indice       <<<

\li, art. e pron. art. determ. m. pl. Si usa nelle indicazioni di date. 
pron. pers. m. pl. Loro. non li voleva alla sua festa
  pron. them. 
  lat. illi

\lì, avv. 1 In quel luogo. ~ là. <> qui, qua. 2 In quel momento. 
  avv. 1 there. 2 (di lì a pochi giorni) a few days later. 3 (lì dentro) in there. 

\Li Simbolo chimico del litio. 

\Li Kung-lin (An-hui ca. 1040-Montagne di Lung-mien 1106) Pittore cinese. Tra le opere Villa nelle montagne di Lung-mien (Tai-chung, National Central Museum). 

\Li Peng (Chengdu 1928-) Politico cinese. Più volte ministro, fu un importante esponente della linea conservatrice del PCC e, dal 1988, primo ministro. 

\Li T'ang (Hoyang, Honan, ca. 1050-morto dopo il 1130) Pittore cinese. Tra le opere Ritorno dalla festa del villaggio (Boston, Museum of fine Arts). 

\Lìa Personaggio biblico, figlia maggiore di Labano e moglie di Giacobbe. 

\liaison, sf. invar. Legame, relazione. ~ rapporto. 

\Liàla (Como 1902-Varese 1995) Pseudonimo di Liana Negretti. Scrittrice. Nel 1931 pubblicò Signorsý, primo di una lunghissima e popolare serie di romanzi, costituita di opere singole e di cicli, come quello di Lalla (Dormire e non sognare, 1944; Lalla che torna, 1945 e Il velo sulla fronte, 1946). Tra gli altri libri sono Trasparenze di pizzi antichi (1943), Ombre di fiori sul mio cammino (1981) e Frammenti di arcobaleno (1985). Nella sua scrittura ridondante e appassionata è evidente l'influenza dannunziana. In Italia Liala è diventata sinonimo di romanzo rosa. 

\liàna Denominazione di piante che, incapaci di reggersi, si appoggiano al fusto e ai rami di altre piante. Presenti anche nelle regioni temperate (convolvolo, luppolo, fagiolo, edera ecc.), sono tipiche delle regioni tropicali. 
  dal francese liane, da lier, legare. 

\Liang K'ai (ca. XIII sec.) detto Po. Pittore cinese. Tra le opere Hui-neng mentre straccia i Sutra (Tokyo, Museo Nazionale). 

\Liao Ho Fiume (1.345 km) della Cina meridionale, nella Manciuria. Nasce nella Mongolia Interna dal Grande Khingan e sfocia nel golfo di Liadong, nel mar Giallo, presso il porto Yingkou. 

\Liaoning Provincia (39.460.000 ab.) della Cina, nella Manciuria Meridionale. Capoluogo Shenyang. 

\Liaoyang Città (493.000 ab.) della Cina, nella Manciuria. Fa parte della provincia di Liaoning. 

\liàssa, sf. Insieme di documenti relativi alla stessa pratica che sono raccolti in modo da formare un unico fascicolo. 

\libagióne, sf. Cerimonia propria di molte religioni consistente nel versare o spargere latte, vino o altro, in onore degli dei sull'altare o per terra. ~ bevuta. 
  lat. libatio,-onis. 

\libanése, agg., sm. e sf. agg. Del Libano. 
sm e sf. Abitante e nativo del Libano. 
  agg., sm. e sf. Lebanese. 

\Lìbano Repubblica dell'Asia occidentale, nel vicino oriente; confina a nord e a est con la Siria, a sud con Israele e si affaccia a ovest sul mar Mediterraneo. 
Il territorio presenta una fascia costiera lunga circa 170 km, interrotta da promontori rocciosi e fronteggiata da isole e isolotti. 
All'interno si eleva la catena del Libano, disposta da nord-est a sud-ovest, che raggiunge l'altitudine massima di 3.083 m nel Qornet el Saouda. 
Procedendo ulteriormente verso l'interno, si incontra la fossa Al Beqaa, prosecuzione della depressione occupata dal mar Rosso. Infine si rileva la catena dell'Antilibano (Talat Musa, 2.629 m, Hebron, 2.815 m), circa parallela a quella del Libano, lungo il confine siriano. 
Il paese gode di un clima mediterraneo sulla costa e di transizione nell'interno, con piogge più scarse. 
I fiumi principali sono il Nahr el Asi (Oronte) e il Litani (Leonte). 
La popolazione vive per la maggior parte nella zona costiera, dove sorgono la principali città del paese, Beirut, Tripoli, Saida (Sidone), Tiro, mentre sul versante orientale della Catena del Libano sorgono Zahlè e Baalbek, famoso centro archeologico. 
Grazie alla favorevole posizione geografica e a una legislazione compiacente verso i capitali stranieri, il Libano era diventato, intorno agli anni '60 la principale piazza finanziaria del vicino Oriente. Successivamente la guerra civile del 1975-1976 tra cristiano-maroniti e musulmani ha fatto ripiombare il paese in una gravissima crisi. 
L'agricoltura può contare su notevoli risorse idriche, ma la presenza delle montagne ostacola la distribuzione delle acque. Prevale, per quanto a carattere di sussistenza, la cerealicoltura, in particolare di frumento; si producono inoltre orzo, mais, avena e sorgo. In buona parte destinati all'esportazione sono gli agrumi e le banane. Numerosi sono i prodotti frutticoli (mele, pere, albicocche ecc.) e affermata è la vite, sia per la produzione di vino sia per la produzione di uva passa. 
Tra la colture di oleaginose spiccano, oltre all'olivo, nettamente prevalente, anche arachidi e girasoli. Il tabacco è una discreta risorsa per i villaggi montani. 
I boschi sono degradati, a causa di un indiscriminato sfruttamento (scomparsi sono i famosi cedri del Libano, di cui restano pochi esemplari protetti). 
L'allevamento ha subito gravissimi danni, durante la guerra civile. Prevalgono volatili da cortile, mentre scarsi sono bovini e suini. La pesca non è molto praticata, penalizzata anche dalla scarsa pescosità delle sue acque. 
Povere le risorse del sottosuolo, limitate a minerali di ferro e rocce fosfatiche. 
Deficitaria è l'industria di base; meno ristretto il settore manifatturiero tessile (cotone e seta) e alimentare (zuccherifici, oleifici, conservifici, manifatture di tabacchi, birrifici ecc.). 
STORIA A partire dal terzo millennio a. C., la costa è occupata dai cananei, quindi dai fenici che fondano le città stato di Byblos, Berytos (l'attuale Beirut), Sidone e Tiro. All'inizio del primo millennio i fenici dominano il commercio del Mediterraneo. Dal VII al I sec. a. C., il paese subisce la dominazione assira, egiziana, persiana, babilonese e quindi greca. Dal 64-63 a. C. al 636 d. C. il Libano fa parte della provincia romana e quindi bizantina di Siria. Nel 636 viene conquistato dagli arabi. 
Nel periodo dal VII all'XI sec., la costa e la montagna servono da rifugio a varie comunità cristiane, sciite e quindi druse. Dal 1099 al 1289 i latini del regno di Gerusalemme e della contea di Tripoli dominano il litorale fino alla sua conquista da parte dei mamelucchi d'Egitto. Nel 1516 il Libano viene annesso all'impero ottomano. Dal 1593 al 1840 gli emiri drusi, specialmente Fakhr al Dïn (1593-1633) e Chihab Bach┐Ì┐r II (1788-1840) unificano la montagna libanese e cercano di ottenerne l'autonomia. 
Nel 1861, alla fine di un periodo di scontri tra i drusi e i maroniti (che sono in una fase di sviluppo demografico ed economico), la Francia ottiene la creazione delle provincia del Monte Libano, dotata di una certa autonomia. Nel 1918, il Libano viene liberato dai turchi e forma con la piana della Beqaa il Grande Libano. Nel periodo dal 1920 al 1943 viene posto dalla Società delle Nazioni sotto il mandato francese. 
L'indipendenza del paese viene proclamata nel 1943. Il patto nazionale istituisce un sistema politico confessionale nel quale il potere viene suddiviso tra i maroniti, i sunniti, gli sciiti, i greci ortodossi, i drusi e i greci cattolici. Nel periodo dal 1952 al 1958 C. Chamoun porta avanti una politica filo occidentale. Nel 1958 i nazionalisti arabi favorevoli a Nasser avviano una guerra civile che viene interrotta dall'intervento americano. Dal 1958 al 1970 la repubblica è presidiata da F. Chehab (1958-1964) e quindi da C. Hélou. 
Nel 1967, i palestinesi, rifugiati in Libano dopo il 1948, si organizzano in modo autonomo. Dal 1970 al 1976, sotto la presidenza di S. Frangié, si hanno scontri con i palestinesi, che degenerano nella guerra civile. La Siria interviene. Si affrontano due gruppi costituti da una coalizione di sinistra (favorevole ai palestinesi, sunnita, drusa e quindi sciita, le cui principali forze armate sono i fedain, le milizie druse e quelle del movimento Amal) e una coalizione di destra (in maggioranza maronita, favorevole a Israele, le cui forze principali sono costituite dalle falangi e dall'armata del Libano del sud, alleato di Israele). 
Dopo due anni di scontri, la creazione di una forza multinazionale unifica il Libano (1978). Nel 1982, l'esercito israeliano blocca la città di Beirut, dalla quale caccia le forze dell'esercito palestinese. A. Gemayel succede al fratello Bachir, assassinato, come presidente delle repubblica. Due anni più tardi viene costituito un governo di unità nazionale, sostenuto dalla Siria. Nel 1985 l'esercito israeliano si ritira dal Libano. 
Continua comunque la guerra civile, complicata da scontri all'interno di ciascun campo, in particolare tra le diverse tendenze musulmane: sunniti, sciiti moderati del movimento Amal, sciiti partigiani dell'Iran (Hezbollah). Questi ultimi a partire dal 1985 prendono in ostaggio alcuni occidentali (francesi e americani). Questa situazione porta al ritorno, nel 1987, delle truppe siriane a Beirut ovest. Nel 1988 il mandato di A. Gemayel termina senza che venga eletto un successore. Vengono creati due governi (uno civile musulmano a Beirut ovest, guidato da Selim Hoss, l'altro militare cristiano a Beirut est presidiato dal generale Michel Aoun, ostile alla presenza siriana). 
L'anno successivo, René Moawad, eletto alla presidenza della repubblica, viene assassinato. Gli succede Elias Hraoui. Nel 1990 una nuova costituzione, a seguito di accordi tra le parti, prevede un riequilibrio del potere a favore dei musulmani. L'esercito libanese, sostenuto dalla Siria, mette fine alla resistenza del generale Aoun. 
L'anno successivo, il disarmo delle milizie e lo spiegamento dell'esercito libanese in tutta la città di Beirut e il sud del paese, segnano l'inizio di una restaurazione dell'autorità dello stato sotto tutela siriana (rafforzata dalla firma nel mese di maggio di un trattato di fratellanza tra i due paesi). La situazione economica è disastrosa. Nel 1992, a seguito di elezioni legislative, fortemente contestate, e contrassegnate dall'astensione massiccia dei cristiani, viene nominato un nuovo parlamento. Rafic Hariri diventa primo ministro. Nel 1995, sotto pressione della Siria, il mandato presidenziale di E. Hraoui viene prorogato di tre anni dal parlamento senza alcuna elezione. 
Abitanti-3.009.000 
Superficie-10.400 km2 
Densità-289,3 ab./km2 
Capitale-Beirut 
Governo-Repubblica 
Moneta-Lira libanese 
Lingua-Arabo, francese 
Religione-Cristiana, musulmana sciita e sunnita 

\Lìbano Nòrd Provincia (365.000 ab.) del Libano nordoccidentale, al confine con la Siria. Capoluogo Tripoli. 

\Lìbano Sud Provincia (250.000 ab.) del Libano meridionale, al confine con Siria e Israele. Capoluogo Saida. 

\libanomanzìa, sf. Nell'antica Grecia, soprattutto in Epiro, arte della divinazione in cui si osservava il fumo dell'incenso. 
  comp. dal greco lÝbanos incenso + mantÚia divinazione. 

\libàre, v. tr. 1 Versare o spargere un liquido sull'altare o altrove per offrirlo e consacrarlo a una divinità. 2 Gustare leggermente. ~ assaporare. 3 Brindare. 

\libatòrio, agg. Che serve per le libagioni. 

\lìbbra, sf. 1 Principale unità ponderale presso i romani o nell'Italia antica, con valori vari. 2 (in inglese pound) Unità di misura di peso in vigore nei paesi anglosassoni (sistema avoirdupois). Divisa in once (1 oncia = 1 libbra/16), equivale (nelle convenzioni attuali) a 0.45359237 kg. 
  sf. pound. 
  lat. libra. 

\Libby, Willard Frank (Grand Valley 1908-Los Angeles 1980) Fisico statunitense. Inventò un metodo per la determinazione dell'età di resti materiali organici basato sulla percentuale di carbonio radioattivo in essi contenuto. Nel 1960 fu insignito del premio Nobel. 

\libecciàta, sf. 1 Tempesta provocata dal libeccio. 2 Sfuriata. 

\libéccio, sm. Vento da sud-ovest spesso molto violento, caratteristico del Mediterraneo centrale e settentrionale. ~ garbino. 
  sm. south-west wind. 

\libèlla, sf. Bolla gassosa mobile che si può trovare all'interno dei cristalli, nelle inclusioni liquide in essi contenute. 

\libellàtici Denominazione indicante quei cristiani che si erano procurati, durante la prosecuzione di Decio, un certificato attestante che avevano offerto sacrifici agli dei pagani. 
  lat. libellus libretto. 

\libellìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi scrive libelli. 

\libèllo, sm. 1 Pubblicazione diffamatoria. ~ libercolo, pamphlet. 2 Documento contenente il testo di un atto di citazione. ~ lettera citatoria. 
  sm. libel. 

\libèllula, sf. 1 Nome comune di insetto. ~ farfalla, silfide. 2 Persona agile e aggraziata. 
  sf. dragonfly. 
Nome comune degli Insetti Odonati con grandi occhi, corpo allungato e ali sottili e rigide che le permettono di volare per lungo tempo e di essere un'ottima predatrice. Hanno vita ninfale acquatica a metamorfosi incompleta e vita adulta terrestre. Tra le specie più comuni c'è la libellula depressa (libellula depressa) o cavalocchio, la libellula quattro macchie (libellula quadrimaculata), la Sympetrum pedemontanum e la Aeschnac Cyanea

\Libellùlidi Famiglia di Insetti odonati anisotteri diurni a cui appartengono le libellule. 

\Libera nos a Malo Romanzo di L. Meneghello (1963). 

\Lìbera, Adalbèrto (Villa Lagarina, Trento 1903-Roma 1983) Architetto. Tra le opere il palazzo dei Congressi all'EUR a Roma (1937-1938) e la villa Malaparte a Capri (1938-1940). 

\Liberaki, Margarita (Atene 1919-) Scrittrice greca. Con la pubblicazione del suo primo romanzo, Gli alberi (1945), ottenne un largo consenso di pubblico e suscitò l'interesse della critica. Nel 1967 si stabilì in Francia e visse a Parigi fino alla fine della dittatura in Grecia. Tra le altre opere, Cappelli di paglia (1946), L'altro Alessandro (1950), La moglie di Kandauli. È considerata dalla critica tra le migliori autrici di romanzi della letteratura greca del dopoguerra. 

\liberal, agg. invar. Che è politicamente orientato a sinistra. ~ progressista. <> conservatore. 

\liberàle, agg., sm. e sf. agg. 1 Generoso nel dare e nello spendere; altruista, prodigo. ~ largo. <> avaro. 2 Che professa principi di libertà civile ed è fautore del liberalismo. ~ libertario. <> conservatore. adottarono provvedimenti liberali. 3 Proprio del liberalismo. aveva concezioni liberali. 4 Relativo al Partito Liberale Italiano. 5 Che si addice a persona libera per condizione e moralità. ~ democratico, progressista. <> assolutista, retrogrado. 6 Tollerante. ~ garantista. <> intollerante. 
sm e sf. 1 Chi segue e sostiene il liberalismo. 2 Appartenente al Partito Liberale Italiano. 
  agg., sm. e sf. liberal. 
  lat. liberalis, deriv. da liber libero. 

\Liberàle da Veróna (Verona 1445-1529) Pittore. Tra le opere Madonna e santi (1489, Berlino, Gemäldegalerie). 

\liberaleggiànte, agg. Che tende al liberalismo. 

\liberaleggiàre, v. intr. Tendere al liberalismo. 

\liberalìsmo, sm. Movimento politico e dottrinale nato nel XIX sec. che valorizzava la libertà individuale, cercava di limitare il potere dello stato e della chiesa, mirava al riconoscimento dei diritti naturali dell'uomo compresa l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge. Storicamente affonda le radici nelle dottrine dell'illuminismo (diritto naturale) e si afferma con la rivoluzione francese. Fu la borghesia che si premurò di fare sue queste idee appoggiando i moti rivoluzionari nel momento in cui acquistava progressivamente il potere. La libertà della persona, uno stato costituzionale e di diritto in cui i cittadini hanno possibilità di essere rappresentati tramite il parlamento e libera economia sono i fondamenti del liberalismo. In economia in particolare il movimento prende il nome di liberismo, sostenendo oltre alla libertà economica anche le libertà di produzione, commercio, concorrenza e circolazione. In Inghilterra pensatori liberali furono A. Smith, G. Bentham e J. Stuart Mill, in Germania Kant, in Francia Montesquieu e in Italia Cavour: essi approfondirono anche aspetti legati sia alla politica che ai fenomeni sociali ed economici. 

\liberalìstico, agg. (pl. m.-ci) Liberale. 

\liberalità, sf. 1 Larghezza nel dare. ~ generosità. 2 Atto di o da persona generosa. ~ altruismo. <> egoismo. 3 Attribuzione patrimoniale fatta spontaneamente da una parte all'altra con l'intento di arricchirla senza compenso. 

\liberalizzàre, v. tr. 1 Legalizzare. ~ depenalizzare. <> proibire. liberalizzare gli scambi commerciali. 2 Rendere più libero. ~ deregolare. <> controllare. liberalizzare i piani di studio universitari, consentire maggiore libertà nella scelta degli esami da sostenere. 
  v. tr. to liberalize. 
  dall'inglese to liberalize

\liberalizzazióne, sf. Atto, effetto del liberalizzare. ~ deregolamentazione, depenalizzazione. <> regolamentazione, proibizione. 

\liberalménte, avv. 1 In modo liberale. ~ democraticamente. 2 Generosamente. ~ filantropicamente. 

\liberaménte, avv. 1 In modo libero. ~ autonomamente. 2 Apertamente. ~ sinceramente. 3 A volontà, a piacere. 4 A ruota libera. 

\liberàre, v. tr. 1 Rendere libero. ~ affrancare. <> asservire. 2 Pagare per intero, riscattare. liberare un oggetto da un pegno. 3 Salvare da un pericolo. lo liberava ogni volta dalle noie. 4 Scarcerare. ~ rilasciare. <> incarcerare. 5 Dispensare, esimere. ~ esentare. <> vincolare. 6 Sbloccare. ~ sciogliere. <> legare. 7 Sgomberare. ~ evacuare. <> ingombrare. 8 Sturare. ~ stappare. 9 Prosciogliere. ~ scagionare. 
v. intr. pron. 1 Diventare libero; svincolarsi. ~ sbrogliarsi. <> impegnarsi. : :i liber˛ dagli impegni del pomeriggio. 2 Togliersi di torno. ~ sbarazzarsi. 3 Sfogarsi. ~ esprimersi 
v. rifl. Rendersi libero. ~ districarsi. 
  v. tr. 1 (mettere in libertà) to release. 2 (anche fig.) to free. 3 (liberare il passaggio) to clear. 4 (popolo) to liberate. 
  lat. liberare, deriv. da liber libero. 

\liberatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che o chi è libero. ~ salvatore. <> oppressore. 
  agg. liberating. sm. liberator. 

\liberatòrio, agg. Che libera da una obbligazione. ~ liberatore. <> coercitivo. 

\liberazióne, sf. 1 Atto, effetto del liberare. 2 Sollievo da uno stato di oppressione. ~ emancipazione. <> sottomissione. 3 Rilascio. ~ scarcerazione. <> arresto. 4 Conforto. ~ sollievo. <> oppressione. 
  sf. release, liberation, freeing. 
  lat. liberatio,-onis. 
In diritto è l'ordinanza conseguente alla cessazione dello stato di custodia. È l'autorità giudiziaria che ha il compito di ordinare la liberazione ove non sussistano divieti particolari. Sono motivi che consentono la liberazione, l'aver scontato la pena, la mancanza o incompletezza di indizi, l'illegittimità del mandato di cattura o il decorso del termine di carcerazione cautelare. 
Liberazione condizionale 
Possibilità che il condannato ha di essere rimesso in libertà nel caso abbia dimostrato segnali di ravvedimento e abbia scontato almeno trenta mesi (o comunque metà della pena) e non gli manchino più di cinque anni. 

\libèrcolo, sm. Libro di poco conto. ~ libello. 

\Libere donne di Magliano, Le Romanzo di M. Tobino (1953). 

\Lìberi Comune in provincia di Caserta (1.395 ab., CAP 81040, TEL. 0823). 

\Libèria Repubblica dell'Africa occidentale, confina a nord-ovest con la Sierra Leone, a nord con la Guinea, a est con la Costa d'Avorio e si affaccia a sud-ovest sull'oceano Atlantico. 
La costa è prevalentemente bassa e pianeggiante, per lunghi tratti orlata di lagune. Verso l'interno si estende una fascia pianeggiante, più ampia a nord-ovest, che si eleva verso l'interno (fino a culminare nel monte Nimba con i suoi 1.850 m, al confine tra Guinea e Costa d'Avorio) con una serie di ripiani tabulari solcati dalle valli dei fiumi, pressoché parallele tra loro; vi scorrono i fiumi Mano, Lofa, St. Paul, St. John, Cestos e Chavally che segna il confine con la Costa d'Avorio. 
Il clima è di tipo equatoriale, caldo e umido, con abbondanti piogge nelle stagione estiva. 
La capitale è Monrovia, unica città e principale sbocco marittimo del paese. Si hanno per il resto solo modesti centri di mercato e scali marittimi di minore importanza, come Harper e Buchanan. 
L'economia della Liberia rimane caratterizzata da una notevolissima dipendenza dall'estero; sono infatti prevalentemente compagnie straniere a possedere le maggiori ricchezze nazionali (caucciù e minerale di ferro in particolare). 
L'agricoltura, pur praticata dal 70% della popolazione, rimane tuttavia prettamente di sostentamento, con produttività estremamente bassa. L'alimentazione locale si basa in prevalenza sul riso e sulla manioca; importanti sono inoltre banane, patate e agrumi. 
Tra le colture commerciali, destinate all'esportazione, si producono caffè, cacao, alcune oleaginose (arachidi e palma da olio), la palma da cocco, la canna da zucchero. 
Una notevole risorsa di cui dispone il paese è la foresta, che offre legnami ed essenze pregiate; ma più che la produzione del legno, è rilevante quella del caucciù, di cui la Liberia è il massimo produttore africano. 
L'allevamento è poco praticato, in parte perché le condizioni climatiche non sono favorevoli; si allevano con una certa diffusione soltanto volatili da cortile. 
Anche la pesca ha un'importanza secondaria. 
Le risorse minerarie sono piuttosto ricche, in particolare di minerali di ferro. Minore rilevanza hanno la produzione di oro e di diamanti, scarsi i minerali energetici, e la produzione di energia è quasi per due terzi ottenuta dal petrolio di importazione. 
Il settore industriale ripropone anch'esso la frattura tra capitale straniero e risorse locali. 
I maggiori impianti infatti sono stabilimenti della lavorazione del caucciù, una raffineria di petrolio e un cementificio, tutti di capitale straniero. L'industria locale è legata alla trasformazione dei prodotti agricoli (oleifici, birrifici, zuccherifici, conservifici ecc.); ci sono inoltre uno stabilimento per la lavorazione del legno e uno per materiale da costruzione. 
Nel 1990 con l'assassinio del presidente Doe è iniziata una sanguinosa guerra civile, interrotta solo da fragili tregue. Nell'aprile 1996 le lotte sono riprese e gran parte degli stranieri hanno abbandonato il paese. 
STORIA La regione viene occupata nei secoli XV-XVIII da popolazioni di lingua mandingo e kwa. Il litorale, scoperto dai portoghesi, è frequentato da mercanti europei. Nel 1822 la Società americana di colonizzazione, fondata nel 1816, comincia a insediare nell'area schiavi neri liberati, malgrado le ostilità degli autoctoni. Nel 1847 viene proclamata la Repubblica di Liberia indipendente; la capitale viene denominata Monrovia in onore del presidente Monroe. 
Tra il 1885 e il 1910 vengono fissate definitivamente le frontiere del paese con accordi tra la Gran Bretagna e la Francia. Nel 1926 hanno inizio le grandi concessioni alle imprese americane. Dal 1943 al 1971 è presidente della repubblica William Tubman. Nel 1980 un colpo di stato militare rovescia il presidente Tolbert (alla guida dello stato dal 1971) e porta al potere il sergente Samuel K. Doe. Nel 1984 viene approvata tramite referendum una costituzione che prevede il ritorno a un regime civile. Ma Doe mantiene una politica autoritaria. 
Nel 1990 l'espandersi della guerriglia condotta in particolare da Charles Taylor, sfocia nelle guerra civile (Doe viene ucciso nel corso di violenti combattimenti). L'anno successivo una forza di interposizione africana viene dispiegata nel paese. Nel 1993, nonostante la conclusione di vari accordi di pace e la creazione di istituzioni di transizione, continuano i combattimenti tra le fazioni rivali. 
Abitanti-2.760.000 
Superficie-111.369 km2 
Densità-24,8 ab./km2 
Capitale-Monrovia 
Governo-Regime di transizione 
Moneta-Dollaro liberiano 
Lingua-Inglese, creolo-inglese e lingue sudanesi 
Religione-Cristiana, animista e musulmana 

\liberiàno, agg. e sm. agg. Relativo alla Liberia. 
sm. Nativo o abitante della Liberia. 

\liberìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) agg. Relativo al liberismo. 
sm. e sf. Chi sostiene il liberismo. ~ liberoscambista. <> protezionista. 

\liberìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al liberismo. 

\lìbero, agg. e sm. agg. 1 Che può pensare e agire secondo il proprio arbitrio e la propria volontà; indipendente. ~ autosufficiente. <> sottomesso. 2 Che non è soggetto alle costrizioni e imposizioni di una autorità esterna. ~ emancipato. <> schiavo. si sentiva finalmente un libero cittadino. 3 Non soggetto a vincoli, impegni. ~ esente. <> vincolato. quel pomeriggio libero l'avrebbe dedicato al suo hobby. 4 Non occupato. ~ disponibile. <> indaffarato. il parcheggio era libero. 5 Sciolto. ~ mobile. <> legato. 6 Licenzioso, audace, disinibito. ~ sconveniente. <> educato. 7 Vacante. ~ vuoto. <> occupato. 8 Permesso. ~ consentito. <> vietato. 9 Gratuito. <> a pagamento. 
sm. Nel calcio, battitore libero. 
  agg. 1 free. 2 (strada sgombra) clear. 3 (taxi) for hire. 4 (vacante) vacant. 5 (vuoto) empty. 6 (libero arbitrio) free will. 7 (libero professionista) self-employed professional person. 
  lat. liber,-era,-erum
Libera chiesa in libero stato. Frase pronunciata da Cavour mentre stava morendo. 

\Lìbero Personaggio mitologico, dio italico identificazione di Dioniso. Era protettore della fertilità della Terra e del vino. 

\liberoscambìsmo, sm. Dottrina che propugna il libero scambio. ~ liberismo. <> protezionismo. 

\liberoscambìsta, agg., sm. e sf. Che, chi sostiene il liberoscambismo. 

