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\su, avv. e prep. avv. 1 Più in alto. 2 In un piano, livello superiore o elevato. 3 Con mettere, può significare diventare, crescere, formare. 4 Con andare, crescere quantitativamente. 5 Suvvia. 
prep. 1 In luogo più elevato. 2 Discesa, caduta sopra un oggetto. 3 Di un argomento. 4 Approssimazione numerica, circa. era un tipo sui vent'anni. 5 Sopra un ambiente. 6 In seguito a. 7 Con stare, esprime una condizione, uno stato. 8 Nella locuzione avverbiale sul serio, con serietà. 
  avv. 1 up. 2 (su e giù) up and down. 3 (al piano di sopra) upstairs. prep. 1 about. 2 (verso) towards. 3 (moto) onto, on to. 
  lat. susum, da sursum

\Su e giù per Beverly Hills Film commedia, americano (1986). Regia di Paul Mazursky. Interpreti: Nick Nolte, Richard Dreyfuss, Bette Midler. Titolo originale: Down and Out in Beverly Hills 

\sua sponte, loc. avv. Locuzione latina che significa "di sua iniziativa". 

\suaccennàto, agg. Che è stato precedentemente accennato, in uno scritto o in un discorso. 

\suadènte, agg. Che alletta, convincente. ~ persuasivo. 

\suadére, v. tr. Persuadere, convincere. 
  lat. suadere. 

\suaheli, sm. => "swahili" 

\Suàrdi Comune in provincia di Pavia (698 ab., CAP 27030, TEL. 0384). 

\Su´rez, Francisco (Granada 1548-Lisbona 1617) Filosofo spagnolo. Tra le opere Disputationes metaphisicae (1597) e De legibus ac Deo legislatore (1612). 

\suasìvo, agg. Persuasivo, convincente. 

\suasòria, sf. Discorso con il quale si cerca di convincere una persona o un gruppo di persone a compiere o a non compiere un'azione. ~ arringa. 

\suasòrio, agg. 1 Che consiglia o persuade. 2 Che tende a convincere. ~ esortante. 

\suaviter in modo fortiter in re, loc. avv. Espressione latina che significa "in modo garbato, ma energico nella sostanza". Vuole indicare un atteggiamento gentile che nasconde, però, una richiesta inflessibile. 

\sub, sm. e sf. invar. Pescatore, nuotatore subacqueo. 

\sub- Primo elemento di parole composte che indica che una cosa o persona è inferiore, subordinata o sta sotto a qualcos'altro o a qualcun altro, che qualcosa è vicino a qualcos'altro o una quantità o una qualità inferiore o attenuata. 
  dal lat. sub

\sub conditione, loc. avv. Locuzione usata nel linguaggio giuridico ed ecclesiastico per indicare un atto condizionato. 

\sub iudice, loc. avv. Espressione latina del poeta Orazio che significa "sotto il giudizio del giudice". Indica che una questione è ancora controversa. 

\sub specie aeternitatis, loc. avv. Locuzione latina tratta dalla filosofia scolastica che significa "sotto l'aspetto dell'eternità". Indica un punto di vista che risulta svincolato dal contingente e dal relativo. 

\subàcqueo, agg. e sm. agg. Che avviene o riguarda cose sotto il livello dell'acqua. pesca subacquea, flora subacquea. 
sm. Pescatore o nuotatore, in apnea o che dispone di apposita bombola di ossigeno e respiratore, che pratica attività sui fondali e sotto il livello dell'acqua. 
  agg. underwater. sm. skin diver. 
  da sub-+ deriv. da acqua

\subacùto, agg. Di stato morboso, che ha caratteri meno accentuati rispetto a quello acuto. 

\subaffittàre, v. tr. Affittare ad altri qualcosa che si ha in affitto. 
  v. tr. to sublet. 

\subaffìtto, sm. 1 L'atto di subaffittare. 2 Affitto di un oggetto di cui non si è proprietari ma che si ha in affitto. 

\subaffittuàrio, sm. Chi prende in subaffitto. 

\subaffluènte, sm. Corso d'acqua che sfocia in un affluente. 

\subagènte, sm. o sf. Che svolge affari per conto di un agente. 

\subagenzìa, sf. 1 Filiale di un'agenzia che ha facoltà di iniziativa commerciale limitate. 2 Contratto di agenzia in una zona territoriale limitata. 

\subalpìno, agg. Che si trova ai piedi delle Alpi. 

\subalternità, sf. L'essere subalterno. 

\subaltèrno, agg. e sm. agg. Subordinato, gerarchicamente inferiore. ~ dipendente, sottoposto. 
sm. Chi ha un grado di qualifica inferiore ad altri, in una organizzazione. 
  agg. e sm. subordinate. 

\Subansiri Distretto (113.000 ab.) dell'India, nello stato dell'Arunachal Pradesh, al confine con il Tibet. Capoluogo Ziro. 

\subantàrtico, agg. (pl.-ci) Che è vicino al continente antartico. 

\subappaltàre, v. tr. Dare in subappalto. 
  v. tr. to subcontract. 

\subappaltatóre, sm. Chi prende in subappalto. 

\subappàlto, sm. Contratto di appalto stipulato con chi è a sua volta un appaltatore. 

\subappennìnico, agg. (pl.-ci) Che è vicino all'Appennino. 

\Subappennìno Nome generico con cui si indicano alcune dorsali montuose, affiancate all'Appennino centrale sia sul lato tirrenico che sul lato adriatico. 

\subàrtico, agg. (pl. m.-ci) Che è vicino alle regioni artiche. 

\Subàsio Cima dell'Appennino Umbro-Marchigiano (1.290 m) a sud-est di Assisi, in provincia di Perugia. 

\subatòmico, agg. (pl. m.-ci) Che riguarda le particelle di dimensioni inferiori all'atomo. 

\Subbiàno Comune in provincia di Arezzo (4.442 ab., CAP 52010, TEL. 0575). 

\subbùglio, sm. (pl.-i) Gran disordine, agitazione. 
  sm. turmoil, confusion. 

\subbùteo, sm. invar. Gioco del calcio, praticato con pedine mobili mosse con colpi delle dita. 

\subcònscio, agg. e sm. (pl. m.-i) agg. Che viene vagamente avvertito dalla coscienza, pur riguardando la psiche. 
sm. Subcosciente. 
  agg. e sm. subconscious. 

\subcontinènte, sm. Parte di un continente che presenta caratteristiche geografiche e morfologiche ben distinte. 

\subcontràtto, sm. Contratto derivato e avente lo stesso contenuto di un altro contratto, detto base, che di solito non genera rapporti diretti tra i contraenti originari del contratto base e il contraente derivato. 

\subcosciènte, agg. e sm. agg. Subconscio. 
sm. Attività psichica che riguarda fenomeni di cui non si ha precisa coscienza. 
  agg. e sm. subconscious. 

\subcostièro, agg. Che riguarda zone in prossimità delle coste. 

\subdesèrtico, agg. (pl. m.-ci) Che riguarda zona e vegetazione posta ai margini del deserto. 

\subdesèrto, sm. 1 Formazione vegetale costituita da arbusti o piccoli alberi xerofili che caratterizza le regioni caldi e secche. 2 Regione in cui si ha una vegetazione di tale tipo. 

\sùbdolo, agg. Che riguarda il perseguimento di uno scopo non dichiarato, nascosto ad altri. ~ ambiguo. <> sincero. 
  agg. sly, underhand, sneaky. 
  lat. subdolus, comp. da sub-sotto + dolus inganno. 

\subentrànte, agg. e sm. agg. In medicina, relativo a un'affezione in si hanno accessi a intervalli molto ravvicinati. 
sm. Chi subentra. 

\subentràre, v. intr. Sostituire qualcuno in una certa mansione, posizione. 
  v. intr. to take over, to succeed. 

\subéntro, sm. Il subentrare e l'effetto. 

\subequatoriàle, agg. Che riguarda il clima e le zone situate fra l'equatore e i tropici. 

\subiacènse, agg. e sm. agg. Relativo alla cittadina di Subiaco. 
sm. Abitante di Subiaco. 

\Subiàco Comune in provincia di Roma (9.004 ab., CAP 00028, TEL. 0774). 

\subiètto e deriv. => "soggetto e deriv." 

\subingrèsso, sm. In diritto, il subentrare in un diritto al posto di un altro soggetto. 

\subinquilìno, sm. Chi ottiene in affitto un appartamento o parte di esso dall'inquilino e non dal proprietario. 

\subìre, v. tr. 1 Soffrire, patire. 2 Sostenere, sopportare. 
  v. tr. 1 to endure, to suffer. 2 (sostenere) to undergo. 
  lat. subire, comp. da sub-sotto + ire andare. 

\subissàre, v. v. tr. 1 Ricoprire. ~ tempestare, colmare. 2 Mandare in rovina. 
v. intr. Sprofondare. 
  v. tr. to load with, to overwhelm with. 

\subìsso, sm. 1 Sfacelo. 2 Grande quantità. ~ abbondanza. 

\subitaneità, sf. L'essere subitaneo, repentino. 

\subitàneo, agg. Che è istantaneo, immediato, improvviso. 
  agg. sudden. 

\sùbito, agg. e avv. agg. All'improvviso, rapido. 
avv. Immediatamente, all'istante. si arrese subito all'evidenza; in un subito, in un attimo. 
  avv. 1 immediately, at once. 2 (presto) very soon. 3 (prima) just before. 
subìto, agg. 
Che è stato sopportato, patito. 
  lat. subitus, comp. da sub immediatamente dopo, + ire

\sublimàre, v. v. tr 1 Elevare, innalzare. 2 Far passare una sostanza dallo stato solido di aggregazione direttamente a quello gassoso. 3 Convogliare gli impulsi istintivi verso altri fini. 
v. intr. Passare direttamente dallo stato solido a quello gassoso, senza fondere. 
v. intr. pron. 1 Innalzarsi. 2 Trasformarsi per sublimazione. 
v. rifl. Elevarsi spiritualmente. sublimarsi con contemplazione e preghiera
  lat. tardo sublimare, deriv. da sublimis

\sublimàto, agg. 1 Che è ottenuto per sublimazione. 2 Che riguarda impulsi istintivi trasformati in altri atteggiamenti. 

\sublimazióne, sf. L'effetto del sublimare. 

\sublìme, agg. e sm. agg. Eccelso, nobile. 2 Che riguarda luoghi elevati. 
sm. Il senso dell'infinito, in filosofia. 
  agg. e sm. sublime. 

\subliminàle, agg. Che viene percepito dall'inconscio, senza che la coscienza se ne renda conto. 

\sublimità, sf. Maestosità, eccellenza. 

\sublocàre, v. tr. Subaffittare. 

\sublocazióne, sf. Subaffitto. 

\sublunàre, agg. Che si trova fra la Luna e la Terra. 

\submontàno, agg. Che è in prossimità di una montagna. 

\subnormàle, agg. sm. e sf. agg. Che è inferiore ai livelli di normalità. 
sm. e sf. Chi ha quoziente di intelligenza inferiore alla media. 
  agg., sm. e sf. subnormal. 

\subnucleàre, agg. Che riguarda le particelle che compongono il nucleo dell'atomo. 

\suboceànico, agg. (pl. m.-ci) Posto sotto l'oceano. 

\subodoràre, v. tr. Intuire, sospettare. ~ presagire, presentire. <> sapere. 
  v. tr. to suspect, to smell. 

\suborbitàle, agg. Che avviene su una traiettoria inferiore rispetto a quella necessaria per mettere in orbita un oggetto. 

\subordinànte, agg. Che mette in subordine. 

\subordinàre, v. tr. 1 Stabilire delle priorità, delle scelte sulla base dell'importanza. 2 Far dipendere. 

\subordinatìvo, agg. Che riguarda o esprime una relazione di subordine. 

\subordinàto, agg. 1 Che è in subordine rispetto ad altri. lavoro subordinato; in via subordinata, come seconda ipotesi. 2 Dipendente, che ha grado, qualifica inferiore in una gerarchia. 3 In grammatica, proposizioni subordinate, che sono dipendenti da una proposizione principale. 
  agg. 1 subordinate. 2 (dipendente) subject to, dependent on. 

\subordinazióne, sf. 1 Il trovarsi in dipendenza, in subordine di un superiore per qualifica o grado. 2 Sottomissione. 

\subórdine, sm. In dipendenza. 

\subornàre, v. tr. Istigare qualcuno a commettere inganni, a mancare il proprio dovere. 

\subornazióne, sf. Il subornare. 
  lat. mediev. suburdinatio,-onis. 

\subpolàre, agg. Relativo alle regioni prossime al polo. 

\subrettìna, sf. Giovane soubrette. 

\subroutine, sf. invar. 1 In informatica, programma ausiliario scritto per risolvere una parte di un problema. 2 Insieme di istruzioni per l'esecuzione di una determinata operazione. 

\subseguènte, o subsequènte, agg. Relativo al corso d'acqua o alla depressione che si trova alla base della fronte di una cuesta. 

\subsidènte, agg. Che riguarda la subsidenza. 

\subsidènza, sf. Il progressivo abbassamento di un territorio, in particolare costiero, con conseguente crescita del livello delle acque. 

\subsònico, agg. (pl. m.-ci) Che ha velocità inferiore a quella del suono. 

\substràto, sm. 1 Strato di terreno situato al di sotto di un altro strato. 2 Contesto. 3 L'insieme delle influenze esercitate da una lingua su un'altra che si è sovrapposta. 

\subtotàle, sm. Somma parziale di una parte del conto. 

\subtropicàle, agg. Che riguarda zone geografiche poste in prossimità dei tropici. 

\Subulinidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi polmonati stilommatofori. ~ stenogiridi. 

\subumàno, agg. Che riguarda una condizione di vita ritenuta al di sotto della condizione minima di accettabilità. 

\suburbàno, agg. In prossimità della città. 
  agg. suburban. 

\suburbicàrio, agg. Di sede episcopale nei pressi di Roma, che ha per titolare un cardinale coadiuvato da un vescovo. 

\subùrbio, sm. 1 I sobborghi di una città. 2 Quartiere. ~ borgata. 
  comp. lat. sub sotto + urbs, urbis città. 

\subùrra, sf. 1 Antico quartiere malfamato di Roma. 2 Quartiere malfamato. 

\succedaneità, sf. La caratteristica di ciò che è succedaneo. 

\succedàneo, agg. Che può sostituire nella funzione, un'altra sostanza. ~ derivato, surrogato. 
  agg. substitute. 
  lat. tardo succedaneus, deriv. da succedere andare al posto di. 

\succèdere, v. v. intr. 1 Subentrare. 2 Venire dopo. 3 Accadere, avvenire in successione. 
v. intr. pron. Presentarsi, accadere in sequenza. 
  v. intr. 1 to succeed. 2 (accadere) to happen. 3 (seguire) to follow. v. intr. pron. to follow each other. 

\successìbile, agg., sm. e sf. Che, chi può succedere per legge o per testamento. 

\successióne, sf. 1 Il subentrare ad altri. 2 Sequenza di fenomeni. 3 Serie ordinata. 
  sf. 1 succession. 2 (tassa di successione) death duty. 3 (in matematica) sequence.
  lat. successio,-onis, deriv. da successum, supino di succedere. 
In matematica è un insieme di elementi posti in corrispondenza biunivoca con l'insieme degli interi naturali; può essere vista come una funzione definita nell'insieme dei numeri naturali. Si dicono convergenti quando, al crescere indefinito del numero dei termini n, il termine n-mo tende a un valore limite definito; divergenti se, al crescere indefinito di n, il termine generico cresce indefinitamente. 
    In diritto è un fenomeno giuridico generale, che comporta una modificazione nel soggetto attivo o passivo del rapporto giuridico; in base a ciò, un soggetto entra in uno o più rapporti giuridici che fanno capo a un altro soggetto. I principi base della successione sono l'irrevocabilità della qualità di erede, l'unità del patrimonio, il trapasso di tutti i diritti e obbligazioni senza modificazione, compreso il possesso; la confusione tra patrimonio del defunto e quello dell'erede. La successione si può verificare in due casi, ossia per dichiarazione di volontà del de cuius (testamento) o per disposizione legale. 
Successione testamentaria 
Il testamento è un atto revocabile con il quale qualcuno può disporre di tutte le proprie sostanze o parte di esse, pensando al momento in cui non sarà più in vita. La facoltà testamentaria non è esercitabile da colui che ha un'età inferiore ai diciotto anni, è interdetto per infermità mentale, è incapace di intendere e di volere nel momento del testamento. 
Successione legittima 
Successione che viene effettuata in relazione alle disposizioni della legge, in mancanza di un testamento, quando questo non sia valido o nel caso di rinuncia all'eredità o impossibilità a succedere. 

\successivaménte, avv. In seguito, poi. 
  avv. afterwards. 

\successìvo, agg. Seguente, che viene dopo, secondo un fissato ordinamento. 
  agg. following, successive. 

\succèsso, sm. 1 Risultato, esito. non sapeva ancora con quale successo aveva fatto l'esame. 2 Riuscita. 3 Popolarità. ~ affermazione. aveva riportato un grande successo con la sua apparizione in televisione
  sm. 1 success. 2 (esito) outcome. 
  lat. successus,-us avanzata, deriv. da successum, da succedere

\successóre, sm. (f.-a) Chi succede ad altri in un incarico. ~ erede. <> predecessore. 
  sm. successor. 

\successòrio, agg. Relativo alla successione. 

\succhiàre, v. tr. 1 Aspirare con le labbra, con la bocca. 2 Spolpare, ridurre in miseria. gli aveva succhiato il sangue poco a poco. 3 Gustare. succhiare un gelato. 4 Assorbire. 5 Sopportare. 
  v. tr. to suck. 
  lat. succulare, deriv. da succus succo. 

\succhiàta, sf. Il succhiare una volta. 

\succhiatóre, agg. e sm. agg. Che succhia. 
sm. Chi succhia. 

\succhiellàre, v. tr. Forare mediante il succhiello. 

\succhièllo, sm. Arnese utilizzato per praticare fori, costituito da un ferro terminante a vite e da un manico perpendicolare che viene fatto ruotare. 

\sùcchio, sm. Il succhiare. 

\succhiòtto, o succhiétto, sm. Tettarella che viene data ai neonati per farli addormentare. ~ ciuccio. 
  sm. dummy. 

\succiacàpre, sm. Uccello (Caprimulgus europaeus) della famiglia dei Caprimulgidi e dell'ordine dei Caprimulgiformi. Di colore bianco e grigiastro, vive in prossimità dei boschi dell'Europa, dell'Asia e dell'Africa settentrionale. Le sue uova si mimetizzano con l'ambiente. 

\succiàre, v. tr. 1 Succhiare. 2 Sorbire, gustarsi. ~ sorseggiare. 

\succiasàngue, sm. e sf. invar. Chi sfrutta gli altri fino a rovinarli. ~ usuraio. 

\succìdere, v. tr. Tagliare da sotto, alla base o alla radice. 

\Succinèidi Famiglia di Molluschi Gasteropodi polmonati di forma conica muniti di due paia di tentacoli e di una conchiglia sottile oblunga con elica che esegue pochi giri. 

\succìngere, v. v. tr. Legare le vesti con una cintura. 
v. intr. Cingersi ai fianchi. 

\succìnto, agg. 1 Che lascia troppo scoperte alcune parti del corpo, poco pudico. 2 Conciso, breve. 
  agg. 1 scanty, brief. 2 (breve) concise, succinct. 

\sùccio, sm. Atto del succiare. 

\succitàto, agg. Citato in precedenza. 

\Succìvo Comune in provincia di Caserta (6.483 ab., CAP 81030, TEL. 081). 

\succlàvio, agg. Posto sotto la clavicola. 
Arteria succlavia 
Si origina a destra dell'arteria anonima, a sinistra dell'arco dell'aorta, si prolunga nell'arteria ascellare e irrora l'arto superiore. 
Vena succlavia 
Vaso venoso profondo dell'arco superiore. Con la vena giugulare forma la vena anonima. 
Muscolo succlavio 
Situato fra la prima costola e la clavicola, contraendosi, consente l'abbassarsi di quest'ultima. 

\sùcco, sm. (pl.-chi) 1 Sostanza liquida contenuta nella frutta o nelle piante. 2 La parte essenziale, la più importante. 3 Il liquido secreto da alcuni organi. 
  sm. 1 juice. 2 (fig., essenza) essence. 
  lat. succus. 

\succosità, sf. L'essere ricco di succo. 

\succóso, agg. 1 Che ha molto succo. 2 Denso di significato. 
  agg. 1 juicy. 2 (significativo) pithy. 

\sùccube, o sùccubo, agg. e sm. agg. Che è sottomesso, incapace di agire di propria volontà. 
sm. Chi soggiace alla volontà di altri. 
  sm. man entirely dominated by someone.

\succulènto, agg. Molto succoso o saporoso. ~ appetitoso, squisito. <> insipido, sciapo. 
Piante succulente (o grasse).
Piante dotate di particolari tessuti "succulenti", i parenchimi acquiferi, tramite i quali possono immagazzinare grandi quantità di acqua. Foglie, fusti e radici di queste piante sono carnosi e hanno, a seconda del tipo, forme sferiche, di colonna, appiattite, a rosetta, … 

\succulènza, sf. L'essere succulento. 

\succursàle, sf. Sede staccata, filiale di un ufficio, di un'azienda. ~ dipendenza. 
  sf. branch. 

\Suceava Città (115.000 ab.) della Romania, capoluogo del distretto omonimo. 

\Suchitepéquez Dipartimento (382.000 ab.) del Guatemala sudoccidentale, sull'oceano Pacifico. Capoluogo Mazatenango. 

\sùcido, agg. Sporco, lurido. ~ sudicio. 
  lat. sucidus da sucus succo, sugo. 

\sucidùme, sm. Sudiciume, sozzura. ~ sporcizia. 

\sucre, sm. invar. Unità monetaria dell'Ecuador. È suddivisa in cento centavos. 

\Sucre (Bolivia) Città della Bolivia (130.000 ab.) capitale legale del paese e capoluogo del dipartimento di Chuquisaca (489.000 ab., 51.524 km2). Situata su un altopiano a 2.800 m, a sud-est di La Paz, la capitale amministrativa. Centro commerciale e sede di industrie alimentari, tessili e della lavorazione del tabacco, conserva palazzi e una cattedrale del XVI sec. Fondata dagli spagnoli nel 1538, con il nome di La Plata, acquisì notevole importanza per la vicinanza delle miniere di argento di Patosí. Fu sede dei primi movimenti per l'indipendenza del Sud America. Nel 1826 prese la denominazione attuale in onore di A. J. de Sucre, generale luogotenente di S. Bolivar. 

\Sucre (Colombia) Dipartimento della Colombia del nord (620.000 ab, 11.000 Km2) la cui capitale è Sincelejo. Si affaccia sul mar delle Antille ed è bagnato dai fiumi Cauca e San Jorge. 

\Sucre (Venezuela) Stato del Venezuela del nord (723.000 ab., 11.800 Km2) la cui capitale è Cuman´. Si affaccia sul mar delle Antille e rappresenta una delle maggiori regioni agricole del paese producendo soprattutto caffè, banane e cacao. 

