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\màmba, sm. Rettile (noto anche come mamba verde, Dendraspis viridis) della famiglia degli Elapidi e dell'ordine degli Squamati. Di colore verde e giallo, misura 2 m di lunghezza. Vive nelle foreste tropicali dell'Africa. 

\Mamberamo Fiume (800 km) della Nuova Guinea, nell'Irian occidentale. È formato dall'unione dei fiumi Tariku e Taritatu e sfocia nell'oceano Pacifico. 

\màmbo, sm. Ballo originario dell'America centrale (cubano, con ascendenze africane), a ritmo moderato, affine alla rumba. 

\Mamèli, Goffrèdo (Genova 1827-Roma 1849) Patriota e poeta italiano. La sua vena artistica fu quasi interamente ispirata dalle vicende risorgimentali (La battaglia di Marengo e l'ode Ai fratelli Bandiera del 1847). Nel settembre del 1847 compose l'inno Fratelli d'Italia (musicato da Novaro e divenuto in seguito l'inno della repubblica italiana) che ebbe subito un'enorme popolarità. I contatti con Mazzini e Garibaldi lo immersero sempre di più nella politica. Nel 1849 andò a Roma per difendere la neonata repubblica romana; morì in seguito alle ferite riportate nei combattimenti. 

\Mamelles de Tirésia, Les Opera buffa in un prologo e due atti di F. Poulenc, libretto di G. Apollinaire (Parigi, 1947). 

\mamelucco, agg. e sm. agg. Relativo alla milizia dei mamelucchi. 
sm. Appartenente alla milizia dell'Egitto mussulmano composta da schiavi caucasici, balcanici o turchi. In seguito alla decadenza della dinastia Ayyubide, i mamelucchi presero il potere nel 1250 imponendo il sistema feudale su Egitto e Siria. La prima dinastia, quella dei Bahriti, dominò fino al 1382, la seconda, quella dei Burgiti, dal 1382 al 1517, anno in cui fu sconfitta dai turchi. In seguito governarono l'Egitto in piena autonomia (nel 1798 subirono una sconfitta presso le Piramidi ad opera di Napoleone), fino al 1811, quando furono sterminati dal pascià Mehmet Alì. 
  arcaico mamluk schiavo bianco. 

\mamertìno, sm. Mercenario campano che prendeva il nome da Mamerte, condottiero al servizio del tiranno di Siracusa Agatocle. Dopo la morte di Mamerte, i suoi uomini s'impadronirono di Messina e si allearono con i cartaginesi. Controllarono quindi un'ampia zona fino a Corone, ma dopo la sconfitta a opera di Gerone (265 a. C.) subirono l'imposizione di un presidio di Cartagine. La richiesta di aiuto dei mamertini ai romani scatenò la prima guerra punica (264 a. C.). 

\Mamiàni délla Róvere, Terènzio (Pesaro 1799-Roma 1885) Uomo politico, filosofo e scrittore. Partecipò ai moti di Romagna del 1831, ricoprendo anche incarichi di governo e fu perciò condannato all'esilio. Nel 1847 rientrò dall'esilio di Parigi e fu ministro degli interni e poi degli esteri nel governo pontificio. Si recò poi a Torino dove collaborò con Gioberti e divenne deputato del parlamento piemontese e infine ministro dell'istruzione con Cavour, nel 1860 e 1861. Le opere principali sono Del rinnovamento della filosofia antica italiana (1836) e Confessioni di un metafisico (1865). 

\màmma, inter. e sf. inter. Esclamazione di stupore, spavento, gioia, dolore. 
sf. Madre. ~ genitrice. 
  sf. mum, mummy. 
  lat. mamma. 

\Mamma ho riperso l'aereo: mi sono smarrito a New York Film commedia, americano (1992). Regia di Chris Columbus. Interpreti: Macaulay Culkin, Joe Pesci, Daniel Stern. Titolo originale: Home Alone 2 (Lost in New York) 

\mammalogìa, sf. Branca della zoologia che studia i Mammiferi. 

\mammalùcco, sm. (pl.-chi) 1 Soldato di un'antica milizia turca in Egitto. => "mamelucco". 2 persona sciocca. 

\mammàna, sf. Levatrice. 

\mammàrio, agg. Che riguarda la mammella. 

\mammasantìssima, sm. invar. Capo della camorra o della mafia. 

\mammèlla, sf. Organo ghiandolare dei Mammiferi, pari e simmetrico, deputato alla produzione del latte per il nutrimento della prole. Solo accennata nei maschi, è sviluppata nelle femmine ed è costituita da ghiandole acinose e dai dotti galattofori che convogliano il latte ai capezzoli. Il numero dei capezzoli e la loro disposizione varia da due a dodici. Il volume delle mammelle aumenta durante la gravidanza e l'allattamento. Le patologie a carico della mammella variano dalle malformazioni congenite, alle infiammazioni, dette mastiti, ai fibromi e ai tumori. ~ poppa, seno, petto. 
  sf. 1 breast. 2 (di mucca, capra ecc.) udder. 
  lat. mamilla, dimin. di mamma mammella. 

\mammellóne, sm. 1 Rilievo di forma tondeggiante. ~ poggio. 2 Tubercolo posto sulla superficie di alcune parti nei vegetali. 
  francese mamelon capezzolo, da mamelle mammella. 

\Mammì, Òscar (Roma 1926-) Politico. Deputato dal 1968 al 1994, eletto nelle file del partito repubblicano, fu più volte ministro delle poste e telecomunicazioni. È stato membro del Consiglio d'Europa. Diede il nome alla legge del 1990 che regola il sistema radiotelevisivo pubblico e privato e le concentrazioni editoriali. 

\Mammìferi Classe di Vertebrati vivipari (con l'eccezione dei monotremi che sono ovovivipari) che nutre la prole con il latte prodotto dalle mammelle. Nei vivipari, la placenta permette di nutrire l'embrione direttamente nel grembo materno, così che solo a sviluppo completo si avrà la nascita e il distacco dal genitore. I marsupiali sono privi di placenta e la prole termina lo sviluppo nel marsupio. I monotremi non hanno placenta e sono ovipari. I Mammiferi hanno la pelle generalmente ricoperta da peli e dotata di ghiandole sudoripare tubulari, sebacee acinose e talvolta odorifere: sono omeotermi, e alla regolazione della temperatura corporea, mantenuta costante grazie all'attività metabolica, contribuisce anche il sistema di ghiandole. Particolari formazioni cutanee, di tipo corneo, sono le unghie e le corna. Il cranio è sviluppato per contenere i grossi emisferi cerebrali. Sviluppati sono gli organi di senso: di tatto, udito, vista, olfatto e gusto. La colonna vertebrale è suddivisa nelle regioni cervicale, toracica, lombare, sacrale e caudale. Alle vertebre toraciche sono articolate le costole che costituiscono la gabbia toracica. I Mammiferi presentano due paia di arti che terminano con dita in numero variabile da due a cinque. La lunghezza e la conformazione degli arti dipende dal tipo di locomozione. Hanno respirazione polmonare e duplice circolazione sanguigna con il cuore diviso in quattro cavità. L'apparato respiratorio comprende laringe, trachea, bronchi e polmoni. L'apparato digerente comprende la bocca, la faringe, l'esofago, lo stomaco e l'intestino, oltre a ghiandole come il fegato e il pancreas. La comparsa dei Mammiferi sulla Terra è fatta risalire al periodo Triassico, secondo alcuni derivando dai Rettili. L'esplosione dei Mammiferi sul pianeta data a dopo la scomparsa dei dinosauri, l'evento che segnò la fine dell'era dei Rettili. Le specie attuali si sono differenziate e specializzate a partire dall'Eocene: attualmente ne sono note circa 4.500. I principali ordini dei Mammiferi coprono una vastissima gamma: gli Insettivori (talpa, riccio), i Chirotteri (pipistrello), i Lagomorfi (lepre, coniglio), i Roditori (castori e marmotte, scoiattolo e topo), i ben noti Carnivori, predatori diffusi in tutto il mondo (leone, ghepardo, leopardo, tigre, orso, puma), i Cetacei (balena, delfino), i Proboscidati (elefante), gli Artiodattili e i Perissodattili, Erbivori (cavallo, zebra, bovini, suini, capre e pecore, bisonti, giraffe, cammelli, dromedari, lama), e i Primati, di cui anche l'uomo fa parte con lemuri e scimmie. 

\Mammiferi di lusso Romanzo di Pitigrilli (1920). 

\mammìfero, agg. Relativo agli animali che allattano la prole. 
  agg. mammal. 
  lat. mamma mammella +-fero. 

\mammillàre, agg. Relativo alla mammella, che ha forma di mammella. 

\mammilloplàstica, sf. (pl.-che) Intervento di chirurgia plastica per fare sporgere un capezzolo rientrante. 

\mammìsmo, sm. Bisogno di protezione materna da parte di uomini adulti. 

\Màmmoda Comune in provincia di Reggio Calabria (4.039 ab., CAP 89045, TEL. 0964). 

\mammografìa, sf. Esame radiografico della ghiandola mammaria. In alcuni casi può essere necessario iniettare nei canali galattofori una sostanza opacizzante. ~ mastografia. 

\mammogràfico, agg. Relativo alla mammografia. 

\màmmola, sf. 1 Specie di viola spontanea dai fiori profumati di colore violetto. 2 Persona ingenua e timida. 
  sf. violet. 

\Màmmola Comune (4.060 ab., CAP 89045, TEL. 0964) della provincia di Reggio Calabria, situato sul versante orientale delle Serre. 

\mammóna, sm. o sf. Nel Nuovo Testamento, la ricchezza, i beni terreni e l'adorazione per gli stessi. 
  aramaico mamna ricchezza. 

\mammóne, sm. e sf. Molto attaccato alla mamma. 

\mammùt, sm. invar. Mammifero proboscidato (Elephans primigenius) estintosi alla fine del Pleistocene. Simile all'elefante attuale, benché di statura più piccola (3 m ca. di altezza) era caratterizzato dalla folta lanugine e dalle lunghe zanne ricurve verso l'alto. Era diffuso in Europa, Asia e America settentrionale, anche se le ultime glaciazioni fecero sì che i mammut si spingessero verso sud. In Siberia sono stati ritrovati alcuni esemplari ibernati e perfettamente conservati. 

\màmo, sm. Ruolo comico delle compagnie drammatiche del teatro italiano ottocentesco che rappresenta un giovane sciocco e ingenuo, spesso beffato, che però vuole apparire scaltro. 

\Mamoiàda Comune in provincia di Nuoro (2.633 ab., CAP 08024, TEL. 0784). 

\Mamoré Fiume (1.800 km) dell'America Meridionale. Nasce dalle Ande, in Bolivia e confluisce nel Beni. 

\Mamoulian, Rouben (Tbilisi 1898-Woodland Hills 1987) Regista teatrale, cinematografico e televisivo statunitense. Diresse Amami stanotte (1932), Il dottor Jekyll (1932) e Sangue e arena (1941). 

\Man (città) Città (51.000 ab.) della Costa d'Avorio, capoluogo del dipartimento omonimo (274.000 ab.). 

\man (informatica), invar. In informatica è il nome di un comando del sistema operativo UNIX che permette di consultare i manuali in linea. 

\Man (ìsola) Isola del mar d'Irlanda (588 km2, ca. 65.000 ab.), che non fa parte del Regno Unito, ma dipende direttamente dalla corona ed ha autonomia legislativa. 
Diffusa l'agricoltura con cereali, patate, l'allevamento e la pesca. Il turismo rappresenta una risorsa rilevante. 
Capoluogo è Douglas, frequentato centro balneare. 

\man (zoologia), sm. invar. Originario dell'isola di Man, è un gatto dal pelo corto privo di coda. Caccia i topi con grande abilità. 

\Man' yoshu Antologia di poesie di autori vari (VII-VIII sec.) della letteratura giapponese. È composta da 4.496 opere di 561 poeti diversi. 

\mana, sm. invar. Vocabolo melanesiano e polinesiano che gli storici delle religioni usano per indicare una forza soprannaturale impersonale. 

\Manabí Provincia (1.032.000 ab.) dell'Ecuador, nella regione della Costa. Capoluogo Portoviejo. 

\manachìno, sm. Nome di tutti gli Uccelli Passeriformi della famiglia dei Pipridi. Originari dell'America centro meridionale, hanno un piumaggio morbido e, nei maschi, variopinto. Le specie più conosciute sono la Chiroxiphia caudata, o monachino dalla coda lunga. e il Manacus manacus, o monachino monaco. 

\Manacòrda, Giórgio (Roma 1941-) Scrittore italiano, studioso e traduttore di letteratura tedesca. Tra le opere, di tono polemico, Iconografia (1974), Tracce (1977), L'esecutore (1981) e Per la poesia. Manifesto di un pensiero emotivo (1993). 

\Manacòrda, Giuliàno (Roma 1919-) Critico letterario italiano. Di orientamento marxista, si è dedicato in particolare alla storia della letteratura del Novecento (1967, 1977, 1980, 1987). Tra glia altri lavori, Montale (1969), Vent'anni di pazienza (1972), Dalla Randa al Beretti (1972) e Lettere a Solaria (1979). 

\Manado Città (275.000 ab.) dell'Indonesia, sulla penisola di Minahasa. Capoluogo della provincia di Celebes Settentrionale. 

\management, sm. invar. Amministrazione, gestione. 

\manager, sm. invar. 1 Amministratore, dirigente con funzioni imprenditoriali. ~ funzionario. 2 Chi cura gli interessi di pugili, cantanti, attori e simili. ~ agente, impresario, procuratore. 

\manageriàle, agg. Relativo a, o da, manager. 
  agg. managerial. 

\managerialità, sf. Il possesso di qualità manageriali. 

\Managua Città (682.000 ab.), capitale del Nicaragua, sul lago omonimo. Capoluogo del dipartimento omonimo (1.026.000 ab.). Importante nodo stradale e ferroviario. Nella regione l'agricoltura produce cotone, caffè e cereali. Attiva anche la pesca. Le principali industrie sono quelle conserviere, tessili, chimiche, metallurgiche e del cemento. La città è stata distrutta più volte da terremoti. 
Managua 
Lago (1.042 km2) del Nicaragua, tra la Cordigliera Centrale e i rilievi della costa del Pacifico. 

\manàle, sm. Mezzo guanto di cuoio utilizzato specialmente dal calzolaio e dal sellaio per riparare la mano. 

\Manama Città (151.000 ab.), capitale di Bahrein, sulla costa nordorientale dell'isola di Bahrein. 

\Manàra, Luciàno (Artegnate 1825-Roma 1849) Patriota e protagonista delle Cinque giornate di Milano nel 1848. Riorganizzò i bersaglieri lombardi e combatté a Cava Manara nei pressi del Ticino. Perì nel difendere la Repubblica romana assieme a Garibaldi. 

\Manaròla Centro della Liguria, frazione di Riomaggiore, in provincia di La Spezia, una delle Cinque Terre. Di grande interesse la chiesa gotica. 

\Manasse (687?-642 a. C.) Figlio di Ezechia e re di Giuda. A lungo vassallo degli assiri, adottò i loro culti idolatri. 

\manasseìte, sf. Carbonato basico idrato di magnesio e alluminio che si trova in cristalli esagonali madreperlacei. 

\manàta, sf. 1 Colpo dato con la mano. 2 Quanto si può prendere con la mano in una volta sola. 
  sf. 1 slap. 2 (quantità) handful. 

\manàto, sm. Mammifero (Trichecus manatus) della famiglia dei Trichechidi e dell'ordine dei Sirenii. Lungo anche 4,5 m, presenta gli arti inferiori tramutati in pinne. Diffuso negli estuari e sulle coste settentrionali dell'America, ingurgita sino a 30 kg di alghe al giorno. 

\Manaus Città (1.090.000 ab.) del Brasile e capitale dello stato di Amazonas. Importante porto fluviale alla confluenza del Rio Negro con il Rio delle Amazzoni. Fondata nel 1660, conobbe un florido sviluppo negli anni a cavallo tra il 1800 e il 1900, dovuto alla produzione del caucciù. È il centro commerciale e industriale (gomma, cacao, legname, pelli) della regione. I principali siti di interesse sono il giardino botanico e il teatro dell'Opera (1882). 

\mànca, sf. 1 Mano sinistra. ~ mancina. <> dritta. 2 Parte sinistra. <> destra. 
  sf. left hand. 

\mancaménto, sm. 1 Improvviso malore. 2 Colpa, mancanza. 

\mancànte, agg. Che manca. 
  agg. 1 missing. 2 (di) lacking in. 

\mancànza, sf. 1 Il mancare. ~ assenza. <> pienezza. 2 Errore, fallo. ~ sbaglio. 3 Scarsità, penuria, carestia. ~ carenza. <> pienezza. 4 Imperfezione. ~ difetto. <> dote, pregio. 
  sf. 1 (di) lack. 2 (assenza) absence. 3 (difetto) shortcoming. 

\mancàre, v. v. intr. 1 Non essere sufficiente. ~ difettare. <> abbondare. mancavano diverse firme in quel documento. 2 Essere privo di qualcosa. ~ scarseggiare. <> bastare. mancava proprio di coscienza quando parlava cosý. 3 Essere lontano o assente. Ŕ mancato da casa per molto tempo. 4 Svanire, venire meno. sentiva mancare il fiato. 5 Commettere mancanze, non rispettare. ~ peccare. non mancava mai la parola data
v. tr. Fallire. non ha mancato un bersaglio in quella gara
  v. intr. 1 (essere insufficiente) to be lacking. 2 (sbagliare) to make a mistake, to be wrong. 3 (non esserci) not to be. 4 (essere assente) to be absent. 5 (sentire la mancanza) to miss. 6 (venire a mancare) to fail. v. tr. to miss. 
  deriv. da manco

\mancàto, agg. 1 Venuto meno. 2 Non riuscito. 
  agg. 1 unsuccessful. 2 (artista mancato) failed, would-be artist. 

