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\lb Sigla di libbra (unità di misura). 

\LCD In informatica è la sigla di Liquid Crystal Display (visualizzatore a cristalli liquidi). Utilizza le proprietà delle sostanze cristalline. Viene particolarmente usato nei computer portatili. 

\le, art. e pron. art. determ. f. pl. Forma plurale di la, utilizzato davanti alle parole femminili aventi una consonante o una vocale come iniziale. 
pron. pers. f. sing. A lei. non voleva dirle nulla
  art. det. f. pl. the. pron. 1 them, to her, to it. 2 (forma di cortesia) to you. 
  lat. illae

\Le Bon, Gustave (Nogent-le-Rotrou, Eure et Loir 1842-Parigi 1931) Psicologo. Tra le opere Psicologia delle folle (1895) e Le leggi psicologiche dell'evoluzione dei popoli (1894). 

\Le Brun, Charles (Parigi 1619-1690) Pittore francese. Tra le opere Il cancelliere Séguier (ca. 1660, Parigi, Louvre) ed Esaltazione delle vittorie di Luigi XIV (1679-1684, Versailles, Palazzo Reale, Galleria degli Specchi). 

\Le Brun, Ponce-Denis Ecouchard (Parigi 1729-1807) Poeta. Tra le opere Odi repubblicane al popolo francese (1794) e Odi (postumo, 1811). 

\Le Carré, John (Poole, Dorsetshire 1931-) Pseudonimo di David J. M. Cornwell. Romanziere inglese. Tra le opere Chiamata per il morto (1960), La spia che venne dal freddo (1963), Tutti gli uomini di Smiley (1980), La tamburina (1982), La casa Russia (1989), Il direttore di notte (1983), La passione del suo tempo (1995). 

\Le Châtelier, Henry-Louis (Parigi 1850-Miribel-les-Echelles 1936) Chimico francese. Formulò l'omonimo principio dell'equilibrio mobile, o di azione e reazione. 

\Le Corbusier (La Chaux-de-Fonds 1887-Roquebrune-Cap-Martin 1965) Pseudonimo di Charles-Édouard Jeanneret. Architetto, pittore, trattatista, urbanista francese di origini svizzere. Studiò alla Scuola di arti applicate di La Chaux-de-Fonds (1900-1905). Nei viaggi che compì subito dopo, analizzò l'architettura del passato, facendo poi esperienza presso gli atelier degli architetti J. Hoffman, A. Perret e P. Behrens (1906-1914). Nel 1911 divenne insegnante a La Chaux-de-Fonds. In questo periodo elaborò le case Domino a struttura modulare. Dal 1917 al 1921 svolse a Parigi l'attività di pittore e fondò la rivista L'Esprit Nouveau nella quale propose modelli alternativi delle città e progettò numerosi piani regolatori, conventi e ospedali (tra cui quello di Venezia, mai realizzato). Nel 1922 aprì uno studio insieme al cugino Pierre e nello stesso anno elaborò un piano per una città di tre milioni di abitanti. Nel 1925 espose il primo progetto del piano Voisin per Parigi, che in seguito verrà più volte rielaborato. Successivamente creò numerosi studi e realizzazioni architettoniche che testimoniano una ricerca costante e un'eccezionale fantasia creativa. Viene considerato il maggiore artefice, insieme a W. Gropius, del rinnovamento architettonico internazionale sfociato poi nel movimento moderno. Autore di numerosissimi trattati urbanistici, teorizzò ne La città radiosa del 1935 un'architettura più vicina alle esigenze della vita moderna, cercando di semplificare sia i materiali che l'ambientazione, per aumentare la funzionalità. Gli elementi essenziali che devono costituire un edificio sono indicati da Le Corbusier in cinque punti: 1. la casa deve essere sollevata su piloni in cemento armato e perciò essere lontana dal terreno, con un giardino che si stende al di sotto di essa; 2. il giardino deve trovarsi anche al di sopra dell'edificio. Basta utilizzare il cemento armato: esso permette di costruire un tetto piano e ha bisogno di un'umidità costante; 3. cessando la funzione dei muri portanti, ogni piano può essere strutturato disponendo liberamente le pareti divisorie; 4. le finestre possono correre da un capo all'altro, come una fascia continua, per l'immissione di luce e di aria; 5. poiché anche la facciata è libera, può essere avanzata o arretrata rispetto ai pilastri di sostegno. Queste idee si trovano attuate già nella Villa Stein a Garches e soprattutto nella famosissima Villa Savoye a Poissy, nella quale sono riscontrabili i pilastri, le finestre orizzontali continue, il tetto-giardino e la planimetria interna libera. A testimonianza del suo impegno per una città moderna a misura di uomo, restano le unità abitative, la prima delle quali fu costruita a Marsiglia (1947-1952). Si tratta di un grande edificio, poggiato su pilastri, che lasciano libero il terreno sottostante e sormontato dal tetto-giardino. Contiene circa 400 alloggi e comprende tutti i servizi necessari alla vita della comunità (negozi, parcheggi, asilo per bambini, spazi per gli esercizi fisici, luoghi di svago). Come pittore fu uno dei teorizzatori del purismo. 

\Lê Duc Tho (Nam Ha 1911-Hanoi 1990) Uomo politico vietnamita. Nel 1973 gli fu conferito, ma rifiutò, il premio Nobel per la pace insieme a Henry Kissinger, con il quale pochi mesi prima aveva firmato gli accordi di Parigi, che posero fine alla guerra del Vietnam e consentirono il ritiro delle truppe statunitensi. Fondatore del Partito comunista indocinese (1930), condusse la guerra di indipendenza al fianco di Hô Chi Minh. 

\L'è el dì di mort, alegher! Opera di poesia di D. Tessa (1932). 

\Le Goff, Jacques (Tolone 1924-1997) Storico. Tra le opere Mercanti e banchieri nel Medioevo (1956) e La borsa e la vita. (1987), L'uomo medievale (1987). 

\Le Havre => "Havre" 

\Le Maire Stretto marittimo dell'oceano Atlantico, tra la Terra del Fuoco e l'isola degli Stati. 

\Le Monnier, Felìce (Verdun 1806-Firenze 1884) Tipografo francese. Nel 1843 fondò a Firenze l'omonima casa editrice. 

\Le Nain, Louis (Laon 1593?-Parigi 1648) Pittore francese. Tra le opere Il carretto (1641, Parigi, Louvre) e Pasto dei contadini (1642, Parigi, Louvre). 

\Le Nôtre, André (Parigi 1613-1700) Architetto francese. Tra le opere il parco dei castelli di Vaux-le-Vicomte (1655-1661) e di Chantilly (1661-1683). 

\Le Pen, Jean-Marie (Morbihan 1928-) Politico francese. Nel 1972 fondò il Fronte nazionale, un movimento politico di estrema destra. Dopo venti anni di propaganda, nel 1995 il Fronte ha conquistato per la prima volta una grande città, Tolone. 

\Le piace Brahams? Romanzo di F. Sagan (1959). 

\Le Play, Frédéric (La Rivière-Saint-Sauveur 1806-Parigi 1882) Economista e sociologo francese. Invocò la necessità dell'esistenza di un'autorità nella società rappresentata rispettivamente dal padre nella famiglia e dai proprietari nella società. Per avvalorare le sue tesi introdusse il metodo delle rilevazioni sul campo. Nel 1855 scrisse Gli operai europei e nel 1864 La riforma sociale

\Le Roy, Mervyn (San Francisco 1900-Los Angeles 1987) Regista cinematografico statunitense. Diresse Piccolo Cesare (1931), Io sono un evaso (1932) e Vendetta (1937). 

\Le Sueur, Eustache (Parigi 1617-1655) Pittore francese. Tra le opere Vita di San Bruno (1645-1648, Parigi, Louvre). 

\Le Vau, Louis (Parigi 1512-1670) Architetto francese. Tra le opere l'hôtel Lambert a Parigi (1640) e il palazzo di Versailles (blocco centrale, 1661). 

\Le Verrier, Urbain-Jean-Joseph (Saint-Lô, Manche 1811-Parigi 1877) Astronomo francese. Nel 1846 ipotizzò l'esistenza di Nettuno che poi venne osservato da J. G. Galle a Berlino. La scoperta è però rivendicata anche dal giovane astronomo J. C. Adams che osservò il pianeta pochi mesi prima. Nel 1845 analizzò il pianeta Urano stimando la massa, calcolando l'orbita e la posizione sull'eclittica di un oggetto celeste, sconosciuto, che ne perturbava il moto. 

\Leach, Edmund Ronald (Sidmouth 1910-Cambridge 1989) Antropologo inglese. Accentuò la dimensione storica nella ricerca antropologica. Tra le sue opere, Riflessioni sull'antropologia (1966) e Il mito della genesi (1970). 

\leacril, sm. invar. Fibra acrilica per tessuti che viene prodotta dalla ditta italiana Acsa (Applicazioni chimiche spa). 

\leader, sm. e sf. invar. 1 Capo di partito o di uno schieramento politico. ~ guida. 2 Nelle corse, atleta, corridore o cavallo che si pone in testa nella gara e fa l'andatura. ~ primo. 3 Azienda o simile che è all'avanguardia nel settore della tecnica. 4 Persona con grande carisma e capacità di imporsi sugli altri. ~ capo. era un leader nato
  ingl. leader capo. 

\leadership, sm. invar. Egemonia, guida esercitata da una persona, da una azienda o da uno stato nei confronti di altri. ~ supremazia. 

\Leakey, Louis (Kabete 1903-Londra 1972) Paleoantropologo keniota. Di origine inglese, trovò i resti del più antico ominide evoluto nella gola di Oldoway; le sue ricerche furono continuate dal figlio Richard. 

\leàle, agg. 1 Fedele alla parola data. ~ fidato. <> infedele. 2 Onesto, sincero. ~ schietto. <> sleale. 
  agg. 1 loyal. 2 (onesto) fair. 3 (sincero) sincere. 

\lealìsmo, sm. Fedeltà verso forme di governo, autorità o simile. 

\lealìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Seguace del lealismo. 

\lealménte, avv. In modo leale. ~ correttamente, onestamente. <> scorrettamente, slealmente. 

\lealtà, sf. 1 Caratteristica di chi o di ciò che è leale; onestà, sincerità. ~ franchezza. <> falsità. 2 Attaccamento. ~ fedeltà. <> infedeltà. 
  sf. 1 loyalty. 2 (onestà) fairness. 3 (sincerità) sincerity. 

\Lealtà, ìsole Arcipelago (13.000 ab.) della Nuova Caledonia, nell'oceano Pacifico sudoccidentale. 

\Lean, David (Croydon 1908-Londra 1991) Regista cinematografico britannico. Fautore di creazioni spettacolari e fastose, ha prediletto le rivisitazioni storiche e le riedizioni di opere letterarie; vincitore di sette Oscar (tra i quali miglior film e miglior regia) nel 1957 con il film Il ponte sul fiume Kwai e nel 1963 con Lawrence d'Arabia, ha diretto tra l'altro anche Breve incontro (1946), Le avventure di Oliver Twist (1948), Ali del futuro (1952), Hobson il tiranno (1954), Tempo d'estate (1955), Il dottor Zivago (1966), La figlia di Ryan (1970), Passaggio in India (1984). 

\Leàndro Personaggio mitologico, giovane di Abido da cui, ogni notte, raggiungeva sulla sponda europea l'amata Ero, sacerdotessa di Afrodite, attraversando a nuoto l'Ellesponto. Annegò in una notte di forte tempesta. 

\Lear, Edward (Highgate, Londra 1812-Sanremo 1888) Poeta inglese. Tra le opere Il libro dei nonsensi (1846, 1861-1863). 

\Lear, o Leir Leggendario re d'Inghilterra. A esso si ispirò Shakespeare nella sua opera Re Lear

\leàrdo, agg. Detto di un mantello equino grigio. 

\leasing, sm. invar. Tipologia di contratto proveniente dall'Inghilterra, mediante la quale il concedente si impegna a fornire per un certo periodo (di solito lungo per il leasing finanziario, più propriamente breve per il leasing operativo), l'uso del bene richiesto previa corresponsione di un certo canone annuo. Il richiedente può esercitare alla fine del periodo il diritto di prelazione sull'acquisto del bene stesso a un valore d'acquisto relativamente basso. 

\Léaud, Jean-Pierre (Parigi 1944-) Attore cinematografico francese. Interpretò I quattrocento colpi (1959), Baci rubati (1967), Weekend (1968), Detective (1985) e Ho affittato un killer (1990). 

\Leavitt, David (Palo Alto, California 1961-) Narratore statunitense. Tra le opere Ballo di famiglia (1984) e La lingua perduta delle gru (1986). 

\Leavitt, Henrietta Swan (Lancaster 1868-Cambridge 1921) Astronoma americana, scoprì 2.400 stelle variabili e quattro nove; nel 1913 permise di calcolare le distanze extragalattiche, grazie alla scoperta della relazione tra periodo e luminosità di una particolare classe di stelle variabili: le cefeidi. 

\Lebbe, Vincent (Gand 1877-Nanchino 1940) Missionario belga. Missionario in Cina, fu strenuo propugnatore dell'evangelizzazione nel rispetto della cultura locale. Fondò la Società degli ausiliari delle missioni (1927), i Piccoli fratelli di San Giovanni Battista (1926) e le Piccole sorelle di Santa Teresa (1929). Tra le opere, Annali della Missione (1912). 

\lébbra, sf. 1 Malattia infettiva cronica. ~ morbo di Hansen. 2 Male o vergogna morale. 3 Malattie di alcune piante. 4 Qualunque processo consuntivo e disgregativo in atto, specie su opere architettoniche. 5 Flagello, piaga, calamità. ~ rovina. 
  sf. leprosy. 
Detta anche morbo di Hansen dal nome dello scopritore che per primo isolò nel 1871 il bacillo Mycobacterium leprae (detto appunto di Hansen), è una malattia infettiva cronica che si ritrova ora solo nelle zone tropicali; si trasmette per contagio solo dopo un contatto prolungato tra le persone infette. Può avere un tempo di incubazione che raggiunge anche i cinque anni. 

\lebbrosàrio, sm. Luogo di ricovero per lebbrosi. 

\lebbróso, agg. e sm. agg. 1 Che è affetto di lebbra. 2 Scalcinato. 
sm. Chi è affetto di lebbra. 
  lat. tardo leprosus. 

\Lebesgue, Henri (Beauvais 1875-Parigi 1941) Matematico francese. Diede importanti contributi all'analisi nel campo della misura, dell'integrazione e delle serie trigonometriche. 

\lebète, sm. Grande recipiente, generalmente di bronzo, con il quale nell'antichità classica si conservava e si scaldava l'acqua, si cuocevano le vivande e si eseguivano abluzioni. 

\Leblanc, Maurice (Rouen 1864-Perpignan 1941) Romanziere. Tra le opere Arsenio Lupin ladro-gentiluomo (1907). 

\Lebrun, Albert (Mercy-le-Haut 1871-Parigi 1950) Politico francese. Di ideologia radicale, fu presidente della repubblica dal 1932 al 1940, quando fu dichiarato decaduto dal regime di Vichy. 

\lecanomanzìa, sf. Metodo di divinazione, il cui uso risale ai babilonesi, che consiste nel mescolare in un recipiente ingredienti diversi (di solito acqua e olio) e nell'interpretare i loro movimenti. 

\lecànora, sf. Genere di Licheni crostosi della famiglia delle Lecanoracee, ordine delle Lecanorali, che si trovano comunemente su cortecce e pietre. Si ritiene che la manna con la quale si nutrirono gli ebrei nel deserto fosse costituita da pezzi di tallo delle Lecanora esculenta

\leccacùlo, sm. e sf. Chi, allo scopo di trarne vantaggio, mostra servilismo e adulazione nei confronti di qualcuno. ~ leccapiedi. 

\lécca-lécca, sm. invar. Specie di caramella piatta sostenuta da una stecca. 
  sm. invar. lollipop. 

\leccaménto, sm. Modo e atto del leccare. 

\leccapiàtti, sm. e sf. Ghiottone ingordo e parassita. 

\leccapièdi, sm. e sf. Adulatore servile; lecchino. ~ ruffiano. 
  sm. e sf. toady, bootlicker. 

\leccàrda, sf. Vaschetta di rame o altro materiale posta sotto lo spiedo per raccogliere il grasso dell'arrosto. 

\leccàre, v. v. tr. 1 Passare ripetutamente la lingua su qualcosa. 2 Toccare e sfiorare leggermente e non a lungo. ~ lambire. <> addentare, mordere. 3 Adulare, lisciare, blandire. ~ lusingare. non voleva continuare a leccare per ottenere favori. 4 Rifinire qualcosa con cura eccessiva. ~ curare, perfezionare. 
v. rifl. 1 Di animali, lisciarsi. leccarsi le ferite, sopportare il proprio dolore in silenzio. 2 Di persona, lisciarsi per apparire bello. ~ azzimarsi. leccarsi i baffi, gustare pienamente una pietanza. 
  v. tr. 1 to lick. 2 (animale) to lap up. 3 (fig.) to flatter. 
  lat. volg. ligicare, da lingere leccare. 

\leccàta, sf. Atto di leccare in una volta; adulazione, lusinga, piaggeria. ~ sviolinata. 

\leccàto, agg. 1 Effetto del leccare. 2 Lisciato, affettato, azzimato, acconciato, smorfioso, lezioso. ~ manierato. <> semplice. 

\Lécce Città capoluogo di provincia della Puglia (100.000 ab.), altezza 49 m, posta nella fertile pianura del Tavoliere di Lecce nella penisola salentina. Data la posizione, si può intuire l'enorme importanza dell'agricoltura (frutta secca, olio, tabacco, vino) nell'economia della città; sono tuttavia presenti anche molte industrie (alimentari, calzaturiere, del legno, del tabacco, meccaniche, tessili) nonché un raffinato e pregiato artigianato (ferro battuto e statuette di cartapesta). I monumenti riflettono i vari passaggi storici: dai reperti messapici e romani alle varie costruzioni in stile barocco, in particolare la basilica di Santa Croce (1548-1646), il duomo (1659-1670), la chiesa di San Nicolò e Cataldo (1180), il palazzo del Seminario (1709), il teatro, il palazzo del Seggio e la porta Napoli. 
Antica città messapica divenne successivamente municipio romano. Saccheggiata e distrutta prima da Totila (542 e 549) e dai greci (547), depredata dai saraceni, passò sotto la dominazione normanna e degli svevi nell'XI sec. e sotto gli Angioini due secoli più tardi per poi essere annessa nel 1463 al regno di Napoli e seguirne lo stesso percorso. 
Provincia di Lecce 
(2.759 km2, 820.000 ab.) Il territorio si estende tra la costa adriatica e ionica e include la parte meridionale della penisola salentina (le Murge salentine); oltre all'allevamento ovino le maggiori risorse sono rappresentate dal turismo balneare e dalle coltivazioni di olivo, tabacco e vite. 

\Lécce néi Màrsi Comune in provincia di L'Aquila (1.699 ab., CAP 67050, TEL. 0863). 

\leccése, agg. e sm. agg. Relativo a Lecce. 
sm. Nativo o abitante di Lecce. 

\leccéto, sm. 1 Bosco di lecci. 2 Intrigo. 

\lecchìno, sm. Leccapiedi. ~ adulatore. 

\léccia. Pesce predatore d'acqua salata appartenente alla famiglia Carangidae. 

\lèccio, sm. Pianta arborea sempreverde appartenente alla famiglia delle Fagacee, con faggio, quercia, castagno. Ha frutto avvolto da una cupola (ghianda) molto apprezzato dai suini. Raggiunge anche 25 m di altezza e forma boschi estesi lungo le coste tirreniche. 
  sm. ilex, holm oak. 

\Lécco Città della Lombardia divenuta capoluogo di provincia nel 1992 (48.000 ab., CAP 22053, TEL. 0341), altezza 214 m, è compresa tra il ramo meridionale del lago di Como, il monte San Martino a nord e il Resegone a est ed è percorsa dal fiume Adda. Sono presenti numerose industrie siderurgiche, chimiche, meccaniche, delle minuterie metalliche, alimentari, edili, del legno, del vetro, della carta, tessili, casearie e della ceramica. Noto centro climatico e turistico. Presso Villa Manzoni visse a lungo lo scrittore che proprio nei dintorni della città ambientò i famosi Promessi Sposi
Provincia di Lecco 
(853 km2, 315.000 ab.) È composta dai comuni del fianco orientale del lago, prima appartenenti alla provincia di Como, e da sei comuni della provincia di Bergamo. Si basa sul turismo e sull'industria meccanica. 

\leccòne, agg. 1 Ghiottone. 2 Adulatore. ~ lecchino. 

\leccornìa, sf. 1 Cibo ghiotto. ~ ghiottoneria. 2 Avidità. 
  sf. delicacy, titbit. 
  deriv. da leccare. 

\Lech Fiume (248 km) che nasce in Austria dal Vorarlberg e confluisce nel Danubio. 

\Lechtal, Àlpi di Catena montuosa dell'Austria, nelle Alpi Centrali Bavaresi. Vetta più elevata il monte Parseier (3.036 m). 

\lecitaménte, avv. Legittimamente. ~ legalmente. 

\lecitìna, sf. Detta anche fosfatidilcolina, è un composto chimico appartenente al gruppo dei fosfolipidi formato da acido fosforico, colina e glicerina (di cui due ossidrili si esterificano con acidi grassi e il terzo con una molecola di acido fosforico e una di colina). Presente in quasi tutti gli esseri viventi, riveste particolare importanza nel metabolismo dei grassi. Derivata dall'essiccazione dei residui dell'olio di soia, viene utilizzata nell'industria alimentare, cosmetica, delle vernici e, ulteriormente raffinata, anche in preparati farmaceutici. 

\lécito, agg. e sm. agg. 1 Ciò che è concesso; consentito, legale. ~ autorizzato <> illecito. 2 Che non è contrario a norme, all'ordine pubblico o al buon costume. ~ scorretto. <> sconveniente. 
sm. Ciò che è giusto. 
  agg. 1 allowed, permitted. 2 (dir.) lawful. 
  lat. licitus, p.p. di licere. 

\Leconte de Lisle, Charles-Marie (Saint Paul, Réunion 1818-Louvenciennes 1894) Poeta francese. Tra le opere Poesie antiche (1852), Poesie Barbare (1862) e Poesie tragiche (1884). 

\Lecouvreur, Adrienne (Damery 1692-Parigi 1730) Attrice francese. Ispirò musicisti e drammaturghi. 

\Lectidàcee Famiglia di piante legnose tropicali, appartenenti all'ordine delle Mirtali, caratterizzate da foglie semplici e grandi fiori ermafroditi. 

\lectìna, sf. Proteina che si lega a taluni gruppi specifici di carboidrati. 

\lectio, sf. invar. Metodo di insegnamento delle scuole e delle università medievali che si accompagnava alla disputatio e alla quaestio. Consisteva nella lettura da parte dell'insegnante di un testo stabilito dagli ordinamenti universitari e nella sua spiegazione letterale (legere cursorie) oppure nello sviluppo personalizzato (legere ordinarie). 

\lectio brevis, loc. sost. f. invar. Giornata scolastica più breve del solito. 

\lectorium, sm. invar. Muro che nelle chiese medievali divideva il coro dalla navata. 

\lectotìpo, sm. Esemplare che viene scelto da uno studioso tra il materiale utilizzato in precedenza per istituire una nuova specie senza indicare l'olotipo. 

\lecythis, sf. invar. Genere di piante tropicali, arboree o arbustacee, appartenente alla famiglia delle Lacitidiacee. 

\LED In informatica è la sigla di Light Emitting Diode (diodo a emissione luminosa). Si tratta di un trasduttore elettroottico costruito con semiconduttori. 

\Led Zeppelin Complesso pop inglese (1968-1980), esponente dell'hard rock. Tra le opere Whole lotta love e Stairway to heaven

\Lèda Satellite di Urano, scoperto da Kowal nel 1974; dato il suo raggio di 5 km, viene collocato al nono posto per grandezza, così come per la distanza (11.110.000 km); il suo periodo orbitale è di 240 giorni. 

\Leda senza cigno, La Prosa di G. D'Annunzio (1916). 

\Lédda, Gavìno (Siligo 1938-) Romanziere. Tra le opere Padre padrone (1975). 

\Lederberg, Joshua (Montclair 1925-New York 2008) Medico statunitense. Compì importanti studi di genetica batterica e per questo nel 1958 fu insignito del premio Nobel con E. L. Tatum e G. W. Beadle. 

\lèdere, v. tr. 1 Danneggiare, compromettere, rovinare, intaccare. ~ nuocere. <> giovare. 2 Produrre una lesione. ~ ferire. 3 Di edificio, lesionare. ~ incrinare. 4 Offendere. ~ oltraggiare. 
  v. tr. to injure, to damage. 
  lat. laedere. 

\Ledoux, Claude-Nicolas (Dormans-sur-Marne 1736-Parigi 1806) Architetto francese. Tra le opere il padiglione di Louveciennes (1771) e il castello di Bénauville (1780). 

\Lédro Valle del Trentino che sbocca nel lago di Garda presso Riva, percorsa dal torrente Massangla, che forma al centro della valle il lago di Ledro le cui acque alimentano la centrale elettrica di Riva. 

\Ledru-Rollin, Alexandre-Auguste (Parigi 1807-Fontenay-aux-Roses 1874) Politico francese. Repubblicano democratico, fu ministro dell'interno dopo la rivoluzione del febbraio 1848. Luigi Napoleone lo sconfisse alle elezioni presidenziali del luglio 1848. Fu fondatore insieme a Mazzini a Londra del Comitato democratico europeo (1851). 

\Lee, Ang (Taiwan 1954-) Regista cinematografico. Diresse Il banchetto di nozze (1993), Mangiare bere uomo donna (1994), Ragione e sentimento (1995), The ice storm (1997, premiato a Cannes). 

\Lee, Bruce (1940-1973) Attore cinese. Interpretò serial televisivi (The Green Hornet, 1966 e 1967) e molti film di karatè o kung fu. 

\Lee, Christopher (Londra 1922-) Pseudonimo di Christopher Frank Carandini Lee, attore cinematografico inglese. Interpretò La maschera di Frankenstein (1957), Dracula il vampiro (1958), Horror Express (1963), Lo sguardo che uccide (1964), Messaggi da forze sconosciute (1978), Allarme a Hollywood (1979), L'isola della paura (1980), Gremlins 2: la nuova stirpe (1990), Funny man (1994), Mosè. La bibbia (1995), Festa di mezzanotte (1995). 

\Lee, Mary Ann (Filadelfia 1823-1899) Ballerina classica. Esordì nel 1837 e fu attiva sulle scene fino al 1847. Si esibì nei principali teatri statunitensi presentando opere di successo come La Sylphide, La Bayadère, La fille du Danube e Giselle

\Lee, Robert Edward (Stratford 1807-Lexington 1870) Militare statunitense. Segnalatosi in Messico, fu comandante dell'esercito della Virginia a fianco dei sudisti durante la guerra di secessione. Riportò alcune importanti vittorie, ma nel 1865 fu sconfitto dal generale Grant ad Appomattox. 

\Lee, Spike (Atlanta 1958-) Regista cinematografico statunitense, le cui opere spesso riflettono il difficile rapporto fra bianchi e neri. Diresse Lola Darling (1986), Fa' la cosa giusta (1988), Mo' better blues (1990), Jungle Fever (1991), Malcolm X (1993) e Clockers (1995). 

\Lee, Tsung Dao (Shanghai 1926-) Fisico statunitense. Di origine cinese, compì importanti studi sulle particelle elementari e scoprì la non conservazione della parità. Nel 1957 fu insignito del premio Nobel. 