\sud, sm. sing. Intersezione dell'orizzonte col meridiano astronomico in direzione del polo sud; uno dei quattro punti cardinali, indica il punto in cui il Sole è più alto sull'orizzonte. 
  sm. south. 
  franc. sud

\Sudafricàna (Repubblica) Repubblica all'estremità meridionale dell'Africa australe. Confina a nord con la Namibia, il Botswana e lo Zimbabwe, a nord-est col Mozambico, mentre per gli altri lati è bagnata dagli Oceani Atlantico e Indiano; nel suo territorio sono inglobati il Lesotho e lo Swaziland. 
Il territorio è occupato per la massima parte da altopiani, rialzati verso le coste (monti dei Draghi) e che formano un'imponente scarpata, ai piedi della quale si estende una pianura costiera (larga da 80 a 400 km). 
Nella parte sudoccidentale del paese si può distinguere quel che resta dall'erosione di un'antica catena montuosa (i Capidi) orientata da est a ovest. 
Idrograficamente il paese, pur diviso tra diversi bacini, tributa essenzialmente all'oceano Atlantico, soprattutto tramite l'Orange, il principale fiume del paese, che nasce nel Lesotho, segna per un tratto il confine con la Namibia e riceve il Vaal e il Melopo, entrambi dal regime fortemente irregolare. All'Atlantico scende anche l'Olifants. 
Tra i tributari all'oceano Indiano il principale è il Limpopo; tra gli altri fiumi scende il Tugela, celebre per le omonime cascate, seconde del mondo per altezza. 
Il clima è tropicale nel lato rivolto all'oceano Indiano, con inverni freschi, estati calde e piovose e una stagione intermedia più temperata; nell'interno l'altitudine influisce in parte sulla generale siccità, mentre la regione del Capo ha un clima mediterraneo. 
La popolazione è costituita per meno di un quinto da europei (boeri e inglesi), per il 70% da bantu (di numerose etnie), per il 10 % da coloured o meticci e per il 3% da asiatici. 
Per anni la repubblica Sudafricana è stata teatro di un durissimo sistema di apartheid che separava le popolazioni di colore dai bianchi in tutti i campi della vita sociale ed economica. Dopo duri scontri locali e pressioni internazionali, nel 1992 un referendum ha approvato l'accordo costituzionale che mira alla formazione di uno stato unitario multirazziale. Nel 1996 è stata approvata la nuova costituzione che sancisce la parità fra bianchi e neri. 
La capitale amministrativa è Pretoria, centro storico, culturale ed economico; la capitale legislativa è Città del Capo, importante centro industriale e portuale. Johannesburg è la città principale del paese, nonché massimo centro aurifero a livello mondiale. Altre città sono Bloemfontein (capitale giudiziaria), Welkom e Kimberley; sulla costa sorgono Durban, East London e Port Elizabeth. 
La repubblica Sudafricana ha una solida e ben diversificata economia, nettamente la più avanzata a livello continentale. 
L'agricoltura è fiorente, soprattutto grazie a interventi governativi sul sistema idrico. Il paese è il massimo produttore continentale di mais, che in parte è esportato. È invece destinata al mercato interno la produzione di frumento, sorgo, orzo, avena, miglio, patate e ortaggi. 
Tra le colture commerciali spiccano canna da zucchero, ma non mancano tabacco e cotone. 
Importantissima è infine la frutticoltura in buona parte destinata all'esportazione. La vite dà elevati quantitativi di vino molto pregiato. 
Ben sfruttate sono anche le non cospicue risorse forestali. 
L'allevamento del bestiame è fiorente e alimenta una tradizionale esportazione di lana. Anche la pesca riveste notevole importanza, essendo un settore modernamente attrezzato e organizzato. 
La repubblica Sudafricana è il paese dei diamanti e dell'oro, di cui dispone di ingentissime risorse e di cui è massimo produttore mondiale. Si estraggono inoltre argento, platino, pietre dure, uranio e titanio. 
Importanti sono anche i giacimenti di carbone; meno significativi restano i giacimenti di petrolio, localizzati al largo delle coste del Capo. 
Vasta è la gamma dei minerali metalliferi estratti, innanzitutto ferro, ma anche cromite, manganese, antimonio, vanadio, rame, piombo, zinco, stagno e tungsteno. 
Tra i minerali non metalliferi si producono l'amianto, i fosfati naturali, la mica e lo zolfo. 
Grandiose saline si trovano a Port Elizabeth e a Brantford. 
Il settore in maggiore espansione è quello industriale, anche grazie alla presenza di un attivo settore pubblico, che ha dato impulso a una fiorente industria siderurgica, chimica e petrolchimica. 
L'industria siderurgica beneficia della concomitante presenza di ferro e carbone. Numerosi sono i complessi metallurgici. Vasta è la gamma dei prodotti dell'industria meccanica, dalle automobili e dai veicoli in genere, agli aerei, alle navi, alle apparecchiature elettriche. Va assumendo proporzioni rilevanti l'industria chimica, che produce elevati quantitativi di benzina sintetica ricavata dal carbone, acido solforico, superfosfati, materie plastiche, caucciù sintetico. In espansione è anche il settore petrolchimico. 
Il settore tessile è particolarmente dedito alla lavorazione del cotone. 
Lavorano materie prime nazionali altre industrie, quali quella alimentare (conservifici di carne, frutta e verdura, zuccherifici, birrifici), calzaturiera, manifattura di tabacchi; esistono inoltre cementifici e cartiere. 
STORIA Popolato molto presto nella preistoria, il Sudafrica fu occupato da boscimani, da nama o ottentotti (XII sec.) e quindi dai bantu (XVI sec.). Nel XVI sec. i portoghesi scoprono il paese senza stabilirvisi. Nel 1652 gli olandesi fondano Città del Capo, scalo della Compagnia delle Indie orientali. Nel 1685 i coloni (boeri) sono raggiunti dagli ugonotti francesi dopo la revoca dell'editto di Nantes. Si diffonde la schiavitù. Nel 1779-1780 la migrazione dei bantu verso sud provoca la guerra tra questi e i bianchi. 
Nel 1814 con il trattato di Parigi, il paese passa sotto l'amministrazione inglese. Nel 1834 l'abolizione della schiavitù (1833) crea malcontento tra i boeri che migrano verso il nord. Nascono tre repubbliche: Natal, Transvaal e Orange, la cui autonomia è acquisita provvisoriamente dopo un primo conflitto (1877-1881). Nel 1884 la scoperta delle miniere d'oro determina un afflusso notevole di stranieri. Nel 1890 C. Rhodes, governatore di Città del Capo, sopprime le repubbliche boere, in particolare tagliando l'accesso del Transvaal al mare. 
Nel 1899-1902 la guerra del Transvaal, difficile per gli inglesi, si conclude con la sconfitta dei boeri. Nel 1910 ottengono tuttavia soddisfazione con la creazione dell'Unione Sudafricana (stati di Città del Capo, Natal, Orange e Transvaal), integrate nel Commonwealth. Nel 1913 le prime leggi di segregazione (apartheid) vengono applicate ai neri, che rappresentano la maggior parte della popolazione. Nel 1948 il governo nazionalista di Malan attenua le leggi di apartheid (interdizione dei matrimoni misti ecc.). Nel 1949 egli annette l'ex Africa del sud-ovest Tedesca. 
Nel 1961 dopo un referendum, l'Unione si trasforma in una repubblica indipendente e si ritira dal Commonwealth. Dopo il 1966, inizialmente come primi ministri e poi come presidenti, Vorster e Botha portano avanti la politica di apartheid a prezzo di un isolamento internazionale crescente del paese. Nel 1985-1986 i moti anti-apartheid fanno numerose vittime. L'instaurazione dello stato di emergenza e la violenza della repressione vengono condannati da vari paesi occidentali che adottano sanzioni economiche contro il Sudafrica. 
Nel 1988 il Sudafrica conclude un accordo con l'Angola e Cuba che comporta un cessate il fuoco nell'Africa del sud-ovest. Nel 1989 Frederik De Klerk succede al dimissionario P. Botha, alla guida dello stato e del partito nazionale. 
L'anno successivo avvia una politica di apertura verso la maggioranza nera (legalizzazione delle organizzazioni anti-apartheid, liberazione di N. Mandela, negoziazione diretta con l'ANC, abolizione della segregazione razziale nei luoghi pubblici). Viene inoltre tolto lo stato di emergenza. La Namibia ottiene l'indipendenza. Nel 1991 vengono abolite le ultime tre leggi dell'apartheid. 
Due anni più tardi al termine di negoziati difficili, avviati dal 1990, viene adottata una costituzione temporanea (novembre), sotto l'impulso congiunto di F. De Klerk e di N. Mandela e malgrado l'opposizione degli estremisti neri e bianchi. Le ultime sanzioni economiche imposte dalla comunità internazionale vengono tolte. Nel 1994 le prime elezioni multirazziali (aprile) alle quali partecipa massicciamente la popolazione sudafricana, sono vinte ampiamente dall'ANC N. Mandela è eletto alla guida dello stato. Viene formato un governo di unità nazionale. Il Sudafrica ritrova il suo posto nell'ambito internazionale. 
Abitanti-41.200.400 
Superficie-1.221.037 km2 
Densità-33,7 ab./km2 
Capitale-Città del Capo (legisl.) / Pretoria (amm.)/Bloemfontein (giudiz.) 
Governo-Repubblica parlamentare 
Moneta-Rand 
Lingua-Inglese, afrikaans e dialetti bantu 
Religione-In maggioranza protestante, cattolica, minoranze cristiane, animista 

\sudafricàno, agg. e sm. agg. Dello stato della Repubblica Sudafricana. 
sm. Abitante della Repubblica Sudafricana. 
  agg. e sm. South-African. 

\sudamericàno, agg. e sm. agg. Dell'America del Sud. 
sm. Abitante dell'America del Sud. 
  agg. e sm. South-American. 

\Sudan Repubblica dell'Africa centrorientale; confina a nord con l'Egitto, a ovest con la Libia, il Ciad e la repubblica Centrafricana, a sud con lo Zaire, l'Uganda e il Kenia, a est con l'Etiopia e a nord-est si affaccia sul mar Rosso. 
Il territorio sudanese coincide con il corso medio del Nilo ed è il più esteso paese africano. 
Comprende nel nord una vasta zona desertica sahariana, il deserto Nubiano, e subsahariana, che lascia poi il posto alle steppe del Sahel e infine alle savane. È racchiuso a nord-est, a ridosso della costa del mar Rosso, dai rilievi montuosi del Jabal Oda, dal profilo piuttosto aspro e discretamente elevato (2.259 m). 
Sul lato occidentale e centroccidentale si elevano le alture del Darfur e del Kurdufan, di altezza media di 700 m, dominate dal massiccio vulcanico Jabal Marrah, che raggiunge i 3.088 m. Il territorio si eleva ancora verso sud al confine con l'Uganda ed è dominato dal massiccio del Jabal Kinyeti (3.187 m). 
Il fiume principale è il Nilo, che nel Sudan svolge una notevole parte del suo corso; i suoi due rami sorgentiferi, il Nilo Azzurro e il Nilo Bianco, confluiscono a Khartoum. 
Più a valle riceve l'Atbara, che raccoglie le acque dagli altopiani etiopici settentrionali. 
Per il resto l'idrografia sudanese è rappresentata da uidian o fiumi temporanei, tra cui il principale è il Bahr El Ghazal, affluente del Nilo Bianco. 
Il clima è tropicale, con tratti di continentalità; ovunque le temperature sono elevate e l'escursione termica giornaliera spiccata. 
La popolazione è formata a nord in prevalenza da arabi, a sud da tribù nilotiche. 
La capitale Khartoum ospita tutte le attività principali (industriali, commerciali, amministrative e culturali); insieme con le vicine Omdurman e Khartoum North forma un unico agglomerato urbano. 
Il principale porto è Port Sudan, sbocco marittimo del paese dotato di moderne attrezzature. 
Altre città sono Wad Medani, Kassala, El Obeid, El Fasher, Atbara, Malakal e Juba. 
Il Sudan è uno degli stati meno economicamente avanzati del continente, penalizzato dalla vastità e dall'aridità del suo territorio e da un divario spiccato tra il nord, più avanzato, e il sud, solo recentemente oggetto di valorizzazione. 
L'agricoltura occupa l'assoluta maggioranza dei sudanesi, anche se la superficie coltivata è piuttosto esigua. 
Le fondamentali colture destinate all'alimentazione sono quelle tipiche dell'ambiente africano e delle savane cioè sorgo, miglio, frumento, mais e riso. Altre colture destinate al consumo locale sono la manioca, le patate dolci, le patate, i pomodori e altri prodotti orticoli. 
Nelle oasi del nord il prodotto principale è costituito dai datteri, sono inoltre presenti nel paese le varie colture fruttifere, per esempio banane, arance, pompelmi. Sempre maggiore importanza vanno assumendo le colture di oleaginose (ricino, arachidi e sesamo) e della canna da zucchero. 
La maggiore ricchezza del paese rimane il cotone, che rappresenta la principale voce d'esportazione. Altro prodotto ampiamente esportato è la gomma arabica. 
Circa il 20% del territorio sudanese è coperto da foreste e boschi ricchi di legname pregiato fra cui mogano e ebano, la cui valorizzazione è solo agli inizi. 
Il patrimonio zootecnico è considerevole; l'allevamento è reso possibile anche in forme nomadiche dalla vastità del territorio, ma è ostacolato e reso difficile dalla scarsità d'acqua. 
La pesca è praticata nelle acque interne, dove è un'attività complementare per le popolazioni agricole locali; è diffusa anche lungo tutto il Nilo, mentre sviluppo assai limitato ha lungo le coste del mar Rosso. 
Le risorse minerarie sono svariate e consistono soprattutto in depositi di minerali di ferro, manganese, oro, argento, cromite, zinco, rame, nichel, gesso, tungsteno, nonché petrolio rinvenuto nel Sudan occidentale. Tuttavia lo sfruttamento minerario è reso difficile dalla scarsità di comunicazioni con le zone di estrazione e dall'insufficienza di capitali da destinare al settore. 
L'industria del Sudan è piuttosto arretrata, manca una vera e propria industria di base e le principali attività riguardano la trasformazione dei prodotti agricoli locali (sgranatoi del cotone, mulini, zuccherifici, distillerie, oleifici). Tra le industrie si possono citare un impianto tessile, un cementificio e una raffineria. 
STORIA Nell'antichità la storia del Sudan si confonde con quella della Nubia, che ne occupa la parte settentrionale. Dal VI sec. a. C. fino alla fine del XIV sec. si sviluppano vari regni cristiani che vengono progressivamente penetrati e distrutti dagli arabi. Nei secoli XV-XIX si costituiscono vari sultanati (in particolare quello di Fung); vaste zone del paese vengono spopolate dalla tratta degli schiavi. 
Dal 1820 al 1840 Méhémet Alì, viceré dell'Egitto, conquista la regione. Nel periodo 1883-1898, la Gran Bretagna, che ha occupato l'Egitto dal 1882, deve affrontare l'insurrezione del Mahdì, che Kitchener sconfigge infine a Omdurman, prima di obbligare i francesi della colonia Marchand a ritirarsi dalla città di Faschoda. Nel 1899 il Sudan diventa condominio anglo-egiziano. Nel 1951 l'Egitto denuncia questa situazione. Due anni più tardi, accordi tra i rappresentanti del Sudan, dell'Egitto e della Gran Bretagna prevedono l'autodeterminazione dei sudanesi. Nel 1956 viene proclamata la Repubblica indipendente del Sudan. Dal 1958 al 1964, dopo un colpo di stato militare, il paese è guidato dal generale Ibrah¿Ì¿m Abbud. Dal 1964 la 1969 si susseguono al potere governi civili. 
Nel 1969 Djaf'ar al-Nimayr¿Ì¿ dirige un colpo di stato militare e crea un regime di ispirazione socialista. Tre anni più tardi viene firmato un accordo con i ribelli del sud del paese, attivi dopo l'indipendenza. Nel 1977 un accordo di riconciliazione nazionale consente il ritorno nel Sudan del leader dell'opposizione islamica in esilio. Nel 1983 riprendono i combattimenti nel sud dopo l'adozione di leggi ispirate dalla charia. Nel 1985 un'insurrezione popolare rovescia il regime di Nimayr¿Ì¿. L'anno successivo viene formato un governo civile sotto la guida di Sadiq al-Mahd¿Ì¿. Nel 1989 i militari prendono di nuovo il potere instaurando un regime autoritario a tendenza islamica. A partire dal 1992 l'esercito ottiene importanti successi sulla ribellione nel sud; le popolazioni del sud sono duramente provate dalla fame. 
Abitanti-28.100.000 
Superficie-2.505.813 km2 
Densità-11,2 ab./km2 
Capitale-Khartoum (El Khartum) 
Governo-Regime militare 
Moneta-Dinaro sudanese 
Lingua-Arabo, lingue sudanesi 
Religione-Musulmana sunnita, animista, cristiana 

\sudanése, agg. e sm. agg. Del Sudan. 
sm. Abitante e lingua del Sudan. 

\sudàre, v. v. intr. 1 Emettere sudore. 2 Faticare molto. si rendeva conto di dover sudare per ottenere ciò che voleva
v. tr. 1 Trasudare. il vaso sudava l'umidità. 2 Faticare, guadagnare con fatica. sudare sangue
  v. intr. to sweat, to perspire. 
  lat. sudare

\sudàrio, sm. 1 Lenzuolo con cui si ricopriva il volto della salma. 2 Sindone. 
  lat. sudarium fazzoletto. 

\sudàta, sf. 1 Il sudare a lungo. 2 Faticata intensa. ~ faticaccia, sfiancata. 
  sf. sweat. 

\sudatìccio, agg. e sm. (pl. m.-i) agg. Umido di sudore. 
sm. Umidità provocata dal sudore. 

\sudàto, agg. 1 Bagnato di sudore. 2 Ottenuto con fatica. 
  agg. 1 sweaty. 2 (fig.) hard-earned. 

\sudazióne, sf. Processo consistente nella fuoriuscita, naturale o accidentale, da un pianta di un liquido. ~ essudazione. 

\suddétto, agg. Citato in precedenza. 
  agg. above-mentioned. 

\suddiaconàto, sm. Ordine sacro maggiore che consisteva nell'assistere il celebrante nelle funzioni religiose. 

\suddiàcono, sm. Chi ha ricevuto l'ordine del suddiaconato. 

\sudditànza, sf. La condizione di suddito. ~ asservimento, dipendenza. 

\sùddito, agg. e sm. agg. Che ha perso la propria autonomia. 
sm. Chi è soggetto all'autorità di un sovrano. 
  sm. subject. 
  lat. subditus, p.p. di subdere assoggettare. 

\suddivìdere, v. tr. Dividere in parti più piccole. 
  v. tr. 1 to subdivide. 2 (distribuire in parti) to share, to divide. 

\suddivisìbile, agg. Che può essere suddiviso. 

\suddivisióne, sf. L'effetto di suddividere. 
  lat. tardo subdivisio,-onis. 

\sud-èst, sm. sing. Punto cardinale corrispondente alla direzione posta a uguale distanza fra il sud e l'est. 
  sm. south-east. 

\Sudéti Catena montuosa dell'Europa centrale che si estende per 300 km ca., nella Boemia settentrionale, tra la valle dell'Elba e la porta Morava. La cima più alta è il monte Sniezka (1.603 m), da dove nascono i fiumi Oder, Elba e la Morava. I giacimenti di carbone, lo sfruttamento forestale e le sorgenti idrominerali, sono le principali risorse economiche. 
La questione dei Sudeti 
I tedeschi, insediatisi in Boemia fin dal X sec., ne hanno dominato la vita culturale e commerciale e i contrasti fra i due gruppi etnici è sempre stato violento, e ancor più lo è diventato con l'annessione della regione alla Cecoslovacchia, alla fine della prima guerra mondiale. Con l'affermazione del regime nazionalsocialista e l'ascesa al potere di Hitler, nel 1933, la crisi fra la Cecoslovacchia e la Germania portò al convegno di Monaco (1938) che impose alla Cecoslovacchia la cessione dei Sudeti. Alla fine della seconda guerra mondiale i Sudeti vennero restituiti alla Cecoslovacchia e tutti i tedeschi espulsi e trasferiti in Germania e Austria. 

\sudicerìa, sf. 1 L'essere sudicio. 2 Immoralità. 

\sùdicio, agg. e sm. (pl. m.-ci f.-cie o-ce) agg. 1 Molto sporco. <> pulito. 2 Disonesto, indecente. 3 Meritevole di disprezzo. 
sm. Sporcizia. 
  agg. filthy, dirty. 

\sudicióne, sm. Persona molto sudicia. 

\sudiciùme, sm. 1 Sporcizia. ~ lerciume. 2 Disonestà. 
  sm. filth, dirt. 

\sudìsta, sm. o sf. (pl. m.-i) 1 Chi nella guerra di secessione americana (1861-1865), combatteva per gli stati del sud. 2 Chi abita nella parte a sud di un paese politicamente diviso in due. 
  sm. e sf. confederate. 

\sudoccidentàle, agg. Che è posto nella direzione sud-ovest. 

\sudorazióne, sf. Secrezione di sudore. 
  sf. perspiration. 

\sudóre, sm. 1 Liquido secreto da ghiandole poste a livello cutaneo. sudore freddo, che si ha in seguito a paura o ansia. 2 Fatica, lavoro. la casa era il frutto del suo sudore
  sm. perspiration, sweat. 
  lat. sudor,-oris

\sud-orientàle, agg. Che è posto nella direzione sud-est. 

\sudorìfero, agg. e sm. agg. Che provoca sudore. 
sm. Sostanza che provoca il sudore. 

\sudorìparo, agg. Che secerne sudore. 

\sud-òvest, o sud òvest, sm. sing. Punto cardinale corrispondente alla direzione posta a uguale distanza fra il sud e l'ovest. 
  south-west. 

\sudra, sm. invar. Appartenente alla casta indiana più bassa della quale facevano parte artigiani, contadini e operai di ogni categoria. 

\sudtirolése, agg., sm. e sf. agg. Relativo all'Alto Adige di lingua tedesca. 
sm. Abitante o nativo del Sud-Tirolo. 

\Sud-Tiròlo Denominazione data dagli austriaci alla parte meridionale del Tirolo, corrispondente all'Alto Adige. 

\Sue, Eugène (Parigi 1804-Annecy 1857) Romanziere. Tra le opere I misteri di Parigi (1842-1843) e L'ebreo errante (1844-1845). 

\Suèglio Comune in provincia di Lecco (184 ab., CAP 22050, TEL. 0341). 

\Suèlli Comune in provincia di Cagliari (1.198 ab., CAP 09040, TEL. 070). 

\Suèllo Comune in provincia di Lecco (1.476 ab., CAP 22030, TEL. 031). 

\suespósto, agg. Che è stato esposto o spiegato in precedenza. 

\Suez Città dell'Egitto (327.000 ab.) fondata intorno al XV sec., affacciata sul canale omonimo, sul mar Rosso, capoluogo del governatorato di Suez. Le principali risorse economiche derivano dal settore industriale (tessile, chimico, meccanico) e dalle raffinerie di petrolio (oleodotto Suez-Il Cairo). Importante nodo ferroviario e stradale è sede di un aeroporto. Il porto è situato più a sud della città vera e propria, su un isolotto unito alla terra ferma. 
Canale di Suez 
Corso d'acqua artificiale di 169 km che, da Porto Said a Suez, collega il Mediterraneo con il mar Rosso. Ha una larghezza di 190 m e una profondità massima di 16,10 m. Il primo tentativo di aprire una via navigabile attraverso l'istmo risale, anticamente, al 600 a. C. quando il faraone Nechao II fece costruire un canale (detto dei faraoni) tra il Nilo, il lago Timsah e il mar Rosso, che fu poi ripreso da Dario e dai Tolomei. Questo canale, migliorato da Traiano, perse progressivamente importanza finché, essendosi insabbiato, nel 776 venne definitivamente abbandonato. I primi progetti del canale furono fatti dai veneziani nel XVI sec.; solo nel 1854 il kedivè d'Egitto Said firmò a F. M. de Lesseps la concessione per l'inizio dei lavori di scavo, approvando anche gli statuti della Compagnia universale del canale di Suez. Dopo la stipula dell'accordo, iniziò una sottoscrizione per la raccolta dei fondi e nel 1859 iniziarono i lavori, guidati dall'architetto L. Negrelli; l'opera venne ultimata il 27 novembre del 1869. Negli anni successivi, la Gran Bretagna, sfruttando la grave situazione economica nella quale si trovava il kedivè Ismail, rilevò le sue azioni, divenendo così parte integrante della Compagnia del canale. Riducendo consistentemente la rotta tra Londra e Bombay, il canale finì per rivestire un'importanza enorme da un punto di vista economico e politico, tanto da segnare in modo marcato tutta la politica inglese nel Medio Oriente. Il canale svolse anche un ruolo strategico durante le due guerre mondiali e fu per assicurarsi le comunicazioni attraverso il canale e il rifornimento di petrolio, che il governo inglese condusse nel periodo tra le due guerre mondiali una politica di alleanza militare con gli stati del Vicino Oriente (Iraq, Transgiordania ecc.) cercando di costruirvi basi navali. Il trattato anglo-egiziano del 1936 assicurò alla Gran Bretagna il controllo del canale per vent'anni. Durante la seconda guerra mondiale il canale fu uno degli obiettivi delle forze dell'Asse durante l'offensiva di Rommel in Libia, che incontrò la resistenza di Montgomery a El-Alamein. Il predominio inglese venne successivamente contestato dai governi egiziani alla fine della seconda guerra mondiale; nel 1956 Nasser decise di nazionalizzare il canale, provocando l'intervento armato di Francia e Inghilterra, contro il quale si pronunciarono USA e URSS. Chiuso nel 1967 in seguito alla guerra dei sei giorni, fu riaperto al traffico solo nel 1975 dall'Egitto, nel frattempo rientrato in possesso del canale. 

\sufficiènte, agg. e sm. agg. 1 Che può soddisfare. avevano competenze sufficienti per entrare con successo in quel campo. 2 Che mostra aria di superiorità. atteggiamento sufficiente. 3 Minima valutazione positiva che si dà a scuola. 
sm. 1 Quanto basta. 2 Chi mostra aria di superiorità. 
  agg. 1 sufficient, enough. 2 (borioso) self-important. 
  lat. sufficiens,-entis, p.pres. di sufficere

\sufficienteménte, avv. Con aria di superiorità. 

