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\Ìo Satellite di Giove, scoperto da Galileo Galilei nel 1610; si trova al quinto posto per la distanza (421.600 km) e al terzo per grandezza (raggio 1.820 km); ha un periodo orbitale di 1,77 giorni e, insieme a Titano, è l'unico satellite del sistema solare a possedere atmosfera. 

\io, pron. e sm. pron. pers. m. e f. sing. Si usa solo come soggetto e indica la persona che parla. 
sm. invar. 1 Il proprio essere. 2 In filosofia, il soggetto pensante in quanto ha coscienza di sé. 
 X   pron. pers. m. e f. sing. I. sm. invar. 1 oneself. 2 (io stesso) I myself. 
Lo stato sono io. Frase pronunciata da Luigi XIV il 13 aprile 1655, dopo essere entrato in Parlamento, ancora diciassettenne, in risposta alle osservazioni del primo presidente che gli parlava degli interessi dello Stato. 
Nella filosofia moderna viene posto come principio basilare di ogni conoscenza. Il primo che ne parlò in questi termini fu Cartesio (il principio fu da lui riassunto nella celebre proposizione Cogito ergo sum, penso dunque sono). Dal concetto di io dato dagli empiristi, per i quali esso assume un ruolo solo funzionale, si passa all'io puro di Kant inteso come percezione trascendentale, condizione necessaria per ogni conoscenza. Gli idealisti fecero dell'io assoluto un principio base universale. Per l'esistenzialismo, l'io viene considerato l'espressione dell'essere nel mondo caratteristico dell'uomo. Da un punto di vista diametralmente opposto F. Nietzsche rifiutò la nozione stessa dell'io, in quanto le forze eterogenee che agiscono nel soggetto non sono riconducibili a unità. 
In psicologia l'io è il centro organizzato della personalità umana, che unifica l'esperienza e determina il comportamento, gestendo le relazioni con se stesso e con il mondo esterno. 
In psicanalisi (nella quale in luogo del pronome io si usa anche il pronome latino ego) è una delle tre parti dell'apparato psichico freudiano, costituito inoltre da Es e Super-io. Corrisponde all'insieme delle azioni di un individuo e costituisce l'interfaccia tra le richieste istintuali e il mondo esterno. Ha contenuti sia consci che inconsci. La parte incoscia dell'io emerge soprattutto nei meccanismi psicologici di difesa, mentre la parte conscia è quella che controlla il comportamento e il pensiero logico. Trovandosi a contatto con il mondo esterno, l'io mira a raggiungere un adattamento con l'ambiente che lo circonda. L'io aspira al piacere e si sforza di evitare il dispiacere. 

\Io accuso! Pamphlet di É. Zola (1898). 

\Io diviso, L' Opera di psicologia di R. D. Laing (1959). 

\Io e il ciclone Film commedia, americano (1928). Regia di Charles F. Reiner. Interpreti: Buster Keaton, Ernest Torrence, Marion Byron. Titolo originale: Steamboat Bill Jr. 

\Io e il Vento Film apologo, francese (1988). Regia di Joris Ivens e Marcelline Loridan. Interpreti: Joris Ivens, Fu Dalin, Han Zenkiang. Titolo originale: Une histoire de vent 

\Io e l'inconscio, L' Opera di psicologia di C. G. Jung (1928). 

\Io robot Romanzo di fantascienza di I. Asimov (1950). 

\Io sono un evaso (L'evaso) Film drammatico, americano (1932). Regia di Mervyn Le Roy. Interpreti: Paul Muni, Glenda Farrell, Helen Vinson. Titolo originale: I Am a Fugitive from a Chain Gang 

\Io, Claudio Romanzo di R. Graves (1934). 

\IOCS Sigla di Input Output Control System (sistema di controllo di entrata e uscita). 

\iodargirìte, sf. Ioduro d'argento che si presenta in cristalli lamellari traslucidi. 

\iodàto, agg. e sm. agg. Che contiene iodio. 
sm. Sale dell'acido iodico. 

\iòdico, agg. (pl. m.-ci) 1 Riferito all'ossido I2O2 e all'acido HIO3 ricavati dall'ossidazione dello iodio. 2 Relativo allo iodio impiegato in medicina. 

\iodìdrico, agg. (pl. m.-ci) Riferito all'acido ottenuto combinando l'idrogeno con lo iodio (formula HI). 

\iòdio, sm. Elemento chimico, avente simbolo I e numero atomico 53, punto di fusione 113,5 °C e punto di ebollizione 184,35 °C, appartenente al gruppo degli alogeni. Allo stato puro è un solido di colore scuro che sublima a temperatura ambiente, formando un vapore di colore violaceo. È elemento fondamentale di diversi minerali. Si trova in piccola quantità come ioduro nelle acque marine. In medicina viene utilizzato come disinfettante per ferite (tintura di iodio) o per l'intestino e nelle disfunzioni tiroidee caratterizzate da carenza di iodio. 
 X   sm. iodine. 

\iodìsmo, sm. Intossicazione cronica dovuta a un'alta somministrazione di iodio o di suoi derivati o presente nelle persone impiegate nella lavorazione dello iodio. 

\iodofòrmio, sm. Composto di formula CHI3. Di colore giallo è solubile nei solventi organici ma non nell'acqua. 

\iodometrìa, sf. Dosaggio dello iodio elementare per riduzione con una soluzione titolata di tiosolfato di sodio. 

\iògurt  →  "yogurt" 

\iòide, sm. Piccolo osso impari del cranio, avente forma di forcella, situato tra la base della lingua e la laringe. Lateralmente si allunga nelle piccole e grandi corna. 

\ioidèo, agg. Relativo all'osso ioide. 
Arco ioideo 
Il secondo degli archi branchiale dei Vertebrati. 

\iò-iò  →  "yo-yo" 

\Iolànda di Savòia => "Jolanda di Savoia" 

\iòle, sf. Imbarcazione lunga e sottile a due, quattro o otto vogatori. 

\Iòle Personaggio mitologico, figlia di Eurito, re di Ecalia. L'amore di Eracle per lei ne ingelosì la moglie Deianira, che uccise l'eroe con una veste avvelenata. 

\Iolìtidi Ordine di Molluschi vissuti tra il Cambriano e il Permiano. 

\IOM Sigla di Iovi Optimo Maximo (a Giove ottimo e grandissimo). 

\Ionàdi Comune in provincia di Vibo Valentia (1.861 ab., CAP 88010, TEL. 0963). 

\iòne, sm. Atomo o gruppo atomico o molecola dotati di carica elettrica positiva o negativa. 

\Ionesco, Eugène (Slatina 1912-Parigi 1994) Commediografo francese nato in Romania da padre rumeno e madre francese. A Parigi soggiornò fino al 1925 e poi dal 1938, esercitando il mestiere di correttore di bozze. Le sue prime commedie fecero scandalo (per esempio, La cantatrice calva, 1950). Dopo dieci anni di insuccessi, Ionesco trionfò con Rinoceronte (1960) e con una serie di commedie di grande presa sul pubblico: Sicario senza paga (1959), Il re muore (1962), Pedone dell'aria (1963). Tra le sue opere vi sono La lezione (1951), Le sedie (1952), Amedeo e come sbarazzarsene (1954), Giacomo o la sottomissione (1955), Note e contronote (1963, riflessioni sull'arte drammatica), Sete e fame (1966), Macbeth (1972), Viaggi tra i morti (1986) e Maximilian Kolbe (1988). Nei suoi lavori Ionesco affrontò problemi gravi, come l'oppressione dell'individuo a opera della massa, l'impossibilità di raggiungere l'assoluto, la condizione dell'uomo davanti alla morte. Fu ossessionato dai problemi del bene e del male, del peccato e della morte, dell'impossibilità di vivere felici sulla terra. A partire dalla Cantatrice calva dichiarò guerra al teatro di divertimento degli anni '40 e mise in ridicolo i procedimenti dell'intrigo classico e la logica della verosimiglianza. Utilizzò gli strumenti del linguaggio automatico e assurdo, dell'assenza di intreccio, dell'inconsistenza dei caratteri e della mescolanza dei generi, passando dal registro nobile alla farsa grottesca. Fu uno dei maggiori esponenti del teatro dell'assurdo assieme a S. Beckett. 

\iònico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Della Ionia, degli ioni. 2 Del mar Ionio, delle isole Ionie. 3 Di dialetto della Grecia antica. 4 Di uno dei tre ordini architettonici greci caratterizzato da un capitello a due volute. 5 Del periodo più antico della letteratura greca. 6 Relativo agli ioni. 
sm. 1 Dialetto ionico. 2 Ordine ionico. 
Dialetto ionico 
Dialetto della Ionia (Grecia antica) che forma, assieme all'attico, il dialetto ionico-attico. Si distingue in ionico antico usato dai poeti elegiaci e giambici, da Esiodo, Eraclito di Efeso, dai filosofi ionici e da Omero, e ionico recente usato da Ippocrate di Coo e da Eraclito. 
Ordine ionico 
Uno dei tre ordini architettonici greci classici originario dell'Asia Minore. È caratterizzato da colonne slanciate con fusto ornato da numerose scanalature (da venti a cinquantaquattro) e con base sostenuta da due listelli sporgenti. Presenta inoltre un capitello a duplice voluta, un echino decorato con motivi floreali e una trabeazione con architrave suddivisa in tre parti sovrapposte e fregio decorato a rilievo oppure a dentelli.   +     +  
Scuola ionica 
Indica l'insieme di tutti i filosofi delle colonie ioniche (Grecia) che sancì la nascita del pensiero filosofico occidentale. Tra di essi si ricordano Talete, Anassimene, Anassimandro, Eraclito ed Efeso. 

\Iònie Gruppo di isole della Grecia situate nel mar Ionio a sud del canale di Otranto, lungo la costa occidentale della Grecia, che forma una regione amministrativa (2.310 km2, 183.000 ab.). Tra le isole principali vi sono Corfù, Cefalonia, Zante, Itaca, Passo, Leucade (o Santa Maura). Il territorio è in gran parte montuoso. Sono praticate le colture mediterranee e la pesca. Fiorente il turismo. 
Le isole furono uno dei principali centri per i traffici dell'epoca micenea. Parteciparono alla guerra del Peloponneso (431-404 a. C.). Alla fine dell'epoca classica divennero un avamposto di rilievo dell'impero bizantino, fino all'XI sec., quando furono conquistate dai normanni. Appartennero poi a Venezia dal 1387 fino al 1797, anno in cui il trattato di Campoformio le passò alla Francia. Passarono poi alla Turchia (1800) e alla Gran Bretagna (1811). Furono annesse alla Grecia nel 1864. Durante la seconda guerra mondiale furono conquistate dagli italiani (1941) e poi dai tedeschi (dopo l'armistizio del 1943). Furono restituite alla Grecia nel 1945. 

\Iònio, màre Bacino del mar Mediterraneo compreso tra l'Italia meridionale e insulare (da capo Passero in Sicilia a Santa Maria di Leuca in Puglia), la Grecia e l'Albania. A nord il canale di Otranto lo mette in comunicazione con l'Adriatico, mentre a ovest confina con il mar Tirreno attraverso lo stretto di Messina e a est con l'Egeo, attraverso il canale di Corinto. A sud confluisce nel mar Libico. Nel mar Ionio, che è il più profondo del Mediterraneo (5.050 m vicino a capo Matapan), sorgono le isole Ionie, in gran parte montuose: Itaca, Zacinto, Leucade, Passo, Cefalonia, Corfù, tutte al largo della costa della Grecia. Importanti porti si trovano sia in Italia (Catania, Siracusa, Taranto) che in Grecia (Corfù, Patrasso, Zante). Le coste ioniche italiane e greche sono meta di turismo grazie al mare molto pulito, le belle spiagge e la scogliera incontaminata. 

\ionìsmo, sm. Forma o espressione tipica del dialetto ionico. 

\ionizzàre, v. tr. Sottoporre a ionizzazione. 

\ionizzazióne, sf. In fisica indica la formazione di ioni a partire da atomi o molecole elettricamente neutri, mediante un agente detto ionizzante. In seguito alla ionizzazione, che può essere prodotta in diversi modi, gli ioni risultanti possono avere carica sia positiva che negativa. Nella ionizzazione per urto è l'urto con particelle ionizzanti a produrre gli ioni. 
Camera di ionizzazione 
Strumento che consente di rilevare agenti ionizzanti, particelle cariche e di misurare l'intensità di una radiazione elettromagnetica. 

\ionòfono, sm. Altoparlante in cui la generazione delle onde sonore avviene tramite l'effetto corona prodotto da un segnale ad alta frequenza. 

\ionoforèsi => "ionoterapia" 

\ionogràmma, sf. 1 Grafico dei dati raccolti da una ionosonda. 2 Schema di rappresentazione qualitativa e quantitativa degli elementi ionici contenuti nei liquidi organici. 

\ionóne, sm. Denominazione di due chetoni (α e β) di formula C13H20O. 

\ionosfèra, sf. Insieme delle regioni ionizzate dell'atmosfera terrestre, situate tra la mesosfera (circa 70 km di altezza) e la termosfera (più di 500 km). La ionosfera è dovuta alla ionizzazione, causata dalle radiazioni solari ultraviolette, delle particelle gassose che costituiscono l'atmosfera estremamente rarefatta. La ionosfera è suddivisa in vari strati a seconda della densità degli elettroni presenti. 

\ionosfèrico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla ionosfera. 

\ionosónda, sf. Dispositivo per il rilevamento dei dati nella ionosfera. 

\ionoterapìa, sf. Applicazione terapeutica dell'elettroforesi che consiste nell'inserire nell'organismo ioni medicamentosi. Viene impiegata per i postumi delle fratture, in chirurgia dentaria e in neurologia. 

\iontoforèsi => "ionoterapia" 

\IOR Sigla di Istituto Opere di Religione. 

\Iorga, Nicolae (Botosani 1871-Bucarest 1940) Storico rumeno. Tra le opere Storia della letteratura rumena (1925-1933) e Storia dei rumeni (1935-1939). 

\Ios Detta anche Nio, è un'isola minore del gruppo delle Cicladi. Il suo territorio è costituito da un massiccio di natura scistosa e in parte granitica, che scende ripido fino al mare. Ha un'estensione di 106 km2 e una popolazione di circa 1.500 abitanti. Dagli anni '70 è diventata una delle mete turistiche della Grecia preferite dai giovani; quindi da isola tranquilla e appartata si è trasformata in centro vivace e affollato. Ios (Hora Ios) è il capoluogo e maggior centro turistico dell'isola, situato nell'entroterra, nella parte nordoccidentale. Noto anche come il Villaggio, si presenta nello stile tipico delle Cicladi, con le case bianche squadrate, addossate le une alle altre, costruite su gradinate. Il paese è sovrastato da una doppia fila di mulini a vento che ne caratterizzano il paesaggio. Offre tutte le attrattive per la fascia più giovane dei turisti, tra cui bar, locali, discoteche. È risaputo che Ios fu abitata fin da tempi molto antichi, in quanto sull'isola sono state rinvenute tracce di insediamenti di epoca pre-cicladica. Il riferimento più significativo è quello omerico, in quanto l'isola sarebbe indicata come luogo natale di Climene, madre del poeta, e ospiterebbe la tomba di Omero stesso. Successivamente, nel corso dei secoli condivise le dominazioni subite dalle altre isole greche, da quella romana, a quella veneziana e turca. 

\IOS In informatica è la sigla di Input Output System (sistema di ingresso e di uscita). 

\iòsa, avv. Nella locuzione a iosa, in grande quantità, in sovrabbondanza. 

\Iòsa-Ghìni, Màssimo (Bologna 1959-) Architetto e designer. Ispirandosi ai movimenti d'avanguardia dei primi anni del secolo (costruttivismo e futurismo) ha realizzato illustrazioni e scenografie computerizzate. Nel 1986 è stato tra i fondatori del gruppo I Bolidisti (1986). Ha progettato due discoteche (1987 e 1988) che rappresentano l'attuazione delle teorie del gruppo. 

\iosciamìna, o iosciammìna, sf. Alcaloide che si trova in alcune Solenacee. 

\Iosif, Stefan Octavian (Brasov 1875-Bucarest 1913) Poeta e traduttore romeno. Ispiratosi al mondo contadino e ai personaggi storici romeni, scrisse Versi (1897), Patriarcali (1901), Poesie (1902) e Credenze (1906). Si ricordano inoltre le traduzioni delle opere del poeta tedesco Heine, del poeta magiaro Petöfi e del poeta francese Verlaine. 

\Iosseliani, Otar (Tbilisi 1934-) Regista cinematografico georgiano. Diresse C'era una volta un merlo canterino (1971), Pastorale (1976), I favoriti della Luna (1984), Un incendio visto da lontano (1989) e Caccia alle farfalle (1992). 

\iòta, sm. e sf. invar. 1 Nome della nona lettera dell'alfabeto greco, corrispondente alla i. 2 Cosa da niente. ~ nonnulla. 

\iotacìsmo, sm. 1 Trasformazione di vocali e dittonghi verso la vocale i riscontrabile in particolare nel greco postclassico. 2 Difetto di pronuncia consistente nell'uso ripetuto del suono i

\Iòtti, Leonìlde détta Nìlde (Reggio Emilia 1920-Poli 1999) Politica. Nel 1946 fu membro della Costituente per il PCI. Presidente della camera dal 1979 al 1992, nel 1994 fu rieletta per il PDS. 

\Iowa Stato centrosettentrionale degli USA (145.760 km2, 2.770.000 ab.) con capitale Des Moines confinante a nord con il Minnesota, a sud con il Missouri e delimitato a est dal Mississippi e a ovest dal fiume Missouri. Il suo territorio è pianeggiante e attraversato da numerosi corsi d'acqua, come il Des Moines e il Cedar, che confluiscono quasi tutti nel Mississippi. L'economia é soprattutto agricola (coltivazioni di mais e soia) e zootecnica (allevamenti di suini, bovini e pollame). Si estrae il carbone. Sono presenti industrie alimentari, meccaniche e metallurgiche. 

\IP 1 Internet Protocol. È il protocollo attraverso il quale i dati vengono inviati da un computer all'altro in Internet. Ogni computer collegato ad Internet ha almeno un IP-address che lo identifica univocamente. Quando si inviano o si ricevono dati su Internet, l'informazione viene suddivisa in tanti piccole unitÓ chiamate pacchetti. Ognuno di questi pacchetti contiene l'indirizzo IP di chi lo ha inviato e di chi lo deve ricevere. I pacchetti vengono quindi inviati da un gateway all'altro fino a che un gateway riconosce l'IP del ricevente e lo invia ad esso. Questa suddivisione dell'informazione in pacchetti permette l'invio dell'informazione attraverso diversi percorsi, con notevoli vantaggi per la velocità di trasmissione dell'informazione stessa ma anche per la rete che non rimane congestionata. I pacchetti possono quindi raggiungere il destinatario in tempi differenti e non nella stessa sequenza con cui sono stati inviati. Il protocollo internet si occupa solo di portare i pacchetti dall'IP che invia a quello che riceve, il TCP invece si occupa di riassemblarli nel corretto ordine.
2 Intellectual Property. Nel linguaggio legale, con IP si intendono tutte quelle proprietà intangibili che sono frutto di attività intellettuale. Le più note sono i copyright, i brevetti e i marchi depositati.

\IPA Sigla di International Phonetics Association (associazione fonetica internazionale). 

\IPAB Sigla di Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficenza. 

\ipàllage, sf. Figura retorica che inverte il normale rapporto tra due parole. 

\Ipàzia (Alessandria 375-415) o Ipatia, in greco HypatÝa. Studiosa di astronomia e matematica. Figlia di Teone, visse ad Alessandria d'Egitto, dove venne assassinata dai cristiani seguaci di San Cirillo. Era celebre per la sua intelligenza e cultura e, al contempo, per la sua bellezza. 

\iper- Prefisso derivato dal greco hypŔr, sopra o in quantità superiore al normale. 

\iperacusìa, sf. Esagerata sensibilità ai suoni e ai rumori. 

\iperaffaticaménto, sm. Affaticamento eccessivo. ~ stress. 

\iperalgesìa, sf. Eccessiva sensibilità al dolore. 

\iperalimentazióne, sf. Alimentazione molto ricca o eccessiva. ~ superalimentazione. <> ipoalimentazione. 

\iperattivìsmo, sm. Attivismo, operosità eccessiva, esagerata. 

\iperazotemìa, sf. Aumento del normale tasso di urea nel sangue (18-40 mg/100 ml). 

\iperbàrico, agg. (pl. m.-ci) Di, che si riferisce a pressione superiore a quella atmosferica. 

\ipèrbato, sm. Figura retorica che consiste nel rovesciare l'ordine abituale delle parole. 

\ipèrbole, sf. 1 Figura retorica con la quale si esagera (Ŕ un secolo che non ci vediamo) o si riduce (non ho un attimo di tempo) volontariamente un concetto, allo scopo di renderlo più efficace. 2 Esagerazione. ~ eccesso. 3 Curva geometrica piana a due rami. 
In matematica è una curva aperta formata da due rami opposti, facente parte della famiglia delle coniche e ottenuta intersecando un cono con un piano parallelo a due generatrici del cono e non passante per il vertice. L'iperbole si può definire anche come il luogo dei punti del piano tali che la differenza in valore assoluto delle loro distanze da due punti fissati, detti fuochi, è costante. È anche il luogo dei punti del piano per i quali è costante (e inferiore a 1) il rapporto tra la distanza da un punto (detto fuoco) e quella da una retta (detta direttrice). È, infine, definibile più semplicemente come una figura che è il grafico di y = 1/x o che è ottenibile da questo mediante trasformazioni di scala (non necessariamente monometriche), traslazioni e rotazioni.   +  
 X   hyperbola. 

\iperboleggiàre, v. intr. Usare molte iperboli nel parlare o nello scrivere. 

\iperbòlico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di iperbole. 2 Che eccede, eccessivo, spropositato. ~ esagerato. <> misurato. 3 In matematica, proprio di un'iperbole. 

\iperbolòide, sf. In matematica, superficie ottenuta dalla rotazione di un'iperbole attorno al suo asse.   +  

\iperbòreo, agg. Settentrionale. 

\ipercalòrico, agg. (pl. m.-ci) Che apporta una quantità molto elevata di calorie. <> ipocalorico. 

\ipercatalètto, o ipercatalèttico, agg. (pl. m.-ci) Riferito a un verso o a un colon con l'aggiunta si una sillaba finale. 

\ipercheratòsi, sf. Notevole ispessimento dello stato corneo dell'epidermide. 
Ipercheratosi dei bovini 
Malattia causata da ipertrofia dello strato papillare e contraddistinta da ispessimento della pelle. 

\ipercinèsi, o ipercinesìa, sf. Complesso dei movimenti anomali e involontari che si presentano in alcune affezioni cerebrali. 

\ipercloridrìa, sf. Crescita patologica della quantità di acido cloridrico che si trova nel succo gastrico. 

\ipercolesterolemìa, sf. Crescita della concentrazione ematica di colesterolo. 

\ipercomplèsso, agg. Riferito ai numeri che generalizzano i numeri complessi prendendo come base del loro sistema più di due unità come nel caso dei quaternioni. 

\ipercorrettìsmo, sm. 1 Forma caratterizzata da ipercorrezione. 2 Tendenza spontanea all'ipercorrezione. 

\ipercorrètto, agg. Caratterizzato da ipercorrezione. 

\ipercorrezióne, sf. Correzione erronea di una forma o di una pronuncia esatta, ma ritenuta scorretta per analogia con altre forme realmente scorrette. 

\ipercrìtica, sf. Critica eccessivamente rigorosa. 

\ipercriticìsmo, sm. Tendenza a formulare critiche eccessivamente rigorose. 

\ipercrìtico, agg. e sm. (pl. m.-ci) Che, chi è portato all'ipercriticismo. ~ esigente. <> benevolo. 

\iperdinamìa, sf. Aumento dell'attività muscolare. 

\iperdosàggio, sm. Presenza in un organismo di una quantità esagerata di un farmaco. 

\iperdulìa, sf. Nella religione cattolica, culto particolare dovuto alla Madonna, superiore a quello attribuito ai santi. 

\iperemèsi, sf. Vomito di frequenza e quantità notevoli. 
Iperemesi gravidica 
Gestosi frequente detta anche vomito incoercibile della gravidanza. 

\iperemìa, sf. Congestione. 

\iperemotività, sf. Eccesso di emotività. 

\iperestesìa, sf. Esagerata sensibilità a stimolazioni normali. 

\iperfocàle, agg. Di distanza oltre alla quale sono a fuoco tutti i soggetti fino all'infinito. 

\iperfollicolinìsmo, sm. Sintomatologia causata da un'eccessiva secrezione di follicolina o da una sua inopportuna somministrazione. 

\iperfosforemìa, sf. Aumento di fosforo nel sangue che si presenta nelle insufficienze renali croniche. 

\iperframménto, sm. Nucleo di un atomo in cui un iperone ha rimpiazzato il nucleone. 

\iperfrequènza, sf. Regione dello spettro delle frequenze hertziane superiore ai 3000 MHz. Corrisponde a onde decimetriche e centimetriche con cui vengono alimentate le antenne direzionali. 

\iperfunzióne, sf. Attività eccessiva delle funzioni di un organo o di una ghiandola. 

\ipergenitalìsmo, sm. Sintomatologia che deriva da una secrezione endocrina eccessiva delle gonadi. È primitivo se è causato dalle gonadi stesse, secondario se deriva da altre ghiandole. 

\ipergonadìsmo, sm. Sindrome contraddistinta da un'ipersecrezione di ormoni sessuali da parte delle gonadi (ovaie e testicoli). 

\Ipericàcee Famiglia di piante Dicotiledoni con fiori ermafroditi a cinque sepali e cinque petali, numerosi stami e frutti a capsula. Appartiene all'ordine delle Guttiferali. 

\Ipèridi Famiglia di Crostacei Anfipodi cui appartengono esemplari piccoli con testa grande, corpo trasparente e occhi grandi e sporgenti. 

\iperidratazióne, sf. Eccesso di acqua presente nell'organismo. 

\iperidròsi, sf. Malattia psicosomatica consistente nell'abbondante traspirazione del palmo della mano in particolare. 

\iperinsulinìsmo, sm. Aumento della secrezione di insulina da parte del pancreas che può provocare crisi ipoglicemiche e persino il coma. 

\Iperióne (astronomia) Satellite di Saturno, scoperto da W. C. Bond e W. Lassell nel 1848; occupa il quindicesimo posto per la distanza (1.483 km) e l'ottavo per grandezza (raggio 180 km); il suo periodo orbitale è di 21,28 giorni. 

\Iperióne (mitologia) Personaggio mitologico greco, titano. Dalla sorella Teia ebbe Sole, Luna e Aurora. È epiteto del Sole stesso. 

\Iperione o l'eremita in Grecia Romanzo epistolare di F. Hölderlin (1797-1799). 

\Ipermastigìni Ordine di Protozoi Flagellati che vivono nell'intestino delle termiti e di altri Insetti. 

\ipermenorrèa, sf. Quantità sovrabbondante di sangue mestruale nel corso del ciclo. 

\ipermercàto, sm. Grande centro di vendita al dettaglio dotato di una serie di servizi complementari. 
 X   sm. hypermarket. 
 @   da iper-+ mercato. 

\ipermetamòrfosi, sf. S viluppo postembrionale di alcuni Insetti che passano attraverso più stadi successivi rispetto ad altri Insetti. 

\ipèrmetro, agg. Di verso classico superiore di una sillaba alla misura consentita. <> ipometro. 

\ipermètrope, agg., sm. e sf. agg. Affetto da ipermetropia. <> ipometrope. 
sm. e sf. Persona ipermetrope. 

\ipermetropìa, sf. Vizio di rifrazione che causa disturbi visivi soprattutto nella visione in vicinanza (il bulbo oculare, di insufficiente lunghezza, forma l'immagine dietro alla retina); la visione può essere corretta mediante l'uso di lenti convergenti (ossia convesse). 

\ipermnesìa, sf. Disfunzione della memoria che si presenta con il rievocare contemporaneo e convulso di fatti già passati. 

\ipernefròma, sm. Tumore del surrene dall'aspetto di focolaio incapsulato. 
Iperfrenoma del rene 
Tumore del rene con epitelioma a cellule chiare. 

\ipernimìa, sf. Rapporto tra due vocaboli, di cui il primo denota una classe di oggetti che ne include una più ristretta rappresentata dal secondo. <> iponimia. 

\ipernutrizióne, sf. Alimentazione molto ricca o eccessiva. ~ supernutrizione. <> iponutrizione. 

\iperóne, sm. Barione di massa superiore a quella del protone. 

\iperònimo, agg. e sm. Di vocabolo che sia il primo termine in un rapporto di iperonimia. <> iponimo. 

\iperosmìa, sm. Eccessiva sensibilità olfattiva. 

\iperostósi, sf. Ipertrofia che interessa uno o più ossa. 

\iperparassitìsmo, sm. Condizione di alcuni organismi, animali o vegetali, consistente nel parassitare altri parassiti. 

\iperpiàno, sm. Generalizzazione del concetto di piano. In R3 un piano passante per O ha equazione ax+by+cz=0. Più in generale, dato uno spazio vettoriale V, si dice iperpiano l'insieme di vettori x che soddisfano un'equazione del tipo f(x) = 0 con f funzionale lineare su V.

\iperplasìa, sf. Moltiplicazione abnorme di un elemento anatomico qualitativamente normale. 

\iperpotassiemìa, sf. Aumento del potassio nel sangue. 

\iperprotèico, agg. (pl. m.-ci) Molto ricco di proteine. <> ipoproteico. 

\iperprotettività, sf. Atteggiamento di protezione smisurata, o eccessiva, nei confronti di qualcuno. 

\ipersecrezióne, sf. Aumento della secrezione di una ghiandola. 

\ipersensìbile, agg., sm. e sf. agg. 1 Molto sensibile. 2 Di persona dotata di sensibilità eccessiva. ~ suscettibile. 
sm. e sf. Persona dotata di sensibilità eccessiva. ~ permaloso. <> apatico. 

\ipersensibilità, sf. Caratteristica di ipersensibile. ~ suscettibilità. 

\ipersònico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo a una velocità, a 15°C, maggiore o uguale a 6.000 Km/h ca., ossia corrispondente a un numero di Mach maggiore o uguale a cinque. 2 Relativo ai movimenti effettuati a velocità ipersonica. 3 Degli aeroplani che possono navigare a velocità ipersonica. 

\ipersonnìa, sf. Inclinazione eccessiva al sonno, tipica di talune malattie. 

\ipersostentatóre, agg. e sm. agg. Di ciò che è atto a fornire ipersostentazione. 
sm. Dispositivo idoneo ad aumentare la portanza di un'ala di un aeromobile. 

\ipersostentazióne, sf. Aumento della sostentazione di un'ala ottenuto mediante l'uso di ipersostentatori. 

\iperspàzio, sm. 1 In matematica, spazio astratto avente più di tre dimensioni. 2 Nella fantascienza, spazio alternativo a quello ordinario in cui si può entrare raggiungendo velocità prossime o superiori a quelle della luce. 

\iperstène, sm. Silicato di ferro e magnesio. 

\ipersuòno, sm. Ultrasuono della zona di frequenza più elevata. 

\ipertelìa, sf. 1 Sviluppo esagerato di determinati organi. 2 Nell'uomo, presenza sulle mammelle, sulle ascelle o lungo l'addome di capezzoli in soprannumero. 

\ipertensióne, sf. Aumento della pressione all'interno di un organo. 
 X   sf. 1 hypertension. 2 (sanguigna) high blood pressure. 
Ipertensione arteriosa 
In medicina si riferisce all'aumento permanente della pressione arteriosa oltre i valori normali, che sono 90 mm Hg per la pressione minima (o diastolica) e dai 130 ai 160 mm Hg per la massima (o sistolica; dipende dell'età dell'individuo). L'ipertensione può essere un sintomo di uno stato patologico, come le malattie cardiovascolari o endocrine, o può essere una patologia indipendente di cui non si conoscono le cause, detta ipertensione essenziale

\ipertensìvo, agg. e sm. agg. 1 Relativo all'ipertensione, caratterizzato da aumento della pressione arteriosa. 2 Che produce un aumento della pressione arteriosa. <> ipotensivo. 
sm. Sostanza o farmaco che produce un aumento della pressione arteriosa. 

\ipertermìa, sf. Aumento della temperatura del corpo oltre 39°-40°. 

\ipertèrmico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo all'ipertermia. 2 Colpito da ipertermia. 

\ipertéso, agg. e sm. Che, chi ha un'eccessiva pressione arteriosa. <> ipoteso. Ŕ un iperteso che potrebbe avere problemi di elasticitÓ delle arterie
 @   da iper-+ teso

\ipertèsto, sm. In informatica, termine coniato da Ted Nelson che indica un complesso strutturato di presentazione delle informazioni, in modo da visualizzarle in forma non sequenziale. Cliccando su una parola o su una frase si può accedere a un'altra parte del documento. 

\ipertimìsmo, sm. Il complesso di quelle sindromi che derivano dall'insufficienza funzionale del timo. 

\ipertiroidèo, agg., sm. e sf. agg. Che è soggetto a un aumento eccessivo della normale secrezione ormonica della tiroide. <> ipotiroideo. 
sm. e sf. Persona ipertiroidea. 

\ipertiroidìsmo, sm. Patologia causata dall'eccessiva secrezione di tiroxina e di triiodotironina. 

\ipertognatìsmo, sm. Caratteristica di un individuo iperortognato. 

\ipertonìa, sf. 1 In biologia, stato di una soluzione ipertonica. 2 In medicina, dismisura del tono muscolare. 

\ipertònico, agg. (pl. m.-ci) 1 In biologia, relativo a soluzione o a mezzo organico che abbia concentrazione muscolare superiore a quella di un altro mezzo. 2 In medicina, relativo a un organo di tono muscolare esagerato. 

\ipertricòsi, sf. Anomalo sviluppo di peli sul corpo. 

\ipertrigliceridemìa, sf. Condizione patologica provocata da un'eccessiva concentrazione di trigliceridi nel plasma. 

\ipertrofìa, sf. Aumento del volume di un organo per aumento degli elementi che lo compongono. <> ipotrofia. 
Ipertrofia atriale 
Aumento del volume atriale cardiaco causato dal sovrabbondante afflusso di sangue in queste cavità. 

\ipertròfico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo a ipertrofia, che presenta ipertrofia. 2 Che si è sviluppato eccessivamente; enorme, eccessivo, esagerato, pletorico. ~ spropositato. 

\iperurànio, agg. e sm. agg. Situato al di là del cielo. 
sm. Luogo ideale, situato al di là delle sfere celesti, che Platone indicò come sede del mondo delle Idee. 

\iperuricemìa, sf. Aumento di acido urico e di urati nel sangue. 

\ipervariabilità, sf. Caratteristica tipica del DNA attraverso la quale è possibile individuare siti polimorfici e costruire mappe genetiche. 

\ipervitamìnico, agg. (pl. m.-ci) Che contiene vitamine in notevole quantità. 

\ipervitaminòsi, sf. Presenza di un eccesso di vitamine nell'organismo. 

\IPET Sigla di Istituto per la Pianificazione Economica Territoriale. 

\ipetràle, agg. Di edificio greco, privo di copertura nella zona centrale. 
 @   comp. dal greco hypˇ sotto + ßithra cielo libero. 

\IPI Sigla di International Press Institute (istituto internazionale della stampa). 

\Ìpidi Famiglia di Insetti Coleotteri chiamati anche scolitidi. 

\ipno- Primo elemento di parole composte. 
 @   greco hřpnos sonno. 

\ipnobriàli Ordine di Muschi pleurocarpi. 

\ipnògeno, agg. Che induce il sonno. 

\ipnologìa, sf. Studio dei fenomeni connessi al sonno. 

\ipnopedìa, sf. Tecnica didattica in base alla quale si impartiscono lezioni a una persona che dorme usando un apparecchio fonografico. 

\ipnòsi, sf. invar. Stato della coscienza individuale che può essere indotto in soggetti predisposti mediante tecniche particolari da parte di un individuo detto ipnotizzatore. Questo stato si manifesta con un sonno durante il quale l'ipnotizzatore può portare alla coscienza i contenuti dell'inconscio o può fare eseguire al soggetto azioni particolari. Venne utilizzata da Charcot per curare l'isteria e successivamente da Freud in psicanalisi per curare i disturbi affettivi. Ora viene utilizzata in psicoterapia con lo scopo di eliminare sintomi specifici. Può essere utilizzata anche come analgesico durante i piccoli interventi, in quanto il paziente al risveglio non rammenta nulla di quanto è accaduto mentre era in stato di ipnosi. 
 X   sf. hypnosis. 
 @   greco hypnos sonno + il suffisso-osi. 

