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\Ro Comune in provincia di Ferrara (4.130 ab., CAP 44030, TEL. 0532). 

\Ro Ferrarése Comune in provincia di Ferrara (4.164 ab., CAP 44030, TEL. 0532). 

\Roàna Comune in provincia di Vicenza (3.608 ab., CAP 36010, TEL. 0424). 

\roàno, sm. Cavallo con mantello di colore grigio-rossastro. 

\Roanoke Fiume (612 km) degli USA. Nasce dai monti Allegheny e sfocia nell'oceano Atlantico. 

\Roàschia Comune in provincia di Cuneo (209 ab., CAP 12010, TEL. 0171). 

\Roàscio Comune in provincia di Cuneo (98 ab., CAP 12073, TEL. 0174). 

\Roàsio Comune in provincia di Vercelli (2.495 ab., CAP 13060, TEL. 0163). 

\roast beaf, loc. sost. m. invar. Termine inglese che indica la carne di manzo arrostita, ma al sangue. 

\Roàtta, Màrio (Modena 1887-Roma 1968) Capo di stato maggiore dell'esercito durante la seconda guerra mondiale. Dopo l'armistizio dovette rinunciare a difendere Roma. 

\Roàtto Comune in provincia di Asti (323 ab., CAP 14018, TEL. 0141). 

\ròba, sf. 1 Voce generica che indica una cosa o un aggeggio non meglio specificato. roba di valore. 2 Affare, faccenda. non voleva avere niente a che fare con quella roba illegale. 3 Merce. 
  sf. pl. things, stuff. 
  franco rauba

\Roba, La Novella di G. Verga contenuta in Novelle rusticane (1883). 

\Robassomèro Comune in provincia di Torino (2.911 ab., CAP 10070, TEL. 011). 

\Robbe-Grillet, Alain (Brest 1922-Caen 2008) Romanziere e saggista, esponente della scuola del nouveau roman. Tra le opere Le gomme (1953), Topologia di una città fantasma (1975), Un regicidio (1978), Lo specchio che ritorna (1985), Gli ultimi anni di Corinto (1984). Ha diretto diversi film. 

\ròbbia, sf. 1 Nome comune della Rubia tinctorum, una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Rubiacee dai fiori gialli, alta fino a un metro e mezzo. È usata per preparare alcune materie coloranti. 2 Marrobio. 

\Robbiàte Comune in provincia di Lecco (4.574 ab., CAP 22059, TEL. 039). 

\Robbins, Friedrick Kapman (Auburn 1916-Cleveland 2003) Pediatra statunitense. Compì importanti studi sul virus della poliomielite. Nel 1954 fu insignito del premio Nobel. 

\Robbins, Lionel (Londra 1898-1985) Economista inglese. Scrisse Saggio sulla natura e sul significato della scienza economica (1932). 

\Robbins, Tim (New York 1958-) Attore e regista cinematografico statunitense. Interpretò I protagonisti (1992) e America oggi (1993). 

\Ròbbio Comune in provincia di Pavia (6.414 ab., CAP 27038, TEL. 0384). 

\ròbe, sf. invar. Genericamente indumento femminile. 

\Robecchétto cón Indùno Comune in provincia di Milano (3.924 ab., CAP 20020, TEL. 0331). 

\Robécco d'Òglio Comune in provincia di Cremona (2.267 ab., CAP 26010, TEL. 0372). 

\Robécco Pavése Comune in provincia di Pavia (603 ab., CAP 27040, TEL. 0383). 

\Robécco sul Navìglio Comune in provincia di Milano (5.163 ab., CAP 20087, TEL. 02). 

\Robèlla Comune in provincia di Asti (560 ab., CAP 14020, TEL. 0141). 

\Robert, Hubert (Parigi 1733-1808) Pittore francese. Tra le opere Porto di Ripetta (1766, Parigi, École des Beaux-Arts) e I principali monumenti di Provenza (1787, Parigi, Louvre). 

\Robèrti, Èrcole de (Ferrara ca. 1450-1496) Pittore. Tra le opere Settembre (1470-1490, Ferrara, Palazzo Schifanoia) e Pala Portuense (1481, Milano, Brera). 

\Robèrto (santi) Nome di santi. 
Roberto 
(1001-La Chaise-Dieu, Alvernia 1067) Monaco francese. Nel 1046, fondò l'abbazia La Chaise-Dieu (Casa di Dio). Fu canonizzato nel 1070 da papa Alessandro II. La sua festa si celebra il 17 aprile. 
Roberto di Molesmes 
(Champagne 1028-Molesmes, Borgogna ca. 1111) Abate francese. Fondò il monastero benedettino di Molesmes nel 1075, che lasciò quando la primitiva austerità si era indebolita. Con la fondazione del monastero di Citeaux nel 1098, ripristinò la regola benedettina originaria (riforma cistercense). Successivamente, su invito del papa, ritornò a Molesmes e applicò la stessa regola. La sua festa si celebra il 17 aprile. 

\Robèrto (sovrani) Nome di sovrani. 
Francia Roberto I 
(865?-Soissons 923) Figlio di Roberto il Forte, salì al trono nel 922 e morì combattendo contro Carlo il Semplice, da lui spodestato. 
Roberto II il Pio 
(Orléans 970 ca.-Melun 1031) Figlio di Ugo Capeto, divenne re di Francia nel 996 e annetté al regno il ducato di Borgogna. 
Napoli Roberto I d'Angiò il Saggio 
(1278-Napoli 1343) Figlio di Carlo II, fu re di Napoli dal 1309. Capeggiò le forze guelfe italiane, opponendosi alla spedizione di Enrico VII (1311-1313). Fu amante dell'arte e amico di Petrarca e Boccaccio. 
Scozia Roberto I Bruce 
(Turnberry 1274-Cardross 1329) Nobile scozzese. Re di Scozia dal 1306, batté Edoardo II a Bannockburn nel 1314 e nel 1328 venne riconosciuto re da Edoardo III. È eroe nazionale scozzese. 
Roberto II Stuart 
(1316-Dundonald 1390) Re di Scozia dal 1371, diede inizio alla dinastia degli Stuart. 
Roberto III Stuart 
(1340 ca.-Rothesay 1406) Figlio di Roberto II, gli succedette come re di Scozia nel 1390. 

\Robèrto Bellarmìno (Montepulciano 1542-Roma 1621) Teologo, arcivescovo e cardinale. Santo. Nel 1560 entrò nella Compagnia di Gesù. Fu consacrato sacerdote nel 1568. Insegnò nell'università di Lovanio in Belgio dal 1569 al 1576; poi nel Collegio Romano a Roma (del quale fu rettore dal 1590). Nel 1599 fu nominato cardinale e nel 1602 arcivescovo di Capua. Il suo libro Disputationes de controversiis christianae fidei adversus huius temporis haereticos (Dispute e controversie della fede cristiana contro gli eretici contemporanei, 1586-1593 in 3 volumi) contiene le lezioni da lui tenute sulle tesi teologiche controverse. Tra le altre opere, il De potestate Summi Pontificis (Sula potestà del sommo Pontefice). Fu il massimo esponente della controriforma cattolica dopo il concilio di Trento. Partecipò per conto del Sant'Uffizio ai processi contro Giordano Bruno e Tommaso Campanella, e al primo processo contro Galileo Galilei (1615-1616). Le sue tesi mirano a rafforzare la chiesa come istituzione rigidamente centralista guidata dall'autorità di Roma. Fu canonizzato nel 1930 da papa Pio XI. La sua festa si celebra il 13 maggio. 

\Roberto Devereux o il conte di Essex Tragedia lirica in tre atti di G. Donizetti, libretto di G. Cammarano (Napoli, 1837). 

\Robèrto I il Diàvolo (1010 ca.-Nicea 1035) Duca di Normandia dal 1027, padre di Guglielmo il Conquistatore. 

\Robèrto I il Guiscàrdo (1015-Cefalonia 1085) Duca di Puglia figlio di Tancredi d'Altavilla. Vassallo di papa Niccolò II, con gli accordi di Melfi acquisì i feudi dell'Italia meridionale (1059). Sconfitti i bizantini e i longobardi e conquistata la Sicilia, consolidò il nuovo stato normanno. Interruppe la spedizione contro i bizantini per correre in aiuto di papa Gregorio VII assediato da Enrico IV a Roma (1061). 

\Robèrto II Cortacòscia (1054-Cardiff 1134) Duca di Normandia dal 1087 e figlio di Guglielmo il Conquistatore. Fu tra i capi della prima crociata e fu imprigionato nel 1106 dal fratello Enrico I d'Inghilterra. 

\Roberto il Diavolo Opera in cinque atti di Meyerbeer, libretto E. Scribe e C. Delavigne (Parigi, 1831). 

\Robèrto il Fòrte (?-866) Conte di Parigi e capostipite dei Robertingi. Fu marchese di Neustria; discendeva da una famiglia oriunda germanica che si era trasferita nella regione della Loira. Contrastò i normanni e morì in battaglia a Brissarthe. 

\Roberts, Kate (Rhosgadfan, Caernarwonshire 1891-?) Narratrice gallese. Nei suoi brevi racconti, come O Gors y Brynian (1925) e romanzi come Stryd y Glep (1949), descrisse con un linguaggio affascinante, la povera vita quotidiana del suo paese natale. È giudicata la più grande rappresentante della letteratura gallese contemporanea. 

\Roberval, Gilles Personne (Roberval 1602-Parigi 1675) Matematico francese. Compì importanti studi sul calcolo delle aree e dei volumi determinati da cicloidi, applicando il metodo degli indivisibili

\Robespierre, Maximilien-François-Isidore (Arras 1758-Parigi 1794) Politico francese. Nato da una famiglia di magistrati, orfano in tenera età, ottenne (1769) una borsa di studio per il collegio parigino Louis-le-Grand, dove si distinse per talento e profitto. Avvocato ad Arras dal 1781, apprezzato per l'eloquenza, critico severo dell'assolutismo monarchico e del sistema giudiziario, fu eletto deputato agli stati generali e alla costituente. Il suo pensiero fu caratterizzato da sentimenti democratici e da ideologie radicali (uguaglianza e suffragio universale). Presidente nel 1790 del Partito giacobino, sostenne l'esecuzione di Luigi XVI, abbatté il partito girondino e fu membro del comitato di salute pubblica. Per fronteggiare la situazione di emergenza, contribuì all'instaurazione del cosiddetto regime del Terrore, durante il quale fece eliminare sistematicamente gli oppositori facendo arrestare e giustiziare aristocratici, reazionari, speculatori, avversari politici; il Terrore fece però vittime anche in seno al partito giacobino stesso (Herbert, Danton, Desmoulins). Dopo la vittoria militare di Fleurus (26 giugno 1794), l'emergenza che aveva giustificato l'azione di Robespierre cessò e i suoi avversari prepararono il colpo di stato del 9 termidoro (27 luglio 1794), che vide la sua incarcerazione e la sua esecuzione con un centinaio di suoi seguaci (fra cui Saint-Just, Couthon, Augustin de Robespierre). Fu ghigliottinato sulla piazza della rivoluzione. L'opera di Robespierre è stata più volte giudicata; chi lo ha condannato come un tiranno, arroccato su posizioni rigidamente dogmatiche, chi ne ha esaltato il sincero spirito democratico e la rigorosa coerenza. Ma, se è difficile dubitare delle sue capacità politiche (tradottesi in una serie di efficaci provvedimenti), è opportuno sottolineare però che, nonostante non sia stato il solo promotore del Terrore, tuttavia lo accettò e lo giustificò. Il limite principale di Robespierre consiste anche in un eccesso di astrattismo ideologico, che lo portò a estraniarsi gradualmente dalla realtà: questo derivò dalla sua fede illimitata nella rivoluzione intesa come forza distruttrice delle sovrastrutture della società. 

\Robilànte Comune in provincia di Cuneo (2.250 ab., CAP 12017, TEL. 0171). 

\Robin Hood Personaggio leggendario dell'Inghilterra medievale (vissuto, secondo alcuni studiosi, tra il 1160 e il 1242) che rubava ai ricchi proprietari, agli ecclesiastici e ai potenti normanni per dare ai poveri, dimostrando così la sua simpatia per la gente comune. Soggetto di numerose ballate scozzesi e inglesi, tra le quali si citano Robin Hood e il monaco, Robin Hood e Guido di Gisborne, Robin Hood e il vasaio; oltre che di numerosi racconti, commedie e film. Le ballate di Robin Hood sono considerate l'espressione della resistenza sassone nei confronti dei conquistatori normanni, mentre resta incerta l'identità reale del personaggio adombrato nelle composizioni. Robin Hood e la sua banda, che comprende Little John, Maid Marian e frate Tuck, si nasconde nella foresta di Sherwood nei pressi di Nottingham. Sempre in disaccordo con lo sceriffo di Nottingham, Robin resta fedele al re, generalmente identificato nella persona di Riccardo I Cuor di Leone (1157-1199). Il personaggio, con il nome di Locksley, compare nel romanzo di Walter Scott Ivanhoe (1820). 
Robin Hood 
Film d'animazione, americano (1974). Regia di Wolfgang Reitherman. Titolo originale: Robin Hood 
Robin Hood 
Film d'avventura, americano (1922). Regia di Allan Dwann. Interpreti: Douglas Fairbanks, Wallace Beery, Enid Bennet. Titolo originale: Robin Hood 

\Robin Hood (La leggenda di Robin Hood) Film d'avventura, americano (1938). Regia di Michael Curtiz e William Keighley. Interpreti: Errol Flynn, Olivia De Havilland, Basil Rathbone. Titolo originale: The Adventures of Robin Hood 

\Robin Hood, Principe dei ladri Film d'avventura, americano (1991). Regia di Kevin Reynolds. Interpreti: Kevin Costner, Morgan Freeman, Mary Elizabeth Mastrantonio. Titolo originale: Robin Hood Prince of Thieves 

\robìnia, sf. Detta anche falsa acacia, pianta legnosa (Robinia pseudoacacia), della famiglia delle Leguminose, proveniente dall'America del nord, diffusa in Europa allo stato selvatico. Caratterizzata da fusto con legno duro e resistente di colore giallastro, alto fino a 20 m. Le sue foglie sono piccole e di forma ellittica e i fiori sono bianchi o rosa a grappoli penduli. 

\Robinson Crusoe (titolo completo La vita e le strane e sorprendenti avventure di Robinson Crusoe di York, marinaio) ( Daniel Defoe, 1719). Il libro è ispirato alle vicende reali di Alexander Selkirk, un marinaio restato per sei anni su un'isola disabitata. Robinson Crusoe, giovane inglese, non tiene conto dei consigli paterni e si mette in mare a cercare fortuna. Dopo varie avventure, fa naufragio e approda su un'isola deserta. Costretto a trascorrere molti anni da solo, utilizzando la propria intelligenza e dando prova di iniziativa e laboriosità, si costruisce una casa confortevole e cerca di ricreare nel nuovo ambiente i servizi e le comodità della civiltà lontana. Con il suo coraggio, riesce anche a procurarsi un compagno, nella persona di Venerdì, un indigeno che egli salva dai cannibali e subito provvede a vestire decorosamente e a istruire sui principi della religione. Dopo vari altri incontri con pirati e marinai ammutinati, Robinson e Venerdì riescono a fuggire dall'isola. Il romanzo costituisce il racconto affascinante del modo in cui un uomo si assicura la sopravvivenza in un ambiente selvaggio, ma anche un'autobiografia spirituale che rivela la lotta per conservare l'integrità personale durante lunghi anni di solitudine. Basato su una visione positiva della società, il libro segna anche un riconoscimento della dignità del lavoro manuale. Secondo J. Joyce, Robinson è il simbolo della conquista coloniale britannica. 

\Robinson, Abraham (Waldenburg 1918-New Haven 1974) Matematico statunitense. Di origine tedesca, si occupò anche di logica e di analisi non standard. Diede importanti contributi alla teoria dei modelli. 

\Robinson, Edward G. (Bucarest 1893-Hollywood 1973) Attore cinematografico statunitense. Interpretò Piccolo Cesare (1930), Tutta la città ne parla (1935), La donna del ritratto (1944) e 2022: i sopravvissuti (1972). 

\Robinson, Ray détto Sugar (Detroit 1920-Culver City 1989) Pugile statunitense. Fu campione mondiale dei pesi welter dal 1946 al 1950. Dal 1951 al 1957 e poi dal 1958 al 1960 detenne il titolo mondiale dei pesi medi. 

\Robinson, Robert (Rufford 1886-Great Missenden 1975) Chimico inglese. Nel 1947 fu insignito del premio Nobel. 

\robiòla, sf. Formaggio dolce e cremoso, tipico della Lombardia. 

\robivècchi, sm. invar. Chi compra oggetti usati e li rivende. ~ rigattiere. 

\Roboàmo (925?-915 a. C.) Primo re del regno di Giuda. Succedette al padre Salomone. 

\roboànte => "reboante" 

\Robocop Film poliziesco, americano (1987). Regia di Paul Verhoveen. Interpreti: Peter Weller, Nancy Allen, Dan O'Herlihy. Titolo originale: Robocop 

\robòt, sm. invar. Dal cecoslovacco robota (lavoro). Termine utilizzato dallo scrittore K. Capek nel suo dramma R. U. R. (1920) per designare gli automi che svolgevano lavoro forzato e programmato, senza l'intervento umano. Oggi è comunemente usato nell'industria per designare macchine multiscopo costituite da uno o più manipolatori in grado di sostituire l'uomo in operazioni ripetitive. I robot vengono distinti per il numero di movimenti realizzabili (grado di libertà), per il genere di controllo consentito e per il tipo di memoria. ~ macchina. 
  sm. invar. robot. 

\robòtica, sf. Parte della cibernetica che si occupa della costruzione dei robot. 

\robotizzàre, v. v. tr. Fornire di robot. 
v. intr. pron. Trasformarsi in robot. 

\Roburent Comune in provincia di Cuneo (623 ab., CAP 12080, TEL. 0174). 

\robustézza, sf. L'essere robusto, solido. 

\robùsto, agg. 1 Che ha forza. ~ forte. <> delicato, fragile. 2 Resistente. ~ solido. <> debole. 3 Acuto, vigoroso. 
  agg. strong, robust, sturdy. 
  lat. robustus, deriv. da robur forza. 

\Roca, Cabo da Capo della costa atlantica, all'estremità della penisola di Lisbona. È il punto più occidentale dell'Europa. 

\Rocafuerte, Vicente (Guayaquil 1783-Lima 1847) Politico ecuadoriano. Aristocratico di idee liberali, fu presidente della repubblica dell'Ecuador dal 1835 al 1839. 

\rocàggine, sf. L'avere la voce roca. 

\rocaille, sf. invar. Decorazione fatta con conchiglie. 

\rocambolésco, agg. (pl. m.-schi) Relativo ad azione avventurosa e audace che sembra incredibile. ~ romanzesco. <> banale. 
  dal personaggio Rocambole dei romanzi d'appendice di Ponson du Terrail. 

\ròcca, sf. 1 Fortezza, cittadella. ~ castello. la rocca non cedeva all'assedio. 2 Quarzo in grossi cristalli. 3 Strumento su cui si mette la lana per filarla. 
  sf. fortress. 
  lat. volg. rocca; nel significato [3]: german. rukka

\Ròcca Canavése Comune in provincia di Torino (1.466 ab., CAP 10070, TEL. 011). 

\Ròcca Canteràno Comune in provincia di Roma (279 ab., CAP 00020, TEL. 0774). 

\Ròcca Cigliè Comune in provincia di Cuneo (218 ab., CAP 12060, TEL. 0174). 

\Ròcca d'Aràzzo Comune in provincia di Asti (919 ab., CAP 14030, TEL. 0141). 

\Ròcca d'Àrce Comune in provincia di Frosinone (1.059 ab., CAP 03030, TEL. 0776). 

\Ròcca de' Bàldi Comune in provincia di Cuneo (1.655 ab., CAP 12047, TEL. 0174). 

\Ròcca de' Giòrgi Comune in provincia di Pavia (130 ab., CAP 27043, TEL. 0385). Centro agricolo (uva, frutta e ortaggi) dell'Oltrepò Pavese. 

\Ròcca déi Vòlsci Comune in provincia di Latina (1.201 ab., CAP 04010, TEL. 0773). 

\Ròcca d'Evàndro Comune in provincia di Caserta (3.699 ab., CAP 81050, TEL. 0823). 

\Ròcca di Bótte Comune in provincia di L'Aquila (449 ab., CAP 67066, TEL. 0863). 

\Ròcca di Càmbio Comune in provincia di L'Aquila (447 ab., CAP 67047, TEL. 0862). 

\Ròcca di Càve Comune in provincia di Roma (367 ab., CAP 00030, TEL. 06). 

\Ròcca di Mèzzo Comune in provincia di L'Aquila (1.531 ab., CAP 67048, TEL. 0862). 

\Ròcca di Néto Comune in provincia di Crotone (5.499 ab., CAP 88070, TEL. 0962). 

\Ròcca di Pàpa Comune in provincia di Roma (11.142 ab., CAP 00040, TEL. 06). Centro turistico sui colli Albani. Vi si trova il santuario della Madonna del Tufo, del XVI sec. Gli abitanti sono detti Rocchiggiani

\Ròcca Grimàlda Comune in provincia di Alessandria (1.260 ab., CAP 15078, TEL. 0143). 

\Ròcca Imperiàle Comune in provincia di Cosenza (3.333 ab., CAP 87074, TEL. 0981). 

\Ròcca Màssima Comune in provincia di Latina (1.135 ab., CAP 04010, TEL. 06). 

\Ròcca Pìa Comune in provincia di L'Aquila (253 ab., CAP 67030, TEL. 0864). 

\Ròcca Piètore Comune in provincia di Belluno (1.603 ab., CAP 32020, TEL. 0437). 

\Ròcca Prióra Comune in provincia di Roma (8.456 ab., CAP 00040, TEL. 06). 

\Ròcca San Casciàno Comune in provincia di Forlì (2.161 ab., CAP 47017, TEL. 0543). 

\Ròcca San Felìce Comune in provincia di Avellino (1.220 ab., CAP 83050, TEL. 0827). 

\Ròcca San Giovànni Comune in provincia di Chieti (2.364 ab., CAP 66020, TEL. 0872). Centro agricolo (cereali, uva da vino, olive, tabacco, barbabietole da zucchero), dell'allevamento (ovini, bovini) e industriale (carta). 

\Ròcca Sànta Marìa Comune in provincia di Teramo (849 ab., CAP 64010, TEL. 0861). Centro agricolo e delle attività silvestri e pastorali. 

\Ròcca Sànto Stéfano Comune in provincia di Roma (1.014 ab., CAP 00030, TEL. 06). Centro agricolo (olive, uva, cereali). 

\Ròcca Sinibàlda Comune in provincia di Rieti (943 ab., CAP 02026, TEL. 0765). 

\Ròcca Susèlla Comune in provincia di Pavia (224 ab., CAP 27052, TEL. 0383). 

\Roccabasceràna Comune in provincia di Avellino (2.308 ab., CAP 83016, TEL. 0825). 

\Roccabernàrda Comune in provincia di Milano (3.874 ab., CAP 88070, TEL. 0962). 

\Roccabiànca Comune in provincia di Parma (3.259 ab., CAP 43010, TEL. 0521). 

\Roccabrùna Comune in provincia di Cuneo (1.308 ab., CAP 12020, TEL. 0171). 

\Roccacasàle Comune in provincia di L'Aquila (768 ab., CAP 67030, TEL. 0864). 

\Roccadàspide Comune in provincia di Salerno (7.519 ab., CAP 84069, TEL. 0828). 

\Roccafiorìta Comune in provincia di Messina (266 ab., CAP 98030, TEL. 0942). 

\Roccafluvióne Comune in provincia di Ascoli Piceno (2.245 ab., CAP 63049, TEL. 0736). 

\roccafòrte, sf. 1 Fortezza. ~ avamposto. 2 Ambiente in cui si ha il predominio. ~ fortezza, fortino. 
  sf. stronghold. 

\Roccafòrte dél Grèco Comune in provincia di Reggio Calabria (1.213 ab., CAP 89060, TEL. 0965). 

\Roccafòrte Lìgure Comune in provincia di Alessandria (167 ab., CAP 15060, TEL. 0143). 

\Roccafòrte Mondovì Comune in provincia di Cuneo (1.972 ab., CAP 12088, TEL. 0174). 

\Roccaforzàta Comune in provincia di Taranto (1.654 ab., CAP 74020, TEL. 099). 

\Roccafrànca Comune in provincia di Brescia (3.393 ab., CAP 25030, TEL. 030). 

\Roccagióvine Comune in provincia di Roma (272 ab., CAP 00020, TEL. 0774). 

\Roccagloriósa Comune in provincia di Salerno (2.167 ab., CAP 84060, TEL. 0974). 

\Roccagórga Comune in provincia di Latina (4.386 ab., CAP 04010, TEL. 0773). 

\Roccalbégna Comune in provincia di Grosseto (1.458 ab., CAP 58053, TEL. 0564). 

\Roccalumèra Comune in provincia di Messina (4.050 ab., CAP 98027, TEL. 0942). 

\Roccamandòlfi Comune in provincia di Isernia (1.164 ab., CAP 86098, TEL. 0865). 

\Roccamèna Comune in provincia di Palermo (2.132 ab., CAP 90040, TEL. 091). 

\Roccamonfìna Rilievo vulcanico inattivo (1.004 m) dell'Antiappennino campano. Si trova nella pianura campana settentrionale tra il monte Cesima a nord, il monte Massico a sud, il monte Maggiore a est e il Garigliano e i monti Aurunci a ovest. 
Roccamonfina 
Comune in provincia di Caserta (3.803 ab., CAP 81035, TEL. 0823). 

\Roccamontepiàno Comune in provincia di Chieti (1.986 ab., CAP 66010, TEL. 0871). 

\Roccamorìce Comune in provincia di Pescara (1.046 ab., CAP 65020, TEL. 085). 

\Roccanòva Comune in provincia di Potenza (2.023 ab., CAP 85036, TEL. 0973). 

\Roccantìca Comune in provincia di Rieti (549 ab., CAP 02040, TEL. 0765). 

\Roccapalùmba Comune in provincia di Palermo (3.092 ab., CAP 90020, TEL. 091). 

\Roccapiemónte Comune in provincia di Salerno (8.751 ab., CAP 84086, TEL. 081). 

\Roccaraìnola Comune in provincia di Napoli (7.062 ab., CAP 80040, TEL. 081). 

\Roccaràso Comune in provincia di L'Aquila (1.668 ab., CAP 67037, TEL. 0864). 

\Roccaromàna Comune in provincia di Caserta (1.006 ab., CAP 81050, TEL. 0823). 

\Roccascalégna Comune in provincia di Chieti (1.557 ab., CAP 66040, TEL. 0872). 

\Roccasécca Comune in provincia di Frosinone (7.327 ab., CAP 03038, TEL. 0776). 

\Roccasicùra Comune in provincia di Isernia (699 ab., CAP 86080, TEL. 0865). 

\Roccasparvèra Comune in provincia di Cuneo (589 ab., CAP 12010, TEL. 0171). 

\Roccaspinalvéti Comune in provincia di Chieti (1.916 ab., CAP 66050, TEL. 0873). 

\Roccastràda Comune in provincia di Grosseto (9.377 ab., CAP 58036, TEL. 0564). 

\roccàta, sf. La quantità di materia da filare, messa sulla rocca. 

\roccatrìce, sf. Macchina tessile usata per la roccatura di un filato. 

\Roccavaldìna Comune in provincia di Messina (1.259 ab., CAP 98040, TEL. 090). 

\Roccaveràno Comune in provincia di Asti (644 ab., CAP 14050, TEL. 0144). 

\Roccavignàle Comune in provincia di Savona (728 ab., CAP 17010, TEL. 019). 

\Roccavióne Comune in provincia di Cuneo (2.786 ab., CAP 12018, TEL. 0171). 

\Roccavìvàra Comune in provincia di Campobasso (1.048 ab., CAP 86020, TEL. 0874). 

\Roccèlla Iònica Comune in provincia di Reggio Calabria (7.121 ab., CAP 89047, TEL. 0964). 

\Roccèlla Valdèmone Comune in provincia di Messina (990 ab., CAP 98030, TEL. 0942). 

\Rocchétta a Voltùrno Comune in provincia di Isernia (1.108 ab., CAP 86070, TEL. 0865). 

\Rocchétta Bèlbo Comune in provincia di Cuneo (204 ab., CAP 12050, TEL. 0141). 

\Rocchétta di Vàra Comune in provincia di La Spezia (814 ab., CAP 19020, TEL. 0187). 

\Rocchétta e Cróce Comune in provincia di Caserta (600 ab., CAP 81050, TEL. 0823). 

\Rocchétta Lìgure Comune in provincia di Alessandria (263 ab., CAP 15060, TEL. 0143). 

\Rocchétta Nervìna Comune in provincia di Imperia (276 ab., CAP 18030, TEL. 0184). 

\Rocchétta Palafèa Comune in provincia di Asti (433 ab., CAP 14040, TEL. 0141). 

\Rocchétta Sant'Antònio Comune in provincia di Foggia (2.293 ab., CAP 71020, TEL. 0885). Centro agricolo (cereali, ortaggi, frutta, olive) e dell'allevamento (bovini, ovini, suini). 

\Rocchétta Tànaro Comune in provincia di Asti (1.501 ab., CAP 14030, TEL. 0141). 

\rocchettièra, sf. Tipo di cantra utilizzato per i rocchetti di fibre sintetiche e artificiali o di seta. 

\rocchétto, sm. 1 Piccolo cilindro di legno usato per avvolgervi il filato. 2 Cilindro avvolto di filo elettromagnetico, usato soprattutto in radiotecnica. ~ bobina. 3 Sopravveste di lino bianco che papa, cardinali, vescovi, prelati indossano sopra l'abito talare come segno della loro dignità. 4 Piccolo mantello di maglia d'acciaio usato nelle giostre dei secc. XV e XVI. 
  sm. reel, spool. 

\ròcchio, sm. 1 Oggetto di forma cilindrica. 2 Il pezzo di salsiccia che è tra due legature. 3 Pezzo di pietra cilindrico facente parte di una colonna. 

\ròccia, sf. (pl.-ce) Aggregato di minerali che, con la costituzione di agglomerati geologici indipendenti, fanno parte della superficie terrestre. ~ pietra. 
  sf. 1 rock. 2 (sport, fare roccia) to go rock climbing. 
A seconda dell'origine le rocce possono essere magmatiche, se di origine estrusiva, sedimentarie, se provengono da sedimenti clastici (frammenti di roccia esistente) o piroclastici (frammenti di roccia di origine vulcanica), metamorfiche, se trasformate dalle precedenti. Le rocce magmatiche costituiscono il 95% della litosfera e a loro volta si distinguono in effusive e intrusive in base alla loro consolidazione: le prime si sono consolidate in superficie e le seconde in profondità. Le rocce metamorfiche derivano dalle eruttive e sedimentarie a seguito di trasformazioni significative; la loro caratteristica principale è data dalla scistosità (per cui sono anche dette scisti cristallini); tre le rocce metamorfiche non scistose si annoverano i marmi. 

\Rocciamelóne Monte (3.538 m) delle Alpi Graie, presso il confine italo-francese, nella Val di Susa. 

\rocciatóre, sm. (f.-trìce) In alpinismo, scalatore. ~ alpinista. 

\roccióso, agg. Pieno di rocce. ~ pietroso. 
  agg. rocky. 

\ròcco, sm. (pl.-chi) Bastone pastorale degli arcivescovi. 

\Rocco e i suoi fratelli Film drammatico, italiano (1960). Regia di Luchino Visconti. Interpreti: Alain Delon, Renato Salvatori, Annie Girardot, Claudia Cardinale, Claudia Mori. 

\Ròcco, Alfrédo (Napoli 1875-Roma 1935) Politico e giurista, fu ministro della giustizia dal 1925 al 1932. A lui si deve il codice penale e di procedura penale (1930-1931). 

\Rocha, Glaúber (Vitória da Conquesta 1939-Rio de Janeiro 1981) Regista cinematografico brasiliano. Diresse Il dio nero e il diavolo biondo (1964), Antonio das Mortes (1968) e A historia do Brazil (1975). 

\Rochdale Città (207.000 ab.) della Gran Bretagna, in Inghilterra, nella contea metropolitana della Grande Manchester. 

\Roche, Edward (Montpellier 1820-ivi 1883) Astronomo francese, elaborò una teoria (1843) che rimase a lungo alla base della spiegazione dei primi anelli di Saturno; prevede lo sgretolamento dei satelliti per effetto marea causato da forze gravitazionali che sarebbero più intense di quelle di coesione. 

\Roche, Stephen (Irlanda 1959-) Ciclista famoso soprattutto per aver vinto nel 1987 il Tour de France, il Giro d'Italia e il campionato del mondo. Tra le altre vittorie, la Parigi-Nizza del 1981. 

\Rochelle, La Città francese (76.000 ab.), capoluogo della Charente Maritime, posta in una insenatura sull'oceano Atlantico, è un importante centro peschereccio e commerciale. Conobbe il suo sviluppo nel XII sec., fu invasa più volte dagli inglesi e nel XVI sec. fu un'enclave ugonotta conquistata nel 1628 dal cardinale Richelieu, dopo quindici mesi d'assedio. 

\Rochester Città (242.000 ab.) degli USA, nello stato di New York. 

\rock, sm. invar. Genere musicale proveniente dalla locuzione inglese rock and roll (dondolare e rotolare) nato negli anni '50 dal rhythm and blues, musica da ballo popolare di origine afroamericana e dal country, musica popolare del West di origine bianca; è basato essenzialmente sull'improvvisazione ed è dotato di una notevole carica anticonformista e contestatrice dei valori tradizionali. Dal punto di vista musicale è evidente l'uso delle tecniche elettroniche e multimediali più recenti, oltre alla tendenza alla contaminazione dei generi musicali. In effetti il termine rock, poiché nell'immaginario contemporaneo assume le connotazioni positive che in periodi precedenti si indicavano con i termini moderno, giovane ecc., tende a essere non una definizione precisa, ma un'etichetta commerciale di facile collocazione sul mercato e un atteggiamento musicale nel quale confluiscono istanze diverse a volte non facilmente assimilabili. In sostanza, mentre inizialmente il fenomeno sembrava spontaneo e innovativo, oggi dà l'impressione di essere completamente assorbito nel circuito commerciale della musica controllato dai grandi nomi della distribuzione di massa. I grandi interpreti furono Bill Haley, Elvis Presley, Jerry Lee Lewis, Buddy Holly, tutti caratterizzati dalla loro presenza fisica e spettacolare che esprimeva anche l'irrequietezza dei giovani e si contrapponeva agli schemi classici della canzone americana. Il fenomeno è rimasto tipico della musica anglosassone e ha assunto diverse connotazioni a partire dagli anni '70 (Doors, Jimi Hendrix, Who, Led Zeppelin) fino ai giorni nostri (B. Springsteen, U2, Bon Jovi). 

\rock and roll, loc. sost. m. invar. Genere musicale nato in Nordamerica, ricco di movimenti frenetici. 

\rockettàro, sm. 1 Chi canta o suona in un complesso rock. 2 Appassionato di musica rock. 

\Rockford City Città (140.000 ab.) degli USA, nello stato dell'Illinois. 

\Rockhampton Città dell'Australia (52.000 ab.), porto sul fiume Fitzroy, situata all'interno di una ricca zona agricola (lana e cuoio) ed estrattiva (oro, rame e carbone). La città ha industrie conserviere e casearie. Sede vescovile. 

\rock'n'roll => "rock and roll" 

\Rocky Film drammatico, americano (1976). Regia di John G. Avildsen. Interpreti: Sylvester Stallone, Talia Shire, Burt Young. Titolo originale: Rocky 

\Rocky II Film drammatico, americano (1979). Regia di Sylvester Stallone. Interpreti: Sylvester Stallone, Talia Shire, Burt Young. Titolo originale: Rocky II 

\ròco, agg. (pl. m.-chi) Di voce poco chiara per catarro o altro. ~ rauco. <> argentino. 

\rococò, agg. e sm. agg. 1 Appartenente a tale stile architettonico. 2 Arzigogolato. 
sm. Stile architettonico originato in Francia alla fine del regno di Luigi XIV e adottato in tutta Europa anche nei settori della pittura e della scultura fino al 1760. 
Derivato dal francese rocaille che definiva le decorazioni composite costituite di rocce e conchiglie dei giardini, il termine spesso identificò le degenerazioni del barocco, con il tentativo di liberare le forme dalla pesantezza della decorazione barocca. Lo stile rococò è caratterizzato dalla ridondanza decorativa e dal gusto dell'artificioso e del frivolo. All'inizio dell'Ottocento, il termine rococò si diffuse per designare oggetti minuscoli e stravaganti e per definire forme artistiche ornamentali, edonistiche e preziose. Il termine viene utilizzato anche per definire il gusto che pervade non solo le arti figurative ma l'intera società nobiliare del tempo, nella quale vengono individuate alcune caratteristiche come la predilezione per il particolare, la ricerca di chiarezza figurativa, l'aspirazione a costruire un mondo tutto artificiale chiuso in accoglienti ambienti interni. Il maggiore sviluppo di questo stile si ebbe in Germania (J. B. Neumann e J. L. von Hildebrandt) nell'architettura di esterni e con Vassé e Oppenordt nell'architettura di interni. Altri esponenti furono Pineau, Meissonnier, Boucher, de Curvilles, che rappresentano il periodo culminante dello stile. In pittura raggiunse il punto più alto nell'opera dei pittori J.-A. Watteau e J.-H. Fragonard. Il rococò ebbe limitata diffusione in Italia e in Inghilterra. 

\rodàggio, sm. 1 Operazione e fase di assestamento di un motore o di un meccanismo nuovi che, per un certo periodo di tempo, non devono essere sottoposti a grandi sollecitazioni. 2 Periodo di assestamento. era ancora in fase di rodaggio sul lavoro
  sm. running-in. 
  franc. rodage, deriv. da roder levigare per strofinamento, dal lat. rodere rodere. 

\Ròdano (comune) Comune in provincia di Milano (4.558 ab., CAP 20090, TEL. 02). 

\Ròdano (fiume) Fiume europeo lungo 812 km, con bacino idrografico di 99.000 km2. Nasce in Svizzera a 1850 m dal ghiacciaio omonimo presso il passo del Furka. Scorre nel Vallese ed entra nel lago di Ginevra quindi prosegue in Francia, scorrendo presso il Giura con affluente l'Ain. Dopo avere ricevuto la Saona, riceve anche l'Ardeche, l'Isère, il Drome e il Durance. Penetra in Provenza e forma il delta in prossimità di Arles, dividendosi in due bracci, il Grande Rodano e il Piccolo Rodano, che sfociano nel Mediterraneo, dando origine alla Camargue. In francese Rhône. 

\rodàre, v. tr. Sottoporre a rodaggio. 
  spagn. rodear girare. 

\Rodàri, Giànni (Omegna, Novara 1920-Roma 1980) Romanziere e saggista. Tra le opere Le avventure di Cipollino (1961), Grammatica della fantasia (saggio, 1973) e C'era due volte il barone Lamberto (1978). 

\Rodcenko, Aleksandr Michajlovic (San Pietroburgo 1891-Mosca 1956) Pittore russo. Tra le opere Costruzione lineare (1919, Ginevra, Musée d'Art et d'Histoire). 

\Ròddi Comune in provincia di Cuneo (1.108 ab., CAP 12060, TEL. 0173). 

\Roddìno Comune in provincia di Cuneo (381 ab., CAP 12050, TEL. 0173). 

\Rodèllo Comune in provincia di Cuneo (811 ab., CAP 12050, TEL. 0173). 

\Rodenbach, Georges Raymond Constantin (Tournai 1855-Parigi 1898) Poeta e romanziere belga. Tra le opere Il regno del silenzio (poesia, 1891) e Bruges città morta (romanzo, 1892). 

\Rodéngo (in ted. Rodeneck) Comune in provincia di Bolzano (1.031 ab., CAP 39037, TEL. 0472). 

\Rodéngo-Saiàno Comune in provincia di Brescia (5.259 ab., CAP 25050, TEL. 030). 

\rodéo, sm. invar. Spettacolo che si svolge in apposite arene, dove i cow-boys mostrano la propria abilità nel domare il bestiame allo stato brado. Il termine deriva dallo spagnolo rodear e nel West ha il doppio significato di accerchiamento del bestiame per radunarlo e di recinto adibito a tale operazione. Il rodeo prevede varie prove: prendere al laccio e cavalcare tori selvaggi, correre su cavalli imbizzarriti, domare puledri ecc. Inizialmente partecipavano ai rodei i mandriani che vivevano nei ranch; attualmente i partecipanti ai rodei sono considerati veri e propri professionisti. Importanti rodei annuali si svolgono in Texas, Arizona e California. Oggi questo spettacolo ha assunto il carattere di una festa, con cortei e danze popolari per le strade, pur conservando le varie prove sportive. 

