indice       <<< 

\sh In informatica è il nome della Bourne shell omonima del sistema operativo UNIX. Si tratta di un interprete di comandi che realizza un'interfaccia tra l'utente e il sistema. 

\Shaba Regione (4.771.000 ab.) dello Zaire, tra l'Angola, lo Zambia e la Tanzania. Capoluogo Lubumbashi. 

\Shaftesbury, Anthony Ashley Cooper cónte di (Londra 1671-Napoli 1713) Filosofo inglese. Tra le opere Ricerca sulla virt¨ e il merito (1699) e I moralisti (1709). 

\Shahjahanpur Città (185.000 ab.) dell'India, nello stato dell'Uttar Pradesh. Capoluogo del distretto omonimo. 

\Shahn, Ben (Kovno 1898-New York 1969) Pittore statunitense. Tra le opere Sacco e Vanzetti (1931-1932, New York, Museum of Modern Art) e La scala rossa (1944, St Louis, Art Museum). 

\Shahnamah Opera di poesia di Firdusi (ca. 1010). 

\shake, sm. invar. Ballo dal ritmo veloce. 

\shaker, sm. invar. Recipiente utilizzato per miscelare i cocktail. 

\shakeràre, v. tr. Agitare lo shaker per miscelare gli ingredienti. 

\Shakespeare in love Film commedia, inglese (1998). Regia di J. Madden. Interpreti: G. Paltrow, J. Fiennes. 

\Shakespeare, William (Stratford-upon-Avon 1564-1616) Poeta e drammaturgo inglese. Nacque probabilmente il 23 aprile 1564 a Stratford on Avon nella contea di Warwick, tra Oxford e Birmingham; sicura è invece la data del battesimo avvenuto il 26 aprile. La sua famiglia apparteneva alla borghesia agiata; il padre, membro della corporazione dei pellai, fu anche sindaco di Stratford; la madre era discendente di una ricca famiglia di possidenti. Nel 1582 William appena diciottenne sposò la ventiseienne Anne Hathaway, probabilmente per riparare a un'imprudenza, visto che sei mesi dopo nacque la prima figlia, Susan. Nel febbraio del 1585 nacquero due gemelli, Hamnet e Judith. Degli anni successivi si ha una scarsa ma sicura documentazione riguardante passaggi di eredità, transizioni finanziarie, compravendita di case e terreni. Nel registro parrocchiale sono annotate la morte di Hamnet nell'agosto 1596, le nozze di Susan nel 1607 e di Judith nel 1616. Più ampia è invece la documentazione della presenza di Shakespeare nell'ambiente teatrale londinese a partire dal 1592; fece parte della maggiore compagnia teatrale del tempo che fu prima sotto la protezione di Elisabetta e poi dal 1603 di Giacomo I con i nomi di Lord Chamberlain's Men e King's Men. La sua presenza nel 1612 in veste di testimone a un processo ci attesta la sua presenza a Londra sino a questa data. La produzione di Shakespeare si estende per un ventennio dal 1590 al 1613. Non è possibile stabilire le date precise dei suoi trentasette drammi, ma solo il rapporto cronologico tra gruppi di drammi. Ci si atterrà alla tabella cronologica di Chambers. 
Nel 1591 Shakespeare scrisse il dramma storico Henry VI (Enrico VI), in tre parti. In questo periodo godette di una buona fama come attore e drammaturgo. Tra il 1592 e il 1594 scrisse il Richard III (Riccardo III), il poemetto Venus and Adonis (Venere e Adone), The taming of the shrew (La bisbetica domata), Titus Andronicus (Tito Andronico), The commedy of errors (La commedia degli errori) e pubblicò il poemetto Lucrece (Lucrezia). I due poemetti, Venere e Adone e Lucrezia, sono opere ricche di immaginazione e perfette nella forma, ma con una scarsa partecipazione umana. Il tema della cortigiana che insidia il giovane inesperto e sessualmente indifferente, perché preso dai suoi interessi sportivi, della Venere e Adone e il tema del libertino che insidia la casta sposa in Lucrezia verranno completamente abbandonati per la mancanza di impostazione drammatica, l'indeterminazione, la leziosità psicologica e la monotonia degli argomenti. Il teatro shakespeariano sarà successivamente caratterizzato dal movimento, dalla ricerca del contrasto, dalla varietà, dal tentativo di fondere la commedia con l'elegia, la tragedia con la farsa. Al contrario le opere drammatiche di questo periodo, l'Enrico VI e il Tito Andronico sono molto più rozze nella forma, discontinue, ma in esse si intravede la viva partecipazione alle passioni dei personaggi, caratteristica dello Shakespeare drammaturgo maturo. In entrambi i drammi il duca di Gloucester è il primo grande personaggio negativo, creato dalla leggenda nera di Riccardo III diffusa nell'età tudoriana. Nel Tito Andronico la galleria di atrocità e il gusto per la deformazione di tipo espressionista hanno fatto in modo che il dramma fosse tra i meno rappresentati. Riccardo III è invece tra i drammi di maggior successo. Le dieci Histories sono raccolte e ordinate secondo l'ordine cronologico degli avvenimenti narrati anche se solo otto formarono una narrazione continua. La prima e l'ultima, La vita e la morte di re Giovanni e La storia illustre della vita di re Enrico VIII, sono indipendenti e formano solo una premessa e una conclusione, trattando del conflitto tra papato e monarchia, argomento ignorato nelle altre otto. Il progetto di Shakespeare era quello di comporre un affresco storico di tre secoli e mezzo di storia inglese, dal regno di Giovanni senza Terra (1119-1216) a quello di Enrico VIII (1509-1547). Questo non avvenne perché Shakespeare si dedicò alla composizione di drammi di altro genere quali l'Amleto, Giulio Cesare, Come vi piace, Dodicesima notte, Otello, Re Lear, Macbeth, Antonio e Cleopatra. Gli otto drammi storici, Riccardo II, Enrico IV, in due parti, Enrico V, Enrico VI, in tre parti e Riccardo III, sono diversi tra loro per struttura, stile e umore. Questo periodo si concluse intorno al 1595 con la composizione di due commedie: Two Gentlemen of Verona (Due gentiluomini di Verona) e Love's labours lost (Pene d'amor perdute), nelle quali compaiono le prime estasi liriche. 
A questa prima fase sperimentale seguì una fase lirica che portò alla composizione dei primi capolavori: la tragedia Romeo and Juliet (Romeo e Giulietta), il dramma storico Richard II (Riccardo II) e la commedia fantastica A midsummer-night's dream (Sogno di una notte di mezza estate). In queste opere Shakespeare utilizza il blank verse, la pentapodia giambica senza rime. La prima e la seconda non sono tragedie vere e proprie: lo sfortunato amore dei giovani veronesi, l'incapacità politica di Riccardo e il suo lasciarsi morire colgono i riflessi lirici della situazione ma non il vero prezzo umano pagato. In Romeo e Giulietta Shakespeare tenta di fondere lo stile e la ferocia del Tito con lo stile e la grazia delle Pene d'amor perdute. Romeo e Giulietta è una commedia che trascina e commuove lo spettatore, anche se la sua freschezza, la sua grazia e i suoi effetti sono molto più calcolati che sentiti come passioni. Nel Sogno di una notte di mezza estate Shakespeare intreccia tra loro ben cinque storie, ciascuna delle quali indipendente: le nozze di Teseo e Ippolita come cornice, la storia di Oberon e Titania come intermezzo, la duplice coppia di Ermia e Demetrio e d'Elena e Lisandro intrise di nostalgie sentimentali e Quince e Bottom. In questa opera lo spettatore viene catturato non tanto dalle storie delle coppie ma dai rapporti di questi con il mondo fantastico di elfi, folletti, fate e spiriti. La storia di Riccardo II, semplice e lineare, ha per oggetto il poeta e letterato Riccardo che si trova a dover affrontare problemi per lui di scarso interesse quali l'amministrazione e il governo di un paese in grave crisi. Riccardo riconosce la propria sconfitta davanti al cugino con grande dignità. Nel 1596-1597 Shakespeare scrisse The merchant of Venice (Il mercante di Venezia) e l'anno successivo la seconda parte di un nuovo dramma storico, Henry IV (Enrico IV). In queste due opere si trovano i primi grandi personaggi: Shylock e Falstaff. Qui il poeta abbandona il distacco tipico della fase lirica e guarda senza veli alla realtà, anche se ripugnante. Entrambi i personaggi sono una contraddizione: Shylock è contemporaneamente tiranno e vittima, sacrificante e sacrificato, spaventoso per crudeltà e tenero nel dolore davanti al tradimento degli affetti più puri. Nessun altro personaggio sarà crudele come Shylock, ma a nessun altro Shakespeare tenterà di dare una giustificazione per il suo comportamento. Al termine del Mercante di Venezia non si sa se parteggiare per Shylock o per Antonio, il mercante cristiano, l'uno caratterizzato da una crudeltà troppo giustificata, l'altro da una mitezza troppo infida. Allo stesso modo Falstaff, che non ha alcun pudore nel compiere qualsiasi azione bassa e vile, viene sempre perdonato per la sua simpatia e il suo candore. È un fanciullo tristemente invecchiato, attratto da ogni sorta di vizio, da quelli della carne al furto e alla menzogna, ma sempre spinto dalla sua indole senza alcuna malizia. Nell'Enrico IV i personaggi vengono visti nei loro atteggiamenti quotidiani e come nella vita reale, i colpi di scena avvengono casualmente, senza rispettare le leggi di un ritmo compositivo. Falstaff comparirà anche nell'opera che continua la storia di Enrico IV, l'Enrico V (1599). In questo dramma Falstaff non appare mai sulla scena e muore di crepacuore per abbandono. Visto il successo del personaggio Shakespeare lo fece resuscitare e diventare il protagonista della farsa le Allegre comari di Windsor (1601), ma con scarsi risultati. Agli anni dal 1599 al 1601 appartengono un importante gruppo formato da due tragedie, Julius Caesar (Giulio Cesare) e Hamlet (Amleto), e tre commedie As you like it (Come vi piace), Much ado about nothing (Molto rumore per nulla), Twelfth night (La dodicesima notte) e The merry wives of Windsor (Le allegre comari di Windsor). Giulio Cesare, opera di chiara moralità politica, tratta dell'ansia di libertà del protagonista Bruto. Shakespeare in questa opera mostra il suo nuovo modo di intendere la storia, non più come un insieme di avventure ma un susseguirsi di esperienze quotidiane. Shakespeare non descrive Bruto come un traditore, un ribelle o un rivoluzionario ma come il messaggero dell'idea di libertà; Giulio Cesare che rifiuta e tenta di soffocare questa idea è il traditore contro il quale Bruto si arma. Le tre commedie di questo periodo, tra i maggiori testi della lirica inglese, sono fondate sull'atmosfera e le soluzioni liriche, tralasciando l'intreccio; nuova importanza viene data all'analisi psicologica. Proprio all'inizio del nuovo secolo Shakespeare compose l'Amleto, una delle sue opere più fortunate, alla quale sono state date nel corso del tempo le interpretazioni più varie. Già con il rovesciamento dei valori rappresentato nel Giulio Cesare, Shakespeare aveva manifestato la crisi presente per il passaggio da un secolo all'altro, ma qui sono presenti anche i cambiamenti più intimi nell'animo del poeta. A partire dai primi anni del Seicento il protagonista dei drammi di Shakespeare non è più un personaggio inventato o autobiografico, ma il lettore e lo spettatore in teatro. Proprio per questo motivo l'Amleto è così difficile da capire sino in fondo: il protagonista si presenta in tanti modi quanti sono i suoi lettori e ogni lettore è diverso ogni qualvolta si avvicina al dramma. Tra il 1601 e il 1605 Shakespeare compose Troilus and Cressida (Troilo e Cressida), Measure for measure (Misura per misura) e All's well that ends well (Tutto Ŕ bene quel che finisce bene). Queste tre opere sono improntate da un cupo pessimismo, alternando l'umore tragico a quello comico. Misura per misura, basata su una novella di Giambattista Giraldi Cinthio, narra la storia di un duca che si esilia da Vienna per poi rientrarvi travestito da frate per sorvegliare quanto avviene. Il protagonista ben rappresenta il poeta di teatro che manovra i vari personaggi secondo i propri desideri. 
Dopo queste tre commedie nere Shakespeare ritrovò una vena creativa che lo portò tra il 1604 e il 1607 alla composizione dei suoi drammi maggiori: Othello, the moor of Venice (Otello, il moro di Venezia), King Lear (Re Lear), Macbeth, Antony and Cleopatra (Antonio e Cleopatra). Nell'Otello, erroneamente definita la tragedia della gelosia, Shakespeare mette in scena l'esito tragico dell'amore del generale moro Otello per la bianca Desdemona, per opera del perfido alfiere Iago che riesce con la sua superiorità intellettuale a bloccare qualsiasi attività razionale del generale e a scatenare in lui la follia. Solo la morte placherà la dura lotta tra l'istinto e la ragione. Qui viene toccato per la prima volta l'argomento della natura metafisica del male, tema che si ritroverà anche nel Macbeth e in Re Lear; ma mentre in queste ultime sarà indagato nella sua commistione con le forze naturali e gli impulsi umani, nell'Otello la forza del male viene rappresentata allo stato puro, derivante dall'inconscio. La figura di Iago, così feroce, senza alcun impulso umano, non ha alcun bisogno di ricorrere alla poesia per mostrare la sua vera essenza. Nel Macbeth Shakespeare analizza i temi della degradazione, dell'innocenza perduta, della purezza violata, della scelta del proprio destino. Il protagonista di animo onesto e leale viene dominato dalle decisioni della moglie. Macbeth per ambizione decade dalla sua purezza compiendo un delitto, seguito da una serie di altri delitti, tra i quali quello dell'amico Banquo e di un fanciullo, per tenere nascosto il primo. Macbeth e la moglie hanno animo regale e capacità di sostenere la loro orrenda posizione; proprio nel sentirsi decadere dalla loro posizione consiste la tragedia. Prima Lady Macbeth e poi il marito soccombono alla follia e alla morte. In Re Lear Shakespeare tocca il livello più alto di profondità nell'analisi delle situazioni umane e la forma più alta di eloquenza dell'espressione poetica. Lear affronta il dolore umano provando una pena che può sfociare solo nella pazzia. Per esprimere questo doloroso travaglio il poeta dovette utilizzare un linguaggio particolare e inusitato, compiendo così in campo letterario il suo esperimento più audace. Particolare è la figura del fool, il pazzo buffone di corte di Lear che nelle sue strazianti canzoni riflette il dolore del re e l'ombra dei suoi errori umani. In Antonio e Cleopatra, come già in Romeo e Giulietta, tutto ruota intorno alla passione e all'amore della coppia. La passione qui non è solo pura dedizione ma un insieme di rituali ed effetti che esasperarono l'estasi di questo sentimento. Con questa tragedia si concluse il periodo di maggiore ispirazione del drammaturgo, anche se i due drammi successivi, Coriolanus (Coriolano) (1607-1609) e Timon of Athens (Timone d'Atene) (1605-1608?) contengono pagine di grande forza morale e drammatica. Nel 1609 vennero pubblicati senza l'autorizzazione di Shakespeare i Sonetti, una raccolta di sonetti e liriche composti in vari periodi. Con essi Shakespeare interroga la memoria per ricordare le occasioni di dolore. In appendice ai sonetti venne pubblicato Il lamento dell'innamorata, mediocre storia incompiuta di una fanciulla sedotta e abbandonata dall'amante. Tra le opere non drammatiche di Shakespeare va ricordato anche il poemetto La fenice e la tortora (1601) pubblicato in una raccolta di versi di Robert Chester che si proponeva di rappresentare allegoricamente la fedeltà dell'amore e il destino di lealtà della fenice e della tortora. Nell'ultimo periodo della sua vita Shakespeare perdette parte della sua creatività, pur continuando a comporre avventure fiabesche nel regno della fantasia, nelle quali fa uso di una fitta rete di simboli attraverso i quali rivedere la storia umana e la propria di uomo e artista: Pericles prince of Tyre (Pericle principe di Tiro) nel 1608-1609, Cymbeline (Cimbellino) nel 1609-1610, The winter's tale (Il racconto d'inverno) 1610-1611 e The tempest (La tempesta) 1611-1612. Nel Racconto d'inverno si manifesta di nuovo l'arte di ritrattista di Shakespeare. Nella Tempesta il poeta raggiunse il punto più alto nella creazione dei personaggi di Ariel e Caliban e del loro rapporto. Nel 1613 Shakespeare scrisse l'ultima sua opera, The famous history of the life of Henry VIII (Enrico VIII), dramma di storia nazionale a coronamento del suo disegno giovanile, opera trascurata dai critici. Fece quindi ritorno a Stratford on Avon ove il 25 marzo 1616 fece testamento e circa un mese dopo, il 23 aprile, morì. 

\shakespeariàno, agg. Riferito a Shakespeare e alle sue opere. 

\Shaki Città (103.000 ab.) della Nigeria, nello stato di Oyo. 

\shakò, sm. invar. Copricapo militare usato dalle truppe napoleoniche e dagli eserciti degli stati italiani. 

\Shalom Aleichem (Perejaslav, Ucraina 1859-New York 1916) Pseudonimo di Shalom Rabinovic. Scrittore russo di lingua yiddish. Tra le opere Motl, il figlio del cantore Peyse (1911-1915) e TewjŔ il lattaio (1894-1916). 

\shampoo, sm. invar. Sostanza profumata usata per lavare i capelli. 
 X   sm. invar. shampoo. 

\shampooing, sm. invar. Lavatura dei capelli. 

\Shan Stato (3.717.000 ab.) del Myanmar orientale, al confine con Cina, Laos e Thailandia. Capoluogo Taunggyi. 

\Shangh Dinastia cinese, la prima della storia cinese. Protetta dalle alte barriere naturali montuose dell'Asia centrale, la Cina fu al riparo dalle invasioni delle popolazioni indoeuropee, che a partire dal 2000 circa a. C. fecero il loro ingresso in Asia minore e in Grecia. Inizialmente concentrate nelle valli dell'Huang-ho, gli insediamenti delle popolazioni cominciarono ad apparire anche nelle zone limitrofe. La dinastia Shang iniziò un periodo di colonizzazione a est verso lo Shantung e a ovest oltre al fiume Wei. L'arte della dinastia Shang è segnata dalla scoperta del bronzo, che diede origine alla produzione di raffinati vasi. L'invenzione della scrittura ideografica fu un fattore molto importante per il processo di colonizzazione e unificazione culturale della Cina. La società era basata su un'organizzazione tribale che sfociò nella fondazione di principati, retti da aristocratici, in netta contrapposizione con il potere centrale degli Shang. Fu proprio a causa di uno dei principati, quello di Chou, che la dinastia Shang fu rovesciata. Il principe Wu-Wang infatti uccise l'ultimo imperatore della dinastia Shang, Cheu-Sin, e si proclamò a sua volta imperatore nel 1030 a. C. circa. 

\Shanghai Città (7.330.000 ab.) della Cina, costituisce una municipalità autonoma nella provincia di Kjangsu, presso lo sbocco del fiume Huangpu nell'estuario del Yangtze Kiang. Maggiore città del paese e porto di importanza mondiale accessibile anche a navi di grandi dimensioni e stazza. Centro commerciale e industriale assai sviluppato, le principali risorse sono costituite da industrie tessili (cotone, lana, seta), siderurgiche, cantieri navali, chimiche (fertilizzanti), petrolchimiche, del vetro e del tabacco, meccaniche (veicoli, macchine agricole, strumenti di precisione), editoriali, cinematografiche e farmaceutiche. Sede di un'università, di vari istituti culturali e di un aeroporto. Sorta nell'XI sec., come antico villaggio di pescatori, si sviluppò sotto la dinastia Song e divenne rifugio delle popolazioni settentrionali della Cina cacciate dall'invasione mongola. Nel XIII sec. divenne scalo marittimo e doganale e capoluogo di provincia. Sotto la dinastia dei Ming (1368-1644), che favorirono l'attività manifatturiera (cotone, seta), continuò a espandersi. La guerra dell'oppio, e l'occupazione britannica (1839-1842), permisero la penetrazione europea che divenne massiccia dopo la rivolta dei Taiping. Nel 1918, entrata nelle mire espansionistiche del Giappone e degli USA, si sviluppò come mercato finanziario e industriale; vide poi la nascita di un Movimento di riscossa nazionale e fu, dopo la formazione di un vasto proletariato, teatro di rivolte operaie (1925-1927) guidate dal partito comunista, promotore di una crescita politica e intellettuale in opposizione ai nazionalisti del Guomindang. La città fu bombardata nel 1932 dai giapponesi che la occuparono. Nel 1945 fu liberata dai giapponesi, e ritornò in possesso della Cina. 

\Shanghai Express Film d'avventura, americano (1932). Regia di Josef von Sternberg. Interpreti: Marlene Dietrich, Clive Brook, Warner Oland. Titolo originale: Shanghai Express 

\Shangqiu Città (193.000 ab.) della Cina, nella provincia di Henan. 

\Shannon Fiume (360 km) dell'Irlanda. Nasce dal monte Cuileagh ed è collegato al mare di Irlanda tramite il Royal Canal e il Gran Canal. 

\Shantou Città (569.000 ab.) della Cina, nella provincia di Guangdong. 

\shantung, sm. invar. Tessuto di seta di superficie opaca e irregolare. 

\Shaoguan Città (344.000 ab.) della Cina, nella provincia di Guangdong. 

\Shaoxing Città (244.000 ab.) della Cina, nella provincia di Zhejiang. 

\Shaoyang Città (416.000 ab.) della Cina, nella provincia di Hunan. 

\Shapley, Harlow (Nashville 1885-Boulder 1972) Astronomo americano, determinò la dimensione della Via Lattea, la sua forma e la posizione del Sole al suo interno; spiegò la natura extragalattica delle nebulose a spirale, evidenziandone l'abituale disposizione in ammassi e si dedicò allo studio delle stelle variabili cefeidi degli ammassi globulari. 

\Sharanski, Anatolij (Donetz, Ucraina 1948-) Scienziato ucraino. Fondò un gruppo di dissidenti con lo scopo di ottenere l'applicazione delle risoluzioni della conferenza di Helsinki; fu per questo arrestato nel 1978 e condannato a 3 anni di carcere e 10 di lavori forzati. Nel 1983 venne definitivamente rimesso in libertà. 

\share, sm. invar. Percentuale dei telespettatori che seguono in un certo momento della giornata un programma televisivo. 

\shareware, sm. invar. In informatica indica una modalità mediante la quale il software viene distribuito gratuitamente in prova prima di essere acquistato. 

\Sharjah Città (125.000 ab.) degli Emirati Arabi Uniti, sul golfo Persico. Capoluogo dell'emirato omonimo. 

\Shark Bay Baia dell'Australia occidentale, nell'oceano Indiano. L'insenatura, nella sua sezione meridionale, è divisa in due parti dalla penisola di Peron. 

\Shashi (Africa) Fiume (360 km) dell'Africa sudorientale. Nasce nel Botswana orientale e confluisce nel Limpopo. 

\Shashi (Cina) Città (247.000 ab.) della Cina, nella provincia di Hubei, sul fiume Chang Jiang. 

\Shatt-al-'Arab Fiume dell'Asia occidentale lungo 200 Km. formato dalla confluenza del Tigri e dell'Eufrate. Segna il confine tra Iran e Iraq ed è stato fonte di disputa per la sua rivendicazione. Dopo la guerra del Golfo Persico (1990-1991) è passato all'Iran. 

\Shaw, George Bernard (Dublino 1856-Ayot St Lawrence 1950) Scrittore e commediografo irlandese, fu anche saggista e critico letterario e musicale. Il suo anticonformismo e il suo spirito satirico trovano espressione nella sua opera teatrale, carratterizzata dalla leggerezza del dialogo, da trovate paradossali, dalla massima irriverenza per le tradizioni consacrate. Creò un nuovo tipo di dramma che contribuì al rinnovamento del teatro non solo inglese. Premio Nobel nel 1925. Tra le opere teatrali, Le case del vedovo (1892), La professione della signora Warren (1893), Candida (1895), Cesare e Cleopatra (1899), Il maggiore Barbara (1905), Uomo e superuomo (1903), Pigmalione (1914), Casa Cuorinfranto (1920), Santa Giovanna (1923). Tra i saggi, La quintessenza dell'ibsenismo (1891), Guida al socialismo e al capitalismo per una donna intelligente (1928). 

\Shaw, Irwin (New York 1913-1984) Romanziere. Tra le opere I giovani leoni (1948) e Povero ricco (1970). 

\shed, sm. invar. Tipo di lucernario composto da una vetrata verticale protetta da una falda inclinata. 

\Sheffield Città (528.000 ab.) della Gran Bretagna, nella contea metropolitana di South Yorkshire, in Inghilterra. 

\Shéhérazade Dramma coreografico in un atto di A. Benois, dall'opera sinfonica di N. Rimskij-Korsakov (Parigi, 1910). 

\shell, sf. invar. Letteralmente significa guscio. In informatica indica un'interfaccia fra l'utente e il sistema operativo che facilita l'utilizzo del sistema. 

\Shell Transport & Trading Co. Ltd. Società inglese fondata nel 1897 per il trasporto delle ostriche perlifere all'inizio e del petrolio successivamente. Nel 1907 si fuse con la Royal Dutch Petroleum Company costituendo il gruppo Royal Dutch Shell. 

\Shelley, Mary (Somers Tawn, Londra 1797-Londra 1851) Scrittrice. Tra le opere Frankenstein o il Prometeo moderno (1818). 

\Shelley, Percy Bysshe (Field Place 1792-mar Tirreno 1822) Poeta inglese, di temperamento ribelle e impetuoso, ebbe vita avventurosa e fine tragica. La sua poesia, ricca di fermenti ideologici, ha forme tese e idealizzate verso la celebrazione della libertà e del culto del bello, rappresenta una delle più alte espressioni della cultura romantica. Trascorse gli ultimi anni della sua vita in Italia, dove divenne molto amico di G. G. Byron; morì annegato nella baia di Lerici. Tra le sue opere, La regina Mab prima opera in versi del 1813, Alastor o lo spirito della solitudine (1815), La rivolta dell'islam (1818), I Cenci (1819), Prometeo liberato (1820), La maga dell'Atlante, Ode al vento d'occidente, A un'allodola, La nuvola. I poemetti Adonais e Epipsychidion, Hellas e il saggio Difesa della poesia, sono le sue ultime opere. 

\Shen Chou (Suchou 1427-1509) Pittore cinese. Tra le opere Il felice pescatore del villaggio sul fiume (Washington, Freer Gallery of Art). 

\Shenandoah Fiume (240 km) degli USA, nella Virginia. Confluisce nel fiume Potomac. 

\Shenyang Città (3.604.000 ab.) della Cina, nella Manciuria, sul fiume Hun. Capoluogo della provincia di Liaoning. 

\Shepard, Alan (East Derry 1923-Monterrey 1998) Astronauta statunitense. Nel 1961 eseguì un volo suborbitale e nel 1971 approdò sulla Luna con l'Apollo 14. 

\Sherbro Isola posta presso la costa occidentale del Sierra Leone, nell'oceano Atlantico. Il settore orientale dell'isola costituisce un distretto urbano con capoluogo Bonthe. 

\Sheridan, Philip Henry (Albany 1831-Nonquitt 1888) Generale nordista statunitense. Fu autore di vittorie decisive il 19 ottobre 1864 a Cedar Creek e nell'aprile del 1865 a Five Forks. 

\Sheridan, Richard Brinsley (Dublino 1751-Londra 1816) Drammaturgo inglese. Tra le opere I rivali (1775) e La scuola della maldicenza (1777). 

\Sherlock Holmes Personaggio poliziesco creato da sir A. Conan Doyle; conduce le proprie indagini partendo da particolari apparentemente trascurabili e sulla base di minimi indizi per arrivare alla ricostruzione logica dei fatti. 

\Sherlocko investigatore sciocco Film comico, americano (1963). Regia di Frank Tashlin. Interpreti: Jerry Lewis, Zachary Scott, Joan O'Brien. Titolo originale: It's Only Money 

\Sherman, William Tecumseh (Lancaster 1820-New York 1891) Generale statunitense. Nella guerra di secessione si schierò con i nordisti e succedette al generale Grant al comando delle forze dell'Unione. Riportò vittorie decisive sui confederati a Vicksburg nel 1863 e ad Atlanta nel 1864, conquistò Petersburg e Richmond. A lui si arrese il generale J. E. Johnston comandante confederato con le sue truppe (26 aprile 1865). Finita la guerra fu comandante in capo dell'esercito degli Stati Uniti. 

\sherpa, sm. invar. Guida o portatore nelle spedizioni fatte sulle regioni Himalaiane. 

\Sherrington, Charles (Londra 1861-Eastbourne 1952) Fisiologo inglese. Compì importanti studi sul sistema nervoso e nel 1932 fu insignito del premio Nobel per la medicina con E. D. Adrian. 

\sherry, sm. invar. Vino spagnolo. 

\s-Hertogenbosch Città (196.000 ab.) dei Paesi Bassi, capoluogo della provincia del Brabante Settentrionale. 

\Sherwood Antica foresta inglese tra le contee di Nottingham e di Derby, nota soprattutto per le imprese di Robin Hood e dei suoi compagni. 

\Shetland Arcipelago (1.429 km2, 22.400 ab.) della Gran Bretagna settentrionale a nord-est della costa scozzese, tra il mare del Nord e l'oceano Atlantico. È costituito da una quindicina di isole abitate e da molte altre, più piccole, disabitate. La maggiore delle isole abitate è Mainland, altre sono Unst, Yell, Fetlar, Bressay. Sviluppata l'agricoltura (orzo, avena, ortaggi) e l'allevamento (cavalli, ovini, bovini). Dagli ovini di razza Shetland si lavora la lana pregiata. Dal punto di vista amministrativo, le Shetland costituiscono una regione scozzese il cui capoluogo è Lerwick. 

\shetland, sm. invar. 1 Lana pregiata delle isole Shetland. 2 Pony utilizzato per il tiro e per la sella, originario dell'Inghilterra. 

\Shetland Austràli Arcipelago antartico tra la Terra del Fuoco e la penisola di Palmer. Le isole, di origine vulcanica e ricoperte di ghiacci perenni, sono disabitate e appartengono alla Gran Bretagna, ma sono rivendicate dall'Argentina e dal Cile. Servono da scalo per le baleniere e ospitano stazioni geofisiche di vari Paesi. Furono scoperte nel 1819 da W. Smith. 

\SHF Sigla di Super High Frequency (Frequenza superelevata). 

\shiatsu, sm. invar. Metodo giapponese di massaggio per favorire il fluire dell'energia lungo i canali energetici del corpo. 
 @   dal giapponese shi, dito e atsu, pressione. 

\Shibîn el Kôm Città (133.000 ab.) dell'Egitto, sul delta del fiume Nilo. Capoluogo del governatorato di Minzfîya. 

\Shields, Brooke (New York 1965-) Attrice cinematografica statunitense. Ha esordito a soli 13 anni interpretando il film Pretty baby. La sua immagine sexy, ma mai scabrosa si è ripetuta i Laguna blu (1980) e Passione fatale (1993). Nel 1994 ha esordito a Broadway in Grease

\Shiga Prefettura (1.246.000 ab.) del Giappone, sull'isola di Honshu. Capoluogo Otsu. 

\shigella, sf. invar. Genere di Batteri aerobi caratterizzati dall'immobilità e dall'utilizzo degli zuccheri con produzione di acidi e non di gas. Sono gramnegativi e appartengono alla famiglia delle Enterobacteriaceae. 

\shigellòsi, sf. Enterite dissenterica acuta che si trasmette tra gli uomini per via orofecale. È provocata da Batteri del genere shigella 

\shih-tzu, sm. invar. Razza di cani di compagnia di provenienza tibetana. 

\Shijiazhuang Città (1.068.000 ab.) della Cina, capoluogo della provincia di Hebei. 

\Shikoku Isola (4.182.000 ab.) del Giappone, tra l'isola di Honshu e quella di Kyushu. 

\Shillong Città (131.000 ab.) dell'India nordorientale, capitale dello stato di Meghalaya. 

\Shimane Prefettura (775.000 ab.) del Giappone, nella sezione sudoccidentale dell'isola di Honshu. Capoluogo Matsue. 

\Shimizu Città (242.000 ab.) del Giappone, sull'isola di Honshu, nella prefettura di Shizuoka. 

\shimmy, sm. invar. 1 Ballo degli anni '20. 2 Vibrazione del volante di un veicolo, quando procede a una certa velocità. 

\Shimonoseki Città (263.000 ab.) del Giappone, nella prefettura di Yamaguchi, all'estremità sudoccidentale dell'isola di Honshu. 

\Shinano Fiume (369 km) del Giappone. Nasce dal monte Kobushi, sull'isola di Honshu, e sfocia nel mar del Giappone. 

\Shindo, Kaneto (Hiroshima 1912-) Regista cinematografico giapponese. Diresse I bambini di Hiroshima (1952), L'isola nuda (1961) e Kosatsu (1978). 

\Shining Romanzo di S. King (1977). 
Shining 
Film d'orrore, americano (1980). Regia di Stanley Kubrick. Interpreti: Jack Nicholson, Shelly Duvall, Scatman Crothers. Titolo originale: The Shining 

\shintoìsmo e derivati => "scintoismo e derivati" 

\Shiraz Città (965.000 ab.) dell'Iran, nel settore meridionale dei monti Zagros. Capoluogo della provincia di Fars. 

\Shire Fiume (600 km) del Malawi e del Mozambico, emissario del lago Niassa e tributario del fiume Zambesi. 

\shire horse Cavallo da tiro dal mantello morello, originario dell'Inghilterra. 

\Shirer, William (Chicago 1904-Boston 1993) Giornalista e storico statunitense. Tra le opere Storia del Terzo Reich (1959), Gandhi una memoria (1981). 

\Shiselweni Distretto (156.000 ab.) dello Swaziland meridionale, al confine con il Transvaal e il Natal. Capoluogo Hlatikulu. 

\Shivpuri Città (76.000 ab.) dell'India, nello stato di Madhya Pradesh. Capoluogo del distretto omonimo. 

\Shizuishan Città (298.000 ab.) della Cina, nella regione autonoma di Ningxia Hui, sul fiume Huang He. 

\Shizuoka Città (472.000 ab.) del Giappone, sull'isola di Honshu. Capoluogo della prefettura omonima. 