\sufficiènza, sf. 1 L'essere sufficiente. <> insufficienza. 2 Votazione scolastica pari a sei decimi. 3 Aria di superiorità. ~ presunzione. 
  sf. 1 enough, sufficiently. 2 (aria di superiorità) self-importance. 
  lat. tardo sufficientia. 

\sufficit, avv. Termine latino che significa è sufficiente. ~ basta. 

\suffissàle, agg. Riguardante un suffisso, di suffisso. 

\suffissàre, v. tr. Rendere suffisso, aggiungere un suffisso. 

\suffissazióne, sf. Il procedimento di aggiungere un suffisso a una parola tema. 

\suffìsso, sm. Elemento linguistico, privo di significato autonomo, che aggiunto al termine di una parola tema produce un derivato. 
  sm. suffix. 

\suffissòide, sm. Elemento linguistico che ha un proprio significato autonomo, che può essere utilizzato come suffisso per produrre nuovi termini derivati. 

\sufflè, sm. invar. Soufflè. 

\Suffolk Contea (646.000 ab.) della Gran Bretagna, nell'Inghilterra sudorientale, sul mar del Nord. Capoluogo Ipswich. 

\suffragàneo, agg. e sm. 1 Del vescovo di una diocesi compresa in una procincia ecclesiastica dipendente dall'arcivescovo metropolita relativamente all'uniformità disciplinare del territorio provinciale. 2 Della provincia ecclesiastica stessa detta diocesi suffraganea

\suffragàre, v. tr. 1 Appoggiare, sostenere. ~ avvalorare. non poteva suffragare quella sua teoria senza alcuna prova significativa. 2 Pregare. 
  lat. suffragari, da suffragium

\suffragétta, sf. Donna che rivendica trattamenti paritari all'uomo. 

\suffràgio, sm. (pl.-i) 1 Voto riconosciuto ai cittadini che abbiano raggiunto un limite minimo di età. 2 Voto favorevole. ~ consenso. 3 Aiuto spirituale, per ottenere la remissione dei peccati. 
  sm. 1 suffrage. 2 (universale) universal suffrage. 3 (voto) vote. 
  lat. suffragium. 

\suffragìsmo, sm. Il movimento che rivendica per le donne trattamenti e diritti paritari all'uomo. 

\suffragìsta, sm. e sf. (pl. m.-i) Chi appoggia il suffragismo. 

\suffragium, sm. invar. Nel diritto latino, voto. ~ suffragio. 

\suffrùtice, sm. Pianta legnosa perenne che annualmente getta butti dei quali resistono dopo la fruttificazione solo quelli della parte basale. 

\suffruticóso, agg. Che ha la natura di suffrutice. 

\suffumicàre, v. tr. 1 Esporre al fumo. 2 Trattare, disinfettare con fumo o vapore. 

\suffumicazióne, sf. Il suffumicare. 

\suffumìgio, sm. (pl.-i) Trattamento terapeutico consistente nell'esposizione di cose o persone a vapori medicamentosi. 

\sufi, agg. e sm. Di seguace del sufismo. 

\sugarèllo, sm. Pesce d'acqua marina della famiglia dei Carangidae, lungo normalmente circa 30 cm

\Sugarland Express Film drammatico, americano (1974). Regia di Steven Spielberg. Interpreti: Goldie Hawn, Ben Johnson, Michael Sacks. Titolo originale: The Sugarland Express 

\suggellàre, v. tr. 1 Sigillare. 2 Confermare ufficialmente un accordo. 
  v. tr. to seal. 
  lat. sigillare. 

\suggèllo, sm. 1 Sigillo. ~ segno, sigla. 2 Conferma. 

\sùggere, v. tr. Succhiare. 

\suggeriménto, sm. Consiglio, ciò che viene suggerito. 
  sm. 1 hint, suggestion. 2 (consiglio) advice. 

\suggerìre, v. tr. 1 Ricordare a qualcuno, parlando sottovoce in modo da non farsi udire da altri, cose dimenticate o non note. 2 Proporre, indicare. 
  v. tr. 1 to suggest. 2 (consigliare) to advise. 3 (risposta) to tell. 
  lat. suggerere, comp. da sub-sotto + gerere portare. 

\suggeritóre, sm. 1 Chi suggerisce, elargisce consigli. 2 Chi in teatro ha il compito di rammentare le battute del copione agli attori. 
  sm. prompter. 

\suggestionàbile, agg. Che è facilmente impressionabile. 
  agg. impressionable, easily influenced. 

\suggestionabilità, sf. invar. L'essere suggestionabile. 

\suggestionàre, v. v. tr. 1 Influire sulla condotta, sul comportamento di altri. bastava poco a suggestionarlo. 2 Esercitare forte suggestione. quell'efferato delitto suggestionò tutto il paese
v. intr. pron. 1 Cadere in suggestione. 2 Lasciarsi prendere da stati emotivi provocati da forti impressioni. 
  v. tr. to influence. 
  deriv. da suggestione

\suggestionàto, agg. Che ha subito suggestione. 

\suggestióne, sf. 1 Condizione psicologica in cui un individuo modifica involontariamente il proprio comportamento in seguito a influenze di persone o fatti che lo hanno turbato, impressionato. 2 Suggerimento, forte fascino. la suggestione di quei luoghi era troppo forte
  sf. 1 suggestion. 2 (istigazione) instigation. 3 (fascino) charm. 
  lat. tardo suggestio,-onis, deriv. da suggestus, p.p. di suggerere

\suggestività, sf. L'essere suggestivo. 

\suggestìvo, agg. 1 Affascinante. 2 Che provoca suggestione. 
  agg. 1 (attraente) attractive. 2 (affascinante) fascinating. 3 (paesaggio) evocative. 

\sùghera, sf. Albero dalla cui corteccia si ricava il sughero. 

\sugheréto, o sugheréta, sm. o sf. Bosco di sughere. 

\sughericoltore, sm. Addetto alla coltivazione del sughero. 

\sughericoltùra, sf. Coltivazione del sughero. 

\sugherifìcio, sm. Stabilimento in cui si effettua la lavorazione del sughero. 

\sùghero, sm. 1 Sughera. 2 Sostanza ricavata dalla lavorazione della corteccia della sughera. 
  sm. cork. 
Tessuto vegetale di rivestimento protettivo prodotto dal fellogeno. Costituisce parte abbondante della corteccia delle piante e viene usato per tappi, galleggianti, pannelli isolanti. 
Legno sughero 
Nome commerciale di alcuni tipi di legni di piante tropicali molto leggeri, quali la balsa. 

\sugheróso, agg. Simile, nell'aspetto o nella consistenza, al sughero. 

\Sùghi, Albèrto (Cesena 1928-) Pittore. Artista di influenza espressionista, ha affrontato temi di natura sociale ed esistenziale. Tra le opere Guardate fuori (1985) e Gran caffè (1988). 

\sùgli, prep. art. m. pl. Composta da su e gli, utilizzata davanti a vocaboli plurali che iniziano per una vocale. 

\Sugli angeli Opera di poesia di R. Alberti (1929). 

\sùgna, sf. 1 Le parti grasse del maiale dalle quali si ricava lo strutto. 2 Strutto. 2 Grasso utilizzato per ungere dispositivi meccanici. 

\sùgo, sm. (pl.-ghi) 1 Il succo contenuto in frutta o verdura, in particolare succo di pomodoro cotto. 2 Sostanza saporita che si ottiene facendo cuocere le vivande. sugo di carne. 3 Nucleo principale, il contenuto. discorso senza sugo, insulso, inutile. 
  sm. 1 juice. 2 (salsa) sauce. 3 (essenza) essence, gist. 
  lat. sucus

\sugosità, sf. invar. L'essere sugoso. 

\sugóso, agg. 1 Che è ricco di sugo. 2 Con molto sugo. 
  agg. juicy. 

\Suhe-Bator Città (15.000 ab.) della Mongolia, presso il confine con la Russia. Capoluogo della provincia di Selenga. 

\Suhl Città (54.000 ab.) della Germania, sul versante sudoccidentale della Selva di Turingia. Capoluogo del distretto omonimo. 

\Suhumi Città (120.000 ab.) della Georgia, capoluogo della repubblica autonoma di Abhasia, sul mar Nero. 

\sui, prep. art. m. pl. Composta da su e i, utilizzata davanti a vocaboli plurali che iniziano per consonante. 

\sui generis, loc. agg. Espressione latina che significa "di un genere tutto proprio". Indica qualcosa di particolarmente speciale, diverso da ogni altro. 

\Sui mari della Cina Film d'avventura, americano (1935). Regia di Tay Garnett. Interpreti: Jean Harlow, Clark Gable, Wallace Beery. Titolo originale: China Seas 

\Sui possibili Opera di filosofia di Crisippo (III sec. a. C.). 

\suicìda, agg., sm. e sf. (pl.-i) agg. Che tende al suicidio. 
sm. e sf. Chi si priva della vita. 
  agg. suicidal. sm. e sf. suicide. 

\suicidàrsi, v. rifl. 1 Togliersi la vita. ~ ammazzarsi. 2 Provocarsi gravi danni. 
  v. rifl. to commit suicide. 

\suicìdio, sm. (pl.-i) 1 Atto volontario con cui ci si priva della vita. 2 Danno grave e irreparabile. 
  sm. suicide. 

\Suicidio, Il Opera di sociologia di É. Durkheim (1897). 

\Sùidi Famiglia di Mammiferi Artiodattili della quale fanno parte il maiale, il cinghiale, il facocero, il pecari, l'ilocero, il babirussa e il potamochero. 

\Suifórmi Sottordine di Mammiferi Artiodattili a cui appartengono le famiglie dei suidi, dei taiasuridi e degli ippopotamidi. Spesso sono muniti di canini sviluppati in modo da formare zanne. Vivono in Europa, Asia, Africa e America. 

\suindicàto, agg. Citato precedentemente. 

\suìno, agg. e sm. agg. Di maiale, di porco. 
sm. Maiale. 
  agg. (carne) pork. sm. pig. 

\Suìsio Comune in provincia di Bergamo (3.060 ab., CAP 24040, TEL. 035). 

\Suita Città (345.000 ab.) del Giappone, nella prefettura di Osaka, sull'isola di Honshu. 

\suite, sf. invar. 1 Appartamento di lusso in un albergo. 2 Composizione strumentale formata da una serie di danze di una stessa tonalità. 3 Insieme dei pezzi strumentali eseguiti in un concerto. 

\Sukabumi Città (120.000 ab.) dell'Indonesia, nella provincia di Giava Occidentale. 

\Sukarno, Akmed (Blitar 1901-Giacarta 1970) Politico indonesiano. Alla guida del Partito nazionalista, da lui fondato nel 1927, condusse la lotta di liberazione contro gli olandesi, riuscendo a conquistare l'indipendenza dell'Indonesia nel 1945; nel 1949 fu eletto presidente della repubblica. Sviluppò una politica interna fondata su un regime paternalistico, mentre fu sostenitore di una politica estera neutralista e fu uno dei promotori, nel 1945, della conferenza di Bandung (conferenza dei Paesi non allineati). Presidente a vita nel 1963, si oppose alla formazione della Malaysia e riuscì ad annettere la Nuova Guinea all'Indonesia. Nel 1965 fu deposto dai militari che presero il potere con un colpo di stato. 

\Sukkur Città (191.000 ab.) del Pakistan, nella provincia di Sind, sul fiume Indo. 

\sul, prep. art. m. sing. Composta da su e il, utilizzato davanti a termini singolari. 

\Sul romanticismo Opera di critica letteraria di A. Manzoni (1823). 

\Sul sentimento tragico della vita Saggio di M. de Unamuno (1913). 

\Sul valore dello studio dei greci e dei romani Opera di critica letteraria di F. von Schlegel (1794). 

\Sula Arcipelago (31.000 ab.) dell'Indonesia, nel gruppo delle Molucche. 

\sùla, sf. Uccello (Sula bassana) della famiglia dei Sulidi e dell'ordine dei Pelecaniformi. Di colore bianco con le ali bordate di nero, vive sulle coste e sulle isole dell'Atlantico. Cattura la preda tuffandosi in acqua. 

\Sulaiman Catena montuosa del Pakistan, estesa a destra del fiume Indo. Vetta più elevata il Takht-i-Sulaiman (3.374 m). 

\Sulaimaniya Città (279.000 ab.) dell'Iraq nordorientale, alle pendici occidentali dei monti Zagros. Capoluogo della regione omonima. 

\Sulbiàte Comune in provincia di Milano (2.932 ab., CAP 20050, TEL. 039). 

\Sùlcis Regione geografica della Sardegna sudoccidentale compresa tra il mare Mediterraneo e i monti dell'Inglesiente. Comprende anche le due isole di Antioco e di San Pietro che formano l'arcipelago del Sulcis. Il territorio è prevalentemente montuoso a est e degrada in una pianura solcata dal fiume Palmas. Comprende anche il lago artificiale di Monte Pranu. È una zona molto importante dal punto di vista naturalistico perché ospita specie pregiate come volpi, cervi sardi e fenicotteri. Anche la flora è rilevante per la presenza del sughero. Si praticano anche attività estrattive nelle miniere di ferro, lignite, litantrace, antimonio, piombo e zinco. Sulla costa ricca di insenature (porto Botte, porto Pino) è importante l'attività turistica e balneare. 

\sulfamìdico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Che è ottenuto da un composto di zolfo e altre sostanze e ha potere antibiotico. 
sm. La sostanza utilizzata come antibiotico e battericida. 
Farmaco utilizzato nella terapia delle infezioni batteriche e derivato dell'acido solfanilico o para-aminobenzen-solfonico, la cui azione è stata scoperta da G. Domagk nel 1935. I sulfamidici sono caratterizzati da un'azione batteriostatica su molte specie di streptococchi e stafilococchi. 

\sulfùreo, agg. Che contiene zolfo. 
  lat. sulphureus, deriv. da sulphur,-uris zolfo. 

\Sùlidi Famiglia di Uccelli pelecaniformi con collo e zampe corti, coda a cuneo e robusto becco conico appuntito. 

\sulky, sm. invar. Veicolo leggerissimo a due ruote, utilizzato nelle corse del trotto, in luogo del sediolo propriamente detto. 

\sùlla, prep. e sf. prep. art. f. sing. Composta da su e la, utilizzata davanti a termini singolari. 
sf. Pianta utilizzata come foraggio. 

\Sulla contingenza delle leggi di natura Opera di filosofia di É. É. Boutroux (1874). 

\Sulla lingua italiana Opera di critica letteraria di A. Manzoni (1845). 

\Sulla mala ambasceria Opera di oratoria di Eschine (343 a. C.). 

\Sulla natura Opera di filosofia di Eraclito di Efeso (VI-V sec. a. C.). 
Sulla natura 
Opera di filosofia di Anassagora (V sec. a. C.). 

\Sulla natura delle cose Poema filosofico di Senofane (VI sec. a. C.). 
Sulla natura delle cose 
Opera di filosofia di Parmenide (prima metà V sec. a. C.). 
Sulla natura delle cose 
Poema filosofico di Empedocle (V sec. a. C.). 
Sulla natura delle cose 
Saggio filosofico di Epicuro (IV-III sec. a. C.). 

\Sulla strada Romanzo di J. Kerouac (1957). Divenuto famoso ancora prima della pubblicazione per aver fatto il giro degli editori, il romanzo più noto di Kerouac è un documento importante della cosiddetta beat generation degli anni '50 e della controcultura americana degli anni '60. Nel libro vengono descritti i vagabondaggi di ragazzi e ragazze che si impegnano in varie esperienze. Quasi unanimemente, la critica definì l'opera immorale, non strutturata e di autocompiacimento. Kerouac sostenne che egli aveva cercato di ottenere l'immediatezza e di suggerire un viaggio interiore non esprimibile a parole. I suoi personaggi cercano le esperienze per trovare un significato e uno scopo della vita, perché ritengono che la loro generazione abbia perduto questi elementi. 

\Sullana Città (150.000 ab.) del Perú, nel dipartimento di Piura, sul Río Chira. 

\sùlle, prep. art. f. pl. Composta da su e le, utilizzata davanti ai termini plurali. 

\Sulle scogliere di marmo Romanzo di E. Jünger (1939). 

\Sulle tracce di Dio Saggio di J. Rivière (1925). 

\Sull'equitazione Prosa di Senofonte (V-IV a. C.). 

\Sullivan, Louis Henry (Boston 1856-Chicago 1924) Architetto statunitense. Tra le opere l'Auditorium a Chicago (1886-1889) e il Guaranty Building a Buffalo City (1894-1895). 

\sùllo, prep. art. m. sing. Composta da su e lo, utilizzata davanti a vocaboli singolari che iniziano per consonante. 

\sullodàto, agg. 1 Che è stato lodato in precedenza. 2 Che è stato nominato precedentemente. ~ succitato. 

\Sully, Maximilien de Béthune baróne di Rosny dùca di (Rosny-sur-Seine, Parigi 1559-Villebon, Beance 1641) Politico francese. Protetto da Enrico di Navarra, di religione protestante, combatté al suo fianco e si salvò fortunosamente al massacro della Notte di San Bartolomeo (24 agosto 1572). Quando Enrico di Navarra divenne re di Francia, Sully divenne ministro delle finanze. Riorganizzò il sistema fiscale e diede inizio a importanti opere pubbliche che favorirono le attività economiche del paese. Alla morte del re (1610), assunse la reggenza la cattolica Maria de' Medici e Sully venne privato di ogni incarico. 

\Sully-Prudhomme (Parigi 1839-Châtenay 1907) Pseudonimo di Réné-François-Armand Prudhomme. Poeta. Tra le opere Stanze e poemi (1865) e La felicità (1888). 

\Sulmóna Comune (25.000 ab., CAP 67039, TEL. 0864) in provincia di L'Aquila, a 405 m di altitudine. Mercato agricolo con produzione di cereali, legumi, uva e frutta, è sede di industrie alimentari, tessili, meccaniche, elettrotecniche, del legno, dell'abbigliamento e tessili. Sviluppato l'artigianato (oro, rame, ferro battuto). Colonia e municipio romano, è città natale di Ovidio; Federico II vi fondò, nel 1228, un'università. Conserva notevoli monumenti fra cui l'Ospedale Civico (XIV sec.), il duomo (cripta dell'XI sec.), palazzo (1415-1522) e chiesa dell'Annunziata (XVIII sec.), chiesa di Santa Maria della Tomba (XV sec.), badia di Santo Spirito (XIII sec.). 

\Sultan daglari Catena montuosa della Turchia, nell'Anatolia nordoccidentale. Vetta più elevata il monte Toprak (2.519 m). 

\sultàna, sf. 1 Corrispettivo femminile del sultano. 2 Tipo di divano privo di schienale. 

\sultanàto, sm. 1 Carica del sultano. 2 Territorio sottoposto all'autorità del sultano. 

\sultanìna, sf. Tipo di uva bianca molto dolce e priva di vinaccioli, adatta per essere essiccata. 
  sf. sultana. 

\sultàno, sm. 1 Titolo che spettava al sovrano turco o ai principi musulmani. 2 Chi conduce una vita lussuosa e sfarzosa. 
  sm. sultan. 

\Sulu Gruppo di isole delle Filippine, nel settore sudoccidentale dell'arcipelago, tra le isole di Borneo e di Mindanao. Costituisce una provincia con capitale Jolo. 
Mar delle Sulu 
Settore dell'oceano Pacifico, compreso tra l'arcipelago delle Filippine e il Borneo. 

\Sulzàno Comune in provincia di Brescia (1.352 ab., CAP 25058, TEL. 030). 

\Sumatra Isola (420.000 km2) dell'Indonesia (dal 1949), nell'oceano Indiano. L'isola, situata tra il mar delle Andamane a nord, lo stretto di Malacca e la penisola malese a nord-est, il mar di Giava a est, lo stretto della Sonda e Giava a sud-est e l'oceano Indiano a sud-ovest, è attraversata, da una punta all'altra, dalla catena dei monti Barisan che conta vette superiori ai 3.000 m e numerosi coni vulcanici. La popolazione è concentrata sulla costa sudoccidentale e su quella settentrionale; il clima è di tipo equatoriale caldo e umido. I rilievi montani sono ricchi di foreste di tek, ebano, bambù, mentre nella zona pianeggiante abbondano le piantagioni di spezie, caffè, frutta, palme, tè, riso e tabacco. Sono presenti anche carbone, petrolio e industrie di trasformazione dei prodotti agricoli. Occupata nel XVI sec. dai portoghesi, nel XVII sec. fu attribuita alla Compagnia olandese delle Indie Orientali e, nel 1824, all'Olanda. 

\Sumàtra Meridionàle Provincia dell'Indonesia (109.255 Km2, 6.313.100 ab.). Situata nella parte meridionale di Sumatra, si estende dalla costa orientale ai monti Barisan. 

\Sumàtra Occidentàle Provincia dell'Indonesia (42.300 Km2, 4.000.210 ab.). Situata nella parte centrooccidentale di Sumatra, si affaccia sull'oceano Indiano. 

\Sumàtra Settentrionàle Provincia dell'Indonesia (71.688 Km2, 10.256.032 ab.). Situata nella parte settentrionale di Sumatra, si estende dallo stretto di Malacca all'oceano Indiano. 

\Sumba Isola (290.000 ab.) dell'Indonesia, nell'oceano Indiano. È posta nel settore occidentale dell'arcipelago della Piccola Sonda. 

\Sumbawa Isola (650.000 ab.) dell'Indonesia, nel settore occidentale dell'arcipelago della Piccola Sonda, tra il mare di Flores e l'oceano Indiano. 

\Sumen Città (112.000 ab.) della Bulgaria orientale, capoluogo del distretto omonimo. 

\sumèri Antica popolazione della Mesopotamia meridionale, le cui origini sono rintracciabili grazie a reperti risalenti al 3000 a. C. Raggiunsero il loro apogeo nel XXIV sec. a. C. scomparendo solo in seguito all'affermazione delle dinastie semitiche nel XX sec. a. C. La loro struttura sociale consisteva in città stato, governate secondo il principio della concentrazione dei poteri nelle mani del principe. La lingua sumera, della quale si hanno documentazioni risalenti al IV sec. a. C, venne importata nella Bassa Mesopotamia da popoli originari delle regioni montuose del nord; malgrado le forti opposizioni degli invasori semitici, il sumero resistette come lingua di cultura anche quando l'accadico venne soppiantato dalle parlate degli invasori indoeuropei. Si tratta principalmente di inni religiosi, miti, canti epici (il ciclo di Gilgamesh e la discesa agli inferi della dea Ishtar), lamentazioni. Il codice di leggi di Ur-Nammu, raccolta di testi giuridici, rappresenta la più antica raccolta di massime giuridiche della storia dell'uomo; esso è molto utile per la comprensione dell'organizzazione sociale della civiltà sumera. I sumeri erano politeisti; gli dei erano rappresentazioni e personificazioni delle varie forze della natura. Tra essi, il dio del cielo (Anu), dell'aria (Enili) e dell'acqua (Enki) e la triade astrale Nanna, Utu e Inanna, personificazioni di Luna, Sole e Venere. L'arte sumera era relativamente semplice; consisteva in templi edificati con mattoni crudi o cotti al sole sovrapposti, con altare e vari ambienti entro un recinto sacro su terrapieni, dal quale deriva il ziqqurat, ossia una torre a più terrazze sovrapposte. La città di Ur reca testimonianza del più antico re conosciuto, il cui nome si perde nella leggenda: Meskalamdug. Questa città fu la più potente all'epoca, raggiungendo il massimo splendore intorno al 2600 a. C. Al British Museum di Londra è conservato lo stupendo Stendardo di Ur, un pannello intarsiato con conchiglie e lapislazzuli, raffigurante scene di guerra e di pace dell'antica città sumera. L'altra città famosa dell'epoca è Lagash (Tello), il cui primo monarca fu Urnanshe (2450 a. C.). La rivalità tra le due città sfociò anche in lunghe lotte, testimoniate anche nel celebre reperto archeologico detto la Stele degli avvoltoi, in cui si celebra la vittoria del re di Lagash Eannatum contro Ur. La stele che raffigura le truppe guidate dal re stesso è conservata al Louvre di Parigi. 

\sumèrico, agg. (pl. m.-ci) Riguardante i sumeri. 

\sumèro, sm. 1 pl. Il popolo dei sumeri, prima grande civiltà sviluppatasi nella storia. 2 sing. La lingua parlata dai sumeri. 

\Sumgait Città (236.000 ab.) dell'Azerbaigian, sul mar Caspio. 

\Sumiràgo Comune in provincia di Varese (5.296 ab., CAP 21040, TEL. 0331). 

\summa, sf. Termine medievale indicante un'opera contenente tutti i principi fondamentali di una scienza. Veniva usata come un prontuario della materia trattata e doveva avere carattere enciclopedico, essere sintetica e didattica. Esempio tipico di summa sono i Libri sententiarum di Pier Lombardo. ~ compendio, sintesi. 

\Summa contra gentiles Opera di filosofia e teologia di San Tommaso d'Aquino (1269-1273). 