\libertà, sf. 1 Stato, condizione di chi o di ciò che è libero. ~ autonomia. <> soggezione. 2 Potere, diritto che un'autorità riconosce a una persona. ~ indipendenza. <> dipendenza. 3 Arbitrio, scelta. ~ facoltà. <> divieto. 4 Al plurale, detto o atto troppo ardito. ~ licenza. <> riguardo. 
  sf. 1 freedom, liberty. 2 (tempo libero) free time. 3 (indipendenza) independence. 4 (libertà provvisoria) bail, released without bail. 
  lat. libertas,-atis. 
Si chiamano diritti di libertÓ civile alcuni diritti pubblici soggettivi (diritto di libertà personale, di corrispondenza, religiosa, di stampa, sindacale, per citarne alcuni) che costituiscono diritti all'indipendenza dell'individuo da un'autorità superiore (in genere rappresentata dallo stato). 
LibertÓ contrattuale 
In campo civile, principio per cui due parti possono liberamente stipulare un contratto rimanendo nei limiti disciplinati dalla legge. 
LibertÓ politica e sociale 
Nel linguaggio politico, il termine libertà indica la situazione in cui una determinata azione può essere compiuta in quanto nessuna legge o norma morale la vieta espressamente oppure può non essere compiuta perché nessuna legge o norma morale la prescrive. Tale situazione può riguardare un individuo o un gruppo oppure uno stato rispetto agli altri stati. Nel corso della storia, si riscontrano varie forme di libertà e perciò differenti significati del termine. La libertà può essere negativa se corrisponde all'eliminazione di un divieto precedentemente esistente; per libertà positiva, si intende la possibilità di agire in base alle proprie determinazioni. Sul piano politico le due libertà ispirano due concezioni: il liberalismo tende a limitare l'intervento dello stato sulla vita dei cittadini e quindi a ridurre i divieti e le prescrizioni; la democrazia tende a richiedere la partecipazione attiva dei cittadini alle decisioni che li riguardano e quindi alla fissazione di regole per la vita politica e sociale. La riflessione contemporanea considera la libertà negativa e la libertà positiva strettamente connesse: senza libertÓ civili, come per esempio di stampa e di opinione, la partecipazione dei cittadini al potere politico è un inganno, ma senza partecipazione al potere politico, le libertà civili hanno scarse possibilità di durare. 
LibertÓ provvisoria 
In campo penale è definita come la condizione in cui viene a trovarsi un accusato di reati diversi dall'eversione (e che non prevedano la pena dell'ergastolo) che è stato scarcerato mentre era sottoposto a custodia cautelare, a patto di tenersi a disposizione dell'autorità giudiziaria. Nel nuovo codice di procedura penale viene rinominata come rimessione in libertÓ. La libertà provvisoria non può essere concessa se esiste la possibilità di inquinamento delle prove o reiterazione del reato. Le decisioni di concedere o negare la libertà provvisoria possono essere appellate, rispettivamente, dal pubblico ministero o dall'imputato stesso e spetta al tribunale del capoluogo di provincia competente per giurisdizione territoriale (tribunale della libertÓ) decidere sulla legittimità dell'appello. L'impugnazione del provvedimento di concessione della libertà provvisoria da parte del pubblico ministero non ne sospende l'esecuzione. Nel caso non venisse pronunciata alcuna sentenza o alcun rinvio a giudizio, l'imputato deve essere rimesso in libertÓ per decorrenza dei termini; il tempo che deve intercorrere è commisurato alla gravità del reato presunto. Se si ritiene di poter agevolare il reinserimento nella vita sociale di una persona condannata a una reclusione inferiore ai tre mesi, è possibile applicare la cosiddetta libertÓ vigilata o controllata, una manovra di sicurezza non detentiva che non può avere durata inferiore al doppio della pena detentiva sostituita e che obbliga l'individuo a sottostare a impegni ben precisi: trovare un lavoro fisso, non frequentare pregiudicati e dormire al proprio domicilio; la pubblica sicurezza si premunirà di far rispettare tali condizioni. 
Problema della libertÓ 
Il problema della libertà è presente nella riflessione filosofica fin dai tempi più antichi. Con il cristianesimo il discorso si incentrerà sul libero arbitrio, mentre il determinismo oppone al concetto di libertà quello di necessità. I pensatori che si sono occupati della questione sono stati numerosi. Tra gli altri, hanno preso posizione a favore dell'esistenza della libertà umana e del libero arbitrio: Sant'Agostino (De libero arbitrio, 389-395), G. Scoto Euriugena (De praedestinatione, 851), San Tommaso d'Aquino (Summa theologiae, 1269), Pico della Mirandola (De dignitate hominis, 1486), Erasmo da Rotterdam (De libero arbitrio, 1525), Cartesio (Le passioni dell'anima, 1649), I. Kant (Critica della ragione pratica, 1787). Sul fronte della negazione del libero arbitrio, sono da ricordare T. Hobbes, J. Locke, C. Darwin, L. A. White. 

\Libertà, stàtua délla Statua bronzea, opera di F. A. Bartholdi, donata dalla Francia agli Stati Uniti. Nel 1886 venne posta all'entrata del porto di New York. È alta 466 m e poggia su di un piedistallo di 45 m. 

\Libertad (El Salvador), La Dipartimento (522.000 ab.) dell'El Salvador, sull'oceano Pacifico. Capoluogo Nueva San Salvador o Santa Tecla. 

\Libertad (Per˙), La Dipartimento (1.280.000 ab.) del Per˙ nordoccidentale. Capoluogo Trujillo. 

\Libertador General Bernardo, O'Higgins Regione VI (688.000 ab.) del Cile centrale, confinante con l'Argentina. Capoluogo Rancagua. 

\libertàrio, agg. e sm. 1 Anarchico. 2 Aperto. ~ garantista. <> conservatore. 

\liberticìda, agg. e sm. Che, chi sopprime la libertà. 

\liberticìdio, sm. Soppressione. 

\libertinàggio, sm. 1 Sregolatezza, dissolutezza. ~ sfrenatezza. <> costumatezza, morigeratezza, sobrietà. 2 Assoluta indipendenza di idee. 3 Modo di agire e di pensare proprio del libertini del XVII sec. 

\Libertinaggio Opera di poesia di M. Bandeira (1930). 

\libertinìsmo, sm. Corrente di pensiero filosofico e politico, contraria al dogmatismo religioso e alla costrizione moralistica come distruttori della libertà umana, sviluppatasi in Francia intorno al XVII sec. 

\libertìno, agg. e sm. agg. 1 Relativo alla condizione del liberto e dei suoi discendenti, nell'antica Roma. 2 Proprio del libertinismo del XVII sec. 3 Gaudente, licenzioso, sregolato. ~ dissoluto. <> costumato. 
sm. 1 Nell'antica Roma, schiavo liberato nelle forme previste dal diritto civile e ogni suo discendente. 2 Chi, in materia religiosa, si è affrancato da condotta o regole considerate universalmente obbligatorie. 3 Persona dai modi di vita sregolati o spregiudicati. ~ immorale, licenzioso. <> morale, virtuoso. 
Insieme di movimenti cristiani sorti nel XIII sec. che pretendevano di interpretare liberamente le Sacre Scritture; ispirati da un vago razionalismo applicato al campo morale, pur non negando i dogmi fondamentali della chiesa, vennero perseguitati come eretici per il loro rifiuto all'autorità. Il successivo movimento del libertinismo si diffuse in Francia e in Italia intorno al XVII sec. ed ebbe tra i suoi più famosi rappresentanti P. Gassendi e G. Naudé. 

\libèrto, sm. Nell'antica Roma era lo schiavo liberato o dal padrone stesso o da una sentenza di un magistrato. Dopo la liberazione acquisiva la cittadinanza romana, il prenome e il nome del suo padrone; gli era comunque preclusa ogni attività politica e rimaneva legato al padrone al quale doveva rendere alcuni servigi. Solo con l'avvento di Claudio la classe dei liberti assurse a far parte degli ordini equestri che di fatto permise loro di controllare l'amministrazione imperiale. 

\Liberty, agg. e sm. agg. Floreale. 
sm. Stile sorto agli inizi del XX sec. in Europa e negli Stati Uniti con particolare riguardo all'architettura. ~ stile floreale. 
  agg. e sm. Art Nouveau. 
Prese il nome dai magazzini londinesi di A. Lesenby Liberty specializzati nella vendita di prodotti dell'artigianato inglese di alto livello, di gusto floreale. In ogni nazione prese nomi differenti; in Italia fu detto stile floreale per la particolare ripetitività di elementi vegetali nelle decorazioni, in Francia, Belgio e Olanda Art nouveau, in Inghilterra Modern style, in Austria Sezessionstil, in Germania Jugendstil, in Spagna modernismo. Tra i maggiori esponenti si ricordano A. Gaudí, G. Sommaruga, R. D'Aronco, G. Klimt, E. Schiele, J. M. Olbrich, A. Loos, H. Van de Velde e O. Wagner. Legati allo sviluppo tecnologico e alla volontà di ornare i prodotti industriali, questi movimenti si presentano essenzialmente come tendenze di gusto decorativo, basate su motivi floreali e arabeschi, sulla stilizzazione delle forme e sull'enfatizzazione delle linee curve. Essi cercano un'arte che dia forma alle cose della vita quotidiana (oggetti di arredamento, mobili, lampade, utensili ecc). In Italia, considerata la situazione storico-sociale, lo stile floreale non ha lasciato che tracce superficiali. 

\Lìbia Stato dell'Africa settentrionale; si affaccia a nord sul mar Mediterraneo e confina a nord-ovest con la Tunisia, a ovest con l'Algeria, a sud con il Niger e il Ciad, e sud-est col Sudan e a est con l'Egitto. 
La costa è bassa e pianeggiante, spalleggiata da una fascia piuttosto stretta, in particolare nella zona nordoccidentale della Tripolitania dove si estende un'ampia zona di alte terre, dal profilo più mosso, con pendii anche ripidi; tali rilievi diventano di minore elevazione e disposti ad ampie terrazze nella Sirtica e in Cirenaica. 
Nell'interno, a ovest, si estende un ampio tavolato che culmina nel monte Tassili-n-Ajjer e nel monte Tibesti nella parte orientale del paese; alla zona elevata della penisola Cirenaica (Gebel el Achdar, 875 m) segue l'ampio bassopiano di Calanscio che a sua volta si innalza in un tavolato orlato a sud e a est da una serie di rilievi (elevazione massima 1.500 m); la parte sudorientale del paese è infine occupata dal deserto libico, monotonamente piatto, salvo la presenza di alcune oasi (Cufra, Gialo, Giarabub). 
Il clima sulla costa è spiccatamente mediterraneo, con inverni miti, estati calde e maggiore piovosità nei mesi invernali. Man mano si procede verso l'interno diminuisce la piovosità fino quasi a scomparire. 
I fiumi, limitati alla fascia costiera, sono brevissimi e di scarsa portata; gli uidian dell'interno spesso rimangono asciutti per anni. 
È sulla costa che sorgono le città, Tripoli, la capitale, Homs, Misurata, Tobruk, Sirte, Agedabia, Bengasi e Derna. 
La principale fonte di ricchezza del paese è il petrolio, scoperto a metà degli anni '50 e sfruttato ampiamente dall'inizio degli anni '60, che fa della Libia il paese con il reddito pro capite più alto di tutto il continente. 
L'agricoltura è confinata a un'esigua fascia costiera. 
Si producono cereali, in particolare frumento e orzo, prodotti orticoli, pomodori, cipolle e patate. Tipica dell'oasi è la palma da dattero; sono inoltre coltivati il tabacco e gli agrumi; caratteristica la produzione di henna, utilizzata per le tinture. 
Diffuse la coltivazione dell'ulivo e della vite, delle arachidi e del ricino. 
L'allevamento ha un'antica tradizione, basata sul pascolo nomadico di ovini e caprini; nei centri costieri discreto è l'allevamento di bovini. Si allevano inoltre cammelli, cavalli e asini, impiegati come animali da lavoro. Diffusi i volatili da cortile. 
La pesca non ha particolare rilevanza; sulla costa della Cirenaica discreta è la raccolta delle spugne. 
A prescindere dal petrolio, di qualità piuttosto pregiata e presente in quantità ingenti, la Libia non dispone di risorse minerarie rilevanti, salvo sale, gesso e carbonato sodico. 
Le attività industriali sono rilevanti nel settore petrolchimico, numerose sono infatti le raffinerie e gli impianti di liquefazione del gas naturale. Per il resto si tratta prevalentemente di piccole e medie aziende, tipicamente dedite alla trasformazione dei prodotti agricoli, manifatture di tabacco, concerie, stabilimenti tessili, fabbriche di tappeti e cementifici. 
STORIA Nel XIII sec. a. C. gli abitanti della regione, chiamati libici dai Greci, partecipano alle invasioni dell'Egitto da parte dei popoli del mare. Nel VII sec. a. C. i greci fondano in Cirenaica le cinque colonie della Pentapoli. Nel V sec. a. C. Cartagine domina i territori occupati dai Fenici in Tripolitania. Nel secolo successivo la Cirenaica è annessa all'Egitto. Tra il 106 a. C. e il 19 d. C. il paese è conquistato da Roma. Nel III sec. la romanizzazione è al suo apogeo. 
Negli anni 642-643 inizia la conquista araba. Dal VII al XVI sec. il paese è sottomesso agli Omayyadi, agli Abbasidi e quindi a varie dinastie maghrebine o egiziane. Nel 1510 gli spagnoli occupano Tripoli. Nel 1517 gli ottomani conquistano la Cirenaica e successivamente si impadroniscono anche della Tripolitania. 
Tra il 1911 e il 1912 l'Italia conquista il paese, al quale gli ottomani devono rinunciare (pace di Ouchy). Negli anni successivi si sviluppa in Cirenaica la resistenza armata alla conquista degli italiani. Nel 1934 viene creata la colonia italiana di Libia. Durante la seconda guerra mondiale, la campagna di Libia oppone le forze italo-tedesche (in particolare l'Afrikakorps di Rommel) alle truppe britanniche, aiutate da rinforzi alleati, tra i quali i francesi. Alla fine della guerra, la Francia amministra il Fezzan e la Gran Bretagna la Tripolitania e la Cirenaica. Nel 1951 i tre territori sono uniti in uno stato federale indipendente di cui viene eletto re Idris I (1951-1969). 
Nel 1961 ha inizio lo sfruttamento del petrolio. Due anni più tardi l'organizzazione federale è abolita. Nel 1969 il colpo di stato degli ufficiali liberi fa diventare padrone del paese Gheddafi che nazionalizza le compagnie petrolifere. Nel 1973 Gheddafi lancia la rivoluzione culturale islamica. Negli anni successivi la Libia intensifica il proprio intervento nel Ciad. Nel 1986 il suo sostegno alle organizzazioni terroriste internazionali la costringe a subire bombardamenti di rappresaglia americani. L'anno dopo subisce una sconfitta militare nel Ciad. Qualche anno dopo ristabilisce le relazioni diplomatiche con il Ciad. 
Nel 1992 il Consiglio di Sicurezza dell'ONU decreta un embargo aereo e militare (rafforzato nel 1993) contro la Libia davanti al rifiuto del governo libico di collaborare alle inchieste su attentati terroristici. 
Abitanti-5.407.000 
Superficie-1.759.540 km2 
Densità-3 ab./km2 
Capitale-Tripoli 
Governo-Repubblica socialista popolare 
Moneta-Dinaro libico 
Lingua-Arabo, diffuso il berbero 
Religione-Musulmana sannita 

\lìbico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Della Libia. 
sm. Abitante o nativo della Libia. 
  agg. e sm. Libyan. 

\Lìbico, desèrto Regione desertica dell'Africa nordorientale, costituente la parte orientale del Sahara. 

\libìdico, agg. (pl. m.-ci) Della libido. 

\libìdine, sf. 1 Voglia smoderata di piaceri sessuali. ~ lussuria. <> continenza. 2 Irrequieto e smodato desiderio di qualcosa. ~ brama. 3 Piacere. ~ soddisfazione. 
  sf. lust. 
  lat. libido,-inis, deriv. da libere piacere. 

\libidinosaménte, avv. In modo libidinoso; lussuriosamente, impudicamente, dissolutamente. ~ voluttuosamente. 

\libidinóso, agg. Lussurioso, voglioso, voluttuoso. ~ lascivo. <> morigerato. 

\libìdo, sf. invar. Termine di origine latina che letteralmente significa desiderio. In psicologia assume particolare risalto nell'opera di S. Freud che lo identificò con l'energia psichica alimentata dalle pulsioni sessuali; più tardi Jung preferì assegnarle il significato di pulsione generica, senza una specifica determinazione. 

\lìbito, sm. 1 Ciò che fa piacere o capriccio. 2 Nella locuzione a libito, italianizzazione delle latina ad libitum, a piacere. 

\libocédro, sm. Gimnosperma (Libocedrus decurrens) della famiglia delle Cupressacee e della classe delle Conifere. Raggiunge i 45 m di altezza e vive fino a 1.800 m di quota. 

\libràio, sm. Venditore di libri. 
  sm. bookseller. 
  lat. librarius. 

\libràre, v. v. tr. 1 Pesare. 2 Giudicare. ~ valutare. 
v. intr. pron. Tenersi sospeso o in equilibrio; levarsi, erigersi. ~ innalzarsi 
  v. intr. pron. to hover. 
  lat. librare, deriv. da libra bilancia. 

\libràrio, agg. e sm. agg. Relativo al libro. 
sm. Nella legione romana, chi teneva la contabilità dei soldati. 
  agg. book. 

\libràto, agg. 1 Giudicato. 2 Tenuto sospeso. 

\librazióne, sf. Fenomeno astronomico, per effetto del quale circa il 60 % del suolo lunare risulta essere osservabile da un osservatore terrestre; questo a causa della combinazione dei moti della Terra e della Luna. 
Librazione fisica 
Fenomeno relativo al moto rotatorio della Luna; in questo caso, oscillando intorno al proprio baricentro, a causa di un'anomala distribuzione della massa, consente la visione di una parte di faccia nascosta. 
Librazione in latitudine 
Fenomeno grazie al quale si può vedere una parte della faccia nascosta della Luna, grazie al fatto che l'orbita lunare ha inclinazione variabile sull'eclittica. 
Librazione in longitudine 
Fenomeno che consente di vedere una parte della faccia nascosta della Luna grazie alla non uniformità del moto lunare in longitudine. 

\librerìa, sf. 1 Negozio di libri. 2 Raccolta di libri. ~ biblioteca. 3 Luogo o mobile in cui vengono raccolti i libri. ~ scaffale. 4 In informatica designa l'insieme di funzioni e procedure raccolte per essere utilizzate di frequente. 
  sf. 1 bookshop. 2 (mobile) bookcase. 3 (stanza) library. 

\librescaménte, avv. In modo libresco. 

\librésco, agg. (pl. m.-chi) 1 Che deriva dai libri e non dalla viva esperienza; scolastico, superficiale. ~ teorico. <> pratico, reale. 2 Pedante. ~ noioso. 

\librettìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Autore dei versi di una opera musicale. 

\librettìstica, sf. Genere letterario concernente i libri delle opere musicali. 

\librettìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo ai libretti d'opera. 

\librétto, sm. 1 Opuscolo. ~ fascicoletto. 2 Taccuino per appuntamenti; blocchetto, taccuino. ~ carnet. 3 In campo bancario è un diario dove sono annotate le operazioni di versamento e prelievo (libretto di conto corrente, libretto di risparmio). 4 Nel campo musicale rappresenta il testo letterario di una qualsiasi opera (oratorio, cantata o lirica). 
  sm. 1 booklet, small book. 2 (taccuino) notebook. 3 (di assegni) chequebook. 4 (mus.) libretto. 5 (aut., di circolazione) logbook. 6 (di risparmio) savings bank-book. 
Libretto di lavoro 
Documento obbligatorio rilasciato dal comune di residenza di cui ogni lavoratore dipendente deve essere provvisto; è infatti necessario per l'iscrizione nelle liste dell'ufficio di collocamento. Al momento della risoluzione del rapporto il datore di lavoro, che lo aveva in consegna, lo restituisce al lavoratore. 

\Libreville Città (352.000 ab.) del Gabon, sull'estuario del fiume Gabon. Capitale dello stato. Porto commerciale e industriale (prodotti alimentari, tessili, meccanici e del legno). Sede di un aeroporto. Fu fondata nel 1849. 

\Librìzzi Comune in provincia di Messina (2.161 ab., CAP 98064, TEL. 0941). 

\lìbro, sm. 1 Insieme dei fogli scritti cuciti insieme e rilegati in una copertina. ~ testo, opera, edizione, lavoro, volume. 2 Ciascuna delle parti in cui è divisa un'opera letteraria. ~ tomo. 3 Registro. 
  sm. 1 book. 2 (libro di cassa) cash book. 3 (libro paga) payroll. 
  lat. liber,-bri. 
Per risalire alle origini del libro, occorre andare indietro nel tempo di circa 5.000 anni. È in Oriente che il libro fa la sua prima comparsa su argilla, legno, papiro e pergamena. Nel primo medioevo (XII sec.) fiorisce un'intensa attività editoriale portata avanti dagli amanuensi. L'introduzione della carta permette la sostituzione delle pergamene il cui costo era sempre più alto. La vera rivoluzione in questo ambito fu portata dalla stampa attorno al 1450. Ancora oggi grazie ai continui progressi forniti dalla fotocomposizione, dalla lettura ottica e dall'impressione contemporanea di più colori, è il mezzo più utilizzato per ogni tipo di divulgazione scientifica e di informazione. 
Libri contabili 
Libri che l'impresa deve tenere in aggiunta a quelli già obbligatori per la corretta gestione della contabilità; tassativi sono il libro giornale e il libro degli inventari
Libro d'ore 
Testi di devozione per i laici in uso in Francia, in Italia e nelle Fiandre tra il XIII e XVI sec., comprendenti brani evangelici, litanie, salmi e gli uffici della Vergine e dei defunti. Preziose testimonianze dell'arte della miniatura, i più famosi sono le Horae di Lorenzo il Magnifico e di Bona Sforza. 

\Libro degli esercizi spirituali Trattato di religione di Sant'Ignazio di Loyola (1548). 

\Libro degli schizzi, Il Racconto di W. Irving (1819-1820). 

\Libro dei canti, Il Opera di poesia di H. Heine (1827). 

\Libro dei cento capitoli, Il => "Stoglav" 

\Libro dei morti Raccolta di formule magiche e religiose di origine egizia (dal XVI sec. a. C.). 
Libro dei morti 
Opera di religione di anonimo (VIII sec.). 

\Libro dei nonsense, Il Opera di poesia di E. Lear (1846, 1861-1863). 

\Libro dei Re Opera di poesia di Firdusi (X-XI sec.). 

\Libro del buon amore Opera di poesia di J. Ruiz (ca. 1330-1343). 

\Libro del Cortegiano Trattato di B. Castiglione (1528). 

\Libro del forestiero, Il Opera di poesia di L. De Libero (1930-1942). 

\Libro del guanciale, Il Prosa di Sei Shonagon (994-1021 ca.). 

\Libro della collana Opera di poesia di M. Ibn Ezra (XII sec.). 

\Libro della consolazione divina, Il Opera mistica di Meister Eckhart (XIII-XIV sec.). 

\Libro della giungla, Il Romanzo di J. R. Kipling (1894). L'opera raccoglie una serie di racconti legati tra loro e ambientati in una giungla in qualche modo umanizzata e favolosa, nella quale la comunità degli animali è retta da leggi precise come una bene organizzata collettività nella quale è la legge morale a guidare i comportamenti. Il protagonista della narrazione è un ragazzo indiano, Mowgli, che si allontana dal suo villaggio e viene accolto da una famiglia di lupi. L'intelligenza del giovane e la sua abilità manuale lo fanno apprezzare dagli animali, i quali lo difendono dai pericoli della vita selvaggia. Mowgli impara la complessa Legge della giungla e a sua volta trasmette qualità umane agli animali. Palesemente racconto per bambini, Il Libro della Giungla ha trovato anche l'apprezzamento di lettori adulti, alcuni dei quali vollero vederci il tema del rapporto dell'individuo con la società o la metafora del governo coloniale inglese. Il successo si ripeté anche alla pubblicazione del Secondo libro della giungla nel 1895. 

\Libro della prigione, Il Canzoni di Charles d'Orléans (ca. 1415-1440). 

\Libro della sua vita Memorie di Santa Teresa d'Ávila (postume 1588). 

\Libro delle tre scritture Opera di poesia di Bonvesin de la Riva (ca. 1274). 

\Libro dell'Es, Il Opera di psicologia di G. Graddeck (1923). 

\Libro di Mencio => "Meng-tzu" 

\Libro di Sigüenza, Il Romanzo di G. Miró (1917). 

\Libro d'ore, Il Opera di poesia di R. M. Rilke (1899, 1905). 

\libùrna, sf. Antica popolazione illirica che viveva nelle isole Ionie e sulle coste orientali del mar Adriatico, nel quale compivano piraterie. Furono sconfitti nel 387 a. C. da Dionigi di Siracusa. In seguito entrarono nell'orbita di Roma costituendo un conventus della provincia dell'Illirico con centro a Sardona. 

\liburniàno, agg. e sm. Relativo a un piano dell'Eocene inferiore costituito da marne e ligniti che si trova nella Venezia Giulia. È ricco di fossili sia terrestri che d'acqua dolce. 

\libùrnico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al Liburniano. 

\licantropìa, sf. 1 Nelle credenze popolari, la trasformazione dell'uomo in lupo. 2 Forma di isterismo per cui il malato si crede trasformato in lupo. 

\licàntropo, sm. Chi è affetto da licantropia. ~ lupo mannaro. 

\licaóne, sm. (Lycaon pictus) Carnivoro della famiglia dei Canidi. Alto circa 75 cm, si differenzia dal lupo suo simile per la testa più tozza e il pelo più variamente macchiato. Diffuso nelle savane dell'Africa equatoriale, caccia in branco grossi Mammiferi, avvalendosi della sua abilità e resistenza nella corsa. 

\Licàta Comune in provincia di Agrigento (41.300 ab., CAP 92077, TEL. 0922). Centro agricolo e commerciale (coltivazione e mercato di foraggi, ortaggi e frutta) e industriale (prodotti alimentari, chimici, meccanici, raffinerie di zolfo e cantieri navali) alla foce del fiume Salso. Vi si trovano reperti archeologici, presso il Museo Civico, e il Castel Sant'Angelo, del XVII sec. Gli abitanti sono detti Licatesi

\Licciàna Nàrdi Comune in provincia di Massa Carrara (4.418 ab., CAP 54016, TEL. 0187). 

\lìccio, sm. Dispositivo di telaio per tessitura che alza e abbassa i fili dell'ordito per far passare la navetta. 

\licciòlo, sm. Ciascuno delle due asticciole orizzontali che sottendono e guidano le maglie del liccio. 

\liceàle, agg. e sm. agg. Di Liceo. 
sm. Alunno di liceo. 

\licèe, sf. pl. Feste dell'antica Grecia celebrate sul monte Liceo in Arcadia in onore di Zeus Licio. 
  greco lřkaia

\liceità, sf. Condizione di ciò che è lecito. ~ legittimità. <> illiceità. 

\Licènidi Famiglia di Insetti Lepidotteri eteroneuri comprendenti farfalle del gruppo dei ropaloceri. 

\licènza, sf. 1 Permesso. ~ autorizzazione. <> divieto. 2 Permesso concesso ai militari di assentarsi dal servizio per recarsi a casa. ~ congedo. 3 Atto con il quale il titolare di un brevetto o di un marchio ne consente a terzi lo sfruttamento economico. 4 Disdetta. 5 Diploma ottenuto dopo aver superato un esame che conclude un corso di studi. ~ attestato. 6 Eccessiva libertà. ~ sfrenatezza. <> castigatezza. 
  sf. 1 licence. 2 (permesso) leave, permission. 3 (edilizia) planning permission. 4 (mil.) leave. 
  lat. licentia, deriv. da licere. 

\Licènza Comune in provincia di Roma (955 ab., CAP 00026, TEL. 0774). 

\licenziaménto, sm. Atto, effetto del licenziare. ~ allontanamento. <> assunzione. 
  sm. dismissal, firing. 
Azione del datore di lavoro che unilateralmente decide di rescindere il rapporto di lavoro. Tale procedimento può essere attuato solo se esiste una giusta causa o un motivo valido. Nel primo caso si ha il cosiddetto licenziamento in tronco ove non esistano le condizioni per il proseguimento del rapporto; il secondo caso si presenta quando il lavoratore non rispetta adempimenti contrattuali o per ragioni legate all'organizzazione dell'attività produttiva; in tal caso deve essere preceduto da un adeguato periodo di preavviso. In ogni caso non può essere addebitato a motivi politici o religiosi e deve sempre essere intimato in forma scritta. Il lavoratore ha quindici giorni di tempo per richiedere i motivi che hanno portato al licenziamento e a sua volta il datore ne ha altri sette per rispondere (sempre in forma scritta). L'inosservanza di tali regole invalida completamente la procedura. 

\licenziàndo, agg. e sm. Che, chi sta per ottenere una licenza scolastica. 

\licenziàre, v. v. tr. 1 Congedare, espellere, salutare. ~ accomiatare. 2 Porre fine a un rapporto di lavoro; esonerare, sollevare. ~ dimissionare. <> assumere. si sentiva male al pensiero di dover licenziare anche uno solo dei dipendenti. 3 Pubblicare. ~ stampare. licenziare un libro alle stampe. 4 Dare la licenza. ~ diplomare, patentare. <> bocciare, respingere. lo licenziarono con il massimo dei voti
v. rifl. 1 Rinunciare a un impiego. ~ dimettersi. 2 Terminare il corso di studi. 3 Congedarsi. ~ accomiatarsi. si licenzi˛ con imbarazzo dagli ospiti. 4 Ritirarsi. 
  v. tr. 1 to dismiss, to fire. 2 (ins.) to award a certificate to. v. rifl. to resign, to hand in one's notice. 
  deriv. da licenza

\licenziatàrio, sm. Chi ha acquistato mediante contratto di licenza il diritto di sfruttare commercialmente un brevetto. 

