz, Bartolomeo (Algarve 1450 ca.-Atlantico meridionale 1500) Navigatore portoghese. Nel 1488 aprì la via per l'India passando per la prima volta il Capo delle Tempeste (oggi detto di Buona Speranza). 

\Díaz, José Porfirio (Oaxaca 1830-Parigi 1915) Politico messicano. Fu a capo del governo dal 1876 al 1880 e dal 1884 al 1911 con metodi dittatoriali. F. Madero lo abbatté con la rivoluzione liberale nel 1911. 

\diazìna, sf. Nome generico dato a tre composti isomeri che risultano dalla sostituzione della piridina di uno dei gruppi CH di un atomo di azoto. 

\diazo- Primo elemento di parole composte della terminologia chimica che indica la presenza di due atomi di azoto tenuti insieme tra loro da un doppio legame. 

\diazoacètico, agg. (pl. m.-ci) Detto di un acido instabile di formula N2CHCO2H i cui esteri si formano per azione dell'acido nitroso sul glicollato di etile. 

\diazoanidrìde, sf. Nome generico dei composti aventi formula ArN2ON2Ar dove Ar rappresenta un gruppo arile; derivano dall'azione di un acido su di un diazotato alcalino. Sono instabili ed esplosivi. 
1 Detto di composti che si formano per azione dell'acido nitroso sulle arilammine primarie. 2 Detto di un procedimento di stampa di tipo fotografico usato per la riproduzione di documenti e disegni al tratto. 

\diazometàno, sm. Gas giallo tossico e vescicante. Essendo un composto molto reattivo, permette di ottenere gli esteri metilici degli acidi e i metileteri dei fenoli con svolgimento di azoto. 

\diazoreazióne, sf. Reazione che evidenzia alcuni composti aromatici presenti nelle urine o nel siero, quando sono in corso malattie come la tubercolosi, la febbre tifoide, l'itterizia ecc. 

\diazotipìa, sf. Stampa di tipo fotografico che si vale di sostanza diazoiche e con la quale si ottengono immagini colorate su carta e su tessuti. 

\dibàttere, v. v. tr. 1 Discutere il pro e il contro delle questioni. ~ esaminare. 2 Agitare. ~ dimenare. 
v. rifl. Fare movimenti convulsi, agitarsi, contorcersi. ~ dimenarsi. 
  v. tr. to discuss, to debate. v. rifl. to struggle. 
  da di-+ battere. 

\dibattimentàle, agg. Del dibattimento. 

\dibattiménto, sm. 1 Il dibattere. ~ discussione. 2 Trattazione di un processo davanti ai giudici. ~ processo. 
  sm. 1 debate. 2 (dir.) hearing. 
  deriv. da dibattere. 

\dibàttito, sm. Disputa, dibattimento su un determinato argomento. ~ discussione. 
  sm. debate, discussion. 
  deriv. da dibattere. 

\dibenzil- Primo elemento di vocaboli chimici indicante la presenza di una molecola di due gruppi benzilici C6H5CH2 o anche di due gruppi benzoilici C6H5CO. 

\Dibër Distretto (154.000 ab.) dell'Albania, nella regione di Tirana-Durazzo. Capoluogo Peshkopi. 

\Dibiàsi, Klàus (Solbad Hall, Austria 1947-) Tuffatore italiano. Nel 1968, nel 1972 e nel 1976 fu campione olimpico dalla piattaforma dei 10 m. Conquistò il titolo mondiale nel 1973 e 1975. 

\diblàstico, agg. (pl. m.-ci) Detto di Metazoi con la parete del corpo costituita da due soli foglietti, entoderma ed ectoderma, formati ognuno da un solo strato di cellule che compongono l'epitelio. 

\diboscaménto, sm. Il diboscare e l'effetto. 

\diboscàre, v. tr. Tagliare, del tutto o in parte, un bosco. 

\Dibranchiàti Sottoclasse di Molluschi Cefalopodi caratterizzati da un solo paio di branchie. 

\dibrom-, o dibromo- primi elementi di vocaboli chimici che indicano la presenza di due atomi di bromo in una molecola. 

\dibrucàre, v. tr. Tagliare tutti i rami secchi o inutili di una pianta. 

\Dibuk, Il Leggenda drammatica in un prologo e tre atti di L. Rocca, libretto di R. Simoni (Milano, 1934). 

\dicàce, agg. Satirico, caustico, pungente. ~ mordace. 

\dicariofìto, sm. È la generazione di cellule a dicarion nei Funghi Basidiomiceti e Ascomiceti. 

\dicàrion, sm. Insieme di due nuclei ben distinti presenti nei miceli secondari dei Basidiomiceti e nelle ife ascogene degli Ascomiceti. 

\dicàsio, sm. Cima che porta due rami fra loro opposti al di sotto del fiore terminale. 

\dicastèro, sm. Ministero. 
  sm. ministry. 

\dicatalètto, agg. Si dice di un verso composto di due emistichi entrambi catalettici. 

\dìcco, sm. (pl.-chi) 1 Intrusione di una massa magmatica nella frattura di una roccia. 2 Diga. ~ argine. 

\dicefalìa, sf. Mostruosità che consiste nella presenza di due teste in uno stesso individuo. 

\dicèmbre, sm. Nel calendario gregoriano è il nome del dodicesimo e ultimo mese dell'anno. 
  sm. December. 

\dicerìa, sf. Voce priva di fondamento e spesso calunniosa. ~ chiacchiera. 
  sf. rumour, piece of gossip. 
  deriv. dal lat. dicere dire. 

\Diceria dell'untore Romanzo di G. Bufalino (1981). 

\dicheto- Primo elemento di vocaboli chimici che indica la presenza in una molecola di due funzioni chetoniche. 

\dichetóne, sm. Composto che contiene due funzioni chetoniche. 

\dichiarànte, agg., sm. e sf. Che, chi rilascia una dichiarazione. 

\dichiaràre, v. v. tr. 1 Esporre, rendere chiaro. ~ spiegare. 2 Intimare una guerra. 3 Nominare, proclamare. ~ riconoscere. fu dichiarato vincitore della manifestazione. 4 Affermare formalmente. ~ asserire. dichiarare tutti i redditi. 5 Rendere manifesto. ~ rivelare. le aveva dichiarato le sue intenzioni, ora attendeva una risposta concreta. 6 Confessare. ~ palesare. 
v. rifl. 1 Proclamarsi. ~ pronunciarsi. l'imputato si dichiarò innocente. 2 Spiegarsi. ~ manifestarsi. 
  v. tr. to declare. 
  lat. declarare manifestare, comp. da de-+ deriv. da clarus chiaro, incrociato con l'italiano chiaro

\dichiarataménte, avv. In modo manifesto. ~ esplicitamente. 

\dichiarativaménte, avv. In funzione dichiarativa. 

\dichiaratìvo, agg. Che serve a dichiarare. 

\dichiaràto, agg. Manifesto, palese. ~ esplicito. 

\dichiaratóre, sm. (f.-trice) Colui che dichiara. 

\dichiarazióne, sf. 1 Il dichiarare e il dichiararsi. ~ affermazione, asserzione. 2 Lo scritto e le parole con cui si dichiara. ~ esposizione, illustrazione. 3 Documento diplomatico tramite cui due o più stati manifestano le loro intenzioni circa questioni internazionali. 
  sf. declaration, statement. 
  lat. declaratio,-onis. 
Dichiarazione dei diritti dell'uomo 
Dichiarazione approvata dall'Assemblea costituente francese nel 1789, con la quale si ribadiva l'uguaglianza politica e sociale di tutti i cittadini e l'inviolabilità dei diritti naturali e imprescindibili dell'uomo. 
Dichiarazione dei redditi 
Dichiarazione obbligatoria fatta da tutti i contribuenti al fisco, affinché l'organo di controllo fiscale possa venire a conoscenza dell'imponibile e stabilire di conseguenza le imposte dovute tramite il principio dell'autotassazione. 
Dichiarazione di indipendenza 
Dichiarazione con la quale le tredici colonie d'America proclamarono la propria indipendenza e la costituzione di una confederazione di stati, miranti al benessere del popolo. Su questo modello, venne redatta la costituzione degli Stati Uniti d'America nel 1787. 

