indice       <<< 

\e, E cong. Congiunzione che unisce termini o proposizioni. 
 X   cong. and. 
Quinta lettera dell'alfabeto. 
In fisica indica la carica dell'elettrone, una forza elettromotrice o un'energia. 
In geofisica lo strato della ionosfera a circa 100 km di altezza. 
In matematica indica l'eccentricità di una superficie conica; è anche il simbolo della base dei logaritmi naturali (e = 2,71828…).   +  
In meteorologia indica il simbolo di una massa d'aria equatoriale. 
In musica, nei paesi a lingua tedesca e inglese, indica la nota mi secondo un'antica intavolatura musicale, tuttora in uso (sistema di Oddone di Cluny). Nei paesi anglosassoni e tedeschi, che per designare le note non hanno adottato le sillabe di Guido d'Arezzo, E equivale tuttora alla nota mi. In questi paesi, la E maiuscola può indicare la tonalità di mi maggiore, la e minuscola la tonalità di mi minore. 
e commerciale (in inglese ampersand): il simbolo &, che nasce come "abbreviazione grafica" della parola latina "et" (il termine inglese deriva da "and per se and", dove "per se" è in latino; sta ad indicare la "e" che sta al posto della "e").

\E adesso pover'uomo? Romanzo di H. Fallada (1932). 

\È arrivata la felicità Film commedia, americano (1936). Regia di Frank Capra. Interpreti: Gary Cooper, Jean Arthur. Titolo originale: Mr. Deed Goes to Town 

\E cantano ancora Dramma di M. Frisch (1945). 

\E Johnny prese il fucile Film drammatico, americano (1970). Regia di Dalton Trumbo. Interpreti: Timothy Bottoms, Kathy Fields, Marsha Hunt. Titolo originale: Iohnny Got his Gun 

\E l'uomo creò satana Film commedia, americano (1960). Regia di Stanley Kramer. Interpreti: Spencer Tracy, Fredric March, Gene Kelly. Titolo originale: Inherit the Wind 

\E le stelle stanno a guardare Romanzo di A. J. Cronin (1935). 

\E l'uomo incontrò il cane Opera di etologia di K. Lorenz (1950). 

\È mezzanotte, dottor Schweitzer Romanzo di G. Cesbron (1964). 

\È nata una stella Film drammatico, americano (1937). Regia di William A Wellman. Interpreti: Janet Gaynor, Fredric March. Titolo originale: A Star is Born 
╚ nata una stella 
Film drammatico, americano (1976). Regia di Frank Pierson. Interpreti: Barbra Streisand, Kris Kristofferson, Gary Busey. Titolo originale: A star is Born 

\E.T. l'extraterrestre Film di fantascienza, americano (1982). Regia di Steven Spielberg. Interpreti: Henry Thomas, Drew Barrymore, Peter Coyote. Titolo originale: E.T. The Extra-Terrestrial    +  

\e/o, loc. cong. Si usa, solo nella lingua scritta, per indicare la possibilità sia di un'aggiunta sia di un'alternativa. 

\EA Sigla di Ente Autonomo. 

\Èaco Personaggio mitologico, figlio di Zeus e re di Egina. Gli fu concesso, dopo una pestilenza, di trasformare le formiche in uomini per ripopolare il regno. Famoso per la sua saggezza, alla sua morte fu posto al fianco di Minosse e Radamanto nel tribunale dell'Ade. 

\Eakins, Thomas (Filadelfia 1844-1916) Pittore statunitense. Tra le opere La clinica Agnew (1889, Filadelfia, Università di Pennsylvania). 

\Ealing Sobborgo (275.000 ab.) di Londra, in Gran Bretagna. 

\earl, sm. invar. Titolo nobiliare inglese equivalente a conte. 

\EARN Sigla di European Academic and Research Network (rete accademica europea di ricerca). Si tratta di una rete di circa 500 università europee. 

\east, sm. invar. Voce inglese che significa "oriente". 

\East Berbice-Corentyme Regione (153.000 ab.) della Guyana, capoluogo New Amsterdam. 

\East London Città (194.000 ab.) della Repubblica Sudafricana, nell'oceano Indiano. 

\Eastern Provincia (974.000 ab.) dello Zambia, capoluogo Chipata. 

\Eastlake, Charles Lock (Plymouth 1793-Pisa 1865) Pittore inglese. Tra le opere Ritratto di Napoleone con i suoi ufficiali sul ponte del "Bellerofonte" (1816, Plymouth, Art Gallery) e Il sogno di Byron (1829, Londra, Tate Gallery). 

\Eastmain Fiume (821 km) del Canada che nasce dai Monti Otish e sfocia nella baia di James. 

\Eastman, Max (Canandaigua 1883-Bridgetown, Isole Barbados 1969) Poeta e saggista statunitense. Fondatore e direttore delle riviste The Masses (1911-1917) e The Liberator (1917-1923). Tra le opere, i saggi Leone Trotzkij: ritratto di un giovane (1925), Marx e Lenin, la scienza della rivoluzione (1926) e Riflessioni sul fallimento del socialismo (1955) e i componimenti poetici Colori d'amore (1918) e Poesie di cinque decenni (1954). 

\Eastwood, Clint (San Francisco 1930-) Attore, regista cinematografico statunitense. Si è imposto come attore di film western all'italiana e nei film polizieschi, tra i quali, La vendetta del mostro, Per un pugno di dollari (1969), Il buono, il brutto e il cattivo (1966), L'uomo dalla cravatta di cuoio, Ispettore Callaghan: il caso Scorpio Ŕ tuo, Fuga da Alcatraz (1979). È stato regista e interprete di Brivido nella notte, Assassino sull'Eiger, L'uomo nel mirino, Gli spietati, con il quale ha vinto un premio Oscar (1992). Ultimi lavori I ponti di Madison County (1994), Potere assoluto (1997), Fino a prova contraria (1998). 

\Easy Rider (Libertà e paura) Film drammatico, americano (1969). Regia di Dennis Hopper. Interpreti: Peter Fonda, Dennis Hopper, Jack Nicholson. Titolo originale: Easy Rider 

\ebanìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Artigiano che lavora l'ebano o altri legni pregiati. 

\ebanisterìa, sf. 1 Tecnica di lavorazione dell'ebano e di altri legni pregiati. 2 Laboratorio dell'ebanista. 

\ebanìte, sf. Sostanza nera dura, ma fragile, costituita principalmente di gomma vulcanizzata. 

\èbano, sm. Tipo di legname durissimo, pregiato, usato nei lavori di ebanisteria, ricavato dalla pianta arborea omonima, Diospyrus ebenum, originaria dell'India. Si contano varie qualità, tra cui l'ebano rosso, l'ebano nero e l'ebano del Brasile. 
 X   sm. ebony. 
 @   lat. ebenus, dal greco Ŕbenos. 

\ebbène, cong. 1 Orbene, dunque. ~ pertanto. 2 In frasi interrogative sollecita una risposta. 
 X   cong. well then, well. 

\Ebbinghaus, Hermann (Barmen 1850-Halle 1909) Psicologo tedesco. Seguì la corrente dell'associazionismo. 

\èbbio, sm. Nome comune del Sambucus ebulus della famiglia delle Caprifogliacee. 

\ebbrézza, sf. 1 Perturbamento dell'intelletto provocato dal troppo vino bevuto o, in senso figurato, da un piacere o da una passione. ~ ubriachezza. <> sobrietà. 2 Entusiasmo, euforia. ~ esaltazione. 
<> indifferenza. 
 X   sf. inebriated, intoxication. 
 @   deriv. da ebbro. 

\èbbro, agg. 1 Ubriaco. ~ alticcio. <> lucido. 2 Fuori di sé per una passione. ~ esaltato. <> freddo. 
 X   agg. 1 (esaltato) inebriated. 2 (ubriaco) drunk. 
 @   lat. ebrius. 

\EBCDIC Sigla di Extended Binary Coded Decimal Interchange Code (codice decimale esteso codificato in binario per lo scambio di informazioni). 

\ebdòmada, sf. Settimana. 

\ebdomadàrio, agg. e sm. agg. Settimanale. 
sm. 1 Periodico che esce una volta alla settimana. 2 Canonico che nei monasteri compie per un'intera settimana l'ufficio liturgico che gli è proprio. 

\Èbe Personaggio mitologico, dea greca della giovinezza. Figlia di Era e Zeus, sposò Eracle. 

\ebefrenìa, sf. Forma di schizofrenia che compare dopo la pubertà ed è considerata sindrome particolare della demenza precoce. Predomina la dissociazione mentre scarseggiano deliri, allucinazioni e autismo. Comporta un profondo disordine del pensiero: idee incoerenti, sproloqui illogici, comportamento imprevedibile. 

\ebefrenico, agg. e sm. agg.Relativo all'ebefrenia. 
(pl. m.-ci) agg. e sm. Affetto da ebefrenia. 

\ebelòma, sm. Genere di Funghi Basidiomiceti a cappello vischioso, lamelle di colore rossastro e spore rugginose. Commestibile, ma di gusto mediocre. Appartiene alla famiglia delle Cortinariacee. 

\Ebenàcee Famiglia di piante tropicali arboree importante per il legname fornito da alcune delle sue specie. 

\Eberhardt, Isabelle (Ginevra 1877-Aïn-Sefra, Algeria 1924) Scrittrice francese. Ha lasciato lavori di narrativa ambientati in Algeria, dove visse per un lungo periodo. Tra le opere, Novelle algerine (1905), Note di viaggio: Marocco, Algeria e Tunisia (1908). 

\Ebert, Friederick (Heidelberg 1871-Berlino 1925) Politico tedesco. Di ideologia social-democratica, fu il primo presidente della repubblica di Weimar (1919-1925). 

\èbete, agg. e sm. e sf. Si dice di persona ottusa di mente. ~ idiota. <> sveglio. 
 X   idiotic, stupid. 
 @   lat. hebes,-etis ottuso. 

\ebetìsmo, sm. 1 Stato di chi è ebete. ~ demenza. 2 Disagio mentale caratterizzato da apatia e abulia. 

\ebetùdine, sf. 1 Ottusità mentale. 2 Stupore, stordimento momentaneo. 

\Èboli Comune in provincia di Salerno (33.964 ab., CAP 84025, TEL. 0828). Centro agricolo (coltivazione di tabacco, ortaggi e frutta), dell'allevamento di bufali e di bovini e industriale (prodotti alimentari, caseifici, oleifici, meccanici, chimici e del tabacco). Vi si trovano il castello Colonna, del XV sec., e la chiesa di San Pietro alli Marmi, costruita tra l'XI e il XIII sec. Gli abitanti sono detti Ebolitani

\Éboli, Ana de Mendoza y de la Cerda, principéssa di (Cifuentes 1540-Pastrana 1591) Sposa del principe di Eboli, chiacchierata a corte per una presunta storia d'amore con il re Filippo II, alla morte del marito, nel 1573, venne arrestata per aver partecipato a una congiura, ed esiliata nei suoi possedimenti di Pastrana. 

\ebollizióne, sf. 1 Passaggio di tutta la massa di un liquido a vapore. ~ bollore. 2 Agitazione, eccitazione. ~ fermento. 
 X   sf. boiling. 
L'ebollizione riguarda tutta la massa liquida e consiste nella formazione, all'interno del liquido, di bolle di gas. La temperatura richiesta per tale fenomeno è detta temperatura di ebollizione; essa dipende dalla sostanza. 

\ebraicìsta, sm. (pl.-i) Studioso della lingua e della civiltà ebraiche. 

\ebràico, agg. e sm. agg. Degli ebrei. 
(pl. m.-ci) sm. La lingua degli ebrei. 
 X   agg. Hebrew, Hebraic, Jewish. sm. Hebrew. 

\ebraìsmo, sm. 1 La religione e le tradizioni ebraiche. 2 Voce o espressione della lingua ebraica. 
 X   sm. Judaism. 

\ebraìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi studia la lingua e la cultura ebraica. 

\ebraizzàre, v. v. tr. Rendere ebreo, dare caratteri ebraici. 
v. intr. Comportarsi secondo il costume degli ebrei. 

\Ebrea, L' Opera in cinque atti di F. Halévy, libretto di E. Scribe (Parigi, 1863). 

\Ebree, Le Tragedia di R. Garnier (1583). 

\Ebrei Provincia (218.000 ab.) della Russia, capoluogo Birobidzan. 

\ebrèo, agg. e sm. 1 Appartenente al popolo ebraico. ~ giudeo, semita. 2 In senso spregiativo e razzista, persona avara dedita all'usura. 
 X   agg. Jewish. sm. Jew. 
Della popolazione semitica oriunda dell'Asia, inizialmente abitante la Mesopotamia; il nome deriva da Israele, mentre il termine giudeo deriva dalla tribù di Giuda. Secondo il Pentateuco, la storia degli ebrei inizia con la vocazione di Abramo, che da Ur dei caldei si recò in Palestina, la terra promessa da Dio e da lì in Egitto. Il soggiorno in terra straniera si trasformò presto in oppressione, dalla quale gli ebrei si liberarono con l'intervento di Mosè, che sul monte Sinai ricevette le tavole della legge da Dio. Nel XIII sec. a. C. venne conquistata la Palestina. Dopo i Giudici iniziò la monarchia nazionale; al primo re, Saul, succedette Davide e poi Salomone, dopo la cui morte il regno venne scisso in due; Israele al nord e Giuda al sud, con capitale Gerusalemme. Il regno di Israele del nord nel 724 a. C. venne conquistato da Salmanassar V di Assiria, mentre quello del sud nel 598 a. C. da Nabucodonosor che diede vita alla cattività babilonese deportando a Babilonia i cittadini più agiati. Gli anni dal 587 al 538 a. C., definiti "dei profeti", segnarono la storia degli ebrei sia dal punto di vista religioso che politico. Al loro ritorno in Palestina a seguito dell'editto di Ciro del 538 a. C., gli ebrei subirono una serie interminabile di assoggettamenti: ai macedoni, ai persiani e ai romani, che conquistarono la regione con Pompeo nel 63 a. C. Governata dai romani, dal 66 al 73 a. C., la Palestina fu sede di ribellioni al governo straniero che portarono a rappresaglie (distruzione del tempio di Gerusalemme da parte di Tito). Gli ulteriori tentativi di ribellione vennero sedati da Adriano e iniziò così la diaspora degli ebrei verso gli altri paesi europei. Nel medioevo gli ebrei stanziatisi in Spagna, vissero un periodo di proficua collaborazione con musulmani e cristiani ma l'intolleranza religiosa serpeggiante cominciava a crescere. Iniziarono le persecuzioni degli ebrei, fino a sfociare nella loro espulsione dall'Inghilterra nel 1290, dalla Francia nel 1306 e dalla Spagna nel 1492. La persecuzione del popolo ebraico è durata fino al XIX sec., quando ha avuto inizio il processo di riappropriazione dei diritti civili e politici. Nacque poi il movimento del sionismo, che aveva lo scopo di ricostruire la nazione ebraica in Palestina. In Germania e in Italia, all'epoca della seconda guerra mondiale, si susseguirono molteplici leggi antisemite, che portarono alla persecuzione prima e all'annientamento poi (soluzione finale). Alla fine del conflitto, gli ebrei morti nei campi di concentramento tedeschi furono più di 6.000.000. Nel 1948, dopo aspri contrasti con i paesi arabi confinanti e l'Inghilterra, si arrivò alla proclamazione dello stato di Israele, poi riconosciuto dall'ONU nel 1949. 
L'ebraismo è basato sul patto tra Dio e Abramo e attribuisce a Mosè il merito di aver provveduto all'elaborazione dei precetti della religione ebraica. Il momento fondamentale è l'alleanza stretta da Yahwèh con il popolo di Israele sul Sinai, che troverà conferma nelle Tavole della Legge, conservate sull'Arca dell'Alleanza. Principi fondamentali sono il monoteismo, il concetto della signorìa di Dio, l'assenza di dualismo e l'affermazione della creazione lineare della storia fino alla fine dei tempi. Le norme sono tratte dalla Bibbia; lo Shema'Israel, da recitare ogni sera, si concreta nell'adempimento della legge mosaica, che comprende sia la dottrina scritta (Torah), sia quella orale (Mishnah). Altri dogmi tipici sono la circoncisione del bambino e le diverse abluzioni, oltre il divieto di mangiare carne di certi animali e di impiegare sangue come alimento; altra regola è l'osservanza del sabato come giorno di preghiera e santificazione. 

\Ebreo di Malta, L' Dramma di Ch. Marlowe (1589). 

\Ebreo errante, L' Romanzo di E. Sue (1844-1845). 

\ebrézza, sf. Ebbrezza. 

\Èbridi Arcipelago dell'oceano Atlantico settentrionale, al largo delle coste scozzesi. È formato da circa 500 isole, di cui solo una piccola parte è abitata; vengono divise in interne (Skye, Mull, Islay, Jura) ed esterne (Lewis with Harris, Uist Settentrionali, Uist Meridionali). Le risorse principali sono la pesca, l'allevamento di ovini, l'artigianato della lana e la distillazione del whisky. L'arcipelago viene diviso tra le regioni scozzesi di Western Isles, Highland e Strathclyde. 

\ebrietà, sf. Ebbrezza. 

\Ebro Fiume della Spagna del nord (910 km), secondo fiume iberico per importanza. Nasce dalla Cordigliera Cantabrica e dopo aver attraversato la depressione aragonese sfocia nel mar Mediterraneo, formando un grande delta. Nel 1938, durante la guerra civile spagnola, fu sede di una sanguinosa battaglia. Tocca le città di Tortosa, Saragozza e Logro˝o. 

\ebulliòmetro, sm. Strumento per misurare il punto di ebollizione e la gradazione alcolica dei vini. 

\ebullioscòpio, sm. Strumento usato per la misura della temperatura di ebollizione dei liquidi e delle soluzioni. 

\ebulloscopìa, sf. Studio delle variazioni del punto di ebollizione di soluzioni chimiche per poter determinare i pesi molecolari delle sostanze disciolte. 

\eburneizzazióne, sf. 1 Iperproduzione di osso compatto. 2 Deposito di sali calcarei su un tumore. 

\ebùrneo, agg. Di avorio o di colore bianco come l'avorio. 
 @   lat. eburneus, deriv. da ebur,-oris avorio. 

\EC Sigla di Eurocity. 

\ECA Sigla di Economic Commission for Africa (commissione economica per l'Africa). 

\Ecardìni Classe di Brachiopodi con conchiglia bivalve priva di cerniera. 

\écart, sm. invar. Movimento di danza consistente nell'allontanare le cosce in modo tale da consentire alle gambe di aderire al suolo in tutta la loro lunghezza. 

\Ècate Personaggio mitologico, dea greca dell'inferno. Venne identificata con l'aspetto infero di Artemide. Erano a lei sacri i crocicchi, e per questo fu anche chiamata Trivia. 

\ecatómbe, sf. 1 Nell'antica Grecia era il sacrificio di cento buoi agli dei. 2 Strage, massacro. ~ sterminio. 

\ecatonstìlo, o ecatostìlo, agg. e sm. Relativo a un portico o a una edificio con cento colonne. 

\ecbòlico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a un farmaco con proprietà di stimolare le contrazioni dell'utero gravido. 

\ECC Sigla di Error Correction Code (codice a correzione di errori). In informatica indica quei codici che permettono la correzione di errori all'interno di un messaggio che è stato alterato. 
Ecc 
Sigla di Eccellenza. 

\ecce homo, loc. sost. invar. 1 L'effigie di Cristo flagellato e coronato di spine. 2 Persona malconcia ridotta in condizioni pietose. 

\eccedènte, agg. e sm. agg. 1 Che supera, che va oltre. ~ esorbitante. <> scarseggiante. 2 Che avanza, che è in più. ~ in esubero, extra. 
sm. Ciò che è in più. 

\eccedènza, sf. 1 L'eccedere. ~ resto. 2 L'avanzo, la quantità eccedente. ~ eccesso. 
 X   sf. surplus, excess. 

\eccèdere, v. v. tr. 1 Oltrepassare una data quantità o misura. ~ superare. 2 Superare i limiti. ~ esagerare. il tuo comportamento eccede la misura
v. intr. Esagerare. ~ trascendere. <> controllarsi. era solito eccedere in complimenti
 X   v. tr. to exceed. v. intr. to go too far. 
 @   lat. excedere, comp. da ex-+ cedere spingersi. 

\ecceità, sf. Caratteristica formale, definita da Duns Scoto, per cui un individuo all'interno di una data specie si differenzia da tutti gli altri individui 

\eccellènte, agg. Che si distingue per qualità e meriti. ~ ottimo. <> pessimo. 
 X   agg. excellent, first rate. 

\eccellenteménte, avv. In modo eccellente. 

\eccellènza, sf. 1 Qualità di una persona che eccelle. ~ perfezione. 2 Qualità di ciò che è eccellente. l'eccellenza dell'ingegno. 3 Titolo che si dava agli uomini politici e ai vescovi. ~ eminenza. interverrÓ sua eccellenza il senatore
 X   sf. 1 excellence. 2 (eminenza) excellency. 
 @   lat. excellentia

\eccèllere, v. intr. Essere superiore. ~ primeggiare. <> confondersi. 
 X   v. intr. to excel, to outdo. 
 @   lat. excellere. 

\eccèlso, agg. e sm. agg. 1 Altissimo. ~ sommo, elevato. <> imo. 2 Superiore per qualità e meriti. ~ insigne. <> infimo. 
sm. Dio. 

\eccentricaménte, avv. In modo eccentrico. 

\eccentricità, sf. 1 L'essere eccentrico. 2 Distanza di qualcosa da un centro. 
 X   sf. eccentricity.
In geometria è il rapporto costante tra le distanze di un punto di una conica da un punto fisso (fuoco) e da una retta direttrice.   +  
In astronomia l'eccentricità è usualmente riferita alle orbite ellittiche dei pianeti o a quelle paraboliche o iperboliche delle comete. 
In meccanica è la distanza tra l'asse geometrico di un corpo rotante e l'asse attorno al quale ruota. 

\eccèntrico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Originale, bizzarro. ~ stravagante. <> consueto. aveva modi eccentrici nel vestire. 2 Lontano dal centro. ~ decentrato. <> centrale. 3 Che non ha lo stesso centro. 4 In geometria indica due cerchi dei quali il maggiore contiene il minore. 
sm. Persona stravagante (anche al femminile). il tuo amico Ŕ un vero eccentrico
 X   agg. e sm. eccentric. 
 @   lat. eccentricus, deriv. da eccentrus, dal greco ekkentros comp. da ek-fuori + kŔntron centro. 

\eccepìbile, agg. Che si può discutere e a cui si possono muovere obiezioni. ~ confutabile. <> indiscutibile. 

\eccepìre, v. tr. Sollevare riserve, opporre. ~ obiettare. <> concordare. 

\eccessivaménte, avv. In modo eccessivo. ~ esageratamente, smodatamente. <> misuratamente, moderatamente. 

\eccessività, sf. L'essere eccessivo. 

\eccessìvo, agg. Che eccede. ~ sovrabbondante. <> scarso. 
 X   agg. excessive. 

\eccèsso, sm. 1 L'estremo, il massimo grado. ~ esorbitanza. <> carenza. 2 L'andare oltre misura. ~ smoderatezza. <> moderazione. eccesso di potere, quando le autorità violano le regole democratiche; evitare gli eccessi. 3 Eccedenza, esuberanza. ~ sovrabbondanza. <> scarsità. avevano problemi in eccesso
 X   sm. surplus, excess, excessively. 
 @   lat. excessus,-us, deriv. da excedere oltrepassare. 

\eccètera, avv. Espressione che sostituisce ciò che si ritiene superfluo dire. 
 X   avv. et cetera, and so on. 

\eccètto, prep. Fuorché, salvo. ~ tranne. <> compreso. 
 X   prep. except for, apart from, with the exception of. 

\eccettuàbile, agg. Da potersi eccettuare. 

\eccettuàre, v. tr. Non comprendere. ~ escludere. <> comprendere. 
 X   v. tr. to except. 

\eccettuatìvo, agg. 1 Che serve a eccettuare. 2 Che introduce un'eccezione. congiunzioni eccettuative
 @   deriv. da eccettuare

\eccettuàto, agg. Non compreso. ~ escluso. 
 X   agg. excluded, excepted. 

\eccettuazióne, sf. L'eccettuare. ~ esclusione. 

\eccezionàle, agg. 1 Favorevole al massimo. ~ rarissimo. <> comune. 2 Straordinario. ~ fantastico. aveva una salute eccezionale. 3 Relativo a eccezione. ~ anomalo. <> usuale. in via eccezionale, ti concedo questo permesso
 X   agg. exceptional. 
 @   franc. exceptionnel, deriv. dal lat. exceptio,-onis eccezione, deriv. da exceptus, p.p. di excipere eccettuare. 

\eccezionali (leggi) Corpo di disegni di legge presentati nel 1899 da Pelloux per fronteggiare i disordini che si erano diffusi a quel tempo in Italia. La stessa denominazione fu utilizzata durante il fascismo per indicare un insieme di leggi autoritarie tendenti a limitare le attribuzioni del potere legislativo. 

\eccezióne, sf. 1 Fatto che non rientra nella norma. ~ anomalia. <> normalità. 2 Obiezione, critica. 3 In grammatica fatto fonetico o sintattico che non corrisponde alla norma. 4 Strappo. ~ deroga. 
 X   sf. 1 exception. 2 (dir.) objection. 
 @   lat. exceptio,-onis, deriv. da exceptus, p.p. di excipere. 
Nel processo civile è uno dei mezzi a disposizione del convenuto per agire in giudizio contro la pretesa dell'attore, con il quale può contrapporre a questa situazione di diritto circostanze di fatto che possono neutralizzarla, diminuirla o arrestarla momentaneamente. 
In informatica indica un evento che blocca l'esecuzione di un programma. Tale evento può essere previsto dal programmatore e, in alcuni linguaggi di programmazione, può essere gestito in modo conveniente. 

\Eccezione e la regola, L' Dramma di B. Brecht (1930). 

\ecchìmosi, sf. Mutamento di colorazione di una parte della cute causato dalla diffusione del sangue nei tessuti superficiali. ~ contusione, ematoma. 

\eccì, inter. Parola che imita il rumore dello starnuto. 

\eccìdio, sm. Strage. ~ massacro. 
 X   sm. massacre. 

\eccipiènte, agg. e sm. Di sostanza che si mescola a un medicamento per somministrarlo meglio. 

\eccitàbile, agg. Facile a eccitarsi. ~ impulsivo. <> impassibile. 

\eccitabilità, sf. L'essere eccitabile. 

\eccitaménto, sm. L'eccitare o ciò che eccita. 

\eccitànte, agg. e sm. agg. 1 Che eccita. ~ stimolante. <> tranquillizzante. 2 Allettante, provocante. ~ seducente. <> deprimente. 
sm. Sostanza che stimola il sistema nervoso provocando eccitamento. 

\eccitàre, v. v. tr. 1 Provocare o suscitare qualcosa. ~ stimolare. <> assopire. 2 Porre in uno stato di tensione. ~ istigare. <> placare. 
v. rifl. Agitarsi, esaltarsi. ~ accalorarsi. 
 X   v. tr. to excite, to arouse. v. rifl. 1 to get excited. 2 (sessualmente) to become aroused. 
 @   lat. excitare, comp. da ex-+ citare muovere. 

\eccitatìvo, agg. Eccitante. 

\eccitàto, agg. Che è in uno stato di eccitazione. 

\eccitatóre, agg. e sm. (f.-trìce) 1 Che o chi eccita. 2 Apparecchio che determina un'eccitazione elettrica. 

\eccitazióne, sf. Stato di chi o ciò che è eccitato. ~ frenesia. <> controllo. 
 X   sf. excitement. 
In elettrotecnica è il complesso di fenomeni e apparecchiature (eccitatrici) che creano, in una macchina elettrica, il campo elettromagnetico induttore. Viene prodotta facendo circolare corrente elettrica in appositi avvolgimenti, oppure utilizzando magneti permanenti. 
In fisica atomica è il passaggio di un sistema atomico o nucleare da uno stato stabile a uno instabile, a causa dell'assorbimento di energia. 

\eccitóne, sm. Coppia elettrone-lacuna ottenuta in un cristallo per eccitazione con un fotone di energia opportuna. 

\Eccles, John Carew (Melbourne 1903-Contra, Canton Ticino 1997) Neurofisiologo australiano. Compì importanti studi sull'impulso nervoso che gli valsero insieme a A. L. Hodgkin e A. F. Huxley il premio Nobel nel 1963. Nel 1981 in collaborazione con K. Popper scrisse L'io e il suo cervello

\ecclesìa, sf. Nella antiche città greche, era l'assemblea popolare, aperta a tutti nei regimi democratici, limitata ad alcuni cittadini appartenenti a determinate classi, nei regimi oligarchici. Le sue funzioni variavano da città a città; in Atene, aveva il compito di discutere i progetti di legge, di eleggere i magistrati, di giudicare i reati politici e di stabilire la pace, le guerre, le alleanze e di stipulare i trattati. 

\ecclesiàle, agg. Della Chiesa. 

\ecclesiàstico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Che riguarda la chiesa o il clero. ~ religioso. <> laico. 
sm. Membro del clero. ~ sacerdote. <> laico. 
 X   agg. e sm. ecclesiastic. 

\ecclesiologìa, sf. Parte della teologia che studia le verità di fede riguardanti la chiesa. 

\ecclìmetro, sm. Strumento topografico per misurare angoli di inclinazione verticale. 

\ecclissàre => eclissare 

\ecclìssi => "eclissi" 

\ècco, avv. e inter. avv. 1 Espressione usata per richiamare l'attenzione di una persona. ecco lo stadio: siamo arrivati. 2 Seguito dal participio passato indica che l'azione espressa dal verbo è stata compiuta. 
ecco fatto! 3 Con valore conclusivo, chiude un discorso. ecco, ora sai anche tu cosa significa per me quella storia. 
inter. Familiarmente usato per dare maggior enfasi alla frase. ecco! Ci mancava anche questa! 
 X   avv. 1 (come) this is how. 2 (perché) this is why. 3 (qui) here. 4 (là) there. 
 @   lat. volg. eccum, da ecce

\eccóme, avv. e inter. Serve ad affermare o confermare con energia una cosa, senza dubbio. ~ certamente. <> nient'affatto. 

\ecdèmico, agg. (pl. m.-ci) Dicesi di malattia che non è presente permanentemente in una regione. <> endemico. 

\ecdisóne, sm. Ormone secreto dalle ghiandole protoraciche degli Insetti indispensabile nei processi di metamorfosi e di sviluppo in genere. 

\ecdòtica, sf. Branca della filologia concernente la pubblicazione di un testo antico o moderno in base a criteri puramente scientifici di ricostruzione del testo stesso. 

\ECE Sigla di Economic Commission for Europe (commissione economica per l'Europa). 

\Ecevit, Bulent (Istanbul 1925-Ankara 2006) Politico turco. Di ideologia social-democratica, fu primo ministro dal 1974 al 1979 e dal 1989 fu presidente del Partito repubblicano del popolo. 

\ECG Sigla di Elettrocardiogramma. 

\ecgonìna, sf. Alcaloide ottenuto per elettrolisi dalla cocaina. 

\Ech-Cheliff Città (104.000 ab.) dell'Algeria, capoluogo del wilaya Chlef. 

\Echegaray, José (Madrid 1832-1916) Drammaturgo. Tra le opere Il gran galeotto (1881) e Il pazzo Dio (1900). 

\echeggiaménto, sm. Un echeggiare prolungato e ripetuto. 

\echeggiàre, v. intr. Risuonare per eco o come eco. ~ risonare. 
 X   v. intr. to echo. 

\Echenèidi Famiglia di Pesci Actinopterigi cui appartengono le remore. Hanno una caratteristica pinna dorsale dotata di un organo adesivo per potersi attaccare al corpo di altri pesci più grossi per farsi da loro trasportare o per approfittare dei resti di cibo. 

\echèo, sm. Vaso acustico utilizzato nei teatri greci e romani. 

\Echeverría, Esteban (Buenos Aires 1805-Montevideo 1851) Politico e scrittore argentino. Tar le opere, le raccolte di versi Consuelos (1834) e Rimas (1837), il poema di impostazione epica La cautiva, il romanzo politico ambientato a Buenos Aires El matadero (1838). Attivamente impegnato nella lotta politica contro il dittatore Rosas, fu costretto all'esilio per aver fondato la Joven Argentina, una sorta di società segreta ispirata ai principi liberali. 

\èchide, sm. Nome comune dell'Echis carinatus, piccolo serpente velenoso molto aggressivo. È detto anche efa o vipera delle piramidi e può raggiungere anche i 60 cm. Appartiene alla famiglia dei Viperidi. 

\Echìdna Personaggio mitologico, mostro metà donna e metà serpente. La sua unione con Tifone generò vari mostri, tra cui Cerbero, l'Idra di Lerna, la Chimera e il drago custode del vello d'oro. 

\echìdna, sf. Nome comune di esemplare dei Monotremi, membro della famiglia dei Tachiglossidi. È munita di lunghi aculei e di un marsupio dove vengono covate le uova deposte. È tipico dell'Australia e della Nuova Guinea. Esemplare è il Tachyglossus aculeatus

\echìmio, sm. Genere di Mammiferi Roditori aventi un mantello di setole dure e spinose. 

\Echinades Gruppo di sette isole greche, nel mar Ionio. 

\Echinastèridi Famiglia di Asteroidi spinulosi; sono stelle di mare che vivono nella zona litorale cui appartiene il genere Echinaster

\Echìni => "Echinoidi" 

\Echìnidi Famiglia di Echinoidi presenti per la prima volta nel Cretaceo, ma diffusisi a partire dal Terziario fino ad oggi. 

\echìno, sm. Nei capitelli dorico e ionico è l'elemento a profilo convesso posto sotto l'abaco. 

\echinocàctus, sm. invar. Genere di piante grasse originarie dell'America del nord. Appartiene alla famiglia delle Cactacee ed è presente con una decina di specie. 

\Echinocòcco, sm. Genere di Platelminti Cestodi. Vive nell'intestino tenue del cane; le sue cisti causano l'echinococcosi. 

\echinococcòsi, sf. Malattia parassitaria causata da Echinococcus granulosus. Tale parassita (verme platelminta dei Cestodi) vive allo stadio adulto nell'intestino di vari Mammiferi. Allo stadio larvale, incistato, vive nel fegato e nel polmone umani e nei tessuti di ovini, bovini, suini. La rottura delle cisti (ripiene di liquido contenenti altri parassiti) causa reazioni allergiche sintomatiche. La malattia può essere mortale causando shock anafilattici. 
 X   sf. echinococcosis. 

\Echinodèri, o Echinodèridi Ordine dei Chinorinchi e loro sinonimo. 

\Echinodèrmi Tipo della classificazione del   +   regno animale, sottoregno dei Metazoi, gruppo dei Deuterostomi. È a sua volta suddiviso nei sottotipi dei Pelmatozoi e degli Eleuterozoi. Contano circa 5.400 specie viventi con la comune caratteristica di avere simmetria raggiata, corpo diviso in cinque spicchi con asse di simmetria centrale, scheletro cutaneo esterno composto di piastre e spicole calcaree. I movimenti sono garantiti da risucchio ed emissione di acqua dai tubi interni dell'apparato acquifero a ciò preposto. Vi appartengono il riccio di mare, la stella di mare e l'oloturia.   +  

\Echinoftìridi Famiglia di Insetti Anopluri ectoparassiti dei pinnipedi. 