\mancése, agg. 1 Relativo alla Mancuria. 2 Relativo alla lingua dei manciù. 

\Manche Dipartimento (480.000 ab.) della Francia, nella Bassa Normandia. Capoluogo Saint-Lô. 

\manche, sf. invar. 1 Una partita, nei giochi a carte. ~ mano. 2 Fase eliminatoria o prova di gare sportive. ~ tornata, turno. 

\Manchester Città (446.000 ab.) della Gran Bretagna nella contea metropolitana della Greater Manchester, nella Gran Bretagna nordoccidentale. Fondata dai celti fu fortificata dai romani e nel VII sec. divenne la residenza dei re sassoni Wessex. Nel 1781 vi venne aperta la prima filatura meccanica e diventò così un importante centro per la filatura e tessitura di cotone, lana, lino, canapa. È sede di industrie meccaniche, chimiche, della carta, della gomma. I principali monumenti di interesse sono la cattedrale gotica (XIII-XIX sec.), il Wellington Inn (XVI sec.), la Victoria University (1873), la City Art Gallery. 

\manchette, sf. invar. 1 I due spazi ai lati della testata di un giornale. 2 Fascetta pubblicitaria che avvolge un libro. 

\manchévole, agg. 1 Che manca o può mancare. 2 Difettoso, imperfetto 

\manchevolézza, sf. 1 L'essere manchevole. 2 Imperfezione, difetto. ~ neo. 

\manchévolménte, avv. In modo insufficiente. 

\Manchevski, Milcho (Skoplje 1959-) Regista cinematografico macedone. Diresse Prima della pioggia (1994). 

\mància, sf. (pl.-ce) 1 Denaro regalato a chi presta un servizio. ~ propina, regalia. 2 Ricompensa promessa a chi riporta oggetti smarriti. 
  sf. tip. 
  franc. manche manica. 

\Mància Regione della Spagna, divisa tra le province di Albacete, Ciudad Real, Toledo e Cuenca. 

\Mancia competente Film commedia, americano (1932). Regia di Ernst Lubitsch. Interpreti: Herbert Marshall, Miriam Hopkins, Kay Francis. Titolo originale: Trouble in Paradise 

\Manciàno Comune in provincia di Grosseto (7.145 ab., CAP 58014, TEL. 0564). 

\manciàta, sf. Quantità che si può prendere con una mano. ~ pugno. 
  sf. handful. 

\mancìna, sf. Mano o parte sinistra. 

\Mancinèlli, Graziàno (Milano 1937-Concesio, Brescia 1992) Cavaliere italiano. Campione europeo (1963) e olimpionico (Olimpiadi di Monaco del 1972) nella prova individuale di salto. 

\Mancìni, Antònio (Roma 1852-1930) Pittore. Tra le opere Il prevetariello (1870, Napoli, Museo e Galleria Nazionale di Capodimonte). 

\Mancìni, Giàcomo (Cosenza 1916-2002) Politico. Dal 1970 al 1972 fu segretario del PSI, e quindi più volte ministro. 

\Mancìni, Pasquàle Stanislào (Castel Baronia 1817-Roma 1888) Politico e giurista. Si oppose alla pena di morte. Fu ministro degli esteri dal 1881 al 1885, anno in cui decise l'occupazione di Massaua. 

\mancinìsmo, sm. Disposizione naturale a usare di preferenza gli arti della parte sinistra del corpo. 

\mancìno, agg. e sm. agg. Maligno, cattivo. 
sm. Chi usa abitualmente la mano sinistra anziché la destra. 
  agg. left-handed. sm. left-hander. 

\mancipium, sm. invar. Nel diritto romano, il potere assoluto che era esercitato dal pater familias su vari oggetti e sottoposti. 
  lat. mancipio da manu capere tenere sotto il proprio potere. 

\Manciùria Regione (1.230.000 km2, 95.000.000 ab.) della Cina nordorientale, confina a nord e nord-est con la Siberia, a sud e sud-est con la Corea, a ovest con la Mongolia. Il territorio presenta catene montuose occidentali (Grande Khingan), settentrionali (Piccolo Khingan) e orientali (Changpai) che circondano la vasta pianura alluvionale dei fiumi Liao, Nen Jiang e Songhua Jiang. La costa è bassa e piuttosto uniforme, interrotta solo dalla penisola del Liaotung. Il clima è freddo continentale. Storicamente la Manciuria, poco popolata fino al X sec. da popolazioni tribali nomadi, fu incorporata nell'impero di Gengis Khan nel 1234. Entrò nell'area di influenza cinese sotto i Ming (1368) e conquistò una certa indipendenza sotto Nurhachu (1559-1626), i cui discendenti sconfissero i Ming (1644) sostituendosi a loro e regnando sino al 1912 (dinastia Qing). Dopo la vittoria del Giappone nel conflitto con la Russia (1904-1905) la Manciuria entrò nella sfera di influenza del Giappone, che nel 1931 vi costituì lo stato Manchukuo. Dopo la seconda guerra mondiale passò alla Cina. Le principali risorse sono l'agricoltura (cereali, ortaggi, canapa, tabacco, frutta) e l'allevamento. Importanti anche le attività minerarie (carbone, ferro, rame, zinco, piombo, oro) ed estrattive (petrolio). Le principali industrie sono siderurgiche, meccaniche, elettriche, chimiche e del legno). Le città più importanti sono Dairen, Kirin, Shenyang, Harbin, Qiqihar, Fushun, Changchun. 

\mànco, agg. e avv. agg. (pl. m.-chi) Sinistro, mancino. 
avv. Meno. 
  avv. (neanche per sogno) not on your life. 
  lat. mancus storpio. 

\Manco Capac Nome di imperatori inca. 
Manco Capac I 
(XIII sec.) Figura a metà strada tra storia e leggenda, considerato il fondatore dell'impero inca del Perù nella valle del Cuzco. 
Manco Capac II 
(1513-1537?) Ultimo imperatore inca, eletto con l'aiuto di Pizarro, che però presto lo esautorò, autoproclamandosi governatore della Nuova Castiglia. Nel 1536 egli fuggì dalla capitale e guidò la resistenza antispagnola. 

\mancorrènte, sm. Nelle estrazioni minerarie, ciascuno degli ascensori oppure dei pattini delle gabbie di estrazione, che abbracciano le guide di scorrimento. 

\Mandalay Città (533.000 ab.) del Myanmar, capoluogo della provincia omonima (4.578.000 ab.), sul fiume Irrawaddy. Porto e centro commerciale della regione. Attivo l'artigianato dei metalli preziosi, della giada e del legno. Le principali industrie sono quelle tessili, alimentari, metalmeccaniche e del legno. La città è sede della pagoda di Arakan e del tempio di Kuthodaw (XIX sec.). 

\Mandàlya, gólfo di Insenatura della Turchia, nella costa che si affaccia al mar Egeo. 

\mandamentàle, agg. Relativo al mandamento. 

\mandaménto, sm. La circoscrizione giudiziaria nel cui ambito opera un pretore. 

\Mandanìci Comune in provincia di Messina (843 ab., CAP 98020, TEL. 0942). 

\mandànte, sm. e sf. Chi dà l'incarico a un altro di eseguire un'azione. ~ commissionario. <> emissario. 
  sm. e sf. instigator. 

\mandapa, sm. invar. 1 Nell'architettura indiana, edificio ipostilo che serve da vestibolo al santuario. 2 Specie di bandacchino a colonne utilizzato per proteggere la statua di una divinità. 

\mandaràncio, sm. 1 Pianta ibrida del mandarino e dell'arancio. 2 Il frutto di tale pianta, simile al mandarino, ma più dolce. 
  sm. clementine. 

\mandàre, v. tr. 1 Fare in modo che una persona vada in un luogo. furono mandati al fronte quanto prima possibile; mandare all'aria, far fallire qualcosa. 2 Di cosa, farla pervenire in un dato luogo. ~ inviare. <> ricevere. gli mand˛ una lettera di scuse. 3 Emettere. ~ emanare. mandarono grida disperate di aiuto, ma nessuno era nei dintorni
  v. tr. 1 to send. 2 (emettere) to send out. 3 (fig., mandare avanti) to provide for. 
  lat. mandare, da in manum dare mettere in mano. 

\mandarìna, sf. Nome volgare dell'Aix gelericulata (famiglia degli Anatidi), un'anatra originaria di Cina e Giappone, che presenta un collare di piume rosse e un ciuffo di lucenti penne verde-azzurre. 

\mandarinàto, sm. In Cina e nell'Annam, funzione e dignità del mandarino. Era suddiviso in categorie e ranghi ai quali si accedeva tramite difficili esami riguardanti argomenti religiosi e letterari. 

\mandarinésco, agg. Che è proprio di un mandarino. 

\mandarinétto, sm. Liquore profumato con essenza di mandarino. 

\Mandarini, I Romanzo di S. de Beauvoir (1954). Ambientato in Francia nel periodo immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale, il romanzo concentra la propria attenzione sui problemi di coscienza di due amici intellettuali di sinistra, Robert Dubreuilh, docente alla Sorbona, e Henri Perron, scrittore. Venuti a conoscenza dell'esistenza di campi di concentramento in Unione Sovietica, s'interrogano se si debba dire la verità o tacere per opportunità politica. La divergenza su questo problema di scelta porta i due amici a una rottura, che successivamente si ricomporrà. L'opera rispecchia dibattiti sviluppatisi nella sinistra europea negli anni del dopoguerra, che avrebbero trovato una conferma ufficiale a opera di Nikita Kruscev in occasione del XX congresso del partito comunista sovietivo (1956). 

\mandarinìsmo, sm. Comportamento da mandarino. 

\mandarìno, sm. 1 Alto dignitario di corte dell'impero cinese. 2 Angiosperma (Citrus nobilis) della famiglia delle Rutacee e dell'ordine delle Terebintali. Arbusto sempreverde originario della Cina. 3 Il frutto prodotto dalla pianta omonima, simile all'arancia, ma più piccolo e dolce. 
  sm. mandarin, tangerine. 

\Mandarino meraviglioso, Il Balletto di B. Bartók, testo di M. Lengyel (Colonia, 1925). 

\Màndas Comune in provincia di Cagliari (2.648 ab., CAP 09042, TEL. 070). 

\mandàta, sf. 1 Il mandare. 2 Ogni tratto della stanghetta della serratura, provocato da un giro della chiave nella toppa. 
  sf. 1 (serratura) turn. 2 (chiudere a doppia mandata) to double-lock. 

\mandatàrio, sm. Chi ha avuto il mandato di agire da parte di un altro. ~ emissario. <> mandante. 
  sm. representative. 
  lat. tardo mandatarius. 

\mandàto, sm. 1 Facoltà conferita a qualcuno di operare in nome e per conto di un'altra persona. ~ delega, incarico. 2 Ordine di pagamento. 3 Ordine del pretore o del giudice. 
  sm. 1 (incarico) commission, mandate. 2 (ordine pretorile) warrant. 
Contratto con il quale una parte (mandante) affida a un'altra (mandatario), che ne assume l'impegno, il compito di eseguire atti giuridici per conto proprio. Nel diritto privato il mandato può essere con o senza rappresentanza, a seconda che il mandatario agisca anche in nome del mandante o meno. 
Mandato di cattura 
Nel diritto processuale penale, il mandato di cattura è un provvedimento con cui il giudice istruttore dispone la custodia cautelare di una persona. 

\Mandatorìccio Comune in provincia di Cosenza (3.344 ab., CAP 87060, TEL. 0983). 

\mandèi Seguaci del mandeismo. 

\Mandèla Comune in provincia di Roma (639 ab., CAP 00020, TEL. 0774). 

\Mandela, Nelson Rolihlahla (Umtata 1918-) Politico e avvocato sudafricano, leader del Congresso nazionale africano. Arrestato nel 1963 e condannato all'ergastolo, fu liberato nel 1990 in seguito alla pressione internazionale. Nel 1993 è stato insignito, congiuntamente a F. W. De Klerk, del premio Nobel per la pace. Nel 1994 è diventato Presidente della Repubblica sudafricana. 

\Mandèllo dél Làrio Comune in provincia di Lecco (10.296 ab., CAP 25054, TEL. 0341). Centro industriale (prodotti meccanici) sul lago di Como. Gli abitanti sono detti Mandellesi o Mandellaschi

\Mandèllo Vìtta Comune in provincia di Novara (269 ab., CAP 28060, TEL. 0321). 

\Mandelstam, Osip Emilevic (Varsavia 1891-presso Vladivostok 1938) Poeta russo. Tra le opere Tristia (1922) e 1░ Gennaio (1924). 

\mandèo, sm. Lingua dei mandei. È un dialetto aramaico affine, per sintassi e morfologia, al Talmud babilonese. 

\Mandeville, Bernard de (Dordrecht, Olanda 1670-Hakney, Londra 1733) Medico e saggista. Tra le opere La favola della api, ossia vizi privati, pubblici vantaggi (1714). 

\Mandiargues, André Pieyre de (Parigi 1909-1991) Scrittore francese. Allievo di André Breton e romanziere originale e fantasioso, si occupò anche di poesia, saggistica, traduzioni e critica d'arte. Tra le opere, da ricordare i romanzi La motocicletta (1963) e Il margine (1967), dai quali sono stati tratti due film di successo. 

\mandìbola, sf. Osso impari mediano che nei Mammiferi costituisce la parte inferiore della bocca. Nell'uomo, la mandibola è a forma di ferro di cavallo; sul suo margine superiore si trovano gli alveoli dentari, e termina con due branche verticali che permettono l'articolazione con l'osso temporale del cranio. L'insieme di ossa e cartilagini che costituiscono la bocca dei Vertebrati è detta arcata mandibolare. La terza branca del nervo trigemino è detta nervo mandibolare. ~ mascella inferiore. 
  sf. jaw, mandible. 
  lat. tardo mandibula, deriv. da mandere masticare. 

\mandibolàre, agg. Relativo alla mandibola. 

\mandìllo, sm. Parola genovese (derivata da "mantello") che significa "fazzoletto"; vengono chiamati mandilli anche un tipo particolare di lasagne, ampie e sottili. 

\mandingo, sm. invar. Gruppo di popolazioni appartenenti al gruppo di popolazioni africane distribuite nei paesi dell'Africa occidentale, di origine sudanese. I mandingo hanno in comune la lingua e la religione islamica introdotta nell'XI e XII sec., con la creazione dell'impero Mali. Abili agricoltori e allevatori, sono oggi abituati ai costumi di vita europei e sono in maggioranza di religione islamica. Hanno statura medio alta, sono di corporatura longilinea e la carnagione di colore nero. Le principali etnie sono i bambara, i soninke e i malinke. 

\mandòla, sf. Strumento musicale a corda simile al liuto. 

\mandolinàta, sf. Sonata di mandolino. 

\mandolinìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Suonatore di mandolino. 

\mandolìno, sm. Strumento musicale a corde pizzicate appartenente alla famiglia del liuto. Derivato dalla mandola in uso dal XVI al XVII sec. soprattutto in Spagna, ne conserva le caratteristiche in minori proporzioni. Il mandolino ha una cassa di risonanza piriforme con fondo a strisce. Sotto al foro ovale di risonanza è situata una piastra per proteggere il legno dallo sfregamento del plettro. Strumento popolare diffuso in Italia, il mandolino è spesso usato insieme alla chitarra. Celebri musicisti scrissero numerose composizioni dedicate a questo strumento: il Concerto per due mandolini di Vivaldi, Cinque pezzi per mandolino e pianoforte di Beethoven; Mozart lo usò nell'opera Don Giovanni. 
  sm. mandolin. 

\màndorla, sf. 1 Frutto del mandorlo. 2 Di ogni cosa che abbia forma ovale. 
  sf. almond. 
  lat. tardo amandola, dal greco amygdÓle. 

\mandorlàto, agg. e sm. agg. Che contiene mandorle. 
sm. Pasta dolce composta di mandorle. 

\mandorléto, sm. Piantagione di mandorli. 

\màndorlo, sm. Pianta arborea appartenentea alla famiglia delle Rosacee, diffusa nell'area mediterranea ma originaria dell'Asia. Ha fusto che raggiunge anche 8 m di altezza, foglie lanceolate, frutti (drupa) con semi oleosi (mandorle), fiori bianchi e rosa. 
  sm. almond tree. 

\mandràgola, sf. Anche detta mandragora, pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Solanacee. Ha foglie lanceolate ondulate, grosse radici carnose e fiori a campanula. Un'antica credenza le attribuisce proprietà afrodisiache. 
  lat. mandragoras, dal greco mandrag˛ras. 

\Mandragola, La Commedia di N. Machiavelli (1518). La vicenda rappresentata riguarda l'amore impossibile di un giovane, Callimaco, per la bella Lucrezia, moglie dell'avvocato Nicia. Poiché Nicia è angustiato dal non avere figli, facendosi passare per medico famoso, Callimaco gli fa credere che il problema si potrà risolvere facendo bere a Lucrezia una magica pozione di mandragola, che però ha un effetto perverso: chi avrà per primo rapporti con Lucrezia è destinato a morire. Travestendosi, Callimaco fa l'amore con Lucrezia e ne diventa successivamente l'amante. L'opera è considerata un capolavoro letterario. La comicità di Machiavelli è amara, il suo mondo pare dominato dalla legge dell'astuzia e dell'inganno. Una visione pessimistica delle cose umane simile a quella che si può riscontrare nel Principe

\Mandragolo, Il Romanzo di L. Santucci (1979). 

\Mandrake Personaggio dei fumetti che rappresenta un abile illusionista che combatte i cattivi assieme al negro Lothar, indossando frac, mantello, bastone e cilindro. Fu creato da L. Falk e P. Davis nel 1934. 

