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\san, agg. Troncamento di santo (spesso maiuscolo). 

\San Fiume (444 km) della Polonia. Nasce dai Carpazi e confluisce nella Vistola. 

\San Francesco, Sant' Antonio, ...  =>   Francesco, Antonio, ...

\San Antonio (Cile) Città (78.000 ab.) del Cile, nella regione V di Valparaíso, alla foce del Río Maipo. 

\San Antonio (USA) Città (936.000 ab.) degli USA, nello stato del Texas, sul fiume omonimo, all'estremità dell'Edwards Plateau, 300 km da Houston. Centro di giacimenti petroliferi, di estesi pascoli e mercato di bestiame e cotone. Le principali industrie sono quelle alimentari, chimiche, tessili, di prodotti sanitari e della raffinazione del petrolio. Turismo. Fondata dagli spagnoli nel 1718. Vi si trova Fort Alamo, sede di una battaglia della guerra di indipendenza del Texas dal Messico (1836). 

\San Bartolomèo al Màre Comune in provincia di Imperia (2.887 ab., CAP 18016, TEL. 0183). 

\San Bartolomèo in Gàldo Comune in provincia di Benevento (6.367 ab., CAP 82028, TEL. 0824). 

\San Bartolomèo Val Cavàrgna Comune in provincia di Como (1.210 ab., CAP 22010, TEL. 0344). 

\San Basìle Comune in provincia di Cosenza (1.473 ab., CAP 87010, TEL. 0981). 

\San Basìlio Comune in provincia di Cagliari (1.459 ab., CAP 09040, TEL. 070). 

\San Bassàno Comune in provincia di Cremona (2.104 ab., CAP 26020, TEL. 0374). 

\San Bellìno Comune in provincia di Rovigo (1.243 ab., CAP 45020, TEL. 0425). 

\San Benedétto Bèlbo Comune in provincia di Cuneo (202 ab., CAP 12050, TEL. 0173). 

\San Benedétto déi Màrsi Comune in provincia di L'Aquila (3.916 ab., CAP 67058, TEL. 0863). 

\San Benedétto del Trónto Comune (45.000 ab., CAP 63039, TEL. 0735) della provincia di Ascoli Piceno, sul litorale adriatico. Stazione balneare e importante porto peschereccio, fra i maggiori mercati italiani del pesce, è sede di industrie cantieristiche, metalmeccaniche, alimentari, tessili, poligrafiche, della carta, dell'abbigliamento, di materie plastiche e materiali da costruzione. Il territorio produce olio, ortaggi, cereali, frutta, vino (dei colli Piceni). La parte moderna della città si sviluppa tra la statale adriatica e il mare; la parte antica, alta, con edifici in cotto, conserva il mastio merlato della Rocca dei Gualtieri (XIV sec.). 

\San Benedétto in Perìllis Comune in provincia di L'Aquila (175 ab., CAP 67020, TEL. 0862). 

\San Benedétto Po Comune in provincia di Mantova (7.696 ab., CAP 46027, TEL. 0376). 

\San Benedétto Ullàno Comune in provincia di Cosenza (1.807 ab., CAP 87040, TEL. 0984). 

\San Benedétto Val di Sàngro Comune in provincia di Bologna (4.160 ab., CAP 40048, TEL. 0534). 

\San Benìgno Canavése Comune in provincia di Torino (5.160 ab., CAP 10080, TEL. 011). 

\San Bernardino Passo (2.065 m) della Svizzera, nelle Alpi Lepontine, cantone dei Grigioni. 

\San Bernardino Mountains Catena montuosa degli USA, nella California meridionale. Vetta più elevata il monte San Gorgonio (3.506 m). Ai suoi piedi si estende il Joshua Tree National Monument. 

\San Bernardìno Verbàno Comune in provincia di Verbano-Cusio-Ossola (1.039 ab., CAP 28059, TEL. 0323). 

\San Bernardo Piccolo paese del comune di Bogliasco, in provincia di Genova.   +  

\San Bernardo Città (189.000 ab.) del Cile, nella regione metropolitana di Santiago. 

\San Biàgio délla Cìma Comune in provincia di Imperia (1.061 ab., CAP 18030, TEL. 0184). 

\San Biàgio di Callàlta Comune in provincia di Treviso (10.780 ab., CAP 31048, TEL. 0422). Centro agricolo (coltivazione di viti, foraggi e cereali), dell'allevamento bovino e industriale (mobilifici e prodotti meccanici). Vi si trova la Villa Della Rovere, risalente al XVIII sec. Gli abitanti sono detti Sanbiagesi

\San Biàgio Plàtani Comune in provincia di Agrigento (4.128 ab., CAP 92020, TEL. 0922). 

\San Biàgio Saracinìsco Comune in provincia di Frosinone (438 ab., CAP 03040, TEL. 0776). 

\San Biàse Comune in provincia di Campobasso (360 ab., CAP 87030, TEL. 0874). 

\San Bonifàcio Comune in provincia di Verona (15.647 ab., CAP 37047, TEL. 045). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi, uva e frutta) e industriale (zuccherifici, cartiere, prodotti alimentari e del legno). Vi si trova la chiesa di Sant'Abbondio, in stile romanico. Gli abitanti sono detti Sanbonifacesi

\San Buòno Comune in provincia di Chieti (1.333 ab., CAP 66050, TEL. 0873). 

\San Callìsto, catacómbe di Catacombe romane costituite da corridoi stretti e da cripte scavate nel tufo, disposte su quattro livelli. Vi sono stati sepolti più di 500.000 cristiani, tra i quali anche i papi del III sec. (Eusebio, morto in esilio, Caio e Melchiade). Sono conservati inoltre i resti di Sisto II, Ponziano, Fabiano, Damaso e Santa Cecilia, il cui corpo fu rinvenuto nell'820 e poi portato nell'omonima chiesa. Il nome di queste catacombe deriva da Callisto, prima schiavo cristiano, poi diacono. Solo una parte delle catacombe è stata esplorata e sono aperte al pubblico le cripte più belle, ornate di affreschi. La regione di Lucina è la parte più antica e il suo nome deriva da una nobile romana che vi fece seppellire le spoglie di papa Cornelio. Gli affreschi ritraggono figure di nobili e vescovi, oltre a simbologie proprie del sacramento dell'eucaristia (i pani, i pesci e il vino). 

\San Calògero Comune in provincia di Vibo Valentia (4.777 ab., CAP 88010, TEL. 0963). 

\San Càndido (in ted. Innichen) Comune in provincia di Bolzano (3.073 ab., CAP 39038, TEL. 0474). 

\San Canziàn d'Isónzo Comune in provincia di Gorizia (5.860 ab., CAP 34075, TEL. 0481). 

\San Canziàno délla Gròtta Villaggio carsico sloveno situato a est di Trieste nei cui pressi si trova l'ingresso delle grotte di San Canziano, un sistema di grotte che raggiunge una lunghezza complessiva dei vari rami pari a ca. 5.089 m. 

\San Càrlo Massimo teatro lirico napoletano e tra i più importanti d'Italia. Fu fatto costruire nel 1737, su disegno di G. A. Medrano, da Carlo VII di Borbone e inaugurato il 4 novembre dello stesso anno con Achille in Sciro di D. Sarro. Nel 1768 fu migliorato nell'acustica e nel 1797 arricchito nelle decorazioni. Distrutto da un incendio nel 1816, fu subito riedificato, su progetto di A. Niccolini; successive migliorie (1844) lo portarono all'attuale aspetto. Dotato di 3500 posti e di un'ottima acustica, vanta una gloriosa tradizione e una vivace vita artistica. Oltre alle opere della scuola napoletana, vi furono date, in prima assoluta, Otello e Mosè di Rossini, Lucia di Lammermoor di Donizetti, Luisa Miller di Verdi. 

\San Càrlo (teatro di) Teatro lirico napoletano, uno dei principali d'Italia. Venne costruito nel 1737 per incarico di Carlo VII (III) di Borbone su disegno di G. A. Medrano. 

\San Càrlo ai Catinàri, chièsa di Il nome di questa chiesa deriva dal fatto che nel 1620 la congregazione milanese che aveva sede a Roma volle onorare la memoria di Carlo Borromeo, mentre il termine Catinari è dovuto ai fabbricanti di catini che si trovavano nella zona. La facciata austera e maestosa fu completata nel 1638 ed è opera dell'architetto Soria. All'interno, la chiesa presenta una pianta a croce greca sormontata da una cupola e dal soffitto a cassettoni. I pregevoli affreschi che la ornano, ispirati alla vita del santo, sono opere di pittori famosi che collaborarono anche ai lavori di un'altra chiesa di Roma, Sant'Andrea della Valle. Vi si trovano infatti le Virt¨ cardinali raffigurate da Domenichino, L'apoteosi di San Carlo Borromeo (Lanfranco) e la Processione di San Carlo Borromeo per la cessazione della peste a Milano (Paolo da Cortona). La cappella di Santa Cecilia, della fine del XVII sec., presenta uno stile che richiama il rococò per la gestione della prospettiva e del movimento delle linee. Vale la pena visitare la sacrestia, per ammirare il pregevole crocefisso in marmo, vetro e madreperla, opera di Algardi, scultore del XVII sec. 

\San Càrlo alle Quàttro Fontàne, chièsa di Chiesa di Roma, dedicata a San Carlo Borromeo, nota ai romani anche con il nome di San Carlino, per le sue piccole dimensioni. Fu commissionata al Borromini dai Trinitari di Spagna ed è l'opera più rappresentativa del suo stile. Iniziata nel 1634, occupò tutta la vita dell'artista: la facciata è infatti di trent'anni più tardi e nel 1667, anno della morte del Borromini, la chiesa non era ancora completamente terminata. La sua facciata si distingue per un uso sapiente delle curve che sanno armonizzarsi perfettamente seppure nel piccolo spazio a disposizione: è ornata con statue di angeli e con una del santo. All'interno, la pianta ellittica è sormontata da una cupola ovale ornata da cassettoni dal disegno raffinato e complesso e coronata da una lanterna. Da visitare sono anche il chiostro e il refettorio, decorati con stucchi, dove si può ammirare un ritratto di San Carlo Borromeo, opera di Orazio Borgianni (1611). Anche il chiostro è opera del Borromini e si distingue per l'armonia delle sue proporzioni e l'ornamento dei due piani di colonne doriche. Questa chiesa è legata all'ultimo anno di vita del Borromini che si suicidò nel 1667; un suo ritratto è conservato in una stanza della sacrestia, mentre nella cripta della chiesa vi fu riservata una cappella, rimasta però vuota. 

\San Càrlo Canavése Comune in provincia di Torino (3.368 ab., CAP 10070, TEL. 011). Centro agricolo (cereali, uva, foraggi) e industriale (aziende metallurgiche, meccaniche, della gomma e dei materiali da costruzione). 

\San Casciàno déi Bàgni Comune in provincia di Siena (1.977 ab., CAP 53040, TEL. 0578). 

\San Casciàno in Val di Pésa Comune in provincia di Firenze (16.012 ab., CAP 50026, TEL. 055). Centro agricolo (coltivazione di viti), enologico e industriale (oleifici, prodotti metalmeccanici, tessili e della ceramica). Vi si trovano la pieve di San Giovanni in Sugana, del XIV sec., la chiesa di Santa Maria del Gesù del Suffragio, del XV sec., e la chiesa della Misericordia, del XIV sec. Gli abitanti sono detti Sancascianesi

\San Cassiàno Comune in provincia di Lecce (2.263 ab., CAP 73020, TEL. 0836). 

\San Catàldo Comune in provincia di Caltanissetta (22.507 ab., CAP 93017, TEL. 0934). Centro industriale (prodotti per l'edilizia, meccanici, alimentari e tessili) e dell'estrazione di salgemma, zolfo e bitume. Vi si trovano resti di tombe di epoca romana. Gli abitanti sono detti Sancataldesi

\San Cesàreo Comune in provincia di Roma (8.022 ab., CAP 00030, TEL. 06). 

\San Cesàrio di Lécce Comune in provincia di Lecce (7.351 ab., CAP 73016, TEL. 0832). 

\San Cesàrio sul Pànaro Comune in provincia di Modena (5.188 ab., CAP 41018, TEL. 059). 

\San Chìrico Nuòvo Comune in provincia di Potenza (1.801 ab., CAP 85010, TEL. 0971). 

\San Chìrico Rapàro Comune in provincia di Potenza (1.695 ab., CAP 85030, TEL. 0973). 

\San Cipirèllo Comune in provincia di Palermo (5.048 ab., CAP 90040, TEL. 091). 

\San Cipriàno d'Avèrsa Comune in provincia di Caserta (12.574 ab., CAP 81036, TEL. 081). Centro agricolo (coltivazioni ortofrutticole) e industriale (prodotti tessili, alimentari e meccanici). Gli abitanti sono detti Sanciprianesi

\San Cipriàno Picentìno Comune in provincia di Salerno (4.883 ab., CAP 84099, TEL. 089). 

\San Cipriàno Po Comune in provincia di Pavia (412 ab., CAP 27043, TEL. 0385). 

\San Clemènte Comune in provincia di Rimini (2.461 ab., CAP 47040, TEL. 0541). 

\San Clemènte a Casàuria Abbazia che si trova nel comune di Castiglione e Cesauria, in provincia di Pescara (Abruzzo), nella valle del Pescara. Venne fondata dall'imperatore Ludovico II nell'871. Nel XII sec. vi fu redatto il Chronicon Casauriense

\Sàn Clemènte, basìlica di È una delle più antiche basiliche romane, perché risale al IV sec., quando fu costruita sulla casa di un cristiano. Attualmente la chiesa è disposta su due piani: nei sotterranei vi sono i resti dell'antica basilica (basilica inferiore), mentre la basilica superiore è dedicata a San Clemente, quarto papa della chiesa, esiliato e ucciso in Crimea. Essa fu costruita nel 1108 da papa Pasquale II, dopo che la basilica precedente era stata distrutta in parte nel 1084, in seguito all'invasione dei normanni. 
Tuttavia la storia di questa chiesa affonda le radici molto più indietro, quando il luogo in cui sorge era probabilmente già un centro di culto cristiano. Una catacomba risalente al V o VI sec. fu scoperta nel 1938. Alla fine del II sec., fu edificato un tempio di Mitra, nel luogo occupato da due case di epoca ancora precedente (periodo repubblicano del I sec.). Il mitraismo era un culto importato dalla Persia che agli albori del cristianesimo contava parecchi fedeli. I resti di questo tempio sono ancora visibili sotto le navate e l'abside e vi si accede tramite un'antica scala dalla navata di sinistra della basilica inferiore. Sono visibili ancora i banchi di pietra e l'altare del dio Mitra, nell'atto di uccidere un toro, circondato dai simboli del male (un cane, un serpente e uno scorpione). La basilica inferiore era costituita da un nartece, tre navate e un'abside, anche se lo spazio risulta oggi diviso in quattro da un muro di sostegno della basilica superiore, a circa due terzi della navata centrale. Nella basilica inferiore sono visibili gli affreschi del IX, XI e XII sec., alcuni dei quali hanno la curiosa caratteristica di essere affiancati dalle parole pronunciate dai personaggi ritratti (una specie di fumetto) e sono una rara testimonianza della transizione tra latino e volgare. 
La basilica superiore ha conservato la pianta della basilica del XII sec. ed è quindi divisa in tre navate, anche se gli stucchi sono di periodo notevolmente posteriore (barocco) e il soffitto è del XVIII sec. La schola cantorum risale invece al VI sec. e fu conservata per la nuova basilica: molto preziosi sono gli arredi in marmo e il candelabro per il cero pasquale. Una delle opere più preziose conservate nella basilica è il mosaico dell'abside (Il Trionfo della Croce), risalente al XII sec., che ha conservato lo splendore dei colori: il mosaico raffigura Cristo sulla croce, ai piedi della quale sono ritratti la Vergine e San Giovanni. Dodici colombe ornano la croce, mentre cervi e foglie di acanto decorano la parte inferiore del mosaico. Infine, nella cappella di Santa Caterina, si possono ammirare gli affreschi di Masolino da Panicale, artista fiorentino del XV sec. Gli affreschi raffigurano scene di vita di santi (San Cristoforo, Santa Caterina d'Alessandria, Sant'Ambrogio) e la Crocifissione. 

\San Colombàno al Làmbro Comune in provincia di Milano (6.970 ab., CAP 20078, TEL. 0371). 

\San Colombàno Belmónte Comune in provincia di Torino (341 ab., CAP 10080, TEL. 0124). 

\San Colombàno Certènoli Comune in provincia di Genova (2.414 ab., CAP 16040, TEL. 0185). 

\San Còno Comune in provincia di Catania (3.780 ab., CAP 95040, TEL. 0933). 

\San Còsmo Albanése Comune in provincia di Cosenza (780 ab., CAP 87060, TEL. 0983). 

\San Costantìno Albanése Comune in provincia di Potenza (1.077 ab., CAP 85030, TEL. 0973). 

\San Costantìno Càlabro Comune in provincia di Vibo Valentia (2.427 ab., CAP 88010, TEL. 0963). 

\San Costànzo Comune in provincia di Pescara (3.980 ab., CAP 61039, TEL. 0721). 

\San Cristóbal (Rep. Dominicana) Città (59.000 ab.) della Repubblica Dominicana, capoluogo della provincia omonima. 

\San Cristóbal (Salomone) Isola (11.000 ab.) delle Salomone, nell'oceano Pacifico, a sud-est di Guadalcanal. 

\San Cristóbal (Venezuela) Città (221.000 ab.) del Venezuela, al margine sudoccidentale della Cordigliera di Mérida. Capitale dello stato di T´chira. 

\San Cristòforo Comune in provincia di Alessandria (572 ab., CAP 15060, TEL. 0143). 

\San Damiàno al Còlle Comune in provincia di Pavia (822 ab., CAP 27040, TEL. 0385). 

\San Damiàno d'Àsti Comune in provincia di Asti (7.263 ab., CAP 14015, TEL. 0141). 

\San Damiàno Màcra Comune in provincia di Cuneo (584 ab., CAP 12029, TEL. 0171). 

\San Danièle dél Friùli Comune in provincia di Udine (7.439 ab., CAP 33038, TEL. 0432). 

\San Danièle Po Comune in provincia di Cremona (1.584 ab., CAP 26046, TEL. 0372). 

\San Demètrio Coróne Comune in provincia di Cosenza (4.413 ab., CAP 87069, TEL. 0984). 

\San Demètrio ne' Vestìni Comune in provincia di L'Aquila (1.553 ab., CAP 67028, TEL. 0862). 

\San Dìdero Comune in provincia di Torino (352 ab., CAP 10050, TEL. 011). 

\San Diego Città (1.111.000 ab.) degli USA, nello stato della California, presso il confine con il Messico, a ovest della baia omonima sull'oceano Pacifico, 200 km da Los Angeles. Porto commerciale e peschereccio ha nelle industrie cantieristiche, aeronautiche, alimentari, meccaniche e chimiche, le principali risorse economiche. Turismo. Sede di una base militare e navale, ospita anche un'università e vari istituti di ricerca, tra cui l'istituto oceanografico dell'università di California. San Diego fu scoperta dai portoghesi nel XVI sec., successivamente fu colonizzata dagli spagnoli e infine, nel 1846, passò agli USA. 

\San Dòminio Isola della Puglia, nel mar Adriatico, facente parte del gruppo delle Tremiti. 

\San Donà di Piàve Comune in provincia di Venezia (33.446 ab., CAP 30027, TEL. 0421). Centro agricolo e commerciale (coltivazione e mercato di foraggi e cereali), della zootecnia e industriale (prodotti del legno, tessili, alimentari e meccanici). Gli abitanti sono detti Sandonatesi

\San Dònaci Comune in provincia di Brindisi (7.425 ab., CAP 72025, TEL. 0831). 

\San Donàto di Lécce Comune in provincia di Lecce (5.641 ab., CAP 73010, TEL. 0832). 

\San Donàto di Ninèa Comune in provincia di Cosenza (2.220 ab., CAP 87010, TEL. 0981). 

\San Donàto Milanése Comune in provincia di Milano (31.331 ab., CAP 20097, TEL. 02). Centro industriale (prodotti dell'editoria, chimici e meccanici). Vi si trova Metanopoli, il centro direzionale dell'Eni-Snam. Gli abitanti sono detti Sandonatesi

\San Donàto Val di Comìno Comune in provincia di Frosinone (2.316 ab., CAP 03046, TEL. 0776). 

\San Dorlìgo délla Vàlle Comune in provincia di Trieste (5.956 ab., CAP 34018, TEL. 040). 

\San Fedéle Intèlvi Comune in provincia di Como (1.346 ab., CAP 22028, TEL. 031). 

\San Fèle Comune in provincia di Potenza (4.186 ab., CAP 85020, TEL. 0976). 

\San Felìce a Cancèllo Comune in provincia di Caserta (16.771 ab., CAP 81027, TEL. 0823). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi, viti, olive e frutta) e industriale (prodotti dell'abbigliamento, chimici e alimentari). Vi si trova l'eremo di Sant'Angelo a Palombara, risalente al IX sec. Gli abitanti sono detti Sanfeliciani

\San Felìce Circèo Comune in provincia di Latina (7.736 ab., CAP 04017, TEL. 0773). 

\San Felìce dél Benàco Comune in provincia di Brescia (2.408 ab., CAP 25010, TEL. 0365). 

\San Felìce dél Molìse Comune in provincia di Campobasso (882 ab., CAP 86030, TEL. 0874). 

\San Felìce sul Pànaro Comune in provincia di Modena (9.426 ab., CAP 41038, TEL. 0535). 

\San Felipe Città (58.000 ab.) del Venezuela, capitale dello stato di Yaracuy. 

\San Ferdinàndo Comune in provincia di Reggio Calabria (4.335 ab., CAP 89026, TEL. 0966). 

\San Ferdinàndo di Pùglia Comune in provincia di Foggia (13.840 ab., CAP 71046, TEL. 0883). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi, cereali, viti e frutta), dell'attività estrattiva di alabastro e industriale (prodotti alimentari) del Tavoliere delle Puglie. Gli abitanti sono detti Sanferdinandesi

\San Férmo délla Battàglia Comune in provincia di Como (3.952 ab., CAP 22020, TEL. 031). 

\San Fernando Città (68.000 ab.) delle Filippine, sulla costa occidentale dell'isola di Luzon. Capoluogo della provincia di La Union. 

\San Fernando de Apure Città (58.000 ab.) del Venezuela, capitale dello stato di Apure. 

\San Fernardo, o Santo Rosario Città (101.000 ab.) delle Filippine, nel settore centro-occidentale dell'isola di Luzon. Capoluogo della provincia di Pampanga. 

\San Fìli Comune in provincia di Cosenza (2.463 ab., CAP 87037, TEL. 0984). 

\San Filìppo dél Méla Comune in provincia di Messina (6.606 ab., CAP 98044, TEL. 090). 

\San Fiór Comune in provincia di Treviso (5.467 ab., CAP 31020, TEL. 0438). 

\San Fioràno Comune in provincia di Lodi (1.619 ab., CAP 20070, TEL. 0377). 

\San Fioràno dél Còllio Comune in provincia di Gorizia (835 ab., CAP 34070, TEL. 0481). 

\San Flòro Comune in provincia di Catanzaro (643 ab., CAP 88050, TEL. 0961). 

\San Francésco al Càmpo Comune in provincia di Torino (3.849 ab., CAP 10070, TEL. 011). Centro agricolo (cereali, foraggi e uva), della coltura dei pioppi e industriale (prodotti tessili, metalmeccanici, della gomma e strumentazioni elettroniche). Gli abitanti sono detti Sanfranceschesi o Sanfrancescani

\San Francésco d'Agièntu => "Aglientu" 

\San Francisco (cinema) Film drammatico, americano (1936). Regia di Woodbridge Strong Van Dyke. Interpreti: Jeanette MacDonald, Clark Gable, Spencer Tracy. Titolo originale: San Francisco 

\San Francisco (geografia) Città degli USA (768.000 ab.) in California, situata sulla penisola di San Mateo, tra l'oceano Pacifico e la baia omonima. È separata dalla penisola di Marin dal fiume Golden Gate. Il ponte omonimo unisce le due penisole. Porto commerciale di vasta importanza, la città è al centro di un vasto agglomerato (5.878.000 ab.) che comprende San Mateo, Palo Alto, San José, Berkeley, Richmond e Oakland (alla quale è collegata tramite l'imponente Bay Bridge). Attive le industrie cantieristiche, metallurgiche, chimiche, petrolchimiche, alimentari, tessili, cartarie, della gomma, dell'abbigliamento e del legno. Importante centro finanziario e culturale, è sede di numerosi istituti di ricerca, teatri, gallerie d'arte. Imponente l'afflusso turistico. Fondata nel 1776 da coloni spagnoli, passò al Messico, con la guerra d'indipendenza, nel 1821 e agli USA nel 1846. Prese il nome attuale nel 1947. Ebbe il massimo impulso demografico nel 1849, dopo la scoperta, in California, di giacimenti auriferi. Situata in corrispondenza della faglia attiva di San Andreas, è soggetta a frequenti terremoti (nel 1906 fu quasi interamente distrutta). 
Baia di San Francisco 
Baia della costa californiana sull'Oceano Atlantico, la più profonda della costa occidentale statunitense (97 Km di lunghezza, 20 Km di larghezza), delimitata dalle due penisole unite dal Golden Gate Bridge. 
Trattato di San Francisco 
Accordi di pace stipulati l'8 settembre 1951 tra gran parte dei Paesi alleati che avevano partecipato alla seconda guerra mondiale e il Giappone. Fu riconosciuta la piena sovranità del Giappone, la cui estensione però venne ridotta all'arcipelago omonimo e venne sancita l'indipendenza della Corea. Gli USA ottennero alcune isole del pacifico. 

\San Francisco de Macorís Città (65.000 ab.) della Repubblica Dominicana, capoluogo della provincia di Duarte. 

\San Fratèllo Comune in provincia di Messina (5.055 ab., CAP 98075, TEL. 0941). 

\San Fruttuóso Frazione del comune di Camogli, in provincia di Genova, situata sulla Riviera di Levante della Liguria. Ospita l'abbazia di San Fruttuoso di Capodimonte (XIII sec.) in cui si trovano le tombe dei Doria dal 1275 al 1305. 

\San Galgàno Abbazia gotica cistercense che si trova in provincia di Siena (Toscana). La sua costruzione iniziò nel 1185 ca. presso la cappella che ospitava le spoglie di San Galgano. 

\San Gàllo Città (73.000 ab.) della Svizzera, capitale del cantone omonimo, situata sulla sponda sudoccidentale del lago di Costanza. Ha industrie tessili, meccaniche, farmaceutiche, degli strumenti di precisione e dell'abbigliamento. Sorta nel VII sec. intorno a un'abbazia benedettina, al cui abate nel 1180 Federico Barbarossa diede il titolo e la potestà di principe, divenne principato religioso dell'impero, soppresso solo nel 1805. La cattedrale iniziata nell'XI sec., fu ricostruita in stile tardo barocco nel 1755; del complesso originale rimane la cripta di Sant'Otmar, con splendide decorazioni miniate. 
San Gallo 
Cantone (437.000 ab.) della Svizzera, esteso tra la valle del Reno, il lago di Costanza e il lago di Walen. Ha territorio prevalentemente montuoso, attraversato da numerosi corsi d'acqua. Il clima è molto freddo in quota, più mite sulle sponde dei laghi e nel fondovalle; la popolazione è di lingua tedesca e di religione cattolica e protestante. Le principali risorse economiche sono dovute all'allevamento di bestiame, all'agricoltura (uva, frutta), alle industrie alimentari e metalmeccaniche. Rinomati i pizzi e i merletti. Capitale la città omonima. 

\San Gavìno Monreàle Comune in provincia di Cagliari (10.119 ab., CAP 09037, TEL. 070). Centro agricolo e industriale (prodotti meccanici e metallurgici) del Campidano. Gli abitanti sono detti Sangavinesi

\San Gèmini Comune in provincia di Terni (4.226 ab., CAP 05029, TEL. 0744). 

\San Genèsio Atesìno (in ted. Jenesien) Comune in provincia di Bolzano (2.353 ab., CAP 39050, TEL. 0471). 

\San Genèsio ed Unìti Comune in provincia di Pavia (2.873 ab., CAP 27010, TEL. 0382). 

\San Gennaro non dice mai no Racconto di G. Marotta (1948). 

\San Gennàro Vesuviàno Comune in provincia di Napoli (8.287 ab., CAP 80040, TEL. 081). 

\San Germàno Chisóne Comune in provincia di Torino (1.710 ab., CAP 10065, TEL. 0121). 

\San Germàno déi Bèrici Comune in provincia di Vicenza (1.017 ab., CAP 36040, TEL. 0444). 

\San Germàno Vercellése Comune in provincia di Vercelli (1.917 ab., CAP 13047, TEL. 0161). 

\San Gervàsio Bresciàno Comune in provincia di Brescia (1.270 ab., CAP 25020, TEL. 030). 

\San Giàcomo Valle stretta e profondamente incisa delle alpi posta nella provincia di Sondrio. È percorsa dal torrente Liro e si allarga in corrispondenza di Pianazzo e del bacino di Campodolcino. Si chiama anche valle Spluga. 
Passo di San Giacomo 
Valico delle Alpi Lepontine (2.318 m) che collega la val Formazza, in Italia, con la val Bedretto nel Canton Ticino, in Svizzera. 

\San Giàcomo dégli Schiavóni Comune in provincia di Campobasso (897 ab., CAP 86030, TEL. 0875). 

\San Giàcomo délle Segnàte Comune in provincia di Mantova (1.858 ab., CAP 46020, TEL. 0376). 

\San Giàcomo Filìppo Comune in provincia di Sondrio (576 ab., CAP 23030, TEL. 0343). 

\San Giàcomo Vercellése Comune in provincia di Vercelli (435 ab., CAP 13030, TEL. 0161). 

\San Gìllio Comune in provincia di Torino (2.317 ab., CAP 10040, TEL. 011). 

\San Gimignàno Comune in provincia di Siena (7.000 ab., CAP 53037, TEL. 0577) situato su un'altura (324 m) che domina la val d'Elsa. Le risorse economiche sono costituite dalla produzione enologica, dall'artigianato, dalle industrie cartarie, tessili, del mobile e dal turismo. Fondata dagli etruschi, fu colonia romana, quindi feudo di Volterra (929), istituendosi in libero comune nel XII sec. Possedimento fiorentino nel 1349. Conserva il caratteristico aspetto medievale, con la collegiata del XII sec., le chiese di San Pietro (XI sec.), di Sant'Agostino (1280-1298) e di Sant'Iacopo (XIII sec.), le mura del XIII sec. e numerose case-torri. 

\San Ginèsio Comune in provincia di Macerata (4.031 ab., CAP 62026, TEL. 0733). 

\San Giórgio Canale tra Irlanda e Gran Bretagna che collega il mar d'Irlanda con l'oceano Atlantico. 

\San Giórgio a Cremàno Comune in provincia di Napoli (62.258 ab., CAP 80046, TEL. 081). Centro agricolo (coltivazione di fiori, ortaggi e frutta) e industriale (mobilifici, prodotti dell'abbigliamento, meccanici, poligrafici e alimentari). Gli abitanti sono detti Sangiorgesi

\San Giórgio a Lìri Comune in provincia di Frosinone (3.092 ab., CAP 03047, TEL. 0776). Centro agricolo (cereali e uva) e industriale (tessili e materiali da costruzione) nella valle del fiume Liri. 

\San Giórgio Albanése Comune in provincia di Cosenza (1.785 ab., CAP 87060, TEL. 0983). Centro agricolo (olive, vino, frutta e ortaggi) e dell'allevamento, nella Sila Greca. 

\San Giórgio Canavése Comune in provincia di Torino (2.294 ab., CAP 10090, TEL. 0124). Centro agricolo (cereali, uva e ortaggi), dell'allevamento (bovini) e industriale (lavorazione del legno e materiali da costruzione). 

\San Giórgio dél Sànnio Comune in provincia di Benevento (8.566 ab., CAP 82018, TEL. 0824). Centro agricolo (cereali, uva e tabacco), dell'allevamento (bovini e suini) e industriale (alimentari). Gli abitanti sono detti Sangiorgesi

\San Giórgio délla Richinvèlda Comune in provincia di Pordenone (4.474 ab., CAP 33095, TEL. 0427). Centro agricolo (uva e cereali), dell'allevamento (bovini e suini) e industriale (mobili e materiali da costruzione). Gli abitanti sono detti Sangiorgini

\San Giórgio délle Pèrtiche Comune in provincia di Padova (7.115 ab., CAP 35010, TEL. 049). Centro agricolo (cereali, tabacco, uva e ortaggi), dell'allevamento (bovini e suini) e industriale (industrie meccaniche, del legno e dell'abbigliamento). Gli abitanti sono detti Sangiorgesi

\San Giórgio di Lomellìna Comune in provincia di Pavia (1.272 ab., CAP 27020, TEL. 0384). Centro agricolo (cereali e foraggi), della coltura dei pioppi, dell'allevamento (bovini e suini) e industriale (tessili) della Lomellina. 

\San Giórgio di Màntova Comune in provincia di Mantova (5.704 ab., CAP 46030, TEL. 0376). Centro agricolo (cereali, barbabietole da zucchero, ortaggi e frutta) e dell'allevamento (bovini e suini). Gli abitanti sono detti Sangiorgesi

\San Giórgio di Nogàro Comune in provincia di Udine (7.581 ab., CAP 33058, TEL. 0431). Centro agricolo (cereali, frutta e ortaggi), dell'allevamento (bovini) e industriale (prodotti meccanici, tessili e mobilifici). Nella località di Porto Nogaro si trova un porto fluviale sul fiume Corno. Gli abitanti sono detti Sangiorgini

\San Giórgio di Pésaro Comune in provincia di Pesaro (1.389 ab., CAP 61030, TEL. 0721). Centro agricolo (cereali, uva e barbabietole) e dell'allevamento. 

\San Giórgio di Piàno Comune in provincia di Bologna (5.305 ab., CAP 40016, TEL. 051). Centro agricolo (cereali, barbabietole da zucchero, uva e ortaggi) e industriale (prodotti meccanici, chimici e materie plastiche). Gli abitanti sono detti Sangiorgesi

\San Giórgio in Àlga Isoletta della laguna veneta situata tra il canale La Grazia e il canale di Porto Marghera. 

\San Giórgio in Bòsco Comune in provincia di Padova (5.284 ab., CAP 35010, TEL. 049). Centro agricolo (cereali, uva e ortaggi), della coltura dei pioppi e dell'industria dei mobili. Gli abitanti sono detti Sangiorgesi

\San Giórgio Iònico Comune in provincia di Taranto (16.081 ab., CAP 74027, TEL. 099). Centro agricolo (coltivazione di cereali, olive, ortaggi e frutta) e industriale (prodotti alimentari). Gli abitanti sono detti Sangiorgesi

\San Giórgio la Molàra Comune in provincia di Benevento (3.486 ab., CAP 82020, TEL. 0824). Centro agricolo (cereali, uva e olive) e dell'allevamento (bovini e ovini). 

\San Giórgio Lucàno Comune in provincia di Matera (1.820 ab., CAP 75027, TEL. 0835). Centro agricolo (cereali, uva e olive) e della pastorizia. 

\San Giórgio Maggióre Piccola isola di Venezia di forma pentagonale situata nel bacino di San Marco di fronte al Palazzo ducale. Deve il nome alla basilica di San Giorgio Maggiore (X sec.). 

\San Giórgio Monferràto Comune in provincia di Alessandria (1.325 ab., CAP 15020, TEL. 0142). Centro agricolo (produzione di uva) e industriale (prodotti enologici, meccanici ed elettrotecnici). 

\San Giórgio Morgéto Comune in provincia di Reggio Calabria (3.764 ab., CAP 89017, TEL. 0966). Centro agricolo (olive, uva, ortaggi e agrumi) e delle industrie alimentari, nella piana di Gioia. Gli abitanti sono detti Sangiorgesi

\San Giórgio Piacentìno Comune in provincia di Piacenza (4.692 ab., CAP 29019, TEL. 0523). Centro agricolo (cereali, uva, barbabietole da zucchero e ortaggi), dell'allevamento (bovini) e industriale (prodotti alimentari e chimici). Gli abitanti sono detti Sangiorgesi o Sangiorgini

\San Giórgio Scaràmpi Comune in provincia di Asti (166 ab., CAP 14059, TEL. 0144). Centro agricolo (cereali, uva, nocciole e frutta) e della pastorizia. 

\San Giórgio su Legnàno Comune in provincia di Milano (6.234 ab., CAP 20010, TEL. 0331). Centro industriale (prodotti meccanici e tessili), sul fiume Olona. Gli abitanti sono detti Sangiorgesi

\San Giòrio di Sùsa Comune in provincia di Torino (905 ab., CAP 10050, TEL. 0122). 

\San Giovànni a Pìro Comune in provincia di Salerno (4.414 ab., CAP 84070, TEL. 0974). Centro agricolo (cereali, uva, olive), dell'allevamento (ovini), della pesca e turistico. 

\San Giovànni al Natisóne Comune in provincia di Udine (5.629 ab., CAP 33048, TEL. 0432). Centro agricolo (cereali, ortaggi, frutta e foraggi), artigianale (fabbricazione di sedie) e industriale (meccaniche, alimentari e del legno). 

\San Giovànni Biànco Comune in provincia di Bergamo (4.757 ab., CAP 24015, TEL. 0345). Centro industriale (carta, materiali da costruzione, abbigliamento), della produzione di articoli da pesca e di villeggiatura. 

\San Giovànni d'Àcri Antica denominazione di Acri, l'antica Acco, che le venne assegnato dai crociati che la conquistarono nel 1104 includendola nel regno di Gerusalemme. Dal 1191 fu la sede dell'ordine dei Cavalieri di Malta. 

\San Giovànni d'Àsso Comune in provincia di Siena (938 ab., CAP 53020, TEL. 0577). Centro agricolo (cereali, uva da vino, olive) e dell'allevamento. 

\San Giovànni dél Dòsso Comune in provincia di Mantova (1.224 ab., CAP 46020, TEL. 0386). Centro agricolo (cereali, mele, pere), dell'allevamento (bovini) e dell'industria casearia. 

\San Giovànni di Geràce Comune in provincia di Reggio Calabria (748 ab., CAP 89040, TEL. 0964). Centro agricolo (olive) e della pastorizia. 

\San Giovànni Gèmini Comune in provincia di Agrigento (8.420 ab., CAP 92020, TEL. 0922). Centro agricolo (cereali, mandorle, agrumi, olive) e industriale (materiali da costruzione). 

\San Giovànni Ilarióne Comune in provincia di Verona (4.638 ab., CAP 37035, TEL. 045). Centro agricolo (uva, ortaggi, frutta) e industriale (calzaturifici). 

\San Giovànni in Cróce Comune in provincia di Cremona (1.523 ab., CAP 26037, TEL. 0375). Centro agricolo (cereali, ortaggi, frutta, barbabietole) e dell'allevamento (bovini). 

\San Giovànni in Fióre Comune in provincia di Cosenza (18.033 ab., CAP 87055, TEL. 0984). Centro industriale (prodotti del legno e tessili), dell'artigianato (lavorazione di tappeti, ferro battuto e preziosi) e turistico della Sila. Vi si trova la Badia Florense, risalente al XII sec. Gli abitanti sono detti Sangiovannesi

\San Giovànni in Gàldo Comune in provincia di Campobasso (743 ab., CAP 86010, TEL. 0874). Centro agricolo (cereali, uva, olive, patate) e della pastorizia. 

