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\ór, avv. Troncamento di ora. 

\OR Connettivo od operatore logico. 

\óra, avv., cong. e sf. avv. In questo momento. ~ al presente, adesso. <> prima. 
cong. Dunque, allora. ~ pertanto. 
sf. 1 Unità di misura degli intervalli di tempo, corrispondente a 3.600 secondi e a sua volta divisa in sessanta minuti; è anche la ventiquattresima parte del giorno solare medio. 2 Periodo indeterminato di tempo. 
  avv. e cong. now. sf. 1 hour. 2 (tempo) time. 3 (non veder l'ora) to look forward. 4 (che ora fai?) what time do you make it? 
Ora e sempre. Era il motto della Giovine Italia, società politica segreta fondata da Mazzini nel 1832. 
Ora di porto 
Differenza di tempo con la quale si verifica l'alta marea in un luogo rispetto al passaggio della Luna sul meridiano locale. 
Ora internazionale 
Ora stabilita con il sistema convenzionale dei fusi orari. Gli organi di governo di ciascuna nazione devono stabilire, per legge, a quale fuso orario collegare tutti i propri orologi, indipendentemente dall'ora locale. 
Ora legale 
Anticipo di un'ora rispetto all'ora solare, adottato in alcune nazioni soprattutto nel periodo estivo. 
Ora locale 
Ora che viene calcolata in base alla posizione del Sole rispetto al meridiano che passa per il luogo in cui ci si trova. 
Ora siderale 
Ventiquattresima parte del giorno siderale, corrispondente a 59m 50s di tempo medio. 
Ora solare 
Ora che si riferisce al meridiano centrale del fuso orario che viene considerato convenzionalmente in una località. 

\Òra (in ted. Auer) Comune in provincia di Bolzano (2.637 ab., CAP 39040, TEL. 0471). 

\Ora d'amore, Un' Film commedia, americano (1932). Regia di Ernst Lubitsch. Interpreti: Maurice Chevalier, Jeanette MacDonald, Geneviève Tobin. Titolo originale: One Hour with You 

\ora et labora, loc. sost. f. invar. Espressione latina che significa "prega e lavora". Costituisce la regola dell'ordine dei Benedettini. 

\ora pro nobis Espressione (letteralmente prega per noi) che segue ogni titolo delle litanie lauretane. 

\ORACLE In informatica indica un sistema per la gestione dei dati sviluppato alla fine degli anni '70. 

\oracoleggiàre, v. intr. Prevedere il futuro. 

\oràcolo, sm. 1 La divinità che secondo gli antichi dava il responso. ~ divinazione, predizione. l'oracolo di Delfi. 2 Il responso stesso. 3 Persona che si ritiene molto saggia. ~ indovino, vate. aveva parlato l'oracolo
  sm. oracle. 
  lat. oraculum, deriv. da orare pronunciare formule di rito. 

\Oracolo manuale, L' Opera moralistica di B. Graci´n y Morales (1647). 

\Oradea Città (223.000 ab.) della Romania, al confine con l'Ungheria. Capoluogo del distretto di Bihor. 

\òrafo, sm. Chi esegue artigianalmente lavori di oreficeria. 
  sm. goldsmith. 

\oràle, agg. e sm. agg. 1 Che riguarda la bocca. la cavitÓ orale era infiammata. 2 Espresso con le parole, con la voce. ~ parlato. <> scritto. le tradizioni orali dei popoli antichi
sm. Prova d'esame in cui il candidato sostiene un colloquio. il calendario degli orali tardava a essere affisso
  agg. e sm. oral. 
  dal lat. os, oris bocca. 

\oralità, sf. Caratteristica di ciò che è orale. l'oralitÓ di un processo

\oralménte, avv. A voce. 

\oramài => "ormai" 

\Orange Fiume (1.860 km) dell'Africa meridionale. Nasce dai monti dei Draghi, presso il confine tra il Lesotho e il Natal e sfocia nell'oceano Atlantico, nell'Alexander Bay. Attraversa gli altopiani della provincia del Capo (dove l'assorbimento e l'evaporazione impoveriscono la sua portata) e segna il confine tra la Repubblica Sudafricana e la Namibia. Numerose dighe raccolgono le sue acque per scopi d'irrigazione ed elettrici. 

\Orange-Nassau => "Nassau" 

\orangìsta, agg., sm. e sf. 1 Relativo a chi aderisce alle associazioni protestanti dell'Irlanda del nord. 2 Relativo a chi nel periodo della seconda rivoluzione inglese del 1688 sosteneva la casa d'Orange e in particolare Guglielmo III d'Orange. 3 Relativo a chi in Belgio dopo la rivoluzione del 1830 sosteneva la Guglielmo di Orange-Nassau. 

\Orango Isola della Guinea-Bissau, nell'oceano Atlantico. La maggiore dell'Arcipelago di Bijagós. 

\oràngo, sm. Scimmia antropomorfa della famiglia dei Pongidi (Pongo pygmaeus). Di corporatura robusta, raggiunge i due metri di altezza e ha pelame rosso scuro e lungo e arti anteriori lunghi e robusti. Vive nelle foreste ricche di acqua e passa quasi interamente la sua vita sugli alberi, cibandosi di germogli e frutta. Durante la notte l'animale riposa sopra a piattaforme che egli stesso costruisce sugli alberi. Dal carattere docile, incapace di aggredire l'uomo, usa la sua dentatura possente solo quando è costretto perché ferito o impossibilitato a scappare. Vive solitario o a coppie e con la prole che riesce a provvedere a se stessa solo a un anno di età. Diffuso nelle foreste pluviali di Sumatra e del Borneo. 

\orangutàn, sm. invar. 1 Altra denominazione dell'orango. 2 Persona tozza. 

\Oràni Comune in provincia di Nuoro (3.212 ab., CAP 08026, TEL. 0784). 

\Orano Città (599.000 ab.) dell'Algeria, capoluogo del wilaya omonimo, sulla costa del Mediterraneo. Nella zona si trovano ricchi giacimenti di minerali ferrosi. Porto commerciale, centro amministrativo e culturale. Le principali industrie sono quelle alimentari, tessili, meccaniche, chimiche, del vetro, siderurgiche e del tabacco. Sede di un aeroporto, di un'università e di una grande moschea (sec. XVIII). La città, fondata dai musulmani andalusi nel X sec., divenne agli inizi del XVI sec. base di pirati e fu a lungo occupata dagli spagnoli. 

\orànte, agg., sm. e sf. agg. Che prega. 
sm. e sf. Persona che sta pregando. 

\oràre, v. tr. Pregare. 

\oràrio, agg. e sm. agg. 1 Aggettivo con il quale si indica tutto ciò che è relativo all'ora, al tempo in generale. 
sm. 1 Distribuzione di attività in un determinato periodo di tempo. 
  agg. time, hourly. sm. 1 schedule, hours. 2 (tabella) time table. 3 (elastico) flexitime. 

\oràta, sf. Pesce della famiglia degli Sparidi e dell'ordine dei Perciformi (Sparus auratus). Ha corpo ovale di colore azzurro, raggiunge la lunghezza di 50 cm e si nutre di alghe e molluschi. Vive sul fondo del mare; durante la primavera si sposta negli stagni salati vicino alla costa, dove rimane fino all'autunno. Nel Mediterraneo è piuttosto comune e ricercata per l'ottima carne. 
  sf. gilthead bream, sea bream. 

\Oratìno Comune in provincia di Campobasso (1.181 ab., CAP 86010, TEL. 0874). 

\Oratio de hominis dignitate Opera di filosofia di G. Pico della Mirandola (1486). 

\Orator Opera di retorica di M. T. Cicerone (46 a. C.). 

\oratóre, sm. 1 Persona esperta nel pronunciare discorsi. ~ conferenziere. 2 Chi tiene un discorso in pubblico. 
  sm. orator. 
  lat. orator,-oris, deriv. da orare parlare. 

\oratòria, sf. Genere letterario destinato alla declamazione in pubblico. ~ dialettica, eloquenza. 
  sf. parish youth club. 
Nacque probabilmente sulla scorta delle orazioni funebri a sfondo propiziatorio, tipiche delle religioni primitive, ma si sviluppò con la diffusione, nell'organizzazione civile, delle assemblee e quindi della necessità di parlare in pubblico. Il massimo esponente dell'oratoria politica greca fu Demostene, mentre a Roma Cesare e Cicerone dimostrarono notevoli qualità di oratori. In epoca imperiale, a parte la tendenza classica di Quintiliano, l'oratoria diventò una forma di panegirico (Plinio il Giovane, Panegirico a Traiano) e si trasformò poi in oratoria sacra, basata sull'interpretazione della Sacra Scrittura e motivata dal bisogno di diffondere la dottrina cattolica (San Basilio, San Giovanni Crisostomo, San Gregorio Nazianzeno, Sant'Ambrogio, Sant'Agostino). In epoca medioevale solo Gregorio Magno introdusse elementi originali nell'oratoria sacra che, sotto la spinta delle crociate, riprese vigore con Abelardo, San Bernardo, Pier Lombardo, San Pier Damiani, Piero l'Eremita, per raggiungere il massimo fulgore con la predicazione di J. Passavanti, Bernardino da Siena e G. Savonarola. Occorre poi attendere il XVII sec. per ritrovare la fioritura dell'oratoria religiosa di J. B. Bousset, in Francia. L'oratoria civile e politica ebbe i principali esponenti durante la rivoluzione francese in H. G. de Mirabeau, M. de Robespierre e G. J. Danton. L'oratoria parlamentare sviluppatasi successivamente perse tuttavia le caratteristiche di genere letterario. 

\oratoriàle, agg. Che riguarda l'oratorio vocale-strumentale. 

\oratoriàni 1 Denominazione dei membri dell'istituto dell'Oratorio di San Filippo Neri. 2 Nome degli appartenenti all'istituto dell'Oratorio di Gesù e di Maria Immacolata di Francia. 

\oratòrio, agg. e sm. agg. 1 Proprio dell'oratore. 2 Retorico. 
sm. 1 Piccolo edificio sacro in cui si va a pregare. 2 Luogo presso le chiese parrocchiali, in cui i giovani svolgono attività ricreative. 
  agg. oratorical. sm. oratory. 
Dramma di argomento solitamente religioso e destinato all'esecuzione di tipo musicale, per voci e orchestra, senza alcuna forma scenica. Nacque nel XVI sec. a Roma, in epoca controriformista; l'oratorio si distingue in volgare, simile per molti aspetti al melodramma e in latino, articolato in parti per coro, recitativi, arie e parti strumentali, del quale G. Carissimi fu l'iniziatore. La narrazione è affidata ai vari personaggi e al coro, che rappresenta la folla, che commenta gli eventi, dialogando con i personaggi e intervenendo con esclamazioni o suppliche. I principali esponenti furono P. Metastasio, A. Vivaldi, A. Scarlatti, B. Marcello, G. B. Pergolesi, L. Boccherini, D. Cimarosa, G. F. Händel, J. S. Bach (famoso l'Oratorio di Natale, 1733-1734). Successivamente composero oratori H. Berlioz, F. Mendelssohn, F. Liszt, R. Wagner e I. Stravinskij. 

\Oràzi e Curiàzi Nomi di tre gemelli romani (Orazi) e tre fratelli di Alba (Curiazi) che, secondo la leggenda, si scontrarono per decidere le sorti della guerra tra Roma e Alba, durante il regno di Tullio Ostilio (673-642 a. C.). Inizialmente la vittoria sembrò arridere ai Curiazi che uccisero due degli Orazi, ma il terzo riuscì ad affrontare i Curiazi uno alla volta e a ucciderli tutti, dando così la vittoria a Roma. 

\Orazio Tragedia di P. Corneille (1640). 

\Oràzio Còclite (Coclite significa Cieco d'un occhio). Personaggio leggendario, eroe romano che nel 509 a. C. avrebbe da solo impedito agli etruschi di Porsenna di superare il ponte Sublicio, permettendo ai romani di abbatterlo. La sua impresa è divenuta sinonimo della fiera opposizione di un solo eroe contro molti avversari. Viene infatti citato in questa accezione da Ariosto nell'Orlando Furioso (Orazio sol contra Toscana tutta), espressione che riprende a sua volta il Petrarca. 

\Oràzio Flàcco, Quinto (Venosa 65-Roma 8 a. C.) Poeta latino. Figlio di un liberto, compì la propria formazione a Roma (presso la scuola del grammatico Orbilio, che definirà successivamente plagosus Orbilius) e poi ad Atene in un momento di crisi politica. Giulio Cesare era stato assassinato a Roma e i repubblicani di Bruto avevano scelto la Grecia come base delle operazioni militari. Il giovane Orazio, fresco di studi, attratto dall'ideale della libertà e lusingato da prospettive di carriera militare, si arruolò nell'esercito di Bruto e ricevette il comando di una legione e il titolo di tribuno militare. La battaglia di Filippi segnò la fine della sua carriera militare. Poté tornare a Roma nel 41 a. C. grazie a un'amnistia. La piccola proprietà paterna era stata però confiscata e Orazio dovette trovare un impiego per guadagnarsi da vivere. Verso la metà del 38 a. C., Vario Rufo e Virgilio lo presentarono a Mecenate, ministro di Ottaviano, uomo di lettere e protettore di letterati, del quale divenne amico. Quando Mecenate gli donò una villa in Sabina, probabilmente nel 33 a. C., si ritirò in campagna, rifiutando incarichi ufficiali e dedicandosi alla poesia e alla meditazione. Da quel momento, la sua vita si svolse senza eventi significativi, scandita soltanto dalla pubblicazione delle sue opere sotto il patronato di Mecenate e più tardi dello stesso Augusto. Con Augusto fu in una relazione cordiale, ma non servile, tanto che Orazio declinò con garbo ma con fermezza l'offerta di diventare suo segretario personale. Morì a due mesi di distanza dal suo protettore Mecenate. Le sue opere principali sono due libri di satire (Saturae o Sermones, diciotto componimenti in esametri), un libro di Epodi (Epodon liber, diciassette componimenti in giambi), quattro libri di odi (Carmina) e due libri di epistole (Epistulae, venti componimenti in esametri), la più famosa delle quali è la terza, un trattato in 476 esametri, che Quintiliano chiamò Ars poetica. Orazio fu seguace dell'epicureismo e divenne il poeta della moderazione (aurea mediocritas) e della gioia della vita serena, consapevole che la vita stessa e il piacere non sono eterni (carpe diem). Per il loro tono moraleggiante, le Satire e le Epistole di Orazio sono state costante oggetto di studio, anche nel medioevo. La finitezza e l'equilibrio dello stile oraziano, appena temperato da un velo di ironia, ne hanno fatto un modello insuperabile di latino classico. 

\orazióne, sf. 1 Preghiera. 2 Discorso solenne tenuto in pubblico. ~ arringa. 
  sf. 1 prayer. 2 (discorso) oration. 
  lat. oratio,-onis. 

\Orazioni Opera di oratoria di Iseo (V-IV sec. a. C.). 

\Orazioni funebri Opera di oratoria di J. B. Bousset (1657-1687). 

\Órba Torrente piemontese (60 Km). Sorge dall'Appennino Ligure e si getta da destra nel Bormida a sud di Alessandria. 

\orbàce, sm. 1 Tessuto di lana di pecora, tipico della Sardegna. 2 Uniforme fascista. 

\orbàre, v. tr. Privare di qualcosa. 

\Orbassàno Comune in provincia di Torino (20.650 ab., CAP 10043, TEL. 011). Centro industriale (calzaturifici, prodotti del legno, tessili e meccanici). Gli abitanti sono detti Orbassanesi

\òrbe, sm. 1 Circonferenza, sfera. 2 La Terra e i suoi abitanti. 

\orbène, o or bène, cong. Dunque, sicché. 
  cong. well, so. 

\Orbetèllo Comune (15.000 ab., CAP 58015, TEL. 0564) in provincia di Grosseto, sulla punta di una piccola penisola che si protende nella laguna omonima. Una diga collega Orbetello al vicino monte Argentario. Le principali risorse economiche sono costituite dalla pesca e dalle industrie chimiche, alimentari, tessili e del cemento. Fu fondata probabilmente dagli etruschi e nel medioevo appartenne al feudo degli abati delle Tre Fontane (805). Nel 1414 entrò a far parte della Repubblica di Siena e nel 1555 divenne capitale dello stato dei Presidi. Dal 1815 appartenne al Granducato di Toscana. Il principale monumento è il duomo, iniziato nel 1376 e compiuto solo nel XVII sec. 
Orbetello, laguna di 
Lago (26 km2) della Toscana, in provincia di Grosseto, esteso intorno al centro omonimo. Racchiuso da due cordoni lunghi circa 450 m, è profondo mediamente 1,5 m. Tramite alcuni canali, comunica con il fiume Albegna e con il mare. 

\orbettìno, sm. Rettile (Anguis fragilis) della famiglia degli Anguidi e dell'ordine degli Squamati. Lungo 40 cm, vive fra la vegetazione in Europa e in Asia Minore. 

\orbicolàre, agg. Termine anatomico che indica genericamente un muscolo di forma circolare. 

\òrbita, sf. 1 In anatomia è la cavità del cranio formata da più ossa che racchiude l'occhio. 2 Traiettoria descritta da un corpo in movimento rispetto a un altro per effetto della reciproca attrazione gravitazionale. In particolare sono orbite le traiettorie della Terra rispetto al Sole e dei satelliti intorno alla Terra. I satelliti per telecomunicazioni vengono immessi in orbite dalle quali essi appaiono immobili a un osservatore posto sulla Terra (orbita geostazionaria). 
  sf. 1 orbit. 2 (oculare) eye socket. 

\orbitàle, agg. 1 Relativo all'orbita. 2 Posto in una determinata orbita. 
In fisica è la regione dello spazio intorno al nucleo di un atomo (orbitale atomico) o ai nuclei di una molecola (orbitale molecolare) nella quale si ha la massima probabilità di trovare un elettrone. Ogni orbitale è definito da quattro numeri quantici e può contenere al massimo due elettroni. La forma spaziale degli orbitali permette la loro classificazione in quattro gruppi, contrassegnati dalle lettere s, p, d e f. Gli orbitali molecolari sono formati dalla sovrapposizione degli orbitali atomici e sono responsabili dei legami tra i diversi atomi di una molecola. 

\orbitànte, agg. Che si muove attorno a un altro corpo. 

\orbitàre, v. intr. 1 Descrivere un'orbita. il satellite che orbitava attorno alla Terra Ŕ scomparso dai radar. 2 Gravitare. numerosi studenti orbitano attorno alla zona universitaria 
  deriv. da orbita

\Orbitéli Gruppo di Aracnidi arancidi dall'addome rotondo e con le zampe anteriori più sviluppate delle posteriori. 

\Orbitòidi Gruppo di Foraminiferi fossili di grandi dimensioni dal guscio a stella o lenticolare e perforato. 

\Orbitolìnidi Famiglia di Foraminiferi fossili di grandi dimensioni dal guscio aranaceo conico e non perforato. 

\òrbo, agg. 1 Privato per sempre. ~ derubato. 2 Privo della vista. ~ cieco. 
  lat. orbus. 

\òrca, sf. 1 Cetaceo (Orcinus orca) della famiglia dei Delfinidi. 2 Bastimento antico olandese dotato di tre alberi usato da carico. 
Può raggiungere la lunghezza di 9 m e il corpo è nero con parti bianche sopraoculari e ventrali. Predatore carnivoro e ottimo nuotatore, terribile nemico degli altri tipi di cetacei, si nutre anche di delfini, foche, pinguini ecc. Si accoppia durante l'inverno e la gestazione dura circa dodici mesi. Vive prevalentemente nei mari circumpolari. 

\Òrcadi, ìsole Arcipelago (976 km2, 19.000 ab.) della Gran Bretagna e regione scozzese, composto da più di settanta isole a nord-est della Scozia. Le isole principali sono Mainland, sulla quale si trova il capoluogo Kirkwall, Hoy, Sanday, Rousay e Westray. Le principali risorse economiche sono costituite dalla pesca delle aringhe e dall'allevamento bovino e ovino. Sono presenti industrie conserviere, casearie, tessili e distillerie di whisky. Possedimento norvegese, furono cedute alla Scozia nel 1468. Interessanti i resti preistorici (III millennio a. C.) di Skara Brae (villaggio neolitico), i tumuli di Maes Howe e il Ring of Brodgar (cerchio di ventisette monoliti). 

\Orcàgna (Attivo dal 1343 al 1368) Andrea di Cione detto Orcagna. Pittore e scultore. Tra le opere Cristo in gioia tra angeli e santi (1354-1357, Firenze, Santa Maria Novella) e Tabernacolo della Madonna (1355-1359, Firenze, Orsanmichele). 

\orchéssa, sf. 1 Femminile di orco. 2 Donna cattiva. 

\orchèstra, sf. Spazio generalmente semicircolare posto tra la scena e le gradinate e destinato, nel teatro greco, alle danze del coro e, nel teatro romano, ai magistrati e ai senatori. 
Per estensione, il complesso degli strumenti musicali che eseguono un brano musicale e l'insieme dei suonatori. La composizione dell'orchestra si è sviluppata a partire dal rinascimento e attualmente prevede cinque gruppi strumentali distinti, ovvero gli archi, i legni, gli ottoni, le 
percussioni e gli strumenti supplementari
  sf. orchestra. 

\orchestràle, agg., sm. e sf. agg. Che è relativo all'orchestra. 
sm. e sf. Chi suona in un'orchestra. 

\orchestràre, v. tr. 1 Scrivere le parti destinate a ciascuno strumento dell'orchestra in un'esecuzione musicale. ~ musicare. 2 Predisporre, coordinare, organizzare. 
  v. tr. 1 to orchestrate. 2 (fig.) to stage-manage. 

\orchestrazióne, sf. 1 Scrittura delle parti dei vari strumenti musicali in un'orchestra. 2 Organizzazione, preparazione. 

\orchestrìna, sf. Piccolo gruppo musicale. ~ complesso. 

\Orchestrine Opera di poesia di A. Onofri (1917). 

\orchétto marìno, loc. sost. m. (pl. orchétti marìni) Nome volgare della Melanitta nigra, un uccello anseriforme appartenente alla famiglia degli Anatidi diffuso nelle regioni più settentrionali di Europa e Asia. 

\orchi- Primo elemento di parole composte. 
  dal greco ˇrchis-idos testicolo. 

\orchialgìa, sf. Dolore di uno o di entrambi i testicoli. 

\Orchidàcee Famiglia di piante erbacee perenni diffuse nelle regioni tropicali appartenenti all'ordine delle Ginandre. Hanno fiori vistosi isolati o raccolti in grappoli, pannocchie o spighe e di solito ermafroditi, radici aeree, pseudotuberi e frutti generalmente costituiti da una capsula deiscente. 

\orchidèa, sf. Angiosperma (Orchis) della famiglia delle Orchidacee e dell'ordine delle Ginandre. Pianta erbacea di origine tropicale di cui esistono numerose specie, tanto da essere considerata la seconda famiglia del regno vegetale. È diffusa in tutto il mondo a eccezione di alcune zone desertiche dell'Asia e dell'Antartide. È caratterizzata da fiori vistosi di colore e forme diverse a seconda dell'ambiente in cui crescono, posizionati a testa in giù. Viene coltivata per scopi ornamentali. 
  sf. orchid. 

\orchidopessìa, sf. Intervento chirurgico consistente nel fissare il testicolo allo scroto. Viene effettuato in caso di ectopia testicolare. 

\orchiepididimìte, sf. Infiammazione che colpisce il testicolo e l'epididimo. 

\orchis, sf. invar. Genere di orchidee terrestri a cui appartengono circa cento specie diffuse in Africa, America, Europa e Asia. 

\orchìte, sf. Termine medico che designa genericamente un'infiammazione del testicolo. 

\Órcia Fiume (30 km) della Toscana. Nasce dal monte Cetona e confluisce nel fiume Ombrone. 

\Orciàno di Pésaro Comune in provincia di Pesaro (2.305 ab., CAP 61038, TEL. 0721). 

\Orciàno Pisàno Comune in provincia di Pisa (568 ab., CAP 56040, TEL. 050). 

\órcio, sm. Vaso di terracotta panciuto dotato di manici e bocca ristretta. ~ anfora, giara. 

\òrco, sm. 1 Mostro delle fiabe. 2 Persona di aspetto mostruoso. 
  dal lat. orcus divinità infernale. 
  sm. ogre. 
Rappresenta un personaggio spaventoso delle favole, di grande statura, crudele, forte, ma solitamente timido, pauroso e sciocco e quindi vinto con l'astuzia dall'uomo. Ha generalmente testa grossa, ventre enorme, capelli e barba ispidi e folti. Può trasformarsi in oggetti o animali e quasi sempre abita in palazzi meravigliosi. In Norvegia, Svezia e Danimarca il troll rappresenta l'orco. Quasi sempre proprietario di castelli costruiti in montagna, è custode di tesori. A volte è descritto come essere gigantesco e a volte come nano. In Grecia l'orco è rappresentato da un drago, mentre per i tartari e i lituani è un serpente a sette teste. In alcuni racconti fiabeschi francesi sono orchi i saraceni. 

\Òrco Feglìno Comune in provincia di Savona (824 ab., CAP 17020, TEL. 019). 

\Orcòmeno Nome di due antiche città greche. 
Orcomeno d'Arcadia 
Citata nell'Iliade, ebbe importanza nel VI e V sec. a. C. Fece parte della lega del Peloponneso (VI sec. a. C.) e della lega achea (223-199 a. C.). 
Orcomeno di Beozia 
Fu il principale centro della Beozia, prima del fiorire di Tebe. Partecipò alla guerra corinzia come alleata di Sparta (395-386 a. C.), fu distrutta dai tebani nel 364 a. C. e riedificata dal re macedone Filippo II nel 338 a. C. Nell'86 a. C. fu teatro della vittoria di L. Silla su Archelao, generale dell'esercito di Mitridate VI del Ponto. 

\òrda, sf. Gruppo di barbari nomadi e predatori. ~ torma, frotta. 
  sf. horde. 
  tartaro horda. 

\ordàlia, sf. Giudizio di Dio, nel Medioevo. 

\ordàlico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a ordalia. 

\Ordelàffi, Scarpétta (?-1317) Signore di Forlì e capitano del popolo, nel 1304 capeggiò la lega di Bologna contro i guelfi neri. 

\Ordet (La parola) Film drammatico, danese (1955). Regia di Carl Theodor Dreyer. Interpreti: Henrik Malberg, Emil Hass, Christensen Preben. Titolo originale: Ordet 

\ordìgno, sm. 1 Strumento meccanico complesso. ~ meccanismo. 2 Oggetto esplosivo. ~ bomba. 
  sm. device. 

\ordinàbile, agg. Che si può ordinare. 

\ordinàle, agg. Di numero, che segna l'ordine progressivo in una serie. 
  agg. ordinal. 

\ordinaménto, sm. 1 Ordine funzionale e coerente. ~ organizzazione. 2 Disposizioni relative a una data materia. ~ normativa. 
  sm. 1 regulations. 2 (sistema scolastico, giuridico) system. 3 (informatica) sort  • sort program (programma per ordinare dati)

\ordinàndo, sm. Chi sta per ricevere gli ordini sacri. 

\ordinànte, sm. Chi conferisce gli ordini sacri. 

\ordinànza, sf. 1 Ordinamento riguardante l'ambito militare. 2 Militare di servizio a un ufficiale, attendente. 3 Provvedimento preso da un magistrato. ~ norma. 
  sf. 1 order. 2 (militare) orderly. 3 (mil.) regulation. 
  franc. ordonnance. 
In diritto è un provvedimento emanato da un'autorità e può essere di carattere legislativo o amministrativo. Nel corso di un processo civile o penale può essere adottata dal giudice per questioni incidentali come l'ammissione di testi, problemi procedurali ecc., senza che assuma valore di giudizio. Nel processo penale l'ordinanza può essere impugnata soltanto con la sentenza, mentre nel processo civile può essere impugnata dinanzi al collegio del quale fa parte il giudice istruttore che l'ha emanata. 

\ordinàre, v. tr. 1 Mettere secondo un determinato ordine. ~ sistemare. <> scompigliare. non riusciva a ordinare le idee in quei frangenti confusi. 2 Regolare con leggi e statuti. ~ decretare, sancire. 3 Dare ordine, comandare. ~ disporre. aveva ordinato un nuovo computer, ma la consegna continuava a tardare. 4 Conferire gli ordini sacri. 
  v. tr. 1 (in tutti i significati) to order. 2 (mettere in ordine) to arrange, to put in order, to sort. 
  lat. ordinare mettere in ordine, deriv. da ordo,-inis ordine. 

\ordinariaménte, avv. Di solito, abitualmente. ~ normalmente. 

\ordinariàto, sm. Il grado e l'ufficio di un professore ordinario o di un vescovo. 

\ordinarietà, sf. Stato di ciò che è ordinario. 

\ordinàrio, agg. e sm. agg. 1 Che è e rimane, nella norma, nella consuetudine. ~ normale. <> straordinario. treni ordinari. 2 Grossolano, rozzo. ~ mediocre. <> pregiato, elegante. aveva delle maniere ordinarie
sm. 1 Consuetudine, normalità. voleva sempre risultare come un tipo fuori dall'ordinario. 2 Professore di ruolo. 3 Vescovo di una diocesi o delle forze armate. 
  agg. 1 ordinary. 2 (rozzo) common. 3 (biglietto) full fare. sm. 1 ordinary. 2 (professore universitario) full professor. 
  lat. ordinarius, conforme alla regola, deriv. da ordo,-inis ordine. 

\Ordinàrio délla méssa Libro formato dalle parti invariabili della messa e dalle regole che governano la celebrazione eucaristica. 

\ordinàta, sf. 1 Sistemazione frettolosa. 2 L'asse verticale in un sistema cartesiano. 3 In aeronautica, elemento trasversale di fusoliera, scafo e simili. 

\ordinataménte, avv. Con ordine. 

\ordinatàrio, sm. Beneficiario di un titolo di credito. 

\ordinatìvo, agg. Che serve a ordinare, a disporre. 

\ordinàto, agg. 1 Che ha ordine, che fa tutto con ordine. ~ sistemato. <> disordinato. 2 Che ha ricevuto gli ordini sacri. 
  agg. tidy, neat, orderly. 

\ordinatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, o chi, ordina. 

\ordinazióne, sf. 1 L'ordinare. 2 Commissione di merce. ~ ordinativo. 3 Conferimento di un ordine sacro. 
  sf. 1 order. 2 (rel.) ordination. 

\órdine, sm. 1 Disposizione razionale di ogni cosa. ~ assetto. <> disordine. 2 Comando militare. 3 Modo di schierare i soldati. 4 Nella classificazione sistematica, in biologia, è la categoria che si trova gerarchicamente tra la classe e la famiglia. ~ catalogazione. 
  sm. 1 order. 2 (di prim'ordine) first-class. 3 (di infimo ordine) third-class. 
Ordine architettonico 
Stili dell'architettura greco romana definiti sistematicamente da Vitruvio (I sec.) sulla base di caratteristiche della forma e della decorazione delle colonne che supportano la trabeazione. In successione cronologica si distinguono gli ordini dorico, ionico, corinzio, tuscanico e composito
Ordine cavalleresco 
Istituzione civile o religiosa. Gli ordini cavallereschi sorsero nel medioevo e dopo il XIV sec. assunsero significato politico e onorifico, con il quale i sovrani gratificavano i nobili per assicurarsene l'appoggio. I più importanti furono l'ordine della giarrettiera (Inghilterra, 1347 ca.), l'ordine del toson d'oro (Asburgo, 1429), l'ordine di San Michele (Francia, 1469) e in Italia l'ordine di Santa Annunziata (Savoia, 1364) e l'ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro (1572). Nella Repubblica italiana è stato istituito l'ordine al merito della repubblica (1951), distinto nei cinque gradi di cavaliere, ufficiale, commendatore, grand'ufficiale e cavaliere di gran croce. A esso si sono aggiunti l'ordine militare di Vittorio Veneto e l'ordine al merito del lavoro
Ordine pubblico 
In diritto è l'insieme delle norme e dei principi politici sui quali si basa l'organizzazione dello stato. All'aspetto normativo si affianca l'aspetto amministrativo, espletato dalla polizia e dai servizi di sicurezza interna dello stato. 
Ordine religioso 
Istituzione basata sulla vita comune nella quale almeno una parte dei membri devono pronunciare i voti solenni. L'ordine religioso può essere costituito da un prim'ordine, che si rifà alla regola istituita dal fondatore, un second'ordine, del quale fanno parte le monache che seguono la regola del prim'ordine e un terz'ordine, al quale appartengono i laici che partecipano alla vita dell'ordine e ne sostengono gli scopi. Attualmente gli ordini religiosi sono di quattro tipi: canonici regolari, monaci (benedettini, camaldolesi, cistercensi ecc.), mendicanti (domenicani, francescani, agostiniani ecc.) e chierici regolari (barnabiti, gesuiti, teatini ecc.). Tra il XII e il XIV sec. furono fondati anche ordini religiosi militari, con lo scopo di difendere la Terra Santa e di combattere i musulmani e gli infedeli. I più famosi furono l'ordine dei templari, i cavalieri dell'ordine di Malta e i cavalieri teutonici
Relazione d'ordine 
Relazione esistente tra coppie di elementi di un insieme ordinato che permette di stabilire quale dei due elementi della coppia preceda l'altro. Se la relazione esiste per tutte le possibili coppie di elementi dell'insieme, si dice che l'ordine è completo

\Òrdine Nuòvo Rivista diffusa a Torino tra il 1919 e il 1925 fondata da Gramsci, Tasca, Terracini e Togliatti. Sospesa da Mussolini nel 1922 fu ripresa nel novembre del 1924. 