\Echinoidèi Classe di Echinodermi marini, appartenente al sottotipo degli Eleuterozoi, gruppo dei Deuterostomi, sottoregno dei Metazoi, comprendente i comuni ricci di mare. Sono caratterizzati dal corpo a forma di globo, protetto da uno scheletro epidermico di piccole piastre calcaree munite di aculei. L'apparato boccale si apre nella parte centrale del corpo globoso. Raggruppa circa 800 specie. 

\Echinòidi, o Echinoidèi Classe di Echinodermi liberi con teca emisferica e appiattita. 

\echinorìnco, sm. Genere di Acantocefali Echinorinchidei; ne esistono una trentina di specie parassite dei pesci d'acqua dolce e di mare. 

\Echinostòmidi Famiglia di Vermi Trematodi Distomidi con ventosa cefalica munita di spine. 

\Echinotùridi Famiglia di Echinoidi regolari detti anche ricci molli. 

\echistotèrma, agg. Relativo a pianta che vive a temperature medie molto basse. 

\Echiùridi Famiglia del tipo degli Echiuroidei. 

\Echiuroidèi Tipo della classificazione del regno animale, che raggruppa piccoli Invertebrati marini del sottoregno dei Metazoi, simili agli Anellidi, dotati di proboscide boccale per nutrirsi e che abitano la sabbia, il fango e le fessure nelle rocce. Se ne contano circa 150 specie. Notevole il dimorfismo sessuale. 

\echo In informatica è il nome di un comando del sistema operativo UNIX che permette di visualizzare gli argomenti indicati. 

\ecìdio, sm. Concettacolo dei funghi delle ruggini che contiene le ecidiospore. 

\ecidiospòra, sf. Spora che viene formata negli ecidi dei funghi delle ruggini. 

\ecìsta, sm. (pl.-i) Fondatore di città. Alle origini era un personaggio mitico cui si facevano risalire la fondazione e il nome stesso della città. 

\Eciton, sm. invar. acc. Genere di Insetti Imenotteri aculeati; sono formiche senza una dimora fissa e perciò sempre in migrazione che vivono nell'America tropicale. Appartiene alla famiglia dei Formicidi. 

\Eckener, Hugo (Flensburg 1868-Friedrichshafen 1954) Aeronauta tedesco. Con i dirigibili Zeppelin, volò sull'Atlantico (1924) e sull'Artico (1931) e nel 1929 compì il giro del mondo. 

\Ecken-Greifendirff, Max (Chemnitz 1868-Aquisgrana 1938) Geografo tedesco. Si occupò di cartografia e utilizzò le proiezioni equivalenti. Tra le opere Die Kartenwissenschaft (La cartografia, 1925). 

\Eckermann, Johann Peter (Winsen 1792-Weimar 1854) Memorialista. Tra le opere Colloqui con Goethe negli ultimi anni della sua vita (1836-1848). 

\Eckhart, Johannes (Hochheim 1260-Avignone 1327) Detto Meister Eckhart, filosofo e mistico tedesco, provinciale dei domenicani. Il suo pensiero può essere inteso come fusione dell'intellettualismo tomista e delle istanze mistiche neoplatoniche; esso influenzò la mistica tedesca nel XIV e XV sec. Venne condannato per eresia. Tra le sue opere, Libretto della divina consolazione, Opera tripartita, Prediche

\eclampsìa, sf. Malattia che si manifesta con convulsioni di tipo epilettico; può comparire nella seconda parte della gravidanza e può portare alla sua interruzione (e in qualche caso anche alla morte della gestante). È una complicazione della gestosi e si può prevenire controllando assiduamente la funzionalità renale. 
 X   sf. eclampsia. 

\eclatànte, agg. 1 Evidente, manifesto. ~ clamoroso. <> banale. 2 Evidente, chiaro. ~ palese. <> incerto. 

\ecletticaménte, avv. In modo eclettico. 

\ecletticità, sf. L'essere eclettico, eclettismo. 

\eclèttico, agg. e sm. (pl. m.-ci) 1 Che spazia in vari campi. ~ versatile, poliedrico. <> rigido. 2 Chi combina dottrine o teorie diverse. 3 Eterogeneo, composito. ~ vario. <> uniforme. 

\eclettìsmo, sm. 1 Elaborazione e fusione di teorie e concezioni diverse. 2 Il non seguire un unico metodo, ma fonderne diversi. 
Scuola di filosofia di età ellenistico romana, il cui esponente più illustre fu Cicerone. 
In filosofia è l'indirizzo di pensiero che cerca di conciliare fra loro dottrine di scuole diverse, in un sistema di pensiero più o meno organico. 
Lo stesso termine fu introdotto dal Winckelmann, nelle arti figurative, per indicare l'opera dei Carracci e la dottrina estetica da essi sostenuta. 
Eclettismo architettonico 
Termine usato nella seconda metà del XIX sec., per indicare l'insieme, in uno stesso edificio, di elementi architettonici tratti dai vari stili storici. 

\eclissàre, v. v. tr. 1 Oscurare un corpo celeste mediante eclissi. ~ mettere in ombra. <> illuminare. 2 Offuscare con la propria luminosità altre luci. ~ oscurare. 3 Sminuire in un confronto il valore di altri. la arte eclissava i contemporanei. 
v. rifl. 1 Oscurarsi per eclissi. 2 Andarsene all'improvviso. ~ scomparire. <> apparire. dopo quella figura, si ecliss˛ senza salutare nessuno
 X   v. tr. to eclipse. 

\Eclisse della ragione Opera di filosofia di M. Horkheimer (1947). 

\Eclisse, L' Film drammatico, italiano (1962). Regia di Michelangelo Antonioni. Interpreti: Monica Vitti, Alain Delon, Lilla Brignone. 

\eclìsse, o eclìssi, sf. L'oscuramento di un corpo celeste tramite l'interposizone di un altro corpo celeste. 
 X   sf. eclipse. 
Fenomeno astronomico che consiste nel nascondere, in parte o in toto, un corpo celeste da parte di un secondo corpo. Si registra quando un astro transita nel cono d'ombra o di penombra di un altro astro restandone oscurato, oppure quando transita davanti al secondo corpo nascondendolo. L'eclisse è un fenomeno tipico anche di pianeti con satelliti (Giove) e stelle doppie. 
Eclisse di Luna 
Avviene quando l'ombra della Terra investe la Luna; può essere completa o parziale a seconda della porzione di Luna oscurata. Questo fenomeno si verifica solo due o tre volte all'anno, in occasione del plenilunio. Durante l'eclisse lunare, il contorno dell'ombra sulla superficie non è molto nitido, ma sfumato; ciò si verifica per la rifrazione dei raggi solari nell'atmosfera terrestre. Si ripetono secondo il ciclo di Saros.   +  
Eclisse di Sole 
Si verifica quando la Luna, passando tra la Terra e il Sole, scherma i raggi luminosi di questo e proietta la propria ombra sulla Terra. Date le dimensioni della Luna, inferiori rispetto a quelle solari, può verificarsi il caso che il disco del Sole rimanga scoperto in parte e risulti essere osservabile come anello luminoso (eclisse anulare). La Luna ha un'orbita inclinata sul piano terrestre di circa 5°; per questo l'eclisse si può verificare solo quando la Luna si trova molto vicina ai nodi della sua orbita e non in occasione di ogni plenilunio o novilunio. Se ne verificano due o quattro all'anno.   +  

\eclìttica, sf. Circonferenza massima che il Sole descrive in un anno sulla sfera celeste. Sul suo piano hanno luogo le eclissi; queste ultime avvengono quando Sole e Luna passano per uno stesso punto o per punti diametralmente opposti. Il piano dell'eclittica forma con il piano equatoriale un angolo di 23°27'; la linea che congiunge i punti d'intersezione dei due piani è detta linea degli equinozi. Il Sole transita il 21 marzo dall'equinozio di primavera, passando dall'emisfero celeste australe a quello boreale; il 23 settembre dall'equinozio d'autunno, passando dall'emisfero celeste boreale a quello australe. 
Eclittica è anche l'orbita che la Terra descrive intorno al Sole. 

\ècloga => "egloga" 

\eclogìte, sf. Roccia metamorfica compatta di colore verde scuro; molto pesante è composta di omfacite e di granato. 

\èco, sf. o sm. (pl. gli echi) 1 L'insieme dei commenti provocati da una notizia. ~ risonanza. 2 Ripetizione di un suono dovuta al rifrangersi di un'onda contro un ostacolo. ~ echeggiamento. 
 X   sf. o sm. echo. 
Sul principio della riflessione delle onde elettromagnetiche è basato il radar, che localizza gli oggetti in base all'eco da essi rinviata. 

\Èco Personaggio mitologico, ninfa abitante dei monti. L'amore non corrisposto per Narciso la consumò, cosicché di lei rimase solo la voce. 

\Èco, Umbèrto (Alessandria 1932-) Saggista e romanziere. Laureato in filosofia, dal 1971 insegna semiotica all'università di Bologna. La sua indagine è concentrata sui rapporti fra il testo narrativo e il lettore, con studi come Opera aperta (1962), La struttura assente (1968), Lector in fabula (1979), I limiti dell'interpretazione (1990) e Sei passeggiate nei boschi narrativi (1994). Con la pubblicazione de Il nome della rosa (1980) si è consacrato il successo mondiale di Eco. Si tratta di un romanzo che, su un intreccio da libro giallo ambientato nel Medioevo, innesta le problematiche filosofiche e politico-religiose che stanno a cuore all'autore (Eco ha compiuto ricerche sul Medioevo fin dalla sua tesi di laurea). Il successo del libro ha ispirato anche un film. Un notevole successo hanno riscosso altri due romanzi recenti: Il pendolo di Foucault (1988) una discussione sulla natura della verità incorporata nella forma di un romanzo (struttura con qualche analogia con Il nome della rosa) e L'isola del giorno prima (1994), storia di un giovane naufragato nei pressi della linea del cambiamento di data. 

\ecobusiness, sm. invar. Possibilità di guadagno in campo ecologico. Il termine è usato con accezione negativa per identificare un'attività che tenda ad apportare vantaggi personali speculando sull'interesse suscitato dall'ecologia. 

\ecocardiografìa, sf. Esame medico basato su ultrasuoni usato per accertare la presenza di lesioni al cuore o alle arterie. 

\ecocatàstrofe, sf. Disastro ecologico di ingenti proporzioni. 

\ecocìdio, sm. Distruzione dell'ambiente naturale. 

\ecogoniòmetro, sm. Apparecchio marittimo che localizza i corpi immersi e misura le distanze subacquee. Fu inventatonel 1917 dal fisico francese Paul Langevin. 

\ecografìa, sf. Esame medico basato sulla rilevazione dell'eco prodotta da onde ultrasoniche nell'attraversare la zona da esplorare. L'eco è differente a seconda del tipo di tessuto e del suo stato; i dati, analizzati da un computer, sono mostrati su un monitor in tempo reale. Si possono ottenere diverse rappresentazioni delle strutture oggetto di esame a seconda delle elaborazioni effettuate sul segnale in output dalla sonda. Si chiama "mode A" (modulazione di ampiezza) il metodo impiegato in cardiografia (ecocardiogramma); si chiama "mode B" (modulazione di luminositÓ) quello impiegato in altri campi. 
 X   sf. ultrasound, diagnostic sonography. 

\ecògrafo, sm. 1 Strumento marittimo costituito da un ecometro fornito di dispositivo registratore. 2 Apparecchio ultrasonico usato per l'ecografia. 

\ecòide, sm. Unità ecologica elementare costituita da un organismo e dal suo habitat. 

\ecolalìa, sf. Disturbo del linguaggio consistente nella meccanica ripetizione di parole o frasi. 

\ecologìa, sf. 1 Tutela dell'ambiente naturale. 2 Branca della biologia che, attraverso l'analisi delle condizioni biologiche e chimico fisiche, dei cicli biogeochimici delle catene alimentari, studia le relazioni tra gli organismi viventi e l'ambiente che li circonda. 
 X   sf. ecology. 
L'ambiente e la comunità formano un ecosistema che tende a mantenersi costante. Data la vastità degli argomenti di studio, l'ecologia si distingue in tre indirizzi fondamentali. L'autoecologia studia in modo analitico i rapporti tra determinati organismi e i fattori chimico fisici di un determinato ambiente. La sinecologia studia i rapporti tra l'ambiente e le diverse specie che vivono in esso. L'ecologia applicata si occupa della difesa dell'ambiente, della lotta contro le alterazioni della biosfera e della razionalizzazione dello sfruttamento delle sue risorse. Il termine fu coniato nel 1866 dal biologo tedesco Ernst Haeckel. 

\ecològico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'ecologia. ~ ambientale. 
 X   agg. ecological. 

\ecologìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Ambientalista. ~ verde. 

\ecologìstico, agg. (pl. m.-ci) Da ecologista o di ecologisti. 

\ecòlogo, sm. (pl.-gi) Studioso di ecologia. 
 X   sm. ecologist. 

\ecòmetro, sm. Apparecchio marittimo subacqueo usato per rilevare l'andamento del fondo marino o per localizzare corpi sommersi. 

\econimicità, sf. Rispondenza a un impiego oculato dei mezzi. 

\economàto, sm. 1 Ufficio che si occupa dell'approvvigionamento dei materiali. 2 Mansione di economo. 

\econometrìa, sf. Ramo dell'economia che applica tecniche statistiche. 

\economètrico, agg. e sm. agg.Relativo all'econometria. 
(pl. m.-ci) sm. Chi si occupa di econometria. 

\economìa, sf. 1 Il complesso delle attività e delle risorse proprie di un'area geografica che opera in un determinato settore. 2 Sistema di distribuzione e consumo di beni in un dato periodo. ~ amministrazione, conduzione. 3 Arte di bene amministrare denaro o altri mezzi. ~ risparmio. <> scialo, sperpero. 4 Ordine che regola la disposizione e la proporzione delle parti tra loro e con il tutto. 5 Scienza che studia le leggi delle attività e rapporti fra uomini, relativi alla produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi.   +  
 X   sf. 1 economy. 2 (risparmio) saving, thrift, economy. 3 (scienza) economics. 
A seconda del campo di studio si distingue in macroeconomia e microeconomia. La macroeconomia studia il funzionamento di un sistema economico nel suo complesso, con riferimento a reddito, consumo e risparmio; la microeconomia studia le scelte della singola unità intesa come consumatore, produttore e percettore di reddito. 
Diritto dell'economia 
Norme che stabiliscono la regolamentazione di un sistema economico pubblico o privato. 
Economia capitalista 
È il sistema economico di fatto esistente nei paesi industrializzati, caratterizzato dalla prevalenza della proprietà privata dei mezzi di produzione. 
Economia mista 
Quando svolgono attività produttive anche gli enti pubblici in quanto detengono proprietà e controllo di imprese. 
Economia pianificata 
Sistema economico le cui funzioni principali di allocazione delle risorse sono centralizzate nello stato. 

\Economia e società Opera di sociologia di M. Weber (1922). 

\econòmica, sf. Scienza che si occupa dell'economia. 

\economicaménte, avv. In modo economico. 

\econòmico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che è fatto contenendo le spese al minimo. ~ conveniente. <> dispendioso. 2 Relativo all'economia. ~ finanziario. 
 X   agg. 1 economic, economical, inexpensive, cheap. 2 (relativo all'economia) financial. 

\economìsmo, sm. Concezione che fa dipendere ogni attività umana dall'incidenza delle motivazioni economiche. 

\Economist, The Settimanale economico inglese. Pubblicato a Londra dal 1843, è molto accreditato per la ricchezza e la fondatezza delle notizie. 

\economìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Studioso di economia. 
 X   sm. e sf. economist. 

\economizzàre, v. v. tr. Risparmiare, fare economia. ~ lesinare. <> dilapidare. 
v. intr. Contenere al minimo i costi. ~ lesinare. <> largheggiare. 
 X   v. tr. e intr. to save, to cut down expenses. 

\economizzatóre, sm. Apparecchio o dispositivo atto a limitare il consumo di energia. 

\ecònomo, agg. e sm. agg. Che sa risparmiare. ~ parsimonioso. <> spendaccione. 
sm. 1 Amministratore di un ente. ~ gerente. 2 Chi amministra evitando gli sprechi. 
 X   agg. thrifty. sm. bursar. 

\economy class, loc. sost. f. Sugli aerei è la classe a tariffa minima. 

\ecopacifìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) Che, chi è contrario all'uso delle centrali atomiche; pacifista verde. 

\ecoscandàglio, sm. Tipo di ecometro a ultrasuoni. 

\ecosfèra, sf. La zona dell'atmosfera in cui è possibile la vita. 

\ecosistèma, sm. (pl. m.-i) Unità ecologica di base costituita da un determinato ambiente di vita e dagli organismi animali e vegetali che in esso vivono. ~ biosistema. 

\ECOSOC Sigla di Economical and Social Council (consiglio economico e sociale). 

\ecotìpo, sm. Aspetto particolare e variabile che una specie vegetale o animale può assumere a seconda dell'ambiente di sviluppo. 

\Ecotommiti Novella di G. Giraldi Cinzio (1565). 

\écru, agg. invar. Dicesi di filato allo stato greggio. 

\ecstasy, sf. invar. Droga sintetica con effetto allucinogeno e stimolante. 

\ectasìa, sf. Dilatazione patologica di organi cavi. 

\ectìma, sm. Infezione del derma caratterizzata dalla presenza di pustole e ulcere ricoperte da grosse croste. 

\ectipografìa, sf. Tipo di stampa in rilievo per consentire la lettura ai ciechi. 

\ecto- Primo elemento di parole composte che significa "fuori". 

\Ectobiidi Famiglia di Insetti Blattari; vi appartengono i generi Ectobius e Blattella

\ectoblàsto, sm. Sinonimo di ectoderma. 

\Ectocarpàli Ordine di Alghe brune con tallo piccolo e filamentoso; sono munite di gonosporangi e neutrosporangi. 

\ectocòtile, sm. Braccio cefalico dei Molluschi Cefalopodi maschi che si trasforma in organo d'accoppiamento. 

\ectodèrma, sf. Strato esterno della gastrula. ~ epiblasto, ectoblasto. 

\ectoparassìta, sm. (pl.-i) Parassita che vive sulla superficie esterna del corpo che lo ospita. 

\ectopìa, sf. Posizione anormale di un organo. 

\ectoplàsma, sm. (pl.-smi) 1 Parte esterna del citoplasma cellulare. 2 Sostanza fluida che fuoriesce dalla bocca di alcuni medium. 

\Ectopsìllidi Famiglia di Insetti Afanitteri con segmenti toracici ridotti; vi appartiene l'Echidnophaga

\ectoscopìa, sf. Esame esterno del corpo. 

\ectro- Primo elemento di parole composte usato a indicare malformazioni congenite. 

\ectròpion, sm. invar. 1 Rovesciamento all'esterno delle palpebre che non possono più coprire il bulbo oculare. 2 In ginecologia è il rovesciamento delle mucose dell'utero che provoca false ulcerazioni di quest'organo. 

\ècu, sm. Unità monetaria convenzionale istituita in seno al sistema monetario europeo (European Currency Unit). 

\Ecuador Repubblica dell'America meridionale, confina a nord con la Colombia, a est e a sud con il Per˙, a ovest si affaccia all'oceano Pacifico. 
La sezione centrale del paese, la Sierra, si articola su due catene andine parallele: la Cordigliera Occidentale e la Cordigliera Orientale o Reale, tra le quali si interpone una zona depressionaria. Imponenti apparati vulcanici, molti dei quali ancora attivi, sovrastano le due catene. Nella Cordigliera Orientale si innalzano il Cajambe, l'Antizana, il Cotopaxi e il Sangaj, mentre la Cordigliera Occidentale annovera il possente Chimborazo. A ovest della Cordigliera Occidentale, fino all'oceano Pacifico, si estende una regione pianeggiante, bassa e paludosa nella fascia costiera, lievemente ondulata nella parte più interna. A est della Cordigliera Orientale si estende l'Oriente, la più vasta regione morfologica del paese; per il suo difficile accesso, è in molte zone ancora sconosciuta ed è quasi interamente spopolata. 
lI principale fiume è l'Esmeraldas, che si forma dalla confluenza di vari fiumi, tra cui il Guaillabamba e il Guajas. Soprattutto ricchi d'acqua per le copiosissime precipitazioni sono i fiumi amazzonici; tra di essi di particolare importanza sono il Napo, il Pastaza e il Tigre. 
Il clima nella fascia costiera è caldo umido a nord e diventa gradatamente arido procedendo verso sud; presenta caratteri tropicali sulle pendici più basse delle Cordigliere; è rigido nelle zone più elevate, temperato con precipitazioni uniformi negli altopiani interandini. 
La capitale dell'Ecuador è Quito; il principale porto e centro commerciale è Guajaquil. Altre città sono Santa Ana de Cuenca, Ambato e Rio Bamba. Sulla costa, infine, sono le cittadine portuali di Manta e di Esmeraldas. 
L'economia si fonda sull'agricoltura, in particolare sulle colture tropicali e subtropicali della regione costiera: cacao, banane e caffè. Nell'altopiano sono diffuse le coltivazioni destinate al consumo interno (mais, grano, orzo, patate). Significative sono però sia la presenza di risorse energetiche, non straordinarie, ma sufficienti a dare al paese un certo peso come esportatore di petrolio, sia la forte espansione del settore manifatturiero. 
STORIA Annesso dagli Incas nel XV sec., il paese è conquistato dal luogotenente di Pizarro, Sebasti´n De Belalc´zar. Nel 1563 gli spagnoli annettono il paese al vicereame del Per˙ e quindi di Nuova Grenada (1739). Nel 1822 il generale Sucre libera il paese dalle forze spagnole. Nel 1830, integrato da Bolívar nella Grande Colombia, l'Ecuador riprende la propria indipendenza. 
Negli anni successivi il paese è guidato autoritariamente dal generale Juan Flores. Nel 1845 salgono al potere i liberali. Dal 1861 al 1875 il conservatore Gabriel Garcia Moreno, si sforza di modernizzare il paese appoggiandosi sulla Chiesa. Dopo il suo assassinio, i conservatori dominano la vita politica. Di ritorno al potere alla fine del XIX sec., i liberali laicizzano lo stato (costituzioni del 1897 e del 1906). L'Ecuador diventa il primo produttore mondiale di cacao. Nel 1934, incarnando le aspirazioni delle classi popolari, viene eletto presidente José Maria Velasco Ibarra. Rieletto cinque volte al potere, egli domina la vita politica fino al 1972. 
La guerra contro il Per˙ negli anni 1941-1942, fa perdere all'Ecuador le provincie amazzoniche. Nel 1972 diventa capo dello stato il generale Guillermo Rodriguez Lara. Quattro anni dopo una giunta militare lo rovescia e promulga una nuova costituzione (1978). Nel 1979 viene eletto presidente della repubblica Jaime Roldos, candidato della sinistra moderata. Dopo la sua morte accidentale, il successore O. Hurtado porta avanti una politica di austerità. Nel 1984 gli succede il conservatore Leon Febres Cordero. Nel 1988 viene eletto presidente della repubblica il socialdemocratico Rodrigo Borja. Quattro anni dopo, il suo successore Sixto Dur´n Ballen, eredita una situazione economica difficile. Nel 1995 un conflitto di confine oppone l'Ecuador al Per˙. Nel 1998 diventa presidente della repubblica J. M. Witt del partito democratico popolare. 
Abitanti-11.460.000 
Superficie-283.561 km2 
Densità-40,4 ab./km2 
Capitale-Quito 
Governo-Repubblica presidenziale 
Moneta-Sucre 
Lingua-Spagnolo, quechua 
Religione-Cattolica 

\ecuadoriàno, agg. e sm. agg. Dell'Ecuador. 
sm. Abitante o nativo dell'Ecuador. 

\Ècuba Moglie di Priamo, re di Troia, concepì venti figli tra i quali Ettore, Cassandra e Paride. Alla caduta di Troia divenne schiava di Ulisse. 
Ecuba 
Tragedia di Euripide (ca. 417 a. C.). È una delle 19 tragedie di Euripide conservate (delle circa 90 attribuitegli). Ambientata sulle coste della Tracia, dove, terminata la guerra di Troia, i Greci sono trattenuti da venti sfavorevoli. Viene deciso di propiziare gli dei con il sacrificio della principessa troiana Polissena, figlia di Ecuba e di Priamo. Compiuto il sacrificio, la madre viene investita da un nuovo dolore: è stato ucciso anche Polidoro, da lei affidato al re di Tracia Polimestore con molti tesori. Con il consenso di Agamennone, del quale è prigioniera, Ecuba ottiene di vendicarsi di Polimestore. Una tragedia nella quale sembra dominare la legge del taglione. 

\ecùleo, sm. Strumento di tortura in uso presso i romani. 

\ecumène, sf. In geografia è la parte emersa della Terra abitata dall'uomo. 

\ecumenicità, sf. 1 L'essere ecumenico. ~ universalità. 2 Ecumenismo. 

\ecumènico, agg. (pl. m.-ci) Di tutto il mondo cattolico. Che tende all'unione delle Chiese separate. 

\ecumenìsmo, sm. Movimento tendente a ripristinare l'avvicinamento e la riunificazione dei cristiani. Sorto in ambiente protestante, combattuto dalla chiesa cattolica, trovò una prima concretizzazione nella conferenza mondiale di Edimburgo (1910). Nacquero successivamente il consiglio missionario internazionale (1921), il consiglio cristiano universale per la vita e l'azione (1925) e nel 1977 la costituzione del consiglio mondiale delle chiese che estesero così il principio a tutte le confessioni cristiane. Con Giovanni XXIII, che istituì nel 1960 il segretariato per l'unità dei cristiani e con il concilio Vaticano II iniziò l'apertura della gerarchia cattolica verso il movimento ecumenico. 

\eczèma, sm. (pl.-i) Affezione cutanea che si manifesta (sul volto e/o sugli arti) con vescichette, prurito, arrossamento e lesioni squamose-crostose. Ha carattere infiammatorio ed è spesso di origine allergica (eczema atopico). Le lesioni possono aggravarsi in occasione di stress emotivi o di bruschi cambiamenti climatici.
 X   sm. eczema. 

\eczemàtide, sf. Eruzione simile all'eczema che si presenta sul viso e sul tronco. 

\eczematóso, agg. Relativo all'eczema. 

\ed In informatica è il nome di un editor di testo (Editor) a linea singola disponibile nel sistema operativo UNIX. 

\Ed è subito sera Opera di poesia di S. Quasimodo (1942). 

\Ed Wood Film commedia, americano (1995). Regia di Tim Burton. Interpreti: Johnny Depp, Martin Landau, Patricia Arquette. Titolo originale: Ed Wood 

\edàce, agg. Che divora. 

\edàfico, agg. (pl. m.-ci) Relativo ai fattori esterni legati al suolo che influiscono la distribuzione degli esseri viventi. 

\edafìsmo, sm. Distribuzione della vegetazione spontanea in relazione alla presenza qualitativa e quantitativa nel suolo di elementi nutritivi. 

\Edberg, Stefan (1966-) Tennista svedese. Vinse numerosissimi titoli tra cui Wimbledon (1988 e 1990), gli Open d'Australia (1985 e 1987), il Master (1989) e gli Open Usa (1991 e 1992). 

\Edda Titolo di due raccolte poetiche della letteratura scandinava ritrovate dal vescovo islandese B. Sveinsson nella biblioteca di Copenaghen nel 1643. 
Edda antica o poetica 
Una raccolta di ventinove carmi, composta dal IX al XIII sec., importante testimonianza della cultura e della mitologia nordica precristiana. 
Edda di Snorri o in prosa 
Un trattato di arte poetica e di mitologia redatto dall'islandese Snorri Sturluson (1179-1241). 

\Eddington, Arthur Stanley (Kendal 1882-Cambridge 1944) Astronomo inglese. Si occupò dello studio dell'evoluzione stellare e scrisse Spazio, tempo e gravitazione (1920). 

\Ede Città (285.000 ab.) della Nigeria, nello stato di Oyo. 

\Edelman, Gerald (New York 1929-) Immunologo statunitense. Compì importanti studi sulla genetica della risposta immunitaria e sulle neuroscienze. Insieme a R. R. Porter, nel 1972 fu insignito del premio Nobel. 

\edelweiss, sm. invar. Nome comune del Leontopodium alpinum, pianta erbacea di montagna nota per i suoi fiori. Appartiene alla famiglia delle Composite. ~ stella alpina. 

\edèma, sm. Condizione in cui è presente un abnorme accumulo di liquido nei tessuti, che comporta un anomalo rigonfiamento degli organi interessati, cui seguono alterazioni della composizione del sangue e dei tessuti colpiti. Gli edemi "locali" sono in genere dovuti a traumi. Quelli "diffusi" possono conseguire ad insufficienza cardiaca, cirrosi epatica, carenze vitaminiche o proteiche.
 X   sm. edema.
 @   lat. oedema dal greco ˛idema, deriv. da oidÓn gonfiarsi. 

\edematóso, agg. Che ha natura di edema o che è affetto da edema. 

\Edèmeridi Famiglia di Insetti Coleotteri Eteromeri; comprende circa 600 specie distribuite in tutto il mondo. 

\èden, sm. Paradiso terrestre, luogo di delizie. ~ eldorado. 

\Eden, Robert Anthony (Windlestone 1897-Alvediston 1977). Uomo politico britannico. Deputato conservatore dal 1923, fu ministro degli esteri nel 1935. Si dimise nel 1938 opponendosi alla politica del primo ministro Chamberlain mirante a un compromesso con il regime hitleriano. Stretto collaboratore di Churchill fu di nuovo ministro degli esteri (1940-1945 e 1951-1955). Divenne primo ministro nel 1955 e nel 1957 si ritirò dalla vita politica per le ripercussioni della crisi di Suez. 

\edènico, agg. (pl. m.-ci) Paradisiaco. 

\edenìte, sf. Varietà di orneblenda povera di ferro, simile all'attinoto. Prende il nome dalla città americana di Edenville. 

\èdera, sf. Pianta rampicante (Hedera helix), sempreverde, della famiglia delle Araliacee e dell'ordine delle Policarpiche; ha foglie coriacee, variegate e, per mezzo di radici aeree, si abbarbica su qualsiasi sostegno. 
 X   sf. ivy. 

\Edge Isola della Norvegia, nel mar di Barents. 

\EDI Sigla di Editrice Industriale. 

\edìcola, sf. 1 Chiosco per la vendita di giornali, riviste e periodici. 2 Tempietto contenente immagini sacre o statue. 3 Cappella. ~ tabernacolo. 
 X   sf. newspaper kiosk, newspaper stand, newsstand. 
 @   lat. aedicula, dimin. di aedes tempio. 

\edicolànte, sm. e sf. Chi gestisce un'edicola per la vendita di giornali. 
 X   sm. e sf. newsagent. 

\edificàbile, agg. Si dice di un'area su cui è possibile costruire. 

\edificabilità, sf. L'essere edificabile. 

\edificànte, agg. Che da il buon esempio. ~ esemplare, educativo. <> corruttorio, depravante. 
 X   agg. uplifting, edifying. 

\edificàre, v. tr. 1 Indurre al bene col buon esempio. ~ educare. <> diseducare. 2 Costruire in muratura. ~ erigere, fabbricare. <> abbattere, demolire. 
 X   v. tr. 1 to edify. 2 (costruire) build. 
 @   lat. aedificare, comp. da aedes tempio +-ficare fare. 

\edificatìvo, agg. 1 Edificante. 2 Che concerne l'edificare. 

\edificatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi edifica. ~ costruttore. 

\edificatòrio, agg. Relativo all'edificazione. ~ edificante. 

\edificazióne, sf. L'essere edificato o l'edificare. 

\edifìcio, sm. 1 Costruzione in muratura di grandi dimensioni. ~ fabbricato, caseggiato. 2 Costruzione logica. 
 X   sm. 1 building. 2 (fig.) structure. 
 @   lat. aedificium. 

\edìle, agg. e sm. agg. Relativo all'edilizia. 
sm. 1 Chi lavora nell'edilizia. 2 Nell'antica Roma era il magistrato incaricato della cura degli edifici pubblici. 
 X   agg. construction, building. 

\edilità, sf. Funzione e durata della carica degli edili. 

\edilìzia, sf. Tecnica e industria della costruzione di edifici. 
 X   sf. building trade, building. 
Fondamentale comparto dell'industria moderna, costituisce l'insieme delle attività inerenti la costruzione di edifici, strade e la progettazione e la pianificazione di un agglomerato urbano. Accanto allo sviluppo dell'edilizia privata, lo stato e le regioni hanno sviluppato programmi di edilizia popolare che hanno come oggetto la costruzione di edifici civili destinati ad alloggiare lavoratori con basso reddito. Dal punto di vista economico, l'edilizia mette in movimento altri settori produttivi (vetro, cemento, ferro, maiolica), esercitando quindi un effetto trainante sull'economia di un paese. 

\edilìzio, agg. 1 Che concerne l'edilizia. 2 Di edile. 
 X   agg. building. 

\Edimbùrgo Città della Gran Bretagna (420.000 ab.) capitale della Scozia. Dotata di porto sulla sponda meridionale del Firth of Forth è un notevole centro commerciale e finanziario. Sono presenti industrie della birra e del whisky, conciarie, chimiche, cartarie, cantieristiche, elettrotecniche e le antiche industrie editoriali e tipografiche. Fu fondata da re Edwin di Northumberland nel VII sec. e dal 1437 è capitale della Scozia. Dagli inizi del 1800, ha inglobato alcune frazioni; tra le più importanti Leith, sede di un importante porto. Numerosi gli edifici di interesse artistico: il castello (XI sec.), la chiesa di San Giles (XIV sec.), il palazzo reale del XVI sec., il Register House del XVIII sec., il ponte in ferro del 1890 e la National Gallery of Scotland con dipinti italiani e fiamminghi del XVII sec. Vi si trova un'università. 

\edìpico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di Edipo. 2 Complesso costituito da una forma di attaccamento di un bambino al genitore di sesso contrario e di accesa rivalità verso il genitore dello stesso sesso. 

\Edìpo Eroe greco figlio del re di Tebe Laio e di Giocasta. Fu abbandonato alla nascita dal padre cui l'oracolo aveva predetto che sarebbe stato ucciso dal figlio. Salvato da Polibo, re di Corinto, fu da questi adottato e crebbe ignorando le sue origini. Abbandonata la corte, partì alla ricerca dei suoi genitori e un giorno, sulla strada di Delfi, durante una lite uccise, senza conoscerlo, Laio. Avendo risolto l'enigma della Sfinge ebbe il governo di Tebe e sposò Giocasta, cioè sua madre. Ebbe da lei quattro figli. Scoperta la tragica verità si accecò per la disperazione e prese a vagare con la figlia Antigone, giungendo a Colono, dove scomparve. 
Complesso di Edipo 
Complesso affettivo che il bambino prova verso i genitori. Individuato da Freud nel 1910, si manifesta con l'attrazione sessuale per il genitore di sesso opposto e la gelosia per l'altro genitore. C. G. Jung (1913) definì quello femminile complesso di Elettra. 

\edìpo, sm. Mammifero (Oedipomida oedipus) della famiglia degli Apalidi e dell'ordine dei Primati. Fornito di una criniera bianca, misura 25 cm. Vive nelle foreste della Colombia, del Panama e della Costarica. 