\San Giovànni in Lateràno, basìlica di La storia di questa chiesa romana è stata molto travagliata: iniziò nel 313 d. C., quando Costantino confiscò i possedimenti della famiglia dei Laterani, che era caduta in disgrazia, e donò il terreno a papa Melchiade. L'anno dopo iniziarono i lavori di costruzione della prima basilica cristiana di Roma che voleva simboleggiare il trionfo del cristianesimo sui riti pagani. Costantino infatti, dopo aver vinto Massenzio, ordinò la fine delle persecuzioni dei cristiani. San Giovanni in Laterano è quindi la prima basilica di Roma e ancora oggi ne è la cattedrale. Ciò gli valse il titolo di Madre e capo di tutte le chiese della cittÓ e del mondo. Fino all'esilio dei papi ad Avignone, il complesso del Laterano (la basilica, il battistero e il palazzo attiguo) era la residenza del pontefice, a partire da papa Silvestro I (314). Lo stesso papa Silvestro I consacrò la basilica nel 324 al Redentore. Solo nel 1144 la basilica fu consacrata a San Giovanni. Nel corso della storia la basilica conobbe terribili momenti: fu devastata dai barbari nel V sec. e danneggiata da un terremoto nell'896. In seguito a ciò, fu ricostruita durante il papato di Sergio III, ma fu distrutta da un incendio nel 1308. In quell'occasione andò distrutto anche il palazzo di Laterano che fu ricostruito nel 1586 per volere di papa Sisto V. Un secondo incendio, a soli cinquantadue anni di distanza dal primo (1360), arrecò ancora danni gravissimi alla chiesa che tuttavia è riuscita a conservare la forma originale a cinque navate, pur dopo i lavori di ristrutturazione dell'epoca barocca voluti da Urbano VIII e Innocenzo X. La parte più recente della basilica è la facciata, del XVIII sec., opera di Alessandro Galilei. La porta laterale della basilica viene aperta ogni 25 anni in occasione dell'Anno Santo. La facciata a Nord è invece antecedente, del 1586, opera di Domenico Fontana. Il portico conserva la statua di Costantino, proveniente dalle terme del Quirinale, mentre la porta centrale, del 1656, reca i battenti della porta della Curia del Foro Romano, con decorazioni posteriori (1660) che richiamano i simboli di papa Alessandro VII. All'interno, la disposizione delle navate è dovuta al Borromini mentre il soffitto della basilica non fu modificato ed è ancora quello risalente al 1562, opera degli allievi di Michelangelo. I pilastri della navata principale invece, sono di epoca barocca, ma siccome la volta, prevista nel progetto originale del Borromini, non fu mai realizzata, le colonne appaiono schiacciate dal soffitto, formando un assieme poco armonioso. Costeggiano la navata principale le statue degli Apostoli, opere tardo barocche di allievi del Bernini. Accanto a una delle statue, un affresco attribuito a Giotto raffigura papa Bonifacio VIII che nel 1300 proclama il primo Anno Santo. A lato della navata principale, la cappella Corsini, a croce greca, è opera di Alessandro Galilei, ornata da statue del XVIII sec. e da un'urna ritrovata nel Pantheon. La cappella risale al 1730 e fu costruita per papa Clemente XII. Sull'altare, una pala di un mosaico riproduce un dipinto di Guido Reni raffigurante Sant'Andrea Corsini. Il transetto (opera di Giacomo della Porta) è ricco di affreschi, marmi e decorazioni in stile manierista (Cesare Nebbia e Cavalier d'Arpino che imitò la Trasfigurazione di Raffaello nel suo dipinto l'Ascensione). Il soffitto, raffinato, ricco di colori e dorature, è opera di Taddeo Landini (XVI sec.). Ai lati del transetto, la cappella del Santo Sacramento ospita belle colonne antiche dorate che secondo la leggenda deriverebbero dal tempio di Giove costruito sul Campidoglio. Il baldacchino al centro del transetto è del XIV sec. e conserva le reliquie delle chiavi dei Santi Pietro e Paolo. L'altare, originariamente di legno, fu rivestito di marmo nel XIX sec. per volere di papa Pio IX. Accanto al baldacchino, la Confessione ospita la tomba di Martino V. L'abside, derivante dalla basilica voluta da Costantino, fu modificata solo quando fu costruito il coro; in quell'occasione fu rifatto il mosaico della calotta, precedente opera di Jacopo Turriti. Il mosaico raffigura la Croce e la Gerusalemme celeste, con le figure della Madonna, di San Niccolò, di San Pietro e San Paolo, di Sant'Andrea e dei due San Giovanni. La figura del Cristo, che domina il mosaico, era inizialmente risalente al IV sec., ma in seguito al restauro del XIX sec. questa parte fu danneggiata e sostituita con una copia. Il Battistero di San Giovanni fu fondato anch'esso da Costantino nel IV sec. e ricostruito un secolo dopo per volere di Sisto III. Otto colonne di porfido poggiano su una pianta ottagonale, dominate da un architrave che reca un'iscrizione. Il secondo livello di colonne e il lucernario furono aggiunti nel XVI sec. Attorno alla zona centrale del Battistero furono aggiunte in epoche diverse quattro cappelle: le cappelle dei due santi Giovanni (Battista ed Evangelista) risalgono al 461-468. Quella di San Giovanni Battista conserva una porta in lega (oro, bronzo e argento), mentre nella cappella di San Giovanni Evangelista la porta (XII sec.) è di bronzo e all'interno la volta è ornata da un mosaico. La cappella di Santa Rufina e Seconda occupa il nartece del Battistero del XII sec. e vi si può ammirare un mosaico risalente al V sec. Infine, la cappella di San Venanzio risale al VII sec. ed è abbellita da mosaici in stile bizantino. Accanto alla chiesa di San Giovanni in Laterano, i chiostri, voluti dalla famiglia Vassalletto nel XIII sec., sono ornati da mosaici in marmo. 

\San Giovànni in Marignàno Comune in provincia di Rimini (7.208 ab., CAP 47048, TEL. 0541). 

\San Giovànni in Persicéto Comune in provincia di Bologna (22.513 ab., CAP 40017, TEL. 051). Centro industriale (calzaturifici, prodotti per l'edilizia, tessili e meccanici) e dell'allevamento e addestramento di cavalli da corsa. Vi si trovano il Forno Palazzino, del XV sec., il Palazzaccio, del XIII sec., e il palazzo del Comune. Gli abitanti sono detti Persicetani

\San Giovànni Incàrico Comune in provincia di Frosinone (3.642 ab., CAP 03028, TEL. 0776). Centro agricolo (cereali, olive, tabacco, ortaggi). 

\San Giovànni la Pùnta Comune in provincia di Catania (18.858 ab., CAP 95037, TEL. 095). Centro industriale (prodotti alimentari). Gli abitanti sono detti Puntesi

\San Giovànni Lipióni Comune in provincia di Chieti (422 ab., CAP 66050, TEL. 0873). Centro agricolo (cereali, olive, patate) e dell'allevamento (ovini, suini, equini). 

\San Giovànni Lupatòto Comune in provincia di Verona (20.132 ab., CAP 37057, TEL. 045). Centro industriale (calzaturifici, prodotti dell'abbigliamento, chimici, tessili e meccanici). Gli abitanti sono detti Lupatotini

\San Giovànni Rotóndo Comune in provincia di Foggia (24.378 ab., CAP 71013, TEL. 0882). Centro agricolo (coltivazione di olive, ortaggi, cereali, viti e frutta), dell'estrazione di bauxite e industriale (tipografie, prodotti tessili, dell'abbigliamento, del legno e alimentari). Vi si trovano il convento dei Cappuccini, dove visse Padre Pio da Pietrelcina, e la chiesa di Sant'Onofrio, del XVI sec. Gli abitanti sono detti Sangiovannesi

\San Giovànni Suèrgiu Comune in provincia di Cagliari (6.342 ab., CAP 09010, TEL. 0781). Centro agricolo (ortaggi, frutta, cereali) e della pastorizia. Vi si trova una centrale termoelettrica. 

\San Giovànni Teatìno Comune in provincia di Chieti (8.449 ab., CAP 66020, TEL. 085). Centro agricolo (ortaggi, frutta, cereali e foraggi), dell'allevamento (ovini, bovini) e industriale (lavorazione della carta, della gomma, del legno e materiali da costruzione). 

\San Giovànni Valdàrno Comune in provincia di Arezzo (17.732 ab., CAP 52027, TEL. 055). Centro agricolo e commerciale (coltivazione e mercato di uva, cereali, ortaggi e olive) e industriale (calzaturifici, prodotti ceramici, del vetro, dei materiali per l'edilizia e siderurgici) del Valdarno Superiore. Vi si trovano il palazzo Pretorio, costruito tra il XIII e il XVI sec., la basilica di Santa Maria delle Grazie, del XV sec. e la pieve di San Giovanni Battista, del XIV sec. Gli abitanti sono detti Sangiovannesi

\San Giuliàno dél Sànnio Comune in provincia di Campobasso (1.241 ab., CAP 86010, TEL. 0874). 

\San Giuliàno di Pùglia Comune in provincia di Campobasso (1.251 ab., CAP 86040, TEL. 0874). 

\San Giuliàno Milanése Comune in provincia di Milano (33.106 ab., CAP 20098, TEL. 02). Centro industriale (prodotti tessili, dell'abbigliamento, chimici, metallurgici ed elettrotecnici). Vi si trova, nelle vicinanze, l'abbazia di San Pietro. Gli abitanti sono detti Sangiulianesi

\San Giuliàno Tèrme Comune in provincia di Pisa (28.188 ab., CAP 56017, TEL. 050). Centro industriale (prodotti alimentari, dei materiali per l'edilizia e chimici) e turistico (stabilimenti di acque termali). Vi si trova la rocca di San Paolino, di origine medievale. Gli abitanti sono detti Sangiulianesi

\San Giùlio Isoletta che sorge nel lago d'Orta, in Piemonte. Fa parte del comune di Orta San Giulio, in provincia di Novara. Deve il nome da San Giulio che vi morì alla fine del 1300. 

\San Giusèppe Iàto Comune in provincia di Palermo (9.460 ab., CAP 90048, TEL. 091). Centro agricolo (olive, uva, frutta, ortaggi) e industriale (alimentari, materiali da costruzione). Gli abitanti sono detti Jatini

\San Giusèppe Vesuviàno Comune in provincia di Napoli (26.336 ab., CAP 80047, TEL. 081). Centro agricolo e commerciale (coltivazione e mercato di ortaggi, cereali e frutta), dell'allevamento di bovini e industriale (mobilifici, prodotti per l'edilizia, tessili, chimici, alimentari e metalmeccanici) alle pendici del Vesuvio. Subì danni nel 1906, a seguito di un'eruzione del Vesuvio. Gli abitanti sono detti Sangiuseppesi

\San Giustìno Comune in provincia di Perugia (9.904 ab., CAP 06016, TEL. 075). 

\San Giùsto Canavése Comune in provincia di Torino (2.861 ab., CAP 10090, TEL. 0124). 

\San Giuvanni decullatu Commedia di N. Martoglio (1908). 

\San Godènzo Comune in provincia di Firenze (1.105 ab., CAP 50060, TEL. 055). 

\San Gottàrdo Gruppo montuoso della Svizzera meridionale, nelle Alpi Lepontine, limitato a nord dalla valle Orsera, a sud dalle valli Bedretto e Priora che lo separano dalle Alpi Ticinesi, a est dal passo del Lucomagno e a ovest dal passo della Furka. La vetta più alta raggiunge i 3.192 m (pizzo Rotondo) e numerose altre cime superano i 3.000 m. Importante nodo idrografico dal quale scendono le acque del Rodano, del Reno, della Reuss e del Ticino. A 2.108 m si apre il passo omonimo che mette in comunicazione le valli della Reuss e del Ticino. Sotto il massiccio passa il tunnel ferroviario, aperto nel 1882 e lungo 15.003 m. Nel 1980 è stato aperto il tunnel autostradale tra Airolo e Andermatt (16.322 m). 

\San Gregòrio da Sàssola Comune in provincia di Roma (1.499 ab., CAP 00010, TEL. 0774). 

\San Gregòrio di Catània Comune in provincia di Catania (9.169 ab., CAP 95027, TEL. 095). 

\San Gregòrio d'Ippóna Comune in provincia di Vibo Valentia (2.438 ab., CAP 88010, TEL. 0963). 

\San Gregòrio Màgno Comune in provincia di Salerno (4.650 ab., CAP 84020, TEL. 0828). 

\San Gregòrio Matése Comune in provincia di Caserta (1.092 ab., CAP 81010, TEL. 0823). 

\San Gregòrio nélle Àlpi Comune in provincia di Belluno (1.386 ab., CAP 32030, TEL. 0437). 

\San Joaquin Fiume (563 km) degli USA, nella California. Nasce dalla Sierra Nevada e sfocia nella baia di San Francisco. 

\San José (Costa Rica) Città (303.000 ab.) della Costa Rica, capitale dello stato e capoluogo della provincia omonima. 

\San José (USA) Città (782.000 ab.) degli USA, nello stato della California, nella valle di Santa Clara a sud della baia di San Francisco. Mercato di prodotti agricoli della regione (uva e frutta), ha nelle industrie alimentari, elettroniche, meccaniche e del tabacco, le principali risorse economiche. Fu fondata nel 1777 da coloni spagnoli che provenivano dal Messico. 

\San José de C˙cuta Città (357.000 ab.) della Colombia, presso il confine con il Venezuela. Capoluogo del dipartimento di Norte de Santander. 

\San Juan (Argentìna) Città (119.000 ab.) dell'Argentina, alle falde orientali delle Ande. Capoluogo della provincia omonima (526.000 ab.), percorsa dai fiumi San Juan e Bermejo. 

\San Juan (fiume) Fiume (580 km) degli USA. Nasce dal monte San Juan, in Colorado e, dopo aver alimentato il lago Powell, confluisce nel fiume Colorado. Attraversa a nord-ovest il New Mexico e il sud-est dello stato dell'Utah. 
San Juan 
Fiume dell'America Centrale. Esce dal lago di Nicaragua e sfocia nel mar delle Antille. 

\San Juan (Puerto Rico) Città del Puerto Rico (429.000 ab.) capitale dello Stato, sulla costa nordorientale dell'isola. Porto commerciale (esportazione di zucchero, caffè, tabacco, frutta) con industrie tessili, meccaniche, del tabacco, della carta, del legno e alimentari. Centro finanziario e culturale. Fondata nel 1521 e fortificata da Juan Ponce de León, resistette a numerosi attacchi inglesi. Fu presa dagli USA dopo la guerra ispano americana. Edifici coloniali, il castello di San Felipe del Morro (XVI-XVII sec.), cattedrale e chiesa dei domenicani (XVI sec.). 

\San Juan de los Morros Città (58.000 ab.) del Venezuela, capitale dello stato di Gu´rico. 

\San Juan del Norte Città meridionale del Nicaragua, si affaccia sul mar dei Caraibi alla foce del Rio San Juan. 

\San Làzzaro dégli Armèni Piccola isola della laguna veneta situata a ovest del Lido. Nel 1717 passò all'abate armeno-cattolico Pietro Manuk (Mechitar) che vi fondò un convento di machitaristi. 

\San Làzzaro di Sàvena Comune in provincia di Bologna (30.312 ab., CAP 40068, TEL. 051). Centro industriale (calzaturifici, mobilifici, prodotti alimentari, meccanici e materiali per l'edilizia). Gli abitanti sono detti Sanlazzaresi

\San Lèo Comune in provincia di Pesaro (2.516 ab., CAP 61018, TEL. 0541). 

\San Leonàrdo (comune) Comune in provincia di Udine (1.128 ab., CAP 33040, TEL. 0432). 

\San Leonàrdo (fiume) Fiume (43 km) della Sicilia settentrionale. Si forma dalla confluenza di vari rami sorgentiferi che scendono dalle alture presso Palermo. Sfocia nel mar Tirreno. 

\San Leonàrdo in Passìria (in ted. Sankt Leonhard in Passeier) Comune in provincia di Bolzano (3.330 ab., CAP 39015, TEL. 0473). 

\San Léucio dél Sànnio Comune in provincia di Benevento (3.307 ab., CAP 82010, TEL. 0824). 

\San Lorenzèllo Comune in provincia di Benevento (2.392 ab., CAP 82030, TEL. 0824). Centro agricolo (cereali, olive, uva), dell'allevamento (bovini, ovini) e industriale (tessili, alimentari). 

\San Lorènzo (basilica di) Basilica milanese. Fondata nel 350 ca., subì diversi incendi, fu restaurata in epoca romanica, crollò di nuovo parzialmente nel 1573 e fu infine restaurata in modo radicale da Martino Bassi. 

\San Lorènzo (comune) Comune in provincia di Reggio Calabria (3.934 ab., CAP 89069, TEL. 0965). Centro agricolo (olive, cereali, ortaggi, frutta). Gli abitanti sono detti Laurentini

\San Lorènzo (fiume) Fiume dell'America settentrionale (1.170 km). Emissario del lago Ontario, segna per circa 180 km il confine tra lo stato di New York e il Canada, sfociando nell'oceano Atlantico dopo aver attraversato Montréal e Quebéc. Costituisce una delle vie d'acqua di maggior importanza economica del mondo, lunga 3.058 km, e attraverso la quale navi di grosso tonnellaggio possono penetrare nel cuore del continente, fino all'estremità occidentale del lago Superiore. Il fiume, all'uscita nordorientale del lago Ontario, ha l'aspetto di un'ampia baia con isole e isolotti boscosi; poi si restringe e presenta brusche rapide (International Rapids, rapide di Saulanges e di Lachine); in questi tratti di rapide il fiume si allarga formando piccoli laghi (Saint Francis e Saint Louis). Da Quebéc ha inizio l'estuario e il letto del fiume si allarga nuovamente fino all'oceano. Il bacino del San Lorenzo è caratterizzato da altitudine limitata, con straripamenti che si verificano principalmente nei mesi invernali o al momento del disgelo. Il popolamento e la valorizzazione del Canada iniziarono dal San Lorenzo, che rimane la più importante via di comunicazione del paese, anche se sussistono gravi ostacoli alla navigazione in alcuni mesi all'anno, per la presenza di nebbie pericolose e lastre di ghiaccio. Il fiume fu esplorato dal francese J. Cartier che lo risalì nel 1534. Il primo insediamento sulle sue rive è del 1603 a Tadoussac, a opera di samuel de Champlain, che fondò Quebéc (1608). 

\San Lorènzo al Màre Comune in provincia di Imperia (1.378 ab., CAP 18017, TEL. 0183). Centro agricolo (olive, frutta, ortaggi) e della floricoltura. 

\San Lorènzo Bellìzzi Comune in provincia di Cosenza (896 ab., CAP 87070, TEL. 0981). Centro agricolo (cereali, olive, uva) e della pastorizia. 

\San Lorènzo dél Vàllo Comune in provincia di Cosenza (3.612 ab., CAP 87040, TEL. 0981). Centro agricolo (cereali, uva, olive) e industriale (prodotti alimentari). Gli abitanti sono detti Sanlorenzani o Sanlaurenzani

\San Lorènzo di Sebàto (in ted. Sankt Lorenzen in Pustertal) Comune in provincia di Bolzano (3.085 ab., CAP 39030, TEL. 0474). Centro agricolo (ortaggi, frutta, cereali), dell'allevamento (bovini), industriale (estrazione di diorite, prodotti del legno) e di villeggiatura. 

\San Lorènzo in Banàle Comune in provincia di Trento (1.068 ab., CAP 38078, TEL. 0465). Centro agricolo (noci, foraggi) e di villeggiatura. 

\San Lorènzo in Càmpo Comune in provincia di Pesaro (3.354 ab., CAP 61047, TEL. 0721). Centro agricolo (cereali, ortaggi, frutta), dell'allevamento (bovini) e industriale (prodotti alimentari). 

\San Lorènzo Isontìno Comune in provincia di Gorizia (1.372 ab., CAP 34070, TEL. 0481). Centro agricolo (cereali, frutta, ortaggi, uva) e dell'allevamento (bovini, suini). 

\San Lorènzo Maggióre Comune in provincia di Benevento (2.287 ab., CAP 82030, TEL. 0824). Centro agricolo (olive, ortaggi, frutta, cereali). 

\San Lorènzo Nuòvo Comune in provincia di Viterbo (2.059 ab., CAP 01020, TEL. 0763). Centro agricolo (olive, uva, cereali) e industriale (abbigliamento). 

\San Lùca Comune in provincia di Reggio Calabria (4.413 ab., CAP 89030, TEL. 0964). 

\San Lùcido Comune in provincia di Cosenza (5.925 ab., CAP 87038, TEL. 0982). 

\San Luis Città (110.000 ab.) dell'Argentina, capoluogo della provincia omonima. 

\San Luis Potosí Città (488.000 ab.) del Messico, capitale dello stato omonimo (2.003.000 ab.). 

\San Lùpo Comune in provincia di Benevento (903 ab., CAP 82030, TEL. 0824). 

\San Màngo d'Aquìno Comune in provincia di Catanzaro (2.120 ab., CAP 88040, TEL. 0968). 

\San Màngo Piemónte Comune in provincia di Salerno (1.763 ab., CAP 84090, TEL. 089). 

\San Màngo sul Calóre Comune in provincia di Avellino (1.376 ab., CAP 83050, TEL. 0827). 

\San Marcellìno Comune in provincia di Caserta (11.111 ab., CAP 81030, TEL. 081). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi e frutta) e industriale (prodotti alimentari). Gli abitanti sono detti Sammarcellinesi

\San Marcèllo Comune in provincia di Ancona (1.805 ab., CAP 60030, TEL. 0731). 

\San Marcèllo Pistoiése Comune in provincia di Pistoia (7.698 ab., CAP 51028, TEL. 0573). 

\San Màrco Argentàno Comune in provincia di Cosenza (8.244 ab., CAP 87018, TEL. 0984). 

\San Màrco d'Alùnzio Comune in provincia di Messina (2.396 ab., CAP 98070, TEL. 0941). 

\San Màrco déi Cavòti Comune in provincia di Benevento (3.906 ab., CAP 82029, TEL. 0824). 

\San Màrco Evangelìsta Comune in provincia di Caserta (5.195 ab., CAP 81020, TEL. 0823). 

\San Màrco in Làmis Comune in provincia di Foggia (15.221 ab., CAP 71014, TEL. 0882). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi, cereali e frutta) e industriale (prodotti del legno, alimentari e dell'abbigliamento). Vi si trova il convento di San Matteo, del XIV sec. Gli abitanti sono detti Sammarchesi

\San Màrco la Càtola Comune in provincia di Foggia (1.794 ab., CAP 71030, TEL. 0881). 

\San Marìno Repubblica dell'Europa meridionale; enclave della penisola italiana, tra l'Emilia Romagna e le Marche, si estende su una superficie di 60,57 km2
Il territorio è costituito dal caratteristico monte Titano (738 m), irto e roccioso, e dalle colline circostanti, ed è attraversato da alcuni torrenti, quali il San Marino, affluente del Marecchia, e il Marano, che sfocia direttamente nell'Adriatico. 
Il clima è fondamentalmente temperato, con inverni non eccessivamente rigidi ed estati calde, con precipitazioni più frequenti in autunno e in inverno. 
Sulle pendici del monte Titano sorge la capitale, San Marino, cittadina medioevale ricca di monumenti, che gode di uno splendido panorama, sia sulla costa adriatica sia sull'Appennino. 
Altri centri di rilievo sono Borgo Maggiore, proprio ai piedi della ripida parete del Titano, che si conclude in una vetta tricuspidata sulla quale sorgono tre torri, e Serravalle Dogana, centro agricolo e industriale. 
Il paese si regge fondamentalmente sul turismo, ma una notevole fonte di ricchezza è costituita anche dall'emissione di francobolli, piuttosto ricercati. 
L'attività agricola fornisce cereali, prodotti ortofrutticoli e soprattutto, uva da vino, che alimenta un'enologia di notevole qualità. 
Praticato è l'allevamento del bestiame, e fiorente è l'artigianato, connesso al turismo, che produce tessuti, souvenir, ceramiche. 
STORIA La città è autonoma a partire dal IX sec. Nel XIII sec. il suo territorio diventa repubblica. Questa è guidata da un Gran Consiglio di 60 membri e due capitani reggenti eletti per sei mesi. I suoi rapporti con l'Italia sono regolati da varie convenzioni. Nel 1992, la repubblica di San Marino è stata ammessa all'ONU 
Abitanti-25.000 
Superficie-60,57 km2 
Densità-412,7 ab./km2 
Capitale-San Marino 
Governo-Repubblica parlamentare 
Moneta-Lira italiana 
Lingua-Italiano 
Religione-Cattolica 

\San Martín (lago) Lago (1.013 km2) dell'America Meridionale, politicamente diviso tra il Cile e l'Argentina. 

\San Martín (Per˙) Dipartimento (545.000 ab.) del Per˙ settentrionale, capoluogo Moyobamba. 

\San Martín, José de (Yapeg˙, oggi San Martín 1778-Boulogne-sur-Mer 1850) Militare e politico argentino. Nel 1821 fu nominato protettore del Perù, per aver al lungo combattuto per l'indipendenza di questo paese e del Cile. Nel 1822 fu convinto a dimettersi da S. Bolívar. 

\San Martìno al Cimìno Frazione del comune di Viterbo, in Lazio. Situato sulle pendici nordoccidentali dei monti Cimini, ospita l'abbazia di San Martino, risalente all'inizio del XIII sec., che rappresenta una delle principali opere cistercensi italiane. 

\San Martìno al Tagliaménto Comune in provincia di Pordenone (1.290 ab., CAP 33096, TEL. 0434). 

\San Martìno Alfìeri Comune in provincia di Asti (705 ab., CAP 14010, TEL. 0141). 

\San Martìno Buòn Albèrgo Comune in provincia di Verona (13.256 ab., CAP 37036, TEL. 045). Centro agricolo industriale (prodotti tessili, chimici, metalmeccanici, alimentari e dei materiali per l'edilizia). Vi si trovano alcune ville risalenti al XVII e XIX sec. Gli abitanti sono detti Sanmartinesi o Sammartinesi

\San Martìno Canavése Comune in provincia di Torino (763 ab., CAP 10010, TEL. 0125). 

\San Martìno d'Àgri Comune in provincia di Potenza (1.243 ab., CAP 85030, TEL. 0973). 

\San Martìno dall'Àrgine Comune in provincia di Mantova (1.971 ab., CAP 46010, TEL. 0376). 

\San Martìno dél Làgo Comune in provincia di Catanzaro (492 ab., CAP 26040, TEL. 0375). 

\San Martìno di Castròzza Frazione del comune di Siror (460 ab.), in provincia di Trento ai piedi delle Pale di San Martino. Turismo. 

\San Martìno di Finìta Comune in provincia di Cosenza (1.317 ab., CAP 87010, TEL. 0984). 

\San Martìno di Lùpari Comune in provincia di Padova (11.044 ab., CAP 35018, TEL. 049). Centro agricolo (coltivazione di foraggi, cereali e frutta) e industriale (concerie, mobilifici, prodotti dell'abbigliamento e alimentari). Gli abitanti sono detti Luparensi

\San Martìno di Venézze Comune in provincia di Rovigo (4.011 ab., CAP 45030, TEL. 0425). 

\San Martìno in Badìa (in ted. Sankt Martin in Thurn) Comune in provincia di Bolzano (1.495 ab., CAP 39030, TEL. 0474). 

\San Martìno in Passìria (in ted. Sankt Martin in Passeier) Comune in provincia di Bolzano (2.700 ab., CAP 39010, TEL. 0473). 

\San Martìno in Pènsilis Comune in provincia di Campobasso (4.762 ab., CAP 86046, TEL. 0875). 

\San Martìno in Rìo Comune in provincia di Reggio Emilia (5.410 ab., CAP 42018, TEL. 0522). 

\San Martìno in Stràda Comune in provincia di Lodi (2.885 ab., CAP 20070, TEL. 0371). 

\San Martìno Sannìta Comune in provincia di Benevento (1.199 ab., CAP 82010, TEL. 0824). 

\San Martìno Siccomàrio Comune in provincia di Pavia (4.732 ab., CAP 27028, TEL. 0382). 

\San Martìno sùlla Marrucìna Comune in provincia di Chieti (920 ab., CAP 66010, TEL. 0871). 

\San Martìno Vàlle Caudìna Comune in provincia di Avellino (4.678 ab., CAP 83018, TEL. 0824). 

\San Marzàno di San Giusèppe Comune in provincia di Taranto (8.703 ab., CAP 74020, TEL. 099). Centro agricolo (uva, olive, ortaggi, frutta) e industriale (alimentari). La popolazione è in maggioranza di lingua albanese. Gli abitanti sono detti Sammarzanesi

\San Marzàno Olivéto Comune in provincia di Asti (934 ab., CAP 14050, TEL. 0141). 

\San Marzàno sul Sarno Comune in provincia di Salerno (9.556 ab., CAP 84010, TEL. 081). 

\San Màssimo Comune in provincia di Campobasso (705 ab., CAP 86027, TEL. 0874). Centro agricolo (cereali, foraggi, uva, ortaggi, frutta), delle attività pastorali e turistico (località Campitello). 

\San Mattìa Golfo dell'Argentina, nell'oceano Atlantico, esteso tra la punta Bermeja e la punta Norte della penisola di Valdés. 

\San Maurìzio Canavése Comune in provincia di Torino (6.600 ab., CAP 10077, TEL. 011). 

\San Maurìzio d'Opàglio Comune in provincia di Novara (2.818 ab., CAP 28017, TEL. 0322). 

\San Màuro Castelvérde Comune in provincia di Palermo (2.565 ab., CAP 90010, TEL. 0921). 

\San Màuro Cilènto Comune in provincia di Salerno (1.079 ab., CAP 84070, TEL. 0974). 

\San Màuro di Salìne Comune in provincia di Verona (535 ab., CAP 37030, TEL. 045). 

\San Màuro Fòrte Comune in provincia di Matera (3.025 ab., CAP 75010, TEL. 0835). 

\San Màuro la Brùca Comune in provincia di Salerno (939 ab., CAP 84070, TEL. 0974). 

\San Màuro Marchesàto Comune in provincia di Cremona (2.648 ab., CAP 88070, TEL. 0962). 

\San Màuro Pàscoli Comune in provincia di Forlì (7.986 ab., CAP 47030, TEL. 0541). 

\San Màuro Torinése Comune in provincia di Torino (16.746 ab., CAP 10099, TEL. 011). Centro agricolo (coltivazione di fragole e fiori) e industriale (fabbriche di occhiali, prodotti tessili, chimici e meccanici). Gli abitanti sono detti Sammauresi

\San Michèle al Tagliaménto Comune in provincia di Venezia (11.916 ab., CAP 30028, TEL. 0431). Centro agricolo (coltivazione di viti, cereali e barbabietole da zucchero), industriale (prodotti dell'abbigliamento e meccanici) e turistico (balneazione presso Bibione). Gli abitanti sono detti Michelini o Sammichelini

\San Michèle all'Àdige Comune in provincia di Trento (2.072 ab., CAP 38010, TEL. 0461). Centro agricolo (cereali, frutta e uva da vino) e industriale (prodotti chimici). 

\San Michèle di Ganzarìa Comune in provincia di Catania (4.766 ab., CAP 95040, TEL. 0933). Centro agricolo (cereali, frutta, uva e olive) e dell'allevamento (ovini, caprini). Gli abitanti sono detti Sammichelesi

\San Michèle di Serìno Comune in provincia di Avellino (2.028 ab., CAP 83020, TEL. 0825). Centro agricolo (cereali, foraggi, frutta e olive) e dell'allevamento(ovini, bovini). 

\San Michèle Mondovì Comune in provincia di Cuneo (2.168 ab., CAP 12080, TEL. 0174). Centro industriale (careali, patate), dell'allevamento (bovini) e industriale (prodotti chimici e dell'abbigliamento). 

\San Michèle Salentìno Comune in provincia di Brindisi (6.333 ab., CAP 72018, TEL. 0831). Centro agricolo (uva da vino, cereali, frutta e olive) e industriale (prodotti alimentari e fucili da caccia). Gli abitanti sono detti Sammichelani

\San Miguel Città (183.000 ab.) dell'El Salvador, al confine con l'Honduras. Capoluogo del dipartimento omonimo. 

\San Miguel de Tucum´n Città (471.000 ab.) dell'Argentina, ai piedi della Sierra Aconquija. Capoluogo della provincia di Tucum´n. 

\San Miniàto Comune in provincia di Pisa (25.352 ab., CAP 56027, TEL. 0571). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi, foraggi e cereali) e industriale (concerie, prodotti dell'abbigliamento, alimentari e del tabacco). Vi si trovano la torre imperiale, del XIII sec., il palazzo Vescovile, del XVII sec., il duomo del XIII sec., la chiesa di San Domenico, del XIV sec, e la chiesa di San Francesco, costruita tra il XIII e il XV sec. Gli abitanti sono detti Samminiatesi

\San Nazàrio Comune in provincia di Vicenza (1.652 ab., CAP 36020, TEL. 0424). 

\San Nazzàro Comune in provincia di Benevento (798 ab., CAP 82010, TEL. 0824). 

\San Nazzàro Sèsia Comune in provincia di Novara (701 ab., CAP 28060, TEL. 0321). 

\San Nazzàro Val Cavàrgna Comune in provincia di Como (525 ab., CAP 22010, TEL. 0344). 

\San Nicòla Isola della Puglia, nel mare Adriatico. Fa parte del gruppo delle Tremiti. 

\San Nicòla Arcèlla Comune in provincia di Cosenza (1.325 ab., CAP 87020, TEL. 0985). 

\San Nicòla Baronìa Comune in provincia di Avellino (952 ab., CAP 83050, TEL. 0827). 

\San Nicòla da Crìssa Comune in provincia di Vibo Valentia (1.887 ab., CAP 88020, TEL. 0963). 

\San Nicòla déll'Àlto Comune in provincia di Crotone (1.426 ab., CAP 88070, TEL. 0962). 

\San Nicòla la Stràda Comune in provincia di Caserta (17.736 ab., CAP 81020, TEL. 0823). Centro industriale (prodotti per l'edilizia e chimici). Gli abitanti sono detti Sannicolesi

\San Nicòla Manfrédi Comune in provincia di Benevento (3.166 ab., CAP 82010, TEL. 0824). 

\San Nicolò d'Àrcidàno Comune in provincia di Oristano (2.869 ab., CAP 09097, TEL. 0783). 

\San Nicolò di Comèlico Comune in provincia di Belluno (433 ab., CAP 32040, TEL. 0435). 

\San Nicolò Gerrèi Comune in provincia di Cagliari (1.041 ab., CAP 09040, TEL. 070). 

\San Pablo Città (162.000 ab.) delle Filippine, nella provincia di Laguna, sull'isola di Luzon. 

\San Pancràzio (in ted. Sankt Pankraz Ulten) Comune in provincia di Bolzano (1.620 ab., CAP 39010, TEL. 0473). 

\San Pancràzio Salentìno Comune in provincia di Brindisi (10.624 ab., CAP 72026, TEL. 0831). Centro agricolo (coltivazione di cereali, uva e olive) e industriale (prodotti meccanici) del Tavoliere. Gli abitanti sono detti Sanpancraziesi

\San Paolo (Brasile) (SŃo Paulo) È la più popolosa città del Brasile (10.927.000 ab.) sul fiume Tietê. Capitale dello stato omonimo, è anche il principale porto brasiliano. L'area metropolitana ha una popolazione di circa 15 milioni di abitanti. È situata a 800 metri sul livello del mare. Architettonicamente modernissima, è ricca di grattacieli e di zone verdi. Per importanza è la seconda città del Brasile, dopo Rio de Janeiro, a cui è collegata da efficienti linee ferroviarie e stradali. L'economia è basata sui traffici commerciali e sull'attività di un rilevante complesso industriale comprendente stabilimenti siderurgici, metallurgici, meccanici, chimici, alimentari. Fu fondata nel 1554 dai gesuiti col nome di São Paulo do Piratininga (il nome São Paulo deriva dal convento di San Paolo che si trovava sul luogo). La sua importanza crebbe improvvisamente quando divenne un centro dei bandeirantes (cercatori d'oro, così chiamati dallo stendardo che precedeva le colonne in marcia), tra il Seicento e il Settecento. La moderna espansione urbanistica e l'aumento vertiginoso della popolazione hanno avuto inizio nei primi anni di questo secolo, con lo sviluppo della coltura del caffè, prodotto del quale la città costituisce il massimo mercato mondiale. La città produce la metà della produzione brasiliana di tessuti, prodotti chimici, prodotti farmaceutici, carta, materiali elettrici, macchinari; circa il 90% degli autoveicoli. È un importante centro culturale, con tre università (Università cattolica, fondata nel 1946; Mackenzie University fondata nel 1952; Università di San Paolo fondata nel 1934). 
San Paolo 
(248.256 km2, 32.685.000 ab.) È lo stato più ricco del Brasile. Affacciato sull'oceano Atlantico, confina a nord con lo stato Minas Gerais, a sud con lo stato del Paran´, a est con lo stato di Rio de Janeiro e a nord ovest con lo stato del Mato Grosso. Il territorio, costituito essenzialmente da un altopiano, è attraversato da numerosi corsi d'acqua, tra i quali i fiumi Paran´, Parapanema, Peixe, Aguapei, Tietê e Piracicaba. Il Tropico del Capricorno passa sulla città di San Paolo. Il clima dello stato è caldo e umido lungo la costa, più secco verso l'interno. Grazie alla posizione geografica e alla fertilità del suolo, costituito dalla caratteristica terra rossa, l'agricoltura è fiorente. Le coltivazioni più diffuse sono quelle del caffè, tè, arachidi, cacao, mais, riso, agrumi, canna da zucchero, cotone, banane. Per far posto alle piantagioni, soprattutto di caffè, è stata eliminata quasi completamente la preesistente foresta. Negli ultimi anni la coltivazione di caffè è diminuita, a favore della coltivazione della soia. Lo stato di San Paolo è sede di numerosi insediamenti industriali (industrie siderurgiche, meccaniche, chimiche, farmaceutiche, alimentari). 

\San Pàolo (comune) Comune in provincia di Brescia (3.440 ab., CAP 25020, TEL. 030). Centro agricolo (ortaggi, frutta, cereali) e industriale (abbigliamento). 

\San Pàolo Albanése Comune in provincia di Potenza (529 ab., CAP 85030, TEL. 0973). Centro agricolo (uva, ortaggi, frutta) e della pastorizia. Gli abitanti sono in prevalenza di lingua e costumi albanesi. 

\San Pàolo Bel Sìto Comune in provincia di Napoli (3.013 ab., CAP 80030, TEL. 081). Centro agricolo (nocciole, olive, ortaggi, frutta), dell'allevamento (bovini) e industriale (alimentari). 

\San Pàolo Cèrvo Comune in provincia di Biella (183 ab., CAP 13060, TEL. 015). Centro agricolo di sussistenza, della pastorizia e di villeggiatura estiva. 

\San Pàolo d'Argòn Comune in provincia di Bergamo (3.390 ab., CAP 24060, TEL. 035). Centro agricolo (cereali, ortaggi, frutta) e industriale (prodotti meccanici, dell'abbigliamento, materiali da costruzione). 

\San Pàolo di Civitàte Comune in provincia di Foggia (6.204 ab., CAP 71010, TEL. 0882). Centro agricolo (olive, uva, ortaggi, frutta) e dell'allevamento (bovini, ovini, suini). 

\San Pàolo di Jèsi Comune in provincia di Ancona (823 ab., CAP 60038, TEL. 0731). Centro agricolo (barbabietole da zucchero, uva, cereali). 

\San Pàolo fuòri le mùra Basilica romana. Eretta per volere di Costantino e ingrandita in seguito da Valentiniano II, da Teodosio e da suo figlio Onorio, divenne, con le sue cinque navate e ottanta colonne, la più grande chiesa della cristianità prima della costruzione di San Pietro. 

\San Pàolo Solbrìto Comune in provincia di Asti (856 ab., CAP 14010, TEL. 0141). Centro agricolo (cereali, uva, foraggi), dell'allevamento (bovini) e industriale (abbigliamento). 

\San Pedro de Macorís Città (79.000 ab.) della Repubblica Dominicana, sulla costa meridionale dell'isola. Capoluogo della provincia omonima. 

\San Pedro M´rtir, Sierra Catena montuosa del Messico, nella penisola della California. Vetta più elevata il Cerro de la Encantada (3.069 m). 

\San Pedro Sula Città (287.000 ab.) dell'Honduras, nella valle del fiume Ul˙a. Capoluogo del dipartimento di Cortés. 

\San Pellegrìno Passo (1.918 m) delle Dolomiti che collega Falcade, nell'Agordino, con Moena in Val di Fassa. 

\San Pellegrìno Tèrme Comune in provincia di Bergamo (5.290 ab., CAP 24016, TEL. 0345). 

\San Petrònio Chiesa tardogotica bolognese. Venne iniziata nel 1390 su progetto di Antonio di Vincenzo che morì lasciando incompiuta l'opera. Non fu mai completata del tutto. 