\ordìre, v. tr. 1 Mettere in ordine i fili sul telaio, per tessere la tela. 2 Tramare, congiurare. ~ congegnare, architettare. sembra che lo scopo della sua giornata sia ordire continuamente inganni. 3 Mettere ordine nelle idee. 
  v. tr. to scheme, to plot. 
  lat. ordire, tessere la trama. 

\ordìto, sm. 1 Messo sul telaio. 2 Insieme di fili sul telaio, tesi orizzontalmente, vicini e paralleli, destinati alla tessitura. 3 Tramato, architettato. 
  sm. warp. 

\orditóio, sm. Macchina per ordire, per tessere. 

\orditóre, sm. (f.-trìce) 1 Operaio tessile addetto all'orditura. 2 Chi congiura, chi trama. 

\orditùra, sf. 1 L'operazione di ordire o il risultato ottenuto. tessuto a orditura rada. 2 L'insieme delle strutture portanti di un tetto. 3 L'organizzazione di una congiura, di un inganno. 

\Ordóna Comune in provincia di Foggia (2.445 ab., CAP 71040, TEL. 0885). 

\Ordo˝ez, Bartolomé (Burgos ca. 1490-Carrara 1520) Scultore spagnolo. Tra le opere Statue funebri di Filippo il Bello e Giovanna la Pazza (1519-1520, Granada, Cappella Reale). 

\ordos, sm. invar. Dialetto mongolo parlato nella regione dello Huang he. 

\Ordoviciàno Secondo periodo del Paleozoico durato da circa 500 a 420 milioni di anni fa e compreso tra il Cambriano e il Siluriano. Durante l'Ordoviciano si ebbe l'inizio dell'orogenesi caledoniana, con la formazione di parte dei monti Appalachi. I più comuni animali fossili risalenti a questo periodo sono i Graptoliti, i Brachiopodi, i Trilobiti, gli Echinodermi e i Tunicati. La flora era composta solamente da alghe calcaree. 

\Ordu Città (101.000 ab.) della Turchia, sulla costa del mar Nero, alla foce del fiume Melet. Capoluogo della provincia omonima. 

\Ore disperate Film drammatico, americano (1955). Regia di William Wyler. Interpreti: Humphrey Bogart, Fredric March, Martha Scott. Titolo originale: The Desperate Hours 

\Ore d'ozio Opera di poesia di G. G. Byron (1807). 

\ore rotundo, loc. agg. Espressione latina del poeta Orazio che significa "con la bocca rotonda". Indica un linguaggio pieno di grazia e di armonia. 

\orèade, sf. Ninfa dei monti. 

\Örebro Città (123.000 ab.) della Svezia, sul fiume Svart. Capoluogo della contea omonima. 

\orécchia, sf. 1 Variante di orecchio di uso regionale. 2 Piegatura che si forma agli angoli della pagina di un libro o di un quaderno. 3 Ciascuna delle due alette triangolari con cui termina ogni marra dell'ancora 
  lat. auricola, dimin. di auris orecchio. 

\orecchiàbile, agg. Detto di motivo musicale, che si ricorda facilmente. 
  agg. catchy. 

\orecchiànte, agg., sm. e sf. 1 Detto di chi esprime giudizi o parla di argomenti che non conosce. 2 Detto di chi canta o suona a orecchio senza conoscere la musica. 

\orecchiàre, v. intr. Tendere l'orecchio per ascoltare. 

\orecchiétta, sf. 1 In anatomia, ognuna delle due cavità superiori del cuore. ~ atrio. 2 Tipo di pasta, pugliese, a forma di piccolo orecchio. 

\orecchìno, sm. Ornamento che si porta all'orecchio. 
  sm. earring. 

\orécchio, sm. 1 Organo dell'udito dei Vertebrati. ~ orecchia. 2 Il padiglione dell'orecchio. 3 Facoltà di percepire i suoni e di ripeterli. ~ intuito. 4 Udito. 5 Ascolto. 
  sm. 1 ear. 2 (avere orecchio musicale) to have an ear for music. 
È un complesso di strutture deputate alla ricezione dei suoni e al mantenimento dell'equilibrio. Si divide in tre strutture principali: l'orecchio esterno, che comprende il padiglione auricolare e il condotto uditivo esterno terminante con il timpano; l'orecchio medio, situato in una cavità dell'osso temporale comunicante con la faringe e costituito da una serie di ossicini adiacenti, in grado di trasmettere le vibrazioni sonore dal timpano alla finestra ovale; l'orecchio interno, formato dalla chiocciola o coclea, dove le vibrazioni sono trasformate in impulsi nervosi inviati al cervello dal nervo acustico, e dal labirinto, l'organo deputato all'equilibrio. Nell'uomo l'orecchio è sensibile alle frequenze sonore comprese tra i 40 e i 25.000 Hz. 

\orecchióne, sm. sing. sm. Grosso orecchio 
sm. pl. Infiammazione della ghiandola parotide. ~ parotite. 

\orecchióni, sm. pl. Parotite. 
  sm. pl. mumps. 

\orecchiùto, agg. Che ha grandi orecchi. 

\oréfice, sm. 1 Chi lavora artigianalmente le gemme e i metalli preziosi, per farne ornamenti. ~ orafo. 2 Negoziante che commercia oggetti di oreficeria. ~ gioielliere. 
  sm. jeweller, goldsmith. 
  lat. aurifex,-ficis. 

\oreficerìa, sf. 1 Arte di lavorare metalli preziosi, in particolare oro, argento, platino per ricavarne oggetti destinati all'ornamento o all'uso. 2 Il negozio o il laboratorio dell'orefice. 
  sf. 1 goldsmith's art. 2 (negozio) jeweller's shop. 
La fusione dell'oro ebbe inizio nell'età del bronzo e fu nota in tutte le civiltà precedenti il I millennio a. C.: Mesopotamia, Egitto, Siria, Creta, Micene ecc. Nel I millennio a. C. si diffusero le lavorazioni a stampa e a granulazione, con decorazioni floreali e geometriche, dell'oreficeria ionica (VII-VI sec. a. C.) e di quelle fenicia ed etrusca, caratterizzata da tecniche raffinate (granulazione, filigrana, a sbalzo ecc.). Dal V al III sec. a. C. l'oreficeria greca assunse sempre maggiore vistosità e pesantezza. Meno raffinata e caratterizzata dall'uso di paste vetrose e di pietre fu l'oreficeria romana, che proseguì nell'epoca barbarica, mentre a Bisanzio la tecnica raggiunse la massima perfezione con l'impiego anche di smalti policromi (pala aurea di San Marco, Stauroteca del duomo di Limburgo). L'avvento del gotico introdusse i motivi decorativi dell'architettura anche nell'oreficeria, soprattutto in Francia e Germania, mentre dopo il XV sec. furono le botteghe fiorentine e italiane a dominare la scena in tutta Europa. Nel XVII sec. lo stile barocco si diffuse dalla Francia, anche a causa dell'espulsione degli ugonotti, tra i quali vi erano molti orefici. Con il rococò tornarono in auge tecniche più raffinate, mentre nel XIX sec. iniziò la produzione su scala industriale, con conseguente diminuzione del livello artistico delle opere, con l'eccezione dei movimenti arts and crafts e art nouveau della fine del secolo. 

\Oregìna   Oregina è il quartiere di Genova costituito dalla parte collinare sopra a Principe.  È attraversato da Salita Oregina, una "creuza" che porta dalla stazione Principe al santuario N.S. di Loreto .  Agli inizi del '900 le uniche attività erano l'agricoltura e l'allevamento. Successivamente prima e, soprattutto, dopo la II guerra mondiale furono costruiti numerosi condomini per sostenere il grande aumento di popolazione, prima dovuto all'arrivo di molti profughi "fiumani", quindi al boom economico che portò ad un incremento delle nascite e all'arrivo di migliaia di lavoratori dal meridione.  Tra il 1979 e il 1980 il quartiere è stato teatro di due importanti episodi legati agli anni di piombo: l'omicidio di Guido Rossa e la cosiddetta irruzione di via Fracchia.  Negli anni '70 il nome di Oregina è legato allo sviluppo della omonima cominità cristiana di base, legata alla figura di "padre" Agostino Zeribinati, deceduto nel 2008.
Il nome di Agostino Zerbinati, frate francescano poi uscito dall'ordine, è legato alla storia del dissenso cattolico a Genova, sviluppatosi subito dopo il Concilio Vaticano Secondo, all'epoca in cui il mondo ecclesiale genovese ruotava attorno all'arcivescovo "conservatore" Siri.  La prima volta che il nome di Zerbinati, che in precedenza era stato missionario in Indonesia, compare nelle cronache è per il rifiuto opposto alla Curia, in qualità di insegnante di religione dell'allora liceo artistico di via Digione, di compilare un rapporto sull'orientamento politico degli studenti e delle loro famiglie (il che diede luogo a una lettera della Curia, apparsa sul quotidiano cattolico "Nuovo Cittadino").  Poi accolse il Movimento di San Camillo (sorto per discutere dell'andamento della Chiesa) nei locali della "sua" parrocchia di Oregina, in cui si era avviata una riflessione sulla natura del cristianesimo e sul ruolo delle comunià cristiane, basata su una lettura "aperta" del nuovo testamento.  Il sacerdote pagò personalmente queste scelte: venne prima trasferito e poi sospeso "a divinis".  Fu allora, divenuto "ex parroco", che Zerbinati inizi˛ a celebrare la messa poco distante da quella che era stata la sua vecchia chiesa di Oregina, nella piazza "dei cocomeri" (così chiamata per la presenza di un venditore di questi frutti), assieme alla comunità parrocchiale che, in buona parte, lo seguì, e partecipò alle sue scelte, per molti versi in modo simile a quanto era accaduto alla comunità fiorentina dell'Isolotto di don Antonio Mazzi.  In seguito, col passare degli anni, il movimento di questa, e di altre, "comunità di base" si spense.  Agostino fu assunto come infermiere all'ospedale Evangelico, dove si occupò della farmacia.
Il suo impegno sfumò nel silenzio, nella sfera degli affetti familiari, dopo l'unione con la moglie Marina.

\Oregon Stato (251.419 km2, 2.828.000 ab., capitale Salem) degli Stati Uniti d'America. Confina a nord con lo stato di Washington, a est con l'Idaho, a sud con California e Nevada e a ovest con l'oceano Pacifico. Il territorio è montuoso a ovest dove è attraversato dalla Catena delle Cascate (vetta massima il monte Hood, 3.427 m) e dalla Catena Costiera, mentre a est è un altopiano. I fiumi principali sono il Columbia, il Willamette e il Deschutes. I centri principali sono Portland, Eugene e Medford. Le principali risorse economiche sono l'agricoltura (cereali, ortaggi e frutta), la pesca (salmoni, sgombri), l'allevamento, lo sfruttamento delle foreste e le risorse minerarie (nichel) e idroelettriche. Presenti industrie per la trasformazione dei prodotti alimentari, cartarie e chimiche. Fu esplorato dagli spagnoli (1774) ed entrò a far parte degli Stati Uniti d'America nel 1859. 

\Orel Città (337.000 ab.) della Russia, sul fiume Oka. Capoluogo della provincia omonima. 

\Orèlli, Giórgio (Airolo, Canton Ticino 1921-) Poeta svizzero di lingua italiana. Dopo aver esordito con la raccolta di versi NÚ bianco nÚ viola (1944) ha scritto anche Nel cerchio familiare (1960), Sinopie (1977) e Spiracoli (1989). Ha pubblicato anche i saggi Quel ramo del lago di Como e altri accertamenti manzoniani (1990) e Foscolo e la danzatrice (1992). 

\Orèlli, Giovànni (Bedretto, Canton Ticino 1922-) Narratore svizzero di lingua italiana. Dopo aver esordito con L'anno della valanga (1965) ha scritto tante altre opere tra cui Il gioco del Monopoly (1980) e Il treno delle italiane (1996). 

\Orenburg Città (547.000 ab.) della Russia, sul fiume Ural. Capoluogo della provincia omonima. 

\Orense Città (109.000 ab.) della Spagna, nella Galizia. Capoluogo della provincia omonima. 

\Oréro Comune in provincia di Genova (610 ab., CAP 16010, TEL. 0185). 

\Oreste (letteratura) Tragedia di Euripide (408 a. C.). È una delle 19 tragedie di Euripide conservate (delle circa 90 attribuitegli). Inizia appena dopo l'uccisione di Clitennestra. Oreste, che delira assistito amorevolmente da Elettra e dall'amico Pilade, è in attesa di giudizio in quanto colpevole del delitto. Menelao evita di prendere posizione a favore dei due fratelli. Un messo annuncia la condanna a morte per Oreste e per la sorella Elettra. Pilade decide di morire con loro, ma vuole vendicarsi di Menelao uccidendo Elena. Il finale convulso presenta numerosi eventi improbabili (Elena assunta tra gli immortali, assoluzione di Oreste, nozze di Pilade con Elettra, nozze di Oreste con Ermione figlia di Menelao). Come altre opere teatrali del tempo tratta il tema del matricidio compiuto da Oreste per vendicare il padre Agamennone (come Eschilo nelle Coefore e Sofocle in Elettra). 

\Orèste (mitologia) Nella mitologia greca fu il figlio di Agamennone e Clitennestra e fratello di Ifigenia ed Elettra. Ricevuto da Apollo l'ordine di vendicare la morte del padre, uccise l'amante della madre Egisto e la madre stessa. Per il matricidio fu perseguitato dalle Erinni. Sposò poi Ermione, figlia di Menelao e regnò su Micene, Argo e Sparta. Il mito di Oreste ispirò Eschilo, Euripide, Voltaire e Alfieri. 

\Orestea (indicata anche con il titolo originale greco, Oresteia) Trilogia di tragedie, comprendente Agamennone, Coefore ed Eumenidi, l'unica di Eschilo pervenutaci completa (458 a. C.). La trilogia porta sulla scena l'uccisione di Agamennone a opera della moglie Clitennestra e dell'amante Egisto (Agamennone); la vendetta di Oreste, che ucciderà la madre e il suo amante (Coefore); la persecuzione di Oreste da parte delle Erinni e la sua assoluzione finale che placherà le Erinni divenute benigne (Eumenidi significa benigne). 

\ěresund Passaggio marittimo tra la costa della Danimarca e la costa sudoccidentale della Svezia. 

\òrfano, agg. e sm. Chi ha perduto uno o entrambi i genitori. 
  agg. e sm. orphan. 
  lat. tardo orphanus, dal greco orphan˛s. 

\Orfano della famiglia Chao, L' Dramma di Chi Chün-h-siang (XIII sec.). 

\orfanotròfio, sm. Istituto di ricovero e di educazione degli orfani. 
  sm. orphanage. 

\Orfèi Famiglia di artisti e direttori di circo. Paolo fu il fondatore nel 1820 del primo circo Orfei, che si avvalse anche dell'opera del figlio Ferdinando e del nipote Paolo. Liana Orfei e Moira Orfei fondarono altri due circhi. 

\Orfeide, L' Trilogia di G. F. Malipiero costituita dalle opere La morte delle maschere, Sette canzoni e Orfeo, testo proprio (Düsseldorf, 1925). 

\Orfèo Nella mitologia greca era il figlio di Eagro e di una Musa, capace con il suo canto di ammansire le belve e di muovere gli alberi. Discese agli inferi e con il suono della sua lira riuscì a convincere Plutone a restituirgli la sposa Euridice. Non riuscì tuttavia a portare Euridice sulla terra perché si voltò a guardarla prima di essere uscito dagli inferi, contrariamente all'intimazione di Plutone. Secondo altre versioni, riuscì invece nell'impresa. Morì divorato dalle baccanti tracie che aveva respinto. A lui si deve il mistero greco che prese il nome di orfismo
Orfeo 
Opera in un prologo e cinque atti di C. Monteverdi, libretto di A. Striggio (Mantova, 1607). 
Orfeo 
Dramma di J. Cocteau (1927). 
Orfeo 
Film drammatico, francese (1950). Regia di Jean Cocteau. Interpreti: Jean Marais, Maria CasarŔs, Franšois PÚrier. Titolo originale: OrphÚe 

\Orfeo all'inferno Opera in due atti di J. Hoffenbach, libretto di H. Meilhac e L. Halévy (Parigi, 1858). 

\Orfeo ed Euridice Opera in tre atti di Ch. W. Gluck, libretto di R. de Calzabigi (Vienna, 1762). 

\Orfeo in paradiso Romanzo di L. Santucci (1967). 

\Orfeo negro Dramma di V. de Moraes (1956). 

\òrfico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Relativo a Orfeo o all'orfismo. inni orfici, raccolta letteraria attribuita al poeta Orfeo; sette orfiche. 2 Misterioso. quei riti orfici lo incuriosivano
sm. Seguace dell'orfismo. 
  lat. Orphicus, dal greco Orphik˛s, deriv. da OrphŔus Orfeo. 

\orfìsmo, sm. Mistero greco che viene fatto risalire a Orfeo e si sviluppò a Creta e nella Magna Grecia tra il VI e il V sec. a. C. in ambienti pitagorici e neoplatonici. Si basava su una complessa cosmogonia centrata su Dioniso, figlio di Zeus, e perseguiva la liberazione dell'anima dal corpo e il raggiungimento dell'immortalità attraverso pratiche mistiche e ascetiche. 

\org, invar. In informatica è il nome di dominio che viene assegnato a un'organizzazione senza fini di lucro in Internet. 

\organàrio, agg. Riferito agli organi con particolare riferimento alla loro costruzione. 

\orgàndi, o organdis, sm. Organza. 

\organétto, sm. Piccolo organo meccanico portatile che si suona girando una manovella. 
  sm. barrel organ. 

\orgànica, sf. Arte militare che stabilisce i criteri di organizzazione delle forze armate di un paese. 

\organicaménte, avv. In modo organico. 

\organicazióne, sf. Processo di trasformazione dei composti minerali delle piante in sostanza organica. 

\organicìsmo, sm. 1 Dottrina filosofica basata sulle analogie tra mondo fisico e organismi viventi. 2 In sociologia, tendenza a considerare la società come un unico grande organismo vivente di cui le persone formano gli organi. 
  deriv. da organico

\organicìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Fautore dell'organicismo. 

\organicità, sf. L'essere organico. 

\orgànico, agg. e sm. agg. 1 Che si riferisce a organi. le funzioni organiche del corpo umano. 2 Che è fatto di parti ben ordinate e armoniche. ~ funzionale. <> disorganico. il suo discorso organico e completo impression˛ la commissione
sm. L'insieme di tutti i lavoratori dipendenti di una ditta. ~ struttura. la crisi economica imponeva riduzioni di organico
  agg. organic. sm. staff, personnel. 
  lat. organicus, dal greco organik˛s, deriv. da ˛rganon strumento. 

\organigràmma, sm. (pl.-i) 1 Rappresentazione grafica della struttura funzionale e gerarchica di un'azienda. 2 In elettronica, diagramma delle operazioni di calcolo. 
  sm. organization chart. 

\organìno, sm. Organetto. 

\organìsmo, sm. 1 Qualsiasi essere vivente composto di vari organi vitali. ~ corpo. l'organismo con il passare del tempo diventa sempre pi¨ debole e vulnerabile. 2 Complesso di elementi tra loro organizzati e funzionali. ~ complesso, ente. l'organismo dello Stato aveva fallito in questa occasione
  sm. 1 organism. 2 (corpo) body. 
  franc. organisme

\organìsta, sm. e sf. Suonatore d'organo. 

\organìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'organo o all'organista. 

\organizzàre, v. tr. 1 Ordinare, armonizzare. ~ impostare. <> disorganizzare. doveva organizzare le idee per l'esposizione finale. 2 In biologia, il formarsi degli organi del corpo animale o vegetale. 3 Dare una struttura, preparare. ~ strutturare. <> dissestare. organizz˛ tutto da solo quella magnifica festa
  v. tr. to organize. 
  lat. mediev. organizÓre rendere conforme. 

\organizzatìvo, agg. 1 Relativo all'organizzazione. 2 Atto a organizzare. 

\organizzàto, agg. e sm. Che, o chi, è membro di un'organizzazione. 

\organizzatóre, agg. e sm. (f.-trìce) Che, o chi, organizza. 
  agg. organizing. sm. organizer. 

\organizzazióne, sf. 1 L'azione dell'organizzare. ~ disposizione. <> disorganizzazione. la prima prioritÓ consisteva nell'organizzazione razionale dei compiti. 2 Ordine, efficienza. ~ sistemazione, strutturazione. <> caos. : :'esercito doveva essere l'esempio dell'organizzazione. 3 Ente. l'organizzazione sanitaria non brillava per efficienza 
  sf. organization. 

\Organizzazióne dégli Stàti americàni (OSA) Organizzazione che comprende le repubbliche del continente americano che opera dal 1951 (anche se è stata fondata nel 1948) per risolvere in maniera pacifica eventuali controversie che potrebbero nascere nei paesi americani. 

\Organizzazióne internazionàle dél lavóro (OIL) Organizzazione internazionale con sede a Ginevra che si prefigge di migliorare le condizioni tecniche e giuridiche del lavoro. L'Italia vi ha cominciato a far parte dal 1945. 

\Organizzazióne mondiàle délla sanità (OMS) Organismo dell'ONU con sede a Ginevra che si prefigge lo scopo di portare tutti i popoli del mondo a un più alto grado di salute e igiene pubblica. 

\Organizzazione sfida l'ispettore Tibbs, L' Film poliziesco, americano (1971). Regia di Don Medford. Interpreti: Sidney Poitier, Barbara McNair, Gerald S. O'Loughlin. Titolo originale: The Organization 

\òrgano, sm. 1 Parte di un corpo animale o vegetale, dotata di funzione, forma e struttura specifica. 2 Congegno che esercita una precisa funzione. ~ apparecchiatura. 3 Strumento musicale a tastiera. 4 Struttura nell'ambito di un'organizzazione pubblica o privata. 5 Pubblicazione periodica di divulgazione di determinate correnti politiche e simili. ~ notiziario. 
  sm. 1 organ. 2 (apparecchiatura) part. 
  lat. organum, dal greco ˛rganon strumento. 
In musica è uno strumento a tastiera costituito da una serie di canne metalliche o lignee nelle quali un mantice immette aria. Le canne sono suddivise, in funzione di particolari caratteristiche sonore, in gruppi, detti registri, dal timbro omogeneo. L'organo elettronico fu inventato da L. Hammond nel 1932 e in esso il suono è generato da una serie di oscillatori elettronici, i cui segnali sono amplificati e inviati ad altoparlanti. 

\organogènesi, sf. invar. Studio della formazione embrionale e dello sviluppo degli organi. 

\organògeno, agg. Che ha natura organica. 

\organografìa, sf. 1 Descrizione morfologica degli organi animali e vegetali. 2 Descrizione dei caratteri tecnici degli strumenti musicali. 

\organolèttico, agg. (pl. m.-ci) Le proprietà di una sostanza che possono essere percepite dai sensi. 

\organologìa, sf. 1 Ramo dell'anatomia che studia la struttura e la funzione degli organi. 2 Lo studio degli strumenti musicali. 

\Organon Opera di filosofia di Aristotele (dopo il 335 a. C.). 

\orgànza, sf. Tessuto di cotone, molto leggero e trasparente, usato per abiti femminili estivi. 

\organzìno, sm. Seta composta da più fili ritorti per ordito. 

\orgàsmico, agg. Relativo all'orgasmo sessuale. 

\orgàsmo, sm. 1 Forte eccitazione. ~ godimento. 2 Agitazione, ansia. ~ tensione. 
  sm. 1 orgasm. 2 (fig.) agitation. 
  greco orgasm˛s agitazione, deriv. da orgÓn essere agitato. 
Fase terminale del coito caratterizzata dalla massima eccitazione e dal raggiungimento del massimo piacere. Nel maschio è accompagnato dall'eiaculazione. 

\òrgia, sf. (pl.-ge) 1 Nel mondo greco-romano, festa in onore di Bacco e di altre divinità. ~ baccanale. 2 Bagordo, gozzoviglia. ~ crapula. 
  sf. orgy. 

\Orgiàno Comune in provincia di Vicenza (2.973 ab., CAP 36040, TEL. 0444). 

\orgiàsta, sm. e sf. Chi partecipa a un'orgia. 

\orgiàstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a orgia. 

\orgóglio, sm. 1 Stima eccessiva di sé e dei propri meriti. ~ boria, presunzione. <> modestia. il suo smisurato orgoglio lo rendeva antipatico ai colleghi. 2 Fierezza, dignità. aveva troppo orgoglio per accettare quella proposta. 3 Ciò che rappresenta motivo di vanto. ~ gloria, perla. <> onta, vergogna. quell'unico figlio era l'orgoglio della famiglia
  sm. pride. 
  franco orgoli

\Orgoglio degli Amberson, L' Film drammatico, americano (1942). Regia di Orson Welles. Interpreti: Dolores Costello, Joseph Cotten, Anne Baxter. Titolo originale: The Magnificent Ambersons 

\Orgoglio e pregiudizio Romanzo di Jane Austen (1813) È il romanzo più gioioso dell'autrice. Ritratto della vita sociale della provincia inglese, ravvivato dal dialogo vivace e dal tono ironico della narrazione, l'opera prende le mosse dalla ricerca di una sistemazione delle sorelle Bennet, resa difficile dalle loro modeste condizioni economiche. La narrazione ruota intorno alla spiritosa e vivace Elizabeth Bennet e alla sua relazione con l'orgoglioso proprietario terriero Mr. Darcy. L'iniziale ostilità di Elizabeth nei riguardi di Darcy le vale a guadagnarsene il rispetto, mentre anche Darcy abbandona il suo orgoglio arrogante. Proposto inizialmente con il titolo Prime impressioni, venne rifiutato dagli editori. In seguito fu rielaborato dall'autrice e pubblicato con l'attuale titolo. È l'opera più popolare della Austen e forse la più perfetta dal punto di vista strutturale. La visione della vita dell'autrice è morale e nello stesso tempo fondata sulle gerarchie sociali: non si tratta di superiorità e inferiorità determinate semplicemente dalla nascita; il privilegio implica doveri; l'intelligenza e il senso morale sono doti considerate superiori alla ricchezza. 

\orgogliosaménte, avv. In modo orgoglioso. 

\orgoglióso, agg. 1 Pieno di orgoglio. ~ dignitoso. <> dimesso. 2 Superbo, altero. ~ fiero. <> modesto. 
  agg. proud. 

\Orgòsolo Comune in provincia di Nuoro (4.779 ab., CAP 08027, TEL. 0784). 

\Orhon Fiume (1.124 km) della Mongolia centrosettentrionale. Nasce dai monti Hangaj orientali e confluisce nel fiume Selenga. 

\Òria Comune in provincia di Brindisi (15.089 ab., CAP 72024, TEL. 0831). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi, cereali, olive, tabacco e uva). Vi si trovano la cripta di Santa Daria e di San Crisante, del IX sec., e il castello di Federico II, del XIII sec. Gli abitanti sono detti Oritani

\Oriana Commedia di S. Lopez (1889). 

\Oriàni, Alfrédo (Faenza 1852-Casola Valsenio 1909) Scrittore. Di famiglia aristocratica, criticò la decadenza morale dei contemporanei. Influenzato da F. W. Nietzsche, fu considerato un precursore del fascismo dallo stesso B. Mussolini. Le opere principali sono romanzi che descrivono passioni violente (Gramigna, 1879; Gelosia, 1894; Vortice, 1889; Olocausto, 1902) e scritti politici e polemici con forti accenti nazionalistici (Fino a Dogali, 1889; La lotta politica in Italia, 1892; La rivolta ideale, 1908). 

\Oriàni, Bàrnaba (Garegnano 1752-Milano 1832) Astronomo italiano. Dimostrò che Urano era un pianeta e non una cometa. 

\oricàlco, sm. (pl.-chi) Tipo di bronzo per statue, gioielli, monete e strumenti musicali utilizzato nell'antica Grecia e a Roma. 

\òrice, sf. Mammifero (noto anche come orice d'Arabia, Oryx leucoryx) della famiglia dei Bovidi e dell'ordine degli Artiodattili. Alto 1 m, presenta corna lunghe dritte. Vive in Africa e in Asia, ormai solo in riserve. 

\oricèllo, sm. Sostanza colorante rossa che si estrae da alcuni Licheni del genere Roccella e Pertusaria

\Orìcola Comune in provincia di L'Aquila (897 ab., CAP 67063, TEL. 0863). 

\orientàbile, agg. Che si può orientare. 

\orientàle, agg., sm. e sf. agg. 1 Situato o che proviene da oriente. ~ asiatico. <> occidentale, europeo. i confini orientali dell'Italia sono ben presidiati militarmente. 2 Caratteristico dell'oriente. : :si e costumi orientali 
sm. e sf. Abitante dei paesi orientali. ~ levantino. 
  1 eastern. 2 (asiatico) oriental. sm. e sf. oriental. 
  lat. tardo orientalis

\Orientàle (Ghana) Regione (2.003.000 ab.) del Ghana meridionale, capoluogo Koforidua. 

\Orientàle (Kenya) Provincia (4.193.000 ab.) del Kenya, al confine con l'Etiopia. Capoluogo Embu. 

\Orientàle (Sierra Leone) Provincia (961.000 ab.) della Sierra Leone, capoluogo Kenema. 

\Orientàle (Sri Lanka) Provincia (1.214.000 ab.) dello Sri Lanka, capoluogo Trincomalee. 

\Orientàle (Sudan) Stato del Sudan orientale (340.650 km2, 2.210.000 ab.) che ha per capoluogo Port Sudan. Confina con l'Etiopia e il Mar Rosso. 

\Orientàle (Uganda) Provincia (2.015.000 ab.) dell'Uganda, capoluogo Mbale. 

\Orientàle (Zambia) Provincia (973.000 ab.) dello Zambia, capoluogo Chipata. 

\orientaleggiànte, agg. Tendente a forma o aspetti propri dell'oriente. 

\Orientalis Nome del cratere di origine meteoritica presente sul suolo lunare, nella fascia oscura. 

\orientalìsmo, sm. Simpatia verso ciò che proviene dall'Oriente. 

\orientalìsta, sm. e sf. (pl.-i) Studioso dell'oriente. 

\orientalìstica, sf. Disciplina che studia le civiltà e le lingue d'oriente. 

\orientalizzàre, v. v. tr. Avvicinare agli usi e costumi orientali. 
v. rifl. Avvicinarsi alla cultura e ai costumi orientali. 

\orientalizzazióne, sf. Il processo dell'orientalizzare o dell'orientalizzarsi. 

\Orientamenti Opera di poesia di O. Elitis (1940). 

\orientaménto, sm. 1 Determinazione della posizione rispetto ai punti cardinali. ~ direzione, rotta. aveva un senso innato dell'orientamento. 2 Tendenza, indirizzo. ~ predisposizione. l'orientamento generale Ŕ per affrontare un obiettivo per volta; il centro di orientamento scolastico determina le inclinazioni degli studenti e quindi consiglia il percorso di studi migliore. 
  sm. 1 orientation. 2 (posizionamento) positioning. 3 (tendenza) trend. 

\orientàre, v. v. tr. 1 Rivolgere a oriente. 2 Disporre in una determinata posizione corrispondente ai punti cardinali. ~ orizzontare, posizionare. 3 Indirizzare. ~ instradare. aveva orientato quel giovane agli studi scientifici
v. intr. pron. 1 Riconoscere il luogo dove ci si trova rispetto ai punti cardinali. ~ orizzontarsi. 2 Ritrovarsi da uno stato di confusione. ~ raccapezzarsi. non riusciva pi¨ a orientarsi con tutti quei nomi di strade simili. 3 Indirizzarsi verso una scelta. 
  v. tr. 1 to orient. 2 (fig.) to direct. v. intr. pron. 1 to get one's bearing's. 2 (fig.) to find one's way. 3 (indirizzarsi) to go in for. 
  deriv. da oriente

\orientativaménte, avv. In modo da orientare. 

\orientatìvo, agg. Diretto a orientare. 

\orientazióne, sf. La posizione in rapporto ai punti cardinali. 

\Oriente Regione (372.000 ab.) dell'Ecuador, compresa tra il versante orientale della Cordigliera Orientale e il confine con il Per˙. 

\oriènte, sm. Punto cardinale dal quale sembra sorgere il Sole. ~ est, levante. <> ovest, occidente. 2 Luogo posto a est rispetto a un altro. 3 Termine che ha assunto per estensione il significato di insieme dei paesi asiatici rispetto all'Europa. Si distingue il Medio oriente, costituito dall'Asia sudoccidentale e l'Estremo oriente, costituito dalla parte orientale dell'Asia (Cina, Giappone e sud-est asiatico). 
  sm. east. 
  lat. oriens,-entis, deriv. da oriri sorgere. 

\Orient-Express Treno internazionale a lungo percorso che originariamente metteva in comunicazione Parigi con Istanbul passando da Monaco, Vienna, Belgrado, Sofia (o Bucarest, Costanza). Creato nel 1883 è stato soppresso nel 1968 per riprendere successivamente a percorso ridotto (fino a Vienna, al massimo Bucarest). 