\shock, sm. invar. 1 Forte e violenta emozione. ~ trauma. 2 Stato di coma. 
 X   sm. invar. shock. 
Stato patologico dovuto a una brusca deficienza del circolo sanguigno periferico con marcata ipotensione arteriosa, con valori massimi inferiori ai 60-70 mm Hg, alterazione della coscienza fino al coma. Lo shock può aversi se il cuore non riesce più a pompare il sangue in modo adeguato (per esempio durante un attacco cardiaco), se il volume sanguigno diminuisce (per esempio nelle emorragie), oppure, anche se il soggetto non subisce perdite di sangue, nel caso in cui i vasi sanguigni si dilatino in modo tale da non poter essere riempiti dal volume di sangue circolante creando così di fatto un'insufficiente perfusione ai tessuti (per esempio nello shock anafilattico). Può verificarsi in seguito a diverse cause (cardiache, settiche, allergiche, meccaniche) e rappresenta sempre una situazione di grande urgenza. Più frequentemente, la causa è determinata dall'ipovolemia (shock ipovolemico), cioè un'eccessiva perdita di liquidi dall'organismo (acqua, sangue, plasma). Ciò si può verificare in seguito a ferite con emorragie abbondanti (chiamato, in questo caso anche shock emorragico), a situazioni con diarrea o vomito protratti, a gravi ustioni ecc. Esistono poi altri tipi di shock. Lo shock cardiogeno insorge in seguito a patologie cardiache come l'infarto del miocardio, gravi aritmie ecc. Lo shock neurogeno insorge in seguito a lesioni del sistema nervoso centrale, come in situazioni traumatiche, poiché vengono a mancare i sistemi di regolazione nervosa sul sistema cardio-circolatorio. Lo shock tossico si ha in seguito a un grave fatto infettivo. 
I segni tipici possono essere dati da pallore cutaneo, spesso con aspetto cianotico a livello delle labbra e dei lobi delle orecchie, sudorazione profusa con cute fredda, tachicardia, calo della pressione arteriosa, dispnea, alterazione dello stato di coscienza. Il soggetto potrebbe accusare debolezza, sete, senso di nausea, vertigini, sensazione di freddo. Come primo intervento, una manovra molto semplice, ma nello stesso tempo di grande utilità, è quella di mettere il soggetto in posizione supina su una superficie rigida con gli arti inferiori sollevati (se non sono presenti lesioni serie agli arti inferiori). Se è in atto un'emorragia, è necessario fare il possibile per arrestarla. In caso di vomito, occorre impedire che il soggetto possa aspirarne una parte. Se la vittima è cosciente, si faccia in modo di rassicurarla impedendole anche di compiere movimenti bruschi. La temperatura del corpo del soggetto deve essere conservata, coprendolo eventualmente con una coperta, senza però determinare un eccessivo riscaldamento. Se possibile togliere eventuali vestiti bagnati. Non somministrare niente per bocca alla vittima. 
Uno stato di shock può insorgere anche in modo graduale (per esempio in un soggetto traumatizzato), quindi controllare sempre attentamente il soggetto per coglierne gli eventuali primi segni. 
Shock anafilattico 
La forma più grave di reazione allergica che, senza un immediato intervento curativo, può portare il soggetto alla morte. Si determina quando un individuo sviluppa una particolare ipersensibilità verso un determinato allergene. Gli allergeni possono essere di varia natura: alimenti, veleni d'insetti, sostanze inalate o assorbite, farmaci. Come conseguenza dell'esposizione dell'organismo all'allergene si può determinare una brusca e improvvisa caduta della pressione cardiaca a causa di una massiva vasodilatazione; a livello delle vie respiratorie, inoltre, si può determinare un rigonfiamento delle mucose che le rivestono con possibilità d'impedimento del passaggio dell'aria. 
È in sostanza impossibile prevedere l'evoluzione di uno shock anafilattico. Infatti una reazione allergica all'apparenza molto lieve può, nel giro di pochissimi minuti, trasformarsi in una situazione di massima gravità. I segni e i sintomi di uno shock anafilattico possono comprendere: alterazioni dello stato comportamentale, difficoltà nella respirazione, ipotensione, cute arrossata con bolle evidenti come nell'orticaria, gonfiore alle caviglie e ai polsi, prurito, bruciore, vertigini, cefalea, vomito. Trattandosi di un'emergenza molto grave, bisogna mettere in atto tutte le misure di rianimazione di base. 

\shockare  →  scioccare

\shocking, agg. Disgustoso, indecente. 

\Shockley, William (Londra 1910-Palo Alto 1989) Fisico statunitense. Realizzò il transistore e nel 1956, con W. H. Brattain e a J. Bardeen, fu insignito del premio Nobel. 

\shockterapìa, sf. Terapia che si basa sull'uso di intensi stimoli per provocare reazioni psichiche o somatiche. 

\Shodo Isola (21.000 ab.) del Giappone, nel mare di Harima. Fa parte della prefettura di Kagawa. 

\Shogun Romanzo di J. Clavell (1975). 

\shogun, sm. invar. Carica attribuita, nell'antico Giappone, al capo feudale che deteneva il reale potere nel paese. Nel 1192 Yoritomo Minamoto fu il primo a ottenere tale riconoscimento. In seguito la carica divenne ereditaria. Successivamente gli Ashikaga e i Tokugawa governarono il Giappone dal XIII al XIX sec., riducendo il ruolo dell'imperatore a una semplice figura rappresentativa. Lo shogun fu abolito nel 1868 con la riforma Meji e la fine del feudalesimo. 

\shogunàto, sm. 1 Dignità dello shogun. 2 Periodo della storia giapponese (1192-1868) in cui gli shogun esercitavano il potere effettivo. 

\Sholapur Città (603.000 ab.) dell'India, nello stato di Maharashtra. 

\shopper, sm. invar. Sacchetto di plastica con i manici. 

\shopping, sm. invar. Il fare compere nei negozi. ~ acquisti. 

\shopping center, loc. sost. m. invar. Centro commerciale. 

\short, sm. invar. Cortometraggio. ~ filmato. 

\short track, loc. sost. m. invar. Gara sportiva su pista di dimensione ridotta in voga in particolare per il pattinaggio e il motociclismo. 

\shorts, sm. pl. Calzoni corti molto aderenti. 

\shouting, sm. invar. Letteralmente significa clamore. Nel linguaggio informatico indica la prassi di inserire nei documenti di posta elettronica lettere maiuscole per evidenziare i passaggi più significativi. 

\show, sm. invar. Spettacolo di varietà. ~ rivista. 

\Show Boat Film musicale, americano (1952). Regia di George Sidney. Interpreti: Kathryn Grayson, Ava Gardner, Howard Keel. Titolo originale: Show Boat 

\show business, loc. sost. m. invar. Affari associati allo spettacolo di varietà. 

\show-boat, sm. invar. Battello attrezzato a sala teatrale che nell'ottocento risaliva i grandi fiumi americani presentando spettacoli di vario genere. 

\showgirl, sf. invar. Ragazza che sa ballare, cantare e condurre uno spettacolo di varietà. 

\showman, sm. invar. Conduttore e animatore di uno spettacolo di varietà. ~ presentatore. 

\show-room, sm. invar. Sala di esposizione di un certo prodotto. ~ mostra, salone. 

\shrapnel, sm. invar. Granata piena di pallette di piombo che venivano proiettate a cono. 

\Shreveport Città (182.000 ab.) degli USA, nello stato della Louisiana, sul fiume Red River. 

\Shrewsbury Città (60.000 ab.) della Gran Bretagna, capoluogo della contea di Shropshire, in Inghilterra. 

\Shropshire Contea (414.000 ab.) della Gran Bretagna, nell'Inghilterra occidentale, al confine con il Galles. Capoluogo Shrewsbury. 

\Shuangyashan Città (400.000 ab.) della Cina, nella provincia di Heilongjiang. 

\Shubun (Inizio del XV sec.) Pittore giapponese. Tra le opere Paesaggio invernale e primaverile (Cleveland, Museum of Art). 

\shunt, sm. invar. Resistenza collegata in parallelo a un circuito allo scopo di ridurre la corrente circolante. 

\shuttle, sm. invar. Navetta spaziale. 

\sì, avv., cong. e sm. avv. 1 Indica risposta affermativa. 2 Se sì, in caso affermativo. 3 Così. 
cong. Bensì, ma. 
sm. invar. 1 Risposta affermativa. 2 Parere favorevole. 
 X   avv. e sm. 1 yes. 2 (pare di sì) it seems so. 3 (certo che sì) of course. 

\Si Simbolo chimico del silicio. 

\SI Sistema internazionale di unità di misura basato sulle quattro grandezze fondamentali lunghezza, massa, tempo e intensità di corrente, detto anche MKSA dalle iniziali di metro, kilogrammo, secondo e ampere. È stato ufficializzato dalla Conferenza Generale dei Pesi e delle Misure nel 1946. Prima veniva usato il sistema MKS (non comprendeva l'ampere), che era stato ufficializzato nel 1889. Ad essere precisi il SI, in base all'ultima definizione del 1971, comprende ora 7 grandezze fondamentali, ossia anche il kelvin (temperatura termodinamica), la candela (intensitÓ luminosa) e la mole (quantitÓ di sostanza).

\si, pron. e sm. pron. pers. rifl. m. e f. 1 Sé, utilizzato come complemento oggetto, di termine. 2 Utilizzato con i verbi intransitivi pronominali. non voleva scusarsi
sm. invar. Settima nota musicale nella scala in do. 
 X   pron. 1 (rifl.) himself, herself, itself, themselves, oneself. 2 (reciproco) one another, each other. 3 (impersonale) you, they, we, one. 4 (passivante, si ripara facilmente) it is easily repaired. sm. 1 (mus.) B, si. 2 (solfeggiando) ti. 
 @   lat. se

\Sì delle ragazze, Il Commedia di L. F. Moratín (1805). 

\Si riparano bambole Romanzo di A. Pizzuto (1962). 

\Si va da Törpe Commedia di F. P. Billetdoux (1861). 

\si vis pacem, para bellum, loc. avv. Espressione latina il cui significato è "se vuoi la pace, prepara la guerra". È stata ripresa da una frase di Vegezio che recitava che per evitare le guerre occorreva dimostrare di sapersi difendere. 

\sìa, cong. Congiunzione correlativa disgiuntiva con il significato di o, oppure. 
 X   cong. 1 (entrambi) both ... and. 2 (sia che lavori sia che non lavori) whether he works or not. 

\SIA (sigla) Sigla di Società Interbancaria per l'Automazione. 

\Siachen Ghiacciaio del Karakoram, nel Kashmir. 

\SIAE Sigla di Società Italiana degli Autori e degli Editori. 

\sìal, sm. Lo strato esterno della crosta terrestre costituito in maggior parte da silicio e alluminio. 

\siàlico, agg. (pl. m.-ci) Che ha composizione del sial. 

\siàlide, sf. Insetto (Sialis lutaria) della famiglia dei Sialidi e dell'ordine dei Megalotteri. Di colore bruno, vive nelle vicinanze dell'acqua cibandosi di insetti. 

\Sialkot Città (302.000 ab.) del Pakistan, nella provincia di Punjab, sul fiume Chenab. 

\siallìtico, agg. (pl. m.-ci) Detto di una roccia costituita di sialliti. 

\Siam, gólfo di Insenatura della Thailandia, nel mar Cinese Meridionale, delimitata a ovest dalla penisola di Malacca. 

\Siamaggióre Comune in provincia di Oristano (936 ab., CAP 09070, TEL. 0783). 

\Siamànna Comune in provincia di Oristano (959 ab., CAP 09080, TEL. 0783). 

\siamése, agg., sm. e sf. agg. 1 Del Siam. ~ tailandese. 2 Relativo ai gemelli congiunti da una membrana. 
sm. e sf. Abitante del Siam. 
Gatto di taglia ridotta, dal pelo corto e lucente di colore bruno con mascherina scura, con le estremità delle zampe e della coda scure, occhi azzurri a mandorla, testa piccola e muso appuntito. Di carattere affettuoso, offre una gradevolissima compagnia ma rimane comunque molto indipendente. Esistono altre due varietà: il siamese blu (selezionato in Inghilterra) nel quale le zone più scure sono di colore blu e il resto del mantello giallo e il siamese cioccolato con occhi gialli in cui il bruno scuro è sostituito dal marrone chiaro. Originaria dell'Estremo Oriente (Thailandia, India, arcipelago malese), la razza dei gatti siamesi venne importata in Europa nel 1884. 

\Siamo tutti assassini Film drammatico, francese (1952). Regia di André Cayatte. Interpreti: Marcel Mouloudji, Raymond Pellegrin, Amedeo Nazzari. Titolo originale: Nous sommes tous des assassins 

\Siàno Comune in provincia di Salerno (9.256 ab., CAP 84088, TEL. 081). 

\Siapiccià Comune in provincia di Oristano (412 ab., CAP 09080, TEL. 0783). 

\Siargao Isola (37.000 ab.) delle Filippine, nella provincia di Surigao. 

\SIAS Sigla di Sindacato Italiano Autori e Scrittori. 

\Siauliai Città (149.000 ab.) della Lituania, presso Kaunas. 

\Sìbari Frazione (2.400 ab.) del comune di Cassano, sulla costa ionica. Centro turistico balneare. Colonizzata dai greci nell'VIII sec. a. C. fu un importante e fiorente centro commerciale. Dotata di porto, l'attività di importazione di merci preziose dall'Asia Minore, e destinate a tutta la penisola, apportò alla città una grande ricchezza economica, tale da rendere leggendarie l'eccessiva raffinatezza e la mollezza dei costumi dei suoi abitanti. Fu sconfitta e distrutta dalla rivale Crotone nel 510 a. C. 
Piana di Sibari 
Piana alluvionale (180 km2) lungo la costa sudoccidentale del golfo di Taranto, percorsa dai fiumi Crati e Coscile. 

\sibarìta, sm. e sf. (pl.-i) 1 Abitante di Sibari, antica colonia greca achea nel golfo di Taranto. 2 Chi dà eccessiva importanza al lusso. 

\sibarìtico, agg. (pl. m.-ci) 1 Relativo a Sibari. 2 Voluttuoso. ~ sfrenato. 

\sibbène, cong. Bensì 

\Sibelius, Jan (Hämeenlinna 1865-Järvenpää 1957) Compositore finlandese. Studiò inizialmente come autodidatta, poi a Helsinki, Berlino e Vienna. Tra le opere sette sinfonie, poemi sinfonici (tra cui Finlandia, 1900; La driade, 1910; Gli oceanidi, 1914 e Tapiola, 1926), suites sinfoniche (Karelia, 1893 e Lemminkńinen, 1900) e musiche di scena (PellÚas et MÚlisande, Kuolema, 1904 e Bianca come cigno, 1909). In tempi recenti la critica ha dedicato una crescente attenzione alla sua nutrita produzione liederistica e ai lavori per piano. I suoi poemi sinfonici rappresentano l'interpretazione più alta e raffinata dell'anima nazionale finlandese. La capacità di evocazione del paesaggio nordico ne fanno il portavoce naturale del suo paese. Il sentimento nazionale, del resto, ispirò l'artista e costituì anche la scelta civile di Sibelius. 

\Siberia (letteratura) Opera in tre atti di U. Giordano, libretto di L. Illica (Milano, 1903). 

\Sibèria (regione) Regione della Federazione russa (12.800.000 km2). Si estende nella parte asiatica settentrionale e confina a ovest con la parte europea della Russia, a sud con il Kazakistan, la Cina e la Mongolia, è bagnata a est dall'oceano Pacifico e a nord dal mare Glaciale Artico. È formata da tre grandi regioni: la parte centrale del territorio è costituita da un'immensa pianura (bassopiano Siberiano), solcato dal sistema fluviale Ob-Irtys delimitato a ovest dagli Urali e a est dal fiume Jenisej; l'altopiano della Siberia centrale tra lo Jenisej a ovest e la vallata della Lena a est, a sud, ai confini con la Mongolia, con le catene dei monti Altaj (monte Belluha, 4.506 m) e dei Saiani; all'estremità orientale le catene dei monti Jablonovy, Stanovoj, Verhojansk, dei Coriacchi e della penisola di Kamcatka. I fiumi (Lena, Jenisej, Ob, Irtys) sfociano nel mare Glaciale Artico, il fiume Amur sfocia nel mare di Ohotsk (oceano Pacifico). Numerosi anche i bacini lacustri, tra cui il lago Bajkal, uno dei più estesi e profondi del mondo. Il clima è continentale freddo (polo del freddo, Ojmjakon,-77,8 °C), con inverni lunghi e freddi ed estati brevi e fresche; durante i periodi di disgelo si verificano alluvioni di dimensioni gigantesche. La vegetazione naturale è costituita dalla tundra a nord, dalla taiga (foreste di conifere) nella parte centrale e a sud dalla steppa. Il territorio è ricchissimo di giacimenti minerari e risorse energetiche, sfruttate parzialmente (ferro, zinco, rame, nichel, oro, diamanti, bauxite, stagno, petrolio, carbone). Numerose e importanti le centrali idroelettriche. L'agricoltura praticata nelle pianure, dal clima meno rigido, produce patate, cereali, barbabietole da zucchero, tabacco e frutta. Importante è lo sfruttamento delle foreste, la pesca, la caccia e l'allevamento delle renne e degli animali da pelliccia. Ci sono industrie siderurgiche, metalmeccaniche, del legno, della cellulosa, tessili e chimiche. Gli abitanti sono in prevalenza russi di origine europea. Le principali città sono, Omsk, Vladivostok, Sverdlovsk e Krasnojarsk. Popolata nel Neolitico (resti rinvenuti soprattutto nella zona del lago Bajkal. Dal 1000 a. C. abitata da samoiedi e turco-tartari. Dal XIII sec. la parte meridionale fu inglobata nei domini di Gengis Khan. Nel XV sec. l'affermazione del principato moscovita, coincise con l'inizio di un processo di espansione verso est del nuovo stato russo, che portò a una completa colonizzazione del territorio siberiano nel XVIII sec., grazie alle esplorazioni incoraggiate particolarmente da Pietro il Grande e Caterina II, che diedero inizio agli sfruttamenti dei giacimenti minerari. La costruzione della linea ferroviaria transiberiana (1897-1906), che raggiunse Vladivostok, diede inizio a un'emigrazione massiccia. Durante la guerra civile avvennero molti scontri tra l'Armata rossa e le truppe del generale bianco Kolcak, durante il periodo staliniano e successivo, fu sede di vaste deportazioni di prigionieri e avversari politici. 

\Siberiade Film drammatico, russo (1978). Regia di Andrej Koncialowski. Interpreti: Nikita Mikhalkov, Ludmilla Gorcenko. Titolo originale: Sibiriada 

\siberian-husky, sm. invar. Razza nordica di cani da guardia utilizzati per trainare slitte. 

\siberiàno, agg. e sm. agg. Relativo alla Siberia. 
sm. Abitante della Siberia. 

\sibèride, agg. Riferito alle popolazioni autoctone della Siberia. 

\sibilànte, agg. e sm. agg. 1 Che sibila. 2 Di consonante che viene pronunciata emettendo una specie di sibilo. 
sm. Consonante sibilante. 

\sibilàre, v. intr. Emettere suoni acuti simili a fischi. 
 X   v. intr. 1 to hiss. 2 (vento) to whistle. 
 @   lat. sibilare. 

\Sibìlla Nella mitologia classica, profetessa, indovina e sacerdotessa di Apollo che si credeva avesse il dono della profezia. Tra le più famose, la sibilla Cumana che abitava nelle vicinanze di Cuma, in Campania; la sibilla Tiburtina che risiedeva presso Tivoli, la sibilla Delfica, la Persica, la Carmena, la Eritrea e la Ellespontina. 

\sibillinaménte, avv. In modo oscuro, enigmatico. 

\Sibillìni, mónti Catena montuosa dell'Appennino centrale, tra le Marche e l'Umbria, di natura calcarea. Vetta più elevata il monte Vettore (2.476 m). 

\sibillìno, agg. Oscuro, ambiguo, enigmatico. ~ misterioso, incomprensibile. <> chiaro, evidente. 

\sìbilo, sm. Fischio acuto. 
 X   sm. 1 hiss. 2 (di vento) whistle. 
 @   lat. sibilus. 

\Sibiu Città (170.000 ab.) della Romania, nella Transilvania. Capoluogo del distretto omonimo. 

\Sibuyan Isola (25.000 ab.) delle Filippine, amministrativamente appartenente alla provincia di Romblon. 

\sic, avv. Così, proprio così. 

\sic et simpliciter, loc. avv. Espressione latina che significa "così e semplicemente". Indica un comportamento o una affermazione troppo semplicistica. 

\sìca, sf. (pl.-che) Pugnale ricurvo usato dai gladiatori traci, nell'antica Roma. 

\Sicàni, mónti Rilievi montuosi della Sicilia centrale, tra le valli del Belice e del Platani. Vetta più elevata il monte Cammarata (1.578 m). 

\sicàno, agg. e sm. agg. Relativo ai sicani. 
sm. Lingua preindoeuropea parlata dai sicani. 

\Sicàridi Famiglia di Aracnidi Araneidi costituita da ragni il cui rappresentante più noto è la Scytodes thoracica

\sicàrio, sm. Chi ha l'incarico di eseguire materialmente un delitto. ~ killer. 
 X   sm. hired killer, hit man. 
 @   lat. sicarius, deriv. da sica pugnale. 

\Sicario senza paga Commedia di E. Ionesco (1957). 

\Siccàrdi, Giusèppe (Verzuolo 1802-Torino 1857) Politico e giurista italiano. Fu ministro della giustizia e degli affari ecclesiastici del Regno di Sardegna negli anni 1848-1851. Da lui prendono il nome le leggi Siccardi, presentate alla camera nel 1850, che intendevano limitare alcuni privilegi ecclesiastici con l'abolizione del foro ecclesiastico, delle immunità del clero, delle manomorte e delle penalità previste per l'inosservanza delle festività religiose. Le leggi Siccardi provocarono un'accesa ostilità delle gerarchie ecclesiastiche piemontesi. 

\siccatìvo, agg. Detto di un olio naturale pregno di grassi insaturi che indurendo si trasforma in una massa resinosa. 

\sicché, cong. 1 Perciò, quindi. ~ pertanto. 2 Insomma, dunque. 3 In modo che, tanto da. 
 X   cong. 1 (perciò) therefore, so that. 2 (e quindi) and so. 

\siccità, sf. invar. Aridità, mancanza di acqua. ~ arsura. <> umidità. 
 X   sf. drought. 
 @   lat. siccitas,-atis, deriv. da siccus secco. 

\siccóme, avv. e cong. avv. Come. 
cong. Poiché. ~ considerato che. 
 X   cong. since, as. 

\siceliòta, agg. e sm. Denominazione con cui gli antichi greci indicavano i connazionali residenti in Sicilia. 

\Sichuan Provincia (109.980.000 ab.) della Cina sudoccidentale, sul fiume Chang Jiang. Capoluogo Chengdu. 

\Sicignàno dégli Albùrni Comune in provincia di Salerno (4.018 ab., CAP 84029, TEL. 0828). 

\Sicìlia Regione a statuto speciale, costituita dall'isola omonima (25.426 km2), la più estesa del Mediterraneo, e da numerose isole minori (Ustica, Pantelleria, Eolie, Egadi e Pelagie). 
Di forma triangolare, è bagnata a nord dal mar Tirreno, a est dal mar Ionio e a sud dal Mar di Sicilia. È separata dall'Italia peninsulare dallo stretto di Messina. 
Il territorio è prevalentemente montuoso; lungo la costa settentrionale si succedono da est a ovest tre catene montuose, prolungamento degli Appennini; si tratta dei Peloritani, dei Nebrodi e delle Madonie, tutti al di sotto dei 2.000 m. 
L'entroterra della costa meridionale è invece occupato dai monti Erei e dai monti Iblei, di scarsa altitudine (monte Lauro 986 m). 
Isolato, a ridosso della costa ionica, sorge il maestoso cono vulcanico del monte Etna, massima cima dell'isola (3.323 m). A sud dell'Etna, che è tuttora attivo e presenta periodicamente notevoli fenomeni eruttivi, si estende la piana alluvionale di Catania, la più estesa dell'isola. 
Le aree pianeggianti sono altrove limitate alle zone litoranee, e sono prevalentemente di origine alluvionale. 
La parte occidentale dell'isola presenta un aspetto ondulato, disordinato, intervallato da larghe vallate, e da estesi altopiani. 
I corsi d'acqua hanno regime torrentizio e portate irregolari, con piene invernali e lunghi periodi di secca. I principali sono il Simeto, l'Alcantara, l'Anapo, il Cassibile e il Tellaro, sul versante ionico; il Torto e il San Leonardo tributano al Tirreno mentre il Belice, il Platani e il Salso si gettano nel mare di Sicilia. 
Il clima è di tipo mediterraneo, con estati calde e asciutte e inverni miti e piovosi. La distanza dal mare e l'altitudine determinano variazioni locali, caratterizzate da maggiore continentalità. 
Il capoluogo della regione è Palermo; gli altri capoluoghi di provincia sono Agrigento, Caltanissetta, Catania, Enna, Messina, Ragusa, Siracusa e Trapani. 
L'agricoltura rimane tradizionalmente l'attività prevalente dell'isola, nonostante le numerose difficoltà dovute alla natura del suolo, alla relativa scarsità d'acqua e alla mancanza di adeguate strutture irrigue. 
La produzione principale è il frumento, seguita da agrumi, orzo, ortaggi, mandorle, nocciole, olive e uva. 
Ancora modesto, per quanto in espansione, il contributo dell'allevamento, mentre considerevole è l'importanza della pesca (tonno, sardine, pesce spada). 
Dal sottosuolo si estraggono petrolio e metano (Gela e Ragusa), asfalto, salgemma, sali potassici, nonché sale marino lungo le coste. 
Le industrie tipiche sono quelle dei settori alimentari, conserviero, tessile, meccanico, del legno, dei materiali da costruzione e per l'edilizia e quello chimico, di origine recente, ma già ben sviluppato. 
Attivo l'artigianato nei settori del legno, delle ceramiche e terrecotte, delle filigrane. 
In fase di espansione anche il turismo, tuttavia penalizzato dalla carenza delle vie di comunicazione e dall'inadeguatezza delle strutture ricettive. 
Abitanti-4.961.383 
Superficie-25.708 km2 
Densità-192,9 ab./km2 
Capoluogo-Palermo 
Province (fra parentesi il numero di abitanti del capoluogo espresso in migliaia): Agrigento (55), Caltanissetta (60), Catania (330), Enna (28), Messina (272), Palermo (697), Ragusa (64), Siracusa (126), Trapani (69) 
Canale di Sicilia 
Braccio di mare del mar Mediterraneo sudoccidentale, fra la Sicilia, Marsala, la Tunisia, Capo Bon. 
Mare di Sicilia 
Settore del mar Mediterraneo centrale, tra la Sicilia e la Tunisia. Costituisce l'estremo limite meridionale dell'Italia. 

\siciliàna, sf. Antica danza sicula di movimento moderato eseguita durante composizioni strumentali e vocali. 

\siciliàno, agg. e sm. agg. Relativo alla Sicilia. 
sm. 1 Abitante della Sicilia. 2 sing. Dialetto parlato in Sicilia. 
 X   agg. e sm. Sicilian. 

\Siciliàno, Ènzo (Roma 1934-Roma 2006) Scrittore. Attivo come critico, collaboratore di vari giornali e riviste, ha abbinato l'attività di saggista a quella di narratore. Tra le opere, Autobiografia letteraria (saggio, 1970), Vita di Pasolini (saggio, 1978); La principessa e l'antiquario (romanzo, 1980) e Carta blu (romanzo, 1990). Dal 1996 al 1998 è stato presidente della RAI. 

\sicìlico, sm. (pl.-ci) 1 Unità di peso degli antichi romani corrispondente a un quarto di oncia. 2 Segno a forma di accento circonflesso che indicava il raddoppiamento della consonante su cui era posto. 

\sìclo, sm. Antica misura di peso e di moneta in uso in oriente. Per gli ebrei valeva 11,424 g., mentre in Mesopotamia e in Persia corrispondeva a 8,42 g. 

\SICOF Sigla di Salone Internazionale Cine Foto Ottica e Audiovisivi. 

\sicofànte, sm. Delatore, colui che denuncia all'autorità chi ha violato la legge. ~ informatore, spia. 

\sicomòro, sm. Albero africano che produce piccoli frutti simili ai fichi. 

\sicònio, sm. Falso frutto carnoso come il fico.   +  

\sìculi Antica popolazione della parte orientale della Sicilia proveniente dal ceppo indoeuropeo. Spesso in lotta con i vicini greci, ne assorbirono rapidamente la loro civiltà. 

\Siculiàna Comune in provincia di Agrigento (5.070 ab., CAP 92010, TEL. 0922). 

\sìculo, agg. e sm. agg. Relativo agli antichi abitanti della Sicilia. 
sm. Siciliano. 

\sicumèra, sf. Spocchia, boria. ~ presunzione, saccenteria. 

\sicùra, sf. Meccanismo di sicurezza che impedisce lo scatto degli altri meccanismi. 
 X   sf. safety catch. 

\sicuraménte, avv. 1 Con decisione, con sicurezza. 2 Certamente, senza dubbio. ~ indubbiamente. <> forse, probabilmente. 

\sicurézza, sf. 1 Condizione in cui non si corrono rischi o pericoli. ~ difesa, protezione. <> insicurezza. pubblica sicurezza, l'insieme degli agenti che compongono la forza pubblica. 2 Decisione, fiducia, certezza nei propri mezzi. <> dubbio. 3 Padronanza, destrezza. <> incapacità. mostrava grande sicurezza nel suo lavoro
 X   sf. 1 security, safety. 2 (fiducia) confidence. 3 (certezza) certainty. 
 @   deriv. da sicuro

\sicùro, agg., avv. e sm. agg. 1 Che non mostra pericoli. ~ fidato, tranquillo. <> insicuro. a colpo sicuro, senza possibilità di fallimento. 2 Senza paura, timore, esitazione. 3 Senza dubbio. 4 Risoluto. con passo sicuro si avvi˛
avv. Certo, senza dubbio. 
sm. 1 Luogo in cui si è protetti. 2 Certo, certezza. di sicuro, con certezza. 
 X   agg. 1 safe. 2 (ben difeso) secure. 3 (certo) certain, sure. 4 (saldo) firm, steady. 5 (fidato) trustworthy, reliable. 6 (esperto) expert, skilled. 7 (sentirsi sicuro) to feel safe. 
 @   lat. securus, comp. da se-+ deriv. da cura affanno. 

\sicurtà, sf. invar. Sicurezza, garanzia. 

\Sidamo Regione (4.242.000 ab.) dell'Etiopia meridionale, al confine con il Kenya. Capoluogo Awasa. 

\Siddharta Romanzo di H. Hesse (1922). Il libro descrive la vita di Siddharta, figlio di una famiglia eminente di bramini, che lascia la sua casa, si unisce a una setta di asceti e diventa sciamano, poiché il mondo intellettuale nel quale è cresciuto e nel quale è stato educato non gli basta più. Constatato che con l'ascesi non ottiene la conoscenza a cui aspira, egli riprende il suo vagabondare. Sperimenta il mondo dei sensi, sotto la guida della bellissima cortigiana Kamala; diventa ricco e potente nel commercio, ma finisce con l'esserne nauseato. Per disperazione, inizia una nuova vita e, come aiutante del traghettatore Vasudeva, impara il segreto del fiume, la durata nel fluire dei fenomeni e l'unità nell'eterno divenire. In sanscrito, Siddharta significa colui che ha raggiunto la meta. Quest'opera testimonia il riacquisto dell'armonia spirituale da parte di Hesse. Il libro è stato tradotto in dodici lingue indiane e ha ricevuto l'apprezzamento di insigni studiosi indiani che hanno riconosciuto all'autore un'eccezionale capacità di penetrazione del pensiero indiano. 

\Sìddi Comune in provincia di Cagliari (878 ab., CAP 09090, TEL. 070). 

\sidecar, o side-car, sm. invar. Motocicletta fornita di un carrozzino laterale. 

\sider(o)- Primo elemento di parole composte che nella terminologia scientifica significano ferro. 
 @   dal greco sÝderos

\sideràle, agg. Riguardante gli astri, le stelle. ~ astrale, celeste. <> terreno, terrestre. 
 @   lat. sideralis, deriv. da sidus,-eris stella. 
Tempo siderale 
Sistema di misura del tempo, calcolato in giorni siderali; viene inteso come effettivo periodo di rotazione della Terra, cioè come lasso di tempo che intercorre tra due successivi passaggi di una stella al meridiano locale. Risulta molto utile nelle osservazioni astronomiche in quanto fornisce l'ascensione retta dell'astro al meridiano in un dato momento. 

\siderazióne, sf. 1 Metodo agronomico di fertilizzazione del terreno che consiste nel sovescio di colture leguminose concimate con concimi minerali. 2 Elettrocuzione. 

\sideremìa, sf. Livello del ferro nel sangue. I valori normali variano in relazione a sesso, età, condizioni ambientali ecc. Si riscontra un aumento della sideremia nei casi di anemia emolitica, di epatite acuta e di nefrite. La gravidanza e le anemie da carenza di ferro ne provocano invece una diminuzione. 

\sidèreo, agg. Celeste, siderale. 

\Sidereus nuncius Opera scientifica di G. Galilei (1610). 

\siderìte, sf. 1 Meteorite formata principalmente da leghe ferronichel. 2 Carbonato di ferro con presenza anche di magnesio e manganese. 

\siderìti, sm. Tipo particolare di meteoriti, ricche di ferro e nichel. Sono uno dei tre gruppi in cui le meteoriti possono essere suddivise, insieme agli aeroliti (pietre meteoriche) e ai mesosideriti, di composizione ferro-nichelifera, spugnose e nelle cui cavità si trovano i costituenti litoidi. 

\Sidèrno Comune in provincia di Reggio Calabria (16.274 ab., CAP 89048, TEL. 0964). Centro agricolo (coltivazione di olive, viti e agrumi), industriale (prodotti del legno e alimentari) e turistico (balneazione). Gli abitanti sono detti Sidernesi

\siderografìa, sf. Lavorazione e incisione dell'acciaio. 

\sideròsi, sf. Deposizione di ferro nei tessuti organici con conseguente fenomenologia reattiva e degenerativa. 

\sideròstato, sm. Dispositivo che riflette i raggi luminosi che provengono da un astro in una direzione fissa. 

\sideroxylon, o sideroxilon, sm. invar. Genere di piante arboree africane ma presenti anche nelle Antille. Appartiene alla famiglia delle Sapotacee. 

\siderurgìa, sf. Insieme delle tecniche per la produzione e la lavorazione del ferro, della ghisa e dell'acciaio. 
 X   sf. steel industry, iron and steel industry. 

\siderùrgico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Relativo alla lavorazione del ferro e acciaio. 
sm. Operaio che lavora nell'industria siderurgica. 
 X   agg. 1 steel. 2 (stabilimento) steelworks. 

\sidi, sm. invar. Titolo di rispetto che viene premesso ai nomi propri maschili nell'Africa settentrionale. 

\Sidi Bel Abbès Città (155.000 ab.) dell'Algeria, capoluogo del wilaya omonimo. 

\Sidi Bouzid Governatorato (375.000 ab.) della Tunisia centrale, capoluogo Sidi Bouzid. 

\Sidney, Philip (Penshurst, Kent 1554-Arnhem, Olanda 1586) Poeta inglese. Tra le opere Astrophil e Stella (postumo, 1591) e Arcadia (postumo, 1590). 

\sìdro, sm. Bevanda alcolica ottenuta dalla fermentazione delle mele e, meno comunemente (meno del 5% delle produzione), delle pere, con gradazione alcolica che va dall'1.2% al 12% (in genere dal 5% al 7%). Era giÓ prodotto nel III millennio a.C. Il termine deriva dal latino sìcera, che a sua volta deriva dal greco &s&igrava;kera. È molto diffuso nel Regno Unito e in alcune regioni della Francia (Bretagna e Normandia) e della Spagna. In Italia Ŕ limitatamente diffuso in Valle d'Aosta, Piemonte e Friuli.
 X   sm. cider. 

\Siebenkäs Romanzo di J. Paul (1796). 

\Siedlce Città (72.000 ab.) della Polonia, capoluogo del voivodato omonimo. 

\siemens, sm. invar. Unità di misura della conduttività elettrica in uso nel sistema internazionale. Ha per simbolo S. 

\Siemens Società elettrotecnica italiana appartenente al gruppo STET dal 1950. Ha l'elettronica e le telecomunicazioni come settori di mercato. 

\Sièna Città (58.000 ab., CAP 53100, TEL. 0577) della Toscana, capoluogo della provincia omonima, sulle pendici orientali delle colline Metallifere. Le principali risorse economiche derivano dal terziario (commercio, turismo, cultura), dall'industria (enologica, alimentare, farmaceutica, grafica) e dall'artigianato (ferro battuto, ceramica e vetro). È uno dei più importanti centri d'arte italiani, famosa in tutto il mondo per il tradizionale Palio che si svolge due volte all'anno nella piazza del Campo, che conserva ancora l'aspetto medievale. Tra i monumenti, il palazzo Pubblico, la gotica torre del Mangia (alta oltre 100 m), il duomo gotico (XII sec.), le chiese trecentesche di San Domenico e San Francesco, i palazzi Tolomei (XIII sec.), Salimbeni (XIII sec.), Chigi Saracini (XIV sec.), Bonsignori (XV sec.), la loggia della Mercanzia (XV sec.), il palazzo Piccolomini, il palazzo del Magnifico e la chiesa di San Martino. Eretta come colonia da Cesare, Sena Iulia, nel I sec. a. C. su un antico insediamento etrusco, divenne sede vescovile nel VI sec. Fu governata dai longobardi nel VII sec., successivamente passò ai franchi (VIII sec.), si affermò come libero comune, nel 1147, di orientamento guelfo. Avversaria di Firenze, divenne ghibellina dopo l'alleanza con Pisa e Pistoia e l'aiuto offerto a Federico II (1228). Inflisse una grossa sconfitta ai fiorentini a Montaperti (1260), e divenne la città più importante della Toscana. L'intervento angioino del 1269, ripristinò la supremazia guelfa. Nel XIV-XV sec. decadde per le lotte intestine e per l'ascesa della signoria di Firenze. Dopo un lungo assedio (1554-1555) fu conquistata da Cosimo I de' Medici e inserita nel granducato di Toscana. 
Provincia di Siena 
(3.821 km2, 250.000 ab.) Il territorio è collinare o montuoso (Appennino Toscano), percorso dalle valli dei fiumi Elsa e Ombrone. Oltre all'agricoltura (vite e olivo), importante è l'artigianato (ferro battuto) e le industrie alimentari. I principali centri sono Chianciano Terme, Montepulciano, San Gimignano, Poggibonsi e Chiusi. 

