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\GI Sigla di Giudice Istruttore. 

\gi, sm. o sf. invar. La lettera g (G) e il segno che la rappresenta. 

\già, avv. 1 Fin d'ora. abbiamo appena cominciato e sono già stanco. 2 Ormai. quando finì era già notte. 3 Una volta. quella persona, già consigliere regionale, fu eletto al parlamento. 4 Certamente. 
  avv. 1 already. 2 (in precedenza) formerly. 3 (ormai) by then, by now. 4 (esclamazione) of course. 5 (prima) before. 6 (già da) from, since. 
  lat. iam

\Giacàrta Fino al 1972 Djakarta. Città (7.829.000 ab.) capitale dell'Indonesia, capoluogo dell'omonimo distretto, sulla costa settentrionale di Giava. Sorge sull'estuario del fiume Baru. Importante porto e centro commerciale, ha fonderie, industrie cartarie, cantieristiche, meccaniche, chimiche, elettrotecniche, tessili e della gomma. Lavorazione di prodotti tessili e cuoio. La città è divisa in tre zone principali: la parte alta, chiamata Weltevreden è la più nuova ed è la sede governativa; la zona del porto, chiamata Tanjung Priok e la zona vecchia, chiamata The Kota, dotata di canali e centro delle attività commerciali. L'antica città, Sunda Kelapa, fu distrutta completamente dagli olandesi nel 1610 e da essi ricostruita nel 1619 sulla falsariga di Amsterdam con il nome di Batavia; l'opera di ristrutturazione portò all'edificazione di ponti levatoi e canali. Alla fine del XVII sec. venne distrutta da un terremoto. Fu sede della Compagnia olandese per le Indie orientali. Dal 1949 con l'indipendenza indonesiana, la città ha assunto l'attuale denominazione. Sede di un aeroporto internazionale, vi si trovano l'università di Indonesia, un museo archeologico, un museo di cultura indonesiana e un osservatorio metereologico. 

\giàcca, sf. Indumento con maniche che riveste il tronco del corpo. giacca a vento, è fatta con cappuccio, da tessuto impermeabile. 
  sf. 1 jacket. 2 (a vento) wind-cheater. 
  deriv. da giacchetta

\giacché, cong. Dal momento che. ~ siccome. 
  cong. since, as. 

\giacchétta, sf. Giacca corta e leggera. 
  sf. light jacket. 
  franc. jaquette, dimin. di jaque. 

\giàcchio, sm. Rete da pesca rotonda, piombata al perimetro. 

\Giacciàno cón Baruchèlla Comune in provincia di Rovigo (2.462 ab., CAP 45020, TEL. 0425). 

\giaccóne, sm. Giacca pesante lunga e ampia. 
  accresc. di giacca. 

\Giaccóni, Riccàrdo (Genova 1931-) Fisico e astrofisico italiano, considerato il pioniere dell'astronomia dei raggi X. Insieme al gruppo da lui diretto scoprì la prima radiosorgente di raggi X, Sco-X1 e mise in orbita il satellite Uhuru, il primo per lo studio dei raggi X, e il satellite Einstein. 

\giacènte, agg. 1 Coricato, sdraiato. ~ disteso. <> ritto. 2 Sospeso. ~ tralasciato. 3 Abbandonato, inutilizzato. ~ accantonato. 

\giacènza, sf. 1 Condizione di ciò che giace. 2 Materiali, beni o denaro che si trovano in un dato momento nelle casse di una azienda. ~ rimanenza. 3 Periodo in cui una cosa resta giacente. 
  sf. 1 (merce in giacenza) goods in stock. 2 (di magazzino) unsold stock. 

\giacére, v. intr. 1 Stare disteso. giacevano abbracciati, insieme sul prato. 2 Essere sepolto. giacere sotto terra. 3 Rimanere invenduto. 4 Rimanere inevaso. parecchie pratiche giacciono nel suo ufficio
  v. intr. to lie. 
  lat. iacere

\Giachétti, Fósco (Livorno 1904-Roma 1974) Attore teatrale e cinematografico. Interpretò L'assedio dell'Alcazar (1940) e Un colpo di pistola (1942). 

\giacìglio, sm. Letto misero o improvvisato. ~ pagliericcio. 
  lat. volg. iacilium, deriv. da iacere. 

\giaciménto, sm. 1 Deposito di minerali all'interno della crosta terrestre. ~ vena. 2 Deposito. ~ accumulo. 
  sm. deposit, layer. 

\Giacinta Romanzo di L. Capuana (1879). 

\giacintìno, agg. 1 Relativo al giacinto. 2 Del colore del giacinto. 

\giacìnto, sm. Nome volgare del Hyacinthus orientalis. Pianta a bulbo appartenente alla famiglia delle Liliacee. Ha vistose infiorescenze a grappolo di fiori azzurri profumati (caratteristica per la quale è coltivato nei giardini). Da questa tipica forma (giacinti d'Olanda) discendono varietà a fiori bianchi, rosa, gialli e viola scuro. Viene coltivato in terreni leggeri, mossi e ben concimati tenendo i bulbi a 20-25 °C; si moltiplicano tramite i bulbilli che nascono alla base del bulbo. 
  sm. hyacinth. 

\Giacìnto Personaggio mitologico, giovane spartano amato da Apollo. Il dio lo uccise involontariamente durante una gara con un disco e dal suo sangue creò l'omonimo fiore. 

\giacitùra, sf. 1 Modo di giacere. 2 Insieme delle direzioni delle rette parallele o in un piano. 3 Disposizione spaziale di un corpo geologico. 4 Collocazione delle parole. 

\giàco, sm. (pl.-chi) Cotta di maglia d'acciaio usata in passato per difendere il torace. 

\Giacòbbe Patriarca ebreo, la sua storia è narrata nella Genesi, nei capitoli che vanno dal venticinquesimo al cinquantesimo. Figlio di Isacco e di Rebecca, nipote di Abramo, strappò al fratello Esaù il diritto di primogenitura. Scappato in Mesopotamia al servizio dello zio Labano, sposò le figlie, Lia e Rachele. Ebbe dodici figli e una figlia. Dopo un misteriosa visione di Dio, diede vita alla stirpe di Israele. I suoi dodici figli divennero i capostipiti delle dodici tribù d'Israele. Giacobbe con la sua vita e le sue azioni, è un significativo testimone delle vicissitudini della nazione di Israele per il profeta Osea. 

\Giacobini, I Dramma di F. Zardi (1958). 

\giacobinìsmo, sm. 1 Ideologia dei giacobini. 2 Atteggiamento politico estremista. 

\giacobìno, agg. e sm. agg. Relativo ai giacobini. ~ bolscevico, rivoluzionario. <> conservatore, reazionario. 
sm. 1 Appartenente al club dei giacobini, che ebbe vita durante la rivoluzione francese. 2 Chi in Europa sosteneva la politica dei giacobini francesi. 3 Persona radicale in politica. ~ estremista. <> conservatore. 
Il partito politico dei giacobini nacque a Versailles (1789) per volontà di alcuni parlamentari bretoni; nell'ottobre dello stesso anno si trasferì a Parigi dove prese il nome di Società degli amici della costituzione, meglio nota come club dei giacobini, per la sede scelta, l'ex convento di San Giacomo. Nato inizialmente come partito moderato e centro di raccolta di monarchici costituzionali, divenne poi, per influenza di Robespierre, Marat e Saint-Just, repubblicano. Divenuto organo direttivo della Montagna, durante il Terrore ebbe un grande potere e fu annientato dal colpo di Stato del 9 termidoro (1794). 

\Giacobino, Il Opera in tre atti di A. Dvorák, libretto di M. Cervinkowa-Rigrowá (Praga, 1889). 

\Giacomèlli, Màrio (Senigallia 1925-Senigallia 2000) Fotografo italiano. Con i suoi servizi, tra i quali Vita d'ospizio (1955-1956 e 1966-1968), Lourdes (1957) e Studenti (1958), ha contribuito al rinnovamento di forme e contenuti della fotografia. 

\Giacométti, Albèrto (Stampa, Grigioni 1901-Coira 1966) Scultore e pittore svizzero, fra i maggiori esponenti dell'arte contemporanea. Studiò a Ginevra e si perfezionò a Parigi con Bourdelle (1922). Alternò la pittura alla scultura, affrontando in entrambi i campi gli stessi temi espressivi della figura ridotta a linee essenziali e drammatiche. Le sue figure fantastiche nascono dall'esperienza cubista e surrealista. 

\giàcomo, loc. sost. invar. Solo nella locuzione fare giacomo col significato di tremare. 

\Giàcomo (santi) Nome di due apostoli e santi nominati nel Nuovo Testamento. 
Giacomo il Maggiore 
Apostolo, figlio di Zebedeo e Salomè, fratello di Giovanni Battista, fu uno dei prediletti di Gesù Cristo. Assistette con San Giovanni e San Pietro alla trasfigurazione di Gesù e all'agonia nel giardino di Getsemani. Secondo gli Atti degli Apostoli, fu il primo martire, fatto decapitare da Erode Agrippa nell'anno 44. Secondo una leggenda predicò anche in Spagna, dove le reliquie vengono venerate nella chiesa di Santiago de Compostela. Viene festeggiato il 25 luglio. 
Giacomo il Minore 
Apostolo, figlio di Cleofa. Fra i fondatori, secondo il Nuovo Testamento, della prima comunità cristiana di Gerusalemme, punto di riferimento delle altre comunità. È considerato il primo vescovo di Gerusalemme. Organizzò il concilio di Gerusalemme. Scrisse una delle lettere contenute nel Nuovo Testamento e il Protovangelo di Giacomo. Fu lapidato nel 62 per ordine del sommo sacerdote Anano II. Viene festeggiato l'11 maggio. 

\Giàcomo (sovrani) Nome di sovrani. 
Aragona Giacomo I il Conquistatore 
(Montpellier 1208-Valencia 1276) Re di Aragona dal 1213. Conquistò Valencia e le Baleari agli arabi. 
Giacomo II il Giusto 
(1264?-Barcellona 1327) Figlio di Pietro III, dal 1285 fu re di Sicilia con il nome di Giacomo I. Nel 1291 succedette al fratello Alfonso III come re d'Aragona. Nel 1295 rinunciò al regno siciliano a favore degli Angiò, ma un'insurrezione proclamò re suo fratello Federico II. 
Inghilterra Giacomo I di Scozia 
(Dunfermline 1394-Pert 1437) Figlio di Roberto III Stuart, gli succedette sul trono nel 1406. Fino al 1424 fu ostaggio degli inglesi; in seguito li combatté nella guerra dei cent'anni, alleato a Carlo VII di Francia. 
Giacomo II di Scozia 
(Olyrood 1430-Roxburgh 1460) Figlio di Giacomo I, gli succedette nel 1437. Lottò contro la grande feudalità, e morì in battaglia nella guerra delle due rose, nella quale si schierò con i Lancaster. 
Giacomo III di Scozia 
(1451-Sauchieburn 1488) Figlio di Giacomo II, gli succedette nel 1460. In buoni rapporti con gli inglesi, morì in una congiura baronale capeggiata dal figlio Giacomo IV. 
Giacomo IV di Scozia 
(1473-Brankston Hill 1513) Figlio di Giacomo III, gli succedette nel 1488. Nel 1503 sposò Margherita, figlia di Enrico VII Tudor, ponendo le basi per la successione degli Stuart in Inghilterra. Alleato di Luigi XII di Francia, morì combattendo contro Enrico VIII. 
Giacomo V di Scozia 
(Linlithgow 1512-Falkland 1542) Figlio di Giacomo IV, gli succedette dal 1513, rimanendo a lungo sotto la reggenza materna. Sposò Maria di Guisa riaccendendo il conflitto con gli inglesi, e alla sua morte lasciò erede Maria Stuarda. 

\Giàcomo il Maggióre (Betsaida ?-Gerusalemme 44) Santo e apostolo. Fratello di Giovanni Evangelista, venne martirizzato sotto il re Erode Agrippa. Autore di una leggendaria missione in Spagna, dal sec. X è venerato a Santiago da Compostela. 

\Giàcomo il Minóre (?-62) Santo e apostolo. Detto fratello del Signore, fu tra gli artefici del concilio apostolico di Gerusalemme. Esponente del giudeocristianesimo e vescovo di Gerusalemme, morì martire. 

\Giacomo l'idealista Romanzo di E. De Marchi (1897). 

\giaconétta, sf. Tessuto leggerissimo di cotone. 
  franc. jaconas. 

\Giacóni, Luìsa (Firenze 1870-Fiesole 1908) Poetessa. Dopo gli studi di pittura, compiuti presso l'accademia di belle arti di Firenze, si dedicò alla poesia. Tra le opere, Tebaide (postumo, 1909) rivela l'influenza del decadentismo europeo, nonché suggestioni della poesia di G. Pascoli e di G. D'Annunzio. 

\Giacósa, Giusèppe (Colleretto Parrella, ora Colleretto Giacosa 1847-1906) Scrittore e commediografo. Si dedicò alla letteratura e in modo particolare al teatro, ottenne grande successo componendo numerose commedie sia di argomento storico che di ambiente borghese. Il suo capolavoro è Come le foglie (1900); altre opere, Una partita a scacchi (1872), Tristi amori (1887). Con L. Illica fu autore di libretti delle opere di Puccini (Bohème, Tosca, Madama Butterfly). 

\giaculatòria, sf. 1 Orazione breve che si ripete spesso ed è fornita di indulgenza. ~ preghiera. 2 Monotona ripetizione di parole. ~ litania. 
  lat. tardo (preces) iaculatoriae (preghiere) che si lanciano (a Dio), deriv. da iaculari lanciare. 

\giàda, sf. Nome che indica diversi minerali (giadeite, nefrite e impropriamente altri) di colore variabile dal verde scuro al bianco. La giadeite è composta da alluminio e sodio silicato (serpentino) con varie impurità in proporzioni variabili; viene estratta nella parte meridionale dell'Estremo Oriente ed è abbastanza comune. Più rara e, quindi, pregiata è invece la nefrite, costituita da calcio e magnesio silicato, di cui esistono giacimenti in America meridionale, in Nuova Zelanda e nell'Asia centrale e settentrionale. La giada, per la sua lucentezza cerata, specialmente nella varietà bianca, è molto ricercata dagli scultori. Fu usata fin dalle età più antiche, per statuine, oggetti di ornamento, utensili e armi. 
  sf. jade. 

\giadeìte, sf. Silicato di alluminio e sodio appartenente al gruppo dei pirosseni monoclini. Contiene anche calcio, ferro e magnesio. 

\Giaever, Ivar (Bergen 1929-) Fisico statunitense. Di origine norvegese, compì importanti studi di superconduttività. Nel 1973 fu insignito del premio Nobel con B. Josephson e L. Esaki. 

\Giafet => "Iafet" 

\Giàffa Antica città della Palestina, ora sobborgo di Tel Aviv alla quale è stata aggregata nel 1950. Porto commerciale e centro industriale (industrie chimiche, tessili, alimentari e del tabacco). Dopo la sua distruzione a opera di Vespasiano (68), passò agli arabi nel 636. Nel 1187 tornò sotto la dominazione turca di Saladino. Nel 1917 passò agli inglesi. Dal 1948 fa parte dello stato di Israele. 

\giaggiòlo, sm. Angiosperma (Iris germanica) della famiglia delle Iridacee e dell'ordine delle Liliiflore. Pianta erbacea perenne, utilizzata in profumeria e medicina. Comprende alcune centinaia di specie fiorifere spontanee e coltivate a scopo ornamentale per la produzione di fiori recisi. È diffuso in tutto l'emisfero settentrionale, dal Giappone all'Europa. 
  sm. iris. 
  lat. gladiolus, dimin. di gladius spada. 

\Giaglióne Comune in provincia di Torino (665 ab., CAP 10050, TEL. 0122). 

\giaguàro, sm. Mammifero carnivoro (Panthera onca) della famiglia dei Felidi. Ha mantello giallo con anelli neri, corporatura snella, coda lunga circa 80 cm. Vive nelle foreste dell'America tropicale e in California. Si ciba di animali anche di grossa taglia. 
  sm. jaguar. 

\Giahiz, Abu Othman Amr ibn Bahr al- (Bassora ca. 780-869) Prosatore arabo. Tra le opere Il libro dell'eloquenza e della chiara esposizione e Il libro degli animali

\giaiétto, sm. Pietra di vetro nera e lucente. 

\giainìsmo, sm. Religione indiana, che prende il nome da Jina, titolo onorifico dei suoi ventiquattro antichi maestri, l'ultimo dei quali fu l'asceta Vardhamana o Mahavira, vissuto tra il 540 e 468 a. C. Ereditò dal brahmanesimo la nozione circa la trasmigrazione delle anime per l'influsso negativo del karma; considera essenziale per la liberazione dell'uomo da questo ciclo, il rispetto delle tre gemme, la retta fede, la retta conoscenza e la retta condotta. Grande influenza esercitò anche su Gandhi; attualmente è diffuso principalmente nella regione nordoccidentale del subcontinente indiano, dove annovera qualche milione di seguaci. 

\Giaiòtti, Bonàldo (Ziracco, Udine 1932-) Basso italiano. Ha esordito nel 1958 al Teatro Nuovo di Milano nella Bohème. Ricopre soprattutto i ruoli di Filippo II nel Don Carlos di Verdi e di don Basilio nel Barbiere di Siviglia di Rossini. 

\gialàppa, sf. Pianta erbacea messicana. ~ Ipomea. 

\giallàstro, agg. Tendente al giallo. 

\gialleggiàre, v. intr. 1 Eliminare una luminosità gialla. 2 Apparire di colore giallo o giallognolo. 

\giallìccio, agg. (pl. f.-ce) Di colore chiaro tendente al giallo. 

\giallìgno, agg. e sm. Di colore giallo chiaro. ~ giallino. 

\giallìno, agg. e sm. Gialligno. 

\giàllo, agg. e sm. agg. 1 Di colore fra l'aranciato e il verde. ~ paglierino, sulfureo. farina gialla, fatta dal granturco. 2 Pallido. ~ smorto. 3 Proveniente dall'est asiatico. ~ orientale. 
sm. 1 Colore giallo. 2 Parte gialla di qualcosa. 3 Romanzo, dramma o film poliziesco. ~ thriller. era un amante dei gialli. 4 Persona di razza mongoloide. ~ asiatico. 
  agg. 1 yellow. 2 (colorito) sallow. sm. 1 yellow. 2 (dell'uovo) yolk. 3 (libro, romanzo) thriller, detective novel. 4 (film) thriller, detective film. 
  franc. jaine, dal lat. galbinus, deriv. da galbus giallastro. 

\Giàllo, fiùme Fiume della Cina settentrionale (4.845 km); ha le sorgenti nella parte meridionale del Kunlun, percorre il Gansu e sfocia nel mar Giallo. Da circa quarant'anni sono in corso lavori per lo sfruttamento agricolo e idroelettrico, ma l'irregolarità del corso rende difficoltoso il compiersi dei progetti, ostacolati periodicamente da paurose inondazioni. Il fiume deve il suo nome al colore giallastro delle acque, causato dal trasporto di grandi quantità di materiale fangoso (löss). In cinese Huang He. 

\Giàllo, màre Zona dell'oceano Pacifico compresa tra la penisola di Corea e le coste orientali della Cina. Gelato per vari mesi dell'anno nella parte settentrionale, ha un'ampiezza massima di 645 km e una profondità massima di circa 105 m. Porti principali sono Qinhuangdao, Tianjin, Lüda e Tsingtao che fanno parte della Cina, Namp'o (Corea del Nord), Kunsan, Mokp'o (Corea del Sud). È unito a sud con il mar Cinese orientale. A nord è compreso nel mar Bianco e nel golfo di Chili. Collega, tramite lo stretto di Bo Hai, le penisole di Shantung e Liaodong. In esso scaricano le proprie acque i fiumi Han-gang, Yalu Jiang e il fiume Giallo o Huang He (che depositando grandi quantità di detriti, fa assumere alle acque del mare il caratteristico colore giallo da cui deriva il nome). 

\giallògnolo, agg. Di colore giallo sbiadito. ~ gialliccio 

\giallóna, sf. Varietà di pesca duracina dalla buccia gialla. 

\giallóre, sm. 1 Colore giallo o tendente al giallo. 2 Materia gialla. 

\gialloròsa, agg. invar. Di commedia o film di argomento poliziesco, con intreccio amoroso a lieto fine. 

\giallùme, sm. 1 Giallo brutto. 2 Macchia gialla della pelle. 3 Malattie delle piante, provocata da virus. ~ invecchiamento. 

\Giamàica Stato dell'America centrale costituito dall'isola omonima e dagli scogli di Pedro e Morant Cays. 
Si trova nel mar delle Antille, a sud dell'isola di Cuba e a ovest dell'isola di Hispaniola; appartiene geograficamente alle Grandi Antille e politicamente è ora uno stato indipendente del Commonwealth. 
Il territorio dell'isola principale è montuoso, occupato per la maggior parte da una serie di altopiani con cime poco elevate (986 m il monte Denham), ma con la catena delle Blue Mountains, che arrivano fino a 2.256 m. La costa si affaccia sulla fossa delle Cayman (-7.680 m). La vegetazione è ovunque tipica della foresta equatoriale. 
Il clima è di tipo tropicale caldo e umido. 
La città principale è Kingston, unica metropoli dell'isola, centro portuale e capitale economica e culturale, oltre che politica dell'isola. 
Seconda città è Montego Bay, sede di un vivace traffico portuale. 
Caratteristica è Spanish Town, che fu il capoluogo dell'isola nei secoli scorsi. 
L'agricoltura è passata in secondo piano negli anni recenti dopo la felice applicazione di piani per lo sviluppo minerario e a seguito dell'espansione del turismo. 
Le colture commerciali sono in particolare la canna da zucchero, seguita per importanza da tabacco, caffè, cacao, palma da cocco, spezie e frutta. 
Insufficiente al consumo locale è invece la produzione di cereali, patate e manioca, di cui si importano notevoli quantità. 
Irrilevante lo sfruttamento delle foreste e poco praticati l'allevamento e la pesca. 
La vera ricchezza del paese è costituita dai giacimenti di bauxite, anche se rilevante è l'attività di trasformazione dei prodotti agricoli. 
Il paese dispone inoltre di impianti per la produzione di allumina, stabilimenti tessili, chimici e petrolchimici e un importante impianto per la produzione del cemento. 
STORIA L'isola viene scoperta da Cristoforo Colombo nel 1494. Colonizzata progressivamente dagli spagnoli, viene conquistata nel 1655 dagli inglesi che sviluppano la coltivazione della canna da zucchero. Nel XVIII sec., la Giamaica diventa il centro del traffico degli schiavi neri per l'America del Sud. L'abolizione della schiavitù e dei privilegi doganali (1846), porta alla rovina delle grandi piantagioni. Nel 1866-1884 l'isola viene posta sotto l'amministrazione diretta della corona. Nel 1870 viene introdotta la coltivazione delle banane mentre fanno la loro comparsa le grandi compagnie straniere (United Fruit). 
Negli anni 1938-1940, si sviluppa il movimento autonomista sotto l'impulso di Norman Washington Manley e di Alexander Bustamante. Nel 1953 una nuova costituzione assegna all'isola un governo autonomo. La Giamaica diventa indipendente nel 1962 all'interno del Commonwealth. Dopo dieci anni di governi laburisti, nel 1972 Michael Norman Manley diventa primo ministro. I laburisti guidati da Edward Seaga, ritornano al potere nel 1980. Nel 1989 viene eletto di nuovo primo ministro M. N. Manley (partito nazionale popolare); dopo le sue dimissioni gli succede Percival Patterson (PNP) in carica dal marzo del 1992. 
Abitanti-2.530.000 
Superficie-10.991 km2 
Densità-230,2 ab./km2 
Capitale-Kingston 
Governo-Stato indipendente nell'ambito del Commonwealth 
Moneta-Dollaro giamaicano 
Lingua-Inglese, creolo-inglese 
Religione-Protestante, anglicana, cattolica 

\giamaicàno, agg. e sm. agg. Della Giamaica. 
sm. Abitante della Giamaica. 

\giambèlego, agg. e sm. (pl. m.-ghi) Nella metrica antica, verso composto usato in Grecia da tragici e lirici e in Roma da Orazio. 
  comp. dal greco iambos giambo ed élegos elegia. 

\Giambellìno Soprannome di Giovanni Bellini (Venezia 1432-1516), pittore, cognato del Mantegna cui si ispirò in gioventù per convertirsi poi alla lezione di Piero della Francesca. Avviatosi alla pittura nella bottega paterna e cresciuto all'ombra del padre Jacopo, si affermò come il più grande pittore veneziano del Quattrocento. Nel continuo confronto coi maggiori artisti del suo tempo, giunse a crearsi un linguaggio artistico indipendente, in cui dolcezza e armonia caratterizzano il paesaggio e le figure. Il senso della prospettiva è creato dal passaggio graduale dei toni di colore, dal marrone dei primi piani all'azzurro del cielo dello sfondo. Con questa tecnica, Bellini creò la prospettiva cromatica che sarebbe diventata una caratteristica della pittura veneziana. La pittura di Bellini è un omaggio alla natura in tutti i suoi aspetti migliori. Con la sua cura amorevole del paesaggio e con la sua mano felice, Bellini è piuttosto un poeta della natura, che non scade mai nel manierato e nell'artificiale. I suoi paesaggi vivono come trasfigurati. Da ricordare Orazione nell'orto (1460), Pietà (1470, Milano, Pinacoteca di Brera), Trasfigurazione (1480-1485, Napoli, Galleria di Capodimonte), Trittico dei Frari (1488, Venezia, chiesa dei Frari), Allegoria sacra (1490-1500, Firenze, Galleria degli Uffizi), ritratto del Doge Leonardo Loredan (1501, Londra, National Gallery), ritratto di Jacopo Marcello (Washington, National Gallery), ritratto di Giovane senatore (Padova, Museo Civico), varie esecuzioni di Madonna con il Bambino (Venezia, Galleria dell'Accademia; Parigi, Louvre; Bergamo, accademia Carrara; Milano, Pinacoteca di Brera; Londra, National Gallery), Incoronazione della Vergine (1471-1474, Pesaro, Museo Civico), Pala di San Zaccaria (Venezia, San Zaccaria), Pala di San Giovanni Crisostomo (1513, Venezia, chiesa di San Giovanni Crisostomo), La Madonna degli alberetti (1512), Festino degli dèi (Washington, National Gallery), Venere allo specchio (Vienna, Kunsthistorisches Museum), Ebbrezza di Noè (Museo di Besançon). 

\Giambi Opera di poesia di A. Chénier (postuma 1819). 

\Giambi ed epodi Opera di poesia di G. Carducci (1822). 

\giàmbico, agg. (pl. m.-ci) 1 Costituito da giambi. 2 Di tono satirico. 
  lat. iambicus, dal greco iambikòs. 

\giàmbo, sm. 1 Piede metrico della poesia greca e latina. 2 Di tono satirico. 
  lat. iambus, dal greco ìambos. 

\Giambològna (Douai 1529-Firenze 1608) Soprannome di Jean de Boulogne, scultore fiammingo. Arrivato a Roma intorno al 1550 approfondì la conoscenza dell'arte classica e michelangiolesca. Fu molto attivo a Firenze e in diverse città italiane realizzando opere prebarocche. Tra le opere principali, Fontana di Nettuno a piazza Maggiore, Bologna (1563-1566), Fontana dell'oceano, Boboli, Firenze (1575), Ratto delle Sabine, Loggia dei Lanzi, Firenze (1583), Mercurio, Museo del Bargello, Firenze (1564), Monumento equestre di Cosimo, piazza della Signoria, Firenze (1587-1594). 

\giamburràsca, sm. invar. Ragazzo vivace e monello. ~ discolo. 

\Giami, Nur al Din al-Rahman (Giam, Khorasan 1414-Herat 1492) Poeta persiano. Tra le opere Canzonieri (1479, 1489 e 1491). 

\giammài, avv. 1 Mai. ~ nemmeno per sogno. 2 Ormai. 
  avv. never. 

\Gian Burrasca => "Giornalino di Gian Burrasca, Il". 

\Giàn Galeàzzo Marìa Sfòrza (Abbiategrasso 1469-Pavia 1494) Figlio di Galeazzo Maria, sotto la reggenza materna fu duca di Milano dal 1476. Dopo la madre Bona di Savoia, dal 1480 la reggenza passò allo zio Ludovico il Moro, che lo relegò a Pavia. 

\Giàn Galeàzzo Viscónti (Pavia 1351-Melegnano 1402) Duca di Milano, figlio di Galeazzo Venceslao Visconti e di Bianca di Savoia. A soli nove anni sposò Isabella, figlia del re di Francia Giovanni II, che portò in dote la contea di Vertus. Nel 1378, morto il padre, divenne signore di Pavia, Piacenza e Como. Alla morte della moglie Isabella, sposò la cugina Caterina, figlia di Bernabò, signore di Milano. Ucciso lo zio Bernabò nel 1385, riunì nelle sue mani l'intero dominio visconteo. Conquistò Verona, Vicenza e Padova, sottomise Perugia, Pisa, Siena, Assisi e Spoleto, ponendo le basi per una sua probabile elezione a re d'Italia, suscitando grande preoccupazione a Firenze. Ottenuta l'ereditarietà del regno dall'imperatore Venceslao, fu proclamato duca di Milano e conte di Pavia (1395-1396). Favorì le arti facendo costruire il duomo di Milano e la Certosa di Pavia. Morì improvvisamente, colpito dalla peste. 

\Giàn Gastóne de' Mèdici (Firenze 1671-1737) Granduca di Toscana dal 1723, fu l'ultimo dei de' Medici, e quindi il granducato passò a Francesco Stefano di Lorena, futuro Francesco I. 

\giandùia, sm. invar. 1 Maschera del teatro popolare piemontese. 2 Tipo particolare di cioccolato. 

\Giandùia, o Giandùja Personaggio piemontese di marionette e burattini rappresentante il contadino finto tonto che mangia e beve molto. 

\gianduiòtto, sm. Cioccolatino di gianduia. 

\Gianfrancésco Gonzàga (Mantova 1395-1444) Marchese di Mantova dal 1433. Succedette al Carmagnola come capitano generale dell'esercito di Venezia dal 1432; nel 1438 passò al servizio di Filippo Maria Visconti. Fu iniziatore dello sviluppo culturale e artistico di Mantova. 

\Giàni, Felìce (San Sebastiano Curone 1758-Roma 1823) Pittore e disegnatore. Lavorò attivamente a Bologna (palazzo Baciocchi), a Faenza (palazzo Gessi e Zacchia), a Roma (palazzo Altieri) e a Parigi (Le Tuileries). 

\Giànico Comune in provincia di Brescia (1.768 ab., CAP 25040, TEL. 0364). 

\Gianìcolo Il colle più alto (82 m) su cui sorge la città di Roma, a destra del fiume Tevere. Non è compreso tra i sette colli tradizionali. 

\giannétta, sf. 1 Vento gelido. 2 Tipo di filatoio per il cotone. 3 Corta lancia usata nel XIV e XV sec. dalla cavalleria spagnola. 
  [3] dallo spagnolo jineta lancia corta. 

\Gianni Schicchi => "Trittico" 

\Giànni, Làpo (Firenze secc. XIII-XIV) Rimatore italiano. Amico di Dante e di Cavalcanti, la sua professione ufficiale era quella di notaio. Pregevoli le sue ballate che manifestano una grazia fresca e spontanea. 

\Giànnina Città greca (in greco Joànnina), di circa 45.000 abitanti, capoluogo dell'omonima provincia (157.000 ab.), situata nella regione dell'Epiro, sul lago dello stesso nome, ai confini con l'Albania. Riconquistata dai greci nel 1913 (prima guerra balcanica), possiede edifici risalenti all'occupazione turca (dal 1434 al 1913), tra cui la fortezza di Alì Pascià e la moschea di Arslan Pascià. Su un'isoletta del lago, si trovano interessanti monasteri con affreschi di scuola bizantina. Le principali attività economiche della zona sono l'agricoltura, l'allevamento e la fabbricazione di tappeti. 

\Giannìni, Èttore (Napoli 1912-Marciano, Massa Lubrense 1990) Regista. Tra i rinnovatori della regia teatrale in Italia, nel 1953 portò sullo schermo Carosello napoletano

\Giannìni, Giancàrlo (La Spezia 1942-) Attore cinematografico. Interpretò Mimì metallurgico (1972), Paolo il caldo (1973), Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto (1974), Pasqualino Settebellezze (1975), Buone notizie (1979), I picari (1987), Snack Bar Budapest (1988), Il male oscuro (1990), Il profumo del mosto selvatico (1994), Palermo-Milano. Solo andata (1995), Celluloide (1996). 

\Giannìni, Guglièlmo (Pozzuoli 1891-Roma 1960) Uomo politico, giornalista e commediografo teatrale italiano. Nel 1944 fondò a Roma il settimanale L'Uomo Qualunque dal quale si originò il movimento omonimo, detto anche qualunquismo. Come commediografo contribuì alla creazione del genere giallo. Si ricordano i romanzi Mani in alto (1935), Supergiallo (1936) e Il sole a scacchi (1940). 

\Giannìni, Màssimo Sevèro (Roma 1915-2000) Giurista italiano. Si è dedicato in particolar modo allo studio del diritto amministrativo. Ha pubblicato I beni pubblici (1963), La giustizia amministrativa (1963) e Diritto pubblico dell'economia (1995). 

\giannìzzero, sm. 1 Soldato turco appiedato appartenete alla milizia dell'impero ottomano costituita da giovani cristiani fatti musulmani. 2 Sostenitore fanatico di una personalità politica. ~ scagnozzo. 

\Giannóne, Piètro (Ischitella 1676-Torino 1748) Storico e scrittore politico lavorò attivamente per denunciare, su base giuridica, le ingerenze e gli abusi della chiesa nei riguardi del potere civile dello stato. Scomunicato nel 1723, si rifugiò alla corte di Vienna e poi a Ginevra. Fu arrestato nel 1736 e imprigionato a vita. Opere principali, Istoria civile del regno di Napoli (1723), L'ape ingegnosa e la Vita di Pietro Giannone scritta da lui medesimo, opere redatte durante la prigionia. Il Triregno (1735) fu pubblicato soltanto nel 1895. 

\Giannùtri Isola dell'Arcipelago Toscano, in provincia di Grosseto, a sud dell'isola del Giglio. Territorio prevalentemente roccioso. Nell'isola (2,6 km2) si trovano le rovine dell'antica villa romana dei Domizi Enobarbi costruita nel I sec. 

\Giàno (astronomia) Quarto satellite di Saturno per distanza (151.470 km) e decimo per grandezza (raggio 100 km), venne scoperto da A. Dollfus nel 1966; ha un periodo orbitale di 0,75 giorni e viene sempre osservato in coppia con Epimeteo. 

\Giàno (mitologia) Antico dio romano. Era venerato come creatore del mondo ed era rappresentato con due volti (Giano bifronte); a lui era dedicato il primo mese dell'anno e veniva invocato prima degli altri durante i sacrifici. Inventore delle navi e della moneta. Durante la guerra le porte del suo tempio, nel foro, rimanevano aperte, in tempo di pace restavano chiuse. 

\Giàno Délla Bèlla (XIII sec.) Nobile fiorentino. In qualità di capo dell'ala radicale della fazione popolare, nel 1293 promosse gli ordinamenti di giustizia, che escludevano i magnati dalle cariche pubbliche. Nel 1295 fu costretto all'esilio. 

\Giàno dell'Ùmbria Comune in provincia di Perugia (3.190 ab., CAP 06030, TEL. 0742). 

\Giàno Vetùsto Comune in provincia di Caserta (717 ab., CAP 81040, TEL. 0823). 

\Giansènio, Cornèlio (Ackow 1585-Ypres 1638) Ecclesiastico olandese, teologo e vescovo di Ypres dal 1635. Sostenne contro i gesuiti una disputa sulla grazia e la predestinazione, elaborando la teoria della Grazia necessaria nella vita morale. La sua opera Augustinus, divenne la fonte dottrinale del movimento religioso detto giansenismo. 

\giansenìsmo, sm. Dottrina morale e teologica risalente al vescovo C. Giansenio d'Ypres. 

\giansenìsta, agg. e sm. agg. Giansenistico. 
sm. Seguace del giansenismo. 

\giansenìstico, agg. (pl. m.-ci) Che si distingue per la sua austerità. 

\Giap (An Ka 1912-) Soprannome di Vô Nguyen, uomo politico e militare vietnamita. Lavorò nel movimento nazionalista e nel 1937 entrò a far parte del Partito comunista. Collaborò attivamente con Hô Chi Minh e organizzò la resistenza antigiapponese e antifrancese (1944). Si batté contro la Francia fino alla battaglia decisiva di Dien Bien Phu (1954). Sostenne la lotta dei vietcong contro il governo sudvietnamita e contro gli americani, portando i suoi uomini alla decisiva vittoria e all'unificazione del Paese nel 1975. 

\Giàpeto (astronomia) Satellite di Saturno, scoperto da D. Cassini nel 1671; si trova al sedicesimo posto per la distanza (3.560.000 km) e al secondo per le dimensioni (raggio 725 km); il suo periodo orbitale è di 79,33 giorni. 

\Giàpeto (mitologia) Nella mitologia greca, uno dei Titani, figlio di Urano e di Gea, considerato il capostipite della razza umana. Sposò Climene da cui ebbe Atlante, Epimeteo, Prometeo e Menenzio. Fu precipitato nel Tartaro da Zeus insieme agli altri Titani. 