\Leeds Città (710.000 ab.) della Gran Bretagna, nella contea metropolitana di West Yorkshire in Inghilterra. Situata a nord-est della città di Manchester sul fiume Aire. Al centro di importanti vie di comunicazione stradali, ferroviarie, fluviali, ha numerose industrie: dell'abbigliamento, meccaniche (locomotive, macchine tessili, pezzi per aerei), di materie plastiche, chimiche, metallurgiche, alimentari. Nelle vicinanze si trovano miniere di carbone e ferro. Con i vicini centri di Halifax, Dewsbury, Bradford e altri forma un grande agglomerato, specializzato nella lavorazione della lana. Sede vescovile cattolica, di un'università, di vari musei e di un teatro. Ospita anche edifici di interesse storico come la chiesa del XVII sec. e l'abbazia del XII sec. Villaggio normanno, divenne fiorente mercato nel XVI sec.; nel XIX sec. iniziò a specializzarsi nella lavorazione della lana, ma l'espansione industriale avvenne in seguito all'apertura del canale che la collega a Liverpool (1816). 

\Leeuwarden Città (87.000 ab.) dei Paesi Bassi, nella provincia della Frisia. 

\Leeuwenhoek, Antoni van (Delft 1632-1723) Naturalista olandese. Scienziato autodidatta, progettò e costruì un microscopio ottico dotato di una sola lente da lui fabbricata che, a differenza degli altri strumenti dotati di più lenti, consentiva fino a 300 ingrandimenti. Utilizzando la sua invenzione, si impegnò in osservazioni e ricerche sugli organismi animali che, pur essendo frammentarie e prive di metodicità scientifica, gli permisero di scrivere una serie di articoli che vennero pubblicati in lingua inglese nelle Philosophical Transactions della Royal Society di Londra. Le sue scoperte più importanti furono l'esistenza dei vasi capillari, la presenza di globuli rossi nel sangue e la descrizione di esseri unicellulari fino a quel momento sconosciuti. 

\Leeward Islands Gruppo di isole delle Piccole Antille, di cui le più importanti sono: Antigua, Saint Christopher, Nevis, Anguilla, Montserrat e le isole Vergini Britanniche. 

\Lefebvre, Marcel (Tourcoing, Lilla 1905-Écône, Svizzera 1991) Vescovo francese, dal 1955 al 1962 a Dakar. Di ritorno in Francia fondò nel 1970 un movimento deominato Pro fide cattolica con cui contrastò l'indirizzo riformatore del Vaticano II; nel 1976 venne sospeso a divinis e nel 1988 scomunicato in seguito alla sua consacrazione di quattro vescovi a lui fedeli. Fondò la Fraternità sacerdotale di San Pio X. 

\Lefevre, Georges (Lilla 1875-Boulogne Billancourt, Parigi 1959) Storico. Tra le opere La rivoluzione francese (1930-1950). 

\Lèffe Comune in provincia di Bergamo (5.106 ab., CAP 24026, TEL. 035). 

\Leffler, Anne Charlotte, duchéssa di Caianéllo (Stoccolma 1849-Napoli 1892) Scrittrice svedese. Dopo una prima esperienza matrimoniale fallita, andò sposa al duca di Caianello, P. Del Pezzo. È autrice di novelle (Dalla vita, 1886), lavori teatrali (Donne vere, 1883; Come si fa il bene, 1885; Lotta per la felicità, 1887) e di un romanzo (Femminilità ed erotismo, 1890). 

\léga, sf. (pl.-ghe) 1 Associazione tra più gruppi sociali o persone private per il conseguimento di determinati scopi comuni; alleanza, coalizione, federazione, unione. ~ società. 2 Accordo di più persone che agiscono per conseguire il proprio utile; combriccola. ~ combutta. 3 Federazione che regola e tutela il regolare svolgimento dei campionati di vari sport. 4 Indole di una persona o di una cosa. ~ qualità. 5 Presa di malta e di cemento. 6 Piastra di ferro per collegare insieme due o più pezzi. 7 Di metalli, miscela. ~ amalgama. 8 Tipo, sorta, stampo. ~ categoria. 9 Unità di misura di lunghezza di valore variabile a seconda del paese in cui è utilizzata. In Francia equivale a 4,445 km, in Spagna a 5,556 km. Quest'ultimo è anche il valore più comunemente usato in marina. 
  sf. 1 alliance, league. 2 (associazione) union, association. 3 (di metalli) alloy. 
Soluzione solida di due o più elementi, di cui il predominante è sempre un metallo, avente proprietà meccaniche e tecnologiche differenti rispetto a quelle degli elementi che la compongono. Il termine viene utilizzato solo per quei composti in cui le aggiunte di altri elementi al metallo risultano intenzionali per poterne aumentare o modificare alcune qualità. Le leghe vengono classificate a seconda delle loro proprietà specifiche (leghe antifrizione, leghe fusibili), del metallo base (leghe del rame, del nichel, del ferro-carbonio, dell'alluminio) o dell'impiego (leghe per cuscinetti, per saldature). 

\Léga Nòrd Movimento politico federale sorto nel 1989 dall'accorpamento di formazioni regionali (Lega lombarda, Liga veneta, Piemont autonomista). Il suo leader U. Bossi ha portato la formazione a un significativo 8, 6% nelle elezioni del 1992 e a un 8,4% a quelle del 1994, dopo le quali la Lega, presentatasi in un cartello di centro-destra, andò al governo. Successivi contrasti fra S. Berlusconi e U. Bossi fecero franare l'alleanza e alle elezioni del 1996 la Lega si presentò da sola con un programma federale e autonomista, spesso permeato di idee secessioniste. 

\Léga, Silvèstro (Modigliana, Forlì 1826-Firenze 1895) Pittore. Tra le opere Il canto dello stornello (1867, Firenze, Collezione privata) e La visita (1868, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna). 

\legàccio, sm. Striscia di corda o pelle; laccio. ~ stringa. 
  sm. lace, string. 

\legàle, agg. e sm. agg. 1 Relativo alla legge. ~ giuridico. : :e disposizioni legali lo attestavano come unico beneficiario. 2 Che è o è stato stabilito dalla legge, lecito. ~ legittimo. <> illegale. un simile atto era del tutto legale nonostante l'evidenza dei fatti 
sm. Professionista esperto di diritto; avvocato. ~ procuratore. decise di passare la questione direttamente al suo legale
  agg. 1 (relativo alla legge) lawful, legal. 2 (medicina legale) forensic medicine. sm. lawyer. 
  lat. legalis

\legalìsmo, sm. Stretta osservanza della legge. 

\legalìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Sostenitore del legalismo. 

\legalìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al legalismo. 

\legalità, sf. Qualità di ciò che è conforme alla legge. ~ liceità. <> illegalità. 

\legalitàrio, agg. Che agisce solo con mezzi conformi alla legge. 

\legalizzàre, v. tr. Rendere ufficiale un atto o un documento; convalidare, autorizzare, regolarizzare. ~ legittimare. 
  v. tr. 1 (autenticare) to authenticate. 2 (legalizzare) to legalize. 
  franc. légaliser. 

\legalizzazióne, sf. Atto, effetto del legalizzare. 
  franc. légalisation. 

\legalménte, avv. 1 In modo legale. ~ lecitamente. <> illegalmente. 2 Secondo la legge. ~ giuridicamente. 

\Legambiente Sigla di Lega per l'Ambiente. 

\legàme, sm. 1 Tutto ciò che serve a legare. ~ laccio, catena, capestro. 2 Relazione, rapporto. ~ affetto. 3 Nesso, relazione. ~ collegamento. 
  sm. 1 bond. 2 (vincolo affettivo) tie. 3 (relazione, nesso) link. 4 (collegamento) connection. 
  lat. ligamen,-inis, incrociato con l'italiano legare. 
Interazione atomica di natura elettrica con formazione di molecole o aggregati atomici o strutture molecolari generalmente stabili. Dal punto di vista fisico il legame è costituito da una distanza di equilibrio tra le forze attrattive e repulsive in gioco, da un'energia di legame ed eventualmente da alcuni parametri che caratterizzano l'orientamento spaziale. Si può avere un legame ionico in cui vengono trasferiti elettroni tra atomi che tendono ad acquisirne e atomi che tendono a perderne; si parla di legame covalente quando esiste condivisione di elettroni; se gli atomi sono uguali il legame covalente si dice omeopolare, nel caso contrario polarizzato o eteropolare; si ha poi il legame (covalente) dativo quando la coppia di elettroni in comune viene fornita da un solo atomo (detto donatore). 

\legaménto, sm. 1 Atto, effetto del legare. 2 L'inserzione tra due suoni vocalici di un elemento consonantico di sostegno. 3 Nella scherma il contatto della propria lama con quella dell'avversario per farla deviare dal bersaglio. 4 Legatura. ~ allacciatura. 5 Tendine. 
  lat. ligamentum, incrociato con l'italiano legare

\Legami di famiglia Racconto di C. Lispector (1960). 

\legànte, agg. e sm. 1 Di sostanza quale cemento, mastice o simile, atta a saldare tenacemente due corpi diversi. ~ addensante. <> fluidificante. 2 Che o chi fa un legato dal testamento. 

\legàre, v. v. tr. 1 Cingere una persona, una o più cose con funi; stringere, avvincere. ~ avvolgere. <> sciogliere. legare le mani a qualcuno, impedirgli di prendere decisioni autonome. 2 Attaccare a qualcosa con una fune; annodare, allacciare. ~ fermare. <> slegare. 3 Unire metalli a formare leghe. ~ fondere. <> scindere. 4 Rendere più densi sughi o salse con l'aggiunta di farina o panna. ~ amalgamare. <> suddividere. 5 Di elementi o colori, amalgamare, fondere. ~ miscelare. <> separare. 6 Tenere insieme; unire, congiungere. ~ saldare. <> scollegare. legare in matrimonio, sposare. 7 Riunire le segnature di un'opera per costituire il volume. ~ rilegare. 8 Di concetti, connettere. ~ collegare. 9 Di pietre preziose, incastonare. ~ montare. <> smontare. 10 Obbligare. ~ costringere. 11 Lasciare in eredità, come legato in testamento. 12 Inviare come legato. 
v. intr. 1 Far lega; socializzare, familiarizzare. ~ intendersi. purtroppo non aveva legato con i colleghi, non andava d'accordo. 2 Congiungersi. ~ dividersi. 3 Allegare. 4 Accordarsi. ~ armonizzarsi. 
v. rifl. Unirsi, stringersi in un vincolo. 
  v. tr. 1 to bind, to tie up. 2 (chim.) to alloy. 3 (a qualcuno) to fasten. 4 (unire) to join. v. intr. 1 to get on well. 2 (far lega) to unite. 
  lat. ligare

\legatàrio, sm. Successore a causa di morte a titolo particolare. 
  sm. legatee. 

\legàto, agg. e sm. agg. 1 Impacciato, impedito. ~ goffo. <> disinvolto. 2 Avvolto con una fune. 3 Affezionato. ~ devoto. 4 Unito. ~ fuso. 5 Obbligato, impegnato. ~ liso. 
sm. 1 Indicazione espressiva che richiede un'esecuzione delle note senza alcuna interruzione di suono. 2 Nell'antica Roma, ambasciatore. 3 Ambasciatore, inviato. ~ rappresentante. 4 Disposizione testamentaria a titolo particolare che conferisce un bene a persona diversa dall'erede. ~ lascito, eredità. 
  sm. 1 (dir.) bequest, legacy. 2 (devoto) legacy. 

\legatóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi effettua lavori di legatoria. ~ rilegatore. 2 Legatrice. 3 Attrezzo usato per legare i tralci. 

\legatorìa, sf. 1 Industria della legatura di libri. ~ rilegatoria. 2 Legatura. 

\legatrìce, sf. Macchina per la legatura di più oggetti in un unico collo. 

\legatùra, sf. 1 Atto, effetto del legare; allacciatura, legamento. ~ nodo. 2 Arte e tecnica nel riunire insieme le varie segnatura di un'opera. ~ rilegatura. 3 Simbolo grafico costituito da una linea arcuata sopra il pentagramma per indicare il legato. 
  sf. 1 binding. 2 (mus.) ligature. 
Procedimento che permette di mettere insieme, dotandole di una copertina, le varie pagine di cui è composta un'opera stampata, per formare il volume finale. Si può distinguere la legatura in brossura, che prima cuce il dorso delle segnature e poi le incolla a una copertina non rigida, la legatura cartonata, che prevede invece una copertina rigida ricoperta da vari materiali (pelle, tela) o da carta stampata, o legature più semplici (a punto metallico o a spirale). Preziose e di elevato contenuto storico sono le legature dei codici medievali che potevano essere miniate o decorate a smalto e cesellate con metalli preziosi. 

\legazióne, sf. 1 Ambasceria, rappresentanza, delegazione. ~ ambasciata. 2 Missione diplomatica retta da un ministro plenipotenziario. 3 Ufficio, carica o sede di un legato. 

\Legazpi Città (100.000 ab.) delle Filippine, sull'isola di Luzon. Capoluogo della provincia di Albay. 

\legénda, sf. Testo di spiegazioni; indicazione, scritta, avvertenza. ~ didascalia. 

\Legenda Sancti Francisci Prosa di San Bonaventura da Bagnoregio (1261). 

\Legendre, Adrien-Marie (Parigi 1752-1833) Matematico francese. Ricercatore puro, si interessò di meccanica celeste, di geometrie non euclidee e di trigonometria; contribuì alla formulazione della teoria dei numeri e alla teoria degli integrali delle funzioni algebriche ed ellittiche e introdusse l'equazione differenziale lineare omogenea di secondo ordine che da lui prese il nome. 

\Léger, Fernand (Argentan 1881-Gif-sur-Yvette 1955) Pittore francese. Seguì dapprima i postimpressionisti per poi aderire al cubismo del quale è considerato uno dei maggiori esponenti. Gli argomenti principali della sua pittura sono rappresentati dagli oggetti in movimento nello spazio che, dopo il contatto con il gruppo dell'Esprit Nouveau, presero la forma di elementi meccanici (bielle, eliche, ruote). 

\leges, sf. pl. Leggi e costituzioni dell'impero romano. Nell'ultimo periodo le leges vennero sostituendo gradualmente le normative antiche, fino a soppiantarle del tutto. 

\légge, sf. 1 Norma, insieme di norme che regolano la vita di una comunità; regola, codice, disposizione, regolamento. ~ direttiva. 2 L'insieme di tali norme; ordinamento. ~ legislazione. 3 L'autorità giudiziaria. ~ magistratura. 4 Giurisprudenza. ~ diritto. 5 Principio generale dedotto dall'osservazione della realtà sensibile nel suo evolversi. 
  sf. 1 law. 2 (disegno di legge) bill. 3 (proposta di legge) draft bill. 
  lat. lex, legis. 
Nelle scienze, norma costante che regola fatti o accadimenti naturali e che spiega come opera la natura. Anche espressione matematica o descrittiva di una relazione di causa ed effetto o di dipendenza evidenziata nel campo delle scienze sperimentali: può essere espressa in forma qualitativa o in modo quantitativo. Normalmente è accompagnata dall'indicazione dei limiti di validità e del campo di applicabilità. 
In diritto la legge è una norma che stabilisce in genere il comportamento, i diritti e i doveri del cittadino. Secondo la costituzione italiana le leggi possono essere emanate dagli organi preposti al potere legislativo e cioè sia dal parlamento che dai consigli regionali a statuto speciale od ordinario. L'unica eccezione a questa regola è data dalla regione del Trentino Alto Adige che consente alle singole province, Bolzano e Trento, di promulgare norme legislative. In generale si possono avere leggi statali o regionali, nonché leggi ordinarie o speciali, leggi generali e costituzionali, civili e penali. A seconda della materia legiferata, si hanno leggi agrarie, fiscali, elettorali, finanziarie. La legge impone, prescrive, ordina e vieta: è la corte costituzionale che si prefigge di risolvere gli eventuali contenziosi o contrasti di competenza. In relazione al tempo, la decorrenza della legge è di norma rivolta al futuro senza perciò avere un effetto retroattivo. 

\Legge del Signore, La (L'uomo senza fucile) Film western, americano (1956). Regia di William Wyler. Interpreti: Gary Cooper, Dorothy McGuire, Anthony Perkins. Titolo originale: Friendly Persuasion 

\leggènda, sf. 1 Racconto tradizionale di avvenimenti fantastici o molto lontani nel tempo, alterati dalla fantasia popolare; mito, epopea, saga. ~ favola. 2 Nelle religioni, narrazione di natura mitologica, spesso ispirata dalla pietà popolare. 3 Fandonia, fantasia, invenzione. ~ frottola. <> verità. 4 Legenda. 
  sf. legend. 
Fiorente nel periodo medievale e usate per arricchire in particolare la vita dei santi con episodi inventati dalla fantasia popolare, la leggenda si sviluppa nella tradizione orale cercando di trasmettere il carattere esemplare dei suoi contenuti. 

\Leggenda dei secoli, La Opera di poesia di V. Hugo (1883). 

\Leggenda del pianista sull'oceano, La Film drammatico, italiano (1998). Regia di G. Tornatore. Interpreti: T. Roth, M. Thierry. 

\Leggenda del re pescatore, La Film drammatico, americano (1991). Regia di Terry Gilliam. Interpreti: Robin Williams, Jeff Bridges, Amanda Plummer. Titolo originale: The Fisher King 

\Leggenda del santo bevitore, La Romanzo di J. Roth (1939). 

\Leggenda dell'arciere di fuoco, La (L'arciere di fuoco) Film d'avventura, americano (1950). Regia di Jacques Tourneur. Interpreti: Burt Lancaster, Virginia Mayo, Robert Douglas. Titolo originale: The Flame and the Arrow 

\Leggenda della città invisibile di Kitez e della vergine Fevronia, La Opera in quattro atti e sei quadri di N. Rimskij-Korsakov, libretto di N. Belskij (San Pietroburgo, 1907). 

\Leggenda della fortezza di Suram, La Film d'avventura, russo (1984). Regia di Serghei Paradjanov e Dodo Abascidze. Interpreti: Dodo Abascidze. Titolo originale: Legenda o Suramskoy kreposti 

\leggendàrio, agg. 1 Che concerne la leggenda; epico, fiabesco, favoloso, fantastico, mitologico. ~ mitico. <> storico. eroe leggendario. 2 Straordinario, grandioso. ~ eccezionale. in futuro avrebbero ricordato quell'impresa leggendaria. 3 Immortale, indimenticabile. ~ imperituro. 

\Leggende Opera di poesia di Rosvita di Gandersheim (955-970). 

\leggèra, sf. 1 L'insieme degli emarginati sociali (vagabondi e simili). 2 Emarginato sociale. ~ vagabondo. 

\lèggere, v. tr. 1 Riconoscere dai segni della scrittura le parole e comprenderne il significato. ~ compitare. leggere una notizia dal giornale. 2 Recitare. ~ declamare. 3 Interpretare certi segni convenzionali. ~ decifrare. non era in grado di leggere un pentagramma. 4 Intendere, intuire. ~ percepire. 5 Intuire i pensieri e le intenzioni di qualcuno. ~ interpretare. gli leggeva la gioia negli occhi. 6 Prelevare i dati da un certo di tipo di supporto o di memoria per trasferirli a un altro. 
  v. tr. to read. 
  lat. legere raccogliere. 

\leggerézza, sf. 1 Caratteristica di chi o di ciò che è leggero. ~ levità. <> pesantezza. 2 Volubilità, faciloneria, noncuranza, superficialità, incostanza. ~ frivolezza. <> serietà. aveva agito con troppa leggerezza. 3 Facilità. ~ agio. <> fatica. 4 Scioltezza, eleganza. ~ agilità. <> pesantezza. la sua leggerezza nei movimenti era fantastica
  sf. 1 lightness. 2 (fig.) thoughtlessness, fickleness. 

\leggerménte, avv. 1 In modo leggero. ~ lievemente. <> pesantemente. 2 Imprudentemente. ~ sconsideratamente. 3 Un po', scarsamente. ~ appena. <> molto. 

\leggèro, agg. e avv. agg. 1 Che ha poco peso; tenue, sottile. ~ inconsistente. <> pesante. imbarcazione leggera, che permette agilità nelle manovre. 2 Non grave. ~ lieve. <> grave. 3 Piccolo. ~ modesto. <> grande. 4 Poco carico. 5 Agile. ~ destro. <> impacciato. 6 Di poco giudizio; superficiale, avventato. ~ fatuo. <> accorto. una ragazza leggera, frivola. 7 Detto di musica di svago e di evasione. 8 Di suono, fievole. ~ fioco. <> forte. 9 Di pasto, frugale, digeribile. <> indigesto. preferiva pasti leggeri a pranzo. 10 Di compito, facile. ~ agevole. <> faticoso. 11 Di bevanda, diluito. ~ lungo. <> concentrato. 12 Di malattia, lieve. ~ passeggero. <> serio. 13 Aggraziato, dolce. aveva una mano leggera nei massaggi
avv. In modo leggero. 
  agg. 1 light. 2 (agile) agile, nimble. 3 (bevanda) weak. 4 (lieve) slight. 5 (spensierato) thoughtless. 
  franc. legier, deriv. dal lat. levis lieve. 

\Leggi Opera di filosofia di Platone (prima metà IV sec. a. C.). 

\leggiadraménte, avv. In modo leggiadro. ~ aggraziatamente. 

\leggiadrìa, sf. Caratteristica di chi e di ciò che è leggiadro. ~ grazia. 

\leggiàdro, agg. 1 Che è al tempo stesso, bello, elegante e gentile. ~ grazioso. <> sgraziato. 2 Splendido. ~ avvenente. <> goffo, brutto. 
  agg. 1 lovely, pretty. 2 (aggraziato) graceful. 

\leggìbile, agg. Che si può leggere. ~ comprensibile. <> illeggibile. 
  agg. legible. 
  lat. tardo legibilis. 

\leggibilità, sf. Condizione di ciò che è leggibile. 

\leggibilménte, avv. In modo leggibile. 

\leggicchiàre, v. tr. Leggere a stento. 

\leggìna, sf. Legge di pochi articoli. 

\leggìo, sm. 1 Tappo sul fondo delle imbarcazioni. 2 Mobile di varia forma e dimensione, fornito di sostegno a piano inclinato per sostenere un libro. 
  sm. lectern. 

\Leggio, Il Opera di poesia di N. Boileau (1674-1683). 

\leggiucchiàre, v. tr. Leggicchiare. 

\Leggiùno-Sangiano Comune in provincia di Varese (2.878 ab., CAP 21038, TEL. 0332). 

\leghìsmo, sm. Fenomeno politico e sociale diffuso specie nell'Italia settentrionale, consistente nell'associarsi in leghe. 

\leghìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) 1 Un tempo operaio o contadino iscritto a una lega. 2 Militante o sostenitore di una lega. 

\legiferàre, v. intr. 1 Emanare leggi; decretare, deliberare, emanare, promulgare. ~ statuire. 2 Dettar legge. ~ disporre. 

\legiferatóre, sm. (f.-trìce) Chi legifera. 

\legionàrio, sm. 1 Soldato di una legione. ~ militare. 2 Membro della legione d'onore francese. 
  lat. legionarius. 
Malattia dei legionari 
Tipo di polmonite provocata dalla Legionella pneumophila. 

\legióne, sf. 1 Unità tattica fondamentale dell'esercito romano. 2 Corpo militare che non fa parte dell'esercito regolare. ~ truppa. 3 Unità organica dell'arma dei carabinieri. 4 Schiera foltissima. ~ stuolo. 
  lat. legio,-onis, deriv. da legere arrotolare. 
Dallo schieramento a falange tipico del IV sec. a. C. si passò gradatamente a una disposizione in manipoli disposti su tre file ognuno avente un compito diverso. In prima linea si schieravano gli astati, soldati più giovani che avevano il compito di sferrare il primo attacco; i principes, soldati di mezza età con il compito di aiutare gli astati, si trovavano in seconda fila; in terza fila i triari, soldati veterani, entravano in azione solo se l'evoluzione del combattimento lo richiedeva. Originariamente comprendeva 3.000 uomini, l'80% dei quali equamente suddiviso tra prima e seconda fila, mentre i rimanenti 600 erano i veterani. Attorno e in mezzo ai manipoli si disponevano poi circa 1.200 veliti, equipaggiati con armamento leggero con l'obiettivo di tenere impegnati i fanti nemici. Con Caio Mario l'arruolamento, prima censitario, divenne volontario, la legione fu riconfigurata in dieci coorti e raggiunse il suo massimo numero di effettivi (fino a 6.200) che si attestarono in seguito intorno alle 4.000 unità. Con Augusto l'esercito fu strutturato in venticinque legioni con una leva prima di sedici e poi di vent'anni. 

\legislativaménte, avv. Dal punto di vista legislativo. 

\legislatìvo, agg. Che concerne la legislazione. ~ normativo. 
  agg. legislative. 
  franc. législatif. 

\legislatóre, sm. (f.-trìce) Chi formula leggi. 

\legislatùra, sf. 1 Attività e facoltà di emanare o preparare leggi. 2 Dignità e ufficio del legislatore. 3 Periodo per il quale è eletta o rimane in carica un'assemblea legislativa. 
  sf. legislature. 
  franc. législature. 

\legislazióne, sf. 1 Formazione di leggi. legislazione italiana. 2 Ordinamento giuridico. ~ normativa. la legislazione vigente non permetteva simili decisioni
  sf. legislation. 
  lat. legislatio,-onis, comp. da legis, da lex legge + latio,-onis presentazione. 

\legìsta, sm. (pl.-i) 1 Nel medioevo, colui che insegnava diritto civile nelle università. ~ canonista. 2 Giureconsulto, giurista. 3 Legislatore. 

\legìttima, sf. Parte del patrimonio ereditario di cui il testatore non può liberamente disporre. 
  sf. legitim. 

\Legittima difesa Film poliziesco, francese (1947). Regia di Henri-Georges Clouzot. Interpreti: Louis Jouvet, Suzy Delair, Bernard Blier. Titolo originale: Quai des Orfèvres 

\legittimaménte, avv. 1 In modo legittimo. ~ legalmente. <> illegittimamente. 2 A ragione, a buon diritto. ~ giustamente. 

\legittimàre, v. tr. 1 Rendere qualcuno idoneo a compiere lecitamente un'attività giuridica. ~ formalizzare. <> invalidare. finì così con legittimare quell'atto di successione. 2 Giustificare. ~ motivare. non sei legittimato a comportarti in modo così sgarbato. 3 Di un figlio, riconoscere. <> disconoscere. 

\legittimàrio, sm. Erede necessario. 

\legittimazióne, sf. 1 Atto, effetto del legittimare. 2 Giustificazione. 

\legittimìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi sostiene il legittimista. 

\legittimìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al legittimismo. 

\legittimità, sf. 1 Caratteristica di ciò che è legittimo. 2 Conformità alla dottrina del legittimismo. 

\legìttimo, agg. 1 Che è conforme alla legge. ~ legale. <> illegale. 2 Che risulta conforme alle consuetudini. ~ consentito. <> proibito. 3 Genuino. ~ autentico. 4 Ragionevole, fondato. ~ motivato. <> infondato. 
  agg. 1 legitimate. 2 (giustificato) justified. 3 (legittima difesa) self-defence. 
  lat. legitimus. 
Legittima difesa 
Causa di non punibilità per cui chi commette un reato causato dalla necessità di difendere un diritto contro un pericolo reale non viene riconosciuto colpevole dal codice penale. Per l'applicabilità di tale principio devono essere verificate le condizioni che la difesa sia commisurata all'offesa e che il pericolo non sia stato causato volontariamente da chi lo assurge a proprio discapito. 
Legittima suspicione 
Definita nel nuovo codice di procedura penale del 1988 anche come remissione del procedimento, è caratterizzata dal trasferimento del processo a un altro giudice in quanto esiste il sospetto che il titolare al quale era stato assegnato il processo non possa avere la giusta serenità nel giudicare un imputato. 

\légna, sf. (pl. légna o légne) Legname da ardere. 
  sf. firewood. 

\legnàceo, agg. 1 Che ha aspetto simile a quello del legno. 2 Che ha la natura del legno. 

\Legnàgo Comune in provincia di Verona (26.271 ab., CAP 37045, TEL. 0442). Centro industriale (prodotti alimentari, della carta, meccanici, termomeccanici, tessili e chimici). Fortificata nel 1815 dagli austriaci, con Mantova, Peschiera e Verona fece parte del Quadrilatero. Gli abitanti sono detti Legnaghesi

\legnàia, sf. Deposito per la legna. 

\legnaiòlo, sm. Artigiano che fa lavori grossolani di falegnameria. 