\ipnòtico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Dell'ipnosi. 2 Atto a combattere l'insonnia. 
sm. Farmaco ipnotico. ~ sonnifero. 

\ipnotìsmo, sm. 1 La tecnica e la pratica dell'ipnosi. 2 Il complesso dei fenomeni connessi con l'ipnosi. 
 X   sm. hypnotism. 

\ipnotizzàre, v. tr. 1 Far cadere una persona in stato ipnotico. ~ addormentare. <> svegliare. 2 Suggestionare, incantare, ammaliare. ~ stregare. 
 X   v. tr. to hypnotize. 

\ipnotizzatóre, sm. (f.-trìce) Chi ipnotizza. 

\ipo- Primo elemento di parole composte. 
 @   greco hypˇ sotto, inferiore. 

\ipoacusìa, sf. Diminuzione dell'udito. L'ipoacusia può dipendere da degenerazioni fisiche dell'orecchio esterno o interno oppure da difetti del nervo acustico o del tessuto corticale del cervello. Quando non è congenita, la patologia può essere originata da infezioni, da intossicazioni o da traumi. 

\ipoalgesìa, sf. Diminuzione della sensibilità al dolore. 

\ipoalimentàto, agg. Alimentato in modo insufficiente. 

\ipoalimentazióne, sf. Alimentazione scarsa, insufficiente. <> iperalimentazione. 

\ipobaropatìa, sf. Male delle altitudini provocato dalla diminuzione di pressione dell'ossigeno. 

\ipocalòrico, agg. (pl. m.-ci) Che apporta una scarsa quantità di calorie. <> ipercalorico. 

\ipocèntro, sm. La zona della crosta terrestre in cui ha origine un terremoto. 

\ipocicloidàle, agg. 1 Relativo all'ipocicloide. 2 In tecnologia, di un rotismo nel quale una ruota dentata si muove all'interno di una seconda. 

\ipocinesìa, sf. Diminuzione dell'attività motoria. 

\ipocloridrìa, sf. Diminuzione della normale acidità del succo gastrico. 

\ipoclorurìa, sf. Diminuzione dei cloruri che vengono eliminati con le urine. 

\ipocondrìa, sf. 1 Convinzione erronea di essere malato. 2 Grave malinconia. ~ depressione. 

\ipocondrìaco, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Di persona affetta da ipocondria. 2 Relativo all'ipocondria. 
sm. Individuo affetto da ipocondria. ~ fissato, malato immaginario. 

\ipocòndrio, sm. Ognuna delle due parti laterali superiori dell'addome, situate proprio al di sotto delle arcate costali. 
 @   comp. da ipo-+ il greco chˇn-dros cartilagine. 

\ipocòtile, sm. La sezione dell'asse di una pianta compresa tra il punto di intersezione dei cotiledoni e la radice. 

\ipocrisìa, sf. 1 Simulazione di buoni sentimenti o buone qualità allo scopo di ingannare o per farsi benvolere; doppiezza, finzione, fallacia. ~ falsità. <> schiettezza. 2 Atto da ipocrita. ~ conformismo, perbenismo. 
 X   sf. hypocrisy. 
 @   lat. tardo hypocrisis, dal greco hyp˛krisis. 

\ipocristallìno, agg. Della struttura delle rocce effusive, la struttura ipocristallina, in cui si ha la presenza contemporanea di vetro e cristalli. ~ ipoialino. 

\ipòcrita, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) agg. 1 Che agisce con ipocrisia; doppio, bugiardo, mendace. ~ falso. <> sincero. 2 Che rivela ipocrisia. 3 Che è improntato a ipocrisia. 
sm. e sf. Persona ipocrita. ~ commediante. 
 X   agg. hypocritical. sm. e sf. hypocrite. 

\ipocromìa, sf. 1 Diminuzione dell'emoglobina nei singoli globuli rossi. 2 Diminuzione della pigmentazione cutanea. 

\ipocròmico, agg. (pl. m.-ci) Caratterizzato da ipocromia, che presenta ipocromia. 

\ipodèrma, sm. (pl.-i) 1 In botanica, tessuto avente funzioni di sostegno posto sotto l'epidermide. 2 In istologia, parte profonda della pelle che si trova sotto il derma. 

\ipodèrmico, agg. (pl. m.-ci) 1 In botanica, che fa parte dell'ipoderma. 2 Che si trova sotto la pelle. 3 In medicina, di iniezione effettuata nel tessuto cellulare sottocutaneo. 

\ipodermoclìsi, sf. Iniezione di una soluzione isotonica al siero di sangue praticata sotto la pelle. 

\ipodinamìa, sf. Diminuzione delle forze. 

\ipoergìa, sf. Tipo di allergia che si manifesta con una diminuzione dell'intensità della risposta a uno stimolo o con un ritardo della risposta stessa. 

\ipoestesìa, sf. Diminuzione dei vari tipi di sensibilità. 

\ipofarìnge, sf. Parte inferiore dell'apparato boccale degli Insetti. Rappresenta il pavimento della cavità orale. 

\ipofìllo, agg. e sm. agg. Posto sotto la foglia. 
sm. L'epidermide inferiore del dorso della foglia. 

\ipofisàrio, agg. Dell'ipofisi. 

\ipòfisi, sf. Ghiandola endocrina di dimensioni ridotte che si trova nella sella turcica della scatola cranica sospesa all'ipotalamo. Essa è composta da due parti: la neuroipofisi (posteriore) e l'adenoipofisi (anteriore e suddivisa in pars distalis e pars tuberalis). L'adenoipofisi produce ormoni che controllano il funzionamento di tutte le altre ghiandole endocrine, attivandone o disattivandone le funzioni. Tra questi ormoni vi sono l'ormone dell'accrescimento, l'ormone tiroideo (TSH) e quello corticotropo che stimola la corteccia surrenale. La neuroipofisi si occupa della trasmissione degli ormoni elaborati dall'ipotalamo. 

\ipofonèsi, sf. Aumento del tono e attenuazione della sensazione sonora rilevati con la percussione di una parte del corpo. 

\ipofosfìto, sm. Sale dell'acido ipofosforoso. 

\ipofosforóso, agg. Relativo all'acido meno ossigenato del fosforo. 

\ipogalattìa, sf. Insufficienza da parte di una madre durante il puerperio di secrezione lattea. 

\ipogàstrico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo all'ipogastrio. 2 Di plesso nervoso posto davanti all'aorta addominale e formato da fibre simpatiche. 

\ipogàstrio, sm. Parte inferiore dell'addome che inizia da una linea immaginaria congiungente le due spine iliache anterosuperiori. 

\ipogèo, agg. e sm. agg. 1 Che è sottoterra. ~ sotterraneo. 2 Di organismo vegetale o animale che vive o cresce sottoterra. 
sm. 1 Luogo sotterraneo. 2 Tomba sotterranea. ~ catacomba. 

\ipogeusìa, sf. Diminuzione del senso del gusto. 

\ipogìno, agg. Relativo a elemento del fiore, inserito sul ricettacolo al di sotto dell'ovario. 

\ipoglicemìa, sf. Abbassamento dei livelli del glucosio nel sangue sotto i 50 mg/100 ml. I sintomi dell'ipoglicemia sono senso di debolezza, sudorazione, fame intensa, perdita di coscienza e, in casi estremi, coma. L'ipoglicemia può essere causata da insufficienze epatiche, da tumori, da malattie renali o anche semplicemente da carenze di zuccheri per errata alimentazione o per una prolungata attività fisica. Al paziente in preda a una crisi ipoglicemica di qualsiasi origine deve essere prontamente somministrato glucosio. 

\ipoglicèmico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'ipoglicemia. 

\ipoglòsso, sm. Termine anatomico che designa i nervi cranici che innervano i muscoli linguali. 

\ipogonadìsmo, sm. Condizione clinica caratterizzata dal funzionamento carente delle gonadi (ghiandole sessuali). Può essere maschile o femminile di carattere primario o secondario, e può portare a una scarsa fecondità o alla sterilità totale. Tra le complicazioni a lungo termine la più grave in entrambi i sessi è l'osteoporosi. 

\Ipoh Città (383.000 ab.) della Malaysia, capoluogo dello stato di Perak. 

\ipologìa, sf. Alterazione del linguaggio che consiste nell'incapacità di pronunciare parole formate da più sillabe. 

\ipomanìa, sf. Tipo di accesso maniacale in cui prevale soltanto l'aspetto euforico. 

\ipomenorrèa, sf. Diminuzione del flusso mestruale. Spesso si accompagna a oligomenorrea. 

\ipòmetro, agg. Di verso inferiore alla misura regolare. <> ipermetro. 

\ipomètrope, agg., sm. e sf. agg. Affetto da ipometropia. <> ipermetrope. 
sm. e sf. Persona ipometrope. 

\iponimìa, sf. Rapporto tra due vocaboli, di cui il primo denota una classe di oggetti che è inclusa in una classe più ampia rappresentata dal secondo. <> iperominia. 

\ipònimo, agg. e sm. Di vocabolo che sia il primo termine in un rapporto di iponimia. <> iperonimo. 

\Iponomèutidi Famiglia di piccoli Insetti Lepidotteri eteroneuri dalle ali di colore biancastro con macchioline nere. 

\iponutrizióne, sf. Alimentazione scarsa, insufficiente. <> ipernutrizione. 

\ipoparatiroidìsmo, sm. Insufficiente secrezione endocrina delle ghiandole paratiroidi. 

\ipopepsìa, sf. Diminuzione della capacità digestiva del succo gastrico. 

\ipòpion, sm. invar. Raccolta di essudato nella camera anteriore dell'occhio. 

\ipopituitarìsmo, sm. Insufficiente secrezione dell'ipofisi. 

\ipoprotèico, agg. (pl. m.-ci) A basso contenuto di proteine. <> iperproteico. 

\iposcènio, sm. Nel teatro greco, parte interna e inferiore del palcoscenico. 

\iposcòpio, sm. 1 Strumento ottico simile al periscopio, ma con una visuale più limitata. 2 Apparecchio per eseguire radiografie dal basso verso l'alto. 

\iposistolìa, sm. Riduzione del vigore delle contrazioni cardiache. 

\iposmòtico, agg. specifica quando una soluzione ha pressione osmotica inferiore a quella di un'altra. 

\ipòstasi, sf. 1 Nella teologia cristiana, persona della Trinità. 2 Unione della natura umana e divina. 3 Mutamento di categoria grammaticale di una parola. 

\ipostàtico, agg. (pl. m.-ci) Di ipostasi, concernente l'ipostasi. 

\ipostatizzàre, v. tr. 1 Attribuire un'entità sostanziale a ciò che ne è sprovvisto. 2 Incarnare un concetto astratto. 3 Trasportare una parola da una categoria grammaticale a un'altra. 

\ipòstilo, agg. Di sala la cui copertura sia sostenuta da colonne disposte su più file. 

\ipòstraco, sm. (pl.-ci) Lo strato più interno della conchiglia dei Molluschi. 

\iposurrenalìsmo, sm. Insufficienza della funzionalità del surrene. 

\ipotàlamo, sm. Parte del diencefalo situata sotto i talami ottici, la cui parete porta numerosi nuclei nervosi collegati con il mantello, col telencefalo, con l'epitalamo e con il talamo. Le sue funzioni sono di controllo della temperatura negli organismi omeotermi, del ricambio idrico e forse anche dei glucidi e lipidi. Insieme alle attività del sistema simpatico e del parasimpatico, ha importanza nella manifestazione delle emozioni. È strettamente connesso con le funzioni dell'ipofisi, a essa collegato nei Mammiferi con il tuber cinereum  +  

\ipotàssi, sf. Procedimento sintattico col quale si uniscono due proposizioni, subordinando l'una all'altra. Ha comprato un'automobile nuova dopo aver venduto quella vecchia ~ subordinazione. <> paratassi. 
 @   dal greco hypo sotto + taxis disposizione. 

\ipotàttico, agg. (pl. m.-ci) Costruito secondo l'ipotassi. 

\ipotèca, sf. 1 Diritto reale del creditore sui beni mobili e immobili di un debitore. 2 Documento che comprova l'esistenza di una o più ipoteche su un determinato bene. 3 Pegno che esige chi presta a usura. 
 X   sf. mortgage. 
Diritto reale di garanzia specifico e indivisibile riguardante uno o più beni di un debitore o di un terzo che fa da garante. L'ipoteca è resa pubblica mediante trascrizione e riguarda in genere i beni immobili o quelli mobili iscritti nei pubblici registri. Consiste nell'attribuire al creditore la potestà di espropriare il debitore dei beni vincolati da garanzia e di essere soddisfatto con preferenza mediante il ricavato dell'espropriazione. 

\ipotecàbile, agg. Che si può ipotecare. 

\ipotecàre, v. tr. 1 Iscrivere ipoteche su un dato bene. ~ impegnare. 2 Fare piani, progetti reputandoli di sicura realizzazione. 
 X   v. tr. 1 to mortgage. 2 (fig.) to take for granted. 
 @   deriv. da ipoteca

\ipotecàrio, agg. 1 Dell'ipoteca. 2 Garantito da ipoteca. 

\ipotensióne, sf. In medicina condizione di pressione arteriosa sotto i valori medi; può essere normale o patologica, causata da malattie croniche come scompenso cardiaco, insufficienza surrenale o denutrizione, oppure da gravi episodi acuti di emorragia o shock. 

\ipotensìvo, agg. e sm. agg. 1 Relativo all'ipotensione, caratterizzato da abbassamento della pressione arteriosa. 2 Che produce l'abbassamento della pressione arteriosa. <> ipertensivo. 
sm. Sostanza o farmaco che produce l'abbassamento della pressione arteriosa. 

\ipotenùsa, sf. Il lato del triangolo rettangolo opposto all'angolo retto. 

\ipotermìa, sf. Abbassamento della temperatura del corpo sotto i 35°. Può essere la conseguenza di fatti traumatici, di malattie sistemiche, di abuso di alcolici, droghe, psicofarmaci, di condizioni generali scadenti. Per i bambini e gli anziani il rischio aumenta. I primi segni di questa condizione patologica possono cominciare a manifestarsi quando la temperatura interna del corpo scende a livello di 33 °C o meno. Il soggetto può presentare ipotensione, disturbi del ritmo cardiaco, sonnolenza, delirio, coma, rigidità muscolare, ecc.
Per prevenire l'ipotermia nella pratica sportiva, nelle gite, … è bene evitare l'uso di intimo in cotone o in altri materiali che tendono ad assorbire l'umiditÓ (l'aria intrappolata dalle fibre dei vestiti e dai peli del corpo viene sostituita da un liquido con maggiore conduttivitÓ termica di essa); è meglio usare vestiti con lo strato interno in lana o in alcuni tessuti sintetici traspiranti, come quelli a base di fibre poliestere; gli strati successivi dovrebbero favorire l'espulsione del vapor d'acqua prodotto.
Come primo intervento occorre cercare di avvolgere il soggetto tra panni o coperte asciutte; se la vittima ha gli abiti bagnati ed è esposta a bassa temperatura sarebbe opportuno non togliere i panni anche se bagnati, in quanto questa operazione potrebbe ulteriormente abbassare la temperatura esterna del corpo. Per il trattamento d'urgenza occorre garantire la pervietà delle vie aeree, se possibile, somministrare ossigeno, non dare da bere bevande alcoliche. Queste ultime possono determinare sull'organismo un effetto depressivo del sistema nervoso, hanno l'effetto di dilatare i vasi sanguigni e, contrariamente a quanto si pensa, portano a una dispersione di calore. Per lo stesso motivo sono da evitare anche le bevande calde. Il soggetto deve essere mantenuto sdraiato per evitare la possibile insorgenza di ipotensione e non deve essere spostato bruscamente. È utile dividere il calore corporeo con la vittima ponendosi insieme in un letto, o un sacco a pelo.

\ipòtesi, sf. invar. 1 Dato assunto come fondamento di una costruzione di pensiero, di un ragionamento, di una spiegazione e simili, ma che necessita di una successiva verifica. ~ presupposto. 2 Congettura che tende a spiegare fatti che non si conoscono del tutto. ~ supposizione. <> certezza. 3 In teoremi matematici del tipo A → B dicesi ipotesi l'enunciato A.   +   4 Caso, circostanza. ~ eventualità. nella peggiore delle ipotesi, nel caso si verifichi la situazione meno desiderabile. 5 Premessa informativa di un testo classico. 6 Protasi di un periodo ipotetico. 7 In statistica assume un particolare significato il termine "ipotesi" nel caso del test χ2  +  
 X   sf. invar. hypothesis. 
 @   greco hypothesis, comp. da hypo-, da hypo sotto + thesis tesi. 

\ipotéso, agg. e sm. Che, chi ha una pressione arteriosa bassa. <> iperteso. 

\ipoteticaménte, avv. In modo ipotetico, probabilmente. ~ forse. 

\ipotètico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che si fonda su un'ipotesi o si pensa per ipotesi. ~ presunto. <> dimostrato. ragionamento ipotetico. 2 In filosofia, che esprime o si basa su una condizione. 3 Immaginario, probabile. ~ eventuale. <> effettivo, reale. in un ipotetico giorno potresti anche cambiare idea. 4 Dubbio. ~ incerto. <> certo, vero. 
 X   agg. hypothetical. 
 @   greco hypothetik˛s, deriv. da hypothesis

\ipotipòsi, sm. invar. Figura retorica che esprime in modo immediato ed efficace oggetti o situazioni. 

\ipotiroidèo, agg., sm. e sf. agg. Che è soggetto a un'insufficiente attività della tiroide. <> ipertiroideo. 
sm. e sf. Persona ipertiroidea. 

\ipotiroidìsmo, sm. Insufficienza funzionale della tiroide. 

\ipotizzàbile, agg. Che si può ipotizzare, congetturabile. ~ supponibile. 

\ipotizzàre, v. tr. Formulare un'ipotesi, porre come ipotesi; presumere, opinare, postulare, supporre. ~ congetturare. <> sperimentare, accertare. 

\ipotrofìa, sf. Diminuzione del volume di un organo per diminuzione di volume degli elementi che lo compongono. <> ipertrofia. 

\ipotròfico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo a ipotrofia. 2 Affetto da ipotrofia. 

\ipovitaminòsi, sf. Condizione patologica provocata da carenza di vitamine. 

\ipoxantìna, sf. Derivato della purina, infusibile e poco solubile in acqua, dal quale si ottengono sali mediante l'utilizzo di alcali. 

\Ippàrco (sec. VI a. C.) Figlio minore di Pisistrato, fu tiranno di Atene insieme al fratello Ippia dal 527 al 514 e mecenate. Venne ucciso da Aristogitone e Armodio. 

\Ippàrco di Nicea (Nicea II sec. a. C.) Astronomo greco, fondò la moderna astronomia dell'osservazione e diede un impulso molto deciso all'abbandono delle tesi eliocentriche prospettate da Aristarco. Calcolò la durata effettiva di un anno in 365 giorni e 6 ore; classificò 850 stelle in relazione alla loro magnitudine e alla loro posizione. Inventò l'astrolabio ed enunciò un procedimento nuovo per la previsione delle eclissi; grazie alle sue invenzioni in campo stereografico e cartografico, viene considerato ancora oggi padre della trigonometria. 

\Ìppia Tiranno di Atene (VI-V sec. a. C.). Succedette al padre Pisistrato e governò assieme al fratello Ipparco. Nel 514 a. C. il fratello fu ucciso da Armodio e Aristogitone. Nel 510 a. C. fu cacciato da un'insurrezione di fuoriusciti ateniesi. Chiese asilo ad Artaferne, re di Pergamo. Combatté contro i persiani a Maratona dove secondo alcuni sarebbe morto (490 a. C.). 

\ìppica, sf. Nello sport dell'equitazione si riferisce all'insieme delle gare di corsa che si disputano con i cavalli e anche al loro allevamento, addestramento e riproduzione. Le corse ippiche sono attività professionistiche che in Italia sono controllate dall'UNIRE. 
 X   sf. horseracing. 
 @   greco hippikŔ (tŔchne) (arte) di guidare il cavallo. 
Corse al galoppo a ostacoli 
Comprendono gare su siepi, steeple-chase (con ostacoli disparati) e cross-country (percorso fuori pista con ostacoli naturali). 
Corse al galoppo in piano 
Sono gare disputate in circuito che si dividono in varie categorie tenendo anche conto delle caratteristiche dei cavalli (età, sesso ecc.). Il fantino deve avere un peso inferiore ai 52 km per non sovraccaricare il cavallo. 
Corse al trotto 
In queste corse i cavalli devono proseguire al trotto trainando un carrozzino detto sulky

\ìppico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di cavallo o cavalli. 2 Dell'ippica. 
 X   agg. horse. 

\Ìppidi Famiglia di Crostacei Decapodi. 

\ippo- Primo elemento di parole composte. 
 @   greco hÝppos cavallo. 

\ippocàmpo, sm. 1 Pesce. 2 Parte del telencefalo deputata all'olfatto e alla memoria dichiarativa.   +  
Pesce teleosteo dei Singnatoidei, lungo 20 cm ca., caratterizzato da testa a forma di cavallo (per la quale è chiamato anche cavalluccio marino), bocca allungata a tubo, corazza fatta di scudi ossei cutanei, posizione eretta, coda a spirale e mancanza della pinna caudale. Gli occhi si muovono in modo indipendente e questo gli consente di guardare contemporaneamente in diverse direzioni. Predilige i fondali fangosi e sabbiosi e si nutre di crostacei e molluschi. Sono note circa trentacinque specie di ippocampo ma due sole vivono sulle coste del Mediterraneo: Hippocampus antiquorum e Hippocampus guttulatus  +  

\Ippocastanàcee Famiglia di piante arbustacee o arboree dell'ordine delle Sapindali che vivono nelle zone temperate dell'emisfero settentrionale. 

\ippocastàno, sm. Angiosperma (Aesculus hippocastanum) della famiglia delle Ippocastanacee e dell'ordine delle Terebintali. Raggiunge i 40 m di altezza. I semi sono utilizzati in medicina per l'estrazione di principi attivi. 
 X   sm. horse chestnut. 

\Ippòcrate (Coo 460 ca.-Larissa 365 a. C. ca.). Medico greco che, con il suo impegno inteso ad applicare alla medicina teorie scientifiche e razionali, risulta il padre della medicina scientifica. Base delle sue teorie fu la dottrina umorale, secondo la quale l'equilibrio e il corretto funzionamento del corpo umano sono determinati dall'equilibrio di quattro umori fondamentali che lo compongono e che sono il sangue, proveniente dal cuore, la flemma, che proviene dal cervello, la bile gialla prodotta dal fegato e la bile nera (o atrabile) prodotta dalla milza. Secondo questa teoria il comportamento delle persone viene determinato dalla combinazione di questi umori, dando luogo a quattro tipologie di temperamento individuale che sono il sanguigno, il flemmatico, il bilioso e l'atrabiliare. Il suo Corpo ippocratico, contenente le sue teorie assieme ad altri contributi della scuola di Coo, fu fino al XVIII sec. il testo classico per chi studiava medicina. 

\Ippòcrate di Chìo (sec. V a. C.) Matematico greco. Studiò la quadratura del cerchio e la duplicazione del cubo e lavorò agli Elementi, primo testo di geometria. 

\ippocràtico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo a Ippocrate. 2 Che si riferisce alle teoria di Ippocrate. 3 In medicina, nella locuzione dita ippocratiche, un sintomo di insufficienza respiratoria. 

\Ippodamìa Personaggio mitologico, moglie di Piritoo, re dei lapiti. 

\Ippodàmo di Milèto (Fine del VI sec. a. C.-?) Architetto e urbanista greco. Tra le opere il porto del Pireo e la fondazione della colonia panellenica di Turi (445-444 a. C.). 

\ippòdromo, sm. Luogo destinato alle corse dei cavalli. 
 X   sm. racecourse. 
 @   greco hipp˛dromos, comp. da hippo-, da hippos cavallo + deriv. da dramŔin correre. 

\ippòfilo, agg. e sm. Di appassionato di cavalli e di ippica. 

\ippoglòsso, sm. Nome volgare e genere di Pesci Pleuronettiformi appartenenti alla famiglia dei Pleuronettidi dal corpo asimmetrico e piatto. 

\ippogrìfo, sm. Animale alato favoloso, metà cavallo e metà grifo. 

\Ippòlita Personaggio mitologico, regina delle amazzoni e madre di Ippolito. Eracle la uccise e ne portò il cinto donatole da Ares ad Admeta, figlia di Euristeo. 

\Ippòlito (mitologia) Personaggio mitologico, figlio di Teseo e di Ippolita e figliastro di Fedra. Poseidone inviò un mostro a spaventare i suoi cavalli, che lo travolsero. 

\Ippòlito (santo) (sec. III) Santo, martire e forse antipapa opposto a Callisto. Fu autore di commenti biblici e opere apologetiche e liturgiche in greco. 

\Ippolito coronato Tragedia di Euripide (428 a. C.). 

\Ippolito e Aricia Tragedia in musica in un prologo e cinque atti di J. Ph. Rameau, libretto di S. J. Pellegrin (Parigi, 1733). 

\Ippòlito, Felìce (Napoli 1915-Roma 1997) Geologo. Dal 1955 al 1963, in qualità di segretario generale del CNEN, contribuì alla realizzazione delle prime centrali elettronucleari in Italia. 

\ippologìa, sf. Scienza che studia gli aspetti biologici e i sistemi di allevamento del cavallo. 

\ippòlogo, sm. (pl.-gi) Esperto di ippologia. 

\ippomanzìa, sf. In antiche religioni, arte divinatoria che consisteva nel trarre auspici dai nitriti e dai movimenti dei cavalli. 

\ipponattèo, agg. e sm. agg. Relativo a particolari elementi della metrica come il coliambo o il gliconeo ipercatalettico. 
sm. Metro fonetico greco. 

\Ippopotàmidi Famiglia di Mammiferi Artiodattili suiformi africani che comprende i due soli generi Hippopotamus (l'ippopotamo) e Choeropsis

\ippopòtamo, sm. 1 Mammifero africano. 2 Persona massiccia, elefante. ~ pachiderma. 
 X   sm. hippopotamus. 
Mammifero artiodattilo della famiglia degli Ippopotamidi, erbivoro, non ruminante, dalle abitudini acquatiche. La specie si divide in due gruppi: l'ippopotamo comune (Hippopotamus amphibius) e l'ippopotamo nano (Choeropsis liberiensis). L'ippopotamo comune è lungo fino a 4 m, pesa dalle 4 alle 4 t, ha la pelle spessa fino a 5 cm e molto dura e possiede due lunghi canini ricurvi. Vive in Africa presso i fiumi e i laghi. Si riunisce in branchi. L'ippopotamo nano, che ha le dimensioni di un grosso cinghiale, vive nell'Africa occidentale ed è molto raro. 

\ippùrico, agg. (pl. m.-ci) Di acido che si trova normalmente nelle urine, soprattutto dei Ruminanti. L'acido ippurico è un'ammide benzoica della glicocolla. 

\Ippuridàcee Famiglia di piante appartenente all'ordine delle Mirtali che comprende il solo genere Hippuris

\Ippurìtidi Famiglia di Lamellibranchi, appartenenti al gruppo delle rudiste, che vissero durante il Cretaceo superiore. 

\iproniazìde, sf. Farmaco derivato dall'acido isonicotinico avente una forte azione antitubercolare e dotato anche di proprietà antidepressive. 

\IPS Sigla di inches per second (pollici al secondo). In informatica viene utilizzata come unità di misura per il trascinamento della carta nella stampante. 
IPS 
Sigla di Istituto Poligrafico dello Stato. 

\ips(o)- Primo elemento di parole composte. 
 @   greco hřpsos altezza, sommità. 

\ipse dixit Espressione latina che significa "lui lo ha detto". Indica, anche in modo polemico, un'autorità indiscutibile. Nel medioevo era riferita ad Aristotele. 

\ipseità, sf. Per Duns Scoto e per la scolastica successiva era la caratteristica che distingueva l'individuo in quanto singolo. 
 @   lat. ipse se stesso. 

\ipso facto, loc. avv. All'istante, istantaneamente, immediatamente. ~ subito. 

\ipsodónte, agg. 1 Di dente a crescita continua con corona molto sviluppata in senso verticale. 2 Di animale che ha denti ipsodonti. 

\ipsòfilo, sm. Involucro fogliare posto sotto a un'infiorescenza. 

\ipsòfono, sm. Registratore automatico delle telefonate attivato in assenza dell'utente. 

\ipsogràfico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a una particolare curva di frequenza delle altitudini di una data regione che si ottiene riportando i valori delle aree comprese tra due determinate curve di livello su di un diagramma cartesiano. 

\ipsometrìa, sf. Determinazione della differenza di livello tra due punti mediante misurazione delle corrispondenti pressioni atmosferiche. 

\ipsomètrico, agg. (pl. m.-ci) Che concerne l'ipsometria o l'ipsometro. 

\ipsòmetro, sm. Strumento per la misurazione della pressione atmosferica che si basa sulla variazione della temperatura d'ebollizione dell'acqua al variare della pressione stessa. 

\Ipswich Città (120.000 ab.) della Gran Bretagna, capoluogo della contea di Sufolk in Inghilterra. 

\IPZS Sigla di Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. 

\IQ Sigla di Intelligence Quotiens (quoziente di intelligenza). 

\Iquique Città (152.000 ab.) del Cile, sull'oceano Pacifico. Capoluogo della regione di Tarapacá. 

\Iquitos Città (266.000 ab.) del Per˙, sul Rio delle Amazzoni. Capoluogo del dipartimento di Loreto. Importante porto commerciale per l'esportazione di prodotti agricoli (cotone, tabacco, caucciù e legname). Presenti industrie alimentari, tessili e del legno. La scoperta di giacimenti petroliferi, ha rivoluzionato l'economia locale. 

\Ir Simbolo chimico dell'iridio. 
IR 
Sigla di infrarosso. 

\ìra, sf. 1 Moto violento e improvviso dell'animo rivolto verso qualcosa o qualcuno; collera, indignazione, rabbia, sdegno, stizza. ~ furia. <> pacatezza, calma. 2 Cattiva disposizione verso qualcuno; odio. ~ malevolenza. 3 Furore nato da giusta causa, collera punitrice. ~ indignazione, sdegno. <> serenità. 
 X   sf. 1 fury, rage, anger. 
 @   lat. ira. 

\IRA (Irish Republican Army) Esercito repubblicano irlandese. Organizzazione militare irlandese nazionalistica. Fu fondata nel 1919 allo scopo di lottare per il raggiungimento dell'indipendenza dell'Irlanda: sostiene la guerriglia civile e ha realizzato sabotaggi e attentati nell'Ulster e in Gran Bretagna. Si scisse due volte e fu dichiarata fuorilegge. In seguito mantenne attività clandestine fino al 31 agosto 1994, anno in cui si arrivò alla volontà di deporre le armi. Questa decisione durò fino al 9 febbraio 1996, giorno in cui l'IRA riprese le ostilità con un nuovo attentato. 

\irachèno, agg. e sm. agg. Dell'Iraq. 
sm. Nativo o abitante dell'Iraq. 
 X   agg. e sm. Iraqi. 

\Iracòdi Ordine di Mammiferi Plantigradi che vivono nelle zone aride africane e dell'Asia occidentale. Grandi quanto un coniglio, hanno gli arti anteriori con quattro dita e quelli posteriori con tre. ~ iracoidei. 

\iracóndia, sf. Tendenza a lasciarsi prendere dall'ira; irascibilità, permalosità, suscettibilità. ~ irritabilità. 

\iracóndo, agg. e sm. Incline all'ira; bilioso, collerico, intrattabile, irascibile, iroso, nevrastenico. ~ rabbioso. 

