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\f, F Sesta lettera dell'alfabeto italiano, quarta delle consonanti. 
In chimica F è il simbolo del fluoro. 
In fisica F è il simbolo di farad; °F simbolo del grado Fahrenheit; costante di Faraday; funzione di Helmholtz; forza. 
In metrologia f è il simbolo di femto- 
In musica, nei paesi anglosassoni e tedeschi equivale alla nota fa secondo un'antica intavolatura musicale, tuttora in uso (sistema di Oddone di Cluny). Nei paesi anglosassoni e tedeschi, che per designare le note non hanno adottato le sillabe di Guido d'Arezzo, F equivale tuttora alla nota fa. In questi paesi, la F maiuscola può indicare la tonalità di fa maggiore, la f minuscola la tonalità di fa minore. 
Sigla automobilistica della Francia. 
In astronomia una delle dieci classi in cui vengono classificate, dall'osservatorio di Harvard, le stelle; quelle appartenenti a questo gruppo sono caratterizzate da una temperatura compresa tra i 6.000 e 8.000 °K e dal colore bianco. Hanno nel loro spettro le stesse righe H e K del calcio e magnesio ionizzati, tipici delle stelle A, anche se appartengono ad atomi neutri. 

\fa, avv. e sm. avv. Indietro nel tempo contando da ora; prima d'ora (• cinque minuti fa). ~ or sono. 
sm. invar. Nome della quarta nota musicale della scala di do maggiore. Venne introdotta da Guido d'Arezzo nell'XI sec., al posto della lettera F, usata ancora nei paesi anglosassoni e tedeschi. 
 X   avv. ago. (sono arrivato a Londra alcuni giorni fa: I arrived in London a few days ago; anni fa: years ago).  sm. fa, F. 

\fabbisógno, sm. Quanto occorre per un dato scopo. ~ occorrente. <> superfluo. 
 X   sm. wants, needs, pl. requirements. 

\Fàbbri, Agènore (Barba, Pistoia 1911-Savona 1998) Scultore. Tra le opere Piccolo pescatore (1937-1938, Milano, Galleria d'Arte Moderna). 

\fàbbrica, sf. 1 Luogo opportunamente attrezzato per lo svolgimento di un'attività industriale. ~ stabilimento, ditta. LOC. quella casa è una fabbrica di maldicenze, ne sforna in continuazione. 2 Edificio in costruzione o ultimato, costruzione. ~ fabbricato. 3 Fabbricazione. ~ produzione. 
 X   sf. plant, factory. 
 @   lat. fabrica lavorazione, deriv. da faber operaio. 

\Fàbbrica Curóne Comune in provincia di Alessandria (952 ab., CAP 15050, TEL. 0131). 

\fabbricàbile, agg. 1 Che si può fabbricare. ~ fattibile. <> infattibile, irrealizzabile. 2 Su cui si può costruire un fabbricato. ~ edificabile. 
 X   agg. building. 

\fabbricànte, sm. e sf. Chi fabbrica; industriale, produttore. ~ costruttore. 
 X   sm. maker, manufacturer. 

\fabbricàre, v. tr. 1 Erigere un edificio, edificare. ~ costruire. <> abbattere. dovevano ottenere la licenza per fabbricare. 2 Immaginare. ~ inventare. 3 Architettare, escogitare. ~ ordire. <> sventare. LOC: era abituato a fabbricare false prove di accusa. 4 Produrre, fare. ~ formare. 
 X   v. tr. 1 to make, to produce, to manufacture. 2 (costruire) to build. 
 @   lat. fabricare lavorare, deriv. da faber operaio. 

\fabbricàto, agg. e sm. agg. Edificato. ~ costruito. 
sm. 1 Edificio in muratura, specifico di grandi dimensioni. ~ casamento. 2 L'insieme delle persone che abitano in un palazzo. 
 X   sm. building. 

\fabbricatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi fabbrica. ~ fabbricante. 

\fabbricazióne, sf. 1 Il fabbricare, edificazione. ~ costruzione. <> demolizione. 2 Produzione. ~ realizzazione. 3 Lavorazione. 
 X   sf. make, manufacture. 
 @   lat. fabricatio,-onis. 

\fabbricerìa, sf. Ente costituito da laici ed ecclesiastici il cui patrimonio è destinato al funzionamento e alla manutenzione di una chiesa. 

\Fàbbriche di Vàllico Comune in provincia di Lucca (591 ab., CAP 55020, TEL. 0583). 

\Fabbriciàni, Robèrto (Arezzo 1949-) Flautista italiano, specializzato nel repertorio contemporaneo. 

\fabbricière, sm. Chi fa parte della fabbriceria o l'amministra. 

\Fàbbrico Comune in provincia di Reggio Emilia (5.224 ab., CAP 42042, TEL. 0522). 

\fàbbro, sm. 1 Artigiano che lavora in ferramenti. 2 Creatore. ~ artefice. 
 X   sm. smith, blacksmith. 
 @   lat. faber,-bri. 

\Fabian Society Associazione socialista, fondata a Londra nel 1884 da E. R. Pease. Concetto base era la tattica di guerra di Q. Fabio Massimo il Temporeggiatore, da cui il nome, ossia la necessità di un graduale riformismo della società. Aderirono gli scrittori G. B. Shaw e H. G. Wells, gli economisti O. Lodge e B. Webb. Tale associazione è stata il primo nucleo del partito laburista (1906). 

\Fabiàni, Max (San Daniele del Carso 1865-Gorizia 1962) Architetto e urbanista. Assistente di O. Wagner a Vienna dal 1894 al 1896, si occupò soprattutto di pianificazione urbanistica nelle città di Lubiana (1896), Gorizia (1921) e Venezia (1952). Tra le opere l'albergo Regina (1902) a Trieste, considerato il suo capolavoro. 

\Fabiàno (?-Roma 250) Santo, papa dal 236 al 250 come successore di Antero e martire durante la persecuzione di Decio. Si dedicò con fervore all'assistenza e alla cura dei poveri di Roma, che divise in sette zone (diaconie) per meglio organizzare l'aiuto ai bisognosi. 

\Fàbio Màssimo Rulliàno, Quìnto (350 a. C. ca.-290 a. C. ca.) Politico romano. Eletto console ben cinque volte (322, 310, 307, 297 e 295 a. C.) combatté vittoriosamente contro i sanniti, gli etruschi e i galli. 

\Fàbio Màssimo, Quìnto (275-203 a. C.) Detto Cunctator, il Temporeggiatore. Uomo politico e generale romano, ricoprì per cinque volte la carica di console, divenendo anche dittatore. A seguito della sconfitta romana al Trasimeno, durante la seconda guerra punica, seguì Annibale, puntando al suo logoramento. Nel 209 conquistò Taranto e si dimostrò sempre contrario al trasferimento della guerra in terra d'Africa. 

\Fabìola (?-Roma 399) Santa, matrona romana (gens Fabia). Fondatrice del primo ospizio per pellegrini (380) a Porto, fu discepola di San Girolamo. È ricordata nel libro del cardinale Wiseman Fabiola o La chiesa delle catacombe (1854), anche se compare una figura molto romanzata della santa. 

\fabliau, sm. invar. (fr. fabulazzo o favolello) Nella letteratura francese è un componimento in ottonari a rima baciata, scherzoso e salace. Nacque in Francia nel 1100-1300, caratterizzato da estrema brevità, temi burleschi e gioiosi. Si diffuse tramite la commedia del 1100 e conobbe un notevole successo anche grazie al contributo di autori importanti (J. Bodel) e ispirando poeti e scrittori celeberrimi (Boccaccio, Rabelais, Chaucer). In Italia, questo genere è stato ripreso e interpretato da Dario Fo. 

\Fabre, Jean-Henri (Saint-Léons 1823-Sérignan-du-Comtat 1915) Scienziato francese. Tra il 1879 e il 1907 scrisse Ricordi di un entomologo

\Fabriàno Comune di Ancona (28.650 ab., CAP 60044, TEL. 0732) alle falde dell'Appennino Umbro Marchigiano; prodotti agricoli e zootecnici; famosa per la carta prodotta dal 1200 (filigranata, da disegno e a mano). Piazza del Comune, delimitata dal palazzo del Podestà e dal palazzo Vescovile, duomo, Museo della Carta, Pinacoteca Comunale (opere della scuola del XIV e XV sec., A. Nuzi, Gentile, Antonio). 

\Fàbrica di Róma Comune in provincia di Viterbo (5.231 ab., CAP 01034, TEL. 0761). 

\Fabricius, David (Esens 1564-Osteel 1617) Astronomo olandese, scoprì nel corso della sua lunga attività il cambiamento dello splendore della stella Mira Ceti (1596), la supernova nel 1604 e le macchie del Sole nel 1611, grazie al metodo della proiezione. 

\Fabritius (Fabricius Carel) (Midden-Beemster 1622-Delft 1654) Pittore olandese. Tra le opere Resurrezione di Lazzaro (1642, Varsavia, Museo Narodwe) e Piccola veduta di Delft (1652, Londra, National Gallery). 

\Fabrìzi, Nicòla (Modena 1804-Roma 1885) Patriota, militante nella Giovine Italia. Nel 1839 fu fondatore a Malta dell'organizzazione segreta Legione italica

\Fabrìzi, Vincènzo (Napoli 1764-? 1797) Compositore. Attivo a Roma, fu autore di numerose opere buffe. Tra le sue composizioni per il teatro, Il convitato di pietra (1787), che è considerato il suo capolavoro. 

\Fabrìzia Comune in provincia di Vibo Valentia (3.026 ab., CAP 88020, TEL. 0963). 

\Fabrìzio Luscìno, Gàio (sec. III a. C.) Politico romano. Console nel 282 e nel 278, sconfisse tarentini, bruzi, lucani e sanniti e dopo la sconfitta di Eraclea, trattò con Pirro il riscatto dei prigionieri rifiutando i suoi doni. 

\Fàbro Comune in provincia di Terni (2.807 ab., CAP 05015, TEL. 0763). 

\fàbula, sf. Nella terminologia critica dei formalisti russi, l'insieme degli avvenimenti che costituiscono i contenuti di un testo narrativo. 

\FAC Sigla di Fonds d'Aide et de Cooperation (fondo d'aiuto e di cooperazione). 

\faccènda, sf. 1 Cosa che si deve fare. ~ affare. 2 Situazione, vicenda. ~ fatto. 3 Al plurale, Complesso dei lavori domestici quotidiani. ~ servizi. 
 X   sf. affair, matter. 

\faccendière, agg. e sm. (f.-a) Che, chi vuol fare molte faccende, soprattutto poco oneste. ~ intrigante. 

\faccendóne, sm. (f.-a) Chi si dà molto da fare con scarsi risultati. 

\faccétta, sf. 1 Diminutivo di faccia. 2 Faccia di un poliedro o di una pietra preziosa. 

\facchinàggio, sm. 1 L'opera del facchino. 2 Ciò che si paga per l'opera dei facchini. 3 Lavoro pesante. 

\facchinàta, sf. 1 Gesto o atto triviale. 2 Lavoro faticoso. 

\facchinésco, agg. (pl. m.-chi) 1 Di, da facchino. 2 Faticoso. ~ pesante. 3 Triviale. ~ volgare. 

\facchìno, sm. 1 Chi porta pesi o bagagli per mestiere. ~ portabagagli. 2 Chi nel lavoro si assume i compiti più faticosi. 3 Tanghero, zotico. ~ villanzone. 
 X   sm. porter. 

\fàccia, sf. (pl.-ce) 1 In anatomia è la parte anteriore del cranio umano, nella quale si trovano le orbite, le fosse nasali e la bocca. ~ volto. 2 Parte anteriore o esterna; parte rivolta verso chi guarda. ~ facciata, lato. 3 Aspetto. ~ apparenza. 4 In geometria è ciascuna delle superfici che delimitano un poliedro. 5 Espressione, fisionomia. ~ atteggiamento. 
 X   sf. 1 face. 2 (moneta) side. 
 @   lat. facies,-ei. 
Faccia di un cristallo 
Parte di superficie che taglia tutti gli assi cristallografici di riferimento. 

\facciàle, agg. Relativo alla faccia. 
Arteria facciale 
Si origina dalla carotide esterna, si dirige verso la guancia e si anastomizza infine con l'arteria oftalmica. 
Nervo facciale 
Settimo paio di nervi cranici. 
Vena facciale 
Scorre superficialmente sulla faccia e termina nella giugulare interna. 

\Facciamo l'amore Film commedia, americano, (1960). Regia di George Cukor. Interpreti: Yves Montand, Marilyn Monroe, Tony Randall. Titolo originale: Let's Make Love 

\facciàta, sf. 1 La parte esterna, principale o anteriore di un edificio. ~ fronte. <> retro. 2 Ciascuna delle due superfici di una pagina. aveva scritto ben tre facciate per il tema. 3 Aspetto. ~ esteriorità. LOC. dietro la facciata, al di là delle apparenze. 
 X   sf. 1 front. 2 (pagina) side. 
 @   deriv. da faccia

\faccina, sf. epsressione italiana usata spesso al posto di  →  "smiley"

\Fàccio, Adéle (Pontebba, Udine 1920-Roma 2007) Donna politica italiana. Presidente dell'MLD (Movimento di Liberazione della Donna) e del partito radicale, ha fondato nel 1973 a Milano la CISA (Centro Informazione Sterilizzazione e Aborto). È stata eletta più volte deputato a partire dal 1975. 

\facciòla, sf. Ciascuna delle due strisce di tela bianca tipiche della toga dei magistrati e degli abiti talari che scendono sul petto. 

\Facciòli, Arìstide (Bologna 1862-1919) Pioniere dell'aeronautica italiana. Nel 1908 progettò e costruì il primo aeroplano a motore italiano. 

\fàce, sf. 1 Torcia. ~ fiaccola. 2 Splendore. ~ luce. 3 Sentimento che guida l'esistenza. 4 Corpo celeste, stella. ~ astro. 

\Facèlli, Luìgi (Acqui, Alessandria 1898-Milano 1991) Atleta italiano. Fu uno dei più grandi specialisti mondiali dei 400 m a ostacoli. 

\facènte, agg. Che fa. 

\facèto, agg. Piacevole, ameno, arguto. ~ spiritoso. <> burbero. 
 X   agg. humorous, witty. 

\facèzia, sf. 1 Detto spiritoso, battuta. ~ arguzia. 2 Breve racconto incentrato su un moto di spirito. ~ aneddoto, storiella. 

\Fachinèlli, Èlvio (Luserna, Trento 1928-Milano 1989) Saggista. Tra le opere Il bambino dalle uova d'oro (1974) e La freccia ferma (1979). 

\fachìro, sm. 1 Asceta indù o musulmano dedito allo yoga. 2 Chi si dedica a pratiche ascetiche. 
 @   arabo faqir povero. 

\fàcie, o fàcies, sf. invar. 1 Modo di presentarsi di una roccia, di una pianta, di un animale. 2 Caratteristiche del volto dei pazienti affetti da una determinata malattia. 
Facies adenoidea 
Caratteristiche del volto dei bambini sofferenti di ipertrofia adenoidea: bocca semiaperta, naso ristretto e sguardo passivo. 
Facies mongolica 
Caratteristiche del volto dell'individuo affetto da mongolismo: fronte bassa, naso con base allargata, occhi distanti e obliqui, lingua sporgente dalle labbra, orecchie con attaccatura bassa. 
Facies tetanica 
Caratteristiche del volto degli individui affetti da tetano: contrazione dei muscoli mimici facciali e del muscolo risorio in particolare che determina il cosiddetto riso sardonico

\fàcile, agg. e sm. agg. 1 Che si può fare senza difficoltà, comodo. ~ agevole. <> scomodo, difficile, arduo. 2 Affabile, mite. ~ trattabile. <> coriaceo. 3 Che si capisce senza fatica, semplice. ~ chiaro. <> oscuro. 4 Che si ottiene senza o con poca difficoltà. ~ comodo. 5 Propenso, disposto. ~ incline. 6 Poco onesto, poco serio. ~ superficiale. non conviene abbandonarsi a facili entusiasmi. 7 Probabile. <> inverosimile. è facile che vengano anche loro alla festa. 8 Sciolto, fluente. ha l'insulto facile, è pronto a insultare la gente. 
sm. Cosa facile; ciò che è facile. dopo il facile, ora viene il difficile
 X   agg. 1 easy. 2 (affidabile) easygoing. 3 (probabile) probable. 4 (portato) inclined. 
 @   lat. facilis, deriv. da facere fare. 

\facilità, sf. 1 L'essere facile. ~ comodità, semplicità, chiarezza. <> complessità. 2 Possibilità di fare qualcosa con naturalezza e immediatezza, predisposizione. ~ attitudine. <> fatica. 
 X   sf. 1 easiness, ease. 2 (disposizione) aptitude. 
 @   lat. facilitas,-atis. 

\facilitàre, v. tr. Rendere più facile. ~ favorire. <> ostacolare. 
 X   v. tr. to make easy, to make easier. 

\facilitazióne, sf. 1 Il facilitare. ~ agevolazione. <> intralcio. 2 Concessione di un fido o di un credito. ~ dilazione. 

\facilménte, avv. 1 In modo facile, senza difficoltà. ~ agevolmente. <> stentatamente. 2 Probabilmente. ~ plausibilmente. <> difficilmente. 

\facilóne, sm. (f.-a) Chi, per leggerezza, considera tutto facile. ~ superficiale. <> preciso. 

\facilonerìa, sf. L'essere facilone. ~ superficialità. <> precisione. 

\facinorosaménte, avv. In modo facinoroso. 

\facinoróso, agg. e sm. Pronto a fare il male. ~ violento. <> tranquillo. 
 X   agg. violent. 

\facitóre, sm. (f.-trìce) Chi fa, chi crea. 

\facocèro, sm. Artiodattilo appartenente alla famiglia dei Suidi (Phacochoerus aethiopicus), molto diffuso nelle savane dell'Africa. Ha capo e corpo molto grosso, canini affilati che escono dalla bocca e che usano per difesa, lunga coda e verruche tra gli occhi. Viene cacciato per la sua carne, per la pelle e per l'avorio. Si nutre di vegetali in genere e di carogne. Vive prevalentemente in gruppi ridotti e si muove durante il giorno. Quando nascono i cuccioli, gli individui più giovani si allontanano dal branco, per farvi ritorno dopo qualche tempo. 
 X   sm. warthog. 

\fàcola, sf. Ciascuna delle chiazze luminose che si trovano sulla superficie del sole. 

\facoltà, sf. 1 Capacità connaturata o acquisita che consente il volere e l'agire umano. ~ virtù. 2 Autorità, potere, privilegio. ~ diritto. <> proibizione. non aveva facoltà di parlare in quell'assemblea. 3 Ciascuna delle unità in cui sono raggruppate le discipline universitarie relative a un determinato ordine di studi. si iscrisse alla facoltà di ingegneria. 4 Al plurale, averi, ricchezze. ~ beni. 
 X   sf. 1 faculty. 2 (potere, autorità) power. 3 (chimica) property. 
 @   lat. facultas,-atis, da legare con facilis facile. 

\facoltativaménte, avv. Per scelta, senza obbligo. <> obbligatoriamente. 

\facoltatìvo, agg. Lasciato alla facoltà, all'arbitrio di ciascuno. ~ volontario. <> obbligatorio. 
 X   agg. optional. 

\facoltóso, agg. Che è ben fornito di beni materiali, agiato. ~ ricco. <> povero. 
 X   agg. well-to-do, rich. 
 @   deriv. da facoltà. 

\facóndia, sf. Facilità, eleganze, ricchezza di parola. ~ eloquenza. <> concisione. 

\facóndo, agg. Che ha facondia, eloquente. ~ loquace. <> laconico, stringato. 

\facòpidi In paleontologia, famiglia di trilobati. 

\facsìmile, o fac-sìmile, sm. invar. 1 Riproduzione esatta di scritto, firma, stampa, incisione. 2 Persona o cosa simile a un'altra. ~ copia. <> originale. 3 Riproduzione esatta effettuata a distanza, mediante trasmissione su linee telefoniche delle informazioni. 
 X   sm. facsimile. 
 @   comp. dal lat. fac, imperat. di facere fare + simile, da similis simile. 

\Fàcta, Luìgi (Pinerolo 1861-1930) Uomo politico fu molto vicino a Giolitti, sotto i cui consigli ricoprì molti ministeri. Non si oppose alla marcia su Roma (28 ottobre 1922), aprendo ufficialmente le porte del potere al fascismo. Nel 1924 venne nominato senatore a vita da Benito Mussolini. 

\factoring Concetto secondo il quale un'impresa (il factor) gestisce, per conto di un cliente, tutte le operazioni di contabilità, fatturazione e riscossione dei crediti ritenuti o meno inesigibili; come ricompensa, il factor riceve una percentuale della somma dei crediti gestiti. 

\factòtum, sm. e sf. invar. 1 Chi in un ufficio o in un'azienda svolge molte mansioni differenti. ~ fiduciario, galoppino, segretario. 2 Chi fa o vorrebbe fare tutto da solo. ~ traffichino. 

\Fadeev, Aleksandr Aleksandrovic (Tver 1901-Mosca 1956) Romanziere russo. Tra le opere La disfatta (1927) e La giovane guardia (1945). 

\fàdo, sm. invar. Canzone popolare portoghese avente contenuto amoroso e tono malinconico. 

\Faèdis Comune in provincia di Udine (3.013 ab., CAP 33040, TEL. 0432). 

\Faédo Comune in provincia di Trento (538 ab., CAP 38010, TEL. 0461). 

\Faédo Valtellìno Comune in provincia di Sondrio (577 ab., CAP 23100, TEL. 0342). 

\faentìna, sf. Ceramica fatta a Faenza o su imitazione di questa. 

\faentìno, agg. e sm. agg. Relativo a Faenza. 
sm. Abitante o nativo di Faenza. 

\faènza, sf. Tipo di ceramica di pasta colorata ricoperta di smalto bianco originaria di Faenza. 

\Faènza Comune di Ravenna (54.000 ab., CAP 48018, TEL. 0546), sulla via Emilia. Città famosa per le sue maioliche, la cui produzione divenne importantissima nel corso del 1400 e del 1500. Mercato del bestiame e agricolo, con industrie meccaniche, alimentari e dell'abbigliamento. Da visitare il museo internazionale della ceramica, il palazzo del Podestà (XII sec.), il palazzo comunale e la cattedrale. 

\Faènza, Robèrto (Torino 1943-) Regista cinematografico. Diresse Forza Italia! (1977), Copkiller (1982), Jona che visse nella balena (1993) e Sostiene Pereira (1995). 

\Faer Øer Arcipelago di origine vulcanica dell'oceano Atlantico settentrionale (62° di latitudine nord) composto da 22 isole maggiori, tra le quali Stromo, Ostero, Norderoernes, Vago, Sudero, Sando e da numerose altre minori. 
L'isola più elevata è Ostero, con il monte Slaettaratindur di 882 m e in generale l'arcipelago presenta un aspetto brullo, privo di vegetazione arborea e ricco di fiordi. 
Il clima è freddo, con copiose precipitazioni. 
Il capoluogo è Thorshavn sull'isola di Stromo. Sono una provincia autonoma del Regno di Danimarca (dal 1948).
Date le condizioni climatiche, l'attività agricola è modesta (patate, orzo, foraggi) e prevale l'allevamento di ovini, bovini e la pesca. Praticata è la caccia alla balena, che alimenta l'industria della conservazione del pesce. 

\faesìte, sf. Tipo di legno ottenuto per macerazione e compressione dei cascami di legname. 

\Faéto Comune in provincia di Foggia (1.010 ab., CAP 71020, TEL. 0881). 

\fag(o)- Primo elemento di parole composte. 
 @   greco phágein mangiare. 

\Fagàcee Famiglia di piante dell'ordine delle Fagali, comprendente le principali latifoglie europee. 

\Fagàgna Comune in provincia di Udine (5.949 ab., CAP 33034, TEL. 0432). 

\Fagàli Ordine di piante Dicotiledoni, a cui appartengono anche le famiglie delle Fagacee e delle Betullacee, comprendente soprattutto specie arboree che prediligono climi temperati. 

\fagedenìsmo, sm. Estensione non definita di un'ulcerazione. 
 @   greco phagédaina ulcera. 

\faggéta, o faggéto, sf. o sm. Bosco di faggi. 

\Faggéto Làrio Comune in provincia di Como (1.033 ab., CAP 22020, TEL. 031). 

\Faggiàno Comune in provincia di Taranto (3.526 ab., CAP 74020, TEL. 099). 

\fàggio, sm. Albero della famiglia delle Fagacee e dell'ordine delle Fagali (Fagus sylvatica), tipico dei boschi europei e asiatici. Caratterizzato dall'altezza imponente (oltre i 30 m). I suoi fiori maschili si raccolgono a gameti, mentre quelli femminili in gruppi di due o tre; dai suoi frutti (faggiole) si estrae olio e sono cibo per i suini. Il suo legno è molto impiegato nella combustione e nell'artigianato. 
 X   sm. beech. 

\faggiòla, sf. Frutto del faggio. 

\fagiàno, sm. Nome comune di molti Uccelli Galliformi e particolarmente del genere Phasianus. Ha testa e collo verde scuro, caruncole di colore rosso e piumaggio bruno. È preda ambita dei cacciatori per la sua carne e per la splendida livrea tanto che non ne esiste più alcun esemplare selvatico; è tipico della Russia meridionale, ma si è diffuso ampiamente anche nel resto del continente. 
 X   sm. pheasant. 
Fagiano di monte 
Uccello dei Galliformi (Lyrurus tetrix), con piumaggio nero bluastro lucente e coda a lira. Vive sulle Alpi al di sopra dei 1.000 m. Anch'esso viene cacciato per la bontà della sua carne. 

\fagiolàta, sf. 1 Minestra di fagioli. 2 Scorpacciata di fagioli. 

\fagiòlo, sm. 1 Pianta erbacea (Phaseolus vulgaris) della famiglia delle Leguminose.   +   2 Il seme del fagiolo. 3 Studente del secondo anno di università. 
 X   sm. bean. 
Deriva dall'America, ma è ampiamente diffuso anche in Europa per i frutti e i semi commestibili freschi o secchi. Le sue foglie sono formate da tre foglioline, i fiori sono bianchi, gialli o violacei e i frutti, legumi, variabili per colore e dimensione. 
Fagiolino 
Varietà nana del fagiolo, è detto anche cornetto. Viene coltivato per il baccello verde che è colto e consumato non ancora maturo. 
Fagiolo dall'occhio 
Legume dell'Asia (Vigna unguiculata), a forma di cilindro, con un becco finale, che contiene semi ovali, di colore bianco o rosso; vengono per lo più consumati secchi. 
Fagiolo di Spagna 
Legume largo (Phaseolus coccineus), coltivato in Europa, che contiene semi molto grossi reniformi, screziati o bianchi. 

\fàglia, sf. 1 Frattura di un complesso roccioso accompagnata dallo spostamento reciproco delle due parti. 2 Fallo, perdita. ~ errore. 

\Fagnàno Lago (593 km2) della Terra del Fuoco, al confine tra Argentina e Cile. 

\Fagnàno Àlto Comune in provincia di L'Aquila (499 ab., CAP 67020, TEL. 0862). 

\Fagnàno Castèllo Comune in provincia di Cosenza (4.690 ab., CAP 87013, TEL. 0984). 

\Fagnàno Olóna Comune in provincia di Varese (10.372 ab., CAP 21054, TEL. 0331). Centro industriale (prodotti meccanici, tessili, della plastica e della carta). Vi si trova il castello visconteo. Gli abitanti sono detti Fagnanesi

\fagoattraènte, sm. Alimento naturale o sintetico che ha la funzione di eliminare parassiti e animali nocivi. 

\fagocìta, sm. (pl.-i) Cellula, dai movimenti ameboidi o fissa, in grado di inglobare particelle organiche e inorganiche. 

\fagocìta, o fagocìto, sm. (pl.-i) Cellula capace di fagocitosi. Sono presenti sia in organismi semplici (come i Celenterati) sia nei tessuti e nel sangue dei Vertebrati. 

\fagocitàre, v. tr. 1 Assorbire per fagocitosi. ~ inglobare. <> eliminare, rigettare. 2 Incorporare nel proprio ambito, assorbire, annettere. ~ incorporare. <> espellere. 

\fagocitósi, sf. invar. La proprietà dei fagociti di inglobare elementi estranei o particelle elementari. 

\fagoinibitóre, sm. Inibente delle funzioni nervose dell'alimentazione e della secrezione di enzimi, viene utilizzato per combattere gli insetti nocivi quando si trovano allo stato larvale. 

\fagopirìsmo, sm. Avvelenamento da grano saraceno che colpisce gli erbivori. 

\fagottìsta, sm. (pl.-i) Che suona il fagotto. 

\fagòtto, sm. 1 Strumento musicale a fiato. 2 Involto fatto alla meglio, fardello. ~ pacco. 3 Persona che si veste e si comporta in modo goffo. 
 X   sm. 1 (strumento) bassoon. 2 (involto) bundle. 3 (fare) to pack up. 
Strumento musicale a fiato, in legno, ad ancia doppia, con lunga canna ripiegata. Impiegato dal XVII sec. nelle orchestre francesi. Utilizzato come strumento solista da Vivaldi, Mozart e Weber.   +  

\Faguibine Lago (500 km2) del Mali, nei pressi di Tombouctou. 

\Fahd ibn Abd al-Aziz (Riyad 1923-Riyad 2005) Succedette al fratello Khaled nel 1982 come re dell'Arabia Saudita. Dapprima filopalestinese, dopo l'invasione del Kuwait del 1990 cambiò radicalmente politica. Nel 1996 ha chiamato al potere anche il fratello, principe ereditario, Abdallah. 

\Fahreheit 451 Romanzo di fantascienza di R. Bradbury (1953). 

\Fahrenheit 451 Film di fantascienza, francese/britannico (1966). Regia di François Truffaut. Interpreti: Julie Christie, Oskar Werner, Cyril Cusack. Titolo originale: Fahrenheit 451 

\Fahrenheit, Daniel Gabriel (Danzica 1686-L'Aia 1736) Fisico tedesco. Costruì strumenti di misura, in particolare aerometri e termometri. Ideò la scala termometrica che porta il suo nome. 
Grado Fahrenheit (°F) 
Grado della scala termometrica usata nei paesi anglosassoni che, in origine, considerava come punti fissi la temperatura di un miscela di cloruro di ammonio e ghiaccio (0 °F) e la temperatura tipica del corpo umano (97 °F). Data la difficoltà nel riprodurre tali riferimenti con sufficiente precisione, attualmente la scala Fahrenheit è stata equiparata a quella Celsius e considera come punti di riferimento la temperatura di fusione dell'acqua (pari a 32 °F) e la relativa temperatura di ebollizione (pari a 212 °F). La formula di conversione da gradi Celsius (tC) a gradi Fahrenheit (tF) è  tC = 5 (tF-32) / 9. 

\FAI Sigla di Fondo Ambiente Italiano. 

\fài da te, loc. sost. m. invar. (meno corretti fai da té o faidaté) Il fare da sé piccoli lavori e riparazioni. ~ bricolage. 
 X   sm. do-it-yourself. 

\Fài délla Paganèlla Comune in provincia di Trento (855 ab., CAP 38010, TEL. 0461). 

\Faìcchio Comune in provincia di Benevento (3.980 ab., CAP 82030, TEL. 0824). 

\fàida, sf. Vendetta privata di un torto subito. ~ rivalsa. 
 @   lat. mediev. faida, dal longob. faihida. 

\faille, sf. invar. Tessuto a grana molto in rilievo e con armatura tela. 

\faìna, sf. 1 Piccolo mammifero carnivoro. 2 Persona brutta e rinsecchita o malignamente astuta. 
Mammifero della famiglia dei Mustelidi (Martes foina), simile alla martora, con pelliccia bruno grigiastra e macchia bianca alla gola, con lunga coda. Vive in campagna e in zone boscose, ha abitudini notturne e si ciba di animali domestici. 

\fainésco, agg. (pl. m.-chi) 1 Di faina. 2 Astuto e maligno. 