\legnàme, sm. Legno da lavoro. 
  sm. wood, timber. 

\Legnàni, Pierìna (Milano 1863-1923) Ballerina. Nel 1885 fu la prima interprete del Lago dei cigni

\Legnàno Comune in provincia di Milano (50.018 ab., CAP 20025, TEL. 0331). Centro industriale (prodotti dell'abbigliamento, calzaturieri, metallurgici, siderurgici, chimici, tessili e meccanici). Il 29 maggio 1176 vi fu combattuta la battaglia tra i comuni della Lega Lombarda e Federico I Barbarossa, che, sconfitto, dovette trattare la pace di Costanza. Vi si trova la basilica di San Magno, del XVI sec. Gli abitanti sono detti Legnanesi

\legnàre, v. v. tr. Colpire con un legno ~ bastonare. 
v. intr. Raccogliere legna. 

\Legnàro Comune in provincia di Padova (6.567 ab., CAP 35020, TEL. 049). 

\legnàta, sf. Colpo dato con un legno. ~ bastonata, percossa. 

\legnàtico, agg. (pl. m.-ci) Uso civico di far legna in un bosco di proprietà comunale. 

\Legnica Città (107.000 ab.) della Polonia, nella Bassa Slesia. Capoluogo del voivodato omonimo. 

\légno, sm. 1 Materia prima fornita dagli alberi. 2 Pezzo di legno; bastone. ~ mazza. 3 Nell'orchestra moderna gruppo di strumenti a fiato, originariamente di legno, come flauto, ottavino, oboe, corno inglese, clarinetto ecc. ~ strumentini. 4 Carrozza signorile. 5 Nave. ~ barca. 
  sm. 1 wood. 2 (di legno) wooden. 3 (legno compensato) plywood. 
Detto anche xilema o adroma è il tessuto vascolare del fusto e della radice con la duplice funzione di sostegno della pianta e di conduttore della linfa greggia dalle radici alla periferia dell'albero. È formato dalle trachee o tracheidi (che rappresentano gli elementi conduttori), dalle fibre (elementi meccanici e di sostegno) e da cellule parenchimatiche; tale composizione classifica le varie famiglie; si hanno legni molli o dolci se prevalgono gli elementi conduttori, legni duri se sono le fibre a essere in maggioranza. Oltre a essere usato come materiale da combustione, è utilizzato come materia prima nell'industria cartaria e in quella chimica per l'estrazione di acido acetico e metilico. 

\legnòlo, sm. L'insieme dei cavi vegetali di più filacce che sono avvolte a spirale in senso contrario a quello delle filacce stesse. 

\legnosaménte, avv. In modo legnoso. 

\legnosità, sf. Caratteristica di ciò che è legnoso. 

\legnóso, agg. 1 Di legno. 2 Che ha la durezza del legno. ~ duro. <> tenero. questa consistenza legnosa non corrisponde ai requisiti del materiale cercato. 3 Privo di scioltezza. ~ rigido. 
<> spigliato. aveva movimenti legnosi, sgradevoli da osservare
  agg. woody, wooden. 

\Legrènzi, Giovànni (Clusone 1626-Venezia 1690) Compositore. Tra le opere, sonate a due e a tre voci, messe e il Te deum

\legulèio, sm. Legale cavilloso. ~ azzeccagarbugli. 

\legùme, sm. 1 Baccello. 2 Semi contenuti nel baccello, come fagioli, piselli e simili. 
  sm. pl. pulses. 
  lat. legumen,-inis. 

\legumièra, sf. Piatto di portata per legumi. 

\legumìna, sf. Proteina vegetale presente nei semi delle leguminose. 

\Leguminóse Famiglia di piante erbacee e arboree delle Dicotiledoni diffuse in tutto il mondo. Hanno foglie pennate, infiorescenze a grappoli, legumi (detti anche baccelli) per frutti (formati da un carpello che racchiude i semi, chiamati anche legumi, come i baccelli) e le loro radici contengono batteri azotofissatori utili per il sovescio. Alcune volte il baccello presenta strozzature che lo suddividono in camere (per es. il frutto dell'arachide). Giunto a maturità il baccello si apre in corrispondenza delle due suture, dorsale e ventrale, rilasciando i semi. Le leguminose vengono utilizzate come foraggio (erba medica), come ortaggi (fagioli, fave, lenticchie, piselli), come fornitrici di materie prime (gomme, sostanze coloranti, droghe) o come piante ornamentali.

\Lehar, Franz (Kom´rom 1870-Bad Ischl, Austria Superiore 1948) Compositore austriaco. Scrisse numerose operette, tra le quali Il conte di Lussemburgo (1909), La danza delle libellule (1922), Paganini (1925), Il paese del sorriso (1929) e Giuditta (1934). 

\Lehmbruck, Wilhelm (Duisburg-Meiderich 1881-Berlino 1919) Scultore tedesco. Tra le opere Donna inginocchiata (1911, Duisburg, Lehmbruck Museum). 

\lèi, pron., sf. e sm. pron. pers. f. sing. 1 Indica la persona di cui si parla. ~ ella. 2 Pronome di cortesia, utilizzato con persone con cui si ha poca confidenza. lei, dottore, cosa mi consiglia? 
sf. Amata, bella, innamorata. ~ ragazza. finalmente sentiva di avere trovato la sua lei
sm. La terza persona. 
  pron. 1 (complemento) her. 2 (soggetto) she. 3 (formula di cortesia) you. sm. (lei stessa) she herself, you yourself. 
  lat. illaei

\Lèi Comune in provincia di Nuoro (696 ab., CAP 08010, TEL. 0785). 

\Leibniz, Gottfried Wilhelm von (Lipsia 1646-Hannover 1716) Filosofo e matematico tedesco. A lui si deve la creazione del calcolo differenziale (1684) con la simbologia tuttora in uso e la definizione, poi approfondita da Dirichlet, del concetto di funzione. Il suo pensiero filosofico tentò di dirimere, negandolo, il dualismo tra sostanza pensante e sostanza estesa. Definì così la monade, una sostanza individuale, inestesa e indivisibile con un centro di forza e di rappresentazione contenente in sé tutti i suoi predicati; le monadi, numericamente infinite e autosufficienti, hanno una propria visione dell'universo elaborata tramite l'intelletto, facoltà innata data loro direttamente da Dio, monade suprema, che regola tutti i loro movimenti in un mondo che, seguendo la teoria dell'armonia prestabilita, è il migliore tra tutti quelli possibili. Fra le sue opere si ricordano, Nuovi saggi sull'intelletto umano (1704), Teodicea (1710) e Monadologia (1714). 

\Leicester Città della Gran Bretagna (280.000 ab.), capoluogo della contea omonima (910.000 ab.). Sorge sul fiume Soar, 150 km a nord-ovest di Londra. Industria dell'abbigliamento, della gomma, tessile, conciaria e metallurgica. Edificata in epoca romana, fu colonizzata successivamente dagli scandinavi e diventò una delle cinque città danesi. Dopo un lieve declino, nel corso del XVII sec. ebbe un notevole sviluppo dovuto alla nascita delle industrie delle maglierie. Sede vescovile e di un museo, conserva importanti monumenti storici come le mura fortificate, resti di chiese romaniche e gotiche, la chiesa normanna di Saint Nicholas, la cattedrale di Saint Martin e le rovine dell'abbazia del XII sec. 

\Leicester, Robert Dudley cónte di (1533-Cornbury 1588) Politico inglese. Avversario di Cecil, fu il favorito della regina Elisabetta e capeggiò una spedizione inglese in aiuto dei ribelli dei Paesi Bassi (1585). 

\Lèida Città dell'Olanda meridionale (110.000 ab.) sul fiume Reno. Presenti numerose industrie tessili, metalmeccaniche, cartarie, chimiche ed editoriali. Vi sorse la prima università olandese nel 1575 nella quale insegnarono Cartesio e Grozio. Celebre nel medioevo per la fiorente industria tessile, sostenne nel 1574 un'eroica resistenza contro gli spagnoli. Oltre a famose chiese gotiche, da ricordare il Museo Nazionale delle Antichità con preziose collezioni d'arte greca, egizia e romana e il Museo Municipale Lakenthal dedicato alla pittura fiamminga. 

\Leigh, Vivien (Darjeeling 1913-Londra 1967) Pseudonimo di Vivian Mary Hartley. Attrice britannica vincitrice dell'Oscar nel 1939 per Via col vento e nel 1951 per Un tram che si chiama desiderio. Diva di Hollywood recitò anche in Cesare e Cleopatra (1946), La primavera romana della signora Stone (1961) e La nave dei folli (1965). 

\Leinì Comune in provincia di Torino (12.159 ab., CAP 10040, TEL. 011). Centro industriale (prodotti del legno, chimici e meccanici). Gli abitanti sono detti Leinicesi

\Leinster Regione (1.853.000 ab.) dell'Irlanda centro-orientale, sul mar d'Irlanda. 

\leiomiòma, sm. (pl.-i) Tumore benigno che si sviluppa da fibre muscolari lisce. 

\Leira Distretto (428.000 ab.) del Portogallo centro-occidentale. Capoluogo l'omonima città. 

\Leishman, William Boog (Glasgow 1865-Millbank 1926) Medico scozzese. Scoprì l'agente patogeno della kala-azar (febbre nera), una leishmaniosi. 

\leishmaniòsi, sf. Malattie infettive causate da Protozoi del genere Leishmania trasmesse all'uomo da cani e roditori tramite pulci, zecche e zanzare. Diffuse nelle zone tropicali, ma non in Australia, sono note particolarmente due forme chiamate bottone d'oriente e kala-azar; la prima tende a ulcerare un nodulo precedentemente inoculato, mentre la seconda porta febbre, colpisce il fegato, la milza, l'intestino, e può essere anche mortale. 

\leitmotiv, sm. invar. 1 Tema melodico ricorrente che caratterizza fatti o momenti. ~ ritornello. 2 Concetto o fatto a cui si fa costante riferimento. ~ tema, idea. 

\Lèivi Comune in provincia di Genova (2.050 ab., CAP 16040, TEL. 0185). 

\Leivick, Halper (Igumen, Bielorussia 1886-New York 1962) Drammaturgo russo. Tra le opere Il Golem (1921). 

\lek, sm. e sf. sm. Unità monetaria fondamentale dell'Albania. È divisa in 100 qintar. 
sf. Termine dell'etologia usato anche in italiano col significato di arena. 

\lekythos, sf. invar. Vaso utilizzato in origine per contenere oli e profumi e che venne in seguito adibito a uso funerario. Aveva forma allungata e collo stretto. Dal V sec. a. C. in Attica si sviluppò una produzione di vasi decorati di alto valore artistico. 

\Lèlio Maggióre, Gàio (235?-160 a. C. ca.) Generale romano. Tra il 210 e il 106 combatté in Spagna e in Africa. Fu amico di Scipione Africano. 

\Lèlio Minóre, Gàio (190 ca.-129? a. C.) Fu amico di Scipione Emiliano e protagonista del Laelius de amicitia, di Cicerone. 

\Leloir, Luis Federìco (Parigi 1906-Buenos Aires 1987) Biochimico argentino. Di origine francese, compì importanti studi sulla biochimica dei carboidrati. Nel 1970 fu insignito del premio Nobel. 

\Lelouch, Claude (Parigi 1937-) Regista cinematografico francese. Diresse Un uomo, una donna (1966), Tutta una vita (1974), Una vita non basta (1988) e Ci sono dei giorni e delle lune (1990). 

\Lelystad Città (61.000 ab.) dei Paesi Bassi, capoluogo della provincia di Flevoland. 

\LEM Navicella per le escursioni spaziali (Lunar Excursion Module, modulo di escursione lunare), nel 1969 consentì agli astronauti N. Armstrong ed E. Aldrin di toccare il suolo lunare, nel corso della missione Apollo 11. Venne progettata per consentire alla navicella di separarsi dalla sezione principale e scendere sulla Luna. 

\Lemaître, Frédérick (Le Havre 1800-Parigi 1876) Attore francese. Fu protagonista di una grandissima carriera dal 1830 al 1870 a Parigi, creando una caratteristica figura di malvivente fanfarone. 

\Lemaìtre, Georges Edouard (Charleroi 1894-Lovanio 1966) Astronomo belga, gesuita, padre della teoria del big bang; questa sua sorprendente elaborazione venne resa pubblica nella Discussione sull'evoluzione dell'universo (1933) e in Ipotesi dell'atomo primitivo (1946). 

\lemànico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al lago di Lemano e a Ginevra. 

\Lemàno Altro nome del lago di Ginevra, in Svizzera. 

\lémbo, sm. 1 Parte estrema dell'abito. ~ orlo. gli si impigliò il lembo del cappotto nell'ascensore. 2 Zona, frammento, pezzo. ~ porzione. possedeva un lembo di terra arida, da cui otteneva raccolti scarsi. 3 Nome generico di antiche imbarcazioni a remi di varie dimensioni. 
  sm. 1 edge. 2 (striscia di terra) strip. 
  lat. limbus

\Lèmie Comune in provincia di Torino (271 ab., CAP 10070, TEL. 0123). 

\lèmma, sm. (pl.-i) 1 Proposizione che funge da premessa. 2 Teorema di importanza secondaria. 3 Vocabolo registrato in un dizionario, stampato in grassetto e posto all'inizio della definizione. ~ voce. 4 Sommario. 
  sm. headword. 
  lat. lemma,-atis argomento, dal greco lèmma

\lemmàrio, sm. Complesso di lemmi in un dizionario. 

\lemmatizzàre, v. tr. Registrare come lemma una parola. 

\lemmatizzaziòne, sf. Atto, effetto del lemmatizzare. 

\lèmme lèmme, loc. avv. Piano, senza fretta, lentamente. ~ adagio. <> affrettatamente. 
  loc. avv. very very slowly. 

\lemming, sm. invar. (Lemmus lemmus) Piccolo roditore della famiglia dei Cricetidi dalla folta pelliccia. Presente nelle zone settentrionali dell'emisfero boreale (Scandinavia e America), si ciba di muschi e licheni. Periodicamente, in seguito alla talora smisurata capacità di proliferazione, compie enormi migrazioni di massa che portano a una drastica riduzione della popolazione ripristinando l'equilibrio biologico nell'ecosistema che lo ospita. 

\Lemmon, Jack (Boston 1925) Nome d'arte di John Ulmer Lemmon. Attore teatrale e cinematografico statunitense. Interprete della commedia brillante con i più famosi registi (B. Edwards, B. Wilder) non ha disdegnato neppure il genere drammatico; ha vinto l'Oscar nel 1955 con Mister Roberts e nel 1973 con Salvate la tigre e la Palma d'Oro con La sindrome cinese (1980) e Missing (1982). Ha interpretato anche A qualcuno piace caldo (1959), Non per soldi ma per denaro (1965), Prima pagina (1974), Così è la vita (1986), Papà (1989) e Americani (1992). 

\Lemnàcee Famiglia di piante acquatiche galleggianti, aventi forma lenticolare, appartenenti all'ordine delle Spadiciflore, comprendente una ventina di specie dal ciclo biologico estremamente veloce. 

\lemniscàta, sf. Denominazione di alcune curve algebriche, in particolare di quelle del Cassini. 
Lemniscata di Bernoulli 
Curva del Cassini definita come luogo dei punti tali che il prodotto delle loro distanze da due punti fissi F1 e F2 è costante e pari al quadrato della semidistanza tra F1 e F2

\lemnìsco, sm. 1 Nastro con cui si adornavano le corone militari. 2 Piccolo fascio di fibre nervose. 3 Segno costituito da una lineetta obliqua od orizzontale fra due punti con il quale i testi medioevali indicavano citazioni non letterali di testi biblici. 

\Lemno Isola (17.000 ab.) della Grecia, nel mar Egeo, tra la penisola del monte Santo e l'Anatolia. Fa parte del nomo di Lesbo. 

\Lemond, Greg (1961-) Corridore ciclista statunitense. Vinse tre volte il Giro di Francia (1986, 1989 e 1990) e fu campione del mondo su strada nel 1983 e nel 1989. 

\Lempa, Río Fiume (325 km) dell'America Centrale. Nasce in Guatemala e sfocia nell'oceano Pacifico. 

\lempìra, sf. Dal 1933 unità monetaria dell'Honduras, pari a 100 centavos. 

\Lempira Dipartimento (180.000 ab.) dell'Honduras occidentale. 

\lèmure, sm. Nelle credenze dell'antica Roma, anima o spettro vagante di defunto che tornava sulla terra per molestare i vivi. ETIM: lat. lemures. 
Proscimmie con muso aguzzo, coda lunga, occhi grandi e sporgenti. Tipiche del Madagascar, dell'Africa e della Malesia, vivono sugli alberi nutrendosi di vegetali. Molti, come l'ayè-ayè, hanno abitudini notturne. 

\lèmuri, sm. pl. 1 Nell'antica Roma, erano gli spiriti dei defunti sia buoni (lari) che malvagi (larve). 2 Nelle credenze popolari, erano gli spiriti dei malvagi che perseguitavano i viventi. ~ spettro. 

\Lemùridi Famiglia di Proscimmie, per lo più notturne, aventi dimensioni medio-piccole e pelliccia folta e soffice, che comprende i lemuri, i lemuri donnola e i lemuri nani. 

\lemùrie, sf. pl. Ciclo di feste romane celebrate il 9, l'11 e il 13 maggio per placare e tenere lontani dalla casa i lemuri. 
  lat. lemuria

\léna, sf. 1 Vigoria di spirito e di volontà. ~ impegno. <> svogliatezza. 2 Forza, vigore. ~ energia. <> debolezza. 
  sf. stamina, energy. 

\Lena Fiume (4.400 km) della Russia, nella Siberia orientale. Nasce dai monti che dominano la riva occidentale del lago Bajkal e sfocia con un grande delta sabbioso a 455 bocche nel mare di Laptev. Principali affluenti sono i fiumi Vitim, Olekma, Aldan, Viljuj e Linde. È scarsamente navigabile a causa del gelo che persiste per gran parte dell'anno. 

\Lena, La Commedia di L. Ariosto (1529). Il personaggio che dà il titolo alla commedia è una ruffiana. Ambientata a Ferrara, l'opera ha per tema conduttore l'amore contrastato fra due giovani, ma presenta un quadro realistico, disincantato e complessivamente pessimista della realtà contemporanea all'autore, nella quale la disonestà, la corruzione e l'interesse sono le molle che muovono i personaggi. 

\Lenard, Philipp Eduard Anton von (Bratislava 1862-Messelhausen 1947) Fisico tedesco. Compì importanti studi sul comportamento dei raggi catodici, individuandone la natura e nel 1905 fu insignito del premio Nobel. 

\Lenbach, Franz von (Scrobenhausen 1836-Monaco 1904) Pittore tedesco. Tra le opere Bismarck (ca. 1880, Monaco, Neue Pinakothek). 

\lènci, sm. Nome commerciale di un panno leggero molto compatto in una vasta gamma di colori per la fabbricazione di bambole. 

\Lenclos, Anne de (Parigi 1620-1705) Gentildonna francese, protagonista di un celebre salotto letterario. 

\Lendinàra Comune in provincia di Rovigo (12.520 ab., CAP 45026, TEL. 0425). Centro industriale (prodotti alimentari, tessili, dell'abbigliamento, calzaturieri e meccanici). Vi si trova il santuario della Madonna del Pilastrello, costruito tra il XVI e il XVIII sec. Gli abitanti sono detti Lendinaresi

\lèndine, sm. Uovo di pidocchio. 

\lendinóso, agg. Che ha le lendini. 

\Lendl, Ivan (Ostrava 1960-) Tennista ceco. Vinse numerosissimi titoli tra cui gli Internazionali di Francia (1984, 1986 e 1987), gli Open USA (1985, 1986 e 1987), gli Internazionali d'Australia (1989 e 1990) e il Master (1981, 1982, 1985, 1986 e 1987). Si ritirò nel 1995. 

\lène, agg. 1 Lieve. ~ delicato. 2 Soave. ~ carezzevole. 
Spirito lene 
In grammatica greca, spirito dolce. 

\Lèni Comune in provincia di Messina (682 ab., CAP 98050, TEL. 090). 

\Leni, Paul (Stoccarda 1885-Hollywood 1929) Scenografo e regista tedesco. Diresse La scala di servizio (1921), Il gabinetto delle figure di cera (1924), Il castello degli spettri (1927) e Il teatro maledetto (1929). 

\leniménto, sm. Modo o atto del lenire ~ alleviamento. <> inasprimento. 

\Lenin Picco (7.134 m) dell'Asia centrale, tra il Tagikistan e il Kirghizistan, nella catena del Transalaj. 

\Lenin, Nikolaj (Ul'janovsk 1870-Gor'kij 1924) Pseudonimo di Vladimir Ilic Ulianov. Politico e statista russo. Nacque il 22 aprile 1870 a Simbirsk una città sul medio Volga. Il padre Ilya Uljanov era insegnante di matematica e fisica e poi ispettore e direttore scolastico nella provincia di Simbirsk; la madre Maria Aleksandrovna Blank, figlia di un medico, era una donna coltissima, conosceva parecchie lingue e amava particolarmente la musica. La famiglia Uljanov fu la tipica famiglia dell'intelligencija russa di fine '800. Attraverso il padre penetrarono nella famiglia gli ideali dei democratici degli anni '60: come tanti altri della sua generazione egli aveva rinunciato a una carriera più brillante per dedicarsi alle necessità dell'istruzione popolare. Il 1° settembre 1879 Vladimir indossò per la prima volta la divisa liceale che porterà per otto anni durante la sua brillante carriera scolastica. Il 12 gennaio 1886 all'età di 55 anni il padre morì e questo periodo coincise con il cambiamento nella vita spirituale del giovane Vladimir. A sedici anni perse la propria fede e decise di non partecipare più a cerimonie religiose. In questo periodo il fratello Alessandro, maggiore di cinque anni, mentre frequentava l'università a Pietroburgo, aderì al movimento rivoluzionario della Volontà del popolo. Nel marzo 1887 Alessandro venne arrestato a Pietroburgo per aver partecipato a una congiura che si proponeva di uccidere lo Zar Alessandro II. Insieme a lui venne anche arrestata la sorella Anna che non apparteneva al gruppo rivoluzionario, ma si trovava con il fratello al momento dell'arresto. L'8 maggio Alessandro e altri cospiratori vennero impiccati. In giugno Vladimir superò brillantemente gli esami e venne premiato con una medaglia d'oro. Nell'ottobre entrò all'Università di Kazan alla Facoltà di Diritto. Dopo gli avvenimenti di maggio, l'ambiente universitario si trovava in agitazione e il 5 dicembre, durante una riunione studentesca, che aveva come unico scopo quello di manifestare le proprie idee politiche, Vladimir venne arrestato. Rilasciato dopo due giorni fu invitato a vivere in residenza sorvegliata fuori Kazan ed espulso dall'Università. La famiglia Uljanov si trasferì quindi a Kokusckino dove già si trovava Anna per lo stesso motivo. Nel maggio 1888 la signora Uljanov inviò una supplica al Ministro della Pubblica Istruzione. Solo in settembre, grazie alle relazioni che ancora le restavano negli ambienti amministrativi, ottenne per il figlio l'annullamento dell'interdizione di soggiorno e nell'ottobre la famiglia rientrò a Kazan. Vladimir riprese contatto con i vecchi compagni di università. Poco dopo la famiglia si trasferì a Samara. Nel 1889 Vladimir iniziò la propaganda marxista tra i populisti. Nel 1890 sostenne a Pietroburgo gli esami di Diritto con esito brillante e l'anno dopo iniziò la professione di avvocato a Samara. Nel 1893 si stabilì a Pietroburgo dove si impegnò nella propaganda marxista negli ambienti operai. Due anni dopo Lenin fece il suo primo viaggio all'estero ed entrò in rapporto con il gruppo socialdemocratico La liberazione del lavoro. Fu a Parigi, in Svizzera e a Berlino, quindi tornò a Pietroburgo e fondò una sezione del gruppo. Il 21 dicembre venne arrestato. In prigione iniziò il suo libro Lo sviluppo del capitalismo in Russia (1896); nel 1894 aveva già scritto Chi sono gli "Amici del popolo" e come lottano contro i socialdemocratici. In questi due libri con uno stile chiaro e incisivo, Lenin sostenne che nelle Russia feudale lo sviluppo del capitalismo era un fenomeno progressivo e che proprio lo sviluppo del capitalismo, e quindi della classe operaia urbana, avrebbe aperto alla Russia la possibilità di una rivoluzione socialista. Nel 1897 iniziò per Vladimir l'esilio in Siberia dove si sposò con Nadezda Krupskaia. In questo periodo pubblicò Compiti dei socialdemocratici russi (1897) e Lo sviluppo del capitalismo (1899). Nel frattempo a Minsk si era svolto il 1° Congresso delle Organizzazioni Socialiste della Russia (1898). Terminato il periodo di esilio nel 1890 Lenin si stabilì inizialmente a Pskov ma partì quasi subito per l'estero. Il 24 dicembre a Monaco di Baviera iniziò la pubblicazione del giornale Iskra (Scintilla), in accordo con G. Plechanov, P. Akselrod, V. Zasulic, del gruppo La liberazione del lavoro. Nel 1901 partecipò attivamente al giornale Zaja (Aurora), organo teorico della socialdemocrazia rivoluzionaria. In questo periodo assunse lo pseudonimo di Lenin. Nel 1902 pubblicò l'opuscolo Che fare? nel quale volgendo la propria polemica contro gli economisti, affermava che lo strumento della rivoluzione avrebbe potuto essere solo un partito politico della classe operaia. Nel marzo dello stesso anno si trasferì a Londra con tutta la redazione dell'Iskra. Nel 1903 Lenin pubblicò l'articolo La questione nazionale, documento molto importante per la politica bolscevica dopo la vittoria del 1917. Nello stesso anno si svolse il 2° Congresso delle Organizzazioni Socialiste in Russia (POSDR) che portò alla netta separazione tra bolscevichi e menscevichi, anche se la separazione formale avverrà solo nel 1912. In questo periodo Lenin lasciò il giornale e si dedicò a un'aspra lotta contro la fazione menscevica. Nel 1904 pubblicò Un passo avanti, due passi indietro. Nel dicembre di questo anno ci fu uno sciopero a Baku e nei mesi successivi uno sciopero generale a Pietroburgo. In quest'ultimo il corteo venne fermato dal fuoco dei fucili e delle mitragliatrici e circa mille persone vennero uccise. Seguirono scioperi in tutte le grandi città e nell'estate scoppiarono numerose rivolte contadine. Il 30 ottobre lo Zar emanò un manifesto che garantiva una Duma legislativa, nonché l'inviolabilità della persona, la libertà di coscienza, di parola, di riunione e di associazione. Intanto nel 1905 Lenin pubblicò L'esercito rivoluzionario e il governo rivoluzionario e Le due tattiche della socialdemocrazia nella rivoluzione democratica. Il 26 aprile dello stesso anno si svolse a Londra il 3° Congresso del POSDR e l'anno dopo il 4°. In questo periodo venne fondato il giornale bolscevico Volna (L'onda). Nel 1907, sempre a Londra, si svolse il 5° Congresso POSDR nel quale Lenin ottenne la maggioranza. In questi anni visse a Ginevra. Nel 1908 si trasferì a Parigi e scrisse Materialismo ed empiriocriticismo. Nel gennaio 1909 si tenne una conferenza nella quale fu nominato un comitato di direzione costituito da Lenin, Martov, Zinoviev, Kamenov e Markhlevski. L'anno dopo il comitato centrale realizzò l'unione delle fazioni con un comitato di direzione formato da Lenin, Zinoviev (bolscevichi), Martov, Dan (menscevichi). Nel 1911 Lenin seguì l'esempio di Bogdanov a Capri e fondò nei dintorni di Parigi, una scuola di formazione marxista. Nel gennaio del 1912 si tenne a Praga il 6° Congresso del POSDR e l'anno successivo in una conferenza a Poronino avvenne la scissione tra le due fazioni, con Malinivski presidente del gruppo bolscevico. Nel settembre 1914, data l'imminenza della guerra, Lenin convocò un'assemblea per impostare l'atteggiamento verso la guerra; l'anno dopo venne fondata la Commissione Socialista Internazionale con lo scopo di garantire i collegamenti tra i membri sparsi in Europa. Nel 1916 Lenin pubblicò L'imperialismo, fase suprema del capitalismo.  
Nel febbraio del 1917 scoppiò la rivoluzione borghese in Russia. Lenin proclamò che, avvenuta la rivoluzione borghese, era arrivato il tempo di far passare il potere nelle mani del proletariato e degli strati poveri della classe contadina. Già durante le sommosse del 1905 si erano formati i Soviet, assemblee di delegati dei soldati e delle organizzazioni operaie. Queste erano le uniche istituzioni democratiche spontanee esistenti nel paese. Lenin sostenne che i Soviet avrebbero potuto essere la base del governo russo. Così espose la sua teoria sullo stato e sulla funzione dei Soviet nel saggio Stato e rivoluzione (1917): i Soviet dei soldati, dei contadini, degli operai sarebbero stati lo strumento politico della dittatura del proletariato. Solo quando le classi fossero scomparse sarebbe stata possibile una vera democrazia, cioè l'autogoverno dei lavoratori. Nel luglio un'ondata di manifestazioni popolari chiese ai Soviet di impossessarsi del potere supremo. Il Governo Provvisorio reagì con la forza e dichiarò illegale il partito bolscevico: molti dirigenti furono arrestati e Lenin fu costretto a nascondersi. Nel frattempo il potere passava gradualmente nelle mani dei Soviet locali. Lenin iniziò una battaglia per convincere il Comitato centrale del suo partito che era giunto il momento di prendere il potere e finalmente il 29 ottobre venne costituito un piccolo gruppo, presieduto da Trotsky, con il compito di organizzare l'insurrezione dal punto di vista militare. Il 7 e 8 novembre il Comitato militare rivoluzionario assunse i pieni poteri. In tutta la Russia seguirono grandi movimenti delle masse popolari. Lenin al Congresso dei Soviet di Pietrogrado annunciò le prime misure del governo sovietico: proposta di pace a tutte le nazioni belligeranti, passaggio delle terre ai contadini, controllo degli operai sulla produzione e distribuzione dei beni, nazionalizzazione delle banche. Vennero subito approvate leggi sull'abolizione di tutte le diseguaglianze di classe, sesso, nazionalità e religione, sulla nazionalizzazione delle banche, delle ferrovie e del commercio estero. Nel 1918 Lenin subì due attentati e nel secondo venne ferito gravemente. Nell'ottobre scrisse La rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautski. L'anno seguente in occasione della fondazione dell'Internazionale Comunista scrisse La terza Internazionale e il suo posto nella storia. L'edificazione del socialismo in un paese arretrato come la Russia sarebbe costato molti sacrifici. Inoltre l'Europa non aveva seguito l'esempio della Russia e questa rimase isolata e stremata dagli avvenimenti interni e dalla guerra contro la Germania. Lenin decise che l'unica soluzione era firmare la pace, anche alle condizioni più dure e svantaggiose. Dopo la rivoluzione Trotsky fu inviato a Brest-Litòvsk, apparentemente per iniziare le trattative di pace con la Germania, ma anche per fare appello a tutti i paesi belligeranti perché rovesciassero i loro governi e concludessero una pace generale. Tutto questo però non avvenne e la Russia dovette rassegnarsi a una pace separata. Con la pace di Brest-Litòvsk la Repubblica sovietica fu costretta a cedere un quarto del territorio dell'Impero russo, un terzo della sua popolazione e i tre quarti del suo acciaio e del suo carbone. Ma lo sviluppo economico e l'organizzazione del paese dovettero aspettare ancora per l'intervento militare dell'Inghilterra, della Francia, degli Stati Uniti e del Giappone a sostegno dei generali bianchi zaristi, con una guerra civile protrattasi sino al 1922. L'armata rossa poté contare sull'appoggio delle masse contadine, ma tale guerra devastò ulteriormente un paese già pesantemente provato. Nel maggio 1920 Lenin, impegnato nella ricostruzione dello Stato e nello studio dello sviluppo economico, pubblicò L'estremismo, malattia infantile del comunismo. L'anno successivo ebbe i primi attacchi apoplettici. Nel 1922 venne invitato alla conferenza di Genova per la risoluzione del problema dell'equilibrio economico europeo, ma le sue condizioni fisiche non glielo permisero. In seguito ebbe una paralisi e perse l'uso delle gambe e del braccio destro. Nel 1923 Lenin scrisse la sua ultima opera Meglio meno, ma meglio nella quale affermava che era ormai inutile aspettare la rivoluzione europea e si doveva procedere verso l'industrializzazione del paese. Intanto già dal 1922 per una grave forma di arteriosclerosi Lenin si era ritirato a Gorkj e aveva sempre più ridotto la sua partecipazione alla vita politica. La sera del 21 gennaio 1924 a seguito di un nuovo attacco morì. La sua salma venne imbalsamata e deposta in un mausoleo costruito sulla Piazza Rossa sotto le mura del Cremlino. 