\Giappóne Monarchia costituzionale dell'Asia orientale, il Giappone è costituito da quattro isole principali, Hokkaido, Honshu, Kyushu e Shikoku, circondate a loro volta da un migliaio di isole minori, isolotti e scogli. Le isole sono disposte ad arco, tra il mar del Giappone e l'oceano Pacifico, a sud dell'isola di Sahalin e delle isole Curili. 
Il territorio, ad alta attività sismica, è prevalentemente montuoso, attraversato da catene disposte longitudinalmente lungo l'intero arco insulare, e dalle Alpi Giapponesi (isola di Honsho) che raggiungono i 3.000 m. 
La massima cima è il massiccio isolato del Fuji-San (3.776 m). 
L'arcipelago presenta quattro fasce vulcaniche (più di un quarto dei rilievi è di natura vulcanica), comprendenti 165 coni, di cui circa un terzo è attivo. 
La pianura più ampia è la depressione centrale dell'isola Honshu, sul versante del Pacifico. 
In tutto il resto del paese le pianure sono limitate a fasce pianeggianti lungo la costa. 
Le coste orientali si estendono per circa 27.000 km, a strapiombo sul mare e sono ricche di baie. 
Limitate sono le coste basse e sabbiose, con presenza di lagune o laghi costieri. 
Data la disposizione longitudinale dell'arcipelago, il clima presenta caratteristiche assai varie. 
In generale il versante del Pacifico è più caldo e meno nebbioso, riparato dalle correnti fredde continentali dalla presenza delle montagne. 
Sensibili sono le variazioni da nord a sud; infatti l'isola di Hokkaido presenta inverni molto rigidi (a causa dei venti siberiani) mentre l'isola di Kyushu, la più meridionale, ha un clima tropicale, mite e con scarse escursioni stagionali. 
I fiumi sono ricchi d'acqua, data l'abbondanza delle precipitazioni, ma per la conformazione del territorio, pochi superano i 200 km di lunghezza. 
L'isola di Honshu vede le maggiori risorse idrografiche del paese, con il fiume più lungo (Shinano di 367 km), e il lago Biwa (674 km2). 
Le zone più popolate sono le coste del Pacifico dove sorgono i maggiori agglomerati urbani. Tokyo è la città più popolosa del mondo, con un'area urbana che ospita 12 milioni di abitanti. Attivissimo porto, è capitale politica e culturale del paese. 
Insieme a Yokohama costituisce uno dei tre poli di urbanizzazione dell'isola; il secondo è costituito da Kyoto, Osaka e Kobe, il terzo da Nagoya e Gifu. 
L'isola di Kyushu ha la sua principale area urbana nelle città di Kitakyushu e Fukuoka. 
Altri centri dell'isola sono Nagasaki, Sasebo, Kumamoto e Kagoshima. 
Nell'isola di Shikoku città principali sono Takamatsu e Matsuyama, sulla costa del mar Interno. L'isola di Hokkaido è la meno popolosa; la città principale è Sapporo. 
Lo sviluppo industriale del Giappone ha avuto connotazioni molto singolari. Infatti il paese dalla struttura feudale e sostanzialmente agricola in essere sino all'inizio del XX sec., ha avuto uno sviluppo particolarmente rilevante negli anni '60, con un tasso di sviluppo annuo medio superiore al 10%. 
Il fenomeno è ancor più singolare se si pensa che il Giappone è un paese povero di materie prime, in particolare di prodotti minerari. 
Tuttavia la disponibilità di manodopera a basso costo, la stabilità politica e un clima generale di pace sociale hanno permesso al Giappone di diventare il terzo paese più industrializzato del mondo, superando anche i livelli produttivi di Francia e Germania. 
Il perno dell'economia è l'attività manifatturiera che importa le materie prime ed esporta il prodotto finito. 
Non trascurabile è stato il ruolo del governo che, pur rispettando l'impronta liberista dell'economia, ha tuttavia favorito gli operatori con politiche di supporto che si sono spesso rivelate cruciali per il successo economico Giapponese. 
L'agricoltura, già fulcro dell'economia, partecipa ora solo per il 3% alla produzione del reddito nazionale. 
Il territorio coltivabile, dato il suo carattere montuoso, è relativamente esiguo (13%) e impone coltivazioni intensive; inoltre quasi ovunque la proprietà è estremamente frazionata, fattore questo che tende a penalizzare i redditi agricoli. 
Nonostante i molti sforzi di modernizzare l'agricoltura, le colture principali rimangono quelle tradizionali asiatiche, con spiccata prevalenza della risicoltura intensiva che rende possibili anche due raccolti l'anno. 
Il riso occupa più di metà del terreno coltivabile e riesce a coprire il fabbisogno interno, pur essendone una cospicua parte destinata alla produzione di saké, il liquore nazionale. 
Un certo sviluppo ha avuto la produzione del frumento, che viene alternato come coltura invernale alle piantagioni di riso. 
Discretamente diffusa è la coltivazione dell'orzo; meno rilevanti sono mais, avena e miglio. 
Si coltivano inoltre patate e patate dolci, in via di espansione la coltivazione di ortaggi determinata dall'evoluzione della domanda alimentare proveniente dalle città. 
Accresciuta anche la frutticoltura, che risponde sia al mercato interno che all'industria di conservazione destinata all'esportazione. 
Tra le colture industriali molto diffusa è quella del tè, in gran parte esportato. 
Si praticano inoltre le colture oleaginose e tessili (lino, canapa e soprattutto seta). 
Consistente è anche la produzione del tabacco, del luppolo, della canna e della barbabietola da zucchero e della frutta. 
Ingente è il patrimonio forestale che alimenta una notevole produzione di legname, utilizzato come materiale da costruzione e per la produzione della carta. Un'attentissima politica di tutela dell'ambiente ha impedito il depauperamento di questa risorsa. 
Il ruolo dell'allevamento è stato piuttosto limitato, data anche l'esiguità delle aree a prato. Ma la domanda alimentare urbana ne ha stimolato la crescita, soprattutto per quanto riguarda l'allevamento di bovini, condotto in complessi zootecnici attrezzati e razionali. 
La pesca, sia costiera sia d'alto mare, riveste tuttora un ruolo molto importante nell'economia generale del paese e pone il Giappone al primo posto per pescato annuo (aringhe, salmoni, merluzzi, tonno e balene). L'attività è svolta in parte da imprese di piccole dimensioni e in parte da imponenti gruppi industriali. 
Le coste, in particolare quelle sul Pacifico, sono ben attrezzate sia dal punto di vista portuale che degli insediamenti delle industrie conserviere. 
Lo sfruttamento del mare si esplica anche nella raccolta delle perle, sia naturali che coltivate, e nella raccolta delle alghe, componente base dell'alimentazione giapponese. Il ruolo della pesca può essere sintetizzato dal seguente dato: più del 50% delle proteine animali della dieta della popolazione giapponese proviene da prodotti del mare. 
Gli unici minerali metalliferi di cui esistono discreti giacimenti sono lo zinco e il rame; di minor rilievo sono quelli di piombo, oro, argento, stagno, cromo, manganese e mercurio. 
Scarsissimi sono i minerali di ferro, importati in quantità massicce; buoni i giacimenti di zolfo. 
L'unica risorsa energetica di cui dispone il Giappone è il carbone, proveniente da limitati giacimenti di difficile sfruttamento. 
Molto scarso anche il petrolio, estratto in quantità irrisorie rispetto al consumo nazionale. 
La maggior parte dell'energia prodotta è di origine termoelettrica prodotta con materie prime di importazione, e dalle centrali nucleari, in quanto lo sfruttamento idrico esaudisce solo l'11% del fabbisogno del paese. 
Il Giappone è tra i maggiori produttori di acciaio e notevoli sono le produzioni di alluminio, di rame e di zinco. 
Potentissimo è il settore cantieristico, che mette il Giappone al primo posto per la produzione di navi da trasporto e di petroliere giganti. 
In forte espansione negli ultimi anni è stata l'industria automobilistica, di cui il Giappone ha dal 1980 il primato mondiale. 
Importante anche l'industria di biciclette e motociclette. 
Si producono strumenti ottici (macchine fotografiche e cinematografiche, binocoli, microscopi, proiettori), prodotti per l'industria radiotecnica (radio e televisori) e orologi. Molto affermata l'industria elettronica. 
In espansione è l'industria chimica, per la produzione di acido solforico, soda caustica, materie plastiche, fertilizzanti azotati, coloranti e prodotti farmaceutici. 
Ben sviluppata è l'industria della gomma, in particolare per la produzione di pneumatici, della carta, di tessuti (fibre naturali e sintetiche), delle ceramiche e del vetro. 
Il commercio con l'estero è sempre più in espansione, grazie al crescente volume di esportazione. 
STORIA Nel IX millennio a. C. si ha il primo insediamento di popolazioni paleolitiche provenienti dal continente nord asiatico. Al periodo dal VI millennio al III sec. a. C. (periodo Jomon) risalgono suppellettili decorate, utensili in pietra levigata, mortai. Fra il III sec. a. C. e il III sec. d. C. (periodo Yayoi) si sviluppano la cultura del riso, la metallurgia del bronzo e del ferro e la tessitura. Risalgono al III-VI sec. (periodo dei kofuns) grandi tumuli a camera funeraria e decori murali evocanti la vita quotidiana; attorno ai tumuli, terrecotte in forma di animali e di guerrieri. L'architettura religiosa scintoista si sviluppa a Ise e a Izumo. 
Lo¤ ¤stato di Yamato (V-VI sec.) beneficia dell'influenza cinese, che gli giunge attraverso la Corea. Nel 538 il Giappone entra nella storia con l'introduzione del buddhismo, proveniente dalla Corea. Nel 645 il clan dei Nakatomi elimina quello dei Soga e imposta un governo a imitazione di quello della Cina dei Tang. Sei sette buddhiste (periodo di Nara, 710-794) sviluppano le loro concezioni presso la corte, stabilita a Nara e nel 794 viene fondata la nuova capitale, Heian-Kyo (Kyoto). Gruppi di coloni-guerrieri si insediano nel nord di Honshu. Fra l'858 e la metà del XII sec. i Fujiwara detengono il potere. Nel 1185 il clan dei Taira è sconfitto da quello dei Minamoto. 
Il capo del clan Minamoto, Yoritomo, viene nominato generale (shogun). Egli possiede ormai un duplice potere centrale: quello dell'imperatore (tenno) e della corte, e quello di shogun e del suo governo (bakufu). Nel periodo di Kamakura il bakufu, stabilito a Kamakura, è dominato da Yoritomo e dai suoi figli, quindi dagli Hojo. Nel periodo di Muromachi gli shogun Ashikaga si stabiliscono a Kyoto. Guerre civili insanguinano il paese, come la guerra delle Due Corti (1336-1392) e i conflitti incessanti tra i vari signori. Contemporaneamente, mercanti portoghesi penetrano nel Giappone (1542), che Francesco Saverio, arrivato nel 1549, comincia a evangelizzare. Nel 1582 dopo nove anni di lotte, Oda Nobunaga sconfigge gli Ashikaga. Toyotomi Hideyoshi, primo ministro dell'imperatore, unifica il Giappone sottomettendo i signori indipendenti. Nel 1603 Tokugawa Ieyasu si installa a Edo (Tokyo), si dichiara signore ereditario e dona al Giappone istituzioni stabili. Nel periodo di Edo o dei Tokugawa il paese è chiuso agli stranieri (salvo ai cinesi e agli olandesi) dopo la ribellione del 1637 e si sviluppano le città e la classe dei mercanti. Nel 1854 gli occidentali intervengono militarmente per obbligare il Giappone ad aprirsi al commercio internazionale. 
L'ultimo shogun, Yoshinobu, dà le dimissioni e l'imperatore Mutsuhito (1867-1912) si stabilisce a Tokyo. Vengono adottate le tecniche e le istituzioni occidentali (costituzione del 1889) per fare del Giappone una grande potenza economica e politica. È un periodo di espansione estera: al termine della guerra cino-giapponese (1894-1895), il Giappone acquisisce Formosa; uscito vincitore dalla guerra russo-giapponese (1905), si impone in Manciuria e in Corea, paesi che annette al proprio territorio nel 1910. Durante il regno di Yoshihito (era Taisho), il Giappone entra nella prima guerra mondiale a fianco degli alleati e ottiene i possedimenti tedeschi del Pacifico. Nel 1926 Hirohito succede al padre, iniziando l'era Showa. Nel 1931 l'estrema destra nazionalista al potere fa occupare la Manciuria e nel 1937-1938 il Giappone occupa il nord-est della Cina. Nel 1940 firma un trattato tripartito con la Germania e l'Italia e nel 1941-1942 occupa la maggior parte dell'Asia del sud-est e del Pacifico. Nell'agosto 1945 il paese capitola dopo i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Una nuova costituzione instaura una monarchia costituzionale e nel 1951 il trattato di pace di San Francisco restaura la sovranità del Giappone. Da allora, la vita politica è dominata dal partito liberal-democratico (PLD) e il Giappone diventa una delle prime potenze economiche del mondo. Nel 1989 dopo la morte di Hirohito, gli succede il figlio Akihito che inaugura l'era Heisei (gennaio). Nel 1992 il parlamento adotta il progetto di legge che consente la partecipazione di soldati giapponesi alle missioni dei paesi dell'ONU. Nel 1993 con le elezioni legislative, il PLD perde la maggioranza assoluta. Viene formato un nuovo governo di coalizione, che raggruppa vari partiti dell'opposizione, sotto la direzione di Hosokawa Morihiro. Nel 1994 un socialista, Murayama Tomiichi, guida un nuovo governo di coalizione, dominato dal PLD, e nel 1996 la coalizione è rinnovata con Hashimoto Ryutaro, presidente del PLD, primo ministro. Le elezioni del luglio 1997 per il rinnovo di metà dei seggi della Camera Alta costringono alle dimissioni il primo ministro. Diventa primo ministro il nuovo presidente del PLD Obuchi. 
Abitanti-125.100.000 
Superficie-372.750 km2 
Densità-335,6ab./km2 
Capitale-Tokyo 
Governo-Monarchia costituzionale ereditaria 
Moneta-Yen 
Lingua-Giapponese 
Religione-Scintoista, buddhista e cristiana 
Giappone 
Fossa sottomarina dell'oceano Pacifico, a est dell'arcipelago giapponese. 
Giappone 
Settore dell'oceano Pacifico, tra il continente asiatico e l'arcipelago omonimo. 

\giapponése, agg. e sm. agg. Del Giappone. ~ nipponico. 
sm. Nativo del Giappone. 
  agg., sm. e sf. Japanese. 

\giapponeserìa, sf. Ninnoli di origine o imitazione giapponese. 

\Giaquìnto, Corràdo (Molfetta 1703-Napoli 1765) Pittore. Tra le opere Visitazione (1764-1766, Montreal, Museum of Fine Arts) e Decorazione del Palazzo Reale di Madrid (ca. 1755). 

\giàra, sf. 1 Grosso recipiente di terracotta. ~ orcio. 2 Antica misura da olio. 
  sf. jar. 
  arabo giarra. 

\Giara, La Dramma (dalla novella omonima) di L. Pirandello (1916). 
Giara, La 
Commedia coreografica in un atto di L. Pirandello, musica di A. Casella (Parigi, 1924). 

\giàrdia, sf. Genere di Protozoi Flagellati dell'ordine dei Polimastigini, comprendente specie parassite dell'intestino di Mammiferi, Rettili, Uccelli e Anfibi. Al genere giardia appartiene il Giardia intestinalis, un flagellato che parassita l'uomo e vive soprattutto nell'intestino tenue. 

\giardinàggio, sm. Arte e tecnica relativa alla coltivazione dei giardini. ~ floricoltura. 
  sm. gardening. 
  franc. jardinage. 

\Giardinèllo Comune in provincia di Palermo (1.681 ab., CAP 90040, TEL. 091). 

\giardinétta, sf. Tipo di automobile per il trasporto di persone e merci. ~ station wagon. 
  sf. estate car, station wagon. 

\giardinétto, sm. 1 Piccolo giardino. 2 In marina, ciascuna delle due parti dei fianchi della nave corrispondenti al punto in cui questi si arrotondano per formare la poppa. 

\giardinièra, sf. 1 Donna che coltiva un giardino. 2 Mobile atto a contenere piante ornamentali. 3 Contorno o antipasto di verdure tagliuzzate. 4 Confetti modellati a forma di frutta, ripieni di rosolio o di cioccolata.  5 Grande carrozza con sedili laterali in voga nei primi del Novecento. 6 Cestello di vimini per la raccolta delle olive. 
  sf. (pietanza) mixed pickles. 
  deriv. da giardino

\giardinière, sm. Addetto alla coltivazione dei giardini. ~ floricoltore. 
  sm. gardener. 

\Giardìni-Nàxos Comune in provincia di Messina (8.640 ab., CAP 98035, TEL. 0942). 

\giardìno, sm. 1 Terreno con colture di tipo ornamentale. ~ parco, brolo. 2 Paese fertile. 
  sm. garden. 
  franc. jardin. 
I giardini più famosi nell'antichità furono quelli di Ninive e di Babilonia, una delle meraviglie del mondo, sospesi su enormi terrazze artificiali. Nella Grecia antica svolgevano una funzione sacra, mentre in epoca ellenistica si trasformarono in parchi da caccia, introdotti sul modello persiano. A Roma, sia quelli sacri sia quelli pubblici o privati, erano complessi e ricchi di statue, porticati, bacini, ninfei e tempietti. Nel medioevo, il giardino venne limitato entro i cinti dei chiostri o nelle cinte fortificate dei castelli; in epoca rinascimentale, trattatisti (L. Alberti) e artisti famosi (Bramante, Raffaello) codificarono il tipo del giardino all'italiana, a ripiani digradanti Tra i più importanti giardini europei si devono citare quelli alla francese di Vaux-le-Vicompte e di Versailles. In Inghilterra, per risposta ai modelli italiano e francese, si arrivò alla creazione del giardino all'inglese, nato dalla fusione tra il gusto romantico e l'influsso del giardino cino-giapponese (XVIII, XIX sec.). Famosi progettisti di questo genere furono Kent e Capability Brown. 
Giardino alpino 
Orto botanico di alta montagna specializzato nella coltivazione delle specie appartenenti alla flora alpina. 

\Giardino dei ciliegi, Il Dramma in 4 atti di A. P. Cechov (1903). Uno dei capolavori teatrali di Cechov insieme a Il gabbiano, Zio Vania e Le tre sorelle. Il giardino, che trae il nome da rigogliose piante di ciliegio che vi crescono, è il simbolo del destino inevitabile di una famiglia. Per pagare i debiti contratti dalla proprietaria, il terreno sarà messo all'asta e acquistato da Lopachin, figlio arricchito di uno dei servi. La prima azione decisa dal nuovo proprietario sarà l'abbattimento dei ciliegi, cupo segno della brutalità dei nuovi ricchi. 

\Giardino dei Finzi-Contini, Il Romanzo di G. Bassani (1962). Ambientato nella Ferrara dal 1929 al 1939, si sofferma sul periodo successivo all'emanazione delle leggi razziali (ottobre 1938), quando il narratore fa conoscenza dei giovani Finzi-Contini, Alberto e Micòl, di estrazione sociale diversa ma a lui coetanei. La famiglia Finzi-Contini, di origine ebrea, abita in una villa con un grande giardino circondato da un muro. La conoscenza ha luogo quando i Finzi-Contini invitano altri ragazzi a giocare a tennis nella loro villa. Le persecuzioni razziali distruggeranno la famiglia Finzi-Contini, i cui componenti verranno tutti deportati in Germania. È l'opera più famosa di Bassani. La vicenda è stata portata sullo schermo nel 1971. 

\Giardino di Finzi Contini, Il Film drammatico, italiano (1970). Regia di Vittorio De Sica. Interpreti: Lino Capolicchio, Dominique Sanda, Helmut Berger. 

\Giaròle Comune in provincia di Alessandria (723 ab., CAP 15036, TEL. 0142). 

\Giarratàna Comune in provincia di Ragusa (3.411 ab., CAP 97010, TEL. 0932). 

\Giàrre Comune in provincia di Catania (26.853 ab., CAP 95014, TEL. 095). Centro commerciale, agricolo e industriale (prodotti alimentari) alle falde dell'Etna. Gli abitanti sono detti Giarresi

\giarrettièra, sf. Elastico che ferma la calza da donna all'altezza della coscia. ~ reggicalze. 
  sf. 1 suspender. 2 (alla coscia) garter. 
  franc. jarretière, deriv. da jarret garretto. 

\Giàsone, o Giasóne Mitico eroe greco figlio del re di Iolco, Esone. In età adulta, si volle riappropriare del regno usurpatogli dallo zio Pelia, ma questi gli impose la conquista del vello d'oro. Organizzò allora la spedizione degli Argonauti e riuscì nell'impresa aiutato dalla maga Medea. Vendicatosi di Pelia, che gli aveva negato il regno, si stabilì a Corinto, presso il re Creonte, sposando una sua figlia e abbandonando Medea. Questa per vendetta uccise i due suoi figli. 
Giasone 
(?-370 a. C.) Tiranno di Fere, in Tessaglia, dal 380 ca. Tentò di imporre un'egemonia su tutta la Grecia, ma morì assassinato. 
Giasone 
Dramma musicale in un prologo e tre atti di F. Cavalli, libretto di C. A. Cicognini (Venezia, 1649). 

\Giauque, William Francis (Niagara Falls, Canada 1895-Berkeley 1982) Chimico statunitense. Fu l'ideatore, assieme a Debye, di un metodo per ottenere bassissime temperature, mediante smagnetizzazione adiabatica. Assieme a H. L. Johnson scoprì due isotopi pesanti dell'idrogeno. Nel 1949 fu insignito del premio Nobel per la chimica. 

\giaùrro, sm. Infedele. 

\Giaurro, Il Poema di G. G. Byron (1813). 

\Giàva (Djawa) Isola dell'Indonesia (108.000.000 ab., 130.398 km2), nell'arcipelago della Sonda. Presenta una forma allungata che la porta ad affacciarsi a sud sull'oceano Indiano e a nord sul mare omonimo (oceano Pacifico). Ha un allineamento di massicci di origine vulcanica, dei quali ventisette ancora attivi (il più alto è il Semeru, 3.676 m, ma molti superano i 3.000 m: il Raung, il Pangrango, il Ceremai, il Lawu e lo Slamet). Tra le eruzioni più catastrofiche, si ricordano quella del 1686 (vulcano Ringgit) e quella del 1772 (vulcano Papandayan). I fiumi principali sono il Solo, il Maloc e il Taroen. È divisa nelle tre province amministrative della Giava occidentale con capitale Bandung, della Giava centrale con capitale Semarang, della Giava orientale con capoluogo Surabaya e nel distretto speciale di Yogyakarta, a cui si aggiunge il distretto urbano di Giacarta, capitale dello stato. Il clima è umido con temperature che possono avvicinarsi ai 40 °C e piovoso da novembre ad aprile. Fino a 500 m di altitudine il clima è temperato; sopra questa quota la temperatura digrada fino a scendere sottozero. La vegetazione grazie al clima umido, è rigogliosa con presenza di acacie, bambù, aceri, castagni, querci, olmi e palme; importante risorsa economica è lo sfruttamento delle foreste di tek per il pregiato legno che se ne ricava. La sua economia si fonda anche sull'attività agricola (tè, riso, zucchero, caffè, tabacco), la pesca (presenza di numerosi porti naturali con pesca di aragoste, gamberi ecc.) e il commercio. Produzione di caucciù. Lavorazione artigianale di tessuti con l'antica tecnica di tintura fatta con la cera, chiamata batik. Tra le specie animali presenti sull'isola si segnalano tigri, leopardi, scimmie, rettili (cobra, pitoni, coccodrilli ecc.) e numerose specie di volatili (pappagalli, aironi, pavoni, piccioni ecc.). Nel VII sec. fu colonizzata dagli indù e solo nel 1500 la dominazione indù venne sostituita da quella musulmana, per passare poi sotto il controllo portoghese e olandese. Alla fine del XIX sec. sull'isola furono scoperti i resti fossili dell'Homo erectus, comunemente conosciuto come uomo di Giava. Centri principali: Bandung, Surabaya, Semerang, Malang, Surakarta e Yogyakarta. 
Giava, fossa di 
Fossa sottomarina dell'oceano Indiano, a sud della costa dell'isola di Giava. 
Giava, mare di 
Settore dell'oceano Pacifico, tra le isole di Giava, Borneo, Belitung e Bangka. 

\giàva, sf. 1 Magazzino delle Galle del XVII sec. 2 Ballo in voga dopo la prima guerra mondiale. 

\giavàzzo, sm. Giaietto. 

\Giàve Comune in provincia di Sassari (758 ab., CAP 07010, TEL. 079). 

\giavellottìsta, sm. (pl. m.-i) Atleta che pratica lo sport del tiro del giavellotto. 

\giavellòtto, sm. 1 Arma da lancio costituita da una asta la cui estremità possiede un pinta di metallo. ~ lancia. 2 Attrezzo sportivo simile all'arma. ~ asta. 
  sm. javelin. 
  franc. javelot. 

\Giavèno Comune in provincia di Torino (12.864 ab., CAP 10094, TEL. 011). Centro agricolo (coltivazione di frutta), turistico e industriale (prodotti della carta, meccanici e tessili). Gli abitanti sono detti Giavenesi

\Giàvera dél Montèllo Comune in provincia di Treviso (3.806 ab., CAP 31040, TEL. 0422). 

\Gìba Comune in provincia di Cagliari (2.286 ab., CAP 09010, TEL. 0781). 

\gìbbo, sm. Deformazione ad angolo verso l'interno di un tratto della colonna vertebrale provocata da vari processi patologici (tubercolosi, rachitismo, traumi ecc.). L'anomalia può essere anche congenita. Di solito si accompagna anche a dolori vertebrali, sciatica e può provocare difficoltà alla deambulazione. ~ gobba. 
  lat. gibbus. 

\Gibbon, Edward (Putney, Londra 1737-Londra 1794) Storico. Tra le opere Declino e caduta dell'impero romano (1776-1788). 

\gibbóne, sm. Genere di scimmie Catarrine (Hylobates) della famiglia degli Ilobatidi, prive di coda, con testa piccola e arti inferiori molto lunghi. Si nutrono di frutta, germogli e insetti e vivono nelle foreste asiatiche. Tra le varie specie, l'Hylobates agilis, con mani e piedi bianchi, l'Hylobates lar dalle mani bianche e faccia circondata da una specie di barba bianca e l'Hylobates moloch, gibbone cenerino oggi quasi estinto. 
Gibbone col ciuffo 
Mammifero (Hylobates concolor) della famiglia degli Ilobatidi e dell'ordine dei Primati. Alto 90 cm, di colore nero, presenta un ciuffo sul capo. Vive nella foresta dell'Indocina orientale e di Formosa. Si muove da un albero all'altro servendosi delle lunghe braccia. 

\Gibbons, Orlàndo (Oxford 1583-Canterbury 1625) Compositore inglese. Autore di madrigali (un libro), mottetti a cinque voci e fantasie per strumenti a tastiera. 

\gibbosità, sf. Caratteristica di chi è gibboso. ~ rilievo. <> avvallamento. 

\gibbóso, agg. 1 Gobbo. ~ ricurvo. <> dritto. 2 Ondulato. ~ irregolare. <> lineare. 
  lat. gibbosus, deriv. da gibbus gobba. 

\Gibbs, James (Footdeesmire 1682-Londra 1754) Architetto inglese. Tra le opere la Radcliffe Library a Oxford (1737-1749). 

\Gibbs, Josiah Willard (New Haven 1839-1903) Chimico, fisico e matematico americano elaborò il concetto di energia libera e di potenziale chimico. Studiò il comportamento termodinamico dei gas. 
Funzione di Gibbs 
Se H è l'entalpia, T la temperatura assoluta e S l'entropia, vale la relazione G = H-TS. 
Regola delle fasi 
Se L è il numero di gradi di libertà di un sistema di sostanze eterogenee in equilibrio termodinamico, C è il numero dei componenti e F quello delle fasi, vale la relazione L = C-F + 2. 

\gibbùto, agg. 1 Che ha la gobba. ~ curvo. 2 Ondulato, pieno di gobbe. ~ gibboso. 

\Gibellìna Comune in provincia di Trapani (5.027 ab., CAP 91024, TEL. 0924). 

\gibèrna, sf. Astuccio a tasca di cuoio da tenere appeso alla cintura per custodirvi cartucce del fucile. ~ cartucciera. 
  franc. giberne, dal lat. tardo zaberna. 

\gibigiànna, sf. Il balenio prodotto dalla luce quando si riflette su uno specchio o simili e batte su di un'altra superficie. 

\Gibigianna, La Commedia di C. Bertolazzi (1898). 

\Gibiltèrra Piccola colonia britannica (6 km2) che occupa il promontorio omonimo sulla costa meridionale della penisola iberica. Essa sovrasta lo stretto di Gibilterra, l'esiguo braccio di mare che mette in comunicazione il mar Mediterraneo con l'oceano Atlantico. 
Il promontorio è costituito da un massiccio calcareo (426 m) che scende ripidamente sulla costa. 
Tuttora base navale potentemente fortificata, fu nei secoli un territorio molto ambito per la sua posizione strategica. 
La popolazione civile è per la maggior parte spagnola. 
Unica risorsa economica è il turismo. 
STORIA Conosciuta fin dall'antichità (colonne d'Ercole), Gibilterra fu punto di partenza della conquista musulmana in Spagna (djabal al T¿ª¿riq, dal nome del capo berbero Tariq, da cui Gibilterra). Presa nel 1704 dagli inglesi, ai quali viene riconosciuta con il trattato di Utrecht del 1713, divenuta una potente base aeronavale, è tuttora rivendicata dalla Spagna. 
Gibilterra 
Stretto marittimo, tra la penisola iberica e il Marocco, che collega il mar Mediterraneo con l'oceano Atlantico. Tra la punta di Canares e la punta Cires ha una larghezza minima di 14 km ed è profondo mediamente 500 m. 

\Gibran, Khalil Gibran (Bsherri 1883-New York 1931) Prosatore libanese naturalizzato statunitense. Tra le opere Il profeta (1923). 

\Gibson, Mel (Peekskill, New York 1956-) Attore cinematografico australiano. Nato negli USA, arrivò al successo con la trilogia di Mad Max (1979, 1982 e 1985). Interpretò inoltre Un anno vissuto pericolosamente (1982), i tre episodi di Arma letale (1987, 1989, 1992), Braveheart (1995, di cui fu anche regista, vincitore di 5 Oscar), Ransom-Il riscatto (1996), Payback (1998). 

\gìbus, sm. invar. Cappello cilindrico di seta, dotato di un sistema a molle per essere appiattito. 

\Gibuti Repubblica dell'Africa orientale, confina con l'Etiopia a ovest e a sud, con la Somalia per un breve tratto orientale e si affaccia a est al golfo di Aden (370 km di costa). Le acque si insinuano sino al centro del paese nella profonda insenatura del golfo di Todjora. 
Il territorio ha una notevole importanza strategica, in quanto accede, tramite lo stretto di Bab al Mandab, alla parte meridionale al mar Rosso. 
Il paese è prevalentemente desertico e steppico; si innalza gradualmente sulle pianure della Dancalia (monte Moussa Ali 2.010 m) e affonda nella depressione del lago Assal (-150 m). 
I corsi d'acqua sono pressoché inesistenti, soggetti esclusivamente alle rare e irregolari piogge. 
Il clima è prevalentemente caldo e umido, con temperature elevate. 
La capitale è Gibuti sulla costa, porto franco e capolinea ferroviario. 
La povertà di risorse del territorio, il clima e il terreno poco adatto alla coltivazione limitano notevolmente l'economia. L'unica attività praticata è la pesca e la pastorizia (caprini e ovini) da parte delle popolazioni nomadi. Le uniche zone coltivate sono presso le oasi (legumi, datteri). 
Abitanti-577.000 
Superficie-23.200 km2 
Densità-24,9 ab./km2 
Capitale-Gibuti 
Governo-Repubblica presidenziale 
Moneta-Franco di Gibuti 
Lingua-Arabo, francese e idiomi cusciti 
Religione-Musulmana sunnita 

\gicleur, sm. invar. Tubo con orifizio calibrato che fa zampillare il carburante nel carburatore. 

\Gidda Città (1.500.000 ab.) dell'Arabia Saudita, nell'Higiaz, sul mar Rosso. 

\Giddens, Anthony (1939-) Sociologo inglese. Tra le sue opere, Lo stato nazione e la violenza (1985), Le conseguenze della modernità (1991) e La trasformazione dell'intimità (1992). 

\Gide, André (Parigi 1869-1951) Scrittore francese premio Nobel nel 1947 per la letteratura. Personalità irrequieta della letteratura francese, fu tra i fondatori della Nouvelle Revue française (1909). Protestante e omosessuale dichiarato, affrontò, spesso in forma autobiografica, i temi morali del suo tempo. Tra le opere principali, Nutrimenti terrestri (1897), L'immoralista (1902), La porta stretta (1909), I sotterranei del Vaticano (1914), La sinfonia pastorale (1919), I falsari (1925), Se il grano non muore (1926), Diario (1936). 

\Gielgud, John (Londra 1904-2000 Wotton Underwood, Buckinghamshire) Attore e regista inglese. Grande interprete shakespeariano (Amleto, 1929 e Romeo e Giulietta, 1933), dal 1933 divenne regista. Interpretò anche film per il cinema quali Il caro estinto (1965), Providence (1976) e L'ultima tempesta (1991). 

\giellìsmo, sm. Movimento politico che ricavò il nome dall'organizzazione Giustizia e Libertà (GL). 

\GIF Sigla di Graphics Interchange Format. In informatica si tratta di un formato largamente usato per lo scambio di immagini grafiche. 

\Giffen, Robert (Strathaven, Lanarkshire 1837-For Augustus, Inverness-shire 1910) Sir. Economista e statistico britannico. Elaborò il paradosso di Giffen, relativo a un'eccezione della legge della domanda-offerta, secondo il quale è possibile che, pur aumentando il prezzo di un bene, ne corrisponda un aumento della domanda. 

\Gifflènga Comune in provincia di Biella (106 ab., CAP 13030, TEL. 0161). 

\Giffóne Comune in provincia di Reggio Calabria (2.420 ab., CAP 89020, TEL. 0966). 

\Giffóni Sèi Casàli Comune in provincia di Salerno (3.608 ab., CAP 84090, TEL. 089). 

\Giffóni Vàlle Piàna Comune in provincia di Salerno (10.460 ab., CAP 84095, TEL. 089). 

\Gifu Città (410.000 ab.) del Giappone, nell'isola di Honshu. Capoluogo della prefettura omonima (2.080.000 ab.). 

\giga- Prefisso di unità di misura che ne moltiplica il valore per 109 e si abbrevia con G. 
  greco gígas gigante. 

\gìga, sf. Antico strumento a corde. 

\gigabyte, sm. invar. Unità di misura della quantità di informazione (corrispondente a 230 byte). 

\gigahertz, sm. invar. Unità di misura della frequenza, di simbolo GHz, pari a 109 hertz. 

\gigànte, agg. e sm. agg. Di grandi dimensioni. ~ enorme. cercava delle confezioni in formato gigante
sm. 1 Nella mitologia greca-romana ciascuno dei figli della terra di smisurata statura, che lottarono contro Giove. ~ titano. 2 Persona di statura superiore alla media. ~ colosso. <> nano. avvicinarsi a passi di gigante, velocemente. 3 Persona che eccelle per capacità. ~ sommo. Dante è un gigante della letteratura
  agg. gigantic, giant. sm. giant. 
  lat. gigas,-antis, dal greco gigas
Stella gigante rossa 
Stella con raggio enormemente superiore a quello solare e con emissione massima nella regione spettrale del rosso. Una stella si dice gigante rossa quando, nel corso della sua evoluzione, non può più trasformare idrogeno nucleare in elio e subisce un'intensa espansione e successivo raffreddamento dei suoi strati esterni. 

\Gigànte, Giacìnto (Napoli 1806-1876) Pittore. Tra le opere Veduta di Sorrento (Napoli, Museo Nazionale di San Martino). 

\Gigante, Il Film drammatico, americano (1957). Regia di George Stevens. Interpreti Elisabeth Taylor, Rock Hudson, James Dean. Titolo originale: Giant 

\giganteggiàre, v. intr. Innalzarsi come un gigante tra persone o cose. ~ spiccare. 

\gigantésco, agg. (pl. m.-chi) Proporzioni fisiche gigantesche. ~ enorme. <> minuscolo. 
  agg. gigantic. 

\Giganti della montagna, I Dramma di L. Pirandello (postumo 1937). 

\Gigànti, ghiacciàio occidentàle déi Il più esteso dei ghiacciai del monte Collalto, nel gruppo delle Vedrette di Ries delle Alpi Pusteresi. 

\gigantìsmo, sm. Anomalia nell'accrescimento di un individuo. Può essere causato da fattori genetici costituzionali o da una patologia causata da sovrabbondante produzione dell'ormone somatotropo; in entrambi i casi non altera le corrette proporzioni corporee e si manifesta nel normale periodo di accrescimento scheletrico. Quando l'eccessivo accrescimento interessa invece soggetti già adulti, si tratta senza dubbio di una malattia endocrina chiamata acromegalia, dovuta a tumori dell'ipofisi, con ipersecrezione dell'ormone della crescita. 
  deriv. da gigante. 

\gigantografìa, sf. Insieme delle operazioni per ottenere ingrandimenti fotografici. 
  sf. giant poster, blow-up. 

\gigantomachìa, sf. Nella mitologia greca battaglia dei giganti contro gli dei. 

\Gigantòstraci Sottoclasse di Artropodi della classe dei Merostomi, viventi in mare o in acqua dolce, che comprendeva i più grandi artropodi conosciuti, lunghi anche un paio di metri. 

\Gigartinàli Ordine di Alghe Rodoficee Floridee. Presentano alternanza di generazione e hanno spore nutrite da una sola generazione di cellule ausiliarie. 

\gigawatt, sm. invar. Unità di misura di potenza, di simbolo GW, pari a 109 watt. 

\gigawattóra, sm. invar. Unità di misura di energia o lavoro, di simbolo GWh, pari a 106 kilowattora. 

\Gìge Re di Lidia dal 685, succedette a Candaule dopo averlo ucciso. La leggenda lo dipinge immensamente ricco e in possesso di un anello che rende invisibili. 

\gigionàta, sf. Atteggiamento da gigione. 

\gigióne, sm. 1 Attore che per smania di primeggiare recita enfaticamente. ~ istrione. 2 Chi, per soddisfare la propria vanità, pone in grande rilievo ogni sua azione. ~ bellimbusto. 

\gigioneggiàre, v. tr. Comportarsi da gigione. 

\gigionésco, agg. (pl. m.-chi) Da gigione. 

\gigionìsmo, sm. Contegno da gigione. 

\Gìgli, Beniamìno (Recanati 1890-Roma 1957) Tenore italiano. Cantante dalle notevoli qualità vocali, fu interprete squisito di ruoli lirici ed elegiaci del repertorio romantico e verista. 

\Gìgli, Lorènzo (Brescia 1889-Torino 1971) Giornalista e scrittore. Svolse la propria attività giornalistica occupandosi di critica letteraria dalla pagina culturale del quotidiano La Gazzetta del Popolo. Autore di Storia del romanzo italiano da Manzoni a D'Annunzio (1914), Il re di Roma (1943), De Amicis (1962), fece conoscere Conrad e Faulkner ai lettori italiani, traducendone le opere. 

\Gìgli, Sìlvio (Siena 1910-Roma 1988) Conduttore radiofonico italiano. Fu il primo conduttore di trasmissioni a quiz. 

\gigliàceo, agg. Relativo al giglio. 

\gigliàto, agg. e sm. agg. 1 Ornato di gigli. 2 Detto di un campo o di una pezza cosparsi di gigli. 3 Detto di giocatore o sostenitore della squadra di calcio della Fiorentina. 
sm. 1 Moneta d'argento coniata a Napoli da Carlo II D'Angiò. 2 Chi gioca nella squadra di calcio della Fiorentina. 

\Gigliflòre Ordine di piante. ~ liliflore. 

\gìglio, sm. Genere di piante della famiglia delle Gigliacee (Lilium), hanno bulbo sotterraneo squamoso, grandi fiori profumati, solitari o in infiorescenze. 
  sm. lily. 
Lilium candidum o giglio di Sant'Antonio 
Specie comune con grandi fiori bianchi, profumatissimi, cresce spontaneamente. 
Lilium bulbiferum o giglio rosso 
Ha fiori giallo aranciati, cresce nelle zone alpine e appenniniche. 
Lilium pomponium 
Con fiori rossi a punti neri caratteristico delle Alpi marittime. 