\mandratùra, sf. Metodo di concimazione naturale dei pascoli consistente nel farvi pernottare il bestiame bovino in modo che le deiezioni si accumulino direttamente sul terreno. 

\màndria, o màndra, sf. 1 Branco di animali di grossa taglia. ~ armento. 3 Massa disordinata di persone. ~ folla, orda. 
  sf. herd. 
  lat. mandra. 

\mandriàno, sm. Custode della mandria. ~ bovaro. 
  sm. herdsman. 

\mandrìllo, sm. Genere di scimmie catarrine cinocefale, appartenenti all'ordine dei Primati, con taglia media, muso canino e coda corta. La specie più rappresentativa, Paio sphynx, è alto circa un metro, con guance azzurre, mentre il naso e le parti nude della cute sono rosso turchine. Presente nelle foreste pluviali dell'Africa centrale, si nutre di erbe e di animali di piccola taglia. 

\mandrìno, sm. 1 Asta metallica cilindrica usata per allargare fori. 2 Attrezzo di macchina utensile utilizzato come supporto al pezzo in lavorazione. 
  franc. mandrin. 

\Mandriòli Passo (1.173 m) dell'Appennino Tosco-Emiliano. 

\mandrìta, sm. (pl.-i) In oriente, religioso che abita in una mandra. 

\Mandróne, vedrétta dél Ghiacciaio nel versante nordorientale dell'Adamello. 

\Mandùria Comune in provincia di Taranto (31.453 ab., CAP 74024, TEL. 099). Località delle Murge. Vi si trovano il palazzo Imperiale, del 1719, il duomo, costruito tra il XVI e il XVII sec., e nelle vicinanze resti di mura messapiche risalenti al V e III sec. a. C. Gli abitanti sono detti Manduriani

\Mandya Città (100.000 ab.) dell'India, nello stato di Karnataka. Capoluogo del distretto omonimo. 

\màne, sf. Mattina. 

\maneggévole, agg. 1 Che può essere maneggiato facilmente. ~ pratico. 2 Arrendevole, docile. ~ trattabile, malleabile. <> duro, inflessibile. 
  agg. handy. 

\maneggevolézza, sf. L'essere maneggevole. 

\maneggiàbile, agg. Maneggevole. 

\maneggiaménto, sm. Il maneggiare. 

\maneggiàre, v. v. tr. 1 Trattare con le mani. ~ toccare. 2 Utilizzare arnesi con le mani. sapeva maneggiare correttamente la spada. 3 Usare qualcosa con abilità. ~ manipolare. maneggiava quell'enorme mezzo come fosse un triciclo per bambini. 4 Amministrare. 
v. intr. Adoperarsi con accortezza. 
  v. tr. to handle. 
  deriv. da mano

\manéggio (1), sm. 1 Il maneggiare. 2 Amministrazione, abile conduzione. il maneggio del denaro non era cristallino, c'erano degli affari loschi. 3 Macchinazione segreta. 4 L'addestramento dei cavalli e il luogo dove si effettua. ~ galoppatoio, scuola di equitazione. scuola di maneggio
  sm. 1 moulding, handling. 2 (galoppatoio) riding track, riding school. 
  deriv. da maneggiare

\maneggìo (2), sm. Un maneggiare frequente o continuato. 

\maneggióne, sm. (f.-a) Faccendone, intrigante. ~ arruffone. 

\Manèrba dél Gàrda Comune in provincia di Brescia (2.780 ab., CAP 25080, TEL. 0365). 

\Manèrbio Comune in provincia di Brescia (12.242 ab., CAP 25025, TEL. 030). Centro agricolo (coltivazione di cereali e foraggi), dell'allevamento bovino e industriale (prodotti tessili, dell'abbigliamento e caseifici). Gli abitanti sono detti Manerbiesi

\manésco, agg. (pl. m.-chi) Che tende a menare le mani. ~ violento. 
  agg. free with one's fists. 
  deriv. da mano. 

\Manet, Édouard (Parigi 1832-Parigi 1883) Pittore francese, tra i massimi esponenti della scuola impressionista. Figlio di un magistrato, compì gli studi classici e poi decise di dedicarsi all'arte frequentando lo studio di T. Couture (1850-1856). In quegli stessi anni viaggiò in Italia, Olanda, Germania e Austria. Nel 1863 realizzò Olympia e Colazione sull'erba, due opere destinate a far gridare allo scandalo i critici contemporanei, a causa dei temi classici trattati in modo disinvoltamente realistico, con le forme e la prospettiva risolte nei colori e nelle linee. Nel 1866 strinse amicizia con i giovani pittori impressionisti E. Degas, C. Monet, A. Renoir, C. Pissarro e P. Cézanne. Nonostante l'amicizia, Manet non ritenne di partecipare alla prima esposizione impressionista del 1874. Le opere principali sono, Colazione sull'erba (1863, Parigi, Museo d'Orsay), Olympia (1865, Parigi, Museo d'Orsay), Colazione nello studio (1868, Monaco, Bayerische Staatsgalerie), Il balcone (1868), Coppia in tenuta da canottaggio (1874, Tournai, Musée des Beaux-Arts), NanÓ (1877, Amburgo, Kunsthalle), Coppia in barca a vela (1874, New York, Metropolitan Museum), Monet e la moglie (1874, Monaco, Neue Pinakothek) e il Bar delle Folies-BergŔres (1881, Londra, Tate Gallery). Manet elaborò un proprio linguaggio pittorico basato sull'eliminazione dei chiaroscuri e sulla resa dei volumi affidata al colore e al rapporto tra le diverse tonalità. Per i soggetti tratti dalla vita quotidiana e per l'uso dei colori, Manet ebbe un'influenza determinante sullo sviluppo dell'arte moderna. 

\manétta, sf. 1 Arnese di forma solitamente circolare che si stringe intorno ai polsi degli arrestati. 
2 Piccola leva per l'azionamento manuale di un dispositivo. ~ leva di comando. 
  sf. pl. handcuffs. 

\manfòrte, sf. invar. Sostegno, aiuto. 

\Manfrédi (1232-Benevento 1266) Figlio naturale di Federico II e re di Sicilia (1258). A capo dei ghibellini, sconfisse i guelfi a Montaperti (1260), ma fu poi sconfitto e ucciso a Benevento da Carlo d'Angiò, chiamato in aiuto da papa Urbano IV (1263). La morte di Manfredi è ricordata da Dante nel purgatorio. 

\Manfrédi, Antònio (Viareggio 1912-) Poeta e saggista italiano. Come poeta si ricordano Poesie (1954), Annamaria (1981) e Otto poesie (1985). Come saggista si è occupato anche di pittura e di cinema. Di ricordano Morlotti (1958) e Mario Marcucci (1959). 

\Manfrédi, Nìno (Castro dei Volsci 1921) Attore e regista cinematografico, famoso soprattutto come interprete della commedia all'italiana. I principali film interpretati sono Anni ruggenti (1962), Pane e ciocccolata (1974), C'eravamo tanto amati (1974), In nome del papa re (1977). Come regista diresse Per grazia ricevuta (1971), che vinse il premio per la regia al festival di Cannes, e Nudo di donna (1981). 

\Manfredìni, Francésco (Pistoia ca. 1680-ca. 1748) Compositore. È autore, tra l'altro, di sonate, concerti e sinfonie da camera e da chiesa e di alcuni oratori. 

\Manfredònia Comune (59.000 ab., CAP 71043, TEL. 0884) in provincia di Foggia, sul golfo omonimo. Fondato da Manfredi nel 1256, nel XIV e XV sec. fu un importante centro per il commercio del grano. Oggi è importante come mercato agricolo (cereali, olive e uva) e ittico. I monumenti principali sono il castello svevo angioino (XIII sec.) e la chiesa di San Domenico. 
Golfo di Manfredonia 
Nel mare Adriatico, tra il promontorio del Gargano e la foce del fiume Ofanto. 

\manfrìna, sf. 1 Monferrina. 2 Musica fastidiosa. ~ smanceria. 

\manganàre, v. tr. Lisciare stoffe di lino adoperando il mangano. 

\manganatóre, sm. (f.-trìce) Operaio che lavora al mangano. 

\manganatùra, sf. L'operazione del manganatore. 

\manganellàre, v. tr. Percuotere con il manganello. 

\manganellàta, sf. Colpo inferto con il manganello. 

\Manganèlli, Giórgio (Milano 1922-1990) Narratore. Tra le opere La letteratura come menzogna (1967) e Agli dei ulteriori (1972). 

\manganèllo, sm. Altro nome di randello. ~ sfollagente. 
  sm. baton, truncheon. 

\manganése, sm. Elemento chimico con simbolo Mn, numero atomico 25, peso atomico 54,95. È molto diffuso in natura sotto forma di silicati e in molti minerali come pirolusite (MnO2) e rodocrosite (MnCO3). In metallurgia è utilizzato in lega con il ferro, migliorando le caratteristiche di resistenza e durezza degli acciai, e i suoi composti sono utilizzati nell'industria vetraria, farmaceutica e della ceramica. 
  sm. manganese. 

\mangànico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo all'acido di formula H2MnO4. 2 Impropriamente, dell'ossido acido MnO3, dell'ossido Mn2O3 e dei sali di manganese trivalente. 

\manganìna, sf. Lega di rame contente manganese al 15-20% e nichel al 2-5%. Dal momento che la sua conducibilità elettrica è pochissimo influenzata dalla temperatura, viene utilizzata nella costruzione di resistori. 

\manganìsmo, sm. Intossicazione da manganese. 

\manganìte, sf. Ossido idrato di manganese dai cristalli prismatici monoclini di colore grigio-nero, utilizzato per l'estrazione della manganese. Ha formula MnO(OH). 

\màngano, sm. 1 Grosso torchio utilizzato per lisciare i tessuti di lino. 2 Grossa macchina usata per stirare la biancheria. 3 Antica macchina da guerra. 
  lat. tardo manganum, dal greco mÓnganon. 

\Màngano, Silvàna (Roma 1930-Madrid 1989) Attrice cinematografica, tra le più note dive degli anni '50, interpretò ruoli brillanti e drammatici. Tra i principali film, Riso amaro (1949), L'oro di Napoli e Mambo (1954), La grande guerra (1959), Teorema (1968), Morte a Venezia (1971), Lo scopone scientifico (1972), Gruppo di famiglia in un interno (1974), Oci Ciornie (1987). 

\Mangascià (1861-Ancober 1907) Ras abissino. Nel 1895-1896 si oppose alla penetrazione italiana in Etiopia. Contese il trono a Menelik, ma venne battuto nel 1899. 

\mangeréccio, agg. (pl. f.-ce) Buono a mangiarsi. ~ commestibile. <> immangiabile. 
  agg. edible. 

\mangerìa, sf. Illecito guadagno. 
  deriv. da mangiare. 

\màngia, sm. Persona che incute paura. 

\mangiàbile, agg. Che si può mangiare. 

\mangiadìschi, sm. invar. Giradischi portatile. 
  sm. invar. record player. 
  da mangia-+ dischi. 

\mangiafùmo, agg. invar. Candela che serve a disperdere il fumo in una stanza. 

\mangianàstri, sm. invar. Apparecchio per l'ascolto di registrazioni effettuate su nastri magnetici contenuti in apposite cassette. 

\mangiapàne, sm. e sf. invar. Persona inetta, capace solo di mangiare. ~ parassita. 

\mangiaprèti, sm. e sf. invar. 1 Chi odia i preti. 2 Anticlericale. 

\mangiàre, sm. e v. sm. 1 L'atto del mangiare. 2 Ciò che si mangia. ~ cibo, pietanza, vivanda. avevano preparato un mangiare da re
v. tr. 1 Prendere il cibo per portarlo alla bocca, masticarlo e inghiottirlo. ~ alimentarsi. <> digiunare. mangiarsi il fegato, crucciarsi, disperarsi. 2 Sperperare. ~ dilapidare. <> risparmiare, accumulare. si Ŕ mangiato tutta la dote. 3 Consumare. ~ corrodere. la ruggine mangia gli oggetti di ferro
  v. tr. e intr. 1 to eat. 2 (consumare i pasti) to have one's meals. 3 (intaccare) to eat into. 4 (a dama) to take. 
  franc. mangier, dal lat. manducare
Bisogna mangiare per vivere, non vivere per mangiare. Sentenza di Socrate tramandataci da Plutarco. FRS: Chi non lavora non mangia. Sono parole di San Paolo per ricordare che non si deve mangiare il pane a ufo a discapito di chi lavora. FRS: Dimmi quel che mangi e ti dir˛ chi sei. Frase citata nella Physiologie du goűt di Anthelme de Brillat-Savarin. FRS: L'appetito viene mangiando. Citazione attribuita al vescovo de Hangest da Rabelais nel Gargantua

\Mangiaròtti, Edoàrdo (Renate 1919-) Schermidore. Nelle olimpiadi del 1936, 1952, 1956 e 1960 vinse sei medaglie d'oro. Tra il 1937 e il 1958 ottenne tredici titoli mondiali. 

\mangiasòldi, agg. invar. Che richiede un continuo sperperio di soldi. 

\mangiàta, sf. Il mangiare abbondantemente. ~ abbuffata. 

\mangiatóia, sf. 1 Recipiente di legno o in muratura posto nelle stalle, dove si mettono gli alimenti delle bestie. ~ greppia. 2 Fonte di guadagno illecito. 
  sf. feedingtrough. 

\mangiatóre, sm. (f.-trìce) Chi mangia molto. 

\mangiaùfo, sm. e sf. invar. Chi vive alle spalle altrui. 

\mangìme, sm. Il cibo che si dà agli animali. 
  sm. fodder, feed. 

\mangióne, sm. Chi mangia eccessivamente. ~ ghiottone. 

\mangiucchiàre, v. tr. Mangiare poco. ~ piluccare. <> divorare. 

\màngo, sm. Pianta arborea appartenente alla famiglia della Anacardiacee. Di origine malese è coltivata in tutti i climi tropicali per il frutto gustoso, dolce e saporito (drupe). Le foglie sono lanceolate e sempreverdi, i fiori rossicci. 
  sm. mango. 

\Màngo Comune in provincia di Cuneo (1.348 ab., CAP 12046, TEL. 0141). 

\Mangóne Comune in provincia di Cosenza (1.705 ab., CAP 87050, TEL. 0984). 

\mangòsta, o mangostàno, sf. o sm. 1 Nome volgare della Garcinia mangostana, un albero tropicale della famiglia delle Guttifere dai frutti che sono bacche commestibili. 2 Il frutto della mangosta. 
  malese mangustan

\mangròvia, o mangròva, sf. Tipo di vegetazione delle zone tropicali, caratterizzata da radici che escono dall'acqua. 

\mangùsta, sf. Mammifero carnivoro appartenente alla famiglia dei Viverridi; in particolare il nome è usato per indicare l'icneumone o mangusta africana. Di dimensioni modeste, divora piccoli animali, in particolare anfibi e rettili; golosa di uova, era venerata nell'antico Egitto perché divorava le uova di coccodrillo. Molto intelligente e veloce, è facilmente addomesticabile e viene usata dall'uomo per cacciare i topi e i serpenti (contro il veleno di questi ultimi sembrano essere immunizzate). Tra le specie più note vi sono: l'herpestes mungo, l'herpestes fasciatus o mangusta zebrata (vive nell'Africa centrale). 

\Manhattan (geografia) Isola (80 km2, 2.000.000 ab.) situata al centro di New York (Stati Uniti d'America), alla foce del fiume Hudson. Fu fondata da coloni olandesi nel 1626 e costituisce il nucleo originario di New York. Sede dei quartieri finanziari, commerciali, culturali e portuali di New York (Broadway, Wall Street, il Central Park, il Greenwich Village, l'Empire State Building, il Palazzo dell'ONU., il Lincoln Center con il nuovo teatro Metropolitan e la Columbia University). Uno dei quartieri più caratteristici dell'isola è Chinatown (abitato dall'immigrazione cinese). Il ponte di G. Washington la collega al New Jersey. 

\Manhattan (cinema) Film commedia, americano (1979). Regia di Woody Allen. Interpreti: Woody Allen, Diane Keaton, Mariel Hemingway, Meryl Streep. Titolo originale: Manhattan 

\màni, sm. pl. Le anime divinizzate dei trapassati, onorate dagli antichi romani. 
  lat. Manes,-ium. 

\Màni (mitologia) Personaggi mitologici romani, erano le anime dei morti, spiriti benigni che venivano venerati come divinità. 

\Mani (storia) (Mardinu 215-Belepat 277) Principe persiano, si considerò l'ultimo profeta, dopo Buddha, Zarathustra e Cristo e fondò la religione manicheista, che da lui prese il nome. Predicò la sua dottrina in viaggi in India, Egitto e Persia, dove ebbe l'appoggio del re Shahpuhr I. Inimicatosi il successore Bahram I, seguace dello zoroastrismo, fu imprigionato e messo a morte. 

\Mani sporche, Le Dramma di J. P. Sartre (1948). Ambientato verso la fine della guerra, mentre i dirigenti comunisti di un paese immaginario discutono sulla linea politica futura. Il capo Hoederer sostiene che in politica non bisogna aver paura di sporcarsi le mani con i compromessi. Il giovane intellettuale Hugo viene incaricato di ucciderlo. Quando Hugo diventa segretario di Hoederer, questi riesce a convincerlo delle proprie buone ragioni e a tirarlo dalla sua parte. Hugo ucciderà Hoederer per gelosia, avendolo sorpreso con la moglie. Ma, all'uscita di prigione, Hugo preferirà essere ucciso dagli antichi compagni, piuttosto che confessare la gelosia come unica motivazione dell'assassinio di Hoederer. Dramma impegnato che riecheggia i problemi dell'immediato dopoguerra. 

\Mani sulla città Film drammatico, italiano (1963). Regia di Francesco Rosi. Interpreti: Rod Steiger, Salvo Randone, Guido Alberti. 