\irakeno => "iracheno" 

\Iran Repubblica islamica dell'Asia occidentale, si affaccia a nord sul mar Caspio, a sud sul golfo Persico e sul golfo di Oman; confina a ovest con l'Iraq e la Turchia, a nord con l'Armenia, l'Azerbaigian e il Turkmenistan, a est con l'Afghanistan e il Pakistan. 
L'Iran occupa la parte occidentale dell'altopiano iranico. 
A sud si estende la catena dei monti Zagros costituita da catene di rilievi parallele, le cui cime più elevate toccano i 4.548 m nello Zard-e-kuh. Questa zona è soggetta frequentemente a moti sismici. 
A nord l'Iran è separato dal mar Caspio dai monti Elburz, catena a pieghe che si abbassa a est nei monti del Khorasan e culmina col cono vulcanico del Damavand (5.605 m). 
All'esterno degli archi montuosi si estendono delle pianure, a nord quelle caspiche del Gilan e del Mazandaran, a sud-ovest la pianura del Khuzistan 
L'altopiano interno presenta aspetti contrastanti: zone rocciose, inframmezzate da paludi e da distese aride, come i deserti Dasht-e-Kavir a sud-est di Teheran, che si estendono per centinaia di km. 
Quasi tre quarti del paese sono occupati da bacini chiusi che non mandano le acque al mare. I laghi salati occupano le depressioni interne, e tipici sono i qanat, canali sotterranei che raccolgono le acque delle falde. 
Sfociano nel mar Caspio il Laras e l'Atrek, che segnano per un tratto la frontiera con l'Armenia, l'Azerbaigian e il Turkmenistan, come pure il Safid che ha i suoi rami sorgentiferi nell'altopiano. 
Tra i tributari del golfo Persico il principale è il Karun. 
Il lago più vasto è quello di Urmia, molto salato e a superficie variabile. 
Il clima è tipicamente continentale con piogge molto scarse e notevoli escursioni termiche giornaliere e annue. L'aridità aumenta sempre più verso est. La fascia costiera del golfo Persico ha un clima relativamente temperato, mentre le pianure caspiche godono di una clima subtropicale monsonico con abbondanti precipitazioni. 
La capitale è Teheran; altre città sono Tabriz, Esfahan, Mashhad e Ahvaz e inoltre Abadan, porto petrolifero, Schiraz, nota per la coltura delle rose, Kermanshah principale centro curdo e Hamadan. 
Quasi la metà delle coltivazioni è occupata dal frumento, coltivato anche nei terreni stepposi. Secondo cereale per importanza è il riso, coltivato nelle pianure fertili prospicienti la costa caspica. 
Tra le colture destinate all'alimentazione locale vi sono pure orzo, patate, ortaggi (pomodori, cipolle, fagioli) e frutta (uva, mele, pere, agrumi, albicocche e datteri) che viene esportata fresca o essiccata. 
Tra le piante industriali domina il cotone; minore importanza hanno invece alcune piante oleaginose, come il lino, il sesamo e il ricino, mentre va sviluppandosi la produzione della soia e della barbabietola da zucchero. 
Colture tradizionali sono il tabacco e il tè. 
La produzione di legname soddisfa in gran parte il fabbisogno interno; notevole valore economico hanno inoltre alcune gomme vegetali e gommoresine, raccolte da piante che crescono spontanee. 
L'allevamento, condotto da popolazioni nomadi, ha grande importanza: prevalgono ovini e caprini, ma vi è pure un gran numero di bovini, equini (soprattutto asini), dromedari e bufali. Tradizionale infine la bachicoltura. 
La pesca ha nel complesso scarso ruolo; quella marittima nel golfo Persico ha il suo centro principale a Bandar Abbas dove hanno sede industrie conserviere. 
Importante la pesca dello storione nelle acque del Caspio, per la produzione di caviale. 
Il petrolio continua a costituire la principale risorsa del paese, nonostante la crisi degli anni '80 e la conseguente diminuzione della produzione di greggio. 
I giacimenti principali sono sull'isola di Kharg e nella zona compresa tra la bassa Mesopotamia e la costa settentrionale del golfo Persico, nello Zagros, vicino a Shiraz e presso Kermanshah. 
Nelle numerose e ricche miniere si estraggono zinco, cromo e piombo; buone anche le riserve di ferro, carbone, antimonio e manganese. 
Nel settore industriale è predominante l'attività petrolchimica, con una buona presenza di quella siderurgica, meccanica, metallurgica, elettronica e chimica. Tra le industrie tradizionali spiccano quelle tessili (famosi i tappeti). 
Rilevanti sono altresì le manifatture di tabacchi, le concerie, i calzaturifici e i cementifici. 
Nel commercio estero, che si chiude in attivo per l'Iran, il petrolio è la voce principale, seguito da cotone, lana, tappeti, gas naturale e frutta, mentre si importano macchine e prodotti chimici. 
STORIA Nel II millennio a. C. gli ariani penetrano dal nord-est verso l'ovest dell'Iran e nel IX sec. a. C. i loro discendenti, i persi e i medi, raggiungono i monti Zagros. Dopo la sconfitta degli assiri, i medi (612-550 a. C.) pongono le basi della potenza persiana. Nel 550 a. C. l'achemenide Ciro II distrugge l'impero dei medi e fonda l'impero persiano che domina l'insieme dell'Iran e di una parte dell'Asia centrale. Le guerre intraprese da Dario I (522-486 a. C.) e quindi da Serse I (486-465 a. C.) si concludono con la sconfitta degli Achemenidi. Dopo la morte di Dario III, Alessandro il Grande (330 a. C.) è padrone dell'impero persiano e Seleuco, luogotenente di Alessandro, fonda la dinastia dei Seleucidi. 
A essi si succedono gli Arsacidi e i Sassanidi, finché l'impero sassanide, fortemente centralizzato, si estende dai confini dell'India a quelli dell'Arabia. Con Ardacher (226-241) e Shahpuhr I (241-272) il mazdeismo diventa la religione di stato. I Sassanidi oppongono una resistenza efficace a Roma, con Shahpuhr II (310-379), e quindi a Bisanzio, con Cosroe I (531-579) e Cosroe II (590-628). 
Gli arabi con la vittoria di Nehavend integrano l'Iran nell'impero musulmano degli Omayyadi. Nel 750 viene fondata la dinastia degli Abbasidi. Intorno all'anno 1000 i turchi diventano padroni del Khorasan, quindi penetrano nell'Iran fino a Baghdad (Selgiuchidi). Assimilando la cultura persiana ne diventano i veicoli in Asia Minore e in India (XII-XIII sec.). 
L'Iran dei Selgiuchidi è al suo apogeo con Malik Shah, ma ben presto i mongoli (Gengis Khan) conquistano il paese e Timur Lang (Tamerlano) avvia campagne militari devastatrici. 
Il safawide Ismail I (1501-1524) si fa proclamare scià e fa diventare religione di stato lo sciismo. I Safawidi sono al loro apogeo con Abbas I, all'inizio del XVII sec. 
Nel 1722 gli afghani si impadroniscono di Isfahan e i dignitari sciiti si stabiliscono nelle città sante dell'Iraq (Nadjaf, Karbala). Nel 1736 Nader caccia gli afghani e intraprende numerose conquiste. Alla fine del secolo sale al potere la dinastia Qadjar (1796-1925). 
L'Iran conosce nel XIX sec. una contrazione con la perdita delle provincie del mar Caspio, annesse dall'impero russo, e dell'Afghanistan. Nel 1907 un accordo anglo-russo divide l'Iran in due zone di influenza. 
Nel 1921 Reza Khan prende il potere e regna fino al 1941 quando sovietici e inglesi occupano una parte del paese e Reza abdica a favore del figlio Mohammad Reza. 
Nel 1963 lo scià avvia un programma di modernizzazione, la rivoluzione bianca, ma nel 1979 l'opposizione lo obbliga ad abbandonare il paese. Viene instaurata una repubblica islamica, guidata dall'ayatollah Khomeini e difesa dalla milizia dei guardiani della rivoluzione (pasdaran); scoppia una violenta crisi con gli Stati Uniti (sequestro di ostaggi presso l'ambasciata americana di Teheran). 
Nel 1980 Bani Sadr è eletto presidente laico della repubblica; l'Iraq attacca l'Iran. L'anno dopo Bani Sadr viene destituito e il paese è scosso da ondate di terrorismo. L'Iran si erge a guida della rivoluzione islamica nel mondo, in particolare nel Libano. Nel 1988 viene stabilito un cessate il fuoco tra l'Iran e l'Iraq. 
Nel 1989 dopo la morte di Khomeini, gli succede Ali Khamenei con il titolo di guida della rivoluzione islamica. Hachemi Rafsanjani è eletto alla presidenza della repubblica. Quest'ultimo tenta di rilanciare l'economia, devastata dalla guerra con l'Iraq, ma si scontra con l'ostilità dei paesi occidentali che denunciano il suo sostegno al terrorismo internazionale. Nel 1997 è eletto presidente della repubblica S. M. Khatami. 
Abitanti-67.300.000 
Superficie-1.648.196 km2 
Densità-40,8 ab./km2 
Capitale-Teheran 
Governo-Repubblica islamica 
Moneta-Riyal iraniano 
Lingua-Farsi, turco, arabo e curdo 
Religione-Musulmana sciita e sunnita 

\iraniàno, agg. e sm. agg. Dell'Iran moderno. ~ persiano. 
sm. Nativo o abitante dell'Iran. 
 X   agg. e sm. Iranian. 

\irànico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Dell'antico Iran. 
sm. Nativo o abitante dell'antico Iran. 

\iranìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Studioso delle civiltà e delle lingue dell'Iran. 

\IRAP Imposta Regionale sulle Attività Produttive, istituita a decorrere dal gennaio 1998. 

\Iraq Stato del Vicino Oriente, confina a nord con la Turchia, a est con l'Iran, a sud-est con il Kuwait, a sud-ovest con l'Arabia Saudita, a ovest con la Giordania e con la Siria. Si affaccia per 50 km sul golfo Persico.   +  
Il territorio dell'Iraq coincide con la zona geografica della Mesopotamia, cioè con lala regione compresa tra il Tigri e l'Eufrate. 
Al suo territorio appartengono una parte dei monti Zagros, al confine con l'Iran, una frazione dell'altopiano curdo verso la Turchia e del deserto dell'Arabia. 
La Mesopotamia è una zona depressionaria molto vasta che occupa più della metà del paese, ove i fiume Tigri e Eufrate hanno riversato parte delle loro alluvioni, modificando profondamente la morfologia del territorio. 
Il Tigri e l'Eufrate, che nascono nell'Armenia, dopo aver attraversato il paese da nord a sud, confluiscono a Qurna, formando lo Shatt al Arab che sfocia nel golfo Persico. Rilevanti anche i due grossi affluenti del Tigri, il Piccolo e Grande Zab. I fiumi sono soggetti a piene eccezionali, specialmente il Tigri, e i loro corsi d'acqua sono costeggiati da regioni paludose. 
La parte meridionale del paese ha clima desertico, con temperature molto elevate (la zona attorno al golfo Persico è tra le più calde della terra). 
La capitale è Baghdad, importante centro economico, culturale, amministrativo e industriale. 
Al centro del paese sorgono Kerbe, la città santa dei musulmani sciiti, e Najaf. 
La seconda città del paese è Bassora, principale porto dell'Iraq alla confluenza di Tigri ed Eufrate. 
L'agricoltura occupa ben il 20,5% della popolazione attiva che coltiva frumento, orzo, riso, mais. Destinati al consumo interno sono ortaggi (pomodori, fagioli, fave, cipolle) e frutta (uva, mele, agrumi); particolarmente importanti sono i datteri che crescono soprattutto nella cosiddetta bassa Mesopotamia e di cui l'Iraq è anche esportatore. 
Coltivate su scala più vasta si annoverano alcune piante che alimentano l'industria alimentare, come il sesamo e il lino (oleifici), la canna e la barbabietola da zucchero (zuccherifici) e il tabacco. Diffusa anche la coltivazione del cotone. 
Scarsa importanza ha la pesca, confinata solo nelle zone lungo lo Shatt-al Arab. 
La principale ricchezza dell'Iraq è il petrolio, di cui è il terzo produttore fra i paesi del Medio Oriente. 
I giacimenti sono nella zona di Kirkuk e in quella di Bassora, mentre le raffinerie sono presso le città di Baghdad, Kirkuk, Mosul, Haditka. Parte del greggio viene trasportata a Tripoli, a Banias e al litorale turco (Dortyol). 
Nel settore industriale, prevalente è l'industria petrolifera, ma degni di nota sono anche l'industria tessile (filati e tessuti di cotone, lana, fibre artificiali), quella chimica (fertilizzanti) e, come già detto in precedenza, quella alimentare. Da ricordare sono inoltre alcune lavorazioni artigianali dell'argento, del rame e del cuoio. 
STORIA L'Iraq attuale è costituito dall'antica Mesopotamia, culla delle civiltà dei sumeri, degli accadi, dei babilonesi e degli assiri. All'inizio del III sec. d. C. i Sassanidi dominano il paese, seguiti dagli arabi che s'impadroniscono della regione nel VII sec.; sotto gli Omayyadi, l'Iraq è il teatro delle loro lotte con gli Alidi (morte di Hussein a Karbala nel 680). Agli Omayyadi succedono gli Abbasidi (750-1258). Essi fondano Baghdad, conquistata nel 1055 dai turchi Selgiuchidi, distrutta dai mongoli nel 1258 e saccheggiata da Timur Lang (Tamerlano) nel 1401. 
A questi secoli di lotte e invasioni pone fine la dominazione degli ottomani che all'inizio del XVI sec. conquistano l'Iraq. 
Durante la prima guerra mondiale la Gran Bretagna occupa l'Iraq e con i cambiamenti successivi alla pace l'emiro Faysal diventa re dell'Iraq (1921-1933). 
Nel 1925 la provincia di Mossoul è assegnata all'Iraq e nel 1930 il trattato anglo-iracheno accorda un'indipendenza nominale all'Iraq. 
Durante la seconda guerra mondiale gli inglesi occupano Baghdad e i reggenti Abd al-Ilah e Nur┐Ì┐ al-Sa┐Ì┐d restano fedeli agli interessi britannici. Nel 1958 il generale Kassem guida un colpo di stato e proclama la repubblica. Nel 1961 esplode la ribellione dei curdi e nel 1963 Kassem è rovesciato da Abdul Salam Aref. Nel 1968 con un colpo di stato militare il partito Baath prende il potere e Ahmad Hasan al-Bakr diventa presidente della repubblica. Nel 1979 Saddam Hussein diventa presidente della repubblica e l'anno dopo l'Iraq attacca l'Iran (guerra Iraq-Iran); la sanguinosa guerra termina solo otto anni dopo. 
Nell'agosto 1990 l'Iraq invade e annette il Kuwait e si rifiuta di ritirarsi malgrado la condanna dell'ONU Nel 1991 allo scadere dell'ultimatum fissato dall'ONU, la forza multinazionale, spiegata nella regione del Golfo e guidata dagli Stati Uniti, attacca l'Iraq (17 gennaio) e libera il Kuwait (28 febbraio). Le rivolte dei sciiti e dei curdi vengono violentemente represse. Viene individuata una zona di interdizione aerea, nel nord del paese, per proteggere i curdi. 
Nel 1992 viene definita al sud un'altra zona di interdizione, per proteggere gli sciiti. Il potere centrale si trova in tal modo privato, di fatto, della propria autorità su metà del territorio. Nel 1994 l'Iraq riconosce ufficialmente l'indipendenza del Kuwait, ma non ottiene alcun alleggerimento dell'embargo economico imposto dall'ONU nel 1990. Nel 1995 dopo una grave crisi politica interna, S. Hussein fa approvare, mediante il ricorso a un referendum, la sua permanenza alla guida dello stato per un altro mandato di sette anni. 
Abitanti-20.449.000 
Superficie-434.924 km2 
Densità-47 ab./km2 
Capitale-Baghdad 
Governo-Repubblica presidenziale 
Moneta-Dinaro iracheno 
Lingua-Arabo, curdo 
Religione-Musulmana sciita e sunnita 

\IRAS Primo satellite astronomico in infrarosso (InfraRed Astronomical Satellite) funzionante nel 1983 per circa un anno durante il quale ha catalogato le sorgenti infrarosse del cielo. Notevole scoperta fu la presenza di anelli di polveri attorno a stelle brillanti e vicine, come per esempio Vega. 

\irascìbile, agg. Propenso all'ira; bilioso, collerico, intrattabile, iroso, nevrastenico, rabbioso. ~ iracondo. <> mite. 
 X   agg. hot-tempered, irascible. 
 @   lat. tardo irascibilis, deriv. da irasci adirarsi. 

\irascibilità, sf. L'essere irascibile; irritabilità, suscettibilità. ~ iracondia. 

\iràto, agg. Preso dall'ira; adirato, furioso, infuriato, rabbioso. ~ arrabbiato. 

\Iraz˙ Vulcano (3.432 m) del Costa Rica. Il più elevato della Cordigliera Centrale. 

\Irbid Città (216.000 ab.) della Giordania, capoluogo del distretto omonimo. 

\irbis, sm. invar. Nome comune della Panthera uncia o Uncia uncia (detta anche leopardo delle nevi), un mammifero di grosse dimensioni appartenente alla famiglia dei Felidi che vive nelle regioni fredde dell'Asia centrosettentrionale. 

\ircìno, agg. D'irco, di caprone. 

\ìrco, sm. (pl.-chi) Capro. ~ becco. 

\ircocèrvo, sm. 1 Animale favoloso, metà caprone e metà cervo. 2 Cosa assurda o inesistente. ~ chimera. 

\ìre, v. v. intr. Andare. 
v. intr. pron. Andarsene. ~ morire. 

\Irène (mitologia) Personaggio mitologico, figlia di Zeus e Teti, dea greca della pace. 

\Irène (storia) (Atene 752-Lesbo 803) Imperatrice bizantina. Nel 780, rimasta vedova di Leone IV, resse il trono per il figlio Costantino VI, fino al 790. Quindi regnò dal 797 all'802, ristabilendo il culto delle immagini. 

\Irenèo Santo e padre della chiesa di lingua greca. Nativo di Smirne, dal 175 ca. fu vescovo di Lione. Scrisse Smascheramento e confutazione della falsa gnosi

\irènico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di pace. 2 Che ispira e promuove la pace. 

\irenìsmo, sf. Tendenza teologica all'unione delle diverse confessioni cristiane basata sui loro aspetti comuni. 

\irenìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Seguace, fautore dell'irenismo. 

\Ìrgoli Comune in provincia di Nuoro (2.269 ab., CAP 08020, TEL. 0784). 

\IRI Sigla di Istituto per la Ricostruzione Industriale. 

\Iri Città (203.000 ab.) della Corea del Sud, nella provincia di Jeonra settentrionale. 

\Irian Golfo della Nuova Guinea nordoccidentale, nell'oceano Pacifico. 
Irian Jaya 
Sezione dell'Indonesia (1.649.000 ab.) costituita dalla Nuova Guinea occidentale e dalle isole adiacenti. Capoluogo Jayapura. 

\iridàre, v. v. tr. 1 Colorare coi colori dell'arcobaleno. 2 Tingere di colore cangiante. 
v. intr. pron. 1 Tingersi dei colori dell'arcobaleno. 2 Diventare iridescente. 

\iridàto, agg. e sm. agg. 1 Che ha i colori dell'iride. ~ cangiante, multicolore. <> monocromo, monocolore. 2 Della maglia assegnata al corridore ciclista vincitore di un campionato del mondo. 
sm. Campione iridato. 

\ìride, sf. 1 Arcobaleno. 2 Parte della membrana vascolare dell'occhio. 3 Varietà rara di farfalla. 
 X   sf. 1 rainbow. 2 (parte dell'occhio) iris. 
 @   lat. iris,-idis, dal greco ýris arcobaleno. 
L'iride si trova tra il cristallino e la cornea, è colorata e di forma rotonda, con un diametro di circa 10 mm. Al centro dell'iride si trova la pupilla, che si allarga e si restringe a seconda della luce presente, per mezzo di muscoli circolari e radiali, agendo così come un diaframma.   +  

\Ìride Personaggio mitologico, figlia di Taumante e di Elettra e messaggera degli dei. Fu la personificazione dell'arcobaleno. 

\iridectomìa, sf. Asportazione parziale dell'iride effettuata per diversi scopi (per facilitare l'estrazione del cristallino nell'operazione di cataratta, per diminuire la pressione endooculare, per evitare il prolasso irideo, per aprire una via ai raggi luminosi). 

\iridescènte, agg. 1 Che ha i colori dell'iride. ~ cangiante. 2 Che presenta il fenomeno dell'iridescenza. ~ opalescente. 
 X   agg. iridescent. 

\iridescènza, sf. 1 L'essere iridescente. 2 Fenomeno ottico per cui alcuni corpi, colpiti dalla luce, assumono colori simili a quelli dell'iride. 

\irìdio, sm. Elemento chimico avente simbolo Ir, numero atomico 77, peso atomico 192,20, punto di fusione 2.410 °C e punto di ebollizione 4.310 °C. È un metallo duro e fragile di colore bianco giallastro molto simile al platino e resistentissimo alla corrosione. In natura si trova per lo più insieme all'osmio nei giacimenti di platino. A volte lo si può trovare allo stato libero in depositi alluvionali. Data la sua resistenza è utilizzato per indurire il platino, per costruire apparecchiature per alte temperature e in elettrotecnica. 

\iridologìa, sf. Tecnica diagnostica della medicina alternativa consistente nel rilevamento dei disturbi organici e funzionali attraverso l'osservazione dell'iride effettuata direttamente o tramite la diapositiva di una sua fotografia. 

\iridoscòpio, sm. Strumento atto ad esaminare l'iride. 

\Irigaray, Luce (Blaton 1930-) Psicanalista belga. Effettuò una rilettura polemica del pensiero occidentale basata sulla categoria di differenza sessuale. Tra le sue opere, Speculum. L'altra donna (1974), Passioni elementari (1982), L'etica della differenza sessuale (1984), Per una cultura della differenza (1991). 

\Iringa Città (57.000 ab.) della Tanzania, capoluogo della regione omonima. 

\Iriri, Rio Fiume (1.125 km) del Brasile, nello stato di Pará. Nasce dalla Serra do Cachimbo e confluisce nel Rio Xingu. 

\Iris Opera in tre atti di P. Mascagni, libretto di L. Illica (Roma, 1898). 

\irish coffee, loc. sost. m. invar. Bevanda composta da caffè bollente, zucchero di canna, whisky irlandese e crema di latte. 

\irish terrier, loc. sost. m-invar. Cane da caccia da tana. 

\irìte, o iridìte, sf. Infiammazione dell'iride consistente allo stato iniziale in grande rossore e turgore dei vasi attorno alla cornea e successivamente nella retrazione della pupilla. 

\Irkutsk Città (626.000 ab.) della Russia, sulla destra del fiume Angara, presso il lago Bajkal. Capoluogo della provincia omonima. Importante centro commerciale e industriale servita dalla ferrovia transiberiana, è passaggio per le zone aurifere della Lena. Nucleo di raccolta delle pelli. Le principali industrie sono quelle metalmeccaniche, chimiche, alimentari, del legno, del cuoio e della raffinazione di petrolio. Sede di un'università, di numerosi istituti di istruzione superiore, di teatri, di musei e di una orchestra sinfonica stabile. Fu fondata nel 1652 come avamposto militare cosacco. 
Irkutsk 
Provincia (2.831.000 ab.) della Russia, che si estende tra il Bajkal, i monti Saiani Occidentali e gli altipiani di Patom, Stanovoj e della Siberia centrale. Capoluogo l'omonima città. 

\Irlànda Repubblica dell'Europa nordoccidentale, occupa l'isola d'Irlanda per 5/6 del territorio. L'isola appartiene all'arcipelago delle isole britanniche ed è separata dalla Gran Bretagna dal mare d'Irlanda, dal Canale del Nord e dal Canale di San Giorgio. Si affaccia inoltre a nord e a ovest sull'oceano Atlantico e a sud sul mar Celtico. 
Nella parte settentrionale corre il confine con l'Irlanda del nord, appartenente al Regno Unito. 
Il territorio dell'Irlanda è costituito da una vasta pianura centrale ricca di corsi d'acqua che verso la costa si innalza in massicci montuosi isolati, quali i monti di Karry (Carrantuohill, 1.041 m) a sud-ovest, i monti Wichelow (926 m) a est e i monti Donegal a nord. 
Le coste sono molto frastagliate con baie profonde, strette e allungate nell'interno. 
Le acque della regione centrale si raccolgono per la maggior parte nel fiume Shannon, collegato al mare d'Irlanda da una serie di canali navigabili, fondamentali per le comunicazioni. 
Tra i numerosi laghi, detti lough, il più esteso è il Neagh (396 km2); altri sono il Mask, il Ree e il Derg (nella parte occidentale del paese). Frequenti sono le zone paludose e acquitrinose. 
Il clima è marittimo, fresco e temperato, sotto l'influsso della Corrente del Golfo che in inverno ne mitiga la rigidità Le precipitazioni sono abbondanti in tutte le stagioni. 
La capitale è Dublino, centro economico e culturale, oltre che politico, dell'Irlanda, dove si raccoglie circa un quarto dell'intera popolazione irlandese. 
Le altre città seconde per importanza sono i porti, Cork sulla costa meridionale e Limerick su quella occidentale. 
L'agricoltura, tradizionale attività dell'isola, produce orzo, avena, frumento, barbabietole da zucchero e patate, in parte destinati all'allevamento del bestiame. 
Rilevante è l'attività zootecnica, grandemente favorita dalla vastissima estensione del pascolo. 
Si allevano prevalentemente bovini, ma anche ovini, suini e animali da cortile che danno una produzione molto significativa di carne, latte e prodotti caseari. 
Modesto è il patrimonio forestale, assai ridotto da uno sfruttamento indiscriminato. 
Poco significativa è anche la pesca che tuttavia copre la domanda interna e dispone di una discreta flotta. 
L'Irlanda è molto povera di minerali energetici (limitati a giacimenti di torba e di gas naturale); più significativi i giacimenti di minerali metalliferi, soprattutto di zinco (di cui è tra i maggiori produttori europei) e di piombo. 
L'industria occupa una posizione rilevante nell'economia del paese; in particolare si sono sviluppate le industrie chimiche, petrolchimiche ed elettroniche, oltre ai settori più tradizionali, tipicamente di trasformazione dei prodotti agricoli locali (zuccherifici, birrifici e caseifici). Sono numerose le manifatture di tabacchi, i cotonifici e i lanifici. 
Gli scambi commerciali sono tuttora maggiormente rivolti alla Gran Bretagna, ma si stanno sviluppando anche con gli altri paesi della Comunità Europea, di cui l'Irlanda fa parte dal 1973, e con gli Stati Uniti. 
STORIA Una popolazione celtica, i gaelici, si stabilisce nel IV sec. a. C. sul suolo irlandese e i numerosi piccoli regni che vengono fondati si aggregano in cinque grandi unità politiche: Ulster, Connacht, Leinster del Nord (o Meath), Leinster del Sud, Munster. A poco a poco i re di Connacht affermano il loro predominio e raggiungono il loro apogeo con Niall (380-405). All'inizio del V sec. San Patrizio evangelizza l'Irlanda e il paese conosce un notevole sviluppo culturale e religioso. I monaci irlandesi, come San Colombano (morto nel 615), creano importanti abbazie sul continente. 
Gli scandinavi intervengono sull'isola e la divisione politica dell'Irlanda favorisce l'incursione anche degli anglo-normanni finché nel 1175 Enrico II d'Inghilterra impone la sua sovranità sull'Irlanda e nel 1541 Enrico VIII assume il titolo di re d'Irlanda. La sua riforma religiosa provoca la rivolta degli irlandesi, legati alla fede cattolica. Il re risponde ridistribuendo le terre irlandesi agli inglesi e le confische proseguono con Edoardo VI ed Elisabetta I. Nel 1598 gli irlandesi ottengono il sostegno della Spagna e battono l'Inghilterra a Yellow Ford, ma gli inglesi riprendono il sopravvento e nel 1649 Oliver Cromwell conduce una repressione sanguinosa contro gli irlandesi che hanno sostenuto gli Stuart (massacro di Drogheda). Essa è seguita da una spoliazione generale delle terre. Nel 1690 Giacomo II è sconfitto a Boyne da Guglielmo III e il paese è ormai completamente dominato dall'aristocrazia inglese. Solo all'inizio del XIX sec. il governo britannico sceglie la via dell'integrazione. Pitt fa proclamare l'unione dell'Irlanda e dell'Inghilterra. Nel 1846 un'incredibile crisi alimentare (grande carestia) getta l'isola nella miseria e crea un'enorme emigrazione. 
Nel 1902 Arthur Griffith fonda il Sinn Fein, movimento paramilitare, sostenitore dell'indipendenza e nel 1921 il trattato anglo-irlandese di Londra riconosce l'indipendenza dell'Irlanda del Sud (nascita dello stato libero d'Irlanda, membro del Commonwealth) e mantiene l'Irlanda del Nord in seno al Regno Unito. Nel 1922 una guerra civile oppone il governo provvisorio a quanti si oppongono alla ripartizione dell'Irlanda, ma il governo di W. T. Cosgrave ripristina la situazione di pace e favorisce un certo progresso agricolo. 
Nel 1932 il Fianna Fail vince le elezioni e porta al potere E. De Valera. Questi rompe con la Gran Bretagna e avvia contro di essa una guerra economica; viene adottata una nuova costituzione (1937) e l'Irlanda prende il nome di Eire. Nel 1948 l'Eire diventa la repubblica d'Irlanda e rompe con il Commonwealth. Nel 1973 l'Irlanda entra nel Mercato Comune. Nel 1987 il Fianna Fail ritorna al potere, ma nel 1992 le elezioni legislative sono contrassegnate dalla sconfitta del Fianna Fail e del Fine Gael e dall'emergere del partito laburista. Un anno dopo il Fianna Fail forma un governo di coalizione con il partito laburista. Una dichiarazione comune dei governi inglese e irlandese lascia intravvedere la prospettiva di una riunificazione dell'isola a determinate condizioni. Nel 1994 il Fine Gael forma un governo di coalizione con il partito laburista e il partito della sinistra democratica; prosegue intanto il processo di pace nell'Irlanda del Nord. Nel 1997 le elezioni presidenziali sono vinte da Mary McAleese del Fianna Fail. 
Abitanti-3.580.000 
Superficie-70.283 km2 
Densità-50,9 ab./km2 
Capitale-Dublino 
Governo-Repubblica parlamentare 
Moneta-Lira irlandese 
Lingua-Irlandese e inglese 
Religione-Cattolica, con minoranza anglicana 
Irlanda, mare d' 
Mare interno tra l'Irlanda e la Gran Bretagna. Collegato all'oceano Atlantico dal canale del Nord e dal canale di San Giorgio. 

\Irlànda dél Nòrd Fa parte geograficamente dell'Isola d'Irlanda, di cui occupa l'estremità nordorientale, ma politicamente appartiene al Regno Unito di Gran Bretagna. Il clima è temperato e marittimo, con frequenti precipitazioni. L'economia è caratterizzata da numerose attività industriali (tessili, aeronautiche, cantieristiche, elettroniche, chimiche e alimentari). L'agricoltura fornisce avena, lino, foraggi e patate. Praticati l'allevamento (ovini e bovini) e la pesca. 
Il capoluogo è Belfast, alla foce del fiume Lagan, uno dei porti principali. Altri centri sono Larne e Coleraine. 
STORIA Nel 1921 le sei contee del nord dell'Ulster sono mantenute all'interno del Regno Unito e beneficiano di un regime di autonomia interna. La minoranza cattolica, mal rappresentata, è in posizione di inferiorità rispetto ai protestanti. Nel 1969 il malcontento dei cattolici si manifesta con un'agitazione endemica, repressa dall'esercito britannico. Nel 1972 il governo di Londra prende in mano direttamente l'amministrazione della provincia. L'IRA (Irish Republic Army, movimento politico e braccio militare dei cattolici riuniti nel Sinn Fein) moltiplica gli attentati. Nel 1985 il Sinn Fein fa il suo ingresso nelle istituzioni locali. Nel 1994 il processo di pace, innescato nel 1993, prosegue con la proclamazione del cessate il fuoco da parte dell'IRA (agosto) e dei lealisti protestanti (ottobre). Il 23 maggio 1998 gli irlandesi ratificano mediante referendum l'accordo di pace firmato a Pasqua che pone fine alla guerra civile nell'Ulster durata 30 anni e costata 3.600 vittime. Nel luglio del 1998 David Trimble del partito unionista dell'Ulster diventa il primo ministro dell'Irlanda del Nord. 

\irlandése, agg. e sm. agg. Dell'Irlanda. 
sm. 1 Nativo o abitante in Irlanda. 2 La lingua che si parla in Irlanda. 
 X   agg. Irish. sm. Irishman. 

\Ìrma Comune in provincia di Brescia (166 ab., CAP 25061, TEL. 030). 

\irochése, sm. Famiglia di lingue indigene che venivano parlate in alcune zone dell'America settentrionale durante la conquista del continente. 

\ironìa, sf. 1 Dissimulazione del proprio pensiero mediante parole di significato diverso o opposto a esso. 2 Figura retorica per cui si dicono cose opposte a quelle che si vogliono significare. hai indovinato perfettamente, per indicare che ha sbagliato in pieno. 3 Derisione, dileggio. ~ scherno. non Ŕ bene fare dell'ironia su questi fatti. 4 Umorismo sottile e pungente; spirito. ~ sarcasmo. 5 Atteggiamento di lucido distacco rispetto alla realtà. 6 Svalutazione del proprio sapere con finalità maieutiche. 
 X   sf. 1 irony. 2 (fig., ironia della sorte) twist of fate. 
 @   lat. ironia, dal greco eironeia simulazione di ignoranza. 

\irònico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che si esprime con ironia. ~ graffiante. 2 Che esprime ironia. ~ beffardo. 
 X   agg. ironical. 

\ironizzàre, v. v. tr. Descrivere o interpretare con ironia. 
v. intr. Fare dell'ironia su qualcosa o qualcuno. ~ malignare, punzecchiare. 

\Irons, Jeremy (St. Helens, isola di Wright 1948-) Attore cinematografico inglese. Interpretò Moonlighting (1982), Inseparabili (1988), Il mistero von Bulow (1990, Oscar nel 1991), M. Butterfly (1994), Al di lÓ delle nuvole (1994), Io ballo da sola (1995), Duri a morire (1995). 

\irosaménte, avv. In modo iroso; iratamente. ~ rabbiosamente. <> pacatamente. 

\iróso, agg. 1 Pieno d'ira; infuriato. ~ rabbioso. 2 Che si arrabbia facilmente. 3 In tempesta. ~ turbolento. 

\IRPEF Sigla di Imposta sui Redditi delle Persone Fisiche. 

\IRPEG Sigla di Imposta sui Redditi delle Persone Giuridiche. 

\Irpìnia Regione della Campania che corrisponde per la maggior parte alla provincia di Avellino e comprendente le valli del Sabato, dell'alto Ofanto e del Calore. 

\irpìno, agg. e sm. agg. Dell'Irpinia. 
sm. 1 Nativo o abitante dell'Irpinia. 2 Che apparteneva all'antica popolazione sannita che abitava l'Irpinia. 

\irraccontàbile, agg. Che non si può o non si deve raccontare. 

\irradiaménto, sm. L'irradiare, l'irradiarsi. 

\irradiàre, v. v. tr. 1 Illuminare con i propri raggi, soffondere di luce; risplendere, irraggiare. ~ rischiarare. <> ottenebrare. 2 Sprizzare, sprigionare. ~ pervadere. il volto irradiava gioia. 3 Emettere. ~ diffondere. <> ricevere. 4 Sottoporre a radiazioni. 
v. intr. 1 Emanare in forma di raggi. 2 Sprigionarsi, diffondersi. 
v. intr. pron. Estendersi in direzioni diverse partendo da un punto centrale. il dolore si irradiava dal polso a tutto il braccio
 X   v. tr. 1 to radiate. 2 (illuminare) to shine on. v. intr. to radiate. 
 @   lat. tardo irradiare, comp. da in-+ deriv. da radius raggio. 

\irradiazióne, sf. 1 Irraggiamento. 2 Esposizione a radiazioni. 3 Diffusione, da un unico punto, in varie direzioni. 
 X   sf. radiation. 

\irraggiaménto, sm. 1 Diffusione di raggi da una sorgente. 2 Emissione di radiazioni elettromagnetiche e delle particelle eventualmente associate. 
L'irraggiamento rappresenta uno dei modi con cui viene scambiata l'energia, è causato dal movimento delle particelle o delle molecole che costituiscono un corpo ed è sempre presente a qualunque temperatura. Si possono avere radiazioni nel campo dell'infrarosso, del visibile e dell'ultravioletto. Nell'irraggiamento termico, che avviene al di sotto dei 500 °C, le radiazioni sono causate dal riscaldamento dei corpi e sono ultraviolette. In questo caso l'energia scambiata è l'energia termica. 

\irraggiàre, v. tr. Irradiare. 

\irraggiungìbile, agg. 1 Non raggiungibile, che non si può raggiungere. ~ inarrivabile. <> accessibile. 2 Inattuabile. ~ irrealizzabile. <> attuabile. 
 X   agg. unreachable. 

\irragionévole, agg. 1 Privo di ragione; folle, delirante, paradossale. ~ irrazionale. <> logico. 2 Che non vuole intendere ragione. ~ cocciuto, testardo. era diventato una persona irragionevole su certe questioni. 3 Che non è conforme alla ragione. ~ illogico. <> ragionevole. 4 Infondato, ingiusto, immotivato. ~ ingiustificato. <> equo. i tuoi sospetti sono irragionevoli. 5 Eccessivo. ~ smodato. 
 X   agg. unreasonable, irrational. 
 @   da in-+ ragionevole

\irragionevolézza, sf. L'essere irragionevole. 

\irragionevolménte, avv. In modo irragionevole; irrazionalmente, illogicamente, assurdamente, capricciosamente, animalescamente. ~ incoerentemente. 

\irrancidiménto, sm. Alterazione di oli e grassi che produce odore e sapore sgradevoli. 

\irrancidìre, v. intr. Diventare rancido. 

\irrappresentàbile, agg. Che non può essere rappresentato, messo in scena. 

\Irrawaddy Fiume (2.250 km) del Myanmar, formato dalla confluenza di due rami del Mali e del Nmai. Sfocia nel mare delle Andamane (oceano Indiano), formando un ampio delta occupato da risaie. Importante via di navigazione interna, è interamente navigabile. Principale affluente è il Chindwin. 

\irrazionàle, agg. e sm. agg. 1 Privo di ragione o che non ne fa uso. ~ irragionevole. <> razionale. 2 Progettato senza tener conto della razionalità. ~ assurdo. <> ragionevole. 3 Privo di fondamento logico. ~ folle. <> logico. 4 Che non è frutto di ragione. ~ illogico. <> coerente. 5 Di numero, funzione ecc., non razionale. <> razionale. 6 Emotivo, istintivo. ~ impulsivo. <> calcolato. 
sm. Ciò che sfugge alla ragione. 
 X   agg. irrational. 
Numero irrazionale 
In matematica indica un numero reale illimitato non periodico e che quindi non può essere rappresentato come rapporto tra due interi. 

\irrazionalìsmo, sm. Atteggiamento filosofico secondo il quale il mondo si presenta come manifestazione di un principio irrazionale. 
 @   deriv. da irrazionale. 

\irrazionalìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Seguace, sostenitore dell'irrazionalismo. 

\irrazionalìstico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che riguarda l'irrazionalismo. 2 Che ha carattere d'irrazionalità. 

\irrazionalità, sf. L'essere irrazionale. <> razionalità. 

\irrazionalménte, avv. 1 In modo contrario alla ragione; assurdamente, incoerentemente, irragionevolmente. ~ illogicamente. 2 In modo non funzionale. 

\irreàle, agg. e sm. agg. Che non è reale; immaginario, immateriale, astratto, artificioso, fittizio, apparente. ~ fantastico. <> effettivo. 
sm. invar. Ciò che non è reale. 
 X   agg. unreal. 

\irrealizzàbile, agg. Difficile o impossibile da attualizzare; impossibile, infattibile, utopistico. ~ inattuabile. <> accessibile. 
 @   da in-+ realizzabile. 

\irrealtà, sf. 1 Mancanza di realtà. 2 Qualità di ciò che è irreale. 

\irrecuperàbile, agg. Che non può essere recuperato. ~ rovinato. <> ricuperabile. 
 X   agg. 1 irretrievable. 2 (individuo) irredeemable. 