\ródere, v. v. tr. 1 Rosicchiare. ~ corrodere, smangiare. osso duro da rodere, cosa difficile da fare o persona difficile da affrontare. 2 Consumare lentamente. 3 Tormentare. la gelosia lo rodeva dentro
v. rifl. 1 Consumarsi lentamente. 2 Tormentarsi. ~ soffrire. si rodeva d'invidia
  v. tr. 1 to gnaw. 2 (fig.) to eat into. 
  lat. rodere

\Roderìco o Rodrìgo (?-711?) Fu l'ultimo dei re visigoti di Spagna. Venne sconfitto dagli arabi di Tariq ibn Ziyad. 

\Ròdero Comune in provincia di Como (1.011 ab., CAP 22070, TEL. 031). 

\Ròdi Isola greca vasta 1.398 km2 (67.000 ab.) posta nel mar Egeo, nell'arcipelago delle Sporadi, di cui è la più estesa, prospiciente la costa anatolica, nel Dodecaneso; il rilievo più elevato è il monte Altairo che raggiunge i 1.215 m. Tra le attività, si segnalano le risorse agricole (olive, agrumi, cereali, uva), la pesca, la raccolta di spugne e l'attività turistica. Il capoluogo odierno dell'isola (Rodi) sorge all'estremità nordorientale dell'isola ed è una città di grande fascino. La parte vecchia della città, cinta dalle antiche mura del XIV e XV sec., si divide ulteriormente nel quartiere dei cavalieri e nel quartiere popolare. Il quartiere dei cavalieri conserva incredibili testimonianze della presenza sull'isola dei cavalieri di San Giovanni durata ben 213 anni, dal 1309 dopo l'espulsione da Gerusalemme al 1522 con la vittoria dei musulmani. Tra i suoi edifici più significativi, in stile gotico provenzale, si segnalano innanzitutto i vari alberghi, residenze dei cavalieri assegnate in base alla provenienza e costruiti uno accanto all'altro in una fila ininterrotta di palazzi. In fondo al viale dei Cavalieri sorge il palazzo del Gran Maestro, l'edificio più imponente della città vecchia. L'antico ospedale dei Cavalieri attualmente è sede del museo archeologico. Il quartiere popolare, detto Chora, conserva invece testimonianze della dominazione turca, tra cui la moschea di Solimano, il bagno turco e la biblioteca turca. I quartieri moderni che si estendono intorno alla città vecchia ospitano alberghi, ristoranti, caffè, negozi e altre attrezzature proliferate a sostegno del notevole flusso turistico che caratterizza l'isola. Lindos è un villaggio sulla costa orientale dell'isola, a 56 km da Rodi città, che rappresenta un importante centro turistico. La parte di Lindos affacciata sul mare è costituita dalle tipiche case bianche squadrate in mezzo alla quali sorge la chiesa bizantina di Panagia. La parte alta è formata da una cittadella che unisce edifici antichi a edifici medioevali. Questa combinazione di rovine doriche, bizantine e medievali, unita alla bellezza delle spiagge vicine, costituisce la sua maggiore attrattiva. Secondo la mitologia greca Rodi fu scelta come sposa dal dio Helios e questo spiegherebbe il clima dolce dell'isola e la sua fertilità. Durante l'antichità godette di periodi di grande prosperità, come testimoniano l'assetto urbanistico conferitole da Ippodamo di Mileto, la sua scuola di scultura e la costruzione del celebre colosso (poi distrutto dal terremoto). Fu soggetta ai persiani, ai macedoni, ai romani e ai bizantini (fino al 1204). In seguito fu assegnata ai cavalieri di Gerusalemme, e poi ai turchi nel 1522. Alla fine della guerra con la Turchia, nel 1912, divenne colonia italiana e nel 1948 venne definitivamente annessa alla Grecia. 

\Ròdi Gargànico Comune in provincia di Foggia (3.981 ab., CAP 71012, TEL. 0884). 

\Rodì Mìlici Comune in provincia di Messina (2.334 ab., CAP 98059, TEL. 090). 

\rodiatùra, sf. Operazione con cui si riveste una superficie metallica con uno strato di rodio e il risultato dell'operazione. 

\rodiése, agg. e sm. agg. Relativo a Rodi. ~ rodiota. 
sm. 1 Abitante o nativo di Rodi. 2 Dialetto dorico che veniva parlato nell'antichità a Rodi. 

\rodìggio, sm. L'insieme di tutti gli organi di una locomotiva che si trovano tra la sospensione elastica e il binario. Comprende, tra l'altro, le ruote, i cerchioni e gli assi. 

\rodigìno, agg. e sm. agg. Relativo alla città di Rovigo. 
sm. Abitante della città di Rovigo. 

\Ròdigo Comune in provincia di Mantova (4.883 ab., CAP 46040, TEL. 0376). 

\rodiménto, sm. 1 Il rodere e il rodersi. 2 Cruccio. 

\Rodin, François-Auguste-René (Parigi 1840-Meudon 1917) Scultore francese. Tra le opere L'età del bronzo (1876, Londra, Tate Gallery), Il pensatore (1880, Parigi, Musée du Luxembourg), I borghesi di Calais (1884-1886, Parigi, Musée Rodin) e Il bacio (1886, Londra, Tate Gallery). 

\ròdio, sm. Elemento chimico, simbolo Rh, numero atomico 45, peso atomico 102,91, è prodotto dalla lavorazione del platino. Di colore biancastro, è meno duttile del platino, con densità 12,41 g/cm3 e punto di fusione 1.966 °C. Viene usato nella gioielleria e come catalizzatore. 

\rodiòta, agg. e sm. (pl. m.-i) agg. Relativo a Rodi. ~ rodiese. 
sm. Abitante o nativo di Rodi. 

\roditóre, agg. e sm. agg. Che rode. 
sm. Chi rode. 
  sm. rodent. 

\Roditóri Ordine di Mammiferi, caratterizzati dalla dentatura priva di canini, con un notevole sviluppo dei muscoli masticatori. Presenti con oltre 1.700 specie, hanno una diffusione cosmopolita e vivono in ambienti differenti e a volte inospitali. Diverse sono le varietà e le abitudini; vi sono razze terricole, arboricole, ipogee, acquatiche, diurne e notturne. Presentano taglie di diversa grandezza che vanno dal topolino di casa lungo circa 10 cm al capibara che arriva fino a 1,20 m; diversa la forma dei loro arti (presentano in genere quattro dita gli anteriori e cinque i posteriori) che nelle specie che vivono nei deserti sono notevolmente sviluppati per permettere loro lunghi salti; diversa anche la forma delle unghie, in alcune specie ad artiglio in altre a forma di zoccoli. Il mantello molto pregiato e abbondante in alcune razze (cincillà), è praticamente assente in altre o formato da aculei lunghi anche 30 cm (istrice). Tra i sensi sono molto sviluppati l'udito e l'olfatto. I Roditori sono da un lato molto nocivi per l'uomo perché recano danno all'agricoltura e sono portatori di numerose malattie, ma costituiscono un'importante riserva di cibo per i Rettili, gli Uccelli e i Mammiferi carnivori. Il loro numero elevato è una diretta conseguenza della loro capacità riproduttiva e dell'adattamento all'ambiente. Dal mondo dei Roditori l'uomo trae beni preziosi come le pellicce (castori, cincillà), le lane di angora (conigli) e carni nutrienti (coniglio). L'ordine dei Roditori è suddiviso in due sott'ordini: Roditori veri o Semplicidentati (comprendenti la maggior parte dei Roditori), provvisti alla mascella superiore di un solo paio di incisivi, suddivisi a loro volta in Sciuromorfi (scoiattoli), Miomorfi (topi, ghiro) e Istricomorfi (istrici, capibara, cavie); Lagomorfi o Duplicidentati (la famiglia più nota è quella dei Leporidi), caratterizzati da un secondo paio di piccoli incisivi sulla mascella superiore. 

\Rodna Gruppo montuoso della Romania, nei Carpazi Orientali, presso il confine con l'Ucraina. Vetta più elevata il monte Pietrosu (2.305 m). 

\rodo- Primo elemento di parole composte. 
  dal greco rhódon rosa. 

\Rodochetàli Ordine di Alghe rodoficee che presentano un tallo filamentoso e ramificato. 

\rodocrosìte, sf. Carbonato di manganese di formula MnCO3 che si presenta in masse concrezionate e, più raramente, in cristalli trigonali. Contiene anche ferro, calcio e magnesio. 

\rododèndro, sm. Angiosperma (Rhododendron) della famiglia delle Ericacee e dell'ordine delle Ericali. Arbusto sempreverde, originario delle regioni del Tibet, India e Cina, con fiori di vario colore. Allo stesso genere appartengono le azalee, diffuse oltre che nelle regioni asiatiche anche in Europa e in America. 
  sm. rhododendron. 

\Rodofìte Suddivisione del regno vegetale, classe delle Protofite, composta di circa 4.000 specie, organismi pluricellulari, microscopici, pigmentati di rosso, diffusi in tutte le acque anche a grandi profondità; in grandi masse hanno contribuito alla formazione di banchi corallini e catene montuose (Dolomiti). Denominate anche alghe rosse. 

\Rodòlfo Nome di sovrani. 
Sacro Romano Impero Rodolfo I di Germania 
(Linburg 1218-Spira 1291) Re dal 1273, annetté la Stiria, la Carniola e la Carinzia ai domini della casa asburgica. 
Rodolfo II d'Asburgo 
(Vienna 1552-Praga 1612) Re di Ungheria (1572-1608), di Boemia (1575-1611) e imperatore (1576-1612). Sostenne l'offensiva controriformistica. 
Borgogna Rodolfo I di Borgogna 
(?-912?) Succedette a Carlo il Grosso come re di Borgogna. 
Rodolfo II di Borgogna 
(?-937) Figlio di Roberto I, gli succedette nel 912 come re di Borgogna. Nel 922 fu eletto re d'Italia, ma nel 926 cedette la corona a Ugo di Provenza. 
Rodolfo III di Borgogna 
(?-Losanna 1032) Re di Borgogna dal 993. 
Svevia Rodolfo di Svevia 
(?-Hohenmölsen 1080) Duca dal 1057, fu incoronato re di Germania nel 1077 in contrapposizione a Enrico IV. Venne scomunicato e morì combattendo contro Enrico IV a Hohenmölsen. 

\rodomónte, sm. Spaccone. ~ smargiasso. 

\Rodópe Provincia (103.000 ab.) della Grecia, nella Tracia. Capoluogo Komoténe. 

\rodopsìna, sf. Pigmento fotosensibile posto nei bastoncelli della retina dei Vertebrati che decomponendosi avvia l'impulso nervoso per la fibra ottica. 

\Rodrigues Isola (34.000 ab.) delle Maurizio, nell'oceano Indiano occidentale. Fa parte del gruppo delle Mascarene. 

\Rodrigues, Amàlia (Lisbona 1920-Lisbona 1999) Cantante portoghese. È considerata la maggiore interprete del fado. Tra i successi, Coimbra e Una casa portuguesa

\Rodriguez, Lorenzo (? 1704?-? 1774) Architetto. Di origini spagnole, lavorò in Messico, dove realizzò il sagrario metropolitano (1749-1769) e la chiesa della SS. Trinidad. 

\Rodriguez, Ventura (Ciempozuelos 1717-Madrid 1785) Architetto spagnolo. Tra le opere il palazzo Reale a Madrid (1757-1759) e la facciata della cattedrale di Pamplona (1783). 

\Roè Volciàno Comune in provincia di Brescia (3.706 ab., CAP 25077, TEL. 0365). 

\Roemer, Olaus (Århus 1644-Copenaghen 1710) Astronomo che nel 1676 riuscì a calcolare la velocità della luce, attraverso l'osservazione delle eclissi dei satelliti di Giove; tale velocità venne calcolata ancora prima che Newton dettasse le sue leggi in proposito. Malgrado non riuscisse a calcolare con precisione tale velocità, Newton affermò che tale propagazione nello spazio avveniva a velocità elevatissima ma non infinita. 

\Rofràno Comune in provincia di Salerno (2.304 ab., CAP 84070, TEL. 0974). 

\Rogaland Contea (347.000 ab.) della Norvegia sudoccidentale. Capoluogo Stavanger. 

\rogànte, sm. e sf. Persona o ente che stipula un atto notarile. 

\rogàre, v. tr. Stipulare un contratto o stendere un testamento alla presenza di un notaio. 

\rogatàrio, sm. Chi, su richiesta del rogante, stende un atto notarile. 

\rogatóre, sm. (f.-trìce) Chi roga, rogante. 

\rogatòria, sf. Procedura fatta da un magistrato per incarico di un altro magistrato di diversa giurisdizione. 

\rogatòrio, agg. Relativo a rogatoria. 

\rogazióne, sf. Richiesta di uno o più privati a un notaio di redigere il documento di un contratto giuridico. 
  lat. rogatio,-onis domanda, deriv. da rogare. 

\rogazionìsti Denominazione dei membri della congregazione dei padri rogazionisti del Cuore di Gesù che venne fondata da A. M. Di Francia a Messina nel 1926, assieme alle figlie del Divin Zelo, per assistere i bambini degli orfanotrofi antoniani. 

\Rògeno Comune in provincia di Lecco (2.412 ab., CAP 22040, TEL. 031). 

\Rogers, Carl (Oak Park 1902-La Jolla 1987) Psicologo statunitense. Ideò la terapia centrata sul cliente e scrisse Counseling e psicoterapia (1942). 

\Rogers, Ginger (Indipendence 1911-Los Angeles 1995) Attrice cinematografica statunitense. Celebri le sue interpretazioni al fianco di F. Astaire in commedie e film musicali quali Cappello a cilindro (1935). 

\ròggia, sf. (pl.-ge) Canale che serve per irrigare i campi. ~ fossato. 

\Roggiàno Gravìna Comune in provincia di Cosenza (8.244 ab., CAP 87017, TEL. 0984). 

\Roghùdi Comune in provincia di Reggio Calabria (1.530 ab., CAP 89060, TEL. 0965). 

\rògito, sm. Atto stipulato dal notaio. 
  sm. deed. 

\Rogliàno Comune in provincia di Cosenza (5.819 ab., CAP 87054, TEL. 0984). 

\rógna, sf. 1 Nel linguaggio popolare è la definizione della scabbia. 2 In botanica sono varie malattie parassitarie delle piante, tra cui la rogna nera determinata dal Synchytrium endobioticum e la rogna nera dell'ulivo (Pseudomonas savastanoi). 
  sf. 1 scabies. 2 (di animale) mange. 3 (fig.) nuisance, trouble, bother. 

\Rognàno Comune in provincia di Pavia (107 ab., CAP 27012, TEL. 0382). 

\Rógno Comune in provincia di Bergamo (2.899 ab., CAP 24060, TEL. 035). 

\rognonàta, sf. Pietanza a base di rognoni. 

\rognóne, sm. 1 Rene di animale macellato. 2 Il rene di animale macellato, cotto come pietanza. 
  sm. (pietanza) kidney. 

\rognóso, agg. Affetto da rogna. ~ scabbioso. 

\rògo, sm. (pl.-ghi) 1 Catasta di legna su cui si bruciavano i cadaveri o i condannati a morte. ~ pira. condannare al rogo. 2 Incendio. ~ fuoco. il rogo del palazzo non risparmiò nessuno
  sm. funeral pyre. 
  lat. rogus. 

\Rógolo Comune in provincia di Sondrio (475 ab., CAP 23010, TEL. 0342). 

\Rogopag Film a episodi, italiano (1963). Regia di Roberto Rossellini, Ugo Gregoretti, Pier Paolo Pasolini, Jean-Luc Godard. Interpreti: Ugo Tognazzi, Lisa Gastoni, Orson Welles, Rosanna Schiaffino. 

\Rohan, Henri II (Blain 1579-Königsfelden 1638) Politico francese. Guidò il partito ugonotto nella lotta contro Richelieu. 

\Róheim, Géza (Budapest 1891-New York 1953) Psicoanalista ungherese. Fu seguace di Freud e sostenitore dell'importanza del complesso di Edipo. Scrisse Psicoanalisi e antropologia (1950). 

\Rohlfs, Christian (Niendorf bei Seezen-Hagen 1938) Pittore. Tra le opere Ponte a Weimar (1888, Düsseldorf, Kunstmuseum) e Getsemani (1917, Berlino, Gemäldegalerie). 

\Röhm, Ernst (Monaco 1887-1934) Politico tedesco. Dal 1930 fu a capo delle SA e fu assassinato dalle SS nella notte dei lunghi coltelli (30 giugno 1934) per i contrasti con Hitler. 

\ROI Sigla di Return On Investment (reddito degli investimenti). 

\Ròia Fiume ligure che sorge nei pressi del col di Tenda, sulle Alpi Liguri, passa sul territorio francese e sfocia, dopo 59 Km, nel mar Ligure a Ventimiglia. 

\Roiàte Comune in provincia di Roma (840 ab., CAP 00030, TEL. 06). 

\Ròio dél Sàngro Comune in provincia di Chieti (245 ab., CAP 66040, TEL. 0872). 

\Roisan Comune in provincia di Aosta (623 ab., CAP 11100, TEL. 0165). 

\Roissy-en-France Centro (2.150 ab.) della Francia situato in val d'Oise nelle cui vicinanze si trova l'aeroporto di Parigi, Charles de Gaulle. 

\Ròiter, Fùlvio (Meolo 1926-) Fotografo. Tra le sue opere, Essere Venezia (1977), Cantico delle creature (1982), Visibilia (1992), Nuvole (1995 con Ruffilli). 

\Rojas, Fernando de (Puebla de Montalb´n, Toledo, ca. 1465-Talavera de la Reina, Toledo 1541) Drammaturgo spagnolo. Tra le opere La Celestina (1499). 

\Rokossovskij, Konstantin Konstantinovic (Varsavia 1896-Mosca 1969) Generale sovietico originario della Polonia. Nel corso della seconda guerra mondiale guidò le armate del Don, combattendo a Stalingrado (1942-1943). Occupò Danzica e Stettino dopo avere preso Minsk e Brest (1945). Venne nominato ministro della difesa della Polonia dal 1949 al 1956. 

\Roland de la Platière, Jeanne Marie (Parigi 1754-1793) Politica e scrittrice francese. Moglie di Jean-Marie Roland, ospitò nel suo salotto gli uomini più influenti della rivoluzione francese. Sostenitrice della fazione girondina, fu arrestata e ghigliottinata nel 1793. Tra le opere, Memorie per mia figlia (1794), e I miei ultimi pensieri

\Rolétto Comune in provincia di Torino (1.708 ab., CAP 10060, TEL. 0121). 

\rolìno => "ruolino" 

\roll on/roll off, loc. sost. m. invar. Tipo di nave per il trasporto di autoveicoli su cui si trovano bagagli o merci. 

\Rolland, Romain (Clamecy 1866-Vézelay 1944) Scrittore francese. Studioso di musica e di letteratura, insegnò storia dell'arte e storia della musica. Autore di varie biografie (Beethoven, 1903 e 1927, Vita di Michelangelo, 1905) nonché di opere di impostazione pacifista (Al di sopra della mischia, 1915; Mahatma Gandhi, 1924; Dichiarazione di indipendenza dello spirito, 1919). Tra le opere di narrativa, si cita il monumentale romanzo Jean-Christophe in dieci volumi (1904-1912), Colas Breugnon (1919) e il lavoro autobiografico Il viaggio interiore (1943). Fu insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1915. 

\rollàre, v. intr. L'oscillare della nave da un fianco all'altro. ~ dondolare. 

\rollàta, sf. Oscillazione repentina dovuta al rollio. 

\roll-bar, sm. invar. Nelle automobili, tubo metallico posto alle spalle del pilota che serve a proteggerlo in caso di ribaltamento. 

\rollè, sm. Carne disossata arrotolata e arrostita. 

\Ròlle Passo (1.970 m) del Trentino, nelle Dolomiti, poco a nord di San Martino di Castrozza. Collega la valle del Cismon con quella dell'Avisio. 

\roller blade, loc. sost. m. invar. Pattini a rotelle in cui le ruote sono poste una in fila all'altra lungo una linea verticale e che ricordano i pattini da ghiaccio. 

\roller-catch, sm. invar. Spettacolo sportivo in cui due squadre di pattinatori cercano guadagnare il maggior numero di traguardi fissati sulla pista. Raggiunto un traguardo i giocatori ruotano sullo stesso ostacolando in ogni modo l'avversario. 

\Rolling Stones Complesso inglese di musica pop costituitosi nel 1962, formato da M. Jagger (1943), K. Richard (1943), B. Wyman (1941), Ch. Watt (1941), B. Jones (1942-1969, sostituito da M. Taylor e poi da R. Wood). Tra le opere Satisfaction, Lady Jane, Aftermath, Let it bleed e Tattoo you

\rollìno => "rullino" 

\rollìo, sm. Il dondolare alterno del rollare. 
  sm. rolling. 

\rollòmetro, sm. Strumento per la misurazione dell'ampiezza del rollio e degli sbandamenti di una nave. 

\Rolls-Royce Industria motoristica britannica fondata a Manchester nel 1904 da C. S. Rolls e da F. H. Royce, passò alla produzione di automobili di lusso e infine agli aerei. 

\Ròlo Comune in provincia di Reggio Emilia (3.360 ab., CAP 42047, TEL. 0522). 

\rom, sm. invar. Termine con cui gli zingari indicano sé stessi nella loro lingua. ~ nomade. 

\ROM Acronimo di Read Only Memory (memoria a sola lettura), che in informatica viene abitualmente utilizzato per indicare la memoria elettronica allo stato solido che conserva i dati permanentemente anche a computer spento (a differenza della RAM che è volatile). All'interno di questi chip viene immagazzinato dal fabbricante tutto il software essenziale per il funzionamento della macchina. Negli attuali elaboratori elettronici esistono tuttavia anche memorie di massa che consentono la sola lettura dei dati e che vengono quindi definite ROM. Queste periferiche sono i lettori di compact disc, chiamati anche CD-ROM drive. 

\Róma (associazione sportiva) Società calcistica della capitale, fondata nel 1927. Ha vinto due scudetti (1942 e 1983) e sette coppe Italia. La maglia è costituita dai colori della città, giallo e rosso. 

\Roma (cinema) Film commedia, italiano (1972). Regia di Federico Fellini. Interpreti: Pedro Gonzales, Fiona Florance, Britta Barnes, Alvaro Vitali. 

\Róma (geografia) Città (comune di 1.507 km2 e 2.791.000 ab., CAP 00100, TEL. 06) capitale della Repubblica italiana, capoluogo della provincia omonima e del Lazio. Occupa ambedue le rive del Tevere in una zona collinare (i colli, monte Mario). Sede degli organi governativi italiani, del presidente della repubblica, di molti enti e di organismi internazionali. Sul suo territorio vi è la città del Vaticano, sede papale e stato autonomo. Tra le attività è particolarmente sviluppato il terziario e in genere il turismo. Sede di importanti industrie dell'abbigliamento, aeronautiche, edilizie, editoriali, grafiche, della plastica e del tabacco. Principale nodo di comunicazioni ferroviarie, stradali (strade consolari) e aeree (aeroporti Leonardo da Vinci e Ciampino). Sul suo territorio vi sono le stazioni climatiche di Fregene e Ostia. 
Storia, cultura e arte 
La nascita di Roma (753 a. C.) è avvolta da parecchie leggende. La più affascinante è quella tramandata da Livio e da Virgilio: dopo la caduta di Troia, Enea e alcuni superstiti fuggono dall'Asia Minore e approdano sulle coste del Lazio. Enea è accolto favorevolmente dal re indigeno, Latino, di cui sposa la figlia, Lavinia. La discendenza dell'eroe è numerosa, ma l'ultimo suo esponente, Amulio, prende il potere con la forza al fratello maggiore Numitore costringendo sua figlia Rea Silvia a farsi vestale. Rea Silvia è amata dal dio della guerra Marte, ma i loro due figli Romolo e Remo sono gettati nel fiume Tevere dal perfido Amulio. I due piccoli si salvano, sono allevati da una lupa e una volta cresciuti restituiscono il trono a Numitore. In seguito Romolo uccide Remo e fonda la città di Roma sul colle Palatino, nel luogo in cui avvenne il suo miracoloso salvataggio. Secondo i calcoli di Marco Terenzio Varrone, la città fu fondata il 21 aprile del 735 a. C. Anche il nome della città è avvolto dal mistero: gli storici concordano nell'escludere ogni riferimento al nome di Romolo e alla parola greca rhome, forza, ma suppongono che derivi dall'antico nome del Tevere, Rumon. Prescindendo dalla leggenda, gli storici attribuiscono la nascita di Roma alla fusione di insediamenti di pastori e contadini (Roma Quadrata). Tuttavia, alcuni elementi della leggenda trovano qualche collegamento con la storia, come la figura del primo re, Romolo, e la presenza della lupa, venerata come animale sacro caro al dio Marte dalle popolazioni del luogo. Roma è in seguito governata da una serie di re (sette per la leggenda), con l'alternanza di un re sabino e uno romano, fino agli ultimi tre, di origine etrusca. Attorno al 700 a. C. inizia il dominio della famiglia etrusca dei Tarquini, con Tarquinio Prisco, Servio Tullio e Tarquinio il Superbo, gli ultimi tre re di Roma. Sotto il regno degli etruschi, Roma conosce l'inizio di notevoli opere architettoniche, come il Circo Massimo e i portici del Foro. Il territorio di Roma si espande sui sette colli (Palatino, quello originale, Campidoglio, Celio, Aventino, Quirinale, Viminale ed Esquilino). La costruzione del tempio di Diana fa diventare la città un centro di culto e meta di pellegrinaggi. Il dominio crudele e tirannico di Tarquinio il Superbo, giunto al potere assassinando il suo predecessore, porta alla rivolta contro il dominio etrusco (509 a. C.), guidata da G. L. Bruto, alla caduta della monarchia e all'inizio della repubblica, retta dai patrizi. La lotta con le popolazioni etrusche prosegue per molti anni, e solo nel 396 a. C. gli etruschi vengono definitivamente sconfitti, con la caduta della loro capitale, Veio, distrutta da Furio Camillo dopo dieci anni di assedio. Nel 390 a. C. la città è invasa e distrutta dai galli senoni che, provenienti dalla città di Chiusi che avevano invano cinto d'assedio, hanno ragione della scarsa resistenza opposta dai latini sul fiume Allia. L'occupazione dei galli senoni dura solo sette mesi, che sono però di distruzione e rovina e segnano un momento di arresto nell'espansione dei domini di Roma. Nel 295 a. C. Roma conclude vittoriosamente la lotta contro il popolo dei sanniti e porta al consolidamento del suo dominio su gran parte dell'Italia centrale. La lotta contro i sanniti durò quasi cinquant'anni, nei quali si succedettero tre guerre (che iniziarono nel 343 a. C.). Dopo la terribile sconfitta delle Forche Caudine (321 a. C.), Roma riesce a cancellare per sempre l'indipendenza dei sanniti nella battaglia di Boviano (305 a. C.) e poi in quella decisiva di Sentino (295 a. C.). Roma scende in guerra contro Taranto e Pirro, re dell'Epiro (282-272 a. C.). Le sorti della guerra contro Pirro sono alterne, e Roma subisce anche dure sconfitte a Eraclea (280 a. C.) e Ascoli Satriano (279 a. C.). La vittoria a Maleventum (divenuto poi Benevento) convince definitivamente Pirro a lasciare l'Italia e ad abbandonare le sue mire espansionistiche. I confini del dominio romano si estendono all'Italia meridionale. L'espansione di Roma si estende oltre mare: le tre guerre puniche la vedono contrapposta ai cartaginesi per il predominio sul Mediterraneo. Dopo la prima guerra (264-241 a. C.) Cartagine perde la Sicilia. La seconda guerra punica (218-210 a. C.) si conclude con la rinuncia di Cartagine a ogni suo possesso nel Mediterraneo, mentre la terza guerra (149-145 a. C.) porta alla completa distruzione della città di Cartagine. La Spagna è la prima provincia annessa; Roma conquista quindi l'Istria, la Dalmazia, la Grecia e le coste africane. Tra le principali costruzioni dell'epoca romana preimperiale si ricordano il tempio della Concordia, le mura serviane, la via Appia, l'acquedotto, il tempio del Circo Flaminio, di Giove Satore e Giunone Regina, della Magna Mater. I crescenti disagi sociali culminano nell'uccisione dei fratelli Gracchi, fautori delle riforme agrarie a favore dei plebei, per ordine del senato. Segue un periodo di guerre civili, che vede la rivalità tra Mario (esponente democratico) e Silla (aristocratico) e che porta alla dittatura di quest'ultimo per un periodo di tre anni (82-79 a. C.). Il periodo che va dal 60 al 51 a. C. è contraddistinto dal primo triumvirato a opera di Pompeo, Cesare e Crasso. Tutti e tre si erano già messi in luce in imprese militari che avevano procurato loro fama e appoggio politico. Pompeo si era distinto in Spagna, mentre Crasso aveva sconfitto Mitridate. Quando nell'estate del 60 a. C. stringono l'alleanza con Cesare, inizialmente segreta, danno inizio a una crescente concentrazione di potere nelle loro mani, annullando di fatto l'autorità del senato (come testimonia l'esilio di Cicerone e di Catone). Cesare si fa proclamare proconsole della Gallia per cinque anni, dopo averla conquistata (51 a. C.) con una fortunata campagna militare. Giulio Cesare passa armato il Rubicone, che segna il confine tra la Gallia Cisalpina e Roma, ed entra nella città occupandola (49 a. C.). Morto nel frattempo Crasso, Cesare si trova ad affrontare solo Pompeo, che viene sconfitto nella battaglia di Farsalo e cade vittima di un tradimento. È il primo passo verso la dittatura a vita di Cesare che inizia cinque anni più tardi (44 a. C.), ma che dura solo un mese, rimanendo poi vittima della congiura di Bruto e Cassio. La morte di Cesare dà vita al secondo triumvirato tra Antonio, Lepido e Ottaviano, il futuro Augusto. Augusto diventa il primo imperatore di Roma, terminando la lunga serie di contrasti e guerre civili. 
Ha inizio il periodo imperiale e di massima espansione dei territori di Roma, che comprendono tutto il bacino mediterraneo. Il regno di Augusto dura ventisette anni e segna l'inizio di un profondo rinnovamento sociale ed economico. Il fasto del suo regno è ricordato da monumenti importanti e opere di ingegneria che resistettero nei secoli. Il cristianesimo si è già introdotto nell'impero romano, e nel 65 iniziano le persecuzioni dei fedeli a opera di Nerone, imperatore dal 54 al 68. L'anno precedente un violento incendio distrugge parte di Roma e la responsabilità viene fatta ricadere sui cristiani, anche se molto probabilmente è dello stesso Nerone. Due anni dopo i santi Pietro e Paolo vengono condannati a morte e giustiziati a Roma. Sotto i primi imperatori si costruirono il tempio di Apollo, il foro a Marte Ultore (42 a. C.), l'Ara Pacis (13 a. C.) e il Pantheon, la Domus Tiberiana, l'acquedotto Claudio e dell'Aniene, la Domus Aurea di Nerone e i successivi ampliamenti dei Fori, del Colosseo, del tempio della Pace, dell'arco di Tito e delle terme, la ricostruzione del Tempio Capitolino e del tempio Vespasiano, il palazzo di Domiziano, il foro e i mercati di Traiano nonché la colonna omonima. Con Adriano si ricostruì il Pantheon (115) e si edificarono i templi di Venere e di Castore e Polluce. Fra le opere dei successori sono da ricordare le mura e la colonna aureliane, le terme antoniniane, l'arco di Settimio Severo, le terme di Diocleziano, la basilica di Massenzio, l'arco di Costantino. La morte di Commodo (192), ultimo imperatore degli Antonini, dà origine a una serie di guerre civili, terminata con la nascita del dominio della stirpe dei Severi. Sotto quest'ultima, l'impero conosce un periodo di profonde lotte interne e di anarchia, in parte dovute al peso crescente dei corpi militari, e le prime minacce dei barbari a nord e dei persiani a est. L'impero sotto Diocleziano conosce un ventennio di pace, viene ristrutturato e diviso in impero orientale e occidentale. L'opera di Diocleziano consente di rallentare la decadenza dell'impero, che trova maggiore unità e forza, nonostante la divisione, che ha un valore prevalentemente amministrativo. Il potere assume una forma di tetrarchia, con due augusti assistiti da due cesari. Finché Diocleziano riesce ad assumere un ruolo preminente nella tetrarchia, il potere politico viene saldamente amministrato, ma in seguito all'abdicazione di Diocleziano, Roma conosce un nuovo periodo di guerre civili. Artisticamente dopo il II sec. vari edifici pagani vengono impiegati per il culto cristiano: Santa Cecilia, San Clemente, Santa Costanza, Santa Maria ad Martyres, Santa Maria antiqua, Santa Prudenziana, Santa Sabina, Santi Cosma e Damiano ecc. Inoltre si scavano le catacombe e si costruiscono nuove chiese e basiliche, fra cui San Pietro (330 ca.) e San Paolo fuori le Mura (380). Costantino, sconfiggendo Massenzio a Ponte Milvio (312), si impadronisce del potere e ridona un periodo di pace ed equilibrio. L'anno successivo (313) emana l'editto di Milano che sancisce la definitiva affermazione del cristianesimo nell'impero romano. Sette anni più tardi inizia la costruzione della prima chiesa di San Pietro. Costantino porta la capitale a Bisanzio (326), togliendo definitivamente a Roma la centralità e l'importanza che aveva avuto fino a quel momento. In precedenza, la capitale era già stata spostata a Ravenna e a Milano. Ha inizio per Roma un periodo di decadenza, accelerato dalle invasioni barbariche che si susseguono sempre più violente e minacciose. Alarico, re dei visigoti, invade e saccheggia Roma nel 410; è dall'invasione dei galli senoni, circa 800 anni prima, che Roma non conosce l'onta della sconfitta entro le proprie mura. Seguono poi le incursioni di Attila e di Genserico (vandali), che mettono fine alla fama e leggenda di invulnerabiltà della città di Roma ai saccheggi e alle devastazioni. Nel 476 cade l'impero romano d'occidente, mentre quello d'oriente o impero bizantino, ormai organismo politico completamente svincolato da quello occidentale, sopravvive per oltre quasi 1.000 anni, fino cioè alla resa di Costantinopoli ai turchi (1453). In occidente, Odoacre, re barbaro, depone Romolo Augustolo, ultimo imperatore, e rimanda a Costantinopoli le insegne dell'impero. Segue un periodo di miserie e carestie che restringe la parte abitata di Roma alla sola zona racchiusa dall'ansa del Tevere; l'epidemia di peste riduce la popolazione a poche migliaia di abitanti. Dalla caduta dell'impero romano, Roma è governata indirettamente dai papi bizantini, che fanno sentire la loro supremazia in campo spirituale e temporale. Nel 726 termina il dominio indiretto di Bisanzio su Roma, che si rifiuta di applicare le leggi iconoclaste imposte dai papi d'oriente, ottenendo l'appoggio dai longobardi, e in particolare del loro re Liutprando, che fa anche delle concessioni territoriali. Le donazioni di Sutri e della zona dei Quattro castelli costituiscono il primo nucleo dello stato pontificio. Il giorno di Natale dell '800 in San Pietro papa Leone III incorona Carlo Magno imperatore del Sacro Romano Impero. È l'epilogo dell'alleanza del papato con Carlo, re dei franchi, per contrastare il predominio dei longobardi. Il dominio dei Carolingi prosegue fino alla fine del secolo, quando la lotta per il potere si rende molto cruenta; Roma viene governata anche da due donne, Teodora e Marozia, che si succedono al dominio dei duchi di Spoleto. Contemporaneamente all'epoca carolingia inizia la formazione di uno stile propriamente romano (San Marco, Santa Prassede, Santa Maria in Domnica, Santa Cecilia). L'imperatore Ottone I di Sassonia, invitato da papa Giovanni XII desideroso di contrastare il potere dell'aristocrazia romana, dà inizio alla supremazia tedesca su Roma (961), con le dinastie di Sassonia e Franconia, che durarono per più di un secolo. In questo periodo si assiste a una notevole riaffermazione del potere imperiale su quello del papato, sancito anche dal diritto Privilegium Othonis, in cui si afferma che il papa non può essere eletto senza il consenso dell'imperatore e stabilisce la presenza di un rappresentante dell'imperatore a Roma. 
Nel tentativo di ridurre l'influenza imperiale su Roma, papa Niccolò II nel 1059 apre il concilio in cui si fissano le regole per l'elezione del papa senza l'intervento dell'imperatore. Da qui ha inizio una violenta lotta di potere (lotta delle investiture) che coinvolse l'aristocrazia romana, il papato e l'impero. Nel 1143 nasce il comune, indipendente dal potere ecclesiastico, e fondato da Arnaldo da Brescia. Quest'ultimo è a capo di un senato, un parlamento popolare che vede la partecipazione al potere di una parte dei ceti medi. Tuttavia il comune dura solo dieci anni circa, e alla morte di Arnaldo da Brescia Roma fa atto di sottomissione al papato. Anche quando cerca successivamente di svincolarsi da questa supremazia, le sorti della città non sono più fortunate, perché è costretta a cedere a Federico Barbarossa. La pace di Costanza (1183) segna la definitiva vittoria del papato sull'impero e il comune di Roma si consegna definitivamente nelle mani di papa Clemente III. Segue un periodo di rinascita e progresso, anche culturale, con la presenza di grandi artisti a Roma, come Giotto e Arnolfo di Cambio. La città continua a essere impreziosita da capolavori fino al periodo della cattività avignonese: San Clemente, San Lorenzo fuori le Mura, Santa Maria in Cosmedin, Santa Maria in Trastevere, Santa Maria Maggiore, Santa Maria Sopra Minerva, Santi Giovanni e Paolo, con vari chiostri, mosaici e affreschi. Papa Clemente V porta nel 1309 la sede del papato ad Avignone; il vuoto di potere lasciato dal papato incoraggia le lotte interne, tra le quali si ricorda anche una rivolta popolare contro i ceti nobili di Roma guidata da Cola di Rienzo (1347). Il suo tentativo di ripristinare la Repubblica di Roma dura pochi anni, travagliati anche dall'epidemia di peste; nel 1377 papa Gregorio XI ritorna a Roma. Nel periodo che va 1378 al 1417 si verifica il primo grande scisma: si hanno contemporaneamente due Papi, uno insediato a Roma e l'altro ad Avignone. Nel 1409 le lotte portano anche a un terzo papa, eletto a Pisa. Una serie di guerre civili e religiose segnano la città di Roma, teatro di scontro delle opposte fazioni; per un breve periodo di tempo, la città è costretta anche a subire la tutela del re di Napoli Ladislao. Nel 1420 l'elezione di papa Martino V al concilio di Costanza pone fine alle lotte e ristabilisce la supremazia pontificia sulla città. Sotto il suo pontificato, durato circa un decennio, Roma conosce l'inizio dello splendore artistico che la porterà ai fasti del rinascimento. Il papa concentra sempre più il potere nelle sue mani, lasciando poca autonomia al comune. In seguito si verificano anche alcune rivolte intese a una richiesta di maggiore autonomia dal potere del papato (la rivolta di Niccolò Fortebracci, di Porcaro e i moti dei Colonna). Nel 1447 l'elezione di papa Niccolò V trasforma Roma in una delle città più belle del mondo. I migliori artisti vengono chiamati per decorare la città e la Biblioteca Vaticana diventa un patrimonio nazionale di cultura. Bramante, Raffaello e Michelangelo contribuiscono con il loro genio a fare di Roma la capitale dell'arte. Nel 1506 papa Giulio II pone la prima pietra per la costruzione della nuova basilica di San Pietro, dopo che la vecchia era stata demolita circa cinquant'anni prima per ordine del suo predecessore. La basilica verrà completata solo nel secolo successivo, dopo che molti grandi artisti si succedettero alla direzione dei lavori (prima Bramante, poi Raffaello e Michelangelo). Nel 1527 i lanzichenecchi compiono il sacco di Roma: in seguito alle lotte tra Carlo V e Francesco I per il dominio sull'Italia, le milizie imperiali all'alba del 6 maggio cingono d'assedio la città e, incuranti delle offerte di danaro di papa Clemente VII, sferrano il terzo attacco che porta alla distruzione di molte opere artistiche e causa circa 20.000 vittime. Il papa si rifugia a Castel Sant'Angelo. La risposta della chiesa cattolica alla riforma luterana culmina con la controriforma. La restaurazione cattolica comincia a incidere anche sulla città: il culto assume manifestazioni sempre più solenni, gli ebrei vengono isolati nel ghetto (1555) e le persecuzioni contro gli eretici si fanno più violente: il filosofo Giordano Bruno viene arso sul rogo (1600) e Galileo Galilei è condannato alla prigione a vita e costretto all'abiura nel 1633. Nel 1568 vengono iniziati i lavori della chiesa del Gesù, fatta costruire dai gesuiti, prima testimonianza del barocco. L'ordine dei gesuiti fu fondato da Sant'Ignazio di Loyola, giunto pochi anni prima (1537) dalla Spagna. La fine del XVI sec. e la prima metà del XVII vedono l'affermarsi di artisti illustri come il Caravaggio, Gian Lorenzo Bernini, Annibale Carracci e Francesco Borromini. Roma fu meta anche di artisti stranieri, come Diego Vel´squez, che vi si recò per ammirare le opere del Vaticano, e Rubens, che arrivò da Anversa per studiare. Viene completata la basilica di San Pietro (1626). Altre opere d'arte nascono in questi anni, come gli affreschi di palazzo Farnese (Carracci) e piazza Navona (Bernini). Anche la musica trova un rappresentante fondamentale in Giovanni Luigi da Palestrina, nominato organista e maestro del coro del Vaticano e considerato il massimo esponente della polifonia sacra rinascimentale. La vita culturale è accesa dalla venuta a Roma (palazzo Corsini) della regina Cristina di Svezia (1655), che abdica e si converte al cattolicesimo e fonda un circolo di scienze e lettere (che in seguito diviene l'Accademia L'Arcadia). La venuta di Cristina di Svezia a Roma promuove i primi passi di Angelo Corelli, tra i massimi esponenti del barocco musicale italiano, al quale viene commissionato un concerto per la regina Cristina. Nel 1797 Napoleone Bonaparte occupa Roma: la presenza dell'esercito francese incide notevolmente sulla vita della città. Un anno dopo nasce la Repubblica romana, papa Pio VII viene deportato in Francia e molti tesori artistici di Roma vengono spogliati e portati all'estero. Nel settembre 1799 la repubblica muore definitivamente, sotto la restaurazione del potere pontificio. Il potere pontificio è di nuovo interrotto dal dominio napoleonico nel 1808; i francesi invadono ancora l'Italia, occupano tutti gli stati pontifici e annettono Umbria e Lazio all'impero di Napoleone. Anche la città di Roma viene invasa e occupata. Pio VI, le cui milizie erano state sconfitte a Savona e a Fontainebleau, ripara a Parigi in esilio. Nel 1814 Pio VII ritorna a Roma, con conseguente restaurazione del potere pontificio. Negli anni che seguono Roma è precorsa da un notevole fermento culturale e politico, si affermano le idee liberali e la fondazione di sette come la carboneria, nettamente contrarie al potere della chiesa. I primi moti si hanno nel 1825, seguiti da un'insurrezione nel 1830 e da moti liberali l'anno successivo. I moti rivoluzionari del 1848 costringono Pio XI (proclamato papa solo due anni prima), a concedere la costituzione e a fuggire a Gaeta. Viene quindi proclamata la Repubblica romana, che ha vita breve (febbraio 1849-aprile 1850). Pio XI, con l'aiuto dell'esercito francese, fa ritorno a Roma, ma si trova ad affrontare l'attività di gruppi politici apertamente democratici e i sostenitori di Vittorio Emanuele II, re del Piemonte. Nel 1860 Garibaldi, con lo sbarco in Sicilia dei suoi Mille, dà inizio alla conquista di Sicilia e Napoli. Lo stato pontificio viene ristretto ai soli sobborghi di Roma. Un anno dopo nasce il regno d'Italia con capitale Torino: il primo re è Vittorio Emanuele II, e nasce il primo parlamento italiano. Tra i parlamentari più illustri anche il musicista Giuseppe Verdi. 
Il 20 settembre 1870 con la breccia di porta Pia i bersaglieri, corpo di assalto dei Savoia, entrano in Roma e si ha la fine del dominio pontificio, ristretto al solo territorio del Vaticano. Le difficili relazioni tra stato e chiesa trovano una soluzione solo molti anni più tardi, con i patti lateranensi (1929) che regolano i rapporti tra stato e chiesa. Un anno dopo la presa di Roma, la città è proclamata capitale del regno d'Italia. Ha inizio un periodo di notevole crescita demografica e urbanistica. Durante la seconda guerra mondiale la città di Roma subisce rovinosi bombardamenti a opera degli aerei americani nel luglio e nell'agosto del 1943. Dopo l'armistizio, Roma viene occupata dai tedeschi, nonostante la proclamazione di città aperta a opera di Pio XII, che comunque la pone al riparo dalla completa distruzione delle inestimabili opere artistiche. Durante l'occupazione tedesca, la città è sede dell'organizzazione di importanti attività della resistenza, con la costituzione del Comitato di liberazione nazionale. Nel giugno 1944 le truppe americane liberano Roma. Nel dopoguerra Roma vive un momento magico, dal punto di vista culturale e artistico. Cresce a livello internazionale la scuola del cinema: Cinecittà, fondata nel 1937, negli anni '50 e '60 conosce la celebrità, con film internazionali come Ben Hur, Spartacus, e i film dei maestri italiani (Fellini con La dolce vita, 1960, e Roma, 1972). Roma diventa la capitale anche della moda. In questi anni termina anche la costruzione dell'EUR, moderno complesso urbanistico alle porte di Roma. L'importanza della città viene affermata in campo internazionale dal trattato di Roma del 1957, che pone le basi per il Mercato Comune Europeo. Altro evento che colloca la città al centro dell'attenzione mondiale sono le Olimpiadi (1960). Nel 1978 Karol Wojtila è proclamato papa con il nome di Giovanni Paolo II: è il primo papa straniero dal 1522, anno in cui divenne papa il fiammingo Adrian Floriszoon (Adriano VI). Tre anni dopo la sua proclamazione, Giovanni Paolo II è ferito in un attentato in piazza San Pietro. 
Provincia di Roma 
Si estende (5.353 km2 e 3.789.000 ab.) in una pianura (campagna romana) solcata dal Tevere e racchiusa da rilievi (monti della Tolfa, Sabatini, Sabini, Prenestini, colli Albani). Vari sono i laghi (Bracciano, Albano, Nemi) di origine vulcanica. A ovest si estende la costa con i porti di Anzio, Civitavecchia e Nettuno. La pianura, un tempo malsana, è stata oggetto di bonifica e convertita in terreno agricolo (cereali, ortaggi, foraggi). Sui pendii dei colli si coltivano le viti, gli olivi e gli alberi da frutta. Allevamenti ovini e bovini e conseguente industria casearia. Le industrie hanno sede prevalentemente a Roma e a Pomezia: sono presenti attività alimentari ed enologiche. Altri agglomerati urbani: Anzio, Civitavecchia, Ostia, Rocca di Papa, Tivoli, Velletri. Assai intenso è il turismo per i richiami storici e archeologici. 