\Summa theologiae Opera di filosofia e teologia di San Tommaso d'Aquino (1268-1274). 

\summentovàto, agg. Di cosa o persona, di cui si è già parlato. ~ summenzionato. 

\summenzionàto, agg. Precedentemente menzionato. 

\summit, sm. invar. Vertice a cui partecipano i capi del governo o dei partiti ecc. 

\sùmmo, agg. e sm. agg. Sommo. 
sm. Sommità. ~ vetta. 

\Summónte Comune in provincia di Avellino (1.524 ab., CAP 83010, TEL. 0825). 

\sumo, sm. Antica forma di lotta nazionale giapponese. Ogni lottatore cerca di estromettere da un cerchio tracciato al suolo l'avversario. Non esistendo distinzioni di peso, i lottatori sono tutti pesi massimi, dal peso decisamente superiore al quintale. 

\Sumy Città (301.000 ab.) dell'Ucraina, sul fiume Psël. Capoluogo della provincia omonima. 

\Suncheon Città (167.000 ab.) della Corea del Sud, nella provincia di Jeonra Meridionale. 

\Sunderland Città (296.000 ab.) della Gran Bretagna, nella contea di Tyne and Wear, in Inghilterra, sul mar del Nord, alla foce del fiume Wear. 

\Sundsvall Città (95.000 ab.) della Svezia, nella contea di Västernorrland, sul golfo di Botnia. 

\Sung Dinastia cinese che, dopo l'invasione di mongoli, riunificò la Cina. La dinastia fu iniziata da T'ai Tsung alle soglie dell'anno Mille (976-997). Questa dinastia, mantenne per più di cento anni la pace, grazie alla limitazione delle conquiste a sud di Pechino. Gli anni di serenità portarono a un notevole sviluppo della filosofia e del pensiero cinese: Chu-Hsi cercò una mediazione tra la dottrina di Confucio e quella di Buddha. 

\Sùni Comune in provincia di Nuoro (1.299 ab., CAP 08010, TEL. 0785). 

\SUNIA Sigla di Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari. 

\Sunna Letteralmente, tradizione. Fonte storica della teologia e del diritto musulmani, costituisce il comportamento di Maometto, cui i musulmani ortodossi attribuiscono efficacia normativa nella guida di ogni circostanza dell'esistenza. È contenuta nello had¿Ì¿t

\sunnìta, sm. e sf. (pl.-i) Seguace della corrente ortodossa musulmana che si proclama l'unica rispettosa del metodo di vita di Maometto. 

\sunnominàto, agg. Nominato in precedenza. 

\sunnotàto, agg. Evidenziato in precedenza. 

\Sùno Comune in provincia di Novara (2.734 ab., CAP 28019, TEL. 0322). 

\sunteggiàre, v. tr. Compendiare, fare una breve sintesi. 

\sùnto, sm. Breve sintesi, compendio. ~ riassunto. 
  sm. summary. 

\Sunyani Città (99.000 ab.) del Ghana, capoluogo della regione di Brong-Ahafo. 

\sùo, agg., pron., sm. e sf. (pl. m. suoi) agg. poss. 1 Che appartiene a lui, a lei. 2 Che ha relazioni di parentela, o di altra natura. 
pron. poss. 1 Ciò che appartiene a lui, lei. 2 Ciò che ha relazioni di parentela o altra natura con una persona. 
sm. 1 Ciò che appartiene a una persona. 2 pl. Gli appartenenti alla famiglia di una persona. 3 sf. Sciocchezza. ne aveva fatta una delle sue; voleva sempre dire la sua, la sua opinione. 
  agg. 1 (di lui) his. 2 (di lei) her. 3 (di esso) its. 4 (pred.) his, hers. 5 (forma di cortesia) your. pron. 1 (il suo) his. 2 (la sua) hers. 3 (la loro) yours. 4 (di essi) its. 
  lat. suus

\suòcera, sf. 1 La madre del marito o della moglie, rispetto all'altro coniuge. 2 Donna bisbetica. 
  sf. mother-in-law. 

\Suocera, La Commedia di A. P. Terenzio (165 a. C.). 

\suòcero, sm. Il padre del marito o della moglie, rispetto all'altro coniuge. 
  sm. father-in-law. 

\suòla, sf. 1 La parte inferiore della scarpa, a contatto con il terreno. 2 La parte inferiore dello zoccolo del cavallo. 3 Ogni arnese che costituisce il fondo di qualcosa e sta a contatto con il terreno. suola degli sci. 
  sf. sole. 
  lat. sola, da solum pianta del piede. 

\suolàre, v. tr. 1 Fornire di suola. 2 Rifare la suola. portò a far suolare le scarpe

\suolatùra, sf. L'operazione di suolare. 

\suòlo, sm. 1 Superficie su cui si cammina o si appoggiano gli oggetti. 2 Terreno, patria. 
  sm. ground, soil. 

\suonàre, v. v. tr. 1 Far funzionare un congegno che emette suoni, uno strumento musicale. 2 Eseguire un pezzo musicale. suonare al pianoforte. 3 Far intendere. quella frase suonò sprezzante alle sue orecchie. 4 Picchiare. 
v. intr. 1 Emettere un suono. 2 Echeggiare, suscitare un certo effetto. 
  v. tr. e v. intr. 1 to play. 2 (telefono, campanello) to ring. 3 (ore) to strike. 4 (allarme, clacson ecc.) to sound. 
  lat. sonare, deriv. da sonus suono. 
Voi sonerete le vostre trombe, e noi soneremo le nostre campane. Risposta data da Pier Capponi all'arrogante re di Francia Carlo VIII. 

\suonàta, sf. 1 Il suonare per un certo intervallo. 2 Composizione musicale. 3 Conto salato, truffa. 

\suonàto, agg. 1 Che sembra pazzo, rimbambito. ~ rincretinito. 2 Compiuto. ~ fatto. 

\suonatóre, sm. Chi suona uno strumento. 
  sm. player. 

\Suonatori ambulanti di Brema, I Favola contenuta nella raccolta Fiabe per bambini e famiglie di J. L. K. e W. Grimm (1812-1815). 

\suonerìa, sf. Dispositivo meccanico che produce un suono. ~ sveglia. 
  sf. 1 bell. 2 (sveglia) alarm. 

\suonicchiàre, v. tr. Suonare alla meglio, non da specialista, uno strumento. 

\suòno, sm. 1 Vibrazione meccanica che si trasmette nell'aria o in altri materiali, prodotta da un corpo elastico eccitato. 2 Fonema, elemento più semplice di un linguaggio. 3 Significato, senso. 
  sm. sound. 
Perturbazione di tipo ondulatorio che si propaga in un mezzo elastico e che crea una sensazione uditiva (dai 16 ai 20.000 Hz). Lo studio fisico dei fenomeni sonori (acustica fisica) si estende al di sopra e al di sotto del campo delle frequenze cui l'orecchio umano è sensibile, ossia agli ultrasuoni e agli infrasuoni. La trasmissione del suono, che abbisogna di un mezzo materiale a differenza della luce, avviene per onde; la propagazione si verifica per onde longitudinali, a eccezione che nei solidi, dove si manifestano onde trasversali. Ogni onda sonora subisce, al pari di tutta le altre onde, fenomeni di riflessione, rifrazione, interferenza e diffrazione. La perturbazione si propaga in ogni luogo con una velocità che varia in relazione alle caratteristiche fisiche del mezzo; nell'aria, in condizioni normali e vicino al suolo, la velocità del suono è di circa 331 m/s. Per ogni frequenza acustica esiste una soglia di udibilità del suono (intensità al di sotto della quale il suono non è percepibile) e una soglia del dolore (il superamento di tale soglia provoca dolore). Un suono è caratterizzato da altezza, intensità e timbro; la prima dipende dalla frequenza delle vibrazioni e aumenta con essa. La seconda viene considerata sotto due aspetti, ossia l'intensità oggettiva, proporzionale al quadrato dell'ampiezza delle vibrazioni e l'intensità soggettiva che è quella con cui il suono è percepito dall'orecchio umano. Il timbro dipende dalle armoniche che accompagnano il suono fondamentale. 

\Suono lontano, Il Opera in tre atti di F. Schrecker, libretto proprio (Francoforte, 1912). 

\Suor Angelica => "Trittico" 

\suòra, sf. Monaca. ~ sorella. 
  sf. 1 nun. 2 (seguito dal nome proprio) sister. 

\Suora giovane, La Romanzo di G. Arpino (1959). 

\suovetaurilia, sm. pl. Sacrificio solenne effettuato dagli antichi romani durante il quale venivano immolati un maiale, una pecora e un toro. 
  comp. lat. sus porco + ovis pecora + taurus toro. 

\sùper, agg. e sm. agg. invar. Di quantità o qualità superiore rispetto a ciò che si ritiene normale. benzina super, più raffinata. 
sm. invar. 1 Il limite superiore, il massimo raggiungibile. 2 La benzina super. 
  agg. wonderful, super. sf. (benzina) premium petrol, four-star petrol. 
  lat. super, sopra oltre. 

\super- Prefisso di parole composte che significa che sta sopra o che supera i limiti oppure indica preminenza, eccesso o sovrabbondanza. 
  lat. super sopra. 

\superàbile, agg. Che può essere superato, oltrepassato. 

\superaccessoriàto, agg. Che presenta accessori, in quantità e qualità superiore alla norma. 

\superaffollaménto, sm. Eccessivo affollamento. 

\superaffollàto, agg. Sovraffollato. 

\superalcòlico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. Che ha una percentuale alcolica superiore al 21 %. 
sm. Bevanda superalcolica. 

\superalimentazióne, sf. Alimentazione in eccesso rispetto all'effettivo fabbisogno. 

\superallenaménto, sm. Allenamento sportivo eccessivo e troppo intenso. 

\superaménto, sm. L'effetto del superare. 

\superàre, v. v. tr. 1 Essere al di sopra per dimensioni, volume, quantità, capacità ecc. 2 Oltrepassare un limite. 3 Andare oltre, sorpassare. avevano superato la località in cui li attendevano. 4 Affrontare con esito positivo un esame, una prova. 5 Essere superiore. superava per ingegno i suoi coetanei
v. rifl. Dimostrare ancora una volta le proprie capacità. 
  v. tr. 1 (eccedere) to exceed, to go beyond. 2 (attraversare) to cross. 3 (limite) to surpass. 4 (al di là) to get over. 5 (vincere) to overcome. 6 (veicolo) to overtake. 7 (esami) to pass, to get through. 
  lat. superare, deriv. da superus che è superiore. 

\superàto, agg. Che non è più attuale, che è antiquato. ~ obsoleto. <> attuale. 
  agg. old-fashioned, out-of-date. 

\superàttico, sm. (pl.-ci) Il piano sopra l'attico. 

\superautomàtico, agg. (pl. m.-ci) Completamente automatizzato. 

\superbaménte, avv. 1 Con superbia. 2 Splendidamente. 

\supèrbia, sf. 1 Eccessiva considerazione della propria persona, accompagnata da disprezzo per gli altri. ~ arroganza. guardare con superbia, con superiorità. 2 Grande presunzione con forte ambizione. 
  sf. haughtiness, pride. 
  lat. superbia

\supèrbo, agg. e sm. agg. 1 Che mostra superbia. sguardo superbo. 2 Orgoglioso, compiacente. 3 Bello, magnifico. un monumento superbo, espressione dell'ingegno umano
sm. Chi è superbo. 
  agg. 1 haughty. 2 (magnifico) magnificent, superb. 
  lat. superbus, deriv. da super sopra. 

\superbóllo, sm. Tassa aggiuntiva per i proprietari di veicoli a motore diesel. 

\superburòcrate, sm. (pl.-i) Funzionario posto ai vertici della burocrazia. 

\supercarburànte, sm. Carburante nei motori a scoppio che presenta un elevato numero di ottani, rispetto a quello considerato come carburante normale. 

\supercàrcere, sm. Carcere di massima sicurezza. 

\supercolòsso, sm. Realizzazione cinematografica molto spettacolare che ha richiesto forti costi di produzione. 

\superconduttività, sf. invar. Proprietà fisica di materiali che presentano un aumento di conduttività elettrica, al diminuire della temperatura, fino a mostrare una resistenza elettrica prossima a zero. 

\superconduttóre, sm. Conduttore che presenta la superconduttività. 

\superconduzióne, sf. Lo stato di alcuni metalli a temperatura molto bassa nei quali si verifica il fenomeno della superconduttività. 

\superdecoràto, agg. e sm. agg. Che ha ottenuto e meritato numerose decorazioni, in genere militari. 
sm. Chi ha meritato numerose decorazioni militari. 

\superdònna, sf. Donna che ritiene di avere delle doti superiori. 

\superdotàto, agg. e sm. agg. Che possiede capacità superiori alla media. 
sm. Chi possiede qualità, capacità superiori alla media. 

\superenalòtto, sm. Lotteria basata sulle estrazioni del lotto, consistente nell'indovinare sei numeri usciti su determinate ruote. 

\superfecondazióne, sf. Fecondazione da parte di spermatozoi diversi di due o più uova prodotte durante lo stesso ciclo ovulatorio. 

\superfémmina, sf. In biologia, individuo avente caratteri morfologici femminili, ma formula cromosomica caratterizzata da tre cromosomi X. 

\superfetazióne, sf. 1 Fecondazione di un ovulo, in un periodo in cui è già stato fecondato un ovulo del ciclo precedente. 2 Superflua, inutile ripetizione. 
  dal lat. superfetare concepire di nuovo, comp. da super oltre + fetare partorire. 

\superficiàle, agg. e sm. agg. 1 Relativo alla parte di superficie. ~ esterno. 2 Che non approfondisce, generico. trattazione superficiale di un problema
sm. Persona che affronta con leggerezza, incostanza le varie questioni. non gli piacevano quegli atteggiamenti da superficiale
  agg. superficial. 
  lat. tardo superficialis

\superficialità, sf. invar. L'essere superficiale. 

\superficialménte, avv. In modo superficiale. 

\superfìcie, sf. 1 Ogni estensione che presenta larghezza e lunghezza. 2 Parte estesa che delimita esternamente un corpo. 3 Esteriorità. 
  sf. surface. 
In matematica è l'estensione che delimita un corpo nello spazio; è anche l'insieme di punti le cui coordinate soddisfano una precisa relazione funzionale. La natura e le proprietà della superficie dipendono dalla natura delle funzioni; possono essere algebriche, trascendentali, iperspaziali ecc.; in un sistema di riferimento cartesiano può essere descritta dall'equazione f(x,y,z) = 0: i punti della superficie saranno quelli che soddisfano tale equazione. 
In ambito giuridico è il diritto reale che comporta la piena ed esclusiva disponibilità di costruire un edificio su un fondo altrui e di trasferirne la proprietà a terzi. Tale diritto viene accordato dal proprietario del terreno e ha una durata limitata (in genere non breve), allo scadere di tale limite l'immobile diventa di proprietà del possessore del fondo. 

\superflùido, agg. e sm. Relativo all'elio-4 e all'elio-3 quando si trovano a temperatura inferiore al punto λ e che dunque manifestano le proprietà della superfluidità. 

\superfluità, sf. invar. Ciò che è superfluo, in eccedenza. 

\supèrfluo, agg. e sm. agg. 1 Che non è necessario, che è in eccesso rispetto al bisogno. 2 Inefficace, inutile. 
sm. Ciò che risulta in eccesso, che non serve. 
  agg. e sm. 1 superfluous. 2 (non necessario) unnecessary. 
  lat. superfluus, deriv. da superfluere traboccare. 

\Supèrga Località del Piemonte, posta sul colle di Superga, appartenente ai comuni di Torino e di Baldissero Torinese. Vi si trova la basilica, iniziata da Filippo Juvera nel 1715 in memoria della vittoria i Eugenio di Savoia sui francesi del 1706 e in cui sono sepolti molti dei Savoia. 

\supergigànte, agg. e sm. agg. Che ha dimensione superiore a quella delle stelle dette giganti. 
sm. Gara dello sci che presenta caratteristiche intermedie fra lo slalom gigante e la discesa libera. 
Stelle con raggio e massa enormemente maggiori di quelle solari. Sono localizzate nella parte più alta della sequenza principale a grandi valori di luminosità e massa. 

\sùper-io, sm. invar. In psicanalisi, secondo Freud, una delle tre istanze psichiche dell'apparato mentale. Può essere considerato corrispondente alla coscienza morale. Si sviluppa durante l'infanzia, tra i cinque e i sei anni, attraverso processi d'identificazione attuati dal bambino nei confronti dei genitori, i quali ai suoi occhi appaiono come l'autorità morale. 

\superióra, sf. Monaca che è preposta alle altre nella gerarchia di un monastero. 

\superioràto, sm. In una comunità religiosa, l'ufficio di chi è superiore. 

\superióre, agg. e sm. agg. 1 Che è più in alto, sopra. 2 Maggiore. 3 Che presenta qualità, pregi di maggior valore. si dimostrò superiore all'avversario. 4 Che in una disposizione ordinata viene dopo, è in posizione più elevata. 
sm. Chi ha autorità sugli altri in virtù di una posizione gerarchica più elevata. non voleva mancare agli ordini dei superiori
  agg. 1 (più in alto) upper. 2 (più elevato) higher. 3 (migliore) superior. 4 (al di sopra) above. 5 (di carica) senior. sm. superior. 
  lat. superior,-oris, deriv. da superus che sta sopra. 

\Superióre Regione del Ghana settentrionale, al confine con il Burkina Faso, suddivisa in: Superiore Occidentale (526.000 ab.), capoluogo Wa, e Superiore Orientale (921.000 ab.), capoluogo Bolgatanga. 

\Superióre, làgo Il maggiore (84.131 km2, profondità massima 406 m), dei Grandi Laghi, in America settentrionale. Appartiene al Canada (Ontario) per un terzo e per il rimanente agli USA (Wisconsin, Minnesota, Michigan). Tra i laghi d'acqua dolce è considerato il più grande del mondo. Di origine glaciale, è lungo 600 km e largo 660 km. Numerose sono le baie e le insenature, come pure gli immissari. Riceve infatti i fiumi Nipigon, Kaministikwia, Pigeon, Saint Louis. È collegato, a est, con il lago Huron attraverso il canale Saint-Mary. Navigabile per sei-sette mesi all'anno ha una grande importanza come via di collegamento tra le regioni occidentali e l'Atlantico; il traffico è alimentato soprattutto dall'esportazione dei minerali ferrosi estratti dai giacimenti del Minnesota. Sulle sue rive numerosi sono i porti commerciali, come Duluth, Superior, Marquette e Thunder Bay (in territorio canadese). 

\superiorità, sf. invar. 1 L'essere superiore. 2 Alterigia. 
  sf. superiority. 

\superiorménte, avv. Dall'esterno, dall'alto. 

\superlatìvo, agg. e sm. agg. Altissimo, più che eccellente. ~ eccelso. opera superlativa
sm. In grammatica, il grado di un aggettivo o avverbio che esprime il valore più elevato (assoluto) o un valore elevato rispetto a una ambiente, un contesto (relativo). 
  agg. e sm. superlative. 
  lat. tardo superlativus, deriv. da superlatus, p.p. di superferre portare al di sopra. 

\superlavóro, sm. sing. Lavoro eccessivo che provoca grande affaticamento. 

\superleggèro, agg. e sm. agg. Che riguarda oggetti dal peso praticamente nullo rispetto alla norma. 
sm. Pugile che rientra in una certa categoria di peso nella boxe. 

\superman, sm. invar. Uomo dai poteri eccezionali, in grado di risolvere qualunque problema. 

\supermarket, sm. invar. Supermercato. 

\supermàschio, sm. In biologia, individuo avente caratteri morfologici maschili, ma dalla formula cromosomica anomala. 

\supermàssimo, sm. Pugile che presenta un peso che lo colloca nella categoria più elevata della boxe. 

\supermercàto, sm. Emporio di grandi dimensioni in cui i clienti si servono da soli, scegliendo fra la merce in esposizione ed effettuando il pagamento all'uscita. 
  sm. supermarket. 

\supernazionàle, agg. Soprannazionale. 

\supèrno, agg. e sm. agg. Che è superiore. 
sm. pl. Dei del cielo, contrapposti agli dei degli inferi, nella mitologia classica. 

\supernova, sf. Stadio finale dell'evoluzione delle stelle massicce, con massa molto più grande di quella solare. In seguito al collasso si verifica un picco di elevatissima luminosità (magnitudine assoluta-18). Nelle supernove il materiale espulso genera una nebulosa di gas che si espande rapidamente e il nucleo collassa in una stella di neutroni rotante o pulsar. 
La supernova di tipo II deriva da stelle giganti e raggiunge magnitudine assoluta-16. 
Nella nostra galassia sono state avvistate tre supernove di tipo I; quella del 1054 ha generato la nebulosa del Granchio, che si espande ancora oggi a una velocità di 1.300 km al secondo. 

\supernutrizióne, sf. Alimentazione eccessiva rispetto al reale fabbisogno. 

\sùpero, agg. e sm. agg. Superiore. 
sm. Eccedenza, esubero. 

\superomìsmo, sm. Insieme delle teorie e dottrine del superuomo. 

\superórdine, sm. Divisione della tassonomia in cui sono raggruppati ordini vicini. Viene subito dopo la classe o la sottoclasse. 

\superòtto, agg. e sm. agg. Relativo alla pellicola di otto millimetri che presenta qualità visiva migliore rispetto a quella normale. 
sm. invar. 1 Pellicola da otto millimetri. 2 Cinepresa che utilizza pellicole da otto millimetri. 

\superpetrolièra, sf. Petroliera che ha stazza superiore alle 70.000 tonnellate. 

\superpotènza, sf. Stato che ha raggiunto un grande sviluppo e economico, militare in grado di esercitare egemonia sugli altri stati. 

\superprefètto, sm. Prefetto che ha ottenuto dallo stato dei poteri straordinari per risolvere questioni di emergenza nazionale. 

\superprocùra, sf. Organismo giudiziario che ha ottenuto particolari poteri per affrontare una situazione di emergenza nazionale. 

\superreazióne, sf. Nelle telecomunicazioni, procedimento di ricezione delle emissioni radiofoniche che permette di aumentare notevolmente la sensibilità di un rivelatore a reazione fino anche a superare il limite indicato dalla teoria della reazione. 
Radioricevitore a superreazione 
Radioricevitore che funziona seguendo un procedimento di superreazione. 

\Supersàno Comune in provincia di Lecce (4.651 ab., CAP 73040, TEL. 0833). 

\supersònico, agg. e sm. (pl. m.-ci) agg. In grado di oltrepassare la velocità del suono. 
sm. Aereo che può viaggiare a velocità superiori a quella del suono. 

\superstar, sm. e sf. invar. Artista di grande successo e notorietà. 

\supèrstite, agg., sm. e sf. agg. Che è sopravvissuto a una situazione, a un evento mortale per altre persone. ~ scampato. <> caduto. 
sm. e sf. Chi è sopravvissuto a una tragedia in cui altri hanno trovato la morte. ~ reduce. 
  agg. surviving. sm. e sf. survivor. 

\superstizióne, sf. Tendenza a credere per ignoranza o suggestione a fenomeni ritenuti soprannaturali, occulti. 
  sf. superstition. 
  lat. superstitio,-onis, comp. da super-sopra + deriv. da stare. 

\superstiziosaménte, avv. In modo superstizioso. 

\superstiziosità, sf. invar. Credenza superstiziosa. 

\superstizióso, agg. e sm. agg. 1 Che mostra superstizione. era un uomo superstizioso. 2 Che deriva dalla superstizione. le credenze superstiziose erano molto radicate in quel popolo ignorante
sm. Chi mostra superstizione. 
  agg. superstitious. 
  lat. superstitiosus

\superstràda, sf. Strada extraurbana gratuita a elevata viabilità. 

\supertestimòne, sm. e sf. Chi fornisce la prova, la testimonianza decisiva, in un processo. 

\superuòmo, sm. Uomo che ritiene di avere doti superiori. 
Figura ideale di uomo, definita nella filosofia di Nietzsche, secondo la quale l'uomo di ingegno, superiore alla norma, deve vivere dando sfogo alle sue aspirazioni, alla sua volontà di potenza, senza sentire i vincoli imposti dalle regole della società comune. 

\superuser In informatica indica il nome di un utilizzatore di sistema privilegiato al quale sono affidati i compiti di amministrazione del sistema stesso. 

\supervalutàre, v. tr. Valutare in eccesso rispetto al reale valore. 

\supervisionàre, v. tr. Controllare, sovrintendere. 

\supervisióne, sf. L'attività compiuta dal supervisore. 

\supervisóre, sm. Chi sovrintende, controlla e dirige la realizzazione di un'opera. ~ responsabile, controllore. 

\superwelter, sm. 1 Pugile che appartiene a una determinata fascia di peso che definisce una categoria della boxe. 2 La categoria della boxe. 

\supinaménte, avv. In modo supino. 