\irrecusàbile, agg. 1 Che non si può ricusare, rifiutare. 2 Che non si può confutare; inconfutabile, indiscutibile. ~ irrefutabile. 
 X   agg. 1 not to be refused. 2 (irrefutabile, indiscutibile) irrefutable. 

\irredentìsmo, sm. Movimento politico che comprende l'operato e il pensiero di chi vuole riunire alla madrepatria il proprio territorio, soggetto a dominazioni straniere. In particolare indica quel movimento politico-culturale italiano che, tra il 1866 e la fine della prima guerra mondiale, voleva liberare le terre soggette all'Austria, tra cui Trentino, Alto Adige e Venezia Giulia. Iniziatrici dell'irredentismo furono in genere quelle correnti di sinistra (garibaldini, democratici, repubblicani) che esprimevano l'insoddisfazione per come si era concluso il processo risorgimentale. Le agitazioni promosse dagli irredentisti contribuirono a rendere più tesi i rapporti fra il governo italiano e quello austriaco e culminarono con l'impiccagione di G. Oberdan (1882). Nonostante l'azione repressiva che dovette fronteggiare, il movimento si sviluppò ulteriormente con varie manifestazioni e dimostrazioni. Nacquero al suo fianco nuove associazioni come l'Italia nostra a Torino. Con lo scoppio della prima guerra mondiale i motivi ideali dell'irredentismo rappresentarono uno degli elementi di maggior rilievo a sostegno dei fautori dell'intervento. Nel dopoguerra, il movimento perse vigore (nonostante la parentesi di Fiume, 1919-1920) e non ebbero alcun risultato nemmeno i tentativi fascisti di farlo risorgere con altri obiettivi (Malta). 

\irredentìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) Sostenitore dell'irredentismo. 

\irredentìstico, agg. (pl. m.-ci) Dell'irredentismo; degli irredentisti. 

\irredènto, agg. 1 Non redento. 2 Di territori o di un popolo ancora soggetti al potere di uno stato straniero. 

\irredimìbile, agg. 1 Che non si può redimere o riscattare. 2 Di prestito, non rimborsabile. ~ consolidato. 

\irrefragàbile, agg. Che non si può contrastare, confutare; irrefutabile. ~ incontestabile. 

\irrefrenàbile, agg. 1 Che non si può frenare. ~ inarrestabile. <> contenibile. 2 Che non si può trattenere, moderare; inarrestabile. ~ irreprimibile. <> controllabile. 
 X   agg. irrepressible. 
 @   lat. tardo irrefrenabilis, comp. da in-negativo + refrenabilis che può essere tenuto a freno. 

\irrefrenabilménte, avv. In modo irrefrenabile; dirottamente. ~ inarrestabilmente. 

\irrefutàbile, agg. Che non si può confutare; inconfutabile, irrefragabile, schiacciante. ~ innegabile. <> discutibile. 

\irreggimentàre, v. tr. 1 Inquadrare in un reggimento. ~ massificare. 2 Sottoporre a un'intensa disciplina togliendo la libertà personale. 

\irreggimentazióne, sf. L'irreggimentare, l'essere irregimentato. 

\irregolàre, agg., sm. e sf. agg. 1 Non regolare, che si allontana dalla norma o la contrasta; anomalo. ~ anormale. <> regolare. non sono ammessi colpi irregolari. 2 Che non segue la forma considerata regolare. viso irregolare. 3 Non uniforme; alterato, disordinato, disunito. ~ disuguale. <> uniforme. a intervalli irregolari. 3 Di milizie, composte di volontari non soggetti alla disciplina comune. 5 Di persona, non costante nelle sue azioni, nei suoi comportamenti; incostante. ~ discontinuo. <> stabile. 6 Di parte del discorso la cui flessione si discosta dalla comune tipologia. 
sm. e sf. 1 Chi fa parte di una milizia irregolare. 2 Chi è entrato clandestinamente in un paese. 3 Chi non si uniforma alle norme sociali o morali. ~ anticonformista. <> conformista. 
 X   agg. 1 irregular. 2 (fig., non uniforme) uneven. 
 @   da in-+ regolare

\Irregolàri Sottoclasse di Echinodermi Echinoidi a cui appartengono ricci di mare. 

\irregolarità, sf. 1 Caratteristica di ciò che è irregolare; anomalia. ~ anormalità. <> regolarità. 2 Azione costituente violazione di una norma, di un ordine, di un obbligo. ~ abuso. 
 @   deriv. da irregolare. 

\irregolarménte, avv. 1 In modo irregolare; illecitamente, abusivamente. ~ irregolarmente. 2 Al di là di ogni regola. 

\irrelàto, agg. Privo di connessione o relazione con altri elementi. 

\irreligióne, sf. Mancanza di sentimento religioso; rifiuto della religione. 

\irreligiosità, sf. 1 L'essere irreligioso. 2 Comportamento contrario alla religione. 

\irreligióso, agg. 1 Non religioso. ~ empio. <> religioso. 2 Contrario alla religione. ~ sacrilego. 

\irremissìbile, agg. Che non si può perdonare. ~ ingiustificabile. <> perdonabile. 

\irremovìbile, agg. 1 Impossibile o difficile da rimuovere. ~ saldo, inamovibile. 2 Che non cambia proposito, che non si lascia smuovere; fermo, ostinato, pervicace, implacabile, saldo, fisso. ~ inflessibile. <> arrendevole. 
 X   agg. 1 unflexible. 2 (fig.) unshakeable. 

\irremovibilità, sf. L'essere irremovibile. ~ pervicacia. 

\irreparàbile, agg. e sm. agg. 1 Di ciò a cui non è possibile porre rimedio. ~ irrimediabile. <> recuperabile. 2 Ineluttabile. ~ inevitabile. <> evitabile. 
sm. invar. Ciò che è irreparabile. 
 X   agg. 1 irreparable. 2 (fig.) inevitable. 

\irreperìbile, agg. Che non si riesce a reperire. ~ introvabile. <> reperibile. 
 X   agg. nowhere to be found. 

\irreperibilità, sf. L'essere irreperibile. 

\irrepetìbile => "irripetibile" 

\irreprensìbile, agg. Che non merita critiche o appunti; corretto, impeccabile, ineccepibile. ~ incensurabile. <> scandaloso. 
 X   agg. irreproachable. 

\irreprensibilità, sf. L'essere irreprensibile. 

\irreprensibilménte, avv. In modo irreprensibile. ~ impeccabilmente. 

\irreprimìbile, agg. Che non si può reprimere, soffocare. 

\irrequietézza, sf. L'essere irrequieto. 

\irrequiéto, agg. 1 Che non trova quiete; agitato, inquieto, insofferente, smanioso. ~ ansioso. <> pacato. 2 Che non sta mai fermo; vivace. ~ esuberante. <> quieto. 
 X   agg. restless. 

\irrequietùdine, sf. Stato di irrequietezza specie interiore. ~ nervosismo. <> tranquillità. 

\irresistìbile, agg. 1 A cui non si può resistere; invincibile. ~ potente. <> controllabile, governabile. 2 Che è attraente al punto da impedire ogni volontà di resistenza. ~ seducente. 
 X   agg. irresistible. 

\irresistibilménte, avv. In modo irresistibile. 

\irresolùbile, agg. 1 Che non si può sciogliere 2 Che non si può risolvere. ~ insolubile. 

\irresolubilità, sf. L'essere irresolubile. 

\irresolutézza, sf. L'essere irresoluto; indecisione, perplessità. ~ incertezza. 

\irresolùto, agg. 1 Privo di risolutezza, di decisione; perplesso, incerto. ~ indeciso. <> risoluto. 2 Insoluto. 

\irresoluzióne, sf. Esitazione. ~ indecisione. 

\irrespiràbile, agg. 1 Che non si può respirare. ~ asfissiante. <> respirabile. 2 Di ambiente o situazione in cui ci si trova a disagio; intollerabile. ~ insopportabile. <> sopportabile. 
 X   agg. 1 unbreathable. 2 (asfissiante) suffocating. 

\irrespirabilità, sf. L'essere irrespirabile. 

\irresponsàbile, agg. 1 Non responsabile. ~ incosciente. <> serio. 2 Che non è responsabile delle proprie azioni per età o per infermità mentale. ~ immaturo. <> maturo. 
 X   agg. irresponsible. 
 @   da in-+ responsabile. 

\irresponsabilità, sf. L'essere irresponsabile. 

\irrestringìbile, agg. Si dice di tessuto che, lavato, non si restringe. 
 X   agg. unshrinkable. 

\irretiménto, sm. L'irretire, l'essere irretito. 

\irretìre, v. tr. 1 Inviluppare come in una rete. ~ impigliare. 2 Attrarre, sedurre con arte. ~ abbindolare. 3 Prendere nella rete. ~ intrappolare. <> liberare. 
 @   lat. irretire, comp. da in-+ deriv. da rete rete. 

\irretrattabilità, sf. Condizione di ciò che non può essere ritrattato. ~ irritrattabilità. 
IrretrattabilitÓ dell'azione penale 
In diritto, l'impossibilità di sospendere l'esercizio dell'azione penale. 

\irretroattività, sf. Il non avere effetto retroattivo. 
IrretroattivitÓ della legge 
Inefficacia della legge a rapporti giuridici regolari già esauriti. 

\irretroattìvo, agg. Di provvedimento giuridico, non avente effetto di retroattività. 

\irreversìbile, agg. 1 Che non può essere invertito rispetto al suo corso. ~ inconvertibile. <> reversibile. reazione chimica irreversibile, da cui non è più possibile ricavare le sostanze reagenti. 2 Incurabile. ~ inguaribile. <> sanabile. era stato colpito da un male irreversibile
 X   agg. irreversible. 
 @   da in-+ reversibile

\irreversibilità, sf. L'essere irreversibile. 

\irreversibilménte, avv. In modo non reversibile. 

\irrevocàbile, agg. 1 Che non si può annullare. ~ inappellabile. <> impugnabile. 2 Che è definitivamente passato. ~ ineluttabile. <> rivedibile. 

\irrevocabilità, sf. L'essere irrevocabile. 

\irriconoscènte, agg. Non riconoscente. ~ ingrato. 

\irriconoscìbile, agg. Che è impossibile o difficile da riconoscere. <> identificabile. 
 X   agg. unrecognizable. 

\irriconoscibilità, sf. L'essere irriconoscibile. 

\irrìdere, v. tr. Deridere. ~ schernire. 

\irriducìbile, agg., sm. e sf. agg. 1 Che non si può ridurre. <> riducibile. frazione irriducibile, in cui i termini sono primi fra loro. 2 Che non si può piegare. ~ ostinato. <> arrendevole. vedeva in lui un nemico irriducibile. 3 In matematica, polinomio che non può essere nel prodotto di due polinomi di grado maggiore o eguale ad 1. La irrudicibilità dipende dal campo in cui sono considerati i coefficienti: x2+1 nel caso del campo reale è irriducibile, mentre nel caso complesso lo è, come lo sono tutti i polinomi di grado maggiore di 1.  Dicesi irriducibile anche un ideale che non sia intersezione finita di ideali che lo contengono propriamente.
sm. e sf. Nel linguaggio giornalistico, terrorista che dopo la cattura mantiene il suo precedente atteggiamento nei confronti dello stato e della lotta armata.
 X   agg. 1 irreducible. 2 (fig.) indomitable. 
 @   da in-+ riducibile

\irriflessióne, sf. Mancanza di riflessione. ~ avventatezza. <> accortezza. 

\irriflessìvo, agg. Che agisce senza riflettere. ~ superficiale, impulsivo. <> assennato. 

\irrigàbile, agg. Che si può irrigare. 

\irrigàre, v. tr. 1 Far correre nei terreni l'acqua necessaria per le coltivazioni. ~ irrorare. 2 Bagnare largamente. ~ inondare. <> prosciugare. 
 X   v. tr. to irrigate. 
 @   lat. irrigare, comp. da in-+ rigare irrigare. 

\irrigatóre, agg. e sm. agg. Che irriga. 
sm. Impianto o dispositivo usato per irrigare i terreni mediante aspersione. 

\irrigatòrio, agg. Che serve all'irrigazione. 

\irrigazióne, sf. L'irrigare; distribuzione di acqua nei campi mediante reti di canali e fossi artificiali. 
 X   sf. irrigation. 
 @   lat. irrigatio,-onis. 
Viene utilizzata anche per la somministrazione di fertilizzanti. Si hanno diversi tipologie di irrigazione a seconda del modo in cui viene effettuata la somministrazione dell'acqua. Nell'irrigazione per scorrimento si immette uno strato sottile d'acqua che si distribuisce per la presenza di una pendenza del terreno. Nell'irrigazione per sommersione (usata per le risaie), l'acqua ricopre il terreno di qualche centimetro. Nell'irrigazione a infiltrazione l'acqua viene fatta scorrere attraverso una rete di fossetti. Nell'irrigazione per aspersione o a pioggia l'acqua è fatta cadere dall'alto con appositi apparecchi irrigatori. 

\irrigidiménto, sm. 1 Perdita di flessibilità. 2 Lo stato di chi è irrigidito. 

\irrigidìre, v. v. tr. Rendere rigido. ~ rattrappire. <> sciogliere. 
v. intr. pron. 1 Diventare rigido (di clima). ~ raffreddarsi. <> addolcirsi. 2 Divenire inflessibile. ~ ostinarsi. <> rassegnarsi. 
 X   v. tr. e intr. pron. to stiffen. 
 @   da in-+ deriv. da rigido. 

\irrigidìto, agg. 1 Rigido. 2 Ostinato. ~ irremovibile. 

\irriguardóso, agg. Che manca del dovuto riguardo. ~ insolente, sfrontato. <> ossequioso. 

\irrìguo, agg. 1 Ben irrigato. 2 Che irriga o serve all'irrigazione. 

\irrilevànte, agg. Di scarsa o nessuna importanza. ~ esiguo. <> considerevole. 

\irrilevànza, sf. L'essere irrilevante. 

\irrimandàbile, agg. Che non può essere rinviato. ~ indifferibile. 

\irrimediàbile, agg. Che non si può rimediare. 

\irrimediabilità, sf. L'essere irrimediabile. 

\irrinunciàbile, agg. A cui non si può o non si vuole rinunciare. ~ inalienabile, incedibile. <> alienabile, cedibile. 
 X   agg. inalienable. 

\irripetìbile, agg. 1 Che non si può ripetere. ~ unico. 2 Che per convenienza non è opportuno riferire. ~ sconcio. <> ripetibile. 
 X   agg. 1 (unico) unique. 2 (eccezionale) unrepeatable. 

\irripetibilità, sf. L'essere irripetibile. 

\irriproducìbile, agg. Che non si può riprodurre. 

\irriproducibilità, sf. L'essere irriproducibile. 

\irrisióne, sf. L'irridere, derisione. ~ scherno. 

\irrìso, agg. Vilipeso, umiliato. ~ mortificato. 

\irrisòlto, agg. Che non è stato risolto. ~ insoluto. <> definito. 

\irrisolutézza => "irresolutezza" 

\irrisolùto => "irresoluto" 

\irrisoluzióne => "irresoluzione" 

\irrisòrio, agg. 1 Che è detto o fatto per irridere. ~ sarcastico, irriverente. 2 Inadeguato al punto da sembrare quasi un'irrisione. ~ insignificante. <> rilevante. 
 X   agg. trifling, derisory. 

\irrispettóso, agg. Che manca del dovuto rispetto. 

\irritàbile, agg. 1 Che si stizzisce facilmente. ~ nervoso. <> controllato. 2 Che si infiamma facilmente. ~ irascibile. <> sereno. 
 @   lat. irritabilis. 

\irritabilità, sf. L'essere irritabile. 

\irritànte, agg. 1 Che irrita, indispettisce. ~ molesto. <> piacevole. 2 Orticante. <> emolliente. 

\irritàre, v. v. tr. 1 Provocare ira, far perdere la calma. ~ stuzzicare. <> calmare. 2 Stimolare, eccitare, inasprire. ~ esacerbare. <> raddolcire. 3 Provocare infiammazione, bruciore. ~ infiammare. 
v. intr. pron. 1 Essere preso dall'ira. ~ alterarsi. <> placarsi. 2 Infiammarsi. 
 X   v. tr. to irritate, to annoy. v. intr. pron. 1 (med.) to become irritated. 2 (fig.) to become annoyed. 
 @   lat. irritare. 

\irritazióne, sf. 1 Stato di chi è irritato. ~ rabbia. <> tranquillità. 2 Infiammazione di qualche parte dell'organismo. 
 X   sf. irritation, annoyance. 
 @   deriv. da irritare. 

\ìrrito, agg. 1 Privo di valore legale. 2 Inutile, senza valore. ~ vano. 

\irritrattàbile, agg. Che non si può ritrattare. 

\irrituàle, agg. Si dice di atto processuale compiuto in modo non conforme a quello prescritto dalla legge. 

\irrivelàbile, agg. Che non si può rivelare. 

\irriverènte, agg. Che manca del dovuto riguardo. ~ sfacciato. <> rispettoso. 

\irriverènza, sf. L'essere irriverente. ~ insolenza. <> deferenza. 
 @   lat. irreverentia, deriv. da irreverens,-entis. 

\irrobustìre, v. v. tr. Rendere robusto o più robusto. ~ fortificare. <> debilitare. 
v. intr. pron. Diventare robusto o più robusto. ~ corroborarsi. <> indebolirsi. 
 X   v. intr. pron. to grow stronger. 

\irrogàre, v. tr. Infliggere. 

\irrogazióne, sf. L'irrogare. 
 @   lat. irrogatio,-onis. 

\irrómpere, v. intr. Entrare a forza o impetuosamente. ~ riversarsi. <> ripiegare, rientrare. 
 X   v. intr. (in) to burst into. 

\irroràre, v. tr. 1 Bagnare di gocce o di stille. ~ aspergere. <> asciugare. 2 Spargere sulle piante liquidi antiparassitari. ~ spruzzare. 
 X   v. tr. 1 to sprinkle. 2 (spargere antiparassitari) to spray. 

\irroratrìce, sf. Macchina che serve a irrorare le piante. 

\irrorazióne, sf. L'irrorare, l'essere irrorato. 
 @   lat. tardo irroratio,-onis. 

\irrotazionàle, agg. 1 In fisica, relativo a un'onda che nel propagarsi in un mezzo elastico causa una dilatazione dei singoli elementi di volume. 2 In matematica, relativo a un campo vettoriale avente rotore nullo in ogni punto. 

\IRRSAE Sigla di Istituto Regionale per la Ricerca, la Sperimentazione e l'Aggiornamento Educativo. 

\irruènte, o irruènto, agg. 1 Che irrompe con impeto. ~ focoso. <> posato. 2 Impetuoso. ~ violento. <> calmo. 
 X   agg. 1 impetuous. 2 (impetuoso) violent. 

\irruènza, sf. L'essere irruente. ~ impeto. <> riflessività. 

\irruvidiménto, sm. L'irruvidire, l'essere irruvidito. 

\irruvidìre, v. v. tr. Rendere ruvido. 
v. intr. pron. Diventare ruvido. 

\irruzióne, sf. 1 L'entrare in un luogo con impeto e di sorpresa. ~ blitz. 2 Penetrazione rapida e travolgente. ~ scorreria. 
 X   sf. 1 raid. 2 (fare irruzione) to break, to burst. 
 @   lat. irruptio,-onis, deriv. da irruptus, p.p. di irrumpere. 

\Irsìna Comune in provincia di Matera (6.558 ab., CAP 75022, TEL. 0835). 

\irsutìsmo, sm. Sindrome provocata da alterazioni endocrine che determinano uno sviluppo eccessivo del sistema pilifero. 

\irsùto, agg. Che ha peli lunghi e folti. ~ villoso. <> glabro. 

\ìrto, agg. 1 Ispido. ~ pungente. <> liscio. 2 Che ha sporgenze aguzze. 3 Che presenta molte difficoltà. ~ disseminato. 
 X   agg. 1 bristly. 2 (irto di) bristling with. 
 @   lat. hirtus. 

\Irtys Fiume (4.248 km) della Siberia occidentale. Nasce in Cina e confluisce in Russia nel fiume Ob. Forma il lago artificiale di Zajsan, bagna Omsk e Semipalatinsk. Navigabile per gran parte del suo corso. 

\irudìna, sf. Sostanza che inibisce o ritarda la coagulazione del sangue. Viene secreta dalle ghiandole salivari delle sanguisughe. 

\Irudinèi Classe di Invertebrati appartenente al tipo degli Anellidi, sottoregno dei Metazoi, il cui rappresentante più caratteristico è la sanguisuga; dotata di due ventose alle estremità del corpo, è anellide ematofago che vive in acque dolci stagnanti. Altri Irudinei sono predatori. La classe conta in tutto circa 300 specie, le più evolute degli Anellidi. 

\Irundìnidi Famiglia di Uccelli Passeriformi a cui appartengono le rondini e i balestrucci. 

\Irving, John (Exeter, New Hampshire 1942-) Romanziere statunitense. Insegnante universitario dal 1967 al 1978, lasciò l'università dopo il successo commerciale di Il mondo secondo Garp (1978), per dedicarsi completamente all'attività di scrittore. Anche i suoi romanzi successivi hanno avuto un buon successo di pubblico. Tra le opere si segnalano Hotel New Hampshire (1981), Le regole della casa del sidro (1985), Preghiera per un amico (1989), Figlio del circo (1994) e L'amica immaginaria (1996). Dalle sue storie emerge una visione epica e grottesca dell'America di oggi. 

\Irving, Washington (New York 1783-Tarrytown 1859) Scrittore statunitense, fu uno degli iniziatori del genere umoristico americano. Viaggiò molto e dal 1826 al 1828 fu diplomatico in Spagna. Tra le sue opere compaiono Salmagundi (1807-1808) e Storia di New York narrata da Dietrich Knickerboker (1809), divertenti satire della società newyorkese, Album degli schizzi (1819-1820), raccolta di scene di vita inglese, Racconti di un viaggiatore (1824), Vita e viaggi di Cristoforo Colombo (libri di viaggio) e Alhambra (1832), tratto dalla sua esperienza spagnola. 

\Ìrzio, Aulo (90 ca.-43 a. C.) Luogotenente di Cesare. In seguito sostenne Ottaviano contro Antonio, ma morì nella battaglia di Modena. 

\Isaac, Heinrich (ca. 1450-Firenze 1517) Compositore fiammingo. È autore, tra l'altro, di composizioni polifoniche sacre e profane e di musiche per organo e liuto. 

\Isabeau Leggenda drammatica in tre atti di P. Mascagni, libretto di L. Illica (Buenos Aires, 1911). 

\Isabela Provincia (871.000 ab.) delle Filippine, sull'isola di Luzon. Capoluogo Ilagan. 

\Isabela, ìsola È la più estesa isola dell'arcipelago delle Galápagos (Ecuador). Ha una superficie di 5825 km2 e una popolazione di circa 500 abitanti. 

\Isabela, La Città fondata nel 1493 da Cristoforo Colombo. Oggi in rovina, è situata sulla costa settentrionale della Repubblica Dominicana. 

\isabèlla, agg., sm. e sf. agg. e sm. invar. Si dice di un colore giallo tendente al fulvo. 
sf. Vitigno di origine americana che dà un'uva nera dal sapore di fragola. 
Stile architettonico sviluppatosi in Spagna tra il 1450 e il 1620. Fuse liberamente le forme gotiche con il decorativismo dell'arte mudéjar. Tra gli autori da ricordare, J. Guas, Juan e Simon de Colonia, D. de Sloe e E. Egas. 

\Isabèlla (sovrane) Nome di duchesse e sovrane. 
Borgogna Isabella del Portogallo 
(Évora 1397-Nieppe, Fiandre 1471) Duchessa di Borgogna. Figlia del re del Portogallo Giovanni I, andò sposa al duca di Borgogna Filippo il Buono. Promosse le lettere alla corte di Borgogna. Tra i suoi figli, si ricorda Carlo il Temerario. 
Francia Isabella d'Aragona 
(1247-Cosenza 1271) Regina di Francia. Figlia di Giacomo I d'Aragona, andò sposa a Filippo III l'Ardito (1262) e lo accompagnò in una spedizione contro Tunisi (1270). Morì al ritorno, in seguito a una caduta da cavallo. Ebbe un figlio, Filippo (1268-1314) re di Francia con il nome di Filippo IV il Bello. 
Isabella di Baviera o Elisabetta di Baviera 
(1371-1435) Regina di Francia. Figlia di Stefano II di Wittelsbach, duca di Baviera, nel 1385 andò sposa al re di Francia Carlo VI (1368-1422). Quando il marito dette segni di pazzia (1392), Isabella assunse la reggenza, di fatto esercitata prima dal suo amante Luigi I di Orléans, poi, con il suo assassinio (1407), dal duca di Borgogna Giovanni Senza Paura, a sua volta assassinato nel 1419. Ebbe una figlia, Caterina, che sposò Enrico V re d'Inghilterra (1387-1422), il quale in base al trattato di Troyes (1420) divenne anche erede al trono di Francia. 
Isabella di Hainaut 
(Lilla 1170-1190) Regina di Francia. Figlia di Baldovino V di Hainaut, andò sposa a Filippo II Augusto re di Francia (1165-1223). Fu madre di Luigi VIII (re di Francia, 1187-1226). 
Inghilterra Isabella d'Angoulŕme 
(1186-Fontevrault 1246) Regina d'Inghilterra. Figlia del conte Aimaro III, andò sposa a Giovanni Senza Terra nel 1200. Ebbe un figlio, Enrico (1207-1272), futuro re d'Inghilterra col nome di Enrico III. Alla morte del marito (1216), sposò Ugo di Lusignano (1220). Rimasta di nuovo vedova nel 1243, si ritirò nell'abbazia di Fontevrault. 
Isabella di Francia 
(Parigi 1292-Hertford 1358) Regina d'Inghilterra. Figlia del re di Francia Filippo IV il Bello, andò sposa nel 1308 a Edoardo II d'Inghilterra. Nel 1324 si separò dal marito e fece ritorno in Francia. Nel 1326 con un esercito formato di vari nobili inglesi ostili a Edoardo, sbarcò in Inghilterra. Edoardo fu costretto ad abdicare (1327) e successivamente venne catturato e ucciso. Al trono salì il giovane Edoardo III, ma il governo restò nelle mani di Isabella e del suo amante Roger Mortimer di Wigmore. Approfittando del malcontento suscitato dalla sua condotta scandalosa, nel 1330 Edoardo III fece giustiziare Mortimer e arrestare Isabella, che fu costretta a ritirarsi in convento. 
Isabella d'OrlÚans 
(Parigi 1389-Blois 1409) Regina d'Inghilterra. Figlia del re di Francia Carlo VI, andò sposa nel 1396 a Riccardo II re d'Inghilterra. Quando Enrico IV di Lancaster rovesciò Riccardo II nel 1399, Isabella venne imprigionata per due anni e successivamente (1401) rinviata in Francia. Nel 1406 sposò Carlo conte di Angoulême. 
Mantova Isabella d'Este Gonzaga 
(Ferrara 1474-1539) Figlia del duca Ercole d'Este, sposò Francesco II Gonzaga e lo affiancò nel governo del suo stato, divenendo marchesa di Mantova e contribuendo a fare della città un importante centro della cultura rinascimentale. 
Milano Isabella d'Aragona 
(Napoli 1470-Bari 1524) Duchessa di Milano. Figlia di Alfonso II d'Aragona, duca di Calabria e re di Napoli, nel 1489 andò sposa al duca di Milano Gian Galeazzo Sforza (1469-1494). Esclusa dal governo politico, esercitato di fatto da Ludovico il Moro, zio di Gian Galeazzo, fu protettrice di artisti e poeti. Divenne duchessa di Milano e di Bari nel 1499, quando Ludovico il Moro fuggì all'arrivo dei francesi di Carlo VIII. Il ducato di Milano venne però occupato dai francesi e Isabella fu costretta a rifugiarsi a Bari. 
Paesi Bassi Isabella Clara Eugenia d'Austria 
(Segovia 1566-Bruxelles 1633) Figlia del re di Spagna Filippo II, gli succedette come sovrana dei Paesi Bassi dal 1598 al 1621. Nel 1598, sposò il cugino Alberto d'Asburgo, figlio dell'imperatore del Sacro Romano Impero Massimiliano II (1527-1576). Alla morte del marito (1621), essendo senza eredi, dovette rinunciare al trono a favore di Filippo IV di Spagna, conservando comunque il titolo di governatrice dei Paesi Bassi. 
Spagna Isabella I 
=> "Isabella di Castiglia" 
Isabella II di Borbone 
(Madrid 1830-Parigi 1904) Regina di Spagna. Figlia di Ferdinando VII e di Maria Cristina di Borbone-Napoli. Succedette al padre nel 1833, a soli tre anni, grazie all'avvenuta abolizione della legge salica (1789), che in precedenza precludeva il trono alle femmine. Dopo la reggenza della madre dal 1833 al 1841 (con la guerra civile tra i sostenitori di Isabella e i carlisti partigiani dello zio Carlo di Borbone, durata dal 1834 al 1839) e la presa di potere del generale B. Espartero dal 1841 al 1843, assunse il potere come regina di Spagna. Nel 1846 sposò il cugino Francesco di Borbone. Alla ribellione repubblicana (1848) fecero seguito una nuova sollevazione carlista (1849), una rivoluzione popolare (1854) e l'insurrezione liberale guidata dallo zio Don Carlos (1868) che la costrinse all'esilio a Parigi, dove restò fino alla morte. Nel 1870 abdicò in favore del figlio Alfonso (futuro re di Spagna, dal 1875, con il nome di Alfonso XII). 
Sicilia Isabella di Lorena 
(1410-Launay 1453) Regina di Sicilia. Figlia di Carlo II l'Ardito, duca di Lorena, nel 1420 sposò Renato I d'Angiò (che sarebbe succeduto al suocero nella carica di duca di Lorena nel 1431). Appoggiò il marito nel fallito tentativo di invasione del regno di Napoli, nel 1442, essendo venuto a mancare l'aiuto di Filippo Maria Visconti. 
Ungheria Isabella 
(Cracovia 1519-1559) Regina d'Ungheria. Figlia di Sigismondo, re di Polonia, andò sposa al re d'Ungheria Giovanni Szapolyai nel 1539. Dopo la morte del marito (1540), governò la parte orientale dell'Ungheria in nome del minorenne Giovanni Sigismondo (futuro principe di Transilvania) coadiuvata dal cardinale Giorgio Martinuzzi. Approfittando della debolezza della corona ungherese, il sultano ottomano Solimano I (detto Il Magnifico, 1494-1566) tra il 1521 e il 1540 estese le sue conquiste su gran parte dell'Ungheria. A Isabella restò solo la Transilvania, che nel 1551 cedette a Ferdinando d'Asburgo, fratello dell'imperatore Carlo V. Nel 1556 venne richiamata dai nobili transilvani. 

\Isabella d'Egitto Racconto di A. von Arnim (1812). 

\Isabèlla di Castìglia (Madrigal de las Altas Torres, Ávila 1451-Medina del Campo, Valladolid 1504) Regina di Castiglia e León, figlia di Giovanni II re di Castiglia e di Isabella del Portogallo. Sposò Ferdinando d'Aragona (futuro Ferdinando II il Cattolico) nel 1469. Succedette al fratello Enrico IV sul trono di Castiglia (1474) e, dopo aver sconfitto, con l'aiuto del marito, Alfonso V del Portogallo nel 1476 nella battaglia di Toro, portò la Spagna all'unificazione (1479), congiungendo i regni di Castiglia e di Aragona. I due sovrani sono conosciuti come i re cattolici, titolo concesso loro da papa Alessandro VI. Svolse una politica assolutista e accentratrice che limitò il potere politico ed economico dell'aristocrazia. Riformò le istituzioni statali. Spinse il marito a lottare contro gli arabi (1480-1482). Granada, ultima città spagnola in mano agli arabi, venne rioccupata nel 1492, portando a compimento la Reconquista della Spagna. Difese con decisione l'ortodossia cattolica ripristinando il tribunale dell'Inquisizione per combattere in particolare musulmani ed ebrei; gli ebrei non convertiti furono espulsi nel 1492. Appoggiò Cristoforo Colombo fornendogli le tre navi per la sua spedizione alla scoperta del Nuovo Mondo avvenuta nel 1492. Ebbe cinque figli: Giovanni, morto nel 1498; Giovanna (la Pazza), designata come erede al trono; Isabella, morta anzitempo; Maria, che andò sposa a Manuel del Portogallo; Caterina, che sposò Enrico VIII re d'Inghilterra. 

\Isabèlla di Mòrra (Favale 1520-1548) Poetessa. In esilio con il padre per motivi politici, si legò al poeta spagnolo Diego de Castro, già sposato con Antonia Caracciolo. Rimase vittima, insieme a Diego de Castro e a un precettore che aveva favorito l'incontro, di una vendetta d'onore da parte dei fratelli di Antonia. Ha lasciato un Canzoniere dai toni struggenti. 

\Isabèlla di Villehardouin (1259-1311) Figlia di Gugliemo II di Villehardouin, principe di Acaia, nel 1271 andò sposa a Filippo d'Angiò, figlio del re di Sicilia Carlo I. Rimasta vedova nel 1277, nel 1289 sposò Fiorenzo di Hainaut e nel 1297 Filippo di Savoia principe di Piemonte. Nel 1307 rinunciò al principato di Sicilia a favore degli Angiò. 

\Isàcco Patriarca ebreo figlio di Abramo e Sara. Nacque quando il padre era ormai molto anziano grazie alla promessa fatta da Dio ad Abramo di avere una lunga discendenza. La Bibbia narra nella Genesi che Dio volle verificare l'obbedienza del padre Abramo imponendogli di uccidere il figlio come sacrificio, cosa che Abramo avrebbe fatto, se un angelo inviato da Dio non gli avesse fermato il braccio prima che eseguisse il sacrificio. Si sposò con Rebecca ed ebbe come figli Esaù e Giacobbe. 

\Isàcco (sovrani) Nome di sovrani. 
Isacco I Comneno 
(1005-Studios 1061) Imperatore bizantino dal 1057 al 1059. 
Isacco II Angelo 
(1155-Costantinopoli 1204) Imperatore bizantino dal 1185. Dieci anni più tardi venne deposto dal fratello Alessio III, ma nel 1203 venne reinsediato con il figlio Alessio IV nella quarta crociata. Morì in una sollevazione antilatina. 

\isagòge, sf. Scritto che serve per introdurre e spiegare. ~ introduzione. 

\isàgono, agg. e sm. Si dice di figura geometrica che ha gli angoli uguali a quella di un'altra. 

\Isaìa (VIII-VII sec. a. C.) Uno dei quattro maggiori profeti ebrei. Iniziò a predicare nel 739 a. C. ca. Visse nel regno di Giuda sotto i re Jotam, Achaz ed Ezechia di cui fu consigliere e amico, ma predicò anche nel regno di Israele. Fu un maestro autorevole. Nella Bibbia, il libro dell'Antico Testamento che porta il suo nome (Libro di Isaia) consta di sessantasei capitoli ed è diviso in tre parti distinte, delle quali gli viene attribuita solo la prima, Protoisaia, di trentanove capitoli. La seconda parte, Deuteroisaia, di sedici capitoli, è stata scritta durante l'esilio in Babilonia, mentre la terza parte, Tritoisaia, di undici capitoli, è relativa al periodo dopo il ritorno dall'esilio. 

\Isàrco Fiume (85 km) del Trentino-Alto Adige. Nasce presso il Brennero e confluisce nell'Adige. Bagna Bressanone, Chiusa e Bolzano. Presenza di impianti idroelettrici. 

\Isàsca Comune in provincia di Cuneo (115 ab., CAP 12020, TEL. 0175). 

\isatìna, sf. Composto di ossidazione dell'indaco che si presenta in cristalli di colore rosso che si sciolgono negli alcali formando sali. Grazie alla colorazione azzurra che l'isatina dà col tiofene in presenza di un acido solforico concentrato, viene utilizzata per scoprire le tracce di tiofene nel benzene. 

\ìsba, sf. Abitazione rurale tipica della Russia. 

\ISBN Sigla di International Standard Book Number (codifica standard internazionale per i libri). 

\Ìsca sùllo Iònio Comune in provincia di Catanzaro (1.708 ab., CAP 88060, TEL. 0967). 

\Iscariòta Soprannome che venne dato all'apostolo Giuda. 