\Gìglio, ìsola dél Isola del mar Tirreno (21,21 km2, 170.000 ab.), nell'arcipelago toscano (Grosseto). Il territorio è montuoso e la punta più alta è la cima del Poggio della Pagana (496 m); trae le sue risorse soprattutto dal turismo. Il comune di Isola del Giglio comprende anche l'isola di Giannutri. 

\Gignése Comune in provincia di Verbano-Cusio-Ossola (850 ab., CAP 28040, TEL. 0323). 

\Gignòd Comune in provincia di Aosta (991 ab., CAP 11010, TEL. 0165). 

\gigolette, sf. invar. Ragazza della malavita di costumi molto liberi. 

\gigolo, sm. invar. Giovane mantenuto da una donna più anziana. 

\gihad, sm. invar. Guerra contro gli infedeli per la diffusione dell'Islam. Costituisce un obbligo per tutti i musulmani. 
  voce araba che significa "sforzo in una determinata direzione (nella via di Allah)". 

\Gijón Città (265.000 ab.) della Spagna, nelle Asturie, sul golfo di Biscaglia. È porto commerciale e peschereccio e centro agricolo, dell'estrazione e dell'esportazione di carbone, ferro, rame e zinco. Vi si trovano industrie siderurgiche, chimiche, petrolchimiche, alimentari e del vetro. Importante anche il turismo balneare. È sede di un'importante accademia militare e del palazzo Revillagigedo del XVII sec. Probabilmente fondata dai romani, verso la seconda metà del XVI divenne un importante porto per il commercio con le indie occidentali. 

\Gila Fiume (1.014 km) degli USA, nel Nuovo Messico e nell'Arizona. Nasce dalle Montagne Rocciose e confluisce nel Colorado. 

\Gilan Provincia (2.081.000 ab.) dell'Iran, capoluogo Rasht. 

\gilbert, sm. invar. Unità elettromagnetica del sistema CGS, avente simbolo Gb, pari alla forza elettromotrice prodotta da una bobina di una spira percorsa dalla corrente di 10/4π A. 
  dal nome del fisico inglese W. Gilbert

\Gilbert Walter (Boston 1932-) Biochimico statunitense. Ideò un metodo per l'individuazione di sequenze nel DNA. Nel 1980 con P. Berg e F. Sanger fu insignito del premio Nobel per la chimica. 

\Gilbert, Nicolas Joseph Laurent (Fontenoy-le-Château, Vosgi 1751-Parigi 1780) Poeta francese. Annoverato dalla critica fra i poeti maledetti, scrisse Les adieux à la vie, Le carnaval des auteurs (1773), Le XVIII siècle (1775). 

\Gilbert, William (Colchester 1544-Londra 1603) Scienziato e filosofo inglese, compì i propri studi a Cambridge e nel 1601 divenne medico di corte della regina Elisabetta I. Fu il primo a compiere studi sul magnetismo. Inventò un elettroscopio e distinse i dielettrici dai conduttori. Scoprì l'inclinazione e la declinazione magnetica e la loro variazione nel tempo. Oltre a dimostrare sperimentalmente il magnetismo terrestre, fu tra i primi scienziati che si discostarono dai dogmi tolomaici, accettando il sistema copernicano. Porta il suo nome l'unità di misura (Gb) usata in elettromagnetismo per quantificare la forza magnetomotrice; un gilbert equivale a 0,796 A. 

\gilbertìni Appartenenti all'ordine religioso inglese che fu fondato nel 1131 da San Gilberto di Sempringham e venne soppresso nel 1538 da Enrico VIII. 

\Gilda Film drammatico, americano (1945). Regia di Charles Vidor. Interpreti: Rita Hayworth, Glenn Ford, George MacReady. Titolo originale: Gilda 

\Gilda del Mac Mahon, La Racconto di G. Testori (1959). 

\Gildóne Comune in provincia di Campobasso (962 ab., CAP 86010, TEL. 0874). 

\gilè, sm. invar. Adattamento di gilet. 
  sm. invar. waistcoat. 

\Gilèra, Giusèppe (Milano 1887-Arcore 1971) Fondatore nel 1909 ad Arcore di una delle prime fabbriche di motociclette del mondo. 

\gilet, sm. invar. Corpetto aderente senza maniche. ~ panciotto. 
  sm. invar. waistcoat. 

\Gilgamesh Quinto re sumero della città di Uruk (XXVI sec. a. C.). Divinizzato, diventò il protagonista di un poema epico assiro babilonese (Epopea di Gilgamesh), considerato l'opera più importante della letteratura babilonese in scrittura cuneiforme. Come nel caso dei nibelunghi, anche nell'Epopea di Gilgamesh, una serie di leggende originariamente indipendenti dovettero confluire in seguito in un unico poema, il cui valore è da attribuirsi al felice incontro di un poeta di talento con una materia grandiosa. Il re Gilgamesh affronta insieme al compagno Enkidu nemici potentissimi e prove di ogni genere nell'intento di procurarsi l'immortalità, che però gli sfugge per l'intervento di un serpente. Autoaffermazione e immortalità sembrano essere i due principali desideri dell'eroe sumero. L'Epopea di Gilgamesh è il primo poema che mostri l'uomo nel processo di svincolamento dagli dei, ma anche nell'angoscia derivante dall'ineluttabilità della morte. Da notare che l'opera contiene quello che viene ritenuto il primo racconto scritto del diluvio universale, e presenta parziali analogie con il più noto racconto biblico. 

\Gilgit Fiume (240 km) del Pakistan, nel Kashmir settentrionale. Nasce dal Karakoram e confluisce nel fiume Ondo. 

\gill, sm. invar. Misura di capacità pari a 0,142 dm3 in Gran Bretagna e a 0,118 dm3 negli Stati Uniti. 

\Gilles Romanzo di P. Drieu La Rochelle (1939). 

\Gillette, King C. (Fond du Lac 1855-Los Angeles 1932) Inventore del rasoio di sicurezza e fondatore dell'omonima società statunitense produttrice di rasoi e accessori da barba. 

\Gilliam, Terry (Minneapolis 1940-) Regista cinematografico statunitense. Diresse I banditi del tempo (1981), Brazil (1985), Le avventure del barone di Münchhausen (1989) e Il re pescatore (1991). 

\GIM Sigla di Generale Industrie Metallurgiche. 

\gimcàna => "gincana" 

\gimcanìsta => "gincanista" 

\Gimigliàno Comune in provincia di Catanzaro (3.989 ab., CAP 88045, TEL. 0961). 

\Gimma Città (61.000 ab.) dell'Etiopia, nell'Acrocoro Etiopico. Capoluogo della regione di Caffà. 

\gimnàrco, sm. Pesce (noto anche come gimnarco del Nilo, Gymnarchus niloticus) della famiglia dei Gimnarchidi e dell'ordine dei Mormiriformi. Lungo sino a 2 m, presenta un muso a forma di rostro. Vive nel Nilo. 

\gimno-, o ginno- Primo elemento di parole composte. 
  greco gymnós scoperto, nudo. 

\Gimnoblastèi Sottordine di Celenterati Idroidi che vivono da soli o in colonie e sono caratterizzati dalla mancanza di teca, per cui sono detti anche tecati. 

\gimnocàrpo, agg. Detto di corpo fruttifero di Funghi Ascomiceti e Basidiomiceti, dotato della parte fertile anche nel periodo iniziale della formazione. 

\gimnoceràti Gruppo di Insetti Emitteri Eterotteri che vivono soprattutto sulla terra. 

\gimnodàttilo, sm. Genere di geconidi diffusi nell'Europa di sud-est, nell'Asia occidentale e nell'Africa settentrionale, con dita prive di lamelle adesive. 

\Gimnofióni Ordine di Anfibi dal corpo cilindrico vermiforme privo di arti e cinti e con piccoli occhi coperti di pelle. 

\Gimnosòmati Ordine di piccoli Molluschi Opistobranchi marini privi di conchiglia. 

\Gimnospèrme Piante prevalentemente arboree della famiglia delle Fanerogame, con ovuli portati da brattee aperte, non racchiusi in un ovario. Le Gimnosperme attuali sono solo una piccola rimanenza della flora preistorica, molto più ricca e varia, ma oggi nota solo allo stato fossile. Sono legnose con foglie persistenti, coriacee, aghiformi, laminari o squamose. I sessi sono separati e la fecondazione si realizza sempre in modi diversi, tanto da essere una caratteristica distintiva per alcune specie. Tuttavia anche nelle forme più evolute, la fecondazione è molto semplice; essa riguarda solo l'oosfera e, a differenza delle Angiosperme, non si forma un endosperma secondario; la funzione di questo tessuto viene assunta nelle Gimnosperme da un endosperma aploide, detto primario. Nel seme maturo esiste solo un embrione. L'impollinazione avviene a opera del vento, i semi sono protetti fra squame legnose ravvicinate (pigne). Le Conifere fanno parte di queste specie e formano estese foreste in entrambi gli emisferi.  Alcune specie di Gimnosperme sono ormai completamente estinte (Cordaitine, Bennettitine). 

\Gimnostòmi, o Gimnostomàti Sottordine di Protozoi olotrichi ciliati aventi citostoma senza cilia. ~ gimnostomati. 

\gimnòto, sm. Genere di Pesci Cipriniformi dell'America meridionale, appartenente alla famiglia dei Gimnotidi, dal corpo allungato, con pinna anale molto lunga, privi delle pinne ventrali e dorsale e muniti di organi elettrici analoghi a quelli delle torpedini. 

\Gimóndi, Felìce (Sedrina 1942-) Corridore ciclista. Vincitore del Giro di Francia nel 1965 e tre volte del Giro d'Italia (1967, 1969 e 1976), nel 1973 fu campione mondiale dei professionisti su strada. 

\Gimpel l'idiota Racconto di I. B. Singer (1957). 

\gin, sm. invar. Acquavite di grano, avena, orzo aromatizzata con bacche di ginepro. 
  sm. invar. gin. 

\gin fizz, loc. sost. m. invar. Bibita composta di gin, succo di limone bianco di uovo e zucchero agitata nello shaker. 

\ginandrìa, sf. Alterazione dei caratteri sessuali femminili. 

\ginandromorfìsmo, sm. Presenza in uno stesso individuo di caratteri sia maschili sia femminili. 

\ginatresìa, sf. Malformazione del canale genitale femminile, congenita o derivata da cicatrizzazione anormale, consistente nella sua impervietà. 

\gincàna, sf. 1 Gara podistica, automobilistica o motociclistica che impegna i partecipanti a superare ostacoli artificiosi. 2 Percorso tortuoso. 

\gincanìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Che partecipa a gare di gimcana. 

\ginec(o)- Primo elemento di parole composte tratto da un termine greco che significa "donna". 

\ginecèo, sm. 1 Parte interna della casa greca riservata alle donne. 2 Luogo dove si trovano sempre molte donne. 

\ginecofobìa, sf. Timore morboso delle persone di sesso femminile. 

\ginecologìa, sf. (pl.-gìe) Parte della medicina che cura l'apparato genitale femminile. 
  sf. gynaecology. 

\ginecologicaménte, avv. Dal punto di vista ginecologico. 

\ginecològico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla ginecologia. 
  agg. gynaecologist. 

\ginecòlogo, sm. (pl.-i) Medico specializzato in ginecologia. ~ ostetrico. 

\ginecomastìa, sf. Aumento delle dimensioni della mammella maschile. 

\ginepràio, sm. 1 Luogo folto di ginepri. ~ prunaia, roveto. 2 Situazione imbrogliata. ~ complicazione. 

\ginepréto, sm. Terreno ricoperto di ginepri. ~ ginepraio. 

\ginépro, sm. Genere di piante arbustive (Juniperus communis) della famiglia delle Cupressacee, molto diffuse nei boschi dell'Europa e dell'Asia settentrionale. In Italia crescono spontaneamente. Il legno, rossastro e profumato è usato in falegnameria; i falsi frutti sono invece usati in medicina, in cucina e nella produzione dei liquori. 
  sm. juniper. 
Catrame di ginepro o olio empireumatico di ginepro 
Usato come antisettico in medicina, è ricavato dalla distillazione secca del legno di ginepro rosso (Juniperus oxycedrus). 
Ginepro comune 
Gimnosperma (Juniperus communis) della famiglia delle Cupressacee e della classe delle Conifere. Alto fino a 3 m, è diffuso in tutta l'Italia. 
Ginepro rosso 
Gimnosperma (Juniperus oxycedrus) della famiglia delle Cupressacee e della classe delle Conifere. Raggiunge l'altezza di 5 m, è presente in Italia nelle regioni appenniniche e costiere. 
Olio di ginepro 
Olio usato in medicina, nella fabbricazione del gin e in profumeria. Viene ricavato dalla distillazione di coccole (falsi frutti carnosi del ginepro rosso) in corrente di vapore. 

\ginèrio, sm. Genere di piante erbacee perenni della famiglia delle Graminacee, originarie dell'America tropicale, comprendente l'unica specie Gynerium saccharoides, dalle lunghe infiorescenze a spiga e lamine fogliari simili a lame di spada. 

\ginèstra, sf. Genere di piante arbustive (Spartium junceum) della famiglia delle Leguminose, con fiori gialli e profumati a forma di calice, corolla grande con ali libere carena saldata anteriormente e abbassata in modo da lasciare scoperti gli stami e il pistillo a fioritura inoltrata, pistillo con stilo arcuato. Può essere di varia forma con uno o più semi. Conosciuta in più di ottanta specie di piante legnose o fruttescenti, che vivono in Asia occidentale, Africa boreale e in Europa. In Italia ne esistono venti specie, fra cui le più frequenti sono: Genista germanica, Genista radiata, Genista tinctoria
  sf. broom. 
Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius
Pianta arbustiva che raggiunge i due metri di altezza, della famiglia delle Papilionacee. Le sommità fiorite vengono usate in medicina come ipotensivo e diuretico. 

\Ginèstra Comune in provincia di Potenza (783 ab., CAP 85020, TEL. 0972). 

\Ginèstra dégli Schiavóni Comune in provincia di Benevento (712 ab., CAP 82020, TEL. 0824). 

\ginestréto, sm. Terreno in cui cresce la ginestra. 

\ginestrìno, sm. Nome comune del Lotus corniculatus, una pianta erbacea perenne con fiori gialli e foglie composte da quattro o cinque foglioline che nasce spontaneamente nei prati, ma viene anche coltivata nei prati artificiali. 

\ginestróne, sm. Nome volgare dell'Ulex europaeus, una pianta arbustacea spinosa della famiglia delle Leguminose utilizzato per formare siepi. È diffuso lungo il litorale tirrenico. 

\Ginévra Città della Svizzera (165.000 ab.), capitale del cantone omonimo, a 375 m sul lago omonimo, nel punto preciso in cui nasce il Rodano. Città famosa in tutto il mondo per le sue industrie meccaniche, di precisione (orologi, utensili), alimentari e per l'università. Sede della sezione europea delle Nazioni Unite e di vari organismi internazionali, ha ospitato e ospita sovente conferenze internazionali. Tra i monumenti, la cattedrale medievale e le chiese di San Germano, San Gervasio e Santa Maria Maddalena. Città degli Allobrogi (Genua), subì la dominazione romana e, dal V sec., del regno dei burgundi; nel 534 passò ai franchi e in seguito (863) al regno di Borgogna, facendo parte dell'impero fino al 1387 quando ottenne l'autonomia. Accolse la riforma protestante (1533) e sotto la guida di Calvino si costituì in repubblica teocratica (1541). Durante la dominazione napoleonica appartenne alla Francia e nel 1815 entrò a far parte della Confederazione Elvetica. È stata sede della Società delle Nazioni. 
Conferenze di Ginevra 
Otto conferenze, svolte nella città elvetica, durante le quali vennero affrontati problemi di ordine planetario, quali la concessione di indipendenza a stati sottomessi, l'interruzione degli esperimenti nucleari, la non proliferazione delle armi atomiche, la pace nel Medio Oriente e la risoluzione della crisi arabo israeliana. 
Convenzioni di Ginevra 
Nel 1864 vennero concluse quattro convenzioni in base alle quali gli stati contraenti si impegnavano a osservare norme che imponevano un trattamento più umano dei prigionieri di guerra e il rispetto e la protezione dei civili in caso di guerra. 
Ginevra 
Cantone (388.000 ab.) della Svizzera, nei confini ristabiliti dal trattato di Vienna. Capitale l'omonima città. 
Ginevra, lago di 
Lago (581 km2) alpino della Svizzera occidentale, al confine con la Francia. È anche chiamato Lemano. Di origine glaciale, ha come immissario ed emissario il fiume Rodano. Il clima mite permette sulle sue rive la coltivazione di pregiati vigneti. Turismo nelle località di Ginevra, Losanna, Morges, Nyon, Montreaux e in quelle francesi di Thonon-les-Bains ed Evian-les-Bains. 

\ginevrìno, agg. e sm. agg. Relativo a Ginevra. 
sm. Abitante a Ginevra. 

\ginger, sm. invar. Bibita fatta con acqua, zucchero, acido citrico, anidride carbonica e aromatizzata con estratti vegetali. 

\gingillàrsi, v. rifl. Trastullarsi con gingilli. ~ baloccarsi. 
  v. rifl. to fritter away one's time. 
  deriv. da gingillo. 

\gingìllo, sm. 1 Qualsiasi oggetto o cosa di aspetto grazioso, ma di valore irrisorio. ~ ciondolo. 2 Occupazione che fa perdere il tempo. ~ trastullo. 
  sm. plaything. 

\gìnglimo, sm. Termine utilizzato in anatomia per indicare alcuni tipi di articolazione. 
  greco gínglimos cardine. 
Articolazione a ginglimo angolare 
Articolazione trocleare. 
Articolazione a ginglimo laterale 
Articolazione trocoide. 

\Gìni, Corràdo (Motta di Livenza 1884-Roma 1965) Statistico. Dal 1926 al 1932 fu il primo presidente dell'ISTAT. Tra le sue opere, L'ammontare e la composizione della ricchezza delle nazioni (1914) e Ricchezza e reddito (1959). 

\gìnkgo, sm. invar. Gimnosperma (Ginkgo biloba) della classe delle Ginkgoine. Non cresce spontaneamente, ma solo per rimboschimento. In Cina e in Giappone viene utilizzato come elemento decorativo in templi e palazzi. In fitoterapia viene utilizzato per migliorare la microcircolazione cerebrale. 

\Ginkgoìne Classe di piante della famiglia delle Gimnosperme, oggi comprendente il solo genere ginkgo, che comparvero nel Paleolitico e si svilupparono notevolmente nel Giurassico. 

\ginnasiàle, agg., sm. e sf. agg. Del ginnasio. 
sm. e sf. Allievo del ginnasio. 

\ginnàsio, sm. 1 Luogo in cui la gioventù greca si esercitava nella ginnastica. 2 Scuola media superiore della durata di due anni che collega la media inferiore con il liceo classico. 3 Edificio in cui ha sede tale scuola. 
  lat. gymnasium, dal greco gymnàsion. 

\ginnàsta, sm. e sf. 1 Atleta che pratica la ginnastica artistica. ~ agonista. 2 Nel mondo greco-romano, il maestro di ginnastica. 
  sm. e sf. gymnast. 
  greco gymnastès. 

\ginnàstica, sf. 1 Attività motoria finalizzata al miglioramento della efficienza fisica. ~ atletica, educazione fisica. 2 Esercitazione di tipo intellettuale. 
  sf. 1 (disciplina) gymnastics. 2 (attività) exercise, keep-fit exercises. 
La ginnastica è disciplina olimpica fin dalle prime olimpiadi di Atene del 1896. 
Ginnastica aerobica 
Insieme di movimenti a corpo libero eseguiti a tempo di musica che tende a migliorare l'assorbimento e l'utilizzo dell'ossigeno da parte dell'organismo. 
Ginnastica artistica 
Attività agonistica molto spettacolare, che consiste in esercizi su attrezzi (parallele, anelli, cavallo con maniglie, cavallo per volteggio, sbarra per gli uomini e trave, parallele asimmetriche e cavallo per volteggio per le donne) e a corpo libero. 

\ginnàstico, agg. (pl. m.-ci) Ginnico. 

\gìnnico, agg. (pl. m.-ci) Che riguarda la ginnastica. ~ sportivo. 
  lat. gymnicus, dal greco gymnikòs. 

\ginocchiàta, sf. Colpo dato con il ginocchio. 

\ginocchièllo, sm. 1 Fascia di cuoio o d'altro per proteggere il ginocchio del cavallo dalle cadute. 2 Altezza dell'asse di una bocca di fuoco rispetto al suolo. 3 Nelle armature antiche, ginocchietto. 4 Parte della gamba del maiale macellato, che va dal ginocchio allo stinco. 5 Impronta del ginocchio sui calzoni. 

\ginocchièra, sf. 1 Fascia elastica che si applica al ginocchio per protezione o cura. 2 Rinforzo interno al ginocchio dei calzoni. 3 Nelle armature antiche ginocchiello. 

\ginòcchio, sm. (pl. -chi o -chia) 1 Regione dell'arto inferiore in cui la gamba si articola. 2 Parte dei pantaloni che ricopre il ginocchio. 3 Parte centrale dei remi. 4 Pezzo di legno o di metallo snodato. 
  sm. 1 knee. 2 (stare in ginocchio) to kneel, to be on one's knees. 
  lat. genuculum, dimin. di genu ginocchio. 
Articolazione che unisce la gamba alla coscia, permettendone la flessione e l'estensione, costituita dalla parte superiore della tibia, da quella inferiore del femore e dalla rotula. La completano i due menischi (laterale e mediano), la capsula articolare e i legamenti che collegano le sue varie parti ai muscoli di gamba e coscia. La parte anteriore presenta una sporgenza centrale tondeggiante, posta proprio in corrispondenza della rotula, ai fianchi della quale si evidenziano altri due rilievi, che coincidono con i condili femorali. La parte posteriore è invece leggermente incavata e consente il passaggio di nervi, vasi sanguigni e tendini; contiene inoltre alcune ghiandole linfatiche e formazioni di tessuto adiposo. L'articolazione del ginocchio può essere soggetta a malformazioni o a deviazioni (ginocchio valgo e ginocchio varo che determinano, rispettivamente, la sporgenza del ginocchio verso l'interno o l'esterno della gamba) o a processi infiammatori (sinovite, tendinite, artrite). 

\ginocchióni, avv. In ginocchio. 
  avv. on one's knees. 

\ginogènesi, sf. Particolare partenogenesi. 

\Ginòsa Comune in provincia di Taranto (21.907 ab., CAP 74013, TEL. 099). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi, tabacco, barbabietole e mandorle) e industriale (prodotti alimentari) delle Murge. Vi si trovano il castello del XVI sec. e grotte preistoriche. Gli abitanti sono detti Ginosini

\Ginsberg, Allen (Paterson, New Jersey 1926-New York 1997) Poeta statunitense. Tra le opere Urlo (1956) e La caduta dell'America (1972). 

\gìnseng, sm. invar. Angiosperma (Panax ginseng) della famiglia delle Araliacee e dell'ordine delle Policarpiche. Pianta erbacea perenne originaria della Cina e del Giappone. In Cina questa radice è considerata un rimedio universale e un afrodisiaco. 

\Ginzburg, Moisei Jakovlevic (Minsk 1892-1946) Architetto russo. Tra le opere il palazzo di giustizia ad Alma-Ata (1927-1930). 

\Ginzburg, Natalia (Palermo 1916-Roma 1991) Scrittrice e commediografa. Nel 1938 sposò Leone Ginzburg, antifascista e direttore della casa editrice Einaudi. A quel periodo risale il suo primo romanzo, La strada che va in città (1944). Dopo la guerra, lavorò come redattrice per la casa editrice Einaudi. Nel 1983 fu eletta al Senato. Nei suoi romanzi, È stato così (1947), Tutti i nostri ieri (1952), Valentino (1957), Le voci della sera (1961), Lessico famigliare (1963), Caro Michele (1973) e La città e la casa (1984), Natalia Ginzburg analizzò i rapporti familiari, riservando un'attenzione particolare alla condizione femminile, alla concretezza della vita famigliare e allo sfondo sociale. Il tema dei ricordi e il suo linguaggio piano e spesso ironico hanno influenzato numerosi giovani scrittori italiani. Nei saggi (Mai devi domandarmi, 1970 e La famiglia Manzoni, 1985) e nelle commedie raccolte nei volumi Ti ho sposato per allegria e altre commedie (1967) e Paese di mare (1973), si ritrovano gli stessi temi e lo stesso stile semplice dei romanzi. 

\Gioacchìno o Gioachino. Santo e secondo tradizione, marito di Sant'Anna e padre di Maria Vergine. Il suo nome è citato però solo in un vangelo apocrifo, quello di San Giacomo. 

\Gioacchìno da Fióre (Celico 1130 ca.-San Giovanni in Fiore 1202) Teologo e mistico, abate cistercense, ritiratosi in meditazione sulla Sila, fondò nel 1191 un eremo a San Giovanni in Fiore; il suo ordine, detto dei monaci florensi, fu riconosciuto nel 1196 da Celestino III. Secondo la sua visione, la storia umana si esplicava secondo la divina Trinità. La sua teoria venne fortemente condannata dalla chiesa nel corso del IV concilio Lateranense (1215); da essa però scaturì un vasto movimento culturale, detto giacobinismo. Tra le sue opere, Commento all'Apocalisse, Concordanza del Vecchio e del Nuovo Testamento, Salterio delle dieci corde

\Giòbbe Personaggio biblico, protagonista dell'omonimo libro dell'Antico Testamento, ricordato come esempio di giustizia e soprattutto di pazienza, prefigura la passione di Cristo. Messo alla prova da Dio che, attraverso Satana, gli fa provare una serie di sofferenze e sventure, riesce a sopportarle e superarle mantenendo sempre viva la sua fede nella giustizia divina. 
Libro di Giobbe 
Uno dei cinque libri dell'Antico Testamento detti sapienziali presumibilmente composto dopo la fine dell'esilio babilonese (538 a. C.). Il libro di Giobbe è diviso in varie sezioni: un racconto iniziale in prosa, tre discorsi pronunciati da ciascuno dei tre sapienti amici di Giobbe (Elifaz di Teman, Bildad di Suca e Zofar di Naama) i quali cercano successivamente di confortarlo e ai quali egli risponde nove volte protestando la sua innocenza, un elogio della sapienza, ulteriori interventi di Giobbe, un discorso tra Giobbe e un nuovo personaggio, Eliu, il discorso di Dio a Giobbe con le risposte di Giobbe e un brano conclusivo in prosa contenente il rimprovero di Dio ai tre amici e la riabilitazione di Giobbe. Giobbe è un uomo onesto e giusto, che rifiuta il male e rispetta Dio. Satana sfida Dio a mettere alla prova la fedeltà di Giobbe colpendolo con tremende tribolazioni. Ma, sebbene privato di tutti i suoi beni e con il corpo coperto di piaghe, Giobbe accetta la volontà di Dio. Tre amici, venuti per confortarlo, affermano che le sofferenze di Giobbe sono certamente la punizione per qualche colpa da lui commessa. Giobbe difende la propria innocenza, ma continua a rispettare Dio, pur esponendo la propria esperienza dolorosa e le ingiustizie di cui il mondo è pieno. Eliu, un nuovo interlocutore che sembra aver seguito i dialoghi precedenti, interviene nella discussione e rimprovera Giobbe affermando che Dio è maestoso e giusto. Interviene Dio e, avvolto da un turbine di vento, sfida Giobbe a spiegargli come è stato creato l'universo e come sono ordinate le varie parti di esso (luce e tenebre, neve e grandine, lampi e pioggia, astri e costellazioni, nuvole e fulmini, leoni e corvi, stambecchi e cervi, asino selvatico, bufalo, struzzo, cavallo, falco e avvoltoio, ippopotamo, coccodrillo). Riconoscendo la sua ignoranza di fronte al mistero dei disegni di Dio e alla sua onnipotenza, Giobbe si pente e si cosparge il capo di cenere. Rivolgendosi a Elifaz di Teman, Dio rimprovera i tre sapienti amici di Giobbe perché non hanno detto la verità sul conto di Dio e ingiunge loro di andare da Giobbe e portargli sette tori e sette montoni da offrire in sacrificio. Dopo il sacrificio e la preghiera, Dio libera Giobbe dalle sue sofferenze e gli assegna il doppio delle ricchezze che possedeva in precedenza, facendolo vivere fino a 140 anni. 
Giobbe 
Romanzo di J. Roth (1930). 

\Giobèrti, Vincènzo (Torino 1801-Parigi 1852) Filosofo e politico. Fu ordinato sacerdote nel 1825. Per le sue idee repubblicane venne incarcerato e costretto all'esilio, prima a Parigi (1833) e poi a Bruxelles (dal 1834). Progressivamente si allontanò dalle posizioni repubblicane per avvicinarsi a quelle più moderate, riformiste. Nel Primato civile e morale degli italiani (1843), propose come soluzione alla questione italiana una confederazione di stati sotto il controllo morale del papa, al quale Gioberti riconosceva un primato insostituibile nelle vicende politiche italiane. In contrasto con le tesi mazziniane, non riconosceva la validità dell'iniziativa popolare, sostenendo che il clero e i principi potessero contribuire in modo determinante all'unità italiana. Le idee di Gioberti ebbero molto successo presso i moderati italiani e influenzarono gli eventi degli anni successivi. Con le sue convinzioni riuscì ad avvicinare le forze cattoliche alla corrente risorgimentale. Venne eletto deputato, diventò ministro e presidente del consiglio (1848-1849) e abbandonò i suoi progetti di federalismo neoguelfo, in favore di uno stato liberale unitario (Rinnovamento d'Italia, 1851). Morì in esilio a Parigi, città nella quale si era rifugiato dopo la sconfitta di Novara. 

\giocàbile, agg. Nel calcio, detto del pallone che può essere giocato in modo proficuo. 

\giocàre, v. v. tr. 1 Applicarsi ad attività piacevoli per divertimento. giocare a biliardo. 2 Scommettere. ~ puntare. voleva giocarsi un caffè su quella scommessa. 3 Esercitare le proprie capacità fisiche e intellettive. ~ circuire. 4 Praticare un gioco sportivo. 5 Muoversi liberamente. 6 Aver gioco. ~ burlare. 7 Riflettersi. 8 Prendere in giro. ci ha giocato con uno dei suoi trucchetti
v. rifl. 1 Giostrarsi, divertirsi. ~ svagarsi. 2 Rischiare. si giocava la reputazione quella volta. 
  v. tr. e intr. 1 to play. 2 (scommettere) to bet. 3 (d'azzardo) to gamble. 4 (fig., ingannare) to make a fool of, to fool. 5 (fig., avere peso) to play a part. 
  lat. iocare

\Giocàsta Personaggio mitologico, moglie di Laio, re di Tebe. Si innamorò del figlio Edipo, senza sapere il loro rapporto di parentela, e conosciuta la verità, si impiccò. 

\giocàta, sf. 1 Durata e modo del giocatore. 2 Posta e scommessa del gioco. ~ puntata. 3 Combinazione di numeri o di risultati su cui si punta. 
  sf. bet, stake. 

\giocatóre, sm. 1 Chi pratica un gioco. 2 Chi, agendo con astuzia, raggira gli altri. 3 Chi pratica giochi sportivi. 
  sm. 1 player. 2 (d'azzardo) gambler. 
  deriv. da giocare. 

\Giocatore, Il Romanzo di F. M. Dostoevskij (1867). Tema del romanzo è la passione del gioco, una malattia incurabile che affliggeva l'autore proprio nel tempo della scrittura, passione cieca ed esclusiva che concentra tutte le aspirazioni e facoltà su un solo punto, rendendo l'uomo incapace di reagire ad altri stimoli, costringendolo a rinunciare ai suoi interessi personali e a quelli sociali, riducendo i suoi sogni alle probabilità della roulette pair e impair, rouge e noir. Un pezzo di bravura composto in soli 26 giorni con l'aiuto della stenografa Anna Gregorevna Snitkina, che poi sarebbe diventata la seconda moglie di Dostoevskij. 

\Giocatore, Il (film) Film drammatico, americano (1998). Regia di J. Dahl. Interpreti: M. Damon, J. Malkovich. 

\giocattolàio, sm. Chi vende i giocattoli. 

\giocàttolo, sm. 1 Oggetto idoneo a far divertire i bambini. ~ passatempo. 2 Chi si lascia manovrare da altri. 
  sm. toy, plaything. 
La sua origine è antichissima e trova radici in attività religiose o magiche, con funzioni educative e simboliche (astragali, sonagli, palle, bambole). È ormai riconosciuto il ruolo che il giocattolo ha nell'evoluzione del bambino, anche se le varie scuole di pensiero (Montessori, Winnicot, Dewey e altri) non sono concordi nel suo impiego. 

\giocherellàre, v. intr. 1 Trastullarsi. ~ baloccarsi. 2 Nel calcio, indugiare nell'azione. 3 Divertirsi di tanto in tanto. 
  v. intr. to toy, to play. 

\giocherellóne, sm. Chi ama giocherellare. 
  deriv. da giocherellare. 

\giochétto, sm. 1 Gioco di poco impegno. 2 Scherzo. ~ bazzecola. 
  sm. 1 (anche fig., è un giochetto) it's child's play. 2 (tranello) trick. 

\Giochi nell'acqua Film commedia, britannico (1988). Regia di Peter Greenaway. Interpreti: Bernard Hill, Joan Plowright, Jason Edward. Titolo originale: Drowning by Numbers 

\giochicchiàre, v. intr. e tr. Giocare senza impegno. ~ giocherellare. 

\giòco, sm. 1 Esercizio fisico e mentale fatto per divertimento. 2 Gara tra persone o squadre. ~ competizione. 3 Giocata. 4 Insieme di oggetti utili per giocare. 5 Scherzo. ~ celia. 6 Effetto artificiale. 7 Piccolo spazio fra due oggetti metallici. ~ agio. 
  sm. 1 play, game. 2 (d'azzardo) gambling. 3 (stare al gioco) to play along. 4 (fare il doppio gioco) to doublecross. 5 (per gioco) for run. 6 (giocattolo) toy. 7 (gioco degli scacchi) chess set. 
  lat. iocus. 
Giochi olimpici 
Nell'antica Grecia, feste solenni celebrate per venerare le divinità, consistenti in gare sportive, musicali e poetiche. I più famosi furono i giochi olimpici (dai quali derivano le odierne olimpiadi), che si svolgevano ogni quattro anni presso il santuario di Zeus a Olimpia. Altri giochi celebri furono quelli istmici, dedicati a Poseidone, celebrati ogni due anni a Corinto, quelli pitici, in onore di Apollo Pitio, svolgentesi presso il santuario di Delfi e quelli nemei, in onore di Zeus, che si tenevano nella valle di Nemea, in Argolide, ogni tre anni dal 572 a. C. 
Teoria dei giochi 
In economia è la teoria, elaborata dal matematico J. Von Neumann (1928) e dall'economista O. Morgenstern (1944), che studia il comportamento dei giocatori in un gioco di società a due o più persone; il gioco altro non è che una rappresentazione schematica della vita economica, intesa come ricerca del massimo utile. 

\Gioco del cerchio, Il Opera di poesia di M. Atwood (1964). 

\Gioco dell'amore e del caso, Il Commedia di P. de Marivaux (1730). 

\Gioco delle perle di vetro, Il Romanzo di H. Hesse (1943). 

\Gioco nel mondo, Il Romanzo di J. Cortázar (1963). 

\giocofòrza, sm. Essere necessario. 

\giocolàre, v. intr. 1 Giocherellare. ~ sollazzarsi. 2 Fare giochi da giocoliere. 

\giocolière, sm. 1 Chi esegue giochi di destrezza. ~ prestigiatore. 2 Chi esplica la sua attività con virtuosismi. ~ fantasista. 
  sm. juggler. 
  franc. antico joculer, dal lat. iocularis. 

\Gioconda, La Dramma lirico in quattro atti di A. Ponchielli, libretto di Tobia Gorrio (Arrigo Boito) (Milano, 1876). 
La vicenda si svolge a Venezia, nel XVII secolo. Gioconda è innamorata di Enzo, ma di lei è invaghito Barnaba, cantastorie e spia. Questi fa arrestare la madre cieca di Gioconda che però viene liberata da Laura. Enzo e Laura si amano e la protagonista li salva da tragici eventi. Dopo la fuga dei due, però, Gioconda si uccide, lasciando a Barnaba il suo corpo privo di vita. 
Gioconda, La 
Tragedia di G. D'Annunzio (1899). 

\giocondità, sf. 1 Gioia serena. ~ allegria. 2 Diletto. 
  lat. iucunditas,-atis. 

\giocóndo, agg. 1 Lieto. ~ contento. <> serioso. 2 Che rallegra. ~ comico. 
  lat. iucundus, deriv. da iuvare piacere. 

\giocosaménte, avv. Con giocosità. 

\giocosità, sf. Caratteristica di giocoso. 

\giocóso, agg. 1 Che è e si mostra faceto. ~ allegro, ameno. <> serio, severe. 2 Che diverte. ~ piacevole, spassoso. <> cupo, lugubre. 
  agg. jesting, playful. 

\Gioèle (secc. IV-III a. C.) Personaggio biblico, uno dei dodici profeti minori; gli è dedicato l'omonimo libro. Vissuto attorno al 400 a. C. a Gerusalemme, era figlio di Petuel. Il suo libro della Bibbia è suddiviso in due parti: nella prima descrive la distruzione causata dall'invasione delle cavallette, nella seconda celebra la misericordia di Dio, la sua vittoria sul male e profetizza la venuta dello Spirito Santo tra gli uomini, dopo l'avvento di Cristo, il Messia. 

\giogàia, sf. 1 Serie di gioghi montuosi. 2 Piega della pelle del collo che hanno molti animali. 

\giogàtico, agg. (pl. m.-ci) Nel diritto antico di alcune regioni italiane, particolare tipo di contratto di locazione di animali in cui gli stessi venivano affittati in cambio di denaro. 

\giógo, sm. 1 Trave di legno arcuata che si mette al collo dei bovini per legarli in coppia a un carro. 2 Dominio assoluto. ~ sottomissione. il giogo straniero schiacciava il popolo. 3 Sommità di una montagna. ~ cima. 4 Valico. ~ passo. 5 Oppressione. ~ tirannide. <> autonomia. liberarsi dal giogo, dalla schiavitù. 6 Braccio della bilancia. 
  sm. yoke. 
  lat. iugum

\Giógo Àlto, ghiacciàio di Ghiacciaio delle Alpi Venoste, tra i gruppi montuosi della Palla Bianca e del Similaun, al confine italo-austriaco. 

\Giòi Comune in provincia di Salerno (1.697 ab., CAP 84056, TEL. 0974). 