\Siène Città egizia presso il confine nubiano. Ebbe molta importanza dall'epoca saitica a quella greco-romana e araba. 

\sienìte, sf. Roccia eruttiva intrusiva costituita da feldspati e da minerali femici. Viene utilizzata per le pavimentazioni stradali, per basamenti e colonne. 

\sièpe, sf. 1 Insieme di sterpi, arbusti disposti in file, generalmente ai margini di campi e giardini. 2 Ostacolo nell'equitazione e nell'atletica. 
 X   sf. hedge. 
 @   lat. saepes. 

\Sièpi, Cèsare (Milano 1923-) Basso italiano. Dopo gli esordi alla Scala nel 1946 si è esibito nei maggiori teatri del mondo evidenziandosi per le sue qualità vocali e per la presenza scenica. 

\sièro, sm. 1 Liquido che avanza dalla lavorazione del latte, in seguito alla separazione dalle parti solide. 2 Liquido che rimane dopo la coagulazione del sangue. 3 Preparato liquido con effetti immunizzanti. 
 X   sm. 1 whey. 2 (med.) serum. 3 (della verità) truth drug. 
 @   lat. serum. 
Siero del latte 
Parte acquosa che si forma dopo la coagulazione del latte. 
Siero del sangue 
Liquido che si ottiene dal sangue con la coagulazione che separa gli elementi cellulari e il fibrinogeno e contiene gli anticorpi. 
Siero immune 
Preparato a base di sangue di animale immunizzato, contenente gli anticorpi specifici contro una determinata malattia. 

\siero-, o sero- Primo elemento di parole composte che nella terminologia biologica significano siero. 

\sierodiàgnosi, sf. Esame sierologico per individuare la presenza di malattie infettive. 

\sieroglobulìna, sf. Generica denominazione delle globuline del plasma sanguigno. 

\sierologìa, sf. Branca della biologia che studia il siero sanguigno con particolare riguardo ai fenomeni immunitari. 

\sierològico, agg. (pl. m.-ci) Riferito alla sierologia. 

\sieronegatìvo, agg. Che risulta non portatore del microrganismo, verificato mediante reazione al siero di sangue. 
 X   agg. (per AIDS) HIV-negative. 

\sieropositìvo, agg. Che risulta portatore del microrganismo, verificato mediante reazione al siero di sangue. 
 X   agg. (per AIDS) HIV-positive. 

\sieroprofilàssi, sf. Trattamento profilattico di malattie infettive mediante siero immune somministrato per via parenterale. 

\sierósa, sf. 1 Strato di cellule appiattite che ricopre gli organi cavitari. 2 Membrana più esterna dell'uovo degli amnioti; divide l'embrione dagli annessi. 

\sierosità, sf. invar. L'essere sieroso. 

\sieróso, agg. Che contiene o ha le proprietà del siero. 

\sieroterapìa, sf. Somministrazione di sieri immunizzanti per combattere malattie infettive o neutralizzare tossine batteriche. A differenza della vaccinazione da un'immunità immediata, ma di breve durata. 

\sierovaccinazióne, sf. Vaccinazione che, unita alla somministrazione di un siero specifico, cerca di conferire un'immunità passiva immediata. 

\sièrra, sf. Zona caratterizzata da grandi rilievi montuosi. 
 @   spagn. sierra. 

\Sièrra Leóne Repubblica indipendente dell'Africa occidentale; confina a nord e a est con la Guinea, a sud-est con la Liberia, mentre a ovest e a sud-ovest si affaccia all'oceano Atlantico. 
La pianura occupa circa i due terzi del territorio e si allarga in una fascia che scorre parallelamente alla costa. 
Alle spalle della pianura si innalza un modesto altopiano, dal quale emergono alcuni massicci più elevati (altezza massima 1.948 m nel monte Loma). Le coste sono basse e assai articolate, presentano lagune e baie e sono fronteggiate da isolotti. 
Numerosi i fiumi che si gettano nell'Atlantico, come il Rokel, il Taia, il Sewa e il Moa; nell'altopiano si aprono invece bacini come quello di Kenema. 
Il clima, tropicale, presenta temperature elevate durante tutto il corso dell'anno con una stagione estiva piovosa e una invernale più asciutta, dominata dai venti continentali di nord-est. 
La Sierra Leone si colloca tra i più popolosi paesi dell'Africa: la maggior parte della popolazione si concentra nella fascia costiera e collinare del paese. 
Etnicamente la popolazione è assai diversificata; prevalgono i popoli sudanesi, che si sono sovrapposti in successive andate alle tribù preesistenti. 
Freetown è la capitale; dotata di un importante porto, è sede anche del più antico istituto universitario dell'Africa occidentale, il Fourah Baj College, fondato nel 1827. Tra gli altri centri importanti si annoverano Koindu, Bo, Port Loko, Kenema, Makeni. La maggioranza della popolazione (70%) vive tuttavia in villaggi isolati. 
La Sierra Leone si presenta come uno dei più poveri paesi africani, anche se non mancano numerose risorse minerarie (diamanti, minerali di ferro, bauxite). Ciò è dovuto principalmente al fatto che società straniere sfruttano i giacimenti minerari, pagando al governo somme del tutto insufficienti a promuovere investimenti. 
Anche l'agricoltura di sussistenza, realizzata con tecniche arretrate e su piccoli appezzamenti, è insufficiente al fabbisogno interno (manioca, mais, riso, sorgo e miglio). 
Numerose sono le colture industriali, soprattutto la palma da olio (nella zona pianeggiante), il caffè e il cacao (nella zona collinosa). Sono presenti anche prodotti ortofrutticoli (agrumi, pomodori), piante tessili e zenzero. 
Di scarsa rilevanza è l'allevamento del bestiame e limitato è il settore della pesca, nonostante la ricchezza delle acque costiere; manca infatti un'organizzazione dell'attività peschereccia e conserviera. 
Principale risorsa del sottosuolo sono i diamanti: il governo si è assicurato il controllo e la commercializzazione del prodotto attraverso l'Ente di Stato Diminco (Diamond Mining Company). Abbastanza ricchi sono anche i giacimenti di ferro e bauxite. 
L'industria è scarsissima: di un certo rilievo è solo la raffineria di petrolio di Kissy, presso la capitale, accanto ad alcuni stabilimenti di trasformazione dei prodotti agricoli e forestali. Sono in progetto impianti metallurgici per la lavorazione della bauxite. 
STORIA Il portoghese Pedro de Sintra scopre nel 1462 la penisola che domina allora il regno Sapes, e gli assegna il suo nome attuale (montagna del leone). Nel XVI sec. guerrieri di origine mandé, provenienti dall'interno del paese, invadono la regione e forniscono di schiavi i negrieri europei. Nel XVII sec. i commercianti britannici sostituiscono i portoghesi. Nel 1787, a seguito di numerose campagne antischiaviste, il governo britannico crea Freetown per i primi schiavi liberati della Nuova Inghilterra e delle Antille. Nel 1808 la Sierra Leone diventa colonia della corona. Per tutto il XIX sec., l'interno del paese costituisce un protettorato, entità amministrativa distinta dalla colonia, mentre la frontiera viene fissata con la Liberia e la Guinea. Nel 1924 la Sierra Leone riceve la costituzione. 
Nel 1947 si ha una seconda costituzione che entra in vigore nel 1951. Nel 1961 la Sierra Leone diventa indipendente all'interno del Commonwealth. Dopo dieci anni di stabilità politica, nel 1971, è proclamata repubblica. Il suo presidente, allo stesso tempo primo ministro, è Siaka Stevens che instaura nel 1978 un sistema di partito unico. Nel 1985 il generale Joseph Momoh succede a S. Stevens, dimissionario. Nel 1992 nonostante la transizione democratica avviata nel 1991, il generale Momoh viene rovesciato da un colpo militare. Il nuovo potere, sotto la guida del capitano Valentine Strasser deve far fronte a una ribellione che si sviluppa nell'est del paese, alla frontiera con la Liberia. Nel 1996 il capitano Strasser è deposto da un colpo di stato militare. Nel giugno del 1997 la situazione politica interna della Sierra Leone precipita e i marine statunitensi sono costretti a portare in salvo gli stranieri durante gli scontri a fuoco nella capitale. Nel febbraio del 1998 le forze dell'ECOMOG (comunità economica dell'Africa occidentale) assumono il controllo della capitale; in marzo il presidente Kabbah, espulso nel 1997, ritorna e riprende il potere. 
Abitanti-4.509.000 
Superficie-71.740 km2 
Densità-62,8 ab./km2 
Capitale-Freetown 
Governo-Regime militare 
Moneta-Leone 
Lingua-Inglese, diffusi lingue e dialetti locali 
Religione-Animista e musulmana sunnita 

\Sierra Madre del Sud Sistema montuoso del Messico, esteso parallelamente alla costa dell'oceano Pacifico, negli stati di Guerrero e Oaxaca. 

\Sierra Madre Occidentàle Sistema montuoso del Messico, esteso lungo la costa dell'oceano Pacifico, tra il confine con l'Arizona e il Río Grande de Santiago. Vetta più elevata il monte Nevado de Colima (4.265 m). 

\Sierra Maestra Catena montuosa dell'isola di Cuba, estesa da Cabo Cruz a Santiago de Cuba. Vetta più elevata il monte Pico Turquino. (1.974 m). 

\Sierra Moco Nell'Angola centrale, picco di 2.620 m di altezza, in una catena montuosa che digrada a est dell'Altopiano del Biè. 

\Sierra Morena Sistema montuoso della Spagna meridionale, al confine con il Portogallo, fino alla Sierra de Alcaraz. 

\Sierra Nevada (Spagna) Catena montuosa della Spagna, nell'Andalusia, estesa fino alla valle del fiume Almería, tra Cartagena e Malaga, lungo la costa del Sol. Vetta più elevata il monte Cerro de Mulhacén (3.478 m). 

\Sierra Nevada (USA) Catena montuosa degli USA, nella California orientale, a margine dell'altopiano del Nevada. Vetta più elevata il monte Whitney (4.418 m). La catena si estende nella California orientale e segna a occidente la Gran Valley. Il territorio, ricco di laghi e foreste, comprende numerosi parchi nazionali. 

\Sierra Nevada di Santa Marta Gruppo montuoso della Colombia, sul mar delle Antille. Vetta più elevata il Pico Cristóbal Colón (5.770 m). 

\sièsta, sf. Riposo, pennichella dopo il pranzo. ~ dormitina. 
 X   sf. nap, siesta. 
 @   spagn. siesta sesta ora. 

\sievert, sm. invar. Unità di misura dell'equivalente di dosi assorbite dagli organismi. Nel sistema internazionale ha per simbolo Sv. 

\SIF Sigla di Società Italiana di Fisica. 

\Siface (?-in Italia 201 a. C.) Re dei masesili. Dopo aver combattuto i cartaginesi con gli aiuti dei romani, cercò poi di restare in buoni rapporti con entrambi. Schieratosi poi coi cartaginesi venne sconfitto dai romani ai Campi Magni e si ritirò nel suo regno. 

\SIFAR Sigla del Servizio Informazioni delle Forze ARmate. Preposto alle attività informative delle forze armate, venne soppresso nel 1966 e sostituito dal SID. 

\siffàtto, agg. Tale, così fatto. 

\sifil(o)- Primo elemento di parole composte che nella terminologia scientifica significano sifilide. 

\sifìlide, sf. Grave malattia venerea, detta anche lue, infettiva, contagiosa, provocata dalla spirocheta Treponema pallidum. L'infezione si contrae quasi sempre attraverso il rapporto sessuale e ha un decorso molto lungo, ripartito in tre fasi. ~ lue. 
 X   sf. syphilis. 
Sifilide congenita 
Si manifesta nei primi mesi di vita di figli di madri affette da sifilide. 
Conosciuta fin dal XV sec., la sifilide è stata studiata con successo dal 1905, con la scoperta del Treponema e curata adeguatamente con l'avvento della penicillina. 
Sifilide primaria 
Si manifesta dopo un periodo d'incubazione che va da una a tre settimane, con l'apparizione nel punto del contagio, genitale o extragenitale, di un nodulo duro, indolore, con il risentimento dei linfonoidi della zona. 
Sifilide secondaria 
Inizia dopo uno o due mesi con l'apparizione sulla pelle, in varie parti del corpo, di macchie, contagiosissime, che possono trasformarsi in pustole. 
Sifilide terziaria 
Se non curata adeguatamente, subentra la terza fase, in cui avviene la lesione anatomopatologica, costituita da un nodulo che si rammollisce e si riempie di un liquido gommoso, pieno di spirochete. L'invasione di tali gomme luetiche nel sistema nervoso centrale, nei visceri e nelle ossa, può provocare un esito infausto. 

\sifilìtico, agg. (pl. m.-ci) 1 Riguardante la sifilide. 2 Affetto da sifilide. 

\sifilodèrma, sm. Elemento eruttivo della sifilide che si presenta come una macchia o una papula. 

\sifilografìa, o sifilologìa, sf. Branca della medicina che studia la sifilide. 

\sifilòma, sm. Lesione cutanea tipica della sifilide. 

\sifilometrìa, sf. Determinazione quantitativa degli anticorpi specifici effettuata per valutare l'efficacia di un trattamento antisifilitico. 

\Sifonàli Ordine di Alghe Cloroficee a tallo unicellulare tipiche dei mari caldi. 

\sifonaménto, sm. Infiltrazione di acqua alla base di una costruzione. 

\Sifonàridi Famiglia di Molluschi Gasteropodi polmonati con conchiglia conica, capo a forma di disco con piccoli occhi e privo di tentacoli. 

\sifóne, sm. 1 Nelle costruzioni idrauliche, conduttura a forma di U che, una volta innescata, permette di travasare un liquido da un serbatoio più alto a uno più basso, superando ostacoli posti ad altezza superiore a quella del serbatoio più alto. 2 Specie di bottiglia ermeticamente chiusa e atta a contenere liquidi gassosi che fuoriescono azionando una leva a molla. 
 X   sm. siphon. 

\Sifonocladàli Ordine di Alghe Cloroficee, con tallo adulto suddiviso in segmenti dotati di numerosi nuclei. Vi appartiene la famiglia delle Cladoforacee. 

\Sifonodentàlidi Famiglia di Molluschi scafopodi che comprende specie che vivono in tutti i mari. 

\sifonogamìa, sf. Modalità di riproduzione che può avvenire per mezzo di un sifoncino o tubetto pollinico. 

\sifonògamo, agg. Riferito a una pianta che si riproduce per sifonogamia. 

\sifonozòide, sm. Polipo senza tentacoli che vive nelle colonie delle pennatule provvedendo a immettere e far circolare l'acqua marina nei canali del cenosarco. 

\sig. Abbreviazione di signore. 

\Sigànidi Famiglia di Pesci Perciformi, più noti col nome di pesci coniglio, che vivono nelle barriere coralline degli oceani Indiano e Pacifico. 

\sigaràio, sm. (pl.-ai) 1 Chi lavora il tabacco. 2 Tabaccaio. 
Insetto (Bystiscus populi) della famiglia dei Curculionidi e dell'ordine dei Coleotteri. Misura fino a 6 mm e si nutre di vegetali. Deposita le uova nelle foglie che ha arrotolato in forma di sigaro. 

\sigarétta, sf. 1 Piccolo tubo di carta con all'interno tabacco tritato. ~ cicca. 2 Spagnoletta di filo. 
 X   sf. cigarette. 

\sigarétto, sm. Sigaro sottile, fornito a volte di bocchino. 

\sìgaro, sm. Rotolo da fumare, formato da foglie di tabacco. 
 X   sm. cigar. 
 @   spagn. cigarro. 

\Sigfrido (letteratura) Seconda giornata in tre atti che fa parte della tetralogia L'anello del Nibelungo di R. Wagner, libretto proprio (Bayreuth, 1871). Siegfried, dal destino eroico, figlio di Sieglinde, viene allevato dal Nibelungo che ricompone la spada spezzata. Benpresto egli si allontana con l'arma in cerca della propria origine. Va in cerca dell'anello, custodito da un drago e, lottando con la spada che lui stesso ha riforgiato, se ne impadronisce. Alberich tenta di recuperare l'oro con l'inganno, ma viene ucciso. L'eroe arriva da Brunnhilde, supera il fuoco, la sveglia e si abbandona tra le sue braccia. 

\Sigfrìdo (mitologia) Eroe della mitologia germanica, figlio di Sigmundo e appartenente alla stirpe dei Valsunghi. A lui sono attribuite numerose imprese straordinarie e tra queste l'uccisione del drago Fafnir, nel cui sangue si immerse acquistando l'invulnerabilità tranne che in un punto sulle spalle. Fu proprio in questo punto che Sigfrido verrà colpito a morte, per opera di Brunilde, una valchiria da lui liberata dalla punizione del dio Odino. Sigfrido non corrispose il suo amore e sposò Crimilde, sorella del re Gunther. Brunilde per vendetta lo fece uccidere. 

\sigillànte, agg. e sm. agg. Che sigilla. 
sm. Materiale utilizzato per sigillare. 

\sigillàre, v. tr. 1 Apporre un sigillo. ~ suggellare. <> dissigillare. 2 Chiudere in modo ermetico. ~ piombare. <> spiombare. 
 X   v. tr. to seal. 
 @   lat. tardo sigillare imprimere. 

\sigillàto, agg. Chiuso con un sigillo. 
Terra sigillata 
Varietà di ceramica, in uso in età ellenistica e imperiale, che comprendeva un tipo di vasellame prodotto in serie a imitazione della ceramica aretina. 

\sigillatùra, sf. L'atto di sigillare. 

\sigìllo, sm. 1 Strumento con impresso uno stemma, un'incisione di qualche tipo utilizzato con la ceralacca per garantire contro manomissioni, aperture indebite di pacchi, lettere, buste. violazione di sigilli, reato commesso da chi manomette i sigilli imposti da un'autorità. ~ marcatura, marchio. 2 Il segno lasciato dallo strumento stesso. mettere sotto sigillo, custodire gelosamente. 
 X   sm. seal. 
 @   lat. sigillum, dimin. di signum marchio, impronta. 
Sigillo di Salomone 
Nome comune della specie Polygonatum utilizzata per ornare il sottobosco dei parchi. 

\Sigìllo Comune in provincia di Perugia (2.367 ab., CAP 06028, TEL. 075). 

\sigillografìa, sf. Scienza che studia i sigilli. 

\Sigismóndo Nome di sovrani. 
Sigismondo di Lussemburgo 
(Norimberga 1368-Znaim 1437) Re di Boemia e Ungheria e imperatore del Sacro Romano Impero (dal 1411). Successe al padre Carlo IV e divenne re di Germania in seguito alle nozze con Maria, la figlia di Luigi il Grande. Convocò il concilio di Costanza (1414) per risolvere lo scisma d'Occidente. 
Sigismondo I Jagellone 
(Kozienice 1467-Cracovia 1458) Re di Polonia dal 1506, avversò le minacce d'invasione di Russia, Austria e impero turco. Riuscì ad annettere la Prussia orientale grazie a un'intensa attività militare. 
Sigismondo II Augusto Jagellone 
(Cracovia 1520-Knyszyn 1572) Re di Polonia dal 1548. Ultimo della dinastia degli Jagelloni, figlio di Sigismondo I. La sua politica di tolleranza religiosa permise la diffusione della Riforma e la contemporanea predicazione dei gesuiti. 
Sigismondo III Vasa 
(Stoccolma 1566-Varsavia 1632) Re di Polonia (dal 1587) e di Svezia (1592-1599). Figlio di Giovanni III di Svezia e nipote di Sigismondo di Polonia. La corona svedese gli fu tolta dallo zio Carlo (futuro Carlo IX). 

\sìgla, sf. 1 Abbreviazione di una o più parole. ~ monogramma. la sigla automobilistica di Pavia era PV. 2 Firma concisa, formata dalle sole iniziali. 3 Motivo musicale di uno spettacolo. 
 X   sf. 1 pl. initials. 2 (acronimo) acronym. 3 (abbreviazione) abbreviation. 4 (marchio) mark. 5 (mus.) signature tune. 
 @   lat. tardo sigla,-orum segno di abbreviazione. 

\siglàre, v. tr. Apporre una sigla. ~ contrassegnare. 
 X   v. tr. to initial. 

\siglàrio, sm. Indice in cui sono descritti i significati delle sigle. 

\sìgma, sm. 1 Parte dell'intestino crasso.   +   2 Lettera dell'alfabeto greco che indica la s sibilante. 

\sigmatìsmo, sm. Difetto di pronuncia che consiste nel accentuare la lettera s

\sigmodónte, sm. Genere di Mammiferi Roditori Miomorfi alcune specie del quale hanno pelliccia ispida, orecchie grandi e coda più corta del corpo. Appartiene alla famiglia dei Cricetidi. 

\sigmoideo, agg. Si dice della cavità che presenta l'estremità superiore dell'ulna. 
Arteria sigmoidea 
Rami dell'arteria mesenterica che vascolarizzano il colon sigmoideo. 
Colon sigmoideo 
La parte ileopelvica del colon. 
Valvole sigmoidee 
Tre pliche membranose all'origine dell'arteria polmonare e dell'aorta. 

\sigmoidìte, sf. Infiammazione del colon sigmoideo. 

\sigmoidotomìa, sf. Incisione chirurgica del colon sigmoideo. 

\Sìgna Comune in provincia di Firenze (14.375 ab., CAP 50058, TEL. 055). Centro industriale (calzaturifici, concerie, prodotti metalmeccanici, cartari e dell'abbigliamento) e della lavorazione artigianale di ceramiche artistiche e della paglia. Vi si trovano le chiese di San Lorenzo, del X sec., e di Santa Maria in Castello, dell'VIII sec. Gli abitanti sono detti Signesi

\Signac, Paul (Parigi 1863-1935) Pittore francese. Tra le opere La colazione (1886-1887, Otterlo, Rijksmuseum Kröller-Müller) e Costa Azzurra (1889, L'Aia, Gemeentemuseum). 

\signìfero, sm. Portatore di insegne. 

\significànte, agg. e sm. agg. Significativo, che ha significato. 
sm. L'elemento linguistico che dà significato [e con esso forma il  →  "segno"]. 

\significàre, v. tr. 1 Esprimere, far conoscere. ~ designare. 2 Equivalere, denotare. 3 Voler dire. quel suo silenzio significava che non gli voleva pi¨ bene. 4 Essere significativo. 
 X   v. tr. to mean. 
 @   lat. significare, comp. da signum segno +-ficare fare. 

\significatività, sf. invar. L'essere significativo. 

\significatìvo, agg. 1 Di particolare rilevanza, notevole, importante. <> insignificante. 2 Espressivo, che ha significato. ~ indicativo. <> oscuro. 
 X   agg. 1 (rilevante) important, remarkable, significant. 2 (che ha significato) meaningful, big (of significance), significant. 

\significàto, sm. 1 Il concetto espresso mediante  →  segni, gesti. vocabolo dai molteplici significati. 2 Rilevanza, valore. aveva dato grande significato a quell'atteggiamento distaccato della sua ragazza
 X   sm. 1 sense, meaning. 2 (importanza) importance. 
 @   lat. significatus,-us, deriv. da significare

\significazióne, sf. 1 Significato. 2 Attestazione. 

\Signor Bruschino, Il (ossia Il figlio per azzardo) Farsa giocosa in un atto di G. Rossini, libretto di G. Foppa (Venezia, 1813). 

\Signor Max, Il Film commedia, italiano (1937). Regia di Mario Camerini. Interpreti: Assia Noris, Vittorio De Sica. 

\Signor Presidente, Il Romanzo di M. A. Asturias (1946). 

\Signor Puntila e il suo servo Matti, Il Dramma di B. Brecht (1940-1941). 

\Signor Theodor Mundstock, Il Racconto di L. Fuks (1963). 

\signóra, sf. 1 Donna sposata o vedova. 2 Donna. parrucchiera per signora. 3 Donna che vive nell'agiatezza, senza stenti. 4 Moglie. lo vide in compagnia della sua signora
 X   sf. 1 lady. 2 (seguito da nome e cognome) Mrs. 3 (deferente, vocativo) Madam. 
 @   dal lat. senior,-oris, comparat. di senex,-is vecchio. 

\Signora col cagnolino, La Racconto di A. P. Cechov (1898). 

\Signora Dalloway, La Romanzo di A. V. Woolf (1925). 

\Signora del venerdì, La Film commedia, americano (1940). Regia di Howard Hawks. Interpreti: Rosalind Russell, Cary Grant, Ralph Bellamy. Titolo originale: His Girl Friday 

\Signora delle camelie, La Romanzo di A. Dumas figlio (1848). 

\Signora di Challant, La Dramma di G. Giacosa (1891). 

\Signora Miniver, La Film drammatico, americano (1942). Regia di William Wyler. Interpreti: Greer Garson, Walter Pidgeon, Teresa Wright. Titolo originale: Mrs. Miniver 

\Signora per un giorno Film commedia, americano (1932). Regia di Frank Capra. Interpreti: Warren William, May Robson, Walter Connolly. Titolo originale: Lady for a Day 

\signóre, sm. 1 Uomo adulto. 2 Dio. 3 Chi ha un'autorità su un luogo, padrone. 4 Uomo che vive nell'agiatezza. faceva vita da signore. 5 Persona dai modi raffinati. 6 Appellativo che denota rispetto. 
 X   sm. 1 man, gentleman. 2 (seguito da nome e cognome) Mr. 3 (deferente) Sir. 4 (benestante) lord. 5 (Dio) God, Lord. 
 @   lat. senior,-oris, comparat. di senex,-is vecchio. 

\Signore & signori Film commedia, italiano (1965). Regia di Pietro Germi. Interpreti: Virna Lisi, Gastone Moschin, Alberto Lionello. 

\Signore degli anelli, Il Romanzo di J. R. R. Tolkien (1954-1955). 

\Signore delle mosche, Il Romanzo di W. Golding (1954). 

\Signore di Ballantrae, Il Romanzo di R. L. Stevenson (1889). 

\Signore e Signori Prosa di C. Cederna (1966). 

\signoreggiàre, v. v. tr. Dominare, sovrastare. 
v. intr. Esercitare un dominio. ~ comandare, dirigere. 

\Signorèlli, Lùca (Cortona ca. 1445-1523) Pittore. Allievo di Piero della Francesca, fu influenzato dal Verrocchio e dal Pollaiolo. Svolse un ruolo fondamentale nello sviluppo stilistico del XV sec. fiorentino e lasciò la propria impronta anche nell'arte di Michelangelo. Tra le opere Madonna con il Bambino e Santi (1484, Perugia, Museo dell'Opera del Duomo), Storie di San Benedetto (1497-1498, Abbazia di Monte Oliveto Maggiore) e il ciclo di affreschi del duomo di Orvieto (Storia dell'Anticristo, I Beati, I Dannati, La resurrezione della carne, 1499-1502, Orvieto, Duomo, Cappella di San Brizio). 

\signorésco, agg. (pl. m.-chi) Da signore. 

\Signoret, Simone (Wiesbaden 1921-Autheuil-sur-Herne 1985) Nome d'arte dell'attrice cinematografica francese Simone Kaminker. Affermatasi in Casco d'oro (1952) vinse l'Oscar nel 1958 per La strada dei quartieri alti. Tra gli altri film Adua e le compagne (1960), L'adolescente (1978) e Mia cara sconosciuta (1979). 

\signorìa, sf. 1 Luogo sottoposto al dominio di qualcuno. ~ possedimento. 2 Titolo di rispetto rivolto alle persone autorevoli. ~ monsignore, messere. 
Regime dittatoriale sviluppatosi nel tardo medioevo e nel rinascimento specialmente nell'Italia settentrionale. L'istituzione è caratterizzata dalla trasformazione del regime comunale per cui l'accentramento dei poteri passa dai magistrati a una sola persona. Si instaurò tra il XIV e il XV sec. specialmente nell'Italia centrosettentrionale favorendo l'ingrandimento dei territori comunali, rappresentando così un primo passo verso lo stato moderno. 

\Signorìa, palàzzo délla Uno dei maggiori esempi di architettura gotica. Iniziato a Firenze nel 1299 fu più volte ampliato nei secoli successivi da architetti del valore di Vasari e Buontalenti. La torre è del 1310. 

\Signorìa, piazza délla Piazza di Firenze, è considerata una delle più belle piazze del mondo. Ha origine medievale ma fu varie volte rielaborata nel corso dei secoli, specialmente nel corso del XVI sec. con la collocazione delle statue che tuttora sono visibili e nel XIX sec. con la demolizione della loggia dei Pisani, per consentire la costruzione del palazzo Lavisan. Tra i monumenti si ricordano la fontana del Nettuno (Ammannati, 1575), il Marzocco, un leone assurto a simbolo di Firenze, e il David, copia dell'originale della Galleria dell'Accademia. Tra i palazzi, si segnalano Palazzo Vecchio, la Loggia della Signoria, il Palazzo Uguccioni. 

\signorìle, agg. Nobile, da signore. ~ raffinato. <> ordinario. 
 X   agg. 1 refined, elegant. 2 (lussuoso) luxury. 

\signorilità, sf. Il comportarsi da signori. ~ classe, raffinatezza. <> ineducazione, maleducazione. 

\signorìna, sf. 1 Donna non sposata, nubile. la signorina desidera? 2 Ragazza. ~ donzella, fanciulla. era ancora signorina per indossare certi abiti
 X   sf. 1 young lady. 2 (ragazza) girl. 3 (nubile) single girl, unmarried woman. 4 (seguito da nome e cognome) Miss. 
 @   dimin. di signora

\Signorina Else, La Novella di A. Schnitzler (1924). 

\Signorina Fifì, La Novella di G. de Maupassant (1882). 

\Signorina Giulia, La Dramma di A. Strindberg (1888). 

\Signorina Rosina Romanzo di A. Pizzuto (1959). 

\Signorìni, Telèmaco (Firenze 1835-1901) Pittore. Tra le opere La sala delle agitate (1865, Venezia, Ca' Pesaro) e Novembre (1870, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna). 

\signorìno, sm. 1 Ragazzo viziato. 2 Appellativo con cui la servitù si rivolge al figlio del padrone di casa. 

\signornò, avv. Risposta negativa data al proprio superiore, nell'ambiente militare. 

\signoróne, sm. Grande signore, dotato di molta ricchezza. 

\signoròtto, sm. Signore che governa su un piccolo dominio. ~ notabile, possidente. 

\signorsì, avv. Risposta affermativa data negli ambienti militari al proprio superiore. 

\Signorsì Romanzo di Liala (1931). 

\Sihanouk, Norodom (Phnom Penh 1922-) Re (dal 1941 al 1955) e capo di stato (dal 1960 al 1970) della Cambogia. Messo sul trono nel 1941 dal governatore francese, gestì con equilibrio il periodo dell'occupazione giapponese e, instaurata una monarchia costituzionale nel 1946, ottenne una certa autonomia. Ottenuta l'indipendenza dalla Francia nel 1954, abdicò in favore del padre Norodom Suramarit. Nonostante questo, conservò il potere effettivo e alla morte del padre divenne capo dello stato, rinunciando al titolo reale. Cacciato da un colpo di stato, sostenuto dagli Stati Uniti nel 1970, si alleò ai khmer rossi e ritornò al potere dopo la liberazione avvenuta nel 1975. Divenuto presidente della repubblica si oppose al regime di terrore khmer e fu messo agli arresti domiciliari. Liberato al momento dell'invasione vietnamita, nel 1979, andò in esilio e denunciò all'ONU gli orrori del regime di Pol Pot. In seguito agli accordi di pace di Parigi (1990), rientrato in patria ha formato un governo di unità nazionale e, rieletto capo dello stato nel 1993, ha assunto nuovamente il titolo di re. 

\Siirt Città (67.000 ab.) della Turchia, nell'Anatolia orientale. Capoluogo della provincia omonima. 

\Sikar Città (103.000 ab.) dell'India, nello stato del Rajasthan. Capoluogo del distretto omonimo. 

\Sikasso Città (73.000 ab.) del Mali, presso il confine con il Burkina Faso. Capoluogo della regione omonima. 

\Sikelianos, Anghelos (Leucade 1884-Atene 1951) Drammaturgo greco. Tra le opere Ditirambo della rosa (1932) e Dedalo a Creta (1942). 

\sikh Comunità religiosa e politico-militare fondata da Nanak Dev (XVI sec.) e che costituisce una potente comunità nel Punjab. Scopo fu quello di radunare un gran numero di seguaci ai quali fu esposto il libro sacro di Nanak, il Granth che riunisce le dottrine sue e dei suoi guru. La comunità fu sottomessa dal governo inglese nel 1849, ma non perdette le sue caratteristiche bellicose. Oggi è una provincia autonoma dell'Unione indiana da cui i sikh rivendicano la loro indipendenza anche con metodi terroristici. 

\sikhara, sm. invar. Tipica sovrastruttura dei templi indiani formata da più piani a pianta quadrata leggermente rientranti gli uni rispetto agli altri. 

\Sikiang Fiume della Cina (1.958 km) formato dalla confluenza dell'Hungshui e dello Yu. Bagna Wuchow e Canton e sfocia nel mare Cinese meridionale con un ampio delta, presso Hong Kong. Nel suo corso superiore prende il nome di Hongshui; principali affluenti sono i fiumi Xiang, Kuai, Bei e Dong. Per gran parte del suo corso attraversa profonde gole, ha numerosi canali artificiali ed è una delle più importanti vie d'acqua di interesse commerciale della Cina. Navigabile per quasi tutta la sua lunghezza, le navi di alto mare lo risalgono fino a Wuzhou. Il suo bacino idrografico ha una superficie di circa 328.000 km2

\Sikkim Stato federato indiano che si estende sul versante meridionale dell'Himalaia (7.298 km2, 317.000 ab.), lungo la valle del fiume Tista e sovrastato dai monti Kangchenjunga (8.063 m), Pauhunri e Chomo Yummo. Confina a sud con l'India (Bengala occidentale), a sud-est con il Buthan, a nord-est con la Cina e a ovest con il Nepal. Capitale Gangtok. Prevalentemente montuoso, ha clima tropicale e la sua economia si basa soprattutto sull'agricoltura (frutta, cereali, cardamomo, riso, grano, tè; la produzione delle patate è solo per il consumo locale) e sull'allevamento di ovini e caprini. Si trovano anche giacimenti minerari d'oro, argento, ferro zinco e grafite. Fiorente è l'artigianato della lavorazione della lana e del rame. La popolazione è formata dalle tribù dei Bhotia e Lepcia e da immigrati nepalesi e tibetani. Il Sikkim è una monarchia ereditaria con a capo dello stato un maragià che esercita il potere coadiuvato da un consiglio privato e da un consiglio esecutivo. Fondato nel 1641 da una nobile famiglia tibetana, fu ceduto nel 1816 dal sovrano locale alla Gran Bretagna perché lo difendesse dalle invasioni gurkha. Il protettorato rinnovato negli anni 1861 e 1888 ottenne il riconoscimento della Cina, che era titolare della sovranità nominale, nel 1890. Diventato autonomo nel 1947, il 5 dicembre dello stesso anno stipulò un trattato di protettorato con l'India, in base al quale il controllo della politica estera, delle comunicazioni e della difesa veniva affidato al governo di Nuova Delhi. Tra il 1965 e il 1967 si verificarono gravi incidenti di frontiera con truppe cinesi (la Cina rivendicava alcuni territori). Dal 1975 è diventato il ventiduesimo stato dell'India. 

\Sik-Sik l'artefice magico Commedia di E. De Filippo (1930). 
Silenzio 
Romanzo di S. Endo (1969). 

\Sìla Massiccio montuoso costituito da un vasto altopiano dell'Appennino meridionale che occupa la parte centrale della Calabria, costituito da scisti e gneiss che poggiano su una massa di rocce granitiche con formazioni mioceniche e quaternarie. Viene tradizionalmente suddiviso in Sila Greca a nord (monte Paleparto, 1.481 m), Sila Grande al centro (monte Botte Donato, 1.929 m), e Sila Piccola a sud (monte Gariglione, 1.766 m). Rappresenta la maggior ricchezza boschiva di tutta l'Italia meridionale. Principale risorsa è l'allevamento bovino e ovino. Esportazione di legname da ardere e da opera. Numerosi i bacini artificiali per la produzione di energia elettrica (lago Ampollino, Arvo, di Cecita). La Sila è servita da una ferrovia e da una buona rete stradale. È in via di sviluppo il turismo sia estivo che invernale (Camigliatello Silano, Sangiovanni in Fiore, Silvana Mansio, Villaggio Mancuso, Villa Racisi). È stata inserita nel parco nazionale della Calabria. 