\dicianidrìna, sf. Composto organico derivato dalla sostituzione di due idrogeni con due gruppi-CN. 

\diciannòve, agg. e sm. agg. num. card. invar. Numero formato da dieci più nove unità. 
sm. invar. Le cifre o le lettere che indicano il numero diciannove. 
  agg. e sm. nineteen. 

\diciannovènne, agg., sm. e sf. agg. num. ord. Di diciannove anni. 
sm. e sf. Persona che ha diciannove anni d'età. 

\diciannovèsimo, agg. e sm. agg. num. ord. Che in una sequenza corrisponde al numero diciannove. 
sm. e sf. La diciannovesima parte. 

\diciannovìsta, sm. e sf. Termine con cui vennero indicati i primi aderenti al movimento fascista nato a Milano nel 1919. 

\diciassètte, agg. e sm. agg. num. card. invar. Numero formato da dieci più sette unità. 
sm. invar. Le cifre o le lettere che indicano il numero diciassette. 
  agg. e sm. seventeen. 

\diciassettènne, agg., sm. e sf. agg. num. ord. Di diciassette anni. 
sm. e sf. Persona che ha diciassette anni d'età. 

\diciassettèsimo, agg. e sm. agg. num. ord. Che in una sequenza corrisponde al numero diciassette. 
sm. e sf. La diciassettesima parte. 

\dicìbile, agg. Che può essere detto. 

\Dicièmidi Classe di Mesozoi che comprende animali parassiti degli organi escretori dei Cefalopodi. 

\dicioccaménto, sm. Estrazione dei ciocchi che sono rimasti nel terreno dopo l'abbattimento degli alberi. 

\dicioccàre, v. tr. Effettuare il dicioccamento. 

\diciottènne, agg., sm. e sf. agg. num. ord. Di diciotto anni. 
sm. e sf. Persona che ha diciotto anni d'età. 

\diciottèsimo, agg. e sm. agg. num. ord. Che in una sequenza corrisponde al numero diciotto. 
sm. e sf. La diciottesima parte. 

\diciòtto, agg. e sm. agg. num. card. invar. Numero formato da dieci più otto unità. 
sm. invar. Le cifre o le lettere che indicano il numero diciotto. 
  agg. e sm. eighteen. 

\dicitóre, sm. (f.-trìce) Chi declama prosa o versi in pubblico. 

\dicitùra, sf. 1 Breve scritta che serve di indicazione, di chiarimento. ~ didascalia. 2 Forma con cui una cosa è detta o scritta. 3 Locuzione. ~ espressione. 
  sf. words. 

\Dickens, Charles (Portsmouth 1812-Rochester 1870) Scrittore inglese, di modeste e difficili origini, cominciò la sua carriera come stenografo del regno. Cominciò a scrivere dei romanzi a puntate, Il Circolo Pickwick, che gli assicurarono un grande successo di pubblico. Da allora in poi, iniziò la vera produzione letteraria, con opere come Le avventure di Oliver Twist, Nicholas Nickleby e La bottega dell'antiquario, nelle quali denunciò la realtà sociale tramite la favola e i racconti leggeri. A seguito del viaggio in America, pubblicò Martin Chuzzlewit e David Copperfield, la sua opera più importante, dedicata all'infanzia mai goduta. Altre opere sono La piccola Dorrit, La casa desolata, Grandi speranze, Il nostro comune amico e il suo ultimo romanzo incompiuto, Il mistero di Edwin Drood. La sua produzione è stata caratterizzata da una profonda denuncia della società vittoriana. Il suo merito maggiore è stato quello di descrivere la realtà avvolta da un alone di grottesco e simbolico, mescolando il comico e il tragico. 

\Dickinson, Emily (Amherst 1830-1886) Poetessa americana, visse sempre in solitudine nel suo paese natale, divenendo una delle più importanti figure della letteratura americana. Nelle sue poesie temi fondamentale sono la morte, Dio, l'amore spesso fonte di sofferenza, la natura; si sforzò di trovare possibili incontri tra individualismo e puritanesimo e di coniugare concetti opposti come eternità e contingenza, immortalità e disfacimento. 

\diclamidòto, agg. Dicesi del fiore fornito di calice e corolla. 

\diclìno, sm. Dicesi dei fiori unisessuali provvisti o di pistilli o di stami. 

\diclor(o)- Primi elementi di termini chimici che indicano la presenza di due atomi di cloro in un molecola. 

\diclorobenzène, sm. Uno qualsiasi dei tre derivati del benzene di formula C6H4Cl2

\dicogamìa, sf. 1 Maturazione non contemporanea degli organi sessuali maschili e femminili nelle piante con fiori ermafroditi. 2 Fecondazione incrociata necessaria per la conservazione della specie presso gli organismi ermafroditi. 

\Dicomàno Comune in provincia di Firenze (4.570 ab., CAP 50062, TEL. 055). 

\Dicotilèdoni Classe delle Gimnosperme, a cui appartengono piante con semi forniti di due foglie trasformate (cotiledoni), dotate di accrescimento secondario sia del fusto che della radice. La radice è a fittone; il fusto ha struttura primaria e cilindrica in cui legno e libro hanno andamento concentrico. Le foglie hanno nervatura centrale ramificata, formate da quattro o cinque elementi, distinti in calici e corolle. A questa famiglia appartengono le Ranuncolacee, le Magnoliacee, le Violacee e le Rosacee. 

\dicotomìa, sf. Separazione netta tra due elementi, divisione in due. 

\dicotòmico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che si riferisce alla dicotomia. 2 Che si divide e si suddivide di due in due. 

\dicòtomo, agg. 1 Che appare illuminato per metà dal sole; si usa anche per la luna. 2 Si dice di una parte della pianta ramificata a dicotomia. 

\dicroìsmo, sm. Proprietà posseduta da sostanze cristallizzate nel gruppo dimetrico che presentano due direzioni principali di assorbimento della luce. 

\dicromatìsmo, sm. Disturbo del senso cromatico che consiste nel poter percepire solo due colori fondamentali e quelli che risultano dalle loro combinazioni. 

\dicromàto, sm. Sale derivato dall'acido dicromico. 

\dicroscòpico, agg. Dicesi di una lente che permette di osservare i fenomeni di dicroismo. 

\Dicrùridi Famiglia di Uccelli Passeriformi propri della fascia tropicale dall'Africa alla Nuova Guinea; vi appartiene il drongo. 

\dicumaròlo, sm. Sostanza utilizzata in terapia come anticoagulante. 

\Didactica magna Opera di pedagogia di Comenio (1657). 

\didascalìa, sf. 1 Scritta esplicativa posta sotto un'illustrazione. ~ dicitura, dizione, legenda. 2 Nota intercalata nel dialogo di un dramma che serve di avvertenza per gli attori. 3 Dicitura che aiuta la comprensione di un film muto o parlato in lingua straniera. ~ sottotitolo. 4 Ogni parola o frase scritta sulla partitura musicale. 
  sf. 1 caption. 2 (sottotitolo) subtitle. 
  lat. didascalia, dal greco didaskalia istruzione. 