\orifiàmma, sf. Stemma di colore rosso cosparso di stelle, insegna dei re di Francia. 

\orifìzio, sm. 1 Foro, apertura. ~ buco.  2 Negli organi viventi indica una apertura che mette in comunicazione cavità del corpo tra loro o con l'esterno: orifizio atrio-ventricolare, anale, vaginale, nasale (), …
  lat. orificium, deriv. da os, oris bocca. 

\origàmi, sm. L'arte di creare figure piegando fogli di carta. 

\orìgano, sm. Angiosperma (Origanum vulgare) della famiglia delle Labiate e dell'ordine delle Tubiflore. Pianta erbacea, cresce spontanea nella regione mediterranea. Viene utilizzato come aromatizzante. 
  sm. oregano. 

\Orìgene (Alessandria 185?-Tiro 254?) Scrittore e teologo greco cristiano. Allievo di Clemente Alessandrino, insegnò nella scuola catechetica di Alessandria dove riorganizzò il DidaskalŔion. Si trasferì poi in Cappadocia a Cesarea (230) dove fondò la propria scuola. Morì per le torture subite durante la persecuzione di Decio. Elaborò il pensiero cristiano secondo la filosofia neoplatonica. Nelle sue opere sostenne anche la reincarnazione delle anime, teoria condannata dal concilio ecumenico di Costantinopoli (553). Rimangono soltanto poche delle numerose opere in greco (i commenti a Giovanni e Matteo, un trattato contro Celso, alcune omelie, l'Esortazione al martirio e Sulla preghiera), oltre alla versione latina del De Principiis, la sua opera più importante. Si occupò anche di esegesi biblica con l'opera Hexapla, nella quale il testo ebraico è confrontato con la versione translitterale greca e con quattro traduzioni. 

\Orìggio Comune in provincia di Varese (5.882 ab., CAP 21040, TEL. 02). 

\originàle, agg. e sm. agg. 1 Che si ha dall'origine. edizione originale di un libro, la prima stampata. 2 Non imitato, nuovo. ~ inedito. <> usuale. 3 Autentico. fu ritrovato un manoscritto originale dell'autore. 4 Strano, stravagante. ~ insolito. <> comune. 
sm. 1 Opera originale. 2 Modello. ~ prototipo. 3 Persona o cosa bizzarra. gli piaceva apparire originale alle feste
  agg. 1 original. 2 (eccentrico) eccentric. sm. original. 
  lat. originalis originario, deriv. da origo,-inis origine. 

\originalità, sf. L'essere originale. 
  sf. 1 originality. 2 (stravaganza) eccentricity. 

\originalménte, avv. In modo originale, con originalità. 

\originàre, v. tr. Dare origine. ~ creare. 
  v. tr. to produce, to bring about. 

\originariaménte, avv. In origine. 

\originàrio, agg. 1 Che ha origine. ~ iniziale. 2 Di origine. ~ proveniente. 
  agg. 1 native. 2 (originale) original. 
  lat. tardo originarius. 

\orìgine, sf. 1 Momento iniziale di qualsiasi cosa. ~ principio. <> esito, seguito. 2 Insieme di elementi astratti o concreti da cui discende qualcosa o qualcuno. 3 Causa, motivo. ~ cagione. 4 In un sistema di riferimento, punto associato al valore 0 degli assi, o punto in cui si intersecano gli assi  
  sf. 1 origin. 2 (dare origine a) to give rise at. 
  lat. origo,-inis, deriv. da oriri sorgere. 
Origine dell'universo 
Problema al quale tentano di proporre una spiegazione, supportata da prove scientifiche, le moderne teorie di cosmologia. Le principali tesi oggi accreditate sono il modello del big bang e la teoria dello stato stazionario. I sostenitori della tesi del big bang ipotizzano che l'origine dell'universo sia dovuta a un'esplosione primordiale, avvenuta dieci o venti miliardi di anni fa, che ha creato tutta la materia e ha dato inizio all'espansione dell'universo stesso. 

\Origine della specie attraverso la selezione naturale, L' Opera di scienze di Ch. Darwin (1859). 

\Origine dell'uomo, L' Opera di scienze di Ch. Darwin (1871). 

\Origines Opera di storia di M. P. Catone (III-II sec. a. C.). 

\Origini del totalitarismo, Le Opera di storia e filosofia di H. Arendt (1951). 

\Origini della Francia contemporanea, Le Opera di storia di H. A. Taine (1876-1894). 

\origliàre, v. intr. Ascoltare di nascosto. 
  v. intr. to eavesdrop. 
  franc. oreiller, deriv. dal lat. auricola orecchio. 

\orìna, sf. Urina. 

\orinàle, sm. Recipiente in cui si orina. 

\orinàre, v. intr. Emettere orina. ~ mingere. 
  v. intr. to urinate. 

\orinatóio, sm. Luogo attrezzato per orinare. 
  sm. public urinal. 

\orinazióne, sf. L'orinare. 

\Orìno Comune in provincia di Varese (664 ab., CAP 21030, TEL. 0332). 

\Orinoco Fiume (2.140 km) dell'America meridionale in Venezuela che sfocia nell'oceano Atlantico, a sud dell'isola di Trinidad. Nasce vicino al confine brasiliano dalla Sierra Parima, segna il confine con la Colombia, formando lungo il suo corso numerose anse fino alla confluenza con il fiume Ventuari. I suoi principali affluenti sono il Guadiare, il Vichada, l'Arauca e il Meta che provengono tutti dalla Cordigliera della Columbia e dalla Cordigliera di Merida; dopo la confluenza con l'Apure riceve i fiumi Caura e Caroni. L'immenso delta del fiume è formato da numerose diramazioni: importanti lavori di drenaggio hanno consentito la navigazione del ramo meridionale a navi di grande tonnellaggio che caricano il ferro presso i porti di San Félix e Puerto Ordaz. Caratterizzato da piene e magre regolari, il fiume non presenta una grande pendenza; è unito attraverso un canale al Rio Negro che lo mette così in comunicazione diretta con il Rio delle Amazzoni. Fu avvistato da Cristoforo Colombo, nel 1498, durante il suo terzo viaggio nel nuovo mondo. L'esplorazione del suo corso iniziò con Diego de Ord´s nel 1530 che lo risalì per 600 km. Fu esplorato anche dai gesuiti nel XVII sec. Le sorgenti furono raggiunte solo nel 1951 da un gruppo di esploratori franco-venezuelani. 

\Òrio al Sèrio Comune in provincia di Bergamo (1.186 ab., CAP 24050, TEL. 035). 

\Òrio Canavése Comune in provincia di Torino (790 ab., CAP 10010, TEL. 011). 

\Òrio Lìtta Comune in provincia di Lodi (1.823 ab., CAP 20080, TEL. 0377). 

\Oriòlidi Famiglia di Uccelli Passeriformi cui appartengono i rigogoli. 

\oriòlo, sm. Orologio. 

\Oriòlo Comune in provincia di Cosenza (3.212 ab., CAP 87073, TEL. 0981). 

\Oriòlo Romàno Comune in provincia di Viterbo (2.338 ab., CAP 01010, TEL. 06). 

\Orióne Costellazione di grandi dimensioni, caratterizzata dalla sua forma rettangolare, formata da stelle di intensa luminosità (Betelgeuse, Rigel e Bellatrix); visibile nelle notti invernali, viene attraversata in parte dalla Via Lattea. Attraversa l'equatore celeste. 
Nebulosa di Orione 
Nebulosa con estensione di circa 1.000 anni luce, situata in prossimità della costellazione omonima; è formata da nubi di idrogeno e in essa sono in formazione altre stelle. 

\Oriòne, Luìgi (Pontecurone 1872-Sanremo 1940) Sacerdote nel 1895 e beato. Lavorò attivamente in opere educative, missionarie e assistenziali e fondò la piccola opera della Divina Provvidenza

\oriònidi Sciame di meteore il cui radiante cade nella costellazione di Orione; sono osservabili intorno al 20 ottobre. È associato alla cometa di Halley. 

\Orissa Stato (155.782 km2, 26.370.000 ab., capitale Bhubaneswar) federato dell'Unione indiana. Confina a nord-est con il Bengala, a nord con il Bihar, a nord-ovest con il Madhya Pradesh, a sud con l'Andhra Pradesh e a est con il golfo del Bengala. Le principali risorse economiche sono costituite dall'agricoltura (riso, canna da zucchero, iuta), dalla pesca, dai giacimenti minerari (ferro, manganese, carbone, cromite). Sono presenti anche industrie metallurgiche, siderurgiche, cartarie, tessili, alimentari e del cemento. 

\Oristàno Città (33.000 ab., CAP 09170, TEL. 0783) della Sardegna e capoluogo della provincia omonima. Le principali risorse economiche sono l'agricoltura, con coltivazioni di cereali e prodotti ortofrutticoli, l'artigianato (ricami, vasellame) e le industrie alimentari, chimiche, meccaniche, del legno, della carta. Fu fondata nell'VIII sec. e fu capitale del giudicato di Arborea dal XIII al XV sec. I principali monumenti sono la torre di San Cristoforo (XIII sec.), il duomo con il campanile (XIV sec.), le chiese di Santa Giusta (XII sec.) e San Francesco (1838). Interessante anche il museo archeologico Antiquarium Arborense. 
Provincia di Oristano 
(2.631 km2, 160.000 ab.) Fu istituita nel 1974 e comprende un territorio pianeggiante (Campidano) e uno collinare (Arborea). È attraversata dal fiume Tirso che sfocia nel golfo di Oristano, dopo aver formato il lago Omodeo. Presso la foce del Tirso si trovano gli stagni costieri di Cabras e di Santa Giusta. Le principali risorse economiche sono l'agricoltura, con le coltivazioni di cereali, olive, uva e ortaggi, l'allevamento ovino e caprino e la pesca. 
Golfo di Oristano 
Insenatura della Sardegna occidentale, fra capo San Marco e capo di Frasca. 

\orittèropo, sm. Mammifero (Orycteropus afer) della famiglia degli Oritteropodi e dell'ordine dei Tubulidentati. Lungo 70 cm, è ricoperto di setole rade. Diffuso nelle foreste e nelle savane dell'Africa centromeridionale, si scava la tana con le sue robuste unghie. 

\oriùndo, agg. e sm. Detto di chi è originario di un determinato luogo. ~ nativo. 
  lat. oriundus, deriv. da oriri sorgere. 

\orizzontàle, agg. e sm. agg. 1 Relativo all'orizzonte. 2 Che è perpendicolare alla retta verticale (ossia ad un filo a piombo che parta dal punto preso in considerazione). ~ disteso. <> verticale. 3 Relativo a oggetti, cose dello stesso piano, analoghi. associazioni sindacali orizzontali, sindacati diversi della stessa zona geografica. 
sm. Posto in posizione orizzontale. ~ disteso, sdraiato. 
  agg. horizontal. 

\orizzontalità, sf. L'essere orizzontale. 

\orizzontalménte, avv. In situazione orizzontale. 

\orizzontaménto, sm. 1 Orientamento rispetto ai punti cardinali. 2 Struttura edilizia con funzioni di copertura o di sostegno. 

\orizzontàre, v. v. tr. 1 Mettere in una determinata posizione rispetto all'orizzonte. 2 Orientare. 
v. intr. pron. 1 Orientarsi. cercava di orizzontarsi facendo riferimento alle stelle. 2 Raccapezzarsi. non riusciva a orizzontarsi in mezzo a quella selva di conti
  v. intr. pron. to get one's bearings. 
  deriv. da orizzonte

\orizzónte, sm. 1 Linea apparente che separa il cielo dalla terra o dal mare. 2 Quadro complessivo. 3 Prospettiva. ~ panoramica. 
  sm. horizon. 
Orizzonte artificiale 
Strumento applicato sul sestante e che permette l'osservazione di un astro anche quando l'orizzonte vero non è visibile. In aeronautica un dispositivo analogo permette di individuare il piano dell'orizzonte indipendentemente dall'assetto del velivolo. 
Orizzonte astronomico 
Circolo massimo della sfera celeste perpendicolare alla verticale che passa per il punto dal quale si effettua l'osservazione. Se il piano è tangente alla Terra, anziché passare per il centro, si definisce orizzonte apparente
Orizzonte celeste 
Circolo massimo della sfera celeste che ha per poli il nadir e lo zenit. 
Orizzonte di un buco nero 
Superficie che circonda il buco nero e sulla quale la velocità di fuga è superiore a quella della luce; può essere rappresentata come la superficie oltre la quale tutti i corpi, compresa la luce, si dirigono verso il centro del buco nero. 
Orizzonte terrestre 
Linea circolare dentro la quale viene racchiusa una porzione di superficie terrestre. 

\Orizzonte perduto Film fantastico, americano (1937). Regia di Frank Capra. Interpreti: Ronald Colman, Thomas Mitchell, Edward Everett Horton. Titolo originale: Lost Horizon 

\Orizzonti di gloria Film drammatico, americano (1957). Regia di Stanley Kubrick. Interpreti: Kirk Douglas, Adolphe Menjou, Ralph Meeker. Titolo originale: Paths of Glory 

\ORL Sigla di Otorinolaringoiatria. 

\Orlàndi Malaspìna, Rìta (Bologna 1935-) Soprano italiano. Interprete particolare di Verdi e Puccini ha cantato nei teatri di tutto il mondo. 

\Orlando (o Orlando furioso) Dramma in tre atti di A. Vivaldi, libretto di G. Braccioli (Venezia, 1727). 
Orlando 
Opera in tre atti di G. F. Händel, libretto anonimo (Londra, 1733). 
Orlando 
Film fantastico, britannico (1992). Regia di Sally Potter. Interpreti: Tilda Swinton, Billy Zane, Lothaire Bluteau. Titolo originale: Orlando 

\Orlando furioso Poema in XLVI canti, in ottave, di L. Ariosto (1516-1532). L'opera riprende il poema Orlando innamorato interrotto da M. M. Boiardo. L'intreccio del poema si occupa delle vicende di numerosissimi personaggi (Le donne, i cavalier, l'arme, gli amori / le cortesie, le audaci imprese io canto), che vengono narrate in parallelo, troncandole e riprendendole successivamente. Ogni canto presenta una sorta di introduzione nella quale l'autore inserisce le sue considerazioni di carattere morale prendendo spunto dalle vicende raccontate. 
Le molteplici vicende e il loro vario incrociarsi non possono essere facilmente descritti; a scopo orientativo è utile ricordare i tre filoni narrativi principali: la guerra del moro Agramante contro Carlo Magno, che costituisce il nucleo centrale dell'intreccio al quale sono collegati in vario modo tutti gli altri avvenimenti narrati; l'amore di Orlando per la bella Angelica, il suo vano inseguimento della donna, la sua pazzia; le vicende di Ruggiero e Bradamante, che dopo innumerevoli peripezie, si sposeranno, dando origine al casato degli Este. 
L'inizio dell'azione vede Carlo Magno che affida Angelica a Namo di Baviera per evitare la disputa tra i suoi due innamorati, Orlando e Rinaldo. Angelica approfitta dello scontro armato per fuggire: la sua fuga si concluderà alla fine del canto XXIII con le nozze con Medoro, avvenimento che provocherà la pazzia di Orlando. Nel canto II iniziano le avventure di Bradamante che si concluderanno solo alla fine del poema (canto XLVI). 
Tra le tante vicende secondarie, si possono ricordare: quelle della buona maga Melissa, la quale fa conoscere a Bradamante tutta l'illustre discendenza che da lei deriverà; la maga Alcina, che tiene prigionieri diversi cavalieri tra cui Astolfo; quelle ambientate nel castello fatato e labirintico del mago Atlante sui Pirenei; l'episodio di Cloridano e Medoro con la loro drammatica sortita notturna; il viaggio di Astolfo con l'ippogrifo attraverso l'inferno, il paradiso terrestre e poi sulla luna dove recupera il senno di Orlando. 
Il tema principale del poema è stato individuato dai critici nella ricerca (una donna, un uomo o anche semplicemente un oggetto) che i vari personaggi indirizzano verso mete che continuano a sfuggire. La ricerca principale di Bradamante abbraccia tutta l'estensione dell'opera, concludendosi con la fine di essa. L'autore mantiene sempre un sorriso distaccato nei confronti dei suoi personaggi, che si agitano in iniziative spesso legate a illusioni, inganni o follie. 

\Orlando innamorato Poema in 60 canti, in ottave, di M. M. Boiardo (1476-1494). Il punto dal quale muove tutta la vicenda del poema è la bella figlia del re del Cataio, Angelica, della quale sono innamorati tutti i cavalieri cristiani e saraceni. Ella sarà di chi vincerà lo scontro con il fratello di lei, Argalia. Angelica non è d'accordo e fugge, inseguita da Orlando e Ranaldo. Nella selva delle Ardenne interviene la magia delle fonti: a quella dell'amore beve Angelica che si innamora di Ranaldo, a quella dell'odio beve Ranaldo che inizia a odiare Angelica. Dopo varie vicende, si verifica ancora, invertita, la magia delle fonti, e Ranaldo, innamorato di Angelica, viene a contesa con Orlando. Interviene il re Carlo che promette la fanciulla al più valoroso nell'imminente battaglia con i saraceni. 
L'opera, diretta al pubblico delle corti (Signori e cavalier che ve adunati / per udir cose dilettose e nove), riprende poeticamente i temi cavallereschi introducendo elementi importanti di novità: la virtù come affermazione individuale dell'uomo e l'amore come edonismo e passione. La sua popolarità ha reso i nomi di due dei fieri cavalieri, Rodomonte e Gradasso, sinonimi spregiativi di autori di imprese incredibili. 

\Orlando paladino Dramma in tre atti di F. J. Haydn, libretto di N. Porta (Eszterh´za, 1782). 

\Orlàndo, Ruggèro (Verona 1907-Roma 1994) Giornalista italiano. Antifascista e partigiano nella Resistenza fu eletto deputato nel 1972 nelle file del PSI. Dopo aver collaborato con l'Eiar prima, passò alla RAI dove è stato uno dei più noti corrispondenti all'estero. 
agg. Relativo alla città di Orleans e ai suoi abitanti. 
sm. Abitante o nativo di Orleans. 

\Orlàndo, Vittòrio Emanuèle (Palermo 1860-Roma 1952) Politico e giurista. Deputato dal 1897 e vicino alla posizione politica di Giolitti, dopo la sconfitta di Caporetto divenne presidente del consiglio e affidò il comando militare ad A. Diaz. Partecipò alla conferenza di pace di Versailles, abbandonandola per l'insuccesso delle rivendicazioni italiane su Fiume e sulla Dalmazia, e dimettendosi subito dopo (1919). Sostenne inizialmente il fascismo e la legge elettorale maggioritaria, ma si ritirò dalla vita politica e passò all'opposizione. Nel 1931 il regime gli tolse la cattedra universitaria. Fu deputato dell'assemblea costituente (1946) e senatore dal 1948). Le principali opere, su argomenti di diritto pubblico, sono Principi di diritto costituzionale (1889) e Principi di diritto amministrativo (1890). 

\orlàre, v. tr. Fornire di orlo. 
  v. tr. 1 to hem. 2 (bordare) to edge. 

\orlàto, agg. Che ha l'orlo. 

\orlatóre, sm. (f.-trìce) 1 Operaio che esegue orli. 2 Accessorio della macchina da cucire per orlare. 

\orlatùra, sf. 1 L'orlare. 2 Orlo. 

\orleanìsmo, sm. Tendenza di coloro che auspicavano l'avvento al trono francese di un principe della casa d'Orleans. 

\orleanìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) agg. Relativo all'orleanismo. 
sm. e sf. Partigiano dei principi della famiglia d'Orleans. 

\Orléans Città (103.000 ab.) della Francia e capoluogo del dipartimento di Loiret, sulle rive della Loira. Le principali risorse economiche sono le industrie alimentari (zucchero, birra), tessili (cotone), meccaniche, chimiche, elettriche e il commercio di vini, spumanti, aceto e cereali. Fortificata dai galli, fu distrutta da Giulio Cesare nel 55 a. C. e ricostruita nel 273 da Aureliano, dal quale prese il nome. Nel 498 fu conquistata da Clodoveo e nel 612 fu annessa al regno di Borgogna. Durante la guerra dei cent'anni fu più volte assediata e fu liberata nel 1429 da Giovanna d'Arco. Nel XVI sec. fu dapprima conquistata dagli ugonotti e poi ripresa dai cattolici, per sottomettersi infine a Enrico IV nel 1594. I principali monumenti sono la cattedrale gotica ricostruita tra il XVII e il XVIII sec. e il palazzo comunale di stile rinascimentale (XVI sec.). Interessanti il museo di Belle Arti e il museo storico. 
Scuola d'OrlÚans 
La più celebre scuola di diritto romano della Francia medievale osteggiata però a Parigi per paura di una possibile dipendenza politica del regno dall'impero. 

\Orléans, Filìppo II d' (Saint-Cloud 1674-Versailles 1723) Reggente di Francia. Nipote di Luigi XIV e figlio di Filippo d'Orleans, alla morte di Luigi XIV (1715) fu nominato reggente fino alla maggiore età di Luigi XV (1723). Restituì potere alla nobiltà contro la borghesia e sostenne le riforme finanziarie di J. Law (1716-1720), con risultati tragici per l'economia della Francia. 

\Orléans, Henriette-Anne Stuart (Exeter 1644-Saint-Cloud 1670) Figlia del re d'Inghilterra Carlo I (1600-1649), nel 1661 andò sposa a Filippo d'Orléans (fratello di Luigi XIV) e godette di notevole prestigio nella corte francese. 

\Orléans, Louis-Philippe-Joseph d' (Saint-Cloud 1747-Parigi 1793) Politico francese. Cugino di Luigi XVI, si oppose alla sua politica sostenendo la necessità di convocare gli stati generali. Deputato giacobino alla convenzione (1792) con il nome di Philippe Égalité, votò per la condanna a morte di Luigi XVI ma fu arrestato e condannato alla ghigliottina dopo la diserzione del figlio, il futuro re Luigi Filippo. 

\órlo, sm. 1 Estremità di qualcosa. ~ margine. 2 Zona posta al margine di una superficie. ~ ciglio. 3 Cucitura dell'estremo lembo di una stoffa. ~ bordura. 
  sm. 1 edge. 2 (bordo) border. 3 (di bicchiere, recipiente ecc.) brim, rim. 4 (di vestito) hem. 

\òrlon, sm. invar. Resina sintetica usata soprattutto nella fabbricazione di filati. 

\orlov, sm. Cavallo da trotto dal mantello morello e grigio, originario della Russia. 

\Orlov, Grigorij Grigorevic (Novgorod 1734-Mosca 1783) Politico russo. Nel 1782 organizzò il colpo di stato che portò al regno di Caterina II di cui fu il favorito. 

\Orly Città della Francia (22.000 ab.) nel dipartimento della Marna a nord-est dell'omonimo aeroporto (ora adibito a uso prettamente commerciale) che serviva Parigi prima del Charles de Gaulle. 

\órma, sf. 1 Traccia di piede o zampa lasciata sul terreno. ~ impronta. seguire le orme di una persona, seguirne l'esempio. 2 Tracce, segni. ~ pesta. le orme dell'antica civiltÓ egiziana sono ancora evidenti in tutto l'Egitto
  sf. 1 footprint. 2 (di animale) track. 3 (traccia) trace. 
  deriv. da ormare

\ormài, avv. 1 Già, adesso. ormai Ŕ tardi per recuperare. 2 A questo punto. ormai poteva lasciarlo andare, era tutto terminato. 3 Con significato futuro, momento imminente. non puoi lasciare adesso: ormai ce l'hai quasi fatta
  avv. 1 by this time, by now. 2 (passato) by then. 
  da ora-+ mai

\ormàre, v. tr. Seguire un animale dalle orme che ha lasciato sul terrreno. ~ inseguire. 

\Orme, Philibert de l' (Lione ca. 1510-Parigi 1570) Architetto francese. Tra le opere il castello di Anet (1545-1555) e il progetto per la tomba di Francesco I a Saint-Denis (1547). 

\Ormèa Comune in provincia di Cuneo (2.284 ab., CAP 12078, TEL. 0174). 

\Ormèa, Càrlo Francésco Vincènzo Ferréro di Ràsio (Mondovì 1680-Torino 1745) Politico piemontese. Condusse le trattative per il riconoscimento di Vittorio Amedeo II come re di Sardegna da parte della Santa Sede (1726). Fu ministro degli interni di Carlo Emanuele III (1730) e promosse la partecipazione del regno di Sardegna nella guerra di successione polacca e austriaca. 

\ormeggiàre, v. tr. e rifl. v. tr. Ancorare con cavi e simili, un'imbarcazione. ~ attraccare. <> salpare. attendevano il permesso dalla capitaneria per ormeggiare nel porto
v. rifl. Fissarsi gli ormeggi. si ormeggiarono di fortuna in una piccola insenatura
  v. tr. to moor. 
  lat. mediev. hormizÓre, dal greco hormýzein, deriv. da h˛rmos luogo per l'ancoraggio. 

\ormeggiatóre, sm. Lavoratore marittimo che, nei porti, aiuta i marinai nelle manovre di ormeggio. 

\orméggio, sm. L'ormeggiarsi e il modo. 
  sm. 1 mooring. 2 (posto) pl. moorings. 

\Ormèlle Comune in provincia di Treviso (3.619 ab., CAP 31010, TEL. 0422). 

\Ormesson, Jean Lefèvre cónte d' (Parigi 1925-) Romanziere. Tra le opere Un amore per niente (1960) e La gloria dell'impero (1971). 

\Ormogonàli Ordine di Alghe Cianoficee filamentose. 

\ormogònio, sm. Parte della colonia filamentosa di un'alga cianoficea che origina un'altra colonia filamentosa. 

\ormonàle, agg. Relativo agli ormoni. 

\ormòne, sm. Sostanza sintetizzata nelle ghiandole endocrine o in particolari tessuti e liberata nel sangue in risposta a determinati stimoli. Gli ormoni sono in grado di esercitare azioni specifiche su singoli organi, detti organi bersaglio, generalmente lontani dal luogo in cui l'ormone è prodotto. L'organo bersaglio è raggiunto tramite la circolazione sanguigna e riconosciuto grazie a specifici ricettori. A carico degli ormoni è la regolazione di buona parte delle funzioni vegetative. Il fegato presiede alla regolazione della concentrazione di ormoni nel sangue, opponendosi alla produzione delle ghiandole endocrine. Il sistema endocrino preposto alla produzione di ormoni conta la tiroide, l'ipotalamo, l'ipofisi, il pancreas, le ghiandole surrenali, le ovaie, i testicoli, il timo e l'epifisi. 
  sm. hormone. 
  deriv. dal greco ormÓn eccitare. 

\ormònico, agg. (pl. m.-ci) Ormonale. 

\ormonoterapìa, sf. Utilizzo a scopo terapeutico di ormoni estrattivi o sintetici. 

\Ornàgo Comune in provincia di Milano (3.076 ab., CAP 20060, TEL. 039). 

\ornamentàle, agg. Che serve da ornamento. ~ decorativo. <> essenziale. 
  agg. decorative, ornamental. 

\ornamentazióne, sf. L'ornare. 

\ornaménto, sm. 1 Abbellimento eseguito con decorazioni. ~ guarnizione. 2 Ciò che serve per ornare. ~ fregio. 
  sm. decoration, ornament. 
  lat. ornamentum. 

\Ornamento delle nozze spirituali, L' Opera mistica di J. Ruysbroeck (1350). 

\ornàre, v. v. tr. 1 Abbellire con decorazioni. ~ addobbare. cercava di ornare il suo discorso finale, di aggiungere espressioni stilisticamente eleganti. 2 Arricchire spiritualmente. 
v. rifl. Abbellirsi, indossare abiti particolari. la contessa amava ornarsi di gioielli preziosissimi
  v. tr. to decorate, to adorn. 
  lat. ornare, allestire, abbellire. 

\ornatìsta, sm. e sf. (pl.-i) Artigiano che esegue lavori di ornamento. 

\ornatìvo, agg. Che serve a ornare. 

\ornàto, agg. e sm. agg. 1 Adorno. la sala ornata di fiori costituiva uno spettacolo mozzafiato. 2 Fornito, dotato. scriveva con un eccellente stile ornato, con stile elegante. 
sm. Motivi ornamentali e decorativi in architettura. 
  agg. ornate. 
  lat. ornatus,-us, deriv. da ornare

\ornatóre, sm. (f.-trìce) Chi adorna, decoratore. 

\ornatùra, sf. L'ornare, l'ornato. 

\Ornavàsso Comune in provincia di Verbano-Cusio-Ossola (3.302 ab., CAP 28027, TEL. 0323). 

\Orne Dipartimento (293.000 ab.) della Francia, nella Bassa Normandia, attraversato dal fiume omonimo. Capoluogo Alençon. Territorio pianeggiante a nord e collinoso (rilievi della Perche) nella parte meridionale. Il clima atlantico (mite e umido) favorisce la coltivazione di foraggi e cereali. Sviluppato anche l'allevamento (bovini ed equini) e lo sfruttamento boschivo. Il sottosuolo è ricco di ferro e quarzo. Le principali industrie del dipartimento sono quelle alimentari (caseifici) e meccaniche. L'artigianato è rinomato per la produzione manifatturiera di scialli, guanti e soprattutto pizzi. Centri principali sono: Argentan, Flers e l'Aigle. 

\orneblènda, sf. Silicato di sodio, calcio, alluminio, magnesio e ferro. Appartiene al gruppo degli anfiboli monoclini. 

\Ornìca Comune in provincia di Bergamo (261 ab., CAP 24014, TEL. 0345). 

\ornièllo, o ornèllo, sm. Nome comune del frassino da manna, specie eurasiatica caratterizzata dalla comparsa dei fiori prima di quella delle foglie. È utilizzato per estrarre la manna e per la produzione del legno. 

\ornit(o)- Primo elemento di parole composte che nella terminologia scientifica significano uccello. 
  dal greco ˇrnis-ithos

\ornitìna, sf. Acido 2,5-diamminovalerianico. Agisce come catalizzatore del processo ureogenetico che avviene nel fegato. 

\Ornitìschi Uno dei due ordini in cui sono suddivisi i dinosauri. 

\ornitofilia, sf. In botanica l'impollinazione effettuata da uccelli. 

\ornitòfilo, agg. Caratterizzato da ornitofilia. 

\ornitologìa, sf. Ramo della zoologia che studia gli Uccelli. 
  sf. ornithology. 

\ornitològico, agg. (pl. m.-ci) Che concerne l'ornitologia. 

\ornitòlogo, sm. (pl.-gi) Studioso di ornitologia. 

\ornitomanzìa, sf. Arte di predire avvenimenti basandosi sull'osservazione del volo degli uccelli. 

\Ornitòpodi Sottordine di dinosauri ornitischi bipedi e digitigradi. 

\Ornitorìnchidi Famiglia di Mammiferi monotremi cui appartiene il solo genere ornitorinco. 

\ornitorìnco, sm. Mammifero monotremo (Ornithorhynchus anatinus) diffuso in Australia e Tasmania, che raggiunge i 50 cm di lunghezza. Oviparo, dal corpo tozzo e ricoperto da una folta pelliccia bruna è dotato di becco d'anatra e di corti piedi palmati forniti di cinque dita; per queste sue particolari caratteristiche e per il modo di riprodursi ricorda gli Uccelli. Di abitudini notturne, buon nuotatore, vive vicino ai corsi d'acqua tranquilli dove conduce una vita anfibia e dove si nutre di molluschi e crostacei. 

\órno, sm. 1 Frassino selvatico. 2 Orniello. 

\òro, sm. Elemento chimico di simbolo Au, numero atomico 79, peso atomico 196,967, temperatura di fusione 1.064 °C e temperatura di ebollizione di 2.908 °C. La sua densità è di 19,3 g/cm3. Nel sistema periodico degli elementi occupa il gruppo I B, dei metalli pesanti, insieme a rame e argento. Deve il simbolo al nome latino aurum, con il quale era noto fin dall'antichità. In natura si trova allo stato libero (oro nativo) associato a quarzo o pirite, o in giacimenti secondari (sabbie aurifere) generati dal disfacimento dei giacimenti di oro nativo. È un metallo di colore giallo ed è il più malleabile di tutti i metalli noti: è lavorabile fino a spessori di 0,0001 mm. Esso è inattaccabile dall'aria e dai reattivi chimici, mentre è solubile in acqua regia (tre parti di acido cloridrico e una di acido nitrico). Buon conduttore di calore ed elettricità, è utilizzato nei collegamenti elettrici per i contatti, nei rivestimenti di pregio, nel conio di monete e in protesi dentarie, ma l'uso principale è in gioielleria e oreficeria. Data la sua relativa tenerezza è spesso usato in lega con altri metalli come rame e argento. La purezza dell'oro viene misurata in millesimi o in ventiquattresimi di carato. L'oro puro è a ventiquattro carati, mentre in oreficeria si usa spesso l'oro a 18 carati (750 millesimi), sia in lega con il rame (oro rosso), sia con argento, palladio o nichel (oro bianco). Fin dall'antichità l'oro assunse la funzione di mezzo di pagamento e di riferimento universale per la determinazione del valore delle merci. Nell'uso più comune fu a mano a mano sostituito dall'argento che ne prese il posto durante il tardo medioevo, a causa della pressoché totale scomparsa dell'oro. Fino al XVIII sec. le monete d'oro e d'argento coesistettero (bimetallismo). Nel XIX sec. furono scoperti nuovi giacimenti in California, Australia, Alaska, Transvaal, Sudafrica e Colorado e si passò quindi al sistema di riferimento aureo, in vigore fin dopo la prima guerra mondiale. Nel 1934 gli Stati Uniti d'America fissarono la parità aurea del dollaro al valore di 35 dollari l'oncia che restò valida fino al 1971, quando il dollaro fu dichiarato non più convertibile in oro. Il ruolo dell'oro come riserva è andato così via via diminuendo pur rimanendo importante per le Banche centrali. 
  sm. 1 gold. 2 (fig., occasione) golden. 
  lat. aurum. 