\Leningràdo => "San Pietroburgo" 

\leninìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Seguace del leninismo. 

\lenìre, v. tr. Mitigare, attenuare, alleviare, blandire, calmare. ~ placare. <> inasprire, acuire. 
  v. tr. to soothe. 
  lat. lenire, deriv. da lenis lene. 

\lenitìvo, agg. e sm. agg. Che calma il dolore. ~ anestetico. <> irritante. 
sm. 1 Farmaco che calma il dolore. ~ calmante, sedativo. 2 Lenimento, mitigazione. ~ sollievo. 

\lenizióne, sf. Passaggio di una consonante sorda a sonora o a spirante. 

\Lènna Comune in provincia di Bergamo (696 ab., CAP 24010, TEL. 0345). 

\Lenngren, Anna Maria (Uppsala 1754-Stoccolma 1817) Poetessa svedese. Autrice di composizioni poetiche satiriche, pubblicò, anonimi, i suoi lavori sul giornale Stockholmpost, di proprietà del marito. Tra le opere La festa allegra e La signorina Giuliana

\Lènno Comune in provincia di Como (1.611 ab., CAP 22016, TEL. 0344). 

\Lennon, John Winston (Liverpool 1940-New York 1980) Cantante e autore di musica pop britannico. Componente del celebre gruppo pop dei Beatles, nel quale suonava chitarra e tastiere, ne fu autore, insieme a Paul Mc-Cartney, della maggior parte dei pezzi. Con la moglie Yoko Ono e con la Plastic Ono distribuì le sue canzoni di tendenza pacifista. Venne assassinato da uno squilibrato. 

\Lèno Comune in provincia di Brescia (11.504 ab., CAP 25024, TEL. 030). Centro industriale (prodotti alimentari, dei giocattoli, tessili e meccanici). Gli abitanti sono detti Lenesi

\lenocìnio, sm. 1 Attività di chi induce o costringe alla prostituzione. ~ ruffianeria. 2 Adescamento, lusinga. ~ seduzione. 
  lat. lenoncinium, deriv. da leno,-onis lenone. 

\Lènola Comune in provincia di Latina (4.087 ab., CAP 04025, TEL. 0771). 

\lenóne, sm. 1 Nell'antica Roma, mercante di schiave. 2 Ruffiano. ~ protettore. 

\Lènta Comune in provincia di Vercelli (890 ab., CAP 13035, TEL. 0163). 

\lentaménte, avv. In modo lento; adagio, piano, flemmaticamente. ~ tranquillamente. <> velocemente. 

\lentàre, v. tr. 1 Allentare. ~ mollare. 2 In marina, lascare, mollare. ~ allascare. 

\Lentàte sul Sèveso Comune in provincia di Milano (14.257 ab., CAP 20030, TEL. 0362). Centro industriale (prodotti della carta, tessili, del legno e meccanici) della Brianza. Gli abitanti sono detti Lentatesi

\lènte, sf. 1 Sistema ottico costituito da un corpo rifrangente di materiale trasparente e omogeneo (vetro, quarzo) limitato da due superfici di cui almeno una curva. 2 Al plurale, occhiali. 3 Estremità inferiore del pendolo degli orologi. 
  sf. 1 lens. 2 (lente d'ingrandimento) magnifying glass. 
  lat. lens, lentis lenticchia. 
Lenti a contatto 
Per correggere difetti visivi in luogo degli occhiali, vengono poste direttamente sulla cornea (per questo vengono anche dette lenti corneali) e possono essere rigide, morbide o semirigide. I primi modelli in vetro furono inventati nel 1898 dallo svizzero Eugen Fick. 
Lenti elettroniche 
Sono apparecchi che permettono di deviare fasci di particelle cariche, di solito elettroni, mediante campi generati da un sistema di elettromagneti, analogamente alle rifrazioni ottenute con le lenti ottiche per i raggi luminosi. 
Lenti ottiche 
Sono caratterizzate dai centri della superficie (solitamente sferica) detti di curvatura e dalla retta passante per essi, detta asse principale. Si hanno lenti convergenti quando i raggi rifratti si incontrano in un punto reale F detto fuoco, divergenti quando il punto non esiste, ma è virtuale. Le prime, con spessore massimo al centro, si differenziano in biconvesse, piano convesse e menisco convergenti; le seconde, che invece hanno spessore minimo al centro, in biconcave, piano concave e menisco divergenti. La distanza tra il punto F e il centro della lente si chiama distanza focale e la si può determinare in base allo spessore, alla curvatura e all'indice di rifrazione. 

\lenteggiàre, v. intr. 1 Stare lento. 2 Muoversi lentamente. 

\Lentèlla Comune in provincia di Chieti (773 ab., CAP 66050, TEL. 0873). 

\lentézza, sf. Caratteristica di chi o di ciò che è lento. ~ flemma. <> rapidità. 
  sf. slowness. 

\Lentiài Comune in provincia di Belluno (2.801 ab., CAP 32020, TEL. 0437). 

\Lentibulariàcee Famiglia di piante erbacee, carnivore, appartenenti all'ordine delle Tubiflore, che vivono nell'acqua o in luoghi molto umidi. 

\lentìcchia, sf. 1 Pianta annua delle Leguminose. 2 Seme di tale pianta. 3 Pasta da minestra a forma di lenticchia. si venderebbe per un piatto di lenticchie, sarebbe disposto a tutto per miseri guadagni. 4 Lentiggine. 
  sf. lentil. 
  lat. lenticula, lenticchia, dimin. di lens, lentis
Lenticchia d'acqua 
Genere di piante acquatiche galleggiante di dimensioni minuscole appartenenti alla famiglia delle Lemnacee che formano spesso sull'acqua una specie di tappeto verde. 

\lenticèlla, sf. Formazione puntiforme o allungata sulla corteccia dei rami di varie piante formata da gruppi di cellule a forma di lente attraversata da una fessura che permette gli scambi gassosi con l'esterno. 

\lenticolàre, agg. 1 Che ha forma simile a quella di una lente. 2 Di forma appiattita. 
  lat. lenticularis. 

\lenticòno, sm. Anomalia congenita del cristallino consistente nella presenza sulla superficie anteriore dello stesso di una prominenza conica. 

\lentìggine, sf. Efelide. 
  sf. freckle. 
  lat. lentigo,-inis, deriv. da lens, lentis lenticchia. 

\lentigginóso, agg. Che ha lentiggini. 

\Lentìni Comune in provincia di Siracusa (30.000 ab., CAP 96016, TEL. 095) situato nella parte meridionale della piana di Catania. L'agricoltura con agrumi, frutta e ortaggi, l'industria meccanica, alimentare, del cemento, del vetro e del legno sono le maggiori attività economiche. Fondata nel 729 a. C. con il nome di Leontinoi dai calcidesi di Nasso, fu una delle prime colonie greche. 

\lentìsco, sm. Arbusto (Pistacia lentiscus) delle Anacardiacee con foglie pennate, drupe con semi oleosi e racemi di fiori. Si ricava dal fusto una sostanza aromatizzante e adesiva detta mastice di Chio. È diffusa nella regione mediterranea. 

\lènto, agg. e sm. agg. 1 Privo di sollecitudine. ~ pigro. <> rapido. 2 Di lunga durata e poca intensità. morte lenta. 3 Molle. ~ allentato. <> teso. 4 Di chiome che scendono libere. 5 Poco veloce. ~ flemmatico. <> svelto, veloce. voleva invitarla per un ballo lento. 6 Tardo, poco reattivo. era lento nell'apprendere
sm. 1 Didascalia che prescrive un'esecuzione molto adagio. 2 Ballo a ritmo lento. 
  agg. 1 slow. 2 (molle) slack. 3 (allentato) loose. sm. (ballo) slow dance. 
  lat. lentus

\lentocrazìa, sf. Termine che indica, in senso ironico, la lentezza caratteristica della burocrazia nel disbrigo delle pratiche che le competono. 

\Lenya, Lotte (1900-1981) Attrice austriaca. Moglie del compositore K. Weill, fu celebre interprete di Brecht. 

\Lenz Novella di G. Büchner (1836). 

\Lenz, Emilij Christianovic (Dorpat 1804-Roma 1865) Fisico russo. Diede il nome alla legge dell'induzione elettromagnetica, da lui enunciata. 

\Lenz, Jakob Michael Reinhold (Sesswegen 1751-Mosca 1792) Poeta, scrittore e drammaturgo tedesco. Conobbe nel 1771 Goethe e appartenne allo Sturm und Drang, il movimento precursore del romanticismo. Teorizzò la sua poetica nel saggio Note sul teatro (1774). Scrisse alcuni drammi, in particolare Il precettore (1774) e I soldati (1776), in cui analizzò con ironia e lucidità la società contemporanea. 

\Lenz, Siegfried (Lych, Prussia Orientale 1926-) Scrittore tedesco. Tra le opere Lezione di tedesco (1968) e Museo di storia patria (1978). 

\lènza, sf. 1 Filo sottile, alla cui estremità sono fissati uno o più ami per pescare. 2 Striscia di terreno coltivata ricavata per terrazzamento dei fianchi di una collina. 3 Persona furba. ~ dritto. <> ingenuo. 
  sf. fishing line. 

\lenzatóre, sm. Pescatore alla lenza. 

\lenzuòlo, sm. Ciascuno dei due grandi teli che si stendono sul letto e fra i quali si giace. 
[plurale: i lenzuoli (presi uno per uno), le lenzuola (a paia)]
  sm. sheet. 
  lat. linteolum, dimin. di linteum tela di lino. 

\Lèo, Leonàrdo (San Vito dei Normanni 1694-Napoli 1744) Compositore. Autore tra l'altro di Demofoonte (opera, 1735) e L'Olimpiade (opera, 1737). 

\Leòcare (VI sec. a. C.) Scultore greco. Tra le opere Apollo del Belvedere (350 ca., Vaticano, Musei Vaticani, copia romana). 

\Lèogra Torrente (21 km) che nasce dal gruppo montuoso del Pasubio e sfocia nel fiume Bacchiglione. 

\Leon Film drammatico, francese (1994). Regia di Luc Besson. Interpreti: Jean Reno, Gary Oldman, Danny Aiello. Titolo originale: Leon (The Professional) 

\León (Messico) Città (872.000 ab.) del Messico, nello stato di Guanajuato. Mercato agricolo e zootecnico. Le principali industrie sono quelle metallurgiche, alimentari, tessili, conciarie, delle calzature, del cemento e della carta. Fu fondata nel 1576. Vi si trova una cattedrale costruita nel XVI sec. 

\León (Nicaragua) Città (101.000 ab.) del Nicaragua occidentale, capoluogo del dipartimento omonimo. 

\León (Spagna) Città (138.000 ab.) della Spagna, sul fiume Bernesga. Capoluogo della provincia omonima (526.000 ab.), nella Cordigliera Cantabrica. 

\Leonard, Ray "Sugar" (Wilmington 1956-) Pugile statunitense. Nel 1976 fu campione olimpico dei superleggeri, quindi conquistò numerosi titoli mondiali: welter (1979-1982), superwelter (1981-1982), medi (1987), mediomassimi (1988-1989) e supermedi (1988-1990). 

\leonardésco, agg. (pl. m.-chi) Relativo a Leonardo da Vinci. 

\Leonàrdo da Vìnci (Vinci 1452-castello di Cloux, Amboise 1519) Artista poliedrico, architetto e scienziato. Massimo esponente della cultura rinascimentale, ne definì nel contempo i limiti e il superamento. Fuse in sé l'estro creativo e la ricerca sperimentale tipiche della modernità, precorrendo in molti casi il suo tempo. Nacque nel 1452 ad Anchiano nel comune di Vinci, vicino a Firenze, figlio naturale del notaio ser Piero da Vinci e di Caterina. Nel 1469 la sua famiglia si trasferì a Firenze ed il padre lo fece lavorare come apprendista nella bottega di Andrea di Cione, detto il Verrocchio, il quale, orefice, pittore, scultore e musicista appariva il maestro più adatto a stimolare la complessa personalità del giovane. Si ritiene che il primo dipinto di Leonardo fu l'angelo che eseguì per il Battesimo di Cristo: questa testa è già, in tutta la sua perfezione, la prima maniera di Leonardo. Da notare la qualità dei drappeggi, il cui modellato è raggiunto attraverso una serie di esercitazioni di studio. Collaborò anche al paesaggio dipingendone lo sfondo, con l'ampia e romantica prospettiva di laghi e di colline. Sin dalla giovinezza, seppe produrre intorno a un ritratto, di tipo ancora convenzionale, una ricchezza d'espressione tutta nuova, un richiamo a emozioni singolari. Dopo l'apprendistato si iscrisse alla Compagnia dei pittori di Firenze (1472), ma rimase ancora qualche tempo nella bottega del suo maestro prima di diventare del tutto indipendente. Il 10 gennaio del 1478 ricevette la prima commissione personale, un quadro da altare destinato alla cappella San Bernardo in Palazzo Vecchio, che tuttavia non fu mai eseguito. Sempre nello stesso anno cominciò due dipinti della Vergine, uno dei quali è la Madonna di Benois. Tra i disegni preparatori a questi due quadri il più bello, oggi conservato al Louvre (Madonna del fiore), è una Vergine che tende al bambino un piatto di frutti, con atteggiamento molto simile a quello della Madonna di Benois. Nel 1481 ricevette dai monaci di San Donato a Scopeto l'incarico di dipingere un quadro da altare, L'adorazione dei Magi, opera non finita e conservata alla galleria degli Uffizi. 
Leonardo non frequentò gli studi superiori. La Scuola d'abbaco del suo paese non gli aveva insegnato il latino, di cui aveva forse imparato qualche rudimento dal padre notaio. In diversi momenti egli si adoperò a completare la sua scarsa conoscenza di questa lingua di cultura. Va detto che Leonardo non poté non attingere, sia pure per vie non ortodosse, alla cultura così ricca della Firenze del Quattrocento, e le sue capacità di osservatore della natura fisica non faranno che ornare, animare, approfondire e confermare certe grandi forme di visione, certe nozioni sintetiche fornite dal pensiero contemporaneo. 
Nel 1482 Leonardo lasciò Firenze per trasferirsi a Milano alla corte di Ludovico il Moro. Aveva appena trent'anni e lo accompagnarono Atalante Miglioretti, musico e assistente per i lavori edili e Zoroastro da Peretola, pittore, orefice, e addetto a macinare i colori. Fu questa la tappa più lunga della sua esistenza, quella in cui egli si affermò in tutta il suo sconcertante eclettismo. Qui ricevette l'incarico di progettare la statua equestre di Francesco Sforza. Numerosi disegni di Leonardo ci attestano il suo interesse per l'arte militare. Due erano i problemi principali che occupavano gli ingegneri militari: l'armamento e la fortificazione e ogni altra sorta di invenzioni tattiche. I suoi Quaderni si limitano a riproporre il materiale ripreso e inventato dai suoi colleghi. Il solo contributo sostanziale di Leonardo alle tecniche d'armamento fu l'esposizione dei procedimenti di fusione rivelati in alcune pagine dei Quaderni. È quasi certo il suo contributo alla realizzazione del Castello di Milano, alle sue difese come pure alla costruzione della residenza estiva degli Sforza presso Vigevano. Cinque anni dopo il suo arrivo a Milano, dal 1487 al 1490, si dedicò a studi architettonici e tecnici su un tema controverso: la copertura del Duomo. È lecito tuttavia pensare che le soluzioni proposte da Leonardo per sostenere la massa della cupola influissero sul progetto definitivo. Partecipò ai lavori di sistemazione del duomo di Pavia assieme a Francesco di Giorgio. Venne qui qualificato Ingeniarius ducalis. Nel 1493 il modello in creta del Gran Cavallo (il monumento equestre di Francesco Sforza)venne esposto nel castello di Milano, sotto un arco di trionfo, in occasione del matrimonio di Bianca Sforza con l'imperatore Massimiliano. Il modello fu terminato l'anno successivo. Nel 1495 iniziò a dipingere nel refettorio di Santa Maria delle Grazie, su richiesta di Ludovico il Moro; l'affresco dell'Ultima Cena, portato a termine nella primavera del 1498. Vi lavorò con grandissima cura e lentezza, sforzandosi di osservare i tipi e i caratteri attorno a sé per ricavarne i volti degli apostoli. Si dice che percorse anche per mesi i quartieri bassi di Milano alla ricerca di un modello per Giuda. Utilizzò delle misture di olio e di vernice, facili a deteriorarsi, tanto che già nel 1517, Antonio de Beatis si lamentò delle alterazioni e verso la metà del secolo la Cena sembrò votata alla rovina. Frequentemente e malamente restaurata, all'inizio del XIX sec. essa conservava solo l'ombra del primitivo splendore. Il 5 ottobre del 1499 i francesi di Luigi XII occuparono Milano. Ludovico il Moro vi rientrò in forze nella sua capitale, ma venne definitivamente battuto a Novara, il 10 aprile del 1500. Leonardo si era tenuto prudentemente in disparte e si adoperò ad allacciare rapporti con de Ligny, luogotenente del Trivulzio, allora comandante dell'esercito francese e governatore di Milano. Tuttavia nel dicembre del 1499, lasciò la città, in compagnia di fra Luca Pacioli, alla ricerca di una protezione soddisfacente. In febbraio era a Mantova ove soggiornò per poco tempo, ma ebbe modo di farsi apprezzare da Isabella d'Este, di cui disegnò un ritratto curioso inciso in un profilo. Dopo la breve parentesi mantovana, per qualche tempo rimase a Venezia. Infatti all'anno 1500 si fa classicamente risalire l'influenza attribuitagli sul Giorgione e la pittura veneziana. Qui fu anche impiegato come ingegnere militare per approntare le difese contro un eventuale assalto turco. In aprile si recò a Firenze dopo aver rifiutato un invito alla corte di Isabella d'Este. Nel 1501 Leonardo si dedicò nuovamente alla pittura ed espose a Firenze il primo cartone, oggi perduto, di Sant'Anna. Successivamente riprese servizio come ingegnere militare, ma questa volta l'impegno fu più avventuroso: il suo nuovo signore era il condottiero Cesare Borgia. All'inizio del 1502 Leonardo si recò a Roma per un breve e discreto soggiorno. In giugno, con Vitellozzo Vitelli, uno dei luogotenenti del Valentino, partecipò alla difesa di Arezzo attaccata dai fiorentini e il 20 giugno fu con lui all'assedio di Urbino assistendo al saccheggio della magnifica biblioteca ducale. Rimase in questa città per circa un mese e qui s'incontrò con Machiavelli col quale poi mantenne dei buoni rapporti. Cesare Borgia, gli conferì tutti i poteri e l'ordine di restaurare le fortezze e i castelli dello Stato di Romagna. Con questo incarico andò a Rimini, Cesena, Cesenatico, disegnò il progetto di un porto collegato al mare a mezzo di un canale. A testimonianza della loro collaborazione ci restano le carte delle diverse regioni dell'Italia centrale e le carte topografiche. Questo periodo avventuroso della vita di Leonardo fu ben presto rattristato dalla tragica morte di Vitellozzo Vitelli, strangolato per ordine del Borgia il 31 dicembre. Due mesi più tardi ritornò a Firenze e i tre anni che seguirono furono senza dubbio i più fecondi di tutta la sua carriera di pittore. La produzione del suo studio andò quasi completamente perduta. La sola opera di quest'epoca attribuibile con certezza a lui è il ritratto della Monna Lisa. L'opera rappresenta il ritratto ideale di Leonardo dove si evidenziano gli assi del viso, del busto e delle mani calcolati per imprimere senza sforzo il movimento continuo della figura. Le affinità della Gioconda con l'opera di Leonardo si evidenziano attraverso tre moduli essenziali: il chiaroscuro, il sorriso e il paesaggio. Monna Lisa presenta i contrasti di chiaroscuro che nelle teorie di Leonardo indicano l'una l'aspetto corporeo e l'altra quello spirituale. Lo sfumato è una soluzione tecnica che confonde i contorni e la massa plastica in una nuova realtà conferendo una qualità levigata e continua di cui il ritratto di Monna Lisa rappresenta un modello delicato e ambiguo nel rapporto intimo della luce e dell'ombra. Nel 1503 a Firenze, Leonardo ritrovò Niccolò Machiavelli, il quale incoraggiò ufficialmente uno dei progetti più arditi di Leonardo, il deviamento dell'Arno, concepito per arrecare danno al nemico pisano. A questo programma si aggiunse un progetto di canale da Firenze al mare, che avrebbe permesso di regolare le piene dell'Arno, mediante il prosciugamento delle parti basse della valle e l'installazione di motori idraulici. Nell'agosto del 1504, dopo un lungo dibattito durato circa un anno, il progetto del canale venne approvato. Alla realizzazione parteciparono circa duemila uomini; però l'opera non fu terminata a causa di errori di livellamento. Più tardi fu commissionato a Leonardo un grande affresco storico per la sala del Consiglio del Palazzo della Signoria. Leonardo scelse come soggetto la vittoria riportata contro Pisa alla battaglia d'Anghiari nel 1441. Confluisce in questa composizione tutta l'esperienza di Leonardo, il progetto si alimenta dei suoi temi favoriti, l'anatomia del cavallo, la caricatura, l'analogia degli organismi umani ed animali. Contemporaneamente Michelangelo fu chiamato a decorare il muro opposto, così i due più grandi artisti fiorentini si trovarono rivali in un'aperta contesa. Purtroppo nessuno dei due terminò il proprio lavoro. Michelangelo non andò oltre la fase del cartone; mentre Leonardo si intestardì a sperimentare una nuova tecnica per dipingere il muro che portò a risultati disastrosi. Nonostante tutto, i due cartoni resteranno oggetto della curiosità degli artisti e quest'insieme unico di talenti rimarrà a lungo la scuola del mondo
Nel frattempo Leonardo si dedicò con passione ai suoi lavori di fisica, con frequenti ricorsi all'esperienza; si interessò sia di matematica che di anatomia. Nel 1505 raccolse in un trattato inedito le sue speculazioni sul volo umano che lo condussero a uno studio sistematico del volo degli uccelli. Costruì dei modelli per esaminare le condizioni meccaniche del volo e si dice abbia effettuato degli esperimenti a Fiesole. Nella primavera del 1506, accettò le proposte di Carlo d'Amboise, luogotenente generale del re di Francia, che lo chiamò a Milano. La Signoria di Firenze gli accordò un permesso di tre mesi, ma il governatore del ducato di Milano non aveva nessuna intenzione di separarsi così rapidamente da Leonardo e, con una richiesta piena di elogi per il genio dell'artista e scienziato, ottenne il prolungamento del soggiorno. Leonardo rimase a Milano dal 1506 al 1513 e riprese quelle funzioni di ingegnere e consigliere artistico, realizzò progetti della chiesa di Santa Maria alla Fontana, piccolo edificio molto originale, la cui costruzione fu ordinata da Carlo d'Amboise. Ritornò a far parte della commissione incaricata di sorvegliare il compimento del duomo di Milano e fu ingegnere militare nella campagna contro Venezia. Nel 1507 fu incaricato di organizzare i festeggiamenti per l'entrata di Luigi XII in Milano. È proprio in quest'epoca che egli fece la conoscenza di Francesco Melzi che diverrà suo allievo e fu l'erede dei suoi manoscritti. Nel 1508 tornò per qualche tempo a Firenze, mantenne costanti i contatti con Milano, ove fece ritorno nel luglio dello stesso anno. Carlo d'Amboise, suo amico e protettore morì il 10 marzo 1511. Leonardo affrontò i problemi della statua equestre col monumento al condottiero Trivulzio, il vincitore di Ludovico il Moro. I disegni preparatori ripresero il tema del cavallo caracollante su un nemico caduto; prendendo in considerazione l'aspetto architettonico della composizione, cosa che non aveva fatto nel progetto al monumento degli Sforza. Nel giugno del 1512, i veneziani alleati agli spagnoli e ai mercenari del papa, si impadronirono di Milano e Leonardo, in compagnia di Salai e del Melzi, raggiunse Roma in dicembre. Qui fu al servizio di Giuliano de' Medici e progettò la bonifica delle paludi pontine. È di questo periodo ì il ritratto della duchessa di Avalos. Per il suo protettore compì inoltre lavori di ingegneria, costruzione di scuderie, realizzazione di un apparecchio per battere moneta e infine un piano di fortificazioni a Piacenza e a Parma. La parte più significativa della sua opera furono gli studi di anatomia. Nel 1513 dedicò molto tempo allo studio del sistema cardiovascolare per il quale utilizzò cuori di bue. La grande originalità della sua opera anatomica sta nelle sintesi grafiche, per Leonardo chi non disegnava non osservava, il concetto era schema. La sintesi grafica e la sua abilità di disegnatore, compensarono le deficienze del suo vocabolario verbale. Dopo aver sposato una principessa francese, Giuliano de' Medici si ammalò, ritiratosi nell'Abbazia di Fiesole vi morì il 17 marzo del 1516. Privato del suo protettore e trattato con freddezza dal papa, Leonardo si ricordò della sua appartenenza alla casa del re di Francia e anche se Luigi XII morì nel gennaio del 1515, il suo successore Francesco I gli conservò il favore reale invitandolo in Francia. Leonardo accettò e nell'autunno del 1516 in compagnia di Salai e di Melzi, si stabilì nel maniero di Cloux, vicino al castello reale d'Amboise. Gli venne conferito il titolo ufficiale di primo pittore, architetto e ingegnere del re. In effetti, durante i due anni del periodo francese, dal 1517 al 1519, svolgerà per Francesco I il ruolo di consigliere artistico di cui era incaricato presso Carlo d'Ambrosi e inventando decorazioni e costumi e organizzando giostre e raffinati spettacoli. Durante il suo nuovo soggiorno si dedicò a progetti di grandi lavori, in particolare la bonifica della Sologna prosciugata e al collegamento per mezzo di canali delle residenze reali della valle della Loira. A Romorantin, in mezzo a questa rete di acque, sognò una specie di città ideale tutt'intorno al maniero reale esistente. I sogni di Leonardo e Francesco I non si conclusero anche se ebbero un inizio di realizzazione. Non si conoscono nuove opere pittoriche realizzate in Francia. Si sa per certo che aveva con sé alcuni suoi quadri, probabilmente la Gioconda, una delle versioni della Sant'Anna e il San Giovanni Battista. Il 2 maggio del 1519, nella dimora di Cloux, Leonardo da Vinci morì, assistito dall'allievo prediletto, Francesco Melzi, che aveva fatto suo esecutore testamentario. Soltanto il 12 agosto ebbe luogo l'inumazione nel chiostro della chiesa di Saint Florentin ad Amboise. 