\didascàlico, agg. (pl. m.-ci) Che si propone di insegnare. ~ istruttivo, educativo. 

\didàttica, sf. Branca della pedagogia che ha per oggetto l'insegnamento e il suo metodo, in relazione con la concezione dell'educazione. Si affermò con il pensatore ceco Comenio (Didactica Magna, 1657), per svilupparsi poi con J.-J. Rousseau (1712-1778), J. Locke (1632-1704), J. H. Pestalozzi (1746-1827), F. Fröbel (1782-1852), J. F. Herbart (1776-1841), i quali individuarono nella psicologia dell'allievo un elemento fondamentale del rapporto didattico, a tal punto da adattare contenuti e tempi di apprendimento alle fasi dello sviluppo del bambino e dell'adolescente. Comenio mosse da due principi fondamentali: la perfettibilità dell'uomo e il valore di una retta educazione. Con una visione lungimirante, egli ipotizzò una formazione articolata in quattro cicli da sei a venticinque anni, con lo scopo di realizzare il più alto grado di umanità. In J. J. Rousseau si incontrano i primi accenni all'educazione alla libertà, che troveranno particolare eco in tutta la pedagogia moderna. J. H. Pestalozzi considerò la famiglia come centro formativo, poiché le facoltà dell'uomo sono presenti in germe fin dalla nascita. J. Locke e J. F. Pestalozzi fondarono filosoficamente il principio della conoscenza umana basata nella sensibilità. J. Herbart ritenne che la vita psichica dovesse fornire il metodo e gli strumenti per la didattica. Egli sostenne che per evitare che l'istruzione cessi con la fine della scuola deve essere radicata nell'interesse dell'individuo. Per la didattica della matematica vedi il sito MaCoSa ().  

\didàttico, agg. (pl. m.-ci) Che è fatto per insegnare. ~ istruttivo. 
  agg. 1 didactic. 2 (insegnamento) teaching. 

\Diddley, Bo (McComb 1928-Archer (Florida) 2008) Pseudonimo di Ellas McDaniel. Cantante e chitarrista statunitense di blues e rock'n roll. 

\Didèlfidi Famiglia di Mammiferi Marsupiali arboricoli. Le femmine hanno l'abitudine di coricarsi i piccoli sul dorso. 

\didéntro, avv. e sm. avv. Di dentro. 
sm. La parte interna. 

\didèrmico, agg. (pl. m.-ci) In embriologia è una caratteristica tipica dei Poriferi e dei Celenterati che presentano solo l'ectoderma e l'endoderma. 

\Diderot, Denis (Langres 1713-Parigi 1784) Filosofo e scrittore francese, uno dei maggiori rappresentanti dell'illuminismo. Di famiglia borghese, si diplomò in lettere nel 1732 a Parigi. Visse a lungo di espedienti, lezioni private, traduzioni e precarie collaborazioni editoriali. A Parigi conobbe J.-B. D'Alembert, J.-J. Rousseau, È. Condillac e F. M. Grimm. L'esordio come autore avvenne nel 1746 con i Pensieri filosofici. Altri libelli filosofici gli costarono l'arresto e la detenzione a Vincennes nel 1749. A questi stessi anni risale l'elaborazione del progetto dell'Enciclopedia. All'opera collaborarono i più insigni intellettuali del tempo, tra cui Rousseau e Voltaire, ma soprattutto D'Alembert che fu condirettore dal 1751 al 1758. Grazie a una determinazione e a una costanza eccezionali, Diderot riuscì, in circa vent'anni di lavoro, a superare tutti i problemi connessi all'impresa. Svolse di persona la maggior parte degli incarichi esecutivi e la correzione di tutte le bozze. L'opera fu completata nel 1772 con la pubblicazione dell'undicesimo volume delle tavole che integravano i diciassette volumi del testo. Solo allora Diderot trovò il tempo di dedicarsi alle opere che era venuto abbozzando nel frattempo e di affrontare nuovi lavori spaziando in tutti i campi del sapere e in vari generi letterari. Diderot scrisse molto e pubblicò poco. La maggior parte delle opere fu pubblicata postuma; perciò una classificazione cronologica è impossibile da stabilire con certezza. Al gruppo di opere propriamente letterarie appartengono i Gioielli indiscreti (1747), La monaca (fosca descrizione della vita claustrale, 1760), Il nipote di Rameau (dialogo filosofico-morale, 1821) e Giacomo il fatalista e il suo padrone (romanzo-saggio, 1773). Tra le opere teatrali, Il figlio naturale (1757) e Il padre di famiglia (1758). Tra i saggi, Saggio di pittura, Il sogno di D'Alembert (1769), Il paradosso sull'attore (1773) e La poesia drammatica. Attraverso l'Enciclopedia si diffuse in tutta Europa il pensiero illuminista con la sua energia stimolatrice dell'iniziativa individuale e sottilmente critico degli assetti istituzionali costituiti. 

\didiètro, avv. e sm. avv. Di dietro. ~ dietro. 
sm. La parte posteriore. 

\didìmio, sm. Miscela di neodimio e praseodimio, considerata in passato un elemento. 

\didìnami, agg. Riferito agli stami di un fiore quando sono quattro, due lunghi e due corti. 

\Dìdio Giuliano, Màrco (Milano 133-Roma 193) Imperatore romano. Acquistò con il denaro la corona imperiale ma il suo regno durò solo settanta giorni. Il senato romano infatti lo fece assassinare per consentire l'incoronazione di Settimio Severo. 

\Didion, Joan (Sacramento, California 1934-) Scrittrice statunitense. Caratterizzata da uno stile tagliente e amaro, è autrice di opere assai critiche verso il modo di vivere americano. Tra le opere, Prendila come viene (1970), Diglielo da parte mia (1977), Democrazia (1984). 

\Didóne Regine di Tiro, figlia di Belo, fondò Cartagine, dopo essere fuggita per l'uccisione del marito Sicheo da parte del fratello. Virgilio, nell'Eneide, immagina che Didone ospiti presso la sua reggia Enea fuggito da Troia e che si uccida dopo la sua partenza. 

\Didone abbandonata Melodramma di P. Metastasio (1724). 

\Didone e Enea Opera in sei quadri di H. Pourcell, libretto di N. Tate (Londra, 1689). 

\didùncolo, sm. Genere di Uccelli Colombiformi cui appartiene una sola specie vivente nelle isole Samoa, il didunculus strigoristris

\die, sm. invar. Forma antica e letteraria per di

\dièci, agg. e sm. agg. num. card. invar. Numero naturale corrispondente a nove unità più una. 
sm. invar. 1 Il numero dieci e le cifre o la lettera (X) che lo indicano. 2 Il massimo voto scolastico attribuibile. 
  agg. e sm. ten. 

\Dieci comandamenti, I Film storico, americano (1955). Regia di Cecil Blount De Mille. Interpreti: Charlton Heston, Anne Baxter, Yul Brynner. Titolo originale: The Ten Commandments 

\Dieci piccoli indiani Romanzo di A. Christie (1939). 
Dieci piccoli indiani 
Film poliziesco, americano (1945). Regia di René Clair. Interpreti: Barry Fitzgerald, Walter Huston, Louis Hayward. Titolo originale: And then There Were None 

\diecimìla, agg. e sm. agg. num. card. invar. Dieci volte mille. 
sm. invar. Il numero diecimila e le cifre o le lettere che lo indicano. 

\diecìna => "decina" 

\dièdro, sm. 1 Porzione di spazio compresa tra due semipiani (facce) aventi origine dalla medesima retta (spigolo); come sua ampiezza viene presa quella dell'angolo che si ottiene sezionandola con un piano perpendicolare allo spigolo. 2 In alpinismo, struttura della roccia formata dall'incontro ad angolo di due pareti. 