\licenziàto, sm. 1 Chi ha subito o ha voluto la rescissione del proprio contratto di lavoro. ~ dimesso. 2 Chi ha concluso un regolare corso di studi. 

\licenziosaménte, avv. In modo licenzioso. ~ dissolutamente. 

\licenziosità, sf. Carattere di chi è licenzioso. ~ scostumatezza. <> castità, moralità. 

\licenzióso, agg. Dissoluto, depravato, volgare, sconcio, sfrenato, sregolato. ~ indecente. <> morale. 

\licèo, sm. 1 Celebre scuola di Atene, presso la quale insegnava Aristotele. 2 Scuola media superiore. 
  sm. (ins.) secondary school. 

\lìchen, sm. Gruppo di dermatosi contraddistinte da papule pruriginose accompagnate dall'ispessimento e dal disseccamento della cute. In particolare, il lichen scrofulosorum è conseguenza di un'infezione tubercolare e si localizza principalmente al tronco del soggetto colpito; il lichen simplex è invece una forma cronica che si diffonde su nuca, braccia e gambe del paziente. È abbastanza frequente anche il lichen ruber planus, che può interessare tutta la superficie cutanea, concentrandosi però sulle mucose orale e genitale. 

\lichène, sm. Organismo vegetale costituito dalla simbiosi di un fungo con un'alga unicellulare delle Cloroficee o delle Cianoficee. Grazie alla sua straordinaria capacità di sopravvivenza alle condizioni più sfavorevoli, dai ghiacci polari ai deserti sabbiosi, è l'organismo vegetale a più ampia diffusione; può vivere sui muri, sugli alberi, sulle rocce e in terra. 
Lichene delle renne 
Lichene (Cladonia rangiferina) prevalentemente terricolo. Costituisce l'alimento principale delle renne. 
Lichene d'Islanda 
Lichene (Cetraria islandica) con un tallo suffruticoso; si trova nei pascoli alpini. Viene usato come medicinale. 
Lichene geografico 
Lichene (Lecidea geographica) con un tallo crostoso di colore giallo. Si trova nelle zone di montagna. 
Lichene tipografico 
Lichene (Graphis scripta) con un tallo crostoso. Si trova su rocce e cortecce dove disegna tacche simili a caratteri tipografici. 

\lichenificazióne, sf. Ispessimento cutaneo che presenta formazione di rughe e ispessimento delle pliche cutanee. 

\lichenìna, sf. Polisaccaride ad alto peso molecolare. Presente in diversi tipi di Licheni, si può identificare con la cellulosa di riserva. 

\Lichine, David (Rostov 1910-Stati Uniti 1972) Ballerino e coreografo russo naturalizzato statunitense. Fu tra i più grandi interpreti dei Balletti Russi di Diaghilev. 

\Licht Ciclo operistico diviso nei giorni della settimana di K. Stockhausen, libretto proprio (Milano, 1996). 

\Lichtenberg, Georg Christoph (Oberramstadt, Darmstadt 1742-Gottinga 1799) Scienziato. Tra le opere Aforismi (postumo, 1902-1908). 

\Lichtenstein, Roy (New York 1923-1997) Pittore statunitense. Tra le opere Takka Takka (1962, Colonia, Museo Ludwig). 

\Lìcia Mitica e antica regione dell'Asia minore sudoccidentale situata sul mare. Abitata originariamente dai solimi e dai termili, bellicosi popoli dediti alla pirateria, passò sotto il dominio persiano nel 546 a. C. conquistata da Aspargo; riuscì comunque a mantenere una propria dinastia e una certa autonomia fino alla completa colonizzazione da parte di Alessandro Magno. Nel 169 a. C. Roma la rese indipendente e si formò così la confederazione licia che incluse ventitré città. Nel 43 a. C. Claudio la fece divenire una provincia romana. Della sua antica civiltà sono giunti a noi importanti reperti funerari ed epigrafici. 

\Licìni, Osvàldo (Monte Vidon Corrado, Ascoli Piceno 1894-1958) Pittore. Tra le opere Uccello (1936, Torino, Galleria d'Arte Moderna) e Amalasunta su fondo cinabro (1949, Parigi, Collezione privata). 

\Licìnio, Bernardìno (Poscante di Bergamo ca. 1485-Venezia ca. 1550) Pittore. Tra le opere Ottaviano Grimani, Procuratore di San Marco (1541, Vienna, Kunsthistorisches Museum). 

\Licìnio, Valèrio Liciniàno (Nuova Dacia 250 ca.-Tessalonica 325) Imperatore romano. Augusto dell'occidente dal 308, sconfisse Massimino e Massenzio con la collaborazione di Costantino. I due si incontrarono a Milano nel 313 per spartirsi l'impero, ma presto si combatterono in guerra e Licinio venne ucciso. 

\lìcio, agg. e sm. agg. Relativo alla Licia. 
sm. 1 Nativo o abitante della Licia. 2 Lingua parlata nell'antica Licia. 

\licitàre, v. intr. Offrire un prezzo all'asta. 

\licitazióne, sf. 1 Offerta di prezzo a un'asta pubblica. 2 Asta. ~ incanto. 3 Nel bridge, dichiarazione di punteggio e di seme all'apertura del gioco. 
  lat. licitatio,-onis, deriv. da licitari. 

\Lick Osservatorio astronomico fondato da James Lick nel 1874 sul monte Hamilton, in California. Vi si trova uno dei maggiori rifrattori mondiali, con una lente di 90 cm, e uno dei maggiori riflettori. 

\Licodìa Eubèa Comune in provincia di Catania (3.056 ab., CAP 95040, TEL. 0933). 

\licodónte, sm. Nome comune e genere di Rettili Squamati indomalesi della famiglia dei Colubridi, comprendente serpenti non velenosi la cui mascella è munita di due-sei denti di forma allungata. 

\licósa, sf. Genere di Aracnidi Araneidi a cui appartengono ragni corridori della famiglia dei Licosidi, tra i quali vi sono la tarantola delle Puglie e alcune specie velenose originarie del Brasile. 

\Licósa, pùnta Promontorio della Campania, sulla costa salernitana, nel mar Tirreno. Chiude a sud il golfo di Salerno. 

\Licosìdi Famiglia di Aracnidi comprendente ragni cacciatori presenti su tutti il globo. 

\Lìctidi Famiglia di Insetti Coleotteri che comprende il genere Lyctus

\Licùrgo (Atene) (Atene 390 ca.-324? a. C.) Politico e oratore ateniese. Come amministratore delle finanze della città dal 338 al 327 a. C. fece costruire molte opere pubbliche tra le quali anche il teatro di Dioniso. Si oppose ad Alessandro Magno. Scrisse quindici discorsi giudiziari tra i quali anche due arringhe in sua difesa. Sono giunti sino a noi pochi frammenti e le Contro Leocrate

\Licùrgo (Sparta) Leggendario legislatore a cui Erodoto attribuiva la creazione del sistema politico spartano e l'organizzazione dell'esercito. La datazione della sua vita è incerta: secondo alcuni sarebbe vissuto nel X o IX sec. a. C., secondo Aristotele nell'VIII sec. a. C. 

\Lìdia Antica regione dell'Asia Minore occidentale posta tra la Frigia, la Misia e la Caria. Oltre alla capitale Sardi altre città fiorenti sono Clazomene e Colofone. Conobbe il periodo di maggior prosperità intorno al XIII-VIII sec. a. C. sotto la dinastia degli Eraclidi, il cui ultimo re Candaule fu ucciso da Gige della dinastia dei Mermnadi nel 685. Sotto Creso, ultimo suo appartenente, ebbe la sua massima ampiezza, portandosi fino alle città ioniche dell'Asia e fino al fiume Halys. Dopo la sconfitta da parte di Ciro, imperatore dei Persiani nel 547 a. C., fu poi conquistata da Alessandro Magno nel 333 a. C. e passò definitivamente sotto il dominio romano nel 133 a. C., incorporata nella provincia denominata Asia

\Lidia de Malkiel, Ròsa (Buenos Aires 1910-Oakland, California 1962) Filologa argentina. Studiosa di letteratura classica greca e latina, si dedicò successivamente alla letteratura spagnola medioevale e rinascimentale. Tra le opere Introducciˇn al teatro de Sˇfocles (1944), La originalidad artistica de la Celestina (1962) ed Estudios de literatura espa˝ola y comparada (pubblicato postumo, 1965). 

\lìdio, agg. e sm. agg. 1 Relativo alla Lidia. 2 Secondo Erodoto, etrusco. 
sm. 1 Nativo o abitante della Lidia. 2 Lingua parlata nell'antica Lidia. 3 Secondo Erodoto, etrusco.4 Una dei modi classici dell'antica teoria musicale greca e uno dei loro toni di trasposizione. 

\lìdo, sm. 1 Lembo estremo di terra prospiciente il mare o un lago, su cui battono le onde. ~ sponda. 2 Ciascuno delle lingue di terra emerse parallelamente alla costa che separano tratti di mare formanti una laguna. ~ litorale. 3 Località marina attrezzata turisticamente. 4 Territorio, paese. ~ luogo. 
  sm. shore, beach. 
  lat. litus,-oris. 

\Lìdo di Òstia Frazione del comune di Roma (62.000 ab.), presso la foce del fiume Tevere. Turismo balneare. Divisa in due zone: il borgo fondato da Gregorio IV nell'830, oggi centro agricolo, e la zona archeologica, con gli scavi di Ostia antica. Collegata a Roma dalla via Ostiense, dall'autostrada, dalla ferrovia e dalla metropolitana, conserva edifici storici quali il castello del XV sec., la chiesa rinascimentale di Santa Aurea e numerosi resti e rovine di costruzioni romane: gli scavi archeologici di Ostia antica hanno portato alla luce una vasta area dell'antico centro, che per la ricca documentazione monumentale e per le numerose opere artistiche, si è rivelata una delle zone più importanti per la conoscenza del mondo romano. Di particolare interesse i sepolcreti, tra cui la grande necropoli dell'odierna Isola Sacra, con tombe di varie forme, colombari, rilievi, sarcofagi e iscrizioni. Fondata nella seconda metà del IV sec. a. C., dopo la conquista e la colonizzazione di Anzio, come base navale militare, divenne in seguito scalo commerciale e centro di raccolta del grano per l'approvvigionamento di Roma. Nel II sec. a. C. cominciò la sua decadenza, accelerata dalle devastazioni operate dalle popolazioni barbariche. 

\lie detector, loc. sost. m. invar. Macchina della verità: strumento che registra le modificazioni della pressione del sangue, del polso, del respiro e della conducibilità elettrica della cute con cui si vorrebbero "rilevare" le reazioni emotive nella formulazione delle bugie. 

\Lie, Sophus (Nordfjordeid 1842-Cristiania 1899) Matematico norvegese. Compì importanti studi sulla teoria dei gruppi di trasformazione e fece importanti applicazioni alla teoria delle equazioni differenziali. 

\Liebermann, Max (Berlino 1847-1935) Pittore tedesco. Studiò a Berlino, Weimar e Parigi. Sensibile alle condizioni del popolo, sviluppò una pittura ispirata al realismo e alla denuncia. Tra le opere Filatrici di lino (1887, Berlino, Gemäldegalerie), Ricamatrici al tombolo (Venezia, Ca' Pesaro) e Ritratto del barone Berger (1905, Amburgo, Kunsthalle). 

\Liebig, Justus von (Darmstadt 1803-Monaco 1873) Chimico tedesco. Introdusse i concimi chimici e favorì la fabbricazione degli estratti di carne, cui legò il suo nome. 

\Liebknecht, Wilhelm (Giessen 1826-Charlottenburg 1900) Politico tedesco. Nel 1864 promosse la prima Internazionale e nel 1869 fondò con A. Bebel il Partito operaio socialdemocratico. Nel 1875, al congresso di Gotha, venne fondato il Partito socialdemocratico tedesco. Ebbe un ruolo importante anche nella nascita della seconda Internazionale (1889). 

\Liechtenstein Monarchia costituzionale dell'Europa centrale, è situato sul confine tra Svizzera e Austria. 
Ha una superficie di 160 km2 e una popolazione di circa 28.000 abitanti. 
Il territorio è montuoso; raggiunge nella sua parte orientale l'altitudine di 2.500 m e digrada in direzione ovest verso la valle del Reno che segna tutto il confine svizzero e lungo il quale si apre una sia pure esigua fascia pianeggiante. 
Il clima è tipicamente alpino, con inverni rigidi ed estati fresche e ventilate, mitigato a nord dalla presenza del lago di Costanza. Il paese è frequentemente interessato dal fohn, vento asciutto proveniente dalle Alpi. 
La capitale è Vaduz, graziosa cittadina, abitata da quasi l'intera popolazione del paese; oltre alla capitale sorgono una decina di villaggi, tra cui Balzers, Schaan e Triesen. 
L'economia è molto florida. 
L'agricoltura occupa un ruolo ormai marginale nell'economia generale; si producono cereali (mais), patate e ortaggi; la presenza di estese zone a prato e pascolo hanno permesso un discreto sviluppo dell'allevamento e delle attività casearie. 
La prosperità del paese è assicurata dalle attività industriali e terziarie (commercio, attività finanziarie e bancarie, turismo) 
Sorgono in particolare industrie di meccanica di precisione e produzioni a elevato contenuto tecnologico (strumenti scientifici, apparecchiature elettroniche), oltre ad alcuni complessi alimentari, chimici, farmaceutici e alla tradizionale tessitura. 
STORIA Costituitosi dall'unione dei signori di Vaduz e di Schellenberg, il Liecthenstein diventa principato nel 1719. Viene quindi inserito nella Conferederazione del Reno (1806-1814) e quindi nella Confederazione germanica (1815-1866). Dotato di una costituzione democratica dal 1921, è legato economicamente alla Svizzera (Unione doganale e finanziaria del 1923). Il Liechtenstein è diventato membro dell'ONU nel 1990. 
Abitanti-31.000 
Superficie-157 km2 
Densità-197,4 ab./km2 
Capitale-Vaduz 
Governo-Monarchia costituzionale 
Moneta-Franco svizzero 
Lingua-Tedesco 
Religione-Cattolica 

\lied, sm. (pl. lieder) Composizione tedesca di vario genere in cui musica e poesia rivestono importanza pressoché paritetica. Diffuso sin dal primo medioevo sia in rappresentazioni polifoniche che monodiche, ha avuto l'apice del successo nel XIX sec. Il lied romantico è una raffinata composizione, spesso su testi di alto valore poetico, per voce e pianoforte o orchestra. Così, F. Schubert compose alcuni lieder su poesie di J. W. Goethe, tra i quali si ricorda il celeberrimo Der Erlk÷nig (Il re degli elfi), che, cantato nel 1821 da M. Vogl, rese l'autore popolare a Vienna. Tra i maggiori esponenti troviamo G. Mahler, F. Schubert, R. Schumann, F. Mendelssohn, H. Wolf per l'Ottocento e P. Hindemith, A. Schönberg e A. Webern per il Novecento. 

\liederìstica, sf. Genere letterario del Lieder. 

\liederìstico, agg. (pl. m.-ci) Che concerne i lieder. 

\Liedholm, Nils (Valdemarsvik 1922-Cuccaro Monferrato 2007) Calciatore e allenatore svedese. Come giocatore conquistò quattro scudetti con il Milan (1951, 1955, 1957 e 1959). È allenatore dal 1961. 

\Liègi (in francese Liège, in belga Luik) Città belga (200.000 ab.) capoluogo della provincia omonima (3.862 km2, 1.000.000 ab.) posta sul fiume Mosa. Principale centro di lingua francese. Città prevalentemente religiosa e commerciale già dal XV sec., divenne gradualmente un centro industriale grazie allo sfruttamento del carbone, del legname e dei minerali delle Ardenne. Possiede numerose industrie siderurgiche (data l'ottima disponibilità di carbone), metallurgiche (in particolare zinco), meccaniche (automobili, locomotive, biciclette), della gomma, del vetro, del cemento, chimiche, tessili, alimentari e delle armi. È sede vescovile, di un'università, di un'accademia delle belle arti e del conservatorio reale. I musei Curtius, Ansembourg e del Vetro, il palazzo comunale, il palazzo vescovile (XVI sec.) e la cattedrale di St. Paul (XIII-XIV sec.) rappresentano le opere d'arte più importanti. Nota già dal VI sec., nel 720 Sant'Umberto vi portò la sede episcopale. Diventata principato grazie alle donazioni degli imperatori francesi e sassoni, nel 972 diventa un importante centro culturale. Dal 1302 al 1500 ebbe alterne fortune, passando sotto il dominio di diversi principi e re, fino a quando, nel 1492 Massimiliano d'Austria fu costretto a riconoscere al principato diversi privilegi. Nel periodo successivo Liegi sfuggì al declino economico dei Paesi Bassi e all'inquisizione e vide la nascita di nuove industrie (armi, vetro, chiodi). Nel XVIII sec. divenne la città più importante dei Paesi Bassi; successivamente fu annessa al Belgio nel 1830. Durante la seconda guerra mondiale la città subì gravi danni. 

\Lièrna Comune in provincia di Lecco (1.668 ab., CAP 22050, TEL. 0341). 

\lietaménte, avv. In modo lieto; allegramente. ~ festosamente. 

\lièto, agg. 1 Che sente o esprime contentezza; contento, allegro. ~ felice. <> triste. era lieto di quella visita. 2 Che riempie di gioia. ~ gaio. <> mesto. 3 Di evento, fausto. ~ gioioso. <> infausto. a lieto fine, che lascia tutti contenti. 
  agg. 1 glad, happy, pleased. 2 (nelle presentazioni, molto lieto) pleased to meet you. 
  lat. laetus grasso, allegro. 

\liève, agg. 1 Che pesa quasi nulla. ~ leggero. <> pesante. 2 Che è facile. ~ agevole. <> gravoso. 3 Tenue, fievole. ~ impercettibile. <> forte. un lieve respiro si avvertiva nel buio. 4 Piccolo. ~ irrilevante. <> considerevole. quel lieve impegno non lo preoccupava
  agg. 1 slight, light. 2 (tenue) soft. 
  lat. levis

\lieveménte, avv. 1 In modo lieve. ~ leggermente, mollemente. <> pesantemente. 2 Un po'. <> molto. 

\Lievens, Jan (Leida 1607-Amsterdam 1674) Pittore olandese. Tra le opere Ritratto di Constantijn Huygens, uomo di stato e poeta (ca. 1629-1630, Amsterdam, Rijksmuseum). 

\Lièvi, Césare (Gargnano 1952-) Regista teatrale. Portò in scena testi di Trakl, Pirandello e Goethe e fu anche drammaturgo e poeta. 

\lievissimaménte, avv. Impercettibilmente. ~ insensibilmente. 

\lievità, sf. Leggerezza, delicatezza. ~ tenuità. <> pesantezza. 

\lievitàre, v. v. tr. Amalgamarsi con il lievito. 
v. intr. 1 Gonfiarsi della pasta per effetto del fermento che la rende morbida. ~ fermentare. <> diminuire. 2 Gonfiarsi e disfarsi della calce viva lasciata con poca acqua nel trogolo. ~ fermentarsi. 
  v. tr. to leaven. v. intr. to rise. 
  deriv. da lievito. 

\lievitazióne, sf. 1 Atto, effetto del lievitare. ~ fermentazione. 2 Aumento. ~ crescita. <> calo. 

\lièvito, sm. 1 Insieme di microorganismi (fermenti) che consentono la fermentazione di amido o di zuccheri, o prodotto artificiale costituito da prodotti chimici che se bagnati sviluppano anidride carbonica. 2 Impulso. ~ stimolo. 
  sm. 1 yeast. 2 (in polvere) baking powder. 3 (lievito di birra) brewer's yeast. 
  lat. volg. levitus, p.p. di levare sollevare. 
Se lo sviluppo dei microorganismi è spontaneo, il lievito viene detto naturale, se sono coltivati, artificiale; il lievito costituito da sostanze chimiche viene detto minerale. I primi due tipi di lievito sono formati principalmente da funghi Saccaromiceti e sono responsabili per esempio della lievitazione della birra, dell'orzo e del pane. I lieviti minerali sono soprattutto usati in pasticceria e per uso casalingo.

\Lièvore, Càrlo (Carré, Vicenza 1937-Torino 2002) Lanciatore del giavellotto italiano. È stato più volte campione italiano e l'unico italiano che ha conquistato il primato mondiale nella specialità (nel 1961 con 86,74 m). 

\Lifar, Serge (Kiev 1905-Losanna 1986) Ballerino e coreografo russo. Tra i favoriti di Diaghilev nei Balletti Russi, in seguito creò balletti neoclassici (Icaro, 1935). 

\LIFO In informatica è la sigla di Last-in First-out (l'ultimo che entra è il primo che esce). Si tratta di una modalità di gestione dei dati mediante la quale viene elaborato per primo l'ultimo dato introdotto. 

\liftàre, v. tr. e intr. Nel tennis, eseguire un colpo liftato. 
  inglese lift sollevare. 

\lifting, sm. invar. Eliminazione chirurgica delle rughe. ~ plastica. 
  sm. face-lift. 

\Ligabùe, Antònio (Zurigo 1899-Gualtieri, Reggio Emilia 1965) Pittore italiano. Nato in Svizzera da emigranti italiani, venne affidato all'età di nove mesi a una famiglia di Zurigo. Espulso dalla Confederazione elvetica a causa della sua instabilità mentale, fu affidato al sindaco di Gualtieri, dove vagabondò, guadagnandosi da vivere con la realizzazione di cartelloni e fondali per i circhi di provincia. Dopo il 1930 conobbe lo scultore M. Mazzacurati, che intuì le sue doti artistiche e gli insegnò le tecniche di pittura e scultura. I suoi dipinti, caratterizzati dai colori accesi, vengono attualmente considerati come i migliori esempi di arte naïf. Tra le opere, Il re della foresta (Reggio Emilia, collezione Cesare Garavelli) e Agguato nella foresta (Novara, collezione privata). 

\Ligabùe, Luciàno (Correggio 1960-) La rockstar italiana più interessante degli anni '90. Utilizzando un rock personale, imperniato di sensazioni e sentimenti popolari, è riuscito a comporre pezzi in cui la perfetta fusione fra parole e musica non penalizza la trasmissione di un messaggio di vita semplice e vero che tanto è amato dal pubblico che lo segue. Tra gli album Ligabue (1990), Lambrusco, coltelli, rose & popcorn (1991), Sopravvissuti e sopravviventi (1993), Buon compleanno Elvis (1996), Su e gi¨ dal palco (1997). 

\Ligeti, György (Dicsöszentmárton 1923-Vienna 2006) Compositore ungherese. Autore tra l'altro di Le grand Macabre (opera, 1977) e Lux aeterna (per coro a cappella, 1966). 

\light, agg. invar. Detto di prodotto alimentare a basso contenuto calorico. 

\lìgio, agg. (pl. f.-gie) 1 Nel diritto feudale, detto di vassallo legato al suo signore da fedeltà assoluta. 2 Che è strettamente legato a una persona, a interessi, a sentimenti. 3 Osservante. ~ fedele. <> avverso. 4 Attento. ~ rigoroso, scrupoloso. <> negligente. 
  agg. loyal, faithful. 
  franc. antico lige. 

\lignàggio, sm. Discendenza, casa, casata, famiglia, dinastia, progenie. ~ stirpe. 
  franc. lignage, deriv. da ligne. 

\Lignàna Comune in provincia di Vercelli (480 ab., CAP 13030, TEL. 0161). 

\Lignàno Sabbiadòro Comune in provincia di Udine (5.695 ab., CAP 33054, TEL. 0431). 

\Ligne, Charles-Joseph prìncipe di (Bruxelles 1735-Vienna 1814) Generale belga. Tipico rappresentante del cosmopolitismo del Settecento, fu consigliere a Vienna dell'imperatore Giuseppe II. Scrisse Miscellanea di scritti militari, letterari, sentimentali (1795-1811). 

\lìgneo, agg. Di legno. ~ legnoso. 
  lat. ligneus. 

\lignìcolo, agg. e sm. Di animale, che vive nel legno. 

\lignificàre, v. v. tr. Trasformare con il processo della lignificazione. 
v. intr. pron. Subire il processo di lignificazione. 
  dal lat. lignum legno +-ficare. 

\lignificazióne, sf. Modificazione per infiltrazione della lignina. 

\lignìna, sf. Insieme di sostanze chimicamente complesse che incrostano la cellulosa delle pareti cellulari. 

\lignìte, sf. Carbon fossile di formazione recente (in particolare cenozoica e più raramente mesozoica) con carbonizzazione non molto avanzata e con potere calorico non elevato. Costituito per il 70% circa da carbonio, dal 15 al 45% d'acqua e da altri componenti organici (zolfo), è considerato uno stadio intermedio tra torba e litantrace. Tra i diversi tipi si hanno la lignite xiloide o piligno (legnosa e di colore scuro), la lignite picea (nera e compatta), la lignite torbosa (con residui vegetali tenuti insieme da una pasta scura). 

\lignolìte, sf. Materiale caratterizzato da una buona elasticità e coibenza acustica che si ottiene impastando la segatura di legno con ossido e ossicloruro di magnesio. Viene utilizzato per realizzare pavimentazioni di interni. 

\Ligny Centro del Belgio situato sulla Ligne, in provincia di Namur. 
Storia 
Fu teatro della battaglia che il 16 giugno 1815 (due giorni prima di quella di Waterloo) vide Napoleone vittorioso sull'esercito prussiano comandato da Blücher. 

\Ligónchio Comune in provincia di Reggio Emilia (1.195 ab., CAP 42039, TEL. 0522). 

\Ligòrio, Pìrro (Napoli ca. 1510-Ferrara 1583) Architetto. Tra le opere la villa d'Este a Tivoli (1550-1572) e il casino di Pio IV a Roma (1559-1562). 

\Ligosùllo Comune in provincia di Udine (211 ab., CAP 33020, TEL. 0433). 

\ligroìna, sf. Miscela di idrocarburi derivati dal petrolio che bolle tra i 100 e 130°C. 

\lìgula, sf. 1 In botanica, porzione della pagina superiore di graminacee e di altre piante simili situata nel punto di passaggio dalla guaina alla lamina. 2 In zoologia, pezzo dell'apparato boccale di alcuni Insetti Imenotteri che si è formato per fusione delle due glosse. 

\Lìgure Settore del mar Mediterraneo nordoccidentale, tra le coste della Liguria, della Provenza e della Corsica. Zona di previsione meteorologica (bollettino del mare) a nord del parallelo passante per capo Corso. Vi si affacciano alcune importanti città (La Spezia, Genova, Savona e Imperia) e centri turistici e di villeggiatura (Santa Margherita L., Portofino, Rapallo, Albenga, San Remo ecc.). 

\lìgure, agg., sm. e sf. agg. Della Liguria. 
sm. e sf. Abitante, nativo della Liguria. 

\Lìgure, Appennìno Quella parte dell'Appennino settentrionale che si estende tra il colle di Cadibona e il passo della Cisa occupando parte della Liguria, del Piemonte, dell'Emilia e della Toscana e che ha il suo culmine nel monte Maggiorasca (1.800 m). 

\lìguri Antica popolazione con insediamenti sulla costa tirrenica tra Luni e Marsiglia e sui due versanti delle Alpi Occidentali. La pressione celtica ridusse il suo territorio e contribuì allo sviluppo di gruppi celto-liguri. Dopo contatti marittimi con greci ed etruschi, subì a partire dal 238 a. C. la conquista da parte di Roma che si concluse dopo ostinata resistenza solo con Augusto nel 14 a. C. 

\Lìguri, Àlpi Il tratto più orientale delle Alpi Marittime, prima sezione delle Alpi Occidentali, che si estende dal colle di Cadibona al colle di Tenda e culminante nel monte Marguareis (2.650 m), in Piemonte. 