\iscariòta, sm. (pl.-i) Traditore. ~ giuda. 

\ischeletrìre, v. v. tr. Far dimagrire notevolmente. 
v. intr. pron. Ridursi come uno scheletro per eccessiva magrezza. 

\ischemìa, sf. Apporto ridotto di sangue in una parte del corpo. Cause dell'ischemia possono essere una contrazione muscolare, una compressione esterna, un ispessimento della parete arteriosa o un'ostruzione dell'arteria stessa. In ogni caso, a determinare la gravità dei danni prodotti è sempre la localizzazione e la durata dell'ischemia stessa. Il caso più grave di ischemia permanente è l'infarto. 

\ischèmico, agg. (pl. m.-ci) 1 Provocato dall'ischemia. 2 Relativo all'ischemia. 

\Ìschia Isola del mar Tirreno in provincia di Napoli (46 km2, 38.900 ab.). È la più vasta delle isole partenopee. Si trova a ovest del golfo di Napoli, a una decina di km dal continente dal quale è separata dall'isola di Procida. Isola di origine vulcanica, raggiunge i 788 m con il monte Epomeo e presenta numerose fumarole e fonti termali oltre ad acque minerali cloruratobicarbonatosodiche. L'economia si basa sul turismo termale e balneare, su pesca, agricoltura (agrumi, viti, olivi, ortaggi) e artigianato. Si ricordano i lavori in paglia di Lacco Ameno. I centri più importanti sono Ischia, Lacco Ameno, Forio, Sant'Angelo, Barano. Fu la prima colonia greca del golfo di Napoli con il nome Pithecussae. Fu soggetta a Gerone di Siracusa (dal 474 a. C.) e in seguito fu sotto il dominio di Napoli, per divenire poi nel 82 a. C. romana. Conserva tracce dell'Età del Ferro e dell'epoca romana. 
Ischia 
Comune in provincia di Napoli (16.013 ab., CAP 80070, TEL. 081). 
Ischia, canale d' 
Braccio di mare che separa l'isola omonima dalle isole di Procida e Vivara, collegando il golfo di Napoli con quello di Gaeta. 

\Ìschia di Càstro Comune in provincia di Viterbo (2.609 ab., CAP 01010, TEL. 0761). 

\ischialgìa, sf. => "sciatalgia" 

\ischio- Prefisso che nella terminologia anatomica indica l'ischio. 

\ischio, sm. Una delle tre ossa che formano il bacino nei Vertebrati insieme con ileo e pube. Saldati nell'età adulta, formano l'osso iliaco.   +  

\ischiopagìa, sf. Unione di due feti in corrispondenza delle ossa del bacino. 

\ischitàno, agg. e sm. agg. Di Ischia. 
sm. Abitante o nativo di Ischia. 

\Ischitèlla Comune in provincia di Foggia (4.249 ab., CAP 71010, TEL. 0884). 

\Ischnochiton Ordine di Molluschi Poliplacofori presenti in tutti i mari. 

\Iscnòceri Sottordine di Insetti Mallofagi dalle antenne filiformi. 

\iscrìtto, agg. e sm. Che, chi ha compiuto l'iscrizione a una società. ~ aderente. 
 X   sm. member. 

\iscrìvere, v. v. tr. 1 Annotare in un registro, in un elenco. ~ includere. <> cancellare. iscrivere la proprietÓ al catasto. 2 Fare un'iscrizione su pietra o su metallo. ~ scolpire. 3 Associare, tesserare. ~ affiliare. <> radiare. voleva che i giovani si iscrivessero alle associazioni culturali della cittÓ
v. rifl. Dare il proprio nome e compiere le formalità richieste per diventare membro o socio. ~ aderire. <> dissociarsi. cominci˛ le pratiche per iscriversi all'UniversitÓ
 X   v. tr. e v. intr. pron. to enter, to enrol. 
 @   lat. inscribere

\iscrizióne, sf. 1 L'iscrivere, l'essere iscritto. ~ registrazione. <> cancellazione. 2 Qualsiasi scritto inciso su pietra. ~ incisione. 3 Affiliazione, adesione. ~ tesseramento. <> espulsione. 
 X   sf. 1 enrolment, registration. 2 (a gara) entry. 3 (incisione) inscription. 

\ISDN Sigla di Integrated Service Digital Network. Indica un sitema di comunicazione ad alta velocità per la trasmissione dei dati o per la comunicazione telefonica. 

\ISEDI Sigla di Istituto Editoriale Internazionale. 

\ISEF Sigla di Istituto Superiore di Educazione Fisica. 

\Isèo (comune) Comune in provincia di Brescia (8.000 ab.) sulla riva sudorientale del lago d'Iseo. Industrie meccaniche e tessili, conciarie e chimiche. È un soggiorno estivo. Conserva un castello medievale e una chiesa del XIII sec. 
Lago d'Iseo 
Lago lombardo detto anche Sebino (65 km2) formato dal fiume Oglio. Si trova all'imbocco della Valcamonica, tra le Prealpi Bresciane e quelle Bergamasche a 185 m sul livello del mare. È lungo 25 km e largo 5 e ha una profondità massima di 250 m. Al centro si trova Monte Isola (o Montisola, 600 m), la più vasta isola lacuale italiana (4,5 km2). Tra i suoi centri vi sono Iseo, Sulzano, Pisogne, Lovere, Sarnico. Buono il turismo. Sono coltivati foraggi e frutta. Sono presenti industrie tessili e siderurgiche. Vi è praticata la pesca. 

\Isèo (oratore) (Atene ca. 420-ca. 350 a. C.) Oratore greco. Tra le opere Orazioni

\Isèra Comune in provincia di Trento (2.235 ab., CAP 38060, TEL. 0464). 

\Isère Dipartimento francese (7.430 km2, 1.020.000 ab.) nel Rhône-Alpes con capoluogo Grenoble. Parte dalle Prealpi del Delfinato digradando fino al Rodano, da cui è delimitato per un lungo tratto. Il monte più alto è il Pelvoux (4.103 m). È attraversato dal fiume omonimo e da alcuni suoi affluenti (come il Drac). Buoni l'agricoltura (foraggi, vite, cereali, tabacco) e l'allevamento. Sono presenti industrie idroelettriche, tessili, cartarie, calzaturiere, conciarie, alimentari, metallurgiche, nucleari ed elettroniche. Vi sono stazioni di soggiorno estive e invernali. 
IsŔre 
Fiume (290 km) della Francia sudorientale. Nasce presso il monte Iseran e confluisce nel Rodano, vicino a Valence. Nasce da un ghiacciaio delle Alpi Graie, presso il confine italiano. Il suo corso irregolare non è navigabile, ma viene sfruttato per la produzione di energia elettrica. 

\Isèrnia Città capoluogo di provincia del Molise (21.800 ab., CAP 86170, TEL. 0865). È situata su un colle tra i fiumi Carpino e Sordo, affluenti del Volturno, a 423 m di altezza. È un mercato agricolo. Sono presenti industrie tessili, dolciarie, conciarie, meccaniche, dei materiali edili e delle materie plastiche. Fiorente è l'artigianato dei merletti e delle ceramiche. La città ebbe origini sannite (Aesernia) e divenne colonia romana nel 263 a. C. 
Provincia di Isernia 
(1.530 km2, 94.900 ab.) Fu istituita nel 1970 e comprende cinquantadue comuni. Il territorio è prevalentemente montuoso. Vi sono coltivati cereali, foraggi, olivi, viti e ortaggi. Importante è anche l'allevamento (bovini e ovini). Sono presenti industrie meccaniche, alimentari, tessili, del legno. 

\Iseyin Città (202.000 ab.) della Nigeria, nello stato di Oyo. 

\Isherwood, Christopher (Disley, Cheshire 1904-Los Angeles, California 1986) Romanziere statunitense di origine britannica. Amico del poeta W. H. Auden, collaborò con lui ad alcune opere teatrali in versi. Dal 1928 al 1933 visse a Berlino. L'ascesa del nazismo è descritta nel suo Addio a Berlino (1939). Dal 1939 Isherwood si stabilì negli Stati Uniti. Tra i romanzi del periodo americano sono da ricordare La violetta del Prater (1945) e Incontro sul fiume (1967). Con Christopher e la sua specie (1976) offrì un resoconto sincero della sua vita e riconobbe pubblicamente la propria omosessualità. Tra le altre opere Il signor Norris se ne va (1935), Leoni e ombre (1938, autobiografia romanzata) e Un uomo solo (1964). 

\Ishikari Fiume (365 km) del Giappone, il principale dell'isola di Hokkaido. Nasce dal massiccio omonimo e sfocia nella baia di Ishikari. 

\Ishikawa Prefettura (1.164.000 ab.) del Giappone, sull'isola di Honshu. Capoluogo Kanazawa. 

\Ishizuchi Monte (1.981 m) del Giappone, il più elevato sull'isola di Shikoku. 

\Ishtar Personaggio mitologico, dea babilonese assira. Corrispondeva ad Astarte. 

\Isi Personaggio mitologico, dea egizia anche detta Iside. Sorella e moglie di Osiri, ebbe da lui Horo e venne venerata come madre, sposa, protettrice dei naviganti e guida dei defunti. 

\isìaco, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Proprio di Iside. 
sm. Sacerdote di Iside. 

\Isidòro di Sivìglia (Cartagena 560 ca.-Siviglia 636) Santo e dottore della chiesa latina. Dal 600, quale vescovo di Siviglia, iniziò la conversione dei visigoti. Fu autore di Cronache, Allegorie e dei Libri delle etimologie

\Isìli Comune in provincia di Nuoro (3.241 ab., CAP 08033, TEL. 0782). 

\Isim Fiume (2.450 km) della Siberia occidentale. Nasce presso le alture di Karaganda e confluisce nel fiume Irtys. 

\Iskenderun Città (156.000 ab.) della Turchia, nell'Anatolia sudorientale. Fa parte della provincia di Hatay. 

\islàm, o ìslam, sm. 1 La religione monoteistica fondata da Maometto. 2 Il mondo musulmano, la sua civiltà e la sua cultura. 
L'islam (o islamismo) è una religione fondata sulla predicazione di Maometto effettuata nei primi decenni del VII sec. (tra il 610 e il 632) e seguita da quasi un miliardo di persone (si tratta della seconda religione a diffusione mondiale dopo il cristianesimo). L'islam è religione monoteista e cioè si basa sul fondamento dell'esistenza di un unico Dio, Allah, il quale è creatore del mondo e giudicherà nel Giudizio Finale tutti gli uomini a seconda del loro operato, premiando i giusti con il paradiso e i malvagi con l'inferno. La verità fu rivelata a Maometto, che si dichiarò suo ultimo e più grande profeta nel 610; la rivelazione della verità a Maometto fu opera diretta di Allah, per intercessione dell'arcangelo Gabriele. Fu Allah a dettare a Maometto il Corano, testo sacro della religione. Il Corano contiene anche norme di vita e relative ai rapporti sociali, alla politica e all'igiene. Fondamentale è l'obbedienza a Dio e alle regole elencate nel testo sacro, di cui è fatto divieto assoluto di traduzione. Accanto al Corano si colloca un altro libro, la Sunna che è la raccolta dei detti e delle azioni del profeta e che offre indicazioni di ordine pratico non contenute nel Corano. Anche la Bibbia viene considerata testo sacro e ne sono venerati i profeti Adamo, Noè, Abramo, Mosè, Davide e Gesù: figurano come precursori di Maometto. Nell'islam non vi sono sacerdoti, ma molto stimati e seguiti sono i dottori della legge (mufti). I cinque precetti fondamentali per i seguaci dell'islam (musulmani) sono: la Shahada, professione della fede in un unico Dio e in Maometto, suo profeta; la preghiera (salat), da pronunciarsi cinque volte al giorno in momenti prefissati e volgendosi alla Mecca; l'elemosina di legge; il digiuno nel mese del Ramadan, in cui non si può mangiare, bere o compiere atti sessuali dall'alba al tramonto e il pellegrinaggio alla Mecca almeno una volta nella vita, purché le condizioni economiche lo permettano. L'etica dell'islam si basa sul principio della fratellanza umana, del rispetto e dell'amore del prossimo indipendentemente dalla razza. Alla morte di Maometto (avvenuta a Medina nel 632) avvenne la scissione tra sunniti e sciiti, i primi fedeli alla vedova mentre i secondi furono sostenitori del cugino Alì. I credenti si devono anche impegnare nella guerra santa (gihad) contro i pagani che rifiutano di convertirsi. Inizialmente confinato nel mondo arabo, l'islam fu poi diffuso dagli arabi in Medio Oriente e in Africa; molti sono gli stati all'interno dei quali l'islam è la religione ufficiale e si affianca con le sue leggi al codice civile e penale. Al suo interno si sviluppò il sufismo, corrente mistica che predicava la preghiera e l'abbandono totale in Dio. L'integralismo è stata l'anima della rivoluzione dell'Iran. Attualmente la prevalenza dei sunniti è forte, raccogliendo più dei tre quarti delle adesioni. 

\Islamabad Città capitale del Pakistan (330.000 ab.), situata alla periferia settentrionale di Rawalpindi. La città, di nuova costruzione, è stata progettata nel 1959 e realizzata in funzione del suo ruolo di capitale, ricoperto da Karachi fino al 1967. Il piano di sviluppo prevede l'integrazione di tre aree: Rawalpindi, un parco nazionale e la nuova città che è divisa in otto zone funzionali dalla forma di cuneo. Gli edifici pubblici sono un insieme di architettura moderna e tradizionale islamica. 

\islàmico, agg. e sm. agg. Dell'islam o dell'islamismo. ~ musulmano. 
sm. Seguace dell'islamismo. 
 X   agg. islamic. sm. moslem. 

\islamìsmo => "islam" 

\islamìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Studioso o specialista d'islamismo. 

\islamìstica, sf. Studio della religione, della civiltà e della cultura islamica. 

\islamìta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) Di seguace dell'Islam. ~ musulmano. 

\islamìtico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'islamismo; dell'islamismo. 

\islamizzàre, v. v. tr. Convertire all'islamismo. 
v. rifl. o intr. pron. Assorbire i modi della cultura e della civiltà islamica. 

\islamizzazióne, sf. L'islamizzare, l'islamizzarsi o l'essere islamizzato. 

\Islànda Repubblica dell'Europa nordoccidentale, occupa l'isola omonima. È bagnata dall'oceano Atlantico Settentrionale e situata a 260 km dalla Groenlandia e a 1.000 km dalla Norvegia. 
Due fattori renderebbero l'Islanda particolarmente inospitale: la latitudine (63° di latitudine nord) per la quale buona parte del territorio è ricoperta da ghiacci permanenti, e la presenza di innumerevoli vulcani. 
In realtà è proprio l'attività vulcanica che costituisce una delle principali risorse del paese, con una serie di fenomeni vulcanici secondari (famosi i geyser), in particolare le sorgenti di acqua calda, che sono stati nel tempo oculatamente sfruttati. 
Il territorio è costituito da un vasto altopiano che si innalza fino a 2.119 m con il Hvannadalshnùkor. 
Tra i numerosi vulcani attivi annovera l'Hekla, 1.491 m; numerosi anche i laghi. 
Le coste sono prevalentemente alte e rocciose, incise da fiordi simili a quelli norvegesi, con l'unica eccezione delle coste meridionali, basse e sabbiose. 
Numerose sono le isole che fronteggiano quella principale, tra cui l'arcipelago Vestmannaeyjar. 
Il clima lungo la costa è di tipo oceanico, piovoso e nebbioso, mentre l'interno presenta temperature più basse sia d'estate che d'inverno ed esigue sono le escursioni termiche. 
La capitale è Reykjavík che raccoglie più di un terzo della popolazione dell'intero paese. È sede di un importante porto, libero dai ghiacci tutto l'anno, oltre che centro culturale ed economico del paese. 
Sulla costa settentrionale sorge Akureyri, importante centro peschereccio. 
Le ricchezze del paese sono la pescosità dei mari e il notevole potenziale idroelettrico; si può dire che perno dell'economia è la pesca (soprattutto merluzzi e aringhe) e i suoi derivati; dispone di una flotta modernamente attrezzata e sfrutta la pescosità dei mari adiacenti. 
Le altre risorse sono scarse e impongono al paese la dipendenza dal commercio internazionale per l'approvvigionamento di tutti i beni necessari. 
Nonostante questo un'attenta politica ha permesso lo sviluppo di un sistema economico di tipo scandinavo che pone l'Islanda tra i primi paesi del mondo per reddito pro capite. 
L'agricoltura è severamente limitata dalle condizioni del clima e del suolo, generalmente povero. 
Tuttavia i frequenti fenomeni pseudo vulcanici (acque termali e geyser) permettono il riscaldamento di serre dove si coltivano ortaggi, frutta e fiori. Inoltre si producono patate e foraggio. 
Molto importante l'allevamento, in particolare quello ovino, praticabile su pascoli anche relativamente poveri; la conversione dalla coltivazione dei cereali a quella del foraggio ha tuttavia dato un notevole impulso anche all'allevamento ovino che permette l'autosufficienza al paese per quanto riguarda carni e prodotti lattiero-caseari. 
Attivo anche l'allevamento dei cavalli (pony), tuttora impiegati per i trasporti, e degli animali da pelliccia. 
Le risorse minerarie sono modeste, in particolare del tutto assenti i minerali combustibili. Tale scarsità viene tuttavia sopperita dallo sfruttamento del potenziale idroelettrico e dei fenomeni vulcanici (i geyser sono sfruttati anche per il riscaldamento domestico). 
L'attività industriale principale è collegata alla pesca e alla conservazione e trasformazione del pesce. 
Si hanno inoltre cementifici, aziende tessili, concerie, calzaturifici e due importanti complessi metallurgici, dovuti a investimenti stranieri che sfruttano il basso costo delle fonti energetiche del paese. 
Gli scambi con l'estero, così vitali per l'economia del paese, si svolgono prevalentemente con gli USA, la Gran Bretagna e la Germania. 
STORIA Nel IX sec. gli scandinavi iniziano la colonizzazione dell'Islanda. Nel 930, viene costituita l'Althing, assemblea degli uomini liberi. Nel 1262 Haakon IV di Norvegia sottomette l'isola. Nel 1380 l'Islanda e la Norvegia cadono sotto il dominio della Danimarca. Nel 1550 Cristiano III impone la riforma luterana. Nel 1602 il monopolio commerciale viene riconosciuto ai danesi. Nel XVIII sec. il vaiolo, eruzioni vulcaniche e una terribile carestia decimano la popolazione. 
Nel 1834 l'Islanda ottiene due deputati al parlamento danese. Dieci anni dopo viene ripristinata l'Althing. Nel 1903 l'isola diventa autonoma. Nel 1918 l'Islanda è un regno indipendente sotto la corona danese. Nel 1944 viene proclamata la repubblica islandese, con Sveinn Bijúrnsson primo ministro. Con le presidenze di Asgeir Asgeirson (1952-1968) e di Kristjan Eldjárn (1968-1980) l'economia islandese si avvale degli accordi firmati con i paesi scandinavi. Nel 1958-1961 la cosiddetta guerra del merluzzo l'oppone alla Gran Bretagna. Nel 1980 viene eletta alla presidenza della repubblica Virgdís Finnbogadóttir, riconfermata nelle sue funzioni nel 1984, nel 1988 e nel 1992. 
Abitanti-269.000 
Superficie-102.819 km2 
Densità-2,6 ab./km2 
Capitale-Reykjavík 
Governo-Repubblica parlamentare 
Moneta-Corona islandese 
Lingua-Islandese 
Religione-Protestante luterana 

\islandése, agg. e sm. agg. Dell'Islanda. 
sm. 1 Chi è nato o abita in Islanda. 2 Lingua del gruppo germanico parlata in Islanda. 
 X   agg. icelandic. sm. icelander. 

\Islas de la Bahía Gruppo di isole (24.000 ab.) dell'Honduras, nel mar delle Antille. Capoluogo Roatán. 

\Ismaèle Personaggio biblico, figlio di Abramo e della concubina Agar, scacciato insieme a lei dopo la nascita di Isacco. Fu il capostipite della tribù ismaelite, identificate con stirpi beduine. 

\ismaelìta, agg. e sm. e sf. (pl. m.-i) Arabo in quanto discendente dal patriarca biblico Ismaele. 

\Ismail (Il Cairo 1830-Istanbul 1895) Quinto sovrano autonomo d'Egitto a partire dal 1864. Figlio di Ibrahim Pascià, nel 1867 ottenne il titolo di chedivè. Portò avanti una politica tesa all'indipendenza, all'espansione e alla europeizzazione dell'Egitto. Si impegnò nelle riforme amministrative. Consolidò la conquista del Sudan e favorì lo sviluppo economico aprendo, tra l'altro, il canale di Suez (1869). Il suo operato portò lo stato al fallimento ed egli fu dapprima costretto ad accettare il controllo economico franco inglese e in seguito ad abdicare a favore del figlio Tawfik (1879). 

\Ismailìa Città (236.000 ab.) dell'Egitto, sul lago Timsah. Capoluogo del governatorato omonimo. 
Ismailia, canale di 
Canale (130 km) dell'Egitto che collega Il Cairo con la città di Ismailia e con il lago Timsah, sul Canale di Suez. 

\ismailìta, agg., sm. e sf. agg. Della setta musulmana sciita che considera Ismail come imano occulto. 
sm. e sf. Seguace di tale setta. 

\Ismène Personaggio mitologico, figlia di Edipo e sorella di Antigone accolta da Sofocle. 

\Ismi contemporanei Opera di critica letteraria di L. Capuana (1898). 

\-ismo Suffisso di origine greca che viene utilizzato per indicare tratti di stile o di lingua, qualità o inclinazioni di una persona, movimenti filosofici, religiosi, politici ecc. e attività, soprattutto sportive. 

\Isnèllo Comune in provincia di Palermo (2.136 ab., CAP 90010, TEL. 0921). 

\iso- 1 Primo elemento di parole composte. 2 In chimica, prefisso che indica un isomero di un composto il cui nome completa il vocabolo. 
 @   greco Ýsos uguale. 

\ISO Sigla di International Organization for Standardization (organizzazione internazionale per la standardizzazione). 
ISO 
Sigla di Infrared Space Observatory, un telescopio spaziale per lo studio della radiazione infrarossa. 

\isoagglutinazióne, sf. Agglutinazione dei globuli rossi che viene provocata dall'immissione nell'organismo di sangue o di plasma proveniente da un gruppo sanguigno diverso. 

\isoalìno, agg. Relativo a una linea che congiunge i punti di uguale salinità su di una carta geografica. 

\isoamìle, sm. Gruppo monovalente isomero dell'amile. 

\isoanòmalo, agg. Relativo a una linea di una carta o di un diagramma che unisce tutti i punti corrispondenti ai luoghi della superficie terrestre nei quali si ha lo stesso valore di un'anomalia fisica. 

\isòbara, sf. Linea che congiunge sulle carte geografiche tutti i punti della superficie terrestre aventi uguale pressione atmosferica. 

\isobàrico, agg. (pl. m.-ci) Che riguarda le isobare. 

\isòbaro, agg. Si dice di nuclei che hanno lo stesso numero di massa atomico, ma che differiscono per altre proprietà, come, ad es., il numero atomico. 

\isòbata, sf. Linea che congiunge sulle carte geografiche tutti i punti della superficie terrestre aventi uguale profondità sotto il livello del mare.   +  

\Isobriàli Ordine di Muschi dendroidi, pleurocarpi o ramificati. 

\isobutàno, sm. Idrocarburo isomero del butano. 

\isobutìle, sm. Gruppo monovalente isomero del butile. 

\isobutìrrico, agg. (pl. m.-ci) Relativo ad acido o aldeide isomero del corrispondente derivato butirrico. 

\isocalòrico, agg. (pl. m.-ci) Di alimento, che apporta lo stesso numero di calorie di un dato alimento di uguale peso. 

\isocefalìa, sf. Tipo di rappresentazione grafica, caratteristica delle arti primitive, nella quale tutte le figure hanno la testa allo stesso livello. 

\isochinolìna, sf. Isomero della chinolina che si trova nel catrame di carbon fossile. 

\isoclinàle, sf. Piega della crosta terrestre che ha le falde simmetriche rispetto al piano assiale. 

\isòcoro, agg. Di una trasformazione termodinamica nella quale resta costante il volume. 

\Isòcrate (Atene 436-Atene 338 a. C.) Oratore greco, allievo di Gorgia e di Socrate. Aprì ad Atene una famosa scuola di retorica (388 a. C.), fucina di valenti oratori e di storici quali Teopompo, Iperide, Iseo, Eschine, ed Eforo. Si dichiarò a favore dell'unità della Grecia contro la Persia. La sua prosa si impose come modello nell'arte letteraria greca. Dei sessanta discorsi attribuitigli ne sono pervenuti solo ventuno. Tra di essi notevoli sono quelli a sfondo politico, in cui esprime le proprie idee antipersiane e panelleniche (Panegirico, 380 a. C.; Plataico, 380 a. C.; Sulla Pace, 355 a. C.; Areopagito, 354 a. C.; Filippo, 346 a. C.; Panatenaico, 339 a. C.). Altre opere sono Elena, Busiride, Contro i sofisti e Antidosi. Si sarebbe lasciato morire dopo la battaglia di Cheronea. 

\Isocrìnidi Sottordine di Echinodermi Crinoidi articolati caratterizzati da un lungo peduncolo di ancoraggio. 

\isocronìsmo, sm. Uguaglianza della durata delle oscillazioni di due fenomeni che hanno periodo uguale. 

\isòcrono, agg. 1 Che ha durata uguale. 2 Che ha periodo uguale. 

\isoelèttrico, agg. (pl. m.-ci) Nella locuzione stato isoelettrico, lo stato di una sostanza, in sospensione o in soluzione colloidale in un liquido, che è neutra rispetto al mezzo che la circonda. 

\isoenzìma, sf. Particolare forma di enzima che si trova in una singola cellula o in una singola specie e che svolge una stessa funzione. 

\Isoetàli Ordine di Pteridofite dal fusto articolato e con foglie lunghe e lineari. 

\isofònico, agg. (pl. m.-ci) Nella locuzione linea isofonica, una curva parametrica che nel diagramma avente per ascissa la frequenza e per ordinata il livello di pressione sonora rappresenta un determinato livello di sensazione sonora. 

\isòfota, agg. e sf. Linea che collega in un'immagine tutti i punti a pari luminosità o che sono colpiti da un'uguale luminosità; si tracciano linee isofote anche per le onde radio e per tutte le onde elettromagnetiche; le linee isofote sono utilizzate anche per costruire le mappe del radio Sole e dei quasar. 

\isofrequènza, sf. Frequenza radio costante. 

\isogamète, sm. Gamete eterologo dal punto di vista fisiologico, ma morfologicamente uguale nei due sessi. 

\isogamìa, sf. Particolare tipo di riproduzione sessuata nel quale i due gameti sono uguali dal punto di vista morfologico. 

\isoglòssa, sf. Linea tracciata su una carta geografica per segnare il limite di un fenomeno linguistico. 

\Isognomònidi Famiglia di Molluschi Lamellibranchi filibranchi. 

\isògono, agg. 1 In geofisica, di linea immaginaria congiungente i punti del globo terrestre aventi uguale declinazione magnetica. 2 Che ha angoli uguali. 

\isogrùppo, sm. Dello stesso gruppo sanguigno. 

\isoièta, sf. Linea che congiunge sulle carte geografiche tutti i punti della superficie terrestre caratterizzati da uguale piovosità in un certo periodo. 

\isoimmunizzazióne, sf. Immunizzazione consistente nella formazione da parte di un individuo di anticorpi gli antigeni dei quali si trovano nei liquidi e tessuti di individui della stessa specie. 

\isoìpsa, sf. Linea che congiunge sulle carte geografiche tutti i punti della superficie terrestre aventi uguale quota sul livello del mare.   +   

\ìsola, sf. 1 Porzione di terra emersa completamente circondata dall'acqua. 2 La popolazione di un'isola. 3 Territorio che si distingue dalle regioni circostanti per caratteri peculiari. ~ enclave. 4 Edificio o insieme di edifici circondati tutt'intorno da strade. 
 X   sf. 1 island. 2 (pedonale) pedestrian precinct. 
 @   lat. insula. 
Si differenzia dai continenti perché la superficie del territorio emerso è molto più piccola. Le isole sono classificate a seconda della loro formazione. Le isole vulcaniche sono generate dalle eruzioni vulcaniche che danno origine ad arcipelaghi di piccole dimensioni (Azzorre, Canarie, isole del Capo Verde, isole Eolie) o a isole perdute in mezzo alle distese oceaniche (Sant'Elena e Tristan de Cunha nell'Atlantico; San Paolo nell'oceano Indiano) oppure ad arcipelaghi con isole più estese quando hanno origine da una dorsale oceanica poco profonda (isole Hawaii). Le isole coralline o madreporiche sono costituite dai resti di organismi marini, hanno in genere forma ad anello e sono chiamate atolli (isole della Micronesia e della Melanesia nell'oceano Pacifico). Le isole di erosione sono pezzi di terra separatisi dalla terraferma per opera di agenti naturali, mentre quelle di sedimentazione sono formate dal deposito di detriti trasportati dai fiumi. La vita vegetale e animale delle isole presenta spesso caratteristiche diverse secondo la loro ubicazione più o meno distante dai continenti. In alcune isole oceaniche (vulcaniche o coralline), il popolamento è ridotto a forme biologiche di facile dispersione, come gli uccelli e alcune specie vegetali; in altre isole più antiche (Galapagos) è caratterizzato dalla presenza di specie particolari. In altre ancora ha assunto particolare importanza lo sviluppo della navigazione marittima (ovini in Australia, vite a Madera, zucchero a Cuba). La giurisdizione delle isole dipende dalla loro posizione: se un'isola marina si trova nelle acque territoriali, essa è considerata parte integrante della costa cui appartiene; se in mare libero è di proprietà dello stato che la occupa per primo; se posta in un fiume che serve da confine a due stati, appartiene a ciascuno di essi secondo la linea mediana del corso d'acqua. Nel diritto italiano, un'isola formatasi in un corso d'acqua appartiene al demanio pubblico, a meno che non sia formata per distacco di terreno da un fondo, nel qual caso il proprietario del fondo ne conserva la proprietà. 

\Isola Opera di poesia di A. Gatto (1932). 

\Ìsola d'Àsti Comune in provincia di Asti (2.061 ab., CAP 14057, TEL. 0141). 

\Ìsola dél Cantóne Comune in provincia di Genova (1.610 ab., CAP 16017, TEL. 010). 

\Isola del dottor Moreau, L' Romanzo di H. G. Wells (1896). 

\Ìsola dél Gìglio Comune in provincia di Grosseto (1.558 ab., CAP 58012, TEL. 0564) costituito dalle isole del Giglio e di Giannutri. 

\Ìsola dél Gran Sàsso d'Itàlia Comune in provincia di Teramo (4.952 ab., CAP 64045, TEL. 0861). 

\Ìsola dél Lìri Comune in provincia di Frosinone (12.794 ab., CAP 03036, TEL. 0776). Centro agricolo e industriale (prodotti tessili e cartari). Vi si trovano le cascate del Liri e la chiesa di San Domenico, dell'XI sec. Gli abitanti sono detti Isolani

\Ìsola dél Nòrd La meno estesa delle due isole maggiori che costituiscono la Nuova Zelanda. 

\Ìsola dél Piàno Comune in provincia di Pesaro (649 ab., CAP 61030, TEL. 0721). 

\Ìsola dél Sud La più estesa delle due isole maggiori che costituiscono la Nuova Zelanda. 

\Isola del tesoro, L' Romanzo di R. L. Stevenson (1883). La narrazione prende le mosse da una locanda inglese sul mare nella quale viene ritrovata un'antica mappa di un'isola che reca l'indicazione di un tesoro nascosto da un pirata, il capitano Flint. Si organizza una spedizione, alla quale partecipano, tra gli altri, Jim, figlio della proprietaria della locanda, Livesey, un dottore, Trelawney, un nobile, e Long John Silver, cuoco con una gamba di legno, che è uno dei superstiti della ciurma di Flint. Giunti sull'isola del tesoro, Silver scatena la lotta per il possesso dello stesso. Il tesoro verrà finalmente recuperato, Silver e i suoi complici neutralizzati, ma con il sacrificio di numerose vite umane. È il libro più popolare di Stevenson per il fascino misterioso dell'avventura nei mari del sud. 

\Ìsola délla Scàla Comune in provincia di Verona (10.413 ab., CAP 37063, TEL. 045). Centro agricolo (coltivazione di tabacco, riso e foraggi) e industriale (prodotti dell'abbigliamento, del tabacco, meccanici e calzaturieri). Vi si trova la chiesa della Bastia, del XII sec., in stile romanico. Gli abitanti sono detti Isolani

\Ìsola délle Corrènti, càpo Estremità meridionale della Sicilia, presso capo Passero. 

\Ìsola délle Fémmine Comune in provincia di Palermo (4.697 ab., CAP 90040, TEL. 091). 

\Isola di Arturo, L' Romanzo di E. Morante (1957). 

\Ìsola di Càpo Rizzùto Comune in provincia di Crotone (12.315 ab., CAP 88076, TEL. 0962). Località turistica (balneazione). Vi si trova, nella frazione Le Castella, il castello aragonese. Gli abitanti sono detti Isolani o Isolitani

\Isola di corallo, L' Film poliziesco, americano (1948). Regia di John Huston. Interpreti: Humphrey Bogart, Edward G. Robinson, Lauren Bacall. Titolo originale: Key Largo 

\Ìsola di Fòndra Comune in provincia di Bergamo (200 ab., CAP 24010, TEL. 0345). 

\Isola di Pascali, L' Film drammatico, britannico (1988). Regia di James Dearden. Interpreti: Ben Kingsley, Charles Dance, Helen Mirren. Titolo originale: Pascali's Island 

\Ìsola Dovarése Comune in provincia di Cremona (1.298 ab., CAP 26031, TEL. 0375). 

\Ìsola Màdre L'isola più estesa del lago Maggiore. 

\Isola misteriosa, L' Romanzo di J. Verne (1874). L'opera è l'ultima parte della storia avventurosa iniziata con I figli del capitano Grant, e continuata con Ventimila leghe sotto i mari. Ambientata durante la guerra di secessione americana, quest'ultima avventura prende inizio da un'evasione di cinque nordisti da un campo di prigionia sudista, mediante un pallone aerostatico. Atterrati in modo incredibile in un'isola deserta, si ingegnano per sopravvivere, aiutati silenziosamente da una figura misteriosa. Alla fine scopriranno l'origine del misterioso aiuto nel capitano Nemo, il quale riuscirà anche a salvarli. 

\Ìsola Rìzza Comune in provincia di Verona (2.711 ab., CAP 37050, TEL. 045). 

\Ìsola Sant'Antònio Comune in provincia di Alessandria (791 ab., CAP 15050, TEL. 0131). Centro agricolo (cereali, ortaggi, frutta) e dell'allevamento (bovini, suini). 

\Ìsola Tiberìna Isolotto sul Tevere a Roma, tra i ponti Garibaldi e Palatino. 

\Ìsola Vicentìna Comune in provincia di Vicenza (7.046 ab., CAP 36033, TEL. 0444). 

\Isola, L' Racconto di G. Stuparich (1942). 

\Isolabèlla Comune in provincia di Torino (279 ab., CAP 10046, TEL. 011). 

\isolàbile, agg. Che si può isolare. 

\Isolabòna Comune in provincia di Imperia (636 ab., CAP 18030, TEL. 0184). 

\isolaménto, sm. 1 L'isolare, l'isolarsi o l'essere isolato. ~ clausura. 2 Condizione di uno stato che non ha rapporti politici, economici e culturali con altri paesi. ~ emarginazione. 3 In tecnica indica un complesso di tecniche (operazioni e materiali) che servono a ostacolare la trasmissione di onde sonore (isolamento acustico), di corrente elettrica (isolamento elettrico), di calore (isolamento termico) o simili. ~ schermatura. 4 Solitudine. ~ distacco. 
 X   sm. 1 isolation. 2 (separazione elettrica) insulation. 
Isolamento biologico 
È detto anche isolamento riproduttivo e indica la condizione per la quale un gruppo di individui non può incrociarsi con altri della stessa specie. Le cause dell'isolamento possono essere ecologiche (habitat diverso), fisiologiche (diverso periodo riproduttivo), geografiche (esistenza di barriere naturali) e genetiche (incompatibilità a livello cromosomico). 