\supinatóre, agg. e sm. agg. 1 Che produce la supinazione. 2 Relativo a due muscoli dell'arto superiore. 
sm. Denominazione di due muscoli dell'arto superiore, il supinatore breve e il supinatore lungo o brachioradiale

\supinazióne, sf. In fisiologia, movimento di rotazione dell'avambraccio che porta il palmo della mano in avanti. 

\supìno, agg. e sm. agg. 1 Disteso sulla schiena, con la faccia rivolta verso l'alto. dormire supino. 2 Servile, passivo. era una persona supina ai suoi voleri 
sm. Nella grammatica latina, verbo infinito che esprime il fine di un'azione. 
  agg. supine. 
  lat. supinus; nel significato di sm.: lat. supinum

\Supìno Comune in provincia di Frosinone (4.749 ab., CAP 03019, TEL. 0775). 

\suppellèttile, sf. L'insieme degli oggetti che formano l'arredamento di una stanza, abitazione ecc. 
  sf. pl. furnishings. 

\suppergiù, avv. Pressappoco, circa. 
  avv. roughly, more or less. 

\supplementàre, agg. 1 In supplemento a ciò che è regolare. 2 In geometria, di angolo che sommato a un altro forma un angolo piatto. 
  agg. extra. 

\suppleménto, sm. 1 Aggiunta, complemento, integrazione. supplemento a un quotidiano. 2 Sovrapprezzo. prese la multa per non avere fatto il supplemento rapido
  sm. 1 supplement. 2 (sovrapprezzo) extra. 
  lat. supplementum, deriv. da supplere

\Supplemento al viaggio di Bougainville Opera filosofica di D. Diderot (postuma 1796). 

\supplènte, agg. e sm. agg. Che supplisce, sostituisce qualcuno nelle sue funzioni. 
sm. e sf. Chi sostituisce una persona nelle mansioni. 
  agg. 1 temporary. 2 (insegnante) supply. sm. supply teacher, substitute teacher. 

\supplènza, sf. Sostituzione temporanea di un titolare in un certo lavoro. 

\suppletìvo, agg. 1 Che serve da integrazione, supplemento, aggiunta. 2 Che fornisce indicazioni per casi non esplicitamente contemplati. 

\supplì, sm. invar. Crocchetta fritta nell'olio, composta da riso, formaggio, uova e carne tritata. 

\sùpplica, sf. (pl.-che) 1 L'atto di supplicare. 2 Le parole dette supplicando. 3 Implorazione, richiesta. 
  sf. 1 (scritta) request, petition. 2 (preghiera) plea. 

\supplicànte, agg. e sm. agg. Che chiede supplica. 
sm. Chi supplica. 

\supplicàre, v. tr. Pregare, implorare per ottenere qualcosa. ~ scongiurare, impetrare. 
  v. tr. to implore, to beg, to beseech. 
  lat. supplicare, deriv. da supplex,-icis. 

\supplicatòrio, agg. Simile a una supplica, nel genere o nel tono. ~ supplichevole. 

\supplicazióne, sf. 1 Il supplicare. ~ supplica. 2 Scritto con il quale si chiedeva un favore a una persona potente o autorevole. ~ richiesta. 

\sùpplice, agg., sm. e sf. agg. Supplichevole. ~ implorante. 
sm. e sf. Chi supplica. 

\supplichévole, agg. Che supplica, che ha toni di supplica. 

\Supplici, Le Tragedia di Euripide (421 a. C.). È una delle 19 tragedie di Euripide conservate (delle circa 90 attribuitegli). Le madri dei combattenti caduti a Tebe insieme a Polinice supplicano il re di Atene Teseo di intervenire sul re tebano Creonte che non vuole restituire i corpi dei loro figli. Anche il re di Argo, Adrasto, si unisce alla richiesta di intervento. Teseo si lascia convincere, batte i tebani e riporta in patria i sette morti. La moglie di uno dei caduti, Evadne, si getta sul rogo. L'opera è stata interpretata dai critici come un'esaltazione della democrazia di Atene. 
Supplici, Le 
Tragedia di Eschilo (463 a. C.). 

\supplìre, v. v. tr. Sostituire temporaneamente. si trovò a supplire l'insegnante di latino
v. intr. Provvedere a colmare una mancanza. doveva supplire ai quelle lacune di storia
  v. tr. to substitute, to fill in. v. intr. to make up, to compensate for. 
  lat. supplere, comp. da sub dal di sotto, +-plere riempire. 

\suppliziàre, v. tr. Sottoporre a supplizi, torturare. 

\supplìzio, sm. (pl.-i) 1 Tortura, pena corporale. 2 Intenso tormento. 
  sm. torment, torture. 
  lat. supplicium. 

\supponènte, agg. Arrogante, che mostra presunzione. 

\supponènza, sf. Arroganza, atteggiamento sdegnoso. 

\suppórre, v. tr. Ipotizzare, presumere. 
  v. tr. to imagine, to suppose. 

\supportàre, v. tr. Sostenere, dare supporto. 

\supporter, sm. invar. Tifoso, sostenitore. 

\suppòrto, sm. 1 Sostegno. supporto di un dipinto. 2 Telaio a cui fissare una parte mobile. 
  sm. support. 
  franc. support

\Suppositi, I Commedia di L. Ariosto (1509). 

\suppositìvo, agg. Espresso in termini di supposizione. 

\suppositòrio, sm. Preparazione farmaceutica solida che permette di introdurre nell'organismo medicamenti per via uretrale, vaginale o anale. 

\supposizióne, sf. 1 Ipotesi, congettura. 2 Dichiarazione, atto che non corrisponde alla realtà. 
  sf. supposition. 
  lat. suppositio,-onis, deriv. da suppositus, p.p. di supponere. 

\suppósta, sf. Medicinale che viene somministrato per via rettale. 
  sf. suppository. 

\suppósto, agg. e sm. agg. Che è stato ipotizzato, congetturato. 
sm. Ciò che si ipotizza o congettura. 

\suppuràre, v. intr. Giungere a suppurazione, marcire. ~ fare pus, fare materia. 

\suppuratìvo, agg. e sm. agg. Riguardante la suppurazione. 
sm. Medicinale che affretta la suppurazione. 

\suppurazióne, sf. Formazione di pus provocata da agenti piogeni. 

\supremazìa, sf. Superiorità, egemonia. 
  sf. supremacy. 

\suprême, sf. invar. Manicaretto a base di petti di pollo cucinati in una salsa molto densa. 

\suprèmo, agg. 1 Che è situato sopra ogni cosa. 2 Massimo. ~ sommo. 3 Ultimo. 
  agg. 1 supreme. 2 (massimo) greatest. 

\suq => "suk" 

\Súr-Trúndelag Contea (254.000 ab.) della Norvegia, al confine con la Svezia, tra le Alpi Norvegesi e l'oceano Atlantico. Capoluogo Trondheim. 

\sùra, sf. Ognuno dei 114 capitoli del Corano. 

\Surabaya Città (2.421.000 ab.) dell'Indonesia, sullo stretto di Madura. Capoluogo della provincia di Giava Orientale. 

\Surakarta Città (504.000 ab.) dell'Indonesia, nel settore centrale dell'isola di Giava, sui versanti del monte Sumbing. 

\suràle, agg. Relativo al polpaccio. 
Nervo surale 
Nervo situato nella parte posteriore della gamba. 

\Suràno Comune in provincia di Lecce (1.800 ab., CAP 73030, TEL. 0836). 

\Surat Città (1.497.000 ab.) dell'India, nello stato di Gujarat, nel golfo di Cambay. 

\Sùrbo Comune in provincia di Lecce (10.560 ab., CAP 73010, TEL. 0832). Centro agricolo (coltivazione di uva, cereali e olive) e industriale (calzaturifici e prodotti alimentari). Gli abitanti sono detti Surbini

\surclassàre, v. tr. Affrontare e sconfiggere un avversario dimostrando grande superiorità. 
  v. tr. to outclass. 

\surcomprèsso, agg. Di motore in cui il rapporto di compressione è superiore a quello normale a causa di sovracompressione. 

\Surendranagar Città (92.000 ab.) dell'India, nello stato di Gujarat. Capoluogo del distretto omonimo. 

\surf, sm. 1 Surfing. 2 Ballo nordamericano che imita le movenze e l'equilibrio incerto di chi pratica il surfing. 
  sm. 1 surfing. 2 (attrezzo) surfboard. 

\surfìng, sm. invar. Sport praticato nel Pacifico, consistente nel lasciarsi trasportare dalle onde, rimanendo in equilibrio, con i piedi sopra una tavola di legno. 

\surfìsta, sm. (pl.-i) Chi pratica il surfing. 

\surgelaménto, sm. Conservazione di cibi, ottenuta sottoponendo a rapido congelamento e mantenendo il tutto a basse temperature. 

\surgelàre, v. tr. Sottoporre a surgelamento. ~ congelare. <> scongelare. 
  v. tr. to deep-freeze. 

\surgelàto, agg. e sm. agg. Che ha subito il trattamento di surgelamento. 
sm. Sostanza alimentare che è stata conservata mediante surgelamento. 

\surgelazióne, sf. L'effetto del surgelare. 

\Surguja Distretto (1.326.000 ab.) dell'India, nello stato di Madhya Pradesh. Capoluogo Ambikapur. 

\Surhandarja Provincia (1.336.000 ab.) dell'Uzbekistan meridionale, presso il confine con l'Afghanistan. Capoluogo Termez. 

\Surigao del Norte Provincia (363.000 ab.) delle Filippine, estesa nella sezione settentrionale dell'isola di Mindanao. Capoluogo Surigao. 

\Surigao del Sur Provincia (378.000 ab.) delle Filippine, estesa nella sezione nordorientale dell'isola di Mindanao. Capoluogo Tandag. 

\Suriname Repubblica dell'America meridionale; confina a ovest con la Guyana, a sud col Brasile, a est con la Guayana Francese e a nord si affaccia all'oceano Atlantico. 
Il territorio nella parte meridionale è prevalentemente montuoso, e presenta rilievi dal profilo dolce e dall'altitudine modesta, culminante nei 1.270 m dei monti Wilhelmina; all'estremo sud, al confine con il Brasile, corre la Serra Tumucumaque, che costituisce lo spartiacque tra l'oceano Atlantico e il bacino amazzonico. 
Verso la costa atlantica si aprono ampie zone pianeggianti di origine alluvionale, percorse da vari fiumi, che in prossimità della costa formano ampie zone paludose. 
I fiumi sono ricchi d'acqua tutto l'anno per le abbondanti precipitazioni, sono generalmente navigabili, e scendono dai rilievi meridionali con corsi paralleli; i principali sono il Coppename, il Suriname, il Corantijn e il Marowjine, che segnano rispettivamente il confine occidentale e quello orientale. 
Il clima è tipicamente equatoriale, caldo e umido, con due lunghe stagioni piovose. 
Unica città vera e propria è la capitale Paramaribo, sorta sul fiume Suriname, importante centro portuale e commerciale. Tutti gli altri centri (Nieuw Nickerie, Moengo, Totness, Albina) non superano i 10.000 abitanti. 
L'economia si basa sullo sfruttamento delle risorse del sottosuolo, particolarmente ricco di bauxite, praticato in passato dal regime coloniale olandese, e tuttora gestito in ampia misura da grandi compagnie straniere. 
L'agricoltura viene praticata in modo intensivo sull'esigua fascia costiera coltivabile, che rappresenta solo l'1% del territorio della nazione; prevale nettamente la risicoltura, che copre le necessità interne e consente l'esportazione di discreti quantitativi. 
Significativa è la coltivazione della palma da olio e una grande importanza rivestono anche le piantagioni di canna da zucchero, banane, caffè, arachidi e cacao. 
Il Suriname è ricoperto da una ricchissima foresta, che per ora viene sfruttata solo in minima parte. 
Scarso rilievo ha l'allevamento, che risente della mancanza di pascoli e di condizioni climatiche favorevoli; maggiore importanza riveste la pesca, in particolare quella dei gamberi, favorita dal processo di modernizzazione delle attrezzature da tempo in atto. 
L'economia del paese rimane basata essenzialmente sulla bauxite e i suoi derivati (allumina e alluminio), per quanto l'intero settore sia tuttora sotto il controllo di multinazionali straniere. 
Le risorse minerarie includono manganese, rame, nichel, platino e oro. L'estrazione di petrolio è stata intrapresa solo recentemente e per ora produce quantitativi modesti di greggio. 
Le attività industriali, limitate anche dall'insufficiente produzione di energia elettrica, sono soprattutto rivolte alla lavorazione dei prodotti agricoli (zuccherifici, distillerie di rhum, pilatura del riso, manifatture di tabacchi, oleifici) e forestali. 
STORIA Occupata dagli inglesi nel 1667, la regione viene ceduta agli olandesi in cambio di Nuova Amsterdam. Nel XVIII sec. essa ha un notevole sviluppo grazie alle piantagioni della canna da zucchero. Dal 1796 al 1816 subisce l'occupazione inglese. Nel 1863 viene abolita la schiavitù e il paese si popola di indonesiani. Nel 1954 una costituzione gli conferisce una larga autonomia. Nel 1975 il Suriname ottiene l'indipendenza. Henck Arron diventa primo ministro. 
Nel 1980, a seguito di un colpo di stato militare, Hendrik R. Kim A. Sen è presidente della repubblica e al tempo stesso primo ministro. Due anni più tardi, dopo un nuovo colpo di stato, il potere viene assunto dal tenente colonnello Desi Bouterse. Nel sud e nell'est del paese si sviluppa la guerriglia. Nel 1987 viene approvata, tramite referendum, una nuova costituzione. L'anno successivo diventa presidente della repubblica Ramsewak Shankar. Nel 1990 i militari riprendono il potere. L'anno dopo Ronald Venetiaan, candidato di una coalizione multietnica ostile ai militari, viene eletto deputato. Un accordo di pace viene firmato tra il governo e la guerriglia. 
Abitanti-423.000 
Superficie-163.270 km2 
Densità-2,6 ab./km2 
Capitale-Paramaribo 
Governo-Repubblica presidenziale 
Moneta-Fiorino di Suriname 
Lingua-Olandese, inglese, creolo-inglese e caribe 
Religione-Induista, cattolica, musulmana, protestante 
Suriname 
Fiume (500 km) del Suriname. Nasce dall'altopiano della Guayana e sfocia nell'oceano Atlantico. Bagna Paramaribo. 

\surménage, sm. invar. Grande affaticamento dovuto al sostenere ritmi di vita troppo elevati. 

\surplace, sm. invar. Posizione di equilibrio senza appoggiare i piedi a terra e di attesa dei ciclisti, quando sono fermi alla partenza. 

\surplus, sm. invar. 1 Eccedenza. ~ eccesso. 2 Ciò che eccede la richiesta o l'offerta di beni. ~ giacenza. 
  sm. invar. surplus. 

\surreàle, agg. Che trascende la realtà, irreale. ~ insolito, suggestivo. 

\surrealìsmo, sm. Il termine significa superamento del realismo e fu coniato da Apollinaire (nella presentazione del suo Le mammelle di Tiresia del 1917). Con questo nome si indica il movimento artistico letterario d'avanguardia sorto in Francia nel 1919 e attivo per circa un ventennio; influenzò la cultura di questo secolo fino agli anni '60. I massimi esponenti furono gli scrittori e poeti L. Aragon, Ph. Soupault, P. Éluard e A. Breton, quest'ultimo autore del Manifesto del surrealismo (1924) e i pittori J. Miró, S. Dalí, G. De Chirico. I termini surreale e surrealismo vengono poi usati, comunemente e in senso lato, per designare tutte le situazioni e atmosfere che si pongono al di là della normale percezione della realtà. Diffusosi come continuazione del decadentismo, il surrealismo trova le sue radici nel dadaismo e nella psicanalisi di Freud; il suo obiettivo è rompere gli schemi logici e costituiti, che imprigionano la vera realtà presente nell'inconscio, contrastando il razionalismo e il naturalismo dell'arte borghese ed elaborando un linguaggio totalmente nuovo, capace di penetrare nelle regioni dell'inconscio e di offrire una visione più autentica e più profonda. Il primo manifesto del surrealismo del 1924 contiene le istruzioni per la composizione surrealista scritta. "Ponetevi nello stato maggiormente passivo e ricettivo ... scrivete rapidamente, senza un oggetto predisposto, tanto rapidamente da non fermarvi e non essere tentati di rileggere. Continuate finché vi piace. Fidatevi dell'inesauribilità del mormorio interiore ..." Dell'uomo vengono evidenziate non tanto le capacità razionali, ma il portato dell'attività onirica, dell'inconscio, della fantasia e delle esperienze ipnotiche, fino all'assenza di ogni distinzione tra soggetto e oggetto. Per questo, il surrealismo propose la scrittura automatica, ossia la registrazione del pensiero puro, delle pulsioni profonde, non soggette ad analisi della ragione. I livelli più alti di originalità si raggiunsero nelle arti figurative, ottenute dall'unione della realtà con il mondo dei sogni, la riproduzione di immagini nate dalla fantasia, attraverso l'impiego di tecniche non convenzionali, quali il libero accostamento di materiali diversi. Ideologicamente, i surrealisti si schierarono a sinistra. La vita del movimento fu contrassegnata da profonde lacerazioni, per lo più di origine politica, che portarono a molte defezioni ed espulsioni. 
In letteratura, il surrealismo produsse alcuni interessanti esperimenti di romanzo (tra cui Les champs magnétiques di Ph. Soupault del 1921; Nadja di A. Bréton del 1928) e di poesia (come le raccolte Fuoco di gioia, 1920 e Moto perpetuo, 1925, di L. Aragon; Capitale del dolore, 1926 e La rosa pubblica, 1934 di P. Éluard) nelle quali la provocazione e l'innovazione potevano essere accessibili, pur restando eversive. 
In arte, il surrealismo intende elaborare forme corrispondenti al mondo dell'inconscio, stravolgere la consuetudine percettiva del reale (R. Magritte e L. Delvaux) o in forme fantastiche frutto di una visione interiore (S. Dalí, J. Miró, M. Ernst, Y. Tanguy). Un filone particolare del surrealismo è la pittura metafisica (G. de Chirico, C. Carrà e G. Morandi). Nata nel 1917, la pittura metafisica intende suscitare significati inquietanti attraverso l'accostamento di immagini consuete, provocando una sensazione di smarrimento e di mistero. 
Fra le avanguardie, i surrealisti cercarono di scoprire attraverso il cinema il modo di esprimere gli immensi poteri del sogno. Nonostante questo dichiarato interesse, i film considerati unanimemente come surrealisti sono soltanto tre: La coquille et le clergyman (1926) di Antonin Artaud e Germaine Dulac e i due primi film di Luis Buñuel, girati in collaborazione con Salvador Dalí, Un chien andalou (1929) e L'âge d'or (1930). Una delle difficoltà incontrate dal cinema surrealista consiste nell'estrema violenza espressiva delle immagini. Una parte della critica tende a considerare surrealiste anche le pellicole che cercano di comunicare con lo spettatore a un livello più profondo, quello dell'inconscio. Se si accetta questa premessa, possono essere definite surrealiste anche pellicole o parti di esse realizzate da autori come Walt Disney, Alfred Hitchcock e altri. Del resto, il cinema più recente tiene spesso conto dei suggerimenti del passato e alcune sequenze di effetti speciali possono sconfinare nel surreale. 

\surrealìsta, agg., sm. e sf. agg. Surrealistico. 
sm. e sf. Chi è seguace del movimento letterario sorto in Francia, nel periodo fra le due guerre mondiali, che si proponeva di rappresentare l'aspetto inconscio e psichico dell'uomo. 

\surrealìstico, agg. (pl. m.-ci) Riguardante il movimento dei surrealisti. 

\surrenàle, agg. Del surrene. 
Ghiandola surrenale 
Ghiandola endocrina (surrene) posta sopra a ciascuno dei due reni, avente forma di cappuccio delle dimensioni di 4-5 cm. Suddivisa in due parti, quella corticale produce ormoni steroidei; quella midollare secerne adrenalina e noradrenalina. 

\surrenalìte, sf. Insieme di processi flogistici che presentano i sintomi dell'insufficienza surrenalica. 

\surrène, sm. In anatomia è una ghiandola endocrina, larga 4-5 cm del peso di circa 6 g situata sul polo superiore di ciascun rene all'altezza della dodicesima vertebra dorsale. È costituita da due parti: la parte corticale e quella midollare. La parte corticale secerne ormoni steroidei di tre tipi: aldosterone (ad azione sessuale), corticosterone (ad azione regolativa del ricambio degli idrati di carbonio) e desossicorticosterone (ad azione regolatrice del ricambio idrosalino); mentre la parte midollare secerne adrenalina e noradrenalina. 

\surrettìzio, agg. (pl. m.-i) Fraudolento. 

\Surrey Contea (1.038.000 ab.) della Gran Bretagna, nell'Inghilterra sudorientale. Capoluogo Kingston upon Thames. 

\surriferìto, agg. A cui si è fatto precedentemente riferimento. 

\surriscaldaménto, sm. Riscaldamento di un vapore saturo a pressione costante, a una temperatura superiore a quella in cui avviene normalmente l'ebollizione del liquido corrispondente. 

\surriscaldàre, v. tr. 1 Sottoporre a surriscaldamento. 2 Riscaldare eccessivamente. 
  v. tr. to overheat. 

\surriscaldàto, agg. 1 Che è stato sottoposto a surriscaldamento. 2 Troppo riscaldato, eccitato. 

\sùrroga, sf. (pl.-ghe) Sostituzione. 

\surrogàbile, agg. Sostituibile. 

\surrogàre, v. tr. 1 Sostituire. 2 Supplire. 

\surrogàto, agg. e sm. agg. Che può fungere da sostituto. 
sm. Sostanza che può essere considerata come sostitutiva. ~ succedaneo. 
  sm. surrogate, substitute. 

\surrogatòrio, agg. Che è in grado o serve a surrogare. 
Azione surrogatoria 
In diritto, azione con la quale il creditore di sostituisce al debitore al fine di conservare o recuperare parte dei beni del suo patrimonio. 

\surrogazióne, sf. 1 L'effetto di surrogare. 2 Sostituzione a tutti gli effetti di legge. 
  lat. subrogatio,-onis. 

\sursum corda, loc. avv. Espressione latina liturgica che significa "in alto i cuori". È una esortazione alla speranza e alla fiducia. 

\Suruga Baia del Giappone, nella costa meridionale dell'isola di Honshu, sull'oceano Pacifico. 

\survoltàre, v. tr. Aumentare la tensione in un'apparecchiatura elettrica o in un impianto oltre il normale valore di esercizio. 

\survoltóre, agg. e sm. Relativo a un apparecchio che serve per fornire ai morsetti dell'avvolgimento secondario una tensione maggiore di quella applicata al primario. ~ elevatore. 

\sus, sm. invar. Genere di Mammiferi Artiodattili suiformi che comprende maiali e cinghiali. 

\Sùsa (comune) Comune in provincia di Torino (6.691 ab., CAP 10059, TEL. 0122). 

\Sùsa (Tunisia) Città (84.000 ab.) della Tunisia, sul golfo di Hammamet (fr. Sousse, ar. Susah). Capoluogo del governatorato omonimo. Le principali risorse economiche si basano sull'esportazione di olio, pesce e fosfati, sulle industrie tessili, meccaniche e alimentari e sul turismo balneare. 

\Sùsa (valle) Valle del Piemonte, in provincia di Torino, comprendente il bacino della Dora Riparia. Si estende dal Valico del Monginevro alla pianura di Rivoli. Vi confluiscono le valli del Moncenisio e le valli di Bardonecchia. Importante via di comunicazione tra la pianura padana e la Francia. Le industrie presenti sono quelle tessili, ma vi si trovano anche centrali idroelettriche. Turismo estivo e invernale. Nella valle si trovano numerose testimonianze artistiche di epoca romana, gotica e rinascimentale. 

\Susanna Film commedia, americano (1938). Regia di Howard Hawks. Interpreti: Cary Grant, Katharine Hepburn, Charles Ruggles. Titolo originale: Bringing up Baby 

\suscettìbile, agg. 1 Che può essere modificato. 2 Che è molto sensibile, permaloso. 
  agg. 1 susceptible. 2 (sensibile) sensitive, touchy. 3 (permaloso) touchy. 

\suscettibilità, sf. invar. Permalosità. 

\suscettività, sf. In fisica, è una grandezza che esprime la disponibilità di un corpo a polarizzarsi. 
Suscettività elettrica 
È la costante che moltiplicata per l'intensità di un campo magnetico inducente, fornisce l'intensità di polarizzazione nel dielettrico. 
Suscettività magnetica 
È una costante di proporzionalità che moltiplicata per l'intensità di un campo magnetico inducente fornisce l'intensità di magnetizzazione. 

\suscettìvo, agg. Capace di ricevere in sé. ~ suscettibile. 