\manìa, sf. 1 Forma di alterazione dell'umore. ~ ansia. 2 Voglia eccessiva e smaniosa. ~ frenesia, smania. 3 Fissazione. ~ ossessione. 
  sf. 1 mania. 2 (fig.) obsession. 
  greco mania, deriv. da mÓinesthai dare in smanie. 
In medicina è lo stato psichico manifestato da episodi, talvolta isolati e passeggeri, di grande eccitazione, esagerato ottimismo e allegria. Spesso s'inserisce nell'ambito di una psicosi maniaco depressiva e si alterna con stati normali o di depressione. La terapia è puramente sintomatica. Nell'uso comune, il termine viene usato erroneamente per indicare un'idea fissa. 

\maniacàle, agg. Che ha carattere di mania. ~ ossessionante. 

\Maniàce Comune in provincia di Catania (3.101 ab., CAP 95030, TEL. 095). 

\manìaco, agg. e sm. (pl. m.-ci) Che, o chi, è affetto da mania. ~ ossessionato. 
  agg. 1 maniacal. 2 (fig.) mad, keen. 3 (affetto da mania) suffering from a mania. sm. maniac. 
  lat. tardo maniacus, dal greco maniak˛s. 

\maniaco-depressìvo, agg. Relativo a una psicosi caratterizzata dall'alternarsi di eccessi di tristezza e di mania. ~ ciclofrenia. 

\Maniàgo Comune in provincia di Pordenone (10.490 ab., CAP 33085, TEL. 0427). Centro industriale (prodotti meccanici e del legno, coltelli). Vi si trova il duomo, costruito tra il XV e il XVII sec., e il castello, del X sec. Gli abitanti sono detti Maniaghesi

\mànica, sf. 1 Parte di un indumento che copre il braccio. rimboccarsi le maniche, darsi da fare. 2 Banda. ~ cricca. apparteneva a una manica di delinquenti
  sf. 1 sleeve. 2 (fig.) gang. 
  lat. manica, deriv. da manus,-us mano. 

\Mànica, La Braccio di mare che separa la costa meridionale dell'Inghilterra dall'Europa continentale (Francia). Lungo circa 550 km e largo solo 32 km da Calais a Dover, unisce l'oceano Atlantico al mare del Nord. Nella manica si trovano le isole di Wight e le isole del Canale. I collegamenti tra Inghilterra e Francia sono assicurati dai traghetti da Dover a Calais e, dal 1994, dal tunnel ferroviario sottomarino lungo 50 km. I principali porti sono Portsmouth, Plymouth, Dover e Southampton sulla costa inglese e Le Havre, Calais, Cherbourg e Dunquerque sulla costa francese. 

\Manicaland Provincia (1.538.000 ab.) dello Zimbabwe, al confine con il Mozambico. Capoluogo Mutare. 

\manicarétto, sm. Vivanda molto appetitosa. ~ ghiottoneria. 

\manicheìsmo Dottrina dei discepoli di Mani (manichei) che professava la coesistenza e la lotta fra il bene e il male. Mani s'identificò con Paracleto, una figura celeste che conduceva gli uomini al cielo, intercedendo per loro presso Dio; nella sua religione introdusse elementi tipici del buddhismo e dello zoroastrismo. Il manicheismo si diffuse in Persia, in India, in Cina, nell'Africa settentrionale, in Spagna e in Italia meridionale. Si spense in occidente intorno al X sec. e in oriente circa due secoli dopo. 

\manichèo, agg. e sm. agg. Relativo al manicheismo. 
sm. Seguace del manicheismo. 

\manichétta, sf. Tubo flessibile per condutture d'acqua o aria. 

\manichìno, sm. 1 Fantoccio usato da sarti, pittori e negozianti di vestiti, come modello. ~ modello. muoversi come un manichino, essere impacciato. 2 Ordigno usato un tempo dagli agenti per trattenere un arrestato. 
  sm. dummy. 
  franc. mannequin, dall'oland. mannekijn, dimin. di man uomo. 

\mànico, sm. (pl.-chi o-ci) La parte di uno strumento che serve a impugnarlo e adoperarlo. ~ impugnatura. 
  sm. 1 handle. 2 (mus.) neck. 3 (di scopa) broomstick. 
  lat. tardo manicum, deriv. da manus, us. 

\manicomiàle, agg. 1 Relativo a, o da, manicomio. 2 Pazzesco. 

\manicòmio, sm. 1 Ospedale per malati di mente. ~ frenocomio. 2 Luogo pieno di confusione e di disordine. ~ sarabanda, babele, casino. 
  sm. 1 mental hospital. 2 (fig., luogo) madhouse. 

\manicòtto, sm. 1 Specie di borsa cilindrica in pelliccia, aperta ai lati, usata per tenere al caldo le mani. manicotto di visone. 2 Giunto cilindrico cavo, usato per collegare tubi. si era rotto il manicotto dell'asse
  sm. 1 muff. 2 (tecn.) coupling. 
  deriv. da manica

\manicùre, sm. e sf. invar. Chi, per mestiere, cura le mani. 
  sm. invar. manicure. sf. invar. manicurist. 
  franc. manicure. 

\Mànidi Famiglia di Mammiferi folidoti alla quale appartengono tutti i paligoti viventi (Manis) e fossili (Necromanis e Laptomanis). 

\manièra, sf. 1 Modo di procedere operando. ~ regola. quella era la maniera giusta per risolvere il problema. 2 Creanza. ~ gentilezza, tatto. <> villania. le buone maniere impongono di intrattenere gli ospiti. 3 Stile. era un artista di maniera, imitava le tecniche di altri artisti. 
  sf. 1 way, manner. 2 (stile) style. 3 (in maniera che) so that. 
  franc. maniŔre, da manier manuale. 

\manieràto, agg. Ricercato, ma convenzionale. ~ civile. <> ineducato. 
  agg. affected. 

\manierìsmo, sm. Movimento artistico che prende a modello i maestri rinascimentali, svincolandosi dalla fedele rappresentazione della natura e dedicando un'attenzione prevalente alla bella maniera. Il virtuosismo stilistico che lo contraddistingue preparò la successiva evoluzione del barocco. In generale, il termine possiede una valenza negativa, con riferimento a opere che ripetono forme stereotipate o eccessivamente ricercate nella forma. Il centro propagatore della nuova maniera è Firenze. Con la pubblicazione delle Vite di G. Vasari (1550) si diffonde la convinzione che l'arte abbia raggiunto il suo punto di massima perfezione con artisti come Michelangelo Buonarroti e Raffaello Sanzio e che agli artisti successivi sia rimasto solo il compito di imitarne lo stile. Tra le opere dei maestri, il cosiddetto Tondo Doni di Michelangelo (1503-1504, Firenze, Uffizi) viene considerato come il punto di partenza del manierismo, per l'intreccio dei volumi e per il moto a spirale che coinvolge tutti e tre i personaggi. Queste modalità stilistiche vengono riprese e dilatate dai giovani pittori dell'epoca, che trovano nel contorcimento della figura un mezzo espressivo adeguato alla loro tensione emotiva. Il Pontormo, per esempio, abbandona definitivamente la compostezza classica per imprimere alla composizione un movimento contorto che dà il senso della concitazione. L'accentuazione delle linee curve e della prospettiva, l'uso di colori contrastanti sono alcuni tra i principali strumenti stilistici utilizzati per superare il realismo del racconto, ottenendo una composizione nella quale la resa degli stati d'animo viene raggiunta attraverso la ricerca formale portata all'esasperazione. Ai manieristi non interessa trasmettere la carica emotiva o sacrale dell'evento raffigurato, ma piuttosto dimostrare la loro estrema capacità di riprodurlo in modo esteticamente perfetto, affermando il valore assoluto dell'arte. Tra i principali pittori: Pontormo, Bronzino, Rosso Fiorentino, Primaticcio, Daniele da Volterra, Parmigianino, Vasari e Tintoretto. Nella scultura: Bandinelli, Giambologna e Benvenuto Cellini. Nell'architettura G. Romano, Vignola, G. Della Porta, B. Buontalenti, Sansovino e Sammicheli. La corrente manierista ebbe figure importanti anche fuori d'Italia, in Francia, Olanda e Spagna (il Greco). 
In letteratura, il termine manierismo serve a designare fenomeni paralleli anche se meno precisi e ancora oggetto di discussioni. In particolare, rientrano nel manierismo letterario le soluzioni formali che, senza contestare i principi del classicismo, impreziosiscono e deformano l'espressività classica e intendono esprimere interessi e sensibilità lontani dall'equilibrio e dalla compostezza nella direzione del surreale e del sentimentale. Secondo queste premesse rientrerebbero nel manierismo alcune parti dell'opera di B. Cellini, di A. Caro, di G. B. Della Porta, di B. Guarini e T. Tasso. La situazione, comunque non è ancora criticamente definita. Nelle letterature europee sono state individuate espressioni manieristiche, per esempio, nella poesia di J. Donne e in M. Opitz. 

\manierìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) agg. Proprio del manierismo. 
sm. e sf. Seguace del manierismo. 

\manieristicaménte, avv. In modo conforme ai canoni del manierismo. 

\manierìstico, agg. (pl. m.-ci) Che si riferisce al manierismo e ai manieristi. 

\manièro, sm. 1 Castello del feudatario. ~ rocca. 2 Dimora di campagna signorile. 
  provenz. maner restare, dal lat. manere. 

\manieróso, agg. Che ha belle maniere. 

\manifattùra, sf. 1 Lavorazione per trasformare materie prime in manufatti e il luogo dove si effettua. la manifattura del prodotto era apprezzabile. 2 Capo di vestiario. 
  sf. 1 (lavorazione) manufacture. 2 (luogo) factory. 
  lat. mediev. manifactura, deriv. da manu facere fare con le mani. 

\manifatturière, sm. Chi esplica il proprio lavoro in una manifattura. 

\manifatturièro, agg. Relativo a manifattura. 

\manifestànte, agg., sm. e sf. Che, o chi, partecipa a una manifestazione. 
  sm. e sf. demonstrator. 

\manifestàre, v. v. tr. 1 Rendere nota a tutti una cosa. ~ comunicare. <> nascondere. manifest˛ la sua decisione di partire. 2 Palesare. ~ mostrare, proclamare. <> occultare. lo sguardo triste manifestava uno stato di preoccupazione
v. intr. Prendere parte a una manifestazione. coloro che manifestavano, lo facevano per dei buoni motivi
v. rifl. Farsi noto, palese. 
  v. tr. 1 to manifest, to show. 2 (rivelare) to reveal. 3 (esprimere) to express. v. intr. to demonstrate. v. rifl. to show oneself. 
  lat. manifestare, deriv. da manifestus manifesto. 

\manifestazióne, sf. 1 Il manifestare. numerose furono le manifestazioni di solidarietÓ nei suoi confronti. 2 Dimostrazione pubblica con un fine comune. ~ cerimonia. ci furono imponenti manifestazioni di piazza per quel motivo. 3 Spettacolo con grande pubblico. ~ festeggiamento. 
  sf. 1 display, show, manifestation. 2 (cerimonia) event. 3 (pol.) demonstration. 
  lat. tardo manifestatio,-onis

\manifestìno, sm. Foglietto volante distribuito per propaganda. ~ volantino, locandina. 
  sm. leaflet. 

\manifèsto, agg. e sm. agg. Evidente, palese. ~ chiaro. <> ambiguo, vago. diede prova manifesta della sua ignoranza
sm. 1 Foglio che si affigge in luogo pubblico. ~ cartellone. i manifesti elettorali erano giÓ stati stampati. 2 Programma di un movimento artistico. il manifesto futurista
  agg. 1 evident. 2 (ovvio) obvious. 3 (scritto) bill, poster. 
  lat. manifestus preso sul fatto. 

\Manifesto del dadaismo Prosa letteraria di T. Tzara (1918). 

\Manifesto del futurismo Manifesto culturale di F. T. Marinetti (1909). 

\Manifesto del partito comunista Opera di politica di K. Marx (con F. Engels) (1848). 

\Manifesto del surrealismo Manifesto letterario di A. Breton (1924). 

\Manifesto tecnico della letteratura futurista Manifesto letterario di F. T. Marinetti (1910). 

\manìglia, sf. Elemento sporgente, di varia forma e materiale, usato per tirare, sollevare, alzare ecc., qualcosa. la maniglia della porta era da cambiare
  sf. handle. 
  spagn. manilla, dimin. del lat. manus mano. 

\manigóldo, sm. Furfante, briccone, birbante. 

\Manila Città (1.876.000 ab.) e capitale delle Filippine. Si trova sull'isola di Luzon, nel mar Cinese meridionale, sul delta del fiume Pasig. È il principale porto dell'arcipelago, dal quale si commercia caucciù, tabacco, abaca e riso. Sede di industrie siderurgiche, meccaniche, chimiche, tessili, alimentari (olio, zucchero e birra), gomma, tabacco, cuoio, concentrate principalmente lungo le sponde del fiume e intorno al porto. La città è uno dei maggiori centri universitari dell'Estremo Oriente con tre università: Università delle Filippine, Università di San Tommaso (1619) e Università dell'estremo oriente. Fondata dagli spagnoli nel 1571 (conserva il nucleo originale detto Intramuro divenne subito un importante scalo per il traffico spagnolo tra Acapulco e Canton. Nel XVII sec. fiorì ulteriormente grazie al commercio con la Cina. Fu danneggiata ripetutamente da terremoti (in particolare quello del 1863). Nel 1898, durante la guerra tra la Spagna e gli Stati Uniti, gli americani se ne impadronirono e nel febbraio del 1899 fu centro di una rivolta nazionalista. Durante la seconda guerra mondiale la città, sede del comando del generale Mac Arthur, fu teatro di violentissimi combattimenti tra americani e giapponesi. Fu anche gravemente danneggiata dal massiccio bombardamento nel 1945. 
Manila 
Baia delle Filippine, nel mar Cinese, sulla costa sudoccidentale dell'isola di Luzon. 

\Manìlio Crìspo, Gàio (I sec. a. C.) Tribuno romano. Di ideologia antioligarchica, nel 66 a. C. propose una legge che toglieva a Lucullo il supremo comando nella guerra contro Mitridate VI e lo conferiva a Pompeo. 

\Manìn, Danièle (Venezia 1804-Parigi 1857) Politico. Fu compagno del Tommaseo nei moti veneziani del 1847, ma fu arrestato nel gennaio dell'anno successivo. Liberato in seguito all'insurrezione del marzo 1848, divenne presidente della repubblica veneziana, instaurando un regime democratico e liberale. Capeggiò ideologicamente la resistenza all'assedio austriaco, ma dovette arrendersi il 22 agosto 1849. Esiliato in Francia si avvicinò alle posizioni moderate del Cavour, appoggiando l'unità d'Italia nel regime monarchico. 

\Manìn, Ludovìco (Venezia 1726-1802) Politico. Ultimo doge di Venezia dal 1789, succedette a Paolo Renier. Nel maggio 1797 capitolò di fronte alle armate napoleoniche, dopo aver retto coraggiosamente la Repubblica. Scrisse le Memorie in cui raccontava le sue scelte politiche. 

\manìna, sf. Segno tipografico posto sul margine di un testo per segnalare qualcosa di importante. 

\maniòca, sf. Pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle Euforbiacee. È in particolar modo coltivata ai tropici per uso alimentare. Dai tuberi si ricavala farina e una fecola per la tapioca. 

\manipolàre, v. tr. 1 Trattare con le mani. ~ mescolare. 2 Alterare in modo illecito un prodotto o un risultato. ~ contraffare. manipol˛ abilmente i risultati degli esperimenti per sostenere la sua tesi. 3 Tramare. 
  v. tr. 1 to manipulate. 2 (alterare) to adulterate. 
  deriv. dal lat. manipulus, manciata di erbe medicinali. 

\manipolatóre, agg. e sm. (f.-trìce) 1 Che, o chi, manipola. 2 Dispositivo per manipolare a distanza qualcosa. 

\manipolazióne, sf. 1 Il manipolare. la manipolazione di quei prodotti richiedeva molta cautela. 2 Sofisticazione, adulterazione. la manipolazione dei vini Ŕ proibita dalla legge. 3 Truffa. si verificarono manipolazioni dei voti
  sf. adulteration, manipulation. 

\manìpolo, sm. 1 Drappello non numeroso di soldati e simili. ~ plotone. 2 Drappo con la croce che il sacerdote porta al braccio sinistro durante la Messa. 

\Manipur Stato (1.827.000 ab.) federato dell'India, nell'Assam orientale. Capitale Imphal. 

\Manisa Città (158.000 ab.) della Turchia, nella regione del mar Egeo. Capoluogo della provincia omonima (1.152.000 ab.) che occupa la pianura del fiume Gediz. 

\maniscàlco, sm. (pl.-chi) Chi ferra i cavalli per mestiere. 
  sm. blacksmith. 
  lat. mediev. mariscalcus, dal franco marhskalk. 

\manìsmo, sm. Culto dei mani. 

\Manitoba Provincia (1.095.000 ab., capoluogo Winnipeg) del Canada dal 1870, si trova tra gli Stati Uniti d'America, l'Ontario, il Saskatchewan, i territori del Nord-ovest e la baia di Hudson. Il territorio è prevalentemente pianeggiante e ricco di fiumi (Saskatchewan, Churchill, Nelson) e laghi (Winnipeg, Winnipegosis, Manitoba). Le principali risorse economiche sono costituite dalle foreste, dalla coltivazione dei cereali e dai giacimenti minerari di cadmio, oro, zinco, argento e nichel. È sede di industrie metallurgiche, alimentari e petrolchimiche. 

\Manitoulin Isola (11.000 ab.) del Canada, nel lago Huron, all'imbocco della Georgian Bay. La maggiore isola lacustre, per superficie, del mondo. 