\Edipo a Colono Tragedia di Sofocle (401 a. C.). È una delle 7 tragedie di Sofocle conservate (delle oltre 100 attribuitegli). Edipo, vecchio e cieco, giunge a Colono, guidato dalla figlia Antigone. Gli abitanti vorrebbero allontanare lo straniero, ma rimandano la decisione a Teseo re di Atene, che accoglie benevolmente Edipo e gli promette protezione e aiuto. A Tebe, intanto, i figli di Edipo Eteocle e Polinice lottano per il potere, che secondo un oracolo spetterà a chi avrà con sé il vecchio. Di fronte alle richieste dei figli ciascuno dei quali lo vorrebbe con sé per ottenere il potere, Edipo li maledice. La tragedia si conclude con Edipo che, chiamato dagli dei con un tuono, che gli annuncia la prossima morte, si allontana serenamente con Teseo verso la pace eterna. Le tragedie Antigone, Edipo re ed Edipo a Colono sono ritenute sommi capolavori della tragedia greca e della letteratura mondiale. 

\Edipo re Tragedia di Sofocle (428-425 a. C.). È una delle 7 tragedie di Sofocle conservate (delle oltre 100 attribuitegli). Edipo, re di Tebe, è deciso a punire l'assassino del suo predecessore Laio, secondo le indicazioni di Apollo, in modo da allontanare la peste dalla città. È l'inizio di una indagine che non porterà che lutti. Edipo viene accusato del delitto. La moglie Giocasta, già sposa di Laio cerca di confortarlo e di non prendere sul serio gli oracoli, ma ormai gli orrori diventano palesi: Edipo è figlio del vecchio re Laio, abbandonato sul Citerone e allevato dal re di Corinto, ha ucciso il padre Laio e sposato la madre Giocasta. Giocasta non sopporta la verità e si uccide, Edipo si acceca per non vedere più il sole testimone dei suoi misfatti e abbandona Tebe. La tragedia è considerata tra i sommi capolavori di Sofocle. 
Edipo re (musica) 
=> Oedipus rex 
Edipo re 
Film drammatico, italiano (1967). Regia di Pier Paolo Pasolini. Interpreti Silvana Mangano, Franco Citti, Alida Valli. 

\Edipus Dramma di G. Testori (1977). 

\Edirne Città (102.000 ab.) della Turchia, nella Tracia. Capoluogo della provincia omonima. 

\Edison, Thomas Alva (Milan 1847-Orange 1931). Inventore statunitense. Titolare di oltre 1200 brevetti, gli si devono importanti scoperte quali il primo microfono a carbone (1876), il fonografo (1877) e nel 1878 la lampada a filamento incandescente sottovuoto. Nel 1882 realizzò a New York la prima centrale elettrica statunitense. Nel 1883 scoprì l'emissione di elettroni da parte di un metallo incandescente (effetto Edison o termoionico). 

\edit In informatica è il nome di un editor di testo a linea singola disponibile nel sistema operativo UNIX. 

\editàre, v. tr. Pubblicare a stampa. 

\Edith Ronne, tèrra di Regione costiera della Gran Bretagna. Fa parte del Territorio Antartico Britannico. 

\editing, sm. invar. 1 In editoria è l'elaborazione redazionale di un testo. 2 In informatica è l'elaborazione dei dati per la stampa. 

\editio actionis, loc. avv. Enunciazione della pretesa dell'attore al convenuto tipica del processo civile romano. 

\èdito, agg. Pubblicato. ~ editato, stampato. <> inedito. 

\editor, sm. invar. 1 Chi cura la pubblicazione di un'opera collettiva o di una rivista in una casa editrice.  2 Programma per la composizione di testi o per la preparazione di pagine web, mappe, immagini, …

\editóre, sm. (f.-trìce) 1 Che o chi pubblica a sua spese le opere di altri per farne commercio. editore di testi scolastici, testi specializzati. 2 Studioso che cura la pubblicazione di un'opera inedita o antica. 3 Chi corregge criticamente il testo di un libro. 
 X   sm. 1 publisher. 2 (curatore, revisore) editor. 
 @   franc. Úditeur, dal lat. editor,-oris

\editorìa, sf. 1 Industria del libro, del periodico e simili. 2 L'attività commerciale dell'editore. 
 X   sf. publishing, book trade. 

\editoriàle, agg. e sm. agg. Dell'editoria o dell'editore. 
sm. Articolo giornalistico di fondo pubblicato su un periodico o su un quotidiano. 
 X   agg. publishing. sm. editorial. 

\editorialìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi scrive editoriali. 

\edittàle, agg. 1 Derivante dall'editto. 2 Relativo agli istituti romani la cui regolamentazione derivava dall'editto del pretore. 

\edìtto, sm. Ordinanza promulgata dall'autorità. ~ bando. 

\edizióne, sf. 1 Pubblicazione di un'opera a stampa. ~ libro, testo, tomo. 2 L'insieme degli esemplari stampati da una stessa composizione tipografica. 3 Ciascuna delle tirature giornaliere di un quotidiano. 
 X   sf. edition. 
 @   lat. editio,-onis, deriv. da edere pubblicare. 
Edizione critica 
Edizione di un testo che tende alla ricostruzione della versione originale attraverso un apparato critico costituito da varianti riscontrate, errori corretti, parti completate e osservazioni. 

\Edmonton Città (617.000 ab.) del Canada, capoluogo della provincia di Alberta, sul fiume Saskatchewann del nord, alle pendici delle montagne Rocciose orientali. Nodo ferroviario e stradale al centro di una regione agricola e mineraria (uranio e carbone), nelle sue vicinanze si possono trovare giacimenti di gas naturale e petrolio. Industrie petrolchimiche, chimiche, tessili, alimentari e delle materie plastiche. Sede di un aeroporto, di un'università e di vari istituti culturali. In passato la città fu un avamposto e un centro di rifornimento per il commercio delle pellicce nella zona nordoccidentale del Canada. Ebbe il suo massimo sviluppo con la scoperta dell'oro nel vicino Yukon. 

\Edo Stato (2.160.000 ab.) della Nigeria, capoluogo Benin City. 

\Edoardo (lago) Lago (2.200 km2) dell'Africa equatoriale, al confine tra Zaire e Uganda. Per mezzo del fiume Semliki, versa le sue acque nel lago Alberto. Fu scoperto nel 1889 dall'esploratore Henry Stanley. 

\Edoàrdo (sovrani) Nome di sovrani. 
Inghilterra Edoardo il Vecchio 
(?-Farndorn 924) Figlio di Alfredo il Grande gli succedette nell'899 come re d'Inghilterra. Lottò spesso contro i danesi con successo; nel 918 annesse la Mercia dominando così tutta l'Inghilterra a sud del fiume Humber. 
Edoardo I 
(Westminster 1239-Burgh-by-Sands 1307) Figlio di Enrico III, fu re d'Inghilterra dal 1272. Nel 1283 conquistò il Galles, quindi tentò ripetutamente di conquistare la Scozia e guerreggiò a lungo con Filippo IV di Francia. 
Edoardo II 
(Caernarfon 1284-Berkeley 1327) Figlio di Edoardo I e suo successore, nel 1314 fu sconfitto dal re scozzese Robert I Bruce. Finì deposto dal potere baronale e ucciso dalla moglie Isabella di Francia e dal suo favorito R. Mortimer. 
Edoardo III 
(Windsor 1312-Sheen 1377) Figlio di Isabella di Francia, succedette nel 1327 al padre Edoardo II. Il suo nome è legato all'inizio della guerra dei cent'anni (1337), in cui gli inglesi rivendicavano il diritto di regno sulla Francia. Nella pace di Brétigny (1360) ottenne l'Aquitania e il Poitou. 
Edoardo IV 
(Rouen 1442-Westminster 1483) Figlio di Riccardo, duca di York, nel 1461 s'impadronì del regno di Lancaster togliendolo a Enrico VI. I seguaci del rivale lo costrinsero a lasciare il trono nel 1470, ma l'anno successivo egli lo recuperò con le armi. 
Edoardo V 
(Westminster 1470-Londra 1483) Figlio di Enrico IV, gli succedette nel 1483, ma venne presto assassinato dallo zio Riccardo di Gloucester. 
Edoardo VI 
(Hampton Court 1537-Greenwich 1553) Figlio di Enrico VIII, fu re d'Inghilterra e d'Irlanda dal 1547, all'età di soli nove anni. Durante il suo regno la chiesa anglicana assunse un indirizzo protestante. 
Edoardo VII 
(Londra 1841-1910) Figlio della regina Vittoria, le succedette dal 1901, rispettando le prerogative costituzionali del parlamento e del governo. 
Edoardo VIII 
(Richmond 1894-Parigi 1972) Figlio di Giorgio V, divenne re nel gennaio 1936, ma abdicò nel dicembre dello stesso anno per unirsi in matrimonio con Wallis Warfield Simpson, una donna statunitense divorziata, e assunse il titolo di duca di Windsor. 
Portogallo Edoardo I 
(Viseu 1391-Tomar 1438) Re dal 1433. Personaggio di notevole spessore culturale e generoso mecenate, fu autore di una raccolta di saggi. 

\Edoàrdo détto il Prìncipe Néro (Woodstock 1330-Westminster 1376). Figlio di Edoardo III d'Inghilterra, fu capo militare nella guerra dei cent'anni, e nel 1356 sconfisse i francesi a Poitiers. Acquisì il titolo di principe di Aquitania. 

\Edoardo II Film drammatico, britannico (1991). Regia di Derek Jarman. Interpreti: Steven Waddington, Andrew Tiernan, Tilda Swinton. Titolo originale: Edward II 

\Edoàrdo il Confessóre (Islip 1003-Londra 1066) Santo. Figlio di Etelredo II e di Emma di Normandia, divenne re d'Inghilterra alla morte dell'ultimo sovrano danese Canuto III (1042), favorendo l'estensione dell'influenza normanna in Inghilterra. 

\Edoàrdo il Màrtire (963-Corfe, Dorsetshire 978) Santo. Figlio di Edgardo, gli succedette nel 965 come re d'Inghilterra, ma tre anni più tardi fu assassinato. 

\Edoardo VII Penisola della Gran Bretagna, nell'Antartide. 

\edochiàno, agg. e sm. agg. Di Tokyo. 
sm. Abitante o nativo di Tokyo. 

\Édolo Comune in provincia di Brescia (4.420 ab., CAP 25048, TEL. 0364). 

\edòmetro, sm. Strumento che serve a determinare la resistenza di un campione del terreno in prova alla compressione. 

\edonìsmo, sm. Dottrina morale e filosofica secondo la quale il bene coincide con il piacere presente. Teorizzata da Aristippo di Cirene, fu sviluppata successivamente dalla scuola cirenaica. L'edonismo fu particolarmente criticato da Kant. 

\edonìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Seguace dell'edonismo. 

\edonìstico, agg. (pl. m.-ci) Dell'edonismo o dell'edonista. 

\edótto, agg. Istruito, al corrente. ~ informato. <> disinformato. 

\EDP Sigla di Electronic Data Processing (elaborazione elettronica dei dati). 

\edredóne, sm. Uccello degli Anseriformi (Somateria mollissima) molto raro in Italia, frequente sulle coste del nord Europa. Ha un piumaggio bianco e nero molto morbido. 

\Edrioasteròidi Classe di Echinodermi fossili diffusisi nel Cambriano e scomparsi nel Carbonifero. 

\edu In informatica è il nome di dominio che viene assegnato a un'istituzione educativa sotto Internet. 

\educànda, sf. Giovinetta educata in un collegio di monache. 

\educandàto, sm. Istituto d'educazione per giovinette. 

\educàre, v. tr. 1 Abituare mediante esercizio. ~ formare. educare il gusto musicale. 2 Sviluppare le facoltà intellettuali degli adolescenti. ~ istruire. <> diseducare. educare i giovani allo studio
 X   v. tr. 1 to educate. 2 (intelletto) to train. 
 @   lat. educare allevare, comp. da ex-+ ducare, ducere guidare. 

\educataménte, avv. In modo educato. 

\educatìvo, agg. 1 Relativo all'educazione. 2 Che giova a educare. 
 X   agg. educational, instructive. 

\educàto, agg. 1 Istruito. ~ costumato. <> ineducato. 2 Che ha modi garbati. ~ compito. <> maleducato. 
 X   agg. polite, well mannered. 

\educatóre, sm. (f.-trìce) Chi educa. ~ insegnante, pedagogo. 

\educazióne, sf. 1 Il comportarsi con modi gentili. ~ creanza. <> ineducazione. 2 L'educare o l'effetto. 
 X   sf. 1 education, upbringing. 2 (modi) good manners. 
 @   lat. educatio,-onis. 
Formazione delle qualità intellettuali e morali di un individuo connessa con la necessità, propria di ogni società umana, di trasmettere i valori ritenuti essenziali alla generazione successiva. Il processo educativo si estrinseca in due tendenze generali: quella che mira alla semplice trasmissione del patrimonio culturale e quella che si propone di formare e stimolare negli individui la capacità di modificarlo e migliorarlo. In relazione al problema dell'educazione, nelle società moderne si è sviluppata una serie di teorie pedagogiche. 

\Educazione di Henry Adams, L' Opera autobiografica di H. Adams (1906). 

\Educazione fallita, Un' Opera da camera con una ouverture e sei numeri di E. Chabrier, libretto di Laterrier e Vanloo (Parigi, 1879). 

\Educazione sentimentale, L' Romanzo di G. Flaubert (1869). Con un lavoro preparatorio imponente, durato circa 5 anni, l'autore ha ricostruito l'atmosfera di Parigi tra il 1840 e il 1851 con una precisione che ha suscitato l'ammirazione dello storico Georges Sorel. L'opera ebbe un'accoglienza fredda da parte del pubblico, probabilmente anche per il senso di disagio trasmesso al lettore dal completo naufragio della vita del protagonista. La storia inizia nel 1840 quando il giovane studente di legge Fréderic Moreau resta affascinato da una giovane signora sposata, Madame Arnoux, incontrata casualmente su un battello. Stabilitosi a Parigi per gli studi, cercherà di rivederla. Mentre tutte le ambizioni e i sogni di Fréderic vanno incontro a ripetute delusioni, l'amore che prova per Madame Arnoux sembra durare. Con il passare degli anni, Fréderic fa altre conoscenze e i due si perdono di vista. Una sera del 1867, Madame Arnoux si presenta da lui: finalmente possono confessarsi il reciproco amore e rievocare il passato ormai troppo lontano. Il libro si conclude nel 1869, quando il protagonista traccia il bilancio fallimentare della sua vita parlandone con un amico. 

\edulcorànte, agg. e sm. Dolcificante. 

\edulcoràre, v. tr. 1 Addolcire. 2 Far apparire meno crudo. ~ mitigare. 

\edùle, agg. Di pianta commestibile. ~ mangereccio. <> immangiabile, indigeribile. 

\eduzióne, sf. 1 Asporto delle acque che si raccolgono in fondo a una miniera. 2 Insieme delle venute d'acqua che si riscontrano in una miniera. 

\Edward mani di forbice Film di fantasia, americano (1990). Regia di Tim Burton. Interpreti: Johnny Depp, Winona Ryder, Dianne Wiest. Titolo originale: Edward Scissorshands 

\Edwards, Blake (Tulsa 1922-) Regista cinematografico statunitense. Diresse Colazione da Tiffany (1961), La pantera rosa (1963), Hollywood Party (1969), S.O.B. (1981) e Victor Victoria (1982). 

\Edwin (585-Heathfield 633) Re di Northumbria dal 617. Conquistò i regni vicini e, dopo essersi convertito, ne avviò la cristianizzazione. Penda, re pagano di Mercia, lo sconfisse e lo uccise. 

\EE Sigla di Escursionisti esteri. 

\EEB Sigla di European Environmental Bureau (ufficio europeo dell'ambiente). 

\EEG Sigla di elettroencefalogramma. 

\EEPROM In informatica è la sigla di Electrically Erasable Programmable Read Only Memory (memoria a sola lettura programmabile e riscrivibile elettricamente). 

\efebèo, sm. Sala del ginnasio riservata agli esercizi ginnici degli efebi. 

\efebìa, sf. Sistema si formazione militare e civile del soldato-cittadino in vigore nelle antiche città greche. Gli esercizi militari erano compendiati da studi letterari e musicali. 

\efèbico, agg. (pl. m.-ci) Che ha l'aspetto o le forme delicate di un efebo. 

\efèbo, sm. 1 Nell'antica Grecia era il giovane appena uscito dalla fanciullezza. 2 Giovane di aspetto e modi effeminati. 

\Efedràcee Famiglia di Gimnosperme Gnetine che comprende il solo genere Ephedra

\efedrìna, sf. Alcaloide estratto dall'ephedra che, analogamente all'adrenalina, ha un effetto eccitante sul sistema nervoso centrale e stimolante su quello simpatico. A differenza dell'adrenalina, però, è caratterizzata da un'azione molto più energica e protratta nel tempo, pur essendo somministrabile per via orale. Viene usata in medicina per la cura dell'asma e di alcune malattie cardiovascolari; in oculistica è inoltre utilizzata per provocare la dilatazione della pupilla. L'efedrina può anche essere prodotta sinteticamente. 

\efèlide, sf. Macchiolina della pelle di colore giallo-bruno. ~ lentiggine. 

\Efèmera, sf. Genere di piccoli Insetti Efemerotteri della famiglia degli Efemeridi. 

\Efemeridi Famiglia di Insetti Efemerotteri il cui prototipo è il genere efemera. 

\Efemeròtteri Ordine di Insetti Pterigoti cui appartengono le efemere, le Cleoen, le Paraleptopklebia e le Polymitarcis. Diffusi in tutto il mondo non si nutrono e perciò vivono un tempo molto breve. 

\efendi, sm. acc. Titolo turco che veniva posposto al nome ed era assegnato ai saggi, ai magistrati, ai dignitari religiosi e agli uomini di cultura. 

\Èfeso Antica città della Lidia, un tempo sul mare Egeo (oggi è a 8 km ca.), alla foce del fiume Caistro. Fondata dalle Amazzoni (o da Androclo), fu il punto più importante per la venerazione della dea Cibele. I greci la colonizzarono nell'XI sec. a. C. Fu poi conquistata da Creso (560 a. C.) e in seguito dai persiani di Dario. Dopo la morte di Alessandro Magno fu retta prima da Lisimaco e poi contesa fra Seleucidi e Tolomei. Passata definitivamente a Roma nel 133 a. C., conobbe un periodo di notevole splendore. Dopo la scissione dell'impero fu spesso oggetto di scorrerie dei turchi che la conquistarono definitivamente nel 1308. Notevoli i reperti greci, ellenistico-romani e bizantini. 
Concili di Efeso 
Il terzo concilio ecumenico si tenne a Efeso nel 431 e portò alla condanna del nestorianesimo, dottrina che attribuiva due nature a Cristo. 
Nel 449 Teodosio II convocò un concilio per discutere del monofisismo, riconosciuto ortodosso. Papa Leone I l'annullò (latrocinio di Efeso) e condannò il monofisismo a Calcedonia (451). 

\Efèsto Figlio di Zeus e di Era, dio del fuoco e sposo di Afrodite. Scagliato giù dall'Olimpo da Zeus, fu accolto in mare dalle dee Teti ed Eurimone. Nelle sue fucine forgiò l'armatura di Achille. Dai romani fu chiamato Vulcano. 

\EFF Sigla di Electronic Frontier Foundation (fondazione di frontiera elettronica). Si tratta di un'associazione finalizzata alla difesa della riservatezza personale nell'ambito della comunicazione in rete. 

\èffe, sm. e sf. invar. Nome della lettera e del segno che la rappresenta. 

\effemèride, sf. 1 Diario in cui si registrano giornalmente gli atti del re. 2 Al plurale, pubblicazione astronomica in cui vengono riportate, per ogni anno solare, le tabelle che indicano la posizione degli astri nella sfera celeste. 3 Pubblicazione periodica. 4 Almanacco, lunario. 
Nelle effemeridi sono contenute le coordinate esatte della posizione giornaliera degli astri (Sole, Luna, pianeti, comete, asteroidi), oltre ai dati su luminosità apparente, distanza dalla Terra e dal Sole, grandezza ecc. Vengono inserite anche informazioni su possibili eclissi, occultazioni e passaggi di meteore. Queste tavole vengono determinate con calcoli di meccanica celeste, prendendo come punto di partenza dei dati di osservazione e consentono di prevedere la posizione che gli astri realmente occupano nel cielo. 

\effeminàre, v. tr. 1 Rendere femmineo. 2 Infiacchire. ~ snervare. 

\effeminatézza, sf. L'essere effeminato. 

\effeminàto, agg. Che assume atteggiamenti femminei; poco virile. ~ lezioso. <> mascolino. 
 X   agg. effeminate. 

\effèndi, sm. invar. Titolo onorifico turco che si pospone al nome. 

\efferataménte, avv. In modo feroce ed efferato. 

\efferatézza, sf. 1 L'essere efferato. 2 Atto efferato. ~ ferocia. 

\efferàto, agg. Crudele, disumano. ~ feroce. 

\efferènte, agg. Che conduce o porta fuori. <> afferente. 

\effervescènte, agg. 1 Che è in effervescenza o la produce. ~ frizzante, gasato. 2 Molto vivace. ~ brioso. <> abbattuto, depresso. 
 X   agg. effervescent, sparkling. 

\effervescènza, sf. 1 Eccitazione, agitazione. ~ fermento. <> pacatezza. 2 In un liquido rapido sviluppo di gas in bollicine. 

\effettivaménte, avv. In realtà. ~ davvero. <> teoricamente. 
 X   avv. really, actually. 

\effettività, sf. L'essere effettivo. 

\effettìvo, agg. e sm. agg. 1 Che ricopre stabilmente un incarico. Ŕ un membro effettivo del consiglio; insegnante effettivo, è l'insegnante di ruolo, distinto dal supplente. 2 Reale, vero. ~ concreto. <> apparente. le cause effettive del fenomeno sono da ricercarsi altrove
sm. 1 Numero di componenti di un'organizzazione o di una unità militare. ~ organico. 2 Valore reale. ~ concreto. <> ipotetico. 
 X   agg. effective, real, actual, factual. sm. 1 strenght. 2 (valore reale) sum total. 
 @   lat. effectivus, deriv. da effectus, p.p. di efficere compiere. 

\effètto, sm. 1 Realizzazione. ~ compimento. 2 Efficacia. ~ validità. <> vanità. la legge entrerÓ in effetto all'inizio del prossimo anno. 3 Impressione. ~ emozione. che effetto ti ha fatto volare in aeroplano? 4 Ogni fenomeno che sia provocato da una causa. ~ conseguenza. <> causa. questi sono gli effetti di una sbagliata educazione. 5 In alcuni sport, come il calcio o il biliardo, è la particolare traiettoria impressa alla palla colpendola in modo opportuno. 6 Titolo di credito. ~ cambiale. 7 (solo pl.) Oggetti di vestiario. riuscý a recuperare solo pochi effetti personali
 X   1 effect, consequence. 2 (fin., cambiale) bill. 3 (impressione) impression. 
 @   lat. effectus,-us, deriv. da efficere produrre, comp. da ex-+ facere fare. 

\Effetto notte Film commedia, francese (1972). Regia di François Truffaut. Interpreti: Jacqueline Bisset, Valentina Cortese, Alexandra Steuart. Titolo originale: La nuit américaine 

\effettóre, sm. Organo anatomico in grado di reagire a stimolazioni nervose. 

\effettuàbile, agg. Che si può effettuare. 

\effettuàle, agg. Effettivo. ~ concreto. 

\effettuàre, v. v. tr. Mandare a effetto, realizzare. ~ attuare. <> immaginare. 
v. rifl. Aver luogo, avvenire. ~ compiersi. 
 X   v. tr. to carry out, to effect, to make. 

\effettuazióne, sf. L'effettuare o l'effettuarsi. 

\Effi Briest Romanzo di T. Fontane (1895). 

\efficàce, agg. Che produce l'effetto voluto; che raggiunge lo scopo prefisso. ~ incisivo. <> controproducente. 
 X   agg. efficacious, effective. 
In fisica, relativamente a una grandezza, è la radice quadrata della media dei quadrati dei suoi valori istantanei. 

\efficaceménte, avv. In modo efficace. 

\efficàcia, sf. 1 Capacità di ottenere l'effetto desiderato. ~ efficienza. <> debolezza. 2 In diritto esprime la validità di una legge. 
 X   sf. efficacy, effectiveness. 

\efficiènte, agg. 1 Che funziona in modo efficace. ~ funzionale. <> inadeguato. disponeva di un esercito efficiente. 2 Che produce un effetto. ~ produttivo. <> inconcludente. complemento di causa efficiente, in grammatica. 
 X   agg. competent, efficient. 
 @   lat. efficiens,-entis, p.pres. di efficere compiere. 

\efficientìsmo, sm. Ostentazione di un alto grado di efficienza. 

\efficientìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi agisce con efficientismo. 

\efficiènza, sf. Il lavorare bene o l'essere efficienti. ~ produttività. <> inettitudine. 
 X   sf. efficiency. 
 @   lat. efficientia, deriv. da efficere compiere. 

\effigiàre, v. tr. 1 Rappresentare in effigie. 2 Scolpire o ornare con effigi. 

\effìgie, sf. (pl.-gie, meno comune-gi) 1 Immagine di persona incisa, scolpita, dipinta o disegnata. ~ ritratto, figura. 2 Aspetto. ~ sembianza. 

\effìmera, sf. Insetto (Ephemera vulgata) della famiglia degli Efemeredi e dell'ordine degli Efemerotteri. Vive nell'acqua e si nutre di microrganismi. 

\effimerìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Sostenitore attardato della cultura dell'effimero, fatta di film e spettacoli all'aperto, concerti rock, declamazione di poesie ecc. 

\effìmero, agg. e sm. agg. 1 Che dura un solo giorno. ~ breve. <> durevole. insetti effimeri, che hanno vita brevissima. 2 Che ha breve durata, caduco. ~ fugace. <> duraturo. erano solo speranze effimere
sm. Ciò che è effimero. 
 X   agg. ephemeral. 
 @   lat. ephemerus, dal greco ephŔmeros che dura un giorno, comp. da epi-sopra + hemŔra giorno. 

\efflorescènte, agg. Si dice di composto che presenta efflorescenza. 

\efflorescènza, sf. 1 In geologia è la formazione di materie saline su un terreno o su una roccia. 2 Fenomeno in cui un composto esposto all'aria perde l'acqua di cristallizzazione e si polverizza. 
 @   franc. efflorescence, dal lat. efflorescere cominciare a fiorire. 

\effluènte, agg. e sm. agg. Che esce da un'apertura. 
sm. L'effluente urbano è il complesso delle acque luride evacuate dalla rete fognaria. 

\efflùsso, sm. Flusso verso l'esterno. 

\efflùvio, sm. 1 Il diffondersi di un odore. ~ profumo. <> puzza. 2 Emanazione, flusso. 

\effóndere, v. tr. 1 Versare fuori, spandere. ~ spargere. 2 Manifestare apertamente. ~ sfogare. 

\effrazióne, sf. Forzatura di un sistema di chiusura. ~ scasso. 
 X   sf. burglary, housebreaking. 

\effumazióne, sf. Emanazione di vapori o fumi da superfici d'acqua. 

\effusiòmetro, sm. Strumento che permette di misurare il tempo necessario a un gas per effondere da una sottile apertura. 

\effusióne, sf. 1 Versamento. ~ spargimento. <> ritenzione. 2 Calorosa manifestazione d'affetto. ~ espansività. <> freddezza. 
 X   sf. effusion. 
 @   lat. effusio.-onis, deriv. da effusus, p.p. di effundere spandere. 

\effusìvo, agg. 1 Di effusione. 2 In geologia dicesi di roccia formata da lava vulcanica solidificata. 3 Affettuoso. ~ espansivo. 

\EFI Sigla di Ente Finanziamenti Industriali. 

\Efiàlte (?-461 a. C.) Politico ateniese. Di ideologia democratica e predecessore di Pericle, fu avversario di Cimone. 

\EFIBANCA Ente Finanziario Interbancario. 

\Efìdridi Famiglia di Insetti Ditteri a cui appartiene l'Ephydra

\EFIM Sigla di Ente Finanziamento Industria Manifatturiera. 

\efippìgero, sm. Genere di Insetti Ortotteri. Sono rappresentati da grosse cavallette incapaci di volare e di saltare. Appartiene alla famiglia degli Efippigeridi. 

\efìppio, sm. Capsula scura dei Crostacei Cladoceri presente nella femmina solo quando depone le uova. 

\èforo, sm. Nell'antica Sparta era ciascuno dei cinque magistrati che sorvegliavano l'operato dei re. 

\Èfraim Personaggio biblico, secondo figlio di Giuseppe e nipote di Giacobbe. Da lui prese il nome una delle dodici tribù d'Israele, stanziatasi tra il Giordano e la costa del Mediterraneo. 

\Èfrem (Nisibi 306?-Edessa 373) Santo e dottore della chiesa siriaco. Celebri i suoi scritti in onore di Maria. 

\EFTA Associazione di natura economica tra paesi europei per la realizzazione di un'unione doganale. Sorta nel 1959 per iniziativa della Gran Bretagna, in opposizione alla CEE, accoglieva tra i suoi membri Danimarca, Portogallo, Austria, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia, Svizzera e Liechtenstein. Con l'ingresso nella CEE di Gran Bretagna, Portogallo e Danimarca, ha perso molta della sua importanza. Rimane un organismo associato alla CEE stessa, con cui formò nel 1993 un mercato unico. 

\eg Sigla di exempli gratia (per esempio). 

\EGA (astronomia) Sigla con la quale vengono indicati i pianetini che sfiorano la Terra (Earth Grazing Asteroids); sono di piccole dimensioni (raggio di pochi chilometri) e vengono chiamati anche oggetti Apollo, dal nome del primo scoperto. Gli studiosi hanno valutato le conseguenze di possibili cadute di tali pianetini sulla superficie terrestre e nell'oceano. 

\EGA (informatica) In informatica è la sigla di Enhanced Graphics Adapter (Adattatore grafico avanzato). Tipo di scheda video per personal computer utilizzata per la prima volta nel 1984 dalla IBM per implementare caratteristiche grafiche più estese delle precedenti MDA (Monocrome Display Adapter) e CGA (Colour Graphics Adapter), con le quali mantenne tuttavia una compatibilità totale. In modo testuale poteva visualizzare fino a quarantatre righe orizzontali di caratteri, mentre in modalità grafica era in grado di mostrare sullo schermo del monitor immagini con una risoluzione massima di 640 x 350 punti a sedici colori. Fu definitivamente soppiantata solo nel 1987 dalla VGA (Video Graphics Array), sempre di produzione IBM, dalla quale derivano tutte le schede video attualmente in commercio. 

\Èga, val d' Solco vallivo delle Dolomiti, tra il massiccio del Latemar e la bassa valle dell'Isarco. 

\Ègadi Arcipelago (37,45 km2; 4.500 ab.) al largo della costa occidentale della Sicilia, di fronte a Trapani. È formato dalle isole di Favignana, Marettimo, Levanzo e altre isole minori. Principali attività sono la pesca, la pastorizia, l'agricoltura (cereali, viti) e il turismo. Massima altitudine il monte Falcone (686 m) sull'isola di Marettimo. Nei pressi delle Egadi i romani sconfissero i cartaginesi nel 241 a. C. 

\egàgro, sm. Nome comune della Capra aegagrus, capra selvatica che si trova nell'isola di Creta, nelle Cicladi e nell'Asia Minore. 

\egalitàrio => egualitario 

\egèmone, agg. Che esercita un predominio. 

\egemonìa, sf. Supremazia, predominio, preminenza. ~ dominazione. <> sudditanza. 

\egemònico, agg. (pl. m.-ci) Di egemonia. 

\egemonìsmo, sm. Aspirazione o tendenza all'egemonia. 

\egemonizzàre, v. tr. Sottoporre alla propria egemonia. 

\egemonizzazióne, sf. L'egemonizzare o l'essere egemonizzato. 

\egèo, agg. Del mare Egeo. 

\Egèo Personaggio mitologico, re di Atene e padre di Teseo. Credendo morto il figlio nell'avventura contro il Minotauro, si suicidò gettandosi nel mare che prese il suo nome. 

\Egèo, màre Parte del Mediterraneo (circa 180.000 km2) tra le coste orientali della Grecia e quelle occidentali dell'Anatolia. Comunica con il mar di Marmara attraverso lo stretto dei Dardanelli. Massima profondità 2.591 m. Comprende le isole di Samotracia, Lemno, Lesbo, Samo, Chio e gli arcipelaghi delle Cicladi e delle Sporadi. Il turismo è la principale risorsa economica. 
Egeo 
Arcipelago della Grecia, nel mar Egeo. Forma una regione (429.000 ab., 9.120 km2), comprendente i cinque gruppi e province delle isole Cicladi, di Samo, di Chio, di Lesbo e del Dodecaneso. Le risorse economiche sono rappresentate prevalentemente dall'agricoltura (olive, vite, frutta e tabacco), dall'allevamento di ovini, dalla pesca e dallo sfruttamento del sottosuolo. 
Isole italiane dell'Egeo 
Complesso insulare chiamato Dodecaneso (dodici isole), occupato dall'Italia nel 1912 e assegnato alla Grecia dopo la seconda guerra mondiale. 

\Egèria Personaggio mitologico, dea romana delle fonti. Secondo la tradizione fu ninfa amante e ispiratrice di Numa Pompilio. 

\Egèridi Famiglia di Insetti Lepidotteri Eteroneuri. 

\egg-nog, o egg-nogg, sm. invar. Voce inglese che definisce una bevanda ricostituente a base di uova, noce moscata, latte, zucchero mescolata con acquavite o vino. 

\ègida, sf. 1 Mitico scudo di Zeus ornato con la pelle della capra Amaltea e fabbricato da Efesto. 2 La principale arma di Atena che reca la testa di Medusa nel centro. 3 Difesa, patronato. ~ protezione. 

\egidiàno, agg. Relativo al cardinale Gil (Egidio) de Albornoz. 

\Egina Isola del golfo Saronico, a poca distanza dal Pireo. Il suo territorio è costituito da un rilievo di origine vulcanica che si affaccia al mare con coste scoscese. Ha un'estensione di 85 km2 e una popolazione di circa 11.000 ab. Il suo suolo fertile ha sempre favorito l'agricoltura e in particolare la coltivazione dei pistacchi, tipica dell'isola. Inoltre, grazie al clima mite e alla sua vicinanza ad Atene è sempre stata una località di villeggiatura per gli ateniesi; recentemente è stata scoperta anche dal turismo internazionale. 
Egina È capoluogo odierno dell'isola, situato nella parte nordoccidentale. Della città antica restano poche tracce: una colonna del tempio di Apollo, resti dell'acropoli, antichi moli. I reperti rinvenuti sono conservati nel museo archeologico; tra questi va segnalata la Sfinge di Egina. Egina conserva inoltre alcuni edifici neoclassici del periodo in cui fu la prima capitale della Grecia. Grazie alla posizione strategica, Egina fin dal 2500 a. C. fu un fiorente centro commerciale e dal 1000 a. C. sotto i dori allargò progressivamente i suoi traffici, fino a commerciare con l'Egitto e la Spagna. La rivalità con Atene nel V sec. provocò la fine della sua potenza economica, che non venne mai più ripristinata. Nel 1828, per un anno, fu sede del primo governo greco. 
Golfo di Egina 
Golfo della Grecia, nel mar Egeo, delimitato dalle penisole dell'Argolide e dell'Attica. 