\suscitàre, v. tr. 1 Destare, far sorgere. 2 Innalzare. 
  v. tr. to cause, to provoke, to arouse. 

\suscitatóre, agg. e sm. agg. Che suscita, desta. 
sm. Promotore, fomentatore. 

\Susegàna Comune in provincia di Treviso (9.660 ab., CAP 31058, TEL. 0438). 

\susìna, sf. Frutto del susino, prugna. 
  sf. plum. 

\susìno, sm. Angiosperma (Prunus domestica) della famiglia delle Rosacee e dell'ordine delle Rosali. Arbusto originario dell'Asia. I suoi frutti vengono utilizzati per l'alimentazione umana. 
  sm. plum tree. 

\Süskind, Patrick (Ambach, Stomberger See 1949-) Drammaturgo. Tra le opere Il contrabbasso (1981) e Il profumo (romanzo, 1985). 

\Suspect (Presunto colpevole) Film giallo, americano (1987). Regia di Peter Yates. Interpreti: Cher, Dennis Quaid, Joe Mantegna. Titolo originale: Suspect 

\suspense, sf. 1 Ansia, incertezza di chi attende che una situazione venga svelata, risolta. attendeva con suspense di scoprire i risultati. 2 Capacità che ha uno spettacolo di lasciare gli spettatori con il fiato sospeso. 
  ingl. suspence

\suspicióne, sf. 1 Sospetto. 2 Legittimo sospetto che in un procedimento giuridico, giudici o testimoni possano essere influenzati da qualcuno. 

\Suspiria de profundis Prosa di Th. De Quincey (1845). 

\Susquehanna Fiume (715 km) degli USA nordorientali. Nasce dal versante orientale dei monti Allegheny, nello stato di New York e sfocia nella baia di Chesapeake. 

\Süss von Kulmbach, Hans (Kulmbach ca. 1480-Norimberga 1522) Pittore tedesco. Tra le opere Adorazione dei Magi (1511, Berlino, Gemäldegalerie) e Il margravio Casimiro di Brandeburgo (1511, Monaco, Neue Pinakothek). 

\susseguènte, agg. Successivo, che viene dopo. 

\susseguìre, v. v. intr. Succedere, essere conseguenza. ~ venir dopo. 
v. intr. pron. Succedersi, venire in sequenza. ~ avvenire. 
  v. tr. to follow. v. intr. pron. to follow one another. 

\Sussex Ex contea dell'Inghilterra meridionale, oggi amministrativamente divisa nella contea di East Sussex (1.795 km2, 713.000 ab.) con capoluogo Lewes e West Sussex (2.016 km2, 703.000 ab.) con capoluogo Chichester. Con territorio in massima parte collinoso, si affaccia a sud sul canale della Manica. Tra le risorse economiche, l'agricoltura (cereali, ortaggi, patate, frutta e foraggi), l'allevamento di ovini, lo sfruttamento delle foreste e il turismo balneare nelle città di Brigthon, Hastings, Bexhill, Eastbourne e Worthing. È sede, inoltre, di industrie chimiche, metalmeccaniche, del cuoio, della ceramica e della carta. Tra le città principali, Newhaven (porto commerciale e peschereccio). 

\sussexìte, sf. Borato di manganese che si presenta in aggregati fibrosi o in masserelle di colore bianco o giallino. 

\sussidiàre, v. tr. Finanziare. ~ sostenere. 

\sussidiàrio, agg. e sm. (pl. m.-i) agg. 1 Che è di sussidio, aiuto. 2 Supplementare. 
sm. Libro utilizzato come sussidio al libro di lettura nelle scuole elementari, contenente le nozioni fondamentali della grammatica e di altre discipline quali storia, geografia ecc. 
  auxiliary, subsidiary. 
  lat. subsidiarius, deriv. da subsidium. 

\sussidiàto, agg. 1 Che riceve sussidi. 2 Di scuole elementari non statali che sono aperte con l'autorizzazione del provveditore agli studi in luoghi in cui i bambini tenuti all'obbligo scolastico sono meno di quindici. 

\sussìdio, sm. (pl.-i) 1 Aiuto. 2 Complemento. gli serviva un sussidio didattico. 3 Sovvenzione economica. non aveva ottenuto il tanto agognato sussidio. 4 Truppa. 
  sm. subsidy, aid, help. 
  lat. subsidium, comp. da sub sotto + comp. di sedere sedere. 

\sussiègo, sm. (pl.-ghi) Contegno, atteggiamento superbo. ~ boria, presunzione. 

\sussiegóso, agg. Altezzoso. 

\sussistènte, agg. Reale, che sussiste. 

\sussistènza, sf. 1 Condizione di esistenza. 2 Sopravvivenza, sostentamento. non aveva il necessario per la sussistenza. 3 Corpo dell'esercito che si occupa del vettovagliamento. la sussistenza non riusciva più a far fronte al fabbisogno dell'esercito
  lat. tardo subsistentia, deriv. da subsistere

\sussìstere, v. intr. 1 Esistere, essere. ~ avere vita. 2 Avere fondamento. 
  v. intr. to exist, to be valid. 

\sussultàre, v. intr. Sobbalzare, scuotersi. 
  v. intr. to give a start, to shudder. 

\sussùlto, sm. Sobbalzo improvviso. 

\sussultòrio, agg. (pl.-i) Relativo a movimenti che avvengono in direzione verticale. 

\sussùmere, v. tr. Esprimere un concetto in termini di un altro che ha maggiore estensione. 

\sussurràre, v. v. tr. Bisbigliare, pronunciare sottovoce. gli sussurrò all'orecchio il nome di quel tipo
v. intr. 1 Emettere con rumore lieve. 2 Disapprovare di nascosto. era solito sussurrare per i suoi malumori
  v. tr. e v. intr. to murmur, to whisper. 
  lat. susurrare

\Sussurri e grida Film drammatico, svedese (1972). Regia di Ingmar Bergman. Interpreti: Harriet Andersson, Karl Sylwan, Ingrid Thulin. Titolo originale: Viskingar och rop 

\sussurrìo, sm. (pl.-ii) Un continuo sussurrare. 

\sussùrro, sm. Rumore leggero, frase pronunciata con voce molto bassa. 
  sm. murmur, whisper. 

\sussurróne, sm. 1 Persona che ha l'abitudine di sparlare. ~ pettegolo. 2 Persona che disturba, fa rumore. ~ chiassone. 

\sùsta, sf. Stanghetta di sostegno degli occhiali. 

\sustine et abstine, loc. avv. Massima del filosofo stoico Epitteto riportata da Gallio che significa "sopporta e astieniti". Riassume l'etica stoica secondo la quale si deve accogliere con indifferenza ogni male e si deve evitare di desiderare ciò che non è in nostro potere fare. 

\Sustinènte Comune in provincia di Mantova (2.391 ab., CAP 46030, TEL. 0386). 

\Sutèra Comune in provincia di Caltanissetta (2.010 ab., CAP 93010, TEL. 0934). 

\Sutherland Città (134.000 ab.) dell'Australia, nel Nuovo Galles del Sud, alla periferia meridionale di Sydney. 

\Sutherland, Graham (Londra 1903-1980) Pittore inglese. Tra le opere Somerset Maugham (1949, Londra, Tate Gallery) e Il prigioniero (1963-1964, Monaco, Neue Pinakothek). 

\Sutherland, Joan (Sydney 1926-) Soprano australiana. Studiò al conservatorio di Sydney e alla Royal Academy of Music di Londra. Debuttò al teatro Covent Carden di Londra nel 1952. Insieme a Maria Callas (1923-1977) e a Marilyn Horne (1934-) è stata una delle paladine della rinascita del bel canto. Ha interpretato soprattutto G. F. Händel (Alcina), G. Donizetti (Lucia di Lammermoor) e V. Bellini (Norma). Ha sposato il direttore d'orchestra Richard Bonynge. 

\Sutlej Fiume (1.370 km) dell'Asia meridionale. Nasce nel Tibet e confluisce nel fiume Indo, in Pakistan. 

\sutra, sm. invar. Testo della letteratura sanscrita composto da aforismi mnemonici relativi a una certa disciplina. 

\Sùtri Comune (4.000 ab., CAP 01015, TEL. 0761) della provincia di Viterbo. Principali risorse sono l'agricoltura (cereali, tabacco, ortaggi), l'artigianato (produzione di vimini) e le industrie alimentari. 
Di probabile origine etrusca, poi colonia romana, fu donata nel 728 a. C. dal re longobardo Liutprando a papa Gregorio II (donazione di Sutri), costituendo il primo nucleo dello Stato Pontificio. Sede di concili (XI-XII sec.). Importanti i resti archeologici come la necropoli etrusca, i resti romani, sacello della Madonna del Parto (tomba etrusca), cripta longobarda, campanile del 1207, duomo dell'Assunta (XIII-XVIII sec.). 

\Sùtrio Comune in provincia di Udine (1.428 ab., CAP 33020, TEL. 0433). 

\Sutton Città (169.000 ab.) della Gran Bretagna, nella contea della Grande Londra, in Inghilterra. 

\sutùra, sf. 1 Cucitura dei margini di una ferita. quella ferita aveva richiesto tre punti di sutura. 2 Punto di collegamento fra le ossa. 
  lat. sutura, deriv. da sutus, p.p. di suere cucire. 

\suturàre, v. tr. 1 Ricucire mediante sutura. 2 Collegare strettamente. 
  v. tr. to suture, to stitch. 

\Suva Città (80.000 ab.), capitale delle isole Figi, sulla costa sudorientale dell'isola Viti Levu. 

\Suveréto Comune in provincia di Livorno (3.053 ab., CAP 57028, TEL. 0565). 

\suvvìa, inter. Esprime incoraggiamento, incitamento, esortazione. 

\Suwalki Città (64.000 ab.) della Polonia, capoluogo del voivodato omonimo. 

\Suweon Città (645.000 ab.) della Corea del Sud, capoluogo della provincia di Gyeonggi. 

\Suzhou Città (705.000 ab.) della Cina, nella provincia di Jiangsu. 

\suzióne, sf. L'atto di succhiare. 

\Suzuka Città (174.000 ab.) del Giappone, nella prefettura di Mie, sull'isola di Honshu. 

\Suzzàra Comune in provincia di Mantova (17.690 ab., CAP 46029, TEL. 0376). Centro agricolo (coltivazione di barbabietole da zucchero, foraggi e cereali) e industriale (mobilifici, prodotti per l'edilizia, meccanici, alimentari e chimici). Vi si trova una torre risalente al XIII sec. Gli abitanti sono detti Suzzaresi

\SV Sigla di Signoria Vostra. 
sv 
Sigla di sub voce (sotto la voce, usato nelle indicazioni bibliografiche). 

\Svabinsky, Max (Kromeritz 1873-Praga 1962) Pittore ceco. Studiò a Praga e a Parigi. La sua pittura è caratterizzata dal gusto decorativo. Tra le opere le vetrate del duomo di Praga

\svaccàrsi, v. rifl. 1 Perdere entusiasmo nel fare una cosa. 2 Stravaccarsi. 

\svaccàto, agg. 1 Che ha poca voglia, motivazione. 2 Stravaccato. 

\svadesi, sm. invar. Forma di lotta praticata dai nazionalisti indiani contro l'amministrazione britannica prima nella presidenza di Bombay e poi nel Bengala (1905). Consisteva nel boicottare tutte le importazioni straniere favorendo le merci e l'artigianato locale. 

\svagaménto, sm. Lo svagare, lo svagarsi. 

\svagàre, v. v. tr. Distrarre, distogliere. 
v. intr. pron. Distrarsi, divertirsi. ~ ricrearsi. 
  v. tr. 1 to distract. 2 (divertire) to amuse. v. intr. pron. to enjoy oneself, to amuse oneself. 

\svagatézza, sf. L'essere svagato. 

\svagàto, agg. Distratto, poco attento. ~ deconcentrato. <> attento. 

\svàgo, sm. (pl.-ghi) 1 Lo svagare, svagarsi. 2 Distrazione, passatempo. 
  sm. 1 relaxation. 2 (passatempo) pastime. 3 (divertimento) amusement. 

\Svalbard Arcipelago (62.050 km2, 4.000 ab.) della Norvegia, nel mar Glaciale Artico e composto dalle isole Spitzbergen, Terra di Nord-Est, isola di Barents, isola Edge e dall'isola degli Orsi. Il suo territorio, montuoso e con coste incise da profondi fiordi, è ricco di giacimenti carboniferi. Attività economiche sono la pesca, la caccia alle balene e alle foche, l'estrazione del carbone. I primi scopritori di queste terre furono, nel XII sec., i vichinghi. Riscoperte da W. Barents nel 1556, furono contese dai Paesi Bassi e dall'Inghilterra. Dal 1920 appartengono alla Norvegia. 

\svaligiaménto, sm. Lo svaligiare. 

\svaligiàre, v. tr. Sottrarre da un luogo, saccheggiare. ~ derubare, ripulire. 
  v. tr. 1 to rob. 2 (appartamento) to burgle. 

\svaligiatóre, sm. Chi svaligia. 

\svalutàre, v. v. tr. Diminuire il valore, il pregio. la guerra aveva svalutato considerevolmente la loro moneta
v. intr. pron. 1 Deprezzarsi. 2 Subire discredito. era solito svalutarsi confrontando il suo operato con quello di altri
  v. tr. to devalue. v. intr. pron. to depreciate, to be devalued. 
  da s-+ deriv. da valuta

\svalutazióne, sf. L'effetto di svalutare. 
  sf. depreciation, devaluation. 
In ambito economico è la riduzione di valore, ossia della capacità d'acquisto, di una moneta nazionale, determinata da un'autorità monetaria o dall'andamento stesso del mercato. La causa è principalmente un processo inflazionistico irreversibile, all'interno di un paese. La svalutazione ha come conseguenza positiva quella di favorire le esportazioni dei prodotti nazionali da parte di paesi esteri mentre l'aumento del costo di importazione rischia di far aumentare l'inflazione, quindi il provvedimento raggiunge i suoi scopi quando si riduce il flusso di moneta nazionale verso l'esterno. 
Nell'ambito della contabilità aziendale è la differenza tra il valore nominale di una merce o di un credito e il minor valore realizzabile iscritto in bilancio. 

\svampìre, v. intr. 1 Perdere vigore, forza. ~ indebolire. 2 Perdere sapore o odore. ~ svaporare. 

\svampìto, agg. Persona distratta, svanita. 

\svaniménto, sm. Lo svanire. 

\svanìre, v. intr. 1 Svaporare, disperdere. 2 Sparire, sfumare. ~ scomparire. 
  v. intr. 1 to disappear, to vanish. 2 (sfumare) to fade. 

\svanìto, agg. e sm. agg. 1 Che ha perso le proprietà di sapore o profumo. 2 Rimbambito, inebetito. 
sm. Persona che non ha piene facoltà mentali. era completamente svanito dopo quell'incidente d'auto

\svantaggiàto, agg. Che è in condizioni di svantaggio. 

\svantàggio, sm. (pl.-i) 1 Condizione di inferiorità rispetto ad altri. 2 Distacco, nello sport. lo svantaggio era di soli tre punti in classifica. 3 Scapito, danno. un comportamento di chiusura verso gli altri era tutto a suo svantaggio
  sm. disadvantage. 
  da s-+ vantaggio

\svantaggióso, agg. Sfavorevole. 

\svànzica, sf. (pl.-che) 1 Moneta in circolazione nel Lombardo-Veneto. 2 pl. Soldi. 

\svaporàre, v. intr. 1 Perdere proprietà caratteristiche di odore o sapore. 2 Perdere intensità. 
  v. intr. to evaporate. 

\svaporàto, agg. Che ha perso le proprietà di odore o sapore, svanito. ~ evaporato. <> fragrante. 

\svariàre, v. v. tr. 1 Rendere vario. 2 Svagare. 
v. intr. Mostrare diversi colori. 
v. intr. pron. Apparire in diversi colori. 

\svariatézza, sf. Diversità, l'essere svariato. 

\svariàto, agg. Che presenta diversi generi, varietà. ~ differenziato. <> singolo. 
  agg. various, varied. 

\svarióne, sm. Sproposito. 

\svasaménto, sm. L'operazione di svasare. 

\svasàre, v. tr. 1 Togliere una pianta da un vaso per metterla in un altro o nel terreno. 2 Dare una forma a campana, a vaso. 

\svasàto, agg. Scampanato, che presenta alle estremità diametri diversi. 
  flared. 

\svasatùra, sf. 1 L'effetto di svasare. 2 Ciò che è svasato. 

\svàso, sm. Svasatura. 

\svàsso, sm. Uccello (noto anche come svasso maggiore, Podicipes cristatus) della famiglia dei Podicipedidi e dell'ordine dei Podicipediciformi. Di colore bruno con la parte inferiore chiara, vive in Europa, Asia, Africa e Australia in prossimità di acque interne in cui cattura le sue prede. 

\svàstica, sf. (pl.-che) Simbolo solare di antiche popolazioni, costituito da una croce con i bracci ripiegati ad angolo retto in senso antiorario, utilizzato nella forma speculare, come contrassegno del nazismo. 
  sf. swastika. 
Antico simbolo magico religioso, tipico di alcune tribù indoeuropee, diffuse dall'Egeo all'Asia Centrale; consiste in una croce a quattro bracci di lunghezza identica, con un prolungamento ad angolo retto. Sta a significare il movimento solare (ruota del sole), oltre che essere simbolo spaziale (quattro direzioni cosmiche) e temporale (le quattro stagioni). Nel corso dei primi anni del XX sec., allungando i bracci verso destra (croce uncinata), divenne simbolo di arianità presso molti gruppi antisemiti, prima di essere scelto da Hitler come effigie del Partito nazionalsocialista tedesco del Terzo Reich. 

\svecchiaménto, sm. L'atto di svecchiare, rinnovare. 

\svecchiàre, v. tr. Ammodernare, rinnovare. 

\svecciàre, v. tr. Togliere la veccia. 

\svecciatóio, o svecciatóre, sm. (pl.-oi o-ori) Macchina utilizzata per svecciare. 

\svedése, agg., sm. e sf. agg. Che riguarda la Svezia. 
sm. e sf. 1 Abitante della Svezia. 2 Lingua parlata in Svezia. 
  agg. Swedish. sm. 1 Swede. 2 (lingua) Swedish. 

\svéglia, sf. 1 Lo svegliare o svegliarsi. <> addormentare. era solito rispettare la sveglia delle sette. 2 Dispositivo sonoro che fa svegliare dal sonno. 
  sf. 1 waking up. 2 (orologio) alarm clock. 3 (mil., suonare la sveglia) to sound the reveille. 
  deriv. da svegliare

\svegliàre, v. v. tr. 1 Scuotere dal sonno. 2 Scuotere dal torpore, dalla pigrizia. cercava di svegliarsi da quel mortorio. 3 Stimolare. quelle lezioni avevano svegliato in lui l'interesse per la matematica
v. intr. pron. 1 Scuotersi dal sonno. 2 Farsi furbo, diventare scaltro. 
  v. tr. e v. intr. pron. 1 to wake up. 2 (fig.) to be reawaken. 
  prov. esvelhar, dal lat. exvigilare

\svegliarìno, sm. 1 Piccola sveglia. 2 Rimprovero vocale o a gesti con cui si richiama qualcuno al proprio dovere. ~ ramanzina. 

\svéglio, agg. (pl. m.-i) 1 Desto dal sonno. <> addormentato. 2 Intelligente, scaltro. ~ smaliziato. <> ingenuo. 
  agg. 1 awake. 2 (fig.) quick-witted, smart. 

\svelàre, v. tr. 1 Rivelare un segreto, un mistero, una conoscenza a tutti. 2 Manifestare, palesare. 
  v. tr. to disclose, to reveal. 

\svelenìre, v. tr. 1 Privare del veleno. 2 Calmare, placare odi e rancori. 

\svèllere, v. tr. Sradicare, strappare dalle radici. 

\sveltézza, sf. 1 L'essere svelto, agile. 2 Intelligenza. 

\sveltiménto, sm. L'atto di sveltire. 

\sveltìre, v. v. tr. 1 Rendere più veloce, svelto. 2 Rendere più sveglio, più pronto. 3 Snellire. 
v. intr. pron. Farsi furbo, scaltrirsi. 
  v. tr. to speed up, to quicken. 

\svèlto, agg. 1 Agile, celere, spedito. 2 Snello. 3 Pronto, spigliato, furbo. 
  agg. 1 quick. 2 (intelligente) quick-witted, smart. 

\svenaménto, sm. L'atto di svenare o svenarsi. 

\svenàre, v. v. tr. 1 Far uscire il sangue dalle vene, dissanguare. 2 Ridurre in miseria. quel figlio li avrebbe svenati continuando con le spese pazze
v. rifl. 1 Uccidersi. 2 Ridursi alla miseria, pagando debiti. dovette svenarsi per coprire i debiti
  da s-+ deriv. da vena

\svéndere, v. tr. Vendere a prezzo di costo. 
  v. tr. to sell off. 

\svéndita, sf. Lo svendere la merce. 
  sf. clearance sale, sale. 

\svenévole, agg. Sdolcinato, lezioso. 

\svenevolézza, sf. Leziosaggine, l'essere svenevole. 

\sveniménto, sm. Momentanea perdita dei sensi. 
  sm. faint, fainting fit. 
Si tratta di una temporanea perdita di coscienza che di solito si risolve da sola. Numerose sono le cause che possono determinarlo: situazioni di stress, alterazioni della pressione arteriosa, tumori, diabete, patologie dell'orecchio interno, squilibri neuro-vegetativi, malattie cardiache ecc. 
L'età del soggetto colpito da svenimento può essere un indizio importante per valutare la gravità dell'evento. Infatti, in un soggetto giovane, un episodio di svenimento che avvenga in un posto chiuso, caldo e affollato dopo che lo stesso soggetto era stato fermo in posizione eretta per lungo tempo, non comporta, di solito, una particolare gravità. Basterà tenere sdraiata la vittima con le gambe sollevate, per avere una ripresa della coscienza. Questa situazione viene chiamata sincope vaso-vagale ed è di riscontro abbastanza frequente nei giovani. Forse il pericolo maggiore, in questa situazione, è quello di procurarsi delle lesioni traumatiche conseguenti alle cadute nel momento della perdita di coscienza. Lo svenimento che avvenga in una persona anziana, invece, può rappresentare un segno molto più grave che non nei soggetti più giovani in quanto potrebbe nascondere patologie come quelle cardiovascolari. In ogni caso di svenimento, bisogna preoccuparsi che non si verifichino lesioni traumatiche. 

\svenìre, v. intr. Perdere i sensi, accusare un malessere. ~ perdere conoscenza. <> rinvenire. 
  v. intr. to swoon, to faint. 
  da s-+ venire. 

\sventagliàre, v. v. tr. 1 Agitare un ventaglio o come un ventaglio. sventagliò la lettera di dimissioni. 2 Disporre a ventaglio. sventagliare le carte da gioco sul tavolo
v. rifl. 1 Farsi vento con un ventaglio. 2 Disporsi a ventaglio. l'esercito si sventagliò rapidamente nei dintorni della casa
  da s-+ deriv. da ventaglio

\sventagliàta, sf. 1 L'agitare il ventaglio per fare vento. 2 Raffica di colpi d'arma da fuoco. 

\sventàre, v. tr. 1 Far fallire, rendere vano. 2 Sottrarre una vela all'azione del vento. 
  v. tr. to thwart, to foil. 

\sventatézza, sf. Leggerezza, l'essere poco accorto. 

\sventàto, agg. e sm. agg. Che agisce senza riflettere, con poca accortezza. 
sm. Chi agisce incautamente, senza riflettere. 
  agg. 1 heedless, thoughtless. 2 (distratto) scatterbrained. 

\svèntola, sf. 1 Ventola. 2 Forte sberla. 

\sventolaménto, sm. Lo sventolare. 

\sventolàre, v. v. tr. 1 Agitare facendo vento. 2 Agitare, mostrare al vento. camminava sventolando il fazzoletto bianco, ma temeva che ciò non bastasse
v. intr. Muoversi al vento. la bandiera del partito sventolava al sole
v. rifl. Farsi vento. 
  v. tr. e v. intr. to flutter, to wave. 
  da s-+ ventolare

\sventolàta, sf. L'atto di sventolare. 

\sventolìo, sm. (pl.-ii) Un continuo sventolare. 

\sventraménto, sm. L'atto di sventrare. 

\sventràre, v. tr. 1 Levare le interiora. 2 Demolire, distruggere una costruzione. 
  v. tr. to disembowel. 

\sventùra, sf. 1 Sfortuna. ~ iella. <> fortuna. 2 Sciagura. il suo compagno di sventura non era per niente dispiaciuto
  sf. misfortune. 
  da s-+ ventura

\sventuràto, agg. e sm. agg. 1 Colpito da sventura. 2 Apportatore di sventura. quel giorno sventurato segnò la fine dei suoi sogni
sm. Disgraziato. era solo un povero sventurato
  agg. unfortunate, unlucky. 