\manitù, manitu o manito, sm. Secondo le popolazioni allogene dell'America settentrionale, potenza della realtà umana e cosmica che si manifesta a tutti i livelli. I giovani venivano sottoposti a pratiche di iniziazione estenuanti per cadere in trance e avere una visione del loro manitu. 

\Manizales Città (275.000 ab.) della Colombia, nella valle del Cauca. Capoluogo del dipartimento di Caldas. 

\manìzza, sf. 1 Manicotto foderato di pelliccia. 2 Manubrio. 3 Guanti utilizzati dai corridori ciclisti. 

\Mankiewicz, Joseph L. (Wilkes Barre 1909-Bedford 1993) Regista cinematografico statunitense. Diresse Eva contro Eva (1950), Uomini e cobra (1970), Gli insospettabili (1972). 

\Mànlio Capitolìno, Màrco (?-384 a. C.) Console romano. Nel 392 a. C. divenne console e nell'invasione di Roma da parte dei galli del 390 a. C., avvertito dallo starnazzare delle oche, salvò il Campidoglio dagli assalitori. Sospettato di aspirare alla tirannide fu messo a morte. 

\Mànlio Torquàto, Tìto (IV sec. a. C.) Generale romano di celebre rigore e severità: secondo leggenda avrebbe giustiziato il figlio che aveva trasgredito un suo ordine. 

\Mànlio Vulsóne Lóngo, Lùcio (III sec. a. C.) Politico e generale romano. Come console, nel 256 a. C., sconfisse i cartaginesi nella battaglia navale di Ecnomo insieme ad Attilio Regolo e guidò il corpo di spedizione romano in Africa. Di nuovo console, nel 250 a. C., iniziò l'assedio a Lilibeo, l'odierna Marsala. 

\Mann, Anthony (San Diego 1907-Berlino 1967) Regista cinematografico statunitense. Diresse Winchester 73 (1950), LÓ dove scende il fiume (1951) e L'uomo di Laramie (1954). 

\Mann, Heinrich (Lubecca 1871-Santa Monica, California 1950) Romanziere tedesco. Tra le opere Nel paese di Cuccagna (1900) e Il professor Unrat (1905). 

\Mann, Michael (Chicago 1943-) Regista cinematografico statunitense. Diresse Manhunter (1986), e L'ultimo dei Mohicani (1992). 

\Mann, Thomas (Lubecca 1875-Zurigo 1955) Scrittore tedesco, appartenente a una ricca famiglia di commercianti, visse a Monaco dal 1893 e, dopo l'ascesa del nazismo, si rifugiò all'estero, principalmente in Svizzera. Nel 1901 pubblicò il romanzo I Buddenbrook, che racconta la decadenza di una ricca famiglia di Lubecca, delineando il tema del contrasto tra arte e vita, sempre presente nelle sue opere. Nel Tristano (1903) è la musica a essere raffigurata come elemento di disgregazione, mentre nel Tonio Kr÷ger (1903) la letteratura si contrappone ai valori deteriori della borghesia. In Morte a Venezia (1913) l'attrazione per i temi della morte e del disfacimento raggiungono l'apice. Dopo la prima guerra mondiale, nella quale assunse una posizione interventista e nazionalista, Mann supera il fascino dell'ideologia nietzschiana e riscopre i valori della razionalità. La montagna incantata (1924) descrive i dibattiti ideologici dell'inizio del secolo e sembra prefigurare gli eventi tragici dell'epoca hitleriana. Nelle opere successive, Giuseppe e i suoi fratelli (1932-1943) e Doctor Faustus (1947) Mann trasfigura la situazione contemporanea anticipando forse il crollo della Germania e cercando di conciliare mito e intelletto, borghesia e arte. Nel 1929 ricevette il premio Nobel. 

\mànna, sf. 1 Cibo che piovve dal cielo agli ebrei nel deserto. ~ ambrosia. 2 Cosa utile e gradita. 3 Sostanza dolce, leggermente purgativa, ottenuta dal tronco dei frassini (in particolare dal tronco della specie detta ornello). ~ nettare. 
  sf. manna. 
Manna del deserto 
Lichene (Lecanora esculenta) presenta un tallo crostoso. Si trova nelle regioni semiaride. Alcuni ritengono che sia da identificare con la manna che, secondo la tradizione, nutrì il popolo ebraico nel deserto. 

\mannàggia, inter. Imprecazione che esprime disappunto, irritazione. Deriva da "male ne abbia" ("aggia" in diversi dialetti meridionali sta per "abbia").

\mannàia, sf. 1 Scure a doppio taglio, usata dal boia. ~ ascia. 2 La lama tagliente della ghigliottina. 
  sf. axe. 
  lat. (securis) manuaria (scure) maneggevole. 

\mannàro, agg. 1 Nella locuzione lupo mannaro, licantropo. 2 Mostro immaginario che spaventa i bambini. 

\mannèllo, o mannèlla, sm. Fascio di spighe, manipolo. 

\mannequin, sf. invar. Indossatrice, indossatore. ~ modella, modello. 
  sf. invar. mannequin, fashion model. 

\Mannerheim, Carl Gustav Emil von (Louhisaari 1867-Losanna 1951) Generale e politico finlandese. Nel 1918 e 1919 capeggiò il governo provvisorio, quindi il 17 luglio 1919 proclamò la repubblica. Fu a capo dell'esercito nel 1939 e 1940 contro l'URSS e durante la seconda guerra mondiale. Dal 1944 al 1946 fu presidente della repubblica. 

\Mannheim Città (306.000 ab.) del Baden-Württemberg (Germania) e porto fluviale alla confluenza del Neckar nel Reno. Centro industriale nei settori meccanico, elettrico, automobilistico, chimico, farmaceutico, cartario e tessile. I principali monumenti sono il castello del XVII sec., la chiesa parrocchiale cattolica, e l'osservatorio astronomico, parzialmente ricostruiti dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. 
Scuola di Mannheim 
Nome di una scuola musicale del XVIII sec. che contribuì allo sviluppo della sinfonia classica e della sonata. Gli esponenti principali furono J. Stamitz, F. X. Richter e C. Cannabich. 

\Mannheim, Lucie (Berlino 1899-Braunlage 1976) Attrice teatrale e cinematografica tedesca. Attiva fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, prima in farse dialettali e successivamente in ruoli più impegnativi come i lavori di Heinrich von Kleist e di Georg Büchner, durante il conflitto riparò a Londra. Tornata in Germania nel dopoguerra, riprese il lavoro in teatro. Nel cinema interpretò con successo parti di caratterista. 

\Manning, Henry Edward (Totteridge 1808-Londra 1892) Pastore anglicano. Si convertì al cattolicesimo e dal 1865 fu arcivescovo di Westminster, poi dal 1875 cardinale, dando un grande contributo all'impegno pastorale in favore degli operai e alla restaurazione della chiesa cattolica inglese. 

\mannìte, sf. Esaalcool presente in parecchi vegetali, soprattutto nella manna del frassino, il cui estere esanitrico è un potente esplosivo (nitromannite). Ha formula CH2OH(CHOH)4CH2OH. 

\mannòsio, sm. Monosaccaride aldeidico avente formula CH2OH(CHOH)4CHO. 

\Mànnu, Rìu Nome di alcuni corsi d'acqua della Sardegna: Riu Mannu di Samassi, Riu Mannu di Porto Torres, Riu Mannu di Ozieri e Riu Mannu di Berchidda. 

\màno, sf. 1 Estremità dell'arto superiore che serve come organo tattile e prensile. 2 Parte, lato. ~ posizione. 3 Strato di colore. ~ passata. 
  sf. 1 hand. 2 (mano di vernice) coat. 3 (fatto a mano) handmade. 4 (man mano che) as. 5 (restare a mani vuote) to be left empty. 6 (lato) side. 
  lat. manus,-us. 
La politica delle mani nette. Frase detta dal Cairoli dopo il Congresso di Berlino: una politica troppo onesta porta solo a deludenti risultati pratici!. 
Segmento terminale dell'arto superiore dei Primati, si articola all'avambraccio attraverso il polso. La parte distale della mano è dotata di cinque dita, delle quali la più interna, detta pollice, è posta lateralmente ed è opponibile. Lo scheletro della mano comprende ventisette ossa, suddivise nei tre gruppi carpo, metacarpo e falangi. Il carpo è a sua volta composto da otto ossa, il metacarpo da quattro, mentre le falangi sono tre per ogni dito, tranne il pollice che ne ha solo due. La parte dorsale della mano è ricoperta di peli, a differenza della parte palmare, la cui cute è più spessa, solcata da disegni tipici e ricca di terminazioni nervose. I disegni presenti sui polpastrelli vengono utilizzati per l'identificazione personale. Nell'uomo la mano è l'organo deputato alla presa di oggetti e compiti di precisione. 

\Mano felice, La Dramma in quattro quadri e musica di A. Shönberg (Vienna, 1924). 

\Manocalzàti Comune in provincia di Avellino (3.050 ab., CAP 83030, TEL. 0825). 

\manodòpera, sf. invar. 1 Le persone che prestano lavoro in un'industria. ~ manovalanza, operai. cercava manodopera qualificata, in possesso di specializzazione. 2 Costo del lavoro umano. la cifra comprende anche la manodopera
  sf. invar. manpower, labour. 

\manògrafo, sm. Manometro registratore. 

\Manolete (Córdoba 1917-Linares 1947) Celebre torero spagnolo. Morì nell'arena. 

\manomésso, agg. Guasto, manipolato. 

\manometrìa, sf. Esame della gastroenterologia atto a per misurare le variazioni di pressione ai vari livelli del tubo digerente. Tali misure servono per avere informazioni sulla motilità digestiva e sulla funzionalità della muscolatura analizzata. 

\manòmetro, sm. Strumento che serve a misurare la pressione di un fluido. Fu inventato nel 1843 dallo svizzero Rudolf Schinz. 
  sm. manometer, gauge. 
  franc. manometre. 

\manométtere, v. tr. 1 Mettere mano, cominciare. 2 Alterare, guastare. ~ contraffare. 
  v. tr. (alterare) to tamper with. 

\manomissióne, sf. Il manomettere. ~ alterazione, manipolazione. 
  lat. manumissio,-onis. 

\manomòrta, sf. (pl. manimòrte) Istituto giuridico usato nel medioevo per indicare: il diritto del signore feudale sui beni del vassallo morto senza figli maschi; il divieto per vassalli e servi della gleba di fare testamento; il diritto fiscale da pagare per liberarsi di tale divieto; i beni di corporazioni religiose, esenti da imposte di successione e trasferimento. 

\Manon Opera in cinque atti e sei quadri di J. Massenet, libretto di H. Meilhac e Ph. Gille (Parigi, 1848). 
La storia è ambientata ad Amiens, dove Manon deve essere rinchiusa in convento a causa della leggerezza del suo carattere. La ragazza s'innamora di un giovane studente, Des Grieux, con il quale decide di fuggire e di vivere a Parigi. Dopo una lunga separazione e drammatiche vicende, il loro amore si riaccende di passione, ma Manon, duramente provata, muore tra le braccia dell'amato. 

\Manon Lescaut Dramma lirico in quattro atti di G. Puccini, libretto di autori vari (Torino, 1893). 
La vicenda è ambientata nel sec. XVIII, prima in Francia poi in America. Il giovane cavaliere Des Grieux si innamora di Manon e fugge con lei. La donna però, sedotta dalle ricchezze, va a vivere con il vecchio Geronte. Dopo un risveglio di passione, i due amantidecidono di fuggire insieme, rubando gioielli e denaro a Geronte. Manon viene arrestata e deportata in America. L'amante la raggiunge, ma ai confini di New Orleans, durante la fuga dal penitenziario, Manon muore sfinita. 
Manon Lescaut 
=> "Vera storia del cavaliere Des Grieux e di Manon Lescaut, La" 

\Manonéra, o Màno Néra Denominazione di associazioni criminali che si sono sviluppate in Sicilia e negli Stati Uniti, soprattutto a New York, all'inizio del XX sec. In contrapposizione a queste gli emigrati italiani costituirono associazioni associate alla polizia federale denominate Manobianca. 

\manòpola, sf. 1 Maniglia di appoggio e sostegno. 2 Impugnatura in vari oggetti. 3 Pomello. 
  sf. 1 handle. 2 (impugnatura) hand-grip. 3 (pomello di radio ecc.) knob. 4 (guanto) mitt, mitten. 
  spagn. manopla, dal lat. manupula. 

\Manoppèllo Comune in provincia di Pescara (5.566 ab., CAP 65024, TEL. 085). 

\Manoscritti economico-filosofici del '44 Opera di filosofia di K. Marx (1844). 

\manoscrìtto, agg. e sm. agg. Scritto a mano. 
sm. Testo scritto a mano. 
  agg. handwritten. sm. manuscript. 
  lat. manu scriptus scritto a mano. 

\Manoscritto trovato a Saragozza Romanzo di J. Potocki (1805). 

\Manoscritto trovato in una bottiglia Racconto di E. A. Poe (1833). 

\manovalànza, sf. Manodopera non specializzata. 

\manovàle, sm. Operaio non specializzato. 
  sm. labourer. 
  lat. manualis. 

\manovèlla, sf. 1 Asta ripiegata e con impugnatura utilizzata per azionare a mano un meccanismo. 2 Organo meccanico per trasformare un moto rotatorio in rettilineo e viceversa. 
  sf. 1 handle. 2 (tecn.) crank. 
  lat. manibella, dimin. di manibula maniglia. 

\manovellìsmo, sm. Meccanismo che trasforma un moto alternato rettilineo in un moto rotatorio continuo e viceversa. 

\manòvra, sf. 1 Operazioni necessarie per mettere in posizione di marcia una nave, una locomotiva, un'automobile e simili. ~ conduzione. la manovra di abbordaggio si rivel˛ pi¨ difficile del previsto a causa delle correnti. 2 Operazioni di guerra fittizie. grandi manovre, esercitazioni fatte con grandi unità militari. 3 Insieme delle operazioni tese a ottenere un risultato; macchinazioni. ~ montatura. nonostante tutte le sue manovre non riuscý a ottenere quel posto di lavoro
  sf. manoeuvre. 
  franc. manoeuvre

\manovràbile, agg. Che si può facilmente manovrare. 

\manovrabilità, sf. L'essere manovrabile. 

\manovràre, v. v. tr. Far funzionare mediante manovre. ~ condurre. 
v. intr. Eseguire manovre. 
  v. tr. to work, to operate. v. intr. to manoeuvre. 
  franc. manoeuvrer, dal lat. manu operare lavorare con le mani. 

\manovratóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi manovra. 2 Nelle stazioni, addetto allo spostamento dei veicoli ferroviari. ~ operatore. 

\manrovèscio, sm. 1 Colpo inferto con il rovescio della mano. 2 Schiaffo. 
  sm. 1 backhander. 2 (schiaffo) slap. 

\Mans, Le Città (146.000 ab.) della Francia, sul fiume Sarthe. Capoluogo del dipartimento della Sarthe, a 185 km da Parigi. Centro commerciale e di comunicazione. Le principali industrie sono quelle meccaniche, chimiche, metallurgiche, tessili, alimentari, della carta e del tabacco. Sede del famoso autodromo in cui si svolgono competizioni di livello internazionale. La città ospita edifici storici quali la cattedrale di St. Julien e Notre-Dame-de-la-Couture (XI-XIII sec.). 

\mansàlva, sf. invar. Nella locuzione a mansalva, senza ostacoli. 

\mansàrda, sf. Struttura particolare di tetto che consente di rendere abitabile il sottotetto. 
  dal nome dell'architetto J. H. Mansart (1650). 
  sf. attic. 

\mansardàto, agg. Relativo a edificio costruito a mansarda. 

\Mansart, François (Parigi 1598-1666) Architetto francese. Tra le opere la chiesa della Visitazione a Parigi (1632-1634), l'ala d'Orléans del castello di Blois (1635-1638) e il castello di Maisons a Maisons-Laffitte (1642-1650). 

\Mansart, Joules Hardouin (Parigi 1646-Marly 1708) Architetto francese. Tra le opere il completamento del palazzo di Versailles (1678-1689 e 1697-1698), D˘me des Invalides (1680-1707) e Place Vend˘me (1687-1720) a Parigi. 

\Mansell, Nigel (1954-) Pilota inglese. Nel 1992 fu campione del mondo e nella sua carriera conquistò ventidue gran premi con la Williams e tre con la Ferrari. 

\Mansfield Park Romanzo di J. Austen (1814). 