\giòia, sf. 1 Stato d'animo di intensa allegria. ~ felicità. <> dolore. saltò dalla gioia quando seppe la notizia. 2 Rinforzo anulare della canna delle antiche bocche di fuoco a guisa di cornice. 3 Pietra preziosa. ~ gioiello, monile. custodiva le gioie di famiglia al sicuro. 4 Persona o cosa che procura piacere. i figli erano la sua gioia
  sf. 1 delight, joy. 2 (gioiello) jewel. 3 (pietra preziosa) precious stone. 
  franc. joie, dal lat. gaudia, pl. di gaudium contentezza; nei significati [3] e [4]: deriv. da gioiello

\Giòia Golfo del mar Tirreno, tra capo Vaticano e lo stretto di Messina. 

\Giòia déi Màrsi Comune in provincia di L'Aquila (2.275 ab., CAP 67055, TEL. 0863). 

\Giòia dél Còlle Comune in provincia di Bari (26.290 ab., CAP 70023, TEL. 080). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi, uva, olive e mandorle) e industriale (prodotti alimentari e meccanici) delle Murge. Vi si trovano un aeroporto militare e il castello, del XIII sec., sede di un Museo Archeologico Nazionale. Gli abitanti sono detti Gioiesi

\Giòia Sannìtica Comune in provincia di Caserta (3.723 ab., CAP 81010, TEL. 0823). 

\Giòia Tàuro Comune in provincia di Reggio Calabria (18.484 ab., CAP 89013, TEL. 0966). Centro agricolo e industriale (prodotti alimentari). Gli abitanti sono detti Gioiesi

\Giòia, Flàvio (Amalfi, secc. XIII-XIV) Secondo la leggenda, inventore della bussola. In realtà, non vi sono prove storiche della sua esistenza, anche se il suo nome deriverebbe da un'errata interpretazione che Giraldi fece di un passo scritto da Flavio Biondo in cui si narrava dell'invenzione della bussola. 

\Giòia, Melchiòrre (Piacenza 1767-Milano 1829) Filosofo e scrittore politico, fu uno tra i più attivi sostenitori del liberalismo economico. Attraverso le pagine de Il Monitore italiano, condusse una feroce polemica contro la politica francese in Italia. In filosofia andò oltre il sensismo di Condillac, prospettando una sorta di superiorità e originalità dell'intelletto. Tra le sue opere, Teoria civile e penale del divorzio (1803); Nuovo prospetto delle scienze economiche (1815-1817) e Del merito e delle ricompense (1818) e Ideologia (1822). 

\gioiellàre, v. tr. 1 Ornare con un gioiello. 2 Incastonare un gioiello. ~ montare. 

\gioiellerìa, sf. 1 Arte del lavorare le pietre. 2 Negozio di gioielli. 3 Insieme di oggetti preziosi. 
  sf. jewelry, jeweller's shop, jeweller's craft. 

\Gioielli indiscreti, I Romanzo di D. Diderot (1747). 

\gioiellière, sm. 1 Artigiano che confeziona i gioielli. 2 Chi vende i gioielli. 
  sm. jeweller. 

\gioièllo, sm. 1 Ornamento di metallo lavorato e ornato di pietre preziose. ~ monile. 2 Persona cara. 3 Capolavoro. ~ meraviglia. 
  sm. 1 jewel. 2 (monile) piece of jewellery. 
  franc. joel, dal lat. iocale, deriv. da iocus gioco. 

\Gioiello del Nilo, Il Film d'avventura, americano (1985). Regia di Lewis Teaque. Interpreti: Michael Douglas, Kathleen Turner, Danny De Vito. Titolo originale: The Jewel of the Nile 

\Gioiósa Iònica Comune in provincia di Reggio Calabria (7.071 ab., CAP 89042, TEL. 0964). 

\Gioiósa Marèa Comune in provincia di Messina (6.867 ab., CAP 98063, TEL. 0941). 

\gioiosaménte, avv. In modo gioioso. 

\gioiosità, sf. Caratteristica di chi è gioioso. 

\gioióso, agg. 1 Pieno di gioia. ~ raggiante. <> infelice. 2 Piacevole. ~ festoso. <> triste. 3 Soddisfatto. ~ appagato. <> scontento. 
  agg. merry, joyful. 
  franc. antico joyeux. 

\gioìre, v. intr. 1 Essere pieno di gioia per qualcosa. ~ esultare, gongolare. <> addolorarsi, abbattersi. 2 Godere. ~ entusiasmarsi. <> affliggersi. 
  v. intr. to rejoice. 
  franc. antico joir, dal lat. volg. gaudire. 

\giòlito, sm. 1 Piacere. ~ godimento. 2 Lieto riposo. 
  catalano jolit

\Giolìtti, Antònio (Roma 1915-) Politico di ideologia comunista. Dopo i fatti d'Ungheria nel 1956, aderì al PSI. Negli anni '80 fu più volte ministro e si riavvicinò al PCI e quindi al PDS. 

\Giolìtti, Giovànni (Mondovì 1842-Cavour 1928) Uomo politico, di orientamento liberale. Deputato dal 1882, ministro del tesoro nel governo Crispi, fu nominato primo ministro nel 1892, ma, travolto dallo scandalo della Banca romana, si dimise e si rifugiò in Germania. Dopo l'archiviazione del procedimento giudiziario nei suoi confronti, tornò in Italia nel 1897 divenendo personaggio di spicco della sinistra moderata. Nel governo Zanardelli fu ministro dell'interno; in seguito, quasi ininterrottamente dal 1901 al 1914, fu presidente del consiglio. Tale periodo coincise con un grande sviluppo economico e sociale, la creazione di grandi banche permise al mercato finanziario di decollare e al sistema industriale di svilupparsi. Furono allargati i diritti sindacali e politici delle classi lavoratrici, grazie ai quali Giolitti poté avere l'appoggio in parlamento dei socialisti riformisti. Nel 1911-1912 conquistò la Libia, in netto contrasto con il Partito socialista. La più importante riforma istituzionale giolittiana, fu la concessione del suffragio universale maschile. Nel 1912 per evitare il pericolo di un'affermazione del partito socialista, Giolitti stipulò con alcune organizzazioni cattoliche un accordo elettorale (patto Gentiloni) che gli garantì il successo elettorale, ma polemiche e malumori all'interno del suo stesso partito provocarono la caduta del suo governo. Durante la prima guerra mondiale rimase ai margini della politica avendo scelto una linea neutralista. Nel dopoguerra, tornato al governo nel 1920-1921, sottovalutò il movimento fascista credendo di poterlo utilizzare in funzione antisocialista e non comprendendo il pericolo che rappresentava per le istituzioni democratiche. Solo dopo l'assassinio di Giacomo Matteotti (1924) passò a una dichiarata opposizione. Ha lasciato l'opera autobiografica, Memorie della mia vita (1922). 

\giolittìsmo, sm. La politica attuata da Giovanni Giolitti che si basava su di una tattica parlamentare a carattere clientelistico, atta ad assicurare la stabilità del governo, e su tentativi per istituzionalizzare gli schieramenti politici estremi. 

\Giòna Personaggio biblico, quinto dei dodici profeti minori. Gli è dedicato l'omonimo libro della Bibbia. Membro della tribù di Zabulon, figlio di Amittai, visse nell'VIII sec. a. C., quando regnavano i re Ozia (su Giuda) e Geroboamo su Israele. Nell'iconografia cristiana, la sua figura era molto amata nei primissimi secoli del cristianesimo. Viene spesso raffigurato mentre esce dalla balena che secondo la tradizione, lo aveva inghiottito. Particolari della sua vita sono infatti stati ritratti dai fiamminghi Brueghel (Giona esce dalla balena) e da Rubens. Si possono inoltre trovare miniature risalenti al medioevo e affreschi del III sec. 

\Giònata Personaggio della Bibbia, figlio di Saul, perse la vita combattendo contro i filistei a Gelboe. 
Gionata Maccabeo 
(?-143 a. C.) Uno dei cinque Maccabei, fratello di Giuda, gli succedette nel 160 a. C. Guidò la rivolta contro i seleucidi e divenne capo di Israele dopo il riconoscimento di Alessandro Bala. Fu sommo sacerdote dal 153 al 142 a. C. 

\Gionata Wild il grande Romanzo di H. Fielding (1743). 

\Giono, Jean (Manosque 1895-1970) Romanziere francese. Tra le opere Presentazione di Pan (trilogia, 1929-1930). 

\Giordàna, Andrèa (Roma 1946-) Attore televisivo. Raggiunse l'apice del successo nel 1966, interpretando il personaggio di E. Dantès ne Il conte di Montecristo. In seguito recitò in numerose opere televisive, tra le quali, Eneide (1971), Sandokan (1972), La coscienza di Zeno (1988), Un cane sciolto (1990), Piazza di Spagna (1992). Inoltre, fu presentatore del Festival di Sanremo (1983) e conduttore di W le donne (1984), in coppia con Amanda Lear. 

\Giordàna, Màrco Tùllio (Milano 1950-) Regista cinematografico. Diresse Maledetti, vi amerò (1980) e Pasolini: un delitto italiano (1995). 

\Giordània Monarchia costituzionale dell'Asia occidentale. Confina a nord con la Siria, a nord-est con l'Iraq, a sud e sud-est con l'Arabia Saudita, a ovest con Israele e a sud-ovest si affaccia sul mar Rosso. 
Il territorio del paese, prevalentemente occupato da altopiani, si può distinguere in due parti: la Transgiordania a est, tavolato quasi desertico, e la Cisgiordania a ovest, comprendente la Samaria e parte della Giudea. Le due zone sono divise e incise profondamente dal fiume Giordano (350 km) e dal mar Morto (1.020 km2) che scende notevolmente al di sotto del livello del mare (-593 m). Il nome di questo mare deriva dal fatto che, data l'alta salinità delle acque, è privo di forme di vita vegetale e animale. Gli altopiani sono sovrastati da alcuni rilievi isolati (Tulul el Asahaqif, 1.049 m). 
La Cisgiordania è la parte più fertile e più densamente popolata, mentre la Transgiordania, più arida, presenta insediamenti e colture prevalentemente nella parte settentrionale, dove gli affluenti del Giordano permettono una discreta irrigazione. 
Il clima presenta caratteri di transizione tra l'influsso del mare e le caratteristiche più continentali. Tipicamente caldo e secco, le piogge diventano più scarse procedendo verso est e verso sud, dove aumentano anche le escursioni termiche. La vegetazione è prevalentemente quella della steppa, anche se sono presenti zone desertiche e la macchia mediterranea nelle aree più piovose. 
La popolazione è formata quasi interamente da arabi (di cui una parte considerevole di beduini e pastori nomadi) e ha subito un forte aumento a seguito dell'ingresso di numerosissimi profughi palestinesi, provenienti in gran parte dai territori occupati da Israele. 
La capitale è Amman, città antichissima (biblica capitale degli ammoniti) e oggi centro commerciale e industriale; altri centri sono Al Zarquah, secondo centro industriale del paese e Irbid, situata nella zona più fertile e, per questo motivo, centro agricolo del paese. Presso la cittadina di Jerash, ad 1 ora d'auto da Amman, si trovano gli imponenti e ben conservati resti dell'antica città romana di Jerash (Gerasa). Notevoli i resti dell'antica città di Petra.
Il paese è fortemente arretrato e deve contare su ingenti aiuti finanziari, soprattutto da parte degli altri paesi arabi. 
L'agricoltura quasi esclusivamente di pura sussistenza può contare su un territorio molto esiguo. Si producono essenzialmente cereali, legumi e ortaggi, nonché agrumi, tabacco, olive, banane, datteri, fichi, lenticchie e sesamo. 
Diffusa la pastorizia (ovini e caprini). 
La principale risorsa mineraria è rappresentata dai giacimenti di fosfati, sali potassici e minerali di rame. 
Presunti giacimenti di petrolio devono ancora essere sfruttati. 
L'industria è a carattere semiartigianale, prevalentemente di trasformazione di prodotti agricoli. 
Ci sono inoltre alcuni cementifici, una raffineria di petrolio (proveniente dall'Arabia Saudita) presso la città di Al Zarqah e un complesso chimico per la produzione di fertilizzanti. 
Di qualche (ma crescente) rilevanza il turismo. 
STORIA Il regno di Giordania, viene fondato nel 1949 dall'unione del regno hascemita della Transgiordania (creato nel 1921) e della Cisgiordania (che faceva parte dello stato arabo previsto dal piano di spartizione della Palestina del 1947). Nel 1951 il re Abdullah viene assassinato da un palestinese. L'anno successivo gli succede al potere re Hussein. Nel 1956 l'inglese Glubb Pascià deve dare le dimissioni da comandante della legione araba. La Giordania viene coinvolta nel 1967 nella terza guerra arabo-israeliana, durante la quale Israele occupa Gerusalemme est e la Cisgiordania. Un potere palestinese armato si oppone all'autorità reale. 
Nel 1970 le truppe reali intervengono contro i palestinesi che vengono respinti verso il Libano e la Siria. A seguito degli accordi di Camp David tra Israele e l'Egitto, nel 1978, la Giordania si riavvicina ai palestinesi. Nel 1984 la Giordania rinnova le proprie relazioni con l'Egitto. Nel 1991 una carta nazionale avvia il pluralismo. Due anni dopo, a seguito della firma dell'accordo palestinese-israeliano, vengono avviati negoziati tra la Giordania e Israele. Nel 1994 la Giordania firma un trattato di pace con Israele. Nel febbraio del 1999 muore re Hussein, una delle figure principali della storia mediorientale del dopoguerra. Gli succede il figlio 'Abd Allah, che nel 1993 aveva sposato la palestinese Rania al-Yasin. 
Abitanti-5.700.000 (nel 2007) 
Superficie-88.946 km2 
Densità-61,1 ab./km2 
Capitale-Amman 
Governo-Monarchia costituzionale 
Moneta-Dinaro giordano 
Lingua-Arabo 
Religione-Musulmana sunnita, con minoranze cristiane e greco-ortodosse 

\Giordàno Fiume della regione siropalestinese, avente le sorgenti sul monte Hermon (nel Libano) e che scorre per 350 km verso sud percorrendo la valle che coincide con la fossa tettonica siro-africana. Confluisce nel mar Morto dopo aver formato il lago di Tiberiade, a ovest della Galilea, a 390 m sotto il livello del mare. Dopo la costruzione da parte degli israeliani di una diga (sfruttata da una centrale idroelettrica) alla confluenza con il fiume Yarmuk, la portata del fiume è diventata molto regolare. Nel periodo di magra, le acque del Giordano sono salate per il 30% e le sue acque vengono sfruttate per l'irrigazione. Sulle sponde del fiume Gesù Cristo ricevette il battesimo da Giovanni Battista e sempre sulle sue rive e nelle zone circostanti svolse la maggior parte della sua missione. 

\giordàno, agg. e sm. agg. Della Giordania. 
sm. Abitante della Giordania. 
  agg. e sm. Jordanian. 

\Giordàno, Lùca (Napoli 1634-1705) Pittore e decoratore molto attivo in Italia (Napoli, Venezia, Firenze) e in diverse città spagnole. Dopo essere stato apprendista presso J. Ribera, all'età di cica vent'anni si recò a Roma e iniziò a lavorare alla copiatura delle opere dei grandi maestri del Cinquecento. Assimilò dai maestri veneti e spagnoli tecniche e linguaggi diversi. Eseguì dipinti per l'Escorial e per il palazzo Reale di Madrid (1692-1702), tele con Storie della Vergine (1667) per la chiesa di Santa Maria della Salute a Venezia, affreschi in Santa Brigida, Sant'Agostino degli Scalzi e San Gregorio Armeno a Napoli (1658), decorazioni di palazzo Medici-Riccardi a Firenze (1682-1683) e della cappella del Tesoro di San Martino a Napoli (1703-1704). L'arte di Giordano, iniziata con la copia di opere classiche, perviene a uno stile arioso e sciolto da ogni riferimento naturalistico, che anticipa il gusto decorativo del Settecento. 

\Giordàno, Umbèrto (Foggia 1867-Milano 1948) Compositore. Autore tra l'altro di Andrea Chénier (opera, 1896) e Fedora (opera, 1898). 

\Giórgi, Stéfano (Ragusa 1579-1632) Nome italianizzato del poeta croato Stijepo Durdevic. Esiliato a Napoli con l'accusa di cospiratore, scrisse poesie d'amore di ispirazione petrarchesca e alcune opere tra le quali Il derviscio, una sorta di monologo di tema amoroso. 

\giorgìna, sf. Varietà di dalia. 

\giorgìno, sm. Nei secc. XVI-XVIII, denominazione di alcune monete genovesi, d'oro o d'argento, su cui era impressa la figura di San Giorgio a cavallo che atterra il drago. 

\Giòrgio (santo) (270-Lidda 303?) Santo e martire originario della Cappadocia. Membro della guardia del corpo di Diocleziano, secondo la leggenda liberò a Giaffa, da un dragone marino, la figlia di un re. È patrono d'Inghilterra, di Russia e di alcune città tra cui Genova. 

\Giòrgio (sovrani) Nome di sovrani. 
Boemia Giorgio Pod¿Æ¿brad 
(Podebrad 1420-Praga 1471) Re di Boemia dal 1458. Hussita, resistette alla crociata condotta contro di lui da Mattia Corvino, re d'Ungheria, dal 1466 al 1469 anche grazie all'aiuto polacco. 
Grecia Giorgio I di Grecia 
(Copenaghen 1845-Salonicco 1913) Figlio di Cristiano IX di Danimarca, succedette a Ottone I di Baviera. Re di Grecia dal 1863, nel 1912 occupò l'Epiro e la Macedonia meridionale a discapito dei turchi. Morì assassinato da una squilibrata. 
Giorgio II di Grecia 
(Atene 1890-1947) Figlio di Costantino I, fu re dal 1922 al 1924, venne deposto dal regime repubblicano, ma tornò sul trono e regnò nuovamente dal 1935 al 1947, imponendo una dittatura militare con l'aiuto del generale Metaxas. 
Inghilterra Giorgio I 
(Osnabrück 1660-Hannover 1727) Figlio dell'elettore di Hannover Ernesto Augusto, gli succedette nel 1698 con la stessa carica e nel 1714, a seguito della morte di Anna d'Inghilterra, per i diritti ereditati dalla madre Sofia del Palatinato, fu nominato re di Gran Bretagna e Irlanda, iniziando così la dinastia Hannover. Continuò a risiedere però in Germania, disinteressandosi completamente della politica e lasciando totale libertà d'azione ai ministri C. Stanhope e R. Walpole. 
Giorgio II 
(Herrenhausen 1683-Kensington 1760) Figlio di Giorgio I, alla sua morte (1727) gli succedette come re ed elettore di Hannover. Continuò la politica paterna, lasciando come ministro R. Walpole fino al 1742; partecipò alla guerra di successione austriaca (1740-1748) contro la Francia e a quella dei sette anni (1756-1763). Grazie all'attività di politica estera del nuovo ministro W. Pitt il Vecchio (1756), cui non fu mai molto favorevole, fece importanti conquiste in America, Africa e Asia. 
Giorgio III 
(Londra 1738-Windsor 1820) Figlio di Federico principe di Galles e di Augusta di Sassonia, gli succedette al trono d'Inghilterra e Irlanda e fu elettore di Hannover dal 1760. Divenne presto impopolare e si scontrò con il parlamento, perché cercò di ristabilire il potere della corona. Pose fine alla guerra dei Sette anni e ottenne vaste colonie francesi nell'America settentrionale con la pace di Parigi (1763). Nel 1783, con il trattato di Parigi, fu costretto ad accettare l'indipendenza di tutte le colonie americane. Nel 1783, a causa di una malattia mentale del re, fu chiamato al governo W. Pitt il Giovane. Aggravandosi le sue condizioni di salute, nel 1811, fu nominato reggente il figlio. 
Giorgio IV 
(Londra 1762-Windsor 1830) Figlio di Giorgio III e suo successore (1820) come sovrano di Gran Bretagna, Irlanda e Hannover; venne soprannominato il re dandy per gli atteggiamenti frivoli. Reggente per il padre dal 1811 si allontanò dai whig, consentendo il ritorno al potere dei tory; si trovò costretto ad accettare l'emancipazione dei cattolici e nel 1827 nominò come primo ministro G. Canning. 
Giorgio V 
(Londra 1865-Sandringham 1936) Figlio di Edoardo VII e suo successore nel 1910, divenne imperatore delle Indie nel 1911. Dopo aver combattuto nel corso della prima guerra mondiale, dovette riconoscere l'indipendenza dell'Irlanda (1921) e l'autonomia di alcuni dei più importanti dominion (Commonwealth). Nel 1917 lasciò ogni titolo tedesco assumendo per la casa reale inglese il nome di Windsor. 
Giorgio VI 
(Sandringham 1895-1952) Alberto Federico, figlio di Giorgio V, succedette al fratello Edoardo VIII nel 1936 come re di Gran Bretagna e Irlanda. Fu imperatore delle Indie fino al 1947, anno in cui queste proclamarono l'indipendenza. 

\Giórgio da Sebenìco (?-Sebenico 1475) Giorgio Orsini detto Giorgio da Sebenico. Architetto dalmata. Tra le opere la cattedrale, la sagrestia e il battistero di Sebenico (dopo il 1441) e la cappella di Sant'Anastasio (1444-1447, Spalato, Duomo). 

\Giorgióne (Castelfranco Veneto 1477 ca-Venezia 1510) Nome con il quale è conosciuto il pittore Giorgio da Castelfranco. È il primo dei grandi pittori veneti del Cinquecento. Le sue opere certe sono poche, scarsi i documenti che lo riguardano. Le notizie più attendibili sulla sua vita e su alcune caratteristiche della sua pittura provengono dall'opera di G. Vasari, che lo considera iniziatore di una riforma della pittura basata sull'uso del colore. Una delle cause di questa relativa oscurità è legata al fatto che numerosi quadri di Giorgione sono destinati a privati e quindi conservati fuori dei luoghi frequentati da numerose persone. La tradizione vuole che Giorgione abbia studiato presso la bottega di G. Bellini. Nei suoi dipinti grande importanza assunse il colore e di conseguenza il paesaggio naturale. Infatti, Giorgione non definisce lo spazio mediante un'intelaiatura prospettica, ma contrapponendo, per esempio, i colori freddi dello sfondo a quelli caldi del primo piano. Tra le opere a lui concordemente attribuite, si ricordano la Pala con la Madonna, il Bambino e i santi Liberale e Francesco (1504-1505, Castelfranco Veneto, duomo), Adorazione dei pastori (Washington, National Gallery), Ritratto di giovane donna (1506, Kunsthistorisches Museum), Ritratto d'uomo (Museo di San Diego in California), La tempesta (1506, Venezia, Galleria dell'Accademia), I tre filosofi (1508, Vienna, Kunsthistorisches Museum), Concerto campestre (in collaborazione con Tiziano, Parigi, Louvre), Venere dormiente (1510, terminata da Tiziano, Dresda, Gemäldegalerie). 

\giornalàio, sm. Chi vende i giornali. ~ edicolante. 
  sm. news-vendor, newsagent. 

\giornàle, sm. 1 Pubblicazione di solito quotidiana, sulla quale vengono pubblicate le notizie di avvenimenti importanti, nonché articoli di carattere politico, artistico, letterario e scientifico. ~ gazzetta. 2 Sede dell'amministrazione di un quotidiano. ~ redazione. 3 Diario dei fatti giornalieri. ~ registro. 
  sm. 1 mews paper. 2 (diario, registro) diary, journal. 3 (giornale di bordo) logbook. 4 (giornale radio) radio news. 
  deriv. da giorno. 
Gli antenati del giornale possono considerarsi gli acta diurna romani e le novelle medievali. I primi veri giornali, pochi fogli con notizie di cronaca, incominciarono a circolare nel XVII sec. L'invenzione della stampa accrebbe notevolmente la diffusione del giornale, che divenne settimanale o plurisettimanale, il cui primo esempio fu l'Aviso Relation oder Zeitung (1606, Johannes Carolus), mentre il primo quotidiano risale al 1660 (Leipziger Zeitung). La rapida circolazione delle notizie indusse i governi a controllare l'informazione tramite una rigida censura e a privilegiare quei giornali che favorissero il regime (Gazzette de France di Th. Renaudot, 1631 su autorizzazione di Richelieu). In seguito l'abolizione della censura in Inghilterra (1695) portò come conseguenza un'enorme fioritura di giornali, tra cui The Daily Courant (1702) e lo Spectator (1711), primi esempi di giornali moderni. In Italia in questo periodo vanno ricordati l'Osservatore veneto (1760) di Gozzi, Il Caffè (1764) di Verri; Il Conciliatore (1818) a Milano e L'Antologia (1821) a Firenze. Verso la metà del 1800 il numero dei lettori dei giornali crebbe, anche in relazione a un'affermazione della libertà di stampa e a importanti scoperte nel campo della tecnica (la prima rotativa, 1846; la linotype, 1885) che rivoluzionarono completamente anche la struttura economica del giornale. In molti paesi cominciavano a imporsi alcuni grande testate, quali The Times (1785), Le Temps (1861), la Frankfurter Zeitung (1856) e il New York Times (1851), attualmente con oltre 1 milione e mezzo di copie domenicali. Tra quelli italiani, i più importanti sono oggi il Corriere della sera (1876), Il Messaggero (1878), La Stampa (1895) e La Repubblica (1976). In Italia si pubblicano attualmente meno di cento quotidiani con una tiratura complessiva di circa sei milioni di copie, ben poco se si pensa ai circa quattro milioni e mezzo del tedesco Bild Zeitung (1952) o addirittura ai quattordici milioni di copie del giapponese Yommiuri Shimbun (1874). 

\giornalétto, sm. Fumetto per ragazzi. 

\giornalièro, agg. e sm. agg. 1 Di ogni giorno. ~ quotidiano. 2 Che varia ogni giorno. ~ odierno. 
sm. Lavoratore retribuito a giornata. ~ diurnista. 
  agg. 1 daily. 2 (che vale un giorno) day. sm. day labourer. 
  spagn. jornalero, deriv. da jornal paga giornaliera. 

\giornalìno, sm. Fumetto. 

\Giornalino di Gian Burrasca, Il Romanzo di Vamba (1920). 

\giornalìsmo, sm. 1 Insieme delle attività connesse con la pubblicazione di notizie attraverso la stampa. 2 Insieme dei giornalisti e dei giornali. ~ stampa, quinto potere. 
  sm. journalism. 

\giornalìsta, sm. sf. (pl. m.-i) Chi scrive per i giornali o ne cura la redazione. ~ cronista. 
  sm. e sf. journalist, pressman. 

\giornalìstico, agg. (pl. m.-ci) 1 Proprio dei giornalisti. 2 Che si riferisce ai giornali. 

\giornalménte, avv. Giorno per giorno. ~ quotidianamente. 

\giornànte, sm. 1 Chi lavora a giornata nelle case altrui. 2 Confratello della Compagnia della Misericordia in Firenze. 

\giornàta, sf. 1 Spazio di tempo compreso fra l'alba e il tramonto. ~ giorno. <> notte. vedersi in giornata, entro oggi. 2 Distanza percorsa in un giorno di cammino. il paese dista a due giornate di cammino. 3 Giorno celebrativo. ~ ricorrenza. 4 Il lavoro di un giorno. gli ci volevano tre giornate per concludere il tutto
  sf. 1 day. 2 (giornata lavorativa) working day. 3 (in giornata) today. 
  deriv. da giorno

\Giornata di Ivan Denisovic, Una Romanzo di A. I. Solzenicyn (1962). 

\Giornata particolare, Una Film drammatico, italiano (1977). Regia di Ettore Scola. Interpreti: Marcello Mastroianni, Sophia Loren, John Vernon. 

\Giornate di bordo Prosa di A. Soffici (1915). 

\giornèa, sf. 1 Antica sopravveste militare. 2 Toga del giudice. 

\Giorni della menzogna, I Romanzo di N. Gordimer (1953). 

\Giorni della vita, I Dramma di W. Saroyan (1939). 

\Giorni di guerra Memorie di G. Comisso (1930). 

\Giorni perduti Film drammatico, americano (1945). Regia di Billy Wilder. Interpreti: Ray Milland, Jane Wyman, Philip Terry. Titolo originale: The Lost Weekend 

\Giorni scelti Memorie di W. Whitman (1882). 

\giórno, sm. 1 Spazio di tempo pari a ventiquattro ore. ~ dì. 2 Spazio di tempo in cui il Sole è sopra all'orizzonte. ~ giornata. <> notte. 3 Solennità, ricorrenza. ~ celebrazione. 
  sm. 1 day. 2 (feriale) weekday. 3 (ogni giorno) every day. 4 (il contrario della notte) daytime, day. 5 (luce del giorno) daylight. 6 (giorno libero) day off. 7 (al giorno d'oggi) nowadays. 
  lat. diurnum, deriv. da dies giorno. 
Carpe diem. (Afferra il giorno) Frase di Orazio che vuole indicare che il tempo scorre e l'ora che fugge non tornerà mai più. 
Tempo impiegato dalla Terra per compiere una rotazione su se stessa. In astronomia si distinguono quello siderale, che indica l'intervallo di tempo che separa due passaggi di una stessa stella su un meridiano di un dato luogo (la cui durata è di 23 h 56 min e 4 s) e quello solare, ossia l'intervallo di tempo compreso tra due successive culminazioni del Sole a uno stesso meridiano. 

\Giorno del giudizio, Il Romanzo di S. Satta (postumo 1977). 

\Giorno della civetta, Il Romanzo di L. Sciascia (1961). La vicenda narrata inizia con un omicidio realizzato con due colpi di lupara. Vittima è il capo di una cooperativa edilizia che, si scopre, ha rifiutato la protezione della mafia. Mentre vengono commessi altri due omicidi, le indagini portano il capitano dei carabinieri Bellodi a conoscere Don Mariano Arena, con la sua divisione dell'umanità in cinque categorie (uomini, mezz'uomini, ominicchi, cornuti e quaquaraquà). Emergono storie di attribuzioni di appalti, indizi che conducono a uomini insospettabili vicini al potere politico, spiragli di luce sulle radici economiche di un fenomeno complesso. Il lavoro si inquadra nel progetto dell'autore per una letteratura impegnata civilmente, la cui attenzione è concentrata sull'amata Sicilia e sui suoi problemi. 

\Giorno della locusta, Il Romanzo di N. West (1939). 

\Giorno delle pistole, Il Romanzo di M. Spillane (1964). 

\Giorno di regno, Un Melodramma giocoso in due atti di G. Verdi, libretto di F. Romani (Milano, 1840). 

\Giorno dopo giorno Opera di poesia di S. Quasimodo (1947). 

\Giorno maledetto Film drammatico, americano (1954). Regia di John Sturges. Interpreti: Spencer Tracy, Robert Ryan, Anne Francis. Titolo originale: Bad Day at Black Rock 

\Giorno, Il Poema di G. Parini in quattro parti: Il mattino (1763), Il mezzogiorno (1765), Il vespro, La notte (postumi, 1801). Parini rappresenta la giornata di un giovin signore, esempio tipico del vivere un po' vuoto e pieno di pregiudizi dell'aristocrazia lombarda di fine Settecento. 

\Giòsafat (?-846? a. C.) Re di Giuda dall'873 all'850 ca. a. C. Fu autore di riforme religiose volte ad arginare la corruzione e l'idolatria e si alleò con re Acab d'Israele. 
Giosafat, valle di 
Luogo biblico immaginario in cui secondo un passo di Gioele avverrà il giudizio universale. È identificato con la valle di Cedron, a est di Gerusalemme. 

\Giosìa (sec. VII a. C.) Re di Giuda dal 640 al 609 a. C. Fu autore di una riforma religiosa che portò, tra il 621 e il 620, al ritrovamento del Libro della Legge

\giòstra, sf. 1 Torneo cavalleresco. ~ tenzone. giostra del Saracino, in cui si deve colpire in corsa un manichino imperniato a terra. 2 Carosello del parco di divertimenti per bambini. 3 Altalena, ridda. ~ vortice. videro una giostra di colori come non ne avevano mai visti. 4 Al plurale, parco giochi. ~ luna park. 
  sf. 1 (torneo) joust. 2 (per bambini) merry-go-round. 
  provenz. josta, deriv. da jostar giostrare. 

\giostràre, v. v. intr. 1 Prendere parte a una giostra. ~ torneare. 2 Andare girando qua e là, a zonzo. ~ barcamenarsi. 3 Contrastare. 
v. rifl. Ingegnarsi con abilità in situazioni difficili. ~ destreggiarsi. 

\giostratóre, sm. Cavaliere che partecipava a una giostra. 

\Giosuè (XIII a. C. sec.) Successore di Mosè e condottiero ebreo, è protagonista dell'omonimo libro della Bibbia. Guidò le dodici tribù di Israele attraverso il Giordano per occupare la Terra Promessa. 

\giottésco, agg. e sm. agg. Relativo al pittore e architetto toscano Giotto. 
sm. Pittore seguace di Giotto. 

\Giottìno (Firenze, seconda metà del XIV sec.) Pittore. Tra le opere Pietà di San Remigio (ca. 1360-1365, Firenze, Uffizi). 

\Giòtto (Colle di Vespignano 1267 ca.-Firenze 1337) Pittore e architetto. Nacque nel 1267 a Colle di Vespignano presso Vicchio di Mugello. Coetaneo di Dante visse in un periodo di eccezionale dinamismo storico. Firenze era uno dei maggiori centri produttivi e finanziari d'Europa, un grande opificio che impiegava gran parte della popolazione. Giotto si trovò a essere uno dei maggiori interpreti di questo periodo. Spirito laico fu uno dei più autorevoli creatori di una nuova cultura laica; interessante fu il modo in cui affrontò gli episodi miracolosi della storia sacra. Rivisse l'Annuncio a Sant'Anna con semplicità estrema rappresentando l'angelo che si affaccia dalla finestrina alta come il figliolo della vicina di casa. Per Giotto la vita dell'uomo era caratterizzata dall'evidenza dei gesti e dalla ferma e univoca chiarezza degli atteggiamenti morali. Il suo tipo di religiosità si esplicava interamente nel rapporto con gli altri, agendo con semplicità in ogni situazione. Intorno alla figura di Giotto di Bondone sono fiorite fin dal XIV sec. molte leggende, la più nota delle quali è quella che narra come Cimabue avrebbe scoperto casualmente le doti innate del giovane Giotto scorgendolo mentre ritraeva una pecora su di un sasso e l'avrebbe condotto nella sua bottega per istruirlo. Tuttavia, la tradizione secondo cui fu allievo di Cimabue ha un fondamento accettabile, perché Giotto ereditò dal maestro il senso del volume realizzato con il chiaroscuro e messo in rilievo dalla linea di contorno. Giotto si formò presso Cimabue tra il 1280 e il 1290, compiendo diversi viaggi a Roma. La critica insiste sui molteplici legami che unirono Giotto agli artisti romani quali Arnolfo, Giovanni Pisano, Cavallini; le limpide volumetrie arnolfiane contribuirono al suo solenne plasticismo; l'intensità dei gesti del Pisano fu determinante per l'incisività dei suoi gesti. La dolcezza del colore romano e la misurata spazialità del Cavallini favorirono il costituirsi della sua metrica. All'inizio della sua attività artistica Giotto dipinse due opere su tavola: il Crocifisso (1290) di Santa Maria Novella e la Madonna (1290) di San Giorgio alla Costa. Esse attestano, anche se in modo diverso, le inquietudini dell'artista. Nel Crocifisso si intravede la drammaticità del Cimabue che cerca di concretizzarsi; mentre nella Madonna si intravedono le scandite volumetrie arnolfiane. Negli affreschi di Assisi intraprese una strada diversa; nella Deposizione e nelle Storie di Isacco (1290-1295) dimostrò nella composizione una pacatezza nuova, un gusto compiaciuto di lenta grandiosità. Le Storie di Isacco risultano un capolavoro di montaggi spaziali molto calibrati, di incastri rispondenti di gesti, di scavo intenso dei personaggi. In quest'opera gli elementi romani abbondano, ma ancora di più risaltano i volumi nitidi, la parsimonia di elementi, la misura e la tensione dei gesti. Nel 1296 Arnolfo si trasferì a Firenze e fu nominato capomastro dell'Opera del Duomo. In questo periodo Giotto iniziava il ciclo francescano di Assisi. Il ciclo ebbe inizio dal secondo affresco della parete di destra con l'Elemosina del Mantello e fu condotto assai rapidamente in quanto Giotto nel frattempo era stato chiamato a Roma. Le trame architettoniche e prospettiche inquadrano lo spazio e le scene ma con una fondamentale difficoltà di snodi e suture; i gesti dei personaggi non riescono a occupare il grande spazio a disposizione. Giotto conosceva da una lunga tradizione l'istanza del quadro come unità di superficie coerente ed armonica e si rendeva conto che le sfaldature spaziali avrebbero minato l'unità. Il ricorso ossessivo alle riquadrature architettoniche in tutto il ciclo francescano attestano questa preoccupazione. Giotto usò lo spazio tridimensionale come mezzo per una migliore rappresentazione del racconto pittorico. Nel 1300 si recò a Roma e portò a termine gli affreschi commissionati da Bonifacio VIII per la loggia del nuovo Palazzo Laterano, affreschi di cui rimane solo il frammento conservato nella basilica. Il periodo successivo al ciclo francescano di Assisi rimane documentato dal solo Polittico di Badia (1302); l'architettura lignea della tavola suggerisce attraverso le figure il gusto di scansioni lente, di proporzioni agiate e piene. Quest'opera anticipa in qualche modo la grande impresa pittorica degli affreschi della Cappella Scrovegni all'Arena a Padova (1303-1305); questa sarà l'opera più piena e suggestiva, il suo primo capolavoro della maturità. I lavori di decorazione pittorica comprendono tre fasce orizzontali sovrapposte, disposte sulle pareti longitudinali. I temi raffigurati sono Storie di Gioacchino, Sant'Anna e la Vergine, le Storie di Gesù Cristo e il Giudizio universale. Giotto aspirava a un risultato di tuttopieno ma non riuscì a raggiungerlo nelle opere padovane; lo spazio giottesco era inteso come spazio definito piano per piano dagli oggetti contenuti. Giotto realizzò una metrica compositiva quanto mai fitta ed esatta che voleva comporre unitariamente le dimensioni del dipinto. Nella Natività di Maria evidenziò la traslazione della figura attraverso lo strascico delle vesti della donna che porta doni e che resta arretrata fuori del portichetto; nell'Annuncio a Sant'Anna la figura dell'ancella raggiunge quel senso di lavoro in atto grazie alla forma delle mani e al distribuirsi asimmetrico delle pieghe; nella Fuga in Egitto il piccolo triangolo di pelle tra il calzare e l'orlo della veste del giovanetto che cammina accanto a San Giuseppe suggerisce l'andare svelto. Tutti questi esempi dimostrano il realismo dell'opera giottesca, così come le pieghe suggeriscono un volume, un movimento, una tensione. A Padova compì un'operazione ancora più straordinaria di quella di Assisi; dissociò la materia, la caricò d'umano, cercò di trovare in quelle vicende motivazioni ed espressioni terrene. Gli strumenti prospettici si fecero più sicuri ed organici; accentuò le inquadrature architettoniche, le scatole prospettiche abbondano ma sempre caratterizzate dalla semplicità. Nel periodo successivo realizzò un mosaico della Navicella nel portico della basilica di San Pietro (1310). Il mosaico andò distrutto durante il rifacimento cinquecentesco di San Pietro; rimangono due busti di angelo conservati a Boville Èrnica e al museo Petriano di Roma. Di questo periodo è la Madonna d'Ognissanti conservata agli Uffizi, che di Padova conserva la materia fusa e luminosa la folta trama spaziale e compositiva. Nel 1314 Giotto si recò a Firenze dove nominò dei procuratori per la tutela dei propri interessi. Successivamente affrescò la Cappella della Maddalena nella chiesa inferiore della Basilica di Assisi. Dal punto di vista compositivo la scena della cappella lascia intravedere un Giotto diverso che usa una struttura più distesa e placata appoggiata a larghe simmetrie. Durante il suo secondo soggiorno padovano, tra il 1315 e il 1318, eseguì probabilmente gli affreschi del Capitolo del Santo e la decorazione della volta del Palazzo della Ragione. Sono di questo periodo anche il Crocifisso del Tempio Malatestiano di Rimini e quello della Cappella degli Scrovegni. Il Crocifisso è considerato l'opera più alta del secondo decennio. 
Negli anni compresi tra il 1320 e il 1322 Giotto si trovò a Firenze e proprio in questi anni si collocano gli affreschi della Cappella Peruzzi in Santa Croce che raffigurarono storie di San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista. I cicli fiorentini e le opere a essi connesse rivelano uno stile radicalmente cambiato rispetto a Padova. Nella Cappella Peruzzi Giotto dà alle composizioni una lettura ritmica che percorre e collega lo spazio nelle varie direzioni e piani. La composizione risulta ricca di figure, ma anche più diradata; si possono notare gruppi compatti, regolari, solenni che si alternano a grandi pause di vuoto in un ampio giuoco ritmico articolato su piani diversi. Risalgono a questi anni numerose opere su tavole: nella Dormitio Virginis del Museo di Berlino, in una forma meno limpida si ritrova la distribuzione in larghezza a grandi gruppi contrapposti. Una serie di piccole tavole è sparsa in vari musei: l'Adorazione dei Magi nel Metropolitan Museum di New York; la Presentazione di Gesù al Tempio nel Gardner Museum di Boston; la Pentecoste nella National Gallery di Londra; la Deposizione nella collezione Berenson; l'Ultima Cena con la Crocifissione e Gesù al Limbo nella Pinacoteca di Monaco. In queste tavole lo stile di Giotto raggiunge una preziosità tale da far quasi dimenticare l'effettiva solennità propria di molte delle figure e la genialità di certe invenzioni prospettiche. Tra gli affreschi della Cappella Peruzzi e quelli della Cappella Bardi, Giotto realizzò quattro valve di polittico: la Madonna col Bambino, San Giovanni Evangelista, San Lorenzo, Santo Stefano, conservati nei musei rispettivamente di Washington, Châalis, Horne e a Firenze. In queste opere la grandiosità giottesca emerge più evidente nelle quattro figure isolate degli scomparti, una grandiosità costituita da infinite sottigliezze spaziali e cromatiche, di rispondenze compositive e luminose mirabili. Tra il 1324 e il 1328 affrescò la Cappella Bardi in Santa Croce a Firenze. Questa è l'ultima grande opera giottesca pervenutaci. La Cappella Bardi fu pensata in termini frontali e simmetrici. Con questi affreschi Giotto instaurò una tradizione di misura e di equilibrio fondamentale per l'arte futura. Nei quattro affreschi delle pareti le architetture raggiunsero una eccezionale semplicità; Giotto arrivò a una concezione della pittura sottilmente misurata nei piani elastici e segretamente mobile nelle sue cadenze luminose, tanto da sentire il disagio delle armature architettoniche troppo rigide e meccaniche. Nel periodo tra il 1328 e il 1333 soggiornò a Napoli presso Roberto d'Angiò. Nel 1334 fu nominato capomastro dell'Opera del Duomo e sovrintendente di tutte le fabbriche e fortificazioni del comune di Firenze. Il 19 luglio 1334 venne iniziata la costruzione del Campanile del Duomo di Firenze, oggi noto come Campanile di Giotto, perché da lui ideato e disegnato. Quest'opera si ispirava a un gusto fastoso e riccamente adorno. Giotto pose le basi delle fondamenta del campanile e costruì il primo ordine con gli esagoni dentro ai riquadri. Successivamente Andrea Pisano raddoppiò questo ordine con rombi dentro ai riquadri e costruì due ordini di lesene e nicchie. Più tardi il Talenti ritornò in parte al progetto giottesco riprendendo il motivo delle bifore e delle inquadrature che le contengono; sviluppò però il campanile secondo un senso più grandioso e un'altezza maggiore anche per adeguarsi all'innalzamento della navata della cattedrale. Appartengono a questo periodo l'Incoronazione della Cappella Baroncelli in Santa Croce a Firenze, il Polittico della Pinacoteca di Bologna, il Polittico Stefaneschi della Pinacoteca Vaticana, la Crocifissione dei Musei di Berlino e Strasburgo. Sono opere nelle quali si avvertono la sottigliezza pittorica e luministica, la sua penetrazione prospettica e in molti casi la profondità umana delle ultime opere di Giotto. Nel 1336 Giotto fece un viaggio a Milano, dove eseguì alcuni lavori, oggi perduti per i Visconti. Morì a Firenze l'8 gennaio 1337. 