\Roma bene Film drammatico, italiano (1971). Regia di Carlo Lizzani. Interpreti: Nino Manfredi, Senta Berger, Philippe Leroy, Virna Lisi. 

\Roma città aperta Film drammatico, italiano (1945). Regia di Roberto Rossellini. Interpreti: Aldo Fabrizi, Anna Magnani, Marcello Pagliero. 

\Roma, Napoli e Firenze Prosa di Stendhal (1817). 

\Romàgna Regione storica, attualmente compresa nell'Emilia Romagna. Il territorio (65.000 km2) è compreso nel quadrilatero con vertici la foce del Reno, il passo della Futa, l'Alpe della Luna e Cattolica. Attualmente corrisponde alle province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini e alla parte sudorientale delle province di Bologna e Ferrara. La regione presenta al nord caratteristiche pianeggianti (pianura padana), mentre al sud l'Appennino romagnolo è caratterizzato da formazioni modeste (altezza massima il monte Falco, 1.657 m). I fiumi sono numerosi, ma di lunghezza limitata, affluenti del Reno (Sillaro, Santerno e Senio) e del Ronco (Lamone, Montone, Rabbi); da ricordare anche Savio, Marecchia e Conca. Centri principali sono, oltre ai capoluoghi di provincia, Faenza, Lugo, Riccione, Imola e Cervia. Le principali risorse sono l'agricoltura (cereali, frutta e ortaggi), le industrie (alimentari, tessili, chimiche, del mobile), l'allevamento (bovini e suini) e sulla riviera romagnola il turismo. 
Storicamente il nome deriva da Romania, la porzione italiana rimasta all'impero bizantino (esarcato di Ravenna) dopo l'invasione longobarda. Passò alla chiesa nel 1278 e in parte ai veneziani (fino al 1530). Fece parte dello stato pontificio, ma con l'avvento di Napoleone si costituì in Repubblica cispadana. Dopo essere tornata alla chiesa nel 1815, aderì al regno d'Italia nel 1860. 

\Romagnàno al Mónte Comune in provincia di Salerno (458 ab., CAP 84020, TEL. 0828). 

\Romagnàno Sèsia Comune in provincia di Novara (4.329 ab., CAP 28078, TEL. 0163). 

\Romagnése Comune in provincia di Pavia (1.065 ab., CAP 27050, TEL. 0383). 

\romagnòlo, agg. e sm. agg. 1 Relativo alla Romagna. 2 Di un panno di lana che veniva usato dai contadini della Romagna. 
sm. 1 Abitante o nativo della Romagna. 2 Dialetto parlato in Romagna. 3 Rozzo panno di lana naturale che veniva usato dai contadini romagnoli. 

\Romagnósi, Giàn Doménico (Salsomaggiore, Parma 1761-Milano 1835) Giurista e filosofo. Tra le opere Genesi del diritto penale (1791, 1823-1824) e Cosa è l'incivilimento (1832). 

\romàico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla lingua e alla cultura greca moderna. 

\Romains, Jules (Saint-Jules-Chapteuil, Haute Loire 1885-Parigi 1972) Pseudonimo di Louis Farigoule. Poeta e drammaturgo. Tra le opere La vita unanime (1908), Odi e preghiere (1913) e Knock ovvero il trionfo della medicina (dramma, 1923). 

\Romàllo Comune in provincia di Trento (603 ab., CAP 38020, TEL. 0463). 

\Roman de Brut Poema epico di R. Wace (1155). 

\Roman de Renart Raccolta di poemi francesi dei secc. XII-XIII in cui si può ravvisare una parodia delle canzoni di gesta. Comprende ventisette opere i cui protagonisti sono gli animali. I personaggi principali sono il lupo Isengrin, la volpe Renart, l'asino Baudouin, il leone Noble e il gatto Tibert. 

\Romàna Comune in provincia di Sassari (686 ab., CAP 07010, TEL. 079). 

\Romana (La) Città (92.000 ab.) della Repubblica Dominicana sudorientale, capoluogo della provincia omonima. 

\Romana, La Romanzo di A. Moravia (1947). 

\romàna, Repùbblica Nome storico di due entità statali sorte in seno allo stato pontificio nel 1798-1799 e nel 1849. 
Repubblica romana (1798-1799) 
A seguito della rottura dei rapporti con la Santa Sede, i francesi presero la città (20 marzo 1798) e proclamarono la repubblica. I Borboni intervennero a restaurare la situazione originaria (1798) e un anno dopo (29 settembre 1799) la repubblica capitolò. 
Repubblica romana (1849) 
Successivamente all'assassino di P. Rossi e alla fuga di papa Pio IX (24 novembre 1848), un'assemblea costituente, dichiarato decaduto il potere papale, nominò un triumvirato (Mazzini, Armellini e Saffi, 29 marzo 1849). Il presidente Luigi Napoleone Bonaparte inviò un contingente in soccorso del pontefice rifugiato a Gaeta, al comando del generale Oudinot. Le truppe repubblicane agli ordini di Garibaldi riuscirono a respingere il primo assalto francese, mentre gli austriaci occupavano la Romagna e le Marche, ma successivamente furono costrette ad arrendersi dopo una strenua resistenza (3 luglio 1849). 

\Romancero Romanzo di L. Lugones (1924). 

\romàncio, agg. e sm. (pl. f.-ce) Lingua neolatina parlata nel cantone svizzero dei Grigioni. 

\romàndo, agg. e sm. Lingua francese parlata in una zona della Svizzera. 

\Romanèlli, Giovànni Francésco (Viterbo 1610-1662) Pittore. Tra le opere Assunta (1636-1638, Roma, Santa Maria dell'Anima). 

\Romanéngo Comune in provincia di Cremona (2.231 ab., CAP 26014, TEL. 0373). 

\romanésca, sf. (pl.-che) Melodia del XVI sec. che veniva usata come tema per variazioni strumentali in modo analogo alla passacaglia e alla ciaccona. 

\romanésco, agg. e sm. (pl. m.-chi) agg. Relativo alla Roma moderna. dialetto romanesco
sm. Il dialetto parlato a Roma. quella persona era capace di parlare solo in romanesco
  deriv. da romano

\Romàni, Felìce (Genova 1788-Moneglia, Genova 1865) Librettista. Tra le opere Il turco in Italia (1814), Anna Bolena (1830), La sonnambula (1831), Norma (1831) e L'elisir d'amore (1832). 

\Romanìa Repubblica dell'Europa centrorientale, confina a nord con l'Ucraina, a est con la Moldavia, a sud con la Bulgaria, a ovest con la Serbia e l'Ungheria ed è bagnata a sud-est dal mar Nero. 
Il tratto dominante della conformazione fisica del paese è la presenza della catena dei Carpazi, che si sviluppa all'incirca circolarmente quasi interamente in territorio romeno, occupandone la parte centrale; presenta un'altitudine media di 1.200-1.350 m, con elevazione massima nel monte Pietrosu (2.305 m), nel gruppo del Rodna, all'estremità settentrionale della catena. 
La catena delle Alpi Transilvaniche si distingue dai Carpazi, ai quali peraltro è contigua, per una struttura più aspra e compatta, mediamente più elevata, con molte cime oltre i 2.500 m; il monte Moldoveanu, nel massiccio dei Fagaras arriva a 2.543 m. Disposta in direzione nord-est sud-ovest, costituisce un elemento di raccordo tra i Carpazi e i Balcani. 
All'interno del circolo montano, si estende il vasto e fertile bacino alluvionale della Transilvania, delimitato a nord-ovest dai monti Apuseni. 
Esternamente al centro montuoso del paese, si aprono le pianure, a sud la Valacchia, la più estesa e piuttosto arida, formatasi dai depositi alluvionali del Danubio; a est si stende la Moldavia, separata dal fiume Prut dalla repubblica omonima; la regione pianeggiante prospiciente la costa è la Dobrugia, appena mossa da antichi massicci fortemente erosi, la cui presenza costrinse il corso del Danubio al brusco ripiegamento verso nord, e poi di nuovo verso est. 
La costa lunga 244 km, è caratterizzata a nord dal delta del Danubio, al centro da lagune e a sud da una costa rettilinea, alta e rocciosa. 
Il fiume principale è il Danubio, che segna il confine della Romania con la Bulgaria e la Federazione iugoslava. Tra i numerosi affluenti sono da citare il Cris, l'Olt, l'Arges, il Siret e il Prut; quest'ultimo traccia il confine tra Romania e Moldavia e si getta nel Danubio in prossimità del delta. 
Il clima della Romania, troppo lontano dall'influsso mitigante del Mediterraneo, ha caratteri spiccatamente continentali, con inverni freddi, particolarmente rigidi sui Carpazi, ed estati calde. Le forti escursioni termiche sono lievemente ridotte in prossimità della costa dal sia pure modesto influsso del mar Nero. 
La capitale è Bucarest, che sorge al centro della pianura Valacca, massimo centro industriale e commerciale del paese oltre che amministrativo e culturale; altre città sono Brasov, centro commerciale, industriale e turistico; Iasi, antica capitale e città d'arte; Timisoara, mercato agricolo e del bestiame (in particolare cavalli); Costanza, antica colonia greca, e successivamente romana, principale porto sul mar Nero; Clui-Napoca, centro commerciale e nodo di comunicazioni; Galati, attivo porto fluviale e importante centro siderurgico e cantieristico. 
La popolazione è composta da vari gruppi etnici diversi; predominano i romeni, ma convivono minoranze di ungheresi, tedeschi, ebrei e ucraini. 
Il settore agricolo interessa ancora una percentuale elevata (20,2%) della popolazione attiva. Estensiva è la produzione di cereali, in particolare mais, frumento, riso, segale e avena. Altre colture alimentari sono patate, legumi e vari prodotti ortofrutticoli; dalle prugne si ricava per distillazione la zuica, il liquore nazionale. La coltivazione della vite vanta una consolidata tradizione e alcune varietà di vini sono internazionalmente conosciute. 
Importanza sempre maggiore vanno assumendo le colture industriali: barbabietola da zucchero, tabacco, lino e canapa, oleaginose (il girasole, la soia e il ricino). 
Buono lo sfruttamento forestale: il legno che se ne trae è tradizionalmente destinato all'edilizia e all'artigianato artistico; più recente lo sviluppo dell'industria della carta e della cellulosa. 
L'allevamento del bestiame è particolarmente significativo nel settore ovino, tuttora in gran parte transumante, ma notevole è anche il patrimonio di bovini, equini e ovini; apicoltura e bachicoltura continuano anch'esse a venire praticate diffusamente. 
Attiva è anche la pesca, praticata sul Danubio e nelle numerose lagune che orlano le coste della Dobrugia. 
Numerose sono le ricchezze del sottosuolo romeno, ma le più importanti sono indubbiamente il petrolio e il gas naturale, pur estratti in quantità insufficiente ai crescenti bisogni interni; cospicui sono anche i giacimenti di lignite e di carbone; più scarsi sono invece i minerali metalliferi; ingenti sono infine i depositi di salgemma. 
Buona la produzione di energia elettrica, sia di origine termica che idrica. 
L'industria ha un'importanza fondamentale, partecipando per circa il 65% alla formazione del prodotto nazionale lordo; in particolare il siderurgico, il metalmeccanico e il chimico sono i settori che hanno registrato i maggiori progressi. 
Il settore tessile ha dato chiari segnali di ripresa, soprattutto per filati e tessuti di cotone. 
Sempre importante è l'industria di trasformazione alimentare; impianti molitori, zuccherifici, birrifici, oleifici, conservifici, stabilimenti lattiero-caseari, cui si aggiungono manifatture di tabacchi, concerie e cementifici. 
STORIA I daci sono stati i primi abitanti noti dell'attuale Romania. Nel I sec. a. C. Burebista getta le basi dello stato dei daci. Nel 106 d. C. Traiano conquista la Tracia. Nel 271 questa viene evacuata dai romani. Nel VI sec. si stabiliscono nella regione gli slavi. Dall'XI sec. vi viene diffuso il cristianesimo e la chiesa adotta la liturgia slava. Dal X al XIII sec. le invasioni turche-mongole perturbano la regione, mentre gli ungheresi conquistano la Transilvania (XI sec.). Nel XIV sec. vengono creati i principati di Valacchia e di Moldavia; essi si emancipano dalla sovranità ungherese, il primo nel 1330 con Bassarab I, il secondo nel 1359 con Bogdan I. Sotto Mircea il Vecchio (1386-1418) la Valacchia deve accettare di pagare un tributo agli ottomani. Nel 1455 anche la Moldavia conosce la stessa sorte. Dal 1457 al 1504 Stefano il Grande la libera solo momentaneamente. Nel 1526, dopo la vittoria di Mohacs, la Transilvania diventa un principato vassallo degli ottomani. Nel 1599-1600 Michele il Valoroso (1593-1601) riesce a riunire sotto la sua autorità la Valacchia, la Transilvania e la Moldavia. Nel 1691 la Transilvania è annessa dagli Asburgo. Nel 1711 dopo la sconfitta di D. Cantemir che si era alleato alla Russia contro gli ottomani, i turchi impongono un regime più duro alla Moldavia e alla Valacchia, governate ormai da phanarioti. Nel 1775 la Bucovina è annessa dall'Austria. Nel 1812 la Bessarabia è ceduta alla Russia. Tra il 1829 e il 1856 la Moldavia e la Valacchia sono sottomesse a un doppio protettorato, ottomano e russo. Nel 1859 questi principati eleggono un unico principe, Alessandro Giovanni Cuza (1859-1866) e Napoleone III sostiene la loro unione. 
Nel 1866 il paese assume il nome di Romania. Il potere è affidato al principe Carlo di Hohenzollern-Sigmaringen (Carlo I). Nel 1878 l'indipendenza del paese viene riconosciuta. Tre anni dopo Carlo I diventa re di Romania. Nel 1914 gli succede Ferdinando I (1914-1927). Nel 1916 la Romania entra nella prima guerra mondiale a fianco degli Alleati. Essa viene occupata dalla Germania. Nel 1918 le truppe rumene penetrano in Transilvania. I trattati di Neuilly, di Saint Germain e di Trianon (1919-1920) assegnano alla Romania la Dobrugia, la Bucovina, la Transilvania e il Banato. Nel 1921 la Romania aderisce alla piccola intesa, capitanata dalla Francia. Tra il 1930 e il 1940, sotto Carlo II, si sviluppa un movimento fascista, inquadrato nella Guardia di ferro. Nel 1940 Antonescu instaura la dittatura. Pur essendo alleata della Germania, la Romania è spogliata della Bessarabia, della Bucovina del nord (annessa dall'URSS), di una parte della Transilvania (recuperata dall'Ungheria) e della Dobrugia meridionale (assegnata alla Bulgaria). 
Nel 1941 la Romania entra in guerra contro l'URSS. Nel 1944 Antonescu viene rovesciato. Viene quindi firmato un armistizio con l'URSS. Il trattato di Parigi del 1947, comporta l'annessione della Bessarabia e della Bucovina del nord da parte dell'URSS. Il re Michele (1927-1930; 1940-1947) abdica e viene proclamata una repubblica popolare. 
Nel 1965 Ceausescu diventa segretario generale del partito comunista rumeno. Tre anni dopo egli accede alla presidenza del consiglio di stato. Nel '68 egli si rifiuta di partecipare all'invasione della Cecoslovacchia. Nel 1974 Ceausescu è presidente delle repubblica. Il paese è scosso da difficoltà economiche che impediscono un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione, mentre il regime diventa sempre più centralizzato e repressivo. Nel 1985 Ceausescu rilancia il programma di sistemazione del territorio (distruzione di migliaia di villaggi fino all'anno 2000). Due anni più tardi si sviluppa una notevole contestazione (sciopero di operai di Brasov). Nel 1989 un'insurrezione (dicembre) rovescia il regime; Ceausescu e la moglie vengono arrestati e mandati a morte. 
Un Consiglio del fronte di salute nazionale, presieduta da Ion Iliescu, garantisce la direzione del paese, che prende ufficialmente il nome di Repubblica di Romania. Nel 1990 le prime elezioni libere (maggio) sono vinte dal Fronte di salute nazionale; Iliescu è eletto alla presidenza della repubblica. Due anni più tardi Iliescu è rieletto alla guida dello stato. A seguito delle elezioni legislative, numerose formazioni politiche sono rappresentate al Parlamento, in seno al quale il partito del presidente Iliescu non detiene più la maggioranza. 
Abitanti-22.680.000 
Superficie-237.500 km2 
Densità-95,5 ab./km2 
Capitale-Bucarest 
Governo-Repubblica presidenziale 
Moneta-Leu romeno 
Lingua-Romeno, ungherese, tedesco, dialetti rom 
Religione-Ortodossa, con minoranze cattoliche 

\romànico, agg. e sm. (pl. m.-ci) Termine che definisce lo stile europeo predominante nel periodo tra l'XI e il XIII sec., conseguente alla ripresa economica e sociale che si ebbe dopo l'anno 1000. 
  agg. e sm. Romanesque. 
La caratteristica principale dello stile romanico è l'unitarietà (simbolismo, tecnica avanzata, padronanza del materiale, senso della realtà). L'impronta è fortemente cristiana e spirituale, ma lo stile recupera tradizioni romane, islamiche, barbariche e orientali e si diffonde nelle varie parti d'Europa. L'espressione massima del romanico si ha nell'architettura delle chiese. Suoi elementi distintivi sono la spessa muratura, piante a una o tre navate, le volte a botte e a crociera, gli archi semicircolari, le colonne basse, le cupole. Tra gli architetti si rammentano Bonanno Pisano, Giovanni da Gubbio, i maestri Comacini, Maestro Rainaldo. La scultura trova diretta corrispondenza con l'architettura e crea forme di notevole senso figurativo. I temi riprendono episodi sacri, mestieri e scene apocalittiche. Diffuse le porte a formelle, con conseguente ripresa delle tecniche di fusione. Tra gli scultori si annoverano Anselmo da Campione, Antelami, Barisano da Trani, Wiligelmo. La pittura non riuscì invece a formare un'identità propria, legata ancora a schemi bizantini. Notevoli furono i mosaici dell'epoca; caratteristico del periodo anche lo sviluppo della miniatura. 

\Romanìno (Brescia 1485-1559 ca.) Gerolamo da Romano, detto il Romanino. Pittore di scuola veneziana (Giorgione, Tiziano) fu influenzato da Pordenone e dalla grafica tedesca. Fra le sue opere Pala di Santa Giustina (1513), Storia della Passione (1519-1520). 

\romanìsmo, sm. Modo di dire proprio del dialetto romanesco. 

\romanìsta, sm. e sf. (pl.-i) 1 Studioso di diritto romano. 2 Studioso di filologia e linguistica romanza. 3 Sostenitore o giocatore della squadra di calcio della Roma. 

\romanìstica, sf. 1 Lo studio del diritto romano. 2 La filologia e la linguistica romanza. 

\romanìstico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo al diritto romano. 2 Relativo allo studio delle letterature e delle lingue romanze. 

\romanità, sf. 1 L'essere romano. 2 Carattere dell'antica civiltà di Roma. 3 Le popolazioni governate dall'antica Roma. 

\romanizzàre, v. v. tr. Rendere romano negli usi e costumi. 
v. rifl. Assimilare la lingua e la cultura romane. 

\romanizzazióne, sf. Il romanizzare e l'essere romanizzato. 

\romàno, agg. e sm. agg. 1 Relativo a Roma. diritto romano, della Roma antica. 2 Di numeri romani indicati con le lettere. 
sm. 1 Abitante di Roma. 2 Contrappeso della stadera. 
  agg. e sm. Roman. 
  lat. Romanus; nel significato sm. [2]: arabo rummàn melagrana. 

\Romàno Nome di sovrani. 
Romano I Lecapeno 
(?-Proti 948) Imperatore bizantino. Dal 920 al 944 regnò a fianco di Costantino VII. Nel 927 firmò la pace con i bulgari, nel 934 conquistò Edessa e nel 941 sconfisse il principe russo Igor. Nel 944 abdicò. 
Romano II 
(939-963) Figlio di Costantino VII, gli succedette nel 959. 
Romano III Argiro 
(970 ca.-1034) Sposò Zoe, figlia di Costantino VIII, e succedette a quest'ultimo nel 1028. 
Romano IV Diogene 
(?-Proti 1072) Sposò Eudocia, vedova di Costantino Ducas, al quale succedette nel 1068. Venne deposto dopo la sconfitta subita dai turchi nel 1071 a Mantzickert. 

\Romàno Canavése Comune in provincia di Torino (3.011 ab., CAP 10090, TEL. 0125). 

\Romàno d'Ezzelìno Comune in provincia di Vicenza (12.184 ab., CAP 36060, TEL. 0424). Centro industriale (prodotti del legno, meccanici, chimici e delle confezioni). Deve il suo nome al feudatario Ezzelino da Romano. Gli abitanti sono detti Romanesi o Romanensi

\Romàno di Lombardìa Comune in provincia di Bergamo (15.408 ab., CAP 24058, TEL. 0363). Centro industriale (prodotti elettrotecnici, dolciari, tessili e meccanici) sul fiume Serio. Vi si trova il castello visconteo del XIV sec. Gli abitanti sono detti Romanesi

\Romàno, Làlla (Demonte, Cuneo 1909-Milano 2001) Scrittrice. I suoi lavori sono spesso ambientati in un'atmosfera familiare. Tra le opere La penombra che abbiamo attraversato (1964), Le parole tra noi leggere (1969), L'ospite (1973), Inseparabile (1981), Romanzo di figure (1986), Le lune di Hvar (1991), Sguardi (1995). 

\romàno-barbàrico, agg. Relativo a fatti storici e culturali determinati dall'incontro delle civiltà barbariche con quella romana e cristiana. 

\Romanov Dinastia di zar russi, originari della Lituania con capostipite Roman Jurevic. Giunti al trono di Russia con Michele Fëdorovic, discendente di Ivan IV il Terribile, ebbero tra i massimi esponenti Pietro I il Grande, la cui discendenza restò sul trono fino al 1917, quando la rivoluzione destituì Nicola II e lo giustiziò l'anno successivo con la famiglia. La fortuna della famiglia Romanov ebbe inizio quando il fratello di Anastasia (figlio di Roman Jurevic), Nikita, venne scelto come tutore di Fëdor (figlio di Ivan IV il terribile, ultimo zar della dinastia dei Rjurik) facendo sì che alla morte di questo senza discendenti (1598) il figlio di Nikita, Teodoro (Fëdor Nikitic), fosse candidato alla successione. I Romanov, successivamente perseguitati durante il regno di Boris Godunov, ascesero definitivamente al potere nel 1613, quando un'assemblea nazionale elesse zar Michele III (pronipote di Ivan il Terribile). L'autorità centrale dello Stato moscovita fu poi consolidata dall'energico Pietro I il Grande (1682-1725), fondatore dell'impero russo. Nonostante le tormentate vicende successive, i Romanov seppero mantenersi saldamente al potere per oltre tre secoli e grazie ai gloriosi regni di Caterina II (1762-1796) e di Allessandro II (1855-1881) riuscirono a portare l'impero a una grandezza e una potenza mai raggiunte. Le tradizioni autocratiche dello stato moscovita, rese ancora più rigide, e il carattere dispotico di alcuni loro sovrani, segnarono però l'inevitabile declino dei Romanov. La dinastia, incapace di adeguarsi a un mondo in continua evoluzione e perpetuata dal debole Nicola II, fu bruscamente deposta nel corso della rivoluzione russa del 1917, quando Nicola incalzato dagli avvenimenti abdicò in favore del fratello, granduca Michele Aleksandrovic. L'odissea della famiglia imperiale ebbe fine con il suo sterminio (notte del 16 luglio 1918) per ordine del locale soviet; i pochi superstiti dovettero andare in esilio in Europa e negli Stati Uniti. Ultimo pretendente al trono di Russia, designato dai partigiani dei Romanov, fu il granduca Cirillo Vladimirovic (cugino di Nicola II) che assunse nel 1924 il titolo di zar. 

\Romàns d'Isónzo Comune in provincia di Gorizia (3.387 ab., CAP 34076, TEL. 0481). 

\romanticaménte, avv. In modo romantico. 

\romanticherìa, sf. Tendenza a tenere atteggiamenti romantici. 

\romanticìsmo, sm. 1 Termine di derivazione inglese (romantic, romanzesco) o francese (romantique, da roman, romanzo), usato nel XVII sec. per indicare il genere "romanzesco", da romance, il ciclo cavalleresco medievale. 2 Movimento artistico e culturale nato in Germania al termine del XVIII sec. e diffusosi nel XIX sec., che propugna una nuova concezione dell'arte e una nuova visione del mondo. 3 Atteggiamento individuale di disponibilità al sentimentalismo e alla contemplazione. 
  sm. romanticism. 
Nell'accezione più lata, il termine può essere riferito a opere e situazioni di ogni tempo. Perciò si può parlare di romanticismo di T. Tasso o di Virgilio o anche affermare che un paesaggio lunare è romantico. Nella accezione più stretta s'intende indicare il movimento culturale che nacque come reazione al razionalismo illuminista. Il termine si può applicare anche agli scrittori successivi che, pur non rientrando nel movimento romantico vero e proprio, presentano nelle loro opere elementi tipici del romanticismo (il caso classico è G. Leopardi che, pur non avendo aderito al romanticismo italiano, rappresenta con la sua poesia uno dei massimi esponenti della corrente). Le origini vanno ricercate nella filosofia di J. G. Herder (per la concezione della storia come infinito progresso e l'esaltazione della poesia popolare e primitiva) e nel movimento dello Sturm und Drang (1770, F. Schiller e J. W. Goethe) per la contrapposizione tra fede e ragione, per la concezione dell'arte come libertà creatrice. La prima sistemazione di queste idee trovò espressione nella rivista Athenäum (1798) fondata in Germania da un gruppo di giovani (tra i quali i fratelli Schlegel, Novalis, F. W. Schelling e G. F. W. Hegel). In Inghilterra la data d'inizio del romanticismo è collocata per convenzione nell'anno 1798, data della pubblicazione delle Ballate liriche di W. Wordsworth e S. T. Coleridge. I massimi poeti romantici inglesi furono G. Byron, J. Keats e P. B. Shelley. La poesia romantica inglese apporta come motivo caratterizzante l'attrazione per l'ignoto e il misterioso. Sir W. Scott diede inizio al genere del romanzo storico. In Francia, preannunciato dalle opere di J.-J. Rousseau (felicità legata allo stato di natura), il movimento romantico iniziò nel 1813 con la pubblicazione di Germania di Madame de Staël; i principali esponenti furono R. Chateaubriand, A. De Musset, A. De Vigny, V. Hugo, A. Lamartine, G. De Nerval, Stendhal. I principi del movimento sono il tema della natura, la rivalutazione delle epoche passate e dei loro valori, dello spirito popolare, del sentimentalismo, dell'individuo in perenne aspirazione e anelito verso l'infinito che non potrà mai raggiungere. In Italia, il manifesto della nuova tendenza è la Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliolo di Berchet (1816), mentre la diffusione del romanticismo viene legata alla pubblicazione del saggio di Madame de Staël Sulla maniera e l'utilità delle traduzioni (invito pressante agli italiani a voler svecchiare le forme della cultura ancora ferme su posizioni elitarie) pubblicato, nello stesso anno, sulla rivista Biblioteca italiana. In Italia si distinsero le correnti romantica realista (G. G. Belli, G. Giusti, A. Manzoni, I. Nievo, C. Porta), principale, e quella romantica sentimentale (A. Aleardi, T. Grossi, S. Pellico), minoritaria. Per quanto riguarda la poesia, se si esclude l'esperienza solitaria di G. Leopardi, in Italia è mancata una vera e propria lirica romantica. Verso il 1830 il movimento romantico in tutta Europa finì per coincidere con una cultura largamente diffusa e condivisa. I romantici si fecero propugnatori dell'attuazione degli ideali di libertà e indipendenza dei popoli e dell'affermazione della libertà dell'individuo. In questo quadro l'arte, la poesia e la musica diventarono i mezzi per esprimere la libertà, che in politica si identificò con l'autodeterminazione dei popoli. La poesia finì per identificarsi con la lirica; il sentimento nazionale conculcato si espresse nel melodramma, nel romanzo storico, nel feuilleton. In alcuni paesi (tra cui Italia, Ungheria e Germania), il romanticismo si trovò impegnato sulla linea delle libertà dei popoli nel momento in cui la restaurazione riportava l'Europa in una situazione di stallo. Influssi del romanticismo si ritrovano nella pittura (W. Blake, T. Cremona, C. D. Friedrich, H. Füssli, T. Gericault, F. Hayez, il Piccio, D. Ranzoni, J. M. W. Turner) e nella musica (L. van Beethoven, J. Brahms, C. A. Franck, F. Chopin, G. Donizetti, C. Gounod, F. Liszt, F. Mendelssohn, F. Schubert, R. Schumann, G. Verdi, R. Wagner, C. Weber). 

\Romanticismo Dramma di G. Rovetta (1901). 

\romàntico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Relativo al romanticismo. letteratura romantica. 2 Che commuove soavemente. viveva un amore romantico, appassionato. 
sm. Seguace o fautore del romanticismo. 
  agg. e sm. romantic. 
  ingl. romantic, dal franc. romanz romanzo. 

\romanticùme, sm. Atteggiamenti caratterizzati da sentimentalismo. 

\romànza, sf. 1 Componimento poetico a carattere narrativo-sentimentale. 2 Aria musicale di carattere patetico e sentimentale. 
  sf. romance. 
Aria musicale per canto e pianoforte di genere melodico, la romanza discende dalla romance francese del Settecento. Si diffuse nei salotti del XIX sec. La romanza interessò famosi musicisti quali Bizet, Massenet, Berlioz, Gounod ecc. In Italia ebbero successo le romanze di Mario Pasquale Costa, di Tosti, di Tirindelli, di Luigi Danza e di Enrico De Leva. Furono definite romanze anche le composizioni strumentali liriche come le tre Romanze op. 28 per pianoforte di Schumann, le due Romanze op. 40 e op. 50 di Beethoven, per violino e pianoforte. Mendelssohn compose quarantotto Romanze senza parole, per pianoforte. 

\romanzàre, v. tr. Dare caratteristiche quasi da romanzo a un'opera storica, a una biografia ecc. ~ arricchire. 

\romanzàto, agg. Di storia, resa viva quasi come un romanzo. 

\Romanze senza parole Opera di poesia di P. Verlaine (1874). 

\romanzésco, agg. (pl. m.-chi) 1 Relativo a romanzo. ~ avventuroso. 2 Che assomiglia a un romanzo. vita romanzesca
  agg. 1 fantastic, fictional. 2 (fig.) storybook. 
  deriv. da romanzo

\romanzétto, sm. Romanzo breve e, in genere, di limitato valore. 

\romanzière, sm. Autore di romanzi. ~ narratore. 
  sm. novelist. 

\romànzo, agg. e sm. agg. Relativo alle lingue derivate dal latino. 
sm. Componimento in prosa (o in versi in epoca medievale) di ampio respiro, che racconta eventi immaginari o reali di uno o più personaggi. 
  agg. romance. sm. novel. 
La definizione di romanzo è piuttosto generica e complicata per vari motivi. Si tratta di un genere misto che nel tempo ha subito numerosissime trasformazioni, mentre in esso si mescolano forme stilistiche e generi diversi. Allo scopo di precisare meglio la natura di una certa opera, talvolta si ricorre a qualche specificazione, come, per esempio, romanzo epistolare, romanzo storico, romanzo di formazione ecc. Alcune forme primordiali sono note fin dai tempi delle civiltà orientali (Epopea di Gilgamesh) e mediterranee (soprattutto in Grecia: favole milesie, Gli amori di Dafni e Cloe di Longo Sofista, Eliodoro). Dell'epoca romana si possono ricordare il Satyricon di Petronio e le Metamorfosi o Asino d'oro di Apuleio. L'origine del romanzo moderno va però ricercata nella commistione tra imprese cortesi e ciclo bretone, che ebbe come risultato in Francia il roman, genere che comprendeva storia, fantasia, prosa e poesia in lingua volgare (romanza): Roman de Thèbes, Roman de Troie, Roman d'Alexandre, Roman de Renart, Roman de la rose. In Italia la narrativa vide come esponenti G. Boccaccio e I. Sannazzaro. Il rinascimento produsse in Francia, nella linea parodistica, Gargantua e Pantagruel (F. Rabelais, 1552), mentre in Spagna culminò con Don Chisciotte di M. de Cervantes (1615). Per un lungo periodo il romanzo assunse un tono prevalentemente avventuroso, in varie forme (eroiche, pastorali, picaresche ecc.). Nel 1678 M.me de La Fayette scrisse un testo rivoluzionario, La principessa di Clèves, un romanzo d'amore in cui prevale una sorta di razionalità psicologica. Nel corso del Settecento il romanzo finì con il rappresentare, più di ogni altra espressione letteraria, la società contemporanea, i costumi e la vita dei suoi componenti, con il contributo di autori come D. Defoe, Diderot, Fénelon, Fielding, Laclos, Marivaux, Restif de la Bretonne, Richardson, J. J. Rousseau, Sade, Smollet, J. Swift, Voltaire. Una particolare forma romanzesca è il romanzo d'appendice che appare a puntate sulle riviste, con intenti di pura evasione. Nell'Ottocento, il romanzo si sviluppa ulteriormente anche tramite l'adozione di metodi di produzione di tipo industriale, conquista lettori sempre più numerosi e diventa indiscutibilmente la forma letteraria più diffusa. Tra i più illustri autori dell'Ottocento, si ricordano H. de Balzac, G. Flaubert, V. Hugo, Stendhal, É. Zola in Francia; J. Conrad, C. Dickens, R. Kipling, R. Stevenson, W. M. Thackeray, in Inghilterra; I. Nievo, A. Manzoni e G. Verga in Italia; F. Dostoevskij, N. Gogol e L. Tolstoj in Russia; Novalis e L. Tieck in Germania. Allo stesso tempo negli Stati Uniti si sviluppano nuove esperienze narrative che finiranno per influenzare anche l'Europa (N. Hawthorne, H. Melville, E. A. Poe, Mark Twain). Il romanzo novecentesco si arricchisce delle esperienze della psicologia e della psicanalisi proprie di questo secolo (J. Joyce, F. Kafka, R. Musil, M. Proust, W. Faulkner, I. Svevo) e della critica sociale (T. Mann). Tra le forme specifiche del romanzo, con qualche riferimento significativo a titoli e autori, si citano: 
cicli di romanzi, intesi a fornire un quadro della società di una determinata epoca (H. de Balzac, G. Flaubert, É. Zola, C. Dickens, W. M. Thackeray, L. Tolstoj, Eça de Queiros, G. Verga); 
romanzo d'appendice o roman-feuilleton pubblicato a puntate in appendice ai quotidiani e alle riviste a partire dal 1830 (Alexandre Dumas padre, I tre moschettieri, 1884; Eugène Sue, I misteri di Parigi, 1840); 
romanzo epistolare (J.-J. Rousseau, La nuova Eloisa, 1761; J. W. Goethe, I dolori del giovane Werther, 1774; U. Foscolo, Le ultime lettere di Jacopo Ortis, 1802; Choderlos de Laclos, Le relazioni pericolose, 1782); 
romanzo storico (Walter Scott, Ivanhoe, 1820; A. Manzoni, I promessi sposi; L. Tolstoj, Guerra e pace, 1863-1869); 
romanzo di formazione che narra il percorso di formazione del carattere e dell'identità di un giovane protagonista (J. W. Goethe, Wilhelm Meister, 1796, 1829; I. Nievo, Le confessioni di un italiano, 1867); 
romanzo sociale (C. Dickens, Tempi difficili, 1854; H. de Balzac, Commedia umana, 1834 in poi; É. Zola, I Rougon-Maquart, 1871 in poi; G. Verga, Mastro don Gesualdo, 1889); 
romanzo psicologico (H. James, Ritratto di signora, 1879; J. Joyce, Ulisse, 1922; Virginia Woolf, Gita al faro, 1927); 
romanzo per ragazzi (L. Carrol, Alice nel paese delle meraviglie; C. Collodi, Le avventure di Pinocchio); 
romanzo d'avventura (H. Melville, Moby Dick, 1851; R. L. Stevenson, Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, 1886; R. Kipling, Il libro della giungla, 1894); 
romanzo di fantascienza (J. Verne, Viaggio al centro della terra, 1864; H. G. Wells, L'isola del dottor Moreau, 1896); 
romanzo picaresco con protagonisti furfanti e vagabondi che affrontano numerose avventure (Lazarillo de Tormes, 1554, di autore anonimo; Guzmán de Alfarache, 1599, di M. Alem´n; Il pitocco, 1626, di F. de Quevedo); 
romanzo fantastico (E. A. Poe, Le avventure di Gordon Pym, 1838; N. Hawthorne, La casa delle sette torri, 1851; E. T. Hoffmann, La pentola d'oro, 1815; J. Swift, I viaggi di Gulliver); 
romanzo fantasy avente carattere esclusivamente fantastico, con atmosfere medievaleggianti, mitologie nordiche e personaggi fiabeschi (J. R. R. Tolkien, Il signore degli anelli, 1955; M. Ende, Momo, 1979; H. P. Lovecraft, Il richiamo di Chthulhu, 1929); 
romanzo poliziesco o detective story (E. A. Poe, I delitti della Rue Morgue, 1841; A. C. Doyle, Uno studio in rosso; A. Christie, Poirot a Styles Court, 1920); 
romanzo gotico o nero che si compiace di narrare gli aspetti tenebrosi e misteriosi della realtà, dando spazio a scene di terrore e atmosfere lugubri di cupa ambientazione medievale (H. Walpole, Il castello di Otranto, 1764; A. Radcliffe, I misteri di Udolpho, 1794); 
romanzo di spionaggio o spy story (A. Conan Doyle; J. Conrad; S. Maugham; G. Greene; J. Fleming); 
romanzo rosa, narrativa di consumo rivolta solitamente a un pubblico femminile, che si incentra sul racconto di avventure sentimentali quasi sempre a lieto fine (Liala, pseudonimo di Amalia Liana Negretti Odescalchi, Signorsì, 1931). 