\Fairbanks, Douglas (Denver 1883-Santa Monica 1939) Attore e produttore cinematografico americano. Fondò con Chaplin, Griffith e Pickford la casa di produzione e distribuzione United Artists. Divo del cinema muto interpretò molti film d'avventura riscuotendo grande successo. Tra i più famosi Il segno di Zorro (1920), Il ladro di Baghdad (1924), Il pirata nero (1925), Le ultime avventure di Don Giovanni (1934). 

\Fairfiled, Cicily Isabel (Kerry 1892-Londra 1983) Scrittrice e giornalista irlandese. Più nota con lo pseudonimo di Rebecca West. Ha lasciato numerosi lavori assai apprezzati per la ricchezza di pensiero (psicanalisi, tesi femministe, teorie politiche). Tra le opere, Il ritorno del soldato (1918), Il giudice (1922), La canna pensante (1936), La fontana trabocca (1957), Il significato del tradimento (1949), La corte e il castello (1958), Gli uccelli cadono (1966), Agnello nero e falcone grigio (1942). 

\fair-play, sm. invar. Comportamento gentile e leale. ~ correttezza. <> slealtà. 

\Faisalabad Città (1.104.000 ab.) del Pakistan, nella provincia del Punjab. 

\Faìto Monte (1.103 m) della Campania, nei monti Lattari. 

\Faiyzm Depressione (1.800 km2) dell'Egitto, nel Deserto Libico. 

\Faiyzm, El Città (227.000 ab.) dell'Egitto, capoluogo del governatorato omonimo. 

\Faizabad Città (142.000 ab.) dell'India, nello stato dell'Uttar Pradesh. 

\Fako Dipartimento (157.000 ab.) del Camerun, capoluogo Limbe. 

\falabèlla, sm. Pony di colore baio, originario dell'Argentina; è il più piccolo cavallo esistente. 

\Falàcridi Famiglia di Insetti Coleotteri comprendente ca. 500 specie. 

\falange, sf. 1 Nell'antica Grecia, ordinanza di fanteria schierata in battaglia. 2 Schieramento di soldati che formano una massa compatta. 3 Esercito. ~ truppe. 4 Moltitudine di gente. ~ schiera. 5 Movimento politico spagnolo di destra e organizzazione politico-militare libanese di destra. 6 Collettività formata da 1600 persone abitanti, secondo le teorie socialiste di C. Fourier, in un grande edificio popolare chiamato falanstèro. 7 In osteologia ciascuno dei segmenti ossei delle dita delle mani e dei piedi; ogni dito ha tre falangi a eccezione del pollice e dell'alluce che ne hanno solamente due.   +  
 @   lat. phalanx,-angis, dal greco phàlanx. 
Formazione di combattimento militare, inventata dal tebano Epaminonda e adottata dall'antica fanteria oplitica greca e macedone. Era formata da otto file di fanti muniti di aste (sarisse) lunghe fino a 7 m e costituiva una potente massa d'urto 
Falange libanese 
Definito anche Partito falangista libanese, fondato nel 1936 in Libano e schierato politicamente all'estrema destra. Movimento opposto alla sinistra musulmana e alla resistenza palestinese. Ha perpetrato le stragi di Chatila e Sabra. 
Falange spagnola 
Movimento politico di ispirazione fascista fondato a Madrid nel 1933 da José Antonio Primo de Rivera. Nel 1934 si unì alle JONS (Juntas de Ofensiva Nacional Sindicalista) e durante la guerra civile diede vita alla FET y de las JONS (Falange Española Tradicionalista y de las Juntas de Ofensiva Nacional Sindicalista). Promosse il colpo di stato del 1936 e, dopo la vittoria di Franco, divenne il solo partito spagnolo. Il declino politico avvenne dopo il 1942 con la liberalizzazione e l'avvento di altri movimenti politici. 
Falangetta 
Terza falange. 
Falangina 
Seconda falange, non presente nell'alluce e nel pollice. 

\Falangèridi Famiglia di Mammiferi Marsupiali del sottordine dei Diprotodonti a cui appartengono specie arboricole dalla coda prensile originarie di Australia e Nuova Guinea. 

\falangétta, sf. L'ultima falange delle dita, quella sulla quale si trova l'unghia. 

\Falàngidi Famiglia di Aracnidi Opilionidi dalle zampe lunghe e sottili. 

\Falangiotàrbi Ordine di Aracnidi fossili del Carbonifero che vivevano in Europa e America del nord. 

\falangìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) Di appartenente o aderente alla falange spagnola o a quella libanese. 

\falanstèrio, sm. 1 Edificio di grandi dimensioni che doveva accogliere una falange nel sistema di Fourier. 2 Grande fabbricato, detto in senso dispregiativo. 
 @   comp. da falange +-stero tratto da monastero

\Falansterio, Il Romanzo di A. Azevedo (1890). 

\falàrica, sf. (pl.-che) Nell'antica Roma, arma da getto avente forma di freccia che veniva usata sia per cacciare sia in guerra. 

\Falàride In greco, Phalaris. Tiranno di Agrigento dal 570 al 554 ca. a. C. Secondo leggenda faceva rinchiudere i nemici in un toro di bronzo arroventato. Condusse una politica espansionistica allargando i confini del suo territorio. Gli sono attribuite alcune lettere apocrife (Lettere di Falaride). 

\falàropo, sm. Nome comune e genere di Uccelli Caradriformi marini di piccole dimensioni della famiglia dei Falaropodidi. 
 @   comp. dal greco phálaros candido + pús piede. 

\Falàschi, Giovànni (Empoli 1940-) Critico letterario italiano, specializzato nella letteratura dell'800 e in quella contemporanea. Si ricorda l'opera La resistenza armata nella narrativa italiana (1976). 

\falàsco, sm. (pl.-chi) Nome comune di varie specie di piante erbacee palustri e di brughiera. 

\Falcàde Comune in provincia di Belluno (2.270 ab., CAP 32020, TEL. 0437). 

\falcàre, v. tr. Piegare o mo' di falce. 

\falcàta, sf. 1 Proiezione in avanti dell'arto anteriore nel trotto del cavallo. 2 Nel podismo, l'apertura di gambe dell'atleta, il suo passo. 3 Andatura dell'atleta. ~ passo. 

\falcàto, agg. 1 Che ha forma di falce. 2 Munito di falci. 

\falcatùra, sf. Curvatura a forma di falce. 

\fàlce, sf. 1 Strumento agricolo di ferro arcuato con manico di legno utilizzato per tagliare a mano erbe e raccolti. ~ falcetto, roncola. 2 La parte a forma di falce della luna crescente o calante. 3 Qualsiasi oggetto a forma di falce. 
 X   sf. scythe. 
 @   lat. falx,-cis. 

\falcemìa, sf. Anomalia del sangue nella quale i globuli rossi, in presenza di una ridotta pressione di ossigeno, assumono forma falciforme. 

\falcétto, sm. Piccola falce usata per tagliare l'erba e per potare. 
 X   sm. sickle. 

\falchétta, sf. Bordo superiore dello scafo nelle imbarcazioni. 

\falchétto, sm. 1 Diminutivo di falco. 2 Nome popolare del lodolaio. 

\Falciàno dél Màssico Comune in provincia di Caserta (4.078 ab., CAP 81030, TEL. 0823). 

\falciàre, v. tr. 1 Tagliare con la falce. ~ mietere. 2 Uccidere. ~ stroncare. 
 X   v. tr. 1 to cut. 2 (fig.) to mow. 

\falciàta, sf. 1 Azione del falciare. 2 Quantità tagliata con un colpo di falce. 

\falciatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi falcia. 

\falciatrìce, sf. Macchina per il taglio di foraggi per mezzo di una barra falciante. 
 X   sf. mower. 

\falciatùra, sf. 1 Il falciare. 2 Il periodo dell'anno in cui si falcia. ~ mietitura. 

\falcìdia, sf. 1 Detrazione, tara. ~ defalco. <> aggiunta. ottenere una falcidia del conto. 2 Massacro, sterminio. ~ strage. la guerra ha provocato una falcidia di vite umane
 @   dal nome Publio Falcidio, tribuno romano che promulgò leggi che regolavano le eredità. 

\falcidiàre, v. tr. Eseguire una falcidia. 

\falcifórme, agg. Che ha forma di falce. 

\falcióne, sm. Grossa lama o macchina per trinciare il foraggio. 

\Fàlco Monte (1.657 m) dell'Appennino Tosco-Emiliano, nel gruppo del monte Falterona. 

\fàlco, sm. (pl.-chi) 1 Genere di Uccelli rapaci di media e piccola taglia della famiglia dei Falconidi e degli Accipitridi. 2 Persona rapace, astuta. 3 Forte sostenitore degli interventi militari, soprattutto nelle controversie politiche internazionali. ~ estremista. <> colomba. 
 X   sm. hawk. 
Il falco presenta generalmente becco corto e adunco, coda lunga e ali appuntite; cattura le prede sia a terra che in volo. Usati fin dal medioevo per la caccia, i falchi sono utili alla natura perché distruggono gli animali nocivi. 
Falco pellegrino 
Uccello (Falco peregrinus) della famiglia dei Falconidi e dell'ordine dei Falconiformi. Di colore scuro, è diffuso ovunque presso scogliere e luoghi montuosi. Si ciba di uccelli. 
Falco pescatore 
Uccello (Pandion haliaëtus) della famiglia degli Accipitridi e dell'ordine dei Falconiformi. Di colore bianco con ali scure, vive nelle zone ricche d'acqua dell'Eurasia, dell'America e dell'Australia. Si nutre di pesci che cattura tuffandosi. 

\Falcón Stato (632.000 ab.) del Venezuela, capitale Coro. 

\falconàra, sf. 1 Luogo in cui si allevano i falconi. 2 Feritoia nelle mura di una rocca per le artiglierie. 

\Falconàra Albanése Comune in provincia di Cosenza (1.434 ab., CAP 87030, TEL. 0982). 

\Falconàra Marìttima Comune in provincia di Ancona (30.105 ab., CAP 60015, TEL. 071). Centro industriale (prodotti chimici, meccanici, calzaturieri e raffinerie) e turistico (balneazione). Vi si trova la fortezza di Rocca Priora, del XVI sec. Gli abitanti sono detti Falconaresi

\Falcóne Comune in provincia di Messina (2.856 ab., CAP 98060, TEL. 0941). 

\falcóne, sm. 1 Falco impiegato nella falconeria. 2 Falco di grandi dimensioni. 3 Nome con cui si indica impropriamente la poiana. 4 Palo alla cui sommità si attaccano carrucole o paranchi per sollevare carichi. 
 X   sm. falcon. 

\Falcóne, Giovànni (Palermo 1938-1992) Magistrato siciliano, giudice del tribunale di Palermo. Impegnato nella lotta alla mafia, condusse importanti indagini che contribuirono all'istituzione del primo grande processo alla mafia (1986) che riuscì a mettere sotto accusa la parte dirigente mafiosa. Trasferito a Roma a dirigere gli affari penali del ministero di grazia e giustizia, fu ucciso, per opera della mafia, a Capaci nel maggio 1992. Nell'attentato dinamitardo morirono anche la moglie e i tre uomini della scorta. 

\Falcóne, pùnta dél Promontorio all'estremità nordoccidentale della Sardegna, di fronte alle isole di Piana e Asinara. 

\falconerìa, sf. Arte di ammaestrare i falconi per la caccia. 

\Falconet, Étienne-Maurice (Parigi 1716-1791) Scultore francese. Tra le opere Pietro il Grande (1766-1778, San Pietroburgo). 

\Falconetti, Renée (Sermano 1893-Buenos Aires 1946) Attrice teatrale francese. Interpretò Giovanna d'Arco (1928). 

\Falconétto, Giovànni Marìa (Verona 1468-Padova 1534) Architetto. Tra le opere l'Odeon e la loggia Cornaro a Padova (1524). 

\Falcóni, Armàndo (Roma 1871-Milano 1954) Attore cinematografico e teatrale. Interpretò Felicita Colombo (1937) e I promessi sposi (1941). 

\Falcònidi Famiglia di Uccelli Falconiformi dalle ali sviluppate e il becco corto e adunco. 

\falconière, sm. Chi è addetto all'ammaestramento e alla custodia dei falconi da caccia. 

\Falconifórmi Ordine di Uccelli comprendente rapaci diurni. 

\fàlda, sf. 1 Strato largo e sottile di una determinata materia. ~ lamina, sfoglia. 2 Strato di roccia sotterranea e l'insieme delle acque sotterranee che imbevono uno strato di roccia. 3 Lamina di pietra o di metallo. ~ scaglia. 4 Batuffolo. ~ fiocco. 5 Lembo inferiore di un abito. ~ orlo. 6 Pendice di un monte. 7 Tesa del cappello. ~ ala. 8 Ciascuna delle protezioni di cuoio che in una sella si trovano sotto l'arcione. 9 Ciascuna delle parti inclinate che costituiscono un tetto. 10 In matematica è ogni superficie di un solido di rotazione. 
 X   sf. 1 stratum, layer. 2 (cappello) brim. 3 (cappotto) tails. 
Falda acquifera 
Zona sotterranea, formata da terreni permeabili per porosità o per fessurazione, impregnata d'acqua; si dice artesiana se imprigionata fra due strati impermeabili, freatica se situata al di sopra del primo strato sotterraneo impermeabile. Il prelievo di acqua dalle falde può talvolta essere facilitato dal loro affioramento spontaneo (sorgenti), ma normalmente richiede la perforazione degli strati superficiali e la creazione di pozzi. Quando un pozzo raggiunge una falda artesiana è possibile che la pressione esistente nella falda stessa consenta all'acqua di raggiungere autonomamente la superficie. Negli altri casi è necessario utilizzare pompe commisurate alla profondità del pozzo. Le acque di falda sono di norma più pure di quelle superficiali e costituiscono la più abbondante fonte di approvvigionamento idrico per le esigenze umane. Proprio per questa ragione, il progressivo inquinamento delle falde freatiche, causato dallo sviluppo industriale e dall'abuso di fertilizzanti chimici a base di fosfati da parte della moderna agricoltura, costituisce un pericolo che non può e non deve essere sottovalutato. 
Falda detritica 
In geologia è l'accumulo di detriti rocciosi incoerenti. 
Falda di ricoprimento 
Strati di roccia sedimentati che, sotto la spinta di forze tangenziali, ricoprono altri terreni. 

\faldèlla, sf. Piccolo pezzo di tela che un tempo veniva posto sulle ferite affinché non si infettassero. Poteva essere cosparsa di unguenti medicamentosi. 

\faldìglia, sf. Cerchio di legno che le donne portavano attaccato alle gonne. 

\faldistòrio, sm. Sorta di sedia bassa con braccioli e senza spalliera che serve al papa o ai vescovi nei pontificali. 

\falècio, o falecèo, agg. e sm. Di verso greco e latino di undici sillabe. 

\falegnàme, sm. Artigiano che lavora il legno. ~ carpentiere. 
 X   sm. joiner. 
 @   da fare + legname. 

\falegnamerìa, sf. 1 Mestiere del falegname. 2 Laboratorio del falegname. 

\Falémé Fiume (400 km) dell'Africa occidentale. Nasce dal Fouta Djalon e confluisce nel fiume Senegal. 

\falèna, sf. 1 Nome attribuito a molte specie di farfalle notturne, visibili normalmente intorno alle sorgenti di luce, da cui sono attirate. 2 Prostituta. 
 X   sf. moth. 
Le falene fanno parte dell'ordine dei Lepidotteri. Le larve della falena invernale (Operphtera brumata), nate dalle uova deposte sulle gemme degli alberi da frutta e su altre piante, producono gravi danni all'agricoltura. Vivono in ambienti molto diversi e si sviluppano con metamorfosi completa in quattro stadi: uovo, larva o bruco, pupa o crisalide e adulto. In base al clima dell'habitat il loro sviluppo dallo stadio larvale allo stadio adulto può avere una durata più o meno lunga. Gli individui adulti si nutrono di vegetali, polline, resti animali e feci. 

\falèra, sf. 1 Medaglia d'oro assegnata come merito ai soldati dell'antica Roma e da appendersi al petto. 2 Borchia metallica. 

\Falèria Comune in provincia di Viterbo (1.428 ab., CAP 01030, TEL. 0761). 

\Falèrna Comune in provincia di Catanzaro (3.504 ab., CAP 88042, TEL. 0968). 

\falèrno, sm. Vino pregiato rosso o bianco prodotto nella zona di Formia e nella Campania settentrionale. 

\Faleróne Comune in provincia di Ascoli Piceno (3.317 ab., CAP 63022, TEL. 0734). 

\falèsia, sf. Costa molto ripida a strapiombo sul mare. 
 X   sf. falaise, cliff. 

\Falièro, Marìno (Venezia 1274-1355) Doge e politico veneziano. Appartenente a un'importante famiglia, tentò con essa di rovesciare il governo aristocratico veneziano per instaurare una tirannia. Sconfitto dai genovesi fu condannato alla decapitazione. 

\falìsco, agg. e sm. (pl. m.-i) agg. 1 Di un'antica popolazione italica che occupava le pendici dei monti Cimini. 2 Di Montefiascone. 
sm. 1 Appartenente alla popolazione falisca. 2 Persona nata o abitante a Montefiascone. 

\Falk, Peter (New York 1927-) Attore statunitense. Interpretò Angeli con la pistola (1961), Italiani brava gente (1965), Gli intoccabili (1968), Una moglie (1974) di J. Cassavetes, California Dolls (1981), di Aldrich, Il cielo sopra Berlino (1986), di Wenders, ma raggiunse il successo soprattutto con il Tenente Colombo, famoso serial televisivo. 

\Falk, Rossèlla (Roma 1926-) Pseudonimo dell'attrice Rossella Falzacappa. Esordì interpretando Pirandello e fu tra i fondatori della Compagnia dei Giovani insieme a G. De Lullo e a R. Valli. Fra i suoi successi L'aquila a due teste (1984), La strana coppia (1987), Il treno del latte non si ferma più qui (1992) e Boomerang (1994). Regista nel 1995 di Anima nera. In televisione, apparve nelle trasposizioni dei lavori interpretati per il teatro come Giovanna di Lorena (1959), L'amica delle mogli (1970), La signora delle camelie (1971) e Applause (1982). 

\Falkland Dette anche isole Malvine. Gruppo insulare (oltre 200 isole) dell'oceano Atlantico sudoccidentale, 450 km al largo della costa argentina di fronte allo stretto di Magellano. 
Le due isole principali sono la Falkland Occidentale (Gran Malvina) la Falkland Orientale (Soledad). 
Le isole Falkland sono prevalentemente montuose, anche se la cima più alta, il monte Adam, raggiunge solo i 700 m. Il capoluogo è Stanley (1.200 abitanti). Si pratica l'allevamento ovino e bovino, la pesca e la caccia alla balena. 
Occupate dagli inglesi a partire dal 1832, sono rivendicate dall'Argentina che ha cercato invano di impadronirsene nel 1982. 
Falkland 
Stretto che separa l'isola di East Falkland da quella di West Falkland. 

\fàlla, sf. 1 Rottura nella carena di una nave, in un argine o simili da cui può penetrare l'acqua. ~ breccia. 2 Spaccatura, fenditura. ~ buco. chiudere una falla, porvi rimedio. 3 Omissione. ~ lacuna. la tua interrogazione presenta numerose falle nella preparazione
 X   sf. leak. 
 @   deriv. da fallare

\Falla y Matheu, Manuel de (Cadice 1876-Alta Gracia 1946) Compositore spagnolo le cui opere furono ispirate al verismo italiano e alla cultura popolare spagnola. Vissuto a Parigi dal 1907 al 1914 si avvicinò all'impressionismo grazie alla conoscenza di Debussy, Ravel e Dukas. Con l'avvento del regime franchista emigrò in Argentina. Le opere principali, Notti nei giardini di Spagna (1915), L'amore stregone (1915), Il cappello a tre punte (1919). 

\fallàce, agg. 1 Che trae o può trarre in inganno, insidioso. ~ ingannevole. <> veritiero. 2 Che è frutto di illusioni, effimero. ~ fugace. 
 X   agg. misleading. 
 @   lat. fallax,-acis, deriv. da fallere sbagliare. 

\Fallàci, Oriàna (Firenze 1929-Firenze 2006) Giornalista e scrittrice. Tra le opere Lettera a un bambino mai nato (1975) e Un uomo (1979). 

\fallàcia, sf. (pl.-cie) 1 L'essere fallace; apparenza ingannevole. ~ falsità. 2 Errore. ~ sbaglio. 3 Menzogna, inganno. ~ ipocrisia. 4 Slealtà. ~ malafede. 5 Vizio di ragionamento. ~ sofismo. 

\Fallada, Hans (Greifswald 1893-Berlino 1947) Pseudonimo di Rudolf Ditzen. Romanziere. Tra le opere E adesso, pover'uomo? (1932) e Ognuno muore solo (1947). 

\fallàre, v. tr. Commettere fallo, errare. ~ sbagliare. 

\Fàllere Monte (3.061 m) della Val d'Aosta, nella valle del Gran San Bernardo. 

\fallìbile, agg. Che è soggetto a errare. <> infallibile. 

\fallibilità, sf. L'essere fallibile. <> infallibile. 

\fallicìsmo, sm. Culto dell'organo genitale maschile, visto come simbolo dell'energia creatrice. 

\fàllico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo al fallo. 2 Del culto del fallo. 

\fallimentàre, agg. 1 Di fallimento, relativo a un fallimento. procedura fallimentare, per liquidare un'azienda fallita. 2 Che porta alla rovina, disastroso. ~ negativo. <> trionfale. la situazione fallimentare non può che peggiorare
 X   agg. bankruptcy. 

\falliménto, sm. 1 Lo stato giuridico dell'imprenditore insolvente e il procedimento per ripartire il ricavato della liquidazione del patrimonio tra tutti i creditori. ~ bancarotta. 2 Esito negativo, disastro. ~ insuccesso. <> vittoria. 
 X   sm. 1 bankruptcy. 2 (fig.) failure. 
È dichiarato con sentenza del tribunale che nomina un giudice delegato a dirigerne le fasi e un curatore fallimentare il quale compila l'elenco dei creditori, realizza l'attivo, lo liquida, lo distribuisce fra i creditori in proporzione ai loro crediti e secondo un ordine di priorità stabilito dalla legge. 

\Fallinàli Sottordine di Funghi Basidiomiceti. 

\fallìre, v. v. tr. Non colpire nel punto mirato. ~ fare fiasco. <> centrare, riuscire. 
v. intr. 1 Fare fallimento, indebitarsi. ~ rovinarsi. 2 Non raggiungere il fine prefisso, non riuscire. ~ abortire. <> riuscire. 3 Venir meno. ~ mancare. 4 Sbagliare. ~ errare. 
 X   v. tr. to miss. v. intr. 1 (fig.) to fail. 2 (comm.) to go bankrupt. 
 @   lat. fallere sbagliare. 

\fallìto, agg. e sm. agg. 1 Che ha subito una dichiarazione di fallimento. 2 Non riuscito. il tentativo fallito non deve minare il nostro entusiasmo. 3 Mancato 
sm. Imprenditore che ha subito un fallimento. Che non è riuscito a raggiungere un risultato valido. 
con tutte quelle sconfitte, cominciava a sentirsi un fallito
 X   agg. 1 bankrupt. 2 (fig.) unsuccessful. sm. 1 (fig.) failure. 2 (comm.) bankrupt. 

\Fàllo Comune in provincia di Chieti (217 ab., CAP 66040, TEL. 0872). 

\fàllo, sm. 1 Errore, peccato, colpa. ~ sbaglio. essere in fallo, essere in errore. 2 Difetto nella lavorazione. ~ imperfezione. 3 Nello sport, azione che trasgredisce le regole del gioco e per cui è prevista una punizione. 4 Membro virile. ~ pene. 5 Conseguenza del venire meno. la memoria gli fece fallo
 X   sm. 1 mistake, error. 2 (difetto, imperfezione) defect, fail, flaw. 3 (calcio) foul. 
 @   da fallare
Fallo canino 
Fungo (noto anche come mutino canino, Mutinus caninus) della famiglia delle Fallacee e della classe dei Basidiomiceti. Non commestibile. 

\fallocrazìa, sf. Atteggiamento psicologico e culturale che attribuisce all'uomo la supremazia e alla donna un ruolo subalterno. 

\Fallòppio, Gabrièle (Modena 1523-Padova 1562) Anatomista e chirurgo studioso e fondatore dell'anatomia umana. Descrisse strutture di organi da lui individuati quali l'orecchio interno, la corda del timpano, le tube dell'utero. 
Tuba (o tromba) di Falloppio 
Ciascuno dei due canali o salpingi che congiungono l'ovaio all'utero, mediante i quali l'uovo viene sospinto nell'utero per essere fecondato dagli spermatozoi.   +  

\fallosità, sf. L'essere falloso. 

\fallóso, agg. 1 Di giocatori nelle gare sportive, scorretto. <> leale. 2 Che presenta difetti di fabbricazione. ~ imperfetto. 

\Fallot, tetralògia di Frequente malformazione cardiaca congenita costituita da stenosi dell'arteria polmonare, comunicazione interventricolare, destroposizione dell'aorta e ipertrofia del ventricolo destro. I bambini affetti da tale malformazione sono chiamati anche "bambini blu" in quanto si verifica un'abnorme comunicazione tra il sistema venoso e quello arterioso: il colorito violaceo del sangue venoso traspare sotto la pelle e le mucose delle labbra, del viso, della lingua, delle mani e dei piedi. 
 X   Tetralogy of Fallot, TOF, blue baby. 

\fall-out, sm. invar. 1 Ricaduta sulla superficie terrestre di polveri radioattive presenti nell'atmosfera in seguito a esplosioni nucleari. 2 Effetto indiretto. ~ conseguenza. 

\Falloux, Alfred-Frédéric (Angers 1811-1886) Politico cattolico francese. Fu ministro dell'istruzione nel 1848 e 1849. 

\Falmènta Comune in provincia di Verbano-Cusio-Ossola (319 ab., CAP 28050, TEL. 0323). 

\falò, sm. Grande fuoco acceso all'aperto per segnalazione o in segno di festa. ~ pira, rogo. 
 X   sm. bonfire. 

\Falò delle vanità, Il Film drammatico, americano (1990). Regia di Brian De Palma. Interpreti: Tom Hanks, Bruce Willis, Melanie Griffith. Titolo originale: The Bonfire of the Vanities 

\falòppa, sf. 1 Bozzolo imperfetto contenente la larva morta. 2 Persona bugiarda. ~ millantatore. 

\Falòppio Comune in provincia di Como (3.322 ab., CAP 22020, TEL. 031). 

\falpalà, sm. Striscia di stoffa arricciata usata per guarnire tende, sottane ecc. 

\Fàlqui, Antonèllo (Roma 1925-) Regista televisivo. Uno dei più grandi del mondo della televisione, legò il suo nome a trasmissioni che fecero la storia del piccolo schermo. All'esordio con Vita e conclave: Pio XII (1952), seguirono, tra l'altro, Il musichiere (1957-1960), Canzonissima (1958-1959 e 1968-1969), Studio uno (fino al 1996), Teatro 10 (1964). 

\falsabràga, sf. (pl. falsebràghe) Parapetto per fucileria delle fortificazioni permanenti. 

\falsaménte, avv. 1 Con falsità. ~ erroneamente. 2 Ingiustamente, iniquamente. ~ slealmente. 3 Con doppiezza, bugiardamente. ~ ipocritamente. 

\falsàre, v. tr. Rappresentare in modo contrario al vero o diverso dall'originale; alterare, distorcere. ~ falsificare. <> correggere. 
 @   lat. tardo falsare, deriv. da falsus, p.p. di fallere. 

\Falsari, I Romanzo di A. Gide (1925). 

\falsarìga, sf. (pl. falsarìghe) 1 Foglio rigato che viene posto sotto il foglio su cui si scrive e da esso traspare permettendo di procedere diritto nella scrittura. 2 Esempio che si segue in modo fedele. ~ modello. 

\falsàrio, sm. 1 Chi altera documenti, banconote, firme ecc. o ne fabbrica di falsi per trarre un illecito vantaggio. ~ contraffatore. 2 Mentitore. ~ ingannatore. 
 X   sm. counterfeiter, forger. 
 @   lat. falsarius, deriv. da falsus, p.p. di fallere. 

\falsatùra, sf. 1 In sartoria, striscia di merletto che si mette come guarnizione tra lembi di tessuto. ~ entredeux. 2 Striscia di tessuto posta sopra l'abbottonatura per nascondere i bottoni. 

\false drop, loc. sost. m. invar. Letteralmente significa "goccia falsa". Nel linguaggio informatico indica un risultato di una ricerca testuale che non è coerente, da un punto di vista semantico, con la ricerca stessa. 

\falseggiàre, v. tr. 1 Falsificare. ~ falsare. 2 Cantare in falsetto. 

\falsettìsta, sm. (pl.-i) Cantante maschio che canta in falsetto. ~ sopranista, contraltista. 

\falsétto, sm. Voce di tono alto alterata artificiosamente per simulare la voce femminile. 

\falsificàbile, agg. Che si può falsificare. 

\falsificabilità, sf. Il falsificare e l'effetto. 

\falsificàre, v. tr. Imitare con intenzione dolosa, contraffare. ~ distorcere. 
 X   v. tr. 1 to falsify. 2 (monete) to counterfeit, to forge. 
 @   lat. tardo falsificare, comp. da falsus +-ficare fare. 

\falsificatóre, sm. (f.-trìce) Chi falsifica. ~ falsario. 

\falsificazióne, sf. 1 Il falsificare e l'effetto. 2 Finzione. ~ contraffazione. 
 X   sf. falsification, forgery. 

\falsità, sf. 1 L'essere falso. ~ fallacia. <> verità. 2 Azione o parola contraria al vero. ~ inganno, imbroglio. 3 Mancanza di lealtà, ipocrisia. ~ doppiezza. <> franchezza. 
 X   sf. 1 falsity, falseness. 2 (bugia) lie. 
 @   lat. falsitas,-atis. 

\fàlso, agg. e sm. agg. 1 Che non corrisponde alla verità e alla realtà, errato. ~ erroneo. <> vero. 2 Strada sbagliata e che porta all'errore. 3 Non autentico, falsificato. ~ contraffatto. <> autentico. 4 Privo di sincerità. ~ ipocrita. <> sincero. 5 Che non corrisponde a ciò che sembra essere. ~ ingannevole. 6 Posticcio. ~ artificiale. 7 Illusorio, simulato. ~ fittizio. 
sm. 1 Ciò che è falso. 2 Cosa o persona falsa. 2 Reato di falsificazione. 3 Opera d'arte contraffatta. 
 X   agg. 1 false. 2 (contraffatto) falsified, forged. 3 (errore) wrong. sm. 1 falsehood. 2 (oggetto) forgery. 
 @   lat. falsus, p.p di fallere. 
In ambito giuridico è il termine che indica una pluralità di crimini, il cui elemento fondamentale è la violazione, sotto ogni forma, della fides publica. Sono previste in proposito sanzioni. 

\Falso e vero verde, Il Opera di poesia di S. Quasimodo (1956). 

\falsopiàno, sm. (pl. falsipiàni) Tratto di superficie terrestre che appare piano, ma in realtà è caratterizzato da modeste irregolarità. 

\Falstaff Commedia lirica in tre atti di G. Verdi, libretto di A. Boito (Milano, 1893). 
La storia è ambientata a Windsor, nel 1400 circa. Sir Falstaff vuole conquistare due donne e i denari dei relativi coniugi. Per questo motivo fa recapitare loro due lettere. Le signore decidono di burlarsi di lui. Intanto anche Ford, uno dei mariti, venuto a conoscenza dell'inganno, cerca dapprima di corrompere Falstaff, quindi lo rincorre mentre il protagonista si rinchiude dentro una cesta. Questa finisce nel Tamigi. Alla fine Falstaff e Ford rimangono entrambi vittime del raggiro delle donne. 
Falstaff 
(ossia Le burle) Dramma giocoso in due atti di A. Salieri, libretto di C. P. De Franceschi (Vienna, 1799). 

\Falteróna Monte (1.654 m) dell'Appennino Tosco-Emiliano, da cui nascono i fiumi Arno e Santerno. 

\Falun Città (54.000 ab.) della Svezia, capoluogo della contea di Kopparberg. 