\giovaménto, sm. 1 Utilità, convenienza. ~ vantaggio. <> scapito. 2 Miglioramento, aiuto. ~ beneficio. <> danno. 
  sm. advantage, benefit. 
  deriv. da giovare. 

\gióvane, agg. e sm. agg. 1 Che è nell'età della giovinezza. ~ acerbo, immaturo. <> anziano. 2 Nato da poco tempo. ~ recente. 3 Minore. ~ junior. <> senior. 4 In forma, fresco. ~ giovanile. <> sfiorito. non si sentiva più così giovane da poter fare quelle sfacchinate. 5 Di stagione. ~ nuovo. <> invecchiato. 6 Da giovani. moda giovane
sm. Chi è giovane di età. ~ ragazzo. 
  1 young. 2 (aspetto giovane) youthful. sm. youth, young man. sf. girl, young woman. 
  lat. iuvenes

\Giovane e innocente Film giallo, britannico (1937). Regia di Alfred Hitchcock. Interpreti: Nova Pilbeam, Derrick De Marney, Mary Clare. Titolo originale: Young and Innocent 

\Giovane Holden, Il Romanzo di J. D. Salinger (1951). Scritto sotto forma di resoconto autobiografico di uno studente di nome Holden Caulfield, segnò l'affermazione J. D. Salinger come romanziere americano che dimostrava il coraggio di affrontare temi ritenuti socialmente scandalosi per quei tempi. Holden, giovane intelligente, curioso e sensibile mette alla prova il suo mondo: i costumi sessuali dei coetanei e dei più vecchi, i principi della sua educazione e la sua personalità autonoma nascente. La tecnica di Salinger è quella di affrontare questi grandi temi con mano leggera, utilizzando i dialoghi per introdurre gli argomenti in modo che appaiano naturali e credibili. 

\giovanétto, agg. e sm. agg. Appena sorto. 
sm. Che è nella prima gioventù. 

\Giovani leoni, I Romanzo di I. Shaw (1948). 
Giovani leoni, I 
Film drammatico, americano (1958). Regia di Edward Dmytryk. Interpreti: Marlon Brando, Montgomery Clift, May Britt. Titolo originale: The Young Lions 

\Gióvani tùrchi Movimento riformatore liberale turco, trasformatosi poi in partito, fondato nel 1868 da Midhat Pascià e con lo scopo di rinnovare le strutture dell'impero ottomano e realizzare una nazione libera dal predominio economico e politico europeo. Nel 1908, con una rivolta militare, ottenne dal sultano Abd ul-Hamid il ripristino della costituzione del 1876. Nel 1909 trasformò il movimento in partito, ne assunse la guida e pose sul trono Maometto V avviando una politica di nazionalismo intransigente che portò l'impero ottomano alla prima guerra balcanica (1912-1913) e all'intervento nella prima guerra mondiale a fianco della Germania. 

\giovanìle, agg. 1 Tipico della giovinezza. 2 Di chi appare giovane. ~ florido. <> sfiorito. 3 Sportivo, pratico. ~ casual. 
  agg. 1 youthful. 2 (errore) of youth. 3 (opere) early. 
  lat. iuvenilis. 

\giovanilìsmo, sm. Comportamento di chi non è più giovane, ma vuol sembrare tale. 

\giovanilìstico, agg. (pl. m.-ci) Ispirato al giovanilismo. 

\giovanilménte, agg. In modo giovane. 

\Giovànna (sante) Nome di sante. 
Giovanna Antida Thouret 
(Sancey-Le-Lond, Franca Contea 1765-Napoli 1826) Fondatrice delle suore della Carità. Fattasi suora nel 1799, fu costretta a lasciare l'abito dalla rivoluzione francese. Successivamente, fondò l'Istituto delle suore della Carità a Besançon, per le quali scrisse la regola. Nel 1810, fondò un nuovo istituto a Napoli. Fu canonizzata nel 1934 da papa Pio XI. 
Giovanna Elisabetta Bichier des Ages 
(Castello des Ages, Poitou 1773-La Puye, Vienne 1838) Fondatrice, insieme a Sant'Andrea Uberto Fournet, della Congregazione delle figlie della Croce, denominate anche Suore di Sant'Andrea. Fu canonizzata da Pio XII nel 1947. 
Giovanna de Lestonnac 
(Bordeaux 1556-1640) Nipote di M.-E. Montaigne, andò sposa a Gaston de Montferrand nel 1573. Dopo la morte del marito (1595), sistemati i suoi sette figli, si dedicò completamente alle opere di carità. Fondò la Compagnia delle Figlie di Maria Nostra Signora (1607), una congregazione femminile sul tipo della Compagnia di Gesù, avente per obiettivo l'educazione delle ragazze. Fu canonizzata da Pio XII nel 1949. 
Giovanna della Croce 
(Saumur 1666-1736) Religiosa francese. Figlia di commercianti, dal 1688 si dedicò al servizio dei poveri. Nel 1709 scrisse la regola delle Ancelle dei poveri. Beatificata nel 1947 da papa Pio XII. È stata canonizzata nel 1982 da papa Giovanni Paolo II. 
Giovanna di Valois 
(Parigi 1464-Bourges 1505). Figlia del re di Francia Luigi XI. Nel 1476 fu costretta a sposare il re di Francia Luigi XII d'Orléans (1462-1514). Dopo il divorzio (1498), voluto da Luigi XII (si procurò l'assenso di papa Alessandro VI Borgia cedendogli il ducato di Valentinois) per poter sposare Anna di Bretagna, Giovanna si ritirò a Bourges, dove si dedicò alle opere pie e prese i voti. Beatificata nel 1743, è stata canonizzata da papa Pio XII nel 1950. 
Giovanna Francesca Frémyot de Chantal 
(Digione 1572-Moulins 1641) Di nobili origini, sposò il barone di Chantal nel 1592. Alla morte del marito (1600), sotto la direzione di San Francesco di Sales, fondò ad Annecy l'Ordine della Visitazione di Maria (1610). Venne beatificata nel 1751 e canonizzata nel 1767. 

\Giovànna (sovrane) Nome di sovrane. 
Bulgaria Giovanna di Savoia 
(Roma 1907-Estoril 2000) Regina di Bulgaria. Quarta figlia del re d'Italia, Vittorio Emanuele III, andò sposa nel 1930 a Boris III di Bulgaria, cui diede una figlia e un figlio, Simeone. Rimase vedova nel 1943. Nel 1946 seguì il figlio in esilio in Spagna. 
Castiglia Giovanna di Portogallo 
(Almada 1438-Madrid 1475) Regina di Castiglia. Figlia del re del Portogallo, Edoardo. Andò sposa a Enrico IV re di Castiglia nel 1455. Ebbe una figlia, Giovanna, soprannominata la Beltraneja, per la presunta paternità illegittima attribuita a Beltrán de la Cueva, favorito della regina. 
Francia Giovanna di Borgogna 
(1292-Roye 1330). Figlia di Ottone IV di Borgogna, nel 1307 andò sposa a Filippo V il Lungo, che divenne re di Francia nel 1316. Fu coinvolta in un processo scandalistico insieme con le cognate Bianca e Margherita. Le tre donne si sarebbero riunite nella torre di Nesle, sulla Senna, e si sarebbero date a orge in compagnia di amanti occasionali che poi sarebbero stati assassinati. Giovanna ottenne il perdono del marito. 
Giovanna di Boulogne 
(1326-1361) Regina di Francia. Figlia del conte d'Alvernia Guglielmo XII, nel 1338 andò sposa a Filippo di Borgogna, che divenne re di Francia nel 1350 con il nome di Giovanni II, detto il Buono. 
Navarra Giovanna I di Navarra 
(Bar-sur-Seine 1273-Vincennes 1305) Regina di Francia. Figlia del re di Navarra Enrico I il Grosso, nel 1284 andò sposa a Filippo IV il Bello re di Francia (1268-1314) portando in dote i diritti sul regno di Navarra, da lei ereditato nel 1274. 
Giovanna II di Navarra 
(1311-Conflans 1349) Regina di Navarra. Figlia di Luigi X il Testardo. Andò sposa a Filippo III d'Évreux. Alla morte del re di Navarra Carlo IV (ultimo della dinastia dei Capetingi), salì al trono di Navarra (1328). Ebbe un figlio, futuro re di Navarra con il nome di Carlo II detto il Malvagio (1332-1387). Alla morte del marito, fu reggente per il figlio Carlo II. 
Giovanna Enriquez 
(1425-1468) Regina di Navarra e d'Aragona. Figlia dell'ammiraglio di Castiglia Federico Enríquez. Andò sposa al re di Navarra (poi re di Aragona), Giovanni II. Ebbe un figlio, Ferdinando, futuro re di Spagna, conosciuto con il nome di Ferdinando V (detto il Cattolico). 
Giovanna III d'Albret 
(Pau 1528-Parigi 1572) Regina di Navarra. Figlia del re di Navarra, Enrico II d'Albret. Sposata al duca di Clèves contro la sua volontà, ottenne l'annullamento del matrimonio nel 1543. Nel 1548 andò sposa al duca di Vendôme, Antonio di Borbone. Nel 1555 divenne regina di Navarra. Nel 1562 si convertì al protestantesimo e lo impose a tutto il regno di Navarra. Partecipò attivamente alla difesa della fortezza di La Rochelle. Ebbe due figli: il futuro Enrico IV, prima re di Navarra (1572) e poi re di Francia (1589-1610) e Caterina, futura duchessa di Lorena. 
Napoli Giovanna I d'Angiò 
(Napoli 1326-Muro Lucano, Potenza 1382) Regina di Napoli. Figlia del duca Carlo di Calabria e di Margherita di Valois. Andò sposa ad Andrea d'Angiò. Nel 1328 ereditò il regno di Napoli. In seguito alla morte del nonno Roberto I d'Angiò (1343), gli succedette nel regno. Nel 1347 fu ritenuta complice dell'uccisione del marito e dovette fuggire ad Avignone a causa dell'invasione del re d'Ungheria, Luigi I, intenzionato a vendicare la morte del fratello Andrea d'Angiò. Dopo essere stata scagionata dal papa in cambio della cessione di Avignone al papato, nel 1352 fece ritorno nella città partenopea, riuscendo a ristabilire la propria autorità grazie all'opera del gran siniscalco N. Acciaiuoli. Nel 1363, rimasta vedova, sposò Giacomo III d'Aragona-Maiorca. Nel 1372 Giovanna rinunciò ai diritti sulla Sicilia. Morto Giacomo III nel 1375, sposò Ottone di Brunswick nel 1376. Nel 1380 fu scomunicata da Urbano VI, per aver riconosciuto l'antipapa Clemente VII (che nel 1378 aveva provocato lo scisma d'occidente). Il regno di Napoli venne attaccato e occupato dall'erede designato Carlo III di Durazzo, in precedenza incoronato dal papa a Roma. Giovanna venne imprigionata nel castello di Muro Lucano e poi uccisa. 
Giovanna II d'Angiò-Durazzo 
(Napoli 1371-1435) Regina di Napoli. Figlia di Carlo III d'Angiò. Nel 1386 andò sposa a Guglielmo d'Asburgo, duca d'Austria. Restò vedova nel 1406. Nel 1414 succedette sul trono di Napoli al fratello Ladislao (1356-1414) morto improvvisamente, sembra per veleno. Nel 1415 sposò Giacomo II di Borbone. Per la crudeltà di questi, si verificò una ribellione dei baroni (1416), che lo allontanarono dal regno di Napoli. Per il governo del regno, Giovanna si appoggiò al ministro Giovanni Caracciolo detto Sergianni, suo favorito, e al condottiero Muzio Attendolo Sforza. Priva di eredi, Giovanna fu indecisa nella scelta del successore, incerta tra gli Angiò e gli Aragona. L'incertezza favorì l'insorgere della guerra civile tra le due fazioni. Prima di morire, nominò erede Renato d'Angiò. Fu l'ultima rappresentante del ramo Durazzo degli Angiò. 
Sicilia Giovanna d'Inghilterra 
(1165-Rouen 1199) Regina di Sicilia. Figlia del re d'Inghilterra Enrico II, nel 1177 andò sposa al re di Sicilia Guglielmo II detto il Buono (1153-1189). Morto Guglielmo II, in mancanza di eredi legittimi, gli succedette Tancredi, figlio illegittimo di Guglielmo il Malo e conte di Lecce, che la fece imprigionare. L'intervento del fratello Riccardo I Cuor di Leone, di passaggio per la terza crociata (1189-1192), riuscì a ottenere la liberazione di Giovanna e un indennizzo per la rinuncia ai diritti che le spettavano. Giovanna si stabilì in Francia, dove visse per il resto dei suoi giorni. 

\Giovànna d'Aragóna (Napoli 1502-? 1575) Figlia naturale di Ferdinando, a sua volta figlio naturale del re di Napoli. Di aspetto bellissimo, fu ritratta da Raffaello. Andò sposa al principe di Tagliacozzo, Ascanio Colonna. 

\Giovànna d'Àrco (Domrémy 1412-Rouen 1431) Eroina francese, santa. Jeanne d'Arc o Darc, conosciuta anche come la Pucelle d'Orléans (la pulzella d'Orléans). Figlia di contadini e analfabeta si considerò, fin da giovanissima, scelta da Dio per liberare la Francia dal dominio degli inglesi. Aveva appena tredici anni quando credette di udire le prime voci soprannaturali e parlò dell'apparizione di San Michele, Santa Margherita e Santa Caterina. Nel 1428, lasciata la casa paterna, si proclamò chiamata da Dio per la liberazione d'Orléans e la salvezza della patria. Inizialmente inascoltata, nel 1429 riuscì a convincere il capitano Robert de Baudricourt a condurla a Chinon dal re Carlo VII, proprio mentre gli inglesi ponevano l'assedio alla città di Orléans. Con la determinazione che le veniva dalle voci soprannaturali, persuase Carlo VII della sua missione di liberazione e della futura consacrazione dello stesso Carlo a re di Francia a Reims. Dopo aver superato un'inchiesta dei teologi, Giovanna riuscì a ottenere un esercito, a entrare in Orléans e a liberare la città dall'assedio inglese (8 maggio 1429). I francesi guidati da Giovanna d'Arco batterono quindi rovinosamente le truppe inglesi a Patay (18 giugno 1429), continuando la conquista fino a Reims. Non avendo ottenuto i rinforzi per la conquista di Parigi, proseguì l'impresa da sola con un piccolo contingente di soldati e il solo appoggio popolare; venne catturata nei pressi di Compiègne dai Borgognoni di Giovanni di Lussemburgo (1430) che, tramite il vescovo di Beauvais Pierre Cauchon, la vendettero agli inglesi per 10.000 scudi d'oro (24 ottobre 1429). Fu condotta dal Cauchon a Rouen e denunciata per eresia. Il processo fu tenuto nel vecchio castello di Rouen, di fronte a un tribunale ecclesiastico inquisitorio che la condannò al rogo per eresia e stregoneria. La sentenza venne eseguita il 30 maggio 1431 nella piazza del mercato vecchio di Rouen. Le sue ceneri vennero gettate nella Senna. Nonostante la sua morte, il risultato della sua azione fu irreversibile: lo spirito nazionale francese era ormai risvegliato e gli inglesi non avrebbero più ripreso le posizioni perdute. Carlo VII fece pace con la Borgogna (1435) e riconquistò Parigi nel 1436. Riorganizzato l'esercito nel 1445, riuscì a scacciare gli inglesi dalla maggior parte della Francia (1453). Nel 1450, dopo la riconquista di Rouen da parte dei francesi, venne istruito un nuovo processo, che nel 1456 si concluse con la piena riabilitazione di Giovanna d'Arco. Nel 1455 Giovanna d'Arco venne riabilitata da papa Callisto III. Beatificata da Pio X nel 1909, fu canonizzata da Benedetto XV nel 1920 e dichiarata patrona della Francia. La sua festa si celebra il 30 maggio. 
Opere letterarie e musicali 
La storia di Giovanna d'Arco, con la sua vicenda umana, politica e religiosa, entrò presto nella leggenda e nella trasposizione letteraria, non sempre rispettosa della verità storica. A partire dal Poema di Giovanna d'Arco (1429), poemetto agiografico di Christine de Pizan composto quando l'eroina era all'apice dei suoi successi militari, e dalla citazione di François Villon nella Ballata delle dame del tempo che fu (Ballade des dames du temps jadis) "... Et Jeanne la bonne Lorraine / Qu'Anglais brzlèrent a Rouen?...", la vicenda di Giovanna d'Arco è stata spesso al centro di opere letterarie. Tra le altre, si ricordano il dramma Enrico VI (circa 1594) di W. Shakespeare, dove l'eroina è trattata in modo equivoco (d'altra parte l'autore è inglese); l'irriverente La Pucelle d'Orléans (1762) di Voltaire; il dramma Die Jungfrau von Orléans (1801), interpretazione romantica della vicenda di F. Schiller, che accentua il tema religioso; la biografia di Jules Michelet (Jeanne d'Arc, 1853), quella di Anatole France (Vie de Jeanne d'Arc, 1908); il dramma Santa Giovanna (Saint Joan, 1923) di G. B. Shaw con la sua conclusione ironica e surreale; l'opera poetica di Paul Claudel (Jeanne d'Arc au bûcher, 1939, musicata da A. Honegger), sul genere dei misteri medievali. La vicenda ha ispirato anche i lavori musicali di A. Weber, G. F. Malipiero, G. Verdi, F. Liszt (Jeanne d'Arc au bûcher, 1858), P. I. Caikovskij (La Pulzella d'Orléans, 1881). Tra le numerose versioni per lo schermo, è da ricordare La passione di Giovanna d'Arco di C. T. Dreyer (1928). 
Giovanna d'Arco 
Dramma lirico (1845) in un prologo e tre atti di G. Verdi, su libretto di T. Solera ricavato dall'omonima tragedia di F. Schiller. Come è noto, della vicenda di Giovanna d'Arco, Schiller mette in rilievo i temi della religione e dell'amore. Nella riduzione operata da T. Solera, l'azione, che appariva già arbitraria in Schiller, diventa palesemente poco sostenibile. L'opera è considerata musicalmente debole, tra quelle meno convincenti composte da G. Verdi. Dai critici è stata apprezzata la sinfonia di apertura, peraltro del tutto indipendente dall'opera teatrale che accompagna, e le melodie dell'ultimo atto nelle quali la musica riesce a esprimere la partecipazione al dramma umano di Giovanna d'Arco. 

\Giovanna d'Arco al rogo Oratorio drammatico (Jeanne d'Arc au bûcher, 1939) in un prologo e undici scene di A. Honegger, su testo di P. Claudel. Il titolo è motivato dal fatto che l'azione ha luogo sul rogo: prima dell'esecuzione, Giovanna d'Arco ripercorre i momenti decisivi della sua vita, leggendo da un libro che un religioso le porge. Le undici scene sono la rievocazione diretta da parte dell'eroina degli episodi significativi della sua vita: l'infanzia, la lotta contro gli inglesi, l'ingresso a Reims, l'accusa di stregoneria e la successiva condanna. L'opera è considerata una delle composizioni più importanti e riuscite dell'autore, in quanto racchiude e armonizza nella rappresentazione coro, balletti, motivi di canto popolare e gregoriano, interpretando con grande sensibilità e partecipazione il significato del testo poetico musicato. 

\Giovànna di Borbóne (1338-1377) Figlia del duca Pietro I. Nel 1350 sposò il futuro re di Francia Carlo V (1338-1380) detto "il Saggio". 

\Giovànna di Brabànte (Bruxelles 1322-1406) Figlia del duca di Brabante Giovanni III. Nel 1334 andò sposa a Guglielmo d'Avesnes. Dopo la morte di Guglielmo (1345), sposò Venceslao di Lussemburgo, fratello dell'imperatore di Germania Carlo IV. Nel 1355 successe al padre. Alla morte di Venceslao, dovette difendere il ducato con le armi. Nel 1399 designò erede Margherita di Fiandra, sua nipote e sposa del duca di Borgogna, Filippo l'Ardito. 

\Giovànna di Cambry (Douai 1581-St. André-lez-Lille 1639) Riformatrice agostiniana. Suora a Tournai, e successivamente superiora a Menin, lasciò scritti mistici, che delineano il percorso dell'anima fino al raggiungimento dell'amore di Dio. 

\Giovànna di Frància o di Montfort (?-1374) Figlia del conte di Francia Luigi I, andò sposa a Giovanni conte di Montfort nel 1329. Promosse la guerra per il possesso del ducato di Bretagna e la continuò anche dopo essere rimasta vedova (1345). 

\Giovànna di Penthièvre (1319-1384) Duchessa di Bretagna, era figlia di Guido di Bretagna. Andò sposa a Carlo di Châtillon-Blois. Il ducato le fu contestato con le armi da Giovanni di Montfort appoggiato dagli inglesi. Fu costretta a condurre una lotta ventennale (1347-1365) prima insieme al marito e poi da sola dopo la morte del marito (1364). Nel 1365 accettò di lasciare il ducato al figlio di Giovanni di Montfort e conservò per sé la contea di Penthièvre e di Limoges. 

\Giovànna di Savòia (Roma 1907-Estoril 2000) Quarta figlia di Vittorio Emanuele III, dal 1930 moglie di Boris III di Bulgaria. Esule dal 1946. 
Giovanna di Savoia 
Imperatrice d'oriente. => "Anna di Savoia" 

\Giovànna Hainaut (1188-1244) Contessa di Fiandra e di Hainaut. Figlia del conte Baldovino IX di Fiandra. Educata a cura del re di Francia Filippo Augusto, andò sposa a Ferdinando di Portogallo. Rimasta vedova nel 1233, sposò Tommaso II di Savoia nel 1237. Essendo senza eredi, alla sua morte, le succedette la sorella Margherita II. 

\Giovànna la Beltraneja (1462-Lisbona 1530) Principessa di Castiglia. Il soprannome con cui è nota deriva dalla presunta paternità illegittima risalente a don Beltrán de la Cueva, favorito della madre, Giovanna di Portogallo. Alla morte di Enrico IV re di Castiglia (1474), Giovanna era l'unica erede, ma dovette prendere le armi contro la zia Isabella la Cattolica, che, aiutata da Ferdinando il Cattolico, rivendicava il trono di Castiglia. Nonostante l'aiuto ottenuto da Alfonso V re del Portogallo, le sorti della guerra le furono sfavorevoli. Alfonso V venne sconfitto a Toro e Giovanna si ritirò nel convento di Santa Chiara a Coimbra. 

\Giovànna la Pàzza (Toledo 1479-Tordesillas 1555) Figlia dei re cattolici Ferdinando V il Cattolico e di Isabella di Castiglia, nel 1496 andò sposa a Filippo d'Asburgo detto il Bello. Regina di Castiglia dal 1504, fu madre di Ferdinando I e di Carlo I di Spagna (Carlo V di Germania). Alla morte del marito, nel 1506, Giovanna impazzì per il dolore, e da allora visse segregata nel castello Tordesillas presso Valladolid. Alla morte di Ferdinando II, la Castiglia e l'Aragona vennero occupate dal figlio Carlo I. 

\Giovànna, papessa Nobildonna anglosassone. Secondo la leggenda, diffusa nel XIII sec., la donna assunse, celandosi sotto abiti maschili, al soglio pontificio con il nome di Giovanni VIII l'Inglese succedendo a Leone IV (847-855) nell'anno 855 e governando la chiesa fino all'858, prima del papato di Benedetto III. Sarebbe stata scoperta solo quando le doglie del parto la sorpresero durante una processione. Anche se la leggenda fu ampiamente diffusa nel medioevo, la chiesa cattolica non ha mai riconosciuto la veridicità di quest'antica credenza, né sono noti documenti in grado di accreditarla. 

\giovannèo, agg. 1 Riferito a un Giovanni. 2 Relativo al papa Giovanni XXIII. 

\Giovannétti, Luciàno (Bottegone, Pistoia 1945-) Ha vinto la medaglia d'oro nel tiro a volo fossa alle Olimpiadi di Mosca del 1980 e di Los Angeles del 1984. 

\Giovannétti, Mattèo (Viterbo?-Roma 1367) Pittore. Tra le opere Storie di San Marziale (1344-1345, Avignone, Palazzo dei Papi). 

\Giovànni (papi) Nome di papi e antipapi. 
Giovanni I 
(Populonia 470 ca.-Ravenna 526) Santo e papa dal 523 al 526. Teodorico, nel 525, lo inviò a Costantinopoli per fermare le persecuzioni antiariane; al suo rientro, avendo fallito, fu imprigionato. 
Giovanni II 
(Roma 470 ca.-535) Papa dal 533 al 535. Mutò per primo il suo nome in Mercurio. 
Giovanni III 
(?-Roma 574) Papa dal 561 al 574. 
Giovanni IV 
(Salona 580 ca.-Roma 642) Papa dal 640 al 642. 
Giovanni V 
(Antiochia 630 ca.-Roma 686) Papa nel 685 e 686. 
Giovanni VI 
(Efeso-Toma 705) Di origine greca, fu papa dal 701 al 705. Appoggiò i bizantini contro i longobardi. 
Giovanni VII 
(?-Roma 707) Papa dal 705 al 707. 
Giovanni VIII (antipapa) 
Venne eletto nel 844 in opposizione a Sergio II. 
Giovanni VIII 
(Roma 820-882) Papa dall'872 all'882. Cercò l'alleanza di bizantini e carolingi contro la minaccia saracena. Incoronò imperatori Carlo il Calvo (875) e Carlo il Grosso (881). 
Giovanni IX 
(Tivoli 840-Roma 900) Papa dall'898 al 900. Si oppose ad Arnolfo di Carinzia appoggiando Lamberto di Spoleto e riabilitò la memoria di papa Formoso. 
Giovanni X 
(Tossignano 860 ca.-Roma 928) Papa dal 914 al 928. Incoronò imperatore Berengario I nel 915, anno in cui promosse una lega contro i saraceni e li sconfisse a Garigliano. Legato alla famiglia di Teofilatto, appoggiò Ugo di Provenza a scapito di Marozia, la quale lo fece uccidere dal marito Guido di Toscana. 
Giovanni XI 
(Roma 910 ca.-936) Figlio di Marozia, fu papa dal 931 al 935. Fu dominato dal fratello Alberico di Roma. 
Giovanni XII 
(Roma 937?-964) Figlio di Alberico di Roma e nipote di Marozia, papa dal 955 al 964. Si scontrò con Berengario II e chiese l'appoggio di Ottone I di Sassonia, che incoronò imperatore nel 962. In seguito entrò in opposizione con lui, che gli oppose Leone VIII. 
Giovanni XIII 
(?-Roma 972) Papa dal 965 al 972. Sostenne Ottone I e Ottone II. 
Giovanni XIV 
(?-Roma 984) Vescovo di Pavia, venne eletto papa per volontà di Ottone II nel 983, ma nel 984 fu deposto dalla nobiltà romana che gli impose Bonifacio VII. 
Giovanni XV 
(?-Roma 996) Papa dal 985 al 996, venne esiliato dai Crescenzi. Invocò l'aiuto di Ottone III, ma questi giunse a Roma solo nel 996, dopo la sua morte. 
Giovanni XVI (antipapa) 
(?-Fulda 1013) Venne eletto dai Crescenzi nel 997 contro Gregorio V. Fu deposto da Ottone III nel 999. 
Giovanni XVII 
(?-Roma 1003) Papa nel 1003, solo per pochi mesi. 
Giovanni XVIII 
(?-Roma 1009) Papa dal 1004 al 1009. Rimase sottomesso alla politica dei Crescenzi. 
Giovanni XIX 
(?-Roma 1032) Romano dei Conti di Tuscolo, fu papa dal 1024 al 1032. Nel 1027 incoronò Corrado II imperatore. 
Per un errore nella numerazione, non vi fu alcun papa Giovanni XX. 
Giovanni XXI 
(Lisbona 1215-Viterbo 1277) Pietro di Giuliano o Ispano, filosofo e scienziato portoghese, fu papa nel 1276 e 1277. Scrisse un manuale di logica Summulae logicales e mediò tra Carlo d'Angiò e Rodolfo d'Asburgo nella speranza di organizzare una crociata. 
Giovanni XXII 
(Cahors 1245-Avignone 1334) Jacques Duése vescovo di Frèjus e di Avignone (1310), venne eletto papa nel 1316 da un concilio a Lione, divenendo il secondo pontefice a risiedere ad Avignone. Uomo di grande cultura, riformò il sistema fiscale; consentì all'Inquisizione di condannare i fraticelli e accusò di panteismo J. Eckhart; condannò i teologi minimalisti Marsilio da Padova, Guglielmo di Occam e Giovanni di Jadun e canonizzò Tommaso d'Aquino. 
Giovanni XXIII (antipapa) 
(Napoli 1370 ca.-Firenze 1419) Venne eletto papa contemporaneamente a Gregorio XII, patriarca di Costantinopoli, da un concilio tenutosi a Pisa nel 1410 e a Benedetto XIII, residente ad Avignone. Subì una condanna per eresia e simonia e fu deposto (1415); dovette riconoscere il nuovo papa Martino V, dal quale venne eletto cardinale e vescovo di Tuscolo (1419). 
Giovanni XXIII 
(Sotto il Monte 1881-Roma 1963) Papa dal 1958, iniziò la carriera ecclesiastica nel 1904, quando fu nominato sacerdote, per divenire delegato apostolico in Turchia e Grecia, amministratore apostolico del vicariato di Costantinopoli (1935) e nunzio a Parigi dal 1944 al 1953. Convocò il concilio Vaticano II (1962), che portò grandi cambiamenti nell'organizzazione delle comunità ecumeniche e pronunciò molte encicliche, Aeterna Dei Sapientia (1961), Mater et Magistra (1961), Pacem in terris (1963). 

\Giovànni (santi) Nome di santi. 
Giovanni 
=> "Giovanni Evangelista" 
Giovanni Battista 
(7 a. C. ca.-Macheronte 30 ca.) Personaggio del Nuovo Testamento, precursore della predicazione di Gesù. Figlio di Zaccaria, sacerdote del tempio, e di Elisabetta, parente di Maria madre di Gesù. Poco si conosce della sua vita prima della sua missione pubblica, tranne il fatto che la sua nascita venne profetizzata miracolosamente e che Giovanni condusse una vita da eremita nel deserto, in preghiera, meditazione e penitenza, prima di trasferirsi sulle rive del Giordano. Ottenne il riconoscimento come profeta nella valle del Giordano, dove radunò i discepoli. La sua missione pubblica iniziò con la proclamazione di un battesimo di pentimento in preparazione della venuta del Messia. Numerose persone vennero per ricevere il battesimo e tra esse lo stesso Gesù di Nazareth suo cugino, che Giovanni riconobbe subito come Messia. Venne arrestato per ordine di Erode Antipa, di cui aveva biasimato la condotta lussuriosa con la cognata Erodiade, e fu decapitato su richiesta di Salomè, figlia di Erodiade, istruita dalla madre a chiedere la testa del Battista come ricompensa dell'esecuzione di una danza. La festa di san Giovanni Battista ricorre il 24 giugno. 
Giovanni Battista de la Salle 
(Reims 1651-Rouen 1719) Educatore francese e fondatore di scuole primarie gratuite a Reims nel 1679, basate sul lavoro di gruppo e su innovative tecniche pedagogiche. Sostituì anche l'insegnamento del francese a quello del latino. Istituì una congregazione laicale a voti semplici di insegnanti, detti Fratelli delle scuole cristiane nel 1682. Ordinato prete nel 1678, fu canonizzato nel 1900 e, dal 1950, è il patrono degli insegnanti. Tra gli innumerevoli scritti, ha lasciato La direzione delle scuole cristiane (1717), I doveri del cristiano (1703), Regole della buona creanza e dell'educazione cristiana (1950), un precursore dei libri di galateo. La sua festa si celebra il 7 aprile. 
Giovanni Battista Maria, Vianney 
(Dardilly 1786-Ars-sur-Formans 1859) Ecclesiastico francese. Fu parroco ad Ars. La sua festa si celebra il 9 agosto. 
Giovanni Bosco 
(Castelnuovo don Bosco 1815-Torino 1888) Sacerdote (ordinato nel 1841) ed educatore. Fondò collegi, scuole professionali e gli oratori festivi, il primo dei quali istituito a Valdocco nel 1842. Diede vita assieme a don Rua e don Cagliero alla congregazione dei salesiani, ufficializzata nel primo capitolo del 1859. La congregazione ebbe anche un equivalente femminile nelle figlie di Maria Ausiliatrice. Fu istituito in seguito un terzo ordine detto della Pia unione dei cooperatori salesiani. Nella sua vita, Giovanni Bosco si dedicò principalmente all'assistenza e all'educazione dei fanciulli, fondando un metodo pedagogico descritto nelle sue opere divulgative destinate a insegnanti ed educatori. Scrisse Il sistema preventivo nell'educazione della gioventù (1877). Fu beatificato nel 1929 e canonizzato nel 1934. La sua festa si festeggia il 31 gennaio. 
Giovanni Climaco 
(579-649?) Santo bizantino. Fu anacoreta in una grotta nel monte Sinai per 40 anni e scrisse La scala del paradiso. La sua festa si festeggia il 30 marzo. 
Giovanni Crisostomo 
(Antiochia 344?-Comana 407) Padre della chiesa greca. Detto Crisostomo (dal greco chrysós = oro, e stóma = bocca) per la sua eloquenza. Si convertì al cristianesimo a diciotto anni. Dopo aver vissuto come eremita, fu ordinato sacerdote nel 386 e nominato vescovo di Costantinopoli nel 397 dall'imperatore Arcadio. L'imperatrice Eudossia, moglie di Arcadio, irritata dalle sue omelie che stigmatizzavano i vizi, in accordo con il patriarca di Alessandria Teofilo lo fece deporre nel 403 e lo condannò all'esilio. Relegato a Cucusa (in Armenia), fu trasferito successivamente nel Caucaso ma morì, durante il viaggio, a Comana nel settembre del 407. Nel 438, l'imperatore Teodosio II ne portò a Costantinopoli il corpo tributandogli tutti gli onori. Fu autore di omelie, di trattati morali e di 238 lettere ed è considerato il più grande teologo moralista della chiesa antica. I suoi lavori sono basati sulla esegesi letterale propugnata dalla scuola di Antiochia, contro l'esegesi allegorica della scuola di Alessandria. La sua festa si celebra il 13 settembre. 
Giovanni da Capestrano 
(Capestrano 1386-Ilok, Croazia 1456) Francescano. Partecipante al concilio di Firenze e organizzatore di una crociata, fu lui stesso al comando militare e nel 1456 sconfisse gli ottomani a Belgrado. La sua festa di festeggia il 23 ottobre. 
Giovanni Damasceno 
(Damasco 675-Gerusalemme 749) Monaco a Gerusalemme e padre della chiesa greca. Combatté l'iconoclastia e l'islam. Scrisse La fonte della conoscenza. La sua festa si celebra il 4 dicembre. 
Giovanni d'Avila 
(Almodóvar del Campo 1500-Montilla 1569) Predicatore spagnolo. Tra le sue opere, Epistolario spirituale e Trattato dell'amore di Dio. La sua festa si celebra il 10 maggio. 
Giovanni della Croce 
(Fontiveros, Ávila 1542-Ubeda, Joén 1591) Juan de la Cruz detto Giovanni della Croce. Mistico spagnolo. Direttore spirituale di santa Teresa di Ávila, fu il fondatore del primo convento di carmelitani scalzi. Fu autore di liriche e canzoni a carattere mistico-spirituale. Tra le opere Cantico spirituale tra l'anima e Cristo suo sposo e Fiamma d'amor viva (1582-1588). La sua festa si festegia il 24 novembre. 
Giovanni di Dio 
(Montemór-o-Novo 1495-Granada 1550) João Ciudad Duarte, religioso portoghese. Organizzatore di un ospedale per i poveri, ebbe numerosi seguaci, noti come Fatebenefratelli. La sua festa si celebra l'8 marzo. 
Giovanni Fischer 
(Beverley 1469?-Londra 1535) Cardinale e umanista inglese. Amico di Erasmo e Timoro, si oppose al divorzio di Enrico VIII e Caterina d'Aragona e fu per questo decapitato. La sua festa si celebra il 22 giugno. 
Giovanni Gualberto 
(Petroio, Siena 995?-Passignano, Firenze 1073) Fondatore dell'ordine di stampo benedettino dei vallombrosani a Vallombrosa. La sua festa si celebra il 12 luglio. 
Giovanni Nepomuceno 
(Pomúk 1340 ca.-Praga 1393) Vicario di Praga e patrono della Boemia. Si oppose alle decisioni di re Venceslao IV e fu per questo annegato nella Moldavia. La sua festa si celebra il 16 maggio. 