\Romanzo borghese Romanzo di A. Furetière (1666). 

\Romanzo del Novecento, Il Opera di critica letteraria di G. Debenedetti (postuma 1971). 

\Romanzo della rosa Poema di Jean de Meung (1266-1278). Composizione poetica allegorica di versi ottonari rimati in antico francese, di 17.722 versi, che dovrebbe costituire la continuazione dell'omonimo poema di Guillaume de Lorris. In realtà si tratta di un'opera di stile completamente diverso. La ricerca della rosa è diventata un semplice pretesto per includere nel testo continue digressioni, introducendo dissertazioni tra ragione e natura, sul matrimonio, sulla ricchezza, sulla libertà e su tutti i temi dibattuti in quel tempo. In questa enciclopedia del sapere medievale, l'autore non manca di inserire le sue critiche decise (per questa tecnica di mascheramento è stato paragonato a F. Rabelais). 
Romanzo della rosa 
Poema di Guillaume de Lorris (ca 1230) lasciato incompiuto, sembra per la precoce morte dell'autore. Composizione poetica allegorica di versi ottonari rimati in antico francese, di 4.058 versi, che narra le fasi di una conquista amorosa nella quale l'amata è simboleggiata da una rosa. Nella narrazione, l'autore utilizza costantemente l'allegoria, personificando i sentimenti, le qualità, i difetti. Il romanzo costituisce un vero e proprio manuale dell'amore cortese caratteristico del tempo. 

\Romanzo di Troia Poema epico di anonimo (seconda metà XII sec.). 

\rómba, sf. Rumore cupo. 

\rombàre, v. intr. Emettere un rombo, risonare cupamente. 
  v. intr. 1 to rumble, to roar. 2 (tuonare) to thunder. 

\rómbico, agg. (pl. m.-ci) A forma di rombo. 

\Rombiòlo Comune in provincia di Vibo Valentia (4.830 ab., CAP 88015, TEL. 0963). 

\Rómbo Passo (2.497 m) delle Alpi Retiche, a sud-ovest del gruppo montuoso del Pan di Zucchero al confine tra Italia e Austria. 

\rómbo, sm. 1 Rumore cupo e forte. 2 Figura piana, a quattro lati uguali, i cui angoli non sono retti. 3 Pesce simile alla sogliola. 
  sm. 1 roar, rumble. 2 (tuono) thunder. 3 (geom.) rhombus. 
Rombo liscio 
Pesce (Scophthalmus rhombus) della famiglia degli Scoftalmidi e dell'ordine dei Pleuronettiformi. Lungo anche 70 cm, assume colorazioni diverse per mimetizzarsi. 

\Rombo, Il Romanzo di G. Grass (1977). 

\rombododecaèdro, sm. Figura piana che ha dodici facce uguali. 

\romboèdrico, agg. (pl. m.-ci) Che ha forma di romboedro. 

\romboèdro, sm. Figura geometrica piana che ha come facce sei rombi uguali. 

\romboidàle, agg. A forma di romboide. 

\rombòide, sm. Figura quadrilatera irregolare simile a un rombo. 

\romboidèo, agg. e sm. Relativo al muscolo di forma rombica situato vicino alla scapola, nella parte inferiore della nuca e in quella superiore del dorso. 

\Rombón Monte (2.208 m) della Slovenia nordoccidentale, al confine con l'Italia, nelle Alpi Giulie. 

\romeìna, o romeìte, sf. Antimoniato di calcio di formula Ca2Sb2O7 che si trova in masse compatte o in cristalli monometrici di colore rosso-bruno, bruno o giallo. 

\Romèno Comune in provincia di Trento (1.181 ab., CAP 38010, TEL. 0463). 

\romèno => "rumeno" 

\Romentìno Comune in provincia di Novara (4.401 ab., CAP 28068, TEL. 0321). 

\romèo, agg. e sm. agg. Percorso dei pellegrini che si recavano a Roma.  • via Romea  nome usato nel medioevo per indicare diverse strade che i pellegrini seguivano per andare a Roma; ricordiamo, soltanto, la strada che va da Ravenna a Pomposa (riattivata tra il il 1950 e il 1960) e quella (nota soprattutto come via Francigena) da Canterbury alla Valle d'Aosta (attraverso Calais, Reims, Losanna) e, infine, a Roma (attraverso Pavia, Lucca, Siena).
sm. Pellegrino. 

\Romeo e Giulietta Tragedia in 5 atti, in versi e in prosa, di W. Shakespeare (1594-1595). L'autore mette in campo numerosi materiali comici (amore romantico eccessivo, servitori rissosi, vecchi padri esigenti, balie chiacchierone) e li converte in tragedia. Dopo l'uccisione di Mercuzio da parte di Tebaldo (atto III, scena 1), tutti gli elementi comici sono scacciati da un senso di disastro imminente. La tragedia dell'amore di Romeo Montecchi e Giulietta Capuleti è inquadrata nel contesto più ampio della contesa tra le due nobili famiglie veronesi dei Capuleti e dei Montecchi, che impedisce ogni possibilità di felicità. Le due famiglie si riconcilieranno sui cadaveri dei giovani sposi segreti Giulietta e Romeo avvelenatisi per amore. Il lavoro possiede una straordinaria grazia lirica assente dalla fonte, La tragica storia di Romeo e Giulietta di Arthur Brooke (1562). 
Romeo e Giulietta 
Opera in cinque atti di Ch. Gounod, libretto di J. Barbier e M. Carré (Parigi, 1867). 
Romeo e Giulietta 
Balletto in tre atti, un prologo e un epilogo di S. S. Prokof'ev, libretto di L. Lavroskij, S. S. Prokof'ev e S. Radlov (Leningrado, 1940). 

\Romèo, Rosàrio (Giarre, Catania 1924-Roma 1987) Storico. Tra le opere Risorgimento e capitalismo (1959) e Cavour e il suo tempo (1969-1984). 

\Romèo, Stéfano (Santo Stefano in Aspromonte 1819-1869) Politico italiano. Artefice dei moti popolari calabresi del 1847 che portarono all'occupazione di Reggio Calabria. Condannato a morte, fu costretto a rifugiarsi a Costantinopoli e nel 1861, rientrato in Italia, venne eletto deputato per la sinistra. 

\Romero, George (New York 1940-) Regista cinematografico statunitense. Diresse La notte dei morti viventi (1968), Zombie (1979) e Monkey shines (1988). 

\Romero, Oscar Arnulfo (Ciudad Barrios 1917-San Salvador 1980) Religioso salvadoregno e arcivescovo di San Salvador. Divenuto il simbolo della lotta contro i regimi dittatoriali per la conquista dei diritti civili, fu assassinato da estremisti di destra. 

\Rométta Comune in provincia di Messina (6.113 ab., CAP 98043, TEL. 090). 

\Rominger, Tony (Voyens, Danimarca 1961-) Ciclista svizzero. Tra le sue prestazioni più prestigiose ci sono le tre vittorie alla Vuelta spagnola (1992, 1993 e 1994), la vittoria al giro d'Italia del 1995, i due giri di Lombardia vinti nel 1989 e nel 1992 e i due record consecutivi dell'ora eseguiti a Bordeaux nel 1994. 

\romitàggio, sm. 1 Eremitaggio. 2 Luogo solitario. 

\Romìti, Césare (Roma 1923-) Dirigente d'azienda, fu amministratore delegato della FIAT dal 1976 e presidente dal 1996 al 1998. 

\romìto, agg. e sm. agg. Solitario. 
sm. Eremita. 

\romitòrio, sm. Romitaggio. 

\Rommel, Erwin Johannes (Heidenheim 1891-Herlinger 1944) Generale tedesco, comandante dell'Afrikakorps (1941) nel corso della seconda guerra mondiale. Prese Tobruk e arrivò a El Alamein (giugno 1942). Respinto dalla Libia da Montgomery, comandò alcune armate nella battaglia di Normandia. Sospettato di avere congiurato contro Hitler, fu spinto al suicidio. 

\Romney, George (Dalton in Furness 1734-Kendal 1802) Pittore inglese. Tra le opere Lady Hamilton (dopo il 1780, Londra, National Portrait Gallery). 

\Ròmolo Nome del mitico fondatore di Roma, figlio di Marte e Rea Silvia, figlia del re di Alba Longa, Numitore e gemello di Remo. Alla loro nascita, lo zio Amulio ordinò che fossero gettati nel Tevere. Furono salvati e allattati da una lupa. Il pastore Faustolo li allevò e, una volta adulti, Romolo depose lo zio usurpatore, restituendo il trono al nonno. I gemelli fondarono sul colle Palatino la città di Roma, secondo la tradizione il 21 aprile del 735 a. C. Romolo uccise il gemello Remo dopo un litigio. 

\Ròmolo Augùstolo Ultimo imperatore romano d'occidente nel 475 e 476, ebbe il trono dal padre sostituendo Giulio Nepote. Per la giovane età, da cui l'epiteto Augustolo, non governò effettivamente, essendo il potere in realtà esercitato dal padre Oreste. Venne deposto da Odoacre e andò in esilio a Napoli. 

\rómpere, v. v. tr. 1 Spezzare con la forza una cosa in più pezzi. ~ spaccare. 2 Rovinare. ~ scassare. <> accomodare. 3 Non rispettare, infrangere. ~ trasgredire, violare. <> onorare, mantenere. rompere la consegna, il silenzio. 4 Affaticare. quel movimento continuo gli avrebbe rotto la schiena. 5 Far cessare, interrompere. rompere un'amicizia, un fidanzamento
v. intr. 1 Prorompere. 2 Interrompere un rapporto. 
v. intr. pron. Frantumarsi, spaccarsi. 
  v. tr. to break. 2 (conversazione) to break off. v. intr. to break, to burst. v. intr. pron. to break. 
  lat. rumpere

\rompicàpo, sm. 1 Preoccupazione. ~ problema. 2 Tipo di indovinello. ~ enigma. 
  sm. puzzle. 

\rompicòllo, sm. Persona scapestrata. ~ scavezzacollo. 

\rompighiàccio, sm. Tipo di nave attrezzata per rompere il ghiaccio nei mari polari. 
  sm. icebreaker. 

\rompiménto, sm. Il rompere, il rompersi. 

\rompiscàtole, sm. e sf. Seccatore. ~ disturbatore. 
  sm. e sf. pain in the arse, pain in the neck. 

\romulèo, agg. 1 Di Romolo. 2 Relativo all'antica Roma. 

\Ronàgo Comune in provincia di Como (1.357 ab., CAP 22027, TEL. 031). 

\rónca, sf. Roncola. 

\Roncà Comune in provincia di Verona (3.292 ab., CAP 37030, TEL. 045). 

\Roncàde Comune in provincia di Treviso (11.518 ab., CAP 31056, TEL. 0422). Centro industriale (mobilifici, prodotti meccanici e delle confezioni). Vi si trovano numerose ville di origine rinascimentale: Perinotto e Morelli-Bembo, del XVIII sec., Selvatico-Tonon e Manera-Gamgirasi, del XVII sec., Giustinian e Barbarigo, del XVI sec. Gli abitanti sono detti Roncadesi

\Roncadèlle Comune in provincia di Brescia (7.097 ab., CAP 25030, TEL. 030). 

\Roncàglia Frazione del comune di Piacenza sede di alcune diete imperiali convocate dal Barbarossa; nella seconda (1158), Federico I proclamò la Consitutio de regalibus, in cui si riprendeva molte prerogative, un tempo dell'imperatore, a danno dei comuni. I comuni, minacciati dal forte esercito tedesco, accettarono le condizioni, ma in seguito scoppiò la rivolta. 

\Roncàglia, Aurèlio (Modena 1917-Roma 2001) Filologo. Tra le opere Origini (1965) in Storia della letteratura italiana diretta da E. Cecchi e N. Sapegno (1965-1969). 

\Roncàlli, Àngelo Giusèppe => "Giovanni (papi)" 

\Róncaro Comune in provincia di Pavia (345 ab., CAP 27010, TEL. 0382). 

\roncatùra, sf. Il tagliare nettamente con la roncola i rami degli alberi. 

\Roncégno Comune in provincia di Trento (2.258 ab., CAP 38050, TEL. 0461). 

\Roncèllo Comune in provincia di Milano (1.964 ab., CAP 20040, TEL. 039). 

\ronchétto, sm. Piccola roncola tascabile. 

\Ronchey, Albèrto (Roma 1926-) Giornalista e saggista. Direttore de La stampa (1968-1973). Ministro dei Beni culturali dal 1992 al 1994. Tra le opere Atlante ideologico (1973) e USA-URSS, i giganti malati (1981). 

\Rónchi déi Legionàri Comune in provincia di Gorizia (9.900 ab., CAP 34077, TEL. 0481). 

\Rónchi Valsugàna Comune in provincia di Trento (352 ab., CAP 38050, TEL. 0461). 

\Rónchis Comune in provincia di Udine (1.929 ab., CAP 33050, TEL. 0431). 

\roncìglio, sm. Ferro a uncino. 

\Ronciglióne Comune in provincia di Viterbo (7.227 ab., CAP 01037, TEL. 0761). 

\roncinàto, agg. In botanica, che si riferisce a foglia divisa in lobi profondi. 

\Roncisvalle Località (50 ab.) della Spagna, nella provincia di Navarra, sui Pirenei Occidentali, nei cui pressi si apre il passo di Roncisvalle o Puerto de Ibaneta (1.058 m) in cui si svolse la battaglia (15 agosto 778) tra l'esercito di Carlo Magno e i baschi alleati dei saraceni da cui trasse spunto la letteratura epico-cavalleresca che ebbe la sua più alta espressione nella Chanson de Roland

\Rónco Fiume (82 km) della Romagna. Nasce dal monte Falco, nell'Appennino Tosco-Emiliano e confluisce nel fiume Montone. 

\Rónco all'Àdige Comune in provincia di Verona (5.627 ab., CAP 37055, TEL. 045). 

\Rónco Biellése Comune in provincia di Biella (1.514 ab., CAP 13050, TEL. 015). 

\Rónco Briantìno Comune in provincia di Milano (2.281 ab., CAP 20050, TEL. 039). 

\Rónco Canavése Comune in provincia di Torino (477 ab., CAP 10080, TEL. 0124). 

\Rónco Scrìvia Comune in provincia di Genova (4.748 ab., CAP 16019, TEL. 010). 

\Roncobèllo Comune in provincia di Bergamo (470 ab., CAP 24010, TEL. 0345). 

\Roncoferràro Comune in provincia di Mantova (6.800 ab., CAP 43037, TEL. 0376). 

\Roncofréddo Comune in provincia di Forlì (2.493 ab., CAP 47020, TEL. 0541). 

\Róncola Comune in provincia di Bergamo (554 ab., CAP 24030, TEL. 035). 

\róncola, sf. Falcetto da taglio. 

\roncolàre, v. tr. Potare con la roncola. 

\roncolàta, sf. Colpo di roncola. 

\róncolo, sm. Grosso coltello a forma di piccola roncola, chiudibile sul manico. 

\Roncóne Comune in provincia di Trento (1.430 ab., CAP 38087, TEL. 0465). 

\roncóne, sm. Arma in asta, per lo più da taglio, usata nei secc. XV-XVII. 

\rónda, sf. Servizio di ispezione che fanno due o più soldati per il controllo dei militari in libera uscita ~ drappello. • cammino di ronda 
  sf. patrol, pl. rounds. 
  spagn. ronda, dal franc. ronde. 

\Rónda, La Rivista letteraria nata a Roma, come reazione al neoromanticismo e al frammentismo e pubblicata dall'aprile del 1919 alla fine del 1922; propugnò il ritorno alla prosa d'arte, mediante la rivalutazione dello stile e dei classici, contrapponendosi a La Voce. Suoi collaboratori furono, tra gli altri, Baldini, Bacchelli, Cardarelli, Cecchi, Barilli. 

\Róndani, Albèrto (Parma 1848-1911) Poeta e critico letterario. Poeta di ispirazione tardoromantica. Tra le opere Affetti e meditazioni (1875), Voci dell'anima 1883) e i saggi Scritti d'arte (1874) e Scritti manzoniani (postumo, 1915). 

\Rondanìna Comune in provincia di Genova (103 ab., CAP 16025, TEL. 010). 

\Ronde, La Film commedia, francese (1950). Regia di Max Ophüls. Interpreti: Simone Signoret, Simone Simon, Gérard Philipe. Titolo originale: La ronde 

\rondeau, sm. invar. 1 Forma della musica medievale che si trova nella musica polifonica del XIV-XV sec. e nei canti monodici di trovatori e trovieri del XIII sec. 2 Forma strumentale in uso presso i clavicembalisti francesi nei secc. XVII-XVIII. 

\rondèlla, sf. Dischetto a forma di anello che si infila sotto il dado del bullone per impedirne lo svitamento. ~ guarnizione. 
  sf. washer. 
  franc. rondelle. 

\róndine, sf. Nome comune degli appartenenti alla famiglia degli Irundinidi e all'ordine dei Passeriformi, quasi tutti migratori, si nutrono di insetti, sono molto abili e resistenti al volo grazie al loro corpo particolarmente aerodinamico, hanno dimensione medie e piumaggio di colore nero o scuro, con ali dalle estremità sottili e appuntite, coda forcuta e lunghezza di circa 20 cm. Le rondini appartengono al genere Hirundo, di cui la specie più nota è l'Hirundo Rustica. L'area di diffusione tocca in estate l'Europa, l'Asia centrosettentrionale, il Giappone e l'America del nord; in inverno l'Africa centrale, l'India, la Birmania, la Cina, le Filippine e il Messico. La rondine giunge in Italia in marzo e in aprile, nidifica in coabitazione con l'uomo, in ogni luogo favorevole (in particolare se campestre), riadattando molte volte nidi costruiti negli anni precedenti. Si nutre di insetti che cattura in volo. Nei nidi molto robusti le femmine depongono da quattro a sei uova dal colore bianco con macchie rosso scuro. Dopo circa quindici giorni nascono i piccoli. La migrazione autunnale viene condotta in stormi composti da migliaia di individui. Le specie diffuse in Italia sono: la rondine rossiccia (Hirundo daurica rufula), il balestruccio (Chelidon urbica) che è la rondine più diffusa nelle città, la rondine montana molto simile al balestruccio (Ptyonopronie rupestris). Cosmopolite (non sono presenti solo nella Nuova Zelanda e nell'Antartide), le rondini sono intimamente associate alla vita dell'uomo dal quale ricevono cibo e protezione. 
  sf. swallow. 

\Rondine, La Commedia lirica in tre atti di G. Puccini, libretto di G. Adami (Montecarlo, 1917). 

\rondinèlla, sf. Diminutivo di rondine. 

\rondinìno, sm. Rondinotto, il piccolo della rondine. 

\rondinòtto, sm. Il piccolo della rondine. 

\rondìsmo, sm. Movimento letterario italiano dell'inizio del novecento, improntato al classicismo e che si ispirava al Leopardi come modello di stile. 

\Rondissóne Comune in provincia di Torino (1.737 ab., CAP 10030, TEL. 011). 

\rondìsta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) agg. Pertinente al rondismo. 
sm. e sf. Scrittore o scrittrice di tale corrente. 

\rondò, sm. 1 Manifestazione musicale definita dalla ripetizione melodica di una frase in sé compiuta, nel corso di un brano. 2 Incrocio con spartitraffico circolare. ~ rotonda. 
  sm. roundabout. 
Utilizzata in Francia nel medioevo (rondeau), ebbe ulteriore diffusione in Francia e Germania nel XVII sec. Assunse anche carattere vocale nel corso del XVIII sec. come elemento terminale di scene o atti. Celebre il Rondò a capriccio di Beethoven. 

\rondóne, sm. Uccello (Apus apus) della famiglia degli Apodidi e dell'ordine dei Apodiformi. Di colore completamente nero, è diffuso in Europa e Asia. Ha il becco corto e una bocca ampia adatta alla cattura di insetti in volo. Molte specie sono incapaci di camminare sul terreno poiché hanno tarsi brevi e poco resistenti. Secerne dalle ghiandole salivari una sostanza che serve a tenere uniti i vari materiali con cui costruisce il nido. In inverno migra in luoghi più caldi. 
  sm. swift. 

\Rondônia Stato (1.131.000 ab.) del Brasile occidentale, capitale Pôrto Velho. 

\ronfàre, v. intr. 1 Russare chiassosamente. 2 Produrre un rumore grave e continuo. 3 Dormire profondamente. 4 Di gatto, fare le fusa. 

\Rónga, Luìgi (Torino 1901-Roma 1983) Musicologo italiano. Tra i suoi saggi, che si ricollegano al metodo storico estetico di B. Croce, vi sono G. Frescobaldi (1930), Arte e gusto nella musica (1956) e Bach Mozart Beethoven (1956). 

\Ronin Film di spionaggio, americano (1998). Regia di J. Frankenheimer. Interpreti: R. De Niro, J. Reno, J. Pryce. 

\ronin, sm. invar. Termine giapponese che designava i samurai "erranti" cioè senza il loro padrone e quindi sciolti da ogni obbligo. 

\Ronsard, Pierre de (Possoniére 1524-Saint-Cosme-en-l'Isle 1585) Poeta francese, annoverato tra i maggiori lirici della storia letteraria di Francia. Dopo aver abbandonato nel 1540 la carriera militare, costituì il nucleo della scuola Pléiade assieme a J. A. de Baif e J. Du Bellay. Tutta la sua opera ebbe come scopo il recupero della bellezza classica, con riferimenti a Petrarca negli Amori (1552), a Pindaro e a Orazio nelle Odi (1550), a Callimaco negli Inni (1555-1556). Scrisse I discorsi (1563) in favore della religione cattolica e poi il poema incompiuto La Franciade (1572) per ritornare infine alla poesia d'amore con i Sonetti per Elena (1578). 

\Ronsécco Comune in provincia di Vercelli (673 ab., CAP 13036, TEL. 0161). 

\röntgen, sm. Unità di misura delle radiazioni elettromagnetiche X o gamma. 

\Röntgen, Wilhlem Conrad (Lennep 1845-Monaco 1923) Fisico tedesco, ottenne il premio Nobel nel 1901 per la fisica, per gli studi compiuti sul calore dei gas, per aver scoperto l'effetto magnetico generato dalle cariche superficiali di polarizzazione di un dielettrico in moto e per le scoperte nel campo della compressibilità dei liquidi. Durante gli studi sui gas, scoprì i raggi X, dei quali individuò le caratteristiche più salienti; in particolar modo, l'elevato potere penetrante e ionizzante, la capacità di impressionare una lastra fotografica, la loro propagazione in modo rettilineo e l'indipendenza da campi magnetici o elettrici. 

\ronzàre, v. intr. 1 Emettere un caratteristico rumore sordo e vibrante tipico degli insetti. il ventilatore ronzava nella stanza silenziosa. 2 Aggirarsi continuamente attorno a un luogo o a una persona. : :e ronzava intorno da settimane senza avere il coraggio di parlarle. 3 Avere nella mente 
  v. intr. to hum, to buzz. 
  voce onom. 

\ronzinànte, agg. Di cavallo, vecchio e stanco. 

\ronzìno, sm. Cavallo malandato o di scarso valore. 
  sm. nag. 

\ronzìo, sm. Il ronzare continuato. ~ brusio. 
  humming, buzz, buzzing, drone, zoom (di un aereo che sfreccia verso l'alto). 

\Rónzo Chiènis Comune in provincia di Trento (1.012 ab., CAP 38060, TEL. 0464). 

\Ronzóne Comune in provincia di Trento (336 ab., CAP 38010, TEL. 0463). 

\Roodepoort-Maraisburg Città (166.000 ab.) della Repubblica Sudafricana, nel Transvaal. 

\roof-garden, sm. invar. Giardino pensile. 

\Rooney, Mickey (New York 1922-1994) Attore cinematografico statunitense. Dopo aver esordito come fanciullo prodigio con una serie di cortometraggi, interpretò La città dei ragazzi (1938), Gran premio (1944) e Faccia d'angelo (1957). 

\Roosevelt, Anna Eleanor (New York 1884-1962) Giornalista e politica statunitense. Nipote del presidente degli Stati Uniti d'America Theodore Roosevelt, sposò nel 1905 Franklin Delano Roosvelt, trentaduesimo presidente USA, del quale era cugina. Coltivò anche il giornalismo. Quando Franklin fu eletto presidente (1933), Eleanor Roosevelt divenne una voce potente su numerosi problemi sociali, tra i quali l'occupazione dei giovani e i diritti civili dei neri e delle donne. Tenne conferenze stampa, ebbe un suo programma radiofonico e curò quotidianamente una rubrica giornalistica, My Day che veniva diffusa attraverso le agenzie di stampa in tutti gli Stati Uniti. Dopo la morte del marito, continuò l'attività pubblica. Fu delegata USA (1945-1952 e 1961-1962) presso le Nazioni Unite e collaborò alla Dichiarazione dei diritti umani promossa dall'ONU. Tra i suoi libri, sono da citare l'Autobiografia di Eleanor Roosevelt (1961) e Ricordi (1949). 

\Roosevelt, Franklin Delano (Hyde Park 1882-Warm Springs 1945) Presidente statunitense, appartenente al partito democratico, fu eletto senatore nel 1910 e alla massima carica degli USA nel 1932. Tentò di far uscire il paese dalla gravissima crisi del 1929 (New Deal) con una serie di azioni volte ad aumentare la presenza dello stato nell'economia e a consolidare le conquiste sindacali. Rieletto nel 1936, fu fautore dell'intervento antitedesco nella seconda guerra mondiale. Nel 1941, a seguito dell'attacco giapponese di Pearl Harbor, gli USA dichiararono guerra alle nazioni dell'Asse. Roosevelt intrattenne frequenti contatti con la Russia e l'Inghilterra. Dopo la sua quarta rielezione partecipò con Stalin e Churchill alla conferenza di Jalta, che decise il nuovo assetto mondiale. Morì pochi giorni prima della resa della Germania. 

\Roosevelt, Theodore (New York 1858-Sagamore Hill 1919) Presidente statunitense appartenente al partito repubblicano, fu eletto alla massima carica degli USA dopo l'assassinio di McKinkley. Sostenne la lotta dei minatori nello sciopero del 1902 e fu rieletto nel 1904. La sua politica fu molto attiva nell'America centrale (Caraibi e Panam´) e latina (Colombia). Fu insignito del premio Nobel per la pace nel 1906 in conseguenza della sua attività di negoziazione durante il conflitto russo-nipponico. Nel 1908 appoggiò la candidatura di Taft, ma nel 1912 fondò un partito di tendenze radicali a seguito di una crisi in seno al partito repubblicano. Detta crisi favorì l'elezione del democratico Woodrow Wilson. 

\Root, John Wellborn (Lumpink 1850-Chicago 1891) Architetto statunitense. Tra le opere il Monadnock Building (1889-1891) e il Masonic temple (1891-1892) a Chicago. 

\Ròppolo Comune in provincia di Biella (787 ab., CAP 13040, TEL. 0161). 

\Rops, Félicien (Namur 1833-Corbeil-Essonnes 1898) Incisore e pittore belga. Tra le opere le illustrazioni per Le diaboliche di J. A. Barbey d'Aurévilly (1833) e per le Poesie di Mallarmé (1895). 

\roquefort, sm. invar. Formaggio francese di pasta molle che presenta una particolare erborinatura. Viene fatto stagionare nelle grotte di Roquefort-sur-Soulzon nell'Averyon. 

\Rorà Comune in provincia di Torino (261 ab., CAP 10060, TEL. 0121). 

\Roraima Stato (216.000 ab.) del Brasile settentrionale, capitale Boa Vista. 
Roraima 
Massiccio montuoso nel settore orientale della Serra Pacaraima, al confine tra il Venezuela, il Brasile e la Guyana. Culmina a 2.875 m. 

\Rore, Cipriano (Anversa? ca. 1516-Parma 1565) Compositore fiammingo. Autore di musica sacra e madrigali. 

\ròrido, agg. Rugiadoso. ~ bagnato. 

\Rorschach, Hermann (Zurigo 1884-Herisau 1922) Psicologo. Fu allievo di Bleuer a Zurigo. Amante della pittura e del disegno, si interessò alla reazione dei pazienti alla vista di macchie d'inchiostro e alla loro interpretazione. Da qui creò uno dei più noti test proiettivi, che da lui prende il nome, che viene utilizzato per caratterizzare la personalità e si basa sull'interpretazione di macchie colorate. 

\Rorty, Richard (New York 1931-New York 2007) Filosofo americano, docente a Princeton, alla Virginia University e a Charlottsville. Ha proposto una filosofia edificante, basata sul dialogo e sulla conversazione, rivolta non alla scopertà di verità oggettive, ma alla riduzione delle sofferenze umane. Fra le opere The linguistic turn (1967), Le conseguenze del pragmatismo (1982), Scritti filosofici (1991). 

\ROS Sigla di Raggruppamento Operativo Speciale. 

\ròsa, agg. invar., sm. e sf. agg. invar. Che ha color rosa. ~ rosato. 
sf. Pianta. 
sm. Colore intermedio tra il bianco e il rosso. ~ roseo. 
  agg. e sm. 1 (colore) pink. 2 (romanzo) love story. sf. rose. 
Genere di piante arbustive, a crescita spontanea, Dicotiledoni, diffuse nelle regioni a clima temperato dell'emisfero boreale. Coltivate con scopi ornamentali e cosmetici (estrazione di essenze profumate) fin dall'antichità (attestate nell'antico Egitto, circa 4000 anni a C.), sono note in circa 150 specie e numerose varietà ibride. Erette o rampicanti, dispongono di fusto dotato di spine, fiori in corimbi o singoli, con cinque petali nelle varietà selvatiche e assai di più in quelle coltivate. Il colore può variare dal bianco al rosso, al rosa, al giallo; nella coltivazione è stato ottenuto anche il blu; il profumo ha una fragranza molto delicata. La riproduzione delle rose si ottiene per talea, margotta o per innesto (come portainnesto viene utilizzata la rosa canina o la rosa chinensis). L'olio essenziale (olio di rosa) che se ne ricava (in particolare dalle varietà R. Centifolia e R. damascena) viene impiegato in profumeria per la produzione di acqua di rose e come componente per i profumi. Il frutto è ricco di vitamina C. Nei paesi orientali, si usano i petali di rosa anche nelle preparazioni alimentari (marmellate, gelatine e petali di rosa canditi). Tra le varietà di rose, si annoverano specie selvatiche (rosa sarmentosa di San Giovanni, rosa di macchia o canina, rosa comune), specie coltivate (rosa gallica, rosa odorata, rosa centifolia, diffusa in Francia e in Italia, rosa damascena, diffusa in Bulgaria, rosa cathayensis, rosa indica o chinensis, da cui sono derivate le numerosissime rose Thea, rosa multiflora), specie ibride (tutte quelle derivate dalla rosa Thea, caratterizzate da un'ampia gamma di colori, profumo accentuato e fioritura continua durante tutta la primavera, rose nane, con dimensioni che vanno da 7 a 30 cm di altezza, rose rampicanti) e altre specie (rosa rugosa, di origine giapponese, che viene usata nelle siepi e produce frutti utilizzati per ottenere infusi e sciroppi ricchi di vitamina C e rosa banksiae (o della Cina), rampicante, spesso utilizzata per la decorazione delle siepi dei giardini. 
Acqua di rose 
Soluzione profumata all'essenza di rosa. Generalmente a basso contenuto di alcool, viene utilizzata in cosmesi per vari trattamenti della pelle. 
Maglia rosa 
Maglia di colore rosa che identifica il ciclista che guida la classifica del Giro d'Italia. 
Romanzo rosa 
Genere di narrativa di consumo rivolta solitamente a un pubblico femminile, che si incentra sul racconto di avventure sentimentali quasi sempre a lieto fine (ad esempio, Signorsì, 1931, di Amalia Liana Negretti Odescalchi, più nota con lo pseudonimo di Liala). 
Rosa bianca 
Movimento di opposizione al nazismo diretto dai fratelli Hans e Sophie Scholl. I capi e i componenti del movimento vennero arrestati e giustiziati nel 1943. 
Rosa dei ghiacciai 
Formazione composta di cristalli di ghiaccio disposti a stella che si formano nei ghiacciai in corrispondenza dei punti di ristagno dell'acqua. 
Rosa dei venti 
Rappresentazione grafica, a forma di rosa o di stella stilizzata, della direzione di provenienza dei venti in relazione ai punti cardinali. Una rosa dei venti correda le bussole utilizzate per la navigazione. In genere vengono considerate otto oppure sedici direzioni dei venti (stella a 8 o 16 punte). Si deve a Timostene (IV sec. a.C.) la divisione del quadrante (il cerchio in cui si dispone la rosa dei venti) in 12 parti; gli italiani (XIII sec.) lo divisero in 8 parti: tramontana (N), greco (NE), levante (E), scirocco (SE), ostro (S), libeccio (SO), ponente (O), maestro (NO). 
Tecnicamente, con il termine rosa dei venti viene indicato un diagramma di coordinate polari che rappresenta la distribuzione statistica del vento, in base ai dati storici esistenti. 
Rosa del deserto 
Formazione minerale, prodotta da fenomeni di deposizione chimica operati dalle acque, che si rinviene nelle distese desertiche sabbiose. Composta da depositi di sabbia e ossido di ferro solidificati disposti a lamelle che ricordano i petali di una rosa. Di colore giallastro o marrone. 
Rosa della bussola 
Suddivisione in gradi riportata sul quadrante della bussola, recante le indicazioni dei punti cardinali. 
Rosa di ferro 
Formazione minerale (ematite) che si presenta in lamelle sottili disposte a somiglianza dei petali di una rosa. Frequente nelle zone alpine, in particolare sul Gottardo. 
Rosa di Gerico 
(nome latino Odontospermum pygmaeum) Pianta della famiglia delle Composite, con habitat nella zona subtropicale desertica dall'Algeria al Belucistan. Come tutte le specie delle aree desertiche, è dotata di grande resistenza alla siccità e di grande capacità di utilizzo delle poche acque meteoriche disponibili. 
Rosa di Natale 
Varietà vegetale della famiglia delle ranuncolacee utilizzata per scopi ornamentali, in quanto caratterizzata da foglie persistenti durante l'inverno. 
Rosa di tiro 
Area nella quale tendono a distribuirsi i proiettili sparati da una determinata arma da fuoco. 
Rosa d'oro 
Gioiello a forma di rosa o di insieme di rose, che, a partire dall'XI secolo, il papa donava a quanti si erano resi particolarmente benemeriti nei riguardi della chiesa. Dopo il 1759, il dono della rosa d'oro fu concesso solo alle regine. 
Taglio a rosa 
Taglio dei diamanti caratterizzato dalla forma di piramide sfaccettata. Detto anche taglio a rosetta. 

\Rosà Comune in provincia di Vicenza (12.021 ab., CAP 36027, TEL. 0424). Centro agricolo (ortaggi, tabacco, uva, cereali), dell'allevamento (bovini) e industriale (prodotti meccanici, chimici, della carta e materiali da costruzione). Gli abitanti sono detti Rosatesi

\Ròsa (sante) Nome di sante. 
Rosa di Viterbo 
(Viterbo ca. 1233-ca. 1252) Santa. Terziaria francescana a 17 anni, si dedicò alla preghiera e alla penitenza. Fu canonizzata nel 1457. La sua festa si celebra il 4 settembre. 
Rosa da Lima 
(Lima 1586-1617) Isabella Flores, santa e mistica peruviana. Condusse una vita consacrata alla virtù e alla penitenza. Entrò nell'ordine domenicano nel 1606. Beatificata da Clemente IX nel 1668 e canonizzata nel 1672 da Clemente X. Nella sua profonda esperienza ascetica, raggiunse l'estasi. Patrona delle Filippine, delle Indie occidentali e d'America. La sua festa si celebra il 30 agosto. 

\Ròsa déi Bànchi, mónte Massiccio montuoso del gruppo del Gran Paradiso, altitudine 3164 m, posto a est, segna il confine tra Piemonte e Valle d'Aosta. 

\Rosa di nessuno, La Opera di poesia di P. Celan (1963). 

\Rosa di sabbia, La Romanzo di H. M. de Montherlant (1930-1932). 

\Rosa fresca aulentissima Contrasto di Cielo D'Alcamo (1231-1250). 

\Rosa Plateau Pianoro (3.480 m) tra il Monte Cervino e il Monte Rosa. Sede di un osservatorio scientifico. 

\Rosa tatuata, La Dramma di T. Williams (1951). 

\Ròsa, Gabrièle (Iseo 1812-1897) Patriota e scrittore italiano. Seguace di Mazzini, membro della Giovine Italia, rischiò la pena capitale, poi trasformata in carcerazione da scontare nella fortezza dello Spielberg. Quando fu liberato (1838), tornato in Italia, ricominciò subito a lottare partecipando ai moti rivoluzionari del 1848. Nel decennio successivo si trasferì a Bergamo e si dedicò al giornalismo diventando il responsabile della rivista L'Unione. Divenne provveditore agli studi, ma dopo poco tempo lasciò tale carica per dedicarsi alla storiografia. Tra le opere Feudi e Comuni (1857), Storia naturale della civiltà (1880). 

\Ròsa, mónte Gruppo montuoso delle Alpi Pennine, tra Italia e Svizzera, composto di rocce granitiche e schistose. Il rilievo maggiore è la punta Dufour (4.634 m) che è la seconda vetta delle Alpi dopo il Monte Bianco. Fu scalata per la prima volta da una spedizione inglese nel 1851. Il massiccio del Rosa comprende varie altre vette superiori ai 4.000 m (punta Nordend, 4.612 m, punta Gnifetti, 4.554 m ecc.). Sul lato svizzero, meno ripido di quello italiano, si trova il grande ghiacciaio del Gorner che è uno dei più estesi di tutte le Alpi; a sud si trovano il ghiacciaio del Lys e quelli delle Piode e delle Vigne; a nord-est si trova il ghiacciaio del Belvedere. Numerose sono le stazioni di soggiorno turistico; in Italia, le principali sono Alagna Valsesia (a 1.191 m) nella valle del Sesia, Gressoney-la-Trinité (a 1.635 m) nella valle di Gressoney e Macugnaga (a 1.327 m) nella valle Anzasca percorsa dal torrente Anza; sul versante svizzero la località più nota è Zermatt (a 1.616 m) nel cantone Vallese. Una serie di attrezzati rifugi situati oltre i tremila metri facilita le escursioni degli alpinisti; tra essi si cita il rifugio Regina Margherita, che è il più alto d'Europa (a 4.559 metri). 