\Falvatèrra Comune in provincia di Frosinone (587 ab., CAP 03020, TEL. 0775). 

\Falzàrego Passo (2.105 m) delle Alpi Dolomitiche, tra le valli d'Ampezzo e Cordevole. 

\Fàlzes (in ted. Pfalzen) Comune in provincia di Bolzano (2.049 ab., CAP 39030, TEL. 0474). 

\fàma, sf. 1 Reputazione, nominanza. ~ nomea. 2 Notorietà, rinomanza. ~ celebrità. <> mediocrità, oblio. 3 Notizia universalmente diffusa. 
 X   sf. 1 (reputazione) reputation, name, repute. 2 (nomea) renown, fame. 
 @   lat. fama, deriv. da fari parlare. 

\Famagósta Città di Cipro (39.000 ab.) capoluogo del distretto omonimo. Porto sulla costa orientale dell'isola greca Ammòchostos. Tra le sue risorse industrie chimiche, tessili e alimentari. Fondata da Tolomeo II Filadelfo nel III sec. a. C., fu distrutta dagli arabi nel 647 e divenne la capitale del regno dei Lusignano nel 1291. Fu occupata nel XIV sec. dai genovesi e nel XV sec. dai veneziani. I turchi se ne impossessarono nel 1571 dopo un assedio protrattosi per dieci mesi. Nel 1878 venne ceduta, con l'isola di Cipro, alla Gran Bretagna. Dal 1974 appartiene alla Repubblica turca di Cipro del Nord. 
Sono visibili fortificazioni veneziane, il castello, il palazzo Reale e la cattedrale di San Nicola trasformata in moschea. 
Famagosta 
Distretto (124.000 ab.) di Cipro, prevalentemente pianeggiante. 

\famatinìte, sf. Antimoniosolfuro di rame che si presenta in masse di colore grigio dai riflessi rossastri. 

\fàme, sf. 1 Grande stimolo di mangiare e la sofferenza che provoca l'insoddisfazione di questo stimolo. ~ appetito. <> sazietà. 2 Carestia. 3 Desiderio sfrenato. ~ brama. 4 Grande miseria. ~ indigenza, inedia. <> abbondanza, benessere. 
 X   sf. 1 hunger. 2 (avere) to be hungry. 3 (patire) to starve. 
 @   lat. fames. 
Fisiologicamente è avvertita a livello gastrico, ma è provocata da una stimolazione dell'ipotalamo a seguito di un abbassamento del tasso glicemico nel sangue. Nel 1998 alcuni scienziati dell'Howard Medical Institute del Texas hanno scoperto l'ormone (orexin) utile sia a bloccare sia a promuovere la voglia di cibo. 
A livello sociale ha rappresentato e rappresenta un grave problema per un numero elevato di persone, principalmente nei paesi sottosviluppati, sia per la carenza di cibo, legata a particolari situazioni climatiche (siccità e inondazioni) sia per l'iniqua distribuzione delle risorse alimentari a livello mondiale. Dalla seconda metà del Novecento si è fatto fronte a questo problema attraverso la creazione di organismi internazionali (FAO) e a un maggiore impegno delle superpotenze. 

\Fame Romanzo di K. Hamsun (1890). 

\Fame e la sete, La Film commedia, italiano (1999). Regia di A. Albanese. Interpreti: A. Albanese, A. Cerami. 

\Fame usurpate Saggio di V. Imbriani (1877). 

\famèdio, sm. Edificio in cui sono accolte le spoglie di personaggi famosi. 
 @   comp. dal lat. fama fama + aedes tempio. 

\Famegia del santolo, La Commedia di G. Gallina (1892). 

\famelicità, sf. L'essere famelico. 

\famèlico, agg. 1 Affamato. ~ vorace. <> satollo. 2 Avido. ~ bramoso. <> disinteressato. 
 X   agg. ravenous. 

\Famenne Regione del Belgio, nell'altopiano delle Ardenne, tra le valli dei fiumi Lesse e Ourthe. 

\famigeràto, agg. Che gode di cattiva fama. ~ malfamato. <> stimato. 
 X   agg. ill-famed, notorious. 

\famìglia, sf. 1 Insieme di persone unite da un rapporto di parentela o di affinità. 2 Stirpe. ~ casata. 3 Insieme di cose affini. ~ tipologia. 4 L'insieme delle persone che costituiscono il personale di una casa patrizia. 5 Insieme di persone o di cose legate da un vincolo comune. • famiglia di vocaboli, i vocaboli derivati da un'unica radice. 6 In botanica e zoologia, raggruppamento di generi aventi caratteri simili. ~ razza.
 X   sf. family. 
 @   lat. familia, da famulus servitore. 
A livello giuridico l'ordinamento della famiglia è stato rinnovato dalla legge 151 del 1975 e dall'introduzione del divorzio; in base a questa, la donna acquisisce il diritto di patria potestas, collegialmente con il marito, godendo dei suoi stessi diritti. A livello patrimoniale vige la comunione dei beni, salvo contraria volontà. 
In campo etnologico, si fa distinzione tra famiglia nucleare, formata da padre, madre e i figli non sposati, e famiglia plurima, composta da un uomo con più donne (famiglia poliginica), oppure da una donna con più uomini (famiglia poliandrica). Alla base di ogni tipo di nucleo familiare, vi sono sempre gli stessi principi, ossia quello di connubio, di discendenza, fratellanza e coresidenza. Divieto tassativo, tipico di tutte le strutture familiari è l'incesto, ossia la proibizione di rapporti sessuali tra consanguinei; ciò avrebbe avuto come conseguenza, spiegata a livello culturale, psicologico e religioso, il fatto che gli uomini cercassero le loro donne al di fuori del nucleo familiare (esogamia). 
In chimica, è il gruppo di elementi con le stesse proprietà chimiche e fisiche. 
Patto di famiglia 
Trattato di perpetua alleanza difensiva stipulato tra i Borboni di Francia e quelli di Spagna. 

\Famiglia Romanzo di Pa Chin (1933). 

\Famiglia Addams, La Film commedia, americano (1991). Regia di Barry Sonnenfeld. Interpreti: Raoul Julia, Anjelica Huston, Christopher Lloyd. Titolo originale: The Addams Family 

\Famìglia cristiàna Rivista cattolica che venne fondata da don Giacomo Alberione nel 1931. 

\Famiglia dell'antiquario, La Commedia di C. Goldoni (1749-1750). 

\Famiglia di Pascual Duarte, La Romanzo di C. J. Cela (1942). 

\Famiglia Goloviëv, La Romanzo di M. E. Saltykov-Scedrin (1880). 

\Famiglia Moskat, La Romanzo di I. B. Singer (1950). 

\famìglio, sm. 1 Messo del Comune. ~ usciere. 2 Lavoratore domestico. ~ servo. 

\familiàre, o famigliàre, agg., sm. e sf. agg. 1 Della famiglia. 2 Schietto. ~ semplice. <> scortese. accoglienza familiare. 3 Noto per lunga consuetudine. ~ consueto. <> sconosciuto. finalmente riuscì a scorgere un volto familiare nella folla
sm. e sf. Persona della famiglia. ~ congiunto. <> estraneo. 
sf. Automobile con carrozzeria adatta al trasporto di più persone. ~ station wagon. 
 X   agg. 1 family. 2 (noto, conosciuto) familiar. 3 (atmosfera) friendly. 4 (solito) usual. 5 (informale) colloquial, informal. sm. e sf. relation, relative. 
 @   lat. familiaris

\familiarità, o famigliarità, sf. 1 Confidenza e affabilità tipiche di chi è familiare o di ciò che è familiare. ~ amicizia. <> distacco. 2 Abitudine, usanza. ~ consuetudine. <> disabitudine. 3 Esperienza, dimestichezza. ~ pratica. <> imperizia. 
 X   sf. familiarity, friendliness. 

\familiarizzàre, o famigliarizzàre, v. v. tr. 1 Rendere familiare, assuefare. ~ abituare. 2 Fare amicizia. ~ socializzare. 3 Acquistare confidenza. ~ prender dimestichezza. 
v. intr. pron. Acquistare familiarità, affiatarsi, assuefarsi. ~ impratichirsi. 
 X   v. tr. to familiarize. 

\familiarménte, avv. In modo familiare, confidenziale. 

\Family Life Film drammatico, britannico (1971). Regia di Kenneth Loach. Interpreti: Sandy Ratcliff, Grace Cave, Hilar Martyn. Titolo originale: Family Life 

\famóso, agg. 1 Che ha grande fama, insigne, celebre. ~ rinomato. <> oscuro. 2 Di cosa o persona di cui si parla o si è molto parlato. ~ celebre, noto. <> anonimo, sconosciuto. 3 Memorabile. ~ indimenticabile. <> trascurato, dimenticato. 
 X   agg. famous. 
 @   lat. famosus, deriv. da fama. 

\fan, sm. e sf. invar. Fanatico ammiratore di personaggi dello spettacolo. ~ ammiratore. <> detrattore. 

\fanàle, sm. Apparecchio che illumina o segnala con la sua luce la presenza e la posizione di un oggetto. ~ faro. 
 X   sm. 1 lamp, light. 2 (strada) light. 3 (auto, anteriore) headlight. 4 (auto, posteriore) rearlight. 

\fanalerìa, sf. L'insieme delle luci esterne di un veicolo. 

\fanalìno, sm. 1 Fanale di segnalazione posteriore degli autoveicoli. 2 Nella locuzione fanalino di coda: chi è all'ultimo posto. 

\fanalìsta, sm. (pl.-i) Tecnico o funzionario specializzato che ha come compito la custodia e la manutenzione di fanali e fari delle coste italiane. 

\Fanàno Comune in provincia di Modena (2.932 ab., CAP 41021, TEL. 0536). 

\Fanar Quartiere greco di Istanbul che deriva il proprio nome dal faro che sorge nelle vicinanze. 

\fanariòta, sm. e sf. (pl. m.-i) Abitante o nativo del Fanar. 

\fanaticaménte, avv. In modo fanatico, entusiasta, esagerato. ~ entusiasticamente. 

\fanàtico, agg. e sm. (pl. m.-ci) 1 Di chi, mosso da un esagerato entusiasmo per un'idea, si mostra intollerante nei confronti di una qualsiasi posizione differente. ~ esaltato, intransigente. <> calmo, equilibrato. 2 Ammiratore entusiasta. ~ sostenitore. <> denigratore. 3 Intemperante, violento. ~ sedizioso. 
 X   agg. 1 fanatical. 2 (fig.) crazy about, mad about. sm. 1 fanatic. 2 (tifoso) fan. 

\fanatìsmo, sm. 1 Esasperazione di una fede, un sentimento ecc. che porta all'intolleranza e al settarismo. ~ faziosità. 2 Ammirazione cieca e incondizionata nei confronti di qualcosa o qualcuno. ~ entusiasmo. <> disinteresse. 3 Manifestazione di entusiasmo esagerato. ~ esaltazione. <> moderazione. 
 X   sm. fanaticism. 
 @   franc. fanatisme, deriv. dal lat. fanaticus. 

\fanatizzàre, v. tr. Destare fanatismo. 

\Fancéschi Ferrùcci, Caterìna (Narni 1803-Firenze 1887) Poetessa e scrittrice. Fu la prima donna a essere ammessa all'Accademia della Crusca. Nelle opere poetiche trasferì tutto il suo mondo, fatto di intensi sentimenti religiosi e patriottici e di affetti familiari. Tra le opere, Della educazione morale della donna italiana (1847) e Della educazione intellettuale (1849-1851), improntate all'educazione della donna, e l'opera antologica I primi quattro secoli della letteratura italiana (1856-1858). 

\fanciùlla, sf. 1 La donna tra i sei e i tredici anni. ~ ragazzina. 2 Giovane donna. ~ ragazza. 

\Fanciulla del West, La Opera in tre atti di G. Puccini, libretto di G. Civinini e C. Zangarini (New York, 1910). 
In California, nel secolo XIX, Minnie gestisce un saloon, nel quale si radunano i cercatori d'oro. Uno straniero, Dick Johnson, che in realtà è un bandito, ama ed è riamato dalla protagonista. Egli viene però ferito dal suo rivale, lo sceriffo, che gli dà la caccia. Catturato, il bandito viene condannato a morte, ma le persuasive parole di Minnie, rivolte ai giustizieri, lo salvano. 
Fanciulla del West, La 
Dramma di D. Belasco (1905). 

\fanciullàccia, sf. Nome comune della Nigella damascata. ~ scapigliata. 

\fanciullàggine, sf. Atto o discorso da fanciullo. ~ puerilità. 

\Fanciulle delle follie, Le Film musicale, americano (1941). Regia di Robert Z. Leonard. Interpreti: Lana Turner, Hedy Lamarr, Judy Garland. Titolo originale: Ziegfeld Girl 

\fanciullésco, agg. (pl. m.-chi) 1 Di fanciullo. ~ infantile. <> adulto. 2 Puerile. ~ sciocco. <> ponderato. 

\fanciullézza, sf. 1 Età di chi è fanciullo. ~ infanzia, puerizia. <> adolescenza, gioventù. 2 Gli albori, gli inizi. ~ origine. 

\Fanciullino, Il Prosa di G. Pascoli (1897). 

\fanciùllo, agg. e sm. agg. 1 Fanciullesco. 2 Di ciò che è agli inizi. 
sm. 1 Di chi ha un'età compresa tra i sei e i tredici anni. ~ ragazzo. 2 Uomo semplice e ingenuo. 
 X   sm. child. 

\fandàngo, sm. (pl.-ghi) Ballo andaluso. 

\Fandango Film commedia, americano (1985). Regia di Kevin Reynolds. Interpreti: Kevin Costner, Sam Robards, Judd Nelson. Titolo originale: Fandango 

\fandònia, sf. Notizia inventata per burla o per vanteria. ~ bugia. <> verità. 
 X   sf. tall story. 

\fané, agg. invar. 1 Che ha perduto la sua freschezza, avvizzito. ~ appassito. 2 Di persona, sciupata. ~ sfiorita. 

\fanèllo, sm. Nome di Uccelli (Carduelis cannabina) dell'ordine dei Passeriformi e della famiglia dei Fringillidi. È caratterizzato da un piumaggio di colore bruno grigio, al quale si aggiungono in estate, nell'esemplare maschio, delle macchie rosse; è tipico delle regioni boscose e montuose del nord dell'Europa. 

\Fanerògame Gruppo comprendente numerose piante dagli organi riproduttori visibili che spesso formano un fiore. 

\Faneròzoni Ordine di Echinodermi asteroidi che presentano lungo il disco e le braccia piastre marginali ben visibili. 

\fanfalùca, sf. 1 Frottola, bugia. ~ panzana. 2 Assurdità. ~ sciocchezza. 

\Fanfàni, Amìntore (Pieve Santo Stefano 1908-Roma 1999) Uomo politico italiano, è stato membro, fin dai primi giorni, della direzione del partito democristiano e partecipò alla Costituente. Ha ricoperto più volte l'incarico di ministro e di presidente del consiglio (del lavoro, dell'agricoltura, degli interni, del bilancio e degli esteri), divenendo anche, diverse volte, presidente del consiglio e del senato; fu l'artefice del governo del centro sinistra (governo DC, PRI, PSDI e l'appoggio esterno del PSI). 

\fanfàra, sf. Banda musicale di soli strumenti a fiato di ottone e tamburi e composizione musicale per tale banda. 
 X   sf. 1 brass band. 2 (composizione) fanfare. 

\fanfàre, sf. invar. Nella locuzione rilegatura alle fanfare, tipo di decorazione di rilegature che veniva utilizzata al termine del XVI sec. 

\fanfaronàta, sf. Atteggiamento o discorso da fanfarone, smargiassata. ~ spacconata. 

\fanfaróne, sm. (f.-a) Persona che si vanta di avere qualità, capacità o poteri che in realtà non possiede; spaccone. ~ smargiasso. 

\Fanfùlla da Lòdi (?-Terracina 1525 ca.) Uomo d'armi italiano. È famoso per essere stato un personaggio dei due romanzi Ettore Fieramosca e Niccolò de' Lupi di Massimo d'Azeglio. 

\fànga, sf. (pl.-ghe) Fango molliccio. 

\fangàia, sf. Luogo molto fangoso. 

\fangatùra, sf. Immersione di parte o di tutto il corpo in fanghi termali a scopo terapeutico. 

\fanghìglia, sf. Strato di melma fangosa. ~ poltiglia. 

\Fangio, Juan Manuel (Buenos Aires 1911-1995) Corridore automobilista argentino. Conquistò il titolo del mondo di Formula 1 nel 1951, 1954, 1955, 1956 e 1957. 

\fàngo, sm. (pl.-ghi) 1 La polvere delle strade o la terra dei campi trasformata dall'acqua in poltiglia. ~ limo. 2 Miseria morale. ~ abiezione. <> nobiltà. viveva nel fango e non se ne accorgeva. 3 Residuo di lavorazioni industriali d'aspetto fangoso. 4 Al plurale, depositi di argilla e acque sulfuree usati a scopo terapeutico. il medico le prescrisse una cura a base di fanghi termali
 X   sm. 1 mud. 2 (fanghiglia) slush. 
 @   gotico fani

\fangosità, sf. L'essere fangoso. 

\fangóso, agg. 1 Pieno di fango. ~ melmoso. <> secco. 2 Abietto, ignobile. ~ laido. 
 X   agg. 1 muddy. 2 (di acqua) sludgy. 

\fangoterapìa, sf. Terapia che utilizza i funghi termali. 

\Fànna Comune in provincia di Pordenone (1.462 ab., CAP 33092, TEL. 0427). 

\fannullóne, sm. (f.-a) Chi se ne sta senza far niente. ~ ozioso. <> alacre, lavoratore. 
 X   sm. loafer, idler. 

\Fanny e Alexander Film drammatico, svedese (1982). Regia di Ingmar Bergman. Interpreti: Pernilla Allwin, Gertil Guve, Erland Josephson. Titolo originale: Fanny och Alexander 

\Fàno Comune nella provincia di Pesaro Urbino (53.000 ab.), dista pochi chilometri dal mare Adriatico. È rinomato porto balneare, nonché porto peschereccio. Appartenne ai papi dei Malatesta, prima di passare a Federico da Montefeltro nel 1463. Da visitare il palazzo della Regione (1200), l'arco di Augusto (2 d. C.), la corte malatestana (attribuita ad Alberti) e la cattedrale con facciata romanica. 

\Fàno Adriàno Comune in provincia di Teramo (432 ab., CAP 64044, TEL. 0861). 

\Fanon, Frantzt (Fort-de-France 1925-Washington 1961) Sociologo martinicano. Tra le opere Il negro e l'altro (1952) e I dannati della terra (1961). 

\fanóne, sm. 1 Ognuna delle mozzette uguali a strisce bianche e oro che il papa pone sugli omeri nelle funzioni solenni. 2 Ciascuna delle due strisce di stoffa pendenti dalla mitra vescovile. 3 Nelle balene ognuna delle circa 400 lamelle che pendono dal palato e che servono per filtrare l'acqua trattenendo il plancton. L'insieme dei fanoni costistuisce l'osso di balena

\fans, sm. inv. farmaco antinfiammatorio non steroideo (i fans sono farmaci ad azione antinfiammatoria, analgesica e antipiretica di varia composizione chimica; la loro azione è simile, così come sono simili, in caso di somministrazione non appropriata, gli effetti indesiderati, a livello gastrointestinale, renale ed ematologico; comprendono, ad es., l'acido acetilsalicilico - aspirina, aspro, cemerit, … -, il diclofenac - voltaren, dealgic, … -, l'imidazato - flogozen, selezen , … -, l'ibuprofene - cibalgina, moment, … -, il ketoprofene - orudis, … -, il nimesulide - aulin, … -, il piroxicam - feldene, … -, ecc.) 
 X   nsaid (non-steroidal anti-inflammatory drug) 

\fantaccìno, sm. Soldato di fanteria. 

\fantapolìtica, sf. 1 Narrazione di avvenimenti politici immaginari. 2 Ipotesi politica non basata su dati reali. amava i romanzi di fantapolitica
 @   da fanta-+ politica

\fantapolìtico, agg. (pl. m.-ci) Di fantapolitica. 

\fantascientìfico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di fantascienza. 2 Avveniristico, futuribile. ~ utopistico. <> reale. 

\fantasciènza, sf. Genere narrativo che riproduce e presenta ipotesi fantastiche o verosimili, fondandosi su profezie e predizioni scientifiche circa il futuro del mondo. Fondatori del genere si considerano Cyrano de Bergerac, J. Swift, M. Shelley, E. Poe, anche se padri indiscussi della fantascienza sono ritenuti J. Verne e H. G. Welles; essi hanno avuto il merito di anticipare temi fondamentali per i racconti fantastici, ossia la creazione di macchine tecnologiche (astronavi e extraterrestri), avventure inimmaginabili ecc. Negli ultimi anni si è verificato un fenomeno di imitazione, a opera di autori americani ed europei (Asimov, Bradbury, Simak, Efremov), con una ripresa ed enfatizzazione dei temi precedentemente affrontati, anche grazie al maggior sviluppo della tecnologia e delle conoscenze in ambito tecnico. Anche il cinema si è ispirato moltissimo al genere fantascientifico, con autori che hanno saputo mettere in immagini descrizioni e racconti quasi impossibili, come G. Méliès (Metropolis, 1924) e F. Lang (La donna e la luna, 1929), anche se si devono agli americani i capolavori indiscussi del genere; L'invasione degli ultra corpi, Ultimatum alla Terra, Guerre Stellari, Incontri ravvicinati del terzo tipo, E. T. l'extraterrestre, 2001: Odissea nello spazio. In Unione Sovietica il capolavoro è consistito in Solaris di Andrei Tarkovskij (1972), nel quale il regista è stato capace di fondere insieme angoscie cosmiche e problemi morali e filosofici. 
 X   sf. science fiction. 

\fantasìa, agg. e sf. agg. invar. Detto di tessuto a colori vivaci e disegni vistosi e di ciò che viene confezionato con tale tessuto. 
sf. 1 Facoltà umana che consente l'interpretazione libera dei dati forniti dall'esperienza o di rappresentare invenzioni proprie, tramite immagini sensibili. ~ immaginazione. <> realtà. 2 Immaginazione non corrispondente a realtà. ~ fantasticheria, creatività. <> verità. 3 Capo d'abbigliamento o tessuto a colori vivaci e disegni vistosi. 4 Desiderio improvviso, bizzarria. ~ capriccio. 5 Brano musicale per clavicembalo, liuto o pianoforte di vario tipo. 6 Scelta di brani o motivi musicali diversi. 7 Danza frenetica o finta battaglia di cavalieri eseguita in segno di festa presso alcune popolazioni africane. 
 X   agg. (tessuto, abito) patterned. sf. 1 fancy. 2 (immaginazione) imagination, fantasy. 
 @   lat. phantasia, dal geco phantasìa, deriv. da phàinesthai apparire. 
In campo musicale è la composizione strumentale libera, improvvisata, tipica del XVI sec., utilizzata come preludio a un pezzo più rigoroso; nei secoli successivi è stata accompagnata alla ricerca di esecuzioni sempre più virtuosistiche (C. P. Bach, G. Frescobaldi), assumendo però connotati di sonata e del preludio (L. van Beethoven, R. Schumann) o di poema sinfonico (M. Musorgskij), che ha avuto come conseguenza quella di allontanarsi da precisi caratteri classici. In epoca romantica si è legata a temi popolari o tratta da opere liriche del momento (F. Litz). 
Presso alcune popolazioni africane è un tipo di cerimonia propiziatoria, consistente in parate con cavalli e danze. 

\Fantasia Film d'animazione, americano (1940). Regia di Walt Disney. Titolo originale: Fantasia 

\Fantasie alla maniera di Callot Racconto di E. T. A. Hoffmann (1815). 

\fantasiosità, sf. L'essere fantasioso. 

\fantasióso, agg. 1 Prodotto da fervida fantasia. ~ ingegnoso. <> banale. 2 Bizzarro. ~ stravagante. <> conformista. 3 Brillante, geniale. ~ vivace. 4 Creativo, fecondo. ~ fertile. 
 X   agg. imaginative, fanciful. 

\fantasìsta, sm. (pl.-i) Artista di varietà a carattere brillante. 

\fantàsma, sm. (pl.-i) 1 Immagine creata con la fantasia che non ha alcuna corrispondenza precisa alla realtà dei fatti. ~ illusione. 2 Immagine di persona defunta revocata; spettro. ~ apparizione. 
 X   sm. phantom, ghost. 
Freud considerava il fantasma come una realtà immaginaria, dentro la quale il soggetto, in stato normale o patologico, cercava di concretizzare i propri desideri inconsci. 

\Fantasma d'amore Film drammatico, italiano (1981). Regia di Dino Risi. Interpreti: Marcello Mastroianni, Romy Schneider, Julian Beck. 

\Fantasma della libertà, Il Film commedia, francese (1974). Regia di Luis Buñuel. Interpreti: Adriana Asti, Julien Bertheau, Jean-Claude Brialy. Titolo originale: Le fantôme de la liberté 

\Fantasma dell'opera, Il Film drammatico, britannico (1962). Regia di Terence Fisher. Interpreti: Herbert Lom, Heather Sears, Edward De Souza. Titolo originale: The Phantom of the Opera 

\fantasmagorìa, sf. 1 Successione di immagini proiettate dalla lanterna magica. 2 Rapido susseguirsi di suoni, immagini, colori. una fantasmagoria di colori. 3 Illusioni della fantasia eccitata. 4 Spettacolo sfarzoso e fantastico. 5 Insieme caotico di cose, elementi, concetti che confondono la mente. 
 @   dal greco phàntasma apparizione + l'italiano allegoria

\fantasmagòrico, agg. (pl. m.-ci) Di fantasmagoria. ~ spettacolare. 

\fantasmàtico, agg. (pl. m.-ci) Di, da fantasma. ~ immaginario. 

\fantasticàre, v. v. tr. Arzigogolare, elucubrare, congetturare. ~ almanaccare. 
v. intr. Andare vagando con la fantasia da una cosa all'altra. ~ immaginare. 
 X   v. intr. to daydream. 
 @   deriv. da fantastico. 

\fantasticherìa, sf. Il fantasticare; immaginazione. ~ fantasia. 

\fantàstico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Della fantasia. ~ irreale. <> concreto. 2 Dotato di fantasia vivace. 3 Fuori dalla norma. ~ straordinario. <> banale. videro dei paesaggi fantastici. 4 Prodotto dalla fantasia. ~ immaginario. <> reale. 5 Formidabile. ~ eccezionale. <> orrendo. aveva una mente fantastica
sm. 1 Ciò che è concepito dalla fantasia. il fantastico caratterizza il mondo delle fiabe. 2 Ciò che è straordinario. 
 X   agg. 1 fantastic. 2 (ingegno) imaginative. 
 @   lat. phantasticus, dal greco phantastikòs

\fànte, sm. 1 Soldato di fanteria. 2 Una delle figure delle carte da gioco. 
 X   sm. 1 infantryman. 2 (nel gioco della carte) jack. 

\fanterìa, sf. 1 Il complesso delle truppe che combattono a piedi. 2 Insieme delle divisioni meccaniche e corazzate, compresi alcuni corpi speciali. 
 X   sf. infantry. 
Con l'evoluzione in ambito militare e degli armamenti, ha perso molto del suo carattere di massa d'urto, divenendo arma tecnica, con massiccio utilizzo di strumenti meccanizzati. 

\fantésca, sf. Donna di servizio. ~ domestica. 

\Fantesca Commedia di G. Della Porta (1592). 

\Fànti, Manfrédo (Carpi 1808-Firenze 1865) Generale. Dal 1860, quale ministro della guerra, guidò l'occupazione delle Marche, dell'Umbria e del napoletano a opera dei piemontesi. 

\Fantin-Latour, Henri de (Grenoble 1836-Buré 1904) Pittore e fotografo francese, iniziò la sua carriera ispirandosi a Delacroix e sviluppando un originale e personale linguaggio pittorico, fatto di misurato e poetico realismo, nei tratti e nelle scene di gruppo di personaggi famosi (Omaggio a Delacroix, Studio a Batignolles, Un angolo di tavolo). 

\fantìno, sm. Chi per mestiere monta o guida un cavallo nelle corse ippiche. 
 X   sm. jockey. 

\fantocciàta, sf. 1 Spettacolo di burattini. 2 Buffonata. ~ pagliacciata. 

\fantòccio, agg. e sm. agg. invar. Nella locuzione governo fantoccio, governo privo di ogni effettiva autorità usato strumentalmente dagli altri. 
sm. 1 Pupazzo di grandezza naturale usato come giocattolo o come spaventapasseri. ~ bambolotto. 2 Nel tiro a segno, bersaglio che riproduce una sagoma umana. 3 Uomo senza volontà propria. ~ burattino. 
 X   sm. puppet. 

\fantolìno, sm. Bambino. ~ pargolo. 

\Fantômas Personaggio, creato nel 1911, di una serie di romanzi dai quali sono stati tratti numerosi film polizieschi. 

\fantomàtico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che non si riesce a identificare, misterioso. ~ inafferrabile. 2 Irreale, inconsistente. ~ spettrale. <> effettivo. 
 X   agg. 1 mysterious. 2 (inafferrabile) elusive. 3 (immaginario) imaginary. 

\fantozzàta, sf. Impresa o azione degna di Fantozzi. 

\Fantozzi Film commedia, italiano (1975). Regia di Luciano Salce. Interpreti: Paolo Villaggio, Anna Mazzamauro, Gigi Reder. 

\Fanzàgo, Còsimo (Clusone 1591-Napoli 1678) Architetto. Tra le opere il chiostro della Certosa di San Martino a Napoli (1623-1631). 

\FAO Sigla con la quale si indica il Food and Agriculture Organization (organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura). Si tratta di un ente internazionale dell'ONU, istituito al fine di migliorare le condizioni di vita e di alimentazione di moltissime popolazioni dei paesi sottosviluppati. Il suo lavoro non è limitato alla ricerca e alla formulazione di suggerimenti, ma prevede azioni dirette e specifiche. Ha sede a Roma ed è stata creata nel 1945. 

\FAP Sigla di Fondo Adeguamento Pensioni. 

\FAQ In informatica è la sigla di Frequently Asked Questions (domande più frequenti). Nei gruppi di discussione indica una rubrica dove viene data risposta alle domande più frequenti. 

\far west, loc. sost. m. invar. Insieme delle regioni occidentali degli Stati Uniti d'America. 

\Fàra Filiòrum Pètri Comune in provincia di Chieti (1.884 ab., CAP 66010, TEL. 0871). 

\Fàra Gèra d'Àdda Comune in provincia di Bergamo (5.516 ab., CAP 24045, TEL. 0363). 

\Fàra in Sabìna Comune in provincia di Rieti (9.319 ab., CAP 02032, TEL. 0765). 

\Fàra Novarése Comune in provincia di Novara (2.087 ab., CAP 28073, TEL. 0321). 

\Fàra Olivàna cón Sòla Comune in provincia di Bergamo (1.968 ab., CAP 24058, TEL. 0363). 

\Fàra San Martìno Comune in provincia di Chieti (1.758 ab., CAP 66015, TEL. 0872). 

\Fàra Vicentìno Comune in provincia di Vicenza (3.661 ab., CAP 36030, TEL. 0445). 

\Farabi, al- (Wasig 870-Damasco 950) Filosofo e scienziato arabo di origine turca; prendendo spunto dall'aristotelismo, tentò una sintesi tra questo, l'islam e il pensiero neoplatonico. Arrivò alla formulazione di una prima concezione filosofica organica del pensiero arabo, in seguito ripresa e ampliata da Avicenna e Averroè. Distinse tra essere necessario ed essere possibile, ispirazione per gli aristotelici latini. Scrisse molte opere matematiche, scientifiche, mediche e di musica. 

\farabolóne, sm. 1 Chiacchierone. 2 Imbroglione. ~ ciarlatano. 

\farabùtto, sm. Imbroglione, furfante. ~ mascalzone. <> galantuomo. 
 X   sm. rogue, crook, rascal. 
 @   ted. Freibeuter, oland. vrijbuiter corsaro. 