\Ligùria Regione a statuto ordinario dell'Italia settentrionale; confina a ovest con la Francia, a nord con il Piemonte e l'Emilia, a ovest con la Toscana e si affaccia sul mar Ligure. 
La regione è costituita da una stretta fascia di terra disposta ad arco intorno al golfo di Genova. 
Il territorio è prettamente montuoso, occupato dal versante meridionale delle Alpi Marittime e dell'Appennino Ligure, e, dove lo spartiacque si colloca più vicino alla costa, include nel suo territorio anche buoni tratti del versante padano. 
L'elevazione è moderata (monte Saccarello 2.200 m) e numerosi sono i passi che agevolano le comunicazioni (colli di Nava e Cadibona, passi del Turchino e dei Giovi). 
Le coste sono per lo più alte e rocciose, articolate in particolare nella Riviera di Levante in profonde insenature (golfo di Rapallo e golfo di La Spezia), e si fanno basse e sabbiose prevalentemente in corrispondenza della foce dei fiumi (Roia, Centa, Polcevera, Entella, Magra), tutti brevi e a carattere torrentizio. 
A nord dello spartiacque, il rilievo è solcato dalle profonde valli di alcuni fiumi tributari del Po: Tanaro, Bormida di Millesimo, Bormida di Spigno, Scrivia, Trebbia e Aveto. 
Il clima è particolarmente mite in quasi tutta la regione, grazie ad alcuni fattori territoriali, quali l'esposizione a sud e l'azione protettiva dei rilievi, che riparano la costa dagli influssi continentali della pianura padana. Ne consegue che sul versante meridionale il clima è tipicamente mediterraneo, con contenute escursioni termiche, inverni miti ed estati ventilate. Caratteri più continentali assume invece l'interno, in corrispondenza della maggiore altitudine. Le precipitazioni sono più frequenti sulla Riviera di Levante. 
Il capoluogo della regione è Genova, uno dei principali porti italiani ed europei; gli altri capoluoghi di provincia sono: Imperia, La Spezia e Savona. 
La struttura del territorio e l'esiguità delle parti coltivabili hanno orientato l'agricoltura verso coltivazioni intensive e pregiate, ad alta redditività: produzioni tipiche sono frutta, ortaggi (primizie) e fiori (garofani e rose, in serra o a cielo aperto); si coltivano inoltre uva da vino (Cinque Terre) e olive. 
Importanza minore riveste la pesca, che, pur disponendo di buoni porti, non può contare che su una flotta relativamente esigua. 
Tra le attività industriali prevalgono la siderurgia, la metallurgia, la cantieristica, la petrolchimica, l'elettrotecnica e le attività di trasformazione dei prodotti agricoli (oleifici e pastifici). Il marcato processo di deindustrializzazione degli ultimi decenni ha spinto la Liguria a diventare la seconda regione dopo il Lazio per sviluppo del settore terziario, in particolare in relazione al servizio all'attività portuale, al commercio all'ingrosso e al turismo. Infatti l'attività di importazione e distribuzione in tutta Italia di materie prime e prodotti finiti costituisce il perno dell'economia ligure. 
Il turismo, favorito dalla mitezza del clima, dispone di infrastrutture moderne e adeguate. 
Abitanti-1.614.000 nel 2009
Superficie-5.416 km2 
Densità 289 ab./km2 
Capoluogo-Genova 
Province (fra parentesi il numero di abitanti del capoluogo espresso in migliaia): Genova (612 nel 2009), Imperia (39 nel 2001), La Spezia (96 nel 2009), Savona (62 nel 2007) 

\ligùstro, sm. Angiosperma (noto anche come olivella, Ligustrum vulgare) della famiglia delle Oleacee e dell'ordine delle Ligustrali. Arbusto originario dell'Europa meridionale. 

\LILA Sigla di Lega Italiana per la Lotta contro l'AIDS. 

\Lilburne, John (Greenwich 1614-Eltham 1657) Politico inglese. Animò il movimento dei levellers

\liliàle, agg. Puro e candido come un giglio. 
  lat. lilium giglio. 

\Lilibèo, càpo Promontorio della Sicilia, presso Marsala, il punto più occidentale dell'isola. 

\Lilienthal, Otto (Anklam 1848-Berlino 1896) Ingegnere tedesco. Fu tra i pionieri del volo a vela, di cui iniziò le prime escursioni nel 1891. In cinque anni collezionò più di 2.000 voli, l'ultimo dei quali gli fu fatale. Prese come esempio il volo degli uccelli, come attesta la sua opera Il volo degli uccelli come base per l'arte del volo (1889). 

\Liliflòre Ordine di piante Monocotiledoni al quale appartengono diciassette famiglie (Gigliacee, Giuncacee, Iridacee ecc.). ~ Gigliflore. 

\Liliom Commedia di F. Molnár (1909). 

\lìlla, agg. e sm. Detto di colore tra il rosa e il viola. ~ indaco. 
  agg. e sm. lilac. 

\lillà, sf. Angiosperma (noto anche come serenella, Syringa vulgaris) della famiglia delle Oleacee e dell'ordine delle Ligustrali. Arbusto con piccoli fiori di colore lilla, bianco o rosa. 

\Lìlla Città francese delle Fiandre (170.000 ab.) capoluogo del dipartimento del Nord (5.742 km2, 2.530.000 ab.) sul fiume Dezle. Confinante con il maggior bacino carbonifero francese, è un rinomato centro di tessitorie e possiede numerose industrie metalmeccaniche, chimiche, del tabacco, della birra e dei materiali da costruzione. Tra i suoi monumenti vanno ricordati il palazzo della Borsa del 1652, la cattedrale di San Maurizio del XV sec. e il Museo delle Belle Arti. Fondata intorno al 1030 dai conti di Fiandra, fu conquistata dai francesi nel 1214 e passò ai duchi di Borgogna nel 1369. Con l'abdicazione di Carlo il Temerario fu ceduta alla Spagna nel 1556, fu occupata dalla casa d'Austria e nel 1667 entrò definitivamente a far parte della Francia. 

\Lillehammer Città della Norvegia (24.200 ab.) situata sul lago Mjosa. Capoluogo della contea di Oppland, fu sede delle Olimpiadi invernali del 1994. 

\Lilli e il vagabondo Film d'animazione, americano (1955). Regia di Hamilton Luske, Clyde Geronimi e Wilfred Jackson. Produzione di Walt Disney. Titolo originale: Lady and the Tramp 

\Lillianes Comune in provincia di Aosta (456 ab., CAP 11020, TEL. 0125). 

\lilliput, agg. invar. Di oggetto, microscopico. ~ minuscolo. 

\Lilliput Paese immaginario descritto nel romanzo I viaggi di Gulliver di J. Swift. Il protagonista della storia, Gulliver, vi approda trovandovi un popolo di minuscoli individui la cui società è l'immagine, in formato ridotto, degli intrighi e delle vane convenzioni dell'Inghilterra di tempi di Swift. 

\lillipuziàno, agg. e sm. agg. Che ha una statura molto piccola. ~ minuscolo. <> enorme. 
sm. Persona di statura bassissima. ~ nano. <> gigante. 

\Lillóni, Umbèrto (Milano 1898-1980) Pittore. Tra le opere Lo specchio (1933, Milano, Galleria d'Arte Moderna). 

\Lilongwe Città del Malawi (22.000 ab.), capitale del Paese e capoluogo del distretto omonimo. Industria del tabacco, tessile, alimentare e del cemento. Mercato agricolo (mais e tabacco). 

\lim In matematica, simbolo di limite. 

\lìma, sf. 1 Utensile a mano formato da una sbarretta d'acciaio dentata per assottigliare o lisciare. ~ raspa. lima per le unghie, attrezzo più piccolo utilizzato per la cura delle unghie. 2 Lavoro di ritocco. lavoro di lima, rifinitura. 
  sf. file. 
  dal lat. lima

\Lima Capitale del Per˙ (6.415.000 ab.) e capoluogo del dipartimento omonimo. Posta a una decina di km dall'oceano Pacifico dove sorge il porto di Callao, è attraversata dal fiume Rimac. La più antica università dell'America Latina fu qui fondata nel 1551. Con il 40% del prodotto nazionale lordo del paese rappresenta il principale centro economico; importanti sono le industrie siderurgiche, conciarie, farmaceutiche, petrolchimiche, vetrarie, alimentari e del tabacco. Fondata nel 1535 dal conquistatore Pizarro con il nome di Ciudad de los Reyes, più volte devastata dai terremoti (1687, 1746 e altri) è stata sempre ricostruita cercando di mantenere il tipico stile coloniale; tra i suoi vari monumenti si ricordano la cattedrale, il palazzo dell'università, la Plaza de Armas, il santuario di Santa Rosa e il museo Nacional de Antropología y Arqueología. 

\limàccia, sf. (pl.-ce) Lumaca. 

\limàccio, sm. Mota. ~ fango. 
  lat. tardo limaceus, deriv. da limus fango. 

\limaccióso, agg. 1 Fangoso. ~ melmoso. <> puro. 2 Torbido. ~ oscuro. <> limpido. 
  agg. muddy, slimy. 

\limacèlla, sf. Conchiglia rudimentale nascosta nella massa del mantello delle lumache. 

\Limàcidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi polmonati terrestri la cui conchiglia è ridotta a una placca calcarea dorsale. 

\limacifórme, agg. Relativo ad animale o a forma larvale, che ha l'aspetto di lumaca. 

\Limacòdidi Famiglia di Insetti Lepidotteri eteroneuri che comprende farfalle cosmopolite. ~ coclidionidi. 

\Limàna Comune in provincia di Belluno (4.165 ab., CAP 32020, TEL. 0437). 

\Limantrìidi, o Limàntridi Famiglia di Insetti Lepidotteri notturni di dimensioni medio-grandi a cui appartengono alcuni generi con femmine attere. ~ liparidi. 

\limàre, v. tr. 1 Passare la lima su una superficie per levigarla. ~ raschiare. 2 Levigare, cesellare, spianare, pareggiare. ~ lisciare. 3 Consumare. ~ corrodere. 4 Correggere, perfezionare, ritoccare. ~ rifinire. 5 Assottigliare. ~ diminuire. <> aumentare. 
  v. tr. 1 to file. 2 (fig.) to polish. 
  lat. limare. 

\Limassol Città (81.000 ab.) di Cipro, capoluogo del distretto omonimo, nel golfo di Akrotiri. Centro portuale specializzato nell'esportazione di prodotti agricoli (uva, vini e olio d'oliva) e minerali (amianto, rame e cromite). Le principali industrie sono quelle alimentari, cantieristiche e del tabacco. 

\limàto, agg. Ripulito, levigato, rifinito, diminuito. ~ lisciato. 

\Limàtola Comune in provincia di Benevento (3.527 ab., CAP 82030, TEL. 0823). 

\limatóre, sm. (f.-trìce) Chi lima. 

\limatrìce, sf. Macchina usata per limare. 

\limatùra, sf. 1 Atto, effetto del limare. 2 Insieme di particelle che si staccano dall'oggetto limato. 

\Limavady Distretto (30.000 ab.) della Gran Bretagna, nell'Irlanda del Nord. 

\Limbàdi Comune in provincia di Vibo Valentia (3.627 ab., CAP 88030, TEL. 0963). 

\Limbara Gruppo montuoso granitico della Sardegna settentrionale, nella Gallura, in provincia di Sassari. 

\Limbiàte Comune in provincia di Milano (31.873 ab., CAP 20051, TEL. 02). Centro industriale (prodotti del legno, della carta, meccanici, tessili e dell'abbigliamento). Gli abitanti sono detti Limbiatesi

\lìmbo, sm. 1 Nella tradizione cattolica, soggiorno delle anime di coloro che sono morti portando la sola colpa del peccato originale. 2 Luogo, stato o ambito non esattamente definito. ~ vaghezza. 3 lembo (uso antico, sopravvissuto in anatomia). 
  sm. limbo. 
Nella teologia cattolica rappresenta il luogo in cui si trovano le anime dei bambini morti solo con il peccato originale e quindi non battezzati e quelle delle persone nate prima della venuta di Gesù, ma vissute con rettitudine. Non previsto dalle sacre scritture, che parlano solo del seno di Abramo, Sant'Agostino trattò il problema indicando appunto nel limbo il posto di riposo di tali anime. 

\Limbourg, fratelli Pol, Jehannequin e Hermant Lalouet detti i – (Nimega fine del XIV sec.-inizio del XV sec.) Miniatori fiamminghi, originari di Limbourg, cittadina belga che fu capitale dell'omonimo principato (vedi Limburgo). Tra le opere Les trŔs riches heures du duc de Berry (1404-1416, Chantilly, Musée Condé)

\limburgìte, sf. Roccia eruttiva effusiva, basica e alcalina, di colore nero, a struttura porfirica. 

\Limbùrgo Regione dell'Europa centrooccidentale suddivisa tra il Belgio e i Paesi Bassi costituendone le due omonime provincie: Limburgo olandese (con capoluogo Maastricht) e Limburgo belga (con capoluogo Hasselt). In gran parte pianeggiante è attraversato dalla Mosa e possiede grandi giacimenti di carbone. Il suo nome deriva dal castello che Walram conte di Arlon fece costruire nel 1064; passato contea nel 1082 e ducato nel 1155, con la scomparsa della famiglia nel 1283 fu ceduto nel 1288 al duca di Brabante Giovanni I. Per un breve periodo fece parte della Francia, finché nel 1815 fu annesso ai Paesi Bassi per essere definitivamente spartito nel 1830, in seguito alla rivoluzione belga e ai successivi accordi di pace, tra il Belgio e gli stessi Paesi Bassi. 

\lime termine inglese per la limetta (frutto), ormai entrato in uso anche in Italia.

\Lìmena Comune in provincia di Padova (5.983 ab., CAP 35010, TEL. 049). 

\Limentàni, Ubèrto (Milano 1913-Siresi, Bolzano 1989) Critico letterario. Nel suo lavoro si occupò della letteratura, soprattutto di quella satirica, del '600 e barocca. Tra le opere, lo studio La satira del Seicento (1961) e il testo M. Buonarroti giovane. La fiera. (1984). 

\Limerick Città (57.000 ab.) dell'Irlanda occidentale, sul fiume Shannon, nel Munster. Capoluogo della contea omonima (162.000 ab.). 

\limes Nella Roma imperiale termine indicante le costruzioni fortificate erette per segnalare il confine dell'impero. In genere erano costruiti sfruttando le barriere naturali (fiumi, gole, montagne) ed erano costantemente vigilati da truppe. All'inizio i Flavii lo pensarono come linea di attacco; con la stessa concezione proseguirono Adriano e Traiano erigendo il vallo della Britannia e il muro di Rezia. Con la crisi dell'impero passò a funzioni difensive, ma nulla poté con le calate delle orde barbariche che, a partire dal IV sec., li distrussero tutti. 

\limétta, sf. 1 Lima sottile.  2 agrume dal frutto piccolo, simile al limone, di cui esistono una varietà con il frutto dal gusto più acido, coltivata nelle regioni tropicali e da cui si etrae un olio usato come aromatizzante per saponi e cosmetici, e una col frutto dal gusto dolciastro, coltivata nell'America centrale.
  sf. nail file (1),  lime (2). 

\Limexìlidi Famiglia di Insetti Coleotteri aventi il corpo allungato, a tegumento molle e antenne brevi. 

\Limfjorden Braccio di mare della Danimarca, tra il mar del Nord e il Kattegat. 

\limìcolo, agg. Detto di animale che vive in genere in luoghi melmosi. 

\Lìmido Comàsco Comune in provincia di Como (2.045 ab., CAP 22070, TEL. 031). 

\Limìdo, Giovannìna (Milano 1851-1890) Ballerina italiana. Forte di una tecnica eccezionale, si esibì con successo nei principali teatri europei (Milano, Londra, Parigi, Pietroburgo). 

\Lìmina Comune in provincia di Messina (1.141 ab., CAP 98030, TEL. 0942). 

\liminàre, agg. 1 Appartenete alla soglia. 2 Detto di un valore limite. 

\lìmine, sm. 1 Soglia. ~ entrata. 2 Ingresso del porto. 
  lat. limen,-inis. 

\limìo, sm. 1 Il limare continuo. 2 Il rumore prodotto dal limare continuo. 

\limitàbile, agg. Che può essere limitato. 

\limitàneo, agg. Relativo ai confini, alla frontiera. 
  lat. tardo limitaneus da limes-itis confine 

\limitàre, sm. e v. sm. 1 Soglia dell'uscio. ~ ingresso. 2 Momento iniziale o finale. 3 Confine, limite. ~ estremità. <> mezzo. 
  v. tr. 1 to limit. 2 (risparmiare, restringere) to restrict. 3 (circoscrivere) to bound. 4 (circondare) to surround. 
  lat. limitaris di confine, deriv. da limes,-itis limite. 
v. tr. 1 Circoscrivere entro certi limiti; confinare. ~ delimitare. gli avevano limitato il raggio di azione. 2 Determinare, regolare, definire. ~ controllare. 3 Ridurre, contenere, arginare. ~ diminuire. <> aumentare. dovevano limitare i consumi
v. intr. pron. o rifl. Mantenersi entro limiti determinati. ~ controllarsi. <> abbandonarsi. non sapeva limitarsi nel bere
  lat. limitare, deriv. da limes,-itis limite. 

\limitataménte, avv. In modo limitato; moderatamente, modicamente, relativamente, esiguamente. ~ poco. <> illimitatamente. 

\limitatézza, sf. Pochezza. ~ ristrettezza. <> abbondanza. 

\limitatìvo, agg. 1 Che serve a limitare. ~ riduttivo. <> estensivo. 2 Limitante. ~ condizionante. 
  agg. restricting, limiting. 

\limitàto, agg. 1 Non pieno; ridotto. ~ parziale. <> pieno. 2 Che non oltrepassa certi limiti; contenuto, modesto, ristretto, breve. ~ definito. <> illimitato. le limitate richieste indussero la direzione a sospendere la fornitura del prodotto. 3 Esiguo. ~ scarso. aveva un lessico limitato. 4 Chiuso, ristretto. ~ angusto. <> ampio. 5 Misurato. ~ controllato. <> sregolato. 6 Ottuso, stupido. ~ tonto. <> sveglio. 
  agg. restricted, limited. 

\limitatóre, sm. Apparecchio per la protezione degli impianti elettrici. 
  deriv. da limitare. 

\limitazióne, sf. 1 Atto, effetto del limitare. ~ condizionamento, restrizione, blocco. 2 Condizione che limita. ~ vincolo, limite. 
  lat. limitatio,-onis. 

\lìmite, sm. 1 Confine, delimitazione. ~ margine. 2 Grado ultimo; bordo. ~ estremità. 3 Ambito ed estensione assegnati a qualcosa. ~ settore, zona. 4 Uno dei due punti dell'orbita in cui un pianeta raggiunge la sua massima distanza dall'eclittica. 5 Limitazione. ~ freno. <> crescita. 
  sm. 1 limit. 2 (confine) border. 3 (caso limite) extreme case. 4 (limite di velocità) speed limit. 
  lat. limes,-itis. 
Concetto fondamentale dell'analisi matematica su cui si basa il calcolo infinitesimale. Vediamone qualche caso particolare. 
Sia data una funzione reale F a valori reali definita in un intorno del numero p, eventualmente non definita in p. Si dice che per x tendente a p F(x) ha per limite il numero L o tende ad L, se, comunque fissi un numero positivo k, è possibile determinare un numero d tale che se x appartiene al dominio di F e dista da p meno di d allora F(x) dista da L meno di k. Si dice invece che (per x che tende a p) F tende all'infinito se, comunque fissi un numero K, è possibile determinare un numero d tale che se x appartiene al dominio di F e dista da p meno di d allora F(x) > K. Si dice che F tende a meno infinito se, comunque fissi un numero K, è possibile determinare un numero d tale che se x appartiene al dominio di F e dista da p meno di d allora F(x) < K.  

\limited, agg. invar. Locuzione inglese che viene utilizzata negli ordinamenti anglosassoni per denominare un tipo di società simile alla società anonima o per azioni e abbreviato con la sigla Ltd. 

\limìtrofo, agg. Che è vicino ai confini. ~ confinante. <> distante. 
  agg. neighbouring. 

\limìvoro, agg. e sm. Di animale acquatico che si nutre delle sostanze organiche contenute nel fango del fondo. 

\limn(o)- Primo elemento di parole composte tratto da un termine greco che significa "palude", "lago". 

\limnàdia, sf. Genere di Crostacei branchiopodi d'acqua dolce di piccole dimensioni appartenente all'ordine dei Concostraci, famiglia dei Limnadidi. 

\Limnantàcee Famiglia di piante originarie dell'America settentrionale appartenente all'ordine delle Gruinali e comprendente due soli generi e otto specie. 

\limnàntemo, sm. Genere di genzianacee a cui appartiene il Limnanthemum nymphoides, una pianta acquatica dai bellissimi fiori gialli. 

\limnèa, sf. Mollusco (noto anche come limnea stagnale, Lymnaea stagnalis) della famiglia dei Limneidi e della classe dei Gasteropodi. Lunga 6 cm circa, è dotata di conchiglia a forma di spirale e di due tentacoli. Vive in acque stagnanti. 

\Limnèidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi polmonati d'acqua dolce diffusi in tutto il globo. 

\lìmnico, o limnètico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a un lago. 
Bacino limnico 
Bacino sedimentario che si è formato in ambiente lacustre. 

\limnìgrafo, o limnògrafo, sm. Idrometrografo atto a misurare e registrare il livello delle acque di un lago. 

\limnìmetro, o limnòmetro, sm. Idrometro per la misura del livello delle acque dei laghi. 

\limnòbio, sm. Insieme degli organismi animali e vegetali che vivono nelle acque dolci. <> anobio. 

\limnobiónte, sm. Organismo vegetale o animale che vive nelle acque dolci. 

\Limnofìlidi Famiglia di Insetti tricotteri inequipalpi comprendente il limnofilo. 

\limnòfilo, sm. Genere di Insetti tricotteri, appartenente alla famiglia dei Limnofilidi, con il corpo allungato. 

\limnologìa, sf. (pl.-gìe) Studio dei laghi e degli organismi che li popolano. 

\lìmo, sm. 1 Fango. ~ fanghiglia. 2 Parte più fina del materiale disaggregato delle acque. 
  lat. limus. 

\Limoges Città francese (105.000 ab.) capoluogo del dipartimento dell'Haute-Vienne nel Limosino sulla riva del fiume Vienne. Rinomato centro per la produzione delle porcellane sin dalla loro introduzione nel 1766, basa la sua economia anche sulle più recenti industrie conciarie, calzaturiere, grafiche, tessili, alimentari e della lavorazione dello smalto. Oltre al Museo Nazionale che contiene una collezione di porcellane provenienti da tutto il mondo, presenta un imponente duomo romanico gotico (XIII-XIV sec.), le chiese di San Pietro (XIII-XVI sec.) e di San Michele (XIV-XV sec.) e il palazzo vescovile (1786) sede del museo. 

\limonàia, sf. Serra per riporvi di inverno le piante di limoni. 

\limonàta, sf. Bibita analcolica preparata con acqua e succo di limone. 
  sf. 1 lemonade. 2 (limone spremuto) lemon-squash. 

\limóne, sm. 1 Albero sempreverde (Cytrus limon) della famiglia delle Rutacee tipico delle regioni calde. 2 Frutto del limone. 
  sm. lemon. 
  arabo limun. 
Caratterizzato da foglie ovali, fiori bianchi profumati, frutti gialli con buccia rugosa ricca di oli essenziali utilizzati in profumeria e liquoreria. Il succo del frutto omonimo, ricco di acido citrico e vitamina C, è usato come astringente, antiscorbutico e dissetante. 

\Limóne Piemónte Comune in provincia di Cuneo (1.581 ab., CAP 12015, TEL. 0171). 

\Limóne sul Gàrda Comune in provincia di Brescia (989 ab., CAP 25010, TEL. 0365). 

\limonéto, sm. Terreno coltivato a limoni. 

\Limonìidi, o Limònidi Famiglia di Insetti Ditteri Nematoceri dalle zampe lunghe e a volte senza ali. ~ limnobiidi o limnobidi. 

\Limosàno Comune in provincia di Campobasso (992 ab., CAP 86022, TEL. 0874). 

\Limosìno Regione della Francia centrooccidentale, con capoluogo Limoges, che si diparte dal Massiccio Centrale e comprende i tre dipartimenti del Corrèze, della Creuse e dell'Haute-Vienne. I bacini della Loira e della Dordogna rendono il suolo particolarmente adatto allo sfruttamento dell'agricoltura e dell'allevamento. L'energia idroelettrica, le industrie metallurgiche, meccaniche, conciarie e della ceramica completano il panorama economico. Storicamente abitata dai galli lemovici, fu occupata dai romani nel 51 a. C. Alla caduta dell'impero passò prima ai visigoti e poi fece parte del ducato di Aquitania. Dopo aspre contese tra i francesi e gli inglesi, ai quali passò nel 1154, fu definitivamente ceduta alla Francia alla fine della guerra dei cent'anni nel 1607. 

\limosìno, agg. e sm. agg. Relativo a Limoges o al Limosino (Francia). 
sm. Dialetto provenzale che si parla nel Limosino. 

\limóso, agg. Che è pieno di limo. ~ limaccioso. <> secco. 
  lat. limosus. 

\limousin, agg. invar. Relativo a razze di bovini, ovini e suini allevati in Francia. 

\limousine, sf. invar. Grossa automobile chiusa a quattro porte. ~ berlina. 

\limpidaménte, avv. In modo limpido. ~ nitidamente, francamente. 

\limpidézza, sf. 1 Proprietà di ciò che è limpido; trasparenza. ~ nitidezza. 2 Onestà. ~ rettitudine. 

\limpidità, sf. Limpidezza. 

\lìmpido, agg. 1 Chiaro e trasparente. ~ terso. <> torbido. 2 Di suono, chiaro e sonoro. ~ distinto. <> roco. 3 Sereno. ~ splendente. <> coperto. 4 Comprensibile. ~ evidente. <> oscuro. 5 Aperto, franco. ~ sincero. <> ipocrita. 6 Di sguardo, sincero. ~ luminoso. <> torvo. 
  agg. limpid, clear. 
  lat. limpidus

\Limpopo Fiume dell'Africa meridionale lungo circa 1.600 km. Nasce nel Witwatersrand nella Repubblica sudafricana, delimita i confini tra Botswana e Zimbabwe, attraversa il Mozambico per sfociare nell'oceano Indiano a nord-est di Maputo. Lungo il suo percorso forma imponenti cascate, in particolare sull'altopiano rhodesiano. I suoi principali affluenti sono i fiumi Shashi, Magalakwin, Olifants, Bubye. Conosciuto anche come Crocodile river (fiume dei coccodrilli); quando Vasco de Gama lo scoprì nel 1497 lo chiamò Rio do Espiritu Santo. 

\lìmulo, sm. Nome comune e genere di merostomi xifosuri, della famiglia degli Xifosuridi, appartenente alla specie Xiphosura polyphemus che vive nella sabbia delle coste atlantiche americane. 

\LIN Sigla di Lega Italiana Naturisti. 

\Lin Piao (Huanggang 1908-Mongolia 1971) Politico e generale cinese. Fu ministro della difesa dal 1959. Durante la rivoluzione (1966-1969), fu il più stretto collaboratore di Mao Tse-tung e fu da lui designato suo successore. Morì in circostanze poco chiare. 

\Linàcee Famiglia di piante per lo più erbacee, appartenente all'ordine delle Gruinali, con foglie semplici e lineari, alterne, opposte o verticillate e fiori ermafroditi, riuniti in infiorescenze di forme differenti. 

\linaiòlo, sm. Chi lavora e vende il lino. 

\linària, sf. Genere di piante per lo più erbacee, appartenente alla famiglia delle Scrofulariacee, comprendente specie a foglie opposte o verticillate, con fiori in grappoli o spighe. 

\Linaròlo Comune in provincia di Pavia (1.846 ab., CAP 27010, TEL. 0382). 

\Linas, mónte Gruppo montuoso della Sardegna sudoccidentale. Vetta più elevata la punta Perda de sa Mesa (1.236 m). 

\Linàte Centro della Lombardia, frazione di Peschiera Borromeo, in provincia di Milano, che ospita l'aeroporto internazionale Forlanini. 

\Lìnce Costellazione visibile in inverno e primavera, formata esclusivamente da stelle poco luminose; si trova tra i Gemelli e l'Orsa Maggiore, nell'emisfero celeste boreale. 

\lìnce, sf. Genere di Mammiferi carnivori (Lynx) della famiglia dei Felidi. Pur assomigliando ai gatti, hanno arti più lunghi e zampe più grosse, corpo snello e agile, orecchie più lunghe terminanti con un ciuffo, coda corta, pelo soffice e variamente macchiato. Pur in pericolo di estinzione in Europa, si possono ancora trovare, specialmente nella Scandinavia, sui Pirenei e sui Carpazi, la lince comune (lynx lynx) e la lince pardina (lynx pardina); altri esemplari presenti nelle zone polari e in America settentrionale sono la lince polare (lynx canadensis), la lince rossa (lynx rufus) e il caracal. 
  sf. lynx. 
Lince comune 
Mammifero (Lynx lynx) della famiglia dei Felidi e dell'ordine dei Carnivori. Alta 70 cm, è di colore bruno rossiccio. Diffusa nelle foreste della Scandinavia, della Polonia e della Russia, marca le cortecce degli alberi per delimitare il proprio territorio. 

\Lincèi, Accadèmia déi Fu fondata a Roma nel 1603 da F. Cesi con A. De Filiis, J. Heck e F. Stelluti allo scopo di promuovere gli studi di scienze naturali, matematica, filosofia e filologia. Nel suo stemma è raffigurata una lince che sta a significare l'acutezza di cui deve essere dotato lo scienziato. Tra i suoi affiliati più famosi, oltre a F. Salviati e G. B. Della Porta, si ricorda soprattutto Galileo Galilei che vi fece parte dal 1611. Chiusa nel 1630 dopo la morte del fondatore e la condanna di Galilei, riaprì nel 1801; conglobata nell'Accademia d'Italia durante il fascismo, riacquistò l'antica denominazione nel 1944 e ancora oggi si occupa di divulgazione scientifica. 