\Ròsa, Salvatóre (Aranella, Napoli 1615-Roma 1673) Pittore e poeta, di carattere esuberante e dotato di spirito satirico, fu autore di epigrammi e di sette Satire molto spontanee e creative. Dipinse vedute di fantasia, battaglie, paesaggi, ricche di echi romantici e dai toni robusti. 

\Rosàcee Famiglia di piante erbacee, arboree e arbustacee ad ampia diffusione appartenenti all'ordine delle Rosali. 

\rosàceo, agg. Relativo al colore e alla forma della rosa. 
  lat. rosaceus. 

\Rosacróce, cavalièri di Setta esoterica nata in Germania nel XVII sec. La setta dei rosacrociani è nata sulla base di uno scritto sulla riforma generale del mondo apparso anonimo in Germania intorno al 1615, che successivamente veniva legato alla tomba di un misterioso cavaliere di nome Rosenkreuz vissuto nel secolo XV, da un successivo scritto fantastico del 1616, secondo cui il cavaliere sarebbe stato in possesso di misteriosi segreti. La massoneria ha adottato numerosi simboli della setta e utilizzato il nome per indicare il grado di iniziazione nella massoneria. 

\Rosài, Ottóne (Firenze 1895-Ivrea 1957) Pittore. Tra le opere Via Toscanella (1922, Firenze, Collezione privata) e Paesaggio (1931, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna). 

\rosàio, sm. Grande pianta di rose. 
  sm. rosebed, rose tree. 
  lat. rosarium. 

\Rosalìa (?-Palermo 1160) Santa. Figlia del duca Sinibaldo, secondo la tradizione, avrebbe lasciato assai giovane la casa paterna per dedicarsi alla preghiera e alla penitenza nella solitudine del monte Pellegrino dove sarebbe vissuta fino alla morte. Il suo culto si estese rapidamente sia a Palermo sia in tutta la Sicilia dopo il rinvenimento (1614) delle sue spoglie in una grotta dello stesso monte Pellegrino. Nominata patrona della città di Palermo, che secondo la leggenda avrebbe liberato da una pestilenza, le venne dedicato un grande santuario. Nel 1630, venne inserita dal papa Urbano VIII nel martirologio romano. Il 14 luglio, nell'anniversario del rinvenimento delle spoglie, la santa viene festeggiata con una solenne processione attraverso le vie di Palermo e con uno spettacolo di fuochi d'artificio. 

\rosalìa, sf. Coleotteri, famiglia Cerambicidi. Insetti diffusi sulle Alpi e sugli Appennini. Sono di colore azzurro con piccole macchie bianco-nere sulle elitre. 

\rosàlie, sf. pl. Festa dell'antica Roma durante la quale si ornavano le tombe con delle rose. 

\rosaline, sf. invar. Termine francese con cui si indica un merletto leggero a fuselli di filo di lino bianco che viene prodotto in Belgio. 

\rosàrio, sm. 1 Recita di invocazioni dedicate alla Madonna. 2 Corona di grani che serve per recitare il rosario. 
  sm. rosary. 
  lat. rosarium roseto. 
Il rosario è composto da cinquanta Ave Maria, inframmezzate da un Padre Nostro e un Gloria. Ogni decina di Ave Maria comprende una meditazione di un mistero (doloroso, gaudioso o glorioso) sulla vita di Cristo o di Maria. 

\Rosario (città) Città (1.096.000 ab.) dell'Argentina, nella provincia di Santa Fe. 

\Rosario (letteratura) Opera di poesia di A. Achmatova (1914). 

\Rosàrno Comune in provincia di Reggio Calabria (13.191 ab., CAP 89025, TEL. 0966). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi, agrumi, olive e frutta), industriale (prodotti alimentari) e turistico (balneazione). Vi si trovano i resti della colonia di Medma risalenti al VI sec. a. C. Gli abitanti sono detti Rosarnesi

\Rosas, Juan Manuel de (Buenos Aires 1793-Southampton 1877) Generale e politico argentino, capeggiò i federalisti contro gli unitari di Buenos Aires, vincendo sulle truppe del generale J. Lavalle. Fu eletto governatore di Buenos Aires (1829-1832 e 1835-1852) con il sostegno dei latifondisti. Fu esiliato dalle truppe di J. J. de Urquiza (1852). 

\Rosàsco Comune in provincia di Pavia (774 ab., CAP 27030, TEL. 0384). 

\Rosàte Comune in provincia di Milano (3.742 ab., CAP 20088, TEL. 02). 

\rosatèllo, sm. Denominazione di alcuni tipi di vino rosato. 

\rosàto, agg. e sm. agg. Di colore rosa. 
sm. Vino di color rosso chiaro. 
  agg. rosy, pink. sm. (vino) rosé wine. 
  lat. rosatus fatto con le rose. 

\Rosàzza Comune in provincia di Biella (118 ab., CAP 13060, TEL. 015). 

\ròsbif => "roast beef" 

\Roscellino (Compiégne 1050 ca.-1120) Filosofo francese massimo esponente del nominalismo medioevale. Fu maestro di Abelardo e sostenitore del triteismo, ovvero la negazione dell'unità delle tre persone della trinità. Fu costretto a ritrattare questa sua tesi dopo la condanna del concilio di Soissons (1092). Il nome della sua corrente di pensiero deriva dalla convinzione che non esistano concetti universali, considerati solo semplici pronunzie di nomi (flatus vocis). 

\Rosciàno Comune in provincia di Pescara (3.030 ab., CAP 65020, TEL. 085). 

\Roscìgno Comune in provincia di Salerno (1.147 ab., CAP 84020, TEL. 0828). 

\Roscommon Contea (52.000 ab.) dell'Irlanda, nel Connacht orientale. Capoluogo il centro omonimo. 

\rosé, agg. Denominazione di vino rosato. 

\Ròse Comune in provincia di Cosenza (4.105 ab., CAP 87040, TEL. 0984). Centro agricolo (cereali, uva da vino, olive) e dell'allevamento (ovini, bovini). 

\Rose Bernd Lavoro teatrale del drammaturgo tedesco Gerhart Hauptmann (1862-1946) scritto e rappresentato per la prima volta nel 1903. Rose Bernd è la ragazza protagonista del dramma. 

\Rose rosse per me (titolo originale in inglese Red roses for me) Dramma in quattro atti dell'autore irlandese Sean O'Casey (1880-1964), rappresentato per la prima volta a Londra nel 1946. Ambientato nella Dublino degli inizi del secolo, mette in scena lo sciopero del 1913 e il sogno di un'Irlanda felice, destinato a infrangersi contro la violenza della polizia, con l'uccisione del protagonista. 

\Rose, Barbara (New York 1939-) Critico d'arte statunitense. Direttrice della rivista International Journal of Art (Rivista internazionale d'arte, 1988-1990), ha diretto il lungometraggio American Art of Sixties (L'arte americana degli anni sessanta, 1964) e ha curato importanti mostre d'arte negli Stati Uniti d'America e in Europa. 

\rosellìna, sf. Rosa di macchia. 

\Rosèllo Comune in provincia di Chieti (431 ab., CAP 66040, TEL. 0872). 

\Rosemary's baby (Nastro rosso a New York) Film fantastico, americano (1967). Regia di Roman Polanski. Interpreti: Mia Farrow, John Cassavetes, Ruth Gordon. Titolo originale: Rosemary's Baby 

\Rosenberg, Alfred (Reval 1893-Norimberga 1946) Politico tedesco direttore del Völkischer Beobachter nel 1921, fu acceso sostenitore dell'anticomunismo e dell'antisemitismo. Fu eletto deputato nel 1930 e ministro dei territori di occupazione dal 1941 al 1945; venne condannato a morte dal tribunale di Norimberga per i crimini commessi. 

\Rosenquist, James (Grand Forks 1933-) Pittore statunitense. Tra le opere Ti amo con la mia Ford (1961, Stoccolma, Moderna Museet). 

\ròseo, agg. Di colore rosa, rosato. ~ madreperlato, madreperlaceo. 
  agg. rosy. 
  lat. roseus. 

\rosèola, sf. Comparsa di macchioline rosse sulla cute che caratterizza alcune malattie. 

\roséto, sm. Giardino o terreno piantato a rose. 
  lat. rosetum. 

\Roseto Raccolta di novelle di Sa'd¿Ì¿ (XIII sec.). 

\Roséto Càpo Spùlico Comune in provincia di Cosenza (1.873 ab., CAP 87070, TEL. 0981). Centro agricolo (cereali, olive), della pesca e di villeggiatura. 

\Roséto dégli Abrùzzi Comune in provincia di Teramo (21.101 ab., CAP 64026, TEL. 085). Centro agricolo (coltivazione di viti e barbabietole), industriale (mobilifici, prodotti tessili, delle confezioni e alimentari) e turistico (balneazione) sul mar Adriatico. Gli abitanti sono detti Rosetani

\Roséto Valfortóre Comune in provincia di Foggia (1.513 ab., CAP 71039, TEL. 0881). Centro agricolo (cereali, ortaggi, frutta) e della pastorizia. 

\rosétta, sf. 1 Diamante tagliato a forma di piramide sfaccettata. 2 Panino tondo, lavorato nella parte superiore come una rosa. 3 Malattia degli alberi da frutto. 
  dimin. di rosa

\Rosétta Città (40.000 ab.) dell'Egitto nel governatorato di Behira, presso lo sbocco del Nilo di Rosetta nel Mediterraneo. È un porto commerciale e peschereccio. 
Pietra (stele) di Rosetta 
Lastra di basalto nero di cm 114 x 72, recante un'iscrizione, che risale al 196 a. C., in tre diverse lingue: geroglifico, demotico e greco, rinvenuta presso Rosetta nel 1799 dai francesi della spedizione napoleonica. I tre testi paralleli consentirono al francese J. F. Champollion di decifrare la scrittura geroglifica (1822), evento storico di enorme importanza per lo studio della civiltà egizia. Il reperto è oggi conservato nel British Museum di Londra. 

\Rosétta, Virgìnio (Vercelli 1902-Torino 1975) Calciatore italiano. Ha giocato come terzino destro nella Pro Vercelli e nella Juventus vincendo otto volte il campionato italiano e una volta il campionato mondiale (1934). 

\Ròsi, Francésco (Napoli 1922-) Regista cinematografico. Diresse La sfida (1957), Salvatore Giuliano (1961), Le mani sulla città (1963, Leone d'oro a Venezia), Uomini contro (1970), Cronaca di una morte annunciata (1987), Dimenticare Palermo (1990), La tregua (1996). 

\Ròsi, Gianfrànco (Assisi 1957-) Pugile. Fu campione mondiale dei superwelter dal 1978 al 1988 per la WBC e dal 1989 al 1994 per la IFB. Nel 1995 conquistò la corona WBC, ma è stato privato del titolo e squalificato per due anni perché positivo al controllo antidoping. 

\rosicàre, v. tr. Rodere a poco a poco. 
  lat. rosicare, deriv. da rosus, p.p. di rodere. 

\rosicchiàre, v. tr. Rosicare leggermente. ~ rodere. 
  v. tr. to gnaw. 

\rosicoltóre, sm. Chi coltiva rose. 

\Rosignàno Marìttimo Comune in provincia di Livorno (30.021 ab., CAP 57016, TEL. 0586). Centro agricolo (coltivazione di uva e cereali), industriale (prodotti chimici) e turistico (balneazione nella vicina frazione di Castiglioncello). Gli abitanti sono detti Rosignanini

\Rosignàno Monferràto Comune in provincia di Alessandria (1.594 ab., CAP 15030, TEL. 0142). 

\rosignòlo, sm. Usignolo. 

\Rosìno, Leònida (Treviso 1915-Padova 1997) Astronomo italiano. Si è dedicato in particolare allo studio di novae e supernovae, scoprendone numerose. 

\Roskilde Città (51.000 ab.) della Danimarca, capoluogo della contea omonima. 

\rosmarìno, sm. Angiosperma (Rosmarinus officinalis) della famiglia delle Labiate e dell'ordine delle Tubiflore. Arbusto sempreverde originario del Mediterraneo. Viene utilizzato in cucina e in erboristeria. 
  sm. rosemary. 

\Rosmìni Serbàti, Antònio (Rovereto 1797-Stresa 1855) Filosofo e sacerdote. Ordinato prete nel 1821, trattò problemi inerenti alla politica, alla filosofia e alla religione. Sul piano politico si mosse assieme ad altri uomini illustri (Manzoni, Tommaseo ecc.) proponendo per l'Italia un tipo di federalismo per risolvere il problema dell'unità. Sul piano filosofico partì dalla tesi kantiana che la conoscenza si fonda su concetti a priori, che per Rosmini sono però assoluti, con l'essere che unifica le proprie modalità in Dio. Tra le opere, Nuovo saggio sull'origine delle idee (1830), Filosofia della morale (1837), Teodicea (1845). Fondò la congregazione dell'Istituto di carità (1828) a Domodossola. 

\rosminiàni I membri dell'istituto della Carità, una congregazione con voti sia perpetui che semplici fondata nel 1828 a Domodossola da Rosmini Serbati e approvata nel 1839 da Gregorio XVI. 

\Rosmùnda (VI secolo) Regina longobarda. Sposa del re longobardo Alboino, che l'aveva costretta al matrimonio (566) dopo aver vinto e ucciso il padre Cunimondo re dei gepidi (565). Secondo la leggenda, ripresa tra gli altri dal poeta G. Carducci, Rosmunda fu costretta a bere in una coppa ricavata dal teschio del padre e si vendicò facendo uccidere Alboino (572) da Elmichi (l'Amachilde della poesia carducciana) con l'intento di metterlo sul trono longobardo, ma il progetto non si realizzò. I due amanti ripararono a Ravenna e morirono entrambi avvelenati. 

\róso, agg. Corroso, consumato. 
  lat. rosus, p.p. di rodere. 

\rosolàccio, sm. Papavero selvatico che cresce nei campi di grano. 

\rosolàre, v. v. tr. Dare alle carni o ad altre pietanze una crosta rossastra. ~ dorare. 
v. rifl. Abbronzarsi esponendosi a lungo al sole. 
  v. tr. to brown. 

\rosolatùra, sf. Il rosolare. 

\rosolìa, sf. Malattiva infettiva virale, prevalentemente infantile, che si manifesta dopo un'incubazione di circa due settimane, in forma acuta, esantematica, con febbre, flogosi delle vie aeree, cefalea; scompare in pochi giorni. Particolarmente pericolosa in gravidanza perché può provocare malformazione fetali. 
  sf. rubella, German measles. 

\rosolièra, sf. Bottiglia speciale per servire il rosolio o altri liquori. 

\Rosolìna Comune in provincia di Rovigo (5.675 ab., CAP 45010, TEL. 0426). 

\Rosolìni Comune in provincia di Siracusa (20.686 ab., CAP 96019, TEL. 0931). Centro agricolo (coltivazione di cereali, viti e olive), di allevamento bovino e ovino e industriale (mobilifici). Vi si trova un castello del XVII sec. Gli abitanti sono detti Rosolinesi

\rosòlio, sm. Liquore poco alcolico, molto dolce, normalmente con un'essenza tipica. 

\rosóne, sm. Elemento architettonico circolare generalmente a settori radiali, tipico di chiese gotiche e romaniche. 
  sm. rosette. 

\Rosòra Comune in provincia di Ancona (1.626 ab., CAP 60030, TEL. 0731). 

\ròspo, sm. Nome comune di vari Anfibi anuri terrestri, quasi tutti della famiglia dei Bufonidi. Ha abitudini crepuscolari o notturne, forma tozza e massiccia ed è caratterizzato dalla mancanza di denti nell'arcata mascellare e dalla lingua estroflessibile; ha arti posteriori meno lunghi di quelli delle rane, presenta dita riunite da membrane, con pelle spessa piena di verruche e due grosse ghiandole laterali, le parotidi, poste dietro il timpano. 
  sm. toad. 
Rospo ostetrico 
Uno dei nomi volgari dell'Alytes obstetricans, un anfibio anuro della famiglia dei Discoglossidi. 
Rospo smeraldino 
Anfibio (Bufo viridis) della famiglia dei Bufonidi e dell'ordine degli Anuri. Lungo anche 10 cm, è cosparso di macchie verdi. Slanciato ed elegante è conosciuto soprattutto per i suoni dolci e tremuli che i maschi emettono gonfiando il sacco vocale durante le notti di primavera e d'estate. Vive nell'Eurasia e nell'Africa del nord. 

\Ross Isola dell'Antartide, nell'oceano Atlantico meridionale, al largo della costa della penisola di Palmer. Possedimento britannico. Fu scoperta nel 1903. 
Ross 
Dipendenza della Nuova Zelanda, nell'Antartide. 

\Ross, James Clark (Londra 1800-Aylesbury 1862) Esploratore inglese, prese parte a numerose missioni per ricercare il passaggio a Nord-ovest (1819-1927). Nel 1829 rilevò la posizione esatta del polo magnetico boreale, sulla penisola di Boothia. Scoprì due vulcani (Erebus e Terror) nell'Antartide. Navigò lungo la barriera di ghiaccio che reca il suo nome, giungendo alla terra di Graham. 

\Ross, John (Stranraer 1777-Londra 1856) Esploratore britannico. Compì spedizioni in Artide e, nel 1829, scoprì la penisola di Boothia. 

\Ross, màre di Denominazione di quella parte dell'oceano Pacifico compresa tra la Terra Vittoria e capo Colbeck, lungo l'Antartide. 

\Ross, Ronald (Almora 1857-Putney Heat 1932) Medico inglese. Descrisse il ciclo malarico e nel 1902 fu insignito del premio Nobel. 

\Róssa Comune in provincia di Vercelli (203 ab., CAP 13020, TEL. 0163). 

\Rossa, La Romanzo di A. Andersch (1960). 

\Rossàna Comune in provincia di Cuneo (979 ab., CAP 12020, TEL. 0175). Centro agricolo (cereali, patate, foraggi), dell'allevamento (bovini) e industriale (materiali da costruzione). 

\Rossànda, Rossàna (Milano 1924-1998) Politica e scrittrice. Deputata per due legislature (1958-1968) nelle file del Partito comunista italiano (PCI). Nel 1969, insieme ad altri esponenti politici (A. Natoli, L. Magri e L. Pintor) fondò il mensile Il Manifesto. Radiata dal PCI, continuò la sua attività nella nuova formazione politica del Partito di unità proletaria (PDUP). Tra le opere L'autunno di Praga (1978) e Un viaggio inutile o della politica come educazione sentimentale (1981). 

\Rossàno Comune, in provincia di Cosenza, (35.000 ab., CAP 87067, TEL. 0983), a 270 m sul livello del mare. Tra le risorse, agricoltura, allevamento e industrie alimentari. Fiorì sotto il dominio di Bisanzio. Notevole la chiesa di San Marco (XI sec.) e il Codex purpureus con numerose miniature bizantine. 

\Rossàno Vèneto Comune in provincia di Vicenza (6.488 ab., CAP 36028, TEL. 0424). 

\rossàstro, agg. Che tende al rosso cupo. 

\rosseggiànte, agg. Tendente al rosso. 

\rosseggiàre, v. intr. Essere di colore rosso o tendente al rosso. 

\Rossèlli, Càrlo (Roma 1899-Bagnoles de l'Orne 1937) Politico fondatore di Non mollare!, processato e condannato con Parri, Pertini e Bauer per aver organizzato la fuga di Turati in Francia. Dopo la sua evasione avvenuta nel 1929, fondò il movimento Giustizia e Libertà; partecipò con gli antifascisti alla guerra di Spagna e fu assassinato con il fratello Nello da sicari fascisti. 

\Rossèlli, Còsimo (Firenze 1439-1507) Pittore. Tra le opere Processione del Miracolo del SS. Sacramento (1485-1486, Firenze, Sant'Ambrogio). 

\Rossellìni, Rènzo (Roma 1908-Montecarlo 1982) Compositore. Fratello del regista cinematografico Roberto, ne musicò tutti i film, dedicandosi anche a composizioni per il teatro. Per la musica di Paisà, nel 1947, ricevette il Nastro d'argento della critica. 

\Rossellìni, Robèrto (Roma 1906-1977) Padre del neorealismo italiano, che ebbe come manifesto il film Roma città aperta (1945). Tra le sue opere, si ricordano, Paisà (1946), Germania anno zero (1947), Stromboli, terra di Dio (1949), Francesco, giullare di Dio (1950), Europa '51 (1952), Viaggio in Italia (1953), Il generale Della Rovere (1959), La presa del potere di Luigi XIV (1967), Il messia (1975). 

\Rossellìno, Antònio (Settignano 1427-Firenze 1479) Scultore italiano. Allievo del fratello Bernardo, fu attivo soprattutto a Firenze, dove produsse numerose statue e monumenti. Tra le opere, il busto di Giovanni Chellini (1456, Londra, Victoria and Albert Museum), il monumento funebre al cardinale di Portogallo (1461-1466, Firenze, San Miniato al Monte), il busto di Matteo Palmieri (1468, Firenze, Museo del Bargello) e i rilievi per il pulpito del duomo di Prato (1472). 

\Rossellìno, Bernàrdo (Settignano 1409-Firenze 1464) Scultore e architetto, discepolo di Leon Battista Alberti, costruì su suo progetto palazzo Rucellai a Firenze (1446-1451). Come scultore subì le influenze di Donatello e Michelozzi. Per papa Pio II riorganizzò dal punto di vista urbanistico la città di Pienza. Tra le sue opere si ricorda il Monumento a Leonardo Bruni (1444). 

\Rossen, Robert (New York 1908-1966) Regista cinematografico statunitense. Diresse Lo spaccone (1961) e Lilith (1964). 

\rossése, sm. Vitigno da uva rossa coltivato in Liguria. 

\rossétta, sf. Fungo (Russula emetica) della famiglia delle Russulacee e della classe dei Basidiomiceti. Non commestibile e leggermente tossico. 

\Rossétti, Biàgio (Ferrara, ca. 1447-1516) Architetto. Tra le opere il palazzo dei Diamanti (1491-1565) e la cosiddetta Addizione Erculea (dal 1492) a Ferrara. 

\Rossétti, Dante Gabriel (Londra 1828-Birchington 1882) Pittore e poeta inglese. Figlio di un patriota abruzzese esule a Londra. Studiò pittura alla Royal Academy e fece pratica presso F. M. Brown. Fondatore del movimento Preraffaellismo (1848) insieme a J. Everett Millais, W. Morris, E. C. Burne-Jones e W. Holman Hunt. Il movimento preraffaelita, che riuniva pittori, critici e poeti, si proponeva di liberare l'arte dal realismo convenzionale per ricondurla all'autenticità dei pittori precedenti Raffaello. Rossetti realizzò traduzioni dai poeti italiani medievali e da Dante. Nelle sue opere pittoriche si ispirò al disegno fiorentino e alla coloristica veneziana (affreschi, acquerelli, illustrazioni, miniature, vetrate, dipinti). Tra le opere pittoriche, si ricordano Beata Beatrix (1863, Londra, Tate Gallery), L'infanzia della Vergine (1849), Ecce ancilla Domini (1850), Il sogno di Dante (1871, Liverpool, Walker Art Gallery), Astarte siriaca (1877, Manchester, City Art Gallery) e Salotto sul prato (1872). Tra i lavori letterari sono da ricordare Poeti delle origini (1861, traduzioni da poeti italiani), Poesie (1870), Ballate e sonetti (1881), opera che contiene i suoi lavori migliori. La poesia di Rossetti inclina al sentimentalismo e talvolta appare scarsamente spontanea. 

\rossétto, sm. 1 Sostanza colorante rossa. 2 Cosmetico femminile usato per tingere le labbra. 3 Piccolo pesce dei Gobidi (Aphya minuta), pelagico, comune in Italia con una trasformazione delle pinne ventrali in un organo a forma di imbuto. 
  sm. lipstick. 

\Róssi Dòria, Mànlio (Roma 1905-1988) Economista e fondatore nel 1959 del centro di economia agraria per il Mezzogiorno di Portici. Tra le sue opere Dieci anni di politica agraria nel Mezzogiorno (1958) e Scritti per il Mezzogiorno (1982). 

\Róssi Fanèlli, Alessàndro (Napoli 1906-Roma 1990) Biochimico italiano. Studioso e ricercatore di fama mondiale, è stato il pioniere della tecnica dell'ipertermia applicata alla cura di alcuni tumori. Ha scoperto la mioglobulina umana. 

\Róssi Lemèni, Nicòla (Costantinopoli 1920-Bloomington, Indiana 1991) Basso italiano. Artista versatile e interprete efficace, impersonò i più svariati ruoli nei principali teatri del mondo. 

\Ròssi, Alessàndro (Schio 1819-Sant'Orso, Schio 1898) Industriale italiano. Trovatosi nel 1839 alla conduzione dell'opificio paterno, riuscì in pochi anni a espanderne il volume di affari fino a creare la società anonima Lanificio Rossi (1873). Promotore di molteplici opere economiche e sociali, nel 1870 venne eletto senatore. 

\Róssi, Brùno (Venezia 1905-Boston 1993) Fisico sperimentale. Compì importanti studi sulle particelle elementari, sulla fisica dei raggi cosmici e sull'astronomia a raggi X. 

\Róssi, Ernèsto (attore) (Livorno 1827-Pescara 1896) Attore teatrale. Interpretò il teatro tragico con A. Ristori e G. Modena. 

\Róssi, Ernèsto (politico) (Caserta 1897-Roma 1967) Politico. Nel 1929 fu dirigente di Giustizia e Libertà e in seguito fondò con altri il Partito radicale. Scrisse I padroni del vapore (1955). 

\Róssi, Èttore (Secugnago 1894-Roma 1955) Orientalista. Tra le opere Manuale della lingua turca (1939) e Grammatica della lingua persiana (1948). 

\Róssi, Gìno (Venezia 1884-Sant'Artemio di Treviso 1947) Pittore. Tra le opere Douarnenez (1911, Venezia, Galleria d'Arte Moderna) e Natura morta con violino (1922, Milano, Collezione privata). 

\Róssi, Luìgi (Torremaggiore 1598-Roma 1653) Compositore. Autore tra l'altro di oltre 200 cantate da camera e Orfeo (1647, opera). 

\Róssi, Pàolo (Prato 1956-) Calciatore. Fu capocannoniere ai mondiali del 1982, che vinse con la nazionale. Nello stesso anno si aggiudicò il pallone d'oro. 

\Róssi, Pellegrìno (Carrara 1787-Roma 1848) Economista, giurista e politico, ambasciatore di Francia a Roma, ove restò dopo i moti parigini del 1848. Fu ministro di papa Pio IX e tentò di conciliare l'autorità papale con le riforme. Avversato dalle correnti politiche più avanzate, fu assassinato. 

\Róssi, Valentìno (Tavullia, Pesaro e Urbino 1979-) Corridore motociclista. Ha debuttato nelle gare valide per il campionato mondiale nel 1977 a soli sedici anni vincendo il titolo mondiale per i 125 cm3 con l'Aprilia. 

\Róssi, Vasco (Zocca, 1952-) Cantautore italiano, affermatosi agli inizi degli anni '80 con pezzi (Vado al massimo, 1982, Vita spericolata, 1983, Bollicine, 1983) imperniati di sottile trasgressione. Fra gli album Albachiara (1979), Siamo solo noi (1981), Vita spericolata (1983), Bollicine (1983), Liberi liberi (1989), Gli spari sopra (1993), Vivere (1993), Rock (1997). 

\rossìccio, agg. (pl. f.-ce) Che tende al rosso. 

\Rossiglióne (comune) Comune in provincia di Genova (3.468 ab., CAP 16010, TEL. 010). 

\Rossiglione (Francia) Regione storica della Francia, compresa tra la Linguadoca e la Catalogna. 

\rossìgno, agg. Rossiccio. 

\Rossignol, Le Racconto lirico in tre atti di I. Stravinskij, testo tratto H. Ch. Andersen (Parigi, 1914). 

\Rossìni, Gioacchìno Antònio (Pesaro 1792-Paissy, Parigi 1868) Compositore. Figlio di un suonatore di corno e di una cantante di provincia, studiò musica a Bologna e a Lugo. Dal 1806 studiò violoncello, pianoforte e contrappunto con padre Mattei al liceo musicale. Nel 1810, aveva già composto due sinfonie, molte arie e l'opera teatrale Demetrio e Polibio, rappresentata a Roma nel 1812. Con l'opera successiva La cambiale di matrimonio (1810) iniziò la sua folgorante carriera di operista. Seguirono altre dodici opere di successo, scritte per i teatri di Venezia e di Milano, tra le quali L'equivoco stravagante (1811), La pietra del paragone (1812), L'inganno felice (1812), La scala di seta (1812), Tancredi (1813), L'occasione fa il ladro (1812), Ciro in Babilonia (1812), Il signor Bruschino (1813), L'italiana in Algeri (1813), Il turco in Italia (1814). Ormai famoso, fu chiamato a Napoli dall'impresario Barbaja. A Napoli rimase sette anni e creò i suoi capolavori di opera buffa Il Barbiere di Siviglia (1816) e Cenerentola (1817). In questo periodo, si dedicò anche a lavori teatrali di intonazione seria come Otello (1816), Armida (1817), La gazza ladra (1817), Ricciardo e Zoraide (1818), Ermione (1819), La donna del lago (1819), Maometto II (1820), Zelmira (1822), Semiramide (1823), L'assedio di Corinto (1826), Mosè (1827). Nel 1824, diventato direttore del Théatre Italien, si trasferì definitivamente a Parigi. Qui compose le sue due ultime opere: Il Conte Ory (1828) e Guglielmo Tell (1829). Dopo il Guglielmo Tell, iniziò quello che è stato definito il "silenzio" di Rossini. Una sospensione quasi completa dell'attività musicale, che è stata spiegata con il rifiuto dell'artista di adeguarsi ai tempi nuovi e con una grave forma di esaurimento che lo colpì nel 1831. Il Guglielmo Tell è stato considerato il prodigioso sforzo di un genio per recuperare il controllo di una situazione che gli sfuggiva; la dimostrazione che Rossini sarebbe stato in grado di raccogliere la sfida del romanticismo e dei tempi nuovi. Nel 1887, la salma di Rossini fu traslata nella chiesa di Santa Croce a Firenze. Tra i lavori musicali composti nell'ultimo periodo, sono da ricordare, Stabat Mater (1832-1842), Soirées musicales (1830-1835, dodici pezzi da camera) e la Petite messe solennelle (1863), considerata tra le composizioni religiose più ispirate. Importanti innovazioni rossiniane introdotte nei lavori operistici furono la scrittura di tutte le fioriture da eseguire nella ripresa delle arie, l'abbandono del recitativo secco e l'uso del concertato. L'incredibile quantità e felicità della sua produzione, che riuscì ad accogliere i temi più cari del romanticismo, avrebbe influenzato le generazioni successive. L'opera teatrale romantica avrebbe utilizzato i modi stilistici elaborati e collaudati da Rossini 

\rossiniàno, agg. 1 Relativo a Gioacchino Rossini. 2 Tipico della musica di Rossini. 

\rossìno, agg. Nella locuzione mal rossino dei suini, denominazione di una malattia infettiva che colpisce i suini manifestandosi con vomito, diarrea, febbre alta e macchie rosse sparse sul corpo. Può causare la morte dell'animale colpito. 

\rósso, agg. e sm. agg. Che ha colore simile a quello del sangue vivo. ~ scarlatto. avere la gola rossa, infiammata. 
sm. 1 Il primo dei sette colori dello spettro solare, di colore rosso. 2 Vino di colore rosso. aveva bevuto solo un bicchiere di rosso durante il pasto. 3 La luce rossa di un semaforo. prese la multa per essere passato con il rosso
  agg. red. sm. 1 red. 2 (tuorlo) egg yolk. 3 (mar) Red Sea. 
  lat. russus

\Rósso di San Secòndo, Pièr Marìa (Caltanissetta 1887-Lido di Camaiore, Lucca 1956) Drammaturgo. Tra le opere Marionette che passione! (1918) e Tra vestiti che ballano (1927). 

\Rosso e il nero, Il Romanzo di Stendhal (1830). Capolavoro del realismo psicologico, l'opera è spesso citata come il primo romanzo francese moderno. Ambientato sullo sfondo della Francia del 1830, il soggetto dell'opera è ricavato da un fatto di cronaca. Il romanzo presenta la ricerca di affermazione di Julien Sorel, che viene illustrata in modo brillante e ironico. Stendhal analizza nei dettagli le azioni e il carattere complesso del suo eroe. Julien è intelligente, generoso, appassionato, sensibile e ambizioso. Elevatosi dalla sua umile origine di figlio di carpentiere, grazie alla sua intelligenza e sfruttando tutte le opportunità, Julien viene alla fine tradito dalla sua passione e dalla mediocrità che egli condanna e sfrutta. Quando Julien è sul punto di sposare Mathilde, figlia del marchese La Môle, Madame de Rênal, la sua amante di un tempo, rivela con una lettera la loro relazione impedendo le nozze. Il tentativo di vendetta di Julien, che durante una messa spara due colpi di pistola su Madame de Rênal, si conclude con l'arresto e la condanna a morte di Julien. Il titolo trae origine dalla contrapposizione della carriera militare (rosso) a quella ecclesiastica (nero), entrambe intraprese dal protagonista. È considerato l'esaltazione del regime napoleonico, nel quale i meriti personali favoriscono l'ascesa sociale, contrapposto all'immobilismo bigotto della restaurazione. L'opera è stata portata sullo schermo da Claude Autant-Lara nel 1954. 

\Rosso malpelo Novella di G. Verga contenuta nell'opera Vita dei campi (1880). 

\Rosso veneziano Romanzo di P. M. Pasinetti (1959). 

\Rósso, Fiorentìno (Firenze 1494-Fontainebleau 1540) Esponente del manierismo italiano, fu allievo di Andrea del Sarto; diede un'impronta personale al classicismo rinascimentale. Tra le sue opere, Assunzione (1517, Firenze, SS. Annunziata), Deposizione (1521, Volterra, Pinacoteca Comunale), Sposalizio della vergine e Mosè difende le figlie di Jetro (1521-1523, Firenze, Uffizi). 

\Rósso, fiume Fiume (1.183 km) dell'Indocina nordorientale. Nasce in Cina e sfocia nel golfo di Tonchino con un ampio delta. Prende il nome dal colore delle acque, rese di colore rosso dal contenuto di ossidi di ferro dei numerosi detriti trasportati. 

\Rósso, mar Mare dell'oceano Indiano (440.000 km2) tra lo stretto di Bab al Mandab, che comunica con il golfo di Aden e il golfo di Suez e di Aqaba. La sua origine è tettonica e bagna la penisola arabica e l'Africa nordorientale. Non dispone di grossi immissari ed è soggetto a una continua evaporazione dovuta al clima caldo e secco. Ha profondità massima di 3.050 m e salinità pari a circa il 4%. In esso sono presenti piccoli arcipelaghi (Kamaran, Farasan, Tiran, Dahlak). Dopo lo scavo del canale di Suez (1869) è assurto al ruolo di via di comunicazione primaria tra il Mediterraneo e l'Estremo Oriente. I porti principali del mar Rosso sono Gidda (Arabia Saudita), Aqaba (Giordania) Suez e Al Qusayr (Egitto), Elat (Israele), Port Sudan (Sudan), Hodeida (Yemen), Massaua e Assab (Etiopia). 

\Rósso, Medàrdo (Torino 1858-Milano 1928) Scultore. Tra le opere Rieuse (1890, Barzio, Museo Rosso), Bookmaker (1894, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna) e Madame X (1896?, Venezia, Ca' Pesaro). 

\Rósso, Rènzo (Trieste 1926-) Narratore e drammaturgo. Tra le opere, L'adescamento (1959); Gli uomini chiari (1974); Il segno del toro (1980) e, per il teatro, La gabbia (1968) e Il concerto (1979). 

\Rossóni, Edmóndo (Tresigallo 1884-Roma 1965) Politico. Dal 1921 al 1928 guidò il sindacalismo fascista. 

\rossóre, sm. Colore rosso che appare sul viso a causa di improvvisa emozione. 
  sm. blush, flush. 

\ròsta, sf. Inferriata a semicerchio che chiude l'apertura al di sopra di una porta. 
  german. hrausta. 

\Ròsta Comune in provincia di Torino (3.630 ab., CAP 10090, TEL. 011). 

\Rostand, Edmond (Marsiglia 1868-Parigi 1918) Drammaturgo. Tra le opere Cirano di Bergerac (1898). 

\Rostand, Jean (Parigi 1894-Ville d'Avray 1977) Biologo e genetista francese. Scrisse La vita con A. Tétry (1961). 

\rostèllo, sm. 1 In botanica, piccola punta a forma di becco che sovrasta l'antera delle Orchidacee. 2 In zoologia, organo di fissazione dei Platelminti Cestodi formato da una corona di uncini chitinosi situato sull'apice dello scolice. 

\rosticcerìa, sf. Negozio del rosticciere. 
  sf. 1 rotisserie. 2 (negozio) shop selling roast meat and other cooked food. 

\rosticcière, sm. Chi prepara e vende pietanze arrostite o fritte. 

\rostìccio, sm. 1 Scoria prodotta dalla fusione delle ceneri di certi metalli fusi. 2 Persona dal fisico deforme. 

\Rostiròlla, Giancàrlo (Roma 1941-) Musicologo italiano. Fondatore della Società italiana del flauto dolce e dell'Istituto di bibliografia musicale, è stato anche capo redattore e quindi direttore della Nuova rivista musicale italiana (1972). 

\Rostock Città (237.000 ab.) della Germania, capoluogo del distretto omonimo. Porto commerciale e peschereccio nelle vicinanze della costa baltica, sul fiume Warnow. Le principali industrie sono quelle metallurgiche, meccaniche, grafiche, alimentari, chimiche e dei materiali da costruzione. Sede di un'università (1419) e di vari edifici in stile gotico (XIV-XV sec.). Fu fondata nel XII sec. Fino al 1990 fece parte della Germania dell'est. 

\Rostov Città della Federazione Russa (36.000 ab.), una delle più antiche del paese, fondata nel IX sec. Fu un fiorente principato, incorporato alla Moscovia nel 1474. Tra i monumenti il Cremlino e la cattedrale. 
Rostov sul Don 
Città (1.020.000 ab.) della Federazione Russa, capoluogo della provincia di Rostov, sul fiume Don, vicino alla foce nel mare d'Azov. Nodo ferroviario, centro commerciale e culturale del Caucaso settentrionale. Le principali risorse economiche si basano sulle industrie meccaniche (macchine agricole), chimiche, cantieristiche, alimentari, cartarie, del legno e del tabacco. Fu fondata come avamposto militare nel 1761 ed ebbe il suo maggiore sviluppo dopo la seconda guerra mondiale, in seguito alla costruzione del canale navigabile che collega il fiume Volga al Don. 

\Rostow, Walt (New York 1916-Austin 2003) Economista statunitense. Tra le sue opere Gli stadi della crescita economica (1960) e Paesi ricchi e paesi poveri (1987). 

\rostràto, agg. 1 Che ha rostri. 2 Di nave munita di rostro. 

\Rostratùlidi Famiglia di Uccelli tropicali Caradriformi a cui appartengono due specie, diffuse in America del sud, Asia e Africa, caratterizzate dal fatto che le femmine hanno il piumaggio variopinto e i maschi covano le uova. 

\ròstro, sm. 1 Becco degli Uccelli rapaci. 2 Sperone delle navi antiche. 3 Sporgenza alla base di un ponte usata per spezzare la corrente. 4 Prolungamento che ha forma di becco di un organo vegetale. 5 Prolungamento anteriore dorsale del carapace di molti Crostacei (come i Decapodi)  o piastra ventrale di altri (come i Cirripedi). 6 Apparato boccale, pungente e succhiante, di numerosi insetti. 7 Prominenza del capo di alcuni Rotiferi. 
  lat. rostrum, deriv. da rodere rodere. 

\Rostropovic, Mstislav (Baku 1927-Mosca 2007) Violoncellista e direttore d'orchestra russo di origine azera. 

\Rosvìta di Gandersheim (935?-ca. 975) Monaca sassone, autrice di poemetti e di alcuni drammi in un solo atto. Tra le opere Leggende (poesia, 955-970), Gallicanus, Abraham e Dulcitius (drammi, 955-970). 

\rot. Abbreviazione dell'operazione di rotore su di un campo vettoriale. 

\ròta, sf. 1 Ruota. 2 Tribunale giudiziario ordinario della Santa Sede. 

\Ròta d'Imàgna Comune in provincia di Bergamo (815 ab., CAP 24037, TEL. 035). 

\Ròta Grèca Comune in provincia di Cosenza (1.476 ab., CAP 87010, TEL. 0984). 