\eginètico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo all'arte di Egina. 2 In numismatico il sistema eginetico era il sistema ponderale vigente a Egina. 

\egìoco, agg. (pl. m.-chi) Armato di egida. 

\ègira, sf. La fuga di Maometto a Medina coincidente al momento in cui comincia l'era musulmana. 

\egirìna, sf. Silicato di ferro e sodio che si trova in rocce eruttive alcaline. Appartiene al gruppo dei pirosseni monoclini. 

\Egìsto Personaggio mitologico, figlio di Tieste. Assassinò Agammennone con l'aiuto dell'amata Clitennestra, ma venne a sua volta ucciso da Oreste. 

\Egìtto Repubblica dell'Africa nordorientale; confina a nord-est con Israele, a sud con il Sudan, a ovest con la Libia ed è bagnato a est dal mar Rosso e a nord dal mar Mediterraneo. 
La valle del Nilo divide il territorio egiziano in due parti: a ovest il deserto libico od occidentale, e a est il deserto arabico od orientale. Quest'ultimo è costituito da una regione montuosa solcata da corsi fluviali fossili che tendono verso la Valle del Nilo; essa termina sul golfo di Suez e sul mar Rosso con una breve cimosa pianeggiante. Il deserto Libico è invece un territorio piatto e sabbioso, costituito da tavolati che raggiungono l'altitudine massima di 1.934 m nel Gebel el Auenat. Eccetto tali rilievi periferici, è caratterizzato da depressioni che si aprono nella parte centrale e settentrionale e che rappresentano la particolarità di questo deserto. La depressione più estesa è quella di Qattara, fiancheggiata da quella più piccola di Siwa. Altra depressione è El-Faiyum, non lontana dal Nilo, da cui riceve artificialmente le acque, tramite un antico canale che ne alimenta la ricca oasi. Il deserto libico si affaccia al Mediterraneo con una costa formata a ovest da basse scarpate rocciose; il litorale assume una morfologia particolare in corrispondenza del delta; infatti lungo il suo contorno si succedono caratteristiche lagune (duheiret) chiuse da cordoni sabbiosi. 
L'estremo lembo orientale del paese è costituito dalla penisola del Sinai, tra i Golfi di Suez e di Aqaba. È un territorio montuoso che culmina a sud nel Gebel Caterina (2.637 m). 
Il fiume per eccellenza dell'Egitto è il Nilo, che percorre in territorio egiziano ben 1.508 km; il suo regime è determinato da quelli dei suoi due rami sorgentiferi: il Nilo Azzurro, da cui dipendono le piene estive, e il Nilo Bianco, che mitiga le secche autunnali. Le dighe oggi controllano totalmente il fiume, le cui acque in passato inondavano il terreno, fertilizzandolo naturalmente. Il primo grande sbarramento fu quello di Qalyub, poco a monte della biforcazione dei rami deltizi di Rosetta e Damietta, cui seguirono quelli di Isna, Asyud, Nag 'Hammadi; la diga più importante è quella di Assuan, costruita all'inizio del secolo e più volte ingrandita, cui si è aggiunta recentemente la Diga Alta che ha portato alla formazione del lago Nasser (in parte sudanese). 
Il clima ha caratteri desertici: temperature elevate, forte escursione termica giornaliera, precipitazioni scarsissime, tranne sulla costa mediterranea. 
La capitale è Il Cairo, una metropoli di oltre 13 milioni di abitanti, cui fanno da appendice grosse città satellite, come El Giza, Imbaba, Heliopolis (in pieno deserto), El Matariya ecc.; oltre a essere un centro culturale e artistico di grande interesse, ospita le maggiori imprese commerciali e industriali. Alessandria, sul Mediterraneo, è una tipica città portuale di aspetto prevalentemente europeo; benché in parte decaduta con la chiusura del canale di Suez, rimane comunque il primo porto del paese. Città portuali sono anche Porto Said e Suez, valorizzate dalla loro posizione sul canale di Suez, dal 1975 riaperto alla navigazione. 
Altre città sono Tanta, El Mansura, Damanhur e nella valle del Nilo sorgono El Minya, Asyut, Qena, Luxor, Awan, tutte costruite su antiche città faraoniche. 
L'Egitto è un paese povero, con un tasso molto alto di disoccupazione e di analfabetismo e con un'economia basata sull'agricoltura che vive sullo sfruttamento delle acque del Nilo. Il settore agricolo ha subito una radicale riforma promossa dal nuovo regime repubblicano: ridistribuzione della proprietà fondiaria, diversificazione delle colture, incremento della superficie coltivabile, mediante grandi opere idriche sul Nilo. La principale coltura è il cotone, largamente diffusa è anche la canna da zucchero; sesamo, arachidi, lino, ulivo si aggiungono alle due colture principali. Notevole incremento ha avuto l'agrumicoltura, mentre per i datteri l'Egitto si colloca al primo posto nel mondo insieme con l'Arabia Saudita. 
Tra i cereali prevale il mais, seguito da frumento, riso, miglio. Patate, pomodori, cipolle, fagioli, fave, cavoli sono prodotti di largo consumo, ma sono in parte anche esportati. 
L'allevamento è poco sviluppato, se si eccettuano gli animali da cortile. Ovini e caprini sfruttano i terreni marginali e poveri della valle del Nilo; per i bovini si ricorre alle colture di foraggio. Scarso rilievo economico ha la pesca, che viene praticata negli stagni e nei laghi del delta; spugne, coralli e madreperla si aggiungono ai prodotti ittici. 
Le risorse minerarie non sono particolarmente importanti, anche se nel 1975 sono stati restituiti all'Egitto i ricchi giacimenti petroliferi del Sinai, passati in mano israeliana nel 1967. 
Oltre al petrolio, l'Egitto dispone di fosfati e sale marino, cui si aggiunge zolfo, amianto, manganese e minerali di ferro. 
La produzione di energia è per metà di origine termica e per metà di origine idrica. 
L'industria ha strutture piuttosto modeste, tuttavia sono stati creati alcuni complessi siderurgici e meccanici, essenzialmente stabilimenti di montaggio di autoveicoli, mentre un notevole impulso è stato dato all'industria chimica, specie dei fertilizzanti azotati. 
La maggiore industria è tuttora quella cotoniera, che oltre a coprire il fabbisogno nazionale, riesce a produrre per l'esportazione; attiva è la produzione della seta e in espansione il settore delle fibre artificiali. 
Gli altri settori principali riguardano la lavorazione dei prodotti agricoli locali (zuccherifici, complessi molitori, pastifici, birrifici, oleifici, conservifici, distillerie di alcool); di qualche rilevanza la manifattura del tabacco, interamente importato. Sono inoltre attivi cementifici, cartiere, fabbriche di pneumatici, di apparecchiature elettriche, oltre naturalmente alle raffinerie di petrolio e ai complessi petrolchimici. 
STORIA ANTICA Sotto il nome di età predinastica si indica il periodo della preistoria delle civiltà egizie antecedenti il 3000 a.C. Gli insediamenti, inizialmente di piccole dimensioni (nomi) tendono sempre più a ingrandirsi e a unificarsi, fino a dare vita a due agglomerati ben distinti: l'Alto Egitto che occupava la zona della valle del Nilo a sud, e il Basso Egitto, che occupava la regione settentrionale del delta del fiume. I documenti giunti fino a noi testimoniano un processo di unificazione, in seguito a una lunga lotta di predominio sull'intera regione che terminò con la vittoria della civiltà della Valle. Narmer (o Mènés, 3200-2778 a. C) fu il primo re che governò su tutta la regione. La data dell'unificazione è ancora molto discussa tra gli storici, e viene fatta risalire attorno al 3060 o più recentemente al 2850. Molte testimonianze di queste civiltà sono giunte intatte fino a noi, come la statuetta della donna egizia che macina il grano, risalente al 3300 a. C. e conservata al museo archeologico di Firenze. 
Nell'anno 2686 viene fatto risalire l'inizio della dinastia menfita, rispettivamente la III e la IV dinastia dei faraoni d'Egitto, coincidente con il periodo di massimo splendore. Delle prime due dinastie che precedettero l'età menfita (dal nome della capitale Menfi), dette dinastie thinite (dalla città di Thinis), si sa ben poco. La monarchia thinita fu al centro di continue guerre con le vicine popolazioni per il predominio della zona (probabilmente contro le popolazioni libiche fino al confine del Sinai). I faraoni governavano come monarchi assoluti, dei quali era riconosciuto il carattere divino. Erano infatti considerati l'identificazione con la divinità Horus. Il trasferimento della capitale a Menfi diede inizio alla dinastia menfita, fondata da Gioser I, sotto il cui regno viene costruita la prima piramide a gradini a Saqqara. La sua dinastia durò solo poco più di cinquant'anni, e la IV dinastia fu iniziata da Snefru attorno al 2500 a. C. circa. La fortuna della nuova dinastia si fondò in parte sulle importanti vittorie militari riportate in Libia, in Nubia e nel Sinai. Sotto i suoi predecessori (Cheope, Chefren e Micerino) l'Egitto conobbe un periodo di immensa fortuna, simboleggiato dalle piramidi perfette di Giza e Dahshur. Durante la V e la VI dinastia il potere dei faraoni diminuì notevolmente, a favore dei sacerdoti, e ciò fece da preludio a un periodo di anarchia, di lotte sociali molto accese e di invasioni da parte dei vicini beduini. 
Dalla settima alla decima dinastia con il periodo intermedio si ha una fase (2260-2160 a. C.) di torbidi politici e sociali. Il re Mentuhotpe II riuscì a riunificare il territorio egiziano, dando inizio a quello che gli storici identificano come Regno Medio. Sotto la sua dinastia (l'undicesima) l'Egitto inizia un altro periodo di espansionismo, indirizzato verso sud in Nubia, nell'Etiopia e in Sudan. Oltre all'occupazione delle terre vicine, i faraoni egiziani dovettero affrontare il pericolo delle invasioni nella zona orientale del Delta. Per difendersi dai beduini furono fatte erigere opere murarie di fortificazione e difesa. L'occupazione di nuove terre diede un notevole impulso agli scambi commerciali, specie di avorio e oro. Era praticato anche il traffico di schiavi dalle regioni più interne dell'Africa. La flotta egiziana solcò le rotte per tutto il Mediterraneo, entrando in contatto con le civiltà di Creta, Cipro e della Cilicia. Al rifiorire del commercio corrispose un periodo fortunato per quanto riguarda l'arte: si fa risalire a questo periodo la nascita della letteratura, con poemi religiosi, poesie e favole popolari. 
Con l'undicesima e dodicesima dinastia (2160-1785 a. C.) si ha il medio impero o primo impero tebano. L'Egitto conquista la Siria e la Nubia. Dalla tredicesima alla diciassettesima dinastia (1770-1580 a. C.) nel secondo periodo intermedio si ha l'invasione degli hyksos venuti dall'Asia. Il periodo dalla diciottesima alla ventesima dinastia è contraddistinto dal nuovo impero o secondo impero tebano (1580-1085 a. C.). L'Egitto è una delle grandi potenze dell'Oriente. Regnano in questo periodo Tutmosi III, Amenofi IV l'eretico, divenuto Akhénaton, e Ramsete II. 
Nel 1085 a. C. si ha la fine dell'unità egiziana e dinastie straniere o nazionali si alternano al potere (dalla ventunesima alla ventiseiesima dinastia). Il paese subisce l'invasione da parte degli Assiri.
STORIA MODERNA
Nel 525 a. C. il persiano Cambise conquista l'Egitto. In questo periodo si succedono re persiani e indigeni (dalla ventisettesima alla trentesima dinastia). Nel 332 a. C. l'Egitto viene conquistato da Alessandro Magno, al quale succedono i Lagidi o Tolomei, dinastia greca. 
Nel 30 a. C. l'Egitto passa sotto la dominazione romana e si diffonde il cristianesimo. Fra il 395 e il 639 è nell'ambito dell'impero bizantino. La chiesa egiziana diventa la chiesa copta. 
Nel 642 le truppe di Amr conquistano il paese e, integrato nell'impero musulmano degli Omayyadi e poi degli Abbasidi, l'Egitto viene islamizzato (642-868): i copti rappresentano solo un quarto della popolazione nel 750. Fra l'868 e il 905 i Tulunidi, affrancati dalla tutela degli Abbasidi, governano il paese, sostituiti nel 969 dai Fatimidi, dinastia di sciiti ismailiti, che fondano Il Cairo e l'università di al-Azhar (973). Nel 1171 prende il potere Saladin e la dinastia ayyubide, che egli ha fondato, s'impadronisce di gran parte degli stati latini del Levante e restaura il sunnismo. Fra il 1250 e il 1517 la casta militare dei mamelucchi domina il paese e vi sviluppa un'amministrazione efficace. Con loro (fino al 1805) l'Egitto è una provincia ottomana governata da un pascià, nominato ogni anno. Successivamente viene occupata dalle truppe francesi comandate da Bonaparte (1798-1801). 
Méhémét Ali, che si è dichiarato pascià a vita, massacra i mamelucchi (1811), modernizza il paese e conquista il Sudan (1821). Nel 1867 Ismail Pascià ottiene il titolo di khédivé (viceré) e nel 1869 viene inaugurato il canale di Suez; l'Egitto, non potendo più assicurare il pagamento dei debiti contratti, deve accettare che i posti chiave del governo siano occupati da francesi e inglesi, e successivamente solo da questi ultimi. Nel 1882 l'insurrezione nazionalista di Urabi Pascià viene repressa e nel 1898 gli inglesi stabiliscono il condominio anglo-egiziano sul Sudan dopo la rivolta mahdista. Nel 1914, mettendo fine alla sovranità ottomana, il protettorato britannico sostituisce il regime di assistenza al khédivé; esso viene soppresso nel 1922. Sotto il regno di Fuad I, il partito nazionalista Wafd, presieduto da Sad Zaghlul e poi da Nahhas Pascià a partire dal 1927, lotta per ottenere l'indipendenza effettiva. Nel 1936 il trattato anglo-egiziano conferma l'indipendenza dell'Egitto, che accetta la dislocazione di truppe britanniche sul proprio territorio. Sotto Farouk I, i Fratelli musulmani radicalizzano il movimento nazionalista, che si rafforza ulteriormente dopo la disfatta inflitta alle armate arabe da Israele (1948-1849). 
Nel 1952 gli ufficiali liberi, guidati da Néguib e Nasser prendono il potere e un anno dopo viene proclamata la Repubblica. Nel 1954 Nasser diventa l'unico padrone del paese, ottiene dai sovietici i finanziamenti per la diga di Assuan e nazionalizza il canale di Suez; questo provoca un conflitto con Israele e l'intervento militare franco-britannico. L'Egitto e la Siria (1958-1961) formano la Repubblica araba unita presieduta da Nasser. Nel 1967 l'Egitto viene sconfitto nella guerra dei sei giorni e nel 1970 Sadat succede a Nasser. Nel 1973 la guerra del Kippur si conclude in modo vantaggioso per l'Egitto. Nel 1979 a Washington, viene firmato il trattato di pace con Israele, secondo gli accordi di Camp David. Nel 1981 Sadat viene assassinato da estremisti islamici e H. Mubarak diventa presidente della Repubblica; un anno dopo l'Egitto recupera il Sinai. Messo al bando dal mondo arabo, dopo la firma del trattato di pace con Israele, l'Egitto vi si riavvicina a partire dal 1983-1984. Sotto le pressioni dei fondamentalisti musulmani, si procede a una certa islamizzazione delle leggi, della Costituzione e dell'istruzione. Nel 1991, durante la guerra del Golfo, l'Egitto partecipa alla forza multinazionale. Dopo il 1993 il governo esercita una severa repressione contro gli integralisti islamici, che moltiplicano gli attentati. 
Abitanti-59.200.000 
Superficie-1.001.449 km2 
Densità-59 ab./km2 
Capitale-Il Cairo 
Governo-Repubblica presidenziale 
Moneta-Lira egiziana 
Lingua-Arabo 
Religione-Musulmana sunnita, cristiana copta 

\Egìtto (mitologia) Personaggio mitologico, fratello di Danao. I suoi cinquanta figli sposarono le cinquanta figlie del fratello. 

\egittologìa, sf. Scienza che studia la civiltà dell'antico Egitto. 

\egittòlogo, agg. (f.-a; pl. m.-gi) Studioso di egittologia. 

\egizìaco, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'antico Egitto con particolare riferimento ai giorni e alle opere nefaste il cui elenco era stato compilato dagli astrologi d'Egitto. 

\egiziàno, agg. Dell'Egitto antico o moderno. 
 X   agg. Egyptian. 

\egìzio, agg. Dell'antico Egitto. 

\eglefìno, sm. Nome comune del Melanogrammus aeglefinus; pesce gadiforme presente lungo le coste nordatlantiche; simile al merluzzo, ma più piccolo, presenta una grossa macchia sopra le pinne pettorali. Appartiene alla famiglia dei Gadidi. 

\égli, pron. pers. m. sing. (f. ella; pl. essi) Si riferisce solo a persona e si può impiegare solo in funzione di soggetto. egli Ŕ la persona che sto cercando; egli stesso mi incitava ad andare avanti
 X   pron. he. 
 @   lat. volg. illi, da ille

\ègloga, sf. Componimento poetico di tema pastorale, principalmente scritto in forma dialogica. 

\Egloghe Opera di poesia di Dante Alighieri (1319-1320). 

\Egmont (geografia) Vulcano (2.518 m) spento della Nuova Zelanda, nell'Isola del Nord. 

\Egmont (letteratura) Dramma di J. W. Goethe (1798). 

\Égna (in ted. Neumarkt) Comune in provincia di Bolzano (4.013 ab., CAP 39044, TEL. 0471). 

\ègo, sm. invar. 1 In psicanalisi rappresenta l'io. 2 L'uomo cosciente di se stesso e del mondo. 

\egocentricaménte, avv. In modo egocentrico. 

\egocentricità, sf. Egocentrismo. 

\egocèntrico, agg. e sm. (pl. m.-ci) Che o chi si considera al centro del mondo. ~ individualista. <> altruista. 

\egocentrìsmo, sm. L'essere egocentrico. ~ egotismo. 

\Egoceràtidi Famiglia di Ammoniti cui appartiene l'Aegoceras

\egoìsmo, sm. Grandissimo amore di sé e del proprio comodo. ~ individualismo. <> generosità. 
 X   sm. egoism, selfishness. 
 @   lat. egoismus. 

\egoìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi pecca di egoismo. ~ egocentrico, individualista. <> altruista. 
 X   sm. e sf. egoist, selfish person. 

\Egoista, L' Romanzo di G. Meredith (1879). 

\egoisticaménte, avv. In modo egoistico. 

\egoìstico, agg. (pl. m.-ci) Di o da egoista. 
 X   agg. egoistic(al). 

\egolalìa, sf. Il parlare continuamente di sé. 

\Egotelìdi Famiglia di Uccelli Caprimulgiformi con un unico genere, l'Aegotheles, cui appartiene il caprimulgo gufo. 

\egotìsmo, sm. Atteggiamento intellettualistico caratterizzato da una compiaciuta analisi del proprio io. ~ egoismo, egocentrismo. <> altruismo. 

\egotìsta, agg. e sm. Che o chi segue l'egotismo. 

\Egoyan, Atom (1960-) Regista cinematografico canadese. Di origine armena, diresse Black Comedy (1987), Mondo virtuale (1989) ed Exotica (1994). 

\egregiaménte, avv. In modo egregio. ~ ottimamente. 

\egrègio, agg. Non comune, eccellente. ~ straordinario. <> comune. 
 X   agg. distinguished. 

\egressìvo, agg. Si dice di suono la cui articolazione comporta emissione d'aria. <> ingressivo. 

\egrétta, sf. Genere di Uccelli Ciconiiformi della famiglia degli Ardeidi. Gli adulti presentano due lunghissime piume affilate dietro la nuca. Vive in Europa meridionale, in Africa, in Asia e la si trova frequentemente in Sicilia e Sardegna. 

\Ègri, Susànna (Budapest 1926-) Coreografa, ballerina e maestra di ballo italiana. 

\Egridir Lago (486 km2) della Turchia, nella provincia di Isparta. 

\ègro, agg. Malato. ~ infermo. 

\eguagliàre e deriv. => uguagliare e deriv. 

\eguàle e derivati => uguale e derivati 

\egualitàrio, agg. Ispirato all'egualitarismo. 

\egualitarìsmo, sm. Aspirazione politica a realizzare l'uguaglianza economica e sociale. 

\èh, inter. Espressione di meraviglia, rincrescimento o rassegnazione. 

\EHF Sigla di Extremely High Frequency (frequenza estremamente elevata). 

\èhi, inter. Espressione che si usa per richiamare una persona o per richiamarne l'attenzione. 

\Ehime Prefettura (1.511.000 ab.) del Giappone, capoluogo Matsuyama. 

\èhm, inter. Esclamazione di reticenza o di dubbio. 

\Ehrenfels, Christian von (Rodaun 1859-Lichtenau 1932) Psicologo austriaco. Fu tra i precursori della psicologia della forma con la sua opera Sulle qualitÓ formali (1890). 

\Ehrenfest, Paul (Vienna 1880-Amsterdam 1933) Fisico olandese. Di origine austriaca, compì studi che diedero importanti contributi alla meccanica statistica e quantistica. 

\Ehrlich, Paul (Strehlen 1854-Bad Homburg 1915) Patologo tedesco. Studiò intensamente la batteriologia in collaborazione con R. Koch; scoprì l'azione antisifilitica di composti arsenorganici avviando la chemioterapia. Nel 1908 fu insignito del premio Nobel con I. I. Mecnikov. 

\éi, pron. pers. m. Egli (poetico). 

\EI (sigla) Sigla di Esercito Italiano. 

\eia, inter. Esclamazione che esprime meraviglia o gioia. 

\eiaculàre, v. intr. Emettere il liquido seminale. ~ godere. 

\eiaculatóre, agg. È detto canale o condotto eiaculatore ognuno dei due condotti che vanno dai dotti deferenti alla porzione prostatica dell'uretra. 

\eiaculatòrio, agg. Relativo all'eiaculazione dello sperma. 

\eiaculazióne, sf. Emissione, attraverso l'uretra, mediante spasmi involontari, di sperma (liquido seminale) dal pene durante l'orgasmo maschile.
 X   sf. ejaculation.

\Eichendorff, Joseph Karl von (Castello di Lubowitz 1788-Neisse 1857) Romanziere. Tra le opere La vita di un buonanulla (1826). 

\Eichmann, Adolf (Solingen 1906-Ramla 1966) Militare tedesco. Colonnello delle SS, fu tra i principali responsabili degli stermini antisemiti della seconda guerra mondiale. Nel 1961 venne catturato in Argentina da agenti israeliani e in seguito processato e giustiziato. 

\eidophore, sm. invar. Procedimento che consente la proiezione di un'immagine televisiva su uno schermo. 

\Eiermann, Egon (Neuendorf 1904-Baden-Baden 1970) Architetto tedesco. Tra le opere la fabbrica di fazzoletti a Blumberg (1951) e i grandi magazzini Horten a Heidelberg (1961). 

\eiettàbile, agg. Che si può proiettare fuori. 

\eiettocompressóre, sm. Eiettore che ha la funzione di fare il vuoto nell'evaporatore di un impianto frigorifero a eiezione. 

\eiettóre, sm. Dispositivo che produce l'evacuazione di un fluido da un ambiente. 

\eiezióne, sf. Espulsione rapida e violenta. 

\Eiffel, Gustave Alexandre (Digione 1832-Parigi 1923) Ingegnere francese specializzato nella costruzione di grandi opere in ferro. Ingegno innovatore, progettò le travi reticolari metalliche, ottenute da profilati standard di piccolo ingombro, per ottenere la massima resistenza con il minimo peso; perfezionò l'attacco dei pezzi metallici utilizzando la bullonatura ottenuta annegando le madreviti nella ghisa al momento della colata. La società Eiffel realizzò opere importanti come il viadotto sul fiume Duero (1877) e quello sulla Truyère (1880-1884). Dal 1887 al 1889 realizzò a Parigi, in occasione dell'esposizione universale, la torre omonima alta 300 m. La torre avrebbe dovuto essere smontata al termine dell'esposizione universale, ma per gli indubbi meriti architettonici e la forma originale ha finito per diventare simbolo riconosciuto della Parigi moderna. 

\Eigen, Manfred (Bochum 1927-) Chimico e fisico tedesco. Nel 1967 fu insignito del premio Nobel con G. Porter e R. G. W. Norrish. 

\Eiger Vetta (3.970 m) della Svizzera, nelle Alpi Bernesi. 

\Eijkman, Christiaan (Nijkerk 1858-Utrecht 1930) Medico olandese. Si occupò prevalentemente dello studio della fisiopatologia tropicale e nel 1929 fu insignito del premio Nobel con F. G. Hopkins. 

\Einàudi, Giùlio (Torino 1912-Roma 1999) Figlio di Luigi, editore. Fu fondatore nel 1933 dell'omonima casa editrice, attorno alla quale si strinsero molti nomi importanti del panorama culturale italiano, come Bobbio, Pavese, Ginzburg e Mila. Dopo le prime riviste, come La Riforma sociale, La cultura e La rassegna musicale, avviò i Saggi, i Narratori stranieri tradotti e la rivista di Vittorini Il Politecnico. Lo stesso Pavese suggerì la nascita della collana Collezione di studi religiosi, etnologici e psicologici. In seguito la casa editrice si trasformò in società per azioni con nuove collane. Giulio Einaudi ha scritto le memorie della sua vita in Frammenti di memoria (1988) e l'autobiografia Colloquio con Giulio Einaudi nel 1991. 

\Einàudi, Luìgi (Carrù 1874-Roma 1961) Economista e uomo politico. Fu professore di scienza delle finanze all'università di Torino e all'università Bocconi di Milano. Senatore dal 1919, si impegnò in una strenua lotta per ottenere la riforma tributaria, avversò il fascismo e dovette emigrare in Svizzera nel 1943. Dopo la liberazione fu governatore della Banca d'Italia, deputato dell'assemblea costituente e ministro del bilancio con A. De Gasperi. La sua politica fu caratterizzata dal tentativo di fermare la spirale inflazionistica del dopoguerra, per conseguire quel risanamento finanziario e monetario necessario alla ripresa economica del paese. Dal 1948 al 1955 fu infine presidente della repubblica. Tra le sue opere principali, La terra e l'imposta (1924), Lezioni di politica sociale (1949), Il buon governo (1954), Prediche inutili (1959). 

\Eindhoven Città (191.000 ab.) dei Paesi Bassi, nel Brabante settentrionale. Nodo ferroviario e centro di industrie tessili, meccaniche, chimiche e del tabacco. Sede di un'università e di un museo d'arte moderna. 

\Einhorn, Max (Grodno 1862-New York 1953) Medico statunitense di origine russa. Si occupò delle malattie dell'apparato digerente, adottando tecniche innovative di indagine, come il sondino di Einhorn. 

\Einstein on the beach Opera in quattro atti e cinque intermezzi di Ph. Glass e B. Wilson, testo di C. Knowels, L. Childs e S. Johnson (Avignone, 1976). 

\Einstein, Albert (Ulm 1879-Princeton 1955) Fisico tedesco. Albert Einstein nacque il 14 marzo 1879, presso la città tedesca di Ulm nel Württemberg. Il padre possedeva una piccola industria elettromeccanica, non molto prospera. L'anno dopo la nascita di Albert la famiglia tentò di migliorare la propria situazione economica trasferendosi a Monaco, ma anche qui gli affari del padre non ebbero fortuna. Nel 1889 Albert si iscrisse al Luitpol Gymnasium di Monaco. Nel 1994 la famiglia Einstein si trasferì in Italia, a Milano. Albert (in questo periodo sedicenne) decise di rimanere a Monaco per terminare il ginnasio. Non fu mai uno scolaro particolarmente diligente; in famiglia era considerato un po' ritardato, avendo iniziato a parlare solo a tre anni. A scuola non manifestò particolari doti di apprendimento e sin dalle prime classi si mostrò intollerante alla disciplina. L'unica cosa che lo interessava e alla quale si dedicò con passione fu lo studio del violino. Questa passione lo accompagnò per tutta la vita. Sei mesi dopo la partenza dei genitori Albert decise di interrompere il ginnasio, dove si era rivelato debole nelle materie letterarie ma assai bravo in matematica, e raggiunse i propri genitori in Italia. In questo periodo decise di abbandonare anche la cittadinanza tedesca e qualsiasi credo religioso. Nel 1896 si trasferì in Svizzera e diede l'esame di ammissione al Politecnico di Zurigo, ma non riuscì a superarlo per la sua impreparazione in qualsiasi materia tranne la matematica. Il preside del Politecnico capì le straordinarie doti di questo giovane e gli consigliò di frequentare un corso preparatorio alla scuola cantonale di Aarau che lo avrebbe dispensato da un nuovo esame di ammissione. In questo modo Einstein poté iscriversi al Politecnico. In questi anni studiò e si guadagnò da vivere impartendo lezioni ad altri studenti. Nel 1901 divenne cittadino svizzero. Nello stesso anno conobbe una giovane studentessa, Mileva Maritsch, e decise di sposarla. Accettò quindi un impiego modesto ma sicuro all'Ufficio Brevetti di Berna. Il suo compito era quello di riassumere la caratteristiche delle invenzioni depositate per proteggerle legalmente. Accanto a questa occupazione Einstein ne svolse un'altra molto più impegnativa che lo accompagnò per tutta la vita: quella di pensare. Egli riusciva ad astrarsi qualsiasi cosa stesse facendo o qualsiasi cosa stesse accadendo, come rapito da nuove intuizioni. Con la stessa rapidità con cui si era astratto, tornava improvvisamente alla realtà. Nel giugno del 1905 Einstein pubblicò, sulla rivista tedesca specializzata Annalen der Physik, tre articoli sui suoi studi sulla teoria dei quanti, sui moti browniani e sulla teoria della relatività ristretta. Pur essendo tutti e tre gli articoli di grande importanza, fu soprattutto il terzo, Sull'elettrodinamica dei corpi in movimento, a scuotere il mondo scientifico. Esso rappresenta il vero e proprio atto di nascita della teoria della relatività. Dopo tali pubblicazioni la fama di questo giovane impiegato si diffuse rapidamente e nello stesso anno Einstein divenne libero docente (privatdozen) all'università di Berna; nel 1909 lasciò l'Ufficio Brevetti perché nominato professore straordinario dell'Università di Zurigo. Infine nel 1910 per decreto dell'Imperatore d'Austria, Francesco Giuseppe, venne nominato professore di fisica teorica all'Università tedesca di Praga. 
Nell'impero austro-ungarico il regolamento dei pubblici impieghi obbligava a dichiarare la religione praticata. Nonostante nell'ambiente universitario di Praga Einstein avesse già avvertito l'esistenza di una mentalità antisemita e nonostante molti gli consigliassero di approfittare di questa occasione per ribadire il proprio abbandono dell'ebraismo, egli si dichiarò di religione mosaica, compiendo così una specifica presa di posizione. Allontanatosi dalla religione, tornò così al giudaismo per ragioni umane, per affermare la propria libertà di fronte all'intolleranza antisemita. Pur essendo ateo, non smise mai di parlare di religione e di religiosità. La sensazione di mistero, la certezza che ciò che è impenetrabile esiste realmente e si manifesta attraverso la più alta saggezza e la più grande bellezza, fu l'oggetto della sua religiosità. Per Einstein la religione è il sentimento mistico delle leggi dell'universo, la certezza dell'esistenza di una realtà fuori di noi e della capacità della ragione di avvicinarsi a essa. La sua religiosità può essere ben rappresentata da due suoi aforismi che amava ripetere: "Dio non gioca a dadi" a significare la fiducia nella possibilità di scoprire le leggi attraverso le quali costituire un'immagine razionale del mondo reale e "Dio è complicato, ma non è cattivo", cioè sarà sempre impossibile capirne la natura. 
Nel 1912 i conflitti religiosi e nazionalisti diffusi nell'ambiente praghese convinsero Einstein a dimettersi e a tornare al Politecnico di Zurigo come professore di fisica teorica. L'anno successivo i due illustri fisici tedeschi Max Planck e Walter Nernst, per incarico dell'imperatore Guglielmo II, gli proposero la direzione dell'organismo di ricerche per la fisica teorica in Germania. Einstein accettò a condizione di non dover assumere nuovamente la cittadinanza tedesca. Accettando l'incarico venne anche nominato membro dell'Accademia delle Scienze di Prussia e professore dell'Università di Berlino. Einstein resterà a Berlino per diciassette anni. Il 28 luglio 1914 allo scoppio della prima guerra mondiale Einstein dichiarò di vergognarsi di appartenere a questa "putrida" razza umana. Nel 1916 sposò in seconde nozze la cugina Elsa. Nello stesso anno, dieci anni dopo aver formulato la teoria della relatività ristretta, sentì la necessità di risolvere un problema lasciato in sospeso: quello relativo alla possibilità che due corpi possano non avere moto uniforme. In questo modo formulò la teoria generale della relatività e pubblicò due lavori: Die Grundlage der allgemeinen Relativitńtstheorie (I fondamenti della teoria della relativitÓ generale) e Hamiltonsches Prinzip und allgemeine Relativitńtstheorie (Il principio di Hamilton e la teoria della relativitÓ generale). Nel 1917 descrisse il suo modello di "universo cilindrico" e pubblicò Kosmologische Betrachtung zur allgemeinen Relativitńtstheorie (Considerazioni cosmologiche sulla teoria della relativitÓ generale). A riprova della sua teoria generale della relatività Einstein aveva parlato della deflessione dei raggi luminosi che secondo lui avrebbe dovuto verificarsi in prossimità della superficie solare. Queste previsioni si sarebbero potute verificare solo nel caso di un'eclisse totale di sole. Nel 1919 si presentò questa occasione e l'astronomo Eddington con un gruppo di scienziati inglesi si recò in Africa, dove l'eclisse sarebbe stata totale, e constatò che i risultati delle osservazioni confermavano completamente la teoria di Einstein. Alla notizia il fisico teorico sorrise quasi imbarazzato; si sarebbe sorpreso solo se i risultati fossero stati negativi. Per i suoi studi sulla relatività, ristretta e generale, Einstein utilizzò non la geometria classica, cioè quella euclidea, ma una geometria non euclidea, la geometria quadrimensionale di Riemann. In questi anni numerosi viaggi lo portarono all'estero e la sua fama si diffuse anche al di fuori degli ambienti scientifici. Nel 1921 durante un viaggio in America New York lo accolse come un capo di stato, a Hollywood gli chiesero un suo vecchio paio di scarpe per esporlo nel museo e a Manhattan un pastore che stava costruendo un'imponente cattedrale, sulla cui facciata avrebbe posto le statue di tutti i grandi uomini che avevano onorato l'umanità, aggiunse anche quella di Einstein. Tutta questa popolarità e interesse verso la sua persona vennero però avvertiti spesso da Einstein come oppressivi. Nel 1921 vinse il Premio Nobel per la fisica, con la sua teoria sull'effetto fotoelettrico. Einstein fu il prototipo dello scienziato teorico. Egli si indirizzò verso la ricerca di leggi elementari, semplici, in grado di collegare tra loro i dati dell'esperienza, ma non si curò mai di cercare prove sperimentali; quando queste giunsero, ne fu semplicemente compiaciuto. L'opera di Einstein comportò una forma di geometrizzazione di una vasta parte della fisica: il tempo venne introdotto come quarto elemento accanto alle tre coordinate spaziali. Ma fino a quel momento i suoi studi non comprendevano le forze elettriche e magnetiche; egli iniziò quindi a dedicare le proprie energie allo studio del campo elettromagnetico, lavorando alla sua "teoria unificata dei campi" che avrebbe dovuto unificare, su base geometrica, il campo elettromagnetico e quello gravitazionale. Lo scienziato si dedicò per oltre quarant'anni a questi studi, diventando però sempre più chiuso e riluttante a parlare dei suoi progetti che a molti sembravano essere diventati un'inutile ossessione. Pur con questo atteggiamento Einstein non fu uno scienziato completamente immerso nei propri studi e astratto dalla realtà. Egli ebbe modo di affermare: "La preoccupazione dell'uomo e del suo destino deve sempre costituire l'interesse principale di tutti gli sforzi tecnici. Non dimenticatelo mai, in mezzo ai vostri diagrammi e alle vostre equazioni". I suoi interventi e i suoi atti politici furono sempre decisi e intransigenti, il suo odio per la violenza e l'intolleranza sempre ben manifesto. Quando, di ritorno da un periodo di studio trascorso in California, apprese dell'avvento di Hitler e delle persecuzioni razziali, decise di non mettere più piede in Germania. Nell'autunno del 1933 si imbarcò definitivamente per l'America, accettando l'invito dell'Istituto di Studi Superiori di Princeton e scegliendo come dimora la tranquilla cittadina di New Jersey. Nel 1934 scrisse The World as I see it (Come io vedo il mondo) e nel 1938 scrisse in collaborazione con Leopold Infeld The Evolution of Physics: The Growth of Ideas from Early Concepts to Relativity and Quanta (L'evoluzione della fisica). Nello stesso anno gli scienziati tedeschi Otto Hahn e Fritz Strassmann scoprirono la scissione nucleare. Il 2 agosto 1939 Einstein firmò una lettera per il presidente degli Stati Uniti Franklin Delano Roosevelt in cui chiedeva al governo americano di interessarsi alle ricerche nucleari per prevenire l'eventuale costruzione di una bomba atomica da parte di Hitler. Il 3 settembre scoppiò la seconda guerra mondiale. Qualche mese dopo venne convocato un comitato per l'inizio di questi studi. Per tutta la vita Einstein si pentirà amaramente di aver firmato questa lettera e di aver quindi indirettamente contribuito a premere il pulsante che avrebbe fatto cadere la bomba atomica su Hiroshima. Einstein si dichiarò sempre pacifista per istinto, non per ideologia o teoria intellettuale ma per una profonda avversione per ogni specie di crudeltà e di odio. Il 2 dicembre 1942 allo stadio universitario Stagg Field di Chicago Enrico Fermi portò a termine la prima reazione nucleare a catena prolungata: in accordo con la formula di Einstein la massa si trasformò in energia. Il 15 aprile 1945 Einstein rinunciò alla sua carica di professore all'Istituto di Studi Superiori di Princeton e si ritirò a vita privata. Il 16 luglio nel deserto di Alamogordo nel Nuovo Messico venne fatta esplodere la prima bomba atomica sperimentale e il 6 agosto la prima bomba atomica non sperimentale distrusse Hiroshima. Nel gennaio del 1950 il presidente Truman autorizzò la costruzione della bomba H. Il 13 febbraio Einstein pronunciò alla televisione un discorso duro e senza remore contenente un appello contro i pericoli della corsa al riarmo. Nel 1955 firmò una dichiarazione di nove scienziati, nella quale si dichiarava che il mondo sarebbe stato annientato se la guerra non fosse stata abolita in un prossimo futuro. Pochi giorni dopo, il 18 aprile, alle sette e quindici del mattino, Albert Einstein morì all'ospedale di Princeton. Non si seppero mai le sue ultime parole in quanto l'infermiera che lo vegliava non conosceva il tedesco. 