\San Pièr d'Isónzo Comune in provincia di Gorizia (1.822 ab., CAP 34070, TEL. 0481). Centro agricolo (cereali, uva, ortaggi) e dell'allevamento (bovini). 

\San Pièr Nicéto Comune in provincia di Messina (3.122 ab., CAP 98045, TEL. 090). Centro agricolo (cereali, foraggi, vino) e dell'allevamento (bovini, ovini). 

\San Pièro a Siève Comune in provincia di Firenze (3.770 ab., CAP 50037, TEL. 055). Centro agricolo (cereali, foraggi, frutta), dell'allevamento (bovini) e industriale (carta, mobili). Gli abitanti sono detti Sampierini

\San Pièro Pàtti Comune in provincia di Messina (3.938 ab., CAP 98068, TEL. 0941). Centro agricolo (cereali, olive, noci, uva) e dell'allevamento (bovini, ovini, suini). Gli abitanti sono detti Sampietrini

\San Piètro (isola) Isola (7.000 ab.) della Sardegna, in provincia di Cagliari, nel mare Mediterraneo. 

\San Piètro (valle) Valle nel versante meridionale delle Alpi Carniche. Si estende dal passo di monte Croce fino a Tolmezzo. 

\San Piètro a Màida Comune in provincia di Catanzaro (4.315 ab., CAP 88020, TEL. 0968). Centro agricolo (cereali, ortaggi, frutta, olive, uva) e dell'allevamento (bovini, ovini, caprini). Gli abitanti sono detti Sampietresi

\San Piètro al Natisóne Comune in provincia di Udine (2.173 ab., CAP 33049, TEL. 0432). Centro agricolo (cereali, foraggi, frutta) nella valle del fiume Natisone. 

\San Piètro al Tànagro Comune in provincia di Salerno (1.686 ab., CAP 84030, TEL. 0975). Centro agricolo (cereali, foraggi, uva) e dell'allevamento (bovini, ovini, suini). 

\San Piètro Apòstolo Comune in provincia di Catanzaro (1.959 ab., CAP 88040, TEL. 0961). Centro agricolo (castagne, cereali, ortaggi, frutta, uva) e dell'allevamento (bovini, ovini). 

\San Piètro Avellàna Comune in provincia di Isernia (726 ab., CAP 86088, TEL. 0865). Centro agricolo (cereali, patate), della pastorizia e di villeggiatura estiva. 

\San Piètro Clarènza Comune in provincia di Catania (4.025 ab., CAP 95030, TEL. 095). Centro agricolo (agrumi, olive, uva) e dell'artigianato (ricamo, tessili). Gli abitanti sono detti Sampietresi

\San Piètro di Cadóre Comune in provincia di Belluno (2.005 ab., CAP 32040, TEL. 0435). Centro industriale (produzione di occhiali) e turistico. 

\San Piètro di Caridà Comune in provincia di Reggio Calabria (1.980 ab., CAP 89020, TEL. 0966). Centro agricolo (olive, ortaggi, frutta), dell'allevamento (bovini, ovini) e industriale (alimentari, prodotti del legno). 

\San Piètro di Felétto Comune in provincia di Treviso (4.278 ab., CAP 31020, TEL. 0438). Centro agricolo (cereali, ortaggi, frutta, uva), dell'allevamento (bovini) e industriale (prodotti chimici). 

\San Piètro di Morùbio Comune in provincia di Verona (2.884 ab., CAP 37050, TEL. 045). Centro agricolo (tabacco, barbabietole da zucchero, ortaggi, frutta) e industriale (mobili). 

\San Piètro in Amantèa Comune in provincia di Cosenza (731 ab., CAP 87030, TEL. 0982). Centro agricolo (uva, patate, cereali) e della pastorizia. 

\San Piètro in Cariàno Comune in provincia di Verona (10.861 ab., CAP 37029, TEL. 045). Centro agricolo (coltivazione di frutta e uva) e industriale (calzaturifici, prodotti dell'abbigliamento e alimentari). Gli abitanti sono detti Sampietrini o Sanpietrini

\San Piètro in Casàle Comune in provincia di Bologna (8.814 ab., CAP 40018, TEL. 051). Centro agricolo (cereali, barbabietole da zucchero, ortaggi, frutta) e industriale (alimentari e calzature). Gli abitanti sono detti Sampierini

\San Piètro in Cèrro Comune in provincia di Piacenza (1.001 ab., CAP 29010, TEL. 0523). Centro agricolo (barbabietole da zucchero, ortaggi, frutta) e dell'allevamento (bovini). 

\San Piètro in Gu Comune in provincia di Padova (4.223 ab., CAP 35010, TEL. 049). 

\San Piètro in Guaràno Comune in provincia di Cosenza (3.790 ab., CAP 87047, TEL. 0984). Centro agricolo (cereali, uva, ortaggi, frutta), dell'allevamento (bovini) e industriale (carta, calzature). Gli abitanti sono detti Guadensi

\San Piètro in Làma Comune in provincia di Lecce (3.788 ab., CAP 73010, TEL. 0832). Centro agricolo (tabacco, olive, uva, cereali), dell'allevamento (bovini, ovini, suini) e industriale (alimentari, abbigliamento). Gli abitanti sono detti Sampietrini o Sampietresi

\San Piètro Infìne Comune in provincia di Caserta (1.038 ab., CAP 81050, TEL. 0823). Centro agricolo (cereali, ortaggi, frutta, olive, uva), dell'allevamento (bovini, ovini) e industriale (produzione di stuoie). 

\San Piètro Mosézzo Comune in provincia di Novara (1.674 ab., CAP 28060, TEL. 0321). Centro agricolo (cereali, ortaggi, frutta), dell'allevamento (bovini) e industriale (alimentari, imballaggi, abbigliamento, materie plastiche). 

\San Piètro Mussolìno Comune in provincia di Vicenza (1.352 ab., CAP 36070, TEL. 0444). Centro agricolo (uva, cereali, foraggi). 

\San Piètro Val Lèmina Comune in provincia di Torino (1.310 ab., CAP 10060, TEL. 0121). Centro agricolo (uva, cereali, ortaggi, frutta). 

\San Piètro Vernòtico Comune in provincia di Brindisi (15.469 ab., CAP 72027, TEL. 0831). Centro agricolo (coltivazione di olive, viti, frutta, tabacco e cereali), dell'allevamento di ovini e bovini e industriale (prodotti alimentari e meccanici) del Tavoliere. Gli abitanti sono detti Sampietrani

\San Piètro Viminàrio Comune in provincia di Padova (2.347 ab., CAP 35020, TEL. 0429). Centro agricolo (frutta, ortaggi, uva) e dell'industria dei mobili. 

\San Piètro, basìlica di San Pietro fu martirizzato durante le persecuzioni ordinate da Nerone dopo l'incendio di Roma, del quale l'imperatore volle addossare la colpa ai cristiani come pretesto per la loro persecuzione. Pietro morì nel 64 d. C. e Costantino volle edificare una basilica nel luogo in cui era stato sepolto il santo. La prima basilica di Roma fu quindi consacrata da papa Silvestro I nel 326: era costituita da cinque navate e la facciata era abbellita da mosaici. All'interno, i fedeli potevano avvicinarsi alla tomba di Pietro conservata in una cripta (confessione) e vederla tramite una botola. Dal V sec. in poi la basilica fu saccheggiata più volte dai barbari (Alarico nel 410 e Totila nel 546). Rimase comunque la basilica per eccellenza di Roma, tanto che nella notte di Natale dell'800 Carlo Magno vi fu incoronato imperatore. Tuttavia, giunti al XV sec., dopo quasi 1.200 anni, la basilica era in condizioni pessime e si resero necessari i restauri. Papa Niccolò V affidò il progetto al Rossellino, ma non fu mai portato a termine. I lavori furono solo di conservazione, fino al 1506, quando papa Giulio II affidò a Giuliano da Sangallo e al Bramante il compito di progettare una nuova basilica. Fu approvato il progetto del Bramante che prevedeva una chiesa con una pianta a croce greca. I lavori iniziarono il 18 aprile di quell'anno, ma alla morte del Bramante un nuovo artista era pronto a prenderne il posto: Michelangelo. Tuttavia, prima che gli fosse affidata la direzione dei lavori, inizialmente Raffaello, poi Giuliano da Sangallo, parteciparono alla vivace discussione sul futuro della basilica. In particolare i due artisti volevano riportare la pianta della chiesa alla croce latina. Michelangelo assunse l'incarico di continuare il progetto nel 1547 da papa Paolo III. Michelangelo tornò alla versione con la pianta greca, ma progettò una nuova cupola, imponente e maestosa. Alla morte di Michelangelo, avvenuta nel 1564, la cupola non era ancora finita e il progetto fu portato a termine da Giacomo della Porta e da Domenico Fontana. Nel 1606 la pianta della basilica fu definitivamente adattata allo schema latino per volere di papa Paolo V che affidò a Carlo Maderno la rifinitura della facciata. Finalmente nel 1626 fu consacrata la nuova basilica di San Pietro e nel 1629 gli ultimi lavori furono affidati al Bernini: in 120 anni quindi si espressero in questa basilica i massimi esponenti dello stile rinascimentale e barocco, alternandosi alla guida dieci artisti, sotto la protezione di venti papi. Le cifre sbalorditive che misurano lo spazio occupato dalla basilica danno solo una vaga idea della maestosità e imponenza di San Pietro: è lunga 187 m, presenta undici cappelle, quarantacinque altari, oltre 450 statue, 500 colonne e può contenere fino a 60.000 persone. Le navate laterali misurano 76 metri e convergono sull'altare, situato al centro, sotto il Baldacchino del Bernini, sovrastato dalla cupola, alta 132,5 m. Alcuni riferimenti sul pavimento indicano le dimensioni delle altre cattedrali del mondo. Prima di entrare nella basilica, si può ammirare il portico, realizzato, come la facciata, da Carlo Maderno. La porta della Morte è di Giacomo Manzù (1964). La facciata, alta 45 m e larga 115, è affiancata dalle statue di Pietro e Paolo (XIX sec.). Entrando a destra, si nota subito la cappella della Pietà ove è conservato il celebre gruppo della PietÓ di Michelangelo che l'artista scolpì a venticinque anni nel 1499. La perfezione delle forme la rende una dei capolavori dell'arte di tutti i tempi. Fu commissionata da un cardinale francese e poiché la grandezza di Michelangelo, benché così giovane, cominciava a risultare palese, l'invidia dei suoi contemporanei aveva fatto spargere la voce che l'opera non fosse sua. Infuriato, Michelangelo decise di firmare l'opera incidendo il suo nome sul manto della Vergine: è l'unica opera che il grande artista firmò. Vicino alla PietÓ si possono osservare due monumenti funebri, di Cristina di Svezia e di Matilde di Toscana, il primo di G. Theodon su disegno di Carlo Fontana e il secondo del Bernini. Matilde di Toscana fu la prima donna a essere seppellita nella basilica. Più avanti la cappella del Santissimo Sacramento cela, dietro un cancello progettato dal Borromini, uno dei pochi dipinti della basilica, la Tavola della TrinitÓ, di Pietro da Cortona. Passando nel transetto, sovrastato da due cupole minori del Vignola, si può vedere il monumento funebre di Clemente XIII, opera del Canova del 1792, e alcuni mosaici del XVI sec. Entrando nell'abside, si può ammirare la cattedra di San Pietro, del Bernini, imponente costruzione di bronzo sorretta da quattro statue di dottori della chiesa. Sopra, una finestra illumina lo spazio circostante, lasciando intravedere una colomba, simbolo dello Spirito Santo, le cui ali arrivano a 1,75 m. Il Bernini terminò l'opera nel 1666, quando aveva quasi settant'anni. Lo straordinario gioco di luci, ombre e forme crea un capolavoro, la sintesi del genio del barocco romano. Affiancano la cattedra di San Pietro i monumenti funebri di Urbano VIII e Paolo III, opere rispettivamente del Bernini (1647) e di Guglielmo della Porta (1577). Passando sull'altro lato della chiesa, si gira attorno al Baldacchino del Bernini, commissionato da Urbano VIII nel 1624. Esempio mirabile di stile barocco, domina la navata e l'altare, dal quale solo il Pontefice può celebrare la Messa. L'altare risale al pontificato di Clemente VIII (fine XVI sec.) ed è costituito da un marmo proveniente dal Foro di Nerva. Il Baldacchino fu realizzato con i bronzi del Pantheon e misura 29 m di altezza. Le colonne tortili sono ornate dai simboli della famiglia Barberini (le api), la stessa famiglia di Urbano VIII. Sotto l'altare, la Confessione di Carlo Maderno cela la tomba di San Pietro. Proseguendo lungo la navata centrale, si trova il monumento funebre di Alessandro VII, realizzato dal Bernini due anni prima della sua morte, che ritrae il papa tra le figure della Verità, della Giustizia, della Prudenza e della Carità. Ritornando all'ingresso della basilica, si può ammirare il Monumento funebre di Leone XI, in marmo bianco, realizzato da Algardi (1644) e quello di Innocenzo VIII che deriva dalla vecchia basilica, in quanto risale alla metà del XV sec. L'iscrizione funebre del monumento contiene una curiosità: c'è scritto che il papa visse otto anni dieci mesi e venticinque giorni, anziché regn˛. La basilica è dominata dalla maestosa cupola. Il suo progetto mutò molte volte nel corso degli anni: il Bramante l'aveva immaginata molto più bassa a imitazione di quella del Pantheon. Michelangelo prima e Giacomo della Porta e Domenico Fontana poi ne aumentarono altezza e maestosità. All'interno, nei pennacchi, sono raffigurati gli Evangelisti, mentre nella trabeazione è riportata l'iscrizione che cita le parole di Cristo quando fondò la chiesa. Per salire alla cupola, occorre uscire dalla basilica (l'ingresso è sulla destra). A un primo livello si accede al ballatoio (anche in ascensore) da cui, tramite una scala di 330 gradini si arriva alla terrazza che si erge a 120 m dalla base della piazza. La vista è unica su Roma: si abbracciano con un solo sguardo i giardini Vaticani e tutta la città, oltre ad apprezzare il perfetto equilibrio e la sorprendente simmetria del colonnato del Bernini che costeggia piazza San Pietro. Le Grotte Vaticane sono la parte sotterranea della basilica e vi si accede da uno dei pilastri che sostengono la cupola. Esse conservano le tombe dei papi e i resti dell'antica basilica, tra i quali un preziosissimo mosaico di Giotto (Angelo della Navicella) del XIII sec. 

\San Piètro, piàzza Questa piazza è il cuore del Vaticano, stato sovrano dal 1929 governato dal papa. Fu progettata dal Bernini tra il 1656 e il 1667, sotto il pontificato di Alessandro VII, e costituisce una specie di vestibolo che prelude alla basilica di San Pietro. La piazza, di pianta ellittica, è circondata da un colonnato composto da quattro file di colonne, ornate dai simboli del papato di Alessandro V e da statue di santi. In realtà il progetto originale prevedeva che il colonnato che avvolge la piazza fosse chiuso, ma l'arco di trionfo che avrebbe dovuto collegare le due ali del colonnato non fu mai realizzato. Nel progetto del Bernini ci sono anche due campanili che avrebbero dovuto sorgere ai lati della basilica ma che non furono mai costruiti. Al centro della piazza vi è un obelisco, trasportato in questo luogo per volere di papa Sisto V nel 1586. L'obelisco risale al I sec. a. C. e fu fatto costruire a Heliopolis da Caio Cornelio Gallo. In seguito fu portato a Roma da Caligola e messo nel suo circo che sorgeva approssimativamente a sinistra dell'attuale Basilica di San Pietro. L'altezza dell'obelisco (25,5 m) e il peso (350 t) coinvolsero nell'opera di trasporto nella piazza lo sforzo di 800 uomini e 75 cavalli. In cima all'obelisco è posta una reliquia della Santissima Croce. Nella piazza si possono ammirare anche due fontane, attribuite a Carlo Maderno e al Bernini. Essendo la piazza di pianta perfettamente ellittica, è possibile, osservandola da uno dei due fuochi, avere l'illusione che il colonnato sia composto da un'unica fila di colonne. I fuochi dell'ellisse sono indicati da due pietre inserite nella pavimentazione. L'illusione ottica è dovuta alle perfette proporzioni architettoniche della piazza e al fatto che le colonne, equidistanti tra di loro, sono di diametro crescente procedendo verso l'esterno. Il colonnato si apre sulla maestosa scalinata della basilica di San Pietro, ai lati della quale troneggiano le statue dei Santi Pietro e Paolo. 

\San Pietrobùrgo Città (4.456.000 ab.) della Russia, capoluogo della provincia omonima. Sorge sulla foce del fiume Neva e si affaccia sul golfo di Finlandia (mar Baltico). È composta da un insieme di isole e isolotti, divise dai diversi bracci della Neva e da numerosi canali attraversati da ben 600 ponti che collegano tra di loro i vari quartieri. È la seconda città della Russia, dopo Mosca, per numero di abitanti, condivide con essa il primato come centro culturale ed economico. Le principali risorse economiche sono date dai cantieri navali, dalla industrie metalmeccaniche, elettromeccaniche, chimiche, tessili, alimentari, del legno e delle porcellane. È il più importante porto commerciale della Russia. Importante centro culturale, ha numerosi musei, tra cui il famoso Ermitage, collegi universitari, ricche biblioteche, accademia delle arti. Fondata da Pietro I il Grande nel 1703 con il nome di San Pietroburgo (città di San Pietro), divenne nel 1712 residenza della corte imperiale e centro di molte attività burocratiche e amministrative, conoscendo un fiorente sviluppo. Allo scoppio della prima guerra mondiale, il suo nome venne cambiato in Pietrogrado; nel 1924, alla morte di Lenin, divenne Leningrado, nome che mantenne fino al 1991, quando con la crisi del regime comunista tornò al nome originale. Durante la seconda guerra mondiale subì, da parte dei tedeschi, un memorabile assedio durato 900 giorni (oltre 600.000 morti), riuscendo a resistere fino alla liberazione avvenuta nel gennaio 1944. 

\San Pìo délle Càmere Comune in provincia di L'Aquila (554 ab., CAP 67020, TEL. 0862). 

\San Pòlo déi Cavalièri Comune in provincia di Roma (2.125 ab., CAP 00010, TEL. 0774). 

\San Pòlo d'Ènza Comune in provincia di Reggio Emilia (4.751 ab., CAP 42020, TEL. 0522). 

\San Pòlo di Piàve Comune in provincia di Treviso (4.053 ab., CAP 31020, TEL. 0422). 

\San Pòlo Matése Comune in provincia di Campobasso (500 ab., CAP 86020, TEL. 0874). 

\San Pònso Comune in provincia di Torino (246 ab., CAP 10080, TEL. 0124). 

\San Possidònio Comune in provincia di Modena (3.339 ab., CAP 41039, TEL. 0535). 

\San Potìto Sannìtico Comune in provincia di Caserta (1.791 ab., CAP 81010, TEL. 0823). 

\San Potìto Ùltra Comune in provincia di Avellino (1.307 ab., CAP 83050, TEL. 0825). 

\San Prìsco Comune in provincia di Caserta (8.646 ab., CAP 81054, TEL. 0823). 

\San Procòpio Comune in provincia di Reggio Calabria (708 ab., CAP 89020, TEL. 0966). 

\San Pròspero Comune in provincia di Modena (4.013 ab., CAP 41030, TEL. 059). 

\San Quintìno Città della Francia settentrionale (63.000 ab.) nella Piccardia, dipartimento dell'Aisne. Già nota nel medioevo per le industrie tessili, è sede di industrie metalmeccaniche e alimentari. Di origine romana, nel medioevo fu capoluogo della contea di Vermandois. Tra i monumenti, la collegiata e il palazzo Municipale del XV-XVI sec. con ricca pinacoteca. 
Battaglia di San Quintino 
Memorabile battaglia combattuta il 10 agosto 1857 tra gli spagnoli, al comando di Emanuele Filiberto di Savoia, e le truppe francesi di A. de Montmorency; si concluse con la sconfitta di questi ultimi. 

\San Quìrico d'Òrcia Comune in provincia di Siena (2.389 ab., CAP 53027, TEL. 0577). 

\San Quirìno Comune in provincia di Pordenone (3.809 ab., CAP 33080, TEL. 0434). 

\San Raffaèle Ciména Comune in provincia di Torino (2.384 ab., CAP 10090, TEL. 011). 

\San Rèmo, o Sanremo Comune in provincia di Imperia (56.003 ab., CAP 18038, TEL. 0184), sulla riviera di Ponente. Mercato dei fiori e stazione sperimentale di floricoltura, località balneare, ospita una casa da gioco (casinò municipale) e dal 1951 è sede del festival della canzone italiana. Monumenti, il duomo di San Siro (XIII-XIV sec.) e il santuario della Madonna della Costa (XVII-XVIII sec.). 
Conferenza di Sanremo 
Si tenne dal 19 al 26 aprile del 1920 con la partecipazione dei rappresentanti del governo italiano, francese, belga, inglese, giapponese e greco. Vennero stabilite le modalità per l'attuazione del futuro trattato di pace di Sèvres tra Turchia e i paesi alleati decidendo tra l'altro dei problemi connessi con il disarmo tedesco, l'internazionalizzazione degli stretti e l'affidamento a Francia e Gran Bretagna dei mandati sui territori ex turchi in Medio Oriente. 

\San Robèrto Comune in provincia di Reggio Calabria (2.668 ab., CAP 89050, TEL. 0965). Centro agricolo (arance, olive, bergamotti, cereali) e dell'allevamento (bovini, ovini). 

\San Ròcco al Pòrto Comune in provincia di Lodi (3.100 ab., CAP 20070, TEL. 0377). 

\San Romàno in Garfagnàna Comune in provincia di Lucca (1.408 ab., CAP 55038, TEL. 0583). 

\San Rùfo Comune in provincia di Salerno (1.919 ab., CAP 84030, TEL. 0975). 

\San Salvador Città (423.000 ab.), capitale di El Salvador e capoluogo del dipartimento omonimo, situata alle pendici del vulcano omonimo, a 50 km dalla costa dell'oceano Pacifico. Le principali industrie sono quelle alimentari (zucchero e birra), tessili (cotone), del tabacco, del legno e delle calzature. Fondata nel 1525 è stata distrutta più volte da violenti terremoti. 

\San Salvatóre di Fitàlia Comune in provincia di Messina (1.954 ab., CAP 98070, TEL. 0941). 

\San Salvatóre Monferràto Comune in provincia di Alessandria (4.767 ab., CAP 15046, TEL. 0131). 

\San Salvatóre Telesìno Comune in provincia di Benevento (3.696 ab., CAP 82035, TEL. 0824). 

\San Sàlvo Comune in provincia di Chieti (15.527 ab., CAP 66050, TEL. 0873). Centro industriale (vetrerie, prodotti meccanici e per l'edilizia) e turistico (balneazione presso San Salvo Marina). Gli abitanti sono detti Sansalvesi

\San Sebastiàn Città (184.000 ab.) della Spagna, alla foce del fiume Urumea, nel Golfo di Biscaglia. Capoluogo della provincia basca di Guip˙zea. Stazione climatica e balneare; ha nel turismo una delle principali risorse economiche. Le industrie presenti sono quelle alimentari, tessili, metalmeccaniche e chimiche. Sede del monastero e della chiesa di Sant'Elmo (XVI sec.), della chiesa barocca di Santa Maria, della chiesa di San Vincenzo e di un museo municipale. Anticamente fu regno di Navarra e Castiglia. 

\San Sebastiàno al Vesùvio Comune in provincia di Napoli (9.486 ab., CAP 80040, TEL. 081). 

\San Sebastiàno Curóne Comune in provincia di Alessandria (585 ab., CAP 15056, TEL. 0131). 

\San Sebastiàno da Po Comune in provincia di Torino (1.633 ab., CAP 10020, TEL. 011). 

\San Sebastiàno, catacómbe di Catacombe romane presso la tomba di San Sebastiano risalenti al IV sec. Un secolo più tardi furono eretti tre mausolei nei quali si svolgevano i banchetti funebri. Probabilmente queste costruzioni furono utilizzate anche per riti pagani, mentre la presenza dei cristiani è ben evidente nel mausoleo centrale, dove è leggibile un'iscrizione in greco su Cristo. La triclia è invece una costruzione sopratterra destinata a ospitare i banchetti funebri. La presenza di alcuni graffiti di devozione a San Pietro e San Paolo ha fatto ipotizzare che i resti dei due santi avessero trovato qui rifugio prima della costruzione delle basiliche omonime. Al di sopra delle catacombe, nel Seicento, è stata eretta una chiesa che si presenta con una navata unica e un soffitto in legno con dipinti contemporanei (XVII sec.). Pregevoli sono le due cappelle: quella di San Sebastiano ospita una statua del santo opera di un discepolo del Bernini (XVII sec.) e quella delle reliquie, in cui si può ammirare la pietra sulla quale, secondo la leggenda, Cristo lasciò un'impronta durante un'apparizione a San Pietro. La sacrestia conserva un Cristo in legno risalente a tre secoli prima della costruzione della chiesa. 

\San Secóndo di Pineròlo Comune in provincia di Torino (3.270 ab., CAP 10060, TEL. 0121). 

\San Secóndo Parmènse Comune in provincia di Parma (4.769 ab., CAP 43017, TEL. 0521). 

\San Severìno Lucàno Comune in provincia di Potenza (2.224 ab., CAP 85030, TEL. 0973). 

\San Severìno Màrche Comune in provincia di Macerata (13.077 ab., CAP 62027, TEL. 0733). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi, barbabietole, cereali e frutta) e industriale (calzaturifici, prodotti chimici, meccanici e alimentari). Vi si trovano il duomo Nuovo del XIII sec., il duomo Vecchio costruito tra il X e l'XI sec., la Porta della Valle del XII sec. e la chiesa di San Lorenzo in Doliolo dell'XI sec. Gli abitanti sono detti Sanseverinati o Settempedani

\San Sevèro Comune (55.000 ab., CAP 71016, TEL. 0882) della provincia di Foggia, nella Capitanata. Tra le risorse economiche la produzione di vini rinomati, agricoltura (cereali, barbabietole, ortaggi), industrie alimentari, meccaniche, tessili, del legno e chimiche, allevamento bovino e ovino. Tra i monumenti, la chiesa di San Severino (facciata del XII sec.) e il palazzo di città (XVIII sec.). 

\San Sòssio Baronìa Comune in provincia di Avellino (2.294 ab., CAP 83050, TEL. 0827). 

\San Sòstene Comune in provincia di Catanzaro (1.302 ab., CAP 88060, TEL. 0967). 

\San Sòsti Comune in provincia di Cosenza (2.463 ab., CAP 87010, TEL. 0981). 

\San Speràte Comune in provincia di Cagliari (6.468 ab., CAP 09026, TEL. 070). 

\San Tàmmaro Comune in provincia di Caserta (3.429 ab., CAP 81050, TEL. 0823). 

\San Teodòro (Messina) Comune in provincia di Messina (1.689 ab., CAP 98030, TEL. 095). 

\San Teodòro (Nuoro) Comune in provincia di Nuoro (2.507 ab., CAP 08020, TEL. 0784). 

\San Tomàso Agordìno Comune in provincia di Belluno (877 ab., CAP 32020, TEL. 0437). 

\San Valentìno in Abrùzzo Citerióre Comune in provincia di Pescara (1.911 ab., CAP 65020, TEL. 085). 

\San Valentìno Tòrio Comune in provincia di Salerno (8.203 ab., CAP 84010, TEL. 081). 

\San Venànzo Comune in provincia di Terni (2.325 ab., CAP 05010, TEL. 075). 

\San Vendemiàno Comune in provincia di Treviso (8.140 ab., CAP 31020, TEL. 0438). 

\San Vèro Mìlis Comune in provincia di Oristano (2.419 ab., CAP 09070, TEL. 0783). 

\San Vigìlio, pùnta di Promontorio della sponda veronese del lago di Garda. 

\San Vincenzo (Capo Verde) Isola (42.000 ab.) dell'arcipelago di Capo Verde, di origine vulcanica. 

\San Vincènzo (comune) Comune in provincia di Livorno (7.175 ab., CAP 57027, TEL. 0565). Centro agricolo (ortaggi, frutta), industriale (calzaturifici) e di villeggiatura. 

\San Vincènzo la Còsta Comune in provincia di Cosenza (2.021 ab., CAP 87030, TEL. 0984). Centro agricolo (cereali, ortaggi, frutta, olive). 

\San Vincènzo Vàlle Rovéto Comune in provincia di L'Aquila (2.757 ab., CAP 67050, TEL. 0863). Centro agricolo (cereali, ortaggi, frutta) e dell'allevamento (bovini, ovini). 

\San Vitale Chiesa di Ravenna famosa per le sue decorazioni musive. Iniziata nel 526 dopo la morte di Teodorico, venne consacrata nel 547 dall'arcivescovo Massimiano. Ha una pianta a forma di martyrion ottagono con nicchie semicircolari aperte da arcate. 

\San Vitaliàno Comune in provincia di Napoli (5.013 ab., CAP 80030, TEL. 081). 

\San Vìto Comune in provincia di Cagliari (4.009 ab., CAP 09046, TEL. 070). 

\San Vìto al Tagliaménto Comune in provincia di Pordenone (12.511 ab., CAP 33078, TEL. 0434). Centro agricolo, dell'allevamento di bovini e industriale (prodotti termo-sanitari, meccanici, alimentari e tessili). Gli abitanti sono detti Sanvitesi

\San Vìto al Tórre Comune in provincia di Udine (1.288 ab., CAP 33050, TEL. 0432). 

\San Vìto Chietìno Comune in provincia di Chieti (5.046 ab., CAP 66038, TEL. 0872). 

\San Vìto déi Normànni Comune in provincia di Brindisi (20.483 ab., CAP 72019, TEL. 0831). Centro agricolo (coltivazione di cereali, olive e tabacco) e industriale (prodotti dell'abbigliamento, alimentari e meccanici). Vi si trovano resti di mura megalitiche e il castello risalente all'XI sec. Gli abitanti sono detti Sanvitesi

\San Vìto di Cadóre Comune in provincia di Belluno (1.645 ab., CAP 32046, TEL. 0436). 

\San Vìto di Fagàgna Comune in provincia di Udine (1.586 ab., CAP 33030, TEL. 0432). 

\San Vìto di Leguzzàno Comune in provincia di Vicenza (3.065 ab., CAP 36030, TEL. 0445). 

\San Vìto Lo Càpo Comune in provincia di Trapani (3.567 ab., CAP 91010, TEL. 0923). 

\San Vìto Romàno Comune in provincia di Roma (3.268 ab., CAP 00030, TEL. 06). 

\San Vìto sùllo Iònio Comune in provincia di Catanzaro (2.570 ab., CAP 88067, TEL. 0967). 

\San Vittóre del Làzio Comune in provincia di Frosinone (2.442 ab., CAP 03040, TEL. 0776). 

\San Vittóre Olóna Comune in provincia di Milano (6.828 ab., CAP 20028, TEL. 0331). 

\San Zeno Chiesa basilicale di Verona costruita tra il 1120 e il 1138. Le decorazioni interne ed esterne sono di ispirazione romanica. La struttura della chiesa è a croce latina con tre navate divise da colonne alternate. Al suo interno si trova Il trittico di San Zeno del Mantegna. 

\San Zèno di Montàgna Comune in provincia di Verona (1.108 ab., CAP 37010, TEL. 045). 

\San Zèno Navìglio Comune in provincia di Brescia (3.100 ab., CAP 25010, TEL. 030). 

\San Zenóne al Làmbro Comune in provincia di Milano (2.751 ab., CAP 20070, TEL. 02). 

\San Zenóne al Po Comune in provincia di Pavia (503 ab., CAP 27010, TEL. 0382). 

\San Zenóne dégli Ezzelìni Comune in provincia di Treviso (5.386 ab., CAP 31020, TEL. 0423). 

\Sana Città (427.000 ab.) dello Yemen, capoluogo della provincia omonima, a 2.350 m sul livello del mare, sui versanti orientali del Jabal an Nabi Shu'ayb. Centro amministrativo e commerciale, è mercato di prodotti agricoli della regione (mais, sesamo, sorgo e caffè) e del bestiame. Sviluppato anche l'artigianato con la lavorazione dell'oro, dell'argento, delle pietre preziose, dei tessuti e delle pelli. Sede di un'università musulmana, di numerose moschee (tra cui la grande moschea) e della fortezza Ghumdan (del 25 a. C.). La città, che è considerata uno dei più straordinari esempi di architettura per i suoi edifici decorati fantasiosamente, ebbe il suo maggiore sviluppo dopo la conquista abissina, diventando il maggiore centro culturale arabo. 

\Sanaag Regione (217.000 ab.) della Somalia, capoluogo Erigavo. 

\sanàbile, agg. Che può essere sanato. 
 @   lat. sanabilis. 

\Sanaga Il fiume (1.000 km) più lungo del Camerun. Nasce dall'unione dei fiumi Djérem e Lom e sfocia nel golfo del Biafra. 

\Sanaga, Àlto Dipartimento (56.000 ab.) del Camerun, sul fiume Sanaga. Capoluogo Nanga Eboko. 

\Sanaga-Maritime Dipartimento (113.000 ab.) del Camerun, nella provincia del Litorale. Capoluogo Edéa. 

\Sanandaj Città (244.000 ab.) dell'Iran, capoluogo della provincia di Kurdistan. 

\sanàre, v. v. tr.1 Guarire, rendere sano. non riteneva possibile sanare quella piaga sociale. 2 Rimediare. sanare un bilancio, rimetterlo in pari o in attivo. 
v. intr. pron. Guarirsi. 
 X   v. tr. 1 to cure, to heal. 2 (econ.) to put right. 
 @   lat. sanare, deriv. da sanus sano. 

\Sanàrica Comune in provincia di Lecce (1.495 ab., CAP 73030, TEL. 0836). 

\sanatóre, sm. (f.-trìce) Chi sana. 

\sanatòria, sf. Atto formale di soluzione di una situazione irregolare. 

\sanatoriàle, agg. Relativo a un sanatorio. 

\sanatòrio, sm. Casa di cura per malati di tubercolosi. 

\Sanatorio all'insegna della clessidra, Il Racconto di B. Schultz (1937). 

\sanazióne, sf. Il sanare. ~ sanamento. 
Sanazione in radice 
Nel diritto canonico, convalidazione straordinaria del matrimonio invalido per difetto di forma o per mancanza di un altro elemento necessario. 

\sanbernàrdo, o san bernàrdo, sm. Razza di cani di stazza robusta addestrati per salvataggi in alta montagna. 

\S´nchez Ramírez Provincia (140.000 ab.) della Repubblica Dominicana, estesa nel settore centrale. Capoluogo Cotuí. 

\sancinèlla, sf. Pregiato vitigno coltivato nell'Italia meridionale. Produce un'uva bianca da tavola dagli acini grossi dalla polpa succosa. 

\Sàncio Nome di sovrani. 
Aragona Sancio I RamÝrez 
(1043-Huesca 1094) Re d'Aragona dal 1063 e di Navarra dal 1076. Sottopose il signore musulmano di Huesca a tributo. 
Castiglia Sancio I GarcÚs 
(?-1117) Conte di Castiglia dal 995. 
Sancio II il Forte 
(1038?-Zamora 1072) Re di Castiglia dal 1065. 
Sancio III il Desiderato 
(1134?-Toledo 1158) Re di Castiglia dal 1157. Fu il fondatore dell'ordine di Calatrava. 
Sancio IV il Violento 
(1258-1295) Re di Castiglia dal 1284. Nel 1292 conquistò Tarifa agli arabi. 
León Sancio I il Grasso 
(?-966) Re di León dal 956. L'anno successivo il cugino Ordo˝o IV lo detronizzò, ma egli riprese il potere nel 960, grazie anche all'emiro di Córdoba. 
Navarra Sancio I GarcÚs di Navarra 
(?-925?) Re di Navarra dal 904. 
Sancio II GarcÚs Abarca 
(?-994) Re di Navarra dal 970 ca. 
Sancio III GarcÚs il Grande 
(922?-1035) Re di Navarra dal 1000. Estese il suo dominio su tutta la Spagna cristiana conquistando la Castiglia, l'Aragona, il León e la Guascogna. Alla morte il suo regno fu diviso tra i quattro figli. 
Sancio IV GarcÚs 
(?-1076) Re di Navarra dal 1054. 
Sancio V 
ved. Sancio I RamÝrez di Aragona 
Sancio VI il Saggio 
(1132?-1194) Re di Navarra dal 1150. 
Sancio VII il Forte 
(1154-Tudela 1234) Re di Navarra dal 1194. Combatté contro l'Aragona e la Castiglia, ma quindi si unì a esse per combattere gli arabi e si distinse nel 1212 nella battaglia di Las Navas di Tolosa. 
Portogallo Sancio I 
(Coimbra 1154-1211) Re dal 1185. 
Sancio II 
(Coimbra 1209?-Toledo 1248) Re dal 1223. Ebbe forti contrasti con il clero, tanto che nel 1245 Innocenzo IV lo dichiarò deposto. Allora lottò contro di lui il fratello Alfonso III, che infine fu eletto al suo posto. 

\Sàncio Pànza Personaggio del romanzo Don Chisciotte di Miguel de Cervantes. Rappresenta lo scudiero di Don Chisciotte a cui impartisce lezioni di buon senso popolare. 

\sancìre, v. tr. 1 Approvare solennemente. ~ ratificare. <> abolire, abrogare. 2 Stabilire. ~ decretare, disporre. 
 X   v. tr. 1 to sanction. 2 (stabilire) to ratify. 
 @   lat. sancire rendere inviolabile. 

\sancritìsta, sm. e sf. (pl.-i) Esperto della letteratura o lingua sanscrita. 

\sancta sanctorum, loc. sost. m. invar. 1 La parte più riservata del Tempio di Gerusalemme, in cui era custodita l'arca dell'alleanza. 2 Tabernacolo. 3 Zona praticamente inaccessibile. 

\Sancta Susanna Opera in un atto di P. Hindemith, testo di A. Stamm (Francoforte, 1922). 

\Sancti Spiritus Città (98.000 ab.) dell'isola di Cuba, capoluogo della provincia omonima. 

\sanctificeatur, sm. invar. Persona bigotta. 
 @   termine lat. tratto dal Pater noster che significa sia santificato. 

\sanctus, sm. invar. Inno liturgico. 

\sanculòtto, sm. Rivoluzionari francesi. 

\Sand, George (Parigi 1804-Nohant 1876) Pseudonimo di Armandine Lucie Aurore Dupin, scrittrice francese. La sua vita fu avventurosa, costellata da celebri amori (P. Merimée, Chopin, de Musset) e arricchita dall'impegno per i movimenti libertari e rivoluzionari del tempo. Fu fondatrice dei periodici socialisti La Revue indÚpendente (1841) e L'╔claireur (1844). Dopo il 1848 si ritirò in campagna dove scrisse romanzi campestri, che costituiscono la parte migliore della sua attività letteraria. La sua vastissima produzione consiste di 150 volumi di narrativa, oltre a vari lavori teatrali, all'immensa corrispondenza composta di circa quindicimila lettere e agli innumerevoli interventi apparsi sui giornali. Opere principali, Indiana (1832), Valentina (1832), Lelia (1833), Consuelo (1842-1843), La palude del diavolo (1846), Francesco il trovatello (1848), La piccola Fadette (1849), I maestri suonatori (1853). Inoltre gli scritti autobiografici Lei e lui (1859) e Storia della mia vita (1845-1855). Pubblicati postumi, Corrispondenza (1882-1884) e Diario intimo (1926). I temi principali ricorrenti nella sua opera sono i diritti del cuore, la condizione femminile, le idee del socialismo umanitario e la poesia dei paesaggi campestri. 

\Sandage, Allan Rex (Iowa City 1926) Astrofisico americano, fu il primo a osservare nel 1960 un quasar, ossia la prima sorgente radio con apparenza quasi stellare. 

\sàndalo, sm. 1 Calzatura costituita da suola e sottili fascette avvolgenti il piede. 2 Albero tropicale. 3 Imbarcazione veneta dal fondo piatto. 
 X   sm. 1 (calzatura) sandal. 2 (bot.) sandalwood. 
Angiosperma (Santalum album) della famiglia delle Santalacee e dell'ordine delle Santalali. Albero spontaneo dell'Asia equatoriale. L'olio essenziale, estratto dal suo legno, viene utilizzato in profumeria. 