\Mansfield, Katherine (Wellington, Nuova Zelanda 1888-Fontainebleau 1923) Pseudonimo di Kathleen Mansfield Beauchamp Murry. Scrittrice neozelandese. Figlia di un uomo d'affari benestante, trascorse la fanciullezza a Karori, presso Wellington (gli avvenimenti di quel periodo saranno da lei rievocati nel bellissimo racconto Preludio, del 1917). Nel 1903 la famiglia si recò a Londra per iscrivere Kathleen e le sorelle al Queen's College, la prima istituzione inglese fondata appositamente per l'istruzione superiore delle ragazze. Tornò in patria quattro anni dopo, nel 1906. A quel tempo Kathleen aveva già scritto numerose poesie e racconti; dopo aver provato con vari pseudonimi, adottò quello di Katherine Mansfield. Nel marzo del 1907 la madre diede una festa nel giardino della loro casa di Wellington. Un incidente stradale accaduto a un vicino che abitava in un quartiere povero vicino quasì guastò l'atmosfera festosa della giornata. L'avvenimento servì come base del racconto The garden party. Nel 1908 tornò a Londra decisa ad affermarsi come scrittrice. Da allora non tornò più in Nuova Zelanda. Nel 1909 sposò improvvisamente G. C. Bowden, un insegnante di canto, ma il matrimonio si rivelò subito infelice. Seguì un'ulteriore storia d'amore con esito ugualmente infelice, a seguito della quale si trasferì per un certo periodo in Baviera. L'esperienza tedesca servì a raccogliere i materiali per la serie di racconti intitolata In una pensione tedesca. Nel 1911 tornò per breve tempo a vivere con Bowden, che la mise in contatto con A. R. Orage, editore del periodico di avanguardia The new age, sul quale pubblicò numerosi racconti. Nel 1911 conobbe il critico John Middleton Murry, del quale si innamorò e che sposò nel 1918, quando ebbe ottenuto il divorzio dal primo marito. Con questo matrimonio, entrò a far parte del circolo letterario frequentato da Virginia Woolf e da D. H. Lawrence. In seguito, i rapporti con Lawrence si guastarono. Nell'ottobre 1915, il fratello minore di Katherine, da lei molto amato, moriva sul fronte della prima guerra mondiale. Fu l'occasione per cercare di rievocare la fanciullezza in Nuova Zelanda: in questo periodo compose i suoi racconti migliori. Ammalatasi di tubercolosi, dal 1915 cercò la guarigione nel sud della Francia. Fu stroncata dal male a soli trentacinque anni. Tra le opere, Non parlo francese (1918), Beatitudine e altri racconti (1920) che segnò la sua affermazione come scrittrice, Il nido della colomba (1923) e La festa in giardino (1922). Lasciò, inoltre, la raccolta di liriche Poesie (1923), il Diario (1927) e le Lettere (1934), questi ultimi pubblicati postumi. La festa in giardino, che permette di apprezzare la grande sensibilità, la capacità di analisi, l'intelligenza e la finezza dell'autrice, è considerato il suo capolavoro. La Mansfield si dimostra maestra dell'arte di raccontare, con la sua capacità di rappresentare un personaggio attraverso la descrizione di un momento decisivo. 

\mansio, sf. invar. Termine latino che indicava una stazione di tappa lungo le strade romane. 

\mansionàrio, sm. Raccolta sistematica delle mansioni affidate a un dipendente o a un ufficio. 

\mansióne, sf. Ufficio, incarico. ~ compito. 
  sf. 1 duty, function, job. 2 (incarico) office. 
  lat. mansio,-onis, deriv. da manere rimanere. 

\mànso, sm. Durante il medioevo, divisione agraria costituente un appezzamento di terreno che veniva concessa in affitto a una famiglia di coloni (manenti o massari), dietro corresponsione di un censo, costituito soprattutto da servizi personali e da una parte dei prodotti ricavati. 

\Mansuè Comune in provincia di Treviso (3.941 ab., CAP 31040, TEL. 0422). 

\mansuefàre, v. tr. Rendere mansueto e domestico. 

\Mansuèlli, Guìdo Achìlle (Monopoli, Bari 1916-Bologna 2001) Archeologo italiano, professore di archeologia. Ha scritto numerose opere, tra le quali Galleria degli Uffizi: Le sculture (1958-1961), I Cisalpini (1962), Etruria (1963) e L'ultima Etruria (1988). 

\mansuèto, agg. Mite, tranquillo. ~ arrendevole. <> aggressivo. 
  agg. 1 docile, meek. 2 (gentile) gentle. 

\mansuetùdine, sf. L'essere mansueto. 
  lat. mansuetudo,-inis

\Mansur (Al-) Titolo assunto da diversi capi militari e principi musulmani al momento dell'ascesa al trono o della nomina. Significa "vincitore". 

\Manszra, El Città (358.000 ab.) dell'Egitto, sul delta del Nilo. Capoluogo del governatorato di Daqahlîya. 

\Mànta Comune in provincia di Cuneo (3.243 ab., CAP 12030, TEL. 0175). 

\mànta, sf. Pesce (Manta birostris) della famiglia dei Mobulidi e dell'ordine dei Rajiformi. Dotata di due pinne cefaliche molto sviluppate, ha una larghezza di 7 m. Vive nei mari tropicali in coppia o in gruppo. È munita di lobi appuntiti ai lati della testa con cui convoglia nella bocca il plancton di cui si nutre. In genere non è pericolosa per l'uomo. 

\Mantaro, Río Fiume (700 km) del Per˙, affluente del fiume Apurímac. 

\mantèca, sf. Composizione di sostanze grasse e di profumo, usata per ungere i capelli o altro. 

\mantecàre, v. tr. Mescolare diverse sostanze per farne manteca. 

\mantecàto, sm. Tipo di gelato che si gusta in coppa. 

\Mantegàzza, Cristòforo (Attivo a Pavia 1464-1482) e Antònio (attivo 1472-1495) Scultori. Tra le opere Profeti e Santi del basamento esterno della Certosa di Pavia (1478-1481). 

\Mantegàzza, Pàolo (Monza 1831-Lerici 1910) Medico e antropologo. Darwiniano, scrisse Filosofia del piacere (1854) e Fisiologia del dolore (1888). 

\Mantègna, Andrèa (Isola di Carturo 1431-Mantova 1506) Pittore e incisore, tra i maestri dell'arte italiana del XV sec. Figlio adottivo del pittore Francesco Squarcione di Padova, sviluppò un profondo interesse per l'antichità classica. Dopo gli studi a Padova, fu chiamato a Mantova dal marchese Ludovico Gonzaga nel 1460. A Mantova rimase fino alla morte, tranne due brevi viaggi in Toscana (1466 e 1467) e un viaggio a Roma (1488-1490). Ludovico era un uomo colto e generoso; capì il valore del pittore e cercò di creargli un ambiente favorevole, mettendogli a disposizione una casa con una bottega. Le opere principali del Mantegna sono gli affreschi delle Storie dei Santi. Giacomo e Cristoforo (1455-1456, Padova, cappella Ovetari della chiesa degli Eremitani), la Pala di San Zeno (1456-1460, Verona), l'Orazione nell'orto (1455-1460, Londra), la Morte della Vergine (1460-1465, Museo del Prado, Madrid), San Sebastiano (1480 ca., Louvre, Parigi), Il Parnaso (1497, Louvre, Parigi). Le opere ritenute più significative e innovative sono la Camera degli sposi e Il Cristo morto. La Camera degli sposi (1465-1474, Mantova, palazzo Ducale) rappresenta una delle realizzazioni più efficaci della pittura illusionistica. L'osservatore ha l'impressione di trovarsi all'interno di un padiglione luminoso costruito all'aperto, in mezzo alla natura. L'idea influenzò artisti come il Correggio e il Bramante e venne imitata nell'arte barocca e rococò. Nel Cristo morto (1480, Milano, Pinacoteca di Brera) il punto di vista abbassato conferisce la massima drammaticità alla rappresentazione e l'effetto è rafforzato dall'espressione dei visi che appaiono a sinistra. Alle numerose opere pittoriche vanno aggiunte le altrettanto pregevoli incisioni di soggetto prevalentemente religioso, caratterizzate sempre da un grande rigore stilistico e da un'esecuzione impeccabile. L'influenza della scultura classica e quella del suo contemporaneo Donatello è evidente nelle sue rappresentazioni della figura umana, le cui forme si distinguono per solidità ed espressività. La sua opera costituì un riferimento fondamentale per lo sviluppo della pittura rinascimentale. 

\mantèlla, sf. Mantello da donna o militare, senza maniche. 
  sf. cloak. 

\mantellàta, sf. Opera di difesa delle sponde di un corso d'acqua dall'erosione. 

\mantellétta, sf. Veste ecclesiastica lunga fino alle ginocchia e priva di maniche. Viene indossata da abati regolari, prelati, cardinali, vescovi e protonotari. 

\mantellìna, sf. Mantello corto da donna che ricopre parte delle braccia e le spalle. 

\mantèllo, sm. 1 Indumento senza maniche indossato sopra gli abiti e agganciato al collo. ~ tabarro. 2 Ciò che ricopre. i campi erano coperti da un mantello di neve. 3 Il pelame degli animali. ~ pelliccia. quel cavallo aveva un mantello bianco candido. 4 Nei molluschi, strato cutaneo del corpo, dalle cui secrezioni si forma la conchiglia.  5 In geologia, parte della superficie terrestre posta subito sotto la crosta.
  sm. 1 mantle, cloak. 2 (pelame) coat. 3 (di neve) blanket. 
  lat. mantellum

\Mantèllo Comune in provincia di Sondrio (670 ab., CAP 23016, TEL. 0342). 

\mantellóne, sm. Sopravveste talare senza maniche, lunga fino ai piedi e aperta sul davanti, indossata dai prelati della famiglia pontificia. 

\mantenére, v. v. tr. 1 Conservare, far durare. ~ serbare. <> esaurire. manteneva viva la speranza di un suo ritorno. 2 Fornire il necessario per vivere. ~ sostentare. lo mantenevano ancora i genitori, nonostante non fosse pi¨ un ragazzo. 3 Difendere. aveva una dignitÓ da mantenere a tutti i costi
v. rifl. 1 Alimentarsi, sostenersi. 2 Conservarsi. ~ mantenersi. si manteneva in buona salute nonostante l'etÓ
  v. tr. 1 to maintain. 2 (provvedere) to support. 3 (conservare) to keep. v. rifl. 1 to earn one's living. 2 (mantenersi calmo) to stay calm. 3 (conservarsi) to keep. 
  lat. manu tenere, tenere con la mano. 

\manteniménto, sm. 1 Il mantenere. 2 Conservazione, manutenzione. ~ difesa. 3 Sostentamento. ~ alimentazione. 
  sm. 1 maintenance. 2 (alimenti) alimony. 

\mantenùto, agg. e sm. agg. 1 Conservato. 2 Sostentato. 
sm. Chi vive alle spalle altrui. 

\màntica, sf. (pl.-che) Arte della divinazione. 

\màntice, sm. 1 Strumento atto alla produzione di un soffio d'aria, usato per attivare il fuoco o per dare fiato a strumenti musicali. 2 Copertura apribile, di materiale vario, usato per riparare le automobili. 
  sm. pl. bellows. 
  lat. manticae, pl. di mantica tasca. 

\manticòra, sf. Animale favoloso che in epoca medievale divenne l'animale simbolico del profeta Geremia. Deriva da un termine del persiano antico che significa "mangiatore di uomini". 

\màntide, sf. Genere di Insetti mantoidei, di dimensioni mediograndi, particolari per l'atteggiamento assunto in attesa della preda, con le zampe anteriori raccolte in posizione simile alla preghiera. Dopo l'accoppiamento, i maschi sono in genere divorati dalle femmine. In Italia è comune la mantide religiosa (Mantis religiosa), di colore verde e lunga circa 7 cm. 

\Màntidi Famiglia di Insetti mantoidei a cui appartengono numerose specie che vivono soprattutto nelle regioni calde. 

\mantìglia, sf. Scialle di merletto portato sul capo dalle donne spagnole. 

\Mantiqueira, Serra da Dorsale montuosa del Brasile, che si allunga parallelamente alla costa atlantica, negli stati di San Paolo, Minas Gerais e Rio de Janeiro. Vetta più elevata il Pico das Agulhas Negras (2.787 m). 

\mantìssa, sf. Termine matematico derivante da un termine, forse di origine etrusca, che significa "supplemento". 
Mantissa di un numero reale (1) 
Scritto un numero in notazione scientifica, h·10n, i numeri h e n vengono detti mantissa ed esponente della notazione scientifica.
Mantissa di un numero reale (2) 
Il valore assoluto, quindi sempre positivo, della parte decimale di un numero reale. 
Mantissa del logaritmo di un numero 
La parte decimale del logaritmo, sempre positiva. 

\mànto, sm. 1 Indumento più ampio e più solenne del mantello. ~ cappa. 2 Cosa che copre uniformemente. ~ strato. un manto fiorito ricopriva il campo. 3 Apparenza. bisogna sapere stabilire se il manto della giustizia nasconde anche altri secondi fini. 
  sm. 1 cloak. 2 (stradale) road surface. 
  mantus, deriv. da mantellum mantello. 

\Manto Personaggio mitologico, indovina figlia di Tiresia. Con il dio Tevere avrebbe generato Bianore, mitico fondatore di Mantova. 

\Mantoidèi Ordine di grandi Insetti Pterigoti predatori, mimetici, di forma allungata a cui appartiene la mantide religiosa. 

\Màntova Città lombarda (54.000 ab., CAP 46100, TEL. 0376) e capoluogo di provincia, sul lato destro del fiume Mincio, in prossimità dell'allargamento del fiume nei tre laghi Superiore, di Mezzo e Inferiore. Le principali risorse sono l'agricoltura e l'allevamento bovino, e le industrie alimentari correlate (burro, formaggi, carni insaccate) oltre a industrie meccaniche, petrolchimiche e dell'abbigliamento. Probabilmente fondata dagli etruschi, nel V sec. a. C. fu abitata dai galli cenomani e divenne colonia romana nel 214 a. C. Nel VII sec. entrò a far parte del dominio longobardo e successivamente del feudo di Canossa, fino alla morte di Matilde (1115). Nel 1126 divenne libero comune, fino al 1272 quando si trasformò in signoria, dopo la vittoria dei Bonacolsi. Nel 1328, la rivolta capeggiata dai Gonzaga scacciò i Bonacolsi e Mantova divenne una delle principali corti rinascimentali. Nel 1707 entrò a far parte dell'impero austriaco, fino al 1866, quando fu annessa all'Italia. I principali monumenti sono: il castello di San Giorgio (XIV sec.), il palazzo Ducale (XIII-XVIII sec., con affreschi di Mantegna), il duomo (1545, ricostruito da Giulio Romano), le chiese di San Sebastiano (1460) e Sant'Andrea (1472), il palazzo della Ragione (XIII sec.), il Broletto (1227) e il palazzo rinascimentale del Tè (XVI sec., su progetto e con decorazioni di Giulio Romano). 
Provincia di Mantova 
(370.000 ab., 2.339 km2) Territorio quasi interamente pianeggiante, attraversato dai fiumi Po, Mincio e Secchia. Agricoltura (cereali, foraggi, uva e barbabietole) e allevamento (bovini) sono le principali risorse. Possiede insediamenti industriali legati all'attività agricola e industrie chimiche, ceramiche, degli strumenti musicali, della carta e dei mobili. 

\mantovàna, sf. 1 Tavola posta sotto la grondaia come ornamento. 2 Striscia di tessuto fissa che sormonta le tende. 3 Tipo di torta. 

\mantovàno, agg. e sm. agg. Relativo a Mantova. 
sm. 1 Nativo o abitante di Mantova. 2 Dialetto parlato nella città e nel comune di Mantova. 

\mantra, sm. invar. Formula sacra del brahmanesimo consistente nella ripetizione di sillabe sacre, la più conosciuta delle quali è aum (om). 

\Mantra del re di Maggio Opera di poesia di A. Ginsberg (1963-1968). 

\manu militari, loc. avv. Espressione latina che significa "con l'impiego dell'esercito". Indica l'uso della forza in una determinata situazione. 

\manuàle, agg. e sm. agg. 1 Fatto con le mani. <> automatico. 2 Relativo all'uso delle mani. aveva grandi abilitÓ manuali alfabeto manuale
sm. Libro di facile consultazione, contenente nozioni fondamentali di una scienza, di un'arte. ~ guida. mauale di informatica
  agg. manual. sm. manual, handbook. 
  lat. manualis, deriv. da manus,-us mano; come sm. lat. tardo manuale

\Manuale Opera di filosofia di Epitteto (I-II sec.). 

\Manuale di pedagogia scientifica Opera di pedagogia di M. Montessori (1930). 

\manualìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Compilatore di manuali. 

\manualìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a, o da, manuale. ~ schematico. 

\manualità, sf. 1 Carattere manuale. 2 Abilità nell'usare le mani. 

\manualizzàre, v. tr. 1 Rendere manovrabile a mano. 2 Riepilogare qualcosa in un manuale. 

\manualménte, avv. Con la mano, a mano. 

\manùbrio, sm. 1 Parte di un congegno meccanico che si impugna. 2 Tubo piegato, con due impugnature, che serve a comandare lo sterzo della bicicletta e simili. 3 Attrezzo usato nel sollevamento pesi con una sola mano. 
  sm. 1 pl. handlebars. 2 (attrezzo per sollevamento pesi) dumbbell. 
  lat. manubrium, deriv. da manus,-us mano. 

\manucòdia, sf. Genere di Uccelli del paradiso, appartenenti alla famiglia dei Paradiseidi, originari della Nuova Guinea, che presentano un piumaggio nero con riflessi verdi. 

\Manuèle Nome di sovrani. 
Trebisonda Manuele I 
(?-1263) Imperatore di Trebisonda dal 1238. 
Manuele II 
(?-1332) Imperatore di Trebisonda nel 1332, ma solo per pochi mesi. 
Manuele III 
(?-1417) Imperatore di Trebisonda dal 1390. 
Impero d'oriente Manuele I Comneno 
(1123-Costantinopoli 1180) Imperatore d'oriente dal 1143. Nel 1155 e 1156 tentò invano di riconquistare l'Italia normanna. Nello scontro con Venezia estese i suoi domini nei Balcani. 
Manuele II Paleologo 
(1350 ca.-Costantinopoli 1425) Imperatore d'oriente dal 1391. Contro i turchi cercò a lungo e invano aiuti in Europa, finendo per diventare loro vassallo nel 1424. 

\manufàtto, agg. e sm. Di prodotto di manifattura. 
  sm. handmade article. 
  lat. manu factus fatto con le mani. 

\Manukau Città (226.000 ab.) della Nuova Zelanda, sull'isola del Nord, affacciata all'omonima baia. 

\Manus Isola della Papua Nuova Guinea, facente parte dell'arcipelago di Bismarck, nell'oceano Pacifico occidentale. 

\manutèngolo, sm. Chi tiene mano ai ladri e ai frodatori. ~ complice. 

\manutentóre, sm. Operaio addetto alla manutenzione. 

\manutenzióne, sf. Mantenimento in buono stato di qualcosa. 
  sf. maintenance, upkeep. 