\fàrad, sm. invar. Unità di capacità elettrica. 

\faraday, sm. invar. La quantità di elettricità depositata, nell'elettrolisi, al catodo da un grammo-equivalente di elettrolita. Deriva il suo nome dal fisico al nome di Micheal Faraday che formulò la teoria dell'elettrolisi. 

\Faraday, Michael (Newington 1791-Hampton Court 1867) Fisico e chimico britannico, fu assistente alla Royal Institution di Londra. Indirizzò il suo interesse all'indagine scientifica, su gas (liquefazione dell'anidride carbonica), dimostrò l'azione dei magneti sui conduttori percorsi da corrente, definendo il concetto di induzione elettromagnetica. Ipotizzò, sfidando il sistema restio, il concetto di campo e linee di forze, studiando il modo in cui le azioni elettriche e magnetiche si propagano nello spazio vuoto. 
Costante di Faraday 
Quantità di carica elettrica che libera agli elettrodi di una cella elettrolitica un equivalente chimico di sostanza. 
Disco di Faraday 
Conduttore elettrico simile alla ruota di Barlow, formato da un disco girevole intorno al suo asse che, inserito in un campo magnetico costante e normale al disco, crea forza elettromotrice continua e proporzionale alla sua velocità angolare. 
Leggi di Faraday 
Leggi qualitative e quantitative relative ai fenomeni elettronici; la prima esprime la proporzionalità tra quantità di carica elettrica e massa di elettrolita depositate agli elettrodi; la secondo afferma che in una serie di celle elettroniche contenenti diverse soluzioni, le masse dei diversi elementi depositate ai rispettivi elettrodi sono proporzionali ai rispettivi equivalenti chimici. 

\faraglióne, sm. Grande scoglio aguzzo di poco staccato dalla costa. 

\Farago, Elena (Birlad 1878-1954) Pseudonimo della poetessa rumena Elena Paximade. Tra le opere, il cui tema è essenzialmente l'amore come esperienza drammatica, Sussurri nell'ombra (1907), I sussurri del tramonto (1920), Poesie (1906-1927, 1928). È anche autrice di libri per bambini (Intorno alla culla) e di Traduzioni libere e reminiscenze (1921). 

\Farah Provincia (245.000 ab.) dell'Afghanistan, nella parte sudoccidentale del paese. 

\faràndola, sf. Danza popolare di origine greca. 

\faraóna, sf. Uccello della famiglia dei Numididi e dell'ordine dei Galliformi (Numida meleagris) con piumaggio grigio scuro, striato di bianco. È originaria dell'Africa settentrionale, ma è stata capace di adattarsi in ogni luogo caldo. Viene allevata per la bontà della sua carne. 
 X   sf. guinea-hen. 

\faraóne, sm. 1 Termine egiziano che significa "grande casa", divenuto in seguito titolo dei sovrani dell'antico Egitto. 2 Gioco d'azzardo molto noto nel XVIII sec. 
Il titolo del re egiziano originariamente indicava il palazzo e la corte. Dall'epoca della XVIII dinastia (presumibilmente intorno al XV sec. a. C.) venne impiegato per designare la figura del sovrano e dalla XXII dinastia, anticipa addirittura il suo nome (900 a. C.). A esso spettavano cinque nomi legati a una o più divinità. Il faraone era considerato figlio del dio Sole Ra ed era oggetto di culto e venerazione, in quanto personificazione del dio Horus (falco) da vivo e di Osiri da morto. Considerato una divinità, il suo ruolo comportava l'espletamento di compiti religiosi (era considerato il tramite tra gli dei e gli uomini), civili e militari. Il suo abbigliamento prevedeva due corone: la tiara di colore bianco simboleggiava il Basso Egitto e la corona di colore rosso l'Alto Egitto. Il faraone rappresentava l'unificazione delle due terre. 

\Faraone, Il Film d'avventura, polacco (1966). Regia di Jerzy Kawalerowicz. Interpreti: Jerzy Zelnik, Barbara Brylska, Krystina Mikolajewska. Titolo originale: Faraon 

\faraònico, agg. (pl. m.-ci) 1 Dei faraoni. 2 Grandioso, imponente. ~ maestoso. <> misero. 

\fàrcia, sf. (pl.-ce) Qualsiasi composto usato per farcire alimenti. 

\farcìno, sm. => "morva" 

\farcìre, v. tr. 1 Imbottire polli, pasticci o altro di ripieno. 2 Riempire. ~ imbottire. <> svuotare. 
 X   v. tr. to fill, to stuff. 
 @   lat. farcire. 

\farcìto, agg. Riempito. ~ imbottito. 

\fard, sm. invar. Belletto per le guance. ~ fondotinta. 

\Fardèlla Comune in provincia di Potenza (857 ab., CAP 85030, TEL. 0973). 

\Fardèlla, Vincènzo, marchése di Torreàrsa (Trapani 1808-1889) Politico siciliano. Presidente del Senato dal 1870 al 1874. Tra le opere, Ricordi della rivoluzione siciliana del 1848-1849 (1887). 

\fardèllo, sm. 1 Grosso involto. ~ fagotto. 2 Peso morale. ~ croce. 3 Mattone. ~ zavorra. 
 X   sm. 1 (fig.) burden. 2 (involto) bundle. 

\fàre, sm. e v. sm. 1 L'operare, l'agire. ~ maniera. aveva un fare da vero gentiluomo. 2 Fase o momento iniziale. ~ principio. 3 Tono. ~ portamento. 
v. tr. 1 Compiere un'azione ~agire, eseguire, realizzare. fare la guerra, combattere; fare di conto, contare; fare di tutto, tentare in ogni modo di raggiungere un certo scopo. 2 Operare. <> oziare. avere da fare; fare e disfare; lascialo fare. 3 Creare. ~ generare. fare un figlio; la pianta ha fatto i fiori. 4 Cagionare. ~ produrre, causare. mi ha fatto paura; ha fatto colpo su di lui, lo ha impressionato; non mi fa né caldo né freddo. 5 Cucinare, cuocere ha fatto un dolce buonissimo. 6 Allevare, formare, educare. si è fatto molti amici, ha fatto molti proseliti. 7 Mettere insieme, ottenere. ha fatto soldi a palate. 8 Dare come risultato relativamente alle quattro operazioni aritmetiche. ~ equivalere. due più due fa quattro. 9 Lasciare uscire o entrare, specifico dei liquidi. la barca fa acqua. 10 Rappresentare in teatro. ha fatto la parte di Otello. 11 Formare, comporre, configurare. la strada fa angolo. 12 Giudicare, reputare, pensare, ritenere, concepire. ti facevo più furbo; ho fatto questo progetto. 13 Eleggere. ~ nominare. <> deporre. fu fatto presidente all'unanimità. 14 Dire, parlare. "no", fece lui davanti a quella proposta; ho fatto due chiacchiere con Laura. 15 Praticare un mestiere, occupare una carica. fa l'avvocato; fa l'assessore. 16 Ottenere, procurarsi, acquistare. ci siamo fatti una pizza; si è fatto la barca. 17 Fabbricare, produrre. ~ costruire. <> distruggere. ha fatto un bel quadro. si è fatta il vestito da sola. 18 Di città, contenere abitanti. la capitale fa due milioni di abitanti. 19 Mettere in condizione di. ~ permettere, lasciare. fallo pure. 20 Industriarsi, sforzarsi, agire in modo tale che. fa di ottenerlo; fa che non accada. 21 Raccogliere, prendere, caricare. ha fatto legna; ho fatto benzina; la barca fa acqua. 22 Fingere di essere. fa il malato, ma sta benissimo. 23 Dedicarsi, darsi a. faccio dello sport.
v. intr. 1 Essere adatto, convenire. ~ adattarsi. 2 Giovare. 3 Compiersi di un determinato tempo. 4 Seguito da un aggettivo a da un sostantivo, dare l'impressione. 5 Divenire. ~ essere. 
v. intr. impers. 1 Compiersi. 2 Essere riferito alle condizioni del tempo. 
v. intr. pron. 1 Diventare. ~ trasformare. 2 Cominciare a narrare. 
v. rifl. 1 Rendersi. cercava di farsi bella per l'appuntamento della sera. 2 Drogarsi. 3 Portarsi. 
 X   sm. (modo, con fare distratto) absent mindedly.
v. tr. 1 (attività) to do (what do you do?). 2 (costruire, creare, formare, rendere) to make (to make money; she made him happy). 3 (professione, funzione) to be (to be a doctor). 4 (combinare, organizzare) to arrange (to arrange an agreement). 5 (causare) to cause (the bomb caused the plane to crash). 6 (agire come) to act (don't act the ingenue!). 7 (fingere) to pretend (to pretend to be sick). 8 (dedicarsi a) to go in for (to go in for sport). 9 (ritenere) to think (I thought him an honest man).
v. intr. 1 to be. 2 (essere adatto) to suit. 3 (agire) to do, to act. 4
v. intr. impers. 1 (fa caldo) it's hot. 2 (fa bel tempo) the weather is fine.
v. intr. pron. 1 to come, to go, to move. 2 (diventare) to grow into. 4 (assumere droga) to take drugs.
v. rifl. 1 (diventare) to become. 2 (drogarsi) to be a junkie. 3 (spostarsi) to move. 
 @   lat. facere
Cosa fatta capo ha. Frase pronunciata da Mosca Lamberti dopo che Buondelmonte dei Buondelmonti ruppe le nozze con una giovane della famiglia Amidei. 

\Farel, Guillaume (Gap 1489-Neuchâtel 1565) Riformatore svizzero. Di origine francese, introdusse a Ginevra la riforma e vi chiamò Calvino. 

\farètra, sf. Astuccio per le frecce, da portare sul dorso. 

\faretràto, agg. Munito di faretra. 

\Faretronìdi Ordine di poriferi calcisponge, fossili risalenti al periodo compreso tra il Devoniano al Terziario. 

\farétto, sm. Piccolo portalampada orientabile usato per dare un'illuminazione particolare a un ambiente o a un 
oggetto. 
 X   sm. spotlight. 

\farfàlla, sf. 1 Nome con il quale si indica la forma adulta degli Insetti Lepidotteri, caratterizzata da quattro ali membranose coperte di squame e variamente colorate. 2 Persona di carattere volubile e leggero. 3 Cambiale. ~ citazione. 4 Particolare stile di nuoto. 5 Al plurale, tipo di pasta.   +  
 X   sf. butterfly. 
Ago a farfalla 
In medicina, ago monouso di metallo (butterfly) dotato di due alette laterali per il fissaggio alla cute tramite cerotti; è collegato a un tubicino flessibile e serve per anestesie endovenose, fleboclisi e prelievi. 
Valvola a farfalla 
Valvola nella quale la chiusura viene regolata da un otturatore con asse di rotazione nel mezzo, utilizzato nella regolazione dell'afflusso di miscela o aria nel motore. 
Butterfly curve     +  

\Farfalla di Dinard Prosa di E. Montale (1956). 

\farfallìno, sm. 1 Diminutivo di farfalla. 2 Cravatta a farfalla. 
 X   sm. (cravatta) bow tie. 

\farfallìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Specialista nel nuoto a farfalla. 

\farfallóne, sm. (f.-a) 1 Accrescitivo di farfalla. 2 Errore, strafalcione. ~ sproposito. 3 Persona leggera e incostante. ~ bellimbusto. 

\farfaràccio, sm. (pl.-i) Nome comune del Petasites officinalis, una pianta erbacea della famiglia delle Composite che vive nei luoghi umidi. 

\farferùgine, sf. Nome comune della Caltha palustris

\farfugliàre, v. intr. Pronunciare male. ~ biascicare. 

\Fargue, Léon-Paul (Parigi 1876-1947) Poeta e prosatore. Tra le opere Poesie (1912) e Parigi, fedelmente (1932). 

\Fariab Provincia (610.000 ab.) dell'Afghanistan, capoluogo Maimana. 

\Faridabad Città (613.000 ab.) dell'India, nello stato dell'Haryana. 

\Farigliàno Comune in provincia di Cuneo (1.735 ab., CAP 12060, TEL. 0173). 

\farìna, sf. 1 Prodotto della macinazione dei semi di un cereale. 2 Prodotto ricavato dalla macinazione di varie sostanze (cerali, ceci, piselli, castagne, …, carne, pesce, …). 
 X   sf. flour. 
 @   lat. farina, deriv. da far, farris farro. 
Quando non viene specificato il tipo, si intende solitamente la farina di frumento, molto utilizzata nell'alimentazione; può essere di grano duro (più alto tenore di glutine), usata prevalentemente per la pasta, o di grano tenero, usata in genere per pane e dolci; la farina integrale contiene la crusca; la farina di grano tenero si distingue in tipo 00 (doppio zero), bianca e priva di crusca, e tipo 0, 1, 2, via via meno raffinata (meno bianca e con più crusca), 
Farina fossile 
Roccia sedimentaria organogena, costituita da gusci di Diatomee di acqua dolce; viene usata come additivo per prodotti industriali. 

\Farìna, Giusèppe (Torino 1906-Chambéry 1966) Pilota automobilistico italiano, detto Nino. Campione italiano assoluto negli anni 1937, 1938, 1939 e campione del mondo, su Alfa Romeo, nel 1950. Morì in un incidente automobilistico. 

\Farìna, Guìdo (Pavia 1903-Pavia 1999) Compositore italiano. Ha avuto successo soprattutto per le sue opere di genere comico, tra le quali si ricordano La dodicesima notte (1928) e La finta ammalata (1940). 

\Farinàcci, Robèrto (Isernia 1892-Vimercate 1945) Uomo politico, fu esponente dell'ala squadrista del partito fascista; venne eletto deputato dal 1921, segretario del partito dal 1925 al 1926, membro del gran consiglio del fascismo e ministro di stato. Venne fucilato dai partigiani nel 1945, dopo essere tornato in Italia dalla Germania, da dove era fuggito, per dar vita alla repubblica di Salò. 

\farinàccio, sm. (pl.-i) Usato soprattutto al plurale, residuo di farina derivante dalla lavorazione di pane e pasta. 

\farinàceo, agg. e sm. agg. 1 Che ha natura di farina. 2 Atto a ridursi in farina. 
sm. pl. Sostanze contenenti molto amido. 
 X   sm. pl. starchy food. 

\farinàta, sf. 1 Alimento di farina cotta in acqua, latte o simili. 2 Specialità ligure a base di farina di ceci e acqua.   +  

\Farinàti, Pàolo (Verona 1524-1606 ca.) Pittore italiano. Dipinse numerosi dipinti e affreschi in stile manieristico. Tra le opere, Strage degli Innocenti

\Farìndola Comune in provincia di Pescara (2.083 ab., CAP 65010, TEL. 085). 

\faringàle, agg. Riferito a consonante che si pronuncia mettendo a contatto la base della lingua con la parete della faringe. 

\farìnge, sf. o sm. Condotto muscolo membranoso, a forma di imbuto, collocato dietro le fosse nasali e la cavità orale. Comunicando superiormente con naso e bocca e inferiormente con laringe ed esofago, appartiene sia alle vie aeree che a quelle digestive. Svolge anche funzioni di fonazione, amplificando le vibrazioni delle corde vocali poste nella laringe. Nel punto di congiunzione tra la faringe e la biforcazione laringo esofagea è posta l'epiglottide che, ripiegandosi, chiude l'accesso alla laringe, permette al bolo alimentare di scendere nell'esofago e ne rende impossibile l'accesso alle vie respiratorie. A causa della propria posizione, notevolmente esposta agli agenti esterni, la faringe può essere colpita da infezioni acute o croniche (faringiti).   +  

\faringèo, agg. Che si riferisce alla faringe. 

\faringìte, sf. Infiammazione acuta o cronica dell'orofaringe. La forma acuta è quasi sempre dovuta all'ampliamento di patologie interessanti l'anatomia circostante e si manifesta con febbre, congestione delle mucose e altri processi infiammatori. La faringite cronica è invece una malattia a lungo decorso che può essere causata da diversi fattori, patogeni o ambientali. 

\Faringobdèllidi Ordine di Anellidi Irudinei. 

\faringotomìa, sf. Apertura chirurgica della faringe. 

\Farìni Comune in provincia di Piacenza (2.326 ab., CAP 29023, TEL. 0523). 

\Farìni, Luìgi Càrlo (Russi 1812-Quarto al Mare 1866) Uomo politico e storico, liberale moderato, fu tra i protagonisti dei moti liberali italiani del 1831 nelle Romagne. Fu segretario generale del primo governo costituzionale della chiesa e ministro della pubblica istruzione con il governo d'Azeglio. Venne nominato dittatore dell'Emilia, in seguito all'armistizio di Villafranca, e stilò il plebiscito con il quale ci fu l'annessione dello stato al regno di Sardegna. Fu autore di molte opere, tra cui Lo stato romano dall'anno 1815 all'anno 1850 e Storia d'Italia dall'anno 1814 sino i giorni nostri

\farinóso, agg. 1 Che contiene farina. 2 Che ha l'aspetto e la consistenza della farina. 
 X   agg. mealy, floury. 

\farisàico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di fariseo. 2 Falso, mendace. ~ ipocrita. 

\fariseìsmo, sm. Dottrina professata da una setta appartenente all'ebraismo; nacque all'epoca dei Maccabei (II-I sec. a. C.), dimostrando un eccessivo rispetto e osservanza delle leggi, sia contenute nei testi sacri, sia tramandate oralmente. Gli elementi principali erano la fede nell'immortalità dell'anima, nel giudizio universale e nella resurrezione dei morti. Per il grande seguito di popolo, si sostituì alle altre correnti dell'ebraismo (sadducei, esseni). 

\farisèo, sm. 1 Seguace di un movimento politico e religioso ebraico che si distingueva per la rigida osservanza della legge mosaica. 2 Chi si preoccupa più della forma che della sostanza delle sue azioni. ~ ipocrita. 
 @   lat. Pharisaeus, dal greco Pharisaios, dall'aramaico Perisajja

\farmacèutica, sf. La scienza che tratta composizione, azione e dosatura dei farmaci. ~ farmacologia. 

\farmacèutico, agg. Di farmacia. 
 X   agg. pharmaceutical. 

\farmacìa, sf. (pl.-cìe) 1 Scienza e tecnica della preparazione dei medicinali. 2 Locale destinato alla vendita e alla fabbricazione di medicamenti e farmaci. 
 X   sf. 1 pharmacy. 2 (locale) chemist's shop. 
 @   greco pharmakèia magia. 

\farmacìsta, sm. Laureato in farmacia che vende o prepara medicinali. 
 X   sm. e sf. chemist, pharmacist. 

\fàrmaco, sm. (pl.-chi o-ci) 1 Sostanza medicinale. ~ medicina. 2 Conforto. ~ rimedio. 
 X   sm. medicine, drug. 
 @   greco phàrmakon rimedio. 
Farmaco 
Qualunque sostanza di natura chimica, dotata di azione terapeutica, in grado di intervenire sulla funzione di uno o più organi del corpo umano. Tale sostanza, oltre all'azione curativa, può anche svolgere quella di profilassi e avere effetti diagnostici.  Le principali vie di somministrazione di un farmaco sono:  orale (il farmaco viene in genere assorbito attraverso le membrane mucose che rivestono l'apparato digerente),  perilinguale o sublinguale (ottima per la somministrazione di nitriti e nitroglicerina),  respiratoria (attraverso maschere, cateteri, cannule ed anche aerosol),  rettalecutanea (per ottenere effetti locali),  sottocutanea (nel grasso tra cute e muscolo),  intramuscolare (iniezione in determinate sedi muscolari),  congiuntivale (colliri e pomate),  endovenosaintraossea (iniezione nell'osso).  Le vie orale, sublinguale e rettale sono chiamate enterali; quelle intramuscolare, endovenosa e sottocutanea (secondo alcuni anche quelle inalatoria e cutanea, ossia tutte quelle per vie diverse dall'assorbimento intestinale) sono chiamate parenterali.
Sindrome da overdose 
Si verifica in conseguenza di un'intossicazione acuta per una somministrazione eccessiva di farmaci come le benzodiazepine e i barbiturici.  Nell'overdose da farmaci il quadro patologico può essere caratterizzato da sintomi rappresentati da disturbi visivi e della parola con rallentamento delle capacità di attenzione e di veglia, nausea e vomito, difficoltà a coordinare i movimenti; fino ad arrivare a uno stato di coma vero e proprio con grave depressione respiratoria, miosi pupillare, ipotensione, ipotermia e gravi compromissioni delle funzioni renali e polmonari.  Come primo intervento occorre controllare le funzioni vitali della vittima (stato di coscienza, pervietà delle vie aeree, funzione circolatoria) e nel frattempo chiamare i mezzi di soccorso. 
Farmaci da banco 
Sono i farmaci acquistabili senza ricetta medica. Sono da usare attenendosi rigorosamente alle istruzioni del foglietto illustrativo, rivolgendosi al medico se dopo alcuni giorni i sintomi della malattia persistono. Sono indirizzati alla cura dei disturbi minori, come il mal di testa, i dolori mestruali, gli stati influenzali e le malattie da raffreddamento.  Ricordiamo gli antinfiammatori non steroidei (FANS), che, oltre a esercitare azione antinfiammtoria, sono antidolorifici (analgesici) e antifebbrili (antipiretici):  citiamo solo  l'acido acetilsalicilico, in grado di alleviare i dolori di media entità, indicato in campo reumatologico per tutte le patologie, ad eccezione della gotta, e in ambito cardiocircolatorio per fluidificare il sangue (è controindicato negli emofiliaci, durante la gravidanza; va usato con cautela in chi impiega anticoagulanti e in chi soffre di danni a stomaco, reni, fegato, e nei bambini affetti da varicella; deve essere assunto a stomaco pieno);  e  l'ibuprofen, che ha effetti analgesici migliori rispetto all'acido acetisalicilico e meno effetti collaterali; è ideale nel caso di cefalee e di dismenorrea.  Ricordiamo inoltre gli analgesici antipiretici non antinfiammatori, come il paracetamolo, che ha un'efficacia analgesica e antipiterica analoga a quella dell'acido acetilsalicilico, ma è pressocché privo di attività antinfiammatoria (ha come possibili effetti collaterali eruzioni cutanee su base allergica e è da usare con attenzione nelle persone con danni al fegato).

\farmacodinàmica, sf. (pl.-che) Settore della farmacologia che si occupa dell'azione che i farmaci esercitano su organismi sani o malati. 
 @   comp. dal greco phármakon medicamento + dýnamis forza. 

\farmacologìa, sf. Scienza che si occupa dello studio dei farmaci, le variazioni causate dal loro uso sull'organismo vivente e i meccanismi fisici e fisico chimici che cagionano le variazioni stesse. Si diffuse originariamente in Egitto, in Cina, come semplice elenco dei farmaci utilizzabili; solo grazie allo sviluppo della chimica, la farmacologia ha acquisito valore scientifico. Grazie agli studi compiuti dai farmacologi, si è riusciti a debellare malattie, il più delle volte mortali. 

\farmacòlogo, sm. (pl.-gi) Studioso di farmacologia. 

\farmacopèa, sf. 1 Codice emanato dallo stato che registra i nomi di tutti i farmaci in uso e tutte le informazioni annesse. 2 Arte di preparare i prodotti medicinali. ~ farmacologia. 

\farmacosiderìte, sf. Arseniato basico e idrato di ferro. 

\farmacoterapìa, sf. 1 Settore della farmacologia che stabilisce le modalità per la somministrazione dei farmaci. 2 Cura con farmaci. 

\Farmitàlia Società per azioni italiana attiva nel campo farmaceutico. Fondata nel 1935, ha sede a Milano. 

\Farnabazo (450 ca.-370 ca. a. C.) Satrapo persiano della Frigia. Nella guerra del Peloponneso appoggiò Sparta contro Atene. Fu responsabile dell'uccisione di Alcibiade. 

\Fàrnace Nome di sovrani. 
Farnace I 
(?-170 ca. a. C.) Re del Ponto dal 190 ca. al 170 ca. a. C. Conquistò molte città greche, ma venne battuto nel 179 a. C. dai re di Pergamo, Cappadocia e Bitinia. 
Farnace II 
(97?-47 a. C.) Figlio di Mitridate VI, re del Ponto, fu re del Bosforo e tentò di rioccupare il regno paterno, ridotto a provincia romana, ma venne sconfitto nel 47 a. C. a Zena da Cesare. 

\Farnése Nobile famiglia romana di origine umbra del X sec. Le sue conquiste e relativa espansione iniziarono con Ranuccio e con Pier Luigi e continuarono con l'elezione a papa del figlio di questi Alessandro. Nel 1545 il figlio di Alessandro venne nominato duca di Parma e Piacenza, titolo che rimase a un Farnese per moltissimi anni, durante i quali vennero stipulate importanti alleanze con gli spagnoli. La dinastia si interruppe con Antonio e il ducato passò a Carlo III, figlio di Filippo V re di Spagna, in virtù del matrimonio tra Elisabetta Farnese e quest'ultimo. 
Farnese, palazzo 
Il palazzo, costruito per il cardinale Alessandro Farnese a partire dal 1515, ospita oggi l'ambasciata di Francia e sfortunatamente non è aperto al pubblico. Risulta difficile quindi ammirare il cortile interno, opera di Sangallo, del Vignola e di Michelangelo. Gli affreschi di Annibale Carracci (1595-1603) ornano le sale interne. Ci si può accontentare di rimirare la bella facciata, al cui progetto partecipò anche Michelangelo, autore del cornicione, della finestra principale e del terzo piano, nel cortile interno. Gli iris che ornano il balcone centrale sono lo stemma dei Farnese. Il palazzo, completato da Giacomo della Porta nel 1589, è famoso nella storia della musica lirica per ospitare il secondo atto della Tosca di Puccini. 

\Farnése (comune) Comune in provincia di Viterbo (1.832 ab., CAP 01010, TEL. 0761). 

\Farnése, Alessàndro (1520-1589) Figlio di Pier Luigi, fu cardinale e grande mecenate. 
Farnese Alessandro 
(Roma 1545-Arras 1592) Nobile italiano. Nato dal matrimonio di Ottavio Farnese e Margherita d'Asburgo, nel 1565 prese in moglie Maria, nipote del re Emanuele I del Portogallo, e si pose al servizio di Filippo II, re di Spagna, combattendo nella battaglia di Lepanto. Nel 1578 divenne governatore dei Paesi Bassi, dove riuscì ad arginare la rivolta di parte della popolazione (1579, pacificazione di Arras). Nel 1586 ereditò il titolo di duca di Parma, ma continuò a combattere per Filippo II, partecipando anche alla sfortunata impresa dell'Invencible Armada. 

\Farnése, Ottàvio (1524-1586) Figlio di Pier Luigi, sposò Margherita d'Austria, figlia di Carlo V. 

\Farnése, Pièr Luìgi (1503-1547) Duca di Castro dal 1538, fu in seguito anche duca di Parma e Piacenza (1545). Morì nel 1547 causa una congiura filoimperiale. 

\farnesòlo, sm. Alcool sesquiterpenico presente in molti vegetali (es. rosa e tiglio). 

\farneticaménto, sm. Il farneticare. 

\farneticàre, v. intr. Pronunciare parole sconnesse e senza senso, sragionare, delirare. ~ vaneggiare. <> ragionare. 

\farneticazióne, sf. 1 Il farneticare e l'effetto. ~ farneticamento. 2 Discorso assurdo. 

\farnètico, agg. e sm. (pl. m.-chi) agg. Che è o pare in preda al delirio. 
sm. Accesso di frenesia, delirio. ~ follia. 

\fàrnia, sf. Nome comune della Quercus peduncolata
 @   lat. farnea da farnus frassino. 

\Fàro Estrema punta a nord-est della Sicilia, sullo stretto di Messina. 

\fàro, sm. 1 Specie di torre sulla cui sommità è posta una sorgente luminosa atta a guidare i naviganti durante la notte. ~ lanterna.   +    2 Dispositivo luminoso. È usato, con le stesse funzioni, nella navigazione aerea, grazie a strumenti elettronici (radiofaro). Il faro a lenti fu inventato dal francese Augustin Fresnel nel 1827. 3 Proiettori di cui sono muniti treni, autoveicoli ecc. 4 Punto di riferimento. ~ guida. 
 X   sm. 1 lighthouse. 2 (auto) headlight, headlamp. 3 (aer.) beacon. 

\Fàrra d'Alpàgo Comune in provincia di Belluno (2.585 ab., CAP 32010, TEL. 0437). 

\Fàrra di Solìgo Comune in provincia di Treviso (7.495 ab., CAP 31010, TEL. 0438). 

\Fàrra d'Isónzo Comune in provincia di Gorizia (1.647 ab., CAP 34070, TEL. 0481). 

\farràgine, sf. Moltitudine confusa di cose disparate. ~ guazzabuglio. 

\farraginosità, sf. L'essere farraginoso. 

\farraginóso, agg. 1 Confuso, sconclusionato. ~ mescolato. 2 Ammucchiato alla rinfusa. ~ disordinato. <> lineare. 

\Farrell, James Thomas (Chicago 1904-New York 1979) Scrittore americano, esponente del naturalismo statunitense. Scrisse molti romanzi, prendendo spunto dagli slum di Chicago, nel corso del periodo della grande depressione, narrati con crudo realismo e con fini documentaristici. Tra le sue opere, La vita di Studs Lonigan; Una vita nuovissima; La morte di Nora Ryan

\fàrro, sm. Nome comune del Triticum spelta, un tipo di frumento avente glume che aderiscono alla cariosside. ~ granfarro. 

\Farrukhabad Città (161.000 ab.) dell'India, nell'Uttar Pradesh, alla destra del fiume Gange. 

\Fars Provincia (3.194.000 ab.) dell'Iran, capoluogo Shiraz. 

\fàrsa, sf. 1 Breve rappresentazione teatrale burlesca e gioiosa. ~ commedia. 2 Avvenimento da non prendere sul serio, serie di avvenimenti ridicoli. ~ buffonata. <> tragedia. 
 X   sf. farce. 
 @   franc. farce, da farcir. 
La farsa può assumere, in musica, anche caratteri di gioco divertente o dramma giocoso, basata su intrighi, colpi di scena ed equivoci. Diffusasi nel teatro greco (commedia megarese, mimo) e latino (fescennino, atellana), nel medioevo divenne intermezzo divertente durante le rappresentazioni sacre, prima di imporsi come vero e proprio genere teatrale nel XVI sec. (G. G. Alione, Ruzante, P. A. Caracciolo, V. Braca). La commedia dell'arte si è profondamente ispirata ai suoi caratteri burleschi e scherzosi. Tra le farse musicali più note, La cambiale di matrimonio, La scala di seta e Il signor Bruschino di G. Rossini. 

\Fàrsalo Piccolo centro della Grecia, in Tessaglia a sud di Larissa, celebre per la battaglia in cui Cesare nel 48 a. C. sconfisse Pompeo che dovette fuggire in Egitto. 

\farsésco, agg. (pl. m.-chi) 1 Di farsa. 2 Ridicolo, buffo. ~ comico. <> tragico, drammatico. 
 X   agg. farcical. 

\farsétto, sm. 1 Corpetto imbottito che si indossava sopra la camicia. ~ giustacuore. 2 Specie di camiciola in lana che i militari indossavano sopra la divisa. ~ giubbetto. 

\farthing, sm. invar. Moneta inglese bronzea del valore di un quarto di penny. Venne introdotta in Inghilterra da re Edoardo I (1272-1307). 

\Faruffìni, Federìco (Sesto San Giovanni 1833-Perugia 1869) Pittore e incisore. Sviluppò uno stile personale, caratterizzato da un cromatismo ispirato a una grande sensibilità. Contribuì al rinnovamento pittorico che ebbe origine dagli scapigliati. Tra le opere Machiavello e Cesare Borgia (1867, New York, Museum of Modern Art) e La lettrice (1864, Milano, Galleria d'Arte Moderna). 

\Faruk (Il Cairo 1920-Roma 1965) Re d'Egitto dal 1936 al 1952, e dal 1951 al 1952 anche del Sudan. Succedette al padre Fuad I; venne deposto dalla rivolta capeggiata da Naghib, detta degli ufficiali liberi

\Farùssi Casanòva, Marìa Giovànna (Burano 1708-Dresda 1776) Attrice teatrale. Nota con l'appellativo "La Buranella", recitò al teatro San Samuele di Venezia, oltre che in importanti teatri europei. Madre di Giacomo Casanova (1725-1798) 

\Farvel, càpo Estremità meridionale della Groenlandia, nell'isola di Egger. 