\Giovànni (sovrani) Nome di sovrani. 
Bisanzio Giovanni I Zimisce 
(Ierapoli 925-Costantinopoli 976) Imperatore bizantino dal 969, conquistò la Bulgaria e tra il 974 e il 975 strappò agli arabi la Siria e la Palestina. 
Giovanni II Comneno 
(1088-Anazarbo 1143) Imperatore bizantino dal 1118. Conquistò la Serbia, la Cilicia, l'Ungheria e assoggettò i principati crociati di Antiochia ed Edessa (1137). 
Giovanni III Ducas Vatatze 
(Didymotikon 1193-Ninfeo 1254) Imperatore di Nicea dal 1222. Nel 1225 riuscì a riconquistare gran parte dei possedimenti latini in Asia Minore e iniziò la restaurazione bizantina a Costantinopoli, che assediò nel 1235. 
Giovanni IV Lascaris 
(1250-Bitinia 1284) Figlio di Teodoro II, gli succedette come imperatore bizantino ancora bambino nel 1258. Costretto a dividere il trono con Michele VIII Paleologo, fu a lui ben presto assoggettato. 
Giovanni V Paleologo 
(Didymotikon 1332-Costantinopoli 1391) Figlio di Andronico III, gli succedette dal 1341 come imperatore di Bisanzio. Tra il 1347 e il 1354 fu costretto a cedere il trono a Giovanni VI e riconquistatolo, tra il 1376 e il 1409, al figlio Andronico IV. Tentò invano di ottenere aiuti in occidente per controbattere la minaccia turca in Asia Minore, ma dovette infine riconoscersi vassallo dei sultani ottomani. 
Giovanni VI Cantacuzeno 
(Costantinopoli 1292?-Mistra 1383) Tolse il trono bizantino nel 1347 con l'appoggio turco a Giovanni V. Quest'ultimo tornò tuttavia al potere nel 1354 con l'aiuto genovese. 
Giovanni VII Paleologo 
(1370 ca.-Monte Athos 1410 ca.) Nipote di Manuele II, lo detronizzò per pochi mesi nel 1390, divenendo così imperatore di Bisanzio. Tenne poi la reggenza per lo zio tra il 1399 e il 1402. 
Giovanni VIII Paleologo 
(Costantinopoli 1390-1448) Figlio di Manuele II, gli succedette nel 1425 come imperatore di Bisanzio. Accettò l'unione della chiesa greca con quella di Roma nel 1439 per ottenere l'aiuto dell'occidente contro i turchi, ma la crociata che mandarono in suo aiuto venne sconfitta nel 1444 a Varna. 
Boemia Giovanni I di Lussemburgo, detto il Cieco 
(Parigi? 1296-Crécy 1346) Figlio di Enrico VII, fu re di Boemia dal 1310. Quale vicario dell'imperatore Ludovico il Bavaro in Italia, tra il 1330 e il 1333 si insignorì di varie città lombarde ed emiliane. Perì combattendo per conto dei francesi a Crécy. 
Etiopia Giovanni I Negus il Giusto 
(-1682) Re d'Etiopia dal 1667 al 1682. 
Giovanni II Negus 
Re d'Etiopia nel 1769. 
Giovanni III Negus 
Re d'Etiopia nel 1840 e 1841. 
Giovanni IV Negus 
(1832-Metemma 1889) Re d'Etiopia dal 1872 al 1889. Dovette cedere Assab e Massaua all'Italia rispettivamente nel 1882 e 1885. Inoltre, nel 1887, venne sconfitto a Dogali. 
Francia Giovanni I il Postumo 
(Parigi 1316-1316) Figlio postumo di Luigi X, visse solo pochi giorni. Gli succedette al trono lo zio Filippo V. 
Giovanni II il Buono 
(Le Mans 1319-Londra 1364) Figlio di Filippo VI, gli succedette al trono di Francia nel 1350. Gli inglesi lo sconfissero e lo presero prigioniero a Poitiers nel 1356 durante la guerra dei cent'anni. Nel 1360 venne liberato in cambio di riscatto. 
Giudea Giovanni I Ircano 
(134-104 a. C.) Figlio di Simone Maccabeo e iniziatore della dinastia degli Asmonei, fu sommo sacerdote ed etnarca di Giudea dal 134 al 104 a. C. Conquistò la Samaria e la Giudea ai Seleucidi. 
Inghilterra Giovanni Senza Terra 
(Oxford 1167-Newark 1216) Fratello di Riccardo Cuor di Leone, gli succedette nel 1199 come re d'Inghilterra. Filippo Augusto lo sconfisse e tra il 1202 e il 1214, gli tolse quasi tutti i possedimenti in Francia. Ebbe inoltre una lunga controversia con il papato, e fu per questo costretto dai baroni a concedere nel 1215 la Magna charta. 
Polonia Giovanni III Sobiesky 
(Olesko 1624-Wilanow 1696) Succedette a Michele Wisniowiecky come re di Polonia dal 1674. Alleato di papa Innocenzo XI e Leopoldo I d'Austria contro i turchi, nel 1683 riuscì a liberare Vienna dall'assedio nemico. 
Portogallo Giovanni I il Grande 
(Lisbona 1357-1433) Figlio di Pietro I, divenne re del Portogallo dal 1385. Conquistò Ceuta ai mori e favorì le esplorazioni africane del figlio Enrico il Navigatore. 
Giovanni II il Perfetto 
(Lisbona 1455-Alvôr 1495) Re di Portogallo dal 1481, promosse le esplorazioni di Dìaz lungo le coste africane. 
Giovanni III il Pio 
(Lisbona 1502-1557) Figlio di Emanuele I, fu re del Portogallo dal 1521. Consolidò il suo potere in Asia e promosse la colonizzazione del Brasile. 
Giovanni IV il Fortunato 
(Villaviciosa 1604-Lisbona 1656) Fondatore della dinastia di Braganza, fu re del Portogallo dal 1640. Fino al 1665 fu impegnato in una lunga guerra d'indipendenza contro gli spagnoli, e riuscì perfino a riconquistare i possedimenti coloniali in Angola e Brasile agli olandesi. 
Giovanni V il Magnanimo 
(Lisbona 1689-1750) Figlio di Pietro II di Braganza e grande mecenate, fu re del Portogallo dal 1707. 
Giovanni VI il Clemente 
(Lisbona 1769-1826) Figlio di Pietro III, dal 1792 resse il trono per la madre, e quindi nel 1807 venne deposto da Napoleone; andò in esilio in Brasile, cui diede lo statuto di regno. Tornò in patria nel 1821 dopo aver riconosciuto la costituzione liberale. 
Ungheria Giovanni Szápolyai 
(Szepesvár 1487-Szászebes 1540) Voivoda di Transilvania dal 1511 e re d'Ungheria dal 1526. Dopo essere stato sconfitto e privato del titolo da Ferdinando I d'Asburgo, strinse alleanza con Solimano il Magnifico. Nel 1538 riuscì a raggiungere un accordo con gli Asburgo accettando che alla sua morte, la corona ungherese passasse a Ferdinando. 

\Giovànni da Cermenàte (Milano 1280 ca.-1344 ca.) Cronista italiano e notaio ghibellino. Scrisse l'Historia de situ Ambrosianae urbis et cultoribus ipsius... che andava dalle origini al 1314. 

\Giovànni da Milàno (Caversaccio, Como, not. 1346-1369) Giovanni di Jacopo di Guido detto Giovanni da Milano. Pittore. Tra le opere Polittico (1354, Prato, Pinacoteca Comunale) e Polittico di Ognissanti (ca. 1360, smembrato, Firenze, Uffizi; Buenos Aires, Istituto Di Tella; Venezia, collezione privata). 

\Giovànni da Nòla (Marigliano 1488-Napoli 1558) Giovanni Marigliano detto Giovanni da Nola. Scultore. Tra le opere Compianto sul Cristo Morto (1549, Napoli, Santa Maria a Caponapoli). 

\Giovànni da Piàn dél Càrpine (Piàn del Càrpine 1182?-Antivari, Montenegro 1252) Francescano. Papa Innocenzo IV lo inviò in ambasceria presso il khan dei tartari dal 1245 al 1247. Scrisse un'importante relazione di viaggio (Historia mongolorum). 

\Giovànni da Pròcida (Salerno 1210 ca.-Roma 1298) Medico, signore di Procida e consigliere di re Manfredi. Legato alla casa sveva, nel 1266, dopo la battaglia di Benevento, ascesi gli Angioini, esulò in Aragona, dove servì Giacomo I e Pietro III, di cui preparò l'intervento in Sicilia. Fu tra i promotori della rivolta dei vespri nel 1282. Il suo personaggio, nel registro di basso, compare anche nell'opera di Verdi I vespri siciliani, ove sprona i suoi compatrioti alla rivolta all'inizio del secondo atto con un'aria ricca di patriottismo, fervore e amore per la sua terra (O tu Palermo, terra adorata). 

\Giovànni da Rimìni (not. 1292-prima metà del XIV sec.?) Pittore. Tra le opere Storie di Maria (ca. 1300-1320, Rimini, Sant'Agostino, Campanile). 

\Giovànni da Ùdine (Udine 1487-Roma 1564) Pittore e architetto. Tra le opere Decorazione delle Logge di Raffaello in Vaticano (1517-1519) e Torre dell'orologio a Udine (metà del XVI sec.). 

\Giovànni dàlle Bànde Nére (Forlì 1498-Mantova 1526) Soprannome di Giovanni de' Medici, figlio di Giovanni de' Medici detto il Popolano e Caterina Sforza Riario, fu capitano di ventura al servizio di Leone X nella guerra franco-spagnola tra Francesco I e Carlo V, ma cambiò spesso la parte per la quale combatteva. Ciononostante, fu molto apprezzato per il suo valore militare, il coraggio e le doti morali. Nel 1521 passò ai francesi e nel 1526 ebbe il comando della fanteria degli stati italiani nella guerra della lega di Cognac. Morì a Borgoforte in battaglia, presso Mantova mentre contrastava l'avanzata dei lanzichenecchi su Roma. Il suo soprannome (bande nere) gli fu dato alla morte di Leone X, quando i suoi soldati innalzarono vessilli neri in segno di lutto. Un anno dopo la sua morte, le sue truppe si sciolsero. 

\Giovànni d'Àustria (Madrid 1629-1689) Figlio di Filippo IV di Spagna, nel 1648 represse la rivolta napoletana e divenne viceré di Sicilia fino al 1651. 

\Giovànni d'Àustria, don (Ratisbona 1545-Bourges 1578) Militare e politico spagnolo. Figlio di Carlo V, fu al comando della flotta italo-spagnola che nel 1571 sconfisse i turchi a Lepanto. Dal 1576 fu governatore dei Paesi Bassi e promosse il ritorno al lealismo della province cattoliche. 

\Giovànni di Baldùccio (not. 1317-1349) Scultore. Tra le opere Tomba Baroncelli (ca. 1328, Firenze, Santa Croce, cappella Baroncelli) e Arca di San Pietro Martire (1339, Milano, Sant'Eustorgio). 

\Giovànni di Pàolo (Siena 1395/1400-1482) Pittore. Tra le opere Presentazione di Maria al tempio, Crocifissione e Fuga in Egitto (1436, Pisa, Pinacoteca Nazionale) e Madonna dell'Umiltà (ca. 1445, Siena, Pinacoteca Nazionale). 

\Giovànni di Salisbury (Salisbury 1111 ca.-Chartres 1180) Filosofo inglese, ecclesiastico, fu segretario di Tommaso Becket, alla cui morte fu nominato vescovo di Chartres (1176). Studioso di Aristotele, nell'opera Metalogicon difese la logica aristotelica, prospettando un ideale di cultura imperniato sull'unione tra scienza e lettere. Nel Polycraticus difese la superiorità del potere papale su quello temporale. 

\Giovànni Evangelista (I sec. d. C.) Santo, autore del quarto Vangelo, figlio di Zebedeo e fratello di Giacomo. Nacque a Betsaida presso il lago di Genesaret. Fu uno dei primi apostoli chiamati da Gesù. Pescatore come il padre, abbandonò tutto per seguire Cristo; fu sempre vicino al maestro e la sua presenza è rilevata in tutti i momenti particolarmente solenni, come la trasfigurazione, l'agonia e la morte sulla croce. Nel quarto Vangelo non è mai nominato espressamente se non come il discepolo amato da Gesù. Durante l'ultima cena chiese a Gesù il nome del traditore e sotto la croce Gesù gli affidò sua madre. Dopo la resurrezione di Cristo fu da lui riconosciuto per primo sulle rive del lago di Generaset. Fu sempre insieme a San Pietro, sia per diffondere il Vangelo che al concilio di Gerusalemme. Non si sa esattamente quando abbandonò la Palestina; la tradizione cristiana indica Efeso come centro della sua attività e luogo della sua morte. Tertulliano sostiene che subì il supplizio dell'olio bollente a Roma, presso la porta Latina, uscendone illeso. Giovanni svolse un ruolo importante nella chiesa primitiva. La tradizione gli attribuisce la redazione del quarto Vangelo, di tre epistole, e dell'Apocalisse (libro scritto nell'isola di Patmos durante l'esilio al quale era stato condannato sotto l'imperatore Domiziano). La festa di San Giovanni Evangelista ricorre il 27 dicembre. 

\Giovànni Pàolo Nome di papi. 
Giovanni Paolo I 
(Forno di Canale 1912-Roma 1978) Nome del pontefice Albino Luciani. Vescovo di Vittorio Veneto e patriarca di Venezia, fu eletto papa il 26 agosto 1978 e morì dopo poco più di un mese di pontificato. 
Giovanni Paolo II 
(Wadowice 1920-Città del Vaticano 2005) Nome del pontefice polacco Karol Wojtyla vescovo di Cracovia. Primo papa non italiano dal 1523, fu eletto papa il 18 ottobre 1978. Il suo pontificato è stato caratterizzato da una particolare attenzione alle questioni sociali e della pace, da un rigoroso rispetto delle tradizioni e da una presenza continua della chiesa tra i fedeli di tutto il mondo, concretizzata dai suoi innumerevoli viaggi e dalle numerose encicliche emanate, Redemptor hominis (1979), Dives in misericordia (1980), Laborem exercens (1981), Sollicitudo rei socialis (1988), Centesimus annus (1989), Evangelium vitae (1995). Nel 1981, a Roma, fu gravemente ferito in un attentato. 

\Giovànni Pisàno (Pisa 1245 ca.-Siena 1314 ca.) Scultore e architetto, figlio di Nicola Pisano e suo collaboratore nella realizzazione del pulpito del duomo di Siena e nella fonte Maggiore di Perugia (1278). Abbandonò il classicismo dello stile ispirato dalla cultura francese gotica; ne risultò uno stile molto impetuoso e intenso. Tra le altre opere, il pulpito di Sant'Andrea a Pistoia (1297-1301), la serie delle Madonne col Bambino (tra cui quella della cappella degli Scrovegni a Padova, 1305-1306), il pulpito del duomo di Pisa (1302-1310). 

\Giovànni Stéfano II Figlio di Michele III di Bulgaria, gli succedette nel 1330 a seguito dell'assassinio dello zar da parte dei serbi. Nonostante l'aiuto della madre, la principessa serba Anna, non riuscì a governare a lungo la Bulgaria e dovette abdicare a favore del cugino Giovanni Alessandro. 

\Giovanni Verga Opera di critica letteraria di L. Russo (1919). 

\giovanòtto, sm. 1 Uomo giovane. ~ adolescente, ragazzo. 2 Scapolo. ~ celibe. <> coniugato. 3 Nella marina mercantile, marinaio al di sotto dei 18 anni. 
  sm. youth, young man. 
  deriv. da giovane. 

\giovàre, v. v. intr. 1 Essere utile. ~ convenire. <> nuocere. 2 Dilettare. 
v. rifl. Servirsi, trarre profitto. ~ avvalersi. 
  v. intr. to do good, to be good. v. rifl. to make use of. 
  lat. iuvare. 

\Giòve (astronomia) Il pianeta più grande del sistema solare, quinto in ordine di distanza dal Sole, dal quale dista in media 780 milioni di chilometri. Il periodo di rivoluzione di Giove è di circa dodici anni terrestri e la sua rotazione si compie in meno di dieci ore. Ha una massa pari al doppio della somma delle masse di tutti gli altri pianeti (cioè circa 318 volte quella della Terra) ma il suo diametro equatoriale è di 11,23 volte quello terrestre, con un volume, quindi, uguale a quello di 1.400 globi terrestri. Da questi dati si può facilmente calcolare che la densità di Giove è meno di un quarto di quella del nostro pianeta. È di conseguenza un pianeta allo stadio fluido, formato in gran parte da idrogeno e da elio con tracce di metano, ammoniaca e altri elementi; tutto questo rende Giove più simile a una stella che a un pianeta. L'analogia è confermata anche dall'enorme energia che Giove irradia nello spazio circostante (uguale a circa il doppio di quella che riceve dal Sole), che ne fa presumere un lentissimo ma inesorabile collasso gravitazionale. Le bande multicolori osservate già in passato sulla sua superficie sono dovute a cause sia meccaniche che chimiche. Le fasce bianche sono dovute all'ammoniaca che, a causa delle basse temperature delle zone atmosferiche più elevate, solidifica in piccoli cristalli di ghiaccio. Le striature di altri colori, tra le quali la più famosa e studiata è la cosiddetta "macchia rossa"(40.000 km di longitudine e 13.000 km di latitudine), sono dovute a reazioni chimiche che avvengono nell'atmosfera. Possiede infine un campo magnetico quattordici volte più intenso di quello della Terra ed è circondato da sedici satelliti, tra i quali i quattro più grandi (Io, Europa, Ganimede e Callisto) sono noti fin dal 1610 e gli ultimi tre sono stati scoperti dalle sonde americane Pioneer 10 e 11 (1973-1974) e Voyager 1 e 2 (1979-1980). 

\Giòve (comune) Comune in provincia di Terni (1.666 ab., CAP 05024, TEL. 0744). 

\Giòve (mitologia) Dio supremo della religione di Roma antica, rappresentazione della luce e del cielo; insieme a Marte e a Quirino, inizialmente, e con Giunone e Minerva poi, costituisce la triade romana per eccellenza. Si identifica con il greco Zeus e l'etrusco Tinia. 

\giovedì, sm. Quarto giorno della settimana. 
  sm. Thursday. 
  lat. Iovis dies giorno di Giove. 

\Giovenàle, Dècimo Giùnio (Aquino 60 ca.-140 ca.) Poeta satirico latino, scrisse sedici Satire, divise in cinque libri, pubblicati tra il 100 e il 127. In esse il tema principale è la critica spietata ma ironica dei vizi della società del suo tempo. 

\giovènca, sf. Vacca giovane. ~ vitella. 

\giovènco, sm. Bue giovane. 

\gioventù, sf. Età della vita umana che si estende dalla fine dell'adolescenza alle soglie della maturità. ~ giovinezza. <> senilità. 
  sf. youth. 
  lat. iuventus,-utis, deriv. da iuvenis giovane. 

\Gioventù Isola (71.000 ab.) di Cuba, la più estesa dell'arcipelago delle Canarreos. Capoluogo Nueva Gerona. 

\Gioventù bruciata Film drammatico, americano (1955). Regia di Nicholas Ray. Interpreti: James Dean, Natalie Wood, Sal Mineo. Titolo originale: Rebel Without a Cause 

\giovévole, agg. Che reca giovamento. ~ vantaggioso. <> pernicioso. 

\Giòvi Passo (472 m) dell'Appennino Ligure, tra le valli Polcevera e Scrivia. 

\gioviàle, agg. 1 Di temperamento che conosce il prevalere dell'influsso di Giove. 2 Abitualmente gaio. ~ cordiale. <> introverso. 3 Allegro, gioioso. ~ ridanciano. <> malinconico. 
  agg. jolly, jovial. 

\giovialità, sf. Abituale gaiezza. ~ affabilità, cordialità. <> compassatezza, introversione. 

\giovialóne, sm. Persona allegra. 

\gioviàno, sm. Ipotetico abitante del pianeta Giove. 

\Gioviàno (Singiduno 331?-Dadastana 364) Imperatore romano nel 363 e 364. Cristiano, abrogò le leggi filopagane di Giuliano l'Apostata, ma concluse con i persiani un'umiliante pace. 

\giovinàstro, sm. Giovane scapestrato. ~ bulletto. 
  sm. lout, hooligan. 

\Giovinàzzo Comune in provincia di Bari (20.933 ab., CAP 70054, TEL. 080). Centro agricolo e commerciale (coltivazione e mercato di agrumi e ortaggi) e industriale (prodotti siderurgici). Vi si trova una cattedrale, del XIII sec., al cui interno è contenuta una cripta con colonne romaniche. Gli abitanti sono detti Giovinazzesi

\giovincèllo, sm. Giovanotto futile. 

\gióvine => "giovane" 

\Gióvine Itàlia Associazione politica segreta, fondata da Mazzini (Marsiglia, 1831), con l'intento preciso di trasformare l'Italia in una repubblica democratica. Tra i suoi membri, reclutati soprattutto negli ambienti intellettuali e della piccola e media borghesia, vengono ricordati tra gli altri Garibaldi e Guerrazzi. I suoi progetti tramontarono con il drammatico fallimento dei moti rivoluzionari; nel 1848 venne sostituita dall'Associazione nazionale italiana

\giovinétto => "giovanetto" 

\giovinézza, sf. 1 Età di chi è giovane, fior degli anni. ~ gioventù. <> vecchiaia. gli ideali della sua giovinezza erano stati calpestati. 2 Innocenza, ingenuità. ~ freschezza. è solo un errore di giovinezza. 3 Freschezza, entusiasmo. sentiva il bisogno di una ventata di giovinezza
  sf. youth. 
  deriv. da giovane
Quanto è bella giovinezza Che si fugge tuttavia!. Inizia così Il trionfo di Bacco e Arianna di Lorenzo il Magnifico. 

\Giovinezza, giovinezza Opera di narrativa di L. Preti (1964). 

\giovinòtto => "giovanotto" 

\Giòvo Comune in provincia di Trento (2.288 ab., CAP 38030, TEL. 0461). 

\Giòvo, colle del Passo (516 m) dell'Appennino Ligure, a ovest del monte Beigua. 

\GIP Sigla di Giudice per le Indagini Preliminari. 

\gipèto, sm. Uccello (Gypaëtus barbatus) della famiglia degli Accipitridi e dell'ordine dei Falconiformi. Di colore scuro, vive sulle montagne dell'Eurasia e dell'America del Nord. Si nutre di carogne e di ossa che fa cadere contro le rocce al fine di frantumarle. 

\gippóne, sm. Grosso autoveicolo adatto ai terreni accidentati. 

\gipso- Primo elemento di parole composte. 
  greco gýpsos gesso. 

\gipsotèca, sf. Raccolta di gessi. 

\giràbile, agg. Che si può girare. 

\giradìschi, sm. Il complesso meccanico munito di braccio portante la testina fonografica. ~ fonografo, grammofono. 
  sm. record player. 
  da gira + dischi. 

\giradìto, sm. Patereccio. 
  da gira-+ dito. 

\Giràffa Costellazione scoperta da Hevelius nel 1614; è formata da stelle poco splendenti e si trova nell'emisfero celeste boreale, tra Cassiopea e l'Orsa Maggiore. Appare circumpolare per le latitudini dell'Italia. 

\giràffa, sf. Mammifero (Giraffa camelopardalis) della famiglia dei Giraffidi e dell'ordine degli Artiodattili, alta 6 m alla testa, con collo e arti lunghissimi, mantello chiaro con macchie rossiccie. Vive nell'Africa sudsahariana nutrendosi di vegetali. 
In cinematografia carrello mobile munito di una lunga asta fornita, all'estremità, di un microfono. 
  sf. 1 giraffe. 2 (microfono su asta) microphone boom. 

\giraffìsta, sm. Operaio addetto alla manovra di una giraffa. 

\giràle, sm. Motivo ornamentale composto da una foglia d'acanto, vite, o altro in forma di volta con in mezzo un fiore. 

\giraménto, sm. Effetto del girare. ~ giro. 

\giramóndo, sm. Chi gira per il mondo senza fini. ~ globe trotter. <> sedentario. 

\giràndola, sf. 1 Ruota di legno su cui sono applicati razzi. 2 Banderuola metallica posta alla sommità di edifici per indicare la direzione del vento. 3 Giocattolo di carta o di celluloide, fatta a forma di rosetta, che gira quando soffia il vento. 4 Giochi d'acqua in grandi ville. 5 Candelabro circolare a più luci, fatto di legno o di metallo. 6 Persona volubile. ~ voltagabbana. 7 Giravolta. 8 Il susseguirsi vertiginoso di fatti. ~ ridda. una girandola di persone incuriosite, gli fece perdere l'orientamento. 9 Pensiero confuso. 
  sf. 1 (gioco pirotecnico) Catherine wheel. 2 (banderuola) weathercock, weather vane. 3 (giocattolo) toy windmill. 
  deriv. da girandolare

\girandolàre, v. intr. 1 Andare a zonzo, gironzolare. ~ girovagare. 2 Bighellonare. 

\girandole, sf. invar. Specie di grosso lampadario a più bracci di forma circolare o piramidale con pendagli di cristallo che serve a reggere candele o altre sorgenti luminose. 

\girandolóne, sm. Chi ama girandolare. ~ bighellone, sfaccendato. 

\girandolóni, avv. Girandolando qua e là. 

\girànte, sm. e sf. 1 Chi effettua o ha effettuato la girata di titoli di credito. 2 Nelle turbine, nelle pompe a compressione, il rotore munito di palette che viene messo in rotazione dal fluido che mette in moto un motore. 

\Girard, Albert (Saint-Michel, Mosa 1595-L'Aia 1633) Matematico francese. Noto per avere formulato il teorema secondo cui ogni equazione algebrica possiede un numero di radici pari al suo grado (1629, teorema fondamentale dell'algebra). 

\Girard, Jean-Baptiste (Friburgo 1765-1850) Pedagogista svizzero. Tra le sue opere, Dell'insegnamento regolare della lingua materna (1844) e Corso educativo di lingua materna per le scuole e le famiglie (1845-1848). 

\Girardelli, Marc (Lustenau 1963-) Sciatore lussemburghese. Di origine austriaca, vinse la Coppa del mondo cinque volte (1985, 1986, 1989, 1991 e 1993) e la medaglia d'argento in gigante alle olimpiadi del 1992. 

\Girardèngo, Costànte (Novi Ligure 1893-1978) Ciclista. Vinse il Giro d'Italia nel 1919 e nel 1923, più volte la Milano-Sanremo e fu nove volte campione nazionale (1913-1914 e 1919-1925). 

\Giràrdi, Giùlio (Il Cairo 1926-) Teologo cattolico italiano, specialista in problemi dell'ateismo. Uno dei maggiori animatori del Movimento dei cristiani per il socialismo, ha diretto l'enciclopedia Ateismo contemporaneo

\Girardot, Annie (Parigi 1931-) Attrice teatrale e cinematografica francese. Interpretò Rocco e i suoi fratelli (1960) e La donna scimmia (1964). 

\giràre, v. v. tr. e intr. 1 Far ruotare intorno a un asse. ~ roteare. girò il tavolo verso la finestra per avere più luce. 2 Far cambiare rotazione. ~ ribaltare. <> raddrizzare. 3 Percorrere. ~ visitare. ha girato tutta l'Europa in pochissimi anni. 4 Trasferire a favore di altri mediante girata. 5 Riprendere. ~ filmare. 6 Passare di mano in mano. 7 Andare a spasso, camminare. ~ girellare. 8 Deviare, svoltare. ~ curvare. 9 Propagarsi (di notizie). ~ diffondersi. 10 Giudicare. ha girato la questione al punto che finì per passare dalla parte della ragione. 11 Fare una ripresa cinematografica. girarono quella scena all'interno della grotta
v. rifl. Volgersi. quando dormiva, si girava spesso nel letto
  v. tr. 1 to turn. 2 (visitare) to go round. 3 (mescolare) to stir. 4 (fare una ripresa cinematografica) to shoot. 5 (avvolgere) to wind. 6 (assegno) to endorse. v. intr. 1 to turn. 2 (ruotare) to rotate. 3 (andare in giro) to circulate, to go round. v. rifl. to turn. 
  lat. tardo gyrare, deriv. da gyrus voltata. 

\girarròsto, sm. Arnese da cucina che fa girare sul fuoco la carne infilata allo spiedo per arrostirla. 
  sm. spit. 

\giràsi, sf. Enzima che agisce sul DNA. Prende parte alla replicazione, alla riparazione, alla trascrizione e alla ricombinazione. È stato scoperto nell'Escherichia coli

\girasóle, sm. Pianta erbacea annuale (Helianthus annuus) della famiglia delle Composite. Ha il fusto alto fino a tre metri, robusto, semplice o ramoso, solo in alto munito di grandi foglie ovali. All'estremità del fusto si formano le grosse calatidi che raggiungono anche i 40 cm di diametro. Originario dell'America meridionale (Perú), venne introdotto in Europa alla fine del XV sec. Il girasole viene coltivato in forme orticole diverse nei giardini e nelle campagne e i suoi semi (acheni) forniscono un olio apprezzato e servono anche come mangime per i volatili. 
  sm. sunflower. 

\Girasóle Comune in provincia di Nuoro (810 ab., CAP 08040, TEL. 0782). 

\giràta, sf. 1 Atto del girare. 2 Giro. ~ voltata. con due girate di chiavi, chiuse la porta e se ne andò. 3 Trasferimento di un titolo di credito all'ordine scritto sul documento scritto e sottoscritto dal girante. ~ cessione. 4 Passeggiata. ~ gita. fecero una girata in piazza. 5 Lavata di capo. ~ ramanzina. 
  sf. 1 stroll. 2 (comm.) endorsement. 

\giratàrio, sm. Soggetto nei cui confronti è stata effettuata la girata di un titolo di credito. 

\giratùbi, sm. Attrezzo di varia forma per avvitare o svitare un tubo in una giunzione. 

\Giraudoux, Jean (Bellac, Haute-Vienne 1882-Parigi 1944) Romanziere e drammaturgo. Tra le opere La guerra di Troia non si farà (1935) e La pazza di Chaillot (postumo, 1945). 

\giravìte, sm. invar. Cacciavite. 

\giravòlta, sf. 1 Movimento repentino ottenuto ruotando il corpo intorno al proprio asse. ~ volteggio. 2 Tortuosità delle strade. ~ tornante. <> rettifilo. 3 Improvviso mutamento di opinione. ~ voltafaccia. 
  sf. 1 turn, twirl. 2 (fig.) about-turn. 

\giravoltolàre, v. intr. 1 Andare in giro. ~ gironzolare. 2 Fare delle giravolte. ~ volteggiare. 

\gìre, v. intr. Andare. 

\girèlla, sf. 1 Carrucola. 2 Rotella di legno scanalata intorno alla quale si avvolge uno spago che, sfilato con forza, la fa girare sul terreno, per divertimento dei bambini. 

\girellàre, v. intr. Girare oziosamente. ~ bighellonare. 

\girèllo, sm. 1 Oggetto a forma di piccolo cerchio. 2 Sostegno di forma circolare più largo in basso, montato su rotelle, entro il quale si mette il bimbo quando impara a camminare. 3 Taglio di carne della parte posteriore della coscia del bue o del vitello. 4 La parte carnosa del carciofo. 5 Semicerchio in cuoio che va inserito fra il tacco e la tomaia per livellare la parte concava del calcagno. 6 Dischetto di cuoio all'apice della stecca da biliardo. 
  sm. (seggiolino per bambini) baby walker. 
  deriv. da giro. 

\girellóne, sm. Girandolone, vagabondo. ~ ciondolone. 

\Giresun Città (67.000 ab.) della Turchia, capoluogo della provincia omonima. 
Giresun 
Provincia (520.000 ab.) della Turchia, lungo le coste del mar Nero. 

\girétto, sm. Passeggiatina. 

\girévole, agg. 1 Che può girare. 2 Volubile. 
  agg. turning, revolving. 

\Girifàlco Comune in provincia di Catanzaro (7.260 ab., CAP 88024, TEL. 0968). 

\girifàlco, sm. (pl.-chi) Nome comune del Falco rusticolus, un uccello falconiforme tipico delle regioni fredde, appartenente alla famiglia dei Falconidi. Il girifalco ha piumaggio di colore grigio bruno con penne fasciate di bianco ed è più grosso del falco. 

\girigogolàre, v. intr. Fare girigogoli. 

\girigògolo, sm. Tratto di penna pieno di capricciose volute. 

\girìno, sm. 1 Larva degli Anfibi anuri. Ha corpo tozzo con coda lunga compressa sui lati. Con la metamorfosi le branchie diventano interne e poi regrediscono, si formano gli arti e la coda scompare al termine del periodo larvale. 2 Corridore ciclista che partecipa al Giro d'Italia. 
  sm. tadpole. 

\girl, sf. invar. 1 Ragazza. 2 Ballerina di rivista. 

\gìro, sm. 1 Linea circolare. ~ cerchio. 2 Movimento circolare, rotatorio. ~ girata. i giri del motore erano al massimo, ma la velocità non aumentava più. 3 Passeggiata per diporto. ~ escursione. non voleva andare in giro con lui. 4 Gara su strada. 5 Periodo di tempo. ~ intervallo. nel giro di qualche ora ti sarai già scordato di tutto. 6 Movimento. 7 Nel gioco delle carte una mano. ~ partita. 8 Gruppo. ~ cerchia. il suo giro di amicizie era abbastanza ristretto e selezionato. 9 Ramo, settore. ~ ambito. 10 Traffico. ~ volume. 
  sm. 1 (cerchio) circle. 2 (movimento) turning, turn. 3 (percorso) round. 4 (viaggio) excursion. 5 (passeggiata) walk, stroll. 6 (sport, giro di pista) lap. 7 (di carte) hand. 8 (comm.) turnover. 9 (essere su di giri) to be high-spirited. 10 (essere giù di giri) to be low-spirited. 
  lat. gyrus, dal greco gyros

\Gìro d'Itàlia La principale corsa ciclistica a tappe italiana nella quale il capoclassifica indossa la maglia rosa. Fu organizzato la prima volta nel 1909 dai tre sportivi Costamagna, Cougnet e Morgagni. 

\Giro del mondo in ottanta giorni Romanzo di J. Verne (1873). L'opera è il racconto di una scommessa effettuata a Londra tra Phileas Fogg e gli amici del suo club. Phileas scommette ventimila sterline di essere in grado di effettuare il giro del mondo in ottanta giorni. Riuscirà a vincere la scommessa e si troverà una bella moglie indiana, ma non realizzerà nessun guadagno perché il viaggio gli sarà costato esattamente le ventimila sterline scommesse. È uno dei libri di avventure più noti di Verne. 

\Giro del mondo, Il Romanzo di F. Parazzoli (1977). 

\Gìro di Frància La principale corsa ciclistica a tappe francese (in francese tour de France) nella quale il capoclassifica indossa la maglia gialla. Fu creata nel 1903 da Henri Desgrange. 

\Giro di vite Opera da camera in un prologo e due atti di B. Britten, libretto di M. Piper (Venezia, 1954). 

\girobùssola, sf. Bussola giroscopica. 

\girocòllo, agg. e sm. agg. Detto di indumento o collana a girocollo. 
sm. 1 La circonferenza del collo di un maglione. 2 Maglione con scollatura rotonda. a girocollo, con la scollatura della misura del collo. 3 Collana aderente alla base del collo. 
  sm. crew-neck. 
  da giro-+ collo

\girocónto, sm. Spostamento a opera di una banca di una somma di denaro da un conto a un altro. 

\girodìna, sf. Aeromobile in cui il moto verticale viene demandato alle ali e a un rotore mentre le traslazioni orizzontali sono gestite da eliche azionate da motori. 

\girodirezionàle, sf. Direzionale giroscopica. 