\svenùto, agg. Che è privo di sensi. 
  agg. (privo di sensi) unconscious. 

\sverginàre, v. tr. Privare della verginità. ~ deflorare. 

\svergognàre, v. tr. Mostrare a tutti ciò che per qualcuno è motivo di vergogna, far vergognare. 

\svergognatézza, sf. Spudoratezza, sfacciataggine. 

\svergognàto, agg. e sm. agg. 1 Che è stato svergognato davanti agli altri. 2 Spudorato, che non prova vergogna. 
sm. Chi è impudente, sfacciato. 
  agg. shameless. 

\svergolaménto, sm. Deformazione di un corpo solido. 

\svergolàre, v. v. tr. Deformare una superficie. 
v. intr. pron. Subire uno svergolamento. ~ deformarsi. 

\Sverldlovsk => "Jekaterinburg" 

\svernaménto, sm. Lo svernare. 

\svernàre, v. intr. 1 Trascorrere l'inverno in condizioni e luoghi particolari. 2 Uscire dall'inverno. 
  v. intr. to spend the winter. 

\sverniciàre, v. tr. Levare la vernice che ricopre una superficie. 

\sverniciatóre, sm. (f.-trìce) 1 Addetto alla sverniciatura. 2 Solvente utilizzato per sverniciare. 

\sverniciatùra, sf. L'atto di sverniciare. 

\svérza, sf. Scheggia lunga e sottile. 

\sverzàre, v. v. tr. Chiudere con sverze. 
v. intr. pron. Spezzarsi in sverze. ~ scheggiarsi. 

\sverzìno, sm. Albero sudamericano da cui si ricava una sostanza colorante rossa. 

\svestìre, v. v. tr. Togliere i vestiti. 
v. rifl. 1 Togliersi i vestiti. 2 Privarsi di una carica. 
  v. tr. e v. rifl. to undress. 
  da s-+ vestire. 

\svestìto, agg. Nudo, spoglio. 

\svestizióne, sf. L'operazione di svestire. 

\Svetlana Opera di poesia di V. A. Zukovskij (1812). 

\Svetònio, Tranquìllo Gàio (Roma 75-140) Biografo e scrittore latino. Non si conosce esattamente l'anno di nascita né l'anno di morte. Grazie alla protezione di personaggi influenti (prima Plinio il Giovane e poi Setticio Caro, prefetto del pretorio), entrò come funzionario nella corte imperiale. Traiano gli affidò la cura delle biblioteche pubbliche. Successivamente, fu addetto all'archivio imperiale e segretario dell'imperatore Adriano. Ricoprì questo incarico fino al 122, quando cadde in disgrazia insieme al suo protettore Setticio Caro. Compose varie opere erudite su svariati argomenti, forse un'opera enciclopedica suddivisa in diverse sezioni in base agli argomenti trattati. Di tutti i suoi lavori, ci restano una sezione del De viris illustribus, repertorio biografico di poeti e scrittori, intitolata De grammaticis et rhetoribus (grammatici e retori), varie parti pervenuteci per tradizione indiretta, con la vita di alcuni poeti come Terenzio, Virgilio, Orazio e Lucano. È invece conservata completa la sua opera più importante De vita Caesarum (vite dei cesari), biografia di dodici imperatori, da Cesare a Domiziano, basata su fonti sicure e arricchita con il particolare gusto ellenistico della curiosità e dell'aneddoto. Il genere letterario della biografia derivava dalla tradizione greca, ma era già stato collaudato anche a Roma da Terenzio Varrone e Cornelio Nepote. Lo schema adottato prevedeva brevi informazioni su origini e luogo di nascita, sugli interessi principali, sulle opere composte e sul carattere del personaggio, eventualmente illustrato con qualche aneddoto. Nelle Vite dei cesari, l'organizzazione del materiale biografico si sviluppa secondo una disposizione cronologica fino all'avvento al potere; poi l'autore passa alla descrizione dei vari aspetti della personalità dell'imperatore; ciascuna vita si conclude con il resoconto della morte e delle onoranze funebri tributate al personaggio. Le Vite dei cesari sembrano prendere atto del potere personale introdotto a Roma con il principato e tendere a delineare un ritratto obiettivo del principe, completo delle virtù e dei vizi. Si tratta di un tipo di descrizione storiografica generalmente considerata minore, ma comunque ricca di notizie e informazioni che completano il quadro del periodo storico abbracciato. Lo stile di Svetonio è sobrio e agile, più vicino alla trattazione scientifica che alla prosa artistica. La forma di biografia adottata da Svetonio avrebbe costituito un modello di riferimento per quanti si fossero dedicati a questo genere letterario. 

\svettàre, v. v. tr. Levare la punta, la vetta. 
v. intr. Elevarsi, slanciarsi verso l'alto più delle cose circostanti. ~ ergersi, innalzarsi. 

\Svèvia Regione storica della Germania del sud, divisa tra Baviera e Baden-Württemberg; ne fanno parte la Foresta Nera, il Giura di Svevia e la parte occidentale dell'altopiano bavarese. Le città più importanti sono Augusta (il capoluogo), Monaco, Stoccarda e Friburgo. In età romana, il termine stava a indicare una regione molto vasta della Baviera, abitata dai suebi; nel medioevo, con questo termine si indicò anche la Svizzera tedesca, i Grigioni e l'Alsazia, divenuta ducato, per scelta dell'imperatore Enrico IV, nel 1079. La massima espansione e potenza la ottenne sotto il casato di Hohenstaufen (XI sec.), prima di essere inglobata nell'impero nel 1268. 

\svèvo, agg. e sm. agg. Relativo al casato di Svevia. dialetto svevo, dominazione sveva
sm. Chi appartiene al casato di Svevia. 

\Svèvo, Ìtalo (Treviso 1861-Motta di Livenza 1928) Scrittore italiano, che traspose nei suoi romanzi la sua complessa e inquieta personalità, mirante continuamente all'indagine dei recessi della coscienza; appartengono a questa fase iniziale i romanzi Una vita (1892) e Senilità (1898), passati quasi inosservati. In seguito all'amicizia con Joyce e agli studi delle scoperte di Freud, relative all'inconscio, scrisse il nuovo romanzo La coscienza di Zeno (1922), che divenne ben presto famoso in tutta Europa e che impose l'autore all'attenzione di tutti, facendone un modello per tutti i narratori del primo Novecento. Altre opere degne di essere citate sono Corto viaggio sentimentale (1949), Saggi e pagine sparse (1954), Epistolario (1966), Carteggio (1978, lettere a Joyce e Montale), tutte pubblicate postume. 

\Svèzia Monarchia costituzionale dell'Europa settentrionale. Occupa il versante orientale della Penisola Scandinava e confina a ovest e a nord-ovest con la Norvegia, a nord-est con la Finlandia, si affaccia a est al golfo di Botnia ed è bagnata dal mar Baltico a sud-est e dal Kattegat a sud. 
La parte occidentale della Svezia, a eccezione del settore più meridionale, è occupata dalle cosiddette Alpi Scandinave (alt. massima 2.111 m del Kebnekaise), lungo il crinale delle quali corre in genere il confine con la Norvegia. Esse sono più elevate e accidentate nella zona settentrionale e centrosettentrionale del paese, il Norrland, mentre in quella centromeridionale, lo Svealand, esse vanno digradando in altopiani; nella parte meridionale dello Svealand, il Götaland, si aprono una vastissima pianura, interrotta solo dall'altopiano dello Smaland, di modesta elevazione, (altezza massima 377 m) e il bassopiano della Scania, l'estremità meridionale della Penisola Scandinava. 
L'aspetto attuale del paesaggio denota una chiara origine morenica, notevolmente accidentato, con rapide e cascate nei corsi d'acqua; numerosissimi sono i laghi, alcuni dei quali sono tra i più grandi d'Europa, come il Vänern, (il terzo d'Europa), il Vättern e il Mälaren, sulle cui rive è edificata Stoccolma, tutti nello Svealand. 
I fiumi, dall'andamento ripido e interrotti da cascate, costituiscono un'enorme ricchezza di energia idroelettrica. Tra i fiumi, numerosissimi dal corso piuttosto breve, i principali sono, da nord a sud, il Torne, il Lule, l'Uine, l'Angerman, l'Indals e il Dal, tutti sfocianti nel Baltico. 
Le coste sono caratterizzate da profonde insenature (fiordi), barriere di scogli, frammentazioni di isolette (golfo di Stoccolma); alla Svezia appartengono anche due tra le maggiori isole del Baltico: Gotland e Öland. 
Per il suo accentuato sviluppo in latitudine, la Svezia presenta notevoli differenze climatiche dal nord al sud, in particolare nell'entroterra del paese, dove non arriva l'influenza del mare a mitigare le temperature; il periodo della stagione fredda è assai prolungato: da ottobre a maggio nel nord del paese; i massimi rigori climatici si registrano nella Lapponia; nelle estreme regioni del nord si verifica il fenomeno del cosiddetto sole di mezzanotte: da fine marzo a metà luglio, il sole resta 24 ore all'orizzonte (con notti peraltro di 24 ore in inverno). 
Nel nord si registra la densità minima di popolazione (2 abitanti per km2), costituita prevalentemente da lapponi e, in misura minore, da finlandesi; le particolari condizioni climatiche della zona rendono difficile l'agricoltura, per cui la principale attività è costituita dall'allevamento delle renne. La zona più popolata è senza dubbio lo Svealand, che conta anche le due più importanti città del paese: Stoccolma, la capitale, e Göteberg; nella Scania, all'estremità meridionale, è invece situata la terza città svedese, Malmö. Tra gli altri centri principali si annoverano Uppsala, centro culturale, Västerås, Orebro, Norrköping, Linköping, Jönköping, Borås, Helsingborg. 
La Svezia ha raggiunto un grado di sviluppo tra i più elevati del mondo. 
L'agricoltura, malgrado sia sfavorita dalle condizioni ambientali e praticata in aree assai limitate, ottiene notevoli rendimenti, grazie al continuo perfezionamento e specializzazione delle colture; ciò consente al paese l'autosufficienza per molti prodotti. Attività importante è la cerealicoltura (orzo, frumento, avena e segale) e la coltivazione della patata, prodotto diffusissimo e presente sino alle latitudini più elevate. Limitata è invece l'area di produzione della barbabietola da zucchero (Scania), che tuttavia costituisce la principale coltura industriale della Svezia. Sviluppata è pure l'ortofrutticoltura, soprattutto meli, cipolle, cavoli e altri ortaggi. 
Una delle principali risorse svedesi è lo sfruttamento forestale; oltre il 60% del territorio è coperto da fitte foreste (conifere soprattutto), che forniscono ingenti quantità di legname utilizzato da segherie e industrie cartarie. 
Nonostante l'area adibita a pascoli sia notevolmente esigua, l'allevamento è discretamente praticato, in particolare bovini (soprattutto vacche da latte), e animali da pelliccia (volpi, visoni). 
Relativamente svantaggiata è la pesca, in quanto il golfo di Botnia e il Baltico presentano fondali molto bassi e restano ghiacciati per lunghi periodi dell'anno. Favorite sono invece le acque occidentali, che forniscono buoni quantitativi di aringhe. 
Ottime sono le risorse minerarie: la Svezia è il massimo produttore europeo di ferro (di ottima qualità è quello estratto dai giacimenti lapponi di Kiruna e di Gällivare, esportato in larga misura); si estraggono poi rame, zinco, piombo, piriti, oro e argento. Mancano invece i materiali combustibili, insufficienza in parte compensata dall'utilizzazione dell'ingente potenziale idroelettrico. 
La Svezia è fra i paesi più industrializzati, grazie al grado elevato di specializzazione e la fornitura di prodotti di ottima qualità. Nel nord del paese è sviluppata soprattutto l'industria del legno (segherie, produzione della pasta di legno, cartiere, fabbricazione dei fiammiferi); nelle regioni centrali ampiamente sviluppata è l'industria siderurgica (acciai di ottima qualità) e metallurgica in generale (alluminio, rame, piombo), nonché quella che produce utensili di tecnica avanzata. 
La maggior parte delle esportazioni deriva tuttavia dall'industria meccanica, ampiamente diversificata, che produce materiale elettronico, industriale (macchine per la lavorazione del legno e della carta), apparecchiature d'ufficio, locomotive, autovetture, aerei, impianti per la refrigerazione. Notevole è infine l'industria vetraria, con i cristalli e la vetreria artistica. 
STORIA Popolata a partire dal Neolitico, la Svezia stabilisce relazioni con i paesi del Mediterraneo. Mentre i danesi e i norvegesi si espandono verso l'Europa dell'ovest, gli svedesi, noti con il nome di vareghi, commerciano soprattutto con la Russia. Il cristianesimo, predicato verso l'830 da Sant'Ascario, si sviluppa effettivamente dopo il battesimo del re Olof Skötkonung. 
Dopo l'estinzione della famiglia di Stenkil, il trono di Svezia è oggetto di disputa tra gli Sverker e gli Erik. Erik il Santo (1156-1160) intraprende una crociata contro i finlandesi. Nel 1164 si ha la creazione dell'arcivescovato di Uppsala, che diventa la capitale religiosa della Svezia. Birger Jarl (1250-1266), fondatore della dinastia dei Folkung, stabilisce la capitale a Stoccolma e unifica la legislazione. I Folkung (1319-1363) uniscono la Svezia e la Norvegia. Nel 1397 Margherita di Danimarca fa incoronare re di Svezia, di Danimarca e di Norvegia (unione di Kalmar), il nipote Erik di Pomerania e il paese diventa un elemento importante del commercio anseatico. Gustavo Vasa (1520-1523) caccia i danesi dalla Svezia. Eletto re, Gustavo I Vasa sopprime i privilegi commerciali dell'Ansa e fa riconoscere l'ereditarietà della corona (1544); il luteranesimo diventa religione di stato. Gustavo II Adolfo (1611-1632) dota la Svezia di un regime parlamentare e crea un esercito potente che gli permette di intervenire vittoriosamente nella guerra dei Trent'Anni. I trattati di Westfalia (1648) ratificano l'annessione da parte della Svezia della Pomerania e delle isole danesi. Carlo X Gustavo sconfigge i danesi, che devono firmare il trattato di Roskilde (1658); la Svezia è in tal modo padrona del Baltico. 
All'inizio del XVIII sec. Carlo XII, impegnato nella Guerra del Nord (1700-1721), sfibra il paese con campagne costose. I trattati di Frederiksborg (1720) e di Nystadt (1721) determinano un arretramento svedese in Germania e nel Baltico. 
Sotto l'influenza delle nuove idee illuministe, l'economia e la cultura svedese si sviluppano. I regni di Federico I di Hesse (1720-1751) e di Adolfo Federico (1751-1771) sono contrassegnati dalla contrapposizione tra il partito pacifista dei Bonnets e il partito degli Chapeaux, militare e filo-francese. Gustavo III regna come un despota illuminato e successivamente (1789) ripristina l'assolutismo, ma muore assassinato. Gustavo IV Adolfo deve abbandonare la Finlandia e lasciarla alla Russia (1808) e questo provoca la sua abdicazione. Lo zio Carlo XIII prosegue la sua politica antifrancese e adotta (1810) come successore il maresciallo francese Bernadotte (Carlo XIV) che si allea all'Inghilterra e alla Russia contro Napoleone. 
Con il trattato di Kiel (1814), la Norvegia viene unita alla Svezia: si separerà solo nel 1905. La seconda metà del secolo vede il progresso della democrazia e dell'economia sotto il segno di vari sovrani, finché sotto il regno di Gustavo V (1907-1950), la Svezia conosce un periodo di prosperità economica senza precedenti. Una legislazione politica e sociale molto avanzata viene messa in opera, grazie alla dominazione quasi costante del Partito Socialdemocratico, fondato nel 1889 (socialismo alla svedese). La Svezia conserva la propria neutralità durante le guerre mondiali. 
Nel secondo dopoguerra il regno di Gustavo VI Adolfo è contrassegnato dall'usura della socialdemocrazia e dall'ascesa dei partiti dei borghesi. Nel 1973 Carlo XVI Gustavo diventa re di Svezia e nel 1975 la nuova costituzione lascia al re solo una funzione di rappresentanza. Il socialdemocratico Olaf Palme, primo ministro, deve far fronte a una grave crisi sociale ed economica e i partiti conservatori (liberali e centristi) salgono al potere. Nel 1982 O. Palme è di nuovo primo ministro, ma viene assassinato nel 1986: gli succede Ingvar Carlsson. Nel 1991 dopo la sconfitta dei socialdemocratici alle elezioni, diventa primo ministro Carl Bildt, leader dei conservatori, ma tre anni dopo i socialdemocratici ritornano al potere e Ingvar Carlsson riprende la guida del governo. Nel 1995 la Svezia aderisce all'Unione Europea. Nel 1996 I. Carlsson presenta le dimissioni; Goram Persson gli succede alla guida del Partito Socialdemocratico e del governo. 
Abitanti-8.830.000 
Superficie-449.964 km2 
Densità-19,6 ab./km2 
Capitale-Stoccolma 
Governo-Monarchia costituzionale 
Moneta-Corona svedese 
Lingua-Svedese, finlandese 
Religione-Protestante luterana 

\svezzaménto, sm. L'atto di svezzare o svezzarsi. 

\svezzàre, v. v. tr. 1 Slattare. non era stato svezzato dalla madre. 2 Far perdere un vizio. stava cercando di svezzarlo da quel brutto vizio
v. intr. pron. Perdere un vizio, un'abitudine. 
  v. tr. to wean. 
  da s-+ deriv. da vezzo

\SVI Sigla di Signoria Vostra Illustrissima. 

\sviaménto, sm. Deviazione. 

\sviàre, v. v. tr. 1 Far deviare, mettere su altra via. sviare un discorso, metterlo su altri argomenti. 2 Distogliere, allontanare. cercava di sviare l'attenzione da quella porta
v. intr. pron. 1 Prendere una via diversa. 2 Traviarsi. 
  v. tr. 1 to divert. 2 (fig.) to lead astray. v. intr. pron. to go astray. 
  da s-+ deriv. da via

\sviàto, agg. e sm. agg. Traviato. 
sm. Chi è stato traviato. 

\svicolàre, v. intr. Sfuggire, allontanarsi di nascosto. 

\svignàre, v. intr. Scappare alla svelta e di nascosto. 

\svigorìre, v. v. tr. Togliere vigore. 
v. intr. pron. Perdere vigore. 

\sviliménto, sm. Lo svilire, svalutare. 

\svilìre, v. tr. Svalutare, ridurre di pregio e valore. 
  da s-+ deriv. da vile. 

\svillaneggiaménto, sm. L'atto di svillaneggiare. 

\svillaneggiàre, v. intr. Offendere, ingiuriare. 

\sviluppàbile, agg. Che può essere sviluppato. 

\sviluppàre, v. v. tr. 1 Districare. 2 Potenziare, espandere, migliorare. aveva solo bisogno di sviluppare di più il fisico. 3 Provocare, generare, sprigionare. 4 Analizzare a fondo ed espandere nei dettagli, trattare diffusamente, approfondire, ampliare. non aveva sviluppato completamente l'idea. 5 Ottenere l'immagine fotografica dalla pellicola impressionata. 6 Fare lo sviluppo geometrico. 7 Svolgere i calcoli di una espressione algebrica. 
v. intr. pron. 1 Crescere, ingrandirsi, formarsi, progredire, evolversi. suo nipote si era sviluppato molto dall'ultima volta che l'aveva visto. 2 Prodursi, sprigionarsi verso l'esterno, occupare con un dato ingombro, estendersi, diffondersi. 
  v. tr. e v. intr. pron. 1 to develop. 2 (produrre) to generate. 3 (in algebra) to expand. 
  da s-+ deriv. da viluppo

\sviluppàto, agg. Robusto, cresciuto. 

\sviluppatóre, sm. (f.-trìce) 1 Che effettua lo sviluppo delle pellicole impressionate. 2 Sostanza utilizzata per lo sviluppo delle pellicole impressionate. 

\svilùppo, sm. 1 Crescita, ingrandimento, incremento, ampliamento, espansione, evoluzione, progresso, piena attuazione. <> calo. 2 Trattazione dettagliata (di un argomento). 3 Ciò che si ottiene rappresentando la superficie di un solido su un piano. 4 Procedimento che permette di ottenere l'immagine fotografica dalla pellicola impressionata. 5 L'insieme dei processi di crescita di un organismo. • l'età dello sviluppo, la pubertà
  sm. development. 
Sviluppo economico.   Incremento dell'economia di un paese o di una regione, ossia l'aumento del prodotto nazionale netto procapite, il miglioramento delle condizioni di vita, dei servizi sociosanitari e dell'educazione. Esso risulta essere il risultato di una tendenza espansiva protratta per un lungo periodo. Elementi fondamentali perché possa verificarsi tale sviluppo sono la possibilità di accumulare capitale, il progresso tecnico e lo sviluppo demografico. 
• Nel settore fotografico è il procedimento con il quale è possibile rendere visibile un'immagine latente di un materiale fotografico (carta, pellicola); si tratta di una riduzione selettiva del bromuro impressionato ad argento metallico. 

\svinàre, v. tr. Togliere il vino dai tini per metterlo nelle botti. 

\svinatùra, sf. L'operazione dello svinare. 
  deriv. da svinare. 

\svincolàre, v. v. tr. Slegare da vincoli. 
v. intr. pron. Liberarsi dai vincoli, dai legami. 

\svìncolo, sm. 1 L'effetto di svincolare. 2 Raccordo di collegamento fra due o più strade. 
  sm. 1 (stradale) motorway. 2 (comm.) clearance. 

\sviolinàre, v. tr. Adulare, fare lusinghe. 

\sviolinàta, sf. Discorso di adulazione. 

\sviolinatùra, sf. Sviolinata. 

\svìrgola, sf. Colpo violento dato con mani o piedi. ~ manrovescio. 

\svirgolàre, v. tr. Colpire male, di striscio. 

\svirilizzàre, v. tr. 1 Togliere la forza a qualcuno o a qualcosa. ~ svigorire. 2 Privare della forza virile. 

\svisaménto, sm. Alterazione, deformazione. 

\svisàre, v. tr. Alterare, travisare. 

\svisceraménto, sm. Lo sviscerare. 

\svisceràre, v. tr. 1 Sventrare. 2 Affrontare con molto dettaglio. 
  v. tr. (fig.) to examine in depth. 

\sviscerataménte, avv. Con grande passione, amore. 

\svisceràto, agg. Appassionato. 
  agg. 1 (lode) obsequious. 2 (passione) passionate. 

\svìsta, sf. Errore, sbaglio dovuto a disattenzione. ~ inavvertenza, distrazione. 
  sf. oversight. 

\svitàre, v. v. tr. 1 Allentare una vite. 2 Levare le viti che tengono uniti più oggetti. 
v. rifl. Allentarsi. 
  v. tr. to unscrew. 
  da s-+ deriv. da vite. 

\svitàto, agg. 1 Avvitato male, allentato. 2 Che è bizzarro, stravagante, bislacco. 

\sviticchiàre, v. v. tr. 1 Togliere i viticchi. 2 Liberare dai viticchi. 3 Togliere o liberare da ciò che è avviticchiato. 
v. rifl. 1 Rendersi libero dai viticchi. 2 Liberarsi da qualcuno che infastidisce. ~ svincolarsi. 