\Manùzio, Àldo (Bassiano 1450 ca.-Venezia 1515) Tipografo ed editore. Intorno al 1490 si trasferì a Venezia, dove pubblicò splendide edizioni di opere latine e greche, avvalendosi della collaborazione di filologi e umanisti, riuniti poi nell'Accademia veneta, da lui fondata nel 1502. Le edizioni più importanti sono, gli scritti di Aristotele (cinque volumi, 1498) e di Aristofane (1498), il Polifilo di F. Colonna con illustrazioni, e, nel 1501, un'edizione rarissima di Virgilio in ottavo. Il figlio Paolo (Venezia 1512-Roma 1574) continuò la sua attività e fu chiamato a Roma a dirigere la stamperia vaticana, mentre il nipote Aldo il giovane (Venezia 1547-Roma 1597) si distinse soprattutto come filologo e autore di opere dotte e storiche. 

\Manyara Lago salato della Tanzania, sul versante meridionale del monte Loolmalasin. 

\Manyc Occidentale Fiume (320 km) della Russia, che forma il lago Manyc-Gudilo e confluisce nel fiume Don. 

\manyoshu La più antologia di poesie giapponesi. 
  termine giapponese che significa Raccolta di diecimila foglie

\Manyu Dipartimento (153.000 ab.) del Camerun, nella provincia di Sud-ovest. Capoluogo Mamfé. 

\Manzanàrre Fiume spagnolo (86 Km), nella Nuova Castiglia. È affluente di destra dello Jamara che si getta nel Tago. 

\Manzàno Comune in provincia di Udine (7.269 ab., CAP 33044, TEL. 0432). 

\Mànzi, Albèrto (Roma 1924-Maremma 1997) Insegnante. Plurilaureato, divenne il Maestro della televisione facendosi apprezzare per il metodo semplice e affabile di insegnare a leggere e scrivere agli analfabeti con i corsi di istruzione di Non Ŕ mai troppo tardi, trasmissione proposta in vari cicli dalla Rai in collaborazione col ministero dell'Istruzione (1960-1968). In seguito, ripropose l'insegnamento televisivo della lingua italiana nella trasmissione Insieme (1990), rivolta agli extracomunitari. 

\Manziàna Comune in provincia di Roma (5.228 ab., CAP 00066, TEL. 06). 

\Manzìni, Giànna (Pistoia 1896-Roma 1974) Narratrice italiana. Collaboratrice della rivista italiana di letteratura Solaria (1926-1936), debuttò nella letteratura con Tempo innamorato (1928). Tra le opere, Boscovivo (1932), Rive remote (1940), Lettera all'editore (1945), Il walzer del diavolo (1947), La sparviera (1956), Allegro con disperazione (1965), Ritratto in piedi (1971). La sua prosa raffinata oscilla tra il realismo e l'indagine sui sentimenti. 

\Manzìno, Vincènzo (Udine 1872-Venezia 1957) Giurista. Docente in varie università italiane, collaborò alla stesura del Codice Penale e del Codice di Procedura Penale del 1931. Tra le opere, Trattato di diritto penale italiano secondo il codice del 1930 (1952). 

\mànzo, sm. 1 Bue giovane. 2 La carne del bue macellato. 
  sm. 1 steer. 2 (carne) beef. 
  lat. volg. mandius. 

\Manzóni, Alessàndro (Milano 1785-1873) Scrittore. Nacque a Milano il 7 marzo 1785 da Pietro Manzoni e da Giulia Beccaria, figlia di Cesare. A sei anni, il piccolo Alessandro, venne mandato a studiare nel collegio dei Somaschi a Merate e nel 1796 si trasferì nel collegio, sempre somasco, di Lugano. Dal 1798 al 1801 proseguì e terminò i propri studi il collegio barnabita dei nobili a Milano. Nel 1801 Alessandro compose il suo primo poemetto Del trionfo della libertÓ. Terminati gli studi egli visse, per quattro anni, nella casa paterna a Milano, intervallando questo periodo con alcuni mesi di soggiorno a Venezia. Già dal 1792 i genitori si erano separati e la madre viveva a Parigi con il conte Carlo Imbonati. Durante questi anni, Alessandro scrisse sonetti, sermoni, frammenti di odi e l'idillio Adda. Il 15 marzo 1805 morì a Parigi il conte Carlo Imbonati, così Manzoni si trasferì a Parigi dalla madre e scrisse il carme In morte di Carlo Imbonati. Due anni dopo, tornò a Milano e vi si stabilì. Il 6 febbraio 1808 Manzoni sposò, secondo il rito calvinista, Enrichetta Blondel, una donna svizzera incontrata l'anno prima. Nel giugno dello stesso anno gli sposi partirono per Parigi. Qui il 23 dicembre nacque la loro prima figlia che venne chiamata Giulia Claudia in onore della nonna e del padrino Claudio Fauriel. Manzoni nel frattempo scrisse il poemetto Urania, che uscì a Milano nel 1809. Il 15 febbraio 1810 Alessandro ed Enrichetta si sposarono secondo il rito cattolico. Nell'aprile, sotto la guida dell'abate Degola, Enrichetta iniziò la propria istruzione religiosa che si concluse il 22 maggio nella chiesa di Saint-Séverin, dove ella abiurò solennemente abbracciando la fede cattolica. Il 2 giugno, i coniugi Manzoni, lasciarono Parigi per trasferirsi definitivamente a Milano. Nell'agosto dello stesso anno Manzoni si confessò e in dicembre fece la prima comunione e questa nuova fede religiosa si rivelò un luogo tranquillo e sicuro per la sua inquietudine. Tale esperienza religiosa però non venne trasformata in un costruttivo fatto privato, grazie al quale ci si sarebbe potuti chiudere nei sereni affetti familiari e nella rassegnata accettazione del male del mondo. Le nuove convinzioni religiose del Manzoni non gli fecero assumere una posizione distaccata dal mondo, introversa e meditativa, non ruppero i legami con la sua educazione e cultura giovanile né contrastarono gli atteggiamenti mentali derivati dagli illuministi e ideologi in Italia e in Francia. Al contrario di altre clamorose conversioni, questa non disintegrò l'uomo vecchio per far spazio a quello nuovo, ma fu un maturo trapasso da una illuminata persuasione intellettuale a una più profonda e fervida convinzione morale. Il 5 settembre 1811 nacque la figlia Luigia Maria Vittoria, che purtroppo morì lo stesso giorno. L'anno dopo la famiglia si trasferì nel palazzo Beccaria e Manzoni iniziò a lavorare agli Inni sacri e tra il 1812 e il 1815 ne scrisse quattro: Natale, Pasqua, Risurrezione, Nome di Maria. Già queste opere, che celebrarono la verità rivelata, mostrarono la novità manzoniana nello spirito che li animò e soprattutto nello stile: gli aggettivi-epiteti, sollevati dalla loro abituale funzione decorativa, risaltarono per la loro statura morale. Nel 1813 nacque il primo figlio maschio, Piero. Nel 1816 Manzoni iniziò a scrivere il Conte di Carmagnola che terminerà nel 1820; nel 1817 cominciò a lavorare alla Pentecoste, ultimata in seguito nel 1822. Il 13 novembre 1817 nacque la figlia Sofia. Nel 1818 scrisse le Osservazioni sulla morale cattolica, che vennero pubblicate nel 1819 a Milano. In questo stesso anno tutta la famiglia si recò a Parigi, dove il 7 giugno nacque il figlio Enrico. L'anno successivo Manzoni tornò a Milano e scrisse la Lettre Ó M. Chauvet e iniziò l'Adelchi, terminato anch'esso nel 1822. Nel 1821 compose le odi Marzo 1821 e Cinque Maggio fece pubblicare le Tragedie. In queste opere egli scoprì, per la prima volta, i personaggi e le plebi afflitte e la loro interiorità più segreta che anche se scritta con lo stile tradizionale, riuscì a esprimere e mostrare un mondo di teneri affetti e di rara sensibilità. Il 12 agosto di questo anno, nacque la figlia Clara e l'anno successivo, Vittoria. Il 22 settembre 1823 Manzoni scrisse al marchese Cesare d'Azeglio la Lettera sul Romanticismo e nello stesso anno portò a termine la prima stesura del romanzo Fermo e Lucia, iniziato il 24 aprile 1821. Il 18 marzo 1826 nacque il figlio Filippo. 
Nel 1827 pubblicò in tre volumetti il Fermo e Lucia con il titolo definitivo I promessi sposi, presso l'editore Ferrario di Milano. Negli anni durante i quali Manzoni fu freneticamente occupato dalla stesura del libro, credette addirittura di doversi creare una nuova lingua adatta al romanzo italiano. Per questo scopo, aiutato dal Cherubini, intraprese una laboriosa trasformazione del dialetto milanese in quello toscano. In questo modo Manzoni creò in Italia, praticamente dal nulla, il romanzo moderno. Con le sole sue forze riuscì a far maturare il processo intellettuale e morale del secolo precedente e a costituirsi una poetica e una teoria linguistica veramente efficienti derivandole dal suo lavoro creativo e dalla sua meditazione, riuscendo così a creare una nuova forma d'arte; il romanticismo italiano iniziò a prendere forma, superando i limiti dell'illuminismo. Manzoni andò ben al di là dell'autobiografismo, creò il personaggio moderno, correlò la storia con il destino dei piccoli e grandi uomini, togliendole la funzione di semplice cornice scenografica, diede molta importanza alla responsabilità morale di ogni personaggio, introducendo così una sottile analisi psicologica di ognuno. Il 15 luglio 1827 Manzoni partì per la Toscana, dove in settembre a Firenze, incontrò Leopardi, Viesseux, Giordani e Niccolini. Nel dicembre venne accolto tra gli accademici corrispondenti dell'Accademia della Crusca. Nel maggio del 1830 nacque l'ultima figlia, Matilde e l'anno seguente, la prima figlia Giulia, sposò Massimo d'Azeglio. Nel 1833, il giorno di Natale, morì la moglie Enrichetta. Quattro anni più tardi, Manzoni sposò, in seconde nozze, Teresa Borri, la vedova del conte Decio Stampa. Nel novembre del 1840 uscì la prima dispensa dell'edizione definitiva di I promessi sposi. Le modifiche che vennero apportate non alterarono sostanzialmente lo stile e la struttura dell'opera. Il romanzo venne illustrato dal Gonin e interamente stampato a Milano, presso Guglielmini e Redaelli; vi fu allegata come appendice la Storia della colonna infame. Il 7 luglio 1841 morì la madre di Manzoni; il 27 settembre la figlia Vittoria si sposò con G. B. Giorgini. Nel 1848 il figlio Filippo venne arrestato e tenuto in ostaggio dagli austriaci, in occasione delle Cinque Giornate di Milano. Nell'ottobre dello stesso anno, Manzoni, venne eletto deputato di Arona, ma non accettò il mandato. Nel 1852 Manzoni si recò, per la seconda volta, in Toscanae poi ancora una terza volta nel 1856, in occasione della quale si incontrò con Gino Capponi. Il 30 giugno 1859 venne nominato presidente dell'Istituto Lombardo. Il 9 agosto dello stesso anno ricevette il gran cordone dei Ss. Maurizio e Lazzaro da Vittorio Emanuele e una pensione annua. L'anno dopo venne nominato senatore e prestò giuramento a Torino. Nel febbraio del 1861, sempre a Torino, votò favorevolmente la legge che incoronò Vittorio Emanuele re d'Italia. Durante questo anno morì la seconda moglie, Teresa. In questo periodo ricevette le visite di Cavour e di Garibaldi. Nel 1862 venne nominato presidente della commissione per l'unificazione della lingua. Nel 1868 presentò la relazione Dell'unitÓ della lingua e dei mezzi per diffonderla. In questo anno portò a termine La rivoluzione francese del 1789 e la rivoluzione italiana del 1859 e il 30 giugno si incontrò con Giuseppe Verdi. Nel 1872 gli venne conferita la cittadinanza romana. Il 22 maggio 1873 Alessandro Manzoni morì. Solo due dei suoi numerosi figli gli erano sopravvissuti. Nel primo anniversario della sua morte fu eseguita, a Milano, la Messa da requiem dedicata alla sua memoria da Giuseppe Verdi. L'opera complessiva di Alessandro Manzoni è certamente la maggiore espressione del romanticismo italiano. Si inserisce in un ambito culturale, quello lombardo, molto sensibile agli avvenimenti letterari che provenivano d'oltralpe, in particolare dai circoli letterari francesi e tedeschi. Manzoni partecipò attivamente al dibattito sulla necessità di ricostruire la letteratura italianae soprattutto il romanzo, su basi nuove e diverse, per il superamento di uno sterile classicismo. In questo suo intento fu condiviso da molti autori e letterati dell'epoca, sebbene la profondità delle sue riflessioni e la levatura dei suoi scritti, lo mettessero in una posizione superiore e molto avanti rispetto ai suoi contemporanei. In realtà il suo romanticismo supera le poetiche europee basate sull'esasperazione dei sentimenti, delle passioni e intrisi di misticismo magico e di leggende cavalleresche medievali. Si rifà invece alla tradizione, molto viva in Lombardia da più di un secolo, di letteratura di impegno morale e sociale, dovuta anche alla presenza di una classe operaia e contadina e all'impegno della Chiesa del cardinal Borromeo, con il suo forte contenuto solidale. Dopo le sue prime opere, in cui paga l'apprendistato, lo scrittore sente il bisogno di essere presente nella storia e negli avvenimenti del suo tempo, facendosi portavoce se non delle prime richieste unitarie che nascevano da tutta l'Italia, almeno di quelle di un gruppo di uomini riuniti da ideali comuni. Ne sono esempio le Odi del 1821 e gli Inni sacri. Questa sua scelta sociale, cioè per le persone al di là della ragion di stato prosegue nell'Adelchi e raggiunge il suo apice nei Promessi sposi in cui Manzoni assegna a persone umili, Renzo e Lucia e lo stesso fra Cristoforo, il ruolo di eroi positivi in contrapposizione alla nobiltà e alla borghesia colta e affida alla religione le speranze di riscatto e di giustizia. Sicuramente in questo era stato influenzato anche dalla sua conversione al cattolicesimo e dalla moglie Enrichetta. È dalle pagine delle sue ultime opere che si evince la sua scelta antiretorica, che scarta e mette da parte le forme lirico soggettive del romanzo storico o epistolare così care al romanticismo europeo. In effetti si può sostenere che Manzoni, specialmente nei Promessi sposi ha aperto, secondo quanto si era proposto, un nuovo capitolo nella storia della prosa letteraria italiana, proponendo il romanzo in forma conversevole, lontana dai moduli della tradizione classicista e tendente invece alla lingua parlata, ma non per questo trasandata, piena di rigore logico-costruttivo e formale. Resta, a distanza di più di un secolo, un autore tra i più letti e viene proposto alla studio e nelle scuole. 

\manzoniàno, agg. e sm. agg. Relativo al Manzoni. 
sm. Seguace del Manzoni. 

\manzonìsmo, sm. 1 Applicazione estrema delle teorie manzoniane che arriva fino all'uso di un linguaggio artificioso che abusa dei fiorentinismi. 2 L'insieme delle influenze che Alessandro Manzoni ha esercitato, tramite le sue opere e le sue critiche, sul pensiero e sulla letteratura italiani. 

\Manzòtti, Luìgi (Milano 1835-1905) Coreografo e mimo. Nel 1881 creò il famoso Excelsior, balletto sul trionfo della scienza e del progresso. 

\Manzù, Giàcomo (Bergamo 1908-Roma 1991) Pseudonimo di Giacomo Manzoni, scultore e pittore. Dai dodici ai diciotto anni lavorò presso botteghe artigiane come apprendista intagliatore, stuccatore, decoratore (1920-1926). Durante il servizio militare a Verona studiò le porte di San Zeno e i calchi dell'Accademia Cicognini. Dopo aver studiato l'arcaismo romanico gotico e aver subito l'influenza dell'impressionismo, prese parte al movimento Corrente (1938-1943). Nel 1941 per un breve periodo fu insegnante di scultura all'Accademia di Brera. Le principali opere sono Testa di donna (1936, Milano, Galleria d'Arte Moderna) e Susanna (1937, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna) realizzate secondo i canoni classici, ma con raffinati giochi di luce d'ispirazione impressionista, il Grande ritratto di signora (1946), la Porta della morte (1952-1964, in San Pietro a Roma), la Porta dell'amore (1955-1958, nel duomo di Salisburgo), la Porta della pace e della guerra per la chiesa di Saint Laurenz a Rottedam (1965-1969), la serie dei Cardinali (iniziata tra il 1938 e il 1939) e il ciclo di bassorilievi in bronzo con le Deposizioni e le Crocifissioni (1939-1942). Le sue opere, spesso a carattere religioso, denunciano gli orrori della guerra e delle dittature e in esse plasticità e valori luministici si fondono nel rigore architettonico. 

\mào, sm. invar. Voce imitativa del miagolio del gatto. 

\Mao Tse-tung (Shao-shan 1893-Pechino 1976) Statista e rivoluzionario cinese. Figlio di agiati contadini, si trasferì nel 1919 a Pechino dove lavorò nella biblioteca dell'università. Fu tra i fondatori del Partito comunista cinese (1921) e membro del comitato esecutivo. Dopo il fallimento dell'intesa tra il Kuomintang di Chiang Kai-shek e i comunisti e la sconfitta dei rivoluzionari comunisti a Canton (1927), si dedicò all'organizzazione di bande armate tra i contadini, sui monti di Chingkan. Divenuto presidente della Repubblica sovietica cinese nel 1931, fu sconfitto da Chiang Kai-shek nel 1933 e 1934 e guidò la ritirata (la lunga marcia) dell'armata rossa verso nord, fino a raggiungere Yenan, nella provincia dello Shansi. L'invasione del Giappone portò nel 1937 a un accordo tra i comunisti e il Kuomintang, interrottosi dopo la fine della seconda guerra mondiale, quando i comunisti avevano il controllo delle provincie settentrionali. Nel 1948 Mao guidò la conquista della Manciuria e nel 1949 entrò a Pechino, dove proclamò la nascita della Repubblica popolare cinese (1° ottobre 1949). Dopo il 1959 entrò in contrapposizione con le posizioni revisioniste dei comunisti russi e nel 1965, con la rivoluzione culturale, ritornò al potere ed elaborò la nuova costituzione (1975). Dopo la sua morte, il gruppo dirigente del partito comunista cinese si ruppe in fazioni opposte, per la conquista del potere. 