\lìnceo, o lincèo, agg. 1 Proprio della lince. 2 Acuto e perspicace. 

\linciàggio, sm. 1 Esecuzione sommaria, non preceduta da regolare processo. ~ massacro, uccisione. 2 Persecuzione accanita. 
  deriv. da W. Lynch (1742-1820) che nel 1780 propose in Virginia una legge che consentiva l'esecuzione sommaria dei neri da parte dei privati. 

\linciàre, v. tr. 1 Uccidere per linciaggio. 2 Perseguitare. ~ diffamare. 
  v. tr. to lynch. 

\Lincoln (Gran Bretagna) Città (77.000 ab.) della Gran Bretagna, capoluogo della contea di Lincolnshire (601.000 ab.) in Inghilterra. 

\Lincoln (USA) Città (192.000 ab.) degli USA, capitale dello stato del Nebraska. Centro per il mercato di cereali (frumento, orzo e mais) e di bestiame. Le principali industrie sono quelle meccaniche, chimiche, farmaceutiche, alimentari e dell'abbigliamento. Sede di un'università. 

\Lincoln, Abraham (Hodgeville 1809-Washington 1865) Statista statunitense. Avvocato autodidatta, riconobbe nello sviluppo industriale il futuro della nazione americana e supportato dagli stati del nord divenne deputato nel 1846 nel partito dei whig. Dal 1858 abbracciò le idee repubblicane contribuendo all'organizzazione del nuovo partito. Vinse le elezioni presidenziali del 1860 battendosi per limitare la schiavitù agli stati del sud. La sua politica apertamente favorevole agli industriali del nord provocò l'anno successivo la secessione degli stati meridionali che confluirono nella Confederazione degli Stati del Sud. Ne scaturì la famosa guerra di secessione che si concluse con la vittoria del nord; l'abilità nell'evitare rappresaglie e la proclamazione dell'emancipazione della popolazione nera americana del 1862, da una lato gli permisero di rivincere le elezioni del 1864, ma dall'altro scontentarono i nordisti più radicali ai quali probabilmente apparteneva il suo assassino J. W. Booth. 

\lincrùsta, sf. Tipo di laminato isolante e impermeabile utilizzato per coprire le pareti che viene ottenuto per calandratura su di un supporto cartaceo di un impasto simile al linoleum. 

\Linda di Chamounix Melodramma in tre atti di G. Donizetti, libretto di G. Rossi (Vienna, 1842). 

\lindaménte, avv. In modo lindo. 

\Lindbergh, Charles Augustus (Little Falls 1902-Maui 1974) Aviatore statunitense. È famoso per aver compiuto la prima traversata senza scalo da New York a Parigi a bordo del monoplano Spirit of St.Louis il 20 maggio 1927, impiegando 33 ore e 39 minuti. 

\Linde, Karl Paul von (Berndorf 1842-Monaco 1934) Ingegnere tedesco. Fu l'ideatore della prima macchina frigorifera a compressione, oltre che di alcuni metodi per la liquefazione dell'aria. 

\Lindemann, Carl Ferdinand (Hannover 1852-Monaco 1939) Matematico tedesco. Docente alle università di Friburgo e Monaco, nel 1882 diede la dimostrazione che π è un numero irrazionale trascendente, rispondendo in modo definitivo al problema della quadratura del cerchio. 

\Linder, Max (Saint-Loubès, Gironde 1883-Parigi 1925) Nome d'arte dell'attore e regista francese Gabriel-Maximilien Levielle. Debuttò in teatro per poi passare al cinema nel 1905. È considerato il primo attore comico del cinema. Tra le interpretazioni Max professore di tango (1905). Tra i film diretti, Sette anni di guai (1921). 

\lindézza, sf. Lindura. 

\lìndo, agg. 1 Molto pulito e ordinato. ~ netto. <> sporco. 2 Che mostra eleganza; curato. ~ agghindato. <> trasandato. 3 Integro. ~ puro. <> immorale. 
  agg. 1 spick and span, tidy. 2 (biancheria) clean. 
  spagn. lindo. 

\lindóre, sm. Lindura. 

\lindùra, sf. 1 Pulizia accurata. 2 Cura eccessiva e affrettata. 3 Proprietà e correttezza. 

\lìnea, sf. 1 Contorno del viso e del corpo umano. ~ profilo, sagoma. 2 Taglio, foggia, modello. ~ stile. 3 Fronte di combattimento. ~ schieramento. 4 Itinerario seguito dai mezzi di trasporto. ~ tragitto. 5 Modo di vivere. ~ stile. 6 Norma seguita; indirizzo, orientamento; strategia. ~ tendenza. 7 Discendenza. 8 Serie di prodotti complementari di una stessa marca. 9 Tratto, riga. ~ segno. 10 Personale, fisico. ~ corporatura. 11 Traiettoria. ~ direzione. 12 Collegamento, comunicazione. ~ contatto. 13 Fila, serie. ~ filza. 14 Eleganza. 
  sf. 1 line. 2 (itinerario di mezzi pubblici) route. 3 (in linea d'aria) as the crow flies. 4 (a grandi linee) in outline. 5 (aereo di linea) airliner. 6 (linea di partenza) starting. 7 (mantenere la linea) to keep one's figure. 
  lat. linea. 
In astronomia una linea è una retta ideale congiungente due punti della volta celeste. La linea degli apsidi congiunge perielio e afelio, ossia i due punti corrispondenti alla minima e alla massima distanza della Terra dal Sole. 
In elettrotecnica indica l'insieme dei conduttori e degli impianti che consentono la trasmissione di corrente elettrica o di segnali. Si hanno le linee elettriche per la distribuzione dell'energia elettrica e le linee di trasmissione per il trasporto di informazioni codificate. Le linee elettriche sono caratterizzate dal valore della tensione. Possono essere ad alta tensione, quando il valore della tensione è superiore a 300 KV e a bassa tensione, relativamente a tensioni inferiori a 300 KV. Il valore dell'alta tensione può variare da paese a paese (fino a 380 KV in Europa, fino a 500 KV in Giappone e fino a 750 KV in USA e Canada). 
In matematica è un ente geometrico monodimensionale. Può essere definita come l'intersezione di due superfici e può essere contenuta tutta su un piano bidimensionale o nello spazio. Se è rettilinea, si dice linea retta

\Linea d'ombra, La Romanzo di J. Conrad (1917). 

\lineaménti, sm. pl. 1 Fattezza del volto umano. ~ fisionomia. 2 Elementi essenziali di una dottrina. ~ rudimenti. 
  sm. pl. 1 features. 2 (fig.) outlines. 

\lineàre (1), v. tr. 1 Tracciare linee. 2 Decorare con linee. 3 Disegnare. 4 Dar forma. ~ creare. 5 Contrassegnare con linee. 

\lineàre (2), agg. 1 Di linea. ~ retto, dritto. <> storto, sbilenco. traiettoria lineare. 2 Che si sviluppa, si svolge secondo una direzione o un indirizzo stabile e coerente; chiaro, coerente. ~ semplice. <> confuso. aveva atteggiamenti lineari, quindi apprezzabili. 3 Formato da linee. figura lineare. 
  agg. 1 linear. 2 (coerente) coherent. 3 (logico) logical. 
  lat. linearis
In matematica, si chiama funzione lineare una funzione a 1 input e 1 output reali che ha per grafico una retta: x a·x+b; si chiama trasformazione lineare il caso particolare: x a·x (retta passante per l'origine), che ha la caratteristica di conservare la somma [a·(x1+x2) = a·x1+a·x2] e il prodotto per un numero [a·(2x) = 2(a·x), a·(k·x) = k·)a·x]; il concetto viene esteso ai vettori e agli spazi vettoriali: una trasformazione lineare è una funzione F tra spazi vettoriali (aventi lo stesso tipo di scalari) tale che F(V1+V2)=F(V1)+F(V2), F(kV)=kF(V); ad es. (x,y)ax+by è una trasformazione lineare tra i vettori del piano e i numeri reali: (x1+x2,y1+y2)a(x1+x2)+b(y1+y2)=(ax1+by1)+ax2+by2), k(x,y)akx+bky=k(ax+by).
Una equazione lineare è una equazione del tipo a·x=b rispetto all'incognita reale x, con a e b numeri reali; più in generale è una equazione del tipo F(X)=B dove F è una trasformazione lineare [se B è il vettore nullo si parla di equazione lineare omogenea]. Un sistema lineare di ordine 2 è una equazione lineare del tipo F(X)=B dove X - incognita - e B sono dei vettori (x,y) e (b1,b2) e F può essere definita con F(x,y)=(a11x+a12y,a21x+a22y) con a11, a12, a21, a22 numeri reali; il sistema può essere scritto nella forma "a11x+a12y=b1, a21x+a22y=b2"; più in generale si ha un sistema lineare di ordine n se F è una trasformazione lineare tra vettori costituiti da n-uple di numeri reali che a (x1,x2,x3,…) associa un vettore le cui componenti hanno la forma ai1·x1+ai2·x2+ai3·x3+…; in questo caso la trasformazione F può essere caratterizzata attraverso la matrice M che ha nella riga i-esima i valori ai1,ai2,ai3,… e l'equazione può essere scritta nella forma M*X=B, dove X e B sono scritti come "vettori-colonna"; la eventuale soluzione è X = (M^-1)*B.
Si chiama combinazione lineare dei vettori V1, V2, … un vettore del tipo a1V1+a2V2+… con a1, a2, … scalari.

\linearìsmo, sm. Caratteristica delle arti figurative, soprattutto della pittura, consistente nella prevalenza espressiva delle linea sul colore. 

\linearità, sf. Proprietà di ciò che è lineare. ~ drittura, semplicità. 

\linearménte, avv. In modo lineare. 

\lineétta, sf. Trattino convenzionale che serve a unire due parole. ~ trattino. 
  sf. 1 dash. 2 (trattino d'unione) hyphen. 
  dimin. di linea. 

\lìnfa, sf. Negli Invertebrati indica un liquido che scorre al loro interno e che svolge le funzioni del sangue. 
Nei Vertebrati indica un liquido chiaro, di composizione simile al plasma sanguigno, che scorre nei vasi linfatici. La linfa contiene leucociti e sostanze lipidiche assorbite nel tratto intestinale (si parla allora di chilo). Filtrando dai capillari, svolge un'azione nutritiva dei tessuti e protettiva contro le malattie. 
  sf. 1 lymph. 2 (bot.) sap. 
In botanica è un liquido con funzioni nutritive, che scorre nei vasi vegetali. Si distingue in linfa ascendente o bruta o greggia, che è quella che, attraverso i vasi del legno, passa dalle radici alle foglie, e linfa discendente o elaborata, che è quella che viene trasformata dalla fotosintesi e trasportata, attraverso i vasi, alle foglie. 

\linfadenìte, sf. Infiammazione dei gangli linfatici. 

\linfadenòma => "linfoma" 

\linfangectasìa, sf. Dilatazione varicosa dei vasi linfatici di mucose o cute. 

\linfangiòma, sm. Malformazione congenita consistente nella neoproduzione e dilatazione dei vasi linfatici e nella conseguente formazione, nel derma superficiale o profondo, di cavità contenenti linfa. 

\linfangìte, sf. Infiammazione, primitiva o secondaria, dei vasi linfatici. 

\linfàtico, agg. e sm. agg. Della linfa. 
(pl. m.-ci) sm. Chi è affetto da linfatismo. 
Sistema linfatico 
Nei Mammiferi è una parte del sistema circolatorio, costituito dai vasi nei quali viene raccolta e trasportata le linfa. La linfa parte dagli spazi perivasali, viene convogliata in appositi canalicoli e quindi, attraverso i linfonodi, portata a collettori più grossi. Dai villi intestinali viene condotta nella cisterna di Pecquet nell'addome. Da questo parte il dotto toracico, che raccoglie la linfa di una parte del corpo portandola nella vena succlavia sinistra. Il resto della linfa è convogliato nella grande vena linfatica destra. Del sistema linfatico, che svolge un'importante azione di trasporto di sostanze nutritive e immunizzanti, fa parte anche la milza. 

\linfatìsmo, sm. Stato di debolezza costituzionale caratterizzato da un aumento di tessuto linfatico. 

\linfoblàsto, sm. Cellula dalla quale hanno origine i linfociti. I linfoblasti si trovano, tra l'altro, nella milza, nelle tonsille, nel timo e nei gangli linfatici. 

\linfocìta, o linfocìto, sm. (pl.-cìti) Cellula del sangue, facente parte dei globuli bianchi o leucociti. Essi sono essenziali per la risposta immunitaria dell'organismo, in quanto sono gli autori della risposta immunologica attiva, ossia di quella reazione di difesa contro i microrganismi estranei non innata, ma che viene indotta tramite l'introduzione di un antigene. 

\linfocitàrio, agg. Relativo ai linfociti. 
Meningite linfocitaria 
Meningite nella quale si ha la presenza di un gran numero di linfociti nel liquido cefalorachidiano. 
Serie linfocitaria 
Insieme dei linfociti e delle loro cellule progenitrici. 

\linfocìto, sm. Leucocito mononucleato appartenente alla serie linfocitaria il cui volume è occupato quasi totalmente dal nucleo. Viene originato dagli organi linfoidi (milza, gangli linfatici ecc.) per poi passere nel circolo linfatico e infine nel sangue. 

\linfocitòma, sm. (pl.-i) Tumore del tessuto linfatico. 

\linfocitopoièsi, sf. Processo di formazione della serie linfocitica che avviene soprattutto a livello delle linfoghiandole e della milza. ~ linfopoiesi. 

\linfocitòsi, sf. Aumento dei linfociti nel sangue periferico. 

\linfoghiàndola, sf. Linfonodo. 

\linfogranulòma, sm. (pl.-i) Nome generico di malattie caratterizzate da proliferazione di tipo granuloso del tessuto linfatico, la cui natura può essere infiammatoria. 

\linfòma, sm. Neoplasia linfoide, benigna o maligna, che ha origine sia negli organi dotati di tessuto linfatico sia in quelli che ne sono sprovvisti. 

\linfonòdo, sm. I linfonodi sono organi ovali (di dimensioni variabili da pochi millimetri ad alcuni centimetri) disseminati lungo i vasi linfatici o nel tessuto connettivo. Alcuni (quelli localizzati in collo, ascelle, inguine, …) sono perpecibili al tatto. Hanno la funzione di filtrare la linfa proveniente dalla periferia, trattenendo le impurità (antigeni) e arricchendola di linfociti maturi. Sono detti anche gangli linfatici

\linfopenìa, sf. Diminuzione, assoluta o relativa, dei linfociti circolanti. 

\linfosarcòma, sm. (pl.-i) Tumore maligno che colpisce il tessuto linfatico. Si sviluppa soprattutto nei ghiandole linfatiche, ma può colpire anche organi quali la milza, il fegato o l'intestino, che contengono tessuto linfatico. 

\linfosarcomatòsi, sf. Malattia nella quale si ha una diffusione di linfosarcomi a uno o più gruppi di ghiandole linfatiche. 

\Ling, Per Henrik (Ljunga 1776-Stoccolma 1839) Medico svedese. Ideò la ginnastica a corpo libero, detta appunto svedese

\linga, o lingam, sm. invar. Simbolo fallico del dio indiano Siva il cui culto si rivolge all'aspetto creatore del dio. 

\Lingayen Città (66.000 ab.) delle Filippine, sull'isola di Luzon. Capoluogo della provincia di Pangasinan. 

\Lingèri, Piètro (Tremezzo, Como 1894-Milano 1968) Architetto italiano. Fondatore del gruppo comasco del MIAR, progettò la sede del Club Amila a Tremezzo (1926), il palazzo dei Sindacati di Como e case in via Legnano e al QT8 di Milano. 

\lingerie, sf. invar. Biancheria intima. 
  franc. lingerie, deriv. da linge di lino. 

\Lingga Arcipelago (40.000 ab.) dell'Indonesia, nel mar Cinese Meridionale. 

\lingottièra, sf. In metallurgia, forma nella quale viene fuso un metallo o una lega per ottenere un lingotto. 

\lingòtto, sm. 1 Blocco di metallo ottenuto per fusione e colatura. ~ massello. 2 Nella composizione tipografica a caldo, interlinea da 12 punti. 
  sm. bar, ingot. 
  franc. lingot. 

\lìngua, sf. 1 Organo muscolare mobile della cavità orale. 2 Oggetto a forma di lingua. ~ striscia. 3 Sistema di comunicazione, costituito da segni vocali ed eventualmente grafici, tramite il quale gli appartenenti a una data comunità riescono a comunicare tra di loro. ~ linguaggio. 
  sf. 1 tongue. 2 (idioma) tongue. 3 (linguaggio) language. 4 (lingua madre) mother tongue. 
  lat. lingua. 
In anatomia la lingua è un organo muscolare mobile di colore solitamente roseo posto nella cavità orale, avente la funzione di aiutare la masticazione e la deglutizione degli alimenti e sede del gusto. È importante anche per l'emissione dei suoni. È costituita da una parte interna fibrosa e da una parte esterna formata dalla mucosa delle papille gustative. Si divide poi in una parte anteriore, detta corpo della lingua, e una posteriore non visibile, detta bassa radice della lingua, e fissata alla mandibola e all'osso ioide. Sulla faccia inferiore si trova una piega detta frenulo
In linguistica è un sistema codificato basato sulla corrispondenza tra segni e significati. La lingua varia nel corso del tempo (varietà diacronica) e da un popolo all'altro (varietà sincronica). Nel mondo attualmente sono parlate circa seimila lingue, raggruppate in grandi famiglie, delle quali la più ampia è costituita dall'indoeuropeo
Lingua di bue 
Fungo (Fistulina epatica) della famiglia delle Fistulinacee e della classe dei Basidiomiceti. Commestibile. 

\Lingua salvata, La Opera autobiografica di E. Canetti (1977). 

\linguàccia, sf. (pl.-ce) 1 Persona maldicente. ~ malalingua. 2 Smorfia. ~ boccaccia. 

\linguacciùto, agg. Che ha la lingua lunga. ~ pettegolo, chiacchierone. <> discreto, riservato. 
  deriv. da linguaccia. 

\Linguadòca Regione storica della Francia meridionale compresa tra i Pirenei orientali e il basso corso del Rodano ed estendentesi a sud fino al golfo del Leone, delimitato dal Massiccio Centrale e dal mar Mediterraneo. Vi sono coltivati uva e foraggi. Sono presenti allevamenti di bestiame oltre a grandi saline e a giacimenti carboniferi. Industrie enologiche e casearie (formaggio roquefort), meccaniche, petrolchimiche e tessili. È meta di turismo balneare. Tra i centri principali vi sono Béziers, Carcassonne, Montpellier, Narbona, Nimes e Tolosa. 
Linguadoc 
Popolata fin dall'epoca preistorica, fu occupata dai fenici, dai celti, divenne la Gallia Narborese sotto i romani (II sec. a. C.) e fu infine occupata dai franchi nell'VIII sec. Nell'XI e XII sec. nelle sue corti si sviluppò un fiorente movimento culturale, caratterizzato dalla produzione di lirica cortese in lingua d'oc. Nel 1271 il territorio fu annesso alla Francia. 

\linguàggio, sm. 1 Capacità peculiare della specie umana di comunicare per mezzo di un sistema di segni vocali. ~ lingua, parlata, idioma. 2 Particolare modo di parlare di determinati individui. 3 Particolare significato che l'uomo riconosce e attribuisce a determinati segni, gesti, oggetti e simili e facoltà di esprimersi mediante il loro uso. ~ codice. 
  sm. language. 
  provenz. antico lengatge, deriv. da lenga lingua. 
In generale è l'insieme dei segni e dei simboli per mezzo dei quali l'uomo e gli animali comunicano e lo strumento stesso di tale comunicazione. Un esempio di linguaggio degli animali è rappresentato dalla danza usata dalle api per scambiarsi informazioni sulla ubicazione e ricerca del polline. Per l'uomo il linguaggio è costituito dalle parole, ossia da segnali fonici o grafici articolati che gli consentono di esprimere concetti e sensazioni. Il linguaggio umano è detto anche linguaggio naturale. Caratteristiche del linguaggio umano sono anche la possibilità di formulare enunciati falsi, l'interscambiabilità dei ruoli attivo e passivo dei soggetti, la possibilità di formulare enunciati sul linguaggio stesso. Il linguaggio dell'uomo è oggetto della linguistica. Il linguaggio è di volta in volta visto come strumento (interpretazione per la prima volta data da Platone), come espressione e immagine dell'essere delle cose, così come metafora, espressione convenzionale o semplice imitazione dei suoni naturali. In senso più stretto il linguaggio può indicare il modo in cui si esprime una persona o una determinata categoria sociale o professionale. 
In informatica è un insieme di notazioni e di regole che consentono di codificare un algoritmo che risolve un problema, formando un programma capace di comunicare con un elaboratore e di guidarne il funzionamento. I linguaggi di programmazione ad alto livello o simbolici permettono di creare sorgenti scritti in una forma molto più vicina al programmatore, mentre i linguaggi di macchina o assoluti sono direttamente comprensibili dalla macchina (programmi eseguibili). I linguaggi possono anche essere suddivisi in livelli. I linguaggi di livello zero o di basso livello sono quelli costituiti da istruzioni binarie capaci di essere interpretate dalla CPU della macchina. I linguaggi di livello uno (linguaggi assembler) sono utilizzati dagli assemblatori che traducono i programmi che usano codici mnemonici in programmi eseguibili. I linguaggi di livello due sono i comuni linguaggi algoritmici, ovvero linguaggi strutturati che risultano indipendenti dall'elaboratore (FORTRAN, Pascal, C). Essi sono utilizzati da traduttori, interpreti o compilatori per generare gli eseguibili. I linguaggi di livello tre sono linguaggi algoritmici specifici per la risoluzione di determinati problemi (Prolog, Lisp). 
In matematica e discipline scientifiche è uno strumento che serve per descrivere determinate strutture logiche senza presentare le ambiguità presenti nel linguaggio naturale. Tali linguaggi sono chiamati non naturali o artificiali o formalizzati
In patologia si possono avere nei bambini disturbi del linguaggio costituiti da arresto o ritardo del linguaggio, da balbuzie, afasia, dislalie, rotacismo. Tali disturbi possono avere cause organiche, per la lesione di qualche organo della fonazione, o psicologiche. 

\Linguaglòssa Comune in provincia di Catania (5.393 ab., CAP 95015, TEL. 095). 

\linguàle, agg. 1 Della lingua. 2 Detto di suono la cui articolazione comporta l'intervento della lingua. 

\linguàtula, sf. Genere di Artropodi linguatulidi porocefalidi dal corpo allungato, vermiforme che parassitano le vie respiratorie di Mammiferi, Rettili e Pesci sia allo stato larvale che allo stato adulto. 

\lingueggiàre, v. intr. 1 Muovere rapidamente la lingua. 2 Detto di fiamme, guizzare. 3 Fiammeggiare. 

\linguétta, sf. Qualsiasi piccolo oggetto che ha forma simile alla lingua. 
  sf. 1 (di busta) flap. 2 (di scarpa) tongue. 
  dimin. di lingua. 

\Linguétta, càpo Promontorio dell'Albania occidentale, che chiude la baia di Valona. 

\linguifórme, agg. Che ha forma di lingua. 

\linguìna, sf. Tagliatella con forma più sottile del solito. 

\linguìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) 1 Studioso di linguistica. ~ filologo, glottologo. 2 Poliglotta. 
  franc. linguiste. 

\linguìstica, sf. Scienza che studia il linguaggio verbale umano e le lingue. Nel XIX sec. nacque la linguistica storica come evoluzione dello studio delle lingue indoeuropee. Tappe fondamentali del suo sviluppo furono poi la scuola dei neogrammatici, la linguistica generale, lo strutturalismo, il funzionalismo, che studiò in particolare la fonologia, la glossemantica e il trasformazionismo. Si parla poi di linguistica sincronica, quando si considera costante il fattore tempo e diacronica se studia le variazioni che si sono avute in un periodo di tempo. Gli studi linguistici sono divisi in branche caratterizzate dal modo in cui sono affrontati e dall'aspetto che analizzano. Tra questi vi sono la stilistica sincronica, che studia la lingua in relazione ai gusti espressivi individuali, la linguistica sociologica o sociolinguistica, che esamina il rapporto tra lingua e struttura sociale e la linguistica psicologica o psicolinguistica che analizza la lingua in relazione alle comunicazioni interpersonali e all'apprendimento. La linguistica comparativa poi, esamina le caratteristiche comuni a più lingue. ~ filologia, glottologia, glossologia. 
  sf. linguistics. 
  franc. linguistique. 

\linguisticaménte, avv. Dal punto di vista linguistico. 

\linguìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla lingua. 

\lìngula, sf. In anatomia, denominazione di formazioni strette e allungate, a forma di linguetta. 

\linìcolo, agg. Che riguarda la coltivazione del lino. 

\linicoltùra, sf. Coltivazione del lino. 

\linièro, agg. Relativo al lino. 

\linifìcio, sm. Stabilimento tessile per la lavorazione del lino. 

\liniménto, sm. 1 Preparazione medicinale. ~ balsamo. 2 Conforto. ~ consolazione. 
  lat. tardo linimentum, deriv. da linire ungere. 

\linìte, sf. Forma di gastrite in cui si ha un'infiammazione del tessuto ghiandolare. 
Linite plastica 
Malattia dello stomaco, a decorso lento, caratterizzata da una progressiva sclerosi che porta all'ispessimento della parete e a processi di retroazione. 

\linizzazióne, sf. Operazione tessile del linizzare. 

\link, sm. invar. Connessione, nesso. ~ collegamento. 

\linkage, sm. invar. In genetica, termine che venne introdotto da Morgan per indicare il legame o associazione di due o più geni che vengono trasmessi insieme. 
  inglese link anello di catena. 

\Linköping Città (126.000 ab.) della Svezia, sul fiume Stang. Capoluogo della contea di Ostergötland. 

\linnaea, sf. invar. Genere di piante di piccole dimensioni appartenente alla famiglia delle Caprifogliacee che comprende la sola specie Linnaea borealis, dal fusto strisciante e fiori bianchi venati di rosso accoppiati e penduli. 

\Linnèo, Càrlo (Rashult 1707-Uppsala 1778) Naturalista e medico svedese (in svedese Carl von LinnÚ). Studiò medicina presso le università di Lund e di Uppsala. Trasferitosi in Olanda nel 1735, quattro anni dopo tornò in Svezia, dove fondò l'Accademia delle scienze di Stoccolma. Scrisse Systema naturae nel quale descrisse e classificò una grandissima quantità di specie animali e vegetali, introducendo il concetto di specie e la nomenclatura binomia, ossia il doppio nome latino indicante il genere e la specie. Scrisse anche Fundamenta botanica (1736). 

\lìno, sm. Genere di piante erbacee della famiglia delle Linacee composto da circa 200 specie. Tra di esse vi è la Linum usitatissimum, originaria dell'Egitto, che presenta un fusto eretto, alto quasi 1 m, fiori blu azzurri e frutti ricchi di sostanze oleose, viene coltivata nelle varietà da seme e da fibra nelle regioni caldo aride. 
  sm. 1 flax. 2 (tela) linen. 
  lat. linum. 
Olio di lino 
Olio ottenuto dai semi di lino tramite spremitura o utilizzando solventi. Per le sue proprietà essiccative, viene utilizzato per la produzione di vernici protettive e per inchiostri. Viene utilizzato anche nell'industria alimentare e del linoleum. È costituito, quasi completamente, da grassi insaturi. 

\Lìno (mitologia) Personaggio mitologico. Figlio di Urania, avrebbe portato in Grecia l'alfabeto. 

\Lìno (santo) (Volterra-Roma 76?) Santo e papa dal 67, primo successore di San Pietro (fino al 76). Originario della Toscana, una parte della tradizione cattolica lo tramanda come martire. 

\linolèico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a un acido dietilenico presente come gliceride nell'olio di lino, nell'olio di canapa e in numerosi altri grassi, utilizzato come essiccativo di vernici e nella preparazione di emulsionanti. 

\linolènico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a un acido trietilenico avente proprietà siccative, presente come gliceride in molti grassi. È uno degli acidi grassi essenziali dell'organismo umano. 

\linoleum, sm. invar. Materiale di rivestimento impiegato per pavimenti, pareti e simili. 
  sm. invar. lino, linoleum. 

\linósa, sf. Coltura di lino da seme. 

\Linósa Isola vulcanica delle Pelagie in provincia di Agrigento (5,4 km, 420 ab.). È situata nel canale di Sicilia a nord-est di Lampedusa e dipende amministrativamente dal comune di Lampedusa e Linosa. Sono praticati pesca, agricoltura e turismo. 

\linotipìa, sf. 1 Composizione tipografica realizzata mediante linotype. 2 Stabilimento che esegue composizioni linotipiche. 

\linotipìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Operatore della linotype. 

\linotype, sf. invar. Macchina e sistema di composizione tipografica meccanica che fornisce linee intere fuse in un unico blocchetto. 