\Sandigliàno Comune in provincia di Biella (2.662 ab., CAP 13060, TEL. 015). 

\Sandokan alla riscossa Romanzo di E. Salgari (1907). 

\sandolìno, sm. Imbarcazione dal fondo piatto con remo a pagaia. 

\sàndolo => "sandalo" 

\sandràcca, sf. Resina utilizzata per produrre vernici. 

\Sandrèlli, Stéfania (Viareggio 1946-) Attrice cinematografica. Interpretò ruoli di generi diversi per il piccolo e per il grande schermo. Da ricordare Divorzio all'italiana (1961), Il conformista (1970), Novecento (1976), La chiave (1986), La famiglia (1987), Per amore solo per amore (1993), Con gli occhi chiusi (1994), D'amore e d'ombra (1995). Per la televisione la serie Il maresciallo Rocca (1996). 

\Sandrìgo Comune in provincia di Vicenza (7.210 ab., CAP 36066, TEL. 0444). 

\Sandùlli, Àldo (Napoli 1915-Perugia 1984) Giurista italiano. Giudice della corte costituzionale (1957) quindi presidente della stessa (1968), fu presidente della RAI nel 1969-1970. 

\sandwich, sm. invar. Panino farcito. ~ tramezzino. 
 @   dal nome del conte di Sandwich, J. Montagne (1718-1792) che si cibava coi panini per non abbandonare il tavolo da gioco. 

\Sandwich Australi Arcipelago delle isole Falkland, nell'oceano Atlantico sudoccidentale. 
Fossa delle Sandwich 
Fossa sottomarina a forma di mezzaluna (8.428 m di profondità) situata nell'Oceano Atlantico a est delle isole Sandwich Australi. 

\sanfedìsta, sm. (pl.-i) Reazionario. 

\Sanfelìce, Luìsa (Napoli 1764-1800) Nobildonna. Figlia di don Pedro de Molino, nel 1781 andò sposa ad Andrea Sanfelice, di famiglia nobile decaduta. Nel 1799, durante la repubblica partenopea, rivelò, pare involontariamente, una congiura filoborbonica: i congiurati vennero arrestati e giustiziati e Luisa Sanfelice divenne la salvatrice della repubblica. Ma alla ripresa del potere da parte di Ferdinando IV, la Sanfelice venne a sua volta imprigionata, processata, condannata a morte e giustiziata. La vicenda ispirò un romanzo di A. Dumas. 

\sanforizzàre, v. tr. Si dice di un tessuto sottoposto a sanforizzazione. 

\sanforizzazióne, sf. Procedimento che impedisce ai tessuti di cotone di restringersi. 

\sanfratellàno, sm. Cavallo da sella dal mantello baio e marrone, originario dell'Italia. 

\Sanfrè Comune in provincia di Cuneo (2.155 ab., CAP 12040, TEL. 0172). 

\Sanfrònt Comune in provincia di Cuneo (2.694 ab., CAP 12030, TEL. 0175). 

\sangàllo, sm. Tipo di ricamo. 

\Sangàllo il Gióvane, Antònio da (Firenze 1484-Roma 1546) Soprannome di Antonio da Bartolomeo Cordini, architetto, nipote di Giuliano e di Antonio il Vecchio, dei quali fu collaboratore. Studiò gli antichi edifici e frequentò Bramante e il cantiere di San Pietro di cui assunse la direzione dei lavori alla morte di Raffaello. Per la famiglia Farnese realizzò molti edifici fra cui il palazzo Farnese (1512, terminato da Michelangelo), il castello di Capodimonte (1510-1513), la rocca di Caprarola (1515). Realizzò anche opere militari come il forte di Civitavecchia (1515), la fortezza da Basso, Firenze (1534-1537), la Rocca Paolina, Perugia (1540-1541). 

\Sangàllo il Vècchio, Antònio da (Firenze 1455-1534) Soprannome di Antonio Giamberti, architetto. Fratello di Giuliano, svolse gran parte della sua attività nel Lazio e in Toscana. Si distinse per le grandi capacità costruttive di opere di architettura militare (la rocca di Civitacastellana, il restauro di Castel Sant'Angelo a Roma e la fortezza vecchia, Livorno), religiosa (San Biagio di Montepulciano, 1518-1534) e civile (palazzo del Monte, Monte San Savino). 

\Sangàllo, Giuliàno da (Firenze 1445-1516) Soprannome di Giuliano Giamberti, architetto e ingegnere militare. Fratello di Antonio il Vecchio, si occupò delle fortificazioni di Arezzo, Pisa, Sansepolcro, Poggibonsi anticipando stili architettonici militari del Cinquecento. Artista di profonda cultura umanista, anche in campo civile realizzò strutture, espressioni del gusto rinascimentale, come la villa di Poggio a Caiano (1480-1485) per Lorenzo de' Medici. In continuità con il geometrico rigore della visione spaziale e strutturale del Brunelleschi, progettò la sacrestia di Santo Spirito (1589-1591) e il palazzo Gondi (dal 1490). 

\Sangàno Comune in provincia di Torino (3.238 ab., CAP 10090, TEL. 011). 

\Sangay Vulcano (5.230 m) dell'Ecuador, nella Cordigliera Orientale delle Ande. 

\Sanger, Frederick (Rendcombe 1918-) Chimico inglese. Precisò la struttura molecolare dell'insulina e ideò un sistema per individuare le sequenze di acidi nucleici. Per queste due scoperte, fu insignito del premio Nobel due volte, nel 1958 e nel 1980. 

\Sangha Prefettura (72.000 ab.) della Repubblica Centrafricana sudoccidentale, capoluogo Nola. 

\sangha, sm. invar. Termine sanscrito che indica la comunità dei monaci buddhisti. 

\Sangha Haute Prefettura (268.000 ab.) della Repubblica Centrafricana sudoccidentale, al confine con il Camerun. Capoluogo Bérbérati. 

\sangiaccàto, sm. Suddivisione territoriale del pascialato turco che venne abolita nel 1921. 

\Sangiàno Comune in provincia di Varese (1.167 ab., CAP 21038, TEL. 0332). 

\Sangihe Arcipelago (140.000 ab.) dell'Indonesia, nell'oceano Pacifico. 

\Sanginéto Comune in provincia di Cosenza (1.526 ab., CAP 87020, TEL. 0982). 

\sangiovése, sm. Vino rosso di produzione romagnola. 

\Sangnier, Marc (Parigi 1873-1950) Politico francese. Cattolico, di ideologia democratica, fondò Jeune rèpublique, movimento sociale e politico. Dopo la seconda guerra mondiale promosse il Movimento repubblicano popolare. 

\sangria, sf. invar. Bevanda spagnola costituita da vino rosso e limoni e arance tagliuzzate. 

\Sàngro Fiume dell'Abruzzo (117 km). Nasce dai rilievi appenninici presso il passo del Diavolo, nel parco nazionale d'Abruzzo. Bagna Pescasseroli, forma due laghi artificiali (Barrea e Sangro) e sfocia nel mar Adriatico dopo aver ricevuto il fiume Aventino. 

\sàngue, sm. sing. 1 Liquido organico che scorre in appositi vasi del corpo. 2 Parentela, stirpe. ~ casato, progenie. 
 X   sm. 1 blood. 2 (sangue freddo) sang-froid. 
 @   lat. sanguis,-inis. 
Il sangue è formato dal plasma e da cellule (emociti), in esso sospese. Al di fuori dei vasi, il sangue coagula separando il siero, liquido trasparente di color paglierino, dal coagulo costituito da una serie di filamenti di fibrina, nelle cui maglie vengono trattenuti gli emociti. Il plasma è formato da acqua, sali minerali, proteine colloidali, mentre gli elementi cellulari del sangue si differenziano in globuli rossi, contenenti un cromoprotide, l'emoglobina, e in globuli bianchi o leucociti, individuabili anche nella linfa; nei Mammiferi sono presenti anche le piastrine. Il volume nell'uomo adulto è di circa cinque litri; più pesante dell'acqua, ha un peso specifico di 1,055. Il numero dei globuli rossi è maggiore rispetto a quello dei globuli bianchi; sono discoidali, dal diametro piccolissimo e non presentano il nucleo. L'emoglobina fornisce, insieme all'ossigeno, l'ossiemoglobina, un componente labile che può rilasciare ossigeno alle cellule dei tessuti e, quindi, il sangue svolge una funzione respiratoria. I leucociti, di forma variabile, sono difensori dell'organismo; le piastrine, molto piccole, incolori e prive di nucleo, partecipano alla coagulazione del sangue. Il sangue dei Vertebrati, oltre che una funzione di difesa e respiratoria, porta nutrimento alle cellule, gli ormoni e trasporta le sostanze di rifiuto. Il termine viene anche utilizzato per indicare l'emolinfa degli Invertebrati, che non contiene mai cellule.   +   [vedi anche  →  gruppo sanguigno]

\Sangue blu Film commedia, britannico (1949). Regia di Robert Hamer. Interpreti: Alec Guinness, Valerie Hobson, Dennis Price. Titolo originale: Kind Hearts and Coronets 

\Sangue e arena Romanzo di V. Blasco Ib´˝ez (1908). 
Sangue e arena 
Film drammatico, americano (1941). Regia di Rouben Mamoulian. Interpreti: Tyrone Power, Linda Darnell, Rita Hayworth, Anthony Quinn. Titolo originale: Blood and Sand 

\Sangue viennese Operetta di J. Strauss (figlio), libretto di V. Léon e L. Stein (Vienna, 1899). 

\sanguemìsto, sm. (pl. sanguemìsti) Uomini o animali nati da genitori di razze diverse. 

\Sanguie Provincia (218.000 ab.) del Burkina Faso, capoluogo Reo. 

\sanguìfero, agg. In cui circola sangue. 

\sanguìficàre, v. tr. Trasformare in sangue. 

\sanguìgna, sf. Pastello di cera dal colore rosso. 

\sanguìgno, agg. e sm. agg. Che ha sangue o che ha il colore del sangue. 
sm. Colui che ha molto sangue. 
 X   agg. 1 blood. 2 (colore del sangue) blood-red. 
 @   lat. sanguineus. 

\sanguinàccio, sm. Insaccato costituito da sangue, grasso e alcune volte cervello di maiale. 

\sanguinaménto, sm. L'effetto del sanguinare. 

\sanguinànte, agg. Che sanguina. 

\sanguinàre, v. intr. Emettere, versare sangue. 
 X   v. intr. to bleed. 
 @   lat. sanguinare. 

\sanguinària, sf. Nome volgare del Geranium sanguineum, una specie di geranio dai fiori rossi e il rizoma ricco di tannino che vive nei pascoli e nei boschi dell'Europa e di parte dell'Asia. 

\sanguinàrio, agg. Violento e crudele. ~ feroce, truculento. 
 X   agg. bloodthirsty, bloody. 
 @   lat. sanguinarius. 

\sanguinèllo, o sanguinèlla, sm. o sf. 1 Nome comune del Cornus sanguinea, una pianta arbustacea dai rami rossi comune nei boschi.  2 Fungo commestibile.   +  

\Sanguinéti, Edoàrdo (Genova 1930-) Poeta e critico letterario. Esponente del Gruppo 63 e docente di letteratura italiana all'università di Genova. Tra le opere di critica, nelle quali si propone di rispecchiare la crisi dell'ideologia letteraria, si ricordano Laborintus (1956), Triperuno (1960), Guido Gozzano (1966), Postkarten (1978), Stracciafoglio (1980) e Scartabello (1981). Inoltre, Sanguineti ha scritto romanzi (Capriccio italiano, 1963 e Il gioco dell'oca, 1967) e testi teatrali (Teatro, 1969 e Storie naturali, 1971) caratterizzati da una vena ironica innestata su un linguaggio realistico. 

\Sanguinétti, Julio Marìa (Montevideo 1936-) Politico uruguaiano. Appartenente al partito Colorado, è stato presidente dal 1985 al 1989 ed è stato di nuovo eletto tale nel 1994. 

\Sanguinétto Comune in provincia di Verona (4.205 ab., CAP 37058, TEL. 0442). 

\sanguinolènto, agg. Sanguinante. 

\sanguinóso, agg. Macchiato, cosparso di sangue. 
 X   agg. bloody. 
 @   lat. tardo sanguinosus. 

\sanguisùga, sf. 1 Verme che si attacca agli animali per succhiarne il sangue. ~ mignatta. 2 Chi spilla denaro per avidità. ~ profittatore, usuraio. 
 X   sf. leech. 

\sanguisùgio, sm. Rivulsione che si pratica applicando alla cute sanguisughe della specie Hirudo medicinalis

\sanìcula, sf. Genere di piante erbacee della famiglia delle Ombrellifere diffuse in Europa, Africa e Asia. 

\sanidìno, sm. Varietà di ortoclasio contenente sodio. Si trova in rocce effusive sotto forma di cristalli monoclini tabulari. 

\sànie, sf. invar. Sostanza emessa da ferite in putrefazione e piaghe. 

\sanificàre, v. tr Risanare, bonificare. 

\sanificazióne, sm. L'effetto del sanificare. 

\sanità, sf. invar. 1 Stato di benessere e di buona salute. 2 L'organizzazione che si occupa di amministrare i servizi sanitari di una nazione. Ministero della SanitÓ. 3 Salubrità. la sanitÓ dell'aria di quei luoghi era ancora da verificare
 X   sf. 1 health. 2 (salubrità) healthiness. 3 (mentale) sanity. 
 @   lat. sanitas,-atis

\sanitàrio, agg. e sm. (pl. m.-i) agg. Riguardante l'igiene e la sanità. 
sm. Medico. 
 X   agg. health, sanitary. sm. doctor. 

\Sanjinés, Jorge (1937-) Regista cinematografico boliviano. Diresse Ukamau (1966), Sangue di condor (1969), Fuori di qui (1977) e Le bandiere dell'avvenire (1983). 

\Sanjurjo y Sacanell, José (1872-1936) Militare spagnolo. Di ideologia antirepubblicana, dopo essere stato esiliato avviò da Lisbona l'insurrezione che sotto la sua guida, nel luglio 1936 avviò la guerra civile spagnola. Morì in un incidente aereo. 

\Sankuru Fiume (1.200 km) dello Zaire. Nasce con il nome di Lubilash presso Kolwezi, e confluisce nel fiume Kasai. 

\Sanlùri Comune in provincia di Cagliari (8.499 ab., CAP 09055, TEL. 070). 

\Sanmatenga Provincia (368.000 ab.) del Burkina Faso, capoluogo Kaya. 

\Sanmichèli, Michèle (Verona 1484-1559) Architetto. Tra le opere la cappella Petrucci in San Domenico a Orvieto (dal 1516), il palazzo Bevilacqua (dal 1531) e la porta Palio (1546-1548) a Verona, il palazzo Grimani a Venezia (1557-1559). 

\Sannazzàro de' Burgóndi Comune in provincia di Pavia (5.743 ab., CAP 27039, TEL. 0382). 

\Sannazzàro, Jàcopo (Napoli 1455?-1530) Poeta. Fu esponente dell'umanesimo meridionale alla corte di Alfonso duca di Calabria (1481) e successivamente di Federico I di Napoli. Tra le opere il romanzo autobiografico L'Arcadia (1504) e le Rime (postumo, 1530). 

\Sannicàndro di Bàri Comune in provincia di Bari (8.722 ab., CAP 70028, TEL. 080). 

\Sannicàndro Gargànico Comune in provincia di Foggia (19.525 ab., CAP 71015, TEL. 0882). Centro agricolo (coltivazione di olive, cereali, frutta, viti e ortaggi), dell'allevamento di bovini ed equini e industriale (prodotti alimentari e meccanici). Gli abitanti sono detti Sannicandresi

\Sannicòla Comune in provincia di Lecce (6.414 ab., CAP 73017, TEL. 0833). 

\sànnita, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) agg. Relativo alla regione del Sannio. 
sm. e sf. Appartenente alla popolazione che abitava il Sannio. 

\Sannìta, Appennìno Gruppo montuoso dell'Appennino Campano. Si estende tra il Molise e la Campania. Vetta più elevata il monte Saraceno (1.086 m). 

\sannìti Antico popolo italico, del gruppo degli osco-umbri. Originari della Sabina, si stabilirono nel Sannio, la regione situata fra il Piceno, il Lazio, la Campania, la Lucania e l'Apulia. Nel 354 a. C. si allearono con Roma contro i galli, ma dopo circa dieci anni si opposero ai romani. Sottomessi da Roma nel 295 a. C., furono definitivamente annientati da Silla nell'82 a. C. 

\sannìtico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla regione del Sannio. 

\sàno, agg. 1 In condizioni di buona salute. ~ robusto. <> malato. di sana pianta, completamente. 2 Che giova alla salute. 3 Onesto, moralmente integro. ragazzo di sani principi. 4 Privo di difetti. 
 X   agg. 1 healthy. 2 (integro) sound. 3 (di mente) sane. 
 @   lat. sanus
Mens sana in corpore sano. (Mente sana in corpo sano) Proverbio latino citato da Giovenale nelle Satire

\Sàno di Piètro (Siena 1406-1481) Pittore. Tra le opere Polittico del Beato Giovanni Colombini (1444, Siena, Pinacoteca). 

\sanpietrìno => "sampietrino" 

\sanrocchìno, sm. Mantello usato un tempo dai pellegrini. 

\sans façon, loc. avv. Alla buona. 

\sànsa, sf. 1 Il residuo delle olive dopo la prima spremitura per ottenere l'olio. 2 Strumento musicale delle popolazioni africane (bantu) simile a uno xilofono. È costituito da una tavoletta di legno e canne di bambù. 

\sanscritìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Studioso di lingua e letteratura sanscrita. 

\sànscrito, agg. e sm. agg. Relativo alla civiltà di razza indoeuropea fiorita in India. 
sm. Antica lingua indoeuropea del gruppo indoiranico, molto simile all'avestico. 
Il sanscrito classico, succeduto al più antico vedico quale lingua culturale dell'India, risale al V sec. a. C. Si diffuse come lingua letteraria, tipica delle persone di cultura, come opposizione agli idiomi correnti e dialettali. Grammaticalmente, caratteristiche fondamentali sono nella fonetica la riduzione ad a, lunga o breve, delle a, e e o dell'indoeuropeo e la presenza di consonanti retroflesse. Nella morfologia vengono mantenuti gli otto casi originari (oltre ai sei del latino, il locativo e lo strumentale) e l'apofonia; a livello sintattico abbondano i costrutti nominali. Il sanscrito si scrive e si stampa con i caratteri devanagarici, ma occasionalmente anche con altri alfabeti indiani. Le possibilità di composizione nominale sono illimitate e si possono sostituire membri di frase con parole composte e i verbi finiti con costruzioni participiali; la metrica è quantitativa come quella del greco e del latino. Lo studio del sanscrito, oltre ad aprire la via alla conoscenza di una vastissima letteratura e di un pensiero filosofico e religioso di grande profondità, è importante per la comparazione linguistica indoeuropea, perché il sanscrito rappresenta la forma più remota di questo gruppo linguistico. 

\sansepolcrìsti Denominazione delle più di cento persone che parteciparono all'assemblea che ebbe luogo presso il circolo degli Esercenti in piazza San Sepolcro a Milano e che il 23 marzo 1919 diede vita all'organizzazione nazionale dei fasci di combattimento. 

\Sansepólcro Comune in provincia di Arezzo (15.695 ab., CAP 52037, TEL. 0575). Centro agricolo (coltivazione di uva, cereali e olive) e industriale (mobilifici, prodotti per l'edilizia, meccanici, tessili, del tabacco e alimentari). Venne fondata presso un monastero benedettino nel X sec. Vi si trova una pinacoteca contenente opere di Piero della Francesca, la chiesa di San Francesco, del XIII sec., e il duomo, costruito tra l'XI e il XIV sec. Gli abitanti sono detti Borghesi o Biturgensi

\sansevièria, sf. Genere di piante erbacee perenni, appartenenti alla famiglia delle Gigliacee, con fiori biancastri formanti grappoli, foglie lunghe e spesse e rizoma grosso e breve, originarie di Africa e Indie orientali. 

\sansimonìsmo, sm. Movimento filosofico politico, sviluppatosi in Francia dal pensiero di C. H. Saint-Simon, con lo scopo di attuarne le teorie economiche e sociali. Tra i maggiori seguaci, A. Bazard, P. B. Enfantin, che fondarono i periodici Le Producteur (1825-1826) e Le Globe (1831) e una comunità modello a Mènilmontant. Il sansimonismo ebbe un ruolo importante nelle rivoluzioni francesi del 1830 e 1848. 

\sansimonìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Seguace delle dottrine di Saint-Simon. 

\Sansóne (XII sec. a. C.) Giudice d'Israele, le cui vicende sono narrate nel libro biblico dei Giudici. Secondo la tradizione biblica, ottenne da Dio una forza sovrumana che gli permise di vincere ripetutamente i filistei. Innamoratosi della filistea Dalila, la passione gli fece trascurare i suoi doveri. Nel sonno le rivelò il segreto della sua forza, legata alla folta chioma. Dalila gli recise i capelli, mentre dormiva, permettendo ai filistei di arrestarlo. Recuperata nel frattempo, con il ricrescere dei capelli, la sua forza, Sansone si vendicò facendo crollare il soffitto di una grande sala, morendo insieme a molti filistei. 

\Sansone e Dalila Opera in tre atti di C. Saint-Saëns, libretto di F. Lemaire (Weimar, 1877). 

\Sansóni, Giùlio Césare (Firenze 1837-Roma 1885) Editore e fondatore nel 1873 a Firenze dell'omonima casa editrice. 

\Sansovìno, Andrèa (Monte San Savino 1460-1529) Soprannome di Andrea Contucci, scultore e architetto. Influenzato da Giuliano da Sangallo, fu artista dotato di raffinato gusto pittorico e tra i primi diffusori dell'arte rinascimentale italiana in Europa. Tra le opere più significative, decorazione della Porta speciosa del duomo di Coimbra (dal 1491), Battesimo di Cristo (per il battistero, Firenze, 1501), monumenti funebri di Ascanio Sforza e Girolamo Basso (Santa Maria del Popolo, Roma, 1404-1512), Madonna col Bambino e Sant'Anna (Sant'Agostino, Roma, 1512). 

\Sansovìno, Jàcopo (Firenze 1486-Venezia 1570) Architetto e scultore, fu allievo di Andrea Sansovino, dal quale ereditò il nome e la tendenza alle forme aggraziate delle sculture. Fu attivo a Firenze, ove realizzò la scultura di San Jacopo in Santa Maria del Fiore, a Roma (San Giacomo di Compostella in San Maria di Monserrato) e a Venezia (Madonna con Bambino, San Giovannino, palazzo della Zecca, 1537-1545, Scuola della Misericordia, 1532, Loggetta di San Marco, 1537-1540, palazzo Corner, 1533, Libreria Marciana, 1537). 

\Sans-souci Castello, sede dei re di Prussia, che fa parte di un grande complesso fatto costruire da Federico il Grande nei pressi di Potsdam. Di un particolare stile rococò, venne realizzato tra il 1744 e il 1757 da G. W. von Knobelsdorff. 

\Sànta Alleànza Dichiarazione firmata a Parigi il 26 settembre 1815 da Alessandro I di Russia, Francesco I d'Austria (imperatore del Sacro Romano Impero fino al 1806 come Francesco II) e Federico Guglielmo III di Prussia, in base alla quale i sovrani, considerandosi delegati dalla divina provvidenza a guidare i tre grandi regni cristiani, garantivano reciproco aiuto al fine di garantire la pace e il mantenimento degli assetti politici stabiliti dal congresso di Vienna, contro possibili rivolgimenti popolari, nazionali e liberali. Si impegnavano altresì a incontrarsi periodicamente per prevenire possibili insurrezioni. In seguito vi aderirono Luigi XVIII di Francia e i re di Sardegna, Paesi Bassi e Svezia. I principi in essa contenuti vennero riaffermati nei congressi di Troppau (1820), Lubiana (1821) e Verona (1822) e furono applicati contro le rivoluzioni a Napoli e in Spagna. La Francia, all'indomani della rivoluzione del 1830, abbandonò l'alleanza, che perse gradualmente la sua importanza. 

\Santa Ana (El Salvador) Città (202.000 ab.) dell'El Salvador, capoluogo del dipartimento omonimo. 

\Santa Ana (USA) Città (294.000 ab.) degli USA, nello stato della California, sul fiume omonimo. 

\Sànta Bàrbara (Honduras) Città dell'Honduras nordoccidentale (10.510 ab.), capoluogo del dipartimento omonimo. 
Dipartimento di Santa Barbara 
Dipartimento dell'Honduras (5.116 Km2, 291.100 ab.) che ha per capitale la città di Santa Barbara. 

\Sànta Bàrbara (USA) Città della California (88.780 ab.) posta sul canale di Santa Barbara, a nord-ovest di Los Angeles. 

\Santa Barbara Islands Gruppo di isole degli USA, di fronte alle coste della California. 

\Sànta Brìgida Comune in provincia di Bergamo (646 ab., CAP 24010, TEL. 0345). 

\Sànta Caterìna Albanése Comune in provincia di Cosenza (1.607 ab., CAP 87010, TEL. 0984). Centro agricolo (olive, ortaggi, frutta), della pastorizia e industriale (materiali da costruzione). 

\Sànta Caterìna déllo Iònio Comune in provincia di Catanzaro (2.280 ab., CAP 88060, TEL. 0967). Centro agricolo (olive, agrumi, cereali), dell'allevamento (bovini, ovini) e di villeggiatura. 

\Sànta Caterìna Valfùrva Località (1.738 m) nel comune di Valfurva (Sondrio), all'interno del parco nazionale dello Stelvio, a 14 km da Bormio. Nota già verso la fine dell'Ottocento come località termale, è una rinomata località di villeggiatura estiva e di sport invernali e centro alpinistico (punto di partenza per le ascensioni del gruppo del Cevedale). Innevata per gran parte dell'anno, rappresenta un forte richiamo per gli sciatori sportivi, anche per la consistenza delle strutture di cui è dotata. Nel 1985 è stata la sede dei Campionati mondiali di sci alpino. 

\Sànta Caterìna Villarmósa Comune in provincia di Caltanissetta (6.541 ab., CAP 93018, TEL. 0934). Centro agricolo (olive, uva, ortaggi, frutta) e dell'allevamento (bovini, ovini). 

\Sànta Cecìlia, chièsa di Santa Cecilia, protettrice dei musicisti, morì come martire nelle persecuzioni del 230 d. C. Una prima chiesa sorse a Roma per celebrare la santa sui resti della sua casa che sono ancora visibili sotto la chiesa assieme a quelli di una conceria. Quando il corpo di Santa Cecilia fu ritrovato, nel IX sec., nelle catacombe di San Callisto, fu trasportato per volere di papa Pasquale I che ordinò l'edificazione di una chiesa. Di questa prima costruzione rimane nell'edificio odierno un mosaico nell'abside, in cui è chiaramente evidente l'influsso dell'arte bizantina: il mosaico raffigura Cristo attorniato da San Paolo, Sant'Agata e Pasquale I alla sua destra e da San Pietro, San Valeriano e Santa Cecilia alla sua sinistra. La chiesa fu quindi sottoposta a diversi restauri nel XVI, XVIII e XIX sec. e si possono così ammirare particolari di diverse epoche: l'ingresso alla chiesa è preceduto da un cortile, al centro del quale si trova un vaso. Il campanile è del XII sec., come anche il portico, ornato da colonne e fregi, mentre la facciata è del XVIII sec. All'interno, l'unica navata è affiancata sulla destra da una saletta che viene considerata il luogo di martirio di Santa Cecilia, condannata prima a soffocare nella stanza e poi decapitata (un affresco di Guido Reni posto sull'altare ne ricorda la tragica fine). Sempre sulla destra della navata si trova la tomba del cardinale Rampolla (1929) che ordinò la costruzione della cripta nel 1899 sui resti delle case antiche. La cripta (la cui visita è a pagamento) conserva i sarcofagi di Santa Cecilia e di San Valeriano. Di fronte all'altare si può ammirare la statua di Santa Cecilia di Stefano Maderno che ritrasse la santa nella posizione in cui fu ritrovato il suo corpo, dissotterrato nel 1599. Il ciborio che domina l'altare è un'opera di Arnolfo di Cambio e risale al 1293. L'affresco a esso contemporaneo (XIII sec.) di Pietro Cavallini (Il Giudizio Universale) è invece osservabile nel vicino convento al quale si accede dal cortile della chiesa. Un tempo questo affresco era sulla controfacciata della chiesa, ma fu notevolmente rovinato nel corso dei secoli: rimangono così solo le figure di Cristo circondato dagli angeli, dalla Vergine, da San Giovanni Battista e dagli apostoli. L'affresco rappresenta uno dei rari esempi di stile artistico romano medioevale. 

\Sànta Cesàrea Tèrme Comune in provincia di Lecce (3.014 ab., CAP 73020, TEL. 0836). 

\Santa Clara Città (204.000 ab.) dell'isola di Cuba, nel settore centrale. Capoluogo della provincia di Villa Clara. 

\Santa Colomba de Gramanet Città (135.000 ab.) della Spagna, nella provincia di Barcellona, sul fiume Besós. 

\Sànta Cristìna d'Aspromónte Comune in provincia di Reggio Calabria (1.168 ab., CAP 89056, TEL. 0966). 

\Sànta Cristìna e Bissóne Comune in provincia di Pavia (1.981 ab., CAP 27010, TEL. 0382). 

\Sànta Cristìna Gèla Comune in provincia di Palermo (800 ab., CAP 90030, TEL. 091). 

\Sànta Cristìna Val Gardéna (in ted. Sankta Christina in Gröden) Comune in provincia di Bolzano (1.598 ab., CAP 39047, TEL. 0471). 

\Sànta Cròce Lago delle Prealpi Venete, a sud-est di Belluno. Immissario principale il torrente Tesa. 

\Sànta Cróce Camerìna Comune in provincia di Ragusa (7.445 ab., CAP 97017, TEL. 0932). 

\Sànta Cróce dèl Sànnio Comune in provincia di Benevento (1.166 ab., CAP 82020, TEL. 0824). 

\Sànta Cróce di Magliàno Comune in provincia di Campobasso (5.122 ab., CAP 86047, TEL. 0874). 

\Sànta Cróce sull'Àrno Comune in provincia di Pisa (12.345 ab., CAP 56029, TEL. 0571). Centro industriale (calzaturifici, prodotti della lavorazione delle pelli, meccanici e chimici) del Valdarno inferiore. Gli abitanti sono detti Santocrocesi

\Sànta Cróce, basìlica di Una tra le più note chiese fiorentine, con una densità di opere d'arte straordinaria anche per la città toscana. Attribuita ad Arnolfo di Cambio (1295) e completata nel XIV sec. La facciata è gotica (N. Matàs), le fiancate a timpani triangolari con bifore. L'interno è a croce egizia (T), a tre navate con pilastri ottagonali. Gli altari sono ben dodici con dipinti di Vasari, Santi di Tito, Cigoli e altri, sul tema della Passione. A destra, tra le molte opere, è visibile la tomba di Michelangelo (XVI sec.). Tra le sepolture, si ricordano quelle di N. Machiavelli, di G. Rossini e di U. Foscolo. Splendida è l'Annunciazione di Donatello (quinto altare). Nella grande ricchezza di opere si rammentano solo la sagrestia trecentesca, con terracotta di Giovanni della Robbia, e gli affreschi della maturità giottesca (1325). Splendida è la cappella maggiore in stile gotico. 

\Santa Cruz (Argentina) Provincia (160.000 ab.) dell'Argentina, al confine con il Cile. Capoluogo Río Gallegos. 

\Santa Cruz (Filippine) Città (61.000 ab.) delle Filippine, sull'isola di Luzon. Capoluogo della provincia di Laguna. 

\Santa Cruz (Salomone) Arcipelago delle isole Salomone, nell'oceano Pacifico, a nord del Vanuatu, nella Melanesia. 

\Santa Cruz de la Sierra Città della Bolivia centrale (695.000 ab.), capoluogo del dipartimento omonimo (1.352.000 ab.), al confine con il Brasile e il Paraguay; sorge a 450 m di altezza, sui contrafforti orientali della Sierra di Cochabamba. Importante centro della zona tropicale preandina, è stazione termine delle linee ferroviarie dello Yacuiba e di Corumb´ ed è collegata a Cochabamba grazie a una moderna strada. Sede di industrie alimentari, del tabacco, tessili. Mercato dei prodotti agricoli della regione (riso, caffè e tabacco). 

\Santa Cruz de Tenerife Città (223.000 ab.) della Spagna sulla costa nordorientale dell'isola omonima (arcipelago delle Canarie; Tenerife, La Palma, Ferro e Gomera). Capoluogo della provincia omonima. Porto peschereccio, turistico e commerciale, esporta banane, tabacco, patate e frutta tropicale. Le industrie presenti sono quelle alimentari. Centro balneare e frequentata stazione climatica. Sede del monastero di San Francesco (in stile barocco), della chiesa della Conceptíon (XVI-XVII sec.) e di vari musei. Nelle acque di fronte alla città si svolse nel 1797 una battaglia navale tra francesi e inglesi. 

\Santa Cruz, Andrés (La Paz 1792-Saint-Nazaire, Francia 1865) Generale boliviano. Ufficiale spagnolo dal 1810 al 1825, cambiò poi campo ed entrò a far parte dell'esercito rivoluzionario comandato da José de San Martin. Nominato nel 1829 presidente della Bolivia, governò in regime dittatoriale promuovendo lo sviluppo economico e culturale della nazione. Nel 1836 invase il Per˙, che tentò di annettere alla Bolivia, ma Cile e Argentina lo sconfissero nel 1839, costringendolo all'esilio in Europa. 

\Sànta Doménica Talào Comune in provincia di Cosenza (1.378 ab., CAP 87020, TEL. 0985). 

\Sànta Doménica Vittòria Comune in provincia di Messina (1.246 ab., CAP 98030, TEL. 095). 

\Sànta Elisabètta Comune in provincia di Agrigento (3.417 ab., CAP 92020, TEL. 0922). Centro agricolo (olive, uva, mandorle) e dell'allevamento (ovini, equini). 

\Santa Fe (Argentina) Città (343.000 ab.) dell'Argentina, alla foce del Río Salado. Capoluogo della provincia omonima. 

\Santa Fe (USA) Città (56.000 ab.) degli USA, capitale dello stato del Nuovo Messico, all'estremità meridionale dei monti Sangre de Cristo, a 2.118 m di altezza. Mercato di prodotti minerari (piombo, zinco, oro e argento) e agricoli. Le principali industrie sono quelle estrattive, metalmeccaniche e alimentari. Fondata dagli spagnoli, su un preesistente insediamento indiano. 

\Sànta Fióra Comune in provincia di Grosseto (3.008 ab., CAP 58037, TEL. 0564). 

\Sànta Flàvia Comune in provincia di Palermo (8.545 ab., CAP 90017, TEL. 091). 

\Santa Genoveffa Poema di Ch. Péguy (1912). 

\Sànta Gìlla Laguna costiera della Sardegna meridionale, nei pressi di Cagliari. Riceve le acque dei fiumi Cixerri e Fluminimannu. 

\Santa Giovanna Dramma in sei atti di G. B. Shaw (1923). È uno dei capolavori del drammaturgo irlandese. L'interpretazione di Shaw è sostanzialmente corretta nella ricostruzione della nota vicenda storica: a partire dalle voci che spingono Giovanna d'Arco a liberare la terra di Francia dagli inglesi invasori; alle vittorie miracolose di Orléans, Patay e Reims; al tentativo di scacciare i nemici da Parigi. Con la tragica conclusione della cattura da parte dei Borgognoni, la vendita agli inglesi, il processo per eresia, la condanna e il rogo. Ciò che caratterizza il lavoro di Shaw è l'epilogo, nel quale l'autore immagina una sorta di riunione di nemici e amici intorno al letto di re Carlo. In quel mentre giunge notizia della riabilitazione e canonizzazione di Giovanna d'Arco. Ma basta che la Santa esprima il desiderio di tornare di nuovo in vita per mettere lo scompiglio tra amici e nemici. Il dramma di Shaw è quasi un apologo del disagio che i santi portano nel mondo. Da notare che il lavoro è di poco successivo alla morte del patriota irlandese Michael Collins in un agguato (1922) e alla canonizzazione di Giovanna d'Arco da parte di papa Benedetto XV nel 1920. 

\Santa Giovanna dei macelli Dramma in dodici quadri di B. Brecht (Die Heilige Johanna der Schlachth÷fe, 1929-1930). L'opera è ambientata tra i macelli e la borsa bestiame della città di Chicago nel periodo che precede la crisi del 1929. Il magnate della carne in scatola Mauler, fiutata la saturazione del mercato, finge una crisi di coscienza e vende la sua proprietà provocando la crisi delle fabbriche di carne in scatola. Gli operai si trovano da un giorno all'altro in mezzo alla strada. Giovanna Dark, membro dell'esercito della salvezza, si prodiga a favore dei lavoratori disoccupati distribuendo pasti e predicando la parola di Dio. Ma con scarso successo. Allora affronta Mauler e lo rimprovera di essere responsabile del disastro. Mauler accetta la sfida e conduce Giovanna in mezzo ai lavoratori disoccupati perché possa vederne direttamente la cattiveria. Giovanna capisce che la parola di Dio non può trovare spazio nel cuore di chi soffre la fame e il freddo. Allora decide di rimanere vicina agli operai. Morirà di polmonite per il freddo sofferto. Dopo la morte verrà onorata come santa. 

\Sànta Giulétta Comune in provincia di Pavia (1.720 ab., CAP 27046, TEL. 0383). 

\Santa Giùsta Comune in provincia di Oristano (3.945 ab., CAP 09096, TEL. 0783). 

\Sànta Giustìna Bacino artificiale del Trentino Alto Adige (525 m d'altezza, 1 km di larghezza, 8 km di lunghezza), in provincia di Trento. Sostentato dal fiume Noce, alimenta la centrale idroelettrica di Santa Giustina nel comune di Taio. 
Santa Giustina 
Comune in provincia di Belluno (6.131 ab., CAP 32035, TEL. 0437). 

\Sànta Giustìna in Còlle Comune in provincia di Padova (5.804 ab., CAP 35010, TEL. 049). 

\Santa Isabel Isola (9.000 ab.) del gruppo delle Salomone, nell'oceano Pacifico. 

\Sànta Lùce Comune in provincia di Pisa (1.457 ab., CAP 56040, TEL. 050). 

\Sànta Lucìa Località del comune di Verona che fu teatro di uno scontro in cui i piemontesi del genarale E. Bava furono sconfitti dagli austriaci di Radetzky (6 maggio 1848 durante la prima guerra d'indipendenza). 

\Sànta Lucìa dél Méla Comune in provincia di Messina (4.858 ab., CAP 98046, TEL. 090). Centro agricolo (agrumi, olive, uva), della pastorizia e industriale (prodotti alimentari e materiali da costruzione). 

\Sànta Lucìa di Piàve Comune in provincia di Treviso (6.530 ab., CAP 31025, TEL. 0438). Centro agricolo (cereali, ortaggi, frutta), dell'allevamento (bovini) e industriale (prodotti tessili, meccanici, della plastica e materiali da costruzione). 

\Sànta Lucìa di Serìno Comune in provincia di Avellino (1.490 ab., CAP 83020, TEL. 0825). Centro agricolo (cereali, ortaggi, frutta, olive) e dell'allevamento (bovini). 

\Sànta Margherìta d'Àdige Comune in provincia di Padova (2.090 ab., CAP 35040, TEL. 0429). Centro agricolo (cereali, frutta, ortaggi). 

\Sànta Margherìta di Bèlice Comune in provincia di Agrigento (6.784 ab., CAP 92018, TEL. 0925). Centro agricolo (cereali, agrumi, olive) e dell'allevamento (ovini, api). 

\Sànta Margherìta di Stàffora Comune in provincia di Pavia (761 ab., CAP 27050, TEL. 0383). Centro agricolo (foraggi, vino, ortaggi, frutta) e di villeggiatura estiva. 