\leonberg Originario della Germania, è un cane da guardia adatto in particolare alla montagna. 

\Leoncavàllo, Ruggèro (Napoli 1857-Montecatini 1919) Compositore e musicista. Studiò al conservatorio di Napoli, poi a Bologna, dove seguì i corsi di letteratura italiana tenuti da G. Carducci. È noto soprattutto per aver composto (anche il libretto è suo) l'opera I pagliacci (1892), primo esempio di verismo musicale. Le opere successive, Bohème (rappresentata nel 1897, un anno dopo l'omonimo lavoro teatrale di G. Puccini del quale non poté reggere il confronto) e Zazà (1900), pur di buona fattura, non hanno più riscontrato lo stesso successo della prima. Tale successo è essenzialmente legato alla stringatezza del libretto e all'espressività serrata del linguaggio musicale, che hanno un impatto immediato sullo spettatore. 

\Leonce e Lena Commedia di G. Büchner (Leonce und Lena, 1835). Il principe Leonce del regno Popo è fidanzato per motivi di ragion di stato con la principessa Lena del regno Pipi. I due non si sono mai visti, perciò non si possono amare e fuggono entrambi dal matrimonio: Leonce accompagnato da un domestico, Valerio, e Lena accompagnata da una governante. Senza conoscersi, si incontrano, si innamorano e si fidanzano. Deciso a sposare la sconosciuta, il principe ritorna in patria e il re, resosi conto del fatto di non poter rinviare il matrimonio, accconsente al fidanzamento ufficiale. Quando Leonce assume il potere, la saggezza e la prosperità fanno il loro ingresso nel regno. Tema dell'opera di Büchner sembra essere il fatalismo della storia. In realtà, l'autore de La morte di Danton (Dantons Tod, 1835) e di Woyzeck (Woyzeck, 1836) dimostra leggerezza, vivacità e forse una certa stanchezza dell'impegno politico e civile, che aveva caratterizzato la sua opera fino a quel momento. 

\Leoncìllo (Spoleto 1915-Roma 1968) Nome d'arte di Leoncillo Leonardi. Scultore. Tra le opere Il cervo e i cani (1939, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna) e Madre romana uccisa dai tedeschi (1944, Roma, Collezione privata). 

\Leoncìno Costellazione scoperta da J. Hevelius nel 1690, facilmente visibile nelle notti invernali e primaverili; è costituita da stelle poco luminose e si trova nell'emisfero celeste boreale, tra il Leone e l'Orsa Maggiore. 

\leoncìno, sm. Cucciolo di leone. 

\leóne, sm. 1 Mammifero carnivoro (Panthera leo o Felis leo) della famiglia dei Felidi. 2 Uomo di eccezionale audacia. ~ audace. 3 Costellazione dello zodiaco. 4 Quinto segno dello zodiaco. 
  sm. lion. 
È meglio vivere un giorno da leone che cent'anni da pecora. Frase di Francesco Domenico Guerrazzi in uno scritto a Nicolò Puccini. 
Lungo circa 2 m e pesante 200 kg, il leone ha il corpo ricoperto di pelo liscio e fulvo, coda di circa 1 m con un caratteristico ciuffo di crini all'apice, corpo agile e forte, zampe con robusti artigli e nell'esemplare maschio è presente un'abbondante criniera sul capo. Caccia Mammiferi di media e grossa taglia preferibilmente al tramonto. Presente diffusamente nell'Africa centrale; in alcune zone dell'India vive la rarissima specie Panthera Leo Persica

\Leóne (costellazione) Quinta costellazione dello zodiaco, osservabile nel corso delle notti invernali e primaverili, situata nell'emisfero celeste boreale; il Sole si trova nel suo segno dal 22 luglio al 23 agosto, mentre è nella sua costellazione dal 10 agosto al 16 settembre. 

\Leóne (golfo) Golfo della Francia sudorientale, nel mar Mediterraneo. Vi sboccano i fiumi Rodano e Aude. 

\Leóne (monte) La vetta (3.552 m) più elevata delle Alpi Lepontine, al confine italo-svizzero. 

\Leòne (papi e sovrani) Papi Leone I Magno 
(Volterra ?-Roma 461) Fu consacrato papa nel 440 succedendo a Sisto III di cui era stato consigliere. Energico sostenitore della supremazia del vescovo di Roma sugli altri, ottenne tale riconoscimento dall'imperatore Valentiniano III. Nel 452 convinse Attila a rinunciare all'invasione della penisola, ma nulla poté tre anni più tardi contro i vandali di Genserico. Nel concilio di Calcedonia tenutosi nel 451, ottenne la condanna di Eutiche per eresia. 
Leone II 
(Sicilia?-Roma 683) Santo e papa dal 682. Lottò contro i monoteliti. 
Leone III 
(?-Roma 816) Santo e papa dal 795. Per difendersi dalla nobiltà romana si appoggiò a Carlo Magno, incoronandolo imperatore a Roma (800). 
Leone IV 
(?-Roma 855) Santo e papa dall'847. Creò la città leonina facendo fortificare Roma in previsione dell'attacco saraceno. 
Leone V 
(?-Ardea 904) Fu papa nel 903, solo per pochi mesi. 
Leone VI 
(?-Roma 928) Fu papa nel 928, solo per pochi mesi. 
Leone VII 
(?-Roma 939) Fu papa dal 936. 
Leone VIII 
(?-Roma 965) Fu papa dal 963, in opposizione a Giovanni XII, per volere di Ottone I. 
Leone IX 
(Egisheim 1002-Roma 1054) Santo e papa dal 1049, eletto dal cugino Enrico III. Promosse attivamente la riforma cluniacense. 
Leone X 
(Firenze 1475-Roma 1521) Figlio di Lorenzo il Magnifico e di Clarice Orsini, Giovanni de' Medici divenne papa nel 1513. Nepotista convinto, favorì la sua famiglia assegnandole il ducato di Urbino strappandolo a Francesco Maria della Rovere; dopo aver sottovalutato i successi della riforma protestante, scomunicò Lutero nel 1520 con le bolle Exsurge Domine e Decet romanum ponteficem. Protesse tramite un oneroso mecenatismo letterati come Guicciardini ed Erasmo e artisti come Michelangelo e Raffaello. 
Leone XI 
(Firenze 1535-Roma 1605) Alessandro de' Medici, fu papa nel 1605, ma solo per pochi giorni. 
Leone XII 
(Genga, Spoleto 1760-Roma 1829) Annibale Sermattei della Genga, fu papa dal 1823. Condannò il liberismo e la repressione dei movimenti settari in Romagna e difese strenuamente l'ortodossia. 
Leone XIII 
(Carpineto Romano 1810-Roma 1903) Vincenzo Gioacchino dei conti Pecci divenne papa nel 1878 dopo una lunga esperienza come diplomatico del Vaticano. Sostenne il carattere spirituale della chiesa nei confronti della società. Il suo impegno per i movimenti sociali culminò con l'enciclica Rerum novarum del 1891 in cui condannò il socialismo e riconobbe il diritto degli operai di opporsi a un sistema basato esclusivamente sul profitto. 
Bisanzio Leone I il Trace 
(Tracia 411?-Costantinopoli 474) Imperatore bizantino dal 457. Lottò contro vandali e goti. 
Leone II di Bisanzio 
(468-474) Nipote di Leone I, fu associato al trono nel 473. 
Leone III l'Isaurico 
(Germanicea 680 ca.-Costantinopoli 741) Imperatore bizantino dal 717. Nel 718 liberò Costantinopoli dall'assedio arabo, riuscendo nel 740 a respingere questi dall'Asia Minore. Vietò il culto delle immagini sacre (730). 
Leone IV il Chazaro 
(750-780) Imperatore bizantino dal 775. 
Leone V l'Armeno 
(?-Costantinopoli 820) Imperatore bizantino dall'813, anno in cui sconfisse i bulgari. Fu sostenitore dell'iconoclastia. 
Leone VI il Filosofo 
(866-911) Succedette al padre Basilio I come imperatore bizantino dall'886, proseguendone la politica e la riforma del diritto. Fu autore della più grande raccolta di leggi dell'impero bizantino medievale, i Libri basilici

\Leóne di Nemèa Nella mitologia greca, mostruoso leone invulnerabile che faceva stragi tra gli abitanti della zona vicino a Nemea, nei pressi della quale viveva all'interno di una grotta. Fu ucciso da Eracle (la sua prima fatica). 

\Leóne Ebrèo (Lisbona ca. 1465-1530 /32?) Yeudah Abrabanel detto Leone Ebreo. Filosofo ebreo portoghese. Tra le opere I dialoghi d'amore (postumo, 1535). 

\Leóne, Giovànni (Napoli 1908) Politico democristiano. Fu due volte presidente del consiglio (1963 e 1968) e anche presidente della repubblica, dal 1971 al 1978. 

\Leóne, Sèrgio (Roma 1929-1989) Regista e produttore cinematografico. Formatosi come aiuto-regista in alcuni kolossal storici (Quo Vadis, Ben Hur, Sodoma e Gomorra), ha creato il genere del western all'italiana. Ha diretto Per un pugno di dollari (1964), Per qualche dollaro in più (1965), Il buono, il brutto, il cattivo (1966), C'era una volta il West (1968) e C'era una volta in America (1984). 

\Leonéssa Comune in provincia di Rieti (2.877 ab., CAP 02016, TEL. 0746). 

\leonéssa, sf. Simbolo di grande audacia. 
  sf. lioness. 

\Leonfòrte Comune in provincia di Enna (15.147 ab., CAP 94013, TEL. 0935). Centro agricolo (coltivazione di olive e agrumi) e dell'attività estrattiva dello zolfo. Gli abitanti sono detti Leonfortesi

\Leonhardt, Gustav (Graveland 1928-) Clavicembalista e organista olandese. Tra le opere un'analisi critica dell'arte della fuga di Bach. 

\Leóni, Leóne (Menaggio ca. 1509-Milano 1590) Scultore. Tra le opere Carlo V domina il Furore (1551, Madrid, Prado) e Facciata della casa degli Omenoni a Milano (metà del XVI sec.). 

\Leóni, Pompèo (1533?-Madrid 1608) Scultore. Tra le opere Carlo V e Filippo II con le famiglie (1591-1598, Escorial, Cappella Maggiore). 

\Leònida (?-Termopili 480 a. C.) Re agiade di Sparta dal 490, perì nel tentare di difendere le Termopili dai persiani di Serse con 300 spartani. 

\leònidi Sciame di meteore, con radiante nella costellazione del Leone, visibile nelle notti di metà novembre. 

\leonìno, agg. Da leone. 

\Leoninus (ca. 1140-Parigi ?) Compositore francese. Tra le opere Organa (a due voci). 

\Leonov, Aleksei (Listvjanja 1934-) Cosmonauta ucraino. Nel 1965 compì per primo una passeggiata spaziale di 10 minuti. 

\leontìasi, sf. Termine medico che designa le caratteristiche assunte dal volto del paziente in seguito all'ipertrofia dei tessuti causata in particolare dalla lebbra. 

\Leontief, Wassily (San Pietroburgo-Leningrado 1906-New York 1999) Economista americano di origine russa. Trasferitosi negli USA nel 1931, insegnò ad Harvard economia politica. Premio Nobel per l'economia nel 1973, ha creato il metodo di programmazione lineare, anche noto con il nome di input output analysis e ha sviluppato l'analisi della teoria delle interdipendenze strutturali. Tra le sue opere, La struttura dell'economia americana: 1919-29 (1941) e Il futuro dell'economia mondiale (1977). 

\leontocèfalo, agg. Relativo a divinità antiche rappresentate con la testa di leone (es. la dea egizia Sekhmet). 

\Leopàrdi, Giàcomo (Recanati 1798-Napoli 1837) Poeta. Nacque a Recanati il 29 giugno 1798 dal conte Monaldo Leopardi e da Adelaide dei marchesi Antici. Assieme ai fratelli Carlo e Paolina venne affidato a don Sebastiano Sanchini e don Vincenzo Diotallevi che li avviarono agli studi. A soli dieci anni approfondì per proprio conto il latino, il francese, l'inglese e lo spagnolo gettandosi avidamente nella biblioteca paterna. Nel 1809 si avvicinò ai testi oraziani raccogliendo varie dissertazioni latine e iniziò a comporre liriche, sermoni, favole, epigrammi e la sua prima tragedia, La virtù indiana. Un anno dopo scrisse una seconda tragedia, Pompeo in Egitto, e gli Epigrammi. Nel 1813 dopo lo studio del greco e dell'ebraico si dedicò alla filologia che considerò strumento necessario per raggiungere la gloria, applicandosi con tutte le sue energie; nacquero così dal 1812 al 1817 opere come la Storia dell'Astronomia, il Saggio sopra gli errori popolari degli antichi, terminati in due mesi di lavoro e nel 1814 opere più strettamente filologiche come i Commentari de vita et scriptis rhetorum ... e i Fragmenti patrum secundi saeculi. Nel 1815 compose In Julium Africanum Jacobi Leopardi Recanatensis Comitis Lucubrationes e contemporaneamente portò a termine una serie di traduzioni tra le quali gli Idilli di Mosco e la Batracomiomachia. Nel 1816 ebbe inizio la conversione letteraria cioè l'interesse per la letteratura e la poesia e tradusse gli scritti di Frontone, scoperti da Angelo Mai, le Iscrizioni greche triopee, il Moretum, il primo libro dell'Odissea e il secondo libro dell'Eneide. Compose l'Inno a Nettuno, mentre come saggista completò la sua esperienza con il Discorso sopra la vita e le opere di M. Cornelio Frontone e con il discorso Della fama di Orazio presso gli antichi due anacreontiche adespote. Nella primavera scrisse il suo primo idillio, Le rimembranze; nel corso dell'anno compose la cantica Appressamento della morte e La lettera ai compilatori della biblioteca italiana. Nel 1817 iniziò la corrisponza con Pietro Giordani e i suoi rapporti con la corrente del classicismo illuminista; da qui il concetto di una poesia tutta intesa all'oratoria civile che lo stimolò a definire meglio i lineamenti di una poesia personale. Nell'estate iniziò ad attuare il proposito di fissare in uno Zibaldone pensieri, impressioni, ricordi; sempre nello stesso anno tradusse la Titanomachia di Esiodo e scrisse le Memorie del primo amore riferendo la drammatica esperienza della crisi amorosa per la cugina Geltrude Cassi-Lazzari. Nacque così l'Elegia I, successivamente intitolata Il primo amore, in cui risultò evidente lo sforzo di conciliare la nuova sensibilità romantica alla rigida struttura del componimento. In questo delicato momento giunse l'amicizia con Pietro Giordani che avviò il Leopardi a una soluzione originale; il Romanticismo impostato nel Discorso di un italiano intorno alla poesia romantica trovò il suo solido supporto nell'attiva presenza del Giordani e nella scelta di un equilibrio dialettico tra passato e presente. Di questo periodo furono le canzoni Sopra il monumento di Dante e All'Italia dove è presente la nostalgica attenzione verso l'antichità considerata specchio di una natura autentica e incorrotta, giovinezza felice del genere umano, ormai negata all'uomo contemporaneo. L'equilibrio raggiunto in quel periodo non fu di lunga durata; la crisi pessimistica culminò nel 1819 nel tentativo fallito di fuga da Recanati. Scrisse in questo periodo i primi idilli: L'infinito, Alla luna, La sera del dì di festa, La vita solitaria e Ricordi d'infanzia e di adolescenza. La tragica presenza dell'infelicità individuale sfociò nel 1820 nella Canzone ad Angelo Mai quant'ebbe trovato i libri di Cicerone della Repubblica, per trasformarsi poi nel 1821 in pessimismo cosmico e natura matrigna nel Bruto Minore proseguendo nel 1822 nell'Ultimo canto di Saffo. Nel periodo 1820-1822 scrisse anche Nelle nozze della sorella Paolina e A un vincitore nel pallone e le canzoni Alla primavera, Delle favole antiche, Inno ai Patriarchi dove vi è ancora spazio aperto alle illusioni, al richiamo della bella età,, ma già si fa strada il senso della solitudine. In novembre lasciò Recanati per trasferirsi a Roma, ospite dello zio Carlo Antici e qui terminò la versione del Martirio de' santi Patri. Nel maggio 1823, deluso dall'esperienza romana, rientrò a Recanati e scrisse in sette giorni la canzone Alla sua donna e la Satira di Simonide sopra le donne. Nel 1824 compose le prime venti Operette morali e il Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'Italiani. Invitato a Milano dall'editore Antonio Fortunato Stella, nel 1825 intensificò i propri studi di filosofia antica traducendo Socrate, Teofrasto, Prodico e il manuale di Epitteto. Le conquiste stilistiche di questo periodo sono decisive per il futuro della poesia leopardiana. Probabilmente il silenzio che seguì e il ricorso alla prosa (operette morali) derivarono dalla consapevolezza di aver raggiunto con gli idilli una dimensione difficilmente superabile. In questo periodo lavorò anche a un'edizione delle opere di Cicerone. Dall'ottobre 1825 al novembre 1826 si trasferì a Bologna dove scrisse l'Epistola al conte Carlo Pepoli, recitata il lunedì di Pasqua presso l'accademia dei Felsinei, e stampò a Bologna il volume dei Versi; in novembre ritornò a Recanati. Questo periodo trascorso in una cupa malinconia tra Milano, Bologna e Recanati fu segnato dalla mancanza di vena poetica; il lavoro però non gli mancò e nonostante fosse tormentato dalla malattia e dal bisogno di mantenere gli impegni, affrontò un lavoro faticoso che richiedette un duro sforzo fisico ed intellettuale: il commento al Canzoniere del Petrarca. Nel 1827 l'editore Stella pubblicò a Milano il volume dedicato alla prosa della Crestomazia italiana e le Operette morali, libretto di prosa che ebbe un significato determinante nella successiva strutturazione della poesia leopardiana e dimostrò come la prosa era stata nutrice del verso avviando il poeta alla conquista di un nuovo timbro stilistico. 
Si stabilì quindi a Firenze ed entrò in contatto con il circolo del Vieusseux; in settembre a un ricevimento conobbe Alessandro Manzoni. L'anno si chiuse in un costruttivo fervore che testimoniò l'avvenuta ripresa della creatività ed un raggiunto equilibrio spirituale. Nacquero così il Copernico e il Dialogo di Plotinio e di Porfirio nei quali la fantasia raggiunge una sua totale libertà. Lasciata alle spalle Firenze si stabilì a Pisa dove rimase dal novembre 1827 al giugno 1828, attratto per il clima. Nel gennaio 1828 uscì a Milano, sempre per l'editore Stella, la Crestomazia italiana poetica che appare come un conclusivo bilancio di quanto aveva lasciato alle spalle. A Pisa ritrovò la disposizione alla poesia: nacquero Il Risorgimento e A Silvia, i due canti pisani. L'oasi pisana fu però di breve durata; la salute peggiorava e la situazione finanziaria continuava a tormentarlo. Nel maggio morì il fratello e così, dopo un breve soggiorno fiorentino a novembre tornò a Recanati in compagnia di Gioberti. La prigione si richiuse di nuovo; riaffiorarono la rabbia, la noia, la malinconia. Da questo situazione, recuperata ormai la forza evocativa del verso, nacquero i grandi idilli recanatesi: tra l'agosto e il settembre 1829 Le ricordanze, La quiete dopo la tempesta, Il sabato del villaggio; nell'ottobre Il canto notturno del pastore errante dell'Asia; ai primi del 1830 il Passero solitario, probabilmente sviluppando un motivo già delineato ai tempi dei primi idilli. Nell'aprile 1830 Leopardi lasciò definitivamente Recanati dove, chiudendo per sempre una felice stagione creativa. Per risolvere il problema di un sostentamento autonomo, sollecitò l'intervento di Vieusseux e accettò la proposta di Colletta che si fece promotore di una sottoscrizione in suo favore tra gli amici della Toscana. Nel novembre 1830 iniziò il sodalizio con Antonio Ranieri, già incontrato nel 1828, e conobbe il filologo Luigi De Sinner. Fu quindi decisa la partenza per Firenze dove lo attendeva il fervore degli amici e una rinnovata vena creativa. Leopardi lasciò alle spalle le memorie e le evocazioni di un tempo, il clima sospeso tra sogno e disperazione che diede la vita agli idilli e affrontò la battaglia con la realtà del presente. Ma pur riaprendo una ferita mai rimarginata e cercando nuovamente il contatto con la cultura e con la vita che l'esilio recanatese gli aveva sempre precluso, era ormai piegato dalla malattia; nonostante questo Firenze agì come catalizzatore e in luglio l'incontro con Fanny Targione Tozzetti fu risolutore. Fanny non fu la donna della giovinezza, sognata e perduta come Silvia, come Nerina, ma fu una presenza reale con la quale il poeta si scontrò duramente. In questo caso il bilancio fu destinato a velare nella memoria il lamento per la felice età perduta. La coscienza del fallimento si trasferì sul piano generale della negatività della vita e si spensero la speranza e il desiderio. Così tra la primavera del 1831 e quella del 1834 diede vita al cosiddetto Ciclo di Aspasia, una serie di componimenti amorosi ispirati dalla passione infelice per la Targioni Tozzetti. La serie era costituita da cinque liriche: Il pensiero dominante (1831), Amore e Morte (1832), Consalvo (1832), A se stesso (1833), Aspasia (1834). Nel marzo 1831 il Comitato del governo provvisorio di Recanati nominò Leopardi deputato all'assemblea nazionale di Bologna, ma il ritorno delle truppe austriache rese ineseguibile la nomina. In aprile uscì la prima edizione dei Canti dedicati agli amici di Toscana. Intanto l'isolamento fiorentino si accentuò e l'unico rifugio rimase l'amicizia con il Ranieri che seguì a Roma quando questi nell'ottobre del 1831 vi si dovette trasferire. Leopardi rimase a Roma in uno stato di cupa prostrazione sino al marzo 1832, quando ritornò a Firenze. Qui portò a termine il Dialogo di un venditore d'almanacchi e di un passeggere, iniziato a Roma e il Dialogo di Tristano e di un amico. Tra l'agosto e l'autunno scrisse Amore e Morte e il Consalvo. Nello stesso anno chiuse definitivamente lo Zibaldone. Nel 1833 la malattia agli occhi si aggravò notevolmente; scrisse A se stesso e l'abbozzo dell'Inno ad Arimane. Nel settembre abbandonò Firenze per Napoli sistemandosi con l'amico Ranieri, ma trovò scarso giovamento nel clima mite della città, anzi la salute peggiorò. Nonostante questo si dedicò alla composizione dei Pensieri. Nella primavera del 1834 scrisse l'ultimo dei canti ispirati all'amore per la Targioni Tozzetti, Aspasia, e iniziò la stesura dei Paralipomeni alla Bratracomiomachia. L'anno successivo scrisse la Palinodia al marchese Gino Capponi e la satira I nuovi credenti; compose la due canzoni sepolcrali Sopra un bassorilievo e Sopra il ritratto di una bella donna. Nello stesso anno iniziò presso l'editore Starita di Napoli la pubblicazione delle sue Opere, delle quali uscirono due volumi: i Canti e le Operette morali. Ormai in tragiche condizioni di salute, per sfuggire alla minaccia del colera che infuriò tra il 1836 e il 1837 a Napoli, Leopardi fu costretto a un soggiorno sulle pendici del Vesuvio con la sorella Paolina e Ranieri. Tutto questo non giovò alla sua salute e Leopardi si rassegnò alla sua malattia, prendendo conoscenza della sua imminente fine. Molto probabilmente è di questo periodo la stesura degli ultimi canti Il tramonto della luna e La ginestra o il fiore del deserto. Giacomo Leopardi morì a Napoli il 14 giugno 1837 nella casa di Antonio Ranieri a soli trentanove anni. 

\leopardiàno, agg. Del poeta G. Leopardi. 

\leopàrdo, sm. 1 Mammifero carnivoro (Panthera pardus) della famiglia dei Felidi. 2 La pelliccia di leopardo. 
  sm. leopard. 
Lungo circa 2 m con una coda di 60 cm, si presenta con un corpo agile e snello, con un pelo raso giallastro con macchie ad anelli e a rosette. Abile arrampicatore e nuotatore, predilige cacciare appostandosi sugli alberi. Diffuso in Africa e Asia è divenuto ora una specie protetta causa la caccia per la sua pregiata pelliccia. 
Leopardo delle nevi 
=> "irbis". 

\leopoldìsmo, sm. Movimento riformatore della legislazione ecclesiastica il cui ispiratore fu l'imperatore Leopoldo II. 