\Linux.  Sistema operativo sviluppato da Linus Torvalds, a partire dal 1991 (il nome deriva da LINus UniX). Molto conosciuto nell'uso server, è usato come sistema operativo su desktop, supercomputer, cellulari, palmari. 

\linsàngo, sm. (pl.-ghi) Denominazione di origine giavanese di Mammiferi Carnivori che vivono in Indocina, nelle isole di Giava e di Borneo e sull'Himalaya, appartenenti al genere Prionodon, famiglia dei Viverridi. 

\lìnteo, agg. e sm. agg. Di lino. 
sm. Pezzo di tela di lino. 

\Linz Città (203.000 ab.) dell'Austria, sul Danubio. Capoluogo dell'Austria Superiore. 

\liocòrno, sm. Unicorno. 

\liofilizzàre, v. tr. Sottoporre a liofilizzazione. ~ disidratare, essiccare. <> idratare. 
  v. tr. to freeze-dry. 

\liofilizzàto, agg. e sm. Prodotto sottoposto a liofilizzazione. 

\liofilizzazióne, sf. Processo di disidratazione che si esegue a temperatura inferiore allo zero e sottovuoto spinto. Viene applicata per la conservazione di prodotti deperibili come cibi, campioni biologici e medicinali. 
  deriv. da liofilizzare. 

\liòfilo, agg. Di sostanza colloidale avente nella fase dispersa una grande affinità per la fase disperdente. 

\Liolà Dramma di L. Pirandello (1916). 

\lionàto, agg. Di colore simile a quello del manto del leone. ~ fulvo. 

\Lióne Città della Francia (414.000 ab.), capoluogo del dipartimento del Rhone, posto alla confluenza dei fiumi Rodano e Saona che la dividono in settori. Vi sono industrie delle fibre artificiali, chimiche (coloranti, prodotti fotografici) e farmaceutiche, metallurgiche, meccaniche, elettrotecniche, della carta, della pelle, alimentari e del cemento. È un importante centro finanziario e direzionale. In francese Lyon. Fu fondata dai romani con il nome di Lugdunum, diventando la città più prospera della Gallia. Durante il medioevo fu saccheggiata da unni e goti. Nell'879 divenne capitale della Provenza e nel 1176 ospitò il movimento dei poveri di Lione (valdesi). Fu annessa alla corona di Francia nel 1312. Conserva ricordi dell'epoca gallo romana. Tra i monumenti la chiesa di San Martino (XII sec.), il duomo di San Giovanni (XII-XV sec.), oltre a numerose chiese e palazzi in stili diversi. 
Consulta di Lione 
Assemblea di notabili della Repubblica cisalpina, convocata nel 1801 da Napoleone per approvare la costituzione della Repubblica italiana e la designazione dello stesso Napoleone come presidente. 
Trattato di Lione 
Trattato stipulato il 17 gennaio 1601 tra il re di Francia Enrico IV e Carlo Emanuele I di Savoia che pose fine alla guerra per il marchesato di Saluzzo, che passò ai Savoia. 

\Lionèllo, Albèrto (Milano 1930-Roma 1994) Attore teatrale. Attivo inizialmente nel teatro e successivamente nella rivista, nel cinema e nella televisione. Tra le sue interpretazioni si ricordano La pulce nell'orecchio di G. Feydeau (1951), Ciascuno a suo modo e Il piacere dell'onestÓ di L. Pirandello, Il Mercante di Venezia di W. Shakespeare, Uomo e superuomo di G. B. Shaw, Il prigioniero della seconda strada di N. Simon e Puccini (per la TV). 

\Lionése Regione storica della Francia centro-orientale, compresa nei dipartimenti della Loire e del Rhône. 

\Lióni Comune in provincia di Avellino (6.400 ab., CAP 83047, TEL. 0827). 

\Liònni, Lèo (Amsterdam 1910-Radda in Chianti 1999) Grafico e pittore italo-olandese. È considerato uno dei più personali grafici viventi. 

\Lionsìidi Famiglia di Molluschi Lamellibranchi Eulamellibranchi caratterizzati da conchiglia a valve disuguali, sifoni corti, piede provvisto di bisso e mantello dai bordi papillosi. 

\Liotard, Jean-Étienne (Ginevra 1702-1789) Pittore svizzero. Tra le opere La bella cioccolataia (1744-1745, Dresda, Gemäldegalerie) e Presunto ritratto della contessa di Coventry (ca. 1749, Ginevra, Musée d'Art et d'Histoire). 

\liòtripe, sm. Insetto (noto anche come liotripe dell'olivo, Liothrips oleae) della famiglia dei Flotripidi e dell'ordine dei Tisanotteri. Si ciba della linfa degli olivi provocando loro gravi danni. 

\Liouville, Joseph (Saint-Omer 1809-Parigi 1882) Matematico francese. Diede la prima dimostrazione dell'esistenza dei numeri trascendenti. 

\Lioyang Città (500.000 ab.) della Cina, nella provincia di Henan. 

\Lìpari La maggiore (37 km2) delle isole Eolie (o Lipari) nel mar Tirreno. È un'isola di natura vulcanica, che presenta numerose sorgenti termali e culmina nel monte Chirica (602 m). Vi sono praticati agricoltura, turismo balneare e pesca. Abitata fin dal neolitico, fu poi colonia greca (576 a. C.) e romana (251 a. C.). Conserva resti del periodo primitivo, l'acropoli greca, su cui venne costruito un castello, e una necropoli ellenico-romana. In passato ebbe il nome Lipara
Lipari 
Comune in provincia di Messina (10.382 ab., CAP 98055, TEL. 090). 

\liparìte, sf. Roccia eruttiva effusiva di composizione chimica identica a quella del granito. 

\lipàsi, sf. Enzima in grado di idrolizzare gli esteri degli acidi grassi superiori e in particolare dei gliceridi. 

\Lipchitz, Jacques (Druskininkai 1891-Capri 1973) Scultore lituano. Tra le opere Uomo con la chitarra (1915, New York, Museum of Modern Art) e Ratto d'Europa (1938, Parigi, Musée National d'Art Moderne). 

\Lipeck Città (450.000 ab.) della Russia, sul fiume Voronez. Capoluogo della provincia omonima. 

\lipectomìa, sf. Asportazione chirurgica di tessuto adiposo in eccesso. 

\lipemìa, sf. Concentrazione di lipidi nel sangue. Di solito aumenta in seguito all'immissione nel sangue dei lipidi assorbiti nell'intestino dopo un pasto. 

\lipìdi, sm. In biologia il termine indica sostanze organiche insolubili in acqua e solubili in solventi organici come etere e benzolo. I lipidi si dividono in semplici e complessi. I primi sono costituiti solo da idrogeno, ossigeno e carbonio, mentre nei secondi sono presenti anche azoto, fosforo e zolfo. Le principali classi dei lipidi sono le cere, gli acidi grassi saturi e insaturi, i fosfolipidi, i fosfatidi, i glicolipidi, i trigliceridi, i terpeni e gli steroidi. Sono utilizzati tra l'altro nelle industrie alimentari e farmaceutiche e per la produzione delle vernici, dei saponi e dei cosmetici. 

\lipìdico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a lipide. 

\lipizzàno, sm. Cavallo da sella impiegato nelle scuole di equitazione. Originario dell'Italia e dei Balcani. 

\Lipmann, Fritz Albert (Königsberg 1899-Poughkeepsie 1986) Biochimico statunitense. Di origine tedesca, scoprì il coenzima A. Nel 1953 fu insignito del premio Nobel. 

\LiPo (Li tai-po) (701?-762?) Poeta cinese. Tra le opere Poesie e Ballate

\lipocèle, sm. 1 Ernia formata da tessuto adiposo. Solitamente si trasforma in un'ernia vera. 2 Tumore grasso dello scroto. 

\lipodistrofìa, sf. Malattia distrofica del tessuto adiposo sottocutaneo che può essere troppo scarso (lipodistrofia atrofica) o troppo abbondante (lipodistrofia ipertrofica). 

\lipofilìa, sf. Affinità delle molecole o di loro parti per sostanze che sono per niente o poco polari, come i grassi e i solventi organici. 

\lipogràmma, sm. (pl.-i) Componimento letterario; generalmente testo scritto in cui per artificio retorico si omettono tutte le parole recanti una determinata lettera o gruppo di lettere. 

\lipòide, sm. Sostanza simile ai lipidi. 

\lipoidòsi, sf. Gruppo di malattie di diverso genere contraddistinte da accumulo di lipidi nei tessuti causato da un deficit enzimatico che altera il metabolismo degli stessi. 

\lipolìsi, sf. Scissione metabolica dei grassi. 

\lipòma, sm. (pl.-i) Tumore benigno del tessuto adiposo, generalmente sottocutaneo. Si presenta come nodulo elastico, non dolente. 

\lipomatòsi, sf. Malattia nella quale si ha la comparsa di grandi quantità di grasso sotto forma di lipomi nel sottocutaneo. 

\Lipòmo Comune in provincia di Como (5.784 ab., CAP 22030, TEL. 031). 

\liponecròsi, sf. Necrosi del tessuto adiposo che colpisce in particolar modo la mammella e il tessuto parapancreatico. 

\lipoproteìna, sf. Proteina coniugata che contiene nella molecola una proteina e un lipide. 

\liposarcòma, sm. (pl.-i) Tumore maligno in cui si ha la presenza di cellule adipose in vari stadi di sviluppo. 

\liposcèlide, sf. Genere di Insetti psocotteri della famiglia dei Liposcelidi a cui appartengono specie prive di ali. 

\liposolùbile, agg. Che può sciogliersi nei grassi. 

\liposòma, sm. (pl.-i) Incluso lipidico endocellulare. 

\liposuzióne, sf. Intervento di chirurgia estetica che consiste nell'aspirazione del grasso superfluo. 
  sf. liposuction. 

\lipotimìa, sf. Termine medico che designa i sintomi di origine vasomotoria che precedono la perdita di coscienza (pallore, nausea, sudorazione). 

\lipòtropo, agg. In biochimica, relativo a composto chimico che si fissa sulle sostanze grasse di cellule e tessuti in modo elettivo. 
Fattore lipotropo 
Sostanza che consente all'organismo di tollerare meglio i grassi e che impedisce la degenerazione grassa degli organi. 

\lipovaccìno, sm. Vaccino composto di germi patogeni uccisi posti in sospensione in un liquido oleoso. 

\lìppa, sf. Gioco infantile che consiste nel far saltare un corto pezzetto di legno affusolato battendo su una estremità con una paletta. 

\Lippe Fiume (226 km) della Germania, nella Renania Settentrionale-Westfalia. Nasce dal Lippischer e confluisce nel Reno. 

\Lippershey, Hans (Wezel 1570-Middelburg 1619) Ottico fiammingo. Gli è attribuita l'invenzione del cannocchiale (1608). 

\Lìppi, Filippìno (Prato 1457-Firenze 1504) Pittore italiano, figlio di Filippo. Fu allievo del padre, di fra Diamante, del Botticelli e venne influenzato dalla pittura tedesca e fiamminga e da Leonardo. Fu un predecessore del gusto manieristico cinquecentesco. Tra le sue opere vi sono gli affreschi della cappella Strozzi (1452, Firenze, Santa Maria Novella), la terminazione degli affreschi del Masaccio nella cappella Brancacci a Firenze (1484-1485), l'Apparizione della Vergine a San Bernardo (1486, chiesa di Badia, Firenze), Storie di San Filippo e San Giovanni (1487-1503, Firenze, Santa Maria Novella). 

\Lìppi, Filìppo (Firenze 1405-Spoleto 1469) Pittore italiano detto fra Filippo. Dipinse opere di tema religioso. Inizialmente la sua pittura fu influenzata dal plasticismo di Masaccio e dall'uso dei colori di Masolino; successivamente risentì dell'influsso di Mantegna, del Beato Angelico e della pittura gotica e fiamminga. Approdò alla fine a uno stile personale lineare e caratterizzato da un luminoso cromatismo. Tra le sue opere vi sono Madonna Trivulzio (1400-1432 ca., Firenze, Uffizi), Madonna dell'umiltÓ con angeli e santi (1432, Milano, Castello Sforzesco), Madonna col Bambino e storie di Sant'Anna (1452, Firenze, Galleria Palatina di Palazzo Pitti) e gli affreschi del duomo di Prato (1452-1464, cappella maggiore). 

\Lìppi, Lorènzo (Firenze 1606-1665) Pittore e poeta. Le opere pittoriche della maturità, tele con soggetti sacri e ritratti, risentono dell'influenza del Caravaggio: la Pazzia di Orlando, il Martirio di San Iacopo (1641; Firenze, chiesa del Carmine), Giacobbe al pozzo (1648; Firenze, Galleria Pitti). Ebbe maggior fortuna come poeta; la sua parodia della Gerusalemme liberata, Il Malmantile racquistato, poema burlesco in dodici canti pubblicato postumo nel 1676, divenne, nei secoli successivi, un testo di riferimento per gli scrittori giocosi. 

\lìppia, sf. Genere di piante tropicali, arbustacee o arboree, appartenenti alla famiglia delle Verbenacee. 

\Lippmann, Gabriel (Hollerich 1845-Oceano Atlantico 1921) Fisico francese. Nel 1881 realizzò un metodo interferenziale per ottenere fotografie a colori. Nel 1908 fu insignito del premio Nobel. 

\lipsanotèca, sf. (pl.-che) 1 Luogo in cui si conservano reliquie di santi. 2 Cofano, scrigno. 

\Lipschitz, Rudolph (Königsberg 1832-Bonn 1903) Matematico tedesco. Diede importanti contributi alla teoria dei numeri e all'analisi. 

\Lipscomb, William (Cleveland 1919-) Chimico statunitense. Compì importanti studi sulla struttura e sul legame chimico dei borani. Nel 1976 fu insignito del premio Nobel. 

\Lìpsia Città (530.000 ab.) della Sassonia in Germania, posta sul fiume Elster. Si trova al centro di un vasto bacino carbonifero. Ha industrie meccaniche, tessili, chimiche, elettriche ed elettroniche, calzaturiere ed editoriali. In tedesco Leipzig. Si sviluppò nel medioevo come centro commerciale. Nel XV sec., dopo la fondazione dell'università, accrebbe la sua importanza come centro culturale. Alla fine del XVI sec. divenne sede di fiere internazionali e centro dell'editoria. Nel XVIII sec. vi abitarono J. S. Bach e J. W. Goethe. Seconda città della RDT dopo Berlino, nel 1989 fu sede dei moti popolari anticomunisti. Tra i monumenti vi sono la chiesa di San Nicola (XIII sec.) e altre chiese gotico romaniche, la chiesa di San Giovanni (XVII sec.), il palazzo del Municipio (XVI sec.), la tomba di Bach e il palazzo dei Signori di Sassonia. 
Battaglia di Lipsia 
Fu combattuta tra il 16 e il 19 ottobre 1813 da Napoleone contro le armate di Austria, Gran Bretagna, Prussia, Russia, Sassonia e Svezia. Fu la prima grande sconfitta in campo aperto di Napoleone. 

\LIPU Sigla di Lega Italiana per la Protezione degli Uccelli. 

\lipurìa, sf. Eliminazione di sostanze grasse attraverso l'urina. 

\liquàme, sm. Liquido putrido specie scolante da materiale organico in putrefazione. 
  lat. liquamen,-inis, deriv. da liquare liquefare. 

\liquefàre, v. v. tr. 1 Far passare un solido o un gas allo stato liquido. ~ fondere. <> solidificare. 2 Sciogliere, stemperare. ~ squagliare. ~ addensare. 3 Dilapidare. ~ scialacquare. <> economizzare. 
v. intr. pron. 1 Diventare liquido. ~ disciogliersi. 2 Struggersi in sudore. ~ sciogliersi. 3 Ridursi al nulla; dissolversi, estinguersi. ~ svanire. 
  v. tr. e intr. pron. 1 to liquefy. 2 (fondere) to melt. 
  lat. liquefacere, con l'incrocio dell'italiano fare. 

\liquefazióne, sf. Atto, effetto del liquefare. 
Passaggio dello stato di un sistema da aeriforme a liquido. Avviene per abbassamento di temperatura ed è favorita dalla compressione. Il passaggio di stato avviene comunque al di sotto di una temperatura, detta temperatura critica, che varia da un gas all'altro. Viene detta condensazione quando gli aeriformi considerati sono i vapori, caratterizzati dall'avere la temperatura critica superiore a quella dell'ambiente. 

\liquerìzia, sf. Nome volgare della Glycyrrhiza glabra, una pianta erbacea dai fiori piccoli, raccolti in grappoli, e radici grigio-brune dalle quali si ricava una droga utilizzata in pasticceria, liquoreria e farmacia. 

\liquescènte, agg. Che tende a passare allo stato liquido. 
  lat. liquescens,-entis, p.pres. di liquescere liquefarsi. 

\liquescènza, sf. Condizione di ciò che è liquescente. 

\liquidambar, sm. invar. Genere di piante arboree dal legno pregiato, appartenenti alla famiglia delle Amamelidacee, originarie delle regioni calde di Asia e America. 

\liquidaménte, avv. Fluidamente. 

\liquidàre, v. tr. 1 Appurare un rapporto di tipo patrimoniale con calcoli e indagini accurate. gli liquidarono gli interessi in modo errato. 2 Pagare, estinguere. ~ saldare. <> contrarre. liquid˛ il debito. 3 Vendere a basso prezzo. ~ svendere. 4 Porre nel nulla. 5 Risarcire. ~ indennizzare. 6 Concludere. ~ risolvere. liquidare un affare, concluderlo. 7 Sopprimere, eliminare. ~ uccidere. 8 Levarsi di torno una persona. ~ sbarazzarsi. <> chiamare. lo liquid˛ con un saluto sarcastico. 9 Battere. ~ sconfiggere. 
  v. tr. 1 to settle. 2 (anche fig.) to liquidate. 3 (pagare) to pay off. 4 (persona) to get rid of. 5 (merci) to sell off. 
  deriv. da liquido

\liquidàto, agg. Nell'industria chimica, che è stato sottoposto alla liquidazione. 

\liquidatóre, sm. (f.-trìce) Chi è incaricato di procedere a una liquidazione. 

\liquidazióne, sf. 1 Atto, effetto del liquidare. 2 Indennità di fine rapporto che viene attribuita al lavoratore dipendente nel momento in cui cessa il rapporto di lavoro. ~ buonuscita. 3 Vendita a basso prezzo di merci varie. ~ saldo. 
  sf. 1 liquidation. 2 (conti) settlement, payment. 3 (di merci) clearance sale. 4 (buonuscita) severance pay. 
  deriv. da liquidare. 
Liquidazione coatta amministrativa 
Procedura che porta alla cessazione di imprese di interesse pubblico, assimilabile più al fallimento che alla liquidazione volontaria. 
Liquidazione della societÓ 
Procedura di liquidazione di una società, che regola la soddisfazione dei debiti e la ripartizione degli eventuali residui attivi tra i soci. La società conserva la sua identità giuridica. 

\liquidità, sf. 1 Stato o condizione di ciò che è liquido. ~ fluidità. ~ solidità. 2 Entità delle risorse monetarie disponibili per la spesa possedute. ~ contante. 3 Possibilità di far fronte prontamente agli impegni economici scadenti a breve termine. ~ solvenza. 
  sf. liquidity. 
  lat. liquiditas,-atis limpidezza. 
In economia indica la caratteristica che hanno alcuni mezzi economici di essere trasformati in denaro. Tra di essi vi sono la moneta, costituita da denaro e da depositi a vista, i depositi a risparmio, i buoni dello stato, le obbligazioni, le azioni e gli immobilizzi. 
LiquiditÓ finanziaria 
Indica il fatto che ogni banca deve disporre sempre di una certa quantità di denaro contante in modo da far fronte in ogni momento alle richieste dei clienti. 
LiquiditÓ internazionale 
Riserve in oro e in divise estere che permettono a un paese di affrontare eventuali squilibri nella bilancia dei pagamenti. 

\lìquido, agg. e sm. agg. 1 Detto di stato della materia la cui massa possiede volume, ma assume la forma del recipiente che la contiene. ~ fluido. <> solido. 2 Fuso, disciolto. ~ liquefatto. <> solidificato. 3 Detto di consonanti, che combinano un'occlusione e un'apertura del canale orale. 4 Chiaro, puro. ~ terso. 
sm. 1 Corpo che si trova allo stato liquido. ~ fluido. <> solido. 2 Denaro contante. ~ moneta. 
  agg. 1 liquid. 2 (comm.) ready. 3 (liquido per freni) brake fluid. sm. 1 fluid, liquid. 2 (comm.) cash, ready money. 
  lat. liquidus, deriv. da liquere essere liquido. 
In fisica è quello stato di aggregazione della materia che costituisce una delle due forme dello stato fluido. La materia in questo stato ha un volume determinato ed è quasi incomprimibile, ma le forze di coesione tra le molecole, pur essendo più forti di quelle che legano le particelle in un gas, non impediscono loro di muoversi. Il liquido può diventare solido attraverso lo stato di solidificazione o aeriforme attraverso lo stato di evaporazione. 
Liquido cerebrospinale o cefalorachidiano o liquor 
Liquido incolore che bagna l'encefalo, il midollo spinale, i ventricoli cerebrali e circola nel sistema nervoso, contenente glucosio, proteine e sali. Può essere prelevato tramite la puntura lombare

\liquidus, sm. invar. Curva che rappresenta la composizione di un liquido in equilibrio in un diagramma di fusione con la fase solida e in un diagramma di evaporazione con la fase gassosa. 

\liquirìzia, sf. 1 Caramella o pasticca a base di liquirizia. 2 Pianta erbacea e suffruticosa delle Papilionacee. 
  sf. liquorice. 

\liquor, sm. invar. Liquido cefalorachidiano. 

\liquóre, sm. 1 Bevanda alcolica dolcificata e aromatizzata con estratti vegetali. ~ alcolico. 2 Soluzione medicamentosa da somministrare in gocce. 
  sm. liqueur. 
  lat. liquor,-oris, deriv. da liquere. 

\liquorerìa, sf. 1 Mescita e vendita di liquori. 2 Fabbrica di liquori. 

\liquorìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi fabbrica o vende liquori. 

\liquoróso, agg. Simile al liquore; sciropposo, passito. ~ marsalato. <> secco. 

\Lìra Costellazione che ha come stella più splendente Vega, facilmente visibile nel corso delle notti estive, vicino allo zenit; la si può intravedere tra Ercole e il Cigno, nell'emisfero celeste boreale. 

\lìra, sf. 1 Unità monetaria circolante in vari paesi europei ed extraeuropei. 2 Denaro. ~ grana. 3 Moneta introdotta da Carlo Magno, pari a venti soldi. 4 Antico strumento musicale a corde. ~ cetra. 5 Poesia lirica. 6 Strumento per rompere la cagliata nella preparazione del formaggio. 
  sf. 1 lira. 2 (mus.) lyre. 
Unità monetaria dell'Italia, divisa in cento centesimi. La lira è anche l'unità monetaria della repubblica di San Marino e dello stato di Città del Vaticano, oltre a indicare altre unità monetarie internazionali, come la lira irlandese (un euro vale 0,78756 lire irlandesi), lira libanese, la lira israeliana, la lira siriana, la lira sterlina inglese e la lira turca. Derivata dalla libbra, divenne unità del sistema monetario di Carlo Magno (794) e fu moneta di conto di diversi stati italiani durante il medioevo. Divenuta nel XV sec. unità monetaria reale, venne coniata in diverse città, tra cui Venezia (1472), Milano (1574), Genova (1498) e Firenze (1539). Nel 1806 divenne la moneta legale della repubblica italiana e nel 1862 l'unità monetaria nazionale del regno d'Italia. Inizialmente erano in argento i pezzi da mezza lira e da 1, 2, 5 e, in seguito, da 10 e 20 lire e in oro i pezzi da 20, 50 e 100 lire. Il contenuto in oro che, prima del 1914, era di circa 0,3 g, fu fissato nel 1926 al valore di 0,08 g; dopo l'allineamento monetario, nel 1936, fu portato a 0,0478 g e successivamente a 0,00142 g, valore tenuto fino al 1971. Dal 1979 fa parte del Mercato Monetario Europeo (SME). Un euro vale 1936,27 lire. 

\Lira, La Opera di poesia di G. Marino (1608). 

\liràto, agg. Relativo a foglie composte che ha lobi la cui ampiezza è maggiore in posizione apicale. 

\Lìri Fiume (120 km) dell'Italia centro-meridionale, il secondo per importanza, nel Lazio, dopo il fiume Tevere. Nasce dai monti Simbruini (in Abruzzo), nel versante nord-ovest vicino a Cappadocia (Aquila), percorrendo una valle di tipo alpestre (la val Rovere) e formando lungo il suo percorso numerose cascate. I suoi principali affluenti sono il Melfa, il Fibreno, il Sacco e a sud di Cassino si unisce al Gari, dando luogo al Garigliano. 

\lìrica, sf. (pl.-che) 1 Nell'età classica, forma di poesia cantata con l'accompagnamento musicale. ~ cantico. 2 Genere poetico che esprime emozioni e sentimenti personali del poeta. 3 Operistica. ~ opera. 
  sf. 1 lyric poetry. 2 (mus.) opera. 
  lat. lyrica, dal greco lyrik˛s proprio della lira. 
Presso i greci il termine definiva la poesia che veniva accompagnata dal suono di strumenti a corda come la lira ed era distinta in lirica monodica, quando era accompagnata da una sola voce e lirica corale, quando era accompagnata da un coro. Maestri riconosciuti della lirica monodica, dedicata all'amore, all'amicizia e alle passioni politiche, furono Alceo, Saffo e Anacreonte. I poeti più noti della lirica corale, spesso celebrativa degli dei, delle vittorie sportive e degli ideali patriottici, furono Alcmane, Stesicoro, Ibico, Bacchilide, Simonide e Pindaro. Nel periodo ellenistico, il genere lirico diventa dominante e tende a sovrapporsi e a inglobare altri generi poetici, fino ad assumere il significato di poesia in generale. Il più grande dei lirici alessandrini fu Callimaco. A Callimaco si rifaranno nel I sec. a. C. i neoteroi (o poetae novi) di Roma tra cui Catullo. Tra gli altri lirici latini, sono da ricordare Virgilio e soprattutto Orazio che nelle Odi crea un modello di perfezione formale e di classico equilibrio. Per trovare opere poetiche che possano reggere al confronto con i classici, si dovrà attendere il Canzoniere di F. Petrarca, il quale influenzerà direttamente o indirettamente la maggior parte della lirica europea fino al Settecento. Nel rinascimento la lirica divenne genere letterario esprimente i sentimenti dell'autore. Risultati di rilievo si avranno con G. Parini, V. Alfieri e U. Foscolo. Il romanticismo elevò il concetto di lirica ad attributo principale della poesia, considerandola quindi non più un genere come gli altri, ma identificandola con la poesia stessa. Questa teoria fu poi adottata da B. Croce. In Italia, il vertice della poesia lirica è rappresentato da G. Leopardi: egli impersona la sintesi della poetica romantica esprimendo la finitezza dell'io e l'aspirazione all'infinito; in lui spesso anche la prosa non è altro che poesia lirica avente una forma non convenzionale. I movimenti d'avanguardia, criticando la definizione di lirica come contemplazione, si fecero promotori di una poesia antilirica, satirica e venata di ironia. 
In musica, i termini opera lirica o semplicemente lirica equivalgono a lavoro teatrale musicale o anche melodramma e indicano una composizione per voce, pianoforte o gruppo di strumenti, oppure per voce e orchestra (opera), nella quale la presenza della musica è prevalente rispetto alle altre componenti dello spettacolo. In questo senso, lirico equivale a musicale. 

\liricaménte, avv. In modo lirico. ~ poeticamente. 

\Liriche Opera di poesia di A. Onofri (1907). 

\liricità, sf. Lirismo. 

\liricizzàre, v. tr. Conferire a un discorso un tono lirico. 

\lìrico, agg. (pl. m.-ci) 1 In età classica detto di poesia da cantarsi con l'accompagnamento musicale. poeta lirico. 2 Detto di chi compone liriche. 3 Di ciò che ricorda il carattere della poesia lirica. ~ operistico. opera lirica, melodramma in musica. 4 Elegiaco. ~ poetico. <> prosaico. 
  agg. 1 lyric, lyrical. 2 (cantante lirico) opera singer. 3 (teatro lirico) opera house. 
  lat. lyricus, dal greco lyrik˛s proprio della lira. 

\lirìdi Sciame di meteore, con radiante nella costellazione della Lira; il periodo dell'anno più favorevole per poterle osservare è attorno alla fine di aprile. 

\Lìrio Comune in provincia di Pavia (167 ab., CAP 27043, TEL. 0385). 

\liriodendron, sm. invar. Genere di piante arboree della famiglia delle Magnoliacee a cui appartengono due specie, una originaria della Cina e l'altra dell'America del nord. 

\lirìsmo, sm. 1 Caratteristica della poesia lirica. 2 Tono ispirato. 
  franc. lyrisme. 