\Silàndro (in ted. Schlanders) Comune in provincia di Bolzano (5.366 ab., CAP 39028, TEL. 0473). 

\silàno, sm. Termine generico con cui vengono denominati alcuni composti del silicio che presentano analogie con gli idrocarburi. 

\Silànus Comune in provincia di Nuoro (2.516 ab., CAP 08017, TEL. 0785). 

\Sìle (95 km, bacino 630 km2) Fiume veneto che nasce da risorgive di Castelfranco Veneto, bagna Treviso (dove riceve le acque del fiume Botteniga) e sfocia nel Piave in cui venne deviato per evitare l'insabbiamento della laguna veneta dove un tempo sfociava. Fiume ricco di acque, è navigabile per 68 km e ha regime regolare. 

\Silèa Comune in provincia di Treviso (8.671 ab., CAP 31057, TEL. 0422). 

\silène, sf. Genere di piante erbacee tipiche dell'emisfero boreale e dell'Africa meridionale. Appartiene alla famiglia delle Cariofillacee. 

\silèno, sm. Personaggio mitologico dalle sembianze umane, ma con orecchie, coda e zampe equine. 

\silènte, agg. In silenzio, silenzioso. 

\silenziàre, v. tr. Diminuire tramite opportuni accorgimenti il rumore prodotto da un motore a scoppio. 

\silenziatóre, sm. Dispositivo che permette di ridurre il rumore. 
 X   sm. silencer. 

\silènzio, sm. (pl.-zi) 1 La mancanza, assenza di suoni. 2 Il non parlare. rimasero a lungo in silenzio; soffrire in silenzio, senza lamentarsi. 3 Oblio. 4 Segnale che impone di terminare ogni rumore. 
 X   sm. 1 silence. 2 (fare silenzio) to be quiet. 3 (mil.) lights-out. 
 @   lat. silentium, deriv. da silere tacere. 

\Silenzio Saggio musicale di J. Cage (1961). 

\Silenzio degli innocenti, Il Film fantastico, americano (1990). Regia di Jonathan Demme. Interpreti: Jodie Foster, Anthony Hopkins, Scott Glenn. Titolo originale: The Silence of the Lambs 

\Silenzio del corpo, Il Saggio di G. Ceronetti (1979). 

\Silenzio del mare, Il Racconto di Vercors (1942). 

\Silenzio è d'oro, Il Film commedia, francese (1947). Regia di René Clair. Interpreti: Maurice Chevalier, Marcelle Derrien, François Périer. Titolo originale: Le silence est d'or 

\Silenzio e grido Film drammatico, ungherese (1968). Regia di Miklos Jancso. Interpreti: Mari Torocsik, Zoltan Latinovits, Jozsef Madaras. Titolo originale: Csend es kialtas 

\Silenzio, Il Film drammatico, svedese (1963). Regia di Ingmar Bergman. Interpreti: Ingrid Thulin, Gunnel Lindblom, Jorgen Lindström. Titolo originale: Tystnaden 

\silenziosaménte, avv. Senza fare rumore, in modo silenzioso. ~ silentemente. <> rumorosamente. 

\silenziosità, sf. invar. L'essere silenzioso. 

\silenzióso, agg. 1 Che non fa rumore. ~ silente. <> chiassoso. si abbandon˛ a un pianto silenzioso, senza singhiozzi. 2 Che mantiene il silenzio, taciturno. era un tipo silenzioso, abituato ad ascoltare gli altri. 3 Quieto. 
 X   agg. 1 silent. 2 (quieto) quiet. 
 @   lat. tardo silentiosus

\Silesius, Angelus (Breslavia 1624-1677) Pseudonimo di Johann Scheffler. Poeta tedesco. Tra le opere Sacra voluttÓ dell'anima (1657) e Il pellegrino cherubico (1675). 

\sìlfide, sf. 1 Ragazza giovane e snella. 2 Compagna di silfo. 

\Silfide, La Balletto romantico in due atti di J. Schneitzhoeffer, libretto di A. Nourrit (Parigi, 1832). 

\Sìlfidi Famiglia di Insetti Coleotteri con apparato boccale robusto e antenne brevi e clavate. 

\sìlfo, sm. Nella mitologia nordica, spirito dell'aria. 

\silhouette, sf. invar. Profilo di una persona. ~ figura. 
 @   dal ministro delle finanze E. De Silhouette (1709-1767) celebre per la sua gestione particolarmente severa della cosa pubblica. 

\silic(o)- Primo elemento di parole composte che nella terminologia chimica indicano una relazione col silicio. 

\silicàto, sm. Composto chimico, sale di un acido silicico. I silicati comprendono i componenti essenziali delle rocce eruttive e metamorfiche. Vengono distinti in gruppi e ulteriomente in famiglie. Il motivo strutturale fondamentale è dato dai gruppi ionici tetravalenti SiO4, in cui l'atomo di silicio è al centro di un tetraedro i cui vertici sono occupati da atomi di ossigeno. I tetraedri possono essere collegati tra di loro solo per i vertici, in modo che un atomo di ossigeno sia comune a due tetraedri. Se invece rimangono isolati nell'edificio cristallino, la saldatura tra i gruppi si realizza tramite altri atomi. 

\sìlice, sf. Composto chimico (biossido di silicio-SiO2) estremamente stabile e molto abbondante sulla crosta terrestre in forme cristalline quali quarzo, cristobalite e tridimite. Insolubile in acqua, reagisce con l'acido fluoridrico; se viene riscaldata a 3.600 °C da origine al carborundo, composto di colore nero e durezza simile al diamante. Finemente triturata dall'azione meccanica degli agenti atmosferici e dell'acqua, forma la sabbia. In questa forma, la silice può essere utilizzata per produrre vetri, ceramiche, malte ecc. Quando la sabbia si forma da rocce porose e leggere, derivate da depositi di diatomee, assume il nome di farina fossile e può essere utilizzata nella preparazione della dinamite. 
 @   lat. silex, icis pietra dura. 

\silìceo, agg. Relativo a una roccia sedimentaria o a un terreno che contengono silice. 

\silìcico, agg. (pl. m.-ci) Relativo a qualsiasi composto ottenibile aggiungendo acqua a biossido di silicio. 

\silìcio, sm. Elemento chimico non metallico, analogo al carbonio, che entra in un grande numero di composti naturali (silice e silicati) e che costituisce l'elemento più abbondante in natura dopo l'ossigeno (28% della crosta terrestre). Diverse forme di silice sono la sabbia, il quarzo, l'ametista, l'agata, la selce e l'opale. In ordine di abbondanza è il sesto nell'universo. Ha numero atomico 14, peso atomico 28 e simbolo Si. Fonde a 1.420 °C e ha peso specifico di 2,32 g/cm3. Appartiene al gruppo IV A del sistema periodico degli elementi, con caratteristiche semimetalliche; i suoi stati di ossidazione vanno da 4 a -4. È oggi l'elemento fondamentale per la costruzione dei microcircuiti elettronici. 
 X   sm. silicon. 

\Silicoflagellàte Ordine di Alghe crisofite crisoficee unicellulari con uno o due flagelli e scheletro costituito da spicole di silicio. 

\silicone, sm. In chimica polimero contenente i legami Si-C e Si-O-Si ottenuto da composti del silicio. I siliconi sono usati per realizzare fluidi, elastomeri, grassi lubrificanti e idrorepellenti, come particolari tipi di resine e vernici. Il processo chimico che conduce a ottenere siliconi è complesso: partendo dal tetracloruro di silicio (SiCl4) si ottengono i monoclorosilani, i diclorosilani e i triclorosilani grazie alla sostituzione del cloro con radicali alchilici. I clorosilani per idrolisi danno origine ad altri composti (silantrioli, silandioli e silanioli) che per condensazione producono siliconi. 

\silicóni, sm. pl. Composti chimici costituiti da catene o reti di atomi alternati di silicio e ossigeno. Possono essere liquidi o solidi. Vengono impiegati come lubrificanti ad alte temperature. Le resine siliconiche vengono impiegate come isolanti elettrici anche a temperature elevatissime. 

\silicòsi, sf. Malattia professionale che colpisce i lavoratori sottoposti a inalazione di polvere di silice (minatori, vetrai, addetti agli impianti di sabbiatura ecc.). Può sopravvenire dopo un periodo medio-lungo di esposizione a rischio e viene causata dai depositi di silice nei polmoni. Le particelle inalate vengono inglobate dai monociti macrofagi presenti nei polmoni; non essendo in grado di neutralizzarle, i moniciti muoiono e liberano la silice, che viene fagocitata da altri monociti. La reazione dei monociti che hanno ingerito la silice provoca la formazione di collagene che, in grande quantità, genera una fibrosi polmonare e può anche dare origine a tubercolosi e carcinomi polmonari. 

\Silicospònge Gruppo di spugne cui appartengono le demosponge e le esattinellidi. 

\Sìligo Comune in provincia di Sassari (1.142 ab., CAP 07040, TEL. 079). 

\sìliqua, sf. Tipo di frutto deiscente con molti semi proprio delle crocifere.   +  

\Silìqua Comune in provincia di Cagliari (4.430 ab., CAP 09010, TEL. 0781). 

\Silistra Città (56.000 ab.) della Bulgaria, nella Dobrugia meridionale, sul Danubio. Capoluogo del distretto omonimo. 

\Silìus Comune in provincia di Cagliari (1.383 ab., CAP 09040, TEL. 070). 

\Silkwood Film drammatico, americano (1983). Regia di Mike Nichols. Interpreti: Meryl Streep, Kurt Russell, Cher. Titolo originale: Silkwood 

\Sìlla, Lùcio Cornèlio Uomo politico e generale romano (138 a. C.-Campania 78 a. C.). Discendente da una famiglia patrizia ma povera di mezzi, trascorse la prima parte della sua vita tra notevoli ristrettezze economiche che non gli impedirono però di soddisfare sia la sua propensione alla dissolutezza sia il suo amore per la cultura. Militò dapprima agli ordini di C. Mario. Eletto console nell'88 condusse la guerra contro Mitridate. Gli fu poi revocato il comando a favore di Mario, quindi occupò Roma obbligando l'avversario a fuggire. Nell'85 indusse Mitridate alla pace di Dardano e tornò in Italia dove nell'82 sconfisse gli eserciti democratici e i loro alleati sanniti. Ottenne poi la dittatura a tempo indeterminato con l'incarico di riordinare lo stato. Con le tavole di proscrizione provvide a mettere fuori legge i partigiani del partito popolare e quindi a reintegrare il predominio della classe aristocratica. Si ritirò a vita privata nel 79 dopo aver rinunziato alla dittatura e al consolato. 

\sìllaba, sf. Unità fonica minima articolabile in modo autonomo, ottenuta dalla scomposizione di una parola. Nella linguistica tradizionale, la sillaba è costituita da un apice di sonorità (punto vocalico), costituito da una vocale o da un dittongo (in alcune lingue può essere costituito anche da una consonante l, m, n, r che può assumere la funzione di vocale, per esempio, krk, cioè collo nella lingua ceca). Le sillabe si distinguono in aperte e chiuse; aperte quando terminano con l'apice sillabico, chiuse quando terminano con un suono di minore intensità sonora rispetto all'apice. Le sillabe chiuse hanno durata solitamente doppia rispetto a quelle aperte e vengono generalmente chiamate lunghe. 
 X   sf. syllable. 
 @   lat. syllaba, dal greco syllabŔ. 

\sillabàre, v. tr. Separare le parole in sillabe. ~ compitare, scandire. 

\sillabàrio, sm. Testo che insegna a sillabare. 

\Sillabario 1 Racconto di G. Parise (1972). 

\Sillabario 2 Racconto di G. Parise (1982). 

\sillabazióne, sm. L'atto di sillabare. 

\sillabicaménte, avv. Mediante sillabe. 

\sillàbico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alle sillabe, costituito da una sillaba. insegnamento sillabico, basato sulla sillabazione. 

\sìllabo, sm. 1 Repertorio. 2 Documento scritto da papa Pio IX nel 1864, indicante aspetti moralmente da condannare. 

\Sillàno Comune in provincia di Lucca (792 ab., CAP 55030, TEL. 0583). 

\Sillanpää, Frans Eemil (Hämeenkyrö 1888-Helsinki 1964) Romanziere finlandese. Tra le opere La vita e il sole (1916) e Gente nella notte d'estate (1934). 

\Sìllaro Fiume (73 km) dell'Emilia Romagna. Nasce nell'Appennino Tosco-Emiliano, dal monte Tre Poggioli, e confluisce nel Reno. 

\Sillavéngo Comune in provincia di Novara (588 ab., CAP 28060, TEL. 0321). 

\sillèssi, sf. invar. Frase errata dal punto di vista grammaticale ma che ha un significato. 

\Sìllidi Famiglia di Anellidi policheti erranti con peristomio provvisto di due paia di cirri tentacolari e parapodi non ramificati. 

\sillimanìte, sf. Silicato di alluminio che si presenta in cristalli rombici. 

\Sillitoe, Alan (Nottingham 1928-) Scrittore inglese. Tra le opere Sabato notte e domenica mattina (1958) e La solitudine del maratoneta (1959). 

\sìllo, sm. Forma di componimento satirico in versi. 

\sìlloge, sf. Raccolta antologica di brani scritti. ~ epitome, miscellanea. 

\sillogìsmo, sm. Ragionamento composto da tre proposizioni collegate tra loro in modo che dalle prime due, la maggiore e la minore, se ne ricava una terza, detta conclusione (es.: o A o B, B, quindi non A; ogni A è B, C è A, quindi C è A). Il termine sillogismo, con il solo significato di ragionamento, si trova già all'epoca di Platone, ma solo Aristotele gli dette il significato che ha tuttora. 
 @   lat. syllogismus, dal greco syllogism˛s. 

\sillogìstica, sf. Teoria del sillogismo. 

\sillogisticaménte, avv. Per sillogismi. 

\sillogìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al ragionamento. 

\sillogizzàre, v. v. tr. Ridurre a sillogismi, mostrare un ragionamento che porta a dimostrare una affermazione. 
v. intr. Ragionare per sillogismi. 

\sìlo, sm. Grosso contenitore utilizzato come deposito di cereali, foraggi o di prodotti chimici. ~ granaio. 
 @   spagn. silo, dal lat. sirus granaio, dal greco seir˛s

\Siloè, Diego de (Burgos ca. 1495-Granada 1563) Architetto spagnolo. Tra le opere la cattedrale di Granada (1528-1703). 

\Siloè, Gil de (XV sec.) Scultore spagnolo. Tra le opere Altare maggiore della Certosa di Miraflores (1489-1493, Burgos). 

\silòfago => "xilofago" 

\silòfono e derivati => "xilofono e derivati" 

\silografìa, sf. 1 Tecnica di stampa basata sull'uso di tavole incise con un motivo e inchiostrate, su cui vengono poggiati con forza i fogli per ottenere la riproduzione. 2 L'incisione che si ottiene applicando questa tecnica. 
 @   da silo-+-grafia scrittura. 

\silogràfico, agg. Riguardante la silografia. 

\silologìa, sf. Branca che si occupa dello studio del legno. 

\silològico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla silologia. 

\silòlogo, sm. (pl.-gi) Chi studia il legno. 

\silòmetro, sm. Strumento di misura della velocità delle navi. 

\Silòne, Ignàzio (Pescina, L'Aquila 1900-Ginevra 1978) Pseudonimo di Secondo Tranquilli. Scrittore e uomo politico. Fu tra i fondatori del PCI da cui dovette staccarsi nel 1931. Per sottrarsi alla persecuzione fascista espatriò e all'estero ottenne il successo con le sue opere, i cui temi principali sono la polemica politica, la vita dei contadini meridionali, la libertà, le scelte ideologiche e religiose. I romanzi più significativi: Fontamara (1930), Pane e Vino (1936), Il segreto di Luca (1956), La volpe e le camelie (1960), L'avventura di un povero cristiano (1967). 

\silos => "silo" 

\silotèca, sf. (pl.-che) Raccolta di campioni di legno. 

\silt, sm. invar. Denominazione di quei frammenti di dimensioni comprese tra 1/16 e 1/256 di mm. intermedie tra le argille e le sabbie fini. 

\silumin, sm. invar. Lega di alluminio al 12 o 13% di silicio utilizzata per getti fusi a pareti sottili. 

\siluraménto, sm. 1 L'azione del silurare e il relativo effetto. 

\silurànte, agg. e sf. agg. Che è in grado di lanciare siluri. 
sf. Nave armata di siluri. 

\siluràre, v. tr. 1 Colpire con siluri. 2 Destituire da un incarico. ~ deporre, estromettere. 
 X   v. tr. 1 to torpedo. 2 (destituire) to oust. 

\siluratóre, agg. e sm. (f.-trìce) agg. Che silura. 
sm. Chi silura. 

\siluriàno, agg. e sm. agg. Relativo al terzo periodo geologico dell'era Paleozoica. 
sm. Il periodo stesso. 
Terzo periodo del Paleozoico, si colloca tra 430 e 390 milioni di anni fa e deve il proprio nome all'antica tribù dei siluri che abitava le zone della Gran Bretagna nelle quali furono studiate per la prima volta stratificazioni siluriane. Fu caratterizzato da intensa attività vulcanica e fasi parossistiche dell'orogenesi caledoniana (monti Appalachi, Ardenne). Per quanto riguarda l'aspetto climatico, mentre i ghiacci polari arrivavano fino al sessantacinquesimo parallelo, la zona compresa tra i 40° nord e sud era caratterizzata da temperature decisamente tropicali. La fauna si arricchì di Pesci corazzati (Placodermi), delle prime Ammoniti (Goniatiti) e di nuove forme di Trilobiti. Tra le piante comparvero le prime vascolari. 

\Silùridi Famiglia di Pesci siluriformi con bocca larga provvista di barbigli. 

\silurifìcio, sm. (pl.-ci) Stabilimento che fabbrica siluri. 

\silurifórme, agg. A forma di siluro. 

\Silurifórmi Ordine di Pesci con corpo nudo a volte coperto da placche ossee tali da formare una vera e propria corazza. 

\silurìsta, sm. (pl.-i) Chi è addetto ai siluri. 

\silùro, sm. 1 Ordigno subacqueo di forma allungata che viene lanciato contro le navi con lo scopo di affondarle mediante lo scoppio di una carica contenuta nella parte anteriore. Viene lanciato dalle navi con il lanciasiluri o da aerei a bassa quota. 2 Pesce (noto anche come siluro d'Europa, Silurus glanis) della famiglia dei Siluridi e dell'ordine dei Cipriniformi. Diffuso nelle acque europee, raggiunge anche i tre m. Si procura le prede nottetempo. 
 X   sm. torpedo. 

\Silva, António José da (Rio de Janeiro 1705-Lisbona 1739) detto O Judeu. Drammaturgo brasiliano. Tra le opere Guerre del rosmarino e della maggiorana (1737). 

\Sìlva, Giovànni (Legnano 1882-Padova 1957) Astronomo e geodeta italiano. Studiò le orbite dei pianeti e fece importanti scoperte nella gravimetria e nella fotometria. 

\Silvae Opera di poesia di P. P. Stazio (dopo il 94). 

\silvanìte, sf. Tellururo di argento e oro che si presenta in cristalli prismatici monoclini. 

\silvàno, agg. 1 Che vive nei boschi. 2 Coperto da boschi. 
 @   lat. silvanus. 

\Silvàno d'Òrba Comune in provincia di Alessandria (1.775 ab., CAP 15060, TEL. 0143). 

\Silvàno Piètra Comune in provincia di Pavia (683 ab., CAP 27050, TEL. 0383). 

\Silverado Film western, americano (1985). Regia di Lawrence Kasdan. Interpreti: Kevin Kline, Scott Glenn, Rosanna Arquette. Titolo originale: Silverado 

\silvèstre, agg. 1 Relativo alla selva. ~ forestale. 2 Selvatico. ~ silvano. 3 Boschivo. ~ boscoso. 
 @   lat. silvester,-stris,-stre. 

\silvestrène, sm. Idrocarburo terpenico monociclico che si trova nella trementina svedese e russa e nell'essenza degli aghi di pino selvatico. 

\Silvèstri, Rènzo (Modena 1899-Roma 1979) Pianista e compositore italiano. Oltre ad affermarsi come compositore di musica da camera ha anche eseguito trascrizioni e revisioni di Beethoven, Scarlatti e Brahms. 

\Silvèstro Nome di papi. 
Silvestro I 
(?-Roma 335) Papa dal 314. Era indicato come il destinatario della Donatio Costantini in cui si definivano i beni temporali della chiesa; tuttavia tale documento si rivelò in seguito un falso dell'VIII secolo. 
Silvestro II 
(Aurillac 939-Roma 1003) Papa dal 999 fu arcivescovo di Reims e sostenne Ugo Capeto contro i Carolingi. Uomo di grande cultura, fu maestro di Ottone III. 

\Sìlvi Comune in provincia di Teramo (12.754 ab., CAP 64028, TEL. 085). Centro industriale (prodotti alimentari) e turistico (balneazione presso la frazione di Silvi Marina). Vi si trova la chiesa Madre, risalente al XIV sec. Gli abitanti sono detti Silvaroli

\sìlvia, sf. Nome comune dell'Anemone nemorosa, piccola pianta perenne rizomatosa. 

\silvicàpra, sf. Mammifero (Sylvicapra grimmi) della famiglia dei Bovidi e dell'ordine degli Artiodattili. Di colore grigio-giallastro, misura sino a 70 cm di altezza. Vive nel Sahara meridionale. Si nutre di vegetali. 

\silvìcolo, agg. Relativo alla silvicoltura. 

\silvicoltóre => "selvicoltura" 

\silvicoltùra => "selvicoltura" 

\Silvìdi, o Silviìdi Famiglia di piccoli Uccelli Passeriformi con zampe piccole e sottili e becco fine e diritto. 

\silvìte, sf. Cloruro di potassio che si presenta in masse spatiche o granulari. È importante per l'estrazione del potassio. 

\Silvrétta Massiccio montuoso della Svizzera, nelle Alpi Retiche. Vetta più elevata il monte Piz Linard (3.411 m). 

\SIM Sigla di Società di Intermediazione Mobiliare. 

\sìma, sm. e sf. sm. Strato della crosta terrestre costituito in prevalenza da silicio e magnesio. 
sf. Antica gronda degli edifici classici. 

\Sìmala Comune in provincia di Oristano (467 ab., CAP 09090, TEL. 0783). 

\Simàxis Comune in provincia di Oristano (2.173 ab., CAP 09088, TEL. 0783). 

\Simbàrio Comune in provincia di Vibo Valentia (1.237 ab., CAP 88020, TEL. 0963). 

\simbiónte, sm. Ognuno degli organismi che vivono in simbiosi, a stretto contatto. 

\simbiósi, sf. invar. Convivenza tra due organismi appartenenti a specie, generi, divisioni e regni differenti. La simbiosi è mutualistica quando i simbionti ne traggono vantaggi reciproci, è invece antagonistica quando uno dei simbionti vive da parassita a spese dell'altro, chiamato ospite. La simbiosi è molto diffusa in natura. L'esempio più classico viene dato dai licheni (derivati dall'unione di alghe e funghi), ma anche dai paguri con le attinie, tra batteri luminescenti e pesci ecc. 

\simbiòtico, agg. Relativo alla simbiosi. 

\Simbirsk Città (625.000 ab.) della Russia, capoluogo della provincia omonima. 

\simboleggiàre, v. tr. Esprimere in forma di simbolo, rappresentare. ~ emblematizzare. 
 X   v. tr. to symbolize. 

\simbolicità, sf. invar. La condizione di essere simbolico. 

\simbòlico, agg. (pl. m.-ci) 1 Riguardante i simboli. 2 Dal significato nascosto. 
 @   lat. tardo symbolicus, dal greco symbolik˛s. 

\simbolìsmo, sm. Tendenza letteraria e artistica che si sviluppa dal decadentismo, esprimendosi con particolari sistemi di simboli. Nasce ufficialmente il 18 settembre 1886 con un manifesto di Jean Moréas pubblicato su Le Figaro e ha origini che risalgono al romanticismo e alla poesia di Ch. Baudelaire che viene considerato il precursore del movimento. Nel suo sonetto Correspondances la natura viene rappresentata come una foresta di simboli tra loro corrispondenti che racchiudono le chiavi del significato dell'universo. Furono numerosi i seguaci del sillogismo in Francia (da Mallarmé a Verlaine, da Rimbaud a Claudel, a Valéry) e nel resto dell'Europa. Grande è il suo influsso nella letteratura contemporanea. Nell'arte, all'idea di ricerca e di progresso, i simbolisti sostituiscono quella di una continua aspirazione alla trascendenza. Escludono la radicale trasformazione dei procedimenti dell'arte, di cui propongono un raffinamento spinto fino all'estenuazione. La pittura è l'ambito privilegiato in cui possono esprimersi. La nuova forma fu propagata da numerose riviste (PlÚiade, DÚcadent, Symboliste, La Plume, Mercure de France) e influenzò la Secessione austriaca (l'Art Nouveau). 

\simbolìsta, sm. (pl.-i) Artista seguace della tendenza a utilizzare simboli per dare espressione alle proprie idee. 

\simbolìstico, agg. (pl. m.-ci) Dei simbolisti. 

\simbolizzàre, v. tr. Rappresentare a simbolo. 

\simbolizzazióne, sm. L'effetto di simbolizzare. 

\sìmbolo, sm. 1 Rappresentazione concreta di concetti astratti, di enti, religioni, … ~ emblema. la colomba è il simbolo della pace; la croce è il simbolo del cristianesimo. 2 Rappresentazione sintetica, segno grafico convenzionale ~ segno. s. elettrici, s. cartografici, chimici, matematici, …
 X   sm. symbol. 
 @   lat. symbolum, dal greco symbolon, deriv. da symbÓllein mettere insieme. 

\simbologìa, sf. (pl.-gìe) 1 Studio dei simboli. 2 Insieme dei simboli che caratterizzano una disciplina. 

\Simbrànchidi Famiglia di Pesci simbranchiformi che vivono nelle zone interne dell'Asia tropicale e dell'Africa occidentale. 

\Simbranchifórmi Ordine di Pesci che presentano un sacco branchiale attraverso il quale possono anche respirare l'aria. 

\Simbruìni, mónti Gruppo montuoso del Preappennino Laziale, tra l'alta valle dell'Aniene e quella del Liri. Vetta più elevata il monte Contento (2.014 m). 

\Simenon, Georges (Liegi 1903-Losanna 1989) Scrittore belga in lingua francese. Autore di numerosissimi romanzi polizieschi, creò il popolare personaggio del commissario Maigret che è al centro di molti dei suoi libri. 

\Sìmeri Crìchi Comune in provincia di Catanzaro (3.354 ab., CAP 88050, TEL. 0961). 

\Simèto Fiume (113 km) della Sicilia orientale. Nasce dai monti Nebrodi e sfocia nel mar Ionio. 

\Simeulue Isola (20.000 ab.) dell'Indonesia, nell'oceano Indiano, al largo della costa nordoccidentale dell'isola di Sumatra. 

\Simferopol Città (328.000 ab.) dell'Ucraina, nel settore meridionale della penisola di Crimea, sul fiume Salgir. Capoluogo della provincia di Crimea. 

\similàre, agg. Simile, dello stesso tipo. 
 X   agg. similar. 

\similarità, sf. L'essere similare. 

\Similàun Vetta delle Alpi Venoste nota per il ritrovamento su un suo ghiacciaio di un corpo mummificato di grande interesse paleoantropologico. 

\sìmile, agg. e sm. agg. 1 Analogo, somigliante. <> differente. avevano pensieri simili. 2 Tale. un simile atteggiamento non poteva proprio perdonarlo. 3 Di figure che hanno gli angoli uguali. 
sm. 1 Persona affine a un'altra. il proprio simile, il prossimo. 2 Persona della stessa specie. 
 X   agg. 1 like. 2 (analogo) similar, alike. 3 (tale) such. 4 (simile a) similar to. sm. fellow man, fellow creature. 
 @   lat. similis

\similitùdine, sf. 1 Somiglianza. ~ rassomiglianza, affinità. <> dissimilitudine. 2 Paragone, figura retorica per descrivere un concetto utilizzandone un altro di più immediata comprensione. 
In geometria è la trasformazione del piano o dello spazio che conserva gli angoli e altera i segmenti secondo una costante di proporzionalità fissata che viene detta rapporto di similitudine. Le due figure corrispondenti vengono dette simili. 
In fisica vengono chiamate teorie di similitudine le teorie che mediante il confronto di sistemi meccanici, termici ecc. sono in grado di stabilire i legami esistenti tra determinate grandezze, invarianti ripetto alle unità di misura. 

\similménte, avv. In modo identico, simile. 
 X   avv. 1 same, likewise. 2 (in modo analogo) in a similar way. 

\similòro, sm. sing. Materiale formato da zinco, stagno e rame dal colore simile all'oro. ~ princisbecco, ottone. 

\similpèlle, sf. sing. Pelle sintetica, usata nei rivestimenti, abiti, valigie. 

\Simionàto, Giuliètta (Forlì 1910-) Mezzosoprano italiano. Dopo gli esordi alla Scala di Milano nel 1935 si è distinta soprattutto come grande interprete rossiniana. 

\Simla Città (81.000 ab.) dell'India, sul versante sudoccidentale dell'Himalaya. Capitale dello stato dell'Himachal Pradesh. 

\SIMM In informatica è la sigla di Single In Line Memory Module (modulo di memoria singolo in linea). Si tratta di un modulo di memoria a inserimento. 

\simmachìa, sf. Alleanza tra due o più stati. 

\Simmental Valle della Svizzera, nelle Alpi Bernesi, attraversata dal fiume Simme. 

\simmetrìa, sf. Disposizione regolare di una struttura rispetto un ente di riferimento. <> asimmetria.   +     +  
 X   sf. symmetry. 

\simmètrico, agg. (pl. m.-ci) Che mostra simmetria. 
 X   agg. symmetrical, symmetric. 

\simmetrodónti Ordine di piccoli Mammiferi mesozoici provvisti di molari a tre cuspidi. 

\Simon Boccanegra Melodramma in un prologo e tre atti di G. Verdi, libretto di F. M. Piave (Venezia, 1857). 

\Simon, Claude (Tananarive, Madagascar 1913-Parigi 2005) Romanziere francese. Tra le opere La via delle Fiandre (1960) e Il Palace (1962). 

\Simon, Neil (New York 1927-) Commediografo. Tra le opere A piedi nudi nel parco (1963) e La strana coppia (1965). 

\Simoncèlli, Vincènzo (Sora 1860-Firenze 1917) Giurista. Docente a Pavia e a Roma. Tra le opere, Il silenzio nel diritto (1897) e Istituzioni di diritto privato (1917). 

\Simóne Apostolo di Cristo. Per distinguerlo da Simone Pietro i Vangeli lo chiamano Cananeo o Zelota. Predicò il vangelo in Egitto e in Persia dove fu crocifisso. 

\Simonétti, Enrìco (Alassio, Savona 1924-Napoli 1978) Musicista. Dopo varie apparizioni alla televisione brasiliana, rientrato in Italia, approdò alla RAI facendosi apprezzare come fine intrattenitore e direttore d'orchestra in numerosi spettacoli: Chitarra, amore mio (1965), Andiamoci piano (1965), Il signore ha suonato? (1966), Lei non si preoccupi (1967), Non cantare spara (1968), Senza rete (1970) ecc. 

\Simongìni, Frànco (Roma 1932-1994) Scrittore italiano. Ha scritto libri di poesie come Arno balsamo fino (1961) e Venti paesaggi (1979) e alcuni romanzi tra cui Il cialtrone (1965) e La torre dell'orologio (1979). 

\Simóni, Renàto (Verona 1875-Milano 1952) Critico teatrale. Tra le opere Trent'anni di cronaca drammatica (postumo 1952-1960). 

\simonìa, sf. Traffico di oggetti sacri. 

\simonìaco, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Che riguarda la simonia. 
sm. Chi pecca di simonia. 

\Simònide (Ceo 556 a. C.-Siracusa o Agrigento 468 a. C.) Poeta greco. Zio di Bacchilide, visse ad Atene e a Siracusa presso Gerone. Fu uno dei maggiori poeti della melica corale, con una ricchissima produzione in dialetto ionico, di elegie, inni, treni (patetici canti di tristezza e morte), encomi, epinici, epitaffi, della quale rimangono pochi frammenti, tra i quali il Lamento di Danae, l'epitaffio per i caduti alle Termopili, il carme per la vittoria di Salamina. 

\Simonov, Konstantin Michajlovic (San Pietroburgo 1915-Mosca 1979) Romanziere e poeta russo. Tra le opere Giorni e notti (1944) e Con te e senza di te (1944). 

\simpamìna, sf. Nome commerciale di un preparato a base di D-1-fenil-2amminopropano usato come stimolante psicomotorio. 

\simpatètico, agg. (pl. m.-ci) In totale accordo. 

\simpatìa, sf. 1 Sentimento di attrazione, amicizia. <> antipatia. le aveva ispirato fin dall'inizio una forte simpatia. 2 Affinità, stretto legame fra organi, parti. 
 X   sf. 1 liking. 2 (qualità) pleasantness. 3 (andare a simpatie) to be partial. 
 @   lat. sympÓtheia, deriv. da sympathŔin soffrire insieme, comp. da syn con + pathŔin soffrire. 

\simpaticectomìa, sf. Resezione chirurgica di parti del sistema nervoso simpatico. 

\simpàtico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che suscita simpatia. ~ amabile. <> antipatico. 2 Gradevole. 3 Di inchiostro visibile solo dopo determinati trattamenti chimici. 
 X   agg. 1 nice. 2 (piacevole) agreeable, pleasant. 3 (amabile) likeable. 4 (nei modi) winning. 
In anatomia, struttura nervosa preposta alle funzioni della vita vegetativa (sistema nervoso del gran simpatico o simpatico vegetativo o autonomo). Il gran simpatico è diviso in due parti, l'ortosimpatico che ha funzione eccitatrice dell'attività in un organo e il parasimpatico che ha funzione inibitrice. Il parasimpatico è formato da due gruppi di neuroni situati nell'encefalo e nel midollo nervoso sacrale; l'ortosimpatico è formato da due cordoni nervosi paralleli alla colonna vertebrale, formati ciascuno da una successione di gangli simpatici che vanno dalla regione cervicale alla pelvica. 

\simpaticolìtico, agg. e sm. (pl. m.-ci) Riferito a una sostanza che attenua o inibisce gli effetti che derivano dalla stimolazione del sistema simpatico. 

\simpaticomimètico, agg. Detto di farmaco o sostanza che stimola il sistema simpatico o che provoca reazioni simili a quelle regolate dal sistema simpatico. Sostanze simpaticomimetiche sono l'adrenalina e l'efedrina. L'azione di eccitazione si esercita a livello di vari organi, con conseguenze diverse, quali battito cardiaco accelerato, aumento della pressione per vasocostrizione, stimolazione surrenale. 

\simpaticóne, sm. (f.-a) Persona che si rende simpatica. 

\simpaticoterapìa, sf. Stimolazione farmacologica del sistema nervoso simpatico. 

\simpaticotonìa, sf. Condizione funzionale in cui prevale l'azione del sistema nervoso simpatico. 

\simpatizzànte, agg. e sm. agg. Che segue con attenzione una certa formazione politica. ~ sostenitore. <> oppositore. 
sm. Chi segue con attenzione una formazione politica senza farvi parte. 
 X   sm. sympathizer. 

\simpatizzàre, v. intr. Avere simpatia per qualcosa o qualcuno. ~ armonizzare. <> avere antipatia. 
 X   v. intr. to take a liking to. 
 @   franc. sympathiser. 

\simpatoblàsto, sm. Cellula nervosa embrionale che si svilupperà in una cellula simpatica. 

\simpatòsi, sf. Denominazione generica delle affezioni che derivano da uno squilibrio funzionale del sistema nervoso simpatico. 

\simplesìte, sf. Arseniato idrato di ferro che si presenta in cristalli triclini o in noduli a struttura fibrosoraggiata. 

\sìmplex, sm. invar. Singolo. 

\Simplicissimus Romanzo di H. J. C. von Grimmelhausen (1669). 