\oro- Primo elemento di parole composte che nella terminologia scientifica significano montagna. 
  dal greco ˇros

\Oro del mondo, L' Romanzo di S. Vassalli (1987). 

\Oro del Reno, L' Vigilia in quattro scene che fa parte della tetralogia L'anello del Nibelungo di R. Wagner, libretto proprio (Monaco, 1869). 
In fondo al Reno è custodito dalle Ondine l'oro del fiume e il suo segreto: chi saprà forgiare un anello con esso, dominerà il mondo e solo chi rinuncia all'amore potrà farlo. Alberich, uno gnomo maligno, ruba l'oro e fugge. Costruisce l'anello e con esso tiene in potere tutti i Nibelunghi, ma, mediante un'astuzia, lo gnomo viene preso prigioniero e condotto nel mondo degli dei. Alberich è costretto a cedere alla loro volontà, ma scaglia una maledizione per la quale chi non possiede l'anello lo vorrà e chi lo avrà morirà. La profezia si avvera mentre le Ondine piangono l'oro perduto. 

\Oro di Napoli, L' Racconto di G. Marotta (1947). 
Oro di Napoli, L' 
Film commedia, italiano (1954). Regia di Vittorio De Sica. Interpreti: Tot˛, Sophia Loren, Paolo Stoppa, Silvana Mangano, Vittorio De Sica, Eduardo De Filippo. 

\Orobancàcee Famiglia di piante dell'ordine delle Tubiflore, sprovviste di clorofilla, che vivono nell'emisfero settentrionale. 

\Orobànche Famiglia di piante erbacee per lo più cosmopolite senza radici e clorofilla che vivono parassitando. Appartiene all'ordine delle Orobancacee. 

\Oròbie, Àlpi Sezione delle Alpi Centrali, fra il lago di Como, la Valtellina e la Val Camonica. Vetta più elevata il Pizzo di Coca (3.052 m). Di origine calcarea sono chiamate anche Alpi Orobiche. Le valli principali sono: Val Brembana e Val Seriana. 

\Oròde Nome di sovrani. 
Orode I 
Re dei parti dal 80 al 76 ca. a. C. 
Orode II 
Re dei parti dal 57 ca. al 37 a. C. Nel 53 a. C. sconfisse il romano Crasso a Carre, ma in seguito, sconfitto da Ventidio Basso nel 39-38 a. C., abdicò in favore del figlio Fraate IV, che lo uccise. 
Orode III 
Re dei parti dal 4 al 7 ca. 

\oròfita od oròfilo, agg. e sm. Riferito a quelle piante che si sono adattate a vivere in ambiente montano. 

\orogènesi, sf. Complesso dei processi di deformazione della crosta terrestre e della formazione dei rilievi. Numerose sono state le teorie proposte per spiegare il fenomeno, alcune delle quali ormai di interesse puramente storico (teoria plutonica, della contrazione e isostatica). Le teorie si dividono in verticaliste e orizzontaliste, in funzione della maggiore importanza riconosciuta alle spinte verticali o orizzontali. La teoria che oggi raccoglie i maggiori consensi è la teoria della tettonica a zolle, interpretazione moderna della deriva dei continenti. 

\orogenètico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'orogenesi. 

\orografìa, sf. Descrizione fisica dei rilievi terrestri e la relativa rappresentazione cartografica. 

\orogràfico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'orografia. 

\oroidrografìa, sf. Descrizione fisica delle montagne e dei corsi d'acqua di una regione. 

\orologerìa, sf. 1 Arte del fabbricare e riparare orologi. 2 Negozio dove si vendono orologi. 3 Meccanismo simile a quello dell'orologio. 
  sf. watchmaker's shop, clockmaker's shop. 

\orologiàio, sm. Chi vende o ripara orologi. 
  sm. watchmaker, clockmaker. 

\Orològio Costellazione, scoperta da L. N. Lacaille nel 1752, con la parte settentrionale visibile nelle notti invernali dalle latitudini italiane; si trova a sud dell'Eridano, nell'emisfero celeste australe. 

\orològio, sm. Strumento usato per misurare lo scorrere del tempo. I primi orologi erano basati sulla posizione dell'ombra proiettata da un indicatore (meridiana) oppure dal fluire di acqua o sabbia in contenitori appositi (clessidra). Nel XIV sec. comparvero i primi orologi meccanici e nel XVI sec. i primi orologi portatili. Le parti fondamentali dell'orologio meccanico sono il motore, un organo oscillante con periodo costante (oscillatore), un organo in grado di trasformare il moto oscillante in moto rotatorio intermittente (scappamento), una serie di rotismi per la trasmissione del moto e un complesso di indicatori (lancette). La precisione dell'orologio è determinata sostanzialmente dalla costanza del periodo di oscillazione dell'oscillatore e sono stati quindi sviluppati orologi che utilizzano oscillatori sempre più precisi (diapason, orologi al quarzo) fino ad arrivare all'orologio atomico, basato sulla frequenza di risonanza di un atomo, usato anche per la definizione dell'unità di tempo (vedi Atomic_clock).
  sm. 1 clock. 2 (da polso) watch. 
  lat. horologium, dal greco horol˛gion. 
Orologio della morte 
Insetto (Trogium pulsatorium) della famiglia dei Trogidi e dell'ordine degli Psocotteri. Di piccolissime dimensioni, è di colore arancione a macchie rosse. Vive nelle abitazioni. 

\Oronte Fiume (380 km) del Vicino Oriente. Si forma dall'unione di alcuni corsi d'acqua che scendono dalle catene del Libano e dell'Antilibano e sfocia nel mar Mediterraneo. 

\Oròpa Centro del Piemonte (1.180 m) nel comune di Biella, nella valle percorsa dal torrente omonimo. Celebre per il famoso santuario dominato da una statua lignea ivi portata nel IV sec. da Gerusalemme da sant'Eusebio. 

\oròscopo, sm. Secondo l'astrologia è l'esame di una circostanza considerata in relazione alla sua posizione rispetto agli astri in un determinato momento cosmico. L'oroscopo, per mezzo dell'astrologia natale, tende a determinare lo sviluppo e l'avvenire di un individuo, partendo dalla collocazione degli astri al momento della sua nascita. Esiste anche l'astrologia oraria, fondata sulla formazione del tema astrale e tendente a prevedere l'andamento o l'esito di una qualsiasi impresa in un determinato momento. L'oroscopo di nascita fornisce il quadro generale di tutte le disposizioni e le influenze cui è soggetto l'individuo. L'oroscopo basato sull'astrologia oraria indica solo possibilità generiche mentre, considerato insieme al primo, fornisce un giudizio sulla congiuntura astrale dell'individuo interessato. Queste due tecniche possono essere più o meno complesse e possono portare a differenti previsioni col variare dei sistemi di valutazione astrologica della situazione cosmica considerata. 
  sm. horoscope. 
  lat. horoscopus, dal greco horosk˛pos. 

\Orosèi Comune in provincia di Nuoro (5.264 ab., CAP 08028, TEL. 0784). 
Orosei, golfo di 
Insenatura del mar Tirreno, nella costa orientale della Sardegna. 

\Oròsio, Pàolo (IV-V sec.) Storico latino. Tra le opere Historiae adversus paganos (inizio V sec.). 

\Orotèlli Comune in provincia di Nuoro (2.484 ab., CAP 08020, TEL. 0784). 

\Orozco, José Clemente (Zapotl´n 1883-Città del Messico 1949) Pittore messicano. Tra le opere gli affreschi del Palacio de Bellas Artes di Città del Messico (1934) e del Museum of Modern Art di New York (1940). 

\orpellàre, v. tr. 1 Coprire con orpello. 2 Mascherare la realtà con falso splendore. 

\orpèllo, sm. 1 Lamina di rame o di ottone di colore giallo, simile all'oro. 2 Apparenza ingannevole. ~ fronzolo, frappola, ornamento. 

\Orpheus Balletto in tre quadri di I. Stravinskij (New York, 1948). 

\orpiménto, sm. Sostanza chimica di colore giallo oro. 

\orrèndo, agg. Che fa orrore. ~ orribile, mostruoso. <> bellissimo. 
  agg. 1 dreadful. 2 (orribile) horrible. 
  lat. horrendus, gerundivo di horrere. 

\orrettìzio, agg. In diritto canonico, viziato da orrezione. ~ obrettizio. 

\Òrria Comune in provincia di Salerno (1.443 ab., CAP 84060, TEL. 0974). 

\orrìbile, agg. 1 Che provoca orrore. ~ orrendo, pessimo. <> meraviglioso. 
  agg. horrible, awful. 

\Orribile verità, L' Film commedia, americano (1937). Regia di Leo McCarey. Interpreti: Cary Grant, Irene Dunne, Alexander D'Arcy. Titolo originale: The Awful Truth 

\orrìbilménte, avv. In modo orribile. 

\orridézza, sf. L'essere orrido. 

\òrrido, agg. e sm. agg. Orribile, che provoca orrore. 
sm. Luogo pauroso. ~ precipizio. 
  agg. horrid, fearful. 
  lat. horridus, deriv. da horrere essere orrido. 

\orripilànte, agg. 1 Che provoca raccapriccio, orrore. ~ orrendo. 2 Che fa venire la pelle d'oca. 
  agg. horrifying, hair-raising. 

\orripilazióne, sf. Reazione a una emozione, per cui i peli tendono a drizzarsi. 
  lat. tardo horripilatio,-onis, deriv. da horripilare. 

\Orròli Crive della Loira. Le principali 84 ab., CAP 08030, TEL. 0782). 

\orróre, sm. 1 Spavento, raccapriccio. ~ terrore. 2 Cosa o fatto che provoca orrore. ~ oscenità, mostruosità. <> bellezza. 3 Ripugnanza. 
  sm. horror. 
  lat. horror,-oris, deriv. da horrere. 

\Órsa Monte lombardo di 933 m nei cui pressi si trovano fortificazioni della prima guerra mondiale. 

\órsa, sf. 1 La femmina dell'orso. 2 Nome di due costellazioni: Orsa Maggiore e Orsa Minore. 
  sf. 1 she-bear. 2 (Orsa Maggiore) Great Bear. 3 (Orsa Minore) Little Bear. 

\Órsa Maggióre Costellazione formata da stelle che le attribuiscono la caratteristica forma di Grande Carro; si trova nell'emisfero celeste boreale, visibile dall'Italia in tutte le notti dell'anno. 

\Órsa Minóre Costellazione formata da stelle molto splendenti, sette delle quali le conferiscono la tradizionale forma di Piccolo Carro; la stella a è la stella polare e si trova nell'emisfero celeste boreale. Insieme all'Orsa Maggiore, risulta essere osservabile dalle nostri latitudini in tutte le notti dell'anno. 

\orsacchiòtto, sm. 1 Orso giovane. 2 Piccolo orso di stoffa o di peluche, usato dai bambini come giocattolo. 
  sm. teddy bear. 

\orsàggine, sf. 1 L'essere orso. 2 Di persona poco socievole. 

\Orsàgo Comune in provincia di Treviso (3.556 ab., CAP 31010, TEL. 0438). 

\Orsàra Bòrmida Comune in provincia di Alessandria (418 ab., CAP 15010, TEL. 0144). 

\Orsàra di Pùglia Comune in provincia di Foggia (3.530 ab., CAP 71027, TEL. 0881). 

\orsàtto, sm. Il piccolo dell'orsa. 

\Orsenìgo Comune in provincia di Como (2.127 ab., CAP 22030, TEL. 031). 

\Orsèolo, Ottóne (?-1032) Doge di Venezia dal 1009 al 1026. Morì in esilio. 

\Orsèolo, Piètro I (928?-978) Santo e doge veneziano. 

\Orsèolo, Piètro II (?-1009?) Doge veneziano dal 991, nel 1000 sottomise la Dalmazia divenendone duca. 

\orsétto, sm. 1 Tessuto fabbricato in velluto doppio con due orditi di fondo di cotone utilizzato per cappotti femminili e per fodere di giacconi. 2 Particolare tipo di pelliccia di gatto. 

\Órsi Arcipelago della Russia, nel mare della Siberia Orientale. 

\Orsìni, Clarìce Moglie nel 1468 di Lorenzo il Magnifico. 

\Orsìni, Felìce (Meldola 1819-Parigi 1858) Patriota. Affiliato alla Giovine Italia fu arrestato nel 1844 e condannato all'ergastolo. Nel 1846 fu amnistiato da papa Pio IX e fu membro della costituente romana nel 1849. Fuggito a Nizza, collaborò con G. Mazzini e nel 1858 a Parigi attentò alla vita di Napoleone III, che restò tuttavia illeso nonostante le tre bombe avessero causato otto vittime e più di cento feriti. Arrestato, fu condannato a morte. 

\Orsìni, Niccolò (1442-Lonigo 1510) Militare veneziano. Fu capitano generale contro la lega di Cambrai. 

\Orsìni, Umbèrto (Novara 1934-) Attore italiano. Al cinema ha interpretato La caduta degli dei (1969) di L. Visconti, mentre in teatro ha recitato in Tanto tempo fa (1973), Besucher (1989) L'uomo difficile (1990) e Il gioco delle parti (1996). 

\Orsk Città (276.000 ab.) della Russia, nella provincia di Orenburg, sul fiume Ural. 

\órso, sm. 1 Mammifero carnivoro. 2 Persona sgraziata o scontrosa. ~ misantropo, asociale. 
  sm. 1 bear. 2 (polare) polar bear. 3 (grigio) grizzly. 
Mammifero appartenente alla famiglia degli Ursidi. Carnivoro plantigrado ha taglia grande e folta pelliccia. L'orso bruno (Ursus arctos) può raggiungere i 2 m di altezza e vive in montagna, generalmente lontano dall'uomo. Attualmente è presente su Carpazi, Balcani, Pirenei e sull'Appennino Abruzzese in Italia. L'orso grigio (Ursus arctos horribilis) è alto fino a 2,5 m e vive nelle foreste delle Montagne Rocciose. L'orso polare (Thalarctos maritimus) è alto fino a 3 m e vive nell'Artide, dove caccia foche e altri animali. L'orso labiato (Melursus ursinus) vive nelle foreste indiane. L'orso malese (Helarctos malayanus) è forse il più piccolo e agile e vive in Indocina e Indonesia, mentre l'orso dal collare (Selenarctus tibetanus) vive in Asia centrale. Importanti i resti dell'orso delle caverne (Ursus spaeleus), vissuto nel Pleistocene, trovati in numerose caverne soprattutto dei Pirenei. 

\Orsógna Comune in provincia di Chieti (4.111 ab., CAP 66036, TEL. 0871). 

\Órsola (sec. IV) Santa, vergine e martire cristiana. Figlia del re di Bretagna, secondo leggenda, rientrando da un pellegrinaggio a Roma insieme a 11.000 vergini, venne martirizzata con molte compagne a Colonia dagli unni perché si era rifiutata di diventare la moglie di un loro capo. 

\orsolìna, sf. Appartenente a una congregazione religiosa che si rifà alla regola della Compagnia delle dimesse di Sant'Orsola, fondata da Angela Merici nel 1535 a Brescia e riconosciuta nel 1544. Inizialmente le orsoline continuavano la vita laica, ma la regola della compagnia fu riformulata da Carlo Borromeo che aprì i primi quattro conventi a Milano (1584). In particolare le orsoline si dedicano all'educazione delle fanciulle. 

\Orsomàrso Comune in provincia di Cosenza (1.780 ab., CAP 87020, TEL. 0985). 

\orsù, inter. Esclamazione di esortazione, di incoraggiamento. 

\Òrta Lago (18 km2) prealpino del Piemonte, compreso tra la Valsesia e il gruppo del Mottarone in provincia di Novara e di Verbano-Cusio-Ossola. Comunica con il lago Maggiore tramite il fiume Nigoglia e il fiume Strona. La sua profondità massima di 143 m è raggiunta presso l'isola di San Giulio. 

\Òrta di Atèlla Comune in provincia di Caserta (11.535 ab., CAP 81030, TEL. 081). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi e frutta) e industriale (calzaturifici e prodotti alimentari) posto nella pianura attraversata dal fiume Volturno. Vi si trova il convento di San Francesco, del XVI sec. Gli abitanti sono detti Ortesi

\Òrta Nòva Comune in provincia di Foggia (16.942 ab., CAP 71045, TEL. 0885). Centro agricolo (coltivazione di viti, ortaggi e cereali) e industriale (prodotti alimentari). Fondata nel XVII sec. da una confraternita di gesuiti. Gli abitanti sono detti Ortesi

\Òrta San Giùlio Comune in provincia di Novara (1.009 ab., CAP 28016, TEL. 0322). 

\Ortacèsus Comune in provincia di Cagliari (921 ab., CAP 09040, TEL. 070). 

\ortàggio, sm. Prodotto dell'orto. 
  sm. vegetable. 

\ortàglia, sf. 1 Ortaggio. 2 Terreno coltivato a orti. 

\Òrte Comune in provincia di Viterbo (7.820 ab., CAP 01028, TEL. 0761). 

\Ortega y Gasset, José (Madrid 1883-1955) Filosofo e scrittore spagnolo. Docente di metafisica a Madrid, dal 1936 al 1945 visse all'estero. Influenzato da F. Nietzsche sviluppò una propria filosofia basata sulla spinta vitale dell'individuo, contrapposta alla civiltà di massa vista come elemento di degenerazione, dalla quale soltanto una minoranza culturale e aristocratica può salvare l'uomo. Le opere principali sono Meditazioni sul Chisciotte (1914), Spagna invertebrata (1921), La disumanizzazione dell'arte (1925), La ribellione delle masse (1930). 

\Ortega, Saavedra Daniel (La Libertad 1945-) Politico nicaraguense. Fu presidente dello stato dal 1984 al 1990. 

\Ortèlle Comune in provincia di Lecce (2.520 ab., CAP 73030, TEL. 0836). 

\ortènsia, sf. Angiosperma (Hydrangea) della famiglia delle Sassifragacee e dell'ordine delle Rosali. Arbusto con fiori di colore bianco o roseo. Originaria dell'Asia e dell'America. È utilizzata a scopo ornamentale. 
  sf. hydrangea. 

\Ortènsia di Beauharnais (Parigi 1783-Arenenberg 1837) Figlia di Alexandre de Beauharnais e Joséphine de La Pagerie, fu regina d'Olanda dal 1806 al 1810 e sostenne una politica filofrancese. Nel 1803 sposò Luigi, fratello di Napoleone, divenendo poi figlia adottiva di quest'ultimo con il secondo matrimonio della madre. 

\Òrtes, Gianmarìa (Venezia 1713-1790) Economista e filosofo. Entrato nel 1727 nell'ordine dei camaldolesi si dedicò a studi filosofici, economici e letterari, fondati su un rigoroso razionalismo. Sostenitore del libero scambio, il suo pensiero anticipò quello di R. T. Malthus. Le opere principali sono L'economia nazionale (1771) e Riflessioni sulla popolazione (1790). 

\Ortése, Ànna Marìa (Roma 1914-Rapallo 1998) Scrittrice. Da opere realistiche come Il mare non bagna Napoli (1953) e Silenzio a Milano (1958) si passa a opere sospese fra realtà e fantasia, come L'iguana (1965) e La luna sul muro (1968), per arrivare al surreale della sua opera migliore, Il porto di Toledo (1975). Opere successive furono Il cappello piumato (1979), Il treno russo (1983), In sonno e in veglia (1988), Il Cardillo innamorato (1993), Alonso e i visionari (1996). 

\Ortèsta, Còsimo (Taranto 1939-) Poeta italiano. Ha tradotto Char, Mallarmé e Rimbaud ed ha pubblicato le raccolte La nera costanza (1985) e Nel progetto di un freddo perenne (1996). 

\Ortezzàno Comune in provincia di Ascoli Piceno (819 ab., CAP 63020, TEL. 0734). 

\òrthicon od orthinoscòpio, sm. Tubo da ripresa televisiva. 

\orthotomus, sm. invar. Genere di Uccelli Passeriformi di piccole dimensioni che vivono nell'Asia sudorientale. Appartiene alla famiglia dei Silviidi. 

\ortìca, sf. Pianta appartenente alle specie del genere Urtica, della famiglia delle Orticacee, caratterizzate dalle foglie lanceolate e urticanti. L'Urtica dioica cresce in zone incolte nelle regioni a clima temperato e L'Urtica urens è particolarmente urticante. Le ortiche sono utilizzate in profumeria e come piante medicinali per le proprietà diuretiche e antinfiammatorie intestinali. 
  sf. nettle. 

\orticàio, sm. Terreno pieno di ortiche. 

\orticària, sf. Eruzione cutanea, solitamente acuta, caratterizzata da una comparsa improvvisa di manifestazioni cutanee a forma di ponfi pruriginosi, a volte arrossati, più o meno diffusi e di grandezza variabile. Questa forma patologica ha un'insorgenza improvvisa, tende a durare alcune ore e si manifesta preferibilmente nei soggetti giovani. Talvolta le eruzioni cutanee possono assumere un aspetto emorragico. Le cause che possono scatenare l'insorgenza di una crisi di orticaria sono di diversa origine: alimentari (uova, cioccolato, frutti di mare ecc.), farmaci, alcuni stati infettivi, stress emozionali. A volte l'orticaria acuta si può anche associare ad altre manifestazioni come rinite, asma, diarrea, vomito, edema della glottide. Quest'ultimo consiste in una condizione grave, caratterizzata da rigonfiamento per causa allergica delle mucose che rivestono le vie aeree a livello della glottide nella laringe. Tale rigonfiamento può determinare l'impossibilità di respirare spontaneamente. Se possibile sarebbe opportuno cercare di individuare l'allergene responsabile della manifestazione patologica ed eliminarlo oppure allontanarlo dal soggetto. Controllare le condizioni generali del soggetto, fornendo assistenza psicologica e richiedere un parere medico per l'eventuale somministrazione di farmaci specifici. 
  sf. nettle rash. 

\ortìcolo, agg. Relativo agli orti. 

\orticoltóre, sm. Chi si occupa di orticoltura con conoscenza superiore a quella di un comune ortolano. 

\orticoltùra, sf. Arte di coltivare gli orti e i giardini. 

\òrticon, sm. => "orthicon" 

\Ortigàra Monte veneto (2105 m) nell'altopiano dei Sette comuni tra le province di Vicenza e Trento. 
Battaglia dell'Ortigara 
Battaglia della prima guerra mondiale combattuta nell'altopiano di Asiago in cui le forze italiane attaccarono le posizioni austriache il 10 giugno 1917. 

\Ortìgia Isolotto su cui sorge la parte più antica della città di Siracusa. A sud-ovest nell'isola sgorga la famosa fonte di Aretusa. 

\Ortignàno Raggiòlo Comune in provincia di Arezzo (804 ab., CAP 52010, TEL. 0575). 

\Ortisèi (in ted. Sankt Ulrich Gröden) Comune in provincia di Bolzano (4.222 ab., CAP 39046, TEL. 0471). 

\ortìvo, agg. Relativo a terreno coltivato a orto. 

\Ortíz, Adalberto (Esmeraldas 1914-? 2003) Poeta e romanziere ecuadoriano. Tra le opere poetiche Tierra, Son y Tambor (Terra, suono e tamburo, 1947), El animal herido (L'animale ferito, 1959). È anche autore del romanzo Juyungo (1947). 

\Òrtles Gruppo montuoso delle Alpi Retiche, compreso tra l'alta Valtellina in Lombardia e le valli di Sole, d'Ultimo e Venosta in Trentino-Alto Adige. La vetta più elevata è l'Ortles (3.899 m), seguito dal Gran Zebù (3.859 m). Conta più di sessanta ghiacciai, il più esteso dei quali è il Forno (22 km2) ed è inserito nel Parco nazionale dello Stelvio. Centro di escursione, fu scalato per la prima volta, nel 1804, da J. Pichler, J. Leitner, J. Klausner. 

\òrto, sm. 1 Pezzo di terra in cui vengono coltivati ortaggi e piante da frutto. orto botanico, giardino con grande varietà di piante, predisposte per un studio scientifico da parte dei naturalisti. I primi orti botanici furono quelli delle isole Borromee (1513), di Padova e Firenze (1545), di Pavia (1558) e di Bologna (1568). 2 Il sorgere del Sole. 
  sm. kitchen garden. 
  lat. hortus

\orto- 1 Primo elemento di parole composte che nella terminologia scientifica significano esatto, diritto. 2 Prefisso chimico che indica i derivati della serie benzenica sostituiti su due atomi di carbonio adiacenti o 1,2-. 
  dal greco orthˇs

\ortocefalìa, sf. Conformazione del cranio quando è proporzionato normalmente. 

\ortocèntro, sm. Il punto comune alle altezze di un triangolo. 

\ortoclàsio, sm. Minerale formato di allumosilicato di potassio. Appartiene al gruppo dei feldspati alcalini e cristallizza nel sistema monoclino. Tipico è il geminato di compenetrazione dei cristalli che si trovano a Baveno, Montorfano ecc. Il sanidino è la varietà trasparente e incolore, mentre l'adularia è una modificazione polimorfa, varietà alpina limpida. 

\ortocromàtico, agg. (pl. m.-ci) 1 Di materiale fotografico in bianco e nero provvisto però di ortocromatismo. 2 Che ha colore o si colora normalmente. 

\ortodòssa, chiésa Chiesa cristiana di rito greco bizantino. Con lo scisma del 1054 le chiese ortodosse si staccarono da Roma. Sono caratterizzate dall'accettazione dei primi sette concili ecumenici, dal rifiuto dell'infallibilità del papa, dall'importanza data al culto e all'esperienza spirituale e dal riferimento alla prassi ecclesiale del I millennio. Ognuna delle chiese ortodosse è indipendente dalle altre (autocefalia) dal punto di vista amministrativo. Attualmente sono riconosciute quindici chiese suddivise nei patriarcati di Alessandria, Antiochia, Belgrado, Bucarest, Bulgaria, Costantinopoli, Georgia, Gerusalemme e Mosca, negli arcivescovadi maggiori di Cipro, Finlandia e Grecia e le metropolie di Albania, Cecoslovacchia e Polonia. Il totale dei seguaci supera i 130 milioni di persone. L'autorità centrale è rappresentata dal concilio ecumenico, l'unica istituzione a poter legiferare per tutte le chiese riconosciute. 

\ortodossìa, sf. 1 Conformità alle dottrine ufficiali in materia religiosa. 2 L'essere ortodosso. 3 La religione degli ortodossi. 4 Accettazione integrale di una teoria e di una prassi. non voleva rischiare di sostenere comportamenti non ortodossi all'ideologia del partito. 5 La chiesa greco-scismatica. 
  lat. tardo orthodoxia, dal greco orthodoxýa, comp. da ortho-, da orth˛s retto, + deriv. da d˛xa opinione. 

\ortodòsso, agg. e sm. agg. Che crede o accetta le dottrine ufficiali della religione o di una teoria politica. ~ dogmatico. <> dissidente. il suo pensiero non ortodosso lo rendeva inviso in quei luoghi
sm. Cristiano greco-scismatico. ~ protestante. 
  agg. e sm. orthodox. 
  lat. tardo orthodoxus, dal greco orth˛doxos, comp. da orth˛s retto, + deriv. da d˛xa opinione. 

\ortodromìa, sf. La distanza minore tra due punti della superficie terrestre. 

\ortodròmico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'ortodromia. 

\ortoepìa, sf. Studio della corretta pronuncia di una lingua. 

\ortoèpico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'ortoepia. 

\ortofonìa, sf. La corretta pronuncia di una lingua. 

\ortofònico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'ortofonia. 

\ortofonìsta, sm. e sf. Specialista dell'ortofonia. 

\Ortofragmìnidi Famiglia di Foraminiferi di grandi dimensioni con guscio a disco o a stella. Appartiene al gruppo degli orbitoidi. 

\ortofrenìa, sf. Lo studio e la cura degli individui affetti da ritardo mentale. 

\ortofrènico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'ortofrenia. 

\ortofruttìcolo, agg. Relativo all'orticoltura e alla frutticoltura. 

\ortofrutticoltóre, sm. Chi coltiva ortaggi e piante da frutto. 

\ortofrutticoltùra, sf. La coltivazione degli ortaggi e delle piante da frutto. 

\ortogènesi, sf. In biologia, regolarità di sviluppo o di regressione di un dato organo. 

\ortogenètico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'ortogenesi. 

\Ortognàti Gruppo di Aracnidi Araneidi con cheliceri orientati secondo l'asse del corpo. 

\ortognatìsmo, sm. Disposizione della faccia per cui la linea che unisce il mento con la base della fronte risulta particolarmente rettilinea. 

\ortogonàle, agg. Relativo a elementi geometrici che, incontrandosi, formano un angolo retto. 

\ortogonalità, sf. L'essere ortogonale. 

\ortogonalménte, avv. In posizione ortogonale. 

\ortografìa, sf. Il modo corretto di scrivere le parole. 
  sf. spelling. 

\ortograficaménte, avv. Secondo le norme dell'ortografia. 

\ortogràfico, agg. (pl. m.-ci) Che si riferisce all'ortografia. 

\ortolàno, sm. 1 Chi lavora e custodisce un orto. 2 Venditore di ortaggi. 
  sm. greengrocer. 
Uccello (Emberiza hortulana) appartenente alla famiglia dei Passeriformi con canto armonioso, di passo estivo in Italia. 

\ortomercàto, sm. Mercato ortofrutticolo all'ingrosso. 

\ortomètrico, agg. (pl. m.-ci) Relativa alla distanza di un punto dalla superficie del geoide presa lungo al verticale al geoide. 

\Ortóna Comune in provincia di Chieti (22.601 ab., CAP 66026, TEL. 085). Centro industriale (concerie, prodotti alimentari, del legno, meccanici e tessili) sul mar Adriatico. Grazie al suo antico porto, già sotto il dominio degli svevi conobbe un notevole sviluppo. Vi si trova la cattedrale del XIV sec., il palazzo Farnese del XVI sec. e il castello aragonese del XV sec. Gli abitanti sono detti Ortonesi

\Ortóna déi Màrsi Comune in provincia di L'Aquila (988 ab., CAP 67050, TEL. 0863). 

\Ortonèttidi Classe di Mesozoi che include forme parassite di Anellidi Policheti, Nemertini, Molluschi ed Echinodermi. 

\Ortonòvo Comune in provincia di La Spezia (8.135 ab., CAP 19034, TEL. 0187). 

\ortopancromàtico, agg. (pl. m.-ci) Riferito a materiale fotografico avente la proprietà dell'ortopancromatismo. 

\ortopancromatìsmo, sm. Proprietà di un materiale fotografico di essere sensibile a tutti i colori dello spettro visibile. 

\ortopedagogìa, sf. L'insieme delle tecniche tese a migliorare le facoltà mentali di soggetti ritardati. 

\ortopedìa, sf. 1 Ramo della medicina che si occupa delle alterazioni degli organi motori. 2 Arte di costruire apparecchi per correggere difetti degli arti. 
  sf. orthopaedics. 

\ortopèdico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Relativo all'ortopedia. 
sm. 1 Medico specialista in ortopedia. 2 Chi fabbrica e vende apparecchi ortopedici. 
  agg. orthopaedic. sm. orthopaedist, orthopaedic specialist. 

\ortopnèa, sf. Forma di grave dispnea che obbliga il paziente a restare in piedi o seduto per poter respirare. 

\ortoradiogràmma, sm. Tracciato radiologico ottenuto tramite un'ortoradiografia. 

\ortoscòpico, agg. (pl. m.-ci) Riferito all'ortoscopia o all'ortoscopio. 
Sistema ottico ortoscopico 
Sistema ottico centrato che soddisfa la condizione di ortoscopia rispetto a una coppia di punti coniugati. 

\ortostàtico, agg. (pl. m.-ci) Riferito alla stazione eretta del corpo. 

\ortotòno, sm. Contrazione tonica dei muscoli scheletrici estensori e flessori che provoca un irrigidimento del corpo. Si manifesta talvolta in presenza del tetano. 

\ortòtropo, agg. Riferito all'ovulo delle fanerogame quando il micropilo si trova sulla stessa retta che unisce la placenta e la calaza. 

\Ortotteri Ordine degli Insetti comprendente esemplari caratterizzati da ali anteriori coriacee, apparato boccale masticatore e zampe posteriori adatte al salto. Sono esempi il grillotalpa, i grilli, le cavallette e le locuste. 

\Ortotteroidèi Superordine di Insetti che racchiude in se gli ordini degli embioidei ortotteri, dei dermattidi, dei fasmoidei e dei grilloblattoidei. 
agg. Relativo a Orvieto e ai suoi abitanti. 
sm. 1 Abitante o nativo di Orvieto. 2 Elettuario proposto da Ferrante di Orvieto in voga a Parigi nella metà del XVII sec. 