\liroconìte, sf. Arseniofosfato basico e idrato di rame e alluminio presente della zona di ossidazione dei giacimenti di rame. 
  comp. dal greco leirˇs pallido e konÝs polvere. 

\Lis, còlle dél Valico (1.311 m) delle Alpi Graie che collega Avigliana, nella valle di Susa, con Viù nella valle di Viù. 

\Lisàndro (V sec.-Aliarto 395 a. C.) Militare e politico spartano. Fu tra i principali artefici della vittoria nella guerra del Peloponneso. Sconfisse gli ateniesi presso Egospotami (404 a. C.), arrivando a conquistare Atene, alla quale impose il governo oligarchico dei trenta tiranni. 

\Lisbon Story Film commedia, tedesco/portoghese (1995). Regia di Wim Wenders. Interpreti: Rudiger Vogler, Patrick Bauchau, Teresa Salgueiro. Titolo originale: Lisbon Story 

\Lisbóna Città (830.000 ab.) capitale del Portogallo e capoluogo del distretto omonimo (2.750 km2, 2.100.000 ab.), posta sull'Atlantico, all'estuario del fiume Tago. È un importante porto commerciale transoceanico. Possiede industrie siderurgiche, meccaniche, chimiche, petrolchimiche, tessili, alimentari, cartarie, vetrarie, farmaceutiche e del tabacco. In portoghese Lisboa. Fu occupata dai romani, dai musulmani e infine, con la conquista cristiana (1147), divenne capitale del regno. Si sviluppò soprattutto nel XVI sec. quando iniziarono i traffici via mare tra l'Europa e le Americhe. Subì diverse scosse telluriche, la più intensa delle quali, nel 1755, la distrusse quasi completamente. Presenta i resti delle mura romane, i resti del convento del Carmine (gotico), il monastero di Jerónimos (XVI sec.), la torre di Belém (1515-1520, stile manuelino), il duomo romanico, un museo archeologico e un museo di arte antica. 

\lìsca, sf. (pl.-che) 1 Materia legnosa che cade a forma di schegge dal lino e dalla canapa. 2 Colonna vertebrale dei pesci. ~ spina. 
  sf. fishbone. 
  german. liska. 

\Liscàte Comune in provincia di Milano (3.117 ab., CAP 20060, TEL. 02). 

\liscézza, sf. 1 L'essere liscio. 2 Dolcezza. 

\lìscia, sf. (pl.-sce) 1 Arnese del calzolaio per lisciare il cuoio. 2 Arnese cilindrico di ferro per stirare la biancheria inamidata. 
  deriv. da lisciare. 

\Lìscia Comune in provincia di Chieti (887 ab., CAP 66050, TEL. 0873). 

\lisciaménte, avv. In modo liscio. 

\lisciaménto, sm. 1 Il lisciare e l'effetto. ~ levigatura. 2 Adulazione esagerata. ~ lusinga. 

\Lisciàno Niccóne Comune in provincia di Perugia (694 ab., CAP 06060, TEL. 075). 

\lisciàre, v. v. tr. 1 Rendere liscio; limare, piallare, pareggiare, polire. ~ levigare. non era riuscito a lisciare quel legno. 2 Sfregare. 3 Adulare. ~ lusingare. 4 Accarezzare. ~ coccolare. 5 Ravviare. ~ pettinare. 6 Rifinire. ~ perfezionare. doveva lisciare meglio quello scritto. 7 Mancare, sbagliare. lisciare la palla
v. intr. pron. o rifl. Curarsi eccessivamente nella persona. ~ azzimarsi. si lisci˛ i capelli con cura, li stirò verso la nuca. 
  v. tr. 1 to smooth. 2 (lusingare) to flatter. 
  etimo incerto. 

\lisciàta, sf. 1 Lisciamento. 2 Nel tresette, giocata di una carta bassa. 

\lisciàto, agg. 1 Che ripone una attenzione particolare alla pulizia. 2 Eccessivamente accurato. 

\lisciatóio, sm. 1 Arnese per lisciare le superfici di cristallo, di marmo e simili. 2 Utensile meccanico che viene riscaldato per lisciare una superficie di asfalto. 

\lisciatrìce, sf. Macchina che esegue la lisciatura. 

\lisciatùra, sf. 1 Operazione del lisciare. 2 Finitura della superficie di un pezzo ottenuta mediante il moto rotativo e alternativo di pietre abrasive. ~ levigatura. 

\lìscio, agg. e sm. agg. 1 Privo di ruvidezze. ~ levigato. <> ruvido. mare liscio, non increspato dalle onde; passarla liscia, non incorrere in punizioni. 2 Privo di ornamenti. 3 Che non presenta difficoltà; agevole, semplice. ~ facile. <> difficile. and˛ tutto liscio come previsto. 4 Scorrevole, articolato. ~ agile. <> arduo, complesso. 5 Detta di bevanda servita senza l'aggiunta di selz o di ghiaccio. ~ puro. <> allungato, corretto. 6 Di pelle, vellutato. ~ morbido. <> avvizzito. 7 Tranquillo. ~ calmo. <> agitato. 
sm. Ballo. 
  agg. 1 smooth. 2 (capelli) straight. 3 (passarla liscia) to get away with it. 4 (fig.) straightforward. 
  da lisciato, p.p. di lisciare

\lisciòla, sf. Attrezzo manuale dalla lama tagliente utilizzato per ripassare i tagli di potatura e lisciarne la superficie. 

\liscióne, sm. Superficie di una faglia provocata dalla frizione tra i due blocchi di roccia che hanno subito un movimento di traslazione. 

\liscìvia, sf. Soluzione a media concentrazione di idrati e carbonati alcalini, usato per lavare tessuti. 
  lat. lixivia, deriv. da lixa. 

\lisciviàre, v. tr. 1 Lavare con la liscivia. 2 Separare una sostanza dall'altra, sfruttando la differenza di solubilità. 

\lisciviatùra, sf. 1 Trattamento di purificazione delle fibre cellulosiche per la fabbricazione della carta. 2 Lavatura del cotone con la liscivia. 

\lisciviazióne, sf. 1 Operazione del lisciviare. 2 Migrazione di elementi solubili del terreno dagli strati superiori a quelli inferiori del suolo. 

\liscóso, agg. Pieno di lische. 

\lisèrgico, agg. (pl. m.-ci) Di acido presente come ammide sostituita nella segale cornuta, da cui si può ottenere per via sintetica l'LSD (dietilammide dell'acido lisergico). 

\liseuse, sf. invar. 1 Piccola giacca femminile da letto. 2 Tavolino settecentesco francese per libri. 

\lìsi, sf. 1 In biologia, distruzione di sostanze organiche, tessuti o cellule a causa di agenti biologici, fisici o chimici. 2 In medicina, risoluzione lenta di uno stato morboso o discesa molto lenta di una curva febbrile. 

\Lìsi, Nicòla (Scarperia 1893-Firenze 1975) Romanziere. Tra le opere Diario di un parroco di campagna (1942). 

\lisi-, o liso- Primo elemento di parole composte. 
  greco I"sis scioglimento. 

\Lìsi, Vìrna (Ancona 1937-) Attrice cinematografica. Interpretò Signore e signori (1967), La cicala (1980) e La regina Margot (1994). 

\Lìsia (Atene 450 ca.-Atene 380 a. C. ca.) Oratore greco. Figlio di una ricca famiglia di origini siracusane, fu costretto alla fuga durante il governo dei trenta tiranni. Dopo la restaurazione del regime democratico ad Atene da parte di Trasibulo, che egli favorì, tornò in patria e si dedicò all'attività di logografo. Dei 425 discorsi attribuitigli, ne restano solo trentaquattro, tre dei quali incerti, tra i quali Contro Eratostene, Contro Diogitone, Contro i mercanti di grano e Per l'invalido. Al suo stile semplice e chiaro si rifecero gli atticisti romani. 

\Lisignàgo Comune in provincia di Trento (456 ab., CAP 38030, TEL. 0461). 

\lisimachìa, sf. Genere di piante per lo più erbacee, appartenente alla famiglia delle Primulacee, dai fiori bianchi, gialli o rossi, coltivate a scopo ornamentale. 

\Lisìmaco (Pella 355?-Corupedio 281 a. C.) Militare macedone, re di Tracia. Partecipò alla spedizione in Asia con Alessandro Magno, alla cui morte ricevette la Tracia e i territori circostanti. Nella battaglia di Ipso (301 a. C.) sconfisse Antigono Monoftalmo e conquistò l'Asia Minore centrale e occidentale. Espanse ancora il suo dominio dopo la vittoria su Demetrio Poliorcete. Fu sconfitto e ucciso da Seleuco. 

\lisìna, sf. Amminoacido costituente di molte proteine, con importante funzione di regolazione della crescita degli organismi. È anche così detta una sostanza contenuta nel sangue, tuttora poco nota, di natura enzimatica, capace di distruggere i microrganismi tramite lisi delle cellule. 

\Lìsio Comune in provincia di Cuneo (302 ab., CAP 12070, TEL. 0174). 

\Lisìppo (Sicione 370 ca.-Sicione 300 a. C. ca.) Scultore e bronzista greco. Fu autore di circa 1.500 opere e scultore ufficiale di Alessandro Magno. Nessuna opera ci è pervenuta in originale. A differenza di Prassitele, predilesse il corpo maschile e preferì il bronzo al marmo. Con la sua ricerca formale, caratterizzata tra l'altro dall'abbandono della legge della frontalità e dall'acquisto dello spazio tridimensionale, pose le basi per il passaggio dall'arte classica a quella ellenistica. Tra le sue opere L'atleta che si deterge il sudore (Roma, musei Vaticani, copia romana) testimonia più di ogni altra il rinnovamento della scultura: non più l'atleta nella posa perfetta, ma l'uomo al termine della sua fatica; non più il perfetto equilibrio del corpo, ma un equlibrio instabile che tende al movimento; non più un essere sovrumano, ma un uomo concreto. Sono da ricordare, inoltre, L'atleta Agias (338?, Delfi, Museo Archeologico, copia antica), Alessandro appoggiato alla lancia (Parigi, Louvre, copia) e Ercole Farnese (Napoli, Museo Archeologico Nazionale, copia greca). 

\Lisistrata Commedia di Aristofane (411 a. C.). È una delle 11 commedie di Aristofane conservate (delle oltre 40 attribuitegli). Decisa a far cessare la guerra, Lisistrata (Colei che scioglie gli eserciti) convoca un'assemblea delle donne, con rappresentanze provenienti da tutta la Grecia, ed espone il suo piano: le donne non dovranno più fare l'amore con i loro uomini se questi non accetteranno di concludere la pace. Superata qualche perplessità, la proposta viene accettata all'unanimità. Appena terminata l'assemblea, le donne di Atene occupano l'Acropoli, nella quale sono custoditi i fondi necessari per i rifornimenti e il finanziamento delle operazioni belliche. Dopo numerosi tentativi degli uomini di farle recedere, le donne hanno partita vinta. La pace conclusa viene festeggiata con canti e danze. 

\Lisitea Satellite del pianeta Giove, scoperto da S. B. Nicholson nel 1938; ha un periodo orbitale di 261 giorni. Il suo raggio è di 12 km e si trova a 11.750.000 km di distanza. 

\lìso, agg. Consumato, sciupato, malconcio. ~ logoro. <> nuovo. 
  agg. threadbare, worn-out. 

\lisofòrmio, sm. Soluzione di sapone di potassio usato come antisettico o deodorante. 

\lisosòma, sm. (pl.-i) Struttura granulare o vacuolare legata a processi digestivi endocellulari. I lisosomi, presenti in gran numero nelle cellule viventi, sono incaricati di digerire, quando è necessario, il citoplasma. 

\lisozìma, sm. Termine che designa una proteina capace di distruggere la parete cellulare dei batteri fagocitati così da esercitare un'azione di difesa contro le infezioni virali e batteriche. 

\LISP In informatica è la sigla di List Processor (gestore di liste). Linguaggio di programmazione di tipo funzionale creato verso la fine degli anni '50. Viene in genere utilizzato per applicazioni relative all'intelligenza artificiale. 

\Lispector, Clarice (Tchetchelnik, Ucraina, 1917?-Rio de Janeiro 1978) Scrittrice brasiliana. Tra le opere La passione secondo G. H. (1964) e Legami di famiglia (1960). 

\Liss, Johann (Oldenburg ca. 1595-Venezia 1629) Pittore tedesco. Tra le opere Il gioco della morra (Kassel, Gemäldegalerie) e Estasi di San Paolo (ca. 1628-1629, Berlino, Gemäldegalerie). 

\Lissa Isola della Croazia, nel mar Adriatico. Fa parte dell'arcipelago dalmata. 

\lìssa, sf. In medicina, altra denominazione di rabbia. 

\Lissajous, Jules-Antoine (Versailles 1822-Plombières-les-Dijon 1880) Fisico francese. Studiò in particolare ottica e acustica. 
Figure o curve di Lissajous 
Curve descritte da un punto e originate dalla composizione di due moti armonici. Consentendo il confronto tra due frequenze, possono essere impiegate nelle operazioni di equilibratura degli oscilloscopi e degli oscillografi. 

\lissencèfalo, agg. Di vertebrato, avente la superficie degli emisferi cerebrali liscia. <> girencefalo. 

\Lissitskij, Lazar (Smolensk 1890-Mosca 1941) Pittore russo detto El Lissitskij. Tra le opere Proun I D (1919, Basilea, Kunstmuseum) e Proun 1924 (1924, Eindhoven, Stedelijk van Abbemuseum). 

\Lissóne Comune in provincia di Milano (32.177 ab., CAP 20035, TEL. 039). Centro industriale (prodotti tessili, chimici, meccanici e del mobile). Gli abitanti sono detti Lissonesi

\lissotrichìa, sf. In antropologia, condizione degli individui lissotrichi. 

\List, Friedrich (Reutlingen 1789-Kufstein 1846) Economista tedesco. Elaborò la teoria sui vantaggi del protezionismo per lo sviluppo dei paesi industrialmente arretrati e scrisse Il sistema nazionale di economia politica (1841). 

\lìsta, sf. 1 Striscia lunga e stretta di carta o altro materiale; bacchetta, barra, listello, fettuccia, stringa, nastro. ~ stecca. 2 Foglio di carta in cui si elencano cose o persone. ~ listino. la lista della spesa era molto lunga. 3 Conto. ~ nota. 4 Carta. ~ menu. gli portarono la lista dei vini. 5 Listato. ~ elenco. le liste elettorali erano giÓ state affisse. 6 Catalogo. ~ inventario. 
  sf. 1 list. 2 (striscia) strip. 3 (lista elettorale) electoral roll. 4 (lista delle pietanze) menu. 
  german. lista striscia, bordo. 

\Lista y Aragón, Alberto (Siviglia 1775-1848) Poeta e critico spagnolo. Ecclesiastico di vasti interessi culturali e di vena versatile, fu influenzato dalle teorie di J.-J. Rousseau. Tra le opere Il trionfo della tolleranza, La bontÓ Ŕ connaturata all'uomo, Romanze e idilli, i Saggi letterari e critici (1844) e le Lezioni di letteratura spagnola (1836). 

\listàre, v. v. tr. 1 Fregiare. ~ ornare. 2 Eseguire un listato. 
v. intr. pron. Essere assegnato attraverso una lista. 

\listàto, agg. e sm. agg. Ornato. ~ abbellito. 
sm. Elenco stampato di dati di un elaboratore. 
  agg. edged. 

\listatùra, sf. Atto, effetto del listare. 

\listèllo, sm. 1 Sottile striscia soprattutto di legno usato come ornamento o per rinforzare. ~ asticciola, bastoncino. 2 Modanatura a sezione rettangolare che separa due membrature architettoniche. 
  dimin. di lista. 

\Lister, Joseph (Upton 1827-Walmer 1912) Chirurgo inglese. Introdusse l'antisepsi. 

\listeriòsi, sf. Malattia che colpisce molte specie di Mammiferi e di Uccelli e che si trasmette all'uomo per contatto diretto, manifestandosi nella forma anginosetticemica, benigna, e meningoencefalitica, letale. Viene provocata dal batterio Listeria monocytogenes

\listìno, sm. 1 Elenco di prezzi. ~ prezziario. 2 Catalogo, elenco. ~ indice. 
  sm. 1 list. 2 (listino dei prezzi) price list. 

\Liszt, Franz (Raiding 1811-Bayreuth 1886) Pianista, direttore d'orchestra e compositore ungherese. Studiò a Vienna e a Parigi, dove iniziò un'intensa attività come compositore e concertista. Fu direttore della cappella di corte a Weimar dal 1848, e qui aiutò R. Wagner e le nuove leve di tendenze progressiste. Fu anche a Roma, Bucarest e Bayreuth. Si cimentò in ogni genere di musica. Compose numerose opere pianistiche (tra cui Studi trascendentali, Rapsodie ungheresi, Armonie poetiche e religiose, Leggende di San Francesco e La lugubre gondola); messe (tra cui la Messa solenne e la Messa per l'incoronazione); oratori (La leggenda di Santa Elisabetta e Christus); poemi sinfonici (tra cui I preludi e Tasso); le sinfonie Faust e Dante; composizioni per organo; due Concerti; tre Fantasie per pianoforte e orchestra e i Lieder, particolari per le loro soluzioni armoniche inconsuete. 

\litanìa, sf. 1 Nella lingua cattolica preghiera di supplicazione. ~ preghiera. 2 Serie lunga e noiosa. ~ tiritera. 3 Lamentela. ~ lagna. 
  lat. tardo litania, dal greco litanŔia, deriv. da litanŔuein supplicare. 
Forma di preghiera comune a molte religioni, nella quale i fedeli rispondono con una formula fissa a ogni invocazione di chi celebra. Il suo uso nella chiesa cristiana risale al IV sec. Le litanie più comuni della chiesa romana sono le litanie dei Santi e le litanie della Vergine o lauretane

\litànico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a litania. 

\litantràce, sm. Combustibile fossile (carbone fossile) composto al 74-93% da carbonio, al 3,2% da ossigeno e all'1,5% da idrogeno. È compatto e formato da strati di colore nero, lucente o opaco. È il tipo di carbone più diffuso. Si trova in Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Polonia, Russia, Ucraina, Australia, Cina, Giappone, India, Repubblica sudafricana e USA e in piccole quantità anche in Italia. Il potere calorifico varia da 7.500 a 9.500 kcal/kg. 

\lìte, sf. 1 Causa civile. ~ controversia. <> accordo. 2 Violento contrasto con ingiurie; battibecco, dissidio. ~ rissa. 
  sf. 1 quarrel, argument. 2 (dir.) lawsuit. 
  lat. lis, litis. 

\litectasìa, sf. Asportazione per via iterare di un calcolo vescicale. 

\Literaturnaja gazeta Nome di due periodici russi. Il primo venne fondato nel 1830 a Pietroburgo, ebbe come collaboratori principali Del'vig, Puskin e Vjazemskij e cessò le pubblicazioni nel 1832. Il secondo era un settimanale pubblicato a Mosca dal 1929. 

\litham, sm. invar. 1 Velo che le donne musulmane portano sul volto. 2 Velo che viene portato dagli uomini Tuareg e da altri nomadi sahariani. 

\litìasi, sf. Formazione dei calcoli in un organo cavo (rene, bile ecc.) 

\lìtico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al litio. 

\litigànte, agg. Chi litiga. ~ contendente. 

\litigàre, v. v. tr. Disputarsi. 
v. intr. 1 Venire a contrasto con qualcuno; bisticciare, altercare. ~ questionare. <> riconciliarsi. 2 Essere parte di una lite. ~ accapigliarsi. <> accomodarsi, accordarsi. 
v. rifl. Venire a contrasto. 
  v. intr. 1 to quarrel. 2 (dir.) to litigate. 
  lat. litigare, deriv. da lis litis. 

\litigàta, sf. Litigio violento. ~ lite. 

\litighìno, sm. Chi litiga in continuazione. 

\litìgio, sm. Animato contrasto di parole; alterco, contesa, diverbio. ~ battibecco. <> accordo. 
  sm. dispute, quarrel. 
  lat. litigium, deriv. da litigare

\litigiosaménte, avv. In modo litigioso. 

\litigiosità, sf. Carattere di chi è litigioso. ~ aggressività. 
  deriv. da litigioso

\litigióso, agg. 1 Che sta sempre in lite con qualcuno; aggressivo, attaccabrighe. ~ polemico. <> accomodante. 2 Che è oggetto di una lite. 
  agg. 1 quarrelsome. 2 (dir.) litigious. 
  lat. litigiosus. 

\litigóne, sm. Chi litiga spesso. 

\litìna, sf. Idrossido di litio, di formula LiOH. 

\lìtio, sm. Elemento chimico, avente simbolo Li, numero atomico 3, peso atomico 6,94. È un metallo alcalino bianco argenteo che si trova in quasi tutte le rocce eruttive e nelle acque delle sorgenti minerali. Si ottiene puro per elettrolisi del cloruro fuso. A temperatura ambiente è il più leggero degli elementi solidi. Si usa nella metallurgia e per la preparazione di leghe. Viene utilizzato anche per curare le sindromi maniaco depressive. 

\litióso, agg. Di sostanza, che contiene sali di litio. 

\litispendènza, sf. 1 Stato di un processo, in corso di svolgimento. 2 Esistenza di due processi per la stessa domanda. 
Eccezione di litispendenza 
Eccezione sollevata dal convenuto il quale indica la preesistenza di un altro processo sulla stessa domanda. 

\Litìstidi Famiglia di poriferi demosponge tetrattinellidi il cui scheletro è un intreccio di spicole silicee. 

\litòbio, sm. Genere di chilopodi litobiomorfi della famiglia dei Litobiidi costituito da centopiedi carnivori cosmopoliti il cui corpo è formato da anelli di dimensioni diverse con quindici paia di zampe. 

\Litobiomòrfi Ordine di chilopodi con sviluppo indiretto che presentano quindici paia di zampe. 

\litòclasi, sf. Frantumazione di una roccia sottoposta a forze tettoniche. 

\litocrànio, sm. Genere di Mammiferi Artiodattili della famiglia dei Bovidi al quale appartiene l'antilope giraffa (Lithocranius walleri), detta anche gerenuk. 

\Litòdidi Famiglia di Crostacei Decapodi anomuri i cui individui di sesso femminile hanno l'addome asimmetrico. 

\litofanìa, sf. Procedimento utilizzato per ottenere effetti di trasparenza in porcellana, vetro opaco e simili. 

\litofìsi, sf. Cavità ovale o rotonda delle rocce effusive vetrose composte da setti formati da scaglie vetrose o parzialmente cristallizzate nei quali si annidano cristalli di varie specie di minerali. 

\litòfite Denominazione di quelle piante che vivono sulle rocce. 

\litofotografìa, sf. Fotolitografia. 

\litogènesi, sf. Ogni processo di formazione di una roccia. 

\litoglifìa, sf. L'arte di incidere sulla pietra. 

\litografàre, v. tr. Stampare con il sistema litografico. 

\litografìa, sf. Sistema di stampa artistico e industriale, in cui la matrice viene inchiostrata solo nei punti voluti mediante trattamento chimico. ~ incisione. 
  sf. 1 (sistema di incisione artistica) lithography. 2 (stampa) lithograph. 
  da lito-+-grafia. 
Il disegno viene prodotto utilizzando una particolare sostanza grasso-resinosa, che ha la particolarità di respingere l'acido con cui la superficie della pietra viene cosparsa e che viene invece assorbito dalle parti non disegnate. La successiva inchiostratura viene quindi trattenuta dalle parti grasse e rifiutata dalle altre. Il disegno si ottiene premendo un foglio di carta contro la matrice mediante un cilindro. Nella stampa litografica in genere la pietra viene sostituita da lastre metalliche. 

\litogràfico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla litografia. 

\litogràfo, sm. Chi stampa in litografia. 

\litòide, agg. Roccioso. 

\litolatrìa, sf. Il culto delle pietre. Un tempo praticato da vari popoli, oggi è ancora praticato da alcune popolazioni primitive. 

\litolìtico, agg. e sm. (pl. m.-ci) Di farmaco in grado di solubilizzare i calcoli biliari. 

\litologìa, sf. (pl.-gìe) Insieme dei caratteri fisici e chimici di una roccia. 

\litològico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla litologia. 

\litopedion, sm. invar. Feto morto e pietrificato a causa di deposizione di calcio nei tessuti. 

\litopóne, sm. Pigmento bianco costituito da solfuro di zinco e solfato di bario. Insolubile in acqua, è dotato di un alto potere coprente. 

\litoptèrni Ordine di Mammiferi che vissero tra il Paleocene e il Pleistocene nell'America meridionale. Erbivori adattati alla corsa, erano simili agli equidi e ai camelidi. 

\litoràle, agg. e sm. agg. Costiero. ~ litoraneo. <> arretrato, interno. 
sm. Parte di spiaggia i cui limiti sono definiti dai livelli di alta e bassa marea. ~ lido. <> entroterra, interno. 
  agg. coast, coastal. sm. coast. 
  lat. litoralis, deriv. da litus,-oris spiaggia. 

\Litoràle, territòrio dél Territorio (2.260.000 ab.) della Russia, nella Siberia orientale. Capoluogo Vladivostok. 

\litorànea, sf. Lungomare. ~ costiera. 

\litoràneo, agg. Che si stende lungo il litorale. ~ costiero. <> interno. 

\litosfèra, sf. Parte esterna più consistente della Terra. ~ crosta terrestre. 
In geologia indica le parti superficiali della Terra e comprende la crosta terrestre e la parte superficiale del mantello. La litosfera ha uno spessore che va da 70 a 120 km ed è formata da rocce prevalentemente di natura eruttiva, ricche di ossigeno, di alluminio e di silicati e caratterizzate da un basso peso specifico. È inoltre frazionata in zolle, chiamate placche tettoniche, divise da margini che possono essere costituiti da linee di frattura costruttive o distruttive e, in alcuni casi, da faglie. Alcune parti più spesse della crosta sono poi costituite da rocce più antiche (crosta continentale), mentre altre, più sottili, sono formate da rocce più recenti (crosta oceanica). Dato che tra la litosfera e il mantello inferiore è presente uno strato intermedio di rocce parzialmente fuse (astenosfera), le zolle continentali hanno la possibilità di spostarsi, restringendo o espandendo i fondali oceanici e provocando la cosiddetta deriva dei continenti

\litospèrmo, sm. Genere di piante erbacee dell'emisfero boreale, appartenente alla famiglia delle Boraginacee, il cui ciclo dura un anno o due. 

\litostratigrafìa, sf. Ramo della geologia che suddivide le rocce secondo la successione della loro formazione in base ai loro caratteri litologici. 

\litòstrato, sm. In archeologia, mosaico pavimentale costituito da pezzi di marmo e di pietra colorati e inseriti su di un fondo di tessere irregolari di calcare bianco. 

\litòte, sf. Figura retorica che consiste nell'attenuare un concetto esprimendolo mediante la negazione del suo contrario. • è un esito non bello.

\litotèca, sf. (pl.-che) Collezione di minerali. 

\litotomìa, sf. Asportazione chirurgica di uno o più calcoli, in particolar quelli vescicali. 

\litòtomo, sm. Strumento affilato utilizzato per praticare una litotomia. 

\litotripsìa, sf. Intervento chirurgico consistente nella frantumazione dei calcoli vescicali in modo che possano venire eliminati insieme all'urina. 

\litotritóre, sm. 1 Strumento chirurgico atto a praticare una litotripsia. 2 Attrezzatura con la quale si cerca di distruggere i calcoli biliari mediante onde d'urto. 

\Litràcee Famiglia di piante erbacee, arboree o arbustacee, appartenenti all'ordine delle Mirtali, caratterizzate dall'avere fiori ermafroditi e foglie intere e opposte. 

\lìtro, sm. 1 Unità di misura di capacità corrispondente a 1 dm3 (a rigore il litro è leggermente superiore al dm3: 1 l = 1.0000027 dm3; nella pratica le due unità possono essere scambiate). 2 Bottiglia bollata dalla capacità di un litro. 3 Quantità contenuta in quel recipiente. comprarono un litro di vino
  sm. litre. 
  franc. litre, dal greco litra libbra. 

\Littin, Miguel (Palmilla, Colchagua 1942-) Regista cinematografico cileno. Esponente del cinema di impegno politico e sociale dell'America latina, realizzò il lungometraggio Compa˝ero Presidente (1971), su S. Allende, La terra promessa (1973), Actas de Marusia (1975), Il ricorso del metodo (1978) e, in clandestinità, Acta general de Chile (1985-1986), sulla dittatura di Pinochet. 

\Little Big Horn Fiume statunitense (146 Km) che scorre negli stati Wyoming e Montana e si butta da destra nel Big Horn. Qui ebbe luogo il 25 giugno 1876 la battaglia nella quale i Sioux di Sitting Bull e di Crazy Horse massacrarono le truppe federali del generale Custer. 

\Little Italy Denominazione utilizzata in alcune città degli Stati Uniti per indicare i quartieri abitati in prevalenza da italiani. A New York, per esempio, è la zona di Brooklyn popolata da italiani. 