\einsteiniàno, agg. Che si riferisce alle teorie di Einstein. 

\einsteinio, sm. Elemento transuranico avente peso atomico 252, numero atomico 99 e simbolo Es. Insieme ad attinio, torio, protoattinio, uranio, nettunio, plutonio, americio, curio, berkelio, californio, fermio, mendelevio, nobelio e laurenzio, l'einsteinio appartiene al gruppo degli attinidi. Inesistente in natura, è un isotopo prodotto nel corso delle esplosioni termonucleari oppure, in quantità infinitesimali, nei reattori nucleari per effetto del bombardamento prolungato del plutonio. 

\Einthoven, Willem (Samarang 1860-Leida 1927) Fisiologo olandese. Nel 1924 fu insignito del premio Nobel per la creazione dell'elettrocardiografo. 

\Eire => "Irlanda" 

\Eisenhower, Dwight David (Denison 1890-Washington 1969) Militare e politico statunitense, comandante supremo delle forze americane diresse, durante la seconda guerra mondiale, le più importanti operazioni belliche. Dallo sbarco in Marocco e Algeria nel 1942 allo sbarco in Sicilia nel 1943. Organizzò e guidò lo sbarco in Normandia come comandante di tutte le forze alleate. Candidato dal partito repubblicano fu eletto presidente degli Stati Uniti nel 1953 e rieletto nel 1956. La crisi cubana caratterizzò l'ultimo periodo del suo mandato presidenziale. 

\Eisenstaedt, Alfred (Dirschau 1898-Martha's Vineyard 1995) Fotografo tedesco. Nel 1935 emigrò negli USA dove lavorò per Life. Scattò 3.500 famose immagini della guerra d'Abissinia. 

\Eisenstein, Ferdinand Gotthold Max (Berlino 1823-1852) Matematico tedesco. Insegnò a Berlino e si occupò di ricerche sulla teoria dei numeri. 

\Eisner, Kurt (Berlino 1867-Monaco 1919) Politico tedesco. Di ideologia social-democratica, dal 1918 fu presidente del consiglio della repubblica democratica e sociale di Baviera di modello sovietico. Morì ucciso da un nazionalista. 

\Eitoku, Kano (Yamashiro 1543-Kyoto 1590) Pittore giapponese. Tra le opere Paravento con immagini di leoni cinesi (Tokyo, Collezioni imperiali). 

\Ejzenstein, Sergej Michajlovic (Riga 1898-Mosca 1948) Regista e teorico del cinema sovietico realizzò opere cinematografiche di notevole potenza narrativa con inquadrature di forte emotività evidenziate da una tecnica di montaggio innovativa, come Sciopero (1924), La corazzata PotŰmkin (1925), Ottobre (1927), Aleksandr Nevskij (1938), Ivan il Terribile (1943-1944), La congiura dei Boiardi (1944-1945). Incompiuto restò Que viva Mexico! del 1931. 

\Ek, Mats (Stoccolma 1945-) Ballerino e coreografo svedese. Fu allievo di M. Cunningham. 

\Ekibastuz Città (139.000 ab.) del Kazakistan, nella provincia di Pavlodar. 

\El Al Israel Airlines Compagnia aerea israeliana che svolge regolari servizi di collegamento tra Tel Aviv e le principali città europee, degli USA, del Canada. Fu fondata nel 1948. 

\El barchett de Boffalora Commedia di C. Arrighi (1870). 

\El Oro Provincia (413.000 ab.) dell'Ecuador, capoluogo Machala. 

\El Paraíso Dipartimento (277.000 ab.) dell'Honduras, capoluogo Yuscar´n. 

\El Paso Città (515.000 ab.) degli USA, nello stato del Texas, sul fiume Rio Grande. Centro commerciale, industriale e importante nodo ferroviario e stradale. Le risorse economiche sono rappresentate dalle raffinerie di petrolio e dalle industrie alimentari, tessili, metalmeccaniche e dei materiali da costruzione. L'agricoltura produce cotone, frutta, verdura ed è sviluppato l'allevamento bovino. Sede di un aeroporto, di un'università e di due musei che raccolgono antichi reperti delle tribù di pellerossa della regione. 

\El Salvador Repubblica dell'America centrale, confina a est e a nord-est con l'Honduras, a nord-ovest con il Guatemala e si affaccia a sud all'oceano Pacifico. 
El Salvador occupa una sezione del versante Pacifico dell'America centrale, compresa tra il Rio Paz e il golfo di Fonseca. Il suo territorio è occupato in prevalenza da un vasto altopiano centrale che va dai 1.000 ai 1.500 m di altitudine, percorso da due catene vulcaniche, dove le cime più alte si hanno nei crateri più giovani di Santa Ana (2.385 m) e San Miguel (2.130 m), oltre a San Vincente (2.178 m) e San Salvador (1.950 m). 
La rete idrografica comprende numerosi piccoli fiumi; il solo praticamente utilizzabile per la navigazione leggera è anche il più lungo, il Rio Lempa, che nasce nel Guatemala, tocca l'Honduras, quindi sfocia nel Pacifico. Alcuni laghi, come l'Ilopango, occupano i crateri spenti nelle catene vulcaniche. 
Il clima è tropicale e moderato dai venti dal Pacifico e dagli alisei, con precipitazioni attorno i 1.500 mm all'anno, e temperature elevate, più miti nelle zone interne. 
La capitale è San Salvador, posta sull'altopiano (657 m) alle pendici del vulcano omonimo. Città centro di comunicazione per la rete stradale, ferroviaria e aerea. Altre città sono Santa Ana e San Miguel. 
L'economia si fonda sull'agricoltura: El Salvador è, insieme al Guatemala, il massimo produttore di caffè dell'America centrale. Rilevante le produzioni del cotone, della canna da zucchero, del sesamo e del tabacco, che danno origine al settore industriale connesso (zuccherifici, birrerie, fabbriche alimentari). Presente anche una piccola percentuale di industrie tessili, chimiche e calzaturiere. 
STORIA Conquistata dalla Spagna nel XVI sec., la regione è annessa alla Capitaneria generale del Guatemala. Nel 1822, dopo la proclamazione dell'indipendenza (1821), il paese è aggregato al Messico. Negli anni dal 1823-1824 al 1838 esso è una delle Provincie Unite dell'America centrale. Nel 1841 El Salvador diventa una repubblica. Verso la fine del XIX sec., il paese conosce una serie di conflitti tra liberali e conservatori. 
Nel 1931 il generale Maximilano Hern´ndez Martínez impone la propria dittatura che dura fino al 1944. All'inizio degli anni '50, sotto la presidenza del colonnello Oscar Osorio, vengono portate avanti riforme sociali. Dal 1960 al 1980 si succedono al potere i militari. Nel 1969 la guerra del football oppone il Salvador all'Honduras. Nel 1972 i militari impongono il proprio candidato contro quello dell'opposizione, José Napóleon Duarte. Si sviluppano da allora guerriglia e terrorismo. 
Nel 1980 un colpo di stato, porta Duarte alla guida dello stato. Eletto presidente della repubblica nel 1984, egli si sforza di portare avanti un processo di pace nel paese. A partire dal 1987, il Salvador firma con il Costa Rica, il Guatemala, l'Honduras e il Nicaragua accordi tesi a ristabilire la pace nell'America centrale. Nel 1989 viene eletto alla presidenza della repubblica Alfredo Cristiani, candidato dell'estrema destra. Tre anni più tardi, i negoziati tra il governo e la guerriglia sfociano in un accordo di pace che mette fine a undici anni di guerra civile. Nel 1994 viene eletto alla guida dello stato Armando Calderón Sol, dell'estrema destra. 
Abitanti-5.700.000 
Superficie-21.041 km2 
Densità-270,9 ab./km2 
Capitale-San Salvador 
Governo-Repubblica presidenziale 
Moneta-Colón 
Lingua-Spagnolo, parlato il nahua e il maya 
Religione-Cattolica, protestanti 

\elaboràre, v. tr. 1 Preparare una cosa con ogni studio o arte. ~ svolgere. <> improvvisare. stava elaborando un piano di azione comune. 2 Sottoporre a elaborazione. 3 Digerire. il suo stomaco doveva ancora elaborare i cibi introdotti durante il pasto
 X   v. tr. 1 to work out, to elaborate. 2 (inform., dati) to process. 
 @   lat. elaborare, comp. da ex-+ laborare, essere affaticato. 

\elaborataménte, avv. In modo elaborato. 

\elaboratézza, sf. Diligenza e finitezza nello scrivere. 

\elaboràto, agg. e sm. agg. Fatto con grande cura. ~ accurato. <> raffazzonato. 
sm. 1 Ciò che risulta da un'elaborazione. ~ rapporto, relazione. 2 Nel linguaggio scolastico indica il compito scritto. ~ prova. 3 In informatica indica il tabulato. 

\elaboratóre, agg. e sm. agg. (f.-trìce) Che elabora. 
sm. 1 Chi elabora. ~ analista. 2 Organo o strumento che elabora. ~ calcolatore, cervello elettronico, processore. 
 X   sm. computer. 

\elaborazióne, sf. 1 L'elaborare. 2 Elaborato. 3 Definizione e sviluppo di un progetto, idea, opera, attraverso la trasformazione degli elementi che li caratterizzano. 
 X   sf. 1 elaboration. 2 (inform., dati) processing, data processing. 3 (prodotto) manufacture. 
 @   lat. elaboratio,-onis. 
Elaborazione batch 
Tipo di elaborazione dati effettuata senza dialogo tra il programmatore e il calcolatore, in contrapposizione all'elaborazione interattiva. 
Elaborazione dati 
In elettronica il procedimento aritmetico e logico al quale vengono sottoposti i dati introdotti in un'apparecchiatura per ottenere i risultati voluti, nella forma richiesta. 

\Elagàbalo, Màrco Aurelio Antonino détto (Emesa 204-Roma 222) Nel 218 succedette a Macrino come imperatore romano. Sacerdote della divinità solare di Emesa, el Gabar, ne prese il nome e ne impose il culto. Morì assassinato dai pretoriani. 

\Elam Regione dell'odierno Iran, situata lungo il corso del fiume Tigri, sede di una delle più antiche civiltà mediorientali le cui prime testimonianze risalgono al V millennio a. C. Gli elamiti svilupparono una cultura assai simile a quella sumera e babilonese con le quali aveva in comune la lingua scritta in alfabeto cuneiforme. 

\elamìta, agg. e sm. 1 Abitante o nativo dell'antica regione dell'Elam. 2 Discendente di Elam, figlio di Sem. 

\elaphe, sf. invar. Genere di Rettili Ofidi cui appartengono la biscia di Esculapio, la biscia a scale e una ventina di altre specie inoffensive. 

\Elapìdi Famiglia di Rettili Ofidi tra i quali appartengono i generi Naja e Dendroapsis

\Elàra Satellite del pianeta Giove, ha un periodo orbitale di 260 giorni; è all'undicesimo posto per la distanza (11.730.000 km) e al settimo per grandezza (raggio di 40 km). 

\elargìre, v. tr. Distribuire con abbondanza e generosità. ~ donare. 

\elargitóre, agg. e sm. (f.-trice) Che o chi elargisce. 

\elargizióne, sf. L'elargire o l'essere elargito. ~ donazione, dono. 
 X   sf. donation. 

\Elasìpodi Ordine di Oloturoidi abissali dal corpo appiattito. 

\elasticaménte, avv. In modo elastico. 

\elasticità, sf. 1 Capacità di adattarsi a diverse situazioni. ~ flessibilità. <> rigidità. 2 Scioltezza nei movimenti. ~ agilità. 3 Proprietà dei corpi di deformarsi e di riprendere poi la forma originaria quando l'azione della forza cessa. 
 X   sf. 1 (flessibilità) flexibility. 2 elasticity. 
Proprietà dei corpi di deformarsi sotto l'impulso di forze esterne e di riprendere la forma originaria al termine della sollecitazione. Mentre i liquidi e i gas hanno un'elasticità perfetta, per i corpi solidi esiste un limite di elasticità superato il quale essi si deformano permanentemente. Secondo la legge sperimentale di Hooke (1676) (vedi qui   +   il cap. 15), posta alla base della teoria dell'elasticità, la deformazione elastica è proporzionale all'intensità della sollecitazione. 

\elasticizzàre, v. tr. Rendere elastico. 

\elasticizzàto, agg. Si dice di tessuto reso elastico. 
 X   agg. elasticized. 

\elàstico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Dotato di elasticità. ~ malleabile, duttile. <> rigido. 2 Agile nei movimenti. ~ sciolto. 3 Dovuto a elasticità. una deformazione elastica. 4 Non rigido, che dimostra adattabilità. ~ flessibile. aveva una mente elastica, pronta ad afferrare i concetti
sm. 1 Sottile anello di gomma che serve per tener chiusi i pacchi. 2 Nastro o cordone impiegato nell'abbigliamento. gli elastici dei calzini si erano allentati
 X   agg. 1 elastic. 2 (fig.) flexible. sm. 1 elastic. 2 (gommino) rubber band. 
 @   lat. elasticus, dal greco elastik˛s che spinge. 

\elastoplasticità, sf. Proprietà di alcuni corpi di assumere molto rapidamente una deformazione permanente associata a una deformazione elastica. 

\Elatèridi Famiglia di Insetti Coleotteri diversicorni con cranio racchiuso nel protorace. Rimbalzando grazie a un dispositivo particolare riescono a saltare. 

\Elatinàcee Famiglie di piante cosmopolite con due generi e venticinque specie diffuse nei terreni paludosi. 

\elàtivo, agg. Che esprime il più alto grado di qualcosa. ~ assoluto. 

\Elâzig Città (212.000 ab.) della Turchia, capoluogo della provincia omonima. 

\Élba Fiume dell'Europa centrale (1.165 km, bacino 144.000 km2), in gran parte navigabile. Nasce dai monti dei Giganti, nella Repubblica ceca, percorre il bassopiano boemo e dopo la confluenza con la Moldava, entra in Germania. Bagna Dresda e, dopo aver attraversato Amburgo, si getta nel mare del Nord. 

\Élba, ìsola d' La maggiore isola dell'arcipelago toscano, nel mar Tirreno (224 km2, 28.000 ab.), separata dalla costa dal canale di Piombino. Lunga 27 km e larga 18 l'isola, in provincia di Livorno, ha territorio montuoso con coste alte e frastagliate. Campo nell'Elba, Capoliveri, Marciana, Marciana Marina, Portoferraio, Porto Azzurro, Rio Marina e Rio nell'Elba, sono gli otto comuni in cui è suddivisa l'isola. Collegamenti marittimi con Piombino e Livorno. Il clima mite favorisce l'attività turistica. Altre risorse sono l'agricoltura (vite, olivo, frutta) e l'industria estrattiva del ferro. 
Abitata fin dalla preistoria esistono nell'isola tracce di cultura neolitica. Conquistata dai romani che ne fecero una base navale, fu in seguito invasa dai longobardi, pisani e genovesi, dal 1284 al 1309. Possedimento della famiglia Appiani, fece parte del principato di Piombino (1339) e nel 1546 fu venduta da Carlo V a Cosimo I de' Medici. Ceduta dagli spagnoli ai francesi con la pace di Amiens (1802), fu indipendente sotto Napoleone dal 1814 al 1815 e in seguito assegnata al granducato di Toscana e quindi nel 1860 unita al regno d'Italia. 

\Élba-Havel Canale che unisce i fiumi Elba e Havel presso Brandeburgo. 

\Élba-Lubècca Canale della Germania, nello Schleswig-Holstein, che collega il fiume Elba con Lubecca sul mar Baltico. 

\elbàno, agg. e sm. 1 Abitante o nativo dell'isola d'Elba. 2 Relativo all'isola d'Elba. 

\Elbasan Città (83.000 ab.) dell'Albania, nella valle del fiume Shkumbin. Capoluogo del distretto omonimo. 

\Elblag Città (127.000 ab.) della Polonia, capoluogo del voivodato omonimo. 

\Elbrus Il vulcano (5.642 m) spento più elevato della Georgia, nella parte centrale del Caucaso. È costituito da due crateri. Area turistica di soggiorno e dello sport alpino. 

\Elburz Il sistema montuoso più elevato dell'Iran. Vetta più elevata il vulcano Damavand (5.605 m). 

\élce, sm. e sf. Leccio. 

\elcesaìti, o elcasaìti Membri di una setta giudeo cristiana sorta nel II-III sec. sulle sponde del Mar Morto. Credevano nella trasmigrazione delle anime e osservavano la legge mosaica. 

\Elche Città (185.000 ab.) della Spagna, nella provincia di Alicante. 

\El-Djelfa Città (89.000 ab.) dell'Algeria, capoluogo del wilaya Dielfa. 

\eldoràdo, sm. Luogo di abbondanza e di ricchezza. ~ cuccagna, bengodi. 

\Eldorado Film western, americano (1967). Regia di Howard Hawks. Interpreti: John Wayne, Robert Mitchum, James Caan. Titolo originale: El Dorado 

\Elèa Città lucana della Magna Grecia, alla foce del fiume Alento. Fu patria di Parmenide e di Zenone. 
Scuola di Elea 
Scuola filosofica fondata da Senofane di Colofone che ebbe come maggior rappresentante Parmenide. Successivamente vi operò Zenone, celebre per i suoi paradossi. La scuola marcò per prima la differenza fra il mondo dei sensi e quello intelligibile. Da essa trassero spunti sia Platone sia Aristotele. 

\Eleagnàcee Famiglia di piante arbustacee fornite di spine e diffuse in America del Nord e in Eurasia. 

\eleàtico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Della città di Elea. 2 Relativo alla scuola filosofica fiorita in Elea. 
sm. 1 Abitante della città di Elea. 2 Filosofo della scuola di Elea. 

\eleatìsmo, sm. Dottrina dei filosofi della scuola di Elea. 

\Electra Glide Film drammatico, americano (1973). Regia di James William Guercio. Interpreti: Robert Blake, Billy Green Bush, Jeannine Riley. Titolo originale: Electra Glide in Blue 

\elèctron, sm. invar. Lega leggera a base di magnesio utilizzata nelle costruzioni aeronautiche. 

\Elefanta Isola dell'India, nella rada di Bombay. 

\elefànte, sm. 1 Nome di mammifero erbivoro proboscidato della famiglia degli Elefantidi e dell'ordine dei Proboscidati. 2 Persona grossa e pesante. 
 X   sm. elephant, (elefante marino) southern elephant seal. 
Gli elefanti appartengono a due specie distinte, quella africana e quella asiatica. Sono animali longevi che possono arrivare a ottanta-novanta anni di vita; vivono in branchi guidati da un maschio, generalmente vicino a corsi d'acqua. Sono erbivori e sono caratterizzati dagli incisivi inferiori molto allungati (zanne).   +  
Elefante africano (Loxodonta africana
È alto fino a 4 m e pesante fino a 7 t, con orecchie molto sviluppate, pesanti zanne e una lunga proboscide. Mangia 50 kg di cibo al giorno. Raggiunge i cinquant'anni di età. 
Elefante indiano (Elefhas maximus
È più piccolo, con orecchie e zanne meno sviluppate ed è usato per lavori di fatica, dopo essere stato addomesticato. Raggiunge i settant'anni di età. 
Elefante marino (Mirounga leonina
Mammifero pinnipede carnivoro della famiglia dei Focidi è lungo fino a 7 m e vive nell'oceano Pacifico lungo le coste sudamericane. Presenta un naso floscio negli esemplari maschili. 

\elefantésco, agg. (pl. m.-chi) Di o da elefante. 

\elefantìaco, agg. (pl. m.-ci) 1 Cresciuto a dismisura. 2 Relativo o affetto da elefantiasi. 

\elefantìasi, sf. 1 Esagerato sviluppo di qualcosa. 2 Ispessimento cutaneo di alcune zone del corpo, in particolare degli arti inferiori, dovuto a cause diverse. 

\Elefàntidi Famiglia di Mammiferi dotati di proboscide che comprende gli attuali elefanti e alcune specie estinte. 

\elefantìno, agg. 1 Di avorio. 2 Relativo all'elefante. 

\elegànte, agg. 1 Che si distingue per signorilità e raffinatezza. ~ ricercato. <> trasandato. Ŕ una persona elegante, di buon gusto. 2 Grazioso. aveva un abito elegante alla cerimonia. 3 Brillante. ecco un metodo elegante per giungere alla soluzione
 X   agg. elegant, smart. 
 @   lat. elegans,-antis che sa scegliere, p.pres. di elegare legato con eligere scegliere. 

\eleganteménte, avv. In modo elegante. 

\elegantóne, sm. Chi si veste in maniera ricercata. ~ damerino. 

\elegànza, sf. 1 Qualità di ciò che è fine o ricercato o per propria natura o per arte. ~ raffinatezza. <> sciatteria. 2 (solo plurale) Modi di dire raffinati. 
 X   sf. elegance, smartness. 
 @   lat. elegantia. 

\elèggere, v. tr. 1 Designare a una carica. ~ nominare. <> destituire. voleva essere eletto in Parlamento. 2 Scegliere tra più cose la migliore. ~ selezionare. <> scartare. venne eletto come persona di fiducia del presidente. 3 Fissare. ~ stabilire. 
 X   v. tr. to elect. 
 @   lat. eligere comp. da ex-+ legere scegliere. 

\eleggìbile, agg. Che ha i requisiti per essere eletto. 

\eleggibilità, sf. L'essere eleggibile. 

\elegìa, sf. (pl.-gìe) Componimento lirico mesto e doloroso. 
Nella letteratura greca antica, componimento poetico in distici, detti appunto elegiaci (esametro più pentametro). Nata come intonazione di versi nelle feste e banchetti, anche funebri, si diffuse nel Peloponneso durante il VII sec. a. C. Espresse in seguito contenuti patriottici con Archiloco, Tirteo, Callino, etico politici con Solone, Focilide, Senofane, Simonide di Ceo, erotici e malinconici con Mimnermo. Ripresa dai romani, Tibullo, Properzio e Catullo ne fissarono come caratteri distintivi la malinconia, la passionalità e l'erotismo. L'elegia ebbe particolare fortuna nel XVIII sec. in Francia (E. Lebrun, A. Chenier) e in Germania con F. Schiller, W. Goethe e F. Hölderlin. In Italia fu ripresa da Carducci, Pascoli e D'Annunzio. 

\Elegia di Madonna Fiammetta Romanzo di G. Boccaccio (1343-1344). 

\Elegia per giovani amanti Opera in tre atti di H. W. Henze, libretto di W. H. Auden e Ch. Kallman (Schwetzingen, 1961). 

\Elegia scritta in un cimitero campestre Opera di poesia di Th. Gray (1750). 

\elegìaco, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo all'elegia. 2 Triste. ~ malinconico. <> gioioso. 

\elegiàmbo, sm. Verso asinarteto composto di due triple catalettiche, una dattilica e l'altra giambica. 

\Elegie Opera di poesia di Archiloco (VII sec. a. C.). 
Elegie 
Opera di poesia di S. Properzio (29-22 a. C.). 
Elegie 
Opera di poesia di G. de la Vega (XVI sec.). 
Elegie 
Opera di poesia di A. Chénier (postuma 1819). 
Elegie 
Opera di poesia di N. Guillén (1955). 

\Elegie duinesi Opera di poesia di R. M. Rilke (1923). 

\Elegie per Delia Opera di poesia di A. Tibullo (I sec. a. C.). 

\Elegie romane Opera di poesia di J. W. Goethe (1789). 
Elegie romane 
Opera di poesia di J. A. Brodskij (1982). 

\Elektrostal Città (153.000 ab.) della Russia, nella provincia di Mosca. 

\elementàre, agg. 1 Che ha natura di elemento. ~ basilare. <> complesso. 2 Che si riferisce alle parti più semplici di una scienza. ~ primario. <> secondario. le nozioni elementari del sapere. 3 Facile, semplice. ~ lineare. <> complicato. Ŕ un sistema elementare per trovare la soluzione. 4 Fondamentale, basilare. ~ essenziale. <> accessorio. il rispetto reciproco Ŕ il principio elementare della convivenza
 X   agg. elementary. 
 @   lat. elementarius
Funzioni elementari:   +  .

\elementarità, sf. 1 L'essere elementare. 2 Semplicità. ~ facilità. 

\Elementi Opera di matematica di Euclide (IV-III sec. a. C.). 

\Elementi di economia pubblica Trattato di C. Beccaria (postumo 1804). 

\Elementi di semiologia Saggio di R. Barthes (1964). 

\eleménto, sm. 1 Ciascuna delle parti semplici di cui si riteneva composta la materia. ~ costituente, fattore. 2 Ciò che entra nella composizione di qualcosa e concorre a formarla. ~ componente. <> insieme. 3 I primi rudimenti di una disciplina o di un'arte. 4 Parte fondamentale di un apparecchio. 
 X   sm. 1 element. 2 (parte) component, part. 
Sostanza formata da una sola specie atomica, ossia dotata di atomi che hanno lo stesso numero di protoni e differente numero di neutroni; ogni elemento è costituito da una miscela di più nuclidi (isotopi), diversi l'uno dall'altro per il loro peso atomico. La loro classificazione fu opera di A. L. Lavoisier e ne sono stati individuati 110, di cui ottantatré ritrovabili in natura. Vengono ordinati in relazione al loro numero atomico nel sistema periodico degli elementi, creato nel 1869 da I. D. Mendeleev. Tavola periodica degli elementi:   +  
In geometria ente costituente di una figura o parte infinitesima di una superficie o di una curva. 
In meccanica ed edilizia ciascuna delle parti funzionalmente indivisibili che compongono un apparecchio, una costruzione ecc. 
Abbondanza di elementi 
Composizione chimica della materia stellare, dei corpi celesti e rapporti o percentuali tra le differenti specie atomiche nella materia presente nell'universo. Ciò che si sa in proposito deriva dagli studi compiuti su meteoriti, dai dati inviati dalle sonde spaziali e, per i corpi celesti molto lontani, dall'osservazione spettroscopica della luce emessa. 
Elemento orbitale 
Elemento indispensabile per individuare la posizione di un corpo celeste sull'orbita e l'orbita stessa; il corpo può far parte di una stella doppia o del sistema solare. Gli elementi orbitali sono sei. 

\elèmi, sm. Oleoresina prodotta da diverse piante e utilizzata in medicina, per preparare colori litografici e come plastificante per placche e vernici. 

\elemòsina, sf. 1 Offerta fatta a una chiesa o a un convento. ~ oblazione. 2 Ciò che si dà per carità ai poveri. 
 X   sf. charity, pl. alms. 

\elemosinàre, v. tr. e intr. Chiedere l'elemosina. ~ supplicare. <> pretendere. 
 X   v. tr. e intr. to beg for. 

\elemosinière, sm. Chi nelle antiche corti aveva il compito di distribuire le elemosine. 

\Èlena (arte) (IV sec. a. C.) Pittrice di Alessandria d'Egitto. Figlia di Timone l'egiziano, dipinse un quadro della battaglia di Isso (333 a. C.), tra Alessandro Magno e Dario re dei Persiani, che, portato a Roma da Vespasiano, ispirò il celebre mosaico pompeiano della casa del Fauno, La battaglia d'Alessandro

\Èlena (astronomia) Minuscolo satellite di Saturno avente un diametro di 30 km. Fu scoperto nel 1980 dai francesi Lacques e Lecacheaux. Divide la sua orbita con Dione. 

\Èlena (geografia) Canale del Piemonte, le cui acque derivano dal fiume Ticino. Raggiunge il Canale Cavour presso Novara. 

\Èlena (mitologia) Personaggio mitologico. Secondo la versione più diffusa del mito, era figlia di Zeus e di Leda (sposa di Tindaro) e sorella dei due dioscuri (Castore e Polluce) e di Clitemnestra. La più bella delle donne, fu moglie di Menelao, ma in seguito fu rapita da Paride, figlio di Priamo, e condotta a Troia. Il ratto, propiziato da Afrodite cui Paride aveva assegnato la mela d'oro anteponendone la bellezza a Era e Atena, fu causa della famosa guerra di Troia. Durante le fasi finali dell'assedio di Troia, il duello tra Paride e Menelao si concluse con un nulla di fatto, perché Afrodite intervenne ancora a salvare Paride nascondendolo in una nuvola e allontanandolo dalla lotta. Al termine della guerra, Elena fu ricondotta a Sparta e si riconciliò con Menelao. Figura considerata dai greci come la personificazione della bellezza, trova innumerevoli echi nella letteratura di ogni tempo. Si ricordano, in particolare, i drammi Troilo e Cressida (1602) di W. Shakespeare e La guerre de Troie n'aura pas lieu (La guerra di Troia non si farÓ, 1935) di J. Giraudoux; la tragedia Faust (1830) di J. W. Goethe; l'opera lirica Paride e Elena (1770) di C. W. Gluck e l'opera buffa La belle HÚlŔne (La bella Elena, 1864), di J. Offenbach. 

\Elena (opere) Tragedia di Euripide (412). Tra le 19 tragedie di Euripide conservate (delle circa 90 attribuitegli), Elena è considerata una delle meno riuscite. Per due motivi principali: il lavoro costituisce una rielaborazione del mito alquanto romanzesca ma non particolarmente felice; i personaggi sono elaborati in modo assai rudimentale, quasi che il poeta avesse trovato difficoltà a immedesimarsi nella vicenda. Inoltre, l'intreccio è più vicino alla commedia che alla tragedia. La scena iniziale è ambientata in Egitto, paese nel quale, come la stessa protagonista narra, è stata condotta da Ermes perché rimanesse nascosta presso il re Proteo mentre una sua immagine veniva rapita da Paride e portata a Troia. Il fratello di Aiace, Teucro, trovandosi a passare in Egitto racconta della vicenda di Troia, caduta già da sette anni. Di Menelao non ha notizie precise. Elena, addolorata, prega Teucro di nascondersi, per evitare che il re Teoclimeno, di lei innamorato, lo uccida per gelosia, come suole fare con tutti i greci che approdano in Egitto. Intanto, spinto dai venti, fa ritorno Menelao, lacero ed esausto. Prima viene riconosciuto da una schiava, poi dalla stessa Elena, mentre la falsa immagine scompare. Con la complicità dell'indovina Teònoe, viene organizzata una cerimonia funebre in mare, nel corso della quale Elena e Menelao fuggono dall'Egitto. All'irato re Teoclimeno, appaiono i Dioscuri che illustrano la volontà degli dei, che deve compiersi. (Quest'ultima scena verrà ripresa dall'autore nella Ifigenia in Tauride
Elena 
Poema in 14 canti, per complessivi 1321 versi, del poeta anglosassone Cynewulf (seconda metà VIII secolo). Tema dell'opera è la libera e romanzesca ricostruzione del ritrovamento della croce di Gesù Cristo da parte di Elena, madre dell'imperatore Costantino. La narrazione presenta l'intervento di Satana, Giuda e dei Giudei, tutti coalizzati per impedire il ritrovamento. Alla fine anche Giuda si pente, riconosce che Cristo è morto per la salvezza degli uomini, si converte, viene battezzato e diventa vescovo di Gerusalemme, mentre un miracolo consente l'individuazione della vera croce. Satana esce scornato dalla vicenda. Gli esegeti dell'opera hanno riconosciuto nel canto XV del poema la confessione dell'esperienza di salvezza attraverso la croce vissuta personalmente dall'autore. 
Elena 
Opera di filosofia di Gorgia di Lentini (prima metà V sec. a. C.). 