\ortòttica, sf. Disciplina medica che si occupa della correzione di difetti funzionali della vista, come lo strabismo. 

\ortòttico, agg. Relativo all'ortottica. 

\ortottìsta, sm. e sf. Specialista di ortottica. 

\Ortovèro Comune in provincia di Savona (934 ab., CAP 17037, TEL. 0182). 

\Ortùcchio Comune in provincia di L'Aquila (1.931 ab., CAP 67050, TEL. 0863). 

\Ortuèri Comune in provincia di Nuoro (1.597 ab., CAP 08036, TEL. 0784). 

\Orùne Comune in provincia di Nuoro (3.279 ab., CAP 08020, TEL. 0784). 

\Oruro Città (183.000 ab.) della Bolivia, capoluogo del dipartimento omonimo. 

\Orvièto Comune (22.000 ab., CAP 05018, TEL. 0763) in provincia di Terni. Le principali risorse economiche sono le industrie enologiche, meccaniche, alimentari, chimiche, del tabacco e delle ceramiche, oltre all'artigianato della ceramica. Fu fondata probabilmente dagli etruschi (VII sec. a. C.) e divenne poi romana. Nell'XI sec. entrò a far parte dei domini di Matilde di Canossa e infine nel 1354 fu annessa ai domini della chiesa. Importanti i monumenti civili e religiosi. Il principale è il famoso duomo, iniziato nel 1290 in stile romanico e continuato poi in stile gotico. All'interno sono contenuti affreschi di Luca Signorelli. Altri monumenti sono le chiese di Sant'Andrea e San Giovenale (XI sec.), il palazzo del Popolo (XIII sec.) il palazzo papale (XIII sec.) e il pozzo di San Patrizio (XVI sec.) profondo 62 m. 

\Orvìnio Comune in provincia di Rieti (456 ab., CAP 02035, TEL. 0765). 

\Orwell, George (Motihari 1903-Londra 1950) Pseudonimo di Eric Arthur Blair. Scrittore e saggista inglese. Partecipò alla guerra civile spagnola e trattò nei suoi romanzi la contrapposizione tra l'individuo libero e le forze politiche ed economiche totalitarie. Le opere principali sono Miseria a Parigi e a Londra (1933), La figlia del reverendo (1935), FiorirÓ l'aspidistra (1936), La strada del molo Wigan (1937), La fattoria degli animali (1945) e il romanzo di fantapolitica 1984 (1949). 

\oryctes, sm. invar. Genere di Insetti Coleotteri appartenenti alla famiglia degli Scarabeidi caratterizzati da una protuberanza sul capo. Sono chiamati anche scarabei rinoceronti. 

\òrza, sf. 1 Corda che serve a girare il fianco della nave dal lato di sopravvento. 2 Lato sopravvento di un'imbarcazione. 

\orzaiòlo, sm. Piccolo foruncolo che si forma sul bordo libero della palpebra. 
  lat. hordeolum granello d'orzo. 

\orzàre, v. intr. Dirigere la prora di una nave nella direzione da cui spira il vento. 

\orzàta, sf. 1 Bibita ottenuta con farina d'orzo, mandorle tritate e acqua zuccherata. 2 L'orzare di una nave. 
  sf. barley water. 

\Orzinuòvi Comune in provincia di Brescia (10.389 ab., CAP 25034, TEL. 030). Centro agricolo (coltivazione di foraggi e cereali), dell'allevamento bovino e industriale (prodotti dell'abbigliamento, alimentari e meccanici). Vi si trovano resti della rocca risalente al XV sec. Gli abitanti sono detti Orceani

\Orzivècchi Comune in provincia di Brescia (2.134 ab., CAP 25030, TEL. 030). 

\òrzo, sm. Pianta erbacea annua appartenente alla famiglia delle Graminacee, nel gruppo dei cereali. È diffusa in tutto il globo, ha foglie in guaina, fusto cavo e fiori in spighe; viene coltivata in diverse varietà per i frutti usati per scopo alimentare (farine, tostati per surrogati del caffè, malto per birra, brillati per minestre). Viene anche coltivata come foraggio. 
  sm. barley. 
  lat. hordeum. 

\Os Simbolo chimico dell'osmio. 
OS 
In informatica è la sigla di Operating System (sistema operativo). 

\Os Città (238.000 ab.) del Kirghizistan, capoluogo della provincia omonima. 

\OS/2 In informatica è la sigla di Operating System 2, il sistema operativo sviluppato per i computer IBM PS/2. 

\OSA Sigla di Organizzazione degli Stati Americani. 

\Osaka Città (2.636.000 ab.) del Giappone, nell'isola di Honshu, e capoluogo della prefettura omonima. Forma un unico agglomerato con la città di Kobe. Importante centro commerciale, industriale, nodo ferroviario, fluviale e stradale. La città è circondata da molti quartieri industriali attraversati da oltre 1.400 canali fluviali. L'industria, mancando le materie prime, si è sviluppata grazie all'abbondanza di manodopera e ai capitali presenti nel paese. Le principali risorse economiche sono le industrie cantieristiche, siderurgiche, metallurgiche (alluminio), meccaniche (automobili, biciclette), tessili (cotone, seta, lana), chimiche, del vetro per ottica; l'esportazione e l'importazione dei prodotti agricoli passano tutti dall'importante porto di Kobe. La città ospita numerosi templi storici tra cui il tempio buddhista Shitenno-ji (il più antico del Giappone), il tempio Ishiyama-Hongan e il castello di Hydeyoshi. Venne più volte saccheggiata durante il periodo dello Shogunato e poi ancora durante l'epoca della restaurazione imperiale (1868). Fu violentemente bombardata dagli americani durante la seconda guerra mondiale (1945). 

\Osam Fiume (314 km) della Bulgaria. Si forma presso Trojan e confluisce nel Danubio. 

\osànna, inter. e sm. invar. 1 Salve, evviva. 2 Grido di esultanza. 

\osannàre, v. intr. 1 Cantare osanna. ~ glorificare. 2 Levare lodi. ~ esultare, plaudire. 
  deriv. da osanna. 

\osàre, v. tr. e intr. Ardire. ~ azzardare. <> esitare. 
  v. tr. e v. intr. to dare. 
  lat. tardo ausare, deriv. da ausus, p.p. di audere. 

\Osasco (Brasile) Città (567.000 ab.) del Brasile, nello stato di San Paolo, sobborgo occidentale della città di San Paolo. 

\Osàsco (comune) Comune in provincia di Torino (884 ab., CAP 10060, TEL. 0121). 

\Osàsio Comune in provincia di Torino (593 ab., CAP 10040, TEL. 011). 

\Osborne, John (Londra 1929-Shrewsbury 1994) Drammaturgo. Tra le opere Ricorda con rabbia (1956), Lutero (1962), Un patriota per me (1964), Prova inammissibile (1965). La sua prima opera fu presa come manifesto del movimento Angry Young Men (i giovani arrabbiati). 

\òscar, sm. invar. 1 Statuetta concessa ogni anno, come premio, ai migliori interpreti, registi, sceneggiatori ecc. e alle migliori realizzazioni cinematografiche. 2 Premio. quell'opera era da Oscar. 3 Chi ha vinto il premio. proiezione dei migliori oscar del cinema
  dall'appellativo con cui chi ha inventato il premio chiamava la persona che portava la statuetta. 

\Oscar (cinema) Nome popolare dato all'Academy Award, il premio cinematografico istituito nel 1929 e assegnato annualmente dall'Academy of Motion Picture Arts and Sciences di Hollywood. Il premio consiste di una statuetta placcata in oro, realizzata dallo scultore G. Stanley. 

\Òscar (sovrani) Nome di sovrani. 
Oscar I 
(Parigi 1799-Stoccolma 1859) Figlio di Bernadotte, fu re di Svezia e di Norvegia dal 1844. Impazzito, cedette la reggenza al figlio Carlo XV (1857). 
Oscar II 
(Stoccolma 1829-1907) Re di Svezia e di Norvegia dal 1872. Operò al fine di mantenere unite le corone dei due paesi, ma non vi riuscì. 

\OSCE Sigla di Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa. 

\oscenità, sf. 1 L'essere osceno. 2 Atto o detto osceno. ~ indecenza, bruttura. 
  sf. obscenity. 
  lat. obscenitas,-atis. 

\oscèno, agg. 1 Che offende il pudore. ~ impudico, lascivo. <> castigato, morigerato. 2 Bruttissimo. ~ indecente. <> pudico. 
  agg. 1 indecent, obscene. 2 (ripugnante) ghastly. 

\Òschiri Comune in provincia di Sassari (3.900 ab., CAP 07027, TEL. 079). 

\oscillànte, agg. 1 Che oscilla. 2 Che non si sa decidere. 

\oscillàre, v. intr. 1 Muoversi alternativamente fra due posizioni. ~ altalenare. 2 Alternare fra valori bassi e alti. ~ ondeggiare. i prezzi oscillavano a causa dell'instabilitÓ della moneta. 3 Essere indeciso. si vedeva chiaramente che oscillava fra quelle decisioni opposte
  v. intr. 1 to swing. 2 (dondolare) to rock. 3 (variare) to fluctuate. 
  lat. tardo oscillare, deriv. da oscillum, mascherina, deriv. da os, oris volto. 

\oscillatóre, sm. Dispositivo in grado di generare variazioni periodiche nel tempo di una grandezza fisica. In funzione del tipo di grandezza in gioco l'oscillatore può essere meccanico, elettronico ecc. In particolare si dice oscillatore armonico un sistema che, portato a distanza dalla posizione di equilibrio, genera delle forze, proporzionali a detta distanza, che tendono a riportarlo nella posizione di equilibrio (moto armonico). Se l'ampiezza dell'oscillazione diminuisce con il tempo, si parla di oscillatori smorzati. Se la grandezza che oscilla è di tipo elettrico si parla di oscillatori elettronici tra i quali rivestono particolare importanza gli oscillatori sinusoidali, nei quali la corrente o la tensione variano in modo sinusoidale. 

\oscillatòrio, agg. Che presenta oscillazione. 

\oscillazióne, sf. 1 L'oscillare. ~ alternanza. 2 Moto alternato, di solito periodico, di un corpo intorno a una posizione di equilibrio. 
  sf. 1 oscillation. 2 (fluttuazione) fluctuation. 
  lat. oscillatio,-onis altalena. 
L'oscillazione è caratterizzata dall'ampiezza (distanza tra le due posizioni estreme), dalla frequenza (numero di oscillazioni completate nell'unità di tempo) e dal periodo (tempo intercorso per tornare nella stessa posizione). In generale si distinguono in oscillazioni libere (quando il moto prosegue anche in assenza della forza che le ha generate), oscillazioni forzate (nel caso in cui la vibrazione viene mantenuta da forze esterne) e oscillazioni smorzate (quando, a causa di attriti, l'oscillazione decade lentamente nel tempo, fino ad annullarsi). In certi casi, quando la frequenza propria di un sistema coincide con quella di una forza esterna applicata al sistema stesso, un fenomeno detto risonanza causa un'amplificazione enorme dell'oscillazione, portando anche alla rottura del sistema stesso. 
Oscillazioni elettriche 
Sono genericamente tensioni o correnti alternate. Si dividono in infracustiche (con frequenze inferiori ai 16 Hz), acustiche (tra 16 Hz e 16.000 Hz) e ultracustiche (oltre i 16.000 Hz). In base alla loro forma d'onda, possono essere poi classificate in sinusoidali, smorzate e a dente di sega. 

\oscillogràfico, agg. (pl. m.-ci) Riferito all'oscillografo. 

\oscillògrafo, sm. Strumento destinato allo studio dell'andamento di grandezze variabili. 

\oscillogràmma, sm. (pl.-i) La registrazione dell'andamento di grandezze variabili ottenuta mediante oscillografo. 

\oscillometrìa, sf. 1 Misurazione delle oscillazioni. 2 Metodologia clinica che permette di verificare l'efficienza cardiaca e lo stato funzionale delle arterie. 

\oscillòmetro, sm. Dispositivo per misurare le variazioni della pressione arteriosa rilevandone il massimo e il minimo. 

\oscilloscòpico, agg. (pl. m.-ci) Riferito all'oscilloscopio. 

\oscilloscòpio, sm. Apparecchio che consente di osservare l'andamento di fenomeni oscillatori su uno schermo. 

\òsco, agg. e sm. Relativo o appartenente agli osci, antica popolazione della Campania. 

\òsco-ùmbro Gruppo di lingue e dialetti di origine indoeuropea, diffusi nell'Italia centrale e meridionale prima della diffusione del latino. Probabilmente di origine balcanica, comprendeva le lingue degli umbri e dei sanniti, i dialetti sabellici e i dialetti degli equi, dei marsi e dei sabini. L'alfabeto era di derivazione etrusca e rimangono tracce della lingua nel latino. Numerose le iscrizioni rimaste, dal VI sec. a. C. al I sec. d. C. 

\osculàre, v. tr. Avere un contatto di ordine maggiore al secondo con una data curva. 

\osculatóre, agg. (f.-trìce) Relativo a una curva che ha un contatto di ordine superiore al primo con un'altra curva piana. 
Cerchio osculatore ad una curva C in un suo punto P 
Cerchio che si ottiene come limite del cerchio passante per P e per due punti Q, R di C, quando questi ultimi tendono a P lungo C, ovvero come limite del cerchio tangente a C in P passante per Q quando Q tende a P. Il suo centro sta sulla normale alla curva, il reciproco del suo raggio si chiama curvatura della curva (in P).
Piano osculatore di una gobba in un punto 
Piano che contiene la tangente e la normale principale alla curva nel punto preso in considerazione. 

\osculazióne, sf. Contatto definito dalla curva osculatrice. 

\òsculo, sm. L'apertura della cavità delle spugne. 

\oscuràbile, agg. Che si può oscurare. 

\oscuraménte, avv. In modo incomprensibile, misterioso. 
  avv. obscuring, darkening. 

\oscuraménto, sm. 1 L'azione dell'oscurare. 2 La riduzione dell'illuminazione notturna a scopo protettivo contro le incursioni aeree nemiche. 

\oscurantìsmo, sm. 1 Atteggiamento sfavorevole al progresso e al diffondersi dell'istruzione. 2 Ostilità verso il progresso. 

\oscurantìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) Che, o chi, è fautore e seguace dell'oscurantismo. ~ retrivo, reazionario. <> modernista, progressista. 

\oscurantìstico, agg. Che è proprio dell'oscurantismo. 

\oscuràre, v. tr. 1 Ridurre la luce. 2 Offuscare. ~ annebbiare. <> illuminare. aveva la mente oscurata dall'ira. 3 Mettere in cattiva luce. non voleva che quell'atto oscurasse tutto quanto di buono aveva ottenuto in precedenza
  v. tr. to darken. 
  lat. obscurare, deriv. da obscurus oscuro. 

\oscurità, sf. 1 L'essere oscuro. ~ Buio, tenebre. 2 Scarsa notorietà. ~ anonimato. <> celebrità. non gli dispiaceva vivere nell'oscuritÓ. 3 Assenza di chiarezza. la sua oscuritÓ nel parlare era fastidiosa
  sf. darkness. 
  lat. obscuritas,-atis, deriv. da obscurus oscuro. 

\oscùro, agg. e sm. agg. 1 Privo di luce. ~ buio. <> illuminato. 2 Di corpi, non illuminati. 3 Di colore non chiaro. 4 Non illustre. ~ anonimo. <> famoso. non aveva idea se quell'individuo appartenesse a quell'oscura famiglia. 5 Poco chiaro. non capisco perchÚ ti ostini con questi oscuri discorsi
sm. 1 Buio. 2 Ignoranza. rimase all'oscuro di tutto
  agg. 1 dark. 2 (fig.) obscure. sm. dark. 
  lat. obscurus

\osé, agg. invar. Che eccede i limiti della convenienza. 

\Osèa (sec. VIII a. C.) Personaggio biblico, uno dei dodici profeti minori. Figlio di Beeri, si hanno notizie della sua attività intorno al 750-725 a. C. Dal regno del Nord lanciò un messaggio che culmina con l'annuncio dell'amore nuziale di Dio per Israele che, pur avendo tradito questo sommo amore con il suo peccato, ha speranza di riconciliarsi grazie alla misericordia e alla sollecitudine di un Dio che ama il suo popolo. 

\osèlla, sf. Moneta d'argento della repubblica di Venezia coniata dal 1521. 

\OSF In informatica è la sigla di Open Software Foundation. Si tratta di un'organizzazione internazionale che favorisce lo sviluppo di software per i sistemi operativi UNIX. 

\Oshawa Città (240.000 ab.) del Canada, nella provincia di Ontario, sul lago Ontario. 

\Oshima Isola (10.000 ab.) del Giappone, nell'oceano Pacifico, la maggiore delle isole Izu. Fa parte della prefettura di Tokyo. 

\Oshima, Nagisa (Kyoto 1932-) Regista cinematografico giapponese. Diresse Notte e nebbia del Giappone (1960), L'impiccagione (1968), L'impero dei sensi (1976), Furyo (1983) e Max amore mio (1986). 

\Oshogbo Città (444.000 ab.) della Nigeria, nello stato di Osun. 

\Osiander, Andreas (Gunzenhausen 1498-Königsberg 1552) Teologo tedesco, si scagliò contro i seguaci di Melantone, ossia contro i difensori delle teorie aristoteliche sulla posizione della Terra nell'universo. La sua dottrina sull'anima umana di Cristo fu avversata da luterani e calvinisti. 

\Osìdda Comune in provincia di Nuoro (299 ab., CAP 08020, TEL. 079). 

\-oside Suffisso per indicare un carboidrato che può essere formato da due o più molecole di monosaccaridi o da molecole di monosaccaridi e di altre sostanze. 

\Osìglia Comune in provincia di Savona (504 ab., CAP 17010, TEL. 019). 

\Òsilo Comune in provincia di Sassari (3.847 ab., CAP 07033, TEL. 079). 

\Òsimo Comune (28.000 ab., CAP 60027, TEL. 071) in provincia di Ancona. Le principali risorse economiche sono l'agricoltura, con coltivazioni di uva, cereali, tabacco e barbabietole, e le industrie alimentari, dei mobili, tessili, chimiche e di strumenti musicali. Fu abitata già nell'Eneolitico e divenne poi romana (270 a. C.). Dopo varie occupazioni da parte di goti, longobardi e franchi, passò alla chiesa dopo il XV sec. I monumenti principali sono il duomo (VIII-XIII sec.), le mura romane e la Fonte Magna. 
Trattato di Osimo 
Accordo stipulato tra Iugoslavia e Italia il 10 novembre 1975. Con esso ebbe termine la controversia sui confini dei due paesi, riconoscendo all'Italia i diritti su Trieste e alla Iugoslavia i diritti sull'Istria. 

\Osìni Comune in provincia di Nuoro (1.131 ab., CAP 08040, TEL. 0782). 

\Òsio Sópra Comune in provincia di Bergamo (3.491 ab., CAP 24040, TEL. 035). 

\Òsio Sótto Comune in provincia di Bergamo (9.982 ab., CAP 24046, TEL. 035). 

\Osìride Divinità egiziana (Usir), inizialmente un dio sciacallo della regione di Abido. A Eliopoli con la quinta dinastia s'identificò con Isi (o Iside) e divenne un'importante divinità, quasi sempre asssociata al sovrano defunto; l'idea di una continuazione della vita dopo la morte fu probabilmente il motivo della sua importanza presso le popolazioni dell'Alto Egitto. Furono eretti santuari a Busiri, Abido, nell'isola di Bigge. Il suo culto passò in occidente in età ellenistico-romana. 

\Oslo Città (461.000 ab.) della Norvegia, capitale dello Stato e capoluogo della contea di Akershus. Si trova nella parte più interna del fiordo omonimo, sullo Skagerrak, ed è il più importante porto commerciale e peschereccio del paese, sempre libero dai ghiacci. Grazie alla sua posizione geografica è diventata il più importante centro economico, industriale, commerciale del paese: sono presenti industrie metalmeccaniche, chimiche, tessili, alimentari, cartarie ed elettrotecniche. Fiorente anche il turismo. Importante nodo stradale e ferroviario è sede vescovile cattolica e di un'università. Centro culturale di primaria importanza, ospita diversi musei fra cui la Galleria Nazionale (vi si trovano quadri di Van Gogh, Matisse e opere di pittori norvegesi) e il Museo d'Arte Popolare. Sede del palazzo Reale (XIX sec.), del castello fortezza di Akershus (1300) e della Cattedrale del XVII sec. Fondata da Harald III nel 1050 ca. divenne capitale nel XIV sec. Distrutta da un incendio (1624), fu ricostruita da Cristiano IV e prese il nome di Cristiania. Nel 1905 diventò la capitale della Norvegia indipendente, prendendo nel 1925 l'attuale nome. Durante la seconda guerra mondiale fu occupata dai tedeschi (1940-1945). Ospitò nel 1952 i giochi olimpici invernali. 
Fiordo di Oslo 
Fiordo della Norvegia lungo più di 100 km. che delimita a nord lo Skagerrak. 

\osmanli, agg. e sm. 1 Ottomano. 2 Dialetto turco che apparteneva al gruppo oghuz e da cui deriva l'attuale turco. 

\Osmàte Comune in provincia di Varese (426 ab., CAP 21018, TEL. 0331). 

\Osmìlidi Famiglia di Insetti neurotteri planipenni con abitudini crepuscolari o notturne. 

\òsmio, sm. Elemento chimico con simbolo Os, numero atomico 76, peso atomico 190,2, temperatura di fusione 3.045 °C e temperatura di ebollizione 5.027 °C. In natura si trova nelle sabbie platinifere e nei minerali di nichel. Caratterizzato dall'estrema durezza, è usato insieme all'iridio in leghe speciali e, come tetrossido di osmio, in microscopia elettronica. Il tetrossido di osmio è estremamente tossico. 

\osmirìdio, sm. Lega naturale di osmio e iridio. 

\osmo- Primo elemento di parole composte che nella terminologia scientifica significano odore. 
  dal greco osmÚ

\osmòmetro, sm. Apparecchio usato per misurare la pressione osmotica. 

\osmòsi, sf. Fenomeno che consiste nella diffusione di due liquidi miscibili attraverso una membrana di separazione permeabile o semipermeabile. Se la membrana è semipermeabile al solvente e separa due zone, una contenente una soluzione, l'altra contenente il solvente puro, si ha il passaggio del solvente ma non quello del soluto, generando così una pressione osmotica tra le due zone. Se invece la membrana è permeabile, si genera un flusso di soluto e solvente in senso opposto, fino al raggiungimento dell'equilibrio. 

\osmòtico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo all'osmosi. 2 La pressione esercitata su una membrana che separa una soluzione da un solvente in equilibrio. 

\osmùnda, sf. Genere di Felci erbacee tipiche delle regioni tropicali e temperate con sporangi posti su fronde speciali. Appartiene alla famiglia delle Osmundacee. 

\Osmundàcee Famiglia di Felci che comprende i tre generi Osmunda, Leptopteris e Todaea

\Osnabrück Città (161.000 ab.) della Germania, nella Bassa Sassonia, sul fiume Hase. 

\Osnàgo Comune in provincia di Lecco (3.755 ab., CAP 22058, TEL. 039). 

\òso, agg. Ardito. ~ audace. 
  dal lat. ausus, participio passato di audere, osare. 

\osol, sm. Zona interna del globo terrestre, costituita da ossidi e solfuri. 

\Osòppo Comune in provincia di Udine (2.701 ab., CAP 33010, TEL. 0432). 

\Osorno Città (129.000 ab.) del Cile meridionale, nella regione X di Los Lagos. 

\ospedàle, sm. Edifici in cui si ricoverano e si curano i malati. ~ nosocomio, policlinico. 
  sm. hospital. 

\Ospedalétti Comune in provincia di Imperia (3.591 ab., CAP 18014, TEL. 0184). 

\Ospedalétto Comune in provincia di Trento (757 ab., CAP 38050, TEL. 0461). 

\Ospedalétto d'Alpìnolo Comune in provincia di Avellino (1.602 ab., CAP 83014, TEL. 0825). 

\Ospedalétto Eugàneo Comune in provincia di Padova (5.052 ab., CAP 35045, TEL. 0429). 

\Ospedalétto Lodigiàno Comune in provincia di Lodi (1.428 ab., CAP 20080, TEL. 0377). 

\ospedalièro, agg. e sm. agg. Relativo all'ospedale. 
sm. 1 Dipendente di un ospedale. 2 Appartenente a una congregazione che si dedica all'assistenza dei malati. 
  agg. hospital. sm. hospital worker. 

\ospedalizzàre, v. tr. Ricoverare in ospedale. 

\ospedalizzazióne, sf. Ricovero in ospedale. 

\ospitàle, agg. 1 Che ospita con piacere. ~ affabile, cordiale. 2 Che ospita in modo accogliente. ~ confortevole. <> inospitale, scomodo. 
  agg. hospitable. 
  lat. hospitalis, deriv. da hospes,-itis ospite. 

\Ospitàle di Cadóre Comune in provincia di Belluno (395 ab., CAP 32010, TEL. 0437). 

\Ospitalétto Comune in provincia di Brescia (9.397 ab., CAP 25035, TEL. 030). 

\ospitalità, sf. 1 L'essere ospitale. 2 Accoglienza nella propria casa. ~ accoglienza. 
  sf. hospitality. 
  lat. hospitalitas,-atis. 

\ospitànte, sm. Chi dà ospitalità. 

\ospitàre, v. tr. 1 Accogliere, dare ospitalità. ~ ricevere. l'albergo che ci ospit˛ si rivel˛ una vera topaia. 2 Contenere. il museo non ospitava reperti di rilevante valore storico
  v. tr. to give hospitality to. 
  lat. hospitari dimorare da ospite. 

\òspite, agg. e sm. agg. 1 Straniero. 2 Forestiero. 
sm. 1 Chi ospita qualcuno. ~ anfitrione. fu un ospite munifico. 2 La persona ospitata. ~ invitato. ospite d'onore, personalità di prestigio che interviene a una cerimonia, manifestazione. 3 Organismo a spese del quale il parassita vive. 
  sm. 1 (invitato) guest. 2 (chi ospita) host. 
  lat. hospes,-itis colui che riceve il forestiero. 

\ospìzio, sm. 1 Istituto dove sono ricoverati i poveri, gli orfani ecc. ~ ricovero. 2 Edificio destinato ad accogliere pellegrini, viandanti e simili. ~ rifugio. 
  sm. home hospice. 
  lat. hospitium alloggio. 

\ospodàro, sm. Altra forma per gospodaro. 

\ossa- Primo elemento di parole composte che nella terminologia scientifica significano acido. 
  dal greco oxřs

\Óssa Monte (1.978 m) della Grecia, nella Tessaglia. 

\Ossàgo Lodigiàno Comune in provincia di Lodi (1.067 ab., CAP 20070, TEL. 0371). 

\ossalàto, sm. Sale o estere dell'acido ossalico. 

\ossàlico, agg. Relativo all'acido ossalico. 
Acido ossalico, o acido etandioico 
Il più semplice acido bicarbossilico di formula HOOC-COOH, prodotto per ossidazione da sostanze organiche. Fonde a 186 °C ed è un composto tossico usato nella sbianca e come smacchiatore. È contenuto in alcuni alimenti come il cacao, il tè e gli spinaci. 

\ossalùria, sf. Presenza di ossalati nell'urina. 

\ossàme, sm. Quantità di ossa. 

\Ossàna Comune in provincia di Trento (709 ab., CAP 38026, TEL. 0463). 

\ossàrio, sm. 1 Luogo dove si conservano le ossa dei defunti. 2 Costruzione monumentale che raccoglie le spoglie dei morti in battaglia. ossario commemorativo di Redipuglia
  lat. ossarium urna sepolcrale, deriv. da os, ossis osso. 

\ossatùra, sf. 1 Forma e ordine delle ossa. ~ scheletro. 2 Le ossa del corpo o di una sua parte. ~ corporatura. l'ossatura del piede aveva risentito di quel colpo. 3 Struttura, sostegno interno di macchine, edifici e simili. l'ossatura dell'auto non sembrava robusta. 4 Intelaiatura. ~ telaio. 5 Schema. stabilý fin dall'inizio l'ossatura del racconto
  sf. frame, skeletal structure. 

\òsseo, agg. Che è fatto di osso. 
  agg. 1 osseous, bony. 2 (tessuto) bone. 
Tessuto osseo 
Tipico tessuto dei Vertebrati, forma evoluta e complessa del tessuto connettivo che insieme al tessuto cartilagineo forma lo scheletro. Le cellule del tessuto osseo (osteociti) sono immerse in una sostanza calcarea che contiene fibre di collagene e canali contenenti le fibre nervose e i vasi sanguigni e linfatici. Più dei due terzi del peso è dovuto alla sostanza calcarea. Esistono due tipi di tessuto osseo; il tessuto compatto, tipico dei tavolati delle ossa piatte e delle diafisi delle ossa lunghe, e il tessuto osseo spugnoso, tipico delle ossa corte e delle epifisi delle ossa lunghe. La rigenerazione ossea avviene dall'esterno verso l'interno, a opera di cellule specializzate (osteoclasti e osteoblasti). 

\ossequènte, agg. Che ha o dimostra ossequio. ~ deferente, ossequioso. <> impertinente, impudente. 

\ossequiànte, sm. e sf. Chi riverisce o rivolge parole di ossequio. 

\ossequiàre, v. tr. Fare ossequio, riverire. ~ onorare, omaggiare. 
  v. tr. to pay one's respects to. 

\ossèquio, sm. 1 Rispetto portato a persone e istituzioni di grande importanza. ~ reverenza. riguardo. <> impertinenza. 2 Comportamento che dimostra tale rispetto. ~ saluti, omaggi. 
  sm. respect, deference. 
  lat. obsequium, deriv. da obsequi. 

\ossequiosaménte, avv. In modo ossequioso. 

\ossequiosità, sf. L'essere ossequioso. 

\ossequióso, agg. Pieno di ossequio. ~ rispettoso. <> impertinente. 
  agg. obsequious. 
  lat. obsequiosus. 

\osservàbile, agg. Che si può osservare. 

\osservànte, agg., sm. e sf. agg. Che osserva i precetti di una religione. ~ adempiente. <> inosservante. non poteva considerarsi un fedele osservante
sm. e sf. 1 Chi osserva fedelmente i precetti di una religione. ~ credente, praticante. 2 Frati che seguono strettamente la prima regola stabilita da San Francesco d'Assisi. visitarono un convento di osservanti
  agg. observant. 

\osservànza, sf. L'osservare le leggi e le regole. ~ adempienza. <> inosservanza. 
  sf. observance. 
  lat. observantia osservazione, deriv. da observans,-antis, p.pres. di observare. 

\osservàre, v. tr. 1 Guardare o considerare con diligenza. ~ fissare, squadrare. 2 Misurare con strumenti. 3 Notare, rilevare. 4 Non trasgredire. <> disattendere. 
  v. tr. 1 to watch, to observe. 2 (esaminare) to examine. 3 (attenersi) to keep. 4 (rilevare) to remark. 
  lat. observare, comp. da ob-+ servare salvare. 

\osservatóre, agg. e sm. agg. Che osserva. aveva una mente osservatrice fuori dal comune
sm. 1 Chi osserva. 2 Chi partecipa a congressi e simili solo per assistervi. 3 Inviato di uno stato o di un'organizzazione internazionale che assiste allo svolgimento di relazioni, di operazioni o di fatti giuridicamente importanti. agiva da osservatore imparziale. 4 Chi mantiene la parola. non era osservatore delle promesse
  agg. perceptive, observant. sm. observer. 
  lat. observator,-oris

\osservatòrio, sm. 1 Luogo che permette di osservare. 2 Struttura destinata all'osservazione e allo studio di oggetti e fenomeni celesti. 
  sm. observatory. 
La struttura dell'osservatorio comprende l'edifico, la strumentazione, solitamente alloggiata in una cupola orientabile, e i laboratori con i centri di elaborazione dati. Il primo osservatorio europeo fu costruito a Kassel (1561); ad esso fecero seguito gli osservatori dell'isola di Ven (1576, costruito da Tycho Brahe), di Parigi (1667) e di Greenwich (1675). Per l'osservazione tradizionale sono importanti la trasparenza del cielo e la lontananza dalle luci artificiali dei centri abitati. Si sono quindi privilegiate località ad alta quota, per esempio sulle Ande. I più grandi telescopi riflettori attuali sono a Zelencukskaja sul Caucaso (Federazione russa) e sul Monte Palomar (Stati Uniti d'America), con diametro rispettivamente di 6 e 5 m. In Italia i principali osservatori si trovano ad Asiago, Merate e Arcetri. 

\osservazióne, sf. 1 Insieme delle operazioni che riguardano lo studio di un fenomeno. ~ esame, indagine. 2 Giudizio che si ricava osservando. ~ indagine, ricerca. 3 Lieve rimprovero. ~ appunto. 
  sf. 1 observation. 2 (di legge) observance. 3 (rimprovero) criticism. 
  lat. observatio,-onis. 
Osservazione astronomica 
Osservazione di tutti i fenomeni che si verificano nella sfera celeste; se riguardano lo studio fisico di un astro, rientrano nell'ambito dell'astrofisica, mentre se concernono la posizione di un astro nella sfera celeste, si parla di astrometria. 
Dalle prime osservazioni compiute nell'antichità nell'ambito dell'astrometria, è stato possibile conoscere la forma della Terra, scoprire fenomeni quali l'aberrazione, la nutazione, la precessione, il moto orbitale dei pianeti e anche calcolare la velocità della luce; l'astrofisica ha consentito di indagare la composizione delle stelle, l'atmosfera dei pianeti la natura della materia interstellare. 