\dieffenbàchia, sf. Genere di piante delle Aracee, diffuse nelle zone tropicali del continente americano, con foglie sempreverdi, a macchie gialle. Molto apprezzata come pianta ornamentale. 

\Diego, Gerardo (Santander 1896-Madrid 1987) Poeta. Tra le opere Versi umani (1925) e Poemi fatti apposta (1932). 

\dielèttrico, agg. e sm. Materiale poco conduttore di corrente elettrica; viene usato come sinonimo di isolante elettrico. 
Costante dielettrica del vuoto 
Costante ε0 pari, approssimativamente, a 8,85418.10-12 F/m.
Costante dielettrica
La costante dielettrica ε di un materiale misura la sua predisposizione a trasmettere un campo elettrico; è pari a ε = ε0·εr dove εr è la costante dielettrica relativa (è un numero adimensionale sempre maggiore di 1); è uguale al rapporto tra induzione elettrica e campo elettrico. 

\Diels, Otto Paul Hemann (Amburgo 1876-Kiel 1954) Chimico tedesco. Riuscì insieme all'allievo Kurt Alder a sintetizzare i dieni (composti a due doppi legami), realizzando la reazione che porta il suo nome, le cui applicazioni hanno permesso la sintesi della vitamina D, della canfora e del cortisone. Per questo Diels e Alder furono insigniti nel 1950 del premio Nobel per la chimica. 

\diencèfalo, sm. Parte del cervello interposta fra il tronco encefalico e gli emisferi cerebrali. Presente in tutti i vertebrati, nell'uomo svolge fondamentali attività di correlazione poiché tutti i settori diencefalici sono collegati a determinati settori corticali. 

\diène, sm. 1 Idrocarburo che contiene due doppi legami. ~ diolefina. 2 Suffisso utilizzato in chimica per indicare la presenza nella molecola di due doppi legami. 

\diènico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo ai dieni. 2 Dicesi di una sintesi realizzata a partire dai dieni coniugati. 

\Dientzenhofer, Christoph (Sankt Margarethen 1655-Praga 1722) Architetto tedesco. Tra le opere la chiesa di San Nicola a Praga (1703-1705). 

\Dientzenhofer, Kilian Ignaz (Praga 1689-1751) Architetto tedesco. Tra le opere la chiesa di San Giovanni della Roccia (1730-1739) e la chiesa di San Nicola a Praga (1732-1752). 

\dièresi, sf. 1 Separazione di due articolazioni vocaliche in due sillabe distinte. 2 Notazione formata da due puntini posti sopra una vocale per indicare metafonesi. 3 Taglio chirurgico. 
  lat. diaeresis, dal greco diairesis divisione, da diairein separare. 

\diervìlla, sf. Genere di piante arbustacee presenti in America e in Asia a foglie caduche e con fiori variamente colorati. Sono ornamentali la diervilla coracensis e la diervilla fluoribonda

\dies a quo, loc. avv. Espressione usata in diritto per indicare la data iniziale dalla quale decorrono gli effetti di determinati atti giuridici. 

\dies a quo non computatur in termino, loc. avv. Massima giuridica che indica come il computo di una determinata scadenza inserita in un'obbligazione debba iniziare dal giorno successivo a quello di stipulazione. 

\dies ad quem, loc. avv. Espressione usata in diritto per indicare il termine entro il quale va compiuta una determinata attività. 

\Dies irae Sequenza attribuita a Tommaso da Celano (XIII sec.). 
Dies Irae 
Film drammatico, danese (1943). Regia di Carl Theodor Dreyer. Interpreti: Thorkild Roose, Lisbeth Movin, Anna Svierkier. Titolo originale: Vredens Dag 

\dies irae, loc. sost. m. invar. 1 Il giorno del giudizio. 2 Il momento della resa dei conti. 

\diesel, sm. 1 Motore a combustione interna. 2 Macchina dotata di motore diesel. 
  sm. diesel engine. 
Nel motore diesel il pistone comprime l'aria nel cilindro fino a riscaldarla a una temperatura superiore a quella di autoaccensione del combustibile, che viene poi iniettato direttamente nella camera di scoppio. Vengono abitualmente distinti in motori lenti e veloci. I primi, utilizzati principalmente nelle installazioni fisse, sono caratterizzati da potenze molto elevate e bruciano combustibili pesanti (nafte). I secondi vengono usati nel campo dell'autotrazione, sviluppano potenze meno elevate e usano combustibili più leggeri (gasolio per autotrazione). I motori diesel sono caratterizzati da alti rapporti di compressione e rumorosità elevata; tuttavia l'economicità dei combustibili e i consumi ridotti ne hanno decretato un notevole successo sia nel campo dell'autotrasporto pesante che in quello delle autovetture. 

\Diesel, Rudolf (Parigi 1858-canale della Manica 1913) Ingegnere tedesco, compì i propri studi in Gran Bretagna e presso la scuola politecnica di Monaco. Fu l'inventore del motore a combustione interna per combustibili pesanti (gasolio, nafta), detto appunto motore diesel

\dièsis, sm. Alterazione musicale che aggiunge mezzo tono alla nota; il segno che lo rappresenta. 
  sm. sharp. 

\dièta, sf. 1 Regime alimentare caratterizzato dall'assunzione di determinate qualità e quantità di cibo per motivi di salute o igienici. il medico gli ha prescritto una dieta molto rigida 2 Astinenza dal cibo o da certi cibi. ~ digiuno. 3 Privazione sessuale. ~ astinenza. 4 Assemblea politica o parlamentare di alcuni stati. 
  sf. diet. 
  lat. diaeta, dal greco diaita regola di vita; nel significato [4]: lat. dieta, deriv. da dies giorno. 

\dietètica, sf. Studio della composizione degli alimenti. 

\dietètico, agg. (pl. m.-ci) Di dieta. 
  lat. tardo diaeteticus, dal greco diaitetikòs. 

\dietetìsta, sm. e sf. Esperto in dietetica. 

\dietil- Primo elemento di vocaboli chimici indicante la presenza di due gruppi etile in una molecola organica. 

\dietilchetóne, sm. Chetone di formula C2H5COC2H5; abbastanza solubile in acqua, bolle a 103° ed è dotato di proprietà ipnotiche. 

\dietilènico, agg. (pl. m.-ci) Detto di un composto che contiene due doppi legami etilinici. 

\dietilstilbestròlo, sm. Composto non steroideo ad azione estrogenica utilizzato nella terapia del carcinoma prostatico e di quello mammario. 

\dietìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Medico specialista in dietetica. 

\dietologìa, sf. Parte della medicina che studia la composizione e l'equilibrio degli alimenti per scopi terapeutici. 

\dietòlogo, sm. e sf. (pl. m.-gi) Dietista. 
  sm. dietician. 

\dietoterapìa, sf. Terapia tramite prescrizioni dietetiche. 

\Dietrich, Marlene (Berlino 1901-Parigi 1992) Nome d'arte di Marie Magdalene von Losch, attrice cinematografica e cantante tedesca. Dopo la consacrazione in Germania con L'angelo azzurro (1930), è riuscita a imporsi anche in America e a Hollywood, come donna fatale per eccellenza. Tra i moltissimi film, Marocco, Disonorata, Venere bionda, Capriccio spagnolo, Desiderio, Scandalo internazionale, Rancho Notorius, Testimone d'accusa, Vincitori e vinti, Gigolò. Ha scritto anche due libri, Il diavolo è donna e l'autobiografia Marlene D

\diètro, avv., prep. e sm. avv. 1 Nella parte posteriore. ~ didietro. <> davanti. salirono entrambi dietro, nel cassone del furgone. 2 Appresso. ~ accanto. 3 Indietro. 4 Alle spalle. ~ in coda, posteriormente. <> anteriormente. avevano ormai lasciato dietro l'ultima stazione di rifornimento
prep. 1 Nella parte posteriore o retrostante; di là da una persona, da una cosa. dietro le quinte, al riparo da sguardi altrui. 2 Al seguito. ~ appresso. correre dietro a qualcuno. 3 Dopo. ~ poi. 
sm. La parte posteriore. ~ didietro. <> davanti. 
  avv. 1 behind. 2 (in fondo, sul retro) at the back. prep. 1 behind. 2 (tempo) after. sm. rear, back. 
  lat. deretro

\Dietro il paesaggio Opera di poesia di A. Zanzotto (1951). 