\Èlena (sante) Nome di sante. 
Elena di Sk÷vde 
(?-Skövde 1160) Martire svedese, nata da nobile famiglia, a causa del presunto omicidio del genero a lei attribuito, i familiari la uccisero e la seppellirono nella chiesa da lei fatta erigere a Skövde. Nel 1164 fu proclamata santa dall'arcivescovo di Uppsala. La sua festa si celebra il 31 luglio. 
Elena, Flavia Giulia Augusta 
(Drepanum, Bitinia 247?-335?). Madre dell'imperatore romano Costantino I il Grande (288-337). Di famiglia umile, intorno al 280 divenne moglie di Costanzo Cloro, allora ufficiale romano di stanza sul Danubio. Nel 293, Costanzo Cloro ripudiò Elena per sposare Teodora. Convertitasi al cristianesimo, sembra proprio dal figlio Costantino, fece costruire chiese a Roma, a Costantinopoli, a Betlemme e a Gerusalemme. Nel 326 effettuò un lungo viaggio nei luoghi santi e si recò alla ricerca di reliquie del Cristo. Una tradizione alquanto tarda le attribuisce il ritrovamento delle reliquie della croce di Cristo. Costantino la nominò Augusta e, in suo onore, la città di Drepanum dove era nata venne ribattezzata Helenopolis mentre la provincia cui apparteneneva venne chiamata Helenopontus. Si festeggia il 18 agosto. 

\Èlena di Epiro (?-1271?) Regina di Sicilia. Figlia di Michele II signore dell'Epiro (1237-1271), nel 1259 andò sposa a Manfredi (1232-1266), figlio naturale di Federico II. Come dono di nozze, recò numerose terre dell'Oriente balcanico. Dopo la morte di Manfredi, sconfitto a Benevento (1266) da Carlo I d'Angiò, Elena fu imprigionata, insieme ai propri figli, nel castello di Lagopesole in Basilicata, dove morì dopo cinque anni di prigionia. 

\Èlena di Romanìa (Atene 1896-Losanna 1982) Regina di Romania. Figlia del re di Grecia Costantino I, nel 1921 sposò Carlo di Romania (futuro Carlo II). Divorziata dal marito nel 1926, dal 1947 si stabilì a Firenze. Il figlio, Michele, è pretendente al trono di Romania. 

\Èlena di Savòia (Cettigne 1873-Montpellier 1952) Regina d'Italia. Figlia del re del Montenegro Nicola I Petrovic Njegos, il 24 ottobre 1896 sposò Vittorio Emanuele III, principe di Napoli, che salì al trono d'Italia nel 1900, dopo l'uccisione di Umberto I. Ebbe cinque figli (Iolanda, Mafalda, Umberto, Giovanna e Maria). Seguì il marito in Egitto dopo l'abdicazione avvenuta il 9 maggio del 1946. Si stabilì in Francia nel 1949. 

\Elena d'Orléans (Twickenham 1871-Napoli 1951) Duchessa di Aosta. Figlia di Luigi Filippo d'Orléans, conte di Parigi, nel 1895 sposò Emanuele Filiberto di Savoia, duca d'Aosta. Fu ispettrice della Croce Rossa durante la prima guerra mondiale, nella quale fu insignita di una medaglia d'argento al valor militare. Ha lasciato interessanti diari di viaggio, tra i quali Voyage d'Afrique (Viaggio in Africa), Vers le soleil qui se lŔve (Verso il sole che sorge) e La vie errante (La vita errabonda). 

\Elena e Maria Poemetto spagnolo (fine XIII sec.) composto da 402 ottonari rimati a coppia, forse il più antico esempio della letteratura comica spagnola. Tratta della disputa di due donne che vantano le prestazioni dei loro amanti, un abate e un cavaliere davanti al giudice, il re Oriol. 

\Elena Glinskij (?-1538) Principessa russa, fu la moglie di Basilio III, principe di Moscovia. Divenne reggente in nome del figlio Ivan IV, ancora bambino di tre anni. Durante la reggenza, rivelò una notevole energia e determinazione nel difendere il regno da moti reazionari fino a riprendere la guerra contro la Lituania, sospesa già dal 1522. Sembra sia stata avvelenata dai boiari alle cui spinte disgregatrici aveva reagito con decisione. 

\Elena la pia Novella in versi di Wilhelm Busch (Die fromme Helene, 1872). La protagonista viene denominata "la pia" per il pellegrinaggio che effettua per impetrare la grazia della maternità; in realtà è una ragazza capricciosa e impertinente, alla quale il cugino Franz sembra avere interceduto per l'ottenimento della grazia domandata. Nello stesso tempo sarcastico e imprevedibile, il racconto contiene la critica feroce della borghesia contemporanea. L'intervento finale dello stesso Demonio, che scaraventa Elena all'inferno, dove Franz già si trova, conclude l'opera come una catarsi. 

\Elena Lecapena (?-961) Principessa bizantina. Figlia dell'imperatore bizantino Romano I, andò sposa all'imperatore Costantino VII Porfirogenito, il quale avrebbe governato fino al 945 insieme al generale armeno Romano Lecapeno. Esercitò una forte influenza anche sul piano politico. Quando il figlio Romano II salì al trono (959), la sua influenza cessò e fu rinchiusa in un monastero. 

\Elena Pavlovna (1807-1873) Di origine russa, figlia del duca di Württemberg Paolo, fu granduchessa colta, raffinata e intelligente. Amica di artisti come Nikolaj Rubinstein, nel suo salotto amava ricevere scrittori e intellettuali, che liberamente potevano criticare il regime assoluto vigente. Nel 1824 andò sposa al granduca Michele di Russia, zio del futuro zar di Russia Alessandro II. Contribuì a indirizzare lo zar verso le riforme. 

\Èlena, Flavia Giulia (323-360) Figlia dell'imperatore romano Costantino I il Grande (288-337) e di Fausta. Dal fratello Costanzo, suo tutore, fu data in sposa a Giuliano, futuro imperatore. Secondo alcuni, l'imperatrice Eusebia, moglie di Costanzo, gelosa di lei in quanto sterile, le avrebbe fatto uccidere un primo figlio (356) e l'avrebbe poi avvelenata con una pozione allo scopo di interrompere una seconda gravidanza. Un sarcofago di porfido, proveniente dal mausoleo di Santa Costanza a lei dedicato sulla via Nomentana, è conservato nei Musei Vaticani. 

\Elena, giudichessa (sec. XII-XIII) Giudichessa di Gallura. Figlia del giudice di Gallura Barisone II. Lasciata in custodia a papa Innocenzo III, per volere del suo tutore, avrebbe dovuto sposare Trasmondo di Segni, cugino del papa. Morto il padre nel 1200, Elena sposò, contro il desiderio del papa Innocenzo III, Lamberto Visconti di Pisa, che divenne giudice di Gallura fino al 1208. Il papa scomunicò la coppia ribelle e aizzò contro di loro i genovesi che attaccarono la Sardegna nel 1207, ma l'isola restò sotto il dominio pisano. 

\elencàre, v. tr. 1 Compilare un elenco. ~ registrare. 2 Disporre in elenco. ~ catalogare. 
 X   v. tr. to list. 
 @   deriv. da elenco. 

\elencatòrio, agg. Che elenca, che tende a elencare. 

\elencazióne, sf. Registrazione ordinata in elenco. 

\Elènchidi Famiglia di Insetti Strepsitteri cui appartiene il genere Elenchus

\elènco, sm. (pl.-chi) Catalogo di più cose registrate con ordine. ~ lista. 
 X   sm. list. 
 @   lat. elenchus, dal greco Ŕlenchos. 

\elènio, sm. Genere di piante erbacee coltivate a scopo ornamentale. Sono diffuse nell'America centrosettentrionale. Appartengono alla famiglia delle Composite. 

\Èleno Personaggio omerico, indovino troiano, figlio di Priamo e fratello gemello di Cassandra. Divenne schiavo di Neottolemo alla caduta di Troia, ma alla morte di questi ebbe una parte dell'Epiro e sposò Andromaca. 

\elèo, agg. e sm. agg. e sm. Abitante o nativo dell'Elide. 
sm. Dialetto del greco antico noto per i reperti ritrovati negli scavi di Olimpia. Il tratto più significativo è il rotacismo. 

\Eleocarpàcee Famiglia di piante tropicali presente con circa 125 specie. 

\eleolìte, sf. Varietà di nefelina con aspetto resinoso e di colore verde. 

\Eleonòra d'Èste (Ferrara 1537-1581) Sorella di Alfonso II, duca di Ferrara. Ospitò e protesse il Tasso; alcuni ipotizzano anche un amore non corrisposto tra la principessa e il poeta, che sarebbe stato la causa della sua follia. 

\Eleòtridi Famiglia di Pesci Perciformi tipici dei mari caldi. Vi appartengono specie che usano depositarsi sul fondo immobili. 

\elètta, sf. 1 Gruppo scelto. 2 Scelta. 

\elettivaménte, avv. In modo elettivo. 

\elettività, sf. Proprietà di alcune sostanze di fissarsi su determinati elementi cellulari. 

\elettìvo, agg. 1 Che si sceglie per libero atto di volontà. 2 Nominato per via di elezione. 

\elètto, agg. e sm. agg. 1 Scelto. ~ pregiato. <> scartato. 2 Preferito. ~ privilegiato. <> emarginato. 
sm. 1 Chi è stato scelto a qualche ufficio. 2 Al plurale sono coloro che Dio ha scelto da destinare alla gloria del paradiso. 
 X   sm. e sf. elected. 

\elettoràle, agg. Che si riferisce a elezione. 
 X   agg. election, electoral. 

\elettoralìsmo, sm. Il finalizzare le scelte politiche soprattutto al conseguimento di risultati elettorali vantaggiosi. 

\elettoralìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'elettoralismo. 

\elettoràto, sm. 1 Il complesso degli aventi diritto a voto. 2 Il diritto di eleggere o di essere eletto. 
 X   sm. electorate. 

\elettóre, sm. (f.-trìce) Chi ha diritto di voto alle elezioni. 
 X   sm. 1 voter, elector. 2 (di collegio elettorale) constituent. 

\Elèttra Personaggio mitologico, figlia di Agamennone e Clitennestra. Non poté impedire l'assassinio del padre a opera della madre e del suo amante Egisto, ma in seguito aiutò Oreste a uccidere entrambi. 
Elettra 
Tragedia di Sofocle (ca. 425 a. C.). È una delle 7 tragedie di Sofocle conservate (delle oltre 100 attribuitegli). L'opera è concentrata sul desiderio di Elettra di eliminare il male morale impersonato da sua madre Clitennestra e dal di lei amante Egisto, che hanno assunto il potere ad Argo dopo l'uccisione del re Agamennone. Elettra realizza il suo scopo con il ritorno lungamente atteso del fratello Oreste. Il tono di vittoria della scena finale ha turbato numerosi critici. Esso resta tuttavia perfettamente coerente con la severità, l'intransigenza e la purezza del panorama morale di Sofocle. 
Elettra 
Tragedia di Euripide (ca. 413 a. C.). È una delle 19 tragedie di Euripide conservate (delle circa 90 attribuitegli). L'opera, che narra gli stessi avvenimenti della tragedia omonima di Sofocle, disegna un ritratto più realistico dei protagonisti. L'arrivo inatteso del fratello Oreste fa passare Elettra da un'iniziale rassegnazione al desiderio di vendetta. Oreste uccide Egisto senza tentennamenti, ma è assalito dall'orrore al momento di colpire la madre. In Euripide, gli eroi impassibili di Sofocle si sono tramutati in uomini comuni che nell'agire sono continuamente costretti a fare i conti con la loro coscienza. 
Elettra 
Dramma di H. von Hofmannsthal (1903). 
Elettra 
Opera di poesia di G. D'Annunzio contenuta in Laudi del cielo, del mare, della terra e degli eroi (1903). 
Elettra 
Opera in un atto di R. Strauss, libretto di H. von Hofmannsthal (Dresda, 1909). 
Elettra 
Film drammatico, greco (1961) 
Regia Michael Cacoyannis. Interpreti: Irene Papas, Yannis Fertis, Aleka Catseli. Titolo originale: Elektra 

\Elettra o la caduta delle maschere Dramma di M. Yourcenar (1954). 

\elettràuto, sm. invar. 1 Negozio per la vendita di materiale elettrico per autoveicoli. 2 Officina per la riparazione di impianti elettrici di automobili. 3 Addetto a tali riparazioni. 
 X   sm. invar. 1 workshop for car electrical repairs. 2 (persona) car electrician. 

\elettricaménte, avv. Dal punto di vista elettrico. 

\elettricìsta, sm. (pl.-i) Chi si occupa di apparecchiature o impianti elettrici. 
 X   sm. electrician. 

\elettricità, sf. 1 Insieme dei fenomeni e delle proprietà fisiche cui partecipano le cariche elettriche sia in quiete che in moto. 2 Tensione. ~ irrequietezza. <> tranquillità. 
 X   sf. electricity. 
Il termine elettricità indica anche la proprietà fondamentale della materia che si evidenzia a livello macroscopico con fenomeni attrattivi e repulsivi. L'elettricità può essere statica o dinamica. 
Fenomeno osservato fin dall'antichità, ma confuso con il magnetismo, l'elettricità fu riconosciuta e separata da quest'ultimo solo nel XVI sec. con W. Gilbert; nel secolo successivo vennero scoperte la conduzione (S. Gray) e le due forme positiva e negativa (C. F. du Fay), fino alle enunciazioni quantitative di H. Cavendish (1771) e di C. A. Coulomb (1789). Alla fine del XVIII sec. con gli esperimenti di L. Galvani e A. Volta, lo studio dell'elettricità si spostò dall'elettrostatica all'elettrodinamica. La circolazione dell'elettricità venne formalmente definita da G. S. Ohm e G. R. Kirchhoff grazie anche all'introduzione del concetto di potenziale (C. F. Gauss, 1840). A partire dai primi anni del XIX sec., gli studi di H. C. Oersted e in seguito quelli di A. M. Ampère, M. Faraday e soprattutto di J. C. Maxwell, ricongiunsero le teorie sull'elettricità e sul magnetismo aprendo la strada all'elettromagnetismo 
ElettricitÓ animale 
Bioelettricità. 
ElettricitÓ negativa 
Propria di corpi in cui gli elettroni sono in eccedenza (ottenibile strofinando materiali come l'ebanite). 
ElettricitÓ positiva 
Propria di corpi che hanno ceduto elettroni (ottenibile strofinando materiali come il vetro). 
ElettricitÓ terrestre 
Il complesso delle cariche e dei fenomeni elettrici che si manifestano tra la superficie terrestre e l'atmosfera che è sede di un campo elettrico a potenziale positivo crescente verso l'alto. I temporali compensano la corrente ascendente attraverso i fulmini, riequilibrando il sistema terra-atmosfera. 

\elèttrico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Relativo all'elettricità. 2 Mosso da elettricità. 3 Di colore azzurro vivo. 4 Nervoso. ~ teso. <> calmo. 
sm. Lavoratore dell'industria elettrica. 
 X   agg. electric. 
Organi elettrici 
In zoologia gli organi, produttori di energia elettrica, di alcuni animali con i quali possono scaricare forti correnti e stordire la preda. 

\elettrificàre, v. tr. Sostituire la forza motrice elettrica a una di un altro tipo. 

\elettrificazióne, sf. L'elettrificare o l'effetto. 

\elettrizzàbile, agg. Che può elettrizzarsi o che può essere elettrizzato. 

\elettrizzànte, agg. Entusiasmante. ~ eccitante. 
 X   agg. exciting, thrilling. 

\elettrizzàre, v. tr. 1 Suscitare nei corpi l'elettricità. ~ caricare. <> esaurire, scaricare. 2 Rendere irrequieto, eccitare. ~ entusiasmare. <> smorzare. 
rifl. 1 Caricarsi di elettricità. 2 Entusiasmarsi. 
 X   v. tr. to electrify. 

\elettrizzàto, agg. 1 Che ha subito un processo di elettrizzazione. 2 Eccitato. ~ euforico. 

\elettrizzazióne, sf. L'elettrizzare o l'effetto. 
 X   electrification. 

\elèttro, sm. 1 Lega naturale o artificiale di oro e di argento. 2 Ambra. 

\elettroacùstica, sf. Studio della ricezione e riproduzione di suoni per mezzo di apparecchi elettrici. 

\elettroanàlisi, sf. Metodo chimico di analisi che consiste nell'elettrolisi di una soluzione di un sale con separazione di un metallo. 

\elettrobìsturi, sm. Apparecchio chirurgico che incide i tessuti coagulando contemporaneamente il sangue. 

\elettrocalamìta, sf. Pezzo di ferro che diventa calamita quando è avvolto in un filo di rame per cui passi una corrente elettrica. 

\elettrocardiografìa, sf. Registrazione grafica dei fenomeni elettrici collegati con l'attività cardiaca. 

\elettrocardiògrafo, sm. Apparecchio per la registrazione degli impulsi elettrici del cuore. Fu inventato nel 1887 dal tedesco Augustus Waller e fu perfezionato successivamente dal fisiologo William Einthoven. 

\elettrocardiogràmma, sm. (pl.-i) Tracciato ottenuto mediante l'elettrocardiografo, apparecchiatura che registra l'attività del cuore tramite elettrodi applicati in diversi punti del corpo. Il grafico elettrocardiografico normale è composto da tre onde positive e da due negative, che corrispondono alle singole attività di sistole e diastole di atri e ventricoli del miocardio. La registrazione dell'elettrocardiogramma può avvenire a riposo o sotto sforzo. Nel primo caso il grafico può evidenziare patologie delle coronarie, alterazioni del ritmo cardiaco e della conduzione dell'impulso elettrico. Con l'elettrocardiogramma da sforzo è invece possibile ottenere un tracciato dinamico in grado di evidenziare cardiopatie latenti, nonché di stabilire i limiti dell'attività fisica per i pazienti affetti da scompensi coronarici.   +  
 X   sm. electrocardiogram. 

\elettrochìmica, sf. La parte della chimica che studia i rapporti tra i fenomeni chimici e quelli elettrici. 

\elettrochìmico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Relativo all'elettrochimica. 
sm. Studioso di elettrochimica. 

\elettrochoc => "elettroshock" 

\elettrocoagulazióne, sf. Termine che designa una tecnica elettrochirurgica volta a eliminare le strutture cellulari con il calore; viene utilizzata anche nel trattamento delle neoplasie. L'elettrocoagulazione viene effettuata per mezzo dell'elettrobisturi, dell'ago diatermico e dell'ansa diatermica. Le stesse tecniche sono utilizzate anche nella depilazione totale. ~ diatermocoagulazione. 

\elettrocromatografia, sf. Sinonimo di microelettroforesi su carta. 

\elettrodébole, agg. Relativo alle interazioni elettrodeboli che comprendono sia le interazioni deboli che quelle elettromagnetiche. 

\elettrodiagnòstica, sf. Studio delle reazioni di nervi e muscoli a stimolazioni elettriche. 

\elettrodiàlisi, sf. Dialisi nella quale si utilizza l'effetto accelerante prodotto da un campo elettrico creato nella soluzione. Viene sfruttato per separare i sali dell'acqua di mare. 

\elettrodinàmica, sf. Parte dell'elettrologia che studia le relazioni reciproche di circuiti percorsi da correnti elettriche. 

\elettrodinàmico, agg. (pl. m.-ci) Dell'elettrodinamica. 

\elèttrodo, sm. Ciascuno degli estremi di un circuito elettrico da cui entra o esce corrente. 

\elettrodomèstico, agg. e sm. (pl. m.-ci) Di apparecchio a uso domestico fatto agire elettricamente, o l'apparecchio stesso. 
 X   agg. e sm. domestic appliance. 

\elettrodótto, sm. Condotto per il trasporto a distanza dell'energia elettrica. 

\elettroencefalografìa, sf. Tecnica volta a registrare l'attività elettrica cerebrale.

\elettroencefalogràmma, sm. (pl.-i) Tracciato ottenuto dalla registrazione dell'attività cerebrale mediante un'apparecchiatura (l'elettroencefalografo) in grado di amplificare e registrare, per mezzo di elettrodi opportunamente collocati sul cuoio capelluto, le variazioni spontanee di potenziale elettrico fra due punti del cranio. L'elettroencefalogramma è un valido strumento diagnostico per alcune patologie cerebrali, come l'epilessia e il morbo di Alzheimer-Perusini, ma viene anche utilizzato come mezzo di ricerca per lo studio dei meccanismi del sonno e, più in generale, per l'analisi delle funzioni del cervello. Dall'analisi dei tracciati elettroencefalografici sono state individuate quattro diverse bande di frequenza o ritmi cerebrali: il ritmo alfa (con una frequenza tra 8 e 13 Hz), il beta (da 12 a 14 Hz), il delta (da 0 a 3 Hz) e il theta (compreso tra i 4 e i 7 Hz). Questi ultimi due ritmi costituiscono la naturale attività del cervello di un individuo molto giovane (dalla nascita fino all'adolescenza) mentre una persona adulta in stato di riposo può essere considerata normale quando emette quasi esclusivamente ritmi alfa.   +  
 X   sm. electroencephalogram.

\elettrofisiologìa, sf. La parte della fisiologia che tratta dell'elettricità applicata agli organismi viventi o dei fenomeni elettrici che si svolgono in essi. 

\elettroforèsi, sf. Reazione chimica per cui avviene una migrazione di ioni in una soluzione in cui si stabilisca un campo elettrico tramite due elettrodi. Viene distinta in cataforesi, quando la migrazione di ioni avviene verso il catodo, e anaforesi, se si compie verso l'anodo. Esistono due tecniche per eseguire la reazione: l'elettroforesi in fase libera e quella in fase stabilizzata. L'elettroforesi viene utilizzata per scindere sostanze con legami molto forti che, a causa delle cariche e delle dimensioni delle singole particelle, hanno una diversa velocità di migrazione. Questo procedimento risulta particolarmente utile per eliminare le impurità presenti in alcuni composti o, in biologia, per separare le sostanze proteiche da analizzare. 

\Elettrofòridi Famiglia di Pesci Actinopterigi Cipriniformi che comprende l'elettroforo e l'anguilla elettrica. Tali pesci hanno organi elettrici posti nella regione caudale. 

\elettròforo, sm. Macchina elettrostatica elementare. 

\elettrogenètica, sf. Studio delle mutazioni indotte nei vegetali tramite l'azione di campi elettromagnetici. 

\elettrògeno, agg. Che produce elettricità. 

\elettrolìsi, sf. invar. Reazione chimica provocata dal passaggio di una corrente continuata tra due elettrodi immersi in una soluzione o in una massa fusa. L'elettrolisi serve per la produzione di elementi e composti, per la raffinazione dei metalli e nei trattamenti galvanici. 

\elettrolìtico, agg. (pl. m.-ci) Che si riferisce all'elettrolisi. 

\elettrolìto, sm. Sostanza capace di sciogliersi in soluzione acquosa. 

\elettrologìa, sf. Parte della fisica che studia l'elettricità e i fenomeni a essa relativi. 

\elettrològico, agg. (pl. m.-ci) Che concerne l'elettrologia. 

\elettromagnète, sm. Elettrocalamita. 
 @   da elettro-+ magnete

\elettromagnètico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'elettromagnetismo. 

\elettromagnetìsmo, sm. Parte della fisica che studia in generale le relazioni tra elettricità e magnetismo e, in particolare, i fenomeni d'induzione elettromagnetica, gli effetti magnetici determinati da una corrente elettrica e gli effetti determinati da un campo magnetico su di una corrente elettrica. Attualmente si preferisce usare il termine elettrodinamica, in quanto ciò che un tempo veniva definita proprietÓ magnetica della materia sono in realtà campi generati dalle forze di interazione tra le cariche elettriche in movimento. Fu Hans Christian Oersted, attorno al 1820, a scoprire che una corrente che scorre in un conduttore produce attorno a esso un campo magnetico di intensità direttamente proporzionale all'intensità della corrente stessa. Analogamente, se a un conduttore percorso da una corrente si avvicina un campo magnetico, quest'ultimo esercita delle forze sulle cariche in movimento.  → 

\elettromeccànica, sf. Parte dell'elettrotecnica che si occupa delle macchine. 

\elettromeccànico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Si dice di qualsiasi macchina in cui avvenga una trasformazione di energia meccanica in energia elettrica e viceversa. 2 Relativo all'elettromeccanica. 
sm. Operaio specializzato nella costruzione o manutenzione di macchine elettriche. 
 @   da elettro-+ meccanico

\elettromedicàle, agg. Relativo alle apparecchiature elettriche impiegate in medicina. 

\elettrometallurgìa, sf. Parte dell'elettrochimica che si occupa della lavorazione dei metalli mediante elettricità. 

\elettrometrìa, sf. Scienza che si occupa della misurazione delle grandezze elettriche. 

\elettròmetro, sm. Strumento per misurare il potenziale di una corrente elettrica. 

\elettromiografìa, sf. Registrazione dell'attività elettrica dei muscoli usata a scopo diagnostico per stabilire i rapporti funzionali tra nervi e muscolo. 

\elettromotóre, agg. e sm. agg. (f.-trìce) Capace di mettere in movimento cariche elettriche. 
sm. Motore elettrico. 

\elettromotrìce, sf. Vettura ferroviaria o tranviaria azionata da motore elettrico. 

\elettronarcòsi, sf. Tecnica di terapia psichiatrica praticata applicando tensioni elettriche più deboli per un tempo superiore a quello dell'elettroshock. 

\elettrondonatóre, agg. Relativo a un gruppo atomico capace di respingere gli elettroni di legame col carbonio di una molecola organica assumendo una carica positiva. 

\elettróne, sm. Particella di carica negativa, la prima a essere identificata e studiata (J. K. Thompson, 1897). La carica elettrica dell'elettrone pari a 1,60206 · 10-19 coulomb è la più piccola carica esistente (attualmente si definisce come carica e dell'elettrone il valore pari esattamente a 1.602176634·10^&minsu;19&nsp;C). La massa di un elettrone è 9.110·10−31 kg. Gli elettroni sono costituenti fondamentali dell'atomo, in cui uno o più elettroni formano la nube di particelle cariche negativamente che circonda il nucleo positivo e che determina tutte le proprietà chimiche dell'elemento. 
 X   sm. electron. 
Elettroni di conduzioni 
Sono gli elettroni più esterni degli atomi di un metallo che, messi in moto da un campo elettrico, determinano un passaggio di corrente nel conduttore. 
Elettrone di valenza 
Elettroni più esterni di un atomo e in grado di partecipare alla formazione di un legame chimico. 

\elettronegatività, sf. L'essere elettronegativo. 

\elettronegatìvo, agg. 1 Di elemento che tende ad acquistare elettroni. 2 Di ione che nell'elettrolisi si porta verso il polo positivo. 

\elettrònica, sf. Parte della fisica e dell'elettrotecnica che studia le proprietà, la produzione e l'utilizzazione degli elettroni, nel vuoto, nei gas, nei metalli e nei semiconduttori. La nascita dell'elettronica risale al 1883, in seguito ai risultati ottenuti da Edison durante gli studi sulle lampade a incandescenza. La svolta fondamentale fu impressa da L. De Forest nel 1906 con l'invenzione del triodo che fu impiegato nei radioricevitori nel 1923. Lo sviluppo dell'elettronica proseguì con le prime applicazioni dei semiconduttori (J. Bardeen, W. H. Brattain, W. Shockley, 1947) e l'invenzione del transistor (1948-1949). Nel 1962 apparvero i primi circuiti stampati mentre si svilupparono le prime applicazioni laser. Oltre alla miniaturizzazione sempre più spinta dei computer, dove si riesce a concentrare nei pochi millimetri quadrati di un chip di silicio circa 20.000 componenti elettronici, l'altro settore di enorme sviluppo dell'elettronica è costituito dalle applicazioni alle telecomunicazioni nel campo dei satelliti e delle fibre ottiche. Negli anni '80 i progressi delle applicazioni dell'elettronica nel campo dell'informatica e delle telecomunicazioni hanno favorito la nascita della telematica. 
 X   sf. electronics. 

\elettronicaménte, avv. Con modalità elettronica. 

\elettrònico, agg. (pl. m.-ci) Che si riferisce all'elettrone o all'elettronica. 
 X   agg. electronic. 
Calcolatore (o elaboratore) elettronico 
Macchina capace di eseguire elaborazione sui dati. 
Configurazione elettronica 
Ripartizione in vari orbitali degli elettroni nell'atomo, a ciascuno dei quali è associato un livello energetico definito. 
Musica elettronica 
Musica realizzata tramite apparecchiature elettriche o elettroniche (generatori di frequenze, modulatori ecc.), mediante i quali il compositore può ascoltare immediatamente le sonorità sperimentate, con un lavoro di taglio e montaggio dei vari nastri incisi. I primi esperimenti di musica elettronica risalgono ai primi del Novecento, ma cominciò a essere applicata sistematicamente dal 1951 con la fondazione del Groupe de Recherches de Musique Concrete di Parigi diretto da P. Schaeffer e dello Studio für elektronische Musik di Colonia, fondato e diretto da H. Eimert nel 1953. Composizioni celebri di musica elettronica sono state DÚsert di E. Varèse (1954) e Gesange der JŘnglinge di K. Stochausen (1956). Nel 1955 L. Berio e B. Maderna fondarono a Milano lo studio di fonologia musicale della RAI. Da allora, sono sorti numerosi centri di musica elettronica, tra i quali sono da ricordare quelli della radio di Varsavia (1957), della Columbia Princeton University di New York (1959), dell'Institut de Recherche et de Coordination Acoustique-Musique (IRCAM) di Parigi, fondato da P. Boulez presso il Centre Pompidou (1976). Dagli anni '70 la musica elettronica è composta principalmente tramite il calcolatore elettronico (computer music) dotato di specifici dispositivi periferici (interfaccia MIDI, convertitori analogico-digitali ecc). I campi di utilizzazione del computer a scopo musicale sono molteplici: composizione assistita e automatica, sintesi del suono, registrazione, esecuzione ed elaborazione dei suoni, stampa delle partiture e analisi del suono. Tra le macchine progettate per l'esecuzione musicale dal vivo di suoni sintetizzati, si ricorda il Sistema 4X (1980). 

\elettronoaccettóre, agg. Relativo a un atomo o gruppo atomico in grado di attirare gli elettroni di legame col carbonio di una molecola organica assumendo una carica negativa. 

\elettronvòlt, sm. invar. Unità di misura con la quale in fisica nucleare e subnucleare si indica la massa e l'energia cinetica delle particelle; è pari all'energia cinetica che un elettrone acquista per effetto della differenza di potenziale di 1 V. Vale l'equivalenza 1 eV = 1,602 · 10-19 J. 

\elettroòttica, sf. Sinonimo di ottica elettronica. 

\elettropómpa, sf. Pompa azionata da un motore elettrico. 
 @   da elettro-+ pompa. 

\elettropositività, sf. L'essere elettropositivo. 

\elettropositìvo, agg. 1 Di elemento che tende a cedere elettroni. 2 Di ione che nell'elettrolisi si porta verso il polo negativo. 

\elettropuntùra, sf. Metodo terapeutico che consiste nel pungere punti cutanei specifici con un ago sottoposto a un potenziale elettrico. ~ galvanopuntura. 

\elettroscòpio, sm. Dispositivo che serve per indicare se un corpo è elettrizzato o no. Fu inventato nel 1747 dal fisico francese Antoine Nollet. 

\elettroshock, sm. invar. Tecnica terapeutica per malattie nervose e mentali; ideata dagli psichiatri italiani Cerletti e Bini nel 1938 e consistente nel provocare violenti convulsioni di tipo epilettoide attraverso l'applicazione di corrente elettrica sul cranio del paziente. È un metodo di terapia oggi messo in discussione. 

\elettroshockterapìa, sf. Cura mediante elettroshock. 

\elettrosincrotróne, sm. Acceleratore di elettroni ad alta energia. 

\elettrostàtica, sf. Parte dell'elettrologia che studia i fenomeni dell'elettricità in quiete. 

\elettrostàtico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'elettrostatica. 

\elettrostrizióne, sf. Deformazione subita da un dielettrico per azione di un campo elettrico. 

\elettrotècnica, sf. Arte o tecnica della produzione dell'elettricità e delle sue varie applicazioni pratiche. 

\elettrotècnico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Relativo all'elettrotecnica. 
sm. Operaio specializzato nell'elettrotecnica. 

\elettroterapìa, sf. Cura delle malattie tramite l'elettricità. 

\elettrotermìa, sf. Trasformazione di energia elettrica in energia termica. 

\elettrotèrmico, agg. (pl. m.-ci) Relativo o basato sull'elettrotermia. 

\elettrotrazióne, sf. Trazione elettrica di mezzi ferrotranviari. 

\elettrotréno, sm. Treno a trazione elettrica che raggiunge alte velocità. 
 X   sm. electric train. 

\elettrovàlvola, sf. Valvola la cui apertura e chiusura è governata da un elettromagnete. 

\elettuàrio, sm. Medicamento a uso interno utilizzato nella cura di varie malattie; il più noto è la teriaca. 

\Elèusi Antica città dell'Attica (20.000 ab.) di fronte all'isola di Salamina. In onore di Demetra vi si celebravano i misteri eleusini, riti religiosi greci legati alla fertilità della terra e all'agricoltura. Avevano luogo ogni anno al tempo della semina ed erano rigorosamente riservati agli iniziati. Praticati anche da alcuni imperatori romani, i culti furono soppressi da Teodosio. La città fu rasa al suolo nel 396 d. C. dai goti di Alarico. Scavi archeologici hanno portato alla luce, nel 1882, le rovine del tempio, di epoca micenea, che sorgeva sull'Acropoli, i resti dell'antica cinta muraria di epoche diverse e di alcuni edifici legati al culto, tra cui il Telesterion (l'edificio dove si celebravano i riti), opera dell'architetto Ictino, i Grandi Propilei (II sec. a. C.) e i Piccoli Propilei (I sec. a. C.). 

\eleusìno, agg. Relativo alla città greca di Eleusi. 

\eleutèrie 1 Feste greche per la commemorazione della liberazione di una città. 2 Manifestazioni di gioia degli schiavi in seguito al loro affrancamento. 3 Feste di Siracusa dopo la cacciata dei tiranni Diomenidi. 

\Eleutèrio (-Roma 189) Santo e papa dal 174 al 189. Si oppose al montanismo e stabilì il primo regolamento relativo alla Pasqua. Accolse Ireneo che recava una lettera sul montanismo da parte dei martiri di Lione. 

\Eleuterozòi Sottotipo della classificazione del regno animale, tipo degli Echinodermi, gruppo dei Deuterostomi, sottoregno dei Metazoi. Vengono suddivisi nelle classi Oloturoidei, Echinoidei, Ofiuroidei, Asteroidei. 

\elevaménto, sm. 1 L'elevare o l'effetto. 2 Elevazione. ~ rialzo. 