\Simplocàcee Famiglia di piante dell'ordine delle Diospirali che comprende il sole genere Symplocos

\simpodìa, sf. Deformità che consiste nella fusione congenita dei piedi. 

\simpodiàle, ag. di ramificazione in cui non esiste un asse principale; essa dipende dal fatto che la gemma apicale (o terminale) cessa l'attività e la pianta si sviluppa con il sopravvento di rami laterali.   +  

\simpòdio, sm. (pl.-i) Ramificazione che si sviluppa più delle altre su un ramo. 

\simpòsio, sm. (pl.-i) 1 Banchetto. ~ convitto, cenone. 2 Riunione scientifica su un determinato tema. ~ seminario, convegno. 
 X   sm. symposium. 
 @   lat. symposium, dal greco symp˛sion, deriv. da sympýnein bere insieme. 

\Simposio Opera di filosofia di Platone (prima metà IV sec. a. C.). 

\Simposio, Il Prosa di Senofonte (V-IV sec a. C.). 

\Simpson, desèrto di Regione desertica dell'Australia, estesa nel settore sudorientale del Territorio del Nord e su parte del Queensland e dell'Australia Meridionale. 

\Simula In informatica è la sigla di Simulation Language (linguaggio di simulazione). Si tratta di un linguaggio di programmazione sviluppato agli inizi degli anni '60. 

\simulàcro, sm. 1 Rappresentazione di una divinità. 2 Rappresentazione, immagine distorta della realtà. 
 @   lat. simulacrum, deriv. da simulare simulare. 

\simulàre, v. tr. 1 Manifestare falsi sentimenti o pensieri. simul˛ disinteresse per quel dipinto. 2 Imitare. 3 Ricreare per prove o esperimenti, situazioni simili a quelle reali. simularono le conseguenze di un attacco nemico via terra
 X   v. tr. 1 to sham, to feign. 2 (tecn.) to simulate. 
 @   lat. simulare, deriv. da similis, simile. 

\simulataménte, avv. In modo simulato, finto. 

\simulàto, agg. Finto, non sincero. 

\simulatóre, sm. (f.-trìce) 1 Chi simula. 2 Dispositivo che permette di ricreare una certa situazione analoga a quella reale per fare delle prove o misure. 
 @   lat. simulator,-oris. 

\simulazióne, sf. 1 L'atto si simulare. 2 Prova, esperimento. 
 X   sf. simulation, shamming. 
 @   lat. simulatio,-onis. 
In informatica e nella ricerca operativa, rappresentazione di situazioni in forma matematica che serve a facilitare la soluzione di determinati problemi. 
In matematica (in particolare statistica e calcolo delle probabilitÓ), studio sperimentale di problemi applicati o teorici in cui si impiega un generatore di numeri casuali   +  
Nel diritto penale si parla di simulazione di reato per designare il delitto contro l'amministrazione della giustizia di chi, con denuncia, querela, richiesta o istanza anche anonima o sotto falso nome, afferma falsamente essere avvenuto un reato o ne simula le tracce (pena, la reclusione da uno a tre anni). 

\simultaneità, sf. Contemporaneità. 

\simultàneo, agg. Che accade nello stesso istante di tempo. ~ contemporaneo. 
 X   agg. simultaneous. 
 @   lat. mediev. simultaneus, dal lat. simul insieme. 

\simùn, sm. invar. Vento caldo che soffia dal deserto africano verso il Mediterraneo. 

\sin- 1 Sinonimo di cis-prefisso usato in chimica per definire un doppio legame in cui almeno uno dei due atomi non è di carbonio. 2 Primo elemento di parole composte. 
 @   dal greco sřn insieme. 

\sinagòga, sf. (pl.-ghe) 1 Luogo di culto degli ebrei. 2 La comunità degli ebrei. 
 X   sf. synagogue. 
Secondo i ritrovamenti archeologici, le sinagoghe sorsero nel III sec. a. C. La più antica in Europa è quella di Worms (1034). La sinagoga è costituita da un'aula, a navate divise da colonne oppure a spazio unico, orientata verso Gerusalemme e contenente un armadio (denominato arca santa) con i rotoli della legge (Torah), un podio per la lettura della scrittura e la recita delle preghiere. Alle donne è riservato uno spazio chiuso da grate. Nelle sinagoghe riformate uomini e donne siedono insieme. Naturalmente, attraverso i secoli, lo stile delle sinagoghe ha subito variazioni molteplici, adattandosi alle architetture delle città ospiti. Il culto praticato nella sinagoga è esclusivamente di lettura, preghiera e predicazione. Viene presieduto da un delegato dell'assemblea che non è necessariamente rabbino. Il culto pubblico richiede la presenza di almeno dieci maschi adulti e si svolge normalmente tre volte al giorno (mattino, pomeriggio, sera). Al sabato e nelle feste ha luogo la lettura della legge. 

\Sinàgra Comune in provincia di Messina (3.173 ab., CAP 98069, TEL. 0941). 

\Sinai Penisola bagnata dal mar Mediterraneo e dal mar Rosso (golfi di Suez e di Aqaba), culmina nel Gebel Caterina (2.638 m). Di forma triangolare, appartiene geograficamente all'Asia e politicamente all'Egitto. Il paesaggio è desertico e stepposo e il clima molto arido. Principale risorsa economica è lo sfruttamento del sottosuolo (petrolio, ferro, manganese). La popolazione, molto scarsa, è costituita da tribù nomadi. Vi si trovano numerosi monasteri e conventi, fra cui il convento di Santa Caterina (tuttora abitato), dotato di una biblioteca ricca di importanti manoscritti. Anticamente gli egiziani frequentarono il territorio per motivi militari e per lo sfruttamento di giacimenti di rame e turchesi (lo provano numerose iscrizioni a partire dalla terza dinastia a Rammesse IV) e a Sãrãbit-al-Khãdim fu costruito un santuario alla signora della terra e del Turchese, patrona del Sinai. Fu tappa della perigrinazione degli israeliani usciti dall'Egitto verso la terra di Canaan e secondo la Bibbia gli ebrei rimasero circa un anno nei pressi del Gebel Musa (2.131 m) che viene identificato con il monte Sinai sul quale Mosè ricevette le Tavole della legge. Nel 1956 e nel 1967 fu teatro di combattimenti fra israeliani ed egiziani. Nel 1967, dopo il terzo conflitto arabo-israeliano (guerra dei sei giorni), fu occupato da Israele che chiuse temporaneamente il canale di Suez. Israele mantenne il controllo del territorio fino al 1982, quando, con gli accordi di Camp David (1979), restituì il Sinai all'Egitto. 

\sinalbìna, sf. Principio attivo della senape bianca. 

\sinalèfe, sf. Nella metrica lettura come unica sillaba dell'ultima vocale di una parola e della prima della parola seguente. 

\Sinaloa Stato (2.204.000 ab.) del Messico, affacciato all'oceano Pacifico. Capitale Culiac´n. 

\Sinalùnga Comune in provincia di Siena (11.583 ab., CAP 53048, TEL. 0577). Centro agricolo (coltivazione di olivi, viti e cereali) e industriale (mobilifici, prodotti per l'edilizia e meccanici). Gli abitanti sono detti Sinalunghesi

\Sinan, Qoga Mimar (Kaysarye 1489-Costantinopoli 1578 o 1588) Architetto turco. Tra le opere la moschea di Solimano a Istanbul (1550-1556) e la moschea di Selim a Edirne (1568-1574). 

\Sinancèidi Famiglia di Pesci scorpeniformi marini pericolosi anche per l'uomo. 

\Sinàndre, sf. pl. Ordine di piante Dicotiledoni e Gamopetale che comprende le Campanulacee, le Composite e Lobeliacee. 

\sinàpsi, sf. invar. Connessione fra due cellule nervose o fra una fibra nervosa e la placca motrice di un muscolo. La sinapsi è formata dalle due membrane del neurone: la prima, chiamata membrana presinaptica, trasmette l'impulso nervoso, mentre la membrana postsinaptica è deputata a riceverlo. Lo spazio tra le due membrane, detto spazio intersinaptico, ha il compito di liberare la sostanza neurotrasmettitrice (acetilcolina, noradrenalina). La trasmissione degli impulsi nervosi nelle sinapsi può avvenire in una sola direzione e con velocità e frequenza ridotte rispetto alla fibra nervosa. 

\sinàpsidi Sottoclasse di Rettili vissuti tra la fine del Paleozoico e il Giurassico medio con grande diffusione tra il Permiano e il Triassico. Comprende i due ordini dei pelicosauri e dei terapsidi. 

\Sinàptidi Ordine di oluturoidi che presentano una corona di tentacoli con un ancora mobile che rende la loro superficie ruvida e adesiva. 

\SINASCEL Sigla di Sindacato Nazionale Scuola Elementare. 

\Sinascìdie Gruppo di ascidie coloniali con intestini che si congiungono in una cloaca comune. 

\sinàssi, sf. Assemblea cristiana a scopo liturgico. 

\Sinatra, Frank (Hoboken 1915-Los Angeles 1998) Cantante e attore cinematografico statunitense, nato in Italia nel 1915. Ha ottenuto come cantante una popolarità tale da essere soprannominato The voice (la voce). Ha girato numerosi film. 

\Sincàridi Superordine di Crostacei Malacostraci il cui primo segmento toracico si unisce al capo. 

\sincarion, sm. invar. Nucleo dell'uovo fecondato che presenta un corredo cromosomico diploide causa la fusione dei pronuclei dei gameti. 

\sincarpìa, sf. Condizione del gineceo per cui molti carpelli si uniscono fino a formare un unico pistillo. 

\sincàrpo, o sincàrpico, agg. (pl. m.-ci) Riferito a un ovario che presenta sincarpia. 

\Sincelejo Città (121.000 ab.) della Colombia, capoluogo del dipartimento di Sucre. 

\sinceraménte, avv. In modo sincero, con onestà. ~ francamente. <> insinceramente. 

\sinceràre, v. v. tr. Convincere della verità. 
v. intr. pron. Verificare, accertarsi. 
 X   v. intr. pron. to make sure. 

\sincerità, sf. 1 L'essere leale, sincero. 2 Autenticità. 
 X   sf. sincerity. 
 @   lat. sinceritas,-atis. 

\sincèro, agg. 1 Genuino, puro, autentico. <> falso. vino sincero, non adulterato. 2 Leale, onesto. <> malizioso. conosceva poche persone sincere. 3 Schietto. consiglio sincero
 X   agg. 1 sincere. 2 (genuino) genuine. 3 (vero) real, true. 
 @   lat. sincerus pulito, leale. 

\sinché => "finché" 

\sìnchisi, sf. Fenomeni degenerativi del corpo vitreo dell'occhio con conseguenti disturbi visivi. 

\Sinchitriàcee Famiglia di Funghi Mastigomiceti il cui corpo vegetativo origina un soro di sporangi. 

\sincinesìa, sf. Disturbo nell'esecuzione dei movimenti per cui chi ne è afflitto non riesce a compiere un'azione volontaria senza farla seguire da una involontaria e irreprimibile. 

\sincìpite, sm. Parte superoanteriore della testa che corrisponde alla regione bregmatica. 

\sincìzio, sm. 1 Sistema omogeneo che consegue dalla fusione di più cellule inizialmente distinte. 2 Massa protoplasmatica plurinucleata conseguente alla fusione di cellule originariamente indipendenti. 

\Sinclair, Upton (Baltimora 1878-Bound Brook, New Jersey 1968) Romanziere statunitense. Militante socialista, Sinclair contribuì con la sua opera di denuncia alla promozione di riforme. Scrisse numerose opere di vario genere (romanzi, saggi e pièce teatrali). Tra le opere di ispirazione polemica e socialmente impegnate, è da ricordare La giungla (romanzo, 1906), denuncia dello sfruttamento del lavoro a Chicago che riscosse un notevole successo. In seguito alla pubblicazione, il governo federale fu costretto a intervenire con misure legislative a protezione dei lavoratori. Interessato all'attualità politica ed economica scrisse Re carbone (1917), La scacchiera d'ottone (1919), Petrolio (1927, sul giornalismo) e Boston (1928, sul caso Sacco e Vanzetti). Creò anche una serie di undici romanzi di spionaggio noti con il titolo collettivo La fine del mondo (1940-1953). 

\sinclinàle, sf. Strati rocciosi piegati con la concavità verso l'alto. 

\sincondròsi, sf. Sinartrosi in cui l'unione dei capi ossei avviene tramite un sottile strato di cartilagine. 

\sincopàre, v. tr. 1 Ridurre tramite sincope. 2 Ritmare con sincope. 

\sincopàto, agg. 1 Di parola sottoposta a sincope. ~ ridotto, contratto. 2 Di musica in cui sia frequente la sincope. 

\sìncope, sf. 1 Perdita improvvisa della coscienza dovuta a grave caduta della pressione arteriosa. 2 Caduta di un suono all'interno di un vocabolo. 3 In ambito musicale, nota in contrattempo che produce uno spostamento di accento. 
 X   sf. 1 syncopation. 2 (med.) blackout. 

\sincrètico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al sincretismo. 

\sincretìsmo, sm. 1 Unione di diverse teorie in un unico sistema. 2 La fusione di diverse religioni o la contaminazione di una religione con elementi di altre. 
Il cristianesimo, per esempio, presenta questo fenomeno alle origini, con la fusione di elementi del giudaismo con i riti misterici e l'influenza neoplatonica. 

\sincretìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Seguace del sincretismo. 

\sincretìstico, agg. (pl. m.-ci) Riguardante il sincretismo, sistema costituito dalla fusione di principi e filosofie molto diverse. 

\sincrociclotróne, sm. Acceleratore circolare di particelle derivato dal ciclotrone e usato per accelerare protoni, deutoni e particelle più pesanti nel campo delle alte energie. La creazione di questi acceleratori si è resa necessaria per compensare gli effetti della relatività che, tra l'altro, inducono un aumento della massa delle particelle quando queste vengono accelerate a velocità vicine a quella della luce. Nel sincrociclotrone, infatti, la frequenza di rotazione delle particelle riduce automaticamente la frequenza dell'oscillatore per adeguarla all'incremento della massa delle particelle stesse. Proficuamente utilizzato negli anni '60, attualmente il sincrociclotrone è stato soppiantato dal sincrotrone. 

\sincronìa, sf. 1 Simultaneità, corrispondenza perfetta. ~ sincronismo. 2 Contemporaneità. 3 Studio dei rapporti fra gli elementi di una lingua. 
 @   franc. synchronie, deriv. dal greco synchronos

\sincrònico, agg. (pl. m.-ci) 1 Sincrono. 2 Relativo alla sincronia. linguistica sincronica
 @   franc. synchronique, dal greco synchrnos

\sincronìsmo, sm. 1 Contemporaneità, simultaneità di eventi che si corrispondono in modo perfetto. 2 Fenomeno fisico secondo il quale due grandezze hanno lo stesso periodo. 
 @   greco synchronism˛s, deriv. da synchronos

\sincronizzàre, v. v. tr. 1 Rendere sincrono. 2 Far corrispondere esattamente. 
v. intr. pron. Rendersi sincrono. 
 X   v. tr. e v. intr. pron. to synchronize. 

\sincronizzàto, agg. 1 In sincronia. 2 Che è stato reso sincrono. nuoto sincronizzato, disciplina artistica in cui gli atleti nuotando eseguono delle figure e gesti in sincronia fra loro. 

\sincronizzatóre, sm. 1 Dispositivo che permette di sincronizzare più movimenti. 

\sincronizzazióne, sf. L'atto di sincronizzare. 

\sìncrono, agg. Simultaneo, che accade allo stesso istante. oscillazioni sincrone
 @   greco synchronos, comp. da syn-, da syn con, + chr˛nos tempo. 

\sincronoscòpio, o sincroscòpio, sm. Strumento che indica se due fenomeni periodici sono sincroni e da l'ordine di grandezza della differenza tra le frequenze. 

\sincrotróne, sm. Acceleratore di particelle che, oltre alla modulazione della frequenza della tensione acceleratrice (propria del sincrociclotrone), varia il campo magnetico dipolare in cui si muovono le particelle, in sincronismo con la variazione della loro quantità di moto, al fine di mantenere costante il raggio dell'orbita, mantenendo il campo magnetico solo sull'anello. Si usano più dipoli magnetici allineati lungo l'orbita delle particelle e si realizzano acceleratori lunghi anche parecchi chilometri. A seconda delle particelle accelerate si hanno protosincrotroni ed elettrosincrotroni. 

\Sind Provincia (20.312.000 ab.) del Pakistan, comprendente il corso inferiore e il delta del fiume Indo. Capoluogo Karachi. 

\sindacàbile, agg. Che può essere sindacato. 

\sindacàle, agg. 1 Riguardante il sindacato. 2 Relativo al sindaco. 
 X   agg. trade-union. 

\sindacalìsta, sm. (pl.-i) Chi partecipa attivamente al sindacato. 
 X   sm. trade unionist. 

\sindacalizzàre, v. v. tr. Iscrivere al sindacato. 
v. intr. pron. Organizzarsi in sindacato, far intervenire il sindacato. 

\sindacalizzazióne, sf. L'organizzare in sindacato i lavoratori. 

\sindacàre, v. tr. 1 Esaminare e discutere, formulando dei giudizi. sindacare un comportamento. 2 Controllare l'operato di altri. 3 Esaminare i conti. 
 @   deriv. da sindaco

\sindacàto, agg. e sm. agg. Sottoposto a controllo. 
sm. 1 Associazione di lavoratori che nasce con l'intenzione di tutelare gli interessi dei propri aderenti. ~ corporazione. 2 Revisione. 3 Carica di sindaco. 
 X   sm. 1 trade-union. 2 (econ., dir. ecc.) pool, syndicate, cartel, trust. 
In Europa il movimento sindacale si sviluppò dapprima in Gran Bretagna durante la prima fase della rivoluzione industriale. In Italia i primi movimenti sindacali si svilupparono intorno alla metà del XIX sec. attraverso le camere del lavoro e le società di mutuo soccorso che trovarono una formalizzazione organizzativa fondando la Federazione unitaria CGIL, CISL, UIL. Accanto a queste grandi confederazioni sono poi nati, non riconoscendosi in esse, altri sindacati autonomi e raggruppamenti spontanei di base detti COBAS. 

\sìndaco, sm. (pl.-ci) 1 Ufficiale del governo e capo dell'amministrazione di un comune, eletto dal consiglio comunale. 2 Nelle società, ciascuna delle persone incaricate di controllarne la corretta amministrazione e l'osservanza della legge e dell'atto costitutivo. 
 X   sm. 1 mayor. 2 (comm.) auditor. 
Presiede la giunta e il consiglio comunale, è ufficiale di stato civile e dura in carica quattro anni. Nel 1926 il fascismo aveva abolita la carica, sostituendola con la carica di podestà. 

\Sindaco del rione Sanità, Il Commedia di E. De Filippo (1961). 

\Sindaco di Casterbridge, Il Romanzo di Th. Hardy (1886). 

\sindattilìa, sf. Fusione congenita di due o più dita. 

\Sindbad il marinaio Novella di anonimo contenuta nella raccolta Le mille e una notte (fine XV sec.). 

\sindectomìa, sf. Intervento chirurgico per il trattamento del panno corneale che consiste nell'escissione di un lembo della congiuntiva. 

\sindèresi, sf. Nella teologia morale degli scolastici veniva così designata la qualità naturale dell'anima umana di conoscere istantaneamente i principi primi dell'azione morale. 

\Sindìa Comune in provincia di Nuoro (2.233 ab., CAP 08018, TEL. 0785). 

\sindiotàttico, agg. (pl. m.-ci) Riferito a un polimero la cui catena lineari ha ramificazioni simmetriche rispetto a un piano passante per la catena; inoltre gli atomi di carbonio assumono in successione due configurazioni opposte. 

\sìndone, sf. Drappo di lino in cui gli ebrei avvolgevano il corpo del defunto. 
 @   greco sind˛n tela fine. 
Santa Sindone 
Drappo in cui fu avvolto il corpo di Gesù quando venne deposto nel sepolcro. Le prime notizie risalgono al VII sec., ma solo nel 1453, con l'entrata in possesso da parte dei Savoia, si ha una datazione certa. La reliquia è conservata nel duomo di Torino; nel 1997 si salvò da un incendio della cappella nella quale era custodita. Su di essa (4.36 x1,1 m) vi è impressa l'immagine di un corpo umano, a lungo oggetto di studio. 

\sìndrome, sf. Serie di sintomi che costituisce un quadro clinico. 

\sine die, loc. avv. Espressione latina che significa "senza l'indicazione del giorno". Indica un rinvio a data non precisata. ~ più avanti, a tempo indeterminato. 

\Sine nomine Epistole di F. Petrarca (1342-1353). 

\sinecìsmo, sm. Riunione di più comunità in un'unica città stato. 

\sinecùra, sf. 1 Privilegio, beneficio ecclesiastico il quale prevede che non si debbano avere compiti di rito, quali la cura delle anime. 2 Incarico di poca responsabilità. 

\sinèddoche, sf. Figura retorica che consiste nell'estendere il significato di una parte al tutto o viceversa • In casa nostra il pane (cioè il necessario per vivere) non è mai mancato. Il mare è pieno di vele (cioè di barche a vela). I suoi occhi sono verdi (cioè lo è l'iride degli occhi).

\sinèdrio, sm. Assemblea dei rappresentanti. 

\sinèresi, sf. Trasformazione di uno iato in dittongo. <> dieresi
 @   greco synaýresis, deriv. da synairŔin prendere insieme. 

\sinergìa, sf. 1 Azione che concorre a produrre lo stesso effetto. 2 Movimento simultaneo e concorde di vari organi per compiere una determinata azione con un maggiore effetto. 3 Situazione in cui il rendimento delle molte attività di un'impresa è superiore alla loro somma quando queste sono prese in considerazione separatamente. 

\sinèrgico, agg. (pl. m.-ci) Relativo alla sinergia. 

\sinèrgide, sf. Denominazione con la quale si distinguono le due cellule che costeggiano l'oosfera nel gametofito femminile delle angiosperme. 

\sinergìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Seguace del sinergismo. 

\sinergìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al sinergismo. 

\sinestesìa, sf. 1 Associazione verbale in cui si fanno corrispondere termini concernenti sfere sensoriali differenti. 2 Sincronismo funzionale di due organi di senso per cui uno stimolo causa due sensazioni diverse. 

\Sìnfili Piccole ordine di Artropodi Miriapodi con dodici paia di zampe e un paio di cerci terminali. 

\sìnfisi, sf. Articolazione specifica di unione di due ossa tramite tessuto connettivo fibroso o cartilagineo. Ne sono esempio le articolazioni fra vertebre e quella dell'osso del pube.   +     +     +  

\Sinfìti Sottordine di Insetti Imenotteri con addome non peduncolato. 

\sinfonìa, sf. 1 Brano per orchestra generalmente diviso in quattro tempi distinti. ~ aria, musica. 2 Insieme armonioso di suoni, di oggetti ben assortiti. 
 X   sf. symphony. 
Dal XV sec. e fino alla fine del XVI sec., il termine indica sia composizioni per gruppi strumentali sia raccolte di brani vocali, con significato generico, senza alcuna implicazione di forma. Dal XVII sec. in poi con l'elaborazione della scuola milanese (G. B. Sammartini), veneziana (A. Vivaldi, T. Albinoni) e della scuola di Mannheim (C. Ph. Stamitz, J. Ch. Cannabich ecc.) la sinfonia diventa una forma strumentale ben determinata, normalmente divisa in quattro movimenti distinti (con alternanza di movimenti veloci e di movimenti lenti) e che esige speciali risorse orchestrali. Con i contributi fondamentali di F. J. Haydn, W. A. Mozart, L. van Beethoven, F. Schubert, F. Mendelssohn, R. Schumann e J. Brahms la sinfonia diventa una categoria stilistica e acquista una forma definita (sinfonia classica). Nel XIX sec. la sinfonia come forma strumentale viene interpretata dai vari autori in modo diverso per quanto riguarda l'accentuazione dei diversi settori dell'orchestra e per quanto riguarda gli strumenti. I quattro movimenti sono generalmente: Allegro-Adagio-Minuetto / Rond˛ / Scherzo-Finale. L'organico orchestrale tende a svilupparsi, con l'inserimento anche di nuovi strumenti (elettrici o esotici) e il potenziamento di determinate sezioni (aumento del numero di archi, fiati, strumenti a percussione), fino a raggiungere un organico complessivo da circa cinquanta a oltre cento elementi. La popolarità del genere sinfonico nei tempi recenti è testimoniata dal numero di autori che, oltre ai pionieri già citati, si sono cimentati nella composizione di sinfonie, tra i quali si ricordano P. I. Cajkovskij, A. Dvor´k, J. Sibelius, A. N. Skrjabin, P. Hindemith, D. Milhaud, S. Prokof'iev, H. Villa-Lobos, D. Sostakovic, A. Schönberg, I. Stravinskij, A. Webern, R. Roussel, G. F. Malipiero, H. Berlioz, F. Liszt, E. Elgar, C. Franck, A. Copland, S. Rachmaninov, L. Berio. 

\Sinfonia d'autunno Film drammatico, svedese/tedesco/britannico (1978). Regia di Ingmar Bergman. Interpreti: Ingrid Bergman, Liv Ullmann, Lena Nyman. Titolo originale: Hostsonaten (Autumn Sonata) 

\Sinfonia pastorale, La Romanzo di A. Gide (1919). 

\sinfoniàle, agg. Relativo a una sinfonia. 

\sinfònico, agg. (pl. m.-ci) Riguardante la sinfonia. 
 X   agg. symphony, symphonic. 

\Sinfonietta Opera di poesia di A. M. Ripellino (1972). 

\sinfoniétta, sf. Composizione musicale analoga alla sinfonia ma meno imponente. 

\sinforòsa, sf. 1 Donna di non più giovane età che si comporta e veste in modo manierato (il nome è legato a un personaggio di una commedia di Giraud). 2 Donna che manifesta i suoi sentimenti in modo romantico. 3 Cappello femminile con nastri da legare sotto il mento in uso nella seconda metà dell'ottocento. 

\singalése, agg. e sm. agg. e sm. Abitante o nativo dello Sri Lanka. 
sm. Lingua indoaria parlata nello Sri Lanka. 

\singalési Popolazione asiatica distribuita nella parte meridionale dello Sri Lanka e che costituisce quasi i tre quarti degli abitanti dell'isola. 

\Singàmidi Famiglia di nematodi strongiloidei che parassitano le vie aeree di Uccelli e Mammiferi. 

\Singapóre Stato dell'Asia meridionale, repubblica indipendente, membro del Commonwealth, costituito dall'omonima isola e da altre minori, per una superificie complessiva di 639 km2
L'isola principale è separata dalla punta meridionale della penisola di Malacca tramite il Canale di Johor. 
Il territorio è prevalentemente pianeggiante: l'altitudine massima (177 m) è rappresentata dal Bukit Timah. Le coste sono basse e sabbiose: l'unica eccezione è rappresentata, a sud, dal breve tratto roccioso di Pasir Panjang, ottimo porto naturale e primo nucleo della città di Singapore. 
I corsi d'acqua sono numerosi, ma hanno tutti un tragitto molto breve e sono generalmente irrilevanti dal punto di vista economico. 
Il clima è equatoriale, con temperature costantemente elevate, lievemente mitigate dalla brezza e piogge abbondanti. 
L'isola è popolata da una maggioranza cinese; sono inoltre presenti malesi, indiani, pakistani. 
È uno degli stati più avanzati dell'Asia dal punto di vista economico. Ciò si deve innanzitutto alla posizione geografica particolarmente favorevole del paese, dove il porto di Singapore, uno dei più importanti del mondo, è situato proprio all'incrocio di tutte le vie marittime dell'estremo oriente da e per l'Africa e l'Europa. 
L'agricoltura è praticata in modo intensivo, ma data l'esiguità delle aree disponibili, le produzioni sono piuttosto limitate. Accanto ai prodotti locali (noci di cocco, patate dolci, manioca) si coltivano frutta, tabacco e soprattutto caucciù, da cui si ricava la gomma naturale. Praticati sono anche l'allevamento dei suini e la pesca, anche se la quantità del pescato è insufficiente al fabbisogno locale. 
L'industria è in continua espansione; prevalgono i settori petrolchimico e chimico, cantieristico, meccanico e tessile, e si basano sulla trasformazione di materie prime di importazione. Nell'isola di Bukum si trova una delle più grandi raffinerie di petrolio del mondo. 
Numerose multinazionali hanno installato a Singapore parte dei loro impianti, soprattutto quelli destinati a produzioni altamente qualificate (industrie elettroniche giapponesi). 
Una voce fondamentale nell'economia nazionale è data infine dal turismo, in espansione sempre crescente. 
STORIA L'isola, britannica a partire dal 1819, è occupata dai giapponesi dal 1942 al 1945, diventa uno dei quattordici stati della Federazione della Malesia (1963), quindi si trasforma in repubblica indipendente (1965). Primo ministro dal 1959, Lee Kuan Yew, presiede al brillante sviluppo economico dell'isola. Nel 1990, cede le proprie funzioni a Goh Chok Tong. 
Abitanti-2.990.000 
Superficie-625,6 km2 
Densità-4.779,4 ab./km2 
Capitale-Singapore 
Governo-Repubblica parlamentare 
Moneta-Dollaro di Singapore 
Lingua-Inglese, cinese, malese e tamil 
Religione-Taoista, buddhista, musulmana, cristiana, induista 
Stretto di Singapore 
Stretto marittimo tra l'isola omonima e l'arcipelago di Riau. Collega lo stretto di Malacca con il mar Cinese Meridionale. 

\singènesi, sf. Fusione di parti o organi che di solito si trovano separati. 

\singenètico, agg. (pl. m.-ci) Riferito a un minerale che si è formato allo stesso tempo della roccia in cui è inserito e con lo stesso processo di formazione. 

\Singer, Isaac Bashevis (Leoncin 1904-Miami 1991) Scrittore e saggista ebreo polacco di lingua yiddish, naturalizzato statunitense e uno dei massimi esponenti della letteratura yiddish contemporanea. Fratello di Israel Joshua, visse dal 1935 a New York. Fin dal suo primo romanzo descrisse il mondo ebraico dell'Europa orientale del XVII-XX sec. e quello dei profughi negli USA. Premio Nobel per la letteratura nel 1978. Opere principali, La famiglia Moskat (suo capolavoro, 1950), Gimpel l'idiota (1957), Il mago di Lublino (1960), Alla corte di mio padre (1966), Passioni (1975), Shosha (1978), Perduto in America (1981), Il penitente (1984), La luna e la follia (1984). 

\Singer, Isaac Merrit (Pittstown, New York 1811-Torquay, Devonshire 1875) Inventore e industriale americano. Dopo aver inventato un tipo di macchina da cucire azionata a pedale, costituì nel 1963 la Singer Manufactuirng Company che ebbe fama in tutto il mondo. 

\Singhbhum Distretto (2.438.000 ab.) dell'India, nello stato di Bihar, al confine con il Bengala Occidentale e l'Orissa. Capoluogo Chaibasa. 

\singhiozzàre, v. intr. 1 Avere il singhiozzo. ~ singultare. 2 Piangere. 3 Sobbalzare. 
 X   v. intr. to sob. 

\singhiózzo, sm. Brusca contrazione del diaframma che provoca una violenta inspirazione seguita dalla chiusura immediata della glottide con produzione del caratteristico rumore. I rimedi normalmente usati (ingestione di piccoli sorsi d'acqua consecutivi, trattenimento del respiro ecc.) tendono a immobilizzare per qualche secondo il diaframma. 
a singhiozzo, in modo non continuo, con frequenti interruzioni. 2 Pianto, caratterizzato da continue espirazioni e inspirazioni frenetiche. 
 X   sm. 1 hic cough, hiccup. 2 (pianto) sob. 3 (a singhiozzi) by fits and starts. 
 @   deriv. da singhiozzare

\single, sm. e sf. Persona che vive da sola. 

\Singnàtidi Famiglia di Pesci signatiformi cui appartengono gli ippocampi e i pesci ago. 

\Singnatifórmi Ordine di Pesci con muso tubiforme e una borsa esterna dove incubano le uova. 

\singolàre, agg. e sm. agg. 1 Che è singolo. 2 Strano, originale, bizzarro. 3 Raro. dovevano studiare quel fenomeno singolare
sm. 1 Parola coniugata nella forma grammaticale che indica una sola quantità. <> plurale. 2 Singolo, partita uno contro uno. 
 X   agg. 1 singular. 2 (strano) strange. 3 (peculiare) peculiar. 4 (raro) unusual. 5 (bizzarro) queer, odd. 6 (insolito) remarkable. sm. 1 singular. 2 (sport, tennis) pl. singles. 
 @   lat. singularis, deriv. da singulus

\singolarità, sf. 1 L'essere singolare. 2 Originalità. 
 X   sf. singularity.
 @   lat. tardo singularitas,-atis. 
In matematica caratteristica di una funzione in un punto (punto singolare) in cui viene a mancare una certa proprietà comune alla generalità degli elementi dell'insieme. In una curva parametrica, la singolarità può trovarsi in corrispondenza dei punti in cui essa è discontinua o in cui la tangente non possa essere definita univocamente. 
Nell'astrofisica relativistica è la porzione di spazio-tempo dove il campo gravitazionale risulta praticamente infinito. Due tipi sono legati all'evoluzione dell'universo, ossia quella iniziale che ha generato l'universo (big bang) e quella finale (big crunch) che è lo stato cui tenderebbe un universo chiuso a livello gravitazionale. I buchi neri sono singolarità locali. 

\singolarménte, avv. 1 In modo singolo. 2 In modo bizzarro. ~ particolarmente. 

\sìngolo, agg. e sm. agg. 1 Preso in considerazione nella sua individualità. 2 Riservato a una sola persona. posto singolo. 3 Unico. 4 Isolato. 
sm. 1 Persona. i diritti del singolo devono essere salvaguardati. 2 Partita che si svolge fra due giocatori, uno contro l'altro. 
 X   agg. individual, single. sm. 1 individual. 2 (sport, tennis) pl. singles. 
 @   lat. singulus

\Singspiel Genere teatrale tedesco costituito dall'alternarsi di brani cantati a pezzi recitati. Tra i maggiori rappresentanti si ricordano Hiller, Benda e soprattutto Mozart (Il flauto magico e Il ratto dal serraglio). 

\singùlto, sm. Singhiozzo. 

\Sinhue l'egiziano Romanzo di M. Waltari (1945). 

\Sìni Comune in provincia di Oristano (679 ab., CAP 09090, TEL. 0783). 

\Sìnio Comune in provincia di Cuneo (483 ab., CAP 12050, TEL. 0173). 

\siniscàlco, sm. (pl.-chi) Titolo che nel Medioevo indicava un dignitario di corte. 

\Siniscòla Comune in provincia di Nuoro (10.377 ab., CAP 08029, TEL. 0784). Centro turistico (balneazione). Gli abitanti sono detti Siniscolesi

\Sinisgàlli, Leonàrdo (Montemurro, Potenza 1908-Roma 1981) Poeta. Tra le opere Campi Elisi (1939) e Vidi le Muse (1943). 

\sinìstra, sf. 1 La mano sinistra. ~ mancina, manca. <> destra. 2 Insieme dei partiti progressisti che in un parlamento occupano i banchi posti sulla sinistra del presidente. 
 X   sf. 1 left. 2 (mano) left hand. 3 (pol., uomo di sinistra) leftist. 
Sinistra storica 
Nella storia d'Italia, la sinistra risorgimentale di orientamento liberal progressista, formatasi nel parlamento subalpino, e sviluppatasi dopo l'Unità d'Italia in contrapposizione alla destra storica. La sinistra storica giunse al potere nel 1876 con il ministero Depretis e attuò una serie di riforme significative tra le quali la legge Coppino sull'istruzione gratuita e obbligatoria, l'abolizione della tassa sul macinato e l'ampliamento del corpo elettorale. 

\sinistraménte, avv. In modo lugubre, ostile. 

\sinistràre, v. v. tr. Provocare danni. 
v. intr. Infuriarsi. 

\sinistràto, agg. e sm. agg. Che ha subito un danno. 
sm. Chi ha subito un danno. 
 X   agg. damaged. 

\sinistrìsmo, sm. 1 Mancinismo, tendenza a usare solo la parte sinistra del corpo. 2 Ideologia che sostiene la sinistra. 