\Little Rock Città (176.000 ab.) degli USA, capitale dello stato dell'Arkansas, tra il fiume Arkansas e i monti Ouachita. Nodo ferroviario e stradale, centro commerciale (mercato di prodotti agricoli, cotone e cereali) e industriale (prodotti meccanici, metallurgici, chimici, cartari, del legno e della gomma). 

\Littlewood, Joan Maud (Londra 1914-Londra 2002) Regista inglese. Fondatrice della compagnia Theatre Workshop nel 1945, operò al Royal Theatre di Londra portando sulla scena opere classiche e di attualità. Tra gli spettacoli di successo O che bella guerra! (1963). 

\littóre, sm. 1 Nell'antica Roma chi accompagnava in pubblico i magistrati. 2 Nel periodo fascista, vincitore dei ludi littoriali 
  lat. lictor,-oris. 

\littoriàli, sm. pl. Concorsi annuali a carattere culturale o sportivo che, durante il periodo fascista, venivano aperti agli studenti universitari iscritti al GUF. 

\littorìna, sf. 1. Piccolo mollusco dei Gasteropodi. 2. Automotrice ferroviaria con motore a scoppio o Diesel. 

\littòrio, agg. 1 Relativo ai littori. 2 Fascista. 
  lat. lictorius. 

\lituàni Popolazione baltica affine a quella degli slavi che oggi costituisce la maggioranza etnica della repubblica di Lituania. I lituani parlano una lingua balto-slava. 

\Lituània Repubblica dell'Europa orientale; confina a nord con la Lettonia, a est e sud-est con la Russia Bianca, a sud-ovest con la Polonia e la Russia e si affaccia a nord-ovest sul mar Baltico. 
Il territorio è prettamente pianeggiante nella sezione centrale, mentre a sud-est e a ovest (Samogizia) si presenta ondulato da colline di origine morenica che non raggiungono i 300 m di altitudine. 
Il fiume principale è il Nemunas che con i suoi affluenti (Neris, Sventoji) interessa tutto il territorio lituano; segna una parte del confine con la provincia russa di Kaliningrad e sfocia nell'ampia laguna di Kurskij. 
Nelle regioni collinari numerosi sono i laghi intermorenici. Notevole è anche il lago artificiale che sorge presso Kaunas da uno sbarramento del Nemunas. 
Il clima ha carattere continentale, lievemente più temperato nella fascia costiera. 
La capitale è Vilna, che conta circa 580.000 abitanti. 
Gli altri centri principali sono: Kaunas, Klaipeda, Siauliai e Panevezys. 
L'agricoltura può contare su circa la metà del territorio nazionale; notevoli sono anche stati gli interventi di bonifica che hanno recuperato all'agricoltura vaste zone paludose. 
La produzione agricola consiste principalmente in cereali, patate, barbabietole da zucchero e ortaggi. 
Anche il territorio riservato a prateria e pascolo è piuttosto vasto (un quinto del territorio nazionale), fattore questo che favorisce le attività zootecniche; infatti è diffuso l'allevamento di bovini, suini, ovini e discrete sono le produzioni di carne e di latte e latticini. 
Le attività industriali sono concentrate nella capitale e nelle città principali, dove sorgono impianti di industria pesante, cantieri navali e per la produzione di materiali da costruzione. 
Sono inoltre rappresentati i settori della robotica, della chimica, dell'elettronica, dell'industria cartaria e del legno e dell'industria alimentare. Si producono inoltre abbigliamento e calzature. 
Di notevole interesse è lo sfruttamento delle foreste che producono legname (in prevalenza conifere) ed essenze pregiate. 
STORIA Nel V sec., le tribù baltiche-slave della regione si organizzano per lottare contro le invasioni scandinave. Nel 1240 ca. Mindaugas fonda il granducato di Lituania. Dalla seconda metà del XIII sec. a tutto il XIV sec. questo stato combatte i Cavalieri Teutonici ed estende il suo dominio ai principati russi del sud-ovest, in particolare con Gédymin (1316-1341). Nel 1385 la Lituania si allea con la Polonia; il granduca Jagellone diventa re di Polonia con il nome di Ladislao II (1386-1434) e la Lituania si converte al cattolicesimo. Con Vytautas, nel periodo 1392-1430, la Lituania si estende fino al mar Nero. 
Nel 1569 l'Unione di Lublino crea lo stato polacco-lituano. Nel 1795 la maggior parte del paese viene annessa all'impero russo. Durante la prima guerra mondiale la Lituania è occupata dalla Germania. Nel 1918 proclama la propria indipendenza, che viene riconosciuta due anni dopo dalla Russia sovietica. Nel 1940 a seguito del patto russo-tedesco, la Lituania è annessa all'URSS. Durante la seconda guerra mondiale viene occupata dai tedeschi. Nel 1948-1949 la resistenza all'occupazione sovietica viene duramente repressa. Nel 1990 i lituani proclamano l'indipendenza della loro repubblica. L'anno successivo essa viene riconosciuta dall'URSS e dalla comunità internazionale (settembre). Nel 1992 il Partito democratico del lavoro (ex partito comunista) vince le elezioni legislative. L'anno successivo viene eletto alla presidenza della repubblica Algirdas Brazauskas. Le truppe russe iniziano la loro ritirata dal paese. Nel 1995 il dissesto di due grandi banche ha provocato una crisi politica che ha portato gli ex comunisti alla sconfitta nelle elezioni del 1996, vinte dal conservatore Landsbergis. Nel 1998 è eletto presidente V. Adamkus. 
Abitanti-3.710.000 
Superficie-65.200 km2 
Densità-56,9 ab./km2 
Capitale-Vilnius 
Governo-Repubblica parlamentare 
Moneta-Lita 
Lingua-Lituano, russo e polacco 
Religione-Cattolica con minoranze ortodosse, protestanti 

\lituàno, agg. e sm. agg. Della Lituania. 
sm. Abitante o nativo della Lituania. 

\lìtuo, sm. 1 In musica, antico strumento aerofono bronzeo costituito da un tubo lungo e stretto con il padiglione leggermente svasato. 2 Nell'antica Roma, bastone privo di nodi e con un'estremità ricurva che veniva usato dagli auguri. 

\liturgìa, sf. (pl.-gìe) 1 Nelle religioni, complesso degli atti cerimoniali pubblici destinati al culto; rito, rituale. ~ celebrazione. 2 Nell'antica Grecia, obbligo incombente ai cittadini più facoltosi di sostenere a proprie spese certe cariche pubbliche. 
  greco leitourgýa, deriv. da leitourg˛s liturgo. 
Nell'antica Grecia e soprattutto ad Atene, era un servizio pubblico che i cittadini più abbienti dovevano finanziare per il bene della comunità. Le liturgie potevano essere straordinarie, come l'armamento di un trireme, o periodiche, come la gestione e il finanziamento di un coro (coregýa), di un ginnasio (gymnßsion) per l'addestramento atletico dei giovani o di un banchetto. 
Nell'ambito religioso indica l'insieme delle norme che regolano il culto pubblico e il servizio divino. Viene fissata dall'autorità religiosa e dalla tradizione. Nell'ambito del cristianesimo si ebbe la formazione dei primi canoni, che subirono l'influenza delle tradizioni dei vari paesi, a partire dal III sec. Si deve a Giustino la prima descrizione della liturgia cristiana, suddivisa nei due momenti della lettura dei testi sacri e della celebrazione dell'eucaristia, mentre risale al IV sec. la differenziazione tra liturgie orientali e occidentali. La regolamentazione ufficiale della liturgia cristiana si ebbe con il concilio di Trento. Soprattutto nel XIX sec. si sviluppò un ampio movimento di rinnovamento liturgico teso alla semplificazione dei riti e a un riavvicinamento con la comunità dei fedeli che fu messo in atto dal concilio Vaticano II. Tra le religioni orientali le principali furono quelle di Antiochia, di Gerusalemme, dei monofisiti e dei siri cattolici. Ora tutte le chiese ortodosse appartengono al rito bizantino. 

\liturgicaménte, avv. In modo liturgico. 

\litùrgico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo alla liturgia. ~ sacro. <> profano. 2 Consueto. ~ abituale. 
  agg. liturgical. 
  greco leitourgik˛s servizievole. 

\liturgìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Studioso di liturgia. 

\Litvinov, Maksim Maksimovic (Bialistock 1876-Mosca 1951) Politico russo. Ministro degli esteri dal 1930 al 1939, operò una politica di alleanza con le democrazie occidentali contro il nazifascismo. Stalin lo sostituì con V. M. Molotov. 

\litzendraht, sm. invar. Cavo costituito da più conduttori isolati tra di loro e collegati elettricamente all'estremità. 

\Liu Shao-chi (Ninghsiang 1898-Pechino 1969) Politico cinese. Fu teorico e dirigente del Partito comunista, vicepresidente della Repubblica popolare (1949) e capo dello stato (1959). Durante la rivoluzione culturale venne accusato di revisionismo, rimosso da ogni incarico (1967) e incarcerato (1968). Morì in prigione poco tempo dopo. La sua figura fu riabilitata nel 1980. 

\liutàio, sm. Chi fabbrica o ripara liuti o altri strumenti a corde. 

\liuterìa, sf. 1 Arte dei liutai. 2 Laboratorio dei liutai. 

\liutìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) 1 Chi suona il liuto. 2 Chi compone musica per liuti. 

\liùto, sm. Strumento musicale a corde, con la cassa arrotondata, il manico corto e largo con sette o più tasti e il cavigliere formante un angolo retto con il manico. Fu diffuso in Europa dagli arabi e divenne molto di moda nel medioevo e nel rinascimento. Usato in principio solo come strumento di accompagnamento della danza, venne poi inserito anche in formazioni cameristiche. 
  franc. antico leut. 

\Liutpràndo (re) (?-Pavia 744) Re dei longobardi. Figlio e successore di Ansprando, salì al trono nel 712. Caratterizzò il suo lungo regno con una vasta opera di riordino e consolidamento dello stato longobardo, nonostante i ducati longobardi di Benevento, di Spoleto e del Friuli non accettassero la sua politica accentratrice. Secondo Paolo Diacono, Liutprando raccoglieva in sé tutte le caratteristiche di un grande sovrano; valoroso guerriero, amico della pace, di vita casta, auspicava di raccogliere e pacificare l'intero paese, fondendo la monarchia longobarda e la chiesa romana. Cattolico, favorì le popolazioni di stirpe latina e gli ecclesiastici; lo testimonia anche la sua opera di legislatore che, raccolta in quindici volumi, sviluppa e completa il vecchio editto di Rotari. Lottò contro i bizantini che voleva cacciare da Ravenna, ma trovò una forte resistenza in papa Gregorio II, ostile all'espandersi del regno longobardo; Liutprando invase l'Emilia, la Romagna e spingendosi fino ad Ancona, occupò anche Narni e Sutri. Il papa allora organizzò un esercito contro di lui, riusciendo a fermare l'avanzata del re, che era ormai giunto alle porte di Roma, e a farsi donare il castello di Sutri (728). Dopo altre numerose spedizioni contro i bizantini e i duchi ribelli, sempre contrastato dai papi succeduti a Gregorio II, riprese nuovamente la guerra contro i bizantini, ma la morte lo colse a Pavia nel 744. 

\Liutpràndo (vescovo) (Pavia 920 ca.-972?) Vescovo di Cremona. Lasciò tre importanti opere sulla storia del sec. X. 

\Liuzhou Città (609.000 ab.) della Cina, nella regione autonoma del Guangxi Zhuang. 

\live, agg. invar. 1 Detto di programma televisivo o radiofonico trasmesso in diretta. 2 Detto di esecuzione canora che fa a meno della base musicale preregistrata. ~ dal vivo. 3 Detto di registrazione discografica eseguita durante il concerto. 

\live aid, loc. sost. m. invar. Spettacolo di solidarietà in aiuto del terzo mondo. 
  inglese live vivo e aid aiuto. 

\livèdo, sm. Rossore violaceo della cute provocato da disturbi della circolazione venosa, da distrofie nervose o semplicemente da azione termica. 

\livèlla, sf. Apparecchio atto a stabilire l'orizzontalità di una retta, di una superficie.  
  lat. libella, dimin. di libra bilancia. 

\livellaménto, sm. Atto, effetto del livellare. ~ spianamento, pareggiamento. <> differenziazione, diversificazione. 

\livellàre, v. v. tr. 1 Ridurre allo stesso livello. ~ spianare. <> distinguere. 2 Perequare, bilanciare, equiparare. ~ uguagliare <> differenziare. livellare le spese alle entrate
v. intr. pron. Disporsi a uno stesso livello. non riusciva a livellarsi alla preparazione degli altri
  v. tr. to level. v. intr. pron. 1 to become level. 2 (fig.) to level out. 
  deriv. da livella

\livellàrio, agg. e sm. agg. Relativo al livello. 
sm. Colui al quale era concessa in godimento una terra tramite un contratto di livello. 

\livellatóre, agg. (f.-trìce) 1 Chi compie operazioni di livellamento. 2 Chi tende ad abolire qualsiasi discriminazione soprattutto politica o sociale. 

\livellatrìce, sf. Macchina per il movimento a terra, adibita al livellamento del terreno. 

\livellazióne, sf. Insieme delle operazioni e dei calcoli che permettono di calcolare il dislivello fra due terreni. 

\livellétta, sf. Tratto di linea ferroviaria, strada e simile in cui non si ha una variazione di pendenza. 

\livèllo, sm. 1 Superficie libera di un fluido. 2 Altezza di un punto sopra la superficie. 3 Quota di un piano orizzontale sopra a un altro piano.  curva di "isoipsa" 4 Strato. ~ stratificazione. 5 Grado, condizione, qualità, tenore, valore. ~ rango. 6 Strumento topografico per la livellazione. 7 Ognuna delle diverse unità che costituiscono una lingua. 
  sm. 1 level. 2 (fig.) standard. 3 (livello del mare) sea level. 
  deriv. da livellare. 
Livello del mare 
Valore medio del livello marino, considerato come quota di riferimento per misure. Si usa la notazione sul livello del mare o s. l. m. 
Livello di vita 
In economia indica le condizioni di vita definite in base a fattori qualitativi (condizioni abitative, sanitarie, di istruzione, di lavoro; vita media) e quantitativi (beni e servizi consumati). 
Livello energetico 
In fisica atomica e nucleare indica uno stato di un sistema dinamico a cui corrisponde un determinato valore dell'energia e in particolare ogni valore discreto assunto dal sistema. I livelli energetici sono alla base della meccanica quantistica. 

\Livènza Fiume del Veneto (115,5 km, 1.543 km2di bacino) che nasce da sorgenti carsiche che si trovano alle falde del monte Cavallo e sfocia nel mar Adriatico a Santa Margherita di Caorle. 

\Lìveri Comune in provincia di Napoli (1.870 ab., CAP 80030, TEL. 081). 

\Liverpool Città (473.000 ab.) della Gran Bretagna, nella contea di Merseyside (Inghilterra), posta sull'estuario del fiume Mersey. Il suo porto, posto sul mare d'Irlanda, è uno dei più importanti e attivi d'Europa (dotato di notevoli attrezzature) ed è centro di importazione di cotone, grano, carni, minerali, gomma e altre materie prime che servono alla popolazione della contea e alle industrie locali. Le esportazioni, altrettanto importanti, sono costituite da prodotti chimici, stoffe, filati e lana. La città è un polo industriale, con industrie siderurgiche, meccaniche, chimiche, tessili, del tabacco, elettromeccaniche, elettroniche, alimentari e dell'abbigliamento. Sede vescovile, di due università, di importanti musei (il Liverpool Museum e la Tate Gallery), della cattedrale anglicana e della neoclassica St. George's Hall. Ospita inoltre la Royal Liverpool Philharmonic orchestra. Da Liverpool iniziarono la loro carriera i Beatles. Già sede nell'VIII sec. di un insediamento danese, la città assunse una certa importanza nel XIII sec., quando i re inglesi vi stabilirono una base militare. Liverpool ebbe un notevole sviluppo economico dalla metà del XVII sec., divenendo un importante centro per i traffici coloniali. 
Baia di Liverpool 
Insenatura del mare d'Irlanda posta tra la costa settentrionale del Galles e quella meridionale dell'Inghilterra. Tagliata da strette insenature formate dagli estuari dei fiumi Mersey, Dee, Conway. 

\Liverzàni, Giovànni (Vicenza 1933-) Campione di tiro a segno italiano. Fu per tre volte campione italiano, fu campione europeo del tiro alla pistola (1969) e nel 1970 vinse il campionato mondiale di pistola svoltosi a Phoenix (Arizona), stabilendo il record con 598 punti su 600. 

\Lìvia Drusìlla (Roma 57 a. C.-Roma 29 d. C.) Nel 43 a. C. sposò Claudio Tiberio Nerone, da cui ebbe Tiberio e Druso, quindi nel 38 a. C. fu moglie di Augusto, che adottò Tiberio come successore. 

\liviàno, agg. Relativo a Tito Livio. 

\lividaménte, avv. In modo livido. 

\lividézza, sf. Qualità di ciò che è libero. 

\lìvido, agg. e sm. agg. 1 Detto della colorazione bluastra della pelle umana per botte o contusioni. divent˛ livido per la rabbia. 2 Di colore plumbeo. ~ violaceo. 3 Detto del cielo, grigio, coperto. <> sereno. 4 Invidioso. ~ astioso. 
sm. Macchia bluastra che si forma sulla pelle per contusioni. ~ ecchimosi. quel livido sull'occhio si notava immediatamente anche a distanza
  agg. bruised, livid. sm. bruise. 
  lat. lividus, deriv. da livere diventare pallido. 

\lividóre, sm. Lividezza. 

\lividùme, sm. Larga macchia di colore livido. 

\lividùra, sf. Livido. 

\Livìgno Comune in provincia di Sondrio (4.200 ab., CAP 23030, TEL. 0342). 

\Livinallóngo dél Cól di Làna Comune in provincia di Belluno (1.440 ab., CAP 32020, TEL. 0436). 

\living room, loc. sost. f. invar. In inglese, la stanza di soggiorno di un appartamento. 

\Living Theatre (The) Compagnia teatrale d'avanguardia che, verso la fine degli anni '50, si impose come il più interessante prodotto del teatro off-Broadway. Fondata a New York nel 1947 da Julian Beck (1925-1985) e dalla moglie Judith Malina (1926-), la compagnia è tuttora attiva. 

\Livingstone (cascate) Cascate dello Zaire, formate dal fiume Congo, tra le città di Kinshasa e Matadi. 

\Livingstone (città) Città (84.000 ab.) dello Zambia, sul fiume Zambesi. Capoluogo della Southern Province. 

\Livingstone, David (Blantyre 1813-Chitambo 1873) Esploratore e missionario scozzese. Recatosi in Africa come missionario nel 1840, negli anni che seguirono effettuò una serie di viaggi nel continente nero destinati a fare la storia delle esplorazione del nostro pianeta. Scoprì il lago Ngami (1851), arrivò per primo allo Zambesi, quindi si spinse fino a Città del Capo (1852). Costeggiando il fiume Zambesi giunse fino alla costa dell'Oceano Indiano. Nel suo quarto viaggio scoprì le cascate che chiamò Vittoria (1855) in onore della sua regina. Le sue spedizioni furono di importanza storica perché i territori da lui visitati erano totalmente sconosciuti al mondo occidentale; scoprì il lago Niassa (1859) e quelli di Mweru (1867) e di Banweulu (1868). Nella sua ultima spedizione arrivò sul lago Tanganica. Poiché per tre anni non si ebbero più sue notizie, nel 1871 fu inviato a cercarlo il giornalista Stanley, che riuscì a raggiungerlo a Ugigi. Qui Livingstone morì due anni più tardi, ucciso dalle malattie. La sua figura di esploratore è leggendaria e per la sua statura morale (si impegnò strenuamente per la soppressione della schiavitù) la sua memoria fu onorata in patria; il suo corpo fu portato in Inghilterra e sepolto nell'abbazia di Westminster. Scrisse importanti resoconti dei suoi viaggi. 

\Lìvio, Tìto (Padova 59 a. C.-17 d. C.) Storico romano. A Roma non partecipò alla vita pubblica, ma entrò in relazione con Augusto. I suoi interessi, dopo lo studio della filosofia, si concentrarono sulla sua opera storica. Scrisse Ab Urbe condita libri, storia di Roma che va dalla sua fondazione fino alla morte di Druso Maggiore figliastro di Augusto, avvenuta in Germania (9 a. C.), che riassunse tutta l'annalistica precedente e che condizionò profondamente la concezione storica dell'antica Roma durante il medioevo e il rinascimento. L'opera comprendeva originariamente 142 libri; sono pervenuti i libri dall'uno al dieci che arrivano fino alla terza guerra sannitica (289 a. C.) e i libri dal ventuno al quarantacinque (quest'ultimo mutilo dell'ultima parte) che coprono gli avvenimenti dalla seconda guerra punica (218 a. C.) fino al termine della guerra contro la Macedonia (167 a. C.). Abbiamo, inoltre, scarsi frammenti degli altri libri, tra cui sono celebri quelli relativi alla morte di Cicerone e al giudizio di Livio sulla sua figura. Dalle parti conservate dell'opera e dalla prefazione emerge evidente il tentativo di giustificare l'impero di Roma, alla cui edificazione hanno validamente cooperato la fortuna e la virtù del popolo romano. A esso nessun altro popolo e nessun condottiero sono in grado di opporsi validamente, perché nessuno è in grado di esprimere una forza morale paragonabile a quella su cui si fonda lo stato romano. 

\Lìvo (Como) Comune in provincia di Como (830 ab., CAP 22013, TEL. 0344). 

\Lìvo (Trento) Comune in provincia di Trento (219 ab., CAP 38020, TEL. 0463). 

\livóre, sm. Invidia astiosa; risentimento, rancore, odio. ~ astio. <> amicizia. 
  sm. spite, malice. 
  lat. livor.-oris, deriv. da livere essere pallido. 

\livornése, agg. e sm. agg. Relativo a Livorno. 
sm. Nativo o abitante di Livorno. 

\Livórno Città (comune di 105 km2 e 170.000 ab., CAP 57100, TEL. 0586) capoluogo di provincia della Toscana occidentale. È il porto principale della Toscana sul mar Tirreno, soprattutto a uso militare, e sede dell'Accademia Navale. Ha industrie metalmeccaniche, siderurgiche, chimiche, cantieristiche, alimentari, del vetro, della ceramica e del legno. Alle origini fu un villaggio di pescatori, fu sottomesso ai marchesi di Toscana e passò poi all'Opera del duomo di Pisa (XII sec.), a Genova (1406) e a Firenze (1421). Cosimo de' Medici, nel 1530, decise di farne il principale porto dello stato. Al termine dei lavori (1618) la città ebbe un periodo di grande prosperità, che durò per tutto il XVIII sec., essendo anche stata dichiarata porto franco. Annessa nel 1860 al regno d'Italia, le fu tolto il porto franco e iniziò la sua decadenza. Nel 1921 vi ebbe luogo il congresso di fondazione del Partito comunista d'Italia. Tra i monumenti vi sono il duomo (XVI sec.), la Fortezza Vecchia (1521-1534) e la Fortezza Nuova (1590), il palazzo del Museo Civico, il monumento ai Quattro Mori (1607-1624) e il Cisternone (1829-1842). 
Provincia di Livorno 
(1.200 km2, 340.000 ab.) Si estende su una fascia costiera che si affaccia sul mar Tirreno e comprende le maggiori isole dell'arcipelago Toscano (Capraia, Elba, Gorgona, Montecristo e Pianosa). Vi sono coltivati uva, cereali e ortaggi. Sono praticati l'allevamento bovino, la pesca e il turismo balneare. I principali centri industriali, con industrie siderurgiche, metalmeccaniche, chimiche, del vetro, cantieristiche, chimiche e alimentari, sono Livorno, Cecina, Piombino, Portoferraio e Rosignano Marittimo. 

\Livórno Ferràris Comune in provincia di Vercelli (4.495 ab., CAP 13046, TEL. 0161). 

\livoróso, agg. Invidioso. ~ astioso, bilioso. 

\Livràga Comune in provincia di Lodi (2.449 ab., CAP 20070, TEL. 0377). 

\livragàre, v. tr. 1 Uccidere con un processo sommario. 2 Accanirsi senza motivo contro qualcuno. ~ infierire. 
  dal nome del tenente Livraghi che usava metodi coercitivi nei confronti degli indigeni eritrei. 

\livrèa, sf. 1 Uniforme portata un tempo dai dipendenti delle grandi case signorili. ~ uniforme. 2 Piumaggio degli uccelli. ~ piume. 
  sf. livery. 

\liwa, sm. invar. Termine arabo che indica una delle quattordici suddivisioni territoriali dell'Iraq. 

\Lizard, The Penisola della Gran Bretagna, nella Cornovaglia meridionale. Il punto più meridionale della Gran Bretagna. 

\lìzza, sf. 1 Palizzata. ~ recinto. 2 Spazio recintato entro cui si svolgevano le giostre all'epoca della cavalleria. 3 Combattimento. ~ contesa. 
  sf. lists. 
  franc. lice. 

\Lizzanèllo Comune in provincia di Lecce (9.321 ab., CAP 73023, TEL. 0832). 

\Lizzàni, Càrlo (Roma 1922-) Regista cinematografico. Diresse Achtung, banditi! (1951), Banditi a Milano (1968), Mussolini ultimo atto (1973), Mamma Ebe (1985), Caro Gorbaciov (1988), Cattiva (1990), Celluloide (1995). 

\Lizzàno Comune in provincia di Taranto (9.926 ab., CAP 74020, TEL. 099). 

\Lizzàno in Belvedére Comune in provincia di Bologna (2.313 ab., CAP 40042, TEL. 0534). 

\lizzatùra, sf. Trasporto dei blocchi di pietre (soprattutto marmo) dalle cave al piano di caricamento, effettuato mediante lizze. 

\Ljapunov, Aleksandr (1857-1918), matematico, allievo di Cebychev, che generalizzò ulteriormente il teorema limite centrale, mettendo a punto alcuni concetti probablistici largamente utilizzati in successivi sviluppi.

\Ljubimov, Yurij Petrovic (1917-) Regista teatrale russo. Dal 1964 al 1984 fu direttore del teatro Taganka, quindi venne espulso dall'URSS. Allestì I dieci giorni che sconvolsero il mondo (1965), Tartufo (1969), Amleto (1974), Il maestro e Margherita (1977) e Delitto e castigo (1983). 

\llano, sm. Termine spagnolo indicante una vasta pianura priva di arbusti e coperta da savana erbacea caratteristica dell'America centromeridionale. 

\Llanos Regione dell'America Meridionale, tra il fiume Orinoco e le Ande. 

\Lleras Camargo, Alberto (Bogotá 1906-1990) Politico colombiano. Di idee liberali, fu eletto deputato nel 1930 e presidente della repubblica dal 1945 al 1946 e poi dal 1958 al 1962. 

\Lloyd George, David (Manchester 1863-Llanystumdwy 1945) Politico britannico. Fu membro del Partito liberale e dal 1908 al 1915, come cancelliere dello Scacchiere, lottò per l'introduzione di una serie di riforme sociali (pensioni, assicurazioni sociali). Durante la prima guerra mondiale fu ministro degli armamenti (1915) e della guerra (1916); fu nominato primo ministro nel 1919. Ottenne la costituzione dello stato libero d'Irlanda, dopodiché dovette ritirarsi dal governo (1922). 

\Lloyd Webber, Andrew (1948-) Compositore britannico. Figlio d'arte, ha raggiunto il successo a soli ventidue anni con il musical Jesus Christ Superstar, composto nel 1970 insieme a Tim Rice. Il fortunato sodalizio tra i due autori è poi proseguito con altre commedie musicali, come Evita (1976), Cats (1981), Il fantasma dell'Opera (1986) e Sunset Boulevard (1993). 

\Lloyd, Harold (Burchand 1893-Hollywood 1971) Attore cinematografico statunitense. Comico di grande fama, interprete di film muti e sonori, nei quali rappresentava un personaggio con occhiali e paglietta, prototipo dell'eroe ottimista, che esce sempre indenne dalle avversità. Tra i film da lui interpretati Preferisco l'ascensore (1923), Viva lo sport (1925), A rotta di collo (1928), Zampa di gatto (1934), Meglio un mercoledý da leone (1947) e Il lato comico della vita (1963). 

\LLPP Sigla di Lavori Pubblici. 

\LM Sigla di Lunar Module, il modulo lunare bistadio in precedenza denominato LEM (Lunar Excursion Module) che, nelle missioni Apollo, era destinato a staccarsi dal modulo di comando orbitante attorno alla Luna, a posarsi su quest'ultima e a ripartirne. 

\lm Simbolo di lumen, unità di flusso luminoso. 

\ln In informatica è il nome di un comando (link) del sistema operativo UNIX che associa a un file già esistente un nuovo nome. 

\LNCM Sigla di Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue. 

\LNI Sigla di Lega Navale Italiana. 

  indice     >>>