\Ròta, Nìno (Milano 1911-Roma 1979) Compositore. Studiò composizione con I. Pizzetti e A. Casella. Tra le composizioni per teatro Ariodante (1942), Il cappello di paglia di Firenze (opera, 1955), Aladino e la lampada magica (1968), Napoli milionaria (opera, 1978) e musiche per film di F. Fellini (tra cui, Lo sceicco bianco, La Strada, La dolce vita, Fellini 8 e 1/2, Amarcord), L. Visconti (Rocco e i suoi fratelli, Il Gattopardo) e F. Zeffirelli (Romeo e Giulietta). I suoi lavori testimoniano grande abilità di composizione e una ricchissima vena melodica. 

\rotàbile, agg. e sf. agg. 1 Relativo a strada. ~ camionabile, carreggiabile. 2 Che può essere percorso da veicoli a ruote. ~ strada. 
sf. Strada carrozzabile. ~ autostrada, superstrada. 
  agg. 1 (strada) roadway. 2 (veicoli ferroviari) rolling stock. 

\rotacìsmo, sm. Passaggio di una consonante a r. 

\rotacizzàre, v. tr. Modificare un suono in seguito a rotacismo. 

\rotacizzazióne, sf. Il fatto di rotacizzarsi, di subire il rotacismo. 

\rotàia, sf. 1 Il solco lasciato in terra dalla ruota di un veicolo. 2 Guida metallica su cui si muovono treni e tram. ~ binari. 
  sf. 1 rail. 2 (solco) track. 3 (di tram) tramline. 

\rotàle, agg. Relativo alla Sacra Rota Romana. 

\rotànte, agg. Che ruota. 

\rotàre, v. => "ruotare" 

\Ròtari (-652) Re dei Longobardi (636-652), duca di Brescia e successore di Arisaldo (636), sposò la vedova di quest'ultimo Gundemberga (figlia di Teodolinda), cercando così di legare a sé il partito cattolico. Consolidò l'autorità regia combattendo i tentativi separatisti dei duchi, lottando anche contro i bizantini che cercò di scacciare dalla penisola. Espanse il regno longobardo nel Veneto, in Liguria e in Corsica; battè i bizantini sulla Scoltenna. Il suo nome è legato all'emanazione dell'editto approvato nel 643 (anno in cui conquistò Genova) a Pavia dall'assemblea degli arimanni. Concluse una tregua con i greci. Morì nel 652 e fu sepolto a Pavia. Gli succedette il figlio Rodoaldo. 
Editto di Rotari 
Fu emanato da Rotari nel settimo anno del suo regno (novembre 643); è costituito da 388 leggi che rappresentano la base del diritto longobardo. Si tratta della prima stesura di leggi scritte per il popolo longobardo e, a testimonianza delle difficoltà che il re dovette superare, vale anche la dichiarazione che Rotari fece di aver cercato di ricostruire le norme che i padri avevano tramandato oralmente. Importante per i longobardi, documenta come gli stessi si avvicinassero a strutture statuali simili a quelle romane. Fu approvato dall'assemblea in armi mediante il rito della percussione delle lance; esso si rivolgeva solo ai longobardi, mentre per i romani restavano in vigore le loro leggi nazionali. Venne modificato in seguito da Grimoaldo, Liutprando, Rachis, Astolfo e da alcune leggi emesse dai duchi di Benevento. 

\rotariàno, agg. e sm. agg. Relativo al Rotary club. 
sm. Socio di un Rotary club. 

\rotatìva, sf. Macchina da stampa a cilindri rotanti. 

\rotativìsta, sm. (pl.-i) Operaio addetto a una rotativa. 

\rotatìvo, agg. 1 Che ha moto rotatorio. 2 L'avvicendamento di colture diverse. 

\rotatòria, sf. Segnale stradale che indica l'obbligo di ruotare intorno a un'isola rotazionale. 

\rotatòrio, agg. 1 Che ha moto circolare. 2 Di muscolo che produce movimento rotatorio. 

\rotazionàle, agg. Relativo a rotazione. 

\rotazióne, sf. 1 In meccanica e astronomia è il movimento di un corpo attorno al suo asse (corpi celesti e particelle elementari). ~ giro. 2 In agraria è la successione delle coltivazioni in un dato terreno per evitare che una monocultura impoverisca eccessivamente la terra (stanchezza del terreno). 3 In geometria è il movimento di una figura che ruota attorno a una retta, detta, appunto, asse di rotazione. La superficie risultante è detta superficie di rotazione e il solido risultante solido di rotazione. 
  sf. rotation. 
  lat. tardo rotatio,-onis, deriv. da rotare roteare. 

\roteaménto, sm. Il fatto di roteare. 

\roteàre, v. v. tr. Ruotare attorno. ~ piroettare. 
v. intr. Ruotare più volte. ~ volteggiare. 
  v. tr. e v. intr. to whirl. 

\roteazióne, sf. 1 Il fatto di roteare. 2 Il movimento di un oggetto che rotea. 

\rotèlla, sf. 1 Piccola ruota. 2 Piccolo elemento di un meccanismo a forma circolare. 
  sf. 1 small wheel, cog-wheel. 2 (per mobili, orientabile) castor. 
  lat. tardo rotella, dimin. di rota. 

\Rotèlla Comune in provincia di Ascoli Piceno (1.058 ab., CAP 63030, TEL. 0736). 

\Rotèlla, Mìmmo (Catanzaro 1918-Milano 2006) Pittore. Tra le opere L'asfalto nella notte (1962, Milano, collezione privata). 

\Rotèllo Comune in provincia di Campobasso (1.386 ab., CAP 86040, TEL. 0874). 

\rotenóne, sm. Chetone policiclico di formula C23H22O6 che, in sospensione saponosa o in mescolanza con polveri inerti, ha funzioni insetticide. Si trova nelle radici di alcune leguminose tropicali e subtropicali. 

\Roth, Alfred (Wangen Aare 1903-Zurigo 1998) Architetto svizzero. Tra le opere la villa De Mandrot a Zurigo (1943-1944). 

\Roth, Joseph (Schwabenhof, Galizia orientale 1894-Parigi 1939) Romanziere austriaco. Tra le opere Giobbe (1930), La marcia di Radetzky (1932), La cripta dei cappuccini (1938) e La leggenda del santo bevitore (1939). 

\Roth, Philip (Newark, New Jersey 1933-) Romanziere statunitense. Tra le opere Il lamento di Portnoy (1969) e Lo scrittore fantasma (1979). 

\Rotherham Città (252.000 ab.) della Gran Bretagna, in Inghilterra, nel South Yorkshire. 

\Rothko, Marc (Daugavpils 1903-New York 1970) Pittore statunitense. Tra le opere Number 10 (1950, New York, Museum of Modern Art). 

\Rothschild Famiglia di banchieri tedeschi proveniente da Francoforte sul Meno, dove il capostipite aprì una bottega (Das rote Schild) ai primi del Settecento. Con il sostegno di Guglielmo IX d'Assia, Mayer Amschel (1743-1812) divenne in breve uno dei maggiori banchieri europei. I suoi discendenti furono Amschel Mayer (1773-1855), Salomon (1774-1855), Nathan (1777-1836), Carl (1788-1885) e Jacob (1792-1868). Essi consolidarono la banca in ogni parte d'Europa. Il nipote Lionel (1808-1879) fu il primo ebreo ad accedere al parlamento inglese. 

\Roti Isola (60.000 ab.) dell'Indonesia, nell'arcipelago della Sonda. 

\rotidòma, sm. (pl.-i) L'insieme dei tessuti morti che si trovano all'esterno del sughero. ~ scorza. 

\Rotìferi Tipo del regno animale, sottoregno dei Metazoi, comprendente circa 1.500 specie di vermi acquatici, di piccole dimensioni, dotati di un organo pediforme retrattile all'estremità del corpo con cui si muovono e si fissano al substrato. Visibili solo al microscopio. 

\rotìsmo, sm. Sistema meccanico composto da varie ruote dentate ingranate in modo che la rotazione di una di esse provochi quella delle altre. Esistono rotismi ordinari ed epicicloidali (o planetari). Nei rotismi ordinari, gli assi delle ruote sono fissati su un telaio ed, escludendo il primo e l'ultimo, portano tutti una coppia di ruote, una delle quali ingranante con una ruota dell'asse precedente e l'altra con una dell'asse successivo. Fanno eccezione solo gli assi che portano una cosiddetta ruota oziosa, incaricata di invertire il senso di rotazione senza modificarne il rapporto. I rotismi epicicloidali sono caratterizzati da gruppi di assi che, anziché essere montati sullo stesso telaio principale, sono fissati su un supporto mobile che può ruotare attorno a un asse fisso del meccanismo. 

\rotocàlco, sm. (pl.-chi) 1 Processo fotomeccanico per riprodurre stampe. 2 Periodico illustrato stampato con tale procedimento. 
  sm. magazine. 

\rotocalcografìa, sf. Procedimento d'impressione in rotocalco. 

\rotocalcogràfico, agg. (pl. m.-ci) Attinente alla rotocalcografia. 

\rotoidàle, agg. In meccanica, di coppia cinematica costitutiva di due elementi che produce un moto relativo rotatorio. 

\rotòide, sm. In meccanica, ognuno dei due elementi di una coppia rotoidale. 

\rotolaménto, sm. Il rotolare, il rotolarsi. 

\rotolàre, v. v. tr. Spingere un corpo facendolo girare su se stesso. 
v. intr. Spostarsi girando su di sé. 
v. rifl. Girarsi su se stesso. 
  v. tr. e v. intr. to roll. v. rifl. to wallow, to roll about. 

\rotolìo, sm. Atto del rotolare. 

\ròtolo, sm. Ciò che è stato arrotolato. ~ bobina. 
  sm. 1 roll. 2 (a rotoli, andare in rovina) to go to rack and ruin. 
  lat. tardo rotulus, dimin. di rota ruota. 

\rotolóne, sm. Caduta, ruzzolone. ~ capitombolo. 

\rotolóni, avv. Rotolando, a mo' di chi rotola. 

\rotónda, sf. 1 Costruzione di forma rotonda. 2 Terrazza circolare. 3 Incrocio. ~ rondò. 
  sf. rotunda. 

\Rotónda Comune in provincia di Potenza (4.011 ab., CAP 85048, TEL. 0973). 

\rotondeggiànte, agg. Che tende al rotondo. 

\rotondeggiàre, v. intr. Avere forma che tende al rotondo. 

\Rotondèlla Comune in provincia di Matera (3.712 ab., CAP 75026, TEL. 0835). 

\rotondézza, sf. Rotondità. 

\Rotóndi Comune in provincia di Avellino (3.200 ab., CAP 83017, TEL. 0824). 

\rotondità, sf. 1 L'essere rotondo. 2 Parte rotonda. 

\rotóndo, agg. Che ha forma circolare o sferica. ~ circolare. <> poligonale. 
  agg. round. 
  lat. rotundus, deriv. da rota. 

\Rotóndo Monte (2.625 m) della Francia, nella Corsica a sud-ovest di Corte. La seconda cima, per altezza, dell'isola. 

\rotóre, sm. 1 Nella meccanica applicata si tratta dell'organo rotante di una macchina, generalmente elettrica. 2 In aeronautica organo di sostegno (autogiro) e talora di propulsione (elicottero) di aerei detti aerei a rotore, composto da due o più pale rotanti. 
  sm. rotor; curl (in Matematica). 
Nell'analisi matematica si dice rotore di un vettore un secondo vettore le cui componenti siano pari alle differenze delle derivate parziali delle componenti del primo vettore così calcolate: rot A = (∂Az/∂y - ∂Ay/∂z, ∂Ax/∂z - ∂Az/∂x, ∂Ay/∂x - ∂Ax/∂y). Il nome deriva dal fatto che nel caso in cui A sia il campo delle velocità dei punti di un corpo rigido ruotante attorno all'asse z rot A è proporzionale alla velocità angolare di rotazione, nei casi di un moto traslatorio o di deformazione lineare è nullo, e, in generale, indica la presenza di perturbazioni "rotatorie" che subiscono le velocità dei punti del corpo. Se in un campo il rotore di una grandezza è nullo il campo si dice irrotazionale e in esso è definibile una funzione potenziale. 

\rotòrico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al rotore. 

\rototraslazióne, sf. In meccanica, moto composto da una traslazione e da una rotazione. 

\rotovìa, sf. Ferrovia funicolare terrestre con carrelli a ruote gommate. 

\rótta, sf. 1 Sconfitta di un esercito. ~ ritirata. la rotta di Caporetto. 2 Troncare drasticamente i rapporti con qualcuno. a rotta di collo, in modo precipitoso. 3 Percorso seguito da navi, aeroplani e simili. ~ itinerario, direzione. 
  sf. 1 (mil., sconfitta) rout. 2 (aer., naut.) course. 3 (essere in rotta) to be on bad terms. 4 (a rotta di collo) at breakneck speed. 
  da rotto, p.p. di rompere; nel significato [3]: da via rupta, via rotta, aperta alla navigazione. 

\rottamàggio, sm. L'operazione di rottamare e l'essere rottamato. 

\rottamàio, sm. Deposito di rottami. 

\rottamàre, v. tr. Destinare alla demolizione. 

\rottamazióne, sf. Recupero di materiale metallico per le fonderie. 

\rottàme, sm. Frammento di cosa rotta. ~ relitto. 
  sm. 1 scrap, wreck, fragment. 2 (relitto) wreckage. 

\Rotterdam Città olandese (576.000 ab.), sita nell'Olanda meridionale ove la Nuova Mosa confluisce con il Rotte. Un canale la collega al mare del Nord. È il maggiore porto mondiale (35 km) per volume di traffico, particolarmente importante per il petrolio e per i prodotti del bacino del Reno. Sede di importanti industrie (alimentari, cantieristiche, chimiche, meccaniche, petrolchimiche, tessili, del legno, della carta, grafiche). Fiorì come centro commerciale nel XIV e XVII sec., con la fondazione della compagnia delle Indie. Notevole è la chiesa gotica di San Lorenzo e lo Schielandhuis. 

\rótto, agg. e sm. agg. 1 Spezzato, infranto. ~ scassato. aveva la voce rotta dall'emozione, aveva voce tremante. 2 Di persona esperta, assuefatta. ~ avvezzo, esperto. uomo rotto alla fatica, abituato a faticare. 
sm. 1 Rottura. 2 Spiccioli in aggiunta a una somma. centomila e rotti
  agg. 1 broken. 2 (pratico) accustomed. 
  lat. ruptus, p.p. di rumpere rompere. 

\Rottofréno Comune in provincia di Piacenza (7.835 ab., CAP 29010, TEL. 0523). 

\rottùra, sf. 1 Il punto o il modo del rompersi. ~ guasto. il pezzo meccanico presentava un segno di rottura. 2 Interruzione. ~ arresto, blocco. ci fu una rottura nella trattativa per il rinnovo del contratto
  sf. 1 breaking. 2 (fratturato) break. 3 (che rottura!) what a nuisance! 
  lat. tardo ruptura, deriv. da ruptus, p.p. di rumpere rompere. 

\rottweiler, sm. invar. Originario della Germania, è un valido cane da guardia. Presenta un mantello nero maculato di bruno rossiccio. Discendente probabilmente dal mastino napoletano, è stato selezionato nella città tedesca di Rottweiler, da cui ha preso il nome. Utilizzato prevalentemente in passato come cane da mandria, è oggi un cane da compagnia. 

\ròtula, sf. Termine anatomico (anche patella) che designa l'osso a forma di disco posto fra femore e tibia; forma la prominenza del ginocchio e impedisce la flessione anteriore della gamba. 

\rotùleo, agg. Relativo alla rotula. 

\Rotuma Isola vulcanica del gruppo delle Figi, nell'oceano Pacifico. 

\Rotùnno, Giusèppe (Roma 1923-) Operatore cinematografico. 

\Ròtzo Comune in provincia di Vicenza (600 ab., CAP 36010, TEL. 0424). 

\Rouault, Georges (Parigi 1871-1958) Pittore francese. Tra le opere Lo specchio (1906, Parigi, Musée National d'Art Moderne) e L'apprendista operaio (1925, Parigi, Musée National d'Art Moderne). 

\Roubaix Città francese (101.888 ab.) delle Fiandre situata nel dipartimento Nord, nei pressi del confine col Belgio. Importante centro dell'industria tessile, forma un'unica conurbazione con Lilla e Tourcoing. 

\Rouch, Jean (Parigi 1917-Birni N'Konni 2004) Regista cinematografico francese. Diresse Io, un negro (1957), Jaguar (1965) e Dionysos (1984). 

\Rouché, Eugène (Sommières 1832-Lunel 1910) Matematico francese. In collaborazione con A. Capelli elaborò il teorema di esistenza e unicità delle soluzioni di un'equazione lineare. 

\Rouen Città francese (102.000 ab.), estesa in riva alla Senna, capoluogo del dipartimento della Seine-Maritime e della regione dell'Alta Normandia. Porto fluviale, sede di industrie dell'abbigliamento, alimentari, cantieristiche, cartarie, farmaceutiche, metalmeccaniche. Fu capitale normanna nel X sec., oggetto di contesa nella guerra dei cent'anni. Nel 1431 vi fu giustiziata Giovanna d'Arco. La città decadde dopo la revoca dell'editto di Nantes e l'insabbiamento della Senna. Fu assegnata alla Francia nel 1449. Sede della cattedrale gotica, del XII-XIV sec. e delle chiese dello stesso periodo di Saint-Ouen e Saint Maclou. Notevole è il palazzo di giustizia (XV sec.). 

\Rougon-Macquart, storia naturale e sociale di una famiglia sotto il secondo impero, I Ciclo di 20 romanzi di É. Zola (1871-1893). 

\roulette, sf. Gioco d'azzardo in cui una pallina viene lanciata su un disco, suddiviso in trentasette caselle, rosse e nere, numerate a 0 a 36 (roulette) che viene fatto ruotare dal gestore del banco (croupier). Lo scopo del gioco consiste nel puntare su un tappeto verde, prevedendo il numero e il colore su cui si arresterà la pallina. 

\roulotte, sf. Rimorchio attrezzato come abitazione per campeggi o viaggi. 
  sf. trailer, caravan. 

\round, sm. invar. Nello sport del pugilato, ripresa. ~ tempo. 

\Ròure Comune in provincia di Torino (1.019 ab., CAP 10060, TEL. 0121). 

\Rourke, Mickey (Schenectady 1950-) Attore cinematografico statunitense. Interpretò 9 settimane e mezzo (1985), Johnny il bello (1989), Ore disperate (1990), Orchidea selvaggia (1990), Tracce nella sabbia (1992), L'ultimo fuorilegge (1995), Bullet (1996). 

\Rourkela Città (215.000 ab.) dell'India, nello stato di Orissa. 

\Rous, Peyton (Baltimora 1879-New York 1970) Biologo statunitense. Compì importanti studi sui tumori e sui virus filtrabili. 

\Rousseau Jean-Jacques (Ginevra 1712-Ermenonville 1778) Filosofo svizzero francofono. Nato da una famiglia protestante di origine francese. La madre morì nel metterlo al mondo, il padre era di professione orologiaio e aveva un carattere bizzarro. Il giovane Rousseau attinse liberamente alla biblioteca lasciata dalla madre. Per due anni (1722-1724) fu in pensione a Bossey presso il pastore Lambercier. Al ritorno a Ginevra, nel 1727, venne mandato a far tirocinio presso un incisore, dal quale venne trattato con durezza. Una domenica di marzo del 1728, rientrando troppo tardi da una gita e trovando chiuse le porte di Ginevra, Rousseau temette di essere picchiato e decise di darsi alla fuga. Così, a 16 anni e con tutti i suoi sogni, si trovò a girovagare sulle strade della Savoia. Dal 1729 al 1732 visse una vita miserabile e spensierata, facendo tutti i mestieri per guadagnarsi da vivere (si convertì al cattolicesimo per beneficiare di aiuto, fece l'incisore e il domestico). Dal 1732 fu accolto presso M.me de Warens nella casa di campagna di Charmettes, presso Chambéry: mentre dava lezioni di musica, Rousseau si dedicò allo studio metodico di storia, geografia, latino, astronomia, fisica e chimica, grazie ai libri disponibili nella casa. Nel 1740 fu per breve tempo a Lione, come precettore, ma senza successo. Tornato a Charmettes, vi restò fino al 1742, anno del viaggio a Parigi. Visse dando lezioni di musica e fu segretario di M.me Dupin. Grazie all'appoggio di M.me Broglie, divenne segretario dell'ambasciatore a Venezia, ma il rapporto fu turbato presto da un litigio che fece scoprire l'ineguaglianza sociale al giovane Rousseau. Tornato a Parigi, ridiventò segretario di M.me Dupin e si dedicò alla musica. Scrisse una commedia, abbozzò una farsa. Diventò amico intimo di D. Diderot e dal 1742 collaborò all'Enciclopedia. Intanto si legò a Teresa Levasseur, una domestica, che gli avrebbe dato, sembra, cinque figli, che poi sarebbero stati affidati all'assistenza pubblica. In seguito Rousseau ne avrebbe sofferto per il rimorso. Nel 1750 con il premio dell'Accademia di Digione assegnato al suo Discorso sulle scienze e sulle arti, Rousseau raggiunse la celebrità. Contro la civiltà, egli diventò campione della vita semplice, della povertà e della virtù. Nel 1755, in occasione di un altro concorso bandito dall'Accademia di Digione, scrisse il Discorso sull'ineguaglianza nel quale precisò il proprio pensiero sulla bontà naturale dell'uomo che si trova di fronte all'ingiustizia della società contemporanea. Per consacrare il suo ripudio della schiavitù, tornò a Ginevra e abiurò il cattolicesimo (1754). Negli anni dal 1756 al 1757 si trasferì all'Érmitage a nord di Parigi, su invito di M.me d'Epinay. Fu un periodo di intenso impegno: lavorò contemporaneamente al Dizionario di musica, all'Emilio, al Contratto sociale e a La nuova Eloisa. Intanto s'innamorò di M.me D'Houdetot, cognata di M.me d'Epinay, unica passione della sua vita. Questa vicenda irritò la sua ospite. Nel 1757, Rousseau lasciò l'Érmitage. Ruppe anche con D. Diderot e con gli altri illuministi. Dal 1758 al 1762 visse a Montmorency. Nel 1758 pubblicò la Lettera a D'Alembert, nel 1761 La nuova Eloisa, nel 1762 il Contratto sociale e l'Emilio. Purtroppo, queste ultime opere contrariarono il parlamento: minacciato di arresto, Rousseau fuggì in Svizzera. Per otto anni sarebbe passato da un asilo a un altro dappertutto braccato e condannato. Nel 1766, accettando l'invito di D. Hume, partì per l'Inghilterra; rientrò in Francia nel 1767. Frattanto iniziò la scrittura delle Confessioni. Nel 1770 fu ancora a Parigi, dove lavorò a le Confessioni e a Le meditazioni di un viandante solitario. Le sue ceneri vennero trasferite al Panthéon di Parigi nel 1794. Di ispirazione illuministica, sostenitore dell'uguaglianza umana, fu antesignano del romanticismo. Assertore dell'originaria bontà dell'uomo, affermò che lo stato deve rispettare i bisogni e le libertà dei singoli, basandosi sul contratto sociale che l'essere umano sottoscrive alienando i suoi diritti fondamentali in favore della società che esercita il potere. Nella famosa Lettera sulla provvidenza (1756), scritta in polemica con Voltaire, sostenne che lo sviluppo distorto e le cattive istituzioni sono i soli responsabili dei mali che affliggono l'umanità. Personalità introversa e inquieta Rousseau sperimentò direttamente i mali legati alla struttura sociale della quale prima dell'affermazione letteraria percorse tutti i gradini più bassi. Le sue opere sono una viva testimonianza delle sue esperienze e hanno avuto una profonda influenza su quanti si sono occupati di educazione, in primo luogo I. Kant, H. Pestalozzi e F. Fröbel. Egli sostenne l'idea, fatta propria dalla moderna pedagogia, secondo la quale l'educazione non debba limitarsi a perpetuare da una generazione all'altra i modelli di vita esistenti, ma debba elaborare modelli di vita nuovi. Una macchia che spesso è stata rimproverata a Rousseau è l'affidamento dei propri figli all'assistenza pubblica: l'obiezione è fondata, anche se bisogna dire che, a quel tempo, l'assistenza pubblica rappresentava il destino normale per trentatré bambini su cento. Resta il fatto che, pur criticabile sul piano umano, Rousseau ha tracciato una strada e piantato semi che non sono andati perduti. 

\Rousseau, Henri (Laval 1844-Parigi 1910) detto il Doganiere. Pittore francese. I suoi primi passi risalgono al 1880, ma si affermò nel 1885, partecipando al Salon des refusés. Nonostante il contatto con numerosi artisti, Rousseau rimase indifferente alle tendenze contemporanee, sviluppando autonomamente il suo linguaggio figurativo. La sua arte precorse la tendenza naïf. Tra le opere Allegoria della guerra (1894, Parigi, Musée d'Orsay), La zingara addormentata (1897, New York, Museum of Modern Art) e L'incantatrice di serpenti (1907, Parigi, Musée d'Orsay). 

\Rousseau, Pierre-Étienne-Théodore (Parigi 1812-Barbizon 1867) Pittore francese. Trasferitosi a Barbizon, vicino alla foresta di Fontainbleau, insieme ad altri artisti vi costituì una scuola locale. È considerato uno dei più importanti paesisti francesi di indirizzo romantico. Tra le opere Viale dei Castagni (1837, Parigi, Louvre) e Ai margini della foresta di Fontainebleau (1848, Parigi, Louvre). 

\Roussel, Albert (Tourcoing 1869-Royan 1937) Compositore francese. Considerato tra gli autori francesi più significativi del secolo, è caratterizzato da uno stile neoclassico con influenze della musica orientale, da lui conosciuta nei viaggi in Oriente. Ha composto balletti (Bacchus et Ariane, 1931), quattro sinfonie e musica da camera. 

\router, sm. invar. Letteralmente significa instradatore. In informatica indica una tecnologia per connettere tra loro reti che funzionano con protocolli differenti. 

\routine, sf. invar. Monotona ripetizione di azioni o di comportamenti. ~ consuetudine. <> cambiamento, variazione. 

\Rovagnàte Comune in provincia di Lecco (2.187 ab., CAP 22050, TEL. 039). 

\rovàio, sm. Vento di tramontana. 

\Rovàni, Giusèppe (Milano 1818-1874) Romanziere. Tra le opere Cento anni (1857-1858). 

\Rovaniemi Città della Finlandia (34.000 ab.), capoluogo della provincia di Lapin. Fu costruita nel 1929 poco a sud del Circolo polare artico. Mercato delle pellicce. 

\Rovasènda Comune in provincia di Vercelli (1.056 ab., CAP 13040, TEL. 0161). 

\Rovàto Comune in provincia di Brescia (13.244 ab., CAP 25038, TEL. 030). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi, uva e frutta), enologico, dell'allevamento bovino e industriale (prodotti chimici, tessili e meccanici). Vi si trovano il convento dell'Annunziata e la chiesa di Santo Stefano, entrambi del XV sec. Gli abitanti sono detti Rovatesi

\Rovégno Comune in provincia di Genova (654 ab., CAP 16028, TEL. 010). 

\Rovellàsca Comune in provincia di Como (5.900 ab., CAP 22069, TEL. 02). 

\rovèllo, sm. Stizza che rode interiormente, tormento. 

\Rovèllo Pòrro Comune in provincia di Como (5.333 ab., CAP 22070, TEL. 02). 

\rovènte, agg. Caldo, del colore del fuoco. ~ incandescente. <> gelido. 
  agg. 1 red-hot. 2 (fig.) fiery. 
  lat. rubens,-entis, p.pres. di rubere essere rosso. 

\Roverbèlla Comune in provincia di Mantova (7.377 ab., CAP 46048, TEL. 0376). 

\Roverchiàra Comune in provincia di Verona (2.587 ab., CAP 37050, TEL. 0442). 

\ròvere, sm. Pianta arborea appartenente alla famiglia delle Fagacee, di dimensioni notevoli, e chioma sviluppata e compatta. Ha fiori in amenti, foglie caduche e legno pregiato, duro, ricercato per ebanisteria. Produce ghiande non peduncolate. 
  sm. oak. 
  lat. robur,-oris. 

\Roveré délla Lùna Comune in provincia di Trento (1.372 ab., CAP 38030, TEL. 0471). 

\Roveré Veronése Comune in provincia di Verona (1.993 ab., CAP 37028, TEL. 045). 

\Roverédo di Guà Comune in provincia di Verona (1.229 ab., CAP 37040, TEL. 0442). 

\Roverédo in Piàno Comune in provincia di Pordenone (4.249 ab., CAP 33080, TEL. 0434). 

\roveréto, sm. Bosco di roveri. 

\Roveréto Comune (33.000 ab., CAP 38068, TEL. 0464) sulla riva sinistra del fiume Adige, in provincia di Trento. Sede di industrie alimentari, dell'abbigliamento (lavorazione della seta di antica tradizione), del legno, chimiche, del cotone, del tabacco, metalmeccaniche. L'agricoltura produce cereali, tabacco, frutta, vino. Sede di un museo storico della guerra, di un museo civico, della biblioteca civica e della galleria d'arte. Nei pressi della città è situato il monumento-ossario di castel Dante dove sono custodite le salme di 12.000 caduti della prima guerra mondiale. Nella città si trovano monumenti di notevole interesse tra cui il castello del XIV-XV sec., il palazzo municipale (XV sec.), il chiostro di Santa Maria del Carmelo, la chiesa barocca di San Marco e la chiesa di San Giovanni Battista, splendidamente decorata da stucchi e affreschi da G. Baroni, artista del luogo. Edificata in epoca romana, come testimoniano i reperti archeologici, i Castelbarco la fortificarono costruendo le mura intorno alla città. Sotto il dominio di Venezia (1416) che ne favorì lo sviluppo economico, nel 1509 passò all'Austria e infine nel 1564 fu inglobata nel Tirolo. Fu gravemente danneggiata dai bombardamenti durante la prima guerra mondiale e venne occupata dalle truppe italiane nel novembre del 1918. 

\Rovèrsi, Robèrto (Bologna 1927-) Poeta. Tra le opere Dopo Campoformio (1961) e Registrazione di eventi (1964). 

\Rovescàla Comune in provincia di Pavia (999 ab., CAP 27040, TEL. 0385). 

\rovèscia, sf. (pl.-sce) Lato opposto al diritto. 

\rovesciaménto, sm. Inversione, capovolgimento. ~ ribaltamento. <> raddrizzamento. 

\rovesciàre, v. v. tr. 1 Capovolgere. ~ ribaltare. <> drizzare. rovesciare le tasche, mostrare la fodera interna. 2 Far cadere. rovesciare la colpa su altri
v. intr. Precipitare giù. 
v. intr. pron. 1 Riversarsi. il popolo si rovesciò in piazza. 2 Ribaltarsi. ~ capovolgersi. la macchina si rovesciò su un lato nel tentativo di evitare l'ostacolo
  v. tr. 1 (capovolgere) to turn upside down. 2 (ribaltare) to overturn. 3 (fig.) to reverse. 4 (far cadere a terra) to overthrow. v. intr. pron. 1 (ribaltarsi) to overturn. 2 (imbarcazione) to capsize. 3 (situazione) to be reversed. 
  lat. reversare, comp. da re-+ versare

\rovesciàta, sf. Nel gioco del calcio, tiro al volo con il quale un calciatore colpisce la palla inviandola verso la parte opposta a quella cui è rivolto. 

\rovesciàto, agg. 1 Capovolto. ~ rivoltato. 2 Caduto. 3 In botanica, di un organo che si ripiega in direzione opposta a quella normale. 

\rovèscio, agg. e sm. (pl. f.-sce) agg. Voltato in senso contrario. alla rovescia, dalla parte contraria a quella abituale. 
sm. 1 Atto del rovesciarsi. ~ dritto. 2 Lato opposto al diritto. ~ retro. <> davanti. il rovescio di una medaglia, il lato negativo di una situazione o persona. 3 Colpo dato con il rovescio di qualcosa. 
  agg. 1 upside down. 2 (al contrario) inside out. sm. 1 reverse side, other side. 2 (sport, tennis) backhand. 3 (pioggia) sudden downpour. 
  lat. reversus, p.p. di reverti

\rovescióne, sm. Violento acquazzone. 

\rovéto, sm. Luogo pieno di rovi. 

\Rovéto Valle dell'Appennino Abruzzese. Si estende tra i monti Simbruini e il Fucino e si allunga fino alla Ciociaria. 

\Rovétta Comune in provincia di Bergamo (2.806 ab., CAP 24020, TEL. 0346). 

\Roviàno Comune in provincia di Roma (1.470 ab., CAP 00027, TEL. 0774). 

\Rovìgo Città del Veneto sudorientale (comune di 108 km2 e 52.000 ab., CAP 45100, TEL. 0425), capoluogo dell'omonima provincia. Sede di mercati agricoli e di industrie dell'abbigliamento, chimiche, edilizie, dello zucchero. Possiede una ricca pinacoteca nell'Accademia dei Concordi. Fu possedimento estense dal XII al XV sec. per poi venire assoggettata da Venezia (1482). Occupata dagli austriaci (1797), da Napoleone e poi ancora dagli austriaci dopo il 1815, fu annessa definitivamente al regno d'Italia nel 1866. Duomo del XVII sec. e Loggia dei Notai (XVI sec.). 
Provincia di Rovigo 
(1.789 km2, 248.000 ab.) Totalmente composta da pianura, corrisponde al Polesine, nei pressi del delta del Po. Le attività sono agricole e di allevamento. Tra i principali centri, Adria, Lendinara e Porto Tolle. 

\rovìna, sf. 1 Caduta, crollo. ~ disastro. la rovina della torre lo travolse. 2 Cosa che è caduta, precipitata. edificio in rovina. 3 Distruzione. ~ scempio, sconquasso. 4 Motivo di danno. il vizio del gioco era la sua rovina
  sf. 1 ruin. 2 (andare a pezzi) to collapse. 
  lat. ruina, deriv. da ruere precipitare. 

\rovinàre, v. v. intr. Cadere giù con impeto. ~ franare, precipitare. gli rovinò addosso con tutto il suo peso
v. tr. 1 Abbattere, demolire. ~ danneggiare. <> accomodare. 2 Mandare in miseria. le persone di cui si fidava lo hanno rovinato
  v. intr. to fall down, to collapse. v. tr. 1 to ruin, to collapse. 2 (sciupare) to spoil. 
  deriv. da rovina

\rovinàto, agg. Decaduto, diroccato. 

\Rovine di Parigi, Le Opera di critica letteraria di G. Macchia (1985). 

\rovinìo, sm. Rumore di cose che cadono rovinosamente. 

\rovinosaménte, avv. Con gran rovina. 

\rovinóso, agg. 1 Che porta rovina. ~ deleterio. <> benefico. 2 Precipitoso, furioso. 
  agg. damaging, disastrous. 
  lat. ruinosus, con l'incrocio dell'italiano rovina. 

\rovistàre, v. tr. Frugare, cercare in modo disordinato. ~ frugare. 
  v. tr. 1 to rummage. 2 (casa) to ransack. 
  lat. revisitare rivisitare, comp. da re-+ visitare. 

\Rovìto Comune in provincia di Cosenza (2.435 ab., CAP 87050, TEL. 0984). 

\Rovno Città (228.000 ab.) dell'Ucraina, capoluogo della provincia omonima. 

\ròvo, sm. Genere (Rubus) di piante arbustacee appartenenti alla famiglia delle Rosacee. Il Rubus fruticosus ha tronco e rami spinosi, infruttescenze (more) commestibili e fiori bianchi o rosati. Il lampone (Rubus idaeus) è coltivato per i suoi frutti o drupe rossi e dolci. 
  sm. bramble, blackberry bush. 
  lat. rubus. 

\Rovolón Comune in provincia di Padova (3.834 ab., CAP 35030, TEL. 049). 

\Roxas Città (82.000 ab.) delle Filippine, sull'isola di Panay. Capoluogo della provincia di Capiz. 

\royalty, sf. 1 Percentuale sugli utili corrisposta a chi concede lo sfruttamento di giacimenti petroliferi, miniere, brevetti e simili. 2 Percentuale che l'editore paga all'autore per ogni copia di libro venduto. 

\Royce, Josiah (Glass Valley, California 1855-Cambridge, Massachusetts 1916) Filosofo. Tra le opere Il mondo e l'individuo (1900-1901) e La filosofia della fedeltà (1908). 

\Rozanov, Vasilij Vasilevic (Vetluga, Kostroma 1856-Sergeevskij Posad, Mosca 1919) Prosatore russo. Tra le opere La leggenda del grande inquisitore di F. Dostoevskij (1890) e Nel mondo del non chiaro e dell'incerto (1901). 

\Rozeno, Le Dramma di C. Antona-Traversi (1891). 

\ròzza, sf. Cavallo vecchio e malandato. 

\Rozzàno Comune in provincia di Milano (37.660 ab., CAP 20089, TEL. 02). Centro industriale (prodotti dell'abbigliamento, tessili, chimici, meccanici e cartari). Gli abitanti sono detti Rozzanesi

\rozzézza, sf. 1 L'essere rozzo. 2 Grossolanità. 

\rózzo, agg. Che non è lavorato, che è così come si trova in natura. ~ grezzo. <> elaborato. 
  agg. coarse, rough. 

\RP Sigla di Relazioni Pubbliche. 

\RPN Sigla di Reverse Polish Notation (notazione polacca inversa). 

\RR Sigla di Ricevuta di Ritorno. 

\RR Lyrae Tipo particolare di stelle variabili, dal nome del capogruppo individuato nella costellazione della Lira; sono visibili come stelle singole solo in alcune galassie molto vicine. 

\RRR Sigla di Raccomandata con ricevuta di ritorno. 

\RSA Sigla di Rappresentanza Sindacale Aziendale. 

\RSVP Sigla di Répondez S'il Vous Plaît (rispondete per favore). 

\RTC In informatica è la sigla di Real Time Clock (orologio in tempo reale). Si tratta di un dispositivo che produce una scansione temporale utilizzata per sincronizzare un elaboratore. 

\RTL In informatica è la sigla di Real Time Language (linguaggio in tempo reale). Si tratta di un linguaggio di programmazione per il controllo dei processi chimici. 

\Ru Simbolo chimico del rutenio. 
RU 
Sigla di Regno Unito. 

\Ruanda Repubblica dell'Africa centrale; confina a nord con l'Uganda, a ovest con lo Zaire, a sud col Burundi e a est con la Tanzania. 
Il Ruanda è prevalentemente montuoso, occupato da un altopiano di altitudine media di 1.200-2.000 m, che scende dolcemente a est verso il lago Vittoria, ed è limitato a ovest da una catena di rilievi, estremità della fossa tettonica Rift Valley. Il solco vallivo ai piedi del rialzo montuoso è in parte occupato dalle acque del fiume Kivu e segna il confine con lo Zaire. 
Nel settore settentrionale del paese si eleva la formazione vulcanica dei monti Virunga, cui appartengono le massime cime del paese (monte Karisimbi 4.507 m). 
La maggior parte dei fiumi del Ruanda tributano al Kagera, ramo sorgentifero del Nilo; solo l'estrema regione occidentale interessa il bacino del Congo, convogliando le acque attraverso il fiume Rusizi al lago Tanganica. 
L'altitudine mitiga nettamente le temperature dovute alla latitudine equatoriale; ne consegue un clima temperato, ritenuto uno dei più salubri di tutta l'Africa, con piogge abbondanti, ma non rovinose. 
La popolazione è formata da hutu (90%) e da una minoranza di tutsi (9%) e di pastori nomadi. Il recente durissimo conflitto etnico fra hutu e tutsi ha provocato centinaia di migliaia di vittime e non accenna ancora a placarsi. 
L'unico centro urbano è la cittadina di Kigali, capitale e sede delle principali attività commerciali del paese; altri centri rilevanti sono Butare e Ruhengeri. 
Il Ruanda è tra gli stati più poveri del mondo; l'agricoltura rimane l'attività predominante, ma viene condotta con tecniche arcaiche, produttività bassissima e non copre il fabbisogno nazionale. 
Principali prodotti destinati all'alimentazione locale sono la patata, la manioca, il sorgo, il mais, i legumi e altri prodotti orticoli. 
Tra le colture commerciali spicca il caffè, principale prodotto d'esportazione, seguito dal tè, dal piretro, dal tabacco e da alcune oleaginose, quali le arachidi e la soia. 
Anche l'allevamento ha tratti arcaici, ma dà pur sempre un apporto apprezzabile alla produzione alimentare del paese (bovini e caprini). Molto modesta la pesca, praticata nel lago Kivu. 
La produzione mineraria si limita all'estrazione di stagno e tungsteno. I giacimenti di gas naturale del lago Kivu sono sfruttati in minima parte. 
L'industria è in una fase iniziale, limitata alla trasformazione dei prodotti agricoli locali e a piccoli impianti tessili. 
L'esiguo fabbisogno energetico è coperto da tre centrali idroelettriche nazionali e dal ricorso all'importazione dallo Zaire. 
STORIA Il Ruanda entra nella storia nei secoli XIV-XIX con la dinastia dei re Nyiginya appartenenti all'etnia guerriera dei tutsi. Nel 1894 i tedeschi conducono la prima spedizione militare. Essi tentano di integrare la regione nell'Africa Orientale tedesca, ma non riescono a stabilirvi un controllo completo. Nel 1916 scontri con il Belgio obbligano la Germania a ripiegare sull'Urundi (attuale Burundi). Nel 1923 il Belgio riceve un mandato sulla regione, che prende il nome di Ruanda-Urundi e viene rapidamente unita al Congo belga. Nel 1960 il Ruanda-Urundi viene separato dal Congo belga. Due anni più tardi, contemporaneamente al Burundi, il Ruanda diventa indipendente. Il suo primo presidente è Kayibanda. Lotte tribali oppongono gli hutu ai tutsi. 
A partire dal 1973 il paese è guidato dal generale Juvenal Habyarimana (hutu) che viene imposto al potere tramite un colpo di stato. Nel 1991, in cambio degli aiuti belga-francesi contro i ribelli tutsi della FPR (Fronte patriottico ruandese), il regime intraprende la via della democratizzazione (nuova costituzione che restaura il multipartitismo). Nel 1994, nonostante gli accordi di pace conclusi l'anno prima tra il governo e i ribelli tutsi, la morte del presidente Habyarimana (probabilmente in un attentato) è seguita da atroci massacri. Mentre la minoranza tutsi è vittima di un vero e proprio genocidio, organizzato dalle milizie estremiste hutu, le popolazioni hutu, vittime esse stesse di massacri, fuggono davanti all'avanzata del FPR. Un'operazione militare francese (operazione Tartaruga) porta assistenza ai rifugiati che fuggono all'interno del paese e verso lo Zaire. Il FPR assume il controllo del paese che rimane il teatro di scontri interetnici permanenti. 
Abitanti-7.952.000 
Superficie-26.338 km2 
Densità-301,9 ab./km2 
Capitale-Kigali 
Governo-Repubblica presidenziale 
Moneta-Franco del Ruanda 
Lingua-Francese e kinyaRwanda, swahili, inglese 
Religione-Cattolica, animista, protestante, musulmana 

\Ruapehu Vulcano (2.796 m) spento della Nuova Zelanda, nel settore centrale dell'Isola del Nord, di cui è la cima più elevata. 