\Giroflè Giroflà Operetta in tre atti di A. C. Lecocq, libretto di E. Leterrier e Q. Vanloo (Bruxelles, 1874). 

\girolamìti Appartenenti a congregazioni religiose eremitiche sorte in Italia e in Spagna nel XIV-XV sec. che abbandonarono presto la vita eremitica per adottare la regola di Sant'Agostino con aggiunte tratte da San Girolamo. 

\Giròlamo (Stridone 347 ca.-Betlemme 420) Padre della chiesa, letterato e santo. Si convertì durante un soggiorno ad Antiochia (374), si ritirò nel deserto dove visse come eremita e studiò a fondo il greco e l'ebraico. Tradusse in latino le Omelie di Origene e su incarico di papa Damaso tradusse in latino dall'ebraico l'Antico Testamento e rivide le antiche versioni del Nuovo Testamento. Tale versione, dichiarata autentica dal concilio di Trento del 1546, fu adottata come testo biblico canonico per tutto il medioevo. Importante anche l'Epistolario

\Giròlamo Bonapàrte (Ajaccio 1784-Villegenis 1860) Fratello di Napoleone, venne da lui messo a capo del regno di Westfalia nel 1807. Nel 1813 venne tuttavia destituito. 

\Giròlamo Emiliàni (Venezia 1486-Somasca, Bergamo 1537) Santo e militare. Fu fondatore della compagnia dei servi dei poveri (1534), che venne poi chiamata dei chierici regolari di Somasca. 

\giromagnètico, agg. (pl. m.-ci) Relativo ai fenomeni magnetomeccanici. 

\giromànica, sm. Parte di indumento che circonda la ascella. 
  sm. armhole. 

\giròmetro, sm. Strumento atto a indicare la velocità angolare di virata di un aeromobile. Associato a un indicatore di sbandamento prende il nome di vibrosbandometro. 

\Girònda Estuario della Garonna e della Dordogna, in Francia. Dà accesso al porto di Bordeaux, nell'oceano Atlantico. 

\Gironde Dipartimento (1.213.000 ab.) della Francia, nell'Aquitania, capoluogo Bordeaux. Si estende lungo la costa dell'oceano Atlantico e comprende la regione collinare del Bordolese, quella del Médoc e una parte delle Landes. Il territorio, prevalentemente pianeggiante, è attraversato dai fiumi Dordogna e Garonna confluenti nell'estuario comune, che dà il nome al dipartimento. Zona agricola (viti e ortaggi), enologica (vini di Bordeaux), della pesca e della cultura di ostriche. Le industrie principali sono quelle alimentari, chimiche, meccaniche, navali, cartarie, tessili, del vetro e del tabacco, concentrate principalmente nel capoluogo. Mete turistiche sono le stazioni balneari lungo la costa. 

\girondìno, sm. Nome con il quale veniva chiamato l'appartenente al movimento politico di tendenze moderate formatosi in Francia, durante il periodo della rivoluzione francese, attorno al gruppo dei deputati del dipartimento della Gironda. Come forza maggioritaria all'assemblea legislativa, i girondini imposero al re Luigi XVI la dichiarazione di guerra a Prussia e Austria (1792). Furono travolti dalle insurrezioni popolari dei montagnardi del maggio 1792 e del 1793. 

\girondolàre => "girandolare" 

\giróne, sm. 1 Cerchio dell'inferno. 2 Raggruppamenti di squadre per la disputa di un campionato. il girone di andata si concludeva alla fine di quel mese, il primo turno di partite del campionato. 3 Impugnatura del remo. 4 Tutto ciò che ha andamento di linea curva o di cerchio. 
  sm. 1 (sport, girone di andata) first leg. 2 (sport, girone di ritorno) second leg. 
  accresc. di giro

\Girònico Comune in provincia di Como (1.629 ab., CAP 22020, TEL. 031). 

\gironzolàre, v. intr. Girellare, andare a zonzo. ~ girovagare. 
  v. intr. to roam around, to wander, to stroll about. 

\giropilòta, sm. Dispositivo elettromeccanico collegato con la girobussola che consente di mantenere invariata la rotta. ~ pilota automatico. 

\giroscòpico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al giroscopio. 

\giroscòpio, sm. Dispositivo costituito da un pesante disco la cui rapida rotazione attorno a un asse mantiene questo sempre parallelo a se stesso, durante il moto del sistema. Viene impiegato specialmente come stabilizzatore sulle navi (dispositivo antirollio) oppure sugli aerei dove serve a definire l'orizzonte artificiale. Il termine fu introdotto da Foucalt nel 1852 per indicare il suo pendolo. 
  da giro +-scopio. 

\girostabilizzatóre, sm. Apparecchio giroscopico utilizzato sulle navi per attenuare i moti di rollio e di beccheggio. 

\girotóndo, sm. Gioco infantile in cui i bambini si prendono per mano in circolo e girano al ritmo di una filastrocca. 

\Girotondo, Il Dramma di A. Schnitzler (1896). 

\giròtta, sf. Strumento composto da una lamina metallica che viene posto sulla sommità di campanili, comignoli e simili per indicare la direzione del vento. 

\Giròtti, Màssimo (Mogliano, Macerata 1918-Roma 2003) Attore teatrale e cinematografico. Interpretò Ossessione (1943) di L. Visconti, In nome della legge (1949) di P. Germi, Cronaca di un amore (1950) di M. Antonioni, Senso (1954) di L. Visconti e Teorema (1968) di P. P. Pasolini. Ha lavorato anche per la televisione (Cime tempestose, 1956, Abramo Lincoln, 1967), Jekyll, 1969) e Quo vadis?, 1985) e per il teatro. 

\girovagàre, v. intr. Andare a zonzo. ~ vagare. <> fermarsi, stazionare. 
  deriv. da girovago. 

\giròvago, sm. 1 Chi va in giro sostando da qualche parte solo temporaneamente. ~ errabondo. <> fisso. 2 Nomade, zingaro. ~ gitano. 
  lat. tardo gyrovagus, comp. da gyrus + vagus. 

\girovìta, sm. Circonferenza della vita di una persona. 

\GIS In informatica è la sigla di Graphics Information System (sistema di informazioni grafiche). 
GIS 
Sigla di Gruppo Intervento Speciale. 

\Giscard d'Estaing, Valéry (Coblenza 1926-) Uomo politico francese, ha ricoperto numerosi incarichi a livello politico, da deputato a ministro dell'economia, nel corso della presidenza Pompidou. Divenne presidente della repubblica, alleato dei gollisti (1974), carica che ricoprì fino al 1981, quando venne sconfitto da F. Mitterrand. 

\Giselle ou Le Willis Balletto fantastico in due atti di T. Gautier e J. H. Vernoy de Saint-Georges e J. Coralli, musica di A. Adam (Parigi, 1841). 

\Gish, Lillian (Springfield 1896-New York 1993) Attrice cinematografica statunitense. Interpretò Giglio infranto (1919), Agonia sui ghiacci (1920) e La lettera scarlatta (1926). 

\Gislebertius (Attivo nei primi decenni del XII sec.) Scultore francese. Tra le opere Eva (ca. 1125, Autun, Musée Rolin) e Portale occidentale con Giudizio finale (1130-1132, Autun, St. Lazare). 

\Gìssi Comune in provincia di Chieti (3.314 ab., CAP 66052, TEL. 0873). 

\gìta, sf. 1 Escursione. ~ scampagnata. 2 Giro di garzone presso i clienti. 
  sf. excursion, trip. 
gita, sm. invar. 
Denominazione di svariati poemi sanscriti devozionali. I gita più famosi sono la Bhagavadgita e la Gitagovinda

\Gita al faro Romanzo di A. V. Woolf (1927). 

\Gita Govinda Poema di Jayadeva (XII sec.). 

\Gitai, Amos (1950-) Regista israeliano. Diresse Golem. Lo spirito dell'esilio (1991) e L'inventario (1995). 

\gitàno, agg. e sm. agg. Che è proprio degli zingari. ~ zigano. 
sm. Zingaro spagnolo. ~ nomade. 
  sm. gipsy. 

\gitànte, sm. Partecipare a una gita. 
  sm. excursionist, tripper. 

\Gitega Città (102.000 ab.) del Burundi, capoluogo della provincia omonima. 

\gittàre, v. tr. Gettare. ~ lanciare. 

\gittàta, sf. Distanza che può essere raggiunta da un proiettile di un'arma da fuoco. ~ lancio, portata. 

\giù, avv. 1 Verso il basso. ~ sotto. <> sopra. è caduto giù nel pozzo. 2 Al suolo, a terra. si buttava giù con troppa facilità, si lasciava scoraggiare facilmente. 3 Luogo a sud. doveva andare giù a Siracusa
  avv. 1 down. 2 (in giù) downward. 3 (da basso) downstairs. 4 (essere giù di morale) to be down in the dumps. 5 (essere fisicamente giù) to be run down. 6 (pressapoco) thereabouts. 
  lat. tardo iusum, deosum, da deorsum

\Giù la testa Film western, italiano (1971). Regia di Sergio Leone. Interpreti: Rod Steiger, James Coburn, Romolo Valli. 

\Giù nella seconda Avenue Racconto di E. Mphahlele (1959). 

\Giuba Fiume (858 km) dell'Africa orientale, formato dalla confluenza dei fiumi Ganale e Daua. Sfocia nell'oceano Indiano. 

\Giuba, Basso Regione (272.000 ab.) amministrativa della Somalia, capoluogo Chisimaio. 

\Giuba, Medio Regione (290.000 ab.) amministrativa della Somalia, al confine con il Kenya. Capoluogo Dujuuma. 

\Giubal Stretto marittimo che collega il golfo di Suez con il mar Rosso. Separa la parte meridionale della penisola del Sinai, dalla costa dell'Egitto. 

\giùbba, sf. 1 Giacca da uomo. 2 Abito da cerimonia. 3 Casacca dei fantini. 4 Lunga sottoveste con maniche, maschile e femminile, usata nel medioevo. 
  arabo giubba sottoveste. 

\Giubbe rosse Film western, americano (1940). Regia di Cecil Blount De Mille. Interpreti: Gary Cooper, Paulette Goddard, Madeleine Carroll. Titolo originale: North-West Mounted Police 

\giubbétto, sm. 1 Nell'abbigliamento antico, giacca corta e attillata. 2 Nell'abbigliamento dello schermidore, il giubbotto imbottito e corto, abbottonato sul fianco. 

\giubbóne, sm. Giubba pesante. 

\giubbòtto, sm. Corta giacca sportiva. 
  sm. 1 jacket. 2 (di salvataggio) life jacket. 4 (antiproiettile) bullet-proof vest. 
  deriv. da giubba. 

\giubbòx => "juke-box" 

\giubilàre, agg. e v. agg. Che si riferisce al giubileo. 
v. tr. Collocare un impiegato a riposo. ~ pensionare. 
v. intr. Provare giubilo, andare in visibilio. ~ esultare. <> soffrire. 
  lat. iubilare gridare. 

\giubilàto, agg. 1 Detto di un impiegato collocato in pensione. 2 Detto di persona dispensata da una carica. 

\giubilazióne, sf. 1 Collocazione a riposo di un impiegato. 2 Attestazione ufficiale, ma non valida ai fini della carriera, dei meriti di qualcosa. 
  deriv. da giubilare. 

\Giubilèi Libro ebraico apocrifo del II sec. a. C. nel quale l'autore immagina che Dio riveli a Mosè tutta la storia biblica dalla creazione del mondo all'esodo degli ebrei dall'Egitto. 

\giubilèo, sm. 1 Anno Santo. 2 Indulgenza plenaria concessa dal papa in occasione dall'anno santo. 3 Cinquantenario. ~ cinquantennale. 
  sm. jubilee. 
Presso gli antichi ebrei era definito giubileo oppure anno santo l'anno sabbatico che ricorreva ogni cinquant'anni. Si trattava di un'epoca solenne durante la quale, secondo l'ordine comunicato da Dio a Mosè sul monte Sinai, si osservavano varie prescrizioni, tra cui la liberazione di tutti gli ebrei ridotti in schiavitù e dei loro figli, il condono dei debiti, il riposo completo dei terreni che non venivano né seminati né coltivati e la restituzione di ogni terreno o casa posseduta al precedente possessore. Esistono anche altri testi biblici che di questa istituzione mettono in luce soprattutto gli aspetti sociali della restituzione delle terre, del condono dei debiti e della liberazione degli schiavi. Dall'epoca postbiblica in poi, la tradizione rabbinica ha ripreso e discusso le leggi riguardanti l'anno sabbatico e l'anno giubilare, ma le ha ritenute attuabili solo nella terra d'Israele. Le istanze etiche e sociali sottostanti a esse sono rimaste però fondamentali per l'ebraismo della diaspora. Nella terra d'Israele si è continuato a osservare l'anno sabbatico, ma, per la situazione politica e le difficoltà concrete, i rabbini ne hanno semplificato le norme, considerandole di origine non biblica ma talmudica. Nell'ultimo secolo, da quando gli ebrei hanno ripreso a lavorare la terra, una piccola minoranza è tornata alla pratica dell'anno sabbatico. Il giubileo della chiesa cattolica si innesta sul giubileo ebraico. Nel corso del primo millennio della chiesa non ci sono tracce della pratica giubilare. Il giubileo così come oggi è celebrato risale a papa Bonifacio VIII e fu incentrato soprattutto intorno alla pratica del pellegrinaggio con cui i cristiani si recavano a Roma per visitare la tomba degli apostoli e invocare il perdono dei peccati. Dal 1300 in poi, questa pratica si è ripetuta con regolarità più o meno costante, differenziandosi e distanziandosi dalla concezione ebraica, e privilegiando gli aspetti delle indulgenze e del pellegrinaggio. L'anno della grande indulgenza fu introdotto nel 1300 (è ricordato anche da Dante nella Divina Commedia) da Bonifacio VIII, mentre papa Paolo II nel 1470 fissò l'anno santo ogni venticinque anni. Il papa può proclamare anni santi straordinari in occasione di ricorrenze di significato speciale (anni santi speciali sono stati quelli del 1933 e 1983 per i 1900 e i 1950 anni dalla morte di Gesù, e del 1987 anno santo mariano). Tra tutti gli anni santi, il grande giubileo dell'anno 2000 indetto da papa Giovanni Paolo II riveste particolare importanza, soprattutto per la volontà di conversione e di autocritica con cui la chiesa cattolica si prepara a celebrarlo. Come ha scritto papa Karol Wojtyla nell'enciclica Tertio Millennio Adveniente, "la chiesa non può varcare la soglia del terzo millennio senza spingere i suoi figli a purificarsi, nel pentimento, da errori, infedeltà, incoerenze e ritardi". L'inizio del giubileo coincide con l'apertura della Porta santa (quella destra di una delle quattro più grandi basiliche romane), alla vigilia di Natale dell'anno precedente quello del giubileo. 

\giùbilo, sm. Sentimento di gioia intensa manifestato con parole. ~ tripudio. <> mestizia. 
  sm. rejoicing. 
  lat. tardo iubilum, deriv. da iubilare gridare. 

\giùda, sm. Nel linguaggio comune della tradizione cristiana, traditore. 

\Giùda il Sànto (135?-220) Dottore ebreo palestinese, anche detto il Principe o Rabbi. Rappresentante degli ebrei dell'impero romano, scrisse la Mishnah

\Giùda Iscariòta Detto l'Iscariota, in quanto figlio di Simone Iscariota. Uno dei dodici apostoli di Gesù, quello che per trenta monete d'argento (denari), pagategli dai capi dei sacerdoti e dai farisei, tradì il Maestro baciandolo nell'orto di Getsemani e indicandolo in tal modo alle guardie che lo arrestarono. Secondo l'evangelista Matteo, quando vide che Gesù era stato condannato, ne ebbe rimorso, riportò le trenta monete d'argento ai capi dei sacerdoti buttandole nel tempio e si uccise impiccandosi. Secondo gli Atti degli apostoli, con i trenta denari Giuda comperò un campo, poi denominato campo del sangue (akeldamà) dagli abitanti di Gerusalemme, nel quale trovò la morte precipitando a capofitto. 

\Giùda Levìta (Tudela? ca. 1075-1141?) Poeta spagnolo. Tra le opere Composizioni sacre

\Giuda l'oscuro Romanzo di Th. Hardy (1896). 

\Giùda Maccabèo (?-160 a. C.) Condottiero ebreo. Insieme ai fratelli lottò contro l'ellenizzazione imposta da Antioco IV di Siria alla Giudea e nel 164 a. C. liberò Gerusalemme. Apparteneva alla dinastia degli Asmonei. 

\Giùda Taddèo (?-Edessa, 80 ca.) Santo e apostolo, evangelizzatore della Persia, fratello di Giacomo Minore. L'epiteto Taddeo, che significa "il Magnanimo", lo distingue nelle Scritture da Giuda l'Iscariota. La sua lettera è l'ultima del Nuovo Testamento. 

\giudàico, agg. (pl. m.-ci) Che si riferisce al giudaismo. ~ ebraico. 
  lat. Iudaicus, dal greco Iudaikòs. 

\giudaìsmo, sm. La religione e la cultura degli ebrei posteriormente all'esilio babilonese e alla restaurazione del tempio di Gerusalemme. 

\giudaizzànte, agg. e sm. 1 Che, chi giudaizza. 2 Ebreo convertito dell'età apostolica che insegnava l'osservanza integrale sia della Legge mosaica sia delle consuetudini ufficiali ebraiche. 

\giudaizzànti Aderenti a una setta cristiana russa che negava l'esistenza della Trinità. Tale setta sorse verso la fine del XV sec. 

\Giudèa Regione storica della Palestina, compresa tra il mar Morto, la Samaria e il mar Mediterraneo; si estende a ovest del basso corso del fiume Giordano. È costituita da altipiani aridi e rocciosi che scendono a valle verso il mar Morto. Nelle depressioni, che sono densamente popolate, si possono coltivare, grazie alle pioggie autunnali e primaverili, diversi prodotti agricoli: cereali, viti, olive, fichi. La parte orientale è nota anche come deserto di Giudea. Paese fertile nell'antichità divenne arida nel medioevo dopo che i nomadi del deserto distrussero i pozzi presenti nella regione. La fonte principale di ricchezza rimane sempre il turismo nei luoghi santi (Gerusalemme e Betlemme). 
Fin dall'antichità la parte meridionale della Palestina era chiamata Giudea; inizialmente fu provincia persiana, quindi entrò a far parte dei territori dominati dai seleucidi e sotto i maccabei ebbe un governo autonomo. Provincia di Roma, venne costituita da Augusto (6 d. C.) con capitale Cesarea; venne amministrata da procuratori romani, prima di essere ceduta a Erode Agrippa I nel 41; ritornò all'Impero nel 44. Fu continuamente sconvolta da rivolte, la più importante delle quali fu quella scoppiata nel 66 e domata da Vespasiano nel 70, a seguito della conquista di Gerusalemme a opera di Tito. Dal 135 d. C. dopo la seconda guerra giudaica, prese il nome di Siria-Palestina. Dal 1967 è occupata da Israele. 

\giudècca, sf. (pl.-che) Nome che un tempo veniva utilizzato in molte città italiane per designare il quartiere ebreo. 
  lat. iudaica giudaica. 

\Giudècca Il quarto dei giri di Cocito nel mezzo del quale si trova confitto Lucifero. Qui Dante pose, sepolti sotto una distesa di ghiaccio, coloro che tradirono i benefattori. 

\giudèo, agg. e sm. agg. Dei giudei. ~ ebraico. tradizione giudea
sm. 1 Del regno dei giudei. ~ israelita. 
  lat. Iudaeus, dal greco Iudàios

\giudeo-cristianésimo, sm. Dottrina professata dai primi cristiani nella quale la legge mosaica manteneva quasi invariato il suo valore normativo. I giudeo-cristiani dovevano, per entrare nella chiesa di Gesù Cristo, essere iniziati all'ebraismo giudaico. 

\giudeo-spagnòlo, agg. e sm. Relativo al dialetto parlato dai discendenti degli ebrei che furono espulsi dalla Spagna nel 1492 che si scrive in caratteri ebraici. 

\giudeo-tedésco, agg. e sm. (pl.-chi) Dialetto tedesco parlato dai discendenti degli ebrei che furono espulsi dalla Germania nel XIV sec. 

\giudicàbile, agg. 1 Che si può giudicare. 2 Che potrà o dovrà essere giudicato. 

\giudicàre, v. v. tr. 1 Valutare qualcosa a seconda delle qualità e dei meriti. ~ vagliare. doveva giudicare quanto fosse importante quell'obiettivo per lui. 2 Decidere con sentenza fatti o imputazioni. ~ sancire. fu giudicato colpevole di omicidio. 3 Stimare. ~ considerare. 4 Esprimere giudizi intorno a qualcosa. 
v. intr. Esprimere un parere. sarete chiamati a giudicare secondo la legge
  v. tr. 1 to judge. 2 (ritenere) to think. 3 (considerare) to consider. 
  lat. iudicare
Non giudicate per non esser giudicati. Vangelo di S. Matteo, cap. VII. 

\giudicàto, agg. e sm. agg. Vagliato. 
sm. Cosa giudicata. 

\giudicatóre, sm. Che o chi giudica. 

\giudicatùra, sf. 1 Nello stato sabaudo, circoscrizione giudiziaria corrispondente al governatorato e al balivato. 2 Funzione di giudice e suo ufficio. 3 Luogo nel quale il giudice svolge le sue funzioni. 

\giùdice, sm. 1 Chi giudica. ~ perito, esperto, critico. 2 Magistrato con l'ufficio del giudicare. 3 Arbitro. 
  sm. 1 judge. 2 (popolare) member of a jury. 3 (istruttore) investigating magistrate. 4 (conciliatore) justice of the peace. 
  lat. iudex,-icis, comp. da ius diritto + radice di dicere dire. 
Giudice costituzionale 
Componente della corte costituzionale. 
Giudice di pace 
Giudice non professionale che è chiamato a dirimere controversie civili di poco valore e a decidere i processi penali contravvenzionali. In Italia è stato istituito con la riforma del codice di procedura civile del 1990, in base al quale gli sono state attribuite le competenze in materia civile per questioni di limitata importanza. 
Giudice per le indagini preliminari 
Magistrato che provvede alle richieste del pubblico ministero, delle parti private e della persona offesa dal reato durante le indagini preliminari e l'udienza preliminare nel processo penale. 
Giudice popolare 
Componente non togato di una corte d'assise, estratto a sorte in una lista formata da cittadini in possesso di determinati requisiti di incensuratezza e di cultura. 
Giudice unico 
La legge dell'8 luglio 1997 (con entrata in vigore il 2 giugno 1999) ha decretato la scomparsa del ruolo del pretore, accorpando le preture ai tribunali e istituendo il giudice unico. 

\Giudice e il suo boia, Il Romanzo di F. Dürrenmatt (1950). 

\Giùdici, Giovànni (Le Grazie, La Spezia 1924-) Poeta. Tra le opere La vita in versi (1965), Autobiologia (1969), Il male dei creditori (1977), Il ristorante dei morti (1981), Salutz (1986), Fortezza (1990) e Quanto spera di campare Giovanni (1993). Come critico Per forza e per amore. Critica e letteratura (1966-1995) (1996). 

\Giudìtta Eroina ebrea, protagonista del libro deuterocanonico dell'Antico Testamento. Per liberare Betulia dall'assedio di Nabucodonosor, avrebbe sedotto il generale Oloferne e lo avrebbe decapitato nel sonno. 
Giuditta 
Dramma biblico in tre atti di A. Honegger, libretto di R. Morax (Mezières, 1925). 
Giuditta 
Dramma di Ch. F. Hebbel (1841). 

\giudiziàle, agg. Che concerne i giudici. 

\giudiziàrio, agg. 1 Che concerne i giudici, i giudizi. ~ giudiziale, legale. potere giudiziario, uno dei tre poteri dello Stato, detenuto dalla magistratura; carcere giudiziario, detenzione preventiva prima del processo. 2 Tipo di eloquenza forense. 
  agg. judicial. 
  lat. iudiciarius

\giudìzio, sm. 1 Facoltà e atto della mente con cui si formula un'opinione. ~ discernimento. 2 Tale valutazione. 3 Senno. ~ oculatezza. <> sventatezza. 4 Lite giudiziaria. ~ causa. 5 Sentenza del giudice. ~ verdetto. 
  sm. 1 judgement. 2 (opinione) opinion. 3 (dir.) judgement. 4 (processo) trial. 5 (opinione) opinion. 6 (verdetto) verdict. 7 (senno) common sense. 
  lat. iudicium. 
Avanti, Pietro, con giudizio. Raccomandazione che nei Promessi Sposi il gran cancelliere Ferrer, mentre va a liberare il vicario assediato, fa al suo cocchiere imbarazzato nel guidare fra la folla. 
Attività della mente umana capace di confrontare, paragonare, distinguere o scegliere persone o cose, confrontandone le diverse qualità e prendendo come termine di riferimento parametri di preferenza sia personali che oggettivi quali estetica, morale, etica, bene e male. 
In filosofia è la proposizione con la quale si afferma o si nega un rapporto fra un soggetto e un predicato. È definito da Aristotele come la sintesi di un soggetto e di un concetto (predicato) con la funzione copulativa del verbo essere. Esso costituisce l'atto intellettuale capace di distinguere tra il vero e il falso e tra il bene e il male. Kant distingue, nella Critica del giudizio, il giudizio analitico e quello sintetico. Nel giudizio analitico il predicato appartiene al soggetto e ha valore solo esplicativo; nel giudizio sintetico, il predicato è esterno al soggetto benché collegato a esso, ha valore estensivo cioè di conoscenza aggiuntiva. Costituisce la facoltà di valutazione estetica e teleologica. 
In diritto è l'attività che si svolge nell'ambito del processo penale, nel corso della quale si procede alla fase di dibattimento (caratterizzato dal fatto di essere pubblico): essa è suddivisa nelle fasi di istruzione dibattimentale, interrogatorio dell'imputato, assunzione delle prove dell'accusa e della difesa e, infine, pronuncia della sentenza, vale a dire l'applicazione da parte del giudice delle norme inerenti l'oggetto. 
Giudizio abbreviato 
Procedimento speciale previsto dal nuovo codice di procedura penale; ha luogo su richiesta dell'imputato e con il consenso del pubblico ministero, che chiede che il processo sia definito nell'udienza preliminare. Non implica ammissione di responsabilità, ma la volontà di essere giudicato senza ricorrere al dibattimento, accelerando i tempi. Nel caso in cui la sentenza è di condanna, le pene inflitte sono ridotte di un terzo rispetto a quelle che sarebbero state comminate con il rito ordinario. 
Giudizio direttissimo 
Procedimento semplificato che accelera il corso del processo, per effetto della riduzione della fase delle indagini preliminari, in presenza dell'evidenza di prova a carico dell'imputato: per esempio nel caso di arresto in flagranza di reato, si può procedere al rito per direttissima se l'imputato è presentato al giudice entro le quarantotto ore. 
Giudizio immediato 
Rito semplificato, per cui l'imputato viene rinviato a giudizio non a seguito dell'udienza preliminare, come succede nel rito ordinario, ma, essendo la prova di reato evidente, in virtù della sola richiesta del pubblico ministero, che deve essere accolta dal giudice delle indagini preliminari; la richiesta di rinvio a giudizio è preceduta dall'interrogatorio e quindi il giudice emette, entro cinque giorni, il decreto che dispone il giudizio. 
Giudizio universale 
Secondo la tradizione cristiana, in occasione del ritorno di Cristo sulla terra che avverrà alla fine dei tempi, tutti i morti risorgeranno: Cristo, come giudice supremo, glorificherà i giusti dividendo i buoni dai cattivi. A questi saranno riservate le pene dell'inferno: con il giudizio finale Cristo sancirà la fine del mondo. 

\giudiziosaménte, avv. In modo giudizioso. ~ assennatamente. 

\giudizióso, agg. 1 Che mostra accortezza. ~ saggio. <> scriteriato. 2 Logico, obiettivo. ~ realista. <> irragionevole. 
  agg. judicious, prudent. 

\giudò => "judo" 

\giudoìsta => "judoista" 

\Giuffré, Càrlo (Napoli 1928-) Attore. Dopo aver iniziato come artista teatrale, approdò al piccolo schermo con lo sceneggiato L'alfiere (1956). Tuttavia il maggior successo di pubblico gli giunse dagli spot pubblicitari realizzati per una nota casa di liquori e passati in Carosello. È stato tra gli interpreti dello sceneggiato I giacobini (1962) e di Il leone di San Marco (1969), L'eredità della priora (1980) e L'ombra nera del Vesuvio (1987). 

\Giuffrìda-Ruggèri, Vincènzo (Catania 1872-Napoli 1922) Antropologo. Fautore delle tesi del Mendel sull'ereditarietà. Tra le opere, L'uomo attuale, una specie collettiva (1911). 

\Giuggianèllo Comune in provincia di Lecce (1.320 ab., CAP 73030, TEL. 0836). 

\giùggiola, sf. 1 Frutto del giuggiolo. 2 Pasticche fatte di giuggiole. 3 Cosa da nulla. ~ quisquilia. 

\giùggiolo, sm. Denominazione di alcune specie di Zizyphus, appartenenti alla famiglia delle Ramnacee, dai frutti commestibili. 
  greco zízyphon

\giuggiolóne, agg. Persona dappoco. ~ credulone. <> furbacchione. 

\Giugliàno in Campània Comune in provincia di Napoli (60.096 ab., CAP 80014, TEL. 081). Centro agricolo e commerciale (coltivazione e mercato di ortaggi e frutta), dell'allevamento di bufali e industriale (prodotti alimentari e chimici). Gli abitanti sono detti Giuglianesi

\giùgno, sm. Sesto mese dell'anno del calendario Gregoriano. 
  sm. June. 

\giugulàre, agg. Che appartiene al giugulo. 
Vena giugulare 
Termine anatomico che designa una vena che raccoglie il sangue della testa e si dirige verso il giugulo. 

\giùgulo, sm. Fossetta fra la parte superiore dello sterno e i tendini dei muscoli sternocleidomastoidei. 

\Giugùrta (160 ca. a. C.-Roma 104 a. C.) Re di Numidia. Ambizioso e crudele usurpò il trono ai cugini Iempsale e Aderbale e fece uccidere quast'ultimo. Combatté contro Roma, cui Aderbale aveva chiesto aiuto (guerra giugurtina), fu sconfitto da Q. C. Metello e da Caio Mario (106 a. C.), fu fatto prigioniero e ucciso. 

\giulebbàre, v. tr. 1 Cuocere in sciroppo di zucchero. 2 Indolcire troppo. 3 Essere costretto a sopportare persona moleste. 

\giulèbbe, sm. 1 Sciroppo denso di zucchero. 2 Cosa troppo dolce. 3 Stato di illusoria contentezza. 

\Giùlia (storia) (76?-54 a. C.) Matrona romana, figlia di Giulio Cesare. Nel 59 sposò Pompeo. 
Giulia 
(39 a. C.-14 d. C.) Matrona romana, figlia di Augusto e Scribonia. Si sposò più volte, nel 25 con Claudio Marcello, nel 21 con Vipsanio Agrippa e nell'11 con Tiberio. Nel 2 a. C. il padre la relegò a Pandataria per la condotta immorale. 
Giulia 
(19 a. C.-28 d. C.) Matrona romana, figlia di Agrippa e di Giulia, e nipote di Augusto. Quest'ultimo, vedendola dissoluta come la madre, la relegò alle Tremiti nel 8 d. C. 

\Giulia (cinema) Film drammatico, americano (1977). Regia di Fred Zinnemann. Interpreti Jane Fonda, Vanessa Redgrave, Jason Robards. Titolo originale: Julia 

\Giùlia Domna (Emesa 158?-Antiochia 217) Matrona romana nativa di Emesa, in Siria. Donna colta e influente, nel 187 sposò Settimio Severo. Dopo l'assassinio del figlio Caracalla si lasciò morire di fame. 

\Giùlia Mésa (?-225?) Matrona romana, sorella di Giulia Domna. Riuscì a far eleggere sul trono il nipote Elagabalo. 

\Giulia o la nuova Eloisa Romanzo epistolare di J. J. Rousseau (1761). 

\Giuliàna Comune in provincia di Palermo (2.478 ab., CAP 90030, TEL. 091). 

\Giuliàna di Orange-Nassau (L'Aia 1909-Baarn 2004) Figlia della regina Guglielmina, regnò sui Paesi Bassi dal 1948 al 1980. Nel 1937 sposò Bernardo di Lippe-Biesterfeld. 

\giuliàno, agg. Di Giulio Cesare. 

\Giuliàno da Maiàno (Maiano 1432-Napoli 1490) Architetto, scultore e intarsiatore. Autore di decorazione lignee (arredi della sacrestia di Santa Maria del Fiore e porte di palazzo Vecchio a Firenze) lavorò in molte città italiane ispirandosi alla scuola di Brunelleschi. Altre opere, palazzo Strozzi a Firenze (1489) e forse il portico di Santa Maria delle Grazie ad Arezzo. 

\Giuliàno di Róma Comune in provincia di Frosinone (2.239 ab., CAP 03020, TEL. 0775). 

\Giuliàno l'Apòstata (Costantinopoli 331-Ctesifonte 363) Flavio Claudio detto l'Apostata, imperatore romano. Fu nipote di Costantino e deve il soprannome al fatto di aver rinnegato il cristianesimo in favore del paganesimo. Nominato Cesare nel 355, si distinse nella campagna contro i germanici che gli procurò la nomina ad Augusto da parte degli eserciti. Dal 361, alla morte di Costanzo II, rimase unico imperatore. Si adoperò per le riforme amministrative e tributarie dell'impero. Fu anche scrittore (Libelli Satirici, Epistolario). 

\Giuliàno Teatìno Comune in provincia di Chieti (1.367 ab., CAP 66010, TEL. 0871). 

\Giuliàno, Antònio (Roma 1930-) Archeologo italiano. Si è dedicato allo studio e ha eseguito ricerche sulla cultura preromana e provinciale e sul commercio delle opere d'arte nell'antichità. Tra le opere, Il commercio dei sarcofagi attici (1962), Storia dell'arte greca (1989) e Avori e ossi (1994). 

\Giuliàno, Màrco Aurèlio Nel 283 usurpò l'impero romano, ma l'anno successivo venne sconfitto e ucciso presso Verona da Carino. 

\Giuliàno, Salvatóre (Montelepre 1922-Castelvetrano 1950) Bandito siciliano di origine contadina, autore di rapine e delitti nella Sicilia occidentale in connessione con la mafia e con le forze politiche collegate a essa. Appoggiatosi al movimento indipendentista siciliano, nel 1947 organizzò un'imboscata contro i contadini riuniti a Portella delle Ginestre per festeggiare il Primo Maggio. Fu ucciso a Castelvetrano nel 1950 tradito probabilmente dal cugino Gaspare Pisciotta, a sua volta avvelenato in carcere. 

\Giulianòva Comune in provincia di Teramo (21.865 ab., CAP 64021, TEL. 085). Porto commerciale (mercato ittico), industriale (prodotti alimentari, dell'abbigliamento e calzaturieri) e turistico (balneazione) dell'Adriatico. Vi si trova il duomo, in stile rinascimentale. Gli abitanti sono detti Giuliesi

\Giùlie Sezione delle Alpi Orientali, tra le Carniche e il Carso. Vetta più elevata il monte Tricorno (2.863 m). 

\Giulietta e Romeo Film drammatico, americano (1936). Regia di George Cukor. Interpreti: Norma Shearer, Leslie Howard, John Barrymore. Titolo originale: Romeo and Juliet 

\Giulìni, Càrlo Marìa (Barletta 1914-Brescia 2005) Direttore d'orchestra. Ha diretto l'orchestra sinfonica di Vienna, la filarmonica di Los Angeles, le filarmoniche di Berlino, Chicago e della Scala di Milano. 

\Giùlio Nome di papi. 
Giulio I 
(Roma 280 ca.-352) Santo e papa dal 337 al 352. 
Giulio II 
(Albisola 1443-Roma 1513) Giuliano della Rovere, francescano, pontefice dal 1503 succedette a Pio III. Sottomise Perugia e Bologna e nel 1509 aderì alla Lega di Cambrai contro i veneziani. Nel 1511, con Gran Bretagna, Spagna e Venezia, promosse la Lega Santa contro i francesi che furono cacciati dall'Italia settentrionale. Famoso per la sua protezione di letterati e artisti, fece costruire la nuova Basilica di San Pietro (1506), a Michelangelo affidò l'esecuzione degli affreschi nella Cappella Sistina (1508-1512) e la realizzazione del suo monumento sepolcrale (1505) e a Raffaello l'esecuzione degli affreschi nelle Stanze Vaticane (1508-1520). 
Giulio III 
(Roma 1487-1555) Giovanni Maria de' Ciocchi del Monte. Fu papa dal 1550. In questo stesso anno riconvocò il concilio di Trento su pressione di Carlo V. Contese invano a Ottavio Farnese il ducato di Parma. 

\giùlio, agg. Nell'antica Roma, della gens Iulia. 

\Giulio Cesare Dramma di W. Shakespeare (1599-1600). 
Giulio Cesare 
Film storico, americano (1953). Regia di Joseph Leo Mankiewicz. Interpreti: Marlon Brando, Greer Garson, James Mason. Titolo originale: Julius Caesar 

\Giulio Cesare in Egitto Opera in tre atti di G. F. Händel, libretto di N. F. Haym (Londra, 1724). 

\Giùlio Romàno (Roma 1499-Mantova 1546) Architetto e pittore, fu allievo di Raffaello, del quale portò a termine l'opera nelle stanze vaticane (Incendio di borgo, 1514-1517; Sala di Costantino, 1521-1524) e in quelle della Farnesina. Lavorò a Mantova per i Gonzaga (palazzo Te, 1425-1535). Fu fra i precursori del manierismo. 

\giulìvo, agg. 1 Che si mostra contento. ~ festoso. <> mesto. 2 Tranquillo. 3 Esultante, trionfante. ~ gongolante. <> abbattuto. 
  franc. antico jolif. 

\giullàre, sm. 1 Personaggio medievale che si guadagnava da vivere improvvisando spettacoli d'intrattenimento da un paese all'altro (buffone, giocoliere, attore, suonatore e ballerino). ~ cantastorie. 2 Buffone. ~ guitto. 3 Senza dignità. 
  sm. jester. 
  provenz. joglar, dal lat. iocularis, deriv. da iocus gioco. 
Spesso prestava servizio presso signori di corte, mentre era malvisto dalla chiesa, che ne condannava l'attività, amorale e demoniaca; ciò fu la causa principale della reputazione di individuo subalterno che lo caratterizzava. Nel 1100, in seguito alla diffusione della poesia cortese, i giullari finirono per essere identificati con i trovatori, che rivendicavano però una certa superiorità. 

\giullarésco, agg. (pl. m.-chi) Dei giullari. ~ pagliaccesco. <> austero. 

\giumèlla, sf. Quanto è contenuto nel palmo delle due mani tenute assieme. 