\Leopòldo Nome di sovrani. 
Leopoldo I di Sassonia-Coburgo-Saalfeld 
(Saalfeld 1790-Laeken 1865) Nel 1831 il congresso nazionale belga lo nominò re. Consolidò il regime costituzionale del nuovo regno e ne difese l'indipendenza. 
Leopoldo II 
(Bruxelles 1835-Laeken 1909) Figlio di Leopoldo I, fu re del Belgio dal 1865. Nel 1879 conquistò il bacino del Congo e nel 1885 si fece riconoscere sovrano dello stato libero del Congo. Nel 1908 venne decisa l'unione definitiva del Congo al Belgio. 
Leopoldo III 
(Bruxelles 1901-1983) Re del Belgio dal 1934 al 1951. Nel maggio 1940 ordinò la resa ai tedeschi, suscitando una vasta opposizione che lo costrinse dapprima all'esilio e nel 1950 ad abdicare in favore del figlio Baldovino. 

\Leopoldovna, Anna (Rostok 1718-Cholmogory 1746) Reggente di Russia. Figlia di Caterina Ivanovna, sorella dell'imperatrice Anna Ivanovna, fu battezzata Elisabetta Caterina Cristina e cambiò il nome in Anna in occasione della sua conversione al cristianesimo ortodosso, nel 1733. Divenuta moglie del principe Antonio di Braunschweig-Wolfenbüttel, ebbe un figlio, Ivan. Alla morte dell'imperatrice Anna Ivanovna (1740), Ivan divenne suo successore, ma la reggenza fu assunta da Ernt Joahnn Biron ministro favorito di Anna Ivanovna. Anna Leopoldovna, ottenuto l'appoggio dell'esercito, fece arrestare Biron e si autonominò reggente di Russia. Inesperta delle cose di governo, fu deposta pochi mesi dopo da una congiura di corte e costretta all'esilio insieme al figlio (1741). Sul trono di Russia, veniva posta Elisabetta, figlia di Pietro il Grande. 

\Leòpoli Città (800.000 ab.) dell'Ucraina occidentale (in russo Lvov, in ucraino Lviv) capoluogo della provincia omonima (2.764.000 ab.). Posta vicino al confine polacco, è un mercato agricolo e del bestiame. Le principali industrie sono quelle alimentari, metalmeccaniche, tessili, petrolchimiche e grafiche. I monumenti di maggior pregio, la cattedrale cattolica, la cattedrale armena, la chiesa dei Bernardini e la chiesa dei gesuiti, sono di origine rinascimentale (XIV-XVII secc.). Il nome della città deriva dal fondatore Lew, principe di Halicz, che pose le fondamenta intorno al 1250. Distrutta più volte, fu ricostruita dal re di Polonia Casimiro il Grande; annessa nel 1920 alla repubblica polacca passò definitivamente all'URSS nel 1939, a parte la parentesi nazista. 

\lepacéndro, sm. Fungo (conosciuto anche come lattario o sanguinello, Lactarius deliciosus) della famiglia delle Russulacee e della classe dei Basidiomiceti. Commestibile. 

\lèpade, sf. Genere di Crostacei Cirripedi appartenenti all'ordine dei Toracici, famiglia dei Lepadidi, che hanno il corpo è rivestito di cinque pezzi calcarei e presentano un peduncolo carnoso per mezzo del quale si fissano agli oggetti che galleggiano nei mari. 

\Lèpanto Città greca appartenente al nomo dell'Acarnania-Etolia (9.000 ab.). Porto sullo stretto che separa il golfo di Patrasso e quello di Corinto. Nel 1407 fu conquistata dai veneziani che vi costruirono le mura ancora oggi visibili. Nel 1699 passò sotto la dominazione turca. 
Battaglia navale di Lepanto 
Nello scontro svoltosi il 7 ottobre 1571 la coalizione cristiana di don Giovanni d'Austria formata da Spagna, Venezia e forze pontificie sconfisse quella turca capeggiata da Mehmet Alì Pascià e Ulug Alì Pascià. 

\Lepètidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi Prosobranchi dalla conchiglia patelliforme che vivono nei mari molto freddi. 

\lepidaménte, avv. In modo lepido. 

\lepidézza, sf. 1 Caratteristica di lepido. ~ arguzia. 2 Motto arguto. ~ facezia. 

\lèpido, agg. 1 Piacevole per le sue arguzie. 2 Ameno. ~ piacevole. 

\lepido- Primo elemento di parole composte. 
  greco lepís-ídos squama, scaglia. 

\Lèpido, Màrco Emìlio (90-12 a. C.) Triumviro romano figlio di M. Emilio, console nel 78 a. C. Si unì a Cesare nel 49 a. C. per vendicare la morte del padre avvenuta nel 77 a. C. (in seguito alla lotta intrapresa contro l'oligarchia senatoria restaurata da Silla), determinando la nomina a dittatore di Cesare. Nell'anno successivo ebbe la nomina di imperium militiae in Spagna e nel 47, acclamato imperator ebbe gli onori del trionfo. Assistette quasi sicuramente all'assassinio di Cesare (44 a. C.) e con la sua legione appoggiò Marco Antonio contro i congiurati, divenendo pontefice massimo al posto di Cesare. Fece parte del secondo triunvirato, con M. Antonio e Ottaviano; ebbe il governo dell'Italia, della Spagna e di una parte della Gallia. Fu console nel 42; aiutò con sette delle sue legioni Antonio e Ottaviano che combattevano contro Bruto e Cassio. Dopo la battaglia di Nauloco si contrappose a Ottaviano ma, sconfitto, fu espulso dal triunvirato (36 a. C.); conservò però la carica di pontefice massimo, con la quale si ritirò a vita privata godendo di molta fortuna e di grandi proprietà terriere. Morì nel 12 a. C. 
Lepido, Marco Emilio 
(?-77 a. C.) Uomo politico romano. Al termine del proprio consolato, tentò nel 78 a. C. di protrarre illecitamente il mandato, ma fu costretto a fuggire in Etruria. Dopo un nuovo tentativo di impadronirsi del potere, fu duramente sconfitto e morì in Sardegna nell'anno successivo. 

\Lepidociclìnidi Famiglia di Foraminiferi fossili, caratterizzati da guscio a camere equatoriali esagonali ed embrione a più logge, che vivevano nel Terziario antico. 

\lepidocromìa, sf. Arte consistente nella raffigurazione di farfalle su carta o porcellana e nel successivo fissaggio dell'immagine per mezzo dei loro colori naturali. 

\Lepidodendràcee Famiglia di Pteridofite fossili, alberi per lo più di dimensioni enormi aventi organi riproduttori simili a quelli dei licopodi. 

\lepidolìte, sf. Silicato del gruppo delle miche litinifere che si presenta in lamelle di colore bianco o violaceo e dal quale si estrae il litio. 

\Lepidopleurìni Ordine di piccoli Molluschi poliplacofori che comprende le famiglie dei lepidopleuri, dei coriplacidi e degli handleydi, alle quali appartengono le specie più antiche viventi. 

\lepidortòsi, sf. Malattia dei Pesci provocata da microbi e che si manifesta con il sollevamento delle squame. 

\Lepidosirènidi Famiglia di Pesci ceratodiformi viventi nelle acque dolci dell'America meridionale, comprendente il solo genere Lepidosiren

\Lepidòtteri (o Farfalle) Ordine di Insetti comprendente più di 100.000 specie distribuite in tutto il mondo. Possiedono due paia di ali, variamente colorate e ricoperte da squame, che rappresentano una macrosuddivisione in due categorie (gli Omoneuri con stessa nervatura tra le ali posteriori e anteriori ed Eteroneuri con nervature delle ali anteriori più sviluppate); hanno un apparato boccale succhiatore generalmente a forma di tromba. Sono ovipari, presentano dimorfismo sessuale e metamorfosi completa. Mentre l'adulto è pronubo con alcune piante, le larve o bruchi sono fitofaghe e quindi dannose per l'agricoltura. Dallo stadio di crisalide racchiusa in un bozzolo costruito con sostanze secrete dalle ghiandole sericipare, la larva si trasforma in insetto perfetto o immagine nella primavera successiva. 

\Lepìni, mónti Catena montuosa del Lazio, tra l'Agro Pontino e la valle del Sacco. Vetta più elevata il monte Semprevisa (1.536 m). 

\lepiòta, sf. Genere di Funghi Basidiomiceti appartenente alla famiglia delle Agaricacee caratterizzati da corpi fruttiferi carnosi con ampio cappello, squame brunastre, gambo ingrossato alla base e provvisto di un vistoso anello. 
  greco lépion piccola squama. 

\Lepismàtidi Famiglia di Insetti Tisanuri. 

\Lepisosteifórmi Ordine di Pesci comprendente l'unica famiglia dei Lepisosteidi. I lepisosteiformi insieme agli amiiformi rappresentano gli ultimi discendenti di forme del Mesozoico. 

\Lepontìne, Àlpi Settore delle Alpi Centrali, tra i passi del Sempione e dello Spluga. Vetta più elevata il monte Leone (3.552 m). 

\Leporàno Comune in provincia di Taranto (5.221 ab., CAP 74020, TEL. 099). 

\Lepòridi Famiglia di Mammiferi Lagomorfi alla quale appartengono conigli, lepri e i generi fossili Panolax e Pelaeolagus

\leporìno, agg. Di lepre. 
  agg. (labbro leporino) harelip. 
  lat. leporinus, deriv. da lepus,-oris lepre. 

\Lèpre Costellazione osservabile nel corso delle notti invernali, situata a sud di Orione, nell'emisfero celeste australe. 

\lèpre, sf. Nome comune (Lepus) di piccoli roditori della famiglia dei Leporidi. Lunghi circa 65 cm, hanno lunghe orecchie, pelo folto e morbido, zampe posteriori molto ben sviluppate e sono molto prolifici. La lepre comune (Lepus europaeus) è presente in tutte le regioni dell'Europa centromeridionale; la lepre mediterranea (Lepus capensis), più piccola, è frequente in Sardegna, la lepre alpina (Lepus timidus) è comune in Scandinavia, mentre il jack rabbit o lepre californiana è tipicamente americana. 
  sf. hare. 
Lepre di mare 
Mollusco (Aplysia punctata) della famiglia degli Aplisidi e della classe dei Gasteropodi. Misura 15 cm. Vive presso le coste nutrendosi di alghe. 

\lepròma, sm. (pl.-i) Tumore nodulare tipico della lebbra. 

\lept(o)- Primo elemento di parole composte. 
  greco leptós sottile. 

\Leptis Magna Antica città della Tripolitania, presso l'odierna Homs, fu fondata dai fenici di Sidone intorno al IX sec. a. C.; tributaria di Cartagine prima e dei re numidi successivamente, divenne città federata romana nella guerra giugurtina, ma conservò sempre una considerevole autonomia. Diede i natali a Settimio Severo che la ricompensò con importanti monumenti. Saccheggiata dai vandali nel 455 fu ricostruita da Giustiniano, per sfiorire definitivamente nell'XI sec. Gran parte della città è stata riportata alla luce dagli scavi che l'hanno rivelata in quasi tutta la sua estensione, dall'arco dei Severi al mercato, alle terme, al foro imperiale e al teatro. 

\leptocèfalo, sm. Stadio larvale trasparente dell'anguilla che si ha appena dopo la schiusa delle uova. 
  comp. dal greco leptós sottile + kephalé dal lat. cephalus testa. 

\Leptocèridi Famiglia di Insetti tricotteri equipalpi. 

\leptoclàsi, sf. Frattura di rocce sedimentarie che può essere perpendicolare ai piani di stratificazione oppure obliqua. 

\Leptodàttilidi Famiglia di Anfibi Anuri che comprende forme caratterizzate dalla presenza dei denti mascellari che vivono in America nelle regioni calde. 

\leptòdora, sf. Genere di Crostacei cladoceri trasparenti di piccole dimensioni, appartenenti alla famiglia dei Leptodoridi, che hanno il carapace molto ridotto e sei paia di zampe toraciche. 

\leptofonìa, sf. Abbassamento della voce. 

\leptomenìngi, sf. pl. Denominazione dell'aracnoide e della pia madre. 

\leptomeningìte, sf. Meningite che colpisce le leptomeningi. 

\leptóne, sm. Particella elementare, come quark e bosoni, facente parte della grande famiglia che vede compresi anche gli elettroni, il muone, il tauone e i vari neutrini; secondo la teoria di M. Gell-Mann non sarebbe composto dall'aggregazione di più quark o antiquark. 

\Leptònidi Famiglia di Molluschi Lamellibranchi Eulamellibranchi marini dalla conchiglia piccola e sottile che, in alcune specie, non contiene interamente il mollusco il cui mantello fuoriesce quindi in parte. 

\leptoprosopìa, sf. Carattere di individui e razze umane consistente nell'avere faccia stretta e allungata, bocca piccola, orbite rotonde e naso sottile dalle narici strette. 

\leptopròsopo, agg. e sm. Che, chi presenta leptoprosopia. 

\leptorrinìa, sf. Carattere di individui e razze umane consistente nell'avere il naso stretto e sottile. 

\leptosòmico, agg. (pl. m.-ci) Di individui aventi tronco breve e arti lunghi. 

\leptospiròsi, sf. Malattia infettiva acuta dovuta a batteri del genere Leptospira trasmessa tramite le urine di alcuni animali (topi, ratti, maiali). Un tempo considerata malattia professionale delle mondine, si diffonde per contagio attraverso la pelle. 

\Lèquile Comune in provincia di Lecce (7.645 ab., CAP 73010, TEL. 0832). 

\Lèquio Bèrria Comune in provincia di Cuneo (586 ab., CAP 12050, TEL. 0173). 

\Lèquio Tànaro Comune in provincia di Cuneo (629 ab., CAP 12060, TEL. 0172). 

\Lercàra Frìddi Comune in provincia di Palermo (7.602 ab., CAP 90025, TEL. 091). 

\Lercàro, Giàcomo (Quinto 1891-Bologna 1976) Cardinale, leader della riforma liturgica durante il concilio Vaticano II, fu arcivescovo di Bologna dal 1952 al 1968. 

\lèrcio, agg. (pl. f.-ce) 1 Disgustosamente sozzo. ~ sudicio. <> lindo. 2 Immondo, sordido. ~ turpe. <> puro. 
  agg. filthy. 
  lat. volg. hircius caprino. 

\lerciùme, sm. 1 Sudiciume. ~ sporcizia. <> nettezza. 2 Corruzione. ~ immoralità. <> rettitudine. 

\Lérici Comune in provincia di La Spezia (12.233 ab., CAP 19032, TEL. 0187). Località turistica (balneazione) del golfo di La Spezia. Vi si trova un castello del XIII sec. Gli abitanti sono detti Lericini

\Lérici, Robèrto (Firenze 1931-Roma 1992) Autore drammatico italiano. Tra le opere si ricordano Majakowskij e C. alla Rivoluzione d'Ottobre (1967), L'educazione parlamentare (1973) e Risorgimento (1981). 

\Lérida Città (112.000 ab.) della Spagna, nella Catalogna. Capoluogo della provincia omonima (353.000 ab.) della Spagna, al confine con la Francia e Andorra, sul versante meridionale dei Pirenei. 

\Lérins, Îles de Gruppo di isole della Francia, nella Costa Azzurra, davanti a Cannes. 

\Lèrma Comune in provincia di Alessandria (738 ab., CAP 15070, TEL. 0143). 

\Lermontov, Michail Jurevic (Mosca 1814-Pjatigorsk 1841) Poeta, drammaturgo, scrittore russo morto in duello. Ufficiale eccentrico e intemperante verso l'ambiente di corte fu per questo esiliato nel Caucaso per due volte. Qui scrisse le sue migliori composizioni, Angelo (1831), In morte di Puskin (1837), Il demone (1841), che ne hanno fatto uno dei maggiori esponenti del romanticismo russo. Con il suo ultimo Un eroe del nostro tempo anticipa il realismo russo e la maniacale introspezione dei personaggi di Dostoevskij. 

\Lero È un'isola dell'Egeo nell'arcipelago del Sporadi Meridionali.  È montuosa con piccole valli molto fertili. Nel 1912, in seguito alla Guerra italo-turca, fu costituita a colonia italiana del Dodecaneso. Divenuta base navale militare comandata dal contrammiraglio Luigi Mascherpa, fu sede di aspri combattimenti dopo l'8 settembre 1943, quando gli italiani e i britannici, successivamente inviati, resistettero ai tedeschi per 22 giorni prima di capitolare. Molti militari italiani vennero massacrati dai tedeschi dopo la resa.  Nel 1947 fu unita allo stato greco.

\Leroi-Gourhan, André (Parigi 1911-Parigi 1986) Etnologo. Tra le opere L'uomo e la materia. Ambiente e tecniche (1943) e Il gesto e la parola (1964). 

\Lésa Comune in provincia di Novara (2.309 ab., CAP 28040, TEL. 0322). 

\Lesage, Alain-Réné (Sarzeau, Bretagna 1668-Boulogne-sur-Mer 1747) Romanziere. Tra le opere Il diavolo zoppo (1707) e Storia di Gil Blas di Santillana (1715-1735). 

\Lèsbia Donna amata da Catullo, identificata con Clodia, moglie di Q. Metello Celere e sorella di Publio Clodio Pulcro. 

\lèsbica, sf. (pl.-che) Donna che pratica il lesbismo. ~ omosessuale. <> eterosessuale. 
  sf. lesbian. 

\lèsbico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di Lesbo. 2 Relativo al lesbismo. ~ saffico. <> eterosessuale. 

\lesbìsmo, sm. Omosessualità femminile. ~ saffismo. 

\Lèsbo Detta anche Lesvos, Lesbos o Mitilini (dal nome del capoluogo), è la terza isola greca per grandezza; si trova nell'Egeo settentrionale, a pochi chilometri dalla costa turca. Costituisce con le isole di Lemno e H´gios Eustrétios il nomo omonimo. Ha un'estensione di 1.630 km2 e conta circa 85.000 abitanti. Le sue coste meridionali sono caratterizzate da due ampi golfi che penetrano profondamente all'interno. Il territorio è prevalentemente montuoso, ma molto fertile, con paesaggi molto interessanti. È famosa per gli innumerevoli reperti archeologici dell'Età del Bronzo e del Ferro risalenti fino all'epoca ellenistica. Oltre alla pesca e alle sue attività derivate, il turismo e la produzione di frutta, olive, agrumi e tabacco rappresentano le fonti economiche principali. 
Mitilene è il capoluogo odierno dell'isola; sorge sulla costa nordorientale su una baia naturale che costituiva l'antico porto, mentre il porto moderno è delimitato da un molo che funge da lungomare. Sulla punta a est della baia sorge la fortezza dei Gattilusio, risalente al XIV sec., di cui restano fortificazioni, parti di mura e torri. Oltre al museo archeologico, la città è sede di un museo dedicato al pittore Theophilos e di un museo di arte moderna. Lesbo fu colonizzata nel II millennio a. C. da ceppi eolici, fu chiamata Pentapoli in onore alle sue cinque città Antissa, Ereso, Mitilene, Metimna e Pirra. Ebbe un grande periodo di fioritura artistica iniziato nel VII sec. a. C. con la nascita del poeta Arione e del compositore Terpandro. Fu quindi patria della poetessa Saffo, che creò sull'isola un vero e proprio centro culturale femminile, e del poeta Alceo suo contemporaneo. Nel IV sec., divenne centro di studi filosofici con Aristotele ed Epicuro. Nel corso dei secoli subì le vicende delle altre isole greche, passando da una dominazione all'altra, ma ha conservato un alto livello in campo artistico fino a tempi recenti, come testimoniano i nomi del pittore naif Theophilos (1873-1934) e del poeta Odysseus Elytis (premio Nobel). Attualmente l'isola è centro dell'università dell'Egeo. 

\lèsche, sf. 1 Nell'antica Grecia, luogo dedicato a convegni, riunioni o ritrovi, presente nella maggior parte delle città. 2 Portico. 3 Luogo di riunione di sfaccendati e di ricovero per poveri. 

\Lescot, Pierre (Parigi 1515-1578) Architetto francese. Tra le opere l'hôtel Carnavalet a Parigi (1545-1550). 

\Leségno Comune in provincia di Cuneo (787 ab., CAP 12076, TEL. 0174). 

\lesèna, sf. Pilastro lievemente sporgente da un muro, con funzione ornamentale. 

\Leshan Città (972.000 ab.) della Cina, nella provincia di Sichuan. 

\Lesignàno de' Bàgni Comune in provincia di Parma (2.979 ab., CAP 43037, TEL. 0521). 

\Lèsima (comune) Comune in provincia di Foggia (6.415 ab., CAP 71010, TEL. 0882). 

\Lésima (monte) Monte (1.724 m) dell'Appennino Ligure, tra le valli dei fiumi Trebbia e Staffora, al confine tra le province di Pavia e Piacenza. 

\lèsina, o lésina, sf. 1 Ferro leggermente ricurvo con impugnatura in legno che il calzolaio adopera per bucare la pelle o il cuoio. 2 Avarizia. 3 Persona avara. ~ spilorcio. 
  german. alisma. 

\Lésina (serbo croato Hvar) Isola della Croazia (dal 1991) dell'arcipelago dalmata al largo di Spalato (289 km2, 13.000 ab.). Agricoltura di frutta e lavanda, allevamento, pesca e turismo sono le principali fonti economiche. Passata attraverso l'occupazione greca, romana e veneziana, nel 1941 fu occupata dagli italiani che poi la cedettero alla Iugoslavia alla fine della guerra. 

\lesinàre, v. tr. e intr. Risparmiare avaramente. ~ centellinare. <> scialacquare. 
  v. tr. to be stingy with. v. intr. to be stingy, to skimp. 
  deriv. da lesina. 

\lesionàre, v. v. tr. Rendere instabile, pericolante; incrinare. ~ crepare. 
v. intr. pron. Divenire pericolante in seguito a lesione. ~ spaccarsi. 
  deriv. da lesione. 

\lesióne, sf. 1 Atto, effetto del ledere; fenditura. ~ squarcio. 2 In diritto personale, violenza fisica da cui deriva in chi la subisce, una malattia nel corpo o nella mente. ~ danno. 3 Ferita, lacerazione. ~ taglio. 
  sf. 1 lesion. 2 (dir.) injury. 3 (crepa) crack. 4 (danno) damage. 
  lat. laesio,-onis, deriv. da laesus, p.p. di laedere danneggiare. 
In diritto può essere volontaria o colposa (se originata per negligenza, incapacità o inadempienza della legge, ma senza dolo) e a seconda della durata della menomazione che ne consegue si distingue in lieve, lievissima, grave o gravissima. 
Lesioni al cuoio capelluto 
Si tratta per lo più di ferite e lacerazioni della cute che ricopre la testa. È importante ricordare che a questo tipo di lesioni, solitamente di origine traumatica, possono associarsi danni al cranio o alle vertebre cervicali e in alcuni casi al cervello e al midollo spinale. In questo caso ricordare di non muovere l'infortunato. I vasi sanguigni che attraversano il cuoio capelluto sono molto numerosi, perciò ci sarà probabilmente emorragia profusa. Le lacerazioni al cuoio capelluto sono spesso contaminate dalla presenza di capelli, terra, pezzi di metallo, vetro o altro materiale. Nel caso di pronto intervento non si devono pulire le ferite al cuoio capelluto, per non peggiorare il sanguinamento e anche perché, in presenza di fratture craniche, si potrebbe causare lo spostamento dei frammenti di frattura. Si devono invece asportare tutti i materiali imprigionati tra i capelli che non interessino la zona della ferita, perché potrebbero ostacolare la fasciatura della testa dell'infortunato. A questo punto bisogna cercare di arrestare l'emorragia. Si eviti assolutamente di esercitare una compressione sull'area della lesione: infatti, in presenza di fratture craniche, si rischierebbe di spingere in profondità sassi o frammenti ossei, contaminando il cervello. Se l'infortunato è cosciente e non presenta lesioni alla colonna vertebrale, al torace e all'addome, sollevargli la testa e le spalle, altrimenti non muoverlo. Applicare sulla lesione un tampone di garze sterili piegate più volte e tenuto in posizione da una striscia di garza arrotolata intorno al capo, ma non strettamente. 
Lesioni alla bocca 
Si tratta di lesioni abbastanza frequenti, causate da una forte compressione traumatica (pugni, incidenti automobilistici e, nei bambini, incidenti di gioco). Si possono distinguere lesioni ai tessuti molli della bocca (labbra, gengive, parte interna della guancia, lingua) e lesioni ai denti. 
Il soggetto colpito di solito presenta il cavo orale sanguinante, in taluni casi (per esempio nelle perforazioni della guancia) sarà presente emorragia profusa. Può esservi l'avulsione parziale o totale della lingua o di porzioni di labbra. Sovente il quadro è complicato da lesioni ai denti o alle protesi dentali: possono verificarsi l'avulsione di uno o più denti dai rispettivi alveoli e il distacco parziale o totale delle protesi. 
La prima cosa da fare nel caso di lesioni alla bocca è quella di controllare la pervietà delle vie aeree; infatti l'infortunato potrebbe accidentalmente aspirare sangue o muco o anche frammenti di materiale dentale. Per sicurezza posizionare l'infortunato con il capo rivolto da un lato, per facilitare la fuoriuscita di sangue e muco dalla bocca. Se labbra e gengive sono lacerate si possono porre delle garze sterili arrotolate tra labbro e gengive, avendo cura di controllare spesso che l'infortunato non inghiotta la compressa di garza eventualmente applicata. Se l'interno della guancia è perforato, ci sarà una copiosa emorragia, difficile da fermare. Occorre posizionare il soggetto per drenare il sangue che fuoriesce e applicare garze piegate e arrotolate tra guancia e denti. In caso di avulsione di lingua o labbra bisogna recuperare la parte avulsa e trasportarla in ospedale insieme all'infortunato, osservando tutte le precauzioni del caso. Se le protesi dentali si sono staccate bisogna rimuoverle dal cavo orale per impedire che l'infortunato le aspiri o le inghiotta accidentalmente. Nel caso di denti avulsi ci sarà un'emorragia abbondante dall'alveolo. Bisogna allora collocarvi una compressa di garza e, se il soggetto è cosciente, chiedere all'infortunato di morderla; se il soggetto è incosciente dovrà essere il soccorritore ad applicare la medicazione e a comprimerla. È da evitare assolutamente il cotone idrofilo all'interno dell'alveolo. Occorre poi cercare i denti avulsi e, senza strofinarli, metterli in un bicchiere con del latte, oppure avvolgerli in garze umide; poi si possono trasportare in ospedale, dove potranno essere reimpiantati. La probabilità di riuscita del reimpianto sono migliori se l'intervento viene praticato entro 30 minuti dall'infortunio. 
Lesioni muscolari 
I muscoli possono essere interessati da traumi contusivi diretti. Queste situazioni si possono determinare in caso di cadute, urti contro attrezzi od ostacoli, scontri tra giocatori. Vi sono poi altre condizioni lesive per i muscoli che si verificano molto di frequente durante le attività sportive sia a livello professionistico che ricreativo; esse vengono chiamate elongazioni, distrazioni, rotture. Cause predisponenti sono insufficiente preparazione atletica, attività a basse temperature, disturbi neuromotori insiti nel muscolo, eccessivo affaticamento muscolare ecc. 
Le contusioni possono presentarsi con diversa gravità; dalla semplice botta che non crea problemi (se si esclude una temporanea sensazione di dolore e l'eventuale formazione di un'ecchimosi) a lesioni di una certa gravità con interruzioni delle fibre muscolari e formazione di voluminosi ematomi a causa dello spandimento di sangue fuoriuscito dai vasi sanguigni lesi. Il soggetto avverte dolore e limitazione a compiere i movimenti. 
Le elongazioni sono lesioni distrattive benigne, che non causano rottura delle fibre muscolari, ma solo una condizione di stress eccessivo. Si manifestano con dolore al movimento e dolenzia diffusa alla palpazione della zona interessata. 
Le distrazioni sono lesioni più importanti in quanto si verifica la rottura di un certo numero di fibre muscolari. Sono quelle situazioni che normalmente vengono definite come strappo. Si manifestano con dolore spontaneo, tumefazione, ecchimosi, limitata possibilità di compiere movimento. 
Le rotture sono le più gravi, in quanto si verifica la rottura di gran parte o addirittura di tutto il ventre muscolare. Si presentano con forte dolore, formazione di ecchimosi cutanea e impossibilità a compiere movimento. 
In generale, in un primo intervento, si può applicare la cosiddetta regola RICE, cioè: Riposo, Impacchi di ghiaccio, Compressione tramite un bendaggio compressivo, Elevazione dell'arto. 