\Fasana Canale marittimo della Croazia, tra la costa dell'Istria e l'isola di Brioni. 

\Fasàno Comune di Brindisi (38.850 ab., CAP 72015, TEL. 080), situato tra la Murgia dei trulli e la costa adriatica. Sviluppata è l'agricoltura (olivi, cereali), l'industria alimentare e tessile, anche se la risorsa principale è rappresentata dal turismo, grazie alle attrattive archeologiche (rovine di Egnazia). 

\fascétta, sf. 1 Diminutivo di fascia. 2 Striscia di vario materiale per lo più chiusa ad anello e usata per avvolgere, comprimere o recare scritte. 3 Banda di carta che avvolge pubblicazioni spedite per posta o che, posta intorno a un libro, reca frasi pubblicitarie. 4 Striscia di stoffa che rifinisce, chiude o orna parti di capi di abbigliamento o di arredamento. 5 Tipo di busto femminile per modellare la vita e i fianchi. 6 Piccola striscia di tessuto inserita nella spallina della camicia o nella tuta mimetica su cui è applicato lo scudetto. 
 X   sf. wrapper. 

\fàscia, sf. (pl.-sce) 1 Striscia di tessuto, carta, metallo e simili per stringere, avvolgere, ornare. ~ fasciatura. 2 Striscia decorativa piana spesso costituita di greche o simili. 3 Gruppo, categoria. ~ settore. la fascia dei ragazzi della scuola dell'obbligo è esentata dal pagamento. 4 Parte di territorio estesa in lunghezza. ~ zona. la fascia costiera era caratterizzata da spiagge sabbiose. 5 Striscia di tela, garza o simili usata per avvolgere parti del corpo malate o ferite. ~ benda. 6 Striscia che occupa orizzontalmente la parte centrale dello scudo. 7 Al plurale, striscia di stoffa che i militari e gli alpinisti un tempo avvolgevano strettamente intorno alla gamba. 8 Al plurale, strisce di tessuto in cui si avvolgeva e stringeva il neonato. è ancora in fasce, è ancora immaturo nonostante appaia come un adulto. 
 X   sf. 1 strip, band. 2 (med.) bandage. 3 (riga) stripe. 4 (ufficiale) sash. 
 @   lat. fascia, deriv. da fascis fascio. 

\Fàscia Comune in provincia di Genova (138 ab., CAP 16020, TEL. 010). 

\fasciàme, sm. Il complesso delle tavole e delle lamiere che rivestono l'ossatura dello scafo e dei ponti. 

\fasciànte, agg. 1 Che fascia. 2 Di capo di abbigliamento molto aderente. 

\fasciapòggio, sm. (pl.-i) Girapoggio. 

\fasciàre, v. v. tr. 1 Avvolgere o coprire con una o più fasce. ~ bendare. <> svolgere. fasciare una ferita. 2 Circondare, avvolgere. ~ attorniare. 3 Avvolgere strettamente. ~ avviluppare. <> slegare, svolgere. il vestito le fasciava la vita evidenziandone il corpo snello
v. rifl. Coprirsi, rivestirsi. ~ avvolgersi. 
 X   v. tr. 1 to bandage, to dress, to bind. 2 (neonato) to put a nappy. 
 @   lat. fasciare

\fasciàto, agg. 1 In araldica, relativo alla divisione in parti uguali di smalti alternati nel senso della fascia. 2 In botanica, relativo a un qualsiasi organo o parte della pianta affetto da fasciazione. 3 In zoologia, di animale o organo che presenta fasce trasversali. 

\fasciatóio, sm. Tavolo o ripiano sul quale si posano i bambini nei primi mesi di vita per spogliarli, pulirli e rivestirli. 

\fasciatùra, sf. 1 Il fasciare e l'effetto. 2 L'insieme delle fasce. ~ bendaggio. 
 X   sf. bandage, dressing. 

\fascicolàre, agg. e v. agg. Relativo a un fascicolo di fibre. 
v. tr. 1 Raccogliere fogli inserendoli in un fascicolo. 2 Fare dei fascicoli. 

\fascicolàto, agg. Di organi vegetali riuniti in un fascio. 

\fascicolatrìce, sf. Macchina per fascicolare o la parte della macchina fotocopiatrice che suddivide in fasci le copie multiple delle singole pagine. 

\fascicolazióne, sf. 1 Il fascicolare e l'effetto.  2 Contrazione spontanea, a intervalli regolari, di unità motorie senza esito motorio, a volte associata a crampi.

\fascìcolo, sm. 1 Insieme di fogli, documenti o altro relativi a un dato oggetto. ~ incartamento. 2 Ciascun numero di una pubblicazione periodica. ~ dispensa. aveva perso l'ultimo fascicolo, perciò ne stava cercando una nuova copia. 
 X   sm. 1 booklet, brochure. 2 (documenti) file, dossier. 3 (rivista) issue, number. 
 @   lat. fasciculus, dimin. di fascis fascio. 

\fascìna, sf. Fascio di sterpi o erba di piccolo formato. ~ fastello. 
 X   sf. faggot. 

\fascinàre, v. intr. Affascinare. 

\fascinatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Affascinatore. 

\fascinazióne, sf. L'atto di affascinare, fascino. ~ malia. 

\fàscino, sm. Capacità di attrarre che una persona ha più di altre. ~ attrattiva. <> avversione. 
 X   sm. fascination, charm. 
 @   lat. fascinum maleficio. 

\Fascino discreto della borghesia, Il Film commedia, francese (1973). Regia di Luis Buñuel. Interpreti: Fernando Rey, Paul Frankeur, Delphine Seyrig. Titolo originale: Le charme discret de la bourgeoisie 

\fascinosaménte, avv. In modo affascinante. 

\fascinóso, agg. Ricco di fascino. ~ seducente. <> repellente. 

\fàscio, sm. 1 Quantità di cose legate insieme. ~ mazzo. portava un fascio di giornali sotto il braccio, ne aveva parecchi. 2 Gruppo disordinato di cose. ~ filza. 3 Nell'antica Roma, insegna e simbolo del potere dei magistrati. fascio littorio, gruppo di verghe e scure, simbolo dell'autorità. 4 Insieme coordinato di elementi, strutture. 5 Associazione politica. 6 Il partito fascista, ogni sua sezione e organizzazione locale. ~ fascismo. gli iscritti al fascio erano numerosi in quel periodo storico
 X   sm. 1 sheaf, bundle. 2 (luce) beam. 3 (fiori) bunch. 4 (partito, il Fascio) Fascist Party. 
 @   lat. fascis

\fascìola, sf. Genere di Platelminti Trematodi dell'ordine dei Distomidi, famiglia dei Fasciolidi. 

\Fasciolàridi Famiglia di Molluschi Gasteropodi Prosobranchi marini dell'ordine degli Stenoglossi. 

\fascìsmo, sm. Movimento politico creato da Benito Mussolini il 23 marzo 1919, con la fondazione del primo fascio di combattimento. Ha dato impronta alla storia d'Italia fino al 1945. Iniziò la sua lunga avventura con l'appoggio fornito all'azione fiumana di G. D'Annunzio (1919) e con la costituzione del Partito nazionale fascista nel 1921; in breve tempo riuscì a conquistare le simpatie dei reduci della prima guerra mondiale, dei nazionalisti, dei conservatori, timorosi per una possibile avanzata del nemico bolscevico e degli agrari, in lotta continua con il sindacato utopistico e rivoluzionario, al quale finirono per opporre l'azione violenta delle squadre delle camice nere. Si presentò come la sola forza in grado di assicurare l'ordine ottenendo così garanzie e finanziamenti cospicui da agrari e industriali. A tutto ciò andava aggiunta l'incapacità e l'immobilismo della corona e delle forze democratiche, responsabili alla fine della diffusione nazionale del fascismo, che ebbe il suo culmine con la marcia su Roma del 28 ottobre 1922. Il re Vittorio Emanuele III affidò il compito di formare il governo a Mussolini, che sfruttò molto bene anche la decisione regia di bloccare le proposte del governo Facta, circa il dilagare del movimento fascista. Dopo la breve e iniziale parentesi di legalità, il partito mussoliniano deviò bruscamente verso forme di totalitarismo assoluto, che comportarono la soppressione delle libertà, dei partiti e dei sindacati e la trasformazione del gran consiglio del fascismo in organo dello stato, l'istituzione del tribunale speciale e dell'OVRA (Opera vigilanza repressione antifascista), la costituzione della camera dei fasci e delle corporazioni e un lento ma continuo processo di fascistizzazione dell'intero paese, a livello politico, sociale e civile (Balilla, Opera nazionale dopolavoro). Tutto ciò era possibile e garantito da un accurato uso dei mezzi d'informazione e dall'attività incessante degli squadroni delle camice nere. La riforma elettorale del 1923, che garantiva i due terzi dei seggi parlamentari al partito che avesse ottenuto il 25% dei voti, procurò al Partito nazionale fascista la maggioranza in Parlamento. Le elezioni del 1924 ebbero come esito un travolgente successo. Il deputato socialista G. Matteotti fu rapito e ucciso da squadristi. L'unica reazione dei partiti di opposizione, che abbandonarono il parlamento e si ritirarono sull'Aventino, ebbe come conseguenza indiretta il rafforzamento del fascismo. Nel 1925 Mussolini impose la dittatura: libertà di stampa soppressa, eliminazione fisica degli avversari politici (Gobetti e Amendola), il confino per reati politici e l'esautoramento del parlamento furono le espressioni più evidenti del nuovo regime totalitarista. In politica estera, dopo aver sistemato le questioni spinose con la chiesa (Patti lateranensi, 1929), il fascismo sposò la tesi della necessità di agire a livello bellico, come rivendicazione di supremazia su ogni altra nazione mondiale; ciò si tradusse nella conquista dell'Etiopia (1936), nell'occupazione dell'Albania (1939), nella partecipazione alle guerre civili spagnole (1936) contro le truppe repubblicane e nell'alleanza con Hitler e la Germania nazista (patto d'acciaio 1939). Il regime fascista durò un ventennio, cadendo nel luglio del 1943, con l'arresto di Mussolini, la relativa condanna a morte e il passaggio del governo al generale Badoglio. La Repubblica Sociale di Salò, fondata dallo stesso Mussolini, gli sopravvisse ancora per qualche tempo. 
 X   sm. fascism. 

\fascìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) agg. Del fascismo, dei fascisti. 
agg., sm. e sf. 1 Che, chi è seguace del fascismo o è fautore di una politica reazionaria. ~ camerata. 2 Che, chi si comporta in modo antidemocratico e violento. ~ totalitario. quel partito sosteneva un'ideologia fascista
 X   agg., sm. e sf. fascist. 
 @   da fascio

\fascistizzàre, v. tr. Rendere fascista. 

\fasciùme, sm. Insieme di macerie. 

\Fascolòmidi => "Vombatidi" 

\fàse, sf. Momento successivo e diverso. ~ ciclo. 
 X   sf. 1 phase, stage. 2 (tecn.) stroke. 3 (motore) rough. 
In astronomia aspetto caratteristico di un corpo celeste, osservabile dalla Terra, dovuto alla posizione sull'orbita rispetto alla direzione dalla quale arrivano i raggi solari e rispetto alla Terra. Le fasi che riguardano la Luna sono il novilunio, ossia la Luna risulta essere invisibile perché si trova tra il Sole e la Terra; il primo quarto, durante il quale la parte esposta a ovest risulta essere visibile; il plenilunio, quando tutta la superficie lunare risulta essere illuminata e l'ultimo quarto, quando è la parte esposta a est a essere illuminata. 
In chimica è la porzione di materia omogenea, limitata da un contorno interno. 
In fisica è l'argomento della funzione sinusoidale che descrive una grandezza periodica. 
In psicanalisi, rappresenta i vari modi in cui si organizza la libido e può essere orale, anale e fallica. 
In elettrotecnica è ognuna delle tensioni o correnti che caratterizzano un sistema polifase. 

\fasèlo, sm. Antica imbarcazione a remi o vela, leggera e maneggevole, la cui forma ricordava quella del baccello dei fagioli. 

\faseolìna, sf. Globulina del fagiolo dall'elevato valore nutritivo. 

\Fasher, El Città (52.000 ab.) del Sudan, capoluogo della provincia di Darfur. 

\fashion, sf. invar. Moda. ~ eleganza. 

\FASI Sigla di Fondo Assistenza Sanitaria Integrativa. 

\Fasianèllidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi marini dell'ordine degli Archeogasteropodi con la conchiglia di forma allungata. 

\Fasiànidi Famiglia di Uccelli Galliformi che vivono nelle zone temperate e tropicali, comprendente, tra l'altro, galli, fagiani e pavoni. 

\Fasmoidèi Ordine di Insetti Pterigoti terrestri caratterizzati da un corpo sottile di forma allungata. 

\Fasòlo, Lorènzo (Pavia 1463-1518) Pittore. Di formazione lombarda, nel 1494 si trasferì a Genova. Del periodo genovese rimane soltanto La Famiglia della Madonna (1513), esposta al Louvre di Parigi. Suo prezioso collaboratore fu il figlio Bernardino. Tra le opere, la Madonna (1518) e la Natività (1521). 

\fasòmetro, sm. Strumento per misurare le differenze di fase in circuiti a corrente alternata. 

\Fàssa, val di Valle del Trentino, nel complesso delle Dolomiti, solcata dal torrente Avisio. È circondata dai massicci del Catinaccio, del Sasso Lungo e dalla Marmolada. Risorse principali sono il turismo, estivo e invernale; ogni inverno vi si disputa la marcialonga. Centri principali sono Canazei, Vigo di Fassa e Moena. 

\Fassbinder, Rainer Werner (Bad Wörishofen 1946-Monaco di Baviera 1982) Drammaturgo e regista tedesco. Realizzò i primi cortometraggi nel 1965. Nel 1967 fondò un collettivo di attori che poi interpretarono i suoi film. Tra le opere La libertà di Brema (1971), Le lacrime amare di Petra von Kant (1971), che sollevò polemiche per le realistiche immagini di relazioni omosessuali, La paura mangia l'anima (1973), storia d'amore di un immigrato, Il matrimonio di Maria Braun (1978) e Lili Marleen (1982). Fassbinder realizzò anche gli adattamenti per la televisione di alcuni romanzi, tra cui Berlin Alexanderplatz di A. Döblin (1980). 

\fast food, loc. sost. m. invar. Pasto rapido consumato in locali attrezzati appositamente per servirli e gli stessi locali. 

\fastèllo, sm. (pl. m.-i, o fastèlla, f.) Fascio non troppo voluminoso di legna o altri oggetti non grossi. 

\fàsti, sm. pl. Ricordi di avvenimenti grandiosi. 

\Fasti Opera di poesia di P. Ovidio Nasone (dopo il 3). 

\fastìdio, sm. 1 Sensazione di disagio, di molestia. ~ disturbo. <> piacere. 2 Noia. ~ tedio. <> interesse. 3 Cosa che dà molestia, che provoca disturbo, seccatura. ~ grana. 4 Nausea. 
 X   sm. 1 nuisance. 2 (seccature) trouble, bother, problems. 3 (avere fastidi con la polizia) to have bother with the police. 
 @   lat. fastidium nausea. 

\fastidiosaménte, avv. In modo fastidioso. 

\fastidióso, agg. 1 Che dà fastidio. ~ seccante, molesto. <> gradevole, gradito. 2 Che si infastidisce facilmente, molesto. ~ importuno. <> divertente. 3 Insofferente. ~ irritabile. <> paziente. 
 X   agg. irritating, annoying, tiresome. 

\fastigiàto, agg. 1 In architettura, relativo a una costruzione che termina con un fastigio. 2 In botanica, relativo alla chioma di una pianta di aspetto simile a un cono stretto e allungato o a una piramide. 

\fastìgio, sm. 1 Parte superiore di un edificio. ~ frontone. 2 Grado massimo. ~ culmine. 

\fàsto, agg. e sm. agg. 1 Del giorno in cui, presso gli antichi romani, era lecito trattare gli affari. 2 Propizio. ~ fausto. <> nefasto. 
sm. Sfarzo, ostentazione di ricchezza. ~ lusso. <> semplicità. 
 X   splendour, pomp. 

\fastosaménte, avv. In modo fastoso. 

\fastosità, sf. Di festoso. ~ sontuosità. <> modestia. 

\fastóso, agg. Realizzato con fasto, sontuoso. ~ sfarzoso. <> misero. 

\fasùllo, agg. 1 Non autentico, falso. ~ contraffatto. <> autentico. 2 Che non corrisponde alle caratteristiche vantate. ~ inconsistente. 3 Di persona incapace. ~ incompetente. <> capace. 4 Scadente. <> pregevole. 

\FAT In informatica sigla di File Allocation Table (tabella di allocazione dei file), una tabella che registra la posizione e la dimensione di ogni file presente su disco rigido. 

\fàta, sf. 1 Immaginaria figura femminile molto bella, dotata di poteri soprannaturali e di solito benevola. ~ maliarda, fattucchiera. <> megera. 2 Donna di grande bellezza. 3 Donna caritatevole. 4 Donna abile. aveva mani di fata, svelte e capaci. 
 X   sf. fairy. 
 @   lat. fata, da fata,-orum destino. 

\fatàle, agg. 1 Stabilito dal fato. ~ immutabile. 2 Che causa distruzione e morte. ~ funesto. <> provvidenziale. ora fatale, la morte. 3 Dotato di fascino irresistibile. ~ irresistibile. <> ripugnante. aveva incontrato una donna fatale. 4 Delle fate. ~ fatato. 5 Determinate, decisivo. ~ risolutivo. 
 X   agg. 1 deadly, fatal. 2 (fig., irresistibile) irresistible. 3 (inevitabile) fated, inevitable. 
 @   lat. fatalis

\fatalìsmo, sm. 1 Concezione di chi crede nella potenza del fato. 2 Atteggiamento di chi accetta passivamente il corso degli eventi. ~ rassegnazione. <> reazione. 

\fatalìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi segue il fatalismo. ~ rassegnato, remissivo, passivo. <> combattivo, reattivo. 

\fatalìstico, agg. (pl. m.-ci) Di fatalismo. 

\fatalità, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) 1 Qualità di ciò che è fatale. 2 Destino contrario. ~ sorte. 3 Avvenimento dannoso e imprevedibile. ~ sventura. <> provvidenza. 4 Caso. ~ coincidenza. <> scelta, volontà. 
 X   fate, destiny, misfortune. 
 @   lat. tardo fatalitas,-atis. 

\fatalménte, avv. 1 Inevitabilmente, immancabilmente. ~ necessariamente. 2 Disgraziatamente. ~ sventuratamente. <> fortunatamente. 

\fatalóne, sm. (f.-a) Chi crede di avere un fascino irresistibile. 

\fatamorgàna, sf. Illusione ottica causata dall'anomala rifrazione della luce nell'atmosfera vicina alla superficie della Terra. Con temperatura, umidità e pressione particolari, può capitare che di un astro molto lontano sull'orizzonte si vedano due immagini, una rovesciata e l'altra diritta. La parte inferiore dell'immagine è visibile, mentre quella superiore sembra essere sospesa per aria. 

\fatàto, agg. 1 Fornito di virtù magiche. ~ incantato. 2 Molto abile. 

\Fàte Vetta (1.090 m) più elevata dei monti Ausoni, nel Lazio. 

\fatebenefratèlli, o fàte bène fratèlli, loc. sost. m. pl. Denominazione degli appartenenti all'ordine religioso degli Ospedalieri di San Giovanni di Dio. Tale ordine fu istituito a Granada nel 1537. 

\fatìca, sf. 1 Sforzo fisico o intellettuale che genera stanchezza e tale stanchezza. ~ sforzo. <> energia. 2 Lavoro compiuto con sforzo. fatica da bestia, lavoro massacrante. 3 Difficoltà. ~ pena. non bisogna cedere alla minima fatica. 4 Opera impegnativa o conclusiva. quell'opera era una fatica immane. 5 Diminuita resistenza di materiali sottoposti a sollecitazioni ripetute. 6 Fastidio. ~ noia. 
 X   sf. 1 toil, hard work. 2 (sforzo) effort. 3 (stanchezza) fatigue, weariness. 4 (fatica sprecata) wasted effort. 
 @   lat. volg. fatiga, deriv. da fatigare affaticare. 

\faticàre, v. v. tr. 1 Stancare. ~ affaticare. <> oziare. 2 Tormentare, ostacolare. ~ travagliare. 
v. intr. 1 Fare fatica, lavorare con sforzo. ~ affaticarsi. <> riposare. 2 Durare fatica. ~ stancare. <> riposare. 
 X   v. intr. 1 to toil, to work hard. 2 (faticare, stentare a fare) to have difficulty in doing. 

\faticàta, sf. Sforzo grande o prolungato. ~ sfacchinata. 
 X   sf. hard work. 

\faticosaménte, avv. In modo faticoso. ~ stentatamente. <> agevolmente. 
 X   avv. 1 laboriously. 2 (stentatamente) with difficulty. 

\faticóso, agg. Che dà fatica, fatto con fatica. ~ gravoso. <> leggero. 
 X   agg. 1 tiring, hard, exhausting. 2 (difficile) tough, difficult. 3 (lavoro) laborious. 

\fatìdico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che rivela il fato o rivela il futuro. ~ profetico. 2 Fatale. ~ inevitabile. 

\Fàtima (La Mecca 606?-Medina 632) Figlia di Maometto e di Cadigia, sposò Alì ibn Abu Talib, il quarto califfo. 

\Fàtima (Portogallo) Centro del Portogallo (6.000 ab.) nel distretto del Santarém, meta di milioni di pellegrini ogni anno, al celebre santuario (costruito tra il 1928 e il 1951) che vide l'apparizione della Vergine a tre pastorelli (Lucia dos Santos e i fratelli Francisco e Giacinta Marto). I tre pastorelli, secondo le loro stesse testimonianze, assistettero, su un terreno di proprietà della famiglia Dos Santos denominato Cova da Iría (fossa o conca di Irene), situato a circa due chilometri da Fatima, a una serie di apparizioni della Madonna del Rosario avvenute dal 13 maggio 1917 e poi nei giorni 13 dei mesi successivi fino al mese di ottobre 1917. 
Due dei tre pastorelli, Giacinta Marto (Fatima, 1910-1920) e Francesco Marto (Fatima, 1908-1919), figli di Olimpia Marto e cugini di Lucia, morirono per broncopolmonite e pleurite e furono sepolti a Vilanova de Ouren, prima traslati nel cimitero di Fatima (1935) e poi nella basilica del Santuario di Fatima in occasione dell'avvio del loro processo di beatificazione (1° maggio 1949). Unica sopravvissuta dei tre, Lucia ha potuto raccontare, nelle sue memorie e negli innumerevoli interrogatori ai quali è stata sottoposta dalle autorità civili e religiose, tutti i particolari delle cinque apparizioni di Cova da Iria, dell'apparizione di Valinhos, delle tre visioni dell'Angelo e delle due successive apparizioni della Madonna avute da lei sola dopo la scelta della vita religiosa (una a Ponte Vedra, in Spagna, il 10 settembre 1925, quando era postulante novizia; la seconda a Tui, sempre in Spagna, nel 1929). Nel 1923, Lucia venne ricevuta nel Collegio delle Figlie di Maria a Vilar, presso Oporto; nel 1948, ottenne di passare alle Carmelitane Scalze di Coimbra, dove si trova attualmente, con il nome di Suor Maria del Cuore Immacolato. 
Comune alle apparizioni di Cova da Iria e di Valinhos, fu il fatto che solo i pastorelli potevano vedere le visioni soprannaturali (Lucia vedeva, parlava e udiva la voce della Madonna; Giacinta udiva e vedeva, ma parlava raramente; Francesco vedeva solamente) mentre il pubblico, che andò crescendo quando si diffuse la notizia delle visioni, poté notare solo l'abbassamento sensibile della luce solare, una nuvoletta bianca simile a unglobo luminoso o lampo di luce nel cielo sereno e il sole che impallidiva repentinamente consentendo di scorgere le stelle. Le apparizioni dell'angelo erano invece precedute da un forte vento improvviso a ciel sereno. 
In questa apparizione la Vergine Maria avrebbe consegnato ai tre pastorelli alcuni messaggi legati alla conversione, alla preghiera, alla previsione di alcune guerre e l'ultimo conosciuto come "il terzo segreto di Fatima", è tuttora custodito in Vaticano e noto solo al papa. 

\Fatìmidi Dinastia musulmana sciita, che venne fondata da Ubayd Allâh (X sec.) in Tunisia. L'impero si espanse con le conquiste di Egitto, Palestina e Siria, in seguito alle quali raggiunse il suo apogeo nella prima metà del 1000. Ebbe vita breve, funestata da numerose lotte civili, invasioni di turchi, scismi religiosi, crociati, che finirono per cancellare anche le significative testimoninaze artistiche che riuscì a produrre. 

\fatiscènte, agg. Che va in rovina. ~ cadente. <> solido. 
 @   lat. fatiscens,-entis, p.pres. di fatisci fendersi. 

\fàto, sm. Potere misterioso e ineluttabile che regola il mondo e il destino degli uomini. ~ sorte. <> scelta, volontà. 
 X   sm. destiny, fate. 
 @   lat. fatum, deriv. da fari parlare. 

\fàtta, sf. 1 Specie, genere. ~ qualità. 2 Escrementi degli uccelli che il cacciatore segue come traccia. 

\fattàccio, sm. 1 Peggiorativo di fatto. 2 Crimine. ~ delitto. 

\fatterèllo, sm. Fatto di poca importanza. ~ aneddoto. 

\fattézze, sf. pl. Lineamenti del viso. ~ sembianza. 
 X   sf. pl. features. 

\fattìbile, agg. e sm. agg. Che si può fare. ~ realizzabile. <> inattuabile. 
sm. Ciò che si può fare. 

\fattibilità, sf. L'essere fattibile. 

\fattispècie, sf. invar. Il fatto particolare di cui si tratta o si parla. sembra che, nella fattispecie, la ragione sia dalla tua parte
 @   lat. facti species aspetto di un fatto. 

\fattivaménte, avv. In modo fattivo, utile. ~ attivamente, efficacemente. 

\fattìvo, agg. Utile o tendente a realizzare qualcosa. ~ operoso, attivo. <> improduttivo, fiacco. 

\fàtto, agg. e sm. agg. 1 Fabbricato, costruito. ~ prodotto. 2 Portato a termine. ~ finito. <> incompiuto. 3 Cotto al punto giusto. 4 Nella sua pienezza. ~ maturo. <> immaturo, acerbo. erano ormai degli uomini fatti, quei bambini del suo ricordo. 5 Formato. <> incompleto. 6 Tagliato, portato. ~ idoneo. <> inadatto. non era fatto per simili imprese eroiche. 7 Molto stanco. ~ affaticato. 8 Drogato. 
sm. 1 Azione. ~ atto. 2 Serie di eventi che costituiscono la trama un romanzo, di un film ecc. 3 Qualunque cosa accada, vicenda. ~ avvenimento. quel fatto di cronaca, suscitò parecchie polemiche. 4 Evento, fenomeno. ~ circostanza. 5 Cosa, in senso lato. 6 Al plurale, casi privati. non devi interessarti dei fatti degli altri. 7 In locuzioni particolari, con valore pleonastico. 
 X   agg. 1 done, made. 2 (in casa) home-made, (a mano) handmade. 3 (ben) well done. 4 (uomo) grown man. 5 (fig., drogato) stoned. sm. 1 fact. 2 (avvenimento) occurrence, event. 3 (azione) action, act, deed. 4 (faccenda) affair. 5 (il fatto è) the fact is that. 
 @   lat. factum, p.p. di facere fare. 

\fattóre, sm. 1 Creatore. ~ artefice, fondatore. 2 Ogni causa che determina un effetto. ~ agente, motivo, elemento, costituente, condizione. • fattore campo, influenza positiva sull'esito di una gara esercitata dal giocare sul proprio campo. • fattore ereditario. • fattore ambientale. • fattore di produzione. • fattore Rh. 3 In aritmetica ciascun termine di un prodotto. 4 (f.-essa) Chi dirige un'azienda agricola per conto del proprietario. ~ colono, coltivatore, agricoltore, contadino. 5 Rapporto tra due grandezze omogenee. • fattore di assorbimento. • fattore di carico. • fattore di riflessione. • fattore di potenza (vedi sotto).
 X   sm. 1 (elemento) factor. 2 (agr.) farm manager. 
Fattore di crescita 
Ogni sostanza proteica che consente la crescita specifica di un certo tipo di cellula. 
Fattore di potenza 
In un circuito a corrente alternata è il legame tra la potenza media effettiva e la potenza apparente. 
Fattori di produzione 
Elementi necessari nel corso del processo di produzione di un bene o di un servizio. 
Fattori di rischio 
Caratteristiche individuali e ambientali che individuano coloro che hanno maggiori probabilità di contrarre una particolare malattia rispetto alla popolazione generale.

\Fattóri, Giovànni (Livorno 1825-Firenze 1908) Pittore, aderì inizialmente alla scuola romantico rinascimentale, per passare poi al verismo, sviluppando e divenendo il massimo esponente dei macchiaioli. Tra le sue opere Diego Martelli, Buoi al carro, Lo staffato, La rotonda di Palmieri (1866, Firenze, Galleria d'Arte Moderna) e Parete bianca (1868-1870, Valdagno, collezione privata). 

\fattorìa, sf. 1 Azienda agricola. ~ tenuta. 2 Insieme dei fabbricati di un'azienda agricola. ~ masseria. 
 X   sf. farm. 
 @   deriv. da fattore. 

\Fattoria degli animali, La Romanzo di G. Orwell (1945). Parabola delle origini utopiche della rivoluzione russa e dello stato totalitario formatosi sotto Stalin. Nella forma di una favola talvolta esilarante ma più spesso amara, racconta la ribellione degli animali domestici contro gli oppressori umani. Inizialmente, gli animali vittoriosi sono mossi da uno spirito egualitario e condividono i sacrifici, ma presto i maiali, più furbi delle altre bestie, si impadroniscono della fattoria. Il loro motto è tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri. Parodiando la dirigenza della Russia postrivoluzionaria, i maiali istituiscono la dittatura e alla fine diventano più oppressivi dei padroni di un tempo. Alla fine, i maiali invitano i vicini umani a una festa di riconciliazione, così che gli altri animali si rendono conto di aver semplicemente scambiato una tirannide con un'altra. 

\fattoriàle, agg. e sm. agg. 1 Che riguarda i fattori concorrenti alla produzione di un determinato effetto. 2 In matematica, che si riferisce a un fattore. 
sm. Dato un numero naturale N, il suo fattoriale è il numero N! pari a 1 se N=0, a N·(N-1)·(N-2)·…·1 altrimenti.
 X   sm. factorial

\fattorìno, sm. 1 Chi (in una azienda, un albergo, …) è incaricato dei piccoli servizi, in particolare di consegna e recapito. ~ portacarte, commesso. 2 addetto alla distribuzione dei biglietti in un mezzo di tarsporto pubblico
 X   sm. 1 errand boy, messenger. 2 (ufficio) office boy. 3 (albergo) porter. 4 (consegna) deliveryman. 

\fattorizzàre, v. tr. Esprimere un numero o un termine come prodotto di altri numeri o altri termini   +  
 X   v.tr. to factorize, factorise, factor.

\fattrìce, sf. Femmina di animali di razza destinata alla riproduzione. 

\fattucchière, sm. (f.-a) 1 Chi fa pratica di stregoneria. ~ mago. 2 Imbroglione. 

\fattucchierìa, sf. Pratica di arti magiche popolari. 

\fattùra, sf. 1 Il fare e l'effetto. 2 Opera. ~ prodotto. 3 Modo in cui una cosa è realizzata. ~ manifattura. la fattura del prodotto è di ottima qualità. 4 Stregoneria, incantesimo. ~ fattucchieria. 5 Documento contenente i dati necessari a identificare un'operazione commerciale che il venditore deve rilasciare al compratore. ~ bolla, ricevuta. non riusciva più a tenere il conto delle fatture emesse
 X   sf. 1 making, manufacture. 2 (fattucchieria) spell. 3 (comm.) invoice. 
 @   lat. factura, azione del fare. 