\Dietro le quinte di una leggenda Film documentario, americano (1988). Regia di David Hinton. Titolo originale: The Making of: Gone with the Wind 

\Dietro l'immagine Opera di storia e critica d'arte di F. Zeri (1987). 

\dietrofrónt, o diètro frónt, loc. inter. e sm. loc. inter. Si usa come comando a militari, ginnasti o alunni affinché si volgano in direzione opposta. 
sm. 1 L'atto del dietrofront. 2 L'ordine di dietrofornt. 3 Cambiamento improvviso di opinione. ~ voltafaccia. 
  sm. about-turn. 
  da dietro + fronte

\dietrologìa, sf. Nel linguaggio giornalistico, la ricerca dei fatti occulti nascosti dietro un evento o di ciò che si nasconderebbe dietro parole o azioni altrui. 

\dietromotóri, sm. invar. Disciplina del ciclismo su pista in cui il corridore è preceduto da una motocicletta. 

\Dieudonné, Jean (Lille 1906-Parigi 1992) Matematico francese. Tra i principali esponenti del gruppo Bourbaki, studiò attivamente la geometria algebrica e la topologia. 

\difàtti, cong. Infatti. ~ appunto. 
  cong. as a matter of fact, in fact. 
  da di + fatti. 

\difèndere, v. v. tr. 1 Proteggere da pericoli o da offese; salvare, patrocinare, salvaguardare. ~ tutelare, proteggere. doveva difendere l'onore della famiglia. 2 Sostenere le ragioni di qualcuno, parteggiare. ~ spalleggiare. 3 Scagionare. ~ discolpare. <> incolpare. 4 Riparare. ~ coprire. <> scoprire. 
v. rifl. 1 Proteggersi, coprirsi. ~ ripararsi. <> scoprirsi. cercava di difendersi dal freddo con una misera giacca. 2 Giustificarsi. ~ discolparsi. 3 Destreggiarsi. ~ barcamenarsi. 4 Far valere i propri diritti. chiedeva solo di potersi difendere da quelle ignobili accuse, di fronte a un tribunale
  v. tr. 1 to defend. 2 (spalleggiare, sostenere) to support. 
  lat. defendere, comp. da de-+ fendere colpire. 

\difendìbile, agg. Che si può difendere. ~ sostenibile. 

\difenil- Primo elemento di parole composte della terminologia chimica indicante la presenza di due gruppi fenilici in una molecola organica. 

\difenìle, sm. Idrocarburo presente nel catrame del carbon fossile, preparato per azione del sodio sul bromobenzene. 

\difenilène, sm. Gruppo bivalente il cui nome entra nella designazione corrente di composti carbocilici o eterociclici ad anelli condensati. 

\difensìva, sf. Difesa. 
  sf. defensive. 

\difensivìsmo, sm. Atteggiamento di chi assume una condotta difensiva. 

\difensìvo, agg. Di difesa; atto a difendere. 
  agg. defensive. 
  lat. mediev. defensivus, deriv. dal lat. defensus, p.p. di defendere. 

\difensóre, agg. e sm. agg. Che difende. avvocato difensore
sm. 1 Chi difende. ~ sostenitore, protettore. <> aggressore, detrattore, nemico. 2 Avvocato. ~ legale. <> assistito, patrocinato. 3 Cavaliere. ~ paladino. 4 Guardiano. ~ sorvegliante. 5 Giocatore delle linee arretrate di una squadra sportiva che ha essenzialmente compiti difensivi. 6 Chi sostiene una idea e cerca di farla affermare. 
  sm. 1 defender. 2 (avvocato) counsel for the defence. 3 (protettore) supporter. 
  lat. defensor,-oris, deriv. da defensus, p.p. di defendere difendere. 

\difésa, sf. 1 Il difendere e il difendersi. ~ protezione. <> offesa. 2 L'avvocato che difende l'imputato a giudizio. 3 Parole o scritto con cui si difende. 4 Insieme di organi atti a respingere offese nemiche. 5 Tutto ciò che serve a difendere; schermo. ~ riparo. 6 Azione difensiva di una squadra sportiva contro gli attaccanti della squadra avversaria; l'insieme dei giocatori a cui tale azione è affidata. 
  sf. defence. 
  lat. tardo defensa, deriv. da defensus. 
Collegio di difesa 
Insieme di avvocati che si sono assunti il patrocinio degli imputati in questioni legali, o delle parti in casi civili. 
Legittima difesa 
Reazione spontanea e diretta dell'aggredito nei confronti dell'aggressore; la legge in questi casi riconosce la legittimità solo se la difesa è proporzionata all'offesa subita. 
Meccanismi di difesa 
In psicanalisi è la modalità attraverso cui l'individuo tende a proteggere il proprio Io in ogni momento in cui l'esistenza è difficile e spiacevole. 

\Difesa dei lupi Opera di poesia di H. M. Enzensberger (1957). 

\Difesa e illustrazione della lingua francese Saggio di J. Du Bellay (1549). 

\diféso, agg. Riparato. ~ protetto. <> indifeso. 
  lat. defensus, p.p. di defendere. 

\difettàre, v. intr. 1 Avere difetto o mancanza di qualcosa. 2 Essere difettoso. 
  v. intr. to be defective. 
  deriv. da difetto. 

\difettìvo, agg. 1 A cui manca qualcosa, imperfetto. ~ manchevole. 2 Di quei verbi o sostantivi mancanti di alcune forme del paradigma. 
  agg. defective. 

\difètto, sm. 1 Insufficienza, mancanza. ~ scarsità. <> abbondanza. la vista ti fa decisamente difetto. 2 Imperfezione fisica o morale; tendenza negativa. ~ vizio, deformazione. <> dote. LOC. aveva trovato l'uomo che apparentemente non aveva difetti. 3 Peccato, torto. ~ colpa. 
  sm. 1 flaw, defect. 2 (mancanza) want, lack. 
  lat. defectus,-us, deriv. da defectus, p.p. di deficere mancare, comp. da de-+ facere fare. 

\difettóso, agg. 1 Che ha qualche difetto. ~ imperfetto. <> perfetto. 2 Manchevole, scarso. ~ lacunoso. <> sufficiente. 
  agg. faulty, defective. 
  deriv. da difetto

\diffamàre, v. tr. Intaccare la buona fama di qualcuno con maldicenze. ~ calunniare. <> lodare. 
  v. tr. to slander, to libel. 
  lat. diffamare, comp. da dis-+ deriv. da fama. 

\diffamatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi diffama. ~ calunniatore. <> elogiatore. 

\diffamatòrio, agg. 1 Che è atto a diffamare. 2 Che diffama. ~ denigratore. <> celebrativo, elogiativo. 

\diffamazióne, sf. 1 Il diffamare e l'effetto; denigrazione. ~ calunnia. <> lode. 2 Reato che consiste nel recare offesa all'altrui reputazione. 
  sf. slander. 
  deriv. da diffamare, lat. tardo diffamatio,-onis. 
Viene considerata dalla legge come delitto contro l'onore della persona ed è punibile, a querela dell'offeso, con la reclusione fino a un anno o con una multa. Si differenzia dall'ingiuria, che consiste in un'offesa rivolta direttamente alla persona presente. 