\isolàno, agg. e sm. agg. Di un'isola o dei suoi abitanti. 
sm. Nativo o abitante di un'isola. 

\isolànte, agg. e sm. agg. Si dice di lingua in cui le determinazioni morfologiche sono indipendenti dagli elementi lessicali. 
agg. e sm. Si dice di sostanza o di materiale che presenta forte resistenza al passaggio dell'elettricità, del calore o del suono. Nel caso della elettricità si chiama anche dielettrico. 
 X   insulating. sm. insulator. 

\isolàre, v. v. tr. 1 Separare qualcosa da ciò che lo circonda. ~ scindere. <> congiungere. non riuscirono a isolare in tempo l'incendio. 2 Impedire lo scambio di corrente elettrica, calore o suoni fra corpi introducendo un isolante. ~ schermare. 3 Localizzare. ~ confinare. <> unire. dovevano isolare il punto di contagio. 4 Escludere, emarginare. ~ estromettere. <> coinvolgere. non credeva volessero isolarlo volontariamente
v. rifl. Tenersi lontano dagli altri, vivere appartato. ~ estraniarsi. <> frequentarsi, unirsi. gli piaceva isolarsi dalla confusione e dai ritmi frenetici della cittÓ
 X   v. tr. 1 to isolate. 2 (fig.) to insulate. 
 @   deriv. da isola

\isolataménte, avv. 1 Separatamente dal resto. 2 Da solo. ~ individualmente. 

\isolàto, agg. e sm. agg. 1 Separato dal resto. ~ appartato. 2 Che non fa parte di un gruppo o di un insieme. ~ singolo. 3 Che presenta condizioni di isolamento. 4 Che si verifica sporadicamente. questi casi negativi isolati non devono portare a erronee generalizzazioni
sm. 1 Persona che vive senza contatti con gli altri. ~ eremita. 2 Nel ciclismo, corridore isolato. 3 Edificio o gruppo di edifici circondati tutt'intorno da strade urbane. fecero nuovamente il giro dell'isolato per osservare meglio la zona
 X   agg. isolated, insulated. sm. block. 
 @   deriv. da isola. 

\isolatóre, sm. Elemento o apparecchio che serve a isolare elettricamente un corpo dal suolo o dagli oggetti circostanti. 

\isolazionìsmo, sm. Condotta politica che si fonda sul mantenimento da parte di uno stato di condizioni di isolamento politico, economico e culturale rispetto agli altri stati. 

\isolazionìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Fautore dell'isolazionismo. 

\isolazionìstico, agg. (pl. m.-ci) Dell'isolazionismo, degli isolazionisti. 

\Ìsole Britànniche Nome generico con cui si indica genericamente la Gran Bretagna e l'Irlanda. 

\Isole nella corrente Romanzo di E. Hemingway (postumo 1970). 

\Ìsole Trémiti Comune in provincia di Foggia (364 ab., CAP 71040, TEL. 0882). 

\isoleucìna, sf. Amminoacido essenziale contenuto nelle proteine del lievito, nella caseina e nella fibrina. 

\isomerìa, sf. Fenomeno che si presenta quando due o più composti chimici hanno la stessa composizione, ossia hanno molecole formate dallo stesso numero di atomi e dagli stessi elementi, ma possiedono proprietà fisiche e chimiche diverse. Nell'isomeria di legame i composti si differenziano dal modo in cui sono legati gli atomi. Nell'isomeria ottica una molecola esiste in due forme, tra di loro simmetriche. 

\isòmero, sm. Ognuno dei composti chimici che differiscono tra loro per isomeria. Esempi di isomeri sono l'alcol etilico e l'etere dimetilico. 

\isometrìa, sf. 1 In cartografia, rappresentazione che si basa su curve isometriche. 2 Trasformazione geometrica in cui tutte le lunghezze sono invarianti.   +  

\isomètrico, agg. (pl. m.-ci) 1 Caratterizzato da isometria. proiezione isometrica. 2 Si dice di un cristallo avente uno sviluppo simile lungo i tre assi cristallografici. 3 Che mantiene la stessa metrica nella traduzione in un'altra lingua. 

\Isomiàri Gruppo di Molluschi Lamellibranchi che presentano un uguale sviluppo dei due muscoli adduttori. 

\isomorfìsmo, sm. In matematica indica una corrispondenza biunivoca tra due strutture algebriche dello stesso tipo, che "conserva" le operazioni e le relazioni definite su di esse. Ad esempio la funzione logaritmo è un isomorfismo tra il gruppo moltiplicativo dei numeri reali positivi e quello additivo dei numeri reali.   +  
In mineralogia è il fenomeno per cui due sostanze di diversa composizione chimica possono cristallizzare assumendo la stessa struttura molecolare. Questa somiglianza non è relativa all'aspetto macroscopico delle sostanze, ma riguarda le celle elementari dei reticoli. Se le particelle delle sostanze occupano nello stesso cristallo posizioni alterne e hanno caratteristiche chimico fisiche simili, si parla di soluzione solida
 X   sm. isomorphism. 

\isomòrfo, agg. Che presenta isomorfismo. 

\isoniazìde, sf. Denominazione comune dell'idrazide dell'acido isonicotinico, una sostanza farmacologica dotata di potente azione batteriostatica sul bacillo di Koch e utilizzata nella terapia delle tubercolosi meningee, polmonari, ossee e renali. 

\isonomìa, sf. Uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. 

\Isónzo Fiume delle Alpi Occidentali (136 km). Nasce dal monte Tricorno (Jalovec) in Slovenia, entra in Italia presso Gorizia (Friuli Venezia Giulia) e sfocia nel mar Adriatico nel golfo di Panzano. Il fiume e la valle dell'Isonzo furono teatro di numerose sanguinose battaglie. Le più conosciute sono le dodici battaglie della prima guerra mondiale (1915-1917), tra le quali l'ultima, la battaglia di Caporetto, corrispose allo sfondamento austriaco. Si ricordano anche la battaglia tra Odoacre, re degli ostrogoti, e Teodorico, che si risolse a favore di quest'ultimo (489) e la vittoria di Napoleone sugli austriaci (1797). 

\isopatìa, sf. Capacità da parte di un individuo colpito da malattie infettive di elaborare sostanze in grado di combattere e sconfiggere l'infezione. 

\isòpleto, agg. In meteorologia, di linea congiungente su di un diagramma tutti i punti in cui una determinata grandezza assume lo stesso valore. 

\Isòpodi Ordine di Crostacei Malacostraci con il corpo appiattito e privi di carapace. 

\isòpora, sf. Linea immaginaria che congiunge tutti i punti della superficie terrestre nei quali si ha lo stesso valore di una variazione di una data grandezza geofisica, calcolata per un determinato intervallo di tempo. 

\isoprène, sm. Idrocarburo diolefinico utilizzato nella fabbricazione delle gomme sintetiche per la sua capacità di polimerizzare generando una sostanza molto simile al caucciù. 

\isopropil- Prefisso indicante i composti sostituiti da un gruppo isopropile. 

\isopropìle, sm. Gruppo monovalente, isomero del propile. 

\isoquànto, sm. Secondo l'economista R. A. Frisch, l'insieme delle combinazioni delle quantità di fattori produttivi tecnicamente indifferenti alla formazione di una dose determinata di prodotto. Gli isoquanti sono detti anche curve del prodotto costante

\Isorèlla Comune in provincia di Brescia (3.211 ab., CAP 25010, TEL. 030). 

\isòscele, agg. Si dice di triangolo [o trapezio] avente due lati [opposti] uguali.   +  

\isosillàbico, agg. (pl. m.-ci) Si dice di versi o parole che abbiano lo stesso numero di sillabe. 

\isosìsmico, agg. (pl. m.-ci) Di linea che congiunge tutti i punti della superficie terrestre nei quali il terremoto si è manifestato con la stessa intensità. ~ isosisto, isoseisto. 

\isosìsto, agg. => "isosismico" 

\isosmòtico, agg. specifica quando una soluzione ha la stessa pressione osmotica di un'altra. 

\Isospòndili Ordine di Pesci Actinopterigi detti anche clupeiformi. 

\isostasìa, sf. Teoria geologica secondo la quale la litosfera terrestre è costituita da blocchi o placche galleggianti sul magma plastico, in equilibrio statico rispetto alla gravità. Questa teoria fu formulata da C. E. Dutton soprattutto per spiegare l'orogenesi. 

\isotàttico, agg. (pl. m.-ci) Di un polimero in cui tutti gli atomi di carbonio terziari hanno la stessa configurazione sterica. 

\isoteniscòpio, sm. Apparecchio atto a misurare la tensione di vapore dei liquidi. 

\isoterapìa, sf. Terapia della medicina alternativa che tratta col metodo omeopatico, ossia mediante diluizione e dinamizzazione, del materiale organico, come sangue, urina e simili, prelevato dal soggetto ammalato. 

\isotèrma, sf. Linea che congiunge sulle carte geografiche tutti i punti della superficie terrestre aventi la stessa temperatura media in un certo periodo di tempo. 

\isotermìa, sf. Costanza nel tempo della temperatura di un corpo o di un sistema. 

\isotèrmico, agg. (pl. m.-ci) 1 Si dice di fenomeno che avviene a temperatura costante. 2 Che serve a mantenere qualcosa a temperatura costante. 

\isotèrmo, agg. Che ha temperatura costante in tutti i punti. 

\isotonìa, sf. Equilibrio molecolare di due soluzioni aventi lo stesso potere osmotico e che sono separate da una membrana organica. 

\isotònico, agg. (pl. m.-ci) Avente la medesima concentrazione molecolare e di conseguenza lo stesso potere osmotico. 

\isotopico, agg. Relativo a un isotopo. 
Consumo isotopico 
Decremento nel tempo di un isotopo componente il combustibile di un reattore nucleare. 

\isòtopo, sm. Termine che indica ognuno degli atomi di uno stesso elemento chimico aventi uguale numero atomico, ma peso atomico diverso. Gli isotopi possiedono lo stesso numero di elettroni e di protoni, ma hanno un diverso numero di neutroni. Possono essere stabili o instabili (radioattivi), naturali o prodotti artificialmente. Vengono indicati dal simbolo chimico preceduto da un numero che indica la loro massa. Tra gli isotopi vi è l'uranio 235 (235U) che è fossile ed è utilizzato nelle centrali nucleari per produrre energia atomica o per la costruzione di bombe atomiche. Prima di essere utilizzato deve essere sottoposto a un procedimento detto arricchimento isotopico, in quanto più del 99% del minerale estratto è costituito dall'isotopo uranio 238, che viene utilizzato direttamente per altri scopi. Il procedimento di arricchimento può essere per diffusione gassosa o per centrifugazione ed è molto costoso. 

\isotropìa, sf. Proprietà delle sostanze isotrope, cioè di quelle sostanze che, rispetto a uno specifico evento, presentano proprietà identiche in ogni direzione. 

\isòtropo, agg. Detto di sostanza le cui proprietà rispetto a uno specifico evento sono identiche in tutte le direzioni. Sono normalmente isotrope tutte le sostanze allo stato fluido o allo stato solido amorfo; anche alcune sostanze policristalline possono essere isotrope, ma solo se i loro microscopici cristalli non hanno un orientamento preferenziale. Alcune di queste ultime sostanze, però, se sottoposte a processi termici o meccanici, perdono la loro isotropia. <> anisotropo. 

\Isòtteri Ordine di Insetti Pterigoti a cui appartengono le termiti. 

\Ispàni Comune in provincia di Salerno (1.052 ab., CAP 84050, TEL. 0973). 

\ispànico, agg. (pl. m.-ci) Della Spagna, specialmente antica. ~ spagnolo. 

\ispanìsmo, sm. Parola, locuzione o costrutto propri della lingua spagnola entrati in un'altra lingua. 

\ispanìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Studioso o esperto di lingua, letteratura e civiltà spagnole. 

\ispanizzàre, v. v. tr. Adattare alla civiltà, alla cultura e alle usanze spagnole. 
v. intr. pron. Adottare usanze o modi spagnoli. 

\ispanizzazióne, sf. L'ispanizzare, l'ispanizzarsi o l'essere ispanizzato. 

\ispàno, agg. e sm. agg. 1 Della Spagna antica o medievale. 2 Della Spagna moderna. 
sm. Nativo o abitante della Spagna antica. 
 @   lat. Hispanus

\ispàno-americàno, agg. 1 Che si riferisce alla Spagna e all'America del Nord, in particolare agli Stati Uniti. 2 Relativo agli stati dell'America centro-meridionale di lingua e cultura spagnola. 
Guerra ispano-americana 
Conflitto avvenuto tra gli USA e la Spagna dal 1895 al 1898 e causato dalla rivolta di Cuba, sostenuta dagli USA, contro il governo spagnolo che assoggettava l'isola dal XVI sec. La guerra fu vinta dagli Stati Uniti e gli spagnoli furono costretti a chiedere la pace, che venne fissata con il trattato di Parigi del 10 dicembre 1898. Il trattato sancì la fine dell'impero coloniale spagnolo, dichiarando l'indipendenza di Cuba, Portorico, dell'isola di Guam e delle Filippine. 
Letteratura ispano-americana 
Indica l'intera produzione letteraria dell'America centrale e meridionale a partire dal periodo precolombiano. Quando i paesi dell'America Latina divennero indipendenti politicamente (Ottocento), mantennero l'unità linguistica (tranne il Brasile) e cominciarono a svilupparsi le singole letterature nazionali. La letteratura del Novecento assunse una rilevanza mondiale con autori come Gabriela Mistral (poetessa cilena), Jorge Luis Borge (poeta e narratore argentino), Miguel Angel Mistral (narratore guatemalteco), Gabriel Garcia Márquez (scrittore colombiano), Octavio Paz (poeta e saggista messicano), con il poeta cileno Pablo Neruda e con molti altri ancora. 

\ispanòfono, agg. e sm. Che, chi parla spagnolo. 

\Isparta Città (112.000 ab.) della Turchia, nell'Anatolia occidentale. Capoluogo della provincia omonima. 

\ISPES Sigla di Istituto di Studi Politici, Economici e Sociali. 

\ispessiménto, sm. Aumento di spessore. 

\ispessìre, v. v. tr. 1 Aumentare lo spessore di qualcosa. ~ infittire. <> sfoltire. 2 Rendere più frequente, più numeroso. ~ intensificare. <> diradare. da quel momento decise di ispessire le sue visite in quella casa
v. intr. pron. Acquistare maggior densità e compattezza. la pelle delle mani si ispessisce con il lavoro manuale
 @   da in-+ deriv. da spesso

\ispettìvo, agg. Che concerne l'ispezione; fatto a scopo di ispezione. 

\ispettoràto, sm. 1 Carica, grado di ispettore. 2 La sede degli uffici di un ispettore. 3 Organo pubblico che ha il compito di vigilare su determinate attività o servizi. 
 X   sm. inspectorate. 

\ispettóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi ha l'incarico di vigilare sullo stato o l'andamento di qualcosa. ~ supervisore. 2 Funzionario di amministrazioni statali con funzioni ispettive. 3 Nella polizia, il grado superiore a sovrintendente. 
 X   sm. inspector. 
 @   lat. tardo inspector,-oris, deriv. da inspectus. 

\Ispettore Callaghan. Il caso Scorpio è tuo! Film poliziesco, americano (1971). Regia di Don Siegel. Interpreti: Clint Eastwood, Harry Guardino, Reni Santoni. Titolo originale: Dirty Harry 

\Ispettore, L' => "Il revisore o l'ispettore generale" 

\ispezionàre, v. tr. Sottoporre a un'ispezione, esaminare per controllo. ~ osservare. 
 X   v. tr. to inspect. 
 @   deriv. da ispezione. 

\ispezióne, sf. 1 Attento esame. 2 Visita di un ispettore. ~ sopralluogo. 
 X   sf. inspection. 
 @   lat. inspectio,-onis, deriv. da inspectus. 

\Ìspica Comune in provincia di Ragusa (14.629 ab., CAP 97014, TEL. 0932). Centro agricolo (coltivazione di frutta, cotone, cereali e olive) dei monti Iblei. Vi si trova il parco Archeologico della Forza. Gli abitanti sono detti Ispicesi

\ispidézza, sf. L'essere ispido. 

\ìspido, agg. 1 Duro, ruvido. ~ irto. <> morbido. 2 Rivestito di elementi spinosi. 3 Rude, scontroso. ~ intrattabile. <> garbato. 
 X   agg. prickly, bristly, shaggy. 
 @   lat. hispidus. 

\ispiràre, v. v. tr. 1 Infondere nell'animo. ~ suscitare. <> spoetizzare. le ispirava fiducia con quei suoi modi timidi. 2 Eccitare la fantasia creatrice dell'artista. 3 Indurre a un certo comportamento. ~ guidare. 4 Immettere aria nei polmoni. ~ inspirare. 
v. intr. pron. 1 Trarre ispirazione. ~ riferirsi. non mi sono ispirato ad alcun fatto reale per scrivere il romanzo. 2 Trarre un indirizzo. ~ conformarsi. 
 X   v. tr. to inspire. v. intr. pron. (fig., ispirarsi a) to draw one's inspiration from. 
 @   lat. inspirare, comp. da in-+ spirare soffiare. 

\ispiràto, agg. 1 Acceso da ispirazione artistica o divina. 2 Ricco di ispirazione, di fervore fantastico. 

\ispiratóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi ispira. ~ consigliere. 

\ispirazióne, sf. 1 Impulso divino che guida l'uomo. ~ illuminazione. i Vangeli sono stati scritti sotto ispirazione divina. 2 Stato di creatività artistica. ~ estro. l'ispirazione gli faceva difetto in quel periodo. 3 Idea improvvisa, intuizione brillante. ~ folgorazione. 
 @   lat. tardo inspiratio,-onis, deriv. da inspirare

\Ìspra Comune in provincia di Varese (4.712 ab., CAP 21027, TEL. 0332). 

\ISPT Sigla di Istituto Superiore delle Poste e delle Telecomunicazioni. 

\Israèl ben Elièzer (Okop 1700 ca.-Medziboz 1760) Mistico ebreo ucraino. Noto come Baal Shem Tov, fondò il chassidismo. 

\Israèle (geografia) Repubblica dell'Asia anteriore, confina a nord con il Libano, a est con la Siria e la Giordania e a sud-ovest con l'Egitto. Si affaccia per circa 170 km sul mar Mediterraneo e per 10 km sul golfo di Aqaba. 
La zona costiera è pianeggiante, orlata di sabbie e interrotta solo dal massiccio isolato del monte Carmelo (550 m). La pianura si estende verso l'interno per un breve tratto (piane di Sharon e Giudea). Procedendo si eleva (900-1.000 m) verso gli altipiani di Galilea, Samaria e Idumea, appartenenti in gran parte al territorio della Cisgiordania. Zona di passaggio tra il Mediterraneo e le regioni interne, è incisa dal solco percorso dal fiume Giordano, in parte occupato dal mar Morto, che raggiunge la depressione massima di 395 m sotto il livello del mare. 
Nel suo alto corso, il Giordano forma il lago di Tiberiade, ampiamente sfruttato per l'irrigazione delle regioni limitrofe, intensivamente coltivate. 
La parte meridionale del paese è occupata dal vasto deserto del Negev. 
Il clima è tipicamente mediterraneo, con piogge invernali, mite d'inverno e temperature elevate estive; subisce l'influsso del clima più continentale interno man mano ci si porta verso est e verso sud. 
Area di antichissimo popolamento, l'attuale stato d'Israele è una terra di forte immigrazione ebraica dalla fine del secolo scorso. 
La composizione etnica è attualmente a favore della componente ebraica, per buona parte di origine europea, asiatica (in particolare Iraq, Yemen e Turchia) e dall'Africa settentrionale. 
Le minoranze più numerose sono costituite da arabi musulmani, cristiani e drusi. 
La capitale è Gerusalemme, una delle città più antiche e prestigiose del mondo, al confine con la Cisgiordania, tra i monti di Giudea ed Efraim. 
Tel Aviv-Giaffa è il maggior centro economico, città moderna e di stampo occidentale; Haifa è il principale porto, sede di importanti stabilimenti petrolchimici. 
Beer Sheva è il principale centro dell'interno, nodo di comunicazioni verso il Negev. 
L'agricoltura, pur interessando una proporzione esigua della popolazione, continua ad avere un ruolo significativo nell'economia del paese e soprattutto rimane all'avanguardia mondiale per la modernità delle tecniche impiegate e per gli alti livelli di produttività. 
Tipica è la conduzione collettivistica e cooperativistica delle singole unità (kibbutz) ed eccellente è lo sfruttamento delle risorse idriche. 
Per il consumo interno si coltivano cereali, in particolare frumento, patate, ortaggi e frutta; in fase di sviluppo le colture del cotone e della barbabietola da zucchero. 
Particolarmente rilevante la coltivazione degli agrumi (Israele è il secondo produttore di pompelmi nel mondo) particolarmente diffusa sulla costa, ove sono presenti anche viti e olivi. 
Produzioni minori comprendono tabacco, arachidi e sesamo. 
Piuttosto sviluppati sono l'allevamento del bestiame, in particolare bovini e animali da cortile, e la pesca, sia in mare che sul lago di Tiberiade, anche se non viene coperta la domanda interna. 
Le risorse energetiche e minerarie sono scarse. 
Del tutto insufficiente è il petrolio estratto in modeste quantità nella regione del Negev. 
Discrete quantità di fosfati, rame, potassa, bromo, ferro, sale marino, salgemma e magnesio. 
Le industrie sono concentrate nelle aree di Tel Aviv-Giaffa e Kaifa; ben rappresentati il settore chimico e petrolchimico, quello tessile, siderurgico, metallurgico, elettro-metallurgico e automobilistico. 
Attiva è l'industria conserviera e rinomata la lavorazione dei diamanti. 
STORIA Il 29 novembre 1947 l'assemblea generale dell'ONU adotta una risoluzione relativa a un piano di ripartizione della Palestina, che viene respinta dalle nazioni arabe dell'area e il 14 maggio 1948 viene creato lo stato d'Israele e Ben Gurion dirige il governo provvisorio. Israele accresce il proprio territorio al termine della prima guerra arabo-israeliana. Viene eletta la prima Assemblea (Knesset) e adottate le leggi fondamentali; C. Weizmann diventa presidente della repubblica. Lo sviluppo economico si basa sullo sfruttamento collettivo (kibbutz) delle terre, lo sviluppo di un forte settore statalizzato, i capitali stranieri e gli aiuti americani. Nel 1956 scoppia la seconda guerra arabo-israeliana, provocata dalla nazionalizzazione del canale di Suez da parte dell'Egitto e dal blocco del golfo di Eilat. Nel 1967 durante la terza guerra arabo-israeliana (guerra dei sei giorni), Israele occupa il Sinai, Gaza, la Cisgiordania e il Golan. A partire dal 1970 Israele favorisce l'insediamento di coloni ebrei nei territori occupati. Nel 1973 si ha la quarta guerra arabo-israeliana (guerra del Kippur) e solo nel 1977 Begin, primo ministro, avvia trattative di pace con l'Egitto. Secondo i termini del trattato di Washington (1979), l'Egitto riconosce una frontiera definitiva con Israele, che gli restituisce (nel 1982) il Sinai. Nel 1980 Gerusalemme riunificata è proclamata capitale dalla Knesset. Nel 1981 si ha l'annessione del Golan e l'anno dopo Israele occupa il Libano fino a Beirut, quindi si ritira nel sud del paese. Dopo il 1987 i territori occupati (Cisgiordania e Gaza) sono il teatro di una rivolta popolare palestinese (intifada). Nel 1991 durante la guerra del Golfo, il paese, non belligerante, è obiettivo dei missili iracheni. Israele partecipa, con i paesi arabi e i palestinesi, alla conferenza di pace sul Medio Oriente, aperta a Madrid in ottobre. Nel 1993 il riconoscimento reciproco di Israele e dell'OLP è seguito dalla firma dell'accordo di Washington tra israeliani e palestinesi. Nel 1994 in conformità con quanto previsto dall'accordo di Washington, un regime autonomo viene insediato a Gaza e Gerico. Parallelamente, Israele firma un trattato di pace con la Giordania (ottobre) e avvia trattative con la Siria. Il proseguimento del processo di pace è ostacolato dal problema dei coloni ebrei e dagli attentati degli estremisti palestinesi. Nel 1995 l'autonomia è estesa alle grandi città arabe della Cisgiordania. Y. Rabin viene assassinato da un estremista israeliano. S. Peres gli succede come primo ministro. Le elezioni del maggio 1996 hanno assegnato la vittoria ai fondamentalisti ebrei di B. Netanyahu. Il 23 ottobre 1998 a Wye Plantation (USA), sotto la mediazione del presidente degli Stati Uniti Clinton, Arafat e Netaniahu raggiungono un accordo che prevede il ritiro di Israele da una parte dei territori occupati in Cisgiordania, la modifica dello statuto dell'Olp per eliminare le frasi anti-Israele e la liberazione di alcuni detenuti politici arabi. Nel maggio del 1999 i laburisti sono tornati al potere con l'elezione a premier di E. Barak. 
Abitanti-5.500.000 
Superficie-20.325 km2 
Densità-270,6 ab./km2 
Capitale-Gerusalemme 
Governo-Repubblica parlamentare 
Moneta-Sheqel 
Lingua-Ebraico, arabo 
Religione-Ebraica, musulmana 

\Israèle (religione) Secondo la Bibbia è il nome dato da Dio al patriarca Giacobbe (Genesi cap. 32, 29: "Non ti chiamerai più Giacobbe, ma Israele, perché tu hai lottato contro Dio e contro gli uomini e hai vinto"). In seguito indicò i discendenti di Giacobbe, le dieci tribù ebraiche del nord che costituirono il regno di Israele (925 ca.-722 a. C), quindi la monarchia unita e infine il regno del nord, per ricordare la discendenza da un unico antenato. Il popolo ebraico venne anche chiamato il popolo d'Israele. Nel Nuovo Testamento, l'espressione popolo d'Israele o, semplicemente, Israele equivale a popolo eletto o popolo di Dio

\israeliàno, agg. e sm. agg. Del moderno stato di Israele. 
sm. Cittadino dello stato di Israele. 
 X   agg. e sm. Israeli. 

\israelìta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi appartiene al popolo ebraico o professa la religione ebraica. ~ ebraico, giudaico. 
 X   sm. e sf. Israelite 

\israelìtico, agg. (pl. m.-ci) Degli israeliti. ~ ebraico. 
 X   agg. Israelite, Israelitic, Israelitish. 

\ISS Sigla di Istituto Superiore di Sanità. 

\ìssa, avv. e inter. avv. Ora. ~ adesso. 
inter. Si usa come incitamento per tirare o sollevare cose o persone. 

\issàre, v. v. tr. Sollevare per mezzo di una carrucola. ~ innalzare. <> calare. 
v. rifl. Salire con fatica su un mezzo di trasporto. 
 X   v. tr. to hoist. 
 @   franc. hisser. 

\Issìdi Famiglia di Insetti Emitteri Omotteri. 

\Issìglio Comune in provincia di Torino (435 ab., CAP 10080, TEL. 0125). 

\Issime Comune in provincia di Aosta (373 ab., CAP 11020, TEL. 0125). 

\Ìsso Comune in provincia di Bergamo (537 ab., CAP 24051, TEL. 0363). 

\issofàtto, avv. Forma italianizzata della locuzione latina ipso facto che significa immediatamente. ~ subito. 

\Issogne Comune in provincia di Aosta (1.403 ab., CAP 11020, TEL. 0125). 

\Issyk-Kul Provincia (426.000 ab.) del Kirghizistan orientale, capoluogo Przevalsk. 

\istallàre e derivati => "installare e derivati" 

\istamìna, sf. Sostanza chimica prodotta dalla decarbossilazione dell'istidina. Assai diffusa nei tessuti umani, agisce come stimolatore delle ghiandole e vasodilatatore ed è il fattore più importante nelle reazioni allergiche. È infatti un eccesso di questa sostanza nell'organismo a causare le manifestazioni allergiche quali dilatazione dei capillari, contratture gastrointestinali e bronchiali, ipotensione, tachicardia. Per alleviare le reazioni allergiche vengono usati dei farmaci detti antistaminici

\istamìnico, agg. (pl. m.-ci) 1 Prodotto dall'istamina. 2 Relativo all'istamina. 

\Istanbul Città della Turchia (5.500.000 ab.) capoluogo della provincia omonima (3.294 km2 5.900.000 ab.). Si trova all'estremità sudorientale della Turchia europea ed è bagnata a est dal Bosforo, nel quale si butta il Corno d'Oro formando un porto naturale, e a sud dal mar di Marmara. Il Corno d'Oro con i suoi tre ponti separa il nucleo storico, che si trova presso la punta del Serraglio, dai quartieri più recenti, tra i quali c'è il quartiere commerciale (la genovese Galata) e il centro residenziale di Pera. La città si è sviluppata anche dalla parte del Bosforo. È il principale centro finanziario, portuale, culturale e commerciale dello stato. La popolazione è formata in prevalenza da turchi, ma sono presenti anche greci, ebrei e armeni. Sono fiorenti anche le industrie tessili, chimico farmaceutiche, meccaniche, del tabacco, della ceramica, conciarie, del vetro, del cemento. È un centro turistico. Fu fondata nel 667 a. C. come colonia dorica a cui fu dato il nome Bisanzio, in una posizione strategica tra oriente e occidente. Fu occupata dai persiani nel VI sec. a. C. e successivamente fu dominata da Sparta (V sec. a. C.). Al 390 a. C. risale il governo democratico di Trasibulo. Costantino la fortificò e la ristrutturò chiamandola Costantinopoli e la fece capitale dell'impero romano (330 d. C.). Successivamente fu capitale dell'impero d'oriente e centro culturale, economico e religioso di grande importanza. Nel 1204, durante la quarta crociata, fu sede dell'impero latino d'oriente fino al 1261, anno in cui fu riconquistata da Michele VIII Paleologo. Nel 1453 fu occupata da Maometto II, divenendo la capitale dell'impero ottomano. Nel 1923 dovette cedere l'ufficio di capitale ad Ankara. Assunse ufficialmente il nome attuale nel 1929. Si ricordano tra gli altri il palazzo dei Sultani (Topkapi del XV sec., ora museo), la chiesa bizantina di Santa Sofia (537), l'acquedotto di Valente (378), la torre Galata (1349) e la Moschea Blu (1609). 

\istantànea, sf. Fotografia scattata con un brevissimo tempo di posa. 
 X   sf. snapshot. 

\istantaneaménte, avv. In un istante, d'un tratto. ~ subito. <> poi. 

\istantaneità, sf. L'essere istantaneo. 

\istantàneo, agg. 1 Che accade o si fa in un istante. ~ fulmineo. <> lento. 2 Relativo a un istante. 
 X   agg. instant, instantaneous. 

\istànte, sm. 1 Momento brevissimo. ~ attimo. 2 Particolare valore della variabile tempo. 
 X   sm. 1 moment, instant. 2 (all'istante) instantly. 

\istànza, sf. 1 Domanda scritta rivolta a un'autorità per ottenere una concessione. ~ petizione. giudice di seconda istanza, di corte d'appello. 2 Insistenza nel chiedere. ~ sollecitazione. non poteva continuare a resistere a simili istanze. 3 Esigenza. ~ necessità. 4 Obiezione o replica a un'obiezione. 
 X   sf. request, petition. 
 @   lat. instantia, deriv. da instans,-antis, p.pres. di instare

\ISTAT Sigla di Istituto di Statistica. 

\istazarìna, sf. 2, 3-diidrossiantrachinone che si ottiene insieme all'isomero alizarina dalla condensazione della pirocatechinina con l'anidride ftalica. 

\ister(o)- Primo elemento di parole composte. 
 @   greco hystÚra utero. 

\isterectomìa, sf. Asportazione dell'utero totale, subtotale (se vengono lasciati il sito del collo e i mezzi di sospensione) o allargata (se viene eseguita contemporaneamente anche una colpectomia o una linfadenectomia pelvica). 

\isterèsi, sf. In fisica è un fenomeno per cui la risposta di un sistema a uno stimolo esterno dipende anche dalla storia di tutte le risposte che il sistema aveva dato in precedenza allo stesso stimolo. Se ne ricava che le grandezze fisiche relative agli stimoli non risultano perfettamente reversibili e descrivono delle curve dette curve d'isteresi. Questo fenomeno è determinato dalla struttura della materia. Si parla di isteresi elastica quando corpi non perfettamente elastici sono sottoposti a cicli di carico e scarico; di isteresi magnetica quando il fenomeno riguarda materiali ferromagnetici immersi in un campo magnetico variabile e di isteresi dielettrica. In tutti i casi si ha un ritardo nella risposta che la grandezza dà allo stimolo esterno. Tale ritardo è detto viscositÓ (elastica, magnetica, dielettrica). 

\isteresìgrafo, sm. Apparecchio elettronico che serve a determinare i cicli di isteresi di materiali magnetici. 

\isterìa, sf. Isterismo. 

\istèrico, agg. e sm. agg. 1 Provocato da isterismo. ~ nevrotico. <> normale. 2 Collerico, rabbioso. ~ irascibile. <> calmo. un pianto isterico concluse quell'incontro
agg. e sm. 1 Che, chi è affetto da isterismo. ~ bilioso. <> calmo, controllato. 2 Che, chi ha umore irritabile. ~ suscettibile. si rendeva conto di essere leggermente isterico in certe situazioni
 X   agg. hysterical. 
 @   lat. hystericus, dal greco hysterik˛s proprio dell'utero. 

\Istèridi Famiglia di Insetti Coleotteri che vivono nelle regioni calde nei nidi di Mammiferi, Uccelli, Rettili e formiche, su sostanze vegetali o animali in decomposizione o su funghi. Hanno il corpo massiccio e zampe corte e robuste. 

\isteriliménto, sm. Condizione di ciò che è reso o divenuto sterile. 

\isterilìre, v. v. tr. Rendere infecondo. ~ inaridire. <> fertilizzare. 
v. intr. pron. Divenire sterile. ~ esaurirsi. <> rinvigorirsi. 

\isterìsmo, sm. 1 Atteggiamento da isterico. 2 Eccitazione incontrollata. ~ esaltazione. 
 X   sm. hysteria. 
Forma di nevrosi, detta anche isteria, caratterizzata da emotività, insofferenza riguardo alle situazioni spiacevoli e suggestionabilità esagerate oltre che da una forte tendenza a mettersi al centro dell'attenzione. Si hanno varie manifestazioni psicomotorie, vegetative e sensoriali, tra cui crisi convulsive dette crisi isteriche. Ritenuta a lungo fonte dell'immaginazione popolare, fu soprattutto S. Freud a riconoscerne l'origine psichica. Si cura mediante psicoterapia. 

\isteroepilessìa, sf. Grave forma di isterismo in cui si hanno crisi di tipo epilettico che si manifestano in concomitanza di tensioni emotive. 

\isterotomìa, sf. Sezione o taglio della muscolatura dell'utero effettuata al fine di penetrare nella cavità uterina. 

\istidìna, sf. Sostanza indispensabile per la crescita degli organismi, è un amminoacido che viene derivato dall'alanina. Si ottiene da sostanze proteiche per idrolisi. Viene usato in medicina per la terapia di ulcere gastriche e duodenali. 

\istigaménto, sm. L'istigare o l'essere istigato. 

\istigàre, v. tr. 1 Stimolare, indurre a compiere azioni in particolar modo negative. ~ trascinare. <> distogliere. 2 Sobillare, aizzare. ~ fomentare. <> sedare, smorzare. 
 X   v. tr. 1 to instigate. 2 (incitare) to incite. 
 @   lat. instigare. 

\istigatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, chi istiga. ~ fomentatore, agitatore. 

\istigazióne, sf. L'istigare, l'essere istigato. 
 X   sf. 1 incitement. 2 (istigazione a delinquere) incitement to crime. 
 @   lat. tardo instigatio,-onis. 

\istillàre => "instillare" 

\istillazióne, sf. Tecnica terapeutica che consiste nell'inserire una sostanza medicamentosa fluida in una cavità dell'organismo. 

\istintivaménte, avv. Per istinto, d'istinto. 

\istintività, sf. L'essere istintivo. ~ impulsività. <> ponderatezza. 