\lesìvo, agg. Che causa o è atto a causa di una lesione; dannoso. ~ offensivo. <> utile. 

\Leskov, Nikolaj Semënovic (Orlov 1831-San Pietroburgo 1895) Scrittore russo. Tra le opere I parrocchiani (1871) e Il viaggiatore incantato (1873). 

\Leskovar, Janko (Valentino 1861-1949) Romanziere croato. Tra le opere La catastrofe (1892) e Ombre d'amore (1898). 

\Lèsmo Comune in provincia di Milano (6.293 ab., CAP 20050, TEL. 039). 

\léso, agg. 1 Che ha sofferto una lesione; crepato, incrinato. ~ spaccato. 2 Ferito. ~ colpito. <> illeso. 3 Profanato. ~ violato. 
  agg. injured. 
  lat. laesus, p.p. di laedere danneggiare. 
Delitti di lesa maestà 
Negli antichi ordinamenti giuridici, erano una serie di crimini che interessavano sia la sfera politica (attentato alla vita del sovrano, offese a esponenti dello stato) che quella religiosa (ateismo, bestemmia, eresia e stregoneria). La pena era particolarmente atroce e solo dopo l'illuminismo furono laicizzati e puniti con sanzioni ordinarie. 

\Lesotho Monarchia indipendente nell'ambito del Commonwealth, situata nell'Africa meridionale; confina esclusivamente con la repubblica Sudafricana, di cui rappresenta un'enclave. 
Il territorio è costituito sostanzialmente da un altopiano arido, appartenente alla catena dei monti dei Draghi, la cui parte orientale è più elevata (2.000/3.000 m), e culmina nella cima del Tabana Ntlenyana (3.482 m). 
La sezione occidentale corrisponde a un pianoro meno elevato (1.500/1.600 m), dal profilo morbido e arrotondato. 
Il paese è attraversato da nord-est a sud-ovest dall'alto corso del fiume Orange ed è delimitato a ovest dal fiume Caledon, affluente dell'Orange; l'Orange tributa a sua volta nell'oceano Atlantico. 
Il clima, in virtù dell'altitudine, risulta nel complesso temperato, con forti escursioni termiche stagionali. 
La capitale è Maseru, centro commerciale, collegata alla rete ferroviaria sudafricana; altri centri sono Leribe e Mafeteng. 
Il paese è poverissimo, totalmente dipendente dalla repubblica Sudafricana. 
L'agricoltura e l'allevamento costituiscono le principali risorse, tuttavia praticate a livello di pura sussistenza. 
I prodotti agricoli principali sono il mais e il frumento, e inoltre orzo, sorgo, ortaggi e legumi; tuttavia la produzione è insufficiente anche al fabbisogno locale, in particolare dopo la grave siccità del 1982-1983, che ha reso improduttivo l'80% dei terreni coltivati. 
L'allevamento sfrutta l'ampia disponibilità di pascoli (ponendo tuttavia seri problemi di degradazione dei suoli); si allevano in particolare ovini e caprini, ma anche bovini e cavalli. 
Le attività minerarie riguardano un limitato sfruttamento di giacimenti di diamanti. 
L'industria è sostanzialmente assente, limitata ad alcuni laboratori per il taglio di diamanti, piccoli complessi chimici, mobilifici e concerie. 
Il potenziale idrico, una volta sfruttato, potrebbe rappresentare una discreta risorsa. 
STORIA Creato nel XIX sec., il Basutoland, posto sotto l'autorità del re Moshoeshoe I, divenuto poi protettorato britannico nel 1868, acquista la propria indipendenza nel 1966 con il nome di Lesotho. A partire dal 1970 il re Moshoeshoe II perde il potere effettivo, assunto dal primo ministro Joseph Leabua Jonathan. Nel 1986 Jonathan viene estromesso. Da allora si succedono alla guida del paese i militari che nel 1990 hanno deposto Moshoeshoe II, sostituendolo con il figlio Letsie III. Nel 1993, a seguito di elezioni legislative, tornano al potere i civili. Nel 1995 Moshoeshoe viene ristabilito sul trono, ma muore accidentalmente nel 1996. 
Abitanti-2.050.000 
Superficie-30.355 km2 
Densità-67,5 ab./km2 
Capitale-Maseru 
Governo-Monarchia costituzionale 
Moneta-Loti 
Lingua-Inglese e il seSotho 
Religione-Cattolica, protestante, animista 

\Lespinasse, Julie de (Lione 1732-Parigi 1776) Gentildonna francese, protagonista di un salotto frequentato dagli enciclopedisti. 

\lessàre, v. tr. Cuocere un cibo nell'acqua bollente. ~ bollire. 
  v. tr. to boil. 

\lessatùra, sf. Operazione del lessare. ~ bollitura. 

\Lesseps, Ferdinand-Marie viscónte di (Versailles 1805-La Chênaie 1894) Diplomatico francese. Tra il 1859 e il 1869, giacché amico del chedivè d'Egitto Said, promosse la realizzazione del canale di Suez. 

\lessicàle, agg. Che concerne il lessico. 

\lessicalizzàre, v. v. tr. Trasformare in unità lessicali autonome una serie di elementi retti da rapporti grammaticali. una locuzione avverbiale lessicalizzata
v. intr. pron. Riferito a elementi grammaticali, assumere carattere e funzione lessicale. 

\lèssico, sm. (pl.-ci) 1 Dizionario. ~ glossario. 2 Insieme dei vocaboli e delle locuzioni che costituiscono la lingua di una comunità; linguaggio, gergo. ~ terminologia. 
  sm. lexicon, vocabulary. 

\Lessico famigliare Memorie di N. Ginzburg (1963). 

\lessicografìa, sf. 1 Tecnica di composizione dei dizionari. 2 L'insieme delle opere lessicografiche relative a una lingua. lessicografia medievale
  da lessico +-grafia

\lessicogràfico, agg. (pl. m.-ci) Concernente la lessicografia. 

\lessicògrafo, sm. Chi compila dizionari. 

\lessicologìa, sf. (pl.-gìe) Studio del lessico. 

\lessicològico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla lessicologia. 

\lessicòlogo, sm. (pl. m.-gi) Esperto di lessicologia. 

\lessicometrìa, sf. Branca della lessicologia che studia i fenomeni lessicali mediante metodi matematici e statistici. 

\Lessing, Doris (Kermanshah, Iran 1919-) Scrittrice inglese, sensibile soprattutto al problema dell'emancipazione femminile. Tra le opere I figli della violenza (1952), Il taccuino d'oro (1962), L'estate prima del buio (1973), Le memorie di una sopravvissuta (1974), Alla stanza diciannove (1979), La brava terrorista (1985), Il diario di Jane Somers (1985), Se gioventù sapesse (1988), Sorriso africano (1992), Amare ancora (1996). 

\Lessing, Gotthold Ephraim (Kamenz 1729-Braunschweig 1781) Drammaturgo, filosofo e scrittore tedesco; maggior esponente dell'illuminismo in Germania e personaggio di spicco dell'estetismo moderno. Fautore del teatro inglese di Shakespeare in luogo di quello francese, sostenne, nelle Lettere sulla più recente letteratura (1759-1766), la necessità che il teatro aderisse di più alla modernità e propugnò l'abbandono delle tre unità aristoteliche di tempo, luogo e azione. Presentò la sua concezione estetica nel Laocoonte (1766) mentre il suo pensiero filosofico e teologico (che esercitò un profondo influsso sull'illuminismo e romanticismo tedeschi) è racchiuso particolarmente nel saggio L'educazione del genere umano (1780). Lo stile scarno e sciatto che caratterizzò la sua produzione, ma che non ebbe imitatori, fu esposto per la prima volta nel dramma Miss Sarah Simpson (1755) e successivamente nelle altre opere Emilia Galotti (1772) e Drammaturgia d'Amburgo (1767-1769). 

\Lessìni, mónti Gruppo montuoso delle Prealpi Venete, tra le valli dell'Adige e Leogra. Vetta più elevata la cima Carega (2.259 m). 

\lésso, agg. e sm. agg. Bollito nell'acqua. ~ lessato. 
sm. Carne lessa. ~ bollito. 
  agg. boiled. sm. boiled meat. 
  lat. elixus. 

\Lèssolo Comune in provincia di Torino (1.991 ab., CAP 10010, TEL. 0125). 

\Lessòna Comune in provincia di Biella (2.301 ab., CAP 13060, TEL. 015). 

\Lester, Richard (Filadelfia 1932-) Regista cinematografico inglese. Diresse Aiuto! (1965), Non tutti ce l'hanno (1965), Petulia (1968), Superman II (1980), Superman III (1983) e Il ritorno dei tre moschettieri (1989). 

\Lestìzza Comune in provincia di Udine (4.016 ab., CAP 33050, TEL. 0432). 

\lèsto, agg. 1 Svelto, abile. ~ destro. <> lungo, flemmatico. 2 Rapido, celere, pronto, spedito. ~ scattante. <> lento. 3 Sbrigativo. ~ spicciativo. 4 Sagace. ~ perspicace. <> ottuso. 
  agg. 1 quick. 2 (agile) nimble. 
  franc. antico lest. 

\lestofànte, sm. Imbroglione. ~ farabutto. <> onesto. 

\lèstra, sf. Termine usato dai cacciatori per indicare un folto cespuglio di rovi o marruche nel quale si rifugiano i cinghiali durante il giorno. 

\Leszczy¿Õ¿ki, Stanislào => "Stanislao" 

\Leszno Città (61.000 ab.) della Polonia, sul fiume Oder. Capoluogo del voivodato omonimo. 

\letàle, agg. 1 Mortale. ~ fatale. 2 Distruttivo, micidiale. ~ pericoloso. <> inoffensivo. 
  agg. lethal, fatal. 
  lat. letalis, deriv. da letum morte. 

\letalità, sf. Caratteristica di ciò che è letale. 

\letamàio, sm. 1 Luogo dove si ammucchia il letame. ~ concimaia. 2 Luogo pieno di sudiciume. ~ immondezzaio. 3 Sudiciume. ~ sporcizia. 4 Corruzione. ~ depravazione. 
  sm. dunghill. 

\letamàre, v. tr. Concimare un terreno con il letame. 

\letamaziòne, sf. Atto, effetto del letamare. 

\letàme, sm. 1 Lettiera ed escrementi del bestiame; concime, stallatico, stabbio, sterco. ~ strame. 2 Immondezza, sporcizia, sudiciume. ~ sozzura. 
  sm. dung, manure. 
  lat. laetamen,-inis, deriv. da laetare concimare. 

\letargìa, sf. Sonno letargico. ~ letargo. 

\letàrgico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di letargo. 2 Inerte. 

\letàrgo, sm. (pl.-ghi) 1 Stato di torpore simile a sonno profondo. ~ sonnolenza. 2 Stato di quiescenza del vegetale durante il freddo o siccità. 3 Stato di inerzia; rilassatezza, abulia, apatia. ~ torpore. <> dinamicità. 
  sm. 1 (fig.) lethargy. 2 (zool.) hibernation. 
  greco lèthargos. 
Stato di vita latente temporanea in cui alcuni animali (particolarmente quelli che vivono in zone montane fredde come il ghiro, la marmotta, l'orso) cadono durante i mesi invernali o quando le condizioni esterne diventano sfavorevoli. In tale periodo la temperatura corporea può abbassarsi anche di quindici gradi in seguito alla diminuzione della frequenza cardiaca e del ritmo respiratorio. Solo sporadicamente gli animali, che vivono in apposite tane, si svegliano per rifocillarsi e per ripulire la tana. Il fenomeno si presenta sia per animali eterotermi (Rettili, Anfibi) che per animali omeotermi (orso, scoiattolo). 

\Lete 1 Fiume (20 km) dell'Appennino. Alimenta il lago artificiale di Letino e confluisce nel fiume Volturno. 2 In mitologia, nome di un fiume dell'oltretomba che, secondo Platone, donava l'oblio della vita passata alle anime destinate ad entrare in nuovi corpi. 

\letèo, agg. 1 Relativo al Lete. 2 Che porta oblio. 

\Leti, ìsole Arcipelago (12.000 ab.) dell'Indonesia, nelle Molucche meridionali. 

\leticàre, v. intr. Litigare. ~ bisticciare. 

\letificàre, v. tr. Riempire di gioia, di felicità. 

\Letìno Comune in provincia di Caserta (932 ab., CAP 81010, TEL. 0823). 

\letìzia, agg. Sentimento di intima gioia. ~ gaiezza. <> tristezza. 
  agg. happiness, joy. 
  lat. laetitia, deriv. da laetus lieto. 

\letiziàre, v. v. tr. Rendere lieto. 
v. intr. Essere felice, lieto. 

\Lèto Personaggio mitologico, dea greca figlia del titano Ceo. Era, gelosa dell'amore di Zeus per lei, vietò alle terre di darle asilo quando era incinta. Ella allora riparò sull'isola di Delo, normalmente vagante, ma fermata da Poseidone, dove partorì Apollo e Artemide. 

\Lèto, Màrco (Roma 1931-) Regista italiano. Dopo l'esordio, nel 1973 con il film La villeggiatura, si è dedicato al filone commerciale con il film Al piacere di rivederla, tratto dal romanzo Ritratto di provincia in rosso di Paolo Levi. Del 1988 è La donna spezzata

\Letojànni Comune in provincia di Messina (2.283 ab., CAP 98037, TEL. 0942). 

\lètta, sf. Atto del leggere. 

\letter quality, loc. sost. f. invar. Caratteristica che in informatica indica la nitidezza con la quale sono stampati i caratteri in uscita da una periferica dedicata. 
  espressione inglese che significa qualità da lettera. 

\lèttera, sf. 1 Ognuno degli elementi grafici di cui è costituito un alfabeto. ~ carattere. 2 Carattere mobile, segno in testa al pezzetto di piombo che costituisce l'elemento della stampa. 3 Segno oggettivo che ogni parola di un testo ha nel suo contesto. interpretare alla lettera le istruzioni, seguire l'ovvio significato delle parole. 4 Missiva, messaggio. ~ epistola. scrisse una lettera di raccomandazione. 5 Epistolario. ~ carteggio. 6 Nel plurale, studi umanistici e letterali. ~ letteratura. dottore in lettere. 7 Simbolo matematico che rappresenta un valore indeterminato o una costante, a seconda dei casi. 
  sf. 1 letter. 2 (alla lettera) literally. 
  lat. littera lettera dell'alfabeto. 

\Lettera a mia madre Opera autobiografica di G. Simenon (1974). 

\Lettera a un bambino mai nato Romanzo di O. Fallaci (1975). 

\Lettera a una professoressa Lettera composita di otto ragazzi della Scuola di Barbiana a cura di Don L. Milani (1967). Un'analisi della scuola dell'obbligo realizzata dai ragazzi con il candore e la sincerità disarmante caratteristiche della loro età. Ricca di tante critiche, tante proposte irrealizzabili di riforma della scuola. Un'immagine della scuola e dell'Italia di trent'anni fa. La lettera contiene qualche verità semplice, tuttora valida, come La scuola è l'unica differenza che c'è tra l'uomo e gli animali. Il maestro dà al ragazzo tutto quello che crede, ama, spera. Il ragazzo crescendo ci aggiunge qualcosa e così l'umanità va avanti

\Lettera per il nuovo anno Opera di poesia di W. H. Auden (1941). 

\Lettera rubata, La Racconto di E. A. Poe (1844). 

\Lettera scarlatta, La Romanzo di N. Hawthorne (1850). La protagonista, Hester Prynne, è stata bandita dal villaggio di Salem per adulterio ed è costretta a indossare una lettera A rossa sul vestito per indicare la sua colpa. Il suo amante, il giovane pastore Arthur Dimmesdale, ha taciuto la loro relazione, ma il marito di Hester, Roger Chillingworth, sospetta Dimmesdale e lo perseguita implacabile fino a quando Arthur confessa pubblicamente e muore nelle braccia di Hester, la quale espierà la sua colpa attraverso il servizio agli altri. Cupa narrazione di un peccato e della redenzione ambientata nel Massachusetts puritano del XVII secolo, il libro è considerato il capolavoro di Hawthorne. 

\Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliuolo Opera di critica letteraria di G. Berchet (1816). 

\Lettera sulla tolleranza Opera di filosofia di J. Locke (1689-1705). 

\letteràle, agg. 1 Che corrisponde all'esatto significato della parola in un testo dato; esatto, proprio, preciso. ~ testuale. <> esteso, metaforico. doveva fare una traduzione letterale del testo, senza interpretazioni soggettive. 2 Espressione algebrica formata da lettere. 
  agg. literal. 
  deriv. da lettera

\letteralità, sf. Caratteristica del titolo di credito per cui solo ciò che è indicato nel contesto dello stesso determina il contenuto del diritto di credito. 

\letteralménte, avv. 1 Dal punto di vista letterale. 2 Alla lettera, in senso stretto, precisamente. ~ testualmente. <> approssimativamente. 

\letterariaménte, avv. Dal punto di vista letterario. 

\letterarietà, sf. Caratteristica di ciò che è letterario. 

\letteràrio, agg. 1 Attinente alla letteratura. 2 Proprio della lingua colta usata dagli scrittori. 
  agg. literary. 
  lat. litterarius del leggere e dello scrivere. 

\letteràto, agg. 1 Che è istruito in letteratura. ~ umanista. 2 Erudito. ~ dotto. 
  agg. scholarly, well-read. 

\letteratùra, sf. 1 Insieme delle opere artistiche scritte in un paese, di un certo periodo ecc. ~ lettere. esperto di letteratura ottocentesca. 2 Bibliografia di un argomento. la letteratura scientifica era scarsa su quel particolare argomento di ricerca. 
  sf. literature. 
  lat. litteratura, scrittura. 

\Letteratura come menzogna, La Saggio di G. Manganelli (1967). 

\Letteratura della nuova Italia, La Opera di critica letteraria di B. Croce (1914-1920). 

\Letteratura e il male, La Saggio di G. Bataille (1957). 

\Lèttere (comune) Comune in provincia di Napoli (5.415 ab., CAP 80050, TEL. 081). 

\Lettere (letteratura) Epistole di M. T. Cicerone (68-43 a. C.). 
Lettere 
Epistole religiose di santa Caterina da Siena (1370-1380). La raccolta comprende 381 lettere. La prima edizione a stampa è del 1492. Santa Caterina dettò le sue lettere, animata solo dalla sua fede di dover compiere una missione voluta da Dio. Le lettere sono caratterizzate dalla formula iniziale comune: "Al nome di Gesù Cristo crocifisso e di Maria dolce. ... Io Caterina, serva e schiava dei servi di Dio, scrivo a voi...". Le pagine delle lettere sono una viva testimonianza della passione religiosa e dell'azione apostolica che animarono la vita della santa e incarnano l'esigenza di un rinnovamento della chiesa, richiamata alla sua funzione soprannaturale. Il contenuto si estende dalla conoscenza di Dio e dell'uomo all'amore del Creatore e delle creature; si occupa di scienza e fede, di preghiera e soprattutto di azione. Viene predicata la pace tra i cristiani, la giustizia nel governare, la crociata per la liberazione della Terra Santa, la composizione della guerra tra il papa e Firenze. Santa Caterina si rivolge a tutti quelli che possono collaborare ai suoi progetti: papi, cardinali, re, regine, condottieri militari, uomini politici, uomini d'affari, frati, suore, gente comune. La sua voce è forte e imperiosa, non rifugge dal rimprovero violento (...vili e miserabili cavalieri...menzogneri e ladri...fiori puzzolenti che gettano puzzo a Dio e agli angeli...), non teme di rivolgersi ai potenti della terra con il tono fermo che l'importanza e l'urgenza della sua missione esige. 
Lettere 
Epistole di P. Aretino (1537-1557). 
Lettere 
Prosa di Madame de Sévigné (1671-1697). 

\Lettere ad Eloisa Epistole di P. Abelardo (XI-XII sec.). 

\Lettere da Capri, Le Romanzo di M. Soldati (1953). 

\Lettere da Sodoma Romanzo di D. Bellezza (1972). 

\Lettere dal carcere Opera di politica di A. Gramsci (postuma 1947). 

\Lettere dal mio mulino Prosa di A. Daudet (1866). 

\Lettere di una novizia Romanzo epistolare di G. Piovene (1941). 

\Lettere familiari Epistole di A. Caro (1573-1575). 

\Lettere familiari a' suoi tre fratelli Memorie di viaggio di G. Baretti (1762). 

\Lettere filosofiche Opera di filosofia di Voltaire (1733). 

\Lettere marocchine Saggio di J. Cadalso (postumo 1789). 

\Lettere persiane Romanzo epistolare di Ch. L. de Montesquieu (1721). 

\Lettere serie, facete, capricciose, strane e quasi bestiali Opera moralistica di G. Gozzi (1752). 

\Lettere sulle terre odorose d'Europa e d'America dette volgarmente buccheri Prosa di L. Magalotti (1695). 

\Lettere sull'educazione estetica dell'uomo Trattato di F. Schiller (1795). 

\lettering, sm. invar. Attività del graphic design consistente nel tratteggiare nuove forme di numeri e lettere per serie di caratteri da stampa. 
  inglese letter lettera. 

\lettièra, sf. 1 Fusto del letto. 2 Strato di paglia o altro materiale usato per letto per il bestiame. ~ lettime. 

\lettìga, sf. (pl.-ghe) 1 Portantina coperta in forma di letto. ~ palanchino. 2 Barella. 
  sf. 1 litter. 2 (barella) stretcher. 
  lat. lectica, deriv. da lectus letto. 

\lettighière, sm. 1 Infermiere addetto al trasporto dei malati mediante lettiga. ~ barelliere. 2 Chi un tempo trasportava qualcuno in lettiga. ~ portantino. 

\lettìme, sm. La lettiera degli animali domestici. 

\lettìno, sm. Specie di branda con telaio generalmente di legno e un piano di tela robusta a colori vivaci, munito di tettuccio orientabile, usato soprattutto in spiaggia o in piscina. 
  sm. cot. 

\lettistèrnio, sm. Nell'antica Roma, banchetto solenne che veniva celebrato in onore di una o più divinità. Tali divinità erano rappresentate da immagini adagiate su lettini come i normali partecipanti al banchetto. 
  lat. lectisternium comp. da lectus letto + sternere stendere. 

\lètto, sm. 1 Mobile sul quale si giace per riposare o dormire. ~ giaciglio. letto matrimoniale, a due piazze. 2 Solco in cui scorre un corso d'acqua. ~ alveo. il letto del fiume. 3 Strato di roccia su cui giace una massa di altra roccia. 4 Talamo. ~ alcova. 5 Di animali, lettiera. 6 Ogni oggetto su cui ci si corica per dormire. nelle carceri del passato il letto era costituito da una tavola di legno
  sm. 1 bed. 2 (andare a letto) to go to bed. 3 (letto a una piazza) single bed. 4 (letto a castello) bunk beds. 5 (letto matrimoniale) double bed. 
  lat. lectus giaciglio. 

\Lettomanoppèllo Comune in provincia di Pescara (3.046 ab., CAP 65020, TEL. 085). 

\lèttone, agg. e sm. agg. Della Lettonia. 
sm. 1 Abitante, nativo della Lettonia. 2 Lingua parlata dai Lettoni. 

\Lettònia Repubblica dell'Europa orientale, già appartenente all'URSS; confina a nord-est con l'Estonia, a est con la Russia, a sud-est con la Russia Bianca e a sud con la Lituania; si affaccia a ovest sul Mar Baltico (golfo di Riga). 
La parte centrale del territorio è occupata da una regione pianeggiante, la fertile pianura di Riga-Jelgava, mentre si fa collinosa a ovest e a est, dove sorgono rispettivamente le colline della Curlandia e le colline della Livonia. 
Le coste sono generalmente basse e sabbiose, spesso orlate da fasce lagunari, come nel golfo di Riga. 
La Lettonia comprende il bacino inferiore della Dvina occidentale, che sfocia nel golfo di Riga; sfocia invece direttamente nel Baltico la Venta; numerosi sono i laghi, di origine morenica. 
Il clima, nonostante la vicinanza al mare, ha caratteri spiccatamente continentali, con inverni molto freddi ed estati relativamente fresche e piovose. 
La capitale è Riga; altre città sono Daugavpils, Liepàja, Ventspils. 
Più della metà del territorio è occupato da aree coltivate, che producono cereali, patate, barbabietole da zucchero, ortaggi; attivo il settore zootecnico che dispone di un discreto patrimonio di bovini, suini, ovini, caprini e animali da cortile, che a loro volta alimentano una discreta produzione di carne, latte e derivati. 
L'industria produce materiale ferroviario, elettrodomestici, materiale elettrico, fibre sintetiche, autoveicoli, nonché prodotti alimentari, confezioni e calzature. 
Il sottosuolo è ricco di torba, gesso e ambra. 
Riga è uno dei più attivi porti del Baltico, insieme a Ventspils, terminale dell'oleodotto proveniente dall'ex URSS. 
STORIA All'inizio dell'era cristiana, popoli del gruppo degli ungaro-finnici e dei balti si stabiliscono nella regione. Dalla fine del XII sec. all'inizio del XIII sec., i cavalieri Porta-Spada e Teutonici, conquistano il paese. Dal 1237 al 1561 i due ordini di cavalieri, dopo essersi uniti per formare l'ordine di Livonia, governano il paese e lo cristianizzano. Nel 1561 la Livonia è annessa dalla Polonia e la Curlandia diventa ducato sotto la sovranità polacca. Tra il 1721 e il 1795 il paese viene integrato nell'impero russo. 
Nel 1918 la Lettonia proclama l'indipendenza. Due anni dopo, questa viene riconosciuta dalla Russia sovietica con il trattato di Riga. Nel 1940, in conformità con il patto russo tedesco, la Lettonia viene annessa all'URSS. Durante la seconda guerra mondiale viene occupata dalla Germania. Nel 1944 diventa di nuovo repubblica sovietica. Nel 1991, restaurata l'indipendenza, viene riconosciuta dall'URSS e dalla comunità internazionale (settembre). Tre anni più tardi le truppe russe iniziano la loro ritirata dal paese. Nel 1995 la Lettonia presenta una richiesta di ammissione all'Unione Europea. 
Abitanti-2.510.000 
Superficie-64.500 km2 
Densità-38,9 ab./km2 
Capitale-Riga 
Governo-Repubblica parlamentare 
Moneta-Lat 
Lingua-Lettone e russo 
Religione-Protestante luterana 

\Lettopaléna Comune in provincia di Chieti (449 ab., CAP 66010, TEL. 0872). 

\lettoràto, sm. 1 Un tempo, uno degli ordini minori della gerarchia cattolica. 2 Ufficio e carica di lettore nelle università. 

\lettóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi legge. 2 Unità di introduzione dei dati sotto forma di dischi magnetici. 3 Apparecchio ottico che ingrandisce i microfilm. 4 Apparecchio dotato di un dispositivo a raggi laser per l'ascolto di nastri, compact disk e cassette registrate. 5 Laico istituito ministro, avente il compito di leggere la parola di Dio nell'assemblea liturgica. 6 Nel passato, ordinamento universitario, collaboratore linguistico. 
  sm. 1 reader. 2 (tecn., lettore ottico) optical character reader. 
  lat. lector,-oris, deriv. da lectus, p.p. di legere leggere. 

\Lettre à M. Chauvet sur l'unité de temps et de lieu dans la tragédie Opera di critica letteraria di A. Manzoni (1823). 

\lettùra, sf. 1 Atto del leggere. ~ letta. sala di lettura. 2 Interpretazione e commento di un testo. ~ analisi. 3 Opera, scritto o pubblicazione che si legge. ~ libro. 4 Operazione consistente nel prelevare dati da un certo tipo di supporto o di memoria per trasferirli a un altro. 6 Nelle antiche università: cattedra universitaria. 5 Leggibilità. era un'opera di facile lettura. 7 Rilevazione di misure. la lettura del contatore del gas avverrà nel pomeriggio
  sf. 1 reading. 2 (libro) book. 
  lat. lectura, deriv. da lectus, p.p. di legere leggere. 

\letturìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Persona incaricata della lettura dei contatori. 