\Rub al-Khali Deserto dell'Arabia Saudita sudorientale. Confina con il Neged, l'Oman, l'Hadhramaut e lo Yemen. 

\rùba, sf. Rapina. 
  sf. (andare a ruba) to sell like hot cakes. 

\rubacchiàre, v. tr. Il rubare qua e là poca roba, o roba di poco valore. 

\rubacuòri, agg., sm. e sf. Chi si fa amare facilmente. ~ seduttrice o seduttore. 

\rubamàzzo, sm. Gioco di carte che consiste nel riuscire a prendere il mazzo dell'avversario. 

\Rubàno Comune in provincia di Padova (12.573 ab., CAP 35030, TEL. 049). Centro industriale (mobilifici, prodotti delle confezioni, della gomma, tessili e meccanici). Gli abitanti sono detti Rubanesi

\rubàre, v. tr. 1 Prendere con la violenza o di nascosto ciò che appartiene ad altri. ~ sottrarre, rapinare. rubare il cuore a una donna, farla innamorare. 2 Ottenere in modo disonesto. 3 Disputare. il pubblico si rubava le ultime copie del romanzo dallo scaffale
  v. tr. to steal. 
  german. raubon

\rubàsca, sf. Blusotto tipico del costume russo. 

\rubàto, agg. e sm. agg. Sottratto, trafugato. 
sm. Tempo musicale condotto con una certa scioltezza. 

\Rùbbia, Càrlo (Gorizia 1934) Fisico italiano, si laureò all'università di Pisa nel 1957 e subito si trasferì negli Stati Uniti per lavorare presso la Columbia University di New York. Dopo circa un anno tornò in Italia e nel 1960 si trasferì a Ginevra dove lavorò come ricercatore dell'Organizzazione europea per la ricerca nucleare (CERN). Dopo un'altra parentesi statunitense (1971-1988) per insegnare fisica all'università di Harvard, tornò in Europa e assunse per tre anni (1990-1993) l'incarico di direttore dello stesso CERN. Dal 1994 è direttore del Centro internazionale di fisica teorica di Trieste. Nel 1984 fu insignito del premio Nobel con S. Van der Meer per i suoi studi sulle particelle che causano l'interazione debole (bosoni intermedi W e Z) e per la conferma della forza elettrodebole come unione della forza elettromagnetica e di quella debole. Ha contribuito all'identificazione del sesto tipo di quark. 

\rùbbio, sm. Antica unità di misura italiana di capacità che corrisponde a circa due quintali. 

\Rubcovsk Città (172.000 ab.) della Russia, nel Territorio dell'Altaj. 

\Rubè Romanzo di G. A. Borgese (1921). 

\rubefacènte, agg. e sm. Di farmaco rivulsivo che, applicato alla pelle, provoca una congestione intensa ma passeggera. 

\rubellìte, sf. Varietà di tormalina usata come pietra preziosa il cui colore varia dal rosa pallido al rosso violaceo. ~ siberite. 

\Rubens, Pieter Paul (Siegen 1577-Anversa 1640) Pittore fiammingo discepolo di Van Noort e Van Veen, dal 1600 al 1608 visse in Italia dove fu influenzato dal Correggio, da Caravaggio, da Tintoretto, da Veronese e da Tiziano. Ritornò ad Anversa nel 1608. Da una prima esperienza barocca (Circoncisione, 1605), passò a opere più classiche, personalizzate da una forte presenza delle figure, da tonalità calde e accese e da una struttura complessa, ma carica di dinamismo. Tra le sue opere Autoritratto con la moglie (1609, Monaco, Alte Pinakothek), Adorazione dei Magi (1609, Madrid, Museo del Prado), Annunciazione (1609, Vienna, Kunsthistorisches Museum), Erezione della Croce (1610, Anversa, Cattedrale), Discesa dalla Croce (1610, Anversa, cattedrale), Il fauno e la baccante (1615-1620, Vienna, Galleria Schönborn), Giudizio universale (1610-1615, Monaco, Alte Pinakothek), Battaglia delle amazzoni (1610-1615, Monaco, Alte Pinakothek), Helene Fourment con il figlio (1635, Monaco, Alte Pinakothek), Trionfo di Venere, Vita di Maria de' Medici (1620-1625, Parigi, Louvre), Il ratto delle figlie di Leucippo (1618, Monaco, Alte Pinakothek), Trittico di Sant'Ildefonso (1629, Vienna, Kunsthistorisches Museum), Paesaggio con Filemone e Bauci (1630, Vienna, Kunsthistorisches Museum), Paesaggio autunnale col castello di Steen (1635, Londra, National Gallery), Giardino d'amore (Madrid, Museo del Prado). La sua pittura è trionfale e grandiosa nella composizione d'insieme, sempre ricca di moto nelle singole forme sovrabbondanti e nel colore. Egli è forse il pittore che rappresenta meglio, in tutta Europa, una bellezza opulenta e gioiosa, lontana da qualsiasi tono drammatico. 

\ruberìa, sf. Abitudine di rubare con inganno, ladreria. ~ furto. 

\Rubiàcee Famiglia di piante Dicotiledoni simpetale, appartenenti all'ordine delle Rubiali, diffuse nelle regioni tropicali, temperate e artiche. 

\Rubiàli Ordine di piante Dicotiledoni simpetale a cui appartengono sei famiglie, tra cui le rubiacee e le valerianacee. 

\Rubiàna Comune in provincia di Torino (1.572 ab., CAP 10040, TEL. 011). 

\rubicóndo, agg. Di colore rosso vivo. ~ colorito. <> esangue. 
  lat. rubicundus, deriv. da rubere essere rosso. 

\Rubicóne Fiume romagnolo (24 km) che scorre verso l'Adriatico. Nasce a ovest di Sogliano al Rubicone e scorrendo verso est bagna Savignano e sfocia vicino a Gatteo Mare. Al tempo di Roma segnava i confini con la Gallia Cisalpina e i magistrati in armi potevano attraversarlo solo su autorizzazione del senato. Cesare lo guadò nella sua marcia verso Roma nel 49 a. C., dando così inizio alla guerra civile. 

\rubìdio, sm. Elemento chimico di simbolo Rb, numero atomico 37 e peso atomico 85,48. Metallo di colore argenteo, tenero, si trova nella pollucite e nella lepidolite; può formare leghe con tutti i metalli del suo gruppo, ma non ha alcuna applicazione pratica. 

\rubidomicìna, sf. Farmaco con proprietà antibiotiche e antimicotiche, isolato dallo Streptomyces coeruleorubidus, utilizzato principalmente nelle emopatie maligne. Ha un'azione tossica sul midollo osseo. 

\Rubièra Comune in provincia di Reggio Emilia (9.654 ab., CAP 42048, TEL. 0522). 

\rubinetterìa, sf. Assortimento di rubinetti e di articoli simili. 

\rubinétto, sm. Dispositivo che regola l'uscita di un liquido o di un gas. 
  sm. faucet, tap. 

\Rubìni, Lorènzo (Vicenza, notizie dal 1543-? 1574) Scultore. Collaborò col Palladio nella realizzazione delle statue per la basilica di Vicenza e degli stucchi per il palazzo Porto Barbarano. 

\Rubìni, Sèrgio (Grumo Appula, Bari 1959-) Attore e regista teatrale e cinematografico. Fra le migliori interpretazioni Il caso Moro (1986), Chiedi la luna (1991), Nirvana (1996). Diresse La stazione (1990), La bionda (1992), Il viaggio della sposa (1997). 

\rubìno, sm. Qualità di corindone trasparente di colorazione rossa intensa (dovuta all'ossido di cromo) che per la sua rarità e bellezza viene considerata una delle gemme più preziose. I rubini più pregiati contengono intrusioni aghiformi di altri minerali che, se la pietra viene tagliata senza sfaccettature (taglio cabochon), producono dei riflessi a forma di stella all'interno del rubino stesso. Esistono molte pietre meno pregiate che, avendo un aspetto molto simile ai rubini, vengono impropriamente definite tali, come il quarzo rosa di Boemia e il granato rosso americano. I maggiori giacimenti di rubini autentici si trovano in Thailandia e Birmania. Con la fusione ad alta temperatura di alluminio e ossido di cromo possono inoltre essere prodotti rubini sintetici molto simili a quelli naturali che, oltre all'impiego per la realizzazione di oggetti di bigiotteria, trovano utilizzo nella costruzione di meccanismi di alta precisione. 
  sm. ruby. 
  lat. mediev. rubinus, deriv. dal lat. ruber rosso. 

\Rubinstein, Anton Grigorjevic (Vikhvatinetz, Podolia 1829-Peterhof, San Pietroburgo 1894) Pianista e compositore russo. Dopo gli studi a Mosca e a Berlino, fu solista eccezionale e si esibì in numerose tournée in tutto il mondo. Nel 1862 fondò il conservatorio di San Pietroburgo, del quale fu direttore fino al 1867 e poi ancora dal 1887 al 1890, annoverando tra i suoi allievi anche il grande Cajkovskij. In qualità di compositore, scrisse numerosi brani per pianoforte, come Melodia in fa (1859) e Kamennoi Ostrow (1859), sei sinfonie e circa venti opere teatrali, tra cui Il demone (1875). 

\Rubinstein, Arthur (Lodz 1887-Ginevra 1982) Pianista polacco naturalizzato americano, sublime interprete di Chopin. 

\Rubinstein, Helena (Cracovia 1870-New York 1965) Estetista americana. Di origine polacca, fu naturalizzata negli Stati Uniti d'America dove maggiormente si diffuse la sua fama. Il primo successo fu da lei ottenuto grazie alla formulazione di una crema di bellezza lanciata in Australia, che le permise di farsi conoscere in campo internazionale. Impegnò i consistenti guadagni in attività commerciali, aprendo numerosi saloni di bellezza e investendo in prestigiose opere d'arte. Passò in Europa (1908) e poi negli Stati Uniti d'America (1917) dove aprì laboratori e saloni di bellezza. Con il marchio Helena Rubinstein vengono oggi commercializzati numerosissimi prodotti cosmetici, dalle creme ai profumi sia per donna che per uomo. 

\rubìzzo, agg. Detto di persona anziana, dall'aspetto fresco e sano. ~ rubicondo. 

\Rublëv, Andrej (Regione di Mosca ca. 1360-Mosca 1430) Pittore russo. Tra le opere Icona della Trinità (1411, Mosca, Galleria Tretjakov). 

\rùblo, sm. Unità monetaria russa, suddivisa in 100 copechi, coniata per la prima volta in argento nel 1725. Fu moneta corrente anche dell'URSS fino al 1991. 

\Rubner, Max (Monaco di Baviera 1854-Berlino 1932) Fisiologo tedesco. Studiò i problemi della nutrizione e del ricambio, definendo la teoria dell'intercambiabilità degli alimenti che producono energia (detta dell'isodinamismo energetico). 

\rubrìca, sf. 1 Registro coi margini laterali a scaletta, dove sono segnate le lettere dell'alfabeto. rubrica telefonica. 2 Programma o articolo che affronta con regolarità particolari argomenti. rubrica sportiva
  sf. 1 address book. 2 (di giornale) column. 3 (quaderno) index book. 4 (telefonica) telephone book. 
  lat. rubrica, deriv. da ruber rosso. 

\rubricàre, v. tr. Scrivere ordinatamente, registrare nella rubrica. 

\rubricazióne, sf. L'azione del rubricare. 

\rubricìsta, sm. e sf. Redattore di rubriche di quotidiani o periodici. 

\rùca, sf. => "rucola" 

\Rucellài Palazzo rinascimentale fiorentino. Venne eretto tra il 1446 e il 1451 su progetto di Leon Battista Alberti per incarico di Giovanni Rucellai. 

\ruche, sf. franc. Lembo di stoffa utilizzata come ornamento di abiti femminili. 

\rùcola, sf. Pianta delle Crocifere (Eruca sativa, detta anche ruca o ruchetta), spontanea in Italia e nell'Europa meridionale, con fusto alto circa mezzo metro e vellutato. È coltivata per le foglie particolarmente saporite. 

\Rùda Comune in provincia di Udine (2.945 ab., CAP 33050, TEL. 0431). 

\Ruda Slaska Città (168.000 ab.) della Polonia, nel voivodato di Katowice. 

\rùde, agg. 1 Ruvido, rozzo. 2 Severo, risoluto. ~ burbero. <> cortese. 
  agg. 1 rough, tough. 2 (burbero) harsh. 
  lat. rudis. 

\Rude, François (Digione 1784-Parigi 1855) Scultore. Tra le opere Pescatore napoletano (1831, Parigi, Louvre) e La Marsigliese (1833-1836) uno dei quattro rilievi dell'Arco di Trionfo a Parigi. 

\Rudel, Jaufré (XII secolo) Trovatore francese. È autore di canzoni. 

\rudènte, sm. In architettura, elemento decorativo avente la forma di una bacchetta cilindrica situato nelle scanalature nella parte inferiore del fusto delle colonne scanalate. 

\ruderàle, agg. 1 Riferito ai ruderi. 2 In botanica, di pianta che vive in preferenza tra i ruderi degli edifici o nei muri vecchi. 

\rùdere, sm. Resto di antico edificio rovinato. ~ rovina. 
  sm. 1 ruin. 2 (fig.) wreck. 
  lat. rudus,-eris. 

\rudézza, sf. L'essere rude. 

\Rudiàno Comune in provincia di Brescia (4.312 ab., CAP 25030, TEL. 030). 

\rudimentàle, agg. 1 Che è relativo ai soli rudimenti di una disciplina. soluzione rudimentale. 2 Informe. ~ primitivo, grezzo. 3 Elementare, semplice. ~ basilare, iniziale. arma, strumento rudimentale
  agg. basic, rudimentary. 

\rudiménto, sm. Cosa incompleta. ~ base. 
  sm. pl. basic, rudiments. 
  lat. rudimentum, deriv. da rudis rozzo. 

\Rudinì, Antònio Staràbba, marchése di (Palermo 1839-Roma 1908) Uomo politico italiano. Dopo aver partecipato ai moti rivoluzionari del 1860, fu costretto all'esilio e si rifugiò prima a Genova e poi a Torino. Tornato in Sicilia, nel 1864 venne eletto sindaco di Palermo e nel 1866 ne divenne prefetto. Nominato prefetto di Napoli nel 1868, si rivelò ottimo amministratore e nel 1869 venne chiamato al Ministero dell'Interno. Deputato conservatore, fu capo del governo nel 1891-1892 e nel 1896-1898. La sua politica fu concentrata sulla ricerca di un riavvicinamento con Francia e Inghilterra e sul controllo della spesa interna. Falliti praticamente entrambi gli obiettivi, nel 1898 fu costretto a dimettersi definitivamente. 

\Rudìste Gruppo di Molluschi Lamellibranchi fossili, caratterizzati da una marcata disuguaglianza delle due valve, che vissero dal Giurassico superiore alla fine del Cretaceo. 

\Rudolph, Alan (Los Angeles 1943-) Regista cinematografico statunitense. Diresse Ricorda il mio nome (1978) e L'ombra del testimone (1991). 

\Rudolph, Wilma (Clarksville 1940-Nashville 1994) Velocista statunitense. Alle olimpiadi del 1960 vinse tre ori, nei 100 m, nei 200 m e nella staffetta 4x100 m. 

\Ruèglio Comune in provincia di Torino (791 ab., CAP 10010, TEL. 0125). 

\rùffa, sf. 1 Confusione creata per impossessarsi qualcosa. ~ calca. 2 Nella locuzione fare a ruffa raffa, azzuffarsi per qualcosa. 

\Ruffàno Comune in provincia di Lecce (10.092 ab., CAP 73049, TEL. 0833). Centro industriale (mobilifici, prodotti delle confezioni e alimentari) delle Murge. Gli abitanti sono detti Ruffanesi

\Ruffìa Comune in provincia di Cuneo (278 ab., CAP 12030, TEL. 0172). 

\ruffianàta, sf. Adulazione. ~ sviolinata. 

\ruffianeggiàre, v. tr. Fare il ruffiano. 

\ruffianerìa, sf. 1 L'essere ruffiano. 2 Azione da ruffiano. 

\ruffianésco, agg. (pl. m.-chi) Relativo a ruffiano. ~ adulatorio. 

\ruffiàno, sm. Persona che pratica l'adulazione. ~ adulatore. 
  sm. pimp. 

\Ruffìni, Àngelo (Arquata del Tronto 1864-Bologna 1929) Medico. Scoprì gli omonimi corpuscoli, terminazioni nervose periferiche che si trovano nei polpastrelli e nelle palme delle mani e dei piedi. Il loro scopo è quello di fungere da sensori del calore. 

\Ruffìni, Francésco (Lessolo 1863-Torino 1934) Politico. Dal 1914 fu ministro dell'istruzione. 

\Ruffìni, Iàcopo (Genova 1805-1833) Politico. Diresse la sezione genovese della Giovine Italia. Si suicidò in carcere. 

\Ruffìni, Pàolo (Valentano 1765-Modena 1822) Matematico e medico. Dimostrò che le equazioni oltre il quarto grado non sono risolvibili algebricamente. 

\Rùffo, Vincènzo (Verona 1510 ca.-Sacile, Udine 1567) Compositore. Maestro di cappella a Verona, Milano, Pistoia e Sacile, produsse numerosi lavori di musica sacra. Tra le opere, I capricci in musica a tre voci (1564). 

\Ruffrè Comune in provincia di Trento (409 ab., CAP 38010, TEL. 0463). 

\Rùfina Comune in provincia di Firenze (5.922 ab., CAP 50068, TEL. 055). 

\Rufisque Città (125.000 ab.) del Senegal, sulla costa dell'oceano Atlantico. 

\rùfola, o rufula, sf. Altro nome del grillotalpa. 

\rùga, sf. Piega della pelle, grinza. 
  sf. wrinkle. 
  lat. ruga. 

\Rugantìno Maschera e burattino del teatro romanesco ottocentesco. 
  termine dialettale romanesco ruganza arroganza. 

\rugbìsta, sm. (pl.-i) Giocatore di rugby. 

\rùgby, sm. invar. Sport praticato a squadre, denominato anche palla ovale, nato nell'omonima città nel 1823. Diffuso in Europa e negli Usa, si gioca su campi rettangolari, piani, erbosi. Scopo del gioco è portare il pallone ovale oltre la linea avversaria (meta). Il gioco si articola in due tempi di quaranta minuti l'uno con intervallo di quindici minuti. Vince chi totalizza più punti; è ammesso il punteggio di parità. In Italia fu introdotto nel 1910. 

\Rügen Isola (90.000 ab.) della Germania, nel mar Baltico, tra la baia di Meclemburgo e quella di Pomerania. 

\ruggènte, agg. Che ruggisce. 

\Ruggenti anni venti, I Film poliziesco, americano (1939). Regia di Raoul Walsh e Anatole Litvak. Interpreti: James Cagney, Humphrey Bogart, Priscilla Lane. Titolo originale: The Roaring Twenties 

\Ruggèro I d'Altavìlla (Normandia 1031-Mileto 1101) Figlio di Tancredi, fu conte di Sicilia. Tra il 1059 e il 1061 conquistò la Puglia e tra il 1061 e il 1091 la Sicilia togliendola agli arabi. In Sicilia ristabilì la religione cattolica e ottenne per questo da papa Urbano II la legazia apostolica (1098). Suo successore fu il figlio Ruggero, primo re di Sicilia. 

\Ruggèro II (1095-Palermo 1154) Re di Sicilia, figlio di Ruggero I. Dopo la ribellione dei baroni e delle città contro i normanni e la morte di Guglielmo duca di Puglia (1127), Ruggero si arrogò la successione. Come conseguenza di questo fatto fu colpito da scomunica ma riuscì ugualmente a ottenere l'investitura del ducato di Puglia (1128). Nel 1130 divenne re di Sicilia, di Puglia, Calabria e Capua, grazie all'antipapa Anacleto II. Conquistò poi Amalfi, Napoli e Salerno (1131). Combattendo contro il papa e l'imperatore, fece prigioniero il papa e lo costrinse a riconoscergli il titolo di re di Sicilia, di duca di Puglia e principe di Capua. Distrusse Tebe e Corinto, e invase la costa africana conquistando Gerba (1135) e Tripoli (1146). 

\rugghiàre, v. intr. 1 Di animale o uomo, ruggire, mugghiare, urlare. 2 Produrre un rumore reboante e continuo. 3 Di passione, tumultuare. ~ agitarsi. 

\rùgghio, sm. Il ruggire. 

\Rùggi, Lorènzo (Bologna 1884-1972) Narratore e autore teatrale. Fu il fondatore, con G. Gherardi, del Teatro sperimentale di Bologna, di cui fu direttore dal 1921 al 1929. Tra le opere, Vittime del passato (1904) e la commedia Occhio di pollo (1955). 

\Ruggièro Personaggio dell'Orlando innamorato del Boiardo la cui storia venne ripresa dall'Ariosto nell'Orlando Furioso. Discendente di Alessandro Magno, si converte al cristianesimo e sposa l'amata Bradamante dando origine alla dinastia estense. 

\Ruggièro, Renàto (Napoli 1930-) Diplomatico italiano. Già commissario CEE, dal 1995 fu il primo direttore della WTO. 

\rùggine, sf. 1 Patina a base di idrossido o carbonato basico di ferro di colore rosso brunastro, formantesi a seguito di esposizione del ferro all'aria e all'umidità. 2 Dissapore. ~ screzio. 
  sf. 1 rust. 2 (risentimento) bad blood. 
In botanica patologia delle piante causata da funghi Basidiomiceti. Il fungo determina la formazione di pustole sul tronco e sulle foglie nelle quali avviene la produzione di spore con l'aspetto di polvere colore ruggine (ruggine del grano). 

\rugginosità, sf. L'essere rugginoso. 

\rugginóso, agg. 1 Coperto di ruggine. 2 Di colore simile alla ruggine. 

\ruggìre, v. intr. 1 Emettere l'urlo caratteristico del leone e di altri animali simili. ~ rugghiare. 2 Urlare con foga e decisione. ~ sbraitare. era abituato a ruggire con i suoi subalterni
  v. intr. to roar. 
  lat. rugire

\ruggìto, sm. 1 Il ruggire e il suono emesso. 2 Grido rabbioso. 
  sm. roaring, roar. 
  lat. rugitus,-us. 

\rugiàda, sf. Sottile strato acqueo che si deposita su ciò che resta all'aria aperta nelle ore notturne quando la temperatura si abbassa al punto da condensare il vapore acqueo situato a poca altezza dal terreno. Questo fenomeno si verifica soprattutto in condizioni di tempo sereno quando, durante il giorno, si ha un'evaporazione dal terreno che dà luogo a quello strato di vapore che durante la notte per l'abbassarsi della temperatura si depositerà sui corpi formando la rugiada. Una maggiore intensità del fenomeno si verifica sui vegetali, dovuta al condensarsi anche dell'umidità emessa dagli stessi. Viene chiamata punto di rugiada la temperatura che, in base a una determinata condizione di bassa pressione, determina il condensarsi dell'umidità e la trasformazione di questa in rugiada. Quando la temperatura scende sotto un determinato limite, la rugiada da liquida si trasforma in brina solida (ghiaccio). 
  sf. dew. 

\rugiadóso, agg. Coperto di rugiada. ~ madido. 

\rugliàre, v. intr. Il brontolare minaccioso e cupo di certi animali. 

\rùglio, sm. Il rugliare e il suono. 

\rugosità, sf. L'essere rugoso. 
  lat. tardo rugositas,-atis. 

\rugóso, agg. Pieno di rughe. ~ grinzoso. <> liscio. 
  agg. wrinkled. 
  lat. tardo rugosus. 

\Ruhmkorff, Heinrich Daniel (Hannover 1803-Parigi 1867) Fisico e inventore tedesco. Nel 1851 realizzò il primo trasformatore di energia elettrica. 

\Ruhr Fiume tedesco (235 km) della Renania Settentrionale-Westfalia, affluente destro del Reno. 
Bacino della Ruhr 
Con questo nome viene definito il distretto carbonifero e siderurgico (4.600 km2 e 6.000.000 di ab.) che si estende nella Westfalia meridionale sui bacini dei fiumi Ruhr e Lippe. Lo sviluppo del distretto è dovuto essenzialmente allo sfruttamento del carbone che costituisce la principale risorsa economica della zona. Lo sfruttamento del bacino fu alla base del grande sviluppo economico prima della Prussia e poi del Secondo e Terzo Reich. Malgrado la distruzione di gran parte degli impianti industriali durante la seconda guerra mondiale e le notevoli restrizioni imposte dagli alleati, la Ruhr conobbe negli anni successivi un notevole sviluppo. L'industrializzazione del bacino della Ruhr ebbe inizio nella seconda metà del XIX sec. ma fu nei primi anni del XX sec. che, attraverso una politica mirata e pianificata, con la costruzione di stabilimenti e di alloggi per gli operai, divenne il più moderno e immenso agglomerato industriale europeo. Nella zona della Ruhr sono sorti importanti centri abitati come Bochum, Dortmund, Duisburg, Essen, Hagen, Oberhausen, Gelsenkirchen. Queste città costituiscono il centro dell'industria pesante: in esse intorno alle miniere di carbone si concentrano acciaierie, cokerie, laminatoi. Altre industrie presenti nella zona sono quelle chimiche, del vetro, delle ceramiche, alimentari e di produzione di beni di consumo. Nel bacino si trovano alcune delle più grandi centrali termoelettriche della Germania: Goldesberg, Weisweiler, Fortuna. Data la forte presenza di stabilimenti chimici e siderurgici, la Ruhr ha conosciuto un elevato tasso di inquinamento atmosferico e idrico; oggi però, scrupolosi controlli e una serie di norme hanno permesso di migliorare le condizioni ambientali della regione. Nelle periferie delle città della Ruhr risiedono grosse comunità di immigrati turchi, giunti in Germania negli ultimi decenni; essi forniscono la manodopera per le attività piu faticose e meno remunerative. 
Questione della Ruhr 
Diretta conseguenza del mancato pagamento, da parte della Germania, dei danni di guerra stabiliti dal trattato di Versailles; la Francia d'accordo con il Belgio decise di occupare, nel 1921, le città di Dusseldorf, Duisburg, e Ruhrort a titolo di risarcimento. Pur vedendo occupate le proprie città, i tedeschi non modificarono la propria posizione e così gli alleati franco-belgi, d'accordo con gli italiani e nonostante l'opposizione della Gran Bretagna (gennaio 1923), decisero di occupare e assumere il controllo di tutte le fabbriche del bacino della Ruhr. L'occupazione provocò la resistenza passiva della popolazione tedesca e gli scioperi dei minatori e dei ferrovieri. Tutti i proventi economici che venivano dalle industrie e dai dazi doganali andarono in conto riparazioni. Diretta conseguenza di questo fu il crollo monetario tedesco che costrinse il primo ministro Stresemann a cedere (settembre 1923). Dopo gli accordi di Londra (agosto 1924), la Ruhr fu evacuata. L'umiliazione subita dalla Germania, le sofferenze che accompagnarono in seguito la popolazione e le tendenze separatiste alimentate dai francesi favorirono il sorgere e lo sviluppo del nazionalsocialismo hitleriano, senza che da tutto ciò la Francia traesse i benefici e i vantaggi che si era ripromessa. Dopo la seconda guerra mondiale (1948), Belgio, Gran Bretagna, Stati Uniti, Francia, Lussemburgo, Paesi Bassi stabilirono un nuovo statuto per la zona della Ruhr (conferenza di Londra) e istituirono l'Autorità internazionale della Ruhr, incaricata di distribuire il carbone, il coke e l'acciaio tra la Germania e gli altri Paesi (dal 1949). Con l'ingresso della Germania nella Comunità europea questo organismo venne sciolto. 

\ruìna, sf. Rovina. 

\Ruìnas Comune in provincia di Oristano (934 ab., CAP 09085, TEL. 0783). 

\Ruìni, Bartolomèo détto Meùccio (Reggio Emilia 1877-Roma 1970) Politico. Nel 1943 fondò il Partito democratico del lavoro. 

\Ruìni, Camìllo (Sassuolo, Modena 1931-) Cardinale italiano. È stato segretario della Conferenza Episcopale Italiana per cinque anni diventandone presidente nel 1991. Sempre nel 1991 è stato nominato provicario di Roma e, successivamente, cardinale. 

\Ruìno Comune in provincia di Pavia (895 ab., CAP 27040, TEL. 0385). 

\Ruiz Raúl (Puerto Montt 1941-) Regista cinematografico e teatrale cileno. Diresse Tre tristi tigri (1968), La vita è un sogno (1986) e L'isola del tesoro (1993). 

\Ruiz, Juan Noto anche come Arciprete di Hita (Alcal´ de Henares? ca. 1283-Hita, Guadalajara, ca. 1350) Poeta spagnolo. Tra le opere Libro del buon amore (1330-1343 ca.). 

\rullàggio, sm. Il rullare che fa un aeroplano in fase di decollo. 

\rullànte, sm. Tamburo di legno o di metallo a due pelli, utilizzato soprattutto nelle batterie di musica leggera. 

\rullàre, v. v. intr. Detto del suono cupo di un tamburo che viene battuto in modo veloce e cadenzato. 2 Percorso che fa un aeroplano sulla pista. 
v. tr. Comprimere con un rullo. 
  v. intr. 1 (tamburo) to roll. 2 (aereo) to taxi. 
  franc. rouler rotolare. 

\rullàta, sf. Il rullare. 

\rullatrìce, sf. Macchina per la curvatura di lamiere e profilati. 

\rullatùra, sf. 1 Compressione del terreno effettuata mediante passaggi con apposito rullo. 2 Lavorazione di lamiere volta a fornire un certo grado di curvatura. 
  deriv. da rullare

\rullétta, sf. In meccanica, curva piana che rotola senza strisciare su di una curva fissa (base) a cui è tangente. 

\rullìno, sm. Rotolino di pellicole fotografiche. 
  sm. 1 (pellicola) roll of film. 2 (fot.) spool. 

\rullìo, sm. Il rullare continuato del tamburo. 

\rùllo, sm. 1 Suono emesso dal tamburo percosso. 2 Cilindro da far scorrere, per vari usi. rullo inchiostratore, utilizzato in tipografia per stampare. 3 Generico oggetto di forma cilindrica. cuscinetto a rulli
  sm. 1 (di tamburo) roll. 2 (arnese cilindrico) roll, roller. 
  deriv. da rullare

\rum, sm. Liquore alcolico che si estrae dalla canna da zucchero. 
  sm. rum. 

\rùmba, sf. Danza molto vivace di origine cubana. 

\Rümelin, Max (Stoccarda 1861-Tubinga 1931) Filosofo del diritto. Considera la norma giuridica un riflesso diretto delle relazioni esistenti nella vita di un popolo. Tra le opere Die bindende Kraft der Gewohnheitsrechts und ihre Begründung (La forza vincolante del diritto consuetudinario e il suo fondamento, 1924). 

\rumèno, agg. e sm. Relativo alla Romania. 
  agg. e sm. Romanian. 

\ruminànte, agg. e sm. agg. Che rumina. 
sm. Chi rumina, specialmente riferito ad alcuni animali. 
  agg. e sm. ruminant. 

\Ruminànti Sottordine dei Mammiferi Artiodattili, che si caratterizzano in base alla forma dello stomaco, suddiviso in quattro parti, e alla digestione particolare. In genere hanno le corna (assenti negli individui femminili) con arti a due o quattro dita (solo due poggiano a terra), con zoccoli, e corpo peloso. Vivono in mandrie e sono erbivori (cammelli, antilopi, ovini, ecc.) 

\ruminàre, v. tr. Fare tornare il cibo dallo stomaco alla bocca per sottoporlo a nuova masticazione, tipico dei ruminanti. 
  v. tr. to ruminate. 

\ruminazióne, sf. Il ruminare. 

\rùmine, sm. Una delle quattro cavità dello stomaco dei ruminanti. 

\Rùmo Comune in provincia di Trento (822 ab., CAP 38020, TEL. 0463). 

\Rumòr, Mariàno (Vicenza 1915-1990) Politico. Dal 1964 al 1969 fu segretario della DC e in seguito fu cinque volte presidente del consiglio. 

\rumóre, sm. 1 Fenomeno acustico di natura irregolare, spesso sgradevole. ~ chiasso, frastuono, clamore. <> silenzio. 2 Diceria, chiacchiera.
  sm. 1 noise, sound. 2 (fig.) rumour. 3 (metallico) clang. 
  lat. rumor,-oris. 
In elettronica è il segnale presente all'uscita di un amplificatore quando non vi è alcun segnale in ingresso. Dipende da varie cause: in particolare il rumore termico è causato dall'agitazione termica dei componenti a temperatura diversa dallo zero assoluto, mentre quello dovuto ai semiconduttori è provocato dalla corrente che li attraversa (effetto Schottky). Analoghi disturbi influenzano notevolmente anche i radioricevitori nei quali, oltre ai rumori interni dovuti alle cause appena esposte, si associano i rumori esterni prodotti da perturbazioni atmosferiche e interferenze ambientali (come i relè collocati sulla rete di alimentazione e i dispositivi di accensione e di distribuzione dei motori a combustione interna collocati in prossimità dell'impianto ricevente) che vengono captati dall'antenna e amplificati dal ricevitore stesso. 

\rumoreggiàre, v. intr. 1 Fare rumore. 2 Fare rumore in segno di disapprovazione. ~ protestare. <> acclamare. 
  v. intr. to be in an uproar. 

\rumorìo, sm. Rumore confuso, indistinto. 

\rumorìsta, sm. (pl.-i) Tecnico cinematografico addetto alla produzione degli speciali effetti sonori che verranno inseriti in un film. 

\rumorosità, sf. L'essere rumoroso. 

\rumoróso, agg. Che fa molto rumore. ~ chiassoso. <> silenzioso. 
  agg. 1 noisy. 2 (chiassoso) loud. 

\rùna, sf. Segni grafici dell'antico alfabeto delle popolazioni germaniche. 

\runabout, sm. invar. Motoscafo da diporto piuttosto veloce con motore entrobordo. 
  inglese to run about correre in giro. 

\Runcìnidi Famiglia di piccoli Molluschi Gasteropodi opistobranchi in genere privi di conchiglia. 

\Runge, Carl (Brema 1856-Gottinga 1927) Matematico tedesco. Ideò un metodo di approssimazione per la soluzione delle equazioni differenziali. 

\Runge, Friedlieb Ferdinand (Billwärder 1794-Oranienburg 1867) Chimico tedesco. Nel 1821 scoprì la caffeina e altri componenti del catrame di carbon fossile. 

\Runge, Philipp Otto (Wolgast 1777-Amburgo 1810) Pittore tedesco. Tra le opere I ragazzi Hulsenbeck (1805, Amburgo, Kunsthalle) e Mattino (1808-1809, Amburgo, Kunsthalle). 

\rùnico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alle rune. 

\Running (Il vincitore) Film drammatico, canadese (1979). Regia di Steven Hilliard Stern. Interpreti: Michael Douglas, Susan Anspach, Lawrence Dane. Titolo originale: Running 

\ruolìno, sm. 1 Lista di persone o di materiali. 2 Elenco dei componenti di una colonna militare in marcia. 

\ruòlo, sm. 1 Elenco di nomi di persone o di cose. ~ organico. ruoli dell'esercito, ordinamento dell'esercito. 2 Parte sostenuta da un attore in una rappresentazione o da un personaggio in un'opera culturale in genere. 3 Funzione assunta o raggiunta o … da una persona, un ente, un fatto, … all'interno di un gruppo, un'organizzazione, una vicenda, … Gianni gioca un ruolo importante, il ruolo di questo concetto è fondamentale, Luigi gioca nel ruolo di attaccante. 4 Registro in cui si annotano in modo ordinato dei fatti. ruolo delle cause, in tribunale, elenco delle cause da dibattere.
  sm. 1 (elenco) list, roll. 2 (teatrale) role, part. 3 (a ruolo, permanente) permanent. 
  franc. role, dal lat. tardo rotulus

\ruòta, sf. 1 Parte meccanica che, girando sul proprio asse, facilita il movimento di veicoli. a ruota libera, senza alcun freno. 2 Strumento circolare a raggi per manovrare a mano il timone. 3 Disco girevole orizzontale che serve al vasaio per dar forma ai vasi. 4 Disco che nelle antiche armi da fuoco serviva per produrre per strofinamento la scintilla che accendeva l'innesco. 5 Oggetto di forma circolare. 6 Tipo di pasta secca. 
  sf. 1 wheel. 2 (a forma di ruota) circular. 
  lat. rota
L'invenzione della ruota viene fatta risalire al 3500 a. C. circa, in quanto la più antica testimonianza della sua presenza nella civiltà umana è costituita da una sua rappresentazione in un antico mosaico della Mesopotamia. La ruota era costituita da un disco pieno in legno. Solo nel 2500 a. C. alla ruota viene applicato un cerchione in rame. Per arrivare alla ruota a razze, occorre attendere fino al 2000 a. C, sempre in Mesopotamia, e al I millennio a. C. in Egitto, in Cina e nella civiltà cretese. Nel 1000 a. C. la ruota fa la sua prima apparizione in Europa settentrionale. 

\ruotànte => "rotante" 

\ruotàre, v. v. tr. 1 Volgere in giro. ~ rotare, roteare. routare gli occhi
v. intr. 1 Muoversi con moto circolare. ~ girare, piroettare. i pianeti ruotano attorno al Sole. 2 Descrivere una traiettoria circolare. 
  v. tr. e v. intr. 1 to rotate. 2 (di astri) to revolve. 

\Ruòti Comune in provincia di Potenza (3.777 ab., CAP 85056, TEL. 0971). 

\ruotìno, sm. Utilizzato nella locuzione ruotino di scorta che indica una piccola ruota che viene posta su molte autovetture al posto della ruota di scorta allo scopo di ridurre il consumo di carburante determinato dal peso della stessa e con le quale si deve mantenere una velocità ridotta, non superiore agli ottanta chilometri orari. 

\rùpe, sf. Roccia scoscesa. ~ picco. 
  sf. rock, cliff. 

\Rupèrto (? 650-Salisburgo ca. 718) Vescovo di Worms e di Salisburgo. Santo, patrono della Baviera. Fondò il monastero di San Pietro, intorno a cui si sarebbe sviluppata la città di Saliburgo. La sua festa si celebra il 27 marzo. 

\rupèstre, agg. Relativo alle rupi, costituito da rupi. 

\rupìa, sf. Unità monetaria in uso in alcuni Stati asiatici. 

\rupìcola, sf. Genere di Uccelli Passeriformi, appartenenti alla famiglia dei Cotingidi, a cui appartengono due specie, una diffusa in Brasile e sui monti della Guaiana (Rupicola rupicola) e l'altra originaria delle Ande (Rupicola peruviana). 

\rupìcolo, agg. Detto di animali o piante che vivono sulle rocce. 

\Rur Fiume (248 km) dell'Europa centrale. Nasce in Belgio dai monti Hohes Venn e confluisce nella Mosa a Roermond. Attraversa parte della Renania e del Limburgo. 