\istintìvo, agg. 1 Fatto per istinto. ~ innato, insito. <> ragionato. con un gesto istintivo riuscý a coprirsi la faccia, evitando il peggio. 2 Si dice di persona che agisce seguendo gli impulsi naturali. ~ spontaneo. <> razionale. Ŕ una persona molto istintiva, che reagisce senza pensare. 3 Incontrollato. ~ impetuoso. <> freddo. 
 X   agg. instinctive. 

\istìnto, sm. 1 Tendenza innata. ~ propensione. <> incapacità. 2 Inclinazione, indole. ~ attitudine. <> inattitudine. 3 Il complesso delle forze psichiche inconsce. ~ inconscio. 
 X   sm. instinct. 
In psicologia, impulso innato a carattere ereditario e dipendente dalla specie che spinge un individuo a compiere una serie di atti e a seguire determinati comportamenti e che ha come finalità la preservazione della specie. 

\istintóre => "instintore" 

\Istiofòridi Famiglia di grandi Pesci Perciformi viventi nelle acque oceaniche calde o temperate, caratterizzati dall'avere una mascella superiore che si allunga come a formare una spada. 

\Istiotèutidi Famiglia di Molluschi Cefalopodi Decapodi che presentano un accentuato dimorfismo dell'occhio sinistro che è decisamente più grosso del destro. 

\istituìre, v. tr. 1 Instaurare qualcosa che sia di pubblico interesse. ~ fondare. <> sopprimere. fu istituito un premio letterario alla sua memoria. 2 Porre. ~ stabilire. cercava di istituire nuove relazioni commerciali con i mercati dei paesi in via di sviluppo. 3 Nominare. ~ designare. 
 X   v. tr. 1 to establish, to found, to institute. 2 (intraprendere) to set up. 
 @   lat. instituere, comp. da in-+ statuere stabilire. 

\istitutìvo, agg. Che istituisce, atto a istituire. 

\istitùto, sm. 1 Ogni istituzione o ente. ~ organizzazione. istituto di credito, banca. 2 Nome di alcune scuole secondarie superiori. 3 Complesso di norme coordinate per regolare un determinato fenomeno sociale. l'istituto del giudice di pace Ŕ una novitÓ recente della legislazione. 4 Meta prestabilita. 
 X   sm. 1 institute. 2 (università) department. 3 (scuola) school. 4 (di bellezza) beauty salon, beauty parlour. 
 @   lat. institutum, da institutus, p.p. di instituere

\Istituto autonomo per le case popolari (IACP) Ente provinciale che provvede alla costruzione di alloggi a riscatto per le categorie meno abbienti. Dal 1974 ha assorbito la GESCAL. 

\Istituto nazionale della previdenza sociale => "INPS" 

\Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro => "INAIL" 

\istitutóre, sm. (f.-trìce) Chi istituisce o ha istituito. ~ fondatore. 2 Chi si occupa dell'educazione e dell'istruzione dei giovani nei collegi. ~ precettore. 

\istituzionàle, agg. 1 Che è proprio di un'istituzione. referendum istituzionale, si pronuncia su aspetti fondamentali di stato. 2 Che concerne gli elementi fondamentali di una scienza. Ŕ una prova istituzionale che Ŕ necessario superare
 X   agg. institutional. 

\istituzionalìsta, sm. e sf. (pl. m.-ci) Seguace dell'istituzionalismo. 

\istituzionalizzàre, v. v. tr. 1 Dare carattere di istituzione; conferire forma giuridica a qualcosa. ~ formalizzare. quella legge istituzionalizz˛ i movimenti sindacali. 2 Rendere stabile, costante. istituzionalizzarono la prassi della pausa dopo pranzo
v. intr. pron. Assumere carattere istituzionale, stabile. 

\istituzionalizzazióne, sf. L'istituzionalizzare, istituzionalizzarsi o l'essere istituzionalizzato. 

\istituzióne, sf. 1 L'istituire, l'essere istituito. ~ fondazione. 2 Ordinamento sociale o religioso. ~ organismo. il matrimonio Ŕ una istituzione della nostra societÓ civile. 3 Al plurale, principi elementari e fondamentali di una scienza. istituzioni di diritto. 4 Fondazione, creazione. ~ costituzione. non si diede luogo all'istituzione dell'ente, per mancanza di fondi
 X   sf. institution. 
 @   lat. institutio,-onis, deriv. da institutus, p.p. di instituere

\Istituzioni della religione cristiana Trattato di religione di G. Calvino (1536). 

\ìstmico, agg. (pl. m.-ci) Di un istmo. 

\ìstmo, sm. 1 Lingua di terra tra due mari. 2 Parte ristretta di un organo anatomico. 
 X   sm. isthmus. 

\isto- Primo elemento di parole composte. 
 @   greco histˇs tessuto. 

\istofisiologìa, sf. Studio fisiologico delle modificazioni tissurali relative all'attività funzionale. 

\istògeno, agg. e sm. agg. Relativo a una sostanza che sia in grado di stimolare o provocare la formazione di tessuti. 
sm. Tessuto embrionale che formerà i diversi tessuti definitivi. 

\istogràmma, sm. (pl.-i) Rappresentazione grafica di dati classificati in insiemi (o "classi"), che ad ogni insieme associa il numero dei dati che cadono in esso. In statistica matematica il termine viene in genere usato nel caso in cui i dati siano numerici (interi, decimali finiti, reali) e gli insiemi siano intervalli (di ampiezza finita o no).   +  .
Nota. In qualche libro di statistica ne viene data una definizione più restrittiva, ma che vale solo per quel libro. Nel linguaggio comune e nel linguaggio matematico è usato più in generale. Ecco, ad esempio, che cosa si trova nel sito della "Treccani":   «Tipo di diagramma cartesiano, detto anche i. o diagramma a barre o a colonne, al quale si ricorre, spec. a scopi statistici, quando lĺintervallo di definizione della variabile indipendente è diviso, intrinsecamente o artificialmente, in sottointervalli, di ampiezza uguale oppure disuguale, in ognuno dei quali sia la variabile indipendente che quella dipendente sono o possono essere ritenute costanti; si ottiene una figura costituita da una serie di rettangoli adiacenti, aventi la base sull'asse delle ascisse e di altezza disuguale; il profilo superiore costituisce un diagramma a gradini della variabile dipendente. Con sign. più generico, ogni diagramma (areogramma) in cui valori di una o più grandezze sono espressi da figure geometriche le cui aree sono proporzionali a quei valori.»   I primi usi del termine "istogramma" si trovano in uno dei primi manuali di statistica, di  →  Karl Pearson, del 1892, ma il suo uso è stato introdotto probabilmente prima, e, sicuramente, l'uso del concetto era già diffuso. Ad esempio istogrammi con un elemento associato alla base di ogni colonna (ossia diagrammi a barre) si trovano in libri inglesi di politica economica di più di un secolo prima.  Attulamente si usano, in varie aree della matematica e delle altre scienze, molti tipi di "istogrammi" (che non rientrano nella definizioni sopra richiamate), diversi soprattutto per i tipi di scala usati.
 X   sm. histogram. 
 @   derivazione incerta, dai termini greci gramma (disegno) e o histós (trama, tessuto) o historía (storia).

\istolìsi, sf. Dissoluzione, fisiologica o provocata da agenti patogeni, di cellule o di tessuti. 

\istologìa, sf. Scienza biologica che studia la struttura, la funzione, l'origine e le differenze dei tessuti e delle singole cellule che li compongono. Si basa sull'osservazione microscopica e ultramicroscopica di campioni. Ha un indirizzo ultrastrutturale nel quale sono utilizzati microscopi a luce polarizzata ed elettronici, un indirizzo biochimico, basato sull'istochimica e un indirizzo istogenetico che studia le differenze tra i tessuti e tra le loro funzioni. Anche se la scoperta del microscopio e della cellula furono del XVII sec., gli studi relativi alla struttura dei tessuti si svilupparono enormemente nel XIX sec. grazie alla citologia e nel XX sec. grazie all'invenzione di strumenti di analisi sempre più potenti. 

\istològico, agg. (pl. m.-ci) Che concerne l'istologia o i tessuti organici. 

\istòlogo, sm. Studioso, esperto di istologia. 

\istopatologìa, sf. Istologia dei tessuti malati. 

\Istoria del concilio tridentino Opera di storia e politica di P. Sarpi (1619). 

\Istoria della Compagnia di Gesù Cronaca di D. Bartoli (1650-1673). 

\istoriàre, v. tr. Ornare con immagini legate tra loro da un nesso narrativo. ~ decorare. 

\Istorie fiorentine Opera di storia di N. Machiavelli (1520-1525). 

\istradaménto, sm. L'istradare, l'istradarsi o l'essere istradato. 

\istradàre, v. v. tr. 1 Avviare per una strada. 2 Avviare qualcuno a una particolare attività. fu istradato alla carriera di avvocato
v. intr. pron. 1 Avviarsi per una strada. 2 Intraprendere una carriera, una professione. 
 @   da in-+ deriv. da strada

\Istràna Comune in provincia di Treviso (6.916 ab., CAP 31036, TEL. 0422). 

\Ìstria Penisola dell'Adriatico settentrionale divisa tra Slovenia, Croazia e Italia (3.895 km2, 281.000 ab.). In serbo-croato si chiama Istra. Si estende dal golfo di Trieste al golfo di Fiume (Quarnaro). È un altopiano carsico diviso in tre regioni morfologiche. L'Istria bianca si trova a nord ed è calcarea, l'Istria gialla è al centro ed è arenaceo argillosa, mentre l'Istria rossa, situata lungo la fascia sudoccidentale, è coperta da terre rosse. I centri principali sono Abbazia, Capodistria, Fiume, Parenzo, Pirano, Pola e Rovigno. Numerose le isolette, tra cui l'isola Rossa. Prevalgono agricoltura, allevamento e pesca. Sono presenti miniere di carbone (Arsia) e bauxite (Rovigno). Vi sono industrie alimentari, metalmeccaniche, chimiche, tessili, navali, del tabacco, di conservazione del pesce e cementifici. È un centro turistico balneare. 
Nell'antichità (II millennio a. C.) fu abitata da un popolo di navigatori e pirati, gli istri. Dal 183 a. C., anno in cui passò sotto il dominio romano, fu terra di conquista per ostrogoti, bizantini, longobardi e franchi fino al IX sec. Nel 1208 passò al patriarcato di Aquileia; dal 1291 fu controllata da Venezia che la occupò nel 1451. Con il trattato di Campoformio fu ceduta all'Austria (1797). Nel 1805 passò alla Francia come parte del regno Italico di Napoleone. Venne poi incorporata al regno Italico (1806-1809) per ripassare all'Austria e poi di nuovo alla Francia nelle province Illiriche. Dopo il congresso di Vienna (1815) tornò agli Asburgo. Nel 1861 fu istituita una dieta provinciale a Parenzo e nel 1918, dopo la prima guerra mondiale, fu annessa al regno d'Italia. Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1947, Pola e buona parte dell'Istria passarono alla Iugoslavia, mentre la parte a nord-ovest formò il Territorio Libero di Trieste, suddiviso a sua volta nelle zone A, con capoluogo Trieste e gestita dagli angloamericani, e B, con capoluogo Capodistria e amministrata dalla Iugoslavia. Nel 1954 la zona B e parte della A passarono alla Iugoslavia. La zona A fu restituita all'Italia con l'accordo italoiugoslavo di Osimo (1975). 

\istriàno, agg. e sm. agg. Dell'Istria. 
sm. Nativo o abitante dell'Istria. 

\ìstrice, sm. 1 Genere di Roditori della famiglia degli Istricidi. 2 Persona intrattabile e scontrosa. 
 X   sm. porcupine. 
Istrice crestata 
Mammifero (Hystrix cristata) della famiglia degli Istricidi e dell'ordine dei Roditori. Di colore bruno, lunga circa 55 cm, ricoperta da aculei che erige come difesa quando si sente minacciata. Vegetariana, vive in zone cespugliose o rocciose. È presente in Africa settentrionale, in Asia occidentale e in Italia centromeridionale. 

\Istrìcidi Famiglia di Mammiferi Roditori aventi la pelle rivestita da aculei o da peli rigidi a cui appartengono gli istrici. 

\Istricomòrfi Sottordine di Mammiferi Roditori comprendente anche la famiglia degli Istricidi. 

\istrióne, sm. 1 Attore di mediocri capacità. ~ teatrante. 2 Chi nella vita assume atteggiamenti teatrali. ~ esibizionista. 
 X   sm. ham actor. 

\istrionésco, agg. (pl. m.-chi) Da istrione. 

\istriònico, agg. (pl. m.-ci) Proprio degli istrioni. 

\istrionìsmo, sm. Tendenza ad assumere atteggiamenti da istrione. 

\istruìre, v. v. tr. 1 Far apprendere a qualcuno nozioni di una disciplina. ~ insegnare. <> imparare. 2 Dare istruzioni, direttive e consigli su quello che si deve fare. ~ catechizzare. lo istruý sull'uso dei macchinari. 3 Ammaestrare un animale. ~ addestrare. 4 Informare, suggerire. ~ consigliare. 5 Avviare un processo. istruire una causa
v. rifl. 1 Acquistare, formarsi un'istruzione. ~ apprendere. : : un autodidatta che si Ŕ istruito da solo. 2 Informarsi 
 X   v. tr. 1 to instruct, to teach. 2 (ammaestrare) to train. 3 (informare) to inform. 4 (dir.) to institute. 
 @   lat. instruere preparare, comp. da in-+ struere costruire. 

\istruìto, agg. 1 Che possiede una buona istruzione, dotto, colto. ~ erudito. <> ignorante. 
 X   agg. learned. 

\istruttìvo, agg. Che mira, che serve a istruire. ~ educativo, pedagogico. 

\istruttóre, sm. (f.-trìce) Chi istruisce, specialmente atleti e soldati. ~ allenatore, maestro. 
 X   sm. 1 instructor. 2 (giudice istruttore) examining. 

\istruttòria, sf. Fase del processo in cui si compiono tutti gli atti necessari a istruirlo. 
 X   sf. (dir.) committal proceedings, preliminary investigation and hearing. 

\Istruttoria, oratorio in 11 atti, L' Dramma di P. Weiss (1965). 

\istruttòrio, agg. Che riguarda l'istruzione di un processo. 

\istruzióne, sf. 1 L'istruire, l'essere istruito. ~ preparazione, apprendimento. 2 In un processo è l'attività diretta a raccogliere tutti gli elementi necessari alla decisione. 3 Il complesso delle cognizioni acquisite. ~ cultura. 4 Comando codificato impartito a un calcolatore elettronico affinché esegua una determinata operazione. 5 Al plurale, direttiva data verbalmente o scritta a qualcuno intorno a ciò che deve fare o dire. ~ disposizioni. 
 X   sf. 1 education, training. 2 (insegnamento) teaching. 3 (direttiva) instruction. 4 (indicazione) direction. 
 @   lat. instructio,-onis, deriv. da instructus, p.p. di instruere. 
Le civiltà antiche avevano solo scuole sacerdotali. A Sparta l'istruzione era di tipo militare, mentre Atene la articolò in diverse discipline. A Roma a partire dal II sec. a. C. si ebbe una scuola pubblica, comprendente istruzione primaria, secondaria e superiore, mentre nel medioevo l'istruzione fu appannaggio della chiesa e si ebbero scuole parrocchiali, cattedrali e claustrali. Si ricorda la schola palatina di Carlo Magno e l'opera di Alcuino, la cui divisione delle sette arti liberali in trivio e quadrivio rimase in vigore fino al tardo umanesimo. Alla fine del XII sec. sorsero le prime università. Il desiderio di laicizzazione della scuola si accrebbe soprattutto durante l'umanesimo. Con l'istruzione si lottò contro l'eresia nell'epoca della riforma e controriforma (gesuiti). La prima forma di educazione laica moderna pubblica risale al periodo dell'illuminismo. La scuola primaria gratuita e obbligatoria fu introdotta dalla rivoluzione francese. In Italia la legge Casati (1859) riformò la scuola, la legge Cappino (1859) sancì l'obbligatorietà della scuola primaria e la riforma Gentile (1923) indicò lo scopo formativo dell'istruzione e privilegiò l'indirizzo storico umanistico. Con la legge del 19 gennaio 1999 l'istruzione obbligatoria è stata portata a 15 anni. Nel XIX sec. si ebbe una rivalsa del ramo scientifico tecnologico. Negli ultimi decenni la cultura umanistica è stata rivalutata per contrastare la tendenza a una specializzazione estrema. 
In diritto l'istruzione in un processo civile è una fase che serve per l'ammissione delle prove dopo la fase iniziale di introduzione della causa e per definire con precisione l'oggetto della decisione finale. Nel processo penale l'istruzione dibattimentale è la fase in cui sono individuate e assunte le prove raccolte durante le indagini preliminari
Istruzione macchina 
In informatica designa il codice che indirizza la CPU a eseguire una certa operazione. 

\istupidiménto, sm. Lo stato di chi è istupidito. 

\istupidìre, v. v. tr. Rendere stupido. ~ frastornare. 
v. intr. pron. Diventare stupido, restare intontito. ~ rimbambirsi. 

\Itabira Centro del Brasile (91.000 ab.) situato a nord-est di Belo Horizonte. Possiede importanti miniere di itabirite ed è sede vescovile cattolica. 

\itabirìte, sf. Roccia metamorfica formata per la maggior parte da ematite e da quarzo, appartenente al gruppo degli scisti cristallini, che viene utilizzata per l'estrazione del ferro. 
 @   da Itabire, località del Brasile. 

\Ìtaca Itaca è una piccola isola dell'arcipelago delle Ionie, famosa per essere la patria di Ulisse, eroe dell'Odissea. Quasi tutte le località dell'isola sono in qualche modo collegate a questo personaggio omerico. Essa ha un'estensione di 92 km2 e conta circa 36.000 abitanti. Il suo territorio è formato da due rilievi montuosi, separati da un istmo centrale, in corrispondenza dell'ampio golfo di Molos. Le coste occidentali, scoscese e lineari, sono a pochi chilometri di distanza da quelle di Cefalonia; le coste orientali invece sono più piane e frastagliate. A differenza delle altre isole Ionie, per Itaca il turismo costituisce un'attività marginale e piuttosto recente. Itaki, detta Vathi dagli abitanti, è porto e capoluogo dell'isola; sorge sulla costa orientale all'estremità del golfo di Molos. È una piccola città che ha subito molti danni in seguito al terremoto del 1953. Conserva ancora la cinta della mura veneziane e ospita un museo archeologico di modesto interesse, a parte la raccolta di vasi micenei. I ritrovamenti hanno permesso di identificare alcuni dei luoghi descritti da Omero nell'Odissea, come la fonte Aretusa, il palazzo o Kastro di Ulisse (vicino Stavros), il porto di Forco dove sbarcò Ulisse (a Itaki). Tuttavia, non è testimoniata una prosperità pari a quella dell'Itaca omerica. L'unico periodo di ricchezza dovuto al commercio si ebbe nel I sec. a. C. Successivamente Itaca condivise le vicende delle altre isole Ionie, subendo il dominio veneziano, turco, inglese prima di tornare alla Grecia nel 1864. 

\itacése, agg. e sm. agg. Relativo a Itaca. 
sm. 1 Abitante o nativo di Itaca. 2 Appellativo di Ulisse. 

\itacìsmo, sm. Pronuncia del greco antico corrispondente alla lettura di eta come i. 

\itacolumìte, sf. Roccia sedimentaria elastica composta principalmente da granuli irregolari di quarzo e da lamine di mica muscovite, appartenente al gruppo delle arenarie. 

\itacònico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a un acido bicarbossilico e all'anidride corrispondente che si ottiene dalla pirolisi dell'acido citrico. 

\Itàla Comune in provincia di Messina (1.813 ab., CAP 98025, TEL. 090). 

\ITALCABLE Sigla di Servizio Cablografico Italiano. 

\ITALCASSE Sigla di Istituto delle Casse di risparmio Italiane. 

\ITALCEMENTI Sigla di Cementifici Italiani. 

\ITALGAS Sigla di (Società) Italiana per il Gas. 

\itàlia, sf. Vitigno italiano ottenuto incrociando varietà bicane con moscato d'Amburgo. 

\Itàlia Repubblica dell'Europa meridionale; confina a ovest con la Francia, a nord con la Svizzera e l'Austria, a est con la Slovenia; la parte peninsulare è bagnata a ovest dai mari Ligure, di Sardegna e Tirreno, a sud dal mare di Sicilia e dal mar Ionio e a est dal mare Adriatico.   +  
L'Italia peninsulare si estende in direzione nord-ovest/sud-est con la caratteristica forma di stivale. Il territorio presenta una grande varietà di forme. 
Il confine settentrionale è orlato dalle Alpi che nella parte occidentale comprendono i gruppi montuosi con le cime più alte d'Europa (Monte Bianco 4.810 m, Monte Rosa 4.633 m, monte Cervino 4.478 m), dove ampie zone sono ricoperte da nevi perenni. Nella parte occidentale le montagne digradano bruscamente nella pianura piemontese, mentre verso oriente le Alpi lombarde e venete sono unite alla pianura dalla fascia più gradualmente digradante delle Prealpi. 
La presenza delle Alpi non ha mai costituito un ostacolo alle comunicazioni, nemmeno nei tempi più antichi, in quanto sono attraversate da ampie vallate di origine glaciale, utilizzate da sempre come vie di comunicazione. 
Ai piedi delle Prealpi si allungano i grandi laghi di origine glaciale, quali il lago Maggiore, il lago di Como e il lago di Garda (il più esteso d'Italia, 370 km2); numerosi sono i laghi minori. 
La pianura padana, la più vasta del paese, è delimitata a nord dalle Alpi e a sud dagli Appennini. 
È percorsa in direzione ovest est dal fiume Po, il più lungo d'Italia (652 km), e dai suoi numerosi affluenti alpini e appenninici. 
Gli Appennini costituiscono l'ossatura della penisola; si estendono con forma arcuata per oltre 1.200 km, con larghezza che varia dai 30 ai 150 km; strutturati in numerose catene minori, presentano un'altitudine media inferiore a quella delle Alpi. 
L'Appennino Ligure, scarsamente elevato, ma compatto e ripido, separa nettamente la pianura padana dalla riviera ligure. L'Appennino Tosco-Emiliano ha cime più elevate, valichi frequenti e relativamente agevoli. L'Appennino Centrale comprende le cime più elevate delle parte peninsulare, con il Gran Sasso d'Italia (2.912 m) e la Maiella (2.795 m). Infine l'Appennino Meridionale è più eterogeneo per struttura geologica e per forma e presenta dei territori tra i più aspri del paese. 
Al sistema montuoso principale si accompagnano il Preappennino tirrenico (Colline Metallifere, monte Amiata, monti Volsini, Cimini e Sabatini, colli Albani, monti Lepini, Ausoni e Aurunci, Campi Flegrei e Vesuvio) e il Preappennino Adriatico (Gargano, Altipiani delle Murge e del Salento). 
I rilievi della Sicilia sono considerati per struttura e formazione geologica la continuazione degli Appenini peninsulari. Spicca tuttavia il cono vulcanico isolato del monte Etna (3.323 m). 
I monti della Sardegna, insieme a quelli della Corsica, si differenziano completamente dalle Alpi e dagli Appennini e costituiscono un massiccio montuoso a sé stante, per la maggior parte immerso, formato essenzialmente da rocce granitiche e metamorfiche, cui si devono le notevoli risorse minerarie del sottosuolo sardo. 
Le coste, che corrono per più di 3.000 km, assumono aspetti assai variegati; sono basse, rettilinee e sabbiose, in particolare sul versante adriatico, mentre sul versante tirrenico presentano per lunghi tratti un aspetto frastagliato e roccioso, con numerose baie e ampi golfi. 
I fiumi settentrionali hanno portata più regolare con minimi in inverno e massimi in autunno ed estate, mentre i fiumi dell'Italia peninsulare hanno carattere torrentizio, alimentati soprattutto dalle precipitazioni, con massimi invernali e primaverili e frequenti secche estive. Si versano per la maggior parte nell'Adriatico, il cui principale tributario, il Po (il più lungo fiume italiano) raccoglie le acque di numerosi affluenti (Dora Riparia, Dora Baltea, Sesia, Ticino, Adda, Oglio e Mincio da sinistra; Tanaro, Taro, Secchia e Panaro da destra). 
Tributario adriatico è anche il fiume Adige, oltre ai numerosi corsi del versante appenninico orientale. 
I principali tributari del mar Tirreno sono l'Arno e il Tevere. 
Oltre ai principali laghi alpini (Maggiore, Como e Garda) vanno ricordati il lago Trasimeno e il lago di Bolsena (di origine vulcanica) dell'Italia centrale e i laghi artificiali (Omodeo in Sardegna e Ampollino in Calabria). 
Il clima, generalmente di tipo temperato, subisce notevolissime variazioni in funzione di numerosi fattori, tra cui spicca la latitudine, data la disposizione allungata da nord a sud, l'altitudine e la vicinanza al mare. La presenza dell'arco alpino inoltre costituisce un valido riparo dalle correnti fredde provenienti da nord. 
Si possono quindi distinguere le seguenti regioni climatiche: la regione alpina, con clima montano, inverni rigidi e abbondanti precipitazioni soprattutto invernali; la regione padano veneta, con clima continentale di transizione con notevoli escursioni termiche sia diurne che stagionali; la regione appenninica, con caratteri continentali più accentuati verso l'interno; la regione ligure-tirrenica, dal clima mite e contenute escursioni termiche, grazie all'influsso del mare; la regione adriatica, con un clima quasi continentale, essendo aperta ai venti settentrionali e limitatamente influenzata da un mare poco profondo; infine la regione insulare-ionica con clima tipicamente mediterraneo, con inverni miti ed estati calde e scarse precipitazioni nel periodo invernale. 
La capitale è Roma, città di secolare tradizione storica, artistica, politica ed economica. Situata nell'Italia centrale, è sede delle istituzioni politiche nazionali e riveste un ruolo primario come capitale politica e amministrativa, mentre è a Milano che spetta la fama di capitale economica. Situata nell'Italia settentrionale, Milano rappresenta il principale centro industriale e commerciale non solo dell'Italia settentrionale, ma di tutto il paese. 
Altri centri rilevanti sono Torino, ex capitale del regno e sede della principale industria automobilistica, la Fiat; Genova, principale porto italiano; Bologna, sede della più antica università italiana e attivo centro industriale e commerciale; Venezia, antica repubblica marinara, città d'arte, famosa in tutto il mondo. 
Nell'Italia centrale un ruolo fondamentale è rivestito da Firenze, a sua volta città d'arte, ma anche importante polo economico della regione. 
Napoli, ex capitale del Regno Borbonico, è l'espressione di un urbanismo tipicamente meridionale, spontaneo e mai corretto, naturale espressione di una ricca borghesia del sud. 
Protagoniste della difficile industrializzazione del sud sono Bari, Brindisi, Pescara, Ancona e inoltre Taranto, nuova importante sede industriale. 
Palermo, Catania e Messina in Sicilia, come pure Cagliari in Sardegna, sono tipiche città del sud, cresciute con le rendite fondiarie delle borghesie locali, ma povere di stimoli economici. 
Sotto il profilo economico, l'Italia è uno dei paesi più dinamici in Europa. 
Di vocazione tipicamente agricola, ha subito una profonda trasformazione soprattutto nel secondo dopoguerra, che l'ha portata a diventare uno dei paesi più industrializzati del mondo, ma che allo stesso tempo ha ulteriormente accentuato il divario tra il nord ricco e industrializzato e il sud, ancora fortemente agricolo, dove l'industria stenta a decollare. 
Tra i cereali, il frumento rappresenta la coltura più diffusa ovunque, con produttività locali assai variabili non solo in base alla qualità dei terreni, ma anche al grado di meccanizzazione e di modernizzazione delle colture. Oltre al frumento si coltivano il mais, prevalentemente destinato a foraggio, e il riso, soprattutto nella pianura padana. 
In fase di espansione sono le colture orticole (pomodori, cavoli, cavolfiori, carciofi e leguminose). 
La vite ha una grandissima diffusione e assicura una cospicua produzione di vino, spesso di ottima qualità. 
L'olivo trova un ambiente ideale in tutto il centro sud e sulle coste liguri. 
Il frutteto è particolarmente diffuso in Trentino Alto Adige, nel Veneto e nel Ferrarese, dove sono diffuse medie e grandi aziende specializzate; notevole è la produzione di agrumi nel sud. 
Una certa importanza rivestono le colture industriali, in particolare tabacco e barbabietola da zucchero. 
Vivace è la floricoltura, particolarmente rinomata quella ligure. 
Purtroppo il patrimonio forestale è diventato esiguo a causa di disboscamenti indiscriminati; è in atto tuttavia un'intensa attività di rimboschimento. 
L'allevamento è intensivamente praticato nella pianura padana; si tratta in particolare di bovini, ma anche di suini, di ovini (più diffusi al centro sud) e di animali da cortile. 
La pesca è un'attività complessivamente povera, in parte per la limitata pescosità dei mari italiani, in parte per la mancanza di imprese moderne nel settore. Rimane viva la pesca tradizionale in alcune zone del meridione (tonni e sardine in Sicilia e Sardegna); assai note sono le coltivazioni di mitili (golfo di Taranto) e di anguille nelle valli di Comacchio. 
Nel complesso la pesca non soddisfa la domanda nazionale e cospicue sono le importazioni in questo settore. 
Dal punto di vista minerario l'Italia è scarsamente dotata; le aree relativamente più ricche sono la Catena Metallifera in Toscana, in particolare l'isola d'Elba e la Sardegna sudoccidentale. Modesti sono i giacimenti di ferro e ancora più esigue le produzioni di zinco e piombo. 
Del tutto cessata la produzione di bauxite, rimane attiva quella della pirite, dello zolfo, e anche del salgemma o sale marino, di caolino, di sali potassici e di talco. 
Particolarmente pregiata è invece l'industria del marmo e di altre pietre da taglio: travertino, tufi vulcanici ecc. 
La povertà mineraria si riconferma in campo energetico; del tutto abbandonata l'attività estrattiva del carbone, l'estrazione di discrete quantità di gas naturale e di quantità esigue di petrolio rimangono del tutto insufficienti al fabbisogno nazionale. 
Nonostante la scarsità di minerali energetici, l'Italia è una grande produttrice di energia elettrica grazie allo sfruttamento della fonte tradizionale, quella idroelettrica. Il fabbisogno nazionale non coperto dalle risorse interne viene affrontato tramite centrali termiche, alimentate da petrolio e gas naturale di importazione. 
L'importazione di petrolio ha collateralmente alimentato il costituirsi di una forte industria petrolchimica, che non si limita alla sua lavorazione per il consumo interno, ma sviluppa l'esportazione dei suoi i derivati. 
Oltre al settore petrolchimico, dipende fortemente dall'estero anche il settore siderurgico, alla base dell'importante affermata industria meccanica. Notevoli sono la produzione di ghisa, di acciaio, sia grezzo che laminato, e inoltre di piombo, zinco, rame, alluminio ecc. 
Buona parte della produzione metallurgica è legata all'industria automobilistica, principalmente attiva a Torino, che ha avuto un effetto determinante nello sviluppo dell'industria italiana. Il settore infatti non è rivolto solo al mercato interno, ma anche a quello estero. 
Di antica tradizione, per quanto in fase assai critica, è l'industria cantieristica. 
Ben rappresentate sono anche l'industria di materiale ferroviario e delle macchine agricole. 
Il panorama delle produzioni meccaniche, con settori tecnologicamente molto avanzati come quello aeronautico, è estremamente vario; uno dei settori che ha avuto un notevole impulso negli scorsi decenni è quello degli elettrodomestici; discreta la produzione di cicli e motocicli e della meccanica di precisione; larga fama internazionale godono anche le armi da fuoco. 
Anche le attività manifatturiere sono numerosissime. Importante è l'industria tessile, per quanto dipendente dall'estero per l'approvvigionamento delle materie prime; sviluppati sono il settore cotoniero, laniero, della seta, ma anche del lino, della iuta e delle fibre artificiali. 
Le industrie dell'abbigliamento e delle calzature sono molto affermate e lavorano in buona proporzione per l'estero. 
Destinata a coprire la domanda interna è l'industria di materiali da costruzione (cemento e laterizi). Numerose le cartiere sorte nelle zone appenniniche o alpine. Sviluppata anche l'industria del mobile. 
Le industrie alimentari, di trasformazione dei prodotti agricoli, sono particolarmente diffuse nella pianura padana e nel napoletano; si tratta di complessi molitori, pastifici, conservifici, zuccherifici, oleifici, caseifici, birrifici, complessi enologici ecc. 
Numerose sono tuttora le manifatture di tabacco e tradizionali la produzione di vetro e ceramiche d'arte, la lavorazione della paglia, l'intaglio del legno, la lavorazione del corallo (Napoli), la produzione di pizzi e merletti, nonché la costruzione di strumenti musicali. 
STORIA Fin dal III millennio a. C. l'Italia è popolata da popolazioni mediterranee che sopravvivono in seguito con il nome di liguri (nella penisola) o di siculi (in Sicilia). Più tardi le immigrazioni indoeuropee danno origine all'insediamento di una civiltà specifica, nella valle del Po; gli ultimi venuti, i villanoviani, praticano l'incinerazione e fanno uso del ferro. Attorno all'anno 1000 a. C. sono due i gruppi italici distinti (o italioti) che formano la sostanza della popolazione dell'Italia. Verso l'VIII sec. a. C., gli etruschi si insediano tra il Po e la Campania e i greci stabiliscono colonie sulle coste meridionali. Nel IV sec. a. C. i celti occupano la pianura del Po e Roma (fondata nel 753 a. C., secondo la leggenda) incomincia ad approfittare delle rivalità tra questi popoli differenti per conquistare progressivamente l'insieme della penisola e contemporaneamente, dopo la vittoria su Cartagine, dominare il Mediterraneo occidentale. Il latino, lingua dei vincitori, viene imposto in tutta l'Italia. Nel 91 a. C., la Guerra Italica o Guerra Sociale, costringe Roma a dare alle città italiane il diritto di cittadinanza completo. Con la campagna di Gallia (58-51 a. C.) Cesare occupa l'attuale Francia. A partire da Augusto, l'Italia è al centro di un vasto impero che ella dirige e che la mantiene. Il cristianesimo, introdotto nella penisola nel I sec., a lungo perseguitato, trionfa nel IV sec. a Roma, sede del papato. 
Le invasioni barbare riducono l'impero d'occidente all'Italia, che a sua volta non viene risparmiata (sacchi di Roma, 410 e 476). Dopo i tentativi di restaurazione di Teodorico e di Giustiniano, l'Italia si sviluppa attorno a tre poli: Milano, centro longobardo; Ravenna, sotto il dominio bizantino; il territorio pontificio, attorno a Roma. 
Il papa fa appello ai franchi per contrastare i longobardi e Carlo Magno diventa re dei longobardi (774), prima di essere incoronato imperatore (800). Nel IX sec. le scorribande saracene e normanne nel sud e la frantumazione feudale creano una situazione di anarchia e solo con il re di Germania Ottone I, che è incoronato imperatore a Roma (962), l'Italia viene integrata nel Sacro Romano Impero germanico. La lotta per le investiture (1075-1122) si conclude con la vittoria del papato sull'impero. Appoggiati da Roma, i normanni di Roberto il Guiscardo creano un regno nell'Italia del sud. 
Nasce una nuova forza, quella delle città, erette in comuni e arricchite dalla crescita economica (Pisa, Genova, Firenze, Milano, Venezia). Quando il conflitto tra Roma e l'impero esplode, le città sono costrette a impegnarsi e si dividono in guelfe (partigiane del papa) e ghibelline (che sostengono l'imperatore). L'Italia del sud tocca a Carlo d'Angiò mentre la Sicilia passa nelle mani degli Aragona, e questo mette un limite alle pretese imperialiste sull'Italia. Il papato deve abbandonare Roma per Avignone (1309-1376); esso è indebolito dal Grande Scisma d'occidente (1378-1417). Non ci sono più potenze dominanti in Italia, ma comuni e stati regionali alle prese con le difficoltà economiche e sociali aggravate dalla peste nera (1348). Nel XV sec. una nuova potenza si forma nel nord, il ducato di Savoia; le città, nelle quali famiglie potenti si impongono contro il regime repubblicano (signorie), vedono l'apogeo del rinascimento (Firenze). 
Le guerre in Italia si concludono con la sconfitta delle ambizioni francesi e la definizione del predominio spagnolo su gran parte della penisola. L'Italia, centro della controriforma, declina sul piano culturale ed economico. Il trattato di Utrecht (1713) fa passare il paese sotto il dominio degli Asburgo d'Austria. In Toscana e nel regno di Napoli che, con Parma, torna nelle mani dei Borboni di Spagna dopo il 1734, viene avviata una politica riformista. L'Italia passa sotto l'influenza della Francia (1792-1799) che annette la Savoia e Nizza e occupa la repubblica di Genova. Vengono istituite effimere repubbliche solenni. Bonaparte conquista l'insieme della penisola e costituisce nel nord una repubblica italiana che diventa ben presto regno d'Italia, con sovrano Napoleone; il regno di Napoli, occupato nel 1806, è affidato prima a Giuseppe Bonaparte (1808) poi a Murat. Nel 1814 l'Italia ritorna alla propria divisione anteriore (12 stati) e il dominio austriaco è ripristinato nel nord e nel centro. Nel periodo di restaurazione che segue il congresso di Vienna società segrete (carbonari) complottano contro il ritorno dell'assolutismo, ma vengono duramente represse. Scoppiano nuove rivolte (1831-1833), ispirate dal repubblicano Mazzini, fondatore del movimento Giovane Italia e con la sfortunata prima guerra di indipendenza (1848) prende avvio la liberazione nazionale (il risorgimento) contro il dominio dell'Austria; nella seconda guerra di indipendenza il Piemonte, con Vittorio Emanuele II e il suo ministro Cavour, ottiene l'appoggio della Francia e nel 1859 le truppe franco-piemontesi sono vittoriose sull'Austria (campagna d'Italia) che deve abbandonare la Lombardia. Nel 1860 la Savoia e Nizza vengono restituite alla Francia, come compenso per l'aiuto ricevuto. Movimenti rivoluzionari, nell'Italia centrale e nel regno di Napoli conquistato da Garibaldi, portano all'unione di queste regioni con il Piemonte. Nel 1861 viene proclamato il regno d'Italia, con Firenze capitale e re Vittorio Emanuele II. Nel 1866 (terza guerra di indipendenza), grazie all'aiuto prussiano, l'Italia annette Venezia e nel 1870 la caduta del secondo impero francese consente l'annessione di Roma, che diventa capitale. 
Si succedono vari governi di destra, mentre il Mezzogiorno affonda nella povertà e inizia un ampio movimento di emigrazione. La destra (1876-1900) viene sostituita da governi di sinistra con Crispi, anticlericale ostile alla Francia, che tenta invano di colonizzare l'Etiopia. A Vittorio Emanuele II succede nel 1878 Umberto I, assassinato nel 1900, e quindi Vittorio Emanuele III. La politica estera, dominata dalle rivendicazioni irredentiste, sfocia nel conflitto italo-turco (1911-1912) e nell'annessione della Tripolitania e del Dodecaneso. Sempre posseduta dal desiderio di riconquistare terre a danno dell'Austria, l'Italia partecipa alla prima guerra mondiale (1915-1918) a fianco degli Alleati, ma solo una parte delle sue ambizioni è soddisfatta (annessione del Trentino, dell'Alto Adige e di Fiume). Nel 1922 Mussolini è chiamato al potere dal re dopo la marcia su Roma delle sue camicie nere. Mussolini, che si fa chiamare Duce, instaura un regime fascista corporativo, popolare grazie alla sua politica economica (grandi lavori), religiosa (patti lateranensi, 1929) ed estera (conquista dell'Etiopia, 1935-1936). Nel 1940 l'Italia, che ha firmato il patto di acciaio con il Terzo Reich l'anno precedente, entra in guerra a fianco della Germania, ma nel 1943 lo sbarco degli Alleati in Sicilia provoca la caduta di Mussolini, che si rifugia nel nord dove costituisce la Repubblica di Salò; il maresciallo Badoglio firma un armistizio con gli Alleati. Nel 1944 Vittorio Emanuele III abdica e il figlio Umberto II diventa luogotenente generale del Regno e un anno dopo Mussolini (dopo il fallimento della repubblica di Salò) viene arrestato e fucilato. 
Il 2 giugno 1946 viene proclamata la repubblica a seguito di un referendum; i democristiani di A. De Gasperi avviano la ricostruzione del paese, confidando sull'alleanza con gli Stati Uniti. Nel 1957 l'Italia entra nella CEE. I democristiani, prima con A. Fanfani poi con A. Moro, sono gli autori di un miracolo economico che non impedisce l'avanzata elettorale della sinistra e li forza progressivamente ad aperture verso i socialisti. L'instabilità politica fa sì che i governi cambino con un ritmo estremamente rapido. La classe politica, giudicata corrotta, è sempre più separata dal resto della società. Fra il 1972 e il 1981 per ristabilire l'ordine, i partiti politici cercano di realizzare la più ampia alleanza possibile; essi vi pervengono con il cosiddetto compromesso storico, tra il 1976 e il 1979, quando sono uniti al potere comunisti e democristiani. Nel frattempo, la società italiana è turbata dal diffondersi del terrorismo di destra e di sinistra, in particolare delle Brigate Rosse (assassinio di A. Moro, 1978). Nel 1983 il socialista B. Craxi diventa presidente del consiglio. Nel 1987 dopo le sue dimissioni, si alternano alla presidenza del consiglio i democristiani Giovanni Goria (luglio 1987), Ciriaco De Mita (aprile 1988), Giulio Andreotti (luglio 1989). Nel 1992 le elezioni legislative (aprile) sono contrassegnate dalla sconfitta dei grandi partiti tradizionali e dall'emergere delle leghe (movimenti regionalisti e populisti) nell'Italia del nord. Il socialista Giuliano Amato forma un governo di coalizione (giugno) che avvia una politica di austerità, di revisione delle istituzioni e di lotta contro la mafia e la corruzione. Nel 1993 questa politica è seguita anche da Carlo Azeglio Ciampi, governatore della Banca centrale, che dirige il nuovo governo. Viene avviata una riforma del sistema politico che interessa in particolare il funzionamento dei partiti e le leggi elettorali.
Nel frattempo un'intensa operazione della magistratura (Mani pulite) cerca di mettere un freno alla corruzione politica e provoca la crisi dei partiti tradizionali, alcuni dei quali scompaiono o si rifondano. La fase politica che segue, forse con un eccesso di speranaza, viene definita della "Seconda Repubblica". Nel 1994 dopo la vittoria, con le elezioni legislative, di una coalizione di destra, viene nominato presidente del consiglio Silvio Berlusconi (aprile). Esso deve comunque presentare le dimissioni qualche mese più tardi (dicembre). Alla testa di un governo di tecnici, Lamberto Dini prosegue la politica di risanamento economico del paese. In previsione delle elezioni Romano Prodi, ex presidente dell'IRI, decide di entrare in campo e forma la formazione politica dell'Ulivo, comprendente i maggiori partiti di centrosinistra (PDS, PPI, Verdi ecc.). Il partito popolare si scinde e la formazione guidata da R. Buttiglione (CDU) non entra a far parte dell'Ulivo, ma aderisce al Polo. Le elezioni vedono la vittoria dell'Ulivo e Prodi nel maggio del 1996 forma un governo di centrosinistra. A causa del mancato sostegno di Rifondazione comunista, nell'ottobre del 1998 Prodi si dimette; al suo posto diventa primo ministro M. D'Alema, che rimane tale fino all'aprile 2000, seguito da Amato, fino al giugno 2001. Le elezioni del 2001 portano alla vittoria la coalizione di centrodestra capeggiata da Silvio Berlusconi. Nel 2006 Prodi ridiventa Presidente del Consiglio dopo la sconfitta della Casa delle Libertà di Berlusconi, Bossi, Casini e Fini, ma con soli venticinquemila voti di vantaggio. Un mancato voto di fiducia, al Senato, ne causa le dimissioni, all'inizio del 2008. Nell'aprile 2008 la coalizione formata da Popolo della Libertà, Lega Nord e Movimento per l'Autonomia, a sostegno della candidatura di Silvio Berlusconi, a Presidente del Consiglio, vince le elezioni politiche con un'ampia maggioranza. All'opposizione, in parlamento, vi sono il Parito Democratico (segretario - nel 2009 - Francescini), l'Unione di Centro (segretario Casini) e l'Italia dei Valori (segretario Di Pietro).
Abitanti 60.315.000 nel 2009
Superficie 301.300 km2 
Densità 200,2 ab./km2 
Capitale - Roma 
Governo - Repubblica parlamentare 
Moneta - Euro 
Lingua - Italiano 
Religione - Cattolica in maggioranza, protestanti, musulmani, ebrei e ortodossi 