\elevàre, v. tr. 1 Portare in alto. ~ alzare. <> abbassare. 2 Innalzare a una carica. ~ nobilitare. <> svilire. fu elevato al soglio pontificio. 3 Migliorare. <> peggiorare. lavorava per elevare la propria condizione economica. 4 In matematica calcolare la potenza di un numero. 5 Innalzare, costruire. ~ alzare, edificare, erigere. <> abbassare, abbattere, demolire. elevare un argine
rifl. 1 Salire in alto. ~ innalzarsi. <> crollare, cadere. cerca sempre di elevarsi nella scala sociale. 2 Spiccare. in quella moltitudine di candidati in pochi riuscirono a elevarsi
 X   v. tr. 1 to elevate, to raise. 2 (erigere edificio) to erect. 
 @   lat. elevare, comp. da ex-+ levare

\elevatézza, sf. L'essere elevato. ~ dignità. 

\elevàto, agg. 1 Nobile. ~ eccellente. <> infimo. 2 Alto. ~ rialzato. <> basso. 
 X   agg. 1 elevated. 2 (alto) high. 

\elevatóre, agg. e sm. agg. (f.-trìce) Che o chi eleva. 
sm. 1 Montacarichi e altre macchine simili per sollevare a diversa altezza. ~ ascensore. 2 Meccanismo che porta la cartuccia nella canna. 
Muscolo elevatore 
Termine anatomico che designa genericamente quei muscoli che agiscono alzando una parte del corpo. 

\elevazióne, sf. 1 L'atto di elevare. elevazione a potenza, in matematica, è il calcolo della potenza di un numero. 2 Luogo elevato. 3 Slancio verso l'alto di un atleta nelle specialità sportive di salto, calcio e pallacanestro. 4 Inclinazione verticale data a un'arma da fuoco. 5 Altezza di un astro sull'orizzonte. 6 L'atto del sacerdote che nella Messa alza l'ostia e il calice dopo la consacrazione. 7 Costruzione. l'elevazione di un edificio
 @   lat. elevatio,-onis

\elevóne, sm. Piano mobile di governo di un aeromobile che funziona da alettone e da timone di quota. Impiegato in particolar sugli aerei senza coda. 

\elezióne, sf. 1 L'atto dell'eleggere; scelta di una tra più cose o persone. ~ designazione. 2 L'eleggere a una dignità. ~ nomina. 
 X   sf. election. 
Si definiscono elezioni politiche quelle per la designazione dei membri della camera e del senato; elezioni amministrative quelle per eleggere i membri dei consigli comunali, provinciali e regionali. Regolamentate fin dall'antichità, la prima organica legislazione fu elaborata in Francia nel 1788. In Italia la legge elettorale piemontese del 1848 fu estesa agli stati annessi con la legge del 1859. Una riforma del 1882 allargò la base elettorale a tutti i cittadini in possesso della licenza elementare e introdusse il sistema elettorale maggioritario, che fu abbandonato nel 1891. La riforma elettorale del 1912 allargò il diritto di voto a tutti i cittadini maschi con più di trent'anni di età; nel 1918 fu esteso a tutti i maggiorenni. Con le prime elezioni libere (Costituente, 1946) dopo il periodo fascista, si introdusse il suffragio universale maschile e femminile e il sistema proporzionale. 

\èlfo, sm. Nella mitologia germanica è il genietto della foresta. 

\Elgar, Edward (Broadheat 1857-Worcester 1934) Compositore inglese. Tra le opere numerosi oratori e pezzi sinfonici (tra cui le Variazioni su un tema originale-Enigma op. 36, 1899). 

\Elgin, Thomas Bruce (Parigi 1766-Londra 1841) Politico britannico. Riuscì ad asportare da Atene alcune sculture famose, oggi custodite al British Museum, tra i cui i frontoni e i fregi del Partenone. 

\Elgon Vulcano (4.322 m) spento, tra Kenya e Uganda. 

\Elìa (IX sec. a. C.) Il primo grande profeta ebreo. Lottò contro l'idolatria introdotta dal re Acab e dalla regina Gezabele nel regno d'Israele. Secondo la tradizione venne rapito da un carro di fuoco e sparì in cielo: è ricordato nel Corano come profeta e taumaturgo. 

\eliàco, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo al sole. 2 Che ha luogo all'alba o al tramonto. 

\Eliade, Mircea (Bucarest 1927-Parigi 1986) Storico delle religioni. Tra le opere Trattato di storia delle religioni (1949) e Il sacro e il profano (1956). 

\eliambulànza, sf. Elicottero attrezzato per il trasporto di feriti o malati. 

\Eliana e gli uomini Film commedia, francese (1956). Regia di Jean Renoir. Interpreti: Ingrid Bergman, Mel Ferrer, Jean Marais. Titolo originale: Eléna et les hommes 

\eliàntemo, sm. Genere di piante legnose quasi cosmopolite. Appartiene alla famiglia delle Cistacee. 

\Elias Portolu Romanzo di G. Deledda (1903). 

\Elias, Norbert (Breslavia 1917-1990) Sociologo. Tra le opere La civiltÓ delle buone maniere (1939) e La societÓ di corte (1969). 

\èlibus, sm. Elicottero che fa servizio di linea per il trasporto di passeggeri su percorsi brevi. 

\èlica, sf. 1 Propulsore costituito da due o più pale disposte intorno a un mozzo rotante. 2 Linea spirale che si avvolge intorno a un cilindro o un cono incontrando tutte le generatrici secondo un angolo costante (inclinazione dell'elica). 
 X   sf. propeller. 
Passo dell'elica 
La distanza tra due punti dell'elica e su una stessa generatrice del cilindro. 
In tecnica organo meccanico rotante, a due o più pale calettate su un mozzo centrale che, ruotando velocemente nell'aria o nell'acqua, genera una spinta propulsiva. È utilizzata come organo propulsore di navi e aerei. 
Doppia elica 
Configurazione spaziale del DNA. 
Elica alfa 
Disposizione tipica delle proteine, assunta in seguito a interazione fra gli amminoacidi della loro catena. 

\Èlice Comune in provincia di Pescara (1.751 ab., CAP 65010, TEL. 085). 

\élice, sf. Termine anatomico che designa il margine del padiglione auricolare. 

\elicène, sm. Composto che presenta assi di rotazione semplice. 

\elicicoltùra, sf. Allevamento di chiocciole commestibili. 

\Elìcidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi polmonati terrestri o di acque dolci cui appartiene la chiocciola. 

\elicoidàle, agg. Dell'elica o a forma di elica. 

\elicòide, agg. Elicoidale. 

\elicotterìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Pilota di elicotteri. 

\elicòttero, sm. Aeromobile che si sostenta sfruttando le forze aerodinamiche prodotte dalla rotazione di un sistema di eliche (rotori) poste sulle parte superiore dell'apparecchio. Con il variare dell'inclinazione delle pale, l'elicottero può spostarsi anche in senso orizzontale. Data la facilità di decollo e atterraggio e la possibilità di fermarsi in aria, è usato in molti settori civili e militari. I primi cenni sull'elicottero si trovano in antichi scritti cinesi e in Archimede, ma il prototipo può essere considerato il disegno di Leonardo da Vinci (1483) raffigurante l'apparecchio di volo a superficie elicoidale. I primi modelli risalgono al 1842 (W. H. Phillips) e al 1877 (E. Forlanini).   +  
 X   sm. helicopter. 

\elicrìso, sm. Genere di piante erbacee coltivate per gli ornamentali capolini. Appartiene alla famiglia delle Composite. 

\Èlide Nomo (174.000 ab.) della Grecia, capoluogo Pýrgos. 

\elìdere, v. tr. 1 Levar via. ~ rimuovere. 2 Sopprimere la vocale di fine parola perché non formi uno iato con la vocale successiva e sostituirla con un apostrofo (da non confondere con il  →  troncamento, che può eliminare una intera sillaba anche davanti a parole inizianti per consonante e che, in genere, non si segna con l'apostrofo). 
rifl. Annullarsi reciprocamente. ~ distruggersi. 

\elièa, sf. 1 Massimo collegio giudicante di Atene costituito da cittadini di tutte le classi. 2 Nelle città greche era il nome dell'assemblea popolare. 

\elìgere e derivati => "eleggere" 

\eligìbile e deriv. => "eleggibile e deriv." 

\eligio, sm. acc. Altro nome dell'eringio. 

\eliminàbile, agg. Che può essere eliminato. 

\eliminàre, v. tr. 1 Rimuovere. ~ escludere. <> aggiungere. 2 Sconfiggere un avversario in una gara eliminatoria. <> perdere. 3 Uccidere. ~ sopprimere. 
 X   v. tr. to eliminate. 
 @   lat. eliminare. 

\eliminatòria, sf. Gara che serve a eliminare parte dei concorrenti di un torneo per ammettere alle fasi successive solo i migliori. 
 X   sf. heat, eliminating round. 

\eliminatòrio, agg. 1 Che vale a eliminare. 2 Nelle competizioni sportive dicesi di gara preliminare per ammettere alle gare solo i concorrenti migliori. 

\eliminazióne, sf. 1 L'eliminare o l'effetto. per eliminazione, per esclusioni successive. 2 Cancellazione, abrogazione. ~ soppressione. <> inclusione. 3 Omicidio. ~ assassinio. doveva procedere all'eliminazione del padrino della cosca avversaria
 X   sf. elimination. 
 @   franc. elimination, deriv. dal lat. eliminare

\Èlini Comune in provincia di Nuoro (526 ab., CAP 08040, TEL. 0782). 

\elinvar, sm. invar. Denominazione di varie leghe con percentuali variabili di ferro, nichel, cromo e con aggiunta di poco tungsteno. Sono utilizzate nelle spirali degli orologi. 

\elio- Primo elemento di parole composte avente significato di sole. 

\èlio, sm. Elemento chimico con numero atomico 2, peso atomico 4,003 e simbolo He. Scoperto con l'analisi spettroscopica della fotosfera solare da P. G. C. Janssen durante l'eclisse solare del 1868 e da W. Ramsey nel 1895 nel minerale clevite, è considerato l'elemento più abbondante nell'universo dopo l'idrogeno. Non essendo infiammabile, è usato per riempire dirigibili, come gas di protezione nella saldatura ad arco, per il raffreddamento di reattori nucleari. Bolle a-269 °C e solidifica a-272 °C. 
 X   sm. helium. 
Elio liquido 
Stato del 4He al di sotto di 3,2 °K. Ne sono state individuate tre forme, a temperature sempre più vicine allo zero. L'elio liquido II si comporta come un liquido con una viscosità di 1/1.000 più piccola di quella dell'idrogeno gassoso e di conducibilità termica ed elettrica molto elevata (800 volte quella del rame). L'elio liquido I è utilizzato negli studi della superconduttività e in criofisica. 

\Èlio Personaggio mitologico, dio greco del sole. Venne identificato con Febo Apollo e spesso rappresentato su di un cocchio di fuoco che percorre ogni giorno la volta celeste da est verso ovest. 

\eliocèntrico, agg. (pl. m.-ci) Che ha il proprio centro nel sole. 

\eliocentrìsmo, sm. Il sistema astronomico proposto da Nicolò Copernico, secondo il quale i sistemi ruotano intorno al sole. 

\elioelèttrico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'elettricità ottenuta dall'energia solare. 

\eliofanògrafo, sm. Strumento che serve per registrare le ore di irradiazione solare. 

\eliofilìa, sf. Caratteristica di certe piante che tendono a vivere in ambienti molto illuminati. 

\eliòfilo, agg. Che ama la luce. 

\eliofobìa, sf. Malattia degli occhi per la quale non viene sopportata una luce troppo viva come quella del sole. 

\eliòfobo, agg. Che ha paura della luce. 

\Eliogabalo Opera di poesia di S. George (1892). 

\Eliogabalo o l'anarchico incoronato Romanzo di A. Artaud (1934). 

\eliografìa, sf. Riproduzione grafica ottenuta mediante luce solare o artificiale. 

\eliogràfico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che riguarda la posizione di un punto sul disco apparente del sole. 2 Relativo alla tecnica dell'eliografia. 

\eliògrafo, sm. Telegrafo ottico che trasmette segnali luminosi riflettendo la luce del sole in un sistema di specchi. 

\Eliolìtidi Gruppo di Antozoi noti solo allo stato fossile. 

\eliòmetro, sm. Antico strumento utilizzato per misurare il diametro apparente del sole e dei pianeti e delle distanza celesti. 

\elióne, sm. Nucleo dell'atomo di elio detto anche particella alfa. 

\Eliopòridi Famiglia di Antozoi Ottocoralli cui appartiene il genere Heliopora

\Eliornìtidi Famiglia di Ucceli Ralliformi; hanno dita con larghi lobi natatori. 

\elioscòpio, sm. Strumento astronomico che viene impiegato nell'osservazione del Sole; è formato da un oculare montato sul telescopio, grazie al quale è possibile analizzare il disco solare senza che una gran quantità di luce colpisca l'occhio e da prismi a riflessione o polarizzatori. 

\eliosfèra, sf. Zona dello spazio compresa tra i 1200 e i 3200 chilometri d'altezza; è costituita di ioni di elio. 

\eliòstato, sm. Tipo di celostato, utilizzato nell'osservazione del Sole e del suo moto apparente; se viene applicato su un telescopio, rende l'osservazione più stabile e completa. 

\Eliot, George (Arbury Farm 1819-Londra 1880) Pseudonimo di Mary Ann Evans, scrittrice inglese. Autodidatta, cresciuta nell'ambiente conservatore della campagna, in seguito al trasferimento a Coventry e a Londra, maturò il suo distacco dalla religione. Dopo aver diretto la Westminster Review (1851-1853), debuttò nella narrativa con Scene di vita clericale (1858), seguito dai romanzi Adam Bede (1859), Il mulino sulla Floss (1860), Silas Marner (1861), dove compì un attento studio psicologico sui personaggi, unitamente alla mirabile rappresentazione dell'ambiente rurale. Approfondì l'analisi delle problematiche sociali con i romanzi Felix Holt (1866), Middlemarch (1872), suo capolavoro, e Daniele Deronda (1876), scritto in difesa degli ebrei. 

\Eliot, Thomas Stearns (Saint Louis 1888-Londra 1965) Poeta, drammaturgo e critico statunitense. Studiò ad Harward, poi si trasferì definitivamente in Inghilterra dove divenne amico di E. Pound; svolse attività editoriale dirigendo la rivista Criterion e ottenne la cittadinanza britannica nel 1927, anno in cui si convertì all'anglicanesimo. Nella sua poesia esprime la crisi dell'uomo e di una società senza più radici e valori tradizionali. Crisi spirituale ed esistenziale che assume, dopo la sua conversione, caratteri di un'ansiosa attesa di liberazione. Premio Nobel nel 1948, varia e importante è la sua produzione letteraria (poesia, saggistica, teatro): Prufrock e altre osservazioni (1917), Poesie (1920), che comprende Gerontion, La terra desolata (1922), Gli uomini vuoti (1925), Tradizione e talento individuale (1914), Bosco sacro (1920), Saggi elisabettiani (1914), Assassinio nella cattedrale (1935) e i drammi borghesi La riunione di famiglia (1939) e Cocktail Party (1950). 

\elioterapìa, sf. Cura mediante l'esposizione della parte malata all'azione dei raggi solari. 

\elioteràpico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'elioterapia. 

\eliotipìa, sf. Procedimento utilizzato in passato per ottenere mediante la luce solare più copie da un negativo fotografico o da un lucido. Oggi è sostituita dalla fototipia. 

\eliotìpico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'eliotipia. 

\eliotròpio, sm. 1 Nome generico di piante i cui fiori si volgono verso il sole. 2 Varietà di diaspro di colore verde cupo con macchie rosse. 

\eliotropìsmo, sm. Facoltà degli organi di alcune piante di incurvarsi in varie dimensioni sotto l'azione dei stimoli luminosi. 

\eliplàno, sm. Velivolo che ha le ali fisse come l'aeroplano per il volo orizzontale ed elica orizzontale come l'elicottero per il volo verticale. 

\elipòrto, sm. Aeroporto per elicotteri. 
 X   sm. heliport. 

\ELISA Sigla di Enzyme Linked ImmunoSorbent Assay (prova di immunoassorbimento legata all'enzima). 

\Elìsa Bonapàrte (Ajaccio 1777-Sant'Andrea 1820) Sorella di Napoleone. Nel 1797 sposò Felice Baciocchi; abile politica e amministratrice, fu nominata dal fratello prima principessa di Lucca e Piombino (1805-1809) e in seguito granduchessa di Toscana (1809-1814). 

\Elisabethville Città (765.000 ab.) dello Zaire (ex Congo belga) capoluogo dello Shaba, al confine con lo Zambia. Vi si trovano industrie meccaniche, alimentari, del legno e metallurgiche (lavorazione di cobalto e rame). Fu fondata nel 1910. 

\Elisabètta (Isabella) di Frància (Fontainebleau 1545-Madrid 1568) Figlia del re di Francia Enrico II e di Caterina de' Medici. Dapprima promessa in sposa a Edoardo VI d'Inghilterra, poi a don Carlos, figlio del re di Spagna Filippo II ed erede al trono, si unì invece in matrimonio allo stesso Filippo II, vedovo di Maria Tudor, nel 1559, a seguito del trattato di Cateau-Cambrésis. Tra i figli avuti, la maggiore, Isabella d'Austria, tentò di far valere la propria discendenza materna per i diritti al trono di Francia. Morì, come sembra, di parto; ma la morte quasi contemporanea di don Carlos in prigione fece sorgere voci di una vendetta di Filippo II contro una presunta relazione di Elisabetta con l'erede al trono. 

\Elisabètta (medaglia) Decorazione costituita da un nastro grigio-azzurro contornato di amaranto, istituita in Belgio nel 1916 in onore della regina Elisabetta e conferita in ricompensa alle donne che si erano prodigate in aiuto delle vittime della prima guerra mondiale. 

\Elisabètta (ordine) Ordine fondato nel 1898 in Austria da Francesco Giuseppe in memoria dell'imperatrice Elisabetta, uccisa il 10 settembre di quello stesso anno dall'anarchico italiano Luigi Luccherini. L'emblema di questo ordine consisteva in una croce contornata di rose e da un nastro bianco con i bordi di colore rosso. 

\Elisabètta (sante) Nome di sante. 
Elisabetta 
Personaggio biblico, parente della Vergine Maria, moglie di Zaccaria e madre di Giovanni Battista. È stata oggetto di molte opere d'arte figurative che illustrano l'episodio evangelico della visita resale da Maria (Visitazione) che ella accolse gioiosamente con il saluto, poi inserito nell'Ave Maria, "Benedetta sei tu più di tutte le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? '' (Vangelo di Luca cap. 1, 39-45). Maria rispose con le espressioni di esultanza, note come Magnificat, dall'espressione iniziale in latino (L'anima mia magnifica il Signore...). La sua festa si celebra il 5 novembre. 
Elisabetta o Isabella di Portogallo o d'Aragona 
(Saragozza 1271-Estremoz, Évora 1336) Figlia di Pietro III d'Aragona e Costanza III di Sicilia e nipote di Santa Elisabetta, regina d'Ungheria. Nel 1282 andò sposa a Dionigi il Giusto, re del Portogallo. Durante la guerra civile tra Dionigi e il figlio Alfonso (il futuro Alfonso IV) si adoperò efficacemente per la riconciliazione, ma venne accusata di favoreggiamento ed esiliata ad Alenquer. Dimostrata la propria innocenza e rimasta vedova, nel 1325 entrò a far parte dell'ordine terziario francescano dedicandosi alla vita monastica. Fondò a Coimbra un monastero dedicato a Santa Chiara. Venne santificata da papa Urbano VIII nel 1625. La sua festa si celebra l'8 luglio. 
Elisabetta o Isabella di Francia 
(Parigi 1225-Longchamp 1270) Beata. Sorella di Luigi IX, rinunciò al matrimonio con il figlio dell'imperatore Federico II, Corrado e si dedicò alla vita monastica nel convento delle clarisse di Longchamp da lei stessa fondato nel 1259. La sua festa si celebra il 31 agosto. 
Elisabetta di Sch÷nau 
(Renania 1129-Schönau 1165) Scrittrice e mistica medievale. Di nobile famiglia, divenne suora dell'ordine delle benedettine di Schönau. Nel 1157 divenne superiora del convento di Schönau, presso Bingen. Famose le sue visioni che descrisse in tre libri (tra i quali il Liber viarum Dei e il Liber revelationum sanctae Ursulae et sociarum). È anche autrice di numerose lettere in cui denuncia la decadenza morale della chiesa. La sua festa si celebra il 18 giugno. 
Elisabetta d'Ungheria (o di Turingia) 
(Presburgo 1207-Marburgo, Assia 1231) Principessa, figlia del re Andrea II d'Ungheria, si unì in matrimonio nel 1221 con Luigi IV di Turingia. Si distinse per le opere di carità durante la carestia del 1225. Morto Luigi nel 1227 durante la V crociata, ebbe la signoria di Marburgo, dove si dedicò a una vita di ascesi e di carità. Entrò a far parte del terzo ordine delle francescane, ritirandosi dapprima nel monastero di Kitzingen e poi in quello di Bamberga. Nel 1228 divenne terziaria francescana e devolvette le proprie ricchezze in opere di beneficenza. Si prodigò soprattutto nell'aiuto dei malati presso l'ospedale di Marburgo da lei fondato. Venne canonizzata nel 1235 da papa Gregorio IX. È considerata la patrona del terzo ordine francescano. La sua festa si celebra il 19 novembre. 

\Elisabètta (sovrane) Nome di sovrane. 
Danimarca Elisabetta o Isabella, arciduchessa d'Austria 
(Bruxelles 1501-Gand 1526) Sorella di Carlo V, divenne regina di Danimarca sposando nel 1514 re Cristiano II. 
Inghilterra Elisabetta di York 
(Westminster 1465-Londra 1503) Regina d'Inghilterra. Figlia maggiore di re Edoardo IV ed Elisabetta Woodville, divenne regina d'Inghilterra, sposando nel 1486 Enrico VII Tudor, della dinastia Lancaster. Il matrimonio della discendente degli York con il discendente dei Lancaster pose fine alla cosiddetta guerra delle due rose (dalle insegne araldiche delle due casate: rosa rossa dei Lancaster, rosa bianca degli York). Morì di parto. 
Elisabetta Woodville 
(ca. 1437-Berdmondsey 1492) Figlia di Sir Richard Woodville, sposò dapprima sir John Grey che morì nel 1461 e poi in gran segreto nel 1464 Edoardo IV, divenendo regina d'Inghilterra. Tra i figli avuti da questo matrimonio, la primogenita Elisabetta di York diverrà regina d'Inghilterra, sposando nel 1486 Enrico VII Tudor. Rimasta nuovamente vedova nel 1483, dovette ritirarsi dalla vita pubblica perché Riccardo III duca di Gloucester dichiarò nullo il suo matrimonio, usurpando il trono, cui era destinato il figlio Edoardo V, fatto assassinare nel carcere della Torre di Londra. 
Elisabetta I 
=> "Elisabetta I d'Inghilterra" 
Elisabetta II 
(Londra 1926-) Regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord. Figlia maggiore di Giorgio VI d'Inghilterra, nel 1947 sposò il duca d'Edimburgo, Filippo di Mountbatten. Dal 1952 succedette al padre sul trono inglese. Ebbe quattro figli: Carlo (1948, erede al trono), Anna (1950), Andrea (1960) ed Edoardo (1964). Elisabetta rivelò nel non facile compito di regina una personalità duttile, politicamente completa, capace di destare una larga simpatia popolare. Nonostante la ridotta importanza politica della sua funzione, Elisabetta II ha rappresentato l'unità nazionale britannica. A questo scopo numerosi furono i viaggi compiuti nel Commonwealth (1953 e 1954), in Canada (1959 e 1964), in Francia (1957), negli Stati Uniti d'America (1959) e in Italia (1961). 
Polonia Elisabetta di Polonia 
(1300-Buda 1381) Figlia del re di Polonia, Ladislao VI il Breve, nel 1320 divenne regina d'Ungheria sposando Carlo Roberto d'Angiò. Unica reggente per il figlio Luigi I il Grande, alla morte del marito, nel 1370, regnò anche sulla Polonia. Nel 1376, per il crescente malumore popolare, fu costretta a rientrare in Ungheria. 
Sacro Romano Impero Elisabetta o Isabella 
(Lisbona 1503-Toledo 1539) Imperatrice del Sacro Romano Impero. Figlia di Manuel I di Portogallo, andò sposa (1526) al cugino Carlo V (Carlo I di Spagna) imperatore del Sacro Romano Impero (dal 1519), cui diede sette figli, tra i quali il futuro Filippo II di Spagna (1527-1598). 
Spagna Elisabetta Farnese 
(Parma 1692-Madrid 1766) Regina di Spagna. Figlia di Odoardo Farnese e nipote del duca di Parma, Ranuccio II. Nel 1714 sposò, grazie all'intervento del cardinale Giulio Alberoni, ambasciatore di Parma a Madrid, Filippo V di Borbone, rimasto vedovo per la morte di Maria Luisa di Savoia. Politicamente impegnata, fece nominare ministro il cardinale Alberoni con il quale instaurò una linea politica tesa a far recuperare territori italiani destinati ai propri figli. Trascinò la Spagna, reduce dalla guerra di successione, in un nuovo conflitto contro Inghilterra, Austria, Francia e Province Unite. Nel 1719 la guerra si concluse con la pace stipulata all'Aia. Nel gennaio del 1724, Filippo V abdicò a favore del figlio Luigi; quest'ultimo però nel settembre dello stesso anno morì ed Elisabetta costrinse il marito a ritornare sul trono. Tra i figli avuti, Filippo divenne duca di Parma e Piacenza, Carlo re di Napoli e Sicilia e successivamente re di Spagna. 
Ungheria Elisabetta di Bosnia e d'Ungheria 
(1330 ca-Novigrad, Croazia 1387) Regina d'Ungheria. Figlia di Stefano Kotromanic, bano di Bosnia, sposò nel 1353 il re Luigi I (il Grande) d'Ungheria. Ebbe due figlie: Maria ed Edvige. Alla morte del marito (1382), assunse la reggenza dell'Ungheria per la figlia minorenne Maria, provocando la divisione tra Ungheria e Polonia e lo smembramento della stessa Ungheria. Dopo essere riuscita a sedare temporaneamente la ribellione delle province meridionali, guidata da Carlo III di Durazzo, venne assassinata nel 1387 da un sostenitore di Carlo. 

\Elisabètta Carlòtta di Bavièra (Heidelberg 1652-Saint Cloud 1722) Figlia di Carlo Ludovico, elettore palatino del Reno, venne per questo chiamata la Principessa Palatina. Nel 1671 divenne duchessa d'Orléans sposando Filippo I d'Orléans, fratello di Luigi XIV, re di Francia. Di religione protestante, trovò per questo un ambiente di corte ostile. 

\Elisabètta Carlòtta d'Orléans (Parigi 1676-Commercy, Mosa 1744) Figlia del duca d'Orléans Filippo (fratello di re Luigi XIV) e di Elisabetta Carlotta di Baviera (detta la Principessa Palatina). Nel 1698, sposò il duca di Lorena, Leopoldo. Nel 1729, alla morte del marito, divenne reggente e fu nominata principessa di Commercy, fino al 1736 quando la Lorena passò a Stanislao Leszczynski. 

\Elisabètta d'Àustria o Elisabètta d'Asbùrgo (Vienna 1554-1592) Figlia di Massimiliano II e nipote di Carlo V. Nel 1570 sposò il re di Francia Carlo IX. Tenuta dalla suocera Caterina de' Medici lontana dalla vita politica, assistette con orrore alla strage degli Ugonotti intervenuti per i festeggiamenti, ordinata da Caterina de' Medici, alla vigilia delle nozze della figlia Margherita con il calvinista Enrico di Navarra (futuro re di Francia con il nome di Enrico IV), il 24 agosto 1572 (notte di San Bartolomeo). Nel 1574, rimasta vedova, rientrò a Vienna e fece costruire il monastero di Santa Maria degli Angeli, nel quale si ritirò per dedicarsi alla redazione di una storia della Francia del suo tempo. 

\Elisabètta di Boèmia (Heidelberg 1618-Herford 1680) Figlia del re di Boemia Federico V e principessa palatina. Durante la guerra dei Trent'anni, si rifugiò con la madre all'Aia, dove conobbe e frequentò il filosofo e matematico Renato Cartesio. Nel 1661 si ritirò nel monastero di Herford dove fondò un'associazione di studiosi ispirata ai principi propugnati da Cartesio. 

\Elisabètta di Frància (Versailles 1764-Parigi 1794) Sorella di re Luigi XVI, ne seguì le vicissitudini di corte trasferendosi a Parigi e influenzandone le decisioni. Nell'agosto del 1792 venne rinchiusa insieme al fratello nel Tempio. Dopo l'uccisione della cognata Maria Antonietta avvenuta il 16 ottobre 1793, si prese cura della nipote, la futura duchessa d'Angoulême. Nel maggio 1794 venne trasferita alla Conciergerie dove venne processata e condannata al patibolo. L'esecuzione avvenne il 10 maggio 1794. 
Elisabetta di Francia 
(Fontainebleau 1602-Madrid 1644) Figlia del re di Francia Enrico IV e di Maria de' Medici. Nel 1615 sposò il futuro re di Spagna, Filippo IV. Politicamente impegnata, favorì la caduta del ministro Olivares. La figlia maggiore di Elisabetta, Maria Teresa, sposò Luigi XIV re di Francia. 

\Elisabètta di Görlitz (?-Treviri 1451) Figlia del duca di Görlitz, Giovanni di Lussemburgo, nel 1409 sposò Antonio di Borgogna. Nel 1415, lo zio Wenzel le affidò il ducato di Lussemburgo. Rimasta vedova nello stesso anno, si risposò tre anni dopo, nel 1418, con Giovanni di Baviera. Nel 1424 rimase nuovamente vedova e nel 1441 per contrastare le rivolte interne al ducato, fu costretta a cederlo a Filippo di Borgogna, ritirandosi a vita privata. 

\Elisabètta di Nassau-Saarbrücken (1397-Saarbrücken 1456) Figlia del duca di Lorena, sposò il reggente della contea, Filippo di Nassau-Saarbrücken. Scrittrice, si ispirò alle chansons de geste del periodo carolingio scrivendo, tra il 1500 e il 1515, quattro romanzi di avventure cavalleresche ambientati in Germania: Loher und Maller, Herpin, Sibille e Hug Schapler (Ugo Capeto). Rimasta vedova, sostituì il marito alla reggenza della contea per circa dieci anni. 

\Elisabètta di Rùssia (Karlsruhe 1779-Belev, Tula 1826) Principessa di Baden, nel 1793 sposò Alessandro Pavlovic, granduca di Russia. Convertita alla religione ortodossa, cambiò il proprio nome da Maria Luisa Augusta in Elisabetta. Nel 1801, alla morte del suocero, Paolo I, divenne imperatrice di Russia. Scrisse un importante Diario della sua vita. 

\Elisabètta di Wied (Neuwied, Renania-Palatinato 1843-Bucarest 1916) Regina di Romania e scrittrice. Principessa di Wied, sposò nel 1869 Carlo di Hohenzollern che nel 1881 divenne re di Romania. Con lo pseudonimo di Carmen Sylva scrisse numerosi romanzi, novelle, liriche, drammi e tradusse in tedesco la raccolta di Poesie romene (1880) e in francese Pensieri di una regina (1882). 

\Elisabètta di Wittelsbach (Possenhofen, Baviera 1837-Ginevra 1898) Imperatrice d'Austria. Figlia del duca di Baviera Massimiliano Giuseppe II, nel 1854 andò sposa a Francesco Giuseppe, imperatore d'Austria. Dal matrimonio ebbe quattro figli: Sofia, Gisella, Maria Valeria e Rodolfo. Di essi, Rodolfo, destinato al trono e divenuto arciduca nel 1858, morì nel 1889, forse suicida, nel castello di Mayerling in circostanze misteriose, segnando profondamente la vita dell'imperatrice. Impegnata politicamente, sostenne l'autonomia ungherese che nel 1867 portò all'Ausgleich che sanciva la pace tra l'Ungheria e l'imperatore. Oltre al suicidio del figlio, altri tragici eventi si susseguirono: nel 1867 la fucilazione del cognato, l'imperatore Massimiliano del Messico; nel 1886 la scomparsa improvvisa e misteriosa del cugino Luigi II di Baviera e nel 1897 la morte della sorella, la duchessa d'Alençon, perita in un incendio a Parigi; la follia della cognata Carlotta. Per le proprie idee politiche e i dispiaceri legati ai tragici avvenimenti, entrò in contrasto con Sofia, la regina madre, si allontanò dalla corte di Vienna e visse errabonda per l'Europa. Dal 1880 si ritirò nel suo palazzo di Corfù chiamato Achilleion. Il 10 settembre 1898, venne uccisa a Ginevra dall'anarchico italiano Luigi Luccheni, mentre si apprestava a imbarcarsi. 

\Elisabètta I di Russia (Kolomenskoje 1708-Pietroburgo 1762) Elisabètta Petrovna. Imperatrice di Russia, figlia di Pietro il Grande e di Caterina I. Durante il regno di Anna Ivanovna (1730-1740) e la reggenza di Anna Leopoldovna (1740-1741), fu tenuta sotto sorveglianza, in quanto si temeva che potesse, quale unica e legittima erede al trono, avanzare rivendicazioni che avrebbero trovato consensi nella nobiltà russa. Infatti, approfittando del malcontento nei confronti dei favoriti tedeschi dominanti nel governo, Elisabetta, con l'appoggio del reggimento Preobrazenskij, attuò un colpo di stato nel 1741. L'imperatore Ivan Antonovic (designato al trono da Anna Ivanovna, sotto la reggenza del duca di Curlandia E. J. Biron) venne arrestato. Condannato a morte, fu in seguito graziato ed esiliato a Riga. Un tentativo compiuto nel 1764 di liberare Ivan dalla fortezza dov'era custodito, portò all'uccisione del giovane zar da parte di una guardia. Con l'avvento al potere di Elisabetta vennero messi da parte i consiglieri tedeschi ormai diffusi a corte e nel governo. Elisabetta scelse unicamente collaboratori russi, tra i quali Aleksej Petrovic Bestuzev-Rjumin diplomatico e cancelliere, i fratelli Pietro e Ivan Suvalov, il diplomatico M. I. Voroncov e i fratelli Razumovskij. Durante il regno di Elisabetta vennero aboliti la pena di morte e i dazi doganali interni; fu istituita una banca commerciale; venne fondata l'università di Mosca (1755) per iniziativa dello scienziato e letterato M. V. Lomonosov; fu inaugurata l'Accademia di belle arti di Pietroburgo (1757); furono inoltre poste le basi del teatro nazionale russo (inaugurazione del primo teatro pubblico nel 1756) e vennero fondati nuovi istituti per la diffusione dell'istruzione e della cultura. In senso opposto ai provvedimenti di modernizzazione, sono da considerare le misure prese per ampliare i privilegi della nobiltà, che provocarono la definitiva istituzione della servitù della gleba. Infatti con il decreto del 1746 i nobili ottennero il diritto esclusivo di possedere terre e contadini. Successivamente, venne loro legalmente consentito il commercio dei servi (1747) e concesso il diritto di inviarli in esilio in Siberia (1760). Sul piano della politica internazionale, nel 1743 venne sconfitta la Svezia e la Russia, con il trattato di Abo, ottenne parte della Finlandia meridionale. Nella guerra dei sette anni contro la Prussia (1756-1763), la Russia si alleò con la Francia e l'Austria ottenendo successi, come l'occupazione temporanea di Berlino (1760). 