\ruràle, agg., sm. e sf. agg. Relativo alla campagna. 
sm. e sf. Chi lavora i campi o abita in campagna. 
  agg. country, rural. 
  lat. tardo ruralis, deriv. da rus, ruris campagna. 

\Rusalka Fiaba lirica in tre atti di A. Dvor´k, libretto proprio e di J. Kvapil (Praga, 1901). 

\ruscellaménto, sm. Lo scorrere delle acque in piccoli rivoli prima di incanalarsi in fiumi o torrenti. 

\ruscellàre, sm. Scorrere come un ruscello. 

\ruscéllo, sm. Piccolo corso d'acqua. ~ torrentello. 
  sm. stream, brook. 

\Ruscóni, Edìlio (Milano 1916-1996) Fondatore nel 1956, a Milano, dell'omonima casa editrice. 

\Ruse Città (190.000 ab.) della Bulgaria, sul Danubio. Capoluogo del distretto omonimo. 

\rush, sm. invar. Sforzo finale che si compie per riuscire in una competizione. 

\Rushdie, Salman (Bombay 1947-) Romanziere indiano. Studiò a Cambridge. Ottenne un notevole successo con I figli della mezzanotte (1981) ispirato ai problemi dell'India moderna. Il lavoro successivo La vergogna (1983) rivela influenze surrealiste. La pubblicazione del libro Versetti satanici (1988) ha segnato profondamente la vita di Rushdie in quanto, ritenuto dai musulmani blasfemo, è stato vietato in numerosi paesi di osservanza islamica e ha attirato sull'autore la condanna a morte. Nonostante le scuse pubbliche e la riaffermazione dell'obbedienza all'Islam proclamate dall'autore, la condanna è stata ritirata solo nel dicembre del 1997 dalle autorità politiche, rimanendo ancora in vigore per quelle religiose. Imbevute profondamente della cultura indiana, le sue storie si presentano talvolta enigmatiche per il lettore occidentale. La sua opera è continuata negli ultimi anni con Harun e il mar delle storie (1990) e L'ultimo sospiro del Moro (1995). 

\Rusian e Lyudmila Poema di A. S. Puskin (1820). 

\Ruskin, John (Londra 1819-Coniston, Lancashire 1900) Critico d'arte. Tra le opere Le sette lampade dell'architettura (1849) e Le pietre di Venezia (1851-1853). 

\rùspa, sf. Macchina per l'escavazione, lo sgretolamento e il trasporto della terra. 
  sf. excavator. 

\ruspànte, agg. Pollo allevato in modo tradizionale. 

\ruspàre, v. v. tr. Scavare o livellare con la ruspa. 
v. intr. Razzolare di polli. 

\ruspìsta, sm. e sf. Addetto alla guida di ruspe. 

\rùspo, agg. e sm. agg. Ruvido, detto in particolare di moneta appena coniata. ~ scabro. 
sm. 1 Moneta, soldo. 2 Al plurale, soldi, quattrini. ~ denari. 

\Rùspoli Lago (551 km2) dell'Etiopia, nell'Acrocoro Etiopico. Poco profondo e privo di emissari. 

\russànte, agg. Relativo ai rantoli che si possono sentire auscultando il torace in corrispondenza della trachea e dei grossi bronchi quando questi ultimi sono ricoperti da essudato denso. 

\russàre, v. intr. Fare rumore nel respirare dormendo. ~ ronfare. 
  v. intr. to snore. 
  longob. hruzzan. 

\Russell, Bertrand Arthur William (Trelleck 1872-Pernhyndeudraeth 1970) Filosofo, matematico, logico e scrittore inglese. Personaggio di vastissimi interessi, anticonformista e pacifista convinto, si adoperò attivamente per il disarmo nucleare. In matematica costruì la logica simbolica, il cui programma (logicismo) venne espresso nei Principia mathematica, partendo dall'opera di G. Peano e cercando di superare le antinomie delle teorie di G. Cantor e G. Frege. Tra le altre opere, sono da ricordare I problemi della filosofia (1912), Il culto di un uomo libero (1917), Introduzione alla filosofia matematica (1918), Pratica e teoria del bolscevismo (1920), Sull'educazione (1926), Perché non sono cristiano (1927), Matrimonio e morale (1929), La conquista della felicità (1930), Educazione e ordine sociale (1932), Elogio dell'ozio (1935), Significato e verità (1940), La conoscenza umana, il suo fine e i suoi limiti (1948), L'impatto della scienza sulla società (1952), Logica e conoscenza (1956), Autobiografia (1967-1969). Spirito libertario e illuminista ha associato all'impegno civile i lavori di filosofia e logica matematica e un'attività di analisi sociale e di divulgazione il cui stile costituisce un modello di chiarezza e di vivacità. Nel 1950 venne insignito del premio Nobel per la letteratura. 

\Russell, Henry Norris (Oyster Bay 1877-Princeton 1957) Astronomo statunitense. Compì importanti studi sull'evoluzione stellare e sugli spettri delle stelle. Studiò a Princeton e quindi in Europa, a Cambridge. Insegnò astronomia a Princeton. Indipendentemente da Hertzsprung, giunse a classificare le stelle in giganti e nane e alla costruzione di un diagramma (noto come diagramma di Hertzsprung-Russell) che mette in relazione la magnitudine assoluta delle stelle con la loro classe spettrale. Scrisse assieme a Dugan e Stewart un trattato di astronomia e il libro Il sistema solare e la sua origine (1935). 

\Russell, Jane (Bedmidji, Minnesota 1921-) Attrice teatrale e cinematografica statunitense. Tra le sue interpretazioni cinematografiche, Il mio corpo ti scalderà (1943), un film western di sapore erotico, e la commedia musicale Gli uomini preferiscono le bionde (1953) di H. Hawks, in coppia con Marilyn Monroe. 

\Russell, John (Londra 1792-Pembroke Lodge 1878) Parlamentare e leader del partito whig. Nel governo Aberdeen fu ministro degli esteri nel 1852 e la sua politica portò alla guerra di Crimea. Fu ancora ministro degli esteri nel governo Palmerston, si espresse favorevolmente sull'unità italiana e mantenne la neutralità nei confronti della guerra di secessione americana. Fu primo ministro dal 1846 al 1852 e dal 1865 al 1866. 

\Russell, Ken (Southampton 1927-) Regista cinematografico inglese. Diresse Donne in amore (1970), I diavoli (1971), China Blue (1984), Gothic (1987), L'arcobaleno (1988), L'ultima Salomè (1988), Whore-Puttana (1990), Oltre la mente (1996). 

\Rùssi Comune in provincia di Ravenna (10.879 ab., CAP 48026, TEL. 0544). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi e frutta) e industriale (prodotti meccanici e alimentari). Vi si trova una villa contenente mosaici dell'epoca augustea. Gli abitanti sono detti Russiani

\Rùssia Repubblica estesa nell'Europa nordorientale e su tutta l'Asia settentrionale. La parte settentrionale si affaccia sui mari di Barents, di Kara, di Leptev, della Siberia orientale e di Cukci; superato lo stretto di Bering, le coste orientali si affacciano al Mare di Bering, all'oceano Pacifico, al Mare di Ohotsk e al Mare del Giappone; a sud la Russia confina con la Cina, il Kazakistan, l'Azerbaigian, la Georgia e si affaccia sul mar Caspio; a ovest confina con l'Ucraina, la Bielorussia, la Lettonia, l'Estonia, la Finlandia e si affaccia per un breve tratto al golfo di Finlandia, sul Baltico. Un'enclave russa (la provincia di Kaliningrad) si colloca sul Mar Baltico, tra Lituania e Polonia. La Russia possiede inoltre nel Mar Glaciale Artico le isole di Kolgujev, della Novaja Zemlja, della Severnaja Zemlja e di Wrangel, gli arcipelaghi di Francesco Giuseppe e della Nuova Siberia; nell'oceano Pacifico possiede le isole di Sahalin e i gruppi delle Curili (il cui possesso è contestato dal Giappone) e del Commodoro. 
Il territorio della Russia risulta molto articolato, data la sua enorme estensione; una prima distinzione può essere considerata quella tracciata dagli Urali, che delimitano a ovest la sezione europea, agganciata alla regione caucasica, e a est la Siberia occidentale e orientale. 
La parte europea, fino agli Urali è sostanzialmente formata da un'unica grande pianura (pianura russa o sarmatica) lievemente movimentata al centro dal Rialto del Valdaj, dal Rialto Centrale Russo e dalle alture del Volga. 
La regione scende a sud verso il mar Nero e il mar Caspio, attraversata dal corso lento dei grandi fiumi: il Don, il Volga, e l'Ural. Le conche del mar Caspio e del mar Nero sono sovrastate dalla catena del Caucaso. 
La Russia asiatica è occupata dalla regione siberiana. Dal punto di vista del territorio, la Siberia presenta tratti molto vari, essendo forse il clima l'unico denominatore comune di un'area tanto vasta. 
Si possono innanzitutto distinguere nettamente la Siberia Occidentale (o bassopiano siberiano) dall'altopiano della Siberia Centrale e dalla sezione più orientale o Estremo Oriente russo. 
La Siberia Occidentale è costituita fondamentalmente da un ininterrotto bassopiano, praticamente piatto per circa 2.000 km, delimitato a ovest dagli Urali, a sud dalle alture del Kazakistan, dalle catene dell'Altaj e dei monti Saiani, a est dai bordi dell'altopiano della Siberia Centrale; questa regione è percorsa da grandi fiumi, principalmente dall'Ob e dai suoi affluenti, fra cui l'Irtys, e dallo Jenisej. 
La Siberia Centrale presenta una conformazione montagnosa, variamente articolata, ma configurata sostanzialmente come un vasto altopiano che si eleva a sud in massicce catene montuose, che separano la Siberia Centrale dai tavolati mongoli. Nell'insieme si tratta di un ambiente spiccatamente nordico, aspro e inospitale, a tutt'oggi quasi disabitato, per quanto ricchissimo di risorse minerarie. 
La Siberia orientale è occupata, dal corso del fiume Lena al Pacifico, da una successione di gruppi montuosi (i monti Verhojansk, i Cerski con la vetta del Pobeda, 3.174 m, la catena dei Kolyma); all'estremità nordorientale si stende la penisola del Cukci, dominata dal gruppo dell'Amadyr e in direzione sud si stende un'altra penisola, quella di Kamcatka, costellata di vulcani, di cui una decina attivi. 
I fiumi della Russia europea tributano principalmente al mar Caspio, in parte al mar Nero e in parte al Mar Glaciale Artico. 
Il Volga con gli affluenti Oka e Koma raccoglie la maggior parte delle acque di tutta la pianura compresa tra il Rialto Centrale Russo e gli Urali; l'Ural sfocia anch'esso nel mar Caspio. Il maggior tributario del mar Nero è il Don, che drena col suo affluente Donec la sezione meridionale del Rialto Centrale Russo. Minore importanza e sviluppo hanno i fiumi che volgono verso nord; i laghi Ladoga e Onega sono i più estesi d'Europa. 
Nella Russia asiatica i fiumi sono quasi tutti diretti verso il Mar Glaciale Artico. I principali sono l'Ob e lo Jenisej, la Lena, il Kolyma e il Cerski. Unico importante tributario del Pacifico è l'Amur, che traccia un lungo tratto del confine con la Cina settentrionale. 
Il lago più esteso è il Bajkal, non lontano dal confine mongolo. 
Il clima è nettamente continentale e pressoché uniforme, con estati calde (salvo naturalmente le zone più settentrionali dove le temperature sono costantemente basse) e inverni assai freddi e lunghi. 
La città principale, capitale della Russia, è Mosca che con circa 9 milioni di abitanti è anche una delle grandi metropoli del mondo, ricca di monumenti, musei e istituti culturali. 
Seconda città della Russia è San Pietroburgo, l'ex capitale zarista, principale porto del paese, e sede di industrie (chimiche, meccaniche, alimentari). 
Altri porti molto attivi sono Arcangelo, sul Mar Bianco e Murmansk sul Mare di Barents, il cui porto grazie all'influsso della Corrente del Golfo, è libero tutto l'anno dai ghiacci. 
Nel bacino del Volga sorgono grosse città industriali, come Niznij Novgorod, Kazan, Samara, Saratov, Caricyn e Astrahan. 
A est degli Urali le principali città industriali sono Ufa, Jekaterinburg e Celjabinsk. 
Verso est le grandi città sorgono lungo la ferrovia transiberiana, tra queste Omsk, Novosibirsk, la capitale della Siberia, importante centro minerario, Novokuzneck, Prokopjevsk, Kemerovo, Irkutsk, Ulam-Ude, Habarovsk, fino a Vladivostok, capolinea della linea ferroviaria e attivo porto sul Pacifico. 
Nonostante la caduta del regime comunista e lo scioglimento dell'Unione Sovietica nel 1991, la Russia rimane uno degli stati potenzialmente più ricchi del mondo per ampiezza di territorio e abbondanza di materie prime e risorse naturali. 
Le coltivazioni più diffuse sono quelle cerealicole, particolarmente frumento, e inoltre mais, orzo, segale e avena. 
Notevole è la produzione delle patate, di alcuni ortaggi e del lino, mentre le colture di frutta e vite sono praticate solo sul mar Nero e in una ristretta fascia del Caucaso. 
Fondamentali sono le coltivazioni industriali, quali la barbabietola da zucchero, le piante oleaginose e il cotone. 
L'allevamento è in buona parte di tipo brado e utilizza gli estesissimi, ma non sempre ricchi, pascoli naturali. 
La Russia è anche un buon produttore di ovini, caprini, cammelli, suini, cavalli e volatili da cortile. 
Nella regione siberiana hanno tuttora rilievo l'allevamento delle renne e degli animali da pelliccia (volpi, visoni e soprattutto i pregiatissimi zibellini, di cui la Russia è l'unico produttore mondiale). 
Il paese possiede il più vasto patrimonio forestale della terra, da cui trae un'ingente produzione annua di legname. 
Assai redditizia la pesca, sia marittima, che lacustre e fluviale (merluzzi, acciughe e aringhe nei mari nordici, storione, da cui si trae il famoso caviale russo, nel basso Volga). 
Un cospicuo sviluppo ha registrato tutta l'attività industriale, soprattutto nel settore siderurgico e in quello minerario. Grazie all'abbondanza di minerali di ferro e carbon fossile, la Russia figura tra i maggiori produttori mondiali di ghisa, ferro e leghe di acciaio. 
Si estraggono inoltre cromo, nichel, rame, piombo, zinco, bauxite, stagno in quantità sufficienti a soddisfare la domanda dell'industria interna. 
Alla tradizionale fonte di energia rappresentata dal carbone, si sono aggiunti il petrolio e il gas naturale, estratti in quantità crescenti. La Russia dispone inoltre di notevoli riserve di minerali radioattivi. La produzione di uranio ha favorito l'installazione di numerose centrali nucleari. 
Molto rilevante è il settore meccanico, particolarmente del comparto pesante e di quello relativo alla produzione di mezzi di trasporto: materiale ferroviario, macchinari agricoli, autoveicoli e cantieri navali; avanzata è pure l'industria aeronautica; attiva quella degli elettrodomestici e degli strumenti di precisione. 
I comparti più attivi del settore chimico sono quello dei fertilizzanti, della gomma sintetica e del settore petrolchimico. 
Attivo è il settore tessile, sia cotoniero, sia laniero; ben avviata la produzione delle fibre artificiali. 
Ben consolidata è la produzione di beni di consumo, in particolare di alimentari, date anche le dimensioni della produzione agricola; impianti molitori, conservifici, birrifici, oltre a zuccherifici e impianti lattiero-caseari. 
Sullo sfruttamento delle vaste foreste si basa l'industria del legno, una delle più fiorenti tra quelle russe, che dispone di numerose segherie, mobilifici e cartiere. 
STORIA La storia della Russia diventa significativa verso l'VIII sec. d. C. con i vareghi, di origine normanna, che dominano le due vie del commercio tra il Baltico e il mar Nero, lo Dniepr e il Volga. Rurik (862) si stabilisce a Novgorod e Oleg, principe rurikide, fonda lo stato di Kiev. Vladimiro I (980-1015) impone ai suoi sudditi il Battesimo della Russia. Sotto Iaroslav il saggio (1019-1054) la Russia di Kiev conosce una brillante civiltà, ispirata da Bisanzio. Le incursioni dei nomadi provocano però la fuga di una parte della popolazione verso la Galizia, la Volinia o il nord-est. Nel 1169 Vladimir viene scelta per capitale del secondo stato Russo, il principato di Vladimir-Souzdal. I mongoli (1235-1240) conquistano tutto il paese, con l'eccezione dei principati di Pskov e di Novgorod. La Russia centrale passa più di due secoli sotto il dominio dell'Orda d'Oro. 
Nel XIV sec. comincia a precisarsi una differenziazione tra bielorussi, piccoli russi (o ucraini) e grandi russi e il principato di Mosca acquisisce la supremazia sugli altri principati russi. Nel 1380 Dimitri Donskoi (1362-1389) è vittorioso sui mongoli a Koulikovo e sotto il regno di Vassili II la Chiesa russa respinge l'unione con Roma. Ivan III (1462-1505), che prende il titolo di autocrate, organizza uno stato potente e centralizzato che mette fine alla sovranità mongola (1480). Ivan IV (1583-1584) è proclamato zar e riconquista i khanati di Kazan e di Astrakhan, ma nel 1598 alla morte di Fiodor I, la dinastia rurikide si estingue. Dopo il regno di Boris Godunov (1598-1605) la Russia conosce torbidi politici e sociali e viene invasa dagli svedesi e dai polacchi. Michele Fedorovic (1613-1645) fonda la dinastia dei Romanov e sotto Alexis Mikhailovitch, l'annessione dell'Ucraina orientale avvia una guerra con la Polonia (1654-1667). Nel 1649 il codice istituisce la servitù della gleba. Nel 1666 la condanna dei vecchi credenti da parte della Chiesa ortodossa russa provoca lo scisma, o Raskol
Dopo aver escluso dal potere la reggente Sofia (1689), Pietro il Grande avvia l'occidentalizzazione del paese al quale dona un accesso al Baltico e una nuova capitale, San Pietroburgo. Egli crea l'impero russo nel 1721. Sotto i suoi successori, Caterina I (1725-1727), Pietro II (1727-1730) e Anna Ivanovna (1730-1740), la sua opera non viene messa in discussione, mentre con Elisabetta Petrovna si sviluppa l'influenza francese. Caterina II (1762-1796) porta avanti una politica prestigiosa e di espansione e con il trattato di Kutchuk-Kainardji (1774) la Russia ottiene un accesso al mar Nero; con le tre spartizioni della Polonia acquisisce la Bielorussia, l'Ucraina occidentale e la Lituania, ma l'aggravarsi delle condizioni della servitù della gleba provoca la rivolta di Pugachev (1773-1774). Con Paolo I la Russia aderisce alle due prime coalizioni contro la Francia e nel 1807 Alessandro I (1801-1825) conclude con Napoleone il trattato di Tilsit. Nel 1809 la Russia annette la Finlandia. Nel 1812 viene avviata la cosiddetta guerra patriottica contro l'invasore francese. 
Dopo il congresso di Vienna la Russia aderisce alla Santa Alleanza e Nicola I prosegue l'espansione nel Caucaso (1828) e reprime la rivoluzione polacca del 1831 e l'insurrezione ungherese del 1849. L'intellighenzia si divide in slavofili e occidentalisti. Durante la guerra di Crimea (1854-1856) la Russia è sconfitta dalla Francia e dalla Gran Bretagna, alleate dell'impero ottomano. 
Nel 1860 la Russia annette la regione compresa tra l'Amur, l'Ussuri e il Pacifico, quindi conquista l'Asia centrale (1865-1897). Alessandro II (1855-1881) affranca i servi, che rappresentano ancora un terzo della popolazione contadina, e istituisce gli zemstvo. Queste riforme non soddisfano l'intellighenzia rivoluzionaria che aderisce al nihilismo e successivamente al populismo. Nel 1878 il congresso di Berlino limita l'influenza acquisita dalla Russia nei Balcani grazie alle sue vittorie sugli ottomani. Dopo l'assassinio di Alessandro II, Alessandro III limita l'applicazione delle riforme del regno precedente e persegue rispetto agli stranieri una politica di russificazione e di proselitismo ortodosso. Il paese conosce una rapida industrializzazione alla fine degli anni 1880. Nel 1898 viene fondato il Partito Operaio Social-Democratico Russo (POSDR) e nel 1901 viene creato il Partito Social-Rivoluzionario (SR). Nel 1905, dopo il disastro della guerra russo-giapponese, l'agitazione per ottenere una costituzione e gli scioperi portano lo zar a promettere la convocazione di una Duma di Stato. Nel 1907 la modifica della legge elettorale consente l'elezione della terza duma, detta Duma dei signori. La Russia si avvicina alla Gran Bretagna, per formare con essa e la Francia la Triplice Intesa. La Russia, impegnata nella prima guerra mondiale, subisce pesanti perdite durante le offensive austro-tedesche in Polonia, in Galizia e in Lituania e nel 1917 la rivoluzione di febbraio abbatte lo zarismo; la rivoluzione di ottobre dà il potere ai bolscevichi. 
All'indomani della rivoluzione di ottobre viene formato il Consiglio dei Commissari del popolo, composto esclusivamente da bolscevichi e presieduto da Lenin e nel 1918 viene proclamata la Repubblica Socialista Federativa Sovietica Russa (RSFSR). La guerra civile oppone l'Armata Rossa alle Armate Bianche. Viene instaurato il comunismo di guerra e si procede a nazionalizzazioni generalizzate. Nel 1919 viene fondata a Mosca l'internazionale comunista. Viene adottata la nuova politica economica (NEP) e nel 1922 Stalin diventa segretario generale del partito comunista. La Russia, la Transcaucasia (formata dall'unione dell'Azerbaigian, dell'Armenia e della Georgia), l'Ucraina e la Bielorussia si uniscono in seno all'URSS: Stalin (1925-1927) elimina dalla direzione del partito Zinovev, Kamenev e Trotski. 
Il primo piano quinquennale assegna la priorità all'industria pesante e avvia la collettivizzazione massiccia delle campagne. Nel 1936 una nuova costituzione precisa l'organizzazione dell'URSS in undici repubbliche federate: Russia, Ucraina, Bielorussia, Kazakhistan, Kirghizistan, Uzbekistan, Tagikistan, Turkemenistan, Armenia, Azerbaigian, Georgia. L'URSS (1939-1940) annette la Polonia orientale, gli stati baltici, la Carelia, la Bessarabia e la Bucovina del nord. L'anno dopo il paese è attaccato dalla Germania che viene sconfitta (1943) con la battaglia di Stalingrado. Nell'ultima parte del conflitto le forze sovietiche dilagano in Europa orientale e, conformemente agli accordi di Yalta (febbraio 1945), occupano la parte orientale della Germania. 
Nel dopoguerra inizia la guerra fredda con il blocco occidentale. Dopo la morte di Stalin (1953) Kruscev è eletto primo segretario del partito e nel 1955 l'URSS firma con sette democrazie popolari il patto di Varsavia. Le relazioni con la Cina iniziano a deteriorarsi. Nel 1956 l'esercito sovietico reprime il tentativo di liberalizzazione dell'Ungheria. Nel 1957 viene lanciato il primo satellite artificiale della terra (Sputnik I). Nel 1962 l'installazione a Cuba di missili sovietici provoca una grave crisi con gli Stati Uniti. Nel 1964 Kruscev viene destituito; Breznev lo sostituisce alla testa del partito. Nel 1968 l'URSS interviene militarmente in Cecoslovacchia. L'URSS firma gli accordi Salt I e Salt II (1972-1979), che cercano di limitare la corsa agli armamenti nucleari. Nel 1979 le truppe sovietiche occupano l'Afghanistan. Nel 1982 alla morte di Breznev, Andropov diventa segretario generale del partito; alla sua morte nel 1984 gli succede Cernenko. 
Gorbaciov assume la direzione del partito e intraprende il rinnovamento dei suoi quadri (1985-1987). Egli avvia un rinnovamento generale (perestroika) promuovendo riforme in vista di una maggiore efficienza economica e di una democratizzazione delle istituzioni e rilancia la destalinizzazione. Gorbaciov rinnova il dialogo con gli Stati Uniti (incontri con Reagan), con i quali firma (1987) un accordo per l'eliminazione dei missili di media portata in Europa. Dopo il 1988 l'URSS ritira le proprie truppe dall'Afghanistan (febbraio 1989) e si riavvicina alla Cina. Si tengono le prime elezioni a candidature multiple (marzo 1989). Esplodono le rivendicazioni nazionali, in particolare nei paesi baltici e nel Caucaso. Le tensioni tra le nazionalità si aggravano in Armenia e in Azerbaigian. Nel 1990 il ruolo dirigente nel partito è abolito e viene instaurato un regime presidenziale. Gorbaciov è eletto alla presidenza dell'URSS dal congresso dei deputati del popolo (marzo). L'URSS, firmando il trattato di Mosca, accetta l'unificazione della Germania. La disorganizzazione economica, che mette in discussione l'efficacia delle riforme volte all'instaurazione di un'economia di mercato, e le tensioni tra il governo centrale e le repubbliche federali minacciano la sopravvivenza della federazione sovietica. 
Nel 1991 il tentativo di colpo di stato dei conservatori contro Gorbaciov fallisce grazie alla resistenza condotta da B. Eltsin (agosto). Il ripristino dell'indipendenza dei paesi baltici (Estonia, Lettonia e Lituania), riconosciuti dalla comunità internazionale (settembre), è seguito dalla dissoluzione dell'URSS e dalle dimissioni di Gorbaciov (dicembre). La Russia, l'Ucraina, la Bielorussia, la Moldavia, le repubbliche dell'Asia centrale e quelle del Caucaso (eccetto la Georgia), che hanno proclamato la loro indipendenza, creano la Comunità di Stati Indipendenti (CSI). Essa succede all'URSS come potenza nucleare e come membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. Conflitti di interesse la oppongono all'Ucraina (statuto della Crimea, controllo della flotta del mar Nero) e alla Georgia che rifiuta di aderire alla CSI. All'interno, l'introduzione dell'economia di mercato comporta un forte rialzo dei prezzi e l'aggravarsi della povertà e della corruzione. Il governo centrale deve confrontarsi con la volontà di indipendenza di vari popoli della regione del Volga e del Caucaso del nord (in particolare i ceceni) e con lo sviluppo dei poteri regionali in tutta la Federazione. Nel 1993 B. Eltsin scioglie il Soviet Supremo (settembre) e, di fronte alla ribellione dei deputati, fa intervenire l'esercito (ottobre). In dicembre egli organizza elezioni legislative e un referendum su un progetto di costituzione, che viene adottato. Le elezioni consacrano l'ascesa dell'estrema destra nazionalista, che arriva in seconda posizione dopo la coalizione che raccoglie i riformatori sostenitori di Eltsin. Il partito comunista e i suoi alleati ottengono un terzo dei seggi. La Russia riceve l'adesione della Georgia alla CSI. Nel 1994 la Russia, l'Ucraina e gli Stati Uniti firmano un accordo sullo smantellamento dell'arsenale nucleare presente in Ucraina. Eltsin procede a una riorganizzazione della politica economica (ricerca di un equilibrio tra il ritmo delle riforme e il loro costo sociale) e rafforza il ruolo della Russia nell'antico spazio sovietico e nei Balcani. A partire da dicembre, fa intervenire l'esercito contro gli indipendentisti ceceni. Nel dicembre 1995 le elezioni legislative sono contrassegnate da un ritorno in forze dei comunisti che, con i loro alleati, controllano la metà della Duma. Eltsin nel 1996 è comunque riconfermato presidente. 
Abitanti-147.900.000 
Superficie-17.075.400 km2 
Densità-8,7 ab./km2 
Capitale-Mosca 
Governo-Repubblica presidenziale 
Moneta-Rublo 
Lingua-Russo 
Religione-Russo-ortodossa con minoranze cristiane, musulmane, buddhiste e ebraiche 

\Russian e Ludmilla Opera in cinque atti di M. Glinka, dal poema di A. Puskin (San Pietroburgo, 1842). 

\rùsso, agg. e sm. agg. Relativo alla Russia. 
sm. Abitante o nativo della Russia. 
  agg. e sm. Russian. 

\Rùsso, Luìgi (Delia, Caltanissetta 1892-Marina di Pietrasanta, Lucca 1961) Critico letterario. Tra le opere Giovanni Verga (1919), Machiavelli (1945) e Ritratti e disegni storici (1946-1953). 

\Rùsso, Vincènzo (Palma di Campania, Napoli 1770-Napoli 1799) Politico. Di idee socialiste radicali, fu esiliato nel 1795; tornò a Napoli alla proclamazione della repubblica. Fu condannato a morte e giustiziato al ritorno dei Borboni (1799). 

\Rùssolo, Luìgi (Portogruaro 1885-Cerro di Laveno 1947) Pittore. Tra le opere Case+luce+cielo (1912, Basilea, Kunstmuseum). 

\rùssula, o rùssola, sf. Genere di Funghi Basidiomiceti appartenenti alla famiglia delle Russulacee che comprendono specie quasi tutte commestibili. ~ rossola. 

\Rusteghi, I Commedia di C. Goldoni (1760). 

\rusticàggine, sf. L'abitudine d'essere non socievole. 

\rusticàle, agg. Rusticano. 

\rusticàno, agg. Da contadino, contadinesco. 
  lat. rusticanus, deriv. da rusticus. 

\rustichézza, sf. Modo rustico, zotichezza. 

\rusticità, sf. L'essere rustico, rustichezza. 
  lat. rusticitas,-atis. 

\rùstico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. 1 Relativo alla campagna, appartenente alla campagna. ~ campagnolo. <> cittadino. stile rustico. 2 Non completato del tutto. facciata rustica di un edificio, senza intonaco. 
sm. 1 Fabbricato di campagna adibita ad alloggio o a rimessa per il ricovero degli attrezzi. ~ fienile, casa colonica. 2 Abitante della campagna. 
  agg. 1 country. 2 (rozzo) rustic. 
  lat. rusticus, deriv. da rus, ruris campagna. 

\Rut Nome di un libro della Bibbia in cui si narra la storia della donna moabita omonima. 

\rùta, sf. Angiosperma (Ruta graveolens) della famiglia delle Rutacee e dell'ordine delle Terebintali. Suffrutice dall'intenso odore, cresce nei luoghi incolti. 

\Rutàcee Famiglia di piante per lo più arbustacee e arboree, appartenenti all'ordine delle Terebintali, diffuse nelle zone temperate e tropicali. 

\Rutàli Nella classificazione di Engler, ordine di piante a cui appartengono dodici famiglia tra le quali le rutacee e meliacee. 

\Rutebeuf (-ca. 1285) Poeta e drammaturgo francese. Tra le opere Nove gioie di Nostra Signora e Il miracolo di Teofilo

\rutèni Antica popolazione della Gallia che occupava parte della Celtica e parte della Provincia lungo il corso del Tarn. Nel 52 a. C. aderirono alla ribellione di Vercingetorige. 

\rutènio, sm. Elemento chimico, simbolo Ru, numero atomico 44, peso atomico 101,11, scoperto da Claus nel 1845. Di colore grigio scuro o bianco, in natura si trova misto al platino, ma è molto scarso sulla terra. Viene impiegato nella sintesi dell'ammoniaca e di alcuni idrocarburi, essendo un ottimo catalizzatore. 

\rutèno, agg. e sm. agg. 1 Appartenente alle chiese cattoliche di rito bizantino slavo. 2 Appartenente alla chiesa cattolica rutena. 
agg. e sm. Ucraino. 

\rutherford, sm. invar. Unità di misura della radioattività, poco usata, corrispondente alla quantità di elemento radioattivo in cui avvengono 106 disintegrazioni al secondo. 

\Rutherford, Ernest (Nelson 1871-Cambridge 1937) Fisico inglese di origine neozelandese, iniziò i propri studi presso l'università della Nuova Zelanda e poi li proseguì all'università di Cambridge. Dopo aver insegnato fisica a Montreal e a Manchester, tornò a Cambridge per assumere la carica di direttore del Cavedish Laboratory e poi si recò a Londra, dove nel 1920 ottenne una cattedra alla Royal Institution. Nel corso delle proprie ricerche, scoprì la radioattività del torio (1900) e classificò le radiazioni alfa, beta e gamma. Con F. Soddy formulò la teoria del decadimento radioattivo (1903). Quantificò la massa protonica, che aveva intuito, e definì per primo il modello di atomo composto da un nucleo pesante circondato da elettroni leggeri. Nel 1919 realizzò la prima reazione nucleare artificiale trasformando atomi di azoto in isotopi di ossigeno e protoni mediante un bombardamento di particelle alfa. Fu insignito del premio Nobel nel 1908 e da lui prende il nome l'unità di misurazione della radioattività (rutherford). 

\Rutherford, Margaret (Londra 1892-1972) Attrice inglese. Dopo il debutto in teatro nel 1925, si affermò interpretando il ruolo della stravagante e bizzarra "vecchia signora" inglese. Nel cinema la sua fama è legata all'interpretazione del personaggio di Miss Marple, l'investigatrice dei gialli di Agatha Christie, che rese in modo straordinario in Assassinio sul treno (1961), Assassinio al galoppatoio (1963), Assassinio sul palcoscenico (1964) e Assassinio a bordo (1964). 

\Rutigliàno Comune in provincia di Bari (16.378 ab., CAP 70018, TEL. 080). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi, olive, uva e frutta) e industriale (prodotti ceramici e alimentari). Vi si trovano resti del castello del XII sec. e la chiesa di Santa Maria della Colonna del XII sec. Gli abitanti sono detti Rutiglianesi

\rutilànte, agg. Che risplende di luce rossa intensa. ~ fiammeggiante. <> delicato. 

\rutilàre, v. intr. 1 Essere di colore rosso brillante. 2 Risplendere. 

\rutilìsmo, sm. Pigmentazione rossa di peli e capelli. 

\rùtilo (1), agg. Di colore rosso vivo. 

\rùtilo (2), sm. Biossido di titanio di formula TiO2 stabile in condizioni normali di temperatura e pressione. Il rutilo sintetico prodotto negli Stati uniti è in commercio come imitazione del diamante. 

\Rutìno Comune in provincia di Salerno (986 ab., CAP 84070, TEL. 0974). 

\Rutòr, tèsta dél Massiccio (3.486 m) delle Alpi Graie, a sud-est del passo del Piccolo San Bernardo. 

\ruttàre, v. v. intr. Emettere rutti. 
v. tr. Eruttare. 
  v. intr. to belch. 
  lat. ructare. 

\rùtto, sm. Il ruttare e il rumore emesso nel ruttare. 
  sm. belch. 
  lat. ructus,-us. 

\ruttóre, sm. Dispositivo per interrompere la corrente elettrica in un circuito; usato nello spinterogeno. 

\Ruviàno Comune in provincia di Caserta (2.008 ab., CAP 81010, TEL. 0823). 

\ruvidézza, sf. L'essere ruvido. 

\ruvidità, sf. Ruvidezza. 

\rùvido, agg. Non liscio. ~ granuloso. <> liscio. 
  agg. coarse, rough. 

\Rùvo dél Mónte Comune in provincia di Potenza (1.453 ab., CAP 85020, TEL. 0976). 

\Rùvo di Pùglia Comune in provincia di Bari (24.845 ab., CAP 70037, TEL. 080). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi, cereali, olive e frutta), enologico, industriale (oleifici e prodotti dell'abbigliamento) e turistico (arte). Vi si trovano il Museo Iatta, con oggetti in bronzo e ceramiche risalenti al V-III sec. a. C., la cattedrale del XIII sec. e resti del castello e delle mura di fortificazione. Gli abitanti sono detti Ruvesi

\Ruvuma Fiume (900 km) dell'Africa sudorientale. Nasce dai monti a est del lago Niassa e sfocia nell'oceano Indiano. 

\Ruwenzòri Massiccio montuoso dell'Africa centrale, al confine dello Zaire con l'Uganda, a nord dell'equatore, tra i laghi Alberto ed Edoardo. Vetta più elevata la cima Margherita (5.119 m). Fu scalato per la prima volta nel 1906 dal Duca degli Abruzzi. 

\Ruy Blas Dramma di V. Hugo (1838). 

\Ruysbroeck, Jan van (Ruysbroeck, Bruxelles 1293-Groenendael, Brabante 1381) Mistico fiammingo. Tra le opere L'ornamento delle nozze spirituali (1350?) e Il regno degli amanti di Dio

\Ruyter, Michel Adrianszoon de (Flessinga 1607-Siracusa 1676) Ammiraglio olandese. Tra il 1652 e il 1667 sconfisse più volte la flotta inglese. 

\Ruzicka, Leopold Stephen (Vukovar 1887-Mammem 1976) Chimico svizzero. Compì importanti studi sui terpeni e, nel 1939, fu insignito del premio Nobel. 

\Ruzzànte (Padova 1502-1542) Attore e commediografo, soprannome di Angelo Beolco. Compose varie commedie e farse in padovano, ambientate nel contado. Fu attore lui stesso. Fondò una compagnia di attori e recitò nella commedia dell'arte. Il suo lavoro più noto è Moscheta (1529); altre opere sono Pastoral (1518), L'Anconitana (1522), La betia (1524), La Fiorina (1531), La Piovana (1532). 

\ruzzàre, v. intr. Scherzare, correre e saltare per divertirsi. 

\rùzzo, sm. 1 Il ruzzare. 2 La voglia di scherzare. 

\rùzzola, sf. Girella di legno che si fa rotolare, a volte utilizzando una corda. 

\ruzzolàre, v. v. intr. Cadere rotolando. ~ capitombolare. 
v. tr. Rotolare. 
  v. intr. to tumble down. 

\ruzzolàta, sf. 1 Il ruzzolare. 2 Caduta prolungata. 

\ruzzolóne, sm. Caduta che si fa ruzzolando. ~ capitombolo. 

\ruzzolóni, avv. Ruzzolando. 
  avv. (cadere) to tumble down. 

\RVM Sigla di Registrazione Video Magnetica. 

\Ryan, Robert (Chicago 1913-New York 1973) Attore cinematografico statunitense. Interpretò Lo sperone nudo (1953) e Il mucchio selvaggio (1969). 

\Rybinsk Città (253.000 ab.) della Russia, nella provincia di Jaroslav, sul fiume Volga. 

\Rybnik Città (143.000 ab.) della Polonia, nel voivodato di Katowice. 

\Rychner, Max (Lichtensteig 1897-Zurigo 1965) Scrittore svizzero. Giornalista, saggista e traduttore. Tra le opere Zur europäischen Literatur zwischen zwei Weltkriegen (Sulla letteratura europea fra le due guerre mondiali, 1942). 

\Rydberg, costante di Costante, caratteristica di ciascun elemento chimico, che interviene nelle serie spettroscopiche e ha le dimensioni dell'inverso di una lunghezza. 

\Rydberg, Johann Robert (Halmstad 1854-Lund 1919) Fisico svedese. Compì importanti studi di spettroscopia. 

\Ryder, Albert Pinkham (New Bedford, Massachusetts 1847-New York 1917) Pittore statunitense. La sua pittura rivela suggestioni romantiche e letterarie. Tra le opere Marina al chiaro di luna (1870-1890, New York, Museum of Modern Art), La foresta di Arden (Washington, Stephen C. Clark Collection). 

\Ryle, Martin (Brighton 1918-Whitby 1984) Astrofisico inglese. Nel 1974, con A. Hewish, fu insignito del premio Nobel. 

\Ryleev, Kondratij Fëdorovic (Batov, San Pietroburgo 1795-San Pietroburgo 1826) Poeta russo. Tra le opere Voinarovskij (1825) e Il cittadino (1825). 

\Rylskyj, Maksim Tadejovyc (Kijev 1895-1964) Poeta ucraino. Di famiglia agiata, prima fu insegnante e traduttore; successivamente si dedicò alla poesia, poco interessato agli avvenimenti politici del suo paese. Influenzato inizialmente dai parnassiani e dai simbolisti, raggiunse una posizione poetica personale fatta di compostezza classica. Tra le opere Sulle isole bianche (1910), Fra la tormenta e la neve (1925) e All'ombra dell'allodola (1961). 

\Rysy La cima (2.499 m) più elevata della Polonia, nel gruppo degli Alti Tatra, al confine con la repubblica Slovacca. 

\Ryukyu, ìsole Arcipelago giapponese (3.473 km2, 1.130.000 ab.) nell'oceano Pacifico, composto da un allineamento di circa settanta isole, tra la parte sud del Giappone e l'isola di Taiwan. Si suddivide in tre gruppi, le Amami a nord, Okinawa al centro e Sakishima a sud. Presente l'agricoltura (ortaggi, banane, canne da zucchero, tè) e la pesca. Furono annesse al Giappone nel 1879, ma assegnate in amministrazione nel 1951 agli Stati Uniti, i quali le riassegnarono al Giappone nel 1972. 

\Rzeszów Città (157.000 ab.) della Polonia, nella Galizia. Capoluogo del voivodato omonimo. 

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