\Sànta Margherìta Lìgure Comune in provincia di Genova (11.077 ab., CAP 16038, TEL. 0185). Centro dell'artigianato (lavorazione di merletti e ceramiche) e turistico (balneazione) del golfo del Tigullio. Gli abitanti sono detti Sammargheritesi

\Santa Maria (Brasile) Città (197.000 ab.) del Brasile, sul Rio Jacuí, nello stato di Rio Grande do Sul. 

\Santa Maria (Portogallo) Isola (13.000 ab.) del Portogallo, nell'oceano Atlantico. Fa parte dell'arcipelago delle Azzorre. 

\Sànta Marìa a Mónte Comune in provincia di Pisa (10.373 ab., CAP 56020, TEL. 0587). Centro industriale (calzaturifici, prodotti del legno) del Valdarno inferiore. Gli abitanti sono detti Santamariammontesi

\Sànta Marìa a Vìco Comune in provincia di Caserta (12.182 ab., CAP 81028, TEL. 0823). Centro agricolo (coltivazione di frutta e ortaggi) e industriale (calzaturifici e prodotti alimentari). Gli abitanti sono detti Sammaritani

\Sànta Marìa Càpua Vètere Comune in provincia di Caserta (31.396 ab., CAP 81055, TEL. 0823). Centro agricolo e commerciale (coltivazione e mercato di uva, foraggi e cereali) e industriale (concerie, prodotti chimici, alimentari, del tabacco e meccanici). Fondata nel VII sec. a. C. dagli etruschi con il nome di Capua, passò sotto i greci e alla fine del VI sec. fu invasa dai longobardi. Vi si trovano il duomo, costruito tra l'VIII e il IX sec., l'anfiteatro risalente al I sec. e i sepolcri romani della Conocchia e delle Carceri Vecchie. Gli abitanti sono detti Sammaritani o Mariani

\Sànta Marìa Coghìnas Comune in provincia di Sassari (1.466 ab., CAP 07030, TEL. 079). Centro agricolo (cereali, ortaggi, frutta) e turistico (terme di Casteldoria). 

\Sànta Marìa dégli Àngeli Frazione del comune di Assisi, provincia di Perugia (Umbria), sede della basilica di Santa Maria degli Angeli fatta costruire nel 1569 da Pio V su disegno di G. Alessi intorno alla chiesa della Porziuncola. Il terremoto del 1997 l'ha gravemente danneggiata. 

\Sànta Marìa dél Cédro Comune in provincia di Cosenza (4.674 ab., CAP 87020, TEL. 0985). Centro agricolo (cereali, agrumi, ortaggi, frutta) e di villeggiatura estiva. Gli abitanti sono detti Santamariani

\Sànta Marìa dél Fióre, basìlica di Basilica e cattedrale di Firenze. Iniziata nel 1296 da Arnolfo di Cambio e interrotta alla morte dell'architetto, la costruzione venne ripresa attorno al 1350 da Francesco Talenti. Fu completata definitivamente nel 1421. La cupola, splendida e unica per le soluzioni tecniche, è del Brunelleschi. La basilica è la quarta dopo S. Pietro a Roma, St. Paul a Londra e il Duomo di Milano, può ospitare fino a 30.000 fedeli. La facciata, su progetto di Arnolfo, venne sconsideratamente rifatta sul finire del XIX sec. da E. De Fabris. La cupola è la più ardita realizzazione rinascimentale in tal senso. L'interno è a tre navate, con ampie arcate e pilastri massicci. Tra le opere custodite nell'interno si rammentano quelle del Vasari, di Baccio Bandinelli, del Ghiberti, di Paolo Uccello, di Andrea del Castagno, le meravigliose vetrate d'epoca e l'orologio solare di Paolo del Pozzo. 
Accanto alla basilica sorge il Battistero di San Giovanni che risale probabilmente all'IX sec. La pianta ottagonale è ornata di marmi di Luni e Prato, a tre piani, alleggerita da colonne e archi a tutto sesto. Splendide sono le tre porte bronzee con scene della Bibbia. Porta a Est: detta anche del paradiso, è una copia dell'originale conservato nel museo del duomo, opera del Ghiberti. Porta a Nord, la prima di quelle realizzate dal Ghiberti (prima metà del XV sec.), con scene del Nuovo Testamento. La porta a Sud, la più antica è di Andrea Pisano (1330), con storie della vita di S. Giovanni Battista. Nell'interno sono custoditi il fonte battesimale di scuola pisana (1371), il sepolcro dell'antipapa Giovanni XXIII di Donatello (1427) e alcuni mosaici bizantini (Jacopo da Torritta, 1225). A fianco della cattedrale S. Maria del Fiore di Firenze, svetta il campanile di Giotto, progettato da Giotto e da lui iniziato nel 1334. È una costruzione a pianta quadrata, ricoperta da marmo policromo. Il maestro però morì dopo avere edificato solo il primo ordine, con rilievi e formelle. In seguito, i lavori furono proseguiti da Andrea Pisano. Francesco Talenti terminò il capolavoro (tre piani superiori) con bifore e trifore, con decorazioni che riprendono quelle del Duomo. Splendide sono le statue che ornano l'opera, solo in copia, poiché gli originali sono conservati nel Museo dell'Opera del Duomo. Gli autori delle magnifiche formelle sono Andrea Pisano, Luca della Robbia, Alberto Arnoldi, Donatello e Nanni di Bartolo. 

\Sànta Marìa dél Molìse Comune in provincia di Isernia (747 ab., CAP 86090, TEL. 0865). Centro agricolo (uva, ortaggi, frutta) e dell'allevamento (bovini e ovini), nel Matese. 

\Sànta Marìa del Pòpolo, chièsa di Costituisce una delle chiese più ricche di opere d'arte di Roma. Sorge in un luogo avvolto dalla leggenda: secondo la tradizione, il fantasma di Nerone si aggirava in queste zone, attorno a un noce che sorgeva non lontano dalla futura chiesa. Nel 1099 papa Pasquale II fece costruire sulla tomba della famiglia di Nerone (i Domizi) una cappella intitolata alla Madonna. In quell'occasione il noce fu tagliato. Nel XIII sec., sotto Gregorio IX, la chiesa fu ampliata ma è solo nel 1472 che papa Sisto IV fece costruire l'odierna chiesa di Santa Maria che iniziò lo stile rinascimentale a Roma. Lo stile sobrio e solenne della facciata contrasta con la ricchezza dell'interno, a pianta basilicale. La navata principale è affiancata da cappelle laterali che appartengono alle famiglie più illustri della città. La cappella Della Rovere reca sulla balaustra i simboli della famiglia Della Rovere, la stessa di papa Sisto IV. Le pareti sono state affrescate dal Pinturicchio nel 1485 e vi spicca l'Adorazione del Bambino. La bellezza dell'opera è soprattutto nell'espressione del viso di Maria e nei particolari degli animali. La tomba di Giovanni della Rovere (1483) è opera di allievi di Andrea Bregno. Nella cappella Chigi, progettata da Raffaello nel 1513 su richiesta di Agostino Chigi, si può ammirare la pala dell'altare di Sebastiano del Piombo raffigurante la natività. Le tombe di Agostino e Sigismondo Chigi sono rivestite di marmo verde a opera del Bernini. Nella cappella Cerasi sono conservati due capolavori di Caravaggio, risalenti al 1601: La conversione di San Paolo, con un sapiente uso delle luci, e la Crocefissione di San Pietro, ove la rappresentazione diagonale mette in evidenza lo sforzo nel sollevare la croce. Sopra l'altare, si ammira un'opera di Annibale Carracci (Assunzione della Vergine). Nel transetto sono conservati altri dipinti rinascimentali, mentre le sculture degli angeli che li sorreggono sono aggiunte di epoca barocca. Le vetrate, opera del francese Guillaume de Marcillat, sono le prime vetrate colorate realizzate a Roma nel 1509. Nella volta dell'abside vi sono dipinti del Pinturicchio (pregevole la Sibilla di Delfi). 

\Sànta Marìa délla Vèrsa Comune in provincia di Pavia (2.623 ab., CAP 27047, TEL. 0385). Centro agricolo (uva da vino) e industriale (prodotti alimentari, meccanici e della lavorazione del sughero). 

\Sànta Marìa di Lèuca, càpo Promontorio della Puglia, nell'estremità sudorientale della penisola salentina. Si protende nel mar Ionio con l'estremità chiamata Meliso. 

\Sànta Marìa di Licodìa Comune in provincia di Catania (7.096 ab., CAP 95038, TEL. 095). Centro agricolo (agrumi, mandorle, olive, uva) e della pastoria, sulle pendici dell'Etna. Gli abitanti sono detti Licodiesi 

\Sànta Marìa di Sàla Comune in provincia di Venezia (11.072 ab., CAP 30036, TEL. 041). Centro agricolo (coltivazione di foraggi e cereali) e industriale (prodotti del legno, del vetro, tessili e cartari). Gli abitanti sono detti Salesi o Saliesi

\Sànta Marìa Hoè Comune in provincia di Lecco (1.759 ab., CAP 22050, TEL. 039). Centro industriale (prodotti elettrotecnici, dell'abbigliamento, delle materie plastiche e della carta). 

\Sànta Marìa Imbàro Comune in provincia di Chieti (1.495 ab., CAP 66030, TEL. 0872). Centro agricolo nella valle del fiume Sangro. 

\Sànta Marìa la Carità Comune in provincia di Napoli (10.135 ab., CAP 80050, TEL. 081). Centro agricolo (cereali, olive e ortaggi) e industriale (prodotti alimentari) della penisola salentina. Gli abitanti sono detti Sammamaritani

\Sànta Marìa la Fòssa Comune in provincia di Caserta (2.629 ab., CAP 81050, TEL. 0823). Centro agricolo e dell'allevamento (bovini). 

\Sànta Marìa la Lónga Comune in provincia di Udine (2.298 ab., CAP 33050, TEL. 0432). Centro agricolo e dell'allevamento (bovini). 

\Sànta Marìa Maggióre (arte) Basilica romana che si suppone sia stata costruita da papa Liberio (352-366). In seguito ne venne ricostruita la parte absidale, la facciata posteriore (nel '600 per opera di C. Rainaldi) e la facciata principale (1741-1743 per mano di F. Fuga). 

\Sànta Marìa Maggióre (geografia) Comune in provincia di Verbano-Cusio-Ossola (1.256 ab., CAP 28038, TEL. 0324). Centro agricolo, delle attività silvestri e pastorali e turistico. 

\Santa Marìa Maggiòre, basìlica di Chiesa di Roma che ha il titolo di Maggiore, come le altre tre basiliche di Roma (San Giovanni in Laterano, San Paolo fuori le Mura e San Pietro); è zona extraterritoriale in base ai Patti lateranensi. Fu fatta costruire da papa Liberio e conclusa sotto il pontificato di Sisto III (432-440): le modifiche si succedettero nei secoli, da quelle del XII sec., per volere di Eugenio III, a quelle del XVI sec. (Gregorio III) e del XVIII sec. (Benedetto IV). La facciata, opera di Ferdinando Fuga, risale al XVIII sec. ed è attorniata a destra e a sinistra da due palazzi uguali nell'aspetto, anche se di differente epoca (1605 quello a destra e 1721 quello a sinistra). La chiesa è preceduta da un portico, sotto il quale trova posto la statua di Filippo IV di Spagna, di un allievo di Algardi (1692). Sulla facciata, la loggia conserva un mosaico del XIV sec. che raffigura Cristo, attorniato da angeli e dalla Vergine: il mosaico è opera di Filippo Rusuti, allievo di Cavallini. Sotto il mosaico, le scene illustrano la leggenda della neve, alla quale è legata la nascita di questa chiesa: nel 352 papa Libero ebbe in visione la Vergine che gli chiedeva di costruire una chiesa laddove sarebbe nevicato. Era il 5 agosto, quando una nevicata straordinaria si ebbe sul colle Esquilino: il papa ordinò la costruzione della chiesa, iniziata probabilmente otto anni dopo. All'interno la navata centrale, più antica, conserva innumerevoli mosaici di straordinaria bellezza, risalenti al V sec., tra i più antichi di Roma. Le scene sono tutte tratte dal Vecchio Testamento e si possono scorgere anche alcune scene dipinte. Il mosaico dell'arco di trionfo è costituito da quattro pannelli orizzontali ed è probabilmente posteriore a quelli della navata centrale, in quanto risente già dell'influsso dell'arte bizantina. Anche l'abside, fatta arretrare dalla sua posizione originale alla fine del XIII sec. per volere di Niccolò IV, conserva un mosaico del V sec., successivamente rifatto da Jacopo Torriti del XIII sec. Proseguendo lungo la navata centrale, prima di arrivare al coro, il baldacchino, opera di Ferdinando Fuga (1740), è sorretto da colonne di porfido rosso e bronzo. Nella navata di destra è conservata la tomba gotica del cardinale Consalvo Rodriguez. La cappella Sistina è opera di Domenico Fontana (1585-1590) e conserva la tomba di Sisto V. La navata di sinistra comprende le belle cappelle Paolina e Sforza. La prima, detta anche cappella Borghese dal nome della famiglia di papa Paolo V, è opera di Flaminio Ponzio (1611) e conserva un altare riccamente adornato, tempestato di gioielli e pietre preziose. La cappella Sforza invece fu realizzata da Giacomo della Porta. Accanto alla sacrestia, il battistero è un'opera di Flaminio Ponzio: la fonte battesimale fu decorata nel XIX sec. da Giuseppe Valadier. Pietro Bernini creò l'altorilievo dell'assunzione che sovrasta l'altare. 

\Sànta Marìa Novèlla, chièsa di Da molti è considerata la più bella chiesa di Firenze. Venne costruita per l'ordine dei Domenicani, con progetto di vari architetti tra cui fra' Sisto e Jacopo Buontalenti. Incompiuta è la facciata (Leon Battista Alberti, 1458). Il risultato di insieme è un'impressione di grande armonia e proporzione. Nell'interno a croce latina, in tre navate, sono collocate una bella Natività di scuola botticelliana e la tomba della beata Villana (Desiderio da Settignano, 1451). Da segnalare inoltre un bassorilievo bronzeo di Lorenzo Ghiberti (1425). E ancora, affreschi di Filippino Lippi, di Ghirlandaio, di Baccio di Agnolo, con interventi del Vasari, affreschi di Nardo di Cione e una terracotta di Giovanni della Robbia. Da segnalare un crocefisso giovanile di Giotto. 

\Sànta Marìa Nuòva Comune in provincia di Ancona (3.681 ab., CAP 60030, TEL. 0731). Centro agricolo (cereali, ortaggi e frutta), dell'allevamento (bovini) e industriale (prodotti tessili). Gli abitanti sono detti Santamarianovesi

\Sànta Marìa Rezzònico Comune in provincia di Como (1.165 ab., CAP 22010, TEL. 0344). Centro agricolo (cereali, ortaggi e frutta) e di villeggiatura estiva. 

\Sànta Marìna Comune in provincia di Salerno (3.285 ab., CAP 84070, TEL. 0974). 

\Sànta Marìna Salìna Comune in provincia di Messina (848 ab., CAP 98050, TEL. 090). 

\Sànta Marinèlla Comune in provincia di Roma (11.819 ab., CAP 00058, TEL. 0766). Centro turistico (balneazione). Vi si trovano resti del castello Odescalchi, del XV sec., e resti risalenti agli etruschi. Gli abitanti sono detti Santamarinellesi

\Santa Marta Città (178.000 ab.) della Colombia, affacciata al mar delle Antille. Capoluogo del dipartimento di Magdalena. 

\Sànta Mònica Città della California (86.920 ab.) posta sulla baia omonima del Pacifico. È un importante centro industriale e residenziale della periferia di Los Angeles. 

\Sànta Nìnfa Comune in provincia di Trapani (5.294 ab., CAP 91029, TEL. 0924). 

\Sànta Paolìna Comune in provincia di Avellino (1.410 ab., CAP 83030, TEL. 0825). 

\Santa Rosa Dipartimento (279.000 ab.) del Guatemala, affacciato sull'oceano Pacifico. Capoluogo Cuilapa. 
Santa Rosa 
Città capoluogo della provincia argentina di La Pampa. Centro del commercio dei cereali e dei bovini. Sede di industrie alimentari, università e aeroporto. 

\Santa Rosa de Copán Città capoluogo del dipartimento di Cop´n (Honduras). Posta a 1.030 m di altezza e a 110 km da San Pedro Sula. Centro del commercio del caffè e del tabacco. È sede di industrie alimentari e per la lavorazione del tabacco e di un aeroporto. 

\Sànta Severìna Comune in provincia di Crotone (2.578 ab., CAP 88070, TEL. 0962). 

\Santa Sofia (arte) Il più grande monumento bizantino di Istanbul. Fu iniziata sotto Costantino nel 325 e dedicata a Aghia SophÝa, divinità della Sapienza divina. Dopo varie vicissitudine fu definitivamente ricostruita sotto Giustiniano nel 532 e consacrata nel 537. In seguito alla conquista turca di Costantinopoli fu infine trasformata in moschea con l'aggiunta di quattro minareti. 

\Sànta Sofìa (geografia) Comune in provincia di Forlì (4.245 ab., CAP 47018, TEL. 0543). 

\Sànta Sofìa d'Epìro Comune in provincia di Cosenza (3.095 ab., CAP 87048, TEL. 0984). 

\Sànta Terèsa di Gallùra Comune in provincia di Sassari (4.024 ab., CAP 07028, TEL. 0789). 

\Sànta Terèsa di Rìva Comune in provincia di Messina (7.824 ab., CAP 98028, TEL. 0942). 

\Sànta Venerìna Comune in provincia di Catania (6.972 ab., CAP 95010, TEL. 095). 

\Sànta Vittòria d'Àlba Comune in provincia di Cuneo (2.403 ab., CAP 12069, TEL. 0172). 

\Sànta Vittòria in Matenàno Comune in provincia di Ascoli Piceno (1.447 ab., CAP 63028, TEL. 0734). 

\santabàrbara, sf. (pl. santebarbare) Magazzino delle polveri e armi in una nave da guerra. ~ polveriera. 

\Sant'Abbóndio Comune in provincia di Como (820 ab., CAP 22010, TEL. 0344). 

\Sàntadi Comune in provincia di Cagliari (4.061 ab., CAP 09010, TEL. 0781). 

\Sant'Agàpito Comune in provincia di Isernia (1.187 ab., CAP 86070, TEL. 0865). 

\Sant'Àgata Bolognése Comune in provincia di Bologna (4.927 ab., CAP 40019, TEL. 051). 

\Sant'Àgata de' Gòti Comune in provincia di Benevento (11.325 ab., CAP 82019, TEL. 0823). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi e frutta), dell'estrazione di tufo e industriale (prodotti alimentari). Vi si trovano la chiesa di San Menna, del XII sec., la chiesa dell'Annunziata, costruita tra il X e il XV sec., e il duomo dell'Assunta, del XII sec. Gli abitanti sono detti Santagatesi

\Sant'Àgata dél Biànco Comune in provincia di Reggio Calabria (724 ab., CAP 89030, TEL. 0964). 

\Sant'Àgata di Èsaro Comune in provincia di Cosenza (2.513 ab., CAP 87010, TEL. 0981). 

\Sant'Àgata di Militèllo Comune in provincia di Messina (12.796 ab., CAP 98076, TEL. 0941). Centro agricolo (coltivazione di frutta, agrumi e ortaggi), della pesca, industriale (prodotti chimici e alimentari) e turistico (balneazione). Gli abitanti sono detti Santagatesi

\Sant'Àgata di Pùglia Comune in provincia di Foggia (3.049 ab., CAP 71028, TEL. 0881). 

\Sant'Àgata Fèltria Comune in provincia di Pesaro (2.388 ab., CAP 61019, TEL. 0541). 

\Sant'Àgata Fòssìli Comune in provincia di Alessandria (362 ab., CAP 15050, TEL. 0131). 

\Sant'Àgata li Battiàti Comune in provincia di Catania (10.856 ab., CAP 95030, TEL. 095). 

\Sant'Àgata sul Santèrno Comune in provincia di Ravenna (2.002 ab., CAP 48020, TEL. 0545). 

\Sant'Agnèllo Comune in provincia di Napoli (8.183 ab., CAP 80065, TEL. 081). 

\Sant'Agostìno Comune in provincia di Ferrara (5.900 ab., CAP 44047, TEL. 0532). 

\Santal Parganas Distretto (3.187.000 ab.) dell'India, nello stato di Bihar, al confine con il Bengala Occidentale. Capoluogo Dumka. 

\Santalàcee Famiglia di piante arboree e arbustacee dell'ordine delle Santalali a cui appartengono specie sfruttate per il legname, per le essenze e per i frutti commestibili. Sono diffuse nelle regioni temperate e tropicali. 

\Santalàli Ordine di piante monoclamidee dai fiori prevalentemente unisessuati con ovario infero. 

\Sant'Albàno Stùra Comune in provincia di Cuneo (2.064 ab., CAP 12040, TEL. 0172). 

\santalèna, sf. 1 Santelena. 2 Nel medioevo indicava una moneta antica o preziosa. 

\Sant'Alèssio cón Vialóne Comune in provincia di Pavia (362 ab., CAP 27016, TEL. 0382). 

\Sant'Alèssio in Aspromónte Comune in provincia di Reggio Calabria (552 ab., CAP 89050, TEL. 0965). 

\Sant'Alèssio Sìculo Comune in provincia di Messina (1.352 ab., CAP 98030, TEL. 0942). 

\Sant'Àlfio Comune in provincia di Catania (1.666 ab., CAP 95010, TEL. 095). 

\santalum, sm. invar. Genere di piante sempreverdi, arbustacee e arboree, appartenenti alla famiglia delle Santalacee, che producono il legno di sandalo. Sono diffuse in Asia, Australia e nelle isole del Pacifico. 

\Sant'Ambrògio di Torìno Comune in provincia di Torino (3.993 ab., CAP 10057, TEL. 011). 

\Sant'Ambrògio di Valpolicèlla Comune in provincia di Verona (9.137 ab., CAP 37010, TEL. 045). 

\Sant'Ambrògio sul Garigliàno Comune in provincia di Frosinone (1.025 ab., CAP 03040, TEL. 0766). 

\Sant'Anastàsìa Comune in provincia di Napoli (27.300 ab., CAP 80048, TEL. 081). Centro industriale (concerie, prodotti del legno, alimentari, siderurgici, meccanici e tessili) e della lavorazione artigianale del rame alle pendici del Vesuvio. Vi si trova nelle vicinanze, il santuario della Madonna dell'Arco, del XVI sec. Gli abitanti sono detti Anastasiani

\Sant'Anatòlia di Nàrco Comune in provincia di Perugia (548 ab., CAP 06040, TEL. 0743). 

\Santander Città (194.000 ab.) della Spagna, nel golfo di Biscaglia. Capoluogo della Cantabria. 

\Sant'Andrèa Apòstolo déllo Iònio Comune in provincia di Catanzaro (2.836 ab., CAP 88066, TEL. 0967). Centro agricolo (agrumi, olive, uva) e dell'allevamento (bovini, caprini). 

\Sant'Andrèa dél Garigliàno Comune in provincia di Frosinone (1.705 ab., CAP 03040, TEL. 0776). Centro agricolo (ortaggi, frutta, cereali) e dell'allevamento (bovini, ovini). 

\Sant'Andrèa di Cónza Comune in provincia di Avellino (2.042 ab., CAP 83053, TEL. 0827). Centro agricolo (uva, frutta, ortaggi), della pastorizia e industriale (materiali da costruzione). 

\Sant'Andrèa Frìus Comune in provincia di Cagliari (1.854 ab., CAP 09040, TEL. 070). Centro agricolo (ortaggi, frutta, olive) e della pastorizia. 

\Sant'Àngelo Ponte di Roma corrispondente all'antico Pons Aelius. Venne fatto costruire nel 136 dall'architetto Demetriano per incarico dell'imperatore Publio Elio Adriano al fine di creare un accesso al suo mausoleo (ora Castel Sant'Angelo). Fu più volte restaurato e rimaneggiato. 

\Sant'Àngelo a Cùpolo Comune in provincia di Benevento (4.053 ab., CAP 82010, TEL. 0824). 

\Sant'Àngelo a Fasanèlla Comune in provincia di Salerno (989 ab., CAP 84027, TEL. 0828). 

\Sant'Àngelo a Scàla Comune in provincia di Avellino (660 ab., CAP 83010, TEL. 0825). 

\Sant'Àngelo all'Ésca Comune in provincia di Avellino (1.058 ab., CAP 83050, TEL. 0827). 

\Sant'Àngelo d'Alìfe Comune in provincia di Caserta (2.580 ab., CAP 81017, TEL. 0823). 

\Sant'Àngelo déi Lombàrdi Comune in provincia di Avellino (4.795 ab., CAP 83054, TEL. 0827). 

\Sant'Àngelo dèl Bòsco Comune in provincia di Isernia (461 ab., CAP 86080, TEL. 0865). 

\Sant'Àngelo di Bròlo Comune in provincia di Messina (4.376 ab., CAP 98060, TEL. 0941). 

\Sant'Àngelo di Piòve di Sàcco Comune in provincia di Padova (6.007 ab., CAP 35020, TEL. 049). 

\Sant'Àngelo in Lìzzòla Comune in provincia di Pesaro (5.495 ab., CAP 61020, TEL. 0721). 

\Sant'Àngelo in Pontàno Comune in provincia di Macerata (1.540 ab., CAP 62020, TEL. 0733). 

\Sant'Àngelo in Vàdo Comune in provincia di Pesaro (3.777 ab., CAP 61048, TEL. 0722). 

\Sant'Àngelo le Fràtte Comune in provincia di Potenza (1.656 ab., CAP 85050, TEL. 0975). 

\Sant'Àngelo Limosàno Comune in provincia di Campobasso (484 ab., CAP 86020, TEL. 0874). 

\Sant'Àngelo Lodigiàno Comune in provincia di Lodi (11.277 ab., CAP 20079, TEL. 0371). Centro agricolo (coltivazione di foraggi e cereali) e industriale (prodotti tessili, alimentari e meccanici) sul fiume Lambro. Vi si trova il castello visconteo del XIV sec. Gli abitanti sono detti Santangiolini

\Sant'Àngelo Lomellìna Comune in provincia di Pavia (711 ab., CAP 27030, TEL. 0384). 

\Sant'Àngelo Muxàro Comune in provincia di Agrigento (2.007 ab., CAP 92020, TEL. 0922). 

\Sant'Àngelo Romàno Comune in provincia di Roma (2.525 ab., CAP 00010, TEL. 0774). 

\Sant'Àngelo, castèl Questo imponente castello romano è nato come mausoleo di Adriano nel 130 d. C. e la sua costruzione, che durò nove anni, fu completata sotto Antonino Pio. Il suo ruolo si modificò durante la storia: nel 271 fu incorporato nelle Mura Aureliane, divenendo una fortezza a difesa della città. Il suo nome deriva dalla statua dell'Arcangelo Michele che risale al XVIII sec. ed è opera del fiammingo Pieter Vershaffelt. L'opera si ispira a una leggenda, secondo la quale nel 590 l'Arcangelo apparve sul castello, nell'atto di riporre una spada nel fodero, mentre era in corso la processione, voluta da papa Gregorio Magno, per intercedere e chiedere la liberazione della città dalla peste. La visione fu interpretata come un segno di riconciliazione con la città e il papa ordinò la costruzione di una cappella. Nel medioevo il castello subì altre trasformazioni: fu fortificato da Niccolò V con un ulteriore piano di mattoni e i bastioni sugli angoli. Leone IV fece costruire una muraglia che lo collegava al Vaticano (il Passetto) e su di essa nel 1277 fu ricavato un corridoio fortificato (Corridoio Vaticano) che lo collegava con il Vaticano e costituì una via di fuga più volte nella storia: Alessandro VI, che lo restaurò nel 1493, lo usò solo un anno dopo per ripararsi da Carlo VIII re di Francia che invase la città; Clemente VII lo usò durante il sacco di Roma dei Lanzichenecchi nel 1527. Sempre Clemente VII lo abbellì con sale e appartamenti, come papa Paolo III. Il castello venne ulteriormente fortificato con i bastioni nel 1557 e in seguito fu usato come prigione. Vi furono rinchiusi prigionieri famosi come Benvenuto Cellini e Cagliostro. Il suo interno è ricco di sale, logge e scale, risalenti a periodi diversi. La rampa elicoidale costituiva un tempo l'entrata del mausoleo: si snoda per 125 metri ed era riccamente decorata da marmi, stucchi e mosaici. Papa Bonifacio XI trasformò questo passaggio in un corridoio che taglia l'intero castello lungo il suo diametro. Da questo corridoio si accede al cortile dell'onore, ove un tempo era posta la statua dell'angelo che ora orna la cima del castello. Nel cortile sono presenti i resti delle munizioni dei cannoni e le mura laterali di una cappella opera di Michelangelo. Le stanze di Clemente VIII, un tempo di Leone X, comprendono la sala di Apollo, con affreschi di Perin del Vaga (XVI sec.) e di allievi di Raffaello raffiguranti scene mitologiche. In questa sala è visibile un pozzo che porta a una stanza chiusa, fonte, come altre botole e passaggi segreti, delle molte leggende che avvolgono Castel Sant'Angelo. Allo stesso livello è la sala della Giustizia che deve il nome al fatto che nel XVI sec. vi si riuniva un tribunale. La sala è ornata da un affresco di Domenico Zaga (1545), L'angelo della Giustizia. Il Bagno di Clemente VII risale al XVI sec. e porta affreschi di un discepolo di Raffaello, Giovanni da Udine. La Loggia di Paolo III, disegnata da Sangallo il Giovine, ospita una collezione delle armi dell'esercito pontificio. La loggia di Pio IV ospitò per molti anni un cannone che avvertiva lo scoccare del mezzodì. In seguito queste stanze furono trasformate in prigioni. Degli appartamenti papali fa parte la Sala Paolina, decorata con affreschi di Perin del Vaga (XVI sec.), nella quale il pontefice riceveva gli ospiti. La sala del Tesoro, originariamente la camera di sepoltura di Adriano, conteneva i gioielli, le reliquie e gli argenti dei pontefici. Vicina è la sala Rotonda che contiene un calco della statua di Pieter Vershaffelt dell'angelo con la spada. La scala di Alessandro VI attraversa l'intero castello. Pregevole è la terrazza, dalla quale si gode uno dei più bei panorami di Roma: vale la pena veramente ammirare con uno solo colpo d'occhio il verde di Villa Borghese e le cupole delle basiliche di Roma. Sugli spalti di Castel Sant'Angelo Puccini ha ambientato l'ultimo atto di Tosca che si suicida gettandosi dalle mura del castello dopo la fucilazione del suo amante Mario Cavaradossi. 

\Sant'Ànna Arrési Comune in provincia di Cagliari (2.516 ab., CAP 09010, TEL. 0781). Centro agricolo (ortaggi, frutta, olive, cereali), della pastorizia e turistico. 

\Sant'Ànna d'Alfaédo Comune in provincia di Verona (2.483 ab., CAP 37020, TEL. 045). Centro agricolo (foraggi, patate, ortaggi e frutta), dell'allevamento (bovini, suini), industriale (estrazione e lavorazione del marmo, calzature) e di villeggiatura. 

\Sant'Àntimo Comune in provincia di Napoli (30.985 ab., CAP 80029, TEL. 081). Centro agricolo (coltivazione di viti, frumento, lino e canapa) e industriale (prodotti farmaceutici, chimici, alimentari e della ceramica). Gli abitanti sono detti Santantimesi

\Sant'Antìoco Isola (108,9 km2, 14.000 ab.) del mar Mediterraneo, in provincia di Cagliari. È legata alla Sardegna da un istmo. Risorse economiche, l'agricoltura (produzione di uva e frumento), l'allevamento (ovini e bovini), le attività estrattive (calcare e magnesio) e la pesca. Il territorio è ripartito fra i due comuni di Sant'Antioco e Calasetta. 
Sant'Antioco 
Comune in provincia di Cagliari (12.313 ab., CAP 09017, TEL. 0781). 

\Sant'Antonìno di Sùsa Comune in provincia di Torino (3.930 ab., CAP 10050, TEL. 011). Centro agricolo (cereali) e industriale (tessili). Gli abitanti sono detti Santontoninesi

\Sant'Antònio Abàte Comune in provincia di Napoli (16.936 ab., CAP 80057, TEL. 081). Centro agricolo (coltivazioni ortofrutticole) e industriale (mobilifici, prodotti per l'edilizia e alimentari). Gli abitanti sono detti Santantoniesi

\Sant'Antònio di Gallùra Comune in provincia di Sassari (1.636 ab., CAP 07030, TEL. 079). Centro agricolo e dell'allevamento. 

\Sant'Apollinàre Comune in provincia di Frosinone (2.038 ab., CAP 03048, TEL. 0776). 

\Sant'Arcàngelo Comune in provincia di Potenza (7.270 ab., CAP 85037, TEL. 0973). 

\Santarcàngelo di Romàgna Comune in provincia di Rimini (17.286 ab., CAP 47038, TEL. 0541). Centro agricolo (coltivazione di foraggi, frutta, cereali e ortaggi), industriale (mobilifici, prodotti grafici, meccanici e alimentari) e della lavorazione artigianale di tele stampate. Vi si trovano l'arco trionfale di papa Clemente, del 1772, e la rocca malatestiana, costruita tra il XIII e il XV sec. Gli abitanti sono detti Santarcangiolesi

\Sant'Arcàngelo Trimónte Comune in provincia di Benevento (845 ab., CAP 83030, TEL. 0824). 

\santarèllo, sm. Persona apparentemente pia e devota. 
Santarellino 
Persona che ostenta ingenuità. 

\Santarém Città (136.000 ab.) del Brasile, nello stato di Par´, sul fiume Tapajós. 

\Sant'Arpìno Comune in provincia di Caserta (12.043 ab., CAP 81030, TEL. 081). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi e frutta) e industriale (prodotti chimici, del legno e tessili). Gli abitanti sono detti Santarpinesi

\Sant'Arsènio Comune in provincia di Salerno (3.099 ab., CAP 84037, TEL. 0975). 

\Santayana, George (Madrid 1863-Roma 1952) Filosofo statunitense di origine spagnola. Tra le opere La vita della ragione (1905-1906) e Il regno dell'essere (1927-1940). 

\Sante Marie Comune in provincia di L'Aquila (1.497 ab., CAP 67067, TEL. 0863). Centro agricolo (cereali e foraggi) e delle attività silvestri e pastorali. 

\Sant'Egìdio àlla Vibràta Comune in provincia di Teramo (8.004 ab., CAP 64016, TEL. 0861). 

\Sant'Egìdio dél Mónte Albìno Comune in provincia di Salerno (8.188 ab., CAP 84010, TEL. 081). 

\santelèna, sf. Moneta che deriva il proprio nome da sant'Elena, nell'accezione medievale Elèna. È un'antica moneta bizantina d'oro o d'argento che raffigura l'imperatore con la croce e il globo sormontato dalla croce. Poiché si riteneva erroneamente che fosse allusiva a sant'Elena, madre di Costantino, e all'invenzione della croce, era spesso venerata e usata come amuleto. 

\Sant'Èlena (comune) Comune in provincia di Padova (1.703 ab., CAP 35040, TEL. 0429). Centro agricolo (cereali, frutta) e industriale (produzione di bambole). 

\Sant'Èlena (isola) Isola dell'oceano Atlantico meridionale (122 km2, circa 6.000 ab.). 
Di origine vulcanica, l'isola è situata a 1.900 km dalla costa africana, e si eleva a 823 m nel Dianas Peak. 
Scoperta nel 1502 dal portoghese Joao de Nova Castella, dal 1834 è colonia britannica. 
Dipendenze di Sant'Elena sono l'isola Ascension e il gruppo di Tristan da Cunha, costituito quest'ultimo dall'isola omonima e dai tre isolotti disabitati di Inaccessible, Nightingale, Gouch, tutti di origine vulcanica. 
L'agricoltura fornisce patate, ortaggi, lino, e praticati sono la pesca e l'allevamento. 
Capoluogo è Jamestown. Longwood, all'interno dell'isola, è famosa per aver ospitato Napoleone, qui esiliato dagli inglesi. 

\Sant'Èlena Sannìta Comune in provincia di Isernia (287 ab., CAP 86099, TEL. 0874). Centro agricolo (olive, ortaggi, frutta, cereali) e dell'allevamento (bovini, ovini). 

\Sant'Elìa a Pianìsi Comune in provincia di Campobasso (2.520 ab., CAP 86048, TEL. 0874). 

\Sant'Elìa Fiumeràpido Comune in provincia di Frosinone (6.152 ab., CAP 03049, TEL. 0776). 

\Sant'Elìa, Antònio (Como 1888-Monfalcone 1916) Architetto. Tra le opere Disegni: Schizzo per la nuova Stazione di Milano (1913-1914, Milano, Collezione Monti), Centrale elettrica (1914, Milano, Collezione Accetti) e La CittÓ Nuova: casa a gradinata con ascensori dai quattro piani stradali (1914, Milano, Collezione Accetti). 

\Sant'Elìa, mónti Catena montuosa estesa lungo la costa sudorientale dell'Alaska e del Canada nordoccidentale. Vetta più elevata il monte Logan (6.050 m). 

\Sant'Elpìdio a Màre Comune in provincia di Ascoli Piceno (15.040 ab., CAP 63019, TEL. 0734). Centro industriale (fabbriche di giocattoli, calzaturifici, prodotti chimici e meccanici). Vi si trovano il palazzo del Comune, costruito tra il XIII e il XIV sec., la Collegiata, costruita tra il XIV e il XV sec. e la chiesa della Misericordia, del XVI sec. 

\Sàntena Comune in provincia di Torino (10.369 ab., CAP 10026, TEL. 011). Centro industriale (prodotti chimici). Vi si trova il castello dei Cavour, del XVIII sec. Gli abitanti sono detti Santenesi

\Santer, Jacques (Wasserbillig 1937-) Politico del Lussemburgo. Membro del Partito sociale cristiano, nel 1984 fu primo ministro e dal 1995 presidente della Commissione europea. 

\Santèramo in Còlle Comune in provincia di Bari (24.535 ab., CAP 70029, TEL. 080). Centro agricolo (coltivazione di frutta, ortaggi, viti e cereali), dell'allevamento di suini e bovini e industriale (prodotti tessili e alimentari). Gli abitanti sono detti Santermani

\santerellìno, o santarellìno, sm. Giovane che si mostra ingenuo ma che in realtà non lo è. 

\santerèllo, o santarèllo, sm. Chi mostra pietà e sottomissione per ingannare il prossimo. 

\Santèrno Fiume (99 km) della Toscana e dell'Emilia. Nasce dal passo della Futa e confluisce nel Reno. 

\santése, sm. Amministratore dei beni di una chiesa. 

\Sant'Eufèmia a Maièlla Comune in provincia di Pescara (406 ab., CAP 65020, TEL. 085). 

\Sant'Eufèmia d'Aspromónte Comune in provincia di Reggio Calabria (4.184 ab., CAP 89027, TEL. 0966). 

\Sant'Eufèmia, gòlfo di Insenatura della Calabria, tra capo Suvero e capo Cozzo, in provincia di Catanzaro, nel mar Tirreno. 

\Sant'Eusànio dél Sàngro Comune in provincia di Chieti (2.543 ab., CAP 66037, TEL. 0872). 

\Sant'Eusànio Forconése Comune in provincia di L'Aquila (462 ab., CAP 67020, TEL. 0862). 

\Santhià Comune in provincia di Vercelli (9.308 ab., CAP 13048, TEL. 0161). 

\Sànti Còsma e Damiàno Comune in provincia di Latina (4.831 ab., CAP 04020, TEL. 0771). 

\Sànti, Giovànni (Urbino 1435-1494) Pittore. Tra le opere Madonna Buffi (1489, Urbino, Galleria Nazionale delle Marche). 

\Sànti, Pièro (Milano 1923-) Direttore d'orchestra e musicologo italiano. Ha diretto sia opere liriche che musica da camera. Esperto delle musiche del settecento, ha scritto Repertorio di musica sinfonica (1989). 