\differènte, agg. Che non ha la stessa forma o qualità rispetto a un'altra cosa o persona; diverso, disuguale. ~ dissimile. <> uguale. 
  agg. different. 
  lat. differens,-entis, p.pres. di differre. 

\differenteménte, avv. In modo differente. ~ diversamente. 

\differènza, sf. 1 L'essere differente; la quantità o la qualità per cui si differisce. ~ diversità. <> uguaglianza. fra i due non c'era grande differenza di età. 2 Risultato dell'operazione di sottrazione. ~ resto. 3 Somma di denaro che manca per completare un pagamento. doveva pagare la differenza di costo fra il biglietto di prima e di seconda classe. 4 Discordia, contrasto. ~ dissenso. 
  sf. difference. 
  lat. differentia, deriv. da differens,-entis

\differenziàbile, agg. Che si può differenziare. 

\differenziàle, agg. e sm. agg. 1 Di differenza, che si basa su una differenz. 2 di strumento impiegato per misurare la variazione di una grandezza fisica rispetto ad un valore di riferimento . 
sm. 1 Elemento che differenzia, divario, variazione (il d. d’inflazione, i differenziali salariali) 2 Nelle automobili, organo collocato tra l'albero di trasmissione e i semiassi delle ruote motrici; ha lo scopo di favorire la trasmissione uniforme del moto quando si percorrono traiettorie curvilinee (opera differenziando la velocitè di rotazione delle ruote motrici). 3 In matematica, variazione tendenziale di una funzione al variare della variabile di input (il differenziale di F in x è F'(x)Δx: è la variazione che F subirebbe per l'input che passa da x a x+Δx se in tale intervallo il suo grafico proseguisse con la stessa pendenza che aveva in x). 
Calcolo differenziale 
Parte del calcolo infinitesimale relativa al concetti di derivata. 
Modelli differenziali
\differenziaménto, sm. 1 Il differenziare e il differenziarsi; l'atto e l'effetto. 2 In biologia, il mutamento graduale della struttura o funzione delle cellule. 
  deriv. da differenziare

\differenziàre, v. v. tr. 1 Rendere differente; distinguere. ~ diversificare. <> uguagliare. 2 Fare differenze tra cose o persone. ~ discriminare. <> equiparare. 
v. intr. pron. Diventare differente. ~ distinguersi. 
  v. tr. to differentiate. v. intr. to differ. 
  deriv. da differenza. 

\differenziàto, agg. Che presenta differenze. ~ distinto. 
  agg. differentiated. 

\differenziazióne, sf. Il differenziare, il differenziarsi, la differenza che ne risulta. 

\differìbìle, agg. Che si può differire. ~ dilazionabile, procastinabile. <> indifferibile, indilazionabile. 

\differiménto, sm. Aggiornamento, rinvio. ~ dilazione. 

\differìre, v. v. tr. Rinviare qualcosa a un momento successivo, procrastinare. ~ rimandare. <> anticipare. 
v. intr. Essere diverso, differenziarsi. ~ distinguersi. <> rassomigliare, somigliare. 
  v. tr. to defer, to postpone. v. intr. to be different. 
  lat. differre. 

\differìta, sf. Trasmissione radiotelevisiva registrata che viene mandata in onda in un momento successivo. <> diretta. 
  sf. recording. 

\diffìcile, agg., sm. e sf. agg. 1 Che richiede abilità, fatica; complicato. ~ difficoltoso. <> facile. 2 Arduo da capire, spiegare e simili. ~ complesso. <> semplice. era una presentazione con concetti difficili per i non addetti. 3 Pieno di preoccupazioni, ansie e simili. 4 Poco probabile. ~ improbabile. <> prevedibile, probabile. : : difficile che ciò accada. 5 Pieno di disagi, di ostacoli. ~ scomodo. <> agevole, comodo. 6 Intrattabile, permaloso. ~ bisbetico. <> sereno, tranquillo. era un tipo difficile. 7 Grosso, pesante. <> leggero, lieve. 8 Sgradevole. ~ scabroso 
sm. e sf. Persona incontentabile, intrattabile. 
sm. solo sing. Punto difficile. ~ difficoltà. adesso viene il difficile
  agg. 1 hard, difficult. 2 (improbabile) improbable. 
  lat. difficilis, comp. da dis-+ facilis

\difficilménte, avv. 1 Con difficoltà. ~ stentatamente. <> facilmente. 2 Con poca probabilità. ~ improbabilmente. <> probabilmente, prevedibilmente. 

\difficoltà, sf. 1 L'essere difficile; ciò che è difficile. ~ complessità, problematicità, oscurità. <> facilità, chiarezza. 2 Ristrettezza di mezzi. era in difficoltà economiche. 3 Fatica. ~ sforzo, stento. aveva grande difficoltà a preparare quell'esame. 4 Ostacolo che si oppone al conseguimento di qualcosa. ~ complicazione. <> semplicità. appianate tutte le difficoltà, si poteva ora procedere con il progetto. 5 Contrarietà. ~ avversità, impedimento, ostacolo, inconveniente, complicazione. 
  sf. difficulty. 
  lat. difficultas,-atis, comp. di dis-+ facultas,-atis facoltà. 

\difficoltóso, agg. Che presenta difficoltà. ~ complicato, complesso. <> facile. 

\diffìda, sf. L'atto legale di diffidare. 
  sf. notice, warning. 
  deriv. da diffidare. 

\diffidàre, v. v. tr. Intimare ad altri con atto legale di fare o di non fare qualcosa. ~ vietare, proibire. <> autorizzare, permettere. 
v. intr. Non avere fiducia. ~ sospettare. <> fidarsi. 
  v. tr. to warn. v. intr. to distrust, to to be suspicious. 
  lat. diffidere. 

\diffidènte, agg. Che diffida. ~ sospettoso. <> fiducioso. 
  agg. wary, suspicious. 

\diffidènza, sf. L'essere diffidente; mancanza di fiducia. ~ sfiducia. <> fiducia. 
  sf. wariness, suspicion. 
  lat. diffidentia, deriv. da diffidens,-entis. 

\diffluènte, sm. Corso d'acqua secondario che si stacca dal ramo principale. <> affluente. 

\diffluènza, sf. Divisione in bracci di un corso d'acqua o di un ghiacciaio. 

\difflugìa, sf. Genere di Protozoi sarcodici; sono amebe con citoplasma protetto da una capsula a forma di calice costituita di materiali detritici agglutinati. 

\diffóndere, v. v. tr. 1 Spargere abbondantemente; spandere intorno ~ disseminare. <> concentrare. la sua risata diffondeva allegria in quell'ambiente. 2 Divulgare, propagare. ~ diramare. <> arginare, circoscrivere. il nemico diffondeva notizie di disfatta
v. intr. pron. 1 Spargersi per largo spazio. ~ spandersi. : :n profumo di pizza si diffuse rapidamente nella stanza. 2 Propagarsi, dilungarsi. ~ diramarsi. le notizie in questa casa si diffondono con una rapidità disarmante. 3 Dilungarsi a parlare o a scrivere 
  v. tr. e intr. pron. 1 to diffuse. 2 (notizie) to circulate, to spread. 
  lat. diffundere, comp. da dis-+ fundere versare. 

\diffórme, agg. 1 Non conforme, discordante. ~ differente. 2 Deforme. ~ malformato. 

\difformità, sf. L'essere difforme. ~ diversità. 