\Mao Tun (Ching-chen 1896-Pechino 1981) Pseudonimo di Shen Yenping. Romanziere cinese. Tra le opere Eclissi (1928) e Mezzanotte (1932). 

\maoìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i)Seguace del maoismo. 

\Maoke, mónti Catena montuosa dell'Indonesia, nell'Irian Occidentale. Vetta più elevata il Puncak Jaya (5.020 m). 

\maomettàno, agg. e sm. agg. Relativo a Maometto. ~ islamico. 
sm. Seguace della religione di Maometto. ~ musulmano. 

\maomettìsmo, sm. Religione di Maometto. 

\Maométto (La Mecca 570 ca.-Medina 632) Fondatore e profeta dell'islamismo. Nacque tra il 567 e il 572 d. C. nella regione dello Hijâz, altopiano desertico lungo la costa occidentale dell'Arabia che si affaccia sul Mar Rosso. In questa regione vicino a oasi fiorenti si trovavano già nel VI secolo due centri abitati da popolazione sedentaria di mercanti, Mecca e Yathrib (successivamente chiamata Medina). Popolazioni sedentarie erano stanziate anche nello Yemen (l'Arabia felix dei latini) che aveva scambi mercantili e culturali con la vicina Etiopia cristiana. L'influenza del cristianesimo giungeva in Arabia anche dal nord. Regni cristiani si trovavano nella zona settentrionale dell'Arabia in particolare presso il confine bizantino e persiano. Sulla via che collegava lo Yemen al mondo bizantino, La Mecca godeva di una condizione commerciale privilegiata; in particolare contribuivano a dare importanza alla città le grandi fiere annuali che si svolgevano nelle sue vicinanze e il culto della Pietra Nera nel santuario della Ka'ba (edificio cubico). La vita religiosa della Mecca culminava nella cerimonia del pellegrinaggio. In questo ambiente nacque e visse Muhammad profeta dell'Islam, conosciuto in Occidente con il nome di Maometto. Le fonti che descrivono la vita del Profeta sono il Corano e la raccolta di tradizioni formatasi nei secoli successivi. La compilazione più antica relativa alla vita di Maometto è la cosiddetta Sţra (vita modello) di Ibn Ishâq, vissuto settantadue anni dopo la morte del Profeta. Molto dubbi sono gli anni precedenti alla missione pubblica di Maometto; egli avrebbe appartenuto alla grande tribù dei Quraish (o coreisciti), signori della Mecca. Secondo la tradizione Maometto sarebbe stato un trovatello; il padre 'Abdallâh sarebbe morto prima della sua nascita, mentre la madre Âmina al momento della nascita del futuro profeta avrebbe avuto visioni miracolose di gloria. Maometto rimase orfano della madre quando aveva sei anni; questa condizione di orfano è testimoniata nel Corano. Il piccolo Maometto fu affidato al nonno paterno Abd al-Muttalib che ne curò l'educazione. Morto anche il nonno, Maometto fu cresciuto dallo zio Abz Tâlib, padre del futuro califfo 'Alî. Date le difficili condizioni finanziarie in cui si trovava la sua famiglia, Maometto dovette lavorare per vivere e servì come pastore presso alcuni parenti. Un episodio interessante dell'infanzia di Maometto fu la sua purificazione; si narra che mentre in compagnia di altri coetanei pascolava il gregge, fu preso da due uomini vestiti di bianco (angeli) che lo buttarono a terra gli aprirono il petto, ne estrassero un grumo di sangue nero e con un po' di neve che si erano portati con sé in una tazza d'oro gli lavarono il cuore e il ventre. Richiusero il petto di Maometto e scomparvero. Altro episodio della fanciullezza di Maometto fu quello relativo al viaggio (582 ?) in compagnia dello zio Abz Tâlib in Siria: a Busra il dotto e santo monaco cristiano Bahîra riconobbe in lui le qualità di Profeta. La situazione finanziaria di Maometto cambiò con il matrimonio con la ricca vedova Khadîja (595 ?). La tradizione vuole che Khadîja utilizzò dapprima Maometto come suo fiduciario perché era famoso per la sua onestà tanto da essere chiamato al-amţn (il fidato). Maometto aveva allora venticinque anni, Khadîja quaranta. 
Nel 610 d. C. Maometto incominciò ad avere le prime rivelazioni nella caverna del monte Hirâ; esse furono precedute da lunghi ritiri spirituali, i tahannuth, non ignoti anche al paganesimo preislamico. Quando veniva inondato dalla rivelazione divina, Maometto cadeva per terra gridando zammilűnţ, zammilűnţ! (avvolgetemi in un manto). La tradizione narra che dopo le prime rivelazioni il flusso della parola divina si interruppe per un certo periodo di tempo; questo intervallo è detto fatra (indebolimento). Maometto confidò solo a pochi intimi le rivelazioni ricevute dall'Angelo. Questo periodo della vita del Profeta è chiamato pre-apostolico. Secondo la tradizione i primi convertiti furono la moglie Khadîja, il cugino 'Alî, il figlio adottivo Zaid e i due futuri califfi 'Othmân e Abz Bakr. Una visione verso la fine del 612 avrebbe ordinato a Maometto di iniziare il suo apostolato pubblico; sembrerebbe che nei primi tempi Maometto cercasse di attirarsi le simpatie dei dirigenti della Mecca e solamente più tardi avesse assunto un altro atteggiamento. Interessante è un episodio riportato dal Corano: un povero cieco un giorno si recò da Maometto per chiedere informazioni sulla predicazione, ma il Profeta, impegnato a convincere i ricchi meccani, lo avrebbe scacciato. Un fatto che colpisce è la rarità in tutto il Corano di nomi propri di persone e di luoghi, essenziali per capire determinate circostanze. La tradizione rimedia eccedendo nel fornire dettagli di circostanze, di tempi e di luoghi difficilmente credibili. Maometto fu accusato di essere un mago o un poeta, di aver inventato le rivelazioni e di dire cose non vere parlando della resurrezione dei morti e dell'Ora finale. Cominciarono quindi le persecuzioni contro Maometto e l'esile gruppo di suoi seguaci. I coreisciti, comprendendo che una vittoria del monoteismo di Maometto avrebbe comportato la fine del loro predominio politico-religioso, cominciarono a ostacolarlo alla Mecca. Nel 615 d. C. ottanta persone circa, guidate da Ja'far figlio di Abz Tâlib emigrarono in Abissinia. Poco dopo si verificò un importante avvenimento, la conversione di 'Omar, un personaggio molto influente; la situazione precipitò con l'esclusione dei musulmani dai diritti tribali. Questo era un fatto gravissimo, in quanto all'epoca l'unica garanzia di protezione era l'appartenenza a un clan. Il potente Abz Tâlib, zio di Maometto, riuscì a rendere vano questo tentativo per un certo tempo. In questo periodo si colloca il miracoloso viaggio notturno a Gerusalemme, dopo il quale Maometto fu rapito e portato in cielo su di un cavallo angelico detto BurÔq e qui, dopo aver contemplato i tormenti dell'Inferno e la serenità del Paradiso, si avvicinò a Dio. Di questo viaggio simbolico esistono numerosi racconti popolari. Nel 619 d. C. morirono la moglie di Maometto Khadîja e Abz Tâlib; fu un momento particolarmente difficile per il profeta. Maometto aveva avuto dalla moglie varie figlie; l'unica sopravvissuta era Fatima, la futura moglie del cugino Alî. Nel 620 d. C. tentò di convertire la ricca città di Tâ'if senza riuscirvi; nello stesso anno durante il tradizionale pellegrinaggio alla Ka'ba alcuni abitanti di Yathrib, la futura Medina, si convertirono alla sua predicazione. A Yathrib vivevano molti monoteisti ed ebrei e le continue lotte tra le due grandi tribù degli Aus e dei Khazraj facevano sentire la necessità di un capo imparziale. Dopo un primo convegno nel 621 d. C. ad 'Aqaba, un'altura presso la Mecca, nel giugno del 622 d. C. si concluse il cosiddetto patto di al-'Aqaba; Maometto fu riconosciuto capo degli abitanti di Yathrib. Nello stesso anno avvenne l'ègira, la fuga dalla Mecca per Medina/Yathrib. La tradizione narra di un tentativo di assassinio di Maometto da parte dei coreisciti poco prima della sua partenza. Il viaggio non fu semplice: il 25 settembre Maometto arrivò a Yathrib; da allora la città di Yathrib sarà chiamata Medina (da Madţnat an Nabţ, città del profeta). Un anno dopo l'arrivo di Maometto, a Medina fu emanato un editto con il quale venivano regolati i nuovi rapporti tra i diversi gruppi che formavano la popolazione; nel documento fu evidenziato che nessun credente poteva prendere le difese di un non credente anche se appartenente alla stessa tribù. Ebrei e musulmani si impegnarono ad aiutarsi scambievolmente in caso di aggressione. Maometto utilizzò tutti i mezzi che aveva a disposizione per organizzare, difendere e consolidare la comunità stessa. Nel 623 d. C. sposò 'Â'isha e un anno più tardi (624 d. C.) ottenne la prima vittoria militare a Badr, località a circa 105 chilometri da Medina. Un mese dopo la battaglia di Badr furono confiscati i beni della tribù ebrea dei Qainuqâ'. Nel 625 d. C. i coreisciti si presero la rivincita di Badr vincendo a Uhud; durante questa battaglia Maometto fu ferito lievemente. A settembre dello stesso anno gli ebrei Nadîr furono espulsi da Medina e i loro beni confiscati. Dopo questo episodio si verificarono razzie punitive contro le tribù beduine. Nel frattempo Maometto decise di cambiare la direzione assunta dagli oranti durante la preghiera canonica, la cosiddetta qibla. Da quel momento gli oranti dovevano orientarsi verso la Ka'ba e non più verso Gerusalemme. Nella primavera del 626 d. C. si sposò nuovamente, questa volta con Zainab, moglie del figlio adottivo Zaid e da questi divorziata. Molti matrimoni di Maometto furono fatti a scopo politico; egli non ebbe nessun figlio maschio se non quello avuto da una sua relazione con una schiava copta, Maria nel 630 d. C. Nel novembre del 626 d. C. la moglie 'Â'isha ebbe un banale incidente che però lasciò ampi strascichi nella storia successiva. Durante una spedizione 'Â'isha si allontanò dalla carovana e fu trovata da un giovane cammelliere che la riportò a casa il giorno seguente; si diffusero brutte voci sul suo conto. Maometto la riprese con sé dopo una rivelazione divina che la assolveva. Questo episodio fu una causa occasionale delle lotte di successione che portarono allo scisma tra sunniti e sciiti. Nel marzo del 627 d. C. i coreisciti radunarono una confederazione di beduini, di circa diecimila uomini. Medina fu assediata e si salvò grazie a un fossato costruito dal persiano Salmân. Dopo la vittoria Maometto si scagliò contro i traditori ebrei appartenenti all'ultimo clan ebraico rimasto in città, quello dei Quraiza e pochi sfuggirono al massacro. Con questa vittoria finì il periodo di difesa e di consolidamento dello stato musulmano di Medina e cominciò la fase di espansione. Molte tribù beduine si convertirono in massa. Nell'aprile del 628 d. C. Maometto ebbe una visione riferita nel Corano: essa annunciava che tra breve i suoi seguaci avrebbero intrapreso un pellegrinaggio al santuario di Abramo della Ka'ba. Maometto iniziò i preparativi per il viaggio verso la Mecca. Quell'anno il pellegrinaggio si rivelò impossibile, ma Maometto ottenne a Hudaibiya il famoso giuramento di fedeltà e concluse con i coreisciti una tregua decennale ottenendo il permesso di compiere l'anno successivo, pacificamente, il pellegrinaggio al santuario della Ka'ba. Nel 629 d. C. con circa duemila seguaci entrò alla Mecca e si recò in visita al santuario. Prima della definitiva conquista della città ci furono altre spedizioni, tra cui quella a Mu'ta al confine bizantino guidata da Zaid che morì in battaglia. Alla fine dell'anno Maometto iniziò con diecimila seguaci la marcia verso la Mecca ed entrò nella città santa nel gennaio dell'anno successivo. Nel frattempo organizzò un'altra spedizione contro la confederazione beduina dei Hawâzin nei pressi di Tâ'if. Verso la metà di marzo dopo aver compiuto i riti del pellegrinaggio, Maometto fece ritorno a Medina. Venne quindi organizzata una spedizione in Transgiordania. La tradizione parla di uno scisma manifestatosi in questo periodo tra i musulmani con la costruzione di una moschea nei pressi di Qubâ. L'anno dopo la conquista della Mecca, nel 631 d. C., il pellegrinaggio venne guidato da Abz Bakr in rappresentanza di Maometto. Il Profeta partecipò di persona al pellegrinaggio dell'anno seguente (febbraio del 632 d. C.) spinto da uno strano presentimento. È il pellegrinaggio noto nella tradizione come pellegrinaggio d'addio. Maometto moriva a Medina pochi mesi dopo (8 giugno) in semplicità come era vissuto fra le braccia della moglie prediletta 'Â'isha. 

\Maometto (musica) Dramma musicale in due atti di G. Rossini, libretto di C. della Valle (Napoli, 1820). 

\Maométto (sultani) Nome di sultani. 
Impero ottomano Maometto I 
(1389?-Adrianopoli 1421) Figlio di Bayazid I, fu sultano ottomano dal 1413. Dopo l'invasione di Tamerlano, ricostituì l'unità dell'impero. 
Maometto II 
(Adrianopoli 1430 ca.-presso Scutari 1481) Figlio di Murad II, fu sultano dal 1451. Due anni dopo conquistò Costantinopoli, quindi estese il suo potere sulla Bosnia e su terre dell'Asia Minore. Celebre il suo ritratto di Gentile Bellini. 
Maometto III 
(1566-Costantinopoli 1603) Figlio di Murad III, gli succedette come sultano ottomano dal 1595. Lottò a lungo contro la Persia. Venne ucciso in una congiura. 
Maometto IV 
(1642-Adrianopoli 1692) Fu sultano dal 1648 al 1687. Sottrasse Candia ai veneziani e assediò Vienna (1683). Costretto alla ritirata dalle truppe cristiane, fu deposto dai suoi soldati. 
Maometto V 
(Istanbul 1844-1918) Sultano ottomano dal 1909. Nel 1911 dovette cedere la Libia e il Dodecanneso all'Italia, e nel 1912 e 1913 venne nuovamente sconfitto nella guerra balcanica, subendo ulteriori perdite di territori europei. 
Maometto VI 
(Istanbul 1861-San Remo 1926) Fratello di Maometto V, gli succedette come ultimo sultano ottomano dal 1918 al 1922. Nel 1918, dopo la prima guerra mondiale, firmò la resa turca. Venne detronizzato dalla rivolta repubblicana di Kemal Pascià. 
Marocco Maometto V del Marocco 
(Fez 1909-Rabat 1961) Sultano dal 1927 al 1957, quando abolì il sultanato e divenne re del Marocco, introducendo un regime costituzionale. 

\maòri, agg. e sm. Che appartiene o si riferisce ai maori, popolazione polinesiana della Nuova Zelanda settentrionale. 
Provenienti dalla Polinesia, si stabilirono in Nuova Zelanda in seguito a successive migrazioni dal IX al XIV sec. Hanno struttura sociale fortemente gerarchica e divisa in caste e famiglie per discendenza materna. Circa 250.000 sono sopravvissuti allo sterminio operato dai bianchi. Attualmente il governo neozelandese ha avviato programmi per la tutela e l'integrazione dei maori. Caratteristici i tatuaggi corporei e le case con tetti spioventi. 

\Mapamyum Co Lago (520 km2) della Cina, nel Tibet, sul versante meridionale dei monti Kailas. 

\Mapèllo Comune in provincia di Bergamo (5.005 ab., CAP 24030, TEL. 035). 

\màpo, sm. invar. Agrume ottenuto dall'ibridazione di un mandarino e un pompelmo. 

\màppa, sf. 1 Carta topografica a grande scala, molto particolareggiata di un territorio. ~ pianta. 2 Carta in cui vengono tracciati i confini delle proprietà. ~ topografia. mappa catastale
  sf. map;  v. (fare una mappa di) to map. 
  lat. mappa tovaglia, in quanto le rappresentazioni geografiche erano realizzate un tempo su tela. 

\mappamóndo, sm. 1 Carta geografica della superficie terrestre rappresentata in due emisferi. ~ planisfero. 2 La superficie terrestre riprodotta su un globo girevole (uso improprio diffuso, al posto di globo)
  sm. 1 (carta geografica) map of the world. 2 (globo girevole) globe.
  lat. mediev. mappa mundi. 

\Maputo Città (1.070.000 ab.) capitale del Mozambico (ex Lourenço Marques) e capoluogo della provincia omonima. 
Maputo 
Fiume (550 km) dell'Africa sudorientale. Nasce dai monti dei Draghi, con il nome di Pongola, nella Repubblica Sudafricana e sfocia nell'oceano Indiano a 20 km da Maputo. Attraversa il Monzambico. 

\maquillage, sm. invar. Trucco del volto. ~ belletto. 

\maquis, sm. invar. 1 Movimento della resistenza francese durante la seconda guerra mondiale. 2 Seguace di tale movimento, partigiano. 

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