\Santiago (Cile) Città (4.913.000 ab.) capitale del Cile e capoluogo dell'omonima regione metropolitana. Situata in una vallata sul versante occidentale delle Ande, tra il fiume Maipo e Mapocho, ha clima mediterraneo. Importante centro commerciale, la città ha industrie tessili, meccaniche, della concia, alimentari, farmaceutiche e chimiche, metallurgiche e della carta. Santiago esercita una funzione politica e amministrativa fondamentale in un paese fortemente centralizzato, attirando a sé banche, aziende private, ditte d'importazione e organizzazione tecnica per l'agricoltura. Centro universitario e intellettuale del paese. Sede di un aeroporto. Fondata nel 1541 dallo spagnolo Pedro de Valdivia, fu liberata dagli spagnoli nel 1817 a opera dei rivoluzionari di J. de San Martin, divenne capitale della Repubblica cilena nel 1818. Tra i monumenti, la cattedrale di San Francisco, la chiesa della Merced e di San Domingo, palazzo del Municipio e della Moneda, Biblioteca Nazionale. 

\Santiago (Repubblica Dominicana) Città (316.000 ab.) della Repubblica Dominicana, sul fiume Yaque del Norte. Capoluogo della provincia omonima. 

\Santiago de Compostela Città della Spagna (86.000 ab.) capoluogo della Galizia, nella provincia di La Coru˝a. Situata a 260 m di altitudine, in prossimità del fiume Tambre e del monte Pedroso. Sede di industrie alimentari, tessili, meccaniche, del legno, delle calzature e mercato dei prodotti agricoli e d'allevamento. Edificata nel IX sec., intorno al sepolcro di San Giacomo, ebbe grande importanza religiosa nel medioevo, diventando uno dei luoghi più venerati dell'Europa occidentale e meta di pellegrinaggi di fedeli. Tra gli edifici più notevoli, la cattedrale (XI-XII sec.), l'ospedale Reale (XVI sec.), il seminario (X sec.), la chiesa di San Martín (XVI sec.), numerosi conventi e il palazzo episcopale. 

\Santiago de Cuba Città (435.000 ab.) dell'isola di Cuba, sulla costa sudorientale. Capoluogo della provincia omonima. Porto commerciale di prodotti agricoli (esporta tabacco, cacao e canna da zucchero) e di minerali (manganese, rame e ferro). Le principali industrie presenti sono quelle meccaniche, chimiche, metallurgiche, petrolchimiche, del tabacco e della ceramica. Sede della chiesa di San Francesco e di vari edifici di epoca coloniale. Fondata nel 1514 dagli spagnoli, per alcuni decenni fu capitale dell'isola e si sviluppò solo a partire dalla seconda metà del XIX sec. 

\Santiago del Estero Città (190.000 ab.) dell'Argentina, sul Río Dulce. Capoluogo della provincia omonima. 

\santiddìo, sm. Dio (esclamazione). 

\santificaménto, sm. Il santificare. 

\santificànte, agg. Che santifica. 

\santificàre, v. v. tr.1 Rendere santo, canonizzare. ~ beatificare. santificare un luogo, venerarlo. 2 Celebrare in modo solenne le festività. ~ osservare, venerare. 
v. rifl. Farsi santo. 
 X   v. tr. 1 to sanctify. 2 (le feste) to observe. 
 @   lat. sanctificare, comp. da sanctus santo +-ficare fare. 

\santificazióne, sf. L'effetto del santificare. 
 @   lat. cristiano sanctificatio,-onis. 

\santificetur, sm. e sf. invar. Chi mostra falsamente una devozione religiosa. 

\Sant'Ilàrio dèllo Iònio Comune in provincia di Reggio Calabria (1.565 ab., CAP 89040, TEL. 0964). 

\Sant'Ilàrio d'Ènza Comune in provincia di Reggio Emilia (9.237 ab., CAP 42049, TEL. 0522). 

\Santillana, I˝igo López de Mendoza, marchése di (Carrión de los Condes, Palencia 1398-Guadalajara 1458) Poeta spagnolo. Tra le opere Canzoniere (1449) e Serranillas (ca. 1450). 

\santimònia, sf. 1 Santità, vita senza peccati. 2 Ipocrisia. 

\santìno, sm. Piccola riproduzione dell'immagine di un santo. 

\Santìppe Moglie di Socrate, dal quale ebbe tre figli. Sopportò pazientemente il marito filosofo e provvedette al sostentamento della famiglia. Nonostante ciò, i posteri la descrissero come donna insopportabile e noiosa, incapace di comprendere la grandezza e l'intelligenza del marito. Per antonomasia, è divenuta quindi il prototipo della moglie insopportabile e bisbetica. A lei s'ispirò Alfredo Panzini nel suo romanzo Santippe

\Santìppo (V sec. a. C.) Politico ateniese, generale e padre di Pericle. Fu allontanato dalla città vittima dell'ostracismo nel 484, ma rientrò richiamato a causa della minaccia di Serse, che stava per invadere il territorio. Nel 479 a. C., in qualità di stratega, sconfisse la flotta persiana a Micale e conquistò Sesto. 
Santippo 
(III sec. a. C.) Mercenario spartano. Al servizio di Cartagine, ne riorganizzò l'esercito e nel 255 batté Attilio Regolo e lo fece prigioniero. Secondo la leggenda, fu tradito dagli stessi cartaginesi, che lo uccisero mentre era in viaggio. Forse servì anche Tolomeo Evergete. 

\Sant'Ippòlito Comune in provincia di Pesaro (1.449 ab., CAP 61040, TEL. 0721). 

\Säntis Monte (2.502 m) della Svizzera, tra i cantoni di Appenzelle e San Gallo. 

\Santìssima Annunziàta, basìlica della Chiesa di Firenze. Originariamente (XIII sec.) era un modesto oratorio che giunse ad assumere l'attuale aspetto a seguito di successivi ampliamenti che apportarono la tribuna circolare e le cappelle, opera di Michelozzo e Leon Battista Alberti. Successivamente il chiostro venne esteso alla facciata completa. Verso l'interno si accede al chiostrino dei voti, con splendidi affreschi dei secoli XV e XVI (Rosso Fiorentino, Jacopo Pontormo, Franciabigio, Andrea del Sarto, Alessio Baldovinetti, Cosimo Rosselli) e un bassorilievo di Michelozzo (Madonna con bambino). L'interno della basilica custodisce, tra l'altro, la cappella dell'Annunziata, un affresco del XIV sec. (Annunciazione), affreschi di Andrea del Sarto, di Andrea del Castagno e quadri del Perugino. Tra gli altri autori si ricordano il Giambologna e Baccio Bandinelli. 

\santìssimo, agg. e sm. agg. Molto santo. 
sm. 1 L'ostia consacrata. 2 Santo al sommo grado. 

\santità, sf. 1 L'essere santo. ~ sacralità. santitÓ di un luogo. 2 Appellativo dato al papa. Sua SantitÓ li avrebbe ricevuti nel pomeriggio. 
 X   sf. 1 holiness, sanctity. 2 (titolo papale, Sua Santità) His Holiness. 
 @   lat. sanctitas,-atis

\sànto, agg. e sm. agg. 1 Che merita venerazione e adorazione religiosa. ~ divino. <> demoniaco. 2 Consacrato. 3 Giusto, equo. 
sm. Chi è stato canonizzato e ritenuto degno del culto della chiesa per l'opera svolta e la vita condotta. 
 X   agg. 1 holy. 2 (pio) pious. 3 (che precede il nome) Saint. sm. saint. 
Nell'Antico Testamento Dio solo è il santo e soltanto a lui spetta la santità. Nel Nuovo Testamento, tramite il battesimo nel nome di Dio, ogni cristiano è partecipe della salvezza di Gesù Cristo ed è santo per vocazione. Per la chiesa cattolica i santi sono stimolo, guida e segno della presenza di Dio nella chiesa. La storia della venerazione dei santi inizia all'incirca verso la metà del II sec. d. C. In un primo tempo venivano venerati i martiri, poi ricevettero una venerazione rituale anche i confessori che nella persecuzione soffrirono carcere, tortura o esilio, gli apostoli, gli asceti e le vergini a motivo della loro eccezionale imitazione di Cristo. In seguito all'abuso della venerazione dei santi durante il medioevo, le chiese della riforma non accettarono la venerazione dei santi, pur non avendone mai negato l'esistenza. In senso lato, per santo si può intendere colui che ha raggiunto la perfezione nella vita religiosa e, per questo, viene venerato in modi diversi secondo le varie religioni; in questa accezione di figura salvifica il santo è presente, con connotazioni diverse, in tutte le religioni (per esempio, induismo, islam, buddhismo, religioni cinesi ecc.). 

\Santo André Città (616.000 ab.) del Brasile, nello stato di San Paolo. 

\Santo Antão Isola (43.000 ab.) di Capo Verde, nell'oceano Atlantico, la più settentrionale dell'arcipelago. 

\Santo Domingo Città (1.600.000 ab.) capitale della Repubblica Dominicana e capoluogo del Distrito Nacional. 

\Santo Rosario => "San Fernardo" 

\Sànto Stéfano Isola dell'arcipelago della Maddalena, nel mar Tirreno, tra la costa sarda e le isole di Maddalena e Caprera. Ha una superficie di 25 ettari, una lunghezza massima di 720 m e una larghezza di 580 m. 

\Sànto Stéfano al Màre Comune in provincia di Imperia (2.156 ab., CAP 18010, TEL. 0184). Centro della floricoltura sulla Riviera dei Fiori. 

\Sànto Stéfano Bèlbo Comune in provincia di Cuneo (4.137 ab., CAP 12058, TEL. 0141). Centro agricolo (uva, cereali, ortaggi, frutta), dell'allevamento (bovini) e industriale (prodotti meccanici e alimentari). Gli abitanti sono detto Sanstefanesi

\Sànto Stéfano d'Àveto Comune in provincia di Genova (1.368 ab., CAP 16049, TEL. 0185). Centro agricolo (cereali, castagne, foraggi), di attività pastorali e di villeggiatura. 

\Sànto Stéfano dél Sóle Comune in provincia di Avellino (1.797 ab., CAP 83050, TEL. 0825). Centro agricolo (olive, uva, foraggi) e di attività pastorali. 

\Sànto Stéfano di Cadóre Comune in provincia di Belluno (3.021 ab., CAP 32045, TEL. 0435). Centro di attività dell'allevamento (bovini), industriale (produzione di occhiali) e turistico. 

\Sànto Stéfano di Camàstra Comune in provincia di Messina (5.194 ab., CAP 98077, TEL. 0921). Centro agricolo (olive, uva, ortaggi, frutta), industriale (abbigliamento e materiali da costruzione), della pesca e turistico. Gli abitanti sono detto Stefanesi

\Sànto Stéfano di Màgra Comune in provincia di La Spezia (7.884 ab., CAP 19037, TEL. 0187). Centro agricolo (uva, olive) e industriale (produzione di ceramiche e materiali da costruzione). Gli abitanti sono detto Santostefanesi

\Sànto Stéfano di Rogliàno Comune in provincia di Cosenza (1.294 ab., CAP 87056, TEL. 0984). Centro agricolo (castagne, patate, cereali) e della pastorizia. 

\Sànto Stéfano di Sessànio Comune in provincia di L'Aquila (142 ab., CAP 67020, TEL. 0862). Centro agricolo (cereali, foraggi, lenticchie) e dell'allevamento (ovini, bovini). 

\Sànto Stéfano in Aspromónte Comune in provincia di Reggio Calabria (1.472 ab., CAP 89057, TEL. 0965). Centro agricolo (uva, ortaggi, frutta), della pastorizia e di villeggiatura. 

\Sànto Stéfano Lodigiàno Comune in provincia di Lodi (1.754 ab., CAP 20070, TEL. 0377). Centro agricolo (cereali, foraggi), dell'allevamento (bovini) e industriale (prodotti tessili). 

\Sànto Stéfano Quisquìna Comune in provincia di Agrigento (5.628 ab., CAP 92020, TEL. 0922). Centro agricolo (agrumi, mandorle, olive) e dell'allevamento (ovini, bovini). Gli abitanti sono detto Stefanesi o Quisquinesi

\Sànto Stéfano Roèro Comune in provincia di Cuneo (1.161 ab., CAP 12040, TEL. 0173). Centro agricolo (uva, ortaggi, frutta, cereali) e dell'allevamento (bovini, avicoltura). 

\Sànto Stéfano Ticìno Comune in provincia di Milano (3.674 ab., CAP 20010, TEL. 02). Centro agricolo (cereali, foraggi), dell'allevamento (bovini) e industriale (prodotti alimentari, tessili, meccanici). Gli abitanti sono detto Sanstefanesi

\Sànto Stìno di Livènza Comune in provincia di Venezia (11.476 ab., CAP 30029, TEL. 0421). Centro agricolo (coltivazione di barbabietole e cereali), dell'allevamento di bovini e industriale (prodotti elettrotecnici, tessili e del legno). Gli abitanti sono detti Sanstinesi

\santòcchio, agg. Bigotto. 

\Sant'Olcése Comune in provincia di Genova (6.478 ab., CAP 16010, TEL. 010). 

\santolìna, sf. Genere di piante erbacee sempreverdi originarie della zona mediterranea. Appartiene alla famiglia delle Composite. 

\Santomènna Comune in provincia di Salerno (969 ab., CAP 84020, TEL. 0828). 

\Sant'Omèro Comune in provincia di Teramo (5.119 ab., CAP 64027, TEL. 0861). 

\Sant'Omobòno Imàgna Comune in provincia di Bergamo (2.970 ab., CAP 24038, TEL. 035). 

\santóne, sm. 1 Bigotto. 2 Asceta degno di venerazione. ~ saggio. 

\santonìna, sf. Sesquiterpene di formula C15H18O3 che costituisce il principio attivo del seme santo. 

\Sant'Onòfrio Comune in provincia di Vibo Valentia (3.955 ab., CAP 88016, TEL. 0963). 

\Santopàdre Comune in provincia di Frosinone (1.751 ab., CAP 03030, TEL. 0776). 

\santoréggia, sf. Pianta erbacea annuale, la Satureia hortensis, delle Labiate, comune nella zona mediterranea e usata come aromatizzante in cucina; ha strette foglie profumate e piccoli fiori rosa. 

\Sant'Orèste Comune in provincia di Roma (3.329 ab., CAP 00060, TEL. 0761). 

\Santorìni Isola della Grecia (6.000 ab.), la maggiore dell'arcipelago omonimo, nelle Cicladi meridionali. Insieme a Thirasia e a Kameni risulta essere ciò che rimane di un vasto cratere vulcanico, scomparso a causa di una gigantesca esplosione avvenuta nel XVI sec. a. C., con conseguenze devastanti per tutto il Mediterraneo orientale. La scomparsa dell'attiva civiltà bronzea dell'isola sarebbe all'origine del mito di Atlantide. Le attività principali sono l'agricoltura (viti pregiate da vinificazione), la pesca e soprattutto il turismo. Thira è il capoluogo odierno dell'isola; sorge al centro della costa interna, a circa 200 m sul livello del mare. La città si trova in posizione estremamente spettacolare, sull'orlo della caldera, da cui si ammira un suggestivo panorama. Ospita un museo archeologico dove sono custoditi i reperti degli antichi insediamenti dell'isola e il museo Megara con le testimonianze dell'ultimo terremoto (1956). Per moltissimi secoli disabitata, venne colonizzata dai dori nel X sec. a. C., divenendo in seguito importante centro commerciale. Venne occupata poi dai Tolomei, dai romani, dai bizantini, dai veneziani (cui si deve il nome) e dai turchi, prima di passare alla Grecia nel 1830. Gli scavi archeologici degli anni '60 hanno evidenziato presso il villaggio di Akrotiri un insediamento urbano del 1500 a. C., formato da case ricchissime di affreschi. Al 600 a. C. risalgono i resti del tempio di Apollo Karneios, a Thira. 

\Santòro, Michèle (Salerno 1951-) Giornalista e conduttore televisivo. Esordì in televisione con la partecipazione al programma Specialmente sul tre e, nel 1987, raggiunse la notorietà con la prima edizione di Samarcanda (riproposta fino al 1992). In seguito, condusse Il rosso e il nero (1992), Tempo reale (1994) e nel 1996 passò a Mediaset, con Moby Dick (1996-1999). 

\Santòro-Passarèlli, Francèsco (Altamura, Bari 1902-Roma 1995) Giurista italiano. Esperto di diritto civile e del lavoro ha scritto Dottrine generali del diritto civile (1966) e Nozioni di diritto del lavoro (20a edizione nel 1968). 

\Santórso Comune in provincia di Vicenza (5.007 ab., CAP 36014, TEL. 0445). 

\Sant'Órsola Tèrme Comune in provincia di Trento (789 ab., CAP 38050, TEL. 0461). 

\Santos Città (429.000 ab.) del Brasile, nello stato di San Paolo. 

\Sàntu Lussùrgiu Comune in provincia di Oristano (2.908 ab., CAP 09075, TEL. 0783). 

\santuàrio, sm. 1 Edificio di culto in cui si conservano le reliquie di un santo. ~ tempio, sacrario. 2 Ciò che è intimamente inviolabile e sacro. il santuario dei sentimenti
 X   sm. sanctuary, shrine. 
 @   lat. sanctuarium, deriv. da sanctus santo. 

\Santuario Romanzo di W. Faulkner (1931). 

\Santùcci, Luìgi (Milano 1918-Milano 1999) Romanziere. Tra le opere Il velocifero (1965) e Il Mandragolo (1979). 

\Santùccio, Gianni (Clivio 1914-Milano 1989) Attore teatrale. Dal 1947 al 1952 lavorò al Piccolo Teatro di Milano, interpretando tra l'altro Assassinio nella cattedrale (Eliot) e Morte di Danton (Büchner). 

\Sant'Urbàno Comune in provincia di Padova (2.454 ab., CAP 35040, TEL. 0429). 

\Sanùdo, Màrco (?-1230) Ammiraglio. Conquistò Nasso e altre isole egee durante la IV crociata. 

\Sanùdo, Marìn il Vècchio détto Torsèllo (Venezia 1270-1343) Politico veneziano. Promosse una nuova crociata. 

\Sanvitàle, Francèsca (Milano 1928-) Scrittrice italiana. Narratrice di matrice psicologica legata alle esperienze personali, ha scritto i romanzi Il cuore borghese (1972), Madre e figlia (1980) e Il figlio dell'impero (1993). 

\Sànza Comune in provincia di Salerno (3.071 ab., CAP 84030, TEL. 0975). 

\Sanzèno Comune in provincia di Trento (897 ab., CAP 38010, TEL. 0463). 

\sanzionàre, v. tr. 1 Ratificare una legge. ~ sancire. 2 Punire a causa di mancato rispetto di certe norme o regole concordate. 
 X   v. tr. to sanction. 

\sanzionatòrio, agg. Relativo a una sanzione. 

\sanzióne, sf. 1 L'atto di ratifica di una legge. 2 Pena imposta per la contravvenzione a norme convenute. ~ ammenda, multa. 
 X   sf. 1 sanction. 2 (approvazione) ratification. 3 (penale) penalty. 
 @   lat. sanctio,-onis, deriv. da sanctus, p.p. di sancire. 
Strumento previsto da un ordinamento giuridico per assicurare l'osservanza delle sue norme mediante la minaccia di una pena e, in caso di trasgressione, la punizione di chi ha violato la legge; è la conseguenza giuridica che segue l'infrazione di un precetto presente in una legge. Le sanzioni si distinguono in civili (di carattere prevalentemente economico), penali (tramite misure limitative della libertà individuale) e disciplinari (applicate da autorità amministrative). Anche il diritto internazionale prevede varie sanzioni, che uno stato può attuare per tutelarsi; si tratta di ritorsione, rappresaglia, intervento armato e guerra. A livello internazionale essa è priva del carattere della coattività. 
Sanzioni contro l'Italia 
Sanzioni comminate dalla Società delle Nazioni all'Italia, durante la guerra italo-etiopica (1935-1936); vennero applicate da cinquantadue stati e consistettero nel blocco delle esportazioni verso l'Italia di materie prime e di materiale bellico, oltre che al rifiuto di crediti. 

\São Bernardo do Campo Città (567.000 ab.) del Brasile, nello stato di San Paolo, facente parte dell'agglomerato urbano della città di San Paolo. 

\São Caetano do Sul Città (163.000 ab.) del Brasile, nello stato di San Paolo nel settore sudorientale dell'agglomerato urbano della città di San Paolo. 

\São Francisco Fiume (2.900 km) del Brasile orientale. Nasce dai rilievi meridionali dello stato di Minas Gerais e sfocia nell'oceano Atlantico, nei pressi di Aracaj˙. Affluenti principali sono il fiume Rios das Velhas e il fiume Rio Grande. Le sue acque sono navigabili solo nel basso corso. 

\São Gonçalo Città (779.000 ab.) del Brasile, nello stato di Rio de Janeiro. 

\São João do Meriti Città (425.000 ab.) del Brasile, nello stato di Rio de Janeiro. 

\São José do Rio Prêto Città (189.000 ab.) del Brasile, nello stato di San Paolo. 

\São José dos Campos Città (442.000 ab.) del Brasile, nello stato di San Paolo. 

\São Luís Città (696.000 ab.) del Brasile, capitale dello stato di Maranhão, sull'isola omonima. 

\São Miguel Isola (132.000 ab.) del Portogallo, nell'oceano Atlantico. Fa parte dell'arcipelago delle Azzorre. 

\São Tiago L'isola (130.000 ab.) più vasta dell'arcipelago di Capo Verde, nell'oceano Atlantico. 

\São Tomé Isola (70.000 ab.) vulcanica di São Tomé e Príncipe, nel golfo di Guinea. Centro principale è São Tomé. 

\São Tomé e Príncipe Stato insulare dell'oceano Atlantico, al largo della costa guineiana. 
La repubblica di São Tomé e Principe (964 km2) è costituita dalla due isole omonime e da alcuni isolotti minori: il territorio è di origine vulcanica, prevalentemente montuoso, e raggiunge i 2.024 m nel Pico de São Tomé. 
Le coste si presentano alte e accidentate, rendendo difficoltosi gli approdi. 
Situate in piena area equatoriale, le isole sono soggette a temperature elevate e a precipitazioni abbondanti tutto l'anno; vaste aree dell'interno sono ancora occupate dalla rigogliosa foresta fluviale che in origine le copriva interamente. 
La popolazione è costituita da neri, fatti affluire nelle isole dai portoghesi dopo la colonizzazione, per essere impiegati nelle grandi piantagioni; oggi vive in villaggi agricoli e nella capitale, São Tomé, sull'isola omonima, cittadina che testimonia con i suoi edifici e l'antica fortezza la lunga presenza portoghese. 
Dopo il conseguimento dell'indipendenza (1975) è stato avviato un processo di conversione della grandi colture di piantagione verso i prodotti di sussistenza: le prime tuttavia continuano a prevalere e si basano su cacao, palme da cocco e da olio, che costituiscono praticamente i soli prodotti di esportazione. 
Praticati sono l'attività peschereccia e, in misura minore, l'allevamento del bestiame. 
L'industria, limitatissima, si occupa esclusivamente della trasformazione dei prodotti agricoli. 
Abitanti-130.000 
Superficie-964 km2 
Densità-134,8 ab./km2 
Capitale-São Tomé 
Governo-Repubblica presidenziale 
Moneta-Dobra 
Lingua-Portoghese, creolo-portoghese 
Religione-Cattolica, protestante 

\São Vicente Città (193.000 ab.) del Brasile, nello stato di San Paolo. 

\Saona Fiume (480 km) della Francia orientale. Nasce in Lorena dai monti Vosgi e confluisce nel Rodano. 

\Saonàra Comune in provincia di Padova (7.149 ab., CAP 35020, TEL. 049). 

\Saône-et-Loire Dipartimento (559.000 ab.), esteso nella Borgogna tra la Loira e la Saona. Capoluogo Mâcon. Comprende il settore nordorientale del Massiccio Centrale, i rilievi del Morvan e dell'Autonois, le colline del Beaujolais e parte della pianura della Bresse. Zona agricola (ortaggi, foraggi, cereali, barbabietole e uve pregiate), dell'allevamento (bovini, equini e animale da cortile) e dello sfruttamento boschivo. Le principali industrie sono quelle estrattive (carbone), chimiche, metalmeccaniche, tessili, alimentari ed enologiche. 

\sapal, sm. invar. Solaio in laterizio e cemento derivato dall'analogo in cemento armato detto SAP. 

\Sapégno, Natalìno (Aosta 1901-Roma 1990) Critico e storico letterario. Docente di letteratura all'università di Roma, muovendo da posizioni crociane è approdato allo storicismo marxista. Ha condotto studi sugli autori del Duecento e Trecento italiano. Tra le opere Frate Jacopone (1926), Il Trecento (1934), Poeti minori del Trecento (1952), commento alla Divina Commedia (tre volumi, 1955-1956), Pagine di storia letteraria (1960), Leopardi (1961), Ritratto di Manzoni e altri saggi (1961) e un Compendio di storia della letteratura italiana (tre volumi, 1936-1947) che ha avuto una larga diffusione nelle scuole. 

\sapèrda, sf. Genere di Insetti Coleotteri cerambicidi che si sviluppano nel legno delle piante parassitandole. 

\sapére, sm. e v. sm. 1 L'insieme delle conoscenze. ~ cultura. 2 Un complesso di conoscenze (relativo a una certa area di fenomeni o a un certo tipo di attività o relativo alla popolazione di una certa area geografica o un certo periodo storico). 
v. tr. 1 Conoscere. <> ignorare. 2 Essere in possesso di conoscenze teoriche o pratiche. 3 Essere capace. saper fare (usato come verbo intransitivo, ed anche come sostantivo, col significato di "conoscenze e abilitÓ necessarie per svolgere una determinata attivitÓ"). 4 Avere esperienza. sapeva cosa era necessario fare con quelli come lui. 5 Essere informato. 6 Prevedere. 
v. intr. 1 conoscere per aver studiato o per esperienza. 2 Avere sapore. il vino sapeva di tappo
 X   sm. 1 knowledge. 2 (cultura) learning. v. tr. 1 to know. 2 (saper fare) to be able, can, to know how, know-how (come sostantivo). 3 (far sapere) to inform. 4 (venire a sapere) to hear. v. intr. 1 to be aware, to know. 2 (avere sapore) to taste. 
 @   lat. volg. sapere aver sapore di, aver senno. 

\sapidità, sf. L'essere gustoso. 

\sàpido, agg. Saporito, che è gustoso. 

\sapiènte, agg., sm. e sf. agg. 1 Che è dotato di profonde conoscenze. ~ colto. <> ignorante. 2 Fatto, detto con senno. consiglio sapiente
sm. e sf. Chi possiede le conoscenze, saggio. 
 X   agg. e sm. wise sf. wisdom. 
 @   lat. sapiens,-entis, p.pres. di sapere aver senno. 

\sapienteménte, avv. Con sapienza. 

\sapientóne, agg. Sbruffone, che vanta conoscenze, saccente. 

\sapiènza, sf. 1 L'essere sapiente. 2 Conoscenza. ~ tradizione, scienza. <> ignoranza. 
 X   sf. 1 (saggezza) wisdom. 2 (conoscenza) learning. 
 @   lat. sapientia, deriv. da sapiens,-entis. 

\sapienziàle, agg. Che tratta della sapienza, per lo più riferito all'antica poesia gnomica e didascalica. Particolarmente ricca la letteratura sapienziale egiziana e mesopotamica. 
Libri sapienziali 
In senso lato, si intendono per libri sapienziali i libri che raccolgono le espressioni di saggezza dei popoli antichi, particolarmente di quelli orientali (popoli mesopotamici, egizi, sumeri). 
In senso stetto, il termine indica il gruppo di cinque libri dell'Antico Testamento che contengono sentenze morali e principi etico religiosi sulla condotta dell'uomo di fronte a Dio. In particolare, per libri della sapienza biblici, sono da intendere il Libro di Giobbe, il Libro del QoŔlet (o Ecclesiaste), il Libro della sapienza vero e proprio, il Libro dei Proverbi e il Libro del Siracide (noto anche con il nome latino Ecclesiasticus liber o Sapienza di Ges¨ figlio di Sira, dal nome dell'autore Ben Sira o Sirach). Di essi Il Libro della Sapienza e Il libro del Siracide sono libri detti deuterocanonici perché facevano parte della traduzione greca della bibbia detta dei Settanta, ma non fanno parte del canone fissato dai rabbini ebrei alla fine del I sec. d. C. Sono stati ufficialmente riconosciuti dalla chiesa di Roma nel IV sec. d. C. e dichiarati canonici nel concilio di Trento (1546). 
Il Libro della sapienza. I manoscritti del Libro della sapienza conservati sono quattro e risalgono al IV o V sec.; il migliore è il manoscritto vaticano (IV sec.). Il periodo della stesura dovrebbe risalire alla seconda metà del I sec. a. C. L'autore è quasi certamente un ebreo ellenizzato che si rivolge in primo luogo ai suoi compatrioti. L'originalità della trattazione sta nel fatto che l'autore cerca una ragione degli avvenimenti e abbozza una filosofia religiosa della storia, che presuppone un'interpretazione nuova dei testi. 
Il Libro dei Proverbi. Condensa il risultato della riflessione dei sapienti di Israele che, a loro volta, hanno fatto tesoro di saggi non israeliti dell'antico Oriente. 
Il Libro del Siracide. I due terzi circa di questo testo ebraico sono stati ritrovati nel 1896 nei frammenti di diversi manoscritti medievali provenienti da una vecchia sinagoga del Cairo. Di recente, piccoli frammenti sono venuti alla luce nella grotta di Qumran e a Masada. La chiesa riconosce come canonico il testo greco, risalente al 132 a. C. 
Il libro del QoŔlet (o Ecclesiaste). Libro risalente al IV o II sec. a. C., presenta le riflessioni di un sapiente sulle contraddizioni della vita. È un libro profondamente pessimista, forse troppo per essere un libro di fede. Il principio fondamentale può essere riassunto nella proposizione: "Solo Dio conosce il significato della vita e della storia, mentre l'uomo è incapace di scoprire la volontà di Dio". 
Il Libro di Giobbe. Un'opera complessa che può essere interpretata in senso religioso e filosofico come il tentativo di dare una risposta al mistero di un Dio giusto che fa soffrire un uomo giusto. La conclusione, naturalmente è il mistero di Dio che nessuna idea umana è in grado di spiegare. L'opera è ritenuta di datazione molto antica (VI sec. a. C.) 

\Sapìgidi Famiglia di Insetti Imenotteri aculeati che evolvono nel nido di altri Imenotteri. 

\Sapindàcee Famiglia di piante Dicotiledoni che vivono nelle zone tropicali. Appartiene all'ordine delle Terebintali. 

\Sapindàli Ordine di piante Dicotiledoni che nella classificazione di Engler corrispondono a una dozzina di famiglie mentre in quella di Wettstein vengono incluse negli ordini delle celastrali e delle terebintali. 

\Sapir, Edward (Lauenburg, Pomerania 1884-New Haven 1939) Linguista statunitense di origine tedesca. Tra le opere Linguaggio (1921). 

\saponàceo, agg. Che mostra le proprietà tipiche del sapone. 

\saponàio, sm. Chi fabbrica sapone. 

\Saponàra Comune in provincia di Messina (3.945 ab., CAP 98047, TEL. 090). 

\saponària, o saponàia, sf. Pianta che contiene una sostanza saponacea detta saponina

\saponàrio, agg. Riguardante il sapone. 

\saponàta, sf. Soluzione di acqua e sapone. 

\sapóne, sm. Detersivo solido ottenuto dalla saponificazione dei grassi naturali (per esempio mediante l'uso di soda caustica). I componenti sono solitamente gliceridi ottenuti dallo scarto di varie piante (estratti da soia, palme, arachidi), con l'aggiunta di polifosfati e di composti in grado di migliorarne le caratteristiche detergenti (talco, colofonia). Nel linguaggio corrente per sapone si intendono i sali di sodio e potassio solubili in acqua e usati come detersivi. Nel linguaggio tecnico invece indica i sali di metalli pesanti, non solubili in acqua, e utilizzati per altre applicazioni. 
 X   sm. soap. 
 @   lat. sapo,-onis tintura per capelli. 

\saponerìa, sf. Fabbrica di sapone. 

\saponétta, sf. Piccolo pezzo di sapone utilizzato per la pulitura di cose o persone. 
 X   sf. cake of soap, bar of soap, tablet of soap. 

\saponièra, sf. Scatola in cui collocare la saponetta. 

\saponière, sm. Chi fabbrica sapone. 

\saponièro, agg. Riguardante la produzione del sapone. 

\saponificàre, v. tr. Trasformare in sapone attraverso il processo di saponificazione. 

\saponificatóre, sm. Addetto all'operazione di saponificazione. 

\saponificazióne, sf. Processo chimico tramite cui si ottiene sapone e glicerina. 

\saponifìcio, sm. Stabilimento in cui si fabbrica sapone. 

\saponìna, sf. 1 Denominazione generica di glucosidi comunissimi nel regno vegetale. 2 Nome comune con cui è noto l'estratto in polvere della Saponaria officinalis

\saponóso, agg. Che mostra proprietà del sapone. 

\sapóre, sm. 1 La sensazione prodotta dai cibi sul senso del gusto. sapore amaro. 2 Aroma. 3 Impressione. aveva sapore che lo stessero imbrogliando. 4 (al plurale) Erbe aromatiche, odori.   +  
 X   sm. flavour, taste. 
 @   lat. sapor,-oris, deriv. da sapere

\Sapore di miele Film drammatico, britannico (1961). Regia di Tony Richardson. Interpreti: Rita Tushingham, Dora Bryan, Murray Melvin. Titolo originale: A Taste of Honey 

\Sapóre I (?-272) Figlio di Ashadïr I, membro della dinastia sasanide, succedette al padre come re di Persia nel 241. Nel 254 combatté contro i romani in Siria, Mesopotamia e Cappadocia e nel 260 imprigionò Valeriano. In seguito battuto, dovette abbandonare Armenia e Mesopotamia. 

\saporìre, v. tr. 1 Dare sapore alle vivande. 2 Gustare il cibo. 

\saporitaménte, avv. Con molto gusto. 

\saporìto, agg. 1 Che ha un buon sapore. ~ insipido. gusto saporito. 2 Salato. rimprovero saporito, pungente. 
 X   agg. 1 tasty, savoury. 2 (salato) salty. 

\saporóso, agg. Gustoso, di sapore gradevole. 
 @   lat. tardo saporosus. 

\Sapotàcee Famiglia di piante arboree che vivono nelle zone tropicali e subtropicali. Appartiene all'ordine delle Diospirali. 

\sapotìlla, o sapotìglia, sf. Nome comune della Achras sapota e del suo frutto. 

\Sappàda Comune in provincia di Belluno (1.373 ab., CAP 32047, TEL. 0435). 

\Sapporo Città (1.672.000 ab.) del Giappone, capoluogo della prefettura di Hokkaido, situata presso la costa occidentale dell'isola. Le principali risorse economiche si basano sulle industrie tessili, metallurgiche, del legno e sul turismo invernale. Sede di un'università e di numerose sorgenti termali. La città nel 1972 ospitò le Olimpiadi invernali. 

\sapr(o)- Primo elemento di parole composte che nella terminologia scientifica significano putrido. 
 @   dal greco saprˇs

\Sàpri Comune in provincia di Salerno (6.961 ab., CAP 84073, TEL. 0973). 
Spedizione di Sapri 
Tentativo di insurrezione nel regno delle due Sicilie operato da C. Pisacane che sbarcò sulle coste salernitane nella notte del 28 giugno 1857. La rivolta fu ben presto domata dalle milizie borboniche e quasi tutti i partecipanti vennero uccisi o fatti prigionieri. 

\sapròbio, o saprobiònte, agg. e sm. Organismo che vive in un ambiente ricco di sostanze organiche in decomposizione. 

\sapròfago, agg. (pl. m.-gi) Animali che si nutrono di materia organica in decomposizione. 

\sapròfilo, agg. Detto di un organismo il cui habitat preferito sono le sostanze in decomposizione. 

\saprofìtico, agg. (pl. m.-ci) Del saprofitismo. 

\saprofitismo, sm. Tipo di nutrizione basato su sostanze organiche morte o di scarto da altri organismi. 

\sapròfito, o sapròfita, agg. Organismo vegetale che si nutre di sostanze in decomposizione. 

\Saprolegniàli Ordine di Funghi Mastigomiceti le cui ife sono alquanto sviluppate e ramificate all'interno del substrato. 

\sapropèl, sm. invar. Abbreviazione di sapropelite, fanghiglia che nasce dal deposito di resti organici. 

\saprozòo, agg. e sm. Organismo animale che vive su sostanze organiche in decomposizione o nelle piaghe dell'uomo o di altri animali. 

\saputèllo, agg. Giovane che crede di conoscere più del prossimo. 

\sapùto, agg. e sm. Persona che ritiene di sapere e quindi di poter parlare con cognizione. ~ saccente. 

\Saqui, Marguerite Antoniette (Agde 1786-Parigi 1866) Funambola francese. Figlia d'arte, il padre fu il celebre equilibrista Savarin le Farneux, che la avviò molto giovane all'arte funambolica. Sposatasi con J. Saqui, si unì alla sua compagnia di acrobati. Ebbe un grande successo e diede spettacoli in onore di Napoleone e dei Borboni. Si esibì fino all'età di settantasei anni. 

\SAR Sigla di Sua Altezza reale. 

\Sàra Nome di personaggi biblici. 
Sara 
Figlia di Raguele e moglie di Tobia. Secondo il libro di Tobia, morirono tutti i suoi sette mariti, disgrazia attribuita al diavolo Asmodeo. Tobia, guidato dall'arcangelo Raffaele, ottenne la mano di Sara e con le preghiere la liberò dalla maledizione. 
Sara 
Personaggio biblico, moglie di Abramo e madre in tarda età (novant'anni) di Isacco. Fu rapita dal faraone d'Egitto, ma per volere di Dio fu liberata. Morì a Hebron all'età di 127 anni. 

\sarabànda, sf. 1 Danza orientale vivace. 2 Chiasso. ~ baraonda, pandemonio. 

\saràcco, sm. (pl.-chi) Tipo di sega a forma trapezoidale. 

\Saràcco, Giusèppe (Bistagno 1821-1907) Politico. Nel 1900 e 1901 fu a capo di un governo di transizione succedendo come presidente del consiglio a L. Pelloux. Durante questo governo, il 29 luglio 1900, venne assassinato re Umberto I. 

\Saracèna Comune in provincia di Cosenza (4.522 ab., CAP 87010, TEL. 0981). 

\Saracèni, Càrlo (Venezia 1579-1620) Pittore. Tra le opere Predica di San Raimondo (ca. 1614, Roma, Santa Maria della Mercede). 

\saracèno, agg. e sm. agg. Termine con cui ci si riferiva genericamente a ciò che riguardava i musulmani. ~ arabo, levantino. 
sm. Musulmano. 

\Saracéno, pùnta dèl Promontorio in provincia di Trapani, che si protende nel mar Tirreno, fra Trapani e San Vito Lo Capo. 

\saracinésca, sf. (pl.-che) 1 Porta metallica scorrevole fra due scanalature. ~ serranda. 2 Regolatore del flusso di un canale. 
 X   sf. rolling shutter. 

\Saracinésco Comune in provincia di Roma (176 ab., CAP 00020, TEL. 0774). 

\saracìno => "saraceno" 

\Sàragat, Giusèppe (Torino 1898-Roma 1988) Politico. Militante socialista, durante il fascismo fu esule in Francia e in Austria. Rientrato in Italia nel 1943 partecipò alla resistenza e nel 1946-1947 fu presidente dell'assemblea costituente. Oppositore dell'alleanza con i comunisti, fu l'artefice massimo della scissione (palazzo Barberini, 1947), dell'ala socialdemocratica del PSI, fondando il Partito socialista dei lavoratori italiani, divenuto poi il PSDI. Più volte ministro e vicepresidente del consiglio, ricoprì la carica di presidente della repubblica dal 1964 al 1971. 