\diffràngere, v. v. tr. 1 Provocare la diffrazione della luce. 2 Frantumare. ~ spezzare. 
v. intr. pron. Subire il fenomeno della diffrazione. 

\diffrazióne, sf. Propagazione per onde, che si verifica quando tali onde incontrano ostacoli oppure diaframmi, che ne limitano l'estensione. Essendo relativa a tutte le onde, si può avere diffusione della luce, del suono, dei raggi X ecc. Particolari sono i fenomeni di diffusione della luce da parte di un diaframma circolare; la luce monocromatica prodotta da una sorgente puntiforme, che attraversa un piccolo foro rotondo, non produce sullo schermo una zona d'ombra definita e netta, ma una figura di diffusione formata da un disco luminoso centrale e da una serie di anelli concentrici chiari e scuri. 

\diffusaménte, avv. In modo diffuso. ~ ampiamente. 

\diffusìbile, agg. Che si può diffondere facilmente. 

\diffusibilità, sf. L'essere diffusibile. 

\diffusióne, sf. 1 Il diffondere e il diffondersi. 2 Divulgazione, propagazione. ~ emanazione. 
  sf. 1 spread, diffusion. 2 (divulgazione) circulation. 3 (fis.) scattering. 
  lat. diffusio,-onis. 
Fenomeno per cui gli atomi o le molecole degli elementi o dei composti chimici passano da una zona di maggiore concentrazione a una dove sono meno concentrati. Tale fenomeno può riguardare sia sostanze solide, che liquide che gassose. 
Diffusione della luce 
Fenomeno per il quale un fascio di raggi luminosi, investendo un ostacolo, devia in tutte le direzioni. Può essere per riflessione quando il raggio incidente viene riflesso in ogni direzione; per diffrazione quando la radiazione incontra ostacoli di misure comparabili con la propria lunghezza d'onda. 

\diffusìvo, agg. 1 Che ha la forza di diffondersi. 2 Che diffonde o che si diffonde. 

\diffùso, agg. 1 Sparso largamente, propagato. ~ esteso. 2 Prolisso, lungo. ~ ampio. 
  lat. diffusus, p.p. di diffundere. 

\diffusóre, agg. e sm. (f. diffonditrice) 1 Che, chi diffonde. 2 Speciale apparecchio che si applica a una lampadine perché dia luce diffusa. 3 Apparecchio per estrarre lo zucchero dalle barbabietole. 

\difilàto, agg. e avv. agg. Diritto, rapido. ~ celere. 
avv. 1 Direttamente e celermente. 2 Di seguito, senza interruzione. 
  avv. directly, straight. 

\difiodónte, agg. Riferito ai Mammiferi che presentano due successive dentizioni quando i denti da latte vengono sostituiti da quelli permanenti. 

\difonìa, sf. Disturbo della fonazione che consiste nell'emettere contemporaneamente due suoni differenti. 

\difosgène, sm. Composto usato come gas bellico durante la prima guerra mondiale. 

\difrónte, o di frónte, agg. invar. e avv. agg. invar. Che sta di faccia. ~ antistante. 
avv. Posto dinanzi. ~ davanti. 

\dìftera, sf. 1 Veste di pelle portata da gente umile. 2 Pelle conciata per uso scrittorio. 

\diftèrico, agg. (pl. m.-ci) Di difterite. 

\difterìte, sf. Malattia infettiva acuta, contagiosa, provocata dal Corynebacterium diphteriae. È localizzabile nella faringe e provoca la formazione di membrane fibrose e l'immissione in circolo di tossine dannose per il cuore, il tessuto nervoso e i reni. Può essere curata con siero antidifterico e antibiotici. 
  sf. diphtheria. 
Difterite dei polli 
Malattia infettiva da virus. 

\dìga, sf. 1 Sbarramento artificiale atto a regolare il deflusso di un corso d'acqua o con funzioni difensive diverse. ~ argine. 2 Freno, difesa. ~ riparo. 
  sf. 1 dam. 2 (portuale) breakwater. 3 (argine) dyke. 
  franc. digue, dall'oland. dijk. 
Opera idraulica che prevede la costruzione del relativo bacino artificiale. L'acqua raccolta viene utilizzata nelle centrali idroelettriche per la produzione di energia o per l'irrigazione. Possono essere a gravità quando hanno sezione verticale; un tipo particolare di questa diga è quella a scogliera, costruita con del pietrame compattato con vibrazioni meccaniche. Altro tipo è quello a terra, costruita con materiali argillosi che consentono una tenuta idraulica. L'altro grande modello di diga è quello ad arco, in cui la spinta dell'acqua dell'invaso viene trasferita sulle pareti laterali su cui appoggia la diga stessa. La più grande diga del mondo è quella delle Tre Gole, iniziata sullo Yangtze Kiang nel 1997 e la cui consegna è prevista per il 2009. 

\digàmma, sm. Sesta lettera degli alfabeti greci arcaici derivata dal segno fenicio waw

\digàstrico, agg. e sm. (pl.-ci) Muscolo del collo a forma di ansa che va dall'apofisi mastoidea dell'osso temporale alla faccia posteriore della mandibola. 

\Digenèi Altro nome dei Distomidi, derivato dal loro ciclo biologico caratterizzato da un'alternanza di generazione che si svolge in due o tre ospiti. 

\Digenis Akritas Poema di anonimo (ca. X sec.). 

\digerènte, agg. Che provvede alla digestione. 
  agg. digestive. 

\digerìbile, agg. Che si digerisce facilmente; che si può digerire. <> indigeribile. 

\digeribilità, sf. L'essere digeribile. 

\digerìre, v. tr. 1 Trasformare gli elementi ingeriti in elementi assimilabili. ~ assimilare. <> rigettare. 
aveva digerito con difficoltà il pranzo. 2 Sopportare, accettare. ~ tollerare. certe tue manie non riesco proprio a digerirle! 3 Assimilare, comprendere un concetto, una materia e simili. ~ capire. certe materie eccessivamente tecniche erano difficili da digerire. 4 Riuscire a dominare. 
  v. tr. 1 to digest. 2 (fig.) to stand. 
  lat. digerire, comp. da dis-+ gerere portare. 

\digest, sm. invar. 1 Riassunto di un articolo o di un libro. 2 Piccolo volume che contiene una selezione di riassunti. 

\digestióne, sf. Insieme di processi biochimici attraverso cui gli esseri viventi trasformano il cibo o le sostanze di riserva in composti più semplici, solubili, assimilabili e utilizzabili dalle cellule. Il primo processo inizia in bocca e comprende la salivazione e la formazione del bolo; la ptialina della saliva trasforma gli amidi in maltosio. Il bolo, passando dall'esofago, scende verso lo stomaco ove è attaccato dai succhi gastrici, contenenti acido cloridrico, pepsina e chimosina, che trasformano le proteine in peptoni. Il cibo viene ridotto in chimo dai movimenti circolari; è versato nell'intestino, provocando l'emissione del succo pancreatico e della bile dal fegato. La bile ha la funzione di trasformare i grassi in emulsioni, agevolando l'assimibilità da parte della steapsina. Il chimo viene ancora trasformato in chilo dagli enzimi prodotti dal succo enterico, prodotto dalla mucosa intestinale, per essere scomposto in sostanze più facilmente assimilabili. Nel colon avviene una digestione detta secondaria, a opera di batteri. La parte di cibo non digerita costituisce le feci. 
In chimica è la decomposizione di una sostanza da parte di appositi reattivi chimici o di enzimi elaborati da microrganismi. 
  sf. digestion. 
  lat. tardo digestio,-onis. 