\Osservazioni sulla morale cattolica Opera di filosofia di A. Manzoni (1818-1819). 

\Osservazioni sulla tortura Opera di politica di P. Verri (1768). 

\ossessionànte, agg. Che torna con insistenza in mente. 

\ossessionàre, v. v. tr. 1 Tormentare la coscienza con idee e immagini insistenti. 2 Assillare, infastidire. ~ perseguitare, tormentare. certi sogni ricorrenti ossessionavano il suo sonno
v. intr. pron. Preoccuparsi per ogni minima questione. si ossessionava per qualsiasi impegno di lavoro
  v. tr. to haunt, to obsess. 
  deriv. da ossessione

\ossessióne, sf. 1 Pensiero irrazionale assillante, accompagnato da senso di angoscia dal quale il soggetto non riesce a liberarsi. Il disturbo può affliggere anche persone normali ed essere accentuato da stati di stress psicofisico; tuttavia può essere sintomo di patologia psichica (psiconevrosi ossessiva) quando impedisce al soggetto di proseguire normalmente la propria vita. ~ mania. 2 Fissazione, incubo. ~ angoscia. 3 Assillo, fastidio. ~ tormento. 
  sf. obsession. 
  lat. obsessio,-onis, deriv. da obsessus, p.p. di obsidere. 

\Ossessione Film drammatico, italiano (1942). Regia di Luchino Visconti. Interpreti: Massimo Girotti, Clara Calamai, Juan De Landa. 

\ossessività, sf. L'essere ossessivo. 

\ossessìvo, agg. Che dà o costituisce ossessione. 
  agg. obsessing. 

\ossèsso, agg. e sm. 1 Posseduto dal demonio. ~ invasato, indemoniato. 2 In preda a violenta crisi d'ira. ~ esagitato, scalmanato. <> calmo, tranquillo. 
  agg. possessed. sm. person possessed. 
  lat. obsessus, p.p. di obsidere assediare. 

\ossétte, sf. pl. Taglio di carne 

\ossetico, o ossèto, sm. (pl.-ci) Lingua parlata nel Caucaso centrale appartenente alla famiglia iranica. 

\Ossèzia Regione estesa del Caucaso. Politicamente divisa in Ossèzia Settentrionale, repubblica autonoma (650.000 ab.) della Russia, capoluogo Ordzonikidze e in Ossèzia Meridionale, provincia autonoma (99.000 ab.) della Georgia, capoluogo Chinvali. Territorio montuoso attraversato da numerosi corsi d'acqua e ricco di estesi pascoli e foreste. Sviluppato l'allevamento ovino, caprino e lo sfruttamento dei boschi. L'agricoltura produce mais, tabacco e legumi. Le principali industrie sono quelle estrattive (piombo, ferro e zinco), alimentari e del legno. La regione possiede anche numerose centrali idroelettriche e giacimenti petroliferi. 

\ossi- Prefisso che nella terminologia chimica indica la presenza di un idrossile in una molecola organica e talvolta di un atomo di ossigeno. 

\Òssi Comune in provincia di Sassari (5.607 ab., CAP 07045, TEL. 079). 

\Ossi di seppia Opera di poesia di E. Montale (1925). 

\ossìa, cong. O, ovvero, cioè. ~ vale a dire. 
  cong. to be precise, that is. 

\ossiacetilènico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a una sostanza che contiene ossigeno e acetilene. 

\ossiàcido, sm. Acido contenente ossigeno, in contrapposizione agli idracidi. Solitamente solubili in acqua e in alcol, sono composti chimici che normalmente riuniscono le caratteristiche di acidi e alcoli. Quando vengono riscaldati, si verifica una perdita d'acqua e la formazione di derivati. Esempi noti di ossiacidi sono l'acido nitrico HNO3 e l'acido solforico H2SO4; tra gli altri ossiacidi occorre inoltre citare l'acido glicolico, il lattico, il malico, il tartarico, il citrico e l'ossalacetico. In chimica organica il termine indica composti contenenti il gruppo carbossilico-COOH o uno o più gruppi ossidrilici-OH. Tra gli ossiacidi aromatici è possibile citare l'acido salicilico e l'acido gallico. 

\Ossian (III sec.) od Oisin. Personaggio leggendario, guerriero e bardo gaelico, figlio di Finn (Fingar in gaelico). La tradizione medievale gli attribuì un ciclo di canti epici popolari. La sua figura è stata tramandata infatti dalla tradizione orale e da antichi canti gaelici documentati da manoscritti del XII secolo (ciclo di Ossian). Le sue vicende sono segnate dalla tragica morte del figlio Oscar, ucciso a tradimento in guerra. L'eroe, divenuto cieco, affranto dal dolore, canta le sorti della sua famiglia e del suo popolo. 

\ossichetóne, sm. Composto organico che presenta sia la funzione chetonica che quella alcolica. 

\ossichinolìna, sf. Termine che indica l'8-idrossichinolina, il cui solfato è attivo contro lo stafilococco aureo. 

\ossidàbile, agg. Che si può ossidare. 

\ossidabilità, sf. Tendenza a ossidarsi. 

\ossidànte, agg. e sm. agg. Che ossida 
sm. Sostanza che ha la proprietà di ossidare, come l'ossigeno, l'acqua ossigenata e gli alogeni come cloro e bromo. 

\ossidàre, v. v. tr. 1 Far reagire un elemento con ossigeno. 2 Provocare ossidazione. l'umiditÓ ossida il ferro
v. intr. pron. Reagire con un ossidante. l'oro non si ossida
  v. tr. e v. intr. pron. to oxidize. 
  deriv. da ossido

\ossidàto, agg. Che ha subito l'ossidazione. 

\ossidazióne, sf. Reazione di combinazione di una sostanza con ossigeno. Più in generale in una razione di ossidazione, che si accompagna quasi sempre a una reazione di riduzione, un elemento perde elettroni e aumenta il valore del proprio stato di ossidazione, ovvero il numero di cariche elettriche elementari che l'elemento è in grado di acquisire o mettere in comune con altri elementi, formando un legame chimico. 
  deriv. da ossidare. 

\ossidiàna, sf. Vetro di origine vulcanica di colore nero, usato nella preistoria per fabbricare strumenti taglienti. 

\òssido, sm. Composto fra l'ossigeno e un elemento. Combinati con acqua, gli ossidi acidi formano gli acidi, quelli basici (di solito l'elemento combinato con l'ossigeno è un metallo) si comportano come basi o formano idrossidi, quelli neutri non reagiscono. Gli ossidi anfoteri possono reagire sia con le basi sia con gli acidi. Gli ossidi salini (metallici) derivano dall'unione dell'ossido acido e di quello basico di uno stesso metallo. 
  sm. oxide. 

\ossidoriduzióne, sf. Reazione chimica in cui un elemento (riducente) perde elettroni (ossidazione) mentre un secondo elemento (ossidante) ne acquista (riduzione). Un ossidante non è in grado di ossidare tutte le sostanze: per esempio il bromo può ossidare uno ioduro, ma non un cloruro. 

\ossìdrico, agg. Costituito da idrogeno e ossigeno. 
  agg. oxyhydrogen. 
Fiamma ossidrica 
È ottenuta bruciando l'idrogeno in un flusso di ossigeno. 
Cannello ossidrico 
È formato da due tubi alle cui estremità si mescolano idrogeno e ossigeno, bruciando a una temperatura di 2.250 °C ca. 

\ossidrìle, sm. Gruppo funzionale (-OH) costituito da un atomo di idrogeno e uno di ossigeno, con stato di ossidazione unitario; come ione monovalente negativo è presente negli idrossidi e in tutte le soluzioni acquose. ~ idrossile. 

\ossiemoglobìna, sf. Forma ossidata dell'emoglobina 

\ossificàre, v. v. tr. Fare diventare tessuto osseo o come tale. 
v. intr. pron. Subire il processo di ossificazione. 

\ossificazióne, sf. L'azione dell'ossificare. 

\ossigenàre, v. tr. 1 Arricchire di ossigeno. 2 Decolorare con ossigeno. ~ schiarire, imbiondire. 
  v. tr. 1 to oxygenate. 2 (capelli) to peroxide. 3 (decolorare) to bleach. 

\ossigenàto, agg. 1 Carico di ossigeno. acqua ossigenata, che presenta due atomi di ossigeno nella molecola, invece di uno solo. 2 Trattato con ossigeno. aveva i capelli ossigenati, resi biondi mediante un trattamento con acqua ossigenata. 

\ossigenatóre, sm. Apparecchio che eroga ossigeno. 

\ossigenatùra, sf. Decolorazione dei capelli mediante l'uso di acqua ossigenata. 

\ossigenazióne, sf. L'ossigenare. 

\ossìgeno, sm. Elemento chimico di simbolo O, numero atomico 8, peso atomico 15,99994, temperatura di fusione-218,4 °C, temperatura di ebollizione-182,962 °C. In natura è un gas incolore, insapore e inodore e costituisce il 25% in peso dell'aria. È presente in molti composti ed è l'elemento più diffuso in natura, costituendo quasi il 90% in peso dell'acqua e quasi il 50% della crosta terrestre. È indispensabile per la vita degli animali e dei vegetali, intervenendo nella respirazione. Costituisce il 65% del corpo di un uomo adulto. Partecipa inoltre a quasi tutte le reazioni di combustione. A livello industriale viene prodotto per distillazione frazionata dell'aria liquefatta ed è utilizzato in siderurgia, per la saldatura di metalli, e in medicina. Si ipotizza che l'ossigeno non fosse presente nell'atmosfera primordiale; una prima produzione sarebbe iniziata mediante la scissione delle molecole d'acqua operata dalle radiazioni ultraviolette. Tuttavia l'ossigeno avrebbe gradualmente raggiunto l'attuale livello di concentrazione solo grazie alle prime forme di vita vegetale e al diffondersi della loro funzione di fotosintesi. Nonostante l'enorme consumo dovuto ai processi respiratori degli esseri viventi e alla grande quantità utilizzata nelle combustioni e ossidazioni, ancora oggi la fotosintesi produce ossigeno in quantità sufficiente a mantenerne costante la concentrazione (3 x 1011 t / anno). 
  sm. oxygen. 

\ossìma, sf. Composto ottenuto unendo l'idrossilammina e i composti che contengono un gruppo aldeico o chetonico ed eliminandovi l'acqua. 

\ossimetrìa, sf. Determinazione della saturazione in ossigeno dell'emoglobina presente nel sangue. 

\Òssimo Comune in provincia di Brescia (1.367 ab., CAP 25050, TEL. 0364). 

\ossimòro, sm. Figura retorica consistente nell'accostare parole di senso contrario. 

\Ossinòidi Famiglia di Molluschi opistobranchi diffusi nei mari caldi. La conchiglia contiene l'animale solo in minima parte. 

\ossitocìna, sf. Ormone di struttura polipeptidica secreto dall'ipofisi posteriore. Esso stimola le contrazioni uterine nel travaglio del parto e la secrezione del latte da parte della ghiandola mammaria. Somministrato in grosse dosi favorisce la contrazione dell'utero e ne arresta eventuali emorragie. 

\ossìtono, agg. Detto di parola accentata sulla penultima sillaba. 

\ossiurìasi, sf. Malattia dell'intestino causata dalla presenza di ossiuri. 

\Ossiùridi Famiglia di nematodi ossiuroidei cui appartiene l'ossiuro. 

\ossiùro, sm. Piccolo nematode parassita dell'intestino crasso dell'uomo e di alcuni animali. Appartiene alla famiglia degli Ossiuridi. 

\òsso, sm. Organo dell'apparato scheletrico dei Vertebrati, derivato per calcificazione della cartilagine. 
[plurale: gli ossi (per lo più di animali macellati), le ossa (l'insieme dell'ossatura)]
  sm. 1 bone. 2 (fig., sentirsi le ossa rotte) to be dead beat. 
  lat. os, ossis. 
Le ossa formano la struttura portante dell'organismo e sono composte prevalentemente di osseina, calcio e fosforo. Formate da tessuto osseo, sono rivestite all'interno e all'esterno di tessuto connettivo non mineralizzato. In funzione della forma si distinguono in: ossa brevi (calcagno, vertebre, ossa del carpo ecc.), formate da tessuto osseo spugnoso circondato da tessuto compatto; ossa lunghe (omero, femore ecc.), con corpo (diafisi) pressoché cilindrico ed estremità (epifisi) arrotondate e ingrossate. La diafisi è composta di tessuto osseo compatto e contiene una cavità allungata piena di midollo; ossa piatte a forma di lamina (volta cranica, sterno ecc.) costituite da tessuto spugnoso all'interno e tessuto compatto in periferia. Esternamente le ossa presentano, oltre alle articolazioni, diversi tipi di sporgenze (apofisi, spine, tuberosità), nonché solchi per tendini, muscoli, vasi e nervi. 

\ossobùco, o òsso bùco, sm. Pietanza preparata con il garretto di vitello. 

\Òssola Regione geografica del Piemonte, compresa nella provincia di Verbano-Cusio-Ossola. Comprende il bacino idrografico del fiume Toce, immissario del lago Maggiore, e si divide, da nord a sud, in val Formazza, val d'Antigorio e val d'Ossola. Le principali risorse economiche sono l'allevamento bovino, le cave di marmo e granito e le industrie metallurgiche e meccaniche. Importanti anche le fonti di acque minerali e il turismo. I centri principali sono Domodossola e Villadossola. 
Repubblica della val d'Ossola 
Repubblica costituita nella regione liberata dalle formazioni partigiane il 10 settembre 1944. Il governo fu organizzato dai partiti afferenti al CLNAI e restò in carica fino al 22 ottobre 1944, quando la regione fu riconquistata dai nazifascisti. 

\Ossóna Comune in provincia di Milano (3.463 ab., CAP 20010, TEL. 02). 

\ossosìntesi, sf. Preparazione delle aldeidi facendo reagire un alchene con ossido di carbonio e idrogeno alla presenza di un catalizzatore. 

\Ossùccio Comune in provincia di Como (917 ab., CAP 22010, TEL. 0344). 

\ossùto, agg. 1 Che ha ossa sporgenti. 2 Magro. 
  agg. bony. 

\ostacolàre, v. tr. Opporre un ostacolo. ~ intralciare. <> agevolare. 
  v. tr. 1 to obstruct. 2 (bloccare) to block. 3 (intralciare) to hinder. 

\ostacolìsta, sm. e sf. 1 Atleta che gareggia nelle corse a ostacoli. 2 Cavallo che partecipa alle gare a ostacoli. 

\ostàcolo, sm. 1 Ciò che si oppone a un'azione. ~ difficoltà, impedimento. <> agevolazione. 2 Barriera posta lungo il percorso di una gara sportiva. corsa a ostacoli
  sm. 1 obstacle. 2 (intralcio) hindrance. 3 (sport, equitazione) hurdle. 
  lat. obstaculum, deriv. da obstare mettersi davanti, comp. da ob-+ stare stare. 

\ostàggio, sm. Persona tenuta nelle mani del nemico a garanzia dei patti stipulati. 
  sm. hostage. 

\Ostàna Comune in provincia di Cuneo (119 ab., CAP 12030, TEL. 0175). 

\ostàre, v. intr. Fare ostacolo, opporsi. ~ impedire. 
  lat. obstare, comp. da ob-+ stare. 

\ostatìvo, agg. Che rappresenta un impedimento. 

\òste, sm. Chi gestisce un'osteria. ~ locandiere, taverniere. 
  sm. innkeeper, host. 
  franc. antico oste, dal lat. hospes,-itis. 

\oste(o)- Primo elemento di parole composte che nella terminologia scientifica significano osso. 
  dal greco ostÚon

\ostealgìa, sf. Termine medico che designa genericamente un dolore di origine ossea. 

\osteggiàre, v. tr. Trattare da nemico, contrastare. ~ avversare. <> agevolare. 
  v. tr. to be opposed to, to oppose. 

\osteìte, sf. Processo infiammatorio che subiscono le porzioni vascolarizzate dell'osso. 

\Osteìtti Classe dei Cordati, sottotipo dei Vertebrati, nel gruppo dei Deuterostomi, sottoregno animale dei Metazoi. È una delle tre classi in cui sono divisi i Pesci, insieme ad Agnati e Condritti. Sono Pesci a scheletro osseo suddivisi in tre sottoclassi: Sarcopterigi, Brachiopterigi e Attinopterigi. I Sarcopterigi comprendono i Celacantiformi e i Ditteriformi (con vescica polmonare che permette di affrontare lunghi periodi senza acqua); i Brachiopterigi comprendono i Politteriformi (con vescica polmonare che può assumere ossigeno dall'atmosfera) e gli Acipenseriformi (storione e pesce spatola o giganti d'acqua dolce); gli Attinopterigi comprendono un totale di 35 ordini restanti. Ai Pesci ossei appartengono il salmone, la trota, il pesce persico, la tinca, il tonno, il pesce spada, il luccio, il cavedano, la triglia, il pagello, il sarago, l'alborella, la sogliola, lo sgombro, l'anguilla, il pesce gatto e l'aringa. 

\Ostellàto Comune in provincia di Ferrara (7.488 ab., CAP 44020, TEL. 0533). 

\ostèllo, sm. 1 Alloggio, ospizio. 2 Albergo che accoglie i giovani turisti con soluzioni economiche molto vantaggiose. 
  sm. youth hostel. 

\Ostènda Città (69.000 ab.) del Belgio, nella provincia della Fiandra Occidentale, sulla costa del mare del Nord, collegata con Bruges e Gand mediante canali. Porto commerciale e peschereccio, è centro di movimento passeggeri con l'Inghilterra. Le principali risorse della città sono il turismo (stazione balneare e termale) e le industrie cantieristiche, alimentari, tessili, poligrafiche, dei laterizi e del tabacco. Mercato di fiori e ortaggi. Venne fondata nel IX sec. e fu danneggiata durante le guerre mondiali. 

\ostensìbile, agg. Che si può mostrare. 

\ostensióne, sf. Il mostrare, l'esporre in pubblico. 
  lat. tardo ostensio,-onis. 

\ostensóre, sm. Colui che mostra. 

\ostensòrio, sm. Oggetto sacro di metallo prezioso nel quale viene esposta ai fedeli l'eucaristia. 

\ostentàre, v. tr. Mostrare intenzionalmente con vanto. ~ esibire. <> celare. 
  v. tr. to show off, to make a show of. 

\ostentàto, agg. Messo in mostra con eccessivo risalto. 

\ostentazióne, sf. L'ostentare. ~ esibizione. 
  sf. show, ostentation. 
  lat. ostentatio,-onis. 

\osteoartrìte, sf. Infiammazione del tessuto osseo dei capi articolari e contemporaneamente dei costituenti dell'articolazione. 

\osteoblàsto, sm. Cellula giovane specializzata nella produzione dell'osseina, dentro alla quale rimane imprigionata fino alla sua trasformazione in osteocito. 

\osteocìto, sm. Cellula caratteristica del tessuto osseo con prolungamenti ramificati che si diffondono nella sostanza fondamentale. 

\osteoclasìa, sf. 1 Frattura sottocutanea di segmenti ossei. 2 Riassorbimento del tessuto osseo. 

\osteoclàsta, sf. Strumento chirurgico utilizzato per l'osteoclasia. 

\osteocondrìte, sf. Processo infiammatorio dell'osso nello stadio cartilagineo. 

\osteocondrodistrofìa, sf. Distrofia ereditaria che consiste nel mancato sviluppo in lunghezza delle ossa lunghe. 

\osteogènesi, sf. Origine e formazione delle ossa, nonché la branca che studia tali processi. 

\osteolepis, sm. invar. Genere di Pesci crossopterigi vissuti in Scozia e in Antartide nel periodo Devoniano. 

\osteologìa, sf. Ramo dell'anatomia che studia le ossa. 

\osteòma, sm. Tumore osseo di carattere benigno. 

\osteomalacìa, sf. Malattia delle ossa che colpisce sia l'uomo che gli animali consistente nella perdita dei sali minerali da parte delle ossa con conseguente possibile deformazione delle stesse. 

\osteomielìte, sf. Processo infiammatorio del midollo osseo con interessamento del periostio causato da agenti piogeni. 

\osteóne, sm. In istologia è l'insieme delle lamelle ossee che sono poste concentriche rispetto ai canali di Havers. 

\osteopatìa, sf. Termine generico per indicare qualsiasi affezione a carico delle ossa. 

\osteoperiostìte, sf. Processo infiammatorio del tessuto osseo diffuso fino al periostio dovuto a cause che possono andare dalla lebbra alla sifilide, da un infezione da stafilococco a localizzazione ossee della brucella. A volte può degenerare in necrosi di alcune parti d'osso. 

\osteoporòsi, sf. Degenerazione delle ossa consistente nella prevalenza dei processi di rottura su quelli di formazione. Colpisce in particolar modo le vertebre, le ossa della mano e il collo del femore, con conseguente pericolo di cifoscoliosi e fratture. L'osteoporosi può essere originata da varie malattie, da carenze alimentari, da scompensi ormonali, da ereditarietà e dalla sistematica somministrazione di alcuni farmaci. La forma più comune è quella senile, causata dalla rarefazione ossea che inizia dopo i 40-50 anni. I soggetti femminili possono essere colpiti più precocemente a causa degli squilibri ormonali conseguenti alla menopausa. Anche se non esiste una cura capace di farla regredire, è tuttavia possibile prevenire e rallentare l'osteoporosi mediante somministrazione di calcio, estrogeni, androgeni, calcitonina e fluoruri, oltre che mediante un'alimentazione equilibrata e un'attività fisica adeguata. I sintomi della patologia si manifestano quando l'osteoporosi è ormai troppo grave per essere prevenuta. 

\osteosarcòma, sm. Tumore osseo di natura maligna che ha origine dal mesenchima osteoformatore. 

\osteoscleròsi, o osteosclèrosi, sf. Eburneizzazione del tessuto osseo a seguito di un'elevata attività osteoblastica e dal deposito di grandi quantità di sostanze calcificate che riducono lo spazio midollare. 

\osteosìntesi, sf. Procedimento cruento di trattamento delle fratture che consiste nell'introdurre apparecchi metallici come placche o viti, nei frammenti ossei ridotti. 

\osteotomìa, sf. Intervento chirurgico che comporta una resezione di un osso per correggere una deformazione dello scheletro. 

\Östergötland Contea (408.000 ab.) della Svezia meridionale, tra il mar Baltico e il lago Vättern. Capoluogo Linköping. 

\osterìa, sf. Locale pubblico nel quale si vende il vino e si serve da mangiare. ~ locanda. 
  sf. inn, tavern. 
  deriv. da oste. 

\Osteria flegrea Opera di poesia di A. Gatto (1962). 

\osterìggio, sm. Copertura delle aperture del ponte di una nave, attraverso le quali i locali sottostanti ricevono luce. 

\Östersund Città (59.000 ab.) della Svezia, sul lago Storsjön. Capoluogo Jämtland. 

\ostéssa, sf. La moglie dell'oste. 

\ostètrica, sf. Infermiera specializzata nell'assistenza delle gestanti e delle partorienti. ~ levatrice. 
  sf. midwife. 

\ostetrìcia, sf. Ramo della medicina che studia gli aspetti della gravidanza e del parto. 

\ostètrico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Che concerne l'ostetricia. 
sm. Chirurgo che esercita l'ostetricia. 
  agg. obstetric. sm. obstetrician. 

\ěstfold Contea (239.000 ab.) della Norvegia sudorientale, al confine con la Svezia e la sponda orientale del fiordo di Oslo. Capoluogo Moss. 

\Òstia Frazione (4.000 ab.) del comune di Roma, vicino alla foce del Tevere. Centro commerciale per i prodotti agricoli della zona, è anche sede di industrie meccaniche. Importante il turismo al Lido di Ostia, stazione balneare dei romani. 
Ostia antica 
Porto della Roma imperiale, fu fondata, secondo la tradizione, dal re Anco Marzio. Fu centro commerciale di notevole importanza fino all'inizio della decadenza sotto Costantino. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce case patrizie, edifici alti fino a cinque piani, magazzini, negozi, le terme di Nettuno. 

\òstia, sf. 1 La vittima che si sacrificava agli dei pagani. 2 Disco sottile di farina azzima, consacrata dal sacerdote e offerta ai fedeli durante la Messa. 
  sf. host. 
  lat. hostia. 

\ostìaco, agg. e sm. agg. Appartenente al gruppo etnico ugro-finnico di stanza nella Siberia occidentale (Federazione russa), nei pressi del medio e basso corso del fiume Ob. 
sm. Popolazioni prevalentemente nomadi, hanno abitudini legate alla pesca, alla caccia e all'allevamento delle renne. Strutturati socialmente in clan, praticano ancora oggi il culto dell'orso e alcune forme di sciamanesimo che sono sopravvissute alla cristianizzazione (XVII-XVIII sec.). 

\Ostiàno Comune in provincia di Cremona (3.063 ab., CAP 26032, TEL. 0372). 

\ostiariàto, sm. Nella chiesa cattolica il primo degli ordini minori (attualmente soppresso) che conducevano al sacerdozio. 

\ostiàrio, sm. Chierico, che ha ricevuto l'ostiariato. 

\òstico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che ha sapore aspro. 2 Difficile da sopportare. ~ arduo. <> agevole. 
  agg. (difficile) difficult. 
  lat. hosticus, deriv. da hostis nemico. 

\ostiènse, vìa Strada che dalla Porta Ostiense a Roma portava a Ostia seguendo la riva sinistra del Tevere. 

\Ostìglia Comune in provincia di Mantova (7.316 ab., CAP 46035, TEL. 0386). 

\ostìle, agg. Nemico, contrario. ~ alieno. <> alleato. 
  agg. hostile. 
  lat. hostilis, deriv. da hostis nemico. 

\Ostiliàno Mèssio Quìnto, Càio Valèrio (?-251) Figlio di Decio, gli succedette come imperatore romano dal 251. Venne adottato e associato all'impero come augusto da Treboniano Gallo. Perì di peste. 

\ostilità, sf. L'essere ostile. ~ avversione. 
  sf. hostility. 
  lat. hostilitas,-atis. 

\ostinàrsi, v. intr. pron. Persistere con irragionevole o inopportuna perseveranza. ~ perseverare. <> desistere. 
  v. intr. pron. to insist, to persist. 
  lat. obstinare, deriv. da obstare mettersi contro. 

\ostinatézza, sf. L'essere ostinato. 

\ostinàto, agg. e sm. agg. 1 Fermo e tenace nei propri propositi. ~ caparbio. <> ragionevole. 2 Persistente. ~ perseverante. una pioggia ostinata rallentava il loro cammino
sm. Breve figura melodica ripetuta costantemente nel corso di una composizione. 
  agg. 1 stubborn, obstinate. 2 (tenace) persistent. 
  lat. obstinatus, risoluto, p.p. di obstinare

\ostinazióne, sf. L'ostinarsi. 
  sf. obstinacy. 
  lat. obstinatio,-onis. 

\òstio, sm. Orifizio. 

\Ostomàtidi Famiglia di Insetti Coleotteri, per lo più predatori, che vivono sui Funghi, nelle gallerie degli Insetti xilofagi e in mezzo a diverse sostanze vegetali. Hanno il corpo appiattito oppure stretto e allungato. 

\Òstra Comune in provincia di Ancona (5.847 ab., CAP 60010, TEL. 071). 

\Òstra Vètere Comune in provincia di Ancona (3.497 ab., CAP 60010, TEL. 071). 

\Ostracìidi Famiglia di Pesci tetraodontiformi conosciuti anche come pesci scatola. 

\ostracìsmo, sm. 1 Bando inflitto, in Atene e in altre città greche, a chi era sospettato di aspirare a diventare tiranno. 2 Esclusione ~ allontanamento. 
Aristotele attribuì l'introduzione dell'ostracismo a Clistene (V sec. a. C.). L'ostracismo veniva decretato dall'ecclesia mediante votazione e ˇstrakon era il nome del coccio sul quale veniva scritto il nome di colui che doveva essere allontanato. 

\ostracizzàre, v. tr. Condannare con l'ostracismo. 

\Ostracodèrmi Denominazione degli agnati fossili (gli agnati viventi sono detti ciclostomi). Gli ostracodermi avevano la parte anteriore del corpo ricoperta da placche ossee a volte saldate in modo da formare uno scudo cefalico, ma erano privi di mascelle. 

\Ostracòdi, sm. Ordine di Crostacei comprendente circa 2.000 specie marine e d'acqua dolce, con guscio bivalve, muniti di un legamento elastico e di muscoli occlusori. Possono raggiungere i 25 mm (la maggior parte però non supera i 4 mm). Si nutrono di sostanze in decomposizione e vivono anche in profondità. Il più diffuso nel Mediterraneo è la Cypridina mediterranea. Alcuni fossili di ostracodi possono rilevare, nel sottosuolo, la presenza di petrolio. 

\Ostrava Città (326.000 ab.) della Repubblica Ceca, capoluogo della provincia della Moravia Settentrionale, al centro di un ricco bacino carbonifero sul fiume Oder. Centro di comunicazione, basa le sue risorse economiche sulle industrie siderurgiche, chimiche, meccaniche, petrolifere, alimentari, dell'abbigliamento e dei mobili. Ospita la chiesa di San Venceslao (XVIII sec.) e il palazzo del municipio (XVII sec.). 

\òstrea, sf. Genere di Molluschi Lamellibranchi filibranchi comprendente le ostriche. 

\òstrega, inter. Esclamazione veneta di stupore o di dispetto. 

\Ostrèidi Famiglia di Molluschi Lamellibranchi filibranchi, detti comunemente ostriche. Hanno valve differenti; la sinistra spessa e convessa è usata per attaccarsi al fondo marino, mentre la destra è piana. 

\òstrica, sf. Genere di Molluschi comuni nell'Atlantico settentrionale e nel Mediterraneo dove vivono attaccati agli scogli. 
  sf. oyster. 
Ostrica perlifera 
Mollusco (Pinctada margaritifera) della famiglia degli Pteridi e della classe dei Bivalvi. Ermafrodita, matura gli organi sessuali in diversi momenti, prima quelli maschili quindi quelli femminili. Straordinariamente feconda, può produrre circa 1.000.000 di uova durante il periodo riproduttivo; le larve che giungono a completare il loro sviluppo sono poche perché vengono cacciate da anellidi, balani e celenterati. Misura 20 cm e vive sui fondali. Si nutre di microorganismi. Ricca di sostanze azotate, è un alimento leggero e nutriente. Conosciuta anticamente dai greci e dai romani come piatto costoso e raffinato. Diffusa in tutto il mondo, è presente in grossi banchi in Australia, in Giappone e nell'America settentrionale. 

\ostricàio, sm. Chi vende ostriche. 

\ostricoltóre, sm. Chi alleva ostriche. 

\ostricoltùra, sf. Allevamento di ostriche. 

\òstro, sm. 1 Porpora. 2 Colore roseo. 3 Il sud come punto cardinale. 

\ostrogòti Antica popolazione germanica, le cui prime notizie risalgono al 269 d. C., quando invasero per la prima volta l'impero romano. Sconfitti da Costantino e poi dagli unni di Attila, alla morte di questi (453), si stabilirono in Pannonia e poi nella Mesia. Nel 488 Teodorico li guidò in Italia, dove sconfissero Odoacre (493) e diedero vita a un regno che comprendeva quasi l'intera penisola. Alla morte di Teodorico (526) seguì l'indebolimento dell'organizzazione del regno e la sconfitta da parte dei bizantini, dopodiché scomparvero dalla storia d'Italia. 

\ostrogòto, agg. e sm. 1 Appartenente alla popolazione dei goti orientali. la dominazione degli ostrogoti in Italia. 2 Lingua parlata da quella popolazione. 3 Che, o chi, è rozzo, incivile. disprezzava quelle abitudini ostrogote
  lat. tardo Ostrogothus, comp. dal german. oster orientale + Gothus Goto. 

\Ostroleka Città (51.000 ab.) della Polonia, sul fiume Narew. Capoluogo del voivodato omonimo. 

\Ostroumova-Lebedeva, Anna Petrovna (Pietroburgo 1871-1955) Artista russa. Attiva come pittrice, xilografa e acquerellista, si dedicò anche all'insegnamento. Tra le opere la xilografia Veduta della Neva dalla colonnata della Borsa (Pietroburgo, Museo Russo). 

\Ostrovskij, Aleksandr Nikolaevic (Mosca 1823-Scelikov 1886) Scrittore e drammaturgo russo. Nelle sue opere trattò i conflitti sociali e familiari del mondo dei banchieri e dei mercanti. Le opere principali sono Con i propri ci si arrangia (1850), PovertÓ non Ŕ vizio (1854), Un posto lucrativo (1857), L'uragano (1860), Il falso Demetrio (1867), La fanciulla di neve (1872) e Senza dote (1879). 

\ostruènte, agg. Che ostruisce. 

\ostruìre, v. tr. Chiudere un condotto o un passaggio. ~ intasare, ingorgare. <> aprire, disintasare. 
  v. tr. to block, to obstruct. 
  lat. obstruere, comp. da ob-+ struere erigere. 