\sàrago, sm. Pesce (Diplodus vulgaris) della famiglia degli Sparidi e dell'ordine dei Perciformi. Di colore argentato, raggiunge i 40 cm. Vive in grandi banchi nel Mediterraneo e nell'Atlantico orientale.   +  

\Saragòzza Città della Spagna (590.000 ab.) capoluogo della provincia omonima, nella regione dell'Aragona. Situata sul fiume Ebro, è importante mercato agricolo e del bestiame, sede di industrie alimentari, tessili, chimiche, meccaniche, della carta e del vetro. Antico insediamento dei celtiberi (Salduba), fu poi colonia romana con il nome di Caesaraugusta. Dopo la caduta dell'impero, la città fu occupata da visigoti, dai franchi, dagli arabi (714) e da Alfonso d'Aragona nel 1118. Tra i monumenti più noti della dominazione musulmana, la Moschea e l'Aljaferta (palazzo del governo). Sono di notevole interesse la cattedrale gotica di La Seo e la chiesa barocca di Nostra Signora del Pilar (XVII sec.). 
Provincia di Saragozza 
(838.000 ab.) Si estende su una regione montuosa, dai primi contrafforti meridionali dei Pirenei fino alla Meseta ed è attraversata dal fiume Ebro. Capoluogo la città omonima. Risorse economiche sono l'agricoltura (barbabietole, cereali, uve, olive), l'allevamento bovino e ovino e i giacimenti di lignite, ferro e manganese. 

\Sarajevo Città (448.000 ab.) e capitale della Bosnia Erzegovina, sul fiume Miljacka. Mercato agricolo (produzione di cereali, frutta e tabacco) e del bestiame, è sede di industrie metalmeccaniche, tessili, chimiche, del legno, del tabacco, della birra e della porcellana. Fiorente l'artigianato con produzione di metalli preziosi, tessuti e tappeti. Antico insediamento illirico, fu popolato da gruppi ungheresi nel XIII sec. Conquistata dai turchi nel 1429, che ne mantennero il dominio fino al 1878, quando venne occupata dall'Austria. Il 28 giugno 1914 l'assassinio, da parte di Gavrilo Princip, dell'arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo e della moglie Sofia Chotek fu l'evento occasionale che fornì il pretesto per lo scoppio della prima guerra mondiale. In tempi recenti ha subito gravissime perdite umane a causa della guerra civile e per l'assedio della città da parte dei serbo-bosniaci, iniziato nel 1992 e interrotto nel 1996 grazie all'intervento delle forze dell'ONU. Monumenti di rilievo la fortezza del XV sec., la cattedrale ortodossa dei Santi Arcangeli (XVI sec.), le moschee Begova Dzamija, Ali Plasma Dzamija e Careva Dzamija (XVI sec.). 

\Saramago, José (Azinhaga 1922-) Romanziere portoghese. Tra le opere Memoriale del convento (1982), L'anno della morte di Ricardo Reis (1984), CecitÓ (1996), Quaderni di Lanzarote (1997). Permio Nobel per la letteratura nel 1998. 

\Saran Distretto (1.710.000 ab.) dell'India, nello stato di Bihar, al confine con l'Uttar Pradesh. 

\Saranno famosi Film musicale, americano (1980). Regia di Alan Parker. Interpreti: Eddie Barth, Irene Cara, Lee Curreri. Titolo originale: Fame 

\Saransk Città (312.000 ab.) della Russia, capoluogo della repubblica autonoma di Mordvini. 

\Saratov Città (905.000 ab.) della Russia, capoluogo della provincia omonima (2.729.000 ab.), nella valle del basso Volga. 

\Saravane Città (211.000 ab.) del Laos, capoluogo della provincia omonima. 

\Sarawak Stato federato della Malaysia (124.450 km2, 1473.000 ab.) nel settore nordoccidentale dell'isola del Borneo. Il territorio si estende dalla catena montuosa settentrionale dell'isola verso il mare Cinese meridionale, con una fascia pianeggiante lungo la costa dove sono molto estese le zone forestali. La popolazione è formata da daiacchi e da vari gruppi di cinesi e malesi che professano in massima parte la religione musulmana. Sibi e Miri sono i centri principali. Tra le risorse economiche, l'attività estrattiva (petrolio, gas naturali, oro, antimonio e fosfati), l'agricoltura (riso, sago, spezie), lo sfruttamento delle foreste (caucciù, legname). Sultanato sotto il protettorato britannico dal 1888, dopo l'occupazione giapponese (1941-1945) fu donato all'Inghilterra dalla famiglia Brooke e infine, nel 1963, dopo il conseguimento dell'autonomia, si unì alla federazione della Malaysia. 

\Sàrca Fiume (78 km) del Trentino Alto Adige. È formato dalla confluenza del Sarca di Genova, che nasce dall'Adamello, e del Sarca di Campiglio, che nasce dalle Dolomiti di Brenta. Si immette nel lago di Garda dal quale esce con il nome di Mincio. 

\sarcàsmo, sm. Ironia molto amara e offensiva. ~ derisione. 
 X   sm. sarcasm, sarcastic remark. 
 @   lat. tardo sarcasmus, dal greco sarkasm˛s, deriv. da sarkÓzein lacerare le carni. 

\sarcàstico, agg. Che mostra sarcasmo. ~ ironico, mordace. <> adulatorio, reverente. 
 X   agg. sarcastic. 

\Sarcédo Comune in provincia di Vicenza (4.675 ab., CAP 36030, TEL. 0445). 

\sarchiàre, v. tr. Tecnica agricola per ripulire la superficie di un terreno dalle erbacce e ridargli così vigore. ~ diserbare. 
 @   lat. tardo sarculare, deriv. da sarculum sarchio. 

\sarchiatóre, sm. Chi opera la sarchiatura. 

\sarchiatrìce, sf. Macchina per eseguire la sarchiatura. 

\sarchiatùra, sf. Operazione del sarchiare. 

\sarchièllo, sm. Attrezzo analogo al sarchio. 

\sàrchio, sm. Attrezzo per eseguire la sarchiatura, a forma di zappa. 
 @   lat. sarculum. 

\Sarcidàno Regione della Sardegna tra la Barbagia, l'Arborea, la Marmilla e la Trexenta ed è attraversata dal Flumendosa. 

\Sarcòdici Classe del sottoregno animale dei Protozoi, comprendente specie munite di pseudopodi per la locomozione, quali le Amebe, specie unicellulari tra cui anche parassiti dell'uomo, i Foraminiferi, protetti da un guscio calcareo, e i Radiolari, muniti di guscio siliceo il cui accumulo forma i fanghi pelagici. 

\sarcòfago, sm. (pl.-gi o-ghi) Monumento funerario usato nell'antichità per contenere la salma, arricchito all'esterno da pitture o ornamenti scultorei. 

\sarcòide, sm. Gruppo di affezioni cutanee simili a quelle neoplastiche a decorso tendenzialmente benigno. 

\sarcolèmma, sm. (pl.-i) Sottile ed elastica membrana ialina connettivale che fascia ognuna delle fibre muscolari striate. 

\sarcòma, sm. Tumore maligno di origine mesenchimale. 

\sarcomatòsi, sf. Malattia in cui si formano sarcomi in diverse parti del corpo contemporaneamente. 

\Sarcóni Comune in provincia di Potenza (1.307 ab., CAP 85040, TEL. 0975). 

\sarcophaga, sf. invar. Genere di Insetti Ditteri Brachiceri della famiglia dei Calliforidi a diffusione mondiale a cui appartengono mosche vivipare che depongono le larve su carni in putrefazione e su rifiuti animali. 

\Sarcòptidi Famiglia di piccoli Aracnidi acari privi di trachee e di stigmi che parassitano uomini e Mammiferi. 

\sarcosìna, sf. Amminoacido che si ottiene nell'idrolisi della creatina o della caffeina con soluzione di idrossido di bario. Ha formula CH3NHCH2CO2H. 

\Sarcospòridi Sottoclasse di Protozoi della classe degli Sporozoi che si insidiano nei tessuti muscolari di Uccelli, Rettili e Mammiferi emettendo una tossina, la sarcocistina, che provoca negli ospiti delle cisti allungate. Allo stato attuale rappresentano anche l'unico ordine degli Sporozoi. 

\sàrda, sf. Pesce marino che vive in grandi banchi. ~ palamita   +  
 X   sf. sarda. 

\sardàna, sf. Danza nazionale della Catalogna. Già in auge nel XVI sec. viene ballata da più persone in circolo. È accompagnata da strumenti a fiato e a percussione. 

\sardanapalésco, agg. (pl.-chi) Sfarzoso ed effemminato. 

\sardanapàlo, sm. Chi pensa a vivere nel lusso e nel fasto smodato. 

\Sàrdara Comune in provincia di Cagliari (4.503 ab., CAP 09030, TEL. 070). 

\Sardégna Regione a statuto speciale, costituita dall'isola omonima (23.313 km2) situata nel mar Mediterraneo Occidentale, bagnata dal mar Tirreno a est e dal mar di Sardegna a ovest. 
Di forma rettangolare allungata da nord a sud, la Sardegna ha un territorio prevalentemente montuoso, caratterizzato da una serie di raggruppamenti (Gennargentu al centro, Sarrabus a sud, Limbara a nord), che hanno la cima più alta nella Punta La Marmora (1.834 m) nel Gennargentu. 
A separare il Gennargentu dalle alture sudoccidentali dell'Iglesiente, si estende il Campidano, pianura alluvionale, la più vasta dell'isola, che si protende tra il golfo di Oristano e il golfo di Cagliari. 
Un'altra zona pianeggiante di minore ampiezza si estende nella parte nordoccidentale dell'isola, tra Porto Torres e Alghero. 
Le coste, a parte i brevi tratti prospicienti le pianure, sono di solito alte e frastagliate, rocciose e ricche di insenature (golfo di Cagliari, golfo di Orosei, golfo di Olbia, golfo dell'Asinara, di Oristano e di Palmas) fronteggiata in vari tratti da numerose isole, tra cui vanno ricordate San Pietro, Sant'Antioco, Asinara, La Maddalena, Caprera e Tavolara. 
I corsi d'acqua hanno regime tipicamente torrentizio, con piene invernali e persistenti magre estive; i maggiori sono il Flumendosa e il Cedrino sul versante orientale, tributari del Tirreno, il Mannu-Coghinas, tributario del golfo dell'Asinara e il Tirso, tributario del golfo di Oristano. 
I principali laghi sono quelli costieri nei pressi di Oristano e di Cagliari; i principali bacini artificiali sono l'Omodeus e il Coghinas nell'interno. 
Il clima è mite lungo le coste, con estati lunghe e asciutte e inverni brevi, piovosi, ma non freddi. L'interno presenta maggior tratti di continentalità. Caratteristica è la presenza del vento, in particolare il maestrale (da nord-ovest) in tutte le stagioni dell'anno. 
Il capoluogo della regione è Cagliari, situata nella parte meridionale dell'isola; gli altri capoluoghi di provincia sono Nuoro, Oristano e Sassari. 
L'attività tradizionale sarda, che tuttora rappresenta una notevole risorsa, è la pastorizia, in particolare di caprini e ovini; notevoli quindi sono anche le produzioni collaterali di latte, formaggi, carni e lana. In via di intensificazione anche l'allevamento di bovini e suini. 
L'agricoltura ha tratto notevoli benefici dalla bonifica delle pianure (Campidano, Arborea ecc.) e dalla riforma fondiaria; si producono cereali (in particolare grano duro), uva, olive, frutta (mandorle e agrumi), ortaggi, tabacco e sughero, produzione tipica sarda. 
L'attività estrattiva, in particolare di bauxite, piombo e zinco, un tempo piuttosto fiorente, va perdendo rapidamente di importanza data la scarsa reddittività. 
Discreta è la produzione di sale delle saline di Cagliari e di Sant'Antioco. 
Le industrie principali sono quelle della trasformazione di prodotti alimentari, metallurgiche, tessili, chimiche e petrolchimiche, della lavorazione del legno e del sughero, della manifattura del tabacco e della carta; il panorama industriale sardo rimane tuttavia tra i più poveri d'Italia. 
Rimangono vive numerose attività artigianali di tradizione: intaglio del legno, tessitura di arazzi, tappeti e merletti, oreficeria, ceramiche e terre cotte. 
In forte espansione è il turismo, in particolare nella zona nordorientale (costa Smeralda). 
Abitanti-1.637.705 
Superficie-24.090 km2 
Densità-67,9 ab./km2 
Capoluogo-Cagliari 
Province (fra parentesi il numero di abitanti del capoluogo espresso in migliaia): Cagliari (203), Nuoro (37), Oristano (31), Sassari (117) 
Canale di Sardegna 
Settore del mar Mediterraneo occidentale, a sud della Sardegna e a nord della costa africana, che collega il mar Tirreno con il bacino algerino-provenzale. 
Mare di Sardegna 
Settore del mar Mediterraneo occidentale, a ovest della costa della Sardegna. Vi si affaccia il golfo di Oristano. 

\sardegnòlo, agg. Della Sardegna. 

\sardèlla, sf. Sarda conservata in salamoia. 

\Sàrdi Antica città dell'Asia Minore, a est di Smirne, in Lidia, presso la confluenza dei fiumi Pattolo ed Ermo. Capitale della Satrapia, dopo la conquista persiana (546 a. C.) fu incendiata durante la rivolta delle città ioniche (499-498 a. C.). Espugnata da Alessandro Magno nel 334 a. C. passò poi al regno di Pergamo (189 a. C.) e, in seguito, assegnata alla provincia romana d'Asia. Ricostruita da Tiberio dopo un terremoto, fu definitivamente mandata in rovina dalle incursioni di Cosroe II (615-617). Tra i numerosi resti archeologici il tempio di Artemide (III sec. a. C.-II sec. a. C.), il ginnasio, la basilica romana trasformata in sinagoga, lo stadio e un teatro. 

\Sardigliàno Comune in provincia di Alessandria (460 ab., CAP 15060, TEL. 0143). 

\sardìna, sf. Pesce (Sardina pilchardus) della famiglia dei Clupeidi e dell'ordine dei Clupeiformi. Lunga anche 25 cm, è diffusa nel Mediterraneo e nell'Atlantico orientale. Presenta corpo compresso lateralmente, una sola pinna dorsale, colorazione verde oliva con una fascia longitudinale bluastra, punteggiata di nero sui fianchi. Quando non è sessualmente matura, la sardina si mantiene lontana dalle coste e in acque profonde; in epoca matura gli individui migrano, a banchi compatti, verso la costa, in superficie, in cerca di acque basse con temperature tra i 15 e i 23 °C, ove le femmine depongono circa 60.000 uova ciascuna. Ha carni pregiate ed è quindi oggetto di pesca intensiva. Viene consumata fresca o, più spesso, conservata sott'olio.   +  
 X   sf. sardine, pilchard. 

\sàrdo, agg. e sm. agg. Della Sardegna. 
sm. 1 Abitante della Sardegna. 2 Lingua parlata dagli abitanti della Sardegna. 
 X   agg. e sm. Sardinian. 

\sardònia, sf. Nome comune del Ranunculus sceleratus, un ranuncolo velenoso caratterizzato piccoli fiori gialli e dal fusto fistoloso. Vive in paludi e fossi dell'emisfero settentrionale. 

\sardònica, o sardònice, sf. o sm. Varietà di calcedonio-agata che viene utilizzata per fare cammei, vasi e coppe. Presenta fasce di colore brune e bianche alternate. 

\sardònico, agg. (pl. m.-ci) Maligno, beffardo, schernitore. ~ sarcastico. 

\Sardou, Victorien (Parigi 1831-Marly 1908) Drammaturgo francese. Tra le opere Fedora (1882), Tosca (1887) e Madame Sans-Gŕne (1893). 

\Sarègo Comune in provincia di Vicenza (4.999 ab., CAP 36040, TEL. 0444). 

\Sarentìno (in ted. Sarntal) Comune in provincia di Bolzano (6.324 ab., CAP 39058, TEL. 0471). 

\Sarezzàno Comune in provincia di Alessandria (1.086 ab., CAP 15050, TEL. 0131). 

\Sarézzo Comune in provincia di Brescia (11.044 ab., CAP 25068, TEL. 030). Centro industriale (prodotti tessili, siderurgici e meccanici) della val Trompia. Gli abitanti sono detti Saretini o Sarezzesi

\Sarfàtti, Margherìta (Venezia 1883-Cavallasca, Como 1961) Saggista e narratrice. Di fede socialista, lavorò all'Avanti. In seguito, nonostante fosse di origini israelite, manifestò le sue simpatie per il partito fascista, tanto da occuparsi della sezione letteraria prima sul Popolo d'Italia e poi su Gerarchia, la rivista di regime di cui fu condirettrice con il duce. Fondatrice del movimento letterario Novecento. Tra le opere, Storia della pittura moderna (1930), Dux (1926) e Acqua passata (1955). 

\Sargàssi Settore dell'oceano Atlantico compreso tra gli arcipelaghi delle Azzore e delle Antille. Il suo nome è dovuto alla presenza, in ammassi, delle omonime alghe oceaniche. 

\sargàsso, sm. Genere di Alghe Feoficee (uva di mare) ancorate ai fondali marini o libere di muoversi nelle acque dei mari tropicali. Tra queste il Sargassum bacciferum è tipico del mar dei Sargassi. 

\Sargent, John Singer (Firenze 1856-Londra 1925) Pittore statunitense. Tra le opere M.me Gaufreau (1884, New York, Metropolitan Museum of Art). 

\sàrgia, sf. 1 Stoffa leggera dipinta o colorata a tinte sgargianti che veniva utilizzata per cortinaggi e coperte da letto. ~ sergia. 2 Saia. 

\Sargodha Città (291.000 ab.) del Pakistan, nella provincia di Punjab. 

\Sargon II Re assiro dal 721-705 a. C. Spodestato Salmanassar V, nel 721 occupò Samaria e disperse le dieci tribù israeliane. Combatté e vinse Urartu, l'Egitto, i medi e si autoproclamò re di Babilonia, raggiungendo la massima ampiezza dell'impero assiro. 

\Sargon il Grànde (2340-2284 a. C.) Re di Mesopotamia. Fondò Accad, città da cui prese il nome la dinastia semitica che rimase al potere fino al 2150 a. C. ca. Conquistò l'Elam e il Sumer creando un impero che si estendeva dall'Iran occidentale al Mediterraneo. 

\Sarh Città (113.000 ab.) del Ciad, sul fiume Chari. Capoluogo della prefettura di Moyen-Chari. 

\sàri, sm. invar. Vestito tipico delle donne indiane. 

\sarìga, o sarìgua, sf. invar. Termine di origine tupì che rappresenta il nome comune di Mammiferi Marsupiali del genere Didelphis, conosciuti anche come opossum. 

\sarìssa, sf. Antica lancia usata dai soldati macedoni, nella disposizione a falange. 

\sàrmati Antica popolazione di stirpe iranica, stanziata a oriente del Don. Erano divisi in varie tribù, dedite alla caccia e alla pastorizia. Si scontrarono più volte con gli eserciti romani che condussero numerose incursioni nel loro territorio. Durante le migrazioni barbariche, furono sottomessi da goti e unni. In parte seguirono i barbari e si estinsero gradualmente. 
Sono presenti testimonianze di arte funeraria. 

\sarmàtico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Della Sarmazia (odierna Ucraina). 
sm. Lingua parlata dagli abitanti della Sarmazia (odierna Ucraina). 

\Sàrmato Comune in provincia di Piacenza (2.583 ab., CAP 29010, TEL. 0523). 

\Sàrmede Comune in provincia di Treviso (2.886 ab., CAP 31026, TEL. 0438). 

\sarménto, sm. Ramo debole e lungo che casca verso terra, per esempio il tralcio della vite. 
 @   lat. sarmentum, deriv. da sarpere potare. 

\sarmentóso, agg. Che ha caratteristiche del sarmento. 
 @   lat. sarmentosus. 

\Sarmiento Monte (2.300 m) del Cile, nella Terra del Fuoco, all'estremità nordoccidentale della cordigliera di Darwin. 

\Sarnàno Comune in provincia di Macerata (3.382 ab., CAP 62028, TEL. 0733). 

\Sàrnico Comune in provincia di Bergamo (5.668 ab., CAP 24067, TEL. 035). 

\Sàrno (comune) Comune in provincia di Salerno (31.509 ab., CAP 84087, TEL. 081). Centro agricolo e commerciale (coltivazione e mercato di frutta, canapa e ortaggi) e industriale (calzaturifici, prodotti per l'edilizia, poligrafici, alimentari, tessili e del legno). Gli abitanti sono detti Sarnesi

\Sàrno (fiume) Fiume della Campania (24 Km). Sorge dal versante occidentale dei monti Picentini per gettarsi nel golfo di Stabia tra Torre Annunziata e Castellammare di Stabia. 

\Sarnònico Comune in provincia di Trento (584 ab., CAP 38010, TEL. 0463). 

\saròng, sm. e sf. invar. Tipico abbigliamento della Malesia e Indonesia. 

\Sarònni, Giusèppe (Novara 1957-) Corridore ciclista. Ha vinto un campionato mondiale su strada (1982), due giri d'Italia (1979 e 1983), un campionato italiano (1980) e una Milano-Sanremo (1983). 

\Sarònno Comune in provincia di Varese (38.643 ab., CAP 21047, TEL. 02). Centro industriale (fabbriche di dolciumi e liquori, prodotti tessili, per l'edilizia, chimici, dell'abbigliamento e meccanici). Vi si trova il santuario dedicato alla Madonna dei Miracoli, del XVI sec. Gli abitanti sono detti Saronnesi

\Sàros Il ciclo di Saros è il lasso di tempo, della durata di 6.585,3 giorni, ossia di 18 anni 10g 8h o di 11g 8h o di 12g 8h a seconda che il ciclo contenga cinque, quattro o tre bisestili. Trascorso tale periodo, le eclissi di Sole e Luna si ripetono. 

\Saroyan, William (Fresno, California 1908-1981) Scrittore statunitense. Tra le opere Che ve ne sembra dell'America? (1934) e I giorni della vita (1939). 

\Sàrpi, Pàolo (Venezia 1552-1623) Teologo, storico e uomo politico. Entrato nell'ordine dei serviti nel 1556, collaborò con Carlo Borromeo a Milano e fu amico di Galilei. Procuratore e generale dell'ordine, dopo un soggiorno a Roma, si stabilì a Venezia. Nominato teologo e canonista della Repubblica veneta fu protagonista, negli anni 1605-1607, dello scontro fra Venezia e papa Paolo V. Disconobbe la validità dell'interdetto papale sulla città e fu per questo scomunicato nel 1506. La riflessione sulle cause del decadimento morale della chiesa, lo portò ad accostarsi ai protestanti europei. Nel 1614-1615 scrisse, sotto lo pseudonimo di Pietro Soave Polano quello che è considerato il suo capolavoro, La istoria del concilio di Trento, pubblicato a Londra nel 1619, nella quale decrive il concilio come culmine del processo secolare di decadenza morale della chiesa, come scontro di interessi politici e come strumento per rafforzare il potere papale. 

\Sar-planina Catena montuosa al confine con l'Albania, tra la Serbia e la repubblica di Macedonia. Vetta più elevata il Totiv vrh (2.747 m). 

\Sarraceniàcee Famiglia di piante erbacee perenni carnivore appartenenti all'ordine delle Policarpiche. Si nutrono di insetti che catturano con le foglie trasformate in ascidi. Vivono in zone torbose e paludose dell'America del nord. 

\Sarraceniàli Ordine di piante Dicotiledoni carnivore. Nella classificazione di Engler comprende le famiglie delle droseracee, delle nepentacee e delle sarraceniacee. 

\Sarraute, Nathalie (Ivanovo, Voznesensk, Russia 1902-Parigi 1999) Scrittrice francese di origine russa. Tra le opere Ritratto d'ignoto (1949) e Il silenzio e la menzogna (1967). 

\Sàrre Comune in provincia di Aosta (3.702 ab., CAP 11010, TEL. 0165). 

\Sarròcchi, Margherìta (Napoli metà sec. XVI-Roma 1618) Poetessa. Ebbe rapporti culturali con i maggiori artisti e scienziati del suo tempo e condivise le argomentazioni di Galileo. Scrisse il poema in ventitré canti Scanderbeide, pubblicato postumo nel 1623, in cui si narrano le gesta dell'eroe nazionale albanese Scanderberg. 

\Sàrroch Comune in provincia di Cagliari (5.379 ab., CAP 09018, TEL. 070). 

\sarrusòfono, sm. Strumento musicale a fiato usato nelle bande e fatto in ottone. 

\Sàrsina Comune in provincia di Forlì (3.908 ab., CAP 47027, TEL. 0547). 

\Sarteàno Comune in provincia di Siena (4.378 ab., CAP 53047, TEL. 0578). 

\Sarthe Dipartimento (514.000 ab.) della Francia occidentale, nel Maine. Capoluogo Le Mans. Si estende sulla destra della Loira e comprende parte delle colline della Perche. Il clima è temperato con abbondanti precipitazioni. Nel territorio l'agricoltura produce canapa, cereali, ortaggi, foraggi, frutta e patate. Sviluppato anche l'allevamento di bovini e lo sfruttamento dei boschi. Le principali industrie sono quelle elettrotecniche, meccaniche, chimiche, tessili (cotone) e alimentari. Città importanti sono Le Mans-la Flèche, Saint Calais e Château du Loir. 
Sarthe 
Fiume (285 km) della Francia. Nasce dalle colline del Perche e confluisce nel Maine. 

\sàrtia, sf. Tiranti usati dai marinai, oggi in acciaio. 

\sartiàme, sm. invar. L'insieme delle sartie di una nave. 

\sartiàre, v. tr. 1 Attrezzare l'alberatura di un'imbarcazione con le sartie. 2 Di cavo, mollarlo per farlo scorrere. 

\sartiòla, sf. 1 Piccola sartia atta a sostenere gli alberetti di mezzana, di maestra o di trinchetto. 2 Piccola sartia per il sostegno degli alberi smontabili. 

\Sartiràna Lomellìna Comune in provincia di Pavia (1.938 ab., CAP 27020, TEL. 0384). 

\sàrto, sm. (f.-a) Colui che confeziona abiti maschili o femminili. 
 X   sm. tailor. 

\Sàrto, Andrèa dél => "Andrea del Sarto" 

\Sartor Resartus Romanzo di Th. Carlyle (1833-1834). 

\sartorìa, sf. 1 Negozio del sarto. 2 Arte del sarto. 
 X   sf. 1 tailor's shop, dressmaker's shop. 2 (arte) couture. 

\sartoriàle, agg. Relativo alla sartoria. 

\sartòrio, sm. Termine anatomico che designa un muscolo della coscia. 

\Sartòrio, Giùlio Arìstide (Roma 1860-1932) Pittore. Tra le opere La Gorgone e gli eroi (ca. 1890, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna). 

\Sartoris Romanzo di W. Faulkner (1929). 

\Sartòris, Albèrto (Torino 1901-Cossonnay, Svizzera 1998) Architetto. Esponente del razionalismo architettonico che illustrò nell'opera Gli elementi dell'architettura razionale (1932). Tra le opere Case unifamiliari (1934-1935) a Saillon e Chiesa di Notre-Dame du Bon Conseil (1955-1957) a Lourtier. 

\sartotècnica, sf. (pl.-che) L'insieme delle tecniche di confezionamento degli abiti. 

\Sartre, Jean-Paul (Parigi 1905-1980) Filosofo e scrittore francese, studiò all'Ecole Normale di Parigi, dove si laureò nel 1929. Si specializzò in Germania entrando in contatto con la fenomenologia di Husserl e l'esistenzialismo di Heidegger. Venne catturato dai tedeschi e, dopo la sua liberazione, partecipò alla resistenza. Una certa fama internazionale la ottenne con il romanzo La nausea (1938). Viene considerato il padre dell'esistenzialismo francese, che diffuse attraverso le pagine della rivista Les temps modernes, della quale fu direttore fino al giorno della morte, dopo averne gettato le basi nell'opera L'essere e il nulla (1943). In essa analizza l'azione etica, nella quale la coscienza assoluta e libera si scontra con l'inerzia della realtà; definisce l'esistenza di due ordini di realtà contrapposti, l'in sÚ, cioè l'essere bruto e compatto e il per sÚ, l'essere che si fa presente a se stesso, inteso come coscienza. Il per sÚ si realizza annullando le tendenze, le abitudini e le predisposizioni. L'uomo, incapace di unire questi aspetti della realtà, viene assalito dal sentimento di angoscia provata di fronte al potere di decisione assoluta. Nella seconda fase del suo pensiero (Critica della ragion dialettica), dopo un lungo ripensamento sul marxismo, concentrò la sua attenzione non più sull'individuo, ma sui condizionamenti sociali e storici che questo deve subire. Nel 1964 gli venne conferito il premio Nobel per la letteratura che, coerente con le proprie idee, rifiutò. Intervenne nel dibattito sulla decolonizzazione, sposando le tesi dell'indipendenza algerina; in seguito all'invasione russa in Cecoslovacchia (1968), passò nelle file dell'estrema sinistra, collaborando con il giornale Libération. Tra i numerosi romanzi, Il muro (1939), Le vie della libertÓ, comprendente L'etÓ della ragione (1945), Il rinvio (1945), La morte dell'anima (1949). Tra le opere di teatro, Le mosche (1943), A porte chiuse (1944), Le mani sporche (1948), I sequestrati di Altona (1959). Tra le opere di filosofia, L'immaginazione (1936), L'essere e il nulla (1943), L'esistenzialismo Ŕ un umanesimo (1946), Che cosa Ŕ la letteratura? (1947), Marxismo ed esistenzialismo (1963), I comunisti e la pace (1969). 

\sartù, sm. invar. Piatto tipico napoletano a base di riso al sugo, uova sode e funghi. 

\Sarùle Comune in provincia di Nuoro (2.016 ab., CAP 08020, TEL. 0784). 

\Sarzàna Comune in provincia di La Spezia (19.489 ab., CAP 19038, TEL. 0187). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi, frutta e fiori), industriale (prodotti per l'edilizia, tessili, meccanici e alimentari) e della lavorazione artigianale del legno e del ferro battuto della Lunigiana. Vi si trovano la fortezza di Sarzanello, del XIV sec., la cattedrale di Santa Maria Assunta, del XV sec., e nelle vicinanze, gli scavi di Luni. Gli abitanti sono detti Sarzanesi

\SAS Sigla di Servizio Assistenza Stradale. 

\Sasànidi (o Sassanidi) Antica dinastia iranica regnante sulla Persia e la Mesopotamia dal 224 al 636. Ne fu capostipite Hadashir I che depose Artabano V, ultimo sovrano arsacide. In seguito i Sasanidi estesero il loro dominio scontrandosi con i romani al punto che lo stesso Sapore I nel 260 fece prigioniero l'imperatore Valeriano. In Persia i Sasanidi furono i creatori delle strutture amministrative del paese e riuscirono a creare un'unità religiosa e culturale. La capitale fu Ctesifonte. I Sassanidi ebbero come religione di stato il mazdeismo. Cosroe I (531-579) fu tra i maggiori rappresentanti estendendo il regno a tutta l'Arabia. Cosroe II (590-628) conquistò Gerusalemme e l'Egitto. Yezdegerd III (632-636) fu l'ultimo sovrano della dinastia e fu spodestato dagli arabi tra il 634 e il 651. Con la caduta della dinastia ebbe inizio l'islamizzazione della Persia. 

\Saskatchewan Provincia (1.007.000 ab.) del Canada centrale, la cui capitale è Regina. Confina con gli USA a sud, con la provincia di Manitoba a est, con i Territori del Nord-ovest a nord, a ovest con la provincia dell'Alberta. A nord il territorio è pianeggiante, ricoperto da foreste, attraversato dai fiumi Churchill, Reindeer, Cree che formano i laghi Athabasca, Churchill e delle Renne; la zona meridionale è costituita da una fertile pianura attraversata da ovest a est dal fiume Saskatchewan. Le principali risorse economiche sono l'agricoltura (grano, cereali, lino e foraggi), lo sfruttamento delle foreste e delle risorse minerarie (petrolio, uranio, oro, argento, nichel, rame, piombo), le industrie alimentari, la lavorazione delle pellicce, del legno, dei metalli e il turismo. 
Saskatchewan 
Fiume del Canada meridionale. Nasce dalle Montagne Rocciose, nella provincia dell'Alberta, attraversa la provincia di Manitoba e si immette nel lago Winnipeg. È navigabile per brevi tratti ed è utilizzato per il trasporto del legname. 

\Saskatoon Città del Canada (186.000 ab.), nella provincia di Saskatchewan, fondata sul ramo meridionale del fiume Saskatchewan. Sono presenti industrie chimiche, petrolchimiche, alimentari. Mercato agricolo. Aeroporto e università. 

\sassàia, sf. Luogo che presenta molti sassi. 

\sassaiòla, sf. Intenso lancio di sassi contro qualcosa o qualcuno. 

\sassaiòlo, sm. Chi ha la tendenza a lanciare sassi o oggetti. 

\Sassànidi => "Sasanidi" 

\Sassàno Comune in provincia di Salerno (5.337 ab., CAP 84038, TEL. 0975). 

\sassarése, agg. e sm. agg. Relativo a Sassari e ai suoi abitanti. 
sm. 1 Abitante o nativo di Sassari. 2 Dialetto sardo parlato a Sassari e a Porto Torres. 

\Sàssari Città (120.000 ab., CAP 07100, TEL. 079) della Sardegna settentrionale, capoluogo della provincia omonima. Ha industrie legate all'agricoltura (oleifici, mulini, pastifici, caseifici), industrie del legno, tessili, del vetro, meccaniche, dei mobili, dell'abbigliamento. Fondata dopo l'VIII sec. dalle popolazioni costiere del golfo dell'Asinara come rifugio dalle scorribande dei saraceni, divenne importante centro commerciale, collegato a Porto Torres. Fu assoggettata ai pisani, ai genovesi, nel 1420 agli Aragonesi e infine, nel 1718 passò ai Savoia. Tra i monumenti, il duomo del XIII sec., la chiesa di Santa Maria di Betlemme, il collegio dei gesuiti e il palazzetto d'Usini. 
Provincia di Sassari 
Si estende nella parte settentrionale della Sardegna, comprende le zone di Logudoro, dell'Anglona, della Gallura. Il territorio è prevalentemente montuoso, tranne una zona pianeggiante attraversata dal fiume Mannu; altri fiumi sono il Coghinas e il Mannu di Ozieri. Le principali risorse economiche sono l'agricoltura (cereali, viti, olivi, carciofi, agrumi), la produzione del sughero, la pastorizia, le industrie petrolchimiche, alimentari e il turismo. Principali centri, Alghero, Olbia, Tempio Pausania e Porto Torres. 

\sassàta, sf. Lancio di un sasso. 

\sassèlla, sm. invar. Vino rosso valtellinese che si produce dalla varietà nebbiolo dell'uva chiavennasca. 

\Sassèllo Comune in provincia di Savona (1.822 ab., CAP 17046, TEL. 019). 

\sasséto, sm. Luogo caratterizzato da molti sassi. 

\Sassétta (comune) Comune in provincia di Livorno (553 ab., CAP 57010, TEL. 0565). 

\Sassétta (Stéfano di Giovànni) (Cortona? ca. 1400-Siena 1450) Stefano di Giovanni detto il Sassetta. Pittore. Tra le opere Adorazione dei Magi (Siena, Collezione Chigi Saracini; New York, Collezione Griggs) e Vita di San Francesco (1437-1444, Londra, National Gallery). 

\Sassétti, Filìppo (Firenze 1540-Goa, India 1588) Mercante. Scrisse 122 lettere, che vennero pubblicate postume nel 1880. 

\sassìfraga, sf. Angiosperma (Saxifraga) della famiglia delle Sassifragacee e dell'ordine delle Rosali. Pianta erbacea perenne con fiori a grappoli di vario colore. Viene coltivata a scopo ornamentale. 

\Sassifragàcee Famiglia di piante Dicotiledoni erbacee, arbustacee e arboree appartenenti all'ordine delle Rosali. Hanno fiori generalmente dialipetali ed ermafroditi con corolla e calice pentameri e frutto rappresentato da una bacca o da una capsula. Vivono nelle zone temperate e fredde. 

\Sassinòro Comune in provincia di Benevento (918 ab., CAP 82020, TEL. 0824). 

\sàsso, sm. 1 Roccia solida e compatta. ~ masso, macigno. restare di sasso, irrigidirsi per dolore o forte sensazione. 2 Piccolo frammento di pietra tondeggiante. ~ ciottolo. 3 Pietra tombale. 
 X   sm. 1 stone. 2 (masso) rock. 3 (ciottolo) pebble. 
 @   lat. saxum

\Sàsso di Castàlda Comune in provincia di Potenza (1.115 ab., CAP 85050, TEL. 0975). 

\Sàsso Lùngo Gruppo montuoso delle Alpi Dolomitiche, tra la val di Fassa e la val Gardena. Culmina a 3.179 m. 

\Sàsso Marcóni Comune in provincia di Bologna (13.295 ab., CAP 40037, TEL. 051). Centro agricolo, dell'avicoltura e industriale (prodotti meccanici, tessili, chimici ed elettrotecnici). Nella vicina Pontecchio, si trova il mausoleo di M. Piacentini e la villa che fece da laboratorio di sperimentazione per G. Marconi. Gli abitanti sono detti Sassesi

\Sàsso Piàtto Rilievo montuoso (2.958 m) delle Dolomiti, nel gruppo del Sasso Lungo sudoccidentale. 

\Sassocorvàro Comune in provincia di Pesaro (3.495 ab., CAP 61028, TEL. 0722). 

\Sassofèltrio Comune in provincia di Pesaro (1.211 ab., CAP 61010, TEL. 0541). 

\Sassoferràto Comune in provincia di Ancona (7.094 ab., CAP 60041, TEL. 0732). 

\sassofonìsta, sm. (pl-i) Musicista che suona il sassofono. 

\sassòfono, sm. Strumento musicale a fiato, inventato nel 1840 dal belga Adolphe Sax (1814-1894) che lo brevettò in Francia nel 1846. È formato da un tubo d'ottone, conico, fornito di chiavi come l'oboe e con un'imboccatura semplice simile a quella del clarinetto. Inizialmente venne usato solo dalle bande perché il suo suono era considerato impuro, ma rivalutato in seguito, il sassofono fu utilizzato nelle orchestre sinfoniche e in quelle jazz, diventandone uno strumento fondamentale. La famiglia del sassofono comprende dodici strumenti dei quali i più diffusi sono il sopranino, il tenore, il baritono, il basso, il soprano e il contralto. Il sassofono è stato usato da Georges Bizet nell'Arlesiana, da Richard Strauss nella Sinfonia domestica, da George Gershwin in Un Americano a Parigi, da Goffredo Petrassi nella Partita e nel Primo concerto per orchestra e da Maurice Ravel nel Bolero
 X   sm. saxophone. 

\sàssola, sf. Grosso arnese utilizzato per levare l'acqua dall'interno delle imbarcazioni. 

\sassolìno, sm. Acido borico che si trova allo stato naturale. 

\sassolìte, sf. Acido borico che si trova nei lagoni dei soffioni boraciferi sotto forma di incrostazioni bianche, grigie e brune costituite da cristalli triclini tabulari. 

\sàssone, agg. e sm. agg. Della regione della Sassonia. 
sm. e sf. 1 Abitante della Sassonia. 2 Lingua parlata in Sassonia. 
 X   agg. e sm. Saxon. 

\Sàssone, Càndido (Cappuccini-Carengo, Vercelli 1883-Buenos Aires 1956) Campione e maestro di scherma italiano. Fu campione italiano dei maestri. Le sue specialità erano il fioretto e la sciabola. 

\sàssoni Denominazione di alcune popolazioni germaniche abitanti dal III sec. nella regione compresa tra la penisola dello Jutland e il fiume Weser. In epoca successiva si spinsero, anche perché cacciati dai romani, fino alla Britannia. Durante il V sec. invasero, assieme ai frisoni, agli angli e agli juti, la parte orientale della Britannia. Altri gruppi invasero, nel 695 circa, la Westfalia e la Turingia, entrando in contatto con i franchi i quali cercarono di sottometterli e di convertirli al cristianesimo. Dopo una tenace resistenza, dal 772 al 797, furono sconfitti da Carlo Magno e definitivamente integrati con le altre popolazioni germaniche. 