\giuménta, sf. Cavalla da sella. 
  sf. mare. 

\giuménto, sm. Bestia da soma. 
  lat. iumentum, deriv. da iungere attaccare. 

\giùnca, sf. Imbarcazione di origine cinese spesso a fondo piatto. 
  franc. jonque, dal malese yung. 

\Giuncàcee Famiglia di piante Monocotiledoni che assomigliano alle Graminacee. 

\giuncàia, sf. Luogo folto di giunchi. 

\giuncàta, agg. Latte coagulato senza sale. 

\giunchéto, sm. Giuncaia. 

\giunchìglia, sf. Pianta erbacea con grandi fiori gialli. 

\giùnco, sm. Nome comune di piante erbacee paludose, appartenente ai generi Butomus, Scirpus, Juncus, Schoenus. In Italia cresce spontaneo in ambienti umidi, anche se spesso viene coltivato, per la realizzazione di mobili e lavori d'intreccio (canna d'India, del genere Calamus). 
  sm. rush, reed. 

\Giuncugnàno Comune in provincia di Lucca (586 ab., CAP 55030, TEL. 0583). 

\giùnere, v. tr. e intr. Giungere. 

\Giungàno Comune in provincia di Salerno (1.063 ab., CAP 84050, TEL. 0828). 

\giùngere, v. v. tr. Accostare, collegare. ~ attaccare. <> disunire. giungere i capi di una fune
v. intr. Arrivare. ~ pervenire. giunse alla conclusione che quel lavoro non faceva per lei
v. intr. pron. Congiungersi. 
  v. tr. 1 to join. 2 (arrivare a) to arrive at. 
  lat. iungere congiungere. 

\giùngla, sf. 1 Fitta foresta tropicale. la legge della giungla, la legge del più forte. 2 Luogo, ambiente infido. ~ ginepraio. 
  sf. jungle. 
  franc. jungle, dall'ingl. jungle, dall'indiano jangal zona boscosa. 

\Giungla d'asfalto Film drammatico, americano (1950). Regia di John Huston. Interpreti: Louis Calhern, Sterling Hayden, Jean Hagen. Titolo originale: The Asphalt Jungle 

\Giungla, La Romanzo di U. Sinclair (1906). 

\Giunóne (astronomia) Pianetino n. 3 il cui diametro misura, secondo le ultime stime, 326 Km. Tra i più luminosi, fu scoperto da Harding nel 1804; ha un periodo di rotazione di 7,2 ore, un periodo di rivoluzione di 4,36 anni; dista dal Sole 2,67 unità astronomiche. 

\Giunóne (mitologia) Antica divinità femminile della religione romana, identificata con la greca Era. Sposa di Giove, con lui e con Minerva formava la triade capitolina, protettrice dello stato romano. Divinità celeste e lunare, fu consacrata come dea della fecondazione. 

\giunònico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di Giunone. 2 Formoso, prosperoso. ~ florido. <> scheletrico. 3 Imponente, statuario. ~ matronale. 

\giùnta, sf. 1 Aggiunta. ~ supplemento. 2 Nota aggiunta. ~ post scriptum. 3 Piccola quantità di merce aggiunta. 4 Collegio di amministratori con poteri consultivi ed esecutivi. ~ consulta. 5 Giuntura, collegamento. ~ connessione. 
  sf. 1 addition. 2 (amm.) council. 3 (per giunta) in addition. 
Giunta comunale 
Svolge funzioni esecutive e preparatorie per le delibere che saranno prese dal consiglio comunale. È composta dagli assessori, eletti dal consiglio comunale stesso, ai quali viene demandata la responsabilità dei singoli settori di competenza (assessorati) in cui si articola ciascuna amministrazione comunale (viabilità, istruzione, sanità, trasporti ecc.). Il numero e la natura degli assessorati varia in base alle esigenze e alle dimensioni del territorio amministrato. 
Giunta delle elezioni 
Organo eletto da ciascuna delle due camere che controlla, in caso di contestazioni, la regolarità delle operazioni elettorali e la validità dei requisiti di eleggibilità di ogni deputato e senatore. Ha l'obbligo di riferire alla camera dalla quale è stata eletta, che ne deve sottoporre al voto le relative deliberazioni. 
Giunta per le autorizzazioni a procedere 
Organo della camera, che valuta le richieste di sottoposizione dei deputati a processo penale avanzate dalla magistratura ordinaria, e ne riferisce all'assemblea, cui è attribuita la competenza a concedere le relative autorizzazioni. 
Giunta provinciale 
Ha funzioni esecutive delle delibere del consiglio provinciale. È composta da quattro a otto membri, eletti dal consiglio stesso. Oltre all'obbligo di dare esecuzione alle deliberazioni del consiglio stesso, ha la facoltà di prendere decisioni in merito a questioni di scarso rilievo o che rivestono carattere di estrema urgenza. 
Giunta regionale 
Ha funzioni esecutive e anche deliberative in limitati ordini di materie. 

\Giùnta Pisàno (not. 1229-1254) Pittore. Tra le opere Crocifisso (metà del XII sec.?, Bologna, San Domenico). 

\giuntàre, v. tr. 1 Attaccare cucendo. ~ raccordare. <> separare. 2 Ingannare. 
  v. tr. 1 (cucendo) to sew together. 2 (unire) to join. 

\giuntatóre, sm. Chi ha il compito di effettuare le giunte. 

\giunterìa, sf. Truffa, frode, imbroglio. ~ raggiro. 

\giùnto, agg. e sm. agg. Congiunto. 
sm. Organo di accoppiamento permanente di due elementi di una costruzione o di macchina adatta alla trasmissione. ~ innesto. 
I giunti per accoppiamento, che permettono una trasmissione di potenza, possono essere fissi, elastici e indeformabili. Tra quelli fissi si hanno i giunti a tegoli, costituiti da due gusci serrati da anelli o viti; i giunti Seller, formati da una serie di anelli spaccati inseriti in un manicotto; a dischi, per realizzare grandi potenze, formati da due dischi calettati all'estremità degli alberi e collegati da bulloni. Nella categoria dei giunti deformabili i principali sono quelli cardanici, composti da due forcelle che si articolano a snodo su un anello o su una croce. I giunti idraulici o oleodinamici sono privi di connessione meccanica tra una parte motrice e una parte condotta. 
Giunto di dilatazione 
Elemento di giunzione tra due elementi strutturali o tra due organi meccanici, impiegato nell'assorbimento e nella compensazione delle varie azioni dimensionali provocate da variazione di temperatura. 
Giunto elettromagnetico 
Giunto meccanico a frizione con comando elettromagnetico che viene utilizzato per l'innesto o per vere e proprie frizioni elettromagnetiche. 

\giuntùra, sf. 1 Punto ove un pezzo è attaccato a un altro. ~ attaccatura. 2 Punto di contatto fra unità disposte sintatticamente. 3 Articolazione. ~ legamento. 
  sf. joint. 
  lat. iunctura, deriv. da iunctus, p.p. di iungere congiungere. 

\giunzióne, sf. Connessione, congiuntura. ~ unione. 
  lat. iunctio,-onis, deriv. da iunctus, p.p. di iungere congiungere. 

\giuòco => "gioco" 

\Giuoco delle parti, Il Dramma di L. Pirandello (1918). 

\Giùra Cantone (69.000 ab.) della Svizzera, al confine con la Francia. Capitale Delémont. Si estende sui rilievi omonimi al confine con la Francia ed è attraversato dai fiumi Birs, Suze e Doubs. Nel territorio, prevalentemente montuoso e collinare, sono sviluppati l'allevamento bovino, l'agricoltura (cereali e patate) e lo sfruttamento forestale. Le industrie principali sono quelle meccaniche, tessili, del legno, del cemento, di orologi e della produzione di coltellini. Importante anche il turismo. La popolazione è in prevalenza di lingua francese e di religione cattolica. 
Giura 
Catena montuosa tra la Francia e la Svizzera, che si prolunga fino alla Germania. Vetta più elevata il monte Crêt de la Neige (1.718 m). Viene distinta in Giura franco-svizzero (nel bacino del Rodano) e in Giura Tedesco (nel bacino del Reno), distinto a sua volta, in Giura Svevo e Giura Francone. La catena montuosa è formata prevalentemente da rocce calcaree del periodo geologico a cui ha dato il nome (giurassico). Il clima umido favorisce lo sviluppo della foresta, sul cui sfruttamento, assieme all'allevamento bovino, si basa l'economia della zona. 
Giura, sm¤.¤ 
Sinonimo di Giurassico che deriva dal nome della catena del Giura. 

\giuraménto, sm. 1 Atto effetto del giurare. 2 Mezzo di prova consistente nella dichiarazione con cui si afferma la verità di una cosa. ~ voto. 3 Assicurazione. ~ attestazione. 
  sm. 1 oath. 2 (sotto giuramento) under oath. 3 (giuramento falso) perjury. 
  lat. tardo iuramentum, deriv. da iurare. 
Nel diritto processuale civile è la solenne affermazione di una delle parti sulla verità di un fatto, con valore di prova legale, vincolante per il giudice. Può essere decisorio se viene chiesto dalla parte avversaria; suppletorio, se deferito dal giudice, qualora fosse impossibile accertare il fatto in modo diverso. 

\Giuramento, Il Opera in tre atti di S. Mercadante, riduzione di G. Rossi (Milano, 1837). 

\Giurànna, Bàrbara (Palermo 1902-Roma 1998) Compositrice italiana. Si ricordano le opere cameristiche Allegro e Episodi, l'opera sinfonica Patria e le opere teatrali Jamanto e Mayerling

\Giurànna, Brùno (Milano 1933-) Violista italiano. Ha fondato nel 1952 il complesso I musici. È stato direttore artistico dell'Orchestra da camera di Padova (1983-1992) e partecipa dal 1959 al Trio italiano d'archi. 

\giuràre, v. v. tr. 1 Affermare o promettere con giuramento. le giurò amore e fedeltà. 2 Garantire, assicurare. ~ impegnarsi. 
v. intr. Garantire. ~ assicurare. non poteva giurare sulla sua sincerità
  v. tr. e intr. to swear. v. intr. to take an oath. 
  lat. iurare

\giuràssico, agg. e sm. (pl. m.-ci) Del periodo giurassico. 
Secondo periodo dell'era mesozoica, collocato tra 190 e 135 milioni di anni fa e definito in tal modo dalla catena montuosa del Giura, dove è maggiormente rappresentato. È suddiviso in tre epoche: inferiore o Lias, medio o Dogger, superiore o Malm. Nel corso di questo periodo si verificarono i movimenti tettonici che portarono alla formazione di un assetto continentale molto vicino a quello attuale. Terminando il processo iniziato alla fine del Triassico, all'inizio del Giurassico inferiore la Pangea si divise in due zolle continentali (Gondwana a sud e Laurasia a nord) separati dal mare della Tetide. Poi il Gondwana iniziò a smembrarsi, separandosi dalla porzione meridionale, costituita da Antartide e Australia, e dall'India, che iniziò il proprio spostamento verso la Laurasia. Alla fine del periodo anche l'Australia si staccò dall'Antartide, mentre il Gondwana si divideva ulteriormente in Africa e America meridionale e, in Laurasia, Europa e Asia iniziavano ad allontanarsi da America settentrionale e Groenlandia. Questi movimenti continentali determinarono la nascita dell'oceano Atlantico e il ridimensionamento del mare della Tetide, che inizialmente invase buona parte del'Europa meridionale e poi si ritirò, lasciando abbondanti depositi calcarei. Un'intensa attività vulcanica e massicci movimenti orogenetici posero inoltre le basi per la creazione delle cordigliere americane. Il suo clima caldo uniforme favorì lo sviluppo di Cicadali e Conifere, mentre la fauna vide una grande proliferazione di Ammoniti e Belemniti, oltre a nuove forme di Radiolari Foraminiferi, Echinodermi e Insetti; i Rettili terrestri raggiunsero il massimo sviluppo per varietà e dimensioni (Dinosauri, Pterosauri). Comparvero anche i primi volatili (Archaeopteryx) e diverse specie si adattarono alla vita marina (Ittiosauri). 

\giuràto, agg. e sm. agg. 1 Garantito, assicurato. fecero un patto giurato. 2 Che ha preso un impegno solenne mediante giuramento. guardia giurata
sm. Membro di una giuria. ~ giudice popolare. attendevano con ansia il verdetto dei giurati. 
  sm. 1 juryman. 2 (giurati, giuria) jury. 
  lat. iuratus, p.p. di iurare, che ha giurato o che è stato giurato. 

\Giurdignàno Comune in provincia di Lecce (1.750 ab., CAP 73020, TEL. 0836). 

\giùre, sm. Diritto. 

\giureconsùlto, sm. Cultore di diritto ~ giurista. 

\Giurgiu Città (74.000 ab.) della Romania, sul fiume Danubio. Capoluogo del distretto omonimo. 

\Giurgòla, Romàldo (Roma 1920-) Architetto italiano naturalizzato americano. Tra le sue opere si ricordano la Columbus East High School di Columbus, nell'Indiana (1973), il centro culturale T. Jefferson a Brasilia (1974), il padiglione per la Liberty Bell e l'INA Tower a Filadelfia (1975). 

\giurì, sm. Collegio di cittadini chiamati a giudicare su questioni d'onore. 

\giurìa, sf. 1 L'insieme dei giudici popolari e dei magistrati che costituiscono la corte d'assise. 2 Gruppo di persone che valutano e premiano i partecipanti di una gara. ~ commissione. 
  sf. jury. 

\giuridicaménte, avv. In modo giuridico. ~ legalmente, legittimamente. <> illegalmente. 

\giuridicità, sf. Caratteristica di ciò che è conforme alla legge. 

\giurìdico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al diritto. ~ giudiziario. <> illegale. 
  agg. juridical, legal. 
  lat. iuridicus. 

\giurisdizionàle, agg. Relativo alla giurisdizione. le competenze giurisdizionali impedivano qualsiasi suo intervento

\giurisdizionalìsmo, sm. Teoria e prassi politica, in base alla quale i rapporti tra stato e chiesa sarebbero regolati in modo tale che i due poteri restino distinti, ma coordinati tra loro. Può essere confessionale, nel caso in cui lo stato presenti tale carattere; in base a ciò i loro rapporti sono caratterizzati da reciproche concessioni di facoltà e giurisdizioni. Può essere anche laico o aconfessionale, quando lo stato non presenta il carattere confessionale e tende quindi a subordinare gli organi ecclesiatici al proprio potere e al proprio controllo giuridico. Questo tipo fu tipico degli stati europei del XVII sec. 

\giurisdizionalìsta, sm. Fautore del giurisdizionalismo. 

\giurisdizióne, sf. 1 Funzione di amministrare la giustizia assicurando l'attuazione della legge. 2 Competenza, sfera d'azione. ~ pertinenza, prerogativa. 
  sf. jurisdiction. 
Può essere ordinaria, amministrativa e costituzionale. Insieme alla legislazione e all'amministrazione costituisce i poteri fondamentali dello stato; differisce dalla legislazione, che pone norme di carattere generale, valide per tutti, in quanto traduce le norme in atti; differisce anche dall'amministrazione, in quanto ha un carattere di imparzialità nei confronti dei rapporti tra stato e cittadini, allorquando l'amministrazione tende a perseguire solo gli interessi del settore pubblico. 
Conflitti di giurisdizione 
Conflitti che possono sorgere, per la pluralità delle varie giurisdizioni e in particolare tra giudici ordinario e amministrativo, quando entrambi ritengono che la controversia in questione appartenga a una o all'altra giurisdizione. Tali conflitti vengono risolti dalla corte di cassazione, preventivamente alla pronuncia della sentenza; se la sentenza è già stata pronunciata in primo grado, si può proporre alla cassazione il regolamento di giurisdizione, al fine di stabilire in modo definitivo, se sussista o meno la giurisdizione del giudice che si è pronunciato. 

\giurisperìto, sm. Esperto del diritto e delle leggi. 

\giurisprudènza, sf. 1 Scienza del diritto. ~ legge. 2 Complesso delle decisioni degli organi giurisdizionali. ~ legislazione. 
  sf. law, jurisprudence. 
  lat. iuris prudentia conoscenza del diritto. 
Nel diritto moderno è il complesso delle decisioni giudiziarie esaminate nel loro indirizzo interpretativo; è una delle fonti indirette di formazione del diritto oggettivo. 
Giurisprudenza giudiziaria 
Giurisprudenza collegata alla funzione dei giudici quando applicano la legge ai casi concreti da loro esaminati. Nell'ordinamento italiano, non è fonte del diritto, in quanto il diritto è prevalentemente scritto e prodotto a livello statale; malgrado ciò, però, ha una grande importanza nel processo di determinazione del diritto effettivamente vigente in un preciso momento storico, poiché attraverso la giurisprudenza vengono stabilite le linee, tramite le quali la legge trova attuazione e vive al di là della sua formulazione astratta. 

\giurisprudenziàle, agg. Proprio della giurisprudenza. 

\giurìsta, sm. Esperto in materia giuridica. ~ giureconsulto. 
  sm. jurist. 
  lat. mediev. iurista, deriv. da ius, iuris diritto. 

\Giusèppe (patriarca) Figlio di Rachele e di Giacobbe. Odiato dai fratelli per la predilezione dimostratagli dal padre, fu da loro ceduto come schiavo ad alcuni mercanti diretti in Egitto. Incarcerato, incominciò a manifestare la sua eccezionale capacità di interpretare i sogni e circa due anni dopo il faraone lo chiamò per conoscere il significato di un suo sogno. Giuseppe spiegò che l'Egitto, dopo sette anni grassi, sarebbe stato colpito da sette anni di carestia. Il faraone lo nominò viceré e lo incaricò di provvedere alle scorte. Si ricongiunse durante la carestia a tutta la famiglia che sistemò in Egitto nella regione di Goshen. Ebbe due figli, Efraim e Manasse e fu sepolto a Sichem, in Palestina, dove si venera la sua tomba. 

\Giusèppe (santi) Nome di santi. 
Giuseppe 
(dall'ebraico Yôseph, Dio aggiunga). Sposo della Vergine Maria, madre di Gesù Cristo. Le notizie su Giuseppe sono contenute nei vangeli di Matteo (cap. 1, 16-25; cap. 2, 13-15 e 19-23), Luca (cap. 1, 27; cap. 2, 4-16; cap. 4, 22) e Giovanni (cap. 1, 45 e cap. 2, 42). Nessuna notizia è riportata nel vangelo di Marco. L'evangelista Matteo riporta: "... Gesù è un discendente di Davide, il quale a sua volta è un discendente di Abramo ... Giacobbe fu il padre di Giuseppe; Giuseppe sposò Maria e Maria fu la madre di Gesù, chiamato Cristo ... Ecco come è nato Gesù Cristo. Maria, sua madre, era fidanzata con Giuseppe; essi non vivevano ancora insieme, ma lo Spirito Santo agì in Maria ed ella si trovò incinta... Una notte apparve in sogno a Giuseppe un angelo del Signore e gli disse: "Giuseppe, discendente di Davide, non devi aver paura di sposare Maria, la tua fidanzata: il bambino che lei aspetta è opera dello Spirito Santo. Maria partorirà un figlio e tu gli metterai nome Gesù, perché lui salverà il suo popolo da tutti i peccati'". La notizia successiva di Matteo riguarda la fuga in Egitto per sfuggire al re Erode. L'evangelista Luca riporta la notizia del pellegrinaggio a Gerusalemme compiuto, secondo l'usanza, dai genitori insieme a Gesù dodicenne in occasione della festa di Pasqua; il giovane Gesù abbandona i genitori e resta nel tempio di Gerusalemme a discutere con i dottori della legge. Viene rintracciato dai genitori dopo tre giorni di comprensibile angoscia. In questo episodio, Luca non cita mai direttamente Giuseppe, ma parla sempre indirettamente di genitori, padre e madre. L'evangelista Giovanni non aggiunge nulla nelle sue brevi citazioni di Giuseppe. Naturalmente, a questi dati di fonte attestata, la tradizione cristiana ha aggiunto ulteriori particolari, come quello della sua presunta età avanzata, che giustificherebbe la mancanza di ulteriori notizie dopo quella del pellegrinaggio a Gerusalemme. Proclamato patrono della Chiesa universale da Pio IX nel 1870. La sua festa si celebra il 19 marzo. 
Giuseppe Benedetto Cottolengo 
(Bra 1786-Chieri 1842) Fondatore a Torino nel 1832 della Piccola casa della divina Provvidenza, nella quale venivano ospitati minorati psichici e fisici, e della congregazione delle suore vincenzine. Fu canonizzato nel 1934. La sua festa si celebra il 29 aprile. 
Giuseppe Cafasso 
(Castelnuovo Don Bosco 1811-Torino 1860) Sacerdote, si adoperò instancabilmente a favore dei carcerati. Patrono dei cappellani delle carceri. La sua festa si celebra il 23 gennaio. 
Giuseppe Calasanzio 
(Peralta de la Sal 1556/7-1648) Educatore spagnolo e fondatore nel 1597 a Roma della Scuole pie per l'educazione popolare gratuita. Queste nel 1617 vennero riconosciute come congregazione, che fu in seguito chiamata degli scolopi. La sua festa si celebra il 27 agosto. 
Giuseppe d'Arimatea 
Santo (17 marzo) Personaggio citato nei Vangeli, membro del tribunale ebraico denominato sinedrio, divenuto discepolo di Gesù, non partecipò alla condanna. Dopo la morte di Gesù ne ottenne da Pilato il corpo e, aiutato da Nicodemo, lo avvolse in un lenzuolo pulito (la Sacra Sindone) e lo seppellì nella propria tomba scavata nella roccia, della quale chiuse l'apertura con una grossa pietra. La figura di Giuseppe d'Arimatea fu ripresa nei romanzi medievali e collegata alla storia del Sacro Graal (la coppa utilizzata da Cristo durante l'ultima cena). 

\Giusèppe (sovrani) Nome di sovrani. 
Portogallo Giuseppe I di Portogallo 
(Lisbona 1714-1777) Re del Portogallo, succedette al padre Giovanni V di Braganza nel 1750. Lasciò governare il paese dal marchese di Pombal, il quale introdusse numerose riforme e ricostruì Lisbona dopo il terremoto del 1755. Scampato nel 1758 a un attentato, represse i cospiratori ed espulse i gesuiti, accusati di aver preso parte al complotto. 
Sacro Romano Impero Giuseppe I d'Asburgo 
(Vienna 1678-1711) Re d'Ungheria dal 1687, durante la guerra di successione spagnola, nel 1705, succedette al padre Leopoldo I come imperatore del Sacro Romano Impero. Continuò il combattimento contro Luigi XIV. 
Spagna e Napoli Giuseppe Bonaparte 
(Corte 1768-Firenze 1844) Re di Napoli dal 1806 al 1808, in quest'ultimo anno venne eletto re di Spagna, titolo che tenne fino al 1813, grazie al fratello Napoleone. A Napoli fu protagonista di un periodo di riforme, in Spagna non riuscì a fronteggiare l'insurrezione antifrancese, e venne per questo deposto. 

\Giuseppe e i suoi fratelli Ciclo di romanzi di T. Mann (1933-1942). 

\Giusèppe Flàvio (Gerusalemme 37-Roma 102 ca.) Storico ebreo. Condotto prigioniero a Roma dopo la rivolta contro i romani (67), fu liberato da Vespasiano che lo introdusse alla corte dei Flavi. Al seguito di Tito partecipò alla conquista di Gerusalemme nel 70. Tra le sue opere, Guerra giudaica (venti volumi), Antichità giudaiche (due volumi) e Autobiografia

\Giuseppe in Egitto Tragedia di J. van den Vondel (1640). 

\Giuseppìna Bonapàrte (Troi-Ilets, Martinica 1763-Parigi 1814) Nata da genitori facoltosi stabilitisi alle Antille. Giovanissima, con gli auspici di una zia sposò A. Beauharnais dal quale ebbe due figli, Eugenio divenuto poi viceré d'Italia e Ortensia divenuta regina d'Olanda. Giuseppina esordì nel 1791 nei salotti di Parigi. Scoppiata la rivoluzione francese, il marito fu ghigliottinato e lei riuscì a salvarsi grazie all'intercessione del governo di Termidoro. Durante il periodo del direttorio, giunse al massimo della sua fama, diventando prima l'amante di Barras e, dietro consiglio di questi, sposò in seconde nozze, nel 1796, Napoleone Bonaparte. Nonostante l'opposizione della famiglia Bonaparte, riuscì a farsi proclamare imperatrice nel 1804. Amante del lusso, continuò a spendere somme ingenti, pur sottomettendosi all'etichetta che Napoleone voleva regnasse a corte. La mancanza di un erede e motivi politici, indussero Napoleone a ripudiarla nel 1809, per sposare Maria Luisa d'Austria. Morì nel suo castello della Malmaison, vicino a Parigi il 29 maggio 1814, poco dopo la prima caduta di Napoleone. 

\giuseppinìsmo, sm. Nel XVIII sec., politica ecclesiastica di alcuni principi cattolici che seguirono il dispotismo illuminato. 

\giusnaturalìsmo, sm. Dottrina giuridica politica tipica nata nel XVII-XVIII sec., grazie all'opera di Ugo Grozio. Vi aderirono, tra gli altri, anziché Hobbes, Pufendorf, Locke e Rousseau. A fondamento della dottrina, venne posta l'esistenza di norme giuridiche anteriori alle norme di diritto positivo, presenti nell'ordine naturale del mondo (diritto naturale) e conosciute dall'uomo che segue i precetti della ragione e del cuore. Altro tema principale è quello del contratto sociale da cui si origina lo stato; in base a esso, gli uomini in possesso dei loro diritti naturali, avrebbero stipulato un patto con i detentori del potere, affinché questi lo esercitassero a garanzia dei diritti di tutti. Alcuni autori successivi, individuarono in questo una delle cause più gravi di degenerazione sociale, tipica di molti stati assolutistici. 

\giùso, avv. Giù. 

\giuspatronàto, sm. Antica denominazione del patronato ecclesiastico. 

\Giussàgo Comune in provincia di Pavia (3.367 ab., CAP 27010, TEL. 0382). 

\Giussàno Comune in provincia di Milano (20.216 ab., CAP 20034, TEL. 0362). Centro industriale (prodotti chimici, tessili, calzaturifici e mobilifici). Gli abitanti sono detti Giussanesi

\Giùsso, Lorènzo (Napoli 1900-Roma 1957) Saggista. Tra le numerose opere, Il ritorno di Faust (1929), Il viandante e le statue, prima serie (1929) e seconda serie (1942), saggi di critica al pensiero di B. Croce, Idealismo e prospettivismo (1934). 

\giùsta, prep. Conforme secondo giustizia. 

\giustacuòre, sm. Corpetto del costume maschile, molto aderente, con o senza maniche, abbottonato davanti, lungo fino al ginocchio usato nel XVII sec. 

\giustaménte, avv. 1 Correttamente. ~ equamente. <> iniquamente. 2 A buon diritto. ~ legittimamente. 3 Puntualmente. ~ esattamente. <> erroneamente. 
  avv. 1 properly, correctly. 2 (a ragione) justly. 

\giustappórre, v. tr. 1 Porre accanto senza connettere o fondere. ~ affiancare. 2 Contrapporre. ~ paragonare 
  v. tr. to juxtapose. 

\giustapposizióne, sf. 1 Atto del giustapporre. 2 Accostamento di due o più termini da cui risulta un composto improprio. 

\Giustènice Comune in provincia di Savona (815 ab., CAP 17020, TEL. 019). 

\giustézza, sf. 1 Qualità di ciò che è esatto. ~ precisione. <> improprietà. 2 Lunghezza di una linea di composizione espressa in righe tipografiche. ~ spaziatura, allineamento. 
  sf. 1 correctness, exactness. 2 (riga tipografica) justification. 
  lat. iustitia. 

\Giùsti, Giusèppe (Monsummano 1809-Firenze 1850) Poeta e scrittore. Repubblicano convinto, partecipò ai moti del 1848 in Toscana. Morì di tisi nel 1850. Scrisse numerose poesie di tono satirico e giocoso contribuendo allo sviluppo delle idee patriottiche e liberali. Tra le sue opere, Versi editi e inediti (postumo, 1852) tra cui il celebre Sant'Ambrogio, Cronaca dei fatti di Toscana dal 1845 al 1849 (postumo, 1890), Raccolta di proverbi toscani. Giusti godette ai suoi tempi di larga fama per le sue poesie satiriche. Oggi la sua figura è stata ridimensionata, a causa dell'orizzonte limitato delle sue posizioni e il tono bonario della sua satira. Il suo patriottismo è quello di chi vuole restare libero, contento nel suo ristretto ambito domestico e borghese. 

\giustificàbile, agg. Che si può giustificare. 
  agg. justifiable. 

\giustificàre, v. v. tr. 1 Rendere giusto. 2 Dimostrare giusto nonostante l'apparenza. ~ motivare. riuscì a giustificare le sue assenze. 3 Ritenere qualcosa non colpevole. ~ discolpare. <> accusare. 4 Perdonare. ~ scusare. <> condannare. ti posso anche giustificare questa volta ma rimane sempre una grave mancanza. 5 Portare alla giustezza desiderata una o più linee di testo aumentando o diminuendo lo spazio fra le parole o i caratteri. ~ allineare. 
v. rifl. Dare ragione al proprio operato. ~ difendersi. <> accusarsi. dovette perfino giustificarsi davanti al suo capo
  v. tr. to justify. 
  lat. tardo iustificare, comp. da iustum giusto +-ficare fare. 

\giustificataménte, avv. In modo giustificato. 

\giustificatìvo, agg. e sm. agg. Che serve a giustificare. 
sm. Documento giustificativo. 

\giustificàto, agg. 1 Chiarito. 2 Perdonato. 

\giustificatòrio, agg. Di giustificazione. 

\giustificazióne, sf. 1 Atto del giustificare. 2 Prova addotta a discolpa. ~ sgravio. <> condanna. : :veva un certificato medico come giustificazione della sua assenza. 3 Motivazione. ~ spiegazione. la giustificazione per simili atteggiamenti non può che essere banale. 4 Legittimazione. 5 Giustificativo. ~ ricevuta. 6 Salvezza. ~ redenzione. <> perdizione. 7 Allineamento 
  sf. excuse, justification. 
  lat. tardo iustificatio,-onis

\giustìna, sf. Moneta d'argento veneziana raffigurante l'effigie di Santa Giustina che venne coniata nel 1572, in ricordo della vittoria riportata a Lepanto il giorno della festa della santa dell'anno 1571. 

\giustinianèo, agg. 1 Relativo all'imperatore Giustiniano. 2 Relativo alla dinastia di imperatori d'Oriente, iniziata nel 518 con Giustino I ed estintasi con Maurizio, che regnò sul trono di Bisanzio nel VI sec. A Giustino I succedettero Giustiniano I, Giustino II, Tiberio II e infine Maurizio che venne fatto trucidare da Foca con i figli. 

\Giustiniàno Nome di due imperatori bizantini. 
Giustiniano I 
(Tauresio 482-Costantinopoli 565) Nipote di Giustino I gli succedette nel 527, regnando con la moglie. Riportò una serie interminabile di vittorie, grazie all'aiuto dei generali Belisario e Narsete, contro i vandali in Africa (533), i goti in Italia (535-532) e i visigoti in Spagna (554). Viene ricordato comunque per l'importantissima opera di codificazione del diritto romano, che porta il suo nome, per la quale tutte le leggi furono riunite nel Corpus iuris civilis, fondamento del diritto moderno. 
A lui si deve anche la costruzione di Santa Sofia a Costantinopoli, di San Vitale e di Sant'Apollinare in Classe a Ravenna. 
Giustiniano II 
(670 ca.-Sinope 711) Figlio di Costantino IV, gli succedette nel 685. Dopo aver sottomesso gli slavi e i bulgari, riorganizzò l'amministrazione dei temi, istituendone di nuovi e contrastando i grandi latifondisti. Venne cacciato da una congiura militare, capeggiata da Leonio (695), che gli costò la mutilazione del naso; tornato al trono con l'aiuto dei bulgari nel 705, instaurò un governo fortemente repressivo e dittatoriale che gli costò nuovamente la deposizione. 

\Giustiniàno II Rinotmeto (670 ca.-Sinope 711) Figlio di Costantino IV, gli succedette nel 685 come imperatore d'oriente. Dopo dieci anni venne detronizzato da Leonzio, ma nel 705 tornò al potere avviando una feroce repressione. 

\Giustìno (comune) Comune in provincia di Trento (645 ab., CAP 38086, TEL. 0465). 

\Giustìno (santo) (Flavia Neapolis 100 ca.-Roma 165?) Santo, martire e scrittore greco cristiano. Tra le sue opere, due Apologie e Dialogo con l'ebreo Trifone

\Giustìno (sovrani) Nome di sovrani. 
Giustino I 
(Tauresio 450 ca.-Costantinopoli 527) Imperatore d'oriente dal 518. La sua persecuzione contro monofisiti e ariani suscitò la reazione anticattolica di Teodorico. Nel 527 associò il nipote Giustiniano I al trono. 
Giustino II 
(?-578) Nipote di Giustiniano I, gli succedette nel 565 come imperatore d'oriente. Durante il suo regno, nel 568, l'Italia venne invasa dai longobardi. 

\giustìzia, sf. 1 Virtù morale per cui si dà a ciascuno ciò che gli è dovuto. ~ probità, rettitudine. <> ingiustizia. 2 Rispetto dei diritti conformi al giusto. ~ equità. <> parzialità. 3 Autorità giudiziaria. ~ magistratura. 
  sf. justice. 
  lat. iustitia, deriv. da iustus giusto. 
In ambito giuridico, è l'attività tramite la quale lo stato cerca di ottenere e, se necessario, impone l'adempimento delle norme giuridiche. 
Giustizia amministrativa 
Complesso degli istituti che hanno la competenza di attuare la difesa dei cittadini, di enti pubblici e privati, nei confronti della pubblica amministrazione. Questa tutela viene esercitata stabilendo le controversie promosse dai privati contro la pubblica amministrazione, per le quali sono competenti, in primo grado, i tribunali amministrativi regionali (TAR) e in secondo grado il consiglio di stato. 

\Giustìzia e Libertà Movimento clandestino antifascista, di ispirazione liberal socialista, che venne creato a Parigi nel 1929 da C. Rosselli, E. Lussi, F. Nitti, E. Rossi e R. Bauer. Strettamente collegato con altre organizzazioni antifasciste, il movimento non rinunciò mai alla propria autonomia critica, presentando un programma democratico e repubblicano, diffuso sulle pagine dei Quaderni di Giustizia e Libertà. Nel 1942 molti dei suoi membri confluirono nel Partito d'azione, le cui brigate partigiane acquisirono il nome della vecchia organizzazione disciolta. 

\Giustizia, La Opera di poesia di Sully-Prudhomme (1878). 

\giustizialìsmo, sm. Movimento politico che venne fondato in Argentina da Juan Domingo Perón. 

\giustiziàre, v. tr. Punire eseguendo una condanna a morte. 
  v. tr. to execute, to put to death. 
  franc. antico justicier, deriv. da justice giustizia. 

\giustiziàto, agg. Ucciso tramite un'esecuzione di pena capitale. 

\giustizière, sm. 1 Esecutore di condanne capitali. ~ boia. 2 Chi pretende di farsi giustizia da solo. ~ vendicatore. 
  sm. executioner. 

\Giustiziere della notte, Il Film drammatico, americano (1974). Regia di Michael Winner. Interpreti: Charles Bronson, Vincent Gardenia, William Redfield. Titolo originale: Death Wish 

\giùsto, agg., avv. e sm. agg. 1 Che agisce secondo giustizia. ~ equo. <> parziale. era un uomo giusto. 2 Conforme alla giustizia. ~ integro. <> disonesto. gli fu inflitta la giusta pena. 3 Esatto. ~ preciso. <> errato. il calcolo fatto a grandi linee si rivelò giusto. 4 Adeguato. ~ conveniente. <> inopportuno. 5 Ragionevole. ~ normale. <> eccessivo. 
avv. 1 Per l'appunto. ~ appunto. stava giusto pensando di telefonarle quella sera. 2 Esattamente. ~ precisamente. <> erroneamente. 3 Soltanto. ~ appena. 
sm. 1 Galantuomo. <> mascalzone. 2 Dovuto. gli diede il giusto, secondo i patti
  agg. 1 just. 2 (imparziale) fair. 3 (vero) correct, true. 4 (esatto, adatto) right. 5 (preciso) correct. 6 (legittimo) legitimate. avv. 1 precisely, exactly. 2 (proprio, per l'appunto) just. 
  lat. iustus

\Giùsto (?-Aquileia 303?) Santo e martire ad Aquileia sotto Diocleziano. Secondo la leggenda, morì affogato in mare. È il patrono di Trieste. 

\Giùsto de' Menabuòi (Firenze ca. 1330-Padova 1390) Pittore. Tra le opere Giudizio universale (1350-ca. 1355, Viboldone, Abbazia) e Storie del Vecchio e del Nuovo Testamento (1374-1376, Padova, Battistero). 

\Giùsto di Gand Joost van Wassenhove (not. 1460-1475) Pittore fiammingo. Formatosi sull'opera di J. Van Eyck, fu in Italia dal 1471, al servizio di Federico da Montefeltro, e tentò di sintetizzare la grandiosità delle concezioni spaziali di Piero della Francesca, prevalenti nell'ambito toscano e di Urbino, e l'espressione realistica della pittura fiamminga. Tra le opere Crocifissione (ca. 1470, Gand, St-Bavon) e Comunione degli Apostoli (1473-1474, Urbino, Galleria Nazionale delle Marche). 

\Giusvàlla Comune in provincia di Savona (461 ab., CAP 17010, TEL. 019). 

\Giutùrna Personaggio mitologico, nella mitologia latina arcaica era la dea delle fonti. 

\Givolétto Comune in provincia di Torino (1.987 ab., CAP 10040, TEL. 011). 

\Gîza, El Città (1.883.000 ab.) dell'Egitto, sul fiume Nilo. Capoluogo del governatorato omonimo, presso il Cairo, all'estremità settentrionale della necropoli dell'antica Menfi. L'agricoltura si basa sulla coltivazione di cereali, cotone e canna. Importante centro culturale, amministrativo e commerciale, ha nelle industrie meccaniche, chimiche, e nella manifattura del tabacco le principali risorse economiche. Sede dell'università del Cairo, trasferita nella città nel 1924, di vari istituti culturali e di una scuola di musica. Zona turistica (archeologica) che ospita le più celebri piramidi d'Egitto (di Cheope, Chefren e Micerino), l'imponente Sfinge e un tempio funerario. 

\Gizzerìa Comune in provincia di Catanzaro (3.560 ab., CAP 88040, TEL. 0968). 

\Gjellerup, Karl Adolph (Roholte 1857-Klotzsche 1919) Drammaturgo e romanziere danese. Tra le opere Brunilde (1884) e Il ramo d'oro (1917). 

\Gkiona Monte (2.510 m) della Grecia, nella Focide. 

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