\digestìvo, agg. e sm. agg. Che serve alla digestione; che aiuta la digestione. 
sm. Bevanda che aiuta la digestione. 
  agg. digestive. sm. liqueur. 
  lat. tardo digestivus. 

\digèsto, agg. e sm. agg. Digerito. 
sm. Raccolta delle leggi dei più autorevoli giuristi romani, compilata per disposizione dell'imperatore Giustiniano. 

\digiàmbo, sm. Successione di due giambi; interpretabile come il metro giambico indivisibile o come costituente una dipodia giambica. 

\Digióne Città della Francia (141.000 ab.), capoluogo della Côte-d'Or. È un importante centro commerciale e industriale (industrie chimiche, alimentari, meccaniche e calzaturiere). Di origine gallo romana, divenne capitale del ducato di Borgogna nel XIII sec., passando alla Francia nel 1477. Sono conservati ancora alcuni edifici dell'epoca, la chiesa di Notre-Dame, il palazzo Vogüé, la chiesa di San Michele e la chiesa di San Benigno. 

\digit, sm. invar. Sinonimo di carattere nel gergo tecnico informatico. 

\digitàle, agg. 1 Delle dita. 2 Segnale che può assumere solamente alcuni valori fissati nel suo intervallo di validità. Un caso particolare di segnale digitale è quello usato per la rappresentazione binaria interna al calcolatore, perché può assumere solo i valori 0 e 1. <> analogico.   3 Angiosperma (Digitalis purpurea) della famiglia delle Scrofulariacee e dell'ordine delle Tubiflore. Pianta erbacea originaria dell'Europa utilizzata in medicina per la sua azione cardiotonica e diuretica. 
  agg. 1 (delle dita) finger. 2 digital. 

\digitalìna, sf. Composto che consiste in una miscela dei glucosidi amorfi alcoolsolubili estratti dalla digitale. ~ digitossoside. 

\digitalizzàre, v. tr. Somministrare digitale a un organismo secondo una metodica ben determinata. 

\digitalizzatóre, sm. Sinonimo di coordinatometro. 

\digitalizzazióne, sf. Trasformazione di un segnale, il cui andamento rispetto al tempo è dato in forma continua, in una successione dei valori numerici corrispondenti, a intervalli di tempo prefissati. 

\digitàre, v. tr. 1 Comporre su una tastiera. 2 In musica, diteggiare. 
  v. tr. 1 to punch. 2 (inform.) to type. 

\digitàto, agg. 1 Di animale, che ha i piedi con più dita. 2 Che è stato composto su una tastiera. 

\digitazióne, sf. Il digitare e il suo effetto. 

\Digitìgradi Mammiferi che camminano appoggiando al suolo tutta la superficie delle dita. 

\digiunàre, v. intr. 1 Astenersi parzialmente o totalmente dal cibo per un determinato periodo. ~ essere a dieta, far digiuno. <> mangiare. 2 Rinunciare a qualcosa che si desidera. 
  v. intr. 1 to starve oneself. 2 (rel.) to fast. 
  lat. tardo ieiunare. 

\digiunatóre, sm. (f.-trìce) Chi digiuna. 

\digiùno, agg. e sm. agg. 1 Che non ha ancora mangiato. 2 Che si astiene dal cibo. 3 Che è privo. era completamente digiuno di faccende amministrative. 4 Intestino digiuno: seconda parte dell'intestino tenue; inizia dal legamento di Treitz ed è seguito dall'ileo 
sm. Astinenza parziale o totale dai cibi. il lungo digiuno aveva indebolito il fisico; essere a digiuno, condizione di chi non ha mangiato o non mangia. 
  agg. fasting. sm. fast. 
  lat. ieiunus digiuno. 

\digiunoìleo, sm. Porzione dell'intestino tenue compresa fra il cieco e il duodeno. 

\digiunostomìa, sf. Abboccamento chirurgico del digiuno alla pelle dell'addome. 

\diglossìa, sf. Forma particolare di bilinguismo che si ha quando l'uso delle due lingue viene alternato a seconda dei contesti e delle circostanze. 

\dìgma, sm. Luogo o edificio dove i mercanti all'ingrosso esponevano le loro merci per la vendita. 

\Dignàno Comune in provincia di Udine (2.549 ab., CAP 33030, TEL. 0432). 

\dignità, sf. 1 Nobiltà che l'uomo ha per sua natura, per il suo grado, per le sue qualità e rispetto che egli ha di sé e che suscita negli altri per merito della sua condizione. ~ decoro. la sua dignità non gli consentiva di accettare simili condizioni. 2 Ufficio elevato e persone che lo coprono. ~ carica, grado, onore. : :e più alte dignità dello Stato erano presenti alla cerimonia funebre 
  sf. dignity. 
  lat. dignitas,-atis, deriv. da dignus degno. 

\dignitàrio, sm. Chi è investito di una dignità. ~ autorità, maggiorente. 

\dignitóso, agg. Che si comporta con dignità; che rivela dignità. ~ decoroso. <> indecente, indecoroso. 
  agg. 1 dignified. 2 (decoroso) respectable, decent. 

\DIGOS Sigla di Divisione Investigazioni Generali e Operazioni Speciali della Polizia di Stato. 

\Digosz, Jan (Brzeznica 1415-Cracovia 1480) Storico. Tra le opere Annales seu cronicae inediti regni Poloniae (1455-1480). 

\digradàre, v. v. tr. 1 Nelle arti figurative, disporre in gradazione. 2 Degradare. 
v. intr. 1 Scendere a un livello inferiore. ~ degradare. <> ascendere. 2 Abbassarsi un poco alla volta. ~ declinare. <> salire. 
  v. intr. to slope down. 

\digradazióne, sf. Il digradare. 

\digràmma, sm. (pl.-i) Successione di due lettere che rappresentano un solo suono. 

\digrassàre, v. tr. 1 Togliere il grasso o la parte eccedente di grasso dalla carne macellata o dalla superficie di un liquido. 2 Togliere macchie di grasso dagli abiti. 

\digredìre, v. intr. Fare una digressione. 

\digressióne, sf. 1 L'allontanarsi dall'argomento principale del discorso. ~ divagazione. 2 (significato originale) L'allontanarsi temporaneamente dal cammino intrapreso o dalla via più diretta. ~ deviazione 3 (astronomia) la distanza angolare delle stelle dal polo celeste.

\digressìvo, agg. Che costituisce una digressione. 

\digrignaménto, sm. Il digrignare i denti. 

\digrignàre, v. tr. Detto dei cani e anche dell'uomo, mostrare i denti facendoli stridere come manifestazione di furore e di rabbia impotente. 
  v. tr. (denti) to grind one's teeth. 
  da di-+ franc. antico grignier. 

\digrossaménto, sm. 1 Il digrossare. 2 Affinamento. ~ dirozzamento. 

\digrossàre, v. v. tr. 1 Rendere meno grosso. ~ sgrossare. 2 Cominciare a raffinare. ~ dirozzare. 3 Impartire i primi elementi di una disciplina o di un'arte. ~ istruire. 
v. rifl. Farsi meno rozzo. 

\diguazzaménto, sm. Il diguazzare. 

\diguazzàre, v. intr. Agitarsi nell'acqua. 

\Digul Fiume (670 km) della Nuova Guinea, nell'Irian occidentale. Nasce dai monti Maoke e sfocia nel mar degli Arafura. 

\diibridìsmo, sm. Incrocio di due razze differenti per due caratteri ereditari. 

\diìbrido, sm. Individuo che è eterozigote per due fattori mendeliani. 

\diiod(o)- Primo elemento di vocaboli chimici indicante la presenza di due atomi di iodio in una molecola. 

\diktat, sm. invar. Imposizione tassativa, ordine perentorio imposto da una delle parti in un atto internazionale. 

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