\Sassònia Regione storica della Germania, al confine con la Repubblica ceca e la Polonia; è solcata dalla catena dei monti Metalliferi e dalle colline dell'alto bacino dell'Elba. Importanti le risorse minerarie (lignite, carbone, uranio) e le industrie che operano nel settore siderurgico, chimico, meccanico e degli strumenti di precisione. Il suo nome deriva da quello delle antiche tribù dei sassoni, presenti sul territorio fin dal III sec., tra Reno, Oder ed Elba e cristianizzate da Carlo Magno. Nell'800 venne eretta a ducato, il più potente nel sistema federale tedesco, dalla casa di Liudolfingi che, con Enrico l'Uccellatore, fondatore della casa imperiale sassone, costituì il regno di Germania (919-1024) e con Ottone I ottenne la corona imperiale. In seguito passò sotto il controllo di Lotario di Supplimburgo, Enrico il Superbo e Enrico il Leone, che sarà deposto da Federico Barbarossa nel 1180. Passato agli Ascani, il ducato venne diviso tra i due rami di Sassonia Wittenberg e Sassonia Lauenburg, il primo dei quali ebbe il diritto di voto. Ottenuto dal ramo dei Wettin (1423), nel 1485 si divise ulteriormente nel ramo Albertino (dal duca Alberto), che continuò a conservare il titolo ducale e nel ramo Ernestino, che ebbe il diritto di voto fino al 1547, anno in cui lo perse a vantaggio del primo. Nel XV sec. fu roccaforte del luteranesimo con Federico III il Saggio, Giovanni Federico il Magnanimo e Maurizio; perderà questa caratteristica con Augusto, che si convertì al cattolicesimo, ottenendo la corona di Polonia. Ciò ebbe come conseguenza l'inizio dei contrasti con la Prussia e le due sconfitte nella guerra di successione (pace di Praga, 1635) e in quella dei sette anni. All'indomani dell'alleanza tra Federico Augusto I e Napoleone, il regno passò al primo, che lo resse con il titolo regio, oltre a ottenere anche il granducato di Varsavia; nel 1815 la regione settentrionale della Sassonia passò alla Prussia. Nel 1866 partecipò alla guerra contro la Prussia, ma, a causa della sconfitta nel 1871, lo stato sassone entrò a far parte dell'impero tedesco. In seguito al primo conflitto mondiale, divenne land della repubblica di Weimar, mentre dopo la seconda guerra mondiale venne divisa tra Repubblica federale di Germania, cui spettò la zona meridionale (Bassa Sassonia) e Repubblica democratica tedesca. 

\Sassònia-Weimar, Bernàrdo (Weimar 1604-Neuenberg 1639) Militare tedesco. Al servizio di Gustavo Adolfo di Svezia, conseguì la vittoria di Lützen (1632) contro gli imperiali ottenendo il ducato di Franconia. Divenne comandante dell'esercito alla morte del re (1634), ma dopo la sconfitta di Nördlingen (1634), passò al servizio dei francesi ottenendo da Richelieu il langraviato di Alsazia. 

\sassóso, agg. Caratterizzato da molti sassi. ~ ciottoloso, pietroso. <> sabbioso. 
 X   agg. pebbly, stony. 
 @   lat. saxosus. 

\Sàssu, Alìgi (Milano 1912-Pollenša 2000) Pittore. Tra le opere Fucilazione nelle Asturie (1935, Milano, Collezione M. Medina) e La strada gialla (1969-1972, Venezia, Ca' Pesaro). 

\Sassuòlo Comune in provincia di Modena (40.275 ab., CAP 41049, TEL. 059). Centro agricolo e commerciale (coltivazione e mercato di frutta, uva, foraggi e cereali) e industriale (calzaturifici, prodotti meccanici, per l'edilizia, del legno e alimentari). Vi si trova il palazzo degli Estensi, del XVII sec. Gli abitanti sono detti Sassolesi o Sassolini

\Sata, càpo Promontorio meridionale del Giappone, nella penisola di Osumi, sull'isola di Kyushu. 

\sàtana, sm. sing. Il demonio. ~ diavolo, lucifero. 
 X   sm. Satan. 

\Satana a Goray Romanzo di I. B. Singer (1935). 

\satanàsso, sm. 1 Demonio. 2 Persona scatenata e furibonda. 

\satànico, agg. (pl. m.-ci) 1 Diabolico. ~ demoniaco, infernale. <> angelico. 2 Perfido e maligno. 
 X   agg. fiendish, satanic. 
 @   greco satanik˛s. 

\satanìsmo, sm. Culto di satana. 

\Satara Città (83.000 ab.) dell'India, nello stato di Maharashtra. Capoluogo del distretto omonimo. 

\satèllite, sm. 1 Corpo celeste che ruota attorno a un pianeta, secondo le tre leggi di Keplero. 2 Uomo di fiducia. 3 Stato in rapporto di sudditanza e dipendenza politica da un altro stato. 
 X   sm. satellite. 
In genere, nel sistema solare, tutti i pianeti, a eccezione di Mercurio e Venere, hanno almeno un satellite naturale. Il satellite della Terra è la Luna. Sono stati scoperti attraverso la semplice osservazione al telescopio oppure grazie all'esplorazione spaziale. 
Satellite artificiale 
Veicolo programmato e costruito dall'uomo, per poter essere messo in orbita attorno alla Terra o attorno a qualsiasi altro corpo celeste; sono costituiti da apparecchiature radio ricetrasmittenti e da strumenti di misura di varia natura, in relazione agli usi che ne vengono fatti. Vengono impiegati soprattutto per effettuare ricerche scientifiche, utili per studiare tutti i fenomeni che possono riguardare lo spazio e il pianeta Terra. Le orbite più utilizzate dai satelliti sono quella polare (circolare con diametro giacente su un piano meridiano terrestre) e geostazionaria (posta sul piano equatoriale). Sono di vari generi: per le telecomunicazioni, per il telerilevamento, meteorologici, per la navigazione, astronomici, scientifici e militari. Il primo satellite artificiale fu lo Sputnik, lanciato in orbita il 4 ottobre 1957. 

\Satie, Erik (Honfleur 1866-Parigi 1925) Compositore francese. Tra le opere 3 gymnopÚdies (1888) e 3 gnossiennes (1890). 

\satin, sm. invar. Tessuto usato per fodere che assomiglia alla seta. ~ raso. 

\satìna, sf. Nell'industria della carta, macchina per rendere lucidi carta, cartone e simili. 

\satinàre, v. tr. Rendere degli oggetti lisci e lucidi come la seta. 

\satinàto, agg. Che è stato reso liscio e lucido mediante il procedimento di satinatura. 

\satinatrìce, sf. Macchina usata per satinare. 

\satinatùra, sf. Procedimento per satinare. 

\sàtira, sf. 1 Opera letteraria di chiaro intento burlesco. ~ caricatura, ironia. 2 Insieme delle satire di un certo periodo storico o di un certo poeta. 
 X   sf. satire. 
Genere letterario che, tramite l'irrisione e la beffa, cerca di colpire i vizi, le corruzioni e le debolezze dell'uomo e della società. Anche se i latini ritenevano di aver inventato il genere (Quintiliano), si trovano componimenti (in Aristofane, Menandro, Alceo fino a Luciano di Samosata e a Menippo di Gadara) che possono esserle equiparati anche nella Grecia antica. Il primo scrittore latino a dare alla satira una dignità di genere letterario fu Lucilio, verso la fine del II sec. a. C., con le sue trenta Satire. Fu grazie a Orazio (Sermones), Persio e Giovenale che la satira divenne uno dei generi più originali e diffusi nella letteratura romana, rimanendo un modello per la produzione successiva fino al XVIII sec. Nel medioevo la satira non si configura come un genere a sé stante, ma compare in alcuni generi quali la favolistica e l'invettiva, presentando un carattere lievemente morale e allegorico. Spesso tutto ciò venne rappresentato, come in Esopo e Fedro, ricorrendo ad animali (Roman de Renart). Dante, Petrarca, Boccaccio (Corbaccio) e Guittone d'Arezzo furono tra i massimi scrittori di satira politica. Le satire di L. Ariosto, nel rinascimento, recuperano l'equilibrio della classicità e si rifanno in particolare al modello oraziano. Dopo una parentesi settecentesca, in cui la satira aveva preso forma di sermone (Parini, Alfieri), nel XIX sec. il genere recupera un carattere di realismo amaro, violento e tragico (Porta, Belli, Giusti). In Francia figure significative sono state Rabelais e La Fontaine. L'Inghilterra propose Chaucer, Pope, Swift, Defoe fino a Dickens e Thackeray. Durante il romanticismo la satira sociale trova spazio nei romanzi e diventa spesso espressione di una visione pessimistica. 

\Satire Opera di poesia di G. Lucilio (II sec. a. C.). 
Satire 
Componimenti di Q. O. Flacco (41-30). 
Satire 
Componimenti di D. G. Giovenale (100-130). 
Satire 
Opera di poesia di L. Ariosto (1517-1525). 
Satire 
Opera di poesia di M. Régnier (1609-1613). 
Satire 
Opera di poesia di V. Alfieri (1786-1797). 

\satireggiàre, v. tr. Fare della satira. 

\satirésco, agg. (pl.-chi) Di o da satiro. 

\satirìasi, sf. invar. Stato patologico di sovreccitazione sessuale. 

\satìrico, agg. (pl.-ci) 1 Del satiro, satiresco. 2 Del genere della satira. ~ ironico, mordace. 

\Satìridi Famiglia di Insetti Lepidotteri eteroneuri ropaloceri a cui appartengono farfalle con ali scuri e ocelli più chiari. 

\satirióne, sm. Fungo (Phallus impudicus) della famiglia delle Fallacee e della classe dei Basidiomiceti. Non commestibile. 

\sàtiro, sm. Persona dalle forti esigenze sessuali, lussuriosa. ~ libidinoso, vizioso. 

\Sàtiro (Treviri 334?-Milano 377?) Santo e fratello di Sant'Ambrogio, di cui fu amministratore. Si festeggia il 17 settembre. 

\satìvo, agg. Seminativo. 

\Satna Città (91.000 ab.) dell'India, nello stato di Madhya Pradesh, capoluogo del distretto omonimo. 

\Sato, Eisaku (Tabuse 1901-Tokyo 1975) Politico giapponese. Di ideologia liberal-democratica fu primo ministro dal 1964 al 1972. Nel 1974 fu insignito del premio Nobel per la pace. 

\satollàre, v. v. tr. Sfamare a sazietà persone o animali. 
v. rifl. Riempirsi di cibo, fino a essere sazi. 

\satóllo, agg. Sazio, che ha mangiato a sufficienza. 

\Satpura, mónti Catena montuosa dell'India, estesa da Ratanpur ad Amarkantak. Vetta più elevata il monte Dhupgarh (1.350 m). 

\satrapìa, sf. Regione governata dal satrapo. 

\sàtrapo, sm. Carica di governatore di provincia dell'antico impero persiano. 

\Satriàno Comune in provincia di Catanzaro (3.044 ab., CAP 88060, TEL. 0967). 

\Satriàno di Lucània Comune in provincia di Potenza (2.424 ab., CAP 85050, TEL. 0975). 

\Satsuma Antica provincia del Giappone oggi compresa nella prefettura di Kagoshima. Si trova sulla costa dell'isola di Kyushu. 

\Sàtta, Salvatóre (Nuoro 1902-Roma 1975) Romanziere. Tra le opere Il giorno del giudizio (postumo, 1977). 

\Satu Mare Città (132.000 ab.) della Romania presso il confine con l'Ungheria. Capoluogo del distretto omonimo. 

\Satura Opera di poesia di E. Montale (1971). 

\sàtura, sf. Forma drammatica primitiva del teatro latino che sono stati descritti come spettacoli composti da pezzi di musica, danza, e mimica di importazione etrusca a cui si alternavano rozzi versi di carattere burlesco. Non è pervenuto fino a noi alcun frammento di tali opere. 

\saturàbile, agg. Che può raggiungere la saturazione. 

\Saturae Opera di poesia di Q. Ennio (II sec. a. C.). 

\Saturae menippeae Opera di prosa e poesia di M. T. Varrone (I sec. a. C.). 

\saturàre, v. v. tr. 1 Riempire. 2 Portare la concentrazione in una soluzione al valore massimo possibile. saturare l'acqua di sale
v. rifl. 1 Riempirsi, saziarsi. 2 Raggiungere il massimo grado di concentrazione. 
 X   v. tr. to saturate. 
 @   lat. saturare, deriv. da satur satollo. 

\saturazióne, sf. 1 Diventare saturo. 2 Processo che porta un corpo a essere saturo. la saturazione di gas nella stanza era prossima a completarsi. 3 La condizione di un corpo saturo. 
 @   deriv. da saturare

\saturèia, sf. => "santoreggia" 

\saturnàle, agg. e sm. agg. In onore del dio Saturno. 
sm. 1 pl. Feste sfrenate che si svolgevano nell'antica Roma. 2 Orgia. 

\saturniàno, agg. Relativo al pianeta Saturno. 

\Saturnìidi Famiglia di Insetti Lepidotteri eteroneuri a cui appartengono grandi farfalle dalla livrea appariscente e dal corpo corto che hanno su ogni ala una zona priva di squame e quindi trasparente. 

\saturnìno, agg. Appartenente al pianeta Saturno. 

\satùrnio, agg. e sm. agg. Di Saturno. 
sm. Verso di poesia latina. 

\saturnìsmo, sm. Intossicazione cronica da piombo che si manifesta di frequente con disturbi digestivi, nervosi e renali nelle categorie di operai che lavorano e trattano tale minerale, come i tipografi, verniciatori e addetti alla produzione di accumulatori. 

\Satùrno (astronomia) Sesto pianeta del sistema solare, in relazione alla distanza dal Sole, dal quale dista circa 1.426 milioni di km; il suo periodo di rotazione è di 10h15m e il periodo di rivoluzione è di 29,458 anni. Ha un diametro polare di 107.520 km, presentando quindi un notevole schiacciamento. Ha un diametro di 9,5 volte e una massa 95 volte quelli della Terra. Ha un'atmosfera composta da idrogeno ed elio, contenente anche metano e ammoniaca che sono la causa della struttura a bande chiare e scure della superficie visibile. Ha una struttura interna simile a quella di Giove, con un'elevata percentuale di idrogeno e un lento spostamento dell'elio verso il nucleo, possibile causa di un'emissione di energia superiore a quella che riceve dal Sole. Caratteristica principale di Saturno sono gli anelli, divisi in fasce, formate da particelle che si muovono sul piano equatoriale del pianeta e riflettono la luce in modo diverso. Si ritiene che provengano dallo sbriciolamento di satelliti soggetti a forze di marea gravitazionale, o da residui della formazione dello stesso Saturno. Vennero scoperti nel 1655 da C. Huygens. Sono separati tra di loro da spazi vuoti o divisioni, causati da perturbazioni dei satelliti principali o da quella di un satellite posto al margine dell'anello. Gli anelli sono stati ampiamente ripresi dalla sonda spaziale Voyager cha ha esplorato anche il maggiore satellite, Titano, insieme al minuscolo Febe dotato di moto retrogrado. 

\Satùrno (mitologia) Personaggio mitologico, dio italico agrario, identificazione del greco Crono. Nel suo tempio venivano custodite le insegne di guerra in tempo di pace e il tesoro dello stato. Avrebbe insegnato agli uomini l'agricoltura e sotto la sua guida vi fu un periodo di pace e prosperità (identificabile con l'età dell'oro di Crono). In Africa venne identificato con il dio punico Baal. 

\sàturo, agg. 1 Contenente qualcosa nella quantità massima consentita, pieno. 2 Soluzione che presenta la massima concentrazione. 3 Sazio. 
 X   agg. 1 saturated. 2 (fig.) full of. 

\Satyricon Romanzo di G. Petronio Arbitro (I sec.). Si ritiene che l'opera fosse costituita da 20 libri, dei quali sono conservati solo il XV e il XVI, in parte lacunosi. Protagonista della narrazione, effettuata in prima persona, è Encolpio, che attraversa una serie incredibile di peripezie un po' erotiche e un po' picaresche. Il viaggio inizia in compagnia di Ascilto e del giovane Gitone: si crea una specie di triangolo amoroso tutto maschile. Poi interviene una certa Quartilla che coinvolge i tre in un rito in onore del dio Priapo. Segue la cena in casa di Trimalcione. Dopo un litigio con Encolpio, Ascilto si allontana con Gitone. Entra in scena Eumolpo, un vecchio che si mette alle costole di Encolpio. Ricompare Gitone. Si ricrea un triangolo amoroso. I tre si imbarcano. Durante il viaggio, Eumolpo racconta la novella della Matrona di Efeso. Scoppia una terribile tempesta, la nave affonda. I tre si ritrovano soli su una spiaggia. Scoprono di essere approdati nei pressi di Crotone. Eumolpo decide di sbarcare il lunario a spese dei cacciatori di eredità recitando la parte del vecchio senza eredi. Le altre avventure non sono facilmente ricostruibili, perché il testo rimasto è molto lacunoso. Nell'opera viene tratteggiata una parodia delle opere greche, utilizzando anche, oltre al latino delle classi elevate, la lingua parlata dai plebei, di cui è una preziosissima testimonianza. Sembra assente qualsiasi preoccupazione di carattere morale, anche se la narrazione mette in evidenza la volgarità dei nuovi ricchi. Per la sua pretesa immoralità, l'opera fu ignorata durante tutto il medioevo. Riscoperta nel 1650, viene oggi considerata di elevato valore per la sua originalità. È stata portata sullo schermo da F. Fellini nel 1969. 

\Saud ibn Abd al-Aziz (Kuait 1902-Atene 1969) Figlio di Abd al Aziz III, nel 1953 gli succedette come re d'Arabia e fondò lo stato suadita. Nel 1964 abdicò in favore del fratello Faysal. 

\saudìta, agg., sm. e sf. (pl. m.-i) agg. Relativo alla dinastia e alla popolazione araba. 
sm. e sf. Popolazione araba. 
 X   agg. Saudi. sm. e sf. Saudi, Arabian. 

\Sauerland Regione della Germania, nella Renania Settentrionale-Westfalia. 

\SAUFI Sigla di Sindacato Autonomo Unificato Ferrovieri Italiani. 

\Saul (Gibeah 1060 ca.-Gelboe 1000 a. C.) Primo re d'Israele (1030-1010 ca.). Figlio di Kish, della tribù di Beniamino, valoroso guerriero, fu eletto re per volontà di Samuele, affinché organizzasse la rivolta contro i filistei. Ma, dopo aver combattuto gli ammoniti e i filistei, violò le leggi rituali e perse il favore di Samuele che nominò segretamente David come suo successore. In preda a crisi violente, per il conflitto dei sentimenti provati verso David e infine per la sconfitta subita a opera dei filistei, sul monte Gelboe, si uccise. La sua vicenda è narrata nella Bibbia (primo e secondo libro di Samuele). La vicenda di Saul ha ispirato l'omonima tragedia di V. Alfieri (1783). 

\sàuna, sf. Luogo in cui si fanno bagni di vapore. 
 X   sf. sauna. 

\saur(o)- Primo elemento di parole composte. 
 @   dal greco sÔuros lucertola. 

\Saura, Carlos (Huesca 1932-) Regista cinematografico spagnolo. Diresse Cria cuervos (1976), MamÓ ha cent'anni (1979), Carmen (1983), Spara che ti passa (1993) e Flamenco (1995). 

\Sàuri Sottordine di Rettili Squamati. ~ lacertili. 

\Sàuris Comune in provincia di Udine (466 ab., CAP 33020, TEL. 0433). 

\Saurìschi Uno dei due ordini in cui sono suddivisi i dinosauri e che comprende sia individui bipedi, quali i teropodi come il tirannosauro, che quadrupedi come i sauropedi tra cui vi è il brontosauro. Avevano il bacino triradiato formato da pube, ischio e ileo come i Rettili attuali. 

\sàuro, agg. e sm. agg. Di cavallo con colorazione castana e uniforme. 
sm. Cavallo. 
 @   provenz. saur. 

\Sàuro, Nazàrio (Capodistria 1880-Pola 1916) Militare e patriota. Nella prima guerra mondiale, dopo aver militato a lungo nella marina austriaca come ufficiale, passò all'Italia. Gli austriaci lo catturarono e lo impiccarono. 

\Sauropterìgi Ordine di Rettili fossili marini con il capo piccolo e il collo lungo, muniti di quattro zampe natatorie a cinque dita che vissero nel Mesozoico. 

\Saururàcee Famiglia di piante appartenenti all'ordine delle Piperali con ovario a molti carpelli, diffuse nell'America settentrionale e nell'Asia orientale. 

\Saussure, Ferdinand de (Ginevra 1857-Vufflens, Vaud 1913) Linguista svizzero. Studiò linguistica a Lipsia e Berlino. Docente a Parigi dal 1880, dal 1891 insegnò a Losanna. Il Saggio sul sistema primitivo delle vocali nelle lingue indoeuropee (1879) è l'unico lavoro linguistico che Saussure pubblicò in vita. La sua notorietà è legata soprattutto al Corso di linguistica generale (1916) che contiene la ricostruzione delle lezioni ginevrine operata da un gruppo di allievi. L'opera svolse un ruolo fondamentale nell'affermazione della linguistica come scienza. Tutto l'apparato terminologico e teorico della linguistica moderna (tra cui le definizioni di langue/parole, significante/significato, struttura, segno) trae origine da quest'opera. 

\Sautet, Claude (Montrouge 1924-Parigi 2000) Regista cinematografico francese. Diresse L'amante (1970), ╚ simpatico ma gli romperei il muso (1972), Una donna semplice (1978), Un cuore in inverno (1992), Nelly e Mr. Arnaud (1995). 

\Sauvy, Alfred (Villeneuve-de-la-Raho 1898-Parigi 1990) Economista francese. nel 1945 fondò l'INED, il primo istituto di studi demografici del mondo. 

\Sauze di Cesàna Comune in provincia di Torino (153 ab., CAP 10050, TEL. 0122). 

\Sauze d'Oulx Comune in provincia di Torino (938 ab., CAP 10050, TEL. 0122). 

\Sàva (comune) Comune in provincia di Taranto (16.579 ab., CAP 74028, TEL. 099). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi, frutta, cereali, olive e viti), enologico, dell'allevamento di ovini e industriale (prodotti meccanici). Vi si trova un castello del XVI sec. Gli abitanti sono detti Savesi

\Sava (fiume) Fiume (940 km) della Croazia e della Federazione iugoslava, formato dalla confluenza di due rami che scendono dalle Alpi Giulie. Confluisce nel Danubio. Bagna Zagabria, Lubiana e Belgrado. I principali affluenti sono Bosna, Drina, Una e Vrbs. 

\Savaii L'isola (36.000 ab.) maggiore delle Samoa Occidentali, nell'oceano Pacifico meridionale. 

\savàna, sf. Vasta prateria caratteristica delle regioni tropicali, caratterizzate da un'alternanza di stagioni piovose e asciutte. La vegetazione è costituita da Graminacee perenni, alberi d'alto fusto, vegetazione arborea (baobab, eucalipti) e arbusti che si mescolano a un erba che cresce rigoliosa e alta (fino a 3 m) nella stagione delle pioggie. In alcune regioni del mondo, dotate di clima tipicamente umido-tropicale, si riscontrano estensioni di savana che si alternano con la foresta (Venezuela, Guiana). Gli animali che vivono nella savana sono capaci di rapidi spostamenti, come le giraffe, le zebre, le antilopi, i leoni, i leopardi, gli struzzi ecc; si trovano anche insetti, serpenti, lucertole e uccelli. In alcune zone della savana sono diffusi anche l'allevamento del bestiame e l'agricoltura (prevalentemente nomade o seminomade): tipici i grandi allevamenti dell'America meridionale, dell'Australia e dell'Africa australe. La savana si estende sugli altipiani dell'Africa (Sudan, Nigeria, Angola), in Asia (Birmania, Thailandia), nell'America meridionale (Venezuela e Brasile) e in Australia. 
 X   sf. savannah. 
 @   spagn. sabana, da una voce caraibica. 

\Savane Regione (359.000 ab.) del Togo, al confine con il Benin. Capoluogo Dapaong. 

\Savannah Fiume (505 km) degli USA sudorientali. Nasce dai monti Allegheny e sfocia nell'oceano Atlantico, a valle di Savannah. Segna il confine tra la Georgia e la Carolina del Sud e bagna la città di Augusta. 
Savannah 
Città (142.000 ab.) degli USA, nello stato di Georgia, alla foce del fiume omonimo. 

\Savannakhet Città (51.000 ab.) del Laos, sul fiume Mekong. Capoluogo della provincia omonima. 

\Savanne Distretto (65.000 ab.) delle isole Maurizio. 

\savarin, sm. invar. Dolce dalla forma a ciambella e sapore simile al babà. 

\Savary, Jerôme (Buenos Aires 1942-) Attore e regista teatrale franco-argentino. Nel 1968 fondò il Grand Magic Circus (1968), compagnia che raggiunse il successo per l'originale fusione fra fiaba e realtà. Ha diretto musical e diverse opere teatrali. 

\Savèlli Comune in provincia di Crotone (1.920 ab., CAP 88077, TEL. 0984). 

\Savery, Roelant (Courtrai 1576-Utrecht 1639) Pittore fiammingo. Tra le opere Paesaggio con uccelli (1628, Vienna, Kunsthistorisches Museum). 

\Saviàno Comune in provincia di Napoli (13.101 ab., CAP 80039, TEL. 081). Centro agricolo (coltivazione di viti, tabacco, frutta e ortaggi) e industriale (calzaturifici, prodotti meccanici, alimentari e dell'abbigliamento). Gli abitanti sono detti Savianesi

\saviézza, sf. L'essere savio. 

\Savigliàno Comune in provincia di Cuneo (18.949 ab., CAP 12038, TEL. 0172). Centro industriale (vetrerie, produzione di materiale ferroviario, prodotti meccanici, alimentari, tessili, metallurgici e chimici). Vi si trovano la chiesa della Pietà, del XVIII sec., il palazzo Cravetta, del XVI sec., e la chiesa di San Pietro dei Cassinesi, del XVI sec. Gli abitanti sono detti Saviglianesi

\Savignàno Irpìno Comune in provincia di Avellino (1.647 ab., CAP 83030, TEL. 0825). 

\Savignàno sul Pànaro Comune in provincia di Modena (7.762 ab., CAP 41056, TEL. 059). 

\Savignàno sul Rubicóne Comune in provincia di Forlì (12.871 ab., CAP 47039, TEL. 0541). Centro agricolo (coltivazione di frutta, ortaggi, uva e cereali), dell'avicoltura e industriale (prodotti alimentari, meccanici e grafici). Vi si trova nelle vicinanze la chiesa di San Giovanni in Compito, risalente al XII sec. Gli abitanti sono detti Savignanesi

\Savignàno, Luciàna (Milano 1943-) Ballerina. Lavorò nel Ballet du XXe Siècle di M. Béjart e dal 1972 fu prima ballerina della Scala. 

\Savìgno Comune in provincia di Bologna (2.238 ab., CAP 40060, TEL. 050). 

\Savignóne Comune in provincia di Genova (2.882 ab., CAP 16010, TEL. 010). 

\Savìnio, Albèrto (Atene 1891-Roma 1952) Pseudonimo di Andrea de Chirico, pittore, scrittore e musicista, fratello del pittore Giorgio de Chirico. Dopo aver studiato musica con M. Reger, entrò in contatto, nel 1916, con la pittura metafisica. La sua opera letteraria, iniziata nell'ambito surrealistico con Chants de la mimort (1914), è caratterizzata dal tono fantastico, tra sogno, rievocazione e allegoria. Opere principali, l'opera Carmela, Oggetti nella foresta (1927, Brescia, collezione privata), L'Annunciazione (1932, Milano, Galleria d'Arte Moderna), il romanzo sperimentale Hermafrodito (1916), Achille innamorato (1938), Dico a te, Clio (1939), Casa "La vita" (1943). Per il teatro ha scritto Emma B. vedova Giocasta (1949), Orfeo vedovo (1950). 

\sàvio, agg. e sm. agg. 1 Equilibrato, assennato. giudizio savio. 2 Pieno di saggezza. 3 Normale, non pazzo. era una persona savia, nonostante si potesse pensare il contrario
sm. Uomo saggio e sapiente. 
 @   lat. sapius, deriv. da sapere aver senno. 

\Sàvio Fiume (126 km) dell'Emilia Romagna. Nasce dall'Appennino Tosco-Emiliano, presso il monte Fumaiolo e sfocia nel mar Adriatico. 

\Saviòli, Leonàrdo (Firenze 1917-Firenze 1982) Architetto. Tra le opere il mercato ortofrutticolo di Pescia (1948) e la casa Savioli alla Certosa del Galluzzo (1950). 

\Savióre déll'Adamèllo Comune in provincia di Brescia (1.341 ab., CAP 25050, TEL. 0364). 

\Sàvoca Comune in provincia di Messina (1.518 ab., CAP 98038, TEL. 0942). 

\Savógna Comune in provincia di Udine (786 ab., CAP 33040, TEL. 0432). 

\Savógna d'Isónzo Comune in provincia di Gorizia (1.767 ab., CAP 34070, TEL. 0481). 

\Savòia (famiglia) Famiglia nobile, originaria del regno di Borgogna, il cui capostipite fu Umberto I Biancamano, signore del feudo di Moriana, che diede origine al primo nucleo dello stato sabaudo. Nell'XI sec. lo stato sabaudo comprendeva la Savoia, le contee di Sermarens, Belley, Aosta, Torino, Alba, Ventimiglia, lo Sciablese. Durante il regno di Amedeo IV che sosteneva l'imperatore Federico II contro il papa, il regno si ingrandì per le concessioni ricevute. Parte del Piemonte venne concessa al fratello Tommaso II, si creò così una divisione che durò per due secoli fino alla riunificazione dei territori sotto Amedeo VIII. Quest'ultimo ottenne nel 1416 dall'imperatore Sigismondo di Lussemburgo il titolo ducale, conquistò Vercelli e parte del Monferrato, consentendo allo stato sabaudo di raggiungere la massima estensione territoriale. La struttura feudale del regno sabaudo non poté reggere a lungo il confronto con la nuova realtà europea degli stati reazionari e alla contesa franco spagnola; dopo aver conquistato Vaud (1536), gran parte dei domini sabaudi d'oltralpe caddero in mano a Francesco I; Emanuele Filiberto, riavuti con la pace di Cateau-Cambrésis i suoi domini, portò la capitale da Chambéry a Torino e unificò la struttura dello stato rafforzando in sé tutti i poteri, limitando così quelli delle autonomie locali. Sfruttando il perdurare delle guerre di religione in Francia, Carlo Emanuele I conquistò Saluzzo e, alla morte di Francesco Gonzaga (1612), rivendicò per la figlia di questi il Monferrato. Ciò ebbe come conseguenza l'intervento degli spagnoli e un inasprimento delle ostilità terminate con il trattato di Cherasco (1631). In totale balìa di Francia e Spagna, la situazione interna peggiorò drasticamente a causa della guerra civile scoppiata tra madamisti filofrancesi e cardinalisti filospagnoli. Vittorio Amedeo II, con un'abile mossa, riuscirà a liberarsi dalla pesante pressione francese, confermata ancora dal trattato di Münster, partecipando alla Lega di Augusta (1697); alleato del re Sole si avvicinò all'Austria per ottenere il milanese; quando i franchi invasero il Piemonte, i sabaudi e le truppe del principe Eugenio li sconfissero definitivamente (1706). Il trattato di Utrecht attribuiva ai sabaudi la Sicilia e il titolo regio; non riuscendo a scambiare la Sicilia con il milanese, Vittorio Amedeo II dovette accettare dalla Quadruplice Alleanza la Sardegna. L'invasione delle armate repubblicane francesi (1796) limitò il regno di Sardegna alla sola isola, in quanto i possessi terrestri passarono direttamente alla Francia, con l'esclusione del novarese unito alla Cisalpina (1801). Con la restaurazione (1815) Vittorio Emanuele I riuscì a rientrare in possesso di quasi tutti i suoi possedimenti e a ottenere la Liguria, deludendo le aspettative dei liberali, che lo costrinsero in seguito ad abdicare in favore di Carlo Felice (1821). Gli succedette Carlo Alberto che, salito al potere nel 1831, riconfermò la tendenza autoritaria dello stato assoluto concedendo però qualche riforma; sotto la spinta dei moti liberali, nel 1848 concesse uno statuto e dichiarò guerra all'Austria, dando avvio alla prima guerra d'indipendenza italiana. In seguito all'abdicazione del re, Vittorio Emanuele II capì quale doveva essere la nuova posizione di monarca costituzionale, e affidò le sorti dello stato al Cavour. Con lui, nel 1861, i Sabaudi divennero re d'Italia. I successivi sovrani furono Umberto I (1878-1900), Vittorio Emanuele III (1900-1946) e Umberto II (maggio-giugno 1946). 

\Savòia (regione) Regione storico geografica della Francia sudorientale, che occupa una vasta zona delle Alpi occidentali, tra il lago di Ginevra e il massiccio del Pelvoux, sul confine svizzero italico. Si trovano alcuni maestosi massicci alpini, tra i quali quello del monte Bianco, il Monceniso, la Venoise. Il territorio è solcato da vallate dell'Arve, dell'Isère e dell'Arc, tutti affluenti di sinistra del Rodano. La regione è molto ricca di foreste e pascoli, che consentono una fiorente attività di allevamenti bovini, oltre all'agricoltura, principalmente nelle zone basse. La maggiore fonte di ricchezza rimane il turismo, soprattutto nelle stazioni termali di Èvian-les-Bains, Thonon-les-Bains, Aix-les-Bains, oltre che nei luoghi di villeggiatura estiva e invernale (Chamonix-Mont-Blanc, Megève). Fiorente è anche l'industria degli orologi, tessile, meccanica, del legno, cartaria e casearia. Da un punto di vista amministrativo, la regione è divisa in due dipartimenti, quello dell'Haute-Savoie e della Savoie. 

\Savòia di Lucània Comune in provincia di Potenza (1.354 ab., CAP 85050, TEL. 0971). 

\Savòia-Aòsta, Amedèo (Torino 1898-Nairobi 1942) Figlio di Emanuele Filiberto e di Elena di Francia, dopo varie spedizioni in Africa, partecipò alla repressione della guerriglia indipendentista libica (1925-1931). Venne eletto viceré di Etiopia nel 1937, nel corso della seconda guerra mondiale, cercò di proteggere la colonia con truppe impreparate e scarsamente equipaggiate. Assediato all'Amba Alagi dall'esercito inglese, si arrese il 18 maggio 1941, ricevendo l'onore delle armi. Morì in prigionia. 

\savoiàrdo, agg. e sm. agg. Della regione della Savoia. 
sm. 1 Abitante della Savoia. 2 Biscotto di forma allungata a base di farina, uova e zucchero (gli albumi, montati separatamente a neve, apportano una notevole leggerezza; durante la cottura, le bollicine d'aria si dilatano facendo gonfiare i biscotti). Vide la luce nel tardo Medioevo, creato dal cuoco della corte di Amedeo VI, e venne adottato "ufficialmente" dalla Reale Casa Savoia. Arrivò nelle aree d'influenza dei Savoia. In Francia lo troviamo citato nel dizionario di cucina di Dumas; in Sardegna perse parte delle uova assumendo una forma pi¨ appiattita; in Sicilia abbandon˛ gli albumi diventando maggiormente biscottato. Conosciuti anche con il nome di Biscotti al cucchiaio, i Savoiardi si prestano per la realizzazione di dolci classici, quali la zuppa inglese, oppure vengono serviti con le bavaresi, le salse alla vaniglia e al cioccolato, i gelati e le macedonie di frutta.
 X   agg. Savoyard, of Savoy. sm. (biscotto) sponge finger. 

\savoir-faire, sm. invar. Capacità di trattare il prossimo con tatto e intelligenza. ~ garbo, stile. 

\Savóldo, Giovàn Geròlamo (Brescia ca. 1480-Venezia? dopo il 1548) Pittore. Tra le opere Ritratto di uomo con armatura (1515-1525, Parigi, Louvre) e I santi eremiti Paolo e Antonio (1520, Venezia, Galleria dell'Accademia). 

\Savóna Città della Liguria (70.000 ab., CAP 17100, TEL. 019), sulla riviera di ponente, nonché capoluogo della provincia omonima. Notevole centro industriale (industrie metallurgiche, siderurgiche, delle apparecchiature elettroniche), è soprattutto importante per l'importante traffico portuale. Originariamente comune libero (XI e XII sec.), venne conquistata da Genova nel 1215, seguendone successivamente le sorti, tranne per un breve periodo, quello della dominazione viscontea, sforzesca e francese. Tra i monumenti, la torre Pancaldo, alcuni palazzi privati del 1300 e 1400, la cattedrale del XVI sec. e molte altre chiese barocche. 
Provincia di Savona 
Vasta zona che si estende quasi interamente sul territorio montuoso delle Alpi Marittime e dell'Appennino Ligure. Intensa è l'attività agricola, circoscritta nelle vallate interne e lungo brevi tratti di costa (agrumi, ortaggi, olivi, viti, fiori). Il settore industriale è concentrato nel capoluogo, mentre i cantieri navali si trovano a Vado Ligure; la ceramica ad Albissola, mentre l'industria chimica, del materiale fotografico e del cemento è presente a Cairo Montenotte. La principale fonte di ricchezza rimane sempre il turismo, sia estivo nei numerosi stabilimenti balneari (Alassio, Albenga, Loano, Varazze), sia invernale, per l'ottimo clima mite. 

\savonaròla, sf. Sedia rinascimentale. 

\Savonaròla, Giròlamo (Ferrara 1452-Firenze 1498) Frate domenicano, dopo la sua formazione teologica a Bologna e a Ferrara, divenne priore del convento di San Marco a Firenze (1491), ove iniziò la sua attività di predicatore contro la corruzione e i vizi dell'umanità. Nel 1494 profetizzò l'avvento di un nuovo Ciro, che punisse l'Italia per l'eccessiva sua corruzione, riscuotendo un grandissimo successo presso il popolino, soprattutto quando Carlo VIII scese in Italia, confermando tale profezia. Nel 1495 fece approvare una legge in base alla quale tutti i condannati per reati commessi contro lo stato, potevano appellarsi al consiglio grande; propose anche un'imposta fondiaria del 10% e combatté l'usura. La sua predicazione era rivolta anche contro il degrado dell'istituzione ecclesiastica e in particolar modo del papato; per questo motivo papa Alessandro VI nel 1497 lo scomunicò. Fu arrestato l'anno successivo e, dopo il processo, in cui fu riconosciuto colpevole di eresia, venne impiccato e arso vivo in piazza della Signoria a Firenze. Tra le sue opere si ricordano le Prediche, Triumphus Crucis (1497) e il Trattato circa il reggimento della cittÓ di Firenze (1493). 

\Savùto Fiume (50 km) della Calabria. Nasce dai monti della Sila Piccola e sfocia nel mar Tirreno, formando un largo delta. 

\Sawatch Range Catena montuosa degli USA, nel gruppo delle Montagne Rocciose, nel Colorado. Vetta più elevata il monte Elbert (4.399 m). 

\Sawu, màre di Settore dell'oceano Pacifico, tra le isole Timor, Alor, Flores, Sumbawa e Sumba. 

\sax, sm. invar. Abbreviazione di sassofono. 

\saxòfono e derivati => "sassofono e derivati" 

\Say, Jean-Baptiste (Lione 1767-Parigi 1832) Economista. Tra le opere Trattato di economia politica (1803). 

\sayyid, sm. invar. Termine arabo usato per denominare i discendenti di Maometto e, più genericamente, come titolo di rispetto. 

\saziàbile, agg. Che può essere saziato. 

\saziàre, v. v. tr. 1 Rendere sazio, satollare. 2 Annoiare, tediare. 3 Appagare. gli onori ricevuti non saziavano la sua sete di vendetta. 
v. rifl. 1 Mangiare a sazietà. 2 Appagarsi. era un giovane che non si saziava mai di apprendere
 X   v. tr. 1 to satiate. 2 (soddisfare) to satisfy. v. rifl. 1 to satisfy one's appetite. 2 (fig.) to grow tired. 
 @   lat. satiare, deriv. da satis abbastanza. 

\sazietà, sf. L'essere sazio. 
 X   sf. surfeit, satiety. 
 @   lat. satietas,-atis. 

\saziévole, agg. 1 Che sazia facilmente. 2 Che si sazia con facilità, appagabile. ~ saziabile. 

\sàzio, agg. 1 Che non necessita di soddisfare esigenze di fame, appetito. 2 Che ha mangiato a sufficienza. ~ digiuno. 
 X   agg. 1 full up, sated. 2 (stanco) fed up. 

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