\Italiana in Algeri, L' Dramma giocoso in due atti di G. Rossini, libretto di A. Anelli (Venezia, 1813). 

\Italiana in Londra, L' Intermezzo in musica di D. Cimarosa, libretto di G. Petrosinelli (Roma, 1778). 

\italianìsmo, sm. Vocabolo, locuzione o costrutto italiano accolto in un'altra lingua. 

\italianìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Studioso di lingua, letteratura e cultura italiana. 

\italianità, sf. L'essere, il sentirsi italiano. 

\italianizzàre, v. v. tr. 1 Far assumere modi, costumi, lingua, cittadinanza italiani. 2 Dare forma italiana a un vocabolo o a un costrutto. 
v. intr. pron. Subire un processo di assimilazione alla lingua, agli usi e alla mentalità degli italiani. 

\italianizzazióne, sf. 1 Il processo di adattamento di una voce straniera o dialettale al sistema linguistico italiano. 2 L'italianizzare, l'italianizzarsi o l'essere italianizzato. 

\italiàno, agg. e sm. agg. Dell'Italia. 
sm. 1 Abitante, nativo dell'Italia. 2 Lingua romanza parlata in Italia. 3 La lingua e la letteratura italiana, in quanto materia di insegnamento nelle scuole. 
 X   agg. e sm. Italian. 
S'Ŕ fatta l'Italia, ora si devono fare gli italiani. Pensiero più volte espresso da Massimo d'Azeglio. 

\Italiano inutile, L' Memorie di G. Prezzolini (1954). 

\itàlico, agg. e sm. agg. 1 Dell'Italia antica. 2 Italiano. 
sm. 1 Chi apparteneva alle antiche popolazione dell'Italia meridionale di tradizione linguistica indoeuropea. 2 Il carattere corsivo. 

\italiòta, agg., sm. e sf. agg. Della Magna Grecia. 
sm. e sf. Nome con cui gli antichi greci indicavano gli abitanti delle colonie dell'Italia meridionale. 

\ìtalo, agg. e sm. Italiano. Questo termine è anche utilizzato per formare aggettivi composti. 

\ìtaloamericàno, agg. e sm. agg. Che si riferisce all'Italia e all'America. 
sm. Cittadino americano di origine italiana. 

\ITALPI Sigla di (Società) Italiana Partecipazioni Statali. 

\Italsat Sigla di ITALian SATellite, satellite italiano per le telecomunicazioni utilizzato per lo scambio di informazioni tra computer e per trasmettere videoconferenze. 

\ITALSIDER Sigla di (Società) Italiana Siderurgica. 

\ITALTEL Sigla di (Società) Italiana Telecomunicazioni. 

\Itanagar Città (115.000 ab.) dell'India, capoluogo dell'Arunachal Pradesh. 

\Itap˙a Dipartimento (376.000 ab.) del Paraguay, al confine con l'Argentina. Capoluogo Encarnación. 

\ITAV Sigla di Ispettorato delle Telecomunicazioni e Assistenza al Volo. 

\ite missa est, loc. avv. Locuzione latina che significa "andate, la messa è terminata". Formula liturgica nella messa latina, viene pronunciata dal celebrante dopo la benedizione finale. 

\item, avv. e sm. invar. avv. Ugualmente. ~ parimente. 
sm. Test o elemento di un test mentale. 

\ìter, sm. invar. La serie di procedure che una pratica deve seguire prima di essere espletata. ~ prassi. 
 X   sm. invar. course, procedure. 

\iteràbile, agg. Che si può iterare, ripetere. 

\iteràre, v. tr. Ripetere. ~ rinnovare. 

\iteratìvo, agg. 1 Che esprime iterazione, ripetizione. 2 Relativo all'operazione di iterazione. 3 Si dice di locuzioni o composti formati dalla ripetizione di una parola. 

\iterazióne, sf. 1 Ripetizione. 2 Procedura di calcolo che consiste nel ripetere più volte o indefinitamente lo stesso procedimento. 

\Iterazioni sonore, Le Opera di critica letteraria di O. M. Brik (1919). 

\itifàllo, sm. Nell'antica Grecia, simulacro del fallo in erezione che veniva portato in processione durante le feste in onore di Dioniso. 
 @   comp. dal greco ithřs diritto + phallˇs fallo. 

\itinerànte, agg. Che si sposta di luogo in luogo. ~ viaggiante. <> fisso, stabile. 

\itineràrio, agg. e sm. agg. Che concerne il percorso, il viaggio. 
sm. Il percorso, generalmente in più tappe, di un viaggio o di una gita. ~ tragitto. 
 X   route, itinerary. 

\Itinerarium mentis in Deum Opera di filosofia e teologia di San Bonaventura da Bagnoregio (XIII sec.). 

\ITIS Sigla di Istituto Tecnico Industriale Statale. 

\Ito, Hirobumi (Tsukari 1841-Harbin 1909) Politico giapponese. Più volte primo ministro, favorì l'occidentalizzazione. Morì assassinato in un attentato. 

\Ìtri Comune in provincia di Latina (7.949 ab., CAP 04020, TEL. 0771). 

\ittèrbio, sm. Elemento chimico, avente simbolo Yb, numero atomico 70, punto di fusione 819 °C e punto di ebollizione 1.196 °C. È un metallo color grigio argento, soffice, duttile e malleabile appartenente al gruppo delle terre rare. In natura si trova in tutti i minerali contenenti ittrio. È usato per la produzione degli acciai inossidabili. 

\ittèrico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Relativo all'ittero. 
agg. e sm. Che, chi è affetto da ittero. 

\Ittèridi Famiglia di Uccelli Passeriformi americani chiamati anche storni d'America. 

\itterìzia => "ittero" 

\ìttero, sm. 1. Colorazione gialla di cute, sclere e mucose e colorito bruno delle urine, dovuti a infiltrazioni di pigmenti biliari in eccesso nel sangue e nei tessuti. 2 Genere di Uccelli Passeriformi, tipici del continente americano, spesso in grado di riprodurre la voce umana. 
L'ittero (o itterizia) si divide in tre tipologie. L'ittero emolitico è causato da un'eccessiva distruzione dei globuli rossi; l'ittero meccanico o di stasi è dovuto a un'occlusione delle vie biliari; l'ittero epatocellulare è dovuto infine ad alterazioni delle cellule epatiche (per infiammazione o altra malattia epatica). La malattia emolitica dei neonati, causata da un'incompatibilità di sangue tra madre e feto è un esempio di ittero emolitico. 

\ìttico, agg. (pl. m.-ci) Che si riferisce ai pesci. 
 X   agg. fish, fishing. 

\ittio- Primo elemento di parole composte. 
 @   greco ichtřs pesce. 

\ittiocòlla, sf. Colla animale per uso alimentare che viene preparata con organi di determinati pesci, molto ricchi di collagene. 

\ittiòfago, agg. (pl. m.-ci) Di animale, che si ciba di pesce. 

\ittiofàuna, sf. L'insieme delle varie specie di pesci di una data regione. 

\ittiofìdio, sm. Anfibio (Ichthiophis glutinosus) della famiglia dei Cecilidi e dell'ordine degli Apodi. Di colore bruno con una fascia gialla, misura 40 cm di lunghezza. Vive in Asia nel fango degli stagni. 

\ittiòlo, sm. Liquido sciropposo usato in medicina ottenuto per distillazione di rocce costituite da pesci fossili. 

\ittiologìa, sf. Studio dei pesci. 

\ittiològico, agg. (pl. m.-ci) Di, relativo all'ittiologia. 

\ittiòlogo, sm. (pl.-gi) Studioso di ittiologia. 

\ittiopterìgio, sm. Arto dei Pesci adattato al nuoto costituito da raggi cartilaginei oppure ossei inseriti affiancati su uno o più pezzi basali. 

\Ittiosauri, o Ictiosauri Rettili fossili acquatici con corpo pisciforme, testa allungata con denti conici e arcuati, vivipari e di dimensioni fino a 10 m. Gli Ittiosauri vissero dal Giurassico al Cretaceo e sono stati rinvenuti in Australia, America ed Europa. 

\ittiòsi, sf. Termine medico che designa affezioni di tipo desquamativo lamellare che si presentano come scaglie di pesce. 

\ittiostegàli Ordine di Anfibi stegocefali vissuti durante il Devoniano nel Canada e in Groenlandia. 

\Ittirèddu Comune in provincia di Sassari (643 ab., CAP 07010, TEL. 079). 

\Ìttiri Comune in provincia di Sassari (9.267 ab., CAP 07044, TEL. 079). 

\ittìta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) agg. Della storia, della lingua, della cultura degli ittiti. 
sm. e sf. Chi apparteneva al popolo degli ittiti. 

\ittìti Gli ittiti erano un'antica popolazione indoeuropea migrata dal Caucaso in Asia Minore intorno al 2000 a. C. e lì stanziatasi nella zona dell'odierna Cappadocia settentrionale. L'antico impero (1680-1500 a. C.), con capitale Hattusa, fu fondato da Labarna (1680-1650 a. C.) e si sostituì alla primitiva organizzazione costituita da città stato spesso in competizione tra di loro. A Labarna succedette il figlio Labarna II, che si fece chiamare Hattusili I, a sua volta seguito da Mursili I (1620-1590 a. C.). Tali sovrani estesero l'impero fino ai confini del regno babilonese. Dopo il regno di Mursili seguì un periodo di decadenza che durò fino a quando Suppiluliuma (1380-1345 a. C.) non fece rifiorire l'impero (nuovo impero, 1400-1200 a. C.). Egli e i suoi successori Mursili II (1345-1315 a. C.) e Hattusili III (1285-1250 a. C.) occuparono nuove terre, combattendo con Egitto, urriti e mitanni e arrivando a estendersi dall'Egeo fino alla Siria e alla Palestina. Nel 1294 a. C., sotto Mutawalii, la battaglia di Qadesh spinse gli Egiziani a ritirarsi. Hattusili III e Ramesse II conclusero un trattato di pace con essi. L'espansione degli ittiti terminò quando, durante il tentativo di conquistare le regioni occidentali dell'Asia Minore, si scontrarono con i popoli del mare, i quali alla fine causarono la caduta dell'impero ittita nell'XI sec. a. C. Quello che ne rimase furono dei regni con dinastie ittite in Siria, Cappadocia e Cilicia, che sopravvissero fino all'VIII sec. a. C. L'organizzazione dell'impero era di tipo feudale, con compagini militari a capo delle quali il re univa in sé il potere politico e quello religioso, coadiuvato dalla nobiltà guerriera. Nell'arte ittita si sentono influssi mesopotamici e anatolici. Le produzioni artistiche vanno dai rilievi monumentali delle pareti dei santuari rupestri (Yazilikaya), agli amuleti d'oro e d'argento, ai sigilli decorati, alle ceramiche policrome fino ai palazzi fortificati, ai templi e alle mura che sorgevano nelle maggiori città (Hattusa, Alaca-Hüyük e Alisar). La religione ittita era politeista e risentì degli influssi di assiri, babilonesi e urriti. Gli ittiti adoravano il Sole, la Luna e Venere. Gli dei più importanti erano Teshup, dio delle tempeste e della fertilità, e la sua sposa Arinna. La lingua era di tipo indoeuropeo appartenente alle lingue centum. Era scritta in caratteri cuneiformi con forti influssi asiani sul lessico. Gli scritti sono per lo più di genere mitologico (poemi di Telipinu, Kumarbi ecc.). Sono presenti anche molte traduzioni di opere babilonesi (Gilgamesh), oltre a documenti di tipo cronachistico e annalistico. 

\ìtto, sm. Forma italianizzata di ictus. 

\ìttrio, sm. Elemento chimico, avente simbolo Y, numero atomico 39, punto di fusione 1.509 °C e punto di ebollizione 2.928 °C. È un metallo grigio argento appartenente al gruppo delle terre rare che si accende spontaneamente in aria. Si ottiene per riduzione del fluoruro con calcio metallico. È usato in metallurgia come deossidante. 

\ITU Sigla di International Telecommunications Union (unione internazionale delle telecomunicazioni). 

\It˙rbide, Agustín de (Valladolid 1783-Padilla 1824) Militare e politico messicano. Generale, si fece proclamare imperatore durante l'insurrezione antispagnola del 1821. Nel 1823 il generale Santa Anna lo rovesciò e lo fece fucilare. 

\ITV Sigla di Interactive Television (televisione interattiva). 

\IUD Sigla di Intrauterine Device (dispositivo intrauterino anticoncezionale). 

\iudicium, sm. invar. Nel diritto romano, giudizio, indagine giudiziaria, processo. 

\iùgero, sm. Antica misura di superficie, pari a 2.500 metri quadrati. 

\Iuglandàcee Famiglia di piante arboree o arbustacee dell'ordine delle Iuglandali, originarie delle zone temperate dell'emisfero boreale. 

\Iuglandàli Ordine di piante coripetale monoclamidee comprendente le famiglie delle iuglandacee e delle iulianacee. 

\Iugoslàvia => "Federazione iugoslava" 

\iugoslàvo, agg. e sm. agg. Della Federazione iugoslava (ex Iugoslavia). 
sm. Abitante o nativo della Iugoslavia. 

\iugulàre, v. tr. Strozzare. 

\iugulatòrio, agg. 1 Atto a iugulare. 2 Che costringe iniquamente, svantaggiosamente. 

\iugulazióne, sf. Lo iugulare, l'essere iugulato. 

\Iulia Gens patrizia dell'antica Roma (I sec. a. C.) che diceva di discendere da Iulo, il figlio di Enea, e di essere quindi di origine divina. 
Lex Iulia 
Denominazione di numerose leggi dell'antica Roma, emanate da membri della famiglia Iulia come Giulio Cesare e Ottaviano Augusto, che dettavano norme di diritto privato o pubblico. 

\Iulianàcee Famiglia di piante resinose, arboree o arbustive, dell'ordine delle Iuglandali, originarie di Messico e Perù. 

\Iùlidi Famiglia di Artropodi Miriapodi Diplopodi dal corpo allungato, segmentato e ricoperto di setole isolate, che comprende i millepiedi. 

\Iulo Denominazione data dagli antichi romani ad Ascanio, figlio di Enea, per attribuire una discendenza troiana e quindi divina (la madre di Enea era Venere) alla gens Iulia. 

\Iungermanniàli Ordine di piante Epatiche comprendenti specie a tallo, prive di sporofito terminale, specie con fusticino e foglie, alcune con sporofito in posizione terminale. 

\Iuppiter Nome latino di Giove. 

\iura Nella storia del diritto romano, insieme delle norme giuridiche derivanti dalle vecchie fonti repubblicane e dall'attività della giurisprudenza classica. 

\ius primae noctis, loc. sost. m. invar. Locuzione latina che significa "diritto della prima notte"; designava il diritto dei signori feudali a percepire un tributo dai propri servi o vassalli quando si sposavano. 

\ius sanguinis, loc. sost. m. invar. Locuzione latina che significa "diritto del sangue". Nel diritto romano indica il legame di sangue tra due persone che la legge prende in considerazione al fine di attribuire la cittadinanza a un individuo. 

\iussìvo, agg. e sm. Di forma verbale o costruzione che esprime un comando. 

\iùta, sf. 1 Materia tessile che si ricava dalla corteccia di alcune piante delle Tigliacee. 2 Tela per sacchi d'imballaggio fabbricati con fibre di iuta. 
 X   sf. jute. 

\iutièro, agg. Della iuta. 

\iutifìcio, sm. Stabilimento industriale in cui si lavora la iuta. 

\iuvenalie, o iuvenali, sf. pl. Nella Roma dell'età imperiale, feste e giochi in onore della dea Iuventas. 

\IVA Sigla di Imposta sul Valore Aggiunto. 
 X   sf. VAT. 

\Ivan Nome di sovrani. 
Ivan I 
(1304?-Mosca 1341) Sovrano russo. Gran principe di Mosca dal 1325 e di Vladimir dal 1328. 
Ivan II 
(1326-1369) Figlio di Ivan I, fu gran principe di Mosca e Vladimir dal 1353. 
Ivan III il Grande 
(Mosca 1440-1505) Gran principe di Mosca dal 1462, sconfisse tartari e lituani e annesse Rjazan, Novgorod, Tver e Kazan, divenendo il signore di tutte le Russie (1494). 
Ivan IV 
=> "Ivan IV il Terribile" 
Ivan V 
(Mosca 1666-1696) Figlio dello zar Alessio, fu incoronato zar di Russia nel 1682 insieme al fratellastro Pietro. Nel 1689 consegnò a lui tutto il potere in seguito a un colpo di stato. 
Ivan VI 
(San Pietroburgo 1740-Schlüsselburg 1764) Zar di Russia a soli due mesi, venne rovesciato l'anno dopo da un complotto che elesse al trono Elisabetta, figlia di Pietro il Grande. 

\Ivan il terribile Film drammatico, russo (1944). Regia di Sergej Mikhailovic Eisenstein. Interpreti: Nicolaj Cerkasov, Ludmilla Celichovskaja, Serafina Birman. Titolo originale: Ivan Groznij 

\Ivan IV il Terribile (Mosca 1530-1584) Gran principe di Mosca (1533) e primo zar di Russia (1547). Succedette a Basilio III ancora bambino, sotto la reggenza della madre Elena, alla cui morte rimase sotto la tutela della duma (assemblea) dei boiari (famiglie dei Glinskij, dei Belskij e dei Sujskij), le cui rivalità lo impressionarono e nel corso degli anni fecero crescere in lui un desiderio di vendetta che assunse successivamente aspetti tali da giustificare il soprannome di Terribile con il quale è passato alla storia. Nel 1547 divenne zar e per dodici anni esercitò il potere con la collaborazione di un consiglio privato (rada). Fu un periodo di equilibrio, caratterizzato anche dall'influenza benefica della principessa Anastasia Romanov, che lo zar aveva sposato. Ivan si sforzò di creare un governo non soggetto al controllo della grande aristocrazia: migliorò leggi, formò organi eletti dalla popolazione, organizzò il primo nucleo di soldati permanenti (gli streltzi) e riorganizzò la chiesa cercando sostegno in elementi vicino a essa (concilio del 1551). Nel 1552 iniziò le grandi spedizioni verso l'esterno: distruzione del canato musulmano di Kazan; il Volga divenne fiume russo; nel 1554 Astrachan fu conquistata; guerra in Livonia contro la Svezia e la Lituania, per espandersi verso gli Urali e la Siberia. L'inizio delle guerre livoniche e la morte della principessa Anastasia (1560) furono però la causa di una grave crisi e il preludio del periodo tirannico (1564). Ivan lottò spietatamente contro i boiari, i rappresentanti della chiesa e l'aristocrazia, instaurando un nuovo regime di terrore: in preda a una follia di persecuzione, distrusse città (Novogorod nel 1570), fece decapitare oppositori, annunciò di voler fuggire in Inghilterra dopo aver lasciato il potere a uno zar fantoccio e nel 1581 uccise il figlio maggiore. Tra il 1582 e il 1583 abbandonò la Livonia alla Polonia e la regione di Narva alla Svezia, rinunciando definitavamente ad aprire alla Russia uno sbocco sul Baltico. Le riforme di Ivan modificarono profondamente l'assetto sociale del paese: anche se il suo tentativo di espandersi ebbe scarsi successi, iniziò la penetrazione russa in Siberia, destinata negli anni a svilupparsi sempre di più; il suo tentativo di limitare i poteri della grande aristocrazia ne fa un sovrano relativamente moderno. Per questi motivi, nonostante gli atti di crudeltà, riscuote le simpatie degli storici e degli artisti moderni sovietici. 

\Ivanhoe Romanzo di W. Scott (1820). Ambientato nell'Inghilterra del XII secolo al tempo delle crociate, si svolge sullo sfondo storico dei conflitti tra conquistatori normanni e popolazione indigena sassone. Riccardo Cuor di Leone, dopo la conclusione della crociata, rientra segretamente in Inghilterra, dove nel frattempo il fratello Giovanni si è impadronito del potere. Per riconquistare il trono, Riccardo si appoggia ai sassoni. Wilfred Ivanhoe è un cavaliere sassone al servizio del re Riccardo. Lo scioglimento dell'avventura avviene in occasione di un torneo. Il romanzo mescola personaggi storici (come Riccardo Cuor di Leone) e vicende storiche (III Crociata, 1189-1192) liberamente reinterpretati. I temi ricorrenti nell'opera sono quelli del medioevo romantico (il torneo dei cavalieri, la foresta come rifugio del brigante gentiluomo, l'eroe di elevata virtù, i cavalieri di identità misteriosa, gli amori impossibili) e verranno ripresi in tutti i romanzi storici successivi. 
Ivanhoe 
Film d'avventura, americano (1952). Regia di Richard Thorpe. Interpreti: Robert Taylor, Elizabeth Taylor, Joan Fontaine. Titolo originale: Ivanhoe 

\Ivano o il cavaliere del leone Poema di Chrétien de Troyes (XII sec.). 

\Ivàno-Fracéna Comune in provincia di Trento (279 ab., CAP 38059, TEL. 0461). 

\Ivano-Frankovsk Città (226.000 ab.) dell'Ucraina occidentale, capoluogo della provincia omonima (1.443.000 ab.), estesa fra la pianura della Podolia e i Carpazi settentrionali 

\Ivanov, Lev Ivanovic (Mosca 1834-San Pietroburgo 1901) Coreografo e ballerino russo. Interpretò lo Schiaccianoci (1892) e Il lago dei cigni (1895). 

\Ivanov, Vjaceslav Ivanovic (Mosca 1866-Roma 1949) Poeta russo. Studiò a Berlino. Subì l'influsso di F. Nietzsche e fu uno dei principali esponenti russi del simbolismo. Tra le sue opere, Dioniso e i culti predionisiaci (1923), Gli astri piloti (1903), Cor ardens (1911), Sonetti d'inverno (1920), L'uomo (1939). 

\Ivanov, Vsevolod Vjaceslavovic (Lebjaz'e 1895-Mosca 1963) Scrittore russo. Fu introdotto da Gor'kij nei fratelli di Serapione. Scrisse racconti e romanzi ambientati in Mongolia e Siberia e nei quali descrive un mondo primordiale, tra i quali Partigiani (1921), Il treno blindato 1469 (1922), La creatura (1922), Vetri colorati (1922), Il ritorno di Buddha (1923), Il mistero dei misteri (1927), La presa di Berlino (1946). 

\Ivanovo Città (481.000 ab.) della Russia, sul fiume Uvod. Capoluogo della provincia omonima (1.300.000 ab.). 

\IVECO Sigla di Industrial Vehicles Company (compagnia di veicoli industriali). 

\Ivens, Joris (Nimega 1898-Parigi 1989) Regista cinematografico olandese, maestro del documentario. Diresse Borinage (1934), Il canto dei fiumi (1955), La Senna ha incontrato Parigi (1957) e Come Yukong rimosse le montagne (1973-1975). 

\Ives, Charles Edward (Danbury 1874-New York 1954) Compositore dell'avanguardia statunitense del Novecento. Nella sua vasta produzione, vi sono spunti tardoromantici e citazioni musicali (in Concord Sonata del 1915 utilizza il tema della quinta sinfonia di L. van Beethoven). Fece uso dell'atonalità, della poliritmia e dei quarti di tono. Tra le sue opere si ricordano l'incompiuta Universe Symphony, Holiday Symphony (1913, composta sovrapponendo linee musicali indipendenti), Three Places in New England (1914), le tre sinfonie composte dal 1896 al 1916, Washington's Birthday (1913), Over the Pavements (1913), i pezzi per pianoforte nonché diversi songs

\ìvi, avv. 1 In quel luogo. 2 Si usa nelle citazioni per rimandare a un testo o passo citato in precedenza. 

\ivoriàno, agg. e sm. agg. Della Costa d'Avorio. 
sm. Nativo o abitante della Costa d'Avorio. 

\Ivory, James (Berkeley 1928-) Regista cinematografico statunitense. Diresse The Guru (1968), Savages (1971), Camera con vista (1985), Maurice (1987), Quel che resta del giorno (1994) e Jefferson in Paris (1995). 

\Ivrèa Comune in provincia di Torino (25.900 ab., CAP 10015, TEL. 0125) capoluogo del Canavese, sulla Dora Baltea. È soprattutto un importante centro industriale meccanico elettronico (macchine da scrivere, computer, calcolatrici), tessile, alimentare e chimico. La città ha origini celtiche. Nel 100 a. C. divenne la colonia romana Eporedia, da cui deriva il termine eporediesi con cui si indicano i suoi abitanti. Nella seconda metà del I sec. fu capitale di un ducato longobardo e di una contea francese, per poi diventare nell'888 una marca autonoma chiamata dai suoi istitutori Marca d'Italia. Nel XII sec. divenne libero comune e lo rimase fino alla conquista, nel 1238, di Federico II. Passò sotto i Savoia. Ebbe il suo massimo splendore nel X e XI sec. Tra le opere sono da ricordare il duomo (XI sec., rimaneggiato), il castello (1358), il palazzo del Vescovo e la chiesa di San Bernardino. 
Ivrea, sserra di 
Rilievo morenico del Piemonte, esteso da Andrate a Cavaglià, che separa il Biellese dal Canavese. 

\Iwaki Città (356.000 ab.) del Giappone, nella prefettura di Fukushima, sull'isola di Honshu. 

\iwan, sm. invar. Nell'architettura islamica e in particolare in quella iranica, ambiente avente un lato interamente aperto in facciata e volta a botte. 

\Iwaszkiewicz, Jaroslaw (Kalnik 1894-Varsavia 1980) Poeta polacco. Tra le opere Ottonari (1919) e La gloria e la fama (1956-1962). 

\Iwate Prefettura (1.417.000 ab.) del Giappone, sull'isola di Honshu. Capoluogo Morioka. 

\Iwo Città (296.000 ab.) della Nigeria, nello stato di Oyo. 

\Ixòdidi Famiglia di Aracnidi acari comprendente le zecche. 

\Ixtaccihuatl Vulcano (5.286 m) del Messico, ricoperto da nevi perenni. 

\Iyeyasu Tokugawa (1542-1616) Politico giapponese. Fondò la dinastia shogunale dei Tokugawa sopprimendo le antiche signorie territoriali e costringendo l'aristocrazia daimyo a sottomettersi allo shogun. 

\IYHF Sigla di International Youth Hotels Federation (federazione internazionale degli alberghi della gioventù). 

\Izabal Dipartimento (348.000 ab.) del Guatemala orientale, sul mar delle Antille. Capoluogo Puerto Barrios. 

\Izàno Comune in provincia di Cremona (1.414 ab., CAP 26010, TEL. 0373). 

\izba, sf. invar. Termine russo corrispondente all'italiano isba. 

\Izetbegovic, Alija (Bosanski Őamac 1925-Sarajevo 2003) Politico bosniaco. Presidente dal 1990 della Bosnia-Erzegovina, si oppose ai progetti di spartizione della nazione su base etnica. 

\Izevsk Città (635.000 ab.) della Russia, capoluogo della repubblica autonoma di Udmorti. 

\Izmit Città (255.000 ab.) della Turchia nordoccidentale, capoluogo della provincia di Kocaeli. 

\Iznik Gölü Lago (303 km2) della Turchia, nell'Anatolia nordoccidentale, facente parte della provincia di Bursa. 

\Izoard, Col d' Valico (2.360 m) stradale della Francia, nelle Alpi Cozie, tra le valli di Guil e di Durance. 

\Izu Penisola del Giappone che dalle coste sud-orientali dell'isola di Honshu si protende nell'oceano Pacifico. 

\Izvestia Quotidiano russo che divenne l'organo ufficiale del governo bolscevico (1918). Fondato il 13 marzo 1917, ha iniziato una collaborazione col Financial Times. 

\Ìzzo, Càrlo (Venezia 1901-Bologna 1979) Critico letterario italiano. Esperto di letteratura inglese e nordamericana, ha pubblicato opere di critica e antologie, tra le quali si ricordano CiviltÓ americana (1967), Storia della letteratura inglese (1968) e CiviltÓ britannica (1971). 

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