\sinìstro, agg. e sm. agg. 1 Che si trova dalla stessa parte del cuore, nel corpo umano. 2 Lugubre, funesto. un segno sinistro del destino. 3 Dannoso. 4 Minaccioso. quel suo sguardo sinistro lo inquietava
sm. Disastro, grave danno. 
 X   agg. 1 left. 2 (lato) left-hand side. 3 (minaccioso) sinister. sm. disaster, accident. 
 @   lat. sinister,-stra,-strum

\sinistròide, agg. e sm. agg. Che ha tendenze politiche di sinistra. 
sm. Chi ha tendenze politiche di sinistra. 

\sinistròrso, agg. 1 Che va da destra a sinistra. 2 Che gira in senso antiorario. 

\Sinjavskij, Andrej Donatevic (Mosca 1925-Parigi 1997) Romanziere e critico letterario russo. Autore di saggi critici sulla poesia sovietica, nell'impossibilità di farlo in patria, pubblicò all'estero la maggior parte dei suoi lavori sotto lo pseudonimo di Abram Terc. Per questo fu arrestato con l'accusa di propaganda antisovietica, processato e condannato a sette anni di lavori forzati (1965). Tra le opere: Entra la corte (romanzo, 1960), Racconti fantastici (narrativa, 1961), Una voce dal coro (narrativa, 1973), Passeggiate con PuÜkin (critica letteraria, 1979) e All'ombra di Gogol (critica letteraria, 1980). 

\Sinkiang-Uighur Regione autonoma della Cina con capoluogo Urumchi; si estende per 1.600.000 km2 e conta 15.157.000 ab. Confina a nord-est con la Mongolia, a nord-ovest con il Kazakistan, il Kirgizistan e il Tagikistan, a sud-ovest con l'Afganistan, il Pakistan e l'India, a est con le provincie cinesi del Kansu e dello Tsinghai e a sud con il Tibet. È attraversato dal fiume Tarim. Ha notevoli risorse di petrolio, oro, uranio, carbone, piombo, zinco, ferro e rame. 

\Sinkiewicz, Henryk (Wola Okrzejska 1846-Vevey, Svizzera 1916) Romanziere polacco. Tra le opere Col ferro e col fuoco (1884) e Quo vadis? (1896). 

\Sinn Fein In irlandese, noi da soli. Movimento nazionalista irlandese fondato da A. Griffith nel 1902 che si costituì in partito nel 1905. Conquistò l'indipendenza nel 1921 organizzando moti insurrezionali (Dublino, 1916). Fu diretto da E. De Valera che nel 1927 lo abbandonò per fondare il Fianna Fail. Il Sinn Fein sostiene la lotta armata antibritannica per il controllo dell'Ulster. 

\Sìnnai Comune in provincia di Cagliari (13.086 ab., CAP 09048, TEL. 070). Centro agricolo (coltivazione di ortaggi e frutta), della pastorizia e industriale (prodotti alimentari). Gli abitanti sono detti Sinnaesi

\Sinni Fiume (101 km) della Basilicata. Nasce dal monte Sirino e sfocia nel golfo di Taranto. 

\sìno, prep. impr. Fino. 

\sinodàle, agg. Prescritto dal sinodo. 

\sinòdico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che riguarda la congiunzione degli astri. 2 Relativo al sinodo. 
Rivoluzione sinodica 
Lasso di tempo che intercorre tra due congiunzioni successive del Sole con un pianeta. 

\Sinòdidi Famiglia di Pesci mictofiformi che vivono nei fondi sabbiosi dei mari caldi. Vi appartiene il pesce lucertola. 

\sìnodo, sm. Assemblea ecclesiastica istituita nel periodo più antico del cristianesimo, nel IV-VI sec. Il sinodo dei vescovi, organo principale della chiesa istituito da Paolo VI nel 1965, è formato dall'intero episcopato cattolico. Il sinodo diocesano riunisce il clero di una diocesi. 

\sinologìa, sf. Studio della cultura e della lingua cinese. 

\sinòlogo, sm. (pl.-gi) Chi studia la cultura e la lingua cinese. 

\sinonimìa, sf. Corrispondenza del significato di due parole. ~ dittologia. 

\sinonimicaménte, avv. In modo da formare sinonimo. 

\sinonìmico, agg. (pl. m.-ci) Che riguarda sinonimi o costituisce sinonimo. 

\sinònimo, sm. Parola che esprime lo stesso significato o uno affine a quello di un'altra. ~ equivalente. <> opposto. 
 X   sm. synonym. 

\Sinòpe Satellite di Giove, scoperto da Nicholson nel 1914; ha un periodo orbitale di 758 giorni. Il raggio di quindici chilometri lo colloca al decimo posto in ordine di grandezza, mentre per la distanza di 23.650.000 km si trova al sedicesimo posto. 

\sinòpia, sf. 1 Terra rossa. 2 Primi tratti fatti su un affresco. 

\Sinòpoli Comune in provincia di Reggio Calabria (2.535 ab., CAP 89020, TEL. 0966). 

\sinòpsi, sf. invar. Sinossi. 

\sinora => "finora" 

\sinòssi, sf. invar. Compendio di un'opera che fornisce una visione sintetica e di insieme. ~ riassunto. 

\sìno-tibetàno, agg. Riferito a un gruppo linguistico che comprende il cinese, il gruppo thai e le lingue tibeto-birmane. 

\sinotticaménte, avv. In forma sinottica, riassuntiva. 

\sinòttico, agg. 1 Che è espresso in forma di sinossi, riassuntivo. ~ compendiato. <> analitico. quadri sinottici. 2 Che costituisce una sinossi. 
 @   greco synoptik˛s, deriv. da synopsis

\sinòvia, sf. Liquido presente nelle cavità articolari, di colore giallastro, che ne facilita il movimento riducendone l'attrito. Contiene sali, proteine e altre cellule di nutrimento dell'articolazione stessa. 

\sinoviortèsi, sf. Tecnica ortopedica che consiste nell'eliminare per mezzo di agenti chimici o fisici il tessuto sinoviale malato nelle articolazioni colpite dall'artrite reumatoide. 

\sinovìte, sf. Infiammazione della membrana sinoviale causata da trauma, dismetabolismo, infezione. I sintomi delle sinoviti sono dolore, gonfiore e limitazione motoria dell'articolazione colpita. Causa delle forme acute è quasi sempre un fattore infettivo; le forme croniche vengono invece originate anche da alcune condizioni distrofiche e da disturbi del ricambio. Se non diagnosticata e curata tempestivamente, la sinovite può estendersi ai legamenti, alle cartilagini e alla sostanza ossea, trasformandosi in artrosinovite. 

\sintàgma, sm. (pl.-i) Unità sintattica con un proprio autonomo significato. 

\sintagmàtico, agg. (pl. m.-ci) Che forma sintagma. 

\sintantoché => "fintantoché" 

\sintàssi, sf. invar. 1 Parte della linguistica che studia le regole per la combinazione delle parole nella frase e delle frasi nel periodo. 2 Insieme di regole che permettono di comporre una formula in un linguaggio formale (una proposizione o un predicato in logica matematica, una istruzione in un linguaggio di programmazione, …). 
 X   sf. syntax. 

\sintàttica, sf. Branca della semiotica che si occupa delle relazioni fra i segni a prescindere dal loro significato e dal loro uso. 

\sintatticaménte, avv. Rispetto alla sintassi. 

\sintàttico, agg. (pl. m.-ci) Che riguarda la sintassi. 

\sinterizzazióne, sf. Processo di conglobamento di polveri metalliche o ceramiche mediante trattamenti termici. Il termine indica inoltre l'insieme delle operazioni che costituiscono l'intero ciclo di produzione proprio della metallurgia delle polveri. 

\sìntesi, sf. invar. 1 Esposizione riassuntiva, compendio. ~ riassunto, sunto, sommario, riepilogo, condensato, compendio, estratto. 2 Processo che porta all'ottenimento di nuove sostanze dalla combinazione e reazione di quelle di partenza. 3 Processo logico di unificazione, risalendo dai particolari, opposto all'analisi. 
 X   sf. 1 synthesis. 2 (in breve) in short, in brief. 3 (riassunto) summary. 
Sintesi a priori 
In filosofia, secondo Kant, è l'atto della conoscenza in quanto unificazione delle intuizioni sensibili, compiuta dal soggetto mediante le categorie dell'intelletto. Nella teoria di Hegel la sintesi è il concetto o il giudizio più comprensivo che supera, integrandole, le opposte posizioni della tesi e dell'antitesi, tra loro contraddittorie, realizzando una più alta unità. 
Sintesi chimica 
Operazione che tende a costruire artificialmente un composto, partendo dai suoi componenti. 

\sinteticaménte, avv. In modo sintetico. 

\sinteticità, sf. invar. L'essere sintetico. ~ essenzialità. <> prolissità, verbosità. 

\sintètico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che è relativo alla sintesi. ~ artificiale. <> naturale. 2 Conciso, breve. <> analitico. 3 Ottenuto tramite reazione chimica di sintesi, artificiale. 
 X   agg. 1 synthetic. 2 (conciso) concise. 
 @   greco synthetik˛s, deriv. da synthesis. 
Giudizio sintetico 
Nella filosofia kantiana, è quel giudizio in cui il predicato aggiunge qualcosa di nuovo al soggetto, cioè indica una proprietà che non è logicamente ricavabile dal soggetto. È contrapposto al giudizio analitico in cui il predicato è nozione inclusa in quella del soggetto e che quindi sono solo esplicativi. 

\sintetizzàre, v. tr. 1 Fare una sintesi. ~ compendiare. <> approfondire. 2 Produrre un composto chimico artificiale. 
 X   v. tr. 1 to synthesize. 2 (riassumere) to summarize. 

\sintetizzatóre, sm. Strumento elettronico con il quale è possibile generare varie forme d'onda e manipolarle. 

\sintetizzazióne, sm. L'effetto di sintetizzare. 

\sintoamplificatóre, sm. Circuito elettronico che amplifica il segnale ricevuto dal sintonizzatore. 

\sintomaticità, sf. L'essere sintomatico. 

\sintomàtico, agg. (pl. m.-ci) 1 Che costituisce un sintomo. 2 Indicativo. quel suo distacco era sintomatico del fatto che non l'amava pi¨
 X   agg. 1 symptomatic. 2 (indicativo) indicative. 3 (rilevante) significant. 
 @   greco symptomatik˛s accidentale. 

\sintomatologìa, sf. (pl.-gìe) Lo studio dei sintomi associati alle relative malattie. 

\sìntomo, sm. Manifestazione di una malattia che può essere percepita dal paziente sotto varie forme, per esempio dolore, vertigine, prurito, lesione cutanea. Può servire come indizio ai fini diagnostici. 
 X   sm. symptom. 

\sintonìa, sf. 1 Condizione in cui due circuiti, il trasmettitore e il ricevitore, oscillano alla stessa frequenza. 2 Corrispondenza, accordo. avevano caratteri in sintonia
 X   sf. 1 tuning, syntony. 
 @   greco syntonýa tensione, deriv. da syntŔinein tendere, comp. da syn con + tŔinein tendere. 

\sintònico, agg. (pl.-ci) Che è in sintonia. 

\sintonizzàre, v. v. tr. 1 Mettere in sintonia. 2 Armonizzare. 
v. intr. pron. Mettersi in sintonia, sistemare la ricezione per ricevere un determinato segnale. 

\sintonizzatóre, sm. Dispositivo che permette di mettere in sintonia l'apparecchio ricevente con quello trasmittente. 
 X   sm. tuner. 

\sintonizzazióne, sm. L'effetto di sintonizzare. 

\Sin˙ Fiume (400 km) della Colombia. Nasce nella Cordillera Occidental e sfocia nel mar delle Antille. 

\sinuosità, sf. L'essere sinuoso. ~ ansa, meandro. <> corrugamento. 
 @   lat. tardo sinuositas,-atis. 

\sinuóso, agg. 1 Che è caratterizzato da un andamento oscillante attorno a una stessa direzione. 2 Flessuoso. 3 Tortuoso, subdolo. 
 X   agg. winding, sinuous. 
 @   lat. sinuosus, deriv. da sinus,-us seno. 

\sinusìte, sf. Infiammazione, acuta o cronica, dei seni paranasali, dovuta a infezione che vi si propaga dal naso o dalla radice dei denti. Si manifesta con cefalea, col prolungarsi della secrezione nasale durante una rinite, dolore alla pressione dell'osso interessato (in genere il frontale o la mascella). L'esame radiografico rivela l'opacità derivante dall'accumulo di muco o di pus in zone dove dovrebbe esserci aria. 

\sinusoidàle, agg. Che ha forma di sinusoide. 

\sinusòide (matematica), sf. 1 Curva piana corrispondente alla funzione trigonometrica y = sin x. Più genericamente l'equazione è y = A sin (ωx + φ) dove A è l'ampiezza, φ è la fase e ω è la pulsazione. 2 Il diagramma che rappresenta l'andamento della funzione trigonometrica seno di un angolo, rispetto all'angolo stesso. 

\sinusòide (medicina), agg. e sm. Riferito ai vasi capillari che si trovano nei lobuli epatici, nella milza, nel pancreas, nel midollo osseo, nella tiroide, nel glomo carotideo, nelle paratiroidi, nei linfonodi e nelle surrenali. 

\Sinzifosùri Ordine di Artropodi merostomi fossili che vissero nel Siluriano e nel Devoniano. 

\sionìsmo, sm. Movimento politico fondato in Svizzera (Basilea) da Th. Herzl nel 1897 che propugnò la creazione in Palestina di un nuovo stato ebraico. Sotto la guida di C. Weizmann l'organizzazione sionistica mondiale, durante la prima guerra mondiale, ottenne la dichiarazione Balfour nel 1917 nella quale l'Inghilterra garantiva il pieno diritto agli ebrei di avere una sede stabile in Palestina. Nel 1947, al termine della seconda guerra mondiale, fu posto fine al mandato inglese e venne decisa la divisione della Palestina in due stati, uno ebraico e uno arabo. Questo determinò una situazione di tensione sfociata spesso in scontri armati. 

\sionìsta, agg. e sm. (pl. m.-i) agg. Del sionismo. 
sm. Sostenitore del sionismo. 
 X   sm. e sf. Zionist. 

\sionìstico, agg. (pl. m.-ci) Relativo al sionismo. 

\Sior Todero brontolon Commedia di C. Goldoni (1762). 

\sioux, agg. e sm. invar. Termine con cui vengono chiamati gli indiani del Nordamerica appartenenti al gruppo dei planidi. Gli elementi caratteristici della loro cultura erano la tenda conica, l'impiego dell'arco e della scure e il caratteristico abbigliamento con copricapo piumato; la loro lingua è il dakota che ancora oggi si parla nelle riserve in cui vivono. 

\SIPAC Sigla di Sindacato Italiano Piloti Aviazione Civile. 

\sipariétto, sm. 1 Piccolo sipario che permette di cambiare parte della scena, lasciando libero una parte del palco in cui possono essere fatti brevi scenette di intermezzo. 2 Intermezzo. 

\sipàrio, sm. Grande tenda che in un teatro permette di separare il palco dal resto della sala. ~ tela, telone. 
 X   sm. curtain. 
 @   lat. siparium. 

\Sipario ducale, Il Romanzo di P. Volponi (1975). 

\siparìsta, sm. (pl.-i) Chi si occupa di manovrare il sipario. 

\Siping Città (334.000 ab.) della Cina, nella provincia di Jirin. 

\sìppe, sf. La parentela di sangue, materno e paterno, in vigore negli antichi popoli germanici. 

\SIPRA Sigla di Società Italiana Pubblicità per Azioni. 

\Sipunculoidèi Nella classificazione del regno animale, tipo di Invertebrati marini, sottoregno dei Metazoi, dal corpo vermiforme che si contano in numero di circa 250 specie. Di varia lunghezza, arrivano anche ai 50 cm mentre i più piccoli sono di pochi millimetri. 

\Siqueiros, David Alfaro (Chihuahua 1898-Cuernavaca 1974) Pittore messicano. Tra le opere Madre contadina (1929, Città del Messico, Museo d'Arte Moderna) e Morte all'invasore (1941-1942, Chill´n, Scuola del Messico). 

\sir, sm. 1 Signore. 2 Titolo del baronetto inglese. 

\SIR (Società italiana resine) Industria chimica fondata nel 1922 a Milano. Agli inizi degli anni sessanta contribuì alla nascita in Sardegna di un polo chimico e petrolchimico. Nel 1979 venne colpita da una grave crisi e nel 1987 venne creata la INSAR (Iniziative Sardegna Spa) sotto la protezione dell'ENI e della GEPI. 

\Sir Galvano e il Cavaliere Verde Poema cavalleresco di anonimo (ca. 1375). 

\Sira Isola (19.000 ab.) della Grecia, nel mar Egeo. Fa parte dell'arcipelago delle Cicladi. 

\Siracùsa Città della Sicilia, capoluogo di provincia (204,08 km2, 126.000 ab., CAP 96100, TEL. 0931) in un'insenatura della costa ionica. La parte più antica della città sorge sull'isola di Ortigia collegata al litorale da un ponte. Porto commerciale. Le principali risorse sono le industrie chimiche, alimentari, metalmeccaniche, della carta, dell'abbigliamento, del legno, del cemento; nell'agricoltura: agrumi, cereali, olive, ortaggi, vino. Fu fondata dal greco Archia nel 733 a. C. Il tiranno Gelone la conquistò all'inizio del V sec. a. C. e ne fece un centro d'importanza strategica (vittoria sui cartaginesi nel 480 a. C.). I romani la conquistarono nel 264 a. C., ma conservò sempre una certa autonomia. Celebre l'assedio del 212 a. C. nel quale Archimede perse la vita a opera di un soldato romano. Fra i monumenti si ricordano le chiese di San Giovanni Battista, di San Pietro e di San Filippo Neri, nonché il duomo, ultimato nel XVIII sec. Nella zona numerose latomie; celebre in quella del Paradiso la grotta chiamata orecchio di Dioniso
Provincia di Siracusa 
(2.109 km2, 414.000 ab.) Il territorio va dai monti Iblei alla costa ionica. Centri principali sono Noto, Avola, Augusta e Lentini. L'ecomomia si basa sull'agricoltura (agrumi, viti e mandorle) e sull'industria petrolchimica. 

\Siràni, Elisabètta (Bologna 1638-1665) Figlia del pittore Giovanni Andrea. Seguì le orme del padre dipingendo quadri di ispirazione religiosa, quali il Battesimo di Cristo (1658, Certosa di Bologna) e la Madonna col Bambino (1665, Bologna, collezione privata). Morta prematuramente e misteriosamente per un probabile avvelenamento, intorno alla sua figura fiorirono leggende che appassionarono i suoi contemporanei. 

\sìre, sm. Titolo che spetta a re e imperatori. ~ maestà, monarca. 

\sirèna, sf. 1 Essere mitologico di sembianze umane femminili e parte inferiore del corpo a forma di pesce. 2 Donna che incanta, ammaliatrice. 3 Apparecchio acustico per segnalazioni di emergenza. 
 X   sf. 1 mermaid, siren. 2 (apparecchio) siren. 

\sirenétta, sf. Strumento musicale che produce suoni simili a quelli emessi dagli uccelli. 

\Sirenetta, La Favola di H. Ch. Andersen contenuta nella raccolta Fiabe (1835-1872). 

\Sirènidi Famiglia di Anfibi urodeli americani con corpo flessuoso senza arti posteriori e branchie persistenti. 

\Sirènidi, o Sirènii Ordine di Mammiferi che includono specie diverse dai Cetacei per il corpo più tozzo e non pisciforme. 

\Sirènte Monte (2.349 m) dell'Appennino Abruzzese, in provincia di L'Aquila. 

\Siret Fiume (706 km) dell'Europa orientale. Nasce in Ucraina dai Carpazi Boscosi e confluisce nel Danubio. 

\Sìrfidi Famiglia di Insetti Ditteri Brachiceri Ciclorafi. Di medie dimensioni hanno livree appariscenti e metalliche. Amano il sole, si nutrono di polline e per questo sono stati introdotti con ottimi risultati in alcune colture sperimentali. 

\Sìria Repubblica dell'Asia occidentale; confina a nord con la Turchia, a est con l'Iraq, a sud con la Giordania, a sud-ovest con il Libano e Israele. A ovest, per un tratto limitato, si affaccia al Mediterraneo.   +  
Il territorio è costituito prevalentemente da una serie di tavolati desertici. All'estremità meridionale si innalza il gruppo vulcanico del Jabal al Duruz (1.803 m). Il settore sudoccidentale del paese è occupato da rilievi del Gebel Ech Cheikm (altezza massima 2.814 m) e dell'Antilibano. Una profonda depressione originata da movimenti tettonici, la fossa del Ghab, separa questi ultimi da un'altra catena minore, che va digradando su una fascia pianeggiante, lungo la costa. 
Il paese è sostanzialmente povero di acque: gli unici fiumi di rilievo sono l'Oronte, nella zona nordoccidentale del paese e l'Eufrate, con il suo più importante affluente, il Khabour. 
Il clima della Siria è fondamentalmente arido. Soltanto la zona costiera gode di un clima mediterraneo con precipitazioni invernali apprezzabili. Procedendo verso l'interno, le precipitazioni diminuiscono e il clima si fa continentale sino a divenire del tutto desertico. 
La popolazione si addensa soprattutto nella zona occidentale, sulla costa e nella valle dell'Oronte. La maggioranza della popolazione è costituita da arabi con una minoranza di curdi e armeni. 
Damasco, la capitale, è sede di molteplici attività: commerciali, finanziarie, culturali e industriali, Aleppo, nella Siria settentrionale, è anch'essa ricca di storia e di cultura ed è oggi sede di varie industrie; altri centri sono Homs, Hama e Latakia. 
L'economia siriana è piuttosto debole. L'agricoltura ne costituisce la base: essa appare poco modernizzata e presenta una serie di problemi, a cominciare dall'insufficienza della rete di irrigazione, fondamentale in un paese dove solo in alcune zone le precipitazioni sono sufficientemente copiose; inoltre all'abolizione del latifondo ha fatto seguito un'eccessiva frammentazione fondiaria, che non ha permesso l'introduzione generalizzata di nuovi metodi produttivi. 
L'area coltivabile, il 26% circa del territorio, produce in primo luogo cereali, tutti destinati al consumo interno, quindi patate, legumi, taluni ortaggi, frutta. Destinata in larga parte all'esportazione è invece la produzione del cotone; discrete anche le colture della barbabietola da zucchero e del tabacco. 
Nella fascia mediterranea sono buone le coltivazioni tipiche della vite e dell'ulivo. 
Discreto è l'allevamento, in particolare ovino e caprino. 
Il paese ha risorse minerarie assai modeste: i giacimenti petroliferi sono di scarso rilievo, anche se il minerale rappresenta la principale voce di esportazione. Si hanno poi giacimenti limitati di asfalto, salgemma, gas naturale e fosfati. 
Nell'ultimo decennio è aumentata la produzione di energia elettrica, grazie alla realizzazione di varie centrali idroelettriche. Ciò ha determinato anche un passo avanti nello sviluppo industriale, perennemente frenato dalle fortissime spese militari. 
I principali settori sono quello tessile (industria cotoniera), alimentare (oleifici, zuccherifici, birrifici), petrolchimico (raffineria di petrolio di Homs), cementifici e tabacchifici. 
STORIA Nel II millennio, a ondate successive, l'attuale regione della Siria viene invasa da cananei (dei quali i fenici rappresentano un ramo), ammurriti, urriti, aramei (ai quali appartengono gli ebrei) e popoli del mare. Nel 539 a. C. la presa di Babilonia da parte di Ciro II mette fine alla dominazione assiro-babilonese e fa della Siria una satrapia persiana. Nel 332 il paese viene conquistato da Alessandro e la Siria appartiene al regno séleucide. Nel 301 viene fondata la sua capitale, Antiochia. Dopo la conquista romana nel 64-63 a. C., viene creata la provincia di Siria. Nel 395 d. C. viene unita all'Impero d'Oriente. Nel 636 gli arabi, vincitori dei bizantini, conquistano il paese. 
Dal 661 al 750 gli omayyadi fanno della Siria e di Damasco il centro dell'impero musulmano. Nell'VIII sec., sotto gli Abbasidi, Baghdad diventa la capitale dell'impero a danno di Damasco. Nel X sec. gli hamdanidi di Aleppo non riescono a contenere la riconquista bizantina. Nel 1076-1077 i turchi selgiuchidi prendono Damasco e successivamente Gerusalemme. Nei secoli XI-XIII le crociate costituiscono il principato di Antiochia (1098-1289), il regno di Gerusalemme (1099-1291) e la contea di Tripoli (1109-1289). Saladino (1171-1193) e i suoi successori ayyubidi intrattengono relazioni pacifiche con i franchi. 
Nel 1260-1291 i mamelucchi arrestano l'avanzata dei mongoli e quindi riconquistano numerosi possedimenti francesi in Palestina e Siria. Essi governano la regione fino alla conquista ottomana (1516). Negli anni 1400-1401 Tamerlano devasta il paese. Nel 1516 gli ottomani conquistano la Siria che conservano fino al 1918. Nel periodo dal 1831 al 1840 vengono momentaneamente cacciati dal paese da Méhémet-Ali e Ibrahim Pasha'. Nel 1860 la Francia interviene nel Libano a favore dei maroniti. Gli accordi Sykes-Picot del 1916 delimitano le zone di influenza della Gran Bretagna e della Francia in Medio Oriente. 
Nel 1920 Feisal I eletto re di Siria, viene cacciato dai francesi. Dal 1920 al 1943 la Francia esercita il mandato affidatole dalla Società delle Nazioni sul paese, stabilendo a partire dal 1928 una Repubblica siriana (con Aleppo e Damasco), una Repubblica degli alauiti e uno stato druso. 
Nel 1941 il generale Catroux, in nome della Francia libera, proclama l'indipendenza del paese. Nel 1943-1944 ha fine il mandato francese sulla Siria. Due anni dopo le truppe francesi e inglesi abbandonano il paese. Nel 1948 la Siria partecipa alla prima guerra arabo-israeliana. Dal 1949 al 1956 alcuni colpi di stato portano al potere capi di stato favorevoli o ostili agli ascemiti. Dal 1958 al 1961 l'Egitto e la Siria formano la Repubblica Araba Unita. 
Nel 1963 prende il potere il partito Baath. Esso lo conserva sotto le presidenze di Amin al-Hafiz (1963-1966), di Nur al-Din al-Atasi (1966-1970) e quindi di Hafiz al-Asad, al potere dal 1970. Dal 1967 la guerra dei Sei giorni ha come conseguenza l'occupazione del Golan da parte di Israele. Nel 1973 la Siria si impegna nella quarta guerra arabo-israeliana. A partire dal 1976 interviene in Libano. Nel frattempo si sviluppa l'opposizione islamica dei Fratelli musulmani. A partire dal 1985 la Siria rafforza la sua tutela sul Libano, consacrata nel 1991 con il trattato di fratellanza siro-libanese. Durate la guerra del golfo nel 1991, la Siria partecipa alla forza multinazionale. Essa prende parte alla conferenza di pace sul Medio Oriente tenutasi a Madrid in ottobre. Dal 1994 si svolgono negoziati tra Siria e Israele per la restituzione del Golan e per la normalizzazione delle relazioni tra i due paesi. 
Abitanti-14.330.000 
Superficie-185.180 km2 
Densità-77,4 ab./km2 
Capitale-Damasco 
Governo-Repubblica presidenziale 
Moneta-Lira siriana 
Lingua-Arabo, curdo 
Religione-Musulmana sunnita, sciita, cristiana 

\Sìria (campagna di) Offensiva scatenata dall'alto comando britannico per combattere le forze dell'Asse in Siria nel 1941. Iniziò l'8 giugno per terminare l'11 luglio. Il 14 luglio venne ratificato l'armistizio di San Giovanni d'Acri. 

\Sirìaco Regione desertica della parte settentrionale della penisola arabica tra il Gebel Druso a ovest e il solco dell'Eufrate a est. Al suo interno vivono le tribù nomadi dei beduini. 

\siriàno, agg. e sm. agg. Della Siria. 
sm. Abitante della Siria. 
 X   agg. e sm. Syrian. 

\Sirìcidi Famiglia di Insetti Imenotteri sinfiti. 

\sirighèlla, sf. Cascame di seta. 

\Sirignàno Comune in provincia di Avellino (1.700 ab., CAP 83020, TEL. 081). 

\sirìnga, sf. (pl.-ghe) 1 Arnese costituito da un tubo cilindrico che termina su una estremità con un ago forato, percorso da uno stantuffo e utilizzato per fare iniezioni. 2 Arnese usato in pasticceria per fare addobbi e decori sui dolci. 3 Strumento musicale dei pastori dell'antica Grecia, formato da canne forate di diversa lunghezza. 4 Catetere. 
 X   sf. syringe. 
 @   lat. tardo syringa, dal greco syrinx, da syringos

\siringàre, v. tr. Introdurre il catetere per svuotare la vescica dall'urina. 

\siringatùra, sf. L'atto di siringare. 

\sirìnge, sf. Organo vocale degli Uccelli clamatori. 

\Sirìno Gruppo montuoso della Basilicata costituito da due parti: a ovest il monte Sirino (1907 m.) e a est il monte del Papa (2005 m.). 

\Sirìno, mónte Cima (2.005 m) della Basilicata, nell'Appennino Lucano. 

\Sìrio Stella binaria di colore bianco, distante 8,6 anni luce, è la più splendente del cielo e della costellazione del Cane Maggiore. Sirio B, la sua compagna, è una nana bianca, con periodo di quarantotto anni e magnitudine 8,4. 
Satellite geostazionario italiano, lanciato in orbita su iniziativa del CNR nel settembre del 1977; viene utilizzato per le telecomunicazioni. 

\Sìris Comune in provincia di Oristano (261 ab., CAP 09090, TEL. 0783). 

\Sirmióne Comune in provincia di Brescia (5.200 ab., CAP 25019, TEL. 030), sulla sponda meridionale del lago di Garda. Di origine romana, fu posseduto nel medioevo dagli Scaligeri e passò nel 1404 alla Repubblica veneta. Famose le grotte di Catullo, la Rocca scaligera e le Chiese di San Pietro in Mavino e Santa Maria Maggiore. Centro turistico e termale. 

\Sirmur Distretto (245.000 ab.) dell'India, nello stato dell'Himachal Pradesh, esteso sul versante meridionale dell'Himalaya. Capoluogo Nahan. 

\Siròlo Comune in provincia di Ancona (3.104 ab., CAP 60020, TEL. 071). 

\Siróne Comune in provincia di Lecco (2.170 ab., CAP 22040, TEL. 031). 

\Siróni, Màrio (Sassari 1885-Milano 1961) Pittore. Grazie a G. Balla, U. Boccioni e G. Severini, aderì dopo il 1912 al movimento futurista, di cui però diede un'interpretazione del tutto originale. In seguito si occupò della visione metafisica e, trasferitosi definitivamente a Milano, divenne critico e illustratore per il Popolo d'Italia. Nel 1922 fu tra i fondatori del gruppo dei Sette pittori moderni, raggiungendo la fama di maggiore esponente del Novecento italiano. Tra le opere Paesaggio urbano (1920-1922, Milano, Galleria d'Arte Moderna), Solitudine (1925, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna) e Gasometro (1943, Milano, Collezione R. Jucker). 

\Sirònidi Famiglia di Aracnidi opilionidi con zampe corte. 

\Siròr Comune in provincia di Trento (1.172 ab., CAP 38054, TEL. 0439). 

\sirtaki, sm. invar. Danza popolare greca, caratterizzata da un ritmo molto cadenzato. 

\Sìrte Nome di due grandi insenature della costa mediterranea, lungo la costa dell'Africa settentrionale: la Piccola Sirte, nota anche come golfo di Gabés, in Tunisia e la Grande Sirte o golfo di Sidra, in Libia che presenta numerose secche e scogli che rendono pericolosa la navigazione. Dalla Sirte presero il nome due battaglie navali tra inglesi e italiani durante la seconda guerra mondiale, la prima il 17 dicembre del 1941, la seconda il 22 marzo del 1942, nei pressi di Malta. 

\sìrte, sf. Banco di sabbia. 

\Sìrtori Comune in provincia di Lecco (2.379 ab., CAP 22060, TEL. 039). 

\sirventése, sm. Componimento provenzale, in onore del proprio signore vittorioso in qualche tipo di battaglia. 

\sìsal, sm. invar. Fibra tessile ottenuta dall'agave. 

\SISAL Sigla di Società Italiana Sistemi A Lotto. 

\SISDE Sigla di Servizio per l'Informazione e la Sicurezza Democratica. 

\Sises Cima delle Alpi Cozie alta 2658 m. 

\Sisìridi Famiglia di piccoli Insetti neurotteri con antenne filiformi e senza ocelli. 

\Sisley, Alfred (Parigi 1839-Moret-sur-Loing 1899) Pittore francese. Tra le opere L'isola della Grande Jatte (1873, Parigi, Musée d'Orsay) e La nebbia (1874, Parigi, Musée d'Orsay). 

\sism(o)- Primo elemento di parole composte. 
 @   dal greco seismˇs terremoto, scossa. 

\sìsma, sf. Terremoto, moto tellurico della crosta terrestre. 
 X   sf. earthquake, seism. 

\SISMI Sigla di Servizio per l'Informazione e la Sicurezza Militari. 

\sismicità, sf. invar. Caratteristica di territori, zone con frequenti sismi. 

\sìsmico, agg. (pl. m.-ci) Relativo ai sismi. 
 X   agg. seismic. 

\sismografìa, sf. 1 Sismogramma. 2 Studio dei terremoti. 

\sismògrafo, sm. Strumento usato per raccogliere e registrare le oscillazioni di una scossa tellurica e che permette di individuarne l'epicentro e l'ipocentro. Il sismografo è formato da un ricevitore costituito da una massa pendolare e da un registratore meccanico, ottico o elettrico a esso collegato, che ne traccia il moto rispetto al suolo. Il primo sismografo fu inventato da Luigi Palmieri nel 1855. 
 X   sm. seismograph. 

\sismogràmma, sm. Registrazione effettuata con un sismografo. 

\sismologìa, sf. Scienza che studia i movimenti tellurici. 

\sismològico, agg. (pl. m.-ci) Che si riferisce alla sismologia. 

\sismòlogo, sm. Chi si occupa di sismologia. 

\Sismondi, Jean-Charles-Léonard Simonde de (Ginevra 1773-Chêne, Ginevra 1842) Storico e critico letterario. Tra le opere: Storia delle repubbliche italiane nel Medioevo (1809-1818) e La letteratura nel mezzogiorno d'Europa (1813). 

\sismoscòpio, sm. Strumento in grado di segnalare un terremoto. 

\Sisòridi Famiglia di Pesci siluriformi d'acqua dolce diffusi nell'Asia sudorientale; sono forniti di barbigli e di ventosa per attaccarsi agli oggetti sommersi. 

\Sìssa Comune in provincia di Parma (3.760 ab., CAP 43018, TEL. 0521). 

\sissignóre, avv. Formula di rispetto, sussiego per indicare sì. 

\sissonne, sm. invar. Movimento di danza che consiste in un salto con la gamba sinistra piegata, allontanando la destra e incrociandola infine davanti alla sinistra in terza posizione. 

\sistèma, sm. (pl.-i) 1 Insieme di componenti correlati che cooperano al raggiungimento di obiettivi comuni. 2 Organizzazione. 3 Metodo di lavoro, strategia. 4 Abitudine. 5 Nei pronostici, tipo di giocata. 
 X   sm. 1 system. 2 (di vita) way of life. 
In astronomia, l'insieme dei corpi soggetti a un unico campo gravitazionale (sistema solare). 
    In chimica, l'insieme ordinato degli elementi scoperto da Mendeleev (sistema periodico degli elementi). 
    In economia l'insieme delle monete a corso legale (sistema monetario) e l'insieme organizzato delle aziende di credito componenti il sistema bancario. 
    In fisica si riscontrano diversi tipi di sistemi quali per esempio quello ottico (insieme di lenti, specchi e prismi formanti un unico strumento) o quello delle unità di misura composto dalle grandezze fisiche che sono assunte indipendenti fra di loro e dalle quali vengono derivate tutte le altre grandezze non fondamentali. 
    In matematica, sistema di equazioni è un insieme di equazioni utilizzato per descrivere le soluzioni di un problema.   +  
Sistema azimutale 
Sistema di coordinate che si basa sulla giacitura del piano dell'orizzonte e sulla direzione della verticale. 
Sistema dell'eclittica 
Sistema di coordinate che si basa sulla direzione dell'asse e sulla giacitura del piano dell'eclittica. 
Sistema equatoriale 
Sistema di coordinate, basato sulla giacitura del piano dell'equatore e sulla direzione dell'asse terrestre o asse del mondo. Tali elementi sono tipici anche del sistema orario. 
Sistema esperto 
In informatica indica quei programmi che tentano di riprodurre le capacità deduttive umane in determinati campi della conoscenza. 
Sistema extragalattico 
Insieme di corpi celesti, distribuiti nello spazio in modo uniforme o raggruppati in ammassi di galassie; in genere questo termine viene utilizzato per indicare corpi celesti che non fanno parte della Via Lattea. 
Sistema galattico 
Termine con il quale viene indicata la Via Lattea od ogni altro sistema più piccolo in essa contenuto. 
Sistema operativo 
In informatica indica un insieme di programmi che gestiscono le risorse di un elaboratore. 
Sistema solare 
Pluralità di corpi costituiti dal Sole, satelliti, pianeti, comete, meteoriti e dalla materia interplanetaria che ruotano attorno al Sole. Si ritiene che il sistema solare derivi da una nebulosa lenticolare, caratterizzata da tale forma a causa della rotazione dell'attrito interno, del raffreddamento e dell'attrazione gravitazionale. In seguito a tali processi si sarebbero generati dei planetesimali nelle zone di densità maggiore e da questi avrebbero tratto origine i pianeti. 