\leu, sm. invar. Unità monetaria della Romania, divisa in 100 bani. 

\Lèuca Località del comune di Castrignano del Capo, in provincia di Lecce, posta all'estremità meridionale della penisola Salentina. Situata tra le punte di Meliso e di Ristola è un importante centro balneare. Nelle vicinanze si trovano numerose grotte (le più famose sono la grotta del Diavolo, del Bambino e dell'Elefante), risalenti al periodo preistorico, nelle quali sono stati rinvenuti resti di enormi pachidermi e ceramiche risalenti all'età del bronzo. 

\Lèucade Isola della Grecia, nel mar Ionio, presso la costa dell'Acarnania. Insieme ad altre isole minori, costituisce il nomo omonimo che ha per capoluogo l'omonima città. 

\leucemìa, sf. Vasto gruppo di forme tumorali delle cellule del sangue e del sistema omopoietico. A seconda del tipo di cellula coinvolta si differenziano in leucemie mieloidi e leucemie linfoidi. Entrambe sono caratterizzate dall'eccessiva emissione nel sangue di globuli bianchi e interessano in un caso le popolazioni granulocitarie e monocitarie del sangue e nell'altro elementi della serie linfoide. Un'altra possibile classificazione è data dall'aggressività e dalla durata che permette di distinguere le leucemie acute da quelle croniche
  sf. leukaemia. 

\leucèmico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Relativo alla leucemia. 
sm. Individuo affetto da leucemia. 

\leucèmide, sf. Lesione cutanea che si può manifestare nel corso delle leucemie. 

\leucìna, sf. Amminoacido a sei atomi di carbonio, presente nei prodotti di idrolisi delle proteine e nei tessuti muscolari: se ne conoscono sia la forma levogira che destrogira e racemica. 

\Leucìppo (Seconda metà del V sec. a. C.) Filosofo greco. Tra le opere L'ordinamento

\leucìsco, sm. (pl.-chi) Genere di Pesci Cipriniformi d'acqua dolce, appartenenti alla famiglia dei Ciprinidi, che comprende il cavedano (Leuciscus cephalus). 

\leucitìte, sf. Roccia eruttiva effusiva basica con struttura porfirica. Contiene essenzialmente augite e leucite o egirinaugite, oltre a olivina, nefelina e melilite. 

\leucitòfiro, sm. Roccia eruttiva effusiva con struttura porfirica. È costituita da grossi cristalli di leucite, nefelina, egirinaugite e noseana o haüyna. 

\leuco- Primo elemento di parole composte. 
  greco leukós bianco. 

\leucoblàsto, sm. Cellula progenitrice dei globuli bianchi. Nelle leucemie si può trovare anche nel sangue. 

\leucocìta, o leucocìto, sm. (pl.-cìti) Globulo bianco del sangue e della linfa dei Vertebrati: deve il nome al colore chiaro in contrapposizione al colore rosso scuro delle altre cellule del sangue, i globuli rossi. Si hanno tre tipologie: i linfociti, i granulociti e i monociti. Hanno diversa forma e grandezza, origine e funzione. Se ne contano in caso di normalità da 5.000 a 8.000 per mm3 di sangue nell'uomo; le malattie leucocitosi e leucopenia sono generate da valori dei leucociti rispettivamente in aumento e in diminuzione. 

\leucocìto, sm. Globulo bianco. 

\leucocitòsi, sf. Aumento dei globuli bianchi nel sangue periferico che solitamente indica che si è un'infezione in atto. 

\leucodèrma, sm. (pl.-i) Scomparsa, congenita o acquisita, della pigmentazione normale in alcune zone della cute. 

\leucodèrmo, agg. e sm. Che, chi ha la pelle bianca; di tipo umano avente la pelle chiara. 

\leucoencefalìte, sf. Termine medico che designa le patologie infiammatorie a carico della sostanza bianca del sistema nervoso centrale. 

\leucòma, sm. Opacità biancastra della cornea causata da lesioni del parenchima capace di ostacolare la visione. 

\leucomelanodermìa, sf. Alterazione della pigmentazione della cute, causata da sifilide o da leproma, consistente nella presenza di zone ipopigmentate circoscritte da zone iperpigmentate. 

\leucomielìte, sf. Infiammazione che interessa la parte bianca del midollo spinale. 

\leucon, sm. invar. Il più complesso tipo di organizzazione delle spugne. Caratterizza le spugne cornee, silicee e alcune spugne calcaree. 

\leuconichìa, sf. Colorazione biancastra delle unghie, congenita, ereditaria o causata da gravi malattie, che può essere parziale, totale, puntiforme o lineare. 

\leucopatìa, sf. Mancanza, più o meno grave, della pigmentazione cutanea. 

\leucopenìa, sf. Diminuzione del numero dei globuli bianchi nel sangue al di sotto di 4.000/mm3. È quasi sempre di natura tossica, derivante dall'azione deprimente sugli organi emopoietici di farmaci (antireumatici, antitumorali), di raggi X, di solventi (benzolo). 

\leucoplàsto, sm. Piccolo organo incolore della cellula vegetale al cui interno si accumulano sostante di vario tipo, per lo più amido. 

\leucorrèa, sf. Quantità di liquido vaginale che fuoriesce a causa della sua sovrabbondanza. 

\Leucòsidi Famiglia di Crostacei Decapodi brachiuri comprendente granchi di piccole dimensioni provvisti di carapace poligonale o tondeggiante. 

\leucosìna, sf. Proteina che si trova soprattutto nei chicchi di frumento. 

\lèudo, sm. In età merovingia, suddito postosi al servizio del re con un giuramento di fedeltà personale e compensato con concessioni territoriali. 

\lev, sm. invar. Unità monetaria della Bulgaria. È pari a 100 stotinki ed è indicata col simbolo LVA. 

\lèva, sf. 1 Macchina semplice costituita da un'asta. 2 Mezzo capace di rimuovere ostacoli. 3 Asta per azionamento di particolari dispositivi. 4 Strumento odontoiatrico per la rimozione di denti. 5 Complesso delle operazioni mediante le quali vengono chiamati alle armi i giovani soggetti all'obbligo del servizio militare. 6 Mare grosso con onde provenienti dal largo. 7 Stimolo. ~ incentivo. 8 Servizio militare; arruolamento. ~ reclutamento. 
  sf. 1 lever. 2 (mil.) call-up, conscription. 3 (aut., del cambio) gear lever. 
Macchina semplice costituita da un corpo rigido libero di ruotare attorno a un asse fisso o a un punto di questo, detto fulcro, al quale viene applicata una forza, detta potenza, per vincere un'altra forza, detta resistenza. I punti di applicazione di queste due ultime forze appartengono all'asta ma sono generici. In assenza di attrito, la condizione di equilibrio è data dall'annullamento del momento risultante rispetto all'asse delle due forze applicate. In funzione della disposizione del fulcro e dei punti d'applicazione delle altre due forze le leve si classificano in tre generi (1°, 2°, 3°).  
Leva militare 
Obbligo al servizio militare imposto dalla costituzione cui devono sottoporsi i cittadini maschi italiani e gli apolidi residenti in Italia. A seguito della visita medica da effettuarsi nel diciottesimo anno di età, si può risultare abile, riformato o esonerato. 

\Levànna Monte (3.619 m) delle Alpi Graie, al confine italo-francese. 

\levànte, agg. e sm. agg. Che si alza. <> calante. 
sm. 1 Parte dell'orizzonte da cui si vede sorgere il sole. ~ est. <> ponente. 2 Il vento di levante. 3 Area geografica posta a est dell'Italia. 4 Medio Oriente. 
  sm. east. 

\Levànte, màre di Settore orientale del mar Mediterraneo, a est della linea che unisce l'Anatolia con la costa occidentale dell'Egitto. 

\levantìna, sf. Tessuto dalla caratteristiche diagonali che in origine era fabbricato solo in seta. 

\levantìno, agg. e sm. agg. 1 Che proviene dai paesi del Levante. ~ orientale. <> occidentale. 2 Astuto, infido, sleale, trafficone. ~ scaltro. <> leale. 
sm. Chi è nato o abita nei paesi del Levante. 

\Lèvanto Comune in provincia di La Spezia (5.925 ab., CAP 19015, TEL. 0187). 

\Lèvanzo Isola delle Egadi in provincia di Trapani (5,6 km2, 300 ab.). Oltre alla pesca e al turismo, la fonte economica è data dalla grotta del Genovese con dipinti del Paleolitico raffiguranti bovidi e graffiti del Neolitico con figure umane. 

\levàre, v. v. tr. 1 Alzare. ~ sollevare. levò lo sguardo al cielo. 2 Togliere, prelevare, sottrarre. ~ rimuovere. <> mettere. non riusciva a levare quella macchia dal vestito; gli levò la parola di bocca, lo interruppe. 3 Estrarre. ~ estirpare. 4 Di leggi, abolire. ~ abrogare. <> introdurre. : : governanti non levano mai le tasse! 
v. intr. pron. 1 Sorgere. ~ alzarsi. 2 Ribellarsi. ~ insorgere. <> sottomettersi. si levò contro di lui, si scagliò contro. 
v. rifl. 1 Andare verso l'alto. ~ ergersi. 2 Alzarsi dal letto. ~ destarsi. <> coricarsi, stendersi. 
  v. tr. 1 (alzare) to raise. 2 (sottrarre) to lift. 3 (vestiti) to take off. 4 (rimuovere) to take away. v. rifl. 1 to get up. 2 (sole) to rise. 
  lat. levare, alleggerire. 

\levàta, sf. 1 Atto del levare. 2 Intelligenza. 3 Rilievo grafico di un terreno. 4 Acquisto di generi di monopolio dai magazzini di stato. 
  sf. (postale) collection. 

\levatàccia, sf. (pl.-ce) L'alzarsi molto presto. ~ alzataccia. 

\Levàte Comune in provincia di Bergamo (2.902 ab., CAP 24040, TEL. 035). 

\levatóio, agg. Che si può alzare o abbassare a volontà. (ponte levatoio:  )
  agg. (ponte) drawbridge. 

\levatrìce, sf. Ostetrica. 
  sf. midwife. 

\levatùra, sf. Gradi di elevatezza intellettuale. ~ intelligenza. 
  sf. mental capacity, intelligence. 

\Leveràno Comune in provincia di Lecce (13.526 ab., CAP 73045, TEL. 0832). Centro agricolo e commerciale (coltivazione e mercato di ortaggi, uva e tabacco). Vi si trova un torrione del XIII sec. Gli abitanti sono detti Leveranesi

\Leverkusen Città (162.000 ab.) della Germania, nella Renania Settentrionale-Westfalia, sul fiume Reno. Centro dell'industria chimica, siderurgica, metalmeccanica e tessile. 

\Levertov, Denise (Ilford, Essex 1923-Seattle, Washington 1997) Poetessa statunitense. Tra le opere La danza del dolore (1967) e Vita nella foresta (1978). 

\Lèvi Personaggio biblico, terzo figlio di Giacobbe e Lia e capostipite dell'omonima tribù d'Israele, i cui membri furono detti leviti. 

\Lèvi délla Vìda, Giórgio (Venezia 1886-Roma 1967) Semitista e islamista. Tra le sue opere, Studi sul califfato di Alì (1913) e Versi antichi d'Arabia (1967). 

\Lèvi Montalcìni, Pàola (Torino 1909-Roma 2000) Pittrice italiana. Allieva di Felice Casorati, inizialmente ne seguì l'insegnamento. In seguito si rivolse all'informale e all'arte cinetica. 

\Lévi Montalcìni, Rìta (Torino 1909-) Neurobiologa. Conseguì la laurea in medicina all'università di Torino nel 1936 e vi rimase fino al 1939, allorché a causa della promulgazione delle leggi razziali si trasferì in Belgio. L'anno dopo tornò in Italia e continuò i suoi studi di neuroembriologia sperimentale in forma privata. Dal 1947 al 1976 si stabilì a Saint Louis nel Missouri e perfezionò le sue ricerche lavorando alla Washington University. Nel 1953, in collaborazione con S. Cohen, isolò il primo fattore di crescita delle cellule nervose, noto con la sigla NGF. Per questa scoperta, ricevette il premio Nobel per la medicina e la fisiologia nel 1986. Autrice di varie opere letterarie e scientifiche, tra le quali Elogio dell'Imperfezione (1987), NGF: apertura di una nuova frontiera nella neurobiologia (1989). 

\Lèvi, Arrìgo (Modena 1926-) Giornalista e saggista. Tra le opere Il potere in Russia (1965) e La DC nell'Italia che cambia (1984). 

\Lèvi, Bèppo (Torino 1875-Rosario, Argentina 1961) Matematico. Diede importanti contributi alla geometria algebrica, alla logica matematica, alla geometria e all'analisi. Scienziato eclettico e dai variegati interessi, lasciò studi di natura critica e filosofica. 

\Lèvi, Càrlo (Torino 1902-Roma 1975) Pittore e scrittore. Dopo gli studi di medicina, iniziò quelli di pittura sotto la guida di F. Casorati. Prese parte al movimento di Giustizia e Libertà e per questo fu condannato al confino in Lucania (1935-1936). In seguito Levi dovette emigrare in Francia. Nel dopoguerra, oltre a continuare il suo lavoro di pittore, svolse varia attività giornalistica e politica. Tra il 1945 e il 1946, diresse il quotidiano del partito d'azione L'Italia libera. Nel romanzo Cristo si è fermato a Eboli rievocò i personaggi e l'ambiente del confino facendo scoprire l'umanità che si cela ai margini della civiltà. Il titolo riprende un detto dei contadini lucani, secondo cui il cristanesimo e la civiltà si sarebbero fermati a Eboli, prima di entrare nella loro regione. La volontà di comprendere portò l'autore a rivelare in modo partecipe le condizioni di miseria, sofferenza e oppressione che avvolgevano il mondo della Lucania contadina, lontano anni luce dal movimento della storia. Tra le altre opere si ricordano, L'orologio (1950), Le parole sono pietre (1955), Il futuro ha un cuore antico (1956) e La doppia notte dei tigli (1959). 

\Lèvi, Eugènio Elìa (Torino 1883-Cormons 1917) Fratello di Beppo, matematico. Compì importanti studi sulle equazioni differenziali; perì durante la prima guerra mondiale. 

\Lèvi, Prìmo (Torino 1919-1987) Scrittore. Scampato al lager nazista di Auschwitz, rivisse la sua agghiacciante esperienza nelle prime due opere Se questo è un uomo (1947) e La tregua (1963) e nell'ultima opera I sommersi e i salvati (1986). Tra le opere successive, La chiave a stella (1978), Se non ora, quando? (1982), la raccolta di poesie Ad ora incerta (1984) e i saggi L'altrui mestiere (1985). 

\Levia gravia Opera di poesia di G. Carducci (1868). 

\Leviatano Opera di filosofia di Th. Hobbes (1651). 

\Lèvice Comune in provincia di Cuneo (344 ab., CAP 12070, TEL. 0173). 

\Lèvi-Cìvita, Tùllio (Padova 1873-Roma 1941) Matematico. Tra i maggiori matematici del Novecento, ha inventato con il suo maestro G. Ricci-Curbastro il calcolo differenziale assoluto, il calcolo tensoriale e alcuni concetti basilari della geometria reimanniana indispensabili per la successiva formulazione della teoria della relatività generale. Con il fisico U. Amaldi ha scritto il trattato Meccanica razionale (1927). 

\Lèvico Tèrme Comune in provincia di Trento (5.683 ab., CAP 38056, TEL. 0461). 

\levigàre, v. tr. 1 Rendere privo di ogni asperità; spianare, smussare, smerigliare, scartavetrare, carteggiare, molare, raschiare. ~ lisciare. 2 Sottoporre a levigazione. ~ limare. 
  v. tr. 1 to smooth. 2 (carteggiare) to sand. 
  lat. levigare, deriv. da levis liscio. 

\levigatézza, sf. Caratteristica di ciò che è levigato. 

\levigàto, agg. 1 Che è liscio. ~ pareggiato. <> ruvido. 2 Perfezionato. ~ rifinito. <> abbozzato. 

\levigatòre, sm. 1 Operaio addetto alla levigazione. 2 Apparecchio impiegato per la levigazione dei miscugli.

\levigatrìce, sf. Macchina che leviga. 

\levigatùra, sf. Levigazione. 

\levigazióne, sf. 1 Atto, effetto del levigare. 2 Azione del vento, della pioggia e del ghiaccio sulle rocce. 3 Procedimento industriale per separare una sostanza da un miscuglio di più componenti polverizzati, sfruttando la diversa velocità di caduta delle singole particelle quando siano immerse in un liquido.

\Levine, David (1926-) Caricaturista statunitense. Rappresentò con sapida ironia i personaggi della cultura internazionale. 

\Levine, Jack (Boston 1915-) Pittore statunitense. Tra le opere La festa della pura Ragione (1937, New York, Museum of Modern Art). 

\Levinson, André Jacovlevic (Pietroburgo 1887-Parigi 1933) Scrittore e critico di danza russo. Tra le opere, Ballet romantique (1919), La danse au théâtre (1924), La vie de Noverre (1925), La danse d'aujourd'hui (1929), Le visage de la danse (1933) e Serge Lifar (1934). 

\Levinson, Barry (Baltimora 1942-) Regista cinematografico statunitense. Diresse Good morning Vietnam (1987), Rain Man (1988), Toys (1992) e Rivelazioni (1994). 

\Lèvi-Strauss, Claude (Bruxelles 1908) Antropologo ed etnologo francese. Trasferitosi a New York, ereditò dal linguista R. Jakobson il metodo dell'indagine strutturalista che egli applicò con successo all'antropologia; le sue posizioni in merito sono raggruppate in due raccolte, Antropologia strutturale I (1955) e Antropologia strutturale II (1973). Descrisse le due spedizioni in Amazzonia nei Tristi tropici (1955). Altre opere famose sono Il pensiero selvaggio (1962), Il crudo e il cotto (1964) e L'uomo nudo (1971). 

\levità, sf. Leggerezza. 

\levìta, sm. (pl.-i) 1 Presso gli antichi ebrei, membro della tribù del Levi. 2 Specie di rozzo saio degli Anacoreti. 

\levitàre, v. intr. Sollevarsi in aria fisicamente. 

\levitazióne, sf. Fenomeno consistente nel sollevare e mantenere in aria un corpo contro la forza di gravità. 
  lat. levitas,-atis leggerezza. 

\levìtico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Relativo ai leviti. 
sm. Il Levitico, terzo libro biblico del Pentateuco. 

\levogìro, agg. Detto di composto organico capace di far ruotare a sinistra il piano di polarizzazione a un fascio di luce polarizzato che l'attraversa. 

\Levóne Comune in provincia di Torino (445 ab., CAP 10070, TEL. 0124). 

\Levràtto, Felìce (Vado Ligure, Savona 1904-Savona 1968) Giocatore di calcio italiano. Fu ala sinistra del Vado, dell'Hellas Verona, del Genoa e dell'Ambrosiana-Inter. Fece parte della nazionale A per ventotto volte e della B per due volte. 

\levriéro, o levrière, sm. Razza di cani (i più comuni sono l'arabo, l'afgano, l'inglese e il russo) di origine orientale (levriero russo o borzoi). Hanno corpo slanciato e asciutto, muso affusolato, altezza di circa 80 cm al garrese, pelo lungo e ondulato per la razza orientale, corto e raso per quella europea. Veloci e resistenti nella corsa sono oggi cani da compagnia. 
  sm. greyhound. 
Levriero afgano 
Originario dell'Afghanistan, è un cane da compagnia che ha bisogno di grandi spazi. Di origine antichissima (è nominato nei papiri egizi di 5.000 anni fa) è stato diffuso in Europa solo nei primi del '900. Ha un pelo folto e setoso e un caratteristico ciuffo che adorna il cranio e ricopre completamente le orecchie. 
Piccolo levriero italiano 
Di origini antichissime (un esemplare simile a quello odierno è stato rinvenuto in una tomba egizia di 6.000 anni fa) è stato importato in Europa dai fenici e selezionato in Italia. Ha muso appuntito, pelo raso e fine monocolore (grigio, nero o fulvo). È un gradevole cane da compagnia per la sua indole affettuosa. 

\Lévy Bruhl, Lucien (Parigi 1857-1939) Etnologo. Tra le opere La mentalità primitiva (1922). 

\Lewin, Kurt (Mogilno 1890-Newtonville 1947) Psicologo statunitense di origine tedesca. Applicò alla psicologia sociale i principi propri della Gestalt; studiò i processi interpersonali spiegandoli con un sistema di interazioni tra l'individuo e il mondo esterno. Ne lasciò traccia nelle sue opere Teoria dinamica delle personalità (1935) e Principi di psicologia topologica (1936). 

\Lewis with Harris Isola della Gran Bretagna (23.000 ab.), la maggiore delle Ebridi Esterne, nell'oceano Atlantico. 

\Lewis, Jerry (Newark 1926-) Nome d'arte di Joseph Levitch, attore comico e regista statunitense. Nel primo periodo in coppia con Dean Martin, recitò nei film comici La mia amica Irma (1949), Morti di paura (1953), Artisti e modelle (1955), Hollywood o morte (1956). Come regista e interprete dei suoi film Ragazzo tuttofare (1960), Le folli notti del dottor Jerryll (1963), Tre sul divano (1966), Scusi dov'è il fronte (1970), Bentornato picchiatello (1979) e Qua la mano (1983), ha rivisto in tono beffardo e ironico la società americana. 

\Lewis, Matthew Gregory (Londra 1775-Oceano Atlantico 1818) Romanziere. Tra le opere Il monaco (1796). 

\Lewis, Sinclair (Sauk Center 1885-Roma 1951) Scrittore statunitense. Premio Nobel per la letteratura nel 1930 descrisse con abile ironia e garbato sarcasmo la classe media americana nelle sue opere Strada maestra (1920), Babbitt (1922), Il dottor Arrowsmith (1925), Elmer Granty (1927), Dodsworth (1929), Sangue reale (1947). 

\Lex Blanche, Vallone de la Sezione superiore della Val Veny in Val d'Aosta, percorsa dalla Dora di Veny e dominata dall'omonimo ghiacciaio. 

\Lex Saxonum Testo legislativo, comprendente norme di carattere prevalentemente penale, che venne fatto stendere da Carlo Magno nell'802 per rafforzare il suo dominio e la religione cristiana sulla popolazione sassone sottomessa da poco. 

\Lexington-Fayette Città (204.000 ab.) degli USA, nello stato del Kentucky. 

\Lèydi, Robèrto (Ivrea 1928-Milano 2003) Etnomusicologo. Docente di etnomusicologia all'università di Bologna, svolse un'intensa attività di ricerca delle forme di espressione della musica popolare. Tra le opere, Musica popolare e musica primitiva (1960), Dizionario della musica popolare europea (1970), I canti popolari italiani (1973), La zampogna in Europa (1979), L'altra musica (1991). 

\Leyte Isola (1.073.000 ab.) delle Filippine, nel gruppo delle Visayan. 

\Lezama Lima, José (L'Avana 1910-1976) Poeta e romanziere cubano. Tra le opere Morte di Narciso (1937) e Paradiso (1966). 

\lèzio, sm. Azione, gesto affettato. ~ smanceria. 

\lezionàrio, sm. Libro liturgico che raccoglie le lezioni degli uffici divini dei varii giorni. 

\lezióne, sf. 1 Ciascuna delle unità didattiche in cui è suddiviso un corso di studi. doveva tenere un ciclo di lezioni sulla progettazione. 2 Insieme delle nozioni insegnate e apprese in una volta. ~ ammaestramento. non riusciva a studiare quella lezione. 3 Insegnamento. ~ addestramento. quella delusione purtroppo non gli servì da lezione. 4 Rimprovero e punizione esemplare. ~ sgridata. 5 Modo in cui è scritto un testo. 6 Esempio. ~ monito. 
  sf. 1 lesson. 2 (di classe) class. 3 (universitaria) lecture. 4 (fare lezione) to lecture. 
  lat. lectio,-onis, deriv. di lectus, p.p. di legere leggere. 

\Lezione di cose Opera di poesia di O. Drummond de Andrade (1962). 

\Lezione di tedesco Romanzo di S. Lenz (1968). 

\Lezione, La Commedia di E. Ionesco (1951). 

\Lezioni su Stendhal Opera di critica letteraria di G. Tomasi di Lampedusa (postuma 1971). 

\Lezioni sulla letteratura e le arti belle Opera di critica letteraria di A. W. von Schlegel (1801-1804). 

\leziosàggine, sf. Comportamento o maniera abitualmente leziosa. ~ affettazione. 

\leziosaménte, avv. In modo lezioso. ~ ricercatamente. 

\leziosità, sf. Caratteristica di ciò che è lezioso. 

\lezióso, agg. Che fa lezi; affettato, svenevole. ~ smorfioso. <> brusco. 
  agg. affected, simpering. 

\Lézzeno Comune in provincia di Como (1.959 ab., CAP 22025, TEL. 031). 

\lézzo, sm. 1 Cattivo odore esalato da ciò che è lurido; effluvio, tanfo, afrore. ~ puzza. 2 Lordura, sporcizia. ~ sudiciume. <> pulizia. 
  sm. stink, stench. 

\lezzùme, sm. 1 Insieme di cose o di persone che emanano lezzo. ~ sudiciume. 2 Insieme di persone immorali. 

\LF Sigla di Low Frequency (bassa frequenza). 

\Lhasa Città cinese (105.000 ab.) capoluogo della regione autonoma dello Xizang (Tibet). Posta a 3.630 m di altezza sul versante settentrionale dell'Himalaya, rappresenta il massimo centro religioso del lamaismo. Le principali fonti economiche sono fornite dall'agricoltura, dal bestiame e dalle industrie tessili e del vetro. Nella parte occidentale della città si trova il Potala, un complesso costituito da templi e monasteri, che fino al 1959 era la sede del dalai-lama. Nei dintorni si trovano anche il più grande dei monasteri tibetani, il monastero di Depung (1414) e il più antico, quello di Samye (VIII sec.). 

\L'Herbier, Marcel (Parigi 1888-Torino 1979) Regista e produttore cinematografico francese. Personalità di spicco dell'avanguardia degli anni '20, fondò l'Institut des Hautes Etudes Cinematographiques (1943). Innovatore e sperimentatore nel cinema muto con Rosa francese (1918) e Il fu Mattia Pascal (1925), passò al sonoro con thriller e opere di genere mitologico e fantastico come Il mistero della camera gialla (1931) e Gli ultimi giorni di Pompei (1948). 

\L'Hôpital, Guillaume François-Antoine de Sainte-Mesme (Parigi 1661-1704) Matematico francese, marchese di Saint Mesme. Descrisse l'omonima regola che consente il calcolo del limite per forme indeterminate e scrisse il primo trattato di calcolo infinitesimale. 

\L'Hôpital, Michel de (Aigueperse, Alvernia 1505?-Bellebat, Parigi 1573) o L'Hospital. Politico francese. Nella sua carriera veloce e prestigiosa, fu dapprima (1550) presidente del consiglio privato di Margherita di Valois, quindi (1553) presidente del consiglio privato del re, presidente della corte dei conti e infine cancelliere del regno (1560-1568). Tentò invano di conciliare riformati e cattolici con una politica di moderata tolleranza religiosa. Alla riunione degli Stati Generali a Orléans, prese le distanze contemporaneamente dalle repressioni dei cattolici e dalle sedizioni dei protestanti. La sua politica moderata e di equilibrato rispetto delle due fazioni religiose è descritta nell'opera Trattato di riforma della giustizia, di cui applicò i principi con l'autorizzazione del 1562 al culto protestante pubblico. L'editto fu però ritirato dalla regina Caterina, per timore di ritorsioni contro il figliolo Carlo IX dopo lo scoppio della guerra di religione e del massacro di Vassy. L'Hôpital si dimise da cancelliere un anno dopo la terribile strage della notte di San Bartolomeo (24 agosto 1572) in cui cercò di mettere in salvo molti ugonotti. 

\Lhotse Vetta (8.501 m) della catena dell'Himalaya centrale, nel massiccio dell'Everest, sul confine tra Nepal e Tibet. Quarta montagna nel mondo per altezza, fu scalata da A. Eggler nel 1956. 

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