\ostruzióne, sf. 1 L'ostruire. fare ostruzione, impedire il normale svolgimento di un'attività. 2 Ostacolo, impedimento. trovarono numerose ostruzioni sul loro percorso di avvicinamento all'obiettivo militare
  sf. blockage, obstruction. 
  lat. obstructio,-onis, deriv. da obstructus, p.p. di obstruere
Ostruzione delle vie respiratorie 
L'ostruzione delle vie respiratorie è, purtroppo, un'evenienza abbastanza frequente e può essere provocata da vari fattori. Per esempio la lingua può cadere all'indietro nella cavità orale e provocare l'occlusione della gola. Questo tipo di ostruzione si verifica spesso in caso di perdita di coscienza ed è di somma importanza, per un soccorritore, accertarsi immediatamente che le vie aeree dell'infortunato siano libere. La presenza di pezzi di cibo o di oggetti, o ancora di vomito, sangue o liquidi nella gola può provocarne l'occlusione. Ferite e/o violenti colpi al collo o al viso, avvelenamenti, immissione di aria molto calda (incendi), possono provocare rigonfiamento dei tessuti e ostruire la gola. Anche le malattie delle vie respiratorie (infezioni, allergie, asma) possono provocare ostruzione delle vie respiratorie a vari livelli. 
Qualunque sia la causa dell'ostruzione delle vie respiratorie, essa può manifestarsi come parziale o totale. L'ostruzione è parziale se il soggetto è cosciente e si porta la mano alla gola oppure la indica; presenta un respiro difficoltoso caratterizzato da rumori insoliti (rantoli, gorgoglii), tosse; il colorito diventa cianotico. Può essere in grado di parlare. Il soggetto non cosciente presenterà gli stessi sintomi sopra descritti e sarà possibile notare i movimenti della cassa toracica e lo scambio gassoso a livello di naso o bocca. 
Se l'ostruzione è totale il soggetto, se cosciente, non è in grado di parlare né di tossire. Non presenta segni di respirazione né movimenti della cassa toracica. In molti casi comunque il soggetto sarà privo di coscienza. 

\ostruzionìsmo, sm. L'impedire con ogni mezzo lo svolgersi di un'attività. ~ osteggiamento. l'opposizione aveva iniziato a praticare una forma sistematica di ostruzionismo parlamentare, provocava ritardi nell'approvazione delle leggi. 
  ingl. obstructionism, deriv. dal lat. obstructio,-onis impedimento. 

\ostruzionìsta, sm. e sf. Chi fa ostruzionismo. 

\ostruzionìstico, agg. (pl. m.-ci) Che ha carattere di ostruzionismo. 

\Ostùni Comune (32.000 ab., CAP 72017, TEL. 0831) in provincia di Brindisi. Le principali risorse economiche sono le industrie alimentari, chimiche e tessili e il turismo balneare. Importante la cattedrale con facciata gotica del XVII sec. 

\Ostwald, Wilhelm (Riga 1853-Grossbothen 1932) Chimico tedesco e fondatore della chimica fisica. Di origine russa, nel 1909 fu insignito del premio Nobel. Fu sostenitore dell'energetismo, dottrina che voleva superare il meccanicismo sostituendo all'idea di materia quella di energia. Ha studiato gli elettroliti e la catalisi. Da lui prende il nome la legge della diluizione che consente di calcolare la costante di dissociazione di acidi e basi dalla misura della conducibilità delle loro soluzioni. Tra le sue opere, Manuale di chimica generale (1887), Armonia dei colori (1918). 

\Oswald, Lee Harvey (New Orleans 1939-Dallas 1963) Presunto assassino di J. F. Kennedy; fu ucciso dalla polizia di Dallas il 24 novembre 1963, due giorni dopo l'omicidio del presidente. 

\ot(o)- Primo elemento di parole composte che nella terminologia scientifica significano orecchio. 
  dal greco űs, otˇs

\Ota Città (140.000 ab.) del Giappone, sull'isola di Honshu. Capoluogo della prefettura di Gumma. 

\Otago Regione (186.000 ab.) della Nuova Zelanda, nel settore meridionale dell'Isola del Sud. Capoluogo Dunedin. 

\otalgìa, sf. Generico dolore all'orecchio. 

\otàrda, sf. Uccello (Otis tarda) della famiglia degli Otididi e dell'ordine dei Gruiformi. Di colore marrone e bianco, è diffusa in Europa, Africa nordoccidentale e Asia. In Italia è piuttosto rara. 

\otària, sf. Mammifero pinnipede caratterizzato dalla presenza di un piccolo padiglione auricolare, corpo snello e collo lungo e mobile. È detta anche leone od orso di mare. 
Otaria orsina 
Mammifero (Callorhinus ursinus) della famiglia degli Otaridi e dell'ordine dei Carnivori. Lunga 2 m, vive tra l'Alaska e la Kamchatka . Si nutre di pesce. 
Otaria sudamericana 
Mammifero (Otarya bironia) della famiglia degli Otaridi e dell'ordine dei Carnivori. Lunga 2,5 m, presenta una criniera negli esemplari maschi. Vive sulle coste sudamericane del Pacifico. 

\otèllo, sm. Uomo molto geloso. 

\Otello Tragedia in cinque atti, in versi e in prosa, di W. Shakespeare (1604-1605). La tragedia del moro di Venezia rappresenta l'unica opera di Shakesperare che ha per oggetto una tragedia famigliare, i cui protagonisti non sono personaggi dell'alta nobiltà. Otello è un generale al servizio della Repubblica Veneta; ma è anche un moro, perciò estraneo alla società veneziana. Dopo aver sposato Desdemona, figlia del senatore veneziano Brabanzio, Otello viene diabolicamente indotto da Iago a credere di essere tradito dalla moglie e, roso dalla gelosia, giunge a ucciderla. Quando scopre l'innocenza di Desdemona, Otello si uccide a sua volta. La figura di Iago è divenuta il simbolo dell'inganno diabolico. Il soggetto è stato tratto da una delle 100 novelle, contenute negli Ecatommiti di Gregorio Giraldi Cinzio. 
Otello 
Dramma lirico in quattro atti di G. Verdi, libretto di A. Boito (Milano, 1887). 
La storia è ambientata a Cipro nel XV secolo. Otello è il governatore dell'isola, ma è odiato da Iago che trama contro di lui facendogli credere che Desdemona, sua amata lo tradisca con Cassio. A questo proposito usa un fazzoletto come prova. Otello impazzisce di gelosia e, nonostante Desdemona giuri la propria innocenza, la uccide soffocandola con una cuscino, togliendosi successivamente a sua volta la vita. 
Otello 
(ossia Il moro di Venezia) Opera in tre atti di G. Rossini, libretto di F. Berio di Salsa (Napoli, 1816). 
Otello 
Film drammatico, americano/francese (1951). Regia di Orson Welles. Interpreti: Orson Welles, Michael McLiammoir, Suzanne Cloutier. Titolo originale: Othello 
Otello 
Film drammatico, britannico (1965). Regia di Stuart Burge. Interpreti: Laurence Olivier, Joyce Redman, Frank Finlay. Titolo originale: Othello 

\Otero, Carolina (Fuente Valga 1868-Nizza 1965) Ballerina spagnola. Fu celebre per le sue relazioni con personaggi famosi della belle Úpoque

\Othman => "Uthman" 

\òtico, agg. (pl. m.-ci) Riferito all'orecchio, in particolare al ganglio posto sul tronco nervoso del trigemino sotto il foro ovale dello sfenoide. 

\Otìdidi Famiglia di Uccelli ralliformi o gruiformi che comprende le otarde. 

\Otìnidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi polmonati marini cui appartiene il genere Otina

\otìte, sf. Infiammazione cronica o acuta dell'orecchio, che viene differenziata, secondo la sede, in otite esterna, otite media e otite interna. La forma più comune è l'otite acuta a carico dell'orecchio medio, spesso originata da frequenti variazioni della pressione atmosferica (sommozzatori, piloti aeronautici ecc.), che può provocare anche la perforazione della membrana timpanica. Si manifesta con infiammazioni catarrali a carico dell'apparato rinofaringeo che si propagano alla tuba di Eustachio, provocando disturbi uditivi (acufeni e ipoacusia) e vertigini. Può essere curata con una terapia antibiotica e sulfamidica. Le affezioni esterne e interne sono generalmente originate da otiti medie cronicizzate. 
  sf. otitis. 

\otocìsti, sf. Sinonimo di vescicola auditiva. 

\otoiàtra, sm. e sf. Medico specialista in otoiatria. 

\otoiatrìa, sf. Ramo della medicina che studia e cura le malattie dell'orecchio. 

\otolìti Piccolissimi cristalli di carbonato di calcio che si trovano nel labirinto membranoso dei Vertebrati. 

\O'Toole, Peter Seamus (Connemara 1933) Attore teatrale e cinematografico irlandese. Interprete famoso delle opere di Shakespeare, partecipò a numerosi film divenuti famosi. È stato candidato sei volte al premio Oscar. I film principali sono Lawrence d'Arabia (1963), Beckett e il suo re (1964), Lord Jim (1965), La notte dei generali (1965), Il leone d'inverno (1968), L'uomo della Mancha (1972), Dr. Creator (1984), L'ultimo imperatore (1988) e Fantasmi da legare (1988). 

\otopatìa, sf. Termine medico che designa genericamente le malattie dell'orecchio. 

\otorinolaringoiàtra, sm. e sf. Medico specialista in otorinolaringoiatria. 

\otorinolaringoiatrìa, sf. Ramo della medicina che studia le malattie dell'orecchio, del naso e della gola. 

\otorrèa, sf. Secrezione sierosa del condotto auditivo esterno, di solito come postumo dell'otite. 

\otoscleròsi, sf. Malattia dell'orecchio interno, con distrofia della parte membranosa e ossea del labirinto, a carattere ereditario. Se la lesione tocca la finestra ovale e l'attacco della staffa, compare ipoacusia. 

\otoscopìa, sf. Analisi dell'orecchio esterno comprensiva del timpano e della cassa timpanica. 

\otoscòpio, sm. Strumento per eseguire l'otoscopia. 

\otospongiòsi, sf. Distrofia del labirinto osseo che affligge soprattutto le donne giovani. ~ otosclerosi. 

\Òtranto Comune (5.200 ab., CAP 73028, TEL. 0836) in provincia di Lecce sulla costa adriatica del canale omonimo. Le principali risorse economiche sono costituite dal porto peschereccio, dal mercato agricolo dei prodotti della regione e dal turismo. Antico centro messapico, fu poi romano e longobardo, per diventare quindi capitale del Salento con i bizantini (IX sec.). Nel 1480 fu devastato dai turchi. I monumenti più importanti sono il castello eretto da Ferdinando d'Aragona (XV sec.), la cattedrale romanica (XI sec.) e la chiesa bizantina di San Pietro (X-XI sec.). 
Canale d'Otranto 
Braccio di mare tra il capo d'Otranto e il capo Linguetta in Albania, che mette in comunicazione il mar Adriatico con il mar Ionio. È lungo 90 km. ca. e largo 70. 
Promontorio d'Otranto 
Promontorio della costa adriatica pugliese, sul canale d'Otranto. È il punto più orientale della penisola italiana. Si trova a 40° 7' latitudine nord e 18° 31' 13 longitudine est. 

\ótre, sm. Recipiente di pelle di capra o simile conciata e cucita, usato per contenere e trasportare liquidi. 
  sm. goatskin. 
  lat. uter, utris. 

\otricolàre, agg. Riferito all'otricolo. 

\Otrìcoli Comune in provincia di Terni (1.775 ab., CAP 05030, TEL. 0744). 

\otrìcolo, sm. Parte del labirinto membranoso che consta di una vescicola che si trova nel vestibolo membranoso dell'orecchio interno. 

\otroscòpio, sm. 1 Strumento di ingrandimento ottico e polarizzante utilizzato per osservare tramite luce parallela minerali o rocce in sezione sottile. 2 Strumento radiologico col quale si esegue l'ortoscopia. 

\Otsu Città (260.000 ab.) del Giappone, sull'isola di Honshu. Capoluogo della prefettura di Shiga. 

\ottacòrdo, sm. Antico strumento musicale a otto corde. 

\ottaèdrico, agg. (pl. m.-ci) Riferito all'ottaedro. 

\ottaedrìte, sf. Ossido di titanio che si può trovare in graniti, gneiss e sabbie diamantifere. 

\ottaèdro, sm. Poliedro con otto facce. 

\ottagonàle, agg. Che ha forma di ottagono. 
  agg. octagonal. 

\ottàgono, sm. Poligono che ha otto lati e otto angoli. 
  sm. octagon. 

\ottàmetro, sm. Verso di otto piedi. 

\Ottàna Comune in provincia di Nuoro (2.601 ab., CAP 08020, TEL. 0784). 

\ottàno, sm. Denominazione degli idrocarburi saturi C8H18. Normalmente liquido, bolle a 125 °C. 
  sm. octane. 
Numero di ottano 
Indica il potere antidetonante di un carburante per motori a scoppio. Indica la percentuale di isottano (potere antidetonante 100) presente in una miscela con eptano (potere antidetonante 0) che si comporta come il carburante in esame. 

\ottanòlo, sm. Denominazione degli alcoli di formula C8H17OH. 

\ottànta, agg. e sm. agg. Otto decine. 
sm. indec. Il numero ottanta e il segno che lo rappresenta. 
  agg. e sm. eighty. 

\ottànte, sm. 1 Angolo di 45°. 2 Parte di spazio delimitata da tre piani tra loro ortogonali. 3 In nautica, strumento simile al sestante. 

\Ottànte Costellazione introdotta da L. N. Lacaille nel 1752, invisibile alle latitudini italiane in quanto si trova nell'emisfero celeste australe; al suo interno è presente il polo sud celeste. 

\ottantènne, agg. sm. e sf. agg. Che ha ottanta anni. ~ ottuagenario. 
sm e sf. Chi ha ottant'anni di età. 

\ottantènnio, sm. Periodo di ottant'anni. 

\ottantèsimo, agg. e sm. agg. Che in una serie occupa il posto numero ottanta. 
sm. L'ottantesima parte di un intero. 
  agg. eightieth. 

\ottantìna, sf. 1 Insieme di ottanta cose ca. 2 Che ha quasi ottant'anni di età. 
  sf. about eighty. 

\Ottàti Comune in provincia di Salerno (998 ab., CAP 84020, TEL. 0828). 

\ottatìvo, sm. Modo del verbo che esprime il desiderio e la possibilità. 

\ottàva, sf. 1 In musica, nota che rispetto a un'altra dello stesso nome dista sette intervalli. 2 Intervallo di otto giorni che segue o precede una festa religiosa. 
  sf. octave. 
  lat. octavus, deriv. da octo otto. 

\ottavàrio, sm. Periodo di otto giorni consecutivi dedicati a preghiere, prediche e cerimonie, prima o dopo una solennità religiosa. 

\Ottàvia (69?-11 a. C.) Sorella di Augusto. Sposò prima Carlo Marcello, quindi Marco Antonio, che nel 32 la ripudiò sposando Cleopatra. 
Ottavia 
(Roma 42-Pandataria 62) Figlia di Claudio e di Messalina, nel 53 sposò Pompeo, che però divorziò da lei nel 62 per sposare Poppea. Venne relegata e uccisa a Pandataria sotto false accuse. 

\Ottaviàno Comune in provincia di Napoli (21.973 ab., CAP 80044, TEL. 081), alle falde nordorientali del monte Somma. Vi hanno sede industrie alimentari (vino, dolci), della carta e chimiche. Importante centro per il commercio dei prodotti ortofrutticoli. Nella città si trova il castello costruito dai Medici e la chiesa di San Michele (XVI sec.). Feudo nel medioevo (Orsini, Angioini, Aragonesi), venne acquisita nel 1576 dai Medici di Toscana. 

\Ottaviàno, Càio Giùlio Césare (Roma 63 a. C.-Nola 14 d. C.) Caius Octavius. Primo imperatore romano. Figlio di C. Ottavio e di Azia, fu adottato nel 45 a. C. dallo zio G. Cesare. Alla sua morte (44 a. C.) si alleò con il senato e con i veterani dell'esercito contro M. Antonio, che sconfisse a Modena (44-43 a. C.). Divenuto console formò il secondo triumvirato con M. Antonio e Lepido e sconfisse a Filippi (42 a. C.) l'esercito di Bruto e Cassio, i capi della congiura contro Cesare. Suddivise il territori affidando l'oriente a M. Antonio e l'Africa a Lepido, ma, in nome delle tradizioni repubblicane di Roma, dichiarò guerra a M. Antonio e a Cleopatra, regina d'Egitto, sconfiggendoli nella battaglia di Azio (31 a. C.) e spingendoli al suicidio. Nel 29 a. C. dichiarò finite le guerre civili e iniziò una vasta opera di riforma politica e amministrativa, assumendo tutte le principali cariche politiche. Nel 27 a. C. il senato gli riconobbe il titolo di Augusto. Tenuto per sé l'Egitto, riorganizzò le province in due categorie, senatorie e imperiali, riformò l'esercito e rinforzò i confini, consolidando sul Reno la linea difensiva del fronte germanico. In campo culturale promosse e supportò l'attività di G. Mecenate, alla quale si deve lo straordinario sviluppo delle arti e delle lettere della nuova era imperiale. Non ebbe figli maschi e la scelta per la successione cadde sul figliastro Tiberio adottato nel 4 a. C. Prima di morire scrisse l'Index rerum a se gestaruum, nel quale descrisse le opere compiute. 

\ottavìno, sm. Strumento simile al flauto i cui suoni sono superiori di un'ottava. 

\ottàvo, agg. e sm. agg. Che in una serie occupa il posto numero otto. l'ottava meraviglia del mondo
sm. L'ottava parte di un intero. ottavi di finale, in una competizione sportiva è una delle batterie o prove eliminatorie che precede i quarti di finale. 
  agg. eighth. 
  lat. octavus, deriv. da octo otto. 

\Ottawa (città) Città (301.000 ab.) del Canada e capitale dello stato. Situata sul fiume omonimo è uno dei principali centri culturali del Canada, oltre a esserne il centro amministrativo e finanziario. Le principali risorse economiche sono le industrie del legno, siderurgiche, meccaniche, del cemento, alimentari, tessili e chimiche, oltre al commercio di legname. Fu fondata nel 1828 con il nome di Bytown e prese il nome attuale nel 1854. Nel 1867 fu scelta come capitale della Federazione canadese. I principali monumenti sono le cattedrali anglicana (Christ Church) e cattolica (Notre-Dame), oltre alla torre della Pace, alta più di 90 m. 

\Ottawa (fiume) Fiume (1.120 km) del Canada. Nasce nel Québec e confluisce nel fiume San Lorenzo all'altezza di Montreal. Forma i bacini Victoria, Decelles, Timiskaming e alimenta numerose centrali idroelettriche. Attraversa la città omonima. 

\ottemperànte, agg. Di chi adempie a un ordine con puntualità. ~ ligio. <> inadempiente. 

\ottemperànza, sf. Obbedienza, osservanza. 

\ottemperàre, v. intr. Obbedire, adempiere. 
  v. intr. to comply with. 

\ottenebraménto, sm. L'ottenebrare. 

\ottenebràre, v. v. tr. Oscurare. ~ offuscare. <> rischiarare. 
v. intr. pron. Offuscarsi, oscurarsi. 

\ottenére, v. tr. 1 Conseguire ciò che si vuole. ~ conquistare. 2 Ricavare. ~ acquisire. 
  v. tr. 1 to obtain, to get. 2 (conseguire) to achieve. 
  lat. obtinere, comp. da ob-+ tenere. 

\ottenìbile, agg. Che si può ottenere. 

\otteniménto, sm. Il fatto di ottenere. 

\ottentòtti Popolazione dell'Africa australe, simile ai boscimani e facente parte del gruppo etnolinguistico dei khoisanidi. Di stanza nella regione del capo di Buona Speranza, si scontrarono con i coloni olandesi che diedero loro questo nome. Attualmente sopravvivono circa 50.000 ottentotti, prevalentemente del gruppo Nama. 

\ottentòtto, agg. e sm. 1 Appartenente a una popolazione indigena dell'Africa australe. 2 Che, o chi, è rozzo e incivile. 

\ottètto, sm. 1 Composizione musicale per otto strumenti. 2 Complesso musicale composto da otto strumenti. 

\Ottey, Marlene (1960-) Atleta giamaicana. Nel 1990 ha corso i 100 m in 10"78 e i 200 m in 21"66. 

\òttica, sf. 1 Branca della fisica che studia i fenomeni luminosi e gli strumenti relativi. 2 Tecnica di fabbricare strumenti che servono a correggere i difetti della vista. 3 L'insieme delle lenti, dei prismi e degli specchi facenti parte di un apparecchio ottico. 
  sf. optics. 
Storicamente è suddivisa in ottica geometrica e ottica fisica. La prima studia i fenomeni ottici sulla base di un modello astratto secondo il quale la luce si propaga con raggi rettilinei e indipendenti e che è in grado di spiegare i fenomeni più semplici, come la riflessione e la rifrazione, le cui leggi illustrano il comportamento di un raggio luminoso che colpisce la superficie di separazione tra due mezzi contigui. Secondo l'ottica geometrica, parte del raggio viene riflesso con un angolo uguale a quello di incidenza, mentre la quantità rimanente viene rifratta, continuando il proprio cammino all'interno del secondo mezzo, dove può essere assorbita o propagata verso un'eventuale successiva superficie di separazione. L'ottica fisica si basa invece sulla teoria ondulatoria e sulla teoria delle onde elettromagnetiche, per spiegare i fenomeni di diffrazione, interferenza e polarizzazione, che sono alla base di alcune recenti applicazioni tecnologiche, come il laser e le tecniche olografiche. 
Ottica elettronica 
Branca della fisica che studia il moto degli elettroni liberi nel vuoto e la loro interazione con i campi elettrici e magnetici. Trova applicazione nella produzione di strumenti come il microscopio elettronico, gli acceleratori di particelle ecc. 

\òttico, agg. e sm. agg. 1 Che si riferisce alla vista. 2 Aggettivo che indica tutto ciò che si ricollega all'ottica e alle radiazioni visibili. 
sm. Chi fabbrica o vende occhiali e strumenti ottici. 
  agg. optical. sm. optician. 
Centro ottico 
Punto che si trova sull'asse principale di una lente, che fa sì che a ogni raggio incidente passante per esso corrispondano raggi incidenti ed emergenti paralleli. 
Sistema ottico 
Insieme di prismi, lenti, specchi, diaframmi di uno strumento ottico; il sistema può essere catadiottrico se utilizza superfici riflettenti e rifrangenti; diottrico se usa solo superfici rifrangenti e catottrico se le superfici usate sono solo riflettenti. 
Strumento ottico 
Strumento che viene utilizzato nella produzione di fenomeni ottici. 

\Ottièri, Ottièro (Roma 1924-Milano 2002) Scrittore. Tra le opere Tempi stretti (1957), Donnarumma all'assalto (1959). Con le opere successive (la raccolta di poesie Il pensiero perverso, 1971, e il romanzo Il campo di concentrazione, 1972) definì la nevrosi e la follia come motivi ispiratori della sua vena narrativa. Opere successive furono I due amori (1983), Il divertimento (1984), L'infermiera di Pisa (1991), La psicoterapeuta era bellissima (1994) e Il poema osceno (1996). 

\Ottìglio Comune in provincia di Alessandria (724 ab., CAP 15038, TEL. 0142). 

\ottimàle, agg. Relativo all'ottimo. ~ ideale. 
  agg. optimum. 

\ottimaménte, avv. Benissimo. 
  avv. very well, excellently. 

\ottimàre, v. tr. Ottimizzare. 

\ottimàte, sm. 1 Nel Rinascimento il termine indicava le classi sociali superiori. 2 Cittadino che appartiene alle classi più elevate. ~ aristocratico. 

\ottimìsmo, sm. 1 Disposizione dell'animo che porta a giudicare favorevolmente tutto ciò che accade. 2 Concezione filosofica che considera che nel mondo prevalga il bene. 
  sm. optimism. 
  franc. obtimisme, deriv. dal lat. optimus. 

\ottimìsta, agg., sm. e sf. agg. Ottimistico. ~ speranzoso. <> pessimista. 
sm. e sf. Chi giudica con ottimismo. 
  sm. e sf. optimist. 

\ottimìstico, agg. (pl. m.-ci) Che è ispirato a ottimismo. 

\ottimizzàre, v. tr. Rendere ottimale, migliorare al massimo. 
  v. tr. to optimize. 

\ottimizzazióne, sf. L'ottimizzare. 

\òttimo, agg. e sm. agg. Buonissimo, eccellente. ~ ineffabile. <> pessimo. aveva ottimi voti
sm. 1 Ciò che è ottimo. 2 La condizione migliore. cercava sempre di raggiungere l'ottimo nelle sue scelte
  agg. excellent, very good. sm. the best. 
  lat. optimus

\òtto, agg. e sm. agg. num. card. indec. Che contiene un'unità in più di sette. gli diedero otto giorni per concludere il lavoro
sm. indec. 1 Il numero otto e il segno che lo rappresenta. 2 Il voto scolastico. non sarebbe riuscito a mantenere la media dell'otto
  agg. e sm. eight. 
  lat. octo

\Otto commedie e otto intermezzi Raccolta di commedie di M. de Cervantes y Saavedra (1615). 

\Otto e mezzo => "8 1/2". 

\Òtto Gràdi, canàle Braccio di mare dell'oceano Indiano, tra l'isola di Minicoy e l'arcipelago delle Maldive. 

\otto sànti, guèrra dégli Guerra combattuta dai fiorentini contro la chiesa (1375-1378). Ebbe origine per la volontà espansionistica di Firenze, che intendeva approfittare dello spostamento della sede pontificia ad Avignone. Papa Gregorio XI lanciò l'interdetto contro Firenze (31 marzo 1376), ma dopo pochi scontri fu firmata la pace (1378), con la quale papa Urbano VI ritirò l'interdetto e Firenze indennizzò economicamente la Santa Sede. Il nome deriva dagli otto magistrati fiorentini, appositamente chiamati alla guida delle operazioni e denominati Otto della guerra, che per il popolo divennero gli otto santi

\Otto studi Opera di critica letteraria di C. Bo (1939). 

\Otto, Nikolaus (Holzhausen 1832-Colonia 1891) Ingegnere tedesco. Compì importanti studi sui motori a combustione interna e inventò l'omonimo ciclo termodinamico a quattro tempi (1876). Fece costruire a Colonia il primo esemplare di motore a gas da lui progettato nel 1854. 

\Ottobiàno Comune in provincia di Pavia (1.092 ab., CAP 27030, TEL. 0384). 

\ottobràta, sf. Passeggiata effettuata, specialmente nel Lazio, nel mese di ottobre o nei mesi autunnali. 

\ottóbre, sm. Il decimo mese dell'anno. 
  sm. October. 

\Ottobre (I dieci giorni che sconvolsero il mondo) Film drammatico, russo (1927). Regia di Sergej Mikhailovic Eisenstein. Interpreti: Nikandrov, N. Popov, Boris Livanov. Titolo originale: Oktiabr 

\ottobrìno, agg. Relativo a ottobre. 

\ottobrìsti Termine che indicava il gruppo di liberali moderati russi che approvò il manifesto del 30 ottobre 1905 con cui lo zar Nicola II instaurò il regime costituzionale. 

\Ottocàro Nome di sovrani. 
Ottocaro I 
(1155?-1230 ?) Duca di Boemia dal 1192, dal 1198 fu il primo re di Boemia. 
Ottocaro II 
(1230 ca.-Dürnkrut 1278) Duca d'Austria dal 1251. Figlio di Venceslao I, gli succedette nel 1253 come re di Boemia. Tra il 1254 e il 1260 conquistò lo Stiria, quindi la Carniola e nel 1269 la Carinzia. Venne sconfitto nella corsa all'impero da Rodolfo d'Asburgo, che oltretutto lo uccise, impadronendosi dei domini austriaci. 

\ottocentésco, agg. (pl. m.-chi) Relativo al secolo diciannovesimo. 

\ottocentèsimo, agg. e sm. agg. num. ord. Che in una serie occupa il posto numero ottocento. 
sm. L'ottocentesima parte di un intero. 

\ottocentìsta, sm. e sf. 1 Artista o scrittore del secolo diciannovesimo. 2 Atleta specialista nella corsa degli ottocento metri piani. 

\ottocènto, agg. e sm. agg. num. card. indec. Che contiene otto centinaia. 
sm. indec. Il numero ottocento e il segno che lo rappresenta. 
  agg. num. card. indec. eight hundred. 

\òttodo, sm. Tubo termoelettronico a otto elettrodi utilizzato nei radioricevitori come miscelatore del segnale della griglia di comando col segnale dell'oscillatore locale. 

\ottomàna, sf. Divano che può trasformarsi anche in letto. ~ sofà. 

\ottomàno, agg. e sm. Della Turchia. 
Impero ottomano 
Impero turco musulmano fondato da Osman I (o Othman I) che regnò dal 1299 al 1326. Confinava con l'impero bizantino e durante il XIV sec. si espanse giungendo a controllare buona parte dell'Islam, insediandosi nella penisola anatolica e passando poi nei Balcani, dove riuscì ad annettere Serbia, Bulgaria, Moldavia, Valacchia, Albania, e Costantinopoli (1453), segnando la fine dell'impero romano d'oriente. Nel XVI sec. acquisì Armenia, Kurdistan ed Egitto. Con Solimano II il Magnifico (1520-1566) raggiunse la massima potenza annettendo Baghdad, Rodi, Belgrado, buona parte dell'Ungheria (battaglia di Moh´cs, 1526), Cipro, Libia, Tunisia, Algeria, Persia, Azerbaigian e Yemen. Nonostante la sconfitta nella battaglia navale di Lepanto (1571), a opera di una coalizione europea, l'espansione continuò a spese di Venezia e dell'impero asburgico (assedio di Vienna del 1683). La struttura antiquata e i contrasti interni indebolirono l'impero ottomano che, sotto Maometto IV, dovette accettare l'espulsione dall'Ungheria e dalla Transilvania con il trattato di pace di Carlowitz (1699). Austria e Russia continuarono a premere sulle frontiere. Il trattato di Passarowitz (1718) segnò la restituzione della Serbia all'Austria e le guerre di Crimea (1768-1774; 1787-1792) aprirono alla Russia la Crimea, il mar Nero e l'area balcanica. La campagna napoleonica in Africa (1798) portò alla conquista francese degli stati del Nordafrica e al riconoscimento dell'indipendenza dell'Egitto. Nella guerra di Crimea dal 1853 al 1856 contro la Russia, l'impero ottomano fu salvato dall'intervento delle potenze europee. Nel XX sec. l'Italia conquistò la Libia e l'impero ottomano si schierò con gli imperi centrali nella prima guerra mondiale, uscendone sconfitto pesantemente. Il sultanato fu dichiarato decaduto nel 1923 dal movimento nazionalista di Mustafà Kemal, che dichiarò la repubblica. 

\ottomìla, agg. e sm. agg. num. card. indec. Che contiene otto migliaia. 
sm. indec. Il numero ottomila e il segno che lo rappresenta. 

\ottonàio, sm. Chi lavora l'ottone. 

\ottonàre, v. tr. Rivestire qualcosa di ottone. 

\ottonàrio, sm. Verso costituito di otto sillabe. 

\ottonatùra, sf. Rivestimento di un oggetto metallico con ottone. 

\ottóne, sm. 1 Lega metallica. 2 Strumento metallico a fiato. 
  sm. brass. 
Lega metallica composta prevalentemente di rame e zinco, caratterizzata da una durezza superiore a quella del rame e facilmente lavorabile a freddo in lamine sottili. Gli ottoni vengono suddivisi in due tipi contenenti, rispettivamente, percentuali di zinco inferiori al 37% (ottoni del primo titolo) e comprese tra il 37 e il 50% (ottoni del secondo titolo). I due metalli vengono fusi direttamente in crogioli posti all'interno dei forni, dove possono essere aggiunte piccolissime quantità di altri metalli per ottenere particolari leghe di uso industriale (ottoni speciali). 

\Ottóne (comùne) Comune in provincia di Piacenza (891 ab., CAP 29026, TEL. 0523). 

\Ottóne (sovrani) Nome di sovrani. 
Baviera Ottone I di Wittelsbach 
(? 1120 ca.-Pfullendorf 1183) Duca di Baviera dal 1180. Seguì in Italia Federico I Barbarossa, di cui era consigliere, e ne difese gli interessi. 
Ottone I di Baviera 
(Monaco 1848-Fürstenried 1916) Figlio di Massimiliano II e fratello di Luigi II, succedette a quest'ultimo come re dal 1886 al 1913, pur essendo infermo di mente come lui. La reggenza passò quindi nelle mani dello zio Leopoldo, alla cui morte nel 1912 Ottone venne deposto a favore del cugino Luigi III. 
Grecia Ottone I di Grecia 
(Salisburgo 1815-Bamberg 1867) Figlio di Luigi I di Baviera, fu designato dalle grandi potenze re di Grecia dal 1832. In seguito a un'insurrezione, nel 1862 dovette abdicare. 
Sacro Romano Impero Ottone I 
=> "Ottone I il Grande" 
Ottone II 
(? 955-Roma 983) Figlio di Ottone I, gli succedette come imperatore del Sacro Romano Impero dal 967. Nel 962 sposò la principessa bizantina Teofano e nel 976 represse una rivolta riprendendo così le redini della feudalità tedesca. Riuscì a piegare i Crescenzi e tentò invano di cacciare i saraceni dalla Calabria, ma venne sconfitto a Punta Stilo nel 982. 
Ottone III 
(Kessel 980-Castel Palermo 1002) Figlio di Ottone II, gli succedette nel 983. Si trasferì a Roma e designò papa Silvestro II. Molto inviso a causa del suo despotismo, morì durante una rivolta scoppiata nel Lazio. 