\fatturàre, v. tr. 1 Manipolare. ~ adulterare. 2 Emettere, redigere una fattura. ~ contabilizzare. 
 X   v. tr. 1 (adulterare) to adulterate. 2 (comm.) to invoice. 

\fatturàto, agg. e sm. agg. Annotato in fattura. 
sm. Ammontare delle fatture emesse da un'impresa in un determinato periodo. ~ vendite, ricavo. 
 X   sm. turnover. 

\fatturazióne, sf. Atto ed effetto del fatturare. 

\fatturìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Addetto alla compilazione delle fatture di una ditta. 

\fatuità, sf. L'essere fatuo, leggerezza. ~ frivolezza. 

\fàtuo, agg. 1 Vuoto. ~ vano. 2 Sciocco, vanesio. ~ frivolo. <> sensato. i tuoi discorsi fatui non mi interessano per niente! 3 Inconsistente. fuoco fatuo
 X   agg. fatuous, vain. 
 @   lat. fatuus

\fàuci, sf. pl. 1 Apertura posteriore della cavità boccale. 2 Bocca. ~ apertura. 
 @   lat. fauces. 

\Faucit, Helena Saville (Londra 1817-Bryntysilio, Galles 1898) Attrice inglese. Figlia dell'attore John Saville (1783-1853), apprese da lui l'arte della recitazione drammatica e s'impose alle platee dei più illustri teatri con le opere di Shakespeare e contemporanee, affiancata dai massimi artisti del momento. 

\Faùglia Comune in provincia di Pisa (2.873 ab., CAP 56043, TEL. 050). 

\Fàule Comune in provincia di Cuneo (389 ab., CAP 12030, TEL. 011). 

\Faulkner, William (New Albany 1897-Oxford, USA 1962) Scrittore statunitense, i cui romanzi avevano come tema principe i problemi del vecchio e profondo Sud, descrivendone lo stato orgoglioso e misero e ancora legato allo schiavismo e ai ricordi del passato ormai lontano. Il suo era uno stile personale, con cambiamenti improvvisi di punti di vista, stravolgimenti temporali, monologhi interiori e profonda analisi psicologica dei personaggi. Gli fu conferito il premio Nobel nel 1949. Tra le sue opere, Sartoris, L'urlo e il furore, Luce d'agosto, Assalonne, Assalonne! 

\fàuna, sf. Insieme degli animali che vivono in una determinata zona ambientale; è in stretti rapporti con la flora, ossia il mondo vegetale. La scienza che si occupa dello studio della fauna è la zoogeografia, che ne ha individuato diverse a seconda delle caratteristiche ambientali; il geobio (animali terrestri), l'alobio (animali marini), il linnobio (animali d'acqua dolce). 
 X   sf. wildlife, fauna. 

\faunésco, agg. (pl. m.-chi) 1 Di, da fauno. ~ animalesco. 2 Malizioso. ~ sensuale. 

\faunìstica, sf. Studio sistematico della fauna di un determinato territorio. 

\faunìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla fauna. 

\Fàuno Personaggio mitologico, dio silvestre romano protettore della pastorizia, identificazione del greco Pan. 

\Fauno di marmo, Il Romanzo di N. Hawthorne (1860). 
Fauno di marmo, Il 
Opera di poesia di W. Faulkner (1924). 

\Faure, Edgar (Béziers 1908-Parigi 1988) Politico francese. Di ideologia radicale, fu due volte presidente del consiglio dal 1949 al 1952 e nel 1955 e 1956. 

\Faure, François-Félix (Parigi 1841-1899) Politico francese. Fu presidente della repubblica dal 1895 al 1899. 

\Fauré, Gabriel (Pamiers 1845-Parigi 1924) Compositore francese, allievo e amico di C. Saint-Saëns, compose musiche sacre, teatrali e musica sinfonica. Organista della chiesa di Saint-Sauveur a Rennes dal 1866, continuò questa attività in varie chiese di Parigi. Nel 1896 diventò organista della Madeleine. Nel 1903 divenne critico musicale del Figaro. Direttore del conservatorio di Parigi dal 1905 al 1920, ebbe tra i suoi allievi M. Ravel e A. Casella. La sua musica squisita e di buon gusto, libera e originale, è caratterizzata da una tecnica raffinata che sorregge atmosfere rarefatte e sottili. La produzione di Fauré è costituita soprattutto da pezzi per canto e pianoforte e da musica da camera. Tra essi, si ricordano: Poème d'un jour (1880-1881), Cinq mélodies (1891), La bonne chanson (1892-1893) su poesie di P. Verlaine, Le don silencieux (1906), La chanson d'Ève (1906-1910), Le jardin clos (1914-1915), Mirages (1919), C'est la paix (1919), L'horizon chimérique (1921), 2 Sonate per pianoforte (op. 13 e 108), 2 Sonate per violoncello e pianoforte (op. 109 e 117), 2 Quintetti per pianoforte e archi (op. 89, 1906 e op. 115, 1919-1921), Dolly op. 56 (suite per pianoforte a quattro mani), Romances sans paroles op. 17, Ballade op. 19. Tra le opere teatrali e orchestrali, Messe de requiem op. 48 (1887-1888), Penelope (1907-1913), Pelléas et Mélisande (1898), Sinfonia in re minore op. 40. 

\Fauriel, Claude (Saint-Étienne 1772-Parigi 1844) Filologo. Tra le opere Storia della poesia provenzale (1846). 

\Fàuser, Giàcomo (Novara 1892-1971) Chimico. Realizzò importanti processi per la sintesi del metanolo, dell'ammoniaca e per l'idrogenazione dei petroli. 

\Faust Mago e taumaturgo tedesco del 1400, diventato dopo la morte personaggio della tradizione letteraria tedesca (Lessing, Sturm und Drang, Goethe) in quanto accusato di aver venduto la propria anima al diavolo, in cambio di poteri soprannaturali. È stato assurto a simbolo di uomo che, basandosi sulle proprie capacità e qualità, sfida il divino. 
Faust 
Tragedia in versi (poema tragico) in due parti di J. W. Goethe (1808-1832). Frutto di elaborazioni e ritocchi successivi protrattisi per circa 50 anni. Protagonista è il dottor Faust, mago e umanista, intorno a cui si svilupparono leggende popolari per la prima volta messe per iscritto da J. Spies (1587). Il personaggio assume connotazioni in parte rinascimentali (razionalismo, vitalismo, ricerca di armonia, interesse per la Grecia classica) e in parte romantiche (tensione verso l'infinito e aspirazione a superare i limiti della conoscenza). Altri personaggi sono l'assistente di Faust, Wagner; Mefistofele, incarnazione dello spirito del male; Margherita, vittima incolpevole del destino; Homunculus, creazione ottenuta per forza di magia; Euforione, figlio di Faust e di Elena; Filemone e Bauci, due vecchi anch'essi vittime del destino. 
L'azione vera e propria è preceduta da una dedica, da un prologo in teatro e da un prologo in cielo nel quale tra il Signore, che conosce le eccezionali virtù di Faust, e Mefistofele viene definita la scommessa che ha per oggetto l'anima di Faust. L'intreccio è piuttosto complesso e reso unitario unicamente dalla presenza del protagonista e dal motivo conduttore della salvezza o rovina della sua anima. 
La prima parte, inizia nello studio di Faust che insoddisfatto delle sue ricerche, per la disperazione giunge vicino al suicidio; ma il suono delle campane lo distrae con i ricordi della sua infanzia. 
Episodi più significativi della prima parte: la comparsa di Mefistofele sotto le spoglie di un cane barbone; il patto tra Mefistofele e Faust (in base a cui Mefistofele sarà servo di Faust in terra, e signore nell'aldilà); la cantina di Auerbach a Lipsia insieme agli studenti beoni; la Cucina della strega dove Faust ringiovanisce; l'incontro con la giovane Margherita; l'amore tra Margherita e Faust e l'immediato senso di colpa legato alla morte accidentale della madre e all'uccisione in duello del fratello di Margherita, Valentino; la notte di Valpurga; Margherita rinchiusa in prigione. 
Nella seconda parte, Faust sdraiato in un prato di una ridente contrada è consolato dagli spiriti elementari, tra cui Ariele. Episodi più significativi della seconda parte: Faust esprime il desiderio di vedere le ombre di Elena e Paride; Faust raggiunge le Madri, custodi eterne delle idee pure; Wagner crea l'Homunculus che consiglia di portare Faust in Grecia, nel mondo felice che Faust sogna; la notte di Valpurga classica nella quale Homunculus arde letteralmente d'amore per Galatea e scompare; nel felice paese dell'Arcadia Faust e Elena s'incontrano e si amano; dalla loro unione nasce Euforione bello per parte di madre e inquieto per parte di padre; tentando di volare, Euforione muore ed Elena lo segue nel regno di Persefone; ritorno in Germania: Faust si volge all'azione; l'avidità di Faust determina l'uccisione dei vecchi Filemone e Bauci; la colpa si impadronisce di Faust; la personificazione del Rimorso respinta da Faust lo acceca; Faust muore; gli angeli lottano contro Mefistofele e i suoi demoni, li sconfiggono e si impadroniscono dell'anima di Faust; Faust ritrova Margherita in Paradiso ed entrambi salgono verso la Vergine. Un coro chiude il dramma. 
L'opera contiene una ricchezza di motivi, immagini e simboli e riferimenti da lasciare attonito anche il lettore moderno più smaliziato. Goethe vi ha trasfuso tutta la ricerca romantica di elevazione verso l'infinito, il desiderio di varcare i limiti dell'umano, la lotta continua che l'uomo è costretto a sostenere per superare le catene che lo tengono legato alla terra, la funzione svolta in questo processo dall'arte, dalla bellezza, dall'eterno femminino. La lingua di Goethe è considerata di efficacia e di perfezione insuperata. 
Faust 
Opera in cinque atti di C. Gounoud, libretto di J. Barbier e M. Carré (Parigi, 1859). 
Faust 
Film fantastico, tedesco (1926). Regia di Fredrich Wilhelm Murnau. Interpreti: Gosta Ekman, Emil Jannings, Camilla Horn. Titolo originale: Faust 

\Faustìna Maggióre, Ànnia Galèria (104-141) Imperatrice romana, sposa di Antonino Pio e figlia del prefetto Annio Vero. Alla sua morte, il consorte ne istituitì un culto religioso, e in suo onore furono costruite case di accoglienza per le orfane. 

\Faustìna Minóre, Ànnia Galèria (Roma 125?-Halala, Cappadocia 176) Figlia di Faustina Maggiore, fu imperatrice romana e sposa di Marco Aurelio. Ebbe fama di condurre una vita dissoluta. 

\fàusto, agg. 1 Che ha o annuncia esito fortunato, felice, favorevole. ~ gioioso. <> sfortunato. 2 Propizio. ~ favorevole. <> nefasto. 

\Fausto e Anna Romanzo di C. Cassola (1952). 

\Fàustolo Personaggio mitologico, pastore che salvò Romolo e Remo che giacevano sulle rive del Tevere, facendoli allevare dalla moglie Acca Larenzia. 

\fautóre, sm. (f.-trìce) Chi favoreggia e protegge, sostenitore. ~ patrocinatore. <> detrattore. 
 X   sm. supporter, advocate. 

\Fautrier, Jean (Parigi 1898-Châtenay-Malabry 1964) Pittore francese. Tra le opere Testa d'ostaggio (1944, Milano, Collezione Panza di Biurno) e L'ebrea (1945, Parigi, Musée National d'Art Moderne). 

\faux-bourdon, sm. invar. Modo di cantare in cui si ha una sequenza di accordi di terza e di sesta inquadrati da accordi in ottava e da quinte vuote. 
 @   termine francese che significa "falso bordone". 

\fàva, sf. Pianta erbacea annua (Vicia faba), appartenente alla famiglia delle Leguminose; coltivata per i suoi semi, utilizzati freschi o secchi nell'alimentazione dell'uomo e degli animali, per erbai e per sovescio. 
 X   sf. broad bean. 
Fava Tonka 
Seme di Dipterix odorata, aromatico, utilizzato nella preparazione dei profumi e liquori. 

\favagèllo, sm. Nome comune della Ficaria ranuncoloides, una pianta erbacea che infesta prati e campi coltivati. ~ favaiola. 

\Favàle di Màlvaro Comune in provincia di Genova (512 ab., CAP 16040, TEL. 0185). 

\Favàra Comune in provincia di Agrigento (32.237 ab., CAP 92026, TEL. 0922). Centro agricolo (coltivazione di uva, mandorle e olive). Vi si trovano la chiesa del Rosario, in stile barocco, e il castello siculo-normanno dei Chiaramonte, del XIII sec. Gli abitanti sono detti Favaresi

\Favàra Mistrétta, Albèrto (Salemi 1863-Palermo 1923) Compositore e studioso. Autore di opere teatrali (Marcellina, 1884; Urania, 1918) e di altri lavori musicali, ha compiuto studi sul folclore musicale siciliano, pubblicando raccolte di canti popolari della Sicilia (Canti della terra e del mare di Sicilia, 1883). 

\favela, sf. invar. Quartiere di baracche alla periferia di grandi città brasiliane. 

\favèlla, sf. 1 Facoltà di parlare. 2 Lingua. ~ idioma. 
 X   sf. speech. 

\favellàre, v. tr. e intr. Parlare. ~ discorrere. 

\Faver Comune in provincia di Trento (782 ab., CAP 38030, TEL. 0461). 

\Fàvero, Mafàlda (Portomaggiore, Ferrara 1905-Milano 1981) Soprano italiano che si affermò come interprete di opere di Puccini e di Massenet. 

\Favignàna Isola in provincia di Trapani, al largo delle coste occidentali della Sicilia. Appartiene all'arcipelago delle Egadi; la sua sopravvivenza è garantita dal turismo e dalla pesca. 
Favignana 
Comune in provincia di Trapani (4.335 ab., CAP 91023, TEL. 0923). 

\favìlla, sf. 1 Piccolissimo frammento di fuoco o materia incandescente. ~ scintilla. sprigionava faville tutt'intorno, era eccitatissimo; fece faville quel giorno, fu molto brillante. 2 Principio da cui possono nascere grandi cose. 3 Piccola luce, punto luminoso. ~ stella. 
 X   sf. spark. 
 @   lat. favilla, connesso con fovere riscaldare. 

\favìsmo, sm. Variante mediterranea di una malattia enzimatica ereditaria (G6PD o anemia da deficit di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi) caratterizzata da un'acuta sensibilità all'azione delle fave (ingestione o inalazione dei pollini) con episodi di emolisi (distruzione dei globuli rossi). 
 X   sm. favism.

\fàvo, sm. Insieme delle celle di forma esagonale costruite dalle api per deporvi uova, polline e miele. ~ alveare, apiario. 

\fàvola, sf. 1 Breve racconto in versi o in prosa, che come personaggi presenta animali o cose inanimate, che stanno a simboleggiare vizi, virtù e difetti umani. ~ leggenda, novella. 2 Racconto fantastico popolare. ~ fiaba. 3 Chiacchiera e chi ne è oggetto. ~ diceria. 4 Bugia, menzogna. ~ fandonia. 5 Aneddoto. ~ fatterello. 6 Commedia. ~ dramma. 
 X   sf. story, fairy tale. 
 @   lat. fabula, deriv. da fari parlare. 
Solitamente svolge una funzione educativa e morale. I primi esempi di favola risalgono all'epoca degli antichi popoli orientali e sono riunite nelle raccolte indiane del Pañcatantra e del Hitopadesa. In occidente, figura significativa del genere fu Esopo, anche se fu Fedro a fissarne i confini e a fornirne una certa definizione precisa. In un'epoca più vicina, è stato La Fontaine a portare la favola ai livelli più elevati del genere letterario dell'arte. 

\Favola del figlio cambiato, La Opera in tre atti di G. F. Malipiero, soggetto di L. Pirandello (Braunschweig, 1934). 

\Favola delle api, ossia vizi privati, pubblici vantaggi, La Saggio di B. de Mandeville (1714). 

\Favola di Polifemo e Galatea Poema di L. de Góngora y Argote (1613). 

\Favola d'Orfeo Favola teatrale di Poliziano (1480). 

\Favola e segno Opera di poesia di P. Salinas (1931). 

\Favole Raccolta di favole di Esopo (VI secolo a. C.). Della sua vita non si conosce nulla di preciso, anche se la tradizione lo dice di origine frigia o tracia e di condizione servile. A Esopo viene fatta tradizionalmente risalire l'invenzione della favola, ma si ritiene che con il suo nome mitico sia stata trasmessa la prima raccolta di favole letterariamente rielaborate tratte dal patrimonio diffuso nel mondo greco, come risulta anche dalle Opere e giorni del poeta Esiodo (VIII sec. a. C.). La struttura fondamentale delle Favole consiste nella narrazione di un episodio i cui protagonisti sono gli animali, anche se possono comparire personaggi umani secondari. L'episodio determina solitamente un vincitore e un vinto e viene accompagnato da una breve considerazione di saggezza o di spirito. Favole 
Raccolta di favole di Fedro (I secolo). Sono conservate circa 90 favole a lui attribuite, suddivise in cinque libri. Fedro è il cultore nell'ambito del mondo latino del genere favolistico tradizionalmente fatto risalire al greco Esopo (VI secolo a. C.). Tuttavia, l'opera di Fedro segna un perfezionamento di questo genere di letteratura minore. In modo originale, egli utilizza personaggi umanizzati con psicologia fissa e tenta di desumere dal racconto una morale di validità generale, che talvolta lascia trasparire l'amarezza per la legge del più forte vigente tra gli animali. L'adozione della psicologia fissa (la volpe furba, il lupo cattivo ecc.) permette una più semplice lettura del testo, anche da parte delle classi subalterne che dovettero essere le prime destinatarie di questi scritti (Fedro stesso era un liberto). Il genere fu ripreso di J. de La Fontaine (1621-1695) nelle sue Favole (1668-1694). 

\favoleggiàre, v. intr. 1 Raccontare favole. 2 Rappresentare cose favolose. 

\favoleggiatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi favoleggia. 

\favolèllo, sm. Poemetto narrativo medievale arguto. 

\favolìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Scrittore di favole. 

\favolìstica, sf. 1 L'insieme delle favole di un popolo o di un'epoca. 2 Il genere letterario della favola. 

\favolìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alle favole. 

\favolosaménte, avv. In modo favoloso. 

\favolóso, agg. 1 Di favola; che appartiene alla favola. ~ fiabesco. <> vero, storico. 2 Enorme, straordinario. ~ incredibile. <> ordinario. 3 Leggendario. ~ fantastico. <> reale. 
 X   agg. 1 fabulous. 2 (straordinario, incredibile) incredible. 
 @   lat. fabulosus, da fabula. 

\favònio, sm. Vento di ponente. 

\favor libertatis, loc. sost. m. invar. Locuzione latina che significa "favorisce la libertà". Indica la tendenza a tutelare la libertà dell'imputato in attesa di giungere ad accertare la sua responsabilità. 

\favor rei, loc. agg. invar. Locuzione latina che significa "privilegia il condannato o l'imputato". Indica la tendenza ad garantire la tutela del prevenuto e a far predominare l'opinione che gli è più favorevole. 

\favóre, sm. 1 Disposizione benevola verso qualcuno o qualcosa; approvazione, simpatia, apprezzamento. ~ benevolenza. <> avversione. quel suo gesto gli fece perdere il favore della commissione nei suoi confronti. 2 Aiuto, facilitazione. ~ vantaggio. <> sfavore. a favore di, a vantaggio di. 3 Protezione, appoggio. ~ complicità. 4 Azione che si compie per compiacere qualcuno, cortesia. ~ piacere. <> dispetto, scortesia. 5 Consenso. il film non incontrò il favore della critica
 X   sm. 1 favour. 2 (per) please. 3 (appoggio) support. 
 @   lat. favor,-oris, deriv. da favere favorire. 

\favoreggiaménto, sm. 1 Il favoreggiare. 2 Reato di chi aiuta il colpevole di un delitto a sottrarsi alle autorità. ~ complicità, connivenza. 3 Nepotismo. ~ favoritismo. <> ostilità, osteggiamento. 

\favoreggiàre, v. tr. 1 Favorire. ~ aiutare. <> danneggiare. 2 Compiere il reato di favoreggiamento. 

\favoreggiatóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi favoreggia. ~ spalleggiatore, fiancheggiatore. 2 Chi si rende colpevole di un favoreggiamento. ~ complice, connivente. 

\favorévole, agg. 1 Che favorisce; propizio, fausto. ~ felice. <> sfavorevole. 2 Che approva; incline. ~ propenso. 3 Che è in favore; opportuno, utile. ~ vantaggioso. <> svantaggioso, inutile. 
 X   agg. 1 in favour. 2 (opportuno, vantaggioso) favourable. 
 @   lat. tardo favorabilis, deriv. da favor favore. 

\favorevolménte, avv. In modo favorevole. ~ benevolmente, convenientemente. 

\favorìre, v. tr. 1 Aiutare, incoraggiare, assecondare. ~ proteggere. <> boicottare, avversare. furono favoriti dalle condizioni meteorologiche propizie. 2 Accettare qualcosa dietro invito di qualcuno. 3 Facilitare, fiancheggiare. ~ agevolare. <> intralciare. favorire un progetto. 4 Promuovere. 5 Esibire. favorire la patente di guida
 X   v. tr. 1 to favour. 2 (aiutare) to help, to aid. 3 (agevolare, sostenere) to support. 4 (vuole favorire?) won't you help yourself? 
 @   deriv. da favore

\favorìta, sf. Donna prediletta da un uomo, detto soprattutto di uomini potenti. 

\Favorita, La Dramma in quattro atti di G. Donizetti, libretto di A. Royer e G. Vaez (Padova, 1842). 

\favoritìsmo, sm. Il preferire qualcuno a scapito degli altri e l'atto con cui si accorda tale preferenza. ~ clientelismo. <> imparzialità. 

\favorìto, agg. e sm. agg. 1 Prediletto, preferito. ~ amato. <> inviso. 2 Protetto, aiutato. ~ appoggiato. <> sfavorito. 
sm. 1 Beniamino. ~ pupillo. 2 Si dice del probabile vincitore di una competizione sportiva. 
 X   agg. e sm. favourite. 

\Favrétto, Giàcomo (Venezia 1849-1887) Pittore. Tra le opere Al liston (1884, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna). 

\Fàvria Comune in provincia di Torino (4.225 ab., CAP 10083, TEL. 0124). 

\fax, sm. invar. Abbreviativo di telefax. Il fax fu realizzato intorno al 1980 su un idea dello scozzese Alexander Bain risalente al 1842. 

\Faxa Baia dell'Islanda, nell'oceano Atlantico. 

\Faya-Largeau Centro del Ciad (5.200 ab), capoluogo della prefettura di Borkou-Ennedi-Tibesti. 

\Faysal Nome di sovrani dell'Iraq. 
Faysal I 
(Taif 1883-Berna 1933) Re dell'Iraq dal 1921 al 1933. Nel 1916 fu a capo della rivolta araba contro il dominio ottomano, in collaborazione con il colonnello inglese Lawrence. Fatto re di Siria, venne spodestato dai francesi nel 1920 e nel 1921 gli venne attribuito dagli inglesi il regno iracheno. 
Faysal II 
(Baghdad 1935-1958) Nipote di Faysal I, succedette al padre Ghazi I come re dell'Iraq dal 1939. Morì durante la rivolta repubblicana di Baghdad. 

\Faysal I, ibn Abd al-Aziz (Riyadh 1906-1975) Re dell'Arabia Saudita, figlio di Abd al-Aziz. Ricoprì il ruolo di ministro delle finanze e di primo ministro nel corso della reggenza del fratello Saud, che costrinse ad abdicare, segnando una grande svolta per il paese. Massimo esponente e sostenitore del panislamismo conservatore, si oppose duramente alla politica nasseriana e appoggiò la guerriglia nello scontro con il governo repubblicano yemenita. In occasione del conflitto con Israele del 1973 si schierò con gli altri paesi arabi e aderì all'embargo petrolifero nei confronti dei paesi filoisraeliani. Venne assassinato da un nipote. 

\Fayyum Grande depressione dell'Egitto del nord, a sud-ovest della città del Cairo, occupato per la maggior parte dal lago Birkat Qarum. Usufruisce delle acque del Nilo per il tramite del canale Bahr Yusuf, che consentono alla regione la produzione di cotone, datteri, lino e frutta. Dal punto di vista politico è un governatorato dell'Egitto. La fertilità della zona è conseguenza dei lavori idraulici iniziati nel XIX sec. a. C. dai faraoni della XII dinastia, che fecero edificare anche la capitale Crocodipoli, in seguito Arsinoe; vennero fatte costruire due piramidi, quella di Sesostri II, a el-Lshun e quella di Amenemhet III, a Hawara. 
Al-Fayyum 
Città dell'Egitto (170.000 ab.), capoluogo del governatorato di Fayyum; è un fiorente mercato di prodotti agricoli e tessili. 

\fazenda, sf. invar. Azienda agricola brasiliana. 

\Fàzio, Antònio (Alvito 1936-) Economista. Dal 1993 è governatore della Banca d'Italia. 

\Fàzio, Fàbio (Savona 1964-) Conduttore televisivo vivace e ironico. Conduttore di Quelli che il calcio... (dal 1993). 

\fazióne, sf. Gruppo, partito animato da spirito settario. ~ corrente. 
 @   lat. factio,-onis. 

\faziosaménte, avv. In modo fazioso. 

\faziosità, sf. L'essere fazioso; atteggiamento fazioso. ~ parzialità, settarismo. 

\fazióso, agg. e sm. agg. 1 Intollerante, fanatico, parziale. ~ settario. <> equo. 2 Turbolento, sovversivo. ~ ribelle. <> pacifico, tranquillo. 
sm. Persona faziosa. 
 @   lat. factiosus. 

\Fazzìni, Pèricle (Grottammare 1913-Roma 1987) Scultore. Tra le opere Ritratto di Ungaretti (1936, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna) e La Sibilla (1947, New York, Museum of Modern Art). 

\fazzolétto, sm. 1 Pezzo quadrato di tela usato per pulirsi il naso, detergersi il sudore e simili. ~ moccichino. fare un nodo al fazzoletto, per ricordare qualcosa. 2 Grande quadrato di seta o altri tessuti per coprire la testa. ~ foulard. 3 Campo molto piccolo. coltivava un fazzoletto di terra, ma per lui era sufficiente
 X   sm. 1 handkerchief. 2 (copricapo) headscarf. 
 @   dimin. di fazzolo. 

\FB Sigla di fuoribordo. 

\FBI Sigla del Federal Bureau of Investigation, ossia del corpo di polizia federale investigativa americana. Venne fondata nel 1908 da Roosevelt, al fine di accertare le violazioni delle leggi federali; oggi ha il compito di sconfiggere la criminalità organizzata, fermare il traffico di sostanze stupefacenti, i rapimenti e ogni altro tipo di reato. È alle dipendenze del ministero della giustizia. Nel 1974 fu immischiata in uno scandalo (Watergate) per le attività di spionaggio politico, eseguite per conto del presidente Nixon, che ne limitò moltissimo la credibilità, soprattutto per i metodi illegali adoperati. 

\FD Sigla di Filodiffusione. 

\Fda Sigla di Food and drug administration (agenzia di controllo dei cibi e dei farmaci). 

\FdG Sigla di Fronte della Gioventù. 

\FdL Sigla di Fiera del Levante. 

\FDM Sigla di Frequency Division Multiplexing (multiplex a divisione di frequenze). 

\fé, sf. Fede. 

\Fe Simbolo chimico del ferro. 

\febbràio, sm. Il secondo mese dell'anno nel calendario gregoriano. 
 X   sm. February. 

\fèbbre, sf. 1 Aumento della temperatura del corpo, che si verifica quando insorgono molte malattie, come risposta di difesa. 2 Forte passione che agita l'animo; turbamento, esaltazione. ~ furia. 
 X   sf. 1 temperature. 2 (specifica) fever. 
 @   lat. febris. 
La temperatura del corpo è mantenuta su valori costanti attorno a 37 °C a opera di centri nervosi specializzati. È molto importante che questa caratteristica fisiologica sia mantenuta costante per consentire un funzionamento ottimale delle varie funzioni metaboliche dell'organismo. Nel corso di una grande varietà di situazioni patologiche si può determinare un aumento della temperatura corporea (infezioni, neoplasie, malattie metaboliche, reazioni da farmaci, colpo di calore, intossicazione da sostanze chimiche, emorragie cerebrali, ipertiroidismo, ecc.). A volte la febbre non appare riferibile a quadri patologici specifici ed è quindi di difficile interpretazione.  La temperatura corporea è rilevata col  →  termometro clinico.
L'andamento della febbre può essere continuo, cioè con minime variazioni durante la giornata; remittente, con notevoli variazioni nella giornata, anche senza mai scendere ai valori normali; intermittente, dove si alternano periodi febbrili a periodi di temperatura normale, come nel caso della malaria. Di solito si associa ad altri sintomi legati al quadro patologico in atto (malessere generale, brividi, dolore, quadri infiammatori ecc.). Nei casi di comune osservazione, la febbre è controllabile abbastanza facilmente con l'uso di specifici farmaci antipiretici, dietro consiglio del medico. Nei seguenti casi, invece e opportuno un urgente ricovero in ospedale: nel bambino quando la temperatura salga oltre 40 °C; nella persona adulta se oltre allo stato febbrile ci siano situazioni patologiche a rischio (malattie cardiache, disidratazione, stato di shock imminente, gravi malattie infettive, in seguito a reazione a farmaci, per colpo di calore ecc.). È consigliabile evitare l'uso indiscriminato di farmaci antibiotici senza un preventivo consiglio del medico. 
Febbre aftosa 
Malattia infettiva dei bovini, degli ovini e dei suini dovuta a un virus patogeno per l'uomo che contrae l'infezione tramite il contatto con gli animali o bevendone il latte. 
Febbre dei porcari 
Infezione da Leptospira pomona trasmessa all'uomo per contatto con le feci e le urine dei maiali. 
Febbre gialla 
Infezione acuta causata da un virus della famiglia degli Arbovirus, che viene trasportato da zanzare Aedes. Si tratta di una malattia endemica ed epidemica, soprattutto in alcuni paesi dell'Africa e del Sudamerica. 
Febbre perniciosa 
Grave forma di malaria causata da una massiccia invasione del parassita plasmodium falciparum. 
Febbre puerperale 
Infezione della puerpera causato da germi endogeni o esogeni nel corso del parto o subito dopo. 
Febbre tifoide 
Infezione di origine batterica causata da salmonella il cui contagio avviene per contatto diretto o indiretto con le feci del portatore cronico. 

\Febbre del sabato sera, La Film commedia, americano (1977). Regia di John Badham. Interpreti: John Travolta, Karen Gorney, Barry Miller. Titolo originale: Saturday Night Fever 

\Febbre dell'oro, La Film comico, americano (1925). Regia di Charlie Chaplin. Interpreti: Charlie Chaplin, Mack Swain, Georgia Hale. Titolo originale: The Gold Rush 

\Febbre di vivere Film commedia, americano (!932). Regia di George Cukor. Interpreti: Katharine Hepburn, John Barrymore, Billie Burke. Titolo originale: A Bill of Divorcement 

\febbricitànte, agg. Che ha la febbre. 

\febbrìcola, sf. Febbre poco elevata e persistente. 

\febbrìfugo, agg. e sm. (pl. m.-ghi) Di medicamento, atto a vincere la febbre. ~ antipiretico. 

\febbrìle, agg. 1 Di febbre. ~ febbricitante. 2 Agitato, convulso, frenetico. ~ spasmodico. <> calmo. 3 Instancabile, appassionato. ~ intenso. <> calmo, lento. 
 X   agg. feverish. 

\Fèbe Diciassettesimo satellite di Saturno per distanza (12.950.000 km) e per grandezza (raggio 100 km); venne scoperto da W. H. Pickering nel 1898 e ha un periodo orbitale di 550,4 giorni, con moto di rivoluzione retrogrado. 