\Svìzzera Confederazione di 26 stati dell'Europa centromeridionale; confina a nord con la Germania, a est con il Liechtenstein e l'Austria, a sud con l'Italia, a ovest con la Francia. 
Il territorio è essenzialmente montuoso e vi si possono distinguere tre zone: la regione alpina, a sud, la zona del cosiddetto Altopiano Svizzero al centro, la regione del Giura, a nord-ovest. 
Il settore alpino occupa il 60% circa del territorio. Si è soliti distinguere le Alpi Svizzere in Settentrionali e Meridionali, separate tra loro dal corso del Rodano, nel Vallese. 
Le Alpi Meridionali si estendono dal monte Dolent (3.820 m), nel gruppo del Monte Bianco, e includono i massicci del Grand Combin (4.314 m), del Cervino (4.478 m), del Monte Rosa (4.634 m), le Alpi Lepontine, con il Rheinwaldhorn (3.402 m) e le Alpi Grigionesi (Retiche), che culminano nel Bernina (4.050 m). 
Le Alpi Settentrionali comprendono invece le Alpi Bernesi, con i gruppi del Finsteraarhorn (4.274 m), della Jungfrau (4.158 m), dell'Aletschhorn (4.195 m), con il suo grande ghiacciaio (il maggiore dell'Europa continentale), seguite dalle meno elevate Alpi di Glarona. Tutta la regione alpina è frammentata in grandi valli, comunicanti tra loro grazie a numerosi valichi. Punto fondamentale delle Alpi svizzere è il San Gottardo, dove si incontrano le valli del Reno, dell'Aare, della Reuss, del Rodano e del Ticino; rilevante il ruolo anche della valle dell'Inn, l'Engadina, che attraversa i Grigioni. Tra i principali valichi oltre al San Gottardo, si hanno da ovest, il Gran San Bernardo, il Sempione, il San Bernardino, lo Spluga, il Bernina. 
A nord delle Alpi settentrionali si estendono le Prealpi, dalle quali si trapassa alla regione del Mittelland, o Altopiano Svizzero, tra i laghi di Ginevra e di Costanza, un succedersi di colline, vallate, piccole pianure fino al repentino innalzamento, a nord-ovest della catena del Giura, lungo il confine franco tedesco, dai rilievi relativamente modesti (monti Tendre, 1.679 m e La Dôle, 1.667 m). 
I principali bacini fluviali sono il Reno, cui tributano l'Aare, la Reuss, l'Emme, per dirigersi al Mare del Nord; il Rodano che sfocia nel Mediterraneo; il Ticino, affluente del Po, e l'Inn, affluente del Danubio. Reno, Aare, Rodano e Ticino nascono tutti dal San Gottardo e sono caratterizzati da un regime nivale, con piene estive e primaverili. 
Numerosi laghi occupano le fosse scavate dai ghiacciai, i maggiori dei quali sono a sud-ovest il lago di Ginevra (parte del quale appartiene alla Francia) e a nord-est il lago di Costanza (ripartito tra Svizzera, Austria e Germania). Altri laghi importanti sono, nel Mittelland, il lago di Zurigo e quello dei Quattro Cantoni; nel Canton Ticino, il lago di Lugano, e nelle vicinanze del Giura, il grande lago di Neuchâtel. 
Nonostante il territorio relativamente esiguo, la Svizzera presenta notevoli variazioni climatiche da regione a regione, determinate dall'elevazione dei rilievi, dall'esposizione al sole, dalla presenza dei grandi laghi. Tendenzialmente continentale, esso presenta abbondanti precipitazioni, specie nella zona prealpina e alpina. 
La popolazione, in seguito all'industrializzazione degli ultimi decenni, si concentra nelle grandi città, tra le quali le principali sono Berna, la capitale della confederazione, Ginevra, Basilea, Zurigo, Losanna, Lucerna, San Gallo e Winterthur. 
La Svizzera è uno dei paesi economicamente più avanzati del mondo, nonostante la mancanza di risorse minerarie e di aree territoriali coltivabili: il suo successo economico è da attribuire al fatto che ha saputo sfruttare al massimo tutte le proprie risorse. Inoltre la stabilità del governo, insieme a una politica estera di neutralità e di non allineamento, ha fornito garanzie tali da determinare l'affluenza nelle banche svizzere di ingenti quantità di denaro estero. 
Nel settore agricolo prevale la cerealicoltura, soprattutto frumento, orzo, largamente utilizzato nell'industria della birra, e, nelle zone montane, la segale. Buona è la produzione della patata, che bene si adatta alle asperità del territorio, e la frutticoltura, nel Mittelland. Diffusa è la coltivazione della vite, sulle sponde collinari, che fornisce quantità di vino modeste, ma di buona qualità. Notevole è anche la produzione di legname, anche se l'industria, per salvaguardare il patrimonio ambientale, sfrutta solo in parte il prodotto locale e ricorre spesso all'importazione della materia prima. 
Grande rilevanza riveste l'allevamento soprattutto dei bovini, di razze selezionate e allevate con tecniche notevolmente perfezionate: ciò dà vita a un'industria casearia assai prospera (formaggi, latte condensato, farine lattee) e a una non meno rinomata industria dolciaria (famosa per il cioccolato). 
Diffusamente praticata è la pesca, che fornisce buone quantità di lucci e coregoni nei laghi, trote nei fiumi alpini, salmone nel Reno. 
Modestissime sono le risorse minerarie, ma il paese può contare su un ingentissimo potenziale idroelettrico che ha favorito un'industrializzazione su vasta scala. 
Notevoli sono le industrie meccaniche, elettromeccaniche ed elettroniche, quelle che forniscono strumenti di precisione e, soprattutto, orologi, il prodotto svizzero per eccellenza. 
Di recente impianto, ma già affermatissima, è l'industria chimica (farmaci, coloranti per l'industria tessile, materie plastiche). 
Antica è invece l'industria tessile, soprattutto il settore cotoniero e della seta (Cantoni di Zurigo e di Basilea): rinomati sono anche i merletti e i ricami (San Gallo, Lauterbrunnen). 
Una voce fondamentale nell'economia elvetica è costituita dal turismo. 
STORIA Nell'età del ferro, si sviluppano le civiltà di Hallstatt e di La Tène. Solo nel 58 a. C. gli elvezi sono sconfitti da Cesare e Roma sottomette la regione. Al disfacimento dell'impero romano la Svizzera viene invasa dai burgundi e dagli alemanni. Fra il VII e il IX sec. la Svizzera viene cristianizzata. 
Nell'888 il paese entra a far parte del regno di Borgogna e nel 1032, unitamente alla Borgogna, viene integrato nel Sacro Romano Impero. Alla fine del XIII sec., in circostanze divenute leggendarie (Guglielmo Tell), i cantoni difendono le loro libertà. Nel 1291 i tre cantoni forestali (Waldstatte) si alleano in un patto perpetuo: è l'atto di nascita della confederazione svizzera. Nel 1315 i cantoni infliggono al duca d'Austria Leopoldo I la sconfitta di Morgarten e nel 1353 la confederazione comprende otto cantoni dopo l'adesione di Lucerna (1332), Zurigo (1351), Glaris, Zoug (1352) e Berna. Nel 1386 le città e le comunità montane riportano la vittoria di Sempach, dopo la quale riescono gradualmente a eliminare l'Austria dai suoi possedimenti in Svizzera. Nel 1476 la confederazione, sostenuta da Luigi XI, sconfigge Carlo il Temerario a Grandson e a Moratt e nel 1499 Massimiliano I firma la pace di Basilea con i confederati; il Sacro Romano Impero esercita ormai solo una sovranità nominale. Nel 1513 la confederazione è costituita da tredici cantoni, dopo l'adesione di Soletta e Friburgo (1481), Basilea e Sciaffusa (1501) e quindi di Appenzell (1513). Nel 1519 la riforma viene introdotta a Zurigo da Zwingli, ma nel 1531 i cattolici battono i protestanti a Kappel e si stabilisce un equilibrio tra i cantoni: sette sono cattolici, quattro riformati e due misti. Nel 1648 i trattati di Westfalia riconoscono per diritto l'indipendenza della confederazione. 
Nel 1798 il Direttorio impone una repubblica elvetica che diventa ben presto ingovernabile e nel 1803 l'atto di mediazione, che ricostituisce l'organizzazione confederata, è ratificato da Bonaparte, ma nel 1813 l'atto viene abrogato. Nel 1815 ventidue cantoni, tra i quali quelli del Vallese, di Neuchatel e di Ginevra, firmano il patto federale. Con il congresso di Vienna, viene riconosciuta la neutralità della Svizzera. Nel 1845 sette cantoni cattolici formano una lega, la Sonderbund, che viene repressa militarmente e nel 1848 una nuova costituzione instaura uno stato federale, dotato di un governo centrale che risiede a Berna. Nel 1874 viene introdotto il diritto di referendum e nel 1891 viene introdotto anche il diritto di iniziativa popolare. La Svizzera resta neutrale in entrambi i conflitti mondiali. 
Nel 1979 viene creato un nuovo cantone di lingua francese, il Giura. Nel maggio del 1992 gli svizzeri si pronunciano, con un referendum, per l'adesione del loro paese al FMI e alla Banca Mondiale. Parallelamente, il governo presenta una richiesta di adesione alla CEE. Il 9 dicembre 1998, per la prima volta nella sua storia, la Svizzera elegge una donna come capo di stato, Ruth Dreifuss, 58 anni, socialista, già ministro degli Interni. 
Abitanti-7.040.000 
Superficie-41.288 km2 
Densità-170,5 ab./km2 
Capitale-Berna 
Governo-Repubblica federale parlamentare divisa in 26 stati 
Moneta-Franco svizzero 
Lingua-Tedesco, francese, italiano, romancio, ladino 
Religione-Protestante e cattolica 

\svìzzero, agg. e sm. (f.-a) agg. Della Svizzera. guardia svizzera, corpo militare che protegge il papa. 
sm. 1 Abitante della Svizzera. 2 Soldato della guardia svizzera. 
  agg. e sm. Swiss. 

\svogliàre, v. v. tr. Togliere l'entusiasmo, la voglia. 
v. intr. pron. Perdere l'interesse. ~ stufarsi. 

\svogliatàggine, sf. L'essere costantemente svogliato. 

\svogliatézza, sf. L'essere svogliato. 

\svogliàto, agg. Senza voglia, che non mostra impegno. ~ abulico, apatico. <> attivo, efficiente. 
  agg. listless. 

\svolacchiàre, v. intr. Volare per brevi tratti, ondeggiando vistosamente. 

\svolazzaménto, sm. L'atto di svolazzare. 

\svolazzànte, agg. Che svolazza. 

\svolazzàre, v. intr. 1 Volare, ondeggiando senza alcuna direzione. 2 Essere agitato dal vento. 
  v. intr. to flutter. 
  da s-+ deriv. da volare. 

\svolazzìo, sm. Lo svolazzare continuato. 

\svolàzzo, sm. 1 Svolazzamento. 2 Ciò che svolazza. 3 Ornamento. 

\svòlgere, v. v. tr. 1 Distendere, spiegare ciò che è arrotolato. 2 Trattare, sviluppare in modo esteso e dettagliato. ~ elaborare. aveva svolto una tesi molto interessante in quel campo innovativo. 3 Compiere, eseguire. svolgeva un lavoro di routine
v. intr. pron. 1 Spiegarsi. 2 Accadere. si stava svolgendo in quel momento la riunione del consiglio dei ministri. 
  v. tr. 1 (eseguire) to carry out, to do. 2 (srotolare) to unroll. 3 (filo) to unwind. 4 (argomento) to develop. v. intr. pron. 1 to go on, to develop. 2 (avere luogo) to take place. 
  da s-+ volgere

\svolgiménto, sm. 1 Lo svolgere o svolgersi. 2 Esposizione, trattazione scritta riguardo un determinato argomento. 
  sm. 1 development. 2 (andamento) course. 3 (esecuzione) execution. 

\svòlta, sf. 1 L'atto di svoltare. non poteva effettuare la svolta a sinistra perché era vietato. 2 Il punto in cui una strada svolta. 3 Grande cambiamento. quella partita segnò la svolta nella sua carriera
  sf. 1 bend, turn. 2 (fig.) turning point. 
  deriv. da svoltare

\svoltàre, v. v. tr. Levare da un avvolgimento, svolgere. 
v. intr. Cambiare direzione, curvare. 
  v. intr. to turn. 

\svòlto, sm. Svolta, curva. 

\svoltolàre, v. tr. Rivoltare più volte. 

\SVP Sigla di Südtiroler Volkspartei (partito popolare sudtirolese). 

\svuotaménto, sm. L'atto di svuotare o svuotarsi. 

\svuotàre, v. tr. 1 Vuotare del contenuto. <> riempire. 2 Privare del significato. 
  v. tr. to empty. 

\swahili, agg. e sm. invar. sm. Lingua bantu, scritta in caratteri arabi a partire dal XVI sec., che si parla nell'isola di Zanzibar e lungo le coste del Tanganica. 
sm. pl. Popolazione africana derivata da una mescolanza di genti arabe, bantu e paleonegritiche, stanziata nelle regioni costiere di Kenia, Tanzania e Mozambico. Hanno in comune la lingua e le tradizioni. 

\Swansea Città (168.000 ab.) della Gran Bretagna, capoluogo della contea di West Glamorgan, nel Galles. 

\swap Letteralmente significa scambio. In informatica indica l'operazione mediante la quale il sistema operativo carica in memoria centrale una pagina. 

\swazi Popolazione dell'Africa del nord che costituisce uno dei maggiori cinque gruppi Nguni. È composta da agricoltori e da allevatori stanziati in prevalenza dell'odierno Swaziland. 

\Swaziland Monarchia costituzionale dell'Africa meridionale (stato indipendente nell'ambito del Commonwealth). Esso è inserito nel territorio della repubblica Sudafricana e confina appunto con quest'ultima e col Mozambico. 
Il territorio, prevalentemente montuoso, si estende su un breve tratto della scarpata orientale dei Drakensberg, nell'Altopiano Sudafricano. Si distinguono fondamentalmente 3 zone parallele: quella occidentale, situata a 1.200 m di altitudine media, è prevalentemente coperta da foreste; quella centrale corrisponde a una zona collinare, densamente popolata e favorevole alle coltivazioni in genere; quella orientale, infine, si estende a una quota di 150-300 m, è ricoperta da savane e da terreni piuttosto fertili. 
I principali corsi d'acqua dello Swaziland scendono dal versante orientale del Transvaal e, dopo un ultimo tratto in territorio mozambicano, sfociano nell'oceano Indiano; tra questi, i maggiori sono l'Imbuluzi e l'Usutu. 
L'altitudine riesce spesso a mitigare le temperature, ma durante l'estate, soprattutto nella fascia più bassa, esse sono notevolmente elevate. Le precipitazioni sono concentrate nella stagione estiva e sono piuttosto copiose sui rilievi. 
La popolazione, costituita quasi esclusivamente da swazi, vive soprattutto in villaggi, in capanne disposte a circolo intorno al recinto del bestiame; le città ospitano prevalentemente popolazione non africana. I maggiori centri sono Mbabane, la capitale, Matsafa e Manzini. 
Assolutamente fondamentale per l'economia dello Swaziland è l'agricoltura: essa fornisce cereali (soprattutto mais, quindi riso e sorgo), patate dolci, numerosi prodotti ortofrutticoli, in particolare agrumi, banane, ananas, in larga parte esportati. 
Assai fiorente è l'agricoltura commerciale; la coltivazione della canna da zucchero è fondamentale per l'economia insieme a quella del cotone e del tabacco. In mano ai coloni bianchi, come l'agricoltura commerciale, è lo sfruttamento delle foreste, con buoni quantitativi di legname, in parte esportato. 
Attività tipica degli swazi è invece l'allevamento, in cui prevalgono bovini, caprini, volatili da cortile. 
Ottime le risorse minerarie, soprattutto amianto, quindi carbone, stagno, oro. A livello industriale, prevale il settore della trasformazione dei prodotti agricoli e forestali, con zuccherifici, birrifici, conservifici di frutta e carne, segherie, impianti per la sgranatura del cotone. 
STORIA Regno bantu fondato nel 1815, lo Swaziland passa nel 1902 sotto protettorato britannico. Nel 1968 diventa indipendente. A Sobhuza II, proclamato re nel 1921, riconosciuto dalla Gran Bretagna nel 1967 e deceduto nel 1982, succedono la regina Ntombi (1983-1986) e quindi Mswati III. 
Abitanti-910.000 
Superficie-17.364 km2 
Densità-52,4 ab./km2 
Capitale-Mbabane 
Governo-Monarchia costituzionale 
Moneta-Lilangeni 
Lingua-Inglese e seSwati, zulu 
Religione-Cristiana e animista 

\Swedenborg, Emanuel (Stoccolma 1688-Londra 1772) Mistico svedese. Tra le opere Arcana coelestia (1747-1758 e 1796) e De coelo et inferno (1758). 

\Sweelinck, Jan (Deventer 1562-Amsterdam 1621) Compositore fiammingo. Autore di composizioni per organo e clavicembalo. 

\Sweezy, Paul (New York 1910-Larchmont, New York 2004) Economista statunitense. Diffuse la conoscenza del pensiero marxista nel mondo anglosassone con Teoria dello sviluppo capitalistico (1942) e Capitale monopolistico (1966, con A. Baran). 

\Swift, Jonathan (Dublino 1667-1745) Scrittore irlandese, fu una figura di spicco della vita politica e letteraria fino al 1714, anno in cui si verificò la caduta dei tory, partito per i quali lasciò in passato i whig. Tornato in Irlanda, compì viaggi a Londra e in giro per il mondo, cercando di captare quanto più gli era possibile della vita sociale di ogni paese. Il suo capolavoro, I viaggi di Gulliver (1726), è il romanzo nel quale espone tutte le analisi compiute sul sistema sociale; si tratta di un'opera satirica, spietatamente scagliata contro le istituzioni politiche e sociali inglesi, la religione, la scienza e la filosofia del suo tempo, nella quale emerge con fervore tutta la sua misantropia. Altri saggi sono Lettere del drappiere (1724), Modesta proposta (1729), La battaglia dei libri (1704) e Il racconto della botte (1704); scrisse anche opere in versi, quali Cadeno e Vanessa (1726) e Il giorno del giudizio (1731). 

\Swinbourne, Algernon Charles (Londra 1837-Putney, Londra 1909) Poeta. Tra le opere Poesie e ballate (1866) e Canti antelucani (1871). 

\swing, sm. invar. 1 Ritmo che caratterizza la musica jazz. 2 Forte colpo dato nel pugilato. 3 Movimento ondulatorio di assestamento che precede il colpo, nel golf. 
Nel jazz è una particolare disposizione degli accenti sui tempi deboli o su tutti i tempi di una battuta, che comporta un'esecuzione pulsante ed elastica. Il termine indica il periodo, nella storia jazz, che va dagli anni 1930 agli anni 1940, durante i quali tale tecnica era molto diffusa; risalgono a tale periodo le più famose orchestre jazz statunitensi, quali quelle di Benny Goodman, Glenn Miller, Count Basie. 

\switch, sm. invar. Interruttore. 

\swollen shoot, loc. sost. m. invar. Malattia virale che colpisce l'albero del cacao e provoca gravi danni alle piantagioni. 

\Syagrus, sm. invar. Genere di piante arboree inermi con corona apicale di fronde pennatifide. 

\Syberberg, Hans-Jürgen (Nossendorf 1935-) Regista cinematografico tedesco. Diresse Ludwig (1972), Hitler (1978), Parsifal (1982) e La notte (1985). 

\Sycon, sm. invar. Genere di Spugne Calcisponge di tipo sycon. Appartiene alla famiglia dei Sicettidi. 

\sycon, sm. invar. Tipo di organizzazione delle Spugne calcaree in cui i coanociti sono localizzati entro diverticoli della cavità gastrovascolare senza rivestirla tutta. 

\Sydenham, Thomas (Wyndford Eagle 1624-Londra 1689) Medico inglese. Descrisse le febbri malariche e la gotta. 

\Sydney Città (3.596.000 ab.) dell'Australia, capitale del Nuovo Galles del Sud. Si estende dalla baia di Port Jackson fino alla sponda settentrionale della Botany Bay. Principale centro industriale, commerciale e finanziario del paese è sede delle maggiori compagnie nazionali. Il porto è tra i più attivi dell'Australia per l'esportazione dei prodotti dell'agricoltura e dell'allevamento (lana, carni e frumento) dello Stato ed è dotato di imponenti cantieri navali affiancati da grandi complessi siderurgici, petrolchimici, tessili, metallurgici, alimentari (caseifici), del legno e aeronautici. Sede di un aeroporto, di un'università, di vari istituti culturali ed educativi, del museo australiano, della biblioteca di stato (raccolta di quasi 2.000.000 di volumi), di numerosi giardini botanici e parchi (tra cui il Centennial Park), della cattedrale anglicana e cattolica e del teatro dell'Opera House. La popolazione è prevalentemente di origine inglese e irlandese. Fondata nel 1788 come colonia penale dal capitano inglese Arthur Phillip (venne avvistata dall'esploratore J. Cook nel 1770), fu il primo insediamento europeo in Australia. Dopo la scoperta dell'oro (1851) nello stato sudorientale di Victoria, la popolazione della città aumentò rapidamente. Durante la guerra del Pacifico, divenne importante base aerea e navale per gli alleati. 

\Sydow, Max von (Lund 1929-) Attore svedese. Esordì nel 1951 e lavorò in teatro sotto la guida del grande Ingmar Bergman. Conosciuto in Italia come interprete impeccabile di numerosi film dello stesso I. Bergman. Tra le intepretazioni, Il settimo sigillo, La fontana della vergine, Come in uno specchio, L'ora del lupo, L'adultera di I. Bergman; La più grande storia mai raccontata (1964) di G. Stevens; I tre giorni del condor (1975) e Il volo dell'aquila (1982). 

\Syktyvkar Città (232.000 ab.) della Russia nordoccidentale, sul fiume Vicegda. Capoluogo della repubblica autonoma dei Comi. 

\Sylhet Città (167.000 ab.) del Bangladesh, sul fiume Surma. 

\Sylos Labini, Pàolo (Roma 1920-Roma 2005) Economista. Tra le sue opere, Oligopolio e progresso tecnico (1957), Saggio sulle classi sociali (1974), Nuove tecnologie e disoccupazione (1989), La crisi italiana (1995). 

\Sylphides, Les Balletto di M. Fokine (San Pietroburgo, 1908). 

\Sylt Isola (23.000 ab.) della Germania, nel mar del Nord. Fa parte delle isole Frisone settentrionali. 

\Sylvester, James Joseph (Londra 1814-1897) Matematico inglese. Fondò la teoria degli invarianti algebrici con A. Cayley. 

\Sylvia ou la nimphe de Diane Balletto in tre atti e quattro quadri di J. Barbier e Reinach, musica di L. Delibes (Parigi, 1876). 

\Symphonie pour l'homme seul Balletto di M. Béjart, musica di P. Schaeffer e P. Henry (Parigi, 1955). 

\Symphysodon, sm. invar. Genere di Pesci Perciformi cui appartiene il pesce Pompadour o pesce disco che vive nelle acque dolci dell'Amazzonia. Appartiene alla famiglia dei Ciclidi. 

\sympòsium, sm. Simposio. 

\Synge, John Millington (Rathfarnham, Dublino 1871-Dublino 1909) Drammaturgo irlandese. Tra le opere Cavalcata a mare (1904) e Il furfantello dell'Ovest (1907). 

\Synge, Richard Laurence Millington (Rathfarnham 1914-Dublino 1994) Biochimico inglese. Compì importanti studi di cromatografia e nel 1952, con J. Martin, fu insignito del premio Nobel. 

\Syntomis, sm. invar. Genere di Insetti Lepidotteri Eteroneuri. Sono farfalle diurne che sembrano degli Imenotteri. Appartiene alla famiglia degli Arctiidi o dei Sintomidi. 

\Syracuse Città (170.000 ab.) degli USA, nello stato di New York, sul canale Erie. 

\Syrdarja Fiume (2.206 km) dell'Asia centrale, formato dalla confluenza dei due rami Karadarja e Naryn. Sfocia nel lago d'Aral. 
Syrdarja 
Provincia (580.000 ab.) dell'Uzbekistan, al confine con il Kazakistan. Capoluogo Gulistan. 

\sysop Nel linguaggio informatico indica un operatore addetto alla manutenzione del sistema. 

\Systema Naturae Opera scientifica di C. Linneo (1758-1759). 

\Syzran Città (175.000 ab.) della Russia, nella provincia di Samara, sul fiume Volga. 

\Szabó, Istv´n (Budapest 1938-) Regista cinematografico ungherese. Diresse Il padre (1976) e Mephisto (1981). 

\Szabolcs-Szatm´r-Bereg Contea (566.000 ab.) dell'Ungheria nordorientale, al confine con l'Ucraina e la Romania. Capoluogo Nyíregyh´za. 

\szajbélyite, sf. Borato di magnesio che forma miscele isomorfe con la sussexite. 

\Szasz, Thomas Stephen (Budapest 1920-) Psicoanalista ungherese, appartenente al cosiddetto movimento antipsichiatrico. Sostenitore dell'artificiosità dei concetti di follia e normalità al servizio del conformismo sociale. Tra le sue pubblicazioni, Il mito della malattia mentale (1961), I manipolatori della pazzia (1970), Sesso a tutti i costi (1980) e Compassione crudele (1994). 

\Székesfehérv´r Città (109.000 ab.) dell'Ungheria, capoluogo della contea di Fejér. 

\Szent-Györgyi, Albert (Budapest 1893-Woods Hole 1986) Biochimico statunitense. Compì importanti studi sulla vitamina C e nel 1937 fu insignito del premio Nobel. 

\Szilard, Leo (Budapest 1898-San Diego 1964) Fisico statunitense. Di origine ungherese, collaborò agli studi che portarono alla realizzazione della prima bomba atomica. 

\Szolnok Città (81.000 ab.) dell'Ungheria, sul fiume Tibisco. Capoluogo della contea di J´sz-Nagykun-Szolnok. 

\Szombathely Città (85.000 ab.) dell'Ungheria, presso il confine con l'Austria. Capoluogo della contea di Vas. 

\Szymanovki, Karol (Timosovka 1882-Losanna 1937) Compositore polacco. È autore, tra l'altro, di opere, musica sinfonica e da camera. 

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