\Sistema degli oggetti, Il Saggio di J. Baudrillard (1967). 

\Sistema della natura Opera di filosofia di P. H. D. d'Holbach (1770). 

\Sistema dell'idealismo trascendentale Opera di filosofia di F. W. J. Schelling (1800). 

\Sistema di logica come teoria del conoscere Opera di filosofia di G. Gentile (1917-1921). 

\sistemàre, v. v. tr. 1 Mettere in ordine, disporre. ~ collocare, posizionare. <> scombinare. doveva sistemare i libri nella nuova libreria. 2 Aggiustare. 3 Trovare lavoro. era riuscito a sistemarlo nella sua vecchia ditta. 4 Punire. 
v. rifl. Accomodarsi, trovarsi un lavoro, una sistemazione. la ragazza cercava di sistemarsi con una persona benestante, di sposarsi con qualcuno di importante. 
 X   v. tr. 1 to put in order, to arrange. 2 (risolvere) to settle. 3 (collocare) to put, to place. 4 (alloggiare) to put, to accommodate. 5 (trovare lavoro) to find a job. v. rifl. 1 to settle down, to be settled. 2 (trovare lavoro) to find a job. 3 (trovare alloggio) to find accommodation. 
 @   deriv. da sistema

\sistemàta, sf. L'effetto di sistemare velocemente e con poca cura. 

\sistemàtica, sf. (pl.-che) Ordinamento, collezione ordinata. 

\sistematicaménte, avv. Con ordine, con precisione rigorosa. 

\sistematicità, sf. invar. L'essere sistematico. 

\sistemàtico, agg. (pl. m.-ci) 1 Ordinato, preciso, metodico. ~ organizzato, ordinato. <> asistematico. persona dai metodi sistematici. 2 Relativo a un sistema. 3 Continuo, costante, regolare. l'opposizione persisteva in quel sistematico rifiuto nel trattare
 X   agg. 1 systematic. 2 (metodico) methodical. 

\sistematizzàre, v. tr. Regolare, mettere in ordine con rigore. 

\sistemazióne, sf. 1 L'effetto del sistemare. 2 Lavoro, impiego fisso. 
 X   sf. 1 (collocazione) installation, placing. 2 (disposizione) arrangement, order. 3 (lavoro) job. 4 (alloggio) accommodation. 

\sistèmico, agg. (pl. m.-ci) Relativo all'intero sistema. 

\sistemìsta, sm. (pl.-i) 1 Chi si occupa di un sistema. 2 Chi effettua pronostici tramite sistemi. 

\sistemìstica, agg. Relativa al sistemista. 

\Sister Act (Una svitata in abito da suora) Film commedia, americano (1992). Regia di Emile Ardolino. Interpreti: Whoopi Goldberg, Maggie Smith, Harvey Keitel. Titolo originale: Sister Act 

\Sistìna, cappèlla È la cappella privata dei pontefici, nella quale, tra l'altro, si tengono i conclavi per l'elezione dei papi. Commissionata da papa Sisto IV a partire dal 1471, fu costruita dal 1475 al 1481 ed è famosa per gli affreschi che ne rivestono completamente le pareti e la volta. Le pareti laterali contengono sei affreschi per lato, dipinti da vari artisti toscani e umbri. Nella parete sinistra si trovano: Viaggio di MosŔ verso l'Egitto, del Perugino e Pinturicchio; MosŔ e le figlie di Ietro, del Botticelli; Passaggio del mar Rosso, di C. Rosselli; MosŔ e le tavole della legge, di C. Rosselli; Punizione di Core, Datan e Abiron, del Botticelli; Morte di MosŔ, di L. Signorelli. Nella parete destra si trovano: Battesimo di Ges¨, forse del Perugino e Pinturicchio; Tentazioni di Ges¨, del Botticelli; Vocazione di Pietro e Andrea, del Ghirlandaio; Sermone della montagna, di C. Rosselli e Piero di Cosimo; Consegna delle chiavi a Pietro, del Perugino con l'aiuto di L. Signorelli; Ultima Cena, di C. Rosselli. Nelle nicchie tra le finestre, sono riprodotte figure di papi, dipinte dagli stessi artisti autori degli affreschi sulle pareti (Ghirlandaio, Botticelli ecc.). La volta della cappella Sistina è decorata dagli affreschi di Michelangelo tra i quali si contemplano Le storie della Genesi (Dio separa la luce dalle tenebre; Dio crea gli astri e le piante; Dio separa la terra dall'acqua e crea i pesci; Creazione di Adamo; Creazione di Eva; Peccato originale e cacciata dal Paradiso terrestre; Sacrificio di NoŔ; Diluvio universale; Ebbrezza di NoŔ). I riquadri degli affreschi sono fiancheggiati da figure di Sibille e di Profeti. Nelle lunette sopra le finestre vi sono gli Antenati di Cristo; nelle lunette angolari della volta le figure bibliche di Assuero, Ester, Aman e il Serpente di bronzo, Giuditta e David che uccide Golia. La parete dell'altare è ricoperta dal grande affresco del Giudizio Universale di Michelangelo, dipinto dal 1535 al 1541. Al centro sta Cristo giudice, con Maria e i vari santi; a destra gli eletti che salgono al cielo; a sinistra i dannati che precipitano nell'inferno (si vede l'ingresso all'inferno con la barca di Caronte e Minosse). 

\Sìsto Nome di papi. 
Sisto I 
(?-125?) Santo e papa dal 115 ca. 
Sisto II 
(?-Roma 258) Santo, papa dal 257 e martire sotto Valeriano. 
Sisto III 
(?-Roma 440) Santo e papa dal 432. 
Sisto IV 
(Celle Ligure 1414-Roma 1484) Francesco della Rovere di nome, di origini nobili, fu generale dei francescani e divenne pontefice nel 1471, succedendo a Paolo II, grazie all'appoggio del ducato di Milano e delle trame dei cardinali Orsini, Borgia e Gonzaga. Fu un papa mondano, nepotista e mecenate. Istituì l'Inquisizione spagnola concedendo a Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia il diritto di nomina degli inquisitori. Avverso ai Medici, fu in conflitto con Firenze in seguito alla congiura dei Pazzi (1478). Da grande mecenate protesse umanisti e storici e fece edificare la Cappella Sistina. 
Sisto V 
(Grottammare 1520-Roma 1590) Felice Peretti di nome, ebbe origini umili. Predicatore francescano divenne cardinale nel 1570, pontefice nel 1585, succedendo a Gregorio XIII. Fu sostenitore della Controriforma e condusse una politica energica contro l'ingerenza dei nobili nella chiesa. Intraprese un'azione vigorosa tendente a rinforzare le finanze dello stato della chiesa, compì tentativi di bonifica nelle paludi pontine per incrementare lo sviluppo agricolo, represse il brigantaggio, fece costruire acquedotti e palazzi grandiosi dando inizio a un vasto programma di opere pubbliche a Roma (cupola di San Pietro, palazzo del Laterano, palazzi vaticani, Biblioteca Apostolica). 

\Sisto Ròsa, Sisto Badalòcchio détto (Parma 1585-Ordogno 1674) Pittore e incisore italiano. Allievo del grande Agostino Carracci, si trasferì a Roma con Annibale Carracci, con il quale dette un notevole contributo alla diffusione delle opere di Raffaello mediante la pubblicazione di cinquantadue acqueforti ispirate alle sue opere. Attinse, per la sua attività di incisore, alle opere di Correggio e dei fratelli Carracci. Come pittore dipinse numerose opere, soprattutto con soggetti religiosi, destinate alle chiese. 

\sìstola, sf. Tubo di gomma usato per innaffiare. 

\sìstole, sf. Contrazione dei muscoli cardiaci ventricolari avente lo scopo di spingere il sangue nelle arterie aorta e polmonare facendo così raggiungere alla pressione arteriosa il valore di picco. Durante la contrazione il sangue non rifluisce negli atrii grazie alla chiusura delle valvole atrioventricolari. 

\sistòlico, agg. Relativo a un movimento ritmico di contrazione. 

\sìstro, sm. Strumento musicale degli antichi egiziani. 

\Sistròfidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi polmonati diffusi nell'America centromeridionale. Appartiene all'ordine degli Stilommatofori). 

\SITAM Sigla di Società Italiana Trasporti Aerei Merci. 

\sìtar, o sitàr, sm. invar. Strumento musicale indiano simile al liuto. 

\sitibóndo, agg. Molto assetato. 

\sit-in, sm. invar. Occupazione di un luogo a scopo di protesta politica. 

\sìto, agg. e sm. agg. Situato. ~ collocato. 
sm. 1 Luogo. ~ posto. 2 Cattivo odore. 3 Collocazione su Internet. 
 X   sm. (luogo) place. 

\sitofobìa, sf. Avversione, timore del cibo. 

\sitologìa, sf. Scienza che studia l'alimentazione. 

\sitomanìa, sf. Necessità di mangiare in continuazione. 

\Sittang Fiume (560 km) del Myanmar. Nasce dai monti Shan e sfocia nel golfo di Martaban. 

\Sitter, Willem de (Sneek, Frisia 1872-Leida 1934) Astronomo olandese. Ha svolto lavori sulle orbite dei satelliti di Giove, ma è conosciuto soprattutto per gli apporti alla teoria della relatività generale e sulle applicazioni dell'espansione dell'universo. 

\Sìttidi Famiglia di Uccelli Passeriformi comprendenti i generi Sitta e Tichodroma

\Sittwe Città (108.000 ab.) del Myanmar, sul Golfo del Bengala, alla foce del fiume Kaladan. Capoluogo dello stato di Arakan. 

\situàre, v. v. tr. Posizionare, collocare. ~ porre. <> levare. 
v. intr. pron. Essere collocato, trovarsi. 
 X   v. tr. to situate, to site. 
 @   lat. mediev. situare, deriv. da situs,-us. 

\situazionàle, agg. Relativo a una situazione. 

\situazióne, sf. 1 Stato, insieme di circostanze che caratterizzano un luogo, un insieme di persone. ~ contesto. essere all'altezza della situazione, comportarsi secondo quanto ci si aspetta dalla persona. 2 Condizione. ~ posizione. fare il punto della situazione
 X   sf. situation. 
 @   deriv. da situare

\sìtula, sf. Secchio metallico con manico mobile utilizzato per contenere liquidi per uso comune o rituale. 

\SIULP Sigla di Sindacato Italiano Unitario dei Lavoratori di Polizia. 

\Siùrgus Donigàla Comune in provincia di Cagliari (2.202 ab., CAP 09040, TEL. 070). 

\sivaìsmo, sm. Forma particolare dell'induismo che vede Siva come divinità suprema. 

\Sivas Città (219.000 ab.) della Turchia, capoluogo della provincia omonima. 

\sivièra, sf. Recipiente dove si versa il metallo fuso che esce dal forno e serve per trasportarlo fino alla forma in cui dovrà essere colato. 

\Sivìglia Città della Spagna meridionale (675.000 ab.), capoluogo della provincia omonima e dell'Andalusia (km2 14.030, 1.570.000 ab.) sorge sul Guadalquivir come porto fluviale a circa 85 km dalla foce. Fiorente nell'agricoltura (grano, mais, riso, olio, tabacco e frutta) e nel turismo nonché nell'industria meccanica, tessile, alimentare, chimica, farmaceutica, del legno, delle ceramiche, della concia, del tabacco. Di origine fenicia conquistata da Giulio Cesare, dal 712 fu dominata dagli arabi conoscendo uno sviluppo notevole. Ferdinando III di Castiglia la riconquistò nel 1248. Il culmine dello sviluppo fu raggiunto dalla città nel sec. XVI poiché le fu conferito il ruolo istituzionale di organizzazione dei traffici di oltremare dopo la scoperta dell'America. Famosi sono l'università (1502), la cattedrale del XV-XVI sec. in stile gotico, il minareto della Giralda, la yorre dell'Oro, l'Alcàzar. 
Siviglia 
Provincia (1.620.000 ab.) della Spagna, estesa sul fiume Guadalquivir, tra la Sierra Morena e le Sierre di Bibaldin, di Algodonales e Yeguas. Capoluogo la città omonima. 

\Siziàno Comune in provincia di Pavia (4.119 ab., CAP 27010, TEL. 0382). 

\sizìgia, sf. (pl.-gie) La posizione della Luna in corrispondenza del plenilunio. 

\sìzza, sf. Vento freddo. 

\Sizzàno Comune in provincia di Novara (1.434 ab., CAP 28070, TEL. 0321). 

\SJ Sigla di Societas Jesus (Compagnia di Gesù). 

\SjŠlland Isola della Danimarca, tra il Kattegat e il mar Baltico. Con le isole vicine, costituisce una regione amministrativa suddivisa in 5 contee. 

\ska, sm. invar. Genere in voga negli anni ottanta che riprende gli schemi musicali degli anni sessanta uniti a suoni giamaicani pre-reggae. 

\Skagerrak Braccio di mare tra la Norvegia e la Danimarca. Collega il mare del Nord con il mar Baltico. 

\skai, sm. sing. Tipo di pelle finta. 

\skate-board, sm. invar. Monopattino a quattro rotelle, senza manubrio. 

\skating, sm. invar. Pattinaggio. 

\skeet, sm. invar. Una delle due versioni del tiro al piattello divenuta disciplina olimpica a partire dai giochi di Città del Messico del 1968. 

\skeleton, sm. invar. Slitta monoposto, munita di pattini in acciaio. 

\sketch, sm. invar. Scenetta comica. ~ numero, gag. 

\SKF Sigla della società svedese Svenska KullagerFabriken, Fondata a Goteborg nel 1907 è tra i maggiori produttori al mondo di cuscinetti a sfere. 

\Skiatos Skiatos fa parte delle isole Sporadi, nella zona settentrionale dell'Egeo. Ha un'estensione di 48 km2 e conta circa 4.000 ab. Il suo territorio è prevalentemente collinoso (altezza massima 432 m), ricco di vegetazione, rappresentata soprattutto da pini marittimi e da olivi, che un tempo ne costituivano la principale ricchezza. Recentemente, il clima mite e fresco e le belle spiagge sabbiose hanno incrementato l'afflusso turistico. Skiatos è praticamente l'unico centro abitato vero e proprio dell'isola, che funge anche da porto. Sorge sulla costa orientale, sulle due sponde di una stretta baia, sul posto dell'antico capoluogo. Anche se alberghi, ristoranti, locali e negozi hanno preso il sopravvento sulle tipiche case variopinte, dai tetti in tegole, resta una località pittoresca. Il suo cittadino più famoso è Alexandros Papadiamantis, scrittore, cui è dedicato un museo. Skiatos non ha mai avuto una particolare rilevanza storica. Viene citata da Erodoto a proposito della battaglia di capo Artemisio (480 a. C.) 

\skiff, sm. invar. Imbarcazione da regata con due remi a outrigger e un solo vogatore. 

\Skikda Città (129.000 ab.) dell'Algeria, affacciata sul golfo omonimo, nel mar Mediterraneo. Capoluogo del wilaya omonimo. 

\ski-lift, sm. invar. Sciovia. 
 X   sm. invar. ski-lift. 

\skinhead, sm. e sf. invar. Giovane di idee razziste che presenta la testa rasata e compie atti di teppismo. 

\skip, sm. invar. Contenitore metallico a forma di parallelepipedo utilizzato per trasportare all'esterno i minerali estratti dal fondo di una miniera. 

\ski-pass, sm. invar. Abbonamento per l'uso degli impianti di risalita nelle località sciistiche. 

\skipper, sm. invar. Chi manovra o è il capitano di una piccola imbarcazione a vela. 

\Skladanowsky, Max (Berlino 1863-1939) Fotografo tedesco. Ideatore dello strumento bioskop, nel 1895 effettuò una pubblica proiezione simulante immagini in movimento. 

\Sklovskij, Viktor Borisovic (San Pietroburgo 1892-Mosca 1984) Critico letterario. Tra le opere L'arte come artificio (1917) e Sulla teoria della prosa (1925). 

\Skoda Il più grande complesso siderurgico e meccanico della repubblica ceca. 

\Skolem, Thoralf Albert (Sandsvär 1887-Oslo 1963) Matematico norvegese. È noto per la formulazione di un teorema riguardante gli insiemi ('per ogni teoria dotata di un modello esiste un modello della teoria che sia finito o numerabile'). 

\Skopje Città (406.000 ab.). Capitale della Repubblica di Macedonia, situata sulle rive del fiume Vardar. Importante mercato agricolo (cereali, frutta, ortaggi e tabacco), è sede di industrie meccaniche, alimentari, del legno, chimiche, metallurgiche, tessili, e del vetro. Di origine romana (Scupi), fu distrutta da un terremoto nel 518. Subì la dominazione turca a partire dal XIV sec. fino al 1912, quando fu annessa alla Serbia. Nel 1963 fu quasi interamente distrutta da un violentissimo terremoto. 

\Skrjabin, Aleksander (Mosca 1872-1915) Compositore russo. Tra le opere: Poema dell'estasi (1908) e Prometeo, poema del fuoco (1910). 

\skunk, sm. invar. Pelliccia di moffetta. 

\Skvorecký, Josef (Nàchod 1924-) Romanziere ceco. Tra le opere: I codardi (1958) e Miracolo (1972). 

\Skye Isola della Gran Bretagna, nell'oceano Atlantico. Fa parte dell'arcipelago delle Ebridi. È amministrativamente compresa nella regione di Highland, in Scozia. 

\skye terrier, loc. sost. m. invar. Razza di cani diventati soggetti di lusso grazie al loro bellissimo pelo. 

\sl Sigla di senza luogo (usato nelle indicazioni bibliografiche). 

\slabbràre, v. v. tr. Rompere sugli orli, alle estremità. 2 Aprire una ferita. ~ lacerare. 
v. intr. Traboccare, fuoriuscire. 
v. intr. pron. 1 Rompersi alle estremità. 2 Lacerarsi. 
 @   da s-+ deriv. da labbro. 

\slabbratùra, sf. L'atto e l'effetto dello slabbrare. 

\slacciàre, v. v. tr. Sciogliere i lacci, sbottonare. <> allacciare. 
v. intr. pron. Sciogliersi i lacci, sbottonarsi. 
 X   v. tr. 1 to untie, to undo, to unfasten. 2 (bottoni) to unbutton. 3 (lacci di scarpe) to unlace. v. intr. pron. 1 to untied, to come undone. 2 (bottoni) to unbuttoned. 

\sladinàre, v. tr. Effettuare il rodaggio. 

\sladinatùra, sf. L'effettuare il rodaggio. 

\slàlom, sm. invar. Gara di sci in cui l'atleta si muove su un percorso obbligato, zigzagando fra gli ostacoli. slalom gigante, effettuato su percorsi più lunghi; slalom speciale, con porte più strette e angolate. 
 @   norv. slalom

\slalomìsta, sm. Chi partecipa allo slalom. 

\slam, sm. invar. 1 Vittoria nel bridge. 2 Vittoria nei quattro tornei più importanti del tennis. 

\slanatùra, sf. Operazione che consiste nel separare la lana dalla pelle degli animali. 

\slanciàre, v. v. tr. Scagliare lontano. 
v. intr. pron. 1 Scagliarsi con violenza. 2 Protendersi verso l'alto. 
 X   v. intr. pron. 1 to throw oneself, to hurl oneself. 2 (verso l'alto) to fling. 
 @   da s-+ lanciare. 

\slanciàto, agg. 1 Snello, agile. 2 Che si protende verso l'alto. 
 X   agg. slender, slim. 

\slàncio, sm. 1 Impeto, scatto. ~ balzo. 2 Manifestazione improvvisa di un sentimento. ~ trasporto. 
 X   sm. 1 rush, leap, dash. 2 (fig.) surge. 3 (agire di slancio) to act on impulse. 

\slang, sm. invar. Insieme di espressioni che assumono significato in un particolare contesto di gruppi o ambienti, gergo. ~ dialetto. 

\slappolatrìce, sf. Macchinario utilizzato per la slappolatura della lana. 

\slappolatùra, sf. Asportazione delle lappole dalla lana di pecora. 

\slargàre, v. v. tr. Allargare. 
v. intr. Occupare più posto. 
v. intr. pron. Ampliarsi. 

\slàrgo, sm. (pl.-ghi) Spiazzo, allargamento in una strada. 

\Slàtaper, Scìpio (Trieste 1888-Podgora 1915) Prosatore. Tra le opere Il mio Carso (1912) e Scritti letterari e critici (postumo, 1920). 

\Slatina Città (85.000 ab.) della Romania sul fiume Olt. Capoluogo del distretto di Olt. 

\slattaménto, sm. Svezzamento. 

\slattàre, v. tr. Non dare più il latte materno. 

\slavàto, agg. 1 Dai colori sbiaditi. <> colorito. 2 Fiacco. 
 X   agg. 1 faded, washed out. 2 (colorito) colourless, pale. 

\slavatùra, sf. Il punto in cui una cosa è slavata. 

\slave Letteralmente significa schiavo. In informatica indica un dispositivo collegato a un bus che non può gestire direttamente il bus stesso. 

\slàvi Popolazioni indoeuropee stanziate attualmente nell'Europa orientale. La zona di provenienza è incerta e si conoscono solo dal VI sec. Sono divisi in tre gruppi fondamentali. 
Slavi meridionali 
Rappresentati attualmente da sloveni, croati, serbi e bulgari, oltrepassarono il Danubio nel VI sec. e si spinsero a est fino all'Istria e a sud fino a Costantinopoli e a Creta. Successivamente furono assoggettati da avari e franchi e infine germanizzati. La primitiva società slava era caratterizzata dalla grande famiglia patriarcale e dalla proprietà comune della terra, del bestiame e degli attrezzi. A contatto con la civiltà europea nacque un'aristocrazia guerriera. 
Slavi occidentali 
Popolazioni stanziate in tutta la Germania centrale nel IX e X sec. 
Slavi orientali 
Popoli a cui appartengono attualmente i russi bianchi, grandi russi e ucraini. Già conosciuti nel IV sec., nel VII sec. furono sottomessi dagli avari e ricomparvero verso il IX e X sec. dando origine al primo stato russo. 

\slavìna, sf. Frana di neve. 
 X   sf. snowslide. 

\slavìsmo, sm. 1 Espressione tipica delle lingue slave. 2 Organizzazione in unità etnica e politica. 

\slavìsta, sm. e sf. (pl.-i) Studioso della civiltà slava. 

\slavìstica, sf. Studio della civiltà slava. 

\slavizzàre, v. v. tr. Far assumere costumi, usanze e lingua slavi. 
v. rifl. Assumere lingua e costumi slavi. 

\slàvo, agg. e sm. agg. Riguardante i popoli dell'Europa orientale e balcanica. lingua slava
sm. 1 Chi appartiene al ceppo etnico delle popolazioni dell'Europa orientale o balcanica. 2 Lingua parlata da queste popolazioni. 
 X   agg. e sm. Slav. 
 @   lat. mediev. Slavus

\slavofilìa, sf. Simpatia o attrazione per le popolazioni slave. 

\slavofilìsmo, sm. Movimento riformatore sorto in Russia nel XIX sec. che sosteneva il ritorno alle antiche tradizioni russe contrapponendosi quindi all'occidentalismo. 

\slavòfilo, agg. e sm. 1 Sostenitore dello slavofilismo. 2 Chi prova attrazione o simpatia per la cultura o le popolazioni slave. 

\slavòfono, agg. Che parla in modo tipico della lingua slava. 

\Slavònia Regione storica della penisola balcanica settentrionale (Croazia e Serbia), delimitata dal corso dei fiumi Drava, Sava e Danubio. Territorio prevalentemente pianeggiante, ha modesti rilievi (monte Papuk, 953 m). Il clima è continentale. Principali risorse economiche sono date dall'agricoltura (cereali, foraggi, frutta, barbabietola da zucchero), allevamento bovino, sfruttamento delle foreste e dei giacimenti di petrolio e di gas naturale. Ha industrie alimentari, petrolchimiche, tessili e del legno. Principali centri sono, Slavonski Brod, Osijek. Contesa da Serbia e Croazia è stata teatro di aspri combattimenti e scontri armati nel conflitto bellico del 1991-1992. 

\sleàle, agg. Senza lealtà. ~ disonesto, falso. <> leale. 
 X   agg. disloyal. 

\slealtà, sf. invar. La mancanza di lealtà. 

\sleep In informatica è il nome di un comando del sistema operativo UNIX che permette di sospendere l'esecuzione di un programma per un numero di secondi specificato. 

\sleeping-car, sm. invar. Vagone letto. 

\slegaménto, sm. L'azione di slegare. 

\slegàre, v. v. tr. Togliere, sciogliere i legami. <> legare. 
v. rifl. Liberarsi dai legami. 
 X   v. tr. to undo, to untie. v. rifl. to untie oneself, to come untied. 
 @   da s-+ legare. 

\slegàto, agg. 1 Non più legato. 2 Sconnesso, senza coerenza. 

\slegatùra, sf. L'effetto di slegare. 

\slentàre, v. tr. Rendere meno rigido. ~ allentare. 

\slèppa, sf. Grande sberla. 

\Slèsia Storica regione dell'Europa centrale, il cui territorio è diviso tra Polonia e Repubblica ceca. Comprende il versante nordorientale dei Sudeti e il bacino superiore dell'Oder. Eccetto la catena dei Sudeti, la cui cima più alta è il monte Sniezka, il territorio è pianeggiante e attraversato da numerosi fiumi, tra cui Oder, Ruda, Birau. Il clima è di tipo continentale. Le risorse economiche sono date dall'agricoltura (produzione di cereali, barbabietole, luppolo, patate), dallo sfruttamento forestale, dai ricchi giacimenti di carbone, ferro, piombo, zinco e nichel, e dalle industrie (metallurgiche, siderurgiche, meccaniche, chimiche, tessili, alimentari, del vetro e del legno). Città principali, oltre al capoluogo Breslavia, sono Cracovia, Katowice, Chorzów. Anticamente abitata da polacchi, la regione fu cristianizzata nel X sec. e, intorno all'XI sec. fu annessa al regno di Polonia. Passò nel 1526 agli Asburgo. Dopo la guerra di successione austriaca fu incorporata alla Prussia. Nel 1921, dopo la prima guerra mondiale fu divisa tra Cecoslovacchia, Germania e Polonia. 

\Slevogt, Max (Landshut 1868-Neukastel 1932) Pittore e scenografo tedesco. Dopo gli studi a Monaco, si trasferì a Berlino e fece parte della Secessione berlinese. Noto anche per la sua opera scenografica e di illustrazione. Tra le opere pittoriche Corsa di cavalli (1907, Dresda, Gemäldegalerie). 

\Sliding Doors Film commedia, americano (1998). Regia di P. Howitt. Interpreti: G. Paltrow, J. Lynch. 

\slip, sm. invar. Indumento intimo molto succinto, utilizzato anche come costume da bagno. ~ mutandine, mutande. 
 X   sm. invar. pl. 1 briefs, underpants. 2 (da bagno) pl. bathing trunks. 

\SLIP Sigla di Serial Line Internet Protocol, protocollo che gestisce l'accesso diretto a Internet tramite le linne telefoniche. 

\slìtta, sf. 1 Mezzo di trasporto che si basa su un movimento di scorrimento. 2 Veicolo dotato di pattini, per scivolare. 
 X   sf. sledge, sleigh. 

\slittaménto, sm. 1 L'effetto di slittare, scivolamento. 2 Riduzione di valore. 

\slittàre, v. tr. 1 Procedere scivolando. ~ sdrucciolare. le ruote slittavano sul ghiaccio, rendendo impossibile il controllo della vettura. 2 Sbandare. 3 Per una moneta, diminuire di valore. 
 X   v. tr. 1 to slide, to slip. 2 (aut.) to skid. 
 @   deriv. da slitta

\slittìno, sm. Piccola slitta usata anche in competizioni sportive invernali. 
 X   sm. sledge. 

\slittovìa, sf. Enorme slitta, trascinata mediante un cavo metallico, sui pendii nevosi. 

\slìvoviz, sm. invar. Liquore ottenuto dalla fermentazione delle prugne. 

\slm Sigla di sul livello del mare. 

\slnd Sigla di senza luogo né data (usato nelle indicazioni bibliografiche). 

\slogaménto, sm. L'effetto dello slogare o slogarsi. 

\slogan, sm. invar. Frase a effetto, battuta pubblicitaria. ~ motto, detto. 

\slogàre, v. v. tr. Provocare lo spostamento di un osso dalla sua posizione naturale. 
v. intr. pron. Riportare una slogatura. 
 X   v. tr. e v. intr. pron. to dislocate. 

\slogàto, agg. Che ha una slogatura. 

\slogatùra, sf. Spostamento di un osso dalla sua posizione naturale. ~ lussazione. 

\sloggiàre, v. v. tr. Far allontanare. ~ evacuare. <> alloggiare. la polizia fece sloggiare i mendicanti
v. intr. Sgombrare, andare via. fu obbligato a sloggiare
 X   v. tr. 1 to dislodge. 2 (inquilino) to turn out. v. intr. to clear out, to move out. 
 @   da alloggiare, sostituendo s-a a-. 

\slombàrsi, v. intr. pron. Sfiancarsi. 

\sloop, sm. invar. Imbarcazione di dimensioni ridotte usata per ricognizioni o scorta. 

\slot, sm. invar. 1 Fessura, posizione. 2 In elettronica è il nome di una presa in cui si può inserire un connettore o una scheda. 

\slot-machine, sf. invar. Macchina per il gioco d'azzardo che funziona a gettoni. 

\Slovàcca (Repubblica) Repubblica indipendente (dal 1/1/1993) dell'Europa centrale; confina a nord con la Polonia, a est con l'Ucraina, a sud con l'Ungheria, a ovest con l'Austria e la Repubblica Ceca. 
Il territorio è essenzialmente montuoso, costituito dai Carpazi occidentali, con il gruppo degli Alti Tatra (altezza massima 2.655 m) e dei Bassi Tatra, più a sud, al quale si ricollegano catene minori, come i Monti Metalliferi Slovacchi. 
I settori sudoccidentale e sudorientale del paese sono invece occupati da fertili pianure, in primo luogo quella di Bratislava. 
I principali fiumi sono il Danubio, che segna un tratto del confine con l'Ungheria, e i suoi tributari: la Morava, il Vàn, l'Hron e l'Hornàd, tutti dal corso regolare e navigabili su lunghi tratti. 
Il clima è continentale, con la stagione estiva mitigata da piogge frequenti. 
Le principali città sono: Bratislava, la capitale, centro industriale, Kosice, Nitra e Zilina. 
L'agricoltura resta ancora oggi un settore economico molto importante: al primo posto sono le colture cerealicole (frumento, orzo, segale, mais), quindi si coltivano la patata, la barbabietola da zucchero, varie qualità di frutta. Notevole è il patrimonio forestale, soprattutto conifere, querce, faggi, che alimenta le industrie cartiere e del mobile. 
L'allevamento è praticato in modo intensivo e riguarda principalmente i bovini, con una produzione abbondante di latte e carne, e i suini. 
Nel territorio slovacco si trovano giacimenti di carbone, e in misura modesta ferro, rame, zinco e piombo. 
Ben sviluppata è l'industria, specie quella metalmeccanica, quella tessile, che produce filati e tessuti di lana e cotone, anche se gran parte della materia prima è di importazione. Fiorente è anche l'industria del cuoio (a Bratislava) e quella cartaria. L'industria alimentare fornisce insaccati, zucchero e la famosa birra. 
STORIA Nel X sec. gli ungheresi distruggono la Grande Moravia e annettono la Slovacchia, che da allora diventa l'Alta Ungheria. Nel 1526 questa entra nel dominio degli Asburgo come il resto dell'Ungheria. Dopo il 1540 la pianura ungherese viene occupata dagli ottomani, il governo ungherese si stabilisce a Presbourg (attuale Bratislava) e vi rimane fino al 1848. Dal XIX sec. si sviluppa il movimento nazionale slovacco. Nel 1918 la Slovacchia è integrata nello stato Cecoslovacco. Nel 1939 viene creato uno stato slovacco separato, sotto protettorato tedesco e governato da Tiso. Tra il 1945 e il 1948 la regione viene integrata di nuovo nella Cecoslovacchia e viene ristabilita la centralizzazione. Nel 1969 la Slovacchia viene dotata dello statuto di repubblica federata. 
Nel 1990 i deputati slovacchi ottengono che la Cecoslovacchia prenda il nome di Repubblica federativa ceca e slovacca. Due anni più tardi, il capo del governo, Vladimir Meciar prepara con il suo corrispondente ceco la divisione della federazione ceca e slovacca. L'anno dopo la Slovacchia diventa uno stato indipendente (gennaio). Michal Kov´sh è eletto alla presidenza della repubblica. Nel marzo 1998, nonostante non sia stato nominato nessun successore (nessuno dei due candidati alle presidenziali aveva ottenuto il 60% richiesto), Kov´sh si ritira dalla vita politica. 
Abitanti-5.360.000 
Superficie-49.336 km2 
Densità-108,6 ab./km2 
Capitale-Bratislava 
Governo-Repubblica parlamentare 
Moneta-Corona slovacca 
Lingua-Slovacco, ungherese, ceco, romeno 
Religione-Cattolica, protestante 

\slovàcco, agg. e sm. (pl.-chi) agg. Relativo alla Slovacchia. 
sm. Abitante e lingua della Slovacchia. 

\Slovènia Repubblica indipendente dell'Europa centrale; confina a nord con l'Austria, a est con l'Ungheria, a sud-est e a sud con la Croazia, a ovest con l'Italia. Per un brevissimo tratto, inoltre, è bagnata dal mar Adriatico. 
Il territorio è prevalentemente montuoso; i rilievi sono orientati secondo due direttrici: a ovest, quasi al confine italiano, si estendono in direzione sud-est le Alpi Giulie, che partono dal monte Tricorno (2.863 m), il più alto del paese, e continuano nelle Dinaridi; a nord, invece, si estendono verso est, lungo il confine austriaco, i rilievi della Caravanche, delle Alpi di Kamnik e del Pohorje (1.543 m), che separano i bacini della Drava e della Sava. 
Il settore sudoccidentale del paese occupa una parte della penisola dell'Istria. 
Il clima è semicontinentale, con estati calde, inverni molto freddi e abbondanti precipitazioni. 
Le principali città sono: Lubiana, la capitale, Maribor, Celje, Kranj, Capodistria, con un porto importante. 
L'economia si basa sull'agricoltura (cereali, patate, ortaggi, barbabietole da zucchero, frutta) e sull'allevamento dei bovini, dei suini e del pollame. 
Sfruttate per il legname sono le foreste che occupano gran parte del territorio; il sottosuolo è ricco di giacimenti di ferro, carbone, lignite, zinco, piombo, rame, petrolio e mercurio. 
L'industria si sviluppa nel settore siderurgico, metalmeccanico, tessile, del legno e della carta, alimentare; gli stabilimenti si concentrano nella capitale e nelle principali città. 
Una voce importante per l'economia slovena è il turismo, che si sviluppa soprattutto nel litorale, nelle stazioni di sport invernali, nel parco naturale di Triglav. 
In seguito allo smembramento della federazione iugoslava (1991), l'economia slovena ha subito un vero e proprio crollo; anche la disoccupazione è aumentata in maniera considerevole. Dal 1996 la Slovenia è associata all'Unione Europea con l'obiettivo di diventarne membro effettivo fra qualche anno. 
STORIA Nel VI sec., tribù slave (sloveni) si stabiliscono nella regione. Questa viene incorporata nel 788 nell'impero di Carlo Magno. Nel 1278 passa sotto il dominio degli Asburgo. Nel 1789-1813 la Slovenia è integrata nelle Province illiriche che dipendono dall'Impero francese. Nel 1814 le regioni slovene sono restituite all'Austria; si sviluppa un movimento culturale e nazionale. Nel 1918 la Slovenia entra nel regno dei serbi-croati e sloveni che nel 1929 prende il nome di iugoslavia. 
Durante la seconda guerra mondiale essa è suddivisa tra Germania, Italia e Ungheria. Nel 1945 la Slovenia diventa una delle repubbliche federate della Iugoslavia. Nel 1990 l'opposizione vince le prime elezioni libere. L'anno dopo la Slovenia proclama la propria indipendenza che viene riconosciuta dalla comunità internazionale. 
Abitanti-1.980.000 
Superficie-20.251 km2 
Densità-97,8 ab./km2 
Capitale-Lubiana 
Governo-Repubblica parlamentare 
Moneta-Tallero sloveno 
Lingua-Sloveno, serbo-croato 
Religione-Cattolica 

\slovèno, agg. e sm. agg. Relativo alla Slovenia. 
sm. Abitante e lingua della Slovenia. 