\febèo, agg. 1 Di Febo. 2 Nella locuzione estro febeo, ispirazione poetica. 

\Fèbo => "Apòllo" 

\Febvre, Lucien (Nancy 1878-Saint Amour, Giura 1956) Storico. Tra le opere Un destino: Martin Lutero (1928) e Il problema dell'incredulità nel XVI secolo: la religione di Rabelais (1942). 

\fecàle, agg. Di feci, delle feci. 

\fecalòma, sm. (pl.-i) Accumulo localizzato di materie fecali all'interno dell'intestino che ha l'aspetto, la posizione e produce gli stessi sintomi di un tumore. 

\fèccia, sf. (pl.-ce) 1 Deposito melmoso che si forma nei vasi vinari per sedimentazione dei vini. ~ residuo. <> corpo, cuore. 2 Parte peggiore. ~ marmaglia. <> fior fiore. 
 X   sf. dregs. 

\feccióso, agg. 1 Pieno di feccia, impuro. ~ torbido. 2 Spregevole, ripugnate ~ disgustoso. 3 Lezioso. 

\fecciùme, sm. 1 Quantità di feccia. 2 Gentaglia, canaglia. ~ marmaglia. 

\Fechner, Gustav Theodor (Gross-Särchen 1801-Lipsia 1887) Psicologo, filosofo e fisico tedesco, fondò insieme a W. Wundt la psicologia moderna. Ha dato il nome a una teoria psicofisica che stabilisce che l'intensità di una sensazione è proporzionale al logaritmo dell'intensità dello stimolo. Elaborò anche concetti di soglia assoluta (intensità minima di uno stimolo tale da essere avvertito), di soglia differenziale (intensità minima della variazione di uno stimolo perché venga avvertito). 

\fèci, sf. pl. Escrementi umani. ~ sterco. 

\feciàle => "feziale" 

\feciàli => "feziali" 

\fècola, sf. Sostanza amidacea di aspetto farinoso estratta da tuberi, rizomi e bulbi. 
 X   sf. potato flour. 

\fecondàbile, agg. Che si può fecondare. 

\fecondàre, v. tr. 1 Rendere fecondo. ~ inseminare. 2 Rendile fertile. ~ fertilizzare. <> isterilire. 
 @   lat. fecundare. 

\fecondatìvo, agg. Che serve a fecondare. 

\fecondatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi feconda, rende fecondo. 

\fecondazióne, sf. Processo durante il quale una cellula riproduttrice femminile, ossia il gamete uovo, si fonde con il gamete maschile o spermatozoo. Si può verificare nel corpo femminile (fecondazione interna, come in Mammiferi, Uccelli, Rettili, Insetti), ovvero all'esterno (fecondazione esterna, tipica degli animali acquatici). Si fondono due nuclei aploidi dei gameti (meiosi) in un nucleo normale, diploide, del nuovo zigote. La riproduzione sessuata, che si verifica con la fecondazione e durante la quale ogni gamete porta caratteri ereditari diversi da quelli dell'altro, risulta essere la causa principale della diversità delle specie. 
 X   sf. 1 fecundation, fertilization. 2 (artificiale) artificial insemination. 
Fecondazione artificiale 
Raccolta dello sperma e successiva introduzione nel canale genitale femminile; è molto diffusa nella zootecnica per selezionare le razze.  Oggi, tale tecnica è usata anche per l'uomo (1978, Inghilterra), nel momento in cui, per cause patologiche (malformazioni o malattie della vagina che impediscono il coito, difetti di erezione, scarsa mobilità o assenza di spermatozoi), non sia possibile la fecondazione naturale. Può essere usato il seme del marito (fecondazione omologa) o di un donatore (eterologa).  La fecondazione dell'uovo può essere attuata anche in vitro (viene prelevato l'ovulo e vengono isolati gli spermatozoi dallo sperma; l'ovulo fecondato poi, subito dopo l'inizio della moltiplicazione cellulare, viene impiantato nell'utero).

\fecondità, sf. 1 Capacità di procreare. ~ prolificità. <> sterilità. 2 Attitudine a produrre sul piano intellettivo. ~ inventiva. 3 Utilità. 4 Produttività, fertilità. ~ rendimento. 

\fecóndo, agg. 1 Che si può procreare, fertile. ~ prolifico. <> improduttivo. 2 Che feconda. 3 Creativo. ~ fantasioso. <> sterile. 4 Produttivo, fruttifero. ~ fertile. <> infecondo. 
 X   agg. fertile. 

\Fedàia Passo (2.057 m) delle Alpi Dolomitiche, tra il monte Padon e la Marmolada. 

\fedaìn, sm. Guerrigliero palestinese che combatte per la reintegrazione del suo popolo in Palestina. 

\féde, sf. 1 Ferma credenza in una verità religiosa rivelata o in un'idea politica o filosofica. ~ religione. 2 L'insieme delle cose in cui si crede. ~ credo. 3 La prima delle tre virtù teologali. 4 Il credo religioso cristiano. 5 Fiducia, stima. ~ credito. <> sfiducia. 6 Fedeltà, onestà. ~ costanza. <> tradimento. 7 Anello che si scambiano gli sposi il giorno delle nozze. ~ vera. 8 Attestato, documento. ~ certificato. 
 X   sf. 1 faith, belief. 2 (fiducia) trust. 3 (attestato) certificate. 4 (anello) wedding ring. 
 @   lat. fides,-ei. 
Per la teologia cattolica è la credenza cieca e assoluta nelle verità rivelate all'uomo da Dio e nei dogmi della chiesa. Tale credenza è sostenuta non dalla comprensione razionale ma da un'adesione incondizionata, fondata solo sulla fiducia cieca nei testi sacri della rivelazione (Antico e Nuovo Testamento) nonché nell'autorità della chiesa. La chiesa cattolica considera la fede una virtù teologale, dono diretto di Dio all'uomo. 
Fede in deposito 
In ambito giuridico è il titolo di credito rappresentativo di una certa quantità di merci depositate, che conferisce al possessore il diritto di riottenerne il possesso. 
Linea di fede 
Negli strumenti di misurazione è la linea sovrapposta alla scala graduata che permette la lettura del valore misurato. 

\Fede cristiana, La Opera di teologia di F. D. E. Schleiermacher (1821-1822). 

\Fede e bellezza Romanzo di N. Tommaseo (1840). 

\Fede sepolta, La Saggio di S. Quinzio (1978). 

\fedecommésso, sm. Disposizione testamentaria che obbliga l'erede a conservare i beni ereditati e di trasmetterli alla sua morte a una determinata persona. 

\fededégno, agg. Degno di fede, attendibile. ~ credibile. 

\fedéle, agg. e sm. agg. 1 Che osserva una fede. ~ osservante, ligio. <> miscredente. 2 Veritiero. ~ esatto. <> impreciso. un racconto fedele dei fatti potrà chiarire la situazione una volta per tutte. 3 Onesto. ~ fidato. <> fedifrago. 4 Fido, devoto. ~ affezionato. <> infedele. poteva contare sui fedeli servitori. 5 Assiduo. ~ costante. 6 Conforme. ~ simile. <> inesatto. 
sm. Seguace di una fede religiosa, di un'idea, di una persona. ~ adepto. la campana della chiesa rintoccava per richiamare i fedeli alla funzione religiosa
 X   agg. 1 faithful. 2 (leale) loyal. sm. 1 believer. 2 (seguace) follower. 
 @   lat. fidelis, deriv. da fides fede. 

\fedéli (Compagnia dei) Compagnia di attori italiana fondata, nel 1605, da Giovan Battista Andreini. 

\fedelménte, avv. In modo fedele. ~ lealmente. 

\fedeltà, sf. 1 L'essere fedele. ~ dedizione. <> infedeltà. 2 Conformità all'originale. ~ esattezza. <> inattendibilità. 3 Proprietà di un apparecchio di riprodurre un fenomeno senza alterarlo. 
 X   sf. 1 faithfulness. 2 (coniugale) fidelity. 
 @   lat. fidelitas,-atis. 

\fèdera, sf. Involucro usato come copertura del guanciale. 
 X   sf. slip, pillowcase. 

\Federacli Sigla della Federazione delle Associazioni Cristiane dei Lavoratori Italiani, organizzazione nata l'8 dicembre 1971 dalla scissione di un gruppo di appartenenti alle ACLI e capeggiato da Giovanni Bersani che era contrario ai nuovi indirizzi. 

\Federal Aviation Agency (FAA) Ente federale istituito dal governo statunitense nel 1958 allo scopo di dirigere le attività inerenti all'aviazione civile e al traffico aereo. 

\Federal Reserve Bank Banca del Federal Reserve System che funziona come istituto di emissione e come banca centrale. 

\federàle, agg. e sm. agg. 1 Di una federazione di stati. 2 Di federazione sportiva. 
sm. In epoca fascista, segretario di una federazione di fasci di combattimento. 
 X   agg. federal. 

\federalìsmo, sm. Dottrina politica che prevede l'unione di più stati nazionali in un unico organismo soprannazionale, basato su una carta federale e munito di poteri centrali. Ogni stato membro è dotato di poteri amministrativi e legislativi fermo restando le incombenze relative alla difesa, alla politica monetaria ed estera di competenza del governo federale. Il primo esempio di federalismo risale alle leghe delle città-stato greche e alle alleanze che legavano i comuni medievali. L'elaborazione fatta da alcuni pensatori americani (Madison, Hamilton e Jay) e pubblicata nel Federalist del 1787-1788, mirava a subordinare un determinato territorio e i suoi abitanti a un governo locale e uno centrale. Nel corso del 1800 tale teoria si è affermata anche in Europa (Paneuropa, Movimento federalista europeo); in Italia i massimi esponenti, durante il risorgimento, furono Cattaneo e Gioberti, che si opponevano alla politica unitaria di Mazzini in senso cattolico e democratico, e Ferrari, che vi si opponeva in senso repubblicano rivoluzionario. Nel XX sec. si assiste a un nuovo processo di avvicinamento al federalismo dovuto all'unificazione europea. 

\federalìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) Fautore del federalismo. 

\federalìstico, agg. (pl. m.-ci) Del federalismo, dei federalisti. 

\federatìvo, agg. 1 Federale. 2 Che tende a unire in federazione. 

\federàto, agg. Di stato membro di uno stato federale. 

\federazióne, sf. 1 Unione politica di stati. ~ confederazione. 2 Unione di più associazioni politiche, culturali, sindacali ecc. ~ corporazione. 3 Ente nazionale che regola e disciplina un'attività sportiva. 4 Sede di una federazione. 
 X   sf. federation. 
 @   lat. tardo foederatio,-onis, deriv. da foedus,-eris alleanza. 

\Federazióne CGIL, CISL, UIL Organismo federativo che venne costituito nel luglio 1972 dalle maggiori confederazioni sindacali italiane. 

\Federazione iugoslàva Repubblica federativa dell'Europa orientale; si affaccia a sud-ovest nel mar Adriatico e confina a nord con l'Ungheria, a est con la Romania e la Bulgaria, a sud con la Macedonia e l'Albania e a ovest con la Bosnia Erzegovina e la Croazia. Dal 1992 è costituita dalla Serbia (che comprende le unità amministrative autonome di Vojvodina e di Kosovo) e dal Montenegro. 
La parte settentrionale del paese è pianeggiante; a nord della Sava e del Danubio si estende un vasto bassopiano che comprende le pianure del Banato (a est del Tibisco) e del Backa (tra Tibisco e Danubio). 
La parte meridionale è invece montuosa, costituita da numerosi massicci isolati (Kopaonik, Golija, Povlen) compresi nelle Dinaridi; a sud-est si elevano le propaggini occidentali dei Balcani e a sud-ovest quelle delle Alpi Albanesi (Daravica 2.656 m). 
Le acque interne convogliano nella quasi totalità al mar Nero e al mar Egeo. Tributario del mar Nero è il Danubio, che percorre la Serbia per circa 360 km e raccoglie le acque della Sava, della Morava, della Drava e del Tibisco. 
Il territorio del Montenegro è a sua volta prevalentemente montuoso di origine calcarea, interessato da vistosi fenomeni carsici. 
L'unica parte pianeggiante è quella in prossimità della costa e la bassa valle del fiume Moraca, immissario del lago Scutari, sul confine con l'Albania. 
Gli altri fiumi (Piva, Tara, Lim) sono tributari del mar Nero e scorrono in direzione sud nord incidendo profonde vallate. 
Il clima è sub-continentale nella regione serba, con inverni rigidi ed estati calde e precipitazioni più abbondanti sui rilievi. Solo lungo la fascia mediterranea il clima è mite. 
La composizione etnica è piuttosto articolata: serbi (62,3%), albanesi (16,6%), montenegrini (5%), magiari (3,3%), musulmani (3,1%) e ancora croati, rumeni e slovacchi. 
La capitale è Belgrado; altre città rilevanti sono Novi Sad, Nis, Subotica e Podgorica. 
Il paese conserva un carattere prettamente agricolo, pur essendo dotato di discrete risorse minerarie; durante gli anni del governo di Tito il paese aveva registrato discreti progressi in campo economico e sociale, del tutto annullati durante la gravissima crisi degli anni '80. 
L'agricoltura ha beneficiato di un certo processo di modernizzazione e meccanizzazione e produce cereali (frumento, mais e segale), frutta (rinomate prugne e mele) e inoltre tabacco, canapa, barbabietola da zucchero. 
Discreto è il patrimonio zootecnico (ovini, bovini e suini), notevoli le risorse forestali (che coprono il 36% della superficie del paese), che permettono l'esportazione di legname. 
Le fonti energetiche sono discrete, data la disponibilità idrica e i sia pur modesti giacimenti di petrolio e gas naturale. 
Significativi invece i giacimenti di ferro, piombo, zinco, magnesite, mercurio, cromo, bauxite, rame, cobalto e antimonio. 
Gli investimenti statali hanno consentito il diffondersi di complessi manifatturieri operanti nel settore siderurgico, metalmeccanico, chimico e tessile. 
Tradizionali le industrie conserviere, del cuoio, del pellame e dei tappeti. 
STORIA Nel 1918 viene creato il regno dei serbi, croati e sloveni, sotto l'autorità di Pietro I Karageorgevic, le cui frontiere sono fissate negli anni 1919-1920 con i trattati di Neuilly sur Seine, di Saint Germain en Laye, di Trianon e di Rapallo. Nel 1921 viene adottata una Costituzione centralista e parlamentare. Nel 1929 Alessandro I (1921-1934) imposta un regime autoritario. Il paese prende il nome di Iugoslavia. 
Nel 1934 Alessandro I è assassinato da un estremista croato. Il cugino Paolo assume la reggenza in nome di Pietro II. Nel 1941 Paolo firma il patto tripartito ed è destituito da una rivoluzione a Belgrado. La Iugoslavia viene occupata dalla Germania. La resistenza si organizza da una parte, con D. Mihailovic, di tendenze monarchiche e nazionaliste, e dall'altra con il comunista J. Broz Tito. Pietro II si rifugia a Londra. Nel 1943 Tito crea il Comitato Nazionale di Liberazione. 
Alla fine della seconda guerra mondiale viene creata la Repubblica Popolare Federale; essa raggruppa sei repubbliche: Bosnia Erzegovina, Croazia, Macedonia, Montenegro, Serbia e Slovenia. Tito guida il governo. Negli anni 1948-1949 Stalin esclude la Iugoslavia dal mondo socialista e dal Cominform. L'anno successivo viene impostato il sistema dell'autogestione. 
Nel 1955 Kruscev riprende le relazioni con la Iugoslavia. Nel 1961 una conferenza dei paesi non allineati si tiene a Belgrado. Due anni più tardi viene proclamata la Repubblica Socialista Federale Iugoslava. Nel 1971 lo sviluppo del nazionalismo porta al siluramento dei dirigenti croati. La nuova Costituzione del 1974 rafforza i diritti delle repubbliche. Dopo la morte di Tito, nel 1980, le funzioni presidenziali sono esercitate collegialmente. A partire dal 1988 la Lega comunista iugoslava rinuncia al monopolio politico. 
La Croazia e la Slovenia, ormai guidate dall'opposizione democratica, si oppongono alla Serbia e cercano di ridefinire il loro ruolo nella federazione iugoslava. Nel giugno 1991 proclamano la loro indipendenza. Dopo vari scontri, l'esercito federale si ritira dalla Slovenia; combattimenti sanguinosi oppongono i croati all'esercito federale e ai serbi di Croazia. La Macedonia proclama la propria indipendenza (settembre). Nel 1992 la comunità internazionale riconosce l'indipendenza della Croazia e della Slovenia (gennaio) e successivamente quella della Bosnia Erzegovina (aprile), dove scoppia una guerra particolarmente sanguinosa. La Serbia e il Montenegro decidono di proclamare la Repubblica Federale Iugoslava (aprile), che non viene riconosciuta dalla comunità internazionale. I numerosi serbi che vivono in Croazia e Bosnia Erzegovina reclamano la loro unione al nuovo stato. Il 1995 vede intensificarsi lo sforzo della comunità internazionale per porre fine al conflitto in Bosnia-Erzegovina fra le diverse etnie (croata, serba e musulmana). Il 3 giugno 1995 la NATO e la UEO decidono l'invio di 10.000 uomini in appoggio ai Caschi Blu e il 17 giugno l'esercito bosniaco lancia una controffensiva per rompere l'assedio di Sarajevo, riuscendo per la prima volta a colpire Pale. L'intensificarsi dell'offensiva bosniaca convince i serbi ad accettare l'avvio di un piano di spartizione etnica del territorio sotto il controllo dell'ONU, piano che ha segnato di fatto la fine del conflitto. La guerra scoppiata tra Serbia, Croazia e Bosnia si conclude solo dopo l'accordo stilato a Dayton negli Stati Uniti, il 21 novembre 1995 dai leader delle tre etnie (Milosevic, Tujiman e Izetbegovic) e ratificato nella conferenza di pace svoltasi il 14 dicembre 1995 a Parigi, alla presenza dei capi di governo delle principali potenze mondiali. Nel 1998 scoppia il conflitto in Kosovo, regione abitata sia da serbi sia da albanesi. La comunità internazionale accusa i serbi di pulizia etnica e inizia il dramma dei profughi che si rifugiano negli stati confinanti. Nel marzo del 1999 la NATO, dopo mesi di pressioni diplomatiche, interviene militarmente con bombardamenti aerei su tutta la Serbia e il Montenegro. Il conflitto accentua l'esodo della popolazione albanese dal Kosovo verso la Macedonia e l'Albania. 
Abitanti-10.540.000 
Superficie-102.200 km2 
Densità-103,1 ab./km2 
Capitale-Belgrado 
Governo-Repubblica federale 
Moneta-Nuovo dinaro iugoslavo 
Lingua-Serbo, albanese, ungherese 
Religione-Ortodossa, musulmana sunnita 

\FEDERBRACCIANTI Sigla di Federazione Italiana dei Braccianti. 

\FEDERCACCIA Sigla di Federazione Italiana della Caccia. 

\FEDERCALCIO Sigla di Federazione Italiana del Gioco del Calcio. 

\FEDERCONSORZI Sigla di Federazione Italiana dei Consorzi Agrari. 

\federiciàno, agg. Relativo a un personaggio famoso che abbia nome Federico. Viene usato in particolare in relazione all'imperatore Federico II. 

\Federìco Nome di sovrani. 
Danimarca e Norvegia Federico I 
(Copenaghen 1471-Gottorp 1533) Dopo che venne cacciato Cristiano II, salì al trono (1923) e favorì la diffusione del luteranesimo. 
Federico II 
(Haderslev 1534-Antvorskov 1588) Re dal 1559. Tra il 1563 e il 1570 tentò di ripristinare l'egemonia sul Baltico, combattendo a lungo contro la Svezia. 
Federico III 
(Haderslev 1609-Copenaghen 1670) Re dal 1648. Eseguì una riforma assolutistica dello stato, proclamando nel 1660 l'ereditarietà della corona. 
Federico IV 
(Copenaghen 1671-Odense 1730) Re dal 1699. Nelle guerre del nord riuscì a vincere agli svedesi lo Schleswig, che venne annesso alla Danimarca nel 1720. 
Federico V 
(Copenaghen 1723-1766) Re dal 1746. Garantì alla Danimarca un periodo di notevole sviluppo commerciale e di pace. 
Federico VI 
(Copenaghen 1768-1839) Re dal 1808. Fu reggente per il padre Cristiano VII fin dal 1784. Alleato di Napoleone, alla sua caduta nel 1814 perse il regno di Norvegia a favore di Carlo XIV di Svezia. 
Federico VII 
(Copenaghen 1808-Glücksburg 1863) Re dal 1848. Figlio di Cristiano VII, nel 1849 abolì il regime assoluto concedendo la costituzione. 
Federico VIII 
(Copenaghen 1843-Amburgo 1912) Re dal 1906. Era figlio di Cristiano IX. 
Federico IX 
(Sorgenfri 1899-Copenaghen 1972) Succedette al trono al padre Cristiano X dal 1947. 
Prussia Federico I di Prussia 
(Königsberg 1657-Berlino 1713) Prima elettore di Brandeburgo (1688-1713), assunse il nome di Federico I quando salì al trono di Prussia nel 1701. Figlio di Federico Guglielmo, ottenne questo titolo dato nella prima guerra di secessione spagnola all'imperatore Leopoldo I. 
Federico II > "Federico II di Prussia" 
Federico III di Prussia 
(Potsdam 1831-1888) Figlio di Guglielmo I, fu re e imperatore di Germania dal 1888. Regnò solo tre mesi. 
Sicilia Federico I 
> "Federico II di Svevia" 
Federico II 
(1272-Paternò 1337) Figlio di Pietro III d'Aragona, divenne re nel 1296. Dal 1314 chiamò accanto a sé sul trono il figlio Pietro II. 
Federico III il Semplice 
(Catania 1342-Messina 1377) Re di Sicilia dal 1355. Nel 1362 si riconobbe vassallo degli Angioini di Napoli, dopo aver a lungo lottato contro di loro. 

\Federìco da Monteféltro (Gubbio 1422-Ferrara 1482) Duca di Urbino, fu valido uomo di armi e prestò servizio presso molti signori italiani. Giocò un ruolo notevole nella politica del suo tempo, riuscendo anche a incrementare il proprio stato. Fece erigere il palazzo Ducale, opera del Laurana, organizzò una splendida biblioteca e fece della sua corte una delle migliori d'Italia. 

\Federìco Guglièlmo Nome di sovrani. 
Federico Guglielmo I 
−> "Federico Guglielmo I di Prussia" 
Federico Guglielmo II 
(Berlino 1744-Potsdam 1797) Nipote di Federico II, gli succedette come re di Prussia dal 1786. Fece parte della prima coalizione antifrancese e di due spartizioni della Polonia (1793 e 1795). 
Federico Guglielmo III 
(Potsdam 1770-Berlino 1840) Re di Prussia dal 1797. Fu sconfitto da Napoleone nel 1806 a Jena e a Auerstädt, ma diede un contributo decisivo alla sua disfatta nel 1813-1815. Nel 1813 abolì la servitù della gleba. 
Federico Guglielmo IV 
(Berlino 1795-Potsdam 1861) Figlio di Federico Guglielmo III, fu re di Prussia dal 1840. Nel 1848 rifiutò la corona imperiale di Germania che gli era stata offerta dalla dieta di Francoforte in quanto ostile all'idea di sovranità popolare. 
Federico Guglielmo di Hohenzollern, detto il Grande Elettore 
(Berlino 1620-Potsdam 1688) Elettore di Brandeburgo dal 1640. Riuscì a unificare in un piccolo ma ben organizzato stato l'insieme eterogeneo dei territori di cui era sovrano. 

\Federìco Guglièlmo I di Prussia (Berlino 1688-Potsdam 1740) Figlio di Federico I gli succedette nel 1713. Rafforzò l'assolutismo monarchico, potenziò l'esercito e centralizzò l'amministrazione statale, cercando di porre rimedio al dissesto finanziario cagionato da guerre e carestie attraverso politiche mercantilistiche, un'azione di ripopolamento delle campagne e di incentivo alla produzione. Tutto ciò contribuì enormemente a costituire un potere accentrato e a far sì che la Prussia diventasse uno stato solido, che il figlio Federico II avrebbe trasformato in una grande potenza. 

\Federìco I Barbaróssa (Waiblingen 1122-Cilicia 1190) Imperatore del Sacro Romano Impero e re di Germania, della casa dei Hohenstaufen; fu anche duca di Svevia dal 1147. Si dedicò a consolidare l'autorità centrale mediando i contrasti dei grandi feudatari tedeschi e ottenendone il sostegno. Grazie a questo e al favore della chiesa poté affrontare il problema italiano, dove l'autorità imperiale era in declino: distrutta Tortona e proclamata la prima dieta di Roncaglia, venne incoronato a Monza re d'Italia e quindi imperatore d'Italia e imperatore del Sacro Romano Impero a Pavia, nel 1155, da papa Adriano IV, dopo averlo aiutato contro Arnaldo da Brescia. Presto si staccò dal papato intraprendendo una politica volta a rivendicare la supremazia del potere imperiale su quello della chiesa e sui comuni (seconda dieta di Roncaglia, 1158). Sceso ancora in Italia nel 1163, distrusse Milano (1162), sottomise Novara, Cremona e Pavia e si scontrò con papa Alessandro III. L'appoggio dato dall'imperatore all'antipapa Vittore IV produsse lo scisma. Il papato fomentava le ribellioni dei comuni e pertanto Federico organizzò una seconda spedizione. Le leghe dei comuni si fusero con il giuramento di Pontida nella Lega lombarda, che sconfisse Federico a Legnano (1176) e lo costrinse a firmare la conciliazione con il papa (pace di Venezia, 1177), nonché la pace di Costanza del 1183, con la quale si riconosceva l'autorità comunale. Cercò di estendere la propria autorità nell'Italia meridionale tramite il matrimonio del figlio Enrico VI con Costanza d'Altavilla, erede del regno di Sicilia. Morì durante la terza crociata per la riconquista di Gerusalemme. 

\Federìco II di Prùssia (Berlino 1712-Potsdam 1786) Figlio del grande Federico Guglielmo I, gli succedette nel 1740, muovendo subito guerra all'Austria, nel tentativo di affermare la supremazia prussiana contro il predominio asburgico; occupò la Slesia, scatenando il conflitto con Maria Teresa d'Austria, vinto grazie all'appoggio francese. L'annessione dell'Alta e Bassa Slesia e della Frisia orientale consentirono a Federico di allargare e rafforzare ulteriormente il proprio regno. A livello interno fece redigere nuovi codici, favorì lo sviluppo del commercio e dell'agricoltura e iniziò un'imponente opera di bonifica e colonizzazione. In occasione della coalizione antiprussiana tra Austria e Russia, cui partecipò anche la Francia, Federico II si alleò con l'Inghilterra (trattato di Westminster 1756) e invase la Sassonia dando inizio alla guerra dei sette anni. Dopo avere riportato una serie interminabile di sconfitte, la Prussia fu salvata dal ritiro dal conflitto dello zar Pietro III, che in un secondo momento si propose addirittura come alleato e che, con la pace di Hubertusburg (1763) riuscì a mantenere il controllo della Slesia; ciò permise alla Prussia di rimanere una grande potenza e di partecipare al trattato di San Pietroburgo per la spartizione polacca. Abile nel campo militare, fu anche grande ammiratore della cultura francese (amico di Voltaire), nonché letterato e scrittore. 

\Federìco II di Svevia (Jesi 1194-Castel Fiorentino 1250) Re di Napoli, di Sicilia e di Germania con l'appoggio di papa Innocenzo III, nonché imperatore del Sacro Romano Impero (1220). Membro della casa di Hohenstaufen, figlio di Enrico VI e di Costanza di Altavilla, proseguì la politica iniziata da Federico Barbarossa; nel 1228 intraprese la crociata in Terra Santa, conclusasi con la restituzione di Gerusalemme, della quale fu nominato re. Prestò poco interesse alle vicende germaniche, concedendo al contempo grande autonomia alla nobiltà, e si occupò invece delle vicende italiane; combatté contro la Lega lombarda, che vinse a Cortenuova (1237), ma dalla quale fu sconfitto a Fossalta (1249). La sua corte salernitana fu centro importante della scuola poetica siciliana; fondò anche l'università di Napoli. 

\FEDERMECCANICA Sigla di Federazione Sindacale dell'Industria Meccanica Italiana. 

\FEDERPRO Sigla di Federazione Professionale della Pubblicità. 

\FEDERSTAMPA Sigla di Federazione Nazionale della Stampa Italiana. 

\FEDERTERRA Sigla di Federazione dei Lavoratori della Terra. 

\Federzóni, Luìgi (Bologna 1878-Roma 1967) Politico. Dal 1911 fu direttore di L'idea Nazionale, movimento nazionalista che fece confluire nel fascismo nel 1923. Sotto questo regime ricoprì alte cariche. 

\fedìgrafo, agg. (pl. m.-ghi) Che rompe i patti e non mantiene le promesse o gli impegni assunti. ~ disertore, rinnegato. <> fedele, serio, sincero. 

\fedìna, sf. 1 Certificato del casellario che attesta se un cittadino abbia riportato o meno condanne penali. 2 Ognuna delle strisce di barba che prolungano le basette scendendo sotto le gote. 
 X   sf. police record, criminal record. 

\Fedone Opera di filosofia di Platone (prima metà IV sec. a. C.). 

\Fèdor Nome di zar. 
Fedor I 
(1557-1598) Ultimo zar della dinastia Rjurik, dal 1584, era figlio di Ivan IV il Terribile. Gli succedette Boris Godunov. 
Fedor II 
(1589-Mosca 1605) Figlio di Boris Gudonov, gli succedette come zar di Russia nel 1605. Dopo aver dato l'annuncio della proclamazione a zar del falso Demetrio, venne assassinato. 
Fedor III 
(1661-1682) Zar di Russia dal 1676, fu artefice di una politica di centralizzazione statale. 

\Fedora Melodramma in tre atti di U. Giordano, libretto di A. Colautti (Milano, 1898). 
Fedora 
Dramma di V. Sardou (1882). 

\Fèdra Personaggio mitologico, figlia di Minosse e di Pasifae e moglie di Teseo. Si innamorò del figliastro Ippolito, ma non corrisposta lo calunniò presso il padre Teseo, che lo maledisse causandone la tragica morte. Fedra allora si impiccò. Ispirò tragedie di Euripide, Sofocle, Racine e Seneca. 
Fedra 
Tragedia di J. Racine (1677). 
Fedra 
Tragedia di G. D'Annunzio (1909). 
Fedra 
Opera tragica in tre atti di I. Pizzetti, testo di G. D'Annunzio (Milano, 1915). 

\Fèdro (20 a. C.-50 d. C.) Grande favolista, arrivò a Roma come schiavo di Augusto e, prendendo a modello Esopo, introdusse nella letteratura latina il nuovo genere della favola. Il tema principale e ricorrente delle sue opere era il senso di oppressione patito dai deboli nei confronti dei più potenti. 

\Fedro (filosofia) Opera di filosofia di Platone (prima metà IV sec. a. C.). 

\feed-back, sm. invar. In varie tecnologie, sistema di ritorno per l'individuazione e la correzione di errori. ~ retroazione. 

\feeling, sm. invar. Intesa che si stabilisce tra due o più persone. ~ simpatia. 

\Feferman, Solomon (1928–2016)  Matematico e filosofo americano, uno dei maggiori logici matematici della seconda metà del XX secolo. A lui, tra l'altro, si devono la sistemazione delle opere di Gödel e di Tarski.   +  

\fegatéllo, sm. Pezzetto di fegato di maiale, avvolto nella sua stessa rete o cucinato in padella o allo spiedo. 

\fegatìno, sm. Fegato di pollo, piccione o altro volatile. 