\Elisabètta I d'Inghiltèrra (Greenwich 1533-Richmond 1603) Regina d'Inghilterra. Figlia di Enrico VIII e della sua seconda moglie Anna Bolena. Visse un'infanzia non priva di pericoli, per gli interessi dinastici che si concentrarono sulla sua persona. Anna Bolena fu condannata a morte e decapitata nel 1536 sotto l'accusa di adulterio, ed essendo stato annullato il matrimonio con Enrico VIII, Elisabetta si trovò in posizione di figlia illegittima. Tuttavia per decisione di Enrico, ratificata da un atto del parlamento, venne dichiarata erede al trono dopo Edoardo (1537-1553, re con il nome di Edoardo VI dal 1552 al 1553) e Maria (1516-1558, detta Maria la Cattolica o Maria la Sanguinaria, regina dal 1553 al 1558). Rimase nell'ombra durante il regno del fratello. Gli intrighi e i sospetti che la circondavano fin dall'infanzia contribuirono a formare una personalità astuta, capace di cavarsela nel mare agitato delle vicende politiche del tempo. Così quando salì al trono la sorellastra Maria la Cattolica, Elisabetta si affrettò a fare una professione di fede cattolica e a sostenere i diritti al trono di Maria contro quelli di Lady Jane Grey (1537-1554) che venne imprigionata e successivamente condannata a morte e giustiziata. Venne imprigionata nel 1554, prima nella Torre di Londra e poi nel castello die Woodstock, con l'accusa di complotto, in coincidenza con la rivolta di Sir Thomas Wyatt che si proponeva di metterla sul trono; fu liberata per mancanza di prove del coinvolgimento nella rivolta. Morta la sorellastra per cause naturali, le succedette sul trono nel 1558. Contraria a ogni posizione estremista, seguì una politica di pacificazione religiosa e politica. Fin dall'inizio adottò il metodo di accantonare i problemi che non presentavano un pericolo immediato. Circondatasi di abili collaboratori, tra cui W. Cecil e R. Dudley, concluse la disastrosa guerra con la Francia. Negli affari esteri seguì una politica opportunista sfruttando le rivalità esistenti tra Francia e Spagna, tra ugonotti francesi e cattolici, tra i protestanti tedeschi e l'Impero, tra i protestanti dei Paesi Bassi e Filippo II. Tale politica assicurò all'Inghilterra circa trenta anni di pace. Pur non impegnandosi in guerre dirette ufficialmente dichiarate, incoraggiò i conflitti privati sui mari contro i nemici tradizionali dell'Inghilterra a scopo commerciale. Vennero autorizzati il contrabbando e il traffico di schiavi tra l'Africa e l'America; venne incoraggiata la guerra di corsa contro la flotta spagnola sulle coste dell'America centrale, nella quale si distinsero uomini come J. Hawkins e F. Drake che diedero inizio al predominio inglese dei mari. In campo religioso seguì un programma moderato, confermando tuttavia la separazione della chiesa anglicana da quella di Roma. Consolidò l'anglicanesimo, mantenendo la struttura episcopale della chiesa britannica e la subordinazione alla corona. Con l'Act of Uniformity (1559), impose il Book of Common Prayer (Libro della preghiera comune), che ufficializzava la nuova liturgia in lingua inglese e affermò definitivamente i principi fondamentali dell'anglicanesimo tramite la promulgazione dei Trentanove articoli di fede anglicana. Con l'Act of Supremacy (Atto di supremazia, 1563) confermò l'abolizione di ogni potere pontificio sull'Inghilterra, riservando al sovrano la repressione delle eresie e degli abusi. Mantenendo le strutture organizzative e il rituale esistente, veniva costruita la nuova chiesa anglicana con una gerarchia di nomina regia ormai sottratta all'autorità di Roma. Per quanti rifiutassero di assistere alle cerimonie della chiesa di stato, erano previste severe sanzioni. La rivolta scozzese del 1559 gli consentì di intervenire in Scozia e di ottenere la rinuncia al trono inglese da parte di Maria Stuarda, la quale successivamente (1567) le chiese addirittura ospitalità. Dopo la scomunica irrogatale da Pio V (1570), fu costretta a inasprire le persecuzioni contro i cattolici e a considerare ogni cattolico un traditore potenziale. Nel 1573 venne organizzata una speciale polizia incaricata di reprimere le forze ostili che tramavano contro Elisabetta. Un tentativo di rivolta promosso dai gesuiti nel 1580 venne represso severamente. Anche i puritani e i calvinisti dovevano essere costantemente tenuti sotto controllo, in quanto critici nei confronti dell'autoritarismo. Elisabetta si valse però del consenso entusiasta di nobili e borghesi attratti dalle opportunità che si offrivano nello sviluppo del commercio marittimo. I metodi utilizzati dai marinai inglesi per il raggiungimento dei loro obiettivi di espansione erano pirateschi e violenti, come del resto i rapporti internazionali prevalenti a quel tempo. Si ebbe un'importante novità: la stessa Elisabetta autorizzò le azioni dei corsari e investì direttamente in queste imprese, partecipando ai profitti che ne derivavano. Per anni Elisabetta permise che Maria Stuarda restasse in vita, pur sapendo che era il punto di riferimento dei complotti orditi contro di lei, più per calcolo politico che per tolleranza. Restando in vita Maria Stuarda, Filippo II non poteva avanzare pretese sul trono, che da più parti nei paesi cattolici veniva contestato a causa della sua nascita illegittima. Nel 1584, a seguito dell'aiuto dato da Elisabetta ai protestanti olandesi, si ebbe la rottura dei rapporti diplomatici con la Spagna. Quando nel 1586 si verificò il complotto cattolico di Antony Babington contro Elisabetta, mentre Filippo II si apprestava ad attaccare l'Inghilterra, Maria Stuarda venne processata e giustiziata (1587). La spedizione di Filippo II si risolse in un disastro per la flotta spagnola (la cosiddetta Invencible Armada), che venne quasi completamente distrutta dalla tattica dei marinai inglesi comandati da Thomas Howard, diretta ad evitare lo scontro frontale, e dalle tempeste naturali. Con questo fallimento militare, la Spagna perdette il predominio sui mari. La vicenda fu un trionfo per la regina Elisabetta che aveva utilizzato contro gli spagnoli proprio i metodi e le forze della guerra da corsa di F. Drake e J. Hawkins. Con Elisabetta, l'Inghilterra assurse al ruolo di grande potenza marittima e commerciale. Il suo governo diede al Paese il massimo impulso nelle iniziative atte a favorire lo sviluppo delle industrie navali, tessili, minerarie, mercantili (venne costituita la Compagnia delle Indie Orientali) e coloniali (Walter Raleigh completò la conquista della Virginia tra il 1585 e il 1590). Questo consacrò il prestigio della regina e la supremazia dell'Inghilterra sul mare, dando inizio all'impero coloniale inglese. Il periodo del suo regno (etÓ elisabettiana) fu caratterizzato da una straordinaria vitalità culturale. Alla morte di Elisabetta, avvenuta a Richmond il 24 marzo del 1603, molte situazioni, come ad esempio il dissesto delle finanze e il conflitto tra Parlamento e Corona, restavano non risolte, in parte per la politica di moderazione adottata da Elisabetta, ma l'Inghilterra era ormai avviata verso un avvenire di grandezza. Prima di morire, designò come successore al trono il figlio di Maria Stuarda, Giacomo Stuart (Giacomo VI di Scozia). 

\Elisabètta II o principèssa Tarakanova (Germania 1750-Kronstadt 1775) Avventuriera, detta la Falsa in quanto sosteneva di essere la figlia di Elisabetta Petrovna (figlia di Pietro il Grande e di Caterina I). Conosciuta in Francia, Turchia e Persia, riuscì con l'appoggio di aristocratici italiani e polacchi, a sostenere il ruolo della principessa Tarakanova. Caterina II, preoccupata della crescente fama di Elisabetta II, la fece uccidere dal favorito Orlov. 

\Elisabetta regina d'Inghilterra Dramma per musica in due atti di G. Rossini, libretto di G. Schimdt (Napoli, 1815). 

\Elisabètta Stuart (Falkland 1596-Londra 1662) Figlia di Giacomo I, re d'Inghilterra, sposò nel 1613 l'elettore palatino Federico V da cui ebbe tredici figli. Nel 1619 divenne regina di Boemia, ma, a seguito della distruzione dell'esercito boemo, fu costretta a fuggire nelle Province Unite. Nel 1648, nonostante la restaurazione dello stato del Palatinato, non poté farvi ritorno e solo nel 1661 riuscì a far rientro in Inghilterra. La figlia Sofia, sposando il duca di Hannover diede origine all'attuale dinastia reale britannica. 

\Elisabètta Terèsa di Lorèna (1711-1741) Figlia di Leopoldo Giuseppe di Lorena, nel 1737 sposò Carlo Emanuele III di Savoia, vedovo, divenendo regina di Sardegna. Ebbero tre figli: Benedetto Maria Maurizio, Maria Vittoria Margherita e Francesco Maria, il futuro duca d'Aosta. 

\Elisabètta Valèria di Bavièra (Possenhofen, Baviera 1876-Bruxelles 1965) Figlia di Carlo Teodoro, duca di Baviera. Nel 1900, sposò Alberto I, futuro re del Belgio. Assai nota per le iniziative benefiche e culturali (Fondation médicale Reine Élisabeth e Fondation Égiptologique). Durante la prima guerra mondiale si prodigò per le popolazioni vittime della guerra. Fra i figli avuti, Maria José divenne la consorte del principe di Piemonte, Umberto II di Savoia. Rimasta vedova, nel 1934 si dedicò al mecenatismo nel settore musicale (Fondation musicale). Ideologicamente vicina alle idee socialiste, venne soprannominata la Regina Rossa per i suoi numerosi viaggi nella Cina Popolare e in Russia. 

\Elisabètta, Càpo Nome dell'estremità settentrionale dell'isola di russa di Sachalin, nel mare di Okhotsk (Mys Jelizavety). 

\elisabettiàno, agg. Che riguarda la regina d'Inghilterra Elisabetta I. 
Letteratura elisabettiana 
Per letteratura elisabettiana, si intende il complesso delle opere letterarie scritte durante il regno di Elisabetta I e, in particolare, a partire dal 1580. Questo periodo storico, durante il quale l'Inghilterra godette di un notevole sviluppo culturale e commerciale, è indicato anche come rinascimento inglese, per indicare una fioritura eccezionale di opere e di autori, comparabile a quello che si era verificato nel rinascimento italiano. Il rinascimento inglese si distingue da quello italiano per lo spirito protestante e puritano che impedirà le manifestazioni paganeggianti nella letteratura, pittura e scultura. Per opera di T. Wyatt e di H. Howard venne introdotta nella letteratura inglese la forma letteraria del sonetto, derivandola dai lavori di Francesco Petrarca e dei poeti petrarchisti, che avrebbe avuto notevole successo con W. Shakespeare, Ph. Sidney e altri minori. In questo periodo operarono una serie di autori, tra i quali R. Ascham (1515-1568) autore dell'operetta Toxophilus e del trattato pedagogico Il maestro di scuola; R. Greene (1558-1592) autore di romanzi di ambientazione classica come Pandosto e Menaphon; T. Nashe (1567-1601) autore di satire, tra cui L'anatomia dell'assurditÓ e la Supplica al diavolo di Pietro Senzaunsoldo; J. Lyly (1554-1606) del quale si ricorda il romanzo filosofico Euphues; F. Bacone (1561-1626) filosofo noto per numerosi lavori, tra i quali si ricorda il Novum Organum nel quale illustra il metodo induttivo e sperimentale da lui propugnato; E. Spenser (1552-1599) celebrato poeta del quale si ricordano il Calendario del pastore, gli Amoretti, l'Epithalamion e La regina delle fate; Ph. Sidney (1554-1584) autore della raccolta di sonetti Astrophel e Stella e del romanzo Arcadia; T. Sackville (1536-1608) collaboratore dell'antologia poetica Lo specchio dei magistrati e coautore, insieme a T. Norton, della tragedia in versi Gorboduc; F. Greville (1554-1628) noto per la raccolta di sonetti Caelica e le due tragedie Alaham e Mustapha; C. Marlowe (1564-1593) autore del poemetto Ero e Leandro, oltre ai numerosi drammi di successo; W. Shakespeare (1564-1616) autore di oltre 150 sonetti e di alcuni poemetti, tra cui Venere e Adone e Il ratto di Lucrezia, oltre che delle celebri tragedie e commedie. 
Musica elisabettiana 
Per musica elisabettiana, si intende il tipo di musica che si diffuse tra l'inizio del regno di Elisabetta I d'Inghilterra e il 1642, anno in cui scoppiù la guerra civile. Si ispirò alla religione anglicana che andò consolidandosi sotto il regno di Elisabetta I. L'interesse degli inglesi per la Bibbia risale a questo periodo. È da notare che la musica con testi inglesi non soppiantò il mottetto latino, ma si affiancò a esso. In quegli anni la musica inglese consisteva principalmente in madrigali e canti accompagnati da liuto. Nell'età elisabettiana (1558-1603) si assisté alla fioritura della musica strumentale sacra e profana. Tipici di questo periodo sono le composizioni strumentali per archi e fiati, le composizioni per virginale, i madrigali, le composizioni per liuto, che ebbero diffusione e successo in tutta l'Europa. Tra gli autori di musica concertistica inglese per complessi strumentali omogenei e misti da due a otto archi e strumenti a fiato, si citano W. Byrd e O. Gibbons Tra i compositori di madrigali, si citano T. Morley, T. Weelkes, W. Byrd, O. Gibbons. Insuperato autore di raffinati pezzi per liuto fu J. Dowland. Dopo il 1610, abbandonati i madrigali e i canti con liuto, gli elisabettiani si dedicarono alla composizione di musica per viola e virginale; tra questi si segnalano, in primo luogo W. Byrd (1543-1623), T. Morley (1557-1602), J. Bull (1562-1628), oltre ad A. Ferrabosco (1543-1588), T. Weelkes (1575-1623), J. Wilbye (1574-1638), O. Gibbons (1583-1625) e J. Dowland (1562-1626). Il compositore più importante e originale di questo periodo è considerato W. Byrd. Fu organista della cappella reale a Londra. È autore di numerose composizioni religiose e profane, tra cui circa 100 pezzi per virginale. Scrisse inoltre tre messe, 80 mottetti da tre a nove voci e circa 100 graduali da tre a sei voci, da molti ritenuti il suo capolavoro. 
Teatro elisabettiano 
Per teatro elisabettiano, si intende sia la struttura architettonica nella quale si davano le rappresentazioni teatrali nel periodo elisabettiano sia il complesso delle opere teatrali scritte nello stesso periodo (compreso tra il 1576, anno di inaugurazione del primo teatro londinese, e il 1642, anno in cui per legge tutti i luoghi di spettacolo furono chiusi). I teatri della Londra elisabettiana sono costituiti di una costruzione prevalentemente in legno che circonda una platea scoperta a pianta circolare o simile. La costruzione presentava all'esterno alcune finestre e conteneva all'interno da due a cinque file di gallerie sovrapposte intercomunicanti. Nella parte centrale, sullo sfondo del palcoscenico, le gallerie ospitavano un locale a più livelli, utilizzato come spazio di servizio per arredi di scena, attori in attesa di entrare in scena e strumentisti. Il palcoscenico, dove si svolgeva l'evento teatrale, era sopraelevato e si estendeva in profondità in mezzo alla platea. Con i provvedimenti puritani del 1642 i teatri elisabettiani scomparvero. Successivamente si sarebbe affermato in tutta Europa il modello di teatro italiano, che avrà la caratteristica di sfruttare al meglio gli spazi disponibili. Il pubblico si disponeva nelle gallerie laterali e attorno al palcoscenico. Il teatro è la forma letteraria in cui si rispecchia più di ogni altra il periodo elisabettiano, nella quale si espressero i problemi e le speranze dell'epoca. Il teatro divenne il punto di incontro di tutta una società, esclusi i puritani che se ne astennero per ragioni di carattere moralistico. In questo periodo operarono soprattutto gli autori che scrissero per il teatro; tra tutti spicca William Shakespeare. Nonostante l'ostilità dei puritani, la popolarità delle rappresentazioni teatrali fece in modo che nel 1600 i teatri londinesi in esercizio divennero ben otto. Numerose furono le compagnie teatrali; tra le più famose si ricordano i King's Men (compagnia del re), diretti da R. Burbage, quella dei Lord Admiral's Men (compagnia del Lord Ammiraglio), diretta da E. Alleyn e i Lord Chamberlain's Men (compagnia del Lord Ciambellano). Tra gli autori del periodo, si citano Robert Greene (1558-1592) autore di romanzi e della commedia Frate Bacone e frate Bungay; Thomas Kyd (1558-1594) autore del quale si ricorda la Tragedia spagnola, un modello delle tragedie di vendetta; John Lyly (1554-1606) autore delle commedie Alessandro e Campaspe, Endimione, La donna della luna, George Peele (1556-1596) autore delle due commedie Il giudizio di Paride e Il racconto delle comari; Cyril Tourneur (1575-1626) a cui sono attribuiti due lavori teatrali Tragedia del vendicatore e Tragedia dell'ateo; Thomas Middleton (1580-1627) del quale si ricordano La sessione autunnale, Un trucco per accalappiare il vecchio, Donne diffidate delle donne; Francis Beaumont (1584-1616) e John Fletcher (1579-1625) amici e collaboratori, dei quali si ricordano Filastro, Re e non pi¨ re, La tragedia della fanciulla; John Marston (1576-1634) autore de La vendetta di Antonio, Poetaster, Il malcontento, Via verso est; Thomas Dekker (1572-1632) autore di fortunate commedie, come La festa dei calzolai, Il vecchio fortunato e L'onesta cortigiana; Thomas Heywood (1574-1641); John Webster (1580-1625); Christopher Marlowe (1564-1593) autore dei drammi Tamerlano il grande, La tragica storia del dottor Faust, L'ebreo di Malta, La strage di Parigi, Edoardo II; John Ford (1586-1640) autore di opere tratrali di successo come La strega di Edmonton, Peccato che sia una sgualdrina, Cuore infranto, Il sacrificio d'amore, Perkin Warbeck; Philip Massinger (1583-1640) autore delle tragedie La vergine martire, La fanciulla onorata, L'attore romano e delle commedie Un nuovo modo di pagare vecchi debiti e La signora di cittÓ; James Shirley (1596-1669) autore delle tragedie Il traditore e Il cardinale e delle commedie Hyde Park e Donna di piacere. La stagione del teatro elisabettiano si concluse nel 1642, quando i puritani ottennero da Oliver Cromwell, capo del parlamento, una legge che sancì la totale chiusura dei teatri, considerati "luoghi di perdizione". Sarebbero stati riabilitati solo con la Restaurazione del 1660. La personalità più celebre del periodo elisabettiano e della letteratura inglese è indubbiamente William Shakespeare (1564-1616), autore di numerose tragedie e opere teatrali, tra le quali si ricordano Enrico VI (1590-1592), Riccardo III, La bisbetica domata, I due gentiluomini di Verona, Pene d'amor perdute, Romeo e Giulietta, Riccardo II, Sogno di una notte di mezza estate, Re Giovanni, Il mercante di Venezia, Enrico IV, Molto rumore per nulla, Enrico V, Giulio Cesare, Come vi pare, La dodicesima notte, Amleto, Le allegre comari di Windsor, Tutto Ŕ bene quel che finisce bene, Misura per misura, Otello, Re Lear, Macbeth, Antonio e Cleopatra, Coriolano, Timone di Atene, La tempesta, Enrico VIII (1613). Si tratta di opere nate nel periodo elisabettiano, ma che per la loro natura ed estensione di temi risentono solo superficialmente del clima elisabettiano. Per esempio, la numerosa schiera dei drammi storici rientra nella scelta di temi cari allo spirito nazionale inglese (la produzione di Shakespeare si apre e si chiude con una tragedia tratta dalla storia inglese), ma non rappresenta mai un'esaltazione acritica della monarchia o della storia inglese. Nei numerosi drammi tratti dalla storia nazionale, oltre alla modellazione dei caratteri e ai drammi privati, non rifugge dal presentare gli aspetti più crudi dell'assolutismo, come la violenza dell'esercizio della potestà regia sulla vita e sulla morte dei sudditi e la conseguente ipocrisia dei rapporti sociali o la commistione della politica con la religione. Come in tutte le opere del tempo (ad esempio in Gargantua e Pantagruel di F. Rabelais), essendo severamente sanzionate le contestazioni esplicite, ogni denuncia deve essere necessariamente mascherata e indiretta. 

\Elisavetpol' o Jelisavetpol' Città (260.000 ab.) dell'Azerbaigian, presso le pendici settentrionali del Piccolo Caucaso, così chiamata dal 1804 al 1918. Successivamente venne chiamata Kirovabad e attualmente ha assunto il nome di Gandja. Vi si trovano industrie metalmeccaniche, chimiche e tessili. 

\eliscàlo, sm. Eliporto. 

\Elisèo (secc. IX-VIII a. C.) Profeta ebreo, successore e discepolo di Elia. Compì famosi miracoli e fu consigliere del re d'Israele. Nelle arti figurative viene spesso ritratto assieme a Elia. Esempi eccellenti sono la statua nella cattedrale di Chartes e quella nella cattedrale di Toledo. 

\Elìsidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi Opistobranchi cui appartiene l'Elysia

\elìsio, agg. e sm. agg. Dell'eliso. 
sm. Eliso. 

\elisióne, sf. L'elidere ( → ) o l'effetto riferito in particolare al senso grammaticale. 
 @   lat. elisio,-onis, deriv. da elisus, p.p. di elidere. 

\elisìr, sm. invar. Liquore estratto da molte sostanze aromatiche. ~ tonico, cordiale. 

\Elisir d'amore Opera in due atti di G. Donizetti, libretto di F. Romani (Milano, 1832). 
La storia è ambientata in un villaggio dei paesi baschi nel XVIII secolo. Adina, contadina capricciosa è contesa da Nemorino, contadino, e da Belcore, sergente. Adina respinge Nemorino per il secondo. Vistosi respinto, Nemorino, beve un presunto filtro d'amore e si mette a danzare. Adina, indispettita, celebra in tutta fretta le nozze con Belcore. Terminato l'effetto dell'elisir, il contadino è rattristato. Apprende però da voce di popolo di essere erede di una fortuna e di poter quindi comprare altro elisir. Adina, comprendendo finalmente l'amore di lui, gli confessa il proprio. 

\Elisir del diavolo, Gli Romanzo di E. T. A. Hoffmann (1815-1816). 

\eliskì, sm. 1 Elicottero attrezzato per l'atterraggio su neve o ghiaccio. 2 Forma di sci alpinismo che comporta l'uso dell'elicottero come mezzo di risalita, per avere accesso alle piste d'alta quota. 

\elìso, sm. Nella mitologia classica era il luogo di felicità concesso dagli dei alle anime dei buoni. 

\elisoccórso, sm. Soccorso medico svolto per mezzo di elicotteri. 

\Elìssa o Elìsa Nome di origine fenicia con il quale Virgilio nomina la regina Didone nel IV libro dell'Eneide. 

\Elista Città (90.000 ab.) della Russia, capoluogo della Repubblica autonoma dei Calmucchi. Le principali risorse economiche sono basate sull'industria alimentare, tessile, del legno e dei materiali da costruzione. 

\elistazióne, sf. Complesso delle infrastrutture di un eliporto a disposizione del pubblico e dei passeggeri. 

\elitàrio, agg. Di élite. ~ aristocratico. <> popolare. 

\elitarìsmo, sm. Atteggiamento elitario, che difende gli interessi di un'élite. 

\elitàxi, o elitassì, sm. invar. Elicottero che fa servizio su percorsi brevi. 

\élite, sf. invar. La parte più raffinata e importante di una collettività. ~ crème. 
In sociologia termine usato per indicare gruppi sociali ristretti che si formano all'interno di ogni società e godono di una riconosciuta superiorità. La teoria dell'élite, come classe dirigente che detiene il potere, è stata sviluppata da V. Pareto, G. Mosca e C. Wright Mills. La moderna sociologia (Schumpeter) si è occupata dell'antitesi tra élite e democrazia, prevedendo un'alternanza nei rapporti tra élite antagoniste, organizzate in partiti di massa. 

\Elitis, Odysseus (Iraklion, Creta 1911-Atene 1996) Pseudonimo del poeta neoellenico Odysseus Alepudhelis. Tra le prime opere del periodo surrealista Clessidre dell'ignoto (1937), Orientamenti (1940). 
Nel 1959 compose Dignum est, un'opera nella quale si fondono una profonda liricità e sentite forme di protesta sociale. Più tradizionali le opere seguenti come Monogramma (1971), Figliastre (1974) e Maria Nuvola (1979). Premio Nobel nel 1979 per la letteratura. Ultime opere Pubblico e privato (1990) e Elegia di Ox˛petra (1992). 

\èlitra, sf. Rivestimento duro che raccoglie e protegge le ali di alcuni ordini di insetti.   +  

\elitrasportàto, agg. Trasportato tramite elicottero. 

\elixìr, sm. => "elisir" 

\Elizabeth (Australia) Città (33.000 ab.) situata nello stato australiano del South Australia, a sud est vicino Adelaide. 

\Elizabeth (isole) Piccolo arcipelago degli USA posto presso la costa del Massachusetts. 

\Elizabeth (USA) Città (110.000 ab.) e porto degli Stati Uniti, nel nord est del New Jersey, è un sobborgo di Newark e di New York. Posta nella baia di Newark è collegata a Staten Island da un ponte costruito nel 1928. Elizabeth fu fondata nel 1664 su un terreno acquistato dagli indiani. Dal 1668 al 1682, la città svolse la funzione di prima capitale del New Jersey. Fu la sede iniziale della Princeton University (nel 1746 venne fondato il College of New Jersey che nel 1752 fu trasferito nella città di Princeton diventando l'odierna omonima università). Già al tempo della rivoluzione americana, Elizabeth era un porto attivo che ospitava concerie, fabbriche di birra e cantieri navali. Vi furono combattute quattro battaglie della rivoluzione americana e la città venne parzialmente distrutta. L'industrializzazione venne avviata verso la fine del XIX secolo. Città oggi altamente industrializzata, possiede cantieri navali, raffinerie di petrolio, industrie chimiche, siderurgiche e metallurgiche. Il porto offre la possibilità di attracco per navi oceaniche e possiede depositi per container tra i più vasti del mondo. 

\Elizavetgrad Città (278.000 ab) dell'Ucraina, chiamata dal 1939 in poi Kirovograd. Posta sul fiume Ingul, è capoluogo della provincia omonima. Vi si trovano industrie edili, metalmeccaniche, alimentari. Coltivazione di barbabietole da zucchero e ortaggi. 

\El-Jadida Città (82.000 ab.) del Marocco, capoluogo della provincia omonima. 

\élla, pron. pers. f. sing. 1 Si riferisce solo a persona e si può impiegare solo in funzione di soggetto; Ŕ una forma antiquata, oggi sostituita da lei. 2 Usato come forma di cortesia, riferita a persone con cui non si ha familiarità, anche di sesso maschile, in occasioni solo formali; in forma scritta viene spesso usato con l'iniziale maiuscola • come Ella avrà saputo, la cerimonia Ŕ stata rinviata.
 X   pron. she. 

\Ellade Omero la indica sia come una regione della Tessaglia che come una città. In seguito ha indicato le regioni centrali della Grecia e solo dal VI sec. a. C. l'intera Grecia. 

\ellàdico, agg. Tipico dell'Ellade. 
CiviltÓ elladica 
Cultura fiorita nella Grecia continentale dall'età del bronzo alla fine dell'età micenea. È caratterizzata da tre distinti periodi. 
Elladico antico 
(2800-2000 a. C.) Periodo in cui popolazioni di origine anatolica (pelasgi) diedero vita ai primi centri abitati con l'introduzione di un tipo di ceramica lucida e nera. Le sepolture erano collettive. 
Elladico medio 
(2000-1570 a. C.) Caratterizzato dall'arrivo di popolazioni indoeuropee dal Nord (achei), che introdussero il cavallo, le sepolture individuali e la ceramica grigia, la cosiddetta minia. 
Elladico tardo 
(1570-1125 a. C.) Corrispondente all'età micenea. Caratterizzato dall'uso dei carri da combattimento e dai palazzi-fortezza forniti di mura ciclopiche come difesa contro le invasioni provenienti dall'area balcanica. L'economia è prevalentemente agricola e artigianale. Scrittura sillabica del tipo Lineare B (decifrata nel 1952). Uso della ceramica minoica e delle tombe a cupola (th˛loi) per il culto degli antenati. Verso il 1150 a. C., la migrazione greca pone fine alla civiltà micenea, grazie alla nuova tecnica di combattimento (guerriero a cavallo con armi di ferro). 

\ellàgico, agg. (pl. m.-ci) L'acido ellagico è un componente dei tannini in cui è presente come glucoside. Si scioglie negli alcoli. 

\Èlle => Frisso 

\ellèboro, sm. Genere di piante erbacee (Helleborus) perenni delle Ranuncolacee presenti in Europa meridionale e nell'Asia occidentale. Hanno foglie palmate, fiori con perianzio verde o petaloideo e rizoma velenoso. In Italia è comune la rosa di Natale (Helleborus niger). 

\Ellef Ringnes Isola del Canada, nel mar Glaciale Artico. 

\Elleniche Opera di storia di Senofonte (dal 365 a. C.). 

\ellènico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla Grecia, in particolare a quella classica. 

\ellenìsmo, sm. Nome dato al periodo storico della civiltà greca che va dalla morte di Alessandro Magno (323 a. C.) alla conquista dell'Egitto da parte dei romani (31 a. C.). 
La cultura greca recepì dal mondo orientale idee religiose e culturali, modi, usi; quando Atene e la civiltà della Grecia decaddero, il centro culturale si spostò ad Alessandria, Antiochia, Pergamo e si affermò una lingua greca universalizzata (koinÚ), mentre perdettero vigore gli antichi dialetti. L'ampliamento degli orizzonti generò il cosmopolitismo umanistico e la disponibilità a comprendere diverse culture. Si ebbe la diffusione di filosofie etico pratiche che privilegiavano la ricerca della felicità intesa come pace interiore (stoicismo, epicureismo, scetticismo). In campo letterario si affermarono nuovi generi come il mimiambo, l'epillio, l'idillio, l'epigramma, il romanzo. In essi sono trattati argomenti che riguardano l'aspetto quotidiano e non più la dimensione eroica dell'esistenza. Grande opera culturale fu anche la catalogazione e gli studi di testi antichi che contribuirono alla diffusione internazionale della cultura greca e alla sua esportazione. Le scienze astronomiche, con Kidenas, Eraclite Pontico, Aristarco di Samo, Ipparco di Nicea, e matematiche, con Euclide, Archimede, Eratostene, compirono grandi progressi. Nelle corti i nobili contribuirono allo sviluppo di tutte le arti come l'urbanistica, la pittura, la scultura. Grazie a questo le città si riempirono di vie colonnate, di facciate imponenti, di portici; la scultura, con la scuola di Alessandria, e la pittura, con la scuola di Pergamo, gettarono le basi per la futura arte romana. 

\ellenìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Studioso e dotto della lingua e della letteratura antiche della Grecia. 

\ellenìstico, agg. (pl. m.-ci) 1 Dell'ellenismo. 2 Che segue il gusto e lo stile dell'arte ellenistica. 

\ellenizzànte, agg. Che è modellato sul costume e sullo stile ellenico. 

\ellenizzàre, v. v. tr. Dare i caratteri dell'antica civiltà ellenista. ~ grecizzare. 
v. intr. Usare espressioni o locuzioni greche. 

\Èlleno Personaggio mitologico, figlio di Deucalione e Pirra e padre di Eolo, Doro e Xuto. Fu il capostipite degli elleni. 

\ellepì, sm. Disco microsolco. ~ long playing. 

\èllera, sf. Edera. 

\Ellesmere Isola artica del Canada, tra la Groenlandia e le isole Sverdrup. 

\Ellespónto Antico nome dello stretto dei Dardanelli, derivato dalla leggenda di Elle. 

\Ellington, Duke (Washington 1899-New York 1974) Pianista compositore, direttore d'orchestra statunitense e creatore dello stile jazzistico orchestrale. 

\ellìsse, sf. (meno corretto ellìssi) In geometria curva piana chiusa definibile in vari modi. Può essere luogo dei punti di un piano per cui il rapporto tra le distanze da un punto (fuoco) e da una retta (direttrice), detto eccentricità (e) è fisso e minore di 1; luogo dei punti di un piano per cui la somma delle distanze da due punti fissi (fuochi) è costante e uguale all'asse maggiore; o, più semplicemente, come un cerchio o una sua immagine mediante una trasformazione di scala non necessariamente monometrica e una rotazione.   +  
    In astronomia orbita descritta da un corpo celeste attorno a un altro. 
 X   ellipse 

\ellìssi, sf. invar. Figura grammaticale per cui si omette qualche parola che sia facile a essere sottintesa. 

\ellissògrafo, sm. Dispositivo che permette di disegnare un'ellisse con movimento continuo. 

\ellissoidàle, agg. 1 Relativo a ellissoide. 2 A forma di ellissoide. 

\ellissòide, sm. Superficie chiusa le cui sezioni piane sono tutte ellissi. Facendo ruotare un'ellisse attorno a uno dei suoi assi, si ottiene un'ellissoide di rotazione.   +  
 X   sm. ellipsoid.
Ellissoide terrestre 
Modello della superficie terrestre ottenuto per rotazione attorno all'asse minore (N-S) dell'ellisse risultante da una sezione meridiana della Terra. La valutazione dell'eccentricità viene effettuata tramite misurazioni triangolari di archi di meridiano e misure locali della gravità ai poli. 

\ellitticaménte, avv. Con ellissi. 

\ellìttico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che contiene un'ellissi. 2 Che ha forma di ellisse. ~ ovale, bislungo. 3 Conciso. ~ sintetico. <> prolisso. 

\Èllo Comune in provincia di Lecco (901 ab., CAP 22040, TEL. 0341). 

\Ellòbidi Sinonimo di Auriculidi. 

\Ellsworth, Hardy Vincent (Ridgeway, Ontario 1889-Ottawa 1952) Geologo canadese. Compì studi sui minerali radioattivi per la datazione assoluta delle rocce. 

\Èlmas Comune in provincia di Cagliari (7.348 ab., CAP 09034, TEL. 070). 

\elmétto, sm. Copricapo metallico per militari e minatori. 
 X   sm. helmet, (minatore) hard hat. 

\Elmìchi (?-Ravenna 572?) Scudiero del re longobardo Alboino. Uccise il sovrano nel 572, istigato da Rosmunda. 

\Elmìnti, sm. Nome comune attribuito ai vermi piatti ( →  Platelminti) e ai vermi rotondi ( →  Nematelminti, o Nematodi), parassiti dell'uomo e dei vertebrati.

\elmintìasi, sf. Nome generico di malattie parassitarie causate dalla presenza di elminti nell'organismo. 

\elmintologìa, sf. Parte della medicina e della zoologia che studia i vermi parassiti. 

\elmintòlogo, sm. Studioso di elmintologia. 

\èlmo, sm. 1 Armatura difensiva del capo. 2 Copricapo protettivo che fa parte dell'attrezzatura di vigili del fuoco e palombari. ~ casco. 
 X   sm. helmet, (minatore) hard hat. 
 @   gotico hilms. 

  indice     >>>