Rapporti tra matematica e arte nell'insegnamento secondario superiore
Il ruolo della prospettiva nelle arti pittoriche

A cura di Ludovica Gandolfo


Introduzione

Studiare il ruolo della prospettiva nelle arti pittoriche, di fatto, vuol dire addentrarsi in tre discipline differenti:

la matematica
l'arte
la filosofia
.

Questa affermazione è comprovata dagli stessi studiosi che trattarono questo problema.
Si occuparono di prospettiva: Leonardo, l'artista scienziato per eccellenza, che si interessò in particolare delle deformazioni prospettiche legate alla natura fisiologica della nostra visione (si vedano le figure seguenti, che verranno commentatate più avanti).

Se ne occuparono artisti come L.B. Alberti e Brunelleschi, che erano soprattutto architetti, fino ad arrivare a Piero della Francesca, che presentò in maniera sistematica tecniche prospettiche che nei decenni precedenti si erano sviluppate e tramandate in modi "artigianali".

Infine è divenuta oggetto di studio di matematici in senso stretto, primo fra tutti Desargues, che ha individuato nelle regole prospettiche l’origine di un nuovo ambiente in cui studiare le proprietà geometriche:  lo spazio proiettivo.

In questo ipertesto si cerca di mantenere questo intreccio tra aspetti matematici, artistici e filosofici, seguendo lo spirito proposto da E.Panofsky nel suo articolo "La prospettiva come forma simbolica". In particolare, attraverso una lettura, da più punti di vista, di una opportuna selezione di opere d'arte, vedremo come l’intrecciarsi di queste discipline abbia dato luogo a una interpretazione più generale del concetto di prospettiva, non unicamente legato alla prospettiva centrale rinascimentale.

Raffrontando le diverse concezioni prospettiche presenti nei vari periodi storici sorgono interrogativi quali:

perché i Greci non superarono la barriera costituita dallo spazio discreto, ossia la concezione di una composizione artistica come somma di figure in cui lo sfondo non ha un significato spaziale?

domande che non trovano una risposta nella matematica o nell’arte, ma nella visione più generale delle cose, nella complessità del pensiero, nella filosofia.

Tener conto di questo intreccio motiva e facilita anche la comprensione di concetti geometrici astratti (quelli della geometria proiettiva) che, se non ci si riferisce alla loro genesi "artistica" e ai loro intrecci con le tecniche del disegno, possono risultare ostici e freddi all'apprendimento (perché considerare i punti impropri? come è possibile che due rette parallele abbiano un "punto" in comune? … ). L'ipertesto si presta, quindi, anche ad essere impiegato per attività didattiche relative all'insegnamento della matematica o per attività didattiche di natura interdisciplinare.

Nota. Molte immagini presenti nell'ipertesto sono "cliccabili", dando luogo all'ingrandimento delle immagini stesse o a collegamenti con altre pagine.

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