\fégato, sm. 1 Organo dei Vertebrati, collegato all'apparato digerente, di un colore rosso bruno in quanto molto ricco di sangue. 2 Coraggio, audacia. ~ ardimento. <> pavidità, pavore. 
 X   sm. 1 liver. 2 (fig.) pluck. 
È la ghiandola più grossa del corpo, che si occupa della produzione dei sali, dei pigmenti biliari e della secrezione della bile nell'intestino, svolgendo una funzione fondamentale. Le sue funzioni sono essenziali per l'organismo, per il metabolismo glicidico, lipidico e proteico e serve da filtro delle sostanze assorbite poi dall'intestino. Nell'uomo si trova nella parte superiore destra della cavità addominale, al di sotto del diaframma; è diviso in quattro lobi. I problemi più comuni del fegato sono dovuti a malformazioni congenite, a processi infiammatori e degenerativi (epatiti e cirrosi), a processi distruttivi (neoplasie). Tali malattie, per l'importanza ricoperta dall'organo, sono spesso gravi e possono compromettere la sua intera funzionalità.   +  

\fegatóso, agg. e sm. 1 Che, chi soffre di mal di fegato. 2 Rabbioso, animoso. ~ astioso. <> pacifico, sereno. 3 Audace, temerario. ~ coraggioso. <> pavido. 

\Feininger, Andreas (Parigi 1906-New York 1999) Fotografo statunitense. Scrisse alcuni libri divulgativi: La fotografia a colori: nuove tecniche (1969) e L'occhio del fotografo (1963). 

\Feininger, Lyonel (New York 1871-1956) Pittore e grafico statunitense, visse a lungo in Europa ove entrò in contatto con gli esponenti del cubismo orfico e con le correnti d'avanguardia, divenendo in seguito uno dei maggiori esponenti dell'espressionismo, nonché insegnante alla Bauhaus. Tra le sue opere, Il villaggio di Alt-Sellenthin, Fila di case illuminate, Velieri (1917, Lugano, collezione Thyssen-Bornemisza) e Tramonto in riva al mare (1927, New York, Solomon R. Guggenheim Museum). 

\Feira de Santana Città (406.000 ab.) del Brasile, nello stato di Bahia. 

\Feisòglio Comune in provincia di Cuneo (459 ab., CAP 12050, TEL. 0173). 

\Fejér Contea (423.000 ab.) dell'Ungheria, capoluogo Székesfehérv´r. 

\Felber Tauern Passo (2.881 m) dell'Austria, tra la valle del fiume Drava e quella del fiume Salzach. 

\fèlce, sf. Pianta appartenente alla classe delle Felci (Filicatae), caratterizzata da più di 10.000 specie. È tra le piante più antiche della terra, in quanto comparsa 350 milioni di anni fa; è priva di fiori e rami e le sue foglie (fronde) hanno sulla pagina inferiore sporangi con spore. Dalla spora si genera un organo laminare (protallo), che ha nella pagina inferiore gli organi sessuali maschili (anteridi) e femminili (archegoni), responsabili della produzione dell'embrione da cui si originerà la pianta. In Italia si trova in ambienti umidi e freschi (capelvenere, felce aquilina).   +  
 X   sf. fern. 
Felce aquilina 
Nome comune del Pteridium aquilinum, pianta della famiglia delle Polipodiacee dalle foglie molto lunghe e profondamente incise. 
Felce femmina 
Nome comune dell'Athyrium filix foemina, pianta della famiglia delle Polipodiacee coltivata nei giardini. 
Felce maschio 
Nome comune della Dryopteris filix mas, pianta boschiva della famiglia delle Polipodiacee che forma grandi ciuffi verdi. 

\feldmaresciàllo, sm. Massimo grado di generale dell'ex impero austriaco, in Germania e in Gran Bretagna. 

\feldspàto, sm. Minerale appartenente agli allumosilicati di potassio, sodio, calcio e bario. Può contenere piccole quantità di bario, ferro e stronzio; costituiscono il 60% della litosfera. Viene utilizzato nell'industria delle porcellane, delle ceramiche, degli smalti o come pietra da taglio. 

\feldspatòidi Silicati di alluminio, componenti essenziali di rocce effusive alcaline. Si differenziano dai feldspati per il basso contenuto di silice. 

\Felétto Comune in provincia di Torino (2.482 ab., CAP 10080, TEL. 0124). 

\felìce, agg. 1 Chi è pienamente soddisfatto, appagato. ~ beato. <> infelice. 2 Di cosa che fa felice, che soddisfa. 3 Di epoca, tempo o condizione in cui si è stati contenti. ricordava con gioia quei giorni felici e spensierati. 4 Opportuno, bello. ~ eccellente. <> sfavorevole. è stata una scelta felice. 5 Di cosa, avvenimento, attività ben riuscita. ~ indovinato. <> mal riuscito. 6 Favorevole, fausto. ~ propizio. <> avverso. 
 X   agg. glad, happy. 
 @   lat. felix,-icis, da fecondo, fecundus, fetus

\Felìce Nome di papi e antipapi. 
Felice I 
(?-Roma 274) Santo e papa dal 269 al 274. 
Felice II 
(?-Roma 365) Papa dal 355 al 358. 
Felice III 
(?-Roma 492) Santo e papa dal 483 al 492, nel suo primo anno di papato, in opposizione al monofisismo, depose Acacio, patriarca di Costantinopoli. 
Felice IV 
(?-Roma 530) Santo e papa dal 526 al 530. 
Felice V (antipapa). 
(Chambéry 1383-Ginevra 1451) Amedeo VIII di Savoia, antipapa. 

\feliceménte, avv. 1 Nella felicità, da persona felice. ~ lietamente. 2 Con successo. 3 Convenientemente. ~ opportunamente. 

\Felìci, Péricle (Segni 1911-Foggia 1982) Cardinale italiano. Partecipò alla preparazione del Concilio Vaticano II dal 1959, fu segretario generale del Concilio ecumenico e infine divenne cardinale per mano di Paolo VI (1967). 

\felicità, sf. 1 Stato di chi è felice. ~ gioia. <> scontentezza. il rivederla e abbracciarla era motivo di grande felicità per lui. 2 Cosa o circostanza che procura contentezza. 3 Prosperità. ~ fortuna. <> disgrazia. 4 Perizia, capacità. ~ abilità. <> incapacità. 
 X   sf. happiness. 
 @   lat. felicitas,-atis

\Felicita Colombo Commedia di G. Adami (1935). 

\Felicità coniugale Romanzo di G. Montefoschi (1982). 

\felicitàre, v. v. tr. Rendere felice. 
v. intr. pron. 1 Congratularsi. ~ complimentarsi. <> compiangere, rammaricarsi. 2 Essere felice. ~ gioire. <> dolersi. 
 X   v. intr. pron. to congratulate. 

\felicitazióne, sf. Il felicitarsi, il congratularsi; l'atto e le parole con cui lo si fa. ~ rallegramento. 

\Felìdi Famiglia di carnivori Fissipedi, che raggruppa un numero elevato di specie snelle ed eleganti, disposte al salto; digitigradi, hanno dita con cuscinetto e artigli retrattili (tranne il ghepardo) e bocca con canini molto sviluppati e appuntiti, pelo morbido e lucente, udito e vista acutissimi e organi del tatto molto sviluppati (vibrisse). Hanno testa piccola, muso corto e orecchie erette. Molto importante la dentatura che prevede due molari, quattro o sei premolari a seconda delle specie, due canini e sei incisivi. Le zampe anteriori hanno cinque dita, quelle posteriori quattro. Presenti in tutti i continenti tranne l'Antartide. Predatori, preferiscono cacciare all'alba o al tramonto. Le pupille, rotonde al buio, all'esposizione della luce si chiudono in fessure verticali. Gli esemplari maschi sono in genere di dimensioni più grandi. Tra i generi più importanti, la lince, il gatto, il puma e il ghepardo (felini), il leone, la tigre, il leopardo e il giaguaro (panterini). Vengono chiamati "pantere nere" leopardi e giaguari che, a causa di mutazioni genetiche, hanno assunto una colorazione (quasi) nera della pelle e del pelo.   +  
 X    Felidae, Felinae, Pantherinae, black panther. 

\Felìni Vedi sopra.

\felìno, agg. Di, da gatto. ~ agile. 
 X   agg. feline. 

\Felìno Comune in provincia di Parma (6.354 ab., CAP 43035, TEL. 0521). 

\Felìtto Comune in provincia di Salerno (1.578 ab., CAP 84055, TEL. 0828). 

\felix culpa, loc. sost. f. invar. Espressione latina che significa "felice colpa". Indica una colpa o una mancanza che genera però conseguenze salutari. 

\Félix Vargas Romanzo di Azorín (1928). 

\Felizzàno Comune in provincia di Alessandria (2.510 ab., CAP 15023, TEL. 0131). 

\Fella Fiume (55 km) della Carnia. Nasce dall'Alpe di Ugovizza e confluisce nel Tagliamento. 

\fellàh, sm. e sf. Contadino della valle del Nilo. 

\fellandrène, sm. Nome generico di idrocarburi terpenici che si trovano nelle essenze di elemi, finocchio e gingergrass. 

\Fellària, vedrétta di Ghiacciaio delle Alpi Retiche, in Lombardia. Si estende anche sul versante meridionale del Bernina. 

\Fellini Satyricon Film fantastico, italiano (1969). Regia di Federico Fellini. Interpreti: Martin Potter, Hiram Keller, Salvo Randone. 

\Fellìni, Federìco (Rimini 1920-Roma 1993) Regista cinematografico, è stato anche disegnatore umoristico, giornalista e sceneggiatore. Le sue prime opere presentano temi neorealisti, come l'ironica rievocazione del passato e il gusto della favola, mentre i suoi film successivi sono ricchi di metafore, scenograficamente barocchi ed espressione di una dimensione nascosta della realtà. Tra i suoi film più importanti, I vitelloni, La strada (premio Oscar 1954), Le notti di Cabiria (premio Oscar 1957), La dolce vita, Otto e mezzo (premio Oscar 1963), Amarcord (premio Oscar 1973). Nel 1993 ha ricevuto il premio Oscar alla carriera. 

\felliniàno, agg. Relativo al registra cinematografico italiano Fellini e al suo stile. 

\fellodèrma, sm. (pl.-i) Tessuto parenchimatico che viene prodotto nei fusti e nelle radici delle piante. 

\fellògeno, sm. Tessuto meristematico secondario. 

\fellóne, agg. e sm. (f.-a) 1 Che, chi manca alla parola data. ~ traditore. 2 Perfido, scellerato. ~ malvagio. 3 Spietato, inumano. ~ crudele. 4 Rabbioso, infuriato, adirato. ~ furioso. 

\fellonésco, agg. (pl. m.-chi) Da fellone, sleale, perfido. ~ maligno. 

\fellonìa, sf. Tradimento. ~ inganno. 

\fellow, sm. invar. Membro privilegiato di una società accademica o di un college universitario inglese. 
 @   termine inglese che significa "compagno". 

\Felònica Comune in provincia di Mantova (1.810 ab., CAP 46022, TEL. 0386). 

\félpa, sf. 1 Tessuto morbido di cotone, lana o altre fibre con una sola faccia pelosa. 2 Indumento confezionato con tale tessuto. 
 X   sf. 1 brushed fabric. 2 (indumento) sweatshirt. 

\felpàto, agg. 1 Rivestito di felpa o lavorato a felpa. 2 Che non produce rumore. ~ attutito. 

\Felsìna Nome antico di Bologna. 
 @   etrusco Velzna

\felsìneo, agg. Di Bologna. 

\feltràio, sm. Operaio addetto alla confezione dei feltri. 

\feltràre, v. v. tr. 1 Ridurre a feltro. 2 Rivestire di feltro. 
v. intr. pron. 1 Divenire feltro o compatto come il feltro. 2 Intrecciarsi. 

\feltratùra, sf. 1 Lavorazione della lana o di altro pelo animale per ottenere il feltro. 2 Il foderare di feltro. 

\Féltre Comune della provincia di Belluno (20.000 ab., CAP 32032, TEL. 0439) a est del fiume Piave. Importante mercato agricolo, nonché ricco di industrie metalliche, tessili e grafiche. Dopo essere stato libero comune nel medioevo, cedette a Venezia nel 1404. Tra i monumenti la chiesa di San Rocco e i resti del castello. 

\Feltrinèlli, Antònio (Milano 1887-Gargano 1942) Industriale e mecenate italiano. Riuscì a trasformare l'azienda di legname del padre in un colosso industriale e finanziario. Utilizzò buona parte delle sue sostanze per istituire presso l'Accademia Nazionale dei Lincei un fondo (che porta il suo nome) per l'assegnazione annuale di premi a chi si è distinto nel campo delle arti, delle lettere, della medicina, delle scienze morali e storiche, fisiche, matematiche e naturali, oltre a un premio speciale quinquennale che viene assegnato a un'impresa di grande valore umanitario o morale. 

\Feltrinèlli, Giangiàcomo (Milano 1926-Segrate 1972) Fondatore dell'omonimo Istituto per la storia del socialismo e del movimento letterario internazionale (1950) e dell'omonima casa editrice (1954). Perì nella preparazione di un attentato terroristico. 

\féltro, sm. 1 Falda di lana o di altri peli animali, non tessuto, ma compresso e imbevuto di una colla speciale. 2 Pezzo di feltro. 3 Cappello di feltro. 
 X   sm. felt. 

\felùca, sf. 1 Nave piccola e lunga con due alberi a vele latine. 2 Cappello a tre punte dell'alta uniforme degli ufficiali della marina, degli accademici, dei diplomatici. 3 Ambasciatore. 

\félze, sm. Copertura smontabile posta e protezione dei passeggeri nel mezzo della gondola. 

\fem Sigla di forza elettromotrice. 

\fémina, sf. Donna, femmina. 

\fémmina, agg. e sf. agg. invar. 1 Dotata di femminilità, desiderabile. ~ attraente. 2 Che rappresenta la parte ricevente di un incastro. 
sf. 1 Nome generico di ogni individuo umano o animale portatore di gameti femminili. 2 Essere umano di sesso femminile. ~ donna. <> uomo. : :veva tre figli, due maschi e una femmina. 3 Pezzo di un congegno che consente l'inserimento stabile di un altro pezzo. la femmina di una spina elettrica 
 X   sf. female. 
 @   lat. femina, da legare a fecundus fecondo e fetus feto. 

\femminèlla, sf. 1 Germoglio degli alberi da frutta che nasce in anticipo. 2 In viticoltura, germoglio erbaceo originato dai controcchi che può produrre solo grappoli che non giungeranno a maturazione e che quindi viene eliminato con la potatura estiva. 

\femmìneo, agg. 1 Da femmina. 2 Effeminato. 

\femminìle, agg. e sm. agg. 1 Di, da femmina. aveva dei lineamenti molto femminili. 2 Proprio o riservato alle donne. ~ muliebre. <> mascolino. il torneo femminile si terrà nelle sue settimane successive a quello maschile. 3 Armonioso, delicato. ~ aggraziato. <> rude. 
sm. Genere grammaticale femminile. 
 X   agg. 1 feminine, womanly. 2 (sesso) female. 

\femminilìsmo, sm. Condizione che contraddistingue un individuo di sesso maschile che presenta aspetti femminili, congeniti o acquisiti. 

\femminilità, sf. 1 L'insieme delle qualità fisiche e psichiche proprie della donna. <> virilità. 2 Dolcezza, garbo. ~ delicatezza. 
 X   s.f. womanliness. 

\femminilizzazióne, sf. Progressivo aumento della presenza femminile in un ambito tradizionalmente maschile. 

\femminìno, agg. e sm. agg. Di, da donna. 
sm. Femminilità: l'eterno femminino

\femminìsmo, sm. Movimento ideologico, sorto e diffusosi in tutta Europa negli anni '60, con l'intento di ottenere una parificazione dei diritti della donna a quelli dell'uomo, in tutti i settori della società, della quale contestava l'aspetto e il carattere fortemente maschilista e il fatto di essere retta su imprescindibili differenze e discriminazioni di sesso. Punto di partenza è stato per tutti la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina di O. de Gouges (1721). Negli anni '70, il movimento ha spostato i suoi interessi da un ambito prettamente politico e sociale a uno più strettamente psicologico e sessuale, arrivando anche a ottenere notevoli successi, quali la regolamentazione legale dei casi di scioglimento del matrimonio, il nuovo diritto di famiglia, l'istituzione dei consultori famigliari, la legge sulle pari opportunità, la liberalizzazione dei contraccettivi e l'approvazione delle leggi che regolano l'aborto. Tra i precursori del problema femminile, si può citare S. de Beauvoir, che ha dedicato alla condizione della donna un voluminoso saggio (Il secondo sesso, 1949). Secondo la Beauvoir i tratti distintivi della natura femminile sarebbero dovuti al lungo asservimento e non a differenze originarie e immutabili. 
 X   sm. feminism. 

\femminìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Che segue il femminismo. 

\femminùccia, sf. (pl.-ce) 1 Vezzeggiativo di femmina. ~ donnetta. 2 Uomo o bambino debole e pauroso. ~ donnicciola. <> maschione. 

\femoràle, agg. Attinente al femore. 
Arteria femorale 
Termine anatomico che designa l'arteria passante nella coscia. 

\fèmore, sm. Osso della coscia dei Vertebrati terrestri. È articolato al bacino attraverso l'estremità prossimale (testa del femore) e alla tibia e alla fibula con quella distale in corrispondenza del ginocchio. È l'osso più lungo del corpo umano.   +  
 X   sm. thigh-bone, femur. 

\fèmto Prefisso di unità di misura fondamentali, rappresentato dal simbolo f, che riduce il valore dell'unità nel rapporto 10-15

\Fen He Fiume (700 km) della Cina, nella provincia dello Shanxi. 

\fen(o)- 1 Primo elemento di termini chimici indicante la presenza in un composto organico di fenoli o derivati. 2 Primo elemento di termini scientifici. 
 @   greco pháinesthai apparire. 

\fenachistoscòpio, sm. Antico strumento che dà l'illusione del movimento, basato sulla brevità della persistenza delle immagini nella retina dell'occhio. 
 @   comp. dal greco phenakistikós che inganna + skopêin esaminare. 

\fenacil- Prefisso indicante la presenza in un composto del gruppo feracile. 

\fenacìte, sf. Silicato di berillo che si presenta in cristalli romboedrici incolori e limpidi. 

\fenantrène, sm. Idrocarburo triciclico contenuto nel catrame del carbon fossile. 

\fenazìna, sf. Composto eterociclico, un solido giallo che fonde a 171°C. 

\fenciclidìna, sf. Sostanza tossica dalle proprietà allucinogene indicata con la sigla PCP. Viene detta anche polvere degli angeli. 

\fendènte, sm. Colpo di sciabola per taglio dall'alto al basso. 

\fèndere, v. v. tr. 1 Spaccare trasversalmente. ~ tagliare. <> congiungere. 2 Attraversare in mezzo. ~ solcare. lo scafo fendeva velocemente le acque
v. intr. pron. Spaccarsi, creparsi, aprirsi. ~ screpolarsi. con forti escursioni termiche la pietra può fendersi
 X   v. tr. to cut through. 
 @   lat. findere

\Féndi (sorelle) Casa di moda condotta dalle cinque sorelle Fendi (Ada, Anna, Carla, Franca e Paola), specializzata nel campo di pelli e pellicce sia d'alta moda sia prêt-a-porter. 

\fendinébbia, agg. e sm. invar. Di proiettori per autoveicoli che consentono una discreta visibilità in caso di nebbia. ~ antinebbia. 
 X   sm. fog lamp. 

\fenditóio, sm. Strumento usato per spaccare trasversalmente. 

\fenditùra, sf. Fessura, apertura, taglio. ~ crepa. 

\Fenegrò Comune in provincia di Como (2.301 ab., CAP 22070, TEL. 031). 

\Fénelon, François de Salignac de la Mothe (Castello di Fénelon 1651-Cambrai 1715) Scrittore e moralista francese, fu ecclesiastico dedito allo studio dei problemi pedagogici. Fu precettore del duca di Borgogna, nipote di Luigi XIV, per cui scrisse le Favole, I dialoghi dei morti e Le avventure di Telemaco, romanzo pedagogico, fondato su principi di tolleranza e moderazione, anticipatore di molti elementi dell'illuminismo, nonché iniziatore di una nuova prosa poetica. Cacciato da corte e nominato vescovo di Cambrai, si avvicinò al quietismo, polemizzando con Bossuet, e attirandosi le condanne della chiesa, in seguito alla pubblicazione della Spiegazione delle massime dei Santi. Tra le altre opere, Le Tavole di Chaulnes, Lettera alla Académie Française

\Fenestèllidi Famiglia di briozoi fossili che si trovano nei terreni paleozoici. 

\Fenestrèlle Comune in provincia di Torino (678 ab., CAP 10060, TEL. 0121). 

\Feng Meng-lung (ca. 1574-1645) Favolista cinese. Tra le opere Storie per istruire la gente, Storie per mettere in guardia la gente e Storie per svegliare la gente

\Fengshan Città (294.000 ab.) di Taiwan, capoluogo della contea di Kaohsiung. 

\feniàni Nelle leggende epiche irlandesi confluite nell'Ossian, nome di una serie di guerrieri legati al loro signore, l'eroe Finn, da uno stretto legame di devozione. 

\fenìce, sf. 1 Uccello leggendario che gli Egizi rappresentavano sotto le sembianze di un airone; originario dell'Etiopia, viveva oltre 500 anni. Sentendosi prossima alla fine costruiva un rogo di piante aromatiche ove moriva bruciata; dalle ceneri risorgeva un'altra fenice che volava a Eliopoli dove veniva consacrata nel tempio del Sole. Tornava infine in Etiopia per vivere la sua lunghissima esistenza, cibandosi di perle d'incenso. Erodoto la descrive come una grossa aquila dal variopinto piumaggio. 2 Persona o cosa più unica che rara. 3 Moneta d'oro o d'argento coniata a Palermo nel 1732-1733, avente sul rovescio la morte della fenice. 4 Genere di palme a cui appartiene anche la palma da datteri. 
Araba fenice 
Locuzione usata per la prima volta dal Metastasio, attualmente usata per indicare persone o cose di cui tutti parlano, ma che nessuno ha mai visto. 

\Fenìce (astronomia) Costellazione scoperta da J. Bayer nel 1603, difficilmente osservabile dalle latitudini italiane, in quanto coperta dall'orizzonte; si trova nell'emisfero celeste australe. 

\Fenìce (teatro) L'ultimo di otto teatri lirici costruiti a Venezia dal 1637. Inaugurato nel 1792, fu distrutto quasi completamente da un incendio nel 1995. 

\fenìci Popolazione semitica, abitante nel IV millennio a. C. la regione dell'Asia Minore, a nord del monte Carmelo (la zona di Canaan corrispondente all'attuale Libano). Fenici era il nome con cui erano chiamati dai greci, forse derivato dal termine greco "purpureo", in quanto essi producevano e commerciavano stoffe colorate con la porpora. Lo stato dei fenici era diviso in città stato, le cui più importanti erano Biblo, Sidone e Tiro; erano ottimi navigatori e conquistatori, tanto che tutta la zona da Cipro alle coste africane (Cartagine) cadde in loro potere, così come Sardegna, Sicilia e Spagna. Subirono interminabili invasioni e aggressioni, anche se le città finicie riuscirono comunque sempre a mantenere una propria indipendenza: egizi, assiri e babilonesi, persiani e greci furono i dominatori prima che i romani li includessero nella provincia della Siria. Le continue invasioni permisero loro di espandersi a livello commerciale e consentirono a popoli nuovi di apprendere le loro arti, compresa la navigazione. Furono commercianti di stoffe e legnami, nonché artigiani di vetro e metalli. Si spinsero alla ricerca di materie prime (rame, stagno e oro) in tutto il Mediterraneo e fin oltre lo stretto di Gibilterra. La colonizzazione del Mediterraneo vide la fondazione di numerose città costiere in Sicilia, Sardegna, Spagna e Africa. La loro lingua era simile all'ebraico ed è stata decifrata nel XVIII sec. Ai fenici è attribuita l'invenzione dell'alfabeto fonetico e la forma esteriore delle lettere che fu adottata dai greci. È grazie a loro che furono diffuse le unità di misura e il sistema dei pesi babilonesi in tutto il bacino del Mediterraneo. A livello religioso, la figura più importante era El, con la moglie Asherah, anche se il più venerato era Baal, dio della pioggia e della vegetazione, unitamente a Astarte o Anat, simbolo della madre terra; le costruzioni religiose consistevano in templi recintati con al centro una pietra (Betilo), dimora del dio; i riti prevedevano la prostituzione sacra e il sacrificio dei bambini. L'arte fenicia non è stata molto originale, in quanto fusione di stili diversi, egizio, mesopotamico, egeo, così come si osserva dalle costruzioni e le architetture ritrovate nei centri di Ugarit, Biblo e Cartagine. Molto più originali e tipici sono i lavori in vetro, i gioielli e i pannelli scolpiti in avorio, usati per la decorazione dei mobili. 

\Fenìcia L'antica regione dei fenici. Comprendeva il litorale del Libano e della Siria. 

\fenìcio, agg. e sm. (pl. f.-cie) agg. Dell'antica Fenicia. 
sm. Abitante o nato nell'antica Fenicia. 

\fènico, agg. (pl. m.-ci) Di un tipo di acido chiamato impropriamente fenolo. 

\Fenicottèridi Famiglia di Uccelli Anseriformi comprendente solo i fenicotteri con i generi Phoenicopterus, Phoeniconaias e Phoenicoparrus

\fenicòttero, sm. Membro del genere degli Uccelli Fenicotteriformi (Phoenicopterus); l'esemplare più noto è il fenicottero rosa, alto più di 1 m, con corpo snello e collo molto lungo e sviluppato. Ha un becco molto allungato, zampe sottili e snelle e il caratteristico piumaggio rosa, da cui prende il nome. Vive in grandi stormi in Africa settentrionale e in alcune zone costiere del bacino del Mediterraneo. 
 X   sm. flamingo. 

\fenil- Prefisso indicante la presenza in un composto organico del gruppo fenile-C6H5

\fenilacètico, agg. (pl. m.-ci) Relativo ai fenilderivati dell'aldeide. 

\fenilalanìna, sf. Amminoacido essenziale presente in particolare nelle proteine del latte e delle uova. Nel corpo umano viene convertita in tirosina. 

\fenilammìna, sf. Amminoacido essenziale che in natura è presente nella forma levogira. Nei tessuti animali viene metabolizzata in tirosina. Si trova nell'uovo intero e nel latte scremato. 

\fenìle, sm. Gruppo monovalente derivante dal fenolo per soppressione dell'ossidrile o dal benzene per eliminazione di un idrogeno. 

\fenilendiammìna, sf. Diammina aromatica. 

\fenìlico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a composti contenenti il gruppo fenile. 

\fenilidrazìna, sf. Idrazina sostituita che viene utilizzata nella preparazione dell'aspirina e di alcuni coloranti. 

\Fénis Comune in provincia di Aosta (1.603 ab., CAP 11020, TEL. 0165). 

\fènnec, sm. invar. Nome volgare del Fennecus zerda, un piccolo mammifero carnivoro africano della famiglia dei Canidi, caratterizzato da muso sottile e appuntito e grandi orecchie. 

\Fennoscàndia Nome con il quale viene indicata la parte più settentrionale dell'Europa, costituita dalla penisola della Scandinavia e di Kola, dalla Finlandia e da parte della Carelia. 

\fenogenètica, sf. (pl.-che) Parte della genetica che studia in che modo i caratteri ereditari specificati dai geni si manifestano nel fenotipo. 

\Fenòglio, Bèppe (Alba, Cuneo 1922-Torino 1963) Narratore. Tra le opere I ventitré giorni della città di Alba (1952), Primavera di bellezza (1959) e Il partigiano Johnny (postumo, 1968). 

\fenolftaleìna, sf. Ftaleina del fenolo, incolore in ambiente acido e rossa in ambiente alcalino. Utilizzata, per queste sue proprietà, come indicatore in acidimetria, viene impiegata anche come purgante. 

\fenòlico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo a un fenolo. 2 Di composto derivante dai fenoli. 

\fenòlo, sm. Composto chimico, la cui formula è C6H5OH, derivato dal benzolo. È molto tossico e può causare intossicamento; è solubile in solventi organici, mentre lo è meno in acqua. Viene usato nella preparazione di composti chimici come solvente e nella fabbricazione di resine fenoliche. 

\fenologìa, sf. Studio dei fenomeni ritmici della vita animale e vegetale in rapporto al cambio delle stagioni. 

\fenològico, agg. (pl. m.-ci) Di, della fenologia; relativo alla fenologia. 

\fenomenàle, agg. 1 Di fenomeno. 2 Straordinario, meraviglioso. ~ incredibile. <> ordinario. 

\fenomenicaménte, avv. In modo fenomenico. 

\fenomenicità, sf. Carattere fenomenico. 

\fenomènico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a un fenomeno. 

\fenomenìsmo, sm. Teoria filosofica secondo la quale la conoscenza della realtà è limitata alla rappresentazione delle cose fornita dall'esperienza. 

\fenòmeno, sm. 1 Tutto ciò che può essere osservato e studiato attraverso una conoscenza diretta. 2 Fatto, evento che richiama su di sé una particolare attenzione. ~ avvenimento. si erano verificati degli strani fenomeni luminosi sulla collina quella notte. 3 Cosa o persona straordinaria. ~ mostro. lo avrebbero considerato un fenomeno da quel momento in poi, dopo quella dimostrazione di bravura. 4 Prodigio. ~ miracolo. 
 X   sm. 1 phenomenon. 2 (meraviglia) marvel. 
 @   greco phainomenon, p.pres. di phainesthai apparire. 

\fenomenologìa, sf. Descrizione di fenomeni. 
Gli esponenti maggiori di tale dottrina sono stati G. F. W. Hegel, per il quale essa è la descrizione delle forme storiche nelle quali si realizza il cammino della coscienza nel suo farsi e divenire, ossia il passaggio della coscienza da uno stato sensibile al sapere assoluto, all'autocoscienza; E. Husserl che indica un preciso indirizzo filosofico, per l'analisi dell'essenza (noema) delle cose, quali manifestazioni nell'esperienza della coscienza trascendentale, in seguito all'eliminazione dell'esistenza empirica, psichica e fisica dell'oggetto intuito e del soggetto intuente dalla sua considerazione. Analizzando la coscienza è possibile analizzare anche tutti i modi in cui qualcosa può essere percepito, ricordato. La fenomenologia è stata largamente utilizzata nella filosofia, psichiatria e psicologia contemporanea. La scuola fenomenologico critica italiana (A. Banfi, E. Pace e L. Anceschi) ha proposto l'applicazione della fenomenologia alla pedagogia, all'estetica e alla critica letteraria. 

\Fenomenologia della percezione Opera di filosofia di M. Merlau-Ponty (1945). 

\Fenomenologia dello spirito Opera di filosofia di G. W. F. Hegel (1807). 

\fenomenologicaménte, avv. Dal punto di vista fenomenologico. 

\fenomenològico, agg. (pl. m.-ci) Di, della fenomenologia, relativo alla fenomenologia. 

\fenoplàsto, sm. Resina ottenuta dal fenolo e utilizzata nell'industria chimica, tessile, elettrica e delle vernici. 

\fenotìpo, sm. Insieme delle caratteristiche visibili di un individuo o di una popolazione. 
 X   sm. phenotype. 

\Fens Regione della Gran Bretagna, intorno all'insenatura nota con il nome di The Wash, nell'Inghilterra orientale. 

\feocromocitòma, sm. Raro tumore, quasi sempre benigno, delle cellule cromaffini (cellule localizzate nel midollo delle ghiandole surrenali, posizionate sopra i reni, e in altri gangli del sistema nervoso simpatico). Nella maggior parte dei casi è localizzato nella parte midollare del surrene, ma può presentarsi anche nel rene, nella vescica o nell'aorta.  Provoca ipertensione arteriosa, tachicardia, cefalea, palpitazioni, sudorazione, nausea, vomito, stipsi, dolori allo stomaco.
 X   sm. pheochromocytoma.

\Feodàri Sottordine di Protozoi Sarcodici appartenenti all'ordine dei Radiolari, che presentano scheletro siliceo e capsula perforata da un'apertura principale e due secondarie.

\Feofìte Suddivisione del regno vegetale, classe delle Protofite, composta di circa 1.500 specie, organismi pluricellulari, di varia forma, da laminare a nastriforme a filamentosa. Anche dette alghe brune. Popolano le acque fredde e aderiscono alla roccia: i sargassi ne sono una forma galleggiante.

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