\Ottóne di Frisìnga (? 1114?-Morimond, Borgogna 1158) Cronachista tedesco. Tra le opere Historia de duabus civitatibus (1143-1146) e Gesta Friderici Imperatoris (ca. 1157). 

\Ottóne I il Grànde (? 912-Memleben 973) Duca di Sassonia e re di Germania. Succedette al padre Enrico I nel 936 e si batté per rinforzare la monarchia contro i feudatari. Su richiesta di Adelaide, tenuta prigioniera da Berengario, scese in Italia nel 951, sconfisse Berengario e sposò Adelaide. Fu incoronato re d'Italia a Pavia, ma lasciò il governo allo stesso Berengario, tornando in Germania, dove nel 955 sconfisse gli ungari. Quando Berengario si ribellò, Ottone tornò in Italia sconfiggendolo nuovamente e facendosi poi incoronare imperatore a Roma (962), restaurando così il Sacro Romano Impero germanico e assumendo il controllo sull'elezione del pontefice. Nel 967 condivise il governo con il figlio Ottone II. 

\Ottóne, Pièro (Genova 1924-) Giornalista e scrittore. Tra le opere Potere economico (1968), Giornale di bordo (1982), La guerra della rosa (1990), Il tramonto della nostra civiltÓ (1994), L'Italia Ŕ un paese civile? (1995). 

\ottoniàna Il complesso del fenomeni artistici sviluppati durante i regni dei re di Sassonia e degli imperatori di nome Ottone. Nel X e XI sec. segnò la rinascita dell'arte tedesca, recuperando i valori estetici della classicità. Numerosi sono i monumenti dovuti a questo movimento: la chiesa di San Michele a Hildesheim con il portale con le Scene dell'Antico e Nuovo Testamento (1008-1015), l'oreficeria del tesoro del duomo di Aquisgrana (Croce di Lotario, 1000 ca.), le miniature di Treviri, Ratisbona e Reichenau (Codice di Hitda, XI sec., Darmstadt). 

\Ottopòdi Famiglia di Molluschi Cefalopodi ottopodi; hanno braccia riunite da una membrana e il terzo braccio destro funge da organo copulatore. 

\ottòpodo, agg. e sm. agg. Detto di un animale che possiede otto piedi o otto tentacoli. 
sm. pl. Ordine di Molluschi Cefalopodi dibranchiati del quale fanno parte i polpi. 

\ottòtipo, sm. Tavola contenente caratteri di diverse dimensioni, usata in oculistica per misurare la vista. 

\ottuagenàrio, agg. e sm. Che ha ottant'anni di età. 

\ottùndere, v. tr. Arrotondare, spuntare. ~ smussare. <> appuntire. 

\ottundiménto, sm. L'ottundere. 

\òttuplo, agg. Che è otto volte maggiore. 

\otturaménto, sm. L'azione di otturare. 

\otturàre, v. v. tr. Ostruire. ~ turare, chiudere, intasare. <> aprire, disintasare. 
v. intr. pron. Chiudersi, ostruirsi. 
  v. tr. 1 to close up, to stop up. 2 (dente) to fill. 

\otturatóre, sm. 1 Congegno che nelle armi da fuoco chiude la camera di scoppio dopo avervi introdotto il proiettile. 2 Dispositivo utilizzato nelle macchine fotografiche e cinematografiche per lasciare passare, per intervalli temporali definiti, la luce, permettendo così la registrazione dell'immagine. 
  sm. 1 (armi) breechblock. 2 (fotog.) shutter. 
Nelle macchine fotografiche gli otturatori si suddividono in otturatori centrali, costituiti da una serie di lamelle disposte circolarmente, e otturatori a tendina, nei quali una sottile fenditura scorre vicino al piano della superficie sensibile. Gli otturatori a tendina sono generalmente in grado di permettere tempi di esposizione molto inferiori a quelli ottenibili con gli otturatori centrali (fino a 1/8.000 di secondo). 

\otturazióne, sf. L'otturare. 
  sf. 1 closing. 2 (dentaria) filling. 
  lat. obturatio,-onis. 

\ottusaménte, avv. In modo ottuso. 

\ottusàngolo, agg. Che ha un angolo ottuso. 

\ottusità, sf. L'essere ottuso. 
  lat. tardo obtusitas,-atis. 

\ottùso, agg. 1 Relativo ad angolo maggiore dell'angolo retto. <> acuto. 2 Lento nell'apprendere, senza acume. ~ limitato. aveva una mente ottusa. 3 Privo di profilo tagliente, spuntato. ~ arrotondato, smussato. 4 Chiuso. ~ retrivo. 
  agg. 1 (geom.) obtuse. 2 dull, pointless (nei significati 2 e 3), slow (nel significato 2).
  lat. obtusus, p.p. di obtundere ottundere. 

\Ötztaler Alpen Sezione delle Alpi Retiche, in Austria, al confine con l'Italia, tra la valle del fiume Inn e quella dell'Ötztaler Ache. Vetta più elevata il Wildspitze (3.774 m). 

\Ouaddaï Prefettura (550.000 ab.) del Ciad orientale, capoluogo Abéché. 

\Ouagadougou Città (442.000 ab.) del Burkina Faso, capitale della repubblica e capoluogo della provincia di Kadiogo, al centro del paese. Mercato agricolo e commerciale, ha nelle industrie tessili (cotone), meccaniche e del legno le principali risorse economiche. Sede di un aeroporto. Conquistata dai francesi nel 1896, divenne la capitale della colonia dell'Alto Volta (1919-1932). 

\Ouargla Città (76.000 ab.) dell'Algeria, capoluogo del wilaya omonimo. 

\Oubritenga Provincia (303.000 ab.) del Burkina Faso, capoluogo Ziniare. 

\Oud, Jacobus Johannes (Purmerend 1890-1963) Architetto e urbanista. Tra le opere i blocchi di case operaie Spangen (1918-1919) a Rotterdam e il palazzo Shell (1938-1942) a L'Aia. 

\Oudalan Provincia (106.000 ab.) del Burkina Faso, capoluogo Gorom-Gorom. 

\Oudinot, Nicolas-Charles-Victor (Bar-le-Duc 1791-Parigi 1863) Generale francese. Nel 1849 fu a capo della spedizione contro la Repubblica romana. 

\Ouedraogo, Idrissa (Banfora 1954-) Regista cinematografico del Burkina Faso. Diresse Yaaba (1989), Tila´ (1990), Samba TraorŔ (1992) e Le cri du coeur (1994). 

\Ouest Dipartimento (2.285.000 ab.) di Haiti, capoluogo Port-au-Prince. 

\Ouham Prefettura (311.000 ab.) della Repubblica Centrafricana occidentale, capoluogo Bossangoa. 

\Ouham-Pendé Prefettura (290.000 ab.) della Repubblica Centrafricana nordoccidentale, capoluogo Bozoum. 

\Ouida (Bury Saint Edmunds, Suffolk 1839-Viareggio 1908) Pseudonimo di Marie Louise de la Ramée. Scrittrice inglese. Si stabilì in Italia a partire dal 1875. Tra i suoi 45 romanzi si ricordano Under Two Flags (Sotto due bandiere, 1867) e Moths (Falene, 1880); un classico per ragazzi A Dog of Flanders (Il cane delle Fiandre, 1872) e Two Little Wooden Shoes (Due scarpette di legno, 1874). 

\Oujda Città (260.000 ab.) del Marocco, capoluogo della provincia omonima. 

\Oulu Città (102.000 ab.) della Finlandia, capoluogo della provincia di Oulu. 

\Oulx Comune in provincia di Torino (2.202 ab., CAP 10056, TEL. 0122). 

\Oum er-Rbia, Uadi Il fiume (555 km) più lungo del Marocco. Nasce dal Medio Atlante e sfocia nell'oceano Atlantico. 

\Ounas Fiume (340 km) della Finlandia. Nasce in Lapponia dal monte Pallastunturi e confluisce nel fiume Kemi. 

\Ouranos Varuna Opera di storia di G. Dumézil (1934). 

\Ouse Fiume (251 km) della Gran Bretagna, nell'Inghilterra centro-orientale. Nasce nella contea di Northampton e sfocia nel mare del Nord. 

\Ousmane, Sembène (Casamance 1923-Dakar 2007) Scrittore e regista senegalese di espressione francese. Ha pubblicato romanzi e racconti, parzialmente autobiografici, legati alla propria terra. Le opere principali sono i romanzi Lo scaricatore nero (1956), Germogli del bosco di Dio (1960), L'ultimo dell'impero (1979) e i film La noire de... (1965), Xala (1974), Camp de Thiaroye (1988). 

\out, sm. invar. 1 Nel gioco del tennis, spazio al di fuori del campo. 2 Nel pugilato, il verdetto di fuori combattimento emesso dall'arbitro. 

\outlier, sm. invar. In statistica, è un dato che dista molto dagli altri valori raccolti, spesso a causa di errori di rilevamento.

\output, sm. invar. 1 In informatica indica il trasferimento di un dato dall'unità centrale a un dispositivo esterno. 2 L'insieme dei dati prodotti. 

\outrigger, sm. invar. 1 Supporto metallico che sporge dai bordi di un'imbarcazione. 2 Nel canottaggio, imbarcazione in cui i vogatori manovrano ciascuno un solo remo. 

\outsider, sm. invar. Chi, in una gara sportiva, pur non avendo i favori del pronostico, consegue una vittoria o un buon piazzamento. 

\ouverture, sf. invar. Brano sinfonico che introduce un melodramma. 

\Ovàda Comune in provincia di Alessandria (12.212 ab., CAP 15076, TEL. 0143). Centro industriale (vetrerie, prodotti tessili, chimici, metallurgici e metalmeccanici) del Monferrato. Gli abitanti sono detti Ovadesi

\ovàia, sf. Detta anche ovario, è un organo pari dell'apparato genitale femminile, nel quale si sviluppano le cellule uovo. L'ovaia ha anche funzione di ghiandola a secrezione interna e produce l'estradiolo, un ormone estrogeno che influenza lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari. Nel ciclo ovarico, quando l'uovo è maturo esce dal follicolo e penetra nella tuba uterina. Nell'ovaia resta una cicatrice detta corpo luteo, destinata a scomparire dopo pochi giorni se l'uovo non viene fecondato. Nella donna, a ogni ciclo mestruale (ventotto giorni) matura un solo follicolo. L'ovaia contiene alla nascita circa 50.000 uova e la funzione ovarica inizia con la prima mestruazione in età puberale (tra i dodici e i sedici anni), per terminare con la menopausa. 
  sf. ovary. 

\ovàio, sm. Ovaia, organo femminile. 
  sf. ovary. 

\ovaiòlo, agg. Di animale che depone uova. 

\ovalbumìna, sf. Proteina secreta nell'ovidotto del pollo che costituisce la maggiore componente proteica dell'uovo. 

\ovàle, agg. e sm. agg. Che ha forma di uovo. ~ bislungo. 
sm. 1 Forma del viso. 2 Curva piana regolare con figura simile a quella di un uovo. 3 Taglio particolare dei diamanti  
  agg. e sm. oval. 

\ovalizzàrsi, v. intr. pron. Subire un'ovalizzazione 

\ovalizzazióne, sf. In un organo in moto alternativo usura non uguale degli elementi di guida. Si ha soprattutto nella parete dei cilindri dei motori endotermici. 

\Ovamboland Territorio (517.000 ab.) del Namibia settentrionale, al confine con l'Angola. Capoluogo Ondangua. 

\ovàrico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'ovaia. 

\ovariectomìa, sf. Asportazione di una o di tutte e due le ovaie. 

\ovàrio, sm. 1 Ovaia. 2 La parte inferiore del pistillo che contiene gli ovuli. 

\ovarìolo, sm. Ognuno dei tubuli che formano l'ovario di alcuni Insetti. 

\ovarìte, sf. Infiammazione delle ghiandole sessuali femminili causata da batteri o da virus. 

\Ovàro Comune in provincia di Udine (2.404 ab., CAP 33025, TEL. 0433). 

\ovàto, agg. A forma d'uovo. ~ ovale. 

\ovàtta, sf. Cotone in falde, impiegato per imbottire e per scopi sanitari. ~ bambagia. 
  sf. 1 cotton wool. 2 (per imbottiture) wadding. 
  franc. ouate. 

\ovattàre, v. tr. Attenuare, attutire. ~ smorzare. <> accentuare. 
  v. tr. to muffle. 

\ovattàto, agg. Attutito, attenuato. 

\ovazióne, sf. 1 Trionfo tributato ai generali romani vittoriosi. 2 Acclamazione entusiastica. ~ plauso. 
  sf. ovation. 
  lat. ovatio,-onis, deriv. da ovare gridare in segno di festa. 

\óve, avv. e cong. avv. 1 Dove. 2 Quando, se mai. ~ se si desse il caso. 
cong. Purché. ~ se mai. 
  lat. ubi. 

\over, sm. invar. Stile di nuoto eseguito sul fianco, usando un braccio e muovendo le gambe a rana. 

\Overbeck, Friedrich (Lubecca 1789-Roma 1869) Pittore e incisore tedesco. Studiò a Vienna e si trasferì nel 1810 a Roma dove visse. Fondò il gruppo dei nazareni con i quali collaborò alla realizzazione degli affreschi con le Storie di San Giuseppe in Egitto (1816-1817) per il palazzo Zuccari e con le scene della Gerusalemme liberata (1819-1830). 

\overdose, sf. invar. 1 Dose di droga eccessiva. 2 Quantità eccessiva. 
Sindrome da overdose 
Si verifica in conseguenza di un'intossicazione acuta per una somministrazione eccessiva di droga (in genere eroina, ma anche cocaina, anfetamine, farmaci come le benzodiazepine, barbiturici ecc.). È tipico riscontrarla nei soggetti tossicodipendenti, ma anche in soggetti altrimenti normali. Nell'overdose da oppiacei (eroina, morfina), in una fase precoce, il soggetto potrebbe presentare sintomi come sonnolenza o prurito. In seguito la situazione può evolvere con la presenza di miosi, depressione respiratoria fino all'arresto respiratorio, stato comatoso. 
L'overdose da cocaina può presentarsi con euforia, stato di allucinazione visiva, delirio, tachicardia, respiro accelerato, tremori ed evolvere verso uno stato di depressione respiratoria. 
Nell'overdose da anfetamine le manifestazioni sono abbastanza simili a quelle descritte per l'intossicazione acuta da cocaina. 
Nell'overdose da farmaci il quadro patologico può essere caratterizzato da sintomi rappresentati da disturbi visivi e della parola con rallentamento delle capacità di attenzione e di veglia, nausea e vomito, difficoltà a coordinare i movimenti, fino ad arrivare a uno stato di coma vero e proprio con grave depressione respiratoria, miosi pupillare, ipotensione, ipotermia e gravi compromissioni delle funzioni renali e polmonari. Come primo intervento occorre controllare le funzioni vitali della vittima (stato di coscienza, pervietà delle vie aeree, funzione circolatoria) e nel frattempo chiamare i mezzi di soccorso. 
Nel caso si dovesse soccorrere un soggetto che appare quasi con certezza dipendente da droghe come eroina, morfina ecc., sarà opportuno prevenire possibili rischi di infezioni (AIDS, epatite ecc.) durante eventuali manovre di rianimazione. A tale scopo sarebbe indicato, ove possibile, l'uso di apposite mascherine che consentono di evitare il contatto diretto con il soggetto. 

\overdrive, sm. invar. Dispositivo applicato all'albero di trasmissione di un'automobile che, riducendo i giri del motore, consente di risparmiare carburante. 

\overflow, sm. invar. Letteralmente significa fuoriuscita. In informatica indica che un'operazione aritmetica ha ecceduto la lunghezza massima del registro a disposizione. 

\Overijssel Provincia (1.032.000 ab.) dei Paesi Bassi centro-orientali, al confine con la Germania. Capoluogo Zwolle. 

\overlay, sm. invar. Letteralmente significa ricopertura. In informatica indica una tecnica di programmazione che carica nella stessa area di memoria diverse parti di un programma ogni volta che questo si rivela necessario. 

\oversize, agg. invar. Che supera la misura normale. 

\òvest, sm. invar. Uno dei quattro punti cardinali, in direzione del quale si vede il tramonto del Sole, in occasione dell'equinozio di primavera e di autunno; è anche una delle due intersezioni del circolo verticale, perpendicolare al meridiano astronomico, con l'orizzonte. ~ tramonto. <> est, levante, oriente. 
  sm. invar. west. 

\Òvest Provincia (969.000 ab.) del Camerun occidentale, capoluogo Bafoussam. 

\ovibos, sm. invar. Genere di Mammiferi Ruminanti che hanno caratteristiche sia delle pecore che dei buoi, a cui appartiene il bue muschiato, caratteristico della tundra. 
  comp. dal lat. ovis pecora + bos bue. 

\O'vico Dramma di R. Viviani (1917). 

\Ovìdio Nasóne, Pùblio (Sulmona 43 a. C.-Tomi 17 d. C.) Poeta latino. Fece parte dei circoli poetici di Messalla e Mecenate; fu esiliato a Tomi sulle rive del mar Nero da Augusto, per un imprecisato scandalo. Le opere giovanili di Ovidio trattavano argomenti erotici: i tre libri di elegie per Corinna Amores; le ventuno epistole di mitiche eroine ai loro amanti Heroides; i tre libri sull'arte dell'innamoramento Ars amatoria; oltre ai Remedia amoris, su come guarire dalla passione, e al Medicamina faciei foeminae, cento versi sull'arte della cosmesi. Nella maturità affrontò i temi della tradizione: i sei libri a illustrazione delle feste del calendario romano Fasti e i quindici libri sulla trasmutazione di esseri mitologici Metamorphoses. Nell'esilio le sue opere furono pervase dalla commiserazione e dalla rabbia per la propria condizione: i cinque libri di elegie Tristia; i quattro libri di epistolae Epistule ex Ponto e il poema invettiva Ibis, contro un avversario rimasto ignoto. Ovidio fu nel medioevo il classico più letto e imitato, insieme a Virgilio, e i poeti rinascimentali furono influenzati dalla sua poetica. 

\ovidótto, sm. Canale che trasporta le uova dall'ovaia in un altro organo o anche all'esterno. 

\Oviedo Città (192.000 ab.) della Spagna e capoluogo della regione autonoma delle Asturie. Si trova ai piedi del versante nord della cordigliera Cantabrica, in un importante bacino minerario con giacimenti di carbone e ferro. Le principali risorse economiche sono le industrie siderurgiche, metalmeccaniche, ceramiche, tessili, chimiche, del legno, del cemento e del cuoio. Si sviluppò intorno a un monastero benedettino nell'VIII sec. e dall'810 al 924 fu capitale del regno delle Asturie. Interessanti la cattedrale di stile gotico (1388-1528) e le basiliche di San Giuliano e di San Miguel de Lillo (XI sec.). 

\ovifórme, agg. Avente la forma di uovo. 

\ovìgero agg. Relativo ai bozzoli degli Insetti che vengono costruiti per proteggere le uova. 
sm. pl. Nei picnogonidi, il terzo paio di appendici del cefalotorace, sempre presente nel maschio e a volte assente nella femmina, che porta le uova in fase di sviluppo. 

\Ovìglio Comune in provincia di Alessandria (1.312 ab., CAP 15026, TEL. 0131). 

\ovìle, sm. Luogo dove si racchiudono le pecore, le capre e simili. 
  sm. sheepfold. 
  lat. ovile, deriv. da ovis pecora. 

\Ovìndoli Comune in provincia di L'Aquila (1.204 ab., CAP 67046, TEL. 0863). 

\ovìno, agg. e sm. agg. Relativo a pecora. 
sm. Le pecore, gli agnelli e le capre. 
  agg. ovine, sheep. 
  lat. ovinus, deriv. da ovis pecora. 

\oviparità, sf. Metodo di riproduzione consistente nella deposizione da parte della femmina di uova, da fecondare o già fecondate, che si schiuderanno rimanendo all'esterno del proprio corpo. <> viviparità. 

\ovìparo, agg. Che depone le uova. 

\OVNI Sigla di Oggetti Volanti Non Identificati. 

\òvo => "uovo" 

\ovocìta, o ovocìto, sm. (pl.-i) Nell'ovogenesi, la cellula germinale femminile che proviene dall'ovogonio e che non ha ancora espulso i due globuli polari. 

\Ovòdda Comune in provincia di Nuoro (1.783 ab., CAP 08020, TEL. 0784). 

\ovogònio, sm. Nell'ovogenesi, cellula germinale femminile non matura. 

\ovoidàle, agg. Ovale. 

\ovòide, agg. e sm. agg. Ovoidale, ovale. 
sm. Ciò che è ovoidale. 

\òvolo, sm. 1 Fungo. 2 Parte della radice dell'olivo usata per la riproduzione della pianta. 
  sm. golden agaric. 
  lat. tardo ovulum, dimin. di ovum uovo. 
Nome di due funghi appartenenti alla famiglia delle Agaricacee e della classe dei Basidiomiceti: l'ovolo buono (Amanita caesarea) è commestibile e si distingue per il cappello aranciato e le lamelle gialle, mentre l'ovolo malefico (Amanita muscaria) è velenoso, ha cappello rosso e verruche rosse. 

\ovomaltìna, sf. Nome di una polvere alimentare fatta con malto, uova e cacao che si mescola nel latte. 

\ovopositóre, sm. Organo delle femmine di alcuni Insetti che serve alla deposizione delle uova. 

\ovotestis, sm. invar. Gonade avente funzione e struttura contemporaneamente di ovaio e di testicolo. È proprio degli animali ermafroditi. 

\ovovìa, sf. Funivia con cabine di forma ovale. 

\ovoviviparità, sf. Metodo di riproduzione nel quale si ha la schiusa delle uova nelle vie genitali materne e la nascita di piccoli, più o meno completamente formati, liberi dall'involucro dell'uovo. 

\ovovivìparo, agg. Che partorisce figli vivi, nati da uova che si schiudono nel corpo della madre. 

\ovulàre, agg. e v. intr. agg. 1 Relativo all'uovo. 2 Che ha forma di un ovulo. 
v. intr. Il produrre gli ovuli e la loro discesa nell'utero per la fecondazione. 

\ovulazióne, sf. 1 In biologia è l'emissione dell'ovulo dall'ovaia, quando il follicolo di Graaf si rompe e l'uovo cade nella cavità addominale davanti all'orifizio esterno della tuba di Falloppio. 2 Momento del ciclo ovarico in cui ciò avviene. 
  sf. ovulation. 

\òvulo, sm. 1 In biologia, gamete femminile. 2 Piccoli corpi contenuti nell'ovario dei fiori e destinati a diventare semi. 
  sm. ovum. 

\ovùnque, avv. Dovunque. 

\ovvéro, cong. 1 ossia, cioè.  2 o, oppure, altrimenti
  cong. 1 (ossia) that is.  2 or.

\ovverosìa, cong. Ossia, cioè. 

\ovvìa, inter. Esprime esortazione, incitamento. 

\ovviaménte, avv. 1 In modo ovvio. ~ naturalmente, evidentemente. 

\ovviàre, v. intr. Rimediare a una difficoltà. ~ aggirare, evitare. 
  v. intr. to obviate. 

\ovvietà, sf. Cosa ovvia. 

\òvvio, agg. Scontato. ~ certo. <> confuso. 
  agg. obvious. 

\Owen Stanley, mónti Catena montuosa della Nuova Guinea sudorientale. Vetta più elevata il monte Victoria (4.073 m). 

\Owen, Robert (Newtown 1771-1858) Riformatore sociale e industriale inglese. Divenuto proprietario di un'industria tessile nonostante le umili origini, attuò riforme sociali e fondò negli Stati Uniti d'America la comunità di New Harmony (1824-1828). Nel 1834 fondò la Grand National Consolidated Trade e la Labour Exchange Bank. Nonostante il fallimento delle sue iniziative, il sindacalismo inglese fu influenzato profondamente dalle sue idee. L'opera principale è Il nuovo mondo morale (1826-1844). 

\Owens, Jesse (Decatur 1913-Tucson 1980) Atleta statunitense. Alle olimpiadi del 1936 vinse quattro titoli: 100 m piani (10"3), 200 m (20"7), staffetta 4x100 m (39"8) e salto in lungo (8,06 m). 

\Oxenstierna, Axel Gustavsson (Gut Fånö 1583-Stoccolma 1654) Politico svedese e conte di Södermöre. Cancelliere del regno dal 1612, dal 1632 fu reggente per Cristina e sostenne il fronte protestante tedesco nella guerra dei trent'anni. Con la pace di Westfalia nel 1648 garantì l'egemonia svedese sul Baltico. 

\oxford, sm. invar. Tessuto di cotone a righe o a quadri. 

\Oxford Città (99.000 ab.) della Gran Bretagna e capoluogo della contea omonima. Importante centro culturale e sede di una famosa università, fondata nel XII sec. da docenti e studenti inglesi allontanati dall'università di Parigi. Numerosi i college, alcuni dei quali si trovano in costruzioni medievali di notevole interesse artistico. Le principali risorse economiche sono le industrie editoriali, meccaniche e alimentari. I principali monumenti sono le chiese di San Michele (XI sec.), la Christ Church (XII sec.) e la cattedrale (XVI sec.). 
Movimento di Oxford 
Movimento religioso avviato da J. Keble nel XIX sec. con l'obiettivo di avvicinare l'anglicanesimo al cattolicesimo, promuovendone la separazione dallo stato. Gli altri principali esponenti furono J. H. Newmann ed E. Pusey. 
Provvisioni di Oxford 
Bozza di riforma dei poteri regali, sviluppata da un consiglio di ventiquattro nobili nel 1258, secondo la quale al re si affiancava un consiglio di quindici membri con diritto di veto. Il re Enrico III accettò il nuovo statuto con il giuramento (1259) ma, ottenuta la dispensa da papa Urbano VI, lo abrogò due anni dopo (1261). 
Scuola analitica di Oxford 
Tendenza filosofica inglese basata sulla concezione della filosofia come analisi del linguaggio comune. Si formò a partire dal 1930 ed ebbe i principali sviluppi nei settori della filosofia morale e del diritto, nelle quali promosse la distinzione tra verità formali (enunciati descrittivi) e giudizi morali (enunciati prescrittivi). I principali esponenti furono G. Ryle, J. L. Austin, S. E. Toulmin e R. M. Harre. 

\Oxford University Press Reparto editoriale dell'università di Oxford. Fondato nel 1478 lavora in forma permanente dal 1586. 

\Oxfordshire Contea (554.000 ab.) della Gran Bretagna, nell'Inghilterra meridionale. Capoluogo Oxford. 

\Oxìlia, Nìno (Torino 1888-monte Tomba 1917) Commediografo italiano. Esordì molto giovane nel teatro e nel giornalismo e si occupò anche della regia di diversi film del cinema muto. Ha scritto La zingara (1909, insieme a Sandro Camasio), Addio giovinezza! (1911), La donna e lo specchio (1914) e le parole di Giovinezza, giovinezza

\oxoniàno, agg. e sm. Dell'università di Oxford. 

\oxoniènse, agg. Relativo alla città di Oxford, nell'Inghilterra meridionale .  

\Oyace Comune in provincia di Aosta (229 ab., CAP 11010, TEL. 0165). 

\Oyama Città (142.000 ab.) del Giappone, sull'isola di Honshu, nella prefettura di Tochigi. 

\Oyapock Fiume (500 km) dell'America Meridionale. Nasce in Brasile dalla Serra Tumucumaque e sfocia nell'oceano Atlantico. 

\Oyo Città (238.000 ab.) della Nigeria, nello stato omonimo. 
Oyo 
Stato (3.489.000 ab.) della Nigeria sudoccidentale, al confine con il Benin. Capoluogo Ibadan. 

\oz Sigla di ounce (oncia, unità di misura). 

\Ozégna Comune in provincia di Torino (1.157 ab., CAP 10080, TEL. 0124). 

\ozèna, sf. Rinite atrofica con croste fetide. 
  greco ˇzaina fetore. 

\Ozenfant, Amédée (St-Quentin 1886-Cannes 1966) Pittore francese. Tra le opere Natura morta (1920, New York, Solomon R. Guggenheim Museum). 

\oziàre, v. intr. Starsene in ozio. ~ poltrire, impigrire. <> agire, attivarsi. 
  v. intr. to idle, to laze. 

\ozieggiàre, v. intr. Oziare. 

\Ozièri Comune in provincia di Sassari (11.830 ab., CAP 07014, TEL. 079). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi, uva, olive e frutta) e industriale (prodotti per l'edilizia e alimentari) del Logudoro. Vi si trova la chiesa di Sant'Antioco, in stile romanico-sardo. Gli abitanti sono detti Ozieresi

\òzio, sm. 1 Inoperosità abituale. ~ neghittosità, pigrizia. <> laboriosità. 2 Mancanza di attività. ~ accidia, ignavia. <> alacrità, attività. 
  sm. 1 idleness. 2 (riposo) leisure. 
  lat. otium. 

\oziosàggine, sf. L'essere in ozio. 

\oziosità, sf. L'essere ozioso. 
  lat. tardo otiositas,-atis. 

\ozióso, agg. e sm. agg. 1 Che sta in ozio, sfaccendato. ~ improduttivo. <> produttivo. non voleva vedere lavoratori oziosi nel suo ufficio. 2 Privo di importanza. ~ accademico. <> fattivo. discorsi oziosi
sm. 1 Persona che sta spesso in ozio. ~ neghittoso, pigro. <> operoso, attivo. 2 Di cosa inutile, vana. 
  agg. idle. 
  lat. otiosus

\OZMA Progetto elaborato da astronomi e radioastronomi americani, con l'intento di individuare possibili forme di vita su altri pianeti, attraverso lo studio di segnali radio emessi da probabili esseri extraterrestri. Purtroppo il progetto non ha dato i frutti sperati, ma ha consentito di elaborare altri progetti simili, che potranno portare (forse) a scoperte sensazionali, circa la presenza di altri esseri nell'universo. 

\ozo- Primo elemento di parole composte. 
  dal greco ˇzein emanare odore. 

\ozocerìte, o ozocherìte, sf. Miscela di idrocarburi alifatici saturi solidi di colore bianco, giallo, verde o bruno usata nell'industria farmaceutica per preparare gomme speciali e in elettrotecnica come isolante. Da questa, con acido solforico, si estrae la cesarina. Un tempo dall'ozocerite grezza si otteneva per distillazione la paraffina. 

\ozònico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'ozono. 

\ozonizzàre, v. tr. 1 Trattare con ozono. 2 Trasformare ossigeno in ozono. 

\ozonizzàto, agg. 1 Che contiene ozono. 2 Trattato con ozono. 

\ozonizzatóre, sm. Apparecchio per produrre ozono. 

\ozonizzazióne, sf. L'ozonizzare. 

\ozòno, sm. Una delle forme in cui esiste l'ossigeno, a molecola triatomica (O3). In condizioni normali è un gas (temperatura di ebollizione-112 °C) fortemente ossidante, dall'odore pungente. L'ossigeno si trasforma in ozono in seguito a scariche elettriche o per l'azione di radiazioni ultraviolette: in natura si produce per esempio per scariche di fulmini temporaleschi. Molto tossico, esso è utilizzato industrialmente come ossidante e negli impianti di purificazione delle acque e di trattamento dei rifiuti. In atmosfera si presenta in uno strato verso i 15-40 km di altezza (strato dell'ozono) e assolve alla funzione di proteggere il pianeta e la vita dalle dannose radiazioni ultraviolette. La diminuzione della concentrazione di ozono nell'atmosfera, causata dall'inquinamento atmosferico provocato sia dall'uomo che da fenomeni naturali (eruzioni vulcaniche), ha effetti dannosi per il mancato assorbimento dei raggi ultravioletti. 
  sm. ozone. 

\ozonosfèra, sf. Strato dell'atmosfera terrestre, tra i 15 e i 40 km di altezza, nel quale è particolarmente elevata la concentrazione di ozono, generato per assorbimento di radiazioni ultraviolette. La sua importanza risiede nella capacità di filtrare le radiazioni ultraviolette più dannose per gli organismi viventi. Il cosiddetto buco dell'ozono, ovvero la riduzione della concentrazione di ozono nella stratosfera soprattutto in corrispondenza dell'Antartide, è provocato dall'inquinamento atmosferico e ne rappresenta uno degli effetti potenzialmente più dannosi. 

\ozonoterapìa, sf. Terapia medica consistente in somministrazione di ozono e ossigeno per mezzo di iniezioni, applicazioni, mediante bagni e altro ancora. 

\Ozu, Yasugjiro (Tokyo 1903-1963) Regista cinematografico giapponese. Diresse Sono nato, ma... (1932), La testimonianza del signor inquilino (1947), Racconto di Tokyo (1953) e Pomeriggio d'autunno (1962). 

\Ozzàno déll'Emìlia Comune in provincia di Bologna (9.665 ab., CAP 40064, TEL. 051). 

\Ozzàno Monferràto Comune in provincia di Alessandria (1.591 ab., CAP 15039, TEL. 0142). 

\Òzzero Comune in provincia di Milano (1.294 ab., CAP 20080, TEL. 02). 

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