\slow, sm. invar. Ballo moderno simile al fox-trot. ~ lento. 

\Slowacki, Juliusz (Krzemieniec, odierna Kremenec, Ucraina 1809-Parigi 1849) Poeta e drammaturgo polacco. Tra le opere La genesi dello Spirito (poesia, 1845-1846) e Mazepa (dramma, 1840). 

\Sludérno (in ted. Schluderns) Comune in provincia di Bolzano (1.718 ab., CAP 39020, TEL. 0473). 

\slum, sm. invar. Agglomerato urbano di abitazioni povere e insalubri. 

\slump, sm. invar. Fase di depressione di un ciclo economico. 

\Slupsk Città (102.000 ab.) della Polonia, sul fiume Slupia. Capoluogo del voivodato omonimo. 

\Sluter, Claus (Haarlem ca. 1340-Digione 1405/6) Scultore fiammingo. Tra le opere La processione dei pleurants o Tomba di Filippo l'Ardito (1384-1406, Digione, Musée des Beaux-Arts) e Madonna col Bambino (1391-1393, Digione, Certosa di Champmol). 

\Sm Simbolo chimico del samario. 
SM 
Sigla di Stato Maggiore. 

\smaccàre, v. tr. Evidenziare i difetti di qualcuno. 

\smaccàto, agg. Esagerato. ~ eccessivo. <> misurato. 

\smacchiàre, v. v. tr. 1 Ripulire dalle macchie. 2 Tagliare gli alberi in una selva. 
v. intr. Uscire allo scoperto. 
 X   v. tr. to remove stains. 
 @   da s-+ deriv. da macchia. 

\smacchiatóre, agg. e sm. agg. Che smacchia. 
sm. 1 Chi smacchia per lavoro. 2 Liquido in grado di eliminare le macchie. 
 X   sm. stain-remover. 

\smacchiatùra, sf. L'azione di smacchiare. 

\smàcco, sm. (pl.-chi) Delusione umiliante, insuccesso. ~ scorno. 
 X   sm. knock, blow, humiliating defeat. 
 @   german. smahhan. 

\smagàre, v. tr. Far smarrire, emozionare. ~ turbare. 

\smagliànte, agg. Abbagliante, splendente. ~ lucente, brillante. <> buio, scuro. 
 X   agg. dazzling, brilliant. 

\smagliàre, v. v. tr. Rompere le maglie, levare dalle maglie. 
v. intr. Splendere. 
v. intr. pron. 1 Disfarsi delle maglie, liberarsi. 2 Prodursi una smagliatura. 
 X   v. intr. pron. to run, to ladder. 

\smagliàto, agg. Che ha smagliature. 

\smagliatùra, sf. 1 L'effetto dello smagliare. 2 Rottura, strappo in un tessuto. 3 Cicatrice sulla pelle, in seguito a rapida diminuzione di peso. 
 X   sf. 1 run, ladder. 2 (della pelle) stretch mark. 

\smagnetizzàre, v. v. tr. Attenuare o eliminare l'intensità del campo magnetico di un corpo. 
v. intr. pron. Perdere il campo magnetico. 

\smagnetizzatóre, sm. Dispositivo in grado di smagnetizzare. 

\smagnetizzazióne, sm. L'operazione di smagnetizzare un corpo per renderlo neutro. 

\smagrìre, v. v. tr. Far dimagrire, impoverire. 
v. intr. Dimagrire. 
v. intr. pron. Diventare magro. 
 @   da s-+ deriv. da magro. 

\Smalcàlda Città (17.000 ab.) della Germania, sulle rive del fiume omonimo, in Turingia. Fino al 1990 appartenente alla Repubblica democratica tedesca, è sede di industrie siderurgiche, metallurgiche, tessili e ottiche. Già feudo dei conti di Henneberg, passò nel XVI sec. all'Assia e, nel 1886 alla Prussia. 
Lega di Smalcalda 
Conclusasi durante il congresso di Smalcalda (1530-1531) tra i principi Giovanni di Sassonia, Filippo d'Assia, Ernesto di Lüneburg e le città riformate tedesche contro Carlo V, divenne il centro della coalizione antiasburgica, contribuendo all'affermazione del luteranesimo. 

\smaliziàre, v. v. tr. Rendere più furbo e scaltro. 
v. intr. pron. Scaltrirsi. 

\smaliziàto, agg. Che è diventato esperto, scaltro. ~ rodato. <> inesperto. 
 X   agg. astute, shrewd, cunning. 

\small, agg. invar. Di corporatura esile, piccola. 

\smaltàre, v. tr. 1 Stendere uno strato di smalto. 2 Ornare. 
 X   v. tr. 1 to enamel. 2 (ceramica) to glaze. 

\smaltàto, agg. 1 Ricoperto di smalto. 2 Che sembra di smalto. 3 Decorato a smalto. 

\smaltatóre, agg. e sm. agg. Che serve a smaltare. 
sm. Chi smalta. 

\smaltatrìce, sf. Dispositivo utilizzato per rendere brillanti le superfici delle copie fotografiche. 

\smaltatùra, sf. L'operazione di ricoprire con smalto o rendere brillanti. 

\smalterìa, sf. Industria o laboratorio in cui si realizzano lavori di smaltatura. 

\Smalti e cammei Opera di poesia di Th. Gautier (1852). 

\smaltiménto, sm. 1 Azione dello smaltire. 2 Eliminazione. 

\smaltìre, v. tr. 1 Assimilare, digerire. 2 Superare. doveva ancora smaltire quella tremenda delusione amorosa. 3 Vendere fino a esaurimento. 4 Scaricare. smaltire i rifiuti
 X   v. tr. 1 (digerire) to digest. 2 (merce) to sell off. 3 (rifiuti) to dispose of. 4 (peso) to lose. 5 (rabbia) to get over. 6 (sbrigare) to deal with. 
 @   gotico smaltjan rendere liquido. 

\smaltìsta, sm. (pl.-i) Chi lavora lo smalto. 

\smaltitóio, sm. (pl.-oi) Luogo adibito a deposito dei rifiuti, degli scarichi. 

\smàlto, sm. 1 Sostanza vetrosa e lucida utilizzata per ricoprire oggetti a scopo di decorazione o protezione. ~ vernice. 2 Brillantezza. 
 X   sm. 1 enamel. 2 (per ceramica) glaze. 3 (per unghie) nail varnish. 
 @   franco smalt. 
Utilizzato fin dall'antichità per l'oreficeria, ebbe particolare diffusione dal VI al XII sec. Alla fine del XIII sec., smaltatori italiani inventarono lo smalto traslucido su fondo oro o argento, lo smalto filigranato (XV sec.) e lo smalto dipinto, importato successivamente in Francia (Limoges) e in Lorena, che divennero centri principali di questa tecnica (XV-XVI sec.). La tecnica dello smalto ebbe notevole fioritura anche in Giappone e Cina. 

\smammàre, v. intr. Sgombrare, andare via. 

\smanacciàre, v. v. tr. Colpire in modo scomposto con una mano. 
v. intr. Agitare, gesticolare con le mani. 

\smanacciàta, sf. Il muovere esageratamente una mano. 

\smancerìa, sf. Comportamento o atto lezioso, sdolcinato. ~ affettazione, melensaggine. 

\smanceróso, agg. Smorfioso, con molte smancerie. 

\smaneggiàre, v. tr. Maneggiare con poca cura. 

\smanettàre, v. intr. 1 Fare prove, tentativi senza un criterio, per far funzionare un dispositivo. 2 Portare al limite delle prestazioni. 

\smangiàre, v. tr. Corrodere, consumare. 

\smangiucchiàre, v. tr. Mangiare con continuità e a piccole dosi. 

\smània, sf. 1 Agitazione. ~ ansia. <> serenità. 2 Voglia frenetica. 
 X   sf. 1 restlessness, agitation. 2 (fig.) craving for. 

\smaniàre, v. intr. 1 Avere smanie. 2 Desiderare fortemente. 

\Smanie per la villeggiatura Commedia in 3 atti di C. Goldoni (1761). Il lavoro, ambientato a Livorno, ruota intorno a cinque persone (Filippo con la figlia Giacinta; Leonardo, innamorato di Giacinta, con la sorella Vittoria; Guglielmo, un altro innamorato di Giacinta) che si preparano a partire per la villeggiatura in campagna. Come scriveva Goldoni nell'Avvertenza al lettore," l'innocente divertimento della campagna Ŕ divenuto ai nostri dý una passione, una smania, un disordine". Tutti i protagonisti, par vari motivi, non ritengono possibile rinunciare a una consuetudine così necessaria per mantenere il buon nome, che diventa una sorta di tormento per i problemi organizzativi, le invidie, i vestiti indispensabili per ben figurare in villeggiatura. L'opera è la commedia più riuscita della cosiddetta trilogia della villeggiatura, insieme a Le avventure della villeggiatura e Il ritorno dalla villeggiatura. Nelle tre commedie viene messa in ridicolo l'ostentazione della borghesia, la smania di apparire al di sopra delle proprie possibilità. 

\smanigliàre, v. tr. 1 Levare il perno al maniglione che in un'imbarcazione unisce la catena all'anello di una boa o alla cicala dell'ancora. 2 Levare l'ormeggio. ~ salpare. 3 In marina, togliere il perno alla maniglia che unisce due pezzi di catena in modo da separarli. 

\smanióso, agg. 1 Con forte e vivo desiderio. 2 Agitato. ~ impaziente. 
 X   agg. longing, eager. 

\smantellaménto, sm. L'atto di smantellare. 

\smantellàre, v. tr. 1 Mettere fuori uso, demolire. smantellarono la fabbrica. 2 Dimostrare la falsità. l'avvocato difensore aveva smantellato quella serie di ingiuste accuse
 X   v. tr. to demolish, to dismantle. 
 @   da s-+ deriv. da mantello

\Smaràno Comune in provincia di Trento (327 ab., CAP 38010, TEL. 0463). 

\smarcaménto, sm. L'atto di smarcare o smarcarsi. 

\smarcàre, v. v. tr. Nel calcio, mettere un giocatore in condizioni di superare l'avversario diretto con il pallone. 
v. rifl. Sottrarsi al controllo dell'avversario. 

\smargiassàta, sf. Atto da smargiasso. ~ fanfarata, gradassata. 

\smargiasserìa, sf. Comportamento spavaldo. 

\smargiàsso, sm. Gradasso, spaccone. ~ fanfarone. 

\smarginàre, v. tr. Togliere i margini dai libri stampati. 

\smarginàto, agg. 1 Di foglio, a cui è stato tagliato il margine. 2 Nell'industria grafica, di impaginazione i cui elementi escono dai margini impostati per la pagina raggiungendo i margini del volume. 

\smarginatùra, sf. Taglio dei margini. 

\Smarra o i demoni della notte Racconto di Ch. Nodier (1821). 

\smarriménto, sm. 1 L'atto di smarrire. denunci˛ alla polizia lo smarrimento del documento. 2 Svenimento, turbamento. 3 Sgomento. ebbe un attimo di smarrimento, non appena si rese conto di ci˛ che stava accadendo
 X   sm. 1 loss. 2 (fig.) confusion, bewilderment, dismay. 

\smarrìre, v. v. tr. 1 Perdere. smarrire l'orientamento, perdersi. 2 Dimenticare. smarrire il filo del discorso
v. intr. pron. 1 Perdersi. 2 Confondersi, turbarsi. non si era lasciato smarrire da quelle difficoltÓ e delusioni
 X   1 to lose. 2 (dimenticare provvisoriamente) to mislay. v. intr. pron. 1 to lose one's way, to get lost. 2 (oggetto) to go astray. 
 @   german. marrjan disturbare. 

\smarrìto, agg. 1 Perso. 2 Disorientato, turbato, confuso. il suo sguardo smarrito denotava uno stato confusionale non ancora superato. 
 X   agg. 1 (confuso) confused. 2 (sbigottito) bewildered. 

\smascellàrsi, v. intr. pron. 1 Slogarsi le mascelle. 2 Ridere di gran gusto. 

\smascheraménto, sm. L'effetto di smascherare. 

\smascheràre, v. v. tr. 1 Levare la maschera. <> mascherare. 2 Mostrare l'effettiva realtà. smascher˛ il tentativo di truffa di quell'impiegato disonesto
v. intr. pron. 1 Levarsi la maschera. 2 Mostrare le proprie effettive intenzioni. non era ancora il momento di smascherarsi
 X   v. tr. to unmask. 
 @   da s-+ deriv. da mascherare

\smash, sm. invar. Colpo di schiacciata nel tennis e in altri sport con la palla. 

\smatassàre, v. tr. 1 Sbrigliare una matassa. 2 Risolvere, districare. 

\smaterializzàre, v. v. tr. Trasformare la materia in qualcosa di incorporeo, spirituale. 
v. intr. pron. Trasformarsi in spirito, spiritualizzarsi. 

\smaterializzazióne, sf. Spiritualizzazione, lo smaterializzare o smaterializzarsi. 

\smazzàta, sf. La distribuzione delle carte da gioco ai giocatori. 

\SME (Sistema monetario europeo) Organismo creato dai Paesi della CEE, nel 1979, allo scopo di stabilizzare i cambi all'interno della comunità. Prevede l'impegno delle banche centrali a mantenere l'oscillazione del tasso di cambio della propria moneta rispetto all'ECU entro una fascia di oscillazione, superata la quale sono tenute a intervenire. 

\smembraménto, sm. L'atto di smembrare, suddivisione. 

\smembràre, v. tr. 1 Suddividere in tante parti. ~ scomporre. <> assemblare. 2 Disgregare. 
 X   v. tr. 1 to dismember. 2 (separare) to split. 

\smemoràre, v. intr. 1 Perdere la memoria. 2 Perdere coscienza. ~ vagheggiare. 

\smemoratàggine, sf. 1 La condizione dello smemorato. 2 Dimenticanza. 

\smemoratézza, sf. Smemorataggine. 

\smemoràto, agg. e sm. agg. Che non ricorda, che è disattento. 
sm. Sciocco, disattento. 
 X   agg. absent-minded, forgetful. 

\smentìre, v. v. tr. 1 Dichiarare o dimostrare la falsità di una affermazione. smentire un'accusa. 2 Contraddire, venir meno a un comportamento usuale. non poteva smentire la propria fama
v. rifl. Contraddirsi. 
v. intr. pron. Venire meno. 
 X   v. tr. 1 to belie, to give the lie. 2 (negare) to deny. 3 (testimonianza) to refute. v. rifl. to be inconsistent. v. intr. pron. to contradict oneself. 
 @   da s-+ mentire

\smentìta, sf. L'atto di smentire un'affermazione. ~ ritrattazione, sconfessione. 
 X   sf. 1 denial. 2 (testimonianza) refutation, retraction. 

\smeraldìno, agg. Del colore dello smeraldo. 

\smeràldo, agg. e sm. agg. invar. Verde. 
sm. Pietra preziosa dal colore verde, varietà di berillo. Chiamasi così anche un particolare taglio di diamante.   +  
 X   agg. emerald. 
 @   lat. smaragdus, dal greco smÓragdos. 
Lo smeraldo ha durezza 7,5 nella scala di Mohs e viene lavorato a brillante, a tavola, a rosetta e a gradini. La quasi totalità viene estratta in Colombia, nella cordigliera di Bogot´. Esistono altri giacimenti in Brasile, negli Urali, in Birmania, nel Pakistan, nella repubblica Sudafricana e in India. 
Smeraldo orientale o zaffiro verde 
Varietà pregiata di corindone, estratta in Birmania, Thailandia, Australia, negli Urali e in USA. 

\smerciàbile, agg. Che può essere smerciato, venduto con facilità. 
 X   agg. marketable. 

\smerciabilità, sf. L'essere smerciabile. 

\smerciàre, v. tr. 1 Vendere. 2 Rifilare. 
 X   v. tr. to sell. 

\smèrcio, sm. (pl. smerci) Vendita, spaccio. ~ commercio. 
 X   sm. sale. 

\smerdàre, v. v. tr. 1 Svergognare. ~ disonorare. 2 Imbrattare con escrementi. 
v. rifl. Sporcarsi con escrementi. ~ lordarsi. 

\smèrgo, sm. Denominazione comune degli Anseriformi del genere Mergus (smergo maggiore, Mergus merganser e smergo minore, Mergus serrator). Si cibano di pesci e sono di passo in Italia. 

\smerigliàre, v. tr. 1 Levigare con lo smeriglio. 2 Rendere traslucido un vetro. 

\smerigliàto, agg. Che è stato levigato con lo smeriglio. 
 X   agg. emery. 

\smerigliatóre, sm. Chi compie la smerigliatura. 

\smerigliatrìce, sf. Macchina per eseguire la smerigliatura. 

\smerigliatùra, sf. L'operazione consistente nello smerigliare. 

\smerìglio, sm. (pl.-gli) 1 Minerale di corindone molto duro, utilizzato in polvere come abrasivo. 2 Uccello dei falconiformi. 3 Pesce pavone. 
 X   sm. emery. 
 @   greco smerýlion, deriv. da smerizein pulire, levigare; nel significato [2]: franc. esmeril; nel significato [3]: greco smaris

\Smerìllo Comune in provincia di Ascoli Piceno (431 ab., CAP 63020, TEL. 0734). 

\smerlàre, v. tr. Eseguire ricami ai bordi di stoffe o tessuti. 

\smerlatùra, sf. L'atto di smerlare e la parte di stoffa ricamata che si trova sui bordi. 

\smerlettàre, v. tr. Smerlare. 

\smèrlo, sm. Il lavoro che produce la smerlatura. ~ merlettatura, trina. 

\smésso, agg. 1 Non più indossato. 2 Che ha abbandonato una precedente mansione. 
 X   agg. cast-off. 

\Smetana, Bedrich (Litomysl 1824-Praga 1884) Compositore boemo. Figlio di un dilettante di violino, a quattro anni era già capace di sostituire il padre nell'esecuzione di quartetti. Studiò nel collegio di Nêmesky-Brod, poi a Praga e a Pilsen. Contemporaneamente continuava lo studio del pianoforte e del violino. A Praga nel 1840 conobbe F. Liszt e nel 1846 H. Berlioz. Nel 1848 scrisse a Liszt della sua intenzione di creare una sua scuola di musica a Praga, ricevendone un incoraggiamento e un contributo in denaro. Scoppiata la rivolta popolare, Smetana fece parte della guardia nazionale, e, per l'occasione, compose una marcia e un'ouverture. La rivolta fu soffocata rapidamente. Dal 1850 al 1856 fu maestro di piano dell'imperatore Ferdinando I. Nel 1856 accettò l'incarico di direttore della Società Filarmonica di Göteborg. Nel 1861 tornò in patria stabilendosi a Praga, dove si dedicò alla coltivazione della musica nazionale ceca, dando come compositore un contributo fondamentale con i suoi lavori sia in campo sinfonico sia in campo operistico. Fu anche animatore della vita culturale e musicale, come direttore del Circolo degli artisti e della Società corale Hlalol. Nel 1884 sofferente di disturbi mentali venne ricoverato in manicomio. Smetana è il fondatore della scuola nazionale ceca. Tra i suoi lavori, si ricordano le opere teatrali La sposa venduta (1886), che è considerato il suo capolavoro, I brandeburghesi in Boemia (1862-1863), Dalibor (1868), LibuÜe (1872), Le due vedove (1874), Il bacio (1876), Il segreto (1878) e il Muro del diavolo (1882). Tra i lavori per orchestra, si citano i poemi sinfonici Riccardo III, Il campo di Wallenstein, Haakon Jarl (1858-1861), il popolarissimo ciclo di poemi sinfonici La mia patria (1874-1879) ispirati a leggende, vicende e paesaggi boemi, il quartetto in mi minore Dalla mia vita (1876-1879), un Trio per violino, violoncello e pianoforte (1855); inoltre, numerose composizioni per piano (improvvisi. 
valzer, polke e danze boeme). 

\sméttere, v. v. tr. 1 Far terminare. smetterla, farla finita. 2 Non utilizzare più. smettere un vestito
v. intr. Desistere, lasciare. 
 X   v. tr. e v. intr. 1 to stop, to cease. 2 (rinunciare) to give up. 
 @   da s-+ mettere

\smezzàre, v. tr. 1 Dividere in due parti uguali. 2 Consumare una metà. 

\SMI Sigla di Società Metallurgica Italiana. 

\smidollàre, v. v. tr. 1 Levare il midollo. 2 Indebolire, togliere vigore. 
v. intr. pron. Perdere forza e vigore. 

\smidollàto, agg. e sm. agg. Debole, per nulla vigoroso. 
sm. Chi è debole e incapace. ~ inetto. <> risoluto. 
 X   agg. spineless. 

\smielàre, v. tr. Recuperare il miele dai favi. 

\smielàto, agg. Che ha subito la smielatura. 

\smielatóre, sm. Macchina utilizzata per estrarre il miele dai favi, senza danneggiarli. 

\smielatùra, sf. L'operazione dello smielare. 

\smilax, sf. invar. Genere di piante per lo più rampicanti appartenenti alla famiglia delle Gigliacee. Vivono nelle zone temperate e tropicali. 

\smiley Nel linguaggio informatico indica un disegno costituito di soli caratteri utilizzato nella posta elettronica.   +  

\smilitarizzàre, v. tr. 1 Riportare la situazione alle condizioni normali precedenti la guerra, per quanto riguarda le persone e le strutture utilizzate. 2 Liberare una zona da qualsiasi postazione o struttura militare. <> militarizzare. 
 X   v. tr. to demilitarize. 

\smilitarizzàto, agg. Che non presenta postazioni o strutture militari. 

\smilitarizzazióne, sm. L'atto di smilitarizzare. 

\smìlzo, agg. 1 Che è alto e snello. ~ asciutto. <> grosso. 2 Esiguo, minuto. 
 X   agg. lean, thin. 

\sminàre, v. tr. Liberare una zona dal pericolo delle mine. 

\sminthurus, sm. invar. Genere di Insetti collemboli saltatori dall'addome globoso appartenenti alla famiglia degli Sminturidi. 

\sminuìre, v. v. tr. 1 Attenuare. 2 Ridurre l'importanza. 
v. intr. pron. Darsi minore importanza. 
 X   to belittle, to diminish, to lessen. 

\sminuzzaménto, sm. Il ridurre a piccoli pezzi. 

\sminuzzàre, v. v. tr. 1 Ridurre in piccoli pezzi. ~ frantumare. 2 Esaminare fin nei minimi dettagli. 
v. intr. pron. Ridursi a brandelli. 
 X   v. tr. e v. intr. pron. to crumble, to break into small pieces. 
 @   da s-+ minuzzare. 

\sminuzzolàre, v. tr. 1 Rompere in pezzi minuti. 2 Frazionare in parti minute. ~ suddividere. 

\Smìrne Città (947.000 ab.) turca dell'Anatolia, capoluogo della provincia omonima. Situata all'estremità orientale del golfo omonimo, sulla costa del mare Egeo. Importante porto e centro di commercio di prodotti agricoli (mais, frumento, orzo, olio, uva, fichi, agrumi, tabacco e cotone), sede di industrie cantieristiche, metalmeccaniche, tessili, chimiche, alimentari, del tabacco, del cemento, petrolchimiche e lavorazione dei tappeti. Colonia ionica del VII sec. a. C. fu distrutta dai lidi nel VI sec. a. C. e ricostruita al tempo di Alessandro Magno, fu città libera protetta da Roma. Nel V sec. passò ai bizantini, successivamente passò sotto la dominazione di Genova, di Rodi e di Venezia. Espugnata dai turchi nel 1417 fu assegnata definitivamente alla Turchia nel 1924. 
Smirne 
Provincia (2.700.000 ab.) della Turchia, estesa sul mar Egeo. Capoluogo la città omonima. 

\smistaménto, sm. L'operazione di smistare. 

\smistàre, v. tr. 1 Suddividere e organizzare per destinazioni in modo razionale. 2 Passare rapidamente il pallone con una serie di brevi passaggi. 
 X   v. tr. 1 to sort. 2 (ferr.) to shunt. 

\smisuràto, agg. Enorme, immenso. ~ esorbitante. <> contenuto. 
 X   agg. 1 unbounded. 2 (immenso) enormous, immense. 

\Smith il taciturno Film western, americano (1957). Regia di Leslie Fenton. Interpreti: Alan Ladd, Brenda Marshall, Robert Preston. Titolo originale: Whispering Smith 

\Smith, Adam (Kirkcaldy 1723-Edimburgo 1790) Filosofo ed economista scozzese, vicino alle posizioni di Hume, sostenitore della morale della simpatia, secondo la quale le scelte dell'uomo sono determinate dal desiderio di ottenere l'approvazione della collettività. Queste idee filosofiche sono espresse nell'opera Teoria dei sentimenti morali (1759). Fondatore del liberismo economico e della scuola classica in economia, espose le sue teorie nell'Indagine intorno alla natura e alle cause della ricchezza delle nazioni (1776), nella quale sosteneva che la divisione del lavoro aumenta la produttività del lavoro stesso e che ogni operatore economico agisce per interesse individuale, ma che l'influenza della domanda e dell'offerta sui prezzi conduce all'equilibrio economico e quindi al benessere collettivo. 

\Smith, Bessie (Chattanooga, Tennessee 1894-Clarksdale, Mississippi 1937) Cantante jazz statunitense. Intorno al 1923 si impose come una delle principali interpreti del blues. 

\Smith, Betty (Brooklyn, New York 1904-Shelton, Connecticut 1972) Scrittrice e attrice statunitense. Tra le opere, il romanzo Un albero cresce a Brooklyn (1943) e numerose opere teatrali, drammi e atti unici. 

\Smith, David (Decatur 1906-Bennington 1965) Scultore statunitense. Tra le opere Paesaggio sul fiume Hudson (1951, New York, Whitney Museum). 

\Smith, Ian Douglas (Selukwe 1919-Cape Town, South Africa 2007) Politico rhodesiano, conservatore e sostenitore della minoranza bianca razzista in Rhodesia, primo ministro dal 1964. Nel 1965 ha proclamato, unilateralmente, l'indipendenza del paese dalla Gran Bretagna provocando l'isolamento internazionale e la formazione di movimenti di guerriglia nera. È stato capo del governo segregazionista rhodesiano fino al 1980, anno in cui ha rimesso il potere alla maggioranza di colore, che ha eletto alla guida del paese R. Mugabe. L'attuale nome del paese è Zimbabwe. 

\Smith, Maggie (Ilford 1934-) Attrice inglese. Tra le interpretazioni teatrali, Desdemona (1964), Amanda (1972) e Lady Bracknell (1992). Nel cinema si aggiudicò due Oscar con La strana voglia di Jean Brodie (1969) e California Suite (1978). Tra gli altri film, Quartet (1981), Camera con vista (1986), Sister Act (1992). 

\Smithson, Alison (Sheffield 1928) e Peter (Stockton-on-Tees 1923) Architetti inglesi. Tra le opere Secondary Modern School a Hunstanton (1951-1954) e Sede dell'"Economist" a Londra (1963). 

\Smithson, Robert (1535?-Wollaton 1614) Architetto inglese. Tra le opere Wollaton Hall presso Nottingham (1580-1588) e Hardwick Hall a Bolsover (1590-1597). 

\smithsonìte, sf. Carbonato di zinco che si presenta in incrostazioni, in masse compatte o, più raramente, in cristalli trigonali di vario colore. 

\smitizzàre, v. tr. Rivedere, riconsiderare un'epoca, un personaggio leggendario con occhio critico e realista. ~ ridimensionare. <> mitizzare. 

\smitizzazióne, sm. L'operazione e l'effetto prodotto dallo smitizzare. 

\SMM (Solar Maximum Mission) Sigla di Solar Maximum Mission, un satellite ancora funzionante che venne lanciato dalla NASA nel 1980 allo scopo di raccogliere la radiazione elettromagnetica solare in una vasta banda spettrale. 

\smobilitàre, v. tr. 1 Congedare i soldati. smobilitare un reparto. 2 Smantellare. la fabbrica fu smobilitata. 3 Riportare in condizioni di normalità dopo la mobilitazione. 
 X   v. tr. to demobilize. 
 @   da s-+ mobilitare

\smobilitazióne, sm. L'effetto di smobilitare. 

\smobilìzzo, sm. Smobilitazione. 

\smoccolàre, v. v. tr. Levare il moccolo. 
v. intr. Bestemmiare. ~ imprecare. 

\smoccolatùra, sf. 1 L'atto di smoccolare. 2 Ciò che è stato smoccolato. 

\smock, sm. invar. Tipo di punto di ricamo simile al nido d'ape. 

\smodàto, agg. Eccessivo, senza la giusta misura. 
 X   agg. immoderate, excessive. 

\smoderàto, agg. Privo di moderazione. 

\smòg, sm. sing. Nebbia mista a fumo che caratterizza i grandi centri industriali. 

\Smoke Film drammatico, americano (1995). Regia di Wayne Wong e Paul Auster. Interpreti: Harvey Keitel, William Hurt, Forest Whitaker. Titolo originale: Smoke 

\smoking, sm. invar. Abito da sera scuro maschile con in genere un solo bottone. 
 X   sm. invar. dinner jacket. 

\Smolensk Città (341.000 ab.) della Federazione russa, capoluogo della provincia omonima. Situata sul fiume Dnepr, è porto e centro commerciale importante. Ha industrie tessili, metalmeccaniche, alimentari, chimiche, del legno e della ceramica. Fondata nel IX sec., fu contesa da lituani, russi e polacchi, nel 1664 passò definitivamente alla Russia. Nel 1812 fu teatro di una vittoria di Napoleone sui russi. 
Battaglia di Smolensk 
Aspra battaglia combattuta nell'estate del 1941, durante la seconda guerra mondiale, finita con la sconfitta dei sovietici e l'occupazione tedesca. La città fu liberata nel settembre del 1943. 

\Smólikas Monte (2.637 m) della Grecia, nell'Epiro. Il più alto della catena del Pindo. 

\smollàre, v. tr. Mettere a mollo un panno prima di lavarlo. 

\smollicàre, v. v. tr. Ridurre in briciole il pane. 
v. intr. pron. Ridursi in briciole, disfarsi. 

\smonacàre, v. tr. Far perdere la condizione di monaco. 

\smontàbile, agg. Che si può smontare facilmente. 

\smontàggio, sm. (pl.-gi) L'atto di smontare una macchina o un oggetto. 

\smontàre, v. v. tr. 1 Separare nei vari pezzi componenti. ~ scomporre. smontare un ingranaggio per pulirlo. 2 Smorzare l'euforia, scoraggiare. 3 Confutare, controbattere. 
v. intr. 1 Scendere da una cavalcatura. 2 Terminare il turno di lavoro. 
v. intr. pron. Perdere entusiasmo. 
 X   v. tr. 1 to dismantle, to disassemble, to take to pieces. 2 (rimuovere) to remove. 3 (scoraggiare) to discourage, to dishearten. v. intr. 1 (smontare da cavallo) to dismount. 2 (dal servizio) to go off. 3 (dal treno) to get off. v. intr. pron. to lose one's enthusiasm, to lose heart. 
 @   da s-+ montare

\smòrfia, sf. 1 Contrazione dei muscoli del viso che provoca un'espressione insolita. ~ boccaccia, sberleffo. 2 Moina. ~ smanceria. 
 X   sf. 1 grimace. 2 (moina) simpering. 

\smorfiosaménte, avv. In modo sdolcinato, smorfioso. 

\smorfióso, agg. Che fa le smorfie, petulante. 
 X   agg. simpering. 

\smòrto, agg. Pallido, senza vigore. ~ cereo, terreo. <> colorito, rubicondo. 
 X   agg. 1 wan, pale. 2 (colorito) dull. 

\smorzaménto, sm. L'effetto dello smorzare. 

\smorzàre, v. v. tr. 1 Ridurre l'intensità. ~ frenare. 2 Spegnere. smorzare una fiamma. 3 Placare. smorzare le polemiche
v. intr. pron. Spegnersi, affievolirsi. 
 X   v. tr. 1 (luce) to dim. 2 (suono) to deaden. 3 (colore) to tone down. 4 (entusiasmo) to damp, to dampen. 5 (sete) to quench. v. intr. pron. to fade, to be appeased. 
 @   da ammorzare, sostituendo s-a a-. 

\smorzàta, sf. Colpo tennistico consistente nel rimandare la pallina, con poca velocità, poco oltre la rete. 

\smorzàto, agg. Mitigato, attenuato. 

\smorzatóre, agg. e sm. (f.-trìce) agg. Che permette di smorzare. 
sm. 1 Piccolo tassello posto su una corda del pianoforte per attenuare rapidamente le vibrazioni. 2 Dispositivo che permette di attenuare rapidamente le oscillazioni in un sistema. 

\smorzatùra, sf. Smorzamento. 

\smosciàre, v. v. tr. Rendere moscio. 
v. intr. pron. Indebolirsi, perdere vigore. 

\smòsso, agg. Che è stato mosso, turbato dallo stato di quiete, di riposo. 

\smottaménto, sm. Frana, caduta di terreno. ~ cedimento. 
 X   sm. landslip, landslide. 

\smottàre, v. tr. Franare, cadere verso il basso. 

\smozzàre, v. tr. Mozzare con risolutezza e forza. ~ tagliare. 

\smozzicàre, v. tr. 1 Sgretolare, ridurre in piccoli pezzi. 2 Pronunciare poco e male. 

\smozzicàto, agg. Ridotto in pezzi. 

\SMTP Sigla di Simple Mail Transfer Protocol, protocollo che gestisce il trasferimento di e-mail fra computer. 

\smùngere, v. tr. 1 Fare impallidire, emaciare. 2 Mungere. 3 Spillare denaro. 

\smùnto, agg. Magro, esausto. ~ emaciato, consunto. <> florido. 
 X   agg. pinched, haggard. 

\smuòvere, v. v. tr. 1 Spostare lievemente, con fatica. 2 Rimuovere, dissuadere. non riuscivano a smuoverlo dai suoi propositi. 3 Commuovere. si fece smuovere dalle loro lacrime
v. intr. pron. 1 Spostarsi. 2 Convincersi del contrario. 
 X   v. tr. 1 to move, to shift. 2 (dall'inerzia) to rouse, to stir. 3 (dissuadere) to dissuade, to deter. v. intr. pron. to move, to shift. 
 @   lat. emovere, comp. da ex-+ movere muovere. 

\smuràre, v. tr. 1 Rompere un muro. 2 Levare da un muro ciò che vi era murato. 

\smussaménto, sm. L'effetto di smussare. 

\smussàre, v. v. tr. 1 Arrotondare, eliminare gli spigoli. <> appuntire. 2 Attenuare. 
v. intr. pron. Diventare meno scontrosi. 
 X   v. tr. 1 to smooth down, to round off. 2 (lama) to blunt. 3 (fig.) to soften. v. intr. pron. to become blunt. 
 @   franc. Úmusser. 

\smussàto, agg. Che è stato arrotondato, attenuato. 
 X   angolo smussato: bevel. 

\smussatùra, sf. 1 L'atto di smussare. 2 Ciò che è stato smussato. 

\smùsso, agg. e sm. agg. Smussato. 
sm. 1 Smussatura. 2. Scalpello utilizzato per smussare. 

  indice     >>>